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La partecipazione al voto è stata del 56,08%. Nelle precedenti otto
occasioni, fra il 1937 e il 2013, era sempre stato confermato il
sistema maggioritario.
Il nuovo sistema, noto come doppio Pukelsheim - e già applicato in
diversi cantoni (ZH, AG, SV, UR, VS, SH, NW) - mantiene gli attuali
39 circoli elettorali e prevede un doppio conteggio: i 120 seggi
del parlamento retico saranno in un primo tempo ripartiti in base
alla quota di elettori che i partiti ricevono a livello cantonale
(sovraripartizione); in una seconda fase si terrà conto anche dei
"voti residui" che altrimenti andrebbero persi nei circoli più
piccoli (sottoripartizione).
La legge messa in votazione - frutto del cosiddetto "compromesso
grigionese" raggiunto lo scorso febbraio dal Gran consiglio -
prevede inoltre una soglia di sbarramento del 3% che un partito
deve raggiungere a livello cantonale. È inoltre prevista una
cosiddetta "clausola maggioritaria" che garantisce almeno un seggio
al partito che in un circolo elettorale ha ottenuto il maggior
numero di voti.
L’accordo è arrivato dopo che nel 2019 il Tribunale federale (TF)
aveva stabilito che il sistema attuale è in parte
anticostituzionale. A titolo d’esempio il circolo formato dal
comune di Avers, che conta 160 abitanti, ha diritto a un
rappresentante in parlamento, mentre la media cantonale è di un
deputato ogni 1’342 abitanti.
Il compromesso, annunciato in febbraio, era sostenuto da tutti i
partiti ad eccezione del PDC (il Partito democratico cristiano che
proprio in questi giorni si è unito al PBD per confluire nel
Centro). Il PDC avrebbe voluto mantenere il sistema maggioritario
in 37 circoli e introdurre il proporzionale nei due circoli
elettorali più popolosi.
La sentenza del TF obbliga il cantone ad adeguare il sistema
elettorale entro le prossime elezioni cantonali che si terranno il
15 maggio 2022. L’attuale distribuzione dei seggi nel Parlamento
retico è la seguente: 36 PLR, 30 PDC, 23 PBD, 18 PS, 9 UDC, 3 PVL e
1 senza partito. Il nuovo sistema è considerato più favorevole ai
partiti minoritari. Probabile quindi che a trarne vantaggio saranno
PS e UDC, a detrimento del PLR e soprattutto del nuovo Centro.
Respinti gli altri due temi
L’iniziativa popolare "Per una caccia rispettosa della natura ed
etica" è invece stata chiaramente bocciata, con il 78,95% di voti
contrari. Lanciata dall’associazione "Wildtierschutz Schweiz"
(Protezione degli animali selvatici in Svizzera), l’iniziativa
mirava a rafforzare la protezione della fauna selvatica e chiedeva
di modificare la legge cantonale sulla caccia, che non è stata
praticamente modificata negli ultimi 40 anni.
Il testo avrebbe in particolare esteso la protezione dei piccoli e
delle loro madri, prolungato i periodi di protezione per tutti gli
animali selvatici dal 1. novembre al 1. settembre e abolito la
caccia agli uccelli e la caccia speciale.
Per il Gran consiglio, che raccomandava di bocciarla, l’iniziativa
rappresentava un attacco frontale alla caccia. La riduzione della
pressione venatoria sui cervi e i caprioli avrebbe peraltro
rischiato di indebolire i boschi, mettendo in pericolo la funzione
di protezione da valanghe e smottamenti. L’afflusso alle urne è
stato del 58,39%.
Il terzo tema in votazione, l’abrogazione della legge sugli assegni
maternità, è stata respinta dal 56,15% dei votanti. Secondo il
Governo, la legge non era più al passo con i tempi. I mezzi che si
sarebbero liberati a seguito dell’abolizione degli assegni
sarebbero stati impiegati per promuovere ulteriormente l’assistenza
ai bambini complementare alla famiglia. Inoltre sarebbero state
introdotte ulteriori misure nel settore dell’assistenza sociale. Il
progetto prevedeva inoltre misure volte a impedire uno spostamento
degli oneri finanziari verso i comuni. Per questo tema la
partecipazione al voto si è attestata al 56,10%.