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Il Consiglio nazionale conferma l’aumento dell’aiuto allo sviluppo
Con un chiaro sì al messaggio del Consiglio federale sulla cooperazione internazionale 2013-2016, il Consiglio nazionale conferma la decisione dell’anno scorso di aumentare il budget dell’aiuto allo sviluppo allo 0.5% del reddito nazionale lordo entro il 2015. La Svizzera continua così a posizionarsi nella media del gruppo dei paesi europei.
Con l'aumento la Svizzera concederà circa un franco per abitante ed al giorno per sostenere i paesi poveri nel loro sviluppo. E’ del tutto proporzionale alla sua forza economica.
Con la chiara decisione del Consiglio nazionale (127 favorevoli, 49 contrari), la Svizzera ha compiuto un passo importante per mantenere i suoi impegni internazionali, fornire un contributo adeguato alla diminuzione della povertà nel mondo e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
La Svizzera fa parte dei grandi vincitori della mondializzazione. Nel commercio estero con i paesi in sviluppo registra un bilancio commerciale con un saldo positivo di 20 milioni di franchi (2010). Inoltre, a causa dell’evasione fiscale verso la Svizzera, fino alla crisi finanziaria del 2008, i paesi in sviluppo perdevano, ogni anno, circa cinque miliardi di franchi di proventi fiscali che finivano nelle banche svizzere. Questo conferisce al nostro paese una chiara responsabilità nel contribuire, secondo le sue capacità, alla ripartizione delle spese internazionali.
Il budget di oltre 11 miliardi di franchi, deciso con il messaggio per i prossimi quattro anni, garantisce l’ulteriore aumento dell’aiuto umanitario, dell’aiuto al Sud ed all’Est da parte della DSC e del Seco. E’ particolarmente rallegrante che il Consiglio federale metta l’accento, ancor più di prima, sulla lotta contro la povertà e che miri ad un maggior impegno della DSC nei paesi con strutture fragili e conflitti intensi. Alliance Sud s’impegnerà affinché questo rafforzato orientamento verso la povertà sia messo veramente in atto e che i soldi non vengano impiegati in obiettivi che non hanno niente a che fare con lo sviluppo.
L’aiuto allo sviluppo allo 0.5% del RNL si situa al di sotto dell’obiettivo internazionale dello 0.7% che sarebbe necessario per dimezzare la povertà nel mondo e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Con la decisione odierna però, un primo importante passo è stato intrapreso. Nel 2008, un’ampia coalizione di organizzazioni di cooperazione internazionale, religiose, ambientali, femminili e sindacali avevano sottomesso al Parlamento una petizione firmata da oltre 200'000 persone che reclamava un aumento allo 0.7% e che ha contribuito ad un cambiamento di mentalità notevole in Parlamento ed alla decisione odierna.
Per ulteriori informazioni:
Nina Schneider, Alliance Sud, Dossier politica di sviluppo, Tel. 079 787 53 64