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La recessione che fino ad un anno fa sembrava essere uno spettro assai lontano, oramai è un fatto certo ed assodato. Le conseguenze che ha avuto e avrà la pandemia di covid hanno inciso pesantemente sullo scenario economico del 2020 e probabilmente degli anni a venire. Oggi sembra pure assodato che lo scenario di un rallentamento dell’economia si dovuto interamente o quasi alla pandemia di covid. Eppure c’era anche chi in tempi non sospetti invitava a prepararsi a “tempi di magra”. Esattamente un anno fa l’allora neo direttrice del fondo monetario Kristalina Georgieva invitava infatti senza tanti giri di parole a prepararsi uno scenario di recessione. Avrà avuto la “sfera di cristallo”, oppure gli indicatori indicavano l’avvicinarsi di una recessione quando ancora la parola covid non era entrata nel linguaggio comune?
26 settembre 2019
La bulgara Kristalina Georgieva, che ha preso il posto di Christine Lagarde (passata alla guida della Bce) alla guida del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato che l'economia globale deve essere pronta ad affrontare una nuova recessione economica.
Secondo Georgieva l'economia si trova in un momento in cui la crescita è in rallentamento, le tensioni commerciali in crescita e con un debito a livelli record.
In una dichiarazione, Georgieva ha detto che l'Fmi "è un'istituzione unica, con una grande storia e uno staff di livello mondiale. Credo fermamente nel suo mandato di contribuire ad assicurare la stabilità del sistema economico e finanziario globale attraverso la cooperazione internazionale. In effetti, a mio avviso, il ruolo del Fondo non è mai stato così importante".
Georgieva ha spiegato di sentire una "grande responsabilità" nell'assumere il ruolo in un momento di crescita economica incerta, tensioni commerciali e livelli di debito mai così elevati. Gli obiettivi a lungo termine della Fmi includono "affrontare questioni come le disuguaglianze, i rischi climatici e il rapido cambiamento tecnologico".