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Questo piano di previdenza non prevede la deduzione di coordinamento, aumentando così notevolmente la rendita che i collaboratori ricevono dalla cassa pensione. In questa intervista Christoph Jenzer spiega perché è passato al piano di previdenza «Uno Integral Top».
I collaboratori erano a conoscenza della loro attuale situazione previdenziale?
Benché la situazione previdenziale sia un argomento molto importante e tutti dovrebbero occuparsene, molti dei miei collaboratori e noi stessi non eravamo sufficientemente informati al riguardo. Varie circostanze accadute nella mia vita lavorativa quotidiana mi hanno però portato a confrontarmi con questo problema. Ho quindi approfittato di un colloquio di consulenza con la Cassa pensione GastroSocial sui piani di previdenza migliorati e ho poi deciso di optare per una soluzione di previdenza migliore per i miei collaboratori.
Ha parlato di circostanze nella sua quotidianità lavorativa che l’avrebbero spinta a fare questo passo. Può dirci qualcosa di più preciso?
Certo, mi riferisco a conversazioni con i miei collaboratori che mi hanno segnalato problemi e desideri relativi alla previdenza professionale. Una collaboratrice a tempo parziale mi ha fatto notare come il suo salario assicurato fosse notevolmente basso a causa della deduzione di coordinamento. Abbiamo poi avuto un caso AI dove ho riscontrato che l’indennità finanziaria erogata non era sufficiente. Una nostra dirigente ha infine espresso il desiderio di una situazione previdenziale migliore senza deduzione di coordinamento così da assicurare l’intera massa salariale.
Come hanno reagito i suoi collaboratori al passaggio a un piano di previdenza migliore?
Finora i miei collaboratori hanno reagito in modo molto positivo. Per tutti la rendita è aumentata almeno del 50%. In fondo erano stati in parte gli stessi collaboratori a richiedere una soluzione di previdenza migliore. L'adeguamento comporta però anche una riduzione del salario netto erogato. Cerco di compensare questa differenza aumentando di cento franchi il salario di tutti i collaboratori.
Come datore di lavoro ciò significa per lei costi maggiori legati ai contributi della cassa pensione. Come gestisce questa situazione?
Dobbiamo calcolare i nostri prezzi tenendo conto dei costi aggiuntivi pari a 170’000 franchi all'anno. Possiamo finanziarne una parte con i nostri profitti realizzati finora. Credo però che questi costi aggiuntivi siano ben spesi in vista del futuro dei nostri collaboratori che potranno quindi contare su rendite molto più elevate. I nostri collaboratori sono così più motivati e la nostra attrattiva in quanto datore di lavoro aumenta.
Qual è il suo grado di soddisfazione nei confronti dei servizi di consulenza GastroSocial?
Sono molto soddisfatto perché GastroSocial ci ha fornito una consulenza molto rapida e costruttiva. Beat Aeberhard, consulente della Cassa pensione GastroSocial, ha capito le mie esigenze e ora so esattamente cosa è assicurato nel nostro piano di previdenza. Anche la parte burocratica è stata molto rapida.
Secondo lei cosa si potrebbe migliorare in generale in tema di «previdenza»?
Si dovrebbero fornire informazioni più chiare e semplificate. Il certificato di previdenza è ancora troppo complicato per i direttori, come lo era per me prima del colloquio di consulenza. È difficile capire tutti i dettagli e le conseguenze. Con una maggiore consapevolezza e comprensione del tema «previdenza» ogni azienda può trovare la soluzione ottimale per sé e per i propri collaboratori.
Panoramica delle soluzioni di previdenza della Cassa pensione GastroSocial