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Incontro a distanza fra il responsabile del Dipartimento federale dell'interno e i rappresentanti del mondo culturale
Il consigliere federale Alain Berset ha incontrato virtualmente oggi rappresentanti della comunità culturale. Questi ultimi hanno informato il responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) sulle difficoltà che il settore culturale si trova ad affrontare. Una riapertura non è ancora all'ordine del giorno.
Chiusura prolungata delle istituzioni culturali, divieto di manifestazioni: le misure per contenere la pandemia, che il Consiglio federale ha introdotto alla fine del 2020 a causa della situazione epidemiologica e che il 13 gennaio ha dovuto prolungare sino alla fine di febbraio, stanno colpendo molto duramente il settore culturale, ha riconosciuto il DFI in un comunicato odierno. E dal primo incontro tra Berset e gli ambienti culturali il 16 novembre, la situazione non è migliorata.
Il consigliere federale ha accolto positivamente lo scambio diretto tra il settore culturale e i rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni. Ha ribadito l'impegno degli attori statali a combattere le difficoltà esistenziali di questo settore nel modo più efficace possibile.
Purtroppo, al momento non è possibile fornire prospettive chiare sulla riapertura delle istituzioni culturali o sull'autorizzazione di eventi culturali, continua il DFI. Una graduale riapertura dipende da numerose variabili, come i progressi nella copertura vaccinale, la diffusione delle nuove mutazioni del Covid e il rispetto delle misure sanitarie. Se nei prossimi mesi saranno possibili degli allentamenti, ciò avverrà probabilmente per tappe e a seconda del tipo e delle dimensioni degli eventi.
Lo scambio si è concentrato sull'attuazione dei provvedimenti specifici di sostegno stabiliti a marzo mediante un'ordinanza di necessità e poi confluiti a settembre nella legge Covid-19. Oltre all'Ufficio federale della cultura (UFC) e alla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) erano rappresentati per partecipare alle discussioni.
Lo scorso dicembre, il Consiglio federale, in occasione dell'ultima revisione della legge Covid-19, ha introdotto un'indennità per perdita di guadagno anche per gli operatori culturali e innalzato le soglie di reddito e di sostanza entro le quali possono accedere all'aiuto d'emergenza.
Le indennità in caso di lavoro ridotto sono state estese anche ai dipendenti con contratti a tempo determinato, misura di grande importanza per il settore della cultura.
Il Consiglio federale ha stanziato 280 milioni di franchi per il pacchetto di misure volte ad attenuare le conseguenze economiche della pandemia per il settore culturale nel 2020. Il 25 settembre il Parlamento ha approvato una proroga dei provvedimenti nel quadro della legge Covid-19 e stanziato 130 milioni di franchi per il 2021.