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Il TRAM ha accolto due ricorsi contro l'assegnazione dei mandati a una ditta italiana. I tempi si allungano
Nuova battuta d'arresto per il previsto nuovo porto regionale del Gambarogno a San Nazzaro, un progetto di cui si parla da più vent'anni e per il quale nel 2013 il Consiglio comunale stanziò un credito di 14,4 milioni di franchi, ma i cui lavori di costruzione sono bloccati da una lunga vertenza legale (vedi articoli suggeriti).
Una vertenza che ora si allungherà di altri cinque o sei mesi, visto che, come riferiscono oggi CdT e GdP, il Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) ha accolto due dei tre ricorsi presentati contro l'assegnazione dei mandati a una ditta di Busto Arsizio, la quale ha già fatto sapere di voler proseguire l'iter giudiziario rivolgendosi al Tribunale federale.
Si apre però forse uno spiraglio per il Municipio di Gambarogno. Infatti, visto che il TRAM ha giudicato che sia la ditta che ha ottenuto i lavori sia la ricorrente non adempiono ai requisiti richiesti, vi sarebbe la possibilità di assegnare i lavori tramite mandato diretto. Le valutazioni sono in corso, ma prima di procedere il Municipio vuole attendere che scadano i termini di ricorso alla massima corte elvetica.
Il nuovo porto, ricordiamo, sarebbe il secondo più grande sul lato svizzero del Lago Maggiore, con spazio per 272 imbarcazioni.