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Fervono i lavori all'interno del parlamento.
KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE(sda-ats)
Il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 119 voti contro 65 e 2 astenuti - un primo supplemento al preventivo 2017.
Tale credito aggiuntivo di 215 milioni servirà per coprire il danno che Berna subirà in seguito al ricorso alle fideiussioni per tredici navi (nove cargo e quattro cisterna) della flotta mercantile elvetica, che saranno vendute.
Con 96 voti contro 89, la Camera del popolo ha invece respinto la richiesta di ulteriori 18 milioni destinati ai costi supplementari causati dal ritardo nel progetto informatico dell'amministrazione federale FISCAL-IT.
Con 111 voti contro 73 e 1 astenuto, il Nazionale ha pure bocciato un supplemento di 700'000 franchi per il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per far fronte in particolare alla corruzione internazionale e al terrorismo. Nei due casi, la maggioranza formata da UDC e PLR ha avuto la meglio sulla minoranza costituita dalla sinistra e dal PPD. Il dossier ritorna quindi al Consiglio degli Stati, che ieri aveva approvato entrambi i crediti aggiuntivi.
I soldi supplementari alla flotta mercantile - presentati come "inevitabili" dal ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann - hanno dato adito a un dibattito vivace.
Alla fine l'aggiunta al preventivo è stata sì sostenuta, ma senza entusiasmo e non nelle stesse proporzioni di ieri alla Camera dei cantoni. Il Parlamento non ha altra scelta che votare sì, hanno dichiarato vari oratori oggi in aula.
Anche i consiglieri federali Johann Schneider-Ammann e Ueli Maurer, responsabili del dossier, hanno sottolineato come il margine di manovra sia limitato e ci si trovi sotto la pressione di interessi elevati - oltre un milione al mese - che reclamano le banche. Si tratta di coprire una perdita stimata in 190 milioni dal Consiglio federale, ai quali va aggiunta una riserva di 25 milioni, per un ammontare totale di 215 milioni di franchi.
Contro il credito si è schierato invano il consigliere nazionale Ulrich Giezendammer (UDC/AG). Il democentrista argoviese ha detto di pentirsi di aver votato nel 2008 in favore della fideiussione. All'epoca si era fidato ciecamente delle dichiarazioni dell'allora ministra dell'economia Doris Leuthard, che aveva definito "minimi" i rischi corsi dalla Confederazione, ha deplorato. La sua proposta di stralciare il credito è stata però respinta con 104 voti contro 69 e 14 astenuti.
SDA-ATS