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<h2>SubmittedText<h2><p>La conclusione del terzo rapporto dell'Osservatorio della libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE è inequivocabile: la libera circolazione delle persone è assolutamente importante per la crescita economica del nostro Paese. L'entrata nell'UE di Bulgaria e Romania richiede un ulteriore ampliamento della libera circolazione delle persone, sottoposto a referendum facoltativo. La decisione di prosecuzione dell'accordo globale, che sottostà in ogni caso al referendum facoltativo, deve essere comunicata all'UE entro il 31 maggio 2009. In vista delle prossime votazioni è quindi di fondamentale importanza che la libera circolazione delle persone venga attuata in maniera credibile e che non abbia effetti negativi sulla nostra piazza economica (ad esempio a causa della concorrenza sleale). A tal fine sono state attuate misure collaterali per diminuire il dumping salariale. Il Consiglio federale deve svolgere un ruolo guida nell'attuazione dell'accordo di libera circolazione e delle misure collaterali.</p><p>Partendo da tali considerazione il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Un'efficiente attuazione delle misure collaterali nei singoli cantoni è di fondamentale importanza per la riuscita della libera circolazione delle persone. Il Consiglio federale è soddisfatto di quanto i cantoni hanno fatto finora?</p><p>2. Nell'attuazione delle misure collaterali, quali sono le infrazioni più frequentemente scoperte dal Consiglio federale? E cosa intende fare quest'ultimo per contrastarle?</p><p>3. Quali miglioramenti prevede il Consiglio federale con l'ampliamento della libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE?</p><p>4. Il governo prevede, oltre alle misure collaterali, provvedimenti specifici di integrazione e di politica informativa in vista di questi nuovi flussi migratori?</p><p>5. Quali sarebbero, molto in generale, le conseguenze per la nostra economia, se si lanciasse un referendum sulla prosecuzione degli accordi di libero scambio e si risolvesse con un "no" della popolazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. Il Consiglio federale è soddisfatto dell'attività finora svolta dalla maggior parte dei cantoni. All'ulteriore miglioramento dell'attuazione delle misure d'accompagnamento nei cantoni hanno contribuito le convenzioni sulle prestazioni in vigore dal 1° luglio 2006. Al momento della stesura del rapporto dell'osservatorio le esperienze delle commissioni tripartite dimostravano che nella maggioranza dei cantoni le condizioni salariali usuali erano state per lo più rispettate anche nel 2006. Si deve tuttavia aggiungere che al momento della stesura del rapporto mancavano i risultati di alcuni cantoni. </p><p>Nell'autunno 2007 sarà possibile effettuare una valutazione globale dell'attuazione delle misure di accompagnamento: sarà in effetti disponibile il rapporto delle commissioni tripartite e paritetiche riguardante il periodo dal 1°gennaio 2006 al 30 giugno 2007. L'analisi dei risultati fornirà al Consiglio federale un quadro dettagliato in merito all'efficacia della realizzazione nei cantoni, che potrà utilizzare come base per eventuali, necessari provvedimenti di miglioramento. Il rapporto fornirà allo stesso tempo una delle basi per valutare lo stato di elaborazione delle nuove convenzioni sulle prestazioni per il 2008.</p><p>2. Si rinvia ancora una volta al rapporto che sarà pubblicato in autunno. Stando alle sanzioni trasmesse alla SECO in base all'articolo 9 capoverso 3 della legge sui lavoratori distaccati in Svizzera (LDist), la maggior parte delle infrazioni (80 per cento ca.) consiste in violazioni della procedura d'iscrizione. È necessario tuttavia sottolineare che la prassi sanzionatoria è eterogenea: in alcuni cantoni ad esempio si applica una stessa pena a più violazioni. I controlli dei libri paga e le conseguenti procedure sanzionatorie durano decisamente di più dei controlli delle formalità: per tale motivo non si possono fare pronostici affidabili riguardo al numero di procedure pendenti, ovvero non ancora registrate presso la SECO. Anche il fatto che con la revisione delle misure d'accompagnamento gli organi paritetici siano autorizzati a disporre pene convenzionali e costi di controllo nei confronti delle aziende distaccate dovrebbe portare a una diminuzione dei dossier trasmessi alle autorità sanzionatorie o ad un invio degli stessi solo in un secondo tempo. La SECO ha menzionato chiaramente, durante i corsi di formazione, l'obbligo previsto dall'articolo 9 capoverso 1 LDist di notificare tempestivamente tutte le infrazioni e ha rilevato informazioni corrispondenti nell'ambito della stesura del rapporto. </p><p>4. La promozione dell'integrazione è importante soprattutto nelle strutture normative dei settori della formazione (formazione professionale) e del lavoro (integrazione professionale). Inoltre, l'attuale incentivazione dell'integrazione nella vita sociale deve essere continuata e focalizzata maggiormente su particolari gruppi di destinatari. Per tale ragione il Consiglio federale ha incaricato tutti i dipartimenti e gli uffici di rilevare, nell'ambito della loro sfera di competenza, le necessità d'intervento e presentare possibili provvedimenti nonché proposte per la loro realizzazione. </p><p>5. I sette accordi bilaterali I sono collegati tra di loro attraverso la cosiddetta "clausola della ghigliottina", ovvero in caso di disdetta o mancato prolungamento di uno degli accordi, dopo sei mesi cadono in prescrizione anche gli altri sei (si veda art. 25 cpv. 2 e 4 LCP). </p><p>Per quanto riguarda la difesa degli interessi economici svizzeri, i Bilaterali I rappresentano, assieme all'accordo di libero scambio del 1972, il fulcro delle relazioni contrattuali del nostro Paese con l'UE. Essi rappresentano per l'economia svizzera un accesso senza discriminazioni al mercato interno dell'UE e dunque ai suoi circa 500 milioni di consumatori. Tenuto conto che gli scambi commerciali globali tra la Svizzera e l'UE ammontano a circa un miliardo di franchi al giorno, tali accordi assumono un'importanza economica fondamentale. La loro decadenza avrebbe dunque imprevedibili conseguenze negative per la crescita, l'occupazione e la competitività a livello internazionale della piazza economica svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.