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Paavo Järvi, direttore
Maria João Pires, pianoforte
Arvo Pärt
Trisagion per orchestra d’archi
Fryderyk Chopin
Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore, op. 21
Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore, K 543
Contenuto multimediale:
Paavo Järvi nach der ersten Probe
Tonhalle-Orchester Zürich e Paavo Järvi
Paavo Järvi ha portato le sue radici nordiche, Estonia, Russia, Finlandia, Lettonia, Svezia, insieme ad un repertorio ampio che orchestra e pubblico sembrano già avere nel cuore. Delle figure che hanno influenzato la sua formazione il maestro dice: ≪Senza dubbio mio padre, il direttore d’orchestra Neeme Järvi. È stata l’esperienza di crescere nella famiglia di un direttore d’orchestra - uno che ama la musica dal profondo e vi si dedica con tanto abbandono - che ha fatto di me un musicista≫. Järvi ha iniziato a studiare percussioni e direzione d’orchestra quando era ancora nella sua città natale, Tallinn, prima di andare negli Stati Uniti nel 1980 per studiare con maestri come Leonard Bernstein. ≪Mio padre fece vari tour in Occidente con le orchestre sovietiche, come secondo direttore accanto a maestri come Evgenij Mravinskij, Evgenij Svetlanov e Gennadij Roždestvenskij. La maggior parte dei musicisti tornava da quelle tournée con oggetti rari come jeans oppure ombrelli a pressione, per noi assolute novità. Mio padre si portava invece dischi e spartiti in miniatura. Probabilmente avevamo la più grande collezione privata di dischi e spartiti dell’Unione Sovietica!≫.
Järvi e la Tonhalle-Orchester sono ospiti a Lugano con un doppio Mendelssohn – la Sinfonia n. 1 e la Sinfonia n. 4 Italiana – e con il bellissimo Concerto per pianoforte n. 2 di Chopin eseguito da Maria João Pires. Profondamente legato al suo paese d’origine, Paavo Järvi ama dirigere la musica dei suoi connazionali e, in particolare, quella di Arvo Pärt: a Lugano è in programma il suo brano per orchestra d’archi Trisagion. Scritto in occasione del cinquecentesimo anniversario della Chiesa di Ilomantsi, in Finlandia, è un brano strumentale costruito seguendo la sillabazione e l’accentazione della lingua slava, usata per la liturgia ortodossa.
Maria João Pires
≪Non si riesce a pensare a un pianista con una padronanza più ideale dello stile di Chopin. Pires viaggia tra le volatine con destrezza filigranata, ma il suo suono è così riflessivo, serio e massiccio che arriva con immensa profondità emotiva≫. Così il Times di Londra ha descritto l’approccio di Maria João Pires a Chopin. ≪È musica molto interiore e molto profonda≫ osserva invece la pianista ≪Chopin è il profondo poeta della musica. Ma ha anche inventato questa cosa terribile chiamata récital per pianoforte, che mi ha fatto soffrire per tutta la vita≫. Schiva e riservata, Maria João Pires si offre con parsimonia al concerto o al récital; e quando lo fa, il suo Chopin incanta tutti. Tanto che la rivista Gramophone ha incoronato la sua registrazione dei Notturni come la ≪migliore versione disponibile≫.