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BERNA - La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) propone al plenum di mantenere divergenze di rilievo con il Nazionale.
Quest'ultimo ha approvato lo scorso 17 marzo, con 138 voti contro 52, la RIE III, progetto destinato a compensare la prevista abolizione degli statuti speciali per le società holding e quelle di gestione. La Camera del popolo ha "caricato" notevolmente la riforma, moltiplicando i nuovi sgravi destinati a controbilanciare la prevista abolizione degli statuti fiscali privilegiati concessi alle società estere. Il dossier deve ora tornare al Consiglio degli Stati, che l'aveva approvata il 15 dicembre scorso, per l'appianamento delle divergenze.
Dando seguito all'appello dei cantoni che all'inizio di aprile hanno ventilato anche la possibilità di un referendum, la CET-S ha proposto una soluzione di compromesso riguardante in particolare l'imposizione parziale dei dividendi a livello cantonale. Distanziandosi sia dagli Stati sia dal Nazionale, essa vuole che i Cantoni tassino i dividendi almeno in ragione del 60%, mentre le due Camere avevano deciso di mantenere le disposizioni attuali, che non prevedono alcun limite, né inferiore né superiore. In tal modo, intende compensare parzialmente le perdite fiscali dei Cantoni. Il 19 aprile la commissione omologa del Nazionale (CET-N) ha però rifiutato la proposta, formulata una settimana prima.
In una nota la CET-S ribadisce le sue posizioni, "dato che per i Cantoni (la proposta) sarebbe una soluzione equilibrata che la maggioranza degli stessi potrebbe sostenere" e che "anche gli interessi dell'economia sarebbero adeguatamente considerati".
La maggioranza della Commissione desidera mantenere le divergenze rispetto al Consiglio nazionale anche nelle questioni riguardanti l'imposta sul tonnellaggio, quella sull'utile con deduzione degli interessi e la quota cantonale all'imposta federale diretta.
Riguardo all'imposta sull'utile con deduzione degli interessi, contrariamente all'ultima seduta, la CET-S non propone più di aderire alla decisione del Consiglio nazionale, bensì, con 7 voti contro 5 e 1 astensione, chiede di mantenere la decisione del Consiglio degli Stati.
Per quanto riguarda le riduzioni nell'ambito dell'imposta sul capitale su mutui concessi a consorzi, con 9 voti contro 3 la Commissione chiede di seguire il Consiglio nazionale e di lasciare libertà di scelta ai Cantoni.
Con 12 voti contro 1 la CET-S propone di prendere in considerazione una eventuale rinuncia allo statuto fiscale cantonale nella perequazione delle risorse o una sua abolizione in un termine transitorio di cinque anni con proseguimento degli attuali fattori beta, che di anno in anno si riducono di un quinto. Questa proposta era già stata fatta dalla CET-N in Consiglio nazionale ma non aveva ottenuto la maggioranza.
Il Consiglio degli Stati riesaminerà all'inizio della prima settimana della sessione estiva di giugno la Riforma III. In vista della discussione in entrambe le Camere, la CET-S ritiene "molto importante" che nella sua seduta del 12 e 13 maggio 2016 l'assemblea plenaria della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) si esprima al riguardo. In particolare desidera sapere quali riduzioni dell'imposta sull'utile e quali adeguamenti nell'imposizione dei dividendi sono pianificati nei singoli Cantoni.