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Il presidente del PLR Philipp Müller ritiene poco utile rafforzare la protezione ai confini a causa del flusso di migranti. Il consigliere nazionale argoviese propone invece uno "smistamento" preventivo dei richiedenti l'asilo, meglio se in centri fuori dall'Europa.
"Non possiamo rendere impenetrabili i nostri confini, sarebbe illusorio", ha detto Müller in un'intervista rilasciata alla NZZ am Sonntag.
Il problema fondamentale è costituito dal fatto che il diritto d'asilo a livello internazionale si basa su un vecchio concetto di rifugiato, ha affermato Müller. Hanno diritto d'asilo le persone che sono minacciate e la loro vita o integrità fisica può essere messa in pericolo da un'istituzione pubblica. Questo vale solo per una minoranza di richiedenti l'asilo.
Tanti gruppi di profughi sono in fuga dalla guerra e non dal proprio regime. Oltre a questi, ci sono anche "le persone alla ricerca di una migliore qualità di vita", i cosiddetti rifugiati economici.
"Portiamo oltre confine migliaia di persone attraverso una procedura d'asilo classica, che non ha niente a che vedere con la loro situazione. In questo modo sovraffatichiamo il nostro sistema", ha detto Müller.
È necessario offrire protezione temporanea ai profughi di guerra, senza una procedura d'asilo. Sono immaginabili campi siti vicino ai loro Paesi d'origine dove possono rimanere fino a quando la loro patria sarà di nuovo sicura, ha spiegato Müller. "Lo smistamento, per chi riceve e chi no asilo in Europa, deve avvenire in questi centri di sicurezza", ha continuato.
Il presidente del PLR respinge l'idea di reintrodurre le richieste d'asilo presso le ambasciate. "Gli Stati dell'UE non lo farebbero, e da soli non possiamo farlo, se no le nostre ambasciate verrebbero prese d'assalto".
È evidente che le possibilità di un singolo Paese sono limitate. "Per noi è chiaro: una buona politica d'asilo può essere solo una politica d'asilo europea", ha sottolineato Müller.
SDA-ATS