Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/129789

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua edizione del 29 novembre 2012, il settimanale "Handelszeitung" segnala un modello di assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia che permette agli imprenditori di risparmiare a scapito dell'AVS. Si tratta di prodotti in cui la franchigia a carico del datore di lavoro non è costituita dal salario versato durante un termine di attesa concordato, ma dall'importo delle indennità eccedenti la somma assicurata. In questo modo gli imprenditori sono esentati dal versamento dei contributi salariali.</p><p>In ragione di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza di questi prodotti assicurativi?</p><p>2. È in grado di quantificare il volume dei contributi sociali che vengono risparmiati con questi prodotti?</p><p>3. Quali provvedimenti legislativi vanno avviati per impedirne l'offerta?</p><p>4. Se non sono necessarie modifiche di legge, cosa intende fare per evitare queste perdite alle assicurazioni sociali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS 831.10) parte dal principio che i contributi AVS sono prelevati dal reddito da attività lucrativa e non invece da altri tipi di reddito, come p. es. i redditi sostitutivi derivanti da prestazioni assicurative. Per assoggettare questi tipi di reddito all'obbligo di contribuzione bisognerebbe creare una base legale, come è stato fatto per l'indennità giornaliera dell'assicurazione contro la disoccupazione (1984), per quelle dell'assicurazione invalidità e dell'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno (1988) e per quella dell'assicurazione militare (1994), ma non per i redditi sostitutivi delle assicurazioni d'indennità giornaliera stipulate nell'ambito dell' assicurazione malattie e dell'assicurazione contro gli infortuni, incluse quelle secondo la legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA, RS 221.229.1). Il Consiglio federale aveva proposto l'introduzione dell'obbligo contributivo anche per queste indennità giornaliere nel quadro dell'11a revisione dell'AVS (FF 2000 1651, in particolare pag. 1752), ma la modifica di legge è stata respinta dal Parlamento.</p><p>I datori di lavoro che finanziano essi stessi il versamento del salario in caso di malattia e infortunio sono tenuti a pagare i contributi come per una retribuzione "normale", in quanto si tratta di una prestazione del datore di lavoro e non di un reddito sostitutivo (cfr. anche l'art. 7 lett. m dell'ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, OAVS, RS 831.101). Non devono invece pagare contributi quelli che assicurano la continuazione del versamento del salario e non fanno quindi che trasferire al salariato le prestazioni assicurative (cfr. anche l'art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS). Questa differenza di trattamento ha portato molti datori di lavoro a cambiare sistema e a stipulare un'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia e infortunio, come consentito dal diritto civile (art. 324b Diritto delle obbligazioni, CO, SR 220). Così facendo, sia i datori di lavoro che i dipendenti possono risparmiare i contributi AVS. Come spiega il Consiglio federale nel messaggio sulla revisione AVS di cui sopra, questo risparmio potrebbe tuttavia ripercuotersi negativamente sulle rendite degli interessati.</p><p>Nel frattempo, nella prassi sono state sviluppate soluzioni assicurative di vario tipo, in particolare per le indennità giornaliere in caso di malattia giusta la LCA. Se vi è il sospetto che un'assicurazione di indennità giornaliera sia in realtà soltanto un costrutto per aggirare il pagamento dei contributi all'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, l'AVS fa intervenire la FINMA, cioè l'autorità specializzata per le assicurazioni private. Se la FINMA riconosce il prodotto come una vera assicurazione di indennità giornaliera, questa decisione vale anche per il diritto delle assicurazioni sociali, ragion per cui le indennità sono esenti dall'obbligo contributivo.</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che nella prassi sono state sviluppate soluzioni assicurative di vario tipo volte a evitare il pagamento dei contributi AVS.</p><p>2. Non è possibile quantificare il volume dei contributi sociali che vengono risparmiati con questi prodotti. Non esistono infatti dati sulle prestazioni salariali esenti da contributi (tra cui rientrano anche quelle degli assicuratori d'indennità giornaliera autorizzati), poiché solo le prestazioni soggette a contributi devono essere dichiarate alle casse di compensazione.</p><p>3. Per eliminare la disparità di trattamento nella legislazione AVS, occorrerebbe assoggettare all'obbligo di contribuzione anche le indennità giornaliere versate dalle assicurazioni private, il che richiederebbe una modifica di legge. Al momento non è ancora dato sapere se, nel quadro della riforma della previdenza per la vecchiaia attualmente in corso, sarà presentata una proposta di modifica in tal senso.</p><p>4. Essendo necessaria una modifica di legge, risulta superfluo rispondere alla domanda 4.</p>  Risposta del Consiglio federale.