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Il leader comunista Bo Xilai, al centro della più grave crisi politica cinese degli ultimi 20 anni, avrebbe in un primo momento acconsentito ad indagare sul ruolo della moglie nell'assassinio di un uomo d'affari britannico, per poi tirarsi indietro innescando un dramma che si è concluso con l'arresto di entrambi. Lo affermano fonti anonime di Chongqing - la metropoli nella quale Bo era dal 2007 il segretario del Partito Comunista - citate dall'agenzia Reuters.
Secondo le fonti, il capo della polizia della metropoli Wang Lijun avrebbe avvisato in gennaio Bo Xilai che sua moglie, Gu Kailai, appariva implicata nella morte di Neil Heywood, un ambiguo uomo d'affari britannico, trovato cadavere in un albergo di Chongqing in novembre. Bo avrebbe dapprima incoraggiato Wang a proseguire nelle indagini, per fare una brusca retromarcia pochi giorni dopo, togliendo l' inchiesta dalle mani di Wang in un apparente tentativo di salvare la moglie.
Sentendosi minacciato, Wang avrebbe cercato di ottenere asilo politico negli Usa, raggiungendo, il 6 febbraio, il Consolato americano nella vicina città di Chengdu. Dopo aver trascorso oltre 24 ore nel Consolato, Wang ne è uscito ed è stato preso in consegna da un gruppo di funzionari di Pechino. Da allora non se ne hanno notizie. Il 10 aprile è stato annunciato che Bo Xilai, che era anche membro del Comitato centrale comunista, è stato destituito da tutte le sue cariche e che Gu Kailai è in arresto perché sospettata dell'omicidio di Heywood.