Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01235.jsonl.gz/1182

Il Ministero pubblico della Cofederazione (MPC) è a conoscenza di "diverse inchieste" illecite da parte di Stati esteri in Svizzera. "Diverse chiarificazioni" al riguardo sono in corso, ha indicato oggi all'ats la Procura federale, interpellata su informazioni pubblicate dal quotidiano romando "Le Temps".
L'MPC rileva che può aprire un procedimento soltanto se ha un "fondato sospetto iniziale" e aggiunge che è necessaria un'autorizzazione del Consiglio federale per poter indagare su attività economiche illecite da parte di servizi di intelligence stranieri.
Dal canto suo, il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), nome del nuovo servizio di intelligence elvetico operativo dal gennaio 2010, non dispone per il momento di alcuna base legale per agire a protezione della piazza finanziaria, ha dichiarato il suo portavoce Felix Endrich alla radio-tv romanda RTS. Esso potrà adottare misure contro lo spionaggio nel settore bancario soltanto se sarà approvata la nuova legge sul servizio informazioni (LSI), adottata dal Consiglio federale l'8 marzo scorso e attualmente in consultazione.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha indicato ieri sera di aver chiesto chiarimenti all'ambasciata degli Stati Uniti a Berna sulle rivelazioni di Edward Snowden, l'ex tecnico informatico della CIA all'origine dello scandalo Datagate, riguardo al "reclutamento" a Ginevra di un banchiere locale nel 2007 da parte del servizio segreto americano. Interpellato da diversi organi di stampa, il ministro degli esteri Didier Burkhalter si è detto "sorpreso" e ha aggiunto che se tali informazioni si confermassero sarebbe "una violazione della Convenzione di Vienna". Il DFAE ha d'altro canto confermato che Snowden ha svolto la mansione di addetto nella Missione permanente degli USA all'ONU a Ginevra tra marzo 2007 e febbraio 2009.