Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01235.jsonl.gz/965

La Svizzera e la Germania firmano una Convenzione per evitare le doppie imposizioni e una dichiarazione per avviare negoziati in ambito fiscale
(Ultima modifica 13.12.2011)
Berna, 27.10.2010 - In data odierna il consigliere federale Hans-Rudolf Merz e il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schäuble hanno firmato una dichiarazione comune per avviare negoziati in ambito fiscale tra la Svizzera e la Germania. Durante l’incontro a Berna i due ministri hanno inoltre firmato la riveduta Convenzione per evitare le doppie imposizioni conformemente allo standard dell’OCSE. Con la loro firma Merz e Schäuble ribadiscono la volontà dei due Stati di approfondire ulteriormente la collaborazione in ambito finanziario e fiscale e di rafforzare a lungo termine la certezza del diritto.
Con la sottoscrizione della dichiarazione comune, il consigliere federale Merz e il ministro tedesco Schäuble hanno convenuto di avviare negoziati sull'estensione della cooperazione transfrontaliera in ambito fiscale e sul miglioramento dell'accesso al mercato per le banche. I negoziati si baseranno sui colloqui di sondaggio che un gruppo di lavoro comune ha condotto nei mesi scorsi.
I negoziati dovrebbero essere avviati all‘inizio del 2011. Il Consiglio federale prevede di affidare il mandato di negoziazione a fine 2010, dopo aver consultato le competenti commissioni parlamentari e altri ambienti interessati. Il risultato dei negoziati verrà sottoposto per approvazione al Parlamento.
La Svizzera e la Germania sono convinte che le trattative porteranno a una soluzione equa e duratura nell'interesse di entrambi gli Stati. Le parti concordano che una nuova soluzione permetterà di evitare distorsioni concorrenziali in ambito fiscale. I contribuenti tedeschi non devono essere dissuasi dal tenere un conto in Svizzera. In avvenire, la prospettiva di possibili sottrazioni d'imposta non dovrà più costituire alcun elemento delle riflessioni in materia di investimento di contribuenti tedeschi.
Nei colloqui di sondaggio la Svizzera e la Germania hanno definito una soluzione che, da un canto, rispetti durevolmente la sfera privata dei clienti bancari e, dall'altro, garantisca anche la riscossione di pretese fiscali giustificate. In tal modo si otterrebbe una soluzione che, per l'effetto esplicato, corrisponderebbe a lungo termine allo scambio automatico di informazioni per i redditi da capitali.
La soluzione, i cui dettagli dovrebbero essere disciplinati in occasione dei negoziati, contiene in particolare i seguenti punti:
- Regolarizzazione del passato: i patrimoni del passato che non sono mai stati tassati devono essere regolarizzati.
- Imposta liberatoria per il futuro: i redditi futuri dovrebbero essere assoggettati a un'imposta liberatoria, la cui aliquota dovrà ancora essere stabilita. L'imposta liberatoria è un'imposta alla fonte. Con il suo versamento, l'obbligo fiscale nei confronti dello Stato di domicilio è generalmente soddisfatto. Allo scopo di impedire possibili elusioni viene convenuta un'assistenza amministrativa estesa, secondo la quale le autorità tedesche possono presentare domande che contengano il nome del cliente ma non necessariamente quello della banca. In termini numerici queste domande sono limitate e richiedono una motivazione plausibile. La ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni, la cosiddetta «fishing expedition», è esclusa.
- Altri elementi: la Svizzera e la Germania sono intenzionate a risolvere la questione dell'accesso ai mercati di entrambi i Paesi per gli istituti finanziari. Inoltre dovrà essere risolta la problematica dell'acquisto di dati rilevanti ai fini fiscali. Il pacchetto include anche la soluzione della questione di possibili procedimenti penali contro i collaboratori delle banche.
Con la procedura proposta la Svizzera attua in modo coerente e credibile la sua strategia in materia di piazza finanziaria evidenziando nel contempo che la piazza finanziaria svizzera si caratterizza per l'amministrazione di patrimoni assoggettati a imposta.
Convenzione per evitare le doppie imposizioni
In data odierana il consigliere federale Merz e il ministro tedesco delle finanze Schäuble hanno inoltre firmato la riveduta Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI), che contiene una disposizione sullo scambio di informazioni secondo l'articolo 26 del modello di Convenzione dell'OCSE. L'Accordo è stato parafato nel mese di marzo del 2010 e soddisfa i parametri definiti dal Consiglio federale nel 2009. La nuova CDI contiene inoltre diverse disposizioni vantaggiose per la Svizzera e l'economia tedesca, come la riduzione dell'ammontare della partecipazione determinante per l'aliquota zero sui dividendi e l'introduzione di una clausola d'arbitrato.
Indirizzo cui rivolgere domande
Mario Tuor, capo della Comunicazione della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, tel. +41 31 322 46 16
Pubblicato da
Dipartimento federale delle finanze
https://www.efd.admin.ch/efd/it/home.html