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di Marcello Ierace
Vincere una medaglia d'oro olimpica a soli sedici anni, sopravvivere ad un incidente aereo dopo essere stata dichiarata morta e trasportata all'obitorio, tornare a gareggiare, vincere un'altra medaglia d'oro alle Olimpiadi. Non è fantasia, è una storia vera. È la trasposizione allo sport del termine "tenacia". È l'incredibile vita di Betty Robinson.
Nata il 23 agosto del 1911 a Riverdale, nell'Illinois, Elizabeth Robinson, per tutti Babe o Betty, è semplicemente un fenomeno. Il 30 marzo 1928 Betty corre la sua prima gara sui 100m e si piazza seconda dietro solamente ad Helen Filkey, detentrice del record nazionale americano. Nella seconda gara confeziona il record del mondo e si qualifica per le Olimpiadi di Amsterdam 1928, dove conquista sia il titolo nei 100m (coi suoi sedici anni è tutt'ora la più giovane di sempre) che un argento nella staffetta 4x100m.
Ma il destino sa essere beffardo e crudele. Tre anni dopo viene coinvolta in un incidente aereo. Viene dichiarata morta e portata all'obitorio ma riesce incredibilmente a sopravvivere. Resta in coma per sette settimane e i medici sono chiari con lei: camminare è il massimo che potrà fare. Il ginocchio sinistro è bloccato ma lei non se ne preoccupa: deve dire addio alle gare con partenza accovacciata, ma può prendere parte alle staffette dove si parte in piedi. E così, cinque anni dopo l'incidente aereo, Betty Robinson viene convocata per le Olimpiadi di Berlino dove conquisterà un altro oro, nella staffetta 4x100m.
- ORMe, il racconto sulla vita di Betty Robinson
Playlist
Mrs. Robinson – Lemonheads, 3’27” (Atlantic Records)
Mad World – Gary Jules, 3’02” (Down Up Down Music)