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L'imposta sul valore aggiunto (IVA)
2001: la prima legge sull’IVA
Il 17 dicembre 1993, pochi giorni dopo il voto sull’introduzione dell’IVA, fu depositata in Consiglio nazionale un’iniziativa parlamentare che chiedeva di sostituire l’OIVA con una legge federale formale. La commissione di esperti – istituita nel 1995 dalla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale – presentò un corrispondente disegno di legge già nel 1996. Il disegno corrispondeva in gran parte all’OIVA, sia sul piano formale che materiale. Il 2 settembre 1999 il Parlamento approvò la prima legge federale sull’IVA (LIVA) che conteneva alcuni miglioramenti rispetto all’OIVA. La LIVA entrò in vigore il 1° gennaio 2001.
Il rapporto del Consiglio federale sui miglioramenti dell’IVA (10 anni di IVA)
Poco dopo l’entrata in vigore della prima legge sull’IVA, le critiche sia alla legge che alla prassi dell’AFC non si fecero attendere. Tale prassi era considerata troppo rigida e formalistica, in particolare riguardo alla concessione della deduzione dell’imposta precedente. Nel 2003, mediante un postulato il Consiglio federale fu incaricato di elaborare un rapporto.
Il rapporto del Consiglio federale sui miglioramenti dell’IVA (10 anni di IVA), pubblicato nel gennaio del 2005, confermava la necessità di una riforma. Le critiche espresse riguardavano soprattutto le numerose esclusioni dall’imposta, le differenti aliquote d’imposta, la struttura complessa della legge e i problemi di delimitazione associati a tali questioni.
In tale contesto il Dipartimento federale delle finanze fu incaricato di elaborare un progetto di riforma dell’IVA. Gli obiettivi erano una notevole semplificazione del sistema, la garanzia di un’ampia certezza del diritto per i contribuenti, l’aumento della trasparenza e un maggiore orientamento alla clientela da parte dell’amministrazione.
2010: revisione totale della LIVA – Introduzione di un’IVA ideale?
Nell’ambito della consultazione concernente la riforma dell’IVA, nel 2007 emerse che la grande maggioranza dei partecipanti accoglieva favorevolmente la revisione totale della LIVA. Considerata l’urgenza della questione, il progetto di revisione totale fu suddiviso in due parti. La parte A si prefiggeva di attuare gli adeguamenti tecnici meno contestati e comprendeva, ad esempio, l’assoggettamento volontario delle imprese senza restrizioni, l’abolizione dell’imposizione del consumo proprio nel settore edilizio e un sensibile allentamento delle prescrizioni formali. La parte B proponeva una riforma radicale da attuare in un secondo tempo con l’introduzione di un’aliquota d’imposta unica e l’abolizione delle esclusioni dall’imposta. La LIVA integralmente riveduta entrò in vigore il 1° gennaio 2010. La parte B non fu però mai attuata.
2018: revisione parziale della LIVA
Dopo l’entrata in vigore della LIVA integralmente riveduta divenne evidente che l’impatto dell’economia digitale avrebbe richiesto alcuni adeguamenti normativi. L’obiettivo principale era eliminare gli svantaggi concorrenziali causati dall’IVA a scapito delle imprese svizzere. Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio 2018, della revisione parziale della LIVA, è stato possibile apportare miglioramenti in questo settore e in vari altri punti. Tuttavia le disposizioni sulla vendita per corrispondenza sono entrate in vigore solo il 1° gennaio 2019. Secondo tali disposizioni, anche i piccoli invii dall’estero sono generalmente imposti in via ordinaria.