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Domande frequenti
Le informazioni contenute sul sito web non sostituiscono la visita medica, ma hanno piuttosto lo scopo di favorire il dialogo tra paziente e medico.
L’epilessia in generale
L’epilessia di per sé non è mortale, ma le crisi aumentano il rischio, ad es., di annegamento o di un incidente mortale. Se una crisi di grande male non termina spontaneamente (stato epilettico), sussiste un serio pericolo di vita. È raro che la persona affetta da epilessia possa soffocare nel suo cuscino durante una crisi notturna, oppure morire inaspettatamente e senza una causa apparente (“sudden unexpected death in epilepsy”, Sudep).
Sì, ci sono alcuni consigli per questo:
- Aumentare lentamente la dose del farmaco (“creep in”).
- Se gli effetti collaterali si verificano al mattino: in consultazione con il medico, ridurre la dose del mattino o dividerla in due dosi.
- Se ci sono effetti collaterali la sera: dividere la dose o prenderla poco prima di andare a letto.
- Per il dolore allo stomaco: assumere il farmaco con il cibo
- Per l’urgenza urinaria: esercizi del pavimento pelvico
- Contro l’irritabilità: tecniche di rilassamento come lo yoga.
In determinati casi sì. Certe forme di epilessia (ad es. epilessia rolandica) spariscono in età adulta ed è quindi possibile interrompere i medicamenti. Per circa il 2–3% delle persone affette da epilessia, il focolaio epilettico può essere eliminato con un intervento chirurgico. Se l’operazione ha successo, una parte dei pazienti può in seguito condurre una vita libera da crisi senza assumere i medicamenti.
I medicamenti agiscono solo se vengono assunti regolarmente, il che presuppone un rapporto di fiducia tra paziente e medico. Quest’ultimo dovrebbe prendersi del tempo e rispondere a tutte le domande in sospeso. In tal senso, è utile se i pazienti si preparano e annotano le loro osservazioni e le loro domande. Chi non si sente ben assistito, può cambiare medico o chiedere un secondo parere.
I bravi medici non hanno alcun problema in questo senso; anzi spesso, in caso di decisioni difficili, sono persino felici se un collega esperto dà la sua opinione. Eventualmente può consigliare addirittura qualcuno a cui rivolgersi. Ne parli apertamente con il suo medico curante e le/gli chieda di inoltrare la sua cartella clinica al medico desiderato.
Nella maggior parte dei casi, l’assicurazione di base dovrebbe assumere i costi (dedotta la franchigia). Per sicurezza, tuttavia, consigliamo di chiarire preventivamente con la sua cassa malati il ricorso ad un secondo parere.
Ultimo aggiornamento: settembre 2019
Assolutamente sì, perché il rischio di crisi aumenta notevolmente se l’influenza è accompagnata da febbre alta. Il vaccino antinfluenzale è molto ben tollerato e provoca poche o nessuna reazione.
Basta un semplice monitor per segnalare le crisi di grande male la notte. I più costosi apparecchi Epi-Care ed Emfit reagiscono agli spasmi e permettono una sorveglianza più sofisticata. Emfit attiva inoltre un allarme quando il bambino lascia il suo letto.
Se questi sistemi non funzionano e le crisi sono frequenti e pericolose, epiNightNurse propone un monitoraggio via webcam da parte di personale infermieristico qualificato.
Emfit Safe Bed (in tedesco o francese)
Indicazione: la Lega contro l’Epilessia non riceve alcun supporto finanziario da parte dei fornitori sopra menzionati e declina qualsiasi responsabilità.
Ultimo aggiornamento: aprile 2022
Epi-Care (vedere la risposta alla domanda precedente) funziona anche durante il giorno.
In alternativa (informazioni in inglese):
Indicazione: la Lega contro l’Epilessia non riceve alcun supporto finanziario da parte dei fornitori sopra menzionati e declina qualsiasi responsabilità.
Un cane può essere utile per chi è affetto da epilessia – a condizione che i proprietari abbiamo spazio e tempo sufficienti per un animale domestico. Dal punto di vista sociale, spesso un cane ha effetti positivi per le famiglie in questione.
