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SOLETTA - Il documentario "Immer und ewig" della regista basilese Fanny Bräuning ha vinto il Prix de Soleure, il principale riconoscimento attribuito nell'ambito delle Giornate di Soletta, giunte alla 54esima edizione.
È la seconda volta che Bräuning riceve il premio del tradizionale festival del cinema svizzero: l'allora 33enne aveva già vinto nel 2009 con un altro documentario, "No More Smoke Signals".
L'ultimo film è incentrato sulla famiglia della regista: vengono ritratti i genitori, che conducono una vita insolita sotto molti aspetti. La madre Annette è paralizzata dal collo in giù a causa della sclerosi multipla, mentre il padre Niggi si occupa con devozione della moglie da 20 anni. La coppia rimane però avventurosa: grazie a un bus modificato, viaggia per l'Europa. Per girare il documentario la figlia ha accompagnato i genitori nelle loro peregrinazioni.
La giuria del premio - dotato di 60'000 franchi - sottolinea come "Immer und ewig" racconti la storia di una coppia fuori dal comune e della volontà di affrontare in modo comune la vita, nonostante tutte le difficoltà. Il film viene fra l'altro lodato per una fotografia che è vicina ai protagonisti senza però essere insistente: così facendo allo spettatore viene lasciato spazio per una riflessione propria.
Nella serata finale del festival è stato reso noto anche il vincitore del "Prix du Public": si tratta di Martin Witz, per il suo documentario "Gateways to New York". La pellicola racconta la storia di Othmar H. Ammann, ingegnere svizzero emigrato in America nel 1904, dove diventò una figura di primo piano nella costruzione dei ponti. La vittoria di Witz non era scontata, considerato che doveva far fronte a registi conosciuti quali Stefan Haupt ("Zwingli") e Bettina Oberli ("Le vent tourne").
Stando alle prime stime la 54esima edizione delle Giornate di Soletta si è chiusa con un'affluenza di 64'000 persone, 1000 in più del 2018.