Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/217771

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la quantità ammessa in franchigia e/o i dazi doganali per il vino al fine di tenere maggiormente in considerazione gli interessi della filiera vitivinicola svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La quantità ammessa in franchigia per le bevande alcoliche fino a 18 % vol. è di 5 litri. Oltre al vino, questa quantità comprende anche sidro, spumante, birra o liquori. L'aliquota di dazio forfettaria di 2 franchi al litro nel traffico turistico corrisponde alla media ponderata delle aliquote di dazio relative alle diverse bevande alcoliche.</p><p>Per quanto riguarda le importazioni di vino, la Svizzera ha preso l'impegno nei confronti dell'Organizzazione mondiale del commercio di autorizzare l'importazione di 1 700 000 ettolitri all'aliquota di dazio del contingente compresa tra 34 e 50 franchi per 100 chilogrammi lordi (che corrispondono a ca. 70-90 centesimi al litro di vino). Tale contingente non è mai stato pienamente esaurito. L'aliquota di dazio del contingente si applica anche nel caso in cui un privato si fa fornire vino dall'estero fino a 20 chilogrammi lordi. Pertanto, l'aliquota forfettaria applicata nel traffico turistico è già superiore a quella valida nel traffico delle merci commerciali. Il Consiglio federale non ritiene opportuno applicare delle aliquote di dazio troppo differenti a seconda se il vino viene importato nel traffico delle merci commerciali o da un privato.</p><p>Una riduzione della quantità ammessa in franchigia potrebbe indurre i viaggiatori a non dichiarare il vino all'importazione. Di conseguenza, l'Amministrazione federale delle dogane dovrebbe aumentare i controlli, il che comporterebbe un'allocazione errata delle risorse. Inoltre, i consumatori attenti ai costi potrebbero ripiegare su vino estero a buon mercato venduto da grossisti svizzeri o continuare ad acquistarlo direttamente all'estero, dove i prezzi sono più bassi rispetto alla Svizzera, e dichiararlo all'entrata in Svizzera. Per ottenere un effetto dissuasivo servirebbe un'aliquota di dazio molto elevata.</p><p>La quantità ammessa in franchigia e l'aliquota forfettaria introdotte nel 2014 per le bevande alcoliche fino al 18 % vol. hanno semplificato in modo notevole le disposizioni per i viaggiatori. Queste e altre semplificazioni hanno consentito la creazione dell'applicazione per le imposizioni QuickZoll. Con l'introduzione di una quantità ammessa in franchigia separata per il vino e/o di un'elevata aliquota di dazio supplementare (aliquota di dazio fuori del contingente) a partire da una determinata quantità importata si complicherebbero nuovamente le prescrizioni nel traffico turistico. Ciò sarebbe in contrasto con gli obiettivi del programma di trasformazione DaziT.</p><p>Gli effetti presumibilmente minimi per i viticoltori svizzeri non giustificano quindi una modifica delle attuali disposizioni per l'importazione di bevande alcoliche, semplici e in larga misura accettate.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.