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La Conferenza dei vescovi svizzeri si rifiuta di benedire le unioni omosessuali alla stessa stregua dei matrimoni fra eterosessuali.
I vescovi elvetici non condannano tuttavia i gay. Anzi. Chiedono loro perdono per i torti subiti.
La Conferenza ha ribadito la sua opposizione a qualsiasi forma di discriminazione verso persone omosessuali ma, una volta di più, ha invitato all'astinenza coloro che hanno una predisposizione per lo stesso sesso.
Ogni persona, in qualsiasi situazione e indipendentemente dalle sue predisposizioni sessuali ha diritto alla benedizione, dicono i vescovi, ma non ogni atto umano è gradito a Dio.
Più differenziati del Vaticano
"Una posizione che mi sembra molto più differenziata rispetto a quella del Vaticano", spiega a swissinfo Albert Longchamp, gesuita e caporedattore di Echo Magazine. "Ad esempio quando dicono che non respingono le persone omosessuali ma solo gli atti. Oppure quando ammettono che all'interno della Chiesa ci possano essere religiosi omosessuali". Secondo padre Longchamp, un fatto assolutamente nuovo.
Il caporedattore di Echo Magazine sottolinea anche che la posizione del Vaticano o della Chiesa americana sono nettamente più restrittive. "Comunque", dice Longchamp, "non credo che per questo Roma rimprovererà i vescovi svizzeri".
Agnell Rickenmann, segretario generale della Conferenza, ribadisce a swissinfo la differenza fra legalizzazione e discriminazione di un'unione omosessuale. I vescovi svizzeri sono contro qualsiasi forma di discriminazione.
Tolleranza anche in Vallese
Contemporaneamente, il parlamento vallesano, ha inaspettatamente accettato una mozione socialista che chiede di concedere alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle coppie sposate.
La decisione ha sorpreso tutti perchè il Vallese è l'unico cantone che non ha approvato in procedura di consultazione il progetto di legge sulla regolarizzazione delle coppie omosessuali.
L'importanza della procreazione
Giovedì, nella conferenza stampa svoltasi a Berna, i vescovi svizzeri hanno ribadito che la sessualità umana deve avere come obiettivo la procreazione. Proprio questa dimensione essenziale viene a mancare in una relazione omosessuale.
Secondo Agnell Rickenmann anche altri sentimenti quali la fedeltà e la fiducia reciproca, che esistono in una coppia eterosessuale non possono essere presenti in una coppia gay.
I vescovi svizzeri non intendono dunque dare la loro benedizione ad un'unione omosessuale né, tantomeno, impartire il sacramento del matrimonio ad una coppia dello stesso sesso.
Il fatto di rendere attenti gli omosessuali che sono "sulla strada sbagliata" secondo l'abate Martin Werlen, di Einsiedeln, è una forma di rispetto. La Chiesa respinge con veemenza il motto: "normale è quello che piace" ma si scusa, contemporaneamente per le discriminazioni subite dagli omosessuali in nome della Chiesa.
Preti omosessuali
Anche per quanto riguarda l'omosessualità all'interno della Chiesa, i vescovi sono del parere che debba valere il principio dell'astinenza sessuale.
Una tendenza omosessuale non deve essere un impedimento per un'attività ecclesiastica. "Tuttavia", dichiara Rickenmann, "se una persona con queste tendenze non riesce ad astenersi sessualmente, allora il suo posto non è all'interno della Chiesa".
L'astinenza come toccasana
Molte persone non hanno scelto liberamente di essere omosessuali, dice il vescovo Bernard Genoud. Tuttavia, questo non significa che tali tendenze si debbano anche mettere in pratica.
La Conferenza dei vescovi svizzeri sa che il problema della sessualità e dell'omosessualità è vissuto come "un doloroso fallimento e come una sconfitta" anche dagli stessi religiosi. La soluzione, dicono i vescovi, sta nell'umiltà e nel ritorno ai principi della Chiesa.
swissinfo
In breve
La Conferenza dei vescovi svizzeri si oppone alla discriminazione degli omosessuali e si scusa per averli in passato emarginati.
Pur rispettando le persone omosessuali e dando così prova di una certa apertura, i vescovi si oppongono ad una benedizione di un'unione fra gay.
Fatti e cifre
La conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) è stata fondata a Soletta nel 1863
Organo direttivo della Chiesa cattolica in Svizzera
Dal 1998 è presieduta da monsignor Amédée Grab, vescovo di Coira
Si esprime su importanti problemi d'ordine religioso e sociale avvalendosi del contributo d'esperti