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Ricchi e poveri, il divario cresce
Oxfam: il patrimonio dei 10 più facoltosi è passato da 700 a 1'500 miliardi dollari durante la pandemia, mentre 163 milioni di persone sono diventate povere
Dall’inizio della pandemia i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni. In due anni la loro ricchezza è cresciuta da 700 a 1’500 miliardi di dollari, al ritmo di 1,3 miliardi al giorno, 15’000 dollari al secondo. Nello stesso periodo il 99% degli individui ha avuto redditi inferiori alle attese e 163 milioni di persone sono cadute in povertà. Attualmente le ineguaglianze contribuiscono alle morte di 21'300 persone al giorno, una ogni 4 secondi.
La denuncia arriva dal rapporto di Oxfam Le disuguaglianze uccidono, diffuso in occasione dell'apertura dei lavori di The Davos Agenda 2022, il meeting virtuale di una settimana organizzato dal Forum economico mondiale dopo aver dovuto annullare l'appuntamento fisico nei Grigioni. "Dall'inizio dell'emergenza Covid-19, ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito ad una élite composta da oltre 2’600 super-ricchi le cui fortune sono aumentate di ben 5'000 miliardi di dollari, in termini reali, tra marzo 2020 e novembre 2021", denuncia l'organizzazione non governativa. Solo per Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, una delle aziende il cui fatturato è decollato con il Covid-19, Oxfam calcola un "surplus patrimoniale" nei primi 21 mesi di pandemia di 81,5 miliardi di dollari, l'equivalente del costo stimato della vaccinazione (due dosi e booster) per l'intera popolazione mondiale.
La pandemia ha colpito più duramente le donne, che hanno perso 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020. Tuttora, mentre l'occupazione maschile dà segnali di ripresa, si stima che quest’anno vi saranno 13 milioni di donne occupate in meno rispetto al 2019.
Gran parte delle risorse iniettate dalle banche centrali per sostenere l'economia "sono finite nelle tasche dei miliardari che cavalcano il boom del mercato azionario", afferma Gabriela Bucher, direttrice di Oxfam International. Poi c'è il boom degli utili nel settore farmaceutico, "fondamentale nella lotta alla pandemia, ma succube alla logica del profitto e restio alla sospensione temporanea dei brevetti" per aumentare la produzione di vaccini e salvare vite nei paesi più poveri.
Secondo Oxfam, i monopoli detenuti da Pfizer, BioNTech e Moderna hanno permesso di realizzare utili "per 1’000 dollari al secondo e creare cinque nuovi miliardari". Al contempo "meno dell'1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei paesi a basso reddito". La percentuale di persone con Covid-19 che muore a causa del virus nei paesi in via di sviluppo - denuncia la ONG - è circa il doppio di quella dei paesi ricchi.