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Il leader della Lega, Matteo Salvini, è indagato dalla procura di Roma con l'accusa di abuso d'ufficio. Sotto la lente dei magistrati sono finiti 35 viaggi, effettuati quando era ministro dell'interno e vicepremier, a bordo di aerei della polizia o dei pompieri. La Corte dei Conti italiana aveva già stabilito che l'uso di tali aerei era illegittimo (in quanto i mezzi sono riservati allo svolgimento di compiti istituzionali o di addestramento e non per i voli di Stato) ma in quell'utilizzo non si poteva riscontrare un danno erariale, poiché "i costi sostenuti per tale finalità non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l'amministrazione dell'interno avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea da parte del ministro".
Il fascicolo dei giudici contabili fu aperto dopo un'inchiesta del quotidiano la Repubblica, nella quale si mettevano in relazione i voli di Salvini per partecipare a una serie di appuntamenti istituzionali in giro per l'Italia con comizi e altre manifestazioni di partito, che il leader della Lega tenne sempre negli stessi giorni e nelle stesse zone dove erano previsti gli impegni da ministro.
Quando a maggio uscì la notizia dell'indagine, Matteo Salvini smentì tutto, facendo diffondere dal Viminale l'elenco dei voli effettuati come membro del Governo dal 1° giugno 2018 al 16 maggio 2019: 24 voli di Stato - 22 dei quali con i velivoli dell'aeronautica - e 19 in qualità di ministro, con un aereo della polizia. Non disse nulla, invece, sui 14 voli in elicottero, sempre della polizia, né sul viaggio a bordo di un aeroplano dei vigili del fuoco. Che sono una parte di quelli su cui la procura ha chiesto di poter fare accertamenti.
"Tutti i miei voli - ribatte Salvini - erano per motivi di Stato, da ministro dell'Interno, per inaugurare caserme. Mai fatto voli di Stato per andare in vacanza, quello lo fanno altri".