Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/201003

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un'indagine rappresentativa dell'UFAFP nel 2005, il 5 per cento circa della popolazione si considera elettrosensibile. Non esistono tuttavia ancora criteri diagnostici in ambito sanitario.</p><p>In merito all'elettrosensibilità, nella serie "Studi sull'ambiente" l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha pubblicato un rapporto di sintesi in cui è descritto lo stato delle conoscenze scientifiche a fine 2011 sull'ipersensibilità elettromagnetica delle persone. Un altro rapporto, del 2007, in adempimento del postulato 04.3594 Allemann dell'8 ottobre 2004, illustra il potenziale di rischio delle reti senza fili. Considerata la rapida evoluzione della tecnologia e la crescente esposizione della popolazione alle radiazioni non ionizzanti, i rapporti menzionati sono obsoleti.</p><p>In tale contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è disposto a commissionare lavori di ricerca e a garantire che, nonostante il rapido progresso tecnologico, siano disponibili fatti attuali?</p><p>2. Il Consiglio federale è disposto a monitorare gli effetti delle radiazioni sul benessere e sulla salute della popolazione?</p><p>3. In che modo il Consiglio federale intende proteggere la grande fetta di popolazione costituita da persone elettrosensibili?</p><p>4. Ogni persona dovrebbe continuare a poter determinare in modo autonomo la propria esposizione alle radiazioni non ionizzanti. Quali misure adotta il Consiglio federale per consentire questa autodeterminazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In qualità di servizio specializzato per le questioni ambientali, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha il compito di monitorare la ricerca sulle conseguenze delle radiazioni non ionizzanti (RNI) per la salute, di valutare i risultati e di informare la popolazione sullo stato delle conoscenze scientifiche e delle esperienze. Nel quadro dei crediti disponibili vengono commissionati anche singoli studi. Tra il 2007 e il 2011, in Svizzera è inoltre stato condotto il Programma nazionale di ricerca PNR 57 "Radiazioni non ionizzanti - Ambiente e salute", con un budget di 5 milioni di franchi.</p><p>Per fornire assistenza tecnica, nel 2014 l'UFAM ha istituito un gruppo consultivo di esperti di RNI (Berenis) che esamina i lavori scientifici recentemente pubblicati sull'argomento e seleziona, per una valutazione dettagliata, quelli che ritiene significativi o che potrebbero esserlo per la protezione della salute umana. I risultati della valutazione sono pubblicati a cadenza trimestrale sotto forma di newsletter sul sito web dell'UFAM.</p><p>2. Il 17 aprile 2019 il Consiglio federale ha modificato l'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.710) e ha affidato espressamente all'UFAM il compito di rilevare le immissioni di RNI nell'ambiente e di pubblicare periodicamente una panoramica nazionale dell'esposizione della popolazione alle radiazioni. L'UFAM deve inoltre informare periodicamente sullo stato delle conoscenze sugli effetti delle radiazioni sull'uomo e sull'ambiente.</p><p>3. La protezione della popolazione avviene attraverso una strategia a due livelli. Da un lato, il Consiglio federale ha integrato nell'ORNI valori limite di immissione applicati a livello internazionale che proteggono dagli effetti sulla salute scientificamente riconosciuti. Per i luoghi in cui le persone soggiornano regolarmente per periodi prolungati (come appartamenti, scuole, ospedali o parchi giochi) si applicano valori limiti per gli impianti ancora più severi basati sul principio di precauzione sancito dalla legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01).</p><p>Essi mirano a mantenere il più basso possibile l'impatto ai sensi del principio di precauzione e, quindi, a ridurre al minimo anche il rischio di eventuali conseguenze sanitarie oggi non ancora chiaramente riconosciute. Per le persone che attribuiscono i propri problemi di salute alle radiazioni non ionizzanti o ad altre influssi ambientali, esiste dal 2008 un centro di consulenza medica ambientale gestito dall'associazione Medici per l'ambiente.</p><p>4. Rispetto alla maggior parte dei Paesi confinanti, in Svizzera l'impatto ambientale provocato dagli impianti infrastrutturali è limitato in modo più severo mediante i citati valori limite per gli impianti sanciti dall'ORNI. In molti appartamenti, tuttavia, l'impatto principale dovuto alle RNI non è causato da impianti infrastrutturali esterni come antenne della telefonia mobile o linee ad alta tensione, bensì dagli apparecchi elettrici ivi presenti. Anche per quanto concerne la telefonia mobile, la maggior parte dell'esposizione delle persone alle radiazioni è solitamente dovuta all'uso del proprio telefono cellulare vicino al corpo. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha pubblicato sul suo sito web diverse schede informative con consigli su come ridurre l'esposizione dovuta ad apparecchi elettrici e telefoni cellulari adottando semplici misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.