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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel contesto della crisi dell'euro, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha commissionato all'istituto Bass uno studio sulle ripercussioni che tale crisi ha avuto sull'immigrazione dall'UE. Nel capitolo 8.2 (da pag. 79) figurano le cifre relative all'evoluzione e alla frequenza con cui gli immigrati riscuotono i sussidi di disoccupazione. È appunto questo aspetto, e non la crisi dell'euro, l'oggetto del presente intervento.</p><p>Da quanto è stata introdotta la revisione dell'assicurazione contro la disoccupazione, il numero di persone che beneficia delle sue prestazioni e che ha trascorso una parte dei periodi assicurativi all'estero è aumentato di continuo, passando da 1126 nel 2010 (primo anno completo d'applicazione della nuova regolamentazione) a 2453 nel 2013. Dalle statistiche si può inoltre dedurre che chi è arrivato in Svizzera nel quadro dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) riscuote sempre prima e con maggiore frequenza i sussidi di disoccupazione. Questo dato si riferisce ai titolari di permessi B e L. Nelle statistiche le persone che hanno riscosso sussidi di disoccupazione due anni dopo l'entrata in Svizzera sono suddivise in due categorie.</p><p>1. Quali sono le cifre e i dati relativi ai 27 Paesi che rientrano nel regime di libera circolazione delle persone per quanto riguarda i beneficiari di sussidi: </p><p>a. immigrati per ragioni di lavoro;</p><p>b. immigrati per ricongiungimento familiare?</p><p>2. A quanto ammontano i sussidi di disoccupazione versati a questi lavoratori dell'UE, che passano così rapidamente allo statuto di disoccupati una volta in Svizzera? E qual è il rapporto con i sussidi delle assicurazioni sociali versati nel nostro Paese? Leggendo lo studio si conclude che l'ALC promuove il turismo delle prestazioni sociali.</p><p>3. Quali categorie professionali sono particolarmente interessate dal fenomeno?</p><p>4. Le persone che diventano sempre più rapidamente disoccupate hanno salari bassi?</p><p>5. Qual è la situazione e quali sono le cifre relative ai cittadini di Stati terzi?</p><p>6. Disponiamo di rilevamenti più aggiornati?</p><p>7. Qual è la situazione per quanto riguarda la riscossione degli aiuti sociali due anni dopo l'immigrazione in Svizzera?</p><p>8. Di cosa vivono queste persone in seguito? Quante di esse fanno ricorso agli aiuti sociali? Quante tornano a lavorare e quante lasciano la Svizzera?</p><p>9. Quali misure s'impongono?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.a./b. Nello studio "Valutazione sul soggiorno degli stranieri nell'ambito dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone" (2013) Fluder et alii hanno analizzato la riscossione dell'indennità di disoccupazione (ID) e di prestazioni sociali da parte dei nuovi immigrati dai Paesi dell'UE25/AELS nei 48 mesi successivi al loro arrivo in Svizzera. Nei primi quattro anni di permanenza in Svizzera, il 91 per cento delle oltre 150 000 persone di età superiore ai 18 anni immigrate nel 2005 e 2006 in virtù dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) non ha mai usufruito né dell'ID né di prestazioni sociali.</p><p>Sempre nei primi quattro anni di permanenza in Svizzera, ha riscosso l'ID il 9,1 per cento delle persone immigrate quali lavoratori dipendenti nell'ambito dell'ALC. Prima di riscuotere la prima indennità queste persone hanno esercitato un'attività lucrativa in Svizzera per, in media, 32,6 mesi. </p><p>Per quanto riguarda le persone immigrate per un ricongiungimento familiare nell'ambito dell'ALC, l'8,6 per cento ha riscosso ID nei primi quattro anni di permanenza in Svizzera.</p><p>2./5./6. Stando al 12° rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione Svizzera-UE del 5 luglio 2016, nel 2014 i cittadini immigrati dall'UE27/AELS hanno versato il 23,2 per cento del totale di contributi salariali dell'Assicurazione contro la disoccupazione (AD) e hanno riscosso il 29,2 per cento delle ID complessive erogate. I cittadini dell'UE27/AELS sono dunque in media beneficiari netti dell'AD. </p><p>I cittadini di Stati terzi hanno versato il 5,6 per cento dei contributi salariali AD e hanno riscosso il 15,1 per cento delle ID erogate. In media e in confronto ai cittadini dell'UE27/AELS, il numero di beneficiari netti è decisamente più elevato. </p><p>Non esistono dati più recenti sulla riscossione di prestazioni sociali, classificati in base alle motivazioni di coloro che hanno lasciato l'UE27/AELS per trasferirsi in Svizzera.