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Per le due iniziative chiaramente respinte dal popolo nelle votazioni dell'8 marzo scorso ha prevalso la paura di perdite fiscali, secondo l'Analisi VOX pubblicata oggi. Quasi nessun influsso ha avuto invece l'appartenenza ad un partito.
L'iniziativa del PPD è stata respinta con il 75,4% dei voti. La maggior parte degli interpellati ha detto di aver votato contro la proposta poiché ad approfittarne sarebbero state soprattutto le famiglie benestanti.
Ma è stato menzionato come argomento, soprattutto da persone appartenenti a partiti borghesi, anche la paura di ingenti perdite fiscali. Un terzo motivo citato è stato l'inutilità dell'iniziativa, "poiché le famiglie sono già sufficientemente sostenute".
L'iniziativa dei Verdi liberali, che voleva introdurre un'imposta sulla produzione e l'introduzione di energie non rinnovabili al posto dell'IVA, ha ottenuto un rifiuto ancor più marcato, con il 92% di voti contrari. Gli interrogati hanno espresso dubbi sull'efficacia e sulla necessità di tale misura.
Anche in questo caso, un motivo centrale per i contrari all'iniziativa ha riguardato le conseguenze fiscali. Una netta maggioranza di votanti ha ritenuto troppo rischioso rimpiazzare l'IVA con una nuova imposta.
Molti temevano inoltre che un tale cambiamento avrebbe portato a medio termine a un deficit nelle casse della Confederazione o a prezzi dell'energia in costante aumento.
Per l'analisi VOX, l'istituto di ricerca gfs.bern ha consultato poco dopo la votazione 1514 persone provenienti dalle tre principali regioni linguistiche della Svizzera. Il margine di errore è giudicato del 2,5%.
SDA-ATS