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Temperature record della superficie marina in gran parte della Grande Barriera Corallina, patrimonio mondiale Unesco, che si estende per 2300 km al largo della costa nordest dell'Australia, hanno aggravato il rischio di sbiancamento dei coralli.
Il fenomeno è già in atto e potrebbe svilupparsi in un altro evento pari a quelli del 2016 e 2017.
Il Bureau of Meteorology ha riferito all’Authority del parco marino della barriera corallina e a scienziati del settore sulle temperature record registrate in febbraio, che in gran parte del parco stesso sono state di 2-3 gradi sopra la norma.
I coralli rispondono all'eccessivo caldo accumulato espellendo le alghe dette zooxantelle, che conferiscono loro i colori brillanti e gran parte dell'energia. Dopo uno stress da calore prolungato, i coralli cominciano a morire.
L'Authority ha ordinato una nuova ricognizione aerea a partire dal 16 marzo, che iniziando dalla penisola di Cape York all'estremità nord, coprirà l'intera lunghezza della barriera, concentrandosi su regioni simili a quelle in cui si sono verificati gli eventi di sbiancamento nel 2016 e 2017.
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