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L'UDC va contro gli interessi dell'economia svizzera. E l'affermazione del suo presidente, Toni Brunner, secondo cui l'alleanza borghese stabilita tre mesi fa è ora cartastraccia, è solo una manovra per distogliere l'attenzione dai disastri commessi dal suo partito.
Lo sostengono in interviste ai domenicali svizzerotedeschi il presidente del Partito Liberale Radicale (PLR), Philipp Müller, e quello del Partito Popolare Democratico (PPD), Christophe Darbellay.
A fine marzo i presidenti dei tre partiti si erano accordati su un pacchetto di misure per continuare a garantire un alto tenore di vita e di lavoro in Svizzera e per lottare contro l'apprezzamento del franco.
Ma domenica scorsa, dalle pagine di Schweiz am Sonntag, Toni Brunner ha criticato fortemente le altre due formazioni, affermando di non credere più che i due partiti di centro destra considerino veramente importante elaborare misure cruciali per preservare la piazza finanziaria elvetica. Gli altri presidenti, ha affermato Brunner, hanno sostenuto delle idee che non sono stati in grado di difendere.
Ora Müller, sempre in un'intervista a Schweiz am Sonntag, ha detto che chi annuncia con "negligenza" che l'accordo tra PPD, PLR e UDC è oramai lettera morta, danneggia la piazza economica elvetica. "In ogni caso, noi ci atteniamo al patto, poiché combattiamo per il mantenimento di posti di lavoro in Svizzera", ha aggiunto.
Müller è comunque autocritico riguardo al pacchetto di misure di risparmio volute: "Tutti e tre i partiti hanno infranto decisamente il principio che le spese dovevano rimanere a livello del 2014. E dare la colpa a qualcuno non ha senso", conclude.
Al domenicale SonntagsBlick, il presidente dei democristiani Chrisophe Darbellay, risponde alle accuse dell'UDC affermando che Brunner ha perso "parecchia credibilità". A suo parere, il presidente dell'UDC "vuole solo distogliere l'attenzione dai disastri fatti dal suo partito in merito alla riforma dell'esercito e con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa".
Nel corso dell'ultima sessione parlamentare, l'UDC, assieme alla sinistra, ha bocciato la riforma dell'esercito perché il Consiglio Nazionale non ha stabilito un minimo di 5 miliardi all'anno per le forze armate.
Secondo Darbellay, agendo in questo modo l'UDC mostra che non è di parola sulle sue stesse promesse di risparmi. "E ciò è fatale per il nostro paese e per la nostra economia", conclude.
Müller ricorda poi che, nell'ambito della politica agricola, i democentristi hanno fatto sì che il taglio ai finanziamenti sia risultato inferiore 57 milioni di franchi. "Inoltre il consigliere agli Stati Peter Föhn ha aumentato di 1,7 milioni i contributi per Gioventù e Sport".
I presidenti di PPD e PLR concordano che comunque "è stato realizzato molto" dell'accordo stabilito con l'UDC. Semplicemente gli obiettivi di risparmio erano troppo ambiziosi. Secondo loro, la pressione esercitata dai tre partiti ha comunque avuto effetti, ed è molto spiacevole che adesso l'UDC lasci perdere tutto.