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Incarto n. 52.2003.25 Lugano 2 luglio 2003 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser segretario: Paolo Bianchi, vicecancelliere statuendo sul ricorso 22 gennaio 2003 del contro la decisione 8 gennaio 2003, no. 77, del Consiglio di Stato, che accoglie l’impugnativa presentata da __________ __________ contro la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________ conferma l’imposizione della tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti relativa al 2002; viste le risposte: - 11 febbraio 2003 del Consiglio di Stato; - 21 febbraio 2003 __________ __________; letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto che il qui resistente __________ __________, domiciliato a __________, svolge l’attività di imbianchino a titolo indipendente e dispone, per le proprie esigenze professionali, di un magazzino a __________; che il 31 maggio 2002, con scadenza per la fine del mese successivo, il municipio di __________ ha emesso nei confronti dell’inte-ressato una tassa per il servizio di raccolta ed eliminazione dei rifiuti di fr. 220.-, relativa all’economia domestica, e di ulteriori fr. 330.--, inerente all’attività professionale; che il documento su cui era steso il conteggio, allestito sotto forma di fattura, indicava che contro il tributo era dato reclamo al municipio entro 15 giorni dall’intimazione; che dopo aver ricevuto un primo richiamo il 15 luglio 2002, un secondo il 19 agosto e una formale diffida di pagamento il 13 settembre seguente, il 7 ottobre 2002 il resistente ha interposto reclamo all’autorità comunale contro il suddetto tributo; che con decisione 8 ottobre 2002 il municipio ha respinto il reclamo, confermando l’ammontare della tassa; che con giudizio 8 gennaio 2003 il Consiglio di Stato ha accolto il gravame interposto da __________ __________ contro l’imposizione, defalcandola dell’importo relativo all’attività professionale; che il Governo, esposti diffusamente i principi legislativi e giurisprudenziali in materia, ha in sostanza ritenuti insufficienti gli accertamenti esperiti dall’autorità comunale in ordine alla determinazione del centro dell’attività professionale del resistente, criterio decisivo per stabilire la controversa tassa; che contro il suddetto giudicato governativo, il Comune di __________ insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando la conferma del conteggio allestito; che l’autorità comunale eccepisce in primo luogo la crescita in giudicato della fattura notificata al resistente e considera ad ogni modo il domicilio del titolare quale sede della ditta, trattandosi dell’esercizio di un’attività economica indipendente; che all’accoglimento dell’impugnativa si oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni, e __________ __________, sulla scorta di argomentazioni che verranno riprese, se del caso, nel seguito; considerato, in diritto che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 208 cpv. 1 LOC), la legittimazione del Comune ricorrente certa e la tempestività dell’impugnativa sicura (art. 46 cpv. 1 PAmm): il gravame è pertanto ricevibile in ordine; che il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm); che, notoriamente, l’autorità adita deve esaminare d’ufficio la tempestività di un gravame, presupposto di ricevibilità del medesimo (cfr. Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 11, n.1); che i termini ricorsuali, stabiliti dalla legge, sono perentori (art. 11 PAmm) e decorrono dall’intimazione della decisione impugnata, ritenuto che, in caso di mancata o irrita notificazione, iniziano a decorrere dalla conoscenza dell’atto impugnabile, nei limiti tuttavia del principio di buona fede (cfr. Borghi/Corti, op. cit., ad art. 46, n. 1); che, in concreto, la tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti per il 2002 è stata notificata al resistente all’inizio del mese di giugno del medesimo anno sotto forma di fattura, circostanza che il resistente stesso peraltro non contesta; che la fattura, oltre a fissare il 30 giugno quale termine di pagamento, specificava che contro l’imposizione era dato reclamo al municipio entro 15 giorni dall’intimazione; che il suddetto mezzo d’impugnazione è previsto dagli art. 9 cpv. 4 LOC e 35 ROC di __________, secondo cui il municipio può delegare ai servizi dell’amministrazione comunale competenze decisionali per il disbrigo di affari correnti, con successiva facoltà di reclamo all’esecutivo stesso; che il termine quindicinale per interporre reclamo è stabilito dal-l’art. 35 cpv. 2 ROC; che il resistente ha proposto il reclamo soltanto il 7 ottobre 2002, ossia dopo più di quattro mesi dall’emissione della fattura nonché posteriormente a due richiami di pagamento e una formale diffida, senza peraltro aver mai espresso precedentemente le proprie rimostranze; che a quel momento l’impugnativa risultava manifestamente tardiva e, di conseguenza, irricevibile; che ad analoga conclusione si giungerebbe anche ammettendo che la notificazione della decisione non fosse propriamente avvenuta all’atto della ricezione della fattura; che in effetti, considerati i mesi trascorsi e gli svariati solleciti inviati, il resistente avrebbe in ogni caso reagito intempestivamente dal profilo del principio di buona fede e dell’obbligo, che ne deriva per le parti, di assumere diligentemente le necessarie informazioni; che, pertanto, la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio conferma la controversa fattura, con succinta motivazione e senza entrare nel merito dei criteri d’imposizione, si rivela, nella sostanza, corretta; che, in effetti, l’irricevibilità del gravame, a motivo della sua tardività, convalida indirettamente il tributo, cresciuto in giudicato e pertanto insuscettibile di venir rimesso in discussione; che a torto il Consiglio di Stato non ha ravvisato preliminarmente il suddetto vizio procedurale, invero palese; che, in esito alle considerazioni che precedono, l’impugnativa presentata dal comune va quindi accolta, con il conseguente annullamento del giudizio governativo e la conferma della decisione municipale su reclamo; che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm). Per questi motivi, visti gli art. 9, 208 LOC; 35 ROC di __________; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm; dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso è accolto. §. Di conseguenza: 1.1. la decisione 8 gennaio 2003, n. 77, del Consiglio di Stato è annullata; 1.2. la decisione 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________ conferma la tassa per la raccolta e l’eliminazione dei rifiuti relativa al 2002 a carico di __________ __________ è confermata. 2. La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.-, sono a carico del resistente. 3. Intimazione a: Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Incarto n. 52.2003.25 Incarto n. 52.2003.25

Incarto n. 52.2003.25 Lugano 2 luglio 2003 Lugano

Lugano 2 luglio 2003

2 luglio 2003 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo Il Tribunale cantonale amministrativo

Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser Lorenzo Anastasi, presidente,

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser

Stefano Bernasconi, Werner Walser segretario: segretario:

segretario: Paolo Bianchi, vicecancelliere Paolo Bianchi, vicecancelliere

Paolo Bianchi, vicecancelliere statuendo sul ricorso 22 gennaio 2003 del

statuendo sul ricorso 22 gennaio 2003 del contro contro

contro la decisione 8 gennaio 2003, no. 77, del Consiglio di Stato, che accoglie l’impugnativa presentata da __________ __________ contro la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________ conferma l’imposizione della tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti relativa al 2002; la decisione 8 gennaio 2003, no. 77, del Consiglio di Stato, che accoglie l’impugnativa presentata da __________ __________ contro la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________ conferma l’imposizione della tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti relativa al 2002;

la decisione 8 gennaio 2003, no. 77, del Consiglio di Stato, che accoglie l’impugnativa presentata da __________ __________ contro la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________ conferma l’imposizione della tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti relativa al 2002; viste le risposte:

viste le risposte: - 11 febbraio 2003 del Consiglio di Stato;

- 11 febbraio 2003 del Consiglio di Stato; - 21 febbraio 2003 __________ __________;

- 21 febbraio 2003 __________ __________; letti ed esaminati gli atti;

letti ed esaminati gli atti; ritenuto, in fatto

ritenuto, in fatto che il qui resistente __________ __________, domiciliato a __________, svolge l’attività di imbianchino a titolo indipendente e dispone, per le proprie esigenze professionali, di un magazzino a __________;

che il qui resistente __________ __________, domiciliato a __________, svolge l’attività di imbianchino a titolo indipendente e dispone, per le proprie esigenze professionali, di un magazzino a __________; che il 31 maggio 2002, con scadenza per la fine del mese successivo, il municipio di __________ ha emesso nei confronti dell’inte-ressato una tassa per il servizio di raccolta ed eliminazione dei rifiuti di fr. 220.-, relativa all’economia domestica, e di ulteriori fr. 330.--, inerente all’attività professionale;

che il 31 maggio 2002, con scadenza per la fine del mese successivo, il municipio di __________ ha emesso nei confronti dell’inte-ressato una tassa per il servizio di raccolta ed eliminazione dei rifiuti di fr. 220.-, relativa all’economia domestica, e di ulteriori fr. 330.--, inerente all’attività professionale; che il documento su cui era steso il conteggio, allestito sotto forma di fattura, indicava che contro il tributo era dato reclamo al municipio entro 15 giorni dall’intimazione;

che il documento su cui era steso il conteggio, allestito sotto forma di fattura, indicava che contro il tributo era dato reclamo al municipio entro 15 giorni dall’intimazione; che dopo aver ricevuto un primo richiamo il 15 luglio 2002, un secondo il 19 agosto e una formale diffida di pagamento il 13 settembre seguente, il 7 ottobre 2002 il resistente ha interposto reclamo all’autorità comunale contro il suddetto tributo;

che dopo aver ricevuto un primo richiamo il 15 luglio 2002, un secondo il 19 agosto e una formale diffida di pagamento il 13 settembre seguente, il 7 ottobre 2002 il resistente ha interposto reclamo all’autorità comunale contro il suddetto tributo; che con decisione 8 ottobre 2002 il municipio ha respinto il reclamo, confermando l’ammontare della tassa;

