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Un tribunale di Francoforte ha respinto oggi il ricorso contro l'estradizione negli USA di un ex consulente svizzero della banca Wegelin, scioltasi per la vertenza con le autorità americane perché sospettata di aver aiutato clienti statunitensi ad evadere il fisco.
Il ricorso dell'uomo, fermato lo scorso febbraio allo scalo di Francoforte e ora libero su cauzione, è stato respinto oggi dai giudici, ha affermato all'ats un portavoce della corte, Jens-Peter Kreiling. Il tribunale aveva già approvato la richiesta di estrazione nell'ottobre scorso.
L'ex manager potrà in ogni caso ancora opporsi al trasferimento negli Stati Uniti appellandosi alla Corte costituzionale di Karlsruhe, ha precisato Kreiling.
L'uomo si trova attualmente a piede libero dopo aver pagato una cauzione. Gli Americani lo sospettano di aver svolto un ruolo importante nell'aiutare cittadini statunitensi ad evadere le tasse.
A causa di questa vicenda, nel 2013 Wegelin era stata costretta a chiudere i battenti dopo aver ammesso i fatti e pagato un'ammenda di 74 milioni di dollari. Gli affari non-Usa di Wegelin erano stati rilevati da Raiffeisen.
Non è la prima volta che un ex collaboratore di una banca elvetica finisce nel mirino della giustizia americana. Il caso più noto riguarda Raoul Weil, l'ex numero tre di UBS accusato di complicità in frode fiscale negli Stati Uniti e assolto quasi un anno fa da un tribunale della Florida.
Weil ha anche scritto un libro sulla vicenda da cui risulta delusione nei riguardi di coloro che credeva amici e critiche nei confronti della giustizia svizzera. Il racconto inizia con il suo arresto a Bologna, la descrizione dei 56 giorni di detenzione in Italia e la successiva estradizione negli Usa.
SDA-ATS