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Per il ministro dell'economia Guy Parmelin la misura avrebbe effetti negativi sull'equilibrio tra la sua produzione e l'approvvigionamento di burro
"Manca la base legale". Lo ha detto il consigliere federale Guy Parmelin in merito alla richiesta dell'Interprofessione Latte (Ip Latte) di aumentare di 3 centesimi il supplemento per il latte trasformato in formaggio. Il ministro dell'economia accoglie invece con favore l'aumento di 3 centesimi del prezzo indicativo del latte.
Sulle colonne del SonntagsBlick, Parmelin ricorda che la legge in vigore fissa il ‘supplemento formaggio’ a 15 centesimi. Spetta quindi al Parlamento decidere se aumentarlo. Una rivalutazione di 3 centesimi costerebbe ai contribuenti tra i 50 e i 60 milioni di franchi, ha precisato il consigliere federale al domenicale, una dichiarazione confermata dal suo dipartimento a Keystone-Ats.
A medio termine, sostiene ancora Parmelin, un aumento del supplemento avrebbe "effetti negativi" sull'equilibrio tra produzione di formaggio e approvvigionamento di burro. La filiera della produzione di burro verrebbe indebolita e ciò metterebbe a repentaglio la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera sul lungo termine.
Inoltre, il ‘supplemento formaggio’ non ha lo scopo di regolare le variazioni di prezzo del latte sul mercato a breve termine, ma di correggere lo squilibrio concorrenziale della produzione di formaggio svizzero rispetto all'estero, precisa il portavoce del dipartimento di Parmelin, Urs Wiedmer.
D'altro canto, per quanto riguarda la questione scottante del prezzo indicativo del latte, l'aumento di 3 centesimi al chilo a partire da luglio è stato accolto con favore da Parmelin, come annunciato venerdì.