Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01174.jsonl.gz/681

Il rispetto dei diritti fondamentali è una necessità imperativa: è quanto sostenuto dalla Svizzera, alla luce delle sempre maggiori critiche nei confronti dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera Frontex per possibili respingimenti illegali di persone in cerca di protezione alle frontiere esterne dell'Unione europea (Ue).
Secondo i media, le guardie di frontiera greche hanno ripetutamente respinto le barche che trasportavano migranti verso la Turchia. Le organizzazioni dei rifugiati criticano i funzionari di Frontex per non aver impedito che ciò avvenisse.
Christian Bock, direttore dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD), e Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex si sono incontrati oggi a Basilea per uno scambio di opinioni. Bock ha sottolineato il legame indivisibile tra protezione efficace delle frontiere e rispetto dei diritti fondamentali, si legge in un comunicato dell'AFD.
L'ampliamento delle risorse di Frontex deve andare di pari passo con il rafforzamento della protezione dei diritti fondamentali. La Svizzera si attende quindi da Frontex che i previsti 40 osservatori dei diritti fondamentali assumano al più presto la loro funzione e che le accuse di violazione di tali diritti vengano investigate.
La delegazione elvetica ha più volte invitato Frontex a garantire un'indagine minuziosa, tempestiva e trasparente sulle accuse relative ai respingimenti illegali ("pushback").
"I diritti fondamentali devono essere rispettati senza eccezione durante tutte le operazioni di Frontex", si legge nel comunicato. In particolare, le persone vulnerabili devono avere la possibilità, in qualsiasi momento, di presentare una domanda d'asilo.
La Svizzera partecipa a Frontex dal 2011. Attualmente quattro dipendenti dell'AFD sono al servizio dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: due in Grecia al confine con l'Albania, uno in Bulgaria al confine con la Turchia e uno in Croazia al confine con la Bosnia ed Erzegovina. Gli esperti svizzeri in materia di protezione delle frontiere - viene precisato - non vengono impiegati sulle navi della guardia costiera. Inoltre, dal febbraio di quest'anno la Svizzera invia fino a due esperti presso l'ufficio del responsabile dei diritti fondamentali dell'Agenzia.