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Premiati giornalisti locali di stampa, radio, tv e online
La Fondazione Reinhardt von Graffenried ha consegnato i premi per il giornalismo locale di stampa, radio, tv e online. Nel corso della cerimonia di premiazione stasera allo Stadtheater di Berna è anche stato attribuito lo Swiss Press Photo per la carriera al fotografo di origine svizzera Robert Frank.
Il riconoscimento per la stampa scritta è andato al romando Claude Ansermoz di "24 Heures" e della "Tribune de Genève" per i suoi articoli sulla vicenda del falso Giacometti esposto al Museo Rath di Ginevra. Nella categoria tv, la giuria ha premiato Joël Boissard della trasmissione "Couleurs locales" della televisione romanda, mentre Sabine Lüthy, della DRS3, è stata insignita per la categoria radio e Nina Fargahi, di NZZ online, per la categoria online. Il fotografo Mark Henley ha ricevuto il Swiss Press Photo per l'immagine "Bank on us" pubblicata su Swiss Info, "L'Hebdo" e su altri media.
La decisione di attribuire il riconoscimento alla carriera a Robert Frank era già stata comunicata in febbraio: Frank, che oggi vive a New York con la moglie, l'artista June Leaf, è il secondo fotografo d'origine svizzera a ricevere il premio della fondazione Reinhardt von Graffenried.
Frank, nato a Zurigo nel 1924, ha ridefinito la fotografia del ventesimo secolo attraverso la sua opera eccezionale, secondo la fondazione in un comunicato. Si forma alla fotografia a Zurigo e Ginevra e fra il 1941 e il 1947 lavora come fotografo di scena. Al suo arrivo negli Stati Uniti viene assunto per Harper's Bazaar come fotografo di moda, anche se preferisce il reportage. Le sue immagini sono pubblicate nelle riviste svizzere (DU, Camera, NZZ) e internazionali (Life, Look, Paris-Match, Stern...).
Nel 1954 Robert Frank chiede una borsa della fondazione Guggenheim, accordatagli l'anno seguente. Durante due anni attraversa gli Stati Uniti munito della sua Leica e scatta migliaia di fotografie. Ne selezionerà 83 che diventeranno un libro. Il volume è pubblicato in un primo tempo in Francia nel 1958 da Robert Delpire con il titolo "Les Américains", e nel 1959 negli Stati Uniti con una prefazione di Jack Kerouac.
Negli anni 1960 abbandona la fotografia per il film. Apparentato alla beat-generation, realizza Pull My Daisy (1959) seguendo un'opera teatrale di Kerouac e con la partecipazione del poeta Allen Ginsberg. Seguirà poi Cocksucker Blues (1972), un documentario sui Rolling Stones.
Negli anni 1980, Frank torna alla fotografia. Nel 2009, la National Gallery of Art di Washington e il Jeu de Paume di Parigi gli dedicano une retrospettiva.