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La decisione di venerdì della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ribalta quella dei tribunali Federali e della Corte d’Appello, consentendo all’amministrazione Trump di reindirizzare fondi militari approvati in precedenza dal Congresso a favore del Dipartimento della Difesa. Le decisioni dei tribunali inferiori si basavano sul fatto che il Congresso non autorizzava specificatamente l’utilizzo dei fondi per la costruzione del muro di confine.
La somma di circa 2.5 miliardi di dollari servirà per costruire una parte del muro tra gli Stati Uniti e Messico, che è stata la principale promessa elettorale di Trump in campagna elettorale 2016. Verranno sostituite le barriere esistenti con recinzioni più robuste in Arizona, California e New Messico.
A febbraio Trump fermò uno shutdown che paralizzò il governo per 35 giorni dopo aver ottenuto dal Congresso un finanziamento per la costruzione del muro di circa 1.4 miliardi di dollari. Trump però aveva bisogno di un importo maggiore che fino a quel momento non era riuscito a procurare. Per questo motivo dichiarò l’emergenza nazionale in modo da poter prelevare denaro da altri conti del governo: 3.6 miliardi di dollari individuati nei fondi per l’edilizia militare, 2.5 miliardi di dollari dai fondi del Dipartimento della difesa e 600 milioni di dollari dal fondo del Dipartimento del tesoro.La Corte Suprema si è pronunciata soltanto sul fondo da 2.5 miliardi di dollari destinato al Dipartimento della difesa.
Trump vince così la battaglia legale con una votazione di cinque giudici contro quattro, che gli consente di iniziare la realizzazione del muro che i membri del Congresso si sono rifiutati di finanziare ritenendolo costoso e inefficace.
La causa è stata portata avanti dall’American Civil Liberties Umion, un’organizzazione non governativa per la difesa dei diritti civili negli Stati Uniti, sostenendo che l’amministrazione Trump non avesse l’autorità di spendere fondi dei contribuenti sulla realizzazione di un muro che il Congresso ha espressamente negato.
I democratici hanno reagito con rabbia alla controversa sentenza 5-4 che ha stabilito di poter attingere ai fondi militari. La presidente della Camera, Nancy Pelosi, ha dichiarato in una conferenza stampa: “La sentenza della Corte Suprema che consente a Trump di rubare fondi militari da spendere su un muro di frontiera dispendioso e inefficace, respinto dal Congresso, è profondamente imperfetta. I nostri padri Fondatori hanno progettato una democrazia governata dal popolo, non una monarchia”.
Trump ha subito twittato la “grande vittoria” sul muro per la sicurezza delle frontiere. L’ha sempre vista come una questione di sicurezza nazionale, e la cifra iniziale che era stata stimata per una “barriera” lungo gli oltre 3 mila chilometri di confine era di ben 23 miliardi di dollari.
Ora i democratici accelereranno la loro lotta legale contro il presidente Trump. Il Comitato giudiziario della Camera si sta muovendo per ottenere il materiale segreto della giuria dal rapporto del consigliere speciale Robert Muller alla Corte federale, sostenendo che c’è bisogno di altre informazioni per decidere sull’impeachment del presidente.
Oltre all’impeachment il Congresso può approvare una legge che rafforzi la sicurezza elettorale ripristinando lo stato del diritto e che impedisca ai presidenti di abusare del loro potere.