Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/55462

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ricuperare e smaltire le munizioni e i residui di esplosivi depositati sui fondali dei laghi svizzeri nella misura in cui questi rappresentano una potenziale minaccia per persone e animali. Nella fattispecie, sono particolarmente noti i casi dei laghi di Thun e di Brienz.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel secolo scorso, segnatamente negli anni quaranta, sono stati calati in differenti laghi svizzeri munizioni o residui di munizioni in esubero o danneggiati. Sono noti i casi dei laghi di Thun, di Brienz e di Uri. L'esplosione avvenuta nel dicembre 1947 a Blausee-Mitholz ha condotto nel 1948 a grandi azioni di smaltimento nel lago di Thun. La necessità di prevenire incidenti ha avuto un ruolo di primo piano nelle decisioni di calare il materiale summenzionato nelle acque.</p><p>Dalle analisi effettuate sino a oggi nei laghi di Thun e di Brienz risulta che è difficile e oneroso localizzare con precisione i depositi e ottenere indicazioni esatte sulle quantità dei singoli materiali.</p><p>Il DDPS sta adottando da tempo le misure previste dalla legge sulla protezione dell'ambiente.</p><p>Dal 1993 al 1995 la questione delle munizioni in fondo al lago di Thun è stata esaminata in maniera più dettagliata. Da una stima è risultato che nel lago di Thun sono state calate circa 3000 tonnellate di munizioni e residui di munizioni. Le due ubicazioni principali hanno potuto essere localizzate con l'aiuto di testimoni dell'epoca e per mezzo di apparecchiature tecniche e telecamere subacquee. Campioni d'acqua e di sedimenti sono stati esaminati chimicamente. Non si è riscontrata alcuna liberazione di sostanze nocive. I tentativi iniziali di ricupero per mezzo di un magnete sono stati infruttuosi.</p><p>Nella primavera 2004 è stata condotta un'indagine storica per quanto concerne le munizioni calate nel lago di Brienz. In base all'audizione di testimoni dell'epoca e all'esame di vecchi documenti si presume che siano state depositate nel lago di Brienz almeno 500 a 600 tonnellate di munizioni.</p><p>Nel corso dei prossimi mesi tutti i laghi svizzeri in questione saranno sottoposti in modo sistematico a indagini di questo tipo. Tutte le informazioni concernenti il deposito nei laghi svizzeri di munizioni o di altro materiale dell'esercito saranno documentate in un rapporto. Inoltre, saranno censiti i laghi che sono stati utilizzati quali bersaglio per esercizi di tiro.</p><p>Non appena questi risultati saranno disponibili, verrà stabilito se e dove devono essere esaminati dei campioni d'acqua e di sedimenti riguardo a sostanze nocive.</p><p>La procedura di recupero dei residui di munizioni già ricoperti da sedimenti costituisce di per sé un potenziale pericolo.</p><p>È quindi assolutamente necessario accertare quali sarebbero le conseguenze delle azioni di risanamento sull'equilibrio ecologico dei laghi, quali i rischi connessi alla sicurezza e quali i probabili oneri che ne risulteranno. Fino ad oggi non è nota nessuna tecnica per mezzo della quale possano essere recuperati a grandi profondità dei residui di munizioni già ricoperti da sedimenti. Di conseguenza, nell'ambito di uno studio a largo raggio in campo internazionale il Consiglio federale intende far procedere a ricerche al fine di stabilire se esistono metodi di recupero adatti al caso specifico.</p><p>Il potenziale pericolo, rappresentato da un lato dalle munizioni che giacciono sul fondale e dall'altro dalla procedura di recupero, rende assolutamente necessaria una ponderazione degli interessi. Sarà possibile decidere in merito all'eventuale recupero unicamente quando saranno noti i dati relativi ai pericoli per l'equilibrio ecologico e dopo che saranno stati verificati i differenti metodi di recupero. Occorre inoltre chiarire la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni nonché le conseguenze a livello finanziario. Il Consiglio federale propone quindi di condurre le previste ricerche, come pianificato, e di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.