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Il primo ministro inglese non tornerà immediatamente al lavoro, ma continuerà la sua guarigione presso Checkers, la casa di campagna del XVI secolo residenza governativa del primo ministro vicino al villaggio di Ellesborough nel sud-est dell’Inghilterra. Boris Johnson, 55anni, ha lasciato oggi l’ospedale St. Thomas di Londra dopo esser stato ricoverato domenica scorsa per ricevere le cure contro il coronavirus dopo il suo peggioramento. Era stato trasferito in terapia intensiva per tre notti per ricevere un trattamento di ossigeno senza l’utilizzo però della ventilazione meccanica.
Johnson ha voluto ringraziare pubblicamente tramite un video su Twitter lo staff medico dell’ospedale per avergli salvato la vita e ha affermato che non aveva parole adeguate per esprimere abbastanza gratitudine e rendere omaggio a tutto il personale del servizio sanitario nazionale.
Il fratellastro di Boris Johnson però, il 35enne Max Johnson che vive a Hong Kong ed è il più giovane dei sei figli di Stanley Johnson, ha criticato il trattamento ricevuto affermando che il primo ministro non è stato esaminato da un medico prima del suo ricovero. Risultando positivo al test, non ci sarebbero dovuti essere dubbi su cosa fare fin dal primo momento. Max Johnson ha dichiarato che il fratello ha sofferto moltissimo durante i suoi 10 giorni di isolamento prima di essere trasferito in ospedale, e ha usato la parola “caos” per definire l’assistenza sanitaria nazionale. “È ridicolo che il capo del governo fosse affiancato da una schiera di guardie del corpo ma non fosse esaminato da un medico”, ha detto.
Una fonte del governo inglese ha voluto rispondere alle osservazioni di Max Johnson, sottolineando che il primo ministro era in stretto contatto (via web) con il suo medico curante quando è stato confinato nell’appartamento di Downing Street e che è stato ricoverato in ospedale dopo il persistere dei sintomi. Nessun commento dunque sul fatto se sia stato o meno visitato da un medico.
Il ricercatore medico Jeremy Farrar, direttore dell’associazione di ricerca scientifica Wellcome Trust di Londra e consigliere del governo, ha dichiarato che il Regno Unito sarà probabilmente uno dei paesi più colpiti se non addirittura il peggiore in Europa. “La nostra unica vera uscita strategica è il vaccino”, ha affermato Farrar, mettendo in guardia da una seconda o terza ondata del virus che probabilmente sarà inevitabile. Secondo il parere anche di altri esperti, si dovranno affrontare compromessi difficili perché esiste il pericolo di credere che ci sia una via di fuga facile e veloce.
Mentre il bilancio delle vittime supererà purtroppo oggi le 10 mila unità, dimostrando l’impatto devastante di questo virus, il nuovo leader laburista Keir Starmer ha chiesto “colloqui urgenti” con il governo per garantire che i parlamentari possano sondare i ministri sulla gestione della crisi causata dal coronavirus. Il recupero di Johnson continua mentre Dominic Raab, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, continuerà a sostituirlo durante la sua assenza. Raab ha annunciato che il blocco delle attività nel Regno Unito continuerà oltre il periodo iniziale di tre settimane stabilito da Boris Johnson e ulteriori decisioni verranno prese nei prossimi giorni.
I suoi stretti collaboratori avevano espresso forte preoccupazione per il fatto che Johnson si era portato una serie di documenti governativi per lavorarci dopo essere entrato in ospedale. Diversi rapporti medici hanno confermato che il primo ministro era più malato di quanto si stava lasciando credere.
In molti ora sperano che si prenda il tempo necessario per rimettersi in forma prima di tornare al lavoro, ma Boris Johnson ha fatto sapere che vuole già partecipare alla decisione su quando e come porre fine al blocco delle attività nel Regno Unito.