Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01225.jsonl.gz/455

ZURIGO - Il commercio estero svizzero nel 2018 ha stabilito nuovi valori record in entrambe le direzioni di scambio e ciò nonostante le incertezze economiche a livello mondiale.
Le esportazioni sono aumentate in termini nominali del 5,7%, facendo registrare il più alto tasso di crescita dal 2010 a 233,1 miliardi di franchi. Lo stesso è avvenuto per le importazioni che con un incremento dell'8,6% si sono attestate a 201,8 miliardi di franchi. Lo ha comunicato oggi l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), precisando che la bilancia commerciale ha chiuso con un avanzo di 31,3 miliardi di franchi, in calo di 3,49 miliardi rispetto al 2017.
In termini reali - ossia con i valori corretti in base all'evoluzione dei prezzi - le esportazioni sono progredite dell'1,2% e le importazioni del 6%. L'evoluzione trimestrale si è comunque rivelata disomogenea.
Per quanto riguarda gli invii all'estero, l'espansione osservata nel primo e secondo trimestre ha fatto posto a una netta riduzione nel corso del terzo trimestre per chiudere poi l'anno con un periodo ottobre-dicembre in aumento del 6,3%.
La crescita delle importazioni è stata positiva nel primo semestre, mentre ha registrato un forte calo nella seconda metà dell'anno.
Allo sviluppo favorevole delle esportazioni hanno contribuito i principali settori: l'industria chimica e farmaceutica ha segnato invii in crescita del 5,8% (+5,7 miliardi di franchi) a 104,3 miliardi. In particolare sono cresciute le vendite dei farmaci (+8,9% a 44,32 miliardi di franchi).
A contribuire all'incremento dell'export anche il settore delle macchine e dell'elettronica in cui si è registrata una progressione del 4,6% (+1,4 miliardi di franchi) a 33,51 miliardi. Per quanto riguarda le esportazioni orologiere esse si sono attestate a 21,17 miliardi i crescita del 6,3% (+1,5 miliardi).