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Al Libano serviranno 117 milioni di dollari nei prossimi tre mesi per rispondere alla crisi generata dalla devastante esplosione avvenuta a Beirut il 4 agosto. Lo ha stabilito l'ONU in una bozza dell'Emergency response framework (Efr) dopo l'avvio della videoconferenza dei donatori, aperta nel pomeriggio di domenica dal presidente francese Emmanuel Macron, durante la quale la Svizzera ha promesso un contributo di 4 milioni di franchi direttamente alla popolazione libanese.
In particolare serviranno subito 66,3 milioni di dollari da elargire alle strutture sanitarie che hanno accolto i feriti, ai rifugi di emergenza per chi è rimasto senza casa, alle organizzazioni che si occupano di distribuire il cibo e a quelle che gestiscono la prevenzione e l'ulteriore diffusione del Covid-19.
Nella fase 2, spiega il documento dell'ONU dovranno essere stanziati 50,6 milioni di dollari per ricostruire infrastrutture pubbliche ma anche case e per prevenire la diffusione di malattie. Secondo le Nazioni Unite almeno 15 strutture sanitarie, inclusi tre grandi ospedali, sono stati gravemente danneggiati nell'esplosione e oltre 120 scuole potrebbero chiudere privando delle lezioni circa 55.000 bambini.
ATS/ANSA/Swing