Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/226811

<h2>SubmittedText<h2><p>La Posta Svizzera sollecita le persone che non vogliono ricevere pubblicità a cambiare idea proponendo campioni gratuiti. A tal fine, ci chiede di apporre sulle nostre cassette delle lettere sciocchezze come: "mi piace la pubblicità" o "dammi la pubblicità".</p><p>Questa lettera indirizzata ad ogni cittadino è scioccante.</p><p>Innanzitutto perché, vedere un'istituzione rispettata come la Posta adescare i clienti con procedure e obiettivi ben lontani dall'interesse pubblico, fa una cattiva impressione. Tanto più che i campioni inviati sono prodotti industriali mentre sono i piccoli prodotti locali che attualmente avrebbero bisogno di sostegno.</p><p>Secondariamente, perché i prodotti gratuiti servono solo come esca. La strategia della Posta è di aumentare il numero di cassette delle lettere che accettano la pubblicità. Dopo il campione di riso "Uncle Benz" arriveranno i chili di pubblicità inutile.</p><p>Anche perché i Comuni si stanno impegnando duramente a ridurre i rifiuti. Il loro smaltimento costa sempre di più, mentre i settori per i prodotti riciclati come la carta si stanno esaurendo. E nel frattempo, la Posta, in nome del profitto, contribuisce alla rovina dello sforzo collettivo.</p><p>Infine, poiché l'emergenza climatica e l'obiettivo della neutralità delle emissioni di carbonio nel 2050 dovrebbero guidare le strategie della Posta; questa dovrebbe sostenere gli sforzi per ridurre la quantità di carta utilizzata e i costi ecologici legati alla stampa e al trasporto degli invii pubblicitari di massa, che spesso diventano rifiuti non appena ricevuti.</p><p>Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Il Consiglio federale ritiene che questa pratica di adescamento della Posta sia appropriata? Cosa pensa del fatto che stia usando la sua posizione per incoraggiare al consumo?</p><p>- Come giudica il Consiglio federale l'effetto di un tale approccio sull'aumento della quantità di rifiuti? Pensa che questa pratica sia compatibile con gli sforzi della collettività per ridurli?</p><p>- Sarebbe concepibile che la Posta indennizzi i Comuni che devono smaltire gli invii pubblicitari? </p><p>- Considerata l'emergenza climatica, il Consiglio federale ritiene che un attore come la Posta debba partecipare più attivamente alla transizione ecologica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legislazione postale obbliga la Posta Svizzera a garantire il servizio universale postale. Le attività principali della Posta Svizzera comprendono la consegna di lettere, pacchi e giornali. Solo gli invii indirizzati rientrano nel mandato del servizio universale e sono regolati di conseguenza. Al di fuori del servizio universale, la Posta è fondamentalmente libera nella scelta e struttura della propria offerta. In tale contesto dovrebbe e deve poter prendere in considerazione, come tutte le altre aziende, anche gli aspetti economico-aziendali.</p><p>Il Consiglio federale definendo obiettivi strategici. Si aspetta quindi tra l'altro che la Posta abbia una crescita redditizia nell'ambito delle sue attività principali e che rafforzi la sua redditività aumentando l'efficienza. Le nuove abitudini dei clienti e la digitalizzazione in corso portano a un costante calo della domanda dei servizi fisici tradizionali del servizio universale nel settore delle lettere e del traffico dei pagamenti, nonché dell'utilizzo delle capacità della rete postale. I volumi dei pacchi sono in crescita grazie al commercio elettronico, ma con margini bassi e una concorrenza più forte. La pandemia di coronavirus ha ancora accentuato questa tendenza. Inoltre, il Consiglio federale ha più volte modificato l'ordinanza sulle poste in seguito a interventi politici, inasprendo i requisiti del servizio universale che la Posta deve soddisfare. Considerate queste condizioni, le entrate della Posta sono in costante calo e, a causa dei requisiti normativi, è praticamente impossibile compensare i costi. Il finanziamento autosufficiente del servizio universale è messo a rischio. Secondo la Posta, la cosiddetta Promopost è un ramo di attività importante. Contribuisce al finanziamento del servizio universale.</p><p>Come per altri invii pubblicitari non indirizzati, anche nel caso di campioni di prodotti, sono i destinatari a decidere se e per quanto tempo intendono beneficiare di questa offerta e quindi togliere l'apposito adesivo di stop alla pubblicità. L'attivo esercizio dei diritti da parte dei destinatari aiuta a ridurre inutili rifiuti.</p><p>Conformemente agli obiettivi strategici, il Consiglio federale si aspetta che la Posta contribuisca alla riduzione delle emissioni di gas serra. La Posta si assume la sua responsabilità ecologica inviando da anni Promopost e tutti gli altri invii propri a un impatto climatico zero e senza costi aggiuntivi. Con l'invio "pro clima" la Posta compensa le emissioni di CO2 e sostiene progetti di protezione del clima. Non è prevista una partecipazione allo smaltimento dei rifiuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.