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dal portale www.blognews24ore.com
(KingWorldNews.com, intervista)
Eric King : “Dalla prima volta in cui l’oro è sceso sotto i 1’200 dollari l’oncia, nel giugno 2013, lei ha affermato che il rischio al ribasso era limitato a 100/150 dollari e ha ripetuto questa affermazione diverse volte. Come faceva a saperlo?”
Gerald Celente : “Perchè i mercati sono manipolati. Non si tratta della teoria del complotto, è un fatto. Sappiamo che il tasso interbancario Libor e il mercato dei cambi sono manipolati, sappiamo che vi sono indagini sulla manipolazione del mercato dell’oro. La svalutazione della moneta non è nell’interesse delle banche centrali, che creano migliaia di miliardi di dollari di moneta fiduciaria per sostenere i mercati azionari.
Ho sempre acquistato oro come valore rifugio, non per proteggermi dall’inflazione, perchè ho sempre pensato che le economie mondiali avrebbero rallentato in modo drammatico da un punto di vista dell’industria e del consumo. Il che significa sovrabbondanza dell’offerta e calo della domanda, dunque deflazione. Già si manifesta per materie prime come ferro, rame, nickel, alluminio, petrolio e anche materie prime agricole, mentre la domanda continua a scendere.
L’acquisto di oro è dunque una protezione contro la svalutazione delle monete mondiali. Oggi, rispetto al dollaro americano il dollaro australiano è al livello più basso degli ultimi 6 anni. Quali sono le maggiori esportazioni dell’Australia? Ferro e altri minerali.
Anche il real brasiliano è ai suoi livelli più bassi rispetto al dollaro americano, da oltre 10 anni. Il Brasile è un paese ricco di risorse naturali ma non dispone di un mercato interno sufficiente per smaltire la produzione. Stesso discorso per la rupia indiana : il settore industriale dell’India rallenta, così come lo sviluppo. Se gli americani non consumano, gli indiani, i cinesi e i vietnamiti non possono fabbricare.
La problematica va ben oltre il mercato dell’oro. Il Canada si trova in recessione, l’Australia lo sarà presto. Le monete dei paesi dell’America del sud, dove si producono molte materie prime, sono massacrate, un contesto che precede un’enorme recessione a livello globale. Senza dimenticare che il Fondo monetario internazionale ha ridotto le previsioni di crescita a livelli mai visti dal 2009, quando si era in piena recessione. (…)
Perché il dollaro è così forte rispetto a queste monete? Unicamente perché le altre monete lo battono nella corsa verso il fondo. La forza del dollaro non va attribuita alle capacità produttive degli Stati Uniti o alla crescita economica. Tutti possono vedere le cifre deludenti delle vendite al dettaglio e la scusa assurda dell’inverno troppo freddo non può più essere usata. Il consumo rappresenta i 2/3 del Pil americano. Non vi sarà un miglioramente economico e lo schema Ponzi globale crollerà. I tentativi di far ripartire la macchina economica non funzionano più.
Ecco perché l’oro tornerà utile. Per il mercato dell’oro il peggio è passato. Il suo prezzo potrà ancora calare? Sì, ma se confrontato con il potenziale al rialzo, che va oltre i 2’000 dollari l’oncia, il rischio di un calo è limitato.”