Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/149670

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una modifica della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto in modo da esentare in genere dall'imposta il trasporto a titolo volontario di persone, nella misura in cui sia effettuato per motivi sociali o da organizzazioni di utilità pubblica. </p><p>L'articolo 21 capoverso 2 numero 7 potrebbe avere il seguente tenore: "... trasporto di persone malate, ferite, disabili o altre persone bisognose di aiuto in mezzi di trasporto appositamente attrezzati o veicoli privati, nella misura in cui il trasporto sia eseguito da volontari e da un'organizzazione di utilità pubblica."</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale nutre simpatie per la richiesta della mozione. Riconosce il valore incondizionato del volontariato in particolare nel settore dell'assistenza agli anziani in ambito aperto ed è consapevole del fatto che il volontariato sgrava la collettività da costi considerevoli. Il Consiglio federale condivide la richiesta dell'autrice della mozione di semplificare il più possibile le condizioni quadro del volontariato. Per l'esecutivo è quindi comprensibile richiedere una nuova esclusione dall'IVA per i servizi di trasporto forniti volontariamente.</p><p>Tuttavia distanziandosi dalle singole domande sull'assoggettamento dei servizi di trasporto qui sollevate e prendendo in considerazione il sistema dell'IVA nel suo insieme, è possibile constatare che ogni riduzione d'imposta genera immancabilmente richieste di ulteriori riduzioni d'imposta. A prima vista sembra quindi assolutamente sensato escludere dall'IVA i servizi di trasporto volontari nel settore dell'assistenza agli anziani in ambito aperto. Infatti attualmente il trasporto di persone malate o disabili in mezzi di trasporto appositamente attrezzati non è assoggettato all'imposta. Bisognerà però inevitabilmente domandarsi come mai l'esclusione dall'imposta dovrebbe valere soltanto per il trasporto eseguito da volontari o da un'organizzazione di utilità pubblica e non anche per offerenti commerciali della stessa prestazione. Proprio questa discussione, ad esempio, viene condotta da anni nel settore spitex, in cui le prestazioni spitex fornite da organizzazioni di utilità pubblica sono escluse dall'IVA, mentre quelle fornite da offerenti privati sono imponibili (cfr. al riguardo la mozione Joder 12.3328, "Parificazione dei fornitori di prestazioni spitex pubblici e privati in materia di imposta sul valore aggiunto", respinta dal Consiglio nazionale il 16 settembre 2013).</p><p>Esistono sempre buoni motivi per espandere l'esclusione dall'imposta anche a settori affini. Noto come "exemption creep", questo fenomeno non permane tuttavia senza conseguenze. Esso comporta infatti una continua diminuzione della base di calcolo dell'IVA. Questa diminuzione è accompagnata da un crollo graduale delle entrate fiscali che causa a sua volta una maggiore pressione per un aumento delle aliquote d'imposta. Inoltre ogni disposizione derogatoria sull'IVA provocherebbe comunque una complicazione del sistema attualmente già complesso. Una maggiore complessità farebbe aumentare anche l'onere amministrativo delle imprese. Mediante il chiaro rifiuto dell'iniziativa sull'IVA di Gastrosuisse del 30 settembre 2014, anche i votanti hanno espresso la loro posizione critica rispetto a singole estensioni di riduzioni d'imposta. Per questi motivi il Consiglio federale respinge la richiesta dell'autrice della mozione di introdurre una nuova esclusione dall'IVA.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.