I cani appositamente addestrati (chiamati anche “Epi-Dogs”, cani da assistenza o cani da compagnia per persone affette da epilessia), possono ad esempio dare l’allarme quando si verifica una crisi, abbaiando o premendo un pulsante di emergenza. Tuttavia l’addestramento è complesso e richiede molto tempo, oltre al fatto che non tutti i cani sono adatti. Inoltre, un cane non è sempre affidabile e, a volte, può anche reagire con un certo ritardo.
Nella letteratura specializzata sono apparsi articoli secondo i quali i cani sarebbero in grado di avvisare prima che la crisi si manifesti, ma l’argomento è ancora controverso.
Importante: un cane non può mai sostituire il trattamento medico dell’epilessia o la sorveglianza da parte dei familiari.
Autori: Julia Franke / Frédéric Zubler. Ultimo aggiornamento: marzo 2023.
I braccialetti di allarme sono più visibili rispetto alle carte, poiché molte persone si fanno scrupoli a guardare dentro il portafoglio di terzi. Tra i fornitori ci sono ad esempio:
La nostra organizzazione partner Epi-Suisse offre un portacarte.
Indicazione: la Lega contro l’Epilessia non riceve alcun supporto finanziario da parte dei fornitori sopra menzionati.
Ultimo aggiornamento: april 2023
Purtroppo, i pazienti devono pagare il trasporto in ambulanza, anche se i sanitari sono stati allertati senza il loro consenso. In alcuni casi, la cassa malati assume una parte di tali costi.
La nostra organizzazione partner Epi-Suisse fornisce delle informazioni dettagliate sul tema, dà consigli e sostiene le persone interessate con un fondo d’emergenza.
Ultimo aggiornamento: agosto 2019
Sebbene non rientri tra queste, l’epilessia si accompagna spesso con le malattie psichiche (ad es. depressioni o disturbi d’ansia). Vi sono probabilmente delle cause comuni, che però non conosciamo esattamente. Alcuni medicamenti rafforzano inoltre questa tendenza.
È importante far trattare disturbi del genere e trovare allo scopo un bravo psichiatra che collabori con il neurologo curante. Sappiamo che spesso anche le crisi diminuiscono se lo stato psichico migliora.
Ultimo aggiornamento: febbraio 2023
Per accedere alla homepage, scrolli verso l’alto e clicchi sul nostro logo. A sinistra, sopra il nostro logo, è possibile cambiare la lingua. Ci sono informazioni più o meno estese in italiano, tedesco, francese, inglese, portoghese, albanese (shqip), bosniaco-serbo-croato (Bn/Hr/Srb), tamil, tigrinya, turco e ucraino.
Il Manuale di viaggio dell’“International Bureau for Epilepsy” fornisce informazioni utili in 19 lingue in totale (anche in italiano).
Ultimo aggiornamento: febbraio 2023.
I negozi di articoli sanitari offrono dei caschi protettivi speciali per le persone affette da epilessia, per alcuni sono molto utili anche i caschi da bicicletta. Ribcap propone ora dei caschi morbidi a forma di cappelli.
Ultimo aggiornamento: novembre 2021
Tendenzialmente sì, il rischio è 2-3 volte più elevato rispetto alle persone senza epilessia. Ci sono diverse ragioni per questo:
- Cadute dovute a convulsioni
- Instabilità del cammino causata da alcuni farmaci
- Malattie sottostanti, per esempio tumori
- Osteoporosi, che può essere causata da alcuni anticonvulsivanti di vecchia generazione.
Per la prevenzione si consiglia esercizio fisico regolare, riduzione o astensione da nicotina e alcol e, in consultazione con il medico, l’assunzione di calcio e vitamina D. Se hai più di 50 anni e hai preso un antiepilettico di vecchia generazione (carbamazepina, oxcarbazepina, fenobarbital, fenitoina, primidone o valproato) per 10 anni o più, dovresti parlarne con il tuo medico per farti misurare la densità ossea e valutare il rischio di osteoporosi.
Sì, le persone con disturbi che rientrano nello spettro autistico spesso sono anche affette da epilessia. Ciò riguarda in particolare le persone con gravi forme di autismo accompagnate da una disabilità intellettiva. Spesso queste forme di epilessia hanno il loro esordio già nella prima infanzia. È particolarmente importante un trattamento interdisciplinare.
