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La giunta militare, che il 12 aprile ha attuato un golpe in Guinea Bissau, è pronta a restituire il potere ai civili, ma i tempi sono condizionati dalle decisioni dell'Ecowas (la Comunità economica dei paesi dell'Africa occidentale). Lo ha detto il portavoce della giunta militare, Dahabana na Walna, citato dalla stampa online guineana.
Dahabana na Walna ha anche rassicurato sulle condizioni del presidente della repubblica ad interim deposto, Raimundo Pereira, e del premier, Carlos Gomes Junior, anch'egli destituito. Quest'ultimo nel ballottaggio originariamente fissato per il 29 aprile era favorito per assumere la massima carica dello Stato. Sono in buone condizioni e sono trattati bene, ha detto, aggiungendo che a Pereira e Gomes Junior i pasti vengono preparati dalle loro famiglie.
Nell'annunciare l'intenzione dei golpisti di restituire il potere ai civili, il portavoce della giunta militare ha comunque sottolineato che la questione è complessa perché "abbiamo bisogno di tecnocrati per presiedere ai destini di questo paese".
Il portavoce dei golpisti è tornato ad accusare l'Angola di ingerenza negli affari interni della Guinea Bissau, cosa che, come hanno detto i militari, li ha spinti ad agire convinti che il governo, d'intesa con i soldati angolani presenti nel paese, volesse neutralizzare le forze armate di Bissau. "L'Angola - ha detto ancora Dahabana na Walna - vuole trasformare la Guinea Bissau in una colonia come ha fatto con il Congo Brazzaville".
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