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Per l'ex capo dell'esercito svizzero Christophe Keckeis "è quasi un regalo" la nuova offerta scontata che il gruppo aeronautico francese Dassault avrebbe fatto a Berna per gli aerei da combattimento: 18 Rafale per 2,7 miliardi di franchi secondo notizie di stampa odierne.
Interpellato dalla Radio della svizzera romanda RSR, Keckeis ha detto che a suo avviso l'esercito svizzero sarebbe meglio equipaggiato con 18 Rafale che con i 22 Gripen svedesi su cui punta il Consiglio federale per motivi finanziari. L'aereo francese "era infatti di gran lunga il migliore" fra i tre sottoposti alla Svizzera durante la procedura di valutazione. "Solo chi ha il migliore aereo rientra dal volo, l'altro no", ha sintetizzato l'ex capo dell'esercito, che ha lasciato l'incarico a fine 2007.
L'apparecchio svedese è stato scelto a causa del prezzo, "è una decisione politica", ha sottolineato Keckeis. A suo parere, non è necessario rimettere tutto sul tavolo della valutazione: basta comparare il Gripen al Rafale a livello del prezzo.