Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/199529

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la stampa e alcuni parlamentari belgi, oltre 2000 persone nel mondo, di cui 49 cittadini svizzeri, percepiscono ancora una pensione mensile per aver collaborato con il regime nazionalsocialista (1933-1945).</p><p>Queste pensioni erano state istituite da Adolf Hitler nel 1941 a titolo di gratifica per tutte le persone che, volontariamente o meno, si erano impegnate a favore del regime. Queste pensioni verrebbero ancora versate dal Governo federale tedesco dalla fine dell'ultima guerra.</p><p>Il Belgio ha puntato i riflettori su un caso che può essere considerato uno scandalo: il 20 febbraio 2019, infatti, i deputati belgi hanno firmato una proposta di risoluzione per mettere fine al versamento di queste pensioni a ex "collaboratori" belgi. In Francia, alcuni deputati si stanno muovendo in maniera analoga.</p><p>Le 49 persone residenti in Svizzera interessate da questo dossier dovrebbero chiarire la loro situazione, che potrebbe nuocere all'immagine del nostro Paese.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Sono effettivamente 49 le persone interessate in Svizzera?</p><p>2. Il Consiglio federale è a conoscenza del profilo di queste persone?</p><p>3. Qual è la posizione del Consiglio federale nei confronti del versamento di pensioni a ex nazisti in Svizzera, quando vittime dirette o indirette di questo regime spietato, decedute o ancora in vita, non hanno mai ricevuto alcuna compensazione economica?</p><p>4. Il Consiglio federale intende domandare spiegazioni alla Germania ed esigere il blocco di questi versamenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il versamento di pensioni all'estero è regolamentato dal diritto nazionale dello Stato competente o da un accordo bilaterale. Le autorità che si occupano di sicurezza sociale non si scambiano informazioni relative ai beneficiari di rendite, a meno che un accordo non lo preveda. Né la convenzione bilaterale di sicurezza sociale conclusa con la Germania né le disposizioni riguardanti il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale che figurano nell'allegato II dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'UE si applicano alle pensioni summenzionate. Le autorità svizzere non dispongono dunque di alcuna informazione concernente il numero e il profilo di persone in Svizzera che sarebbero interessate dal versamento di tali rendite.</p><p>3./4. Per le ragioni summenzionate il Consiglio federale decide di non prendere posizione su informazioni di cui non dispone. La questione potrà essere affrontata con le autorità tedesche competenti in occasione delle prossime consultazioni politiche, previste per l'anno in corso. </p>  Risposta del Consiglio federale.