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50 anni fa il voto su iniziativa Schwarzenbach
Quello del 1970 è stato un anno turbolento per la politica svizzera. Gli animi dei parlamentari e quello dei partiti politici erano molto surriscaldati. C’era in ballo la famosa iniziativa popolare del parlamentare di destra James Schwarzenbach che proponeva di «porre al 10% il limite di popolazione straniera in Svizzera». Un tema che è riuscito a far dividere gli svizzeri in una battaglia delle idee fra destra, centro e sinistra.
Dopo lunghi mesi di conferenze e dibattiti, l’epilogo è avvenuto il 7 giugno 1970 allorquando gli svizzeri sono stati chiamati al voto sulla citata iniziativa popolare. È stata accolta soltanto da sette cantoni e respinta per il 54% dei votanti.
Ma quel periodo della campagna anti inforestierimento «Überfremdung» non fu priva di conseguenze. Un altro partito, l’Unione democratica di centro (UDC), ne continuò il tema, tutt’oggi ancora non riposto nel cassetto.
James Schwarzenbach (1911-1994) era figlio di un industriale tessile, cresciuto in una famiglia alto borghese di Zurigo di fede protestante. Aveva conseguito la maturità in Engadina e il dottorato di storia a Friburgo. Durante gli studi si è convertito al cattolicesimo. Titolare di una casa editrice, era politicamente un grande oratore.
Questi i risultati effettivi dell’Iniziativa Schawarzenbach del 7 giugno1970, con una altissima partecipazione dei votanti, pari al 75% degli iscritti in catalogo:
- Svizzera è stata accolta soltanto da sette cantoni. Respinta dal popolo con 654'588 contro 557'714 voti, il che corrisponde al 54% dei no e al 46% dei sì. Quindi una respinta risicata;
- Cantone dei Grigioni respinta con maggior decisione: 16'705 (60%) contro 11'318 (40%) voti;
- Comune di Brusio accolta con 142 sì contro 132 no;
- Comune di Poschiavo accolta con 438 sì contro 387 no;
- Regione Bregaglia respinta con 126 no contro 111 sì;
- Regione Calanca accolta con 123 sì contro 105 no;
- Comune di Mesocco respinta con 222 no contro 146 sì;
- Comune di Roveredo respinta con 362 no e 300 sì;
- Globalmente il Grigioni italiano ha respinto l’iniziativa con voto molto risicato: 1'334 no (51,4%) contro 1'260 sì (49,6%).
Noi svizzeri dobbiamo essere onesti nel riconoscere che abbiamo trattato piuttosto male gli immigrati italiani, che a inizio 20º secolo erano la stragrande maggioranza. Il culmine di questa affermazione è confermato dalla citata iniziativa Schwarzenbach, una campagna contro l’inforestierimento che avrebbe comportato l’espulsione di 300'000 stranieri nell’arco di quattro anni.
Fa parte del passato quella iniziativa? No, siamo al punto di partenza. Infatti tutt’ora l’UDC ne propone più o meno la stessa cosa, «l’immigrazione di massa», chiedendo di reintrodurre i contingenti e rinegoziare pure l’accordo sulla libera circolazione delle persone.
Sono utopie lontane dalla concretezza. Chi ragiona con la testa sa perfettamente che degli stranieri ne abbiamo bisogno in molteplici settori. È di recente il fatto che i contadini delle Alpi svizzere stanno soffrendo per la mancanza di manodopera proveniente dall’Unione Europea, dovuta alla chiusura delle frontiere. Questa è una piccola parte del fabbisogno lavorativo estero, ma in altri settori come l’industria, le medie e piccole aziende, nonché il fabbisogno ospedaliero e di assistenza hanno molta più necessità nel fare affidamento sui lavoratori esteri. Non vedere questi bisogni e insistere sulla limitazione di stranieri è il tipico caso di colui che vuole il panino e anche il soldino o la botte piena e la moglie ubriaca. Che ci siano dei problemi con alcuni immigrati (i quali si possono anche risolvere), nessuno lo nega, ma coinvolgere anche i cosiddetti onesti per raggiungere lo scopo, mi sembra veramente fuori luogo, nonché pericoloso ai fini della nostra economia, che chiede manodopera.