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BRESCIA - Dopo una nottata tesa fra accertamenti e interrogatori comincia a delinearsi in maniera un po' più esatta la dinamica all'origine della morte di una 15enne del Bresciano, uccisa nel pomeriggio di sabato da un colpo di fucile in casa sua. Inizialmente l'ipotesi degli inquirenti coinvolgeva il padre di lei e un errore umano, durante la pulizia dell'arma.
Oggi, però, la tesi parrebbe essere un'altra. A maneggiare l'arma sarebbe stato il fratello minore di lei che, in maniera involontaria, avrebbe fatto esplodere il colpo che l'ha raggiunta al petto, uccidendola sul colpo.
Il ragazzino è poi scappato, in panico, avvertendo i genitori che si trovavano in un'altra zona della casa. Se la dinamica esatta dell'accaduto non è ancora chiara - tra le incognite anche il perché l'arma fosse carica - non vi sono dubbi sul fatto che si tratti di un incidente.
Intanto le accuse di omicidio colposo nei confronti del padre sono state sollevate, anche se - scrive il Corriere della Sera - ve ne sarebbero altre legate alla custodia delle armi e una possibile negligenza. Il fucile, in ogni caso, era legalmente detenuto.
Il caso del 13enne, invece, passa ora alla procura minorile.