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D: In questo momento è possibile erogare corsi in presenza?
R: A partire dal 6 giugno, si possono tenere corsi di formazione continua su più vasta scala.
La condizione è comunque che sia messo in atto un piano di protezione per i corsi in presenza e che sia garantito il rispetto delle norme igieniche e di comportamento dell'UFSP. Ogni singolo ente di formazione è responsabile della creazione del proprio piano di protezione.
D: Le disposizioni cantonali sul coronavirus per il secondario II valgono anche per la formazione continua?
Le disposizioni cantonali emanate per il secondario II (scuole professionali, scuole secondarie) si applicano alla formazione continua solo se il rispettivo cantone menziona esplicitamente la formazione continua. In caso contrario, la formazione continua non è interessata dalle disposizioni. In questo caso, per le istituzioni di formazione continua, vale il piano di protezione della FSEA.
Poiché la Confederazione ha conferito ai Cantoni l'autorità di emanare delle proprie disposizioni per la gestione della pandemia di coronavirus, la FSEA raccomanda agli enti di formazione continua di prendere nota delle informazioni relative al proprio Cantone. Di norma, le informazioni rilevanti per la formazione continua sono pubblicate sui siti delle divisioni della formazione professionale
D: Dove posso trovare un modello di piano di protezione?
R: L’ordinanza sui provvedimenti per combattere l’epidemia di COVID-19 nella situazione particolare è una direttiva vincolante per l'elaborazione di piani di protezione. Sulla base di questa. La FSEA, in qualità di associazione mantello per la formazione continua, ha elaborato un piano di protezione generale per la formazione continua.
Modello piano di protezione (18-08-2020)
D: Il piano di protezione deve essere approvato?
R: No. Non è prevista l'approvazione dei piani di protezione da parte delle autorità cantonali o federali.
D: Il piano di protezione della FSEA come pure i principi base della SEFRI indicano una distanza minima di 1,5 metri tra i partecipanti al corso. Questa distanza minima può essere elusa con altre misure, come le pareti protettive?
R: Sì. Se non è possibile rispettare la regola della distanza, è ammesso l’utilizzo della mascherina o l'installazione di pannelli divisori. Qualora non si possano mettere in atto tali misure a causa di condizioni locali o per motivi economici, la distanza di sicurezza può essere ridotta a meno di 1,5 metri. In questo caso devono essere registrati i dati di contatto/liste delle presenze delle persone presenti/partecipanti.
D: Quando i partecipanti al corso e i formatori devono andare in quarantena?
Una persona che è stata a stretto contatto con una persona affetta da Covid 19 deve essere messa in quarantena secondo le disposizioni del Consiglio federale e d'intesa con l'autorità cantonale competente. Per contatto ravvicinato si intende una distanza inferiore a 1,5 metri da una persona infetta senza protezione (ad es. maschera igienica o divisorio). In termini concreti questo significa: se le misure di protezione vengono osservate in modo coerente in un corso (distanza di 1,5 metri e/o maschere o divisori), i partecipanti al corso non devono essere messi in quarantena qualora si verificasse un caso positivo.
D: Le tasse del corso devono essere completamente rimborsate a causa di cancellazioni dovute al nuovo coronavirus?
R: Nel caso di un contratto di formazione continua fa testo il contratto bilaterale che si basa sulle prestazioni e sulle prestazioni reciproche. Se il cliente ha già pagato i costi del corso, ma non può beneficiare del servizio dell’ente di formazione o non può beneficiarne completamente - per motivi non imputabili al cliente - ha diritto al rimborso o al rimborso proporzionale dell'importo pagato. L’ente di formazione può apportare precisazioni e differenziazioni al riguardo nelle sue condizioni generali di contratto. In questa situazione eccezionale, la Fondazione per la tutela dei consumatori sconsiglia di trasferire il rischio di costo tel quel ai partecipanti al corso. Come scrive la Fondazione per la tutela dei consumatori, tali condizioni generali unilaterali non rappresentano solo una violazione della fiducia da parte dei clienti, se formulati in modo troppo unilaterale, potrebbero anche violare la legge sull'equità. La crisi dettata dal nuovo coronavirus rappresenta una situazione difficile per i fornitori di tutti i settori industriali. Si dovrebbero quindi cercare e offrire soluzioni alternative che dovrebbero essere prese in considerazione anche dai clienti. Tuttavia, il cliente ha comunque il diritto di richiedere il rimborso dei costi del corso se non può accettare la soluzione alternativa offerta. Ad esempio perché si trova all'estero nel periodo in cui viene riprogrammato il corso o se nelle nuove date in cui dovrebbe tenersi il corso deve subire un intervento medico pianificato.
D: I formatori in quarantena a causa del coronavirus hanno diritto al pagamento del salario interno?
R: Se un formatore assunto a tempo indeterminato o su chiamata deve stare in quarantena perché è stato a contatto con una persona infetta, si applicano le disposizioni contrattuali tra il datore di lavoro e il collaboratore; occorre inoltre rispettare il piano di protezione dell'istituzione e le disposizioni cantonali che possono contenere disposizioni specifiche per i casi di quarantena. Se non è stato concordato nulla di specifico, si applica il Codice delle obbligazioni svizzero.
