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Tramonta il sogno del disarmo del presidente Barack Obama: l'inquilino della Casa Bianca, che è stato insignito del premio Nobel per la pace e ha sostenuto la campagna per un mondo libero dal nucleare, facendone uno degli obiettivi principali della politica di difesa americana, sta portando avanti un programma atomico che nei prossimi tre decenni potrebbe arrivare ad un costo di mille miliardi di dollari. A riportarlo è il New York Times, citando i dati di uno studio federale.
Se il piano originale prevedeva un rinnovo modesto dell'arsenale nucleare Usa per favorire nuovi trattati di pace, l'escalation delle crisi geopolitiche dell'ultimo periodo ha spinto l'amministrazione ad un cambio di rotta. Secondo gli analisti, infatti, con la Russia sul sentiero di guerra, la Cina che preme per le proprie rivendicazioni territoriali e il Pakistan che espandendo il suo arsenale, le possibilità di un piano di disarmo da parte di Obama sembrano sempre più fioche.
"A segnare la svolta è stata soprattutto l'invasione russa dell'Ucraina - afferma Gary Samore, consigliere di Obama sul nucleare durante il primo mandato e ora studioso di Harvard -. Questo ha reso l'adozione di eventuali misure per ridurre le scorte politicamente impossibile".
Il governo sta portando avanti il suo piano di rinnovo per otto fabbriche e laboratori nucleari, che impiegano oltre 40.000 persone in tutto il Paese. "L'amministrazione Obama - scrive il Nyt - è impegnata in una ricostruzione che vedrà un complesso atomico significativamente modernizzato a fronte di una riduzione modesta".
A limitare l'espansione del programma atomico, più che le idee, potrebbe tuttavia essere il bilancio. Se l'impianto di Kansas City, in Missouri, è considerato un successo, in altri casi il processo di modernizzazione è impantanato tra ritardi e problemi di costi.
L'amministrazione Obama tuttavia insiste sul fatto che i miglioramenti dell'arsenale nucleare sono vitali per renderlo più ridotto, flessibile, e meglio in grado di soddisfare la visione originale del presidente. "L'intero progetto di modernizzazione - assicura il vice segretario all'Energia, Daniel Poneman - ci permette di fare riduzioni".