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Il Regolamento contiene le disposizioni applicative della legge scolastica del 1958 per le scuole obbligatorie, vale a dire scuole elementari, maggiori, di avviamento professionale e di economia domestica. E’ rimasto sostanzialmente in vigore sino all’istituzione della Scuola media.
Questo documento (che qui riproduciamo in un’edizione del 1912) segna la definitiva conversione della Scuola normale ticinese alla moderna pedagogia. Non a caso nella prefazione si fa riferimento al volume di Luigi Credaro, La pedagogia di Herbart (1900): il pedagogista italiano e futuro ministro della pubblica istruzione del Regno d’Italia era stato per diversi anni esperto esterno agli esami a Locarno.
Istituite con decreto 13 novembre 1901 (lo stesso che istituì anche le scuole di ripetizione, cfr. Decreto sulle scuole di ripetizione), le scuole complementari stanno a metà tra le scuole di ripetizione e quelle che nel 1923 sarebbero diventate le Scuole maggiori. Devono assicurare una formazione che va oltre la sola istruzione elementare a quella parte dei giovani (maschi) che non si iscrivono né nella formazione professionale né in una formazione di cultura generale (ginnasio).
Non è senza interesse il libro di testo proposto per questo ordine scolastico, adattamento di quello della Svizzera romanda.
(L’estrema lungimiranza dei legislastori del periodo fransciniano si riconosce dal fatto che già nel 1838 essi avevano voluto organizzare, con scarso successo, questo tipo di scuola per il consolidamento delle abilità apprese, cfr. la Circolare 18 ottobre 1838. Da notare che questo tipo di scuola è sempre stato pensato per la sola popolazione maschile.)
Questi decreti riguardano le Scuole di ripetizione. Già previsti dal regolamento scolastico del 1879 e implementati con un decreto del 1885, questi corsi dovevano rimediare alle difficoltà emerse negli “Esami delle reclute” che spesso vedevano i coscritti ticinesi tra i meno preparati in Svizzera. Il secondo decreto ne ribadisce l’obbligo di frequenza e stabilisce anche le sanzioni.
Approvati nel 1982, questi programmi ci fanno vedere lo stato degli anni ’80 prima della Riforma degli studi liceali.
Questi programmi danno un’idea degli insegnamenti dispensati nella Scuola cantonale di commercio prima della riforma degli studi liceali in Svizzera negli anni ’80.
Questi programmi danno la misura della formazione che veniva dispensata nella STS, una scuola di formazione professionale, alla fine degli anni ’70. La STS sarebbe confluita, 20 anni dopo, nella SUPSI.
Questi programmi sono gli ultimi del ginnasio prima della definitiva entrata in funzione su tutto il territorio cantonale della Scuola media. Il loro “successore” è dunque in un certo senso il programma delle Scuole medie del 1984. Si noterà che questi programmi sono entrati in vigore ben tre anni dopo che il Gran Consiglio aveva già deciso che i ginnasi sarebbero stati convogliati nella Scuola media.
Nell’introduzione al testo leggiamo che esso sostituisce i programmi del 1964. In realtà nel 1964 era iniziato un lento processo di costante aggiornamento dei programmi del 1959 (vedi programmi del ginnasio del 1959) che si inseriva anche nel più ampio processo che avrebbe portato, nel 1974, verso l’istituzione della Scuola media.
L’autore del documento era anche responsabile dei corsi di metodica per i maestri del Cantone. Frutto di un concorso della Società Demopedeutica, l’opera non solo descrive nel dettaglio lo stato dell’istruzione nel Ticino degli anni fransciniani, ma contiene anche una dettagliata critica dei piani di studio e delle pratiche e formula una serie di proposte per migliorare la scuola ticinese.
Questo documento, opera dell’I.R. Direttore scolastico, formatore di docenti e autore di libri di testo Luigi Alessandro Parravicini, è da considerarsi come il principale riferimento per la formazione dei docenti nel Ticino dei “Corsi di metodo”. Parravicini era stato chiamato nel 1837 dal Consiglio di Stato ad assumere la responsabilità dei primi corsi di metodica per i maestri del Canton Ticino.