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Dall'inizio delle sanzioni imposte all'Iran dalle Nazioni Unite, nel dicembre 2006, la Svizzera ha rifiutato 30 esportazioni a causa del programma nucleare attuato dal paese mediorientale.
Si è trattato in particolare di prodotti a rischio che sarebbero potuti servire per la produzione di armi di distruzione di massa, ha affermato il direttore della Segreteria di stato dell'economia (SECO) Jean-Daniel Gerber in un'intervista pubblicata dalla NZZ am Sonntag. Secondo la SECO, l'ammontare di questi contratti non concretizzati è di circa 6 milioni di franchi.
Come membro delle Nazioni Unite, la Confederazione è tenuta a rispettare le sanzioni, ha aggiunto. L'alto funzionario ha poi sottolineato che, malgrado le sanzioni, il volume delle esportazioni verso l'Iran tra il 2005 e il 2009 è rimasto stabile a circa 800 milioni di franchi all'anno.
swissinfo.ch e agenzie