Sì, se è stata constatata una carenza di vitamina D. Per evitare o ridurre tale carenza, è inoltre raccomandabile seguire una dieta equilibrata, fare attività fisica all’aria aperta ed evitare l’assunzione di nicotina e il consumo eccessivo di alcol. È stato dimostrato che alcuni vecchi farmaci per l’epilessia che inducono gli enzimi abbassano i livelli di vitamina D nel sangue. Le persone che li assumono potrebbero avere necessità di integratori di vitamina D.
Riassumendo, le persone affette da epilessia dovrebbero discuterne con il proprio medico curante, senza assumere compresse o gocce di vitamina D in totale autonomia.
Coronavirus ed epilessia
Autore: Stephan Rüegg; Ultimo aggiornamento: gennaio 2022.
Sì. La stragrande maggioranza degli esperti concorda sul fatto che i benefici di tale vaccinazione superano chiaramente i rischi. Miliardi di persone in tutto il mondo sono state vaccinate e le conseguenze vengono studiate da vicino. Non ci sono dati scientifici che indicano che le persone con epilessia soffrono di effetti indesiderati più frequenti o più gravi da una vaccinazione Covid 19 – questo è particolarmente vero per le crisi epilettiche.
Qualsiasi vaccinazione può provocare effetti indesiderati a breve termine, come mal di testa o febbre. Poiché in alcuni casi la febbre può favorire delle crisi epilettiche, si consiglia in questo caso di abbassare la temperatura corporea con impacchi freddi alle gambe o farmaci contro la febbre. Le interazioni tra vaccino e medicamenti anticonvulsivanti non sono note finora.
Il centro di vaccinazione dovrebbe essere informato che una persona ha l’epilessia, così come qualsiasi altra importante informazione medica, come allergie o farmaci.
Le persone affette da epilessia non sono sempre particolarmente a rischio. Ma è diverso se vi si aggiungono altre malattie.
Nuovo coronavirus: persone particolarmente a rischio
Ma resta il fatto che tutti devono proteggersi da un contagio e seguire le raccomandazioni.
Questo vale solo per dei rari metodi di trattamento, ad esempio l’ACTH, gli steroidi e le immunoterapie, nonché in misura minore per la fenitoina, il fenobarbital o il primodone (Mysoline®). La maggior parte delle persone affette da epilessia ha un sistema immunitario normale, se non è indebolito da altre malattie o trattamenti. È imperativo continuare ad assumere gli antiepilettici.
La febbre può provocare delle crisi epilettiche. Altri possibili fattori scatenanti le crisi sono lo stress, l’ansia o la mancanza di sonno, l’assunzione irregolare di cibi, bevande o medicamenti (ad es. a causa del vomito). Stando alle informazioni attuali, il rischio di crisi supplementari legate al Covid-19 è piuttosto basso per la maggior parte delle persone affette da epilessia.
Con un’epilessia ben regolata è ragionevole indossare una mascherina. Nella peggiore delle ipotesi, una mascherina che non si adatta bene può scivolare durante un attacco e bloccare le vie respiratorie. È importante che la mascherina sia di buona qualità e che sia allacciata con cura. Per le persone gravemente colpite, gli accompagnatori devono ricevere istruzioni adeguate. Se ci sono altri motivi medici per non indossare la mascherina, questi devono essere discussi individualmente con il medico di famiglia o il neurologo, che può anche rilasciare un certificato corrispondente.
In queste circostanze, telefonate al vostro medico di famiglia e al vostro neurologo curante e seguite le loro istruzioni. Può essere opportuno in questo caso avere un medicamento di emergenza di scorta. Se una crisi convulsiva dura più di 3 minuti e non si dispone di alcun medicamento di emergenza o se questo non fa effetto, bisogna proteggere la persona interessata da lesioni e chiamare il 144.
Forse le strutture sanitarie devono rinunciare agli interventi e ai trattamenti rinviabili. In caso di bisogno urgente, dovrebbe essere possibile una consultazione telefonica. Gli altri appuntamenti devono essere posticipati a un’altra data.
Anche prima della pandemia, c’erano occasionali penurie di medicamenti contro l’epilessia. Raccomandiamo di farvi una piccola scorta personale: procuratevi per tempo una nuova ricetta.
Informationi in altre lingue
Tempo libero e viaggi
Mentre in passato molti medici hanno vietato completamente l’alcol alle persone affette da epilessia, oggi si sa che l’alcol consumato in piccole quantità, per esempio nelle occasioni sociali, non crea problemi.
