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VESTABURG - Abbandono e abuso di una persona dipendente da cure, arresto illegale, esposizione a pericolo della vita altrui e falsa detenzione. Sono queste le ipotesi che l’attorney generale della Pennsylvania, Josh Shapiro, ha formulato nei confronti di una 51enne di Vestaburg che teneva la sorella malata (e affetta da un ritardo mentale) rinchiusa in una gabbia di legno, su un materasso sporco, all’interno del proprio salotto.
«L’imputata ha dichiarato di essersi presa cura della sorella ma in realtà l’abitazione era in pessime condizioni, priva di acqua a corrente e alla vittima non venivano forniti i medicinali di cui aveva bisogno», ha spiegato Shapiro. Secondo i media locali, la donna aveva rinchiuso la sorella «per evitare che potesse ferirsi», in quanto cadeva spesso a causa di alcuni problemi motori.
All’interno dell’abitazione gli inquirenti hanno rinvenuto grandi quantità di escrementi canini, ammassati sul pavimento della cucina, così come mosche e scarafaggi - e perfino la vecchia pelle rimossa di un serpente - nella camera da letto.
La 53enne era è stata trasportata al Monongahela Valley Hospital, dove è stata sottoposta ai necessari trattamenti per curare un’infezione sviluppata all’apparato urinario e una rabdomiolisi, che consiste nella rottura del tessuto muscolare scheletrico e il conseguente rilascio delle sostanze in esso contenute nel flusso sanguigno. Le condizioni della donna a seguito delle cure sono migliorate ha confermato Shapiro: «I nostri agenti si sono assicurati che la vittima ricevesse l’attenzione medica di cui aveva bisogno e che non dovesse soffrire altro giorni all’interno di quella gabbia».
La 53enne aveva vissuto con la madre fino alla morte di quest’ultima, avvenuta di recente. Successivamente si è quindi trasferita dalla sorella minore.