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Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha accusato apertamente James Story, incaricato d'affari americano per l'Ufficio esterno del Venezuela con sede a Bogotà, di partecipazione ad un presunto piano terroristico organizzato dall'opposizione venezuelana.
Stando a Maduro, il complotto prevedeva di attaccare due caserme di esercito e polizia nello Stato di Sucre.
Il capo dello Stato venezuelano ha assicurato che, operando dalla Colombia, Story avrebbe collaborato al piano del partito di opposizione Voluntad Popular e a organizzare altre azioni violente in sei Stati del Paese.
Maduro ha ribadito che dietro la "congiura" si trovano Leopoldo López, un leader dell'opposizione rifugiato nell'ambasciata della Spagna a Caracas, e il "suo subordinato" Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela.
Il capo dello Stato ha infine detto che la Procura venezuelana ha spiccato gli ordini di cattura riguardanti i "membri di questa congiura sanguinosa", che coinvolge anche i deputati dell'opposizione Janet Fermín e Fernando Orozco, ma non Guaidò.
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