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La California è alle prese con la terza devastante stagione degli incendi. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette a rispettare gli ordini di evacuazionesia nella zona settentrionale che meridionale dello stato americano che si estende lungo la costa del Pacifico.
I vigili del fuoco hanno faticano molto a contenere gli incendi che si sono estesi violentemente sul territorio alimentati dal vento e favoriti dal clima secco senza precedenti. Ad oggi è rimasto un ultimo rogo nella parte sud della California che non contiene però il livello di minaccia rappresentato da quelli precedenti.
Il 2019 non è stato l’anno peggiore. Sono stati bruciati circa 81 mila ettari contro i 765 mila del 2018 e 525 mila del 2017. Oltre 400 il numero degli incendi, la maggior parte dei quali sono stati rapidamente contenuti. Grazie alle esperienze del passato e ad una eccellente pianificazione che ha portato ad organizzare autocisterne ed elicotteri in stand-by pronti ad intervenire e a isolare tempestivamente le linee elettriche, i vigili del fuoco hanno avuto un successo straordinario nel combattere gli incendi in condizioni meteorologiche estreme. Sono stati respinti una serie di incendi senza subire una massiccia perdita di case.Rispetto al passato, dove gli incendi hanno spazzato via interi quartieri abitativi e molte case sulle colline, si può parlare di una vittoria.
Le immagini televisive mostrano la faticosa “battaglia” contro gli incendi. Migliaia di vigili del fuoco hanno rischiato la vita nel tentativo di domarli. Non solo sono state protette migliaia di case lungo i percorsi degli incendi nelle ultime tre settimane, ma sono stati salvati il Getty Museum situato sulla collina a Malibù e la Ronald Reagan Presidential Library nella Simi Valley, due dei più grandi tesori della California meridionale.
L’allerta è stata al massimo livello. Per la prima volta è stato dato un allarme rosso estremo che potenzialmente ha interessato 26 milioni di persone. Alcuni testimoni hanno riferito di un qualcosa mai visto prima d’ora con venti che si sono spinti fino a picchi di 160 km orari. I meteorologi hanno affermato che i venti sono stati storicamente così forti da essere paragonati ad un “asciugacapelli atmosferico”. Il fumo inoltre ha causato grossi disagi nelle zone estremamente trafficate di San Francisco e Los Angeles e resa pericolosa la qualità dell’aria.
Gli ultimi incendi hanno a che vedere con il cambiamento climatico, la crescita della popolazione e l’aumento del numero delle abitazioni nelle aree più predisposte ai roghi. Negli ultimi anni, la California ha visto progressivamente peggiorare le stagioni degli incendi con più superficie bruciata per periodi più lunghi. L’autunno è tradizionalmente la stagione peggiore in quanto i venti provenienti da nord e quelli originati a sud, soffiano lungo le colline e le foreste asciugandole dal caldo estivo. Non essendoci ancora la pioggia invernale, i venti estremi rendono la vegetazione particolarmente infiammabile e trasportano le braci calde velocemente creando nuovi incendi.L’umidità relativa ha raggiunto l’1% in alcune zone della California meridionale.
Alcuni scienziati sostengono che la California stia diventando invivibile. Il futuro non è nelle mani delle aziende che producono strumenti di sorveglianza, ma nella costruzione di infrastrutture che in un paese come la California sono gravemente carenti. Milioni di persone comunque sono determinate a rimanere e ad adattarsi.