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Nel momento in cui la donna decide di usufruire dell'analgesia, l'ostetrica chiama l'anestesista di guardia che si presenterà il prima possibile in sala parto. La donna dovrà mettersi seduta sul lettino e piegarsi in avanti al fine di curvare la colonna vertebrale e aprire gli spazi intervertebrali, dove andrà inserito il cateterino. Durante il travaglio le contrazione potranno rendervi difficile lo stare ferme, percio' la levatrice vi aiuterà a cercare di mantenere la posizione, suggerendovi come respirare per rilassarvi. L'anestesista cercherà ovviamente di procedere alla puntura tra una contrazione e l'altra. La tecnica prevede che venga mantenuta la sterilità assoluta, quindi vedrete preparare un piccolo tavolo sul quale verrà disposto il materiale sterile. Quindi, dopo avervi scoperto la schiena e messe nella corretta posizione, disinfetterà accuratamente l'area dove dovrà essere inserito il catetere. Normalmente la procedura non è molto dolorosa, tuttavia la paziente potrebbe avvertire un fastidio piu' o meno intenso a seconda della sua capacità di lasciarsi andare, in base alla sua anatomia ossea e alla presenza di adipe sulla schiena, nonché alle capacità dell'anestesista di eseguirla.
Il catetere, dal quale verranno introdotti i medicamenti, o attraverso singole e ripetute somministrazioni o in modo lento e continuo, mediante una pompa, viene poi fissato con un cerotto per evitare che si sposti nello spazio peridurale. I farmaci introdotti sono di solito un anestetico e un oppiaceo: l'effetto sinergico dei due garantisce una copertura sia in termini di dolore che di durata dell'effetto, evitando allo stesso tempo un blocco motorio completo. In questo modo la donna puo' conservare la sensazione di premito durante il periodo espulsivo senza avvertire dolore. Immediatamente dopo la somministrazione la donna dovrà stare sdraiata per almeno 30-40 minuti, possibilmente supina per il primo quarto d'ora, affinchè il farmaco possa fare effetto in maniera efficace.
Normalmente la donna percepisce un reale beneficio dopo 20 minuti dall'introduzione del farmaco. Durante questo tempo verrà anche monitorata in maniera continua la frequenza cardiaca fetale, in modo da potersi accorgere tempestivamente di eventuali decelerazioni proprio dovute all'analgesia.