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Il rivenditore di mobili Ikea si separa da un fornitore: un audit ha individuato documenti falsificati relativi all'origine del legno. Lo ha comunicato oggi Ikea Svizzera, facendo seguito alla denuncia dell'agosto scorso giunta dal Fondo Bruno Moser.
Nell'ambito di una valutazione, gli specialisti Ikea della fornitura del legname e della silvicoltura hanno effettuato un'ispezione di routine presso un fornitore in Cina nell'autunno del 2020, scoprendo certificati di origine falsificati, indica la nota.
Il legno non verificabile utilizzato da questo fornitore equivale allo 0,28% del consumo totale di legno di Ikea nell'esercizio 2020, precisa il comunicato. In Svizzera il fornitore in questione ha venduto circa 30mila articoli. I prodotti interessati sono stati Vilto, Förhöja, Bekväm, Norden, Fintrop e Norraker.
"Oltre a non essere etico, il comportamento scorretto del fornitore costituisce una chiara violazione dei nostri requisiti e viola le basi del nostro modello di business e dei nostri valori", viene puntualizzato nella nota.
Lo scorso 31 agosto, il Fondo Bruno Manser aveva denunciato Ikea davanti al Dipartimento federale dell'economia (DEFR). Quest'ultimo ha quindi ha avviato una procedura penale amministrativa contro l'azienda svedese per presunte false dichiarazioni sulla provenienza del legno.
In seguito alla denuncia, l'Ufficio federale del consumo aveva riscontrato carenze nella dichiarazione di diversi prodotti presso le filiali Ikea di Aubonne (Vaud), Lyssach (Berna), Pratteln (Basilea Campagna), Spreitenbach (Argovia) e Vernier (Ginevra). Ikea Svizzera aveva respinto le accuse, sostenendo di non avere alcun interesse a nascondere informazioni.
A fine novembre una petizione munita di quasi 14mila firme, per chiedere maggiore trasparenza nella dichiarazione del legname, era stata consegnata dal Fondo Bruno Manser alla sede svizzera del mobilificio Ikea a Spreitenbach (Argovia).