Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/216421

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si impegna, insieme al Centro per il dialogo umanitario (Centre for Humanitarian Dialogue, HD Centre), per trovare una soluzione negoziata, pacifica e duratura alla crisi nel Camerun nordoccidentale e sudoccidentale. Il 27 giugno 2019 il DFAE ha annunciato che la Svizzera, su richiesta delle parti, svolgerà un ruolo di mediazione.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>- La richiesta alla Svizzera è giunta anche dalla minoranza anglofona presente nell'area del conflitto o solo dal partito al potere e dal presidente Paul Biya?</p><p>- Paul Biya governa in parte da Ginevra. La Svizzera ha affidato il mandato per la ricerca di una soluzione al conflitto a una società con sede a Ginevra. Quali danni alla reputazione della Svizzera può causare questa correlazione?</p><p>- Quali misure sono state adottate o sono previste per garantire che il ruolo di mediatrice della Svizzera per tutte le parti in conflitto non risulti poco credibile a causa dei frequenti soggiorni del presidente nel nostro Paese? </p><p>- Sono stati controllati gli averi di Paul Biya sui conti bancari svizzeri? Con quali risultati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha dichiarato in un comunicato stampa del 27 giugno 2019 che la Svizzera è stata incaricata dalla maggioranza delle parti in conflitto a facilitare un processo di negoziazione inclusivo. La Svizzera si attiene rigorosamente ai principi di neutralità rigorosa e discrezione, pertanto il DFAE non si esprime per principio sul contenuto delle mediazioni in corso.</p><p>La Svizzera stessa è alla guida di questo processo in collaborazione con organizzazioni partner affidabili, come il Centro per il dialogo umanitario (HD Centre). Quest'ultimo è una fondazione con sede a Ginevra, la cui esperienza nei settori della mediazione e della promozione del dialogo è ampiamente riconosciuta. Il luogo in cui ha sede il Centro non comporta rischi per la reputazione della Svizzera, anzi. </p><p>I soggiorni del presidente camerunese nel nostro Paese sono di natura privata e non hanno alcun legame con il processo di facilitazione. Il Consiglio federale non è a conoscenza della presenza di eventuali valori patrimoniali del presidente Biya in banche svizzere. La FINMA vigila sul rispetto degli obblighi di diligenza e informazione delle banche previsti dalla legge. È quindi indipendente e di norma non si esprime in merito a singoli casi.</p>  Risposta del Consiglio federale.