che con decisione 8 ottobre 2002 il municipio ha respinto il reclamo, confermando l’ammontare della tassa; che con giudizio 8 gennaio 2003 il Consiglio di Stato ha accolto il gravame interposto da __________ __________ contro l’imposizione, defalcandola dell’importo relativo all’attività professionale;

che con giudizio 8 gennaio 2003 il Consiglio di Stato ha accolto il gravame interposto da __________ __________ contro l’imposizione, defalcandola dell’importo relativo all’attività professionale; che il Governo, esposti diffusamente i principi legislativi e giurisprudenziali in materia, ha in sostanza ritenuti insufficienti gli accertamenti esperiti dall’autorità comunale in ordine alla determinazione del centro dell’attività professionale del resistente, criterio decisivo per stabilire la controversa tassa;

che il Governo, esposti diffusamente i principi legislativi e giurisprudenziali in materia, ha in sostanza ritenuti insufficienti gli accertamenti esperiti dall’autorità comunale in ordine alla determinazione del centro dell’attività professionale del resistente, criterio decisivo per stabilire la controversa tassa; che contro il suddetto giudicato governativo, il Comune di __________ insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando la conferma del conteggio allestito;

che contro il suddetto giudicato governativo, il Comune di __________ insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando la conferma del conteggio allestito; che l’autorità comunale eccepisce in primo luogo la crescita in giudicato della fattura notificata al resistente e considera ad ogni modo il domicilio del titolare quale sede della ditta, trattandosi dell’esercizio di un’attività economica indipendente;

che l’autorità comunale eccepisce in primo luogo la crescita in giudicato della fattura notificata al resistente e considera ad ogni modo il domicilio del titolare quale sede della ditta, trattandosi dell’esercizio di un’attività economica indipendente; che all’accoglimento dell’impugnativa si oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni, e __________ __________, sulla scorta di argomentazioni che verranno riprese, se del caso, nel seguito;

che all’accoglimento dell’impugnativa si oppongono il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni, e __________ __________, sulla scorta di argomentazioni che verranno riprese, se del caso, nel seguito; considerato, in diritto

considerato, in diritto che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 208 cpv. 1 LOC), la legittimazione del Comune ricorrente certa e la tempestività dell’impugnativa sicura (art. 46 cpv. 1 PAmm): il gravame è pertanto ricevibile in ordine;

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 208 cpv. 1 LOC), la legittimazione del Comune ricorrente certa e la tempestività dell’impugnativa sicura (art. 46 cpv. 1 PAmm): il gravame è pertanto ricevibile in ordine; che il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);

che il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm); che, notoriamente, l’autorità adita deve esaminare d’ufficio la tempestività di un gravame, presupposto di ricevibilità del medesimo (cfr. Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 11, n.1);

che, notoriamente, l’autorità adita deve esaminare d’ufficio la tempestività di un gravame, presupposto di ricevibilità del medesimo (cfr. Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 11, n.1); che i termini ricorsuali, stabiliti dalla legge, sono perentori (art. 11 PAmm) e decorrono dall’intimazione della decisione impugnata, ritenuto che, in caso di mancata o irrita notificazione, iniziano a decorrere dalla conoscenza dell’atto impugnabile, nei limiti tuttavia del principio di buona fede (cfr. Borghi/Corti, op. cit., ad art. 46, n. 1);

che i termini ricorsuali, stabiliti dalla legge, sono perentori (art. 11 PAmm) e decorrono dall’intimazione della decisione impugnata, ritenuto che, in caso di mancata o irrita notificazione, iniziano a decorrere dalla conoscenza dell’atto impugnabile, nei limiti tuttavia del principio di buona fede (cfr. Borghi/Corti, op. cit., ad art. 46, n. 1); che, in concreto, la tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti per il 2002 è stata notificata al resistente all’inizio del mese di giugno del medesimo anno sotto forma di fattura, circostanza che il resistente stesso peraltro non contesta;

che, in concreto, la tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti per il 2002 è stata notificata al resistente all’inizio del mese di giugno del medesimo anno sotto forma di fattura, circostanza che il resistente stesso peraltro non contesta; che la fattura, oltre a fissare il 30 giugno quale termine di pagamento, specificava che contro l’imposizione era dato reclamo al municipio entro 15 giorni dall’intimazione;

che la fattura, oltre a fissare il 30 giugno quale termine di pagamento, specificava che contro l’imposizione era dato reclamo al municipio entro 15 giorni dall’intimazione; che il suddetto mezzo d’impugnazione è previsto dagli art. 9 cpv. 4 LOC e 35 ROC di __________, secondo cui il municipio può delegare ai servizi dell’amministrazione comunale competenze decisionali per il disbrigo di affari correnti, con successiva facoltà di reclamo all’esecutivo stesso;

