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In un interessante articolo pubblicato qualche anno fa sulla Harvard Business Review, due ricercatori americani, D. Garvin e M. Roberto hanno proposto un semplice ma efficace modello di riferimento, che distingue due fondamentali modalità in cui si può svolgere una discussione, una negoziazione, o una riunione:
- Il dibattito costruttivo si sviluppa in una situazione emotiva positiva, - o in una situazione nella quale le emozioni “negative” sono di intensità limitata. I veri obiettivi dei decisori coincidono in larga misura con gli obiettivi dichiarati. Il conflitto c’è, può a volte anche essere molto intenso, ma si mantiene sulle idee, sui contenuti della decisione, non tocca la sfera personale ed emotiva dei partecipanti. Le emozioni non disturbano la decisione. I partecipanti si sentono a proprio agio; il dibattito è sereno e aperto; ognuno sente che il proprio contributo è preso in considerazione.
- Invece, in una situazione di scontro emotivo la decisione è emotivamente caricata e tesa. Le emozioni dominano incontrollate sulla razionalità, gli obiettivi emotivi prendono il sopravvento sugli obiettivi razionali della decisione. I partecipanti agiscono sulla base dell’emozione, gli altri obiettivi passano in secondo piano. Il livello del dibattito scivola velocemente da un piano razionale ad un piano emotivo, nel quale si attaccano le persone, non le idee. i fronti si cristallizzano, ognuno cerca di uscire vincitore dallo scontro e di attaccare personalmente l’avversario.
Ovvia conclusione: state attenti a capire quando una relazione inizia a “scivolare” verso lo scontro emotivo: tornare indietro è ben difficile…
Approfondimento: N.Taleb, “Il cigno nero. Come l’improbabile domina la nostra vita”. Il Saggiatore, 2009.