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Il consigliere federale Pascal Couchepin ha ribadito alla Conferenza ministeriale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico OCSE svoltasi a Parigi, che per la Svizzera il segreto bancario non è negoziabile.
Il compromesso di Feira approvato la settimana scorsa dai paesi dell'Unione europea sulla tassazione dei risparmi prevede in linea di massima l'entrata in vigore del principio dello scambio di informazioni tra autorità fiscali. La Svizzera tuttavia è convinta che potranno essere trovate misure equivalenti per evitare la fuga di capitali dell'Unione europea verso la Svizzera, senza ledere il segreto bancario. Ad esempio con una revisione dell'imposta preventiva.
Il capo del Dipartimento federale dell'economia ha affermato che come contropartita la Confederazione potrebbe chiedere misure compensatorie, in particolare un'estensione al nostro paese degli accordi di Schengen.
Qualora Bruxelles dovesse rimanere inflessibile in materia di abolizione del segreto bancario, sarebbe un elemento che influirà al momento opportuno sulla decisione dei cittadini svizzeri di aderire o meno all'Unione europea, ha proseguito il ministro elvetico dell'economia.
Interrogato sulle minacce di sanzioni dell'OCSE contro il Liechtenstein, accusato di essere un paradiso fiscale, Couchepin ha sottolineato la «simpatia particolare» che la Svizzera nutre per il suo vicino, cui è legata da un Trattato di unione doganale. Il consigliere federale si è detto convinto, in base alle discussioni avute la settimana scorsa con il governo del Principato, che il Liechtenstein «vuole fare di tutto per sparire» dalla lista nera dei paesi accusati di favorire la fuga di capitali.
swissinfo e agenzie
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