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Prefazione di Eros Bellinelli.
Formato 15x21, 48 pp.
In questo racconto l'autrice rivive il suo primo struggente incontro - avvenuto a Coira nel 1929 - con il padre.
Lo vede per la prima volta, a tre anni d'età, dopo che è stato costretto a lasciare l'Italia per sottrarsi alle vessazioni del regime fascista.
"Attilio Fusco (padre di Ketty) conosceva bene Giacomo Matteotti, che accoglieva nella sua casa. Il 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti venne assassinato dai sicari di Benito Mussolini. L'Italia reagì, sembrò che il potere fascista dovesse crollare. Invece si rafforzò. Divenne totalmente dittatoriale. Molti italiani preferirono l'esilio al giuramento di fedeltà al regime.
Attilio Fusco fuggì da Napoli quando la figlia aveva pochi mesi. Non tornò più in Italia. Morì profugo negli Stati Uniti. La figlia lo vide, per la prima volta e per alcune ore, a Coira. Ketty aveva poco più di tre anni.
È da quell'incontro che il racconto nasce e si propaga con la memoria del ritorno a Napoli, dei significati incerti di quell'epoca, delle vicende umane e degli interrogativi irrisolti della famiglia rimasta a Napoli. In quell'albergo sul fiume è dunque un racconto di vita in un contesto storico nel quale la persecuzione delle persone era norma di Stato nelle dittature".
(dalla prefazione di Eros Bellinelli).