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Conformemente all'articolo 152 capoverso 3 LParl, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale è stata consultata in merito a un mandato del Consiglio federale relativo al dialogo con l'Unione europea sulla questione dei regimi fiscali delle imprese. La Commissione ha approvato tale mandato con 19 voti contro 5, sostenendo in tal modo l'attività del Governo al riguardo.
La maggioranza della Commissione è del parere che l'adeguamento dei regimi fiscali cantonali che penalizzano gli Stati dell'UE permetterebbe di porre fine all'applicazione di misure di ritorsione contro la Svizzera e di evitare che l'UE prenda nuove misure. Va osservato che la Svizzera manterrebbe internamente il suo attuale margine di manovra politico in materia di fiscalità cantonale. La minoranza della Commissione ritiene invece che lo status quo sia più appropriato e abbia comprovato la sua efficacia assicurando da sempre crescita e benessere alla Svizzera.
La CPE-N ha inoltre esaminato le diverse soluzioni che permetterebbero di conciliare le esigenze dell'UE e le peculiarità della politica interna nel settore dell'imposizione delle imprese. Essa ha esaminato in particolare le svariate ripercussioni di tali misure sui Cantoni e sui rispettivi regimi fiscali. La Commissione ha consultato un rappresentante dei Cantoni prima di trattare quest'oggetto.
Adesione all'Agenzia europea IT nell'ambito dello sviluppo dell'acquis di Schengen (12.057 n)
La Commissione è entrata in materia senza opposizioni sul progetto interessato, ritenendo unanimemente che la Svizzera debba aderire all'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi d'informazione su vasta scala. La maggioranza della Commissione mostra tuttavia disappunto per il fatto che il diritto di essere consultati e le modalità della partecipazione finanziaria della Svizzera non siano ancora chiaramente definiti e ritiene che il Consiglio federale debba dunque negoziare tali aspetti nell'ambito delle sue competenze mediante un accordo aggiuntivo. Refrattaria all'idea di dare carta bianca al Governo, la CPE-N propone alla sua Camera con 13 voti contro 7 di rinviare l'oggetto al Consiglio federale incaricandolo in primo luogo di esaminare e negoziare le conseguenze finanziarie, tecniche o di altra natura che il progetto avrebbe per la Svizzera. La minoranza della Commissione ritiene invece che un rinvio dell'oggetto al Consiglio federale servirebbe unicamente a ritardare il processo e non apporterebbe risultati tangibili. A suo parere il Governo dev'essere autorizzato a negoziare nell'ambito delle sue competenze i punti rimasti in sospeso in un accordo con l'UE.
Esportazione di materiale bellico in Siria
Nel quadro del suo esame degli oggetti d'attualità internazionale, la CPE-N si è chinata sulle ulteriori presunte esportazioni di materiale bellico svizzero in Siria, nonché sulle misure che il Consiglio federale intende prendere al riguardo. La Commissione ha deciso con 15 voti contro 3 e 2 astensioni di invitare con una notifica scritta la Commissione della gestione del Consiglio nazionale a chiarire le responsabilità in merito ai seguenti interrogativi: perché la raccomandazione n. 3 del suo rapporto del 7 novembre 2006 sulla riesportazione di obici blindati in Marocco non è stata attuata integralmente? Perché non sono state rispettate, una volta ancora, le dichiarazioni sulla non riesportazione o la destinazione finale del materiale bellico svizzero e per quale motivo l'Esercito di liberazione siriano è in possesso di granate a mano svizzere?
La Commissione ha inoltre respinto con 9 voti contro 9 e 2 astensioni, con il voto preponderante del suo presidente, una proposta mirante a depositare una mozione commissionale che incaricherebbe il Consiglio federale di controllare l'insieme delle esportazioni di materiale bellico nell'ultimo decennio verso i Paesi del Medio Oriente e di sospendere a controllo ultimato tutte le esportazioni di materiale bellico in tali Stati.
Berna, 3 luglio 2012 Servizi del Parlamento