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La Svizzera ha siglato martedì gli accordi bilaterali con la Romania e la Bulgaria che aprono la strada ai primi progetti finanziati dalla Confederazione per attenuare le disparità economiche e sociali nei due paesi dell'Unione Europea.
I trattati sono stati firmati martedì a Berna dalla presidente della Confederazione Doris Leuthard, dal ministro bulgaro della gestione dei fondi europei Tomislav Donchev, dal ministro degli esteri rumeno Teodor Baconschi e dalla sua omologa elvetica Micheline Calmy-Rey.
Questi accordi regolano l'attuazione dei contributi all'allargamento dell'Unione Europea destinati ai due ultimi nuovi paesi membri.
I primi progetti dovrebbero iniziare ad essere realizzati a partire dalla fine del 2010, stando a quanto comunicato dal Dipartimento federale dell'economia e da quello degli affari esteri.
In Romania saranno sostenuti progetti per 181 milioni di franchi e in Bulgaria per 76 milioni. I finanziamenti saranno versati sull'arco di 10 anni.
Lo stanziamento dei fondi avverrà tramite una cooperazione bilaterale, ma l'ultima parola sul finanziamento spetta comunque alla Svizzera. "I progetti e i programmi prevedono misure adeguate contro gli abusi e la corruzione", si precisa nel comunicato.
Con il contributo all'allargamento, la Svizzera partecipa agli sforzi per ridurre le disparità economiche e sociali presenti nell'UE allargata.
Il 26 novembre 2006, accettando la legge sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'est, il popolo svizzero ha accordato un miliardo di franchi ai dieci Stati che nel maggio del 2004 hanno aderito all'UE. Per la Romania e la Bulgaria, entrate nell'UE nel 2007, il parlamento ha poi stanziato ulteriori 257 milioni di franchi.
swissinfo.ch e agenzie