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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale nel 2002 ha versato 13,5 milioni di franchi per azioni nell'ambito della politica di sminamento e quest'anno prevede di stanziare a tale scopo 15,75 milioni di franchi. Attualmente, non dispone di alcun margine per aumentare le spese dedicate alle operazioni di sminamento, ma ne pianisica il manteminelto al livello attuale anche nel corso dei prossimi anni. </p><p>2. L'impegno della Confederazione nel settore dello sminamento si inserisce nell'ambito della sua politica di pace e di sicurezza. Da un lato, il DDPS ha istituito un pool di specialisti dello sminamento e previsto un budget di due milioni di franchi per i costi derivanti dalle missioni all'estero. Dall'altro, il DFAE sostiene progetti concreti di sminamento per circa tre milioni di franchi all'anno nel quadro della strategia del Consiglio federale intesa a migliorare la sicurezza umana. Offre inoltre ogni anno, nell'ambito del Partenariato per la pace, un corso di formazione per l'impiego di IMSMA, un programma di software per la gestione dell'informazione sullo sminamento. Le risorse destinate allo sminamento saranno mantenute al livello attuale anche per i prossimi anni. Non è previsto di destinare a queste operazioni mezzi prelevati da altri settori d'attività della nostra politica.</p><p>3. Gli orientamenti strategici della politica di lotta contro le mine per i prossimi anni sono in via di definizione nell'ambito di una riflessione condotta in seno all'amministrazione. Per quanto riguarda le priorità evocate nell'interpellanza, attualmente si può affermare quanto segue:</p><p>La Convenzione sul divieto dell'impiego, del deposito, della fabbricazione e del trasferimento delle mine antiuomo e sulla loro distruzione ("Convenzione di Ottawa") costituisce e rimane per il Consiglio federale il documento essenziale e di riferimento a livello internazionale nel settore delle mine antiuomo. Il Consiglio federale si era già impegnato attivamente nel corso dell'elaborazione di questo documento. Dall'entrata in vigore della Convenzione, il Consiglio federale si sforza innanzitutto di farle ottenere un carattere universale e di promuoverne l'attuazione, impegnandosi inoltre, a livello bilaterale e multilaterale, per convincere gli Stati a ratificarla. Esso ritiene che anche i gruppi armati non statali debbano essere convinti ad abbandonare queste armi disumane e sostiene già diverse iniziative in questo senso.</p><p>I sistemi di armi non proscritti analoghi alle mine e le altre mine sono esaminati a livello internazionale nell'ambito degli incontri degli Stati parte alla Convenzione del 1980 sul divieto o sulla limitazione dell'impiego di determinate armi convenzionali (CCW). Attualmente, sono in corso negoziati riguardanti le regole applicabili alle munizioni di guerra inesplose, che potrebbero contenere fra l'altro un obbligo di sgombero e d'informazione, nonché possibili misure preventive generali sotto forma di miglior prassi per la gestione delle munizioni. Nel dicembre 2000 la Svizzera ha sottoposto agli Stati parte alla CCW una proposta relativa alle munizioni a grappolo che si prefigge di ridurre considerevolmente il numero delle bombe inesplose grazie a dispositivi tecnici. Questa proposta è attualmente esaminata dal gruppo di esperti governativi della CCW. Lo stesso gruppo sta esaminando anche la possibilità di istituire regole applicabili alle mine antiveicolo. Il Consiglio federale auspica dal canto suo una soluzione paragonabile a quella prevista per le mine antiuomo nel Protocollo II riveduto sul divieto o sulla limitazione dell'impiego di mine, trappole e altri dispositivi. Una formula di questo tipo comprenderebbe infatti mezzi di individuazione di tutte le mine antiveicolo e dispositivi di autodistruzione o di autoneutralizzazione. Il Consiglio federale sostiene anche gli sforzi intrapresi nell'ambito della CCW per controllare l'uso delle mine antiveicolo con detonatore sensibile.</p><p>In entrambi questi forum internazionali, il Consiglio federale si impegna per consolidare lo statuto internazionale di Ginevra nel settore delle mine. A tale scopo può fondarsi sulla preziosa esperienza degli ultimi anni, che comprende fra l'altro l'organizzazione della seconda e della quarta conferenza degli Stati parte alla Convenzione di Ottawa, nel settembre 2000 e 2002, dove la Svizzera ha ogni volta fornito il segretario generale della conferenza. Le riunioni annuali del Protocollo riveduto sul divieto o sulla limitazione dell'impiego di mine, trappole e altri dispositivi hanno luogo presso la sede ginevrina dell'ONU. Inoltre, il Centro internazionale di sminamento umanitario a Ginevra, istituito su iniziativa della Confederazione e in gran parte da essa finanziato (45%), gode di ampia influenza internazionale. Negli scorsi anni si è affermato come un centro di competenze e di documentazione riconosciuto a livello internazionale. Esso sostiene inoltre l'attuazione del processo di Ottawa e garantisce il segretariato delle conferenze degli Stati parte e delle riunioni fra le sessioni. </p><p>I progetti di sminamento finanziati e seguiti dal DFAE come pure i progetti di prevenzione a favore delle vittime sono strettamente coordinati con azioni attuate nell'ambito della promozione della pace, dell'aiuto umanitario e dell'aiuto allo sviluppo della Confederazione. I progetti di sminamento si concentrano essenzialmente sull'Europa sudorientale, l'Africa e lo Sri Lanka. In Libano e in Colombia sono in corso programmi di prevenzione per le vittime. Il DDPS mette a disposizione di programmi di sminamento dell'ONU o di talune ONG degli esperti svizzeri di logistica e informatica nonché responsabili di progetto o specialisti di EOD, che intervengono in particolare nei progetti di sminamento finanziati dal DFAE. Il DDPS fornisce inoltre aiuti materiali, in particolare per la distruzione senza pericolo di trappole e mine, e mette a disposizione il proprio know-how per la distruzione di depositi di mine.</p><p>Per quanto riguarda l'aiuto alle vittime, la Svizzera ha sviluppato sotto l'egida della DSC e in stretta collaborazione con il CICR, l'OMS e l'UNICEF un'ampia strategia per integrare senza discriminazioni nei programmi di cure e di reintegrazione non soltanto le vittime delle mine, ma anche quelle di tutte le forme di violenza o traumi. Questa strategia di aiuto alle vittime è già applicata con successo in numerosi Paesi colpiti dal problema delle mine.</p><p>Per quanto attiene alla distruzione dei depositi, la Svizzera ha eliminato gli stock di mine antiuomo sin dalla ratifica della Convenzione di Ottawa nel 1999. Inoltre, ha volontariamente rinunciato a mantenere il deposito autorizzato di mine antiuomo a scopo di ricerca e di formazione. Il DDPS ha organizzato a due riprese un corso internazionale di gestione di programmi di distruzione per aiutare altri Stati parte a rispettare il termine di quattro anni impartito dalla Convenzione per la distruzione dei loro depositi. La Svizzera attualmente è copresidente del Comitato permanente sulla distruzione dei depositi di mine del processo di Ottawa. È peraltro disponibile ad aiutare, finanziariamente o nell'ambito di progetti, altri Stati parte alla Convenzione che avessero difficoltà a distruggere le loro mine antiuomo.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che attualmente non sia necessario introdurre nuovi meccanismi di coordinamento dei suoi sforzi nella lotta contro le mine. Il coordinamento politico e operativo si è dimostrato valido nella sua forma attuale e consente un efficace impiego delle risorse.</p>  Risposta del Consiglio federale.