Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/129469

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali progetti intende realizzare concretamente per creare incentivi al lavoro e migliorare la conciliabilità tra vita sociale, famiglia e lavoro, agendo così contro la povertà delle famiglie?</p><p>2. Quali conclusioni trae dagli esempi di buona prassi dei quattro cantoni che hanno già introdotto prestazioni complementari per le famiglie?</p><p>3. Cosa si può dire del ruolo della Confederazione in materia di armonizzazione, considerato che i cantoni affrontano il problema con soluzioni diverse?</p><p>4. Fino a che punto la Confederazione persegue l'armonizzazione delle prestazioni complementari per le famiglie nel quadro del dialogo nazionale sulla politica sociale svizzera?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto ad avviare i lavori necessari per l'elaborazione di una legge quadro sulle prestazioni complementari per le famiglie in collaborazione con i cantoni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La povertà delle famiglie è uno dei principali campi d'azione della Strategia nazionale di lotta alla povertà. In quest'ambito, le competenze incombono principalmente ai cantoni. A livello federale, le iniziative parlamentari Fehr Jacqueline e Meier-Schatz sono state tolte di ruolo dal Consiglio nazionale nell'estate 2011, poiché i modelli di prestazioni studiati non avevano raccolto la maggioranza dei consensi. Il Dipartimento federale dell'interno (DFI), che aveva esaminato diverse varianti in grado di soddisfare i criteri posti dalla commissione competente durante i lavori, su richiesta dei cantoni ha tuttavia deciso di continuare nella ricerca di soluzioni alternative in collaborazione con la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). La discussione è stata sospesa in seguito alla mancata intesa fra i cantoni sul finanziamento delle nuove prestazioni. Dal canto suo, la CDOS ha elaborato alcune raccomandazioni affinché i cantoni che desiderano introdurre prestazioni complementari per le famiglie scelgano soluzioni il più possibile convergenti.</p><p>1. Il DFI è stato incaricato di elaborare le basi di un programma nazionale per la prevenzione e la lotta alla povertà. Nel quadro delle sue competenze, la Confederazione prosegue dunque il suo impegno in quest'ambito. Essa svolge diverse attività per integrare le economie domestiche a basso reddito e migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Per esempio, dal 2003 sostiene un programma d'incentivazione, che giungerà a termine nel 2015, per promuovere la creazione di nuovi posti per la custodia di bambini complementare alla famiglia e aiutare così i genitori a conciliare meglio lavoro e famiglia. Adottando l'articolo 115a della Costituzione, il Parlamento ha confermato il ruolo delle strutture di custodia cantonali e comunali nella politica familiare e l'impegno sussidiario della Confederazione. Popolo e cantoni si esprimeranno in merito nel marzo 2013.</p><p>2. La Confederazione segue con interesse gli sviluppi in corso nei cantoni. Eccezion fatta per la legge ticinese, in vigore ormai da 16 anni, i sistemi adottati dagli altri cantoni sono troppo recenti per permettere di trarre conclusioni e individuare le migliori pratiche. Il cantone di Soletta, che nel 2010 ha introdotto le prestazioni complementari per le famiglie per un periodo limitato di cinque anni, sta procedendo a una valutazione. In base al relativo rapporto, la cui pubblicazione è prevista nel maggio 2014, le autorità decideranno se rinnovare o meno l'esperienza o eventualmente modificare la legge. Ancora più recenti sono le esperienze dei cantoni di Vaud e di Ginevra, dove i sistemi sono entrati in vigore rispettivamente nell'estate 2011 e nell'autunno 2012.</p><p>3./4. Poiché in Parlamento i dibattiti sui modelli di prestazioni complementari per le famiglie non hanno raggiunto il loro obiettivo, la Confederazione non intende intervenire presso i cantoni affinché armonizzino i sistemi in vigore o in via di elaborazione. Ciononostante, permane il bisogno di una risposta mirata alla situazione delle famiglie a basso reddito. Il DFI - in collaborazione con la CDOS, i comuni e le città - porta avanti riflessioni più ampie su possibili misure in favore delle famiglie povere nel quadro del dialogo nazionale sulla politica sociale svizzera e nel contesto della preparazione del programma nazionale di prevenzione e di lotta alla povertà, le cui basi saranno sottoposte al Consiglio federale nella primavera 2013.</p><p>5. Per il momento, il Consiglio federale non ha ricevuto l'incarico di avviare nuovi lavori in vista di una legge quadro federale sulle prestazioni complementari per le famiglie. Considerata la posizione del Parlamento in merito, non ritiene opportuno rilanciare il tema di propria iniziativa.</p>  Risposta del Consiglio federale.