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Solar Impulse 2, costretto dai capricci della meteo a un imprevisto atterraggio in Giappone, resta in attesa di proseguire il suo volo verso le Hawaii, prossima tappa del giro del mondo a energia solare. A Nagoya alcuni curiosi si sono assiepati in un parco vicino all'aeroporto per ammirare l'apparecchio, ma la situazione è tranquilla dopo l'agitazione della vigilia, per il team ma anche per la popolazione locale: diversi abitanti, mentre il velivolo si posava sulla pista, hanno creduto di avvistare un UFO e chiamato la polizia.
Il pilota André Borschberg si riposa prima del tratto più lungo della missione (avrebbe dovuto durare sei giorni e sei notti per 8'500 chilometri senza interruzioni). Il team che lo raggiungerà in giornata porterà con sé un hangar gonfiabile per proteggere l'aereo dalle intemperie.
Malgrado la "delusione" per lo scalo non programmato, anche il capoprogetto Bertrand Piccard rimane fiducioso: "il sogno è diventato realtà", ha ricordato, "perché Solar Impulse è riuscito a volare per una notte senza carburante, sfruttando l'energia accumulata di giorno".
pon/ATS