Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01086.jsonl.gz/683

Un lavoro ambizioso che vede impegnati in scena quasi trenta attori; Claudio Longhi affronta qui una prova importante e sceglie di farlo firmando la regia di La commedia della vanità di Elias Canetti.
Una delle opere meno conosciute e più attuali dello scrittore Premio Nobel alla Letteratura, viene qui riletta da Claudio Longhi in un lavoro coprodotto da LuganoInScena.
Scritta fra il 1933 e il 1934 ma pubblicata solo nel 1950 e rappresentata per la prima volta nel 1965, La commedia della vanità, descrive un mondo distopico in cui un governo autoritario decide di privare gli uomini della loro identità e lo fa eliminando gli specchi, condannandone a morte i produttori; a essere distrutta è l’idea stessa di identità.
Che cosa rimane? Un sostrato lessicale intricato e mutevole; parole restituite fedelmente da Canetti così come le ha sentite e raccolte attraverso il meccanismo della “maschera acustica” ovvero la riproposizione del linguaggio senza modifiche o abbellimenti, che si tratti di dialetto, parlata sgrammaticata o, al contrario, aulica. Nella rilettura di Claudio Longhi, questo coro polifonico invaderà la platea del LAC, restituendo al pubblico tutta l’urgenza e la profondità – ma anche il divertimento – del testo di Canetti. Sullo sfondo l’incubo di una dittatura nascente acclamata a gran voce.