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Venerdì a Lake Louise si alza il sipario sulla stagione della velocità al femminile. E la vigilia sulle nevi canadesi è segnata soprattutto dalle parole di Lara Gut, che risponde alle critiche di chi l'ha accusata di essersi allenata troppo poco durante la scorsa stagione a causa della relazione con il calciatore Valon Behrami, indicando di essere da sempre la prima a pretendere professionalità da se stessa. «Sarei la prima a rinfacciarmelo, se così non fosse» spiega la ticinese al Tages Anzeiger. Accennando «a molte mezze verità» su quel periodo. «So cosa dice la gente, ma l'anno scorso non c'era nessuno con me. Un anno sono stata a New York per dieci giorni durante la preparazione, e nessuno ha avuto nulla da ridire. Nella scorsa estate, invece, sono tornata a casa per cinque giorni e la cosa a molta gente ha dato fastidio. Dicono che non è professionale. Ma è ridicolo».
La ticinese accenna pure al suo rapporto con la Federsci, a cui ha chiesto di poter beneficiare di condizioni ottimali per poter reggere il confronto con la concorrenza. E, pur comprendendo che per Swiss Ski non è facile accontentare tutti, Lara non nasconde il suo malcontento. «Se Wendy Holdener per allenarsi nello slalom decidesse di portare con sé due suoi allenatori, nessuno ne farebbe una tragedia. E lo stesso vale nel caso in cui Michelle Gisin si porterebbe appresso sua sorella Dominique. In quei casi nessuno parla di trattamenti di favore, ma io capisco al 100 per cento le esigenze di atlete che fanno tutto ciò che serve per diventare migliori»