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Il confronto sarà "molto difficile". Così il portavoce del capo della diplomazia europea Catherine Asthon, Michael Mann, ha riassunto i termini della trattativa sul nucleare tra Iran e le grandi potenze ripresa oggi a Vienna, che dovrebbe portare alla firma di un accordo complessivo e superare la prima storica intesa raggiunta l'anno scorso a Ginevra.
"Inizieremo a raccogliere elementi che potrebbero costituire i contorni di un accordo", ha spiegato Mann al termine di una prima sessione plenaria, condotta dalla Ashton, in rappresentanza del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania), ed il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.
Le parti hanno convenuto che le insidie sono numerose e che il successo non è affatto assicurato. Mann ha parlato di discussioni "molto difficili e complicate", un giudizio condiviso da Zarif al suo arrivo a Vienna. Un alto funzionario statunitense, parlando con alcuni giornalisti, ha da parte sua giudicato "totalmente sproporzionato" l'ottimismo sullo stato delle trattative emerso da diversi media.
Lo scorso novembre, dopo anni di stallo e quattro giorni di maratona negoziale, Iran e gruppo 5+1 avevano raggiunto un accordo storico a Ginevra che, da una parte, frenava temporaneamente il programma nucleare iraniano, sospettato di finalità militari, consentendo a Teheran di ottenere alcuni allentamenti delle sanzioni che stavano strangolando la sua economia.
SDA-ATS