L’abuso di alcol è sconveniente sia in caso di epilessie pre-esistenti sia in caso di fattori di rischio per la prima insorgenza di crisi tonico-cloniche in assoluto. In genere, non è pericoloso il momento in cui si consumano bevande alcoliche ma le ore e i giorni successivi, quando l’organismo metabolizza l’alcol e la sua concentrazione si riduce. Spesso si manifestano anche astinenza da alcol, carenza di sonno, un’assunzione inferiore di cibo e contemporaneamente non si assumono i medicamenti.
Un eccessivo e prolungato abuso di alcol e le lesioni cerebrali ad esso associate, possono determinare un’epilessia sintomatica, detta anche “epilessia alcolica”. I danni cerebrali possono essere causati direttamente dall’alcol, ma anche indirettamente, come nei casi di cadute dopo un consumo eccessivo di alcol, che determinano lesioni cerebrali.
Ultimo aggiornamento: novembre 2019
La maggior parte dei farmaci possono essere acquistati nei diversi paesi stranieri; non è sempre così invece per i preparati più nuovi. Inoltre, i dosaggi e i nomi commerciali sono spesso diversi e questo può causare problemi e confusione. Alla dogana si hanno sovente problemi con grosse scorte di medicamenti ed è quindi necessario farsi rilasciare un breve certificato dal proprio medico per i medicamenti richiesti. Portare i medicamenti nel bagaglio a mano e nella confezione originale.
In questi casi, il ritmo sonno-veglia cambia non soltanto durante il volo, ma anche per lo più nei due o tre giorni successivi. Se possibile, non cambiare improvvisamente il proprio ritmo normale.
È fondamentale l’assunzione regolare dei medicamenti. Nei voli verso ovest si “guadagna del tempo” (il giorno di viaggio si allunga) e nei voli verso est si “perde del tempo” (il giorno di viaggio si accorcia). Il giorno del viaggio, a seconda dell’entità del fuso orario, si dovrebbe aumentare o ridurre la dose del medicamento.
Regola generale: durante i voli a lungo raggio, non regolate l’orologio durante il tragitto e assumete i medicamenti all’orario normale. Cambiate l’ora una volta atterrati e assumete (event. riassumete) i vostri medicamenti all’orario consueto. Una formula più precisa è riportata nel nostro opuscolo informativo “Viaggi e epilessia”.
Lo sport favorisce il benessere, aumenta l’autostima e promuove contatti interpersonali preziosi: un’attività per il tempo libero ideale anche per le persone affette da epilessia.
Il tipo di epilessia e la frequenza degli attacchi influenzano la scelta dello sport delle persone affette da epilessia. Gli sport più adatti sono quelli che si possono praticare in gruppo e a terra. Secondo diversi studi, in quasi tutti gli sport il rischio di ferirsi delle persone affette da epilessia non è superiore rispetto a quello delle persone sane.
In assenza di crisi o in caso di poche o lievi crisi, non vi sono limitazioni. Occorre sempre prestare attenzione a non intraprendere attività eccessivamente pesanti e a evitare grandi stress.
Questa informazione è chiara: per le e-bike “veloci” con targa (ufficialmente “motociclette”, chiamate anche S-pedelecs) valgono le stesse regole dei ciclomotori e quindi della guida di un’auto (vedere il link qui sotto). Inoltre, i caschi sono obbligatori e l’età minima è di 14 anni.
Per le biciclette normali e le biciclette elettriche “lente” (chiamate anche pedelec o ufficialmente “motociclette leggere”) la situazione è più complicata. Non ci sono regole ufficiali, ma spetta al guidatore decidere, perché se perlomeno va in bici con prudenza, mette in pericolo soprattutto se stesso. Inoltre, nel caso di una “aura” è di solito possibile reagire e fermarsi più rapidamente che al volante di un’auto. Dipende quindi molto dalla situazione individuale.
Si raccomanda una valutazione personale del rischio insieme al neurologo curante. Può essere utile aderire a certe restrizioni per ridurre i pericoli. Per esempio:
- Guidare solo nelle zone a traffico limitato o nei parchi.
- Guidare lentamente e con attenzione
- Evitare i tratti di strada ripidi o comunque pericolosi dove una caduta sarebbe più rischiosa.
- Andare in bici con un compagno
- Pedalare solo in un momento della giornata in cui di solito non si verificano le crisi.
