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OSLO - Il cadavere di un uomo, che giaceva morto nel suo appartamento di Oslo da ben nove anni, è stato scoperto lo scorso dicembre dal custode del complesso abitativo in cui si trovava.
Lo ha comunicato la polizia norvegese, ripresa dal Guardian, che sostiene che l'uomo sia morto per cause naturali nell'aprile del 2011. Ciò sulla base di alcuni elementi - tra cui una lettera - trovati nella sua abitazione.
Secondo l'emittente statale NRK, l'uomo aveva 60 anni, era stato sposato più di una volta, e aveva anche dei figli. Tuttavia, i vicini hanno dichiarato che era molto solitario e preferiva stare tra sé e sé. Quando non lo hanno più visto, hanno assunto che si fosse trasferito o che fosse stato portato in un istituto.
Invece, il corpo dell'uomo è stato trovato nove anni dopo dal custode, che voleva entrare nell'appartamento per fare dei lavori di manutenzione. L'uomo, nonostante fosse spirato, ha continuato a ricevere la pensione fino al 2018 (quando l'amministrazione non è più riuscita a mettersi in contatto con lui), e ha continuato a pagare le bollette regolarmente in modo automatico dal proprio conto bancario.
«30 anni fa non sarebbe potuto accadere»
L'ispettore della polizia di Oslo Grete Lien Metlid ha detto all'emittente NRK che lei e i suoi colleghi hanno pensato molto a come potesse essere successo.
Arne Krokan, un professore dell'Università norvegese di Scienza e Tecnologia, ha detto che un caso simile non sarebbe potuto succedere 30 anni fa.
Secondo l'esperto, si tratta di un fallimento dei nuovi sistemi tecnologici nel sollevare le cosiddette bandiere rosse quando qualcuno non ha contatti fisici con nessuno per del tempo prolungato. «È il prezzo che abbiamo pagato per i servizi digitali», ha concluso Krokan.
La polizia ha aperto un'indagine su quanto accaduto.