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Il Consiglio federale è contrario al sorteggio dei giudici federali
Berna, 11.10.2021 - Il 28 novembre 2021 il Popolo svizzero è chiamato a votare sull’iniziativa popolare "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio", che chiede di estrarre a sorte i giudici federali anziché eleggerli democraticamente. Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa ritenendo l’attuale sistema di elezione collaudato, democratico e trasparente.
L'iniziativa popolare "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)" vuole sostituire con un sorteggio l'attuale procedura elettorale democratica. I promotori dell'iniziativa sostengono che l'elezione da parte dell'Assemblea federale compromette l'indipendenza dei giudici federali: chiedono pertanto che questi vengano estratti a sorte e non debbano farsi rieleggere. L'ammissione al sorteggio è decisa da una commissione peritale indipendente nominata dal Consiglio federale, tenendo conto di un'adeguata rappresentanza delle lingue ufficiali.
Elezione democratica anziché pura fortuna
Per il Consiglio federale e il Parlamento il sorteggio non è una procedura adeguata a designare i giudici federali, poiché si basa sul caso e non su un'elezione democratica.
Oggi questi giudici sono eletti dal Parlamento che, in veste di organo eleggente, assume la responsabilità politica. Il Tribunale federale gode quindi di legittimazione democratica, che verrebbe indebolita dal sorteggio: le elezioni periodiche da parte del Parlamento sarebbero sostituite, secondo il volere dei promotori dell'iniziativa, da un'unica estrazione a sorte. Tuttavia, il caso non seleziona necessariamente i candidati più idonei a ricoprire la carica di giudice, bensì i più fortunati. Il sistema proposto è inoltre estraneo al nostro ordinamento giuridico e mal si concilia con la tradizione politica della Svizzera.
Mantenere una rappresentanza trasparente ed equilibrata
Nell'eleggere i giudici federali, il Parlamento tiene tradizionalmente conto della forza elettorale dei partiti, garantendo così la rappresentanza equilibrata e trasparente delle varie correnti sociali e posizioni politiche in seno al Tribunale federale. L'attuale procedura di elezione consente al Parlamento di tener conto anche di altri criteri come il sesso, l'età o la provenienza regionale dei candidati. La procedura di sorteggio non dà le stesse garanzie o quantomeno non nella stessa misura. Ci sarebbe piuttosto il pericolo che per anni potrebbe crearsi uno squilibrio nella rappresentanza di determinati partiti, valori o persone di un dato sesso al Tribunale federale.
L'indipendenza dei giudici è garantita
I promotori dell'iniziativa sostengono che i giudici federali, per timore di non essere rieletti, abbiano difficoltà a emettere sentenze indipendenti. La realtà mostra invece che si pronunciano a titolo indipendente, come previsto dal principio dell'indipendenza sancito nella Costituzione. Del resto, ad oggi il Parlamento non ha mai negato la rielezione a un giudice a causa di una sentenza emessa.
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Ultima modifica 02.07.2020