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In Svizzera, è scontato poter partecipare alla vita politica e sociale, ma in molti Stati partner della DSC questa cultura è del tutto sconosciuta o esiste solo sporadicamente. Tuttavia, l’esperienza insegna che uno sviluppo davvero sostenibile è possibile solo se tutti i settori della popolazione possono esprimere i propri interessi e partecipare alla definizione dei processi pubblici. La partecipazione contribuisce inoltre a individuare soluzioni proficue per tutti i gruppi, un fattore che aiuta a prevenire i conflitti violenti.
L’esempio della Tanzania mostra quanto sia importante la partecipazione politica: qui la DSC affianca cinque grandi organizzazioni locali della società civile in progetti per il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nei processi pubblici. Nel giro di poco tempo si sono prodotti cambiamenti considerevoli nei servizi in ambito idrico, nella formazione e nell’assistenza sanitaria. Grazie alla partecipazione pubblica, anche molte leggi centrali sono state modificate per tenere conto delle istanze dei cittadini e delle cittadine. In Ucraina, la DSC sostiene la strutturazione di una amministrazione elettronica moderna che permetta ai cittadini e alle cittadine di esprimere la propria voce anche online. L’obiettivo è garantire più trasparenza, meno corruzione e un servizio pubblico migliore per le persone e per l’economia locale.
Nel 2019, governance e buongoverno sono stati il principale obiettivo per l’impiego di circa il 14 per cento (212 mio. CHF) di tutte le risorse della DSC destinate a progetti, ripartite complessivamente tra 133 progetti di attuazione. Un ulteriore 40 per cento (606 mio. CHF) dei fondi è stato destinato a sostenere il buongoverno in un settore determinato, come il sistema sanitario o l’approvvigionamento idrico.
v, e questo è possibile solo se c’è un settore dei media efficiente. Un partner cruciale della DSC in questo campo è la fondazione svizzera Hirondelle, che sostiene un giornalismo responsabile in situazioni di conflitto, o dopo la loro risoluzione, nelle crisi umanitarie o nelle fasi di transizione democratica. Durante la conferenza stampa, il segretario generale Philippe Bovey ha presentato l’esempio dei programmi radiofonici di «Studio Tamani», trasmessi in Mali dal 2013. “Studio Tamani”, durante le sue molte ore di programmazione, offre notizie quotidiane dal Paese e occasioni di dibattito. L’obiettivo a lungo termine di questa radio è fornire un contributo alla risoluzione pacifica dei numerosi conflitti in corso in questo Paese del Sahel.
Le misurazioni dell’efficacia sul posto e le valutazioni indipendenti confermano che la DSC ha raggiunto gli obiettivi dell’attuale messaggio e che i suoi programmi ottengono gli effetti auspicati. L’azione della DSC non giova solo alle persone nei Paesi partner ma contribuisce anche a garantire la sicurezza e la prosperità in Svizzera. Gli effetti dei cambiamenti climatici o delle pandemie non si fermano ai confini nazionali. Per questo, una priorità della DSC è affrontare le sfide globali con soluzioni innovative e spianare così la strada a uno sviluppo sostenibile.
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