Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01130.jsonl.gz/1166

Credit Suisse sotto inchiesta a Ginevra: le autorità stanno indagando sulla grande banca e su quattro suoi dipendenti presenti o passati per il suo coinvolgimento in un possibile caso di frode nei confronti di clienti turchi di un piccolo gestore patrimoniale, riferiscono Tages-Anzeiger e altre testate. "Credit Suisse respinge fermamente ogni responsabilità penale e sta facendo tutto il possibile per difendersi dalle accuse", ha indicato all'agenzia finanziaria Awp una portavoce dell'istituto.
Stando al Tages-Anzeiger i magistrati stanno verificando se Credit Suisse possa essere ritenuta responsabile di carenze organizzative. Nel mirino ci sono anche quattro impiegati, uno dei quali ancora attivo nel gruppo: tutti respingono gli addebiti. Al centro della vicenda figura TG Investment Services, società anonima fondata nel 2008 da ex consulenti di Credit Suisse, che si avvaleva dei servizi di deposito della banca. I clienti dell'azienda - oggi in liquidazione - erano turchi facoltosi, che hanno visto i loro investimenti sciogliersi dopo il crollo della lira turca. Per coprire le perdite i responsabili dell'impresa avrebbero falsificato le firme dei clienti, nei loro mandati di negoziazione indirizzati a Credit Suisse.
L'allarme sarebbe stato lanciato da un cliente che nel 2015 ha attivato l'autorità di vigilanza Finma. I manager di TG Investment Services avrebbero confessato, asserendo però di aver agito senza volontà di arricchirsi: si trattava unicamente di compensare le perdite. Il danno complessivo ammonterebbe a circa 150 milioni di franchi. Al vaglio degli inquirenti - riferisce l'agenzia Bloomberg - vi sarebbero in particolare 40 transazioni fra le 50'000 effettuate tra il 2009 e il 2015.