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BERNA - Nel 2020 la Confederazione ha ricevuto 495 notificazioni di imprese intenzionate a fornire prestazioni di sicurezza private all'estero dalla Svizzera. È quanto rivela il quinto rapporto di attività sull'attuazione della legge federale in materia, di cui il Consiglio federale ha preso atto oggi e che traccia un bilancio giudicato positivo.
Se un'impresa vuole offrire prestazioni di sicurezza private dalla Svizzera, secondo la legge deve avvisare in anticipo l'autorità federale competente, sottolinea il governo in un comunicato. L'unità responsabile dell'attuazione è la Sezione Controlli all'esportazione e servizi di sicurezza privati (CESP) della Segreteria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
L'anno scorso, alla CESP sono pervenute 495 notificazioni, che riguardavano principalmente quattro gruppi di attività: protezione di persone e guardia di beni e immobili in un ambiente complesso, servizio d'ordine, attività di informazione private e sostegno a forze armate o di sicurezza. Circa la metà riguardavano aree quali Nord Africa, Medio Oriente, Europa e Asia centrale.
La CESP ha avviato tre procedure di esame: in un primo caso, l'attività pianificata è stata vietata, in un secondo la notifica è stata ritirata dalla società interessata e un terzo rimane ancora in sospeso.
Sono inoltre stati pronunciati due divieti per attività comunicate nel 2019, mentre non sono state rilevate prestazioni di sicurezza private che avrebbero potuto portare a una partecipazione diretta a ostilità o a gravi violazioni dei diritti umani.
Dal 2015 la Svizzera ha introdotto regole più severe per le società che propongono servizi di sicurezza all'estero con la Legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all'estero (LPSP). La necessità di regolamentare questo genere di imprese era apparsa evidente dopo le rivelazioni di stampa dell'agosto 2010 in merito alla costituzione di una holding a Basilea da parte della Aegis Defense Services. La società con sede centrale a Londra, fondata nel 2002, è uno dei maggiori gruppi di mercenari al mondo.
La nuova regolamentazione si applica alle società che forniscono prestazioni di sicurezza all'estero, anche su incarico delle autorità federali. A queste imprese sarà vietato partecipare direttamente a un conflitto armato.
La legge vieta il mercenarismo; ciò include il reclutamento, la formazione e la messa a disposizione di personale in Svizzera e all'estero, nonché le attività che favoriscono gravi violazioni dei diritti umani. Vietata, ad esempio, la gestione di un carcere in uno Stato in cui si ricorre notoriamente alla tortura.