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“Una rivoluzione educa, una rivoluzione combatte l’ignoranza e l’incultura, perché nell’ignoranza e nell’incultura si ergono i pilastri su cui poggia l’intero edificio della menzogna, l’intero edificio della miseria, l’intero edificio dello sfruttamento”. Fidel, discorso pronunciato al parco centrale di Melena del Sur, Primo Territorio Comunale Libero dall’Analfabetismo.
Fidel Castro durante il discorso "Parole agli intellettuali", alla Biblioteca Nazionale, il 30 giugno 1961. Foto: Archivio del sito Fidel Soldado de las Ideas
“Chiediamo il massimo sviluppo a favore della cultura, e molto precisamente in funzione della Rivoluzione, perché la Rivoluzione significa, appunto, più cultura e più arte”.
In un momento di grande complessità per la Rivoluzione, Fidel Castro disse che la cultura era lo scudo e la spada della nazione. Fidel ha fatto sue le parole di Martí: “Le trincee di idee valgono più delle trincee di pietra” e ha aggiunto: “senza identità (senza cultura) non c’è libertà possibile”.
Uno dei primi esempi del suo innegabile impegno per la cultura giunse al trionfo della Rivoluzione, quando offrì il suo appoggio a Alicia e Fernando Alonso perché continuassero con la cambagnia di balletto che divenne poi il Ballet Nacional de Cuba. Alla morte dello storico leader della Rivoluzione, la prima ballerina assoluta, Alicia Alonso, ha ricordato il suo aiuto: “Lo ha sempre offerto con amore e rispetto. Ricorderò sempre la sua voce, gentile e vicina, chiedendo del mio lavoro artistico, chiedendo dettagli sulle attività del Balletto Nazionale Cubano, sulle sue realizzazioni e sulle sue necessità”.
Più tardi, assieme al suo amioo Alfredo Guevara, creò l’Istituto Cubano d’Arte e Industria Cinematografica (Icaic) e la Scuola Internazionale di Cinema e Televisione di San Antonio de los Baños con Gabriel García Márquez. Inoltre, fu un lettore instancabile e fondò tipografia Nazionale di Cuba, nonché un eccellente sistema di educazione artistica.
Non invano Miguel Barnet disse una volta: “L’artefice della politica culturale cubana, il gestore, è Fidel… Tutte le opzioni culturali che abbiamo oggi le dobbiamo a Fidel”.
Fidel conversa con il Poeta Nazionale, Nicolás Guillén. Foto: Quotidiano Granma.
“La cultura cesserà di essere una questione d’élite quando apparterrà al popolo”.
Fidel (1967)
“Uno dei propositi fondamentali della Rivoluzione è quello di sviluppare l’arte e la cultura, proprio perché l’arte e la cultura diventino un vero patrimonio del popolo”.
Fidel (1961)
“Senza cultura non c’è libertà possibile. La certezza di tale pensiero, che non si limita alla cultura artistica, ma implica il concetto di una cultura generale completa, che comprende la preparazione professionale e la conoscenza elementare di una vasta gamma di discipline legate alle scienze, alle lettere e alle scienze umane, incoraggia i nostri sforzi oggi”.
Fidel (2002)
“La cultura umana inizia con la giustizia tra gli uomini, la fratellanza tra gli uomini, la solidarietà tra gli uomini. La cultura inizia mettendo l’uomo al centro, l’obiettivo dello sforzo. E non si può definire colta una società che trasforma l’uomo in uno strumento, in un oggetto”.
Fidel (1972)
“Più un popolo è forte, più sarà sicuro del suo futuro, più è colto, più sarà preparato in tutti i campi; ma soprattutto, più ha cultura politica, più avrà cultura rivoluzionaria”.
Fidel (1972)
“L’arte e la parola narrata, la cultura artistica e il messaggio rivoluzionario sono diventati quasi inseparabilmente legati nel nostro processo storico. La conoscenza, la cultura generale e la coscienza politica si stanno approfondendo rapidamente”.
Fidel (2000)
“Una rivoluzione educa, una rivoluzione combatte l’ignoranza e l’incultura, perché nell’ignoranza e nell’incultura si ergono i pilastri su cui poggia l’intero edificio della menzogna, l’intero edificio della miseria, l’intero edificio dello sfruttamento”.
Fidel (1961)