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Prepararsi alla confessione con il presepio!I PASTORI Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. […] I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. (Lc 2,15-20) Era notte. Io e gli altri pastori vegliavamo, facendo la guardia alle nostre greggi. Ad un tratto un angelo ci apparve, provocando in noi grande timore, timore nei confronti della grandezza di Dio, un timore carico di domande e di sorpresa, non certo di angoscia. Ma l’angelo ci disse di non temere e annunciò la nascita del Salvatore. Accogliemmo con fede il messaggio dell’angelo e, senza indugio, con decisione, ci incamminammo verso Betlemme, dove trovammo il segno preannunciato: un bambino, avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. Ci stupimmo, perché l’aspetto con cui il Signore aveva scelto di incarnarsi si contraddiceva con l’immagine del Messia, salvatore del popolo d’Israele. Invece, ecco davanti ai nostri occhi un bambino normale, che per di più giaceva in un posto insolito, una mangiatoia. Dio scelse noi, uomini semplici, per manifestarsi al suo popolo, scelse la via meno eclatante. Dopo averlo visto, riferimmo a tutti quelli che incontravamo ciò che avevamo osservato e udito su quel bambino, nato a Betlemme. E chiunque ci ascoltasse si stupiva delle nostre parole.
- Gente semplice, poveracci con quattro pecore, ma che sanno stupirsi e riconoscere in quel bambino il Figlio di Dio
- Maria e Giuseppe sono stati capaci di un’accoglienza vera e profonda perché hanno lasciato spazio a Dio.
I MAGI Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. (Mt 2,9-11) GASPARE, MELCHIORRE E BALDASSARRE. Questi sono i nostri nomi, eravamo astronomi capaci di leggere i segni del cielo e quindi i grandi eventi della storia. Avevamo studiato ogni possibile nuovo movimento del firma-mento, cogliendo così con esattezza il tempo in cui il Re dei Giudei sarebbe nato. Non sapevamo dove, ma una stella ci avrebbe portato; né conoscevamo il preciso motivo di quel viaggio, ma nel nostro cuore, gonfio di gioia, sentivamo di fare la cosa giusta, sentivamo di dover partire malgrado i dubbi e le avversità. Da tre paesi diversi, sapendo che presto la stella ci avrebbe uniti, così decidemmo di iniziare il difficile cammino. Ciascuno di noi portava con se un dono, oro, incenso e mirra. Ad un tratto la stella si fermò ad indicarci il luogo esatto, arrivati entrammo e vedemmo il bambino, ci prostrammo a lui e gli rendemmo omaggio con i doni che avevamo con noi.
- Hanno percorso migliaia di chilometri seguendo la stella per cercare qualcuno che dia senso alla vita.