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Il Consiglio federale ha posto oggi in consultazione, fino al 14 aprile, il controprogetto diretto all'iniziativa "Per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini (USC). Pur riconoscendo la centralità dell'approvvigionamento della popolazione, il governo nella sua proposta di modifica costituzionale introduce altre nozioni, come la competitività di tutto il settore agroalimentare e l'accesso ai mercati internazionali per l'importazione delle derrate.
L'iniziativa dell'USC, formalmente riuscita lo scorso agosto con 147'812 firme valide, è nata come reazione alla Politica agricola 2014-2017 (PA 14-17) votata dal parlamento e chiede alla Confederazione di rafforzare l'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari provenienti da una produzione indigena sostenibile. A tale scopo, le autorità federali devono adottare provvedimenti efficaci contro la perdita di terreni coltivabili.
Il Consiglio federale riconosce che, attraverso la produzione, l'agricoltura svizzera fornisce un importante contributo all'approvvigionamento. Tuttavia, non è sufficiente puntare in maniera unilaterale sulla produzione indigena, indica il progetto di decreto federale pubblicato dal governo.
Il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) Johann Schneider-Ammann aveva già delineato i contenuti del controprogetto alla fine di ottobre, presentando una riflessione più ampia sull'agricoltura a partire dal 2017. Nel primo semestre di quest'anno il DEFR porrà del resto in consultazione anche un progetto per la PA 18-21.
Il controprogetto all'iniziativa dell'USC non tiene conto solo dell'approvvigionamento, ma vi affianca altri aspetti che il governo giudica fondamentali in materia di sicurezza alimentare. Si tratta della creazione di valore aggiunto da parte di tutta la catena agroalimentare, dell'accesso ai mercati internazionali per le importazioni e le esportazioni, della salvaguardia delle terre coltive, di una produzione adeguata alle condizioni locali e di consumi rispettosi delle risorse naturali.
Il controprogetto diretto promuove lo sviluppo della politica agricola, dando la priorità a una produzione indigena sostenibile e sancendola nella Costituzione. Parallelamente sottolinea la necessità delle importazioni al fine di tutelare la sicurezza alimentare in Svizzera. Per il governo inoltre il settore primario deve continuare a garantire una molteplicità di funzioni, tra cui la cura del paesaggio.
Nel progetto di decreto, l'esecutivo fa riferimento anche a due altre iniziative in tema di agricoltura per cui è attualmente in corso la raccolta delle firme. Il Consiglio federale non precisa però in che misura questi testi abbiano influenzato la redazione del controprogetto.
Nello scorso maggio i Verdi hanno lanciato l'iniziativa "Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell'ambiente e in modo equo (Iniziativa per alimenti equi)" volta a migliorare lo standard di qualità delle derrate alimentari importate, promuovendo indirettamente gli alimenti locali. Gli ecologisti vorrebbero che ai generi alimentari e ai foraggi importati fossero applicati gli stessi livelli qualitativi, ambientali e di protezione degli animali validi in Svizzera.
Dal canto suo il sindacato agricolo Uniterre alla fine di settembre ha avviato la raccolta delle firme per il testo "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti". Oltre a contemplare obiettivi delle iniziative dell'USC e dei Verdi, Uniterre chiede ad esempio misure per aumentare la popolazione attiva nell'agricoltura, il divieto di impiegare organismi geneticamente modificati (ogm) o la regolazione del volume d'importazione allo scopo di preservare e promuovere la produzione indigena.
SDA-ATS