Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/65017

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il discorso del signor Ahmadinejad non costituisce un'istigazione con dolo eventuale allo sterminio di una parte della popolazione a causa della relativa nazionalità?</p><p>2. In caso di risposta affermativa, l'autore del discorso in questione non dovrebbe essere deferito alla Corte penale internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera ha protestato immediatamente e con decisione contro le dichiarazioni del presidente Ahmadinejad riguardo ad Israele e all'olocausto, rendendo pubbliche queste proteste tramite i comunicati stampa del Dipartimento federale degli affari (DFAE) esteri del 27 ottobre 2005, del 29 ottobre 2005 e del 9 dicembre 2005. Il 26 ottobre 2005 e ancora il 12 dicembre 2005 l'ambasciatore iraniano è stato invitato presso il DFAE dove il responsabile della sezione competente delle relazioni bilaterali con l'Iran gli ha spiegato in maniera inequivocabile la posizione della Svizzera. Il Consiglio federale ritiene che queste misure corrispondono alle circostanze attuali. Un giudizio penale delle dichiarazioni del presidente iraniano dovrebbe, se del caso, essere emesso da un tribunale.</p><p>2. L'Iran non partecipa allo Statuto di Roma e non ha riconosciuto ad hoc la Corte penale internazionale che perciò non è competente di atti commessi da cittadini iraniani in Iran. In tale situazione solo il Consiglio di sicurezza dell'ONU potrebbe sottoporre il caso al procuratore della Corte penale internazionale appoggiandosi al capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. I membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU hanno condannato le dichiarazioni del presidente iraniano, come ha fatto la Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.