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Quindici mesi sospesi con la condizionale per due anni, accusatori privati da risarcire con i conti sequestrati e spese legali da ripianare. Questa, in estrema sisntesi, la condanna a carico del 55enne promotore finanziario italiano che il presidente della Corte delle assise correzionali di Lugano Mauro Ermani ha ricosciuto colpevole di amministrazione infedele e falsità in documenti. Il giudice ha confermato l'atto d'accusa stilato dalla procuratrice Raffaella Rigamonti riducendo comunque di cinque mesi la richiesta di pena formulata dall'accusa. Agli occhi di Ermani, l'imputato difeso dall'avvocato Sabrina Gendotti, ha raccontato un sacco di bugie, ha agito per scopo di lucro personale consegnando ripetutamente documentazione falsa ai suoi clienti, inducendoli a credere che gli investimenti stavano andando bene mentre succedeva il contrario. Intanto, lui, però, si assicurava le provvigioni. L'unica attenuante riconosciuto è quellal egata allungo tempo trascorso dai fatti (2002-2008).