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BASILEA - Forte aumento dello stipendio per il numero uno di Novartis nel 2020, anno della pandemia: il Ceo Vasant Narasimhan ha visto lievitare di oltre 2 milioni di franchi i suoi compensi rispetto al 2019, salendo da 10,62 a 12,72 milioni di franchi.
La progressione è in gran parte dovuta a un piano di incentivazione a lungo termine accordato al manager americano di origine indiana al momento della sua nomina a presidente della direzione generale, spiega il gruppo farmaceutico in un comunicato odierno.
In anno in cui - complice la crisi del coronavirus - molto si è parlato in Svizzera delle condizioni di lavoro del personale infermieristico, il compenso del dirigente 44enne attivo nel settore della salute rischia di suscitare discussioni. A titolo di confronto, in base agli ultimi dati dettagliati (2018) dell'Ufficio federale di statistica, nel settore sanitario e assistenziale lo stipendio mensile medio è di 6406 franchi: per guadagnare quanto Narasimhan un operatore o un'operatrice del ramo deve quindi lavorare 165 anni. I tempi si allungano se l'infermiere è ticinese: con una busta paga media di 5945 franchi dovrà rimanere attivo 178 anni.
La pioggia di milioni presso Novartis non si è limitata comunque al massimo vertice della piramide: l'intera direzione ha incassato 58 milioni, mentre al consiglio di amministrazione (Cda) sono andati 8,7 milioni. Da solo il presidente dell'organo di sorveglianza Jörg Reinhardt ha visto la sua attività nel 2020 onorata con 3,8 milioni, cioè quanto viene pagata una cinquantina di lavoratori del settore sanitario.