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BERNA - La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia degli Stati (CAPTE-S), con 7 voti contro 6, propone di respingere una mozione presentata dal consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI), che chiedeva di trasferire il saldo di riduzione delle emissioni di CO2 al periodo di rendiconto successivo.
A suo avviso con questa proposta era "possibile scoraggiare gli importatori di automobili dal correggere il risultato a fine periodo, importando veicoli con emissioni di CO2 particolarmente elevate, e motivarli a raggiungere risultati sempre migliori".
La maggioranza della commissione dubita però che questa misura possa contribuire alla riduzione delle emissioni. Inoltre, la CAPTE-S ritiene che la Svizzera dovrebbe evitare di adottare soluzioni diverse da quelle praticate in seno all'UE.
Niente supercrediti - Con la stessa ripartizione dei voti, la maggioranza della commissione ha pure respinto una seconda mozione di Regazzi che chiede di reintrodurre i cosiddetti supercrediti, una regolamentazione transitoria applicata dal 2012 al 2015.
Secondo il consigliere nazionale ticinese, in tal modo gli importatori continuerebbero ad essere interessati a importare un numero quanto più alto possibile di veicoli a basse emissioni di CO2, rafforzando così il grado di efficienza delle prescrizioni sulle emissioni in vigore.
La commissione, d'accordo con il Consiglio federale, ricorda che l'allestimento degli incentivi sarà concretizzato nell'ordinanza sul CO2. L'UE ha già definito i supercrediti da applicare nel periodo 2020 a 2022 alle nuove automobili. La richiesta dell'autore della mozione è pertanto giustificata, ma i tempi non sono ancora maturi per definire i relativi dettagli.
Una minoranza della CAPTE-S propone invece di accogliere entrambe le mozioni sostenendo che le misure proposte permetterebbero di ridurre le emissioni di CO2 delle automobili.