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L'oltraggio a uno Stato estero resterà un reato ai sensi del Codice penale svizzero. Con 115 voti contro 51, il Consiglio Nazionale ha respinto oggi una petizione, che ne chiedeva l'abrogazione, depositata dal Mouvement Citoyens genevois (MCG) dopo il procedimento penale, poi archiviato, nei confronti del suo presidente Eric Stauffer.
Al centro della vicenda: i manifesti stampati dall'MCG nel novembre 2010 per sostenere l'iniziativa in favore dell'espulsione di stranieri che commettono reati. Il cartellone comportava un'immagine dell'ex leader libico Muammar Gheddafi, sovrastata dalla scritta "Vuole distruggere la Svizzera".
L'MCG riteneva che l'articolo 296 del Codice penale relativo a uno Stato estero fosse contrario alla libertà di espressione, perché impedisce qualsiasi critica, anche veritiera, e conferisce ai capi di Stato stranieri un privilegio "di cui non godono nemmeno i consiglieri federali".
Il Mouvement Citoyens Genevois rammentava che il reato di offesa nei confronti di un capo di Stato estero è stato abrogato in Francia nel 2004, in seguito a una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Il Nazionale ha però deciso diversamente, basandosi su una perizia giuridica pubblicata dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Stando a quest'ultimo, la disposizione limita sì la libertà di espressione, ma risponde tuttavia a un interesse pubblico preponderante: garantisce infatti la sicurezza della Svizzera e preserva la pace che potrebbe essere compromessa da un oltraggio fatto uno Stato estero.