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Dei "corsi di masturbazione" per "rompere un tabù che ha prevalso per troppo tempo". Lanciata lo scorso autunno, la campagna informativa dell’Organizzazione Salute Sessuale Svizzera (SSS), cofinanziata dalla Confederazione Svizzera, vuole ricordare ai giovani che la masturbazione fa parte della vita quotidiana e informarli su questa tematica. Lo si scopre in un articolo della "SonntagsZeitung" dedicato al tema dell'autocompiacimento sessuale in Svizzera.
Secondo la SSS la masturbazione in Svizzera continua a rimanere un argomento tabù e per contrastare ciò, l'organizzazione partner dell’Ufficio federale della sanità pubblica (secondo quanto si legge sul loro sito internet) ha quindi lanciato una "dichiarazione di guerra su un tabù che ha prevalso per troppo tempo". Con una campagna che ricorda ai giovani in particolare che la masturbazione "fa parte della vita quotidiana tanto quanto lavarsi i denti".
L'organizzazione è particolarmente interessata alle giovani ragazze e alle giovani donne, "che sono meno propense ad ammettere di masturbarsi". La vergogna e la sensazione di fare qualcosa di proibito sono troppo grandi", dice Vittoria Burgunder, portavoce dell'organizzazione. "Il tema della masturbazione deve quindi essere affrontato anche nei corsi di educazione sessuale", sostiene l'organizzazione.
Ma la curiosa iniziativa della SSS non è del gusto di tutti,, fa notare la SonntagsZeitung, soprattutto che essa è finanziata, almeno parzialmente, dalla Confederazione. La consigliera nazionale Verena Herzog (UDC/TG, a destra nella foto) ha infatti recentemente invitato il Consiglio federale a prendere posizione e a pronunciarsi sul fatto che un'organizzazione finanziata dallo Stato sta adottando un approccio così "offensivo" sulla questione della masturbazione.