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Le leggi anti-burqa, così come applicate in Ticino, sono in parte incostituzionali e quindi il Gran Consiglio dovrà modificarne alcuni paragrafi: il Tribunale federale ha infatti accolto parzialmente il ricorso presentato nel maggio del 2016 da Filippo Contarini e Martino Colombo contro le due leggi, quella sulla dissimulazione del volto e quella sull’ordine pubblico votate dal Parlamento cantonale nel novembre 2015. La notizia, anticipataci dagli stessi ricorrenti, è stata in seguito confermata dall'Alta corte.
- CSI 18.00 del 12.10.2018 - Il servizio di Pervin Kavakcioglu
La norma anti-burqua è in vigore dal 1 luglio 2016 ed era stata elaborata dal Legislativo cantonale dopo che nel settembre 2013 oltre il 65 % aveva accolto l’iniziativa lanciata dal "Guastafeste" Giorgio Ghiringhelli.
"Il Gran Consiglio del Cantone Ticino deve completare le leggi di applicazione relative al divieto di dissimulazione del viso mediante ulteriori eccezioni al divieto, in particolare con riferimento a manifestazioni politiche, commerciali o pubblicitarie", si legge in un comunicato diramato dall'Alta corte.
Il Parlamento ticinese, si legge ancora nella nota stampa, "dovrà completare le due leggi, prevedendo ulteriori eccezioni al divieto di dissimulare il volto. Con quelle esistenti, formulate in modo esaustivo, il divieto di dissimulazione del viso risulta sproporzionato sotto il profilo della libertà di opinione e di riunione, nonché della libertà economica".
È quindi necessario un perfezionamento, che da una parte riguarda "i partecipanti a manifestazioni politiche che si mascherano senza tuttavia mettere in pericolo gli obiettivi perseguiti con il divieto di dissimulare il volto. Dall'altra parte, si tratta di mascheramenti nell'ambito di manifestazioni commerciali o pubblicitarie".
Completando le leggi, il divieto di dissimulazione del viso è compatibile con i diritti fondamentali in questione, ha sentenziato il Tribunale federale.
Tribunale federale ricorda tuttavia che il divieto dissimulazione del volto non era contestato sotto il profilo della libertà religiosa: "Questo tema non è quindi stato esaminato".
Ghiringhelli: "Sostanza non cambia"
Il promotore dell'iniziativa Giorgio Ghiringhelli, in un comunicato, ha da parte sua affermato: "Tale sentenza non intacca minimamente la questione principale, ossia il divieto del velo integrale".
Pol/Quot/ludoC