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Nella graduatoria sulla competitività mondiale, elaborata ogni anno dall'Institute for Management Development di Losanna, la Svizzera guadagna due ranghi e si classifica al sesto posto.
Non tutto va però per il meglio: la crescita economica nella Confederazione è assai inferiore a quella registrata in media negli altri paesi presi in considerazione dallo studio.
Dopo aver occupato per due anni di seguito l'ottava posizione della classifica dell'Institute for Management Development di Losanna (IMD), la Svizzera ha compiuto due passi avanti l'anno scorso, superando l'Islanda e l'Olanda.
Secondo i ricercatori, la competitività dell'economia elvetica sarebbe ora inferiore soltanto a quella degli Stati uniti, che guidano la graduatoria dei 55 paesi valutati, come pure di Singapore, Hong Kong, Lussemburgo e Danimarca.
A favorire questa progressione è stata in particolare la spiccata dimensione internazionale dell'economia elvetica. Le esportazioni delle grandi aziende svizzere, ma anche le piccole e medie imprese, hanno registrato nell'ultimo anno un ottimo andamento.
Evidenziata l'esperienza internazionale
Il rapporto attribuisce addirittura alla Svizzera il primo posto della classifica per quanto concerne l'esperienza internazionale delle sue aziende. In ambito di relazioni sociali e di motivazione degli impiegati, le ditte svizzere figurano invece in terza posizione.
L'economia elvetica occupa inoltre il quarto rango della graduatoria relativa al tasso di disoccupazione, al livello dell'inflazione e ai flussi di investimento diretti verso l'estero.
In base allo studio, la Svizzera si piazza tra le prime posizioni anche per quanto riguarda le prospettive di prosperità a lungo termine. Queste previsioni si fondano su criteri legati all'infrastruttura, soprattutto nel settore della ricerca di base, alla sanità, all'educazione e alla qualità di vita.
Queste condizioni quadro permettono alla piazza economica elvetica di costituire un polo in grado di attirare specialisti e talenti stranieri, sottolinea l'IMD. Nell'insieme la Svizzera figura tra i paesi che, in questi ultimi 10 anni, hanno maggiormente colmato il loro ritardo nei confronti degli Stati uniti.
Crescita ancora lenta
La graduatoria 2007 dell'istituto di Losanna evidenzia però ancora una volta la lenta crescita dell'economia svizzera, che rimane inferiore alla media degli altri paesi presi in considerazione.
Con un aumento del prodotto interno lordo (PIL) stimato dall'IMD al 2,2% nel 2006 (2,7% secondo la Segreteria di Stato dell'economia), la Confederazione perde una posizione e occupa il 50esimo posto in materia di dinamismo economico.
Da notare che il livello di crescita economica è stato particolarmente forte in questi ultimi anni nei 55 paesi analizzati dall'IMD, grazie soprattutto alla notevole progressione messa a segno dalla Cina, dall'India, dalla Russia e dai paesi del Golfo. Il tasso medio di espansione economica si situa infatti sul 5%.
Pronta al cambiamento
Per mantenere ad un alto livello la sua competitività, la Svizzera dovrà quindi dimostrare rapidamente le sue capacità di cambiamento, di innovazione e di apertura di spirito, affermano gli esperti dell'IMD.
"Nonostante la Svizzera sia in piena crescita - spiega a swissinfo Stéphane Garelli, professore all'IMD di Losanna - l'inflazione è tenuta sotto controllo. Possiamo dunque dire che tutto, per ora, va nella giusta direzione".
Occorre tuttavia prestare attenzione - puntualizza Garelli - a certe debolezze, come i salari, il costo del lavoro, e la mancanza di attrattiva per le aziende straniere confrontate con la lentezza della presa di decisioni legata al sistema della democrazia diretta.
"Alcune aziende si sentono penalizzate da queste difficoltà che ne rallentano l'operatività. La ricerca di soluzioni a questo problema - conclude Garelli - costituisce una grande sfida".
swissinfo e agenzie
In breve
L'Institute for Management Development (IMD) di Losanna pubblica la classifica sulla competitività mondiale dal 1989.
Per stilare la sua graduatoria, l'IMD prende in considerazione quattro grandi fattori: le prestazioni economiche, l'efficacia del governo, quella delle imprese e la qualità delle infrastrutture. Complessivamente sono 323 i criteri analizzati.
Nel 2007, l'istituto ha analizzato la situazione in 55 paesi.
I 10 paesi più competitivi
1. Stati Uniti (posizione 2006: 1°)
2. Singapore (3)
3. Hong Kong (2)
4. Lussemburgo (9)
5. Danimarca (5)
6. Svizzera (8)
7. Islanda (4)
8. Paesi Bassi (15)
9. Svezia (14)
10. Canada (7)
L'Italia figura al 42esimo rango.