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CHICAGO - Peggio di quanto sanno fare fumo, malattie e incidenti. L'inquinamento dell'aria sta scalando le gerarchie in quanto a efficienza nel mietere anni di vita. E, stando a un rapporto pubblicato ieri dall'Energy Policy Institute dell'Università di Chicago, nelle regioni più inquinate del pianeta si arriva fino a quasi un decennio.
Un anno fa, alcuni paesi del sud-est asiatico riscoprivano - a causa della pandemia che ha "desertificato" aziende e strade, chiudendo miliardi di persone nelle proprie case - per la prima volta dopo anni l'azzurro dei propri cieli. In India anche le cime innevate dell'Himalaya sono tornate a mostrarsi, vittime di una latitanza forzata al di là delle oscure "nebbie" contaminate.
India, dove "l'ossigeno" arriva a strapparti fino a 9 anni
Ed è proprio in quella parte del mondo che si trovano le nazioni che hanno un poco onorevole posto fisso alla tavola dei Paesi più inquinati in assoluto: Nepal, Pakistan, Bangladesh e India. Quest'ultima occupa il gradino più alto della graduatoria, con la sua intera popolazione - che conta circa 1.3 miliardi di abitanti - esposta a livelli di inquinamento dell'aria annuali ben superiori a quelli stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) nelle sue linee guida. Ma si va oltre. Quasi il 40% degli abitanti del Paese asiatico (circa 480 milioni di persone) vive nelle regioni più a nord della pianura indo-gangetica, incorniciata da concentrazioni d'inquinamento ben al di sopra di quelle riscontrate in qualunque altro luogo della Terra. E gli abitanti di queste regioni, che includono megalopoli come Delhi e Calcutta, possono arrivare a perdere fino a nove anni di vita a causa dell'aria che respirano.
Ognuno di noi perde (in media) un paio d'anni di vita
«L'inquinamento dell'aria è la minaccia esterna più grande per la saluta umana sul pianeta, e questo non è ancora largamente considerato, o non lo è nella misura che dovrebbe essere», ha osservato il professor Michael Greenstone - uno degli autori dello studio che, con il suo team di ricercatori, ha sviluppato l'Air Quality Life Index - commentando il rapporto. La prima causa dell'inquinamento? L'utilizzo dei combustibili fossili. Cifre alla mano, si calcola che ogni abitante del pianeta attualmente potrebbe avere una speranza di media di vita di 2.2 anni in più se l'inquinamento fosse ridotto ai valori cristallizzati dall'Oms. Ma la situazione varia di molto da una macro-regione all'altra.
Riportando i quantitativi di PM 2.5 al di sotto di questa soglia la Cina potrebbe, in media, guadagnare poco più di due anni di speranza di vita. In India e Bangladesh invece si raggiungono quasi i sei anni di media. E guardando ad alcune singole città fra le dieci più grandi dell'Asia i numeri salgono ulteriormente, con Bandung, in Indonesia, dove si arrivano a sfiorare i sette anni in più. E dato che i numeri sono spesso più bravi delle parole quando si tratta di far passare un concetto, chiudiamo con una semplice moltiplicazione. Se ognuno di noi, in media, deve rinunciare a 2.2 anni di vita e la situazione non cambia (o peggiora), il totale dice che si vanno a perdere circa 17 miliardi di anni. «Cos'altro sul pianeta sta facendo perdere alla popolazione 17 miliardi di anni delle proprie vite?». Se lo chiede Greenstone. E forse dovrebbero chiederselo un po' tutti.