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Il 6 febbraio 2O13, Amnesty International ha inviato una missiva al sindaco di Ris-Orangis (nella regione parigina) per invitarlo a consentire ai bambini rom che vivono nel suo comune di frequentare le classi normali. Per il momento, tali scolari seguono le lezioni in uno stabile esterno alla scuola, in cui non hanno contatti con gli altri allievi. Il difensore civico ha a sua volta rivolto una lettera al sindaco per chiedergli di far sì che i rom che vivono nel suo comune non siano discriminati nell'accesso all'educazione.
In base alle informazioni di cui dispone Amnesty International, alcuni bambini rom frequentano classi speciali altrove in Francia. Per esempio, una ventina di allievi rom costituiscono una classe ad hoc a Saint-Fons, nei pressi di Lione. Situazioni in cui dei bambini rom non si sono potuti inserire in classi ordinarie sono già state segnalate in passato, in particolare dall'allora Difensore dei diritti dei minori.
Qualsiasi differenza di trattamento fondata sull'origine etnica è da considerarsi come discriminazione, in quanto non sia giustificata in modo obiettivo e ragionevole. La discriminazione nell'ambito dell'istruzione è strettamente vietata dal diritto internazionale e dalle normative internazionali sui diritti umani, fra cui spiccano la Convenzione internazionale relativa ai diritti economici sociali e culturali (meglio nota come Patto, articoli 2.2 e 13), la Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, protocolli 1, 12 e articlo 14) nonché la Carta sociale europea riveduta, articoli 17.2 ed E.
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha concluso in varie occasioni che il fatto di dispensare l'insegnamento ai bambini rom in classi o scuole riservate loro, così come il fatto d'inserirli in scuole per bambini che presentano un lieve ritardo mentale, costituisce una discriminazione nell'esercizio del diritto all'istruzione. Il Comitato europeo dei diritti sociali, incaricato di vegliare sull'attuazione della Carta sociale europea riveduta, di recente ha considerato che il mancato accesso all'educazione per i bambini rom in Francia costituisce una violazione del combinato disposto degli articoli 17.2 ed E della Carta (divieto di discriminazione).
Le famiglie e comunità rom in Francia subiscono discriminazioni in numerosi altri ambiti, come constata il Comitato dei diritti sociali, e in particolar modo per quanto concerne l'alloggio e l'accesso al sistema sanitario. Dei Rom sono continumente espulsi con la forza dai loro alloggi senza essere stati consultati, senza ricevere adeguata notifica né avere la possibilità di contestare la decisione d'espulsione o vedersi proporre un'alternativa. Le espulsioni forzose sono vietate dal diritto internazionale dei diritti umani (Comitato DESC, Osservazione generale 7) e sono incompatibili col diritto a un'alloggio adeguato, chiaramente sancito dal diritto internazionale dei diritti umani (PIDESC, Articolo 2.1, Osservazione generale 4).
Nonostante la circolare adottata dal governo francese il 26 agosto 2O12, numerosi gruppi di Rom sono stati espulsi o sono minacciati d'espulsione. A titolo d'esempio, Amnesty International è intervenuta presso il sindaco di Ris-Orangis al fine di esprimere le proprie preoccupazioni a riguardo della situazione delle persone rom che abitano nel comune e corrono il rischio di essere espulse.