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La decisione della nazione centroamericana è arrivata dopo la dichiarazione d’illegittimità dell’assemblea riguardo alle elezioni d’inizio novembre
Il Nicaragua ha annunciato ufficialmente di aver deciso di uscire dall’Organizzazione degli Stati americani (Osa) dopo che di recente la sua Assemblea generale ha dichiarato “illegittime” le elezioni generali del 7 novembre, raccomandando al Consiglio permanente di adottare misure entro il 30 novembre.
In una conferenza stampa a Managua il ministro degli Esteri nicaraguense, Denis Moncada, ha indicato che il governo, su indicazione del presidente Daniel Ortega, ha inviato al segretario generale dell’organizzazione, Luis Almagro, una lettera in cui si “denuncia la Carta dell’Osa”.
Nel testo della missiva inviata a Almagro, Moncada sostiene che “le sue azioni nei confronti del Nicaragua hanno dimostrato che codesta organizzazione, che opera in modo permanente da Washington, ha come missione di facilitare l’egemonia degli Stati Uniti”.
Ciò con “continue ingerenze nei Paesi d’America Latina e dei Caraibi – si dice poi – che per il Nicaragua sono inaccettabili e che noi rigettiamo e condanniamo”.
“Non ci riconosciamo come colonia di nessuna potenza – si dice infine – e rivendichiamo la dignità e il decoro nazionale nella legittima difesa della nostra indipendenza, sovranità e autodeterminazione”.
L’articolo 143 della Carta dell’Osa indica che la procedura di abbandono dell’Osa dura due anni. Trascorsi i quali “la presente Carta cesserà nei suoi effetti nei confronti dello Stato denunciante, ed esso si troverà fuori dall’Organizzazione dopo aver ottemperato agli obblighi derivanti dal presente Statuto”.
Dopo Cuba che fu espulsa dall’Osa dopo la Rivoluzione del 1959, questa procedura è stata adottata nel 2017 dal Venezuela del presidente Nicolás Maduro che è uscito dall’organizzazione il 27 aprile 2019.