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FRANCOFORTE - Il Regno Unito e la Danimarca, qualche giorno fa, hanno comunicato di aver deciso di lasciar trascorrere del tempo tra la prima e la seconda inoculazione del vaccino.
Considerando che l'efficacia dei prodotti approvati è già apprezzabile dopo la prima dose, i due Paesi hanno optato per iniziare a fare la prima puntura a quante più persone a rischio possibile e rimandare la seconda anche di tre mesi rispetto alla prima.
BioNTech ha oggi avvertito, però, che l'efficacia massima del suo vaccino Covid-19 non è garantita se la seconda iniezione viene ritardata: «L'efficacia e la sicurezza del vaccino non è stata valutata per altri programmi di dosaggio» rispetto alle due iniezioni a distanza di 21 giorni l'una dall'altra «applicate durante lo studio clinico», ha spiegato la società tedesca, che ha sviluppato con l'americana Pfizer il primo vaccino autorizzato negli Stati Uniti e in Europa.
Anche in Germania, il Ministero della Salute aveva chiesto alle autorità sanitarie di valutare le opzioni per la proroga del termine, secondo un documento consultato dall'AFP lunedì.
«Mentre ci sono prove che la protezione parziale esiste già 12 giorni dopo la prima dose, non ci sono dati che dimostrino che la protezione rimanga in vigore oltre i 21 giorni», ha spiegato un portavoce di BioNTech. «Crediamo che una seconda iniezione sia necessaria per fornire la massima protezione», ha aggiunto l'azienda di Magonza.
Tuttavia, «le decisioni sui regimi di dosaggio alternativi sono prese dalle autorità sanitarie nazionali» con le quali il laboratorio è in «dialogo continuo».
Le decisioni di posticipare la seconda dose riguardano anche il vaccino di Moderna in Danimarca, che è in fase di approvazione da parte dell'Unione Europea, e il vaccino di AstraZeneca nel Regno Unito. La Svizzera, dal canto suo, non intende seguire l'esempio britannico.