Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/225176

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire la base legale, in conformità con l'articolo 23 dell'Accordo sul trasporto aereo, per una licenza nazionale di pilota professionale per lo spazio aereo svizzero, che permetta ai piloti di volare fino all'età di 65 anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il regolamento (UE) n. 1178/2011 è stato recepito nell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul trasporto aereo (<a href="http://intranet.admin.ch/ch/i/rs/0_748_127_192_68/index.html">RS 0.748.127.192.68</a>) nel 2012 e da allora ha validità giuridica. Il regolamento regola il rilascio delle licenze per tutto il personale di volo dell'aviazione commerciale, anche per quello dell'aviazione di linea e d'affari. Il regolamento UE prescrive anche che i piloti con più di 60 anni non siano autorizzati a effettuare trasporti commerciali di passeggeri in regime di pilota singolo. Nonostante questa restrizione di età, i piloti di elicottero possono continuare a eseguire voli di lavoro senza restrizioni e, con l'esenzione concessa dall'AESA fino al 2022, anche voli medici nonché, a determinate condizioni, trasporti commerciali di passeggeri. Il limite di età di 60 anni si applica quindi solo ai piloti che effettuano esclusivamente trasporti commerciali di passeggeri in regime di pilota singolo (ad esempio, voli turistici o elisci).</p><p>Al momento si tratta di circa dieci piloti, quattro dei quali hanno ottenuto un'esenzione individuale dall'AESA. Un paragone esemplificativo: in Svizzera sono soggette al regolamento UE n. 1178/2011 all'incirca 9 500 licenze di volo. </p><p>Dal 2014, l'Ufficio federale dell'aviazione civile UFAC ha chiesto all'AESA delle deroghe a questa restrizione di età. Finora, la Commissione europea le aveva approvate, anche se già in misura limitata nel 2018. Un'ulteriore esenzione per il periodo dal 2020 al 2022 è stata concessa solo ai piloti che per la propria impresa eseguono anche voli medici di emergenza. Nel comitato misto Svizzera-UE all'inizio di dicembre 2020 l'UFAC ha nuovamente esposto chiaramente la posizione svizzera, esprimendo le proprie aspettative riguardo alla modifica del regolamento (UE) n. 1178/2011 prevista dall'AESA per aumentare il limite di età.</p><p>A febbraio 2021, l'UFAC ha ribadito le sue argomentazioni in una lettera alla Commissione europea. Quest'ultima, nella sua risposta del 1° marzo 2021, ha fatto presente che dopo più di sei anni dall'entrata in vigore del limite d'età la Svizzera non può più invocare una situazione eccezionale imprevedibile. Ha inoltre sottolineato che, in caso di deroghe al diritto applicabile, adotterà le misure esecutive del caso. Per il momento, la Commissione europea non ha definito la portata di tali misure. Sulla base dell'articolo 31 dell'Accordo, tuttavia, potrebbe tradursi ad esempio in una rinuncia al reciproco riconoscimento delle licenze di volo, anche nei comparti aviazione di linea, d'affari e privata, oppure in severe restrizioni di mercato.</p><p>L'UFAC continuerà a fare pressione sull'AESA per ottenere le deroghe più ampie possibili alla restrizione di età.</p><p>Tuttavia, le prove richieste dall'AESA per le esenzioni individuali devono essere fornite dalle imprese di elicotteri. L'UFAC continuerà comunque a collaborare attivamente alla modifica del regolamento (UE) n. 1178/2011 prevista dall'AESA; il limite di età assoluto dovrebbe essere sostituito da una valutazione basata sullo stato di salute individuale. A metà del 2020, l'AESA ha proposto all'UFAC di assumere la direzione di un gruppo di lavoro dedicato a questo progetto legislativo.</p><p>La mozione chiede di "istituire la base legale per una licenza nazionale di pilota professionale in conformità con l'articolo 23 dell'Accordo sul trasporto aereo". Tuttavia, questa disposizione non permette l'adozione di regolamentazioni unilaterali contrarie ai principi dell'Accordo. È vero che la Svizzera può adattare unilateralmente le proprie prescrizioni, ma queste devono poi essere approvate dal comitato misto (ossia anche dalla Commissione europea).</p><p>Se la mozione dovesse essere attuata nonostante il rischio di contromisure da parte dell'UE, si dovrebbe creare una base giuridica a livello legislativo. Nello specifico, il Parlamento dovrebbe adottare una base legislativa nella quale conferma di voler derogare all'Accordo. Così facendo, la Svizzera provocherebbe deliberatamente un conflitto con l'UE, mettendo in pericolo un Accordo la cui applicazione finora ha funzionato molto bene.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.