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Hong Kong metterà al bando l'uso delle maschere nelle pubbliche proteste, come giro di vite al movimento pro-democrazia che da quasi 4 mesi stanno scuotendo la città.
Secondo quanto riporta il South China Morning Post, il governo valuta la mossa per scoraggiare le manifestazioni grazie alla legislazione d'emergenza del 1922, del periodo coloniale.
Domani, alla fine della riunione straordinaria del governo, il quotidiano prevede che la governatrice Carrie Lam faccia un apposito annuncio se faranno risolti tutti i dettagli legali.
Gli attivisti hanno finora usato nelle proteste le maschere per sfuggire all'identificazione, partendo da quelle più semplici fino ad arrivare a quelle più sofisticate tipo antigas per sfuggire ai lacrimogeni. Il kit di ordinanza include poi dotazione gli elmetti gialli da cantiere e acqua contro gli spray al peperoncino.
I parlamentari pro-Pechino hanno iniziato da martedì, dai durissimi scontri del primo ottobre nel giorno dei 70 anni della fondazione della Repubblica popolare cinese, a sollecitare Lam all'adozione delle leggi speciali per stroncare le proteste.
Una posizione sposata il giorno dopo anche dalle associazioni della polizia lamentando "uno scenario come fosse una guerra": martedì, infatti, gli agenti lanciarono circa 1'400 cariche di lacrimogeni, un record in un solo giorno.
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