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FEMMINA PENSO SE PENSO ALLA PACE
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- Redazione
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Le donne sono spesso al centro delle conseguenze della guerra, ma sono anche protagoniste nella lotta per la pace, sempre in prima linea nella difesa dei diritti umani e nella costruzione di una cultura di pace, hanno dimostrato di avere una visione unica e preziosa per prevenire i conflitti e costruire la pace duratura.
Le donne hanno spesso svolto un ruolo importante come mediatori e pacificatori in conflitti locali e internazionali. Nel 2011, la leader liberiana Ellen Johnson Sirleaf, insieme a Leymah Gbowee e Tawakkol, Karman, ha ricevuto il Premio Nobel.
Le donne sono anche state fondamentali per portare avanti campagne per il disarmo nucleare, che minaccia la sicurezza globale e la pace mondiale. La Campagna Internazionale per l'Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN), che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2017, è stata fondata e guidata da donne.
Nonostante ciò, le donne continuano a essere sotto-rappresentate nei processi di pace e negli organismi decisionali a livello globale, il loro ruolo non dovrebbe essere sottovalutato o ignorato: è fondamentale che le donne siano incluse in modo significativo nella creazione di politiche pubbliche che riguardano la pace e la sicurezza. Dobbiamo impegnarci a garantire che siano pienamente rappresentate nei processi di pace e nella leadership globale, in modo che il mondo possa diventare un luogo più pacifico e giusto per tutti.
Negli ultimi anni, il mondo dell'arte ha visto un crescente numero di donne assumere ruoli di direzione artistica o curatoriali in musei, gallerie e istituzioni culturali, nonostante ciò le donne continuano a essere sotto-rappresentate in questi ruoli, e spesso devono affrontare boicottaggi e discriminazioni di genere. Molte donne hanno fatto grandi progressi nella direzione artistica e curatela di mostre, dimostrando la loro competenza e la loro visione unica dell'arte, molte di loro hanno adottato un approccio innovativo e inclusivo alla creazione di mostre, lavorando per presentare una visione diversa e dinamica.
Una delle figure di spicco nel campo della curatela artistica è Thelma Golden, direttrice del Museo Studio di Harlem a New York. Golden ha lavorato per oltre vent'anni nel campo dell'arte, portando la sua esperienza e la sua visione che riflette la diversità culturale della società e l'esperienza delle persone di colore.
In Italia, anche le donne stanno conquistando un ruolo sempre più importante nella curatela e nella direzione artistica di istituzioni culturali, tuttavia spesso si trovano ad affrontare ostacoli nell'accesso alla leadership, ancora troppo spesso sono sotto-pagate rispetto ai colleghi maschi sono viste come meno competenti e autorevoli.
Oltre che nella direzione anche nella creazione artistica le donne hanno da sempre giocato un ruolo importante, tuttavia la loro presenza nella storia dell'arte è stata spesso sottovalutata o addirittura ignorata. Solo di recente gli studi accademici hanno iniziato a esplorare il ruolo che le donne hanno svolto nella produzione artistica e nella creazione di opere d'arte.
Nel corso dei secoli, le donne sono state spesso escluse dai circoli artistici ufficiali e dalle accademie, dove l'insegnamento dell'arte era riservato esclusivamente agli uomini. Tuttavia, ci sono state molte donne che hanno sfidato questo status quo e si sono dedicate alla produzione di opere spesso in modo autonomo e indipendente. Uno dei primi esempi di donne artiste è rappresentato da Artemisia Gentileschi, una pittrice italiana del XVII secolo che ha prodotto dipinti di grande impatto emotivo e realismo. Le opere di Artemisia, che spesso raffiguravano donne forti e indipendenti, sono state accolte con grande entusiasmo dal pubblico, ma la sua vita privata difficile e le circostanze del suo tempo hanno fatto sì che la sua opera non fosse riconosciuta fino a molto tempo dopo.
Nel XIX secolo, molte donne hanno continuato a lottare per il loro diritto di esprimersi attraverso l'arte: la pittrice americana Mary Cassatt, ad esempio, ha rappresentato i rapporti familiari e la vita quotidiana, spesso raffigurando madri e bambini; è stata una delle poche donne a essere ammessa nella cerchia degli impressionisti francesi, dove ha stretto amicizia con artisti come Edgar Degas.
Nel XX secolo, il ruolo delle donne nell'arte è diventato sempre più importante e visibile. Artiste come Frida Kahlo, pittrice messicana che ha rappresentato la propria vita attraverso l'arte, o Yayoi Kusama, artista giapponese nota per le sue installazioni, hanno contribuito in modo significativo alla definizione del linguaggio artistico del loro tempo. Molte artiste si sono impegnate nella denuncia del sessismo e della discriminazione di genere nell'arte, sottolineando l'importanza della visibilità delle donne e della loro esperienza artistica.
