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Nota. Abbiamo lasciato il titolo originale, benché esso possa apparire discutibile o addirittura fuorviante (fdm)
Le elezioni politiche in Olanda hanno dato esito positivo per il partito di centrodestra Vvd del premier Mark Rutte. Il partito conquista 33 seggi contro i 20 del populista Geert Wilders e 19 dei democristiani e dei liberali di sinistra.
Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea si è congratulato col neoeletto definendo quello olandese un voto “per l’Europa” e “contro gli estremisti” mentre Rutte stesso ha esordito con le seguenti parole: “L’Olanda ha detto no al populismo. Grazie per questa vittoria che avete dato all’Olanda, ma anche all’Europa, adesso siamo impegnati per mantenere il paese stabile, sicuro e caratterizzato dal benessere”.
Il tanto temuto dall’Europa populismo di Wilders ha nettamente perso ma il suo partito ha comunque ottenuto cinque seggi in più rispetto alle elezioni precedenti. Geert Wilders è nato a Venlo nel 1963, nipote di migranti originari dalle Indie orientali ha raggiunto la fama in Olanda soprattutto per le sue affermazioni islamofobe a causa delle quali è stato condannato lo scorso 9 dicembre da un tribunale olandese per incitamento alla discriminazione e insulto ai marocchini.
Come riferisce un approfondimento dell’AGI, Wilders è “dotato di un indubbio fiuto politico, e da un aperto disprezzo per le minoranze, Wilders ha saputo assecondare due dei tre fenomeni che caratterizzano gli orientamenti elettorali in Europa e non solo: l’astensionismo, la montante protesta contro i partiti tradizionali, il crescente consenso verso i populismi”.
Nonostante ciò ha subito un’amara sconfitta dopo la quale ha twittato: “Abbiamo guadagnato seggi, il primo obiettivo è raggiunto. E Rutte non mi ha fatto fuori”.