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BERNA - Il velivolo dell’Esercito svizzero PC-7, decollato da Payerne (VD) e che avrebbe dovuto raggiungere l’aeroporto di Locarno-Magadino è precipitato nella zona dello Schreckhorn, nelle Alpi bernesi.
Lo ha comunicato poco fa in conferenza stampa il Dipartimento federale della difesa. Non vi sono ancora informazioni sulle sorti del pilota, unica persona a bordo dell'apparecchio, né sulla sua regione di provenienza.
«Pilota esperto» - Il pilota del PC-7 precipitato era esperto: lo ha affermato in una conferenza stampa a Berna il capo delle Forze aeree, comandante di corpo Aldo Schellenberg. Per rispetto dei famigliari non vengono comunicate informazioni più precise relative all'uomo, la cui sorte non è ancora nota.
Il colonnello Pit Bruns, capo della condotta della Forze aeree, ha riferito che il volo fra Payerne (VD) e Locarno era previsto a vista, in modo che il pilota potesse determinare da solo la rotta sulla base della meteo e delle circostanze. Bruns ha anche sottolineato che i piloti di milizia godono di molta esperienza e devono volare regolarmente.
Sulla base dei dati radar è stato possibile delimitare la ricerca nella zona dello Schreckhorn, cima di 4078 metri delle Alpi bernesi. Le cattive condizioni atmosferiche rendono difficile l'intervento sul posto. Secondo Bruns è comunque perfettamente normale che le Alpi vengano attraversate anche quando nevica.
Interrogato su un'eventuale maggiore frequenza di incidenti dell'aeronautica militare negli ultimi anni, Schellenberg ha detto che ciascun episodio viene analizzato in dettaglio. Non vi sono però collegamenti fra gli eventi: ogni volta la situazione era completamente differente.
«Ho sentito passare l'aereo» - Richard Riedi, responsabile della Schreckhornhütte, un rifugio alpino a 2500 metri sopra Grindelwald (BE), ha notato il PC-7 caduto nella zona. «Sì, l'ho sentito passare, ma non ho udito rumori di un impatto o qualcosa di simile».
Fino alle 16.30 nella zona vi erano elicotteri dell'esercito. «Adesso non vediamo più nulla, il tempo è brutto, c'è la nebbia», ha indicato Riedi all'ats alle 17.00. Il telefono continua a squillare ma Riedi non può raccontare nulla di più ai giornalisti.
Vento e scarsa visibilità - Le attuali condizioni meteorologiche possono comportare impetuosi venti in montagna, contro i quali il PC-7, un velivolo di per sé potente, risulta in difficoltà: lo sottolinea Hansjörg Egger, esperto di aviazione, che ha già avuto ai comandi l'apparecchio prodotto dal costruttore nidvaldese Pilatus.
Il pilota ha davanti a sé le carte e può anche contare sugli strumenti: ma se si finisce nella nebbia è possibile perdere l'orientamento, spiega Egger sul sito del Blick.
Il PC-7 non dispone di un seggiolino eiettabile e a dipendenza della posizione dell'apparecchio può essere difficile aprire il tettuccio. È però possibile che il pilota sia riuscito ad abbandonare in tempo il velivolo: tutto i piloti militari sono dotati di paracadute.
Stando ad Egger quando l'aeronautica militare dichiara scomparso un aereo non significa nulla di buono. «Ma può anche essere che il pilota si trovi attualmente chissà dove su un ghiacciaio e che aspetti di essere tratto in salvo».