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BERNA - Ben quattro iniziative popolari sono in preparazione per frenare l'incessante incremento dei premi delle casse malattia. Due, elaborate dai consiglieri di Stato Pierre-Yves Maillard (VD/PS) e Mauro Poggia (GE/MCG), saranno pubblicate sul Foglio federale già la prossima settimana.
Il primo testo, che verrà presentato domani alla stampa, chiede che venga autorizzata la realizzazione di istituzioni cantonali o regionali incaricate di fissare e incassare i premi. Si tratta di creare «un calderone comune - sotto forma di cassa di compensazioni - nel settore della salute», aveva spiegato Maillard in un'intervista pubblicata il 12 settembre dall'Express e L'Impartial.
Ogni cantone sarebbe libero di creare o meno un'istituzione per favorire la trasparenza. Questo sistema dovrebbe «garantire che gli aumenti dei premi si limitino esattamente, ogni anno e per tutti gli assicurati, all'evoluzione effettiva dei costi della sanità». Questa proposta è sostenuta in Romandia da rappresentanti socialisti e PPD, medici, dall'Associazione di difesa dei pensionati AVIVO e da quella dei consumatori (FRC).
In Ticino una mozione di Michela Delcò Petralli (Verdi) del novembre 2014, che chiedeva al governo di impegnarsi per creare una cassa malattia pubblica in collaborazione con altri cantoni e in concorrenza con le casse private, ha recentemente ricevuto parere negativo da parte del Consiglio di Stato.
La seconda iniziativa chiede di vietare ai parlamentari federali di far parte dei consigli di amministrazione, della direzione o dell'organo di sorveglianza di un assicuratore che opera nel settore dell'assicurazione di base. Inoltre non dovrebbero poter ricevere remunerazioni, in qualsiasi forma, da parte delle casse.
Nel 2014, 40 parlamentari federali erano legati a un assicuratore malattia e rappresentavano oltre un terzo dei membri delle commissioni della sanità, aveva rilevato il consigliere di Stato neocastellano Laurent Kurth, all'Express e all'Impartial. Questi legami li spingono a mettere gli interessi di pochi davanti dell'interesse di tutti, aveva aggiunto. Anche questo testo è sostenuto da personalità provenienti da diversi partiti e organizzazioni.
Altre due proposte su questo tema sono allo studio. Il Partito socialista sta preparando un'iniziativa che chiede di limitare i premi di cassa malattia al 10% del reddito disponibile dell'assicurato. In giugno i delegati hanno incaricato il comitato centrale di elaborare un testo in questo senso. Sarà esaminata la possibilità di adattare e armonizzare a livello cantonale i criteri per ottenere le riduzioni individuali per i premi e l'aumento del contributo della Confederazione a simili riduzioni.
Il PPD invece vorrebbe ancorare nella Costituzione federale il principio di freno ai costi sanitari. «La sanità nel settore dell'assicurazione obbligatoria costa 30 miliardi di franchi l'anno. L'Ufficio federale della sanità pubblica stima i risparmi possibili al 20% di questa somma, pari a 6 miliardi», ha precisato la segretaria generale Béatrice Wertli.
Il sistema elaborato dal PPD prevede che il Consiglio federale intervenga adottando misure in collaborazione con i cantoni e i partner tariffali quando i costi per assicurato aumentano in maniera più marcata rispetto a determinati indici non ancora stabiliti con precisione (salari nominali, indice dei prezzi, ecc).
Il PPD esita a lanciare un'iniziativa visto che sono già stata presentate due mozioni che vanno nella stessa direzione. «Vogliamo prima sfruttare le vie offerte dal Parlamento. Se dovessero fallire, allora ci rivolgeremo al popolo», ha aggiunto la segretaria generale.