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Dopo che il blocco di centrosinistra da lei guidato ha strappato una maggioranza di un solo seggio alle elezioni politiche di ieri
Ottantesette seggi nella Danimarca continentale, altri tre nei territori autonomi d’oltremare delle Isole Faroe e della Groenlandia: raggiungendo la fatidica soglia di novanta seggi in un Parlamento che ne conta centosettantanove, la premier socialdemocratica danese in carica, Mette Frederiksen, continuerà a governare il Paese scandinavo. Una volta pubblicati i risultati definitivi, Frederiksen si è recata dalla regina Margrethe per rassegnare le dimissioni, dando il via al processo di formazione del nuovo esecutivo, che la stessa premier ha promesso si baserà su un’alleanza che vada oltre la sinistra, a suo avviso necessaria per fronteggiare le sfide dello scenario internazionale.
I socialdemocratici hanno ottenuto la miglior performance elettorale dal 2001 (27%, due seggi in più rispetto all’ultima legislatura). "La socialdemocrazia ha avuto la sua migliore elezione da oltre vent’anni", ha detto Frederiksen durante una festa notturna a Copenaghen. Ha aggiunto che sebbene la sua coalizione ‘rossa’ sia risultata in testa, desidera parlare con centristi e moderati per tentare di crearne una più ampia. "Siamo un partito per l’intera Danimarca", ha detto.
La premier, che fece registrare un boom di consensi nella gestione della pandemia da Covid-19, ha visto l‘esecutivo collassare a ottobre per la ’crisi dei visoni’, nata nel novembre 2020 quando Copenaghen decise di eliminare oltre quindici milioni di questi animali da pelliccia per timore che fossero portatori di una nuova variante di coronavirus.