Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/189721

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel contesto dei negoziati in corso per lo sviluppo della via bilaterale, e sullo sfondo del rapido e confuso susseguirsi degli eventi, il PLR chiede che venga chiarita la situazione attuale. Il Consiglio federale è perciò invitato a rispondere alle seguenti domande nell'ambito di un dibattito urgente:</p><p>1. Quando ritiene di poter presentare un nuovo progetto di accordo quadro istituzionale negoziato con l'UE che garantisca alla Svizzera l'accesso ai mercati attuali o consenta l'accesso a nuovi settori di mercato?</p><p>2. Qualora venisse parafato un progetto di accordo prima della fine del 2018, quale sarebbe una scadenza realistica per una votazione popolare? Come sarebbero coinvolte in questo processo le Commissioni della politica estera?</p><p>3. Quali sarebbero i vantaggi di una rapida conclusione dei negoziati sull'accordo quadro rispetto a una rottura o a un'interruzione dei negoziati?</p><p>4. Come valuta le possibilità che, in caso di conclusione dei negoziati, vengano soddisfatte le seguenti richieste fondamentali della Svizzera: processo legislativo democratico, procedura paritaria nella risoluzione delle controversie, aiuti pubblici o traffico di transito ("carve-out")?</p><p>5. In materia di tutela dei salari sta cercando una soluzione che, in ultima analisi, non comprometta l'obiettivo delle misure di accompagnamento, ovvero la tutela dei salari?</p><p>6. Ritiene possibile semplificare in autonomia le misure di accompagnamento a livello amministrativo al di fuori dell'accordo quadro, senza indebolire la tutela dei salari?</p><p>7. Perché un accordo quadro offre maggiore certezza giuridica alle esportazioni della Svizzera e in che modo garantisce l'accesso al mercato a lungo termine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Unione europea (UE) ha dichiarato apertamente - l'ultima volta per il tramite del presidente della Commissione europea - di voler concludere un accordo con la Svizzera. L'UE ha inoltre affermato che la sua disponibilità a concludere un accordo diminuirà dall'inizio della fase più delicata dei negoziati per la Brexit e a partire dall'anno elettorale 2019. Il Consiglio federale intende pertanto sfruttare l'attuale finestra temporale. Il 4 luglio 2018 il Collegio ha di nuovo ribadito la propria volontà di portare avanti i negoziati con l'UE in base al mandato negoziale esistente. Tuttavia, approverà la conclusione dei negoziati solo se si sarà tenuto conto degli interessi della Svizzera. La qualità di un accordo è in ogni caso più importante della rapidità della sua conclusione.</p><p>2. Il tempo necessario per la preparazione e la trasmissione di un messaggio e per la sua elaborazione da parte del Parlamento è variabile. Nell'ambito del punto all'ordine del giorno relativo all'attualità della politica europea, le Commissioni della politica estera continueranno a essere informate regolarmente e in modo esaustivo in merito a eventuali sviluppi.</p><p>3. Optando per una procedura rapida, la Svizzera potrebbe approfittare dell'attuale disponibilità dell'UE a concludere l'accordo nel miglior tempo possibile. I negoziati sul nucleo fondamentale dell'accordo istituzionale, i cosiddetti meccanismi istituzionali (recepimento del diritto, monitoraggio, giurisprudenza e risoluzione delle controversie), sono sostanzialmente conclusi. Un blocco o un'interruzione dei negoziati avrebbe invece con tutta probabilità delle conseguenze negative. Si potrebbe arrivare a un'interruzione dei negoziati in dossier come quello dell'energia, della sanità pubblica e della sicurezza degli alimenti, a un mancato riconoscimento dell'equivalenza della regolamentazione svizzera in materia di mercati borsistici ai sensi dell'articolo 23 del MiFIR e perfino a incertezze giuridiche nell'aggiornamento periodico degli accordi di accesso al mercato esistenti (come l'MRA) o a una situazione che impedisca la conclusione di un accordo sulla partecipazione della Svizzera al prossimo programma di ricerca dell'UE che sarà lanciato nel 2021.</p><p>4. Le possibilità menzionate nella domanda sono buone. I negoziati sui meccanismi istituzionali sono in buona parte conclusi. Una finestra temporale sufficiente (fino a tre anni) consente alla Svizzera di decidere in merito al recepimento di tutti gli sviluppi del diritto coerentemente con le sue procedure costituzionali e democratiche di approvazione, compresa la possibilità di un referendum. Un recepimento automatico del diritto è escluso. Per la risoluzione delle controversie le parti contraenti possono ricorrere a un tribunale arbitrale paritetico in cui siedono anche giudici svizzeri. Tale corte decide autonomamente in merito all'opportunità di sottoporre una determinata questione alla CGUE. Sta emergendo un consenso anche sulle linee rosse per il trasporto terrestre (divieto di circolazione notturna, limite di 40 tonnellate ecc.). Per quanto riguarda gli aiuti pubblici, il Consiglio federale prevede che nell'accordo istituzionale dovranno figurare solo i principi. Gli accordi di accesso al mercato esistenti e futuri sono determinanti per la regolamentazione materiale. Si sta profilando la possibilità di giungere a un accordo sui negoziati riguardanti gli aiuti pubblici.</p><p>5./6. Nella seduta del 4 luglio 2018 il Consiglio federale ha affrontato i punti in sospeso nell'ambito della libera circolazione delle persone e ha confermato le linee rosse stabilite a tale proposito. In questo contesto ha incaricato il DEFR, in collaborazione con il DFAE e il DFGP, di contattare nel corso dell'estate le parti sociali e i Cantoni per avere il loro parere al riguardo. Il Consiglio federale, che dispone degli esiti di queste discussioni, deciderà a tempo debito in merito alla procedura da seguire.</p><p>7. L'accordo istituzionale si riferisce solo ai cinque accordi bilaterali di accesso al mercato esistenti (libera circolazione delle persone, MRA, accordo agricolo, accordi nell'ambito del traffico aereo e dei trasporti terrestri) e agli accordi di accesso al mercato futuri. Affinché alle imprese svizzere sia garantito un accesso al mercato a lungo termine, i relativi accordi tra la Svizzera e l'UE devono essere periodicamente adeguati agli sviluppi rilevanti del diritto comunitario. Se ciò non accadesse il rischio sarebbe di ritrovarsi con lacune giuridiche e ostacoli al commercio che complicherebbero il reciproco accesso ai mercati. Per questo motivo l'accordo istituzionale prevede un aggiornamento dinamico dei trattati conclusi. Inoltre, entrambe le parti dovrebbero poter far valere i propri diritti nel quadro di un meccanismo di risoluzione delle controversie. Con la composizione delle controversie si punta anche a evitare che le divergenze portino a una situazione di stallo politico nelle relazioni tra Svizzera e UE. In generale, quindi, l'accordo creerebbe la certezza del diritto e la sicurezza della pianificazione per le imprese svizzere e per le cittadine e i cittadini, garantirebbe loro l'accesso al mercato dell'UE e li proteggerebbe dalla discriminazione nei confronti della concorrenza europea. Inoltre aprirebbe la strada alla conclusione di nuovi accordi di accesso al mercato nell'interesse della Svizzera (p. es. accordo sull'energia).</p>  Risposta del Consiglio federale.