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Ratificare l'accordo istituzionale con l'Ue entro la fine dell'anno, dopo aver respinto l'iniziativa dell'UDC contro la libera circolazione: è questo il principale obiettivo di Economiesuisse, che ha tenuto oggi a Berna la conferenza annuale dell'associazione.
La competitività della Svizzera è sotto pressione, hanno affermato i vertici della maggiore organizzazione economica svizzera, che rappresenta circa 100'000 aziende di vari settori. Accumulare ritardi nelle riforme, come si è verificato durante l'ultima legislatura, viene giudicato "pericoloso".
"Una diminuzione della competitività avrebbe prima o poi conseguenze sul nostro benessere", ha osservato il presidente Heinz Karrer. "Se vogliamo continuare a svolgere un ruolo di pioniere nella ricerca, nello sviluppo sostenibile, nella protezione del clima o nella digitalizzazione la prima cosa da fare è rafforzare nuovamente la nostra competitività".
Questo, secondo Economiesuisse, passa dall'applicazione di una serie precisa di misure che vengono riassunte nella pubblicazione "Bussola 2023", un testo che mostra in dettaglio cosa c'è da fare nella legislatura e quali temi sono da ritenere prioritari. Si parla di federalismo forte, di Banca nazionale indipendente, di finanze sostenibili, di mercato del lavoro flessibile, di un eccellenza del sistema formativo e di un sistema di cure sanitarie basato sulla qualità. E ancora: coraggio nell'apertura, politica climatica favorevole all'innovazione, digitalizzazione.
Un punto centrale è rappresentato dall'accordo quadro con l'Ue: il fatto che sia bloccato da mesi crea grande incertezza per le imprese, che già oggi si trovano costrette ad adottare decisioni strategiche che vanno contro gli interessi della ricerca e dell'impiego in Svizzera. I primi trasferimenti di unità sono già stati annunciati e l'erosione della via bilaterale è iniziata, mette in guardia Economiesuisse.
Sul fronte politico la votazione più importante dell'anno viene ritenuta quella sull'iniziativa per un'immigrazione moderata. La proposta di modifica costituzionale, su cui il popolo sarà chiamato ad esprimersi il 17 maggio, "distrugge la via bilaterale della Svizzera e quindi le basi di una politica europea di successo", ha detto Monika Rühl, presidente della direzione generale di Economiesuisse. A suo avviso i promotori non propongono alcuna alternativa valida agli accordi bilaterali con l'Ue, mentre relazioni stabili con il principale partner commerciale sono indispensabili, soprattutto in un periodo di incertezze a livello mondiale. "L'economia svizzera è pronta a condurre con impegno la campagna contro l'iniziativa", ha assicurato Rühl.
Un'altra grande sfida viene ritenuta l'iniziativa "per imprese responsabili", definita estrema. Economiesuisse si dice però pronta ad accettare il controprogetto elaborato dal Consiglio degli stati nella sessione invernale. Esso permette alla Svizzera di non agire in solitaria ed evita una regolamentazione speciale che esporrebbe le imprese elvetiche a pressioni, indebolendo la piazza economica senza produrre gli effetti auspicati nei paesi interessati.
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