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Il Consiglio federale è invitato a vagliare l'istituzione di un servizio di mediazione indipendente nel settore dell'asilo che funga da interlocutore in caso di violenza, discriminazione e altri gravi problemi nei centri per richiedenti l'asilo.
Il Consiglio federale è incaricato di definire, per esempio modificando l'Ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) o di un altro testo legislativo pertinente, dei criteri chiari per i quali la situazione debitoria e/o economica di uno straniero possa essere definita "temeraria", al fine di rendere più restrittive le condizioni per risiedere in Svizzera per gli stranieri che non ossequiano ai propri obblighi finanziari, o che non dimostrano la volontà di risanare la propria situazione debitoria.
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una base legale per reintrodurre la possibilità di presentare domande d'asilo presso le ambasciate analogamente a quanto previsto dal vecchio articolo 20 della legge del 26 giugno 1998 sull'asilo.
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al parlamento un progetto di legge per la creazione di centri asilanti in paesi extraeuropei, sul modello di quello appena votato dal legislativo danese.
Il Consiglio federale è invitato a regolarizzare la situazione di tutti gli Afghani che vivono in Svizzera, comprese le persone in procedura di espulsione. A tutti loro deve essere rilasciato un titolo di soggiorno sicuro.
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un disegno di modifica del Codice penale affinché nei casi lievi ma evidenti l'ordine di espulsione giudiziaria possa essere pronunciato mediante decreto d'accusa e l'elenco dei reati sia precisato in merito ai casi di lieve entità che si verificano con elevata frequenza.
1. L'ordine di espulsione può essere pronunciato dal Ministero pubblico nel quadro di una procedura del decreto d'accusa, per quanto le condizioni necessarie per l'emanazione di un decreto d'accusa siano adempiute.
2. Una difesa obbligatoria dev'essere assicurata soltanto se una delle altre condizioni legali applicabili è adempiuta. Il semplice fatto che vi sia un rischio di espulsione giudiziaria non giustificherebbe una difesa obbligatoria in casi del genere. (...)
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:
La legislazione (CP/CPP e LStr) dev'essere modificata in modo tale che i criminali stranieri sprovvisti di un permesso di dimora in Svizzera non siano soggetti agli articoli 66a CP e 130 lettera b CPP, sempreché entro dieci giorni dall'arresto possano essere allontanati dalla Svizzera e sottoposti a un divieto d'entrata conformemente alla legge sugli stranieri.
Messaggio del 26 agosto 2020 concernente la modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (Limitazioni per i viaggi all’estero e adeguamenti dello statuto dell’ammissione provvisoria) (FF 2020 6543)
I centri federali d'asilo servono a eseguire in maniera rapida ed efficiente le procedure d'asilo. Sono favorevole a procedure il più celeri possibili, ma nutro adeguati dubbi quanto al rigido piano di alloggio. Con 5000 posti è creata una capacità fissa, indipendente dalle esigenze effettive, laddove la realtà mostra un numero di domande soggetto a forti oscillazioni.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Qual è l'attuale tasso di occupazione dei centri federali d'asilo? Quanti posti sono disponibili e quanti sono occupati? A quanto ammontano i costi di esercizio?
2. Osservando l'andamento delle domande d'asilo negli ultimi 10 anni, si constatano oscillazioni considerevoli: il numero totale di persone in procedura d'asilo è infatti passato da un minimo di 36 788 persone nel 2010 a un massimo di 68 310 nel 2016, per ridiscendere a 55 638 nel 2020. Non dovrebbe di conseguenza essere flessibile anche il numero di posti così da poter essere adeguato al numero di domande d'asilo? (...)
La migrazione verso l'Europa occidentale sta cambiando notevolmente. Già solo i resoconti dei media delle ultime settimane mostrano che avviene sempre più al di fuori delle procedure regolari e che le strutture d'asilo esistenti sono sempre meno efficaci. È inoltre palese che organizzazioni criminali e attori politici provocano, canalizzano e strumentalizzano flussi migratori per i loro scopi. Qui di seguito solo alcuni esempi attuali.
- Dall'estate le guardie di confine nella Svizzera orientale segnalano un forte aumento dei passaggi di confine di cittadini afghani, perlopiù giovani uomini da tempo soggiornanti in Austria e altri Paesi dell'UE. Le autorità presumono una partecipazione di bande di passatori. (...)
Da qualche mese alcuni Paesi si rifiutano di riammettere richiedenti l'asilo respinti che non si sono previamente sottoposti a un test COVID-19. Dato che giuridicamente non era possibile obbligare gli interessati a effettuare un tampone, molti di loro sono riusciti a evitare l'allontanamento. Il Parlamento ha pertanto deciso una modifica urgente della legge sugli stranieri e la loro integrazione che consente di ordinare un test COVID-19 se necessario per l'espulsione e il richiedente si rifiuta di sottoporsi volontariamente al tampone.
Attualmente si pongono tuttavia interrogativi in merito alla procedura da adottare per i rimpatri in Paesi di origine che riammettono soltanto persone completamente vaccinate.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Nel primo anno della pandemia la Svizzera ha registrato un sensibile aumento del saldo migratorio. Come affermato dal Consiglio federale nel suo parere relativo alla mozione 21.3046, questo incremento è dovuto anzitutto alla diminuzione delle partenze. L'emigrazione della popolazione residente permanente dell'UE-17 è infatti diminuita dell'11,8 per cento, quella dell'UE-8 del 12,7 per cento. Per quanto riguarda la popolazione permanente proveniente dai Paesi dell'UE-17, il saldo migratorio è quindi cresciuto del 38,1 per cento! Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione degli stranieri ha fatto segnare un forte aumento.
Partendo da questa constatazione, prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande riguardanti la popolazione residente permanente, suddividendo sempre le risposte tra i cittadini dei Paesi dell'UE-2, dell'UE-8 e dell'UE-17 come pure quelli di Stati terzi.
La legge federale sugli stranieri e la loro integrazione è modificata come segue:
Art. 50 Scioglimento della comunità familiare
1 Dopo lo scioglimento del matrimonio o della comunità familiare, i coniugi e i figli hanno diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora originariamente ottenuto in virtù degli articoli 42, 43, 44, 45 e 85 capoverso 7 se:
a. l'unione coniugale è durata almeno tre anni e sono soddisfatti i criteri d'integrazione di cui all'articolo 58a; o
Nel quadro della revisione della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, la prassi in materia di conseguenze sullo status di soggiorno in caso di ricorso all'aiuto sociale è diventata più severa. Gli inasprimenti riguardano potenzialmente tutti gli stranieri residenti in Svizzera. Dal dibattito relativo all'iniziativa parlamentare 20.451 ("La povertà non è un reato") è emerso che non tutti i Cantoni dispongono di dati attendibili. Senza questi dati non è tuttavia possibile decidere in merito alla necessità di una modifica di legge.
Prego il Consiglio federale di acquisire i seguenti dati in collaborazione con i Cantoni, fornendoli tutti retroattivamente per sette anni.
1. Quante persone titolari di un permesso B o C vivono nel rispettivo Cantone?