Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01184.jsonl.gz/727

I provvedimenti recentemente adottati dalla comunità internazionale nei confronti della Russia ci forniscono l’occasione di passare brevemente in rassegna il sistema sanzionatorio e di controllo delle esportazioni degli Stati Uniti, la cui portata extraterritoriale è molto spesso sottovalutata dalle aziende estere che riesportano articoli di origine americana o li inglobano nei loro prodotti, per poi esportare questi ultimi verso altri mercati.
Negli Stati Uniti, il sistema sanzionatorio e di controllo delle esportazioni si basa su tre aree:
- le sanzioni, di competenza dell’OFAC
- le International Traffic in Arms Regulations (ITAR), adottate dal Dipartimento di Stato e applicate ai prodotti militari / della difesa
- le Export Administration Regulations (EAR), adottate dal Dipartimento del Commercio e applicate ai prodotti commerciali che possono avere uso anche in ambito militare (“dual use”).
Queste tre aree possono, in un modo o nell’altro, toccare e influenzare le attività delle aziende svizzere che operano (anche) con gli Stati Uniti. È compito delle stesse svolgere le opportune verifiche con riferimento ai partner commerciali, alla classificazione doganale dei prodotti importati, lavorati e/o esportati nonché ai servizi acquisiti rispettivamente forniti.
Le sanzioni
Il sistema americano prevede sia sanzioni primarie sia secondarie: le prime vengono applicate direttamente in quanto il soggetto giuridico o la componente di un determinato prodotto è legata alla giurisdizione statunitense; le seconde sono invece sanzioni che possono essere imposte a società non statunitensi che intrattengono determinate attività commerciali con il Paese oggetto di restrizioni. Le sanzioni, così come gli embarghi, sono implementate e fatte rispettare dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro ed hanno una componente extraterritoriale. Il programma sanzionatorio americano può essere visionato su Sanctions Programs and Country Information | U.S. Department of the Treasury e Other OFAC Sanctions Lists | U.S. Department of the Treasury.
Sanzioni primarie e secondarie
Le sanzioni primarie sono sanzioni imposte direttamente contro Paesi, organizzazioni e/o individui che il governo americano ritiene colpevoli di crimini internazionali o che lavorano contro gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Esse si applicano generalmente a tutte le transazioni che hanno un nesso con la giurisdizione degli Stati Uniti e devono essere rispettate da “US persons” (“persone statunitensi”), ovvero da cittadini statunitensi o residenti permanenti, entità organizzate negli Stati Uniti (comprese le filiali straniere) e chiunque si trovi negli Stati Uniti (incluse le filiali statunitensi di entità straniere e individui che si trovano fisicamente negli Stati Uniti). Alcuni programmi di sanzioni si applicano altresì alle filiali non statunitensi di persone statunitensi. Le sanzioni primarie riguardano anche le transazioni processate attraverso il sistema finanziario degli Stati Uniti così come qualsiasi transazione in dollari USA. Nella pratica, persone ed entità collegate agli USA devono quindi verificare che i loro clienti non figurino nella lista degli Specially Designated Nationals (SDN). Per agevolare l’analisi, l’OFAC ha approntato un motore di ricerca.
Le sanzioni secondarie si rivolgono specificamente a “non-US persons” (“persone non statunitensi”) e sono volte a impedire a terzi di avere attività commerciali con Paesi oggetto delle sanzioni americane. Più in generale, le sanzioni secondarie sono destinate a rafforzare gli effetti delle sanzioni primarie e a proteggere gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Esse hanno generalmente come obiettivo determinati settori economici (es. settore oil & gas) e/o transazioni con SDN del Paese sanzionato. Le persone non statunitensi possono continuare a operare nei Paesi oggetto di sanzioni secondarie purché evitino le parti e i settori vietati. Tra le misure punitive per il mancato rispetto delle sanzioni secondarie figurano vari livelli di esclusione dal mercato statunitense, quali il divieto di fare affari con il Paese o restrizioni di accesso al suo sistema finanziario. Nella pratica, il rischio principale per le persone che violano le sanzioni secondarie è di essere aggiunte alla lista SDN. Le banche che violano le disposizioni OFAC sostenendo attività finanziarie e/o commerciali oggetto di divieto possono ad esempio vedersi negare la possibilità di avere conti di corrispondenza e conti di passaggio e di negoziare valute in contropartita con dollari.
Sanzioni globali e selettive
Le sanzioni possono essere globali (“comprehensive”) o selettive (“targeted”):
- le sanzioni globali proibiscono alle persone statunitensi di effettuare qualsiasi transazione in/con un territorio specifico, indipendentemente dal fatto che un SDN sia coinvolto o meno. Trattasi nella pratica degli embarghi. Attualmente, i Paesi e regioni oggetto di sanzioni globali da parte USA sono: Corea del Nord, Cuba, Iran, Siria nonché le regioni ucraine di Crimea, Donetsk e Luhansk;
- le sanzioni selettive mirano invece a specifiche attività o ambiti.
