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BERNA - Al termine della scuola obbligatoria solo il 62% dei ragazzi svizzeri dispone delle competenze richieste in matematica. È quanto emerso la scorsa settimana dai risultati dello studio pubblicato dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). Risultati che però sono in contrasto con quanto emerso dall’indagine PISA 2015 che viene effettuata ogni tre anni e mette a confronto allievi di diversi paesi nel mondo. Lì gli svizzeri (e soprattutto i ticinesi) si sono distinti proprio per i risultati in matematica.
Come è possibile ottenere due riscontri opposti? La risposta la fornisce oggi la SonntagsZeitung: il test su cui si basano i risultati della CDPE era troppo difficile.
A giungere a questa conclusione sono stati degli esperti di Lussemburgo, attivi presso il centro che si occupa di valutare i test sull’educazione. È stata la stessa CDPE a interpellarli, “spaventati” dai risultati emersi.
E la conclusione è chiara: alcuni esercizi del test non sono stati sufficientemente testati e sono risultati «eccessivamente ambiziosi».
I giovani svizzeri sono bravi in matematica. Dire che non raggiungono gli “standard minimi”, quindi, è falso. Nel mondo unicamente Singapore (564) e due province cinesi (Hong Kong con 548 punti e Macao con 544 punti) hanno conseguito prestazioni significativamente migliori rispetto al Ticino (533). Quattro Paesi hanno una media che non si differenzia in modo significativo rispetto a quella ticinese, mentre tutti gli altri 64 Paesi presentano una media statisticamente inferiore rispetto al Ticino.