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par Maja Widmer
Durante gli scavi nella navata e negli edifici annessi situati lateralmente della chiesa di St. Laurenzen a San Gallo sono stati portati alla luce, accanto a strutture murarie, anche un cospicuo insieme di reperti archeologici. La valutazione di questi reperti ha una notevole importanza per la città di San Gallo e per la Svizzera orientale, dato che fino ad oggi pubblicazioni, che si concentrano in particolar modo su materiale archeologico medioevale sono molto rare.
Il documento più antico in cui viene menzionata la chiesa di St. Laurenzen risale all'anno 1166. In questo documento vengono citati i diritti legati al baliaggio sul convento di San Gallo, e inoltre vi sono incluse anche le chiese appartenenti al convento. Complessivamente nella chiesa di St. Laurenzen vi sono 5 fasi di costruzione, che partono da una chiesa ad aula con incluso un coro rettangolare di dimensioni più ridotte fino a trasformarsi poi, da una semplice chiesa ad aula con coro rettangolare di proporzioni uguali, nell'edificio in stile gotico. Nonostante i risultati ottenuti fino ad ora non è stato possibile provare per St. Laurenzen che i tre incendi che hanno colpito la città nel 1215, 1314 e 1418 abbiano portato anche alla distruzione della chiesa ed in seguito alla costruzione di nuovi edifici sul sito medesimo. Sono state rilevate le tracce di un incendio di proporzioni catastrofiche sul piano di calpestio e sui muri adiacenti così come anche i segni inequivocabili dovuti ad una ristrutturazione dell'edificio. Tuttavia questi indizi possono essere attribuiti solo alla seconda chiesa. Solo in base alle fonti storiche non può essere provato chiaramente che vi sia un rapporto diretto con l'incendio che ha distrutto la città nell'anno 1314.
Il vasellame proveniente da St. Laurenzen offre, accanto ad alcune forme insolite e a creazioni particolari, una panoramica attraverso i reperti tardomedioevali. Negli strati del XIV secolo vi sono casseruole poggianti su tre piedini, scodelle, vasi, bricchi con anse e pochi oggetti singoli come per esempio una bottiglia con un foro d'aerazione e un aquamanile. Da sottolineare è la datazione di alcuni tipi di vasellame del XIII secolo caratterizzato da orli con forme particolari. A dipendenza della forma degli orli è possibile affermare che certi tipi di vasellame sono subentrati in un periodo successivo, mentre altri ancora hanno avuto un utilizzo prolungato nel tempo, oppure alcuni che non figurano affatto tra i reperti provenienti da St. Laurenzen.
Alcune innovazioni tecniche come per esempio l'invetriatura sono da riportare nel XIV secolo. Anche per quanto riguarda la ceramica per stufe è stato possibile accertare un'evoluzione ed una uniformazione delle forme degli orli in particolare per quanto riguarda le piastrelle modellate a forma di coppa. Nelle piastrelle modellate a forma di scodella risalta una continuità di questa evoluzione. Accanto a pochi oggetti in vetro e metallo è stato portato alla luce anche il laveggio (pietra ollare). Si tratta di frammenti provenienti da sette recipienti con orli di diametro differente. Sono riconoscibili motivi a forma di rombo incisi a mano, oppure incisioni a forma di scanalature sul lato esterno ottenute tramite il tornio.
Traduzzione: Christian Saladin, Origlio/Basilea
, Maja : Die Kirche St. Laurenzen in St. Gallen
Mittelalter – Moyen Age – Medioevo – Temp medieval, Zeitschrift des Schweizerischen Burgenvereins, 10. Jahrgang 2005, Heft 3, .