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ROMA - Dopo l'interruzione delle trattative tra Fondo Monetario Internazionale, Unione europea e Ungheria in merito a un programma di finanziamento per il paese centro europeo, i mercati ungheresi hanno reagito oggi con un crollo generalizzato.
Ma il governo di Budapest ha comunque ribadito di non esser disposto a mettere in campo nuove misure di austerity e, piuttosto, si dice ottimista sul fatto che, alla fine, un accordo con le due istituzioni internazionali si trovera'.
Dopo il fallimento dei negoziati avvenuto nel fine settimana, oggi il fiorino e' sceso del 2,7% sull'euro (oltre quota 288 dai 282 di venerdi' scorso), al livello piu' basso da oltre un anno, mentre il rischio di default dei titoli di stato ungheresi, indicato dal prezzo dei credit default swaps, e' schizzato.
Intanto la banca centrale ungherese ha deciso oggi di lasciare invariati i tassi di interesse al minino record del 5,25%, ma si e' detta pronta a rialzarli se gli investitori dovessero ritenere il fiorino una moneta eccessivamente rischiosa. Una tale mossa aiuterebbe infatti a rafforzare la valuta.
Se il governo non raggiungera' un accordo con Fondo e Ue non potra' attingere ai fondi restanti del piano di salvataggio da 20 miliardi di euro accordato nel 2008. Il paese viaggia attualmente con un debito pubblico all'80% del Pil, il livello piu' alto tra i paesi di centro Europa, e un deficit di circa il 3,8%. Una delegazione del Fondo Monetario tornera' comunque a Budapest a settembre per riprendere le negoziazioni.
SDA-ATS