Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/87312

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un programma anti-recessione volto a rafforzare l'economia reale e a far fronte alla crisi incombente mediante investimenti, sovvenzioni agli investimenti e acquisti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo pronostico dello scorso settembre, il gruppo di esperti della Confederazione in materia di previsioni congiunturali ha messo in guardia dai maggiori rischi a cui è esposta l'economia mondiale. Un ulteriore indebolimento della congiuntura dell'UE nel secondo semestre 2008 comporterebbe - secondo il parere degli esperti - una crescita per il 2009 nettamente inferiore all'1 per cento. Ciononostante, il Consiglio federale ritiene poco probabile lo scenario di una vera e propria recessione, ossia di un netto e duraturo calo della produttività in molti settori economici accompagnato da un aumento marcato della disoccupazione. Anche la previsione del KOF, che per il 2009 prevede un aumento del PIL dello 0,3 per cento, preannuncia soltanto un lieve incremento della disoccupazione fino al 2,8 per cento. </p><p>Rispetto al resto d'Europa, la congiuntura interna svizzera gode di una salute nettamente migliore (fino all'autunno del 2008). Finora, il consumo si è rivelato robusto (probabilmente anche grazie all'immigrazione) e non dà segni di un imminente cedimento, anche perché gli indicatori precoci del mercato del lavoro sono ancora abbastanza buoni (sintomi di un rallentamento della crescita occupazionale, ma non di un rapido peggioramento). Le esportazioni svizzere realizzate nell'anno corrente si sono attestate al di sopra delle aspettative, beneficiando anche dei mercati emergenti, che rivestono un ruolo importante. Contrariamente agli USA e ad alcuni Paesi europei, va rammentato che la Svizzera non accusa problemi sul mercato immobiliare e non presenta - finora - i sintomi di una rarefazione del credito. Nonostante questa situazione di partenza, la Svizzera non può sottrarsi agli effetti di una lunga fase di debolezza dell'economia mondiale. Un cedimento marcato soprattutto della congiuntura dell'UE, avvertito nel nostro Paese in termini di un calo della dinamica delle esportazioni, causerebbe anche in Svizzera un sensibile rallentamento della crescita.</p><p>Considerato l'offuscarsi della situazione economica, il 12 novembre 2008 il Consiglio federale ha deciso di adottare misure preventive tese a sostenere la situazione delle ordinazioni e dell'occupazione in Svizzera. Sono state scelte delle misure ad azione rapida e mirata, che non comportano un continuo aumento degli impegni finanziari. Da un lato, il Consiglio federale propone al Parlamento di abrogare, nel preventivo 2009, il blocco dei crediti (205 milioni di franchi) nonché di effettuare degli aumenti mirati (136 milioni di franchi). Con ciò si farà uso di una parte del margine d'intervento nella politica finanziaria nell'ambito del freno all'indebitamento. Dall'altro lato, il Dipartimento federale dell'economia (DFE) avvia la liberazione delle riserve di crisi beneficianti di sgravi fiscali per un importo di 550 milioni di franchi. All'inizio del 2009 verrà dunque liberata una somma complessiva pari a 890 milioni di franchi. Nell'attuale contesto economico, il Consiglio federale ritiene che queste misure siano appropriate e sufficienti. In considerazione delle grandi incertezze circa la durata e la portata del rallentamento economico, il Consiglio federale intende procedere a tappe. Con l'avvio delle misure di cui sopra, ha conferito all'amministrazione l'incarico di valutare quali ulteriori spese possano essere effettuate nel 2009, in una seconda fase, nell'ambito del restante margine d'intervento previsto dal freno all'indebitamento di circa 660 milioni di franchi. Verrà deciso nella primavera 2009, in base all'andamento economico, se questa fase dovrà essere avviata o meno. </p><p>Inoltre, il Consiglio federale fa il possibile per facilitare l'accesso ai mercati alle imprese esportatrici tramite la rapida messa in atto degli accordi di libero scambio già firmati e l'avvio di nuove trattative con importanti partner commerciali. </p><p>In virtù delle misure approvate, la richiesta dell'autore della mozione - ossia l'elaborazione di un programma anti-recessione - è dunque ampiamente soddisfatta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.