Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/240514

<h2>SubmittedText<h2><p>La legge federale sulla parità dei sessi (LPar), sottoposta a revisione nel 2020, mira a far valere il diritto costituzionale a un salario uguale per un lavoro di uguale valore. Il Consiglio federale ha inoltre definito delle misure nel quadro del piano d'azione della Strategia Parità 2030. Ciononostante, in Svizzera le donne continuano a guadagnare in media il 19 per cento in meno degli uomini. La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente rafforzato le disuguaglianze e aumentato i rischi di povertà per le donne.</p><p>La Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni, la cui consultazione si concluderà nei prossimi giorni. </p><p>Il Consiglio federale ha la responsabilità di garantire la trasparenza dei salari nell'Amministrazione federale e negli istituti e imprese parastatali. Chiediamo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta le misure proposte dalla Commissione europea? Quali di queste misure sono già state adottate dall'Amministrazione federale e dalle imprese parastatali? Quali di queste misure vanno oltre le misure adottate in Svizzera? È disposto ad attuare le misure europee che vanno oltre quelle svizzere?</p><p>2. Come valuta l'efficacia di Logib nella lotta contro la disparità salariale?</p><p>3. L'ultima analisi della parità salariale dell'Amministrazione federale ha rilevato una differenza salariale inspiegabile del 3,3 per cento. Quali sono i motivi di questa differenza? In quali settori dell'Amministrazione federale la differenza salariale è più accentuata e per quali motivi? Quali sono le attuali "good practice" e come vengono applicate dall'Amministrazione federale? </p><p>4. Per quanto riguarda i premi, è evidente che le donne percepiscono meno premi e che l'importo versato è inferiore. Ciò è dovuto anche al fatto che le donne ricoprono meno funzioni quadro e spesso lavorano con un tasso di occupazione inferiore. Il Consiglio federale come intende porre fine a questa tendenza? Quali misure intende adottare per migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia nelle funzioni quadro? </p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a riesaminare dal punto di vista della parità salariale le attuali linee guida dell'Amministrazione federale sulla definizione del salario iniziale, e se necessario, a precisarle? In caso negativo, su quali basi ritiene che le attuali linee guida siano sufficienti? </p><p>6. Dove ravvisa la necessità di intervenire per migliorare la trasparenza salariale nell'Amministrazione federale e nelle aziende parastatali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>La proposta di direttiva dell'UE volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza delle retribuzioni e meccanismi esecutivi mira a definire le prescrizioni minime necessarie.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le prescrizioni in vigore per il personale federale e le disposizioni applicabili alle imprese parastatali presentino un tenore simile a quello della direttiva dell'UE, citata dall'autrice dell'interpellanza. Di conseguenza, l'Esecutivo non ravvisa alcuna necessità di intervento in questo senso.</p><p>Domanda 2</p><p>Secondo l'articolo 13c della legge federale sulla parità dei sessi (LPar) la Confederazione mette a disposizione dei datori di lavoro lo strumento di analisi standardizzato gratuito Logib. Diversi studi mostrano che le imprese, in seguito all'analisi della parità salariale, adottano misure pertinenti come l'adeguamento salariale. In occasione dell'analisi d'impatto della regolamentazione, effettuata nel 2015 sulla revisione della LPar, circa la metà delle imprese ha affermato di aver adeguato i salari dopo l'analisi della parità salariale. Dal rapporto concernente gli effetti dei controlli della Confederazione sulla parità salariale è emerso che addirittura il 70 per cento delle imprese ha riportato effetti in seguito ai controlli, tra cui concreti adeguamenti salariali. Lo strumento di analisi standardizzato della Confederazione (Logib) e le analisi della parità salariale si dimostrano estremamente efficaci nel superare o evitare le disparità salariali tra i sessi.</p><p>Domande 3, 5 e 6</p><p>L'analisi della parità salariale condotta nel 2018 presso l'intera Amministrazione federale ha evidenziato una differenza salariale imputabile al sesso pari al 3,3 per cento. Entro la fine del 2022 i risultati dettagliati saranno disponibili per l'intera Amministrazione federale nonché per i singoli dipartimenti e uffici. I risultati saranno verificati da un'impresa di revisione secondo le disposizioni della LPar. In virtù dell'articolo 13i i risultati delle singole analisi della parità salariale e delle relative verifiche saranno pubblicati.</p><p>Le imprese e gli istituti parastatali conducono regolarmente analisi della parità salariale e commentano i risultati nei rispettivi rapporti delle unità rese autonome. I risultati finora ottenuti riflettono la situazione dell'Amministrazione federale. Le questioni della trasparenza e della parità salariale in relazione al salario iniziale verranno discusse ed esaminate nell'ambito del mandato di verifica "Salario uguale per un lavoro di uguale valore" come misura della Strategia Parità 2030, adottata dal Consiglio federale.</p><p>La politica salariale dell'Amministrazione federale così come quella delle imprese e degli istituti parastatali mira a evitare disparità salariali. Per questa ragione la parità salariale è sottoposta regolarmente a verifica, come indicato più sopra. Il Consiglio federale ritiene che questa procedura sia conforme alle "good practice" dell'economia e dell'amministrazione.</p><p>Domanda 4</p><p>L'importo medio dei premi versati alle donne (1843 fr.) è, in termini assoluti, inferiore a quello degli uomini (2169 fr.). Tuttavia, se si confrontano i premi di prestazioni tenendo conto del tasso di occupazione e della classe di stipendio, non sussiste alcuna disparità sistematica. Grazie ai valori di riferimento strategici per la rappresentanza delle donne nelle classi di stipendio dei quadri, negli ultimi anni è stato possibile aumentare la quota di donne nelle funzioni quadro. Questa misura dovrebbe permettere di ridurre anche le differenze tra i premi versati agli uomini e alle donne.</p><p>Dalle inchieste svolte presso il personale emerge che la politica del Consiglio federale orientata alla conciliabilità tra lavoro e famiglia ha ottenuto valori di soddisfazione elevati da parte del personale federale. Di conseguenza, l'attuale politica familiare dovrà essere sviluppata di pari passo con le nuove esigenze.</p>  Risposta del Consiglio federale.