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L’economia deve occupare un posto importante nella politica estera del Consiglio federale. È quanto rivendicato oggi da economiesuisse nella sua conferenza stampa annuale, durante la quale ha chiesto alle autorità di contrastare le tendenze protezioniste e l’isolazionismo dentro e fuori la Svizzera. Stando a una nota della maggiore organizzazione economica elvetica, l’isolazionismo che si sta facendo largo in molti paesi e lo sviluppo tecnologico rappresentano per la Svizzera una grande sfida. L’obiettivo principale per il presidente di economiesuisse Heinz Karrer rimane il mantenimento e il sostegno dell’attuale benessere di cui gode il Paese. Per questo, gli imprenditori attivi in Svizzera devono poter esportare e importare senza soffrire di discriminazioni. Il potenziale commerciale va sfruttato a fondo. Le imprese elvetiche attive sui mercati esteri devono poter contare sulla sicurezza del diritto e una forte protezione delle rispettive innovazioni. All’interno del Paese, la Svizzera deve agire in maniera autonoma nell’istituire condizioni quadro economiche eccellenti. Per raggiungere tutti questi obiettivi, la Svizzera deve rafforzare ancora di più la propria politica commerciale ampliando la rete di accordi di libero scambio con gli stati asiatici e del continente americano. A livello globale, la Svizzera deve contrastare le tendenze al protezionismo e al dirigismo. Gli interessi economici a livello regionale e multilaterale devono tornare al centro dell’azione di politica estera del Consiglio federale. A livello di politica interna, secondo economiesuisse è necessario sfruttare al massimo gli spazi di manovra esistenti per ridurre nei prossimi cinque anni i costi amministrativi per chi esporta. I dazi sui prodotti industriali vanno eliminati e le infrastrutture ampliate. Anche la politica agricola va ripensata. Il principio della sostenibilità deve sì trovare spazio nella diplomazia economica, ma non servire da pretesto per sostenere il protezionismo.