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Incarti n. 11.2022.28 11.2022.29 Lugano 23 febbraio 2022/jh In nome della Repubblica e Cantone Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G.A. Bernasconi, presidente, Giani e Grisanti vicecancelliera: F. Bernasconi sedente per statuire nella causa SO.2022.494 (obbligo di informazione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 31 gennaio 2022 da RE 1 (patrocinata dagli avvocati PA 1 e PA 1 ) contro CO 1 (patrocinato dall'avv. PA 2 ), giudicando sul reclamo dell'8 febbraio 2022 presentato da RE 1 contro il decreto supercautelare emesso dal Pretore aggiunto il 1° febbraio 2022 (inc. 11.2022.29) e sul contestuale reclamo per ritardata giustizia nei confronti del Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6 (inc. 11.2022.28); Ritenuto in fatto: A. Con sentenza dell'11 maggio 2020, emanata a protezione del-l'unione coniugale, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniugi CO 1 (1967) e RE 1 (1973), cittadini russi, a vivere separati dal 22 novembre 2019 e ha omologato una convenzione sugli effetti della vita separata. B. Il 31 gennaio 2022 RE 1 si è rivolta al Pretore per ottenere, già in via supercautelare, tutta una serie di informazioni sui redditi conseguiti dal marito in Svizzera e all'estero, così come la produzione di determinata documentazione da parte del marito stesso e di due istituti bancari. Con decreto emesso inaudita parte il giorno successivo il Pretore aggiunto ha respinto la richiesta supercautelare, ha assegnato al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e ha convoca­to le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. La decisione sulle spese è stata rinviata al giudizio di merito. Una richiesta introdotta il 2 febbraio 2022 da RE 1 perché il contraddittorio fosse anticipato nelle prime settimane di febbraio è stata respinta Pretore aggiunto con ordinanza del 4 febbraio 2022. C. Contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022 RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell'8 febbraio 2022 per ottenere che, annullato il decreto in questio­ne, gli atti siano rinviati al Pretore affinché emetta una nuova decisione nel senso di accogliere la sua istanza. In via cautelare essa ha chiesto di ordinare al marito di non usare determinati conti bancari e a due istituti di credito di non permettere l'uso di determinati conti riconducibili al convenuto. Il memoriale non è stato comunicato a CO 1 per osservazioni (inc, 11.2022.29). D. Contestualmente, con atto separato RE 1 ha introdotto a questa Camera un reclamo per denegata giustizia nel quale propone di annullare l'ordinanza del 4 febbraio 2022 e di invitare il Pretore aggiunto a indire il contraddittorio entro due giorni dalla notifica della decisione dell'autorità superiore, al più tardi entro il 14 febbraio 2022. Il Pretore aggiunto non è stato chiamato a formulare osservazioni ( inc. 11.2022.28). Considerando in diritto: I. Reclamo contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022 1. I decret i cautelari sono emessi, anche nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale, con il rito sommario (art. 248 lett. d, 271 lett. a CPC). Se sono adottati dopo che la controparte ha avuto modo di esprimersi, fosse solo per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC: decreti “intermedi” o “nelle more istruttorie”), essi sono appellabili così entro 10 giorni (art. 308 cpv. 1 e 314 cpv. 1 CPC), seppure il procedimento cautelare in sé non sia ancora terminato (DTF 137 III 417, confermata in DTF 139 III 88 consid. 1.1.2). Ove il decre­to cautelare riguardi controversie mera-mente patrimoniali, in ogni modo, l'appello è ammissibile solo se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ulti­ma conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). 2. I provvedimenti cautelari emanati dal giudice immediatamente, senza sentire la controparte (art. 265 cpv. 1 CPC), non sono suscettibili di alcun rimedio giuridico. Impugnato potrà essere il decreto cautelare che il giudice adotterà dopo il contraddittorio o dopo avere invitato il convenuto a presentare osservazio­ni scritte (DTF 139 III 88 consid. 