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Per la prima volta nella storia del Giappone, la cerimonia di abdicazione dell'imperatore Akihito, il prossimo 30 aprile, avverrà secondo regole fissate dalla Costituzione.
Lo ha deciso il governo, che ieri ha approvato la normativa, annunciando che la funzione 'Taiirei-Seiden-no-gi' (cerimonia di abdicazione di sua maestà l'imperatore) inizierà alle 17:00 nella sala di Stato del palazzo imperiale.
Al rito prenderanno parte 330 dignitari, incluse le alte cariche del potere legislativo, esecutivo e giudiziario in Giappone, e i ministri dell'esecutivo.
In base al programma, dopo l'ingresso in sala dell'Imperatore Akihito e la consorte Michiko, la spada imperiale e il gioiello della corona - due delle tre insegne reali del trono del Crisantemo - verranno esposti su un banco chiamato 'An', assieme ai sigilli di Stato e gli stemmi della famiglia imperiale utilizzati durante le cerimonie ufficiali.
Nel corso della funzione il premier Shinzo Abe annuncerà l'abdicazione del sovrano in base alla legge speciale approvata nel giugno 2017, e ringrazierà pubblicamente Akihito a nome del popolo giapponese. A quel punto l'imperatore uscente farà l'ultimo discorso nell'esercizio delle sue funzioni.
Il figlio primogenito e principe della corona, Naruhito, ascenderà al trono il giorno successivo. Anche in quella occasione, il primo maggio, il governo terrà un consiglio dei ministri straordinario per approvare la procedura come un atto costituzionale. La cerimonia per il passaggio delle insegne e dei sigilli reali, chiamata 'Kenji-to-Shokei-no-gi", si terrà subito dopo il benestare dell'esecutivo.
L'abdicazione di Akihito sarà la prima dal 1817. L'ultimo monarca ad abdicare era stato Kokaku, più di 200 anni fa. Il trono del Crisantemo è la più antica monarchia ereditaria esistente al mondo senza aver subito interruzioni, a partire dal 660 a.C..