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2 pointsSi chiamano citazioni e figurano in tutte le opere letterarie. Il problema che poni è se gli autori di Tex debbano servirsene oppure no, evidentemente dichiarandoti contrario. Il metro di paragone è o dovrebbe essere la lezione glbonelliana. Le espressioni colte, le ricercatezze lessicali fanno parte della cifra espressiva bonelliana ? GLB che mette frasi del tipo "scarto di umanoide" in bocca a Tex in un contesto ottocentesco certo ben lontano dalla robotica quanto è distante da un Boselli che si serve di espressioni come "utile idiota" che passano inosservati a tre lettori su quattro e che vengono colti, invece, con tutta la loro valenza, in questo caso politica, da una ristretta cerchia? Sono in linea di massima d'accordo con te nel dire che il linguaggio su Tex dovrebbe essere semplice e immediato, in una parola popolare, e che certe fioriture linguistiche, specie se tirano in ballo la politica, bisognerebbe pensarci bene prima di farne uso. Ma la citazione in quel contesto andrebbe letta priva ovviamente della sua valenza politica (che ci starebbe come i cavoli a merenda) e il dubbio semmai rimane, e sarebbe più fastidioso, se Boselli non abbia voluto farsi in qualche misura portavoce di lontani echi forumistici che, specie nel forum di TWO, dipingevano il vecchio cammello dui Nizzi appunto come un rimbambito (idiota) e tutto sommato ironicamente utile alla causa (a lui le missioni meno rischiose e le piccole faccende da sbrigare). Ma è un'ipotesi a cui non voglio nemmeno pensare. E il Carson boselliano è talmente lontano da quello che un'espressione come - utile idiota - suggerisce e non è forse questo quello che veramente ci interessa ?
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-3 pointsQuesta e' rivolta direttamente a te Yamalpas, visto che a quanto pare il mio italiano non e' chiaro per tutti e tu se non ricordo male sei un professore di scuola. Spero che almeno tu mi darai finalmente una risposta pertinente al quesito, evitando gli strologamenti dei fratelli più furbi di Sherlock Holmes. Frasi come "utile idiota" e "anime belle" e non ultima, ma questa è di Manfredi in Verso l'Oregon: "Un nome, un destino" che evidentemente traduce il "nomen omen" latino, sono coerenti con il background culturale, con il lessico, con il gergo e con la storia di Tex & Co.? A me sembrano solo reminiscenze degli action movie con Stallone e Schwarzenegger, e prima ancora del mitico Clint Eastwood. Là avevano un senso, in Tex no di certo! In risposta a James dico questo: se l'errore è marchiano (i.e. "Per l'unione" proferito dai sudisti!) non serve segnalarlo, tanto se ne accorgono tutti. Al contrario quando è più sfumato e minimo, che magari non tutti se ne avvedono, allora sì che vale la pena di rimarcarlo. Per quanto riguarda poi quello che definisci "filologismo" non è certo per il parlare forbito dei personaggi che la storia non mi è piaciuta, le motivazioni sono ben altre. Infine sull'andare a controllare una data espressione non ce n'è stato di bisogno: sapendo in che contesto viene di solito usata e a chi l'hanno attribuita, anche se non confermato, per me in bocca a Kit è fuori posto, nient'altro!