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L'Unione sindacale svizzera (USS) ha tempo fino al 25 luglio 2012 per raccogliere le 100 mila firme necessarie per la sua iniziativa popolare volta ad introdurre in Svizzera salari minimi garantiti. Lo indica l'edizione odierna del Foglio federale. L'iniziativa è sostenuta dal Partito socialista e dal sindacato Unia.
Per i sindacati, la remunerazione minima fissata dalla Confederazione dovrebbe attestarsi all'inizio sui 22 franchi all'ora. Tale minimo andrebbe adeguato regolarmente all'evoluzione dei salari e dei prezzi.
Autorità nominate dai cantoni verrebbero incaricate di sorvegliare l'applicazione della legge. L'iniziativa prevede deroghe per gli apprendisti, stagisti, le aziende a conduzione famigliare e i lavoratori volontari.
Con questa sua iniziativa, l'USS intende assicurare ai lavoratori uno stipendio minimo a tempo pieno di 3800 franchi. Attualmente circa 400'000 persone si situano al di sotto di tale soglia.
Stipendi bassi sono registrati soprattutto nel settore alberghiero, delle pulizie, dell'industria tessile, del commercio al dettaglio o in imprese che non dispongono di un contratto collettivo di lavoro (CCL), sottolinea l'USS nella sua pagina internet. Per questo motivo, oltre a un salario minimo legale, l'iniziativa mira a incoraggiare i CCL, precisa il sindacato.
SDA-ATS