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Simone Biles è riuscita comunque a conquistare una medaglia individuale in questa difficilissima Olimpiade per lei. Nella sua unica finale disputata, dopo aver gettato la spugna lo scorso 27 luglio durante il concorso a squadre per un blocco mentale, la fenomenale statunitense ha chiuso al terzo posto la prova alla trave, unico attrezzo in cui a Rio non riuscì a cogliere l'oro, giungendo anche lì "soltanto" terza. La 24enne texana, autrice di un buon esercizio senza particolari sbavature, ha ottenuto 14 punti netti. Meglio di lei hanno però fatto le cinesi Xijing Tang (14,233) e soprattutto la 16enne Chenchen Guan, la quale ha confermato le meraviglie fatte nelle qualificazioni, andando a conquistare il titolo olimpico con 14,633 punti.
In ambito maschile trionfo nettissimo nelle parallele di Jingyuan Zou, già plurimedagliato iridato e bronzo a squadre qui a Tokyo. Il cinese ha chiuso con uno strabiliante 16,233 punti, ovvero oltre mezzo punto in più del secondo classificato, il tedesco Lukas Dauser (15,700). Bronzo per il turco Ferhat African (15,633), soltanto ottavo il campione del mondo in carica Joe Fraser con 14,500 punti.
Alla sbarra - in una finale caratterizzata dalle cadute e che già era orfana del campione del 2012 Epke Zonderland e del leggendario Kohei Uchimura, fuori nelle qualificazioni - ad imporsi è stato comunque un giapponese. Daiki Hasihimoto, con 15,066 punti, ha chiuso davanti al croato Tin Srbic (14,900) e al russo Nikita Nagornyy (14,533).