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SANA'A - Situazione sempre più critica in Yemen a livello umanitario: per il quarto giorno consecutivo, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è stata bloccata nelle sue operazioni a causa della chiusura di tutti i porti di mare e aeroporti.
Col blocco dell'arrivo di cibo e forniture mediche, c'è il rischio che molte persone muoiano di fame e la mancanza di farmaci.
«L'Oms e le altre agenzie hanno bisogno di un accesso immediato e sicuro. Lo Yemen sta affrontando la più vasta epidemia di colera mai avuta al mondo e 7 milioni di persone sono sull'orlo della carestia, con 2 milioni di bambini gravemente malnutriti. Se non possiamo far arrivare cibo e forniture mediche nel Paese, non potremo salvare la vita delle persone», ha dichiarato Peter Salama, direttore esecutivo Oms per le emergenze.
Inoltre le forniture sanitarie dell'Oms sono ad un livello basso. Mercoledì scorso una nave con un carico di 250 tonnellate di forniture mediche chirurgiche non è potuta salpare da Gibuti per il porto yemenita di Al-Hudaydah.
«Siamo molto preoccupati per il livello basso di kit per i traumi. Ne abbiamo ancora per 2.000 operazioni chirurgiche, ma vista l'escalation del conflitto nelle sole ultime settimane abbiamo trattato centinaia di pazienti con traumi», ha commentato Nevio Zagaria, rappresentante Oms in Yemen.
«Se le ostilità continueranno e i porti rimarranno chiusi, non potremo eseguire operazioni salva-vita e dare cure mediche di base», ha aggiunto. La chiusura dei porti può avere un impatto anche nella risposta all'epidemia di colera, che dal 27 aprile al 5 novembre ha fatto registrare 908.400 casi sospetti e 2192 morti.
Nel 2017 l'Oms è riuscita a far arrivare 1500 tonnellate di farmaci e forniture, fornito 21.443 consulenze mediche ed eseguito 9300 interventi chirurgici.