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<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il rapporto sulla politica di sicurezza 2010 è prevedibile che armi di cui oggi dispongono soltanto le forze armate, in futuro possano cadere anche nelle mani di gruppi terroristici. Tale è già il caso per quanto riguarda i missili terra-aria. L'impiego di moderni missili balistici a media e lunga gittata non è praticamente possibile senza la tolleranza dello Stato dal cui territorio tali missili vengono lanciati; ciò vale anche per gli aerei da combattimento e i missili da crociera. Tuttavia non si può escludere che un giorno gruppi terroristici possano entrare in possesso di missili a lunga gittata e li impieghino o li utilizzino come mezzi intimidatori. </p><p>In questo contesto è necessario considerare che la Svizzera, da sola, non avrebbe possibilità di difesa efficaci contro tali armi; una difesa efficace sarebbe quindi possibile soltanto nell'ambito di una cooperazione internazionale. Il rapporto sull'esercito 2010 conferma che nell'ambito della difesa terra-aria alla Svizzera mancano le capacità per poter combattere aeromobili e missili a lunga gittata (per es. missili da crociera o missili balistici) a quote molto elevate e a grandi distanze. È quindi necessario sviluppare prime capacità in questo ambito. Per la difesa antimissile la Svizzera dipenderebbe tuttavia dai relativi dati di preallarme provenienti dall'estero. </p><p>Per contro, nel rapporto sull'esercito il Consiglio federale scrive che con 33 F/A-18C/D sono a disposizione i mezzi necessari per assicurare il servizio di polizia aerea con aviogetti e forze propri. </p><p>In questo contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide il parere secondo cui oggi il rischio di un attacco con missili a lunga gittata è maggiore rispetto al rischio di un attacco aereo convenzionale con aviogetti da combattimento?</p><p>2. Per quale motivo ha dato la precedenza all'acquisto di nuovi aviogetti da combattimento e non all'acquisto di un nuovo sistema terra-aria, sebbene proprio in questo ambito sussistono importanti lacune a livello di capacità? </p><p>3. Qual è la tabella di marcia per il rinnovo del sistema terra-aria e come si intende finanziarlo?</p><p>4. Quali passi sono stati già intrapresi per garantire la cooperazione con l'estero nel quadro di un nuovo sistema terra-aria ai fini della difesa antimissile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il rischio di attacchi con missili da grandi distanze e con aerei da combattimento è in entrambi i casi difficilmente quantificabile. Accertabili sono soprattutto le capacità, e sotto questo punto di vista la minaccia potenziale da parte di aerei da combattimento è maggiore rispetto a quella rappresentata dai missili - non da ultimo perché esistono molti più Stati che dispongono di aerei da combattimento piuttosto che di missili che possono raggiungere la Svizzera.</p><p>2. Il fabbisogno di modernizzazione della difesa contraerea basata a terra è reale. La sostituzione parziale degli F-5 Tiger è tuttavia ancora più urgente: la messa fuori servizio non può più essere posticipata e 32 F/A-18 non sono sufficienti. La difesa contraerea basata a terra sarà modernizzata in seguito. I sistemi terra-aria non possono sostituire gli aerei da combattimento nel quadro del servizio di polizia aerea poiché permettono solo la scelta tra abbattimento e non abbattimento, mentre con gli aerei da combattimento è possibile un accertamento visivo sul posto e un velivolo non cooperativo può essere costretto ad atterrare o ad allontanarsi. Gli aerei da combattimento e la difesa contraerea basata a terra non rappresentano tuttavia un'alternativa, ma sono complementari. Per proteggere lo spazio aereo con la massima efficacia sono necessari entrambi i sistemi.</p><p>3. Per il rinnovamento dei sistemi di difesa contraerea dell'esercito svizzero, nel novembre del 2013 è stato avviato il progetto "Difesa terra-aria 2020" (DTA 2020) che mira a garantire la sostituzione degli attuali tre sistemi di difesa contraerea (Rapier, cannoni di difesa contraerea da 35 mm, Stinger). Il progetto DTA 2020 ha lo scopo di proteggere settori, opere e formazioni e oltre alla capacità di abbattere aeromobili di tutti i tipi deve anche essere in grado di distruggere missili aria-terra, missili da crociera e munizioni sparate con fuoco a traiettoria curva. Con il credito "Progettazione, collaudo e preparazione dell'acquisto (PCPA)" 2013 sono stati stanziati 18 milioni di franchi per la preparazione dell'acquisto. La fase di preprogettazione in corso indicherà quando e in che misura potrà essere realizzato il progetto DTA 2020.</p><p>4. Da molto tempo il DDPS si confronta con il tema della difesa dai missili balistici. Gli arsenali di missili in grado di raggiungere la Svizzera sono aumentati, tuttavia è controverso quanto sia realmente concreta la minaccia per l'Europa occidentale. In Europa gli sforzi volti a garantire una difesa comune dai missili balistici a media e lunga gittata avvengono esclusivamente nel quadro della NATO. La cooperazione della Svizzera in un piccolo gruppo di Stati non avrebbe senso. Da un lato, la NATO non ha sinora sviluppato una politica in merito all'eventuale collaborazione con Stati non membri e quindi nel prossimo futuro non è prevedibile una cooperazione di tipo bilaterale tra la NATO e la Svizzera. Dall'altro, considerano l'attuale concezione della neutralità della Svizzera, la partecipazione quale Stato non membro a un programma della NATO per la difesa dai missili balistici di lunga gittata non sarebbe possibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.