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«Ai Mondiali conta soltanto chi arriva sul podio». Parola di Simon Ehammer, il ventiduenne appenzellese fresco vincitore del bronzo iridato ai Mondiali Eugene, in Oregon. In una disciplina, oltretutto, che a ben vedere non è nemmeno la sua: lui che arriva da decathlon, dove eccelle sì nel lungo, ai campionati del mondo si è trovato di fronte la crème de la crème di chi si cimenta unicamente nel salto. «Da una parte, volevo metter mano sulla medaglia a questi Mondiali per dimostrare che noi decatleti possiamo giocarcela anche con gli specialisti. Infatti il decathlon resta la mia passione, mentre il salto in lungo è la mia eccellenza. Infatti so di avere grandi qualità in questa specialità, tra cui quella di andare costantemente oltre gli 8 metri»
«La sensazione che si ha dopo aver raggiunto un obiettivo. E anche se non sono troppo soddisfatto della misura (8 metri e 16, ndr), mi godo comunque il risultato».
Adesso ti sentirai obbligato a cimentarti ogni volta anche nel lungo in occasione delle grandi manifestazioni?
L’obiettivo è riuscire a conciliare decathlon e lungo. L’anno prossimo ai Mondiali di Budapest farò entrambe le discipline, sperando che gli organizzatori abbiano un occhio di riguardo per me e adottino una programmazione che non mi impedisca di disputare entrambe le prove.
Ai Campionati europei di Monaco, fra tre settimane, farai però soltanto il decathlon: con quali ambizioni?
Punto a raggiungere quotai 8’500 punti, ciò che dovrebbe bastare per conquistare il titolo, ma non so in quale stato di forma potrò affrontare gli Europei.
La gara del lungo a Eugene non è stata facilissima: dopo il sesto tentativo di Wang Jianan a 8,32, sei scivolato al terzo posto quando tre atleti dovevano ancora saltare. Come hai vissuto l’attesa?
Non è stato facile. Confesso di aver tirato un grande sospiro di sollievo dopo il salto dell’ultimo concorrente.
Se dovessi giudicare la tua prova, come la valuteresti?
Il mio quarto e quinto tentativo non erano validi per pochissimo, e in entrambi i casi sarei stato ben al di là degli 8,20 metri. Sarebbe stato un bel messaggio per i miei rivali. Ma so anche che ho vinto il bronzo per un solo centimetro. Col mio allenatore, avrò dunque tutto il tempo per riflettere su questa gara e per trarne qualche insegnamento.