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BERNA - «Buongiorno sexy Violeta», ma anche «tesoro». È con questi e altri termini che un funzionario dell’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) si rivolgeva a una donna, addetta alle pulizie negli uffici. A volte - come riferisce la Schweiz am Wochenende - le dava persino un bacio sulla guancia.
Dopo alcuni mesi Violeta B. ha deciso di denunciare il funzionario per i suoi comportamenti inappropriati. Ma l’indagine esterna non ha rilevato «alcuna prova che attesti delle reali molestie sessuali». L’intero onere della prova, in questi casi, spetta infatti alla vittima di eventuali molestie, non è l’accusato a dover dimostrare di non avere commesso il reato.
Il funzionario non ha comunque negato i fatti. Si è giustificato parlando di «battute» alle quali la donna «comunque rideva». I suoi colleghi lo descrivono come «un tipo disinvolto», non potendo definire i suoi atteggiamenti come delle molestie.
Quali sono state le conseguenze per la donna? È stata licenziata. Ma non si è lasciata intimorire e ha portato il caso davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF), che le ha dato ragione. I giudici hanno espresso dei «dubbi sull’obiettività del rapporto d’inchiesta» e hanno ritenuto «fuori luogo» l’atteggiamento del funzionario. Infine, si dicono «sorpresi» che l’indagine esterna neghi la natura sessuale delle molestie denunciate.
Per il TAF, pertanto, il licenziamento della donna non è giustificato. Violeta B. riceverà un risarcimento pari a sei mesi di stipendio.
L’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) non ha voluto rilasciare indicazioni sulla vicenda.