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Nel suo ultimo anno di attività, il Consiglio consultivo strategico del Consiglio federale ha elaborato una visione generale della politica in materia di mercati finanziari e ha sottoposto all’Esecutivo una serie di raccomandazioni. Tra queste è considerata urgente la creazione di un’organizzazione competente in ambito di ciber-rischi in grado di intervenire. Il Consiglio consultivo ritiene prioritaria anche una liberazione fiscale del mercato dei capitali svizzero. Nella sua seduta del 15 gennaio 2020 il Consiglio federale è stato informato della roadmap. Le raccomandazioni verranno integrate nell’aggiornamento della politica della Confederazione in materia di mercati finanziari, che sarà disponibile nell’autunno 2020.
Nel suo ultimo anno di attività (2019) il Consiglio consultivo ha analizzato la politica dei mercati finanziari al fine di sottoporre al Consiglio federale una roadmap con le priorità strategiche dei prossimi anni. In primo luogo la roadmap identifica i fattori di riuscita centrali della piazza finanziaria svizzera. Su questa base vengono elaborate dieci raccomandazioni con un diverso grado di concretizzazione.
Secondo il Consiglio consultivo è fondamentale che le autorità e gli istituti finanziari lavorino insieme per creare rapidamente un’organizzazione che fornisca protezione contro i ciber-rischi in grado di agire in caso di crisi. Questo anche perché da alcuni anni la Svizzera segue un approccio normativo particolarmente aperto all’innovazione, che nel confronto internazionale definisce eccellenti condizioni quadro per lo sviluppo della tecnofinanza. Tuttavia, incidenti di grande portata gestiti in modo non professionale causati da attacchi informatici con effetti di contagio, potrebbero rapidamente annientare queste ottime condizioni della piazza finanziaria svizzera per le nuove tecnologie nel settore finanziario. Di conseguenza occorre subito stabilire delle misure di difesa specifiche dei mercati finanziari.
Il Consiglio consultivo ritiene prioritaria anche una liberazione fiscale del mercato dei capitali svizzero. Per una piazza finanziaria di queste dimensioni, il mercato svizzero dei capitali è relativamente poco sviluppato. A causa della struttura dell’imposta preventiva, molte grandi imprese emettono i propri prestiti prevalentemente all’estero. Modificando tale imposta e rendendola un’imposta all’agente pagatore, come proposto dal Consiglio federale nel 2019, la Svizzera diverrebbe molto più interessante per questo tipo di operazioni sul mercato dei capitali. A medio termine, riformando l’imposta preventiva per le emissioni di capitale proprio e le tasse di bollo si potrebbe aumentare ulteriormente l’attrattività del mercato dei capitali svizzero.
Le altre raccomandazioni riguardano, tra l’altro, l’accesso al mercato per i servizi finanziari, l’utilizzo di mezzi di pagamento digitali, la creazione di un polo di formazione e ricerca per la tecnofinanza e la cibersicurezza, come pure la presa in considerazione dei rischi di stabilità del livello estremamente basso degli interessi.
Entro l’autunno 2020 il Dipartimento federale delle finanze (DFF) presenterà un rapporto con un aggiornamento della politica del Consiglio federale in materia di mercati finanziari, in cui verranno tematizzate le raccomandazioni del Consiglio consultivo per il futuro della piazza finanziaria. L’ultimo aggiornamento risale all’ottobre del 2016.
Nel dicembre 2014 il Consiglio federale ha istituito il Consiglio consultivo per un periodo limitato fino al 2019, con il mandato di esaminare le sfide future e le prospettive della piazza finanziaria in un’ottica strategica e, se necessario, di elaborare raccomandazioni pertinenti. Diretto dal professor Aymo Brunetti, il Consiglio consultivo è composto da rappresentanti delle autorità, del settore privato e degli ambienti scientifici.