1.1.1). Diversa è la situazione qualora il giudice respinga senza sentire il convenuto i provvedimenti cautelari richiesti. In tale ipotesi occorre distinguere. Se il giudice convoca ugualmente le parti in udienza o invita ugualmente il convenuto a presentare osservazioni scritte, tale decreto cautelare non può essere oggetto di ricorso. Impugnabile sarà se mai, una volta ancora, il decreto cautelare che il giudice avrà adottato dopo avere sentito le parti in udienza o dopo avere invitato il convenuto a presentare osservazioni scritte. Se invece il giudice respinge i provvedimenti cautelari richiesti senza indire udienze né sollecitare osservazioni scritte, tale decreto è finale e, di conseguenza, impu­gnabile (RtiD I- 2019 pag. 619 n. 50c con richia­mi; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2021.120 del 23 settembre 2021 consid. 2). 3. Nella fattispecie il Pretore aggiunto ha respinto l'istanza supercautelare di RE 1, assegnando al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e convocando le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. Sulle richieste respinte il decreto cautelare non è quindi finale, e come tale non è impugnabile con alcun rimedio giuridico (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2019.40 del 1° aprile 2109 consid. 2 con rinvio). Non si disconosce che sussistono eccezioni al principio testé enunciato, in particolare ove senza un giudizio immediato il diritto vantato dall’istante andrebbe perso (DTF 140 III 291 consid. 1.1). Al proposito la reclamante fa valere che nel frattempo un tribunale distrettuale di M__________ ha pronunciato il divorzio, che un suo appello contro tale sentenza sarà discusso dall'autorità superiore il 17 febbraio 2022 e che da quella data essa sarà divorziata, ciò che le impedirà di far valere la richiesta di informazione sulla scorta dell'art. 170 CC. In realtà l'argomentazione cade nel vuoto. Anzitutto, l’ipotesi che un suo appello presentato in Russia sarà respinto e che il divorzio diverrà definitivo è pura-mente aleatoria. A parte ciò, è vero che in linea di principio l'ob-bligo di informazione sancito dall'art. 170 CC sussiste unicamen­te per la durata del matrimonio. Il Tribunale federale ha avuto modo di stabilire tuttavia che l'emanazione di una senten­za sul principio del divorzio non pregiudica il diritto d'informazione del­l'altro coniu­ ge previsto dall'art. 170 CC (DTF 144 III 306 consid. 7.1.1 con rinvio; analogamente: RtiD I-2021 pag. 737 n. 32c consid. 18; v. anche Schwander in: Basler Kommentar, ZGB I, 6ª edizione, n. 6 a ad art. 170; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, 3ª edizione, pag. 221 n. 266b). La reclamante non pretende per altro che il diritto russo frapponga ostacoli a tale applicazione, fermo restando che un coniuge può invocare l'art. 170 CC anche in un procedimento estero se il diritto internazionale privato di quello Stato prevede l'applicazione della legge svizzera ( Schwander, op. cit., n. 25 ad art. 170 CC). A un sommario esame non risulta pertanto che RE 1 rischi di perdere il diritto di chiedere informazioni al marito e a terzi. Ne segue che in concreto il reclamo si rivela già di primo acchito irricevibile e sfugge a ulteriore disamina. II. Reclamo per denegata giustizia 4. Se la giurisdizione adita rifiuta o protrae indebitamente l'emanazione di una decisione che rientra nelle sue competenze, può essere interposto recla­mo all'autorità superiore per ritardata giustizia (art. 319 lett. c CPC). L 'art. 321 cpv. 4 CPC consente di introdurre reclamo per ritardata giustizia in ogni tempo, a meno che la remora sia dovuta a una decisione formale, nel qual caso occorre impugnare tale decisione entro i termini dell'art. 321 cpv. 1 e 2 CPC ( DTF 138 III 706 consid. 2.1; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2020.156 del 2 dicembre 2020, consid. 1 con rinvii; v. anche Bastons Buletti in: CPC, Petit commentaire, Basilea 2021 n. 16 ad art. 319). In concreto l'ordinanza del Pretore è del 4 febbraio 2022. Presentato il 7 febbraio successivo, il reclamo è di conseguenza ammissibile. E in una procedura del diritto di famiglia un rimedio siffatto rientra nelle attribuzioni di questa Camera (art. 48 lett. a n. 1 combinato con il n. 8 LOG). 