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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
La Repubblica del Ghana è uno dei Paesi politicamente più stabili dell’Africa, sia per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani fondamentali che per sviluppo economico. Sebbene la crescita economica del Ghana sia diminuita, passando dal 4,2 percento del 2014 al 3,5 percento nel 2016 - il livello più basso degli ultimi 26 anni - le prospettive a medio termine rimangono favorevoli, come dimostrano le recenti previsioni di crescita del Fondo Monetario Internazionale1.
La situazione economica e politica stabile favorisce delle esemplari relazioni tra le varie religioni e altre comunità di fede del Ghana. Le tensioni sociali tendono infatti ad essere meno acute nelle aree in cui la povertà è meno diffusa. Nel dicembre 2016, il Ghana ha assistito alla sua settima elezione democratica dalle prime consultazioni multipartitiche del 1992. Come nel 2000 e nel 2008, la transizione del potere è stata pacifica dopo che Nana Akufo-Addo ha sconfitto il presidente in carica John Dramani Mahama (eletto nel 2012)2.
Ex colonia britannica, il Ghana ottenne l’indipendenza nel 1957, diventando il primo Paese dell’Africa sub-sahariana ad essere indipendente. La sua diversità religiosa è particolarmente evidente3. Circa due terzi della popolazione sono cristiani, mentre la comunità islamica è decisamente più contenuta. Pentecostali e membri del movimento carismatico predominano tra i cristiani, seguiti dai protestanti e dai cattolici4. I musulmani del Paese sono in maggioranza sunniti. L’estremismo islamico non è diffuso in Ghana.
Nell’ambito della Conferenza Religione e Pace del Ghana, che include la Conferenza episcopale del Ghana, cristiani e musulmani lavorano insieme in modo costruttivo al mantenimento di una coesistenza pacifica5. I fondamenti della coesistenza pacifica delle religioni sono stabiliti nell’articolo 21 della Costituzione del Paese che sancisce il diritto alla libertà religiosa6. Sebbene tutte le comunità religiose siano obbligate per legge a registrarsi presso le autorità, nella pratica questo obbligo non è rispettato da molte delle tradizionali comunità africane. Ad oggi, tuttavia, nessuna azione è stata intrapresa contro i gruppi che hanno deciso di non registrarsi o non sono riusciti a farlo7.
In generale, le attività senza fini di lucro e quelle religiose, come le opere assistenziali o quelle in ambito educativo, sono esenti da oneri fiscali. Durante il periodo in esame non si sono riscontrate difficoltà nella coesistenza delle diverse comunità di fede8.
Questa libertà consente alla Chiesa cattolica in Ghana di svolgere un ruolo importante nel plasmare la società. Oltre alla sua attività pastorale, la Chiesa è coinvolta in attività sociali in diversi ambiti. All’interno del mondo cattolico, la Chiesa del Ghana è molto apprezzata e ben rappresentata anche all’estero. Il cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede è infatti ghanese.
Un problema che riguarda non soltanto il Ghana ma molte altre nazioni dell’Africa Occidentale è la massiccia emigrazione dei giovani. Sono in molti a cercare di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo9. I vescovi del Paese hanno spesso invitato i cittadini a non emigrare in Europa, ad esempio notando come il vecchio continente non sia necessariamente garanzia di prosperità. In una dichiarazione diffusa nel giugno 2016 e firmata anche dal Consiglio cristiano del Ghana, i vescovi hanno affermato: «Siamo rattristati dalle notizie di molti migranti africani che periscono nei deserti dell’Africa settentrionale e nel Mar Mediterraneo e chiediamo agli Stati e ai governi africani di adottare misure proattive per arginare questa tragedia»10. L’episcopato ghanese ha altresì espresso preoccupazione per il consolidamento di una nuova rotta della migrazione africana, diretta in Sud America. Questo tipo di emigrazione, sta «diventando un pericolo emergente», ha osservato la Conferenza episcopale. «[Gli africani] non devono presumere che l’Europa e altri luoghi al di fuori dell’Africa garantiscano automaticamente comodità e benessere»11. I leader religiosi hanno altresì messo in evidenza il pericolo del fanatismo religioso nell’ambito del quale «dei cosiddetti uomini e donne di Dio» mostrano platealmente la loro prodezza religiosa per «far credere alle persone ingenue di avere le risposte a tutti i loro problemi»12.
