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Etienne-Louis Boullée
- Nato: 12.2.1728, Parigi, Francia
- Morto: 4.2.1799, Parigi, Francia
- Bibliografia: Pubblicazioni
- Sito ufficiale: Non disponibile
- © Immagine: Non disponibile
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Etienne-Louis Boullée naque a Parigi il 12 febbraio del 1728 da Claude_Louis, esperto architetto del re, e da Marie-Louise Boucher.
Per volontà del padre intraprese la professione di architetto ed iniziò il suo apprendistato come pittore presso lo studio di Jean-Baptiste Pierre.
Il giovane Etienne si rivelò subito un abile pittore, ma la sua strada fu condizionata dal padre che lo volle architetto.
Dopo avere frequentato gli sudi di Jacques-François Blondel (1705-1774, fondatore dell'École des Arts di Parigi nel 1743 e collaboratore dell'Encyclopédie di Diderot) nel 1746 iniziò a lavorare da Germain Boffrand (1667-1754) e da altri architetti di quel periodo.
Nel 1746 all'età di 18 anni divenne insegnante all'École des Ponts a Parigi.
Nel 1762, dopo aver presentato una prospettiva per il progetto della Zecca Reale, venne ammesso all'Accademia Reale di Architettura come membro di seconda classe, e nel 1777 fu candidato come membro di prima classe.
Tra il 1780 e il 1790 eseguì diversi lavori ma mai quei grandi progetti che lo resero famoso e che sono visibili unicamente sulla carta.
Paradossalmente, la sua ambizione giovanile di diventare pittore, repressa dal padre, la realizzò unicamente nei suoi disegni di architettura che vanno oltre la rappresentazione tecnica.
L'amore per la pittura diventa anche una fonte d'ispirazione per l'architettura. La "Scuola di Atene" di Raffaello, ad esempio, dipinta dal grande maestro di Urbino per le Stanze Vaticane poco prima della sua morte avvenuta nel 1520 a soli 37 anni, ha un legame ben definito con un progetto di Boullée, per sua stessa ammissione. Egli infatti per il progetto della nuova sala della Biblioteca Nazionale di Parigi del 1784 si immaginò lo spazio della scuola di Atene di Raffaello.
L'architettura di Boullée è rivoluzionaria; le forme proposte ed utilizzate in maniera pura e grandiosa (tronchi di cono, sfere, piramidi, cilindri, ecc.) sono innovative per l'epoca.
Nel suo trattato "Architettura. Saggio sull'arte" formalizza la sua pratica di architetto, asserendo in maniera decisa che è fondamentale fare una distinzione tra architettura e tecnica della costruzione: "… la vera architettura nasce dall'ispirazione, mentre la costruzione non è che un procedimento tecnico".
Boullée affermava di essere l'inventore "dell'architettura delle ombre e delle tenebre". Questa "Architecture des ombres", pensata al chiaro di luna, è stata sviluppata sotto i "lumi" della ragione con una grande fede nel progresso della civiltà.
Etienne-Louis Boullée è considerato assieme a Claude-Nicolas Ledoux e Jean-Jaques Lequeu tra i principali architetti visionari del diciottesimo secolo.
La sua opera costruita è scarsa o manomessa, i suoi progetti monumentali che all'epoca non hanno avuto fortuna sono tutt'oggi, assieme al suo trattato "Architettura. Saggio sull'arte" una pietra miliare nella storia dell'architettura.
Boullée morì a Parigi nel 1799 all'età di 71 anni (D.G. 98)
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«Prevedibilità dell'oggetto, imprevedibilità della vita.» Paulo Mendes da Rocha