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"Il Consiglio di Stato farà il possibile per evitare che l'ente pubblico si sobbarchi i costi di risanamento". È quanto assicura il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali a proposito del sedime contaminato di Preonzo che ospitava la Petrolchimica rispondendo a un'interpellanza presentata dai deputati Mps. Per quanto riguarda la ripartizione della spesa, il ministro ha citato la Legge per la protezione dell'ambiente, sottolineando che l'ente pubblico (il Cantone) si assume i costi nel caso in cui i responsabili non fossero rintracciabili o insolventi. In tal caso può chiedere alla Confederazione una partecipazione alla spesa fino a un massimo del 40%. Rispetto alla proposta dell'Mps di far pagare i costi alla Tamoil, proprietaria della Petrolchimica Sa fallita nel 1996 e radiata dal registro di commercio, Zali ha spiegato che sono in corso verifiche in tal senso.