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Fausto Paravidino, uno degli autori più interessanti del panorama teatrale italiano, apprezzato e rappresentato in tutto il mondo, racconta la guerra domestica di due giovani coppie attraverso un’atmosfera rarefatta e toni noir.
Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo. Cercando di non farsi sentire, va a guardare dallo spioncino. I rumori cessano. Ritorna al suo posto. Quando Greta torna a casa glielo dice: mentre lei non c’era lui ha visto i vicini. Com’erano? Lui non sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura. Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo. Lui ha paura dei vicini. Perché? Non lo sa. E Greta? Greta no. Greta non ha nessuna paura dei vicini. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina. La vicina che c’era prima che arrivassero i nuovi vicini. La vicina che c’era prima di morire.
I vicini non sembrano affatto pericolosi. Una sera si incontrano persino tutti e quattro. Quella sera succedono cose strane, però non spiacevoli. Solo che la notte la vecchia ricompare. Lei ha sempre più paura, lui ne ha sempre meno, ormai lui va d’accordo coi vicini, si vedono di nuovo. I vicini sono molto cambiati. In peggio. Perché?