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Gli esperti della Confederazione hanno rivisto al rialzo le loro stime di crescita per il 2010, ma al ribasso le prospettive per il 2011.
La Segreteria di stato dell'economia (SECO) considera le prospettive di crescita del PIL per il 2010 leggermente migliori rispetto a quanto previsto finora (1,8% anziché 1,4% come annunciato in marzo ), mentre per il 2011 le previsioni subiscono una lieve riduzione a causa dei maggiori rischi a livello di economia esterna (1,6% anziché 2,0%).
«Anche se attualmente l'ampiezza delle ripercussioni della crisi dell'indebitamento pubblico sull'economia reale è ancora molto incerta, le prospettive congiunturali per l'area dell'euro restano contenute», si legge in un comunicato della SECO.
La politica di austerità che si prospetta per numerosi paesi dell'area euro – Grecia, Spagna, Portogallo, ma anche Germania, Francia e Italia – non «dovrebbe praticamente essere possibile senza effetti frenanti sulla congiuntura».
In Svizzera, gli indicatori congiunturali sono generalmente favorevoli e – scrive la SECO – sorprese positive non sono da escludere. Tuttavia, sono ancora da temere gli effetti della crisi finanziaria del 2008, a cui si sono aggiunti i problemi della zona euro. Prescindendo dai rischi generali a cui è esposta l'economia mondiale «il maggiore rischio congiunturale per la Svizzera dovrebbe continuare ad essere rappresentato da un eccessivo ed improvviso apprezzamento del franco rispetto all'euro».
swissinfo.ch e agenzie