Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/125206

<h2>SubmittedText<h2><text><p>La sicurezza è uno degli elementi cruciali del voto elettronico. Se il sistema sicuro al 100 per cento probabilmente non esiste, è nondimeno opportuno non lasciare nulla di intentato per raggiungere il massimo livello di sicurezza. I sistemi di voto elettronico sperimentati attualmente nei cantoni sono per certi aspetti simili: si basano infatti, quantomeno in parte, sulla tecnologia web e non sono basati su software Open Source per l'insieme dei processi. Per offrire alle autorità ampie possibilità di scelta e garantire che i sistemi utilizzati siano quanto possibile performanti, in particolare sotto il profilo della trasparenza e della sicurezza, sarebbe nondimeno opportuno testare altri tipi di sistema. Taluni esperti affermano per esempio che i sistemi basati sulla tecnologia web sarebbero inadatti al voto elettronico. Altri affermano inoltre che i sistemi completamente Open Source garantirebbero una maggiore sicurezza.</p><p>Chiediamo dunque al Consiglio federale:</p><p>1. Sono stati testati sistemi di voto elettronico che non sono basati sulla tecnologia web?</p><p>2. Sono stati testati sistemi al 100 per cento Open Source per l'insieme dei processi?</p><p>3. Sono stati testati sistemi che garantiscono la totale trasparenza dei processi?</p><p>4. Sono stati testati sistemi che garantiscono la trasparenza totale e l'assoluta segretezza del voto?</p><p>5. In caso negativo, il Consiglio federale è disposto a incoraggiare uno o più cantoni a testare i sistemi di cui ai numeri 1-4 o a prestare assistenza a uno o più cantoni nella sperimentazione di tali sistemi?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Innanzitutto, la decisione di introdurre il voto elettronico e la scelta del relativo sistema rientrano nelle competenze cantonali. Per essere utilizzati durante le votazioni federali, i sistemi devono rispettare le esigenze federali di cui essenzialmente agli articoli 27a e seguenti dell'ordinanza federale sui diritti politici. La Confederazione ha finanziato l'80 per cento dello sviluppo di tre sistemi pilota a Ginevra, Neuchâtel e Zurigo. Dal 2006 la Confederazione non finanzia più né i sistemi né il loro sviluppo.</p><p>1. Il mandato che il Parlamento ha affidato al Consiglio federale consisteva nell'esaminare in che misura fosse possibile utilizzare le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione per "rafforzare l'integrazione della popolazione nei processi di decisione democratici" (strategia del Consiglio federale del 18 febbraio 1998 per una società dell'informazione in Svizzera, pag. 4). Ad agosto 2000, il Consiglio federale ha incaricato la Cancelleria federale di esaminare se fosse possibile attuare un sistema di voto elettronico a distanza fondato su una rete (ad es. Internet) che permettesse di votare servendosi di qualsiasi tipo di computer. In concreto, sono stati effettuati test con Internet e la telefonia mobile (sms), ma il primo si è rivelato più adeguato. Fino ad oggi i cantoni che lo utilizzano sono 13. Altre soluzioni, come ad esempio strumenti di voto dotati di schermo tattile installati nei locali di voto, non sono interessanti per un Paese come la Svizzera nel quale è possibile votare per corrispondenza.</p><p>2. La scelta del sistema spetta ai cantoni. Ad esempio, lo Stato di Ginevra detiene la proprietà intellettuale e il controllo totale del proprio sistema. Il termine Open Source riunisce le nozioni di libero accesso al codice sorgente e ai lavori connessi e di libera ridistribuzione del codice sorgente. I sistemi attuali non possono essere definiti Open Source secondo l'accezione del termine. Tuttavia alcuni si servono di un numero relativamente elevato di programmi di questo tipo. Sono da menzionare poi le collaborazioni tra i cantoni che dispongono di un sistema di voto elettronico e quelli che ne sono sprovvisti. Queste collaborazioni prevedono l'accesso, il trasferimento e l'uso gratuito del codice sorgente del sistema "ospitante" da parte dei cantoni "ospitati". Le questioni riguardanti l'Open Source sono affrontate da un gruppo di tecnici tra cui figurano rappresentanti dei cantoni, del mondo accademico e della Cancelleria federale, incaricata della direzione dei lavori. Il gruppo si concentra sull'elaborazione dei criteri da applicare ai sistemi di voto elettronico della cosiddetta seconda generazione.</p><p>3./4. Requisiti tecnici e organizzativi garantiscono al momento la trasparenza ed il rispetto della segretezza del voto. Sono state discusse nuove soluzioni nell'ambito del gruppo di tecnici di cui sopra. Si tratta tra l'altro di introdurre la verificabilità nei sistemi di seconda generazione. I sistemi verificabili sono destinati a permettere agli elettori di comprendere la correttezza del risultato della votazione o dell'elezione. In questo modo è possibile aumentare tanto la sicurezza quanto la fiducia nei sistemi.</p><p>5. I cantoni sono liberi di introdurre il sistema che preferiscono, sia che si tratti di sistemi già autorizzati dal Consiglio federale o di sistemi nuovi dell'avvenire. Per essere impiegati in occasione di uno scrutinio federale, i sistemi devono rispettare le esigenze federali relative al voto elettronico. Il Consiglio federale intende sostenere i cantoni nella stessa misura in cui lo fa oggi; per un finanziamento diretto dei sistemi di voto elettronico manca la base legale.</p><p>Per fini di standardizzazione e di razionalizzazione e su richiesta dei cantoni, i criteri da applicare ai futuri sistemi di seconda generazione sono attualmente all'esame del gruppo di tecnici. I risultati saranno illustrati nel terzo rapporto sul voto elettronico che verrà presentato al Consiglio federale alla metà del 2013 e poi al Parlamento.</p></text>