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In caso di indizi concreti, chiunque partecipi o sostenga in qualsiasi altro modo un’organizzazione vietata, leggi terroristica, va incarcerata immediatamente al ritorno in Svizzera. Lo chiede una mozione dell’UDC adottata oggi dal Consiglio nazionale per 96 voti a 79.
Stando all’atto parlamentare, la decisione di carcerazione può essere annullata o revocata soltanto se è chiarito che la persona non costituisce alcun pericolo per la sicurezza pubblica del Paese.
Per i democentristi è necessario agire preventivamente per evitare quanto accaduto giorni fa in Francia con la decapitazione di una professore di liceo. L’incarcerazione deve avvenire all’entrata in Svizzera della persona o al suo ritorno da una zona di conflitto. Nel determinare la necessità di ordinare un simile provvedimento, le autorità devono potersi fondare sulle valutazioni del Servizio delle attività informative, dato che spesso non sono disponibili altre fonti d’informazione.
Stando al Consiglio federale, contrario alla mozione, già ora è possibile la carcerazione preventiva di persone giudicate pericolose quando entrano in Svizzera: in presenza di un grave indizio di reato e se vi è seriamente da temere che l’imputato si dia alla fuga, commetta ulteriori reati o influenzi persone o inquini mezzi di prova, il Ministero pubblico può richiedere una carcerazione preventiva o di sicurezza.
Tuttavia, fa notare il governo, la carcerazione preventiva di persone potenzialmente pericolose sarebbe in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).