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Circa 2500 persone hanno partecipato domenica a Friburgo a una manifestazione in memoria di Lucie, la 16enne uccisa nel canton Argovia il 4 marzo scorso. I genitori della ragazza chiedono la creazione di un sistema di allarme rapimenti affinché la morte della figlia non sia stata vana.
Una marcia silenziosa ha attraversato la città di Friburgo. Il rischio zero non esiste e forse un sistema di allarme non avrebbe impedito la fine di Lucie, ha detto il padre. Bisogna però fare tutto il possibile per evitare che un simile dramma si ripeta.
Per la madre della ragazza uccisa, le «forze positive» che si sono manifestate nel corso delle ultime due settimane devono essere orientate verso il futuro. La marcia, che non era animata da spirito di vendetta, deve portare a una consapevolezza e a un'azione determinata.
Deve esserci un «prima» e un dopo 4 marzo, hanno aggiunto i genitori. I giorni di angoscia che hanno vissuto li hanno resi coscienti dei «limiti dei sistemi cantonali che si intralciano». «È tempo di far evolvere il sistema».
Lucie, che lavorava come ragazza alla pari nel canton Svitto, era scomparsa il 4 marzo scorso. Quattro giorni dopo il suo cadavere è stato ritrovato a Rieden (Argovia) nella casa dell'assassino, un uomo di 25 anni già condannato in passato per tentato omicidio. Dopo l'omicidio erano state sollevate critiche sull'operato delle autorità e sulle leggi vigenti.