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In questa sessione parlamentare straordinaria, il nostro Consigliere nazionale Denis de la Reussille ha depositato due mozioni per sostenere i lavoratori e le lavoratrici e, in modo più generale, tutte e tutti coloro che sono stati toccati dalla crisi che stiamo attraversando.
In primo luogo, egli propone di introdurre un prelievo unico del 2% sulle fortune e i patrimoni di oltre 3 milioni di franchi. Questo permetterebbe di percepire circa 17,5 miliardi di franchi per sostenere direttamente i salariati, le famiglie e le piccole imprese in difficoltà finanziaria a causa del COVID-19.
La crisi del COVID-19 ha sommerso l’economia mondiale. Il nostro paese è di fronte a un’urgenza economica e sociale inedita: migliaia di lavoratori e lavoratrici sono stati licenziati e la stessa sorte toccherà probabilmente ad altre decine di migliaia di salariate e salariati. Numerosi proprietari di piccole imprese, di lavoratrici e lavoratori indipendenti e di agricoltori rischiano il fallimento e sempre più famiglie sono minacciate di precarietà e povertà.
Non si può accettare che i costi della crisi si ripercuotano unicamente sulle classi popolari, la classe media e le persone salariate del nostro paese.
Coloro che, fino ad ora, hanno ampiamente beneficiato delle politiche neo-liberali di questi ultimi decenni devono contribuire al bene comune e al rilancio dell’economia.
Questa mozione fa riferimento alla nostra petizione per una” Tassa Corona di solidarietà” che domanda la stessa cosa e che è stata lanciata all’inizio di aprile (vedi il link qui sotto). Siamo soddisfatti di vedere che, alcune settimane dopo il lancio della nostra petizione, il Partito Socialista ha ripreso la nostra idea.
In un secondo tempo noi domandiamo che la Svizzera ratifichi il più rapidamente possibile la Convenzione n.o 187 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro concernente la sicurezza e la salute sul lavoro e la sottoponga all’approvazione del Parlamento.
Nel nostro paese, la pandemia del COVID-19 ha messo in evidenza il bisogno urgente di meglio proteggere la salute sul luogo di lavoro. Personale di cura, della vendita, dei trasporti o addetti alle pulizie, operai edili o di fabbrica: molti lavoratori e molte lavoratrici in Svizzera non possono svolgere il telelavoro e sono confrontati da diverse settimane al rischio di contagio sul posto di lavoro.
La ratifica di questa Convenzione rappresenterebbe un passo nella buona direzione per ringraziare coloro che sono in prima linea ogni giorno di fronte a questa pandemia e soprattutto anticipare eventuali future crisi sanitarie.