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Quasi la metà dei bambini trascorre due ore al giorno guardando la Tv. E il marketing del cibo spazzatura inonda le trasmissioni infantili
“Mettete i vostri figli a dieta”. Lo disse, senza troppi giri di parole, il governo inglese nel 2016 lanciando una massiccia campagna di sensibilizzazione per migliorare l'educazione alimentare dei piccoli britannici in età scolare. Se la situazione, in Gran Bretagna, sembra essere un pochino migliorata, lo stesso non si può dire di molti altri Paesi europei, e in particolar modo quelli che si affacciano sul Mediterraneo. In barba al fatto di essere i depositari della famosa 'dieta mediterranea', considerata tra le più equilibrate e salubri dell'intero Continente, Italia, Grecia, Cipro e Spagna sono tra i Paesi con i bambini più in sovrappeso d'Europa. Lo conferma l'ultimo rapporto 'Cosi', Childhood Obesity Surveillance Initiative, dell'Ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo il quale nei 33 Paesi della Regione europea dell'Oms, il 29% dei bambini tra i 7 ed i 9 anni sono in sovrappeso. I primi quattro posti della classifica sono occupati, come anticipato, da Cipro, Grecia, Spagna e Italia, ma se si considera oltre il sovrappeso anche il problema dell'obesità quest'ultima sale al secondo posto.
Le cattive abitudini dei bambini e dei genitori - Il rapporto fornisce anche dati sullo stile di vita dei bambini e sebbene l'87% di essi si impegni almeno un'ora al giorno in giochi attivi, solo il 43% consuma della frutta ogni giorno e il 34% verdura. Il 43% dei bambini trascorre almeno due ore al giorno guardando la Tv o utilizzando dispositivi elettronici. Come emerso dal rapporto, solo il 41% dei bambini si reca a scuola a piedi o in bicicletta, mentre la maggior parte di loro viene accompagnato su un veicolo motorizzato. La fretta nel consumare i cibi, il maggior utilizzo di alimenti confezionati e la sedentarietà sono le cause principali di questo pericoloso stato di cose.
I danni alla salute dei social media - Le conseguenze del sovrappeso in età infantile e nell'adolescenza sono infatti molto gravi e vanno dal rischio di sviluppare il diabete, l'ipertensione arteriosa e disfunzioni epatiche, al pericolo di avere, da adulti, dei disturbi alimentari che compromettano in maniera seria la qualità di vita delle persone. Secondo la dottoressa Laura Dalla Regione, psichiatra, psicoterapeuta e autrice di numerose pubblicazioni sul tema, l'influenza dei social media è un grave fattore di rischio per i disturbi alimentari dei giovani. «Il 70% degli adolescenti-spiega l'esperta-tra i 12 ed i 17 anni fa diete prive di fondamento scientifico, estrapolate da internet, soprattutto dando ascolto a influencer su Instagram e TikTok».
Il marketing alimentare sbagliato - I bambini, poi, sono sottoposti a un vero e proprio bombardamento pubblicitario che invita al consumo di cibi insani, ricchi di grassi, sale e zucchero e sarebbe compito dei politici, come ricordato dalla dottoressa Zsuzsanna Jakab, nominata vicedirettrice generale dell'Oms nel 2019, “riconoscere la nuova minaccia rappresentata dal marketing digitale di cibo per i bambini e agire rapidamente”. Già lo scorso anno, l'Oms aveva lanciato l'ennesimo allarme in tal senso, denunciando il fatto che sui media un messaggio pubblicitario su due esalta cibi altamente zuccherati, salati e grassi ed i più giovani “sono continuamente invitati a consumare 'junk food', ossia il cosiddetto cibo spazzatura. Come sostenuto dall'Oms, “ci sono buone prove per suggerire che il marketing alimentare che promuove cibi meno salutari sia prevalente negli ambienti in cui i bambini si riuniscono, scuola e club sportivi o in televisione negli orari di visione dei bambini oltre che durante le vacanze scolastiche”. La Germania, per esempio, ha annunciato quest'anno di voler adottare una serie di provvedimenti concreti per limitare la pubblicità dei cibi dannosi, introducendo anche il divieto di affiggere manifesti pubblicitari nelle vicinanze di scuole, parchi giochi e strutture ricreative.
