Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/29209

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Una fondazione berlinese di belle arti ha chiesto l'opinione dell'ambasciata a Berlino in merito </p><p>alla collocazione della scultura "Gruppenfigur mit Ketten gebunden", un'opera alta cinque </p><p>metri in ferro e legno creata nel 1975 da Schang Hutter, perché il sito previsto si trova nelle </p><p>immediate vicinanze dell'ambasciata, nel cuore del quartiere governativo. L'ambasciata - </p><p>d'accordo con la Commissione federale delle belle arti - ha raccomandato alla fondazione di </p><p>rinunciare a collocare la scultura nel luogo prescelto. La decisione ultima in una questione </p><p>come questa compete alle autorità berlinesi responsabili.</p><p></p><p>Dato che non è di sua competenza rilasciare giudizi su opere d'arte, l'ambasciata ha </p><p>consultato la Commissione federale delle belle arti. Quest'ultima raccomanda di rinunciare a </p><p>collocare la scultura, alta cinque metri e raffigurante persone incatenate, in particolare per i </p><p>motivi seguenti:</p><p>? a suo avviso, quando ha creato la scultura a Venezia nel 1975, l'artista lavorava in un </p><p>contesto diverso. Se la scultura fosse esposta 25 anni più tardi a Berlino sarebbe portatrice </p><p>di un nuovo messaggio solo già per il luogo scelto. Senso e messaggio della scultura </p><p>sarebbero quindi interscambiabili a seconda della sede in cui è essa collocata e svincolati </p><p>dall'opera, circostanza che non parlerebbe certo a favore del lavoro dell'artista;</p><p>? sempre secondo la Commissione l'opera non corrisponde al linguaggio della scultura </p><p>contemporanea e non è nemmeno in grado di inserirsi nella cornice architettonica e </p><p>artistica creata con la costruzione dei nuovi edifici sulle rive della Spree.</p><p></p><p>L'ambasciata, da parte sua, fa valere per motivi politici l'argomentazione che un'opera </p><p>raffigurante un gruppo di persone incatenate fra loro posta proprio nel cuore del quartiere </p><p>governativo di Berlino - indipendentemente dalla persona dell'artista o dalla valutazione </p><p>artistica della sua opera - susciterebbe inevitabilmente un'associazione di idee con </p><p>l'Olocausto. L'artista, inoltre, si sarebbe regolarmente occupato dell'Olocausto nelle sue </p><p>opere sin dal 1954. Il dibattito sul memoriale dell'Olocausto protrattosi in Germania per lunghi </p><p>anni ha mostrato come sia difficile trovare un denominatore comune sulla forma più adeguata </p><p>che dovrà assumere questo ricordo, in particolare nella capitale tedesca. In un simile </p><p>contesto, collocare la scultura di Schang Hutten in uno spazio pubblico a Berlino, davanti </p><p>all'ambasciata svizzera nel bel mezzo del quartiere governativo, metterebbe in dubbio sia la </p><p>serietà che i risultati del dibattito. Interferire in questo modo nel dibattito sul memoriale </p><p>dell'Olocausto in Germania non spetta a un artista svizzero e tantomeno può essere </p><p>raccomandato dalla Svizzera ufficiale.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che l'ambasciata abbia espresso la sua raccomandazione di </p><p>rinunciare a collocare la scultura dopo essersi fatta un'opinione sulla base di un esame </p><p>approfondito della questione.</p>  Risposta del Consiglio federale.