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dall'inviato a Pyeonghang Luca Steens
L'elvetico che diventa il più medagliato della storia olimpica che regala la 16a medaglia di questa edizione dei Giochi alla Svizzera. La favola di Dario Cologna sembrava così scritta, ma purtroppo il grigionese (ancora una volta) è stato tradito dal suo materiale, chiudendo solo al nono posto. E così il 31enne della Val Mustair rimane con quattro ori a pari merito con Simon Ammann, mentre la delegazione rossocrociata giunta in Corea del Sud pareggia quanto aveva fatto, a livello di quantità, quella protagonista a Calgary. A meno che domenica, nell'ultimo giorno di gare, Beat Hefti compia una grande rimonta nel bob a 4 o che le ragazze del fondo si esaltino nella 30km.
L'emozione: lo scatto di Iivo Niskanen, grande interprete dello stile classico, a poco più di un chilometro dall'arrivo della 50km, ha messo fine a un tira e molla con Alexander Bolshunov. Il finlandese e il russo si sono rincorsi a vicenda per buona parte della gara, rimanendo assieme davvero poco, ma lottando fino alla fine per la vittoria finale.
Il personaggio: Alexej Poltoranin, alla 13a gara ad un'Olimpiade, pensava di poter finalmente festeggiare una medaglia. E invece il 30enne kazako ha avuto un crollo improvviso quanto verticale. Esaurite le energie, il fondista dell'Est è rimasto praticamente fermo sul posto dopo il chilometro 44, quando ormai vantava un comodo vantaggio di oltre un minuto sugli inseguitori. Ha chiuso 15o, a oltre 5' di ritardo.
La curiosità: quella di Iivo Niskanen è stata la prima medaglia d'oro della Finlandia a PyeongChang 2018. Sembra incredibile per una nazione nordica. Come a Sochi 2014, sono 22 le nazioni che ora hanno vinto un titolo a PyeongChang 2018: record eguagliato.