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Si dovrà votare sull'iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive". Dopo aver ricevuto centinaia di email da parte della popolazione, l'industriale sciaffusano Thomas Minder ha deciso di non ritirare il suo testo, anche se il Parlamento ha accolto un controprogetto indiretto. Le reazioni non si sono fatte attendere. Sinistra e Verdi sono contenti, i partiti borghesi no. Più sfumata la posizione dell'UDC.
"Le discussioni in seno al comitato d'iniziativa sono state vivaci, ma le centinaia di email che abbiamo ricevuto ci hanno convinti a proseguire", afferma Minder in un'intervista pubblicata stamane dai quotidiani svizzerotedeschi "Der Bund" e "Tages-Anzeiger". Il controprogetto indiretto "soddisfa solo il 40% delle rivendicazioni dell'iniziativa", afferma.
Nell'intervista il "senatore" si mostra ottimista sull'esito della votazione popolare: "altrimenti - afferma - non tenterei neppure". La battaglia si annuncia comunque difficile, se Economiesuisse scenderà in campo con 20 milioni di franchi, "affiggendo a ogni muro e a ogni albero i suoi cartelloni".
L'iniziativa di Minder, depositata all'inizio del 2008 in reazione alla prassi di versare salari estremamente elevati ai manager, ha dato vita a un complicato e interminabile iter parlamentare. Le Camere hanno respinto un controprogetto diretto, ma ne hanno accettato uno indiretto sotto forma di revisione legislativa. Essa ricalca in buona parte il testo dell'iniziativa, lasciando tuttavia maggiore libertà d'azione agli azionisti e contemplando alcune eccezioni. Tra le possibili date della votazione vi sono il 25 novembre prossimo, ma molto più probabilmente il 3 marzo del 2013.