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Il Consiglio federale ritiene che la via bilaterale, con i suoi 120 accordi circa, sia lo strumento di politica europea con il quale la Svizzera può difendere al meglio i suoi interessi nei confronti dell’UE, senza ombra di dubbio il suo partner economico più importante. La via bilaterale garantisce all’economia svizzera in diversi settori l’accesso al mercato interno europeo. Il Consiglio federale ha riaffermato la sua intenzione di voler perseguire questa via, convinto che rappresenti il modo migliore di difendere anche in futuro gli interessi della Svizzera.
Per non mettere a repentaglio i risultati conseguiti finora, la Svizzera ha bisogno di riconfermare la via bilaterale, mantenendo nel contempo la propria indipendenza e prosperità economica. Un nuovo accordo istituzionale rifletterà l’intensità delle relazioni bilaterali della Svizzera con l’UE.
Consultazione di CPE e Cantoni
Conformemente alle disposizioni legali vigenti, il Consiglio federale ha consultato le Commissioni della politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati e i Cantoni in merito al progetto di mandato del 21 agosto 2013. Le loro prese di posizione hanno confermato il mandato e hanno apportato alcune precisazioni. La soluzione per cui ha optato il Consiglio federale non prevede la creazione di nuove istituzioni sovranazionali e garantisce sia un’applicazione uniforme del diritto vigente, sia l’indipendenza della Svizzera in qualità di Stato non membro dell’UE.
La soluzione scelta non prevede alcuna ripresa automatica del diritto dell’UE. Qualsiasi integrazione di una nuova disposizione del diritto dell’UE in un accordo bilaterale deve essere oggetto di una decisione da parte della Svizzera, nel pieno rispetto delle sue procedure interne (p. es. attraverso un referendum). In sostanza, un futuro accordo istituzionale non può modificare la natura e il campo di applicazione degli accordi tra la Svizzera e l’UE. Nel caso dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, per esempio, non sarà ripresa la direttiva europea sulla cittadinanza dell’Unione. Alla Svizzera viene garantita totalmente la possibilità di mantenere le misure di accompagnamento nel campo della libera circolazione delle persone.
Sia la Svizzera che l’UE possono, all’occorrenza, sottoporre alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) questioni riguardanti l’interpretazione del diritto UE facente parte di un accordo bilaterale. L’interpretazione del diritto europeo da parte della CGUE è vincolante e costituisce la base per l’appianamento di eventuali divergenze tra le parti, che agiranno di comune intesa. In caso di mancato accordo, possono essere adottate misure compensative proporzionate che possono arrivare fino alla sospensione parziale o totale dell’accordo interessato.
Strategia a medio termine
La strategia a medio termine del Consiglio federale prevede, oltre all’accordo sulle questioni istituzionali, la conclusione dei negoziati in corso nell’ambito dell’accesso al mercato dell’elettricità nonché nell’ambito dell’agricoltura e della sicurezza alimentare, la conclusione di un accordo di cooperazione per la partecipazione della Svizzera ai programmi europei di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS e la conclusione di un accordo relativo allo scambio delle quote di emissione (ETS), i dossier fiscali sull’imposizione delle imprese e sulla fiscalità del risparmio, come anche la partecipazione della Svizzera ai programmi di cooperazione nel campo della ricerca, della formazione e MEDIA.
Oggi il Consiglio federale ha approvato anche il mandato negoziale definitivo sulla fiscalità del risparmio, in funzione del risultato della conclusione della relativa consultazione, nonché un progetto d’accordo relativo alla partecipazione della Svizzera al programma Cultura dell’UE 2014-2020, il quale sarà inviato in consultazione presso le Commissioni della politica estera e i Cantoni.
La coordinazione delle diverse trattative è assicurata da un gruppo di coordinamento che fa capo a un coordinatore, nella persona di Yves Rossier, segretario di Stato del DFAE. Il Consiglio federale vuole garantire un parallelismo tra tutti i dossier e i progressi nel settore dell’imposizione delle imprese.
In base all’andamento di tutti questi negoziati, il Consiglio federale deciderà sull’eventuale rinnovo del contributo all’allargamento, istituito per eliminare le disparità economiche e sociali all’interno dell’UE allargata.
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
Jean-Marc Crevoisier
Informazione DFAE
079 / 763 84 10
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