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Sono trascorsi 365 giorni da quella caduta in un fuori pista, quando non bastò il casco a proteggergli la testa. A Meribel, in Alta Savoia, Michael Schumacher stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza con la famiglia. Amava lo sci, quasi quanto i motori. Durante una discesa, l'ex campione del mondo sbatté sulla roccia, ed entrò in coma. Da allora continua la battaglia per tornare a una vita il più possibile normale.
Jean Todt, suo storico direttore di scuderia, si dice ottimista: "È giovane, ha tempo per recuperare". Mentre Jean-Francois Payen, uno degli specialisti che ha seguito Schumacher per sei mesi all'ospedale di Grenoble dice: "Sta meglio ma la sua convalescenza potrebbe durare anche tre anni.”
Il pilota è uscito dal coma, è stato portato dall’ospedale di Grenoble a quello di Losanna, il 17 giugno, prima del trasferimento nella sua casa di Gland, in Svizzera. Assistito dai cari, e da un’équipe di 15 persone (medici, infermieri, terapeuti), Schumacher prosegue la convalescenza in una stanza equipaggiata di attrezzature mediche appositamente concepita per lui.
Ieri, in un'intervista pubblicata dal quotidiano francese 'Le Figaro', l'ex pilota Philippe Streiff, paraplegico dopo un incidente in gara del 1989 e amico di Schumi e della sua famiglia, ha raccontato i progressi del campione: "Non ha ancora ritrovato l'uso della parola e comunica con gli occhi. Comincia comunque a riconoscere i suoi cari, sua moglie e i figli, ma ha grossi problemi di memoria".
Secondo Streiff, 'Schumi' sta quindi lentamente recuperando parte delle sue facoltà dopo l'incidente sciistico di un anno fa. "Anche la memoria? In futuro può essere... - ha detto -. In un ospedale, in una stanza in cui lo assistevano degli infermieri che lo conoscevano solo di fama, era per lui difficile ritrovare dei ricordi. È anche per questo che è stato portato a casa, perchè è probabile che in un ambiente familiare possa ritrovare la memoria molto più velocemente".
Ma l'ex pilota riconosce che Schumacher non ha ancora praticamente capacità motorie. "Michael ha iniziato a lavorare su questo - dice Streiff -. A lungo termine potrebbe essere in grado di sperare in una passeggiata con le stampelle perché il suo midollo spinale non è stato danneggiato. Ma non possiamo dire nulla, nè fare piani".
(Red/Ansa)