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Il progetto di legge sui giochi in denaro non convince. Le proposte del Consiglio federale sono giudicare troppo restrittive da alcuni e insufficienti da altri. Ad opporsi sono in particolare i casinò: più favorevoli invece Cantoni e Commissione delle lotterie.
I casinò disapprovano in particolare l'eccessiva regolamentazione che impedisce loro di proporre macchinette autorizzate all'estero, e restringe "inutilmente" la competitività di fronte all'offerta estera illegale, scrive la Federazione svizzera dei casinò nella sua risposta alla procedura di consultazione.
Particolarmente presa di mira è la proposta del governo di autorizzare i tornei di poker o altri giochi in denaro con piccoli importi al di fuori delle case da gioco, idea invece sostenuta da PLR e PS.
Proprio socialisti, Cantoni e Commissione intercantonale delle lotterie e scommesse (Comlot), accolgono positivamente il testo "che propone compromessi pertinenti", si legge nella presa di posizione dei Cantoni. Tuttavia, il sostegno "sarà rimesso in discussione se punti centrali saranno soppressi o modificati", avverte Comlot.
Le organizzazioni di lotta contro le dipendenze sostengono "globalmente" il progetto del Consiglio federale, ma nelle argomentazioni criticano le "gravi lacune" concernenti la protezione dei giocatori. In particolare, non piacciono la mancanza di mezzi per prevenire la dipendenza, così come le misure "relativamente scarse" per limitare il mercato del gioco d'azzardo.
La defiscalizzazione delle vincite - acclamata da Swisslos - fa invece storcere il naso a PS e Canton Ginevra, che sembrano però essere voci fuori dal coro. La misura porterebbe mancati guadagni per 120 milioni di franchi che però, a detta del Consiglio federale, sarebbero compensati da maggiori entrare provocate dall'accresciuta attrattiva dei giochi in denaro.