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Semione
Il Castello di Serravalle situato all’imbocco della Valle di Blenio, su uno sperone di roccia sovrastante la pianura che si estende tra la frazione di Malvaglia a est e quella di Semione a ovest. Nel Ticino, dopo il complesso fortificato di Bellinzona e il Castello Visconteo di Locarno, è il terzo castello per importanza storica. Sulle origini del castello non vi sono certezze. Probabilmente il primo edificio fu di epoca carolingia, infatti nel corso delle ultime indagini archeologiche è stata scoperta una preesistente struttura fortificata databile attorno al 900 e distrutta nel 1182. Le prime menzioni scritte risalgono al 1162 quando il signore di Blenio Alcherio da Torre, ne ha il controllo. Alcherio sosteneva la causa dell’imperatore e Federico Barbarossa lo nominò avogadro imperiale della valle.
Nel 1176 l'imperatore Federico Barbarossa vi si trattenne alcuni giorni prima della battaglia di Legnano, dando così tempo alla Lega Lombarda di organizzarsi. Nel 1182 i vallerani di Blenio e Leventina si unirono in un patto di alleanza, chiamato Patto di Torre, per spodestare il signore del castello. L'alleanza ebbe come conseguenza il suo assedio e la susseguente resa dell'avogadro Artusio da Torre. Il castello venne raso al suolo come gli altri manieri esistenti nelle Tre valli ambrosiane. Agli inizi del XIII secolo Rodolfo de Orelli si insedia a Biasca come vicario. Questa famiglia riedificherà nel corso del secolo il castello, facendolo diventare loro residenza, infatti la rocca è documentata dal 1224.
Nel frattempo i Visconti controllavano Milano e di fatto le tre valli ambrosiane. Dai signori di Milano il castello venne ceduto due secoli dopo ai signori Pepoli di Bologna. Secondo la tradizione popolare questo nuovo signore venne trucidato in un agguato e il castello venne distrutto una seconda volta. Probabilmente il castello venne distrutto dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti dai bleniesi nel 1402. L’intero insediamento cadde in completa rovina e abbandono eccezion fatta per la piccola chiesa di Santa Maria del Castello, posta a sud e più in basso rispetto al maniero (secondo la tradizione orale in precedenza l’edificio sacro era dedicato a San Martino).
Una prima ricognizione archeologica venne fatta negli anni 1928-1930 dalla Società svizzera dei castelli e delle rovine, con un consolidamento dei muri. Negli anni 2000-2001 sono stati intrapresi nuovi interventi di restauro e di sondaggio archeologico nel 2002 che hanno portato al ritrovamento di vari reperti; in gran parte frammenti di vetri e porcellane e di un affresco. Segni evidenti che l’insediamento non era solo difensivo, ma una residenza nobiliare fortificata. Il ritrovamento di molte punte di freccia di balestra, oltre a evidenti segni di incendio, testimoniamo come il maniero sia stato preso e distrutto con la forza.
Il vasto complesso è racchiuso da un muro di cinta è diviso in tre parti principali: il nucleo abitativo nord con il mastio a pianta circolare, l'ampio cortile interno ove si conservano tre colonne, a ovest sorge una piccola torre semicircolare annessa a un locale con un forno, e il cortile esterno a sud con la chiesa di Santa Maria del Castello