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LUGANO – L'Assemblea diocesana dei Delegati si è riunita in data 1° dicembre u.s., presso il Palazzo vescovile, per esaminare i conti della Diocesi di Lugano, come previsto dallo Statuto diocesano e a norma di legge. I conti del 2021 si sono chiusi con un deficit di gestione pari a CHF 31'838.13.
Per quanto riguarda il conto economico, esso presenta costi per attività generali pari a CHF 3'241'732.61 e costi per la gestione finanziaria pari a CHF 76'233.25, parzialmente coperti dalla gestione immobiliare al netto di impegni della Diocesi di CHF 1'466'757.84. Da notare che la gestione immobiliare rappresenta la maggior fonte di reddito per la Diocesi. Da alcuni anni, nella prospettiva di recupero del capitale investito, si sta applicando una politica di ammortamento, in particolare sui beni non alienabili. Infatti, sono stati registrati ammortamenti ordinari per CHF 1'424'691.25. Le attività straordinarie hanno generato entrate per CHF 2'247'089.89 derivate dall'alienazione di un immobile, da donazioni ed eredità, a fronte di costi straordinari per CHF 427'720.00. A bilancio, inoltre, va segnalato un aumento della liquidità, dovuto essenzialmente dalla vendita dello stabile.
L'Assemblea diocesana dei Delegati ha pure approvato il preventivo 2023, che prevede un deficit di gestione di CHF 1'826'550.00. A fronte di entrate generali per CHF 2'271'400.00, i costi per la gestione ordinaria sono stati stimati in CHF 5'754'700.00 con un disavanzo per le attività generali di CHF 3'483'300.00. Se per la gestione finanziaria sono previsti costi per CHF 47'300.00, gli introiti netti per la gestione immobiliare sono stati valutati in CHF 2'054'050.00, al netto di ammortamenti per CHF 1'200'000.00. Per il 2023 non sono previste attività straordinarie. Per dare maggior stabilità alle finanze della Diocesi, la Commissione finanziaria diocesana e il Consiglio diocesano per gli Affari economici stanno studiando delle strategie per contenere i costi e aumentare le entrate, in particolare nel settore immobiliare.