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<h2>SubmittedText<h2><p>La Dichiarazione di Bologna, sottoscritta dalla Svizzera nel 1999, mira alla realizzazione entro il 2010 di uno "Spazio europeo del sapere" attraverso l'armonizzazione degli studi superiori. Gli obiettivi principali, che non incontrano opposizioni, sono favorire la mobilità degli studenti (e dei diplomati), promuovere la collaborazione tra gli istituti e facilitare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro.</p><p>Tuttavia, in Svizzera come all'estero, l'applicazione caotica e non democratica della riforma, l'eccessiva fretta nei processi decisionali e i contemporanei annunci di tagli al bilancio lasciano temere una perdita di qualità, una riduzione dell'offerta formativa e una limitazione dell'accesso agli studi. Inoltre, le direttive del 4 dicembre 2003 sull'applicazione della Dichiarazione di Bologna sono poco chiare su tali punti. Al Consiglio federale chiedo pertanto:</p><p>- In Svizzera la riforma degli studi superiori è gestita da istanze che in buona parte si sottraggono al controllo democratico, segnatamente la Conferenza universitaria svizzera (CUS), la Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS) e la Conferenza delle scuole universitarie professionali svizzere (CSUP). Inoltre, ogni scuola beneficia di un ampio margine di manovra. Il Consiglio federale intende consultare il Parlamento in merito a questa importante riforma dell'educazione?</p><p>- Sono state valutate le ripercussioni finanziarie del passaggio al modello di Bologna? Come saranno finanziati eventuali costi supplementari?</p><p>- Il Consiglio federale è consapevole che, senza un adeguato finanziamento supplementare, l'applicazione della Dichiarazione di Bologna si ripercuoterà negativamente sulle pari opportunità nel settore dell'educazione superiore? In effetti in diverse discipline la durata degli studi si allungherà (3 anni per il bachelor e 2 per il master = almeno 5 anni per una formazione superiore completa) e le tasse rischiano di aumentare. Inoltre, favorire la mobilità significa avvantaggiare gli studenti più abbienti, a meno che non vengano accordate borse di studio adeguate.</p><p>- Cosa pensa il Consiglio federale delle velleità di privatizzazione e di "economizzazione" delle università svizzere? Come intende assicurare che il settore dell'educazione superiore mantenga il suo carattere di servizio pubblico? Come vuole evitare che l'educazione diventi una merce assoggettata alla legge di mercato?</p><p>- Il bachelor dovrebbe servire da "chiave" per accedere al mercato del lavoro. Senza un accesso generale per passare dal livello bachelor a quello master la qualità dell'educazione ne risentirà. Questo accesso generale è garantito? Come si intende armonizzare la formazione di base e il perfezionamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS), la Conferenza delle scuole universitarie professionali svizzere (CSUP) e la Conferenza svizzera delle alte scuole pedagogiche (CSASP) coordinano l'applicazione della Dichiarazione di Bologna a livello di scuole universitarie. Per la parte operativa della realizzazione del progetto sono stati istituiti diversi gruppi di lavoro che hanno coinvolto le direzioni, il corpo insegnante, il corpo intermedio e gli studenti delle scuole universitarie, i rappresentanti del livello secondario II, della Confederazione e dei Cantoni nonché i presidenti delle Commissioni della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC) delle due Camere. Questa collaborazione ha garantito un vasto sostegno ai gruppi di lavoro che hanno elaborato le direttive che regolano in modo giuridicamente vincolante i punti cardine della Dichiarazione per tutte le scuole universitarie. Nel dicembre 2002, il Consiglio svizzero delle scuole universitarie professionali della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione ha emanato le direttive d'applicazione per le scuole universitarie professionali e le alte scuole pedagogiche. Nel settore universitario tali direttive sono state sottoposte per approvazione alla Conferenza universitaria svizzera (CUS) quale organo congiunto di Confederazione e Cantoni. La CUS è stata istituita sulla base della legge sull'aiuto alle università e dell'accordo tra la Confederazione e i Cantoni universitari sulla cooperazione nel settore universitario. Le Camere federali hanno delegato alla CUS e al Consiglio dei PF le competenze sancite dalla legge sull'aiuto alle università e dalla legge sui PF. Nell'esercizio di tali competenze la CUS ha emanato le direttive del 4 dicembre 2003 dopo una vasta procedura di consultazione che ha coinvolto le scuole universitarie e le organizzazioni interessate alla politica universitaria. Occorre inoltre rilevare che il Parlamento ha potuto e può esprimersi in merito all'introduzione del modello bachelor/master nei PF e nelle scuole universitarie professionali nell'ambito della revisione parziale della legge sui PF e di quella della legge sulle scuole universitarie professionali.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che - come esposto - le direttive sulla riforma di Bologna siano frutto di un processo democraticamente legittimo, fondato su solide basi.