Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/150600

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le possibilità di allestire una convenzione internazionale sulle successioni o di adottare qualsiasi altra misura che eviti alla Svizzera l'esclusione dallo spazio giuridico di questo settore, creato dal regolamento 650-2012 dell'Unione europea (UE).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il regolamento UE sulle successioni (regolamento [UE] n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012) armonizza le norme sulla competenza e il diritto applicabile in materia di successione nell'UE, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni, nonché l'accettazione e l'esecuzione di atti pubblici in tale materia. Introduce inoltre un certificato successorio europeo, rilasciato per l'utilizzo in un altro Paese dell'UE. Questo regolamento sarà applicato in tutti gli Stati membri dell'UE (tranne la Danimarca, il Regno Unito e l'Irlanda) alle successioni di persone che decederanno a partire dal 17 agosto 2015. Non tange il diritto successorio materiale degli Stati membri.</p><p>Sebbene non si applichi formalmente alla Svizzera, che non fa parte dell'UE, il regolamento comporta ripercussioni considerevoli per i cittadini svizzeri il cui ultimo luogo di dimora abituale si trovava in uno Stato membro dell'UE e per le persone domiciliate in Svizzera che possiedono valori patrimoniali in un Paese UE. Per quanto riguarda il foro competente, l'interazione tra il nuovo regolamento UE sulle successioni e le disposizioni in materia successoria della legge federale sul diritto internazionale privato (RS 291) può comportare in particolare che due giudici si dichiarino competenti per la medesima successione (conflitto positivo di competenza). Quanto al riconoscimento delle decisioni giudiziarie estere, si prevede inoltre che la Svizzera sarà più spesso obbligata a riconoscere ed eseguire decisioni provenienti dallo spazio UE. Nel contempo, il regolamento non uniforma il riconoscimento delle decisioni giudiziarie, degli atti pubblici e delle transazioni giudiziarie dei Paesi terzi (come la Svizzera) da parte degli Stati membri dell'UE.</p><p>Il Consiglio federale si accinge ad analizzare la necessità di un intervento. Questa non è ancora data, tanto più che non è escluso che la giurisprudenza possa attenuare determinati attriti tra i testi normativi. Il Consiglio federale è sempre aperto al dialogo sul piano internazionale al fine di evitare difficoltà giuridiche nei casi di successioni transfrontaliere. Attualmente non è tuttavia ancora possibile valutare l'opportunità e la fattibilità di uno strumento internazionale o di altre misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.