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Dopo l’atterraggio a Tel Aviv del volo privato partito da Lugano, nessuno ha più saputo dove fosse finito il piccolo Eitan Biran, unico superstite della tragedia del Mottarone. Ora i media israeliani riferiscono che il bambino si trova a casa del nonno Shmuel Peleg a Petah Tikva, non lontano da Tel Aviv. Shmuel è stato interrogato dalla polizia nel pomeriggio e posto agli arresti domiciliari fino a venerdì. Inoltre gli è stato trattenuto il passaporto.
Il contenzioso familiareDa quando il piccolo Eitan è rimasto senza genitori - deceduti nell’incidente della funivia, assieme al fratellino - i familiari si contendono l’affidamento. Il bimbo è stato affidato in prima istanza alla zia paterna Aya, che vive a Pavia, dal tribunale dei minori di Torino. Ma la decisione non è stata accettata dalla zia materna, Gali Peri, che lo scorso agosto, in un’intervista, aveva rivendicato l’affidamento, sostenendo che Eitan si trovava in Italia “in una famiglia che non lo conosceva, che in precedenza non era stata a lui vicina in alcun modo”. Ha sostenuto che il piccolo “era in ostaggio” e sarebbe dovuto tornare in Israele “così come avrebbe voluto sua madre”. La famiglia materna ha dunque presentato ricorso contro la decisione dei giudici, che dovrebbe essere esaminata il 22 ottobre. Il nonno materno Shmuel, con una scusa, ha prelevato Eitan dalla casa della zia a Pavia, prima di trasferirsi verso Lugano, dove si sono imbarcati su un velivolo privato per il Paese del Medio Oriente.