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GINEVRA - «Volevo solo giustizia e prevenzione. Sono stata ascoltata». K. ha accolto con favore l'esito del processo al suo ex ginecologo, conclusosi lunedì sera. Condannato per lesioni gravi da negligenza, il medico è stato multato con 300 giornaliere da 200 franchi sospese. Ma pagherà 80.000 franchi di danni morali alla donna.
Diagnosi tardiva - Lo specialista - riferisce 20 MInutes - è colpevole di non aver monitorato il linfonodo della sua paziente, che ha contratto il cancro al seno ed è sopravvissuta per miracolo. Il brutto male è in remissione grazie ai farmaci, ma il suo trattamento non finirà mai. L'uomo, non le ha palpato il seno durante i controlli successivi l'identificazione di un'anomalia. Se lo avesse fatto, il cancro sarebbe stato rilevato al 90%, come ha riferito l'esperto scelto dalla corte per stilare la perizia sull'incidente medico. «Il trattamento sarebbe iniziato entro un mese», ha aggiunto l'avvocato della donna.
Invece, il male della 40enne è stato diagnosticato quasi due anni dopo una visita per delle «piccole palline al seno», identificate dalla paziente. Il medico, giudicandole semplici linfonodi gonfi a causa di un'infezione virale, l'aveva rimandata a casa. All'età di 42 anni, per il medico, la donna non presentava alcun rischio particolare di sviluppare il cancro.
«Poteva contattarmi, se necessario», ha cercato di difendersi il ginecologo. «Questo linfonodo andava ricontrollato, ma la donna non l'ha fatto». In realtà il medico non ha sfruttato i controlli successivi per verificare l'evoluzione di quella situazione. Il terapeuta si è detto sorpreso del fatto che la sua paziente non menzionasse più il suo linfonodo, ma non ha approfondito. E ciò è costato caro ad entrambi.