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Nel 2017 l’utilizzo dei social media è diminuito per la prima volta in Svizzera: il tasso è sceso al 55% della popolazione, quattro punti percentuali in meno di un anno prima. Lo rivela uno studio di Publicom, secondo cui l’immagine di Facebook, Twitter e altre reti sociali ha sofferto. I social media hanno così perso perfino più fruitori che la carta stampata, la quale ha subito una contrazione dell’1%. Comprese le edizioni digitali, la stampa raggiungeva l’anno scorso il 94% della popolazione tra i 15 e i 79 anni.
Lo studio MediaBrands, condotto annualmente dal 2013 dall’impresa specializzata in media e comunicazione e pubblicato oggi, sostiene che le reti sociali sono anche confrontate a danni all’immagine: scandali quali la raccolta di dati senza autorizzazione e fake news hanno lasciato chiare tracce. Soprattutto Facebook e Twitter hanno pertanto perso simpatie e fiducia. Il primo è addirittura il marchio mediatico con il più basso tasso di credibilità tra i 170 esaminati. La popolazione svizzera attesta per contro un’elevata attendibilità ai quotidiani regionali abbonati e alla radiotelevisione pubblica. Complessivamente la credibilità dei media in Svizzera è rimasta invariata a un alto livello; romandi e ticinesi si fidano comunque un po’ meno degli svizzerotedeschi. Per lo studio rappresentativo sono stati interrogati nei mesi di aprile e maggio 4’828 svizzeri di età compresa tra i 15 e i 79 anni.