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Matthias, tre anni fa, si è innamorato di una donna thailandese.
Non avrebbe mai pensato che un giorno la polizia avrebbe perquisito il suo appartamento in cerca di Sue.
ZURIGO - «Mia moglie Sue è thailandese. L'ho incontrata alla fine del 2018 alla stazione di Zurigo, quando era in Svizzera in vacanza. Ci siamo innamorati perdutamente l'uno dell'altra. Così siamo rimasti in contatto telefonico e pochi mesi dopo è venuta a trovarmi. Siamo stati benissimo e senza che me ne rendessi conto è iniziata una relazione a distanza».
Sue ha iniziato a fare da spola tra il suo paese e quello del nuovo amore. Con il visto turistico, infatti, doveva tornare nel suo paese d'origine ogni 90 giorni e rimanere lì tre mesi prima di poter rientrare il Svizzera.
Le cose sono andate così fino all'inizio del 2020. Poi è arrivato il Covid e ha scombinato tutto. «I voli per la Thailandia sono stati cancellati. Abbiamo setacciato innumerevoli siti web e visitato diverse agenzie di viaggio, ma non abbiamo trovato nulla se non strane offerte tramite le quali Sue rischiava di rimanere bloccata negli Emirati Arabi Uniti o altrove». Intanto il visto stava per scadere.
La coppia ha provato a spiegare il problema all'ufficio immigrazione, ma il personale sembrava scettico e si comportava come se gli stessero mentendo. «Con un articolo di giornale sui voli cancellati e una lettera dell'ambasciata thailandese, siamo finalmente riusciti a convincerli e Sue ha ricevuto una proroga del permesso. «Nonostante l'estensione, la polizia si è fermata alla nostra porta pochi giorni dopo. E così ancora in altre occasioni, poiché Sue ha ottenuto due proroghe ulteriori a causa del traffico aereo limitato».
«Hanno anche cercato Sue dietro il mio snowboard» - Alla fine della terza proroga Sue ha trovato un volo ed ha potuto fare ritorno in Thailandia. «Quando la polizia ha bussato alla mia porta, era appena atterrata a Bangkok. I due poliziotti non mi hanno creduto e hanno chiesto se potevano controllare l'appartamento. Non avendo niente da nascondere li ho fatti entrare». «L'hanno cercata in ogni stanza, dietro la tenda della doccia e anche in soffitta, dietro il mio snowboard. Stavo diventando sempre più nervoso».
I poliziotti hanno fatto notare la presenza di molti abiti da donna nell'appartamento: «Ho risposto, perplesso e un po' seccato allo stesso tempo: "Sa come sono le donne". Poi hanno trovato una grande scatola DHL nel mio corridoio, e volevano controllare se fosse nascosta all'interno. Ho assicurato che volevamo sposarci a breve e che la scatola conteneva l'abito da sposa che però non avrei dovuto vedere per nessun motivo. Alla fine mi hanno creduto, anche perché il grosso pacco non aveva fori per respirare. Hanno ringraziato per la disponibilità e non li ho più visti».
Più tardi, al telefono, l'uomo ha raccontato a Sue dell'accaduto. La donna era incredula. «Abbiamo anche dovuto dare testimonianza della nostra relazione in vari modi: per prepararci al matrimonio, siamo stati costretti a rivelare dettagli intimi e supportarli con numerose foto private. Sono stati molto invadenti».
Tutta questa storia ha un lieto fine. La coppia si è sposata in aprile e ha celebrato l'avvenimento con una bellissima festa in chiesa. «Siamo molto felici e ci amiamo».
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».