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Salmone - Straordinario migratore
Dalle Alpi alle coste della Groenlandia. E ritorno.
Il salmone atlantico nasce in acqua dolce. Entro i due anni di età lascia il luogo natale per dirigersi verso il mare e nella sua migrazione giunge fino alle coste groenlandesi. Trascorsi 2-3 anni in queste acque ricche di cibo, il salmone riprende la faticosa migrazione verso il luogo natio, dove deporrà le uova. Da qui ricomincia il ciclo vitale.
Fino a un secolo fa, il Reno era il maggiore fiume da salmoni in Europa: circa un milione di esemplari risalivano il suo corso arrivando a deporre le uova persino nei fiumi ben ossigenati delle Prealpi. La presenza di numerose centrali idroelettriche e la canalizzazione dei nostri fiumi, l'inquinamento e in parte anche la pesca eccessiva hanno portato purtroppo negli anni Cinquanta all'estinzione del salmone in Svizzera. Anche nell'Atlantico gli effettivi di salmone sono sempre più minacciati: la carne di questo pesce, che arriva a pesare fino a 30 chili, è infatti sempre più richiesta.
Stiamo lavorando per consentire al salmone di tornare al suo luogo d'origine. A questo scopo occorre rimuovere gli ostacoli sulla rotta di migrazione e garantire la possibilità di deporre le uova in fiumi salubri, dinamici e ben ossigenati. La presenza del salmone in un fiume è perciò un importante indicatore del buono stato di salute delle acque.
La deposizione delle uova
Nei fondali di ghiaia sufficientemente radi e in acque ben ossigenate la femmina scava un avvallamento profondo 15-30 cm dove depone le uova che, una volta fecondate dal maschio, vengono ricoperte di sedimento. Le larve rimaste nascoste nella ghiaia si schiudono dopo 2-7 mesi, a seconda della temperatura dell'acqua. Per la maggior parte dei genitori il viaggio termina qui nel Reno: solo un salmone su mille riesce a riprodursi più volte durante la propria vita.
Giovani salmoni
I giovani salmoni sono chiamati «parr». In questo stadio, durante il quale si sviluppano le branchie e l'istinto di caccia, essi lasciano l'avvallamento in cui sono nati dirigendosi verso zone ricche di cibo. Rischiano così di diventare prede di altri animali, come pesci e uccelli, che decimano gli effettivi di giovani salmoni.
In viaggio verso il mare
Nello stadio successivo, i giovani salmoni, chiamati ora «smolt», ridiscendono i fiumi muovendosi in banchi. La migrazione verso il mare può richiedere persino un anno. Una volta in mare devono abituarsi all'acqua salata; il loro corpo e la loro dieta subiscono una serie di mutazioni e adattamenti: gli smolt si nutrono ora di piccoli granchi, seppie e pesci.
Ritorno al fiume
Dopo 3-5 anni trascorsi in mare, i salmoni in età fertile tornano ai fiumi. Si presume che ritrovino la strada verso il luogo natio grazie al proprio olfatto. Atleti eccezionali, i salmoni risalgono cascate e rapide. Possono nuotare senza cibarsi per un intero anno prima di giungere al luogo di deposizione e dare alla luce la prole.
Il percorso è ancora bloccato
Immagina di trovare sulla strada di casa un immenso blocco di cemento che ti impedisce tornare al luogo di partenza: questo è il destino attuale dei salmoni in Alsazia. La centrale elettrica di Vogelgrun blocca il loro percorso di risalita al tratto svizzero del Reno.
Le centrali elettriche bloccano il percorso
Un tempo il salmone era di casa nel Reno e nei suoi affluenti. La costruzione di sbarramenti per le centrali idroelettriche all'inizio del secolo scorso, la cattiva qualità dell'acqua e la pesca eccessiva hanno fortemente decimato i salmoni. Gli impianti idroelettrici bloccano il tragitto verso i siti di riproduzione abituali di questi migratori su lunga distanza impedendo così la loro riproduzione.
