Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01235.jsonl.gz/83

Il testo del documento finale partorito dalle 193 delegazioni presenti alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, Rio+20, non presenta grandi passi in avanti, ma contiene aspetti positivi, secondo la delegazione elvetica.
Il documento, intitolato "Il futuro che vogliamo", composto di 49 pagine e che è stato oggetto di lunghe discussioni, passa nelle mani dei leader mondiali, che da oggi a venerdì si riuniscono a Rio de Janeiro. "Un traguardo minimo è stato raggiunto", ha affermato ieri sera in una conferenza stampa l'ambasciatore Franz Perez, capo della delegazione svizzera.
Il testo non fa passi indietro rispetto a precedenti dichiarazioni dell'ONU. Perez vede un aspetto positivo nel fatto che tutti i paesi potranno essere membri del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente e che per la prima volta si fa riferimento al contributo della "green economy" in favore dello sviluppo sostenibile e della lotta contro la povertà.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>