Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01117.jsonl.gz/495

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
BERNA - Nel corso dell'attuale legislatura quattro consiglieri federali si sono già ritirati: troppi per consentire un buon funzionamento del governo. È l'opinione di Micheline Calmy-Rey, che, in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale "SonntagsZeitung", sottolinea come "chi si fa eleggere si assume anche chiari impegni".
Per la ministra degli esteri, l'annuncio del proprio ritiro nel corso di una legislatura dovrebbe avvenire solo in circostanze eccezionali. Da qualche tempo invece passi di questo tipo vengono compiuti seguendo calcoli politici. "Non bisognerebbe mettere in gioco la stabilità del sistema", critica la Calmy-Rey.
Nel corso degli ultimi tre anni il Parlamento si è trovato a dover eleggere un nuovo consigliere federale all'anno: nel 2008 il successore di Samuel Schmid (PBD), nel 2009 quello di Pascal Couchepin (PLR) e ora quelli di Moritz Leuenberger (PS) e Hans-Rudolf Merz (PLR).
Nell'intervista la Calmy-Rey ha sottolineato anche l'importanza di una buona combinazione, all'interno del Consiglio federale, tra le varie mentalità e le varie formazioni professionali dei membri. Bisogna anche tenere conto del fatto che, ad esempio, la popolazione maschile possa non sentirsi più correttamente rappresentata da un governo di sette ministri con una maggioranza di cinque donne. "L'identificazione - ha aggiunto - passa anche attraverso il sesso".
Qualche problema si pone anche - per la consigliera federale socialista - con l'eventuale presenza di una doppia rappresentanza bernese in governo: ciò si verificherebbe con l'elezione il prossimo 22 settembre di Simonetta Sommaruga (PS) e Johann Schneider-Ammann (PLR). Tutte le maggiori regioni culturali ed economiche della Svizzera devono essere rappresentate in Consiglio federale, ha affermato.
SDA-ATS