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Figliola: Padre, mi perdoni…
Padre: Figliola, prima ti devi confessare. Solo dopo la confessione posso perdonare i tuoi peccati.
Figliola: Mi perdoni, ma…
Padre: Forse non mi sono spiegato: prima la confessione, poi il perdono. Il contrario non si può fare. Sarebbe come infilarsi il preservativo dopo il rapporto: non si può fare.
Figliola: Credevo che per la Chiesa non si potesse neppure prima, comunque temo ci sia stato un malinteso. “Mi perdoni” era nel senso di “mi scusi”, “mi spiace importunarla”, eccetera. Avrei una domanda da porle, padre.
Padre: Ah.
Figliola: Si tratta di questo articolo pubblicato dall’Osservatore Romano di qualche giorno fa.
Padre: Quale articolo?
Figliola: Quello sui malanni dei bambini nati tramite FIV.
Padre: Fi-che?
Figliola: FIV. Fecondazione in vitro.
Padre: Ah, i piccoli mostri di Frankenstein! Sì, ho letto l’articolo: spiega molto bene i rischi per la salute che la fecondazione artificiale comporta, e quindi che è giusto condannarla e proibirla.
Figliola: Ecco, è proprio questo che non mi spiego. Lei ha ripetuto molte volte che ogni vita è degna di essere vissuta, nonostante la sofferenza e gli handicap che eventualmente l’affliggono.
Padre: Sì, certo. La vita è sacra, sempre. Non vi è differenza tra la vita di un neonato sano e uno malato.
Figliola: Ecco, se non vi è differenza, allora perché dovrei condannare la FIV?
Padre: …
Figliola: Padre? Va tutto bene?
Padre: Sì, figliola, tutto bene. Poni domande molto interessanti. Vedi, figliola, le malattie che affliggono i bambini artificiali…
Figliola: Bambini artificiali?
Padre: Sì, quelli nati in provetta invece che nell’utero materno. Ecco, le loro malattie sono la dimostrazione che l’uomo è andato contro l’ordine divino della natura, e quindi…
Figliola: Quindi era meglio se non fossero mai nati?
Padre: Sì. Cioè no, no, assolutamente no. Loro… Cioè, la loro malattia…
Figliola: La loro malattie è forse un segnale che l’uomo non doveva ricorrere a queste tecniche diaboliche?
Padre: Diaboliche è forse esagerato, però hai colto nel segno, figliola. Quello che è fatto è fatto, una volta concepiti, per quanto in un ambiente artificiale e contro natura, si è degni di vivere, ma è giusto… sì, è giusto che l’uomo ricordi che la natura ha dei limiti che l’uomo non può violare.
Figliola: Violare i limiti?
Padre: Ho detto violare i limiti? Scusa, nella fretta ho saltato un pezzo. Volevo dire: violare le leggi della natura e superarne i limiti. Sì, ecco, questo volevo dire.
Figliola: Capisco. Senta, le spiace se oggi pomeriggio le mando qui mio nipote. Ha otto anni ed è nato grazie alla FIV. Immagino le vorrà fare molte domande sulla sua allergia al polline: sa, a quell’età sono molto curiosi, e sono sicuro che la storia del segno divino perché i suoi genitori, nel farlo nascere, hanno superato i limiti e violato le leggi della natura… insomma, gli piacerà molto. Verso le tre va bene?
Padre: Le tre?
Figliola: Sì, se torno qui oggi pomeriggio con mio nipote a lei va bene incontrarlo?
Padre: …
Figliola: Padre? Va tutto bene?
Padre: Certamente mi va di incontrare il tenero nipotino… solo…
Figliola: Solo?
Padre: Vedi figliola, mi si è rotta la fotocopiatrice, e volevo preparare un centinaio di copie della Bibbia da distribuire agli amici. Mi vedo costretto a fare tutto a mano, ricopiando riga per riga il sacro testo. Ma appena finisco incontro volentieri tuo nipote. Non dovrei metterci più di un lustro o due. Anzi, adesso è proprio ora che vada, se voglio finire prima del prossimo Giubileo. Addio.
18 commenti su “Padre, mi perdoni…”
Chissà dove sarà arrivato ora il Padre amanuense: per caso a «è più facile che un cammello passi per la cruna d’un ago…» eccetera?
