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In occasione della sua seduta del 14 ottobre 2020, il Consiglio federale ha ratificato gli atti finali della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni 2019 (CMR-19). La Svizzera pone così le basi per continuare a far fronte alla crescente domanda di frequenze nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, garantendo al contempo la protezione dei servizi scientifici, meteorologici e militari.
Con l’approvazione delle decisioni prese in occasione della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni tenutasi l’autunno scorso in Egitto, il Consiglio federale garantisce il rispetto da parte della Svizzera del trattato internazionale che disciplina l’utilizzo dello spettro delle radiofrequenze e delle orbite satellitari. In occasione di questa conferenza, la Svizzera ha ottenuto che le frequenze radio utilizzate dai radar meteorologici, dai servizi di radioastronomia o dall’esercito siano protette da eventuali interferenze causate da altri servizi.
Gli atti finali gettano le basi per rivalutare il Piano nazionale di attribuzione delle frequenze (PNAF). Questo strumento essenziale per la pianificazione delle risorse in materia di radiofrequenze a livello nazionale è gestito dall’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) e sottoposto all’approvazione del Consiglio federale ogni anno in autunno.
Il Piano nazionale di attribuzione delle frequenze (PNAF) è una base vincolante. L’attribuzione delle frequenze nel PNAF comporta la suddivisione dello spettro in funzione delle diverse categorie di servizi di radiocomunicazione.
Il PNAF è costituito dal piano vero e proprio (servizi di radiocomunicazione ordinati secondo le gamme di frequenze) e dagli allegati contenenti le norme per l’utilizzo della gamma di frequenze corrispondente.
Il piano fornisce una sintesi sull’utilizzo dello spettro delle frequenze a livello nazionale e differenzia bande civili (CIV) e non civili (MIL) o condivise (CIV/MIL), e attribuzioni primarie e secondarie.
fonte: www.admin.ch
photo: pixabay