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La Spagna incassa subito, già a fine mese, una prima e urgente tranche di aiuti per il settore bancario pari a 30 miliardi dai paesi dell'Eurozona. Dopo una discussione di quasi 9 ore i ministri delle finanze dell'Eurogruppo hanno dato a tarda notte il via libera alla richiesta avanzata da Madrid a inizio del mese e che potrà portare a prestiti fino a 100 miliardi di euro senza che la Spagna debba fornire garanzie statali.
Per il ministro delle finanze spagnolo Luis De Guindos si tratta di un accordo "soddisfacente". Al paese iberico viene concesso anche un anno in più (al 2014) per riportare il proprio deficit sotto la soglia del 3% considerate le misure adottate dal governo di Madrid e la recessione che ha colpito il paese ma dovrà adottare nuove misure per il consolidamento dei conti specie sul fronte del controllo della spesa degli enti locali.
Il memorandum per gli aiuti al comparto bancario sarà siglato all'Eurogruppo del 20 luglio ma "l'accordo politico" citato dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker permette di mandare subito un segnale forte ai mercati e ricapitalizzare le banche già nazionalizzate sull'orlo del fallimento: Bankia in primis ma anche una serie di istituti di minori dimensioni.
I fondi, come previsto, saranno erogati dal fondo Efsf sotto forma di prestiti fino a 15 anni. Il debito dello Stato salirà per poi ridiscendere quando entrerà in vigore il fondo Esm, una volta che la supervisione bancaria sarà affidata alla Banca centrale europea (Bce), ma lo Stato spagnolo non dovrà dare alcuna garanzia ai prestiti come chiesto da alcuni paesi del Nordeuropa.
Intanto Juncker, dopo aver discusso con il ministro delle finanze sloveno Janez Sustersic, ha indicato che Lubiana non intende chiedere aiuto all'Eurozona. I negoziati per il programma di aiuti a Cipro dovrebbero invece essere conclusi "entro settembre".
Juncker è peraltro stato riconfermato per due anni e mezzo alla testa dell'Eurogruppo, dove è dal 2005, ma con l'intenzione di lasciare, come annunciato più volte, tra sei mesi.
Sempre stanotte il fondo salva-Stati e la Banca centrale europea (Bce) hanno firmato "un accordo tecnico" che prevede che l'istituto di Francoforte sia l'agente dell'Efsf-Esm per l'acquisto dei bond sul mercato secondario, in funzione anti-spread.
"La Bce potrà intervenire sui mercati secondari a nome e per conto dell'Efsf", ha spiegato l'amministratore delegato del fondo, il tedesco Klaus Regling, nominato stanotte a capo dell'Esm. Ciò significa che il bilancio della Bce non verrà intaccato e i rischi e benefici saranno in conto del fondo.
SDA-ATS