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Alcides Ghiggia, autore del secondo gol dell'Uruguay nella finale di Coppa del Mondo del 1950, vinta 2-1 contro il Brasile, ricordata come il "Maracanazo", è morto a Montevideo.
Il governo ha decretato lutto nazionale, e la bandiera sarà a mezz'asta in tutti gli uffici pubblici del paese.
Arcadio, figlio di Ghiggia, ha detto che a canale 12 della televisione, che suo padre "stava guardando una partita di calcio quando gli è venuta nausea, vomito ed è subito entrato in arresto cardiaco, senza poter essere rianimato dai medici". L'ex calciatore era stato ricoverato da mercoledì in una clinica della capitale uruguayana.
La Federcalcio dell'Uruguay oggi ha sospeso tutte le attività ufficiali fino a domenica. L'ex presidente e senatore José Mujica ha detto che "il nome di Ghiggia sarà indimenticabile", aggiungendo che il gol che ha segnato al Maracanà nel 1950, è stato "probabilmente il più grande successo che ha scritto". Ghiggia - originario di Sonvico - è morto oggi a 88 anni, proprio quando si celebra il 65esimo anniversario della storica conquista allo stadio Maracanà.
Era il più vecchio campione del mondo ancora vivente. È stato l'ultimo dei 22 di quel giorno ad andarsene. Attaccante del Peñarol, della Roma e del Milan in Italia, Ghiggia è e sarà sempre ricordato per aver realizzato il secondo gol uruguaiano nella finale contro il Brasile nel Mondiale del 1950, resa nota in tutto il mondo come il "Maracanazo".
Davanti a 200 mila spettatori, nella partita decisiva di un Mondiale che il Brasile aveva organizzato per vincere, l'Uruguay ha realizzato una delle più grandi sorprese della storia del calcio, ribaltando l'iniziale 1-0 e battendo i padroni di casa per 2-1, gara in cui Ghiggia servì l'assist del pari a Schiaffino, e quindi segnò il sorpasso in diagonale al 79' minuto.
Ghiggia era l'ultimo superstite di quella squadra che aveva come capitano Obdulio Varela e che annoverava tra le sue fila grandi giocatori come Julio Pérez, Juan Alberto Schiaffino e Shubert Gambetta. Per quel gol, Ghiggia ha pronunciato una frase che è rimasta nella storia del calcio: "Solo tre persone nella storia sono riuscite a zittire il Maracanà con un solo gesto: il Papa, Frank Sinatra e me".
Originario come detto del canton Ticino, nato a La Blanqueada, quartiere del ceto medio di Montevideo, Alcides ha giocato dieci anni in Italia, per tornare nel suo paese nel 1963 e chiudere la sua carriera al Danubio. Oltre ai 12 incontri con la "Celeste" ha anche rappresentato l'Italia, con la cui nazionale ha giocato cinque partite. Nel 2009, è stato invitato a partecipare alla "Vereda de la Fama" allo stadio Maracanà, dove sono stati immortalati i piedi. "Non avrei mai pensato di stato onorato al Maracanà, sono molto emozionato", disse Ghiggia.
SDA-ATS