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Caro lettore,
se vuoi veramente far crescere la tua azienda sia economicamente sia strutturalmente è necessario che esista un rapporto unico tra te e e i tuoi collaboratori.
Dovete essere legati come dei fratelli di sangue perchè senza di loro, in realtà, saresti perso.
Ovviamente, tu prenderai le decisioni più importanti…
avrai potere organizzativo…
deciderai le sorti dell’azienda…
ma la verità è che senza i tuoi lavoratori la tua società non può crescere.
Esiste un detto che fa “ le persone non abbandonano il proprio lavoro, ma il proprio capo” e purtroppo la maggior parte delle volte è proprio così.
Quante volte ti è capitato di parlare con amici o conoscenti che ti raccontavano di quanto si sentivano poco apprezzati e poco valorizzati nella propria realtà lavorativa.
E' un problema di tutte le realtà senza distinzione alcuna perchè purtroppo ci sarà sempre una realtà in cui la dirigenza sarà più rigida, più severa e magari anche più menefreghista. Ma proprio perchè può succedere in ogni realtà, dovresti domandarti che "che capo sei?"
Ti sei mai fatto questa domanda?
Mi ricordo un libro che ho letto qualche mese fa intitolato “ il Coach da un trilione di dollari”.
Raccontava la storia di un vecchio coach di una squadra di Football americano che ha mollato il lavoro per diventare il coach dei grandi capi delle big tech della Silicon Valley.
Per intenderci, è stato il coach del CEO di Google, poi diventata Alphabet…
del CEO di Apple…
e poi di quello di Intuit…
il suo compito era uno: aiutarli a comprendere come gestire il lavoro, le decisioni e soprattutto di imparare a gestire il rapporto con i propri collaboratori.
Perché ti sto dicendo tutto questo?
Perché secondo Campell, il Coach da un trilione di dollari, la chiave per far crescere un azienda, qualunque sia la sua grandezza, sta nel rapporto che intercorre tra la dirigenza e i lavoratori.
Più questo rapporto è intimo…
più questo rapporto è basato sul rispetto reciproco…
più questo rapporto è basato sulla fiducia e sul valore intrinseco di ognuno…
più l’azienda può crescere e svilupparsi in modo sano.
Ecco che il Welfare diventa l’arma migliore per far si che tutto ciò si concretizzi e non rimanga solo un bellissimo concetto espresso da un miliardario che sorseggia whisky a bordo della sua piscina.
Insomma, il Welfare Aziendale può essere la chiave per aumentare il feeling tra dirigenza e lavoratori.
C’è però un aspetto che non bisogna dimenticare: ogni euro investito in Welfare in azienda deve portare un ritorno quantomeno quantificabile.
Mi spiego meglio.
Sicuramente migliorare l’esperienza lavorativa dei singoli lavoratori con bonus economici…
con l’assistenza sanitaria pagata…
oppure con i pasti gratis…
ha un impatto positivo.
Chi disdegnerebbe un piatti di pasta gratis? O una pizza?
Ma tutto ciò porta un beneficio quantificabile in azienda?
Puoi quantificare il ROI di questo investimento nei pasti gratis?
Direi di no.
Per questo, per quanto sia un servizio eccezionale, potrebbe avere dei limiti seri.
La realtà è che il welfare che potrebbe dare i migliori ritorni sull'investimento è quello relativo all'area del benessere.
Infatti, numeri alla mano, i lavoratori soffrono sempre di più di dolori muscolari invalidanti.
Tensioni al collo costante causate da ore e ore al PC a battere numeri…
tensioni alla schiena da posizioni anomale sulla sedia…
tensioni alle braccia e alle spalle per la posizione da scrivania…
insomma, il benessere fisico di questi poveri lavoratori non è dei migliori.
Per non contare poi che tutto questo ha un impatto sulla produttività e quindi sul fatturato.
Converrai con me che più un soggetto è produttivo più lavora.
Più lavora più fattura.
E più i lavoratori fatturano, se i margini sono buoni, più aumentano gli utili.
Indipendentemente dal settore in cui l’azienda lavora.
Che sia una realtà che offre servizi o che offra prodotti o entrambi.
Più un lavoratore è stimolato a lavorare e a produrre più l’azienda guadagna.
Quindi, il benessere fisico rientra pienamente in un investimento che vale la pena fare…
ma è quell'investimento di cui soprattutto puoi calcolare il ROI.
Ti faccio un esempio…
Se un dipendente si assenta 6 giorni in un semestre per un mal di schiena con una spesa per l’azienda che si aggira intorno ai 1000 franchi e dopo un servizio di welfare di trattamenti in azienda con Touch si assenta 3 giorni nel semestre successivo…
beh, alla fine dell’anno avresti risparmiato ben 500 franchi di costi diretti.
Per non parlare poi di tutti quelli indiretti.
E contando che le assenze per motivi di natura muscolare sono in costante aumento, il welfare potrebbe essere un buon motivo per:
- Migliorare il proprio status di capo
- Migliorare il rapporto tra dirigenza e lavoratori
Ma per diminuire allo stesso tempo le spese variabili annuali.
Se vuoi quindi saperne di più riguardo al servizio di Touch di trattamenti manuali annuali in azienda non devi far altro che mandare una mail a <email-pii> per prenotare una consulenza con noi.
Ti mostreremo come, dati della Suva alla mano, diminuire le assenze per questa tipologia di dolori possa portare un beneficio economico reale alla tua struttura…
Ed in più, oltre che il beneficio economico, potresti anche rafforzare il rapporto tra te e i tuoi lavoratori .
Non aspettare e prenota subito la consulenza mandando la mail a <email-pii> .
A presto