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Poi, con un cambiamento che va attribuito all'impulsività del suo temperamento, passa dal profano al sacro, dalla negazione all'affermazione e scrive la Messa per quartetto vocale e orchestra (op. 147): da questo sforzo compositivo Schumann esce abbattuto. È stanco e inquieto. Comunica a Montag di Weimar i suoi timori:
Che cosa mi succederà ancora? Ho desideri intensissimi e, insieme, un profondo disgusto della vita, così da non capire come possa conciliare tendenze tanto opposte. Mi dica che cosa fa Liszt per Manfredo. Uscirà una bella esecuzione? Non ne dubito, dal momento che il nostro amico ha voluto incaricarsi della mia creatura.
Prima che Montag abbia potuto rispondere, Schumann riceve una lettera di Liszt con l'invito alla prima rappresentazione di Manfred, fissata per il 13 giugno 1852.
1842 by Ford Madox Brown
This painting depicts Byron's Manfred preparing to throw himself from the Jungfrau mountain to his death. The horrified Chamois Hunter approaches in the background. Consider how Manfred's expression and appearance, the depiction of the Chamois Hunter, and the isolated setting reflect the Gothic motifs we have discussed in class (madness, doubles, psychologically symbolic settings, etc.).
Si mette in viaggio con Clara raggiante; ma a metà strada da Weimar deve fermarsi. Scoppia una crisi: lo prendono dolori lancinanti, lo coglie l'insonnia, lo assale una sovreccitazione terribile. Quando il male non lo costringe a restare immobile, cammina su e giù per la stanza gemendo poiché non può esser presente alla prima rappresentazione di Manfred... Clara si sforza di calmano e chiama Montag in aiuto:
«La prego fervidamente di dare a mio marito qualche dettaglio sulla prima rappresentazione».
Sperano tutti e due di assistere alla seconda, ma, ahimè, la crisi non cede. E Clara, questa volta, a rimpiangere di non poter sentire il poema di Byron: «A Lei oserò confessare come mi sia cara questa musica; amo Manfred appassionatamente».
Così, una Clara delusa
e un Robert affranto si rimettono in cammino e si dirigono verso Godesberg per fare una cura naturistica. È il solo rimedio da cui Schumann ricavi qualche giovamento. Fin dal mattino, prende i suoi fogli e va a lavorare al limitare di un bosco, ripensando alle opere di Jean-Paul.
Gli piace camminare, e in compagnia di Clara, più spesso solo, fa lunghe passeggiate senza proporsi una mèta. Non si cura del caldo, e siccome luglio in quell'anno è stato veramente torrido, Schumann, dopo qualche giorno, cade in preda a un attacco di nervi.
Per la prima volta la natura gli si rivela sotto l'aspetto di un pericolo micidiale ed egli la fugge per cercare rifugio nella frescura del Reno. Ciò gli dà pace, leggerezza e una nuova carica di energie. Il maestro ne approfitta per dirigere l'ouverture del Giulio Cesare alla «Festa dei Cantori» e per presentarsi in un secondo concerto il 3 agosto. Sforzi in apparenza trascurabili; animare una massa orchestrale richiede però un certo dispendio di forze e Schumann, al termine delle due manifestazioni, si ritrova più stanco di prima. Dopo la foresta e dopo il fiume, non gli resta più altro che provare il mare.
Potrebbe ritornare a Nordeney; ma preferisce un posto nuovo e sceglie Scheveningen sulla costa olandese. Dal 15 agosto allo settembre 1852, si impregna di sali e di iodio e la sua salute migliora. Clara, frattanto, riceve una lettera dall'amico Liszt, che insiste perché gli venga donato il manoscritto di Manfred. Se qualcuno ha diritto di esprimere un tale desiderio, questi è certamente l'animatore di Weimar. Robert, all'indomani del ritorno a Düsseldorf, spedisce la partitura e sopra vi scrive a caratteri disordinati: «Musica per Manfred di Lord Byron. A Franz Liszt in mio ricordo».
