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BELLINZONA – Condanna era e condanna rimane. A distanza di quattro anni dal primo verdetto il giornalista indipendente di Bellinzona Matteo Cheda è stato nuovamente ritenuto colpevole oggi, in Pretura penale, di ripetuta diffamazione. La giudice Elettra Orsetta Bernasconi Matti gli ha inflitto una pena pecuniaria sospesa di 20 aliquote giornaliere da 50 franchi, confermando in pratica quasi integralmente la tesi sostenuta dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier. Il 50.enne, che si è presentato in aula senza avvocato, ha già annunciato che ricorrerà contro la sentenza alla Corte di appello e di revisione penale di Locarno. La vertenza, come noto, vedeva contrapposti da una parte Matteo Cheda e dall'altra l'ex municipale cittadino Filippo Gianoni e il padre Franco, i quali si sentivano diffamati per due articoli e un fumetto satirico pubblicati tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. L'imputato è stato prosciolto per un articolo e condannato per l'altro e per l'opuscolo.
Matteo Cheda, è di nuovo diffamazione
Il giornalista bellinzonese è stato ancora una volta ritenuto colpevole nei confronti dell'ex municipale Filippo Gianoni e del padre Franco
17 aprile 2018 10:58