Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/68867

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a promuovere pratiche e regole commerciali che garantiscano i seguenti punti:</p><p>1. diritto al cibo per tutti;</p><p>2. equo accesso per tutti alle risorse idriche, all'educazione, ai servizi sanitari, all'informazione e al sapere;</p><p>3. regolamentazioni per le imprese transnazionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è in linea di massima d'accordo con le richieste espresse nel postulato e si impegna attivamente affinché gli obiettivi ivi menzionati vengano raggiunti. Esso ritiene che sia suo compito fare in modo che la politica commerciale svizzera tenga in considerazione i diritti umani e abbia un influsso positivo sulla lotta alla povertà in tutto il mondo. In questo senso la Svizzera si impegna in seno ai competenti organismi internazionali e dà il suo sostegno all'applicazione di strumenti multilaterali, non soltanto in relazione alle regole commerciali, ma anche tramite la sua cooperazione allo sviluppo. Inoltre la Svizzera partecipa attivamente all'istituzione del Consiglio dei diritti dell'uomo in seno all'ONU. Tuttavia il Consiglio federale è anche convinto che le iniziative a livello nazionale non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi del postulato. Affinché gli obiettivi menzionati vengano attuati effettivamente e in modo adeguato, sono necessari in particolare sforzi a livello internazionale. La comunità degli Stati sembra però disposta solo in modo limitato a compiere tali sforzi.</p><p>Gli esperti sono d'accordo sul fatto che l'accesso regolare a un'alimentazione adeguata dipende principalmente dal reddito delle singole economie domestiche e dal loro accesso ai mezzi di produzione. La lotta contro la povertà costituisce l'obiettivo principale della cooperazione svizzera allo sviluppo. Inoltre la Svizzera è vincolata a tutta una serie di accordi internazionali che sanciscono determinati aspetti specifici del diritto all'alimentazione (Patto I, II, Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna delle Nazioni Unite e Convenzione sui diritti del fanciullo).</p><p>Occorre tra l'altro menzionare le direttive volontarie dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura in favore della concretizzazione progressiva del diritto a un'alimentazione adeguata, che perseguono un approccio fondato sui diritti umani sostenuto attivamente dalla Svizzera.</p><p>A livello mondiale i servizi sono la principale fonte di crescita e di occupazione. Essi contribuiscono in modo determinante al miglioramento delle infrastrutture e al benessere delle popolazioni. L'accordo generale sugli scambi di servizi dell'OMC (GATS) promuove a livello mondiale lo sviluppo del settore dei servizi tenendo conto delle diverse esigenze. Esso garantisce agli Stati membri il margine di manovra necessario per regolamentare in modo flessibile tutti i settori dei servizi e per tenere conto degli obiettivi del postulato (p. es. servizio universale). La cooperazione allo sviluppo svizzera focalizza il proprio lavoro su un migliore accesso a tutti i servizi sociali essenziali per le popolazioni sfavorite, allo scopo di ovviare, se necessario, alle ripercussioni negative di una regolamentazione insufficiente. Tuttavia il settore dell'approvvigionamento idrico non è soggetto al GATS. Anche gli accordi bilaterali di libero scambio conclusi dalla Svizzera tengono conto di questo principio.</p><p>Le imprese transnazionali sono imprese dotate di strutture amministrative, di produzione e di distribuzione in diversi Stati. Esse sono sottoposte agli ordinamenti giuridici nazionali in vigore, dovunque sono attive, comprese le prescrizioni relative al commercio di beni e servizi. Oltre a ciò esistono accordi internazionali che prevedono norme vincolanti per il comportamento delle imprese all'estero, come ad esempio nell'ambito della lotta contro la corruzione. Inoltre occorre rammentare varie iniziative internazionali, basate su un solido fondamento, che inviano raccomandazioni alle imprese transnazionali e che contengono adeguati meccanismi statali di attuazione (in particolare le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e il rispettivo strumento dell'Organizzazione internazionale del lavoro). Inoltre un incaricato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite sta attualmente esaminando il ruolo delle imprese transnazionali nel settore dei diritti umani. Nel 2007 egli presenterà un rapporto finale dopo aver tracciato un bilancio intermedio il 22 febbraio 2006. La Svizzera partecipa attivamente a tutte queste iniziative e sostiene i relativi strumenti.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a impegnarsi in favore degli obiettivi summenzionati e informerà in merito ai progressi ottenuti nell'ambito dei rapporti specifici. Tuttavia esso ritiene che un rapporto separato, come lo richiederebbe un'accettazione del postulato, non sarebbe, tenuto conto delle risorse limitate dell'amministrazione federale, né opportuno né utile. Per questi motivi di efficienza e malgrado la volontà del Consiglio federale di promuovere le tematiche contenute nel postulato, esso ritiene che occorra respingere il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.