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Nei giorni scorsi si è scoperto che un anno fa sono stati trovati parte dei Bitcoin rubati a Silk Road.
I Bitcoin di Silk Road
Lo ha riferito Wired, secondo cui dopo il sequestro i pubblici ministeri hanno firmato un accordo con il fondatore, Ross Ulbricht, grazie a cui utilizzando parte di quei Bitcoin sarà annullato il debito di oltre 183 milioni di dollari di Ulbricht.
Il fondatore di Silk Road, attualmente in carcere, nel 2015 fu condannato a pagare tale cifra come sanzione per le vendite illegali sulla piattaforma.
Nonostante i Bitcoin recuperati fossero considerati frutto di attività illecite, il Dipartimento di Giustizia ha soprasseduto per stringere un accordo con Ulbricht con il quale il medesimo rinuncia a qualsiasi pretesa su quel denaro.
Tuttavia, il valore dei quasi 70.000 BTC sequestrati risulta attualmente essere di quasi 3 miliardi di dollari. Al momento del sequestro il loro valore di mercato era di poco superiore al miliardo di dollari, quindi ampiamente sufficiente per estinguere il debito di Ulbricht.
Pertanto non solo il debito finanziario del fondatore di Silk Road nei confronti della giustizia statunitense risulta ormai estinto, ma il Dipartimento di Giustizia può procedere alla vendita di quei Bitcoin incassando molto più di quanto si aspettasse.
Il fatto è che, dopo il sequestro, il Dipartimento di Giustizia ricevette diverse rivendicazioni riguardanti i Bitcoin recuperati, cosa che non gli ha permesso di procedere immediatamente alla vendita. E così quando procederanno effettivamente alla messa all’asta, i proventi saranno aggiunti al tesoro USA con una plusvalenza miliardaria.
Ross Ulbricht e il rapporto con la giustizia
Ovviamente, la pena carceraria da scontare rimane invariata per Ulbricht, ma ora la sua posizione nei confronti della giustizia è decisamente migliorata.
Ulbricht infatti, rischia ancora l’ergastolo ma forse a questo punto potrebbe diventare più probabile la commutazione in un’altra forma di pena, così come richiesto dalla petizione habeas in corso.
La cosa curiosa è che l’accordo sarebbe stato perfezionato senza coinvolgere i pubblici ministeri del distretto meridionale di New York e gli avvocati del Dipartimento di Giustizia che hanno gestito il caso.
L’ipotesi avanzata dal ricercatore e informatico della UC Berkeley, Nick Weaver, è che l’accordo sarebbe stato sottoscritto in questo modo così inusuale per eliminare qualsiasi impedimento al massiccio sequestro di fondi da parte del governo. Weaver ha seguito dall’interno tutto il caso durante il processo.
Nel novembre 2020, quando il Dipartimento di Giustizia annunciò il mega sequestro, non rivelò la provenienza di quei fondi. Si trattava però proprio dell’hacker che li aveva rubati a Silk Road sette anni prima.
L’indagine penale dell’IRS non solo è stata in grado di rintracciare i fondi ad identificare l’hacker, ma lo ha anche convinto a lasciarsi confiscare i BTC per evitare un procedimento penale.
Tutto ciò è stato reso noto pubblicamente solo pochi giorni fa.
La madre di Ulbricht, Lyn Ulbricht, ha dichiarato:
“Siamo molto lieti che la sanzione pecuniaria inflitta ingiustamente a Ross sia stata revocata, così come altre false accuse contro di lui sono state ritirate dalla corte federale dopo il processo. Questa è solo un’altra conferma del fatto che il caso contro Ross è sempre stato travisato e debole, e non vediamo l’ora che arrivi il giorno in cui la sentenza ingiusta di Ross verrà corretta e tornerà nel mondo libero dove può contribuire alla società.”