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Dopo l'approvazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale della Cina su Hong Kong, il governo dell'ex colonia "collaborerà pienamente con il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo per completare al più presto la legislazione pertinente".
Lo afferma la governatrice Carrie Lam in una nota, secondo cui "svolgere i compiti di mantenimento della sicurezza nazionale e garantire la prosperità e la stabilità a lungo temine di Hong Kong, nel quadro del modello 'un Paese, due sistemi'", rappresentano le priorità.
I giudizi di Carrie Lam, a Pechino per la sessione annuale del parlamento cinese, sono stati di poco preceduti da quelli di Andrew Leung, presidente del parlamentino dell'ex colonia (LegCo), a favore della mossa normativa sulla sicurezza nazionale che "rispetta, comprende e sostiene".
'Rimane il modello un paese, due sistemi'
Leung ha respinto i timori sulla sostanziale fine del modello "un Paese, due sistemi", citando le parole del premier Li Keqiang che ha confermato le politiche sulle regioni amministrative speciali, definite "centrali nell'azione del governo".
Hong Kong, ha notato, è "parte inalienabile della Repubblica popolare e ha le responsabilità costituzionali di approvare una legge in linea con l'articolo 23 della Basic Law". Sull'azione di Pechino che salta la LegCo, Leung ha osservato che la Cina sta "esercitando i suoi poteri costituzionali" sulla vicenda. "Credo non vogliano più tollerare la situazione e di conseguenza puntino a rendere esecutivo il sistema legale per aiutare Hong Kong con questo appiglio sulla sicurezza nazionale".
Rispondendo alle critiche Usa sull'ex colonia, il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha detto che Pechino "cerca cooperazione e dialogo" con Washington, ma reagirà se gli Usa tenteranno "di opprimere" la Cina.