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WICHLEN / BERNA - Il 27 marzo 2018 l’esplosione della canna di un lanciamine da 8,1 cm provocò gravi lesioni a una recluta durante un’esercitazione sulla piazza di tiro di Wichlen (GL). Dalle indagini della giustizia militare è emerso che l’incidente è stato probabilmente causato da un'errata manipolazione.
Al momento del lancio di una granata, la canna di un lanciamine è esplosa e una scheggia ha gravemente ferito al volto una recluta che si trovava in un autocarro Duro parcheggiato con la porta posteriore aperta dietro il lanciamine. Altre due reclute site nelle immediate vicinanze dell’arma sono state investite dall’onda d’urto ma sono rimaste pressoché illese grazie all’equipaggiamento di protezione.
Dall’assunzione preliminare delle prove è risultato che al momento di caricare il colpo, nella canna era già presente una granata di lancio non innescata. È probabile che la squadra del pezzo non si sia resa conto della presenza di un colpo non partito. Al momento dell'inserzione della seconda granata di lancio, questa ha premuto su quella già presente innescandone le cariche propulsive.
A causa del blocco creato dalla granata soprastante è pertanto venuto a crearsi un eccesso di pressione che ha fatto scoppiare la canna. Questo doppio lancio è verosimilmente dovuto a un errore di manipolazione della squadra del pezzo e a un’inosservanza delle prescrizioni di servizio.
Alla luce di quanto sopra, sussistono nei confronti dei membri della squadra del pezzo dei sospetti di lesioni colpose plurime, di abuso e sperpero di materiali e inosservanza di prescrizioni di servizio. Il giudice istruttore ha pertanto richiesto l’apertura di un'istruzione preparatoria nei confronti di tre indiziati.