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- 03.08.2006
- Infanzia vittima della guerra
"I nostri statuti non consentono nessuna discriminazione per nazione o per religione. Il nostro aiuto va ai bambini che ne hanno bisogno". Così ha risposto il direttore della Catena della Solidarietà, Félix Bollmann, a un redattore dell'organo di stampa della Migros, che gli domandava se le donazioni fossero destinate alla parte libanese o a quella israeliana del conflitto mediorientale. In generale, poi, va detto che si donano più volentieri soldi per le vittime delle catastrofi naturali che non per le vittime delle crisi.
"E' comunque più facile aiutare una regione terremotata che non un territorio di guerra. Nelle zone di crisi, spesso sono le stesse squadre di soccorso a correre dei rischi e ciò è frustrante anche per la Catena", prosegue Bollmann. La Catena della Solidarietà ha riattivato il conto 10-15000-6 con la destinazione "Infanzia vittima della guerra" e finanzia in tal modo numerose organizzazioni umanitarie svizzere. Il denaro è investito in modo netrale, là dove c'è necessità, poiché i bisogni non guardano in faccia alla razza, alle colpe o alla nazionalità.