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Nuovo capitolo della vicenda legata al divieto imposto dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) alle attività di Pilatus in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato un procedimento penale contro ignoti, a seguito di una denuncia dello stesso DFAE. Lo ha riferito questo pomeriggio la radio SRF.
L'inchiesta si concentra sulla presunta violazione da parte del costruttore di aerei nidvaldese dell'obbligo di notifica previsto dalla legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all'estero (LPSP), entrata in vigore nel 2015.
Alla fine di giugno, la Direzione politica del DFAE ha annunciato di aver vietato a Pilatus le attività nei due Paesi arabi, coinvolti nella sanguinosa guerra in Yemen, dopo aver esaminato i servizi di supporto offerta dalla società, tra cui l'assistenza tecnica, la gestione dei pezzi di ricambio e la risoluzione dei problemi relativi al velivolo PC-21 e ai simulatori. Stando al dipartimento, queste operazioni rappresentano un sostegno a forze armate e sono quindi soggette all'obbligo di notifica. A causa dell'emergere di indizi secondo cui Pilatus non ha rispettato questo dovere, il DFAE ha sporto denuncia presso l'MPC.
Al costruttore elvetico sono stati concessi 90 giorni per ritirarsi da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La settimana scorsa, Pilatus ha reso noto che ricorrerà al Tribunale amministrativo federale (TAF) contro la decisione. L'azienda vuole anche ottenere l'effetto sospensivo.