5. Nel suo memoriale RE 1 riprende sostanzialmente le medesime motivazioni addotte a sostegno del reclamo contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022. Essa lamenta segnatamente una violazione del principio di celerità, rimproverando al primo giudice di avere fissato il contraddittorio due mesi dopo il momento in cui sarà pronunciato il divorzio in Russia, ciò che farà decadere il suo diritto di ottenere dal marito le necessarie informazioni in forza dell'art. 170 CC. a) Giusta l'art. 29 cpv. 1 Cost., in procedimenti dinanzi ad autorità giudiziarie o amministrative ognuno ha diritto di essere giudicato entro un termine ragionevole. Tale disposizione consacra il principio della celerità. L'autorità disattende simile garanzia qualora procrastini in modo inabituale e senza giustificazione particolare l'esame di una lite che rientra nella sua sfera di competenza. La durata di un procedimento non è soggetta a regole rigide, ma dev'essere valutata in ogni singolo caso sulla base delle circostanze concrete. L'obbligo di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole impone al­l'autorità competente di statuire in termini che risultino giustificati dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze, generalmente sulla scorta di una valutazione d 'insieme. Vanno considerati, in specie, la portata e le difficoltà della causa, il modo con cui questa è stata trattata dall'autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura. Un diniego di giustizia si ravvisa ove un'autorità non entri – in tutto o in parte – nel merito di una lite che le è stata sottoposta nei modi e nei tempi previsti dalla legge (DTF 144 II 192 consid. 3.1). b) Secondo l'art. 265 cpv. 1 CPC in caso di particolare urgenza, segnatamente se il ritardo nel procedere rischia di rendere vano l'intervento, il giudice può ordinare un provvedimento cautelare immediatamente e senza sentire la controparte. Nel contempo, il giudice convoca le parti a un'udienza che deve aver luogo “quanto prima” (unverzüglich, sans délai ) oppure assegna alla controparte un termine per presentare osservazioni scritte. Sentita la controparte, egli pronuncia senza indugio sull'istanza (cpv. 2). La legge non fissa termini per la convocazione all'udienza o per l'inoltro di osservazioni scritte. Dandosi una celerità accresciuta, ad ogni modo, ciò deve aver luogo rapidamente, entro 5 o 10 giorni e, al massimo, 20 giorni ( I CCA, sentenza inc. 11.2019.40 del 1° aprile 2019 consid. 4b con rinvii). c) In concreto, come detto, con decreto cautelare del 1° febbraio 2022 emanato inaudita parte il Pretore aggiunto ha respinto la richiesta di informazione, ha assegnato al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e ha convocato le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. Alla luce di quanto si è appena visto (consid. 3), il caso non denota particolare urgenza e non imponeva una trattazione prioritaria. Certo, tenuto conto che in linea di principio nelle procedure di diritto matrimoniale il giudice deve sentire le parti a un'udienza (art. 273 cpv. 1 CPC), la convocazione a un contraddittorio fissato a oltre due mesi dalla richiesta poco si concilia con il rito sommario. Il Pretore aggiunto ha nondimeno assegnato al convenuto un termine di 15 giorni per formulare eventuali osservazioni, ciò che permetterà l'emanazione di un decreto “intermedio”. Qualche perplessità desta invero il rigetto della richiesta di anticipa­re l'udienza perché “l'agenda della Pretura non lo consente” (ordinanza del 4 febbraio 2022), salvo comunicare all'istante di poter aggiornare il contraddittorio al 9 febbraio 2022 se la controparte avesse acconsentito. Resta il fatto che la tempistica per la trattazione dell'istanza prospettata dal primo giudice rimane, tutto sommato, accettabile. Ne segue che in concreto non si riscontrano motivi per invitare il Pretore aggiunto a indire senza indugio l'udienza. In proposito il reclamo non può trovare accoglimento. 6. Le spese del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema di ripetibili, CO 1 non essendo stato chiamato a formulare osservazioni. 7. Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), l 'impugnabilità di una decisione incidentale, sempre che il ricorso sia ammissibile a norma degli art. 92 segg. LTF, segue la via dell'azione principa­le. E in concreto, il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Trattandosi di un provvedimento cautelare, tuttavia, il ricorrente può far valere davanti al Tribunale federale soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). Per questi motivi, decide: 1. Il reclamo contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022 è irricevibile. 2. Il reclamo per ritardata giustizia è respinto. 3. Le spese processuali di complessivi fr. 1000.– sono poste a carico della reclamante. 4. La richiesta alla reclamante per la prestazione di fr. 1000.– a titolo di anticipo a copertura delle spese processuali presumibili è revocata. 5. Notificazione a: – avvocati e ; – avv.. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).

