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Protezione dell’aria: la Svizzera ha rispettato i propri impegni internazionali
Berna, 26.03.2012 - La Svizzera ha rispettato i propri impegni internazionali nell’ambito dell’inquinamento atmosferico. Nel 2010 ha colto gli obiettivi di riduzione che le sono stati attribuiti nel Protocollo di Göteborg, concernenti le emissioni di quattro inquinanti atmosferici: biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili (COV) e ammoniaca.
Il Protocollo di Göteborg è uno dei protocolli della Convenzione sull'inquinamento atmosferico attraverso le frontiere a lunga distanza (cfr. riquadro). Stabilisce degli obiettivi di riduzione delle emissioni di biossido di zolfo (SO2), degli ossidi di azoto (NOx), di ammoniaca (NH3) e dei composti organici volatili (COV) basandosi sugli effetti che producono sulla salute umana e sugli ecosistemi.
Venticinque Stati, tra cui la Svizzera, gli Stati Uniti e l'Unione europea, hanno ratificato il Protocollo. Questo accordo stabilisce degli obiettivi di riduzione per ogni Stato e precisa le misure che devono essere adottate per coglierli nel 2010. Il Protocollo prescrive in particolare dei valori limite per le emissioni di inquinanti atmosferici generati dagli impianti di combustione (impianti di riscaldamento e attività industriali), per le emissioni diffuse di solventi, per i gas di scarico dei veicoli a motore come pure per le emissioni di ammoniaca generate dallo spargimento e dallo stoccaggio di colaticcio e dalla detenzione di animali da reddito.
Obiettivi raggiunti
Ogni anno, l'Ufficio federale dell'ambiente calcola le emissioni di inquinanti atmosferici di queste quattro sostanze e presenta un rapporto alla Convenzione. Il 23 marzo 2012 ha consegnato alla Convenzione la documentazione che illustra i dati relativi al 2010. Grazie alle misure adottate nel corso degli ultimi decenni, la Svizzera ha colto, in parte ampiamente, gli obiettivi che le erano stati attribuiti nel Protocollo. Rispetto all'anno di riferimento 1990, le emissioni di biossido di zolfo sono diminuite del 68% (obiettivo: 35%), quelle degli ossidi di azoto del 46% (obiettivo: 46%), quelle di COV del 69% (obiettivo: 50%) e quelle di ammoniaca del 14% (obiettivo: 14%).
Sulla base dei dati forniti dai venticinque Paesi nel febbraio 2012, l'Agenzia europea dell'ambiente ha elaborato una panoramica dalla quale si evince in particolare che, contrariamente alla Svizzera, una decina di Paesi non ha raggiunto i rispettivi obiettivi in materia di ossidi di azoto (cfr. http://www.eea.europa.eu/highlights/air-pollutant-emission-limits-exceeded).
Ridurre ulteriormente le emissioni
Gli obiettivi fissati dal Protocollo di Göteborg per il 2010 costituiscono una prima tappa di riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici. Il carico di questi inquinanti, in particolare degli ossidi di azoto e dell'ammoniaca, sono ancora troppo elevati e continuano a provocare danni per la salute umana e per l'ambiente. Ulteriori diminuzioni delle emissioni sono quindi necessarie a livello paneuropeo. Le misure devono altresì comprendere la riduzione delle emissioni di polveri fini generate dai motori dei veicoli o dagli impianti di riscaldamento a legna.
Questi sforzi supplementari dovrebbero migliorare in modo considerevole la qualità dell'aria e contribuire al rispetto dei valori limite fissati nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (valori limite d'immissione), che tutt'oggi vengono regolarmente superati in caso di smog invernale ed estivo. Al centro dei prossimi negoziati, che si terranno a Ginevra alla fine di aprile 2012, vi saranno la revisione del Protocollo e il relativo rafforzamento mediante la fissazione di nuovi obiettivi per il 2020.
RIQUADRO:
La Convenzione sull'inquinamento atmosferico attraverso le frontiere
La Convenzione sull'inquinamento atmosferico attraverso le frontiere a lunga distanza raggruppa oggi 46 Paesi europei e dell'Asia centrale, tra cui l'Unione europea, gli Stati Uniti e il Canada. È stata siglata a Ginevra nel 1979 e ratificata dalla Svizzera nel 1993. Si tratta della prima convenzione nel settore ambientale, che tuttavia è rimasta attuale grazie all'aggiunta periodica di protocolli che regolamentano problemi presenti e futuri. Attualmente sono allo studio nuove misure volte a migliorare la qualità dell'aria dopo il 2010 mediante la fissazione di impegni da rispettare entro il 2020. Questi aggiornamenti dovrebbero tenere conto in misura maggiore dei trasporti di sostanze inquinanti nell'emisfero nord.
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