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Da sempre il lato lontano della Luna ha affascinato la scienza e la fantasia popolare. La Cina è diventato il primo stato ad aver posato un lander e un rover su quei territori così vicini a noi ma ancora inesplorati. Sicuramente c’erano e ci sono molte aspettative sulle scoperte che questa missione può produrre ma forse nessuno si sarebbe potuto aspettare un ritrovamento apparentemente tanto insolito.
Durante l’ottavo giorno lunare iniziato il 25 luglio (ogni giorno lunare dura due settimane terrestri, seguito da due settimane di buio), Yutu-2 si è preparato, come di consueto, a intraprendere le sue attività astronomiche, a misurare le radiazioni e a osservare i dintorni. Coordinato dal centro di controllo terrestre, il rover ha iniziato ad attraversare un’area disseminata di crateri.
Il 28 luglio, il team Chang’e-4 si stava preparando a ordinare a Yutu-2 il solito “pisolino” di mezzogiorno per proteggere il rover dalle alte temperature e dalle radiazioni del Sole alto nel cielo quando, un membro del team che controllava le immagini della fotocamera principale si è accorto che un piccolo cratere sembrava contenere qualcosa di strano: un materiale con un colore e una lucentezza diversa rispetto alla superficie lunare circostante. Così, radunati gli scienziati, gli ingegneri hanno deciso di posticipare la pausa e ordinare a Yutu-2 di proseguire verso quel cratere per tutte le analisi del caso.
Il rover ha esaminato quindi sia il terreno anomalo che quello circostante con il suo Visible and Near-Infrared Spectrometer (VNIS) ma per ora gli scienziati cinesi non si sono pronunciati e si sono limitati a definire la strana sostanza “gelatinosa” e dal “colore insolito”.