Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/54644

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo diverse fonti, lo scorso anno Postfinance ha affidato mandati per lo sviluppo di software alla società di informatica indiana Datamatics. Quest'azienda ha sede nella zona franca di Seepz, a Bombay, e impiega informatici indiani pagandoli con salari compresi fra 9'000 e 25'000 franchi all'anno. Dopo una prima fase di prova, si sta ora valutando se affidare all'impresa indiana una commessa più consistente.</p><p>Nello stesso periodo, la Posta ha soppresso circa 70 posti di lavoro nei suoi servizi informatici, e diverse dozzine di posti sono tuttora in pericolo. Al riguardo sono in corso trattative con la Posta per negoziare un piano sociale.</p><p>Il Consiglio federale è stato informato su questo stato di cose? Qual è l'importo complessivo delle commesse affidate all'azienda indiana?</p><p>2. Questi lavori non si sarebbero potuti effettuare internamente, dopo un'eventuale riqualificazione professionale del personale interessato? Non sarebbe stato possibile affidare l'incarico ad altre imprese svizzere?</p><p>3. Il Consiglio federale è in grado di dire se altre imprese della Confederazione (Swisscom, FFS, RUAG ecc.) hanno affidato analoghe commesse nel settore informatico ad aziende estere?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che l'esternalizzazione di servizi informatici, sebbene rappresenti una prassi diffusa nell'industria privata, sia accettabile per le imprese controllate dalla Confederazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Considerazioni preliminari </p><p>Nel 2003, gli effettivi di personale nel settore IT Services della Posta sono rimasti invariati. Anche nel 2004 l'organico rimarrà stabile. Nel settore IT Services, la Posta non ha quindi soppresso 70 posti di lavoro, ma li ha spostati da Losanna a Berna e da Aarau a Zurigo. Questa è stata la ragione della negoziazione del piano sociale. La Posta ha assicurato al Consiglio federale che i collaboratori interessati manterranno il loro posto e che non sarà decretato alcun licenziamento. Grazie a indennità forfettarie di mobilità e di trasloco, nonché attraverso eventuali riqualificazioni professionali, il trasferimento dei posti di lavoro dovrà essere realizzato in modo socialmente sopportabile. Inoltre, nel 2003, la Posta ha aumentato da 300 a 380 gli effettivi di personale nel settore informatico di PostFinance e per il 2004 è prevista la creazione di altri 40-60 posti di lavoro.</p><p>In merito alle domande 1 e 2</p><p>Per legge, la Posta ha il compito di offrire i suoi servizi in tutte le regioni del Paese, con una buona qualità e a prezzi equi. Per questa ragione la Posta deve prendere le sue decisioni in base a principi imprenditoriali. Non rientra nell'interesse né dell'azienda, né dei suoi clienti il fatto che la Posta, per gli acquisti e per l'attribuzione delle commesse, prenda in considerazione solamente le offerte provenienti dalla Svizzera. D'altra parte, un comportamento del genere non sarebbe neanche nell'interesse della Svizzera che, in quanto paese esportatore, deve poter contare su mercati aperti.</p><p>La decisione sull'assegnazione di singole commesse è quindi di competenza della Posta, che deve comunque rispettare le prescrizioni in materia di gare d'appalto e gli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale. Quest'ultimo esige che la Posta prenda le proprie decisioni rispettando i principi etici. La Posta, quindi, decide tenendo conto dei diversi interessi in gioco e bilanciandoli adeguatamente. Per l'acquisto di beni e servizi la Posta, come le altre aziende federali, è libera se scegliere fornitori svizzeri o esteri. Essa deve comunque rispettare le norme del diritto sugli acquisti pubblici.</p><p>In linea di massima, secondo le Condizioni commerciali generali della Confederazione, applicate anche dalla Posta, esiste un obbligo di segretezza fra la Posta e i suoi fornitori. La Posta ha però comunicato al Consiglio federale che il compenso pattuito, nel caso in questione, è inferiore a 400'000 franchi per il primo semestre 2004. Per il secondo semestre 2004 non è finora stato attribuito alcun ulteriore mandato. Secondo le informazioni fornite dalla Posta,  per il mandato in questione lavorano in India ca. 7-8 persone. Rispetto al volume complessivo del progetto, la quota affidata all'azienda indiana è pari circa al 10% (costo complessivo del progetto: circa 3 milioni di franchi). Tenuto conto del ridotto volume del mandato e del volume di lavoro attualmente svolto dai servizi informatici interni della Posta, nel caso in questione non si tratta di un mandato che avrebbe potuto fornire un contributo sostanziale alla riqualificazione di personale interno. Il fatto che i servizi interni dispongano di un volume di lavoro e di una qualificazione sufficienti è tuttavia in linea con la politica commerciale della Posta.</p><p>In merito alle domande 3 e 4</p><p>In tutte le aziende federali, la fornitura dei servizi informatici viene affidata sia a personale interno che a ditte esterne. La maggior parte dei mandati viene eseguita in Svizzera. il Consiglio federale rinuncia quindi ad elencare tutti i mandati per servizi informatici attribuiti dalle aziende federali. </p><p>Come già detto, spetta alle imprese federali, nel quadro degli obiettivi strategici del Consiglio federale e nel rispetto delle vigenti norme relative alle gare di appalto, prendere le decisioni necessarie per soddisfare il loro mandato imprenditoriale. Le imprese devono avere la libertà di adottare le soluzioni più adatte caso per caso. Il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre una norma che vincoli le imprese federali a privilegiare, per esempio, le aziende svizzere.</p>  Risposta del Consiglio federale.