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Sotto la pressione delle proteste innescate dalla violenta repressione della marcia indigena in difesa della riserva amazzonica del Parque Isoboro Securé, il governo di Evo Morales perde nuovi pezzi, ed il capo di Stato ha annunciato i due nuovi ministri della difesa e dell'interno.
In sostituzione di Cecilia Chacon, che aveva rassegnato le proprie dimissioni da ministro della difesa lunedì, indignata per quanto avvenuto, Morales ha nominato Ruben Saavedra Soto, che fino ad ora era a capo della direzione della rivendicazione dell'accesso al mare.
Al posto del ministro dell'interno Sacha Llorenti, che ha dato le dimissioni dopo essere stato investito dalle polemiche, è stato designato Wilfredo Chavez, già viceministro del coordinamento di governo.
Nella conferenza stampa durante la quale Morales ha reso noti i nomi dei nuovi membri dell'esecutivo, il capo di Stato ha criticato i media locali per aver diffuso la notizia della morte di un bimbo a seguito della repressione della polizia. "Alcuni media mentono e mentono", ha detto Morales, che vuole il nome del bimbo morto ed il luogo dove è stato sepolto, ed ha accusato gli stessi media di voler portare confusione nel paese.
E mentre gli indigeni annunciano di voler riprendere la marcia dopo aver ritrovato i compagni fuggiti sulle montagne durante la repressione, oggi il paese affronta uno sciopero nazionale di 24 ore proclamato dalla Centrale operaia boliviana (che riunisce i principali sindacati), in solidarietà con gli indios.
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