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Si allarga sempre di più negli Usa la protesta per l'incremento del salario minino. Al grido di 'Fight for $15' (lotta per i 15 dollari) migliaia di manifestanti hanno marciato da un capo all'altro del paese invocando l'aumento a 15 dollari. S
Sotto attacco soprattutto McDonalds, la più grande catena al mondo di fast food e dove la media salariale è di circa otto dollari all'ora. Il gigante dell'hamburger è nel mirino inoltre per il suo potere di influenzare l'andamento dei salari.
A New York i manifestanti hanno approfittato del gala repubblicano a Midtown, dove era presente anche l'aspirante candidato alla Casa Bianca Donald Trump, per far sentire la loro voce. A Los Angeles invece hanno marciato dietro uno striscione gigantesco con la scritta: 'McJobs hurt us all' (i lavori McDonald's fanno del male a tutti). Ma la protesta è andata anche oltre i confini americani. I manifestanti si sono riuniti davanti al McDonald's di Euro Disney a Parigi e davanti al quartier generale della catena in Corea del Sud.
La protesta per i 15 dollari era stata lanciata dai dipendenti di fast food nel 2012, ma si è poi allargata fino a comprendere tutti i lavori appunto retribuiti con un salario minimo.
sda-ats