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La riforma giudiziaria promossa del premier israeliano continua a far discutere.
TEL AVIV - In un nuovo sviluppo del confronto in corso da mesi fra il governo israeliano ed il potere giudiziario, 11 giudici della Corte Suprema sono impegnati oggi ad esaminare i ricorsi contro un emendamento ad una legge fondamentale che riguarda le modalità con cui sarebbe possibile dichiarare «incapacitato» un primo ministro.
L'emendamento - approvato a marzo alla Knesset - rileva che in passato c'era in merito una lacuna e stabilisce che una eventuale dichiarazione di «incapacità» potrebbe essere collegata soltanto a ragioni gravi di salute. Anche allora la rimozione di un premier in carica necessiterebbe l'assenso di tre quarti dei ministri e di due terzi dei deputati.
Ma nei ricorsi presentati alla Corte Suprema è stato sostenuto che quell'emendamento sarebbe stato «confezionato su misura» per proteggere Benyamin Netanyahu, che è sotto processo per corruzione e frode. «Si tratta di una legge di carattere personale - ha sostenuto l'ex ministro Avigdor Lieberman nel presentare uno dei ricorsi - che va annullata, o quanto meno rinviata alla prossima legislatura». Di parere opposto un avvocato di fiducia del premier secondo cui i giudici «non hanno il potere di annullare una legge fondamentale» e nemmeno quello di rinviarne la applicazione.
Due settimane fa 15 giudici della Corte Suprema erano stati convocati per discutere lo stesso principio, esaminando i ricorsi contro la abolizione di fatto della cosiddetta «clausola di ragionevolezza», cosa che limiterebbe le prerogative del potere giudiziario.
Il ministro della giustizia Yariv Levin (Likud), principale teorico della riforma giudiziaria intrapresa dal governo Netanyahu, ha scritto su X (ex twitter) che la udienza odierna alla Corte Suprema «significa di fatto una discussione sull'annullamento dell'esito delle elezioni. Coloro i quali hanno presentato ricorsi vogliono estromettere Netanyahu per por fine al governo di destra».
«La Corte Suprema pretende di interferire su una Legge fondamentale senza averne alcuna autorità. Si pone così sopra il governo, sopra il parlamento, sopra il popolo e sopra la legge. Questa - ha concluso Levin - non è democrazia». Furiosa la reazione del movimento di protesta 'Forza Kaplan' che ha accusato a sua volta Levin di condurre «un putsch giudiziario».
Il dibattito alla Corte Suprema è trasmesso interamente in diretta dalle emittenti nazionali. La sentenza dei giudici sarà pubblicata entro gennaio.