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L’UDC chiede delle correzioni del credito supplementare per evitare che il grande debito si aggravi ulteriormente
Nonostante la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 abbia causato alla Svizzera un deficit mai visto in passato, gli altri partiti continuano a spendere il denaro pubblico a piene mani. Bisogna peraltro evitare che questo enorme debito, che peserà soprattutto sulle future generazioni, s’aggravi ulteriormente. Nel dibattito parlamentare sul credito complementare al budget 2020, l’UDC ha perciò subordinato la sua adesione a diverse condizioni e tagli. Bisogna anche che il Consiglio federale smetta di fare dei regali di centinaia di milioni di franchi all’estero.
I contributi di sostegno di quasi 60 miliardi di franchi accordati durante la pandemia di Covid-19 e il crollo delle entrate fiscali a causa della crisi economica attuale genereranno alla fine dell’anno un deficit probabilmente superiore ai 50 miliardi di franchi, solo a livello di Confederazione. L’UDC chiede quindi che il credito di oltre 14,2 miliardi di franchi accordato all’assicurazione-disoccupazione per finanziare la disoccupazione parziale sia vincolato a condizioni chiare. Questo importo deve infatti essere autorizzato e versato non nel quadro del diritto d’urgenza, bensì sulla base di una legge ordinaria. Inoltre, questo denaro non deve essere completamente utilizzato. Bisogna infatti che le imprese pongano fine il più rapidamente possibile alla disoccupazione parziale, tornando a un regime di lavoro normale.
L’aiuto deve essere portato prioritariamente agli abitanti della Svizzera
Il gruppo parlamentare UDC chiede anche che il Consiglio federale sostenga innanzitutto gli abitanti della Svizzera, invece di distribuire all’estero centinaia di milioni di franchi dei contribuenti. A metà maggio, circa due milioni di salariati in Svizzera erano a lavoro ridotto e oltre 150’000 avevano perso il lavoro. Degli esperti prevedono un tasso di disoccupazione fino al 7% dopo l’estate. È assolutamente incomprensibile, in questa situazione, che il Consiglio federale voglia fare un ulteriore regalo di 300 milioni di franchi all’etero, in aggiunta all’importo superiore agli 11 miliardi che la Svizzera spende già in totale per l’aiuto allo sviluppo. L’UDC rifiuta con determinazione questo progetto, come pure i contributi di circa 300 milioni e di 25 milioni che il governo vuole offrire al Gruppo della banca mondiale, alla Banca africana di sviluppo (BAS) e al Fondo monetario internazionale (FMI).
Basta contributi a fondo perso
È anche ora di fermare i contributi a fondo perso, che hanno raggiunto dei milioni di franchi. Il gruppo UDC rifiuta perciò un aumento dell’aiuto alla stampa tramite una riduzione di 15,5 milioni di franchi dei costi di distribuzione da parte della posta. Inoltre, i prestiti rimborsabili di 50 milioni di franchi destinati alla cultura non devono essere trasformati in contributi a fondo perso. Infine, l’UDC si oppone al progetto di portare da 125 a 175 milioni di franchi i crediti di sostegno a certe leghe professionistiche. Non è accettabile che lo sport professionistico lautamente remunerato sia anche sovvenzionato con il denaro dei contribuenti.
Berna, 03.06.2020