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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 32a della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) chiede che chi produce rifiuti provveda a finanziarne lo smaltimento mediante emolumenti o altre tasse. Nello stabilirne l'ammontare, vanno presi in considerazione segnatamente il genere e la quantità dei rifiuti conferiti allo smaltimento. In adempimento a tali premesse giuridiche, circa il 70% della popolazione svizzera paga lo smaltimento dei rifiuti - integralmente o parzialmente - mediante tasse conformi al principio di causalità: si tratta di tasse proporzionali al volume di rifiuti prodotti (tassa sul sacco) oppure al peso. Tali tasse costituiscono un incentivo efficace per i consumatori a raccogliere separatamente le frazioni di rifiuti che si prestano ad essere riciclate (carta straccia, vetro, ecc.) e a conferirle al riciclaggio. Allo stesso tempo li stimolano a preferire, già al momento dell'acquisto, imballaggi che producono pochi rifiuti o beni di lunga durata. Una certa selezione all'acquisto si ripercuote sull'assortimento della merce offerta dal grossista sino alla configurazione dei prodotti stessi.</p><p></p><p>Le basi giuridiche della legge sulla protezione dell'ambiente danno ai Cantoni un ampio margine di manovra in materia d'applicazione. In tal modo, combinandola opportunamente con tasse di base, la tassa sul sacco vera e propria può essere mantenuta ad un livello basso e generalmente accettabile. Una vasta di raccolte separate ne accresce l'accettazione. L'UFAFP, in collaborazione con i Cantoni, sta attualmente preparando un'istruzione per organizzare in maniera adeguata il sistema di riscossione delle tasse nel settore dei rifiuti in osservanza al principio di causalità. Inoltre, l'articolo 32a della LPAmb prevede anche una regolamentazione eccezionale che consente una deroga a quest'ultimo principio, segnatamente nel caso in cui la sua applicazione potesse mettere in pericolo lo smaltimento dei rifiuti urbani rispettoso dell'ambiente. In pratica però, potrà trattarsi in genere d'eccezioni limitate nel tempo e nello spazio.</p><p></p><p>L'impiego su larga scala, nello smaltimento dei rifiuti, di tasse conformi al principio di causalità ha contribuito a regalare alla Svizzera risultati di spicco, in rapporto ai Paesi esteri, nella raccolta separata e nel riciclaggio della carta, del vetro usato, dei rifiuti compostabili nonché delle bottiglie in PET, ecc. Secondo l'esperienza, dopo l'introduzione di tasse fondate sul principio di causalità, la quantità d'immondizia mista diminuisce del 10% circa, mentre la quantità dei rifiuti raccolti riciclabili aumenta proporzionalmente. Le tasse conformi al principio di causalità, quindi, sono completamente efficaci quando si tratta di isolare meglio le frazioni riciclabili dei rifiuti. Grazie a simili tasse, per diversi prodotti si sono affermati anche le ricariche ecologiche o imballaggi molto leggeri. Le tasse fondate sul principio di causalità hanno pertanto contribuito, anche se in misura limitata, alla riduzione del quantitativo totale di rifiuti e sostanze riciclabili.</p><p></p><p>Le strade e le piazze cittadine insudiciate dalla spazzatura gettata per terra stanno diventando sempre più un problema. Tuttavia, la tassa sul sacco non è l'unica responsabile di questo comportamento in palese contraddizione con le prescrizioni. Anche regioni che non l'hanno introdotta lamentano un'aumentata sporcizia di strade e piazze riconducibile ai rifiuti. Le cause di questo fenomeno chiamato "littering" sono svariate; fra le principali si annoverano le nuove abitudini di vita, l'uso di consumare i cibi per strada, oppure il disprezzo verso gli spazi pubblici.</p><p></p><p>L'incenerimento selvaggio di rifiuti contribuisce ad inquinare fortemente l'ambiente. Anche in questo caso, la tassa sul sacco non può essere ritenuta la causa principale. Bruciare i rifiuti nel proprio giardino, o nel caminetto di casa, nonché sui cantieri figuravano già prima dell'introduzione della tassa sul sacco fra i problemi ambientali maggiormente diffusi.</p><p></p><p>Il principio di causalità da applicarsi ai costi delle misure di protezione dell'ambiente è oggi fissato nell'articolo 74 della Costituzione federale e nell'articolo 2 della LPAmb. È fondamentalmente difficile finanziare lo smaltimento dei rifiuti secondo il principio di causalità senza ricorrere alla tassa sul sacco o proporzionale al peso. Sul piano puramente teorico sarebbe ipotizzabile applicare fin dall'inizio delle cosiddette tasse di smaltimento anticipate su ogni nuovo prodotto messo in circolazione. In pratica però è difficile stabilire tasse di smaltimento differenti per i circa 100'000 diversi articoli proposti oggi da un solo grande magazzino. Ciò vale già per i beni d'uso quotidiano, ma ancor più per i beni di lunga durata per i quali i costi di smaltimento sarebbero determinanti nello stabilire l'ammontare delle tasse. Un sistema di finanziamento che si basa in genere su tasse di smaltimento anticipate non può essere approvato, se non altro per motivi di fattibilità. Inoltre, con un sistema simile non s'incentiverebbero più i consumatori ad utilizzare le raccolte separate.</p><p></p><p>In considerazione degli indubbi vantaggi delle tasse sui rifiuti conformi al principio di causalità, il Consiglio federale ritiene opportuno ridurre - mediante misure adeguate - gli effetti negativi, parzialmente esistenti, legati a questo sistema di finanziamento. In primo luogo occorre configurare le regolamentazioni sulle tasse in modo tale che siano flessibili e adeguate alle condizioni locali. Per combattere il fenomeno del "littering", è indispensabile che, nello spazio pubblico, le possibilità di smaltimento dei rifiuti (ossia i cestini dell'immondizia) siano adattate alle esigenze spesso osservabili nei centri cittadini. In tal modo i costi dello smaltimento di questi rifiuti nonché della spazzatura stradale possono essere finanziati in altro modo che non attraverso tasse conformi al principio di causalità.</p><p></p><p>Per combattere la tendenza a bruciare i rifiuti nei caminetti domestici e nei giardini, è necessario informare regolarmente l'opinione pubblica sugli effetti indesiderati provocati da queste pratiche. Inoltre, l'incenerimento dei rifiuti avvenuto in tal modo può essere accertato e punito durante i controlli della combustione.</p><p></p><p>Altri sistemi di finanziamento basati sul principio di causalità non sembrano, almeno per il momento, apparire all'orizzonte. Una deroga al principio di causalità nel finanziare lo smaltimento dei rifiuti urbani violerebbe il principio medesimo stabilito nella Costituzione. Il Consiglio federale respinge pertanto la proposta di derogare a tale principio dopo che, nel 1997, la grande maggioranza del Parlamento ha accolto positivamente una corrispondente aggiunta e concretizzazione nella legge sulla protezione dell'ambiente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.