L’appello pubblico dei vescovi cattolici ha avuto una risposta positiva, non da ultimo in ambito politico. In occasione del primo sinodo della Chiesa cattolica in Ghana dedicato al tema della gioventù e della vocazione, il portavoce del parlamento ghanese, Joseph Osei-Owusu Osei-Owusu, ha così dichiarato: «Oggi nel nostro Paese vi è una crescente attenzione per la prosperità, in particolare tra i giovani. La società dice fondamentalmente: più sei ricco, meglio è. Ma questo è vero soltanto se vivi secondo gli standard della società laica»13.
Il sinodo dei 125 anni di missione cattolica ad Accra, dal titolo Rinnovare il nostro impegno per l’evangelizzazione, si è svolto in anticipo rispetto al XV Sinodo generale ordinario dei vescovi sul tema è Gioventù, fede e discernimento vocazionale che sarà ospitato in Vaticano nell’ottobre 2018.
Episodi rilevanti
Durante il periodo di riferimento, non vi sono state violazioni significative della libertà religiosa. Come precedentemente indicato, la ragione di questo è il clima di tolleranza religiosa che vige tradizionalmente in Ghana. Il fenomeno del crescente jihadismo islamico nell’Africa occidentale non si è ancora manifestato nel Paese sotto forma di attacchi violenti.
Prospettive per la libertà religiosa
A causa della stabilità politica del Paese, vi è un’alta probabilità che la sicurezza delle comunità religiose rimarrà intatta.
- “Ghana: Wirtschaft (Economia)”, Auswärtiges Amt (Ministero per gli Affari Esteri della Repubblica Federale di Germania), https://www.auswaertiges-amt.de/de/aussenpolitik/laender/ghana-node/wirtschaft/203374
- “Munzinger Länder: Ghana”, Munzinger Archiv 2018, www.munziger.de/search/login
- Per la percentuale delle diverse comunità religiose sul totale della popolazione, cfr. Grim, Brian et. al. (eds.): Yearbook of International Religious Demography 2017, Brill: Leiden/Boston, 2017.
- Munzinger Archiv 2018.
- Ibid.
- Costituzione del Ghana del 1992 con emendamenti fino al 1996, constituteproject.org, www.constituteproject.org/constitution/Ghana_1996.pdf;
- Ufficio della democrazia, dei diritti umani e del lavoro, “Ghana”, Rapporto 2016 sulla libertà religiosa internazionale, Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, www.state.gov/j/drl/rls/irf/religiousfreedom/index.htm;
- Ibid.
- “Steinmeier will Ghanaer zum Bleiben bewegen”, Deutsche Welle, 12 dicembre 2017, http://www.dw.com/de/steinmeier-will-ghanaer-zum-bleiben-bewegen/a-41751303
- Comunicato stampa del Consiglio cristiano del Ghana e della Conferenza episcopale del Ghana, Università della parrocchia di San Tommaso d’Aquino del Ghana- Legon, 7 maggio 2015, http://www.staplegon.org/index.php/news-and-announcements/general-announcements/91-press-statement-by-the-christian-council-of-ghana-and-the-ghana-catholic-bishops-conference
- “Dichiarazione stampa del Consiglio cristiano del Ghana e della Conferenza episcopale cattolica del Ghana”, pubblicata ad Accra, Knights and Ladies of Marshall, 20 maggio 2016, http://marshallan.org/press-statement-by-the-christian-council-of-ghana-and-the-ghana-catholic-bishops-conference-issued-in-accra-may-18-2016/
- “Appeal from Christian leaders: Young people, stay in Africa, Europe does not guarantee comforts and pleasures”, Agenzia Fides, 12 maggio 2015, www.fides.org/en/news/37796-AFRICA_GHANA_Appeal_from_Christian_leaders_Young_people_stay_in_Africa_Europe_does_not_guarantee_comforts_and_pleasures
- “President of Parliament at the Synod on youth: Seek Christian values and do not be seduced by secularism”, Agenzia Fides, 26 settembre 2017, www.fides.org/en/news/62968-AFRICA_GHANA_President_of_Parliament_at_the_Synod_on_youth_Seek_Christian_values_and_do_not_be_seduced_by_secularism