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PRAGA - Eveline Widmer-Schlumpf ha iniziato oggi una visita di due giorni nella Repubblica ceca. L'attivazione da parte della Svizzera della clausola di salvaguardia, che limita l'arrivo nella Confederazione di cittadini di otto paesi dell'Europa centrale, è stata al centro dell'incontro tra la presidente della Confederazione e il suo omologo ceco Vaclav Klaus.
Widmer-Schlumpf ha spiegato in dettaglio i motivi della decisione del Consiglio federale, ha indicato all'ats la portavoce Brigitte Hauser-Süess.
Circa il 22% della popolazione residente in Svizzera è di origine straniera, ha rilevato la presidente della Confederazione. Una situazione che ha suscitato tensioni in diverse regioni elvetiche.
Dal canto suo, Klaus ha dichiarato che la decisione presa dalla Confederazione in quanto Stato sovrano va rispettata. Le relazioni amichevoli tra i due paesi non subiranno dunque un "raffreddamento". "Siamo convinti che la Repubblica ceca non è responsabile di quanto preoccupa attualmente la Svizzera" in materia di immigrazione, ha aggiunto Klaus.
La clausola di salvaguardia prevede che solo 2'180 cittadini di otto paesi dell'Ue - oltre alla Repubblica ceca, l'Estonia, l'Ungheria, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Slovacchia e la Slovenia - potranno ottenere un permesso "B" per lavorare in Svizzera sino alla fine di aprile 2013. La clausola sarà applicata sino alla fine di maggio del 2014.
ATS