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La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) critica l’attuazione della legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all’estero (LPSP). Ritiene che l’amministrazione non interpreti in modo conforme la legge. Con una mozione di commissione chiede al Consiglio federale di intervenire.
Con 13 voti contro 7 e 0 astensioni, la CPS-N ha adottato una mozione che incarica il Consiglio federale di mettere fine senza indugio all’interpretazione della LPSP che va oltre il mercenariato da parte dell’amministrazione, in modo tale che la fornitura di una prestazione su beni d’esportazione sia per ora nuovamente ammessa. E questo fintanto che il Tribunale amministrativo federale non si pronunci sul caso Pilatus o le Camere federali non abbiano esaminato una modifica della LPSP.
La maggioranza della Commissione rileva che la LPSP è stata elaborata dalle Camere nel 2013 sotto l’impressione dell’afflusso di società mercenarie. Attualmente i servizi del DFAE interpretano la legge in modo molto più ampio assoggettando tutte le prestazioni di imprese svizzere all’estero che in senso lato hanno a che fare con la sicurezza. In tal modo ricadono sotto la legge anche le prestazioni che sono parte integrante di un prodotto la cui esportazione è già stata esaminata e approvata dalla SECO. La maggioranza della Commissione ritiene che si debba garantire alle imprese esportatrici e ai loro clienti la certezza del diritto. Inoltre, a suo avviso, sono messi in discussione importanti punti di forza della Svizzera, come l’affidabilità e la certezza del diritto. Infine, oltre a perdere un importante vantaggio concorrenziale e a mettere in difficoltà la piazza svizzera, si manda a monte la strategia del Consiglio federale in materia di sicurezza e di armamento.
Secondo la minoranza, il tenore della LPSP è chiaro e l’amministrazione non deve fare altro che attuare conformemente le disposizioni di legge. Essa ritiene che il divieto emanato dal DFAE per alcune attività della Pilatus Flugzeugwerke SA in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti sia fondato, in particolare in considerazione dell’inconciliabilità con gli obiettivi di politica estera della Confederazione. La minoranza rileva inoltre che in uno Stato di diritto il Parlamento non deve ingerirsi in un procedimento in corso di diritto amministrativo. Spetta al Ministero pubblico della Confederazione e ai tribunali stabilire se la Pilatus Flugzeugwerke SA abbia effettivamente violato il diritto vigente.
LEGGE SULLA SICUREZZA DELLE INFORMAZIONI: AVVIATA LA DELIBERAZIONE DI DETTAGLIO
La Commissione ha discusso dapprima delle numerose informazioni complementari che aveva richiesto in occasione della sua seduta dell’8 e 9 ottobre 2018 al DDPS in merio alla legge sulla sicurezza delle informazioni (17.028). Tali informazioni riguardavano nello specifico l’armonizzazione con la Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi, le conseguenze sui costi e ulteriori possibili miglioramenti del progetto. Alla luce delle informazioni complementari la Commissione ha avviato la deliberazione di dettaglio. In primo piano vi era la questione dell’utilizzo del numero AVS quale identificatore personale. Con 14 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione si è esperessa contro un utilizzo sistematico, così come stabilito dal Consiglio degli Stati (art. 20 cpv. 3). La maggioranza ha sottolineato l’importanza della protezione della personalità e ha rilevato possibili rischi di abuso, in particolare in caso di un’eventuale connessione di banche dati. Nel settore dell’informatica non vi è inoltre una sicurezza assoluta. La minoranza rileva che nel presente caso si tratta di un sistema informatico che non è collegato con altri sistemi. Oltre a ciò, il datore di lavoro è già in possesso del numero AVS dei suoi dipendenti, ai quali è accordato l’accesso al sistema in questione. Si tratta altresì di una soluzione efficiente ed economica. Una proposta più ampia che voleva escludere anche un utilizzo temporaneo del numero AVS è stata respinta con 14 voti contro 8 e 1 astensione (art. 26). È stata poi respinta, tra l’altro, con 18 voti contro 6, anche una proposta che in caso di infrastrutture critiche voleva menzionare esplicitamente installazioni ospedaliere fondamentali. Con 16 voti contro 6, la Commissione ha infine respinto anche una proposta che voleva introdurre nella legge un riferimento concreto a un sistema di gestione basato su standard riconosciuti a livello internazionale.
La Commissione proseguirà la deliberazione di dettaglio nel quarto trimestre 2019 con l’obiettivo che il Consiglio nazionale possa trattare il progetto durante la sessione invernale.
ALTRI OGGETTI
La Commissione è stata consultata sugli obiettivi strategici della RUAG 2020-2023 e informata dal capo del DDPS su diversi temi, come ad esempio sullo stato dell’ammodernamento del veicoli Duro e sull’effettivo dell’esercito.
Presieduta dal consigliere nazionale Werner Salzmann (UDC, BE), la Commissione si è riunita a Berna e dintorini il 26 e 27 agosto 2019. A parte della seduta era presente la consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS.