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Formazione, ricerca e tecnologia dovrebbero ricevere poco meno di 17 miliardi di franchi tra il 2004 e il 2007.Questo contenuto è stato pubblicato il 30 settembre 2003 - 12:10
Il parlamento ha accettato che il tasso di crescita annuale dei crediti sia limitato al 5%. Gli ambienti interessati avevano chiesto il 10%.
Un po’ meno di 17 miliardi di franchi per la formazione, la ricerca e la tecnologia: questo il credito che la Camera bassa del parlamento (Consiglio nazionale) ha approvato per il quadriennio 2004-2007, allineandosi così alla decisione che in giugno era stata presa dal Consiglio degli Stati.
Anche se inferiore a quanto inizialmente previsto, il credito dimostra la volontà del parlamento svizzero di non risparmiare eccessivamente nell’ambito della formazione. «La formazione è uno dei compiti fondamentali dello Stato» aveva ricordato la popolare democratica Kathy Riklin all’inizio dei dibattiti.
Un argomento che ha convinto e che ha portato a decurtare in modo meno accentuato i crediti destinati a formazione e ricerca. Non così è avvenuto in altri settori dove i tagli ai finanziamenti, in questo difficile periodo economico, sono stati molto importanti.
Aumento annuale del 5%
A quanto devono ammontare i crediti destinati alla formazione, alla ricerca e alla tecnologia? Il tema è stato molto dibattuto. Il Consiglio federale ha concesso inizialmente un pacchetto di 17,3 miliardi per il periodo 2004-2007. L’aumento rispetto al quadriennio precedente, per il quale erano stati stanziati 14,2 miliardi, era fissato al 6% annuo. Meno di quanto domandavano i diretti interessati, che auspicavano un aumento che si aggirasse intorno al 10%.
La difficile situazione delle casse federali ha però costretto il Consiglio federale a rivedere più volte la sua posizione e a proporre di bloccare una parte dell’aumento.
Il Consiglio nazionale, che voleva mantenere in un primo tempo il 6%, ha dovuto infine rassegnarsi ad accettare il 5% proposto dalla Camera alta del parlamento. La decisione comporta un risparmio di 480 milioni sul pacchetto globale di 17,3 miliardi proposto in un primo tempo dal Consiglio federale. I crediti per il quadriennio 2004-2007 scendono dunque sotto la soglia dei 17 miliardi.
La Conferenza universitaria non si tocca
Tra le altre decisioni prese dai deputati si trova la rinuncia all’idea di far sedere un rappresentante dell’economia in seno alla Conferenza universitaria svizzera (CUS). La proposta era stata respinta dal Consiglio degli Stati, per il quale solo i rappresentanti dei diretti finanziatori delle università, vale a dire la Confederazione e i cantoni, dovrebbero avere il diritto di far parte della CUS.
Il punto in questione dovrebbe comunque tornare d’attualità nel quadro della legge sul sostegno alle università, la cui entrata in vigore è prevista per il 2008. La commissione della scienza e dell’educazione del Consiglio nazionale auspica infatti che diversi settori della società, in particolare il mondo economico, siano presenti in un organo di pilotaggio.
Piccole modifiche
La ripartizione dei crediti non ha dato adito a lunghe discussioni. Il parlamento si è accontentato di aumentare da 40 a 80 milioni il pacchetto destinato a rafforzare l’integrazione dei settori della sanità, del sociale e dell’arte nelle Alte scuole specializzate.
Per compensare questo aumento, sono stati depennati 20 milioni dalla somma destinata all’incoraggiamento alla ricerca, funzione svolta in particolare dal Fondo nazionale per la ricerca scientifica, e 20 milioni dai fondi destinati alla Commissione per la tecnologia e l’innovazione.
Sull’insieme del credito, la parte del leone la fanno i politecnici federali che riceveranno più di sette miliardi. Il settore «ricerca, innovazione e valorizzazione del sapere» dovrebbe ricevere circa tre miliardi. I crediti per la formazione professionale si aggireranno intorno ai due miliardi, la stessa cifra destinata alle università. Un miliardo sarà la fetta che andrà alle Alte scuole specializzate.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
2004-2007: la Confederazione destinerà meno di 17 miliardi di franchi al settore della formazione, della ricerca e della tecnologia
Approvato un aumento annuo dei crediti del 5%
Inizialmente era stato proposto il 6%
Si risparmiano così circa 480 milioni sul credito di 17,3 miliardi proposto inizialmente dal Consiglio federale
In breve
La Svizzera vuole rimanere tra i primi della classe nell’ambito della ricerca scientifica e della formazione. Per questo il parlamento a rinunciato a ridurre in modo drastico il pacchetto di finanziamenti.
Dal 1990 la ricerca Svizzera sta perdendo terreno nei confronti di paesi come la Svezia o la Finlandia. Ora, dopo l’approvazione dei nuovi crediti, «sta alla Svizzera trovare il modo di rimanere concorrenziale». Così si è espresso Pascal Couchepin, presidente della Confederazione.
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