Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01294.jsonl.gz/981

La Svizzera restituirà in due tappe alla Nigeria circa 570 milioni di franchi, depositati nelle banche dall'ex dittatore Sani Abacha.
La Banca mondiale supervisionerà l'operazione, affinché i fondi siano impiegati per progetti di sviluppo.
Il Consiglio federale ha reso noto giovedì le modalità di restituzione alla Nigeria dei fondi dell'ex dittatore Sani Abacha, il cui ammontare è di circa 460 milioni di dollari americani (570 milioni di franchi). L'operazione, avallata il 7 febbraio 2005 dal Tribunale federale, avrà luogo in due tappe. L'utilizzo dei fondi sarà inoltre monitorato dalla Banca mondiale.
L'Alta Corte era giunta alla conclusione che buona parte degli averi di Abacha bloccati in Svizzera fosse manifestamente di origine delittuosa e che i 460 milioni di dollari potessero pertanto essere consegnati alla Nigeria anche in assenza di una decisione di confisca. Il Tribunale ritiene infatti che questi soldi siano stati sottratti illegalmente al patrimonio del paese fra il 1993 e il 1998, quando il generale era al potere.
I ricorsi per tentare di rientrare in possesso dei fondi depositati su conti svizzeri erano stati avanzati dai due figli dell'ex-dittatore nigeriano, Abba e Mohammed.
Aiuto allo sviluppo
La Nigeria ha assicurato alla Svizzera che destinerà i fondi di Abacha a vari progetti di sviluppo nel campo della sanità, dell'educazione e delle infrastrutture, ad esempio il miglioramento della rete viaria e l'approvvigionamento idroelettrico.
Alcuni progetti sono già stati finanziati lo scorso anno grazie a un credito intermedio. La Nigeria si è inoltre detta disposta a sottoporre i progetti di sviluppo a un monitoraggio da parte della Banca mondiale.
Secondo quanto disposto dal Consiglio federale, non appena la Banca mondiale avrà definito i principi del monitoraggio il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) consegnerà alla Nigeria i fondi immediatamente disponibili (per un ammontare di 290 milioni di dollari circa).
Nel contempo, si provvederà a sbloccare i fondi investiti (pari a 170 milioni di dollari circa), per trasferirli quindi su un conto apposito.
swissinfo e agenzie
In breve
Tra il 1993 e il 1998, Sani Abacha avrebbe sottratto circa 3 miliardi di franchi alla Nigeria; 870 milioni sono finiti in Svizzera.
Dopo aver già restituito 250 milioni di franchi, la giustizia elvetica intende ritornare anche i rimanenti fondi tuttora congelati.
L'operazione avverrà in due fasi, sotto la supervisione della Banca Mondiale.