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È stato prosciolto il giudice della Bassa Engadina comparso giovedì davanti al Tribunale di Prettigovia/Davos in un nuovo capitolo della vicenda relativa ad Adam Quadroni, l'impresario pentito che con le sue informazioni portò alla luce il cartello edilizio bassoengadinese poi sanzionato dalla Comco e oggetto di un rapporto di esperti esterni e di una commissione parlamentare di inchiesta nei Grigioni.
Al centro di questo episodio, però, non c'erano gli accordi illeciti ma la causa di divorzio di Quadroni, nel 2017. Secondo l'accusa, il magistrato aveva ordinato e fatto eseguire un'operazione di polizia nella casa dell'imprenditore a Ramosch, malgrado quest'ultimo avesse inoltrato regolare ricorso. Quadroni si era opposto all'intervento degli agenti a sostegno della donna dalla quale si era separato ed era finito in manette. La corte ha accolto l'argomento secondo il quale l'imputato agì nell'interesse dei bambini coinvolti, che altrimenti avrebbero dovuto attendere a lungo prima di recuperare le loro cose rimaste nell'abitazione e che il padre non aveva voluto consegnare.
Secondo la stessa procura, che aveva chiesto una pena pecuniaria sospesa di 15'600 franchi e un'ammenda di 3'500 franchi per abuso di autorità, non esistevano comunque prove che il giudice avesse agito spinto in qualche modo dagli ambienti vicini al cartello denunciato da Quadroni.
Contro la sentenza, che prevede un indennizzo di 30'000 franchi a favore del magistrato, può ancora essere inoltrato ricorso.
- RG 7.00 del 16.09.2021 - Il servizio di Roberto Scolla