Può anche essere utile usare un triciclo per eliminare il rischio di caduta.
È sempre un compromesso – alcuni sono prudenti e ne fanno a meno volontariamente, per altri senza una bicicletta si ridurrebbe molto la qualità di vita.
Pedalare con il casco dovrebbe essere comunque un dato di fatto, con l’epilessia ancora di più.
Le persone affette da epilessia devono adottare delle misure precauzionali particolari per il nuoto e gli sport acquatici:
- parlare con il medico dell’idoneità al nuoto
- andare in acqua soltanto se si è ben riposati e in piena forma
- andare in acqua sempre insieme a un nuotatore esperto che sia informato sull’epilessia e che conosca le misure di primo soccorso idonee
- possibilmente nuotare soltanto in piscine e solo in casi eccezionali in acque aperte. In caso di dubbio indossare un giubbotto di salvataggio o un collare salvagente e informare il bagnino/sorvegliante di soffrire d’epilessia
- in caso di crisi frequenti e gravi, restare nella piscina per i non nuotatori
- è consentito fare immersioni soltanto se da tempo non si hanno avuto delle crisi e se si è in possesso di un certificato medico
- non intraprendere viaggi in barca in solitaria né andare a pesca da soli
- in caso di fotosensibilità, indossare occhiali con lenti polarizzate.
In genere, guardare la televisione non è pericoloso per le persone affette da epilessia.
In caso di fotosensibilità, è opportuno adottare alcune norme preventive, senza arrivare a sconsigliare in questi casi, in generale, di guardare la televisione:
- durante il giorno, la stanza in cui si guarda la televisione non deve essere mai completamente oscurata e di sera si dovrebbe avere un’illuminazione supplementare
- la distanza tra il posto a sedere e il televisore dovrebbe essere di almeno 2 metri
- dato che la fotosensibilità si verifica in genere se si guarda con entrambi gli occhi, avvicinandosi all’apparecchio (per esempio per spegnerlo) si dovrebbe chiudere o coprire un occhio
- le persone affette da epilessia particolarmente sensibili potrebbero anche utilizzare occhiali da sole con lenti polarizzate.
Le persone con fotosensibilità dimostrata, quando giocano al computer dovrebbero adottare le seguenti misure preventive:
- evitare giochi con stimoli noti che potrebbero provocare una crisi
- vicino a bambini e ragazzi che giocano al computer, dovrebbe rimanere un adulto che conosce le misure di emergenza da adottare in caso di crisi epilettiche
- per i videogiochi, utilizzare un monitor con un diametro massimo di 15 pollici. Per dimensioni maggiori (e quando si utilizza il televisore come monitor), la distanza dal monitor dovrebbe essere almeno quattro volte maggiore rispetto alla diagonale del monitor
- evitare di giocare al computer per più di un’ora e anche quando sussistono al tempo stesso altre condizioni che favoriscono le crisi, quali carenza di sonno, febbre o fame.
Scuola e lavoro
La maggior parte dei bambini affetti da epilessia hanno un’intelligenza nella norma e possono, come i loro compagni, frequentare le scuole che più si addicono al loro talento. Se i bambini hanno delle crisi e/o sono necessari lunghi ricoveri in ospedale per gli effetti collaterali dei medicamenti o se si riscontrano disturbi psicosociali, è possibile che le loro capacità di apprendimento e di rendimento siano compromesse.
Un bambino affetto da epilessia può prendere parte a una gita scolastica o alla lezione di educazione fisica?
Per l’integrazione sociale, è di fondamentale importanza che i bambini vivano il meno possibile situazioni particolari. Il regolare sforzo fisico non è né pericoloso né tanto meno provoca delle crisi. Tuttavia, devono essere evitati gli sport nei quali una crisi potrebbe provocare un’incidente grave. Durante le gite scolastiche, è necessario continuare ad assumere regolarmente i medicamenti e devono essere evitate le situazioni estreme come la mancanza di sonno, lunghe esposizioni al sole e sforzi fisici eccessivi.
Sostanzialmente non vi sono limitazioni per la scelta della professione, se
- in corso di trattamento farmacologico non si hanno crisi da due anni
- dopo un trattamento operatorio non si hanno crisi da un anno
- da più di tre anni le crisi si verificano soltanto durante il sonno o
- se si hanno esclusivamente crisi con sintomi ritenuti non significativi dalla medicina del lavoro (senza cadute a terra, senza perdita di coscienza, assenza di disturbi della motricità corporea).
