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Così risponde il capo dell'esercito Thomas Süssli alla richiesta tedesca di ricomprare i Leopard 2 venduti alla Confederazione
BERNA - La Germania vuole riacquistare i carri armati Leopard 2 venduti alla Confederazione. Ma dei duecentotrenta tank in dotazione all'esercito elvetico, solo una parte di quelli dismessi (che sono novantasei) potrebbero riprendere la via di Berlino. Secondo il capo dell'esercito Thomas Süssli - come riportato dal quotidiano 20Minuten - il numero di "panzer" che la Svizzera potrebbe cedere potrebbe aggirarsi attorno a una dozzina.
La lettera di Berlino - La richiesta di vendita - scrive il quotidiano zurighese - è stata avanzata in una lettera, come ha confermato venerdì a Berlino il portavoce del Ministero della Difesa Renato Kalbermatten. «In sostanza si dice che saremmo felici se la Svizzera pensasse di vendere le scorte della flotta svizzera dismessa», ha detto.
A dare per primo la notizia è stato il "Blick".
«Si possono vendere solo i carri armati dismessi e la decisione spetta al Parlamento» - La legge svizzera prevede che solo il materiale in disuso può essere rivenduto ed è il Parlamento a decidere se il materiale ha tali caratteristiche.
Süssli ha anche specificato alla SRF che «l'esercito svizzero ha bisogno dell'equipaggiamento completo per tutti i battaglioni, e poi di una parte per l'addestramento». Inoltre, ha detto, «ha bisogno di una cosiddetta riserva di circolazione e di una riserva per i pezzi di ricambio».
Dodici o poche unità in più i mezzi che potrebbero essere ceduti - La somma di tutti questi elementi porta a una sola conclusione, riepilogata dal capo dell'esercito svizzero nel numero dodici o poche unità in più. «Rimane un numero limitato di unità che possono essere consegnate» ha ripetuto in modo molto perentorio.
L'Associazione svizzera degli ufficiali non vuole consegnare i carri armati - L'Associazione svizzera degli ufficiali (SOG) definisce «incomprensibile» un'eventuale cessione di carri armati. «Cedere un solo carro armato significherebbe indebolire l'esercito svizzero» e muove critiche su una eventuale decisione politica che «indebolirebbe la nostra capacità di difesa».
Si attende il pronunciamento politico, ma per Süssli e dal suo punto di vista militare «ogni carro armato è necessario».