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Nel Paese africano le persone lamentano l'utilizzo dei poveri e degli emarginati come "cavie" per il vaccino per il coronavirus.
La sperimentazione del vaccino per il coronavirus in Sudafrica si scontra con la contestazione popolare. Nel Paese da una settimana sono in corso le iniezioni di prova su 2’000 mila volontari del vaccino di Oxford, che ha dovuto estendere le sperimentazioni al Sudafrica e al Brasile per avere un sufficiente numero di casi.
“Non siamo cavie”, è quanto rivendicano i manifestanti sudafricani. “Siamo tornati agli anni ’80 e all’epidemia di Aids" è quanto esprime uno dei manifestanti riuniti di fronte all’università del Witwatersrand a Johannesburg, come riporta Repubblica. “Perché lo provate sui disgraziati e non sui figli dei parlamentari?”, si chiedono ancora i manifestanti, e ancora: “hanno scelto solo volontari poveri, che non possono capire e si fanno manipolare”.
Il Sudafrica è uno dei Paesi in Africa più colpiti (perlomeno stando alle statistiche disponibili) dal coronavirus, con 150’000 casi e 2’600 morti. “La fiducia nei vaccini è al minimo in Africa in questo momento”, spiega a Repubblica Seth Berkley, direttore di Gavi, l’alleanza non profit per portare le immunizzazioni nei paesi poveri.