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13.10.2022
A inizio 2022 la ripresa dell'economia svizzera dopo la pandemia da coronavirus è proseguita a ritmo sostenuto, ma dal terzo trimestre dovrebbe rallentare considerevolmente a causa dei problemi persistenti nelle catene di fornitura, dell'elevata inflazione e di una politica monetaria generalmente più restrittiva. Per l'insieme delle amministrazioni pubbliche (Confederazione, Cantoni, Comuni e assicurazioni sociali) è attesa un'eccedenza di 1,3 miliardi a fronte di uscite stabili e di entrate più consistenti, mentre dal 2023 il debito dovrebbe tornare a diminuire. Questo è quanto emerge dalle ultime cifre della statistica finanziaria pubblicate dall’Amministrazione federale delle finanze (AFF). Le previsioni, tuttavia, dipendono dalle ripercussioni degli sviluppi internazionali e quindi presentano un certo grado di incertezza.
La pandemia di COVID-19 ha innescato la peggior crisi economica degli ultimi decenni e nel 2020 le finanze delle amministrazioni pubbliche hanno chiuso con un disavanzo record di 21,3 miliardi di franchi. Il deficit del 3,1 per cento del prodotto interno lordo (PIL) ha riguardato principalmente i settori parziali Confederazione e Cantoni. Gran parte delle uscite supplementari sono state impiegate per sostenere i redditi e preservare i posti di lavoro (ad es. indennità di perdita di guadagno e per lavoro ridotto) nonché per finanziare misure di carattere sanitario (ad es. acquisto di materiale sanitario e test COVID-19).
Nel 2021 le misure di stabilizzazione sono state completate con aiuti per i casi di rigore erogati alle imprese al fine di sostenere i settori particolarmente colpiti. Nonostante il contestuale aumento del gettito fiscale di tutti e quattro i settori parziali, nel 2021 l’onere per le amministrazioni pubbliche (in particolare della Confederazione) è rimasto molto elevato. Il deficit dell'insieme delle amministrazioni pubbliche ammonterà presumibilmente allo 0,5 per cento del PIL.
Sulla scia della ripresa dell'economia svizzera tra la fine 2021 e l'inizio del 2022, nel corso del 2022 la situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche dovrebbe migliorare. Il fatto che parte dei mezzi finanziari stanziati per attenuare le conseguenze della pandemia non sia stata utilizzata e la solida crescita del gettito fiscale dei Cantoni e dei Comuni contribuiscono in misura importante all'evoluzione positiva delle finanze dell'intero settore delle amministrazioni pubbliche. Grazie agli elevati saldi finanziari positivi dei Cantoni e delle assicurazioni sociali, per l'insieme delle amministrazioni pubbliche è prevista un'eccedenza pari allo 0,2 per cento del PIL.
Allo scopo di finanziare le misure di vasta portata adottate per far fronte alla pandemia di COVID-19 nel periodo 2020–2022, pari a circa 40 miliardi di franchi, le amministrazioni pubbliche hanno utilizzato la liquidità disponibile e aumentato il loro debito. Secondo le stime attuali, nel biennio 2022/2023 il capitale di terzi per l'insieme delle amministrazioni pubbliche (in particolare a livello di Confederazione) dovrebbe continuare ad aumentare in termini nominali e raggiungere un nuovo record di 324 miliardi. Per contro, grazie alla migliore performance economica, la quota di capitale di terzi dovrebbe diminuire già dal 2023.
Evoluzione del debito 1990–2023 in percento del PIL per l’insieme delle amministrazioni pubbliche (scala di destra) e capitale di terzi in miliardi di franchi per tutti i settori parziali (scala di sinistra)
Rischi: la maggiore incertezza per le finanze pubbliche è legata al fatto che la situazione economica potrebbe peggiorare a causa delle conseguenze degli sviluppi internazionali (conflitto in Ucraina, forte aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, ulteriori problemi nell'acquisizione e nella fornitura di materie prime e merci nonché politica monetaria generalmente più restrittiva). Per i prossimi anni questa situazione potrebbe comportare un aumento delle uscite delle amministrazioni pubbliche (ad es. per l'aiuto umanitario, la difesa, i combustibili, l'energia e le uscite finanziarie) e una diminuzione delle entrate fiscali, il che graverebbe sulle finanze pubbliche. Inoltre, con l'annuncio da parte della BNS di una perdita di 95,2 miliardi di franchi per il primo semestre 2022, non vi sono certezze per la Confederazione e i Cantoni sull'ammontare della distribuzione dell'utile della BNS.
Ultima modifica 31.10.2022