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<h2>SubmittedText<h2><p>Il turismo degli acquisti nuoce alla filiera agro-alimentare svizzera, dai contadini alle aziende di trasformazione, fino al commercio al dettaglio e allo Stato, per il quale un calo del valore aggiunto comporta una diminuzione delle entrate fiscali. I rappresentanti del commercio al dettaglio stimano che nel 2012 questo fenomeno farà defluire all'estero circa 5 miliardi di franchi, 3 dei quali per prodotti di uso quotidiano. Per ragioni strutturali, in Svizzera i costi per la produzione di derrate alimentari sono più elevati che nei Paesi limitrofi in ragione, fra l'altro, della migliore sicurezza dei prodotti, dei salari più elevati e di più severe prescrizioni in campo agricolo. La debolezza dell'euro, e la corrispettiva forza del franco, hanno aggravato ulteriormente la situazione. Il turismo degli acquisti mina il sistema agricolo svizzero e genera una forte pressione sui prezzi dei suoi prodotti.</p><p>Alla luce di tale situazione, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il limite di franchigia di 300 franchi per persona entro il quale è possibile importare derrate alimentari esenti da tributi viene controllato?</p><p>2. Per le derrate alimentari, il cumulo dei limiti di franchigia secondo il valore tra più persone è proibito o è ammesso? Nella seconda ipotesi, cinque persone a bordo di una vettura avrebbero, ad esempio, la possibilità di importare in franchigia derrate alimentari per un valore complessivo di 1500 franchi? Se invece ciò è proibito, in che modo vengono effettuati i controlli?</p><p>3. Le quantità massime di derrate alimentari che possono essere importate in franchigia vengono controllate?</p><p>4. Come e con quale cadenza vengono effettuati i controlli?</p><p>5. Il Consiglio federale può prospettare una riduzione del limite di franchigia, abbinata eventualmente a una semplificazione della gestione amministrativa? A suo parere, come verrebbe accolta una misura del genere?</p><p>6. Il Consiglio federale vede la possibilità di introdurre altre misure per arginare il fenomeno, ad esempio sostenendo nelle regioni di confine campagne mirate volte a sensibilizzare le persone che fanno la spesa oltre confine sugli effetti negativi del loro agire?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3./4. Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf), come parte dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD), controlla che il limite di franchigia secondo il valore e le quantità massime ammesse nel traffico turistico siano rispettate. Tuttavia, per motivi di risorse, non è possibile garantire un controllo completo. Maggiori controlli causano inoltre tempi di attesa e code al confine. Le attività di controllo vengono eseguite nell'ambito delle possibilità di personale del Cgcf e perciò si basano sulle valutazioni dei rischi correnti. Come dimostrano le cifre riportate di seguito, il Cgcf applica una strategia di controllo adeguata alla situazione. In questo modo il numero dei casi di contrabbando scoperti nel traffico turistico (senza gli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Berna) è aumentato (2009: 12 385; 2010: 14 567; 2011: 19 758). Nello stesso lasso di tempo le entrate nel traffico turistico sono passate da 25,3 milioni a 39,8 milioni di franchi.</p><p>2. Ogni persona può importare merci (incluse le derrate alimentari) per uso privato in esenzione da tributi nel quadro del limite di franchigia secondo il valore di 300 franchi. Per il calcolo varie merci possono essere cumulate. Le merci possono anche essere suddivise tra diversi membri di una stessa famiglia che varca il confine. Così può accadere che una famiglia composta da cinque persone importi, a persona, derrate alimentari per importi esigui e molto esigui sino a un massimo di 300 franchi. Essa può quindi importare fino a complessivamente 1500 franchi di derrate alimentari nel quadro del limite di franchigia secondo il valore. Per determinati prodotti agricoli all'importazione valgono tuttavia, indipendentemente dal loro valore, quantità massime (p. es. 500 grammi di carne bovina fresca o 2,5 chilogrammi di patatine chips). La stessa famiglia non può però importare in franchigia di tributi un televisore del valore di 1500 franchi, poiché l'importo massimo concesso per persona verrebbe superato e non è ammesso sommare le quote degli altri membri della famiglia per un unico pezzo. Per quanto riguarda i controlli si rimanda alle risposte alle domande 1, 3 e 4.</p><p>5. Il Consiglio federale parte dal presupposto che, a causa dell'attuale franco forte e delle differenze di prezzo rispetto all'estero, anche con un limite di franchigia secondo il valore più basso vi siano sufficienti incentivi per acquistare all'estero. Ciò vale anche nel caso in cui all'atto dell'importazione in Svizzera si debbano pagare i tributi per i quantitativi eccedenti. Una riduzione del limite di franchigia secondo il valore o dei quantitativi massimi ammessi per quel che riguarda i prodotti agricoli porterebbe a un sensibile aumento delle imposizioni e anche del contrabbando nel traffico turistico. Pertanto sarebbero necessarie ulteriori misure nell'attività di controllo che però causerebbero un considerevole onere per l'AFD. Inoltre bisognerebbe calcolare l'acuirsi del problema delle code ai valichi di confine. Una diminuzione del limite di franchigia secondo il valore verrebbe accolta con poca comprensione tra i consumatori. Per i summenzionati motivi, il Consiglio federale ritiene che una diminuzione del suddetto limite non è appropriata.</p><p>6. Il Consiglio federale auspica (vedi la risposta all'interpellanza Germann 11.4005) che i beni esteri più vantaggiosi a seguito della forza del franco giungano ai clienti finali in Svizzera possibilmente attraverso il commercio interno in modo che la creazione del valore aggiunto rimanga, a livello commerciale, nel Paese. Nel quadro della revisione della legge sui cartelli, secondo il messaggio del Consiglio federale del 22 febbraio 2012, viene pertanto proposta una modifica dell'articolo 5, in modo che per il commercio interno sia più facile effettuare forniture incrociate nelle reti di distribuzione. Anche sul lungo termine appare più importante adottare misure per aumentare la competitività in termini di prezzi e di altri fattori dell'economia nazionale (inclusa l'agricoltura) anziché impiegare mezzi per operazioni mirate nelle regioni guardie di confine.</p>  Risposta del Consiglio federale.