Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/104271

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il popolo svizzero sarebbe particolarmente scettico in ordine all'adesione al Fondo monetario internazionale (FMI) e agli imminenti aumenti di capitale qualora il nostro Paese perdesse il proprio seggio nel consiglio esecutivo del FMI?</p><p>L'Europa è sull'orlo di un'enorme crisi del debito che cambierà il continente. La Svizzera è uno dei pochi Paesi che dispongono di finanze solide. Il nostro Paese parteciperà agli aumenti di capitale che devono salvare gli Stati europei e le loro banche dalla bancarotta. Questo è giusto. Però non si capisce come mai in concomitanza con l'invito fatto dal presidente Sarkozy alla Svizzera di partecipare ai preparativi del prossimo vertice del G-20, taluni Paesi europei attaccano il gruppo di Paesi della Svizzera in seno al FMI con l'obiettivo di farci perdere il nostro seggio nel consiglio esecutivo. La popolazione segue attentamente questo doppio gioco e non sarà verosimilmente disposta a concedere nuovi prestiti al FMI, se il nostro Paese perderà i propri diritti di cogestione nel consiglio esecutivo. La richiesta di uscire dal FMI e dalla Banca mondiale non proverrà più solo dai critici di sinistra della globalizzazione. Sembra pertanto possibile che esista una maggioranza popolare favorevole all'uscita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'adesione alle istituzioni di Bretton Woods, vale a dire alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale (FMI), è avvenuta nel 1992 sulla base di una decisione popolare. Nel pertinente messaggio il Consiglio federale aveva espresso l'intenzione di assumere un seggio sia nel FMI sia nella Banca mondiale. Grazie alla quota di partecipazione e di capitale di allora nonché a circostanze uniche la Svizzera è riuscita a costituire un gruppo di Paesi e ad assumerne la presidenza.</p><p>A seguito delle elezioni di metà novembre 2010 nel consiglio esecutivo del FMI, la sua composizione rimarrà invariata fino al mese di novembre del 2012. Fino a quella data la Svizzera presiederà un gruppo di voto sia nel FMI sia nella Banca mondiale e manterrà un direttore esecutivo permanente in entrambe le istituzioni.</p><p>Tuttavia, alla fine del 2012 le quote di partecipazione e di capitale di molti Stati industrializzati in seno al FMI diminuiranno lievemente. In questo modo il FMI tiene conto del peso politico-economico di Paesi emergenti come Cina, Brasile, ma anche Turchia e altri. Ne consegue che la Svizzera retrocederà nella graduatoria del numero di quote e della consistenza della quota di capitale dall'attuale 14a posizione alla 19a.</p><p>Per la Svizzera sarà pertanto più difficile far valere il diritto alla presidenza esclusiva all'interno di un gruppo di Paesi. Questo viene ulteriormente complicato dal fatto che a seguito della riforma della governance approvata dal FMI, altri due Paesi emergenti assumeranno la presidenza di un gruppo di voto. In questo modo, con un numero immutato di seggi, due Paesi europei sviluppati perderanno la presidenza dei gruppi di voto.</p><p>Secondo il Consiglio federale la rappresentanza nel consiglio esecutivo deve essere definita in base all'importanza economica di un Paese, alla rilevanza sistemica del suo settore finanziario e della sua valuta nonché al suo contributo al finanziamento del FMI. In base a questi criteri la pretesa della Svizzera di avere una rappresentanza permanente nel consiglio esecutivo del FMI è giustificata. Pertanto, anche in queste condizioni difficili il Consiglio federale persegue attivamente l'obiettivo di rappresentare in maniera ottimale gli interessi della Svizzera nel FMI.</p><p>Proprio nella situazione attuale è molto importante che la Svizzera - specialmente anche in tempi di crisi - possa essere riconosciuta dalla comunità internazionale come un partner affidabile. I contributi proposti dal Consiglio federale a titolo di aiuto speciale al FMI nonché a favore dei nuovi accordi di credito e del Fondo fiduciario del FMI per la lotta contro la povertà e la crescita tengono conto della responsabilità della Svizzera in qualità di Paese importante sotto il profilo sistemico e della presidenza di un gruppo di voto. Al riguardo occorre sottolineare che eventuali crediti concessi al FMI nell'ambito dei nuovi accordi di credito vengono remunerati al tasso di mercato e che in ogni caso il FMI ha saldato i suoi debiti. Le erogazioni di fondi al FMI sono fondamentali per tutelare la posizione della Svizzera dal 2012 in avanti. I diritti di voto all'interno dell'istituzione sono direttamente connessi con il numero di quote dei singoli Paesi. Nella prima metà del 2011 il Consiglio federale intende pertanto presentare alle Camere un messaggio concernente la partecipazione del nostro Paese all'aumento delle quote e del capitale del FMI.</p>