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"Proteggere la Scozia dai Tory", evitare un nuovo governo di Boris Johnson e favorire un referendum bis sulla Brexit, ma soprattutto sulla secessione scozzese.
Sono gli obiettivi indicati oggi da Nicola Sturgeon, first minister di Edimburgo, nella presentazione del manifesto elettorale degli indipendentisti dell'Snp per il voto britannico del 12 dicembre.
Sturgeon ha ribadito l'apertura di uno spiraglio al Labour di Jeremy Corbyn, evocando "un'alleanza progressista" dopo le urne, anche se ha criticato la neutralità promessa dal capo laburista in caso d'un secondo referendum sull'uscita dall'Ue: uscita che per la Scozia sarebbe "un incubo".
Premessa dell'intesa resta peraltro un ok di Corbyn - che nelle stesse ore ha tenuto un discorso per cercare di uscire dalla polemica sull'antisemitismo e tornare al suo popolare cavallo di battaglia d'un rilancio della sanità pubblica (Nhs) - a una rivincita referendaria pure sull'indipendenza, che l'Snp chiede nel 2020. Porte sbarrate invece ai conservatori: con Boris Johnson liquidato da Sturgeon come leader "pericoloso e non idoneo all'ufficio" di premier.
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