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Non si placa la polemica negli Stati Uniti sulle controverse parole di Donald Trump, candidato per la nomination repubblicana nella corsa alla Casa Bianca, che nei giorni scorsi ha definito immigrati illegali messicani "criminali, trafficanti di droga e stupratori".
In una intervista alla Cnn si difende e non si scusa. In risposta ad un servizio del Washington Post che faceva riferimento alla possibile presenza di immigrati illegali tra gli operai nei cantieri edilizi che fanno capo al ricco imprenditore, Trump ha affermato che "non si può garantire" che la totalità dei lavoratori siano immigrati legali negli Usa, sottolineando tuttavia che, se casi di illegali fossero emersi le sue società avrebbero agito di conseguenza.
Gli è stato chiesto conto anche di un messaggio ritwittato sul suo account, e poi cancellato, in cui si faceva riferimento a Jeb Bush che ha condannato le parole di Donald Trump perchè influenzato dal fatto che sua moglie è messicana. Quel messaggio, ha detto l'imprenditore, non l'ho autorizzato. Poi però non lo ha condannato del tutto: "Se ama sua moglie e lei è messicana, ebbene credo che probabilmente ciò abbia una influenza su di lui. È una cosa che posso capire", ha spiegato.
SDA-ATS