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WASHINGTON - Donald Trump Jr. e Paul Manafort, il figlio del presidente degli Stati Uniti e l'ex manager della campagna elettorale del tycoon, stanno negoziando con la Commissione di giustizia del Senato americano circa la loro audizione nell'ambito del cosiddetto "Russiagate" prevista per mercoledì, chiedendo che avvenga in forma privata invece che pubblica. Lo riferiscono media Usa, tra cui la Cnn.
La Commissione aveva chiesto che Trump Jr. e Manafort comparissero in un'audizione pubblica il prossimo mercoledì, fissando per queste ore la scadenza per una risposta ufficiale. Il presidente della Commissione, il repubblicano Chuck Grassley, si era detto anche pronto ad emettere un mandato che ne obbligasse la testimonianza se non avesse ricevuto una risposta.
Nell'ambito delle trattative in corso si valuta la consegna di documenti da parte di Trump Jr. e Manafort.
Intanto il genero e tra i più stretti collaboratori del presidente, Jared Kushner, ha acconsentito a comparire anche davanti alla Commissione di intelligence della Camera il prossimo martedì, per un'audizione nell'ambito dell'inchiesta sul "Russiagate". Per lunedì è già prevista la testimonianza presso la Commissione di intelligence del Senato. In entrambi i casi la deposizione di Kushner si svolgerà a porte chiuse.
Sessions parlò della campagna di Trump con l'ambasciatore russo - L'ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak, ha riferito a suoi superiori a Mosca di aver discusso di temi legati alla campagna elettorale di Donald Trump con Jeff Sessions, durante la stessa campagna nel 2016 quando Sessions, adesso ministro della giustizia, era consigliere di Trump per la politica estera.
Lo scrive il "Washington Post" citando fonti ufficiali. I resoconti di Kislyak relativi a due conversazioni con Sessions sono stati intercettati da 007 americani.
In un primo momento Sessions non aveva reso noti i suoi contatti con Kislyak, ammettendo poi in un secondo momento di averlo incontrato ma specificando di non aver parlato della campagna elettorale.
Dalle informazioni di intelligence raccolte risulta invece che Kislyak ebbe con Sessions conversazioni "consistenti" su temi relativi alle posizioni di Donald Trump circa i rapporti con la Russia, scrive ancora il "Washington Post".
Si precisa tuttavia che le informazioni prese in considerazione riguardano intercettazioni di intelligence raccolte nell'ambito del consueto monitoraggio di questa natura che le agenzie americane operano nei confronti di rappresentanti russi e che sono quindi da attribuirsi ai resoconti di Kislyak.
Le rivelazioni giungono comunque in un momento di particolare tensione per Jeff Sessions che è stato proprio nelle scorse ore duramente criticato dal presidente Trump, il quale ha affermato che non lo avrebbe mai scelto come ministro della giustizia se avesse saputo che si sarebbe astenuto dalle indagini sul Russiagate. Implicando quindi che questa sua decisione ha avuto come conseguenza la nomina del procuratore speciale Robert Mueller a guida dell'inchiesta.