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Il gruppo di ricerca «Sismicità indotta» è diretto attualmente dal Dr. Antonio Rinaldi e si occupa principalmente del monitoraggio, della comprensione e della valutazione della pericolosità dei terremoti causati dall'uomo. Quello dei terremoti indotti è un tema di scottante attualità e rilevanza in tutto il mondo, perché sono numerosi gli interventi umani nel sottosuolo che possono provocare terremoti. In Svizzera i terremoti indotti sono noti principalmente per il loro legame con i progetti geotermici: nel 2006 l’acqua iniettata ad alta pressione nel sottosuolo ha causato a Basilea un sisma di magnitudo 3.4, mentre nel 2013 si è verificato un terremoto di magnitudo 3.5 nei pressi di San Gallo.
Tuttavia, anche altri utilizzi del sottosuolo possono causare delle scosse sismiche, come ad es. l’iniezione di CO2 o delle acque di scarico, l'estrazione di petrolio/gas naturale tramite fracking, le attività minerarie o la costruzione di gallerie. Anche interventi operati dall’uomo sulla superficie terrestre possono provocare terremoti, ad esempio quando i laghi artificiali vengono per la prima volta riempiti d’acqua.
Con l’aiuto delle reti sismiche locali, il gruppo di ricerca Sismicità indotta ha monitorato numerose sequenze sismiche (p. es. San Gallo, Basilea, Islanda), in parte in collaborazione con l’Ufficio federale dell'energia e SvizzeraEnergia (vedi Geobest-CH). In stretta collaborazione con il SCCER-SoE vengono sviluppati metodi per valutare e minimizzare il rischio sismico delle centrali elettriche geotermiche. Nel 2015, 2017 e 2019 il gruppo ha organizzato un workshop internazionale con più di 150 partecipanti sul tema Sismicità indotto presso la Schatzalp di Davos.