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Mondo
Da una cicatrice all'altra, la doppia ferita dei cattolici ucraini
La comunità, dopo il comunismo, oggi deve fare i conti con un’altra ferita: la guerra provocata dall’invasione russa
C’è una comunità che continua a soffrire. E che non ha quasi mai smesso di lottare per la sopravvivenza. È quella cattolica ucraina che dopo il comunismo oggi deve fare i conti con un’altra ferita: la guerra provocata dall’invasione russa. Mieczyslaw Mokrzycki, arcivescovo di Leopoli, città ucraina bombardata come altre dalle bombe di Vladimir Putin, ha sempre una mano sul crocifisso d’oro che ha appeso al collo. È sabato 12 novembre e Mokrzycki sta parlando davanti a una trentina di persone che sono venute ad ascoltarlo alla Facoltà di Teologia di Lugano. Invitato dall’opera caritativa Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) per la Settimana di commemorazione dei cristiani perseguitati in tutto il mondo, l’arcivescovo esordisce con un «sia lodato Gesù Cristo», prima di chiarire...