Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/242514

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel parere in risposta al postulato 20.4493, il Consiglio federale riconosce che le protezioni periodiche sono un bene indispensabile per le persone mestruate e rappresentano al contempo un onere finanziario che pesa sul loro budget. In Svizzera il mancato accesso a beni essenziali quali le protezioni periodiche, per motivi finanziari, è una realtà. Lungi dall'essere una questione di igiene individuale, la precarietà mestruale è un problema di sanità pubblica che comporta rischi per la salute, intacca la dignità delle persone mestruate e può avere un impatto sull'accesso all'istruzione. È risaputo che la precarietà mestruale spinge le persone a utilizzare protezioni non adatte o a portarle per troppo tempo, il che può causare uno choc tossico, a volte fatale. Inoltre, poiché il tema delle mestruazioni è ancora un tabù, le macchie di sangue dovute alla mancanza parziale o totale di una protezione adeguata sono stigmatizzanti. Questa situazione porta le donne a rimanere in casa o ad assentarsi da scuola oppure dal lavoro. Questo aumenta il rischio di abbandono scolastico e la precarietà in ambito lavorativo.</p><p>Sebbene manchino studi in merito, si stima che il 10 per cento delle giovani donne in formazione siano confrontate con questo problema, ma non sono le uniche: anche le donne senza fissa dimora, quelle in esilio, quelle che crescono i figli da sole o quelle con un reddito insufficiente possono soffrire di precarietà mestruale. Facilitare l'accesso alle protezioni periodiche per le donne in difficoltà è una necessità.</p><p>Se non è disposto a introdurre la gratuità delle protezioni periodiche o il loro sovvenzionamento pubblico come ha stabilito nello stesso postulato 20.4493, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti.</p><p>- Come intende lottare contro la precarietà mestruale?</p><p>- Quali misure adotterà oltre alla riduzione dell'aliquota IVA?</p><p>- Alla stregua di quanto già fatto in numerosi Cantoni svizzeri, potrebbe prendere in considerazione la possibilità di introdurre una gratuità mirata in determinati luoghi, in particolare negli istituti di formazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da quando è stato depositato il postulato Porchet 20.4493 ("Prodotti mestruali gratuiti per lottare contro la precarietà mestruale") alla fine del 2020, i Cantoni del Giura e di Vaud e alcune Città tra cui quelle di Ginevra, Zurigo e Sciaffusa hanno riconosciuto il problema e introdotto, in alcuni casi sotto forma di progetti pilota, distributori di prodotti mestruali gratuiti negli istituti di formazione o in altri luoghi pubblici frequentati da giovani o da persone in situazioni precarie. Per contro, altri Cantoni e Comuni hanno respinto interventi parlamentari depositati con obiettivi simili o ne stanno ancora esaminando la pertinenza.</p><p>1./3. Le misure di lotta alla precarietà in generale sono di competenza dei Cantoni e dei Comuni, che si tratti di importi previsti dall'aiuto sociale per coprire il minimo vitale, compresi i prodotti per l'igiene, o di programmi di azione sociale. Anche gli istituti di formazione e altri luoghi pubblici importanti per i potenziali destinatari delle protezioni periodiche gratuite sono di competenza dei Cantoni, dei Comuni o degli attori privati. La Confederazione non interviene a questo livello.</p><p>2. A livello federale, la riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti per l'igiene mestruale al 2,5 per cento è stata approvata dalla Camera prioritaria il 10 maggio 2022 nel quadro di una revisione parziale della legge sull'IVA. Si tratta di una misura che dovrebbe riflettersi in un abbassamento del prezzo di questi articoli sul mercato. Il dibattito sul progetto di revisione prosegue in Parlamento. Il Consiglio federale non prevede pertanto di adottare ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.