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Dopo aver battuto in finale a Miami il numero 7 al mondo, il 18enne spagnolo sembra oramai essere lanciato verso il pinnacolo del tennis. Molti esperti la pensano così: è lui il prossimo campionissimo.
Rafael Nadal aveva 18 anni quando alzò al cielo il suo primo trofeo ATP (Prokom Open), la stessa età di Roger Federer, quando vinse il suo primo titolo a Milano nel 2001, mentre erano 19 gli anni che aveva Novak Djokovic quando trionfò al Dutch Open.
La vittoria del diciottenne spagnolo Carlos Alcaraz al Miami Open suona come un momento di svolta del tennis, almeno di ciò è convinto l'ex tennista Tim Henman, che sulle onde di Eurosport ha dichiarato a proposito: «È un grande momento nel nostro sport, credo che solo il cielo è il suo limite».
Henman si riferisce al 18enne di El Palmar, diventato il più giovane giocatore maschio a sollevare il Butch Buchholz Trophy nei 37 anni di storia dell'evento, dopo aver battuto in finale, con il punteggio di 7-5 6-4, il numero 8 del mondo Casper Ruud. Questo successo segue a ruota il suo primato nel diventare il più giovane campione di un torneo Master 500 della storia all'Open di Rio lo scorso febbraio, come pure la sua apparizione in semifinale a Indian Wells.
C'è una sensazione crescente nel mondo del tennis che una nuova forza è finalmente emersa, e l'ex numero 1 britannico, Henman non si è trattenuto nell'elogiare colui che da oggi sarà il nuovo numero 11 della classifica mondiale.
«Queste sono immagini (di Alcaraz che celebra un titolo Masters 1000 n.d.r.) che vedremo molte altre volte in futuro. Tutti gli aspetti del suo gioco sono stati assolutamente incredibili. Guardate quanto velocemente si è sviluppato. Ha ancora solo 18 anni, quindi vederlo esibirsi a questo livello con questo livello di consapevolezza e con questo atteggiamento è incredibile».
«Negli ultimi 15 anni vi è stato un tale dominio da parte dei Big 3 o 4 - ha continuato Henman intervistato da Eurosport - e quel gruppo sta invecchiando... non ci sarà per sempre».
Da tempo il mondo del tennis si chiede chi saranno i loro successori e alcuni nomi sono lì da un po' di tempo pronti a raccogliere lo scettro di 'imbattibili': Daniil Medvedev, Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas, Dominic Thiem e anche i più giovani Felix Auger-Aliassime e Jannik Sinner.
Certo che le performance messe in campo da Alcaraz a Miami, come prima a Indian Wells o Rio, non possono passare inosservate. Non si tratta di una meteora, in quanto il ragazzo ha già quella fiducia, quella maturità e la convinzione che si riconosce solo nei campionissimi.
Ne è convinto anche Rafa Nadal, che tramite Twitter saluta così la vittoria del suo giovane connazionale: «Vincerà molti di questi grandi titoli, questo è sicuro». E se lo dice colui che in carriera finora ha collezionato 21 titoli del Grand Slam...
Ad essere rimasta estremamente impressionata dalle prestazioni del giovanissimo iberico è stata anche la ex numero 5 del mondo Daniela Hantuchova, suggerendo che Alcaraz potrebbe essere l'erede al trono del Roland Garros - quello di sua maestà di Rafael Nadal - molto prima di quanto ci si aspetti. «La cosa più impressionante è il suo atteggiamento», ha detto la 38enne oggi commentatrice televisiva.
«Si vede come era fiducioso e calmo verso la fine del match. Questa è una storia tutta ancora da scrivere. La cosa spaventosa è che la stagione sulla terra battuta è alle porte. Per me sembra già il favorito per il titolo del Roland Garros. Ogni singola settimana che scende in campo migliora sempre di più».
Non ci rimane ora che attendere per vedere se il ragazzino davvero diventerà colui che molti si attendono.