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Incarto n. 15.2004.185 Lugano 6 dicembre 2004 FP/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser segretario: Piccirilli statuendo sul ricorso 20 ottobre 2004 di RI 1 contro l’operato dell’ CO 1 Nell’ambito del fallimento della PI 2 procedura concernente anche avv., PI 3 rappr. da: RA 1 richiamata l’ordinanza presidenziale 25 ottobre 2004 con la quale al ricorso è stato concesso effetto sospensivo viste le osservazioni: 15 novembre 2004 della PI 3; 22 novembre 2004 dell’CO 1; esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto e considerato in diritto: che nell'ambito del fallimento della PI 2 il dott. RI 1 e l’avv. hanno inoltrato, in data 20 luglio 2004, all’CO 1 un’offerta di fr. 5'000.-- per l’acquisto in blocco dell’inventario della fallita; che con lettera circolare 26 luglio 2004 l’CO 1 ha quindi invitato i creditori a formulare ulteriori offerte entro il 9 agosto 2004; che in data 9 agosto 2004 la società PI 3 formulava un’offerta di fr. 6'000.-- per l’acquisto dell’inventario; che l’CO 1 informava i creditori con lettera circolare 26 agosto 2004 dell’esistenza di tali offerte, comunicando inoltre che l’11 ottobre 2004 sarebbe stata indetta una licitazione privata tra le parti interessate; che i beni sono stati aggiudicati, nel corso di tale licitazione privata, alla società PI 3 per l’importo di fr. 6'000.--; che con ricorso 20 ottobre 2004 il dott. RI 1 insorge contro tale aggiudicazione, sostenendo di non essere stato a conoscenza della data della licitazione privata e di non aver ricevuto alcuna delle circolari inviate dall’CO 1 ai creditori; che egli asserisce inoltre che l’offerta per l’acquisto dell’inventario della fallita era stata formulata a titolo personale e che l’avv. non era abilitato a rappresentarlo; che egli postula quindi l’annullamento della licitazione privata; delle osservazioni della PI 3 e di quelle dell’CO 1 si dirà, se del caso, in seguito; che per l’art. 255a cpv.1 LEF nei casi urgenti o se non è stato possibile costituire una delle assemblee dei creditori, l’amministrazione può sottoporre proposte ai creditori per mezzo di circolare; che tale metodo di consultazione dei creditori risulta essere la norma nell’ambito della liquidazione fallimentare in procedura sommaria, come nel caso di specie (cfr. art. 231 cpv.3 n. 3 LEF; Urs Lustenberger, Balser Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 29 ada rt. 231); che di conseguenza l’CO 1 ha agito correttamente consultando i creditori per mezzo di circolare in merito alle modalità di vendita dell’inventario della fallita; che i beni appartenenti alla massa sono realizzati per cura dell’amministrazione ai pubblici incanti o, se i creditori lo deliberano, a trattative private (cfr. art. 256 cpv.1 LEF); che in concreto i creditori hanno accettato la proposta di realizzazione a trattative private dei beni della fallita, formulata dall’CO 1 con circolare 26 luglio 2004 quindi alla fattispecie non tornano applicabili, come erroneamente asserito dal ricorrente, né l’art. 257 LEF, né la circolare n. 7/1996 della CEF, non trattandosi di vendita ai pubblici incanti; che le circolari 26 luglio e 26 agosto 2004 risultano essere state inviate all’avv. il quale ha formulato l’offerta d’acquisto dell’inventario unitamente al ricorrente; che tale offerta è stata allestita con la carta da lettere dello studio legale del quale l’avv. è consulente, ed è stata firmata da entrambi gli offerenti; che il ricorrente e l’avv. hanno quindi agito congiuntamente come si evince dal testo dell’offerta (“… i sottoscritti offrono l’importo di franchi cinquemila per l’acquisto dell’inventario del fallimento della società.”); che l’unico recapito fornito dal ricorrente all’CO 1 è quello dello studio legale dell’avv. che quindi l’CO 1 ha inviato le comunicazioni concernenti la vendita dell’inventario della fallita all’indirizzo fornito dagli offerenti in comune, avv. e dott. RI 1; che di conseguenza l’organo di esecuzione forzata ha agito correttamente, né il ricorrente pretende di aver in qualche modo indicato all’ufficio un proprio recapito personale o professionale diverso dallo __________; che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF). Richiamati gli art. 17, 20 a, 231, 255a, 256 LEF; 61, 62 OTLEF; pronuncia: 1. Il ricorso 20 ottobre 2004 del dott. RI 1,, è respinto 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a: - dott. RI 1,; - avv. - avv. RA 1,. Comunicazione all’CO 1. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Incarto n. 15.2004.185 Incarto n. 15.2004.185

