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Il parlamento macedone ha votato nella notte per il proprio scioglimento, in vista delle elezioni anticipate fissate per il 5 giugno. Alla seduta non hanno partecipato i deputati dell'opposizione socialdemocratica, in polemica con la data del voto.
Poco dopo, il leader del Partito socialdemocratico (Sdsm) Zoran Zaev, in una conferenza stampa, ha annunciato che l'Sdsm non parteciperà al voto di giugno. Motivando la decisione del boicottaggio Zaev ha detto che elezioni senza libertà, senza riforma dei media e delle liste elettorali e fatte sotto pressione sono false, ingiuste e non democratiche. "Per questo noi non parteciperemo a queste elezioni".
Il voto anticipato, previsto inizialmente per il 24 aprile, anche nelle intenzioni dei mediatori internazionali di Ue e Usa, dovrebbe porre fine alla lunga crisi politica e istituzionale e al braccio di ferro fra governo conservatore e opposizione socialdemocratica legato allo scandalo delle intercettazioni, per il quale oltre 20 mila persone - politici, magistrati, sindacalisti, diplomatici, giornalisti - sono stati tenuti sotto controllo dai servizi governativi. Ma con il boicottaggio del voto annunciato dall'opposizione tutto si complica ulteriormente.
SDA-ATS