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Sbloccati dalla Camera bassa due miliardi per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e per l'aiuto all'Europa orientale.
L'aiuto ai paesi in via di sviluppo passa così da 1 miliardo e 50 milioni a un miliardo e mezzo. Un aumento che va però relativizzato, perché nei 450 milioni figurano per la prima volta anche i 280 milioni destinati alla sede di Ginevra del Comitato internazionale della croce rossa. Questo aumento dovrebbe comunque permettere all'aiuto allo sviluppo della Svizzera di raggiungere presto - si parla del 2010 - lo 0,4 del prodotto interno lordo fissato dal governo. Un livello comunque ancora lontanto dalle raccomandazioni delle Nazioni unite (0,7 del PIL).
La legge federale che regola questo settore prevede che il parlamento accordi un credito quadro distribuito su diversi anni agli organismi della Confederazione per la cooperazione allo sviluppo e per l'aiuto umanitario. L'attuale credito quadro è entrato in vigore il 1° febbraio 1998 e sarà esaurito verso la metà di quest'anno. Il messaggio del governo per i prossimi quattro anni chiedeva dunque al parlamento lo stanziamento di 1 miliardo e mezzo di franchi.
Per quanto riguarda il CICR, la Confederazione partecipa dal 1931 al suo finanziamento. Finora, il credito per la sede di Ginevra era stanziato nell'ambito di un apposito decreto federale, mentre nella somma globale della Confederazione destinata alla cooperazione e all'aiuto umanitario figuravano già i fondi per le operazioni del CICR sul terreno.
Stabilizzati i conflitti, aumentano le catastrofi
Nel suo messaggio al parlamento, il governo ricorda che dopo la caduta del Muro di Berlino il numero dei conflitti sembra essersi stabilizzato a un alto livello, mentre già a partire dagli anni '70 le catastrofi di tipo naturale, ambientale e tecnologico sono aumentate.
Tutti i gruppi politici sono intervenuti in favore di questa somma. Soltanto l'Unione democratica di centro ha manifestato qualche reticenza a proposito dell'efficacia dell'aiuto previsto, senza però rimetterlo in causa. Il ministro degli esteri non ha dovuto fare un grande sforzo per convincere i deputati, che hanno approvato il messaggio con 146 voti favorevoli, nessun contrario e due astenuti.
Forte impegno ad est
Credito supplementare di 500 milioni accordato anche per la collaborazione tecnica e finanziaria con i Paesi dell'est. Nel 1998, le Camere avevano accordato all'Europa orientale 900 milioni di franchi, di cui 200 milioni per le garanzie di crediti, per un periodo di 4 anni. Questa somma è stata spesa più rapidamente del previsto, a causa di una collaborazione più intensa con i paesi dove la Svizzera è presente.
Tra le cause di questo maggiore impegno, segnaliamo la crisi del Kosovo, i cambiamenti politici nella Repubblica federale di Jugoslavia e le esigenze legate allo sviluppo delle regioni dell'Asia centrale e del Caucaso, dove si trovano diversi paesi membri dello stesso gruppo di voto della Svizzera -il cosiddetto "Helvetistan" - presso le istituzioni finanziarie di Bretton Woods e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.
Anche qui, il ministro degli esteri non ha avuto difficoltà a far passare il messaggio, che i deputati hanno accolto con 128 voti contro 32 e tre astensioni. Bocciata la proposta dell'UDC Ulrich Schlüer, che voleva rispedire la richiesta al Consiglio federale a causa di "una trasparenza insufficiente" del programma di attività nei Paesi in questione.
Le due richieste di credito passano ora alla Camera alta, dove saranno discusse durante la prossima sessione estiva.
Mariano Masserini