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La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ritiene che si debba discutere di una amnistia fiscale generale in Svizzera. Il problema di poter regolarizzare fondi non dichiarati si pone in seguito all'introduzione dello scambio automatico d'informazioni, ha detto.
Se cambiano le regole, abbiamo bisogno di una giusta transizione, ha dichiarato domenica la responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF) sulle colonne del domenicale NZZ am Sonntag. Una amnistia è stata già tema di discussioni interne nell'ambito della riforma dell'imposta anticipata, ha affermato.
L'amnistia diventa un tema poiché con l'introduzione dello scambio automatico d'informazione le autorità fiscali possono venire a conoscenza di conti finora non dichiarati di svizzeri all'estero.
Una regolarizzazione del passato deve essere negoziata con tutti gli Stati partner dello scambio automatico d'informazioni. Un'analoga riflessione deve essere fatta anche per la Svizzera, ha aggiunto.
Per la ministra resta comunque completamente aperto il modo in cui potrebbe eventualmente essere attuata. La responsabile delle finanze federali si pone comunque la domanda sull'utilità di un'amnistia per tutti, se in Svizzera è conservato il segreto bancario.
Nel progetto del Consiglio federale trasmesso venerdì al Parlamento per passare allo scambio automatico d'informazioni con altri Paesi secondo le norme dell'OCSE (dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa) non si fa menzione di un'amnistia.
In Svizzera dal 2010 è possibile dichiarare soldi guadagnati al nero solo una volta nella vita. Questo provvedimento permette di evitare una multa. Bisogna però pagare le imposte supplementari e degli interessi.
SDA-ATS