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Fermarsi nel tempo per andare avanti
Energie pulite, agriturismo, prodotti ecologici, banca senza interessi e democrazia reale sono richieste molto presenti nell'attualità politica e sociale. Per fortuna esistono certi gruppi che vivono così.
Gli Amish sono una comunità religiosa nata in Svizzera nel XVII secolo. Sebbene oggi siano scomparsi dall’Europa, negli Stati Uniti formano un gruppo numeroso, essendo presenti in 24 stati.
Rigorosamente pacifisti e nonviolenti difendono l’umiltà e la semplicità “demut” e rifiutano l’orgoglio e l'arroganza “hochmut”. Preferiscono le attività in gruppo all’individualismo e sono decisamente austeri anche se danno il benvenuto agli oggetti che non portano valori inutili o indesiderati nella casa e non provocano crepe nella struttura sociale, soprattutto se si rendono manifestamente utili.
Jakob Ammann, vescovo svizzero, è considerato il fondatore della comunità Amish. Nel 1693 la sua rigida applicazione della regola e il rifiuto della modernità, generarono uno scisma all’interno della comunità anabattista, e Ammann, insieme ai suoi seguaci, si rifugiarono in Alsazia. Poco prima della sua morte, nel 1720, parte degli anabattisti alsaziani, chiamati “Amische” (forse da una deformazione alsaziana di “Ammann”) abbandonò l'Europa e si rifugiò in Pennsylvania insieme ad altre comunità delle chiese libere. Nel 1800 gli USA non contavano più di 1.000 Amish, ma le guerre, le persecuzioni e le carestie spinsero altri di loro a lasciare l'Europa per riunirsi ai gruppi Americani.
La popolazione Amish oggigiorno è arrivata a 250mila persone in Nord America (Stati Uniti e Canada), trovando la comunità più numerosa nell'Ohio. Questa crescita esponenziale è dovuta al fatto che in media ogni donna Amish dà alla luce ben 7 figli. Andando avanti di questo passo, saranno 1 milione entro il 2050.