Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/49537

<h2>SubmittedText<h2><p>È oggi rilevabile un'incongruenza tra la legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) e la legge federale sul foro in materia civile (LForo) per quanto riguarda le procedure in caso di controversie derivanti dal rapporto di lavoro. Chiedo perciò se il Consiglio federale, anche in considerazione del numero di vertenze che si riscontrano in questo ambito, non intenda ovviarvi mettendo la LEF in parallelo alla LForo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La funzione del procedimento civile è quella di giudicare le pretese derivanti dal diritto privato e di creare il titolo che ne permetta l'esecuzione. In caso di azione, conformemente alla legge sul foro (LForo) e all'articolo 30 capoverso 2 della costituzione, è in linea di principio competente il tribunale del domicilio o della sede del convenuto (foro generale). La LForo prevede inoltre fori particolari per determinate azioni e ambiti giuridici. Ai sensi dell'articolo 24 capoverso 1 LForo le azioni in materia di diritto del lavoro possono essere intentate anche nel luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la sua attività. Con tale normativa il legislatore si prefigge di semplificare l'esecuzione giudiziaria di pretese derivanti dal diritto del lavoro. Da un lato occorre che si occupi del caso il tribunale più vicino alla vertenza, dall'altro vanno eliminati gli ostacoli giuridici, risparmiando all'attore l'obbligo di agire contro il convenuto al domicilio di quest'ultimo (cfr. DTF 123 III 89 cons. 3b).</p><p>Il foro d'esecuzione è invece determinato da altri criteri. Attraverso il principio dell'unità del foro d'esecuzione, la LEF garantisce nella misura del possibile la parità di trattamento tra creditori. A prescindere dal rapporto giuridico alla base di una pretesa, ogni creditore deve sapere in che luogo un debitore può essere escusso. Ai sensi dell'articolo 46 capoversi 1 e 2 LEF il foro ordinario d'esecuzione è il domicilio o la sede del debitore. La procedura d'esecuzione va dunque condotta laddove si presume si trovi la massa fallimentare. Al contrario del processo civile, l'esecuzione prosegue di principio d'ufficio dopo la presentazione di una domanda, per cui non vi è alcun obbligo di collaborazione per il procedente. Per tali motivi un'esecuzione intercantonale non costituisce nemmeno una complicazione particolare per i creditori istanti. Spesso sono inoltre ottenibili moduli di esecuzione in diverse lingue.</p><p>Per quel che riguarda le pretese salariali, in molti casi il luogo di lavoro corrisponde comunque al domicilio o alla sede del datore di lavoro. Per le cosiddette società-bucalettere si applica l'assistenza intercantonale ai sensi dell'articolo 4 capoverso 2 LEF.</p><p>Secondo il Consiglio federale non vi è alcuna esigenza di prevedere un foro d'esecuzione particolare per controversie derivanti dal diritto del lavoro. Non ritiene quindi che sussista urgenza d'azione sul piano legislativo, così come rilevato nell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.