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Il primo ministro britannico Boris Johnson ed il presidente della Commissione dell'UE Jean Claude Juncker hanno avuto un incontro definito dalle parti “costruttivo”. È quanto si legge in una nota di Downing street.
Sui contenuti delle discussioni non sono state rilasciate dichiarazioni, ma il premier britannico ha riconfermato la volontà di uscire dall'Unione il prossimo 31 ottobre ("non chiederò un'estensione"), il suo impegno sull'accordo del Venerdì santo e la sua determinazione a raggiungere un accordo senza il backstop, in modo che il Parlamento britannico possa sostenerlo.
- RG 18.30 del 16.09.2019 La corrispondenza di Tomas Miglierina
"I leader hanno concordato - si legge nella nota - che i negoziati saranno intensificati e che gli incontri saranno presto su base quotidiana. È stato inoltre deciso che le trattative si terranno a livello politico tra Michel Barnier" ed il ministro per la Brexit Stephen Barclay ed il "dialogo proseguirà anche tra Juncker e il premier".
Da parte sua Juncker ha ricordato che “spetta al Regno Unito fornire soluzioni giuridicamente operative compatibili con l'accordo di separazione". Tali proposte non sono ancora state fatte."
Il Parlamento europeo alza i toni
Il Parlamento europeo, che dovrà approvare un eventuale accordo con Londra, sempre lunedì ha alzato la voce e mercoledì voterà su una risoluzione molto severa che esige un “backstop" in Irlanda.
Il presidente David Sassoli ha avvertito che l'Assemblea non darà il via libera al divorzio se non saranno rispettati gli obblighi previsti dall'accordo sugli impegni finanziari, i diritti dei cittadini e l'Irlanda. La soluzione sarebbe quella di limitare la clausola di salvaguardia all'Irlanda del Nord, ha ricordato.