Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01249.jsonl.gz/441

I risvolti svizzeri di uno scandalo di partite di calcio truccate tornano allâesame del Tribunale penale federale (Tpf). Sul banco degli imputati, martedì 14, ci sarà un trentenne sospettato di aver agito come intermediario tra unâorganizzazione di truffatori e calciatori di Challenge League.
Il suo caso era stato rimandato al Ministero pubblico della Confederazione in occasione di un primo processo tenutosi nel novembre 2012. Il Tpf aveva allora assolto tre ex calciatori del Gossau e del Thun. Per il quarto imputato, che si occupava â secondo lâaccusa â del reclutamento dei calciatori, la corte aveva rifiutato di approvare lâaccordo di patteggiamento con il pubblico ministero per una procedura abbreviata e aveva rinviato il dossier alla Procura federale per la procedura ordinaria.
Oltre quattro anni dopo il dossier ora torna sui banchi del tribunale bellinzonese. Il processo a giudice unico dovrebbe durare due giorni. Lâimputato oggi trentenne, ex giocatore di terza divisione nato in Bosnia-Erzegovina, deve rispondere di truffa per mestiere ed eventualmente di abuso di un impianto per lâelaborazione dati. Concretamente è accusato di avere agito, nella primavera 2008 e nellâautunno 2009, come intermediario in Svizzera al servizio di due persone che truccavano scommesse di partite di calcio.
Cervello condannato in Germania
Uno di loro, Ante Sapina, un croato residente in Germania oggi 41enne, è stato condannato dal Tribunale regionale (Landgericht) di Bochum (D) nellâaprile 2014 a cinque anni di carcere, sei mesi in meno rispetto alla pena inflittagli in un primo processo nel maggio 2011 dallo stesso tribunale. Lâuomo aveva ammesso di aver puntato forti somme di denaro su partite truccate. Giocatori e arbitri erano stati corrotti prima degli incontri.
Lâimputato processato a Bellinzona informava i truffatori sulle partite truccate e si occupava anche del reclutamento di "giocatori potenzialmente corruttibili". Se la manipolazione funzionava, gli toccava inoltre pagare i giocatori corrotti.
Partite manipolate
Lo scandalo internazionale del calcio-scommesse era scoppiato nel 2009. I truffatori puntavano sul risultato prestabilito delle partite truccate presso organizzatori di scommesse in Asia.
Lâimputato è tra lâaltro accusato di aver partecipato alla manipolazione del match di Challenge League Gossau-Thun giocato nellâaprile 2009. Puntando sul risultato corretto di 4-3 Sapina e il suo complice avevano intascato un guadagno di 58â500 euro. Di questa somma lâintermediario aveva ricevuto 15â000 euro in contanti. Ne aveva poi consegnati 7000 ciascuno a due giocatori del Thun, tenendosi il resto, più un ulteriore compenso di 2000 euro versatogli dai suoi committenti.
In occasione di altre partite del Gossau e del Thun gli imbroglioni erano di nuovo riusciti a incassare guadagni a cinque cifre. Altri casi di corruzione hanno riguardato partite amichevoli in Svizzera del club di Bosnia-Erzegovina NK Travnik. Lâimputato si era occupato di organizzare un campo di allenamento per questo club in Svizzera.
Complessivamente i truffatori hanno intascato una somma di circa 430â000 euro in meno di sei mesi. Allâintermediario in Svizzera sono toccati circa 15â000 franchi.
Secondo lâatto dâaccusa, egli ha sempre considerato la sua attività come "un lavoro normale", sebbene fosse al corrente dellâillegalità delle manipolazioni. Egli ha già trascorso circa due mesi in detenzione preventiva tra il novembre 2009 e il gennaio 2010.
Giocatori assolti
Il 13 novembre 2012, il Tpf aveva prosciolto tre giocatori del Gossau e del Thun dallâaccusa di truffa. A suo avviso, per parlare di truffa è necessario che venga ingannata una persona fisica. Un sistema automatico di scommesse o un portale asiatico online non possono pertanto venire truffati.
Pur essendoci persone effettivamente ingannate â si pensi ai tifosi e ai club â il giudice unico aveva sostenuto che il problema esulava dal tema del processo. A due dei calciatori coinvolti nel procedimento, allora ancora in attività e che avevano negato i fatti, il Tpf aveva concesso un risarcimento di rispettivamente 16â500 e 26â000 franchi.