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L'UBS ha realizzato nel primo trimestre 2010 un utile netto di 2,2 miliardi di franchi, contro una perdita di 1,975 miliardi un anno fa. Continua però, seppur in misura minore, l'emorragia di capitali.
Dopo i problemi finanziari e giuridici negli Stati Uniti, la principale banca elvetica conferma di essere sulla via della ripresa. L'utile netto di competenza degli azionisti, scrive la banca in un comunicato, è stato di 2,202 miliardi di franchi, in crescita dell'83% rispetto al trimestre precedente.
Il risultato, il migliore degli ultimi tre anni, va oltre le aspettative degli analisti, che si attendevano un utile di due miliardi. La banca era tornata in attivo negli ultimi tre mesi del 2009, dopo quattro trimestri in rosso.
Al 31 marzo 2010, il patrimonio investito ammontava a 2'267 miliardi, in crescita del 2% rispetto a fine dicembre 2009.
«Siamo ben posizionati per raggiungere i nostri obiettivi di medio termine. Abbiamo messo in atto le misure annunciate nel 2009 e conseguito un buon utile mantenendo sotto controllo i costi e gestendo il bilancio e i rischi in maniera disciplinata», ha indicato il CEO del gruppo, Oswald J. Grübel, citato nella nota.
La fiducia dei clienti rimane tuttavia limitata, come dimostrano le cifre sulle uscite di capitali.
Nei primi tre mesi dell'anno sono stati persi capitali per 18 miliardi di dollari. Un risultato tuttavia incoraggiante, se paragonato all'emorragia di oltre 56 miliardi registrata nel quarto trimestre 2009.
L'UBS prevede che l'attività dei mercati borsistici nel secondo trimestre sarà simile ai primi tre mesi dell'anno, anche se i deficit di alcuni stati europei creano insicurezza. La ripresa delle attività bancarie dovrebbe comunque continuare.
swissinfo.ch e agenzie