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Mediapulse potrà di nuovo rendere pubblici gli indici di ascolto televisivi. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha annullato la misura superprovvisionale (a titolo cautelare e senza ascoltare la controparte) da lui accordata il 19 giugno che proibiva la diffusione degli indici: la corte di San Gallo ha infatti respinto il ricorso presentato dal canale privato 3+ contro una decisione dalla corte d'appello del canton Nidvaldo.
Da gennaio Mediapulse adopera un nuovo sistema di misurazione che prende in considerazione forme moderne di utilizzazione dei media, come per esempio la visione in modalità differita su internet. Da più parti è stata però messa in dubbio la reale affidabilità dei dati. Dieci emittenti regionali, fra cui Teleticino, hanno anche disdetto il contratto con Mediapulse.
Il TAF ha ora stabilito che, in caso di pubblicazione dello share, i danni per l'emittente 3+ sono meno pesanti che quelli provocati agli altri canali dalla mancanza di pubblicazione.
La corte ricorda che il volume d'affari netto della pubblicità televisiva ammonta a 700 milioni di franchi all'anno. E fintanto che i clienti e le agenzie pubblicitarie non dispongono di nuove informazioni, l'assegnazione degli spot viene effettuata su basi obsolete. Di conseguenza le emittenti che hanno guadagnato spettatori e le cui quote di mercato non sono note subiscono danni finanziari.
In maggio il Dipartimento federale delle comunicazioni (DATEC) aveva ritenuto che la nuova tecnologia per la raccolta di dati relativi all'audience televisiva utilizzata da Mediapulse soddisfa le "esigenze legali di base", pur chiedendo "misure per migliorare in modo puntuale il sistema introdotto".
SDA-ATS