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Eventi stressanti intensi quali un divorzio o la perdita del lavoro, ma anche tensioni croniche profonde e veri e proprio traumi sarebbero in grado da far scattare nelle vittime un tangibile rimpicciolimento del cervello.
La diminuzione avviene nella materia grigia nell'area cerebrale che controlla le emozioni,e regola quindi anche la pressione sanguigna e persino il livello di zuccheri: la corteccia prefrontale.
A illustrare il meccanismo di 'restringimento cerebrale' a causa forti emozioni negative in persone peraltro sane mentalmente e fisicamente, è un nuovo studio Usa pubblicato sulla rivista 'Biological Psychiatry'.
La ricercata firmata dalla neurobiologa dell'università di Yale Rajita Sinha, ha esaminato 103 volontari tra i 18 e i 48 anni: tutti in buona salute i partecipanti hanno risposto a questionari sugli eventi gravemente stressanti occorsi durante la loro esistenza e si sono sottoposti a risonanza magnetica del cervello.
Il rapporto rivela risultati chiari: la materia grigia è risultata rimpicciolita nell'area della corteccia prefrontale di chi aveva subito traumi in particolare tra le vittime di abusi.
ATS
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