Durante l'autunno, il malinteso fra Schumann e Düsseldorf si fa ancora più acuto. Impossibilitato a preparare i primi concerti, Robert deve cedere temporaneamente il posto al maestro Julius Tausch

Aus der Schumann-Biographie - wohl zu Unrecht - als dessen Gegenspieler bekannt, kam der Dessauer Julius Tausch nach seiner Ausbildung bei Friedrich Schneider und am Leipziger Konservatorium, 1846 nach Düsseldorf. Der gewandte Pianist fasste dort rasch Fuss, wurde Dirigent der Künstlerliedertafel und 1853 Schumanns Stellvertreter, ehe er ihn 1855 als Städtischer Musikdirektor (bis 1889) ablöste.
In diesem Amt nicht immer unumstritten, war Tausch Dirigent mehrerer Niederrheinischer Musikfeste.
Bereits 1856 brachte er Bruchstücke aus Burgmüllers Dionys zur Aufführung, dirigierte 1860 das Klavierkonzert und veranstaltete 1864 ein Monster-Gedenkkonzert mit der Uraufführung der ergänzten 2. Sinfonie, der Ouvertüre, dem Klavierkonzert und dem Dionys. Die Ouvertüre setze er nochmals 1868 und 1880 auf die Programme und dirigierte 1874 das Klavierkonzert vom Flügel aus. Für den Erstdruck bei Kistner, ergänzte er das Duo für Klarinette und Klavier nach einem unvollständigen Manuskript. Die Hoffnung, in seinem kürzlich entdeckten Nachlass Aufschluss über den Verbleib verschollener Werke von Burgmüller zu finden, hat sich leider nicht erfüllt.

e, da questa circostanza, egli può misurare, non senza amarezza, la differenza di accoglienza che il pubblico riserva all'uno e all'altro.
Effettivamente Schumann è un direttore d'orchestra mediocre. Il pubblico se ne accorge, e, a maggior ragione, se ne accorgono i membri del Comitato, incerti e combattuti fra la coscienza dei loro obblighi nei confronti di Schumann e la coscienza del loro dovere verso il pubblico. Nel corso dell'inverno, quei signori tentano invano di arrivare a un compromesso. Ma dopo aver proposto invano a Schumann di dirigere soltanto le opere sue e di lasciare a Tausch il repertorio, si vedono costretti a portare la questione davanti al Consiglio municipale della città. Si addiviene a un accordo sulle basi seguenti: durante la stagione prossima (1853-1854) Schumann dirigerà i concerti che avrà già scelto e predisposto: Tausch assumerà definitivamente la direzione a partire dall'ottobre del 1854. È insomma una specie di divorzio dove ai coniugi viene accordato un anno di proroga prima della separazione.
Benché non abbia alcun progetto per l'avvenire, Schumann si sente felice di essersi liberato da un contratto gravoso per i fastidi e le angherie ad esso inerenti. Prepara allegramente La Festa della Primavera e scrive l'ouverture per Faust, nonché La grande Ouverture festiva per orchestra e coro (op. 123). [COLLING RIDOTTO E MODIFICATO]
Il 1852 si aprì con la composizione della ballata Des Sängers Fluch op. 139 su testo di Uhland e Pohl, abbozzata tra il 1° e il 6 gennaio e messa in partitura tra il 10 e il 19 gennaio. Il 5 febbraio Der Rose Pilgerfahrt fu eseguita nella nuova versione «in modo appena accettabile», secondo lo stesso Schumann. I suoi rapporti con il coro andavano però peggiorando sempre più. Durante l'inverno aveva continuato la sua opera di diffusione della musica di Bach con l'esecuzione della Messa in Si minore e della Passione secondo Matteo. È possibile che questa attività gli abbia ispirato la composizione della Messa op. 147 e del Requiem op. 148. La Messa fu abbozzata tra il 13 e il 22 febbraio e orchestrata (contemporaneamente alla riduzione per pianoforte) tra il 24 febbraio e il 5 marzo e tra il 24 e il 30 marzo; l'interruzione fu dovuta a un breve soggiorno a Lipsia (5-22 marzo), insieme a Clara, per l'esecuzione di Der Rose Pilgerfahrt e dell'ouverture del Manfred - questa per la prima volta - il 14 marzo. Avevano sperato anche di potersi recare a Weimar per l'allestimento organizzato da Liszt del Manfred e, se possibile, per una rappresentazione di Lohengrin, ma il Manfred fu rinviato a giugno. Tra il 26 aprile e l'8 maggio fu abbozzato il Requiem; tra il 9 e il 15 maggio Schumann orchestrò la parte d'organo del mottetto su testo di Rückert op. 93 del 1849, e tra il 16 e il 23 il Requiem. Da questo momento fino al 4 giugno fu occupato a «mettere in ordine i vecchi articoli» (Davidsbündlerei) con il proposito di ripubblicarli in forma di libro, ma non gli fu facile trovare un editore per queste Aufzeichnungen über Musik und Musiker aus den Jahren 1834 bis 1844, che furono infatti offerte successivamente a Breitkopf & Härtel, a Senff, a Kahnt e a Georg Wigand; quest'ultimo le accettò nel novembre 1853 e le pubblicò nella primavera del 1854 in quattro volumi, come Gesammelte Schriften über Musik und Musiker.
