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La giustizia francese ha ordinato il sequestro dei beni dell'uomo d'affari Bernard Tapie incriminato per truffa nell'ambito dell'inchiesta sull'arbitrato che gli ha permesso di ricevere un risarcimento da 403 milioni di euro in un contenzioso con la banca Crédit Lyonnais, caso in cui è coinvolta anche la direttrice generale del Fmi, Christine Lagarde. Lo ha riferito una fonte giudiziaria.
Nella complessa vicenda giudiziaria da cui è scaturito il sequestro, Tapie è accusato di truffa in concorso con altri due imputati, il suo avvocato e l'attuale amministratore delegato di France Telecom Stephane Richard, che era capo di gabinetto del ministero dell'Economia ai tempi dei fatti contestati, quando la Lagarde era ministro.
Secondo l'accusa, i tre hanno spinto per fare in modo che il verdetto nel lungo contenzioso tra Tapie e il Crédit Lyonnais (o, più precisamente, il consorzio che ha incorporato i debiti della banca quando, a metà anni Novanta, fu nazionalizzata) non fosse deciso in una normale aula giudiziaria, ma con un arbitrato privato. In questo modo, nel 2008 all'uomo d'affari marsigliese è stato riconosciuto un risarcimento di oltre 400 milioni di euro, sentenza contro cui lo Stato francese non aveva al tempo presentato ricorso in appello.
SDA-ATS