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Si è aperto il processo in appello per abusi sessuali avvenuti tra il 2004 e 2005.
In primo grado l’imputato - oggi sessantunenne - era stato condannato a una pena pecuniaria sospesa
LOCARNO - «Per me sono stati anni molto difficili, nei quali a causa di questo procedimento sono stato aggredito e insultato. Ho ricevuto telefonate e messaggi anonimi». Così esordisce l’ex funzionario del DSS, che oggi compare davanti alla Corte di appello e revisione penale per il processo bis per abusi sessuali. «Ho vissuto da recluso, ho perso tutti i miei contatti professionali e sociali».
Il 29 gennaio del 2019 l’imputato - oggi sessantunenne - era stato condannato in primo grado per coazione sessuale e per contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. Allora la Corte delle Criminali aveva stabilito una pena pecuniaria, sospesa, di 7’200 franchi.
L’accusa, rappresentata dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, ha fatto ricorso in Appello, chiedendo la conferma dell’atto d’accusa per gli episodi successivi al 29 gennaio 2004 e relativi a una sola delle tre vittime.
L’appello è stato chiesto anche dall’imputato stesso, che mira all’assoluzione da tutti i reati sessuali. L’imputato non contesta invece la contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti.