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Alcune specie di api hanno l'istinto di ripulirsi più di altre. L'Apis cerana asiatica, l'ospite originario della Varroa, si ripulisce molto più frequentemente della nostra Apis mellifera, e questo fattore sembra contribuire alla resistenza alla varroa stessa. Nel ripulirsi, infatti, le api si tolgono i parassiti, e a volte li feriscono pure. Le api a volte si ripuliscono da sé usando le proprie zampe, a volte inducono le loro sorelle ad aiutarle tramite una danza d'invito; le sorellastre in tal caso usano le mandibole.
Vi sono alcuni ceppi di Apis mellifera che si ripuliscono più di altri, e sembra che questo comportamento contribuisca a ridurre il numero di varroe. Tuttavia questo risultato non è provato in modo certo, perché il ferimento e la caduta delle varroe potrebbe avere un'altra origine.
Questo studio ha come obiettivo di misurare la relazione tra il comportamento di pulizia dei ceppi selezionati a partire dalle api che si dimostrano più attente alla propria igiene e il grado di infestazione di varroa. I ricercatori hanno misurato l'intensità della pulizia e la presenza di varie. Il risultato è che i ceppi più resistenti, le cui api si puliscono fino a 4 volte più a lungo, hanno un grado di infestazione di Varroa fino a 15 volte minore; le api che si puliscono più intensamente riescono a togliersi più varroa rispetto agli altri ceppi, fino a 7 volte di più.
I ricercatori dunque suggeriscono che il comportamento di pulizia (che sembra avere una base genetica, anche se dipende anche da altri fattori come l'umidità e la temperatura, e ha anche una componente stagionale) e l'intensità con cui questa è effettuata è una componente importante della resistenza alle infestazioni di Varroa da parte di alcuni ceppi di api. Suggeriscono dunque che la selezione attiva, da parte degli apicoltori, delle famiglie che hanno un marcato senso della pulizia possa aiutare a favorire la resistenza alla varroa.