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Cuba
Approvato un nuovo codice penale controverso
Il Parlamento di Cuba ha approvato un nuovo e controverso codice penale che include 37 nuovi reati e vieta, tra l'altro, il finanziamento estero dei media oltre a rafforzare le sanzioni legate alla corruzione.
Il nuovo codice è stato duramente criticato da attivisti e oppositori, che ritengono che questa riforma metterà a tacere le proteste e il giornalismo indipendente, riferisce l'agenzia Efe.
Le nuove norme sono state approvate ieri all'unanimità in una sessione straordinaria del Parlamento ed entreranno in vigore entro 90 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
«Una legge penale moderna, temperata sulle realtà socioeconomiche e aggiornata con la Costituzione e altre disposizioni giuridiche», ha affermato il presidente della Corte suprema del popolo, Rubén Remigio Ferro, presentando il testo della legge che sostituisce quella del 1987.
Ferro ha spiegato che è una norma che prevede sanzioni contro le discriminazioni in tutte le sue manifestazioni, la violenza di genere e familiare, crimini contro minori o disabili. Inoltre, sono introdotti reati in materia di telecomunicazioni e ambiente.
Il codice penale mantiene la possibilità di infliggere la pena di morte per 23 tipologie di reato estremamente gravi. Ferro ha in ogni caso sottolineato che è dal 2003 che la pena capitale non si applica sull'isola, e che il governo ha commutato quelle pendenti nel 2008.
«Reati contro lo Stato»
Il testo prevede inoltre la reclusione fino a 10 anni per chiunque «sostiene, incoraggia, finanzia, fornisce, riceve o ha in suo possesso fondi, risorse materiali o finanziarie» da organizzazioni non governative o istituzioni internazionali che possono essere utilizzate per «sostenere attività contro lo Stato e il suo ordinamento costituzionale».
Diverse organizzazioni e gruppi dissidenti di Cuba hanno criticato il nuovo codice penale e l'introduzione di nuovi reati e pene più dure. Inoltre, gli attivisti denunciano la presenza di ambiguità del nuovo testo, che lascia spazio a decisioni arbitrarie e che considerano una risposta alle proteste antigovernative avvenute a luglio dello scorso anno.
In particolare, sottolineano criticità nelle nuove fattispecie di reato per disordini pubblici e contro la sicurezza dello Stato, quelle che penalizzano il finanziamento estero di ong e media e quelle legate allo spionaggio.
SDA