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Di recente, il rappresentante Ritchie Torres (DN.Y.) ha richiesto se la Securities and Exchange Commission (SEC) “riesaminerà la sua posizione regolamentare” sulle crypto dopo una recente sconfitta legale avvenuta la scorsa settimana nel caso contro Ripple (XRP).
Di seguito tutti i dettagli.
Ripple (XRP): interrogativo sulla regolamentazione crypto da parte della SEC
Come anticipato sopra, il rappresentante Ritchie Torres sta chiedendo se la Securities and Exchange Commission (SEC) rivedrà la sua posizione regolamentare sulle criptovalute in seguito a un recente stop legale.
Infatti, dopo che un giudice federale ha stabilito che alcune transazioni di risorse digitali non rientrano nell’ambito normativo della SEC, l’agenzia ha subito una sconfitta legale, come descritto dal rappresentante Torres.
Egli ha dunque inviato una lettera al presidente della SEC, Gary Gensler, in cui ha espresso il suo punto di vista riguardo alla sentenza. La decisione del tribunale ha chiarito che le risorse crittografiche non sono considerate titoli, ma possono essere vendute come parte di contratti di investimento, i quali si qualificano come titoli.
Come sappiamo, il caso coinvolge XRP, un token emesso da Ripple Labs, e l’agenzia aveva sostenuto che le vendite di questo asset dal 2013 costituivano un’offerta di titoli non registrata.
Tuttavia, il giudice Analisa Torres ha stabilito che solo le vendite a acquirenti istituzionali potevano essere considerate titoli, escludendo le vendite a acquirenti al dettaglio e gli stipendi dei dipendenti pagati con XRP poiché non costituivano contratti di investimento.
Quando le transazioni possono essere definite contratti di investimento?
Ricordiamo che la definizione dei contratti di investimento è un aspetto cruciale per determinare se uno strumento rientra nella categoria dei titoli.
Secondo il caso giudiziario SEC v. WJ Howey Co., datato al 1946 e riguardante agrumeti in Florida, infatti le transazioni possono essere considerate contratti di investimento se presentano alcune caratteristiche.
Tra queste vediamo: un investimento di denaro; un’impresa comune; aspettative ragionevoli di profitti; profitti derivanti dagli sforzi di altri.
Ad ogni modo, questo caso riveste un’importanza significativa per il settore delle criptovalute e per l’interpretazione regolamentare delle diverse transazioni che coinvolgono questi asset digitali.
La posizione di Torres in merito alle criptovalute
Oltre a quanto detto sopra, vediamo anche che il rappresentante Torres ha espresso la sua preoccupazione riguardo all’applicazione del test Howey da parte della SEC, sostenendo che è stata troppo rigida.
Secondo lui, infatti, la sentenza del tribunale rappresenta un ritorno a una interpretazione rigorosa del test.
Sebbene la decisione del tribunale distrettuale non sia vincolante altrove e potrebbe essere oggetto di ricorso, questa potrebbe indicare che l’atteggiamento inflessibile della SEC riguardo al fatto che la maggior parte delle risorse digitali siano considerate titoli e debbano essere registrate, è aperta a contestazioni di successo in base alle normative attuali.
La lettera di Torres ha dunque evidenziato anche le critiche del giudice nei confronti della SEC per non aver fornito all’industria un preavviso equo riguardo a quali risorse digitali rientrino nella categoria dei titoli.
Sotto la presidenza di Gensler, la SEC non ha emesso regole specifiche sulle criptovalute e non ha fornito orientamenti chiari in merito. Infatti, sappiamo che la SEC è stata protagonista di un’azione di regolamentazione del governo degli Stati Uniti negli ultimi mesi per porre freno al settore delle criptovalute.
Questo sforzo di repressione coinvolge altri organismi di regolamentazione, la Casa Bianca e alcuni membri del Congresso. Il rappresentante Torres, d’altra parte, sta sostenendo l’industria delle criptovalute con un approccio opposto.
La scorsa settimana, ha infatti richiesto due indagini sulla licenza concessa a Prometheum Ember ATS, che gli permette di operare come exchange di criptovalute, anche se al momento non è attivo in tale attività e potrebbe non essere in grado di farlo in base alle attuali normative.