Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187807

<h2>SubmittedText<h2><p>In base a rapporti pubblicati in Svizzera e Nigeria, la Svizzera ha avuto un ruolo nella liberazione di una parte delle ragazze di Chibok detenute da Boko Haram.</p><p>A seguito della pubblicazione di articoli critici sia in Nigeria sia in Svizzera, il giornalista di "independent.ng" Tony Ezimakor è stato arrestato in maniera illegale ad Abuja e detenuto dai servizi segreti affinché rivelasse quali erano le sue fonti. Pochi giorni dopo è stato rilasciato.</p><p>La risposta fornitami durante l'ora delle domande del 12 marzo 2018 è stata molto lacunosa.</p><p>1. È vero che una parte dei riscatti versati all'epoca dalla Svizzera è scomparsa, ovvero è finita in mano a rappresentanti del Governo nigeriano a titolo di "ricompensa"?</p><p>2. Cosa c'è di vero delle accuse talvolta gravi avanzate dal giornalista?</p><p>3. Come giudica il Consiglio federale le accuse contro il giornalista?</p><p>4. Che ruolo ha avuto il signor Holliger, che è ufficialmente capo del Programma di pace presso l'Ambasciata di Svizzera in Nigeria?</p><p>5. La rappresentanza svizzera in Nigeria si è comportata in modo corretto immediatamente prima e dopo l'arresto del giornalista Tony Ezimakor di "independent.ng"?</p><p>6. Come giudica il Consiglio federale il fatto che l'Ambasciata in Nigeria sembra considerare risolta la questione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Su richiesta del Governo nigeriano la Svizzera ha agevolato, in quanto facilitatrice neutrale, i negoziati per la liberazione delle ragazze di Chibok. La facilitazione è uno strumento tradizionale dei buoni uffici della Svizzera. La Svizzera in questo caso ha aiutato a stabilire contatti tra le parti ma non è intervenuta nella definizione dei contenuti dei negoziati. Non ha versato alcun riscatto in denaro. Le accuse del giornalista nigeriano sono false. Il Consiglio federale, le due Commissioni della politica estera e la Commissione della gestione sono stati informati dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in merito a questo coinvolgimento della Svizzera. A seguito delle notizie pubblicate sui media nel marzo del 2018 il capo del DFAE ha spiegato ancora una volta la situazione nell'ambito riservato della CPE-N.</p><p>4. L'impegno della Svizzera nella politica di pace in Nigeria è parte integrante di un programma regionale dedicato al Sahel il cui obiettivo è consolidare la stabilità e la pace in questa area del mondo e di conseguenza affrontare le cause che spingono alla fuga, all'interno e all'esterno dei confini nazionali. Pascal Holliger è responsabile del programma di politica di pace della Svizzera in Nigeria e svolge i suoi compiti presso l'Ambasciata di Svizzera ad Abuja.</p><p>5. La rappresentanza svizzera in Nigeria si è comportata in modo corretto.</p><p>6. Nell'ambito di un dialogo riservato sui diritti umani con la Nigeria la Svizzera mette regolarmente all'ordine del giorno la situazione dei diritti umani nel Paese africano. In queste occasioni vengono affrontate questioni come il rispetto dei diritti politici fondamentali ma anche le condizioni di detenzione in Nigeria. La libertà di opinione e di espressione è una priorità della politica dei diritti umani svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.