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Risultati mediocri per l'industria metalmeccanica svizzera: i nuovi ordinativi hanno segnato nel primo trimestre dell'anno una flessione del 22%.
Colpa del rallentamento congiunturale e del rafforzamento del franco svizzero, indica mercoledì un comunicato di Swissmem, l'associazione che riunisce 250 aziende del settore.
L'industria metalmeccanica elvetica ha esportato prodotti per 12,9 miliardi di franchi, in calo del 15% rispetto al primo trimestre 2001. Le forniture all'Unione europea sono diminuite del 15,6% e quelle verso i mercati asiatici del 17,4%. L'export verso gli Stati Uniti ha subito un tonfo del 23,3%.
Per quanto riguarda le nuove commesse, Swissmem ha annunciato una flessione del 17,3% per i mercati esteri e una contrazione del 34% per quello interno. L'utilizzo delle capacità ha registrato un calo di 8,6 punti percentuali rispetto al periodo corrispondente del 2001, scendendo all'81,5 %.
Swissmem rimane tuttavia ottimista e prevede una ripresa degli affari nel quarto trimestre dell'anno, favorita dall'export. Solo a fine anno si dovrebbe assistere a un rilancio marcato. La ripresa potrebbe tuttavia essere minacciata dal persistere della forza del franco.
swissinfo e agenzie