Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01054.jsonl.gz/148

Impronta materiale pro capite
L’impronta materiale (Raw Material Consumption, RMC) mostra la quantità totale di materie prime utilizzate in Svizzera o all’estero per soddisfare la domanda svizzera di beni e servizi. L’indicatore considera tutti i materiali utilizzati durante il ciclo di produzione. L’estrazione, il trasporto, l’utilizzo e lo smaltimento delle materie gravano sull’ambiente a causa dell’utilizzo del suolo e delle emissioni. È quindi importante diminuire l’impronta materiale.
Tra il 2000 e il 2015, i minerali non metalliferi rappresentavano, con in media il 43 per cento, la categoria di materie più utilizzata. Questi vengono impiegati principalmente nel settore edilizio (sabbia, ghiaia ecc.).
Nello stesso periodo l’impronta materiale della Svizzera è diminuita di una tonnellata e, con circa 17 tonnellate pro capite (2015), supera la media europea e la quantità sostenibile a lungo termine a livello globale pari a 5 - 8 tonnellate (UBA 2015), pertanto lo stato viene valutato in modo negativo. La tendenza sta prendendo sostanzialmente la giusta direzione, ma se la diminuzione continua di questo passo non sarà possibile raggiungere un livello sostenibile per il Pianeta entro il 2050. La tendenza viene perciò valutata in modo insoddisfacente.
Tra il 2000 e il 2015, il valore assoluto dell’impronta materiale è aumentato del 9 per cento e nel 2015 ammontava a 139 milioni di tonnellate.
L’efficienza delle materie prime, calcolato come quoziente tra il prodotto interno lordo svizzero e il consumo di materie prime in tonnellate, è migliorato tra il 2000 e il 2015 di circa il 20 per cento: mentre nel periodo considerato il prodotto interno lordo è aumentato di circa il 29 per cento, l’impronta materiale assoluta è aumentata in maniera meno marcata, ossia di circa il 9 per cento.
Con circa 17 tonnellate pro capite, nel 2015 l’impronta materiale della Svizzera risulta superiore alla media europea che corrisponde a circa 14 tonnellate pro capite (EU-27).
L’indicatore descrive il consumo di materie prime causato dalla domanda finale interna. Per la produzione, il trasporto, l’utilizzo e lo smaltimento dei beni e servizi consumati in Svizzera, vengono consumate materie prime anche all’estero. L’indicatore include tale consumo di risorse all’estero come pure la quota di materie estratte in Svizzera utilizzate per soddisfare la domanda finale svizzera. Sono tenuti in considerazione tutti i materiali estratti dalla natura tranne acqua e aria.
I dati sul consumo di materie prime in Svizzera sono stati rilevati nell’ambito della contabilità ambientale dell’Ufficio federale di statistica (UST). Il calcolo dell’indicatore si basa su un metodo sviluppato da Eurostat (l’ufficio statistico dell’Unione europea), grazie al quale è possibile convertire le importazioni e le esportazioni di un Paese in equivalenti di materie prime. Viene inoltre utilizzato un approccio ibrido che combina le tabelle Input-Output (IOT) estese al settore ambientale con le analisi del ciclo di vita.
Il calcolo degli equivalenti di materie prime si basa su un modello. Presenta quindi molte più insicurezze rispetto a un calcolo basato sui flussi diretti.
L’uso efficiente delle materie prime per rapporto ai consumi viene calcolato come quoziente tra il prodotto interno lordo svizzero (ai prezzi del 2010) e il consumo di materie prime (Raw Material Consumption, RMC) in tonnellate.
Ulteriori informazioni