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Mentre si rafforza l'ipotesi che il crollo del ponte Morandi a Genova sia stato provocato dalla rottura di uno strallo (tirante di sostegno), il Governo italiano ha formalmente avviato la procedura di revoca della concessione ad 'Autostrade per l'Italia'. "Il Governo contesta al concessionario che aveva l'obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte", afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un comunicato.
"Si è diffusa la notizia che Autostrade per l'Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia", si legge ancora nella nota.
"Ho visto i tiranti spezzarsi contemporaneamente, poi sono caduti sulla carreggiata, l'hanno fatta salire in alto e dopo si è spezzata la campata". A parlare è Maria Marangolo, infermiera della Asl genovese, che la mattina del 14 agosto si trovava in via Fillak, a una fermata dell'autobus, e ha assistito al momento del crollo di ponte Morandi.
Prende quota dunque l'ipotesi che il crollo del manufatto sia stato provocato dalla rottura di uno strallo. Oggi Antonio Brencich – docente dell'università di Genova e membro della commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture che deve accertare le cause del crollo – l'ha definita "un'ipotesi di lavoro seria".