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WELLINGTON - La stragrande maggioranza dei neozelandesi che stanno lavorando da casa durante la pandemia non vuole ritornare in ufficio, una volta che l'emergenza sarà dichiarata conclusa.
È quanto emerge da uno studio dell'Università di Otago, ripreso dal quotidiano britannico Guardian, durante il quale sono state interpellate più di 2500 persone. Per molte di esse era la prima esperienza di home working e il risultato è stato positivo. Il 73% degli intervistati ritiene di essere stato "ugualmente o più produttivo" e addirittura l'89% vuole continuare a lavorare dal domicilio, almeno a tempo parziale.
Due terzi degli interpellati si sono adattati rapidamente all'home working e l'82% ha spiegato di aver a disposizione, anche tra le mura domestiche, le risorse adeguate per assolvere al proprio incarico. Emerge però che solo il 17% degli intervistati ha ricevuto gli strumenti (computer, schermi e così via) dal proprio datore di lavoro.
La scorsa settimana era stata la prima ministra Jacinda Ardern a elogiare il lavoro da casa, come dimostrazione che questa flessibilità è stata un beneficio sia per i dipendenti che per le aziende. Ardern, in vista di quella che sarà la ripartenza generalizzata, ha rivolto un appello alla popolazione affinché vengano prese in considerazione forme di lavoro alternative, inclusa una settimana di quattro giorni.
La stragrande maggioranza dei neozelandesi che stanno lavorando da casa durante la pandemia non vuole ritornare in ufficio, una volta che l'emergenza sarà dichiarata conclusa.