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Forse, non basterà ridurre le immissioni di CO2 per combattare l'innalzamento delle temperature.
Nel 2012 venne condotto un esperimento nel golfo dell'Alaska, di fronte alla costa occidentale del Canada. Sette anni fa, l'ingegnere ambientale Jason McNamee caricò dei sacchi contenenti 110 tonnellate di limatura di ferro, su di un peschereccio, per mischiarle con l'acqua marina. La miscela ottenuta venne poi liberata nell'oceano. A ricordare questo evento è il settimanale Die Zeit, il quale spiega che la poltiglia ferrosa ottenuta da McNamee serviva quale concime per il plancton. Come riportato dal periodico tedesco, infatti, il plancton marino ha la capacità di assorbire il CO2 presente nell'atmosfera. Permettendo al plancont di moltiplicarsi con la concimazione, secondo McNamee, si potrebbe combattere il riscaldamento globale. Come evidenziato dal Corriere della Sera, non solo McNamee sta sperimentando soluzioni di geoingegneria, per cercare di abbassare le temperature del pianeta. La versione digitale del quotidiano italiano sottolinea che "persone come McNamee sono convinte in altre parole che sia ormai troppo tardi per fermare un ulteriore aumento delle temperature attraverso un cambiamento dei consumi e dello stile di vita; e che occorrano quindi interventi di geoingegneria".