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"Too big to fail": reazioni
ZURIGO - Banche e FINMA hanno prontamente reagito alle raccomandazioni degli esperti incaricati di esaminare il problema delle imprese troppo grandi per fallire. Credit Suisse e UBS si ritengono pronte a rispettare norme più severe in materie di fondi propri entro i termini fissati.
In particolare, il Credit Suisse "confida di ottemperare ai nuovi, severi requisiti nell'arco di tempo previsto (fine 2018) grazie alla sua strategia orientata alla clientela e all'efficienza del capitale, puntando ad una base di capitale fondata sugli utili", precisa una nota.
L'UBS in una nota lascia capire che potrà rispondere alle nuove esigenze ben prima della data programmata senza dover per questo aumentare il capitale. La prima banca svizzera si ritiene pronta e ben preparata per affrontare tale evoluzione.
La Banca nazionale svizzera (BNS) e la FINMA (autorità di vigilanza sui mercati finanziari) raccomandano una rapida e completa attuazione delle proposte della commissione.
Il pacchetto "contribuirà ad attenuare sensibilmente la problematica del 'too big to fail' in Svizzera e ridurrà così i rischi per l'economia nazionale", ha indicato oggi in una nota il presidente della BNS Philipp Hildebrand.
"E' in particolare rallegrante che le misure proposte siano il frutto di un largo consenso. Ciò ne faciliterà l'attuazione", ha aggiunto. Anche il presidente della FINMA Eugen Haltiner esprime la sua soddisfazione. "Le esigenze sono maggiori di quelle prescritte a livello internazionale, ma sono necessarie nel contesto della Svizzera", ha affermato.