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All’inizio degli anni Sessanta, spinta dai problemi di salute della figlia primogenita, Carla Bossi-Caroni fondò, assieme alle famiglie Rimoldi e Bordoni, l’associazione di sostegno per i bambini diversamente abili “La Foce”. Nel 1966 divenne socia del Lyceum della Svizzera italiana: da questo momento essa profuse numerose energie in ambito culturale, sociale e per la promozione dei diritti femminili. Nel 1968 entrò a far parte della sezione “Ricevimenti” del Club e nel 1972 divenne membra pure della sezione “Sociale”.
Nel 1972 fu proposta come membra di comitato e presidente dal 1980 al 1989 della Federazione ticinese delle Società Femminili (FTSF, oggi Federazione Associazione Femminili Ticino, FAFT) e, nello stesso anno, grazie alle sue ottime conoscenze della lingua tedesca, pure come membra del comitato centrale dell’Alleanza delle Società femminili svizzere. Carla Bossi-Caroni si mobilitò parecchio sia a livello federale sia a livello cantonale nell’ambito dell’iniziativa per la modifica dell’articolo costituzionale 4bis concernente la parità tra i sessi.