Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/62937

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le necessarie basi legali, al fine di permettere alle donne incinte di partorire in un ospedale senza dover rivelare la loro identità, ma con l'aiuto di un medico e di un'ostetrica. Le donne che partoriranno in modo anonimo non dovranno sopportare alcuna spesa per la nascita del bambino (ostetrica, medico, pediatra, degenza). Occorre sfruttare il contatto personale che si crea in occasione del parto tra medico, ostetrica e futura madre, al fine di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, previo accordo della madre e nel rispetto del suo anonimato nei confronti di terzi, informazioni da inserire poi in una busta sigillata. In tal modo madre e figlio avranno la possibilità, se lo desiderano, di ritrovarsi in futuro.</p><p>Affinché i parti anonimi avvengano unicamente in caso di estrema necessità, occorre far conoscere meglio il carattere anonimo dell'aiuto fornito dai consultori di gravidanza creati in Svizzera in applicazione della legge, incrementando gli aiuti finanziari in favore di questi centri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Soltanto alcuni Paesi europei (la Francia, sulla base di una tradizione che risale al primo Medioevo, l'Italia, il Lussemburgo, la Repubblica ceca e Malta) hanno legalizzato il parto anonimo, ciò che in una parte di questi Stati è causa di costanti dibattiti politico-giuridici. Il parto anonimo in Austria è stato di fatto legalizzato in seguito a una modifica del diritto penale.</p><p>Questi esempi si basano sul presupposto che il parto anonimo consenta di ridurre gli abbandoni dei figli e gli infanticidi. Tuttavia, né studi scientifici né dati pratici dimostrano che la vita e la salute dei minori possa essere efficacemente protetta in questo modo. Neanche le statistiche rafforzano l'ipotesi dell'efficacia di tale sistema. In Francia ad esempio dal 1984 al 1990 sono state registrate in media dodici condanne all'anno per infanticidio. La Svizzera, circa dieci volte più piccola dal punto di vista demografico, nello stesso periodo di tempo ha registrato in media una condanna all'anno. Psichiatri e psicoterapeuti dubitano inoltre che la fascia di donne incinte per le quali sussiste il rischio di infanticidio o abbandono del figlio usufruisca effettivamente della possibilità del parto anonimo. Ricerche scientifiche effettuate in Germania hanno dimostrato che le donne inclini a tali gesti sono affette da gravi forme di disturbi della personalità e raramente agiscono secondo uno schema. Agiscono piuttosto in situazioni di stress e panico, escludendo così altre possibili soluzioni.</p><p>Il diritto svizzero in materia di filiazione - analogamente alla Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo - si basa sul diritto di ciascun fanciullo di avere una madre e un padre e di non essere "figlio di nessuno". La Costituzione federale garantisce il diritto di conoscere le proprie origini. Questa base legale, a parere del Consiglio federale, non va modificata fintanto che studi scientifici non dimostrino che il parto anonimo è effettivamente la soluzione adeguata per tutelare la vita del bambino. La mera speranza che una modifica di legge possa cambiare in meglio l'atteggiamento di alcuni non è per il legislatore una motivazione sufficientemente pertinente. Questo vale ancor più visto che nel nostro Paese esiste già la possibilità del "parto discreto": la donna incinta può essere assistita durante il parto in ospedale e dare subito il figlio in adozione. L'adozione estingue i rapporti giuridici con i genitori naturali che dal punto di vista dello stato civile risultano senza prole. Prima dell'adozione l'autorità di vigilanza può disporre il blocco della divulgazione di dati relativi allo stato civile qualora sia necessario per la tutela della madre naturale (cfr. art. 46 cpv. 1 lett. a dell'ordinanza del 28 aprile 2004 sullo stato civile; RS 211.112.2). A differenza del parto anonimo non è invece possibile tenere nascosta al figlio l'identità dei genitori naturali (art. 268c CC).</p><p>Il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale della sanità pubblica di migliorare l'offerta della consulenza relativi alla salute in materia di sessualità e procreazione (cfr. Postulato Ruth Genner 00.3364). I lavori sono in corso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.