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Rimanere cattolici nonostante l’estromissione dalla Chiesa cattolica
Decisione del Tribunale Federale 2C_406/2011 del 9 luglio 2012
Importanza per la prassi operativa
- L’estromissione dalla Chiesa ufficiale si esegue secondo il diritto statale/secolare e si riferisce solamente all’effetto secolare. Questo non ha alcun impatto sull’appartenenza religiosa alla chiesa cattolica romana globale.
- Secondo l’art. 15 comma. 4 CF, cosi’ come l‘art. 9 CEDU, il rifiuto all’estromissione dalla Chiesa cattolica perché la persona continua a vivere la propria fede cattolica oppure si rifiuta di prendere contatto con la chiesa, è una violazione del diritto alla libertà religiosa.
- Anche l’estromissione dalla Chiesa effettuata per la sola ragione di risparmiare le tasse di culto è consentita. Tuttavia, l’uscita sarebbe abusiva, se si continuasse a sfruttare pienamente le prestazioni finanziate dalla chiesa. L’onere della prova per un tale abuso di diritto però spetta alle autorità religiose.
Gli antefatti
Dal 2002 una cittadina di Lucerna ha dichiarato più volte la sua intenzione di voler essere estromessa dalla comunità cattolica di Lucerna. Per lungo tempo però questi tentativi rimasero infruttuosi, poiché tale cittadina si opponeva alla richiesta della Chiesa che la sollecitava a dichiarare, oltre alla sua intenzione di uscire dalla Chiesa ufficiale, di non volere più nessuna affiliazione con l’intera fede cattolica romana. La possibilità di richiedere una tale estromissione "parziale" fu negata sia dalle autorità religiose che, in un altro caso, dal Tribunale Federale (vedi DTF 129 I 68).
Una delle dichiarazioni della donna, datata 22 maggio 2006, con cui chiedeva l’estromissione dalla Chiesa fu oggetto della decisione del Tribunale Federale del 16 novembre 2007 (DTF 134 I 75). In questa decisione il Tribunale Federale, per la prima volta, espresse il parere che la libertà di religione è violata, se l’estromissione dalla chiesa ufficiale implica la rinuncia alla fede cattolica. Tuttavia l’appello della donna in quell’istanza fu respinto a causa del suo comportamento incoerente. In seguito a questa sentenza la donna introdusse un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che però non è ancora stato trattato.Il 15 maggio 2008 dichiarò nuovamente la sua decisione di volere esser estromessa dalla Chiesa cattolica di Lucerna. Questa volta la sua dichiarazione fu considerata invalida, perché rifiutò di prendere contatto con il vicario generale della diocesi di Basilea. In seguito riprese la procedura che la portò fino al Tribunale Federale.
L’attuale decisione del Tribunale Federale
L’attuale decisione del Tribunale Federale mette dunque in pratica la sentenza del DTF 134 I 75. L’estromissione dalla Chiesa ha l’effetto di cancellare i diritti e doveri che secondo il diritto statale esistono nei confronti della chiesa, si riferisce solamente agli aspetti secolari della chiesa e perciò deve essere dichiarata solo in questo ambito. Secondo il Tribunale Federale l’appartenenza alla chiesa secondo il diritto sacerdotale non è rilevante in questo caso.
Una dichiarazione d’estromissione dall’organizzazione della Chiesa statale è valida senza motivazione. Anche un’estromissione dalla chiesa effettuata per la sola ragione di risparmiare le tasse di culto è consentita. L’unico limite è l’abuso della legge. Questo esiste, se la persona che rifiuta l’appartenenza alla chiesa continua a sfruttare pienamente le prestazioni finanziate dalla chiesa stessa. Il comportamento abusivo tuttavia deve essere provato dalla Chiesa, il che non fu possibile in questo caso. Inoltre, non è permesso vincolare la validità dell’estromissione ad altre condizioni – come, in questo caso, all’estromissione anche dalla confessione cattolica romana oppure la presa di contatto con il vicario generale. La dichiarazione dell’invalidità dell’estromissione dalla Chiesa cattolica violava dunque la libertà di religione. L’estromissione dalla Chiesa cattolica fu dunque dichiarata valida retroattivamente.
Commentario
La cittadina di Lucerna ha dovuto pazientare dieci anni per ottenere l’estromissione dalla Chiesa cattolica con valore di legge. La decisione del Tribunale Federale si scontra con la comprensione della chiesa cattolica di un concetto unitario di chiesa. Questo, secondo il diritto canonico, prevede l’appartenenza alla chiesa cattolica romana come requisito dell’appartenenza alla Chiesa ufficiale. Per ragioni di simmetria quindi anche l’estromissione deve essere integrale. Il Tribunale Federale, a giusto titolo, ha costatato che quest’argomentazione non è plausibile, giacché il diritto canonico non prevede alcuna possibilità di essere estromessi dalla Chiesa. E cio’ viola senz’altro la libertà di religione, la quale implica il divieto di forzare una persona ad appartenere ad una comunità religiosa (Art. 15 sez. 4 CF).
Anche la chiesa riconosce la libertà religiosa. Poiché anche la conferenza centrale cattolica romana della Svizzera rileva, in una lettera ai suoi membri, che non è consigliabile creare l’impressione che la chiesa ufficiale voglia limitare la libertà di religione per ragioni finanziarie. Tuttavia esiste una certa area di tensione fra l’interesse della chiesa a riscuotere le tasse di culto dai suoi fedeli ed il rispetto della libertà religiosa.
La pronuncia del Tribunale Federale, secondo la quale anche l’estromissione dalla Chiesa per sole ragioni fiscali è consentita e che la persona che lascia la chiesa può continuare a definirsi cattolica, non è molto vantaggiosa per la posizione della chiesa. Non si dovranno tuttavia temere defezioni di massa dalla chiesa solo sulla base di questa decisione del Tribunale Federale. L’istituzione dell’abuso di legge serve a impedire l’estromissione di persone che continuano a volere sfruttare le prestazioni della chiesa. Dato che la chiesa però deve provare l’abuso di tale diritto e le corti normalmente stabiliscono la soglia per l’approvazione ad un livello piuttosto alto, questo proposito tendenzialmente potrebbe mostrarsi difficile. Prima di chiedere l’estromissione dalla Chiesa cattolica i credenti dovrebbero riflettere sul fatto che una persona che non appartiene alla Chiesa cattolica nei rapporti ufficiali è considerata come una persona senza confessione malgrado abbia mantenuto la fede.
31.10.2012