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Cercare di capire l'idea che l'America ha di se stessa e del suo passato, per poter meglio comprendere il presente era l'intenzione di quasi tutta l'opera di E.L. Doctorow, scomparso ieri a 84 anni per un cancro ai polmoni.
Esemplare in questo senso il romanzo cui deve la sua grande popolarità, "Ragtime" (1975), successo internazionale con anche una fortunatissima versione cinematografica firmata da Milos Forman (che lo scrittore comunque trovava semplicistica, rispetto la suo libro).
Si trattava di un ritratto caleidoscopico dell'America in fieri del primo Novecento (si va dal 1902 allo scoppio in Europa della prima guerra mondiale), giocato su ritmi sincopati (e il titolo non è casuale) tra personaggi inventati (la storia di una famiglia) e tanti personaggi storici in un gioco di rimandi, citazioni, avvenimenti esemplari, da Freud in viaggio con Jung ai magnati Morgan e Ford, sino all'anarchica Emma Goldman e all'incredibile mago Houdini, con i suoi tentativi e trucchi forse la figura più simbolica, "divo del varietà... tale perché dominato da un desiderio di morte... e perché non sa distinguere tra la sua vita e i suoi esperimenti".
Una radiografia dell'America andando a pescare nella sua cultura popolare, nella sua mitologia, con un intrecciarsi di storie leggere e inquietanti, di sogni, ideali, disillusioni, violenze, in un balletto che finisce sull'orlo del baratro, della Grande guerra.
Di famiglia ebrea di origine russa Edgar Lawrence Doctorow era nato a New York nel 1931. Lettore fine e onnivoro, amante della grande letteratura europea, da Dante e i nostri classici delle origini sino ai Russi dell'Ottocento, dopo aver lavorato in una casa editrice, aveva insegnato a lungo all'università, principalmente Scrittura creativa, anche alla New York University, dove ha ottenuto nel 1982 la cattedra di Letteratura americana.
Dopo un inizio come sceneggiatore, ha pubblicato molti libri, pagine di saggistica, varie raccolte di racconti, una dozzina di romanzi per i quali ha ricevuto premi importanti, il National Book, due volte il Pen/Faulkner e tre volte il National Book Critics Circle. Per lui, oggi, anche il cordoglio di Obama, che in un tweet lo ha salutato come "uno dei più grandi romanzieri d'America".
SDA-ATS