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Un tunisino è stato condannato in appello a sei anni di detenzione senza condizionale per aver rapito e portato in Tunisia dai nonni i due figli avuti con una svizzera. Da allora la madre 30enne lotta per riavere i bambini. L'uomo dovrà anche pagare alla donna 30'000 franchi per danni morali.
L'uomo oggi 35enne è stato riconosciuto colpevole di sequestro di persona e rapimento, sottrazione di minorenni plurima come pure tentata estorsione.
Il tribunale d'appello zurighese ha confermato la condanna di prima istanza emessa all'inizio dell'anno, ma ha ridotto la pena di due anni "per motivi giuridici".
L'uomo aveva conosciuto la donna che sarebbe poi diventata sua moglie e madre dei bimbi in Turchia dove lavorava come animatore. Nel 2004 i due si erano sposati e cinque anni dopo si erano separati. La madre aveva allora ottenuto la custodia dei figli e all'uomo era stato dato il permesso di visitarli.
Nell'agosto del 2010, il tunisino aveva rapito i due figli allora di 6 e 8 anni durante una visita a Winterthur, portandoli in Tunisia dai suoi genitori.
L'uomo aveva ottenuto da un tribunale tunisino l'affidamento dei bambini, i quali non potevano viaggiare senza il suo permesso.
Nell'ottobre 2010 l'uomo è stato arrestato in Marocco e nella primavera del 2011 estradato in Svizzera. In prima istanza il tribunale distrettuale di Winterthur lo ha condannato a otto anni di prigione.
La difesa è ricorsa in appello chiedendo una drastica riduzione della pena. L'imputato si è mostrato ostinato e ha chiesto la sua immediata liberazione e un permesso di soggiorno in Svizzera. In caso contrario lascerà i figli in Tunisia.
La donna può visitare i bambini ogni tre mesi in Tunisia ma in condizioni difficili: i figli non capiscono quasi più il tedesco e sono controllati dai nonni. Attualmente la madre ha detto che sta cercando di ottenere l'affidamento da una corte tunisina.
SDA-ATS