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La Strada nazionale del Monte Ceneri è lunga circa 7,5 km ed unisce Rivera a Camorino. Più in generale, il passo unisce il Sopraceneri al Sottoceneri, rappresentando da sempre un baricentro geografico e culturale del Cantone Ticino. Lo sviluppo del progetto generale – avvenuto dal 1961 al 1964 – fu parecchio impegnativo, poiché il tracciato prevedeva, oltre alla costruzione di una galleria, diversi viadotti di notevole lunghezza. Il Governo cantonale ticinese approvò il progetto il 24 agosto 1964: per il direttore del Dipartimento delle pubbliche costruzioni Franco Zorzi fu uno degli ultimi dossier di cui si occupò prima della sua morte, avvenuta poco dopo l’approvazione cantonale. Seguì, il 23 novembre 1965, il via libera definitivo del Consiglio federale.
La soluzione adottata per il tracciato fu il frutto di un lungo studio e confronto di varianti. Quella scelta si rivelò la migliore sotto ogni punto di vista: tecnico, economico ed ambientale. Il tracciato dell’autostrada presenta otto grandi curve e si snoda in modo abbastanza omogeneo lungo tutto il percorso; su un lungo tratto a nord di Robasacco affianca la strada cantonale.
In un primo tempo la costruzione del nuovo tratto era programmata per gli anni 1967-1972, ma le autorità federali procrastinarono più volte l’avvio del cantiere (fino ad ipotizzare il periodo 1981-1986), poiché la strada cantonale negli anni Sessanta era stata sottoposta a diversi lavori di risanamento, con la formazione di una carreggiata a quattro corsie, sia sul versante sud (Rivera-Monte Ceneri), sia su quello nord (Cadenazzo-Monte Ceneri, fatta eccezione per quattro tornanti). Malgrado l’esecuzione di questi lavori, il traffico lungo questa strada cantonale restò difficoltoso, soprattutto nei mesi estivi, principalmente a causa degli stretti tornanti, dell’attraversamento di Cadenazzo, dall’importante pendenza longitudinale (che raggiunge il 9%) e dai restringimenti dovuti alla presenza delle rampe dei raccordi alla N2 a Camorino e a Rivera.
La situazione peggiorò con l’apertura della circonvallazione di Bellinzona e l’urgenza di porre rimedio a questa situazione viaria problematica fece sì che, grazie all’intervento delle autorità cantonali, il programma fu rivisto. Nel 1975 il Consiglio federale diede la propria approvazione all’anticipo dei lavori, in modo tale che lo stesso anno i Municipi poterono dare avvio nel giugno dello stesso anno alle procedure di costruzione. Infine, nel 1976 i primi lotti furono consegnati alle imprese, che diedero avvio alle opere principali nel 1977. Oltre a collegare le due regioni geografiche del Canton Ticino (Sopraceneri e Sottoceneri) si è fornito un notevole contributo alla fluidità del traffico.
Dopo l’approvazione del progetto generale da parte del Canton Ticino e del Consiglio federale, seguite dalla pubblicazione dei progetti esecutivi nei Municipi, nel mese di febbraio del 1976 le imprese hanno dato avvio alle opere preliminari, che consistevano nella costruzione delle strade per accedere al cantiere. L’anno successivo, nel 1977, fu così possibile avviare i lavori principali per la realizzazione dell’autostrada del Monte Ceneri, lavori che furono suddivisi in sette lotti.
La realizzazione della Strada nazionale N2 da Camorino a Rivera fu molto impegnativa (e costosa: all’epoca si stimarono circa 30 milioni di franchi al km) se la si paragona ai costi realizzativi degli altri tratti ticinesi della N2. La presenza del colle, con un pendio assai ripido e di diverse vallette sul versante nord, ha reso infatti necessaria la costruzione di una dozzina di manufatti per una lunghezza totale di quasi due chilometri.
L’apertura (provvisoria) al traffico della N2 tra Bellinzona e Robasacco-Pontiva avvenne dal 4 luglio al 1° settembre 1980, in occasione del grande esodo estivo verso sud dei vacanzieri. Questa apertura consentì di sgravare dal traffico la strada cantonale parallela all’autostrada, dove spesso si raggiungeva la saturazione, con la conseguente formazione di code, che talvolta raggiungevano una lunghezza di 15 km. In autunno ripresero poi i lavori sull’intero tratto che permisero di aprire definitivamente la nuova autostrada nel maggio del 1981. Nel frattempo, a fine 1980, fu dato avvio alla costruzione della galleria lunga 1’430 metri che collega il versante nord e Rivera. La galleria fu aperta al traffico nel 1985.
