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Una moratoria nel settore degli Ogm come quella approvata dal popolo svizzero sarebbe impossibile nell'Unione europea poiché si scontrerebbe contro le regole sulla concorrenza.
Nonostante ciò, in Europa ci sono sempre più zone dove non si coltivano piante geneticamente modificate.
Anche nell'Ue la questione degli Ogm è controversa. Dalla fine degli anni '90 non sono più stati dati permessi per la produzione di nuove piante modificate geneticamente.
Dopo una moratoria de facto durata vari anni, Bruxelles ha ricominciato a concedere permessi, ma solo per l'importazione e la vendita di Ogm, non per la coltivazione.
A decidere sul rilascio dei permessi è la Commissione. Recentemente il tribunale di primo grado dell'Unione europea ha dato ragione alla Commissione Ue che aveva detto no alla richiesta dell'Alta Austria di mettere al bando l'uso di Ogm in tutta la regione.
In molti paesi europei, i consumatori sono scettici sulla tecnologia genetica applicata alle piante. Solo in Spagna esistono vaste superfici (58 mila ettari) di campi coltivati con piante Ogm.
Ma l'obiettivo di parecchi paesi e regioni è bandire questi organismi. A livello giuridico, gli Stati Ue possono invocare clausole protettive per proibire determinate piante Ogm.
La decisione deve però essere motivata. A livello europeo, l'organizzazione ecologista «Friends of Earth» annovera 164 regioni che si dichiarano «Ogm free», soprattutto in Francia, Italia, Polonia, Gran Bretagna, Germania e Austria. De jure, non si tratta di divieti, ma di decisioni volontarie adottate da contadini.
swissinfo e agenzie