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Testo depositato
Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:
1. Può confermare le valutazioni sui dati riportati qui di seguito, in particolare quelli riguardanti la notevole diminuzione del numero dei progetti di insediamento, o dispone di informazioni differenti?
2. Non dovrebbe prendere in considerazione che la nuova politica regionale penalizza troppo l'insediamento di nuove imprese, la creazione di posti di lavoro e la produzione di gettito fiscale?
3. E, se questo è il caso, come intende migliorare la situazione?
Motivazione
L'abrogazione del decreto Bonny e l'entrata in vigore della nuova politica regionale (NPR) della Confederazione segnano una svolta notevole nella politica economica nazionale. Tra il 2007 e il 2008, il numero dei progetti incentivati, la quantità di posti di lavoro e degli investimenti così creati sono diminuiti fino a meno di un decimo in tutta la Svizzera, con una situazione ancora più impressionante in diversi cantoni romandi, dove il calo è stato da cinque a sette volte maggiore. Ne sono probabilmente la ragione la prospettiva della cessazione definitiva degli effetti del decreto, prevista per la fine del 2010, e la crescente lentezza delle procedure a livello della SECO (che possono protrarsi fino a dieci mesi): la compensazione attraverso la NPR non sembra inoltre sufficiente. Bisogna anche sottolineare che questa evoluzione non ha comportato alcun vantaggio finanziario per la Confederazione, anzi proprio al contrario non si sono generate importanti entrate fiscali a termine, che sarebbero state invece possibili con il vecchio sistema, e che le poche spese amministrative probabilmente non variano di molto nel nuovo quadro legale. Di fronte a questa situazione poco soddisfacente, ma anche poco sorprendente, si impone un bilancio serio e critico, per capire se non si stia sbagliando strada. A prima vista infatti, il solo vantaggio che si può trarre dalla legislazione modificata risiede in un eventuale miglioramento qualitativo: la soppressione di ciò che alcuni consideravano, a torto o a ragione, come una distorsione della concorrenza. In compenso, la voluta e grande concentrazione urbana degli eventuali insediamenti, non mancherà di produrre effetti indesiderati: costo dei terreni, esigenza di infrastrutture supplementari o potenziate, concentrazione dell'inquinamento.
Risposta del Consiglio federale
del
11.11.2009
L'entrata in vigore della nuova politica regionale è stata in effetti accompagnata da una diminuzione del numero di progetti beneficiari di agevolazioni sull'imposta federale diretta. Se questo sviluppo è da ricondurre in parte alla nuova definizione delle zone di applicazione, anche l'indebolimento congiunturale assume un ruolo essenziale.
Inoltre il 2007 è un anno poco rappresentativo, in quanto numerosi cantoni hanno voluto beneficiare degli effetti delle agevolazioni fiscali prima dell'entrata in vigore della nuova politica regionale il 1° gennaio 2008. Con circa cento progetti in tutta la Svizzera, di cui circa 60 nella sola Svizzera romanda, il 2007 rappresenta un anno eccezionale e supera abbondantemente le cifre raggiunte negli anni "normali", che registrano una media di 30 a 45 progetti. Il calo è stato particolarmente evidente nel cantone di Vaud. A decorrere dal 1° gennaio 2008, le regioni dell'Arco lemanico sono state escluse dalle zone beneficiarie su proposta della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica della Svizzera occidentale (CDEP-SO). Le altre regioni escluse usufruiscono di un periodo di transizione di tre anni, durante i quali possono accedere alle agevolazioni previste fino a un massimo del 50 per cento.
I dati del 2008 pubblicati della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica mostrano che il numero di imprese straniere stabilitesi in Svizzera è in linea con quello dei tre anni precedenti. Anche la stampa e i rapporti di diversi istituti confermano l'interesse delle imprese straniere a stabilire la loro sede in Svizzera, con una preferenza tuttavia per i centri maggiori. A livello internazionale, le statistiche della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo mostrano un chiaro aumento degli investimenti diretti nel corso dell'ultimo decennio, con un'inversione di tendenza a partire dal 2008.
Per quanto riguarda i tempi di trattamento dei dossier da parte della SECO, occorre constatare che le richieste da parte dei cantoni sono aumentate notevolmente nel corso degli ultimi anni. I progetti industriali standard sono stati sostituiti da strutture complesse, che necessitano di verifiche più approfondite e richiedono quindi più tempo. Tuttavia, se il dossier è completo, la decisione viene presa rapidamente.
Ogni quattro anni il DFE presenta al Consiglio federale un rapporto concernente la definizione delle zone d'applicazione (art. 11 dell'ordinanza di esecuzione; SR 901.022). Il DFE dispone a questo punto dei dati aggiornati necessari per una valutazione della situazione delle agevolazioni fiscali previste nell'ambito della legge federale sulla politica regionale.
Dopotutto, pur limitando le misure d'aiuto a favore delle imprese individuali, la nuova politica regionale incoraggia i cantoni nella messa in opera di strategie volte a rafforzare il loro sistema economico. Sulla base di convenzioni di programma i cantoni possono sostenere progetti in settori interaziendali o preconcorrenziali che comportino vantaggi per le imprese. L'attuazione di queste misure sarà oggetto di un bilancio intermedio nel 2011, quindi a quattro anni dall'introduzione, che permetterà una nuova valutazione della situazione.