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Il Consiglio federale pone le basi per la nuova politica di crescita
Berna, 21.01.2015 - Il Consiglio federale ha approvato oggi il rapporto che pone le basi della nuova politica di crescita economica, corredato di una retrospettiva e di un’analisi per la strategia futura. L’Esecutivo conferma gli orientamenti generali della propria strategia e intende promuovere ulteriormente la crescita economica, tutelare a lungo termine i posti di lavoro e la ricchezza nel nostro Paese. Il Consiglio federale punta principalmente ad aumentare la produttività del lavoro e a irrobustire la competitività e l’innovazione. In futuro, inoltre, la resistenza dell’economia alle crisi e l’attenuazione degli effetti collaterali della crescita economica dovranno acquistare una maggior centralità nella strategia. Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), in collaborazione con i dipartimenti interessati, elaborerà misure concrete e le presenterà al Consiglio federale entro la fine del 2015.
Il rapporto approvato dal Consiglio federale è stato elaborato dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) prima dell'abolizione del tasso di cambio minimo. Secondo l'analisi della politica di crescita perseguita finora, l'orientamento generale della strategia manterrà la sua validità anche negli anni a venire. La crescita rimane necessaria per tutelare i posti di lavoro e la ricchezza in Svizzera. Pertanto il Consiglio federale intende continuare a creare i presupposti migliori per un'economia prospera. Contemporaneamente, nella nuova politica di crescita ha aggiunto due pilastri: il rafforzamento della capacità di resistenza e l'attenuazione degli effetti collaterali problematici.
Primo pilastro: aumentare la produttività del lavoro
Il Consiglio federale ritiene che una politica economica sostenibile e lungimirante deve mirare all'aumento costante del reddito pro capite e non soltanto alla crescita del prodotto interno lordo (PIL). Si tratta in particolare di incrementare l'impatto economico attraverso un utilizzo più efficace e redditizio di tutti i fattori produttivi. Negli ultimi anni l'economia svizzera si è distinta per la crescita del suo PIL, che a livello internazionale vanta un valore pro capite elevato. Il fenomeno è riconducibile soprattutto all'aumento del volume di lavoro.
Viceversa la produttività del lavoro in Svizzera, importante per la crescita, sembra essere sottotono rispetto ad altri Paesi. Per questo motivo il Consiglio federale attribuisce la massima priorità all'aumento della produttività e ha identificato diversi settori in cui si può intensificare maggiormente la concorrenza sul mercato interno.
Tra gli ostacoli che frenano gli sviluppi della produttività - e dunque la crescita - il governo ravvisa anche la prassi amministrativa e gli elevati costi di regolazione a carico delle imprese. Anche la scarsa disponibilità di personale qualificato rappresenta un problema di attualità. Infine, i mercati esteri continuano ad offrire un potenziale che le aziende svizzere dovrebbero sfruttare maggiormente.
Secondo pilastro: rafforzare la capacità di resistenza
Secondo il Consiglio federale è importante trarre insegnamenti dalla crisi economico-finanziaria. Prevedere le crisi internazionali è molto difficile e dunque la resistenza di una piazza economica riveste un'importanza vitale. Facendo un confronto internazionale dei principali fattori (flessibilità del mercato del lavoro, basso indebitamento dello Stato, ecc.) l'economia svizzera presenta già oggi un'elevata resistenza ed è importante preservarla. Occorre valutare miglioramenti circostanziati, ad esempio una correzione per quanto riguarda gli incentivi che si traducono in un forte indebitamento dei nuclei familiari.
Terzo pilastro: attenuare gli effetti collaterali problematici
La crescita economica comporta anche effetti collaterali e il Consiglio federale desidera ad esempio approfondire maggiormente temi come i costi reali delle infrastrutture per la viabilità, la regolazione del mercato degli alloggi e l'impatto degli incentivi attuali sull'utilizzo del territorio e sul fenomeno della dispersione urbana.
Il rapporto fornisce una base per analisi approfondite e per progetti concreti di riforma. Il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), in collaborazione con i dipartimenti interessati, elaborerà misure concrete e le presenterà al Consiglio federale entro la fine del 2015.
Indirizzo cui rivolgere domande
Eric Scheidegger,
vice direttore della SECO e capo della Direzione della politica economica,
tel. 058 462 29 59
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