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Nausea da movimento
Numerosi adulti e bambini soffrono abitualmente di cinetosi, un disturbo più comunemente noto come mal d'auto, mal di mare, mal di treno, mal d'aereo e che si manifesta con sintomi quali ipersudorazione e ipersalivazione, pallore, stordimento, spossa- tezza, cefalea, nausea e, spesso, vomito.
In realtà la cinetosi, o chinetosi (dal greco Kinesis, movimento) è il "mal di movimento" in senso lato.
I disturbi da movimento presentano una radice comune, che gli studiosi hanno identificato in uno squilibrio del sistema neuro-vegetativo. Turbolenze ed oscillazioni, frenate e variazioni di movimento cui è sottoposto l'organismo provocano, infatti, un contrasto fra le informazioni di movimento percepite dall'occhio e quelle di immobilità percepite dal labirinto, la microscopica sede dell'equilibrio situata all'interno dell'orecchio.
Nausea Gravidica
In inglese, la nausea e il vomito gravidico sono chiamati "mornig sickness", perchè, nella maggior parte dei casi, i disturbi insorgono al mattino e si attenuano durante la giornata, anche se può capitare che proseguano per tutto il giorno e anche la notte.
In genere la nausea compare intorno alla sesta settima settimana di gravidanza e scompare spontaneamente verso la fine del terzo mese. A volte, però, il disturbo si ripresenta nell'ultimo periodo della gravidanza, spesso associato a bruciori di stomaco. Il motivo è legato alla pressione che l'utero ingrossato esercita sullo stomaco, comprimendolo e provocando rigurgiti che possono indurre il vomito. Inoltre, in alcune donne, gli stati d'ansia legati all'avvicinarsi del parto possono influire sulla digestione.
La causa precisa della nausea gravidica non è nota: probabilmente questo fastidioso disturbo è provocato da una serie di fattori concomitanti che contribuiscono tutti, in modo più o meno accentuato, al suo insorgere. Fra i maggiori imputati vi sono, comunque, gli ormoni e, in particolare, la gonadotropina corionica (HCG), il cosiddetto "ormone della gravidanza" in quanto fondamentale per il corretto andamento della gestazione, che viene prodotta in gran quantità proprio tra la quinta e la quattordicesima settimana, il periodo in cui, di solito, nausea e vomito sono più intensi. Dopo il terzo mese, invece, i livelli di HCG diminuiscono e anche la nausea tende a scomparire.
Alcuni studiosi hanno anche ipotizzato che all'origine della nausea vi sia un meccanismo spontaneo e naturale, utilizzato come difesa da cibi e sostanze che potrebbero nuocere all'embrione. Si è osservato, infatti, che spesso questo disturbo viene scatenato proprio da elementi potenzialmente dannosi, come sigarette, caffè, alcool oppure carne cruda, veicolo potenziale di infezioni come la toxoplasmosi, una malattia trasmessa da un parassita e che può provocare seri danni al feto.
Nausea in Chemioterapia
Negli ultimi 50 anni, la Chemioterapia ha svolto un ruolo fondamentale nel trattamento di molte forme di cancro, utilizzata sia da sola che in associazione a intervento chirurgico o radioterapia.
La Chemioterapia consiste nella somministrazione di farmaci per distruggere e impedire così la divisione e la riproduzione delle cellule tumorali. Poiché tali farmaci si diffondono attraverso il sangue, essi sono in grado di raggiungere le cellule tumorali presenti in qualsiasi parte del corpo; spesso vengono però compromesse anche le cellule sane dell'organismo, causando così spiacevoli effetti collaterali quali: caduta parziale o totale dei capelli, alitosi (sapore cattivo in bocca), stomatiti, stanchezza, perdita dell'appetito, facile affaticamento, stipsi, diarrea, nausea e vomito. Questi ultimi sono sicuramente i più comuni e i più frequenti (scientificamente denominati CINV - Chemotherapy-Induced Nausea and Vomiting), tanto da impedire al paziente trattato di svolgere le quotidiane attività relazionali: leggere il giornale, guardare la televisione, conversare, uscire di casa.
