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Condannato a 20 aliquote giornaliere da 30 franchi dal Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona, un esportatore di cannocchiali per fucili d'assalto ha visto il proprio ricorso accolto dal Tribunale federale (TF), che ha annullato la sentenza.
L'uomo d'affari ginevrino d'origine italiana e residente in Ticino era stato condannato per aver fornito all'Iran nel 2007 a due riprese 150 cannocchiali per fucili d'assalto e nel 2008 equipaggiamenti speciali per sommozzatori agli Emirati arabi uniti. La pena era stata inflitta per violazione della legge sul materiale bellico (LMB) e sul controllo dei beni utilizzabili a fini civili e militari (LBDI).
Uno dei punti caldi del processo era chiarire se il materiale incriminato fosse destinato a uso civile o militare. Nella sentenza, la Corte di Bellinzona aveva affermato che anche solo i componenti di un'arma possono essere definiti materiale da guerra.
In ultima istanza il TF ha però annullato la sentenza, sostenendo che i cannocchiali possono essere definiti materiale da guerra solamente con due condizioni cumulate: che siano concepiti per un utilizzo in combattimento e che in linea di principio non siano utilizzati per scopi civili.
Nella sentenza pubblicata oggi, la Corte di Losanna deplora l'assenza totale di qualsiasi constatazione su questo ultimo punto da parte del TPF, che è "sembrato partire dall'idea sbagliata che la sola concezione dell'oggetto a fini militari sia sufficiente per catalogarlo come materiale da guerra". Il tribunale di Bellinzona dovrà quindi ora rioccuparsi del caso.
SDA-ATS