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Non sono eccessivamente preoccupato per le reazioni alla dichiarazione di incostituzionalità del lodo Alfano.
Nel portafoglio ho un biglietto ferroviario, sola andata, per la Svizzera, ma vi assicuro che si tratta di una coincidenza.
Mi stupiscono un po’ le analisi che leggo un po’ ovunque.
In Italia c’è un regime – in Italia non c’è alcun regime. L’Italia è una dittatura – l’Italia non è una dittatura. Populismo – No, democrazia. Plebiscitarismo – Rispetto della volontà popolare. In Italia non c’è libertà di stampa – In Italia la stampa è libera. Eccetera eccetera eccetera.
Tutti concetti applicati, o almeno così mi sembra, come se non vi fosse alcuna possibilità di gradualità: o bianco o nero, o vero o falso, o democrazia o dittatura.
E, soprattutto, come se il regime (nel senso tecnico di forma di governo) italiano dovesse, per forza, ricadere in una delle categorie che la storia ci ha consegnato. Potrebbe anche trattarsi di qualcosa di completamente diverso, qualcosa di difficilmente comprensibile ragionando in termini di populismo, peronismo, plebiscitarismo e così via.