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L'udienza principale del processo per corruzione a carico di dipendenti del gigante energetico russo Gazprom e di ABB è ripresa oggi al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona dopo diversi mesi di ritardo.
Sul banco degli accusati c'era solo uno dei quattro uomini d'affari sospettati di aver intascato oltre 7 milioni di dollari tramite contratti di consulenza fittizi. Per contro c'erano sei avvocati difensori.
In novembre, prima ancora che il giudice potesse interrogare gli accusati, il processo era stato rinviato a causa di una questione linguistica: tre dei quattro difensori, venuti da Ginevra, si erano espressi esclusivamente in francese, mentre la lingua scelta per i dibattiti era il tedesco. Il giudice ha quindi rifiutato di ammettere nel verbale le dichiarazioni degli avvocati.
Oggi, tranne in un caso, ogni legale francofono era quindi accompagnato da un collega germanofono. Gli imputati avevano infatti già detto in novembre che non intendevano cambiare i propri difensori, poiché con loro avevano stabilito un rapporto di fiducia nel corso degli anni.
Sul banco degli accusati era invece presente solo uno dei quattro imputati, un francese e tre russi accusati a vario titolo di amministrazione infedele, falsità in documenti, riciclaggio di denaro nonché di corruzione di pubblici ufficiali stranieri.
Uno dei russi non è giunto a Bellinzona poiché non gli sono state concesse le vacanze e non può permettersi di perdere il proprio lavoro in un istituto di ricerca, ha spiegato il suo legale.
Il principale imputato, ex-direttore della filiale di ABB in Russia, un francese che ora ha 68 anni, era invece assente per malattia.
È accusato di avere versato bustarelle bustarelle per circa 7,3 milioni di dollari a funzionari di Gazprom fra il 1998 e il 2006, soldi transitati su conti in Svizzera. ABB e le sue filiali avrebbero in tal modo ottenuto appalti per un totale di 170 milioni di dollari. Il dirigente francese ne avrebbe tratto un profitto indebito di 1,3 milioni di dollari.
Vista l'assenza di tre imputati il giudice del TAF ha deciso di non inviare loro una nuova citazione a giudizio, ma di smembrare il procedimento penale. In tal modo contro due degli accusati si dovrà preparare una nuova udienza principale. Il procuratore federale si è opposto a tale azione affermando che negli annali del TAF non risulta alcun procedimento del genere.
L'unico imputato presente al dibattimento era un 69enne russo - ora pensionato, ex dipendente di ABB Russia e poi direttore nel paese di Alstom - ritenuto "coinvolto" nell'opera di corruzione dell'ex dirigente francese. L'uomo ha respinto le accuse, sostenendo che le consulenze in questione non erano fittizie. Egli ha agito come coordinatore per molte procedure d'appalto. Le aziende interessate hanno effettuato i pagamenti non direttamente, ma tramite una società cipriota, perché la situazione economica poco chiara di allora in Russia non permetteva di fare diversamente.
Il suo legale ha inoltre affermato che i fatti principali messi sotto accusa non sono avvenuti in Svizzera e quindi non sarebbero di competenza del TPF.
SDA-ATS