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Un ex quadro del Credit Suisse di origine britannica è stato condannato a una pena detentiva ma subito rilasciato ieri da un tribunale di New York. L'uomo era accusato di frode contabile tra l'agosto 2007 e il febbraio 2008.
Il bancario di nazionalità britannica aveva ammesso i fatti nel febbraio 2012 ed era stato posto in detenzione provvisoria in attesa del verdetto, ricorda un comunicato del procuratore federale di Manhattan Preet Bharara. Ieri la giudice Alison Nathan l'ha condannato ma poi fatto rilasciare, ritenendo che la sanzione corrisponde ai giorni già trascorsi in prigione e tenendo conto della sua collaborazione con gli inquirenti. L'ex quadro del Credit Suisse dovrà versare quasi un milione di dollari tra multe e confisca di beni patrimoniali, si legge nel comunicato.
Il Dipartimento di giustizia americano accusava l'uomo - così come altri due colleghi, tra cui l'ex responsabile globale dei crediti strutturati nella divisione di Investment banking della grande banca - di aver dissimulato i problemi della banca sul mercato dei prestiti immobiliari ad alto rischio, i cosiddetti "subprime". La scoperta della frode aveva costretto il Credit Suisse a ridurre di 2,65 miliardi di dollari il valore di centinaia di attivi su tale mercato.
L'ex responsabile dei crediti strutturati, con doppia cittadinanza statunitense e britannica, era stato estradato nell'aprile 2013 dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti e aveva accettato di dichiararsi colpevole. Nel novembre scorso era stato condannato a due anni e mezzo di carcere, cui si aggiungevano due anni di libertà vigilata e 1,16 milioni di dollari di sanzioni finanziarie.
La sentenza per il terzo dipendente coinvolto, che pure si è dichiarato colpevole, è attesa nelle prossime settimane.
SDA-ATS