Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01285.jsonl.gz/694

Lasciare l'esercito in favore del servizio civile dovrebbe essere più difficile. È quanto prevedono le modifiche alla pertinente legge adottate mercoledì dal Consiglio federale, assieme al messaggio del Parlamento.
"È necessario agire con una certa urgenza", ha dichiarato Guy Parmelin, il quale ritiene preoccupanti le cifre raccolte tra il 2011 e il 2017, con un numero di "civilisti" in costante aumento.
Ad allarmare il Governo sono soprattutto le partenze di chi ha già svolto la scuola reclute e dei quadri, risorse per le quali "sono stati investiti tempo e denaro", ha sostenuto il consigliere federale. Delle 6'205 ammissioni del 2018, 2'264 riguardavano persone che hanno fatto la scuola reclute e altre 350 dei graduati. Per ovviare all'esodo, sono state varate otto misure, una in più di quelle previste in sede di progetto preliminare: non sarà più possibile svolgere il servizio civile all'estero (accade oggi in circa l'1% dei casi).
I piani del Consiglio federale sono minacciati da un possibile referendum, preannunciato dalla federazione CIVIVA, fautrice del servizio civile, e dal Gruppo per una Svizzera senza esercito.
- RG 18.30 del 20.02.19 - La corrispondenza di Mattia Serena