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Gli autori di testi che parlano della storia di questa disciplina ritengono che le origini risargano al XVIII secolo, quando veniva usata per la previsione dei prezzi nel mercato del riso in Giappone. Ma sembra che tale materia abbia origini ben più remote
Alcuni studiosi ipotizzano che, anche se non ci sono delle evidenze facilmente documentabili, l’analisi tecnica potrebbe probabilmente essere stata utilizzata anche in tempi remoti (1). Risulta ovvio chiederci se è possibile trovare prove storiche che ci confermino un’ipotesi del genere.
Scavando nel passato
Nel 2010, il professor Andrew Lo, Direttore del Laboratorio di Ingegneria Finanziaria al MIT Sloan School of Management, unitamente alla sua assistente J. Hasanhodzic, decisero di scoprire quali fossero state le più antiche origini dell’analisi tecnica (2). I due studiosi considerarono l’analisi tecnica, in linea di massima, come l’uso di serie storiche di prezzi per fare previsioni e, basandosi su questo criterio, iniziarono a cercare nelle fonti storiche evidenze che potessero confermare le loro ipotesi. Una prima considerazione in questa direzione, può essere fatta basandosi sul grafico riportato di seguito:
Si tratta di un grafico di prezzo, che ho costruito attraverso una serie di dati (3), seguendo le indicazioni del professor Lo riguardo le fonti storiche.
L’osservatore smaliziato avrà già notato che, mentre i prezzi sull’asse verticale sono regolarmente identificabili, altrettanto non si può dire per i dati delle ascisse, che diminuiscono di valore invece di aumentare. Un errore? Assolutamente no. Si tratta di anni prima di Cristo e per tale ragione sono rappresentati al contrario. Qualcuno a questo punto si potrebbe domandare da dove posso aver preso dati simili. Certamente non dai soliti fornitori come Bloomberg o Reuters. Ma allora chi ha mai conservato dei dati risalenti ad un’epoca anteriore alla data di Cristo per cosi lungo tempo (più di 300 anni!), ma soprattutto come possono essere giunti fino a noi?
Cominciamo con il dire che il grafico si riferisce ai prezzi dei datteri babilonesi e che questi prezzi sono disponibili ancora oggi assieme a quelli di altre cinque merci: orzo, senape, crescione, sesamo e lana.
Dobbiamo questo preziose informazioni, che possono competere con le serie di dati registrabili nella storia moderna, al coscienzioso lavoro degli astronomi babilonesi. Probabilmente dal regno del re babilonese Nabonassar (747-743 a.C.), e per iniziativa dello stesso, gli astronomi babilonesi cominciarono a fare un registrazione quotidiana del cielo stellato.
I registri, chiamati Diari Astronomici, venivano copiati su tavolette di argilla mediante scrittura cuneiforme e raccoglievano quotidianamente la posizione della luna e dei pianeti in relazione alle stelle fisse. In aggiunta venivano registrati solstizi ed equinozi, ed altri fenomeni astrologici. I diari portavano anche informazioni sul tempo (ad esempio, "c’erano nuvole in cielo, non riuscivo a guardare"), e il livello del fiume Eufrate. Alla fine della sezione mensile venivano indicati anche alcuni eventi storici e i prezzi di sei merci, sempre nello stesso ordine : orzo, datteri, senape, crescione, sesamo e lana. Interessante notare che orzo e datteri costituivano la dieta principale dei Babilonesi.
La fonte utilizzata dal professor Lo per i dati babilonesi, è stata il libro di Alice Slotsky, La Borsa di Babilonia: quotazioni di mercato nei diari astronomici di Babilonia (4).
Passato e presente
Il professor Lo fa un parallelismo tra diari babilonesi e l'analisi tecnica contemporanea. Il fatto che i diari documentino i valori delle stesse sei materie prime nel corso dei secoli è simile a pratiche moderne di analisi tecnica come lo scegliere un piccolo numero di elementi su cui concentrare l'attenzione e seguire la voce prescelta nel corso di un lungo periodo di tempo.
Inoltre, per descrivere l'antica usanza babilonese di registrare quotazioni di mercato, Slotsky scrive che essi erano tracciati regolarmente in modo che potessero essere notate fluttuazioni durante ogni mese dell’anno. Per questo motivo, il considerare i diari astronomici come una forma di grafico potrebbe essere valido. Oltre a ciò gli scribi babilonesi erano a conoscenza del concetto di volatilità dei prezzi, infatti quando la volatilità aumentava, invece della citazione normale alla fine di ogni mese, erano presenti quotazioni per l'inizio e la fine del mese; l'inizio, metà e la fine del mese; intervallo di giorni; o anche ogni giorno.
Gli antichi babilonesi non si sono limitati a registrare i prezzi di mercato, ma hanno anche cercato di prevedere i prezzi futuri sulla base di quelli osservati, così come fanno gli analisti tecnici moderni. Il metodo di previsione era basato però sull’astrologia, ma questo è comprensibile dato che l'astrologia costituiva uno degli elementi più importanti nella vita di quei tempi. Ad esempio, Slotsky osserva che il fiorire di datteri e colture di senape è stato assegnato alla regione astrologica dei Pesci quando i pianeti benefici erano offuscati e i pianeti malefici illuminati.
Il professor Lo ha trovato un primo utilizzo dell’Analisi Tecnica non solo presso i babilonesi, ma anche presso altri popoli, e sempre in periodi antichi.
Per chi volesse approfondire l’argomento suggerisco il saggio di Lo e Hasanhodzic, The Evolution of Technical Analysis, che considero un interessante contributo al mondo dell'analisi tecnica apportato da due autori che curiosamente provengono dal mondo accademico dell'analisi quantitativa, e non dalla specifica comunità dell’analisi tecnica.
(1) C. D. Kirkpatrick & J. R. Dahlquist – Technical Analysis – 2 ed. - Capitolo 3. History of Technical Analysis – Pearson Education – 2011 (1 ed, 2010);
(2) A. W. Lo & J. Hasanhodzic – The Evolution of Technical Analysis – Bloomberg Press – 2010;
(3) Sulla pagina dell'International Institute of Social History of Amsterdam si può trovare una copia dei dati grezzi: http://www.iisg.nl/hpw/data.php#babylon
(4) L. Slotsky, The Bourse of Babylon : Market Quotations in the Astronomical Diaries of Babylonia – 1997;
Grafico: Il prezzo dei datteri dal 385 ac al 61 ac a Babilonia.
Fonte: ricostruzione dell’autore attraverso la banca dati dell’International Institute of Social History di Amsterdam
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