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La decisione elvetica d'interrompere i negoziati sull'accordo quadro non è stata digerita dall'Unione europea.
Nemmeno lo sblocco del miliardo di coesione ha contribuito ad allentare le tensioni. Un parlamentare: «Ci aspettavamo un segnale dall'Ue dopo il versamento, ma questo non c'è stato».
BERNA - Le relazioni tra Berna e Bruxelles si sono fatte più tese. È la conclusione alla quale è giunta Tiana Angelina Moser (PVL/ZH), presidente della commissione degli affari esteri del Consiglio Nazionale (CPE-N), dopo una visita di tre giorni nella capitale europea, accompagnata da una delegazione di parlamentari.
La decisione della Svizzera d'interrompere i negoziati su un accordo istituzionale quadro non è stata per niente apprezzata nell'UE, è una scelta che «ha lasciato il segno», ed è emerso in tutti i colloqui, ha affermato Moser ai giornalisti svizzeri presenti a Bruxelles.
Ora è chiaro che per l'UE l'accesso al mercato deve essere abbinato ad altre questioni di cooperazione, ha aggiunto la consigliera nazionale. Concretamente, ciò significa che se la Svizzera vuole essere pienamente associata al programma di ricerca dell'UE Orizzonte Europa, deve fare passi avanti nelle questioni istituzionali. Anche se i negoziati sono interrotti, le questioni da risolvere rimangono le stesse, ha proseguito Moser.
Da parte europea si è preso nota dello sblocco del miliardo di coesione, ma l'UE ha fatto sapere che questo passo non ha necessariamente contribuito ad allentare le tensioni, ha proseguito Moser. Franz Grüter (UDC/LU), vicepresidente della CPE-N, ha sottolineato come la Svizzera si aspettasse un segnale dall'UE dopo il versamento. Un gesto in tal senso poteva essere ad esempio l'inizio di colloqui su Orizzonte Europa ed Erasmus plus, secondo Moser. Grüter ha da parte sua evocato la concessione dell'equivalenza borsistica.
Secondo Moser, Bruxelles si è comunque mostrata aperta a eventuali colloqui se la Svizzera presentasse un piano che includesse le questioni di accesso al mercato. Berna deve sapere cosa vuole, ha aggiunto.
A Bruxelles era presente da lunedì a oggi una delegazione di nove membri della CPE-N, per fare il punto sulle relazioni con Berna. I parlamentari elvetici hanno incontrato, tra gli altri, membri del gabinetto di Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea, parlamentari UE come David McAllister, presidente della commissione per gli affari esteri, Lukas Mandl, che sta elaborando un rapporto sulla Svizzera, e Andreas Schwab, presidente della delegazione del Parlamento europeo per la Svizzera.
Ma quante sciocchezze. Se vogliamo i vantaggi del mercato europeo dobbiamo anche accettarne le regole, tutte e non solo quelle che ci fanno comodo. Se non vogliamo accettarle, ce ne stiamo fuori ma è inutile accusare l'UE di ricatti e ritorsioni: fanno solo ciò che ogni Stato dovrebbe fare, ossia far rispettare le proprie leggi. Il resto sono baggianate da osteria.
Beh.. cosa si aspettavano? San Nicolao arriva il 6 dicembre e visto ci credono ancora.. babbo Natale lascia i doni la notte fra il 24 e il 25 di dicembre. Per ottenere qualcosa hanno una sola cosa da fare: chiedere al paese di mettersi a 90 gradi e soccombere a tutti i loro diktat. Ma non credo che sarebbe d’accordo
Ma cosa vi aspettavate .... che Bruxelles vi avrebbe messo il tappeto rosso .... avete pagato coi soldi del popolo svizzero e loro ringraziano chiudendovi la porta in faccia l' UE é come una pu...na una volta preso i soldi vi chiude ringraziandovi almeno se pago una prostituta qualcosa ottengo. Serva di lezione a quei europeisti ingenui e creduloni prima di dare ancora soldi a quei dittatori diplomatici....