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Durante la crisi del Covid il responsabile del Dipartimento dell’Interno è stato affiancato da poliziotti e guardie del corpo in borghese anche in vacanza
Durante la crisi del coronavirus il consigliere federale Alain Berset è rimasto sotto protezione 24 ore su 24 della polizia. Non solo era sorvegliata la sua casa di Belfaux (FR): agenti d’élite tenevano sotto controllo anche lo chalet di vacanza in una piccola località delle Alpi vodesi, scrive oggi la SonntagsZeitung, che afferma di aver avuto accesso a informazioni finora mai divulgate.
La casa in montagna è stata acquistata da Berset e dalla moglie all’inizio della pandemia e per motivi di sicurezza il luogo non viene menzionato dal giornale. Non solo perché così richiesto da Fedpol, l’Ufficio federale di polizia, ma anche perché gli abitanti del villaggio vogliono tornare ad avere la loro quiete, che negli ultimi mesi era stata un po’ disturbata. Questo perché sul posto erano confluite pattuglie di polizia e guardie del corpo in borghese: quando il responsabile del Dipartimento federale dell’interno – che in Svizzera si occupa di sanità – era presente lo chalet era costantemente sorvegliato.
Un albergatore della regione ha raccontato al domenicale che quattro agenti di polizia d’élite gli hanno fatto visita all’inizio dell’agosto 2021. "Gli uomini non mi hanno spiegato nulla, ma evidentemente volevano controllare i dintorni prima dell’arrivo di Berset", spiega. "C’era uno specialista che analizzava le onde radio intorno allo chalet, un altro era un esperto di arti marziali."
Dopo la ricognizione iniziale, i funzionari si sono insediati a lungo termine nel villaggio. "Sono arrivati in incognito, ma si potevano riconoscere come poliziotti dalle loro auto e dal modo in cui erano vestiti in abiti civili", racconta l’albergatore.
La protezione armata si estendeva anche alle gite del consigliere federale. "Quando Berset faceva escursioni, era sempre accompagnato da poliziotti", racconta un abitante del villaggio. "C’erano sempre due uomini o una coppia vestiti da escursionisti: queste persone rimanevano circa 50 metri dietro di lui e quando lui si fermava facevano finta di guardare il paesaggio".
Quanto è costata – si chiede il giornale – la sorveglianza a tutto campo del 50enne? A Berna non si forniscono cifre in merito. "La divulgazione di misure di sicurezza concrete per i consiglieri federali metterebbe in pericolo la sicurezza interna", ha indicato Fedpol ai giornalisti della testata zurighese.
La SonntagsZeitung si chiede se non è in atto un mutamento nel clima politico elvetico. "Il fatto che anche i consiglieri federali possano viaggiare in autobus e tram in Svizzera è una cosa che apprezzo molto", aveva dichiarato Simonetta Sommaruga nel discorso con cui aveva annunciato le sue prossime dimissioni, aggiungendo però che questa era solo una mezza verità: "In molte situazioni oggi abbiamo una sicurezza personale", aveva ammesso la ministra delle infrastrutture. Quando i toni si inaspriscono, si ripercuotono sul clima dell’intero Paese, aveva aggiunto.
Stando ai dati di Fedpol citati dal settimanale nel 2021 in Svizzera sono state registrate 1’215 minacce contro personalità politiche, oltre 300 in più rispetto all’anno precedente. Di queste 120 sono state classificate come potenziali pericoli.