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Mike Pence, il repubblicano che è stato vice presidente durante l’amministrazione Trump ha deciso di ritirarsi dalle prossime elezioni presidenziali: “Sono venuto qui per dire di aver capito che questo non è il mio momento. Quindi dopo molte preghiere e riflessioni ho deciso di sospendere la mia campagna per la presidenza, a partire da oggi”, ha annunciato durante un evento a Las Vegas. “Ho sempre saputo che sarebbe stata una battaglia in salita, non ho rimpianti”, ha aggiunto.
Le ragioni alla base del suo ritiro sembrano essere legate a problemi di raccolta fondi insufficienti per supportare la sua campagna elettorale. Questo costituisce un duro colpo per Pence, che mirava a ottenere il sostegno dei repubblicani contrari a Trump. Tuttavia, la raccolta fondi non ha raggiunto gli obiettivi prefissati, non riuscendo a garantire un adeguato supporto finanziario per sostenere la campagna fino all’anno successivo. Malgrado ciò, Pence ha enfatizzato il suo impegno a continuare la lotta per i “valori conservatori” e a sostenere una Casa Bianca guidata dai repubblicani.
Dopo il ritiro di Pence si riduce ancora di più il già esiguo numero di candidati conservatori e a dominare incontrastata c’è, nonostante tutto, la candidatura di Donald Trump. L’ex vicepresidente ha visto incrinarsi la sua popolarità quando si è rifiutato di sostenere Trump alla fine del suo mandato del 2020, capovolgendo il risultato delle elezioni. Una mossa corretta che ha evitato una crisi costituzionale ma che ha allo stesso tempo fatto perdere a Pence il sostegno degli elettori del suo presidente e gli effetti di questa decisione si vedono ancora oggi.