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Incarto n. 52.95.00472 DP 201/95 cm Lugano 2 ottobre 1995 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi segretario: Gardo Petrini statuendo sul ricorso 16 agosto 1995 di __________ rappr. da: st.leg. __________ contro la decisione 31 luglio 1995(n. 118/95) con cui il Dipartimento delle istituzioni ha respinto l'istanza 20 maggio 1995 presentata dall'insorgente intesa ad ottenere una proroga dell'orario di chiusura fino alle ore 01.00 tutti i giorni; vista la risposta 22 agosto 1995 del Dipartimento delle istituzioni; letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto che con istanza 20 maggio 1995, la manutenzione __________, titolare della patente d'esercizio pubblico relativa al "__________" a __________, ha presentato al Dipartimento delle istituzioni una richiesta tendente all'ottenimento di una deroga agli orari di chiusura fino alle ore 01.00; che il Dipartimento delle istituzioni con risoluzione 31 luglio 1995 ha respinto l'istanza, preavvisata negativamente sia dal Municipio che dalla polizia cantonale di __________, ritenendo che non sussistessero necessità locali, turistiche e del traffico tali da giustificare una deroga d'orario; che la __________ impugna ora la predetta risoluzione dipartimentale davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento; che a detta dell'insorgente la presenza nelle immediate vicinanze del suo locale di due discoteche di notevole richiamo quali l' "__________" e il "__________" giustificherebbe la sua richiesta di concessione di un prolungo d'orario fino alle ore 01.00; che il Dipartimento delle istituzioni postula la conferma della decisione impugnata, riconfermando sostanzialmente gli argomenti ivi addotti; considerato, in diritto che il ricorso, tempestivo, é ricevibile in ordine giusta l'art. 60 LEP e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm); che giusta l'art. 36 LEP: "Gli esercizi pubblici non possono, di regola, essere aperti prima delle ore 6.00 e devono essere chiusi e sgomberati a mezzanotte al più tardi, ritenuto, per i datori di alloggio, l'obbligo di accogliere ospiti e la facoltà di servir loro cibi e bevande a qualsiasi ora. Il Dipartimento, sentito il Municipio interessato e tenuto conto delle esigenze locali e turistiche, d'ufficio o su richiesta, può stabilire o concedere deroghe d'orario per determinati periodi dell'anno."; che le disposizioni sulla possibilità di concedere deroghe mirano ad attenuare il rigore di determinate norme, quando, in circostanze particolari, una loro rigida applicazione si riveli contraria all'interesse pubblico o pregiudichi eccessivamente l'interesse del privato senza che l'interesse pubblico lo giustifichi; che la concessione di deroghe d'orario dipende in primo luogo dall'esistenza di particolari necessità locali o turistiche e non dalla situazione economica dell'esercente che, per sopperire alla mancanza di clientela durante l'orario di apertura, intende rivolgersi ad una potenziale clientela notturna; che le "esigenze locali o turistiche" richieste dalla legge (art.36 LEP) devono comprovare oggettivamente l'opportunità che in una certa regione o in un certo comune si consenta la deroga di orario per uno o più esercizi pubblici (cfr. STA 6 febbraio 1987 in re B.); che la questione a sapere se sussista una situazione eccezionale legittimante la concessione di una deroga è prevalentemente questione di diritto e può quindi essere esaminata liberamente da parte dell'autorità di ricorso; che, per contro, nel caso in cui si ammetta l'esistenza di una situazione eccezionale, la questione volta a stabilire quali provvedimenti permettano di porvi rimedio é soprattutto rimessa al potere discrezionale dell'autorità decidente ed é quindi sindacabile unicamente sotto il profilo della violazione di diritto per abuso di potere; che l'esercizio pubblico del ricorrente é ubicato a __________ (versante __________) a poche centinaia di metri dalle discoteche "__________" e "__________"; che il comune di __________ è un agglomerato di medie-piccole dimensioni, conta circa 1000 abitanti (cfr. annuario ufficiale 95/96), e non si trova alla confluenza di importanti vie di comunicazioni; che la zona in cui si trova l'esercizio dell'insorgente, a carattere prettamente industriale, non può nemmeno considerarsi a vocazione turistica, per cui un'esigenza di ristoro di questa natura dopo la mezzanotte non entra in considerazione; che il semplice fatto di trovarsi vicino a due discoteche non é d'altro canto sufficiente per giusticare un'esigenza locale di ristorazione oltre il normale orario di chiusura; che, nel caso concreto, con la deroga d'orario richiesta la ricorrente si ripropone non tanto di soddisfare particolari esigenze di ristorazione di carattere locale o turistico, quanto piuttosto di rendere economicamente più interessante la gestione del proprio esercizio, attirando verso il suo ristorante una maggiore clientela notturna; che in tali circostanze si deve negare che la situazione della ricorrente rivesta carattere di eccezionalità; che, pertanto, la conclusione alla quale é giunto il Dipartimento delle istituzioni non può che essere confermata, siccome immune da violazioni del diritto; che spese e tassa di giudizio seguono la soccombenza; Per questi motivi, visti gli art. 36 e 60 LEP; 3, 18, 18, 28, 60 e 61 PAmm, dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso é respinto. 2. Le spese e la tassa di giustizia di fr. 500.-- (cinquecento) sono a carico della ricorrente. 3. Intimazione a: __________ Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Incarto n. 52.95.00472 DP 201/95 cm Incarto n. 52.95.00472

