Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01076.jsonl.gz/1243

Ci aveva già provato l'inverno scorso e, da Sion - dove vive e si esibisce -, era riuscita ad arrivare in Francia, dove, dopo due mesi di "latitanza" era stata riacciuffata nella Drôme provenzale (vd link). Adesso ci ha riprovato, ma la sua fuga è stata più contenuta visto che lei, maestosa com'è, è stata intercettata nella valle di Réchy e ricondotta all'ovile, meglio: al castello. Non stiamo infatti parlando di una pecora ribelle, ma di un'aquila reale, una femmina. Il suo nome è Kanghaï ed è la principale attrazione di uno spettacolo che riscuote un crescente successo. Il suo ideatore e organizzatore è il direttore dell'ente turistico di Sion, Jean-Marc Jacquod, che non ha nascosto all'Ats che la fuga di Kanghaï ha deluso gli spettatori che avevano prenotato per assistere alle sue esibizioni.
Così si è deciso di correre ai ripari. Per evitare ulteriori episodi del genere, l'ente turistico sta pensando di dotare la falconara di altre aquile. Nel frattempo, Kanghaï non volerà più e lo spettacolo si limiterà alla sola esibizione dei falchi. In un secondo tempo, il volo delle aquile reali sarà condizionato alla presenza di due falconieri e non di uno solo com'è stato il caso finora. Per limitare le tentazioni, inoltre, i rapaci saranno addestrati in modo da volare soltanto da un braccio all'altro e non liberamente, come si permetteva a Kanghaï.
Pare che l'anno scorso, gli spettacoli con i falchi dei castelli di Valère e Tourbillon avevano attirato un migliaio di persone. Quest'anno, grazie alla presenza di Kanghaï, il numero degli spettatori si preannunciava perlomeno triplicato. Lei però, come detto, non volerà e chissà che quando tornerà a farlo non sarà per tentare la fuga un'altra volta.