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Un'opera titanica e anche un po' folle, tenuto conto del fatto che la nuova "città museo", inaugurata nel 2017, ha richiesto dieci anni di lavori in condizioni estremamente difficili. di Patrick Ladoucette "Jean Nouvel ha capito la cultura e la topografia degli Emirati. Entrando nel Louvre Abu Dhabi, vedo una parte del nostro passato, vedo le nostre oasi, i nostri datteri. Vedo ugualmente il legame tra la terra ed il mare". "Il Louvre Abu Dhabi è la sua opera più prestigiosa". Con queste parole, Mohamed Khalifa Al Mubarak, responsabile del turismo e della cultura di Abu Dhabi, ha reso omaggio alla straordinaria capacità visionaria di Jean Nouvel che, nell'emirato, ha affrontato, con successo, una delle più grandi sfide della sua carriera: realizzare, come un fiore sbocciato dal nulla tra il deserto e il mare, il primo museo arabo dedicato alla civiltà umana. Un'opera titanica e anche un po' folle, tenuto conto del fatto che la nuova "città museo", inaugurata nel 2017, ha richiesto dieci anni di lavori in condizioni estremamente difficili. Strappata al mare, l'isola artificiale di Saadiyat su cui sorge il museo ideato dall'architetto francese è soltanto una delle risposte alle tante sfide poste dall'ubicazione della struttura e dalle temperature elevatissime del luogo. Il Louvre Abu Dhabi, composto da 55 edifici bianchi ispirati alle medine, sembra posato sull'acqua e si distingue da lontano per la sua gigantesca cupola d'acciaio, divenuta a tutti gli effetti il suo emblema. L'archistar francese ha saputo sfruttare la vicinanza del mare e la luce abbacinante del luogo, diffondendola in modo soffuso e prezioso attraverso gli arabeschi della sua cupola, per creare un sorprendente microclima. "Louvre Abu Dhabi", documentario di Patrick Ladoucette, ritraccia la storia di questa straordinaria avventura architettonica e culturale che ha saputo creare un ponte tra due mondi, oggi più che mai bisognosi di capirsi: Medio Oriente e Occidente. Una struttura fedele al pensiero che, da sempre, detta l'operato di Jean Nouvel il quale, più volte, ha dichiarato: "Sono un architetto contestuale e non posso immaginare un´architettura che non sia profondamente legata al luogo in cui sorge". Oltre 600 le opere esposte (di cui 300 in prestito), 23 le gallerie permanenti e un percorso cronologico e tematico universale che abbraccia tutte le culture e religioni del mondo, con uno sguardo che spazia dalla preistoria all'arte contemporanea. Un progetto faraonico da mille e una notte che ha definitivamente consacrato Jean Nouvel come uno dei maggiori architetti viventi.