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Il sangue è di vitale importanza per molte persone. Quattro persone su cinque – ossia l’80 per cento della popolazione svizzera – hanno bisogno, almeno una volta nella loro vita, di una trasfusione di sangue o di un medicamento a base di emopreparati.
In Svizzera, a fronte di un fabbisogno giornaliero di circa 850 donazioni di sangue, vi è soltanto il 2.5 per cento della popolazione che dona effettivamente regolarmente il sangue.
Gli emoprodotti possono essere conservati soltanto per un periodo limitato. Per garantire il fabbisogno giornaliero servono donazioni regolari di persone in buona salute.
Vale quindi il principio seguente: chi dona il sangue salva vite!
In linea di massima, tutte le persone in buona salute che hanno compiuto i 18 anni e pesano più di 50 kg possono donare il sangue. Il limite di età per le persone che donano il sangue per la prima volta è fissato a 60 anni. Per i donatori regolari il limite massimo di età massima può essere superato previa consultazione del medico responsabile delle donazioni, ma non può oltrepassare i 75 anni.
Alle donne in buono stato di salute si consiglia di non superare le tre donazioni di sangue intero all’anno e agli uomini le quattro donazioni.
Dato che l’identificazione è obbligatoria per legge, bisogna presentarsi a ogni donazione di sangue con un documento di identità provvisto di fotografia (ad es. carta d’identità) o con la propria tessera di donatore.
Sì, certo; donare il sangue in compagnia è sicuramente più divertente. Spesso chi dona il sangue per la prima volta è più motivato se accompagnato da qualcuno. Anche chi desidera scoprire come si svolge una donazione di sangue o semplicemente accompagnare un donatore, è sempre il benvenuto.
La donazione di sangue in sé dura raramente più di dieci minuti; tutta la procedura richiede circa 45 minuti. Nella fascia oraria serale (dopo il lavoro) o se a un appuntamento ci sono numerosi nuovi donatori, la durata può prolungarsi. Le persone che donano per la prima volta il sangue richiedono una preparazione più approfondita, per questo il colloquio con lo specialista medico e la donazione di sangue sovente durano di più.
La parte più fastidiosa (se di fastidio si può parlare) durante la donazione di sangue è la punturina che viene fatta sul dito. La goccia di sangue così prelevata consente di determinare l’emoglobina. L’inserimento dell’ago nella vena si percepisce appena, mentre la donazione in sé è totalmente indolore.
Un adulto di oltre 50 kg ha da 4-6 litri di sangue, di cui vengono prelevati in genere 450 ml, che corrispondono a circa il 10 % del volume totale.
Una persona in buona salute e di peso medio ha un volume sanguigno pari a circa l’8 per cento del suo peso corporeo, ossia 5-6 litri per una persona di circa 70 chili. Il volume dipende tuttavia dall’età e dal sesso: le donne hanno un volume sanguigno leggermente inferiore a quello dell’uomo.
Rispetto alla quantità complessiva del sangue nel corpo, la quantità di sangue donata è così esigua che la perdita viene rapidamente compensata dall’organismo. I globuli bianchi, particolarmente importanti per la difesa da agenti patogeni, e il fluido sanguigno, il cosiddetto plasma, vengono compensati già nel giro di un giorno. La quantità di globuli rossi nel sangue si avvicina ai valori di partenza dopo circa sette giorni. Tuttavia, la formazione di globuli rossi nel midollo osseo dura più settimane; per questo motivo si può donare il sangue solo 3 o 4 volte all’anno.
La perdita di liquidi dovuta alla donazione viene compensata nel giro di 24 ore. In questa fase è importante bere a
sufficienza ed evitare grandi sforzi.
Chi si sente bene dopo una breve pausa di riposo di almeno 30 minuti può tranquillamente guidare l’auto. Per pilotare aerei la pausa deve essere almeno di 48 ore, per locomotive o autobus almeno di 12 ore. Occorre al riguardo osservare le direttive specifiche alla professione.
In seguito a una donazione si dovrebbe rinunciare a prestazioni sportive di alto livello per un paio di giorni. Inoltre è sconsigliato effettuare immersioni subacquee. Per altre attività sportive consigliamo di ascoltare il proprio corpo e, in caso, di adattare la durata e l’intensità dell’attività sportiva.
Il questionario è necessario per valutare lo stato di salute attuale del donatore e fa parte dell’esame di idoneità alla donazione. Queste indagini servono tanto per la sicurezza del donatore quanto per quella del ricevente di emopreparati.
L’emoglobina, la sostanza colorante dei globuli rossi, trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti cedendolo alle cellule somatiche. Dalle cellule l’anidride carbonica viene legata a sua volta all’emoglobina e riportata ai polmoni. Il valore dell’emoglobina è importante al fine di escludere la possibilità di anemia. Se è troppo basso, non è possibile donare il sangue. Siccome di solito gli uomini hanno un valore dell’emoglobina superiore rispetto alle donne, i valori minimi per l’idoneità alla donazione sono differenti per le donne e per gli uomini.
