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I 71 migranti trovati morti a fine agosto in un camion abbandonato su un'autostrada austriaca sono deceduti per soffocamento "verosimilmente poco tempo dopo essere stati caricati alla frontiera serbo-ungherese", quindi ancora in territorio magiaro. La conclusione deriva dal ridotto volume d'aria che avevano a disposizione.
"Non ne avevano per più di un'ora e mezza", ha detto il portavoce della polizia austria Hans-Peter Doskozil, che ha fatto il punto oggi (venerdì) sullo stato delle indagini. I profughi hanno lentamente perso conoscenza, non c'era traccia di nessun tentativo di liberarsi.
Le vittime erano iracheni, siriani e afgani, ma ancora nessuna di esse ha potuto essere identificata ufficialmente. Due erano bambini. Sono stati rinvenuti 17 documenti di viaggio e 40 telefoni, che hanno permesso di contattare presunti parenti.
Gli inquirenti hanno emesso in tutto sei mandati di arresto, tutti eseguiti grazie a una pista fornita dalle forze dell'ordine bulgare. L'autista del mezzo è fra le cinque persone finite in manette in Ungheria.
pon/Reuters
TG 20.00 del 04.09.2015: Camion in Austria, morti in poche ore