che il suddetto mezzo d’impugnazione è previsto dagli art. 9 cpv. 4 LOC e 35 ROC di __________, secondo cui il municipio può delegare ai servizi dell’amministrazione comunale competenze decisionali per il disbrigo di affari correnti, con successiva facoltà di reclamo all’esecutivo stesso; che il termine quindicinale per interporre reclamo è stabilito dal-l’art. 35 cpv. 2 ROC;

che il termine quindicinale per interporre reclamo è stabilito dal-l’art. 35 cpv. 2 ROC; che il resistente ha proposto il reclamo soltanto il 7 ottobre 2002, ossia dopo più di quattro mesi dall’emissione della fattura nonché posteriormente a due richiami di pagamento e una formale diffida, senza peraltro aver mai espresso precedentemente le proprie rimostranze;

che il resistente ha proposto il reclamo soltanto il 7 ottobre 2002, ossia dopo più di quattro mesi dall’emissione della fattura nonché posteriormente a due richiami di pagamento e una formale diffida, senza peraltro aver mai espresso precedentemente le proprie rimostranze; che a quel momento l’impugnativa risultava manifestamente tardiva e, di conseguenza, irricevibile;

che a quel momento l’impugnativa risultava manifestamente tardiva e, di conseguenza, irricevibile; che ad analoga conclusione si giungerebbe anche ammettendo che la notificazione della decisione non fosse propriamente avvenuta all’atto della ricezione della fattura;

che ad analoga conclusione si giungerebbe anche ammettendo che la notificazione della decisione non fosse propriamente avvenuta all’atto della ricezione della fattura; che in effetti, considerati i mesi trascorsi e gli svariati solleciti inviati, il resistente avrebbe in ogni caso reagito intempestivamente dal profilo del principio di buona fede e dell’obbligo, che ne deriva per le parti, di assumere diligentemente le necessarie informazioni;

che in effetti, considerati i mesi trascorsi e gli svariati solleciti inviati, il resistente avrebbe in ogni caso reagito intempestivamente dal profilo del principio di buona fede e dell’obbligo, che ne deriva per le parti, di assumere diligentemente le necessarie informazioni; che, pertanto, la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio conferma la controversa fattura, con succinta motivazione e senza entrare nel merito dei criteri d’imposizione, si rivela, nella sostanza, corretta;

che, pertanto, la decisione su reclamo 8 ottobre 2002 con cui il municipio conferma la controversa fattura, con succinta motivazione e senza entrare nel merito dei criteri d’imposizione, si rivela, nella sostanza, corretta; che, in effetti, l’irricevibilità del gravame, a motivo della sua tardività, convalida indirettamente il tributo, cresciuto in giudicato e pertanto insuscettibile di venir rimesso in discussione;

che, in effetti, l’irricevibilità del gravame, a motivo della sua tardività, convalida indirettamente il tributo, cresciuto in giudicato e pertanto insuscettibile di venir rimesso in discussione; che a torto il Consiglio di Stato non ha ravvisato preliminarmente il suddetto vizio procedurale, invero palese;

che a torto il Consiglio di Stato non ha ravvisato preliminarmente il suddetto vizio procedurale, invero palese; che, in esito alle considerazioni che precedono, l’impugnativa presentata dal comune va quindi accolta, con il conseguente annullamento del giudizio governativo e la conferma della decisione municipale su reclamo;

che, in esito alle considerazioni che precedono, l’impugnativa presentata dal comune va quindi accolta, con il conseguente annullamento del giudizio governativo e la conferma della decisione municipale su reclamo; che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm). che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm). Per questi motivi,

Per questi motivi, visti gli art. 9, 208 LOC; 35 ROC di __________; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

visti gli art. 9, 208 LOC; 35 ROC di __________; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm; dichiara e pronuncia:

dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso è accolto.

1. Il ricorso è accolto. §. Di conseguenza:

§. Di conseguenza: 1.1. la decisione 8 gennaio 2003, n. 77, del Consiglio di Stato è annullata;

1.1. la decisione 8 gennaio 2003, n. 77, del Consiglio di Stato è annullata; 1.2. la decisione 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________ conferma la tassa per la raccolta e l’eliminazione dei rifiuti relativa al 2002 a carico di __________ __________ è confermata.

1.2. la decisione 8 ottobre 2002 con cui il municipio di __________ conferma la tassa per la raccolta e l’eliminazione dei rifiuti relativa al 2002 a carico di __________ __________ è confermata. 2. La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.-, sono a carico del resistente.

2. La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.-, sono a carico del resistente. 3. Intimazione a: 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: Per il Tribunale cantonale amministrativo

Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario