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Il Tribunale federale, con una sentenza del 6 luglio intimata giovedì alle parti, ha respinto il ricorso inoltrato nel marzo 2019 dai giuristi Martino Colombo e Filippo Contarini contro la nuova legge cantonale di polizia ticinese, approvata nel dicembre del 2018 dal Gran Consiglio. Lo anticipa laRegione. Ad essere contestato, in particolare, era l'articolo che permette alle forze dell'ordine di tenere provvisoriamente sotto custodia (al massimo per 24 ore) persone che rappresentano un pericolo per sé stesse o per gli altri, che perturbano la sicurezza e l’ordine pubblico in modo grave ed imminente o persone per le quali bisogna eseguire una decisione di consegna, di traduzione forzata, di allontanamento, di respingimento o di espulsione.
In particolare il secondo concetto era ritenuto dai ricorrenti troppo vago e suscettibile di permettere abusi. I giudici di Mon Repos sono di avviso contrario: la norma, a loro avviso, non lede né il diritto federale né la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
L'altro aspetto criticato era quello relativo alla "trattenuta e consegna di minorenni". La Corte di Losanna ritiene che lo scopo è implicitamente quello della protezione dei minorenni stessi e che sia palese che la custodia debba concludersi prima delle 24 ore se non più proporzionale.
La nuova legge introduce anche un nuovo strumento investigativo, la possibilità cioè di condurre inchieste anche mascherate, senza il nulla osta preventivo del Ministero pubblico.
I nuovi provvedimenti potranno essere messi in pratica da subito, ha precisato il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi: la legge era già tecnicamente in vigore, ma gli articoli contestati non venivano applicati visto il ricorso pendente. È previsto di emanare direttive specifiche all'indirizzo degli agenti.