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Sbriciola record e si può permettere di scherzare
Max Verstappen sta riscrivendo la storia.
SPA - C'è chi ha soprannominato Maxismo la sua era, anche se il mondo di Verstappen è quanto di più lontano possa esistere dal pensiero di Marx ed Engels.
Max piuttosto è un dittatore, un lider maximo. Lui sta monopolizzando il Mondiale di Formula 1 con la grande chance di polverizzare ogni vecchio record, anche quelli che sembravano ormai irraggiungibili. È all’ottava vittoria fila, a un solo successo dal primato che Sebastian Vettel ottenne con un’altra Red Bull invincibile tra il Gran Premio del Belgio e quello del Brasile nel 2013. Dieci anni dopo c’è un’altra Red Bull destinata a riscrivere l’album dei record. Pare difficile che qualcuno possa fermare Max in Olanda, dove la Formula 1 tornerà in pista a fine agosto dopo la pausa estiva.
In Belgio, un’altra prova di casa per lui che ha la mamma belga ed è nato qui, Max ha conquistato la 45esima vittoria della carriera. Ha vinto il 26% delle gare che ha disputato e gli statistici ci raccontano che a 25 anni e 10 mesi è il più giovane tra i cinque piloti che hanno raggiunto le 45 vittorie: Vettel ci riuscì a poco meno di 30 anni, Hamilton a 31 e mezzo, Michael Schumacher a 32 e Prost addirittura a 38 in tempi in cui però al massimo si correvano 16 GP a stagione. Ma anche aumentando il numero delle prove, i record di Verstappen non spariscono. Anzi. Altre statistiche raccontano che quest’anno ha conquistato il 93,45% dei punti a disposizione, ossia 314 su 336 ed è stato in testa per il 78% dei giri (567 su 724).
Per non addormentarsi mentre viaggiava rifilando mezzo secondo al giro al suo compagno di squadra, a Spa l’olandese si è messo a battibeccare con il suo ingegnere di pista, Gianpiero Lambiase, che a un certo punto, chiedendogli di essere gentile con le gomme, è arrivato a dire: «Max guida con la testa». E mentre stava divertendosi a fare un giro veloce dietro l’altro Verstappen gli ha risposto: «Sto cercando di prendermi un bel vantaggio per fare un altro cambio gomme, così vi tenete un po’ allenati». Sono così amici da potersi permettere di prendersi in giro in mondovisione. La regia della Formula 1, quella che decide quali messaggi radio mandare in onda, ha capito perfettamente che il loro dialogo sarebbe servito ad aumentare la curiosità attorno a un Gran Premio abbastanza noioso e ha aperto i microfoni in diretta.
Si diventa personaggi anche così. Ricordatevi di Kimi che, proprio a Spa, nel 2012 divenne famoso per il suo «Leave me alone, I know what I’m doing». Un messaggio che oggi viene stampato su magliette, tazze e cappellini. In un Mondiale in cui si sa sempre prima chi vincerà, almeno resta un po’ di curiosità attorno alle parole, via radio, dei protagonisti.