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ZURIGO - SIX Exchange Regulation, l'organo di controllo della Borsa svizzera, apre un'inchiesta nei confronti di Clariant.
Il gruppo chimico basilese è sospettato di aver violato le direttive in materia di pubblicità ad hoc, volte a garantire la trasparenza e la parità di trattamento degli attori del mercato.
L'inchiesta è legata all'annuncio, il 22 maggio 2017, di un accordo per la fusione fra Clariant e il gruppo concorrente statunitense Huntsman Corporation, precisa una nota odierna di SIX Exchange Regulation.
Il gendarme della Borsa svizzera aggiunge che nessuna informazione supplementare sarà comunicata prima della fine dell'inchiesta, la cui possibile durata «non è ancora definita».
La Banca cantonale di Zurigo (ZKB) rammenta dal canto suo che la direzione di Clariant si era presa la libertà di informare un team della televisione pubblica svizzerotedesca poco prima della firma tra le due parti della loro dichiarazione d'intenti riguardo alla fusione con il gruppo americano. La tv aveva realizzato sul progetto un servizio, poi diffuso sul canale SRF1 la sera dell'annuncio ufficiale.
La ZKB riconosce tuttavia di non aver mezzo di verificare la pertinenza di questa informazioni per il procedimento avviato da SIX Exchange Regulation.
L'annuncio del 22 maggio 2017 sul progetto di matrimonio con Huntsman, allora presentato come una «fusione tra eguali», aveva temporaneamente posto fine a oltre dieci anni di voci e speculazioni sul ruolo di Clariant in un settore chimico in fase di consolidamento. L'operazione era stata ampiamente percepita come un mezzo per il gruppo con sede a Muttenz (BL) di premunirsi contro un'offerta d'acquisto ostile.
Nei mesi successivi, tuttavia, il fondo speculativo americano White Tale ha assunto una partecipazione significativa in Clariant - passando progressivamente dal 7% ad oltre il 20% - diventandone l'azionista principale. Esso ha subito reclamato l'abbandono del progetto di fusione da 20 miliardi di dollari, perché a suo avviso essa non valorizzava appieno l'impresa elvetica.
Il braccio di ferro tra la direzione e l'indocile azionista si è concluso con la vittoria di quest'ultimo e il 27 ottobre 2017 il gruppo chimico renano ha annunciato la rinuncia alla fusione. Una decisione che lo ha indotto - come annunciato in novembre - a rivedere in profondità le sue opzioni strategiche di crescita.