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Il piano settoriale delle superfici per l'avvicendamento delle colture deve essere ulteriormente sviluppato
Ittigen, 30.01.2018 - Un gruppo di esperti istituito dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) raccomanda di sviluppare il piano settoriale delle superfici per l'avvicendamento delle colture. I contenuti essenziali devono essere sì mantenuti, ma va migliorata la relativa attuazione. Solo quando saranno disponibili migliori informazioni sui suoli, si potranno considerare nuovi meccanismi di flessibilizzazione.
In qualità di strumento della Confederazione, il piano settoriale per l'avvicendamento delle colture (SAC) del 1992 tutela il miglior suolo agricolo possibile adatto alla produzione di generi alimentari. Un gruppo di esperti (vedi riquadro) istituito dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha presentato agli Uffici federali dello sviluppo territoriale (ARE) e dell'agricoltura (UFAG) raccomandazioni su come questo piano settoriale debba essere rielaborato. Il gruppo di esperti è stato creato dopo che il Consiglio federale, il 4 dicembre 2015, aveva deciso di stralciare il tema della protezione dei terreni coltivi e delle superfici per l'avvicendamento delle colture dalla seconda tappa di revisione della legge sulla pianificazione del territorio.
Dalle analisi condotte dal gruppo di esperti emerge che il piano settoriale SAC è in linea di principio uno strumento efficace per il mantenimento dei migliori terreni coltivi. I contenuti essenziali del piano settoriale vanno perciò mantenuti. In particolare, l'estensione minima di superfici per l'avvicendamento delle colture da preservare sancita nel piano settoriale rappresenta un punto di forza. In considerazione delle sfide come la scomparsa a livello mondiale di suoli fertili, i cambiamenti climatici e la crescita demografica, questa estensione minima va mantenuta.
Occorrono informazioni più dettagliate sui suoli
Il gruppo di esperti ritiene lacunoso il fatto che l'attuale piano settoriale non si basi su informazioni attendibili per tutto il territorio nazionale. I Cantoni che attuano il piano settoriale non hanno finora utilizzato i medesimi metodi per rilevare le proprie superfici di avvicendamento delle colture. Il gruppo di esperti ritiene nel frattempo imprescindibile il fatto che le informazioni sui suoli debbano essere censite secondo metodi unitari.
Il gruppo di esperti reputa che una sfida fondamentale sarà quella di dare ai Cantoni un margine di manovra per il proprio sviluppo economico in un periodo nel quale le riserve di superfici per l'avvicendamento delle colture sono sempre più limitate. I Cantoni devono pertanto poter compensare le superfici di avvicendamento delle colture rese impermeabili, ad esempio riqualificando i suoli che hanno perso in larga misura la propria fertilità. Secondo gli esperti, occorre obbligare la Confederazione a compensare i terreni se per i suoi progetti edilizi ha intaccato le riserve di superfici per l'avvicendamento delle colture. Le altre raccomandazioni formulate dal gruppo di esperti mirano a migliorare l'esecuzione e comprendono, ad esempio, l'istituzione di un monitoraggio. Per poter dare maggiore importanza alla protezione delle SAC nell’ambito di una ponderazione degli interessi, il gruppo di esperti propone inoltre che la protezione finora disciplinata nell'ordinanza sulla pianificazione del territorio venga ora sancita nella legge sulla pianificazione del territorio.
Non appena saranno disponibili migliori informazioni sui suoli, il gruppo di esperti intravvede ulteriori possibilità per attuare il piano settoriale in maniera più flessibile. Il gruppo raccomanda ad esempio di esaminare la possibilità di uno scambio di superfici per l'avvicendamento delle colture tra i Cantoni. Occorre inoltre tenere in considerazione l'opportunità di ridefinire i contingenti di superfici per l'avvicendamento delle colture che i Cantoni devono mantenere.
L'ARE e l'UFAG esamineranno e approfondiranno le raccomandazioni del gruppo di esperti sotto il profilo dell'accettazione politica. Verso la fine del 2018 verrà avviata una consultazione sul nuovo piano settoriale SAC, così da permettere al Consiglio federale di adottarlo nell'autunno del 2019.
Il gruppo di esperti
Il gruppo di esperti comprende rappresentanti della Società svizzera di pedologia (SSP), dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), di agroscope, dello studio arcoplan, dell'Unione Svizzera dei Contadini (USC), dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), di Pro Natura, di economiesuisse, della Conferenza dei pianificatori cantonali (COPC ), della Conferenza dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente (DTAP), della Conferenza dei direttori cantonali dell'agricoltura (CDCA), della Conferenza per foresta, faune e paesaggio (CFP), dell'Associazione dei Comuni svizzeri (ACS) nonché degli Uffici federali dell'ambiente (UFAM), dell'agricoltura (UFAG), per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE), dello sviluppo territoriale (ARE) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il gruppo di esperti è diretto da Christoph Böbner, Capo del Servizio Agricoltura e foreste del Cantone di Lucerna.
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Pubblicato da
Ufficio federale dello sviluppo territoriale
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Ultima modifica 05.01.2016