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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel mese di febbraio il DATEC ha pubblicato i dati sul trasferimento del traffico nel 2007. Le cifre sono poco incoraggianti: il numero dei camion in transito sui nostri valichi alpini è aumentato del 7 per cento, mentre il traffico merci per ferrovia è rimasto praticamente invariato. Inoltre, e soprattutto, il volume delle merci trasportate su strada è cresciuto del 10 per cento, contro lo 0 per cento su rotaia. In altre parole, a dispetto delle misure di trasferimento adottate e dei sussidi versati per centinaia di milioni di franchi, è in atto un trasferimento in senso inverso. Una tendenza, questa, che il DATEC spiega con il rafforzamento dell'euro, la buona congiuntura e i numerosi scioperi e che vuole combattere con ulteriori limitazioni del traffico stradale. </p><p>Nel contempo è stato reso noto che FFS Cargo ha subito anche l'anno scorso perdite per svariate decine di milioni di franchi. In altri termini, sul versante ferroviario non sembrano sussistere i presupposti necessari ad attuare il trasferimento.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che il fallimento della politica di trasferimento nel 2007 sia da ricondurre effettivamente solo agli scioperi e al rafforzamento dell'euro? </p><p>2. Sono dati i presupposti necessari sul versante ferroviario affinché l'adozione di ulteriori misure di limitazione del traffico stradale (borsa dei transiti alpini, contingentamento) risulti efficace ai fini del trasferimento del traffico nei prossimi dieci anni? </p><p>3. Non sussiste il rischio che una politica di trasferimento imperniata unilateralmente su limitazioni del traffico stradale si riveli fallimentare sul piano finanziario, con le relative conseguenze negative per le casse della Confederazione?</p><p>4. Il Consiglio federale è in grado di assicurare che dopo il 2019 FFS Cargo sarà in grado di fornire senza sussidi il suo decisivo contributo alla politica di trasferimento del traffico e al raggiungimento dell'obiettivo di limitare a 650 000 l'anno il numero dei camion in transito attraverso la Svizzera?</p><p>5. Non v'è il pericolo che una politica di trasferimento che punta in tal modo sulle misure di contingentamento arrechi danni all'economia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 1994, con l'approvazione dell'iniziativa delle Alpi, il popolo ha chiesto il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia, ribadendo in seguito tale richiesta anche in occasione di altre votazioni. A questo scopo il Consiglio federale ha adottato un pacchetto di misure sul piano ferroviario e stradale che stanno dando i primi frutti. Tra il 1991 e il 2000 i veicoli pesanti in transito sulle Alpi sono aumentati ancora del 90 per cento circa attestandosi a 1,4 milioni. Nel 2007 hanno attraversato le Alpi svizzere circa 1,263 milioni di autocarri, pari a un calo di oltre il 10 per cento rispetto all'anno 2000. Una chiara inversione di tendenza, questa, che non sarebbe stata possibile se a partire dal 2000 la Confederazione non avesse praticato una politica di trasferimento mirata, senza la quale si stima che oggi sulle Alpi circolerebbero 1,7 milioni di camion. Secondo il Consiglio federale non si può pertanto parlare di fallimento della politica di trasferimento del traffico. </p><p>1. Nel 2007 il numero degli autocarri in transito sulle Alpi è salito del 7 per cento rispetto all'anno precedente. L'aumento si spiega anzitutto con la fase congiunturale particolarmente favorevole attraversata da tutte le regioni di provenienza e di destinazione del traffico merci transalpino. La crescita della domanda di trasporti si è ripercossa soprattutto sul traffico merci stradale, più flessibile di quello ferroviario nel reagire agli incrementi dei volumi (p. es. grazie ai minori tempi richiesti per procurare i veicoli supplementari necessari o per servire nuove relazioni). Un fatto, questo, dimostrato anche dall'analogo incremento registrato al Brennero. Tale evoluzione è stata inoltre accelerata dai numerosi scioperi che hanno interessato il settore ferroviario e dal mutato corso dell'euro, che ha fatto ridurre la TTPCP per le corse fatturate in euro.