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Dall'inizio del conflitto nel marzo 2011, la situazione in Siria è peggiorata progressivamente. La popolazione civile, oltre a essere esposta alla violenza armata e alle violazioni dei diritti dell'uomo, ha bisogno di acqua potabile, cibo, ripari e cure mediche. In ragione del massiccio flusso di rifugiati, i Paesi vicini rischiano una destabilizzazione. Attualmente, i vari Stati di accoglienza e le organizzazioni umanitarie hanno registrato e aiutano più di 2 milioni di persone.
In questo contesto, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha progressivamente incrementato il proprio impegno nella regione, principalmente allo scopo di proteggere e fornire assistenza alla popolazione colpita da questi eventi. Fino ad ora sono stati sbloccati 50 milioni di franchi per l'aiuto in Siria e nei Paesi confinanti. La DSC ha concretizzato la propria assistenza alle comunità che accolgono i rifugiati siriani in Giordania e in Libano, sostenendo inoltre organizzazioni internazionali (CICR, ACNUR, PAM, FAO, UNICEF, UNWRA, OIM), ONG e altre organizzazioni della società civile attive nell'aiuto ai rifugiati.
Presente da molto tempo in Giordania (la Segreteria di Stato dell'economia SECO vi lavora da 25 anni e la DSC dal 2003, dopo la seconda guerra in Iraq), la Svizzera ha incrementato il proprio aiuto in questi ultimi due anni. La Strategia di cooperazione regionale 2010-2014 (Iraq, Giordania, Libano e Siria) della DSC aveva previsto di destinare 1,5-2,5 milioni di franchi all’anno a questo Paese, che ospita anche quasi due milioni di rifugiati palestinesi. In pratica, però, la Svizzera sta sostenendo la Giordania con un importo medio annuo di 10 milioni di franchi.
Concretamente, nell'ambito dell'aiuto umanitario, la DSC non solo fornisce assistenza diretta, ma appoggia anche il distaccamento degli esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) e partecipa, attraverso il proprio contributo, alle attività delle varie organizzazioni partner. Sotto il profilo della cooperazione tecnica, la DSC porta avanti progetti per migliorare i servizi di base, segnatamente in materia di educazione o di risorse idriche, e per ridurre i rischi legati alle catastrofi naturali. La SECO dal canto suo sostiene la protezione civile giordana per ottimizzare il servizio delle ambulanze e l'assistenza ai pazienti con contributi pari a 9,1 milioni di franchi.
Grazie all'accordo firmato con la Giordania, l'impegno svizzero è ora inserito in un quadro formale che disciplina e facilita le modalità di assistenza umanitaria e tecnica nonché la cooperazione finanziaria con questo Paese. In vista dell'aumento dei bisogni umanitari sul posto e dell'evoluzione incerta della situazione, la Svizzera intende continuare a fornire aiuto nella regione.
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