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Anche per il biennio 2023-2024, il canone radio-tivù rimarrà a 335 franchi l’anno per le famiglie. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale che ha anche prolungato la concessione per l’ente radiotelevisivo (Ssr) fino al 31 dicembre 2024. Il governo, precisa una nota odierna, ha anche definito le linee generali della nuova concessone a partire dal 2025: l’ente pubblico, che dovrebbe continuare a ricevere 1,25 miliardi l’anno, dovrebbe orientare maggiormente la sua presenza online alle offerte audio e video – e limitare ulteriormente i testi scritti per non soffocare la concorrenza di altri media sul web – e proseguire la sua trasformazione, continuando a rivolgersi a tutta la popolazione e a tutte le regioni del Paese. Per compensare il calo degli introiti pubblicitari, la Ssr dovrebbe aumentare l’efficienza e prevedere dei risparmi.
Dopo aver analizzato le entrate e le uscite del canone per gli anni 2023-2024, l’esecutivo ha deciso di non modificare le tariffe per le economie domestiche e le imprese per i prossimi due anni. Le proiezioni dell’Ufficio federale delle comunicazioni (Ufcom) indicano che il fabbisogno aumenterà un po’ più rapidamente dei ricavi, soprattutto a causa della compensazione del rincaro. Tuttavia, il divario rimane minimo e non giustifica un adeguamento del canone. Potrà essere compensato dalle riserve pari a 189 milioni accumulate negli ultimi anni per far fronte a variazioni impreviste di reddito o fabbisogno.
Per quanto attiene alla nuova concessione Ssr, i cui tratti saranno definiti nel corso del 2023, il Consiglio federale ha ribadito che l’ente radiotelevisivo deve continuare con la sua missione al servizio della democrazia e della coesione del Paese e orientare maggiormente il suo mandato costituzionale di servizio pubblico all’informazione, alla formazione e alla cultura. Circa l’intrattenimento e lo sport, la Ssr si deve concentrare sugli ambiti non offerti dagli altri fornitori. Il Consiglio federale sta valutando di perfezionare ulteriormente questo mandato per consentire alla Ssr di far fronte alla concorrenza delle piattaforme internazionali e di tenere conto del paesaggio mediatico svizzero.
In futuro la Ssr dovrebbe inoltre orientare maggiormente la sua presenza online all’offerta audio e video, mentre si dovrebbero considerare ulteriori restrizioni per i testi scritti. In questo modo i media privati svizzeri avrebbero più spazio su Internet. La Ssr dovrebbe continuare a servire tutte le regioni del Paese, in tutte le lingue nazionali e tutte le fasce d’età. La sua partecipazione al canone dovrebbe rimanere a 1,25 miliardi all’anno. Dopo le discussioni con la Ssr, la nuova concessione sarà oggetto di una consultazione pubblica.
Anche l’accordo sulle prestazioni tra la Confederazione e la Ssr concernente l’offerta editoriale destinata all’estero è prorogato sino a fine 2024. Questo definisce i servizi che la Ssr deve fornire per informare gli svizzeri all’estero sull’attualità del nostro Paese e per sostenere la presenza mediatica della Svizzera all’estero. L’importo dei contributi finanziari della Confederazione rimane invariato. Questo copre la metà delle spese per i servizi mediatici forniti da swissinfo e tvsvizzera.it, nonché delle collaborazioni televisive con TV5 Monde e 3Sat.