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Quando subisce un danno, il cuore dei neonati si ripara spontaneamente, quello degli adulti no. Come mai?
Questa domanda è rimasta a lungo senza risposta, perché tutto ciò che si riusciva a vedere era il coinvolgimento di due popolazioni di cellule del sistema immunitario, i macrofagi, che nel primo caso sembravano avere un ruolo positivo, e provenire dal cuore, nel secondo negativo, e arrivare dal midollo osseo.
Ora però uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) dai ricercatori del Barnes-Jewish Hospital di Saint Louis, negli Stati Uniti, sembra fornire una spiegazione convincente del fenomeno, e un’indicazione potenzialmente utile in clinica.
In base ai dati pubblicati, infatti, i macrofagi sono distinguibili dalla presenza o meno di una proteina chiamata CCR2, assente nei macrofagi neonatali.
Farmaci anti CCR2 sono già oggetto di sperimentazioni cliniche di fase I e II per la cura dell’artrite reumatoide, e i risultati di quegli studi potrebbero essere utili per capire se gli stessi potrebbero essere usati in persone con scompenso o un altro danno cardiaco.
Data ultimo aggiornamento: 11 novembre 2014