Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/69077

<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alla triste faccenda concernente Daniel de Roulet che ha ammesso, 31 anni dopo i fatti, di aver commesso un atto terroristico incendiando lo chalet del magnate della stampa tedesca Axel Springer, l'autore del postulato chiede che:</p><p>1. Daniel de Roulet sia intimato dal governo a rimborsare tutti i sussidi ricevuti dalla Confederazione per le sue attività nell'ambito dell'AdS e di Pro Helvetia (p. es. la borsa del 1996 di Pro Helvetia);</p><p>2. se una tale restituzione dovesse avverarsi giuridicamente impossibile, il governo faccia elaborare un testo legislativo che consenta di esigere il rimborso di fondi pubblici se una persona, a posteriori, è accusata di attività terroristiche.</p><p>In effetti è indecente vedere che persone come Daniel de Roulet possano beneficiare, restando impunite, della manna federale e, d'altra parte, darsi ad attività terroristiche e penali che mettono a repentaglio la sicurezza dello Stato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo scrittore svizzero Daniel de Roulet ha recentemente ammesso pubblicamente di aver compiuto un attentato incendiario ai danni dell'editore Axel Springer dando fuoco, nel gennaio 1975, al suo chalet di Rougemont. Il Consiglio federale condanna in modo deciso l'atto, fermo restando che le affermazioni di de Roulet siano esatte e non pura millanteria. Il tempo trascorso nulla toglie alla gravità del fatto. Il termine di prescrizione assoluto per questo reato è di 15 anni. Pertanto, allo stato attuale, il reato commesso nel 1975 dallo scrittore non risulta più perseguibile penalmente.</p><p>In base al diritto vigente, il Consiglio federale non può esigere che Daniel de Roulet restituisca i sussidi ricevuti per la sua attività di scrittore da Pro Helvetia o da altre organizzazioni culturali sostenute finanziariamente dalla Confederazione. Infatti le organizzazioni in questione hanno erogato gli aiuti finanziari della Confederazione ai fini cui erano destinati, ossia alla promozione culturale. Nel 2001, per esempio, de Roulet, che aveva già beneficiato a più riprese di sovvenzioni della Confederazione, ha ricevuto un sussidio di Pro Helvetia dell'ammontare di 675 franchi per rappresentare la Svizzera romanda alle "Journées européennes de litérature. L'événement de la langue" a Lione. Non sussistendo tra i sussidi ricevuti dallo scrittore e il reato del 1975 una connessione oggettiva, l'attuale disciplinamento non prevede la possibilità di un rimborso dei sussidi ricevuti. Inoltre spetterebbe alle organizzazioni culturali e non alla Confederazione far valere un eventuale rimborso.</p><p>Il Consiglio federale non ha nemmeno motivo di modificare la situazione giuridica esistente. Se un aiuto finanziario della Confederazione viene destinato ad uso improprio o se una prestazione sovvenzionata risulta totalmente o parzialmente inadempiuta, l'aiuto finanziario può essere rivendicato in virtù della legge sui sussidi. Se tuttavia l'aiuto finanziario della Confederazione non ha alcuna connessione con un comportamento incriminato, come nel presente caso, allora la rivendicazione diventa difficilmente giustificabile di fronte al principio della proporzionalità.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.