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Caso Rappaz: procuratore chiede 28 mesi supplementari
Bernard Rappaz rischia di restare in carcere per due anni e 4 mesi in più. Il procuratore ha chiesto oggi al Tribunale correzionale di Martigny (VS) una pena di 28 mesi complementari ai cinque anni e otto mesi che il canapaio di Saxon (VS) sta già scontando.
La richiesta di pena supplementare riguarda i reati di violazione della legge sugli stupefacenti, riciclaggio di denaro e falsità in documenti risalenti al periodo 2002-2006. La pena di cinque anni e otto mesi è stata inflitta per fatti analoghi avvenuti fra il 1997 e il 2001. Rappaz è accusato di aver immesso sul mercato oltre 260 chili di hashish, 100 chili di marijuana, 2500 semi e altri derivati della cannabis per un giro d'affari di oltre 1,3 milioni di franchi. Il procuratore lo ha definito un "grossista" di prodotti a base di canapa, il cui "gusto immoderato per il denaro" non merita circostanze attenuanti.
Secondo la difesa il giudice non deve infliggere nessuna ulteriore condanna. Se l'insieme dei fatti fosse stato trattato in un solo processo, la pena non avrebbe infatti mai superato i cinque anni e otto mesi, una pena che l'avvocato ritiene sufficiente "per un uomo che ha perso tutto: l'azienda di Rappaz è fallita e la sua fattoria è stata venduta all'asta". La sentenza dovrebbe essere resa domani.