Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01204.jsonl.gz/1016

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Per la prima volta le autorità russe hanno ammesso davanti alla Corte di Strasburgo di aver violato i diritti umani nel corso delle operazioni militari condotte in Cecenia. Lo ha reso noto la stessa Corte nella sentenza di condanna emessa oggi nei confronti della Russia per il bombardamento del villaggio di Aslandek-Sheripovo avvenuto il 17 febbraio 2000 nel corso della seconda guerra in Cecenia.
In particolare le autorità russe hanno riconoscono di aver violato i diritti dei ricorrenti (18 abitanti del villaggio che durante il bombardamento sono rimasti feriti o hanno perso i propri familiari) sia per quanto riguarda un uso ingiustificato della forza che per quanto riguarda l'incapacità di condurre un'inchiesta appropriata sull'accaduto. Nella sentenza emessa oggi i giudici di Strasburgo hanno stabilito che Mosca deve versare ai ricorrenti un milione, 160 mila euro
SDA-ATS