Non dovrebbero essere prese in considerazione le professioni che prevedono l’uso della patente di guida.
Consultare il relativo opuscolo, disponibile in francese o tedesco.
L’organizzazione di pazienti Epi-Suisse offre delle consulenze sociali.
Il lavoro a turni costringe a un ritmo sonno-veglia irregolare che può avere ripercussioni negative.
Un’epilessia attiva può comportare limitazioni professionali o addirittura incapacità al lavoro nell’esercizio della propria professione?
Le cosiddette “limitazioni qualitative” possono comportare un’incapacità (eventualmente temporanea) al lavoro del 100% nella professione d’origine, anche se la persona gode per il resto di buona salute. Ciò vale in particolare per i lavori pericolosi (ad es. con macchine o armi da fuoco), la sorveglianza di persone sottoposte a tutela, il lavoro notturno, il lavoro su scale e ponteggi, nonché in caso di necessità di idoneità alla guida, anche ad es. sui carrelli elevatori.
L’epilessia limita le possibilità professionali se durante un attacco si manifestano disturbi della coscienza, se si arriva alla perdita del controllo del comportamento (cadute, finire a terra), se si verifica un disturbo della motricità corporea o se si tiene un comportamento non adeguato.
In generale, la capacità di rendimento delle persone affette da epilessia ben controllata è appena compromessa, a prescindere dai pregiudizi che continuano a persistere ancora oggi. Dalle statistiche emerge che le assenze dal lavoro delle persone affette da epilessia non sono superiori a quelle degli altri lavoratori.
Chi può consigliarmi in caso di difficoltà a scuola, nella scelta della professione o nella vita professionale?
L’organizzazione di pazienti Epi-Suisse offre delle consulenze sociali.
Sessualità, contraccezione, maternità
Sì, questo è possibile. È quindi importante per le donne annotare con precisione se le mestruazioni hanno un effetto sulla frequenza delle crisi. Se questo è il caso, potrebbe avere senso, in consultazione con il neurologo ed il ginecologo, prendere la pillola contraccettiva senza interruzione, prendere ulteriori farmaci per controllare le crisi o utilizzare altre misure.
Maggiori informazioni sulla pillola anticoncezionale e l’epilessia
Anche le fluttuazioni ormonali durante la gravidanza possono avere conseguenze. Puoi leggere di più su questo nel nostro volantino “Maternità ed epilessia”.
Il climaterio (o menopausa) può anche avere un effetto sulle crisi epilettiche, con un miglioramento oppure un peggioramento. In questa fase della vita, un livello plasmatico dei farmaci è utile – a volte la dose dovrebbe essere regolata. Le donne con epilessia possono avere una menopausa precoce.
Inoltre, squilibri ormonali possono verificarsi sia per la malattia stessa che per i farmaci.
Maggiori informazioni su epilessia e sessualità, contraccezione e maternità
Solo raramente è stato osservato che una crisi epilettica è scatenata dall’attività sessuale. Sebbene questo non sia generalmente da temere, può essere tuttavia sensato informare il partner su come dovrebbe agire in caso di una crisi.
Quasi tutti i medicamenti per il trattamento delle crisi epilettiche (anticonvulsivanti) possono avere come effetti collaterali la riduzione dell’attività sessuale. Alcuni di questi medicamenti possono, inoltre, causare un aumento della spossatezza. Possono manifestarsi anche effetti collaterali cutanei.
È sì vero che la pillola anticoncezionale non ha alcuna influenza sulla frequenza e la gravità degli attacchi epilettici, ma può comportare effetti collaterali se assunta insieme agli antiepilettici. Ad esempio, la pillola può abbassare il livello ematico, e quindi l’efficacia degli antiepilettici, in particolare nel caso della lamotrigina (nome commerciale, ad es. Lamictal).
Tra l’altro, l’assunzione di determinati antiepilettici può ridurre l’azione della pillola anticoncezionale, comportando così il rischio di una gravidanza indesiderata.
Prima di assumere la pillola anticoncezionale, o altri preparati a base di ormoni, si dovrebbe discutere assolutamente dell’argomento con il neurologo e il ginecologo curante. Se possibile, si dovrebbero utilizzare antiepilettici che non hanno alcuna influenza sull’efficacia della pillola.
