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Al Congresso di due giorni di Basilea, il Partito socialista svizzero vota a larga maggioranza un documento programmatico in tal senso
Il Partito socialista vuole che la Svizzera aderisca all’Unione europea in modo graduale. Il Congresso del partito tenutosi nel weekend a Basilea ha approvato oggi con 293 voti favorevoli, 84 contrari e 20 astensioni un documento programmatico che illustra la tabella di marcia dei socialisti in materia di politica europea.
"Per il Ps è chiaro che un’adesione ben negoziata all’Ue rimane l’opzione migliore", si legge nel documento intitolato "Verso un’Europa sociale e democratica" redatto da una commissione ad hoc istituita dalla presidenza del partito. Il fascicolo ha suscitato diverse ore di dibattiti prima di venir approvato.
Il Ps afferma di "essere consapevole del fatto che l’adesione all’Ue non sia in grado di ottenere una maggioranza in Svizzera a breve termine". Propone quindi un piano in più fasi. Il documento auspica quale primo passo un’associazione.
La Svizzera dovrebbe anche adottare misure per ristabilire la fiducia con Bruxelles, dopo la rottura dei negoziati sull’accordo istituzionale quadro nel maggio dello scorso anno. Il Ps propone che Berna si mostri più solidale in politica migratoria e versi contributi di coesione più sostanziosi. La Confederazione dovrebbe inoltre cercare un accordo sulla fiscalità e impegnarsi a cooperare nella lotta contro l’evasione fiscale.
In una fase successiva, la Svizzera potrebbe cercare un accordo di stabilizzazione, che riprenda i principi sociali dell’Ue. In tale occasione si potrà anche risolvere la partecipazione elvetica ai programmi di ricerca e istruzione europei Orizzonte ed Erasmus.
In seguito occorrerà elaborare una Legge sull’Europa che dovrà avere il sostegno di tutti i partiti a eccezione dell’Udc, indicano ancora i socialisti. Questa potrebbe dare mandato al Consiglio federale di avviare i negoziati con l’Ue. Il passo successivo sarà il deposito di una domanda d’adesione. Il documento approvato oggi non indica una data per raggiungere questo obiettivo.
Durante le discussioni che hanno preceduto l’adozione del documento, alcuni membri, in particolare esponenti della Gioventù socialista, hanno espresso scetticismo. Mirjam Hostetmann (Lu) ha denunciato un "atteggiamento acritico" nei confronti della politica dei rifugiati e della liberalizzazione portata avanti da Bruxelles.
Il consigliere nazionale grigionese Jon Pult ha replicato affermando che non si tratta di aderire all’Ue a scatola chiusa. "Nel documento non neghiamo che ci siano anche svantaggi e sfide", in particolare nei servizi pubblici e nella democrazia diretta, ha precisato.
In precedenza i delegati hanno proceduto alla rielezione dei vertici del Ps. Cédric Wermuth (Ag) e Mattea Meyer (Zh) sono stati confermati alla presidenza. Da parte loro, Jon Pult (Gr), Samuel Bendahan (Vd), Roger Nordmann (Vd), Elisabeth Baume-Schneider (Ju), Jacqueline Badran (Zh), David Roth (Lu) e Nicola Siegrist (Zh) sono stati rieletti vicepresidenti.