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ZURIGO/TEL AVIV - Manoscritti, disegni ed alcune lettere dello scrittore Franz Kafka (1883-1924) sono tornati alla luce in queste ore con l'apertura di casseforti in istituti bancari di Zurigo e di Tel Aviv. Lo sostiene oggi con grande evidenza il quotidiano israeliano Haaretz che da mesi segue da vicino gli sviluppi di una complessa vertenza giudiziaria che oppone la Biblioteca Nazionale di Gerusalemme e due anziane signore, le sorelle Ruth ed Eva Hoffe.
Si tratta delle figlie di Ilse Esther Hoffe, la segretaria dell'amico intimo di Kafka, Max Brod (1888-1968), che per decenni hanno custodito a Tel Aviv e altrove documenti ed oggetti appartenuti al grande scrittore ceco, di origine ebraica.
Secondo Haaretz le casseforti sono state aperte su ingiunzione di un tribunale israeliano ed è così emerso "un vero tesoro letterario". Esso include, fra l'altro, diverse lettere e il manoscritto originale di un breve e ben noto racconto di Kafka (il giornale non precisa quale) che gli studiosi non avevano mai potuto esaminare da vicino.
I documenti conservati all'UBS di Zurigo, secondo quanto era stato annunciato, dovrebbero essere stati aperti ieri. Si tratta di quattro casseforti blindate dove dal 1956 è conservato l'archivio appartenuto a Max Brod. L'UBS non ha voluto né confermare né smentire, limitandosi a dire che la banca non rilascia nessuna informazione "sull'attività dei clienti". Le anziane sorelle che hanno ereditato l'archivio hanno chiesto alla giustizia israeliana di imporre il silenzio stampa sull'esito del controllo.
Il processo aperto in Israele - nel quale si inserisce anche il sopralluogo all'UBS - dovrà stabilire se le figlie di Ester Hoffe potranno disporre o meno dell'archivio ricevuto in eredità. Nella vicenda si è inserita anche la Biblioteca nazionale d'Israele a Gerusalemme, che secondo il suo direttore Shmouel Har-Noi, intende fare tutto il possibile per "recuperare i manoscritti di Kafka".
SDA-ATS