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LUGANO - L'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE), riunita oggi nell'89esima assemblea plenaria annuale al palazzo dei congressi di Lugano, si è occupata soprattutto di democrazia diretta. Il presidente dell'OSE, Jacques-Simon Eggly, ha lamentato la mancanza dell'accesso al voto elettronico per i connazionali all'estero iscritti nei cataloghi elettorali di un gran numero di cantoni.
Per Eggly, che ha fatto riferimento alle imminenti elezioni federali, ogni cittadino svizzero con diritto di voto dovrebbe poter esercitare i propri diritti civici con facilità, indipendentemente dal luogo di domicilio.
La consigliera federale Doris Leuthard, stando ad un comunicato odierno dell'OSE, ha assicurato ai 400 rappresentanti della "Quinta Svizzera" che la Confederazione dedica la massima attenzione alle loro esigenze. La direttrice del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha citato in particolare i progressi effettuati in materia di e-government.
Il congresso è iniziato ieri con la seduta del Consiglio degli svizzeri all'estero (CSE), che ha adottato, con 65 voti contro 3, una mozione esortante i partiti ad impegnarsi a favore della libera circolazione delle persone. Altro grande tema affrontato è stata la necessaria elaborazione di una legge sugli svizzeri all'estero.