Informazioni dettagliate per gli specialisti da scaricare (in tedesco)
Tra i metodi anticoncezionali alternativi, rientrano la spirale (spirale ormonale o al rame), nonché i metodi “barriera” come il preservativo o il diaframma. Con questi metodi, il rischio di effetti collaterali indesiderati per le donne affette da epilessia è minimo o inesistente. Tuttavia, alcuni di questi metodi sono meno sicuri della pillola anticoncezionale.
Medicamenti e interazioni
Queste domande riguardano i professionisti oppure dovrebbero essere discusse con i medici.
In generale valgono le stesse protezioni immunitarie delle persone senza epilessia. Lo stesso dicasi per i bambini, anche se per determinati vaccini è raccomandata una profilassi antipiretica, ad esempio nel caso della vaccinazione trivalente contro la difterite, il tetano e la pertosse, nota anche come DTP.
Soltanto in alcune forme rare di epilessia, si raccomanda il ricovero di qualche giorno dei bambini per le vaccinazioni.
Vedi anche le nostre risposte alle domande sul coronavirus.
Durante una terapia con ACTH o corticosteroidi, in caso di crisi frequenti o durante la sostituzione di un trattamento farmacologico, si dovrebbe rimandare per sicurezza una vaccinazione non assolutamente necessaria.
Il vaccino contro il colera, la febbre gialla, la meningoencefalopatia da zecca (attiva) e la rabbia devono essere somministrati a persone affette da epilessia soltanto se davvero necessario.
Nei bambini affetti da epilessia si sconsigliano per lo più i vaccini iniettabili contro le “malattie dei viaggi” come il tifo, la febbre gialla e il colera. Contro il tifo, è a disposizione in alternativa un vaccino per via orale. Le indicazioni di questi vaccini iniettabili vanno prese attentamente in considerazione anche per gli adulti affetti da epilessia.
Atovaquon/proguanil (Malarone/ Malarone junior) è l’unico medicamento antimalarico che non riduce la soglia convulsiva e, pertanto, rappresenta il medicamento profilattico elettivo per le persone affette da epilessia.
Ci sono diverse esperienze in questo contesto, naturalmente dipende anche dal dosaggio e dalla gravità dell’epilessia. Per chi soffre di crisi frequenti e gravi, si consiglia di evitare gli oli o di usarli solo con grande cautela (ad esempio, stando a letto). Naturalmente, bisogna osservare se durante l’applicazione si verifica un aumento delle convulsioni.
Esperienze relative agli oli individuali:
Gli oli con lavanda, canfora, mentolo, eucalipto, anice e cumino dovrebbero essere senza problemi.
Si consiglia cautela con l’olio di finocchio, salvia o rosmarino.
Autori: Stephan Rüegg, Frédéric Zubler
Ultimo aggiornamento: marzo 2021.
Da molto tempo si ipotizza sull’efficacia del cannabidiolo (CBD) nel ridurre la frequenza degli attacchi. È una sostanza contenuta nella cannabis sativa che ha un’azione prolungata e sembra non avere effetti collaterali psichiatrici. Le informazioni riportate dai media su singoli casi spettacolari hanno aumentato le aspettative.
Il preparato a base di cannabidiolo Epidyolex® è stato approvato in Svizzera dal 2021. È usato come terapia aggiuntiva contro le convulsioni nei bambini a partire dai due anni e negli adulti con le forme rare e gravi di epilessia della sindrome di Dravet o della sindrome di Lennox-Gastaut. In precedenza, studi controllati corrispondenti erano stati condotti con successo.
Non c’è ancora un’approvazione per altre forme di epilessia che sono difficili da trattare. In casi giustificati, tuttavia, il neurologo può prescrivere Epidyolex® “off-label” su richiesta della persona affetta o dei genitori e presentare una domanda alla compagnia di assicurazione sanitaria per la copertura dei costi.
Contrariamente a quanto presumono molte persone, anche il CBD causa effetti collaterali (ad es. sonnolenza, perdita di appetito, diarrea e, paradossalmente, anche un aumento occasionale di convulsioni) e può avere interazioni con altri medicamenti.
Swissmedic offre una una panoramica dei prodotti contenenti cannabidiolo con un aiuto all’esecuzione..
Ultimo aggiornamento: settembre 2021
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