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<h2>SubmittedText<h2><p>La Commissione extraparlamentare per gli impieghi militari della Svizzera per il promovimento della pace in ambito internazionale, istituita dal Consiglio federale, sta attualmente preparando - unitamente al comando dell'esercito - un impiego dell'esercito all'estero ("Provincial Reconstruction Team"). Tuttavia, le Commissioni della politica di sicurezza non sono ancora state informate in merito a questo progetto.</p><p>A tale proposito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'esame e la preparazione di tali missioni rientrano nei compiti della commissione extraparlamentare?</p><p>2. Per quale ragione la commissione extraparlamentare è stata informata in maniera privilegiata in merito agli interventi previsti del nostro esercito che rientrano in questa categoria, addirittura ancora prima della Commissione della politica di sicurezza?</p><p>3. Quali membri della commissione rappresentano il 49 per cento dei cittadini che si sono espressi contro gli impieghi all'estero dell'esercito e la maggioranza della popolazione che, secondo recenti sondaggi, è attualmente contraria agli impieghi all'estero?</p><p>4. Nel caso in seno alla commissione non vi fosse alcun rappresentante delle convinzioni menzionate: per quale motivo le cose stanno così? Il Consiglio federale è disposto a modificare immediatamente tale situazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il comando dell'esercito non sta preparando alcuna estensione della nostra presenza in Afghanistan nell'ambito dell'ISAF ("International Security Assistance Force").</p><p>Per contro, i servizi responsabili del DDPS e del DFAE hanno intrapreso verifiche - sulla base delle necessità rilevate - in merito alla possibilità di un rafforzamento della partecipazione svizzera all'ISAF. In tale contesto è stato anche considerato il fatto che la Svezia ha comunicato di essere interessata a una partecipazione svizzera al "Provincial Reconstruction Team" (PRT) svedese a Mazar-i-Sharif (Afghanistan settentrionale). La Svezia assumerà integralmente entro marzo 2006 i compiti di PRT attualmente svolti dalla Gran Bretagna in tale zona. In generale, vi è un'importante domanda di truppe di pace supplementari per l'ISAF, a causa dell'estensione di quest'ultima a ulteriori regioni dell'Afghanistan. Nel quadro delle attuali verifiche in merito all'opportunità di rafforzare l'impegno a favore dell'ISAF, saranno inoltre considerate le intenzioni della Svizzera riguardo alle modalità e alle destinazioni geografiche del proprio impegno in missioni di pace a medio e a lungo termine. Un gruppo di lavoro DDPS-DFAE si è chinato sulla questione. L'11 maggio 2005, il Consiglio federale ha confermato il rafforzamento del promovimento militare della pace e ha deciso che, a partire dal 2008, l'esercito dovrà essere in grado di impiegare a tal fine fino a 500 militari. Queste verifiche non ipotecano in alcun modo le future decisioni. L'eventuale decisione del DDPS e del DFAE di proporre al Consiglio federale e al Parlamento, conformemente all'articolo 66 della legge militare, un rafforzamento dell'impegno nell'ambito della ISAF sarà presa soltanto alla luce dei risultati dei summenzionati accertamenti preliminari.</p><p>La Commissione extraparlamentare per gli impieghi militari della Svizzera per il promovimento della pace in ambito internazionale (Commissione PSO - "Peace Support Operations") è stata istituita su iniziativa parlamentare. In collaborazione con alcuni parlamentari interessati, nel 2001 è stato elaborato un progetto di decisione istitutiva, il quale è stato in seguito messo a punto in collaborazione con i pertinenti servizi del DFAE e del DDPS e approvato dal Consiglio federale il 10 aprile 2002. Conformemente a questa decisione istitutiva, la Commissione PSO comprende un presidente e al massimo dieci altri membri.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Conformemente alla summenzionata decisione istitutiva la Commissione PSO fornisce consulenza al DDPS e al DFAE in merito a questioni di natura politica e programmatica concernenti l'invio all'estero di persone e truppe svizzere per impieghi militari internazionali di mantenimento della pace, esamina i progetti e le misure e informa di propria iniziativa in merito a eventuali problemi. Nel quadro della propria attività, la commissione cura contatti con istituzioni statali e non statali così come con esperti, compito che può anche comprendere viaggi e missioni di verifica. La prevista missione di verifica in Afghanistan rientra quindi nei compiti enunciati nella decisione istitutiva.</p><p>2. Le Commissioni della politica di sicurezza non sono ancora state informate, dal momento che fino ad ora hanno avuto luogo unicamente verifiche interne all'amministrazione e il Consiglio federale non ha ancora deliberato se chiedere al Parlamento un impiego rafforzato nell'ambito dell'ISAF. La Commissione PSO è stata consultata, nel quadro del suo mandato, durante le verifiche interne all'amministrazione.</p><p>3./4. Nella scelta dei membri delle commissioni extraparlamentari, il Consiglio federale deve garantire che siano adeguatamente rappresentati i gruppi di interesse, le aree linguistiche, i cittadini di ambo i sessi, le regioni e le fasce di età. A ciò si aggiunge il fatto che i membri delle commissioni devono essere scelti in primo luogo in base alla competenza specialistica e alla capacità di cooperare in seno a un gruppo. Poiché comprende cinque membri di sesso femminile, tre membri di madrelingua francese provenienti da diverse regioni della Svizzera, nonché classi d'età dal 1936 al 1961, nel quadro della scelta dei componenti della Commissione PSO - secondo l'opinione del Consiglio federale - i criteri summenzionati sono stati sufficientemente considerati, nel limite consentito da una commissione composta da dieci persone.</p>  Risposta del Consiglio federale.