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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Osservazioni generali sul compito e sulla riforma di Pro Helvetia</p><p></p><p>Pro Helvetia, fondazione di diritto pubblico operante a nome della Confederazione nell'ambito </p><p>del mandato sancito per legge, sotto la sorveglianza del Dipartimento federale dell'interno e </p><p>l'alta vigilanza del Consiglio federale, agisce in modo autonomo.</p><p></p><p>È innegabile che Pro Helvetia abbia bisogno di riforme. Da tempo ormai si criticano </p><p>specificamente le sue procedure e strutture complesse. Sarebbero poi da verificare il mandato e </p><p>la posizione della fondazione nel contesto della promozione culturale nazionale. A questi aspetti </p><p>si è dato un certo peso sia nel messaggio sul finanziamento delle attività della Fondazione Pro </p><p>Helvetia negli anni 2000-2003 (FF 1999 VII 6677 segg. e 6686 segg.) sia nel dibattito </p><p>parlamentare che ne è scaturito.</p><p></p><p>Nel 1998 la fondazione ha avviato le dovute riforme. Dopo vari lavori preliminari, nel luglio 2000 </p><p>il consiglio di fondazione ha preso una prima decisione fondamentale (miglioramento delle </p><p>strutture esistenti invece di una ristrutturazione radicale), in base a cui la fondazione ha portato </p><p>avanti la riforma al suo interno. Alla fine del 2000, Pro Helvetia ha sottoposto proposte concrete </p><p>al DFI, quale organo di sorveglianza. In data 23 febbraio 2001, il capo del DFI ha rilasciato in </p><p>merito istruzioni precise:</p><p></p><p>1. Per ottenere entro breve miglioramenti tangibili, la riforma dovrà entrare in vigore il 1° </p><p>gennaio 2002 e rispettare il quadro della vigente legge sulla fondazione. </p><p>Contemporaneamente verrà insediato il nuovo consiglio di fondazione tenendo conto delle </p><p>esigenze scaturite dalla riforma.</p><p></p><p>2. La riforma deve comportare un miglioramento evidente delle strutture nonché un chiarimento </p><p>delle competenze e delle responsabilità dei vari organi della fondazione.</p><p></p><p>3. La riforma deve consentire un trattamento più efficace delle richieste.</p><p></p><p>Le proposte rielaborate in base a queste istruzioni, sono state approvate pressoché all'unanimità </p><p>(un'astensione) dal consiglio di fondazione il 10 maggio scorso. Il 16 agosto 2001 verranno </p><p>decise a titolo definitivo le proposte e le modifiche ai regolamenti nel frattempo perfezionate.</p><p></p><p>In merito ai costi amministrativi</p><p></p><p>Come mette giustamente in chiaro l'interpellanza, Pro Helvetia dispone di iter decisionali </p><p>complessi e sostiene spese generali elevate. La fondazione si vede esposta a questa critica </p><p>anche a livello politico ed è quanto sostiene anche il messaggio sul finanziamento 2000-2003 </p><p>(FF 1999 pag. 7805 segg.) ai numeri 136 e 147. </p><p></p><p>Le cifre citate nell'interpellanza (quasi un terzo dei costi complessivi per le spese generali) </p><p>devono tuttavia essere poste, almeno in parte, in relazione a determinate circostanze: </p><p></p><p>- La fondazione svolge i suoi compiti con un consiglio di fondazione qualificato e posto su </p><p>solide basi nonché insieme alle sezioni operative della segreteria e dei suoi esperti. Questa </p><p>struttura organizzativa garantisce un'elevata qualità artistica dei progetti sostenuti e di </p><p>conseguenza l'impiego accurato delle sovvenzioni destinate alla promozione culturale, in </p><p>quanto consente l'esame approfondito delle richieste inoltrate. E questo richiede un certo </p><p>dispendio di risorse.