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<h2>SubmittedText<h2><p>I nostri processi decisionali ci permettono di rispondere in modo adeguato a una situazione di crisi?</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che, nella sua forma attuale, il federalismo sia idoneo a una gestione adeguata dei rischi e delle crisi?</p><p>2. In futuro, come potrà la Svizzera reagire in modo più agile ed efficace alle crisi e ai pericoli imminenti?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, quali sono i motivi alla base del fatto che, nel confronto con altri Paesi, la Svizzera occupa ancora una posizione poco gloriosa a livello mondiale in termini di velocità di vaccinazione?</p><p>4. È a conoscenza del fatto che un numero crescente di cittadine e cittadini si reca all'estero per farsi vaccinare?</p><p>5. A quanto stima il numero di persone che si rendono in Paesi come la Romania oppure a Dubai per essere vaccinati?</p><p>6. È a conoscenza del fatto che c'è anche un turismo vaccinale interno alla Svizzera? È possibile che, in questo contesto, alcuni Cantoni non verifichino il luogo di residenza delle persone da vaccinare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale è consapevole che nella gestione delle crisi una buona collaborazione e un buon coordinamento tra Confederazione e Cantoni sono fondamentali, ma costituiscono al tempo stesso una sfida. Per questo motivo, la collaborazione è stata tematizzata anche nel rapporto della Cancelleria federale relativo alla valutazione della gestione della prima fase della crisi pandemica di COVID-19, di cui il Consiglio federale ha preso conoscenza l'11 dicembre 2020 (www.bk.admin.ch &gt; Documentazione &gt; Condotta strategia &gt; Gestione delle crisi). Secondo il rapporto, da febbraio ad agosto 2020, la gestione della crisi nel sistema federale ha sostanzialmente funzionato bene e si è dimostrata perlopiù efficace, ma avrebbe potuto essere ancora più efficiente. Per esempio, in merito alla collaborazione con i Cantoni, il rapporto raccomanda di precisare in tempi brevi i compiti, le competenze e le responsabilità della Confederazione e dei Cantoni in caso di crisi che devono ancora essere chiariti come pure i processi e i servizi di contatto e di riferimento. I lavori per attuare questa raccomandazione sono stati avviati in occasione della Conferenza dei cancellieri di Stato del 25 marzo 2021.</p><p>Il Consiglio federale ha altresì incaricato la Cancelleria federale e i dipartimenti di effettuare una valutazione della gestione della seconda fase della crisi pandemica di COVID-19 (da agosto 2020) e di indagare sul perché la prima fase è stata in linea di principio gestita bene, mentre nella seconda sono sorte molte più difficoltà. In questo contesto sarà esaminato a fondo anche il tema centrale del ruolo del federalismo. Sia la prima sia la seconda valutazione consentono di trarre insegnamenti dalla lotta contro la pandemia di COVID-19 in vista di future crisi e di formulare raccomandazioni pertinenti volte a ottimizzarne la gestione.</p><p>Inoltre, nel quadro del rapporto in adempimento del postulato Cottier 20.4522 "Il federalismo di fronte alle crisi. Gli insegnamenti da trarre dalla crisi pandemica" dovrà essere indicato come hanno funzionato le strutture e le procedure federaliste durante la pandemia di COVID-19 e quali siano i possibili miglioramenti a livello istituzionale e organizzativo.</p><p>3. La Svizzera si è assicurata per tempo l'accesso ai vaccini più efficaci al mondo. Inoltre, tutti i vaccini hanno seguito una procedura di omologazione ordinaria e non c'è stata nessuna omologazione di emergenza. La qualità, la sicurezza e l'efficacia dei vaccini sono prioritarie. Con 40,62 dosi di vaccino somministrate ogni 100 abitanti, la Svizzera si colloca in una posizione intermedia nel confronto europeo (36,88) (stato: 12 maggio 2021), nonostante il vaccino AstraZeneca non sia ancora stato omologato in Svizzera. Se le consegne di vaccini avverranno nei tempi previsti, entro l'estate riceveremo abbastanza dosi per vaccinare tutti coloro che lo desiderano.</p><p>4./5. Non sono disponibili cifre esatte sul numero di persone che si recano all'estero per farsi vaccinare. Al momento, la maggior parte dei Paesi non consente ufficialmente alle persone senza permesso di soggiorno di farsi vaccinare. Allo stato attuale delle informazioni, questo vale anche per la Romania e gli Emirati Arabi Uniti.</p><p>6. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che alcune persone si sono fatte vaccinare fuori dal loro Cantone di residenza. Di norma, l'organizzazione della campagna vaccinale e pertanto anche il compito di controllare che soltanto le persone residenti nel Cantone ricevano la vaccinazione sono di competenza cantonale.</p>  Risposta del Consiglio federale.