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Oltre 63’000 imprese con in totale oltre 300’000 operatori culturali a beneficio di una formazione superiore alla media e, rispetto all’economia globale, in prevalenza di sesso femminile, nonché un valore aggiunto di 15 miliardi di franchi, pari al 2,1% del PIL: questi i principali risultati della nuova statistica dell’economia culturale realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST) facendo seguito a un accordo concluso con l’Ufficio federale della cultura (UFC).
Nel 2018 il valore aggiunto del settore imprenditoriale della cultura (cioè senza contare le amministrazioni pubbliche e le istituzioni private senza scopo di lucro) è stato pari a 15,2 miliardi di franchi a prezzi correnti, corrispondenti al 2,1% del PIL (prodotto interno lordo). La quota principale del valore aggiunto ricavato dalla cultura è da ascrivere ai comparti Libri e stampa, Audiovisivo e multimediale nonché Patrimonio culturale e architettura.
Nel 2019 in Svizzera si annoveravano 312’000 persone attive quali «operatori culturali» in senso lato, ossia tutte le persone che lavorano nel settore della cultura. Questa cifra corrisponde al 6,3% delle persone attive in Svizzera. Il 36% degli uomini attivi come operatori culturali occupano una posizione dirigenziale o di quadro, contro il 24% delle operatrici. Inoltre, i dati del 2018 rilevano che ci sono forti differenze salariali tra donne e uomini: le prime guadagnano circa il 17,2% in meno.