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Le associazioni dei consumatori vedrebbero di buon occhio le importazioni parallele, la Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale opta per una soluzione di compromesso.Questo contenuto è stato pubblicato il 14 gennaio 2002 - 20:11
"Basta con i prezzi troppo alti!" Da diversi giorni il quotidiano svizzero-tedesco "Blick" fa una vera e propria campagna contro il livello dei prezzi in Svizzera, giudicato eccessivamente alto.
"Non è giusto che gli svizzeri paghino per gli stessi prodotti dei prezzi molto più alti rispetto ai Paesi vicini", afferma la consigliera nazionale Simonetta Sommaruga (PS/BE), presidente della Fondazione per la protezione dei consumatori.
Tale situazione spinge una parte della popolazione elvetica a fare acquisti al di là del confine. Secondo alcune stime ciò causa una perdita di diversi miliardi di franchi all'anno per l'economia svizzera.
Cosa si può fare? Un'occasione per agire è l'attuale revisione della Legge sui cartelli di cui si è occupata lunedì la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale.
Revisione della Legge sui cartelli
Entrata in vigore nel 1996, la Legge sui cartelli ha dotato le autorità di vari strumenti che permettono di lottare contro le conseguenze economiche negative dovute ai cartelli e ad altre forme di limitazione della concorrenza. Tuttavia soltanto dopo che l'infrazione costatata si ripete è possibile punire i comportamenti illegali.
Con lo scopo di correggere, in particolare, questo punto il Consiglio federale ha pubblicato nello scorso novembre il messaggio di revisione della Legge sui cartelli. Vi sono previste delle sanzioni dirette nei confronti dei cosiddetti "cartelli rigidi", ossia degli accordi che determinano i prezzi, le quantità e la ripartizione per zone, eliminando così la concorrenza. Le multe dovrebbero essere molto salate, fino al 10% della cifra d'affari realizzata in Svizzera nel corso degli ultimi tre esercizi.
Il Governo propone anche l'introduzione del sistema del bonus. Grazie a questo strumento la Commissione della concorrenza (ComCo) potrà rinunciare a sanzionare un'impresa che fa parte di un cartello ma che ha aiutato ad individuarlo.
Importazioni parallele
Diverse forze politiche - fra cui il Partito socialista e il Partito democratico cristiano - sono dell'avviso che il progetto di revisione non è sufficientemente severo per poter combattere con efficacia i cartelli attivi in Svizzera. Particolarmente dibattuta è la questione delle importazioni parallele che non troviamo nel messaggio del Consiglio federale.
Le associazioni dei consumatori vogliono introdurre questo principio in Svizzera, affinché il dettagliante elvetico abbia la libertà di acquistare la merce dove vuole e non essere obbligato a rifornirsi presso l'importatore ufficiale.
Chiesto un rapporto al Consiglio federale
Lunedì la Commissione dell'economia e dei tributi (CET) del Consiglio nazionale - primo organo parlamentare ad occuparsi della revisione della Legge sui cartelli - ha optato per la via mediana.
La maggioranza della CET vuole una legge più severa ma al tempo stesso è scettica riguardo alle importazioni parallele. La Commissione ha perciò chiesto al Consiglio federale un rapporto supplementare: si tratta di vedere se alcuni elementi relativi alle importazioni parallele possono essere integrati nella revisione della legge.
"Non si capisce ancora se le importazioni parallele favoriscono il consumatore oppure l'importatore", ha dichiarato Jean-Philippe Maitre (PDC/GE), presidente della CET.
Contro le importazioni parallele nel campo farmaceutico si è espresso recentemente anche il consigliere federale Pascal Couchepin, responsabile di questo dossier. "Come capo del Dipartimento federale dell'economia è mia volontà che l'industria farmaceutica rimanga forte", ha affermato Couchepin.
Nenad Stojanovic
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