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Il presidente della Confederazione ha concluso lunedì il suo viaggio di nove giorni in Marocco e in Egitto incontrando al Cairo Hosni Mubarak.
Il capo dello Stato egiziano ha fatto parte a Pascal Couchepin del suo pessimismo riguardo a una soluzione in tempi rapidi del conflitto mediorientale.
Il conflitto israelo-palestinese è stato al centro lunedì dell'incontro tra Pascal Couchepin e Hosni Mubarak.
"Nessuno crede più a una soluzione rapida del conflitto", ha dichiarato il presidente egiziano, secondo quanto indicato dallo stesso Couchepin al termine dei colloqui durati circa 45 minuti. Un pessimismo che cozza contro la speranza espressa qualche giorno fa a Ramallah da George Bush: il presidente statunitense, atteso mercoledì al Cairo, si era detto fiducioso quanto alla possibilità di firmare un accordo di pace entro la fine dell'anno.
Ruolo di sostegno
"La situazione è più difficile rispetto a qualche anno fa", avrebbe inoltre sottolineato Mubarak. Le opportunità che si erano aperto con gli accordi di Oslo (1993) e l'incontro di Camp David (2000) sono andate perse, ha dichiarato Couchepin citando il suo omologo egiziano, che non si è espresso davanti ai media.
L'Egitto fornisce il suo contributo per cercare una soluzione, ma non può risolvere il problema da solo, ha pure indicato Mubarak. Berna può da parte sua giocare un ruolo fornendo un sostegno alle parti affinché possano dialogare, ha sottolineato Couchepin.
"Noi non possiamo però portare avanti il processo" – ha spiegato Couchepin. La Svizzera non ha un peso sufficiente sulla scena internazionale per svolgere un ruolo effettivo.
"Non vi è solo bianco o nero"
L'incontro con Hosni Mubarak ha suggellato la fine del viaggio di nove giorni in Marocco e in Egitto del presidente della Confederazione, che è rientrato in patria lunedì sera.
Nel corso della visita, Couchepin ha incontrato numerosi ministri, tra cui il premier marocchino Abbas el Fassi, interessandosi anche di questioni religiose. "Il mondo islamico è molto differenziato. Non vi è solo bianco o nero, ma molte zone grigie e la Svizzera deve adoperarsi per favorire il dialogo", ha sottolineato Couchepin.
I governi di Marocco e Egitto, ha aggiunto il presidente della Confederazione, cercano di evitare l'insorgere di movimenti estremistici, ma l'approccio è diverso. Il Marocco punta sul fattore economico e favorisce il processo di uguaglianza tra uomo e donna, mentre la principale fonte di preoccupazione per l'Egitto è la destabilizzazione dei paesi della regione.
Interrogato sui motivi che lo hanno spinto a visitare due nazioni che non rispettano i diritti umani, Couchepin ha risposto che "se dovessimo selezionare solo quei paesi che rispettano pienamente i diritti dell'uomo, la scelta sarebbe molto ristretta. Dubito poi che Dio abbia affidato alla Svizzera il compito di portare la democrazia nel mondo".
Nel corso del suo anno presidenziale Couchepin ha in programma altre visite all'estero, in Slovenia - presidente di turno dell'Unione Europea - in Francia, Spagna, Cina, dove si terrano le Olimpiadi, ma anche in Vietnam e nelle Filippine.
swissinfo e agenzie
Egitto
In Egitto vivono più di 74 milioni di persone. La comunità elvetica è composta da 1'300 persone. Gli egiziani in Svizzera sono 1'870.
Le esportazioni svizzere nel 2006 hanno raggiunto quota 418,8 milioni.
Da questo paese la Svizzera ha importato beni per 34 milioni di franchi.
Marocco
Il Marocco conta oltre 33 milioni di abitanti. I cittadini svizzeri sono 1'050, mentre i marocchini residenti in Svizzera 7'031 (statistiche 2006).
Nel 2006 le esportazioni elvetiche verso il regno alauita ammontavano a 283,9 milioni di franchi.
Dal Marocco la Svizzera ha invece importato beni per 169 milioni di franchi.