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Layla*, studentessa di letteratura francese all’università di Damasco, aveva ottime prospettive per il futuro. Poi ricevette una diagnosi spietata: insufficienza renale. Senza trapianto di reno non sarebbe sopravvissuta.
CSI finanzia il trapianto
Un donatore fu presto trovato; ma come finanziare l’operazione? Impossibile per una famiglia a basso reddito come quella di Layla.
Prima della guerra, anche se non erano proprio ricchi, Layla e sua famiglia vivevano senza preoccupazioni maggiori. Coll’inizio del conflitto armato la libbra siriana perse però gran parte del suo valore e il paese conosce un’inflazione così forte, che la famiglia ora fa fatica a fronteggiare anche le necessità più basilari. Finanziare un trapianto rilevava dell’impossibile.
Finalmente, grazie all’aiuto fedele di tanti sostenitori, CSI poté finanziare l’intervento chirurgico. Dopodiché Layla si è gradualmente ripresa e ha pure trovato un impiego, dove le sue conoscenze linguistiche sono richieste. “Grazie al vostro aiuto, sono tornata in vita”, ci scrisse la giovane donna.
Sanzioni economiche letali
Per tutta la vita Layla avrà però bisogno di due medicamenti che minimizzano il rischio di rigetto dell’organo trapiantato; il loro costo oltrepassa il reddito mensile dell’intera famiglia.
L’aumento esplosivo dei costi dei medicamenti in Siria è stato provocato da una parte dalla distruzione dell’industria farmaceutica locale, dall’altra dalle sanzioni economiche draconiane introdotte dalla Svizzera e da altri stati. Le sanzioni hanno accelerato la svalutazione della libbra e ristretto le importazioni di medicamenti, attrezzature mediche e pezzi di ricambio.
“Le sanzioni toccano la popolazione civile, in particolare le persone malate. Non hanno invece alcun effetto positivo e non hanno portato a una soluzione del conflitto”, spiega Dr.med. Nabil Antaki, un medico di Aleppo che cura pazienti afflitti di malattie renali. Le pesantissime sanzioni portano alla morte di pazienti, che non ricevono cure adeguate.
Clinica renale per pazienti poveri
Per l’intermezzo del programma di aiuto medico del Comitato Patriarcale per lo Sviluppo St. Ephrem (partner di lunga data in Siria), CSI aiuta Layla e altri pazienti in situazioni simili. Il programma per casi sociali gravi permette a persone povere di ricevere cure mediche adeguate. Il comitato esamina la situazione di ogni paziente e offre un sostegno individuale, che va dalla copertura dei costi fino all’aiuto diretto di una rete di 40 medici.
Dinanzi al bisogno pressante di dialisi renali – un trattamento costoso che richiede l’impegno di vari medicamenti – il comitato prese qualche tempo fa la decisione di aprire in un quartiere povero di Damasco una clinica specializzata. Grazie ad essa ora 18 pazienti ricevono settimanalmente due trattamenti gratuiti cosicché i medicamenti necessari.
Hélène Rey
“Una compassione che produce azioni”
E questo il motto del Comitato Patriarcale per lo Sviluppo St. Ephrem (St. Ephrem Patriarcal Development Committee, EPDC), col quale CSI collabora in Siria. Fondato dal Patriarcato siro-ortodosso nel 2003 per aiutare i profughi iracheni in Siria, il comitato dispone di una rete di oltre 100 benevoli e viene ora in aiuto agli spiazzati interni siriani. Oltre a fornire cure mediche, l’EPDC aiuta finanziariamente i profughi per l’affitto di appartamenti, l’acquisto di alimenti e la formazione professionale.”Noi, esseri umani abbiamo bisogno gli uni degli altri, possiamo mutualmente alleviare dolore e sofferenza”, dichiara il Patriarca siro-ortodosso Msgr. Ignatius Aphrem II.