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«Siamo molto soddisfatti della sentenza ma a questo punto non realizzeremo noi i due hangar provvisori all'aeroporto. Potrebbero forse interessare alle due cordate private». Parola di Michele Foletti, titolare del Dicastero finanze della Città di Lugano che comprende anche la gestione dello scalo. È infatti trascorso parecchio tempo dalla pubblicazione della domanda per costruire le strutture provvisorie. Una domanda presentata nel settembre 2014 dalla Lugano Airport Sa (Lasa) - oggi liquidata - e contestata da Dario Kessel, imprenditore proprietario di alcuni fondi nel sedime aeroportuale. Il Tribunale amministrativo federale, che si era già espresso una prima volta nel novembre 2017, in questi giorni ha dato ragione alla Città dopo che il Tribunale federale gli aveva ordinato un nuovo giudizio accogliendo parzialmente il ricorso dell'imprenditore.
Gli hangar provvisori sono strutture di cui si sente la mancanza anche oggi visto che diversi aerei privati sono costretti a essere posteggiati all'aperto per carenza di spazio. Una necessità imprescindibile legata alla sopravvivenza stessa dell'aeroporto Questo è fatto riconosciuto anche nella sentenza, al di là delle vicissitudini che hanno riguardato l'aeroporto negli ultimi sette anni. Kessel nel suo ricorso aveva contestato anche questo aspetto, oltre all'eccessivo costo per costruire due infrastrutture provvisorie che ai suoi occhi avrebbero potuto costituire un ostacolo alla futura pianificazione dell'aeroporto e alla scheda di coordinamento del Piano settoriale dell'infrastruttura aeroportuale. Nella sentenza si legge pure che nel caso venissero realizzati, gli hangar andrebbero successivamente smantellati.