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Pur se tra tantissime difficoltà, la mediazione portata avanti da protagonisti della società civile tunisina per avviare un dialogo tra maggioranza ed opposizioni sembra, anche se lentamente, riprendere forza.
Il gruppo di mediatori (guidato da Houcine Habassi, segretario generale del più importante sindacato del Paese, l'Ugtt) ha presentato ai tre partiti della maggioranza di governo - Ennahda, Ettakatol e Congresso per la repubblica - un nuovo percorso che la trattativa dovrebbe seguire e che potrebbe portare tutti i soggetti politici a discutere direttamente come uscire dalla crisi, e non, come invece sta accadendo ora, attraverso soggetti terzi.
A dare notizia della presentazione della road map è stata Ennahda, con un comunicato del suo ufficio per la comunicazione e non invece, come accaduto sino a ieri, dei suoi vertici politici. Cosa che potrebbe essere interpretata come conseguenza dell'esigenza di non impegnare direttamente ed immediatamente l'ufficio politico, in attesa del confronto che Ennahda dovrà avere con i suoi alleati.
Da quello che si è appreso, comunque, alla base del documento dei mediatori sarebbe rimasta la richiesta di dimissioni immediate del governo guidato da Ali Laarayedh, esponente di primissimo livello di Ennahdaa che, su questo punto, non intende assolutamente avviare una trattativa.