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A fine 2009 il Parlamento europeo ha deciso una revisione della direttiva sull'e-privacy 2002/58/CE, il cui scopo è creare più trasparenza e sicurezza per gli utenti. La nuova direttiva è attuata negli Stati membri dal 2011, con conseguenze anche per la Svizzera.
La direttiva sull'e-privacy, concepita per soddisfare le esigenze delle tecnologie digitali, completa la direttiva europea sulla protezione dei dati e comprende tutte le tematiche che interessano la sfera privata nell'ambito della comunicazione elettronica. La direttiva disciplina la protezione dei dati personali e della sfera privata nelle reti di comunicazione elettronica.
Con la nuova direttiva 2009/136/CE, i fornitori di servizi vengono per la prima volta obbligati a informare attivamente i loro utenti sui guasti a livello di dati ovvero sui rischi specifici quali virus o attacchi di «malware».
Un'ulteriore novità: d'ora innanzi cookie o «spyware» non potranno più essere installati sul PC dell'utente Internet senza il suo assenso. I cookie possono memorizzare login, password e preferiti. Questa funzionalità è molto pratica per gli utenti, tuttavia può essere impiegata anche per seguire le abitudini di una persona nella rete, consentendo così a singoli inserzionisti, tramite i cookie distribuiti sui diversi siti Internet, di allestire profili degli utenti. Questa procedura è nota anche con il nome di «Online Tracking».
La vecchia direttiva chiedeva ai gestori delle pagine Web di dare agli utenti la possibilità di interrompere la ricezione di pubblicità e di bloccare le ditte che utilizzano simili cookie («Opt-out»). Essi, normalmente, lo facevano impostando di conseguenza il navigatore. La nuova direttiva dell'Unione europea va in questo senso e prevede che gli utenti diano il loro consenso esplicito per registrare informazioni o accedere a simili informazioni (procedura «Opt-in»). Perciò gli utenti devono preliminarmente ricevere informazioni chiare e complete sugli scopi dell'archiviazione o dell'accesso.
Gli Stati membri dell'UE devono trasporre la direttiva nel proprio diritto nazionale entro il 25 maggio 2011. Come ciò debba avvenire nei singoli Paesi è oggetto di un'intensa discussione, ancora in corso, tra società di servizi Internet, imprese pubblicitarie, legislatori e autorità di protezione dei dati.
Siccome non è membro dell'UE, la Svizzera decide autonomamente l'applicazione del diritto europeo sul suo territorio; tuttavia, le disposizioni europee si ripercuoteranno comunque sugli offerenti e sugli utenti domiciliati in Svizzera. Seguiamo perciò attentamente le discussioni. Abbiamo poi allacciato contatti con varie associazioni di categoria nazionali e internazionali e abbiamo continui colloqui per valutare le conseguenze per le imprese svizzere e cercare soluzioni.
In linea di massima le modifiche previste sono auspicabili affinché il marketing online mediante cookie e simili sia più rispettoso della protezione dei dati, a condizione che le misure adottate siano semplici da usare e non impongano oneri sproporzionati agli utenti.