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KIEV - Iulia Timoshenko guadagna un piccolo punto, ma ne perde uno ben più importante nelle elezioni presidenziali ucraine vinte il 14 febbraio dal rivale Viktor Ianukovich: la Corte suprema amministrativa ha sospeso il risultato del voto in attesa di pronunciarsi sui ricorsi, ma ha anche respinto la richiesta della attuale premier di interdire all'avversario il giuramento solenne previsto il 25 febbraio.
Ianukovich ha ottenuto domenica il 48,95 per cento dei voti contro il 45,47 per cento di Iulia Timoshenko, aggiudicandosi circa 890.000 elettori. Timoshenko ha gridato al plagio, chiedendo un nuovo turno per annullare "frodi sistematiche e fatte ad arte".
Le elezioni presidenziali di quest'anno, ad ogni buon conto, sono state corrette e democratiche, secondo gli osservatori dell'Unione europea. E i due maggiori pretendenti avevano lasciato da parte le ambizioni europeiste e americaniste del presidente uscente Viktor Iushenko - poi silurato con un misero 6% di voti - per riaprire il dialogo con la potente vicina Russia.
In questi giorni, Ianukovich è stato ancor più fedele a Mosca, paese che esporta attraverso Kiev la maggior parte del petrolio e del gas russi destinati al resto d'Europa, per riallacciare legami bene accetti da una gran parte della popolazione ucraina.
La corte suprema amministrativa dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni sulle carte fornite da Timoshenko in attesa di una possibile nuova elezione, ma giornali e siti internet pronosticano una scontata incoronazione per Ianukovich. Peraltro, con una maggioranza e una minoranza poco lontane fra loro e comunque risicate, potrebbe farsi strada l'idea di un compromesso fattibile.
SDA-ATS