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Versione PDF:Insegnamento religioso
La cultura religiosa come educazione alla cittadinanza permette all’allievo di acquisire competenze che continuerà ad utilizzare nella vita quotidiana. L’accento dell’insegnamento di cultura religiosa è posto in particolare su competenze quali lo sviluppo personale, la collaborazione che nasce dalla comunicazione e il pensiero riﬂessivo.
A livello di
sviluppo personale l’allievo è in grado di interrogare e recuperare l’esperienza personale e i saperi pregressi per capire il mondo che lo circonda. Ciò facendo riconosce i modelli etici proposti o a cui riferirsi per crearsi un’opinione. Per quanto riguarda la
collaborazione è capace di confrontare con gli altri le proprie ipotesi, esperienze e modelli etici discutendo i punti di vista in gruppo, rispettando le ipotesi, le esperienze e i modelli etici degli altri.
A livello di
comunicazione acquisisce la capacità di formulare domande e di comprendere informazioni, sa formulare e valutare considerazioni riguardo alle proprie esperienze e quelle altrui (scritte o orali) e sa comunicarle agli altri.
Il
pensiero riﬂessivo lo porta ad un’analisi introspettiva delle situazioni di vita e dei racconti con riferimento alle proprie esperienze. L’allievo è in grado di comprendere e analizzare informazioni sulla cui base può elaborare un proprio punto di vista che è in grado di valutare. Riesce a trasferire il proprio pensiero ad altri contesti e a confrontarlo con i punti di vista degli altri.
In modo sussidiario l’allievo sviluppa le competenze del
pensiero creativo: sa sviluppare e formulare ipotesi; alla luce delle esperienze e delle discussioni con altri riesce a cambiare il punto di vista, individuare nessi e relazione e assumere altri punti di vista. Per quanto concerne le
strategie d’apprendimento l’allievo sa porsi domande riguardanti la realtà che lo circonda, selezionando le fonti e le informazioni a cui riferirsi, valutandone la validità e operando collegamenti per scambiare informazioni con altri.
L’insegnamento religioso stimola l’allievo a porsi domande sul proprio vissuto, quindi sull’ambiente vicino e lontano, sulla storia recente e più antica. Dal paragone delle proprie risposte riguardo a questioni puntuali con quelle degli altri riconosce la legittimità di opinioni diverse, rispettandole, e allarga il proprio orizzonte di vedute. Il continuo confronto nel dialogo porta l’allievo a conoscere meglio se stesso e sentirsi più sicuro delle proprie opinioni, riconoscendole frutto di una tradizione e della personale rielaborazione di questa tradizione. Contemporaneamente prende coscienza del fatto che anche gli altri hanno fatto un percorso analogo e riconoscendo lo sforzo fatto rispetta quanto faccia parte dell’esperienza altrui.
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