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L'Ufficio federale della cultura s'impegna a salvaguardare il plurilinguismo in Svizzera.
La promozione del plurilinguismo e della comprensione tra le comunità linguistiche rappresenta uno dei punti cardine della politica linguistica della Svizzera. Le disposizioni in materia di politica e diritto linguistici sono sancite nella Costituzione federale. L'articolo 4 definisce le quattro lingue nazionali svizzere (tedesco, francese, italiano e romancio), l'articolo 18 riconosce il principio della libertà di lingua e l'articolo 70 fissa le lingue ufficiali della Confederazione e la suddivisione delle competenze cantonali e federali per l'attuazione della politica linguistica della Confederazione.
Dal 2010 sono in vigore la legge e l'ordinanza sulle lingue. Questi testi concretizzano il mandato costituzionale dell'articolo 70 della Costituzione.
La legge e l'ordinanza disciplinano quattro ambiti:
1. l'uso delle lingue ufficiali della Confederazione e la promozione del plurilinguismo nel servizio pubblico;
2. le misure volte a promuovere la comprensione e gli scambi;
3. il sostegno ai Cantoni plurilingui;
4. la salvaguardia e la promozione della lingua e della cultura romancia e italiana.
Il Consiglio federale ha adottato la revisione dell'OLing il 27 agosto 2014. La revisione è stata realizzata per rafforzare le misure di promozione del plurilinguismo della Confederazione e per soddisfare due mozioni parlamentari del 2012 (Mozione Maire 12.3828 e Mozione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati 12.3009). Parallelamente sono state aggiornate le Istruzioni del Consiglio federale concernenti la promozione del plurilinguismo nell'Amministrazione federale (Istruzioni concernenti il plurilinguismo) per creare un quadro legale chiaro e coerente.
Il 6 luglio 2016 ha aperto una procedura di consultazione sulla modifica della legge sulle lingue. Il Consiglio federale intende infatti rafforzare la posizione delle lingue nazionali nell'insegnamento a livello di scuola dell'obbligo e assicurarne l'armonizzazione. A seguito della consultazione pubblica del progetto, il Consiglio federale ha deciso di non modificare la legge sulle lingue ma ha incaricato il DFI di procedere a una nuova valutazione della situazione insieme alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) se l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue nazionali non dovesse essere mantenuta