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Se si fosse votato il 22 maggio, le iniziative Acqua potabile pulita e quella sui pesticidi sarebbero state respinte, mentre i cittadini avrebbero approvato le leggi Covid, CO2 e sul terrorismo. È quanto emerge dal secondo sondaggio della SSR.
Questo risultato equivarrebbe a una vittoria completa da parte delle autorità federali, che invitano i cittadini a esprimersi proprio in questo modo.
Con il passare del tempo, si legge nel sondaggio condotto da gfs.bern, si assiste una polarizzazione delle idee con una prevalenza generale dei "no", una tendenza che però si manifesta in maniera decisiva soprattutto per le due iniziative agrarie. La partecipazione dovrebbe attestarsi attorno al 52%.
L'Iniziativa Acqua Potabile Pulita viene al momento respinta dal 53% dei votanti, contro un 44% di favorevoli e un 3% di indecisi. Come avviene sovente, con lo scorrere del tempo l'opposizione nei confronti dell'iniziativa popolare sembra aumentare. In generale, sembra essersi creata un'idea ben chiara su questo testo, fatto che rende limitato il possibile impatto delle campagne finali.
Lo scetticismo è aumentato in tutti i gruppi presi in considerazione, con la bocciatura che arriva da ogni fascia di età. Non si rivelano grandi differenze nemmeno fra i sessi. Permane una notevole divisione campagna-città, ma anche negli agglomerati urbani i favorevoli stanno lentamente diminuendo, con gli oppositori che sono passati dal 29 al 43%. Nelle aree italofone del Paese la tendenza progressiva al "no" è meno evidente.
L'Iniziativa divieto dei pesticidi verrebbe dal canto suo respinta con il 51% dei voti, con il 47% di favorevoli. Come dimostra questo dato, il trend di incremento dei "no" è meno evidente rispetto al primo testo agricolo. Il tutto è segno che le due iniziative vengono percepite in maniera distinta.
Interessante viene visto l'atteggiamento degli elettori dei Verdi liberali: il partito ha proposto il "sì" per l'acqua potabile e ha lasciato libertà per i pesticidi, ma è quest'ultima che sembra accaparrarsi maggiori simpatie. Anche in questo caso il testo è apprezzato nelle città e nelle regioni italofone.
La legge Covid-19 viene al momento approvato da una larga maggioranza, con il 64% di "sì" e il 32% di "no". Il testo è accolto in misura leggermente minore rispetto all'ultimo sondaggio, ma il margine rimane alto. Solo il 4% risulta indeciso e le opinioni sembrano essere consolidate.
Le posizioni sembrano chiaramente definite in base al partito politico, con uno scontro fra gli elettori dell'UDC - che si oppongono alla norma - e quelli degli altri partiti. Il maggiore entusiasmo viene espresso nella Svizzera francese, mentre gli sguardi più critici arrivano dalla campagna.
Buono anche il risultato attuale della Legge per la lotta al terrorismo, con il test approvato dal 62% di favorevoli e il 32% di contrari. Se nel primo sondaggio gli elettori di tutti i partiti approvavano il testo, ora questa maggioranza non è più raggiunta nel campo dei Verdi e del PS. L'accettazione rimane invece chiara negli altri schieramenti politici.
La legge viene fra l'altro vista bene anche da coloro che solitamente dimostrano scetticismo nei confronti delle autorità. Fra gruppi di popolazione, la norma è vista bene soprattutto dagli anziani e dalle persone poco istruite.
La legge sul CO2 viene dal canto suo approvata dal 54% degli elettori, un dato in diminuzione di 6 punti percentuali rispetto all'ultimo sondaggio, con un 43% di "no" (+8 punti). La gente va sempre più formandosi un'idea e la situazione rimane estremamente dinamica: i giochi non sono ancora fatti.
Approvazione arriva soprattutto dalla sinistra e giunge fino ai Verdi liberali. Sempre più netto il "no" che arriva dalla destra. L'opposizione è notevole nelle campagne e negli strati sociali più bassi.
L'inchiesta della SSR si è svolta fra il 18 e il 27 maggio fra 17'959 aventi diritto di voto. Il margine di errori si attesta a +/- 2,8 punti percentuali