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Il Consiglio federale licenzia il rapporto sulla politica monetaria
Berna, 21.12.2016 - Nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha approvato il rapporto sulla politica monetaria. In questo modo l’Esecutivo adempie diversi postulati trasmessi dal Parlamento in seguito all’abolizione del tasso minimo di cambio dell’euro. Il rapporto giunge alla conclusione che le basi giuridiche attuali forniscono alla Banca nazionale svizzera (BNS) gli strumenti per una governance mirata e le consentono di svolgere efficacemente il suo mandato.
In seguito all’abolizione del tasso minimo di cambio dell’euro a partire dal 15 gennaio 2015, sono stati depositati numerosi interventi parlamentari concernenti la politica monetaria in generale e la BNS, in particolare: i postulati Bischof 15.3091 e 15.4053 sui tassi d’interesse negativi e sulla governance della BNS, il postulato Rechsteiner 15.3367 sulla funzione del franco svizzero e il postulato Cramer 15.3208 sul franco forte e sul turismo degli acquisti.
Il Consiglio federale ha steso un rapporto su questi temi. Il rapporto indica che la strategia di politica monetaria della BNS si è dimostrata valida anche in situazioni difficili come durante la crisi finanziaria globale dal 2007 al 2009. La BNS dispone di tutti gli strumenti necessari per svolgere il suo mandato, in particolare per garantire la stabilità dei prezzi tenendo conto della congiuntura. Essa può inoltre influire sul corso del franco svizzero, se lo reputa necessario. Le questioni relative alla governance della BNS sono state oggetto di particolare attenzione. Il Consiglio federale ritiene adeguate le basi giuridiche attuali riguardanti la BNS e non vede la necessità di modificarle.
Attualmente i tassi d’interesse sono molto bassi in tutto il mondo. Questo contesto caratterizzato da tassi d’interesse bassi pone le casse pensioni e le banche di fronte a grandi sfide, indipendentemente dai tassi negativi della BNS che sono stati introdotti per ridurre l’attrattiva degli investimenti in valuta svizzera. Questi tassi sono efficaci solo se tutti gli attori sui mercati finanziari ne sono interessati. Eventuali eccezioni creerebbero un precedente che potrebbe ridurre l’efficacia della politica monetaria.
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Philipp Rohr, responsabile della Comunicazione dell’Amministrazione federale delle finanze AFF
Tel. 058 465 16 06, <email-pii>
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