Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01073.jsonl.gz/35

Mehdi Atmani si è aggiudicato il premio Swiss Press Journalist of the Year. La Fondazione Reinhardt von Graffenried lo ha premiato per le sue ricerche sulle attività di spionaggio in Svizzera.
In un comunicato odierno, viene ricordato come il cosiddetto "Cryptoleaks" sia stato il primo scoop mediatico del 2020. L'11 febbraio, la trasmissione "Rundschau" della televisione svizzerotedesca SRF, ha svelato come i servizi segreti americani e il Servizio federale di spionaggio tedesco abbiano spiato per decenni più di cento Paesi grazie a delle apparecchiature di cifratura manomesse dalla società svizzera Crypto AG.
La notizia ha fatto il giro del mondo, ma in realtà non si trattava di uno scoop. Il 18 novembre 2019, una serie di video in cinque puntate veniva messa online sul sito della televisione romanda RTS. "La Suisse sous couverture" (La Svizzera sotto copertura) descrive una Svizzera "centro dello spionaggio", che non ha mai esitato "nel sacrificare la propria neutralità agli interessi politici, economici e militari allo scopo di preservare la sua bella faccia".
Questo lavoro svolto dal giornalista indipendente Mehdi Atmani (36 anni) - che riassume il caso Crypto in un film di 14 minuti circa - non ha però avuto la risonanza che avrebbe meritato. La versione in lingua tedesca è stata pubblicata su srf.ch undici giorni dopo lo scoop di Rundschau, ma il nome dell'autore non si trova.
Il giornalista però non prova alcun risentimento. Il suo minuzioso lavoro, la sua modestia e la sua volontà di andare avanti fanno di Mehdi Atmani il Giornalista dell'anno 2020. È il primo vincitore di questo nuovo riconoscimento creato sull'esempio del premio Fotografo Swiss Press dell'anno.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>