Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01024.jsonl.gz/1103

JPMorgan Chase, Citigroup e Wells Fargo hanno accumulato nel secondo trimestre 25 miliardi di dollari per far fronte a possibili problemi sul fronte dei crediti che potrebbero arrivare nei prossimi mesi.
Ripresa rapida? Non è questo lo scenario a cui si stanno preparando tre delle principali banche Usa. JPMorgan Chase, Citigroup e Wells Fargo stanno “mettendo da parte” miliardi di dollari, per prepararsi a possibile future perdite, che potrebbero arrivare sul fronte dei prestiti concessi. Ieri le tre banche hanno spiegato di aver messo da parte complessivamente 25 miliardi di dollari nel secondo trimestre: si aspettano che consumatori e aziende possano non essere in grado di ripagare i loro debiti nei prossimi mesi. I dirigenti delle tre banche hanno spiegato che fino ad ora le ricadute più pesanti sono state evitate dagli aiuti giunti dallo Stato, ad esempio con il supplemento di 600 dollari federali al sussidio di disoccupazione. Tuttavia è quando i programmi inizieranno a scadere, nei prossimi mesi, che sul fronte delle inadempienze la situazione si farà critica. Per ora è difficile fare previsioni. "Ci aspettiamo di ottenere maggiore visibilità sui danni con cui abbiamo a che fare nei prossimi mesi", ha detto Jennifer Piepszak, direttore finanziario di JPMorgan, in una conference call con i giornalisti martedì, come riporta il New York Times. "Le banche sono pessimiste sul corso della ripresa", spiega al giornale Gabriel Chodorow-Reich, professore associato di economia all'Università di Harvard. "Le banche non vedono una rapida ripresa nei prossimi sei mesi - vedono una recessione prolungata”.
Sia JPMorgan che Wells Fargo prevedono che la disoccupazione negli Usa rimarrà intorno al 10% per tutto il 2020. Il ceo di Wells Fargo Charles Scharf ha dichiarato che il sentore della banca "sulla durata e la gravità della crisi è peggiorato sostanzialmente" negli ultimi tre mesi.
Le previsione dei tre colossi bancari seguono quelle della Federal Reserve statunitense, che questo mese ha indicato che la spesa al consumo rimarrà depressa probabilmente fino al prossimo anno.