</p><p>I cittadini dell'UE27/AELS appena arrivati nel nostro Paese possono esigere prestazioni dell'AD soltanto se hanno esercitato in precedenza un'attività lucrativa in Svizzera (a meno che non siano esonerati dall'adempimento del periodo di contribuzione in base all'art. 14 LADI). L'erogazione di prestazioni dell'AD obbedisce a requisiti severi, in particolare per quanto riguarda gli sforzi intrapresi per trovare un nuovo posto di lavoro. </p><p>Secondo il Consiglio federale, la situazione del mercato del lavoro è buona in confronto alla media europea e ciò spiega l'immigrazione in Svizzera. </p><p>3. Il rapporto tra ricavi e uscite dell'AD fa risaltare il fatto che i cittadini dell'UE27/AELS, e ancor più i cittadini degli Stati terzi, sono esposti a un maggior rischio di disoccupazione, anche perché rispetto agli Svizzeri lavorano più spesso in rami economici caratterizzati da rapporti di lavoro più instabili. Nel 2015 i rami con un rischio di disoccupazione e dunque un tasso di disoccupazione superiore al cinque per cento erano in particolare il settore alberghiero, l'industria orologiera, l'edilizia, il comparto dei fabbricanti di gomme e materie plastiche e il personale a prestito. </p><p>4. A tutt'oggi il livello dei salari dei cittadini stranieri che hanno perso il lavoro non è stato oggetto di indagini. Stando al rapporto della SECO sui salari bassi (2013), tra i rami citati alla domanda 3 che presentano un rischio elevato di disoccupazione il settore alberghiero denota un maggior numero di lavoratori con una retribuzione bassa. </p><p>7. Nei primi quattro anni di permanenza in Svizzera, poco meno dell'1 per cento delle persone immigrate nell'ambito dell'ALC ha riscosso prestazioni dell'aiuto sociale, lo 0,5 per cento delle quali esclusivamente prestazioni dell'aiuto sociale e l'altro 0,5 per cento contemporaneamente ID e prestazioni dell'aiuto sociale (Fluder et alii. 2013). </p><p>8. Lo studio di Fluder et alii (2013) analizza la situazione successiva dei cittadini EU25/AELS che hanno perso il lavoro: il 6,3 per cento delle persone arrivate in Svizzera in virtù dell'ALC e che perdono il lavoro ritornano nel loro Paese nell'arco di tre mesi dopo aver riscosso l'ID. Più di due terzi di esse ricominciano a lavorare dopo aver riscosso l'indennità. Poco meno del 10 per cento non esercita alcuna attività lucrativa. Il quinto rimanente è costituito da persone che durante la riscossione dell'ID esercitano un'occupazione a tempo parziale oppure, dopo aver riscosso l'indennità, lavorano in modo discontinuo. Nella RIFOS 2012 l'Ufficio federale di statistica ha effettuato una valutazione specifica delle persone che hanno esaurito il diritto all'ID: il 14,1 per cento degli stranieri residenti in Svizzera che aveva esaurito tale diritto ha usufruito di prestazioni assistenziali statali. Tra gli Svizzeri questa percentuale era del 13,4 per cento. Si tratta di una differenza minima e statisticamente non significativa alla luce dei pochi dati disponibili.</p><p>9. I Cantoni e la Confederazione puntano a mantenere un livello d'occupazione alto e un tasso di disoccupazione basso tramite una politica attiva del mercato del lavoro. Indipendentemente da ciò, il 4 marzo 2016 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge federale sugli stranieri (regolazione dell'immigrazione e miglioramenti nell'esecuzione degli accordi sulla libera circolazione). Il disegno di legge si prefigge di armonizzare e migliorare l'esecuzione dell'ALC per identificare e contrastare gli effetti negativi della libera circolazione. Si deciderà inoltre in quali circostanze i cittadini dell'UE/AELS perdono il diritto di soggiornare in Svizzera dopo la cessazione involontaria dell'attività lucrativa. In questo modo si stabilirà con maggior chiarezza quando si estingue lo statuto di lavoratore in Svizzera e il diritto di soggiorno.</p>  Risposta del Consiglio federale.