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I bandi di concorso della Confederazione e altre pubblicazioni vanno redatte nelle tre lingue nazionali ufficiali. È quanto pretende una mozione del consigliere nazionale Dominique de Buman (PPD/FR) adottata oggi dal plenum per 149 voti a 38. Il Consiglio federale si è detto d'accordo con l'obiettivo dell'atto parlamentare.
Sulla base di recenti statistiche, ha sostenuto il deputato friburghese, la ripartizione delle commesse della Confederazione tra le regioni del Paese hanno evidenziato uno squilibrio che penalizza la Svizzera occidentale, una situazione a suo parere ingiusta e intollerabile per la coesione nazionale.
Tra le cause all'origine di tale situazione potrebbero esserci le lingue utilizzate in occasione di bandi di concorso e nella trattazione di appalti. "È intollerabile (...) che in occasione di bandi per l'informatica sia ammesso solamente il tedesco con il pretesto che un certo numero di quadri, che devono esaminare incarti di questo genere, non posseggano altre conoscenze linguistiche", ha tuonato l'esponente popolare-democratico.
Sempre in tema di lingue, nel corso della seduta odierna il Nazionale ha approvato per 115 voti a 69, un postulato di Marco Romano (PPD/TI) che esige un rapporto sul plurilinguismo in seno all'amministrazione federale. A detta di Romano, l'italiano e il francese sono sotto rappresentati tra i quadri della Confederazione.