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Alla Fondation Beyeler, a Basilea, è aperta la più grande mostra mai realizzata sull'espressionismo.
Duecento opere illustrano il movimento tedesco classico, i precursori e i rappresentanti contemporanei di questa corrente pittorica.
In Germania vi sono state diverse mostre importanti sull'espressionismo tedesco, ma mai prima d'ora si erano visti tutti insieme tanti capolavori di epoche diverse riconducibili a questa radice espressiva comune. Per organizzare questa mostra c'è voluto quasi un anno, circa 2 milioni di franchi e tutta l'influenza di un mercante d'arte del calibro di Ernst Beyeler, uno dei più importanti del mondo.
Storicamente il periodo classico dell'Espressionismo si situa all'inizio del XX secolo, rappresentato soprattutto dalla forte accentuazione cromatica e dal dinamismo del segno, che per molti artisti era anche un modo di esprimere un profondo disagio nei confronti della società borghese.
La mostra al museo Beyeler illustra molto bene l'influenza esercitata dalla Germania all'inizio del '900 nello sviluppare tendenze innovative. Si va dal movimento Die Brücke (il Ponte), tra cui figurano Kirchner, Eckel e Nolde, fondato nel 1905 a Dresda, al Blaue Reiter, (il "Cavaliere Azzurro"), con Marc, Kandinsky, cui si associano i primi espressionisti austriaci, Kokoschka e Schiele.
Oltre 400 anni di anti-naturalismo
Ordinata in senso cronologico, Expressif! inizia con i padri fondatori dell'espressionismo: El Greco, van Gogh e Gauguin, per proseguire con i "Fauves" francesi Matisse e Derain, ma anche Munch e Ensor.
Il quadro di El Greco, uno dei tanti pezzi forti della mostra, un prestito del museo di Bilbao, è appeso più in alto rispetto agli altri dipinti: "Perché è davvero l'antenato dell'espressionismo", spiega il direttore del museo Beyeler, Christoph Vitali. Si tratta di un'annunciazione del 1596-1600, quindi 400 anni prima dell'avvento dell'espressionismo tedesco.
Lo stile di quell'epoca, fine Rinascimento inizio Barocco era molto statico, molto solido. Nell' annunciazione di El Greco si vede invece un movimento, un'esuberanza enorme. Altro elemento che lo lega ai successori, i colori accesi; lilla, blu, verde.
Il cuore della mostra è dedicato all'espressionismo classico, che nacque in Germania come reazione al naturalismo e all'impressionismo francese. Si prosegue con i successori tra le due guerre: Beckmann, Soutine, Picasso e con i continuatori del dopoguerra, Dubuffet, de Kooning, Bacon.
Il neo-espressionismo (Baselitz, Lüpertz, Kiefer), la nuova pittura selvaggia degli anni '80, Clemente, Basquiat, Disler completano la mostra, insieme ad un paio di sculture di Louise Bourgeois ed un'installazione video di Bruce Nauman del 1992.
Ribelli e sperimentalisti
"Il filo conduttore è lo spirito dell'espressionismo, un modo di pensare più che uno stile", spiega Vitali.
Per gli espressionisti ciò che conta è la forza dell'espressione, che sia quella naturale di popolazioni primitive (Gauguin), o la forza del colore (Il Cavaliere Azzurro), o la sofferenza interiore proiettata sul mondo esteriore (van Gogh) o ancora la violenza e l'orrore della guerra (Dix o Grotz), o l'inquietante grido esistenziale del video di Bruce Nauman.
È un'arte che gioca anche con il registro del grottesco, che ricerca un'amara voluttà di deformazione e dissacrazione. Un'arte fatta di contrapposizioni, "urlata".
Arte "degenerata"
Quando salirono al potere in Germania, i Nazisti iniziarono un programma di pulizia etnica anche nell'ambito dell'arte, "epurando" i musei tedeschi da tutte le opere moderne: cubiste, espressioniste, dadaiste, astrattiste e primitiviste.
Anche se non ci troviamo in un'epoca di repressione culturale come fu il nazionalsocialismo, il tema del confronto dell'arte con l'establishment resta d'attualità.
Mentre la società civile protesta sulle piazze di tutto il mondo contro la guerra in Iraq, senza che ciò abbia un qualche influsso sulle decisioni dei potenti, anche molti artisti ed intellettuali si sono schierati contro la guerra.
Guernica e l'Iraq:
A questo proposito è interessante la motivazione della Fondation Beyeler di esporre una riproduzione di Guernica all'entrata della mostra Expressif!
"Abbiamo letto che il segretario di Stato americano si è rifiutato di pronunciare un discorso sull'Iraq di fronte ad un arazzo appeso al palazzo dell'ONU a New York, che riproduce il famoso quadro di Picasso "Guernica", (che ha per tema la distruzione del paese basco da parte dei tedeschi nel 1937)," racconta a swissinfo il direttore della Fondazione.
"Ernst Beyeler si è ricordato allora di aver visto all'Aya un'altra riproduzione su stoffa di Guernica, e in occasione della mostra Expressif ha deciso di chiederla in prestito per metterla all'ingresso del museo."
Gli artisti espressionisti ci ricordano insomma che compito dell'arte è anche quello di scuotere le coscienze, di urlare e di ribellarsi di fronte a ciò che ci viene chiesto di considerare accettabile o meno dalla società in cui viviamo.
swissinfo, Raffaella Rossello, Basilea
Fatti e cifre
Expressif: Fondation Beyeler, Riehen (Basilea).
Aperta tutti i giorni, fino al 10 agosto 2003.
Generosi i prestiti di numerosi musei europei e statunitensi.
In breve
Gli artisti appartenenti al movimento espressionista tedesco, che assunse una fisionomia precisa tra il 1910 e il 1924, sostituivano alla descrizione oggettiva della realtà la comunicazione di sentimenti soggettivi, facendo ricorso ad uno stile esasperato, spesso deformante per suscitare nel pubblico intensi effetti emotivi.
Queste caratteristiche dello stile erano anche espressione di una ribellione alle certezze e al materialismo della borghesia liberale.