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BERNA - Le deduzioni forfettarie concesse per coprire le spese legate ai premi delle assicurazioni malattie nell'imposta federale diretta vanno notevolmente aumentate per compensare l'aumento degli stessi premi. È l'opinione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) che ha approvato per 9 voti a 3 una mozione di Jean-Pierre Grin (UDC/VD), adottata la scorsa primavera dalla Camera del popolo.
Per la maggioranza, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, i premi «sono spese obbligatorie e rientrano nei costi di sostentamento inevitabili». Per queste ragioni, oltre che a seguito della forte crescita dei premi registrata negli scorsi anni, la CET-S giudica giustificato un aumento delle deduzioni.
Una minoranza respinge invece la mozione, poiché giudica che a beneficiare in modo preponderante di questa misura sarebbero i redditi più elevati.
La mozione Grin chiede che la deduzione per i premi assicurativi e gli interessi sul capitale a risparmio debba ammontare a 3000 franchi per una persona sola (attualmente 1700 franchi), 6100 franchi per i coniugi (3500 franchi) e 1200 franchi per ogni figlio o persona bisognosa (700 franchi).
Nell'arco di vent'anni, aveva sottolineato in aula il Vodese, in alcuni cantoni i premi sono più che raddoppiati, mentre le deduzioni forfettarie sono state adeguate soltanto in misura minima. Questa situazione, secondo Grin, contribuirebbe a erodere il potere d'acquisto dei cittadini.
Il consigliere federale Ueli Maurer ha chiesto invano la bocciatura dell'atto parlamentare ricordando le conseguenze finanziare sulle casse dell'erario che una sua adozione comporterebbe. La proposta in discussione causerebbe infatti minori entrate per 465 milioni di franchi per l'imposta federale diretta.
Dall'aumento della deduzione, inoltre, trarrebbero vantaggio soprattutto le classi di reddito più alte, aveva dichiarato il ministro delle finanze. Per questa categoria di persone, i premi delle casse malati pesano in misura minore rispetto a quanto incidono sulle economie domestiche del ceto medio. Categoria, quest'ultima, che non può beneficiare della riduzione dei sussidi per pagare i premi e che beneficerebbe solo in misura limitata dello sgravio fiscale proposto da Grin.