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Con la sconfitta della candidata "ribelle", Cilette Cretton, è fallito nuovamente il tentativo di fare entrare una donna nell'esecutivo vallesano. Al secondo turno sono stati eletti in Consiglio di Stato il socialista uscente, Thomas Burgener, e il candidato ufficiale del Partito radicale, Claude Roch. Saranno accompagnati dai tre rappresentanti del Partito popolare democratico, eletti al primo turno lo scorso 4 marzo.Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2001 - 16:47
Queste elezioni hanno confermato ancora una volta la supremazia degli uomini e del Partito popolare democratico in Vallese. I tre candidati democratico-cristiani erano riusciti a farsi eleggere già al primo turno, con un impressionante margine di distacco. Jean-René Fournier, Wilhelm Schnyder e Jean-Jacques Rey-Bellet avevano superato ampiamente i 50 mila voti, raccogliendo oltre 20 mila preferenze in più degli altri candidati, costretti a sottoporsi al turno di ballottaggio.
La compagine governativa è completata quindi dal socialista uscente Thomas Burgener, che ha conquistato quasi 39 mila voti, e dal candidato ufficiale dei radicali Claude Roch, sostenuto da oltre 30 mila elettori. Nulla da fare invece per la "ribelle" Cilette Cretton: la candidata dissidente del Partito radicale ha dovuto accontentarsi di 25 mila preferenze e si piazza quindi all'ultimo posto.
Con la sconfitta della Cretton, il Vallese dovrà aspettare almeno altri 4 anni prima di veder eleggere una donna nel governo cantonale. Mai come in questa elezione, una rappresentante femminile è andata comunque vicina alla consacrazione. Dall'ottenimento del diritto di eleggibilità le donne hanno sempre giocato il ruolo di comparse nella politica vallesana e anche per queste elezioni nessun partito aveva presentato una candidatura femminile.
Cilette Cretton, che si era opposta alle consegne del suo Partito, contava perlomeno su un vasto sostegno da parte dell'elettorato femminile e sperava di ottenere i voti di una buona fetta degli elettori democratico-cristiani e socialisti. Ma neppure questi calcoli sono bastati a far eleggere la prima donna nel governo. Dopo le elezioni del 4 marzo, la percentuale di donne nel parlamento cantonale è addirittura scesa dal 16 al 13 percento.
swissinfo
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