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<h2>SubmittedText<h2><p>Il 16 ottobre 2014 è stato pubblicato un rapporto dettagliato in cui si traccia un bilancio del piano d'azione nazionale per la parità tra uomo e donna, adottato 15 anni fa dal Consiglio federale. Il documento presenta, per ognuno dei 12 temi del piano d'azione, le cifre e i fatti più importanti, un bilancio dello stato di attuazione a livello nazionale e internazionale, i traguardi fondamentali e le buone prassi e formula obiettivi per il futuro. Commissionato dal Dipartimento federale dell'interno e del Dipartimento federale degli affari esteri, il rapporto è stato elaborato dal Centro interdisciplinare per la ricerca di genere dell'Università di Berna in collaborazione con i responsabili per le pari opportunità, le figure di riferimento dell'amministrazione federale, alcune organizzazioni non governative e vari esperti. L'idea di tracciare un bilancio era nata da un'interpellanza Aubert.</p><p>Dal rapporto emerge che negli ultimi 15 anni sono stati compiuti progressi importanti, come l'aumento del livello di istruzione delle donne, l'introduzione dell'indennità di maternità e la depenalizzazione dell'interruzione della gravidanza nelle prime 12 settimane. Il rapporto sottolinea però anche che resta ancora molto da fare per quanto concerne, ad esempio, la disparità salariale, la conciliabilità tra lavoro e famiglia, la sottorappresentanza femminile nelle posizioni dirigenziali e la lotta agli stereotipi di genere e alla violenza contro le donne. Il rapporto riassume gli interventi necessari in 10 raccomandazioni concrete che abbracciano diversi temi: dalla formazione, al mercato del lavoro, alla sicurezza sociale fino alla conduzione di una politica estera attiva per i diritti delle donne.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come intende attuare le dieci raccomandazioni?</p><p>2. Quali sono i tempi di attuazione previsti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza, che sottolinea da un lato gli importanti progressi compiuti negli ultimi 15 anni e dall'altro le lacune che persistono in molti settori. Le misure varate dal Consiglio federale e dal Parlamento vanno quindi nella direzione delle raccomandazioni del suddetto rapporto. Di seguito annoveriamo le più importanti.</p><p>- Il rafforzamento della lotta contro la discriminazione razziale, ad esempio attraverso il progressivo aumento del numero di controlli sulla parità salariale nel settore degli acquisti pubblici e la proposta del Consiglio federale di obbligare i datori di lavoro privati a eseguire analisi periodiche degli stipendi (elaborazione del progetto da porre in consultazione entro la metà del 2015).</p><p>- La decisione del Parlamento di prorogare fino al 31 gennaio 2019 il programma di aiuti finanziari volti a promuovere l'offerta di posti di custodia complementare alla famiglia.</p><p>- La decisione del Consiglio federale di fissare una quota di rappresentanza di entrambi i sessi (pari al 30 per cento), da raggiungere entro il 2020, negli organi direttivi superiori delle aziende e delle istituzioni parastatali. A questo obiettivo si aggiunge la proposta di introdurre, nel quadro della revisione del diritto della società anonima attualmente in corso, una soglia minima indicativa di presenza di ciascun genere (pari al 30 per cento) nei consigli di amministrazione e negli organi direttivi delle società anonime economicamente importanti quotate in borsa. Le società in questione dovranno adeguarsi al principio entro un termine massimo di cinque anni.</p><p>- I lavori del Dipartimento federale delle finanze per eliminare gli svantaggi fiscali che gravano sulle coppie sposate nell'ambito dell'imposta federale diretta.</p><p>- I due programmi federali (2013-2016) per le pari opportunità nelle università e nelle scuole universitarie professionali, che mirano ad aumentare la percentuale femminile tra gli studenti delle discipline tecnico-scientifiche (MINT), nel corpo docenti e negli organi direttivi, ad attuare misure di promozione delle nuove leve improntate sulla parità, ad abbattere gli stereotipi legati ai ruoli di genere e a creare condizioni quadro favorevoli alle famiglie.</p><p>- Il programma nazionale migrazione e salute 2014-2017, promosso dall'Ufficio federale della sanità pubblica su incarico del Consiglio federale, che favorisce in particolar modo le donne con retroterra migratorio e fornisce un importante contributo alle pari opportunità e alla protezione contro le discriminazioni multiple in ambito sanitario.</p><p>- Le revisioni del diritto di famiglia e del divorzio attualmente discusse in Parlamento. Queste prevedono una riforma del diritto in materia di mantenimento volta a rafforzare il diritto del figlio di essere mantenuto indipendentemente dallo stato civile dei genitori, in particolar modo attraverso l'introduzione di un contributo di mantenimento, nonché una nuova regolamentazione del conguaglio della previdenza professionale in caso di divorzio che migliorerà la situazione delle donne divorziate.</p><p>- La procedura di consultazione prevista per la prima metà del 2015 relativamente alla possibilità, per la Svizzera, di ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.</p><p>- L'inserimento del tema dei diritti delle donne e dell'uguaglianza fra donna e uomo tra le priorità della politica estera svizzera, soprattutto per quanto riguarda l'agenda per uno sviluppo sostenibile post-2015.</p><p>Inoltre va ricordato il quarto e quinto rapporto periodico combinato della Svizzera sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW), approvato dal Consiglio federale il 17 dicembre 2014. Il rapporto descrive le misure che la Svizzera ha adottato, in applicazione della convenzione, dalla presentazione orale del terzo rapporto periodico del 2009, mettendo in evidenza i progressi compiuti e le questioni ancora irrisolte.</p>  Risposta del Consiglio federale.