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Credit Suisse rimane fedele al franco svizzero. Il numero due bancario elvetico non adotterà il dollaro nella sua contabilità, come aveva preconizzato ad inizio anno.
Con questa decisione, l'istituto si smarca dalla concorrente UBS, che l'anno scorso è passata al dollaro per la sua contabilità. Il consiglio di amministrazione di Credit Suisse è giunto alla conclusione che è preferibile allinearsi, nella misura del possibile, alla moneta del Paese in cui i rischi sono generati, si legge in una nota odierna.
Il gruppo zurighese ha tuttavia deciso di contabilizzare gli attivi ponderati in funzione del rischio (RWA) in dollari. Gli RWA consentono di determinare il livello minimo di fondi propri necessari alla copertura dei rischi.
Questo cambiamento - che ha ricevuto il via libera dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA - sarà introdotto a partire dal quarto trimestre di quest'anno. Permetterà in particolare un miglioramento dei fondi propri di prima categoria del gruppo e aumenterà i redditi provenienti da operazioni d'interesse dell'ordine di 250 milioni di dollari (pressoché la stessa somma in franchi).
Ciò implica un incremento di 50 punti di base del rendimento dei fondi propri (RoTE), un indicatore che misura la redditività operativa di una banca.
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