Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231115

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure affinché i resi nelle vendite per corrispondenza siano a pagamento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la crescente digitalizzazione il commercio online sta diventando sempre più popolare. I consumatori hanno approfittato maggiormente della vendita per corrispondenza, soprattutto durante la pandemia di COVID-19.</p><p>Secondo la legislazione vigente, spetta alle aziende private decidere se i clienti devono pagare le spese di restituzione e se conviene offrire questo servizio gratuitamente. Tuttavia, questo non significa che i resi siano "gratuiti": le spese di spedizione sono di solito incluse nel prezzo di vendita. È nell'interesse delle aziende di vendita per corrispondenza che il numero di pacchi restituiti sia il più basso possibile rispetto alle merci vendute.</p><p>Il principio "chi inquina paga" è applicato nel trasporto delle merci su strada mediante la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) coprendo così i costi delle infrastrutture e quelli a carico della collettività. Vi sono quindi già incentivi per ridurre i viaggi inutili dei veicoli pesanti. Respingendo la mozione 20.4509, il Parlamento ha rifiutato di creare le basi legali che avrebbero permesso di applicare il suddetto principio tramite la riscossione di una tassa sul traffico merci con autofurgoni.</p><p>Se la distruzione di articoli nuovi ha ripercussioni sull'ambiente, l'impatto ecologico complessivo dell'introduzione di spese minime di restituzione a carico del cliente è più difficile da determinare. L'obbligo di pagare le spese di spedizione potrebbe effettivamente portare a una diminuzione dei resi, tuttavia i risultati attesi sembrano essere minimi o addirittura contrari all'effetto auspicato. In primo luogo, l'impatto della vendita per corrispondenza sul traffico e sui chilometri percorsi è basso rispetto al volume totale del traffico, come dimostra il recente studio della società di consulenza BSS "Auswirkungen des wachsenden Versandhandels auf das Verkehrsaufkommen" commissionato dall'Ufficio federale delle strade. In secondo luogo, le conseguenze ecologiche delle misure governative nel settore del commercio al dettaglio sono difficili da valutare, a causa degli effetti di sostituzione tra il commercio stazionario e quello online. Infatti, l'aumento del chilometraggio legato al trasporto delle merci dovuto alla vendita per corrispondenza è accompagnato da un calo del traffico di veicoli privati, poiché i consumatori si recano meno spesso nei centri commerciali. Come dimostra anche il suddetto studio, è difficile stimare l'effetto netto dell'introduzione di spese minime di restituzione a carico del cliente. Dopo aver soppesato tutti gli argomenti esposti, il Consiglio federale ritiene che non vi siano motivi sufficienti per una simile ingerenza della libertà economica. Una tassa di questo tipo ridurrebbe in modo eccessivo la libertà imprenditoriale e i vantaggi per i consumatori, considerato l'incerto impatto ambientale. Tuttavia, il Consiglio federale si aspetta che le aziende di vendita per corrispondenza descrivano nel miglior modo possibile i prodotti e le taglie, così da ridurre i resi dovuti alle taglie inesatte o a informazioni incomplete.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.