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BERNA - Il "freno all'indebitamento" ha 10 anni. Secondo il Dipartimento federale delle finanze (DFF) esso ha consentito una serie di successi nella gestione del bilancio, che hanno permesso alla Confederazione di ridurre il suo debito di quasi 20 miliardi di franchi, da 130 a 111, negli ultimi cinque anni.
Il DFF ha pubblicato oggi un opuscolo (in tedesco) a dieci anni - il 5 luglio 2000 - del messaggio governativo su questo meccanismo mirante a controllare il bilancio e limitare l'indebitamento. Secondo il dipartimento di Hans-Rudolf Merz, la sua introduzione ha "decretato l'inizio di una politica finanziaria di successo".
Il successo si manifesta anche nel confronto internazionale del debito, scrive il DFF. Infatti, la Svizzera è riuscita a ridurre il suo tasso d'indebitamento dal 53 al 40 per cento del prodotto interno lordo, mentre l'indebitamento lordo nello spazio UE è aumentato dal 70 al 85 per cento.
Alla luce di questo contesto lo strumento per evitare deficit cronici "ha suscitato l'interesse internazionale". La Germania, ad esempio, ha "ampiamente ripreso il modello svizzero". Molti cantoni hanno pure introdotto il freno all'indebitamento e raccolto esperienze positive.
Il freno all'indebitamento esige che a medio termine, ossia nell'arco di un ciclo congiunturale, le finanze federali siano equilibrate. In fasi di alta congiuntura devono essere realizzate eccedenze, al fine di compensare i disavanzi del periodo di recessione successivo.
Questo principio è stato accolto in votazione da popolo e cantoni il 2 dicembre 2001 con quasi l'85 per cento di consensi. Il cantone meno entusiasta era stato il Ticino, che pure aveva accettato il "freno" con una maggioranza del 74,5%.
SDA-ATS