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CF: criminali stranieri, ancora rinvio su legge applicazione
Ancora fumata nera da parte del Consiglio federale circa l'applicazione dell'iniziativa popolare per l'espulsione dei criminali stranieri. Mentre sale la pressione da parte dell'UDC, il governo ha deciso oggi di rinviare il dossier, onde poter studiare una nuova variante compatibile col diritto internazionale.
Stando al portavoce del governo André Simonazzi, il rispetto del diritto internazionale è stato al centro delle discussioni odierne del governo. Il Dipartimento di giustizia e polizia dovrà presentare entro l'estate un modello di applicazione che rispetti il principio della proporzionalità e gli obblighi internazionali della Svizzera.
L'esecutivo ha esaminato oggi due varianti per l'applicazione dell'iniziativa. La prima preconizza l'espulsione automatica degli stranieri delinquenti, nel rispetto del principio di proporzionalità. L'altra variante prevede una lunga lista di infrazioni che potrebbe condurre all'espulsione, lista che secondo Simonazzi potrebbe violare il diritto delle genti.
Da fine giugno 2011 sono in discussione quattro varianti, di cui una soltanto sostenuta dai promotori dell'iniziativa. Nell'ottobre scorso, il governo aveva già condotto una prima discussione.
L'UDC, stufa di quelli che considera inutili lungaggini, ha minacciato il governo di lanciare un'altra iniziativa se non si giungerà in tempi brevi a una legge di applicazione. I democentristi non intendono cedere sul principio che i criminali stranieri autori di crimini gravi, elencati con precisione in una lista, debbano essere allontanati automaticamente dal paese. La gravità della pena inflitta sarebbe ininfluente.
Questa variate non è sostenuta dal gruppo speciale istituito dal Consiglio federale. Le tre altre opzioni tengono conto del diritto internazionale e prevedono l'espulsione sulla base della gravità della pena.