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Centro-destra contro nuovo statuto per migranti, PS soddisfatto (foto simbolica)
Keystone/LUKAS LEHMANN(sda-ats)
La proposta del Consiglio federale di creare un nuovo statuto "di protezione" per gli stranieri ammessi in Svizzera provvisoriamente è stata respinta in blocco dal centro-destra.
Il Partito socialista ha invece accolto positivamente il rapporto delle autorità presentato stamane.
UDC, PLR e PPD ritengono che esso inciti ulteriormente i migranti a raggiungere la Confederazione.
I liberali-radicali stimano che le tre varianti del progetto suggerite dal governo siano insoddisfacenti. A loro avviso, bisognerebbe piuttosto distribuire dei permessi di tipo "S", in quanto non conferiscono il diritto agli aiuti sociali, fattore che scoraggerebbe l'immigrazione. Il PLR sottolinea inoltre come sia necessario mantenere il principio secondo cui una persona ammessa provvisoriamente debba ritornare il più rapidamente possibile nel proprio Paese.
L'UDC si dice infastidita dal fatto che il nuovo statuto non stabilisca più esplicitamente il carattere temporaneo dell'ammissione. Il partito si oppone soprattutto alle agevolazioni previste per i gruppi famigliari, facendo notare a sua volta che ciò renderebbe ancora più attrattiva la Svizzera. Inoltre sostiene che la Confederazione non abbia posti di lavoro da offrire ai rifugiati, per la maggior parte poco qualificati.
Il PPD si associa al malcontento degli altri partiti conservatori, giudicando l'operato del Consiglio federale poco coraggioso e incompleto. Secondo il deputato ticinese Marco Romano, un'integrazione facilitata è giustificabile nei confronti delle persone per cui il rimpatrio non può essere messo in atto immediatamente per cause di forza maggiore come la guerra. Ma lo statuto d'ammissione provvisoria attuale, prosegue Romano, ingloba anche i profughi detti "economici". Il rapporto non contiene alcuna proposta sul modo in cui, in futuro, sarà possibile fare distinzione fra chi ha diritto alla protezione e chi no.
Dal canto loro, i socialisti si sono espressi in favore della proposta governativa. Secondo il PS, le persone che intendono fermarsi a lungo in Svizzera hanno tutto l'interesse a integrarsi rapidamente e a poter trovare un impiego.
I Verdi privilegiano invece il permesso "B", la variante più generosa, che permette un accesso ancora migliore al mondo del lavoro, come dichiara la consigliera nazionale ginevrina Lisa Mazzone. Gli ecologisti auspicano anche ulteriori facilitazioni per le famiglie.
Quest'ultima posizione è condivisa dall'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR). L'associazione ritiene comunque che il rapporto delle autorità sia un primo passo nella giusta direzione e rappresenti un miglioramento rispetto alla situazione attuale.
SDA-ATS