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La corte d'appello di Parigi ha concesso, con condizioni, la scarcerazione a Tariq Ramadan, l'islamologo svizzero di origine egiziana incriminato in Francia per due stupri, che oggi per la quarta volta si era rivolto ai giudici chiedendo la liberazione.
Era la prima apparizione pubblica di Ramadan da quando è stato posto in detenzione. "Dove potrei fuggire? Tutto indica che sono innocente (...). Resterò in Francia per difendere il mio onore e la mia innocenza", ha dichiarato, rinchiuso in un box. L'ultima richiesta di liberazione era stata bocciata la scorsa settimana dai giudici, che temevano in particolare "rischi di pressioni" sulle due donne che lo hanno denunciato. Invocando questi stessi argomenti, la procura si è opposta alla richiesta odierna.
Ma oggi la liberazione è stata concessa, seppur subordinata al versamento di una cauzione di 300'000 euro (circa 343'000 franchi al cambio attuale), ha precisato l'avvocato dell'islamologo Emmanuel Marsigny. Ramadan dovrà inoltre consegnare il suo passaporto svizzero, non potrà lasciare il territorio francese né entrare in contatto con le sue due presunte vittime e neppure con determinati testimoni. È inoltre tenuto a presentarsi al commissariato una volta alla settimana.