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Spetta ai Cantoni, e non alla Confederazione, definire il quadro vincolante necessario per l'aiuto sociale. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, che ha così tenuto conto in particolare delle critiche della Conferenza svizzera dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Quest'ultima si era dichiarata contraria a una legge federale sull'aiuto sociale.
In un rapporto, pubblicato oggi, il governo giunge tuttavia alla conclusione che l'aiuto sociale dovrebbe essere regolato in modo uniforme a livello nazionale.
Secondo l'esecutivo, le condizioni per ricevere una prestazione, le prestazioni minime e quelle volte all'integrazione sociale e professionale, nonché il coordinamento dell'aiuto sociale con altri sistemi di prestazioni, dovrebbero essere armonizzati a livello federale.
Ma i principali attori del settore la pensano diversamente: la CDOS respinge infatti sia una disposizione costituzionale che sancisca la competenza della Confederazione in materia di aiuto sociale sia una legge quadro federale. Dal canto suo, l'Associazione dei Comuni svizzeri - pur non essendo contraria a un concordato intercantonale in materia - auspica un margine di manovra più ampio per le autorità comunali.
Attualmente, le raccomandazioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS) definiscono un griglia di riferimento per un aiuto sociale armonizzato a livello nazionale; i Cantoni, ed eventualmente i Comuni, sono tuttavia liberi di decidere in che misura intendono applicarla.
SDA-ATS