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È notizia di ieri che il numero di domande d'asilo presentate da cittadini turchi è aumentato in modo significativo negli ultimi anni, in particolare dal fallito colpo di stato contro il presidente Recep Tayyip Erdogan nel 2016. L'aumento è legato alla politica interna in Turchia, sostiene il Segretariato di Stato per la migrazione (SEM).
Un portavoce della SEM ha confermato questa tendenza domenica all'agenzia di stampa Keystone-ATS, che interrogava l'agenzia governativa a seguito di un articolo sul tema della "NZZ am Sonntag".
Il domenicale evoca un aumento del 130% dal fallito colpo di stato, pari a circa 2'800 domande.
Forse per coincidenza, a interessarsi dei richiedenti l'asilo in Turchia recentemente è stata anche la televisione pubblica tedesca che il 7 settembre scorso ha pubblicato un servizio girato al confine tra l'Europa e il paese asiatico. Nel servizio viene ripreso un migrante che afferma, almeno questa è la traduzione dei reporter tedeschi, che "vogliamo andare in Europa e ci causeremo guai" ("Wir wollen nach Europa, und werden dort für Unruhe sorgen", vedi sotto un estratto della trasmissione disponibile su YouTube).
Insomma sembra che non tutti i richiedenti l'asilo che dal Medio Oriente cercano di raggiungere il continente europeo abbiano intenzioni pacifiche e cerchino solamente di fuggire dalla repressione di Erdogan. Da notare comunque che l'uomo in questione probabilmente non è turco ma proviene da un altro paese mediorientale e sia in Turchia solo di passaggio.