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Effetti della Melatonina nelle donne in Perimenopausa e Menopausa: uno studio randomizzato e doppio-cieco.
I livelli di melatonina notturna nell’uomo e nei mammiferi declinano progressivamente nel corso dell’invecchiamento. Anche la funzione della tiroide e delle ghiandole sessuali (ovaie e testicoli) declina progressivamente, mentre al contrario aumenta costantemente nell’ipofisi la produzione delle gonadotropine (LH e FSH), ormoni che regolano i ritmi mestruali e la produzione di estrogeni e progesterone nelle ovaie e di testosterone nei testicoli.Tale aumento di LH e FSH è un chiaro segnale di invecchiamento delle funzioni sessuali sia nell’uomo che nella donna (menopausa e andropausa). Nostri studi precedenti con animali da laboratorio avevano dimostrato che la somministrazione notturna di melatonina in animali senescenti, come pure anche il trapianto di pineale da animale giovane a vecchio producano una vera e propria inversione del decadimento sessuale, dimostrabile mediante la misurazione, nella parte del cervello che regola la funzione degli organi sessuali (ipotalamo), dei recettori che controllano la sintesi di LH e FSH (gonadotropine) nella ghiandola ipofisi. Tali stupefacenti risultati ci hanno indotto a studiare gli effetti della melatonina in donne negli anni che vanno dalla pre-menopausa e perimenopausa (da 42 a 52 anni circa) fino alla menopausa (da 52 a 62 anni circa).
La domanda era: è la melatonina della pineale, i cui livelli ematici decrescono nel corso dell’invecchiamento del tratto sessuale-riproduttivo della donna, responsabile della, e/o direttamente collegata alla menopausa? Siamo in grado di modificare o eventualmente frenare il corso della menopausa mediante somministrazione notturna di melatonina? Una misurazione di melatonina nella saliva prima dell’inizio dello studio ha permesso di selezionare donne con bassi livelli notturni di melatonina, donne con livelli medi notturni di melatonina e donne con alti livelli notturni di melatonina, allo scopo di verificare se i possibili effetti della melatonina somministrata dipendesse solo da uno stato di carenza di melatonina individuale nelle donne in esame.Le donne sono state rigorosamente divise in gruppi omogenei (gruppo melatonina e gruppo placebo) in rapporto all’età ed ai livelli di melatonina notturna. Sono stati effettuati esami preliminari ormonali e le donne hanno risposto a domande mediante un questionario, riguardante i sintomi e disturbi psichici e neurovegetativi tipici del climaterio femminile. Metà delle donne selezionate ha poi assunto 3 mg di melatonina purissima mentre l’altra metà ha assunto PLACEBO, con il classico sistema doppio-cieco (né il medico né la paziente sanno se viene assunta la sostanza in esame o il placebo). Dopo tre e sei mesi dall’inizio del trattamento sono stati ripetuti gli esami ormonali iniziali e le donne hanno risposto nuovamente al questionario.
I risultati ottenuti dopo tre e sei mesi, tempo eticamente accettabile per la somministrazione del placebo hanno dimostrato quanto segue:
- Tutte le donne, in particolare quelle con bassi livelli notturni di melatonina, hanno avuto un sorprendente miglioramento di uno stato latente e insospettato di ipotiroidismo. Si è infatti osservato un aumento dell’ormone attivo triiodotironina (T3) in tutte le donne indipendentemente dai loro livelli notturni di melatonina e in minor misura del precursore tiroxina (T4) solo nelle donne con livelli medi e bassi di melatonina endogena.
- Nel corso di sei mesi, i 3 mg di melatonina somministrati hanno prodotto un decremento nel sangue dell’ormone ipofisario LH (che aumenta progressivamente nel corso dell’invecchiamento), in particolare nelle donne più giovani (43 a 49 anni). Quindi il recupero ormonale è più rapido e pronunciato nelle donne più giovani.
- L’altra notizia chiara ed evidente emersa dai nostri risultati, oltre il netto miglioramento della funzione tiroidea, è stata l’arresto dell’aumento e addirittura l’inversione e la diminuzione dei livelli di LH nelle donne trattate con melatonina notturna, il che equivale ad un chiaro restauro delle funzioni ormonali che regolano l’ovulazione. Ancora una volta l’effetto è stato progressivamente più rapido e marcato nel gruppo di donne più giovani (da 40-42 a 50 anni circa).
- A conferma di quanto sopra ben sette donne, a distanza di due e più anni dalla menopausa (dopo l’interruzione definitiva delle mestruazioni), hanno riacquistato un normale ritmo mestruale giovanile fisiologico. “Il loro numero aumenta ogni giorno al dicembre 2001” (Nota aggiunta)
- Infine, il 96 percento delle donne che avevano assunto melatonina hanno denunciato una totale scomparsa della depressione mattutina, tipica delle donne in perimenopausa e in menopausa.
I nostri risultati dimostrano che esiste un chiaro rapporto di causa-effetto tra la funzione della ghiandola pineale e la secrezione di melatonina da una parte, e l’invecchiamento delle funzioni sessuali della donna dall’altra. Il declino della sintesi di melatonina nell’invecchiamento ci segnala quindi chiaramente l’alterazione centrale del controllo dei cicli ormonali giovanili e la progressiva estinzione della fertilità delle donne.
I nostri risultati mostrano che la somministrazione notturna di melatonina produce un recupero netto della funziona tiroidea (sintesi di T3 e T4) e ipofisaria (LH, FSH) nella direzione di un ringiovanimento delle funzioni sessuali-riproduttive. Tale effetto della somministrazione di melatonina è più evidente nelle donne più giovani e in quelle con bassi livelli notturni di melatonina endogena.La continuazione del nostro studio è in grado di mostrare nel corso degli anni fino a che punto la melatonina sia in grado di ritardare e forse invertire l’invecchiamento delle funzioni sessuali della donna, e come tale segnale sia in relazione allo sviluppo delle malattie tipiche della senescenza.