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Lo studio di un gruppo di scienziati tedesco dimostra per la prima volta il comportamento prosociale negli uccelli
Non sono solo gli esseri umani ad essere capaci di gesti altruistici. Se una questa indole è stata osservata nei primati, nei lupi o in comunità numerose come formicai e alveari, è meno nota quella tra i pennuti.
Anche se l’altruismo è difficile da spiegare a livello evolutivo, è stato comunque accertato che non è un comportamento esclusivamente umano. Così ha infatti stabilito un gruppo di scienziati del «Max Planck Institute for Ornithology» di Starnberg, in Germania, che ha documentato per la prima volta un esempio di gesto altruistico (o «prosociale») promosso da un uccello, nella fattispecie un pappagallo cenerino, unico rappresentante della specie Psittacus e nativo del continente africano.
L’esperimento prevedeva due pappagalli chiusi in gabbie adiacenti che in cambio di un biscotto dovevano consegnare un gettone al ricercatore che li stava osservando. A quel punto l’accesso esterno di una delle due gabbie veniva impedito così come il passaggio del gettone dal pappagallo allo scienziato.
Da qui il risultato del test sull’altruismo: a quanto è emerso (con tanto di filmato), il gettone è passato da un pappagallo all’altro, finendo poi nelle mani del ricercatore che ha ricambiato con la ricompensa di cibo. Dopodiché entrambe le gabbie sono state chiuse e il pappagallo con il gettone non ha mosso una penna perché consapevole che il passaggio non sarebbe servito ad ottenere il premio. Nell’esperimento sono stati utilizzati otto cenerini e ben sette hanno effettuato la stessa scelta al primo tentativo. Gli stessi pappagalli sono stati ingaggiati per entrambi i ruoli: con il gettone e senza.
Ecco allora che secondo i ricercatori si spiega come il comportamento altruistico sia naturale anche per i pappagalli cenerini. Di sicuro è stata la prima volta ad essere riscontrato in un uccello. Lo stesso esperimento peraltro è stato riproposto con pappagalli Ara che hanno passato direttamente il gettone allo scienziato invece di passarlo al compagno che ne era sprovvisto.
Più in generale, uno dei più recenti gesti di altruismo è stato segnalato nel maggio 2017 all’oasi Lipu Castel di Guido (Roma), dove un branco di lupi si è preso cura di un lupacchiotto con paralisi delle zampe posteriori, riuscito a sopravvivere assistendo per quel che poteva il suo branco durante la caccia. In cambio i fratelli dividevano il cibo con lui, portandoglielo. In questo caso ovviamente contava anche il contesto territoriale, ricco di prede. Se il cibo fosse stato scarso probabilmente il branco non si sarebbe dimostrato così altruista.
La rivalità tra i cuccioli si elimina creando una gerarchia, proprio come avviene nel branco. Ma senza trascurare le loro necessità.
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