🙂
Applausi. Pungente e brillante. Con la giusta dose di cattiveria. 😉
Naturalmente l’articolo non si sogna di dire che le eventuali malattie siano una punizione per la colpa di aver fatto un figlio con la fecondazione artificiale, anche se, sotto sotto…
Comunque la cosa più interessante è il fatto che, pur ritenendo moralmente peccaminosa (e quindi da vietare, secondo una concezione confessionale dello stato) la FIV, si senta il bisogno di aggiungere una motivazione in più, che però a ben vedere dovrebbe essere del tutto superflua.
Voglio dire: se un giorno, come avviene in genere per tutte le pratiche mediche, la FIV (ma potrebbe essere anche la Ru486, sui cui rischi si fanno le stesse considerazioni pretestuose) diventerà ancora più sicura e farà rientrare nella norma la frequenza delle malattie a carico del nascituro, allora cadranno le riserve sul ricorso alla FIV (o alla Ru486)?
Ovviamente la risposta è no, e allora a che pro mescolare considerazioni sul fatto che “nessuna persona è un diritto per un’altra” con quella che dovrebbe essere una discussione puramente scientifica sui rischi e sulla sicurezza della FIV?
Non mi sfugge che il testo è pura polemica, e non va presa in sé.
Ma a prenderla per sé, è chiaro che è un sofisma, una cosa alla pie.giorg.odifred. alla margarina ack alla voltère.
E’ lecito fare eristica se l’avversario è talmente retorico e insopportabile: tanto vale sparare più che argomentare.
Se stuzzicare l’avversario lo fa essere più chiaro, ben venga il cavillo.
Non nego che in bioetica spesso sia opportuno usare un po’ di forza verbale, dove il tono pontificante abbonda.
Dimostrazione di una certa retorica è quanto osserva Joe Silver. Suvvia, demistifichiamoci! anche se non ci fossero rischi, ci sarebbe opposizione cattolica alla Fiv.
Quindi, giu le carte e diciamo le ragioni reali.
Però torniamo sul contenuto con un metro un po’ più preciso, evoluto e intelligente della laicità.
Cioè, se posso permettermi: la logica.
Anche nascere senza una mano non rende la vita meno rispettabile, anzi, non rende la persona meno rispettabile.
Però se la mano me la cionchi, te sei un vero bastardo!
Qui si apre il problema della responsabilità per le consueguenze delle azioni.
Se io compio un atto che ha come conseguenza prevedibile una menomazione sulla altrui persona, non sempre questo può essermi imputato.
Non sono responsabile se l’atto era dovuto o era un diritto, se la menomazione ci sarebbe stata cmnq, se cercare di prevedere le conseguenze di quell’atto avrebbe violato diritti di altri.
Se una tecnica di inseminazione aumenta significativamente per il bambino le probabilità di non avere un arto( p.e. perché la tecnica non è ancora ben rodata ), niente mi sottrae alla critica di irresponsabilità.
La sacralità della vita non può essere invocata, perché la vita ancora non sussiste.
Si configura diversamente il caso in cui io, per evitargli una malattia, seleziono l’embrione.
La vita qui è già incipiente.
A seconda che io dia alla vita degli embrioni un valore superiore o inferiore alla salute, sono responsabile o no per le malformazioni.
Devo ricordare, sulla scorta di Kant, che il concetto di vita sacra non è una vita sacra già esistente, e che non si deduce un’esistenza da un concetto?
ciao! Eno 😀
@luca massaro: Secondo me è mooooooooooolto più indietro 🙂
@Lenny Nero: Giusta dose? A me sembra di avere un po’ ecceduto, e lo dico sinceramente.
@Joe Silver e Eno: Questo dialogo lo si può considerare la versione faceta di questo post.
Eno: Nello specifico: non sono, in generale, in disaccordo con quanto affermato nell’articolo e quanto da te detto (tralasciando quanto fondate siano le affermazioni scientifiche dell’articolo). È il tono dell’articolo, e di molti suoi commenti, che mi ha colpito: quel “è la giusta punizione per essere andati contro-natura”.
Il paragone con Odifreddi e Hack… mi lusinga, sappilo, anche se le tue intenzioni erano altre 😉
Margarina Ack, non Margherita Hack.
Margarina Ack è una astropuffa, un po’ unta, esperta di fisica stellare e oroscopi babilonesi. Una professione rispettabile e di un certo rigore.
