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Mercoledì 2 maggio 2012, in aula magna, lo studente Samuele Decarli ha presentato il suo Lavoro di Maturità dal titolo
«Dalla Scienza alla Politica»
La teoria della selezione naturale, il positivismo e il darwinismo sociale nella stampa ticinese di fine Ottocento
Nella sua presentazione lo studente ha affrontato il tema della divulgazione della scienza nella stampa, evidenziando che «in generale, dato che non sono gli scienziati coloro che riferiscono la scienza ai cittadini, la comunicazione della scienza pone da subito qualche problema: ogni volta che la scienza viene comunicata (escludendo ovviamente l’insegnamento scolastico, che non fa parte della comunicazione politica) essa viene necessariamente tradotta. (...) E' così facile che al peso ideologico reale di una teoria scientifica se ne aggiunga uno fittizio, creato da chi vede e interpreta un’idea secondo i propri preconcetti e secondo il proprio desiderio (più o meno inconscio) di vedere la propria ideologia in qualche modo giustificata da un ente imparziale come la scienza. Infatti, accade molto spesso che le reali implicazioni filosofiche di una teoria scientifica vengano ignorate completamente, oscurate dalle ben più eclatanti implicazioni apparenti (in generale dovute a un’interpretazione faziosa).».
Per dimostrare la sua posizione, Samuele Decarli ha studiato il modo con cui la teoria darwiniana è stata divulgata nel XIX secolo dalla stampa ticinese. Appare subito evidente come le idee di Darwin fossero filtrate attraverso la lente ideologica dei giornali. I giornali liberali (Gazzetta Ticinese, Il Dovere, L’Azione) si prodigarono infatti in numerosi articoli per diffondere e difendere la teoria darwiniana e il nome di Darwin. In occasione della morte del naturalista Gazzetta Ticinese lo descrisse come «una delle più alte sommità che vanti il secolo nostro» (27 aprile 1882). D'altra parte il giornale conservatore cattolico Popolo e Libertà considerava che «il Darwinismo non ha più alcun valora scientifico – neppure nel senso più largo della parola – se non presso gli ultimi arrivati, e presso i tardigradi del movimento scientifico» (5 aprile 1909).
Osserva le prime pagine dei giornali L'Azione e Popolo e Libertà (puoi scaricarle in allegato in formato PDF):