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ZURIGO - I presunti furti di dati e le perquisizioni ordinate dalla giustizia tedesca nelle filiali del Credit Suisse hanno creato incertezza presso la clientela in Germania. Un fenomeno che secondo il numero due bancario elvetico si fa leggermente sentire nell'afflusso di nuovi fondi.
In una conferenza telefonica Renato Fassbind, direttore delle finanze, non ha voluto dire altro a proposito delle perquisizioni in Germania. Ha semplicemente rilevato che la banca ha registrato un afflusso di nuovi fondi in tutte le regioni.
Nella gestione patrimoniale per la clientela facoltosa (Wealth Management), le attività in Svizzera hanno generato 1,6 miliardi, nelle Americhe pure 1,6 miliardi e nella zona Asia/Pacifico 3,1 miliardi. Per l'Europa risultano 5,6 miliardi di franchi. In Germania si è avuto un deflusso di scarsa importanza.
Fassbind ha anche affrontato il tema degli stress test sulle banche europee, i cui risultati saranno pubblicati domani. Il Credit Suisse - ha osservato - è invece sottoposto regolarmente a tali test da parte della FINMA, l'autorità elvetica di vigilanza sui mercati finanziari. Dato che essi sono chiaramente più severi rispetto a quelli della Banca centrale europea (Bce), Fassbind si è detto convinto che il suo istituto uscirebbe dai test europei come una delle banche meglio capitalizzate.
SDA-ATS