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Pochi giorni fa la Confederazione ha definito più precisamente le condizioni alle quali le persone particolarmente a rischio sono tenute all’obbligo di lavorare. Sono possibili le situazioni seguenti.
- Se il lavoro abituale può essere svolto da casa, il datore di lavoro dovrebbe offrire la possibilità del telelavoro («home office»).
- Se da casa non può essere svolto il lavoro abituale ma un altro lavoro, il datore di lavoro dovrebbe concedere la possibilità di svolgere questo lavoro alternativo da casa. Lo stipendio rimane uguale.
- Se il telelavoro non è possibile perché il lavoro può essere svolto solo sul posto, questo può avvenire solo rispettando rigide condizioni sul posto di lavoro. Il rischio per i dipendenti non deve essere maggiore rispetto a quello che correrebbero lavorando da casa. Deve essere evitato, per esempio, qualsiasi contatto stretto con altre persone.
- Se il lavoro è possibile solo in un posto in cui avvengono contatti stretti con altre persone, devono essere adottati rigorosi provvedimenti di protezione affinché possa essere eseguito il lavoro, secondo i cosiddetti «principi STOP»:
- a) nel limite del possibile, alle persone particolarmente a rischio deve essere offerta anche sul posto una postazione di lavoro che non richiede il contatto diretto con altre persone;
- b) misure tecniche sostituiscono il contatto diretto sul posto di lavoro. Per esempio, il contatto con i clienti viene stabilito tramite dispositivi elettronici. Oppure sono installati dei pannelli divisori di plexiglass. Sono messi a disposizione disinfettanti;
- c) il lavoro viene organizzato in modo tale da evitare qualsiasi rischio di contagio;
- d) il dipendente riceve un equipaggiamento personale di protezione.
Se nel Suo caso può essere attuata una situazione conforme ai punti da 1 a 4, deve recarsi al lavoro. Ha il diritto di essere ascoltato e di rifiutare il lavoro se le condizioni summenzionate non sono rispettate o se il rischio di contagio è troppo elevato malgrado i provvedimenti di protezione siano adeguati.
Il datore di lavoro può esigere un certificato medico, nel quale devono essere attestati i motivi particolari (vedi domanda «Che cosa devo fare se sono particolarmente a rischio?»).
Se non è possibile attuare una situazione conforme ai punti da 1 a 4 o se ci sono motivi particolari, il datore di lavoro deve porla in congedo e continuare a pagarle lo stipendio.