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Le epidemie o pandemie mortali possono cominciare ogni giorno in ogni parte del mondo. Iniziano quando un agente patogeno si sposta da una specie animale all'altra e diventano trasmissibili da uomo a uomo. L'Homo Sapiens e gli animali entrano regolarmente in contatto in tutto il mondo. Da secoli europei e asiatici hanno l'abitudine di vivere tra gli animali domestici e di cibarsi delle loro carni. Risultato? Il sorgere di una lunga serie di epidemie e piaghe varie. Fortunatamente, nel frattempo, l'essere umano ha sviluppato molte immunità. Riporto i dati di alcune epidemie principali avvenute nel ventesimo e ventunesimo secolo: quella del vaiolo (che dal 1877 al 1977 ha causato 500 milioni di morti), quella dell'influenza spagnola (che dal 1918 al 1929 ha causato 100 milioni di morti), quella dell'encefalite (1915-1926, 1,5 milioni di morti), quella dell'influenza asiatica (1957-1958, 2 milioni di deceduti) e quella dell'HIV/AIDS (iniziata nel 1959 e tuttora in corso, 32 milioni di morti finora). Da ricordare che se attualmente la popolazione mondiale supera i 7,5 miliardi di esseri umani, nel 1870 era di 1,3 miliardi circa, nel 1910 1,6 miliardi circa, nel 1950 2,5 miliardi circa. Inoltre, tanto per fare un esempio concreto, la conquista europea, con i relativi profitti, del nord e sud America non è da imputare a una forza militare superiore, giacché il debellamento della maggior parte degli indigeni è avvenuto grazie ai germi portati dai colonizzatori (vaiolo in primis).
Ora siamo confrontati con il Sars-CoV-2, il Covid-19. Un virus del quale si ha quasi la certezza che sia partito dai mercati in Cina, la cui popolazione è convinta dei benefici (infondati) dell'acquisto e consumo di carne macellata di fresco perché più sicura e saporita di quella trattata da un'azienda occidentale. Una credenza di 1,4 miliardi di persone che ha creato a un processo di zoonosi, cioè "una malattia o infezione naturalmente trasmessa tra animali vertebrati e uomo". Le immagini che mostrano lo stato di detenzione degli animali da macello nei "wet market" cinesi sono, ai nostri occhi, giustamente raccapriccianti.
Noi compriamo nei negozi di generi alimentari o mangiamo nei ristoranti carne e verdura (e altro) con certificazione di provenienza e, si spera, di genuinità. Alimenti che, per la maggior parte, provengono da allevamenti intensivi e da agricoltura che sfrutta al massimo la capacità produttiva del terreno. Animali imbottiti di nutrimento energetico e vegetali irrorati di pesticidi. "Occhio non vede, cuore non duole", si potrebbe dire citando un proverbio italiano, ma così facendo si permette a qualcuno di lucrare in barba alla salute di tutti gli altri. "Business is businnes", ecco la pandemia più dannosa.