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Una nuova falla è stata scoperta da un gruppo di esperti nel nuovo sistema di voto elettronico messo a punto dalla Posta e sottoposto a test.
Lo ha comunicato il Comitato d'iniziativa "per una democrazia sicura e affidabile" che a metà marzo ha dato il via alla raccolta delle firme per chiedere una moratoria sul voto elettronico. La Cancelleria federale, confermando la notizia, sottolinea che il problema dimostra la necessità di agire. I processi di certificazione e di convalida saranno esaminati.
La Cancelleria aveva già indicato il 12 marzo che una falla nella sicurezza era stata stata rilevata nel codice sorgente del nuovo sistema di e-voting della Posta nell'ambito del test pubblico di penetrazione - durato quattro settimane e terminato ieri - il cui scopo era di scoprire ed eliminare i punti deboli.
A evidenziare i due problemi è stato lo stesso gruppo di ricercatori. Entrambi i difetti riguardano l'attuazione della verificabilità universale, ossia la misura che consente di stabilire manipolazioni di voti grazie a prove matematiche.
La Posta è stata invitata a esaminare i suoi processi di sicurezza e ad adattarli al fine di evitare tali lacune. Contattato, il gigante giallo ha indicato che sta esaminando i fatti nel dettaglio e di essere in contatto con il suo partner tecnologico spagnolo Scytl.