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Il valore di rendimento parte dal presupposto che un'impresa costituisce un investimento e che il suo valore può essere desunto dal reddito realizzabile e dalle aspettative in termini di rendimento.
Il valore di rendimento parte dal presupposto che un'impresa è un investimento e che il suo valore può essere derivato dal reddito realizzabile e dall'aspettativa di rendimento. Analogamente a un investimento, anche il valore dell'impresa deve generare sufficienti redditi sotto forma di futuri utili. In alternativa, un potenziale successore potrebbe decidere di investire il denaro in titoli redditizi. Analogamente a un investimento, anche il valore dell'impresa deve dare buoni profitti sotto forma di utili futuri.
Fondamentale è il potenziale di rendimento valutato sulla base di un budget nell'arco di 2-5 anni. Tale potenziale consente al successore non solo di far fronte agli investimenti necessari in seno all'impresa, ma anche di pagare gli interessi e gli ammortamenti (servizio del debito). La sostanza non viene tenuta in considerazione sicché è solo un mezzo per raggiungere uno scopo ben preciso, quello di conseguire degli utili. La sostanza non indispensabile per l'azienda viene valutata separatamente e sommata al valore di rendimento.
Con il metodo del valore di rendimento, il valore dell'impresa viene calcolato sulla base della seguente formula:

Valore della società

=

Media degli utili netti * 100
La stima dei ricavi futuri si basa sulla media dell'utile netto di esercizio conseguito, in genere, negli ultimi tre anni. I dati annuali, i quali includono i costi e i ricavi estranei all'esercizio, al periodo e quelli straordinari nonché il salario intrinseco, sono indicati al netto.
Il tasso di capitalizzazione del 10% va calcolato nel modo seguente (non sono da escludere variazioni):
La parte più delicata del metodo reddituale riguarda in genere il tasso di capitalizzazione, il quale può influire fortemente sul valore dell'azienda. Concretamente, il tasso di capitalizzazione dipende dalla valutazione del rischio nonché dalle previsioni riguardo allo sviluppo dei tassi e dell'inflazione.
La valutazione del sovrappremio di rischio dipende da fattori quali l'esattezza con cui vengono valutate le eccedenze future (oscillazioni degli utili), la situazione finanziaria, la forma giuridica, il settore, la concorrenza, la struttura organizzativa interna non legata alla figura del venditore, la cultura aziendale e le possibilità di rivendita.
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