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BERNA - Fiumi e torrenti svizzeri dovrebbero scorrere di nuovo in maniera naturale, in modo da permettere la sopravvivenza delle specie di pesci autoctone. È quanto chiede l'iniziativa popolare "Acqua Viva", promossa dalla Federazione svizzera di pesca (FSP). Il testo è stato depositato oggi alla Cancelleria federale, corredato di 162'511 firme.
L'iniziativa è sostenuta da organizzazioni come Pro Natura, WWF Svizzera e Fondazione svizzera Greina. Lanciata nel gennaio 2005, essa chiede il risanamento di corsi d'acqua e zone limitrofe, la creazione di fondi cantonali per finanziare queste operazioni, il mantenimento di deflussi minimi sufficienti e l'estensione del diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste.
Secondo i promotori, su 57 specie di pesci autoctone 8 sono già scomparse e altre 37 sono minacciate o in via di estinzione. Dal 1980 il numero di catture di trote è calato di oltre il sessenta per cento. Il novanta per cento dei corsi d'acqua sono imbrigliati o incanalati e sono inondati o prosciugati a seconda dei "voleri" delle centrali elettriche.
Oltre 120'000 sottoscrizioni sono state raccolte dalle associazioni cantonali di pesca e dalle organizzazioni di pescatori sportivi nonché dalla rivista specializzata "Petri Heil".