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I nove protocolli addizionali alla Convenzione alpina rischiano il naufragio. Con 9 voti senza opposizione e 3 astenuti, la commissione dell'ambiente del Consiglio degli Stati invita il plenum a non entrare in materia sulla loro ratifica.
Si tratta di evitare che la Svizzera sia costretta a riprendere disposizioni contrarie al suo diritto, ha dichiarato lunedìalla stampa il presidente della commissione, il democratico di centro Christoffel Brändl.
Sono troppe le zone d'ombra che caratterizzano questi protocolli, la cui portata va ben oltre la Convenzione delle Alpi, ha aggiunto il democristiano Simon Epiney.
Opposizione dei partiti borghesi
Da mesi i partiti borghesi si oppongo alla ratifica dei testi. In particolare radicali e UDC si oppongono al protocollo sui trasporti, temendo che possa impedire il raddoppio della galleria stradale del San Gottardo. Questo testo - ha ammesso Epiney - è quello che solleva i problemi più grossi.
In generale, la destra ritiene che i protocolli potrebbero dare eccessivo peso agli interessi ecologici a scapito di quelli economici. A suo modo di vedere, sarebbe problematico affidare il controllo dell'applicazione di questi testi a un tribunale arbitrale, senza possibilità di ricorso.
Applicazione senza ratifica
La commissione ritiene che la Svizzera possa accontentarsi di applicare spontaneamente le raccomandazioni previste nei protocolli.
Proporrà del resto al Consiglio federale una soluzione in questo senso, attraverso un atto parlamentare, ha precisato Brändli. Il Consiglio degli Stati si pronuncerà nella sessione d'inverno.
La Convenzione delle Alpi
Ratificata dalle Camere nel 1999, la Convenzione delle Alpi mira a garantire una politica globale di sviluppo sostenibile. I suoi protocolli d'applicazione sono stati oggetto di negoziati conclusi alla fine del 2000. Oltre ai trasporti, riguardano l'agricoltura, le foreste, la pianificazione del territorio, la protezione della natura, il turismo e l'energia.
La città svizzera di Lugano è candidata ad ospitare la segreteria permanente della Convenzione delle Alpi. La sede sarà decisa alla VII Conferenza delle Alpi in programma a Merano (Italia) i prossimi 19 e 20 novembre. La presa di posizione della commissione del Consiglio degli Stati è una pesante ipoteca sulla candidatura svizzera.
swissinfo e agenzie