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BERNA - È diminuito, rispetto al precedente, il tasso di partecipazione della Svizzera al programma di ricerca dell'Ue Horizon 2020. È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi, che vede nella iniziativa contro l'immigrazione di massa le ragioni del calo.
L'accettazione del testo in votazione popolare, e la rinuncia alla firma del protocollo sull'estensione della libera circolazione alla Croazia, hanno fatto sì che dal settembre del 2014 fino alla fine del 2016 la Svizzera fosse associata al programma di ricerca solo parzialmente, ha ricordato la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI), presentando lo studio oggi a Berna.
Dal gennaio del 2017 la Confederazione è tornata ad essere completamente integrata in Horizon 2020, ma le conseguenze del periodo di partecipazione parziale, e dell'incertezza che ha avvolto il settore, si fanno ancora sentire. Rispetto al programma di ricerca precedente - (2007-2013) - Horizon 2020 (2014-2020) ha registrato un netto calo della partecipazione da parte svizzera.
Se nel 2015 il tasso di partecipazione elvetica era pari al 3,2%, nel marzo di quest'anno era sceso al 2,4%. Il dato si riferisce a 1942 partecipazioni a progetti, 422 dei quali coordinati proprio dalla Svizzera.
Il calo ha avuto conseguenze anche a livello finanziario. Dall'inizio di Horizon 2020 e fino alla fine del 2017 la Confederazione aveva versato all'Ue contributi per 724 milioni di franchi, ma secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dalla Commissione europea, tra il 2014 e il 2017 agli istituti svizzeri sono stati destinati in cambio fondi di ricerca per soli 654 milioni.
Il deficit di 70 milioni non significa però solo che meno ricercatori provenienti dalla Svizzera sono stati coinvolti in progetti di Horizon 2020, ha affermato Philipp Langer, della SEFRI, interpellato alla Keyston-ATS. Un peso lo hanno avuto anche fluttuazioni del tasso di cambio franco-euro. I dati complessivi possono tuttavia essere calcolati solo alla fine del programma, ha messo in guardia la SEFRI.
In ogni caso, oltre al ritorno economico, per la Svizzera contano anche altri fattori, come la possibilità per i ricercatori elvetici di misurarsi direttamente con i loro colleghi di punta a livello mondiale, o la cooperazione a progetti comuni con i migliori esponenti della ricerca e dell'industria in ogni ambito, senza dimenticare il riverbero delle conoscenze acquisite grazie alla ricerca su prodotti commercializzabili in tutta l'UE, hanno sottolineato in conclusione gli autori del rapporto.