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L'Iniziativa delle Alpi chiede trattative serie per l'introduzione di una borsa dei transiti alpini (BTA). L'obiettivo è quello di avere al massimo 650'000 autocarri in transito dalle Alpi, come scritto nella Costituzione, invece degli attuali 1,25 milioni, spiegano oggi a Berna alcuni membri dell'associazione.
"Se si prendesse alla lettera la Costituzione, rispettivamente la definizione dello scopo di trasferimento, e si calcolasse con i valori attuali, l'obiettivo oggi dovrebbe essere persino più basso", ha spiegato Marina Carobbio Guscetti, vicepresidente dell'Iniziativa delle Alpi e consigliera nazionale ticinese.
Lo strumento più idoneo ed efficiente per raggiungere il tetto massimo di 650'000 camion è la borsa dei transiti alpini (BTA), secondo i promotori dell'Iniziativa. La BTA limita il passaggio di camion attraverso le Alpi tramite l'emissione di diritti di transito. Spetta alla politica stabilire quali siano i limiti. I diritti di transito emessi possono essere trattati sul mercato (messi all'asta) e la domanda ne determina il prezzo.
Tuttavia, il Consiglio federale piuttosto che contrariare l'Unione europea con la BTA, secondo i sostenitori dell'Iniziativa, preferisce negoziare sul concetto "TOLL+". Quest'ultimo è un sistema di imposizione differenziato: un camion deve pagare un pedaggio e, in questo modo, acquisire una sorta di "diritto di transito". Le tariffe sono differenti a seconda delle categorie di emissione e possono anche variare in funzione dell'orario.
Con questo sistema le cifre assolute del traffico pesante in Svizzera cambierebbero poco. La Confederazione avrebbe invece più libertà d'azione con la BTA, affermano i membri dell'associazione.
L'Iniziativa delle Alpi esorta quindi il Consiglio federale a rilanciare le trattative con l'UE sulla BTA e a prendere sul serio la posizione delle regioni dell'arco alpino interessate dal traffico di transito.
SDA-ATS