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La Segreteria di stato dell'economia (SECO) sta esaminando come applicare in Svizzera le sanzioni ONU nei riguardi della Libia, che concernono il gruppo Tamoil. "I nostri esperti devono analizzare la decisione delle Nazioni Unite e vedere ciò che rappresenta per noi", ha affermato la portavoce Antje Bärtschi, confermando una notizia di "Südostschweiz" e "Aargauer Zeitung".
All'esame vi è in particolare la questione dell'esatta appartenenza di Tamoil, membro della società Oilinvest con sede in Olanda. Si tratta di una procedura normale, secondo la portavoce della SECO, poi spetterà al Consiglio federale prendere le decisioni. Per Tunisia ed Egitto la Confederazione ha deciso il blocco dei beni; nei confronti della Libia non ha scelta: in quanto membro dell'ONU dovrà applicare le sanzioni.