Incarto n. DP 201/95

cm

Lugano 2 ottobre 1995 Lugano

Lugano 2 ottobre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo Il Tribunale cantonale amministrativo

Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi segretario: segretario:

segretario: Gardo Petrini Gardo Petrini

Gardo Petrini statuendo sul ricorso 16 agosto 1995 di

statuendo sul ricorso 16 agosto 1995 di __________ rappr. da: st.leg. __________ __________

__________ rappr. da: st.leg. __________

rappr. da: st.leg. __________ contro contro

contro la decisione 31 luglio 1995(n. 118/95) con cui il Dipartimento delle istituzioni ha respinto l'istanza 20 maggio 1995 presentata dall'insorgente intesa ad ottenere una proroga dell'orario di chiusura fino alle ore 01.00 tutti i giorni; la decisione 31 luglio 1995(n. 118/95) con cui il Dipartimento delle istituzioni ha respinto l'istanza 20 maggio 1995 presentata dall'insorgente intesa ad ottenere una proroga dell'orario di chiusura fino alle ore 01.00 tutti i giorni;

la decisione 31 luglio 1995(n. 118/95) con cui il Dipartimento delle istituzioni ha respinto l'istanza 20 maggio 1995 presentata dall'insorgente intesa ad ottenere una proroga dell'orario di chiusura fino alle ore 01.00 tutti i giorni; vista la risposta 22 agosto 1995 del Dipartimento delle istituzioni;

vista la risposta 22 agosto 1995 del Dipartimento delle istituzioni; letti ed esaminati gli atti;

letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto

che con istanza 20 maggio 1995, la manutenzione __________, titolare della patente d'esercizio pubblico relativa al "__________" a __________, ha presentato al Dipartimento delle istituzioni una richiesta tendente all'ottenimento di una deroga agli orari di chiusura fino alle ore 01.00;

che il Dipartimento delle istituzioni con risoluzione 31 luglio 1995 ha respinto l'istanza, preavvisata negativamente sia dal Municipio che dalla polizia cantonale di __________, ritenendo che non sussistessero necessità locali, turistiche e del traffico tali da giustificare una deroga d'orario;

che la __________ impugna ora la predetta risoluzione dipartimentale davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;

che a detta dell'insorgente la presenza nelle immediate vicinanze del suo locale di due discoteche di notevole richiamo quali l' "__________" e il "__________" giustificherebbe la sua richiesta di concessione di un prolungo d'orario fino alle ore 01.00;

che il Dipartimento delle istituzioni postula la conferma della decisione impugnata, riconfermando sostanzialmente gli argomenti ivi addotti;

considerato, in diritto

che il ricorso, tempestivo, é ricevibile in ordine giusta l'art. 60 LEP e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

che giusta l'art. 36 LEP:

