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Solo una settantina di attivisti per il clima sono giunti a Davos per manifestare contro il Forum economico mondiale.
DAVOS - Una settantina di attivisti per il clima, partiti ieri da Küblis (GR), hanno raggiunto Davos per protestare contro il Forum economico mondiale (WEF), che prende il via oggi. Gli organizzatori speravano tuttavia in una presenza più massiccia.
«WEF, riunione di assassini», hanno scandito i manifestanti a Davos. I presenti hanno chiesto che la natura e le persone siano di nuovo al centro dell'economia, invece dell'avidità di ottenere di più. A loro avviso, bisogna alzare la voce durante il Forum mondiale, dove solo i ricchi possono farsi sentire.
L'obiettivo degli organizzatori era però di mobilitare più gente. «Impareremo dai nostri errori», ha dichiarato a Gianna Catrina, portavoce dell'alleanza Strike WEF. Nemmeno l'arrivo di rappresentanti della Gioventù socialista (GISO), che oggi hanno dimostrato con gli attivisti, ha attirato una grande folla. L'evento verrà comunque riproposto anche l'anno prossimo: «Riusciremo a portare molte più persone», ha promesso l'addetta stampa.
«Si sta celebrando un matrimonio tossico tra le élite dirigenziali e i governi: è ora di divorziare», ha detto la presidente della GISO Ronja Jansen. «La democrazia si ferma alle porte degli affari», ha proseguito, sottolineando che è unicamente il denaro ad avere voce in capitolo e chiedendo la fine del capitalismo.