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RIYAD - Dirigenti, donne in carriera o semplici operaie, le donne in Arabia Saudita d'ora in poi potranno lavorare, purché relegate e separate dal mondo del lavoro maschile: per accoglierle, il regno ultraconservatore costruirà una città-ghetto, dedicata solo a loro.
La "città delle donne" o, in termini più accondiscendenti, il "polo lavorativo femminile", che sarà costruito nella municipalità orientale di Hafuf, costituisce una sorta di "concessione" ai diritti femminili. Le donne potranno così progettare liberamente la propria carriera, senza incontrare gli ostacoli né subire le angherie dell'inflessibile società patriarcale in cui vivono.
La richiesta di costruire la città per donne è stata fatta all'Authority saudita per la proprietà industriale (Modon), ente statale responsabile per lo sviluppo industriale delle città del regno Saudita, e viene sostenuta da un finanziamento di 500 milioni di riyal (circa 108 milioni di euro). Il progetto, i cui lavori partiranno il prossimo anno, si prevede possa creare 5.000 posti di lavoro, soprattutto nei settori tessile, alimentare e farmaceutico e ospitare imprese che diano lavoro solo alle donne e imprese amministrate da donne.