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MURALTO/ LUGANO - Tre test chiave sul corpo della vittima. In particolare l'esame della muscolatura del volto con stimolazione elettrica, quello della muscolatura scheletrica con stimolazione meccanica e quello della pupilla con stimolazione chimica. Il medico legale intervenuto la mattina del 9 aprile 2019 nella stanza numero 501 dell'hotel La Palma Au Lac di Muralto non ha raccolto nessuna di queste informazioni che avrebbero permesso di risalire all'ora esatta del decesso di una ricca 22enne inglese.
Tre ore e mezza di nebbia – A Lugano è in corso il processo nei confronti del 32enne tedesco accusato di averla uccisa con un movente economico. Il giudice Mauro Ermani, già nella giornata di lunedì aveva "bacchettato" l'operato del medico legale. Di fatto la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, quando avrebbe chiesto maggiori lumi sull'orario della morte che nel primo rapporto veniva situata tra le 4 e le 6 di mattina, è rimasta a bocca asciutta. E così il decesso resta arbitrariamente collocato in una fascia oraria compresa tra le 2.30 e le 6.
Tante domande – La sentenza è attesa per metà settimana. Tante le domande aperte dopo la questione sollevata dal giudice. La Corte dovrà tenere conto della presunta lacuna sollevata da Ermani? Questo fattore influenzerà l'esito finale? Nella circostanza specifica si tratta davvero di una lacuna grave come affermato? Va pur sempre ricordato che l'imputato ha dato in ogni caso l'allarme tardi rispetto al decesso. Sia ammettendo una morte antecedente di tre ore, sia nel caso di un decesso risalente a una mezz'ora prima. L'uomo si sarebbe presentato alla ricezione ben oltre le 6 di mattina.
Gli indizi erano stati ritenuti sufficienti? – Certo, la domanda di Ermani ci sta. Perché un trittico di esami tanto "banale" per chi è del mestiere è stato tralasciato? Il giudice, riferendosi alla 22enne che non c'è più e al 32enne che rischia una condanna per assassinio, ha parlato di "grave errore nella raccolta delle prove" chiedendo una riflessione da parte del Ministero Pubblico. Ma forse il medico legale, quella mattina, ha ritenuto consapevolmente che quei tre esami non fossero necessari. E che ci fossero già sufficienti indizi per ritenere colpevole l'imputato.
La replica (mancata) – Il Ministero pubblico, interpellato da Tio/20Minuti, ha deciso di non esprimersi, essendo il dibattimento ancora in corso. Avrebbe comunque preso atto di quanto affermato da Ermani.