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La procuratrice pubblica Chiara Borelli ha rinviato a giudizio il prete arrestato il 30 maggio scorso per gli abusi compiuti su una donna affetta da problemi psichiatrici (nel frattempo deceduta).
Il processo si terrà alle Assise Criminali, con la formula del rito abbreviato. Quattro anni di carcere la pena concordata tra le parti. I reati sono quelli di violenza carnale, coazione sessuale e – accusa mai emersa finora – contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti.
Lo stupro avvenne nella notte tra il 16 e il 17 novembre 2013, a Rimini, dove i due si erano recati per assistere a un concerto. Rientrati in albergo il sacerdote violentò la vittima, ubriaca. I primi approcci erano iniziati già nei mesi precedenti, a partire da agosto, durante i quali l’aveva baciata e palpeggiata in alcune occasioni.
Di qui la coazione sessuale, a cui si aggiunge infine la terza imputazione. Il 50enne risponderà cioè anche del fatto di avere consumato, tra il 2017 e il 2020, almeno un chilo di marijuana.
Ora non resta che attendere il dibattimento. La Corte, che sarà presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, dovrà decidere se accogliere o no la proposta formulata dalle parti. Il prete sta già espiando anticipatamente la pena.