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MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato ieri sera una nuova legge che vieta a partire dal primo luglio la vendita di alcune apparecchiature elettroniche come smartphone e computer se non vi sono preinstallati dei software 'Made in Russia'.
Alcuni osservatori temono che in questo modo le autorità possano aumentare il proprio controllo sugli utenti. I promotori del progetto di legge vogliono sostenere così le tecnologie russe ma l'Associazione delle società che producono e vendono elettrodomestici e attrezzature informatiche (Ratek) ritiene che su alcuni apparecchi non sia possibile installare i software russi e temono che alcune aziende internazionali decidano di abbandonare il mercato russo.
La legge non vieta la vendita di apparecchi in cui sono installati software stranieri, ma oltre a questi dovranno essere presenti anche i software russi. Il governo russo nel prossimo futuro elencherà gli apparecchi in cui dovranno essere obbligatoriamente installati i software 'Made in Russia'.
La norma è stata soprannominata 'legge anti-Apple perché dovrebbe costringere il gigante americano a installare software non propri sui suoi prodotti.
La norma, recita una nota alla legge, «mira a garantire che gli utenti russi di internet e dei servizi di telecomunicazione possano utilizzare l'hardware acquistato (smartphone, computer, schermi tv intelligenti) senza dover installare ulteriori applicazioni mobili e altri software per dispositivi di elaborazione elettronica destinati agli utenti russi di tali dispositivi».
Putin firma la (controversa) legge sugli "agenti stranieri" - Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato ieri sera una controversa legge che permette alle autorità russe di bollare come "agenti stranieri" anche gli individui, compresi i blogger e i giornalisti. La legge prevede che individui o enti giuridici russi che diffondano notizie prodotte da testate inserite nella lista nera degli agenti stranieri o partecipino alla loro creazione possano essere riconosciuti a loro volta come «agenti stranieri». La legge entra in vigore immediatamente.
Il provvedimento era stato approvato in via definitiva dalla Duma il 21 novembre e dal Senato il 25. Per Amnesty International e Reporter senza frontiere si tratta di «un ulteriore passo verso la limitazione dei media liberi e indipendenti» in Russia.
Il marchio di «agente straniero», che tanto ricorda quello di «spia», è usato dal Cremlino per contrassegnare le organizzazioni che ricevono fondi dall'estero e sono impegnate in non meglio precisate «attività politiche».
Dal novembre del 2017, dopo che la tv finanziata dal Cremlino Russia Today era stata a sua volta definita «agente straniero» negli Usa, questa definizione in Russia è applicabile anche ai media. Le organizzazioni identificate come "agente straniero" devono presentarsi come tali nei materiali che producono.