Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01293.jsonl.gz/1430

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
BERNA - I giovani svizzeri non devono più essere costretti a prestare servizio militare: è quanto chiede il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), che ha presentato oggi a Berna la sua iniziativa per la revoca dell'obbligo di servire. Del comitato fanno parte anche rappresentanti di PS e Verdi. La raccolta delle firme inizierà ufficialmente domani.
Gli iniziativisti vogliono cancellare dalla Costituzione federale il principio della leva obbligatoria. In futuro, il servizio militare, al pari di quello civile, dovrebbe quindi essere volontario. Per il GSsE, la Confederazione dovrebbe mantenere un esercito di milizia, ma questo dovrebbe essere più piccolo di quello attuale.
"A livello europeo, la Svizzera ha l'esercito più grande rispetto al numero di abitanti", affermano i promotori dell'iniziativa. Per occupare i soldati, vengono disperatamente cercati nuovi compiti. Le conseguenze di tale strategia sono impieghi assurdi al suo interno.
Un esercito di massa non contribuisce inoltre a risolvere gli attuali problemi a livello globale, sottolinea ancora il GSsE. I rischi e le minacce sono completamente cambiati rispetto al passato, basti pensare alle conseguenze dei cambiamenti climatici e alla dipendenza nei confronti dei combustibili fossili.
"Tutti i rischi non sono eliminati", ha ricordato dal canto suo il consigliere agli Stati Luc Recordon (Verdi/VD). Tuttavia per lottare contro le catastrofi naturali o il terrorismo, occorrono piccole unità specializzate.
Gli iniziativisti vedono infine l'obbligo di servire come una costrizione, che non è compatibile con una società liberale. Al comitato di iniziativa appartengono anche rappresentanti di PS e Verdi. La raccolta delle firme inizierà ufficialmente domani.
SDA-ATS