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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel programma di legislatura 2011-2015 il Consiglio federale sottolinea la necessità di individuare nuove fonti di finanziamento per affrontare diverse sfide strategiche (attrattiva della piazza economica svizzera, competitività, finanziamento delle attività statali e delle infrastrutture). Il governo è invitato a presentare le possibilità e le modalità di finanziamento strategico nei settori dell'infrastruttura (energia, comunicazione, mobilità), della formazione e delle assicurazioni sociali anche nel quadro di un partenariato pubblico-privato. A tal fine si devono coinvolgere i detentori del know-how degli investitori istituzionali, le banche del Paese e la comunità scientifica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le finanze della Confederazione sono in effetti confrontate a numerose ed elevate esigenze. Il Consiglio federale ha abbozzato nel piano finanziario di legislatura 2013-2015 le sfide della politica finanziaria nei settori della previdenza per la vecchiaia, delle uscite in materia di sanità e dei trasporti, sottoponendole a scenari di sviluppo a medio e lungo termine. Secondo il Consiglio federale, l'equilibrio strutturale del bilancio della Confederazione continua a essere garantito. Infatti, il freno all'indebitamento sancito nella Costituzione stabilisce che le uscite e le entrate della Confederazione devono equilibrarsi a lungo termine. L'obiettivo è quello di evitare un ulteriore indebitamento. L'introduzione di nuovi compiti o la loro intensificazione deve quindi essere finanziata con entrate supplementari oppure ponendo priorità all'interno dei compiti preesistenti.</p><p>Un possibile approccio per mobilitare capitale supplementare per investimenti è il partenariato pubblico-privato (PPP). Il coinvolgimento del know-how proveniente dal settore privato (ad es. nel quadro di un PPP) può coadiuvare lo Stato in un efficiente adempimento dei suoi compiti. Il Consiglio federale ha perciò stabilito all'articolo 52a dell'ordinanza sulle finanze della Confederazione che le unità amministrative verifichino in casi appropriati la possibilità di attuare una soluzione di partenariato pubblico-privato (la cosiddetta soluzione PPP), a patto che la soluzione PPP sia più vantaggiosa rispetto a un approccio convenzionale per tutta la durata di un progetto. Questa condizione è soddisfatta se gli operatori privati riescono a compensare, grazie alla loro efficienza, i costi di finanziamento più bassi dello Stato, ricavando al contempo un utile corrispondente alle proprie esigenze. Conseguire un guadagno di tale portata risulta essere alquanto difficoltoso, a causa dell'attuale basso livello dei costi di finanziamento della Confederazione e delle sue strette collaborazioni con l'economia privata già instaurate in molti settori. Il partenariato pubblico-privato non può spingere la Confederazione ad aggirare le direttive del freno all'indebitamento e a imbattersi in investimenti finanziati tramite capitali disponibili a breve scadenza, dei quali non sarà in grado di sostenere i costi successivi a lungo termine. Perciò, il Consiglio federale ritiene che semplici difficoltà di finanziamento non costituiscano una ragione sufficiente per ricorrere a soluzioni PPP.</p><p>Il Consiglio federale considera il partenariato pubblico-privato applicabile in precisi settori, ovvero nell'edilizia dell'amministrazione, nella cultura o nell'esercito per quanto concerne i progetti non rilevanti per la sicurezza e quelli che non rientrano tra le competenze principali dell'esercito (ad es. compiti di vigilanza e di manutenzione oppure parco autoveicoli civili). D'altra parte il ricorso a un partenariato pubblico-privato risulta alquanto difficile in diversi settori dell'adempimento dei compiti statali. Ad esempio, la previdenza per la vecchiaia (AVS) o l'assicurazione invalidità sono inadatte a un partenariato pubblico-privato. Così anche il settore della formazione è escluso da una soluzione PPP (ad eccezione delle costruzioni). Allo stesso modo anche per le infrastrutture nazionali l'impiego di una soluzione PPP sembra poco probabile. Uno studio commissionato dall'Ufficio federale dei trasporti mostra che attualmente non avrebbe senso realizzare progetti di partenariato pubblico-privato nel sistema ferroviario svizzero. A motivare questa conclusione ci sarebbero la stretta interdipendenza all'interno di una rete ferroviaria capillare e uno scarso potenziale in termini d'efficienza. Inoltre, il Consiglio federale si è dichiarato contrario a una soluzione PPP anche in merito a un secondo tunnel stradale per il San Gottardo (si veda interpellanza Schneider-Schneiter 12.3121). Altre infrastrutture come le reti elettriche e di telecomunicazione appartengono già a unità rese indipendenti che si finanziano autonomamente (attraverso gli utenti stessi).</p><p>Dal punto di vista del Consiglio federale, il partenariato pubblico-privato è una delle tante possibilità per adempiere più efficacemente un compito statale, cosa che deve essere dimostrata per ogni progetto. In seguito occorre decidere la forma di finanziamento. Gli investimenti iniziali possono essere finanziati sia dallo Stato (soluzione convenzionale) sia dal settore privato (soluzione PPP). L'importante è che tra le due possibilità si scelga di applicare la più favorevole e la più efficiente. Per far fronte al finanziamento dell'esercizio (inclusivo ammortamenti) entrano in considerazione soprattutto introiti fiscali e tasse per gli utenti, anche se queste ultime potrebbero rappresentare secondo il principio di causalità una soluzione economicamente più efficiente. Tuttavia anche questo sarebbe da verificare in ogni singolo caso. Non è dunque possibile rispondere tramite un rapporto in modo generale alle domande sollevate dal postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.