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La presidente uscente Tsai Ing-wen, propugnatrice della linea dura nei confronti di Pechino, è stata rieletta sabato con il il 57% delle preferenze e il rivale Han Kuo-yo, meno intransigente nei rapporti con il continente, ha subito riconosciuto la sconfitta.
A risultato acquisito, la riconfermata ha dichiarato di sperare che le autorità cinesi capiscano che né Taipei né il suo Governo democraticamente eletto cederanno alle minacce e alle intimidazioni. I fatti di Hong Kong non sono d'altronde estranei al suo successo, non pronosticabile fino a qualche tempo fa.
L'isola, popolata da 23 milioni di persone e indipendente di fatto da una settantina d'anni, non è considerata tale né dalla gran parte degli altri Stati, né, tanto meno, da quella che si ritiene essere tuttora la madre patria.
- RG 12.30 dell'11.01.2020 Il servizio di Gabriele Battaglia