Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/243214

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiediamo al Consiglio federale quanto segue: </p><p>- possiede una stima del numero di operai edili attivi sui cantieri in Svizzera durante i periodi di canicola degli ultimi anni?</p><p>- È al corrente delle penalità applicate per i ritardi di consegna rispetto alle scadenze fissate dalla committenza, anche nei casi di opere parzialmente o totalmente pubbliche?</p><p>- Tollera questa prassi anche se non rispetta il Codice delle obbligazioni e le norme SIA?</p><p>- Prevede di ricordare alla committenza che questa prassi mette in pericolo gli operai e che, di conseguenza, non è accettabile?</p><p>- È in grado di adottare misure per garantire le buone pratiche da parte della committenza?</p><p>- Potrebbe avviare una campagna di prevenzione contro i rischi causati dalle alte temperature sui cantieri per sensibilizzare la committenza?</p><p>- Quali altre misure potrebbe prendere per proteggere la sicurezza e la salute degli operai edili a seguito dei cambiamenti climatici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per quanto riguarda la tutela dei lavoratori la responsabilità primaria spetta al datore di lavoro, che deve prendere tutti i provvedimenti necessari a tal fine, tenendo conto del tipo di attività e dell'ambiente (art. 6 della legge sul lavoro; LL RS 822.11). I rischi specifici legati alle ondate di calore rientrano fra i parametri di cui il datore di lavoro deve tenere conto. Le informazioni pertinenti sono divulgate tramite diversi canali (p. es. con lo strumento di valutazione "Lavorare all'aperto quando fa molto caldo" è possibile valutare il rischio di canicola: <a href="https://www.seco.admin.ch/seco/it/home.html">https://www.seco.admin.ch/seco/it/home.html</a> &gt; Lavoro &gt; Condizioni di lavoro &gt; Protezione della salute sul posto di lavoro &gt; Locali di lavoro e fattori ambientali &gt; Clima) e i datori di lavoro possono adottare le misure più adeguate in base alle circostanze. Ad esempio, in occasione delle precedenti ondate di canicola, alcuni di loro hanno sfruttato la possibilità offerta dalla LL di concordare con i lavoratori interessati l'inizio del lavoro di prima mattina (nelle ore più fresche) per terminare prima il lavoro ed essere esposti per un tempo inferiore al forte caldo (art. 10 cpv. 2 LL).</p><p>La portata dell'obbligo di diligenza del datore di lavoro in materia di protezione della salute, sancita dal diritto pubblico, non è in alcun modo limitata da eventuali clausole contrattuali.</p><p>Il Consiglio federale non è al corrente delle penalità applicate dalla committenza in caso di ondate di calore, ma ritiene che la normativa vigente permetta di trovare delle soluzioni. Come già menzionato, spetta al datore di lavoro adeguare i provvedimenti agli effetti del cambiamento climatico, così come è compito suo valutare la situazione e, all'occorrenza, negoziare i contratti in modo tale da poter modificare le scadenze in caso di calore eccessivo. La norma SIA 118 rappresenta un'opzione interessante che può essere inserita nei contratti, tanto più che si tratta di condizioni largamente utilizzate nella pratica. Le disposizioni del CO in materia di mora del debitore (art. 107 cpv. 1) e contratti di appalto (art. 366 cpv. 1) offrono alla committenza la possibilità di rinunciare all'adempimento o di recedere dal contratto senza colpa dell'imprenditore. Ci sono poi altre norme che consentono invece a quest'ultimo di sottrarsi alla responsabilità dimostrando che la mora è avvenuta senza colpa da parte sua (risarcimento danni ai sensi dell'art. 103 CO, validità di una clausola penale secondo l'art. 163 cpv. 2 CO).</p><p>Inoltre, in assenza di un piano stabilito a livello contrattuale, il normale svolgimento dei lavori costituisce sicuramente un criterio per determinare eventuali ritardi. Tuttavia, in questo caso si tratta di sapere se le ondate di calore, in particolare la loro durata e intensità, fanno parte di una nuova normalità che è possibile prevedere. Ad ogni modo le norme legali hanno carattere dispositivo e possono essere modificate contrattualmente. Spetta dunque alle parti interessate trovare soluzioni adatte alla nuova realtà climatica, come quelle contenute nella norma SIA 118.</p><p>Per quanto riguarda i lavoratori coinvolti, le banche dati utilizzate per monitorare le condizioni di lavoro in Svizzera non consentono di quantificare il numero di operai attivi sui cantieri durante i recenti episodi di canicola. Tuttavia, a prescindere da ciò, il Consiglio federale ritiene che l'attività di prevenzione sia importante e debba sempre essere adattata in base alle circostanze. Attualmente, la Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (CFSL) sta valutando in quale misura sarebbe possibile includere questi temi nel proprio mandato.</p>  Risposta del Consiglio federale.