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A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di calcio nel Qatar, le grandi aziende abituate a sponsorizzare queste manifestazioni di richiamo preferiscono mantenere un profilo basso.
Troppo elevato infatti il rischio di danni alla reputazione a causa delle polemiche sorte attorno a questo evento, stando alla "SonntagsZeitung" in edicola oggi.
Migros e Coop, spiega il settimanale svizzero-tedesco, hanno investito cifre modeste rispetto al passato per il marketing destinato alla Coppa del mondo: la prudenza è d’obbligo a causa delle discussioni controverse sorte attorno alla kermesse (vedi per esempio le migliaia di decessi sui cantieri e lo scarso rispetto dei diritti umani, ndr).
Anche il Credit Suisse, da trent’anni sponsor principale della Nazionale svizzera di calcio, non intende avviare una campagna di promozione a favore della Coppa del mondo. Nel corso degli ultimi Mondiali di calcio, la banca ha finanziato per esempio spot pubblicitari – sia alla televisione che sui sociali – prima di ogni partita della Nazionale, coinvolgendo anche star del pallone come Xherdan Shaqiri e Granit Xhaka.
Stando al domenicale zurighese, i Mondiali di calcio nel Qatar rappresentano un rischio d’immagine per aziende come il Credit Suisse o Coca-Cola che intendono dare di sé un’immagine progressista circa la protezione del clima, i diritti degli omosessuali o delle donne.