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L'ultimo numero primo
Vi ricordate i numeri primi? Cioè quei numeri naturali maggiori di 1 che possono essere divisi solo per 1 e se stessi. Quindi 2, 3, 5, 7, 11, 13… sono tutti numeri primi, mentre 4, 6, 8… non lo sono perché possono essere divisi per più numeri, e sono quindi detti composti. I numeri primi sono tutti dispari (i pari sono sempre divisibili per 2) a parte il 2, unico numero pari che può essere diviso solo per 1 e per se stesso.
I numeri primi suscitano da sempre molto interesse da parte dei matematici perché in un certo senso mostrano una struttura nascosta e poco scontata del mondo che ci sta intorno. Di recente il matematico Curtis Cooper della University of Central Missouri, negli Stati Uniti, ha annunciato di avere identificato il più grande numero primo fino a ora calcolato. Il numero è composto da 17.425.170 cifre e se fosse scritto per intero in un file di testo di un computer occuperebbe circa 22,5 megabyte. Il nuovo numero primo, che per la precisione corrisponde a 257.885.161-1, ne ha superato uno identificato cinque anni fa dalla University of California di Los Angeles.
(I matematici non possono determinare se un numero molto grande è primo fino a quando non hanno fatto i calcoli, anche se la distribuzione statistica dei numeri primi è ben conosciuta. I matematici arrivarono dopo secoli di analisi, realizzando infine il cosiddetto “teorema dei numeri primi”, alla descrizione (seppure approssimativa) di come sono distribuiti i primi nella successione dei numeri. La teoria dei numeri primi fu dimostrata in maniera indipendente alla fine dell’Ottocento da due matematici, il francese Jacques Hadmard e il belga Charles Jean de la Vallée-Poussin. Nei decenni successivi il tema dei primi fu affrontato da molti matematici, con grandi discussioni, ma senza notevoli progressi nella pratica.)