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La sfida valida per la qualificazioni ai prossimi campionati europei di calcio tra Svizzera e Kosovo si giocherà solo a settembre. Il team manager della nazionale kosovara attacca, Bislimi, il Lugano e la Federazione svizzera.
Ci saranno prima la Bielorussia, Israele, Andorra e Romania, sulla via della qualificazione ai prossimi Europei di calcio della Nazionale svizzera.
Sabato, alle 18, la Svizzera sfiderà in terra neutra - a Novi Sad la Bielorussia. Il Kosovo, a Tel Aviv, siderà Israele.
Solo a settembre, Yakin e i suoi ragazzi incontreranno la quinta formazione del Gruppo 1, cioè il Kosovo.
In vista della prima sfida delle qualificazioni, l'allenatore della Nazionale kosovara Alain Giresse risponde alle domande dei media, ma i riflettori puntano sul team manager Bajram Shala. Il motivo riguarda ancora il centrocampista del Lugano Uran Bislimi, che ha giocato due "test-match" per il Kosovo lo scorso novembre, per poi rifiutare la convocazione vera e propria.
«Non ha nemmeno il coraggio di disdire»
«Come a settembre, ha accettato la convocazione e poi ha disdetto», si sfoga il funzionario. Secondo lui un altro rifiuto non ci sarà, perché Bislimi semplicemente non riceverà più alcuna convocazione.
Shala, arrabbiato, continua: «Ha baciato la maglia del Kosovo quando ha segnato il suo primo gol e ora non ha nemmeno il coraggio di comunicarci personalmente il suo rifiuto alla convocazione».
Secondo il Blick sarebbe infatti il Lugano ad aver inviato una e-mail alla federazione kosovara per dire che il centrocampista non voleva perdere l'opportunità di giocare per la Svizzera in futuro. Né Lugano né Bislimi hanno voluto commentare queste indiscrezioni.
«Giocare per la Svizzera è il sogno di ogni calciatore»
A novembre dello scorso anno, intervistato da 20Minuten, Bislimi aveva commentato la sua decisione, sottolineando di non essere contro il Kosovo, ma a favore del Lugano e della sua carriera. «Sono felice e orgoglioso di far parte della nazionale kosovara. Tuttavia, la mia priorità al momento è quella di affermarmi il prima possibile a Lugano».
Il 23enne, nato a Basilea, aveva inoltre aggiunto: «Giocare per la Nazionale svizzera è certamente il sogno di ogni calciatore. Se mai dovessi trovarmi di fronte a una decisione del genere, dovrei anche valutare cosa sia meglio per la mia carriera sportiva».
«Molti giocatori ci usano»
Tornando alla conferenza stampa di martedì, Shala ha continuato invece a gettare benzina sul fuoco, prendendosela con la Federazione svizzera: «Molti giocatori che decidono di giocare per la Svizzera o per altre nazioni ci usano, e ci hanno usato, per fare pressione sulle associazioni. Ma ora questo è finito. Chi vuole giocare per il Kosovo deve decidere ora, e non quando non ha più alternative».
La sfida di settembre tra Kosovo e Svizzera è già calda.