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La misura promossa dal governo francese è stata appoggiata da Les Republicains e il Rassemblement national. Tuttavia, mentre i primi hanno chiesto che le misure votate siano temporanee e portino a una riflessione approfondita sul finanziamento a lungo termine dell'emittenza pubblica, il Rassemblement national chiede invece la privatizzazione di France Télévisions e Radio France.
Se il testo sarà approvato anche dal Senato, i francesi non riceveranno in autunno una fattura per la riscossione del canone audiovisivo, che ammonta a 138 euro per ogni famiglia dotata di televisore. Ma il sistema radiotelevisivo pubblico non rimarrà senza risorse. Un emendamento votato sabato mattina prevede che i 3,7 miliardi di euro raccolti dal canone saranno prelevati dal gettito IVA.
Questo tipo di finanziamento sarà però possibile solo fino al 2025. Da quella data, come spiegano i media francesi, la legge sulle finanze pubbliche non consentirà più di destinare i proventi di un'imposta a settori che non hanno alcun legame con essa. Il governo dovrà quindi trovare un altro meccanismo entro tre anni per garantire il finanziamento dell'emittente pubblica.