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Come veniva lavorata la Canapa
Anche a Mesocco anticamente si coltivava la canapa ( canuf ), ma per scopi più utili.
Partendo dalla frazione di Crimeo, sulla sponda del riale Bess, partiva un sentiero ben frequentato dai contadini perchè conduceva sui monti di Cavarzina ( ora si può raggiungere il monte quasi fino alla cima in automobile) Prima della salita, c'era un bel pascolo chiamato " pasculet ". La si pascolavano la mucche in attesa dell'alpeggio, mentre una parte restava in paese e forniva latte a diverse famiglie. Allo scampanellino festoso dei campanacci appesi al collo delle mucche si univa il canto melodioso dei pastorelli che si spandeva per tutto il paese. La voce inconfondibile cerebinti, condito di barzellette, rendeva meno noioso il mestiere del pastore!
Ora, malgrado siano cresciute spine e rovi e ci sia un groviglio di ogni sorta di piante selvatiche - dove si trovano a loro agio biscie e vipere -, si vedono ancora le vestigia dei pozzi dove anticamente si metteva a macerare la canapa, " el canuf ". Dopo 3-4 settimane veniva tolta, lavata e asciugata, fatta a mannelli ( fasci ), spatolata, pettinata, filata e da ultimo tessuta. Gli antenati di una famiglia di mia conoscenza possedevano un telaio e questo ora si trova in un museo della Svizzera interna. Il tessuto serviva per confezionare bisacce che, rienpite di foglie di granoturco, si portavano sui monti e servivano da materassi. Si confezionavano anche le lenzuola, ma erano ruvide e pizzicavano tanto!
Si utilizzava la canapa anche come medicamento per la gessatura di un menbro slogato.
La Petronilla, una vecchia che abitava vicino alla casa parrocchiale, era specialista in queste cose. Purtroppo non ha mai voluto svelare il segreto del suo preparato. Credo sia un intruglio di crematartaro, bianco d'uovo e aceto che, amalgamato alla canapa e applicato sul menbro slogato, formava una materia indurita e funzionava da gesso.
Allora si coltivava pure il Lino, molto più fine, la cui pianta aveva un bellissimo fiore celeste.
Su per giù veniva trattato come la canapa. Le lenzuola di lino servivano per il letto di qualche ammalato di lunga malattia, e preservava il paziente dal decubito, si diceva.
Le lenzuola più belle, quelle col pizzo, si conservavano per il letto di morte di qualche congiunto. IL pizzo veniva confezionato dalle donne sui monti durante le lunghe serate invernali nelle stalle, dove si radunavano per scaldarsi al tepore che emanavano le bestie!
Alla luce di un lumicino a petrolio realizzavano dei veri capolavori!
Edvige