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Nei prossimi tre anni la Svizzera accoglierà 3000 persone che fuggono dal conflitto siriano. Lo ha annunciato oggi il Consiglio federale precisando che intende versare 50 milioni di franchi per l'aiuto sul posto, somma che si aggiunge ai 128 milioni già versati.
Mille siriani beneficeranno di un visto umanitario. Si tratta principalmente di parenti stretti - coniugi e figli minorenni - di profughi già ammessi a titolo provvisorio.
Gli altri 2000 sono persone bisognose di protezione. Questi profughi saranno riconosciuti come rifugiati e non dovranno quindi seguire la procedura d'asilo ordinaria. Il loro trasferimento in Svizzera si svolgerà in stretta collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR).
Le prime mille persone giungeranno in Svizzera quest'anno. In autunno il governo intende poi fare nuovamente il punto della situazione.
La crisi siriana imperversa da quattro anni e non accenna a placarsi. "Le conseguenze - sostiene in Consiglio federale - sono devastanti": in Siria ci sono 7,6 milioni di sfollati interni e i Paesi limitrofi ospitano 3,8 milioni di rifugiati.
Inoltre, circa 16 milioni di siriani necessitano di soccorsi d'emergenza, mentre i Paesi confinanti con la Siria stanno esaurendo le risorse necessarie. Per questo motivo il governo ha deciso di portare da 30 a 50 milioni i fondi umanitari destinati alla popolazione per il 2015.
Circa la metà di questa somma è destinata all'aiuto alla popolazione colpita direttamente in Siria, l'altra metà negli Stati confinanti. I fondi verranno versati a partner umanitari - Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite e organizzazioni non governative (ONG) - e saranno pure direttamente impiegati per diversi altri progetti.
La Svizzera ristrutturerà infatti scuole giordane e libanesi che accolgono figli di rifugiati siriani. La Confederazione aiuta inoltre i Paesi limitrofi della Siria nel campo dell'approvvigionamento idrico.
SDA-ATS