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Con l'entrata in vigore, il 1° ottobre 2012, della legge federale sulla promozione dello sport e dell’attività fisica sono state gettate le basi legali per la lotta antidoping in Svizzera. In particolare, queste disposizioni disciplinano i controlli antidoping e lo scambio di dati tra organi antidoping nazionali e internazionali, nonché tra le autorità di perseguimento penale e giudiziarie.
Base legale per i controlli antidoping
Con l'entrata in vigore della legge federale sulla promozione dello sport e dell'attività fisica (Legge sulla promozione dello sport, LPSpo) la Svizzera dispone ora di una base legale per la lotta antidoping. Finora questa si basava sul consenso degli atleti che si dichiaravano disposti a sottoporsi ai pertinenti controlli. Tuttavia, secondo la concezione del diritto sulla protezione dei dati, tali consensi non erano volontari, per cui sussistevano parecchi dubbi in merito alla loro validità giuridica. Infatti, l'unica possibilità per gli interessati - oltre a quella di acconsentire ai controlli, e quindi al trattamento dei dati - era di rinunciare a praticare sport da competizione. Ciò non costituisce tuttavia un'alternativa equivalente: ecco perché le dichiarazioni fatte in tali circostanze non sono considerate consensuali ai sensi del diritto. Grazie alla base legale attualmente in vigore, gli sportivi che partecipano a competizioni potranno essere sottoposti in qualsiasi momento a controlli antidoping, a prescindere dal loro consenso.
Scambio di dati con gli organi antidoping
Le nuove basi legali disciplinano anche il necessario scambio di dati con gli organi antidoping nazionali e internazionali. Visto che in alcuni casi potrebbero essere degni di particolare protezione, i dati non possono essere trasmessi senza riserve ad altri organi internazionali antidoping. Il mittente non può trasmettere dati se teme che vi sia una violazione dei diritti della personalità, in particolare se il ricevente non può garantire una protezione adeguata di tali dati. Tale disposizione ribadisce le norme generali della legge sulla protezione dei dati evidenziando in tal modo che la lotta antidoping, per quanto giustificata, non deve tuttavia comportare che la persona interessata sia privata della protezione dei diritti della personalità. Una protezione adeguata è tale se il paese di destinazione dispone di un livello di protezione dei dati sufficiente o se ha concluso una corrispondente regolamentazione contrattuale.
L'Agenzia mondiale antidoping (AMA), con sede in Canada, che in qualità di ufficio di clearing coordina e armonizza le misure antidoping nello sport di competizione adottate a livello internazionale, lo ritiene importante in relazione con la trasmissione di dati. Poiché l'AMA non sottostà né alla legislazione in materia di protezione dei dati del Canada né a quella della provincia del Quebec, non si può presumere un adeguato livello di protezione dei dati. Di conseguenza, le associazioni responsabili del trattamento dei dati dovranno garantire per contratto il livello di protezione dei dati anche in virtù della nuova LPSpo stipulando o confermando pertinenti convenzioni con l'AMA.
Trattamento dei dati nell'ambito delle autorizzazioni mediche
Per certi scopi, lo scambio internazionale dei dati personali disponibili presso l'agenzia nazionale, compresi quelli degni di particolare protezione, non è possibile senza riserve. Possono essere pertanto trasmessi soltanto i dati personali strettamente necessari allo svolgimento del mandato di lotta antidoping. Ciò è particolarmente importante per le richieste e le autorizzazioni mediche per gli sportivi che, ad esempio per motivi terapeutici, devono assumere una sostanza che di per sé sarebbe proibita. Agli organi antidoping esteri o internazionali riconosciuti possono essere comunicati soltanto i dati necessari alla valutazione delle richieste e delle autorizzazioni. La comunicazione dei dati richiede inoltre l'esplicito consenso dello sportivo interessato, poiché non è direttamente connessa con l'esecuzione di controlli antidoping.
Scambio di dati con le autorità di perseguimento penale e giudiziarie
Il perseguimento penale per i reati commessi nell'ambito del doping compete alle autorità di perseguimento penale e giudiziarie cantonali anche dopo l'emanazione delle nuove basi legali. Per effettuare un'analisi tali autorità possono inoltre avvalersi di specialisti dell'organo antidoping nazionale. Al fine di lottare più efficacemente contro il doping è di capitale importanza anche lo scambio di informazioni tra i vari organi interessati. Per esempio gli organi di controllo antidoping sono tenuti a informare le autorità di perseguimento penale sui prodotti e i metodi dopanti individuati nell'ambito di un controllo. Dal canto loro, le autorità di perseguimento penale e giudiziarie informano l'organo nazionale antidoping in merito ai procedimenti penali avviati e alle decisioni concernenti reati nell'ambito del doping. Il contenuto di queste comunicazioni è disciplinato nei dettagli nell'ordinanza sulla promozione dello sport e dell'attività fisica.
Grazie alla LPSpo, la Svizzera si è dotata di basi legali che precisano, sia per le agenzie antidoping sia per gli sportivi interessati, quali dati personali possono essere trattati e chi è autorizzato a farlo. Siamo convinti che l'uniformità del trattamento dei dati aumenterà alla certezza del diritto nella lotta antidoping.
Stato: Novembre 2013
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