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L'inchiesta americana che ha portato ieri all'arresto di sette alti dirigenti della Fifa accusati di corruzione rimescola le carte per la presidenza della Fifa. Joseph Blatter sembra però ancora favorito sullo sfidante, il principe giordano Ali Bin Al Hussein.
Con le diplomazie di entrambe le parti al lavoro in queste frenetiche ore che precedono il congresso dell'organo di autogoverno del calcio mondiale, fissato per domani a Zurigo salvo sorprese, il pallottoliere dei pro e contro Blatter, in corsa per il suo quinto mandato, viene continuamente aggiornato.
Per vincere la partita della presidenza Fifa al primo scrutinio serve una maggioranza di 2/3 dei 209 membri delle federazioni, ma dalla seconda votazione il quorum si abbasserà alla maggioranza semplice. Il dirigente svizzero sembra al momento ancora in pole position per la rielezione avendo incassato nelle ultime ore nuovamente l'appoggio della Confederazione africana e di quella asiatica.
I numeri del congresso vedono il peso delle 6 Confederazioni così diviso: Confederazione africana (Caf) 54 voti; Uefa (Europa) 53; Confederazione asiatica (Afc) 46; Confederazione nord e centroamericana (Concacaf) 35; Confederazione Oceania (Ofc) 11, Confederazione Sudamerica (Conmebol) 10.
Al momento l'Uefa è l'unica Confederazione che sembra compattamente contraria alla rielezione di Blatter ma qualche sorpresa, con un appoggio dell'ultimo minuto al principe Ali, potrebbe arrivare da Conmebol e Concacaf. Sommando i voti delle 3 Confederazioni si arriverebbe a 98 voti, a un passo dalla maggioranza. A questo punto servirebbe qualche defezione in quello che fino a poche ore fa sembrava essere il 'granitico' fronte pro-Blatter.
Fonti dell'agenzia stampa tedesca Dpa parlano di contatti tra Uefa, Concacaf e Conmebol per far convergere i loro consensi sul candidato giordano, un fronte che sembra allargarsi dopo le pesanti accuse di corruzione piovute sulla Fifa ma che non hanno toccato direttamente Blatter.
Dal pallottoliere vanno tolti due voti certi per il presidente uscente della Fifa, quelli di Jeffrey Webb, Isole Cayman, Concacaf, e dell'uruguaiano Eugenio Figueredo, Concacaf, entrambi arrestati ieri e sospesi dalla Fifa.
SDA-ATS