Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/125126

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale intende prendere i provvedimenti necessari per ridurre il contingente doganale globale di vino, fisso attualmente a 170 milioni di litri all'anno, onde riequilibrare il mercato e adattare le condizioni quadro all'evoluzione del consumo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il raggruppamento dei contingenti di vino rosso e bianco in un contingente unificato di 170 milioni di litri è stato approvato dall'Assemblea federale il 30 aprile 1997 (RU 1997 2236) visto il messaggio allegato al rapporto del 15 gennaio 1997 sulla politica economica esterna 96/1+2 (FF 1997 II 1 223). Il contingente unificato è stato notificato all'OMC.</p><p>Il volume del contingente tariffale è stato calcolato esclusivamente sulla base della media delle importazioni effettive degli anni 1986 a 1988, conformemente alle regole dell'Uruguay Round. Nel determinarlo non si erano potuti tenere in considerazione né la situazione del mercato interno né il livello del consumo.</p><p>L'unificazione, nel 2001, dei contingenti d'importazione di vino ha profondamente modificato l'approccio del mercato del vino a tutti i livelli. Vanno sottolineati, in particolare, gli sforzi profusi dai produttori svizzeri per quanto riguarda l'impianto dei vigneti e la qualità nonché la loro attenzione nei confronti delle esigenze dei consumatori. Questi ultimi, dal canto loro, sono sempre più aperti e curiosi; apprezzano il miglioramento e la diversità dei vini svizzeri, ma anche la maggiore scelta che viene loro offerta. Gli svantaggi sarebbero considerevoli, anche per la produzione svizzera, se venissero rimesse in questione le regole del mercato alle quali l'intero settore si è ben adeguato.</p><p>Se la Svizzera auspicasse di ridurre il volume del contingente, dovrebbe dapprima modificare i suoi impegni nei confronti dell'OMC in materia di accesso al mercato, conformemente all'articolo XXVIII dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio. Ciò renderebbe necessario un negoziato e un accordo con ogni parte contraente di cui è riconosciuto l'interesse come principale fornitore. Nell'ambito di negoziati di questo genere occorre stabilire le compensazioni, che possono riguardare, ad esempio, la riduzione dei dazi sui vini, ma anche su altri prodotti (latte, frutta, verdura, carne, ecc.). In questa procedura, le parti interessate devono mantenere le concessioni accordate a un livello che non sia meno favorevole di quello vigente prima dei negoziati. In assenza di un accordo con una delle parti interessate, essa può revocare concessioni sostanziali equivalenti, agricole o no, accordate alla Svizzera.</p><p>Il "prezzo da pagare" per una riduzione del contingente d'importazione di vino si ripercuoterebbe pertanto sia sul vino, in caso di riduzione dei dazi, sia su altri prodotti agricoli. Il Consiglio federale non reputa realistico che altri settori agricoli paghino il prezzo di un maggiore protezionismo a favore della viticoltura.</p><p>Alla luce degli elementi suesposti, il Consiglio federale non intende rinegoziare il contingente tariffale del vino.</p>  Risposta del Consiglio federale.