n merito al tracciato di questo tratto della N2, la pendenza longitudinale massima è del 4,7%, precisamente fra Comelina e il viadotto dei Ronchi, mentre sul tratto tra i viadotti di Pianturino e di San Leonardo ha una pendenza del 4,6%. La sezione trasversale sul tratto a cielo aperto comprende una carreggiata Nord- Sud in salita su tre corsie, larga 10.75 metri, e una carreggiata Sud-Nord in discesa, larga 7.25 metri su due corsie; le banchine per la sosta d’emergenza misurano 2.5 metri, mentre la parte al centro 2 metri, per un totale di 25 metri di piattaforma. La sezione sul viadotto presenta la banchina di sosta della carreggiata Nord-Sud larga 1.25 metri. Infine, la sezione in galleria (tre corsie per la canna Nord-Sud e due corsie per quella Sud- Nord) ha due marciapiedi di 1.15 m sul lato destro e di 0.75 m sul lato sinistro della carreggiata. All’estremità nord del tratto del Monte Ceneri vi è l’allacciamento di Bellinzona Sud (aperto in parte nel 1971), mentre all’estremità sud si trova l’allacciamento di Rivera.
Due le aree di sosta presenti sul tratto, una per ogni senso di marcia. Sulla carreggiata Nord-Sud troviamo l’area situata in zona “Al Sasso”, sopra Cadenazzo, mentre in direzione nord vi è l’area costruita in zona “Al Motto”, a valle di Robasacco. I viadotti realizzati sul versante nord, che sono parte delle opere d’arte principali, sono i seguenti: viadotto dei Ronchi, viadotto di Costa Revoira, viadotto di San Leonardo, viadotto Sasselli, viadotto di Pianturino, viadotto di Val Campascio e viadotto di San Carlo. Sette viadotti hanno una lunghezza maggiore di 100 m. I più lunghi sono quello dei Ronchi (580 m), quello dei Sasselli (290 m) e quello di San Leonardo (270 m). Le maggiori difficoltà costruttive le si incontrarono con il viadotto Pianturino (lungo 180 m), situato sopra una ripida e franosa valletta. Le sue pile, alte fino a 60 m, hanno dovuto fondarsi su pozzi profondi fino a 18 m dal piano di scavo generale, realizzati mediante pareti ancorate alla roccia e alte fino a 20 m.
La galleria autostradale fu costruita dal 1980 e fu aperta al traffico nel 1985. Lunga 1’430 metri, si estende da Carona (Rivera) ai Monti di Spianò, con una pendenza costante verso nord del 2 per cento. A circa 400 m dal portale sud incrocia le due gallerie ferroviarie parallele. Inoltre, la galleria attraversa la parte orientale dei dossi montonati del Monte Ceneri, composti da tre tipi di gneis: biottici, quarzosi e sistosi-bimicacei, che si trovano spostandosi da sud verso nord. La roccia che sovrasta la galleria raggiunge un’altezza massima di circa 200 metri.
Oltre all’aspetto funzionale, con l’autostrada N2 si riuscì a ottenere anche un valore estetico, tanto da essere giudicata “una delle infrastrutture automobilistiche meglio progettate del XX secolo”. Se ciò fu possibile lo si deve in gran parte all’architetto Rino Tami. L’autostrada N2 da Airolo a Chiasso è considerata l’opera magna dell’architetto Rino Tami (1908-1994), ritenuto uno dei padri dell’architettura contemporanea ticinese. Tami, cui si deve il progetto della chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona, è noto in particolare per importanti edifici realizzati a Lugano. Sono infatti frutto della sua creatività il cinema Corso, la biblioteca e lo studio della Radio della Svizzera Italiana (in collaborazione con Augusto Jäggli e Alberto Camenzind).
Fu però con la N2 che Tami dimostrò come un architetto può contribuire a rendere un’infrastruttura imponente, qual è un’autostrada, un elemento in grado di dialogare con il territorio circostante. Dal 1962 al 1983 Tami ricoprì la carica di consulente estetico delle opere autostradali e pose un’eccezionale attenzione anche alle opere accessorie. Il suo fu un continuo lavoro di disegno e ridisegno delle soluzioni ingegneristiche affinché non fossero solo funzionali ma potessero dialogare con il carattere dei luoghi. Affrontò così il delicato problema dell’arredo territoriale, formulando proposte di grande pregio come le entrate delle gallerie di Melide-Grancia e del San Gottardo ad Airolo.
