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Due persone sono morte nel canton Neuchâtel dopo aver mangiato del formaggio locale. Secondo le autorità sanitarie, era contaminato dal batterio listeria.
In totale sono state ricoverate dieci persone, ma stando al governo neocastellano la situazione è ora sotto controllo.
L'epidemia di listeriosi che ha provocato due decessi e due aborti nel canton Neuchâtel non sembra essersi estesa. Nessun nuovo caso è stato segnalato.
Sebbene debba ancora essere confermata, l'identificazione dell'origine probabile dell'epidemia è fonte di sollievo per le autorità. È quanto ha affermato martedì in conferenza stampa il governo neocastellano.
In attesa dei risultati di ulteriori analisi - che saranno comunicati giovedì - la produzione locale dei formaggini «tomme», ritenuti responsabili dell'avvelenamento da listeria, è stata sospesa.
Il servizio della sanità pubblica consiglia alla popolazione di astenersi dal mangiare il tipico formaggio rotondo a pasta molle prodotte nel cantone.
«Tommes» contaminate?
Da inizio maggio, dieci persone sono state ricoverate in ospedale e cinque casi supplementari sono stati scoperti la scorsa settimana. Le due persone decedute fanno parte di questo gruppo di pazienti.
Le ricerche condotte dalle autorità neocastellane hanno dimostrato che tutte le persone ammalatesi hanno mangiato la «tomme» prodotta nella regione, ha indicato la Cancelleria cantonale.
Marc Treboux, chimico cantonale, ha voluto sottolineare che i formaggini incriminati sono stati fabbricati con latte pastorizzato, ciò che esclude la presenza di listeria nel prodotto di base. Secondo lui, il batterio è probabilmente apparso accidentalmente durante la fase di stagionatura.
La sola latteria neocastellana che produce i tipici formaggini (tra i 4'000 e i 5'000 pezzi alla settimana, di cui due terzi smerciati da Migros), situata nella Val-de-Travers, effettua infatti numerosi controlli durante tutto l'anno.
«Tutte le tommes neocastellane sono state ritirate dai nostri negozi», ha fatto notare Maryvonne Monnier, portavoce delle filiali Migros nei cantoni di Neuchâtel e Friborgo.
Non è il caso di panicare
Esprimendo la sua afflizione per l'accaduto, l'Organizzazione dei produttori svizzeri di formaggio ha indicato di procedere regolarmente a controlli dei prodotti, in particolare per depistare un'eventuale contaminazione da listeria.
«I casi di contaminazione sono tuttavia inevitabili», ha precisato il chimico cantonale, aggiungendo che la listeria costituisce uno dei rischi maggiori dell'industria agro-alimentare.
L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) avverte comunque di evitare ogni sorta di isteria collettiva di fronte ai casi di Neuchâtel. Le grandi epidemie sono rare e soltanto le categorie di persone a rischio - donne incinte, anziani e persone il cui sistema immunitario è alterato - possono incontrare problemi.
«Il numero dei casi di listeriosi oscilla tra i 30 e i 50 all'anno», afferma Andreas Baumgartner della sezione di microbiologia e biotecnologia dell'UFSP.
Siamo quindi ben lontani dall'epidemia di listeriosi verificatasi negli anni '80, quando la contaminazione del formaggio "Vacherin Mont d'Or" provocò il decesso di una decina di persone.
swissinfo e agenzie
In breve
Considerando i casi segnalati ogni anno (tra i 30 e i 50), il tasso di mortalità della listeriosi è del 20%.
Per la maggior parte della popolazione il batterio non rappresenta tuttavia alcun problema e, spesso, coloro che ne sono colpiti non se ne accorgono neanche.
I gruppi a rischio sono le persone il cui sistema immunitario è indebolito, come ad esempio le donne incinte e gli anziani.
Alle persone che rientrano in queste categorie è sconsigliata la consumazione di formaggi a pasta molle, carne cruda, pesce affumicato e frutti di mare non cotti.
Fatti e cifre
1987: una contaminazione da listeria del celebre «Vacherin Mont d'Or» provoca la morte di una decina di persone nel canton Vaud.
1989-1990: sempre nella regione vodese, 35 tonnellate di formaggio Vacherin sono distrutte il rilevamento della presenza di «Listeria monocytogenes».