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La procura di Ankara ha aperto un'inchiesta su almeno 50 persone accusate di aver condiviso messaggi "provocatori" sui social media in relazione al terremoto che venerdì sera ha colpito la provincia orientale turca di Elazig.
I magistrati accusano gli indagati di aver diffuso "panico" e "offeso il popolo turco, la Repubblica di Turchia e le istituzioni statali", condividendo anche "immagini false" della tragedia.
Dopo la scossa, diversi utenti avevano criticato nei loro post presunte violazioni delle norme antisismiche nell'area colpita e nella Turchia in genere.
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