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RABAT - Non si è ancora spenta l'eco di 1:54, la Fiera dell'arte contemporanea africana, appena conclusa con successo a Marrakech, che spunta subito la censura. Un'installazione con immagini del kamasutra composte dentro la sagoma delle mani di Fatima è finita sotto la scure del ministero della Cultura. L'opera era esposta al Centro d'arte moderna di Tétouan, nel Nord del Marocco, dove era in corso il vernissage dell'artista Khadija Tnana.
L'opera consiste in una enorme mano di Fatima realizzata con 246 piccole manine di carta che riproducono immagini del celebre manuale sanscrito sulla sessualità e sull'amore. «L'insieme delle posizioni sessuali non è conforme ai precetti della religione e della morale», tuona il delegato ministeriale che ha anche fatto ritirare tutti i cataloghi della mostra.
«La mia è un'opera sulla perversione sessuale che diventa sempre più comune nella società marocchina», si difende l'autrice. Opera "politica" nel senso più nobile del termine, secondo la Tanana, nasce dalla constatazione che «in Marocco esiste ancora una netta separazione tra sessi, che si ritiene ancora che gli uomini siano pericolosi per le donne e viceversa».
Il direttore del centro d'arte, Bilal Chrif, ai quotidiani on line ha dichiarato di essere d'accordo sulla censura, «perché l'opera non corrisponde alla linea del Museo. Con 1.600 visitatori al mese, per lo più conservatori, lavori come questo ci creano noie e noi non vogliamo sollevare polemiche».