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Senza la dovuta preparazione fisica, tre scalatori su quattro rischiano un edema polmonare da alta quota. Lo dimostra uno studio condotto sul Monte Rosa.
Amanti della montagna e delle arrampicate ad alta quota, fate attenzione: per affrontare un'ascesa impegnativa ci vuole il fisico adatto, allenamento e tanta cautela. Il rischio, in caso contrario, è di compromettere la salute dei polmoni.
Tre alpinisti su quattro rischiano l'edema polmonare
Tre alpinisti su quattro che affrontano i 4.559 metri del Monte Rosa manifestano sintomi di edema polmonare da alta quota: ridotta capacità respiratoria, tosse e senso di costrizione al torace. Lo dimostra una ricerca internazionale descritta sull'ultimo numero della rivista medica "The Lancet".
Un gruppo di 262 volontari scalatori è stato sottoposto a una serie di esami prima di affrontare la salita del Monte Rosa, un'ora dopo l'arrivo sulla vetta e ventiquattro ore dopo l'impresa.
Ricercatori italiani e americani che hanno visitato gli alpinisti hanno riscontrato, al termine della salita, una lieve forma di edema polmonare nel 56% dei casi e una forma più seria, con accumulo di liquido nei polmoni, nel 15% dei casi. Un partecipante è stato soccorso durante la scalata e riportato a valle per una crisi grave.
Il rischio edema è maggiore di quanto si pensasse
L'edema polmonare da alta quota è un disturbo ben documentato, dovuto all'aumento della pressione delle arterie che attraversano i polmoni, e nei casi più gravi può essere fatale se il paziente non viene prontamente curato.
Finora si riteneva che corressero rischi solo le persone predisposte, quelle con problemi polmonari o cardiovascolari preesistenti. Lo studio condotto sul Monte Rosa dimostra invece che il disturbo colpisce, seppure in forma lieve, un'alta percentuale di scalatori, anche se alla partenza si trovano in perfette condizioni di salute.
Visita medica prima di affrontare la montagna
Le analisi condotte sui 262 volontari hanno dimostrato che solo i soggetti con un volume polmonare superiore alla norma hanno affrontato lo sforzo ad alta quota senza problemi, mentre il volontario che ha dovuto interrompere l'ascesa aveva un volume polmonare inferiore alla media.
Il consiglio di George Cremona, lo pneumologo italiano che ha condotto l'esperimento, è di sottoporsi ad un esame medico per valutare il proprio volume polmonare prima di dedicarsi all'alpinismo, allenarsi adeguatamente prima di un'escursione impegnativa e salire poco alla volta quando si supera la quota di 2.500 metri.
Maria Cristina Valsecchi