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Chiediamo di modificare la Legge federale sul materiale bellico in modo da istituire una Commissione federale sull’esportazione di armi indipendente composta da esperti ed esperte di diritti umani, di diritto internazionale e da membri di organizzazioni non governative (ONG) non attive a livello politico, la quale elabora periodicamente una lista vincolante dei Paesi verso i quali non è possibile esportare materiale bellico basandosi su criteri più chiari.
Nel 2009 il popolo svizzero ha rifiutato l’iniziativa popolare “per il divieto di esportare materiale bellico”. Riteniamo tuttavia che il modello di esportazione delle armi attua le sia eticamente discutibile, ambiguo e troppo facilmente soggetto a pressioni. Di conseguenza proponiamo questa petizione per cercare di arginare il problema creando un organo indipendente preposto a definire in modo vincolante i Paesi in cui è possibile esportare materiale bellico e definendo meglio i criteri su cui deve basarsi questa scelta.
La Commissione dovrà essere formata da esperti/esperte e professori/professoresse di diritto o di altre facoltà affini, come pure da membri di ONG quali ad esempio Amnesty International e Human Rights Watch. Anche se la scelta dei membri sarà compito dal Consiglio Federale, riteniamo non debbano entrare in gioco interessi economici o la rappresentanza di partiti politici. Crediamo che in questo modo sarà possibile un’esportazione più consapevole e responsabile che osservi dei criteri definiti.
Per criteri più chiari si intende:
a) un coinvolgimento recente o attuale in un conflitto armato interno o internazionale;
b) eventuali condanne recenti da parte dell'ONU per violazioni dei diritti umani;
c) la presenza di una situazione politica in cui l’ordine costituzionale non è rispettato;
d) l’accertamento di riesportazioni illegali negli ultimi anni.
Questi criteri sono simili a quelli in vigore attualmente ma meno soggetti a interpretazioni. Con ciò auspichiamo un’applicazione più rigorosa poiché essi tengono in considerazione anche le situazioni di conflitto nel passato recente e le violazioni dell’impegno di non riesportazione. L’obiettivo è quello di evitare la presenza di armi svizzere in zone di conflitto o politicamente instabili che possano dare adito a violazioni di diritti umani. È molto importante che, siccome la Svizzera ha ratificato la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il materiale bellico prodotto nel nostro Paese non venga usato per una sua violazione.
|16.2018_unab_Kommission_Kriegsmaterialexporte.pdf|
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