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È Petra Vlhova la nuova campionessa del mondo di gigante. In una gara condizionata dal forte vento che ne ha ritardato la seconda manche e dalle cattive condizioni della pista, la slovacca, vincitrice di due prove di Coppa del mondo tra le porte larghe in stagione e già medaglia d'argento in combinata ad Are (alle spalle di Wendy Holdener), ha preceduto di 14 centesimi la tedesca Viktoria Rebensburg (in testa dopo la prima discesa) e di 38 la statunitense Mikaela Shiffrin. Una piccola delusione quindi per quest'ultima, campionessa olimpica in carica, al comando della classifica di specialità in Cdm (3 vittorie in stagione) e che dopo aver vinto l'oro in super-G in Svezia aveva rinunciato a prendere parte a combinata e discesa per arrivare pronta all'appuntamento con le prove tecniche.
Quanto alle rossocrociate, la più performante è stata la 25enne nidvaldese Andrea Ellenberger, che con il 10° rango ha firmato il suo miglior risultato in carriera. Giornata no invece per Wendy Holdener, che non è nemmeno andata vicina a conquistare la sua terza medaglia ad Are (dopo i due ori in combinata e nel Team Event) chiudendo 15ª a quasi tre secondi dalla vetta. «Lo slalom gigante non ha funzionato, lo sci non mi seguiva e non ho trovato il ritmo giusto – le parole della 25enne svittese –. Anche la pista e le condizioni non erano molto stimolanti, ma per il resto mi sentivo bene e non vedo l'ora di disputare lo slalom speciale».
Si è invece chiuso con un emblematico 21° posto a 3”07 dalla Vhlova il Mondiale di Lara Gut-Behrami. In difficoltà da inizio stagione e in particolare proprio nel gigante (miglior risultato la 14ª posizione raggiunta in apertura a Sölden), la ticinese lascia la località scandinava con un 8° (discesa), un 9° (super-G) e un 21° posto, mentre in combinata aveva rinunciato (come molte altre) alla prova tra i paletti stretti dopo la manche veloce. Da notare che è la seconda volta in sei partecipazioni che la 27enne, salita sul podio mondiale cinque volte, saluta una rassegna iridata senza portare a casa una medaglia (era già capitato nel 2011 a Garmisch-Partenkirchen). «È stato Mondiale difficile, ma in fondo da una rassegna iridata non sai mai cosa aspettarti, puoi fare il pieno di medaglie o tornare a casa a mani vuote, è anche il bello dello sport. È uno stimolo per provare a riprendermi in primavera».