Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/178447

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2012 ho interpellato il Consiglio federale riguardo ai pasti industriali serviti nei ristoranti all'insaputa dei clienti, chiedendo di sostenere la creazione di un marchio di qualità "fatto in casa" o di migliorare la trasparenza. Qualche settimana fa Gastrosuisse, la Federazione romanda dei consumatori (FRC), Slow Food e la Settimana del gusto hanno annunciato per la Svizzera francese il lancio del marchio "fait maison", che dovrebbe notevolmente migliorare la situazione.</p><p>Questo marchio non include tuttavia un settore importante: quello delle panetterie. Acquistiamo quotidianamente pane, sandwich, dolci e pasticcini, una parte dei quali non è prodotta in maniera artigianale: alcuni panettieri acquistano prodotti industriali precotti o pronti al consumo che percorrono talvolta migliaia di chilometri prima di essere messi in vendita senza essere contrassegnati come tali, traendo così in errore il consumatore, convinto di acquistare un prodotto artigianale. Questa situazione danneggia l'immagine del settore sostituendo una sana concorrenza, trasparente e basata sulla qualità, con un dumping sui prezzi. Inoltre, pregiudica i diritti dei consumatori, che non vengono informati correttamente: secondo le disposizioni di legge vigenti, la sola possibilità di ottenere informazioni è chiedere in maniera sistematica al panettiere da dove proviene e come è fabbricato il prodotto. Inoltre i consumatori non sono informati sulla composizione dei prodotti di panetteria, molti dei quali contengono olio di palma e additivi sconosciuti.</p><p>1. Sono in corso tentativi di introdurre dei marchi. La Confederazione potrebbe sostenere tale processo, per esempio tramite l'Ufficio federale del consumo, al fine di creare un marchio federale credibile?</p><p>2. In assenza di un marchio credibile, il Consiglio federale potrebbe considerare la possibilità di adattare le disposizioni in vigore in modo che i consumatori possano sapere se i prodotti di panetteria acquistati sono "fatti in casa" oppure se si tratta di prodotti industriali precotti o pronti al consumo?</p><p>3. Il Consiglio federale potrebbe prendere in considerazione la possibilità di garantire una maggiore trasparenza sui principali componenti dei prodotti di panetteria, per esempio l'olio di palma, che negli altri prodotti dev'essere già dichiarato?</p><p>4. Ogni anno chiudono circa settantacinque panetterie. Quali altre misure si possono prendere per incentivare la sopravvivenza di un'offerta artigianale di qualità in questo settore?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha già avuto modo di esprimersi sulla creazione di un marchio di qualità per i ristoranti (v. interpellanze 12.4083 Thorens Goumaz "Piatti industriali al ristorante a nostra insaputa" e 13.3618 De Buman "Un marchio per promuovere i veri ristoranti"). Come affermato nelle sue risposte, sostiene un approccio privato e accoglie con favore l'iniziativa di Gastrosuisse, della Federazione romanda dei consumatori (FRC), di Slow Food Svizzera e della Settimana del gusto. È disposto a collaborare con queste organizzazioni e a fornire loro consulenza, tuttavia non ritiene sia compito della Confederazione stabilire i criteri per un marchio di qualità.</p><p>Conformemente all'articolo 5 della legge federale sull'informazione dei consumatori (LIC; RS 944.0), l'Ufficio federale del consumo può accordare aiuti finanziari alle organizzazioni di consumatori che negoziano con le parti interessati accordi sulla dichiarazione di prodotti. Questa disposizione prevede inoltre che anche altre organizzazioni d'importanza nazionale possano ottenere aiuti finanziari per l'informazione oggettiva e corretta dei consumatori nei media stampati o elettronici.</p><p>2. Al momento della consegna ai consumatori, le derrate alimentari fabbricate o importate in Svizzera devono essere caratterizzate con le indicazioni obbligatorie di cui all'articolo 3 dell'ordinanza del DFI concernente le informazioni sulle derrate alimentari (OID; RS 817.022.16), quali il Paese di produzione o l'elenco degli ingredienti. Ai sensi di questo articolo, per i prodotti di panetteria semilavorati importati deve pertanto essere indicato il Paese di produzione.</p><p>Mentre per le derrate alimentari preimballate queste informazioni devono figurare per scritto sull'imballaggio, per le derrate alimentari immesse sfuse sul mercato è sufficiente che siano fornite oralmente su richiesta (art. 39 cpv. 1 dell'ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso, ODerr; RS 817.02). Se nel commercio al dettaglio le derrate alimentari sono offerte sugli scaffali e l'informazione orale non è garantita, le indicazioni devono essere fatte per scritto secondo l'OID.</p><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che in questo modo i consumatori siano sufficientemente informati sulle caratteristiche delle derrate alimentari. Ulteriori informazioni (p. es. sull'impiego di miscele già pronte oppure di impasti precotti acquistati) possono essere fornite ai consumatori su base volontaria, per esempio tramite un marchio, come proposto dall'interpellante. Regolamentare in un'ordinanza il concetto di "fatto in casa" sarebbe molto complesso, dato che dovrebbe essere stabilito in maniera specifica per ogni settore.</p><p>3. Il diritto vigente sulle derrate alimentari è entrato in vigore il 1° maggio 2017. La questione delle informazioni da fornire su una derrata alimentare è stata ampiamente discussa in Parlamento e la regolamentazione vigente corrisponde a quanto emerso durante i dibattiti. Si è, per esempio, deciso che va sempre dichiarato per scritto l'impiego come ingrediente dell'olio di palma nei prodotti di panetteria come in tutte le altre derrate alimentari. Se i prodotti di panetteria sono venduti sfusi i consumatori hanno il diritto di informarsi in ogni momento sui loro ingredienti.</p><p>4. Spetta ai consumatori decidere se acquistare o meno un prodotto di panetteria fatto in casa senza l'impiego di miscele già pronte o impasti precotti. E spetta alle panetterie artigianali sensibilizzare i clienti sulle diverse tipologie di preparazione per aumentare la richiesta di prodotti "fatti in casa".</p>  Risposta del Consiglio federale.