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Delegazione della Svizzera Italiana dell'Associazione Italiana di Cultura Classica
in collaborazione con la
Associazione Biblioteca Salita dei Frati
INVITO
alla conferenza pubblica
del Dr. Valéry Berlincourt
dell'Università di Ginevra
del Dr. Valéry Berlincourt
dell'Università di Ginevra
Giochi funebri dell'epica latina
nei commenti del Seicento:
il caso della Tebaide di Stazio
nei commenti del Seicento:
il caso della Tebaide di Stazio
(con diapositive)
Giovedì, 4 febbraio 2010, ore 20.30
Biblioteca Salita dei Frati
Salita dei Frati 4
Lugano
Biblioteca Salita dei Frati
Salita dei Frati 4
Lugano
Nelle epopee greche e latine, le descrizioni dei giochi funebri sollevano questioni d'interpretazione relative alla referenzialità: trattasi di rappresentazioni di una realtà storica? di rielaborazioni di un materiale letterario preesistente? Tali questioni sono essenziali per la Tebaide di Stazio, composta sotto il regno di Domiziano, la quale tratta, in latino, di un mito greco (il conflitto di Eteocle e Polinice per la successione di Edipo) e deve posizionarsi rispetto ad una doppia eredità letteraria greca e romana. Donde i tentativi di mediazione.
I giochi funebri appaiono rivelatori dello sguardo che i lettori posteriori rivolgono verso il mondo antico: le questioni di referenzialità che sollevano suscitano risposte contrastate, che tradiscono anche, secondo le epoche, il sentimento di una continuità o, al contrario, di una distanza rispetto a quel mondo. La Tebaide è stata, a partire dall'antichità, oggetto di commenti volti a spiegarla ed interpretarla. Nel modo in cui affrontano i giochi funebri, i commenti dell'inizio dell'era moderna riflettono la ricostruzione progressiva di un sapere sistematico sulla cultura antica. Questa conferenza, centrata sulla ricezione di Stazio nel XVII sec., evoca anche un contesto più largo, come è illustrato da questa immagine, tratta da un commento su Virgilio dei primi anni del secolo precedente.
Il Dr. Valéry Berlincourt, dopo aver insegnato latino diversi anni presso il liceo di Bienna, ha conseguito il dottorato in Lingua e letteratura latina all'Università di Neuchâtel. Le sue ricerche portano sull'epopea latina post-virgiliana (commento parziale della Tebaide di Stazio) e sulla sua trasmissione nonché ricezione attraverso le edizioni e i commenti dell'inizio dell'era moderna (XV-XIX sec.) con accento sulla critica testuale, sulla narratologia e l'intertestualità.
Ha ottenuto diverse borse, fra cui quella del Fondo Nazionale Svizzero, per le sue ricerche nelle biblioteche europee ed è stato membro dell'Istituto Svizzero di Roma dal 2001 al 2003.
Già assistente presso le Università di Neuchâtel e di Ginevra, è attualmente collaboratore scientifico per il 26° Congresso Internazionale di Papirologia (Ginevra, agosto 2010). Da febbraio, per il semestre estivo 2010, sarà professore supplente in Lingua e letteratura latina all'Università di Ginevra. Da giugno 2010 sarà collaboratore scientifico del progetto Latin poetry: studies in intertextuality, finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero.
Fra le sue pubblicazioni notiamo, in particolare, "Esegesi dimenticate e stampati sconosciuti nella prima metà del Seicento", in C. Santini e F. Stok, Esegesi dimenticate di autori classici, Pisa, ETS, 2008, pp.311-328; "Queen Dirce and the Spartoi : wandering through Statius' Theban past and the Thebaid's early printed editions", in R. Nauta, H.-J. van Dam e J.J.L. Smolenaars, Flavian Poetry, Leiden-Boston, Brill (Mnemosyne Supplementa 270), 2006, pp.129-145 e le due monografie in preparazione per la casa editrice Brill (Leiden-Boston, Mnemosyne Supplementa): Les commentaires de la Thébaïde de Stace à l'ère de l'imprimerie e Imprimer une épopée classique : l'évolution du texte de la Thébaïde de Stace entre l'époque humanistique et l'aube de la philologie moderne.