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È arrivata questa mattina all'aeroporto di Zurigo l'insegnante svizzera di 33 anni rapita quasi un anno fa nello Yemen. La donna, domiciliata a Bülach (ZH), dice di aver passato un anno difficile, ma di essere stata "trattata bene".
"Tutto sommato sto bene. Sono molto felice di essere qui. Ora dovrò imparare di nuovo a vivere", ha dichiarato al suo arrivo. La donna non ha fornito dettagli sul suo rapimento, ma ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla sua liberazione, in particolare il governo del Qatar.
Il riserbo è dovuto al fatto che nello Yemen ci sono altri europei in ostaggio e che bisogna evitare di mettere queste persone in pericolo, ha affermato Ralf Hecker, responsabile del dossier presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Si tratta in particolare di due finlandesi e un austriaco, rapiti lo scorso 21 dicembre a Sanaa e ancora detenuti da un clan presumibilmente legato ad al-Qaida.
La donna svizzera - che lavorava nel paese come insegnante di lingue - era stata prelevata nel mese di marzo del 2012 dalla sua casa di Hodeida, sulla costa del Mar Rosso, da uomini armati. Dopo il rapimento è stata condotta nella provincia di Shabwa, dove sono attive cellule di al-Qaida.
SDA-ATS