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Nel «primo» studio globale sul tema si prevede ora una contrazione, con meno rischi per mamme e bimbi. Ma non in Africa.
Il motivo di un incremento durato 40 anni? Principalmente la procreazione medicalmente assistita, partita dai Paesi più ricchi e diffusasi poi anche a quelli emergenti.
OXFORD - Al mondo non sono mai nati così tanti gemelli come ora. Come rivela il «primo» studio globale sul tema, negli ultimi 40 anni i parti gemellari sono passati da 9 a 12 ogni 1'000 lieti eventi: circa 1,6 milioni di bambini ogni anno. Il motivo? Principalmente le tecniche di fecondazione assistita. Siamo arrivati al «picco», assicurano però gli studiosi. O meglio ai «Twin Peaks», o "Picchi (di) gemelli", affermano, ironizzando sul titolo dell'omonima e popolarissima serie tv degli Anni '90.
«I numeri relativi e assoluti di gemelli nel mondo sono più alti di quanto non siano mai stati dalla metà del XX secolo e questo sarà probabilmente il picco definitivo», afferma citato in un comunicato il professor Christiaan Monden dell'Università di Oxford, primo autore di "Twin Peaks: more twinning in humans than ever before", comparso su "Human Reproduction". Il raggiungimento del picco «è importante perché i parti gemellari sono associati a percentuali di mortalità più alte tra neonati e bambini e a più complicazioni per le madri e i figli durante la gestazione e durante e dopo il parto», aggiunge.
La ricerca si basa sull'analisi dei dati di 165 Paesi per il periodo 2010-2015 e di 112 per il periodo 1980-1985. Nella stragrande maggioranza di quelli in cui le informazioni erano disponibili per entrambi i periodi si riscontrano incrementi del tasso di parti gemellari di più del 10%. Molti di essi si trovano in europa. In Nord America l'aumento è stato addirittura del 71%, in Asia del 32%.
E questi picchi, in effetti, sono legati a un fenomeno che presuppone un certo tenore di vita: la procreazione medicalmente assistita (PMA). «Evidenze contenute nello studio suggeriscono che l'accresciuta disponibilità e uso di tecniche di PMA sono la principale causa dell'incremento», spiegano i ricercatori. «È iniziato nei Paesi più ricchi negli Anni '70 del secolo scorso e si è diffuso alle economie emergenti di Asia e America Latina negli Anni 1980 e 1990, raggiungendo le zone più prospere dell'Asia meridionale e dell'Africa nel 2000», aggiungono.
Proprio per questo, a essere aumentato è principalmente il tasso di gemelli dizigoti. Tecniche come la stimolazione ovarica, infatti, implicano la produzione e successiva fecondazione di più ovuli. La proporzione di parti gemellari monozigotici, invece, è rimasta invariata a 4 coppie di gemelli nati dallo stesso ovulo ogni 1'000 lieti eventi.
Se nelle economie più avanzate il tasso di parti gemellari, dopo questo picco, sembra essere destinato a scendere a fronte di un'accresciuta enfasi sui rischi connessi a questo tipo di gestazione, lo stesso non si può dire per l'Africa. Qui, complice anche la genetica, nasce infatti una larga fetta dei gemelli del mondo (l'80% insieme all'Asia) e il destino, per questi bambini, non è sempre roseo: «Molti gemelli perderanno il loro gemello nel primo anno di vita, circa 200-300mila ogni anno», fa notare il professor Jeroen Smits dell'Università Radboud, nei Paesi Bassi. «Bisogna prestare più attenzione al destino dei gemelli nei Paesi a basso e medio reddito», conclude.
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