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BERNA - È riuscita l'iniziativa popolare "Acqua potabile pulita e cibo sano - No alle sovvenzioni per l'impiego di pesticidi e l'uso profilattico di antibiotici". Lo comunica la Cancelleria federale precisando che sono state raccolte 113'979 firme valide. Lo scopo del testo è tagliare le sovvenzioni dirette agli agricoltori che ricorrono alle sostanze in questione.
L'iniziativa prevede che l'agricoltura contribuisca alla sicurezza dell'approvvigionamento in derrate alimentari sane per la popolazione e in acqua potabile. I pagamenti diretti sarebbero condizionati al rispetto della biodiversità; "no" quindi all'uso di pesticidi.
Gli animali in fattoria dovrebbero inoltre essere nutriti con foraggio prodotto in loco. I contadini che invece usano antibiotici regolarmente o in modo profilattico si vedrebbero tagliati i pagamenti diretti. Altri aiuti (ricerca, formazione, investimenti), sarebbero sottoposti alle medesime condizioni.
Secondo i promotori del testo l'iniziativa si giustifica con il fatto che l'utilizzo intensivo di pesticidi e antibiotici nell'agricoltura contamina le acque, distruggendo la biodiversità, inquinando i suoli e favorendo lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici.
Oggi quasi tre stazioni di sorveglianza di acqua sotterranea su quattro, nelle zone agricole coltivate intensamente, presentano infatti concentrazioni di residui di pesticidi superiori ai valori prescritti per legge.
L'iniziativa è sostenuta da diverse organizzazioni ambientaliste, di protezione della natura e degli animali tra cui Greenpeace Svizzera, BirdLife Svizzera, Federazione svizzera di pesca e piscicoltura, l'associazione "Tier-im-Fokus" e Swissveg.
Va anche ricordato che è in corso la raccolta delle firme per una seconda iniziativa in materia chiamata "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici". Il suo testo chiede di vietare l'utilizzo di queste sostanze nell'agricoltura, nella trasformazione dei prodotti agricoli e per la manutenzione del paesaggio.
Gli iniziativisti, alcuni cittadini di Neuchâtel tra cui persone attive nel settore "bio", vorrebbero inoltre vietare in Svizzera alimenti contenenti pesticidi e alimenti nei quali sono state utilizzate queste sostanze nel processo di produzione.