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È recentemente scomparso, martedì 2 aprile, Franz Weber, noto per le sue decennali battaglie a difesa di natura e paesaggio. Nato a Basilea nel 1927, avrebbe compiuto 92 anni il 27 luglio. «La scomparsa del fondatore e presidente onorario della Fondazione Weber, lascia la famiglia, gli amici, i compagni di lotta e i colleghi in una profonda tristezza», scrive la fondazione in una nota. In particolare, la figlia Vera, interpellata dall’agenzia Keystone-ATS, ha ricordato l’impressionante «combattività e sincerità» del padre, da sempre animato da «un forte sentimento di giustizia».
Ecologista militante, è divenuto noto per le sue lotte a favore della conservazione di siti svizzeri e stranieri, nonché della protezione di specie animali minacciate. Sono state almeno 150 le sue battaglie, condotte non solo in Svizzera ma a livello planetario. Weber usò spesso uso dei media per far passare le sue idee, capaci di smuovere l’opinione pubblica.
Creò la Fondazione Franz Weber (1975), l’associazione Helvetia Nostra (1977), la Corte internazionale di giustizia dei diritti dell’animale, l’ONU degli animali (1979), e il Journal Franz Weber (1987), che persegue gli stessi obiettivi della Fondazione, che ne è l’editrice.
Dopo una formazione commerciale, Weber studiò lettere a Parigi (1949), per poi dedicarsi al giornalismo (1951). Nel 1965 ha condotto la sua prima campagna per la salvaguardia dei laghi dell’Alta Engadina, mentre nel 1973 aveva messo in cantiere un’iniziativa federale in cui si chiedeva che le costruzioni autostradali fossero sottoposte a referendum, respinta in votazione popolare nel 1978.
Nel 1976, aiutato dall’attrice Brigitte Bardot, Weber aveva lanciato una campagna contro i massacri dei cuccioli di foca nel Canada; grazie all’appoggio del Consiglio dell’Europa e di parecchi governi, contribuì ad una diminuzione del 75% del mercato delle pelli di foca. I due avevano rilanciato nel dicembre 2005 una nuova campagna contro i massacri.
L’approvazione dell’iniziativa popolare per limitare le residenze secondarie al 20% degli alloggi totali, approvata da popolo e cantoni il 12 marzo 2012, è stata una delle più grandi vittorie firmate dalla fondazione Franz Weber.
Per salvaguardare la regione vinicola vodese sul lago Lemano, Weber aveva lanciato tre iniziative popolari. Le prime due erano state accettate dal popolo nel 1977e nel 2005, permettendo alla regione di far parte del patrimonio mondiale dell’Unesco. Nel 2014, la terza iniziativa era però stata contestata dal governo vodese e dai viticoltori per poi essere respinta anche dal popolo.
Ha lanciato numerose iniziative popolari, tra cui quella contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche, respinta nel 2008, e quella volta a frenare la costruzione di abitazioni secondarie (limitazione al 20% delle unità abitative di ogni comune), accolta nel 2012.
Un pubblico commiato si terrà all’inizio dell’estate al Grandhotel Giessbach, sul lago di Brienz nell’Oberland bernese, che Weber aveva contribuito a salvare dalla demolizione nel 1983, rendendolo così un fiore all’occhiello dell’industria alberghiera svizzera.