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Cronaca
08.09.2015 - 00:00
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17
Le domande senza risposta del caso Sant'Anna
Si aggrava la posizione del ginecologo Piercarlo Rey: avrebbe falsificato anche il rapporto di uscita della paziente, e non avrebbe dato ascolto all'anestesista, che per due volte gli chiese se stesse eseguendo una mastectomia. E un'infermiera...
SANT'ANNA - «Stai eseguendo una mastectomia?». È la domanda che l'anestesista rivolse per ben due volte a Piercarlo Rey durante quell'intervento divenuto ormai famoso. La prima quando vide il tipo d’incisione, la seconda nel momento quando Rey passò all’altro seno.
L'inchiesta relativa all'errore medico della clinica Sant'Anna, in cui ad una donna furono asportati i seni mentre non ne aveva bisogno, procede, e secondo indiscrezioni raccolte dalla RSI, la posizione del ginecologo si aggrava sempre più.
L'anestesista, sentito nei giorni scorsi come persona informata dei fatti, avrebbe detto di aver chiesto due volte a Rey se quella che stava eseguendo fosse una mastectomia. Perché non lo ascoltò, permettendosi almeno il dubbio di stare sbagliando?
Rey, inoltre, falsificò non solamente il rapporto operatorio della paziente, pur di non ammettere l'errore, ma anche quello di uscita della donna, affermando che la mastectomia si era resa necessaria a causa del tumore.
Emergerebbe anche la complicità di un'infermiera, che modificò il piano operatorio, quello dove vengono elencati, sala per sala, pazienti e chirurghi operanti. Per nascondere l'errore? Su ordine di chi?
Sono molti i quesiti senza risposta su cui dovrà chinarsi la magistratura.
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