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SAN GALLO - L'immagine di un cervo con una croce che splende tra le sue corna ricorda un noto liquore alle erbe e non sentimenti o riferimenti religiosi. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF) riguardo a un contenzioso tra l'azienda Jägermeister e l'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI).
La società tedesca Mast-Jägermeister ha chiesto la protezione estesa anche in Svizzera del celebre logo impresso sulle bottiglie del suo digestivo a 56 erbe con il 35% di gradazione alcolica.
La richiesta dell'azienda riguarda tutti i prodotti, tra cui bicchieri, vestiti e accessori da bar. Tuttavia, l'IPI ha inizialmente deciso di limitare la protezione solo all'abbigliamento e alle bottiglie, sostenendo che la commercializzazione di un marchio con una croce era "immorale" e avrebbe potuto offendere sentimenti religiosi.
In una sentenza pubblicata oggi, i giudici di San Gallo hanno però accolto il ricorso della società tedesca e respinto il ragionamento delle autorità. La visione del logo non riconduce immediatamente un cristiano a riconoscere il riferimento a Sant'Uberto, santo patrono dei cacciatori da cui il marchio Jägermeister è ispirato.
La leggenda - Secondo la leggenda, all'inizio dell'ottavo secolo Uberto era vescovo di Liegi (Belgio) e Maastricht (città nella zona meridionale dei Paesi Bassi) ed era conosciuto per essere un appassionato cacciatore. A tal punto che spesso e volentieri trascurava i suoi doveri. Un giorno, nel corso della sua battuta di caccia, Uberto si imbatté in un cervo bianco con una croce luminosa tra le corna. Una visione celeste che gli cambiò la vita e lo convinse a impegnarsi a fondo per rispettare e proteggere la natura, facendolo diventare il santo patrono dei cacciatori.
Il digestivo alle erbe è prodotto in Germania dal 1934. L'utilizzo di questa immagine, ormai inconfondibile, da parte di Jägermeister ha contribuito a cambiarne il senso, «indebolendone il carattere religioso¢, ritiene il TAF.
La società tedesca, per avvalorare la sua tesi, ha sottolineato il fatto che anche altri marchi in passato hanno ottenuto la registrazione di simboli religiosi. Uno degli esempi più noti riguarda la band heavy metal svedese Ghost, che utilizza nel suo logo la croce cristiana e la mezzaluna musulmana.