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[642.121]
Ordinanza del DFF concernente l'esame delle domande di condono dell'imposta federale diretta
(Ordinanza sul condono dell'imposta)1
del 19 dicembre 1994 (Stato 1° luglio 2009)
1 Il condono deve contribuire al risanamento stabile e duraturo della situazione economica del contribuente. Esso deve inoltre per definizione profittare al contribuente e non ai suoi creditori.
2 La procedura di condono non sostituisce dei rimedi giuridici né deve avere per scopo la revisione di tassazioni cresciute in giudicato.
1 Il contribuente ha in principio diritto al condono quando le condizioni legali sono soddisfatte. L'autorità di condono decide facendo un uso corretto dei suoi poteri di apprezzamento e tenendo conto di tutti i fatti essenziali ai sensi dell'articolo 167 LIFD.
2 È irrilevante per la decisione di condono, con riserva dell'articolo 10, il motivo per il quale il contribuente è caduto nel bisogno che fa valere.
3 Trattandosi di imposta alla fonte, può presentare una domanda di condono soltanto il soggetto fiscale della prestazione imponibile o il rappresentante contrattuale da lui designato. Al debitore della prestazione imponibile non spetta tale diritto.1
1 L'autorità di condono nella sua decisione prende in considerazione l'insieme della situazione economica del contribuente. Determinante a tal riguardo è in primo luogo la situazione al momento della decisione, inoltre anche l'evoluzione intervenuta dopo la tassazione, cui l'istanza si riferisce, nonché le prospettive future.
2 L'autorità di condono esamina inoltre se siano indicate e se possano o avrebbero potuto essere pretese dal contribuente restrizioni del tenore di vita. Simili restrizioni possono in principio essere pretese allorché le spese superano il costo della vita stabilito secondo le direttive per il calcolo del minimo esistenziale in materia d'esecuzione per debiti (art. 93 LF dell'11 apr. 18891 sulla esecuzione e sul fallimento, LEF).
3 Se al momento della scadenza il contribuente era in grado di pagare nel termine stabilito, la decisione di condono deve tenerne conto.
1 La Commissione federale di condono dell'imposta federale diretta (CFC) decide sulle domande di condono dell'imposta federale diretta di un importo uguale o superiore a 25 000 franchi per anno fiscale.
2 L'autorità cantonale di condono decide sulle domande di condono dell'imposta federale diretta di un importo inferiore a 25 000 franchi per anno fiscale.
3 Se è presentata una domanda di condono per più anni fiscali e in uno di questi anni l'imposta è di almeno 25 000 franchi, la decisione sulla domanda spetta alla CFC.
I lavori di segreteria della CFC sono svolti dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC).
I Cantoni disciplinano l'organizzazione delle loro autorità di condono nonché la procedura, in quanto non già regolate dal diritto federale. Ciò vale in particolare anche per la procedura di condono nel caso dell'imposta alla fonte.
1 Oggetto della domanda di condono possono essere unicamente:
- a.
- imposte,
- b.
- interessi o
- c.
- multe comminate in seguito a una violazione di obblighi procedurali o a contravvenzione.
2 Questi importi devono essere stati fissati da una decisione cresciuta in giudicato e non devono essere stati ancora pagati.
3 Possono essere presentate anche dopo il pagamento:
- a.
- le domande di condono nel caso dell'imposta alla fonte;
- b.
- le domande per le quali il pagamento è stato effettuato con riserva.
4 Se l'importo dovuto è pagato, totalmente o parzialmente, mentre l'istanza è pendente presso l'autorità di condono, questa chiede al contribuente se persiste a volere un giudizio nel merito dell'istanza. Il pagamento effettuato nel frattempo può essere preso in considerazione nella decisione.
1 La domanda di condono, motivata per scritto e corredata dei mezzi di prova necessari, dev'essere presentata alla competente amministrazione cantonale dell'imposta federale diretta. Questa dà conferma al richiedente della ricezione della sua istanza.
2 Il richiedente deve esporre nella domanda la situazione di bisogno in cui è caduto e mostrare che il pagamento dell'imposta, dell'interesse o della multa costituirebbe un grave rigore.
