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Il Consiglio federale non vede alcun motivo per tornare sulla sua decisione relativa alla scelta dell'aereo da combattimento svedese Gripen. Il ministro della difesa Ueli Maurer ha informato oggi il governo sulle spiegazioni fornite il giorno prima alla stampa. Lo ha indicato il vicecancelliere André Simonazzi.
Il portavoce governativo ha a sua volta ribadito che i rapporti di valutazione del nuovo aereo da combattimento, pubblicati dalla stampa domenicale, riguardavano un precedente modello del Gripen. Si tratta di stralci di documenti e non di un rapporto finale. Il Consiglio federale ha invece potuto pronunciarsi sulla base dei dati a disposizione più recenti, ha precisato Simonazzi.
Per il governo, il Gripen resta l'apparecchio che presenta il miglior rapporto qualità-prezzo: adempie tutte le esigenze militari richieste e costa meno dei suoi concorrenti (Rafale ed Eurofighter). La fattura per 22 esemplari di questo caccia ammonta per il momento a 3,1 miliardi di franchi.
Ueli Maurer spera tuttavia di poter ottenere un prezzo più vantaggioso. Gli altri costruttori potrebbero tornare alla carica con offerte più allettanti, come fatto da Dassault per il Rafale, che si è rivolto alle commissioni parlamentari.
Parallelamente al programma d'armamento 2012 dedicato all'acquisto del Gripen, il Consiglio federale dovrà licenziare, entro la fine di giugno, un programma di risparmio di circa 800 milioni di franchi a partire dal 2014. All'origine di questa manovra finanziaria vi è l'aumento delle spese militari.
La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumf non ha osato avventurarsi in speculazioni (rinuncia a queste economie) nel caso in cui gli aerei da combattimento, alla fine dei conti, dovessero costare meno del previsto. L'aumento a 5 miliardi annui del bilancio militare è stato voluto dal parlamento.
Tale aumento della spesa militare non deve servire soltanto all'acquisto di 22 nuovi caccia, ma anche a coprire il funzionamento di un esercito di 100'000 uomini e a finanziare i provvedimenti da adottare per colmare le lacune d'equipaggiamento, ha ricordato la presidente della Confederazione, osservando di non poter prevedere ciò che, alla fine, le Camere decideranno.