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Due terzi degli insegnanti hanno incrociato le braccia a Zurigo per protestare contro le misure di risparmio delle autorità cantonali.Questo contenuto è stato pubblicato il 20 giugno 2003 - 08:41
Soppressione di posti di lavoro, riduzione delle sovvenzioni, classi troppo grandi, problemi di disciplina: il malcontento nelle scuole si generalizza.
Con una giornata intera di sciopero, caso più che eccezionale in Svizzera, gli insegnanti del canton Zurigo hanno deciso di sfogare la loro insoddisfazione.
Circa 6'000 maestri, i due terzi del corpo insegnante, hanno partecipato all'azione indetta per protestare contro le misure di risparmio cantonali, che causerebbero un abbassamento della qualità nella scuola.
Lo sciopero era stato proclamato già a metà maggio, pochi giorni dopo che il governo cantonale aveva annunciato di dover adottare 144 pesanti misure di risparmio per 1,6 miliardi di franchi entro il 2007.
La scuola dell'obbligo e quella medio-superiore verrebbero colpite per quasi 400 milioni di franchi. Dei 1230 posti di lavoro da sopprimere, 750 toccherebbero il settore dell'istruzione e, di questi, circa 500 la scuola elementare e media.
Classi più numerose e sacrifici salariali
Gli effetti si farebbero sentire anche nella composizione delle classi, che da una media di 25 salirebbero ad una di 28-30 allievi, con la conseguenza che gli insegnanti potrebbero dedicare meno tempo ai singoli scolari.
Un quarto delle lezioni di lavoro manuale verrebbe abolito e verrebbero ridotte anche le ore di religione. La protesta si indirizza anche contro le minori indennità per anzianità di servizio e riqualificazione degli insegnanti, nonché contro la riduzione della compensazione del rincaro.
A tutti questi motivi di mobilitazione, nei giorni scorsi se n'è aggiunto un altro che ha fatto arrabbiare ancor di più la categoria dei docenti.
Nel 2000, il governo cantonale aveva ordinato un'inchiesta per sapere esattamente quanto era il carico di lavoro dei docenti. A sorpresa, è emerso che mediamente un insegnante di scuola media lavora 46 ore a settimana, includendo nel calcolo ferie e giorni festivi.
Promessa non mantenuta
Il Consiglio di Stato aveva allora autorizzato la remunerazione di un certo numero di ore supplementari (da coprire assumendo personale ausiliario) per alleggerire il carico di lavoro dei docenti di ruolo. Ma dopo i recenti provvedimenti di risparmio, il governo s'è rimangiata la parola.
In parlamento, la nuova ministra cantonale dell'istruzione, la socialista Regine Aeppli, s'è detta sorpresa di apprendere quanto pesante sia il carico di lavoro degli insegnanti.
Ma alle proteste sollevate dalla sinistra, la Aeppli ha replicato che la colpa non è del governo, bensì del parlamento stesso che ha tagliato le entrate riducendo le imposte.
La rabbia degli insegnanti a questo punto non può che esplodere. Tanto più che, lo scorso 10 giugno, le autorità scolastiche hanno minacciato riduzioni di salario a coloro che prendessero parte allo sciopero.
Massiccia partecipazione
Ma, alla vigilia della giornata di agitazione, oltre la metà dei quasi 10'000 insegnanti che lavorano nelle 750 scuole obbligatorie del cantone hanno annunciato di voler incrociare le braccia.
L'appello allo sciopero è stato lanciato dall'associazione dei maestri di scuola materna ed elementare e dall'associazione dei docenti di scuola media, sostenute dal sindacato dei servizi pubblici (Ssp-Vpod).
In alcune scuole l'astensione dal lavoro sarà totale, in altre sarà di mezza giornata, oppure limitata ad alcune ore di lezione. In ogni caso, i docenti hanno indirizzato ai genitori degli scolari una lettera nella quale spiegano le ragioni della protesta e chiedono comprensione e sostegno.
Fermento generalizzato
Uno sciopero delle scuole nella Svizzera tedesca è un fatto più unico che raro e testimonia quindi dello stato di tensione che regna in tutto il paese a causa delle misure di risparmio, spesso abbinate a profonde riforme, adottate nei diversi cantoni.
Il malessere dei dipendenti pubblici in generale, e del personale della scuola in particolare, si è espresso apertamente negli ultimi anni soprattutto nei cantoni latini.
Nel canton Vaud, per esempio, nell'autunno del 2001 gli insegnanti erano arrivati a minacciare uno sciopero, poi sospeso, contro l'aumento dell'orario di lavoro. A Ginevra non cessa la mobilitazione dei docenti, che da tempo denunciano la «pressione populista sulla scuola».
Ma anche a Friburgo, a Neuchâtel e nel Vallese il malessere serpeggia, sebbene collegato più agli aspetti salariali e perciò inserito nell'inquietudine generale dei dipendenti pubblici. Nella stessa direzione, si è manifestato anche in Ticino nel novembre scorso.
swissinfo, Silvano De Pietro, Zurigo
Fatti e cifre
20 giugno 2002: giornata di sciopero degli insegnanti zurighesi.
400 milioni di franchi le misure di risparmio imposte alle scuole pubbliche del canton Zurigo entro il 2007.
750 posti dovrebbero venir soppressi nel settore dell'istruzione.
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