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Si è conclusa la prima giornata del Gruppo G della Coppa del Mondo. L'ex nazionale, in un'intervista a blue Sport, rivela cosa ha imparato dalla sfida di giovedì tra le avversarie della Nazionale svizzera, Brasile e Serbia.
Lo lotta per il passaggio agli ottavi di finale della Coppa del Mondo nel Gruppo G è stata lanciata. La Svizzera ha iniziato il torneo con una risicata vittoria per 1-0 sul Camerun, gettando le basi per avanzare alla fase a eliminazione diretta.
«La vittoria iniziale è stata importante per la Svizzera. Ci dà fiducia», ritiene Marco Streller e, guardando alla seconda partita del gruppo contro il Brasile di lunedì, afferma: «Fortunatamente non è una partita da dentro o fuori. Anche se dovessimo perdere contro il Brasile, avremmo comunque la possibilità di disputare la sfida decisiva contro i serbi. Questo dà tranquillità ed è importante per la squadra», ha aggiunto Streller a blue Sport.
Un'impresa titanica, ma il sistema di gioco ci dice che...
I prossimi compiti non saranno facili. Prima il Brasile, poi la Serbia. I sudamericani, in particolare, hanno dimostrato la loro classe nella partita d'esordio contro la formazione di Mitrovic, nonostante qualche piccolo problema iniziale.
«Bisogna analizzare i due tempi in modo diverso», ha detto Streller a proposito della prima apparizione della Seleção. «Nel primo tempo, i serbi si sono difesi molto bene e hanno impostato la loro linea arretrata a cinque uomini. Si può notare che in quel momento il Brasile non ha trovato alcuna soluzione. Questo è sicuramente qualcosa di cui anche Muri (Yakin ndr.) si sarà reso conto», ritiene il 41enne. «Soprattutto perché la Nati è predestinata a giocare con una difesa a tre o a cinque. Forse ci sarà un adeguamento del sistema».
Nel secondo tempo però, giovedì sera, i serbi di Stojkovic sono stati letteralmente travolti. «Quando il Brasile ha segnato il primo gol, sono andati in affanno. E quando si è visto che il Brasile può sostituire chiunque, con le "riserve" di primo piano che hanno, devo dire che ciò mette un po' di paura», ha ammesso l'ex giocatore della Nazionale elvetica, impressionato.
«Quando nel secondo tempo ho visto come correva la palla, e i serbi non facevano altro che rincorrerla, beh, devo dire che ovviamente non sarà facile. Dobbiamo essere molto efficienti e non commettere errori dietro».
Già, perché gli errori vengono sfruttati senza pietà dall'offensiva brasiliana, in maniera quasi inquietante. Contro i serbi, il due volte marcatore Richarlison, in particolare, si è mostrato in forma invidiabile. «Per quanto ha fatto, per il dinamismo e la potenza che ha, è un attaccante molto, molto completo», ha detto entusiasta Streller.
L'esperto contattato da blue Sport si lancia infine in una previsione: «Credo che quest'anno il titolo andrà al Brasile. La Nati non deve nascondersi da nessuno, ma sarà un compito titanico».