Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187232

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali per far sì che le scuole specializzate superiori con cicli di formazione riconosciuti a livello federale e i loro diplomi siano percepiti come parte integrante della formazione professionale svizzera sia a livello nazionale che internazionale. Per farlo è necessario proteggere la denominazione SSS e introdurre titoli federali, diplomi firmati dalla Confederazione e la possibilità di ottenere il riconoscimento istituzionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice della mozione: le scuole specializzate superiori (SSS) producono professionisti altamente qualificati contribuendo in maniera diretta alla prosperità economica e all'efficienza del panorama formativo nazionale.</p><p>Tuttavia, come si evince dai pareri relativi al postulato 11.3686 Weber-Gobet (respinto) e al postulato Pfister Gerhard 16.3178 (ritirato), durante l'elaborazione della legge sulla formazione professionale (LFPr), in vigore dal 2004, è emersa chiaramente la necessità di riconoscere a livello federale i cicli di formazione e non gli istituti. Tenuto conto dell'organizzazione decentrata e della varietà dei cicli di formazione delle SSS, queste considerazioni rimangono attuali. La formazione professionale superiore, infatti, è strettamente correlata alle esigenze del mercato del lavoro e ciò si rispecchia nella varietà di titoli rilasciati. Il riconoscimento e l'accreditamento degli istituti di formazione avviene invece nel contesto universitario e dei suoi livelli di diploma, definiti dal processo di Bologna. In questo caso i titoli vengono rilasciati in autonomia e sotto la responsabilità delle scuole universitarie. Se le finalità legate alle esigenze del mercato del lavoro fossero sostituite da una logica accademica, la formazione professionale superiore perderebbe le sue peculiarità. I rapporti con il mercato del lavoro, decisivi sotto il profilo qualitativo, non possono essere garantiti dalle istituzioni bensì soltanto dalle organizzazioni del mondo del lavoro (oml), che redigono i programmi quadro d'insegnamento dei cicli di formazione riconosciuti a livello federale. In occasione della revisione totale dell'ordinanza del DEFR concernente le esigenze minime per il riconoscimento dei cicli di formazione e degli studi postdiploma delle scuole specializzate superiori (OERic-SSS), il ruolo delle oml è stato ulteriormente rafforzato.</p><p>Per introdurre la protezione della denominazione delle SSS che offrono cicli di formazione riconosciuti a livello federale sarebbe necessaria una modifica legislativa, in quanto la protezione della denominazione limiterebbe la libertà economica ai sensi degli articoli 27 e 94 della Costituzione federale. È per questo che durante la revisione totale dell'OERic-SSS una richiesta in tal senso è stata respinta.</p><p>Basandosi sul piano quadro nazionale degli studi i circa 170 operatori della formazione possono adeguare gli oltre 400 cicli di formazione esistenti alle esigenze regionali del mercato del lavoro. Gli operatori i cui cicli di formazione hanno superato una procedura di riconoscimento federale organizzano autonomamente tali cicli - che si concludono con una procedura di qualificazione - e rilasciano ai sensi dell'articolo 44 LFPr un diploma che attesta il conseguimento di un titolo federale protetto. Conformemente all'articolo 29 LFPr i Cantoni esercitano la vigilanza sulle SSS, purché propongano cicli di formazione riconosciuti dalla Confederazione. Qualora la Confederazione rilasciasse diplomi federali nel contesto delle SSS questo sistema, finora rivelatosi efficace, dovrebbe essere modificato. Analogamente a quanto avviene per gli esami federali di professione e per gli esami professionali federali superiori, la Confederazione dovrebbe assumersi tutti i compiti relativi ai cicli di formazione delle SSS e gestire a livello centralizzato le procedure di qualificazione. In queste condizioni sarebbe molto difficile garantire la flessibilità e la capacità di adattamento dei cicli di formazione e degli operatori alle esigenze regionali del mercato del lavoro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.