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Sintesi dell'articolo
«L’accès au Comité pour l’élimination de la discrimination raciale» (francese)
Autori
Professoressa ordinaria all’Università di Ginevra, Maya Hertig è specializzata in diritto costituzionale svizzero, europeo e comparato e nel settore della protezione dei diritti umani. È membro della Commissione federale contro il razzismo e del Comitato internazionale della Croce Rossa.
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Viera Pejchal è assistente al Dipartimento di diritto pubblico dell’Università di Ginevra. Nelle sue ricerche, si occupa soprattutto di diritti umani e più in particolare della libertà d’espressione e dei suoi limiti.
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Avvocato stagista, Julien Marquis sta concludendo una tesi di dottorato sulla legittimazione a intentare causa dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo all’Università di Ginevra.
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La CERD è stata la prima convenzione delle Nazioni unite a permettere alle vittime di violazioni dei diritti umani di rivolgersi all’organo di controllo (il Comitato). Questa possibilità è tuttavia ancora relativamente poco conosciuta in Svizzera.
La CERD definisce la discriminazione razziale come «ogni distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica». Al Comitato possono rivolgersi singoli individui, ma anche «gruppi di individui», comprese le ONG, che però, per poter essere considerate vittima, devono svolgere attività direttamente legate alla lotta contro la discriminazione razziale nei confronti del gruppo interessato.