Incarti n. 11.2022.28 11.2022.29 Incarti n. 11.2022.28

Incarti n. 11.2022.29

Lugano 23 febbraio 2022/jh Lugano

Lugano 23 febbraio 2022/jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G.A. Bernasconi, presidente, Giani e Grisanti G.A. Bernasconi, presidente,

G.A. Bernasconi, presidente, Giani e Grisanti

Giani e Grisanti vicecancelliera: vicecancelliera:

vicecancelliera: F. Bernasconi F. Bernasconi

F. Bernasconi sedente per statuire nella causa SO.2022.494 (obbligo di informazione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 31 gennaio 2022 da

sedente per statuire nella causa SO.2022.494 (obbligo di informazione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 31 gennaio 2022 da RE 1 (patrocinata dagli avvocati PA 1 e PA 1 ) RE 1

RE 1 (patrocinata dagli avvocati PA 1 e PA 1 )

(patrocinata dagli avvocati PA 1 e PA 1 ) contro contro

contro CO 1 (patrocinato dall'avv. PA 2 ), CO 1

CO 1 (patrocinato dall'avv. PA 2 ),

(patrocinato dall'avv. PA 2 ), giudicando sul reclamo dell'8 febbraio 2022 presentato da RE 1 contro il decreto supercautelare emesso dal Pretore aggiunto il 1° febbraio 2022 (inc. 11.2022.29)

giudicando sul reclamo dell'8 febbraio 2022 presentato da RE 1 contro il decreto supercautelare emesso dal Pretore aggiunto il 1° febbraio 2022 (inc. 11.2022.29) e sul contestuale reclamo per ritardata giustizia nei confronti del

Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6

(inc. 11.2022.28);

Ritenuto

in fatto: A. Con sentenza dell'11 maggio 2020, emanata a protezione del-l'unione coniugale, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniugi CO 1 (1967) e RE 1 (1973), cittadini russi, a vivere separati dal 22 novembre 2019 e ha omologato una convenzione sugli effetti della vita separata.

B. Il 31 gennaio 2022 RE 1 si è rivolta al Pretore per ottenere, già in via supercautelare, tutta una serie di informazioni sui redditi conseguiti dal marito in Svizzera e all'estero, così come la produzione di determinata documentazione da parte del marito stesso e di due istituti bancari. Con decreto emesso inaudita parte il giorno successivo il Pretore aggiunto ha respinto la richiesta supercautelare, ha assegnato al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e ha convoca­to le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. La decisione sulle spese è stata rinviata al giudizio di merito. Una richiesta introdotta il 2 febbraio 2022 da RE 1 perché il contraddittorio fosse anticipato nelle prime settimane di febbraio è stata respinta Pretore aggiunto con ordinanza del 4 febbraio 2022.

C. Contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022 RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell'8 febbraio 2022 per ottenere che, annullato il decreto in questio­ne, gli atti siano rinviati al Pretore affinché emetta una nuova decisione nel senso di accogliere la sua istanza. In via cautelare essa ha chiesto di ordinare al marito di non usare determinati conti bancari e a due istituti di credito di non permettere l'uso di determinati conti riconducibili al convenuto. Il memoriale non è stato comunicato a CO 1 per osservazioni (inc, 11.2022.29). il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022 RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell'8 febbraio 2022 per ottenere che, annullato il decreto in questio­ne, gli atti siano rinviati al Pretore affinché emetta una nuova decisione nel senso di accogliere la sua istanza. D. Contestualmente, con atto separato RE 1 ha introdotto a questa Camera un reclamo per denegata giustizia nel quale propone di annullare l'ordinanza del 4 febbraio 2022 e di invitare il Pretore aggiunto a indire il contraddittorio entro due giorni dalla notifica della decisione dell'autorità superiore, al più tardi entro il 14 febbraio 2022. Il Pretore aggiunto non è stato chiamato a formulare osservazioni ( inc. 11.2022.28). nel quale propone di annullare l'ordinanza del 4 febbraio 2022 e di invitare il Pretore aggiunto a indire il contraddittorio entro due giorni dalla notifica della decisione dell'autorità superiore, al più tardi entro il 14 febbraio 2022. Il Pretore aggiunto non è stato chiamato a formulare osservazioni ( Considerando

in diritto: I. Reclamo contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022

