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CANCUN - Lavori sospesi alla sessione finale, ma ancora informale, della 16/a Conferenza Onu sul clima (Cop16), a Cancun, in Messico, dove si cerca di arrivare a un accordo che rimetta in pista il processo negoziale dopo il fallimento di Copenaghen.
Lo stop è stato deciso dalla presidente della Conferenza, la messicana Patricia Espinosa, dopo la sollevazione della Bolivia, la prima a parlare, e la richiesta, da parte del Venezuela e di altri paesi dell'area latino americana, di riunire di nuovo i gruppi di lavoro, per non lasciare sola la Bolivia.
"'La Bolivia - aveva detto il capo delegazione Pablo Solon prendendo la parola per primo - non è disposta a sottoscrivere un documento che significa aumento della temperatura e per il quale va chiarito il valore legale". Da parte del Venezuela, è quindi arrivata la richiesta di sospendere la riunione per attivare di nuovo i gruppi di lavoro perchè, ha detto la rappresentante venezuelana, "ci troviamo in un momento fondamentale e l'esito sarà tale se saremo tutti uniti".
Dello stesso parere anche il Nicaragua. Per la delegazione cubana "la Bolivia parla a nome di tutta la popolazione dell'America Latina". La presidente Espinosa era stata accolta, all'inizio della sessione, con una standing ovation e un lungo applauso.
Il summit di Cancun è cominciato il 29 novembre scorso. Si cerca un pacchetto che prevede una "visione condivisa" per rilanciare i negoziati.
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