Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/201513

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera non deve essere uno dei principali responsabili dell'inquinamento nel Sud-Est asiatico. Il Consiglio federale è invitato a firmare la Convenzione di Hong Kong e a impegnarsi per una gestione responsabile dello smantellamento delle navi svizzere a fine ciclo di vita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come indicato nel parere del Consiglio federale concernente la mozione Mazzone 19.3165, le navi d'alto mare sono sempre soggette alla legislazione del Paese di cui battono bandiera (principio dello Stato della bandiera). A conoscenza del Consiglio federale, nessuna nave battente bandiera svizzera è mai stata smantellata. Le navi vengono vendute prima della fine del loro ciclo di vita e continuano a navigare sotto altre bandiere ancora per molti anni.</p><p>Gli armatori sono liberi di scegliere in qualsiasi momento la bandiera per la propria nave. I sistemi giuridici degli Stati di bandiera sono dunque in competizione l'uno con l'altro. Le disposizioni delle convenzioni internazionali, applicabili in tutto il mondo, possono compensare le differenze di legislazione tra gli Stati di bandiera. Permettono di rafforzare le norme di protezione del lavoro, dell'ambiente e della sicurezza e si applicano anche allo smantellamento delle navi.</p><p>Il Consiglio federale è favorevole all'impostazione della Convenzione di Hong Kong, che si concentra sulla nave (costruzione, riciclaggio, smantellamento) e impone obblighi ai cantieri navali. Viste le condizioni concernenti l'entrata in vigore, tale convenzione sarà efficace solo quando i principali Paesi a vocazione marittima o nei quali vengono costruite e smantellate le navi (p. es. Cina, Corea, Liberia, Isole Marshall, Pakistan, Bangladesh e India) vi avranno aderito. Il Consiglio federale esaminerà dunque la questione dell'adesione alla Convenzione quando un numero significativo degli Stati di cui sopra l'avrà ratificata.</p><p>L'inventario dei materiali pericolosi presenti a bordo delle navi costituisce uno strumento essenziale della Convenzione di Hong Kong. Conformemente al regolamento dell'UE n. 1257/2013 relativo al riciclaggio delle navi, le navi che fanno scalo in un porto o ancoraggio di uno Stato membro dell'UE devono avere a bordo un inventario dei materiali pericolosi. Questi porti e ancoraggi sono importanti per le navi che battono bandiera svizzera, e queste saranno soggette all'obbligo di tenere un inventario dei materiali pericolosi a partire dal 31 dicembre 2020. Per questo motivo, è nell'interesse dei proprietari e degli armatori assicurarsi che venga stilato un tale inventario. L'Ufficio svizzero della navigazione marittima emetterà una raccomandazione in tal senso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.