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« Quando la ricorrente si riferisce all’art. 4 della Costituzione federale e sembra voler dedurre cha la stessa Costituzione ammette il principio della completa uguaglianza tra i sessi in diritto pubblico e in diritto privato, esprime un concetto tanto nuovo quanto audace che non può essere ammesso”.
Questa è la motivazione data da parte del Tribunale federale alla dottoressa Emilie Kempin Spyri che aveva rivendicato l’esercizio alla professione di avvocata. Siamo in Svizzera, nel 1887 e la dottoressa Kempin Spyri aveva ottenuto la laurea in diritto con la distinzione “summa cum laude”.
La pratica professionale era possibile solo per chi godeva dei diritti politici, ossia quelli di voto e eleggibilità. Il principio di uguaglianza, allora, non si applicava quindi alle donne. A passo di lumaca e dopo quasi 100 anni, il popolo svizzero ha approvato come principio costituzionale la parità tra donna e uomo: era il 14 giugno 1981.
E oggi? Cosa ne è della parità per la maggior parte delle donne a livello salariale? Cosa ne è del riconoscimento del lavoro di cura che ogni donna e di ogni età svolge? Quale educazione al rispetto di genere? Quale politica di sensibilizzazione al rispetto delle diversità? Quali promozioni contro la violenza alle donne?
Il 14 giugno, noi parteciperemo allo sciopero, saremo a fianco di tutte le iniziative femministe.
Il 14 giugno saremo quindi in strada per lottare conto le discriminazioni basate sul sesso nel mondo del lavoro che condanna le donne a salari inferiori, alla precarietà perché in caso di crisi sono le prime ad essere licenziate. Saremo contro i padroni che sfruttano le donne e contro il mondo del lavoro che è pensato per le esigenze e ritmi di vita dell’uomo.
E saremo in piazza per dire che non smetteremo di lottare contro la violenza che molte subiscono da parte di uomini che hanno anche amato. Diremo che il corpo è nostro e che esigiamo per questo rispetto.
Il 14 giugno sarà pure il giorno in cui denunceremo quei desideri sessisti di ritorno al passato che la destra rincorre con la nostalgia di un patriarcato, contro il quale si sono battute molte donne che ci hanno precedute. Di queste donne ricordiamo le lotte che ci hanno portate all’oggi. Ed è prendendo in mano il filo che ci collega a loro che il 14 giugno faremo sentire la nostra voce e diremo che continueremo fino a quando vi sarà parità tra donne e uomini, in una società solidale.
Scioperiamo quindi per chi ci ha precedute, per noi oggi e per un futuro diverso.
Sonja Crivelli, membro di Comitato Cantonale POP