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I proprietari di un blocco di appartamenti del quartiere ginevrino della Servette hanno preso misure urgenti in seguito al pericolo di crollo dell'edificio. I luoghi dovranno essere liberati entro mercoledì prossimo. Diversi negozi sono già chiusi.
"Dopo la serata informativa di ieri quattro inquilini, due coppie, hanno preferito dormire in hotel. Altri lo faranno a partire da questa sera: l'obiettivo è di trovare una soluzione provvisoria per tutti entro mercoledì prossimo", ha spiegato a Keystone-ATS Marc Comina, portavoce dei proprietari in seguito alle informazioni di diversi media.
Ieri sera gli occupanti del blocco di appartamenti, costruito nel 1964, sono stati convocati urgentemente. La società zurighese Great Swiss Stores, proprietaria del numero civico 93 che ospita Migros, così come la Foncière proprietaria delle entrate 89 e 91 hanno raccomandato ai circa 75 inquilini dei 26 appartamenti di lasciare i locali.
Contatti ufficiali sono stati presi con il Cantone e la Città in vista di una nuova sistemazione di alcuni inquilini in appartamenti riservati alle emergenze. Le autorità sono al corrente delle iniziative "ma la situazione è gestita dai proprietari che assumono pienamente le loro responsabilità", ha precisato Comina. Una persona è stata impiegata a tempo pieno per questo caso.
Migros, affittuario di circa 1800 m2 di superficie di vendita, ha deciso di chiudere il negozio e il suo take-away per precauzione. Ai collaboratori interessati verrà proposta un'altra destinazione.
Le misure urgenti sono state prese dopo una perizia su alcuni elementi strutturali. Il problema osservato non è legato all'innalzamento eseguito su due terzi dell'edificio.
Al numero civico 93 è stata scoperta una grande debolezza strutturale che mette in pericolo la statica. Le verifiche hanno constatato il problema ai numeri civici 89 e 91, ha spiegato Comina. Oggi gli ingegneri hanno confermato che esso riguarda l'insieme del blocco di appartamenti. Hanno poi emesso un rapporto finale che ordina di lasciare i locali entro un tempo "breve ma ragionevole".
Interrogato dalla RTS, l'architetto cantonale Francesco Della Casa ha dichiarato che se non ci fosse stato il controllo, l'immobile "sarebbe potuto crollare improvvisamente tra 5 o 10 anni".
Attualmente la cosa più importante è la sicurezza delle persone. Il futuro dell'immobile non è noto: dipenderà dagli studi che dovranno ancora fare gli ingegneri sulle varianti tecniche che si offrono ai proprietari.
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