</p><p>2. Un gruppo di lavoro istituito nell'ambito dell'organizzazione del progetto Bologna ha esaminato i costi a carico delle università per l'attuazione della Dichiarazione ed è giunto alla conclusione che la realizzazione del necessario dispositivo amministrativo (p.es. introduzione di un sistema per il trasferimento dei crediti formativi, adeguamento dei regolamenti) comporta costi unici pari a circa 40 milioni di franchi. Su tale base la CUS ha approvato il 4 dicembre 2003 un progetto di cooperazione interuniversitaria che prevede un sussidio destinato a coprire buona parte di tali costi per un importo complessivo di 30 milioni di franchi. </p><p>Il limite di spesa per il settore delle scuole universitarie professionali è definito nel messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2004-2007. Si rinvia inoltre al capitolo 3 del messaggio concernente la modifica della legge federale sulle scuole universitarie professionali (LSUP), dove sono elencati i costi a carico della Confederazione derivanti dalla riforma di Bologna. Si calcola che l'introduzione, prevista nell'autunno 2005, di ogni singolo ciclo di studi del livello bachelor comporterà un costo medio di 150 000 franchi. Per i cicli di studi del livello master, la cui introduzione è prevista tra il 2006 e il 2008, i costi di sviluppo dovrebbero attestarsi a circa 9 milioni di franchi, di cui 3 a carico della Confederazione. In base all'attuale sistema di sussidi si ritiene che l'onere supplementare ricorrente a carico della Confederazione ammonterà a 20 milioni di franchi all'anno. </p><p>Non si prevedono per contro maggiori spese per i politecnici federali. Non è possibile definire con precisione i costi della realizzazione della riforma, tuttavia l'implementazione è parte integrante del bilancio globale ed è quindi coperta interamente dal sussidio federale. </p><p>3. Le direttive concernenti la riforma prevedono esplicitamente che gli studi dei due livelli bachelor e master insieme sostituiscano gli attuali studi di diploma o di licenza, in particolare per quanto concerne la durata del finanziamento, le indennità e le tasse di studio. Si suppone inoltre che l'introduzione di un ciclo di studi più modulare a due livelli accorcerà la durata degli studi in molte facoltà e l'allungherà solo in pochi casi. La riforma di Bologna come tale non si ripercuoterà negativamente sulla democratizzazione dell'accesso agli studi superiori. </p><p>4. Il Consiglio federale considera l'educazione un bene pubblico. Confederazione e Cantoni insieme sono responsabili affinché venga offerta a tutti i livelli un'educazione qualitativamente elevata e fondata sulle pari opportunità. L'educazione aiuta il singolo a conseguire l'indipendenza e ad integrarsi nella società e nel mondo del lavoro. In tal senso, le scuole universitarie svolgono sempre più un ruolo chiave nella società e nell'economia del sapere. Il sapere generato nelle scuole universitarie è diventato un fattore di produzione primario in campo economico. Inoltre, la creazione di posti di lavoro e di nuove professioni dipende direttamente dalla vitalità, dalla creatività e soprattutto dalla qualità delle scuole universitarie, le quali devono pertanto mantenere una posizione forte sul piano internazionale - soprattutto nell'interesse di studenti, ricercatori e insegnanti.</p><p>Dal punto di vista finanziario e strutturale e nel rispetto dell'autonomia delle scuole universitarie, Confederazione e Cantoni devono creare le condizioni quadro ideali per favorire la cooperazione, ma anche la concorrenza tra le scuole svizzere affinché continuino ad offrire un'educazione e una ricerca concorrenziali nel confronto internazionale. In quest'ottica il Consiglio federale accoglie con favore anche una maggiore partecipazione dell'economia e di singoli privati, senza però mirare a una vera e propria "economizzazione" del sistema.</p><p>5. Conformemente alle direttive, giuridicamente vincolanti, emanate dalla Conferenza universitaria svizzera il diploma di bachelor rilasciato da un'università svizzera permette di accedere agli studi del livello master nel rispettivo indirizzo senza ulteriori condizioni. Come già citato, per poter mantenere la loro competitività internazionale le università devono sviluppare un proprio profilo. Esse devono perciò poter offrire anche cicli di studi del livello master in campi specialistici e fissare per tutti i candidati condizioni supplementari uguali, che potrebbero tradursi nella frequenza di determinati corsi o moduli, particolari conoscenze linguistiche o praticantati.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza al perfezionamento in generale, ma ritiene che spetti alle scuole universitarie strutturare le proprie offerte. Egli è inoltre convinto che sia nell'interesse delle stesse scuole sviluppare corsi e diplomi di perfezionamento fondati sulla formazione di base. Solo in tal modo le scuole universitarie potranno mettere ulteriormente in valore sul piano nazionale e internazionale il profilo che hanno saputo elaborarsi nella formazione di base.</p>  Risposta del Consiglio federale.