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Quella attuale potrebbe sembrare una vera e propria bolla speculativa sul prezzo di Bitcoin. Ma il confronto con le due grandi bolle speculative del passato sembra raccontare un’altra storia.
La prima grande bolla speculativa sul prezzo di BTC infatti si ebbe nel 2013.
Nel novembre del 2012 c’era stato il primo halving, ed il dimezzamento della produzione di nuovi BTC ebbe come effetto una significativa riduzione dell’offerta sui mercati finanziari.
Al momento dell’halving il prezzo era di circa 12$, e ad inizio 2013 non si era ancora allontanato molto da quella soglia.
Tuttavia, da lì a breve, iniziò un primo rally che lo portò fin sopra i 100$ già ad aprile, per poi assestarsi più o meno su quella cifra fino ad ottobre.
A quel punto si innescò una vera e propria bolla speculativa, totalmente insostenibile, che portò il prezzo fino ad oltre 1.100$ a fine anno. La bolla scoppiò attorno alla metà di dicembre, facendo poi precipitare il prezzo fino a 360$ ad aprile 2014.
In altre parole, l’incredibile crescita del prezzo dei primi mesi del 2013, ovvero più di dieci volte in pochi mesi, alla fine non risultò essere una bolla, perchè il prezzo da lì in avanti non scese mai più sotto quella cifra.
Tuttavia, quella di fine anno risultò invece essere una vera e propria bolla speculativa, poi scoppiata.
Nel luglio del 2016 ci fu il secondo halving ed accadde qualcosa di simile.
Agli inizi dell’anno successivo, il 2017, il prezzo era già tornato sui massimi storici di 1.100$ di fine 2013. Ma la crescita non si fermò lì.
Infatti, a partire da marzo si innescò un primo rally che, tra alti e bassi, portò il prezzo di BTC a sfiorare i 5.000$ a settembre. Ma ad ottobre 2017 si innescò una nuova bolla speculativa assolutamente insostenibile, che portò il prezzo di bitcoin a 20.000$ a dicembre.
Poi la bolla scoppiò, ed il prezzo a febbraio 2018 era tornato a 6.000$.
Pertanto anche nel 2017 si innescò un primo rally organico fino a settembre, seguito da una bolla speculativa insostenibile negli ultimi tre mesi dell’anno, molto simile a quella di fine 2013.
Nel 2020 c’è stato il terzo halving di bitcoin, ma stavolta anche durante l’anno dell’halving si è verificato un vero e proprio rally che ha portato il prezzo a stabilire i nuovi massimi a dicembre.
Anzi, ad inizio 2021 il prezzo è arrivato a doppiare i record del precedente ciclo.
Perché questa volta Bitcoin non è in una bolla speculativa
L’attuale rally tuttavia non sembra simile alle bolle speculative di fine 2013 o fine 2017, ma sembra molto più simile ai rally che hanno caratterizzato i primi nove mesi di questi due anni.
Se anche questa volta la storia si ripetesse, non solo sarebbe improbabile che il rally in atto fosse una bolla speculativa, ma questa potrebbe in realtà dover ancora avvenire.
Grazie alle grandi bolle speculative del passato, nel 2013 il prezzo si moltiplicò di quasi cento volte in un anno, mentre nel 2017 si moltiplicò di circa 20 volte.
Nel 2021 il prezzo per ora non è nemmeno raddoppiato rispetto a quello di fine 2020, pertanto sicuramente quella in atto non è una bolla speculativa simile a quelle del passato.
Ciò non toglie che potrebbe anche trattarsi di una mini-bolla, come se ne formano in continuazione sul prezzo di BTC, ma nulla a che vedere con ciò che accadde a fine 2013 o fine 2017.