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<h2>SubmittedText<h2><p>Il settore della sanità era in crisi già prima del 9 febbraio 2014: in Svizzera, più di un quarto di tutti i medici possiede un titolo di studio estero. La percentuale di medici stranieri è ancora più alta negli ospedali (più del 35 per cento, in alcuni ospedali supera il 50 per cento). Spesso i posti di assistente e di primario negli ospedali rimangono vacanti oppure sono insediati con ritardo. Il nostro sistema sanitario ha bisogno di personale specializzato straniero, come del resto aveva constatato il Consiglio federale nel suo rapporto sulla strategia per combattere la mancanza di medici (2008). Se oggi - nonostante la libera circolazione - i medici continuano a scarseggiare in tanti posti, dopo l'esito della votazione del 9 febbraio 2014 si pongono i seguenti interrogativi:</p><p>1. Dopo il sì all'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", come valuta il Consiglio federale le ripercussioni sul fabbisogno di medici quando scompariranno i medici stranieri dagli ospedali e dal settore ambulatoriale? Quali potrebbero essere le ripercussioni e quando si verificherebbero?</p><p>2. È lecito ipotizzare la chiusura degli ospedali di piccole dimensioni e periferici a causa della mancanza di personale medico specializzato?</p><p>3. Alla luce della votazione del 9 febbraio 2014, il potenziamento della capacità di formazione e formazione continua in medicina si pone con maggior urgenza rispetto ad oggi: il Consiglio federale condivide questa opinione?</p><p>4. Nel 2008 la Confederazione aveva stimato che per soddisfare il fabbisogno erano necessari dai 1200 ai 1300 medici all'anno. A sei anni di distanza, che cosa è previsto per centrare questo obiettivo e quando sarà raggiunto? In seguito alla votazione del 9 febbraio 2014 il numero dei titoli di studio necessari aumenterà?</p><p>5. L'aumento del numero di posti offerti per gli studenti in medicina si tradurrà in un'offerta più ampia delle rispettive discipline mediche sul mercato del lavoro? Quando?</p><p>6. Per assicurare la formazione medica e la copertura sanitaria occorre verificare la suddivisione delle competenze tra Confederazione e cantoni nell'ambito delle piattaforme "Futuro della formazione medica" e "Finanziamento della formazione continua dei medici". Quali sono le proposte attuali? Alla Confederazione verrà riconosciuta una maggior competenza direttiva? E quali saranno le conseguenze finanziarie?</p><p>7. In che modo il Consiglio federale pensa di tener conto delle esigenze del settore sanitario nell'attuare l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2013 il Consiglio federale ha varato la Strategia sanità 2020 con l'obiettivo di formare più operatori sanitari e migliorarne le qualifiche garantendo così un'assistenza di alta qualità.</p><p>1./3. Nel 2013 nel settore di studio della medicina umana sono stati rilasciati complessivamente 836 diplomi federali e riconosciuti 2846 diplomi stranieri. Secondo la Federazione dei medici svizzeri, i titolari di un diploma straniero che lavorano in Svizzera sono circa il 29 per cento del totale. Ciò dimostra che il nostro sistema sanitario dipende dall'immigrazione di medici dai Paesi europei a noi limitrofi e che, nonostante gli sforzi intrapresi per aumentare le capacità formative del sistema svizzero, la situazione a breve termine non cambierà. Le ripercussioni sul fabbisogno di medici del sì all'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" dipenderanno dalle soluzioni adottate per l'attuazione dell'iniziativa. Al momento non è possibile valutare l'opportunità di adottare ulteriori misure in merito alla formazione dei professionisti della sanità.</p><p>2. Già oggi gli ospedali periferici e di piccole dimensioni faticano a reperire il personale necessario. La pressione sulle strutture ospedaliere potrebbe dunque aumentare.</p><p>4. Il 16 settembre 2011 il Consiglio federale ha approvato un rapporto in adempimento della mozione Fehr Jacqueline 08.3608 con diverse raccomandazioni per risolvere i problemi legati alla formazione e alla formazione continua dei medici di base che suggerisce di portare a 1200-1300 l'anno il numero di diplomati in medicina umana (<a href="http://www.bag.admin.ch/themen/berufe/13932/13933/14201/index.html?lang=it">http://www.bag.admin.ch/themen/berufe/13932/13933/14201/index.html?lang=it</a>). I cantoni si impegnano costantemente per aumentare il numero di diplomi rilasciati: tra il 2008 e il 2013 la percentuale di laureati in medicina è cresciuta del 34 per cento. Iniziative simili sono in corso: i gruppi di lavoro della piattaforma "Futuro della formazione medica" hanno definito le condizioni necessarie per aumentare ulteriormente i posti di studio. Nel 2013 le facoltà di medicina di Zurigo e Losanna hanno creato ognuna 60 posti di studio in più mentre quelle di Berna e Basilea rispettivamente 40, per un totale di 200 nuovi posti. L'università di Ginevra ha invece optato per un rafforzamento della medicina di base creando un'apposita unità all'interno della facoltà di medicina (Unité de médecine de premier recours). In Ticino le autorità politiche cantonali stanno valutando l'istituzione di una facoltà di biomedicina con un master in medicina umana. Questa facoltà potrebbe garantire, in collaborazione con altri atenei, la formazione di ulteriori 60-70 medici.</p><p>5. L'aumento del numero di posti di studio in medicina umana si tradurrà in un aumento del numero di dottori solo successivamente. Infatti, per conseguire il diploma federale occorrono in media sei anni. Inoltre, per specializzarsi in una determinata disciplina sono necessari più o meno altri sei anni.</p><p>6. Il Parlamento ha espresso parere contrario alla modifica della ripartizione delle competenze tra Confederazione e cantoni in ambito medico (cfr. mozione CSEC-N 10.3886 del 21 ottobre 2010). Nemmeno le università auspicano una maggiore competenza direttiva da parte della Confederazione. Tuttavia, il Consiglio federale è disposto a inserire il tema del consolidamento e del potenziamento della didattica e della ricerca nella medicina umana tra le priorità del messaggio ERI 2017-2020, come affermato nella risposta alla mozione Rytz Regula 12.3931.</p><p>7. Il Consiglio federale ha avviato i lavori per l'attuazione della decisione popolare sancita con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Le nuove disposizioni non stabiliscono né l'entità dei contingenti né le competenze decisionali in materia. I tetti massimi e i contingenti annuali per i lavoratori stranieri sono stabiliti in base agli interessi economici della Svizzera e garantiscono la priorità ai lavoratori locali. Verso giugno 2014 sarà disponibile un primo piano di attuazione ed entro la fine dell'anno verrà elaborato un progetto di legge. Attualmente non è possibile stimare in maniera attendibile gli effetti dell'iniziativa. Con riguardo all'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione, il Consiglio federale sta anche valutando la necessità di attuare le misure già decise per il settore sanitario con modalità più rapide, più intense o più ampie e di adottare ulteriori iniziative e misure supplementari in taluni settori.</p>  Risposta del Consiglio federale.