Reclamo contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022 1. I decret i cautelari sono emessi, anche nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale, con il rito sommario (art. 248 lett. d, 271 lett. a CPC). Se sono adottati dopo che la controparte ha avuto modo di esprimersi, fosse solo per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC: decreti “intermedi” o “nelle more istruttorie”), essi sono appellabili così entro 10 giorni (art. 308 cpv. 1 e 314 cpv. 1 CPC), seppure il procedimento cautelare in sé non sia ancora terminato (DTF 137 III 417, confermata in DTF 139 III 88 consid. 1.1.2). Ove il decre­to cautelare riguardi controversie mera-mente patrimoniali, in ogni modo, l'appello è ammissibile solo se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ulti­ma conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC).

I decret i cautelari sono emessi, anche nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale, con il rito sommario (art. 248 lett. d, 271 lett. a CPC). Se sono adottati dopo che la controparte ha avuto modo di esprimersi, fosse solo per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC: decreti “intermedi” o “nelle more istruttorie”), essi sono appellabili così entro 10 giorni (art. 308 cpv. 1 e 314 cpv. 1 CPC), seppure il procedimento cautelare in sé non sia ancora terminato (DTF 137 III 417, confermata in DTF 139 III 88 consid. 1.1.2). Ove il decre­to cautelare riguardi controversie mera-mente patrimoniali, in ogni modo, l'appello è ammissibile solo se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 i cautelari sono emessi, anche nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale, con il rito sommario (art. 248 lett. d, Se sono adottati dopo che la controparte ha avuto modo di esprimersi, fosse solo per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC: decreti “intermedi” o “nelle more istruttorie”), essi sono appellabili così entro 10 giorni (art. 308 cpv. 1 e 314 cpv. 1 CPC), seppure il procedimento cautelare in sé non sia ancora terminato (DTF 137 III 417, confermata in DTF 139 III 88 consid. 1.1.2). Ove il decre­to cautelare riguardi controversie mera-mente patrimoniali, in ogni modo, l'appello è ammissibile solo se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ulti­ma conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). 2. I provvedimenti cautelari emanati dal giudice immediatamente, senza sentire la controparte (art. 265 cpv. 1 CPC), non sono suscettibili di alcun rimedio giuridico. Impugnato potrà essere il decreto cautelare che il giudice adotterà dopo il contraddittorio o dopo avere invitato il convenuto a presentare osservazio­ni scritte (DTF 139 III 88 consid. 1.1.1). Diversa è la situazione qualora il giudice respinga senza sentire il convenuto i provvedimenti cautelari richiesti. In tale ipotesi occorre distinguere. Se il giudice convoca ugualmente le parti in udienza o invita ugualmente il convenuto a presentare osservazioni scritte, tale decreto cautelare non può essere oggetto di ricorso. Impugnabile sarà se mai, una volta ancora, il decreto cautelare che il giudice avrà adottato dopo avere sentito le parti in udienza o dopo avere invitato il convenuto a presentare osservazioni scritte. Se invece il giudice respinge i provvedimenti cautelari richiesti senza indire udienze né sollecitare osservazioni scritte, tale decreto è finale e, di conseguenza, impu­gnabile (RtiD I- 2019 pag. 619 n. 50c con richia­mi; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2021.120 del 23 settembre 2021 consid. 2).

I provvedimenti cautelari emanati dal giudice immediatamente, senza sentire la controparte (art. 265 cpv. 1 CPC), non sono suscettibili di alcun rimedio giuridico. Impugnato potrà essere il decreto cautelare che il giudice adotterà dopo il contraddittorio o dopo avere invitato il convenuto a presentare osservazio­ni scritte (DTF 139 III 88 consid. 1.1.1). (RtiD I- 2019 pag. 619 n. 50c con richia­mi; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2021.120 del 23 settembre 2021 consid. 2). 3. Nella fattispecie il Pretore aggiunto ha respinto l'istanza supercautelare di RE 1, assegnando al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e convocando le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. Sulle richieste respinte il decreto cautelare non è quindi finale, e come tale non è impugnabile con alcun rimedio giuridico (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2019.40 del 1° aprile 2109 consid. 2 con rinvio).

