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La Commissione raccomanda, con 8 voti contro 4, di entrare in materia sul progetto 21.024 «Legge federale sull’imposta preventiva. Rafforzamento del mercato dei capitali di terzi», volto ad abolire in larga misura l’imposta preventiva sugli interessi e la tassa di negoziazione sulle obbligazioni svizzere. Secondo la maggioranza, una tale riforma è particolarmente benvenuta, poiché la Svizzera potrebbe dover aumentare le aliquote d’imposta delle imprese nell’ambito della riforma della fiscalità dell’OCSE.
La minoranza della Commissione ritiene invece che la tempistica del progetto sia mal scelta. A suo avviso è inaccettabile che si faccia un nuovo regalo fiscale alla piazza finanziaria svizzera. Teme tra l’altro che l’indebolimento della funzione di garanzia dell’imposta preventiva, determinato dalla sua abolizione parziale, favorisca la sottrazione fiscale. La sua proposta di rinviare il progetto al Consiglio federale incaricandolo di introdurre un sistema di agente pagatore semplificato per rafforzare questa funzione di garanzia è stata tuttavia respinta con 8 voti contro 4.
Nel quadro della deliberazione di dettaglio, la Commissione propone, con 8 voti contro 4, di limitare la misura alle obbligazioni emesse dopo l’entrata in vigore della legge. Secondo la Commissione, in tal modo si limiteranno le perdite fiscali senza rimettere in discussione l’obiettivo principale del progetto. Affinché l’economia svizzera possa approfittare al più presto degli effetti positivi di questa riforma, la Commissione propone con 8 voti contro 4 un’entrata in vigore a scaglioni. L’abolizione dell’imposta preventiva sugli interessi corrisposti sulle obbligazioni sarà attuata già il 1° gennaio 2023, mentre il Consiglio federale avrà la competenza di decidere in quale data successiva porre in vigore le altre misure della riforma, le quali richiedono più tempo per essere attuate.
Per quanto riguarda le modifiche apportate dal Consiglio nazionale, la Commissione si è in particolare allineata, con 8 voti contro 4, alla decisione di estendere l’abolizione dell’imposta preventiva agli interessi corrisposti sulle obbligazioni detenute indirettamente attraverso un fondo d’investimento svizzero. Ha invece respinto, con 6 voti contro 5 e 1 astensione, la decisione del Consiglio nazionale per cui mere lacune formali non possono comportare una deduzione dell’imposta preventiva o un rifiuto del suo rimborso. Una minoranza propone invece di seguire il Consiglio nazionale.
La Commissione proseguirà l’esame del disegno nella seduta del 18 novembre affinché possa essere trattato durante la sessione invernale.
2. Legge sulla sorveglianza degli assicuratori: fine dell’esame preliminare
Dopo essere entrata in materia già a luglio sul disegno concernente la modifica della legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA, 20.078; cfr. comunicato stampa del 2 luglio), la CET-S ha ora svolto la deliberazione di dettaglio e, nella votazione sul complesso, ha accolto la legge all’unanimità. La CET-S propone alla sua Camera di allinearsi ampiamente al Consiglio nazionale, in particolare per quanto riguarda l’assoggettamento alla legge delle società veicolo di assicurazione e le agevolazioni per i riassicuratori. Vuole tuttavia che le disposizioni concernenti l’organo di mediazione, che sono state stralciate dal Consiglio nazionale, siano mantenute come proposto dal Consiglio federale (11 voti contro 1). Propone inoltre, senza voti contrari, alcuni adeguamenti tecnici nella legislazione in materia di risanamento che chiariscono quali strumenti devono essere utilizzati, e in quale modo, in caso di minaccia di fallimento o in caso di risanamento. Infine, la Commissione vuole nuovamente stralciare l’articolo 31b accolto dal Consiglio nazionale, secondo il quale nell’ambito dell’assicurazione complementare a quella sociale contro le malattie, le imprese di assicurazione possono svolgere negoziati comuni con i fornitori di prestazioni (6 voti contro 6, con il voto preponderante del presidente). Su diverse decisioni della Commissione vi sono proposte di minoranza. L’oggetto sarà ora trattato dal Consiglio degli Stati nella sessione invernale.
3. Niente aperture domenicali per le aziende di prestazione di servizi
Con 8 voti contro 2, la CET-S si è pronunciata contro la decisione della sua Commissione omologa di dare seguito all’iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Daniela Schneeberger (20.415). L’obiettivo dell’iniziativa è di consentire anche alle aziende di prestazione di servizi, oltre che ai negozi, di rimanere aperte fino a quattro domeniche l’anno stabilite dai Cantoni. Secondo la CET-S una tale esigenza non è comprovata. È peraltro emerso da recenti votazioni cantonali che la popolazione è molto critica nei confronti di un’estensione delle aperture domenicali o degli orari di lavoro.
4. Corapporto sulla revisione concernente la legge sull’organizzazione della Posta
Nell’ambito di un corapporto alla competente CTT-S, la Commissione si è inoltre occupata del disegno concernente la modifica della legge sull’organizzazione della Posta (LOP; 21.048). La CET-S ha deciso di attendere, prima di esprimere un parere, il rapporto della commissione di esperti sul servizio postale universale, la quale, su incarico del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni e dell’Amministrazione federale delle finanze, sta elaborando proposte concrete per sviluppare ulteriormente il servizio postale universale nel settore dei servizi postali e del traffico dei pagamenti. La CET-S rileva che vi è uno stretto legame tra l’autorizzazione di Postfinance a operare sul mercato ipotecario e dei crediti e la sua privatizzazione, e che pertanto il corapporto della CET-S è necessario e importante. Inoltre, un’eventuale privatizzazione deve essere armonizzata con la strategia sul servizio universale. Per questa ragione la Commissione deciderà in merito al corapporto soltanto quando sarà disponibile il rapporto della commissione d’esperti instituita dal Consiglio federale.
5. Altri oggetti
La Commissione propone al Consiglio degli Stati, con 5 voti contro 3 e 0 astensioni, di accogliere la mozione 18.3183 (Dai prezzi agricoli ai prezzi al consumo, statistiche trasparenti!). La maggioranza ritiene che una maggiore trasparenza dei prezzi e dei margini sia nell’interesse dei consumatori, dell’agricoltura, nonché dei commercianti al dettaglio.
Con 5 voti contro 4 e 0 astensioni, la Commissione propone di respingere una mozione volta a favorire l’agricoltura contrattuale tra consumatori e agricoltori (18.3949). Come il Consiglio federale, la maggioranza ritiene che vi siano già sufficienti programmi, pubblici e privati, per promuovere un’agricoltura regionale e il contatto diretto tra consumatori e aziende agricole. Una minoranza propone di accogliere la mozione.
La CET-S ha inoltre accolto, con 7 voti contro 1 e 2 astensioni, la mozione 18.3711 in una versione modificata. Con un adeguamento d’ordinanza il Consiglio federale deve garantire che il supplemento per il latte trasformato in formaggio non sia versato ai trasformatori che praticano dumping pagando ai produttori di latte prezzi al di sotto del minimo e violando l’accordo con l’UE sul formaggio. Si deve invece lasciar perdere la proposta di graduare il supplemento in base al tenore di grasso.
La Commissione ha rinviato alla prossima seduta l’esame di altre mozioni (18.3898, 20.3266, 18.4292, 19.4653).
Presieduta dal consigliere agli Stati Pirmin Bischof (Alleanza del Centro, SO), la Commissione si è riunita a Berna il 28 e il 29 ottobre 2021. In parte era presente alla seduta il consigliere federale Ueli Maurer.