Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/126421

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rinunciare per i prossimi tre anni a svolgere negoziati con l'UE su questioni istituzionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente l'Unione europea è confrontata a una grave crisi bancaria e di indebitamento, il cui esito e le cui conseguenze - incluse quelle per la Svizzera - sono ancora incerte. Indipendentemente da ciò, l'UE e i suoi Stati membri rappresentano di gran lunga i principali partner commerciali ed economici del nostro Paese. In particolare è importante rafforzare e sviluppare, attraverso gli accordi bilaterali, la possibilità per gli attori economici svizzeri di accedere liberamente al mercato dell'UE.</p><p>Come è noto, l'UE subordina la stipula di nuovi accordi bilaterali nel settore dell'accesso al mercato a nuove disposizioni istituzionali volte a gestire e sviluppare tali accordi. Le nuove soluzioni istituzionali rientrano anche nell'interesse della Svizzera: la capacità di adeguare rapidamente i nostri accordi bilaterali al diritto europeo in costante evoluzione consente di migliorare la certezza del diritto per i nostri operatori economici, nel rispetto della nostra sovranità e delle nostre procedure e scadenze legali e costituzionali. Porre una moratoria ai negoziati istituzionali nuocerebbe a tali obiettivi.</p><p>Inoltre, tutti gli accordi tra la Svizzera e l'UE contemplano disposizioni su aspetti istituzionali. L'accoglimento della mozione determinerebbe pertanto una moratoria su qualsiasi negoziato di accordo con l'UE. Ciò sarebbe incompatibile con la tutela degli interessi della Svizzera, per garantire la quale è necessario invece seguire costantemente gli sviluppi ed essere pronti in qualsiasi momento a entrare nel merito di negoziati dettati dalle circostanze.</p><p>Prima dell'inizio dei negoziati, il Consiglio federale avvia le consultazioni previste dalle leggi applicabili in materia. Anche nel caso delle soluzioni istituzionali ha consultato, sugli aspetti di fondo, le competenti commissioni del Parlamento, i cantoni e le parti economiche e sociali. Dalle consultazioni è emerso un complessivo sostegno all'indirizzo contenuto nelle proposte del Consiglio federale. Il 18 giugno 2012 il Consiglio federale ha reso noto le proposte all'UE. Una volta ricevuta la reazione ufficiale dell'UE sarà in grado di valutare come procedere. Come previsto dalla Costituzione, l'eventuale esito dei negoziati sarà sottoposto al voto dell'Assemblea federale e, secondo il carattere dell'accordo, a quello del popolo o al voto del popolo e dei cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.