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BERNA - L'ombudsman della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR ha dovuto fare gli straordinari nel 2020, avendo ricevuto oltre mille reclami. Si tratta di una cifra record e raddoppiata rispetto all'anno prima: il motivo è da ricondurre alle molte segnalazioni legate al tema Covid-19.
Secondo quanto comunicato oggi dall'azienda, le 1'161 contestazioni pervenute in totale sono un primato assoluto per l'ufficio, che esiste da più di un quarto di secolo. Un terzo di esse riguardavano l'argomento pandemia: i critici si sono lamentati in particolare della presunta parzialità dei programmi.
Per esempio, a loro giudizio le trasmissioni erano smaccatamente a favore del governo e degli scienziati che hanno classificato l'epidemia come preoccupante. Al contrario, venivano sminuite le persone scettiche nei confronti delle misure e delle restrizioni adottate dalle autorità e quelle che minimizzavano la pericolosità del virus.
L'ombudsman si è inoltre trovato confrontato con un numero superiore alla media di reclami per servizi critici riguardo ai teorici del complotto. Globalmente, in 27 casi è stata coinvolta l'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR), che ha sempre sostenuto le valutazioni dell'ufficio della SRG SSR. Il principio della corretta presentazione di fatti e avvenimenti non è insomma mai stato violato.
Nel mirino delle contestazioni è entrata soprattutto la televisione. Essa ha infatti rappresentato il 75% dei casi, contro il 19% della radio. In linea con le nuove abitudini, il settore online è sempre più sotto i riflettori. Sono in effetti in costante aumento le segnalazioni concernenti contributi su YouTube o sui social media.