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Martin Schubarth, il giudice federale che salì agli onori della cronaca per aver sputato addosso a un giornalista, rassegna le dimissioni.
All’origine della decisione, i difficili rapporti con la Commissione di gestione del Parlamento, che aveva aperto un’indagine sul suo conto.
Il giudice Martin Schubarth getta la spugna: il magistrato sospeso dalle sue funzioni nel febbraio scorso in seguito alla nota vicenda dello sputo indirizzato ad un giornalista del quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung ha mandato una lettera di dimissioni al presidente dell'assemblea federale Yves Christen.
Le dimissioni dovrebbero entrare in vigore il 30 giugno 2004. Con questa mossa, Schubarth anticipa di un giorno la presentazione del rapporto stilato dalla Commissione di gestione delle camere. Il rapporto, la cui pubblicazione è prevista per lunedì, analizza l’operato di Schubarth in seno alla corte suprema.
Mobbing o libera scelta?
La notizia delle dimissioni di Schubarth è stata pubblicata da due domenicali svizzeri tedeschi e confermata dal diretto interessato. Il giudice federale afferma che la sua decisione di andarsene è una libera scelta e che, dopo 20 anni di attività, «non ha più voglia» di svolgere la sua funzione.
La partenza non sarebbe dunque da mettere in relazione con il contenuto del rapporto d’inchiesta che la commissione di gestione del parlamento ha stilato sul suo conto.
Tuttavia il sessantunenne Schubarth è stato molto irritato dal modo con cui è stato trattato dai suoi colleghi – il Tribunale federale gli aveva chiesto di dimissionare poco dopo l’episodio dello sputo, e in seguito al suo rifiuto non gli aveva più affidato dei dossier – e dal modo in cui è stata condotta l’inchiesta, decisa per chiarire i sospetti di irregolarità che pesavano sulla sua attività.
«Un qualsiasi automobilista che parcheggia in divieto di sosta è protetto meglio di un giudice federale», si è lamentato Schubarth, stanco, a suo dire, delle calunnie e dei metodi utilizzati dalla più alta istanza giuridica del paese per metterlo da parte.
Inoltre la Commissione di gestione, dopo l’episodio dello sputo, avrebbe aperto un’inchiesta «senza rispettare le regole fondamentali dello Stato di diritto». Schubarth deplora in particolare di essere stato ascoltato solo due volte dalla Commissione.
Accuse rispedite al mittente
Il consigliere nazionale Hubert Lauper (Partito popolare democratico, PPD) critica le esternazioni di Schubarth. Lauper, che ha guidato i lavori del gruppo incaricato dalla Commissione di gestione di far chiarezza sul caso Schubarth, afferma che nel caso del giudice federale si è applicata la procedura che viene abitualmente seguita anche in altri casi.
Niente trattamenti di «sfavore» dunque. Inoltre Schubarth non sarebbe stato ascoltato due, bensì tre volte dalla Commissione. Lauper critica apertamente anche la scelta di dare le dimissioni per il 30 giugno 2004.
Per il deputato PPD, che Schubarth resti in carica fino a metà dell’anno prossimo, incassando tutto il suo stipendio, non è nell’interesse di nessuno. Lauper si sarebbe aspettato che il giudice dimissionasse per la fine del 2003 o che rimanesse fermo sulle sue posizioni e non dimissionasse affatto. «Probabilmente è un grande giurista, ma non un gran signore», conclude il deputato friburghese.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il sessantunenne Schubarth è giudice federale dal 1982
Era stato proposto per questa carica dal Partito socialista
11.2.2003 Schubarth sputa addosso ad un giornalista della NZZ
30.6.2004 la data prevista per l’entrata in vigore delle dimissioni
In breve
L'11 febbraio scorso il giudice federale aveva sputato in direzione del corrispondente della «Neue Zürcher Zeitung», con cui aveva da anni rapporti difficili.
Schubarth aveva in seguito sostenuto di essersi «stupidamente» girato verso il giornalista mentre tentava di reprimere un accesso di tosse e che lo sputo era partito inavvertitamente. L'episodio aveva portato alla luce le tensioni interne al Tribunale federale.
Secondo la legge, un giudice della corte suprema non può essere deposto. Con le sue dimissioni Schubarth mette fine ad una lunga polemica. Fino alla data da lui scelta per le dimissioni, giugno 2004, continuerà a ricevere l'intero salario.
In seguito, avendo lavorato per più di 20 anni al Tribunale federale, gli sarà concesso un vitalizio di 163'000 franchi l'anno, pari al 50% del suo salario attuale.