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Craig Wright non ha consegnato le chiavi del Tulip Trust agli avvocati di Ira Kleiman.
Lo ha dichiarato lui stesso:
“L’altra parte ha tutto ciò che ha chiesto, e questo è il problema: non hanno ancora niente perché non c’è niente”.
Quindi, nei documenti consegnati il 14 gennaio, non ci sono le chiavi di accesso al Tulip Trust. La cosa è stata confermata dalla corte, secondo la quale da questa nuova documentazione non sono emerse nuove informazioni riguardanti gli 1,1 milioni di bitcoin del Tulip Trust.
Pertanto, sebbene Wright abbia ottemperato all’ordine del giudice Reinhart di produrre ulteriore documentazione entro il 14 gennaio, la presentazione di questa documentazione sembra non abbia modificato la posizione di Wright in questo caso, visto che si tratterebbe solamente di un elenco di 16.404 indirizzi pubblici in cui sono conservati gli 1,1 milioni di bitcoin.
Pare quindi che Wright non abbia fornito alcuna altra informazione a riguardo.
L’unico risultato raggiunto sembrerebbe essere quello di prendere ulteriore tempo, ma non si sa bene per quale scopo.
Infatti, il primo gennaio 2020 Craig Wright avrebbe dovuto entrare in possesso delle chiavi sufficienti per poter accedere al Tulip Trust ed alla vera e propria fortuna in esso contenuta, circa 9 miliardi di dollari.
Questo non è avvenuto e visto che la metà di quella fortuna dovrebbe essere consegnata ad Ira Kleiman, fratello del defunto Dave Kleiman, sembra proprio che Craig Wright stia cercando di posticipare il più possibile il termine di questa vicenda.
Inoltre, lo stesso giudice Reinhart ha intimato a Wright di pagare le spese processuali, visto che di fatto ha dato ragione al querelante Ira Kleiman e si tratta di una cifra considerevole, superiore al mezzo milione di dollari.
Non c’è da stupirsi che Wright stia cercando in tutti i modo di rinviare il più possibile l’esito definitivo di questa vicenda per rinviare il pagamento, mentre si fa sempre più strada l’ipotesi che in realtà non abbia accesso al Tulip Trust e non potrà né impossessarsi del milione di bitcoin in esso contenuto né inviarne la metà al fratello di Dave Kleiman.
Nel frattempo BSV, la criptovaluta co-fondata da Wright, è cresciuta notevolmente di valore.
Non va dimenticato che Wright si è spacciato per Satoshi Nakamoto in persona e continua a sostenere di essere lui il vero inventore di Bitcoin.
Tuttavia, in tutti questi anni non è mai stato in grado di provare senza ombra di dubbio di essere ad esempio il proprietario di quei primi indirizzi pubblici utilizzati dal vero Satoshi per minare i primi blocchi della blockchain di Bitcoin.