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BERNA - Il Consiglio federale non intende esigere dalla Posta la presentazione di un progetto di pianificazione della rete postale e nemmeno sottoporre al Parlamento una proposta di revisione dei criteri che definiscono il servizio pubblico nella legge concernente la Posta. L'esecutivo ha proposto di respingere una mozione in tal senso presentata dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni degli Stati.
Il governo ricorda di aver già commissionato uno studio volto a chiarire, da un lato, le attuali abitudini di fruizione dei servizi postali e del traffico dei pagamenti da parte della popolazione e, dall'altro lato, quale evoluzione si prospetta nell'utilizzazione dei servizi in questi settori. I risultati della rilevazione saranno disponibili nell'autunno di quest'anno e andranno a completare il rapporto di valutazione della legge sulle poste del gennaio 2017.
Sulla base dei risultati ottenuti, il Consiglio federale valuterà «l'eventuale necessità di adeguamento della normativa», tenendo conto anche delle conseguenze finanziarie, ma per il momento ritiene non sia necessario adottare ulteriori provvedimenti.
Analogamente ad altri fornitori di servizi (ad esempio banche) che risentono fortemente della digitalizzazione, l'esecutivo ricorda altresì che, anche la Posta deve adeguare la sua rete di filiali alle mutate esigenze della clientela. «La via perseguita dalla Posta nel ricorrere alle agenzie costituisce una soluzione appropriata».
Inoltre, nell'ottobre 2016 la Posta ha presentato la futura rete di accesso e ha promesso «di considerare anche le esigenze regionali e, in linea di massima, evitare la chiusura di uffici postali senza sostituzione».
Nelle località in cui è presente soltanto un'agenzia, dal prossimo settembre sarà possibile il servizio di versamento in contanti a domicilio ad opera dei postini, rammenta il governo.