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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella LAMal è garantita la libera scelta del medico per le prestazioni coperte dall'assicurazione di base (escluso il caso di una minaccia a livello nazionale). Per quanto riguarda la vaccinazione contro l'HPV, la Confederazione ne prevede l'esecuzione nel quadro di programmi cantonali e precisa che l'acquisto dei vaccini deve avvenire in maniera centralizzata e che la popolazione deve essere informata. Una gran parte dei cantoni non è in grado di adempiere al mandato della Confederazione perché non dispone dell'infrastruttura necessaria (p. es. i frigoriferi). Nell'ambito di questa vaccinazione è molto importante fornire una consulenza di elevata qualità e adeguata all'età delle giovani donne. In considerazione di quanto esposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per problemi organizzativi, numerosi cantoni non potranno offrire la vaccinazione contro l'HPV dal 1° gennaio 2008, come prescritto dalla Confederazione. Come procedere affinché la vaccinazione possa essere somministrata in tempo utile alle giovani donne?</p><p>2. Secondo i principi dell'epidemiologia, una vaccinazione dovrebbe poter essere somministrata non appena se ne presenta l'occasione. Che i medici maggiormente a contatto con il gruppo target della vaccinazione siano esclusi dai cosiddetti programmi cantonali è in contraddizione con l'obiettivo stesso del programma vaccinale. La Confederazione si rende conto di mettere in tal modo in pericolo il successo della sua strategia?</p><p>3. L'informazione della popolazione sarà realizzata secondo quanto previsto dalle direttive dei cantoni. Come intende la Confederazione garantire un'informazione corretta e tempestiva dei gruppi target in tutta la Svizzera?</p><p>4. Alcuni cantoni prevedono campagne di vaccinazione di massa da cui saranno esclusi gli studi medici privati. Questa pratica contravviene al diritto della libera scelta del medico sancito nella LAMal. Come si giustifica tale ingerenza nella libertà di scelta degli assicurati?</p><p>5. Le vaccinazioni cosiddette "in serie" consentono, per definizione, di risparmiare sul personale, ma vanno a scapito della consulenza e dell'assistenza fornite alle persone da vaccinare. Quali requisiti in materia di qualità la Confederazione stabilisce per le vaccinazioni "in serie"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La responsabilità per l'organizzazione dei programmi ricade di regola sui cantoni. Presumibilmente parecchi cantoni procederanno alla vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV) delle ragazze in età scolastica nel quadro dei programmi di vaccinazione esistenti relativi all'epatite B, in coordinamento con le visite del medico cantonale. Ai fini di una copertura vaccinale possibilmente vasta delle ragazze in età scolastica, non è rilevante che la vaccinazione sia somministrata all'inizio o alla fine dell'anno. Per quanto concerne la vaccinazione di donne in età compresa tra i 15 e il 19 anni, c'è da attendersi che i cantoni con buone strutture sanitarie procedano alla vaccinazione in tempi più brevi rispetto agli altri. Tali differenze cantonali sono il risultato della struttura federalista della sanità pubblica e si manifestano anche in altri settori (come ad es. per le mammografie di diagnosi precoce).</p><p>2. Per quanto concerne in particolare le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni, è noto che molte di esse non si affidano più alle cure del pediatra e del medico generico della loro infanzia o dell'età scolastica. Il Consiglio federale parte dal presupposto che i cantoni organizzeranno i programmi di vaccinazione per questa fascia di età, in base alle strutture mediche disponibili per gli adolescenti, facendo riferimento a medici, ad esempio a ginecologi, residenti nei loro cantoni. Nell'ambito di tale programma, rientra nella competenza dei cantoni affidare l'esecuzione delle vaccinazioni a medici che vantano il migliore contatto con il gruppo destinatario. Al Consiglio federale non risulta che i cantoni abbiano escluso medici praticanti da tali programmi.</p><p>3. L'informazione corretta e tempestiva dei gruppi destinatari è un aspetto essenziale dei programmi cantonali di vaccinazione. Già durante l'anno scorso, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha informato direttamente i medici, ossia gli interlocutori più importanti per la popolazione in materia di vaccinazioni e, attraverso i media, una larga fascia dell'opinione pubblica in merito alla vaccinazione contro l'HPV. La Commissione federale per le vaccinazioni ha elaborato una scheda informativa dettagliata rivolta ai gruppi destinatari. Il Consiglio federale, nel suo parere sul postulato Ory 07.3421, "Vaccinazione contro l'HPV", riteneva che le misure previste a carattere informativo fossero sufficienti e non vedeva la necessità di lanciare una campagna specifica. Sono attualmente in corso sforzi tesi a sviluppare ulteriori mezzi d'informazione, utilizzabili in tutti i cantoni, che tematizzino in particolare la somministrazione delle vaccinazioni presso i servizi del medico cantonale.</p><p>4. La libera scelta del fornitore di prestazioni prevista all'articolo 41 della legge sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) è limitata dalle condizioni che potrebbero essere poste nell'ambito dell'assunzione dei costi volte a garantire il rispetto dei criteri dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'economicità delle prestazioni (art. 32 LAMal) nonché della qualità e dell'impiego appropriato delle prestazioni (art. 58 cpv. 3 LAMal). Visti i costi elevati dei singoli vaccini, le vaccinazioni contro l'HPV al di fuori di programmi di vaccinazione non sarebbero economiche. Inoltre, si parte dal presupposto che con le vaccinazioni eseguite nel quadro di un programma il tasso di partecipazione sia più alto rispetto a vaccinazioni eseguite singolarmente, contribuendo in tal modo a migliorare l'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità delle prestazioni. Per queste ragioni, solo le campagne di vaccinazione condotte nel quadro di un programma adempiono i criteri di cui all'articolo 32 e all'articolo 58 capoverso 3 LAMal. La relativa restrizione posta all'obbligo di assunzione dei costi da parte degli assicuratori è pertanto giustificata e ammissibile.</p><p>5. Per le vaccinazioni in serie valgono in linea di principio gli stessi criteri di qualità adottati per le vaccinazioni eseguite negli studi medici. Tali criteri comprendono in particolare un'informazione adeguata dei giovani e dei genitori relativamente alla malattia da cui ci si vuole proteggere, alla vaccinazione (efficacia, compatibilità, ecc.) nonché alle controindicazioni della vaccinazione. In presenza di eventuali controindicazioni, fatto molto raro, e nel caso di effetti collaterali, i giovani devono essere indirizzati al medico di famiglia per un controllo.</p>  Risposta del Consiglio federale.