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Al momento non ci sono prove concrete di minacce o di piani di attentati in Svizzera, indica oggi il Consiglio federale. Per rafforzare la lotta preventiva al terrorismo, l'esecutivo ha tuttavia deciso di creare sei posti di lavoro a tempo determinato supplementari in seno al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e di assegnare ulteriori risorse ai servizi cantonali che si occupano della protezione dello Stato.
Negli ultimi mesi, in particolare dopo gli attentati di Parigi, la minaccia terroristica nei confronti dei Paesi dell'Europa occidentale si è fatta più concreta, sottolinea il governo in una nota, nella quale precisa che "in linea di principio non è possibile escludere che simili attacchi vengano compiuti anche nel nostro Paese". Gli organi di sicurezza mantengono pertanto alta la vigilanza.
Già alla fine dello scorso anno, prosegue il governo, erano state adottate misure di protezione supplementari: l'introduzione di una task force incaricata di trattare i casi di spostamenti all'estero con finalità jihadiste e l'adozione di una legge federale urgente che vieta i gruppi "al-Qaida" e "Stato islamico".
Le autorità competenti dispongono già ora di diversi strumenti per la gestione dei casi relativi ai presunti jihadisti, continua la nota. Nel valutare la situazione di minaccia, il SIC fa affidamento su qualsiasi tipo di fonte di intelligence. In caso di sospetto di reato, esso inoltra immediatamente le pertinenti informazioni alle autorità di perseguimento penale della Confederazione.
Nel suo comunicato, il Consiglio federale ricorda inoltre che in caso di attentato terroristico in Svizzera spetta alla polizia cantonale competente adottare le prime misure. "Per il coordinamento tra le autorità di sicurezza cantonali e federali è possibile ricorrere a strutture e procedure ben definite". Questi meccanismi "sono costantemente sottoposti a verifiche e miglioramenti durante interventi reali ed esercitazioni" che tengono conto anche delle esperienze acquisite in occasione di altri attentati, come quelli di Parigi.
In conclusione, il governo ricorda che le autorità competenti per la sicurezza hanno esaminato la possibilità di reintrodurre temporaneamente il controllo delle persone alle frontiere interne dello spazio Schengen in occasione del Forum economico di Davos (WEF), che si apre oggi. "Non è stata tuttavia riscontrata alcuna minaccia sufficientemente concreta e grave per la sicurezza interna della Svizzera in generale e per il WEF 2015 in particolare".
Le misure più incisive adottate dal Corpo delle guardie di Confine e dagli organi di controllo alla frontiera delle polizie cantonali di Zurigo e Berna a seguito dei recenti eventi e in vista del WEF "sono pertanto idonee a far fronte all'attuale evoluzione della situazione in materia di sicurezza".
SDA-ATS