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<h2>SubmittedText<h2><p>La digitalizzazione dell'economia sconvolge la nostra società e il nostro modo di agire economico. Si possono citare i media, i trasporti (con l'emergere di nuovi attori come Uber), il settore alberghiero (AirBnb o Housetrip) o la finanza (crowdfunding, Bitcoin, ecc.). Ma l'argomento non è soltanto economico: la digitalizzazione della nostra società solleva questioni relative alla protezione della vita privata e alla gestione dei nostri dati personali, con l'emergere di grandi gruppi che "controllano" tali dati.</p><p>Le questioni digitali sono pertanto trasversali. In tale contesto, il Consiglio federale ritiene di disporre degli strumenti adeguati per prendere le giuste decisioni?</p><p>1. Dispone di una visione complessiva soddisfacente delle implicazioni globali?</p><p>2. Sarebbero ipotizzabili strumenti supplementari, quali una commissione extraparlamentare responsabile delle questioni digitali o un incaricato federale se non addirittura un segretario di Stato della società digitale, come previsto in molti Stati vicini o a livello di Unione europea?</p><p>Che ne pensa il Consiglio federale? Il ruolo di questa struttura o di questa persona potrebbe essere quello di accompagnare il Paese, la società e le istituzioni nel passaggio all'era digitale, tenendo conto sia degli interessi economici dell'industria digitale sia dei diritti dei cittadini di fronte all'allestimento di uno Stato del Grande Fratello. Questa riflessione può essere oggetto di un rapporto oppure può anche essere integrata al rapporto sulla vita privata in fase di allestimento in risposta all'interpellanza 14.3655.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza, nell'era digitale, di coordinare i lavori nell'ambito delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ed ha già adottato varie misure a tal fine.</p><p>1. La strategia per una società dell'informazione in Svizzera (<a href="http://www.infosociety.admin.ch">http://www.infosociety.admin.ch</a>) permette al Consiglio federale di far fronte alle sfide legate allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Essa definisce i paletti per le attività dell'amministrazione federale nell'ambito della società dell'informazione ed è regolarmente verificata e aggiornata. Un comitato di orientamento strategico interdipartimentale società dell'informazione (ISA IG), in cui sono rappresentati tutti i dipartimenti e la Cancelleria federale, garantisce l'attuazione e l'ulteriore sviluppo della strategia. In tale contesto la Svizzera provvede a scambiare esperienze ed informazioni con gli altri Paesi. Nel 2015 sarà di nuovo verificata l'attualità della strategia. Saranno analizzati i nuovi sviluppi e tendenze nonché le loro ripercussioni sull'economia e la società; particolare attenzione sarà dedicata ai dati e alla loro sicurezza. Per questi lavori impegnativi il comitato ISA IG sarà assistito da esperti esterni. In quanto strategia interdipartimentale ai sensi del programma di legislatura, la strategia per una società dell'informazione è integrata con strategie tematiche quali la strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i rischi informatici (SNPC), la strategia di e-government Svizzera (attualmente anch'essa rielaborata) o la Strategia nazionale e-health, attuate insieme ad attori importanti provenienti dalla Confederazione, dai cantoni, dall'economia, dalla società e dalla ricerca. Hanno i loro propri organi di condotta e cicli di aggiornamento.</p><p>I rischi per la sfera privata correlati ai progressi tecnologici e le corrispondenti possibilità d'intervento sul piano legislativo sono inoltre esaminati approfonditamente nell'ambito dei lavori in corso sulla revisione della legge federale del 19 giugno 1992 sulla protezione dei dati (RS 235.1). A breve il Consiglio federale si esprimerà in merito ai prossimi passi. Nel quadro dell'attuazione della mozione Rechsteiner Paul 13.3841, il Consiglio federale istituirà inoltre un gruppo peritale interdisciplinare che dovrà occuparsi di questioni inerenti al futuro del trattamento e della sicurezza dei dati e formulare raccomandazioni per la Svizzera.</p><p>2. Come già indicato in risposta al postulato del gruppo del Partito borghese democratico 13.3707, "Strategia globale per il ciberspazio al passo con i tempi", il Consiglio federale è del parere che un solo e unico ufficio non possa assumere la guida in tale contesto, vista la complessità e il carattere interdisciplinare delle questioni legate alla società dell'informazione. È piuttosto richiesta una maggiore collaborazione e coordinazione dei competenti uffici che per adempiere i propri compiti ricorrono, in base alle loro esigenze, all'assistenza di affermati consulenti esterni. A parere del Consiglio federale, tale approccio va privilegiato rispetto a un'istituzione centrale, che implicherebbe costi elevati e un valore aggiunto relativamente limitato. Non è tuttavia escluso che i lavori illustrati al punto 1 possano comportare nuovi provvedimenti organizzativi o istituzionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.