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di Martina Minoletti
Direttore d’orchestra, star della tv, attivista, padre, pianista, comunicatore, compositore di musica per teatro, di sinfonie e vocale. Un uomo intraprendente e rivoluzionario, coltivatore di passioni e di pace, un maestro di vita. Leonard Bernstein nasce il 25 agosto 1918 a Lawrence nel Massachusetts.
Lenny, come lo chiamavano i familiari e gli amici, ottiene il suo primo incarico nel 1943, come assistente del direttore principale della New York Philarmonic Orchestra (di cui nel 1958 assumerà lui stesso la direzione, conducendola in numerosissimi concerti, piu di tutti i compositori precedenti). Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Bernstein gira il mondo, in veste di direttore d’orchestra: nel 1946 va a Londra e a Praga, nel 1947 dirige l’orchestra a Tel Aviv con la quale inizia un rapporto lavorativo che porterà avanti fino alla morte. Nel 1953 Leonard è il primo direttore americano a dirigere un’opera, Medea di Cherubini, al Teatro alla Scala di Milano.
Tra le sue esecuzioni e registrazioni si ricordano in particolare quelle di Haydn, Beethoven, Schumann, Sibelius e Mahler. Tutti compositori molto amati da Bernstein, che considerava Beethoven il miglior compositore di tutti i tempi (tutto quello che componeva suonava inevitabile). Di Haydn, invece, Leonard apprezzava lo spirito e l’equilibrio. Ma il compositore più afifine a Bernstein era Mahler, nel quale il Maestro trovava un'energia che riversava senza soluzione di continuità in un'interpretazione esatta e consimile.
Direttore energico, Bernestein ha sempre cercato di offrire delle interpretazioni che offrissero, oltre alla corretta esecuzione dello spartito, anche lo spirito del tempo e la dimensione morale (custoditi in seno alla composizione). È stata questa la grande lezione di Bernstein: aver tramandato, attraverso le sue interpetazioni, tutto ciò che la composizione portava con sé. Oltre ad essere stato un grande direttore d'orchestra, Bernstein è stato un raffinato storyteller: un gigante che ha saputo comunicare, per mezzo di racconti musicali, anche la dimensione storica e morale della musica.
Autore di tre grandi sinfonie, Jeremiah (1943), The age of Anxiety (1949) e Kaddish (1963), Bernstein ha firmato successi planetari quali Prelude Fugue and Riff (1949), Mass: A theater piece for singers, players and dances (1971, commissionata per l’apertura del centro J. F. Kennedy delle arti a Washington) e Trouble in Tahiti (1952). Capitolo fondamentale del suo percorso creativo, è stata la composizione di musica per film, di cui si ricordano le musiche di On the waterfront (1954) e quelle delle produzioni di Broadway: Peter Pan (1960), The Lark (1955), On the Town (1944) e Wonderful Town (1953). Scrisse inoltre Candide (1956) con la sua famosissima aria Glitter and Be Gay, e non da ultimo, l'indimenticabile e amatissimo West Side Story (1960) che divenne poi un film premiato con l’Oscar.
Non solo musicista, Bernstein fu anche attivista. Fin da ragazzo infatti si schierò a favore di molte cause civili, tra le quali quella dei diritti per gli Afroamericani. Questo suo attivismo gli costò una fitta schedatura da parte dell'FBI e nel 1949 l'inserimento della sua musica in una blacklist. Da cui fu levato solo nel 1953, allorché venne contattato dalla Warner Bros per comporre la musica per On the Waterfront (1954). La pace nel mondo era una delle sue preoccupazioni. Sostenitore di Amnesty International, dopo la morte della moglie (1978) creò il fondo Felicia Montealegre (in suo onore e per valorizzare il grande lavoro svolto per i diritti civili).
Negli anni Sessanta, quando la televisione iniziò ad influire e a rivoluzionare la società, Bernstein si rivelò anche una grande star della comunicazione. Autore e conduttore della trasmissione Young People’s Concerts (in onda dal 1958 al 1972), Bernstein cercò di dare un’altra faccia alla musica classica, spiegandola con un linguaggio chiaro. Con il suo spirito innovativo, comunicativo e intraprendente, Bernstein riuscì a stupire, insegnare e ad aumentare l’audience dei canali televisivi e quello dei fruitori di musica classica.
La sua musica raggiunse il maggior numero di ascoltatori al momento della sua morte (1990). Solo allora ci si rese veramente conto della sua immensa personalità e della sua importanza per il mondo artistico americano (e non solo). La sua originalità, il suo spirito, la sua determinatezza lo resero unico nel suo genere e le sue lotte per una società più gusta lo resero indimenticabile nella storia.