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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di intervenire presso l'OMC affinché gli accordi GATT/OMC possano essere resi compatibili con il principio dello sviluppo sostenibile.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'esigenza di uno sviluppo sostenibile. Tale sviluppo rappresenta un elemento importante della politica del governo e fa quindi parte della sua politica estera. Nel preambolo dell'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (Marrakech, 1994) lo sviluppo sostenibile viene definito quale obiettivo. A questo obiettivo devono conformarsi l'aumento della produzione e del commercio di merci e di servizi nonché l'utilizzazione ottimale delle risorse a livello mondiale. Inoltre, conformemente alla decisione ministeriale sul commercio e sull'ambiente adottata a Marrakech, l'OMC deve prestare particolare attenzione al rapporto tra la politica commerciale e la politica ambientale nell'ottica della promozione dello sviluppo sostenibile.</p><p>Un ulteriore passo concreto è stato compiuto a Doha (2001), allorché i ministri hanno deciso di esaminare le relazioni esistenti tra la normativa del sistema commerciale multilaterale e le misure commerciali prese nell'ambito degli accordi multilaterali sull'ambiente. La Svizzera, assieme all'Unione europea, svolge un ruolo importante in questi negoziati. Infatti la metà delle richieste scritte presentate a tale proposito provengono dalla Svizzera. Tuttavia i negoziati si rivelano difficili, poiché la maggioranza dei membri dell'OMC non vede la necessità di creare un meccanismo di risoluzione delle controversie tra le norme dell'OMC e gli accordi sull'ambiente oppure teme l'introduzione mascherata di misure protezionistiche. Di conseguenza l'esito di questi negoziati attualmente non è ancora prevedibile. È stato deciso di avviare ulteriori negoziati per ridurre o addirittura eliminare i diritti doganali e gli ostacoli non tariffari al commercio per i beni e i servizi nel settore ambientale.</p><p>A Doha è stato inoltre deciso che i risultati dei negoziati debbano essere esaminati dal punto di vista dello sviluppo e dell'ambiente per assicurarsi che l'obiettivo dello sviluppo sostenibile venga raggiunto in tutti i settori.</p><p>Ciò che manca alla politica commerciale interstatale nell'ambito dell'OMC è invece la presa in considerazione istituzionale e coerente delle norme del lavoro riconosciute a livello internazionale. In occasione della conferenza dell'OMC a Singapore, nel 1996, alla quale l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL/ILO) ha ricevuto il mandato di favorire il rispetto delle norme fondamentali del lavoro e di promuovere il pieno impiego (conferma a Doha nel 2001), l'OIL si è particolarmente impegnata in favore dell'introduzione delle norme fondamentali, segnatamente adottando la dichiarazione inerente ai principi e diritti fondamentali del lavoro e alle misure successive (1998). La Svizzera ha ratificato tutte le norme fondamentali in materia di lavoro dell'OIL e sostiene numerosi suoi progetti di cooperazione tecnica in favore dell'introduzione delle norme del lavoro che disciplinano le questioni commerciali, in particolare nell'ambito delle catene di approvvigionamento globali. Inoltre la Svizzera esamina in quale misura le raccomandazioni del rapporto presentato nel febbraio 2004 dalla commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione, istituita dall'OIL, e intitolato "Una globalizzazione giusta: creare opportunità per tutti", possano essere seguite. Da parecchio tempo la Svizzera si impegna decisamente in favore di un migliore coordinamento tra le norme dell'OMC e le norme fondamentali in materia di lavoro dell'OIL. Finora non è tuttavia stato possibile trovare un accordo in merito a tale questione. Da otto anni la Svizzera attira l'attenzione dei vari Paesi sullo stato di attuazione delle norme del lavoro nel suo rapporto relativo all'esame delle politiche commerciali dell'OMC. L'UE segue il suo esempio a partire dall'anno scorso. All'inizio del ciclo negoziale di Doha, nel 2001, l'opposizione della maggior parte dei Paesi in via di sviluppo, che temevano l'adozione di eventuali misure protezionistiche, non ha effettivamente permesso di avviare negoziati in questo settore. Tuttavia la Svizzera sfrutterà ogni occasione a sua disposizione per fare in modo che questa richiesta venga rimessa all'ordine del giorno dei negoziati dell'OMC.</p><p>Tenuto conto delle difficoltà incontrate in generale dai negoziati dell'OMC e del fatto che la questione delle norme fondamentali del lavoro non ha potuto essere inserita nel programma di lavoro di Doha, il Consiglio federale ritiene che non sia possibile, al momento attuale, proporre questo tema all'attenzione dell'OMC.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.