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Quattordici atleti elvetici partecipano ai Campionati del mondo di sci alpino che si sono aperti sabato a Bormio e a Santa Caterina, nel Nord Italia.Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2005 - 20:32
In Valtellina, la delegazione elvetica tenterà di uguagliare i risultati ottenuti agli ultimi Mondiali a St. Moritz. Ma se gli uomini sono in forma, le donne attraversano invece una crisi profonda.
Due anni fa, il vallesano Silvan Zurbriggen terminava al secondo posto nello slalom ai Mondiali di St. Moritz, offrendo così una piccola soddisfazione al “magro” bilancio elvetico nei Grigioni.
Prima di lui, soltanto Corinne Rey-Bellet, Marlies Oester e Bruno Kernen erano riusciti a salire su uno dei gradini del podio.
Nulla a che vedere però con le gloriose epopee del 1985 (8 medaglie a Bormio) e del 1987 (14 medaglie a Crans-Montana), quando gli atleti svizzeri dominavano, in modo quasi sfrontato, la scena.
Da qualche anno a questa parte, lo sci svizzero è però ridisceso definitivamente a livelli più modesti.
Gli uomini in forma
Sotto le direttive del loro nuovo allenatore Martin Rufener, la squadra maschile ha ritrovato un po’ della sua verve. Quest’inverno, gli sciatori svizzeri sono infatti saliti cinque volte sul podio in quattro discipline.
“Qualche sciatore tra gli uomini è effettivamente molto in forma. L’arrivo di Rufener ha dato un nuovo slancio alla squadra, che manifesta nuovamente una buona coesione”, conferma William Besse.
Oggi consulente per la televisione svizzera di lingua francese (TSR), l’ex discesista vallesano rimpiange amaramente il recente ferimento di Didier Couche (strappo dei legamenti del ginocchio).
“Didier era il trascinatore della squadra e spero che la sua assenza qui a Bormio non influisca troppo sui suoi compagni”, spiega Besse.
Concretamente, le principali possibilità di medaglia sono poste sulle spalle di Didier Défago, Bruno Kernen e, soprattutto, Silvan Zurbriggen.
Come il suo celebre omonimo Pirmin una ventina di anni fa, il giovane sciatore di Briga (alto Vallese) è un atleta polivalente che può giocare le sue carte sia nello slalom, sia nella discesa e nella combinata.
Le donne a ranghi ridotti
Se nel campo degli uomini le ambizioni sono legittime, per le donne le speranze di medaglia sono alquanto remote. Allenate dall’inizio della stagione dall’ex campionessa sangallese Marie Thérèse Nadig, la squadra femminile ha collezionato soltanto delusioni.
Per questi Mondiali italiani, si presentano d’altronde con una delegazione limitata, la più ridotta da una decina d’anni a questa parte: saranno solamente cinque le atlete al via.
La squadra femminile si ritrova esattamente nella stessa situazione di due anni fa, prima dei Campionati del mondo di St. Moritz. Nella località grigionese, le sciatrici svizzere avevano comunque ottenuto qualche soddisfazione grazie a Corinne Rey-Bellet e a Marlies Oester.
“Le ragazze hanno davvero molta pressione su di loro”, osserva William Besse.
“Ma non bisogna dimenticare che in una gara tutto è possibile. A Sonja Nef o a Sylvianne Berthoud basta azzeccare la giornata giusta per ottenere un buon risultato”, aggiunge l’ex discesista.
Prova a squadre
Data la mancanza di neve di cui soffrono le due località valtellinesi, tutte le gare si svolgeranno sul manto duro della neve artificiale.
“Anche se purtroppo non c’è così tanta neve come sulle Alpi svizzere, le condizioni saranno le stesse per tutti e le piste saranno preparate in maniera ottimale”, relativizza Besse.
Una particolarità interessante dell’edizione dei Mondiali di quest’anno, la prova a squadre prevista prima della chiusura.
Il concetto non è al momento ancora chiaro, ma l’idea in grandi linee di questa prima del “Circo bianco” è di addizionare i ranghi ottenuti da sei atleti scelti per ogni nazione, i quali disputeranno un totale di otto gare (due slalom e due Super-G, uomini e donne).
“La Federazione internazionale di sci tenta di introdurre una disciplina dal sapore più divertente, al fine di attirare più spettatori. È una possibilità, anche se personalmente non ci credo molto”, afferma Besse.
“La formula che prevede di abbinare una discesa al mattino e una manche di slalom al pomeriggio, come è stato fatto a Wengen quest’anno, mi pare invece più interessante”, conclude Besse.
swissinfo, Mathias Froidevaux
(traduzione: Luigi Jorio)
In breve
Due anni fa, ai Mondiali di St. Moritz, la Svizzera aveva conquistato quattro medaglie: due d’argento e due di bronzo.
Bruno Kernen aveva terminato al terzo posto nella discesa, Silvan Zurbriggen secondo nello slalom, Corinne Rey-Bellet seconda nella discesa e Marlies Oester terza nella combinata.
Durante i Mondiali del 2001 a Sankt-Ankton, in Austria, la delegazione elvetica aveva conquistato tre medaglie: due d’oro (Michäel von Grünigen e Sonja Nef nel gigante) e una di bronzo (Paul Accola nella combinata).
Fatti e cifre
I Campionati del mondo di sci alpino di Bormio (Valtellina, Italia) si svolgono dal 29 gennaio al 13 febbraio 2005.
La delegazione svizzera è composta da 14 atleti.
Le selezionate della squadra femminile sono Fränzi Aufdenblatten, Sylviane Berthod, Sonja Nef, Marlies Oester e Nadia Styger.
Per gli uomini partecipano Daniel Albrecht, Marc Berthod, Didier Défago, Marc Gini, Jürg Grünenfelder, Tobias Grünenfelder, Ambrosi Hoffmann, Brunon Kernen e Silvan Zurbriggen.
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