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Il diritto di revoca, nel caso di un acquisto a rate o di un contratto leasing, continua a dividere le Camere federali, che non riescono a trovare un compromesso sul progetto di legge sulla protezione dei consumatori.
Il Consiglio degli Stati ha infatti ribadito oggi la sua opposizione all'idea di un indennizzo ai venditori per la perdita di valore dell'oggetto comperato e poi restituito.
La settimana scorsa il Nazionale - con 118 voti contro 73 - aveva invece deciso che i consumatori che vorranno far valere il diritto di revoca saranno tenuti a pagare un adeguato indennizzo.
In aula, il consigliere nazionale Giovanni Merlini (PLR/TI) aveva spiegato che questa modifica è giustificata dal rischio di abuso che verrebbe favorito in certi settori. Il ticinese aveva fatto l'esempio di un'automobile in leasing che, durante i quattordici giorni nei quali è possibile far valere il diritto di revoca, può essere utilizzata intensamente percorrendo molti chilometri.
Oggi, a nome della commissione, Stefan Engler (PPD/GR) ha sottolineato che questa modifica è inutile, poiché è già contemplata nella maggior parte dei contratti di acquisto. Ritenendo che con questa aggiunta si riduca ancor più il diritto dei consumatori, i "senatori" hanno quindi mantenuto la divergenza con il Nazionale.