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Michael Ambühl mentre presenta il modello proposto dal Ticino lo scorso 7 marzo a Berna.
KEYSTONE/PETER KLAUNZER(sda-ats)
Il "modelo bottom-up", proposto dal Ticino per l'applicazione dell'articolo costituzionale contro l'immigrazione di massa, piace ai Cantoni. La Conferenza dei governi cantonali (Cdc) si oppone invece ad una clausola di salvaguardia unilaterale.
"Il modello bottom-up è compatibile con la libera circolazione", ha dichiarato oggi all'ats Jean-Michel Cina, presidente della Cdc. La proposta, sviluppata dall'ex Segretario di Stato Michael Ambühl, ora professore al Politecnico federale di Zurigo, prevede misure di salvaguardia del mercato del lavoro adottate al livello più basso possibile, laddove vengano riscontrate difficoltà particolari: in rami economici locali, a livello di regioni oppure in tutta la Svizzera, in funzione del grado di difficoltà.
Il sistema non si riferisce direttamente all'immigrazione, ma piuttosto alla situazione concreta a livello regionale e di settori economici. Quando si raggiungono determinati criteri entra in funzione una clausola di salvaguardia.
Su incarico della Cdc, Ambühl ha analizzato il modello "bottom-up" in modo approfondito utilizzando dati dei mercati del lavoro cantonali. L'idea è che i Cantoni - raggiunti i criteri minimi - possano domandare alla Confederazione l'applicazione della clausola.
Maggiori dettagli non sono stati resi noti. Il dialogo deve continuare fra Cantoni e Consiglio federale, ha detto Cina. Infatti, non appena le cose diventano pubbliche, è difficile rimanere uniti nel lavoro.
Ora il modello verrà ulteriormente perfezionato da Ambühl insieme ad un gruppo di lavoro. Secondo Cina, il voto sulla Brexit non cambia la necessità di un tale sistema, anche perché non è nemmeno chiaro quali saranno le conseguenze della decisione britannica.
sda-ats