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Gli Stati hanno approvato un credito di 60 milioni di franchi. L'obiettivo? Affrontare un eventuale blackout nazionale
BERNA - La rete radio di sicurezza Polycom deve essere dotata di batterie di riserva rinnovabili. Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi all'unanimità un credito di 60 milioni di franchi per far fronte a un eventuale guasto diffuso della rete elettrica svizzera.
In caso di collasso della rete elettrica in Svizzera, la comunicazione attraverso le reti pubbliche non sarebbe più garantita. Il funzionamento del sistema Polycom sarebbe pertanto un fattore decisivo per le autorità e le organizzazioni attive nel campo del salvataggio e della sicurezza ai fini della gestione della situazione di crisi. I suoi 750 trasmettitori permettono infatti di comunicare tra di loro in tutte le circostanze.
I nuovi impianti funzioneranno con batterie agli ioni di litio, caricate con elettricità da fonti di energia rinnovabile e le cui emissioni sono chiaramente ridotte rispetto a quelle dei gruppi elettrogeni di emergenza. La soluzione proposta è destinata a garantire 72 ore di autonomia, ha spiegato il ministro delle finanze Ueli Maurer.
Il Consiglio federale chiede un credito d'impegno di 60 milioni di franchi per le spese di capitale una tantum per il materiale nel periodo 2023-2026 oltre che per i costi di esercizio e manutenzione fino al 2035.
Il credito si compone di due tranche: la prima, da 41,2 milioni, comprende l'equipaggiamento completo con sistemi di emergenza. La seconda, da 18,8 milioni, copre i costi aggiuntivi nel caso in cui dalla prova di fattibilità emergessero risultati che rendono parzialmente o interamente impossibile la realizzazione della variante con le batterie agli ioni di litio.
Il Consiglio Nazionale deve ancora esprimersi.