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Il processo per omicidio a Stephan Schmidheiny non si può fare perché "si scontra con il principio che non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto". È quanto sottolinea il professor Astolfo Di Amato, avvocato difensore dell'imprenditore svizzero.
Il principio indicato dal professore, che assiste Schmidheiny insieme al collega Franco Coppi, è noto fra i giuristi con la locuzione latina 'ne bis in idem'.
"I fatti elencati dalla procura di Torino nell'inchiesta per omicidio volontario - spiega Di Amato - sono gli stessi che sono stati portati al vaglio della Cassazione nell'ambito del processo per disastro doloso. Vengono solo riproposti in modo diverso".
"In ogni caso - precisa il professore - anche queste accuse sono infondate nel merito. Schmidheiny si è sempre adoperato per la protezione dei lavoratori della Eternit e delle popolazioni delle città in cui sorgevano gli stabilimenti".