3. Nella fattispecie il Pretore aggiunto ha respinto l'istanza supercautelare di RE 1, assegnando al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e convocando le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. Sulle richieste respinte il decreto cautelare non è quindi finale, e come tale non è impugnabile con alcun rimedio giuridico (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2019.40 del 1° aprile 2109 consid. 2 con rinvio). ha respinto l'istanza supercautelare di RE 1, assegnando al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e convocando le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. Sulle richieste respinte il decreto cautelare non è quindi finale, e come tale non è impugnabile con alcun rimedio giuridico (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2019.40 del 1° aprile 2109 consid. 2 con rinvio). Non si disconosce che sussistono eccezioni al principio testé enunciato, in particolare ove senza un giudizio immediato il diritto vantato dall’istante andrebbe perso (DTF 140 III 291 consid. 1.1). Al proposito la reclamante fa valere che nel frattempo un tribunale distrettuale di M__________ ha pronunciato il divorzio, che un suo appello contro tale sentenza sarà discusso dall'autorità superiore il 17 febbraio 2022 e che da quella data essa sarà divorziata, ciò che le impedirà di far valere la richiesta di informazione sulla scorta dell'art. 170 CC. In realtà l'argomentazione cade nel vuoto. Anzitutto, l’ipotesi che un suo appello presentato in Russia sarà respinto e che il divorzio diverrà definitivo è pura-mente aleatoria. A parte ciò, è vero che in linea di principio l'ob-bligo di informazione sancito dall'art. 170 CC sussiste unicamen­te per la durata del matrimonio. Il Tribunale federale ha avuto modo di stabilire tuttavia che l'emanazione di una senten­za sul principio del divorzio non pregiudica il diritto d'informazione del­l'altro coniu­ ge previsto dall'art. 170 CC (DTF 144 III 306 consid. 7.1.1 con rinvio; analogamente: RtiD I-2021 pag. 737 n. 32c consid. 18; v. anche Schwander in: Basler Kommentar, ZGB I, 6ª edizione, n. 6 a ad art. 170; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, 3ª edizione, pag. 221 n. 266b). La reclamante non pretende per altro che il diritto russo frapponga ostacoli a tale applicazione, fermo restando che un coniuge può invocare l'art. 170 CC anche in un procedimento estero se il diritto internazionale privato di quello Stato prevede l'applicazione della legge svizzera ( Schwander, op. cit., n. 25 ad art. 170 CC). A un sommario esame non risulta pertanto che RE 1 rischi di perdere il diritto di chiedere informazioni al marito e a terzi. Ne segue che in concreto il reclamo si rivela già di primo acchito irricevibile e sfugge a ulteriore disamina.

Non si disconosce che sussistono eccezioni al principio testé enunciato, in particolare ove senza un giudizio immediato il diritto vantato dall’istante andrebbe perso (DTF 140 III 291 consid. 1.1). Al proposito la reclamante fa valere che nel frattempo un tribunale distrettuale di M__________ ha pronunciato il divorzio, che un suo appello contro tale sentenza sarà discusso dall'autorità superiore il 17 febbraio 2022 e che da quella data essa sarà divorziata, ciò che le impedirà di far valere la richiesta di informazione sulla scorta dell'art. 170 CC. In realtà l'argomentazione cade nel vuoto. Anzitutto, l’ipotesi che un suo appello presentato in Russia sarà respinto e che il divorzio diverrà definitivo è pura-mente aleatoria. A parte ciò, è vero che in linea di principio l'ob-bligo di informazione sancito dall'art. 170 CC sussiste unicamen­te per la durata del matrimonio. Il Tribunale federale ha avuto modo di stabilire tuttavia che l'emanazione di una senten­za sul principio del divorzio non pregiudica il diritto d'informazione del­l'altro coniu­ ge previsto dall'art. 170 CC (DTF 144 III 306 consid. 7.1.1 con rinvio; analogamente: RtiD I-2021 pag. 737 n. 32c consid. 18; v. anche Schwander in: Basler Kommentar, ZGB I, 6ª edizione, n. 6 a ad art. 170; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, 3ª edizione, pag. 221 n. 266b). La reclamante non pretende per altro che il diritto russo frapponga ostacoli a tale applicazione, fermo restando che un coniuge può invocare l'art. 170 CC anche in un procedimento estero se il diritto internazionale privato di quello Stato prevede l'applicazione della legge svizzera ( Schwander, op. cit., n. 25 ad art. 170 CC). A un sommario esame non risulta pertanto che RE 1 rischi di perdere il diritto di chiedere informazioni al marito e a terzi. Ne segue che in concreto il reclamo si rivela già di primo acchito irricevibile e sfugge del divorzio non pregiudica il diritto d'informazione del­l'altro coniu­ Schwander 6ª edizione, n. 6 a ad art. 170; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Deschenaux/Steinauer/Baddeley Schwander II. Reclamo per denegata giustizia

