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Nella provincia canadese sono attivi in queste ore quasi 200 roghi.
Oggi sono attese un centinaio di squadre di soccorso da altre regioni. Ma è in arrivo anche una nuova perturbazione temporalesca.
VANCOUVER - La Columbia Britannica resta al centro dell'emergenza. Superata la parentesi più critica della forte ondata di caldo che ha investito il Canada occidentale tra la fine del mese di giugno e i primi giorni di luglio, l'intera regione è da giorni alle prese con decine d'incendi di bosco.
Le cifre riportate in queste ore dal B.C. Wildfire Service parlano di oltre 195 roghi attivi (oltre 40 dei quali sono divampati nelle ultime 48 ore) nella provincia canadese, dove sono attese per oggi oltre un centinaio di squadre di pronto intervento per combattere e arginare le fiamme.
Una netta maggioranza degli incendi attualmente attivi (67.3%) si sospetta sia stata provocata dai fulmini mentre i roghi di origine "umana" sarebbero una quindicina in tutto (pari al 7.7% del totale). Un quarto ha invece origine ancora sconosciuta.
«Sfortunatamente - ha affermato alla CBC il portavoce del corpo dei vigili del fuoco della Columbia Britannica, Jean Strong - è in arrivo un altro evento temporalesco» nella regione. E se così sarà, ha aggiunto, «saranno da attendersi altri roghi».
L'incendio più grande in questo momento è quello divampato in corrispondenza del Lago Sparks, che ha costretto 163 famiglie a lasciare le propri abitazioni. Stando alle stime, le fiamme avrebbero avvolto finora 36mila ettari di area boschiva.
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Però, «l'uso di migliaia di dispositivi di questo tipo può portare a una grande instabilità della rete elettrica», ha affermato il direttore delle aziende elettriche svizzere. Non è da escludere che saranno quindi vietate.
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