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Il leader dell'opposizione ed ex ministro degli Esteri dell'Afghanistan, Abdullah Abdullah, ha unito la sua voce a quella di coloro che hanno duramente criticato la decisione del presidente, Hamid Karzai, di rinviare di un mese l'inaugurazione del nuovo Parlamento, che era fissata per il 23 gennaio.
In una dichiarazione, il leader della coalizione per il Cambiamento e la Speranza ha sostenuto ieri che la costituzione di un tribunale speciale da parte della Corte suprema per investigare sulle denunce di brogli elettorali "è illegale" e che questo organismo non ha autorità per chiedere un rinvio dell'inaugurazione del Parlamento.
Abdullah ha poi sostenuto che la decisione di Karzai di accettare il suggerimento della Corte ha mostrato che "lui agisce da solo nel governo" e "noi riteniamo che anche nella sua squadra non vi sia unità di vedute su questa decisione".
L'ex candidato presidenziale ha poi accusato il capo dello Stato di non voler inaugurare il Parlamento per il timore che la Wolesi Jirga (Camera bassa) possa creargli dei problemi. "Il compito del Parlamento - ha concluso - è di fare cambiamenti ed emendamenti; Karzai ha visto questo come un problema e, sfortunatamente, questa è la ragione per il rinvio dell'apertura dei lavori parlamentari".