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<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente, nel quadro della sua cooperazione internazionale (CI), la Svizzera si impegna in Afghanistan fornendo contributi sostanziali. Tuttavia, a seguito del violento cambio di regime, è probabile che - nella maggior parte dei casi - i progetti in corso non raggiungano gli obiettivi previsti, soprattutto perché difficilmente verranno riconosciuti dal nuovo Governo. Poiché per portare avanti con successo una CI a lungo termine è indispensabile poter contare su un contesto prevedibile, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide la nostra opinione secondo cui una ripresa affrettata dei programmi di CI sotto il regime dei talebani comporta dei rischi a livello di politica interna ed estera, visto che non è chiaro come tale regime utilizzerà le relative risorse?</p><p>2. Quali sono i progetti previsti dal programma nazionale della DSC dedicato all'Afghanistan?</p><p>3. Quali sono i progetti che non potranno essere portati avanti a causa della situazione attuale?</p><p>4. Quali erano le risorse finanziarie destinate ai progetti previsti e quali risorse vengono ora liberate?</p><p>5. Come verranno utilizzate le risorse liberate?</p><p>6. È possibile destinare temporaneamente tali risorse all'aiuto umanitario come quello fornito nei campi profughi dall'ACNUR o tramite il PAM e l'UNICEF?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Anche se in questo momento l'aiuto per far fronte ai bisogni umanitari è una delle principali priorità, le risorse finanziarie continueranno a essere utilizzate anche per programmi a medio e a lungo termine, laddove ciò sia possibile e ragionevole. Soprattutto ora è importante che le attività di CI svolte negli ultimi 20 anni trovino continuità per combattere la povertà e, ad esempio, per rafforzare a medio termine la sicurezza alimentare della popolazione. Specialmente nelle crisi di lunga durata, l'aiuto umanitario è necessario ma non sufficiente. L'aiuto umanitario e la cooperazione allo sviluppo si completano a vicenda: questo è un dato scientificamente provato nonché un concetto fissato nella Strategia di cooperazione internazionale 2021-2024 adottata dal Parlamento. Per l'ulteriore impegno della Svizzera sarà decisivo il livello di efficacia che si potrà raggiungere.</p><p>La DSC collabora con le organizzazioni che sono in grado di attuare i programmi sul posto. Tra queste figurano il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) nonché istituzioni dell'ONU e organizzazioni non governative (ONG) internazionali. La Svizzera lavora con queste organizzazioni da molti anni, conosce le loro procedure ed è regolarmente in contatto con i vertici di tali istituzioni. In qualità di donatore, la Svizzera monitora i programmi e segue l'attuazione delle raccomandazioni derivanti da valutazioni e audit esterni. Nelle zone ora occupate dai talebani, molti dei programmi della DSC erano già attuati con successo prima della loro ascesa al potere.</p><p>2., 3. Il programma di cooperazione 2019-2022 della DSC per l'Afghanistan comprendeva progetti nei settori (1) Stato di diritto e protezione, (2) agricoltura e gestione delle risorse naturali e (3) istruzione di base. La protezione delle donne, dei bambini e delle minoranze, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale sono parti integranti della maggior parte dei programmi. La DSC è in contatto con le proprie organizzazioni partner e verifica insieme a queste ultime in che misura è possibile portare avanti i vari programmi. Negli ultimi anni molti partner sono riusciti a lavorare anche in zone occupate dai talebani. I talebani hanno assicurato che le organizzazioni potranno continuare a svolgere le loro attività. Nei prossimi mesi sarà possibile capire quanto questa rassicurazione sia fondata.</p><p>4., 5., 6. Per il 2021, il budget ordinario del programma di cooperazione della DSC per l'Afghanistan prevedeva 27 milioni di franchi, di cui 18 milioni per la cooperazione allo sviluppo e 9 milioni per l'aiuto umanitario. Inoltre, sempre per il 2021, il Consiglio federale prevede contributi supplementari pari a 33 milioni di franchi per far fronte ai bisogni umanitari. Di questi, il DFAE mette a disposizione 10 milioni attraverso trasferimenti di credito da risorse esistenti, di cui 5 milioni provenienti dai 18 milioni originariamente previsti per la cooperazione allo sviluppo in Afghanistan. I restanti 23 milioni saranno invece garantiti attraverso un credito aggiuntivo in merito al quale il Parlamento delibererà durante la sessione invernale. I 33 milioni saranno utilizzati come segue per gli aiuti sul posto: 5 milioni per il CICR, 22 milioni per le organizzazioni dell'ONU (ACNUR, PAM, OIM e UNICEF), 3 milioni per le ONG internazionali e 3 milioni per il Fondo centrale di risposta alle emergenze amministrato dall'OCHA. Almeno 4 milioni saranno destinati ad attività delle organizzazioni partner a favore degli sfollati afghani nella regione. Per il 2022, secondo il preventivo sono previsti contributi per un ammontare di 27 milioni. Il Consiglio federale intende così aiutare la popolazione bisognosa in Afghanistan e nella regione ancora fino alla fine del 2022 con un importo totale di circa 60 milioni di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.