Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/87307

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sull'energia secondo la formulazione che segue per far sì che possa essere sfruttato, in Svizzera, il grande potenziale offerto dalla tecnologia della cogenerazione di energia elettrica e termica. Questa tecnologia deve essere riconosciuta come un'ulteriore misura per la produzione efficiente e sicura dell'energia elettrica.</p><p>Proposta di nuova formulazione (art. 7 cpv. 2bis nuovo)</p><p>Per l'elettricità prodotta da impianti di cogenerazione di energia elettrica e termica, alimentati con fonti di energia fossile e pilotati in funzione del fabbisogno termico, la rimunerazione si fonda sui prezzi di costo per gli impianti nuovi analoghi delle aziende di approvvigionamento energetico. Il Consiglio federale disciplina i dettagli, in particolare l'ammontare della rimunerazione secondo la classe di potenza, la durata della rimunerazione e i requisiti minimi applicati all'efficienza energetica dell'impianto. Hanno diritto a una rimunerazione ai sensi del presente capoverso soltanto gli impianti per i quali è data la prova del loro effettivo contributo alla riduzione delle emissioni di CO2.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli impianti di cogenerazione, dimensionati in funzione del fabbisogno termico, producono sia calore che elettricità. Se si tratta di impianti alimentati con energie fossili, la relativa produzione di elettricità incrementa tendenzialmente le emissioni di CO2, visto che attualmente in Svizzera praticamente non si produce elettricità da fonti fossili. Questo tipo di produzione di elettricità, non contribuendo a raggiungere l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2, finora non è stato incentivato nel quadro della politica energetica svizzera. In Svizzera tali impianti non possono pertanto essere considerati un investimento per progetti di protezione del clima, come ad esempio in altri Paesi, dove sostituiscono vecchie centrali fossili senza recupero del calore.</p><p>La produzione di elettricità fossile in Svizzera è diventata oggetto di dibattito in relazione alla penuria di elettricità che si delinea entro il 2020. Il Parlamento ha obbligato i grandi impianti di cogenerazione in discussione a compensare le emissioni di CO2. Circa la metà della potenza installata degli impianti di cogenerazione interessa l'industria, e il 75 per cento di essi è da ricondurre ai settori chimica e carta. La maggior parte dei gestori di questi impianti hanno stipulato con la Confederazione un accordo sugli obiettivi e sottoscritto misure volte a ridurre le emissioni di CO2. Vista la situazione, attualmente l'Ufficio federale dell'energia (UFE) sta elaborando una strategia che illustra a quali condizioni sia opportuno promuovere gli impianti di cogenerazione in Svizzera.</p><p>In Svizzera gli impianti di cogenerazione decentrati che sfruttano energie fossili per la produzione di energia elettrica possono essere promossi soltanto in combinazione con altre tecnologie o misure per aumentare complessivamente l'efficienza, ad esempio se dovessero rivelarsi necessari alla propulsione delle pompe di calore elettriche. Con questa combinazione sarebbe possibile risparmiare il 50 per cento circa del combustibile rispetto agli attuali riscaldamenti a energie fossili. In primo luogo si tratta tuttavia di sostituire le decine di migliaia di riscaldamenti elettrici con pompe di calore (e riscaldamenti a legna). In questo modo si riuscirebbero a liberare le capacità elettriche necessarie alle pompe di calore che verranno installate nei prossimi anni. La sostituzione dei riscaldamenti elettrici costituisce anche una delle misure del piano d'azione per le energie rinnovabili e, in futuro, sarà regolata in modo restrittivo nel modello di prescrizioni energetiche dei cantoni (MoPEC).</p><p>Inoltre, la rimunerazione per l'elettricità prodotta da impianti di cogenerazione alimentati con energie fossili è regolata all'articolo 7 capoverso 2 della legge sull'energia. La rimunerazione deve basarsi sui prezzi d'acquisto di energia equivalente praticati sul mercato. In vista della liberalizzazione del mercato elettrico, l'UFE sta elaborando delle direttive per chiarire la questione relativa alle tariffe di riferimento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.