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La Svizzera non dovrebbe accordare assistenza amministrativa fiscale sulla base di domande raggruppate, a meno che ciò non sia esplicitamente contemplato nell'accordo di doppia imposizione con un determinato Stato. È quanto ha deciso oggi il Consiglio nazionale.
Nel dibattito particolareggiato sulla legge sull'assistenza amministrativa fiscale ha bocciato una proposta del PS e dei Verdi a favore delle domande raggruppate. La sinistra voleva accogliere questa prassi ove vi fossero indicazioni su delitti fiscali commessi da più sconosciuti.
Nell'ambito del successivo dibattito sull'accordo di doppia imposizione con gli Stati Uniti, il Nazionale dovrebbe accogliere la possibilità delle domande raggruppate.
Sul fatto che le domande raggruppate faranno parte dello standard dell'OCSE non ci piove, ha ribadito Hans-Jürg Fehr. Risultato: il parlamento sarà chiamato ad adeguare la legge. "In questo modo - ha proseguito - la Svizzera non sfugge alla fama d'essere un'oasi fiscale".
Gli altri gruppi parlamentari hanno comunque sostenuto la necessità di concedere l'assistenza amministrativa fiscale soltanto su richiesta, in casi particolari. Questa formula è stata proposta dal Consiglio federale che, nel 2009, aveva deciso di assumere gli standard dell'OCSE, ha ricordato la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf. Ne fanno parte anche gli sviluppi futuri.
Domande raggruppate inevitabili
Quando il Consiglio federale ha elaborato il progetto di legge non era ancora chiaro in che modo gli standard dell'OCSE sarebbero evoluti. Oggi - ha spiegato la presidente della Confederazione - è invece chiaro che le domande raggruppate faranno parte dello standard dell'OCSE.
I dettagli - in particolare i limiti circa il "fishing expeditions" (ovvero svolgere ricerche generiche su gruppi estesi o categorie di persone, nella speranza che qualcuno rimanga attaccato all'amo) - devono però ancora essere chiariti. Forse i particolari saranno noti quando il progetto verrà esaminato dagli Stati. In tal caso, le domande raggruppate potranno essere incluse nel corso degli ulteriori dibattiti.
Nessun veto svizzero
Rispondendo a una domanda di Christoph Blocher (USC/ZH), la ministra delle finanze ha ammesso che la Svizzera avrebbe la possibilità di interporre un veto presso l'OCSE contro le domande raggruppate. Tuttavia, Widmer-Schlumpf non crede che questa sia una soluzione. Non lo sarebbe soprattutto per l'industria d'esportazione. "Di conseguenza - ha aggiunto - non seguiremo questa via".
Il Nazionale non vuole comunque escludere esplicitamente a priori le domande raggruppate: con 132 voti contro 54 e 4 astenuti, la Camera del popolo ha bocciato una proposta in questo senso dell'UDC. Inutilmente, i democentristi hanno sostenuto che le domande raggruppate spalancherebbero le porte al "fishing expeditions". "Sparando nel mucchio, si corre il rischio di colpire anche innocenti", ha ammonito Hans Kaufmann (SVP/ZH).
Caspar Baader (UDC/BL) ha anche chiesto di includere nella legge la protezione dei dati dei collaboratori delle banche. Questa seconda proposta dell'UDC è stata respinta con 134 voti contro 54.
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