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Una critica basata su fatti non veri|
Accolto un reclamo contro il «Blick»
Non è lecito fondare una critica su fatti non veri. Il Consiglio della stampa ha accolto un reclamo di Doris Stump, deputata del Partito socialista alle Camere federali, contro il «Blick». Il giornale le attribuiva senza ragione la responsabilità della preferenza espressa dalle ultime istruzioni federali per la dizione «genitori» in luogo di «padre» o «madre».
L'articolo prendeva spunto da una recente direttiva della Città di Berna circa i termini da usare uso negli atti ufficiali. Al posto di «strisce pedonali» adesso si dovrebbe parlare di «zebre». E aggiungeva che al posto di «padre e madre» ora si dovrebbe, secondo le istruzioni dettate dall'Amministrazione federale, parlare solo di «genitori» («Elter»). Il giorno dopo, il giornale tornava in argomento dichiarando di aver scoperto chi fosse all'origine di queste «insensatezze verbali»: la consigliera nazionale argoviese Doris Stump. Nel reclamo presentato al Consiglio della stampa, la deputata ha potuto provare di non avere partecipato alla revisione del lessico burocratico, né di avere sottoscritto un'ordinanza in tal senso.
Il Consiglio della stampa, accogliendo il reclamo, rileva che la dizione «genitori» è contenuta nei prontuari linguistici a uso dell'Amministrazione, ma con la precisazione: «più raro». Si suggerisce sempre, comunque, di usare la locuzione più comune. Questo per il primo articolo; quanto al secondo, che ribadiva esagerando persino nel titolo l'accaduto, e consisteva in un attacco in piena regola alla consigliera nazionale, il Consiglio della stampa è stato dell'opinione che le istruzioni delle autorità in tema di genere sono ovviamente criticabili, e così pure l'impegno politico della consigliera nazionale Stump. Purché le informazioni su cui si fonda la critica siano vere.