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BERNA - La Banca nazionale svizzera (BNS) dovrebbe decidere una nuova stretta monetaria giovedì. Gli esperti interrogati dall'ATS si attendono un aumento di 1/4 di punto del tasso direttore, ciò per contrastare la debolezza del franco svizzero, soprattutto rispetto all'euro. La fascia di oscillazione del libor a tre mesi dovrebbe così passare all'1,25-2,25%.
Con il sesto aumento consecutivo, i tassi di interesse ritornerebbero al livello di quasi cinque anni fa. Dal profilo storico e nel confronto internazionale il tasso direttore della BNS è ancora basso. L'economia elvetica è in una fase di boom e il ritmo di espansione del prodotto interno lordo quest'anno si fisserà attorno al 3%, segnando la maggiore crescita degli ultimi sei anni. Per ora tuttavia non sussistono pericoli d'inflazione.
"Qualsiasi cosa diversa da un aumento di 25 punti base sarebbe una sorpresa", osserva Janwillem Acket, capo economista presso la banca Julius Bär. Secondo Acket, la BNS attualmente mira a un franco solido. L'esperto si aspetta per giovedì dalla banca di emissione un commento all'attuale andamento della valuta elvetica. La debolezza del franco favorisce le esportazioni, contribuendo ad accelerare la congiuntura, il che equivale a un allentamento della politica monetaria.
Il corso dell'euro oggi era a circa 1,5817 franchi, non molto distante dal massimo registrato in aprile (1,5856). Stando a Bernard Lambert, economista presso la banca privata ginevrina Pictet, il corso dell'euro "costituisce sul breve periodo il principale elemento di decisione".
Alcuni esperti pronosticano un nuovo rialzo dei tassi, pure di un quarto di punto, per il mese di dicembre. Acket e Patrick Muhl, del Credit Suisse, si attendono una nuova mossa di analoghe dimensioni per il prossimo mese di marzo. Per Lambert, il Libor a tre mesi sarà invece ritoccato vero l'alto di 1/2 punto percentuale in dicembre.