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L’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio lancia una nuova politica forestale destinata ad aumentare il sostegno al settore privato e a diminuire le sovvenzioni.
Il progetto, che irrita gli ambienti ecologisti, dovrebbe costare 2,7 miliardi di franchi fino al 2015.
La società si aspetta molto dal bosco, che deve contribuire alla protezione dell'ambiente e della diversità delle specie, garantire acqua potabile pulita, offrire spazi creativi ad un numero sempre crescente di persone interessate e continuare a fornire legno a prezzi contenuti.
D'altra parte, però, occorre fare i conti con la crisi dell'economia del legno. Il bosco non è più in grado di assicurare un'utilizzazione redditizia delle proprie risorse e, di conseguenza, i suoi proprietari hanno sempre meno interesse a curarlo.
C'è pertanto il rischio che questo ecosistema non possa più fornire alla società le prestazioni che essa richiede. Il nuovo programma forestale svizzero (PF-CH) intende far fronte a queste sfide.
Elaborato negli ultimi anni su incarico del consigliere federale Moritz Leuenberger e con la partecipazione di tutti i settori legati al bosco, il PF-CH costituirà la base della nuova politica forestale della Confederazione fino al 2015.
Bosco di protezione e biodiversità
Secondo quanto proposto dal programma, in futuro la Confederazione dovrebbe contribuire esclusivamente al finanziamento dei settori che riguardano il bosco di protezione e la biodiversità.
Nessun contributo federale andrebbe invece più destinato alla produzione di legno nel bosco. In compenso, la Confederazione garantirebbe all'economia privata quella maggiore flessibilità che essa richiede, ad esempio mediante l'aumento della superficie massima per il taglio di sgombero.
Al contempo dovrebbe inoltre essere incrementata la produzione di legno, poiché quest'ultimo, come viene sottolineato nel PF-CH, oltre a costituire una materia prima rinnovabile e un vettore energetico importante, assorbe CO2, crea valore aggiunto nel Paese ed assicura 94'000 posti di lavoro.
Tali riflessioni hanno condotto alla formulazione di dodici obiettivi per il PF-CH. Cinque di essi sono stati dichiarati prioritari dal consigliere federale Moritz Leuenberger.
Si tratta della garanzia dell'efficacia a lungo termine del bosco di protezione, della salvaguardia e promozione della biodiversità, della salvaguardia della qualità del suolo e dell'acqua potabile, del potenziamento dello sfruttamento del legno quale fonte di valore aggiunto e dell’incremento della redditività delle aziende forestali.
Attuazione immediata
Entro l'autunno il Dipartimento federale dell'ambiente sottoporrà al Consiglio federale il relativo messaggio per la procedura di consultazione.
Il programma forestale propone diverse misure per il raggiungimento di questi obiettivi. Alcune di esse richiedono modifiche legislative, come ad esempio la definizione di uno standard ecologico minimo per la gestione forestale o, in caso di dissodamenti in aree con superficie forestale in aumento, la rinuncia al rimboschimento compensativo in favore di misure di protezione della natura e del paesaggio.
Le misure che richiedono delle modifiche legislative saranno esaminate dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) nel corso dei prossimi mesi.
Vi sono però anche misure che saranno realizzabili in tempi molto brevi. È il caso della delimitazione del bosco di protezione secondo parametri uniformi, fissati dalla Confederazione, o dell'elaborazione di criteri per la definizione della biodiversità.
Costi inferiori a quelli attuali
Il nuovo programma costituisce la base per la revisione parziale della legge forestale. Il relativo messaggio del Consiglio federale sarà preparato entro l'autunno del 2004. Le deliberazioni parlamentari al riguardo sono previste per gli anni 2005 e 2006.
Secondo le stime effettuate, i costi complessivi che la Confederazione, i cantoni, i comuni e gli altri ambienti coinvolti sosterranno da qui al 2015 per la nuova politica forestale dovrebbero ammontare a 2,7 miliardi di franchi.
Di questi, circa 95 milioni all'anno sarebbero a carico dell'Ufficio federale dell'ambiente, foreste e paesaggio (UFAFP). Rispetto ad oggi verrebbero pertanto spesi circa 30 milioni di franchi in meno, e ciò in seguito all'approvazione del programma di sgravio 2003.
Pura illusione
Le prime reazioni alla presentazione della nuova politica forestale non si sono fatte attendere.
Per l’Economia forestale svizzera, l’associazione dei proprietari svizzeri di foreste, è assolutamente necessario migliorare la situazione economica dell’industria forestale se si vuole garantire uno sviluppo sostenibile dei boschi svizzeri.
In questo senso l’associazione ritiene che l'ammorbidimento moderato delle restrizioni, previsto dal nuovo programma, non minacci gli obiettivi legati alla protezione della natura e delle foreste.
Critici invece gli ecologisti. Per WWF, Pro Natura e l’Associazione svizzera per la protezione degli uccelli, il programma dell’UFAFP è un esperimento dall’esito incerto.
Le foreste svizzere vengono rese più “redditizie dal punto di vista economico, a scapito della natura”.
“I boschi svizzeri dovrebbero diventare industrialmente produttivi per poter affrontare la concorrenza sul mercato internazionale del legno con merce che costa poco, fabbricata su vasta scala” dichiara Damian Oettli, esperto presso il WWF Svizzera, “è una pura illusione e non ha nessun senso”.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il budget del nuovo programma forestale svizzero è di 2,7 miliardi di franchi.
L'Ufficio federale dell'ambiente contribuirebbe con 95 milioni di franchi all'anno, 30 milioni in meno di oggi.
L'industria del legno dà lavoro a 94'000 persone.
In breve
Il programma forestale svizzero (PF-CH) è la base della nuova politica del governo fino al 2015.
È una risposta alla crisi in cui si trova l'industria del legno e comprende dodici obiettivi di cui cinque prioritari.
Il programma propone che il governo sovvenzioni in futuro solo le prestazioni in due campi: quello dei boschi di protezione e quello della biodiversità.
L'industria privata potrà contare su una maggiore flessibilità mentre la produzione di legno non verrà più sovvenzionata.
Il parlamento delibererà sul nuovo programma nel 2005 e 2006.
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