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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare un disegno di legge che crei trasparenza sul finanziamento dei partiti, obbligando le persone fisiche e giuridiche a rendere pubblici i versamenti a partiti superiori a una determinata soglia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella risposta del 29 novembre 2014 all'interpellanza Masshardt 14.3633, "Più trasparenza nel finanziamento dei partiti. Come attua il Consiglio federale le raccomandazioni del GRECO?", il Consiglio federale ha indicato di non voler legiferare in materia. La sua posizione non è mutata nel frattempo. Sebbene i cantoni del Ticino, di Ginevra e di Neuchâtel si siano dotati di normative proprie, le peculiarità del sistema politico svizzero sono difficilmente conciliabili con una legge sul finanziamento dei partiti. La democrazia diretta e le frequenti votazioni popolari che ne conseguono fanno che i partiti non sono gli unici attori della vita politica svizzera. I cantoni godono inoltre di un'ampia autonomia: imporre loro una normativa nazionale uniforme sul finanziamento dei partiti sarebbe in contrasto con i principi del federalismo. In Svizzera, lo Stato non viene considerato responsabile della vita politica e del finanziamento dei partiti, percepiti invece come questioni prevalentemente private. Infine, il sistema di milizia costituisce un altro elemento che distingue la situazione svizzera da quella di altri Paesi.</p><p>Il Consiglio federale ha affrontato a più riprese la questione di un disciplinamento in materia. Rammenta che, nel quadro dei colloqui von Wattenwyl del 29 agosto 2014, aveva presentato due modelli tesi a rendere più trasparente il finanziamento dei partiti. Mentre il primo prevedeva l'obbligo di pubblicare i conti dei partiti, ad esempio su una nuova piattaforma elettronica, il secondo ne prevedeva la pubblicazione volontaria nel registro federale dei partiti. I due modelli erano già stati sottoposti al Consiglio federale, che ha tuttavia voluto sentire i responsabili dei partiti di governo prima di prendere una decisione. Con la sola eccezione del PS, tutti i partiti presenti ai colloqui si sono dichiarati favorevoli allo statu quo, che non prevede l'obbligo di trasparenza. Il PS ha invece auspicato misure più restrittive di quelle previste dai due modelli presentati dal Consiglio federale (cfr. il comunicato stampa del Consiglio federale del 29 agosto 2014 <a href="https://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&amp;msg-id=54257">https://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&amp;msg-id=54257</a>). Considerate le premesse, il Consiglio federale non auspica avviare lavori legislativi in materia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.