D: Esiste un’assicurazione per la perdita del fatturato?
R: Per ogni caso, vale la pena di verificare se esiste una copertura assicurativa per i danni dovuti a una pandemia. L'assicurazione contro le epidemie offre comunque una copertura, anche se tale assicurazione è molto costosa e quindi probabilmente solo poche aziende l’hanno stipulata. L'assicurazione per l'interruzione dell'esercizio può anche fornire una copertura per le perdite derivanti da una pandemia, ma più spesso questo fattore di rischio è escluso da tale assicurazione. Se non ha già stipulato un’assicurazione in questo senso, potrebbe essere difficile assicurarsi contro il rischio associato al coronavirus.
Per saperne di più (in tedesco)
D: Cosa posso fare a breve termine come istituto di formazione continua per ridurre le conseguenze economiche?
R: Può richiedere un’indennità per lavoro ridotto per i dipendenti a tempo indeterminato (salario mensile o a ore). I lavoratori su chiamata hanno diritto all’identità di lavoro ridotto se il loro lavoro oscilla in media meno del 20%. Le domande devono essere presentate presso la sezione del lavoro del Canton Ticino.
Il termine di attesa è stato abolito. L’indennità per il lavoro ridotto potrà essere erogata anche ai dipendenti con un contratto a tempo indeterminato e a coloro che sono al servizio di un’agenzia di lavoro interinale.
FAQ-SECO Lavoro ridotto
Informazioni dalla SECO
D: Lavoro per la società a responsabilità limitata del mio partner. Posso beneficiare dell’indennità per il lavoro ridotto.
R: R: No, ma un'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. È stato prolungato fino al 16 settembre 2020. Le casse di compensazione AVS sono responsabili di questa indennità.
UFAS: Chi ha diritto a un’indennità? (FAQ «Indennità per i lavoratori indipendenti»)
Informazioni delle casse di compensazione AVS
D: Come posso, in qualità di PMI, superare le difficoltà finanziarie?
R: Le PMI riceveranno rapidamente e senza lungaggini burocratiche fino al 10 per cento del fatturato o 20 milioni di franchi al massimo. Gli importi fino a 500'000 franchi saranno pagati subito dalle banche e garantiti al 100 per cento dalla Confederazione. Il tasso di interesse è dello 0 per cento, non è previsto alcun costo. Gli importi di entità superiore saranno garantiti all’85 per cento dalla Confederazione e subordinati a una breve analisi bancaria. Per i prestiti tra 500'000 e 20 milioni di franchi il tasso d'interesse è dello 0,5% rimborsabili, per il momento, entro 5 anni.
D: Come azienda, ho altri modi per ridurre i costi?
R: Le aziende possono beneficiare di una proroga temporanea, senza interessi, per il pagamento dei contributi dovuti alle assicurazioni sociali (AVS/AI/IPG/AD). Le imprese hanno inoltre la facoltà di far adeguare l’importo degli acconti periodici versati ad AVS/AI/IPG/AD qualora la loro massa salariale abbia subìto una sostanziale diminuzione.
SECO: Liquidità per aiutare le imprese
D: Ho una tassa fissa per l'affitto delle aule di formazione che non ho potuto o non posso utilizzare. Posso chiedere una riduzione dell'affitto?
R: Sì. In relazione alla crisi legata al coronavirus, la pigione dei locali commerciali dovrà essere ripartita tra locatari e locatori. Per il periodo di chiusura o limitazione delle attività imposto dalle autorità, i locatari verseranno il 40 per cento della pigione, mentre il 60 per cento sarà a carico dei locatori. Tuttavia, la legge corrispondente (legge sulle pigioni commerciali COVID-19) non è ancora entrata in vigore. La legge dovrebbe essere approvata entro metà settembre. La legge prevede un effetto retroattivo al 17 marzo 2020.
D: Come ente di formazione continua lavoro con dei formatori freelance, posso richiedere per loro una compensazione salariale?
R: Sì. I formatori freelance possono richiedere un'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. Gli aventi diritto devono rivolgersi personalmente entro il 16 settembre 2020 alla cassa di compensazione competente per la riscossione dei contributi, che verserà poi l’indennità direttamente a loro o al loro datore di lavoro.
UFAS: Chi ha diritto a un’indennità? (FAQ «Indennità per i lavoratori indipendenti»)
D: Come formatore freelance ora guadagno meno. Posso adeguare i miei contributi alla cassa di compensazione
R: Sì. I lavoratori indipendenti che registrano un crollo del fatturato possono far valutare delle proroghe di pagamento e di riduzione degli acconti da parte delle casse di compensazione AVS.
D: Nella situazione attuale, cosa sta facendo la FSEA?
R: La FSEA sta raccogliendo informazioni sulla situazione nel settore della formazione continua. Ha inoltre presentato alle autorità federali e cantonali competenti un elenco di richieste per alleviare le conseguenze economiche della crisi dettata dal COVID-19 di tutte le persone e gli enti che si occupano formazione continua. La FSEA erogato diversi webinar e workshop virtuali per supportare l'implementazione dell'apprendimento digitale, inoltre, ha anche elaborato un piano di protezione generale per la formazione continua che ha messo a disposizione degli interessati del settore.