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<h2>SubmittedText<h2><p>Su mandato dell'UFAS e in collaborazione con l'associazione dei datori di lavoro di Basilea e della camera di commercio di Basilea Campagna è stata condotta un'inchiesta sui problemi psichici sul posto di lavoro. Gli interessanti risultati dello studio, svolto nel quadro del programma di ricerca PR-AI, sono menzionati nel rapporto di ricerca 1/11. Una delle osservazioni è che i problemi psichici con ripercussioni sulla capacità lavorativa sono molto frequenti e che molti di questi casi si concludono con il licenziamento dei lavoratori interessati. Anche se sovente i colleghi e i superiori non sono in grado di gestire la situazione, solo in pochi casi le imprese ricorrono all'aiuto di professionisti. Si constata che i datori di lavoro interpellati non percepiscono l'AI come un'istituzione in grado di risolvere i problemi.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come valuta i risultati scaturiti dall'inchiesta tra i datori di lavoro? </p><p>2. Quali conclusioni ne trae?</p><p>3. Quali mandati sono stati affidati dall'UFAS sulla base di questi risultati?</p><p>4. I risultati dello studio sono discussi con le associazioni dei datori di lavoro? Saranno concordati provvedimenti? </p><p>5. Dopo lo studio pilota è previsto uno studio più ampio che, oltre all'analisi della tematica, proponga anche possibili soluzioni?</p><p>6. Cosa pensa di fare il Consiglio federale affinché in futuro l'AI sia percepita come un'istituzione in grado di risolvere i problemi dei datori di lavoro con dipendenti affetti da malattie psichiche?</p><p>7. Quali sono le misure previste dal Consiglio federale per promuovere l'integrazione nel mercato del lavoro e il mantenimento del posto di lavoro delle persone con problemi psichici?</p><p>8. Visti i risultati dello studio, il Consiglio federale ritiene ancora realistico l'obiettivo della revisione 6a dell'AI d'integrare 17 000 beneficiari di rendite nel mercato del lavoro primario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo studio sui collaboratori difficili (titolo originale: "'Schwierige' Mitarbeiter", rapporto di ricerca UFAS n. 1/11) al quale fa riferimento l'autrice dell'interpellanza è parte integrante del programma di ricerca pluriennale concernente l'assicurazione invalidità (PR-AI). Tale studio analizza il modo in cui vengono percepite e gestite dai superiori e dai responsabili del personale le situazioni problematiche di origine psichica. La maggior parte degli scenari descritti dalle persone interpellate risale agli anni 2006-2008, ossia al periodo a cavallo dell'entrata in vigore della 5a revisione della LAI.</p><p>1./2./3. Dall'inchiesta citata emerge che i datori di lavoro non difettano di impegno, ma spesso si accorgono molto tardi della presenza nel proprio organico di collaboratori "difficili" e non sono in grado di reagire nel modo opportuno. Questa constatazione mette in luce in primo luogo una grande necessità di intervenire sul fronte dei datori di lavoro, ad esempio per rafforzare la sensibilizzazione, la formazione e il supporto nella gestione aziendale del personale. In ultima analisi, infatti, affinché l'assicurazione invalidità (AI) possa intervenire in modo tempestivo è indispensabile che i datori di lavoro si assumano le loro responsabilità, riconoscano i casi in questione e prendano contatto con l'ufficio AI competente.</p><p>Lo studio mostra altresì come, in un primo momento, i datori di lavoro con dipendenti affetti da problemi psichici non vedano nell'ufficio AI un vero e proprio interlocutore. Nella loro percezione, infatti, questi problemi "caratteriali" vanno essenzialmente risolti all'interno dell'azienda e gli uffici AI vengono interpellati quando i problemi sono già a uno stadio avanzato. Fra il 2006 e il 2008, l'AI era percepita come un partner utile solo nella metà dei casi circa in cui è stata sollecitata. Inoltre, la maggior parte dei datori di lavoro intervistati non conosceva gli strumenti del rilevamento e dell'intervento tempestivi dell'AI.</p><p>Lo studio mostra che la 6a revisione della LAI va nella giusta direzione. Poiché gli interventi necessari da esso rilevati coincidono con il previsto rafforzamento della collaborazione preventiva tra l'AI e i datori di lavoro, non vi è alcun bisogno di affidare ulteriori incarichi all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).</p><p>4. La realizzazione dello studio è stata sostenuta da un ampio gruppo di accompagnamento - composto, tra l'altro, da alcune delegazioni delle associazioni regionali dei datori di lavoro e del personale - che ha dibattuto a fondo i risultati. Questi ultimi sono stati trasmessi anche a un gruppo di lavoro costituito dall'UFAS per accompagnare le attività dell'AI destinate ai datori di lavoro e composto da rappresentanti dell'Unione svizzera degli imprenditori, dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, della Conferenza delle organizzazioni mantello di aiuto privato alle persone disabili, degli uffici AI e dello stesso UFAS. Le misure concrete da esso elaborate riguardano ad esempio una comunicazione più attiva degli strumenti dell'AI e un rafforzamento della sensibilizzazione dei datori di lavoro.</p><p>5. Lo studio sui collaboratori "difficili" si è focalizzato sull'analisi di soluzioni già attuate nelle aziende, per cui il fabbisogno di intervento individuato riguarda principalmente i datori di lavoro. I risultati riguardanti l'AI stanno già confluendo nel processo legislativo.</p><p>L'UFAS non intende commissionare uno studio con un campione allargato ma dall'impostazione identica rispetto a quello già realizzato; vuole invece esaminare quali ulteriori problematiche scaturite dallo studio potrebbero essere affrontate, come ad esempio il maggiore fabbisogno di ricerca in relazione all'AI e segnatamente alla collaborazione tra datori di lavoro e uffici AI.</p><p>6./7. Il fabbisogno di interventi legislativi volti a rafforzare l'integrazione delle persone affette da disturbi psichici nel mercato del lavoro primario e, di conseguenza, a migliorare la collaborazione preventiva con i datori di lavoro è stato affrontato soprattutto nell'ambito della 5a e della 6a revisione della LAI. Istituiti nel 2008 in occasione della 5a revisione, il rilevamento e l'intervento tempestivi come pure i provvedimenti di reinserimento sono strumenti commisurati alle esigenze specifiche delle persone con problemi psichici e fungono nel contempo da base per una migliore collaborazione tra i datori di lavoro e gli uffici AI nel singolo caso. Con la 6a revisione, questi provvedimenti saranno potenziati e resi più flessibili. </p><p>Inoltre, il primo pacchetto di misure della 6a revisione della LAI (revisione 6a) stabilisce esplicitamente che nell'ambito della revisione delle rendite finalizzata all'integrazione, i datori di lavoro hanno diritto a una consulenza e a un accompagnamento da parte degli uffici AI, sia durante il processo di integrazione sia dopo che tale processo si è concluso con successo. A tale scopo è previsto un incremento delle risorse umane a disposizione degli uffici AI, come pure un rafforzamento mirato della formazione e del perfezionamento dei collaboratori AI.</p><p>Il secondo pacchetto di misure della 6a revisione della LAI (revisione 6b) prevede un potenziamento della consulenza e dell'accompagnamento - specifici per singolo caso oppure generali - finalizzati all'integrazione e destinati ai datori di lavoro e affida agli uffici AI il compito di fornire a questi ultimi un supporto preventivo. In questo modo l'AI potrà reagire in modo ancora più rapido, meno burocratico e adeguato al bisogno.</p><p>8. L'obiettivo della 6a revisione della LAI, di reinserire nel mercato del lavoro primario 17 000 beneficiari di rendite nel giro di sei anni, è ambizioso ma realistico. I risultati dello studio mostrano che i datori di lavoro hanno un notevole potenziale di miglioramento per quanto riguarda l'integrazione delle persone affette da disturbi psichici. Il raggiungimento di questo obiettivo presuppone che tutte le parti coinvolte, ossia datori di lavoro, uffici AI, medici curanti e persone assicurate, collaborino strettamente e in ugual misura a favore dell'integrazione. La 6a revisione della LAI pone le basi necessarie a tale scopo.</p>  Risposta del Consiglio federale.