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Scheda specie
Stato di minaccia : minacciato (EN)
Priorità nazionale : media (3)
Caratteristiche :
- Corpo snello e robusto
- Testa di forma leggermente angolare, poco distinguibile dal corpo
- Coda lunga e affusolata
- Scaglie dorsali lisce non embricate
- Colorazione da verde-scuro a nero
- Tronco ornato con piccole macchie giallastre o biancastre, che possono fondersi sottoforma di linee trasversali sul primo terzo anteriore del corpo e longitudinali nella parte posteriore
- Presenza d’individui melanici nelle diverse regioni
- Testa composta di grandi squame
- Occhi voluminosi con pupille circolari
- Sguardo severo dovuto all’importante squama oculare
- Squame labiali (labbra superiori) a contatto con l’occhio
- Contrasto di macchie scure e chiare sopra la testa e ai lati di quest’ultima
Caratteri distintivi
Il Biacco è un grande serpente slanciato e generalmente molto scuro. I maschi possono raggiungere i 150 cm di lunghezza, mentre le femmine sono nettamente più piccole e non sorpassano in genere i 120 cm. Questo colubro si distingue dal Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus), un altro grande serpente che vive nel medesimo ambiente, per la sua estrema vivacità e subitanea reazione, che lo rendono molto rapido nella fuga. Ogni tentativo di cattura si risolve, con ogni probabilità, in un’istantanea morsicatura, peraltro senza conseguenze, dato che la specie non è velenosa.
Il Biacco ha il corpo bruno-nero o verde-nero punteggiato da piccole macchie gialle, che possono fondersi in linee trasversali fino a due terzi del corpo e seguite da linee longitudinali fino all’estremità della coda. Il ventre può essere bianco-giallastro o grigiastro. In Ticino questi serpenti sono sovente interamente neri, il fenomeno non si riscontra nel Canton Ginevra. I giovani si distinguono dagli adulti per il corpo uniformemente brunastro o grigiastro, sul quale spicca una testa con squame nere e gialle, volte probabilmente a imitare segnali d’avvertimento di pericolo (vedi api, vespe, ecc.), a scopo di difesa passiva.
Modo di vita
Questo colubro si rifugia volentieri in luoghi caldi e umidi quali: muri a secco in rovina ed invasi dai rovi, cassette da giardino, tetti di baracche abbandonate o di residenze secondarie, o ancora in cataste di legna coperte da teli di plastica. Questo serpente è meno legato al bosco e più termofilo del Colubro di Esculapio. Non si arrampica volentieri sugli alberi e la sua attività notturna è scarsa. Il Biacco è un opportunista, divora praticamente tutto ciò che si muove, con una predilezione verso piccoli mammiferi e rettili. Si ipotizzano importanti differenze nel regime alimentare in relazione alla diversità delle popolazioni. L’ofiofagia non è rara e sono stati osservati casi di cannibalismo, ciò fa di questo serpente un deterrente naturale contro le vipere, specialmente vicino alle abitazioni dove può arrivare a convivere con l’uomo come animale domestico.
Durante la caccia solleva frequentemente la parte anteriore del corpo utilizzando la testa come se fosse un periscopio. Una volta avvistata la preda la insegue a vista sfruttando nel medesimo tempo lo sviluppato senso dell’olfatto e la sua velocità. Afferrata la preda con le mascelle, armate di numerosi e acuminati dentini rivolti all’indietro, la soffoca stringendola in una spira a forma di asola, oppure l’immobilizza premendola col proprio corpo contro il suolo o contro un ostacolo, spesso divorandola ancora viva. Al contrario il Colubro di Esculapio uccide le prede formando vari anelli attorno alla vittima, per poi generalmente ingoiarla quando è morta.
Gli accoppiamenti hanno luogo tra aprile e maggio, periodo durante il quale i maschi si inseguono affrontandosi in duelli rituali incruenti il cui scopo è quello di avvinghiarsi attorno all’avversario spingendogli la testa verso terra per affermare la propria forza e superiorità. Molto mobili e imprudenti in questo periodo dell’anno i Biacchi finiscono spesso schiacciati sulle strade. Tra giugno e luglio le femmine depongono 5-15 uova in una cavità umida e temperata dal calore del sole (argini di corsi d’acqua, vecchi muri) o in mucchi di scarti vegetali in decomposizione. Le uova, allungate (14-22 x 28-40 mm), hanno un guscio molle, pergamenaceo ed elastico. Tra agosto e settembre sgusciano i giovani lunghi circa 25 cm, che fatta la prima muta partono a caccia delle prime prede costituite da lucertole, prima di entrare in ibernazione. I rapaci diurni e in misura minore i carnivori sono i principali predatori del Biacco. Ma il nemico più importante rimane l’uomo che distrugge gli habitat vitali di questa specie.
Distribuzione
Il Biacco è presente nel sud del Paese, nei cantoni di Ginevra e Ticino, come nelle vallate meridionali dei Grigioni. La specie è stata introdotta una cinquantina di anni fa nella regione di Yverdon e di Bex, e prosperando tende ad allargare il proprio areale di distribuzione. Nello Chablais vodese è presente sulle rive del Rodano fino a circa 900 m al disopra di Bex. Gli individui osservati sulle rive del Lemano, più precisamente a Villeneuve e a Rivaz, potrebbero provenire dalle regione di Bex, attraverso corridoi di colonizzazione individuabili nelle scarpate ferroviarie e le sponde del Rodano.
Protezione
Il Biacco figura nella Lista rossa dei rettili minacciati in Svizzera, in ragione dell’esigua area di distribuzione.
A livello di pianificazione:
- Limitare la frammentazione del territorio: i rettili non possono né colonizzare né mantenere delle popolazioni in aree, seppur favorevoli allo scopo, se queste sono troppo piccole e isolate le une dalle altre.
- Conservare e creare corridoi di collegamento fra i vari habitat naturali.
- Mantenere una fascia di 50 m libera da costruzioni lungo i margini boschivi.
- Utilizzare materiali naturali come pietre non cementate tra loro per la costruzione di muri di sostegno, terrazzamenti, ecc.
- Piantare vegetali indigeni, preferibilmente bassi e folti, in parchi e giardini.
Ricupero e gestione degli habitat:
- Limitare il rimboschimento delle superfici incolte e liberare i vecchi muri invasi dalla vegetazione.
- Mantenere una fascia di minimo 50 m libera da costruzioni e strade lungo il margine boschivo, inserendovi cataste e ammassi di legna e sassi.
- Eliminare la vegetazione alta alla base dei muri di sostegno delle strade, per una fascia larga almeno 5m.
- Ridurre al minimo il ricorso a erbicidi in agricoltura e nella gestione di scarpate e bordure delle vie di comunicazione.
Educazione, formazione:
- Limitare il rimboschimento delle superfici incolte e liberare i vecchi muri invasi dalla vegetazione.
- Mantenere una fascia di minimo 50 m libera da costruzioni e strade lungo il margine boschivo, inserendovi cataste e ammassi di legna e sassi.
- Eliminare la vegetazione alta alla base dei muri di sostegno delle strade, per una fascia larga almeno 5m.
- Ridurre al minimo il ricorso a erbicidi in agricoltura e nella gestione di scarpate e bordure delle vie di comunicazione.
Habitat
Il Biacco è il serpente indigeno che si può incontrare negli ambienti più diversi; dalla pianura fino a 1400 m di altitudine e oltre. Colonizza: siti umidi, rocciosi, parzialmente cespugliosi, boschi aperti, praterie, sponde di fiumi, scarpate ferroviarie, rovine, zone coltivate e giardini di ogni tipo.