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La partecipazione a sedute di legislativi o commissioni non comporterà più l'automatica perdita dell'indennità di maternità
Le parlamentari che durante il congedo maternità partecipano a sedute di legislativi o di commissioni non perderanno più il diritto all'indennità maternità. La riforma riguarderà unicamente le deputate che non possono fare appello a deputati supplenti.
Lo ha deciso il Consiglio nazionale allineandosi su questo punto al Consiglio degli Stati. Il dossier è così pronto per le votazioni finali.
Il progetto scaturisce da quattro iniziative cantonali. Oggi se una deputata partecipa a una singola seduta di uno dei vari organi parlamentari durante il congedo maternità perde il diritto all'indennità. In una sentenza, il Tribunale federale ha infatti stabilito che il mandato parlamentare è un'attività lucrativa.
La nuova legge sulle indennità di perdita di guadagno (Lipg) prevede un'eccezione in base alla quale il diritto all'indennità di maternità non si estingue più prematuramente se, durante il congedo, la madre prende parte a sedute delle Camere di parlamenti a livello federale, cantonale o comunale, se non è possibile fare appello a deputati supplenti.
Inizialmente, il Nazionale voleva stralciare questa condizione. Vista l'opposizione degli Stati, la Camera del popolo ha come detto tacitamente deciso di soprassedere allo scopo di accelerare l'iter, ha spiegato la relatrice commissionale Céline Widmer (Ps/Zh).
La partecipazione alle sedute resterà comunque facoltativa, in modo da non esercitare alcuna pressione sulle parlamentari. Le ripercussioni finanziarie dell'introduzione dell'eccezione nella Lipg dovrebbero essere marginali.