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Contro i licenziamenti arbitrari alla Confederazione: inviate 3000 lettere contro i licenziamenti arbitrari
Comunicato stampa della CNPC del 1° aprile 2008
Il Consiglio federale ha sottoposto a revisione la legge sul personale federale (LPers). Il nuovo testo prevede la possibilità di attuare licenziamenti senza motivazioni, ossia arbitrari, e di darvi seguito anche nel caso in cui un tribunale li giudicasse arbitrari. Tutte le associazioni del personale si oppongono a questa dimostrazione di forza del Consiglio federale. Con un'azione di protesta, la Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC) composta dai sindacati garaNto, APC e SSP-VPOD ha raccolto oltre 3000 firme nel giro di un mese e oggi a mezzogiorno le ha consegnate al Dipartimento federale delle finanze.
Il successo della campagna è un'ulteriore conferma dell'opposizione che da mesi dilaga tra i dipendenti federali. Firmando una lettera prestampata all'attenzione del consigliere federale Merz, i diretti interessati esprimono chiaramente il loro disappunto per lo smantellamento sociale presso la cassa pensioni Publica, per la soppressione di migliaia di posti di lavoro e per le infinite riorganizzazioni degli ultimi anni. Essi giudicano la prevista revisione della LPers una nuova provocazione nei loro confronti. La CNPC respinge fermamente il testo di legge proposto e invita il Consiglio federale a rinunciare - se non dopo attento esame - alla revisione di una legge entrata in vigore appena sei anni fa. La Confederazione deve restare un datore di lavoro esemplare. Il personale federale merita il debito riconoscimento per l'indiscussa alta qualità del suo lavoro (con tutti i nuovi compiti assegnatigli) al servizio di popolo, parlamento e governo. Far tabula rasa della relativa sicurezza del posto di lavoro significa andare nella direzione opposta. Del resto, la Confederazione può licenziare senza difficoltà i dipendenti le cui prestazioni non sono sufficienti anche ai sensi del diritto attuale.
CNPC, Berna, 01.04.2008