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Di ritorno da Porto Alegre, la delegazione svizzera ha presentato un quadro positivo dei risultati raggiunti al congresso sulla globalizzazione dal volto umano.
Alla seconda edizione del Forum sociale - sviluppatosi quale manifestazione alternativa al Forum economico mondiale (WEF) di Davos - la critica alla «politica di governo del mondo» è cresciuta. È quanto ha dichiarato venerdì, in una conferenza stampa a Berna, Peter Niggli della Comunità di lavoro, di cui fanno parte 5 delle principali organizzazioni non governative svizzere, ossia Swissaid, Sacrificio quaresimale, Pane per i fratelli e Helvetas.
Secondo la delegazioni svizzera, che comprendeva anche alcuni parlamentari, l'opposizione alla globalizzazione, al neoliberalismo e alla privatizzazione è sempre più solida. Al Forum sociale mondiale di Porto Alegre si è costituito un contropotere in grado di contrastare anche la politica che conta, è stato affermato con un certo ottimismo.
La risposta dei globalizzati
Al Forum sociale non si decide nulla, ha concesso Niggli. Tuttavia vi si è costituita una rete di movimenti critici nei confronti della globalizzazione economica, disposta a manifestare contro il dominio esercitato da organismi come il WEF, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca mondiale e il G7 (ora G8).
Porto Alegre è la risposta culturale e politica che i globalizzati possono dare ai globalizzatori, ha dichiarato da parte sua il consigliere nazionale Rudolf Strahm (PS/BE), sottolineando la qualità del lavoro fornito dalle organizzazioni non governative. Relativamente alla politica svizzera, Strahm invita sin d'ora il Consiglio federale ad elaborare standard sociali ed ecologici in vista del nuovo round negoziale del WTO.
swissinfo e agenzie