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BERNA - Sentito oggi dalla Commissione delle telecomunicazioni del Nazionale per illustrare la posizione della SSR sulla legge federale che prevede un rafforzamento del sostegno ai media, il direttore generale dell'ente radiotelevisivo pubblico, Gilles Marchand, ha colto l'occasione per illustrare i provvedimenti adottati, già annunciati la settimana scorsa, in risposta ai casi di molestie sessuali emersi a RTS, la "branca" romanda di SSR.
Uscito dalla seduta con la commissione, lo stesso Marchand, rispondendo alle domande di Keystone-ATS sul caso, ha affermato di aver principalmente parlato della presenza online della SSR e del contributo che l'ente televisivo può dare allo sviluppo di questo settore nell'ambito del sostegno pubblico ai media, ma ha anche aggiunto di aver dovuto rispondere ad alcune domande sulla vicenda delle presunte molestie sessuali e di quanto deciso per porvi rimedio.
Inchieste indipendenti - La settimana scorsa SSR ha annunciato di aver avviato due indagini indipendenti in seguito allo scandalo di molestie sessuali alla RTS. Una mira a rafforzare il sistema in vigore contro le molestie sul posto di lavoro, mentre l'altra si occuperà della catena di responsabilità nella gestione dei casi recentemente rivelati dalla stampa.
La SSR ha condannato fermamente le molestie, rammaricandosi che i collaboratori del gruppo abbiano dovuto subire un simile comportamento. Dal canto suo, la RTS ha annunciato la sospensione temporanea di due dirigenti accusati in un articolo di Le Temps di molestie durante la durata dell'inchiesta sul loro comportamento.
Rochebin al contrattacco - Frattanto, è di oggi la notizia che l'ex presentatore Darius Rochebin - passato in estate al canale televisivo francese LCI, di proprietà di TF1 - ha sporto denuncia penale per diffamazione contro il giornale Le Temps, che l'ha accusato di parole e atti inappropriati quando lavorava per l'emittente televisiva romanda. L'hanno annunciato all'agenzia AFP e a diversi media elvetici i suoi avvocati Francis Szpiner e Vincent Solari.
In una lunga inchiesta pubblicata a fine ottobre, Le Temps aveva rivelato parecchi malfunzionamenti (molestie sessuali, gesti inappropriati, abuso di potere) all'interno della RTS puntando il dito su diversi dipendenti, tra cui Rochebin. Stando agli avvocati di Rochebin, «l'articolo incriminato mischia presunti elementi della vita privata, accuse anonime, pettegolezzi, con vicende di natura diversa legate alla RTS», e «procede a un amalgama con le accuse contro due quadri dirigenti della RTS (i cui nomi non sono stati pubblicati) e che sono oggetto di denunce e di inchieste interne a causa dell'autorità gerarchica che esercitavano in seno alla RTS». «Nessuna denuncia è stata mai presentata nei suoi confronti, in 25 anni di attività» presso l'emittente televisiva e Rochebin non ha occupato «alcuna funzione che gli dava un potere decisionale gerarchico», scrivono ancora gli avvocati Szpiner e Solari.
Le Temps non sorpreso - Gaël Hurlimann, co-caporedattore del Temps, non si è detto sorpreso dalla denuncia penale di Darius Rochebin; ciò era prevedibile dalle dichiarazioni dei legali del giornalista fatte pervenire alla stampa subito dopo la pubblicazione dell'inchiesta. A Keystone-ATS, Hurlimann ha dichiarato di sentirsi sereno qualora si dovesse andare in tribunale. Dopo la pubblicazione dell'articolo, Rochebin ha sospeso le sue attività in seno alla catena televisiva francese dove ogni sera intervista una personalità diversa. LCI ha precisato oggi all'agenzia di stampa di aver affidato la trasmissione in questione per qualche settimana a un altro giornalista.