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"Ci sembrava che la montagna cadesse sulla nostra casa". "Pensavo che i nazisti stessero tentando di far saltare in aria la nostra casa". Paul-André Florey e Gérard Morand nel 1946 erano bambini. Ma oggi che sono anziani non hanno dimenticato quanto vissuto alle 18:32 del 15 gennaio di 75 anni fa. Il solo ricordo del terremoto che sconvolse il Vallese, da Sion e Leuk, fa ancora paura. La scossa, anche per un cantone abituato ai movimenti della terra, fu straordinaria: magnitudo 5.8 (poco meno di quello de L'Aquila) con epicentro nella zona del Wildhorn. Venne avvertita in tutta la Svizzera, ma anche in parte della Francia, dell'Italia, della Germania e dell'Austria. "Il terremoto è durato solo 6 o 7 secondi ma quando la terra vibra in modo così violento, 7 secondi sono tantissimi", ricorda Jean Chaperon, uno dei testimoni diretti del settimo sisma più violento della storia svizzera, il più violento del XX secolo: il cosiddetto terremoto di Sierre.
Una notte di caos e incertezza
Il 25 gennaio 1946 alle 18:32 sulla Valle del Rodano era già calata l'oscurità. La terra tremava regolarmente (in un anno si ebbero oltre 500 scosse) e nelle case si era pronti a ogni evenienza. "Davanti al letto avevamo le scarpe, il maglione, la giacca, i pantaloni pronti a saltare fuori dal letto alla minima scossa", ricorda Gilbert Fellay. Subito a Sierre e dintorni si capì che stava succedendo qualcosa di straordinario e tutti si precipitarono fuori dalle proprie abitazioni in preda al panico. Non c'erano più né elettricità né la possibilità di telefonare. I villaggi della montagna erano avvolti nell'oscurità. A Sion e Sierre le strade si riempirono di gente, mentre dalle costruzioni cadevano pezzi di cornicioni, tegole e comignoli.
L’incertezza e il caos regnarono per tutte la gelida notte segnata da un'altra cinquantina di scosse. Solo il giorno dopo ci si rese davvero conto delle conseguenze della scossa. Aveva causato 4 morti (tre per i crolli, una per una crisi cardiaca) e gravi danni a 3'500 edifici.
Uno scenario che non si esclude possa ripetersi. Anzi. I modelli indicano che in Svizzera un terremoto con magnitudo attorno a 6 capita all'incirca ogni 90 anni. Al prossimo evento del genere potrebbe non mancare molto. "Lo Stato prepara i sistemi di intervento, protegge gli edifici strategici" spiega il capo dell'Ufficio protezione della popolazione Olivier Luyet che avverte: "anche i vallesani si devono preparare e riabituarsi ad avere scorte d’acqua, cibo e vestiti pronti per essere usati in attesa dei soccorsi. Non bisogna essere allarmisti ma pragmatici".
Si temono centinaia di morti e migliaia di feriti
Gli esperti temono che se si verificasse un sisma come quello del 1946 le conseguenze potrebbero essere ben più gravi di quelle di 75 anni fa dato che da allora si è costruito intensamente sul materiale alluvionale della pianura del Rodano. "Probabilmente - si legge sul sito del Servizio sismico svizzero - in queste condizioni anche numerosi edifici di nuova costruzione non riuscirebbero a resistere al terremoto, ci sarebbero molte più vittime rispetto al 1946".
Le stime più recenti indicano che in quella zona del Vallese vi sarebbero danni per 2-4 miliardi di franchi, migliaia di feriti e alcune centinaia di morti.