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Le Nazioni Unite stanno considerando il dispiegamento in Libia di 200 osservatori militari, di 190 poliziotti e di funzionari per seguire le elezioni. Ma per ora non è previsto l'invio di alcun Casco Blu. L'ipotesi è contenuta in un rapporto confidenziale trasmesso in questi giorni dall'inviato speciale dell'Onu Ian Martin al segretario generale Ban Ki-moon.
Il documento, ottenuto da un blogger che segue le Nazioni Unite, Matthew Lee, prevede una missione con l'obiettivo di monitorare la situazione libica nel caso di un cessate il fuoco che potrebbe essere dichiarato nei prossimi giorni. Gli osservatori militari - incaricati di controllare la fine degli scontri - arriverebbero da due Paesi delle Nazioni Unite non meglio identificati. Per quel che riguarda la Nato, questa potrebbe continuare ad operare in Libia perché "il mandato dato dal Consiglio di Sicurezza, cioè la protezione dei civili, non si fermerebbe con la caduta di Gheddafi".
Il documento analizza anche la situazione economica del Paese sconvolto dalla guerra civile, e stima che il prodotto interno lordo potrebbe crollare del 47%. Per aiutare la popolazione civile e il nuovo governo si ipotizza l'uso di asset del regime gheddafiano che erano stati congelati dalle sanzioni internazionali. E in effetti ieri il Consiglio di Sicurezza ha sbloccato 1,5 miliardi di dollari da utilizzare per gli aiuti umanitari. Secondo l'inviato Ian Martin, le sanzioni hanno bloccato complessivamente 150 miliardi di dollari (100 volte quanto è stato scongelato ieri).
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