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Essere Fidel significa essere ogni giorno come lui, con la stella che illumina e folgora, forgiando il futuro con amore, per Cuba e per il Mondo
Fidel deve essere presente ogni giorno nei cubani che, in prima linea in qualsiasi impresa, si sforzano di fondare una nazione socialista che sia il modello di dignità e umanesimo che ci ha lasciato con la sua lotta e il suo pensiero creativo.
Santiago de Cuba, Plaza Mayor, 4 dicembre 2016. Foto: GFJ
L’eterno Fidel, la sua etica per tutti i tempi
Fidel Castro rappresenta il più alto grado di sviluppo del pensiero e dell’azione pratica nella nostra storia. Il suo pensiero è espressione degli ideali sociali più progressisti della seconda metà del secolo nel ‘Terzo Mondo’.
Riflettendo sui fattori che hanno influenzato la formazione della sua personalità, si riconosce lo spirito di ribellione, l’amore per la giustizia.
“Se si mescolano valori etici, spirito di ribellione, rifiuto dell’ingiustizia, tutta una serie di cose che si cominciano ad apprezzare e a valorizzare e che altri magari non apprezzano… Il senso della dignità personale, dell’onore, del dovere, tutto questo, a mio avviso, è la base elementare che può far acquisire in seguito a un essere umano una coscienza politica” (1).
Nella sua personalità spiccano qualità degne di essere perpetuate da coloro che, come noi, dicono “Io sono Fidel“:
- Esemplarità. Per lui il socialismo è la scienza dell’esempio. Per questo diceva: “L’esempio è un modo di applicare la teoria, l’esempio è un modo di educare le nuove generazioni, è di enorme importanza… L’esempio crea virtù, crea spirito“(2). Coltivare le virtù umane non è un processo spontaneo. Fidel conduce personalmente il lavoro di educazione, persuasione e guida degli obiettivi e degli ideali di ogni specifica tappa; specifica la necessità dell’esempio da parte di quadri, educatori e genitori.
- La sua vocazione di educatore sociale, espressa nell’insegnamento attraverso il quale ha formato convinzioni e comportamenti nei quadri e nel pubblico in generale, che si sono evoluti da una straordinaria ammirazione alla militanza e alla fedeltà politica. Antonio Núñez Jiménez ha riassunto brillantemente questa qualità: “Fidel è il maestro di un popolo perché ha saputo essere allo stesso tempo il suo più straordinario discepolo“.
- La sua posizione etica di non offendere o umiliare l’avversario, di non pronunciare oscenità, di non mostrare odio o rancore verso le persone, ma verso gli anti-valori che esse esibiscono come l’ingiustizia, l’esclusione, lo sfruttamento, lo sterminio della specie umana.
- L’austerità e la semplicità, la modestia, l’altruismo, come qualità che esprimono la determinazione ad abbandonare tutto per la sovranità del proprio popolo. Per lui, come per Martí, tutta la gloria del mondo sta in un chicco di mais.
- La sua lotta per la giustizia per Cuba e per il mondo, proprio come il suo maestro José Martí. Per lui non ci può essere educazione, giustizia sociale e socialismo senza Rivoluzione.
- La sua aspirazione alla perfezione, nei grandi compiti e nelle cose quotidiane, come espressione del dovere rivoluzionario, a cui dedicava ore di lavoro e di riflessione.
- La sensibilità verso gli esseri umani e le loro opere, una qualità che ha sostenuto le politiche e le azioni della rivoluzione, l’umanesimo e la solidarietà che ha forgiato nei rivoluzionari attraverso il suo esempio e la sua dedizione personale. Fidel attribuiva un valore speciale alla dignità. In una lettera dal carcere alla sorella Lidia, confessa: “…Per il resto, non chiedo e non chiederò mai l’amnistia. Ho abbastanza dignità per passare vent’anni qui o morire di rabbia prima di allora…” (3). Questa concezione è legata a un profondo senso dell’onore e del dovere rivoluzionario.
'Essere Fidel' significa essere ogni giorno come lui e Martí con la stella che illumina e folgora, forgiando il futuro con amore.
Attraverso il suo lavoro di educatore sociale, ci ha mostrato che la strada per la liberazione sta nel rispettare gli altri e nell’essere rispettati come persona e come popolo. Fidel ha fatto di Cuba un baluardo di dignità e ha educato i dirigenti alla necessità di onore e onestà.
Valorizza molto la possibilità che ogni uomo sia considerato nella sua umanità, riconosce e incoraggia coloro che hanno commesso errori a unirsi a nuovi compiti, attira coloro che dubitano a mettersi al servizio del dovere patriottico e riconosce la necessità di educare, di lavorare personalmente con tutti gli esseri umani perché, come Martí, considera il male un incidente.
Così si espresse: “La vergogna è uno dei semi nascosti negli esseri umani, quasi senza eccezioni. Dobbiamo saper coltivare la vergogna degli uomini, dobbiamo saper coltivare l’onore degli uomini, la dignità degli uomini, i migliori attributi che l’uomo ha. Per me è chiaro” (4).
Per salvare moralmente bisogna educare, l’educazione è l’unico mezzo per rendere gli uomini migliori, per inclinarli verso il bene, diceva agli insegnanti. E all’Assemblea Nazionale del Potere Popolare del 1998, affermò che i tre fattori fondamentali per preservare il socialismo e la nazione cubana erano: le idee, la cultura politica; le istituzioni, il loro sviluppo e rafforzamento; l’etica dei quadri.
La dignità come rispetto dell’essere umano è presente in loro, dalle istituzioni e da tutta l’impalcatura che le compone, dal comportamento dei quadri statali come espressione della loro assimilazione degli obblighi morali nei confronti della società e della cultura della popolazione per difendere i propri punti di vista.
Questo paradigma di etica rivoluzionaria vive tra noi. A volte leggo che alcuni si lamentano della sua mancanza. Credo che tutti i rivoluzionari, se lo portiamo nel cuore e nelle azioni, non debbano lamentarsi della sua assenza, ma agire come ha agito lui, criticare e lavorare duramente per far avanzare il socialismo, difendere i nostri principi con passione e argomenti e aiutare i quadri esemplari a guidare i processi.
‘Essere Fidel’ significa essere ogni giorno come lui e Martí con la stella che illumina e folgora, forgiando il futuro con amore.
Fidel deve essere presente ogni giorno nei cubani che, in prima linea in qualsiasi impresa, si sforzano di fondare una nazione socialista che sia il modello di dignità e umanesimo che ci ha lasciato con la sua lotta e il suo pensiero creativo.
Riferimenti:
1. Betto, Frei: Fidel y la Religión, Oficina de publicaciones del Consejo de Estado. La Habana, 1985 p.156
2. Castro Ruz, Fidel: Clausura del V Congreso de la Unión de Jóvenes Comunistas el 5 de abril de 1987 en https://www.cuba.cu/gobierno/discursos).
3. (Mencía, 1980: 213)..
4. Castro, Fidel: Discurso en la clausura de la sesión diferida del III Congreso del partido Comunista de Cuba, en el teatro Karl Marx, 2 de diciembre de 1986, Versiones Taquigráficas, Consejo de Estado, en https://www.cuba.cu/gobierno/discursos