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Il colosso svizzero era sospettato di vendere prodotti di standard diverso rispetto a quelli smerciati altrove.
Le autorità russe hanno riconosciuto che possono esistere differenze nella composizione del cioccolato.
BERNA - Lindt & Sprüngli scagionata in Russia: l'autorità preposta alla concorrenza (Federal Antimonopoly Service, FAS) ha archiviato l'accusa avanzata contro il produttore elvetico di cioccolato di vendere nel Paese prodotti di qualità inferiore a quelli smerciati su altri mercati.
I funzionari non hanno ravvisato alcuna violazione delle norme da parte dell'azienda di Kilchberg (ZH), che nel 2019 era finita nel mirino assieme ad altri quattro marchi internazionali (Ariel e Persil, Procter & Gamble e Henkel). "Nessuna sanzione sarà presa contro la società", ha detto il direttore del FAS Maxim Shaskolsky in dichiarazioni riportate all'agenzia Ria Novosti.
Shaskolsky ha lodato "i notevoli sforzi fatti dal fabbricante per dimostrare la sua buona fede" e ha sottolineato che i suoi esperti "hanno affrontato il caso in modo molto equilibrato e obiettivo", riconoscendo che possono esistere differenze nella composizione del cioccolato.
La Russia rappresenta un importante mercato in crescita per Lindt & Sprüngli. La filiale nel paese degli zar è stata fondata nel 2012 e da allora è in espansione.
Forte di una tradizione di oltre 175 anni, Lindt&Sprüngli si definisce leader mondiale nel settore della cioccolata premium. Il gruppo dispone di undici impianti produttivi in Europa e Stati Uniti e ha in organico 13'500 dipendenti. La società, che fa risalire le sue origini a Rudolf Sprüngli (1816-1897) di Horgen (ZH) e a Rodolphe Lindt (1855-1909) di Berna, è entrata in borsa nel 1986. Il suo prodotto forse più conosciuto è il coniglietto di cioccolato dorato.
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