Se il donatore si sente bene e gli accertamenti medici procedono senza problemi, è possibile donare 450 ml di sangue intero ogni 10-12 settimane. Alle donne consigliamo generalmente di donare sangue intero con una frequenza massima di tre volte all’anno, agli uomini di quattro volte all’anno. Per la donazione di plasma e di piastrine i lassi temporali sono inferiori.
Chi dona per la prima volta riceve, ammesso che tutti i valori di laboratorio rientrino nella norma, dopo circa 2-6
settimane una tessera di donatore, sulla quale figurano gruppo sanguigno e fattore Rhesus. Se uno dei test per l’epatite, l’HIV o la sifilide non esclude esplicitamente l’infezione, si procede a test di conferma. Se anche questo
risulta positivo, il medico si mette in contatto con il donatore interessato e gli raccomanda di recarsi dal medico di famiglia o in un istituto specializzato.
Vicino a casa tua e quando vuoi! I Centri trasfusionali che fanno capo al Servizio trasfusionale regionale sono presenti in oltre 60 località svizzere. Inoltre, le équipe mobili svolgono periodicamente, in collaborazione con le associazioni dei samaritani, campagne di raccolta del sangue in molte altre località.
L’applicazione per la donazione di sangue offre la possibilità di rimanere sempre informati su tutte le date delle donazioni nelle vicinanze. In questo modo è possibile tenersi aggiornati su quando e dove avranno luogo le prossime campagne di raccolta ricevendo promemoria da sei a due giorni prima via e-mail o sms.
Numerosi studi hanno dimostrato che il carattere gratuito delle donazioni - e quindi la rinuncia da parte dei donatori a incentivi materiali - è un fattore di sicurezza fondamentale. A ciò si aggiungoni: volontariato, selezione accurata dei donatori e donatori di lungo corso che donano regolarmente sangue per anni e a volte per decenni. Il fatto che le donazioni di sangue non siano retribuite non dipende dalla volontà di Trasfusione CRS Svizzera di risparmiare sui costi: si tratta piuttosto di una regola stabilita esclusivamente nell’interesse di donatori e riceventi.
In rari casi una trasfusione di sangue causa effetti collaterali nel ricevente. L’effetto collaterale più frequente, che nella maggior parte dei casi però ha conseguenze per il paziente soltanto nelle trasfusioni successive, è la formazione di anticorpi. È altresì rara l’insorgenza della febbre a seguito di una trasfusione. Rarissime sono invece le reazioni allergiche, le ipervolemie e altre reazioni trasfusionali.
Anche in Svizzera il plasma viene venduto all’industria di lavorazione del plasma, e questo per i seguenti motivi:
Il ricavo ci consente non solo di coprire una parte delle nostre spese, ma anche di contenere il prezzo dei concentrati eritrocitari.
Il plasma che la Svizzera fornisce a queste ditte è ottenuto secondo le norme etiche riconosciute in tutto il mondo. Se smettessimo questa fornitura, quella parte ottenuta in modo eticamente dubbio sotto forma di donazione a pagamento non farebbe altro che aumentare.
Alla voce «Tipi di donazione» ho letto che vengono eseguite donazioni mirate di plasma anche in Svizzera. Per quale motivo? A quale scopo viene impiegato il plasma donato?
Sì, anche in Svizzera vengono eseguite donazioni mirate di plasma, che viene prelevato con una procedura meccanica, la cosiddetta aferesi (anziché, ad es., con una donazione di sangue intero). Il plasma prelevato viene somministrato ai pazienti. Le donazioni di plasma sono necessarie, perché sussiste un grande fabbisogno anche di questo componente a seconda dei gruppi sanguigni e perché tale fabbisogno deve essere coperto in modo mirato.
Trasfusione CRS Svizzera rifiuta categoricamente, per motivi etici, le donazioni di plasma a pagamento, poiché non è accettabile che una persona doni il suo sangue per motivi finanziari o perché si trova in una situazione di emergenza. Il pericolo che la salute del donatore sia messa a repentaglio è troppo elevato.
Sì, Trasfusione CRS Svizzera mette a disposizione della Grecia nel quadro di un programma di aiuti la propria riserva di concentrati di globuli rossi costituita per le emergenze.
Perché proprio la Grecia?
In Grecia una percentuale relativamente elevata della popolazione, tra cui molti bambini, soffre di talassemia, una malattia ematologica. Questa malattia ereditaria o congenita limita la produzione di eritrociti (globuli rossi) funzionanti. Dato che questi pazienti necessitano regolarmente di concentrati eritrocitari (CE), in Grecia la penuria di questo emoprodotto è costante.
La scelta della Grecia come paese beneficiario dei nostri concentrati eritrocitari deriva anche dal fatto che i pazienti affetti dalla talassemia ne hanno bisogno per tutta la loro vita, quindi che li ricevano oggi o un po’ più tardi non è un fattore determinante. Quando occorre posticipare una consegna alla Grecia o quando si possono fornire solo determinati gruppi sanguigni in piccole quantità, non ci sono conseguenze negative sostanziali per i riceventi locali.
