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Stati Uniti e Cina mettono da parte per un attimo le tensioni commerciali e geopolitiche che caratterizzano le loro relazioni per annunciare, a Glasgow, un'intesa sul clima. Washington e Pechino hanno concluso "una dichiarazione congiunta sul rafforzamento dell'azione climatica", ha detto l'inviato e capo negoziatore cinese Xie Zhenhua durante una conferenza stampa in Scozia. L'intesa mira innanzitutto ad assicurare il successo della COP26 attualmente in corso. Le due parti, ha dichiarato Xie, "riconoscono lo scarto esistente fra gli sforzi attuali e gli obiettivi dell'accordo di Parigi" e quindi la necessità di fare di più. La cooperazione "è la sola via percorribile", ha detto ancora.
Secondo il suo omologo John Kerry, USA e Cina hanno "divergenze" su molte questioni, ma sulla lotta al cambiamento climatico "non hanno scelta" se non collaborare perché è l'unico modo per avere "il lavoro fatto" e perché "la scienza lo impone". Un gruppo di lavoro sarà creato e già a metà dell'anno prossimo si incontrerà una prima volta per fissare le prime "azioni concrete".
"Un passo nella giusta direzione", ha subito commentato in un tweet il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, lui pure presente a Glasgow. Non c'è invece il presidente cinese Xi Jinping e la sua assenza era stata definita "un grave errore" da Joe Biden, che invece era arrivato all'inizio dei lavori la scorsa settimana. Gli Stati Uniti sono secondi per emissioni di CO2 (primi pro capite), mentre la Cina è prima a livello mondiale e ha fissato per il 2060 invece del 2050 l'obiettivo della neutralità carbonica.