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Tasse soggiorno comunali sono conformi a diritto
Le tasse di soggiorno istituite dai comuni grigionesi di Flims, Laax e Falera sono conformi al diritto e possono continuare a essere prelevate dai proprietari di residenze secondarie. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), respingendo i ricorsi di quattro persone.
I tre comuni, nel 2014, hanno adottato le disposizioni d'applicazione della legge sul turismo, la quale prevede un quadro uniforme a partire dal primo gennaio 2015. Contro questa decisione sono stati depositati circa 400 ricorsi, di cui quattro sono finiti fino al Tribunale federale come "casi guida" esemplificativi.
La tassa in questione viene fatturata annualmente ai proprietari di seconde case ed è composta in parte da una tassa base fissa, che ammonta a 220 franchi, e in parte da una tassa variabile pari a 9 franchi per metro quadrato, calcolata in base alla superficie abitabile netta. A titolo di esempio: un proprietario di una seconda casa di 80 metri quadrati in uno dei tre Comuni pagherebbe una tassa annuale di 940 franchi (220+720).
I ricorrenti sono proprietari di residenze secondarie che utilizzano e occupano loro stessi. In particolare, essi ritengono che le tasse di soggiorno vengano utilizzate per migliorare il budget globale dei comuni e non solo per la copertura delle spese legate all'infrastruttura turistica. Inoltre, viene criticata la decisione di applicare un metodo forfettario per il calcolo della tassa, che darebbe luogo a risultati arbitrari, sostengono i contrari alle nuove disposizioni.
Spese legate al turismo
In una sentenza pubblicata oggi, il TF ha respinto gli argomenti dei ricorrenti, confermando la decisione del Tribunale amministrativo federale dell'ottobre 2017. Anche secondo i giudici supremi i tre Comuni hanno stabilito che la tassa serviva e serve a coprire i costi legati al turismo.
I giudici di Mon Repos sottolineano che la destinazione dei fondi in questione non è rimessa in causa se alcune infrastrutture sono anche utilizzate da persone domiciliate nei comuni in questione.
In merito all'applicazione di tasse di soggiorno, il TF ritiene che il metodo non porti a risultati "in grave contraddizione con la realtà". Un sistema forfettario porta sempre a imprecisioni, aggiungono i giudici losannesi, precisando che però queste sono consentite per permettere una riscossione "razionale" della tassa.
(Sentenza 2C_1049-1052/2017 del 15 aprile 2019)