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Giochi olimpici: la difesa nazionale è prioritaria
Il Consiglio federale ha deciso oggi che la Confederazione parteciperebbe per l’importo di un miliardo di franchi ai giochi olimpici invernali 2026, se la candidatura svizzera dovesse avere successo. Per l’UDC, una decisione assolutamente incomprensibile in questo momento: tenuto conto della precarietà delle risorse finanziarie, sarebbe invece ora di fissare delle chiare priorità in materia di compiti e di spese. La protezione degli abitanti della Svizzera mediante una difesa nazionale efficace è un compito centrale dello Stato. Ma questa protezione è oggi trascurata in maniera irresponsabile con un finanziamento insufficiente. Bisogna quindi migliorarla rapidamente e rigorosamente. Oltre al miliardo per i giochi olimpici, la Confederazione deve rinunciare al miliardo per la coesione dell’UE e all’aumento annuale sproporzionato delle spese per l’aiuto allo sviluppo. Di questi risparmi deve beneficiare la difesa della popolazione svizzera.
La sicurezza è una condizione fondamentale della libertà, dell’indipendenza e della prosperità. Degli attentati terroristici ci minacciano in ogni momento e dappertutto. Abbiamo perciò l’obbligo di mettere a disposizione dell’esercito e della difesa nazionale i mezzi finanziari di cui hanno bisogno. L’organizzazione dei giochi olimpici invernali viene solo al secondo posto. Basta d’altronde ricordarsi dei giochi olimpici e delle esposizioni del passato per constatare che questi eventi sono sempre molto più costosi dei budget annunciati, a causa del costante aumento dei costi delle infrastrutture e della sicurezza. L’UDC chiede al Consiglio federale nel suo assieme e al Parlamento, di assumersi la responsabilità della sicurezza degli abitanti della Svizzera. Ciò significa concretamente che s’impegnino, in aggiunta ai 5 miliardi di franchi annuali, a stanziare un importo unico di 9 miliardi per la difesa contro le minacce provenienti dallo spazio aereo (aerei da combattimento e sistema di missili per la difesa aerea terra-aria). Fintanto che questi equipaggiamenti indispensabili non saranno acquistati, converrà rinunciare a dei compiti secondari che costano miliardi, come i giochi olimpici, i versamenti per la coesione dell’UE, il congedo paternità o gli aumenti dell’aiuto allo sviluppo.