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La crescita economica deve andare anche a beneficio dei salari. Lo sostiene l'Unione sindacale svizzera (USS), che in una conferenza stampa che si è tenuta giovedì a Berna ha sottolineato come nonostante la crisi finanziaria e l'apprezzamento del franco, è stato avviato un processo di recupero dei salari più bassi.
Il sindacato critica anche l'aumento degli stipendi elevati e la crescita delle disuguaglianze. Stando ai dati dell'USS, oggi in Svizzera si contano 14'000 persone che guadagnano oltre un milione di franchi, mentre negli anni novanta erano appena 3'000.
In particolare, l'USS ritiene che l'onere dei premi dell'assicurazione malattia sia un errore nella politica salariale. Negli ultimi due decenni i premi sono aumentati del 115%, mentre le riduzioni concesse solo del 32%.
"Negli ultimi 15 o 20 anni, la politica elvetica in materia di tasse e spese obbligatorie è stata concepita a favore delle classi privilegiate, mentre le famiglie a basso e medio reddito sono state tassate molto di più", afferma l'organizzazione mantello.
Per compensare le disparità, il sindacato chiede un aumento della retribuzione del 2-2,5%, una 13esima mensilità per tutti, l'eliminazione della discriminazione salariale per le donne e la garanzia di salari minimi migliori.
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