Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/106871

<h2>SubmittedText<h2><p>Sono sempre più frequenti i casi nei quali gli assicuratori che praticano l'indennità giornaliera secondo la legge sul contratto d'assicurazione (LCA) interrompono in modo accelerato le prestazioni, asserendo la possibilità per l'assicurato di svolgere un'attività lavorativa più leggera. Siccome nel regime legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) questa fattispecie è ormai consolidata, essendo stata oggetto di ripetute sentenze del Tribunale federale (che indicano il periodo di inabilità oltre il quale può essere invocato questo motivo di interruzione delle prestazioni), chiedo che il Consiglio federale abbia a regolare gli obblighi degli assicuratori in modo da uniformare il periodo di copertura in base alla LCA con quello fondato sulla LAMal.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La richiesta dell'autore della mozione non può essere accolta.</p><p>Infatti per l'assicurazione di indennità giornaliera in caso di malattia non sussiste alcun obbligo. Il legislatore si è limitato a prevedere nella legge federale sull'assicurazione malattie un'assicurazione di indennità giornaliera. Per questo tipo di assicurazione esistono numerose norme di protezione imperative ed eventuali controversie vengono risolte davanti ai tribunali delle assicurazioni sociali. Oltre a questa variante del diritto in materia di assicurazioni sociali esiste tuttavia, quale ulteriore possibilità, l'assicurazione di indennità giornaliera offerta da assicuratori privati, che sottostà alla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA) e per la quale vale quindi il principio della libertà contrattuale. Già alla luce di questa libertà di scelta dell'assicurato e alla consapevole distinzione concettuale tra assicurazione sociale e assicurazione privata non sussiste alcuna ragione per uniformare le norme in questo ambito.</p><p>Nel quadro della vigente libertà contrattuale sancita nella LCA spetta fondamentalmente alle parti decidere in merito al contenuto del contratto e quindi pure al periodo di copertura. Tale libertà non è tuttavia illimitata. Infatti, nell'ambito dell'interpretazione del contratto, la verifica giudiziaria si orienta segnatamente al principio della buona fede e, in relazione con le condizioni generali del contratto, alle regole applicate in caso di formulazione insolita o poco chiara. Anche per quanto riguarda i contratti di assicurazione che sottostanno alla LCA, lo stipulante non è privo di protezione, sebbene vada ammesso che nella pratica per il lavoratore può risultare più difficile far valere il principio della buona fede nei rapporti concernenti l'assicurazione collettiva. Anche in quest'ottica non è pertanto necessaria alcuna regolamentazione legale supplementare.</p><p>Occorre infine evidenziare che finora la FINMA non è a conoscenza di casi in cui assicuratori privati avrebbero stabilito con eccessivo anticipo il momento in cui la persona assicurata sarebbe in grado di esercitare un'attività lucrativa più leggera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.