All'inizio dell'aprile 1852 Schumann ebbe una sorta di «attacco reumatico» (come lo definì Clara) con insonnia e depressione, che si aggravò in giugno impedendogli di assistere a Weimar all'allestimento del Manfred, il 13 giugno; in questo periodo stava anche conducendo un'indagine riservata circa la possibilità di ottenere il posto di Kapellmeister a Sondershausen. Un momentaneo miglioramento gli permise di abbozzare le quattro ballate su testo di Geibel Vom Pagen und der Königstochter op. 140 per soli, coro e orchestra e di comporre un accompagnamento di pianoforte per la recitazione di The Fugitives di Shelley, op. 122 n. 2. Ma la malattia cominciava ora a manifestarsi con una crescente incertezza di parola e lentezza nei movimenti (che si riflette nella stessa percezione dei tempi musicali), oltre che con una generale apatia. Dal 26 giugno al 6 luglio si recò a Godesberg per una cura che però lo fece stare peggio. II 28 luglio cominciò a strumentare il ciclo di ballate di Geibel e tra il 1° e il 4 agosto prese parte come direttore, con un'attività più limitata del previsto, a un grande festival di cori maschili a Düsseldorf (in questa occasione presentò l'ouverture per il Julius Caesar). A metà agosto andò con Clara a Scheveningen per vedere se i bagni di mare potessero avere qualche effetto sulla sua salute e vi rimase fino al 17 settembre. Sembra che ne traesse beneficio e, in effetti, l'orchestrazione di Vom Pagen und der Königstochter fu terminata in Olanda. Ma al ritorno a Düsseldorf gli venne ordinato di evitare gli sforzi, per esempio la direzione d'orchestra. Si tenne occupato con il lavoro meccanico della stesura di riduzioni per canto e pianoforte (Des Sängers Fluch, il Requiem e la seconda parte delle Szenen aus Goethes Faust). Dietro sua richiesta i primi due concerti della stagione 1852-53 furono diretti dal sostituto, Julius Tausch. A metà ottobre ebbe una grave crisi di vertigini; il 22 novembre annotò: «notevoli disturbi dell'udito». Riapparve in pubblico al concerto del 3 dicembre, per la prima esecuzione di Vom Pagen und der Königstochter, ma fu accolto con freddezza. Il coro inoltre non voleva riprendere a lavorare con lui, dopo il più efficiente Tausch. I responsabili dei concerti del Gesangverein lo invitarono a dimettersi. Dopo uno scontro violento (11-23 dicembre) furono invece questi ultimi a dare le dimissioni e la questione venne messa a tacere. Si stabilì tuttavia che Tausch avrebbe seguito tutte le prove corali - Schumann già gli aveva chiesto di occuparsi delle prove preliminari dei nuovi lavori - lasciando al compositore soltanto le prove d'orchestra e le esecuzioni pubbliche. In questo periodo infelice (9-16 dicembre) furono composte le cinque Gedichte der Königin Maria Stuart op. 135 e fu realizzata una riduzione per pianoforte a quattro mani della Sinfonia in Re minore; la Sinfonia, nella sua forma riveduta, fu eseguita anche al concerto in abbonamento del 30 dicembre. [ABRAHAM]