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I contenuti e i metodi per prevenire il razzismo possono essere affrontati in diverse materie, e in particolare nell'ambito di un insegnamento interdisciplinare. A partire dal 1° ciclo, la costruzione della convivenza comporta la partecipazione attiva degli allievi. Si inizia con l'istituzione di un sistema scolastico volto ad incoraggiare il rispetto delle differenze. Gli allievi possono, per esempio, partire da situazioni legate al proprio vissuto (pace-violenza, tolleranza-razzismo, ecc.) per avviare una riflessione, per descrivere e valutare le questioni etiche in gioco, al di là del livello strettamente emotivo, al fine di capire meglio le conseguenze del razzismo.
Al liceo e nella scuola professionale vengono ad aggiungersi altre questioni che riguardano la storia, l'identità e la socializzazione, la politica, il diritto e l'etica, come pure una riflessione retroattiva sulla pratica professionale (per es. discutere insieme di problemi vissuti, legati al razzismo, in tutte le sue forme, nei rapporti con i clienti o i colleghi).
Come introduzione all’insegnamento dell’ESS, si raccomanda di scegliere una domanda che pone un problema. Invece di trattare il tema del "Razzismo", ci si focalizza su una domanda del tipo: "Cos'è il coraggio civile?" Una domanda-problema è una domanda a cui non si può fornire una sola risposta, ma sulla quale si può discutere e riflettere. Ad essere in primo piano non è la risposta giusta, bensì è il fatto di cercare insieme possibili soluzioni. Queste domande devono ricollegarsi al contesto di vita degli allievi, toccare il maggior numero possibile di aspetti e interessi, e invitare a riflettere e ad agire. Al termine della sequenza didattica, si raccomanda di ripetere la domanda iniziale per vedere in che misura le rappresentazioni degli allievi sono cambiate.
Esempi di domande-problema:
- Perché si è razzisti?
- Cos’è un mondo pacifico / una scuola pacifica / una classe pacifica? (In base al livello scolastico.)
- Media sociali e razzismo: maledizione o benedizione?
Con l'ausilio di un gioco di posizionamento è possibile far emergere le rappresentazioni e le conoscenze pregresse degli allievi, ma anche di metterle a confronto: "Ho già vissuto una situazione di razzismo?"; "Si rifiuta più facilmente qualcuno quando non lo si conosce o ci fa paura?"; ecc.
Il modello fotocopiabile nuvola di parole chiave, che include idee per l'insegnamento, è uno strumento di lavoro adatto agli allievi a partire dal 3° ciclo:
- come introduzione al tema: far emergere le conoscenze pregresse, discutere sui temi in relazione con la sostenibilità;
- come approfondimento o ampliamento: evidenziare i nessi complessi, definire dei sotto-temi, approfondire degli aspetti particolari.
Per gli allievi più giovani, si può lavorare a partire da parole semplificate o da immagini.
Idee per l'insegnamento:
Prediligere le attività che riuniscono le persone. Valorizzare le differenze, la ricchezza della diversità, ma soprattutto i punti in comune. Ecco alcuni esempi:
- I punti in comune: in cerchio, i partecipanti cercano un punto in comune visibile con i loro due vicini. Poi si fa un rapido giro del cerchio. In una seconda fase, gli allievi cambiano posto e cercano un punto in comune invisibile con i loro nuovi vicini. Fare un nuovo giro del cerchio. Debriefing.
- Gioco delle appartenenze: le nostre appartenenze sono mobili, cambiano in funzione delle situazioni. I partecipanti si trovano di fronte all'animatore. Devono sempre formare due gruppi, in funzione dei criteri indicati dall'animatore. Per esempio: i nati in Svizzera QUI, i nati altrove LÀ; quelli a cui piace l'inverno QUI, quelli a cui non piace l'inverno LÀ, ecc. Debriefing.
- Fare riferimento a un quadro comune di valori (Diritti Umani, carta della classe). Per esempio: creare in modo partecipativo una carta dell'uso di Internet destinata sia agli studenti che agli insegnanti.
Valorizzare le caratteristiche personali, al di là delle appartenenze relative a un gruppo. Ognuno assume diverse identità, come gli strati di una cipolla (Salomon è un mio amico, un tifoso di calcio, ha il senso dell'umorismo, ecc., prima di essere svizzero, italiano, eritreo, un allievo migrante, ecc.). Ecco alcuni esempi:
- Sul disegno di una cipolla a più strati, gli allievi descrivono loro stessi in 3-5 frasi. L'esterno è visibile agli altri (p. es. caratteristiche fisiche) e l'interno è più legato alle qualità, ai gusti, ecc.
- Riflettere sui gruppi d'appartenenza (faccio parte dei privilegiati?) e sulle differenze di trattamento nella vita di tutti i giorni, per esempio, sull'accesso alle conoscenze, alla cultura, sulla facilità/difficoltà di trovare un lavoro o un alloggio.
Favorire la consapevolezza, senza moralizzare. Ecco alcuni esempi:
- Esaminare esempi di propaganda estremista (discorsi d'incitamento all'odio, teorie del complotto, ideologie islamiste, bufale) e discutere le loro possibili conseguenze sugli individui e sulla società.
- Analizzare immagini di giornali e/o riviste in cui sono raffigurate persone dalla pelle nera, bianca, meticcia, ecc. (sport, moda, musica, vita quotidiana, ecc.). Analizzare testi in cui le persone con la pelle bianca e nera si esprimono sulla propria identità e sul fatto di essere stigmatizzate o meno per il loro aspetto.
- Immaginare un progetto di classe per sensibilizzare i giovani al tema del razzismo. Per esempio: concepire una scuola dove tutti si sentano a loro agio.
- Partire da un fotolinguaggio, come ad esempio i set didattici ESS.
- Sulla base di situazioni fittizie di discriminazione, inscenare una possibile soluzione.