Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01097.jsonl.gz/149

KSC-69PC-367. Scan by J.L. Pickering.
69-H-1116. Scan by Ed Hengeveld.
69-H-1113. Deke Slayton (sullo sgabello a sinistra), Buzz Aldrin, Neil Armstrong e Michael Collins. Scan by Kipp Teague.
Il 13 luglio l'equipaggio di Apollo 11 effettua un'ultima conferenza stampa tramite un impianto televisivo a circuito chiuso dal Manned Spacecraft Operations Building (foto qui sopra).
L'Unione Sovietica annuncia di aver lanciato il veicolo automatico Luna 15. Si ipotizza che debba allunare, raccogliere un campione di suolo e riportarlo sulla Terra. Alla NASA si teme che le trasmissioni radio di Luna 15 possano interferire con le comunicazioni di Apollo 11. Frank Borman (Apollo 8), tornato tre giorni prima da una visita in Unione Sovietica (il primo astronauta americano a farla), contatta Mstislav V. Keldysh, capo dell'Accademia Sovietica delle Scienze. Poche ore dopo Keldysh risponde con un telegramma, indicando in anticipo l'orbita prevista (evento rarissimo per i russi) e assicurando che non ci saranno interferenze radio.
I giorni precedenti sono stati pieni di sole, caldissimi e umidi. L'asfalto è risultato talmente riflettente che gli occhiali da sole sono obbligatori. Ma oggi inizia a piovere e si prevedono vari giorni di maltempo, che potrebbero causare un rinvio del lancio.
(Sintesi da The First Men on the Moon, David Harland, pag. 101-103)