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I premi dell'assicurazione malattia obbligatoria non dovrebbero poter essere interamente dedotti dal reddito imponibile. Per ridurre l'onere delle economie domestiche, il Consiglio federale preferisce restare alla riduzione individuale dei premi. Ha respinto due mozioni del PPD.
I premi dell'assicurazione malattia equivalgono a un contributo a un'assicurazione sociale obbligatoria come l'AVS o l'AI, sostiene il consigliere nazionale Norbert Hochreutener (PPD/BE), all'origine dei due testi. In nome dell'uguaglianza di trattamento, i premi malattia devono dunque poter essere interamente dedotti dal reddito imponibile, come i contributi all'AVS o all'AI.
L'autore delle mozioni cita anche motivi di politica sociale. Con le riduzioni dei premi, i ceti della popolazione più sfavoriti beneficiano di uno sgravio. Tuttavia, le classi medie sono colpite in pieno e devono pagare l'imposta sulla parte del reddito dedicata al pagamento dei premi.
Un terzo di tutte le economie domestiche - e non soltanto coloro che vivono sulla soglia della povertà - beneficia di riduzioni, replica il Consiglio federale nella risposta. Nel 2009, queste riduzioni hanno raggiunto un volume di 3,54 miliardi di franchi e secondo studi dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), esse permettono di attenuare efficacemente gli oneri delle famiglie.
Secondo il governo, la mozione non cambierebbe nulla per le economie domestiche interessate. Il regime fiscale sarebbe più complicato e il budget federale non consente perdite supplementari. Se tutti dovessero dedurre l'importo del premio dell'assicurazione malattia meno cara del cantone, il gettito dell'imposta federale diretta subirebbe una flessione che il Consiglio federale valuta tra i 130 e i 465 milioni all'anno, a seconda della franchigia presa in considerazione.