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STOCCOLMA - Avanti con gli allentamenti, ma con un occhio alle varianti. Nel giorno dell'annuncio del Consiglio federale sulla "exit strategy" che entrerà da settimana prossima nella fase di pre-normalizzazione, a stemperare gli entusiasmi arrivano gli avvertimenti degli esperti sull'incognita Delta.
La variante indiana del Covid è più contagiosa delle altre: e anche se, come precisato di recente dalla Commissione federale per le vaccinazioni, i vaccini stanno dimostrando di rispondere bene (con una copertura del 90 per cento per Pfizer e Moderna) non è da escludere che l'autunno si rimangi alcune delle promesse di normalità fatte dall'estate.
L'ultima previsione arriva dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e non è troppo confortante. «Entro la fine di agosto» stima l'agenzia indipendente creata dall'Ue «la variante Delta rappresenterà il 90 per cento di tutti i virus Covid-19 in circolazione in Europa».
«Ci sono ancora troppe persone a rischio di grave infezione da COVID-19 che dobbiamo proteggere il prima possibile» si legge nel parere dell'Ecdc. Nell'Ue «circa il 30% degli individui di età superiore agli 80 anni e circa il 40% sopra i 60 anni non ha ancora ricevuto un ciclo completo di vaccinazione».
«Fino a quando la maggior parte delle persone vulnerabili non sarà protetta - prosegue la nota - dobbiamo mantenere bassa la circolazione del virus Delta aderendo rigorosamente alle misure di salute pubblica, che hanno funzionato per controllare l'impatto di altre varianti».
Sfortunatamente, i dati preliminari mostrano che la variante Delta «può infettare anche individui che hanno ricevuto solo una dose dei vaccini attualmente disponibili», ha detto la direttrice dell' ECDC Andrea Ammon. «È molto probabile che la variante Delta circolerà ampiamente durante l'estate, in particolare tra gli individui più giovani che non sono oggetto di vaccinazione - prosegue - ciò potrebbe causare un rischio» per chi non è completamente vaccinato.
«È molto importante - aggiunge Ammon - progredire con la campagna vaccinale a un ritmo serrato» con la seconda dose che va somministrata «entro l'intervallo minimo», per accelerare i tempi. «Sono consapevole - conclude - che per raggiungere questo obiettivo è necessario uno sforzo significativo da parte delle autorità sanitarie pubbliche e della società in generale. Ma ora è il momento di fare tutto il possibile».