Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/87837

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1° gennaio del 2010 sarà vietata la castrazione di lattonzoli senza anestesia. I risultati delle intense attività di verifica svolte nel quadro del progetto ProSchwein, cofinanziato dalla Confederazione, portano a ritenere che i metodi applicabili siano tre: la narcosi per inalazione, impiegata nel caso della castrazione chirurgica a scopo anestetico; la vaccinazione contro l'odore di verro; l'ingrasso di verri giovani. Purtroppo sembra però che sul piano attuativo sussistano delle differenze tra i singoli metodi. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Castrazione chirurgica con ricorso alla narcosi per inalazione</p><p>Stando alle verifiche svolte nel quadro di ProSchwein, anche applicando questo metodo sotto sorveglianza veterinaria il 5-10 per cento dei lattonzoli non verrebbero narcotizzati in modo corretto. Se esso venisse attuato su larga scala il problema potrebbe riguardare più di 100 000 animali ogni anno. Inoltre sarebbe necessario garantire l'uso a regola d'arte dei medicamenti utilizzati per lenire i dolori causati dalla castrazione chirurgica. </p><p>a. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito a questa "quota di errori"? In che modo le autorità esecutive possono assicurare che la narcosi per inalazione venga effettuata correttamente? Come possono svolgere un'attività di sorveglianza in quest'ambito? </p><p>b. Il Consiglio federale come valuta i rischi e la fattibilità della narcosi per inalazione di isoflurano? Le aziende suinicole di piccole e medie dimensioni possono sopportarne l'onere finanziario?</p><p>c. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito all'avvertimento lanciato da Swissmedic il 27 novembre 2008 in relazione agli effetti dannosi per il clima causati da un impiego su larga scala di isoflurano?</p><p>2. Metodi che non fanno ricorso alla castrazione chirurgica</p><p>Gli ambienti scientifici, i veterinari e le organizzazioni per la protezione degli animali preferiscono questi metodi per motivi inerenti alla protezione degli animali.</p><p>a. Come valuta il Consiglio federale i tre metodi - narcosi per inalazione, vaccinazione e ingrasso di verri giovani - sotto il profilo della protezione degli animali?</p><p>b. Il Consiglio federale condivide l'opinione degli esperti, secondo cui emergerebbe una tendenza a preferire i metodi che consentono di rinunciare alla castrazione chirurgica? Quali sono i provvedimenti concreti adottati in tal senso dal Consiglio federale?</p><p>c. Come valuta il metodo della vaccinazione sotto il profilo della sicurezza alimentare, della qualità delle carni e dell'attuabilità da parte dei contadini?</p><p>d. Per quale ragione, a differenza di quanto avviene nell'UE, l'ingrasso di verri giovani in Svizzera continua ad essere oggetto di scarsa considerazione?</p><p>e. Per quale motivo il "naso elettronico" sviluppato in Svizzera a tutt'oggi non viene impiegato?</p><p>f. La Confederazione è disposta a promuovere l'ingrasso di verri giovani mediante adeguati provvedimenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1a. Anche nel caso in cui l'isoflurano venga somministrato a regola d'arte, questo tipo di narcosi, praticata per la castrazione dei lattonzoli, comporta la possibilità che in alcuni casi l'anestesia risulti insufficiente. Per quanto attiene agli interventi di castrazione chirurgica effettuati ricorrendo alla narcosi per inalazione, non è ipotizzabile che le autorità esecutive svolgano una attività di sorveglianza sistematica. Sarebbero possibili unicamente dei controlli mediante campionatura.