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Svizzera, 16 maggio 2019
"Esperimenti" sessuali con allievi delle elementari, un docente a processo
Esperimenti sul tema del risveglio dei sensi. Questo è ciò che un docente vallesano proponeva ai suoi allievi del Centro scolastico di Sierre, tra l'agosto 2011 e il novembre 2013. Il primo “esercizio”, come riferisce il portale "LeMatin", consisteva nel farsi una doccia e poi cambiarsi con indosso una bandana o un casco dopo una lezione di ginnastica. Le ragazze volontarie, da sole o in gruppo, dovevano spogliarsi. Una volta nude, indossavano una giacca o un panno intorno a lei. L'insegnante a quel punto entrava e copriva gli occhi alle allieve con una bandana o con un casco la cui visiera era sigillata con del nastro adesivo nero.
Approfittando della sua autorità di insegnante e della credulità delle studentesse - di età compresa tra 8 e 13 anni al momento dei fatti - l'imputato ha inizialmente sostenuto che usciva dagli spogliatoi mentre le ragazze erano nella doccia e si vestivano. Invece, è rimasto lì a guardare le ragazze che si credevano sole l'una con l'altro. In almeno due occasioni durante questi "esercizi", alcune di loro si sono rese conto che il loro insegnante non lasciava il locale.
Per soddisfare i suoi impulsi, l'uomo ha ripetuto il suo stratagemma per due anni scolastici di fila con due classi di quinta elementare. Ha ammesso di aver avuto erezioni spiando le sue vittime e di essersi spostato in una stanza riservata agli insegnanti per masturbarsi. Sette famiglie hanno presentato una denuncia contro l'ex insegnante dei loro figli. Il 48enne vallesano ammette la sua inclinazione per il voyeurismo. D'altra parte, l'imputato contesta le accuse più gravi presenti nell'atto di accusa del pubblico ministero: gli atti sessuali.
Con il pretesto di laboratori sensoriali chiamati "Senso5", l'uomo avrebbe spinto diversi allievi a partecipare
individualmente a una degustazione di frutta, anche in questo caso con gli occhi bendati. Questo “esperimento” si faceva in una stanza di supporto scolastico, nel buio con le tapparelle sempre abbassate e la porta chiusa a chiave. L'allievo doveva sedersi a cavalcioni su una sedia, il petto rivolto verso lo schienale, con le mani dietro la schiena. Dopo aver fatto indossare ai ragazzi una benda sugli occhi, il docente metteva loro in bocca un frutto da leccare o succhiare. Se la ragazza non riconosceva il frutto, l'uomo glielo metteva in bocca perchè lo masticasse.
Alcune delle vittime hanno raccontato storie incredibili agli inquierenti. Secondo una di loro, il docente le avrebbe messo il suo sesso in bocca, chiedendogli se sapeva che frutta era. La ragazza, che allora aveva appena 10 anni, rispose che non lo sapeva, e lui allora le disse che "avrebbe preso un punto in meno". Un'altra che aveva sollevato la benda che le copriva gli occhi, sarebbe sfuggita al peggio urlando di aver visto il suo pene. Altri dicono che dovevano toccarlo con le mani prima di metterselo in bocca e che l'accusato aveva detto loro che era uva imbevuta di acqua calda.
Il processo dell'ex insegnante dovrebbe finalmente aprirsi questo lunedì, 20 maggio alle 8:30 del mattino, dopo essere stato rinviato il 18 febbraio. L'imputato era malato. Il tribunale distrettuale di Sierre siederá extra-muros presso il tribunale cantonale di Sion. Data l'estrema sensibilità del caso e per proteggere le sette vittime, oggi di età compresa tra 16 e 18 anni, il processo si terrà a porte chiuse. L'uomo è accusato di atti sessuali con minori e atti di natura sessuale commessi su persone incapaci di discernimento o resistenza. Se le accuse dov'essero essere confermate l'uomo rischia fino a 10 anni di prigione.