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Più soldi per i droni, per le bombe, per gli aerei spia e per i reparti speciali, indicati come strumenti chiave per intensificare la lotta all'Isis. Lo chiede il premier britannico David Cameron.
Secondo quanto riporta oggi la stampa londinese, il primo ministro ha sollecitato in una riunione ad hoc i vertici delle forze armate del regno a indirizzare in queste direzione una quota maggiore delle risorse messe a disposizione della difesa dal governo e destinate a crescere nei prossimi anni fino al 2% del Pil preteso dalla Nato in base alla manovra di bilancio appena presentata alla Camera dei Comuni.
"Come primo ministro ho sempre messo la sicurezza nazionale del Paese in posizione prioritaria", ha sottolineato Cameron, confermando l'impegno all'aumento degli stanziamenti. "Ora il prossimo problema - ha incalzato - è come spenderli". In questo senso, il premier ha indicato al punto numero 1 la necessità di "contrastare il pericolo dell'estremismo islamista": per far questo, a suo dire, occorrono "più aerei spia, droni e forze speciali". Poi ha elencato come ulteriori "minacce" emergenti "l'aggressività" attribuita alla Russia e i cyber-attacchi.
Scettici sulla strategia anti-jihadisti di Cameron sono tuttavia alcuni osservatori, in mancanza di una politica estera diversa. L'Independent nota in particolare come "le probabilità che l'Isis scompaia in conseguenza di qualunque cosa gli possiamo sganciare (dal cielo) sono praticamente zero".