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Le persone che lavorano nel settore della cultura, sovente con uno statuto ibrido indipendenti/dipendenti, e ora in grave difficoltà a causa della pandemia, dovrebbero beneficiare di un sostegno finanziario immediato e poco burocratico. Molti di loro attendono ancora un indennizzo.
È l’esortazione formulata in una lettera inviata al Consiglio federale dalla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N).
Nei casi di rigore dovrebbero rientrare i lavoratori indipendenti che, a causa delle misure decise dal Cantone o dalla Confederazione, nel 2020 sono stati impossibilitati a lavorare, direttamente o indirettamente, per più di 40 giorni e per i quali il calcolo del diritto a degli aiuti è complicato a causa della natura del loro lavoro, sottolinea una nota odierna dei servizi parlamentari.
Questo suggerimento poggia sul riconoscimento del fatto che, a causa della complessità delle situazioni (p. es. stato misto di lavoratore indipendente e dipendente) e delle procedure amministrative, molti lavoratori indipendenti che hanno diritto agli aiuti non hanno ancora ricevuto un indennizzo.