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Merz: la concorrenza fiscale non si tocca
BERNA - La concorrenza fiscale garantisce imposte ragionevoli e un uso oculato delle entrate. Ne è convinto il Consiglio federale che respinge l'iniziativa del PS "per imposte eque". Il ministro delle finanze uscente Hans-Rudolf Merz ha presentato oggi la posizione del governo, accompagnato anche dal consigliere di Stato ticinese Luigi Pedrazzini e dal ministro delle finanze solettese Christian Wanner.
Sia il Consiglio federale che i governi cantonali respingono un'iniziativa definita "pericolosa e inutile". Secondo Merz, la concorrenza fiscale è un potente invito a gestire i soldi pubblici in modo parsimonioso e a prevenire ogni aumento delle imposte sconsiderato. Se l'iniziativa fosse accolta il 28 novembre, cantoni e comuni avrebbero inoltre meno remore ad aumentare l'onere fiscale.
Nella concorrenza fiscale, Merz vede anche un altro vantaggio: permette ai cantoni meno favoriti di situarsi meglio nella competizione internazionale per attirare imprese. Ridurre a questi cantoni la possibilità di usare tale strumento infliggerebbe un colpo all'intera piazza economica svizzera, afferma ancora il Consiglio federale.
Hans-Rudolf Merz è giunto alla conclusione che l'iniziativa socialista è "dannosa e inutile". Per il presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini, il testo costituisce un "attacco frontale alla sovranità cantonale e comunale in materia di finanze e imposte". Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze Christian Wanner ha sostenuto che il progetto "viola la volontà popolare, è inutile, dannoso e contrario alla perequazione finanziaria".
Eccessi già evitabiliIl Consiglio federale ritiene inoltre che gli eccessi possono già essere evitati: in materia fiscale, il popolo ha sempre l'ultima parola. Inoltre, il Tribunale federale può richiamare all'ordine i cantoni che dovessero derogare al principio di un'imposizione secondo la capacità economica. La perequazione finanziaria permette infine di attenuare gli scarti di reddito tra cantoni ricchi e poveri.
L'iniziativa chiede di applicare in tutti i cantoni e comuni una tassazione minima del 22% ai redditi imponibili di 250'000 franchi annui, nonché un'imposizione del 5 per mille dei patrimoni che superano i due milioni di franchi. Il testo mira anche ad ancorare definitivamente nella Costituzione il divieto dell'imposta regressiva.