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BERNA - «Qualora il Governo ticinese dovesse decidere di bloccare i ristorni delle imposte alla fonte il prossimo 30 giugno 2019, la Confederazione assicurerà il versamento dei ristorni all'Italia al posto del Canton Ticino?». È quanto chiesto da Marco Chiesa all'ora delle domande.
Il consigliere nazionale UDC si è concentrato sull'argomento dei ristorni dei frontalieri, in vista della mozione presentata l'11 settembre 2017 ("Responsabilità e solidarietà impongono alla Confederazione che il Ticino sia compensato finanziariamente per la mancata entrata in vigore dell'Accordo sui frontalieri") che verrà trattata a breve.
Secondo quanto riferito nella mozione, «il Consiglio federale deve farsi carico, da un profilo finanziario, dei danni che la mancata entrata in vigore del nuovo accordo italo-svizzero sui frontalieri arreca al Cantone». Tra le motivazioni, «la mancata entrata in vigore dell'accordo ha, indirettamente, pesanti conseguenze sul mercato del lavoro ticinese che subisce un significativo dumping salariale a causa dei lavoratori frontalieri». Per queste ragioni viene chiesto al Consiglio federale, «a seguito della violazione dell'articolo 54 capoverso 3 della Costituzione, una solidarietà confederale sulla base dell'articolo 44 capoverso 1 della Costituzione che stabilisce che Confederazione e Cantoni collaborano e si aiutano reciprocamente nell'adempimento dei loro compiti».