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🇮🇹 La tendinopatia glutea
La tendinopatia glutea o sindrome del dolore del grande trocantere è una condizione debilitante, caratterizzata da dolore situato intorno al grande trocantere del femore e dalla dolorabilità alla sua palpazione. Anche se tradizionalmente è considerata come borsite trocanterica, alcune tecniche più avanzate di imaging e alcune procedure chirurgiche in persone con dolore laterale all’anca laterale hanno rivelato una patologia primaria inserzionale del muscolo gluteo medio o una tendinopatia del muscolo piccolo gluteo, con una concomitante distensione della borsa sinoviale. La risonanza magnetica (MRI) è molto efficace nel riconoscere una lesione a spessore parziale e totale dei tendini del gluteo medio e piccolo, una calcificazione del tendine o un’atrofia muscolare con componente grassa. Ai fini del presente documento si farà riferimento alla condizione della tendinopatia del muscolo gluteo medio e piccolo, con o senza distensione della borsa, conosciuta appunta con il nome di tendinopatia glutea.
La condizione è più frequente nelle donne di età compresa tra i 40-60 anni, e diversi studi hanno descritto la sua prevalenza nella popolazione generale tra il 10 e il 25%. Un recente studio di medicina generale in Olanda ha individuato che la tendinopatia glutea abbia la più alta prevalenza e la più alta incidenza di tutte le tendinopatie presenti negli arti inferiori. L’impatto della tendinopatia glutea sulle attività di vita quotidiana può essere sostanziale. Il dolore provato nella parte in appoggio spesso crea significativi disturbi del sonno, e il dolore comunemente sperimentato nel camminare e nel salire le scale di solito si traduce in riduzione dei livelli di attività fisica, che potrebbero avere implicazioni negative per la salute generale e il benessere, così come nella qualità della vita e del lavoro.
Si pensa che una biomeccanica dell’anca anormale possa predisporre alla tendinopatia glutea, e anche se viene comunemente diagnosticata in soggetti sedentari e in persone in sovrappeso, è spesso presente anche in corridori, forse a causa sia delle abitudini di allenamento scorrette e di una tecnica di corsa deficitaria. È stato ipotizzato anche che la tendinopatia glutea, con o senza borsite, si verifica a causa di un urto in compressione di queste strutture sul sottostante grande trocantere, in prossimità della bendelletta ileotibiale (ITB). Visto che l’anca si trova in adduzione sotto carico, con il peso corporeo in posizione verticale, durante le attività che mantengono la stazione eretta, come il camminare, una debolezza dei muscoli abduttori dell’anca si tradurrà in un’inclinazione laterale pelvica o in uno spostamento ipsilaterale con adduzione dell’arto inferiore, che contribuirà alla compressione dei tendini tra il grande trocantere e la spessa fascia della ITB.
Una vasta gamma di approcci nella gestione conservativa di tale problematica sono generalmente consigliati, compresi i farmaci anti-infiammatori, il riposo, il ghiaccio, il calore, lo stretching, il potenziamento muscolare, l’ecografia, la terapia ad onde d’urto (SWT), e l’iniezione di corticosteroidi locali (CSI).
La maggior parte dei pazienti e dei medici comprensibilmente cerca una risposta precoce positiva. Un tasso di successo del 7% per l’esercizio a casa dopo 1 mese non è abbastanza convincente per raccomandare l’esercizio a casa ad un paziente che altrimenti avrebbe una probabilità del 75% di un esito positivo precoce con una CSI. Al contrario, i risultati dell’esercizio fisico e della terapia manuale per una tendinopatia sono paragonabili a quelli di CSI a 6 settimane (tassi di successo rispettivamente del 65 e del 78%) e superiori all’adozione di un approccio wait and see. L’approccio non-operatorio contemporaneo per gestire in modo efficace la tendinopatia glutea comporta l’esercizio specifico per i muscoli interessati e la gestione del carico, sotto forma di consigli e di strategie pratiche.
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