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Luigi Einaudi
Valori umani per l'economia e la politica
(2007)
Nella biografia di Luigi Einaudi, la Svizzera occupa un posto chiave in relazione al periodo di esilio che vi trascorse dal 26 settembre 1943 al 10 dicembre 1944, in una delle più tormentate fasi della storia d’Italia. Ma l’interesse einaudiano per la nazione elvetica è più antico e in un certo senso formativo della sua personalità intellettuale. Sin dagli studi giovanili egli si occupò dello svolgimento della vita istituzionale svizzera con riguardo ai referendum, come esempio di democrazia diretta che i piccoli stati possono permettersi. L’opera del Sismondi sulle repubbliche italiane del Medioevo, le lezioni di Pellegrino Rossi e Guglielmo Ferrero sulla libertà, la tradizione economica di Maffeo Pantaloni e di Vilfredo Pareto, di Léon Walras, di William Röpke e di William E. Rappard, nonché di Maurice Battelli, la scuola storica di Jacob Burckhardt e di Werner Kaegi, costituirono un denso tessuto di riferimenti culturali italo-svizzeri in cui Luigi Einaudi fu pienamente immerso.