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L’avventura di Harry Miller ed il suo mostruso 16 Cilindri per Indianapolis del 1931
Nel 1931 Harry Miller decise di sfidare sia Cadillac che Marmon, costruendo un motore a sedici cilindri. Ma a differenza di questi produttori di marchi di lusso, il motore di Miller fù utilizzato solo per equipaggiare un’auto da competizione in vista Indianapolis del 1931.
Preparato come motore per una “supercar”, Miller utlizzò la sua esperienza come pioniere sulle auto a trazione anteriore maturata con la la Cord L29. Prima vettura prodotta a livello mondiale dotata di trazione anteriore. Da questo concetto Miller si spinse ancora più avanti, decidendo di costruire un nuovo motore V16 che sarebbe stato posizionato sull’asse delle ruote anteriori. Il design utilizza due V8 end-to-end con blocchi cilindri a quattro pistoni. Ciascuno di questi ha una testata del cilindro integrale con doppi alberi a camme in testa. Otto carburatori Miller-Adamson alimentano il motore attraverso porte di aspirazione Siamesed.
Questa impressionante configurazione raggiunse circa 300 CV per l’auto affidata a William S. White semplicemente conosciuta come “Harry Miller Speedster”. . Come sistema sospensivo utilizzava la complessa sospensione del ponte di De Dion per inviare potenza alle ruote anteriori. La parte posteriore era sospesa allo stesso modo ed entrambe usavano coppie di balestre a un quarto di ellittica come le Bugatti dell’epoca.
A Indianapolis Shorty Cantlon pilotò questa vettura con il meccanico Duke Smale. Si qualificarono 26 ° assoluti riuscendo poi a risalire in gara fino a raggiungere il quarto posto, quando un problema al carburatore li costringe a sostituire tutte le 16 candele nel box, cosa che relegò Cantlon nelle retrovia fino al 27 ° posto.
Nel 1932, il V16 Miller fu preparato di nuovo per la 500 Miglia di Indinapolis. Brian Saulpaugh conosciuto come “The Midwest Cyclone” si qualificò a 114,369 mph, abbastanza veloce per la prima fila. L’auto era competitiva, ma abbandonò la gara dopo la rottura di un tubo dell’olio.
Più tardi, Harry Hartz rimosse il complesso motore V16, sostituendolo con un’unità a quattro cilindri per Indy 1933. In questa veste ha corso fino alla guerra.
Dopo la guerra, l’auto ritrovata in stato di rottamazione. Qualcuno aveva montato una Ford a testa piatta, che fù poi sostituito con un’unità Maserati e una nuova carrozzeria monoposto ma senza il suo motore. Il restauratore Dave Hentschel decise di completarla riuscendo fortunatamente trovare il motore smontato (blocco motore in due pezzi e un albero motore adeguato da una fonte separata) Il resto delle fusioni sono state prodotte dai progetti originali, compresi il basamento, le scatole dell’albero a camme e i coperchi delle valvole. All’inizio degli anni ‘90 Hentschel finì l’auto giusto in tempo per le Monterey Historic Races del 1993, occasione in cui furono onorate le auto di Harry Miller.
Harry Miller – 9 Dicembre, 1875 / 3 Maggio, 1943
Credit : @francolazzarato / @ Wikipedia