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Undici donne albanesi, la maggior parte di più di 60 anni, hanno partecipato alla prima tavola rotonda animata da Suela Kasmi sul tema della nutrizione e dell’attività fisica.
Gli uomini non sono stati invitati alla discussione. Per gli albanesi più in là con gli anni, la tradizione conta molto: gli uomini stanno con gli uomini, le donne con le donne, spiega Suela Kasmi. «E in un gruppo misto, le donne pensano di non poter parlare liberamente. Alcune donne si coprono il capo con un foulard e se sono presenti degli uomini non possono toglierlo».
Malgrado l’assenza di uomini, le donne erano molto timide durante il primo incontro, ricorda Suela Kasmi. «È importante rendersi conto che gli albanesi non vengono solo dall’Albania, ma pure dal Kosovo e dalla Macedonia, delle regioni con mentalità diverse. C’è voluto un po’ prima che le donne si sentissero a loro agio».
Un altro ostacolo è stata la lingua. «Parliamo la stessa lingua, l’albanese, ma ci sono comunque delle differenze, come tra il tedesco e lo svizzero tedesco», rileva Suela Kasmi. «Ho dovuto ripetermi più volte per far capire a tutti il tema della discussione».
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