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Uno studio condotto sugli animali sembra suggerire che si potrebbe essere più vicini a un vaccino – o, per meglio dire, a una forma di immunoterapia - per la demenza di Alzheimer. I neurologi dell’Università del Texas (sede di Galveston) hanno infatti dimostrato che una terapia immunizzante con anticorpi diretti contro la proteina tau, una delle più coinvolte nella malattia, è in grado di far regredire il deficit di memoria negli animali. La nuova terapia appare in grado di ridurre anche la concentrazione delle proteine beta amiloidi, che - insieme alla proteina tau - hanno un ruolo decisivo dell’insorgenza del morbo di Alzheimer.
Come ricorda il Journal of Neuroscience, nell’Alzheimer sia la tau che la beta amiloide sono presenti in forme anomale chiamate oligomeri, responsabili dei danni cerebrali. L’immunoterapia specifica contro questi oligomeri sembra funzionare contro i deficit cognitivi. I dati suggeriscono, quindi, che la via dell’immunizzazione potrebbe portare a nuove terapie più efficaci di quelle attuali, anche se nuove sperimentazioni dovranno essere fatte anche sugli uomini.
A.C.
Data ultimo aggiornamento: 30 marzo 2015