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Diventare di gran lunga il maggiore azionista della società (con l'80,03% del capitale); poter gestire liberamente e in modo strategico il futuro dello stabile in Largo Zorzi; trattare direttamente con la Casinò Locarno Sa in vista del rinnovo della concessione federale a scadenza nel luglio del 2025; incassare i contributi della casa da gioco alle Fondazioni Cultura e Turismo, per poi ridistribuirli; e garantirsi dividendi sicuri pari a circa 80mila franchi all'anno.
Appare estremamente interessante da diversi punti di vista, l'operazione con cui la Città intende acquisire l'intero pacchetto azionario della Kursaal Locarno Sa attualmente detenuto dall'Organizzazione turistica regionale (Otlmv). Interessante non soltanto per il Comune - per i motivi descritti sopra - ma anche per l'Otlmv, l'ente turistico, che da una parte troverebbe, per il "post-Covid", una stampella finanziaria a dir poco provvidenziale; e dall'altra si trarrebbe oltretutto d'impaccio nei complicatissimi rapporti che da tempo intercorrono fra la Kursaal Locarno Sa, di cui è appunto maggiore azionista, e la Casinò Locarno Sa. Quest'ultima, confrontata alla bassa congiuntura, ha smesso di erogare i contributi alle Fondazioni Cultura e Turismo (da convenzione ammonterebbero a 400mila franchi all'anno ognuna) e ha deciso di pagare soltanto la metà - 500mila franchi - dell'affitto pattuito a contratto per l'occupazione degli spazi nello stabile del Teatro. Mesi di trattative fra le due società sono valsi in pratica un nulla di fatto, con il corollario finale di un precetto esecutivo che la Kursaal ha intimato alla Casinò alla fine dello scorso anno.
Ecco allora che l'assunzione di maggiori responsabilità da parte dell'ente pubblico potrebbe sbloccare la situazione toccando contemporaneamente più punti sensibili. Il primo elemento importante riguarda l'entità finanziaria dell'operazione: con 3 milioni di franchi la Città potrebbe portarsi a casa un pacchetto azionario che ne vale sicuramente di più. Ma questo è solo l'inizio, poiché i fronti di intervento che si aprirebbero per la Kursaal con la Città come maggiore azionista sono come accennato molti e diversificati. Il primo riguarda il futuro dello stabile del Teatro, al centro di infinite discussioni riguardo l'opportunità di salvaguardia. L'edificio è malmesso e l'opzione municipale più accreditata riguarda un restauro delle parti originali con la sostituzione di quelle aggiunte e la creazione di nuovi spazi. Si parla di un intervento, previsto fra 3-5 anni, nel cui ambito è ipotizzabile una valorizzazione del teatro. Ciò sarebbe comunque preceduto da opere urgenti sulla struttura, da effettuare a più breve termine.
Poi, c'è il doppio binario gestione casa da gioco-rapporti con la Casinò Locarno Sa. L'impegno della Città è finalizzato a favorire un nuovo accordo fra Kursaal e Casinò, che sarà però subordinato all'impegno della società di gestione della casa da gioco di rimanere a Locarno anche dopo il rinnovo della convenzione. La prospettiva è un dimezzamento dell'affitto (a mezzo milione l'anno, ovvero quanto sembra sostenibile dal punto di vista della Casinò e tutto sommato accettabile per la Kursaal) e una ridefinizione dei contributi alle Fondazioni. Come e in che misura era proprio il tema centrale che andava discusso nei mesi scorsi, ma volavano i piatti e non c'è stato verso di mettersi a tavolino con la necessaria calma.
Dal profilo prettamente contabile, l'acquisizione delle 2'309 azioni Otlmv (per 1,15 milioni di capitale) consentirebbe dunque alla Città di affrancarsi dal ruolo di secondo azionista pubblico (al 25,3%), attualmente detenuto grazie alle sue 1'012 azioni per un valore di 506mila franchi. Il Comune aumenterebbe così all'83,03% la sua presenza nella società. L'acquisto non peserebbe oltretutto sulle finanze cittadine; questo, grazie ad una liquidità sufficiente per effettuare l'operazione senza ricorrere ad un indebitamento supplementare. E c'è, sempre in ambito pecuniario, la prospettiva di generosi dividendi, che potrebbero fruttare introiti annui sugli 81mila franchi contro i 35mila attuali. Infine, l'operazione è considerata "interessante" anche dal profilo economico sia sulla base del valore di stima di terreno e stabile, sia su quella dell'affitto e della capitalizzazione lorda.
Fra i buoni motivi della "scalata" v'è anche l'ubicazione dello stabile del Teatro, strategica nell'ottica della riqualifica degli spazi pubblici del centro urbano, con particolare attenzione a Largo Zorzi. E a Palazzo Marcacci piace guardare a possibili sinergie con il Palacinema, il Fevi e il Gran-Rex.
La transazione, nei programmi delle parti coinvolte, potrebbe avvenire "a rate": mezzo milione alla vendita (prevista entro fine anno, dopo l'approvazione del messaggio municipale con la richiesta di credito, attualmente in allestimento); un altro milione e mezzo fra il 2022 e il 2023; e il milione rimanente al momento del rinnovo della concessione di sito per un casinò di tipo B alla Casinò Locarno Sa.
Diventare di gran lunga il maggiore azionista della società (con l'80,03% del capitale); poter gestire liberamente e in modo strategico il futuro dello stabile in Largo Zorzi; trattare direttamente con la Casinò Locarno Sa in vista del rinnovo della concessione federale a scadenza nel luglio del 2025; incassare i contributi della casa da gioco alle Fondazioni Cultura e Turismo, per poi ridistribuirli; e garantirsi dividendi sicuri pari a circa 80mila franchi all'anno.