4. Se la giurisdizione adita rifiuta o protrae indebitamente l'emanazione di una decisione che rientra nelle sue competenze, può essere interposto recla­mo all'autorità superiore per ritardata giustizia (art. 319 lett. c CPC). L 'art. 321 cpv. 4 CPC consente di introdurre reclamo per ritardata giustizia in ogni tempo, a meno che la remora sia dovuta a una decisione formale, nel qual caso occorre impugnare tale decisione entro i termini dell'art. 321 cpv. 1 e 2 CPC ( DTF 138 III 706 consid. 2.1; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2020.156 del 2 dicembre 2020, consid. 1 con rinvii; v. anche Bastons Buletti in: CPC, Petit commentaire, Basilea 2021 n. 16 ad art. 319). In concreto l'ordinanza del Pretore è del 4 febbraio 2022. Presentato il 7 febbraio successivo, il reclamo è di conseguenza ammissibile. E in una procedura del diritto di famiglia un rimedio siffatto rientra nelle attribuzioni di questa Camera (art. 48 lett. a n. 1 combinato con il n. 8 LOG).

4. Se la giurisdizione adita rifiuta o protrae indebitamente l'emanazione di una decisione che rientra nelle sue competenze, può essere interposto recla­mo all'autorità superiore per ritardata giustizia (art. 319 lett. c CPC). L occorre impugnare tale decisione entro i termini DTF 138 III 706 consid. 2.1; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2020.156 del 2 dicembre 2020, consid. 1 con rinvii; v. anche Bastons Buletti in: CPC, Petit commentaire, Basilea 2021 n. 16 ad art. 319). Bastons Buletti In concreto l'ordinanza del Pretore è del 4 febbraio 2022. Presentato il 7 febbraio successivo, il reclamo è di conseguenza ammissibile. E in una procedura del diritto di famiglia un rimedio siffatto rientra nelle attribuzioni di questa Camera (art. 48 lett. a n. 1 combinato con il n. 8 LOG). 5. Nel suo memoriale RE 1 riprende sostanzialmente le medesime motivazioni addotte a sostegno del reclamo contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022. Essa lamenta segnatamente una violazione del principio di celerità, rimproverando al primo giudice di avere fissato il contraddittorio due mesi dopo il momento in cui sarà pronunciato il divorzio in Russia, ciò che farà decadere il suo diritto di ottenere dal marito le necessarie informazioni in forza dell'art. 170 CC.

5. a) Giusta l'art. 29 cpv. 1 Cost., in procedimenti dinanzi ad autorità giudiziarie o amministrative ognuno ha diritto di essere giudicato entro un termine ragionevole. Tale disposizione consacra il principio della celerità. L'autorità disattende simile garanzia qualora procrastini in modo inabituale e senza giustificazione particolare l'esame di una lite che rientra nella sua sfera di competenza. La durata di un procedimento non è soggetta a regole rigide, ma dev'essere valutata in ogni singolo caso sulla base delle circostanze concrete. L'obbligo di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole impone al­l'autorità competente di statuire in termini che risultino giustificati dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze, generalmente sulla scorta di una valutazione d 'insieme. Vanno considerati, in specie, la portata e le difficoltà della causa, il modo con cui questa è stata trattata dall'autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura. Un diniego di giustizia si ravvisa ove un'autorità non entri – in tutto o in parte – nel merito di una lite che le è stata sottoposta nei modi e nei tempi previsti dalla legge (DTF 144 II 192 consid. 3.1).

