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Il CERN ha sospeso lunedì la sua collaborazione con il ricercatore italiano Alessandro Strumia, che nel corso di una sua presentazione di venerdì scorso aveva fatto affermazioni sessiste giudicate "scioccanti" dall'organizzazione europea per la ricerca nucleare (questo significa la sigla dell'istituzione con sede a Ginevra). Il provvedimento resterà in vigore fino alla conclusione dell'inchiesta interna che è già stata avviata.
"La fisica è stata costruita da uomini e non ci si entra su invito", ha in sostanza affermato lo scienziato dell'Università di Pisa durante il suo intervento, uno dei 38 dell'atelier della settimana scorsa. A suo avviso, le donne starebbero occupando sempre più posti in un mondo che rimane comunque prevalentemente maschile, ma non tanto grazie alle loro capacità quanto per motivi politici legati alla parità dei sessi.
Un'affermazione quantomeno incauta se fatta proprio al CERN, che fra i suoi ranghi conta circa il 20% di donne, una percentuale cresciuta di pochissimo negli ultimi decenni, ma che è diretto proprio da una di esse e connazionale di Strumia, Fabiola Gianotti.