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221 anni fa, esattamente, il terribile Robespierre moriva sulla ghigliottina
Maximilien de Robespierre, figura tra le più controverse della Rivoluzione francese, giustiziato il 28 luglio 1794 all’età di 36 anni, vede il suo viso ricostruito dal professore Philippe Charlier, della facoltà di medicina di Versailles-Saint-Quentin-en-Yvelines e dall’infografico Philippe Froesch.
La diagnosi è stata fatta dal professore Charlier, che ha ricostituito il dossier medico dell’uomo che in Francia instaurò il Regime del Terrore.
“Regime del Terrore”, o “Il Grande Terrore” è il nome dato al periodo della Rivoluzione francese caratterizzato da condanne arbitrarie e esecuzioni capitali di massa. Il suo inizio varia a dipendenza degli storici. Alcuni lo fanno risalire alla nascita del tribunale rivoluzionario nel marzo 1793, altri ai massacri del settembre 1792, altri alle prime teste mozzate, nel luglio 1789.
La data della fine di questo periodo è invece unanime : coincide con la morte di Robespierre, il 28 luglio 1794.
Per ricostituire il dossier medico di Robespierre, il dottor Charlier si è avvalso di testimonianze dei contemporanei del grande rivoluzionario francese e ha esaminato due maschere mortuarie, conservate presso il museo Granet di Aix-en-Provence e presso il museo di storia naturale di Parigi.
L’esemplare di Aix-en-Provence, modellato dalla scultrice francese Marie Tussaud (1761-1850) era servito come base alla ricostruzione del viso in 3D realizzata da Philippe Froesch. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista medica britannica The Lancet.
I contemporanei di Robespierre parlavano dei suoi “sanguinamenti dal naso”. Secondo il dottor Charlier, Robespierre presentava anche quasi tutti i segni di una sarcoidosi diffusa : problemi agli occhi, alla pelle, alle gambe, al viso e alle mucose respiratorie.
Charlier ritiene che la malattia si sarebbe aggravata fra il 1790 e il 1794 : “Il quadro clinico dell’indebolimento generale di Robespierre può essere stato causato dal suo impegno politico, con l’insonnia, le molte attività, ma anche da questa malattia, che indebolisce considerevolmente l’organismo.”
La ricostruzione del viso di Robespierre realizzata da Philippe Froesch mostra un viso deformato da lesioni, soprattutto dalle cicatrici del vaiolo.
Un’immagine poco edificante, che ha suscitato l’indignazione del politico francese di sinistra Jean Luc Melenchon. Per questo i due scienziati hanno voluto assicurare che si tratta di una ricostituzione realista, soprattutto sul piano patologico e che da parte loro non esiste alcuna volontà di criticare il personaggio storico.
(Le Figaro.fr)