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<h2>SubmittedText<h2><p>L'autore dell'interpellanza rileva con rammarico il naufragio cui sta andando incontro l'attuazione dell'articolo costituzionale per la protezione delle Alpi, come risulta chiaramente dall'ultimo rapporto sul trasferimento del traffico. Che l'attuazione dell'articolo costituzionale non sia facile è incontestabile, cionondimeno è difficile comprendere come mai non vengano rafforzate le misure a favore del trasferimento del traffico merci e il Consiglio federale sembri voler rinunciare a fare quanto richiestogli dal popolo.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È ancora intenzionato ad attuare l'articolo 84 capoverso 2 della Costituzione federale secondo il suo dettato ("Il traffico transalpino per il trasporto di merci attraverso la Svizzera avviene tramite ferrovia. Il Consiglio federale prende le misure necessarie...")?</p><p>2. In caso affermativo, in che modo ed entro quale termine intende attuarlo?</p><p>3. In caso negativo, di quali "eccezioni indispensabili" (cfr. art. 84 cpv. 2 Cost.) intende avvalersi? O sta progettando di sottoporre al popolo lo stralcio dell'articolo costituzionale per la protezione delle Alpi, decisione secondo me deplorevole ma che sarebbe comunque un atto di onestà e di trasparenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è tuttora intenzionato ad attuare l'articolo costituzionale per la protezione delle Alpi. Lo ha ribadito anche nel rapporto sul trasferimento del traffico 2013. Con la previgente legge sul trasferimento del traffico (1999) e la vigente legge federale del 19 dicembre 2008 sul trasferimento del traffico merci (LTrasf; RS 740.1), il legislatore ha creato una base legale che garantisce un'esecuzione non discriminatoria dell'articolo costituzionale. La LTrasf fissa il numero dei transiti alpini a 650 000. </p><p>2./3. Nel rapporto sul trasferimento del traffico 2013 il Consiglio federale stabilisce che è necessario continuare ad applicare le misure e gli strumenti attuali, i quali hanno avuto un effetto incontestabile sul trasferimento del traffico e lo avranno anche in futuro. Nuove misure forniranno un ulteriore, significativo contributo al trasferimento del traffico pesante transalpino. A questo proposito vanno menzionati ad esempio il decreto federale adottato dal Consiglio federale il 29 novembre 2013, con cui si è deciso di proseguire per altri cinque anni il versamento di indennità a favore del traffico merci ferroviario transalpino, o il progetto approvato dal Parlamento il 13 dicembre 2013, concernente la costruzione e il finanziamento di un corridoio di quattro metri lungo le tratte di accesso alla NFTA. È stata inoltre sottoscritta una dichiarazione d'intenti tra il DATEC e il Ministero italiano dei trasporti, che garantisce il proseguimento del corridoio di quattro metri in Italia e con cui si compie un passo importante nello sviluppo della capacità dei terminali a sud delle Alpi. </p><p>Senza le misure applicate finora, circa 650 000 - 700 000 autocarri supplementari attraverserebbero ogni anno le Alpi svizzere. Rispetto all'anno di riferimento 2000, in Svizzera nel 2012 è stata registrata una diminuzione del numero di viaggi transalpini pari al 14 per cento, in netta controtendenza rispetto ai valichi alpini esteri, dove il traffico pesante stradale è fortemente aumentato. Con una quota della ferrovia pari al 64 per cento rispetto al volume dei trasporti attraverso le Alpi, la Svizzera continua a essere leader nel confronto con i Paesi vicini.</p><p>Come esposto nel rapporto sul trasferimento del traffico 2013, non è prevista l'adozione di nuove misure atte a garantire il raggiungimento dell'obiettivo di 650 000 transiti, fissato nella legge sul trasferimento del traffico merci, nell'ambito delle disposizioni costituzionali e degli accordi internazionali vigenti, in particolare dell'Accordo sui trasporti terrestri con l'UE. Attualmente l'UE non è disposta a negoziare l'introduzione di una borsa dei transiti alpini o di altre misure di gestione del traffico pesante. Un'introduzione unilaterale, ossia non convenuta con l'UE, non costituisce una strada percorribile secondo il Consiglio federale. Il governo svizzero analizzerà però le possibilità esistenti per sfruttare il margine di manovra a livello tariffale previsto dall'Accordo sui trasporti terrestri. Dopodiché presenterà al Parlamento una proposta per il perfezionamento del sistema tariffale nella regione alpina secondo le richieste di cui al numero 6 delle mozioni della CTT-N 12.3330 e della CTT-S 12.3401.</p><p>Nel rapporto sul trasferimento del traffico 2013, destinato al legislatore, il Consiglio federale fa il punto della situazione precisando che occorre discutere in modo approfondito del conflitto esistente tra l'obiettivo fissato dalla legge e la fattibilità a livello politico. Il Consiglio federale propone altresì di includere nelle discussioni la proporzionalità di misure per il trasferimento del traffico e di altre misure per la protezione delle Alpi, in particolare alla luce degli sviluppi della situazione ambientale previsti dagli ultimi scenari elaborati per il 2020 (cfr. n. 6.2 del rapporto sul trasferimento del traffico 2013). Il Consiglio federale ritiene utile chiarire soprattutto se, nella valutazione di misure appropriate ai fini del raggiungimento dell'obiettivo stabilito dall'articolo costituzionale per la protezione delle Alpi, si debba tener conto anche del traffico stradale complessivo sugli assi di transito (cfr. pag. 154 del rapporto sul trasferimento del traffico 2013).</p>  Risposta del Consiglio federale.