Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/200748

<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo la crisi finanziaria del 2008, il bilancio della Banca nazionale svizzera (BNS) è aumentato notevolmente (analogamente a quello delle altre banche centrali di tutto il mondo), passando da 127 miliardi di franchi svizzeri a fine 2007 a 817 miliardi di franchi svizzeri a fine 2018. Gli attivi della BNS erano costituiti, a fine 2018, da investimenti in valute estere per 764 miliardi di franchi svizzeri, di cui il 69 per cento in obbligazioni di Stato, il 12 per cento in obbligazioni di imprese e il 19 per cento in azioni.</p><p>1. In quali casi il finanziamento di Paesi terzi da parte della BNS può pregiudicare la neutralità della Svizzera od ostacolare la sua politica estera?</p><p>2. In quali casi la partecipazione della BNS al capitale di società estere, che sono potenzialmente in concorrenza con imprese svizzere o le cui attività disattendono gli obiettivi perseguiti dalla Confederazione, può nuocere alla Svizzera?</p><p>3. In quali casi la partecipazione della BNS al capitale di società estere potrebbe essere percepita negativamente dai Paesi interessati e quindi comportare misure contro il nostro Paese?</p><p>Benché fossero considerati temporanei e designati come "non convenzionali", gli aumenti di bilancio delle banche centrali registrati negli ultimi anni sembrano stabilizzarsi. Di conseguenza è possibile che il bilancio della BNS continui ad aumentare anche nei prossimi anni.</p><p>4. Qual è il limite massimo - in termini di quota di partecipazione della BNS al debito di Paesi terzi o al capitale di imprese estere - che la Confederazione non è disposta a superare?</p><p>5. A quanto dovrebbe ammontare il bilancio della BNS - in termini assoluti e in proporzione ai suoi fondi propri - per essere considerato dalla Confederazione un rischio inaccettabile?</p><p>6. Se uno di questi limiti fosse raggiunto, quali strumenti avrebbe a disposizione la BNS per proseguire la sua politica monetaria?</p><p>7. Alla luce di quanto suesposto, non sarebbe opportuno rivedere il quadro legale che definisce gli strumenti della BNS per la conduzione della sua politica monetaria in modo da attribuirle un più ampio margine di manovra? In particolare, perché non autorizzare la BNS a distribuire moneta sovrana (moneta emessa dalla Confederazione senza contropartita sotto forma di debito o di investimento finanziario; denominata anche "ration monétaire" da M. Malquarti nella sua opera "Pour un nouvel ordre monétaire", ed. Slatkine, pag. 163 e segg.) agli enti pubblici o alle economie domestiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. La gestione degli attivi da parte della BNS è subordinata alle finalità di politica monetaria e valutaria. Altrimenti detto, il mandato di gestire le riserve monetarie (garanzia della stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale) è prioritario rispetto alle considerazioni sulla politica di investimento. La BNS gestisce i propri investimenti sulla base delle premesse succitate e secondo tre criteri, ossia liquidità, sicurezza e redditività; non persegue obiettivi di politica strutturale. Nella sua attività di investimento essa attua un'ampia diversificazione, operando in vari mercati obbligazionari e azionari. Per quanto concerne le obbligazioni di Stato, opera in mercati perlopiù di grandi dimensioni, caratterizzati da un elevato grado di liquidità. Il suo portafoglio azionario è gestito passivamente: i mercati sono rappresentati nella loro totalità e non viene effettuata alcuna selezione attiva di titoli. Questo approccio assicura che la gestione degli attivi della BNS non sia inficiata da considerazioni di natura politica. Pertanto, gli accresciuti investimenti in valute estere da parte della BNS non pregiudicano né la neutralità della Svizzera né tantomeno ostacolano la sua politica estera. Detti investimenti non ledono gli interessi delle imprese svizzere né disattendono gli obiettivi perseguiti dalla Confederazione, poiché l'acquisto di valute estere riconducibile alla politica monetaria favorisce la stabilità dei prezzi e l'evoluzione congiunturale. Inoltre, la Confederazione reputa trascurabile il rischio che la partecipazione della BNS al capitale di società estere scateni reazioni negative nei diversi Paesi. Infatti, l'ampia diversificazione impedisce che vi siano posizioni predominanti in taluni titoli. </p><p>4.-6. Dal punto di vista economico è impossibile determinare il limite massimo del bilancio della BNS o dei suoi investimenti in valute estere. Il bilancio di una banca centrale rispecchia le sue attività di politica monetaria e valutaria nell'adempimento del proprio mandato. Il notevole aumento del bilancio della BNS dopo la crisi finanziaria del 2008 riflette l'acquisto di valute estere riconducibile alla politica monetaria, un'operazione che la banca centrale ha intrapreso per garantire la stabilità dei prezzi. La progressione del bilancio della BNS implica per natura un rischio maggiore di accusare perdite e di conseguire utili sugli attivi. Nel peggiore dei casi, se la BNS registrasse perdite consistenti per più anni consecutivi, il suo capitale proprio potrebbe erodersi e la potenziale distribuzione dell'utile alla Confederazione e ai Cantoni diminuirebbe. Bisogna comunque mettere in conto eventuali rischi di perdite dovuti all'aumento del bilancio della BNS se l'adempimento del suo mandato di politica monetaria lo esigesse (vedi risposta precedente). La fissazione di limiti massimi per determinate voci di bilancio o per il bilancio nella sua totalità limiterebbe la credibilità e il margine di manovra della BNS, complicando così la politica monetaria. Per assolvere al suo mandato di politica monetaria, è essenziale che la BNS possa continuare in modo incondizionato a stabilire la dimensione del proprio bilancio. </p><p>7. Il Consiglio federale ritiene che il quadro legale vigente conceda alla BNS il margine di manovra necessario per adempiere il suo mandato di politica monetaria e quindi non reputa opportuno intervenire. La questione della distribuzione di moneta da parte della banca centrale senza contropartita sotto forma di debito agli enti pubblici o alle economie domestiche è stata discussa nell'ambito dell'iniziativa popolare Moneta intera, che il popolo e i Cantoni hanno bocciato nel 2018. Come la BNS, anche il Consiglio federale ha respinto questa possibilità, dal momento che complicherebbe la politica monetaria ed esporrebbe quest'ultima a pressioni crescenti, il che potrebbe pregiudicare la stabilità dei prezzi. Queste argomentazioni mantengono tuttora la loro validità.</p>  Risposta del Consiglio federale.