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Giovedì 16 agosto, 14:51
L'Ecuador ha concesso l'asilo politico a Julian Assange. Lo ha confermato il ministro degli Esteri a Quito nel corso di una conferenza stampa.
L'Ecuador ha decido di concedere l'asilo politico a Julian Assange perché il capo di Wikileaks si troverebbe "in grave pericolo" una volta estradato in Svezia, ha affermato il ministro degli Esteri ecuadoregno Ricardo Patino. In precedenza il ministro aveva affermato che Julian Assange rischiava di diventare un perseguitato politico se estradato dalla Gran Bretagna. Patino aveva aggiunto che, se dovesse finire negli USA, il capo di Wikileaks non riceverebbe un giusto processo e potrebbe addirittura essere messo a morte.
"Il diritto d'asilo è un diritto umano fondamentale e fa parte del diritto internazionale" ha ricordato alla stampa il ministro degli esteri ecuadoregno elencando 11 punti che, secondo Quito, giustificano tale decisione. Il fondatore di Wikileaks si è rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra lo scorso 19 giugno dove ha chiesto protezione diplomatica e asilo politico. L'Ecuador ha reso noto d'aver chiesto alla Svezia garanzie che Julian Assange non sarebbe stato estradato negli Stati Uniti una volta trasferito dalla Gran Bretagna ma il paese scandinavo ha dato una risposta negativa.
Per il Foreign Office la decisione dell'Ecuador di concedere al capo di Wikileaks asilo politico è "deplorevole". Per la Gran Bretagna la miglior soluzione sarebbe stata di cercare un accordo negoziato fra le parti.
Ci si chiede ora se sia possibile un blitz delle forze britanniche per prelevare Assange dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra, come ipotizzato stamani dalle autorità del Regno Unito.
Gli Stati Uniti non hanno intenzione di interferire nella disputa sorta attorno alla richiesta di estradizione di Julian Assange in Svezia, ha affermato la portavoce
del Dipartimento di Stato americano, Victoria Nuland. Ad una domanda se Washington stia esercitando pressioni su Londra affinché il fondatore di Wikileaks sia consegnato alla giustizia svedese ha risposto di “non avere indicazioni del genere” e ha aggiunto che si tratta di “una disputa tra i paesi coinvolti e non abbiamo intenzione di interferire”.
Julian Assange farà una dichiarazione in diretta domenica alle 14 davanti all'ambasciata ecuadoregna a Londra. Lo ha annunciato questa sera Wikileaks su Twitter. "Domenica 19 saranno due mesi che Assange si è rifugiato nell'ambasciata ecuadoregna e sarà anche la prima apparizione pubblica dell'australiano da marzo", afferma Wikileaks.