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ZURIGO - Gli infanticidi sono casi assolutamente isolati in Svizzera. Il codice penale definisce "infanticidio" quando "la madre uccide il bambino durante il parto o quando è ancora in stato puerperale".
Stando al "Tages-Anzeiger" questo crimine non è in alcun modo paragonabile agli omicidi in cui le mamme scuotono a morte il loro bambino che piange, o uccidono i figli per altre ragioni. La legge svizzera prevede una pena più lieve per l'infanticidio, al massimo tre anni.
Ed è proprio a una condanna mite che una giovane donna è stata condannata oggi dalla Corte Distrettuale di Horgen (ZH): 18 mesi sospesi e una multa di 500 franchi. Il processo si è tenuto secondo la procedura abbreviata, visto che la donna era rea confessa e le parti hanno potuto accordarsi sulla colpevolezza e sulla pena. Ciò significa anche che contro la sentenza non sono possibili ricorsi in appello.
«Non si è occupata del neonato» - Secondo l'accusa, alla 25enne si sono rotte le acque la notte del 14-15 gennaio 2016, nell'appartamento dei suoi genitori. Senza informare un medico o i familiari, a casa in quel momento, la ragazza ha dato alla luce il suo bambino da sola, in bagno.
Alla nascita, il piccolo era vivo, ma affetto da polmonite. «Non si è occupata del neonato e non si è nemmeno accertata che fosse vivo», la accusa la procuratrice pubblica. La ragazza ha tagliato il cordone ombelicale e ha messo il corpicino in un secchio di plastica che poi ha riempito di vestiti prima di riporlo nell'armadio della sua stanza. Secondo l'accusa, il bambino è morto non prima di una 20ina di minuti, ma più probabilmente dopo alcune ore, a causa di una insufficienza cardiaca.
Non è chiaro come sia emerso il caso. Stando al quotidiano un medico o un ospedale avrebbero avvertito le autorità.