</p><p>Inoltre, nel 2007 la politica dei trasporti non ha potuto fornire incentivi supplementari per il trasferimento, poiché le condizioni generali praticate sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto all'anno precedente per quanto concerne il traffico stradale e ferroviario. Nel messaggio dell'8 giugno 2007 concernente il progetto di legislazione sul traffico merci, il Consiglio federale osserva che nel 2007 non è da attendersi alcuna evoluzione positiva per quanto concerne il trasferimento del traffico (FF 2007 4045).</p><p>2. Le capacità attualmente a disposizione su rotaia non sono utilizzate a pieno. Naturalmente il tasso di utilizzo varia secondo le stagioni, le giornate della settimane e le ore del giorno. L'adozione di misure intese a migliorare la produttività e la qualità consente di acquisire nuovi clienti. Tuttavia, bisogna attendere l'apertura della galleria di base del San Gottardo nel 2007 per poter beneficiare interamente delle capacità garantite dalle moderne infrastrutture di AlpTransit. L'entrata in funzione della galleria è una condizione fondamentale per poter raggiungere l'obiettivo del trasferimento. Solo AlpTransit, con il suo tracciato pianeggiante, assicura le capacità necessarie a questo scopo, offrendo nel contempo condizioni di produzione favorevoli al traffico ferroviario. Per questo motivo, il Consiglio federale ha stabilito che l'obiettivo del trasferimento dovrà essere raggiunto entro due anni dall'inaugurazione della galleria di base del San Gottardo. Allo stato attuale delle cose, le misure previste sono quindi da ritenere efficaci ai fini del trasferimento del traffico nei prossimi dieci anni.</p><p>3. Sia l'attuale strategia di trasferimento sia quella futura prevedono un ampio ventaglio di misure complementari nell'ambito stradale e ferroviario (cfr. FF 2007 4058 seg.). La borsa dei transiti alpini, proposta dal Consiglio federale nel messaggio concernente il progetto di legislazione sul traffico merci, non inciderà negativamente sulle finanze della Confederazione: i proventi della messa all'asta del diritto di transito, un bene scarso, permetteranno in ogni caso di coprire i costi operativi della borsa.</p><p>4. Nel limite di spesa del 28 settembre 1999 la Confederazione ha previsto un massimo di 300 milioni di franchi all'anno per la promozione del traffico merci su ferrovia dal 2000 al 2010. L'importo serve a finanziare i contributi per l'esercizio e per i prezzi dei tracciati versati a titolo di promozione del traffico combinato agli operatori del settore e ai gestori dell'infrastruttura. FFS Cargo non riceve alcun contributo d'esercizio diretto, in quanto al traffico merci attraverso le Alpi partecipa unicamente come impresa di trasporto ferroviario e non come operatore.</p><p>A partire dal 2011 è prevista la riduzione progressiva dei contributi a favore del trasferimento da 220 a 180 milioni di franchi entro il 2018 (FF 2007 4088 segg.). L'intento del Consiglio federale resta quello di proseguire dal 2019 in poi nel processo di trasferimento ma senza versamento di contributi. Un obiettivo, questo, il cui raggiungimento dipende tra l'altro da come sarà realizzata la borsa dei transiti alpini proposta dal Consiglio federale, ammesso e non concesso che sarà introdotta effettivamente.</p><p>5. L'introduzione della borsa dei transiti alpini causerebbe un certo aumento dei costi di trasporto complessivi. Considerato però che la quota dei costi di trasporto sul prezzo di un prodotto è molto bassa (in media 1 per cento scarso), il prezzo dei prodotti trasportati attraverso le Alpi non salirebbe che in misura esigua. Non sono da attendersi pertanto danni per l'economia.</p><p>La distanza percorsa rappresenta un criterio determinante in proposito. Per evitare un aumento sproporzionato dei costi del trasporto locale e sulle brevi distanze, è prevista la possibilità di trattamenti speciali, per esempio sotto forma di applicazione di contingenti speciali o di riduzione del prezzo d'acquisto per i diritti di transito (FF 2007 4064 seg.).</p>  Risposta del Consiglio federale.