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La Svizzera rinuncia a presentare Carla Del Ponte per l'incarico di procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI).
Berna ha preso la decisione dopo che gli stati membri della CPI si accordati su di un altro candidato.
Carla Del Ponte non sarà probabilmente la prima procuratrice capo della Corte penale internazionale (CPI).
La Svizzera ha infatti rinunciato a presentare la sua candidatura, dopo che gli 89 Stati membri della CPI hanno raggiunto il consenso su un candidato.
«La Svizzera ha rinunciato a presentare la candidatura della signora Del Ponte, dopo la presentazione di un candidato argentino per accordo tacito», ha dichiarato lunedì alla stampa la portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Daniela Stoffel..
Oltre al candidato di consenso, gli eventuali pretendenti al posto di procuratore capo della CPI dovranno essere annunciati entro il prossimo 4 aprile.
Le votazioni per l'elezione tra il 21 ed il 23 aprile al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite di Nuova York.
Esclusa dalla ripartizione regionale
L'attuale procuratrice del Tribunale penale internazionale (TPI) dell'Aia per i crimini commessi nella ex Jugoslavia ed in Ruanda era stata citata dai media come una delle papabili per l'incarico. La stessa magistrata elvetica si era detta interessata al posto.
Nei contatti di questi ultime settimane «Berna si è molto impegnata in favore della magistrata di origini ticinesi» ha detto Stoffel.
Ma con l'elezione, l'11 marzo, del canadese francofono Philippe Kirsch alla presidenza della Corte, le possibilità della Del Ponte si sono notevolmente ridotte, ha aggiunto la portavoce.
I membri della CPI sono infatti raggruppati per regioni ed il gruppo di europei e canadesi è già ben rappresentato.
I paesi membri del CPI hanno inoltre auspicato che la Del Ponte finisca il suo mandato al TPI, i cui processi dovrebbero concludersi tra il 2004 ed il 2005.
Strumento contro l' impunità
I diciotto giudici della CPI (11 uomini e sette donne) sono stati eletti all'inizio dello scorso mese di febbraio al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite e sono entrati in funzione lo scorso 11 marzo.
Dovranno occuparsi delle denunce per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio. Fino ad oggi sono 89 i Paesi che hanno ratificato lo Statuto di Roma, il protocollo che getta le basi del nuovo tribunale internazionale.
L'istituzione giudiziaria mondiale dovrebbe segnare una svolta storica nella lotta contro l'impunità di dittatori e criminali di guerra, che commettono atrocità in nome della ragione di Stato.
swissinfo e agenzie
In breve
Sfumate le speranze della procuratrice del Tribunale penale internazionale (TPI) dell'Aia per i crimini commessi nella ex Jugoslavia ed in Ruanda Carla Del Ponte di diventare numero 1 della Corte penale internazionale.
Gli 89 Paesi membri hanno trovato un accordo di consenso su un candidato argentino.
Le chance della magistrata svizzera svanite dopo l'elezione, l'11 marzo alla presidenza della Corte, del giudice canadese Philippe Kirsch.
Fatti e cifre
4 aprile scadenza presentazione candidature
21/23 aprile elezione del procuratore capo della CPI
89 gli Stati membri della CPI
18 i giudici della Corte penale internazionale