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Il ministro della difesa Ueli Maurer valuta il modo di garantire la sicurezza della Svizzera contro gli attacchi dal cielo dopo il no popolare ai Gripen: ricorrendo ai droni, migliorando la difesa contraerea e con un "aggiornamento" ("upgrade") della flotta di F/A 18, ha indicato il consigliere federale alla stampa in un "colloquio in caserma" a Berna.
"Nuovi aerei da combattimento rimangono un tema di discussione anche dopo il no ai Gripen", ha detto Maurer, aggiungendo che ci sarà una nuova valutazione. I primi nuovi apparecchi potrebbero decollare dagli aerodromi militari elvetici verso il 2025 e nel 2027-28 dovrebbe essere operativa un'intera nuova flotta. Fino ad allora - ha avvertito il ministro - rimarrà una falla nella sicurezza aerea.
Questa falla potrà almeno in parte essere colmata con droni, con una migliorata difesa terra-aria e con gli attuali F/A-18. Droni di ricognizione per circa 250 milioni di franchi sono già previsti nel programma d'armamento 2015. "I droni possono rimanere in aria per 24 ore e dunque sgravare un po' gli F/A-18", ha detto Maurer, che tiene a raggiungere una prontezza aerea ininterrotta, dopo le critiche a un'aviazione militare mobilitabile soltanto nelle ore di ufficio. Questa prontezza 24 ore su 24 dovrebbe essere possibile entro il 2020.
Dal canto loro, gli F/A-18 possono essere "aggiornati" e dunque essere tenuti operativi più a lungo di quanto previsto, ha riconosciuto il ministro della difesa. "Stiamo valutando se è possibile", ha detto Maurer, secondo il quale questo "upgrade" verrebbe a costare attorno ai 500 milioni di franchi.
Maurer non crede invece possibile mantenere operativa più a lungo l'invecchiata flotta di Tiger, un'opzione che aveva già scartato in precedenza. Un aggiornamento costerebbe in questo caso circa un miliardo di franchi e - ha rilevato il ministro - "non si possono investire tanti soldi per un apparecchio irrimediabilmente antiquato".
Maurer intende per contro investire nella difesa terra-aria, con apparecchi di una portata fino ai 30 chilometri, tre volte più di oggi. Questi sistema di difesa potrebbero essere impiegati in caso effettivo non soltanto contro aerei ma anche contro razzi e granate d'artiglieria.
I piani di Maurer per le Forze Aeree sono parte dell'ammodernamento dell'esercito. Il Consiglio federale dovrebbe occuparsene entro due o tre settimane.
Il ministro ha rilevato che il settore aereo non è il solo a richiedere miglioramenti. La Svizzera deve essere meglio armata anche a terra e nel settore informatico. Complessivamente Maurer prevede investimenti per circa 9 miliardi di franchi nei prossimi dieci anni, senza contare l'acquisto di nuovi aerei. Per raggiungere l'obiettivo basterà il budget militare annuale, ha detto, purché sia lasciato a cinque miliardi.
Il no al Gripen potrebbe avere effetti concreti, ha detto ancora Maurer. Vi è il rischio che i piloti cerchino un nuovo orientamento. Dimissioni non ve ne sono ancora state, ha precisato il portavoce del Dipartimento federale della difesa della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) Renato Kalbermatten.
Maurer ha aggiunto di temere una evoluzione analoga per altri specialisti come i meccanici di aerei, perché le persone cercano una prospettiva a lungo termine e "se noi non possiamo garantirla perdiamo know-how".