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ZURIGO - 47,2 gradi è una temperatura in grado di mandare KO anche il più resistente degli esseri umani.
«È quanto deve soffrire ogni passeggero costretto in attesa sul ponte d'imbarco», sottolinea un lettore di 20 Minuten dall'aeroporto di Zurigo. E, spiega, non è nemmeno la prima volta. «È lo stesso problema ogni estate e all'aeroporto sembra non interessare».
Contattato, lo scalo aeroportuale reagisce con comprensione: «Possiamo capire molto bene il fastidio. È spiacevole quando si deve aspettare al caldo», ammette il portavoce Philipp Bircher. Sfortunatamente, l'aeroporto non ha praticamente nessun mezzo per arginare il problema.
L'aria condizionata sarebbe sproporzionata - I ponti passeggeri sono progettati come un passaggio, quindi il raffreddamento è difficile, spiega Bircher. «Sono parzialmente ventilati. Tuttavia, il raffreddamento costerebbe una grande quantità di energia». Ciò sarebbe impegnativo e sproporzionato, soprattutto in termini ambientali. Un costo esagerato, inoltre, se si considera l'installazione di un impianto di aria condizionata per una manciata di giornate calde.
Bircher sottolinea come i ponti di imbarco dei passeggeri non siano pensati per rimanervi a lungo.
Imbarchi veloci - «Alcune compagnie aeree stanno anche facendo un degli "speedy boarding" speciali, date le temperature attuali». L'obiettivo è che i passeggeri transitino velocemente dal ponte d'imbarco senza patire troppo il caldo.
ZURIGO - 47,2 gradi è una temperatura in grado di mandare KO anche il più resistente degli esseri umani.