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«Un dramma sul quale vogliamo fare chiarezza». Paul Biya, presidente del Camerun, ha ordinato l’apertura di un’inchiesta sulla calca nella quale lunedì sera hanno perso la vita otto persone (tra le quali due donne e un bambino) a Yaoundé, all’ingresso dello stadio che ospitava gli ottavi di finale della Coppa d’Africa (competizione regina del calcio continentale che si sta svolgendo negli stadi di cinque città del Paese) tra i padroni di casa del Camerun e Comore. Secondo quanto precisato in un comunicato dal ministro della Comunicazione René Emmanuel Sadi, nella tragedia sono rimaste ferite anche 38 persone, di cui sette in modo grave. La fuga precipitosa è avvenuta all’ingresso sud dello stadio Olembé, il nuovissimo e più grande impianto del Paese, nella capitale camerunese. Lo stadio ha una capienza di 60’000 spettatori ma a causa del coronavirus è stata portata al 60 per cento, l’80 quando giocano i “leoni indomabili”. Ossia 48’000 persone, mentre secondo le autorità, l’altra sera erano 50’000 le persone intenzionate a entrare nello stadio. Le vittime sono state “immediatamente trasportate” in ambulanza, ma “il traffico stradale pesante ha rallentato le operazioni di soccorso”, ha affermato il ministero. Anche un bambino è stato calpestato dalla folla, fuori dallo stadio, mentre venivano controllati i pass sanitari. Il neonato,“immediatamente portato all’ospedale generale di Yaoundé”, è in condizioni “clinicamente stabili”.