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Pierre Aubert, presidente della Confederazione nel 1983 e nel 1987, è morto mercoledì all’età di 89 anni. L’ex ministro socialista ha attuato una politica estera aperta, all’insegna della neutralità attiva e della difesa dei diritti umani.
L'annuncio del decesso è stato dato soltanto giovedì dalle pompe funebri, su richiesta della famiglia. «Per i servizi che ha reso al nostro paese, gli dobbiamo gratitudine e rispetto», ha indicato in un comunicato il presidente della Confederazione Johann Schneider-Amman. Anche quando le sue forze hanno iniziato ad abbandonarlo, ha aggiunto, «non ha smesso di interessarsi a tutto e mi ha stimolato con i suoi consigli amichevoli e il suo umorismo».
Nato il 3 marzo 1927 a La Chaux-de-Fonds, nel canton Neuchâtel, Pierre AubertLink esterno ha iniziato la carriera politica a livello comunale e cantonale. Nell'autunno 1971 è stato eletto al Consiglio degli Stati, la camera alta del parlamento nazionale, del quale è stato membro fino all'elezione nel governo svizzero il 7 dicembre 1977.
Di formazione avvocato, il politico socialista è stato ministro degli esteri per dieci anni, fino al dicembre 1987, e presidente della Confederazione a due riprese, nel 1983 e nel 1987. Aubert ha avuto funzioni anche a livello europeo: dal 1974 al 1977 ha fatto parte dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo, lavorando come relatore generale della commissione politica.
Seguendo la linea dei suoi predecessori Max Petitpierre e Pierre Graber, ha attuato una politica estera aperta e generosa, all'insegna della neutralità attiva, si legge sul Dizionario storico della SvizzeraLink esterno. Pierre Aubert ha intensificato l'impegno svizzero a favore dei diritti dell'uomo, facendosi paladino dell'adesione della Svizzera all'ONU, respinta dal popolo nel 1986 (ma poi accettata nel 2002).
Pierre Aubert è stato insignito del titolo di grand’ufficiale della Legion d’onore e di quello di cavaliere di gran croce dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.
swissinfo.ch e agenzie