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Quasi il 63% di sì al risanamento con raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo e un 55% di favorevoli all'iniziativa dell'UDC "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati".
Sarebbe stato questo l'esito della votazione federale in programma il 28 febbraio 2016 se si fosse votato a metà dicembre, stando a un sondaggio pubblicato oggi dalla "SonntagsZeitung".
Il sondaggio è stato realizzato online per conto del domenicale zurighese dall'istituto Marketagent.com, che ha interrogato a metà mese 1003 persone con diritto di voto nella Svizzera tedesca e romanda.
Alla domanda riguardante il raddoppio del San Gottardo il 62,6% ha risposto positivamente e solo il 15,6% si è detto contrario, mentre gli indecisi sono il 21,8%. Le risposte positive sono ancora di più fra i simpatizzanti dei partiti borghesi ma arrivano al 50,2% anche fra gli esponenti della sinistra, indica il domenicale. Un sondaggio pubblicato in luglio dal "SonntagsBlick" dava un esito ancor più netto, con un 70,8% di favorevoli alla costruzione di una seconda galleria autostradale.
Per quanto riguarda l'"iniziativa di attuazione" dell'UDC, il sondaggio dà un 55,0% di sì, mentre i no sarebbero soltanto il 24,5% e gli indecisi il 20,5%. Un sondaggio realizzato in ottobre dall'istituto gfs.bern (lo stesso che sistematicamente compie le inchieste per conto di SRG SSR prima delle consultazioni popolari), e pubblicato l'11 novembre dalla NZZ aveva rilevato una proporzione di favorevoli ancora maggiore, del 66% addirittura, contro un 31% di contrari.
L'iniziativa "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati" era stata lanciata dall'UDC per obbligare il parlamento ad accelerare l'applicazione della sua iniziativa sullo stesso argomento adottata alle urne il 28 novembre 2010, ma è ben più severa del primo testo, includendo anche reati minori fra i motivi di espulsione ed escludendo la discrezionalità del giudice nei cosiddetti "casi di rigore". La ministra di giustizia Simonetta Sommaruga ne ha vivamente raccomandato la bocciatura lo scorso 22 dicembre, definendola "inumana" oltre che irrispettosa del principio costituzionale di proporzionalità.
A parere della responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia, la legge d'applicazione approvata dal Parlamento lo scorso marzo rappresenta invece una soluzione migliore che, oltre a rispondere alle attese dei cittadini, tiene conto dei principi fondamentali. Essa prevede l'espulsione automatica per un periodo di 5-15 anni per tutti coloro che si macchiano di crimini passibili di una pena superiore a tre anni. Al fine di rispettare la proporzionalità, nei casi di rigore il giudice potrà decidere altrimenti se simile misura dovesse porre il condannato in una situazione grave e l'interesse pubblico non dovesse prevalere su quelli del diretto interessato a rimanere in Svizzera.
SDA-ATS