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Il candidato Presidente US Robert Kennedy Jr. ha dichiarato di aver comprato 2 Bitcoin per ciascuno dei suoi 7 figli.
Lo ha detto ieri durante un Twitter Space con The Wolf of All Street.
Durante il podcast ha affermato che, subito dopo la Bitcoin Conference, ha comprato due bitcoin per ciascuno dei suoi sette figli. La Bitcoin Conference si è tenuta a Miami tra il 18 ed il 20 maggio di quest’anno.
In quel momento il prezzo di BTC era di circa 27.000$, mentre ora è salito a circa 29.500$, quindi per ora l’investimento è in guadagno.
In totale i 14 BTC che ha acquistato ad oggi hanno un valore complessivo che supera i 400.000$.
Da notare che, all’inizio di luglio, aveva dichiarato di non avere investito in Bitcoin, mentre invece nel modulo di divulgazione finanziaria del 30 giugno aveva dichiarato di possedere tra 100.001$ e 250.000$ di investimenti in BTC.
Quindi RFK Jr. non solo ha investito in Bitcoin personalmente, ma ha anche donato BTC ai suoi figli.
Robert Kennedy Jr.: il candidato Presidente US che invest in Bitcoin
Robert Kennedy Jr. è il figlio del compianto Bob Kennedy, e quindi nipote dell’ex-presidente John Fitzgerald Kennedy.
È anche un politico democratico, e si è candidato alle primarie del suo partito per sfidare l’attuale presidente Joe Biden per poter essere il prossimo candidato democratico alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo. Va tuttavia sottolineato che i sondaggisti, allo stato attuale dei fatti, lo danno ampiamente sfavorito contro il presidente in carica.
RFK Jr. è in fervente sostenitore di Bitcoin, tanto da averne già parlato molte volte in pubblico, anche e soprattutto da quando si è candidato alle primarie.
È possibile che stia utilizzando questa sua narrativa su Bitcoin proprio per scopi propagandistici ed elettorali, anche perchè in questo modo si presenta come una sorta di paladino delle libertà personali, ovvero in contrasto con l’attuale presidente Biden.
Per ora questa sua strategia di comunicazione sembra stia funzionando bene a livello comunicativo, ma non altrettanto bene a livello elettorale.
Infatti oltre ad essere un sostenitore pubblico di Bitcoin, ed un promotore delle libertà individuali, RFK Jr. ha anche fama di essere un no-vax, e questo potrebbe non aiutarlo affatto a conquistare consensi elettorali.
In altre parole sembra che stia ottenendo consensi parlando di Bitcoin, dopo averne persi molti negli anni scorsi parlando contro i vaccini.
La libertà finanziaria
Uno dei concetti su cui sta insistendo, e che probabilmente lo sta effettivamente aiutando ad attrarre consensi, è quello legato alla libertà finanziaria che Bitcoin concede a chi sceglie di utilizzarlo.
RFK Jr. da tempo insiste molto sul concetto di libertà e democrazia, tanto da aver definito Bitcoin un esempio di democrazia.
In realtà Bitcoin non prevede alcuna elezione di nessun tipo, quindi non è propriamente uno strumento democratico in senso stretto, ma di sicuro è uno strumento di libertà.
A dire il vero però questa narrativa forse fa più presa sul potenziale elettorato repubblicano, che non su quello democratico, ed è forse per questo che RFK Jr. non sembra stia riuscendo a raccogliere molto consenso elettorale.
Risulta essere molto stimato per ciò che dice, ma forse per l’appunto non in particolar modo dal suo reale potenziale elettorato.
Non è detto però che si stia realmente rivolgendo solo agli elettori democratici che sono abituati a votare per le primarie.
È possibile che stia cercando di rivolgersi anche a parte dell’elettorato repubblicano, o soprattutto a quell’enorme bacino potenziale di elettori che sono coloro che in genere non vanno a votare.
Basti dire che durante le scorse elezioni presidenziali del 2020, un terzo degli aventi diritto non andò a votare. In quelle precedenti, del 2016, addirittura non votò quasi il 45% degli aventi diritto.
Alle primarie l’astensionismo è ancora maggiore, quindi può darsi che RFK Jr. non stia puntando ai classici elettori democratici che vanno a votare alle primarie, ma a coloro che invece solitamente non ci vanno.
L’investimento in Bitcoin
L’investimento di Robert Kennedy Jr. in Bitcoin risulta essere significativo ma non enorme.
Si stima che possegga complessivamente un patrimonio personale di 50 milioni di dollari, compresi i beni immobili ed illiquidi, pertanto anche un investimento di 250.000$ costituirebbe solamente lo 0,5% del patrimonio complessivo.
Non si sa però a quanto ammonti il suo patrimonio liquido, quindi non è possibile fare stime più precise.
Anche i 2 Bitcoin che ha donato a testa ai suoi 7 figli non sono molti. Ovvero se 14 BTC nel complesso sono una cifra addirittura superiore ai Bitcoin detenuti da RFK Jr., presi singolarmente costituiscono un investimento decisamente contenuto per una famiglia così ricca.
Tuttavia questo approccio è molto comune tra le persone benestanti che decidono di investire parte del proprio patrimonio in Bitcoin.
Infatti se l’aspettativa è quella di un significativo aumento di valore nel corso degli anni, anche solo uno 0,5% del patrimonio totale può essere interessante, qualora l’entità complessiva di quel patrimonio sia elevata.
Non sono pochi i ricchi, o i benestanti, che decidono di allora su BTC al massimo il 2% del loro patrimonio complessivo, con molti che non arrivano nemmeno all’1%.
Quindi pare proprio che Robert Kennedy Jr. abbia fatto bene i suoi calcoli, forse consigliato da qualche consulente finanziario esperto.