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Un gruppo di 157 richiedenti l'asilo della minoranza tamil dello Sri Lanka, la cui imbarcazione è stata intercettata quasi un mese fa, e rimasto da allora rinchiuso in una nave della dogana australiana in alto mare, è stato trasferito in Australia e quindi nel remoto campo di detenzione di Curtin nel nord-ovest del continente.
I richiedenti asilo, fra cui 37 bambini e minorenni, che erano salpati dall'India dove avevano preso rifugio, dovrebbero essere sentiti da funzionari consolari indiani nelle prossime settimane, come parte di un accordo raggiunto fra il primo ministro conservatore australiano Tony Abbott e la sua controparte indiana Narendra Modi.
Il governo indiano potrebbe decidere di accogliere chi ha la cittadinanza o la residenza in India e anche i tamil non residenti. Secondo il ministro dell'Immigrazione Scott Morrison, deciso a mantenere la linea dura del governo di impedire del tutto gli arrivi non autorizzati via mare, i 157 sono "profughi economici".
I gruppi di difesa dei diritti umani, fra cui Amnesty International e lo stesso ente Onu per i profughi Unhcr, hanno espresso gravi preoccupazioni per il loro trattamento. Un gruppo di avvocati ha avviato una causa in Alta Corte chiedendo che non siano consegnati alle autorità di Sri Lanka, né trasferiti nei campi di detenzione stabiliti dall'Australia nell'isola di Manus in Papua Nuova Guinea e nell'isola-stato di Nauru, affermando che il governo non ha il potere di consegnarli contro la loro volontà in alcun altro luogo se non in Australia.