Incarto n. 15.2004.185 Lugano 6 dicembre 2004 FP/sc/fb Lugano

Lugano 6 dicembre 2004

6 dicembre 2004 FP/sc/fb

FP/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser Chiesa, presidente,

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

Pellegrini e Walser segretario: segretario:

segretario: Piccirilli Piccirilli

Piccirilli statuendo sul ricorso 20 ottobre 2004 di

statuendo sul ricorso 20 ottobre 2004 di RI 1 RI 1

RI 1 contro contro

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l’operato dell’ CO 1 CO 1

CO 1 Nell’ambito del fallimento della

Nell’ambito del fallimento della PI 2 procedura concernente anche avv., PI 3 rappr. da: RA 1 PI 2

PI 2 procedura concernente anche

procedura concernente anche avv.,

avv., PI 3

PI 3 rappr. da: RA 1

rappr. da: RA 1 richiamata l’ordinanza presidenziale 25 ottobre 2004 con la quale al ricorso è stato concesso effetto sospensivo

richiamata l’ordinanza presidenziale 25 ottobre 2004 con la quale al ricorso è stato concesso effetto sospensivo viste le osservazioni:

viste le osservazioni: 15 novembre 2004 della PI 3;

15 novembre 2004 della PI 3; 22 novembre 2004 dell’CO 1;

22 novembre 2004 dell’CO 1; esaminati atti e documenti;

esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto e considerato in diritto:

ritenuto in fatto e considerato in diritto: che nell'ambito del fallimento della PI 2 il dott. RI 1 e l’avv. hanno inoltrato, in data 20 luglio 2004, all’CO 1 un’offerta di fr. 5'000.-- per l’acquisto in blocco dell’inventario della fallita;

che nell'ambito del fallimento della PI 2 il dott. RI 1 e l’avv. hanno inoltrato, in data 20 luglio 2004, all’CO 1 un’offerta di fr. 5'000.-- per l’acquisto in blocco dell’inventario della fallita; che con lettera circolare 26 luglio 2004 l’CO 1 ha quindi invitato i creditori a formulare ulteriori offerte entro il 9 agosto 2004;

che con lettera circolare 26 luglio 2004 l’CO 1 ha quindi invitato i creditori a formulare ulteriori offerte entro il 9 agosto 2004; che in data 9 agosto 2004 la società PI 3 formulava un’offerta di fr. 6'000.-- per l’acquisto dell’inventario;

che in data 9 agosto 2004 la società PI 3 formulava un’offerta di fr. 6'000.-- per l’acquisto dell’inventario; che l’CO 1 informava i creditori con lettera circolare 26 agosto 2004 dell’esistenza di tali offerte, comunicando inoltre che l’11 ottobre 2004 sarebbe stata indetta una licitazione privata tra le parti interessate;

che l’CO 1 informava i creditori con lettera circolare 26 agosto 2004 dell’esistenza di tali offerte, comunicando inoltre che l’11 ottobre 2004 sarebbe stata indetta una licitazione privata tra le parti interessate; che i beni sono stati aggiudicati, nel corso di tale licitazione privata, alla società PI 3 per l’importo di fr. 6'000.--;

che i beni sono stati aggiudicati, nel corso di tale licitazione privata, alla società PI 3 per l’importo di fr. 6'000.--; che con ricorso 20 ottobre 2004 il dott. RI 1 insorge contro tale aggiudicazione, sostenendo di non essere stato a conoscenza della data della licitazione privata e di non aver ricevuto alcuna delle circolari inviate dall’CO 1 ai creditori;

che con ricorso 20 ottobre 2004 il dott. RI 1 insorge contro tale aggiudicazione, sostenendo di non essere stato a conoscenza della data della licitazione privata e di non aver ricevuto alcuna delle circolari inviate dall’CO 1 ai creditori; che egli asserisce inoltre che l’offerta per l’acquisto dell’inventario della fallita era stata formulata a titolo personale e che l’avv. non era abilitato a rappresentarlo;

che egli asserisce inoltre che l’offerta per l’acquisto dell’inventario della fallita era stata formulata a titolo personale e che l’avv. non era abilitato a rappresentarlo; che egli postula quindi l’annullamento della licitazione privata;

che egli postula quindi l’annullamento della licitazione privata; delle osservazioni della PI 3 e di quelle dell’CO 1 si dirà, se del caso, in seguito;

delle osservazioni della PI 3 e di quelle dell’CO 1 si dirà, se del caso, in seguito; che per l’art. 255a cpv.1 LEF nei casi urgenti o se non è stato possibile costituire una delle assemblee dei creditori, l’amministrazione può sottoporre proposte ai creditori per mezzo di circolare;