I concentrati eritrocitari alla Grecia sono forniti a prezzo di costo.
Dal 2015 e per i cinque anni successivi – quindi entro il 2020 – il programma di aiuti dovrà essere ridotto progressivamente della metà rispetto alla sua portata attuale. Contemporaneamente CRS è disposta a promuovere progetti in Grecia volti a migliorare l’autoapprovvigionamento di emoprodotti.
Il sangue donato viene eesportato anche in altri Paesi?
No, solo in casi eccezionali, quando viene cercato un donatore con caratteristiche molto rare connesse al gruppo sanguigno. Per questo stesso motivo il sangue può anche essere importato in Svizzera.
Dal 1° luglio 2017 gli MSM non sono più esclusi totalmente dalla donazione di sangue. L’autorità di vigilanza Swissmedic ha approvato una domanda di Trasfusione CRS Svizzera che andava in questo senso.
Condizione per l’ammissione alla donazione di sangue è un periodo di astinenza di 12 mesi dall’ultimo rapporto sessuale, in modo da continuare a ridurre al minimo il rischio di trasmissione di una malattia. La soluzione non sembra tuttavia veramente ottimale poiché non molti omosessuali soddisferebbero questa condizione.
Al posto di questa soluzione, Trasfusione CRS Svizzera si pone come obiettivo chiaro e a lungo termine una valutazione caso per caso del comportamento di rischio di tutti i donatori di sangue. L’inclinazione MSM in quanto tale non dovrebbe più costituire motivo di esclusione. Al contrario sarebbe più opportuno rinviare il donatore (nella maggior parte temporaneamente) in base al suo comportamento concreto. L’elaborazione di questi criteri è tuttavia complessa e richiederebbe diversi anni. Attualmente non è possibile prevedere se l’autorità di vigilanza approverebbe una simile possibilità.
La registrazione come donatori di cellule staminali del sangue è già possibile
Nel settore della donazione di cellule staminali del sangue Trasfusione CRS Svizzera ha potuto adeguare i criteri poiché sono di sua competenza e poiché si applicano basi legali diverse. Al momento della registrazione, la domanda su MSM non è più posta. A prescindere dal suo orientamento sessuale (etero o omosessuale), un donatore è assegnato a un gruppo di rischio in base al suo comportamento personale (sessuale).
Il motivo di questa esclusione è la possibilità di trasmettere la variante della malattia di Creutzfeld Jakob (vCJD) attraverso le trasfusioni di sangue. La vCJD è causata da prioni, proteine trasmissibili che formano strutture dannose per la salute nel corpo di uomini e animali. Queste proteine sono diventate note al grande pubblico soprattutto come fattori scatenanti del morbo della mucca pazza; nell’uomo causano anche la malattia di Creutzfeld Jakob.
La malattia vCJD viene trasmessa principalmente attraverso alimenti a base di bovini infetti. Siccome non esistono test di routine per individuare un’eventuale presenza di prioni nelle donazioni di sangue, le autorità di vigilanza hanno deciso, di comune accordo, di adottare come misura di sicurezza precauzionale l’esclusione dalla donazione di sangue delle persone che hanno ricevuto una trasfusione di sangue.
Nel 1996 è stata documentata per la prima volta una trasmissione da animale a uomo della cosiddetta malattia da prioni. Il termine «prione» deriva dall’inglese «prion», una contrazione dell’espressione «protein infection», ossia un’infezione da proteine. Questa nuova patologia è stata denominata variante della malattia di Creutzfeld Jakob (vCJD). I prioni sono proteine trasmissibili che formano strutture dannose per la salute nel corpo di uomini e animali. Nei bovini questi prioni sono responsabili della cosiddetta «mucca pazza» (BSE, Bovine Spongiform Encephalopathy). La trasmissione all’uomo avviene essenzialmente attraverso alimenti a base di carne bovina infetta. La Gran Bretagna è stata di gran lunga il Paese più colpito al mondo dalla BSE, registrando chiaramente anche il numero più elevato di casi di vCJD. Ricerche hanno mostrato che il rischio di contagio era ai massimi livelli tra il 1980 e il 1996.
Questo significa che più a lungo una persona ha soggiornato in Gran Bretagna in quel periodo, maggiore è il rischio che vi sia stato un contagio da prioni: la Svizzera ha pertanto deciso, d’intesa con le autorità, di fissare a sei mesi la durata minima del soggiorno.
Il tempo di incubazione (vale a dire il tempo che intercorre tra il contagio e l’insorgere della malattia) non è noto con precisione, ma sembrerebbe molto lungo nel caso della vCJD. Dato che questa malattia può essere trasmessa attraverso il sangue o gli emoprodotti, le persone che hanno soggiornato in Gran Bretagna per più di sei mesi nel periodo tra il 1980 e il 1996 sono escluse dalla donazione di sangue.
Per Trasfusione CRS Svizzera la sicurezza degli emoprodotti ha la priorità assoluta; per revocare tali misure, dovrebbero quindi essere disponibili sufficienti dati scientifici.