Gli allevamenti ittici sono un pericolo per i salmoni selvatici
Nella maggior parte degli allevamenti di salmoni dell'Europa settentrionale i pesci sono tenuti in gabbie in mare aperto nelle immediate vicinanze dell'habitat in cui vivono gli esemplari liberi. Parassiti e agenti patogeni dei pesci di allevamento possono colpire anche i salmoni selvatici. Residui di mangimi, antibiotici ed escrementi dei salmoni di allevamento rappresentano una minaccia per la biodiversità dell'ambiente circostante le gabbie.
Il ritorno del salmone in Svizzera
Il salmone deve tornare a popolare i fiumi svizzeri. Ma ciò è possibile solo grazie a corsi d'acqua sani e collegati fra loro, che consentano ai salmoni di spostarsi liberamente.
Il WWF si impegna in favore del ritorno del salmone. Per questo proteggiamo gli avvallamenti scavati dai salmoni per deporre le uova, rivitalizziamo vari tratti di fiumi e forniamo consulenza alle centrali idroelettriche nella realizzazione di passaggi per i pesci. Assieme ai nostri partner valorizziamo i corsi d'acqua. A livello locale, mettiamo a disposizione delle associazioni di pescatori le nostre competenze specifiche nel campo dei progetti per l'acqua. A livello nazionale, intratteniamo intensi scambi con autorità ed esperti nel campo dell'ittica e della protezione dei corsi d'acqua. Nella Commissione internazionale per la protezione del Reno è in corso un dibattito sui temi della migrazione ittica, della rivitalizzazione delle acque e delle modalità di liberazione del salmone atlantico nelle acque renane.
In Svizzera sono già stati rivitalizzati alcuni importanti tratti di fiumi popolati un tempo da salmoni. Di questa valorizzazione beneficiano anche altre specie ittiche interessate dalla dinamica dei corsi d'acqua. Inoltre, se i fiumi si sviluppano in modo naturale, migliora anche la qualità della vita umana.
Con la campagna «Ritorno del salmone» abbiamo sensibilizzato l'opinione pubblica sul problema degli ostacoli che i salmoni incontrano sul loro tragitto in Alsazia. In pochi mesi ben 12 000 persone si sono espresse a favore del ritorno di questi pesci migratori su lunga distanza. A questo punto è fondamentale che le centrali elettriche della francese Électricité de France rimuovano gli ostacoli sul percorso dei salmoni in Alsazia.
Garantire la libera circolazione dei pesci
Il corso di molti fiumi risulta frammentato per la presenza di chiuse o centrali elettriche. I pesci non sono liberi di muoversi. Il WWF vuole promuovere il collegamento fra il Reno e i suoi affluenti. Il salmone deve tornare ai siti di riproduzione originari in Svizzera. Il collegamento dei corsi d'acqua va a vantaggio anche di tutte le altre specie ittiche migranti.
Scale per la salita e la discesa dei pesci
Le scale di risalita collocate presso gli impianti idroelettrici per aiutare i pesci a risalire i fiumi devono essere adatte alle esigenze dei salmoni. Inoltre deve essere garantita la discesa dei pesci verso valle. Stiamo lavorando a impianti pilota idonei che permettano a un numero crescente di salmoni di tornare verso il mare.
Tutelare l'habitat
Dobbiamo proteggere l'habitat dei salmoni. Occorre quindi evitare di inserire ulteriori ostacoli nei fiumi in cui migrano.
Più ghiaia per i salmoni
Il salmone ha bisogno di ghiaia per deporre le uova, ma molti fiumi dell’Altipiano svizzero ne sono ormai privi. Per sopperire a questa carenza occorre immettere nuova ghiaia.
Stiamo lavorando per il ritorno del salmone
I nostri progetti hanno un chiaro obiettivo: fiumi in buono stato di salute e ricchi di biodiversità.
Cosa puoi fare tu
Sostienici con una donazione a favore dell’habitat del salmone. O scarica l’app Guida WWF sul tuo smartphone e informati con la guida all’acquisto su quali prodotti di pesce e frutti di mare puoi consumare senza preoccupazioni.