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Il resort comprenderà diversi hotel, immobili residenziali, negozi, ristoranti e offerte per il tempo libero
SEDRUN - Ad Andermatt aumentano i posti letto e gli amanti dello sci esultano. La società immobiliare Andermatt Swiss Alps SA (ASA), da tempo attiva sul territorio, costruirà nella località grigionese di Sedrun un nuovo complesso turistico da 1'800 letti. A inizio agosto, la sua filiale Dieni Development ha inoltrato una domanda di costruzione in tal senso, hanno indicato oggi i responsabili del gruppo in una conferenza stampa online.
Il resort comprenderà diversi hotel, immobili residenziali, negozi, ristoranti e offerte per il tempo libero per un ammontare di investimenti stimato da ASA in 170 milioni di franchi. I 1'800 letti supplementari dovrebbero consentire di ampliare del 20% l'offerta turistica nel distretto della Surselva (GR).
«La conclusione di un accordo di cooperazione con Vail Resorts - il colosso statunitense dello sci che ha rilevato nella primavera scorsa il comprensorio sciistico di Andermatt-Sedrun dal miliardario egiziano Samih Sawiris - ha consentito di gettare le basi per un nuovo progetto», ha spiegato il direttore di ASA Raphael Krucker.
A suo avviso, l'afflusso di turisti nella regione deve essere accompagnato da uno sviluppo appropriato degli impianti di risalita. Per questo, Vail Resorts, come noto, intende investire 110 milioni di franchi nella stazione sciistica.
Vail Resorts ha acquisito in agosto una partecipazione di maggioranza (55%) in Andermatt-Sedrun Sport, di cui ASA detiene ancora il 40% del capitale azionario. Le due società avevano stipulato un accordo in vista dello sviluppo della destinazione turistica grigionese.
Il permesso di costruzione è atteso per dicembre. L'inizio dei lavori è previsto per il mese di maggio del 2024 e l'apertura degli hotel e degli appartamenti di vacanza per il 2027.
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«Volevo andare a letto presto la scorsa notte, ma c'erano molti ragazzini nel corridoio che continuavano a bussare alla mia porta. Dopo un po' mi sono stancato e ho detto loro, in modo non molto comprensivo, di smetterla».
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Per la consigliera nazionale dei Verdi, invece, ha giocato un ruolo anche il particolare contesto storico-economico.