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RALEIGH (USA) - I Carolina Hurricanes non hanno creduto in lui. L'hanno prima spedito ai Charlotte Checkers in AHL e in seguito ai Florida Everblades, in ECHL. Il terzo livello dell'hockey nordamericano, insomma, se così si può definire. Comprensibile quindi che, vista la mala parata e con un contratto ad Ambrì ancora caldo, Michael Fora abbia educatamente salutato tutti per tornare in Svizzera.
Ma in Florida il difensore dell'Ambrì che hockey avrebbe trovato? Si parla sempre di franchigie organizzatissime. Ma, scendendo ai piani inferiori, oltre alla qualità del gioco sarebbe calato anche il livello di attenzione ai particolari di tutti i giorni?
«Ha fatto bene a tornare? Difficile da dire - ci ha raccontato un operatore di mercato che ha però preferito non "mostrarsi" - Per esprimersi con certezza si dovrebbe conoscere a fondo la situazione, si dovrebbe sapere tutto del contratto che legava il ragazzo agli Hurricanes».
La retrocessione in ECHL avrebbe comportato l'uscita dal giro buono?
«Questo no, non per forza. Molti di quelli che giocano ora in NHL hanno un passato in quella Lega. Lì puoi trovare tanti minuti, puoi calarti meglio nell'hockey nordamericano, puoi migliorare insomma. Se poi vali, la chiamata dal piano superiore arriva».
Certo non si tratta della NHL.
«Stiamo parlando di un campionato comunque competitivo, nel quale però i club non hanno le possibilità economiche che hanno invece quelli professionistici. Fora si sarebbe dovuto accontentare di trasferte di 20 ore in pullman, per esempio. Anche questo fa parte del gioco».
Il difensore ticinese ha fisico e ottime qualità, anche se ovviamente deve crescere ancora. Possibile quindi che nessuna franchigia NHL, una volta messo tra gli unconditional waivers dagli Hurricanes, si sia fatta avanti?
«Non è tanto semplice. Per firmare un waiver, si deve tagliare un giocatore già presente in rosa. Questa operazione la fai se chi vai a prendere è molto migliore di quello al quale devi rinunciare. Se non è così, o il livello è simile, ti tieni quello che hai. Che normalmente è uno che hai cresciuto o che segui da anni».
Fora non sarebbe potuto andare in un'altra squadra di AHL invece, diversa dai Checkers?
«In teoria sì, ma tutto sarebbe dovuto partire da Carolina. Se nel tuo team di American Hockey League non c'è posto per un elemento, e tu su questo conti per il futuro, allora puoi imbastire uno scambio con un'altra franchigia, che poi lo dirotterà nel suo farm-team. Continui a pagare il contratto ma contemporaneamente dai anche al ragazzo la possibilità di giocare a un buon livello per tutta la stagione. Evidentemente gli Hurricanes non avevano questo interesse».