Cibo bello, cibo insano - I bambini, con messaggi più o meno velati, sono invitati a consumare cibi insani, presentati però con forme e colori molto appetibili e attraenti, e a un costo contenuto. Nonostante ciò che si possa pensare, esiste infatti una diretta correlazione tra povertà e sovrappeso che smentisce la facile equazione del povero bambino magro e del ricco cicciotello. Secondo un rapporto pubblicato dalla Federazione Mondiale Obesità, di cui è presidente Louise Baur, una pediatra australiana che insegna all'Università di Sidney, nove Paesi su dieci con l'aspettativa maggiore di crescita di questo fenomeno globale sono Paesi a basso o medio reddito in Africa e in Asia. La qualità del cibo, infatti, si paga a caro prezzo mentre quello scadente o dannoso è reperibile a prezzi molto popolari. Se a questo si aggiungono politiche di controllo inefficaci e la mancanza di fondi destinati all'educazione alimentare, si capisce con più chiarezza che i bambini appartenenti a classi disagiate sono, in certe condizioni, più soggetti a sviluppare problemi di salute legati all'alimentazione.
Se sei povero sei più grasso - Un rapporto di Save The Children Spagna, ha denunciato il fatto che “oltre il 71% delle famiglie ad alto reddito pratica regolarmente attività fisica e sport rispetto al 41% delle famiglie a basso reddito. Di contro, mentre il 46% dei bambini delle famiglie a basso reddito trascorre più di cinque ore davanti a uno schermo, i dati per le famiglie ad alto reddito indicato un numero significativo di ore impiegato in attività extrascolastiche”. Gli autori del rapporto hanno concluso che “nelle famiglie con il reddito più basso si riducono le possibilità di accedere al cibo necessario per una dieta equilibrata e di pagare per attività extracurricolari e non sedentarie”. Da quanto detto fino a ora, alla base del problema del sovrappeso infantile in Europa vi sono diversi fattori tra i quali la crisi economica, il cambiamento dello stile di vita, sempre più sedentario, e delle abitudini alimentari, sempre più orientate al consumo di cibi da fast food, con un consumo eccessivo di carni rosse, cibi zuccherati, bevande gassate e condimenti ipercalorici. In Spagna, per esempio, uno dei Paesi con il più alto numero di bambini in sovrappeso a livello europeo, il consumo di pesce è diminuito, tra il 2000 e il 2019, del 30%.
A Nord bimbi a scuola in bicicletta e altre sane abitudini - Il fatto che nei Paesi del Nord Europa il problema del sovrappeso abbia una diffusione più contenuta, è dovuto sicuramente al fatto di avere abitudini di vita diverse: i bambini hanno accesso facilitato alle attività sportive, possono recarsi a scuola in bicicletta, data la capillare presenza di piste ciclabili, e il tenore di vita alto garantisce un maggiore accesso a cibi di qualità. La vera differenza, però, la fanno di politiche di sostegno alle famiglie, a livello sociale e sanitario. Ad Amsterdam, in Olanda, nel 2012, un bambino su cinque era in sovrappeso ma, a differenza di altri Paesi, si decise di affrontare con tempestività, e in maniera decisa, il problema. Il Consiglio e il Dipartimento di Stato per la salute, mise a punto un piano a lungo termine, la cui conclusione è prevista nel 2033, per arginare il fenomeno ritenendo che “la salute di un bambino non è solo responsabilità dei suoi genitori, ma di tutti e coinvolge anche i vicini di casa, gli insegnanti, i politici e l'industria alimentare”. In quest'ottica, sono stati messi in campo circa 6 milioni di euro all'anno per formare delle figure professionali capaci di spiegare adeguatamente l'importanza di una alimentazione corretta e di uno stile di vita sano, prevedendo anche sussidi per le famiglie meno abbienti per l'iscrizione dei bambini ad attività sportive. È stata vietata la pubblicità delle catene di fast food e bevande gassate e, in certe scuole, si è arrivati a imporre unicamente il consumo di acqua e latte, mettendo al bando i succhi di frutta.
Lì dove vive la Sugar-Tax - Dieci Paesi europei, tra i quali Finlandia, Belgio, Francia, Norvegia e Portogallo, hanno anche adottato la cosiddetta 'Sugar Tax', ossia un imposta sulle bevande zuccherate, il cui aumento di prezzo incoraggia i consumatori a ridurne il consumo. Secondo il dottor Kremlin Wickramasinghe, capo esecutivo del World Health Organization per l'Europa, “la tassazione è una scelta economicamente vantaggiosa che può migliorare la salute a livello nazionale” riducendo i livelli di consumo e, con esso, i rischi associati di sovrappeso, obesità, diabete e altri gravi malattie. Il sovrappeso e l'obesità infantile è un grave problema che mina la salute dei bambini e dei ragazzi giovanissimi e contro cui, a parte rare eccezioni, non si fa abbastanza. La questione, come visto, per essere efficacemente arginata, se non risolta del tutto, deve essere affrontata a livello politico, nazionale ed europeo, con provvedimenti di sostegno a favore delle famiglie, senza lasciare che siano queste ultime, da sole, a sobbarcarsi un carico così gravoso.