In definitiva, la storia è stata arricchita e influenzata da pacifiste, curatrici e artiste che, con il loro coraggio, la loro creatività e la loro dedizione, hanno lasciato un'impronta indelebile nella cultura e nella società,
ma, nonostante i progressi compiuti, la presenza delle donne nell'arte, continua a essere un tema controverso e dibattuto.
Per superare le barriere del pregiudizio, è importante che le donne continuino a far sentire la propria voce e a lottare per la loro giusta rappresentazione e parità di opportunità. Solo attraverso un impegno costante e sostenuto, sarà possibile creare un mondo dell'arte più inclusivo, equo e diversificato. È importante continuare a riconoscere e valorizzare il contributo delle donne nell'arte, e a sostenere la loro presenza e la loro espressione nella cultura contemporanea.
FEMMINA PENSO SE PENSO ALLA PACE di Paola Zorzi
Le parole del titolo di questa mostra che si tiene a Villa Cernigliaro in occasione dell'8 marzo 2023, giornata internazionale della donna, sono tratte da una ballata dedicata alle donne e partigiane scritta dal poeta Edoardo Sanguineti femmina penso se penso alla pace.
Inutile sottolineare come all'alba del terzo millennio molti diritti civili che si ipotizzavano acquisiti una volta per tutte e mai più passibili di essere messi in discussione, in realtà risultino continuamente sotto attacco. Quello cioè che dovrebbe considerarsi il risultato di una coscienza collettiva, quasi un DNA esogeno, appartenente ad un corpo sociale ormai emancipato da barbarie e oscurantismi, purtroppo è ancora lontano dall'essere completamente realizzato.
E anche se è risaputo che nulla è mai conquistato una volta per tutte, desta sgomento constatare come, la cronaca legata al quotidiano e ciò che ancora avviene nel mondo, aprano squarci su di una realtà per le donne fatta ancora di emarginazione, estrema violenza, povertà, difficoltà ad accedere ai propri diritti. Una situazione cioè che per molti versi e in molti luoghi appare ancora del tutto irrisolta e che, a differenza di quanto si possa pensare, grava oltre che sulle donne sulla società intera. Basti solo pensare alla mole di compensazioni assurde e superficiali messe in atto per rendere più accettabili discriminazioni e ingiustizie di genere, veri e propri specchietti per le allodole che le giovani generazioni non sono più disposte ad accettare. Senza contare che alle donne è sovente devoluta l'educazione dei figli nei primi anni di vita, un'età che potrebbe condizionare l'intera esistenza di un bambino... anche solo per questa ragione non dovrebbe essere negato loro l'accesso all'istruzione.
Se in questo ultimo secolo molti sono stati i cambiamenti, molti i passi avanti in tal senso, dobbiamo però constatare che anche quelle che con troppa superficialità sono state denominate rivoluzioni, in realtà portavano con sé retaggi patriarcali e maschilisti in palese contraddizione con i propositi di trasformazione e avanzamento con cui si presentavano. Involuzioni più che rivoluzioni o, nella migliore delle ipotesi rivoluzioni e/o trasformazioni sociali solo a metà.
E anche nelle cosiddette democrazie avanzate, il passaggio da una democrazia formale a una reale democrazia che rappresenti adeguatamente il genere femminile, è ben lungi dall'essere realizzato.
Di fatto perché si affermi, ogni rivoluzione o cambiamento che dir si voglia, dovrebbe come minimo essere superiore in termini di diritti umani, parità di genere, emancipazione del genere umano nel suo insieme, a ciò che intende superare e sostituire. Se ciò non avviene il fallimento non solo è assicurato, ma è un dato di fatto, in quanto implicito a ciò che risulta ancora irrealizzato.
In un panorama artistico in cui si afferma che tutto è già stato fatto e detto, dove anche la novità ormai è accusata di conformismo o di superficiale stravaganza si è voluto comunque evidenziare la presenza femminile come dato peculiare e originale di un'epoca, qualcosa che ha a che fare con le prerogative fondamentali alla base della vita concreta e del sentire delle persone, della società intera, qualcosa che a che fare con il senso e le aspettative di una reale e possibile progettualità, libertà e giustizia.
Zero gravità Villa Cernigliaro per arti e culture Associazione
Sordevolo BI
via Clemente Vercellone 4
FEMMINA PENSO SE PENSO ALLA PACE
a cura di Carlotta Cernigliaro
Villa Cernigliaro
Fino al 30 marzo 2023
ingresso libero, aperta le domeniche dalle 15 alle 18
Inaugurazione sabato 4 marzo ore 18
Intervento di Azam Bahrami, poetessa, scrittrice, attivista per i diritti umani in Iran, fisica ambientale, rifugiata politica in Italia dal 2011
In esposizione opere delle dieci artiste:
Paola Bisio - Carla Crosio - Jana Kasalovà - Kim Kyoung-Ok - Mària Ester Joao - Roberta Toscano Theresa Rijssenbeek - Chiara Simone - Berty Skuber - Paola Zorzi