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BERNA - Il referendum contro il congedo paternità di due settimane è riuscito. Delle 55'120 firme presentate lo scorso 23 gennaio, 54'489 sulle 50mila necessarie sono risultate valide, indica oggi la Cancelleria federale in un comunicato.
La raccolta delle sottoscrizioni contro la modifica della legge federale sulle indennità di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di maternità è iniziata lo scorso novembre su iniziativa dell'UDC e di altri membri dei partiti borghesi, come il PLR e il PPD. La maggioranza delle sezioni romande dell'UDC non ha però fornito il proprio sostegno: alcune si sono anzi dette favorevoli al congedo.
La proposta del legislativo prevede che le due settimane - in una volta sola o spalmate su singoli giorni - vadano sfruttate entro sei mesi dalla nascita di un figlio. Il congedo sarebbe finanziato mediante le indennità per perdita di guadagno (IPG), per un onere finanziario globale stimato in 230 milioni di franchi all'anno. L'attuale aliquota per i contributi IPG (0,45%) dovrà essere aumentata di 0,05 punti.
I sostenitori del referendum sono stati accusati di aver utilizzato metodi ingannevoli e argomenti fuorvianti durante la raccolta firme. I media hanno parlato di situazioni simili capitate ad esempio nelle stazioni di Neuchâtel, Losanna e Friburgo.