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La Fed interviene sul mercato della liquidità a breve termine per le banche. È la prima volta dalla crisi che si vede una manovra simile.
In queste ore negli Stati Uniti una domanda sta aleggiando fra analisti economici e operatori della finanza: cosa è successo nel mercato interbancario Usa? La Federal Reserve, la banca centrale statunitense, nei primi quattro giorni della passata settimana ha dovuto intervenire sul mercato interbancario "repo" (quello con cui le banche si procurano la liquidità a breve termine) con 75 miliardi di dollari, dopo che i tassi di queste operazioni, in genere effettuate fra le stesse banche, erano volati oltre l'8%.
La Fed ha pure annunciato una serie di aste per fornire liquidità a 1 e 14 giorni, previste a partire da lunedì 23 settembre e fino al 10 ottobre (di fatto dunque prolungando le manovre avviate questa settimana per quasi un mese) . Operazioni, ha spiegato il presidente della Fed Jerome Powell, che non incidono sulla politica monetaria, ma sono importanti per garantire il corretto funzionamento del mercati.
Fattostà, che è la prima volta dalla crisi del 2008 che la Fed mette in campo un'operazione di questa portata, e dunque potrebbe presagire a forti turbolenze in vista. Il timore di molti è che la Fed sia intervenuta per contrastare una crisi di liquidità di alcuni soggetti (magari "too big to fail"), che necessitavano di un intervento piuttosto urgente, e dunque non fattibile attraverso gli altri strumenti in mano alla banca centrale Usa.