Margherita Hack è firmataria della lettera contro il commissario Calabresi, di una mozione per salvare le uova di gabbiano dalla foratura ( misure contro la sovrapopolazione di volatili a Ts ) e di una campagna per la tutela dei gatti.
A parte la partecipazione morale ad un omicidio e l’astrofisica, scrive anche cose sulla razionalità, la scienza, la laicologicità et alia.
Ahinoi, il personaggio e i fatti inventati sono quelli di Margarina Ack.
Complimenti !!!
Veramente carina.
Solo un consiglio per la “figliola”. Ritieniti fortunata che il “padre” abbia rifiutato. Il povero bimbo scamperà ad una serie di nefandezze ed scempiaggini che sono le uniche cose che in fatto di etica sarebbe stato in grado di riportargli.
Ovviamente resto per il confronto libero ed aperto, ma tra maggiorenni capaci di interndere e di volere.
Cordiali saluti a tutti
@Riccardo: Ecco, se temevo di aver ecceduto in cattiveria, mi confermi che si può fare di peggio 😉
Non è per “gareggiare” ma devo dire che, in particolare con il sequel, non ci sei andato leggero neanche tu.
L’ho apprezzato (e nel mio piccolo) divulgato.
Cordiali Saluti a tutti…
… e a rileggerci presto
Vorrei tornare un attimo su questo, che mi sembra sensato:
Consideriamo ora il caso di due aspiranti genitori affetti da malattia genetica grave, portatori sani, con un rischio non trascurabile di generare un figlio affetto dalla malattia.
Mi chiedo: in questo caso gli aspiranti genitori sono sottratti alla critica di irresponsabilità? E se no, perché?
@Riccardo: Ero particolarmente arrabbiato, in quel momento. A proposito di chiesa, vivo una situazione quasi schizofrenica: da una parte conosco alcuni preti che sono persone stupende, dall’altra leggo discorsi di monsignori, vescovi ecc. che mi fanno semplicemente ribrezzo. Così, mi arrabbio per i secondi e poi, pensando ai primi, mi pento… 😉
@Joe Silver: Immagino che siano sottratti dalla critica perché è contro-natura.
Ogni volta che “vuoi pentirti” siediti ed aspetta che ti passi. Un suggerimento bibliofilo, il summenzionato Odifreddi ha recentemente pubblicato un libro da me particolarmente apprezzato “Il matematico impenitente”.
Buona Lettura
@Joesilver: Non lo so se è da incoscienti.
Cmnq non c’è analogia tra il medico e il genitore.
L’inseminazione è un processo tecnico per raggiungere un risultato.
Per sua natura, deve avere una analisi di fattibilità.
E’ quindi una necessità tecnica, e non un dovere morale, vedere se funziona bene.
Allo stesso modo, se un ingegnere progetta su un terreno franoso villette a schiera, senza verificare la tenuta del suolo, non è “malvagio”.
E’ stronzo, ma soprattutto un incompetente.
La generazione non è nulla di simile.
Di fatto una buona parte dei figli viene al mondo di sorpresa. Non ci si innamora per sposarsi, non ci si mette assieme né ci si innamora (necessariamente) per andare a letto, non si va a letto senza anticoncezionali(necessariamente) per avere figli.
Qualcuno dirà che solo un irresponsabile sforna figli a caso come in una conigliera.
Forse.
Ma mentre i figli possono nascere anche se non ce n’era intenzione, l’inseminazione in vitro no.
“Irresponsabile” qui è un giudizio morale, tutto da vedere, senza legami con l’incompetenza del medico.
( Dico: senza legami sensati- a meno che non si passi per l’incompetenza di un eticista. 😀 )
Non lo so se ci sono responsabilità.
Di sicuro non ci argomenti forti in un senso o nell’altro.
ciao, Eno
Sarebbe chiedere troppo ad Eno di “giustificare” le affermazioni fatte?
Cosa significa :
“”
Non ci si innamora per sposarsi, non ci si mette assieme né ci si innamora (necessariamente) per andare a letto, non si va a letto senza anticoncezionali(necessariamente) per avere figli.
“”
Sono affermazioni per distrarre l’attenzione o hanno una rilevanza sull’argomento?
L’osservazione e la domanda di Joe Silver mi sembrano degne di risposte più circostanziate. Se le interpreto correttamente sono indirizzate contro un metodo manicheo di giudicare “da fuori” le situazioni reali astraendole per generarne dei principi “pseudofilosifici” come i teologi fanno da sempre.
Se mi è consentito proporne una aggiungerei una provocazione aperta anch’io:
” Se una coppia viene a sapere che il loro futuro pargolo sarà vittima di razzismo o altre aberrazioni … ” portatela avanti come vi pare !
Cordiali saluti a tutti
Riccardo, non comprendo il perché di questo tuo modus loquendi.
O forse sì- il che è la stessa cosa.
Non chiedo troppo da un estimatore di Pie.Gio.Odiff. .
Né intelletto né logica né pertinenza né ragione né uso del cucchiaio da minestra.
Un po’ d’attenzione sì, quella amerei averla.
( …e anche qualche soggetto in più nelle frasi. Non sarebbe malaccio, santa sintassi. )
Riassunto breve per venire incontro.
Lo metto in grassetto così distingui le parole.
COSA C’ENTRA UNA BANALE QUESTIONE DEONTOLOGICA DI UN MEDICO CHE SI SERVE DI UNA TECNICA NON COLLAUDATA CON I DILEMMI DI UN GENITORE RISPETTO A UN FIGLIO CHE POTREBBE NASCERE MALATO?
Forma svolta.
Molto rozzamente si dice spesso che l’uomo può fare due tipi di cose.
1) ATTIVITA’ TECNICA detta poiesis. Io faccio la cosa X per avere il risultato Y.
Il medico applica una tecnica per raggiungere un risultato. Se non è certo di cosa otterrà, è un incompetente.
E’ un inetto incosciente, non sa il suo mestiere e va contro ogni deontologia.
Caso chiuso.
2) ATTIVITA’ UMANA detta praxis. Io faccio una cosa X perché sì. Perché è bella, perché è buona, perché mi viene, perché si fa, perché l’ho scelto, perché è giusta.
Per capire se ho fatto bene o no, non basta sapere se ho raggiunto ottimamente il mio obiettivo o quali conseguenze ha la mia azione.
E’ molto più complicato.
Innamorarsi, scegliere un lavoro, sposarsi, avere un figlio etc.
Tutto questo è praxis: non lo fai solo perché questo ha certe “conseguenze” o “scopi”.
Questo è chiarissimo perché il problema della responsabilità dei genitori c’è anche quando la nascita dei figli non era prevista.
I figli a volte capitano. E magari uno gli ha passato una deformazione congenita.
Era responsabile? E che resposabilità maggiorate ha verso il figlio dopo la nascita?
E anche quando uno fa un figlio intenzionalmente, è pervaso da desiderio di paternità puro e semplice, timore per la vita futura, paura della conseguenze, voglia di prendersi cura del figlio comunque sarà.
Dimmi, c’è qualche analogia con un medico che pratica una Fiv? Anche lui ha questi problemi?
Anche il medico ha responsbilità dirette verso il figlio? Dovrà stargli dietro giorno e notte?
Non ho la più pallida idea se un handicappato può fare dei figli o no.
Dimmelo tu. Mi risolvi tanti crucci.
Ma non puoi risolvere un dilemma spinoso sulla falsariga di una scontata questione di deontologia professionale.
@eno (o come ti chiami):
Quello che da risposte sei tu. Io mi limito a fare domande (ma ti prego non darmi del socratico, non mi offenderesti ne mi esalteresti)
Solo una riflessione : i medici mica ti sarà mai venuto in mente che potrebbero essere umani?
La tua divisione mi sembra capziosa. Anche il modo di “chiudere i casi”. Gradirei capire se i tuoi modi rientrano nella tua divisione ed in quale categoria.
P.S. un po’ si soggetti….
Io, un buon libro, un bimbo amato dai suoi genitori, la consapevolezza, l’inadeguatezza dei nostri sensi …. spargili tu, dato che ti diverte, all’interno delle frasi come più ti soddisfa.
P.S.(2) Chiedo publicamente scusa a l’estinto per occupazione di post. Non è mia pratica alimentare “discussioni personali” su blog altrui specie quando escono dal tema. Invitando chi voglia perseverare ad indicarmi uno spazio consono, affermo fin qui che non risponderò in nessun caso, in questo post, a chicchessià per qualsiasi ragione.
Cordiali Saluti a tutti
@Riccardo: Nessun problema: ho un certo amore per le risse (intellettuali) 😉
Direi che, comunque, avete litigato abbastanza.