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Le tariffe dei medici non devono essere uguali in tutto il Paese. Il Consiglio nazionale ha adottato oggi tacitamente una mozione che mira a differenziarle in base alla regione, alla qualità delle cure e alla gamma di prestazioni offerte.
Il Consiglio federale dovrà proporre modifiche alla legge sull'assicurazione malattie entro la fine dell'anno.
L'offerta sanitaria continua a ridursi in campagna, mentre in città non fa che aumentare, generando squilibri a livello di costi. Oltre a modulare le tariffe, sarà necessario fare in modo che la concorrenza non sia fondata solo sui prezzi, ma anche su criteri di qualità.
La mozione, che nasce da una proposta liberale-radicale, vuole essere un contributo supplementare ai lavori in corso per meglio gestire l'offerta medica. Due settimane fa il Consiglio degli Stati aveva, per esempio, chiesto al governo di esplorare nuove soluzioni relative agli studi medici e al settore ambulatoriale.
Il ministro della sanità, Alain Berset, pensava di aver trovato una soluzione in materia, ma la sua riforma, che voleva lasciare carta bianca ai Cantoni per regolare l'offerta sanitaria del settore ambulatoriale, è stata bocciata dal Parlamento in dicembre perché giudicata "troppo interventista".
A fine giugno scadrà la moratoria sull'apertura di nuovi studi medici. I cantoni, temendo un'esplosione dei costi, hanno però chiesto una soluzione urgente e il Parlamento sembra disposto a prolungare un'ultima volta, per tre anni al massimo, il blocco.
SDA-ATS