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Donald Trump ha annunciato su Twitter di aver concesso la grazia al suo ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, rimasto coinvolto nel Russiagate. "È un grande onore per me annunciare che al generale Michael Flynn è stata garantita la grazia completa", ha scritto. "Congratulazioni a lui e alla sua meravigliosa famiglia, so che ora trascorrerete un Ringraziamento davvero fantastico!", ha aggiunto.
It is my Great Honor to announce that General Michael T. Flynn has been granted a Full Pardon. Congratulations to @GenFlynn and his wonderful family, I know you will now have a truly fantastic Thanksgiving!— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) November 25, 2020
Flynn si era dichiarato colpevole due volte per aver mentito alla Fbi in merito ai suoi colloqui con un diplomatico russo, e resta in attesa di giudizio. La grazia riguarda un caso che lo stesso presidente uscente aveva cercato di boicottare, denunciando come "caccia alle streghe" l'intero Russiagate – lo scandalo circa l'ingerenza russa nelle Presidenziali 2016 – e spingendo il Dipartimento di giustizia a ritirare le sue accuse questa primavera: mossa che non aveva comunque fermato il giudice Emmet Sullivan. Va ricordato che Trump aveva già concesso la commutazione della pena – quindi l'annullamento della detenzione, non la grazia – al manager della sua campagna elettorale Paul Manafort e ai consiglieri Roger Stone e George Papadopoulos.
Il 'Guardian' si chiede se la grazia all'ex generale possa anticipare quella a se stesso, "una mossa che sarebbe storicamente inusuale, ma che se avesse successo avrebbe effetto solo a livello federale, non nei singoli Stati".