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La Svizzera sostiene gli Stati e le organizzazioni internazionali che lottano contro il terrorismo. A tale riguardo collabora in particolar modo con l’ONU e il Consiglio d’Europa. Si adopera affinché i diritti umani e il diritto internazionale umanitario siano rispettati nel quadro della lotta al terrorismo e si impegna, in particolare, per migliorare costantemente le garanzie procedurali di coloro contro i quali l’ONU ha adottato sanzioni antiterrorismo.
Tutela dei diritti umani
Con la risoluzione 1267 e diverse risoluzioni successive, il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha prescritto agli Stati membro una serie di misure coercitive da applicare per contrastare il terrorismo. Tra queste si annoverano il congelamento degli averi, restrizioni in materia di viaggi e l’embargo sulle armi nei confronti di persone fisiche o giuridiche (per es. aziende) sospettate di avere rapporti con Al Qaida o i talebani. Attualmente circa 500 persone fisiche e giuridiche sono sulla lista dei soggetti sanzionati nell’ambito della lotta al terrorismo. La Svizzera applica tali sanzioni dal 3 ottobre 2000.
L’impegno pluriennale della Svizzera a favore dei diritti delle persone sanzionate
Già nel 2005 la Svizzera aveva lanciato con un gruppo di Stati con opinioni affini (Germania, Belgio, Costa Rica, Danimarca, Finlandia, Liechtenstein, Olanda, Norvegia, Austria e Svezia) un’iniziativa volta a migliorare la procedura delle sanzioni. Questo gruppo sottopone regolarmente proposte al Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Nell’estate del 2008, ad esempio, ha presentato a quest’ultimo una proposta concreta per istituire un’istanza d’esame indipendente. Anche diversi tribunali nazionali e regionali e Parlamenti hanno deplorato la scarsa protezione giuridica delle persone sanzionate. Le ultime proposte a favore del rafforzamento dei diritti umani nel quadro delle sanzioni dell’ONU sono state presentate al Consiglio di sicurezza dalla Svizzera e dal gruppo degli Stati con opinioni affini nel 2015.
Mediatore per i diritti delle persone sanzionate
La procedura per la radiazione dalla lista è stata per lungo tempo inadeguata. In particolare mancava un meccanismo che permettesse alle persone interessate di far esaminare la propria iscrizione nella lista da un’istanza indipendente e imparziale.
Il 17 ottobre 2009 il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha istituito, con la Risoluzione 1904, l’Ufficio del Mediatore a cui possono rivolgersi tutti coloro che figurano nella lista delle sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il Mediatore riceve domande di persone che desiderano essere cancellate dalla lista e fornisce raccomandazioni in materia al Comitato sanzioni.
Per la cosiddetta de-listing (radiazione dalla lista) era in primo luogo necessaria la decisione consensuale del Comitato sanzioni. Dal 17 giugno 2011 (risoluzione 1989) il Mediatore può raccomandare al Comitato la cancellazione di un nominativo dalla lista. Il requisito del consenso si applica in maniera inversa, ovvero una raccomandazione del Mediatore ha valore vincolante immediato se il Comitato non vi si oppone consensualmente. In caso di mancato consenso, ogni membro del Comitato può chiedere che la decisione sia rimessa al Consiglio di sicurezza.
La Svizzera è soddisfatta dei miglioramenti della procedura attuale che tiene sempre più conto dei diritti dell’individuo a livello internazionale e conferisce maggiore legittimità al sistema delle sanzioni dell’ONU. La Swizzera continua a impegnarsi per migliorare la procedura, presentando una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 7 dicembre 2018 con gli Stati con opinio affini.