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Dal primo gennaio 2015 potranno essere prese nuove misure per evitare che un pedofilo entri in contatto con potenziali vittime. Il Consiglio federale ha fissato oggi l'entrata in vigore di una revisione in tal senso del Codice penale che, a differenza dell'iniziativa di Marche Blanche su cui il popolo sarà chiamato ad esprimersi il 18 maggio, non prevede però un'interdizione a vita di esercitare una professione a contatto con fanciulli.
Tra poco più di un mese i cittadini si pronunceranno sull'iniziativa popolare denominata "Affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli". Essa chiede che "chi è condannato per aver leso l'integrità sessuale di un fanciullo o di una persona dipendente venga definitivamente privato del diritto di esercitare un'attività professionale con minorenni (...) o persone inette a resistere o incapaci di discernimento".
Visto che un "sì" al testo non è escluso, Consiglio federale e Parlamento si stanno adoperando per tutelare meglio la società dai recidivi. Le Camere federali hanno infatti adottato un progetto elaborato dalla ministra della giustizia Simonetta Sommaruga. Secondo il governo, le nuove disposizioni soddisfano e, in alcuni casi, superano le richieste principali dell'iniziativa senza tuttavia violare il principio della proporzionalità sancito nell'articolo 5 della Costituzione federale.
SDA-ATS