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I cinque capitoli del rapporto riflettono gli obiettivi definiti nel messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2013-2016: prevenzione delle crisi e aiuto d’emergenza, accesso a risorse e servizi, crescita economica sostenibile, democrazia ed economia di mercato e una globalizzazione favorevole allo sviluppo. Corredato di contributi personali di alcuni dei beneficiari degli interventi, interviste a collaboratori e descrizioni dei progetti, il rapporto di quest’anno offre accesso diretto al lavoro della Confederazione nel settore della cooperazione internazionale. L’inserto statistico fornisce inoltre delucidazioni sull’impiego delle risorse finanziarie.
L’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera è leggermente aumentato rispetto all’anno precedente. Nel 2013 ammontava complessivamente a 2,963 miliardi di franchi, pari allo 0,47 per cento del reddito nazionale lordo (RNL). La Svizzera si è così posizionata all’ottavo posto tra i 29 Stati membri del Comitato d’aiuto allo sviluppo dell’OCSE (CAS). Entro il 2015, per disposizione del Parlamento, l’APS dovrebbe essere portato allo 0,5 per cento dell’RNL.
Nel 2013 la cooperazione internazionale della Svizzera si è maggiormente concentrata sull’impegno in contesti fragili, dove le istituzioni sono deboli o instabili e la popolazione patisce pesantemente la povertà, la violenza, la corruzione e l’arbitrio politico. Nell’anno di riferimento, sono stati messi al centro dell’impegno della Svizzera anche i rischi globali. Fenomeni come il cambiamento climatico, la penuria d’acqua e l’insufficiente sicurezza alimentare mettono a repentaglio i mezzi di sussistenza di milioni di persone. La Svizzera elabora pertanto soluzioni innovative e transfrontaliere, partecipa attivamente al dialogo politico multilaterale e promuove la diffusione della conoscenza.
L’anno scorso, l’OCSE ha esaminato ed encomiato la cooperazione internazionale della Svizzera. I risultati contenuti nel rapporto del Comitato di aiuto allo sviluppo dell’OCSE mettono in evidenza che il lavoro della DSC e della SECO si dimostra efficace e offre un contributo alla lotta mondiale contro la povertà e alla gestione costruttiva dei rischi globali.
Nella prefazione del rapporto annuale, il direttore della DSC Martin Dahinden e la segretaria di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch scrivono che, alla luce delle sfide in costante mutamento, la cooperazione allo sviluppo non diventerà più semplice in futuro. Per contribuire a risolvere i complessi problemi che si prospettano, occorrono flessibilità, tenacia e un impegno articolato e duraturo.
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