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È quanto avrebbe stabilito, stando alla ‘SonntagsZeitung’, l’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC)
Il consigliere federale Alain Berset non ha voluto un trattamento di favore nelle indagini riguardanti il caso di ricatto di cui è stato vittima; dal canto loro gli inquirenti del Ministero pubblico della Confederazione hanno agito correttamente. È quanto avrebbe stabilito, stando alla “SonntagsZeitung”, l’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC).
L’AV-MPC ha confermato alla Keystone-Ats l’esistenza di un breve rapporto sul ruolo del Ministero pubblico della Confederazione nel caso del tentativo di ricatto di Berset.
L’Autorità di vigilanza ha precisato di aver inoltrato il documento alle Commissioni della gestione (CdG) di entrambe le camere del parlamento e non ha voluto fornire alcuna precisazione in merito al contenuto del rapporto. Sono le CdG a essere più informate, sono loro ad aver svolto le indagini, ha indicato. A causa della pubblicazione delle informazioni da parte della “SonntagsZeitung”, l’AV-MPC sta esaminando la situazione dal punto di vista legale.
Anche Hans Stöckli (PS/BE), presidente della sottocommissione della CdG del Consiglio degli Stati responsabile del Ministero pubblico della Confederazione, non ha fornito alcuna informazione sul contenuto del rapporto. Interpellato dalla Keystone-Ats, ha spiegato che entrambe le commissioni devono discutere del documento e decidere quali informazioni rendere pubbliche. Ciò durerà probabilmente fino all’anno prossimo.
Lo scorso novembre, il settimanale “Weltwoche” aveva rivelato che il Ministero pubblico della Confederazione aveva condannato una donna a una multa con la condizionale per un tentativo di ricatto ai danni del consigliere federale Alain Berset nel settembre 2020.
I fatti risalgono al dicembre del 2019: Alain Berset è stato vittima di un tentativo di estorsione da parte di una sua ex conoscente. Il consigliere federale ha sporto denuncia all’MPC. La donna aveva minacciato Berset di divulgare foto e corrispondenza privata tra lei e il ministro. In cambio voleva 100’000 franchi. Tutto ciò ha portato all’arresto, il 13 dicembre del 2019, e all’apertura di un procedimento penale, conclusosi con una condanna definitiva.
La “Weltwoche” aveva accusato il consigliere federale socialista di usare il personale federale per trattare una questione privata e quindi di “sperperare il denaro dei contribuenti”. Al fine di chiarire il comportamento del Ministero pubblico della Confederazione durante l’inchiesta, l’AV-MPC ha avviato indagini nel novembre 2020.