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LUGANO - Il Consiglio federale apre la consultazione per il progetto di legge sul rimborso dell’IVA che i consumatori hanno pagato per anni con il canone radio-tv, ma che non era dovuta.
L’ACSI e le organizzazioni partner dell’Alleanza (FRC e SKS) chiedono che l’ammontare del rimborso sia equo e che rispetti i principi emessi dal Tribunale federale, ossia che l’interesse generato dal ritardo del risarcimento sia compreso nella somma finale.
Come si ricorderà, lo scorso novembre l’ACSI e le altre organizzazioni dell’Alleanza dei consumatori (FRC e SKS) hanno ottenuto ragione di fronte al Tribunale federale sulla causa che li opponeva all’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) sulla questione del rimborso dell’IVA pagata in eccesso dai consumatori sul canone radio-televisivo tra il 2010 e il 2015.
In parallelo era stata adottata una mozione parlamentare per estendere l’indennizzo a tutte le economie domestiche. In seguito a queste azioni, l’UFCOM ha elaborato una base legale per effettuare il rimborso.
Quella di oggi è la tappa successiva a questi fatti: Il Consiglio federale ha aperto la procedura di consultazione per il progetto di legge che consentirà l’applicazione dell’esito della sentenza. L’ACSI e le altre organizzazioni di consumatori dell’Alleanza sostengono l’elaborazione della nuova base legale, indispensabile per poter indennizzare le economie domestiche, e restano vigili sul principio di un rimborso equo.
Il risarcimento verrà versato in modo forfettario con una deduzione sulla fattura dell’attuale organo di riscossione del canone radiotelevisivo, Serafe, e riguarderà unicamente le economie domestiche assoggettate al momento del rimborso. Il progetto propone un risarcimento di 50 franchi e dovrebbe avvenire al più presto nel 2020, tenuto conto che ciò dipenderà naturalmente dall’ultima parola del Parlamento che dovrà ratificare la proposta di legge.