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I conviventi che vogliono lasciare al loro partner il secondo pilastro in caso di decesso devono annunciare la loro unione alla cassa pensione. Non è sufficiente indicare l'altra persona come erede in un testamento, secondo il Tribunale federale (TF).
La Corte di Losanna ha respinto il ricorso di una donna, il cui compagno è deceduto nell'aprile 2014 dopo sette anni di vita insieme. La cassa pensione del defunto aveva rifiutato di versarle 61'000 franchi poiché la convivenza non era mia stata annunciata.
Già il Tribunale amministrativo del canton Berna, nel marzo 2015, aveva respinto le richieste della donna. In ultima istanza, il TF ha ora confermato la sentenza. La convivenza permette infatti ad ognuno di scegliere liberamente a chi lasciare cosa, contrariamente a quanto avviene per i matrimoni e per i partner registrati.
La ricorrente ha vanamente cercato di far valere il testamento redatto dal suo amico pochi mesi prima di morire, nel quale esprimeva la volontà di designare la donna come erede universale ed esecutrice testamentaria. Secondo il TF, il documento non permette di concludere che il defunto volesse permettere anche l'ottenimento del capitale-decesso del secondo pilastro.
SDA-ATS