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MITHOLZ - Il progetto di sgombero del deposito di munizioni di Mitholz, nell'Oberland bernsese, è una prima svizzera. Non è mai stato realizzato niente di simile in condizioni così difficili, ha indicato oggi il Dipartimento federale della difesa (DDPS), informando sulle possibili implicazioni che le operazioni comportano.
Una stima dei costi non è ancora possibile, ma è chiaro sin d'ora che si sorpasserà il miliardo di franchi, tra sgombero nella valle della Kander e misure di protezione. Solo per preparare le operazioni ci vorranno dieci anni. L'inizio dei lavori non è pertanto previsto prima del 2031. I residenti dovranno allora partire per un lungo periodo.
Le sfide sono molteplici, ha sottolineato il Dipartimento, e vanno dal mantenimento del collegamento con il Vallese - vitale anche per il turismo - alla gestione della formazione rocciosa instabile della zona. Molte domande restano aperte, in particolare riguardo alla localizzazione esatta del deposito, alle sue condizioni, a come sono stoccate le munizioni. Una volta recuperate, dovranno essere gestite e smaltite correttamente e anche questo rappresenta una sfida.
Allo stato attuale delle conoscenze, durante lo sgombero gli abitanti di Mitholz dovranno, a dipendenza degli sviluppi, evacuare la località per oltre un decennio.
Nel quadro del progetto elaborato lo scorso anno sono state preparate diverse varianti, con differenze minime. La popolazione e le autorità comunali di Kandergrund e Kandersteg, l'economia locale, le autorità federali e cantonali interessate e la compagnia ferroviaria BLS hanno ora la possibilità di esprimersi fino al 17 aprile, nel quadro di una procedura di partecipazione.
Costruito durante la seconda guerra mondiale sulle montagne del Mitholz, il deposito di munizioni è saltato in aria nel 1947. Secondo le stime, nel ventre della montagna ci sono ancora 3500 tonnellate di munizioni inesplose.