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Il presidente serbo Boris Tadic ha messo in discussione l'indipendenza di Thomas Fleiner, quale consulente speciale per i negoziati sullo statuto futuro del Kosovo.
L'esperto svizzero era stato nominato nel novembre scorso a questo incarico dalle stesse autorità serbe.
Il capo dello Stato della Serbia e Montenegro Boris Tadic ha sollevato dubbi sull'indipendenza del professore svizzero Thomas Fleiner, esperto di federalismo, che fa parte, come consulente, del team di negoziatori chiamato a discutere del futuro statuto del Kosovo.
In un articolo pubblicato dal settimanale «Nin», Tadic si è domandato se Fleiner sia oppure no indipendente dal governo elvetico.
Il presidente ha detto in particolare di non sapere se l'Istituto di federalismo di Friburgo (IFF), diretto da Fleiner, sia finanziato dalla Confederazione.
Sarebbe bene chiarire questo punto, ha detto Tadic con un riferimento al chiaro sostegno del governo svizzero in favore dell'indipendenza del Kosovo.
Ancora recentemente, la ministra elvetica degli affari esteri Micheline Calmy-Rey si era espressa in favore di "un'indipendenza formale" per la provincia, posta sotto l'amministrazione dell'ONU dal 1999, dopo l'invasione delle truppe serbe e l'intervento delle forze della Nato.
Le autorità di Belgrado lottano invece per mantenere il Kosovo all'interno dello Stato della Serbia e Montenegro.
Richiesto dal governo di Belgrado
Da parte sua, in uno scritto consegnato lunedì all'agenzia di stampa Tanjug, Fleiner ha annunciato la disponibilità a rinunciare all'incarico se la sua indipendenza professionale e politica venisse messa in discussione.
L'esperto friburghese era stato contattato direttamente in novembre dalle stesse autorità di Belgrado, che cercavano una persona esterna per una consulenza giuridica.
Direttore dell'IFF dal 1984, Fleiner dovrebbe mettere a disposizione nell'ambito delle trattative sul Kosovo le sue conoscenze sul federalismo, gli Stati multietnici e il diritto internazionale.
Il suo ruolo sarà di «fornire alcune idee per trovare soluzioni durature e accettabili da tutti».
Il professore di Friburgo aveva già lavorato più volte nell'ex Jugoslavia, in particolare dirigendo nel 1992-1993 una missione dell'allora Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE, oggi OSCE).
Per quanto concerne il finanziamento dell'IFF da parte della Confederazione, Fleiner ha ricordato che in paesi, come la Svizzera, viene rispettata la libertà di ricerca e di insegnamento. E questo anche quando la ricerca viene finanziata dalle stesse autorità.
Le attività dell'IFF sono finanziate principalmente dal Canton Friburgo e dalla Confederazione.
Volontà di rispettare le regole
A detta di Fleiner, il fatto di aver ricevuto questo incarico dal governo di Belgrado dimostrerebbe comunque «l'interesse dei serbi a rispettare le regole del diritto».
L'intervento dell'esperto svizzero sarebbe sostenuto tra l'altro dal primo ministro della Serbia e Montenegro Vojislav Kostunica.
Secondo l'esperto friburghese, i negoziati sul futuro statuto del Kosovo non sono solo una questione diplomatica.
L'obiettivo è di «aiutare la gente a vivere in pace» e non di trovare un compromesso zoppicante.
A suo avviso la comunità internazionale, interessata a soluzioni rapide piuttosto che a lungo termine, dovrebbe evitare di esercitare una pressione eccessiva sui negoziatori.
Per giungere ad un accordo, ci vuole pazienza, ha aggiunto il direttore dell'Istituto di federalismo di Friburgo (IFF).
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Direttore dell'Istituto di federalismo di Friburgo (IFF) dal 1984, Fleiner è stato contattato per le sue conoscenze sul federalismo, gli Stati multietnici e il diritto internazionale.
Ha più volte lavorato nell'ex Jugoslavia, in particolare dirigendo nel 1992-1993 una missione dell'allora Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE, oggi OSCE).
Ha pure collaborato con le autorità serbe al momento della creazione della Repubblica di Serbia e Montenegro, nel 2003.
In breve
Abitato da una popolazione a maggioranza albanese, il Kosovo fa ancora parte formalmente della Serbia.
Dal 1999, dopo l'invasione delle truppe serbe e l'intervento delle forze della Nato, la provincia è stata posta sotto l'amministrazione dell'ONU.
Ancora oggi sussistono però forti tensioni tra la maggioranza albanese e la minoranza serba, costretta a vivere sotto la protezione delle forze internazionali di pace.
Veri e propri negoziati sullo statuto definitivo della regione sono stati rinviati a più riprese, in attesa di una stabilizzazione della situazione.