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L’Arciconfraternita della Buona Morte ed Orazione sotto il titolo di S. Marta è la confraternita più antica di Lugano. Ad essa Bruno Bordoni ha dedicato un ampio studio publicato nel 1971. La compagnia può essere fatta risalire all’inizio del XV secolo, a seguito delle devozioni dei disciplinati “bianchi” (dal colore dell’abito), che avevano raggiunto Como e influenzato la nascita di confraternite di flagellanti nelle terre svizzero italiane. Essa ebbe sede in una cappella laterale della chiesa dell’Ospedale di S. Maria, dedicata a S. Marta. Tale cappella fu a più riprese ingrandita ed abbellita, tanto da finire per dare il nome all’insieme del complesso chiesastico dell’Ospedale. A fine Cinquecento la cappella appariva già come un piccolo oratorio chiuso da cancelli e comunicante con la chiesa maggiore. I confratelli da parte loro si ritrovavano in una sorta di cantoria posta sopra la porta maggiore della chiesa e in un locale situata sopra la cappella citata. Ad inizio Seicento si fece invece costruire una nuova sacrestia accanto alla cappella, che servì anche da luogo di riunione. La cappella venne decorata a stucco e con dipinti nel 1610-11, ma l’antichità della struttura nel 1616 portò al crollo della soffitta del locale superiore. Ulteriori restauri dovettero essere ripetuti già pochi anni dopo. A fronte di questa situazione di continua provvisorietà, malgrado non poche difficoltà con le autorità del borgo, proprietarie della chiesa dell’Ospedale, la confraternita nel 1636 poté intrapprendere i lavori per la ricostruzione della cappella e dei locali annessi. Il cantiere durò alcuni anni. In seguito, nei decenni successivi e fino alla fine del secolo non si cessò di decorare gli spazi di culto e di riunione. Oltre all’altare per S. Marta nella cappella si volle anche un altare dedicato alla Madonna, mentre l’oratorio in cui i confratelli si riunivano per le funzioni venne decorato nel 1724 con una vera e propria cappella con stucchi e statue in cui stava riposto un venerato Crocifisso. Al piano superiore restava la sala delle congregazioni. Altri lavori seguirono fino ad inizio Ottocento, tanto che gli spazi della confraternita divennero una chiesa parallela a quella di S. Maria Incoronata. L’insieme venne poi ceduto nel 1873 al Comune di Lugano, che in cambio assicurò alla confraternita il diritto perpetuo di uso della chiesa di S. Maria, in cui la confraternita avrebbe potuto trasportare le sue funzioni.
La confraternita prese a cuore la sua nuova sede, per cui pagò un notevole lavoro di restauro e decorazione. La necessità di dotare la città di un più ampio palazzo delle Poste tuttavia convinse la Municipalità a ordinare la chiusura delle due chiese, nel 1899. Dopo anni di trattative, nel 1903 le stesse furono riaperte, ma nel 1913-4 il Comune decise la demolizione dell’antico ospedale, chiese comprese. La confraternita venne quindi trasferita in S. Antonio. Il titolo attuale nasce dalla sovrapposizione di diverse fasi storiche, a partire dall’aggregazione all’arciconfraternita romana dell’Orazione e Morte, avvenuta nel 1609, fino all’introduzione della devozione e compagnia della Buona Morte ad inizio XVIII secolo. La prima denominazione fa riferimento alle attività di accompagnamento e la sepoltura dei morti privi di mezzi e famiglia, la seconda alla preparazione delle anime al momento del trapasso tramite un’apposita funzione mensile con predica.
La confraternita di S. Marta ebbe un’estesa paletta di attività: dal 1513 al 1713 godette del privilegio di trasportare tutti i defunti dal domicilio alla sepoltura, in modo gratuito per i poveri. Essa si occupava di visitare i carcerati e in particolare di assistere e confortare i condannati a morte. Molto ricca era anche la serie di funzioni tenute dalla confraternita, dalla solennità di S. Marta, alle celebrazioni per i defunti (Ufficio generale e Commemorazione di novembre), fino al citato esercizio della Buona Morte, alle Quarantore, alla partecipazione delle funzioni del Corpus Domini e dell’Ottava di quella festa, alla processione del Giovedì santo, e al culto del Santissimo Crocifisso e all’immagine della “Madonnina” (Mater admirabilis). Essa ebbe per antichità il posto di privilegio nelle funzioni, tanto da suscitare aspre lotte con la confraternita del SS. Sacramento. Fra queste due confraternite fra Sei e Settecento i conflitti riguardarono anche la tenuta di diverse funzioni fra S. Lorenzo e S. Maria Incoronata. Tesi furono anche i rapporti con le altre confraternite per l’attività funeraria, che causarono ricorsi fino a Roma. Ciò nonostante la confraternita fu molto numerosa fino al Novecento, e curò attività caritative e anche la tenuta di pellegrinaggi, come quello storico del 1675 a Roma, di cui è rimasto un prezioso diario.
Un altro importante capitolo per la storia della confraternita si è aperto nel 1680, quando ricevette dal capitolo di S. Lorenzo la proprietà della chiesa-santuario del S. Salvatore, che ha provveduto a mantenere e abbellire a più riprese (con una ricostruzione nel 1701-1718) lottando contro i danni ricorrenti causati da temporali e fulmini. La confraternita ne rafforzò il ruolo di centro religioso per un’ampia area estesa ben oltre i confini del Luganese. Nella seconda metà del XX secolo la casa già usata dai custodi-eremiti è stata adibita a museo, luogo che testimonia con un’esposizione di oggetti sacri le molte attività svolte.
Attualmente l’arciconfraternita della Buona Morte continua a mantenere viva la festa sul San Salvatore per l’Ascensione, e ha conservato pure la tradizione della visita alle Sette Chiese in Quaresima, pratiche comuni a tutte le confraternite luganesi fino ad alcuni decenni fa.
Davide Adamoli