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Un invito pressante agli Stati Uniti e ai governi europei a sostenere "la stabilità" del regime egiziano e a mettere fine, almeno pubblicamente, alle dichiarazioni critiche nei confronti del presidente, Hosni Mubarak, è stato rivolto nelle ultime ore dai vertici politici d'Israele attraverso canali confidenziali.
Lo sostiene oggi il giornale "Haaretz", all'indomani di un contatto telefonico avuto dal presidente americano Barack Obama con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, oltre che con altri leader internazionali.
Secondo "Haaretz", l'establishment israeliano resta convinto - sullo sfondo delle incognite legate alla rivolta popolare in atto al Cairo e in altre città - che "il mantenimento della stabilità del regime egiziano sia nell'interesse dell'Occidente e del Medio Oriente nel suo complesso". Per questo - suggerisce lo Stato ebraico - sarebbe il caso di "frenare le critiche pubbliche" verso Mubarak.
Le indiscrezioni di "Haaretz" non sono state confermate, ma neppure smentite da un portavoce di Netanyahu, interpellato in proposito. Proprio ieri il premier israeliano aveva comunque sottolineato pubblicamente, dinanzi al consiglio dei ministri, il desiderio di una continuità nei rapporti con l'Egitto, a tutela degli accordi di pace firmati oltre 30 anni fa.
Oggi il presidente della commissione esteri e difesa della Knesset (parlamento), Shaul Mofaz (Kadima, centro), ha ribadito in una intervista radiofonica i medesimi concetti, aggiungendo che Israele non ritiene sia il caso di compiere "ingerenze negli affari interni egiziani".
SDA-ATS