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Lo schianto dell'F/A-18 nella regione del Susten avvenuto il 29 agosto 2016 è stato presumibilmente causato da un errore del controllore di volo, che aveva indicato un'altitudine sbagliata.
Lo indica oggi la Giustizia militare, precisando che nei confronti del controllore di volo e del secondo pilota della pattuglia è stata avviata un'istruzione preparatoria.
Il giorno dell'incidente l'F/A-18 C Hornet delle Forze aeree svizzere era partito alle 16.01 dall'aerodromo militare di Meiringen, nell'Oberland bernese, 15 secondi dopo un apparecchio dello stesso tipo. I due aerei dovevano ingaggiare un combattimento contro un F/5 Tiger, nell'ambito di un esercizio di addestramento. Ma alle 16.05 la centrale a terra aveva perso il contatto con il pilota dell'aereo poi schiantatosi.
I rottami dell'F/A18 erano stati trovato il giorno seguente, sul fianco ovest dell'Hinter Tierberg, nella regione del passo del Susten. Il pilota era deceduto nell'incidente e il velivolo era andato completamente distrutto.
L'allora comandante delle Forze aeree Aldo C. Schellenberg aveva subito ordinato l'assunzione preliminare delle prove, al fine di chiarire i fatti e di accertare se sussistessero i presupposti per ordinare un'istruzione preparatoria.
Ora, nel loro rapporto finale, i giudici istruttori giungono alla conclusione che "durante la fase di decollo il pilota poi perito nello schianto non aveva potuto stabilire il contatto radar con il capo pattuglia, che sulla base degli ordini del controllore di volo era salito ad una quota di 10 000 piedi".
Alla luce delle conclusioni dell'inchiesta, secondo la giustizia militare, "vi è un ragionevole sospetto che sussistano gli estremi per agire nei confronti del controllore di volo di Skyguide SA per omicidio colposo (art. 120 del Codice penale militare, CPM) e perturbamento della circolazione pubblica (art. 169a CPM). I giudici istruttori hanno chiesto pertanto all'uditore in capo di ordinare l'istruzione preparatoria nei confronti del controllore di volo".
Inoltre, prosegue la giustizia militare, "non si può escludere a priori che il comportamento del capo pattuglia, che non ha rispettato integralmente le prescrizioni standard previste per il volo di salita, sia stato una concausa dell'incidente. Sussiste quindi un sospetto sufficiente che il capo pattuglia abbia commesso il reato di inosservanza di prescrizioni di servizio (art. 72 CPM), abuso e sperpero di materiali (art. 73 CPM) e omicidio colposo (art. 120 CPM)". Per questa ragione, i giudici istruttori hanno chiesto al comandante che ha ordinato l'assunzione preliminare delle prove di avviare anche un'istruzione preparatoria nei confronti del capo pattuglia.
L'uditore in capo, brigadiere Stefan Flachsmann, e il capo del Comando Operazioni, Aldo C. Schellenberg, hanno accolto le istanze dei giudici istruttori. Per gli accusati vale comunque la presunzione di innocenza, precisa la giustizia militare.
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