Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/49572

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Rispondendo a diversi interventi parlamentari, il Consiglio federale si è espresso più volte in merito alla problematica dell'esportazione di scorie nucleari e ha chiaramente sottolineato la necessità di individuare e sviluppare in Svizzera soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi (l'ultima volta nella risposta del 26 febbraio 2003 all'interpellanza Teuscher "Scorie nucleari. Che fare?").</p><p>Il 21 marzo di quest'anno, l'Assemblea federale ha adottato la nuova legge sull'energia nucleare (LENu). Questa legge prevede che le scorie radioattive prodotte in Svizzera devono di massima essere smaltite nel Paese e prescrive in tal senso il concetto del deposito in strati geologici profondi. In virtù dell'art. 34 cpv. 4 LENu, un'esportazione di scorie radioattive a scopo di immagazzinamento può essere consentita soltanto in via del tutto eccezionale e in presenza di precise condizioni di autorizzazione.</p><p>Risposte alle singole domande:</p><p>1.+2. Gli specialisti sono di fatto unanimi nel ritenere che sotto il profilo tecnico ed economico sarebbero opportuni due o tre depositi sotterranei in Europa per gli elementi combustibili esausti come pure per le scorie altamente radioattive o le scorie di media attività a lunga durata (EC/SAA/SML). La situazione si presenta in modo diverso per le scorie debolmente e mediamente radioattive a breve durata (SDM). Viste le quantità, le esigenze di natura geologica e tecnica e in particolare anche le lunghe distanze da percorrere in caso di depositi comuni a più Paesi, per queste categorie di scorie si preferiscono soluzioni nazionali.</p><p>Negli organi tecnici delle organizzazioni internazionali vengono però sempre discusse soluzioni multinazionali (p. es. Agenzia internazionale dell'energia atomica AIEA, Agenzia per l'energia nucleare NEA dell'OCSE). Tuttavia è anche vero che, in modo particolare in quei Paesi europei in cui i depositi in strati geologici profondi sono già in funzione o si trovano in una fase molto avanzata di attuazione, l'importazione di scorie radioattive a fini di smaltimento è vietata per legge. Ecco perché nessuna soluzione multinazionale accettabile si profila al momento per la Svizzera. Per ragioni di natura politica, altrettanto poco ipotizzabile sarebbe una soluzione del genere in Svizzera .</p><p>3. In Svizzera tanto quanto in Europa esistono regioni che allo stato attuale si prestano ad accogliere ubicazioni idonee per depositi in strati geologici profondi (EC/SAA/SML), dove potrebbero risultare soddisfatte le severe esigenze internazionali in materia di sicurezza per depositi di questo tipo. Diverse formazioni geologiche entrano in linea di conto: rocce cristalline (granito, gneiss), rocce sedimentarie (in particolare l'argilla) e cupole saline. Per individuare simili formazioni e per studiarle in dettaglio è necessario condurre vaste indagini geologiche, come ormai avviene da diversi decenni in Svizzera nell'ambito dei due programmi di smaltimento per le SDM e le EC/SAA/SML.</p><p>Per quanto concerne le esigenze di natura socio-demografica poste a possibili ubicazioni, non esistono criteri uniformi. Essi sono specifici ai singoli Paesi e dipendono fin troppo dalle circostanze sociali, politiche e culturali per poter essere applicati a tutta l'Europa.</p><p>4.+5. Né il Consiglio federale né i suoi organi hanno stretto relazioni con la Russia in merito alle cosiddette soluzioni extraterritoriali. Il Consiglio federale non è al corrente se la Russia abbia o meno sottoposto proposte in tal senso ad altri Paesi dell'Europa occidentale.</p>  Risposta del Consiglio federale.