Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/84795

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il tasso degli interessi moratori applicato attualmente in conformità all'articolo 104 del Codice delle obbligazioni in caso di pagamento tardivo di debiti è da molti giudicato troppo basso. Da un'analisi di diritto comparato risulta che i Paesi limitrofi applicano tassi più elevati, soprattutto nei rapporti commerciali (p. es. Germania: 11,32 per cento, Austria: 11,19 per cento, Francia: 11,2 per cento). In questo contesto va ricordata anche la direttiva 2000/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 giugno 2000 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La direttiva statuisce che il livello degli interessi moratori dev'essere maggiorato di almeno sette punti percentuali rispetto al tasso di riferimento della Banca centrale europea.</p><p>Il Consiglio federale giudica pertanto sostanzialmente legittima la richiesta degli autori della mozione, anche se l'interesse moratorio ai sensi dell'articolo 104 del Codice delle obbligazioni costituisce unicamente un tasso minimo sancito dalla legge al quale si può derogare nella stipulazione di contratti.</p><p>Saranno necessarie ulteriori verifiche per determinare l'influenza degli interessi moratori sulla morale di pagamento dei debitori e per stabilire quale sia il tasso appropriato e se sia preferibile un tasso fisso o variabile (p. es. collegandolo al tasso di riferimento della Banca nazionale svizzera). Bisogna anche valutare se alzare il tasso degli interessi moratori globalmente o soltanto nelle relazioni commerciali e se l'innalzamento debba tenere conto anche dei crediti concessi dallo Stato, soprattutto quelli fiscali, come pure del debito pubblico. Il Consiglio federale giudica prematuro ed è quindi contrario a un innalzamento globale al 10 per cento del tasso degli interessi moratori.</p><p>Alla luce di queste considerazioni il Consiglio federale raccomanda di respingere la mozione. Si riserva tuttavia di proporre alla seconda Camera una modifica (art. 121 cpv. 4 LParl) che conceda all'esecutivo un margine di manovra più ampio, come previsto dalla mozione 08.3169 del gruppo radicale-liberale, "Morale di pagamento: porre un freno all'andazzo attuale".</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.