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Accolto il ricorso dell'uomo. All'interno della coppia era successo "un evento straordinario"
SAN GALLO - Uno svizzero di origine senegalese può conservare il suo passaporto rossocrociato. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha annullato la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che aveva valutato il comportamento dell'uomo fraudolento, a causa di un matrimonio dalla tempistica sospetta.
Nel 2007, quando aveva 32 anni, il senegalese è arrivato in Svizzera per sposarsi con una cittadina elvetica. Nel 2015 ha poi depositato una domanda di naturalizzazione facilitata, accordata nel febbraio 2016 dalla SEM.
Gli sposi si sono separati nel marzo 2017 e il matrimonio è stato definitivamente sciolto nel luglio 2019. Informata dalle autorità vodesi, la SEM ha annullato la naturalizzazione nel novembre 2020. L'ordine cronologico dei fatti ha fatto sorgere il dubbio di una frode e nessun evento straordinario spiega la rapida degradazione della relazione a partire dalla domanda fatta nel 2015.
Il Tribunale amministrativo federale la vede però diversamente e ha accolto il ricorso dell'uomo. In effetti, un evento straordinario si è verificato all'interno della coppia nell'autunno del 2016. L'ex moglie ha dovuto trasferirsi a causa della prossima demolizione dell'immobile in cui viveva la coppia, mentre il marito è dovuto rimanere fino all'ultimo poiché faceva il custode. Durante questa separazione forzata la donna si è accorta di non essere più felice con l'uomo.
Secondo i giudici di San Gallo, la Segreteria di Stato della migrazione ha dato troppa importanza alle dichiarazioni della ex moglie, molto negative ma con ogni probabilità guidate dalla voglia di vendetta dopo un divorzio difficile. Le sue affermazioni in parte sono persino smentite dai documenti. La Segreteria di Stato della migrazione ha invece scartato i testimoni favorevoli, come l'ex suocero e la donna delle pulizie.
L'uomo ha abusato di minori che avevano tra gli uno e i dodici anni.
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