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Da dove nasce il segreto epistolare
Chiunque mandi una lettera si aspetta che sia trattata in modo confidenziale. Il segreto epistolare garantisce che solo il destinatario possa leggere il contenuto della propria corrispondenza. Ma non è sempre stato così. Scopriamo insieme da dove nasce il segreto epistolare e quali eccezioni esistono.
Il segreto epistolare ha le sue origini nel diritto romano. Secondo la legge, infatti, chiunque apriva una lettera senza permesso veniva punito. Luigi XV, re di Francia, decretò addirittura nel 1742 che gli impiegati postali dovevano essere condannati a morte se aprivano lettere senza autorizzazione. Infine, l’Assemblea nazionale francese annoverò il segreto epistolare persino nei diritti fondamentali. Da quel momento, il segreto epistolare venne gradualmente inserito nelle carte costituzionali dei vari stati europei. In Svizzera oggi, il segreto epistolare è disciplinato dagli articoli 13 e 36 della Costituzione federale e dall’articolo 179 del Codice penale in cui è stabilito che tutti devono rispettare il segreto epistolare e che solo il destinatario di una lettera può leggerne il contenuto. Se qualcuno apre e legge una lettera senza che il destinatario ne sia a conoscenza e senza averne ricevuto il consenso, o diffonde informazioni apprese attraverso la lettura non autorizzata di una lettera, è perseguibile legalmente.
Ci sono sempre delle eccezioni – oggi come allora
Ci sono alcune circostanze eccezionali in cui è possibile leggere una lettera senza il permesso del destinatario. È il caso, per esempio, dei detenuti: nelle prigioni, la direzione della procedura (Ministero pubblico o tribunale) controlla la posta in entrata e in uscita, ad eccezione della corrispondenza con le autorità di vigilanza e le forze dell’ordine e della corrispondenza tra i detenuti e i loro consulenti legali. (Potete leggere qui come una lettera può rallegrare la vita quotidiana in prigione).
Ci sono anche regole speciali per gli invii che devono essere sdoganati, cioè quando l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) richiede un «controllo doganale»: in questo caso, la Posta viene autorizzata ad aprire gli invii provenienti dall’estero a campione per cercare eventuali merci vietate o dichiarate in modo errato.
Non da ultimo, la Posta può aprire anche gli invii che non possono essere consegnati al destinatario e che non hanno alcuna indicazione del mittente. Per scoprire chi è il mittente e ritornargli l’invio, la Posta esamina il contenuto dell’invio alla ricerca di indizi rilevanti – proprio come farebbe un detective. Questa attività viene svolta nella cosiddetta clinica delle lettere della Posta. Se anche dopo l’apertura non emergono indicazioni sul mittente, la Posta conserva gli invii nella clinica delle lettere per eventuali domande di ricerca, qualora il mittente dovesse farsi avanti.
Anche in tempo di guerra, c’erano norme speciali che permettevano di controllare la posta e di aprire le lettere sospette. Tuttavia, questa mansione era appannaggio dell’esercito, mentre l’ufficio postale si occupava solamente di sequestrare le buste sospette e farle pervenire all’esercito.
Qual è la differenza tra segreto epistolare e segreto postale?
Il segreto postale si applica ai collaboratori dei fornitori di servizi postali. Il segreto epistolare, invece, vale per tutti. Le disposizioni sul segreto epistolare e quelle sul segreto postale condividono lo stesso obiettivo, ossia garantire la riservatezza della posta e rendere punibile l’apertura non autorizzata.
Il segreto epistolare nel mondo digitale
Oggi, però, le persone non scrivono più solo lettere, ma comunicano anche in modo digitale. La Posta garantisce il consolidato principio del segreto epistolare anche nel mondo digitale, facendo leva sulla sua pluriennale esperienza nella trasmissione affidabile di informazioni sensibili, con nuove soluzioni digitali per aziende, autorità e cittadini.
E il segreto epistolare per le cartoline postali?
Chiunque scriva una cartolina postale deve essere consapevole che il contenuto può essere facilmente visto e letto da terzi. Per comunicare informazioni confidenziali, è meglio scrivere una lettera.
Il segreto epistolare (o segreto della corrispondenza) non va confuso con il segreto postale. Il segreto epistolare rende punibile l’apertura non autorizzata della posta sigillata, quindi non si applica alle cartoline postali.
D’altra parte, il segreto postale stabilisce che tutti i dipendenti delle organizzazioni postali che forniscono a terzi informazioni sul traffico postale dei loro clienti oppure che aprono la posta o indagano sul relativo contenuto sono passibili di sanzioni. Aprire e controllare le cartoline non è quindi un problema, mentre trasmettere informazioni sul loro contenuto a terzi può essere oggetto di contestazione e, naturalmente, di sanzioni.