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Il bilancio è tutto sommato positivo: il presidente uscente dei Verdi Ueli Leuenberger, parlando all'assemblea dei delegati riuniti a Carouge (GE), ha detto oggi che il partito - malgrado le perdite registrate nelle recenti elezioni federali - non è "a terra".
"In ottobre, ha affermato, abbiamo ottenuto il secondo miglior risultato, dopo la prestazione record del 2007". Senza contare che il numero dei rappresentanti ecologisti nei parlamenti cantonali è aumentato in questi ultimi otto anni da 130 a 200.
I Verdi, ha ancora spiegato Leuenberger, sono riusciti ad introdurre il tema dell'ecologia nell'agenda politica dello stato, ma ancora non basta: "l'uscita dal nucleare avanza in modo stentato e la svolta verso le energie rinnovabili progredisce troppo lentamente".
"Il vecchio presidente con i capelli bianchi, troppo vecchio e troppo a sinistra secondo alcuni media e alcuni Verdi, lascia oggi il suo mandato", ha concluso Leuenberger, che è stato alla testa del partito per quattro anni.
I delegati dovranno ora eleggere il suo successore. Cinque i candidati in lizza: i consiglieri nazionali Bastien Girod (ZH), Geri Müller (AG), Regula Rytz (BE), Adèle Thorens (VD) e la basilese Esther Maag, l'unica a non ricoprire un mandato nel parlamento federale.
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