Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/75621

<h2>SubmittedText<h2><p>I prezzi dell'elettricità salgono e gli utili delle società di produzione elettrica esplodono. Il caso della società Energie Electrique du Simplon SA (EES) mostra che, malgrado la scadenza dei contratti di approvvigionamento di elettricità che vincolano le parti a speciali condizioni di vendita, questa società continua a vendere elettricità ai suoi azionisti a prezzi inferiori a quelli del mercato (borsa di Leipzig), provocando in tal modo un mancato guadagno di 10 milioni di franchi l'anno e facendo di conseguenza perdere oltre un milione di franchi d'imposte ai comuni di Gondo, Simplon Dorf e al canton Vallese. Riportata a tutta la produzione vallesana di elettricità, questa prassi dell'EES significherebbe che oltre 400 milioni di franchi di utili sfuggono alla tassazione della regione di produzione.</p><p>Il Consiglio federale è al corrente che l'EES vende elettricità ai suoi azionisti a un prezzo inferiore a quello del mercato facendo perdere utili alla società di produzione situata in una regione di montagna e quindi eludendo le imposte nel cantone di produzione? Tale prassi si limita a questa società o risulta essere prassi corrente di alcune società di produzione elettrica allo scopo di eludere le imposte nelle regioni di produzione e di trasferire, con sotterfugi, gli utili nei cantoni di sede delle grandi compagnie di produzione elettrica? Se del caso, il Consiglio federale è pronto a prendere le misure necessarie per assicurare un'imposizione equa nei cantoni di produzione conformemente alla legge?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore dell'interrogazione chiede al Consiglio federale un parere in merito al trattamento fiscale di una determinata azienda. Nella misura in cui l'interrogazione si basa su questo singolo caso, il Consiglio federale non può rilasciare alcuna informazione in virtù del segreto fiscale.</p><p>Tuttavia, nella misura in cui l'interrogazione si riferisce in generale al problema dell'imposizione degli impianti comuni (Partnerwerke), ossia delle unità di produzione di energia elettrica nei cantoni di montagna, si può affermare quanto segue: dal punto di vista giuridico si tratta dell'applicazione di disposizioni analoghe della LIFD e della LAID concernenti la valutazione di prestazioni di imprese miste, attive nell'interesse pubblico. Per la valutazione delle prestazioni in natura (in questo caso fornitura di elettricità) queste disposizioni prevedono tre metodi che entrano in considerazione secondo il principio della comparazione con terzi: il metodo del confronto dei prezzi, quello dei prezzi di rivendita e quello della maggiorazione dei costi. Queste disposizioni contengono inoltre anche l'invito a effettuare cosiddetti aggiustamenti corrispondenti. Ciò significa che gli utili dei partner devono essere adeguatamente corretti verso il basso.</p><p>Nell'ambito degli impianti comuni è usuale che i partner non paghino un prezzo dettato dalle leggi di mercato per l'energia ottenuta dall'impianto comune. Piuttosto, quale controprestazione per l'energia ricevuta, che si impegnano ad acquistare in ragione della loro partecipazione, i partner sostengono i costi annuali complessivi dell'impianto comune in base alla quota della loro partecipazione al capitale azionario. Tra i costi annuali che i partner devono assumere vi è anche la voce necessaria per la distribuzione di dividendi dell'impianto comune. Il rischio economico è assunto interamente dai partner, gli impianti comuni sono così completamente protetti da perdite.</p><p>Da anni le aziende elettriche nel canton Vallese vengono tassate in base a un dividendo (metodo della maggiorazione dei costi). Per il 2005 l'aliquota minima del dividendo era del 6,5 per cento (rendimento del capitale). Se il prezzo dell'elettricità effettivamente conseguito era inferiore al valore calcolato dall'amministrazione cantonale delle contribuzioni, la differenza veniva aggiunta all'utile imponibile. Le modalità d'imposizione vengono fissate di volta in volta per un periodo di più anni. Dal 2006 l'imposizione deve essere nuovamente fissata.</p><p>Eventualmente ci si può chiedere se una azienda elettrica è un impianto comune. La scadenza di un contratto di fornitura comporta, tra l'altro, che l'(ex) partner può decidere liberamente se vuole ancora ricevere l'energia elettrica oppure no. In questi casi non si è in presenza di un vero impianto comune, poiché i partner si impegnano solo nei confronti degli impianti comuni ad assumerne i costi annuali dell'energia per la durata della concessione. Le citate disposizioni che disciplinano la valutazione delle prestazioni in natura secondo uno dei tre metodi previsti per la realizzazione della comparazione con terzi e che regolano gli aggiustamenti corrispondenti da effettuare automaticamente non sarebbero (più) applicabili dopo la scadenza del contratto di fornitura. Si applicherebbe piuttosto la determinazione degli utili secondo le regole generali.</p><p>Nel suo insieme il Consiglio federale non vede la necessità di intervenire e invitare i cantoni a collaborare in vista di un'imposizione unitaria degli impianti comuni. Neanche nell'ambito dell'imposizione federale diretta, alla luce della legislazione vigente, non vi è alcun motivo di emanare prescrizioni esecutive volte a unificare l'imposizione degli impianti comuni.</p>  Risposta del Consiglio federale.