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Lo stratega dell'UDC Christoph Blocher.
KEYSTONE/LUKAS LEHMANN(sda-ats)
Nell'attuazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa bisogna introdurre limitazioni alle prestazioni sociali versate alla manodopera straniera. È quanto esigono lo stratega dell'UDC Christoph Blocher e sua figlia Magdalena Martullo-Blocher.
Secondo l'ex consigliere federale inoltre, a questo proposito i contingenti sono irrinunciabili.
Le restrizioni proposte interesserebbero in particolare gli stranieri "che restano in Svizzera senza lavorare", spiega Blocher in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale svizzerotedesco "SonntagsZeitung", secondo cui bisogna fissare scadenze per l'accesso alle prestazioni sociali.
"Una persona dovrà ad esempio aver lavorato almeno un anno in Svizzera per ricevere le indennità della disoccupazione", afferma il politico zurighese. "Bisogna evitare l'immigrazione nello stato sociale".
Interpellato in merito alla questione dei contingenti e sulla loro utilità per attuare queste restrizioni, Blocher sostiene che "tutte le misure devono essere valutate nell'ottica del loro effetto. Non vediamo come sarà possibile raggiungere gli scopi senza l'introduzione di contingenti annui".
Dall'accettazione dell'iniziativa UDC il 9 febbraio 2014, la Costituzione federale dà la precedenza agli abitanti del paese per quanto riguarda la ricerca di un impiego, fissa dei contingenti e menziona le cifre massime per diminuire l'immigrazione: "è per questo che ci battiamo", ribadisce l'ex consigliere federale.
Sulla stessa linea del padre anche Magdalena Martullo-Blocher, nuova responsabile delle questioni economiche in seno all'UDC. L'obiettivo di diminuire l'immigrazione deve essere raggiunto con misure quali la limitazione del diritto al ricongiungimento famigliare in caso di soggiorni brevi o con un accesso limitato alle prestazioni sociali per gli stranieri, afferma in un'intervista rilasciata alla "Schweiz am Sonntag".
La consigliera nazionale grigionese auspica - in un'altra intervista pubblicata dal "Matin Dimanche" - anche che vengano trovate soluzioni con l'economia per integrare meglio i richiedenti l'asilo nel mondo del lavoro. Si potrebbe immaginare un sistema analogo all'apprendistato, con i datori di lavoro che pagano meno questo tipo di manodopera, fornendo però in cambio una formazione. Inoltre, si potrebbe legare l'aiuto sociale alla ricerca di un impiego e diminuire, se necessario, i sostegni finanziari sostituendoli con contributi in natura.
Sui contingenti Martullo-Blocher si mostra meno intransigente del padre: "non vogliamo fissare cifre, ma chiediamo un'applicazione del testo che porti a una riduzione dell'immigrazione", dice dell'intervista alla "Schweiz am Sonntag". Dei contingenti ci sarà bisogno "per situazioni estreme: nel caso in cui non sarà possibile garantire la precedenza agli abitanti del paese o se l'immigrazione sarà fuori controllo".
SDA-ATS