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“Blocher o l’opposizione”. Forte di questo motto e del ruolo di primo partito svizzero, l’Unione democratica di centro (UDC) esige un secondo seggio in governo.
Ma nessuno degli altri tre partiti rappresentati in Consiglio federale sembra disposto a cederne uno dei propri. Mercoledì mattina, tutto sarà possibile.
Principale vincitore delle elezioni federali dello scorso 19 ottobre, l’UDC, partito di una destra molto conservatrice, ha immediatamente posto le sue condizioni: un secondo seggio in governo. Da attribuire solo ed unicamente a Christoph Blocher, il suo leader zurighese.
Da allora mille speculazioni si sono succedute. L’UDC ha annunciato tutta una serie di scenari alternativi, attaccando praticamente tutti i partiti di governo. Che, a turno, hanno minacciato di lasciare le responsabilità di governo nel caso in cui uno dei loro esponenti non venisse rieletto.
E così fino all’ultimo momento, mercoledì mattina. Quando ogni singolo voto sarà determinante.
Potere ai “dissidenti”
Matematicamente, e secondo la logica della concordanza, tutto appare chiaro: l’UDC, quale partito con la maggior percentuale di voti, ha diritto a due seggi tra i sette del Consiglio federale.
Ma il Partito popolare democratico, uscito sconfitto dalle elezioni, non intende sacrificare né Ruth Metzler né Joseph Deiss, i suoi due rappresentanti nell’esecutivo.
Altrettanto chiaro è che l’UDC potrà contare su un massimo di 121 voti su un totale di 246. Sempre che l’intero gruppo parlamentare dei liberali radicali ed i rappresentanti dei piccoli partiti di destra votino compatti per Blocher.
L’alleanza rosso-verde sommata al PPD dispone invece dei restanti 125 voti. E, almeno teoricamente, potrebbe impedire l’elezione del discusso miliardario zurighese in Consiglio federale. In questo senso, la linea dei socialisti è molto precisa: “Nessun voto per Blocher”.
Ma la realtà non sarà così semplice. Alcuni “dissidenti” nei due schieramenti non intendono piegarsi ai diktat delle rispettive frazioni. In parlamento non esiste infatti alcun obbligo a farlo. E proprio questi voti “selvaggi” potranno rivelarsi determinanti.
Il partito liberale radicale (PLR) ha organizzato diversi incontri chiarificatori tra alcuni suoi esponenti poco propensi a sostenere l’UDC ed il candidato Blocher. Risultato: incerto.
Tutti in pericolo
L’UDC è comunque riuscita a mantenere aperta ogni opzione ed ad imporre il proprio programma, almeno per quel che riguarda la procedura d’elezione.
I seggi di Moritz Leuenberger (PS) e di Pascal Couchepin (PLR), i due membri del governo da più tempo in carica, saranno confermati senza alcun problema. Poi, a partire, dalla terza tornata cominceranno i fuochi d’artificio.
L’UDC intende infatti inizialmente attaccare il seggio della democristiana Ruth Metzler. Se non dovesse farcela, toccherà poi all’altro esponente del PPD Joseph Deiss superare il medesimo scoglio.
Pure i socialisti non dormono sonni tranquilli. Se il PPD, con il sostegno del PS, dovesse riuscire a difendere i proprio due posti in Consiglio federale, l’UDC sembra intenzionata ad attaccare il seggio di Micheline Calmy-Rey.
E se, a questo punto, Blocher non ce l’avesse ancora fatta, sarebbe poi il turno dei liberali-radicali. L’ultimo turno riguarderà in effetti la sostituzione del radicale Kaspar Villiger. Un seggio per il quale il PLR presenta due candidati ufficiali ma che potrebbe pure essere attaccato dagli esponenti dell'UDC.
Nelle scorse settimane, i partiti hanno più volte cercato un accordo per garantire uno svolgimento prevedibile delle elezioni. Ed evitare così il tanto temuto caos. Ma di accordi non se ne sono trovati. Tutto è dunque possibile. Anche grandi sorprese.
L’offerta di swissinfo
Mercoledì mattina, a partire dalle 8 ora svizzera, swissinfo vi informerà passo dopo passo sui risultati dei singoli turni elettorali. Il tutto sarà completato da informazioni di fondo e da articoli d’analisi.
swissinfo, Christian Raaflaub
(traduzione: swissinfo, Marzio Pescia)
Fatti e cifre
Consiglio nazionale: 200 membri;
Consiglio agli Stati: 46 membri;
Totale Assemblea federale: 246 membri;
Maggioranza assoluta: 124 voti.
In breve
Come vuole la tradizione, dopo il rinnovo delle camere federali, giunge il turno del Consiglio federale, l'organo esecutivo della Confederazione.
I suoi sette membri devono essere confermati od eletti dall'Assemblea federale per un mandato di quattro anni. Ogni singolo consigliere federale dovrà passare l'esame.
Ecco l'ordine nel quale si presenteranno gli attuali consiglieri:
1. Moritz Leuenberger (PS)
2. Pascal Couchepin (PLR)
3. Ruth Metzler (PPD)
4. Joseph Deiss (PPD)
5. Samuel Schmid (UDC)
6. Micheline Calmy-Rey (PS)
7. Sostituzione di Kaspar Villiger (PLR). Candidati ufficiali del partito sono Christine Beerli e Hans-Rudolf Merz.