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Dal primo gennaio la presidenza di turno dell'Ue è stata assunta dalla Bulgaria, un Paese in cui la lotta alla corruzione fatica a fare progressi.
Alla guida guida dell'Unione europea, con il cambio della presidenza di turno, dal primo gennaio è arrivata la Bulgaria. Quello che si affaccia sul Mar Nero, evidenzia oggi un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore sul suo sito, "è un Paese dai record poco lusinghieri". Stando alle più recenti classifiche infatti la Bulgaria è il paese europeo più povero, più corrotto e meno attento alla libertà di stampa. Il primo ministro Boyko Borissofv, ex guardia del corpo e atleta di karate, "è alla guida di un governo appoggiato da un partito che ha membri con tendenze xenofobe, come lo stesso vice premier Valeri Simeonov", scrive il giornale della Confindustria italiana.
La Bulgaria, entrata nell'Unione europea nel 2007, stando alla classifica relativa alla corruzione di Transparency International, è al 75esimo posto mondiale, il Paese con il posizionamento più basso nell'Ue. Anche se in un recente rapporto della Commissione europea si sostiene che la criminalità oraganizzata è “meno visibile” e rappresenta una minaccia meno grave per la stabilità del Paese che in passato, riferisce Il Sole 24 Ore, l'esecutivo dell'Ue evidenzia comunque come “la lotta alla corruzione è il settore nel quale meno progressi sono stati realizzati in Bulgaria”. "Proprio il problema della corruzione", riferisce Il Sole 24 Ore, è tra le ragioni per cui la Bulgaria non è ancora stata ammessa nell'Area Schengen, nonostante una lunga anticamera.