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L'iniziativa «Pro Service public» non raggiunge l'obiettivo
I grandi sindacati dei servizi pubblici condividono l'opinione del Consiglio federale espressa sull'iniziativa «Pro Service public». SEV, syndicom e VPOD/SSP rivendicano un servizio pubblico forte e ben strutturato, mentre l'iniziativa dei periodici dei/delle consumatori/trici si rivela inappropriata.
I sindacati SEV, syndicom e VPOD/SSP rappresentano complessivamente oltre 100‘000 collaboratori/trici e pensionati/e del settore pubblico in Svizzera. Rappresentano dunque a gran voce il personale dei rispettivi settori. I tre sindacati si impegnano assiduamente per il mantenimento e il rafforzamento del servizio pubblico. L'iniziativa popolare «Pro Service public» dà l'impressione di appoggiare le medesime rivendicazioni, ma propone misure che vanno nella direzione sbagliata.
A causa delle politiche di austerità di Confederazione, Cantoni e Comuni, il servizio pubblico subisce forti pressioni. Le conseguenze sono: soppressione di posti di lavoro, esternalizzazioni di servizi e privatizzazioni di interi settori; tutto ciò si traduce nel deterioramento e nel rincaro delle prestazioni di base destinate alla popolazione. L'iniziativa non considera questi aspetti del problema, ma si oppone unicamente a qualche abuso noto e popolare nel settore dei trasporti ferroviari, della posta e delle telecomunicazioni. Anche i sindacati lottano contro lo smantellamento delle aziende pubbliche e i salari esorbitanti percepiti dai quadri superiori di queste aziende. Ma vietare alle grandi aziende di infrastrutture la realizzazione di utili per sovvenzionare i loro settori meno redditizi, indebolisce di fatto le aziende. Ciò genera, a conti fatti, una diminuzione delle prestazioni, la privatizzazione dei settori redditizi e l'abbandono delle zone periferiche.
Se il servizio pubblico - e dunque le prestazioni di base per la popolazione svizzera che coprono trasporti pubblici, servizi postali, rete di comunicazioni, energia, formazione e salute - deve essere assicurato anche alle regioni periferiche, allora occorre prima porre fine alle nefaste politiche di austerità e aumentare le risorse. Non è possibile controllare e gestire altrimenti le sfide future.
FAIF - il fondo di finanziamento a lungo termine per l'ampliamento e la manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria approvato dal popolo lo scorso 9 febbraio - va nella giusta direzione. Anche il controprogetto all'iniziativa sui medici di famiglia, in votazione il prossimo 18 maggio, e il progetto di un'unica cassa malati pubblica, sono pertinenti.
I sindacati esigono dalla politica un impegno chiaro a favore di prestazioni di base complete e di qualità per tutta la popolazione e in tutti i settori del servizio pubblico. Questo impegno deve essere ancorato nelle leggi che regolano i rispettivi settori (poste, ferrovie, ecc...).
Da ultimo occorre sottolineare che un servizio pubblico efficace e funzionante è, localmente, un asso nella manica per le aziende. E sulla bilancia pesa davvero di più degli sgravi fiscali.