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Nonostante la recessione, la Confederazione ha comunicato martedì di aver terminato il 2009 con un’eccedenza di 2,7 miliardi, ovvero 1,8 miliardi in più rispetto al preventivo.
Il sensibile miglioramento – si legge nel comunicato del Dipartimento federale delle finanze – «è riconducibile a entrate supplementari, in particolare nell’ambito dell’imposta preventiva, come pure a minori uscite». Nel complesso, «il risultato conferma la disciplina in materia di uscite perseguita da governo e amministrazione».
Berna evidenzia che questo dato è ancora più significativo tenendo presente il miliardo di aiuti contro la crisi.
Dalla vendita del prestito di UBS – obbligatoriamente convertibile in azioni – risultano entrate pari a circa 7,2 miliardi, che sono state contabilizzate perlopiù come entrate straordinarie.
A prima vista, «il bilancio della Confederazione non ha subito gli effetti della recessione 2009. Infatti, l’eccedenza di circa 1 miliardo preventivata nel bilancio ordinario sulla base di una persistente crescita economica ha potuto essere chiaramente superata nonostante un calo del prodotto interno lordo».
Da un esame approfondito, «emerge però chiaramente la flessione economica. Infatti, l’imposta sul valore aggiunto ha reagito alla riduzione della creazione di valore in maniera diretta e marcata».
Queste minori entrate, viene sottolineato, hanno potuto essere compensate solo grazie ai proventi delle imposte la cui base di calcolo risiede in parte negli anni precedenti, economicamente positivi.
swissinfo.ch