'insieme b) Secondo l'art. 265 cpv. 1 CPC in caso di particolare urgenza, segnatamente se il ritardo nel procedere rischia di rendere vano l'intervento, il giudice può ordinare un provvedimento cautelare immediatamente e senza sentire la controparte. Nel contempo, il giudice convoca le parti a un'udienza che deve aver luogo “quanto prima” (unverzüglich, sans délai ) oppure assegna alla controparte un termine per presentare osservazioni scritte. Sentita la controparte, egli pronuncia senza indugio sull'istanza (cpv. 2). La legge non fissa termini per la convocazione all'udienza o per l'inoltro di osservazioni scritte. Dandosi una celerità accresciuta, ad ogni modo, ciò deve aver luogo rapidamente, entro 5 o 10 giorni e, al massimo, 20 giorni ( I CCA, sentenza inc. 11.2019.40 del 1° aprile 2019 consid. 4b con rinvii).

I CCA, c) In concreto, come detto, con decreto cautelare del 1° febbraio 2022 emanato inaudita parte il Pretore aggiunto ha respinto la richiesta di informazione, ha assegnato al convenuto un termine di 15 giorni per presentare eventuali osservazioni e ha convocato le parti al contraddittorio del 4 aprile 2022. Alla luce di quanto si è appena visto (consid. 3), il caso non denota particolare urgenza e non imponeva una trattazione prioritaria. Certo, tenuto conto che in linea di principio nelle procedure di diritto matrimoniale il giudice deve sentire le parti a un'udienza (art. 273 cpv. 1 CPC), la convocazione a un contraddittorio fissato a oltre due mesi dalla richiesta poco si concilia con il rito sommario. Il Pretore aggiunto ha nondimeno assegnato al convenuto un termine di 15 giorni per formulare eventuali osservazioni, ciò che permetterà l'emanazione di un decreto “intermedio”.

Qualche perplessità desta invero il rigetto della richiesta di anticipa­re l'udienza perché “l'agenda della Pretura non lo consente” (ordinanza del 4 febbraio 2022), salvo comunicare all'istante di poter aggiornare il contraddittorio al 9 febbraio 2022 se la controparte avesse acconsentito. Resta il fatto che la tempistica per la trattazione dell'istanza prospettata dal primo giudice rimane, tutto sommato, accettabile. Ne segue che in concreto non si riscontrano motivi per invitare il Pretore aggiunto a indire senza indugio l'udienza. In proposito il reclamo non può trovare accoglimento.

Ne segue che in concreto non si riscontrano motivi per invitare il Pretore aggiunto. In proposito il reclamo non può trovare accoglimento. 6. Le spese del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema di ripetibili, CO 1 non essendo stato chiamato a formulare osservazioni.

7. Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), l 'impugnabilità di una decisione incidentale, sempre che il ricorso sia ammissibile a norma degli art. 92 segg. LTF, segue la via dell'azione principa­le. E in concreto, il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Trattandosi di un provvedimento cautelare, tuttavia, il ricorrente può far valere davanti al Tribunale federale soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).

'impugnabilità di una decisione incidentale, sempre che il ricorso sia ammissibile a norma degli art. 92 segg. LTF, segue la via dell'azione principa­le. E in concreto, la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Per questi motivi,

decide: 1. Il reclamo contro il decreto supercautelare del 1° febbraio 2022 è irricevibile.

2. Il reclamo per ritardata giustizia è respinto.

3. Le spese processuali di complessivi fr. 1000.– sono poste a carico della reclamante.

4. La richiesta alla reclamante per la prestazione di fr. 1000.– a titolo di anticipo a copertura delle spese processuali presumibili è revocata.

5. Notificazione a:

– avvocati e ; – avv.. – avvocati e ;

– avvocati e ; – avv..

– avv.. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La vicecancelliera

Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF). termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116