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Fortificazioni della regione del Gambarogno
Il Verbano è sin dall'antichità una via d’acqua privilegiata che congiungeva le valli alpine dell’attuale Canton Ticino e Mesolcina alla Pianura Padana. La via di navigazione e i percorsi stradali lungo gli itinerari rivieraschi costituivano altrettante vie d’accesso per le truppe provenienti dalla Pianura Padana nell’eventualità di un’invasione del Canton Ticino e poi della Svizzera.
Durante le discussioni per il programma di ampliamento delle fortificazioni del fronte sud, anni 1911-1915, dopo aver ascoltato tutti gli interessati, il Capo del Dipartimento Militare, Consigliere federale Arthur Hoffmann, pose fine alla controversia fissando la linea di difesa Verzasca - Lago Maggiore - Tamaro - Cima di Medeglia - Camoghè - San Jorio. vedi mappa
Le costruzioni più importanti dovevano essere dominate dalle opere di sbarramento intorno a Gordola, Magadino e sul Monte Ceneri.
La costruzione delle opere riguardanti la zona di Magadino iniziarono nel 1914 e continuarono durante il periodo della prima guerra mondiale (Grande Guerra). Nel 1918 erano terminati i lavori della galleria di fiancheggiamento, la casamatta sopra l'impianto che la proteggeva ed un ulteriore edificio in beton che sbarrava la strada del lago.
Negli anni immediatamente precedenti e nel corso del secondo conflitto mondiale, si incrementarono sistematicamente le infrastrutture militari del settore. Vennero così costruite e previste ulteriori opere per far fronte alle nuove minacce rappresentate dagli sviluppi dell'armamento, dall'identificazione degli obbiettivi, dalla precisione e dall'efficacia delle armi a distanza e dall'evoluzione della nuova tecnologia di guerra.
Tutte le opere costituite da forti d’artiglieria, fortini corazzati e le strutture sotto roccia oltre agli sbarramenti anticarro e agli impianti minati posti sulla strada e sulla linea ferroviaria, dovevano impedire l’avanzamento delle truppe provenienti dalla vicina frontiera - zona di Luino.