"Gli esercizi pubblici non possono, di regola, essere aperti prima delle ore 6.00 e devono essere chiusi e sgomberati a mezzanotte al più tardi, ritenuto, per i datori di alloggio, l'obbligo di accogliere ospiti e la facoltà di servir loro cibi e bevande a qualsiasi ora. Il Dipartimento, sentito il Municipio interessato e tenuto conto delle esigenze locali e turistiche, d'ufficio o su richiesta, può stabilire o concedere deroghe d'orario per determinati periodi dell'anno.";

che le disposizioni sulla possibilità di concedere deroghe mirano ad attenuare il rigore di determinate norme, quando, in circostanze particolari, una loro rigida applicazione si riveli contraria all'interesse pubblico o pregiudichi eccessivamente l'interesse del privato senza che l'interesse pubblico lo giustifichi;

che la concessione di deroghe d'orario dipende in primo luogo dall'esistenza di particolari necessità locali o turistiche e non dalla situazione economica dell'esercente che, per sopperire alla mancanza di clientela durante l'orario di apertura, intende rivolgersi ad una potenziale clientela notturna;

che le "esigenze locali o turistiche" richieste dalla legge (art.36 LEP) devono comprovare oggettivamente l'opportunità che in una certa regione o in un certo comune si consenta la deroga di orario per uno o più esercizi pubblici (cfr. STA 6 febbraio 1987 in re B.);

che la questione a sapere se sussista una situazione eccezionale legittimante la concessione di una deroga è prevalentemente questione di diritto e può quindi essere esaminata liberamente da parte dell'autorità di ricorso;

che, per contro, nel caso in cui si ammetta l'esistenza di una situazione eccezionale, la questione volta a stabilire quali provvedimenti permettano di porvi rimedio é soprattutto rimessa al potere discrezionale dell'autorità decidente ed é quindi sindacabile unicamente sotto il profilo della violazione di diritto per abuso di potere;

che l'esercizio pubblico del ricorrente é ubicato a __________ (versante __________) a poche centinaia di metri dalle discoteche "__________" e "__________";

che il comune di __________ è un agglomerato di medie-piccole dimensioni, conta circa 1000 abitanti (cfr. annuario ufficiale 95/96), e non si trova alla confluenza di importanti vie di comunicazioni;

che la zona in cui si trova l'esercizio dell'insorgente, a carattere prettamente industriale, non può nemmeno considerarsi a vocazione turistica, per cui un'esigenza di ristoro di questa natura dopo la mezzanotte non entra in considerazione;

che il semplice fatto di trovarsi vicino a due discoteche non é d'altro canto sufficiente per giusticare un'esigenza locale di ristorazione oltre il normale orario di chiusura;

che, nel caso concreto, con la deroga d'orario richiesta la ricorrente si ripropone non tanto di soddisfare particolari esigenze di ristorazione di carattere locale o turistico, quanto piuttosto di rendere economicamente più interessante la gestione del proprio esercizio, attirando verso il suo ristorante una maggiore clientela notturna;

che in tali circostanze si deve negare che la situazione della ricorrente rivesta carattere di eccezionalità;

che, pertanto, la conclusione alla quale é giunto il Dipartimento delle istituzioni non può che essere confermata, siccome immune da violazioni del diritto;

che spese e tassa di giudizio seguono la soccombenza;

Per questi motivi,

Per questi motivi, visti gli art. 36 e 60 LEP; 3, 18, 18, 28, 60 e 61 PAmm,

visti gli art. 36 e 60 LEP; 3, 18, 18, 28, 60 e 61 PAmm, dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso é respinto.

2. Le spese e la tassa di giustizia di fr. 500.-- (cinquecento) sono a carico della ricorrente.

3. Intimazione a: 3. Intimazione a:

__________ __________

__________ Per il Tribunale cantonale amministrativo

Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario