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La casa di Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale de La France Insoumise, è stata perquisita oggi nell'ambito di due inchieste preliminari per falsi impieghi e irregolarità nei conti del partito.
Lo ha annunciato lo stesso Mélenchon sulla sua pagina Facebook, denunciando una "intimidazione".
"Non mi farò fregare", ha aggiunto in merito alla perquisizione che ha coinvolto anche le abitazioni di alcuni vertici del partito, fra cui la segretaria generale del gruppo LFI all'Assemblée Nationale ed alcuni assistenti parlamentari.
Le perquisizioni sono state disposte nell'ambito di due inchieste a carico di Mélenchon: quella per i falsi impieghi al Parlamento europeo, sulla scia del presunto analogo reato commesso dal Front National, e quella aperta a maggio per i sospetti di irregolarità nei conti del partito per la campagna delle presidenziali 2017. "Ho sempre agito onestamente" è stata la difesa di Mélenchon, che ha aggiunto: "Vedrete, domani troveranno una scusa per sbattermi in galera".