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La data dell’attacco alla Polonia era stata in segreto fissata dal Führer: 1° settembre 1939. Egli tuttavia non poteva attaccare senza il “permesso” (espressione che suona impropria ma che contiene una sostanziale verità) dell’Unione Sovietica.
Stalin sapeva che la Germania era sul punto di marciare e, alle pressanti avance dei tedeschi, rispose dapprima evasivamente, giocando come il gatto con il topo.
Nella serata di domenica 20 agosto Adolf Hitler, soffocando l’orgoglio, inviò un messaggio segreto e urgentissimo direttamente al “signor Stalin, Mosca”. Il dittatore sovietico diede semaforo verde.
23 agosto I due grandi aerei da trasporto Condor con a bordo la delegazione tedesca capitanata dal ministro degli Esteri Joachim von Ribbentrop atterrarono a Mosca a mezzogiorno. Dopo una rapida colazione all’ambasciata i tedeschi corsero al Cremlino.
Nel corso di discussioni intense e rapide fu concordato un protocollo segreto per la spartizione dei territori in Europa orientale.
Venne poi l’ora dei brindisi, per i quali era disponibile una vodka di eccelsa qualità. Stalin: “So quanto la nazione tedesca ami il suo Führer. Così mi piacerebbe bere alla sua salute”. Il signor Molotov bevve alla salute del ministro degli Esteri del Reich. I signori Stalin e Molotov brindarono ripetutamente al patto di non aggressione e alla nuova era delle relazioni russo-tedesche. (Numerosi altri brindisi***)
Il 1° settembre alle ore 4.45 la Wehrmacht mosse contro la Polonia, innescando l’immane conflitto, che si conclederà sei anni più tardi, con la rovinosa sconfitta della Germania..
*** I tedeschi spioni si accorsero che nel bicchiere di Stalin i camerieri versavano un leggero vino bianco caucasico, o addirittura acqua.