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La senatrice Elizabeth Warren ha presentato una proposta di legge che punta a colpire gli exchange che consentono alla Russia di aggirare le sanzioni con le criptovalute.
Criptovalute e sanzioni alla Russia: la legge
La nuova proposta di legge nasce con l’intenzione di impedire che gli oligarchi russi aggirino le sanzioni internazionali con le criptovalute. La legge è stata annunciata nella giornata di ieri al termine di un’audizione con il CEO di Chainalysis Jonathan Levin. Nello spiegare l’iniziativa, la senatrice ha dichiarato:
“Nessuno può sostenere che la Russia può eludere TUTTE le sanzioni spostando tutti i suoi beni in crypto. Ma per gli oligarchi di Putin che stanno cercando di nascondere uno o due miliardi delle loro ricchezze, la crittografia sembra una buona opzione.
Ed è per questo che sto introducendo oggi il mio Digital Asset Sanctions Compliance Enhancement Act, insieme a nove membri del Comitato Bancario – incluso il Presidente del Comitato Servizi Armati del Senato, il Presidente del Comitato Intelligence del Senato, e il Presidente della Sottocommissione Stanziamenti della Difesa – e molti altri senatori.
Questo è un disegno di legge che autorizzerebbe il Presidente a sanzionare le imprese di criptovalute straniere che fanno affari con entità russe sanzionate e autorizzerebbe il Segretario del Tesoro ad agire”.
La nuova legge anti-crypto della senatrice Warren
Il Digital Asset Sanctions Compliance Enhancement Act si compone di cinque punti fondamentali:
- Richiede al Presidente di identificare gli attori stranieri di beni digitali che facilitano l’evasione delle sanzioni contro la Russia, e autorizza il presidente a sanzionare tali attori, proibendo loro le transazioni con persone statunitensi e bloccando i loro beni.
- Fornisce al Segretario del Tesoro una chiara autorità per proibire alle piattaforme di trading crypto di fare transazioni sotto la giurisdizione degli Stati Uniti con indirizzi di criptovalute che potrebbero essere in Russia.
- Affida alla FinCEN il compito di richiedere ai contribuenti statunitensi che effettuano transazioni maggiori di 10.000 dollari offshore di compilare il form 114 FBAR (Foreign Bank and Financial Accounts, per dichiarare i conti all’estero)
- Richiede al Dipartimento del Tesoro di riferire sui suoi progressi nell’attuazione di queste disposizioni, dando la possibilità di richiedere le risorse necessarie al Dipartimento per migliorare l’implementazione e i progressi nel coordinamento con i partner stranieri.
- Richiedendo al Dipartimento del Tesoro di emettere un rapporto che identifichi le piattaforme straniere che sono considerate ad alto rischio per l’evasione delle sanzioni, il riciclaggio di denaro o altre attività illecite.
Lotta contro Putin o contro le crypto
A leggere l’impianto di legge verrebbe da chiedersi se il fine sia combattere la Russia o l’utilizzo delle criptovalute in generale.
La senatrice Warren ufficialmente asserisce di voler contrastare il presidente russo.
Lei stessa ha spiegato:
“Putin e i suoi compari possono spostare, immagazzinare e nascondere la loro ricchezza usando le criptovalute, potenzialmente permettendo loro di eludere le storiche sanzioni economiche che gli Stati Uniti e i loro partner in tutto il mondo hanno imposto in risposta alla guerra della Russia contro l’Ucraina. Sono lieta di introdurre il Digital Asset Sanctions Compliance Enhancement Act con i miei colleghi per rafforzare il nostro programma di sanzioni e chiudere ogni possibilità di evasione russa”.
La senatrice Warren è sempre stata ostile verso le criptovalute. È chiaro da come la legge è strutturata che il fine è sicuramente impedire che i russi utilizzino le criptovalute per convertire i loro dollari e nasconderli alle sanzioni. Ma è altrettanto vero che la norma vorrebbe introdurre un controllo alle transazioni anche dei cittadini statunitensi e agli exchange crypto in generale.
Adesso starà al Congresso USA decidere cosa farne, consapevole che l’indirizzo arrivato dall’Ordine Esecutivo del Presidente Biden non è contrastare le crypto e gli exchange, ma lavorare per mantenere gli USA leader del settore.