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Malgrado la presenza di un’industria farmaceutica forte, che si concentra in particolare sullo sviluppo di medicamenti innovativi, anche la Svizzera è confrontata con una penuria di medicamenti (p.es. antibiotici, analgesici, antidolorifici). Si tratta di un fenomeno mondiale con cause diverse: la concentrazione della produzione in pochi paesi per ragioni economiche; la dipendenza da un numero ristretto di fornitori; le dimensioni ristrette del mercato svizzero; la fragilità delle catene di approvvigionamento e la ripartizione delle competenze fra Confederazione, Cantoni ed economia privata. Entro metà 2024 l’Ufficio federale della sanità pubblica e l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico dovranno presentare misure efficaci a medio-lungo termine per rafforzare l’approvvigionamento, come l’ampliamento delle scorte obbligatorie, gli incentivi per la fabbricazione, l’acquisto o la fabbricazione in proprio di medicamenti d’importanza vitale da parte della Confederazione. Inoltre, a fine marzo 2023 un comitato composto da medici, farmacisti e droghieri ha lanciato l’iniziativa popolare “Si alla sicurezza dell’approvvigionamento medico” che vuole intervenire contro la penuria di farmaci importanti. L’iniziativa mira a creare una competenza federale al posto delle 26 competenze cantonali e vuole rafforzare la Svizzera come luogo di ricerca, sviluppo e produzione di medicamenti. E proprio per quest’ultimo aspetto il Ticino deve essere considerato un attore importante per la produzione in proprio di medicamenti. Durante la mia campagna proporrò una soluzione che porti Confederazione e industria farmaceutica a collaborare. La prima per GARANTIRE l’approvvigionamento e la seconda per tornare a produrre sul territorio.