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L’ex presidente cinese Jiang Zemin, figura chiave in un’epoca di trasformazione della Cina dalla fine degli anni Ottanta verso il nuovo millennio, è morto all’età di 96 anni. Lo riferisce l’agenzia di stampa Xinhua spiegando che il leader cinese, salito al potere dopo le proteste di piazza Tiananmen, è deceduto oggi a Shanghai poco dopo mezzogiorno ora locale a causa della leucemia. A dare l’annuncio della sua morte sono stati il Comitato centrale del Partito comunista cinese, il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare di Cina, il Consiglio di Stato, il Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese e le Commissioni militari centrali.
In una nota si legge che "il compagno Jiang Zemin era un leader eccezionale che godeva di un alto prestigio riconosciuto da tutto il Partito, dall’intero esercito e dal popolo cinese di tutte le etnie, un grande marxista, un grande rivoluzionario proletario, statista, stratega militare e diplomatico, un combattente comunista di lunga data e un leader della grande causa del socialismo cinese". Viene quindi ricordato come "il fulcro della terza generazione della leadership collettiva centrale del Pcc e il principale fondatore della Teoria dei tre rappresentanti".