1 Esiste una situazione di bisogno quando l'intero importo dovuto è sproporzionato alla capacità finanziaria del contribuente. Si ha in particolare una sproporzione per le persone fisiche, quando il debito fiscale, nonostante la riduzione del tenore di vita al minimo d'esistenza, non può essere completamente estinto entro un termine ragionevole.
2 Esiste in ogni caso una situazione di bisogno quando un contribuente non dispone né di reddito né di sostanza, oppure quando i poteri pubblici devono assumere il suo mantenimento e quello della famiglia.
1 Tra le cause che possono condurre ad una situazione di bisogno, sono espressamente riconosciute:
- a.
- un peggioramento essenziale della situazione economica del contribuente dopo la tassazione, oggetto dell'istanza di condono, a seguito di un lungo periodo di disoccupazione, di elevati oneri familiari od obblighi di mantenimento;
- b.
- un forte indebitamento dovuto a spese straordinarie che hanno la loro origine nella situazione personale dell'istante e per le quali il contribuente non è responsabile;
- c.
- considerevoli perdite commerciali o di capitale, per i contribuenti di professione indipendente e le persone giuridiche, quando per tale motivo sono in gioco l'esistenza economica dell'impresa o dei posti di lavoro. Un condono tuttavia può essere di regola accordato alla sola condizione che anche gli altri creditori di pari grado rinuncino ad una parte delle loro pretese;
- d.
- forti spese di malattia, non coperte da terzi, nonché costi di cura in quanto possano cagionare per il contribuente una situazione di bisogno.
2 Se oltre a quelli citati al capoverso 1 esistono altri motivi di un eccessivo indebitamento, quali, ad esempio, insuccessi commerciali, fideiussioni, elevati debiti ipotecari, debiti del piccolo credito come conseguenza di un tenore di vita eccessivo ecc., la Confederazione non può rinunciare alle proprie legittime pretese a vantaggio degli altri creditori. Se gli altri creditori rinunciano totalmente o parzialmente ai loro crediti, può essere accordato un condono nella stessa proporzione.
1 Se il contribuente deve intaccare la sua sostanza per far fronte agli obblighi fiscali, sarà concesso un condono qualora non sia possibile esigere un indebitamento o la realizzazione di questo patrimonio. A tal riguardo la sostanza deve essere indicata al suo valore venale. Le imposte sui benefici in capitale e sugli utili di liquidazione devono essere pagate ricorrendo, al bisogno, alla sostanza patrimoniale.
2 Trattandosi tuttavia di sostanza che è parte integrante ed indispensabile della previdenza per la vecchiaia, l'autorità di condono può condonare l'imposta totalmente o parzialmente oppure accordare una dilazione di pagamento ed esigere delle garanzie per il credito fiscale. Le aspettative e le prestazioni di uscita non liberamente disponibili ai sensi della legge sul libero passaggio del 17 dicembre 19931 non vengono considerate nel calcolo della sostanza.
Art. 12 Semplici fluttuazioni del reddito, privazione volontaria di fonti di reddito o di elementi della sostanza
1 Delle semplici fluttuazioni nel reddito del contribuente sono periodicamente prese in considerazione nella tassazione e non costituiscono un motivo di condono. Di regola un condono è escluso quando è stato tenuto conto di una diminuzione del reddito tramite una tassazione intermedia oppure quando la situazione è di nuovo migliorata.
2 Quando il contribuente si è volontariamente privato delle proprie fonti di reddito o di elementi della sostanza, tale diminuzione del reddito o della sostanza non è presa in considerazione al momento in cui la domanda di condono viene giudicata.
L'autorità di condono non entra nel merito di domande di condono presentate dopo la notificazione del precetto esecutivo (art. 38 cpv. 2 LEF1).
1 Se il contribuente è alla vigilia della conclusione di un concordato o è minacciata di fallimento, l'istanza di condono viene respinta. L'autorità di condono accorda al contribuente una dilazione di pagamento in modo da permetterle d'intraprendere le misure di risanamento. La dilazione sarà accordata per il tempo necessario a chiarire la situazione economica, ma al massimo per sei mesi.
2 Se il contribuente conclude un concordato giudiziale, la parte non coperta dell'ammontare d'imposta è considerata condonata. Se il contribuente fallisce, un condono è escluso.
