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Il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ha potuto visitare circa mille detenuti in Libia: prigionieri, nella metà dei casi, del regime di Tripoli, e nell'altra in mano ai ribelli. Lo ha affermato oggi a Ginevra Paul Castella, il capo della delegazione del Cicr in Libia.
Le visite continueranno, ha aggiunto, sottolineando la "buona collaborazione" raggiunta dall'organizzazione umanitaria con le due parti in conflitto.
Presente da fine febbraio nel Paese, il Cicr svolge attività umanitarie in numerosi settori: occupandosi della emergenza alimentare, della situazione sanitaria, e della bonifica dei terreni infestati dalle armi inesplose.
Il capo delegazione del Cicr ha evocato la difficile situazione sanitaria nel sud-ovest della Libia, in particolare nelle città di Sabha e Murzuq, dove medicinali essenziali, vaccini e materiale sanitario scarseggiano. Inoltre, allo scenario tracciato da Castella, si aggiunge un'epidemia di morbillo che si diffonde da Sabha ed ha raggiunto il Ciad.
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