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Brugg-Windisch, 11 marzo 2023
La capa del DDPS, la Consigliera federale Viola Amherd, e il Capo dell’Esercito, il cdt C Thomas Süssli, hanno portato il loro saluto aila Società svizzera degli ufficiali (SSU) a Brugg Windisch.
Gli interventi si sono concentrati sulle sfide e gli sconvolgimenti sociali nell’incerto ordine securitario attuale. La proiezione di potenza da parte di Stati autoritari in un ordine mondiale sempre più multipolare pone grandi sfide alla nostra politica di sicurezza e all’esercito. La brutale guerra in corso in Ucraina dimostra in modo impressionante che i conflitti continuano a essere combattuti con mezzi militari tradizionali. La guerra sta diventando sempre più un banco di prova per la prosperità, lo Stato di diritto e la democrazia. La sicurezza e la libertà riguardano tutti noi. Non devono diventare ostaggio della politica estera e interna svizzera.
La SSU si aspetta una forte leadership politica e militare.
Il presidente della SSU ha dato il benvenuto a quasi 200 delegati e ospiti all’Assemblea dei delegati nella Sala del Campus dell’Università di Scienze Applicate della Svizzera Nord-occidentale a Brugg. Ha ringraziato i politici argoviesi – il sindaco della città di Brugg Barbara Horlacher e il presidente del Gran Consiglio del Canton Argovia Lukas Pfisterer – per i loro messaggi di saluto e la Società degli ufficiali argoviesi per l’organizzazione dell’evento.
La SSU è lieta di constatare che la missione principale dell‘Esercito – la difesa – è di nuovo al centro dell‘attenzione. L’Esercito deve essere operativo, in grado di agire e pronto all’azione. Ciò richiede sicurezza nella pianificazione e volontà politica di stanziare le risorse finanziarie necessarie. La SSU si aspetta che il Consiglio federale attui le richieste del Parlamento. Entro il 2030 è previsto un budget per la difesa pari all’1% del PIL. Se questo obiettivo non dovesse essere raggiunto, la SSU chiede che venga presa in considerazione la creazione di un fondo di transizione, fruttifero di interessi, da rimborsare non appena fosse raggiunto l’1% del PIL.
La SSU accoglie con favore le iniziative parlamentari volte a ridurre ulteriormente il numero eccessivamente elevato di cittadini che lasciano il servizio militare per il servizio civile. Con il modello di servizio obbligatorio di sicurezza si prevede di riunire il servizio civile con la protezione civile in una nuova organizzazione. L‘esercito funziona solo come sistema complessivo in cui uomini e donne prestano servizio. La SSU si impegna per una forte industria svizzera della difesa. Nel dibattito in corso sulla neutralità occorre evitare che l’economia diventi vittima di fazioni di solidarietà dall‘estero.
Nel suo discorso agli ufficiali svizzeri, la Consigliera federale Viola Amherd ha sottolineato l’importanza dell’ordine securitario europeo. La Svizzera non deve isolarsi a livello di politica di sicurezza e di difesa, a prescindere da un‘adesione alla NATO e all’UE. La capacità di difesa dell‘Esercito deve essere migliorata e la cooperazione internazionale rafforzata. Il Consiglio federale prevede una crescita annuale del 5,1 % in termini reali per gli anni 2025 e 2026. Con questo aumento degli investimenti i sistemi per le forze armate possono essere acquistati prima del previsto e i progetti anticipati. Cosí sarà possibile colmare le lacune che si sono create in passato a causa delle misure di austerità.
La Consigliera federale ha sottolineato che nella discussione sulle esportazioni di materiale bellico occorre tenere conto degli effetti sulla base tecnologica e industriale rilevante per la politica di sicurezza (STIB). Il sistema di milizia è un pilastro centrale della nostra politica di sicurezza. Gli ufficiali vi contribuiscono in modo essenziale. Meritano il nostro ringraziamento.
Il Capo dell‘Esercito ha parlato chiaro: abbiamo bisogno di un esercito da „tripla A“. Deve essere adeguatamente finanziato, il più possibile equipaggiato e professionalmente addestrato. Il CEs è molto preoccupato per il numero di soldati, che potrebbe diminuire di circa 20.000 unità entro la fine di questo decennio. Un rapido sviluppo e l’espansione di una capacità di difesa credibile non possono più essere trascurati. Dobbiamo agire ora e pensare alla sicurezza a lungo termine. La situazione della sicurezza globale ed europea è tesa e ha il potenziale per aggravarsi. La missione principale dell’Esercito svizzero è proteggere il Paese e la sua popolazione. Abbiamo bisogno di un ulteriore sviluppo dinamico e agile dell‘Esercito, diverso da grandi riforme. La cooperazione internazionale rafforza la capacità di difesa autonoma e rende la Svizzera un partner affidabile. In questo modo, non verranno assunti impegni incompatibili con la neutralità dell’esercito.