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Nel Consiglio nazionale e nei parlamenti cantonali, eletti invece quasi ovunque in base al sistema proporzionale, si riscontra una chiara differenza della rappresentanza femminile tra i partiti borghesi (PPD, PLR, UDC) da un lato, e il versante rosso-verde (PS, verdi) dall'altro.
Sul totale delle donne, in tutti gli organi legislativi o esecutivi, circa la metà rientrano nei ranghi del PS e Verdi (dal 43.7% dei Parlamenti cantonali al 50% dei Governi cantonali).
A livello di Consiglio nazionale quasi la metà delle donne elette appartiene alla sinistra o ai verdi, mentre il 37.5% appartiene ai partiti borghesi (PLR, PPD e UDC). Considerando che, con 61 rappresentanti, la sinistra e i verdi dispongono della metà dei seggi dei partiti borghesi (112), come in tutte le elezioni in Parlamento a partire dagli anni 1980 emergono nette differenze tra i partiti a livello di rappresentanza femminile: la quota di donne supera la media in seno alla sinistra e ai verdi e si assottiglia man mano che ci si sposta verso destra. Rispetto alle elezioni del Consiglio nazionale del 2007 la quota di donne elette nel 2011 é rimasta ferma al 29%. A livello di partiti, rispetto alle elezioni del 2007, guadagnano il PS e il PLR (+3 e +1) mentre perdono PPD, UDC e Verdi (rispettivamente: -3,-2,- 4), una tendenza opposta a quella riscontrata tra le elezioni del 2003 e quelle del 2007.
Lo stesso schema di rappresentanza politica delle donne nei vari partiti si applica nella stessa misura ai parlamenti cantonali, con la polarizzazione partitica della presenza femminile lungo l'asse sinistra-destra.
Per quanto riguarda la ripartizione delle donne elette nel Consigio degli Stati e nei governi cantonali, nel 2007 il PS ha superato il PLR come rappresentanza femminile, ma questi due partiti continuano a contare tra le loro fila il maggior numero di donne. PPD e UDC registrano invece una presenza femminile molto scarsa in queste due istituzioni.