Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01204.jsonl.gz/900

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Theresa May (foto d'archivio)
Keystone/EPA/ANDY RAIN(sda-ats)
Altro ostacolo superato per il governo di Theresa May sulla strada dell'approvazione della legge sul via libera al negoziato con Bruxelles per una Brexit che la premier afferma di volere senza se e senza ma.
Ieri sera la Camera dei Lord ha infatti respinto con un risultato più netto delle attese un emendamento immaginato per vincolare l'esecutivo a cercare di rimanere nel mercato unico pur divorziando dall'Ue.
Il provvedimento è stato bocciato con 299 no contro 136 sì. A favore ha votato una pattuglia di laburisti guidati dal vecchio blairiano lord Mandelson secondo cui uscire dal mercato unico sarà "un disastro per l'economia del Regno Unito".
Ma altri esponenti dell'opposizione, più vicini all'attuale leader del Labour, Jeremy Corbyn, hanno rifiutato d'associarsi giudicando l'emendamento velleitario. 'No' compatto, poi, da tutti i lord conservatori tranne uno: a dispetto della requisitoria fatta nel pomeriggio contro il divorzio dall'Unione dall'ex premier John Major, che ha parlato di "errore storico" e ha messo in guardia il governo May contro i suoi toni da "hard Brexit".
SDA-ATS