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La Banca centrale europea (Bce) ha deciso un ulteriore calo del tasso dei depositi, che scende così -0,30%. L'istituto ha invece lasciato fermo il tasso di rifinanziamento allo 0,05%.
In una conferenza stampa a Francoforte dopo la riunione del Comitato direttivo, il presidente della Bce Mario Draghi ha affermato che la Bce ha deciso di prolungare da settembre 2016 a marzo 2017 "o oltre, se necessario" la scadenza del Quantitative Easing dopo avere condotto una "valutazione generale dei fattori che limitano il ritorno dell'inflazione al target del 2 per cento".
Draghi ha aggiunto che la Bce conferma la sua ferma determinazione ad intervenire per far rialzare l'inflazione e sostenere la ripresa economica in atto. "Siamo pronti a usare ogni strumento a disposizione all'interno del nostro mandato". Le nuove misure di politica monetaria "sono state prese per riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%".
Draghi ha annunciato anche che lo staff della Bce ha rivisto leggermente al ribasso le stime sull'andamento dell'inflazione nell'Eurozona, prevista in crescita dello 0,1% nel 2015, dell'1,0 il prossimo anno e dell'1,6% nel 2017. Invece le stime sulla crescita del pil restano immutate, rispetto alle precedenti previsioni elaborate nello scorso settembre: l'attività nell'Eurozona dovrebbe così crescere dell'1,5% quest'anno , dell'1,7% nel 2016 e dell'1,9% nel 2017.
SDA-ATS