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Il combustibile già caricato nel cuore del reattore della centrale nucleare iraniana di Bushehr dovrà essere estratto per procedere ad alcuni esami. Lo ha detto all'agenzia Isna Ali Asghar Soltanieh, ambasciatore di Teheran presso l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), precisando che l'operazione verrà effettuata "su richiesta della Russia", che ha ultimato la costruzione dell'impianto e fornito il combustibile.
Il 15 e 16 febbraio, ha sottolineato Soltanieh, alcuni ispettori dell'Aiea hanno effettuato controlli nella centrale, situata sulla costa del Golfo, e il 23 febbraio l'Iran ha comunicato all'agenzia di sorveglianza dell'Onu che avrebbe proceduto ad estrarre il combustibile per "esami e attività tecniche".
Quella di Bushehr è la prima centrale nucleare iraniana. Il completamento e la messa in funzione da parte dei tecnici russi hanno già subito ritardi di anni. Nell'autunno scorso il combustibile a base di uranio arricchito fornito da Mosca era stato caricato e la messa in funzione della centrale era prevista entro pochi mesi.
Successivamente però l'Iran è stato colpito dalla diffusione del supervirus informatico Stuxnet, che secondo diversi esperti potrebbe essere stato creato da uno Stato - per esempio Israele - proprio per fermare il programma nucleare della Repubblica islamica. Le autorità di Teheran hanno ammesso che solo alcuni computer personali di dipendenti della centrale avevano dovuto essere bonificati, ma avevano negato conseguenze sulle attività dell'impianto.
SDA-ATS