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Un'apertura del mercato dei prodotti lattieri all'Unione europea sarebbe difficilmente sopportabile per i Produttori elvetici di latte (PSL) e tutt'altro che vantaggiosi per commercianti e trasformatori. Lo dice uno studio di PSL illustrato oggi a Berna nel momento in cui il Consiglio federale si appresta a presentare un rapporto sulla questione.
I produttori elvetici - secondo lo studio - sarebbero "minacciati nella loro esistenza". L'inevitabile calo del prezzo del latte unitamente ai costi di produzione che rimarrebbero alti porterebbero al nefasto risultato. Senza misure di accompagnamento il reddito degli agricoltori crollerebbe.
Gli autori dello studio, realizzato dalla Scuola universitaria professionale (SUP) delle scienza agronome, forestali e alimentari di Zollikofen (BE), hanno interrogato 14 aziende agricole che oggi stanno bene e guardano con fiducia al futuro. Sono state effettuate delle simulazioni applicando diversi scenari di prezzi e tenendo conto delle prospettive 2012-2021 per il mercato europeo fatte dall'OCSE e dalla FAO.
I risultati dicono che un'apertura del mercato lattiero all'UE non colpirebbe soltanto i produttori, ma tutta la filiera, compresa la trasformazione e il commercio al dettaglio. Ci sarebbe un'accelerazione dei mutamenti strutturali e alle organizzazioni agricole non rimarrebbe altra scelta che fondersi o morire.
Andrebbe meglio per l'industria della trasformazione. Le aziende interrogate percepiscono la possibilità di uno sbocco nell'esportazione di prodotti lattieri ad alto valore aggiunto. Inoltre gli autori dello studio ritengono che con la liberalizzazione la Svizzera non importerebbe soltanto più merce a buon mercato, ma anche quella più cara.
Il commercio al dettaglio potrebbe tuttavia sviluppare in futuro un crescente interesse per i prodotti elvetici, poiché il consumatore si preoccupa soprattutto della loro origine e di quelli poco trasformati, quali il latte o il burro.
Le aziende coinvolte nello studio chiedono misure di accompagnamento in caso di apertura effettiva del mercato del latte, ma per il momento la natura di tali misure non emerge chiaramente.
La commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha inoltrato una mozione in cui chiede al Consiglio federale un rapporto sulle ripercussioni, per l'insieme del settore, di un'apertura del mercato del latte. Il dibattito slitta però a fine anno, poiché l'omonima commissione degli Stati è in ritardo con le deliberazioni.