Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01197.jsonl.gz/994

Il sistema fiscale del Canton Obvaldo, che prevede un'imposta regressiva per gli alti redditi, è contrario alla Costituzione federale. Lo ha deciso il Tribunale federale.
La sinistra e i Verdi considerano la decisione una vittoria della giustizia fiscale. I partiti borghesi accusano invece il Tribunale federale di intervenire impropriamente nella concorrenza fiscale.
L'imposta regressiva per gli alti redditi in vigore dal 2006 nel cantone di Obvaldo viola il principio costituzionale dell'imposizione secondo la capacità economica. Lo ha stabilito venerdì mattina il Tribunale federale che ha esaminato il ricorso del consigliere nazionale Josef Zisyadis e di tre obvaldesi contro il nuovo modello fiscale.
Il modello fiscale del semicantone della Svizzera centrale prevede un tasso d'imposizione decrescente per le persone il cui reddito supera i 300'000 franchi. Parallelamente, i contribuenti facoltosi beneficiano di un tasso regressivo sulla fortuna a partire da un patrimonio superiore a cinque milioni di franchi.
Il parlamentare del Canton Vaud era ricorso al Tribunale federale sostenendo che queste disposizioni sono contrarie alla Costituzione federale.
La nuova legge fiscale di Obvaldo era stata approvata in votazione popolare nel dicembre 2005 nella misura dell'86% ed è entrata in vigore nel 2006. Con Obvaldo, soltanto Sciaffusa dispone attualmente di una regolamentazione fiscale favorevole ai contribuenti agiati.
La decisione del Tribunale federale è stata sorprendentemente netta. Solo uno dei sette giudici si è espresso in favore della legittimità costituzionale del sistema obvaldese. Le norme in questione dovranno ora essere cassate.
Dopo che la sentenza del Tribunale federale è stata resa nota il governo obvaldese ha annunciato di voler valutare misure giuridiche immediate per rendere le tariffe fiscali conformi alla Costituzione. Un nuovo progetto sarà sottoposto al più presto al parlamento cantonale.
Sinistra soddisfatta
La decisione della più alta istanza giudiziaria federale è stata accolta con profonda soddisfazione dal Partito socialista e dai Verdi.
Per il presidente PS Hans-Jürg Fehr occorre però porre anche ulteriori freni ai «privilegi fiscali dei ricchi»: nella loro iniziativa per imposte eque, lanciata lo scorso novembre, i socialisti chiedono infatti non solo il divieto delle imposte regressive, bensì anche aliquote minime per i redditi alti e le sostanze cospicue.
Da parte loro i Verdi si dicono molti contenti, ma poco sorpresi del verdetto di Losanna: il Tribunale non poteva decidere altrimenti, considerato che la Costituzione contempla il principio della tassazione in base alla capacità economica, ha affermato il segretario generale Hubert Zurkinden.
Difesa della concorrenza fiscale
Il Partito liberale radicale (PLR) considera invece che con la sua decisione il Tribunale federale è intervenuto impropriamente nella concorrenza fiscale e nell'autonomia fiscale dei cantoni.
Secondo i liberali-radicali, il Tribunale federale avrebbe adottato ora una nuova interpretazione del principio della «capacità economica». Se prima valeva la massima che il fisco non deve superare i limiti della capacità economica dei contribuenti, ora si afferma il principio che il fisco deve andare fino a quei limiti.
Per il Partito popolare democratico (PPD), la sentenza del Tribunale federale rende l'iniziativa socialista contro i privilegi fiscali inutile. Il partito condannna tuttavia «l'intervenzionismo» del tribunale nella politica fiscale dei cantoni.
L'Unione democratica di centro (UDC) annuncia invece l'intenzione di presentare durante la sessione estiva delle camere federali una proposta per modificare la Costituzione federale in modo da rendere legittima la tassazione regressiva.
Dal canto suo il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ritiene che la decisione dei giudici federali non costituisca una sconfessione della concorrenza fiscale fra i cantoni. Il portavoce del Dipartimento federale delle finanze Dieter Leutwyler sottolinea che il Tribunale federale non ha dato luce verde ad un'armonizzazione fiscale tra i cantoni.
swissinfo e agenzie
La sfida di Josef Zisyadis
Adottata nel dicembre 2005 dal popolo del Canton Obvaldo, la revisione prevede un tasso regressivo per l'imposta sul reddito a partire da 300'000 franchi e per l'imposta sul patrimonio a partire da 5 milioni di franchi. Le disposizioni in questione dovranno essere soppresse.
Il deputato del Partito operaio popolare (comunista) Josef Zisyadis aveva suscitato clamore spostando provvisoriamente la sua residenza a Sachseln, in Obvaldo, per poter inoltrare ricorso contro il sistema fiscale del semi-cantone.
Il Tribunale federale non lo ha ritenuto legittimato ad agire legalmente contro la norma cantonale, ma gli ha dato in qualche modo ragione, perché un ricorso di tre cittadini obvaldesi che andava nello stesso senso è stato accettato.