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Il rapporto "Ambiente Svizzera 2011" mostra un quadro negativo per quel che riguarda la protezione dell'ambiente: nei temi centrali come i cambiamenti climatici e il mantenimento della biodiversità gli obiettivi non sono stati raggiunti. Dal 2000 si stanno facendo solo pochi progressi.
Nel rapporto pubblicato oggi dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dall'Ufficio federale di statistica (UST) si legge che la Svizzera ha fallito soprattutto negli argomenti principali. Ad esempio, l'obbligo imposto dal protocollo di Kyoto di diminuire dell'8% i gas serra rispetto al 1990 non è stato rispettato.
Nemmeno la diminuzione delle varietà di specie animali e vegetali è stata fermata. Secondo la documentazione fornita dai due Uffici federali, la colpa sarebbe in particolare dell'aumento delle abitazioni, della crescita di superfici asfaltate e dell'agricoltura intensiva.
Non è molto migliore la situazione dell'aria: i limiti imposti per le polveri sottili, l'ozono e il monossido di azoto sono stati "nuovamente e costantemente superati, a volte anche in modo netto", viene reso noto nel rapporto.
Alcuni dati sono comunque più incoraggianti. I valori di molte sostanze inquinanti presenti nell'aria sono sotto controllo e l'acqua in superficie e sotterranea gode di buona salute. Inoltre, l'inquinamento da metalli pesanti è diminuito, mentre continua la bonifica di alcune aree.
La maggior parte dei progressi è però stata fatta prima dell'anno 2000. "Da allora in molti settori la situazione non è migliorata in modo evidente", viene sottolineato nella documentazione.