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Non sarà introdotto a breve termine il deposito sulle bottiglie in PET. Oggi il Consiglio nazionale ha respinto con 110 voti contro 81 e due astenuti una mozione di Silva Semadeni (PS/GR) che chiedeva di aumentare la quota di riciclaggio delle bottiglie al 90%, che avrebbe appunto avuto come conseguenza l'introduzione di un deposito.
Attualmente il tasso minimo previsto dall'ordinanza sugli imballaggi per bevande (OIB) è del 75%. Se le bottiglie in vetro, in PET o le lattine in alluminio non dovessero raggiungere questa quota è prevista l'introduzione di un deposito.
Secondo l'UFAM, la quota effettiva raggiunta nel 2011 era pari al 94% per il vetro, al 91% per l'alluminio e all'81% per il PET. È quindi possibile fare di più per queste ultime bottiglie, anche per combattere il cosiddetto "littering", ha sostenuto Semadeni.
La consigliera federale Doris Leuthard, pur condividendo il parere secondo cui le quote di riciclaggio possono ancora essere aumentate, ha tuttavia affermato che tale obiettivo deve essere perseguito dal settore della vendita. Introdurre un sistema di deposito sarebbe inoltre molto caro e i costi ricadrebbero sui consumatori. Non è poi sicuro che aumenterebbe la quota di riciclaggio, dato che i circa 30'000 punti di raccolta gestiti da PET-Recycling-Schweiz diventerebbero inutili.
Due anni fa, il 17 aprile 2013, il Nazionale aveva già respinto - con 90 voti contro 58 e 17 astenuti - una iniziativa parlamentare di Aloïs Gmür (PDC/SZ) che chiedeva l'introduzione di un deposito obbligatorio per le lattine e le bottiglie per bevande.
SDA-ATS