Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/50892

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente sono stati attribuiti più di 50'000 numeri di servizi a valore aggiunto appartenenti al gruppo 090x, la maggior parte dei quali viene utilizzata in modo conforme alle prescrizioni. Tuttavia, il Consiglio federale è cosciente che alcuni di questi numeri sono utilizzati in modo abusivo. </p><p>Il Collegio ha pertanto già adottato varie misure allo scopo di prevenire gli abusi. Ad esempio dal 1° aprile 2003 sono pubblicati il nome e l'indirizzo dei titolari dei numeri (identificazione) e sono revocati i numeri a valore aggiunto se solo vi è il sospetto che siano utilizzati in modo illegale. Inoltre, dal 1° dicembre 2003, i consumatori hanno la possibilità di bloccare gratuitamente le chiamate verso tutti i numeri 090x. Tra l'altro, le modifiche dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP), decise dal Consiglio federale il 15 ottobre 2003, miglioreranno la trasparenza nell'ambito dei prezzi delle comunicazioni stabilite verso numeri di servizi a valore aggiunto. Le tariffe per lo stabilimento della chiamata e le tariffe al minuto che superano i 2 franchi dovranno, d'ora in poi, essere annunciate gratuitamente prima dell'inizio della tassazione. Se tali tariffe superano i 5 o 10 franchi, l'utente che chiama dovrà confermare attivamente il collegamento mediante un segnale particolare.</p><p>Per quanto concerne il livello dei prezzi non esistono attualmente né condizioni particolari né una base legale. Pertanto, nel progetto di revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (LTC) è previsto che il Consiglio federale abbia la possibilità di fissare i limiti superiori dei prezzi per i numeri di servizi a valore aggiunto. Il progetto di legge prevede esplicitamente una seconda misura, ossia che il Consiglio federale possa obbligare i titolari dei numeri ad avere una sede in Svizzera. A scopo preventivo l'Esecutivo federale potrebbe, a patto che la misura sia conforme al principio di proporzionalità e risponda ad un interesse pubblico, obbligare i titolari dei numeri che operano dall'estero a creare una succursale in Svizzera iscritta nel registro di commercio. Ciò renderebbe questi fornitori più accessibili ai consumatori svizzeri, migliorando considerevolmente la trasparenza nel mercato. I consumatori non dovrebbero dunque più affrontare lunghe e dunque rare procedure d'assistenza giudiziaria.</p><p>Inoltre, il progetto prevede che il Consiglio federale possa disciplinare i servizi a valore aggiunto allo scopo di evitare gli abusi. Oltre alle molteplici revisioni di ordinanze già decise, il Collegio potrà emanare tutte le misure possibili per lottare contro il fenomeno. </p><p>Per quanto concerne le misure concretamente proposte dall'autore della mozione, occorre rilevare quanto segue:</p><p>Punto 1: la separazione della fatturazione sarebbe del tutto contrario al sistema di fatturazione dei servizi e dei prodotti mediante fattura telefonica, un sistema che si rivela essere semplice e vantaggioso anche per i consumatori. Inoltre, la trasmissione, da parte dei fornitori di servizi di telecomunicazione ai titolari dei numeri di servizi a valore aggiunto dei dati personali necessari alla fatturazione diretta sarebbe molto delicata dal punto di vista del segreto delle telecomunicazioni e della protezione dei dati. Per di più, una fatturazione separata comporterebbe un maggiore onere amministrativo e potrebbe costringere parecchi servizi a valore aggiunto, seppure molto utili, a cessare la loro attività come ad esempio il servizio d'informazioni delle FFS, i bollettini sulle valanghe o le offerte culturali. La possibilità di fissare in futuro prezzi massimi permetterà invece di garantire parzialmente una protezione del tutto simile. Va dunque respinta la richiesta dell'autore della mozione di procedere ad una fatturazione separata. </p><p>Punto 2: il requisito della sede in Svizzera è già prevista nel progetto di revisione parziale della LTC. Il Consiglio federale è pertanto disposto ad accettare questo punto della mozione.</p><p>Punto 3: i titolari di numeri di servizi a valore aggiunto sono registrati al momento della trattazione delle domande di attribuzione dei numeri. I dati corrispondenti (nome e indirizzo) sono pubblicati su internet nel quadro dell'identificazione dei titolari. Non è chiaro in che modo una dichiarazione fatta dal fornitore di servizi a valore aggiunto o dal titolare dei numeri, che precisi della sua intenzione di utilizzare i numeri nell'ambito di programmi dialer e di attenersi alle norme in vigore, possa contribuire realmente a prevenire gli abusi in questo settore. Le domande contenute al punto 3 vanno pertanto respinte. Invece, la decisione d'attribuzione attira espressamente l'attenzione del titolare del numero di servizi a valore aggiunto sugli obblighi cui sottostà indipendentemente da una dichiarazione da parte sua.</p><p>Punto 4: le modifiche dell'OIP prevedono già una conferma del collegamento da parte del consumatore. Affinché quest'ultimo possa prendere atto delle condizioni generali, queste ultime dovrebbero ad esempio essere registrate su un nastro trasmesso prima che il servizio sia offerto. Questo però allungherebbe considerevolmente la durata delle comunicazioni e, nella maggior parte dei casi, sarebbe poco apprezzato dai consumatori che utilizzano i numeri di servizi a valore aggiunto per ottenere rapidamente le informazioni di cui hanno bisogno (a volte urgentemente). Per quanto riguarda il diritto di recesso richiesto dall'autore della mozione, si può fare riferimento alla pag. 16 del rapporto esplicativo relativo alla legge federale sul commercio elettronico. I contratti relativi a prestazioni offerte mediante numeri di servizi a valore aggiunto fanno parte dei tipi di contratto per i quali la garanzia di un qualunque diritto di recesso non ha senso. Pertanto, anche le domande del punto 4 vanno respinte.</p>