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Si apre questa mattina al Tribunale penale federale a Bellinzona il processo a carico di due uomini d’affari tra i principali protagonisti dello scandalo del fondo statale malesiano 1MDB, che tra le altre cose ha portato alla scomparsa della Banca della Svizzera italiana.
I due sono accusati di truffa, amministrazione infedele e riciclaggio per la loro implicazione nella vasta operazione di occultamento di fondi orchestrata dall’ ex premier malese Najib Razak e dal suo consigliere Jho Low. Un affare complessivo da 4,5 miliardi di dollari.
I due imputati hanno entrambi doppio passaporto: svizzero e saudita uno, svizzero e britannico l’altro. Secondo l’accusa avrebbero ottenuto il versamento di 1,8 miliardi di dollari dal fondo 1MDB sui conti ginevrini della società Petrosaudi, che si sarebbe presentata come una compagnia pubblica saudita attiva nel settore petrolifero. In realtà si trattava di una scatola vuota che millantava di avere licenze per estrazioni in Turkmenistan e Argentina.
Quello svizzero è solo uno dei filoni giudiziari dello scandalo. In Malesia, Razak sta scontando una pena di 12 anni di prigione, ridotti a sei lo scorso febbraio dal comitato per i provvedimenti di grazia. Gli è stata anche comminata un’ammenda da 44 milioni di franchi.