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L'esercito svizzero dovrebbe dotarsi di un ombudsman per risolvere i conflitti umani e le tensioni interne. Il Consiglio degli Stati ha sostenuto oggi definitivamente questo progetto, rinunciando ad esigere che il posto sia attribuito a un ufficiale di milizia con il grado di brigadiere.
I "senatori" hanno così accettato la modifica apportata dal Consiglio Nazionale per tener contro delle richieste del ministro della difesa Ueli Maurer. Per il resto, la necessità di creare un organo di mediazione è stata combattuta soltanto dalla destra, che ha giudicato "superflua e troppo cara" questa misura, ha sottolineato l'indipendente sciaffusano Thomas Minder, che fa parte del gruppo UDC.
La maggioranza ha invece ritenuto utile questo posto di ombudsman, che risponde a un reale bisogno. Le tensioni interpersonali e i conflitti umani in seno all'esercito hanno un impatto negativo sulla sua accettazione e sulla sua efficacia.
Un militare può sì presentare un reclamo se ha l'impressione di essere trattato in modo ingiusto o rivolgersi a un cappellano o al servizio psicologico dell'esercito. Ma altri provvedimenti quali la creazione di un ombudsman potrebbero contribuire a lottare contro l'erosione dei quadri dell'esercito e il passaggio dei militari al servizio civile, ha ricordato Ueli Maurer.
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