Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/256660

<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù dell’articolo 104a lettera d della Costituzione federale, la Confederazione è tenuta a creare i presupposti per relazioni commerciali transfrontaliere che concorrano allo sviluppo ecologicamente sostenibile dell’agricoltura e della filiera alimentare. L’interpretazione che viene data dal mondo accademico a questa disposizione è che debbano essere prese in esame in ogni caso norme commerciali differenziate.</p><p>Nel quadro del PNR 73 gli esperti di diverse università hanno elaborato un’ipotetica legge federale sul commercio sostenibile di prodotti agricoli che illustra come potrebbe essere strutturata una differenziazione dei prodotti nel commercio agricolo onde tener maggiormente conto degli obiettivi in termini di sostenibilità. L’Unione svizzera dei contadini è sempre più attiva nel dibattito ed esige condizioni vincolate alla produzione per i prodotti agricoli importati. Anche gli sviluppi sul piano internazionale si stanno chiaramente muovendo in questa direzione. L’UE sta lavorando a un pacchetto di legge che prevede diverse condizioni vincolate alla produzione per le merci commercializzate, tese principalmente a prevenire la deforestazione e il lavoro forzato. Ne seguiranno altre.</p><p>Se in futuro la Svizzera vuole vincolare l'importazione di prodotti agricoli a criteri sociali ed ecologici, deve ponderarli allo stesso modo anche nel quadro della sua politica agricola nazionale. Quest’ultima, tuttavia, è spesso criticata per il suo impatto negativo sugli obiettivi ambientali e per aver trascurato determinati obiettivi sociali. La Svizzera potrebbe quindi essere accusata di agire in modo incoerente. Ciò sarebbe problematico dal punto di vista del diritto OMC, ma anche per motivi di correttezza.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Quali sono le sfide che la politica agricola svizzera deve affrontare in relazione agli sviluppi nel settore del commercio agricolo?</p><p>2. La politica agricola svizzera ha sufficienti possibilità per poter fissare, in futuro, criteri sociali ed ecologici per l’importazione di prodotti agricoli? Le attuali condizioni quadro dell’agricoltura e della filiera alimentare sono adeguatamente allineate con gli obiettivi ambientali e sociali?</p><p>3. È possibile sondare la necessità d’intervento sottoponendo la politica agricola vigente a un controllo di coerenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) stima a circa 6,5 miliardi di franchi a livello di entrate il sostegno totale all'agricoltura svizzera (sostegno finanziario iscritto a preventivo e protezione doganale) nel 2020 (OCSE (2020) Monitoring and Evaluation Report 2020: Producer Support Estimate). Abolire le sovvenzioni a effetto distorsivo del commercio e della produzione nonché ampliare l’accesso al mercato sono obiettivi importanti dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). La pressione per concessioni nel settore agricolo sta aumentando anche nei negoziati per accordi commerciali preferenziali. In passato, tuttavia, è sempre stato possibile trovare soluzioni che evitassero inutili pressioni sull'agricoltura svizzera. Per l'economia svizzera, fortemente interconnessa a livello internazionale, la protezione doganale e il sostegno finanziario all'agricoltura rappresentano una sfida per l'ulteriore sviluppo delle relazioni commerciali e del sistema normativo internazionale. Il Consiglio federale ha messo a fuoco questi ambiti conflittuali e li ha analizzati nel suo rapporto sul futuro orientamento della politica agricola del 22 giugno 2022 in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015. In particolare occorre garantire che il settore migliori ulteriormente la sua competitività puntando in maniera ancora più coerente su un posizionamento qualitativo comune dei prodotti alimentari di origine svizzera e sfruttando il potenziale di riduzione dei costi.&nbsp;</p><p>2. e 3. Il trattamento non discriminatorio delle merci di origine diversa è un principio fondamentale dell’OMC. I requisiti sociali ed ecologici relativi ai metodi di produzione devono quindi essere concepiti in modo da essere neutrali rispetto all'origine e soddisfare presumibilmente le severe esigenze delle eccezioni generali del GATT. Conformemente alla sua strategia di politica economica esterna, il Consiglio federale, in linea di massima, non applica restrizioni unilaterali alle importazioni di prodotti ottenuti con specifici metodi di produzione o di lavorazione, soprattutto se non esistono pertinenti standard riconosciuti internazionalmente. Il Consiglio federale è attivo a livello internazionale nei forum rilevanti per rafforzare i sistemi alimentari sostenibili e le relazioni commerciali sostenibili. La politica agricola elvetica è chiaramente orientata verso obiettivi ambientali e sociali, il che accresce la credibilità e l'influenza della Svizzera nel contesto internazionale. Nel quadro del rapporto sul futuro orientamento della politica agricola del 22 giugno 2022 in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015 il Consiglio federale ha valutato le esigenze minime di legge vigenti in Svizzera per la produzione agricola mettendole a confronto con quelle dei principali Paesi di origine e ha sottolineato che le prescrizioni svizzere per la protezione degli animali sono tra le più severe al mondo in molti ambiti. È invece difficile effettuare un confronto tra i vari standard ambientali a causa dell’elevato numero di prescrizioni formulate in maniera diversa.&nbsp;Uno studio del 2013 (Priska Baur e Heike Nitsch (2013) Umwelt- und Tierschutz in der Landwirtschaft: Ein Vergleich der Schweiz mit ausgewählten europäischen Ländern unter besonderer Berücksichtigung des Vollzugs.&nbsp;Rapporto su mandato dell’Ufficio federale dell’agricoltura)&nbsp;evidenzia che i requisiti ambientali in Svizzera non sono generalmente più alti rispetto a quelli dei principali Paesi europei di origine dei prodotti importati. Un’analisi di coerenza approfondita comporterebbe ingenti costi, che attualmente il Consiglio federale non ritiene giustificati.&nbsp;</p><p>Al fine di rafforzare il commercio sostenibile, il Consiglio federale punta principalmente sull’etichettatura relativa ai metodi di produzione. Dopo che nel giugno 2021 il Parlamento aveva trasmesso la mozione CET-S 20.4267 (dichiarazione dei metodi di produzione vietati in Svizzera) spetta ora al Consiglio federale elaborare un disegno di normativa corrispondente che sarà inviato in consultazione probabilmente nella primavera del 2024. In questo contesto terrà conto anche degli obblighi previsti dal diritto commerciale e dei risultati di un’analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR).</p>