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Diego Costa, 31enne attaccante dell'Atletico Madrid, dopo aver ammesso di aver frodato il fisco spagnolo per poco più di un milione di euro, si è visto infliggere una condanna a sei mesi di carcere, pena commutata, in accordo con la Porcura iberica, in una multa di 36 mila euro, a cui si se n'è aggiunta una seconda di 507'208 euro a causa dell'ingente somma di denaro frodato.
Già lo scorso agosto il calciatore aveva pagato «1,14 milioni di euro, rimborsando per intero il suo debito fiscale, interessi compresi», il che ha facilitato l'accordo con i tribunali spagnoli, si legge nella motivazione della sentenza. Oggi l'attaccante dell'Atletico è comparso alla sbarra di un tribunale regionale di Madrid, accompagnato dai suoi avvocato, per assistere a un breve processo in cui non restava altro da fare che firmare l'accordo con la procura, le cui richieste sono dettagliate nella sentenza.
In sostanza, Diego Costa è stato giudicato colpevole di non aver incluso i guadagni dell'accordo col club di Londra nella sua dichiarazione dei redditi per il 2014, quando aveva firmato il suo trasferimento al Chelsea. Secondo i tribunali spagnoli, il compenso pagato dal club inglese «ammontava a 5'150'622,39 euro, dichiarato nel Regno Unito, dato che questo reddito era soggetto a tassazione in Spagna». Costa avrebbe anche nascosto «1'371'098,31 euro corrispondenti alle entrate derivanti dallo sfruttamento dei suoi diritti d'immagine», aggiunge il tribunale spagnolo. Nella stagione 2013/14 il 31enne aveva lasciato l'Atletico Madrid per raggiungere il Chelsea, per poi fare il percorso inverso nel gennaio del 2018, tornando dunque a Madrid.
Diego Costa non è la prima star del calcio al centro di indagini da parte dell'amministrazione fiscale spagnola: prima di lui pure i vari Lionel Messi e Cristiano Ronaldo si erano visti infliggere condanne per frode fiscale. L'ultimo caso in ordine di tempo è quello che vede protagonista Xabi Alonso. L'ex stella del Real Madrid, ora in pensione, lo scorso novembre era comunque stato scagionato dalle accuse di presunta frode per un importo pari a due milioni di euro.