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Due anni con la condizionale: è la pena inflitta ad un medico di famiglia vodese per aver praticato un'iniezione letale a una paziente di 86 anni che nel 2015 sembrava in fin di vita.
Il Tribunale distrettuale dell'Est vodese, a Vevey, non lo ha riconosciuto colpevole di omicidio intenzionale. L'imputato è un medico generalista di 44 anni, che lavora a Pully dal 2007. Rischiava cinque anni di reclusione poiché il pubblico ministero riteneva il suo atto un'eutanasia attiva non esplicitamente richiesta e quindi assimilabile all'omicidio.
Il Tribunale distrettuale ha ritenuto che, per agire, il medico "si è convinto che la sua paziente fosse in fin di vita". Si è però basato esclusivamente sulla visione soggettiva del marito, che riteneva sua moglie vittima di un accanimento terapeutico.
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