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Il vertici del partito democratico si sono dimessi in seguito alle rivelazioni di Wikileaks, da cui emerge che avrebbero favorito la Clinton a scapito di Sanders.
Contiuna ad avere conseguenze lo scandalo delle mail hackerate appartenenti al partito democratico americano e contenetti messaggi riguardanti a come "sabotare" la candidatura di Bernie Sanders alle primarie, vinte poi da Hillary Clinton.
Dopo le dimissioni, alla vigilia della Convenction di Filadelfia, della presidente del Democratic National Committee, Debbie Wasserman Schultz, ora a saltare sono il Ceo, Amy Dacey, il responsabile finanziario Brad Marshall e la responsabile della comunicazione Luis Miranda.
Le mail in questione, circa 20'000, erano state pubblicate da Wikileaks e svelano gli sforzi profusi dai vertici del partito democratico per danneggiare la candidatura di Sanders e favorire quella della Clinton.