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BERNA - La Procura federale fa sapere che almeno per il momento non si occupa del caso di spionaggio praticato dagli Stati Uniti con apparecchi prodotti dall'azienda svizzera Crypto.
Contattato dall'agenzia Keystone-ATS, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) fa riferimento all'inchiesta ordinata dal Consiglio federale all'ex giudice federale Niklaus Oberholzer. Dovessero emergere fatti penalmente rilevanti le autorità procederanno alle verifiche d'uso in questi casi, sottolinea l'MPC.
Le indagini negli anni '90 - La polizia federale aveva indagato sulla Crypto già negli anni '90 ma l'inchiesta era poi stata archiviata. Jürg Bühler, che all'epoca diresse l'indagine e che oggi è vicecapo del Servizio informazioni della Confederazione (SIC), ha indicato a SRF che gli atti sono ancora segreti. «Vi si trovano ancora molti dati personali da proteggere», ha spiegato. Vi sono segnalazioni di servizi stranieri e protocolli di commissioni parlamentari che oggi non possono ancora essere resi pubblici.
Un dossier relativo all'inchiesta sul caso Crypto manca poi completamente: il SIC è venuto a conoscenza della cosa solo di recente, ha detto Bühler. I funzionari deplorano quanto accaduto e sperano che i documenti tornino alla luce, magari perché sono stati iscritti in modo errato negli archivi federali.