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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo intervento dinanzi all'Assemblea generale dell'ONU del 23 settembre 2010, la presidente della Confederazione ha lanciato con forza un appello per la riforma dell'ONU, in sintonia con la linea adottata dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) nella risoluzione n. 12018 emanata lo scorso anno.</p><p>La presidente non si è tuttavia pronunciata sulle modalità con cui la Svizzera potrebbe indurre l'ONU ad attuare le riforme a lungo attese. La risoluzione PACE proponeva un'azione coordinata dei 47 Stati più impegnati del Consiglio d'Europa, che includono nientemeno che tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU.</p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La Svizzera ha presentato al comitato dei ministri le proposte dell'Assemblea parlamentare ai fini di una rielaborazione?</p><p>2. Il Consiglio federale ha intenzione di procedere a tale elaborazione nel corso dei prossimi mesi?</p><p>3. Come e con chi intende intervenire affinché l'ONU trovi la forza di attuare le riforme più urgenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha accolto con favore la risoluzione n. 1688 (2009) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa che coincide ampiamente con la posizione della Svizzera. Tuttavia, non ha presentato le relative proposte al comitato dei ministri e non ne ha chiesto la rielaborazione.</p><p>2. Il Consiglio federale non ha intenzione di rielaborare le proposte della suddetta risoluzione nell'ambito del comitato dei ministri poiché questo non risponde alle risoluzioni dell'Assemblea parlamentare ma entra in materia soltanto in merito alle sue raccomandazioni. Mentre le raccomandazioni dell'Assemblea parlamentare sono rivolte al comitato dei ministri, le risoluzioni sono vincolanti unicamente per l'Assemblea stessa.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che la riforma dell'ONU sia importante per poter dotare l'organizzazione degli strumenti necessari al fine di raccogliere le sfide del 21° secolo e consolidare la sua legittimità unica al mondo. Fin dalla sua adesione, la Svizzera si è pienamente impegnata a favore della riforma dell'ONU. Di preferenza si associa ad altri Stati, scelti in funzione dei temi trattati. Alla luce delle divergenze talvolta profonde tra i gruppi di Stati dovute alla loro posizione socio-economica nel mondo o alla loro appartenenza a diverse aree geografiche, le alleanze transregionali si sono rivelate uno strumento efficace per l'avanzamento delle riforme.</p><p>La Svizzera si impegna a favore del miglioramento dei metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza in seno a un'iniziativa comune (detta S5 o Small Five) con Costa Rica, Giordania, Liechtenstein e Singapore. Questa iniziativa punta ad aumentare la trasparenza e l'obbligo di informare del Consiglio di sicurezza, a coinvolgere maggiormente nelle sue decisioni gli Stati che non ne fanno parte e a limitare il diritto di veto. Un'altra iniziativa, lanciata nel 2008 con Danimarca, Germania, Liechtenstein e Paesi Bassi, mira ad ottenere un maggiore rispetto dei principi dello Stato di diritto nell'ambito del regime di sanzioni contro al-Qaida e i talebani. Nel 2009, il Costa Rica, il Belgio, la Finlandia e la Norvegia si sono associati alle proposte. Nello stesso periodo, il Consiglio di sicurezza ha deciso l'istituzione di un mediatore, al quale possono rivolgersi le persone fisiche e giuridiche che ritengono di essere state inserite per errore sulla lista delle sanzioni, migliorando così la situazione legale delle persone fisiche o giuridiche oggetto di sanzioni internazionali.</p><p>Nell'ambito dell'esame del Consiglio dei diritti dell'uomo, la Svizzera è favorevole a un miglioramento dei meccanismi esistenti di tale organismo e a una migliore protezione delle vittime di violazioni dei diritti umani. Su questo fronte collabora anche con un gruppo transregionale di 15 Paesi, tra cui Messico, Nigeria, Corea del Sud, Ucraina e USA.</p><p>Un'ulteriore iniziativa è la riforma della gestione e del budget dell'ONU. La Svizzera promuove attivamente diversi progetti di riforma con i suoi partner del Gruppo di Ginevra, composto dai principali contribuenti all'organizzazione. Su questi temi la Svizzera è anche in stretto contatto con la Segreteria dell'ONU. Questi esempi confermano che la Svizzera collabora con vari partner, a seconda dei temi trattati, al fine di fornire all'ONU un valido contributo al dibattito sulla riforma.</p>  Risposta del Consiglio federale.