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Il limite di franchigia sull'IVA per acquisti all'estero dovrebbe essere abbassato in futuro. Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno approvato martedì una mozione e due iniziative cantonali in tal senso. Una soglia non è ancora stata fissata: il Consiglio federale è così incaricato di elaborare un progetto di legge che migliori l'equità fiscale nel flusso di merci del piccolo traffico di confine.
Le possibilità tecniche attuali, come l'applicazione per smartphone QuickZoll, facilitano il pagamento dell'Imposta sul valore aggiunto. È quindi immaginabile rivedere la prassi e abbassare il valore della franchigia e/o adattarlo alla soglia di esenzione del Paese di provenienza, ha spiegato Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG) a nome della minoranza.
Secondo Pirmin Bischof (Centro/SO), a nome della maggioranza commissionale, il problema del turismo degli acquisti non trova origine nel limite di franchigia, quanto invece nel livello dei prezzi molto più elevato in Svizzera. L'abbassamento della franchigia comporterà inoltre un notevole onere amministrativo per il personale doganale per importi spesso molto modesti, anche con QuickZoll, ha aggiunto il solettese.
Il ministro delle finanze Ueli Maurer ha ammesso che il turismo degli acquisti pone grossi problemi ai cantoni di confine e alle loro economie. Ma questa mozione non avrà l'effetto desiderato e il rapporto costi-benefici non è garantito, ha sostenuto invano il consigliere federale.
Attualmente chi fa gli acquisti oltre frontiera è esonerato dal pagamento dell'IVA se la spesa non supera i 300 franchi per persona e al giorno. Secondo i calcoli degli economisti del Credit Suisse, nel 2019 - prima della pandemia - gli svizzeri hanno acquistato beni per un valore di 8 miliardi di franchi nei negozi oltre confine.