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La disputa è legata ad attività transfrontaliere di gestione patrimoniale nella nazione transalpina
ZURIGO - Credit Suisse pagherà 238 milioni di euro per risolvere un contenzioso legato alle sue attività transfrontaliere di gestione patrimoniale in Francia. Lo ha annunciato oggi in una nota la grande banca elvetica, precisando di aver concluso un accordo in tal senso con la Procura nazionale finanziaria (Pnf).
Nel dettaglio, l'istituto bancario pagherà una multa di 65,6 milioni di euro per gli utili indebitamente percepiti, nonché una somma aggiuntiva di 57,4 milioni per risolvere la controversia. Il numero due bancario elvetico verserà inoltre 115 milioni di euro quale risarcimento danni allo Stato francese, precisa il comunicato.
Credit Suisse ha indicato che questa intesa «non costituisce un'ammissione della sua responsabilità penale». Per l'istituto di credito, l'accordo rappresenta tuttavia "una nuova tappa importante" nella risoluzione dei suoi contenziosi.
L'intesa arriva a una settimana di distanza dall'accordo da 495 milioni di dollari (497 milioni di franchi) con le autorità statunitensi per archiviare richieste di risarcimento relative a cause per un totale di 10 miliardi di dollari concernenti prestiti ipotecari subprime, i cosiddetti RMBS (residential mortgage-backed security) all'origine della crisi finanziaria del 2008.
L'accordo giunge inoltre a tre giorni dalla presentazione dei trimestrali e, in particolare, della nuova strategia aziendale.