Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/156138

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di apportare le modifiche necessarie all'ordinanza sul CO2, al fine di creare certezza di pianificazione per quanto concerne la regolamentazione del caso di rigore per le imprese che partecipano al sistema di scambio di quote di emissioni. A tal fine, deve stabilire una procedura chiara per attuare in modo pragmatico il caso di rigore.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha emanato la regolamentazione del caso di rigore l'8 ottobre 2014 mediante una modifica dell'ordinanza sul CO2 (art. 55a ordinanza sul CO2; RS 641.711). La regolamentazione del caso di rigore permette alle imprese che non riescono ad acquistare i diritti di emissione svizzeri mancanti senza pregiudicare notevolmente la propria competitività di consegnare una quantità maggiore di certificati esteri di riduzione delle emissioni. Le imprese possono presentare una domanda in tal senso in qualsiasi momento (anche prima del 2018), a condizione che dimostrino i loro tentativi infruttuosi di acquistare i diritti di emissione mancanti nell'ambito di vendite all'asta o sul mercato secondario. Per motivi di incompatibilità con il sistema europeo, che limita la quota di certificati esteri di riduzione delle emissioni, le imprese che soddisfano i requisiti del caso di rigore devono inoltre trasferire i diritti di emissione europei acquistati a titolo supplementare su un conto della Confederazione svizzera nel registro dello scambio di quote di emissioni dell'UE. Se entro fine 2018 non dovesse entrare in vigore un accordo sul collegamento del sistema di scambio di quote di emissione svizzero con quello europeo, i diritti di emissione europei depositati saranno trasferiti nuovamente alle rispettive imprese.</p><p>La procedura per l'applicazione della regolamentazione del caso di rigore è già definita in modo chiaro nell'ordinanza sul CO2. Al fine di facilitare alle imprese la presentazione delle domande, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha messo a disposizione un modello in formato EXCEL sul suo sito Internet. Finora l'UFAM non ha ricevuto alcuna domanda di trattamento quale caso di rigore. Dall'entrata in vigore della revisione dell'ordinanza sul CO2, probabilmente anche come conseguenza diretta della regolamentazione del caso di rigore, i prezzi dei diritti di emissione in Svizzera - valutati in base ai risultati delle vendite all'asta - sono diminuiti in misura notevole avvicinandosi a quelli dell'UE.</p><p>Per questo motivo, il Consiglio federale non vede alcuna ragione per adeguare la regolamentazione del caso di rigore.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.