</p><p></p><p>- Una parte consistente di spese generali è provocata dalla perizia e dal monitoraggio di </p><p>progetti (spese generali di produzione) e va pertanto indirettamente a favore di attività </p><p>culturali. La parte delle spese amministrative vere e proprie ammonta invece al 5 per cento </p><p>circa delle uscite complessive. Pertanto i costi amministrativi effettivi si situano decisamente </p><p>al di sotto dei valori paragonabili degli istituti culturali stranieri (Institut Français, Goethe </p><p>Institut), come specificato nel messaggio sul finanziamento oppure, se si pensa ai costi del </p><p>consiglio di fondazione, al di sotto delle tariffe della Confederazione per esperte e esperti </p><p>esterni. </p><p></p><p>In merito alla cultura popolare</p><p></p><p>Nella sua richiesta di finanziamento per gli anni 2000-2003 Pro Helvetia ha sottoposto agli </p><p>organi politici un programma di lavoro dettagliato corredato delle esigenze finanziarie </p><p>corrispondenti (163.4 milioni di franchi). In esso la fondazione ha posto delle priorità esplicite </p><p>concentrando la propria attività sulla comprensione in Svizzera e gli scambi con l'estero. Di </p><p>conseguenza erano previste risorse limitate per sostenere la cultura e le tradizioni popolari </p><p>nonché l'uso dei dialetti (rispettivamente 430 000 e 450 000 franchi).</p><p></p><p>Il Consiglio federale e il Parlamento hanno approvato l'impostazione proposta da Pro Helvetia e, </p><p>fondandosi su di essa, hanno assegnato alla fondazione complessivamente 130 milioni di </p><p>franchi. Impiegando solo risorse limitate (2000 e 2001: 212 000 franchi ciascuno) a favore della </p><p>promozione della cultura e delle tradizioni popolari nonché dell'uso dei dialetti, la fondazione non </p><p>fa che applicare le decisioni del Parlamento in merito ai principi e ai tagli.</p><p></p><p>In merito ai singoli interrogativi dell'interpellanza</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione che la struttura organizzativa della fondazione </p><p>debba essere snellita e districata per aggiornarla ai tempi odierni e che si debba in </p><p>particolare provvedere a una chiara separazione tra gestione strategica e operativa nonché </p><p>a un'attribuzione dei compiti e delle competenze ai vari organi della fondazione adeguata ai </p><p>contenuti e alle funzioni?</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione e approva le disposizioni del capo del DFI </p><p>che mirano in questa direzione e le decisioni del consiglio di fondazione di Pro </p><p>Helvetia del 10 maggio 2001 che ne sono scaturite. </p><p></p><p>2. Il Consiglio federale è disposto ad avviare gli adeguamenti eventualmente necessari della </p><p>legge federale e del regolamento interno e dei regolamenti che ne derivano, che devono </p><p>essere approvati dal DFI? </p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene le istruzioni del capo del DFI e le decisioni che ne sono </p><p>scaturite prese dal consiglio di fondazione di Pro Helvetia il 10 maggio 2001, secondo cui </p><p>occorre raggiungere entro breve miglioramenti tangibili e mettere in vigore la riforma per il 1° </p><p>gennaio 2002. Questo è possibile soltanto, se i miglioramenti rispettano il quadro della legge </p><p>federale (RS 447.1) e se vengono ottenuti adeguando il regolamento dei sussidi (RS 447.12; </p><p>approvazione da parte del Consiglio federale) e il regolamento interno (RS 447.11; </p><p>approvazione da parte del DFI). </p><p></p><p>Se seguiranno ulteriori passi e quali dovranno essere verrà deciso in base ai risultati ottenuti </p><p>per il 1° gennaio 2002. </p><p></p><p>3. Il Consiglio federale è disposto alla prossima occasione ad eleggere rappresentanti della </p><p>cultura popolare tradizionale nel consiglio di fondazione, allo scopo di considerare </p><p>adeguatamente le sue esigenze ai sensi dell'articolo 2 capoverso 1 lettera a della legge </p><p>federale?</p><p></p><p>Le riflessioni fondamentali del Consiglio federale verteranno sulla composizione del </p><p>consiglio di fondazione in vista del suo rinnovo previsto per il 1° gennaio 2002. Dovrà </p><p>comunque rispettare le disposizioni legali in vigore (numero di consiglieri e considerazione </p><p>delle regioni linguistiche, delle comunità culturali e dei principali settori della vita culturale in </p><p>Svizzera), ma anche del nuovo mansionario del consiglio di fondazione scaturito dalla </p><p>riforma, riassumibile nella maggiore assunzione della responsabilità strategica. In questo </p><p>contesto si dovrà chiarire la possibilità di eleggere rappresentanti della cultura popolare </p><p>tradizionale nel consiglio di fondazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.