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I governi europei sono alla ricerca di una soluzione alla crisi migratoria e in questo senso l'Austria ha deciso l'invio dell'esercito, in supporto alla polizia che già sta operando lungo il confine con l'Ungheria.
La stessa Austria, la Slovacchia, la Repubblica Ceca e i Paesi Bassi, così come già optato dalla Germania, hanno deciso di introdurre controlli temporanei alle frontiere, ma, come ribadito dal cancelliere austriaco, il diritto di chiedere asilo non è messo in discussione.
Della stessa opinione è la Germania, secondo cui la misura presa in merito ai controlli alle frontiere era necessaria, ma l'atteggiamento non cambierà e continuerà a essere guidato dai principi dell'umanità e della sicurezza, come affermato dal portavoce del governo. Intanto il vicecancelliere Sigmar Gabriel si aspetta che i migranti che arriveranno nel paese nel 2015 saranno circa un milione, contro gli 800'000 richiedenti l'asilo stimati fino ad ora.
Intanto l'Ungheria, dove l'afflusso continua sostenuto (domenica sono entrati 5'809 persone in marcia sulla rotta balcanica), ha completato la chiusura del principale punto di accesso al paese dalla Serbia, a Röszke. Domani, martedì, entrà in vigore la nuova legislazione anti migranti.
ATS/ads
Dal TG20:
- RG 18.30 del 14.9.2015 Il servizio di Tomas Miglierina
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