Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01050.jsonl.gz/404

''Non ho niente di cui scusarmi, ho predicato il Vangelo e quindi non ho offeso Salvini". Don Alberto Vigorelli, il sacerdote di 81 anni di Mariano Comense, per oltre trent'anni missionario in Africa e in Sud America querelato dal leader della Lega Matteo Salvini è comparso davanti al giudice di pace Salvatore Falcone per la prima udienza del processo. Il sacerdote è accusato di diffamazione. L'aula del giudice di pace era affollata da decine di sostenitori del sacerdote, che hanno anche manifestato all'esterno del Tribunale lariano. ''Se chiede scusa e paga 1'000 euro ad una associazione di disabili ritiro la querela'' la proposta di Salvini rispedita al mittente. In un'omelia durante la messa, nel novembre del 2016, don Alberto aveva detto ai fedeli "O si è cristiani o si è con Salvini", parlando della tematica dell'accoglienza ai migranti, citando ''Ero straniero e mi avete accolto'' dal vangelo secondo Matteo.
Don Alberto in aula è assistito dall'avvocato Oreste Dominioni, docente universitario, uno dei più famosi penalisti italiani. "Per noi c'è la volontà di arrivare a un accordo bonario - ha dichiarato l'avvocato di Salvini che non era in aula- ma vogliamo la formalizzazione delle scuse per quanto dichiarato nella messa''. Dura la reazione dell'avvocato Dominioni: ''La parola scusa non è contemplata Don Vigorelli ha predicato il Vangelo e per questo non può certo scusarsi. Si è detto che don Alberto odia Salvini ma anche questo non è corretto. La predicazione del Vangelo è ispirata solo dall'amore e non dall'odio''. Il processo è stato aggiornato al 14 maggio prossimo.