3 Se il richiedente si trova in liquidazione, la sua istanza viene respinta.
L'autorità di esazione può aderire a un concordato extragiudiziale allorché vi avrà pure aderito la maggioranza degli altri creditori di pari grado che rappresentino almeno la metà dei crediti totali della 3a classe (art. 219 LEF2). La parte non coperta dell'ammontare d'imposta è considerata come condonata.
Il riscatto degli attestati di carenza di beni è di competenza dell'autorità di esazione. I principi del condono non vengono applicati in materia.
1 L'istanza di un contribuente decade con il suo decesso.
2 Gli eredi (art. 12 LIFD) possono, a loro volta, presentare una domanda di condono alle condizioni di cui all'articolo 167 LIFD. Un condono può essere accordato se l'eccedenza attiva della successione è necessaria per coprire i bisogni vitali degli eredi.1
1 Per il richiedente valgono i diritti ed obblighi procedurali previsti dalla LIFD. Esso deve informare in maniera esauriente l'autorità di condono sulle sue attuali condizioni economiche.
2 Se il richiedente, nonostante un'ingiunzione ed una diffida, non ottempera ai suoi obblighi procedurali, non si entra nel merito della domanda.
Le autorità di condono dispongono di tutti i mezzi d'indagine previsti nella LIFD.
Il Cantone presenta una proposta motivata per tutte le domande di condono di competenza della CFC. Esso trasmette la domanda, assieme alla sua proposta nonché agli altri mezzi di prova ed al più recente incarto di tassazione, alla segreteria della CFC.
Qualora s'imponga il completamento dello stato dei fatti, la segreteria della CFC provvede ai chiarimenti necessari. Essa elabora un progetto di decisione che trasmette, insieme alla proposta del Cantone e a quella del rappresentante dell'AFC, al presidente o al vicepresidente.
1 La CFC delibera in composizione trimembre (presidente o vicepresidente, rappresentante dell'AFC e rappresentante del Cantone).
2 La deliberazione ha luogo alla maggioranza dei voti mediante circolazione degli atti o in occasione di una seduta.
1 L'autorità di condono accoglie la domanda di condono, totalmente o parzialmente, la respinge in quanto infondata oppure non entra in merito.
2 Se, nella procedura di condono, è possibile tener conto della situazione del contribuente accordandogli, invece del condono, facilitazioni di pagamento (art. 166 LIFD), l'autorità di condono respinge, totalmente o parzialmente, la domanda e raccomanda alla competente autorità di esazione di accordare delle facilitazioni di pagamento.
3 L'interesse sull'ammontare d'imposta non condonato resta dovuto, se non viene deciso altrimenti.
1 La procedura di condono è gratuita.
2 In caso di domande manifestamente infondate, può essere addossata al richiedente una tassa di decisione e di cancelleria, da 50 a 1000 franchi.
La decisione motivata della CFC, firmata dal presidente o dal vicepresidente è trasmessa all'AFC e, in due esemplari, al Cantone interessato, che ne consegna uno al richiedente.
1 La presentazione di una domanda di condono non sospende la riscossione dell'imposta.
2 Se il contribuente, con il suo comportamento, ritarda o impedisce l'esame della domanda, l'importo dovuto sarà riscosso all'occorrenza per mezzo dell'esecuzione forzata.
3 Se un ammontare d'imposta è condonato totalmente o parzialmente, l'Ente pubblico rinuncia definitivamente all'importo dovuto nella misura del condono.
Sono abrogate:
- a.
- l'ordinanza del Dipartimento federale delle finanze del 15 novembre 19821 concernente l'esame delle domande di condono dell'imposta federale diretta;
- b.
- le direttive della CFC del 1° luglio 19832 concernenti l'esame delle domande di condono dell'imposta federale diretta;
- c.
- l'ordinanza del Dipartimento federale delle finanze del 30 luglio 19933 concernente l'esame delle domande di condono dell'imposta federale diretta.
Alle domande presentate prima del 1° luglio 2009 si applica l'articolo 4 del diritto anteriore2.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 1995.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFF del 29 set. 2006, in vigore dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4181).
2 RS 642.11
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DFE del 2 giu. 2009, in vigore dal 1° lug. 2009 (RU 2009 2621).