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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad adeguare la legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) in modo da ridurre o eliminare gli ostacoli al risanamento energetico dei vecchi edifici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale, in sintonia con l'autore della mozione, è dell'avviso che gli ostacoli alle misure di risanamento energetico degli edifici debbano essere ridotti laddove è possibile. Tale esigenza corrisponde alla nuova politica energetica che il collegio ha adottato il 21 febbraio 2007. Uno dei quattro pilastri di tale politica è l'incremento dell'efficienza energetica. Nell'ambito dei piani d'azione intrapresi il 20 febbraio 2008, il Consiglio federale ha incaricato il DFE di illustrare le possibilità atte a semplificare le procedure e ad eliminare gli ostacoli nel settore delle costruzioni, al fine di aumentare la quota di energie rinnovabili e di trovare soluzioni efficienti dal punto di vista energetico. Il rapporto redatto in collaborazione con i rappresentanti dei cantoni, in esecuzione del suddetto mandato, è disponibile dallo scorso settembre in tedesco con un breve riassunto in francese (Michèle Bättig, Walter Ott, Deborah Kistler: Rechtliche und verfahrensmässige Hemmnisse für energetische Massnahmen im Gebäudebereich. Studie im Auftrag des Staatssekretariats für Wirtschaft, SECO, Grundlagen der Wirtschaftspolitik Nr. 18. Bern 2009). Il rapporto non indica alcuna misura che potrebbe essere attuata dalla Confederazione per via legislativa. A livello cantonale e comunale, sono stati, tuttavia, individuati diversi ostacoli per la soppressione dei quali sono state elaborate delle raccomandazioni. </p><p>A seguito dell'elaborazione del rapporto è inoltre emerso che esentare dall'autorizzazione può essere ragionevole, ma non sempre produce l'effetto desiderato. Un'autorizzazione di costruzione fornisce al committente un'ampia sicurezza sulla legalità del suo progetto di costruzione, ancor prima che vengano effettuati importanti investimenti. Costruire senza disporre di un'autorizzazione, anche se in tutta legalità, comporta un rischio maggiore che un vicino faccia in seguito lecitamente valere che le modifiche apportate sono illegali e devono essere soppresse. Tale rischio potrebbe gravare sul progetto più del tempo che si potrebbe perdere e dei costi che si dovrebbero affrontare per intraprendere una procedura di domanda per il rilascio di un'autorizzazione edilizia. </p><p>Le possibilità di accelerare, tramite disposizioni di diritto federale, le procedure cantonali e comunali di rilascio di un'autorizzazione edilizia, sono state sfruttate a pieno con l'introduzione dell'articolo 25a della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) nel quadro della revisione della LPT del 6 ottobre 1995. Il Consiglio federale è convinto che da quel momento siano stati compiuti enormi progressi. La durata effettiva della procedura dipende tuttavia da numerosi fattori che difficilmente possono essere influenzati da disposizioni procedurali di diritto federale.</p><p>La rapidità e la semplicità sono obiettivi generali che devono sempre essere presenti nel disbrigo delle pratiche relative al rilascio di autorizzazioni. Al riguardo, garantendo i principi legali, va perseguito un equilibrio tra gli interessi connessi al fatto che un progetto debba essere avviato il più velocemente possibile e quelli della sicurezza degli investimenti. Se da una parte vengono creati i presupposti per una procedura più snella, dall'altra devono essere adottate limitazioni praticabili che siano in relazione con le modifiche edilizie previste. I privilegi procedurali messi in relazione tout court a un progetto - poco importa di che natura - che prevede un risanamento energetico non sembrano né pertinenti né attuabili. Semplificare le procedure in maniera effettivamente utile è quindi un compito importante e di responsabilità che spetta ai cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.