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TORONTO - Il Financial Stability Board (Fsb) chiede al G20 "un forte segnale del vostro sostegno e della vostra determinazione ad attuare pienamente e in modo coerente a livello nazionale le riforme" sulla finanza. In una lettera inviata ai 20 big e firmata dal presidente dell'Fbs e governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, l'organismo internazionale preme affinche', nonostante la ripresa che avanza, non si allenti la spinta verso riforme condivise a livello globale.
"Il 2010 e' un anno importante per le riforme, per la riduzione dei rischi sistemici" osserva il Financial Stability Board, dicendosi "fiducioso del fatto che il comitato di Basilea definira' i nuovi standard" di capitale e liquidita' "in tempo per il vertice di novembre", quando il G20 si riunira' in Corea del Sud. I nuovi standard di capitale e liquidita' - spiega Draghi - "dovranno essere commisurati a livelli e requisiti tali da permettere alle banche di sopportare episodi di stress" come quelli sperimentati duirante la crisi "senza ricorrere ad aiuti statali. La quantita' e la qualita' dei capitali dovra' essere significativamente piu' elevata".
Per le riforme di Basilea III "e' opportuno - prosegue il Financial Stability Board - prevedere tempi di attuazione ragionevoli che tengano conto delle diverse situazioni nazionali. Le differenze nazionali verranno a ridursi man mano che i vari paesi saranno pronti ad accogliere l'accordo globale". Nella missiva inviata ai leader del G20, il Financial Stability Board si sofferma anche sugli strumenti finanziari piu' rischiosi, quali i derivati over-the-counter, tema sul quale l'organismo presieduto da Draghi lavora per incoraggiare una maggiore standardizzazione e il ricorso a piattaforme di scambi e clearing house.
Al G20 il Financial Stability Board presenta anche due rapporti. Il primo, provvisorio, sui principi e le opzioni a disposizione della politica volti a ridurre il rischio di azzardo morale associato agli istituti finanziari rilevanti dal punto di vista sistemico, quelli cioe' considerati 'too big to fail', troppo grandi per fallire senza mettere in pericolo la stabilita' dell'intero sistema. Il secondo riguarda invece i progressi raggiunti nell'applicazione delle raccomandazioni del G20 sulle riforme regolamentari.
SDA-ATS