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Sono scaduti gli accordi tra il governo USA e l'ente incaricato della gestione degli indirizzi Internet (ICANN) che saranno sostituiti da un nuovo accordo. Come vede l'Ue il futuro della governance di Internet? La commissaria Ue responsabile della Società dell'informazione e dei media, Viviane Reding, si esprime a favore della privatizzazione dell'ICANN e chiede un miglior coordinamento tra i governi. La Svizzera assume una posizione analoga.
Oliver Gerber, Primo segretario dell'Ambasciata, Missione della Svizzera presso l'Unione europea
Tema centrale per l'Ue è la gestione delle principali risorse del web, il cosiddetto "domain name system" (DNS), che da sempre è affidata all'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), un ente non governativo di diritto privato con sede in California (USA).
Tra l'ICANN e il Dipartimento per il commercio degli Stati Uniti sussisteva tutta una serie di accordi, visto che il Dipartimento esercitava una certa sorveglianza governativa sull'ICANN. Affinché l'ente di registrazione possa agire in modo più autonomo, questa sorveglianza è stata vieppiù allentata. Il 30 settembre 2009 è scaduto l'ultimo accordo tra il governo USA e l'ICANN. Quest'accordo sarà sostituito da un nuovo accordo illimitato.
L'Ue collabora strettamente con l'ente sin dalla sua istituzione nel 1998, e fino al 2006 ospitava il Segretariato del comitato consultivo governativo dell'ICANN (GAC). Inoltre, la Commissione Ue ha dato vari contributi a livello internazionale: si pensi al documento presentato in occasione del Vertice mondiale ONU sulla Società dell'informazione (VMSI) tenutosi a Tunisi nel 2005. Vi si legge che da tempo l'Ue si occupa in modo critico della situazione che regna in seno all'amministrazione del DNS. Di cosa si tratta concretamente?
La risposta a questa domanda si trova nel discorso pronunciato il 4 maggio 2009 da Viviane Reding, la commissaria responsabile del dossier, oltre che nel comunicato dell'Ue sulla futura strategia in materia di Internet governance pubblicato lo scorso mese di giugno: la Commissione europea loda il buon lavoro svolto in questi dieci anni dall'ICANN. Durante questo periodo, il sistema dei nomi di dominio è rimasto stabile e ha permesso numerosi scambi tra i vari rappresentanti d'interessi. Non occorre modificare sostanzialmente la struttura e il ruolo dirigente del settore privato. L'Ue si augura che la gestione di Internet resti interamente di competenza del settore privato e che i governi intervengano il meno possibile. La commissaria Reding ha perciò visto di buon occhio lo scadere degli accordi tra il Governo USA e l'ICANN, e vi scorge l'occasione per la privatizzazione totale dell'ente.
Ma chi si occupa di sorvegliare l'ICANN? Al pari di altri Stati e organizzazioni, l'Ue ritiene inopportuno che il centro di registrazione si trovi sotto la sola sorveglianza del Dipartimento per il commercio degli Stati Uniti, poiché attraverso il DNS l'ICANN detiene il monopolio planetario sulla gestione delle risorse. La Commissione europea ha deplorato l'insufficiente obbligo di rendiconto verso l'esterno e la mancanza di trasparenza finanziaria dell'ICANN, derivanti dal fatto che esso deve rispondere delle sue decisioni secondo l'accordo vecchio solo davanti al Governo degli Stati Uniti. L'obbligo di rendiconto dovrebbe essere multilaterale, ovvero verso tutti i Paesi del mondo. Questo corrisponde anche alla richiesta da tempo formulata dall'Ue concernente un rafforzamento della collaborazione multilaterale tra gli Stati in materia di regolamentazione delle principali risorse di Internet.
Un altro argomento ampiamente dibattuto è la struttura organizzativa dell'ICANN, che sottostà al diritto californiano. Tutti i rappresentanti d'interesse implicati nelle decisioni dell'ICANN dovrebbero avere la possibilità di accertarne la conformità al diritto. La Commissione europea dubita che un tribunale californiano sia in grado di valutare correttamente queste fattispecie di natura prevalentemente internazionale.
Nel quadro della riforma dei compiti dell'ICANN, il Governo statunitense ha tenuto conto delle considerazioni espresse dall'Ue, ma non solo. I rapporti tra Amministrazione USA e ICANN saranno d'ora in avanti basati sul principio del rafforzamento degli obblighi a tempo indeterminato e non più sulla definizione di comuni accordi di progetto. La riforma intende garantire all'ICANN una maggiore indipendenza; il fatto che la nuova struttura di governance non sarà più sottoposta in maniera unilaterale alla sorveglianza USA ne è un ottimo esempio. Un aspetto altrettanto significativo riguarda l'introduzione, per l'ICANN, di un obbligo di rendiconto esterno a commissioni indipendenti, tenute ad esaminare periodicamente l'effettivo raggiungimento degli obiettivi concordati. GAC e ICANN saranno verosimilmente chiamati a designare insieme questi organi indipendenti. Viviane Reding ha manifestato il proprio beneplacito a queste soluzioni, affermando che la riforma avrebbe consentito di adeguare il ruolo chiave dell'ICANN alla realtà globalizzata del ventunesimo secolo. Auspica inoltre che la riforma venga attuata in modo efficace e trasparente. A questo proposito la Commissione europea potrebbe essere chiamata ad assumere un ruolo attivo in seno al GAC.
Anche la Svizzera auspica una gestione privata delle principali risorse del web. Analogamente all'Ue, il nostro Paese ritiene che questa soluzione debba essere orientata all'interesse pubblico, trasparente e debba sottostare all'obbligo di rendiconto verso tutti i Paesi. La sorveglianza dell'ICANN non dovrebbe essere affidata a un solo governo, ma a un comitato che riunisca possibilmente tutta la comunità internazionale. Secondo la Svizzera, questo organo non deve essere per forza composto solo da rappresentanti dei governi, ma potrebbe essere basato su una logica multistakeholder. Tuttavia vanno chiariti ulteriormente i ruoli e le responsabilità dei vari stakeholder (gruppi di riferimento e d'interesse). Il Forum dell'ONU sulla governance di Internet, che affronta gli argomenti legati al governo di Internet in una prospettiva multistakeholder, potrebbe dare impulsi importanti alla creazione di un futuro organo di sorveglianza.