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È tornato in libertà in Italia e rientra in Svizzera l'avvocato algerino Rachid Mesli, arrestato il 19 agosto in Valle d'Aosta su mandato di cattura internazionale per terrorismo emesso dal suo Paese d'origine.
La Corte d'Appello di Torino infatti ha revocato la misura cautelare dell'obbligo di dimora ad Aosta a cui Mesli, attivista per i diritti umani, era sottoposto dal 22 agosto. L'avvocato sta già per rientrare a Ginevra, dove vive dal 2000, dopo essere fuggito dall'Algeria. Mesli ha ottenuto asilo politico in Svizzera nel novembre di quello stesso anno. Nel 2009 ha rinunciato allo status di rifugiato, avendo acquisito la cittadinanza francese.
"Tornerò sicuramente in Italia per le pratiche relative alla procedura di estradizione", ha detto Mesli all'ANSA. Non è ancora arrivata infatti la decisione sulla sua estradizione, chiesta lo scorso 7 settembre dall'Algeria all'Italia. Il Ministero della giustizia italiano, considerando "vaghe e incomplete" le informazioni giunte da Algeri, nel frattempo ha chiesto altra documentazione.
Mesli era stato arrestato il 19 agosto scorso al traforo del Gran San Bernardo, su mandato di cattura internazionale per terrorismo spiccato nel 2002 dall'Algeria. Stava entrando in Italia dalla Svizzera con la moglie e il figlio quattordicenne per una vacanza in Toscana. "Non posso che essere felice per la decisione della magistratura italiana, ho avuto ragione a darle fiducia", aggiunge.
Mesli è l'avvocato dei capi storici del Fronte Islamico di Salvezza, partito algerino che vinse le elezioni nel 1990 e che due anni dopo fu spazzato via da un colpo di Stato dell'esercito. Dal 1996 al 1999 è stato in carcere con l'accusa di aver "supportato il terrorismo".
Dopo che aveva lasciato il paese, il 6 aprile 2002 l'Algeria ha spiccato un mandato d'arresto internazionale contro di lui per "appartenenza a un gruppo terroristico" e Mesli è successivamente stato condannato a 20 anni di carcere in contumacia per questo motivo, si legge sul sito web dell'ong Alkarama ("Dignità", in arabo), di cui è stato tra i fondatori a Ginevra nel 2004 e di cui è attualmente direttore giuridico. La fondazione si batte per la difesa dei diritti umani nei paesi del mondo arabo.
"L'Algeria mi vuole arrestare solo per ragioni politiche", ha sempre ripetuto Mesli, che è anche membro della sezione svizzera di Amnesty International. Amnesty ritiene che se estradato, Rachid Mesli rischierebbe di subire gravi violazioni dei diritti umani, come la tortura.
SDA-ATS