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I viaggiatori che fanno ritorno da determinati paesi considerati a rischio devono sottoporsi a una quarantena di 10 giorni. Una misura che dovrebbe aiutare a combattere la diffusione del coronavirus, ma come si scopre oggi grazie al "SonntagsBlick" non vale per tutti.
I cantoni possono infatti fare delle eccezioni. Ad esempio, un gruppo di surfiste israeliane è stata dispensata dalla quarantena dal Canton Grigioni, come riportato suo tempo dalla "Südostschweiz". Con tale loro permesso speciale, le atlete sono state autorizzate ad allenarsi in Svizzera durante i primi dieci giorni e a lasciare il loro alloggio, ha riferito il giornale.
SonntagsBlick ha chiesto ai cantoni come stavano andando con le eccezioni e i rilievi. Si è scoperto che i cantoni hanno esentato decine di persone dall'obbligo di quarantena.
Tra questi i due semicantoni di Basilea che hanno dispensato i musicisti dalla quarantena per poter assistere alle loro esibizioni, e questo mentre le condizioni per lo svolgimento del concerto erano allora piuttosto severe, con l'obbligo di mantenere la distanza e portare la mascherina. In ogni caso i musicisti dispensati avrebbero dovuto trascorrere il resto del loro soggiorno "in una camera d'albergo", secondo le autorità cantonali, che non hanno però reso noto il numero di artisti a cui è stato rilasciato un permesso speciale per evitare la quaratena.
Anche per chi è attivo nel mondo degli affari sono state fatte delle eccezioni. Nel cantone di Soletta si è fatta un'eccezione per una persona che "lavora in un altro cantone in un'azienda a vocazione internazionale". Soletta lascia aperta la questione di quale dipendente di quale azienda fosse coinvolto. Che non sia stata probabilmente la donna delle pulizie è dimostrato dal fatto che "altri due cantoni" sono stati coinvolti nel procedimento.
Come rileva il SonntagsBlick, i Cantoni più attrattivi dal punto di vista fiscale hanno fatto delle eccezioni per gli uomini d'affari: Nidvaldo per esempio ha esentato una dozzina di manager dall'obbligo perché "devono anche recarsi nei Paesi ad alto rischio e la loro presenza locale è indispensabile". Zugo riferisce che in tutte e tre le eccezioni fatte finora, le persone interessate hanno avuto "obblighi professionali che non possono essere rinviati". Anche Svitto ha concesso eccezioni "principalmente a causa di attività professionali all'estero".
Sciaffusa ha respinto tutte le domande tranne una, quella concernente uno specialista spagnolo ha che dovuto portare a termine con urgenza - e quindi senza quarantena – un progetto e-bus già avviato dell'azienda di trasporti pubblici della città di Sciaffusa. E Argovia ha esentato dei tecnici dalla quarantena perchè possano svolgere dei lavori di manutenzione in una centrale elettrica.
Per quanto alcuni permessi possano essere inusuali, nella maggior parte dei casi c'è un motivo tragico: funerali, parenti in punto di morte o appuntamenti urgenti con il medico. In questi casi i cantoni si mostrano spesso indulgenti.