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Incarto n. 11.2021.97 Lugano 9 marzo 2023 /jh In nome della Repubblica e Cantone Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta della giudice: Giamboni, giudice delegata vicecancelliera: Gaggini sedente per statuire nella causa SO.2021.1604 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 30 marzo 2021 da AO 1 (ora patrocinata dall'abg. PA 2 ) e AP 1 (ora patrocinata dall'avv. dott. ), giudicando sull'appello del 12 luglio 2021 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa il 1° luglio 2021 dal Pretore aggiunto; Ritenuto in fatto: A. Con sentenza del 1° luglio 2021 emanata a tutela dell'unione coniugale il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniugi AP 1 (1971) e AO 1 (1976) a vivere separati, omologando una convenzione in virtù della quale – fra l'altro – la custodia dei figli J__________ (nato il 19 maggio 2005) e C__________ (nata il 16 aprile 2008) era attribuita alla madre, riservato il diritto di visita del padre, e il marito si impegnava a versare un contributo alimentare mensile per la moglie di fr. 3025.–. B. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 12 luglio 2021 per ottenere la riforma della decisione impugnata nel senso di fissare in fr. 2481.– mensili il contributo di mantenimento per la moglie. Nelle sue osservazioni del 2 settembre 2021 AO 1 propone di respingere l'appello. C. Il 2 marzo 2023 AP 1 ha comunicato alla Camera di ritirare l'appello, essendosi in tal senso impegnato con un accordo transattivo concluso in occasione dell'udienza cautelare e di conciliazione per il divorzio. Considerando in diritto: 1. Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC). 2. Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali. In concreto l'appellante va così tenuto a farsi carico dei costi dovuti alla procedura di appello, limitata all'apertura dell'incarto, agli atti preliminari e allo stralcio dell'appello dal ruolo (art. 21 LTG). Quanto all'indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), AO 1 non l'ha richiesta né tanto meno ha reso verosimile di aver dovuto sostenere costi rilevanti relativi all'allestimento delle sue osservazioni. Non soccorrono dunque i presupposti per l'assegnazione di un simile indennizzo. Per questi motivi, decreta: 1. Si prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza. 2. Le spese processuali di fr. 200.– sono poste a carico dell'appellante. Non si assegnano indennità d'inconvenienza. 3. Notificazione a: – abg. ; – avv. dott.. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello La giudice delegata La vicecancelliera Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).

Incarto n. 11.2021.97 Incarto n. 11.2021.97

Incarto n. Lugano 9 marzo 2023 /jh Lugano

Lugano 9 marzo 2023 /jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta della giudice: composta della

composta della giudice:

giudice: Giamboni, giudice delegata Giamboni, giudice delegata

Giamboni, giudice delegata vicecancelliera: vicecancelliera:

vicecancelliera: Gaggini Gaggini

Gaggini sedente per statuire nella causa SO.2021.1604 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 30 marzo 2021 da

sedente per statuire nella causa SO.2021.1604 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 30 marzo 2021 da AO 1 (ora patrocinata dall'abg. PA 2 ) AO 1

AO 1 (ora patrocinata dall'abg. PA 2 )

(ora patrocinata dall'abg. PA 2 ) e e

e AP 1 (ora patrocinata dall'avv. dott. ), AP 1

AP 1 (ora patrocinata dall'avv. dott. ),

(ora patrocinata dall'avv. dott. ), giudicando sull'appello del 12 luglio 2021 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa il 1° luglio 2021 dal Pretore aggiunto;

giudicando sull'appello del 12 luglio 2021 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa il 1° luglio 2021 dal Pretore aggiunto; Ritenuto

Ritenuto in fatto: A. Con sentenza del 1° luglio 2021 emanata a tutela dell'unione coniugale il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniugi AP 1 (1971) e AO 1 (1976) a vivere separati, omologando una convenzione in virtù della quale – fra l'altro – la custodia dei figli J__________ (nato il 19 maggio 2005) e C__________ (nata il 16 aprile 2008) era attribuita alla madre, riservato il diritto di visita del padre, e il marito si impegnava a versare un contributo alimentare mensile per la moglie di fr. 3025.–. in fatto: A. Con sentenza del 1° luglio 2021 emanata a tutela dell'unione coniugale il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniugi AP 1 (1971) e AO 1 (1976) a vivere separati, omologando una convenzione in virtù della quale – fra l'altro – la custodia dei figli J__________ (nato il 19 maggio 2005) e C__________ (nata il 16 aprile 2008) era attribuita alla madre, riservato il diritto di visita del padre, e il marito si impegnava a versare un contributo alimentare mensile per la moglie di fr. 3025.–. B. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 12 luglio 2021 per ottenere la riforma della decisione impugnata nel senso di fissare in fr. 2481.– mensili il contributo di mantenimento per la moglie. Nelle sue osservazioni del 2 settembre 2021 AO 1 propone di respingere l'appello. ottenere la riforma della decisione impugnata nel senso di fissare in fr. 2481.– C. Il 2 marzo 2023 AP 1 ha comunicato alla Camera di ritirare l'appello, essendosi in tal senso impegnato con un accordo transattivo concluso in occasione dell'udienza cautelare e di conciliazione per il divorzio.

C. Il 2 marzo 2023 AP 1 ha comunicato alla Camera di ritirare l'appello, essendosi in tal senso impegnato con un accordo transattivo concluso in occasione dell'udienza cautelare e di conciliazione per il divorzio. Considerando

Considerando in diritto: 1. Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC). in diritto: 1. Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC). 2. Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali. In concreto l'appellante va così tenuto a farsi carico dei costi dovuti alla procedura di appello, limitata all'apertura dell'incarto, agli atti preliminari e allo stralcio dell'appello dal ruolo (art. 21 LTG). Quanto all'indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), AO 1 non l'ha richiesta né tanto meno ha reso verosimile di aver dovuto sostenere costi rilevanti relativi all'allestimento delle sue osservazioni. Non soccorrono dunque i presupposti per l'assegnazione di un simile indennizzo.

2. Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali. In concreto l'appellante va così tenuto a farsi carico dei costi dovuti alla procedura di appello, limitata all'apertura dell'incarto, agli atti preliminari e allo stralcio dell'appello dal ruolo (art. 21 LTG). Quanto all'indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), AO 1 non l'ha richiesta né tanto meno ha reso verosimile di aver dovuto sostenere costi rilevanti relativi all'allestimento delle sue osservazioni. Non soccorrono dunque i presupposti per l'assegnazione di un simile indennizzo. Per questi motivi,

Per questi motivi, decreta: 1. Si prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza. decreta: 1. Si prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza. 2. Le spese processuali di fr. 200.– sono poste a carico dell'appellante. Non si assegnano indennità d'inconvenienza.

2. Le spese processuali di fr. 200.– sono poste a carico dell'appellante. Non si assegnano indennità d'inconvenienza. 3. Notificazione a:

3. Notificazione a: – abg. ; – avv. dott.. – abg. ;

– abg. ; – avv. dott..

– avv. dott.. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello La giudice delegata La vicecancelliera

La giudice delegata La vicecancelliera Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).