La regola del 50%
Qualsiasi persona giuridica posseduta al 50% o più da uno o più SDN è trattata come un SDN, cfr. 401 | U.S. Department of the Treasury. In generale, un’entità controllata (ma non posseduta al 50% o più) da una o più persone bloccate non è considerata automaticamente bloccata ai sensi della regola del 50%.
Controlli export
Il processo di controllo delle esportazioni degli Stati Uniti coinvolge due serie di regolamenti: le International Traffic in Arms Regulations (ITAR) e le Export Administration Regulations (EAR). Le regolamentazioni ITAR e EAR impongono requisiti di licenza per talune esportazioni e riesportazioni e possono toccare anche prodotti esteri rispettivamente aziende estere.
Traffic in Arms Regulations (ITAR)
La normativa ITAR è stata sviluppata sotto la giurisdizione del Dipartimento di Stato. L’autorità competente è il Directorate of Defense Trade Controls (DDTC). L’ITAR controlla gli articoli, i servizi e i dati tecnici designati come articoli per la difesa o servizi di difesa. Questi figurano nella U.S. Munitions List (USML)e necessitano diun’autorizzazione all’esportazione da parte del Dipartimento di Stato. Gli articoli per la difesa o i servizi di difesa statunitensi sono sempre soggetti all’ITAR, anche se sono stati incorporati in prodotti esteri (§ 123.9 ITAR).
Export Administration Regulations (EAR)
Le Export Administration Regulations (EAR) regolamentano gli articoli e le tecnologie considerate a “duplice impiego”, ossia adatti sia all’impiego nel settore civile sia a quello militare. L’autorità competente è il Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio. Gli articoli toccati dall’EAR possono essere beni tangibili, quali ad esempio armi ed esplosivi, oppure intangibili, quali software, tecnologie e dati.
I beni che richiedono una licenza all’esportazione da parte del BIS sono elencati nella Commerce Control List (CCL) (per comodità vedasi anche l’indice analitico). Tali articoli sono identificati da un Export Control Classification Number (ECCN), ovvero un codice alfanumerico che descrive il prodotto e i requisiti che devono essere rispettati per il rilascio della licenza all’esportazione (caratteristiche tecniche del prodotto, destinazione, uso finale e utilizzatore finale). Alcuni articoli, pur rientrando nell’ambito delle EAR, non sono specificamente controllati per l’esportazione e non sono elencati nella CCL. Si tratta generalmente di beni di consumo a bassa tecnologia e classificati come EAR99. Anche se gli articoli EAR99 possono generalmente essere esportati senza una licenza, gli esportatori devono comunque eseguire un’attenta due diligence per assicurarsi che tali beni non siano destinati a Paesi sottoposti ad embargo o a sanzioni, a utenti finali proibiti (lista SDN), o destinati ad un uso finale proibito.
Secondo le EAR, “una merce prodotta all’estero che incorpora merci controllate di origine statunitense, una merce prodotta all’estero ed abbinata ad un software controllato di origine statunitense, un software prodotto all’estero che contiene un software controllato di origine statunitense e una tecnologia prodotta all’estero che contiene tecnologia controllata di origine statunitense” possono essere assoggettati alle EAR (cfr. “Scope of Export Administration Regulations” del BIS, § 734.3 (3)). In generale l’assoggettamento dipende dalla percentuale di valore del contenuto controllato di origine statunitense nel prodotto straniero. Fa stato la cosiddetta regola de minimis del contenuto: fatte salvo alcune eccezioni particolarmente sensibili, per le quali questa regola non può essere applicata (“no deminimis level”), le merci statunitensi classificate come sensibili possono in linea di principio essere incorporate in un prodotto d’esportazione o utilizzate nella sua fabbricazione fino a una quota di valore del 25% senza che questo prodotto sia necessariamente soggetto a licenza. Questa soglia è ridotta al 10% per articoli a destinazione dei Paesi del gruppo E:1 (attualmente Iran, Siria e Corea del Nord) e del gruppo di paesi E:2 (attualmente solo Cuba) (cfr. Supplement No. 2 di EAR Part 734 e Supplement No. 1 di EAR Part 740). L’EAR opera inoltre una distinzione tra esportazione (“export”, § 734.13), riesportazione (“reexport”, § 734.14) e rilascio (“release”, § 734.15).
Per aiutare le aziende estere a determinare se un articolo prodotto e situato al di fuori degli Stati Uniti è soggetto all’EAR, il BIS mette a disposizione il De minimis & Direct Product Rules Decision Tool nonché una breve guida riassuntiva.
Da ultimo, ma non meno importante, articoli stranieri che sono il prodotto diretto di una tecnologia, un software o un impianto americano oppure di una componente principale di un impianto realizzato con una tecnologia o un software americano possono essere soggetti all’EAR se soddisfano le condizioni della cosiddetta regola per prodotti esteri diretti (“foreign-direct product (FDP) rule” o“General Prohibition Three”, cfr. § 732.2 (f) e §736.2(b)(3) dell’EAR). Prodotti diretti che sono soggetti all’EAR possono necessitare di una licenza per essere esportati dall’estero o riesportati in determinati Paesi.
Disclaimer: la panoramica qui sopra fornita è a scopo esclusivamente informativo e non ha presunzione di esaustività e completezza.