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La società di investimento americana Harris Associates raddoppia la sua quota in Credit Suisse e rafforza notevolmente la sua posizione di principale azionista della banca.
Stando a quanto indicato mercoledì sera dalla SEC, l'autorità americana di vigilanza dei mercati finanziari, l'azienda con sede a Chicago detiene una partecipazione del 10,1%. In precedenza (dal novembre 2013) aveva il controllo del 5,17% di Credit Suisse.
L'impresa statunitense ha così incrementato ulteriormente la sua partecipazione come maggiore azionista della banca a due vele, osserva l'agenzia Bloomberg. In totale Harris detiene 266,4 milioni di azioni Credit Suisse e 184,7 milioni di diritti di voto. Contattata da Bloomberg, la società americana non ha voluto commentare i nuovi sviluppi.
Con il 10,1% di azioni Harris è il principale azionista di Credit Suisse, davanti al fondo sovrano qatariota Qatar Investment Authority (5,026%) e alla società d'investimento americana (la più grande al mondo) Blackrock (5,06%).
Va peraltro detto che per Harris l'investimento in Credit Suisse non è stato positivo, perlomeno dal profilo finanziario: nel novembre 2013 l'azione della banca valeva infatti circa 22 franchi, mentre oggi viene scambiata a poco più di 5 franchi. La performance del 2022 è da dimenticare: -40%.
Come noto Credit Suisse si trova da tempo in difficoltà, dopo una serie di disavventure e perdite miliardarie. A fine luglio la banca ha annunciato un avvicendamento ai vertici - da inizio agosto nuovo Ceo è Ulrich Körner, finora responsabile del comparto Asset Management, in sostituzione di Thomas Gottstein - e un'ulteriore ristrutturazione delle sue attività. Obiettivo è ridurre la base dei costi con risparmi compresi fra 1,0 e 1,5 miliardi.
La settimana scorsa fonti interne anonime non confermate hanno riferito che l'impresa starebbe lavorando a un piano aggressivo di riduzione dell'organico, oggi comprendente circa 51'000 impieghi, con la soppressione di migliaia di posti di lavoro.