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La Svizzera è rimasta a bocca asciutta quando ha voluto fare registrare gli indirizzi internet switzerland.eu e schweiz.eu. Al suo posto hanno vinto imprese dell'Unione europea.Questo contenuto è stato pubblicato il 03 maggio 2006 - 15:16
Le autorità svizzere non si sono date abbastanza da fare? Ufficialmente si nega, ma le critiche non mancano e non sembrano del tutto infondate.
Un'impresa austriaca è riuscita ad accaparrarsi il dominio schweiz.eu e una ditta olandese si è riservata quello di switzerland.eu.
A partire dal 7 dicembre del 2005 istituzioni pubbliche, proprietari o licenziatari di marchi, titolari di un indirizzo geografico o di una denominazione di origine possono richiedere un indirizzo-dominio internet .eu.
La Svizzera non è riuscita a far registrare le due denominazioni più importanti: schweiz.eu e switzerland.eu. Si è trattato di incompetenza e/o di trascuratezza? "No" afferma Thomas Sägesser, direttore del servizio giuridico alla Cancelleria federale.
"Già in novembre avevamo fatto presente che bisognava fare questa registrazione. Tuttavia il sistema di prenotazione è fatto apposta per i paesi dell'Unione europea (Ue) e non per la Svizzera, che non vi fa parte" spiega a swissinfo.
Quindi bisognava trovare un rappresentate della Svizzera all'interno dell'Unione. Il Centro culturale svizzero di Parigi ha fatto la prova, ma purtroppo senza successo, perché i criteri fissati dagli organi comunitari sono stati interpretati in modo molto severo. "Pensavamo di riuscirci", afferma Sägesser. E così tutto è stato ritardato.
Non si è agito in tempo?
"Avevamo più volte informato le autorità svizzere che si doveva riservare l'indirizzo .eu" afferma invece Beat Fehr della CADiware AG, la più importante società svizzera per la registrazione del marchio .eu.
Secondo lui, se si fosse agito per tempo si poteva ottenere qualcosa. Lui stesso si è dato da fare. Nel luglio del 2005 aveva preso contatto con l'Ufficio federale delle comunicazioni (Bakom), con il ministero degli esteri, con la Cancelleria federale e con Urs Bucher, l'ambasciatore svizzero presso l'Ue.
"Ho spiegato cosa dovevano fare e come dovevano affrontare il problema" afferma Fehr.
Perché non c'è un "marchio Svizzera"?
C'era la possibilità di proteggere la Svizzera come un marchio. In Belgio questo si può fare con facilità e costa poco. Con il nome di un marchio in mano si sarebbe potuto imboccare con tranquillità la procedura di assegnazione di nome a dominio.
Secondo Sägesser, le autorità elvetiche hanno riflettuto su questa possibilità, ma poi hanno optato per l'altra procedura. Il risultato è che adesso gli indirizzi sono in mani altrui.
"Chi prima arriva..." – in tutti i casi?
Chi è riuscito a far registrare un indirizzo internet per primo lo possiede per sempre. Questo era quello che si credeva finora. Secondo Beat Fehr però ci sarebbe comunque la possibilità di rivendicare nuovamente l'indirizzo .eu.
"Nell'articolo 21 dell'ordinanza 874/2004 dell'UE è chiaramente indicato che non può essere riservato un nome a dominio con l'intenzione di venderlo in un secondo momento". Inoltre non può essere riservato tanto per farlo, ma solo se dopo lo si vuole anche utilizzare.
E' quindi convinto che "se si scrive una chiara lettera al proprietario del dominio, dove si spiega quali paragrafi sono stati violati e che si è disposti a rimborsare i costi, forse la cosa funziona".
Fehr si è offerto di aiutare la Cancelleria federale per questo tipo di procedura. Tuttavia Thomas Sägesser afferma di aver "inviato nei giorni scorsi ai detentori dei domini austriaco e olandese una lettera pregandoli di trasferirci i loro indirizzi".
A quanto pare, il detentore austriaco di schweiz.eu non vuole sottrarre niente alla Svizzera. Sarebbe disposto a rinunciare a questo indirizzo "in nome del buon vicinato". D'altro canto, non sembra dispiacergli l'idea di istallare su schweiz.eu un portale turistico.
Timori di abusi o si vuole usarlo?
Secondo Sägesser, la Cancelleria federale non intende aprire nel prossimo futuro una pagina web con il dominio .eu. Invece quello che vuole è "escludere fin dall'inizio il pericolo di un abuso da parte di privati".
Sarebbe invece pensabile e avrebbe anche un senso se in futuro la denominazione Schwez.eu fosse usata dall'Ufficio per l'integrazione Svizzera-Ue.
E che ne è di svizzera.ch?
Nella disputa per il dominio di svizzera.ch, che appartiene ad un privato svizzero, è atteso per la fine di maggio il giudizio della corte arbitrale di Praga.
Già nel 1995 la Confederazione aveva perso l'opportunità di far registrare in tempo utile il nome del paese in tedesco, francese e italiano.
swissinfo, Etienne Strebel
(traduzione Anna Luisa Ferro Mäder)
In breve
Enti pubblici, ma anche imprese e privati sono presenti nelle rete dati mondiale. A livello internazionale usano domini esistenti .com, .biz, .net, .org, .info.
Secondo esperti economici, nei prossimi anni .eu sarà annoverato tra principali nuovi domini del mondo. Basti pensare che .eu varrà per le circa 440 milioni di persone che vivono nello spazio economico europeo.
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