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Nell'ambito della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, l'UDC continua a puntare sull'energia nucleare: chiede la realizzazione di una centrale della nuova generazione entro il 2030. Nel contempo, dovranno essere potenziate le centrali idroelettriche e le altre energie rinnovabili. L'UDC si oppone all'imposta ecologica che dovrebbe essere prossimamente discussa dal Consiglio federale.
In una conferenza stampa questo pomeriggio a Berna, l'Unione democratica di centro ha presentato il suo nuovo documento di fondo in cui respinge la strategia energetica del governo. "L'abbandono precipitato e senza visioni dell'energia nucleare è utopico ed economicamente deleterio". Dal momento che la Svizzera non dispone di alternative valide, questa scelta "sarebbe un'esperienza fatale per il Paese".
Puntando sull'abbandono dell'energia nucleare, la Strategia energetica 2050 voluta dal Consiglio federale mette inutilmente in pericolo l'approvvigionamento elettrico affidabile, indipendente e povero di emissioni di CO2, di cui beneficia attualmente la Svizzera. Secondo l'UDC, con i piani del governo la dipendenza energetica dall'estero - per esempio attraverso onerose importazioni di elettricità o il ricorso alle energie fossili - aumenterebbe drammaticamente.
L'UDC respinge con fermezza il progetto d'imposta ecologica sul tavolo del Consiglio federale. Questa imposta - si legge nel documento democentrista - costerebbe migliaia di posti di lavoro, minerebbe la competitività internazionale dell'economia svizzera e dissanguerebbe le regioni periferiche.
SDA-ATS