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BERNA - Il Consiglio federale si è detto favorevole all'introduzione di una norma penale specifica che punisca le mutilazioni sessuali, come suggerito dal rapporto della Commissione degli affari giuridici del Consiglio Nazionale.
Il diritto in vigore già punisce tutti i tipi di mutilazione degli organi genitali femminili come lesioni gravi o semplici. Una nuova disposizione inoltre non potrà evitare un accurato accertamento dei fatti e dei danni subiti dalla vittima. Di questo il Consiglio federale è consapevole, ma ritiene che una nuova norma penale sia un chiaro segnale della determinazione a lottare con tutti i mezzi disponibili contro tali usanze. Il governo attribuisce una grande importanza anche alle campagne di informazione che vengono organizzate fra gli immigrati, poiché ritiene che il diritto penale non possa essere l'unico strumento per tutelare le donne.
Vista la gravità dei reati e il fatto che le vittime spesso sono minorenni, il Consiglio federale è pure favorevole ad estendere la punibilità. In base al nuovo articolo infatti escissioni, infibulazioni e altre mutilazioni genitali sarebbero punite in Svizzera anche qualora fossero state eseguite in un paese straniero in cui tali pratiche sono tollerate.
La mutilazione genitale femminile è praticata tradizionalmente in Egitto e in numerosi paesi a sud del Sahara, in particolare nel Corno d'Africa. Anche la Svizzera è tuttavia toccata, in quanto paese di immigrazione. Secondo l'Unicef vi sono nel mondo circa 130 milioni di donne che hanno subito l'escissione. Oltre 6000 vivono in Svizzera e provengono per la maggior parte da Somalia, Eritrea ed Etiopia.
SDA-ATS