Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/47813

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.) e 2.) Il Consiglio federale è venuto a conoscenza di questi fatti tramite i media. Attualmente l'incaricato per la protezione dei dati sta verificando la fattispecie. Il Consiglio federale non ritiene opportuno esprimersi prima di avere i risultati. </p><p>3.) In linea di principio la questione di un'eventuale reinserimento dei licenziati non è di competenza del Consiglio federale; lo stesso vale per la questione sul risarcimento ai dipendenti. I contenziosi relativi alle pretese giuridiche tra datore di lavoro e dipendente non vanno giudicati dal Consiglio federale ma da tribunali civili. Questo vale sia per gli aspetti finanziari basati sul diritto civile federale, sia per le eventuali lesioni della personalità. </p><p>4.) Poiché l'incaricato per la protezione dei dati sta attualmente verificando il rispetto delle disposizioni di legge, il Consiglio federale non vede alcun motivo di intervento prima dei risultati dell'inchiesta. In caso di violazione i dipendenti hanno la possibilità di far valere i loro diritti dal punto di vista del diritto del lavoro e della tutela della personalità con una denuncia. In quanto operatore di telecomunicazioni, Orange sottostà alla legge sulle telecomunicazioni (RS 784.10), per cui, se sono date le condizioni, vengono tenute in considerazione anche misure di vigilanza ai sensi dell'art 58 LTC.</p><p>5.) Il Consiglio federale ritiene che la legge sulla protezione dei dati attualmente in vigore (RS 235.1) e gli organi che essa prevede, nonché i mezzi di diritto privato e pubblico, siano strumenti sufficienti e idonei per evitare e eventualmente punire possibili violazioni della protezione dei dati. Di conseguenza non vede la necessità di prevedere misure ulteriori.</p>  Risposta del Consiglio federale.