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Le espulsioni di stranieri criminali sarebbero sino a quattro volte più numerose se il popolo dovesse accettare l'iniziativa della destra nazional conservatrice. Lo afferma il direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), secondo cui bisognerebbe puntare anche sulla prevenzione dei reati.
La Svizzera espelle ogni anno tra i 350 e i 400 stranieri criminali, precisa Alard du Bois-Reymond basandosi sulle stime dei cantoni. Nell'intervista pubblicata sabato dai quotidiani Basler Zeitung e Mittelland Zeitung, il direttore dell'UFM giudica «eccessiva» l'iniziativa "Per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" promossa dall'Unione democratica di centro (UDC).
Du Bois-Reymond ritiene in effetti che una sua accettazione porrebbe grossi problemi, non soltanto dal punto di vista del rispetto del diritto internazionale e della Costituzione. Per espellere uno straniero, annota, basterebbe un delitto minore.
Inoltre, rammenta Du Bois-Reymond, la procedura di espulsione va regolata in collaborazione con il paese d'origine, un aspetto che l'iniziativa UDC non prende in considerazione.
A inizio giugno, la Camera del popolo (camera bassa) ha dichiarato valida l'iniziativa depositata nel febbraio 2008 e sottoscritta da oltre 200'000 persone. Analogamente ai colleghi della Camera dei cantoni, i deputati hanno però deciso di opporle un controprogetto.
Tale proposta prevede l'espulsione soltanto in seguito a reati gravi (tra cui l'assassinio, lo stupro o l'infrazione grave alla legge sugli stupefacenti).
Secondo il direttore dell'UFM, l'accettazione popolare del controprogetto farebbe raddoppiare il numero di stranieri espulsi. Ha però il pregio di contenere un capitolo sull'integrazione. Una buona integrazione - sottolinea - permette di ridurre i rischi che uno straniero scivoli nella criminalità.
swissinfo.ch e agenzie