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L’Agenzia mondiale antidoping (Ama) ha annunciato che riconsidererà l’inclusione della cannabis nell’elenco delle sostanze vietate. Pur restando vietata anche nel 2022, nei prossimi mesi verrà effettuata revisione scientifica della sostanza, sulla scia del polverone scatenato dopo il caso della velocista statunitense Sha’Carri Richardson, esclusa dalle Olimpiadi in Giappone dopo una squalifica di trenta giorni per essere risultata positiva alla marijuana in occasione dei Trial statunitensi. Oltre oceano l’episodio aveva aperto un dibattito sulla presenza della cannabis nella lista dei prodotti dopanti dell’Ama, e molte celebrità, ma pure atleti e politici avevano criticato una penalizzazione che considerano ormai superata e non necessaria. Del resto, anche il capo della Federazione internazionale di atletica Sebastian Coe aveva fatto un appello in tal senso a margine degli ultimi Giochi. «Nulla è impresso nel marmo: ci si adatta, e se del caso si rivaluta. E oggi non è irragionevole avere una revisione», aveva detto da Tokyo.
«A seguito delle richieste arrivate da più parti – dicono dall’Agenzia mondiale antidoping – il comitato esecutivo ha approvato la decisione del gruppo consultivo di esperti per avviare nel 2022 una revisione
scientifica dello stato della cannabis», aggiungendo comunque che l’assunzione di cannabis rimarrà vietata in competizione anche nel 2022.