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<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un recente studio dell'Università canadese McGill il sesso dei ricercatori condiziona i risultati degli esperimenti sugli animali. Durante alcuni esperimenti sui roditori, infatti, si è osservato che la presenza di uomini stressa gli animali al punto da modificare l'esito delle analisi, mentre le donne non esercitano alcuna influenza. Questo studio mette in discussione molti dei risultati ottenuti finora e, con ogni probabilità, spiega anche come mai i fisiologi faticano a replicare gli effetti ottenuti da altri gruppi di scienziati.</p><p>Secondo le statistiche, le nostre università e i politecnici federali ricorrono sempre più spesso alla sperimentazione sugli animali spendendo ogni anno tra i 170 e i 240 milioni di franchi, mentre nell'industria il numero di animali sottoposti a esperimenti è in calo da alcuni anni. È legittimo chiedersi se i soldi pubblici siano investiti bene oppure no.</p><p>Per fare un confronto: i fondi per la ricerca sui metodi di sperimentazione alternativi stanziati dalla Confederazione tramite la Fondazione 3R non superano i 400 000 franchi all'anno.</p><p>Quel che è peggio è che nessuno sa quanti sono i farmaci potenzialmente efficaci mai messi in commercio perché scartati in base agli esiti degli esperimenti sugli animali.</p><p>Ad esempio, se in passato ci si fosse fissati con questo tipo di sperimentazione oggi non potremmo contare su rimedi preziosi come l'aspirina, l'ibuprofene, l'insulina, la penicillina o il fenobarbital. Per alcune specie animali con processi metabolici diversi, infatti, queste sostanze sono altamente pericolose.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giustifica il fatto di investire così tanti soldi pubblici in metodi di sperimentazione la cui affidabilità viene costantemente messa in dubbio?</p><p>2. Quando pensa di stanziare risorse sufficienti per la ricerca di metodi alternativi?</p><p>3. Perché non vietare gli esperimenti inutili sugli animali sapendo che esistono metodi alternativi più affidabili e meno costosi?</p><p>4. La legge sulla protezione degli animali chiede al Consiglio federale di promuovere la ricerca sui metodi di sperimentazione alternativi. Dato che a fronte di 1200 esperimenti sugli animali i progetti di ricerca della Fondazione 3R sono solo cinque, il Consiglio federale ritiene di rispettare la legge votata dal Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La ricerca su e con animali è disciplinata dalla legge federale sulla protezione degli animali (RS 455). Tale legge prevede una ponderazione approfondita degli interessi dell'animale e dell'essere umano. In questo contesto sono fondamentali lo sviluppo, il riconoscimento e l'impiego di metodi sostitutivi degli esperimenti sugli animali ovvero di metodi che impiegano un minor numero di animali da laboratorio o comportano minori sofferenze per gli stessi. Si tratta del cosiddetto principio delle 3 R: replace, reduce, refine. L'articolo 22 della legge sulla protezione degli animali obbliga la Confederazione a promuovere la ricerca basata su questo principio. Nel 1987 è stata creata la Fondazione 3R con il compito di incentivare l'applicazione dell'approccio replace, reduce e refine. La fondazione viene finanziata in parti uguali dalla Confederazione e dall'industria farmaceutica.</p><p>In un rapporto del Controllo federale delle finanze pubblicato nel febbraio 2009 sulle sperimentazioni animali e sull'esame dei processi di autorizzazione, dei costi e del finanziamento sono stati stimati per la prima volta i costi dei centri di custodia degli allora circa 330 000 animali da laboratorio gestiti dalle scuole universitarie svizzere (politecnici federali e università). Questi costi ammontano ogni anno a circa 82 milioni di franchi, di cui 33 a carico della Confederazione in virtù dei contributi diretti versati ai due politecnici federali e alle università (cfr. risposta all'interrogazione Graf Maya 11.1085, Fondi pubblici e sperimentazione animale. Incrementare la trasparenza).</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Secondo il Consiglio federale, la verifica sistematica dell'adeguatezza e della necessità di ogni singolo progetto di ricerca su e con animali costituisce un requisito fondamentale per l'applicazione della legge sulla protezione degli animali. La verifica si svolge sia ex ante tramite la procedura di autorizzazione del progetto, sia ex post quando vengono valutati i risultati della ricerca. Grazie al procedimento previsto dalla legge, dimostratosi efficace nella pratica, le domande di progetto e i metodi proposti vengono valutati con un approccio critico e approvati solo se adempiono tutti i requisiti.</p><p>2. In Svizzera la Fondazione 3R finanzia con fondi propri metodi alternativi alla sperimentazione animale e ne sviluppa altri che impiegano un minor numero di animali da laboratorio e che comportano minori sofferenze per gli stessi. Il postulato della CSEC-N 12.3660, "Futuro della Fondazione 3R e metodi alternativi alla sperimentazione su animali", del 17 agosto 2012 invita il Consiglio federale a presentare un rapporto che spieghi come promuovere lo studio di metodi alternativi alla sperimentazione su animali e incrementare l'impiego di tali metodi nel campo della ricerca. Il rapporto deve inoltre indicare quali sono le prospettive future della Fondazione 3R e quali possibilità vi sono per consentire o imporre agli istituti di ricerca e ai ricercatori che beneficiano di sovvenzioni pubbliche l'applicazione di questi metodi alternativi o di misure volte a impiegare meno animali da laboratorio e ridurre le loro sofferenze. Il rapporto è in fase di elaborazione. Finché non sarà pronto, il Consiglio federale non può rispondere alla domanda dell'autore dell'interpellanza sulla tempistica e sullo stanziamento di risorse.</p><p>3. Spesso per l'omologazione dei farmaci gli esperimenti sugli animali sono indispensabili al fine di valutare i rischi per la salute dell'uomo e degli animali stessi. La legislazione in materia di prodotti chimici promuove l'impiego di procedimenti di analisi alternativi. Nel contesto di un apposito programma OCSE diversi Paesi nonché l'Unione europea lavorano allo sviluppo di nuovi test che sostituiscano la sperimentazione animale. Da parte sua, la Svizzera mette a punto con i fondi della Fondazione 3R o di altri uffici competenti metodi alternativi o che consentono di ridurre il numero di test con animali da laboratorio. Tuttavia, le nuove procedure possono essere applicate in sostituzione degli esperimenti sugli animali solo dopo aver ottenuto la validazione a livello internazionale.</p><p>Le disposizioni sulla sperimentazione animale nell'UE sancite dalla direttiva 2010/63/UE corrispondono in gran parte alle norme svizzere sulla protezione degli animali. In proposito ricordiamo che, in base alla revisione della legge sulle derrate alimentari, il Consiglio federale può limitare o vietare l'immissione in commercio di prodotti cosmetici testati sugli animali, analogamente al divieto di sperimentazione animale previsto dal regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene essenziale che ogni progetto di ricerca con e su animali venga sottoposto alla ponderazione degli interessi prescritta dalla legge sulla protezione degli animali. Sul sito dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria i ricercatori possono trovare apposite istruzioni (<a href="http://www.blv.admin.ch/themen/tierschutz/05459/index.html?lang=it">http://www.blv.admin.ch/themen/tierschutz/05459/index.html?lang=it</a>). Inoltre, spetta anche alle autorità cantonali di autorizzazione e ai responsabili delle valutazioni scientifiche presso gli enti di promozione della ricerca garantire il rispetto del principio 3R cercando di migliorare le condizioni degli esperimenti sugli animali e di promuovere metodi alternativi.</p>  Risposta del Consiglio federale.