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Covid-19 FAQ
Home Office
- Ho diritto a fare Home Office
- La mia datrice di lavoro può impormi di fare Home Office contro la mia volontà?
- Il datore di lavoro è tenuto a farsi carico dei costi dell’infrastruttura per fare Home Office?
- In Home Office devo essere raggiungibile come quando sono in ufficio?
Fondamentalmente no.
Il datore di lavoro deve tuttavia adottare misure preventive conformemente all'Ordinanza COVID-19 sulla situazione particolare. Ad esempio, deve rispettare la raccomandazione dell'UFSP in merito al lavoro a domicilio, in vigore dal 19 ottobre 2020.
Il datore di lavoro deve inoltre prendere tutte le misure necessarie e appropriate per proteggere la sua salute. Se appartiene al gruppo di persone a rischio e la sua attività lavorativa può essere svolta anche da casa, ci sono buone probabilità che il suo datore di lavoro le permetta di fare Home Office.
Questo vale, ad esempio, in caso di gravidanza o di allattamento: durante la gravidanza e la maternità, la protezione della salute sul lavoro è più rigorosa ed è di responsabilità del datore di lavoro. Quest’ultimo deve impiegare le donne incinte e le madri che allattano in modo tale da non compromettere la loro salute o quella del bambino. La Società Svizzera di Ginecologia e Ostetricia raccomanda perciò il lavoro a domicilio. Il suo medico curante valuterà se le misure adottate dal suo datore di lavoro sono sufficienti nel suo caso specifico e, se necessario, certificherà la sua incapacità lavorativa.
(Data: 19.10.2020)
La risposta a questa domanda non è chiara.
Questo dipende dal fatto che faccia Home Office perché le è stato imposto o su sua richiesta.
Se è il suo datore di lavoro ad imporle di fare Home Office, allora ha diritto ad un indennizzo, almeno parziale, dei costi sostenuti per poter lavorare a domicilio. Questo vale anche se il datore di lavoro non mette a disposizione un ufficio. In questo caso, secondo il Tribunale federale, "l'infrastruttura per poter lavorare a domicilio è in ogni caso necessaria per l'esercizio della professione" ed è quindi soggetta a rimborso.
Se però il suo datore di lavoro lascia a lei la scelta di lavorare a casa o in ufficio, l'infrastruttura per poter lavorare a domicilio non è necessaria per l'esercizio della sua professione. Il suo datore di lavoro infatti le mette a disposizione l'infrastruttura necessaria sul posto di lavoro e non è obbligato a pagare due volte per l'infrastruttura necessaria. Sulla base di questo parere, le cose cambiano per quanto riguarda il consumo di materiali quali ad esempio le cartucce della stampante o la carta. Sia che usiate questi materiali da casa o in ufficio, il datore di lavoro non deve pagare il materiale due volte ma in base all’effettivo consumo.
Se il suo datore di lavoro le versa un indennizzo per l'utilizzo dell'infrastruttura da casa, le autorità fiscali possono considerare tale indennizzo come reddito imponibile, che potrà tuttavia detrarre dal suo reddito imponibile come spese professionali.
Sì, a meno che non abbia preso altri accordi con la sua datrice di lavoro.
Lavorare in un Home Office significa sostanzialmente solo che non si lavora in ufficio. Le regole sull'orario di lavoro, e quindi anche la fascia oraria durante la quale deve essere reperibile, rimangono sostanzialmente invariate.
Prendere altri accordi con la sua datrice di lavoro per una disponibilità più limitata o più estesa è possibile, tuttavia le norme del diritto del lavoro relative all'orario di lavoro e ai periodi di riposo si applicano anche in Home Office. Non deve quindi essere reperibile a qualsiasi ora del giorno e della notte, nemmeno se lavora a domicilio.