Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01085.jsonl.gz/155

Il Dieselgate è approdato in aula, lunedì, a quattro anni dallo scoppio dello scandalo e, per l’occasione, il tribunale regionale di Brunswick - competente per la sede di Volkswagen, a Wolfsburg - è stato spostato nel centro congressi. Sono oltre 450'000, una prima per la Germania, le persone iscritte alla class action che si rivolge ai giudici affinché stabiliscano se i clienti siano stati danneggiati.
L'associazione di consumatori agisce come unico richiedente e accusa il gruppo automobilistico di aver deliberatamente nociuto ai suoi clienti con l'installazione di un software capace di modificare i valori dei gas di scarico, facendo apparire il veicolo meno inquinante di quanto non lo fosse in realtà. I giudici dovranno determinare, quindi, se l'azienda abbia agito contro etica.
Volkswagen, nel frattempo, si difende per mezzo dei propri avvocati che hanno affermato: "Non esiste alcun dolo dato che ancora oggi molti di queste vetture sono state modificate e vengono utilizzate".
"Vorrei che Volkswagen rimborsasse il prezzo d'acquisto. Ma temo che il processo richiederà molto tempo", ha affermato un cliente. I consumatori sarebbero anche disposti a trovare un accordo ma lo stesso è già stato rifiutato dal costruttore poiché lo costringerebbe a rimborsare una somma considerevole.