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A Malaga la Coppa Davis offre solo due «top ten»
Ultimo appuntamento della stagione nel grande tennis. La nuova Coppa Davis - ormai non più così tanto nuova - raggruppa a Malaga le otto nazioni rimaste in corsa per il titolo: Australia, Paesi Bassi, Spagna, Croazia, Italia, Stati Uniti, Canada e Germania. Si è incominciato ieri con la sfida Australia - Olanda (2-0 e qualificazione alla semifinale per gli australiani) e si terminerà domenica con la finalissima. Non c’è la Russia di Daniil Medvedev e Andrey Rublev, che non può difendere il titolo. L’esclusione dalla competizione a squadre è dovuta alle note ragioni politiche (più che etiche), che si trascinano da ormai diversi mesi, cioè da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Stesso scenario, insomma, della recente Billie-Jean King Cup (ex Fed Cup), nella quale la Svizzera, ripescata dopo l’esclusione delle russe (pure loro campionesse in carica) è addirittura riuscita a conquistare la Coppa.
La nuova Davis, che non ha certo il fascino di quella classica (firmata nel 2014 dalla Svizzera di Roger Federer e Stan Wawrinka), era partita con l’obiettivo di coinvolgere un maggior numero di stelle. Così non è stato. A Malaga sono infatti solo due i «top ten» in gara, il canadese Felix Auger-Aliassime (ATP 6) e lo statunitense Taylor Fritz (ATP 9).
I grandi assenti
Iniziamo allora dai grandi assenti, a incominciare da Carlos Alcaraz (ATP 1) e Rafael Nadal (ATP 2). Entrambi hanno rinunciato. Il primo è stato costretto a dare forfait anche alle recenti finali ATP di Torino a causa di un infortunio, il secondo in Piemonte ci è andato, ma senza brillare e si è aggiudicato solo l’ultima ormai inutile partita del round-robin contro il norvegese Casper Ruud, già qualificato e poi finalista. Il ruolo di numero 1, tra gli iberici tocca a Pablo Carreño Busta (ATP 13) accompagnato da Roberto Bautista-Agut (ATP 21). «Abbiamo due giocatori di ottimo livello. Anche senza Alcaraz e Nadal, disponiamo di una squadra solida», ha spiegato il capitano Sergi Bruguera dimenticandosi di aggiungere che la sua Spagna ha oltretutto il grande vantaggio di poter giocare in casa. E in Davis, lo sappiamo bene, questo conta moltissimo. Per gli iberici il primo test, quello dei quarti di finale, è in programma oggi alle 16.00 contro la Croazia, finalista lo scorso anno.
Senza Sinner e Berrettini
Gli ultimi due quarti si giocheranno domani: dalle 10.00 Italia - Stati Uniti, dalle 16.00 Canada - Germania. Filippo Volandri, capitano degli azzurri, ha dovuto rinunciare a due carte preziose. Janik Sinner aveva dato forfait già qualche giorno fa per la tendinite all’indice della mano destra, mentre Matteo Berrettini, che non ha ancora recuperato dall’infortunio dal piede, si è presentato a Malaga con il resto del team. A lui spetterà però il ruolo di primo tifoso di una compagine che parte comunque con grandi ambizioni. A difendere i colori azzurri in singolare saranno Lorenzo Musetti, promosso al ruolo di numero 1. Il ventenne, ATP 23, sarà affiancato dal 27.enne Lorenzo Sonego (ATP 46). Il doppio dovrebbe invece essere affidato alla coppia formata da Fabio Fognini e Simone Bolelli. I due si erano imposti all’Australian Open 2015 e per poco hanno fallito la qualificazione alle ATP Finals.
Volandri ci crede
Certo, l’Italia dovrà vedersela nei quarti con gli Stati Uniti di Mardy Fish. Una compagine solida, promossa dopo aver battuto Gran Bretagna e Kazakistan ma uscita sconfitta contro i Paesi Bassi nella fase precedente del torneo a Glasgow. Con elementi quotati come Taylor Fritz e Frances Tiafoe (in doppio dovrebbero essere schierati Jack Sock e Tommy Paul) non sarà facile spuntarla. Ma il capitano Volandri si è comunque mostrato carico di fiducia: «I ragazzi si stanno trovando a loro agio. Si sono allenati con profitto. A Malaga vogliono andare lontano. Noi ci crediamo».