Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01097.jsonl.gz/936

ISONE - La scuola per granatieri di Isone è sotto la lente della giustizia militare. È in corso un'inchiesta sulla morte di una recluta di 21 anni durante una marcia, martedì. Per i risultati potrebbero occorrere diverse settimane.
Nel frattempo, sorgono nuovi dubbi sulla scuola, e in particolare su un modulo consegnato a tutte le reclute al termine del servizio. I militi che escono dal centro di formazione, riferisce il Tages Anzeiger, devono firmare una dichiarazione di dimissioni. In questo documento confermano, tra le altre cose, che non sono stati sottoposti a "ordini o molestie degradanti".
Un'ex recluta ha raccontato al quotidiano di aver firmato il modulo poco prima della fine della scuola, nonostante le esperienze negative. Non voleva mettersi nei guai all'ultimo momento.
Il portavoce dell'esercito Stefan Hofer conferma l'esistenza di questo modulo. Ma non è né un assegno in bianco per i superiori né una dichiarazione di riservatezza, assicura. Il documento serve per un controllo interno, per fare emergere eventuali problemi sconosciuti. Hofer non ha chiarito se esistano moduli simili in altri centri di formazione.
Arnold Marti, professore di legge all'Università di Zurigo, è scettico. «Se la compilazione fosse volontaria e anonima, non ci sarebbero obiezioni». Ma poiché il modulo è nominativo, il suo scopo «è ovviamente quello di evitare reclami successivi». Attualmente, secondo il professore, non esiste una base legale per questa pratica. «Richiedere una simile dichiarazione prima di lasciare l'incarico è estremamente problematico e richiederebbe comunque una base giuridica esplicita» conclude.