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I primi mesi del 1846 sono seminati di velleità, di tentativi, di fallimenti. Non appena il maestro si immerge in un lavoro serio, i malesseri riappaiono, strani e imprevisti. Dopo esser stato trafitto dalla musica come da un pugnale cosí da non aver potuto sopportare il suono di un solo accordo, ecco che una sovreccitazione del nervo uditivo lo obbliga a convertire i rumori in essenze musicali. Lavora un po' alla Sinfonia, poi l'abbandona perché si sente stanco, pensa di scrivere la propria biografia, ma rinuncia subito e ritorna alla Sinfonia; abbandona questa di nuovo e si mette a tracciare il piano di un'opera. Tutto questo (lo comprende benissimo), è di una mediocrità esasperante. Lui stesso si paragona a un misero cavallo che, caduto sopra il selciato, tenti invano di rialzarsi e ogni volta ricada, ammaccandosi le ginocchia.
Il mare, forse... In autunno Robert e Clara sono a Norderney: giornate che passano una uguale all'altra sulla spiaggia senza fine! Robert esce di buon mattino per passeggiare, solo o in compagnia di Clara. È curioso come il movimento incessante di quell'acqua faciliti i ricordi. Schumann pensa a sua madre, a Rosalie, a Henriette Voigt. Il ritrovamento di un passato tanto vicino eppur tanto lontano lo colma di tristezza, anche se la tristezza gli reca un oscuro conforto. Anche a Clara pensa con intensità dolorosa; ai figli, che adesso sono sei e vivono a Dresda dove la famiglia si è definitivamente riunita e stabilita.
Il pomeriggio è dedicato al riposo, in quell'albergo grazioso dove la gente è calma e gentile. Clara suona il pianoforte, mentre Robert sente che le sue forze vanno lentamente tornando. Il movimento delle idee non è più ostacolato da quell'angoscia, da quella paura che era impotente a dominare; le vertigini scompaiono, la vita riprende... Egli potrà di nuovo lavorare.
La Sinfonia in do maggiore viene rimessa in cantiere e, come nei giorni migliori, l'ispirazione di Schumann zampilla con violenza cosí da far capire sicura la riuscita. Già il 27 ottobre egli può scrivere a Mendelssohn:
Se il copista mantiene la parola, spero di avere la mia Sinfonia per il terzo concerto. Sarebbe per me una grande gioia.
Quasi per sottolineare il suo ritorno fra gli uomini, Robert, in compagnia di Clara, parte per Vienna, Brünn, Praga e Berlino, dove è annunciata un'esecuzione de Il Paradiso e la Peri. Dapprima egli rifiuta di dirigere il suo oratorio; poi, rendendosi conto che la preparazione è stata troppo frettolosa e approssimativa, accetta di salire sul podio per evitare complicazioni. Oltre alla deficienza di prove, due artisti del teatro vengono a mancare proprio alla vigilia della rappresentazione e devono esser sostituiti da dilettanti che, nelle parti della Peri e del tenore, riescono appena a farsi sentire. Così mal presentata, l'opera non può ottenere che il consenso di pochi competenti.
Nel viaggio di ritorno, i due sposi si fermano a Lipsia per salutare colui che "come un'immagine miracolosa, appare sempre piü alto di quanto ci sentiamo noi stessi": Felix Mendelssohn.
Non appena stabilito sulle allegre rive dell'Elba, Schumann si preoccupa della scelta d'un libretto d'opera. È un vecchio sogno, contemporaneo ai Papillons e alle Variazioni sul nome Abegg; un progetto che, alla fine, dev'essere attuato. Il tempo in cui, quasi ragazzo, si dibatteva fra suoni dolci e fantastici, è passato; un antico desiderio è però rimasto anche fra le mutazioni dell'età matura e questo desiderio conduce a Genoveva.
Le grandi Genoveva tedesche son due: quella sentimentale di Tieck e quella possente di Hebbel. Schumann vagheggia una fusione delle due opere e incarica Reinick di realizzarla. Due poeti e un pittore non gli sembrano troppi per creare un libretto ideale. Tuttavia raccomanda a Reinick d'introdurre, nella sua combinazione, un po' piti di Hebbel che di Tieck. [COLLING RIDOTTO E MODIFICATO]
Schumann esitò a lungo sull'orchestrazione [della Sinfonia in do], non ponendovi mano fino al 12 febbraio 1846 e, a causa di un disturbo del nervo auditivo (un ronzio continuo nelle orecchie), persino il primo movimento non fu completato prima dell'8 maggio e l'intera composizione solo l'8 ottobre, a meno di tre settimane dalla prima esecuzione, che ebbe luogo il 5 novembre al Gewandhaus. Ad eccezione di alcuni brani corali a cappella, opp. 55 e 59, il 1846 fu un anno del tutto improduttivo. Progetti di opere teatrali vennero presi in considerazione, ma abbandonati uno dopo l'altro e così pure, in marzo, un'autobiografia (Biographie eines Davidsbündlers). Tra gli altri avvenimenti dell'anno si collocano la nascita, l'8 febbraio, del quarto figlio Emil (il primo maschio), viaggi a Maxen in maggio, a Norderney in luglio-agosto per i bagni di mare e una tournée concertistica a Vienna che gli Schumann intrapresero il 24 novembre. [ABRAHAM]