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Dopo una politica d'informazione aspramente criticata sulla vertenza fiscale con gli Usa, la direttrice del Dipartimento federale delle finanze (DFF) Eveline Widmer-Schlumpf ha fornito precisazioni ai presidenti dei partiti di governo in occasione dei primi colloqui dell'anno alla Casa von Wattenwyl.
La presidente della Confederazione ha indicato che la trasmissione di documenti commerciali rappresenta una condizione sine qua non per i negoziati in vista di una conciliazione con le autorità giudiziarie statunitensi che dovrebbero portare alla sospensione del perseguimento penale, indica un comunicato del Consiglio federale diffuso questo pomeriggio.
La Svizzera prevede inoltre di istituire una procedura accelerata per le domande americane di assistenza amministrativa relative alla sottrazione fiscale se i negoziati con gli Stati Uniti dovessero giungere in porto. Per il resto la ministra delle finanze ha precisato le tre possibilità attualmente disponibili per trasmettere dati agli Usa.
In primo luogo, nell'ambito della loro cooperazione volontaria con le autorità giudiziarie americane, lo scorso anno le banche hanno già trasmesso a Washington materiale statistico e altri documenti commerciali non soggetti al segreto bancario. La Widmer-Schlumpf ha sottolineato che non sono stati trasmessi dati relativi ai clienti.
In secondo luogo tra le autorità di vigilanza dei due Paesi sono in corso procedure di assistenza amministrativa relative al modo in cui le banche hanno realizzato i loro affari. Nell'ambito di tali procedure si sta dibattendo della trasmissione di circa 20'000 pagine di dati criptati. Il decriptaggio di tali dati è previsto solo nell'ambito dell'auspicata soluzione globale.
La terza possibilità è data dalla procedura di assistenza amministrativa in materia fiscale ordinaria che prevede il trasferimento dei dati dei clienti, con possibilità di ricorso presso il Tribunale amministrativo federale (TAF).
È necessario distinguere tra frodi e sottrazioni fiscali. Per le prime, gli accordi in vigore bastano. Per le seconde, bisognerà aspettare che la nuova convenzione di doppia imposizione, ancora pendente negli Usa, entri in vigore.
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