che per l’art. 255a cpv.1 LEF nei casi urgenti o se non è stato possibile costituire una delle assemblee dei creditori, l’amministrazione può sottoporre proposte ai creditori per mezzo di circolare; che tale metodo di consultazione dei creditori risulta essere la norma nell’ambito della liquidazione fallimentare in procedura sommaria, come nel caso di specie (cfr. art. 231 cpv.3 n. 3 LEF; Urs Lustenberger, Balser Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 29 ada rt. 231);

che tale metodo di consultazione dei creditori risulta essere la norma nell’ambito della liquidazione fallimentare in procedura sommaria, come nel caso di specie (cfr. art. 231 cpv.3 n. 3 LEF; Urs Lustenberger, Balser Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 29 ada rt. 231); che di conseguenza l’CO 1 ha agito correttamente consultando i creditori per mezzo di circolare in merito alle modalità di vendita dell’inventario della fallita;

che di conseguenza l’CO 1 ha agito correttamente consultando i creditori per mezzo di circolare in merito alle modalità di vendita dell’inventario della fallita; che i beni appartenenti alla massa sono realizzati per cura dell’amministrazione ai pubblici incanti o, se i creditori lo deliberano, a trattative private (cfr. art. 256 cpv.1 LEF);

che i beni appartenenti alla massa sono realizzati per cura dell’amministrazione ai pubblici incanti o, se i creditori lo deliberano, a trattative private (cfr. art. 256 cpv.1 LEF); che in concreto i creditori hanno accettato la proposta di realizzazione a trattative private dei beni della fallita, formulata dall’CO 1 con circolare 26 luglio 2004 quindi alla fattispecie non tornano applicabili, come erroneamente asserito dal ricorrente, né l’art. 257 LEF, né la circolare n. 7/1996 della CEF, non trattandosi di vendita ai pubblici incanti;

che in concreto i creditori hanno accettato la proposta di realizzazione a trattative private dei beni della fallita, formulata dall’CO 1 con circolare 26 luglio 2004 quindi alla fattispecie non tornano applicabili, come erroneamente asserito dal ricorrente, né l’art. 257 LEF, né la circolare n. 7/1996 della CEF, non trattandosi di vendita ai pubblici incanti; che le circolari 26 luglio e 26 agosto 2004 risultano essere state inviate all’avv. il quale ha formulato l’offerta d’acquisto dell’inventario unitamente al ricorrente;

che le circolari 26 luglio e 26 agosto 2004 risultano essere state inviate all’avv. il quale ha formulato l’offerta d’acquisto dell’inventario unitamente al ricorrente; che tale offerta è stata allestita con la carta da lettere dello studio legale del quale l’avv. è consulente, ed è stata firmata da entrambi gli offerenti;

che tale offerta è stata allestita con la carta da lettere dello studio legale del quale l’avv. è consulente, ed è stata firmata da entrambi gli offerenti; che il ricorrente e l’avv. hanno quindi agito congiuntamente come si evince dal testo dell’offerta (“… i sottoscritti offrono l’importo di franchi cinquemila per l’acquisto dell’inventario del fallimento della società.”);

che il ricorrente e l’avv. hanno quindi agito congiuntamente come si evince dal testo dell’offerta (“… i sottoscritti offrono l’importo di franchi cinquemila per l’acquisto dell’inventario del fallimento della società.”); che l’unico recapito fornito dal ricorrente all’CO 1 è quello dello studio legale dell’avv. che l’unico recapito fornito dal ricorrente all’CO 1 è quello dello studio legale dell’avv. che quindi l’CO 1 ha inviato le comunicazioni concernenti la vendita dell’inventario della fallita all’indirizzo fornito dagli offerenti in comune, avv. e dott. RI 1;

che quindi l’CO 1 ha inviato le comunicazioni concernenti la vendita dell’inventario della fallita all’indirizzo fornito dagli offerenti in comune, avv. e dott. RI 1; che di conseguenza l’organo di esecuzione forzata ha agito correttamente, né il ricorrente pretende di aver in qualche modo indicato all’ufficio un proprio recapito personale o professionale diverso dallo __________;

che di conseguenza l’organo di esecuzione forzata ha agito correttamente, né il ricorrente pretende di aver in qualche modo indicato all’ufficio un proprio recapito personale o professionale diverso dallo __________; che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF). che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF). Richiamati gli art. 17, 20 a, 231, 255a, 256 LEF; 61, 62 OTLEF;

Richiamati gli art. 17, 20 a, 231, 255a, 256 LEF; 61, 62 OTLEF; pronuncia:

pronuncia: 1. Il ricorso 20 ottobre 2004 del dott. RI 1,, è respinto

1. Il ricorso 20 ottobre 2004 del dott. RI 1,, è respinto 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a: - dott. RI 1,;

4. Intimazione a: - dott. RI 1,; - avv.

- avv. - avv. RA 1,.

- avv. RA 1,. Comunicazione all’CO 1.

Comunicazione all’CO 1. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario