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È un epilogo mozzafiato, sulle nevi di Beaver Creek. Dove va in scena il primissimo gigante della stagione dopo l'annullamento di quello che avrebbe dovuto andare in scena a Sölden, nell'antipasto di Coppa del mondo del mese di ottobre. Un epilogo mozzafiato, si diceva, in una seconda manche che vive soprattutto sul capolavoro di tale Thomas Tumler, ventinovenne di Samedan che in Coppa del mondo non faceva risultato da un paio d'anni. E che stavolta, invece, nella sorpresa generale riesce a recuperare ben diciotto posizioni nella seconda manche, fino ad arrivare a issarsi su un podio su cui la Svizzera in gigante non arrivava più addirittura dal 2011, da quando l'impresa riuscì a Carlo Janka.
Alla fine Tumler si deve arrendere soltanto a colui che è il penultimo a scendere, ed è Marcel Hirscher, il Maestro, scattato dal cancelletto con quasi due secondi di vantaggio. E che tuttavia, proprio mentre sta per prepararsi a festeggiare quello che sarebbe il suo ennesimo successo, si fa scippare la vittoria in extremis da un altro outsider, e cioè dal tedesco Stefan Luitz, uno che mai prima d'ora era riuscito a vincere una gara di Coppa del mondo