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BERNA - L'allungamento della pista dell'aeroporto di Locarno non deve comportare un peggioramento delle condizioni dell'avifauna nelle aree protette. È quanto sottolinea oggi il Consiglio federale in risposta a un'interpellanza del consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi (Centro), che chiedeva lumi in merito a lungaggini nelle procedure di approvazione di alcuni progetti.
Regazzi voleva in particolare sapere perché il progetto di sostituzione delle luci pista degli anni '70 sia in fase di approvazione finale dal 2018 e il "miniallungamento" ad est della pista da fine 2019, malgrado l'aeroporto sia considerato di valenza nazionale.
Nella sua risposta, il Governo afferma che per l'illuminazione la Commissione federale della natura e del paesaggio (CFNP) ha espresso il suo parere sul progetto il 16 luglio scorso. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) potrà ora prendere posizione in merito.
Per quanto riguarda l'allungamento della pista, l'Esecutivo ricorda che l'aeroporto si trova all'interno di diversi siti protetti a livello nazionale e nelle immediate vicinanze di siti di importanza nazionale elencati negli inventari federali. L'intervento non deve pertanto comportare un peggioramento delle condizioni dell'avifauna nelle aree protette e il futuro regolamento deve tenere conto di queste esigenze. Attualmente è in fase di chiarimento se e in che modo questo sia possibile, precisa il Consiglio federale.
L'UFAM potrà finalizzare la propria presa di posizione sugli aspetti concernenti natura e paesaggio solo dopo aver preso visione del parere della CFNP. Alcuni servizi cantonali hanno emesso un preavviso negativo. Una volta ricevuti i pareri della CFNP e dell'UFAM, bisognerà discutere con la Repubblica e Cantone Ticino del seguito della procedura, conclude il Governo.