Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/146780

<h2>SubmittedText<h2><p>La modifica del Codice civile entrata in vigore il 1° gennaio 2013 permette ai coniugi e ai partner registrati di scegliere liberamente il cognome di famiglia. Questa modifica del Codice civile costituisce un concreto passo avanti in termini di uguaglianza giuridica tra uomo e donna, in adempimento peraltro dei principi sanciti nella nostra Costituzione e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.</p><p>Tuttavia, il nuovo diritto non ammette più il doppio cognome legale della donna o dell'uomo (cognome scritto senza trattino e iscritto nei registri e documenti ufficiali). È invece possibile scegliere il cognome d'affinità (doppio cognome scritto con un trattino, che non può essere iscritto nei registri ufficiali).</p><p>1. In linea generale, quali constatazioni trae il Consiglio federale dal nuovo diritto del cognome, e più specificamente dall'impossibilità del doppio cognome legale? Si osserva un cambiamento nel numero di matrimoni e unioni domestiche registrate dall'entrata in vigore del nuovo diritto?</p><p>2. Il Consiglio federale è in grado di indicare la proporzione delle donne che, da gennaio 2013:</p><p>a. hanno adottato il cognome di affinità;</p><p>b. hanno conservato il cognome da nubile;</p><p>c. hanno adottato il cognome da celibe del marito?</p><p>3. Il Consiglio federale è in grado di indicare la proporzione di persone che, nell'ambito di un'unione domestica registrata, hanno conservato il proprio cognome e, inversamente, la proporzione di quelli che hanno adottato il cognome del partner nonché la proporzione di coppie che hanno adottato il cognome di affinità?</p><p>4. Il Consiglio federale è in grado di indicare la proporzione delle donne che, tra il 1988 (entrata in vigore del vecchio diritto) e la fine del 2012, avevano adottato:</p><p>a. il doppio cognome legale;</p><p>b. il cognome del marito?</p><p>5. Il Consiglio federale è in grado di indicare la proporzione delle coppie di partner registrati che, tra il 2007 (entrata in vigore dell'unione domestica registrata) e la fine del 2012, avevano adottato il doppio cognome legale?</p><p>6. Infine, il Consiglio federale è in grado di fornire informazioni sulle recenti legislazioni europee in materia di diritto del cognome, in particolare per quanto riguarda la possibilità di scegliere il doppio cognome legale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il cognome portato non fa parte dei dati demografici rilevati per la popolazione residente permanente della Svizzera. Il Consiglio federale non può pertanto fornire indicazioni statistiche attendibili sulle conseguenze del nuovo diritto del cognome. I doppi cognomi legali formati prima del 1° gennaio 2013 restano giuridicamente validi. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), nel 2013 sono stati contratti circa 39 800 matrimoni, il che rappresenta una diminuzione pari a circa il 6,7 per cento rispetto all'anno precedente. Nel 2013 sono state registrate circa 700 unioni domestiche, ossia un numero analogo a quello riscontrato nel 2012. Tali cifre non permettono tuttavia di trarre conclusioni quanto agli eventuali effetti del nuovo diritto del cognome.</p><p>2.a. Il cognome d'alleanza è un cognome d'uso che può essere utilizzato liberamente, senza alcun vincolo amministrativo. Siccome non vi sono statistiche che rilevano i cognomi d'alleanza, non è possibile rispondere alla domanda posta.</p><p>2.b./c. Come indicato, l'UST non dispone di dati validati sul cognome portato. Dalle cifre inufficiali forniteci, che non consentono di effettuare una valutazione qualificata, è tuttavia possibile dedurre quanto segue: cCirca il 24 per cento delle donne che si sono sposate nel 2013 ha conservato il proprio cognome, mentre circa il 71 per cento ha preso quello del marito. Nei restanti casi si è optato per altre soluzioni.</p><p>3. Secondo queste cifre inufficiali, circa il 13 per cento delle persone che hanno contratto un'unione domestica registrata nel 2013 hanno deciso di portare un cognome comune. Per i medesimi motivi illustrati nella risposta 2.a, non è possibile indicare la percentuale che utilizza un cognome di alleanza nella vita quotidiana.</p><p>4.a./b. Anche in merito a tale domanda non sono disponibili dati statistici ufficiali e validati. Le cifre esistenti indicano tuttavia che, su una media annua di 40 900 matrimoni contratti tra il 2001 e il 2012, nel 21 per cento dei casi circa la moglie ha scelto di anteporre il proprio cognome a quello del marito, mentre in circa il 71 per cento dei casi porta unicamente il cognome del marito. Le restanti coppie hanno optato per un'altra soluzione.</p><p>5. Nel caso dell'unione domestica registrata non è mai stato possibile portare un doppio cognome ufficiale. La questione dunque non si pone.</p><p>6. Nessuna riforma legislativa recente in Europa in merito al diritto del cognome ha introdotto la possibilità di scegliere un doppio cognome ufficiale. La più recente riforma nell'ambito del diritto del cognome risale all'aprile 2013, in Austria. Non ha tuttavia prodotto alcun effetto sulla possibilità già accordata alle coppie sposate di portare un doppio cognome ufficiale.</p>  Risposta del Consiglio federale.