Nella sua attenzione all’inserimento delle opere della N2 nel contesto ambientale e paesaggistico, Tami individuò l’area di sosta lungo la discesa dal Ceneri verso Camorino in una zona sul versante tra Robasacco e Cadenazzo. Quest’ultima, detta “Al Motto”, offre all’automobilista un luogo dove poter spaziare con lo sguardo sul panorama che gli si apre innanzi e che condensa in un colpo d’occhio il Sopraceneri. Perciò oggi l’itinerario escursionistico della Via del Ceneri, che si collega in questo punto alla rete autostradale, vuole creare un luogo più ampio ed esteso di sosta e incontro. Un luogo che non sia solo utilizzato per una breve sosta durante un lungo viaggio, ma che offra al viandante contemporaneo un momento di contatto con l’ambiente naturale circostante.
Quell’ambiente disabitato che per il viandante antico poteva essere foriero di pericoli o spiacevoli faccia a faccia, oggi può essere invece vissuto come rifugio, oasi di relax, per chi vuole riscoprire tempi e modi di vita meno frenetici rispetto a quelli imposti dalla quotidianità cittadina.
Le imprese attive nella costruzione del tratto autostradale furono 21. Le ore lavorative raggiunsero i 2,6 milioni. Dagli scavi si ottennero 1,4 milioni di metri cubi di materiale. Il peso totale dell’acciaio di armatura fu di 11’000 tonnellate. La superficie della pavimentazione posata fu di 160’000 metri quadrati. Furono 50’000 le piante e gli arbusti messi a dimora.
I 7.5 km del tratto della N2 tra Bellinzona Sud e Rivera sono ripartiti in diversi tipi di tracciato: su rilevato (900 m), in trincea (500 m), a mezza costa (2’730 m), su viadotto (1’740 m), su altri ponti (200 m), in galleria (1’430 m).
La velocità minima di progetto è di 100 km/h.
Il progetto generale fu approvato dal Consiglio di Stato il 25 agosto 1964 e dal Consiglio federale il 23 novembre 1965. I lavori preliminari iniziarono nel febbraio del 1976. L’apertura al traffico avvenne a tappe: nel maggio del 1981 aprì il tratto Bellinzona Sud-Robasacco-Pontiva, mentre il tratto Bellinzona Sud Rivera (galleria autostradale compresa) fu aperto nel 1985.
Il costo complessivo delle opere per la costruzione dell’autostrada e della rete locale tra Bellinzona Sud e Robasacco-Pontiva ammontò a circa 190 milioni di franchi, mentre il preventivo per la costruzione del tratto Robasacco-Rivera fu calcolato in 110 milioni di franchi.
La Filiale di Bellinzona dell’Ufficio federale delle strade USTRA nel 2018 ha dato avvio ai lavori di risanamento globale del tratto a cielo aperto, nell’ambito del progetto denominato “EP 14 Ceneri – Bellinzona Sud”. Questo progetto prevede i seguenti interventi: nuovi ripari fonici e posa dell’asfalto fonoassorbente; risanamento della pavimentazione; sostituzione delle barriere elastiche sui cordoli esterni dei manufatti; adeguamento degli scambi di carreggiata; nuove rotonde allo svincolo di Bellinzona Sud; nuovo sistema di smaltimento delle acque; interventi sugli impianti elettromeccanici; ampliamento del serbatoio della galleria del Monte Ceneri.
Lo svolgimento dei lavori, per minimizzare i disturbi al traffico di transito, è stato previsto in tre distinte fasi. La prima fase ha interessato il risanamento della carreggiata Sud-Nord, con la realizzazione del riparo fonico a protezione di Camorino. La seconda fase ha visto la posa di un nuovo riparo fonico sul territorio del Comune di Sant’Antonino (della lunghezza di circa 1’500 m) e della pavimentazione fonoassorbente. I lavori hanno riguardato anche la sostituzione delle barriere di sicurezza, l’adeguamento delle recinzioni e dei cancelli, la creazione di un nuovo sistema di smaltimento delle acque meteoriche, nonché il risanamento dei manufatti e dei giunti. È stata sostituita la pavimentazione delle bretelle per lo svincolo di Bellinzona Sud, mentre nella galleria del Monte Ceneri sono stati sostituiti il sistema di video-sorveglianza e le bordure.
La terza fase, allo svincolo di Bellinzona Sud, si fonda sulla costruzione di due nuove rotonde sui nodi Nord-Est e Nord-Ovest per gestire i flussi di traffico in uscita dall’autostrada e sulla strada cantonale, in sostituzione ai semafori esistenti.
Il costo totale dell’opera ammonta a circa 73 milioni di franchi.