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Sabato 24 febbraio 2018 si è tenuto presso l’albergo Croce Federale di Bellinzona l’evento di tesseramento del Partito Comunista, caratterizzato da una conferenza riguardo lo sciopero generale del 1918. Relatori della suddetta conferenza sono stati i compagni Janosch Schnider e Massimiliano Ay, segretario del Partito.
Il primo si è concentrato per lo più sul lato storico degli avvenimenti, mentre il secondo si è concentrato sugli aspetti ancora oggi attuali di quanto accaduto nel 1918, proponendo delle interessanti riflessioni sul ruolo del sindacato e sulle relazioni che intercorrono fra quest’ultimo e il Partito.
Nel corso della serata è stato rimarcato il ruolo reazionario e repressivo dell’esercito di milizia svizzero nei confronti del movimento operaio, il quale durante gli scioperi si è visto costantemente contrapposto, appunto, all’esercito, schierato in difesa degli interessi del padronato svizzero. Proprio questo ruolo di classe è uno dei motivi per cui il Partito Comunista si dimostra contrario all’istituzione militare svizzera e di conseguenza invita tutti i giovani a passare al servizio civile sostitutivo.
Il comportamento del padronato svizzero in risposta ai moti di sciopero, dovuti alle pessime qualità di vita conseguenti agli effetti della Grande Guerra sulla neutrale Svizzera, ha reso evidente come vi fosse già una reazione violenta pronta nel caso in cui non si fosse riuscito a fermare il movimento operaio, a dimostrazione ancora una volta del fatto che il fascismo sia il braccio destro della borghesia, pronto a intervenire quando gli interessi di quest’ultima sono fortemente minacciati.
Nonostante i moti siano stati fermati dal padronato, essi hanno avuto delle conseguenze positive per lo sviluppo dello stato sociale e hanno anche segnato la nascita e lo sviluppo della prima forma organizzata del Partito Comunista: gli “Altkommunisten”, dal 1920 il PCS che poi – a seguito della messa al bando del 1940 – sarebbe diventato Partito del Lavoro.
A seguito dello sciopero generale, sul lungo periodo, alcune delle sue rivendicazioni sono state accolte, come ad esempio il tetto massimo di ore lavorative, un innalzamento dei salari e l’introduzione del sistema elettivo proporzionale. Proprio per questo motivo gli scioperanti sono stati definiti “vincitori sconfitti”.
Anche se questi avvenimenti vengono spesso e ben volentieri dimenticati, le loro conseguenze sono state di enorme importanza e sono sentite ancora oggi. Lo sciopero generale del 1918 è stato uno dei momenti più alti della lotta di classe in Svizzera e i suoi insegnamenti sono importanti per rafforzare il ruolo dei comunisti nel movimento sindacale attuale del nostro paese e riuscire ad organizzare al meglio la classe operaia svizzera.