</p><p>1b. L'impiego di isoflurano per l'anestesia è poco adatto ad un uso su larga scala. La necessità di somministrare sedativi prima dell'intervento, la narcosi per inalazione e la castrazione chirurgica hanno, nel loro insieme, effetti sensibili sul benessere dei lattonzoli. Tutt'al più questo metodo risulta adeguato nelle aziende suinicole di grandi dimensioni, in cui è possibile garantire modalità operative di livello professionale. Nel caso in cui l'intervento venga effettuato dal detentore degli animali, i rischi possono essere ridotti grazie alla formazione obbligatoria (art. 32 dell'ordinanza sulla protezione degli animali; RS 455.1). I costi a carico delle aziende di piccole e medie dimensioni sono elevati: per ogni suinetto il loro ammontare varia tra 4 e 10 franchi. </p><p>1c. In Svizzera ogni anno vengono castrati circa 1,3 milioni di lattonzoli. Se tutti gli animali venissero narcotizzati prima dell'intervento utilizzando l'isoflurano, rispetto alle emissioni di gas serra prodotte in Svizzera la quota riconducibile all'impiego di questa sostanza per la narcosi dei lattonzoli da castrare corrisponderebbe allo 0,003 per cento. Pertanto gli effetti nocivi per il clima sarebbero minimi. </p><p>2a. La legge sulla protezione degli animali contempla il principio secondo sui è vietato infliggere ingiustificatamente dolori ad un animale (RS 455; art. 4 cpv. 2). Per motivi inerenti alla protezione degli animali sono da preferire i metodi che non comportano interventi chirurgici. </p><p>2b. Nell'ambito del progetto ProSchwein era stata espressa, nella primavera 2008, l'opinione unanime che a lungo termine la castrazione chirurgica sarebbe stata abbandonata. Analogamente a quanto è avvenuto in Svizzera con ProSchwein, l'UE ha istituito una piattaforma, denominata PIGCAS, che ha consentito di sondare a livello europeo il parere di consumatori, produttori, organizzazioni dei distributori, autorità e ambienti scientifici. Dai sondaggi in questione è emerso un chiaro consenso nei confronti di un divieto di castrazione. L'introduzione su larga scala nell'UE della narcosi per inalazione appare improbabile. L'omologazione del vaccino contro l'odore di verro da parte delle autorità UE, prevista per il 2009, potrebbe accrescere la pressione volta ad ottenere un vasto ricorso alla vaccinazione. </p><p>2c. Sotto il profilo della sicurezza alimentare, il vaccino è innocuo. Anzi, se paragonata a quella degli animali castrati la qualità delle carni è migliore: ad esempio, esami svolti da Agroscope hanno rilevato una maggiore presenza di carni magre. Il vaccino può essere somministrato senza problemi dai detentori degli animali. Per quanto riguarda la seconda vaccinazione e la verifica del buon esito della vaccinazione sono necessari adeguamenti procedurali in seno alle aziende da ingrasso e ai macelli. </p><p>2d: In Svizzera, i requisiti in materia di qualità delle carni sono considerevolmente più elevati rispetto agli altri Stati europei. Inoltre, diversamente da altri Paesi - come la Gran Bretagna, l'Irlanda o la Spagna - l'ingrasso dei verri non costituisce una pratica consuetudinaria. Macellai, grande distribuzione e consumatori hanno espresso importanti riserve nei confronti della produzione di carni con odore di verro. Per queste ragioni, l'ingrasso di verri giovani potrà avere successo in Svizzera soltanto quando sarà disponibile un metodo per rilevare in modo obiettivo la presenza di odore di verro nelle carni.</p><p>2e. L'ulteriore sviluppo del "naso elettronico" in vista di una sua utilizzazione nei macelli è oneroso, sia dal punto di vista tecnico sia da quello finanziario.</p><p>2f. Conformemente all'ordinanza sull'allevamento di animali (RS 916.310), la Confederazione sostiene il settore suinicolo con un contributo annuale massimo di 3,4 milioni di franchi. Nel quadro della definizione delle misure zootecniche, tale finanziamento potrebbe essere utilizzato anche per promuovere in modo mirato la selezione di linee d'allevamento idonee all'ingrasso di verri giovani.</p>  Risposta del Consiglio federale.