Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/178097

<h2>SubmittedText<h2><p>Si stima che il commercio, all'ingrosso e al dettaglio, sia responsabile del 9 per cento dello spreco alimentare. Questa quota corrisponde a 100 000 tonnellate di cibo all'anno.</p><p>Dal punto di vista etico ed ecologico, sarebbe pertanto ragionevole che le donazioni alle opere caritative fossero uno dei canali principali per l'utilizzazione di derrate alimentari con data di conservazione scaduta, ma ancora in buono stato, che altrimenti verrebbero distrutte. Purtroppo questo avviene soltanto nella minoranza dei casi.</p><p>Attualmente le donazioni di derrate alimentari scadute alle associazioni caritative dipendono dalla buona volontà dei responsabili di superfici di vendita. Non c'è nessuna politica globale da parte dei venditori al dettaglio.</p><p>La Francia ha appena introdotto l'obbligo per le superfici di vendita superiori ai 400 metri quadrati di stipulare una convenzione di donazione con un'associazione. Questa soluzione consente di facilitare il lavoro delle associazioni caritative e di uniformare il sistema della donazione.</p><p>Queste convenzioni di donazione potrebbe essere ispirate alle soluzioni volontarie introdotte per ridurre l'impiego di sacchi di plastica o per il riciclaggio del PET.</p><p>Mi permetto pertanto di porre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Può introdurre un tale obbligo senza alcuna modifica di legge?</p><p>2. Se no, quale legge e quali articoloi è necessario modificare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'introduzione di un obbligo, per le aziende, di concludere accordi di donazione con le associazioni caritative rappresenterebbe una notevole ingerenza nella libertà economica e nella garanzia della proprietà. Per un tale obbligo sarebbe necessaria una base legale, che attualmente non esiste.</p><p>2. Il diritto sulle derrate alimentari e quello ambientale sono i più pertinenti a questa tematica. Tuttavia, la legge sulle derrate alimentari serve soprattutto a proteggere la salute dei consumatori e a tutelarli dagli inganni. Per poter imporre la conclusione di accordi di donazione obbligatori sarebbe necessario emanare nuove disposizioni e, in particolare, ampliare l'articolo che precisa lo scopo della legge sulle derrate alimentari. Lo stesso vale per la legge sulla protezione dell'ambiente.</p><p>Anche il Consiglio federale ritiene auspicabile che vengano destinate al consumo umano sempre più derrate alimentari invendute. Vorrebbe tuttavia raggiungere questo obiettivo con mezzi diversi rispetto ad accordi di donazione obbligatori per le aziende.</p><p>Alcuni risultati sono già stati raggiunti con il "dialogo sul food waste" condotto con gli stakeholder nel 2013/14 su iniziativa dell'Ufficio federale dell'agricoltura congiuntamente, tra gli altri, all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e all'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. In questa occasione sono state elaborate linee guida per la ridistribuzione di derrate alimentari ad associazioni caritative. È inoltre stato avviato il progetto "Food Bridge", una banca dati on line che facilita la gestione delle donazioni di derrate alimentari. La banca dati si rivolge al commercio al dettaglio e all'ingrosso, nonché all'agricoltura e all'industria ed è on line dall'autunno del 2016.</p><p>L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) prevede un obiettivo globale quantitativo per la riduzione dello spreco alimentare. La Svizzera si è impegnata a dimezzare entro il 2030 i rifiuti alimentari (evitabili) prodotti dal commercio al dettaglio e dai consumatori e a ridurre quelli delle altre fasi della filiera alimentare. Se necessario l'UFAM è disposto a sostenere, con prestazioni di consulenza e coordinamento e con attività preparatorie, i settori interessati e sta procedendo a una stima delle quantità di scarti alimentari in Svizzera, in modo da presentare nell'autunno del 2018 le cifre sullo spreco alimentare lungo tutta la catena di creazione del valore. I dati relativi ai settori della gastronomia, del commercio al dettaglio e dell'industria di trasformazione sono già stati rilevati. Inoltre, nel quadro dell'obiettivo di dimezzamento dei rifiuti, nel 2017/18 l'UFAM intende avviare con il settore della gastronomia, partner pilota di questa iniziativa, un processo d'attuazione partecipativo basato sull'impegno volontario.</p>  Risposta del Consiglio federale.