Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01201.jsonl.gz/921

SAVOSA - Lo scorso 6 aprile era stato nuovamente arrestato Vidoje Peric, settantaquatrenne domiciliato in Ticino e noto come "falso medico di Savosa". L'uomo, già incarcerato per oltre cinque mesi nel 2007 e rinviato poi a giudizio di fronte alle Assisi criminali, di recente avrebbe ancora esercitato abusivamente la professione di medico.
Il Giudice dei provvedimenti coercitivi la scorsa settimana - pur riconoscendo i nuovi gravi indizi di reato a suo carico - ne aveva comunque disposto la scarcerazione mediante l'adozione di misure sostitutive, decisione contro la quale la Procuratrice Pubblica Manuela Minotti Perucchi aveva inoltrato ricorso alla Corte dei reclami penali.
La corte - pur riconoscendo a sua volta l'entità degli indizi rilevati a carico dell'accusato - ha respinto le tesi del Ministero Pubblico, accordando a Peric la libertà in attesa di giudizio, ordinando tuttavia il blocco dei suoi documenti di indentità e legittimazione, l'obbligo di non abbandonare il territorio del Canton Ticino, l'obbligo di annunciarsi giornalmente presso un posto di Polizia, il divieto d'avere contatti con i pazienti e di esercitare qualsiasi genere di arte medica.
Il Ministero Pubblico - rappresentato nella fattispecie, come detto, dalla procuratrice Pubblica Manuela Minotti Perucchi - valuterà nei prossimi giorni l'opportunità o meno di ribadire la sua richiesta di carcerazione presso il Tribunale federale.
Si segnala che in ogni caso l'inchiesta in atto prosegue il suo corso.
L'avvocato Tuto Rossi, dal canto suo, confermando la decisione del Presidente della Corte dei reclami penali del tribunale d'appello di disporre l'immediata scarcerazione del signor Vidoje Peric, scrive in una nota inviata oggi che "il Giudice dei provvedimenti coercitivi e il Presidente della Corte dei reclami penali non hanno per nulla accertato l'esistenza "di sedute frequenti" di cure mediche, bensì un solo intervento per di più avvenuto nel novembre del 2009 e già da allora, quindi da più di un anno, a conoscenza del Ministero pubblico del Canton Ticino.
E' pure stato accertato - si legge ancora - che una sorveglianza di polizia messa discretamente in atto dalla Polizia Cantonale ha dimostrato che il signor Peric non ha esercitato nessuna attività medica illegale.
All’infuori dell’unico caso del 2009 dove gli indizi sono relativamente concreti, la presunta altra attività medica del signor Peric viene definita ”comunque contenuta” (pag. 14 e pag. 11).
I due Giudici - conclude la nota - rimproverano invece il Ministero pubblico di avere tenuto nascosto i “fatti nuovi” a carico di Peric durante le procedure di riduzione della cauzione e di liberazione dei locali adibiti a “studio medico”, cio che fa “a pugni con gli addotti pericoli di recidive e di fuga” (pag. 11)".