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Un comitato di giovani ha chiesto al ministro dell'economia un impegno maggiore in favore dei circa 30'000 giovani disoccupati.Questo contenuto è stato pubblicato il 03 febbraio 2005 - 15:44
Dagli anni '90, il tasso di disoccupazione giovanile ha continuato a crescere. Nel 2004 ha raggiunto il 5,1%.
Quasi due anni dopo il fallimento dell'iniziativa popolare che chiedeva misure per favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro (iniziativa sui posti di tirocinio), i suoi promotori tornano alla carica.
Giovedì il Comitato svizzero contro la disoccupazione giovanile (CSDG) ha consegnato una lettera aperta al ministro dell'economia Joseph Deiss, proponendo una serie di misure concrete.
Tra di esse vi è in particolare la richiesta di aumentare del 10% i posti nelle scuole professionali e di creare ponti fra la scuola e il mondo del lavoro, definendo e coordinando meglio per esempio l'offerta di un decimo anno scolastico.
«Prendo sul serio il problema della disoccupazione giovanile», ha dichiarato Joseph Deiss dopo l'incontro con la delegazione del CSDG. Disoccupazione giovanile e offerta di posti d'apprendistato sono del resto all'ordine del giorno al prossimo incontro nella villa von Wattenwyl di Berna tra i consiglieri federali e i quattro partiti di governo, incontro che si terrà il prossimo 11 febbraio.
La chiave della formazione
Per il ministro dell'economia, il problema più grave resta quello dei giovani senza formazione. «Vogliamo concentrarci su quelli che cercano un posto di tirocinio e hanno delle lacune nella formazione», ha spiegato.
Concretamente, si tratta per esempio di raddoppiare i posti disponibili nei cosiddetti «semestri di motivazione» e negli stages. Deiss ritiene inoltre necessario migliorare le competenze linguistiche dei giovani stranieri, particolarmente colpiti dalla disoccupazione.
Incontro fruttuoso
Per i giovani del CSDG, l'incontro con il ministro dell'economia è stato «fruttuoso», come ha dichiarato Emilie Moeschler, della Gioventù socialista svizzera. «La disoccupazione giovanile è un problema riconosciuto, che non dipende solo dalla buona volontà degli individui».
Per il CSDG, i giovani che hanno terminato la loro formazione dovrebbero poter continuare a lavorare per un anno nelle imprese che li hanno formati.
D'altro canto, le imprese che non formano più apprendisti (sono ormai la maggioranza) dovrebbero impiegare per almeno un anno, a tempo parziale, giovani che hanno appena concluso un apprendistato.
Lentezza d'applicazione
I giovani sindacalisti e membri dei partiti di sinistra chiedono anche che vengano applicate le misure previste dalla nuova legge sulla formazione professionale, entrata in vigore il 1° gennaio 2004, tra cui l'incoraggiamento delle imprese formatrici.
Ma vi sono molti timori che gli ambienti politici restino inattivi a causa delle difficoltà finanziarie delle casse pubbliche. Per questo motivo i giovani non vogliono limitarsi all'azione intrapresa giovedì. Sono previsti altri incontri con funzionari del dipartimento dell'economia.
Secondo il CSDG, almeno 51'000 giovani svizzeri sono disoccupati. Le cifre ufficiali del Segretariato per l'economia (seco) parlano di 30'000 disoccupati tra i 15 e i 24 anni. Stando ad uno studio realizzato in dieci cantoni della Svizzera tedesca, la fascia tra i 20 e i 24 anni è la più colpita.
Forte aumento dopo il 2000
Dal 1999, la disoccupazione giovanile non ha smesso di crescere nella Svizzera tedesca, toccando il tasso record del 5,4% nel gennaio 2004. Nella Svizzera romanda, il problema risale all'inizio degli anni '90 e il tasso di disoccupazione è generalmente di un punto sopra la media svizzera.
Considerando l'intero anno, il tasso di disoccupazione dei giovani ha raggiunto il 5,1%, contro il 4,7% del 2003. La crescita è stata particolarmente marcata dopo il 2001, quando il tasso era dell'1,8%. Unico dato positivo: il numero di posti di tirocinio è aumentato leggermente nell'autunno 2004.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Alla fine di dicembre 2004, su oltre 3 milioni e 946'000 persone attive in Svizzera, circa 150'000 erano disoccupate.
Un quinto di loro, vale a dire 30'000 persone circa, sono giovani tra 15 e 24 anni.
Di circa 555'000 giovani attivi, circa il 5,1% non ha lavoro. Nel 2003 il tasso era del 4,7% e nel 2000 dell'1,8%.
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