Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/165036

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 34 capoverso 3 della legge sull'approvvigionamento elettrico (LAEl) stabilisce che gli articoli 7 e 13 capoverso 3 lettera b saranno messi in vigore cinque anni dopo l'entrata in vigore della legge (avvenuta il 15 luglio 2007) e che tre altri verranno contemporaneamente abrogati. Come unico criterio supplementare il legislatore ha stabilito che tale obbligo legale di entrata in vigore e di abrogazione di disposizioni deve essere adempiuto mediante un decreto federale sottostante a referendum. La legge non prevede la possibilità di accorciare o di prolungare questa scadenza per ragioni politiche. Dopo molti anni, la non esecuzione da parte del Consiglio federale della messa in vigore e dell'abrogazione di disposizioni decise per legge costituisce una violazione della buona fede.</p><p>1. Per ragioni politiche, il Consiglio federale può derogare a tal punto a una scadenza chiaramente stabilita dalla legge?</p><p>2. È consapevole del fatto che la non applicazione di questa disposizione intacca gravemente il principio della buona fede di cui all'articolo 5 capoverso 3 della Costituzione?</p><p>3. È consapevole di provocare gravi danni ad alcuni operatori economici del settore elettrico mantenendo un quadro giuridico asimmetrico voluto dal legislatore solo per un breve periodo e ciò in assenza di una base legale e di una decisione del popolo?</p><p>4. Le scadenze fissate dalla Costituzione o nelle leggi federali per l'entrata in vigore e per l'abrogazione di disposizioni legali sono vincolanti per il Consiglio federale?</p><p>5. Come intende porre rimedio a questa lacuna nell'esecuzione della LAEl?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 4 maggio 2016, il Consiglio federale ha deciso di attendere prima di trasmettere al Parlamento il decreto federale sulla seconda tappa d'apertura del mercato dell'energia elettrica. Precedentemente aveva avviato una consultazione relativa al decreto federale sull'apertura completa del mercato a partire dal 1º gennaio 2017. Gli esiti di tale consultazione mostrano che, malgrado un ampio consenso di principio a favore dell'apertura del mercato, la seconda tappa, così come proposta, non gode al momento del sostegno della maggioranza. Oggetto di critica sono le condizioni quadro che rimangono parzialmente poco chiare e la difficile situazione sul mercato della forza idrica svizzera. Da più parti è stato quindi chiesto un rinvio o un migliore coordinamento con la Strategia energetica 2050, o ancora una soluzione compatibile con l'accordo sull'energia elettrica tra la Svizzera e l'Unione europea (l'apertura totale del mercato rientra nell'acquis comunitario pertinente). I sostenitori del decreto hanno, tra l'altro, espresso richieste di ordine materiale, le quali non sono però attuabili mediante decreto federale, ma necessitano di una modifica di legge. Queste circostanze hanno spinto il Consiglio federale a proporre un rinvio. Occorre tuttavia ammettere che il termine di cinque anni previsto dall'articolo 34 capoverso 3 della legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7) non è rispettato. Il collegio ha inoltre incaricato il DATEC di verificare regolarmente il momento propizio per tale apertura, tenendo in considerazione tutti gli aspetti rilevanti, quali la revisione della LAEI in programma, nonché l'attuazione e la concretizzazione della Strategia energetica 2050. Prendendo atto di questi ultimi e dell'attuale analisi del contesto del mercato (in particolare i prezzi dell'energia elettrica, il mercato interno dell'energia dell'UE, ecc.), entro il 2017 dovrà essere fatto e portato all'attenzione del Consiglio federale il punto della situazione relativamente all'apertura completa del mercato dell'energia elettrica.</p><p>1./5. La LAEl è entrata in vigore a tappe; tuttavia, la data determinante della sua entrata in vigore è il 1º gennaio 2008 (RU 2007 7827). Il termine di cinque anni previsto dall'articolo 34 capoverso 3 LAEl non vincola direttamente il Consiglio federale a mettere in vigore gli articoli in questione e, in questo, si differenzia dagli altri termini legali. L'applicazione di questa disposizione spetta piuttosto al Parlamento. La legge non prevede alcun automatismo, neanche per quanto concerne tale termine, e l'attuazione dell'apertura completa del mercato non è di competenza del Consiglio federale. Nonostante sia stata decisa in linea di principio, la seconda tappa d'apertura del mercato dell'energia elettrica necessita imperativamente di una nuova decisione del Parlamento ed eventualmente del popolo. Il Parlamento deve essere pertanto libero di decidere se approvare o meno il decreto federale e, di conseguenza, la seconda tappa d'apertura del mercato. Se non fosse più favorevole a tale apertura, dovrebbe modificare la legge. Una volta in possesso degli esiti della consultazione, il Consiglio federale ha deciso di formalizzare la propria posizione nei confronti del Parlamento e delle Commissioni dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia, consentendo al legislativo di scegliere un'altra procedura.</p><p>2. Il principio di buona fede significa che gli attori interessati, ovvero anche il Consiglio federale e il Parlamento, devono comportarsi in modo leale, degno di fiducia e non contraddittorio, mantenendo le promesse fatte. Poiché, nonostante il termine legale, la seconda tappa d'apertura del mercato non è automatica, ma dipende da una decisione del Parlamento, non si poteva partire dal presupposto che la liberalizzazione completa dovesse avvenire con certezza in un determinato momento.</p><p>3. La situazione attuale è sfavorevole per diversi attori, segnatamente per le PMI. Per la valutazione del Consiglio federale è stato determinante il bilancio globale della consultazione. Come esposto nella risposta alla domanda 1, l'esecutivo farà il punto della situazione al più tardi entro il 2017.</p><p>4. Le scadenze (per l'entrata in vigore o di altro tipo) stabilite nella Costituzione o nelle leggi federali sono vincolanti per il Consiglio federale. Tuttavia, come già dimostrato, in questo caso non si tratta di un termine per l'entrata in vigore.</p>  Risposta del Consiglio federale.