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Mantenimento diretto e contributo di accudimento[1]
ll contributo di mantenimento si compone del “mantenimento diretto” e del “contributo di accudimento”.
Il “mantenimento diretto”
Con “mantenimento diretto si designa il contributo che serve a coprire le spese dirette del bambino.
Il mantenimento diretto del bambino include il contributo alle spese per i suoi fabbisogni vitali, per esempio l’alimentazione, il vestiario, l’alloggio ecc. e le spese derivanti dalla cura del bambino esterna alla famiglia per motivi legati all’attività professionale.
Quando le relazioni personali (diritti di visita) superano la norma (per es. due serate e notti alla settimana e la metà delle vacanze scolastiche), questa parte della presa a carico può essere tenuta in conto nel calcolo dei contributi per il mantenimento diretto (costi variabili come l’alimentazione e le attività ricreative ma non le spese fisse come per esempio l’affitto), purché la capacità finanziaria della persona che ha la custodia e le altre circostanze lo permettano.
Se i due genitori si suddividono la custodia, il mantenimento diretto si riparte esclusivamente sulla base della capacità finanziaria di ciascuno dei genitori.
Il diritto al mantenimento diretto sussiste fino a quando vige l’obbligo di mantenimento da parte dei genitori.
Il “contributo di accudimento”
ll contributo di accudimento serve, invece, a coprire le spese di sostentamento della persona che provvede principalmente alla cura del bambino, nella misura in cui questa non possa coprirle da sola a causa della cura del/dei figlio/figli (“ammanco” della persona che provvede alla cura).
Se il genitore che provvede principalmente alla cura del bambino è in grado di sopperire ai bisogni malgrado le incombenze della cura, non sussiste alcun diritto al contributo di accudimento.
Il Tribunale federale ha fissato le seguenti linee guida per il contributo di accudimento: poiché una situazione stabile è nell’interesse del bambino, il modello di accudimento praticato prima della sospensione della comunione domestica deve essere mantenuto nella prima fase che segue la separazione. Per il periodo successivo, o in assenza di tale modello, può essere applicato il modello fondato sui livelli scolastici: la persona che provvede principalmente alla cura del bambino deve esercitare un’attività lucrativa:
- al 50% a partire dall’obbligo scolastico del più giovane dei figli
- al 60%-80% a partire dal passaggio di quest’ultimo al livello secondario
- a tempo pieno a partire dal compimento dei 16 anni.
Va precisato che è possibile derogare a queste linee guida se lo richiede il bene dal bambino. La percentuale richiesta può variare a dipendenza dei bisogni del figlio, della distanza casa-scuola, delle possibilità di conciliazione famiglia/lavoro o di altre peculiarità. Per esempio, nel caso di un bambino piccolo bisogna verificare la disponibilità di offerte di accudimento adeguate. Determinante è stabilire di quanta cura personale ha bisogno il bambino interessato.
Se è necessario provvedere alla cura di più figli il contributo di accudimento è dovuto soltanto una volta, poiché l’ammanco della persona che provvede alla cura non è ripetibile.
Il diritto al contributo di accudimento sussiste fino a quando il bambino non ha più bisogno di cure personali. Di norma il contributo di accudimento cessa al compimento dei 16 anni del più giovane dei figli, quando, conformemente alle linee guida del Tribunale federale, la persona che provvede alla cura può esercitare un’attività lucrativa a tempo pieno.
Per calcolare il contributo di accudimento si utilizza il minimo vitale del diritto di famiglia.
La cura da parte dell’altro genitore nell’ambito delle relazioni personali come da consuetudine (“diritto di visita”, per esempio due fine settimana al mese e due settimane di vacanze così come i consueti giorni feriali) non dà diritto a un contributo di accudimento.
Reddito ipotetico
Il genitore che deve pagare contributi di mantenimento è obbligato, nella misura del possibile, a conseguire un reddito che gli consenta di pagare contributi di mantenimento sufficienti per i figli. Anche nel caso del genitore che provvede principalmente alla cura del figlio un’adeguata attività lucrativa a partire dall’inizio dell’obbligo scolastico del più giovane dei figli è considerata ragionevole. Se uno dei genitori non ha alcun reddito o ha un reddito insufficiente, può essere preso in considerazione, all’occorrenza, un reddito ipotetico.
Il reddito ragionevolmente presumibile viene determinato sulla base dei seguenti criteri:
- Obblighi di cura dei figli
- Età
- Salute
- Formazione
- Conoscenze linguistiche
- Situazione del mercato del lavoro
Il tasso di occupazione ragionevolmente presumibile per persone con obblighi di cura dipende dai seguenti criteri:
- Età e stato di salute del figlio
- Sostegno da parte di altre persone
- Risorse del genitore che assicura la cura
[1] Fonte : FSFM, Informazioni e consigli per compilare le convenzioni di mantenimento tipo della FSFM