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Sono diciannove le persone sospettate dalla giustizia belga di essere coinvolte nel furto di diamanti avvenuto il 18 febbraio 2013 a bordo di un aereo della Helvetic Airways a Bruxelles.
Sedici uomini e tre donne residenti in Belgio, tranne in un caso, sono state rinviate a giudizio, ha indicato ieri sera il ministero pubblico di Hal-Vilvorde.
Nove dovranno rispondere di furto, di complicità e di aver aver appiccato il fuoco ai veicoli usati nell'operazione, secondo l'agenzia di stampa Belga. Gli altri sono sospettati di ricettazione, per aver recuperato parte del bottino.
Fra loro, sei avrebbero inoltre riciclato denaro in Belgio, in Svizzera e in Marocco. Delle diciannove persone rinviate a giudizio, diciotto sono sospettate di appartenere a un'organizzazione criminale.
In novembre un promotore immobiliare ginevrino di 61 anni era stato condannato dal Tribunale correzionale di Ginevra a due anni di carcere con la condizionale per aver nascosto nella sua cantina blindata a Champel (GE) parte dei diamanti rubati. Si tratta della sola parte del bottino finora ritrovata.
Un suo amico avvocato, che disponeva delle chiavi della cantina blindata, era stato da parte sua riconosciuto colpevole di tentato favoreggiamento ed è stato condannato a 180 aliquote giornaliere sospese.
Nel 2013 otto uomini travestiti da poliziotti avevano assaltato un aereo della Helvetic Airways che si apprestava a decollare per Zurigo. Dal velivolo avevano prelevato confezioni di diamanti per un valore di circa 46 milioni di franchi. Nel maggio successivo, una vasta operazione di polizia si era conclusa con il fermo di una trentina di persone in Belgio, Francia e Svizzera.
SDA-ATS