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Nella notte tra sabato e domenica 26 marzo torna in vigore l’ora legale: alle ore 2.00, i Paesi cosiddetti occidentali (America del Nord ed Europa) sposteranno avanti l’orologio di un’ora.
La convenzione è entrata in vigore la prima volta nel 1916 nel Regno Unito e, da qui, si è poi diffusa negli altri Stati sviluppati. Il primo a ipotizzare un cambiamento delle proprie abitudini giornaliere, con lo scopo, tuttora valido, di risparmiare soldi veicolando la produttività sociale nelle ore in cui è presente la luce del sole, fu Benjamin Franklin (l’inventore del parafulmine) nel 1784. Rese pubbliche una serie di proposte, alcune piuttosto originali, tra le quali quella di mettere un cannone per le vie dei paesi e farne scoppiare un colpo per svegliare gli abitanti.
Come detto, fu il 1916 l’anno decisivo. A causa della prima guerra mondiale, infatti, era diventato vitale il razionamento energetico: così, Regno Unito e via via sempre più Paesi adottarono l’ora legale.
In Svizzera è stata adottata per la prima volta nel 1981, mentre dal 1996 segue il calendario dell’Unione europea. Il primo tentativo di introdurla risale al 1978, ma la sua entrata in vigore fu bocciata in votazione popolare con il 52% dei “no”. Per evitare problemi commerciali, e non solo, con i Paesi limitrofi, però, Governo e parlamento decisero comunque di promulgare una legge ad hoc (1° gennaio 1981).
E’ curioso sapere che, in generale, gli Stati africani e i Paesi della fascia tropicale non adottano l’ora legale; questi ultimi perché le ore di luce subiscono una variazione minima durante l’anno. Nell’emisfero australe, invece, essendo le stagioni invertite, anche l’ora legale segue un calendario invertito. Per concludere, in Russia, dal 2014, l’ora legale è stata abolita ed è entrata in vigore l’ora solare per tutto l’anno.
Marco Travaglia