La radioterapia, nata grazie alla scoperta dei raggi X e dei fenomeni legati alla radioattività, consiste nella somministrazione accurata di precise dosi di radiazione per la cura di alcune malattie, in particolare dei tumori. Ad Oggi circa il 60% dei tumori diagnosticati necessita di un trattamento radiante come unica cura.
In radioterapia vengono utilizzate radiazioni di elevata energia in grado di danneggiare le cellule tumorali o comunque proliferanti, localizzate a livello dell'area interessata del trattamento. Le cellule colpite dalle radiazioni vengono successivamente distrutte ed eliminate dall'organismo. Anche una parte delle cellule sane situate nelle vicinanze della neoplasia o attraversata dal fascio delle radiazioni, viene inevitabilmente colpita, dando origine ad effetti collaterali o complicazioni, che variano enormemente in funzione dell'area corporea trattata. Se la zona irradiata è in prossimità dello stomaco e del Sistema Digestivo (GI Tract) o direttamente al cervello, spesso insorgono nausea e vomito (scientificamente denominati RINV ? Radiation-Induced Nasuea and Vomiting). Ciò accade a causa della distruzione delle cellule dello stomaco e del GI Tract o direttamente del cervello, deputate alla regolazione del sintomo della nausea e del vomito.
Tra le terapie non farmacologiche per il trattamento della nausea da trattamento oncologico, anche in Italia si stanno diffondendo sempre più l'agopuntura (introdotta dal Servizio Sanitario Nazionale nel tariffario delle prestazioni erogabili in convenzione) e l'acupressione P6 Nausea Control SEA-BAND, da utilizzare, sia in abbinamento con l'agupuntura, sia come unica terapia alternativa.
Nausea Post-Operatoria
Nausea e Vomito rappresentano una terribile complicanza degli interventi chirurgici, per il fatto che creano ulteriori disagi al paziente operato. Nausea e Vomito nel post-operatorio (scientificamente denominati PONV - Post-Operative Nausea and Vomiting) variano tra il 20% e il 30% in rapporto a fattori di pertinenza chirurgica e propri del paziente. Numerose ricerche hanno identificato 6 fattori che possono incentivare l'insorgere di nausea e vomito dopo un intervento chirurgico:
- Appartenenza al sesso femminile: i sintomi di nausea e vomito risultano essere tre volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Ciò dipende dai differenti ormoni presenti negli uomini e nelle donne.
- Non fumare: i dati statistici affermano che fumare riduce la possibilità di insorgenza di PONV del 34%
- Ereditarietà: se in famiglia esistono persone che soffrono di cinetosi (mal di movimento) o di PONV, allora nel paziente accrescerà notevolmente (tre volte di più) il rischio d'insorgenza di nausea e vomito dopo un intervento.
- Premedicazioni o trattamenti oppiacei post operatori (come la morfina): questi farmaci vengono somministrati prima o dopo un'intervento per sedare il paziente, prepararlo all'anestesia o alleviare il dolore. Il rischio d'insorgenza di PONV diminuisce significativamente se il medico è abile nell'indicare un valido analgesico non oppiaceo in alternativa al farmaco stesso.
- Tipo di Anestesia: un importante studio clinico - Sinclair et all (1999) - osservò 17.638 pazienti ambulatoriali e vide che l'anestesia totale inalata attraverso l'utilizzo della maschera incrementava notevolmente (di 11 volte) l'insorgenza di PONV rispetto agli altri tipi di anestesia (locale, intravenosa e per infiltrazione).
- Durata dell'intervento e durata dell'anestesia: lo stesso studio mostrò una forte correlazione fra l'aumento della durata dell'intervento e utilizzo dell'anestesia e l'incremento dell'insorgere nel paziente di nausea e vomito postoperatori (+30 minuti = +59% rischio PONV).