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La vicenda della manipolazione del Libor e la drastica ristrutturazione dell'investment banking hanno pesato sull'esercizio 2012 di UBS, che come atteso si è chiuso in rosso. La perdita netta è di 2,51 miliardi di franchi, a fronte di un utile di 4,16 miliardi nel 2011. Per il solo quarto trimestre dell'anno scorso il disavanzo è di 1,89 miliardi, riferisce oggi il numero uno bancario elvetico.
Sempre tra ottobre e dicembre la divisione banca di investimento ha registrato una perdita prima delle imposte di 557 milioni di franchi, in quello precedente di 2,86 miliardi. Gli ammortamenti relativi alla rinuncia della negoziazione in proprio di azioni erano stati iscritti nel bilancio del terzo trimestre. La divisione è oggetto di una ristrutturazione che si traduce in un pesante taglio dell'organico, il quale potrebbe toccare fino a 10'000 impieghi in tre anni.
Il rosso dell'esercizio in rassegna è inferiore alle attese: gli specialisti interrogati dall'agenzia Reuters avevano previsto in media un risultato negativo di circa 3 miliardi di franchi. La stessa UBS aveva preannunciato prima di Natale una perdita di 2,5 miliardi di franchi per il solo quarto trimestre.
In dicembre la banca aveva concordato una multa di 1,4 miliardi di franchi in relazione al suo coinvolgimento nello scandalo Libor. Tale vicenda potrebbe avere frenato gli afflussi di denaro fresco. Nella gestione patrimoniale per la clientela facoltosa (Wealth Management) l'afflusso netto si è attestato a 2,4 miliardi nel quarto trimestre, contro 7,7 miliardi nei tre mesi precedenti.
Nel Wealth Management Americas - contabilizzato separatamente - il denaro fresco è tuttavia quasi raddoppiato a 8,8 miliardi di dollari. È stato rilevato un afflusso di patrimoni anche dall'Asia e dai paesi emergenti. I ricchi europei hanno invece prelevato soldi. Sull'arco dell'anno i nuovi fondi hanno raggiunto i 46,9 miliardi di franchi, contro 35,6 nel 2011. A fine anno i patrimoni in gestione sono saliti a 2230 miliardi di franchi, dai 2088 di dodici mesi prima.
Nel 2012 UBS ha ridotto i rischi di bilancio. La quota dei mezzi propri secondo Basilea III è salita dal 9,3% di settembre a 9,8% a fine anno. La banca è così già vicina alla soglia minima del 10% richiesta per il 2019. Malgrado la perdita, UBS proporrà all'assemblea generale di versare un dividendo di 15 centesimi per azione, in aumento del 50%.
Per l'esercizio in corso prevede una situazione economica ancora difficile dovuta ai debiti sovrani in Europa e a questioni budgetarie negli Usa. "Abbiamo compiuto progressi decisivi nell'implementare la nostra strategia e abbiamo iniziato il 2013 in una condizione di forza. La nostra solidità finanziaria, il nostro business mix attraente ed esclusivo e il nostro invidiabile posizionamento presso la clientela globale ci conferiscono un vantaggio competitivo. Ci consentono di rafforzare la fiducia della clientela mentre portiamo avanti la nostra strategia e affrontiamo le sfide legate al passato. Allo stesso tempo, ci permettono di incrementare i rendimenti per i nostri azionisti. Sono dunque determinato nel continuare a realizzare la nostra strategia con successo nel 2013, a beneficio dei nostri clienti e azionisti", rileva il Ceo Sergio Ermotti, citato in una nota.
SDA-ATS