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In molte lingue una sola parola designa il luogo dove attingere acqua in natura e la costruzione artificiale da cui sgorga l'acqua.
Nelle città l'esperienza delle sorgenti ci è fornita proprio dalle fontane costruite dall'uomo: come ad esempio a Berna.
L'acqua: i due terzi del pianeta, ma solo poca è potabile
Com'è ancora il caso per la maggior parte dei paesi in via di sviluppo, anche in occidente le fontane erano un tempo uno dei luoghi più importanti della comunità. Se non addirittura il centro del villaggio.
Un tempo ci si incontrava intorno alla acqua, senza la quale la vita non sarebbe possibile, per bere, per far rifornimento, per lavarsi, per fare il bucato.
Proprio per il loro ruolo di dispensatrici di vita, si credeva che le sorgenti fossero protette da ninfe e altre divinità speciali. In alcuni casi intorno ad esse sorgevano dei templi. Ancora oggi in molti luoghi del pianeta vicino all'acqua si svolgono pellegrinaggi, feste e celebrazioni speciali.
Dall'uso pratico al valore estetico
Oltre all'uso pratico, le fontane ne ricoprivano anche uno simbolico. Dovevano impressionare, colpire, abbellire la città: poco a poco il loro scopo estetico venne sempre più rinforzato, specialmente da quando, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, l'acqua fu portata nelle case.
Nella maggior parte delle fontane europee, dal Rinascimento in poi, la scultura è in primo piano. Modelli classici sono ad esempio la Fontana di Trevi a Roma, il Bacino di Apollo a Versailles e la fontana di Piccadilly Circus a Londra.
L'effetto principale di altre fontane sta invece nel gioco d'acqua, nelle cascate, o addirittura si basano esclusivamente sulla spettacolarità del getto, come è il caso del famoso Jet d'Eau di Ginevra.
Il percorso delle fontane a Berna
In altri casi, come le fontane monumentali di Berna, tra le più famose in Svizzera, è proprio il loro insieme ad essere interessante e a dare un carattere speciale all'asse principale della città vecchia. Nel centro storico ce ne sono una decina, realizzate in gran parte nel Rinascimento e molto colorate. Fuori del centro storico ve ne sono un centinaio, del XVII e XVIII secolo.
Il tema delle sculture su piedistallo che sovrastano il bacino delle fontane storiche è molto vario. Accanto alle immagini più comuni, come animali, il soldato, la giustizia, e altre figure allegoriche o bibliche, che si trovano anche in altre città, Berna è unica per il "Kindlifresser": la fontana dell'orco mangiabambini. Sono ben otto le figurine che l'orco mostra di voler divorare, compresa quella che ha già in bocca!
Manutenzione: olio di gomito e nessun prodotto chimico
Per la manutenzione delle fontane, la città di Berna spende all'anno circa 280 mila franchi: i bacini vanno infatti puliti una volta alla settimana senza usare prodotti chimici, ma a colpi di spazzola.
Per l'esterno della costruzione invece è sufficiente una pulizia quinquennale: costo dell'operazione in questo caso, 60 mila franchi.
Le fontane di Berna non sono solo un'attrazione turistica, ma vengono utilizzate ad esempio dai vari negozi che nel centro medievale della città si trovano sotto il livello stradale, in particolare i negozi di fiori.
Il mercato e i bambini
Anche durante i giorni di mercato l'acqua delle fontane torna ad avere un uso primario. In estate poi le fontane continuano a dissetare e rinfrescare abitanti e turisti. Nelle giornate più calde quelle di quartiere diventano uno dei passatempi prediletti dei bambini, che ci fanno il bagno.
Oltre alle fontane antiche, fanno ormai parte del paesaggio urbano anche le installazioni moderne: tra le più conosciute in Svizzera vi è la "Fontana del Carnevale" di Basilea, un'opera del 1977 dello scultore elvetico Jean Tinguely.
E non si può dimenticare che insieme alla sua compagna, Niki de Saint-Phalle, Tinguely disegnò una delle fontane più famose del mondo: quella dedicata a Igor Strawinsky sulla piazza antistante il Centro Pompidou a Parigi.
swissinfo, Raffaella Rossello
Fatti e cifre
Le fontane monumentali del centro storico di Berna sono 11, molte delle quali opera dello scultore Hans Gieng.
Un centinaio le fontane fuori dal centro medievale, del 17° e 18° secolo.
Costo annuale di pulizia e manutenzione: 280 mila franchi.
In breve
Durante gli anni bui del medioevo, i pozzi interni alla cinta di mura erano per le città essenziali: meno puri delle fonti esterne, presentavano però il vantaggio di non poter essere contaminati dal nemico in caso d'assedio.
A partire dall'alto medioevo, i pozzi artesiani (che funzionano con il principio della pressione) cominciarono a sostituire gli altri pozzi. Il più antico della Svizzera, il St.Leonhardsbrunnen, fu realizzato a Basilea nel 1265.
I pozzi e le fonti più importanti venivano pattugliate ed erano sotto il controllo di un funzionario incaricato di mantenere pulita la sua strada o il suo quartiere.