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L'ex-ambasciatore svizzero in Lussemburgo, Peter Friederich, non sfuggirà alla pena detentiva per riciclaggio di denaro.
Il Tribunale federale, pur accogliendo il ricorso del diplomatico su tre casi di falsità in documenti, ha confermato la condanna per l'imputazione principale.
Nonostante i giudici di Losanna abbiano accolto in parte il ricorso, la nuova pena - vista la gravità degli altri reati - non dovrebbe discostarsi di molto da quella decisa in giugno dal Tribunale penale federale di Bellinzona (TPF).
Il Tribunale Federale (TF) - ultima istanza di ricorso a livello federale - lo precisa alla fine della sua sentenza.
In prima istanza, il 64enne Peter Friederich era stato riconosciuto colpevole di riciclaggio di denaro, falsità in documenti e appropriazione indebita ripetute e diminuzione dell'attivo in danno dei creditori. Oltre alla pena detentiva gli era stata inflitta una multa di 15'000 franchi.
Mazzette
«L'ex-ambasciatore aveva ricevuto milioni da parte di persone senza reddito né sostanza dichiarati ma alla testa di una rete di trafficanti di droga, affinché li versasse su conti intestati a lui e poi li trasferisse a terzi secondo le loro istruzioni», ha ricordato il TF.
Il denaro gli era stato consegnato senza ricevuta e in luoghi pubblici sotto forma di mazzette di tagli diversi contenute in sacchetti di plastica.
Sulla base di questi fatti, contrariamente a quanto contestato dall'avvocato di Friederich, non era insostenibile ritenere che tale denaro provenisse dal traffico di stupefacenti.
Aggravanti
I giudici di Mon Repos hanno pure confermato la condanna per riciclaggio per mestiere, visto che per circa sei mesi Friederich ha dedicato una quantità di tempo non trascurabile alla sua attività illegale.
Per quanto riguarda i tre documenti falsi consegnati alle banche per giustificare la provenienza dei fondi, il TF ritiene che fossero privi di «forza probatoria qualificata». Il reato di falsità in documenti non può quindi essere ritenuto contro l'ex diplomatico, contrariamente a quanto stabilito dal TPF.
Oltre al reato più grave di riciclaggio di denaro per mestiere, Friederich è condannato definitivamente per appropriazione indebita ripetuta per aver proseguito la sua attività di gestione patrimoniale quando sapeva di essere in una situazione finanziaria disperata dopo aver perso ingenti quantità di denaro in borsa.
Secondo il TF sussiste anche l'accusa di diminuzione dell'attivo a danno dei creditori. L'ex ambasciatore aveva scientemente ceduto i suoi ultimi beni (azioni a suo nome e la casa di Bossonens, nel canton Friburgo) a sua moglie.
swissinfo e agenzie
In breve
1971: Peter Friederich entra in servizio al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
1999: nominato ambasciatore in Lussemburgo.
Luglio 2002: arrestato a Berna perché sospettato di riciclaggio di denaro.
Agosto 2002: rilasciato dopo 38 giorni di detenzione, sospeso dalle sue funzioni e pensionato anticipatamente.
Maggio 2005: inizio del processo davanti al TPF di Bellinzona.
Giugno 2005: condannato a 3 anni e mezzo di reclusione con l'accusa di riciclaggio.
24 febbraio 2006: il TF conferma la condanna per riciclaggio di denaro per mestiere.