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Copresiederà il gruppo di lavoro che punta a una tregua duratura tra tutte le parti del Paese nordafricano
BERNA - La Svizzera svolgerà un ruolo di spicco nella ricerca di una soluzione pacifica al conflitto in Libia. Nell'ambito del cosiddetto processo di Berlino copresiederà, insieme ai Paesi Bassi e alle Nazioni Unite, il gruppo di lavoro volto a promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani.
Il processo di Berlino è stato avviato nel gennaio del 2020 con l'obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco duraturo in Libia, ricorda in un comunicato odierno il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Nel suo ambito è stato istituito un comitato che si compone di gruppi di lavoro su quattro temi: sicurezza, politica, economia e diritto internazionale umanitario/diritti umani.
Berna copresiederà proprio quest'ultimo, che ha il mandato di promuovere un maggiore rispetto dei diritti tra tutte le parti nel Paese nordafricano. In concreto, mira a proteggere la popolazione e le infrastrutture civili, a preservare la missione medica, a garantire l'accesso umanitario e a far sì che vengano prese misure adeguate per la sicurezza della popolazione civile.
La Confederazione invita inoltre a sostenere gli sforzi della rappresentante speciale ad interim del Segretario generale dell'ONU, Stephanie Williams, nella ricerca di una soluzione politica. La Svizzera, sottolinea il DFAE, è impegnata in Libia dal 2011, in attività riguardanti la pace e l'aiuto umanitario nonché tramite progetti legati alla migrazione.
Pace e sicurezza sono anche una priorità della strategia di politica estera 2020-2023 del Consiglio federale, che al suo interno prevede anche contributi alla risoluzione dei conflitti.