Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214337

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera intrattiene strette relazioni con la Costa d'Avorio, Stato dell'Africa occidentale.</p><p></p><p>In risposta alla domanda 18.5730, il Consiglio federale aveva ribadito di affrontare periodicamente la questione dei diritti civili e politici con le autorità ivoriane, e di impegnarsi a favore dello Stato di diritto e dello svolgimento di elezioni democratiche in vista delle elezioni presidenziali previste per il 31 ottobre 2020.</p><p>1. Il Consiglio federale ha portato avanti il dialogo con le autorità ivoriane sulle questioni relative ai diritti civili e politici, allo Stato di diritto e al rispetto dei principi fondamentali per lo svolgimento di elezioni democratiche? In vista delle elezioni presidenziali, ritiene possibile lo svolgimento di una procedura di voto equa in Costa d'Avorio?</p><p>2. È noto se il Governo della Costa d'Avorio abbia nel frattempo attuato le raccomandazioni del 27 settembre 2017 della Corte africana dei diritti umani finalizzate alla creazione di un organo elettorale indipendente e imparziale? Viene così garantito a tutti l'accesso all'iscrizione nelle liste elettorali? Come incide la crisi legata alla COVID-19 sulla procedura? </p><p>3. Che cosa può fare la Svizzera affinché in Costa d'Avorio un'alta percentuale della popolazione venga iscritta nelle liste elettorali, in particolare le nuove generazioni e tutte le altre persone che votano per la prima volta?</p><p>4. La diaspora africana in Svizzera può contribuire al buon andamento delle elezioni?</p><p>5. Prima delle elezioni presidenziali del 2011 la Costa d'Avorio stava attraversando una profonda crisi. C'è il rischio che, prima delle elezioni presidenziali dell'autunno 2020, si riaccendano le tensioni? Quali condizioni generali permettono lo svolgimento di elezioni pacifiche ed eque? La Svizzera e la comunità internazionale possono dare un contributo in tal senso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con la Costa d'Avorio la Svizzera discute regolarmente di questioni relative allo svolgimento corretto delle elezioni, sia a livello bilaterale che multilaterale. Ha offerto il suo sostengo inviando osservatrici e osservatori alla missione di osservazione di lunga durata originariamente prevista dall'UE che, a causa della crisi dovuta al coronavirus, non può essere effettuata. Attualmente si sta vagliando la possibilità di una missione di osservazione ridotta dell'UE.</p><p>2. Nella sua sentenza del 18 novembre 2016, il Tribunale africano dei diritti umani e dei popoli ha stabilito che lo Stato ivoriano è venuto meno all'obbligo di istituire un organo elettorale indipendente e imparziale, come previsto nella Carta africana per la democrazia e nel Protocollo sulla democrazia della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS). Nell'agosto del 2019 una nuova legge ha modificato la composizione della Commissione elettorale indipendente (CEI). Tuttavia, parti della società civile e dell'opposizione considerano insufficiente la sua autonomia. Per questo motivo nel 2019 è stato presentato un nuovo ricorso.</p><p>Il 4 marzo 2020 il presidente ivoriano ha emanato una nuova ordinanza sulla modifica della composizione delle commissioni centrali e locali della CEI, che permette ai gruppi della categoria "personalità proposte da partiti o gruppi politici dell'opposizione" di nominare un'ulteriore persona nella commissione e di aumentare la rappresentanza dell'opposizione. Il 15 luglio 2020 il Tribunale africano dei diritti umani e dei popoli ha emanato la sua decisione e ha incaricato lo Stato ivoriano di organizzare nuove elezioni nelle commissioni elettorali locali prima dello svolgimento delle elezioni presidenziali.</p><p>Dal 10 giugno al 5 luglio 2020, tutti i cittadini e le cittadine hanno potuto iscriversi al registro elettorale (il termine è stato prorogato due volte). Tuttavia vi sono stati ritardi dovuti alla difficoltà di ottenere i documenti necessari per la registrazione e alla crisi di coronavirus.</p><p>3. Tra i vari progetti, l'Ambasciata di Svizzera ad Abidjan sostiene il "Projet d'Appui aux Elections" del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, che include anche campagne di sensibilizzazione incentrate in modo particolare sui giovani elettori e le donne. L'obiettivo è quello di motivare questi gruppi a esercitare i loro diritti politici.</p><p>4. Non è di competenza del Consiglio federale valutare il contributo della diaspora africana ai processi politici.</p><p>5. Non si può escludere il rischio di una crisi politica o di disordini violenti in relazione alle elezioni di ottobre. Tuttavia, è incoraggiante sapere che tutti i partiti, compresi i principali partiti dell'opposizione, invitano i loro elettori e le loro elettrici a registrarsi e a recarsi alle urne. Diversi Stati, tra cui la Svizzera, sono attivi a vari livelli per trasmettere messaggi preventivi. La pubblicazione "<a href="https://www.eda.admin.ch/content/dam/eda/en/documents/aussenpolitik/menschenrechte-menschliche-sicherheit/20200507-AMS-Election-to-Peace_EN.pdf">Elections to Peace"</a> ( https://www.eda.admin.ch/dam/eda/en/documents/aussenpolitik/menschenrechte-menschliche-sicherheit/20200507-AMS-Election-to-Peace_EN.pdf) della Divisione Sicurezza umana del DFAE descrive quali sono le condizioni per svolgere elezioni pacifiche e corrette.</p>  Risposta del Consiglio federale.