Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/189477

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di aumentare in modo significativo il dazio sulle importazioni per l'olio di palma e i suoi derivati affinché, tramite l'incremento del prezzo rispetto ai prodotti di sostituzione, si possa porre un freno alla dannosa crescita del consumo di olio di palma.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso il 24 agosto 2016 sulla mozione 16.3558, avente pressoché lo stesso contenuto. Esso ritiene che le considerazioni esposte a suo tempo in merito siano tuttora attuali.</p><p>Secondo la statistica del commercio estero, dal 2000 al 2013 le importazioni di olio di palma sono triplicate, raggiungendo quota 35 000 tonnellate. Nel 2017 ammontavano a 29 000 tonnellate, di cui il 40 per cento importato a dazio zero dal gruppo dei Paesi meno avanzati (p. es. Cambogia). In mancanza di rilevazioni specifiche, in questo quantitativo non sono considerati l'olio di palmisti e l'olio di palma contenuto in prodotti trasformati. Dal profilo della resa, l'olio di palma supera colture campicole come girasole, colza o soia, tant'è che per produrre lo stesso quantitativo di olio è necessaria una superficie minore.</p><p>Nel periodo dal 2000 al 2017 la superficie indigena messa a semi oleosi è passata da 19 000 a 28 000 ettari. Rispetto ad altri Paesi, la superficie coltiva indigena per abitante è esigua ed è interamente utilizzata. L'ampliamento di una coltura campicola comporta pertanto la riduzione di un'altra. Considerate le abitudini alimentari attuali, a complemento di una produzione indigena sostenibile è imprescindibile importare derrate alimentari dall'estero per approvvigionare la popolazione svizzera.</p><p>Dazi e contingenti non sono strumenti adeguati per migliorare la sostenibilità. Nell'ottica di un ordinamento economico liberale con attori di mercato capaci di adeguarsi al cambiamento, il Consiglio federale è pertanto del parere che standard di sostenibilità volontari siano uno strumento di mercato più efficace per incrementare la sostenibilità e la trasparenza lungo le catene di approvvigionamento internazionali rispetto al rincaro di singoli prodotti a prescindere dai processi di produzione alla base di tali prodotti e dagli effetti ambientali dei loro sostituti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.