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Il Consigliere nazionale bernese UDC Albert Rösti succede a Ueli Maurer in Consiglio federale. L'Assemblea federale lo ha eletto mercoledì mattina con 131 voti. L'altro candidato UDC Hans-Ueli Vogt ha ricevuto 98 voti. Il quorum della maggioranza assoluta era in questo scrutinio fissato a 122 voti.
Rösti è il 120esimo consigliere federale e l’11esimo rappresentante dell’Unione democratica di centro a far parte del Governo, esclusi i due ex democentristi passati al PBD per le vicende del 2007: Samuel Schmid in carica dal 2001 al 2008 ed Eveline Widmer-Schlumpf rimasta in Consiglio federale fino al 2015.
Classe 1967, di formazione ingegnere agronomo, Albert Rösti era il grande favorito per la successione del collega di partito. Una posizione di vantaggio che spiegata con più aspetti: dalla presidenza del partito svizzero, che gli ha permesso per un quadriennio (2016-2020) di profilarsi con autorevolezza sulla scena nazionale, fino ad un approccio alla politica fermo sui contenuti ma anche moderato nei toni. Caratteristica, questa, che non può che riflettersi positivamente nel dialogo con gli altri partiti, e che lo differenzia molto da vari esponenti del suo.
La carriera politica
La carriera politica di Rösti è stata finora costellata da non pochi alti e bassi. Dodici anni fa si candidò senza successo all'Esecutivo bernese, ma appena un anno dopo riuscì a farsi eleggere al Nazionale. Nel 2015 fu il grande orchestratore della campagna che portò l'UDC ad un exploit alle Federali, e alla riconquista di un secondo seggio in Governo. Solo 4 anni più tardi però, come presidente dei democentristi, dovette fare i conti con una forte erosione di voti subita dal suo partito.
Sempre alle ultime Federali venne tuttavia rieletto con il miglior score fra tutti i membri bernesi della Camera del popolo. Al Nazionale fa attualmente parte della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE-N) e si è profilato in particolare sui dossier dell'energia e della sanità. La sua reputazione di lobbista ha suscitato critiche ed è da ricondurre a diverse relazioni d'interesse: l'ex presidente dell'UDC svizzera riveste infatti ben 16 mandati, dei quali 13 remunerati, in imprese, gruppi di pressione e varie associazioni.
UDC in Governo dal 1929
L’ex partito agrario fa parte dell’Esecutivo federale dal 1929 quando venne eletto Rudolf Minger (in precedenza il Consiglio federale era formato solo da liberali e da conservatori). Da allora, per 50 anni, l’attuale Unione democratica di centro (nata ufficialmente nel 1971) ha avuto rappresentanti bernesi: lo stesso Minger fino al 1940, poi: Eduard von Steiger fino al 1951, Markus Feldmann fino al 1958, Friedrich Traugott Wahlen fino al 1965 e Rudolf Gnägi. Nel 1979 ad accedere al Consiglio federale è invece stato il grigionese Leon Schlumpf al quale nel 1987 è succeduto un altro bernese: Adolf Ogi. Poi è stata la volta dell’elezione di due zurighesi: Christoph Blocher (2003-2007) e Ueli Maurer che lascerà il Governo il 31 dicembre dopo 14 anni. Infine è toccato al vodese Guy Parmelin, eletto sette anni fa. Con Albert Rösti è di nuovo la volta di un bernese.
Diretta RSI LA1, ore 0900