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BELGRADO - Il ministro della giustizia serbo Nela Kuburovic ha accusato il Tribunale penale internazionale (Tpi) dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia di aver attuato una 'giustizia selettiva' in funzione anti-serba.
Intervenendo al Consiglio di sicurezza dell'Onu che ieri a New York ha esaminato il rapporto finale sull'attività del Tpi, prima della sua chiusura a fine anno, il ministro - citato dai media a Belgrado - ha detto che delle 161 persone incriminate dal tribunale 109 sono serbi, rispetto a 33 croati, 10 bosniaci, sette kosovari albanesi e due macedoni.
Dei condannati, ha aggiunto, il 70% sono serbi, il 19% croati, il 6% bosniaci e solo il 2% albanesi. «I numeri indicano chiaramente che si è trattato di una giustizia selettiva, sopratutto se si considera il mandato del tribunale di stabilire la verità sui conflitti armati» degli anni Novanta nella ex Jugoslavia, ha osservato Kuburovic. Ricordando come centinaia di migliaia di serbi siano stati espulsi da Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, il ministro ha lamentato come il Tpi non abbia condannato praticamente nessuno per tali crimini.
Kuburovic ha quindi ribadito la proposta di Belgrado per consentire ai condannati serbi del Tpi di scontare la pena in carceri in Serbia. Il presidente del Tpi Carmel Agius, intervenuto anch'egli alla seduta del Consiglio di sicurezza, ha detto da parte sua che il Tribunale dell'Aja «ha assolto la sua missione».