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Per attuare la Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR) è importante conoscere l’uso che ne fa la popolazione, le sue conoscenze in materia e se il suo atteggiamento è cambiato nel corso del tempo. Per questo motivo, anche quest’anno DemoSCOPE ha condotto, su incarico dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), un sondaggio telefonico rappresentativo tra la popolazione svizzera. Come nel 2016 e nel 2018, sono state intervistate circa 1000 persone su conoscenze, atteggiamento e modalità di assunzione di antibiotici.
Come vengono utilizzati gli antibiotici
Negli ultimi 12 mesi, circa un quinto della popolazione svizzera ha assunto antibiotici in compresse, polvere o sciroppo. Questa quota è rimasta invariata negli anni. Tuttavia, se confrontata con i sondaggi precedenti, in Ticino l’assunzione di antibiotici è scesa dal 33 per cento nel 2016 al 17 per cento nel 2020. Non è possibile stabilire con certezza se questo risultato sia attribuibile alle dimensioni ridotte del campione o se in Ticino si consumino effettivamente meno antibiotici.
Il trattamento è stato dispensato agli intervistati direttamente dal loro medico o in farmacia dietro presentazione di prescrizione medica. Altri canali di approvvigionamento sono molto rari.
Nel nuovo sondaggio è stato chiesto agli intervistati se fosse stato effettuato un esame di laboratorio, ad esempio un esame del sangue o delle urine, al fine di individuare l’agente patogeno. Nel 59 per cento dei casi era stato effettuato un accertamento in questo senso, nel 39 per cento dei casi no.
Gli antibiotici sono stati somministrati principalmente a scopo preventivo prima di interventi chirurgici (17 %) e per curare diversi tipi di infiammazioni e infezioni (14 %), comprese le infezioni alle vie urinarie (13 %). Inoltre, gli antibiotici vengono assunti anche in caso di influenza o febbre (8 %), sebbene non abbiano alcuna efficacia per queste patologie.
Conoscenze della popolazione svizzera in materia di antibiotici
Nel sondaggio gli intervistati dovevano dire se ritenevano le seguenti affermazioni corrette o errate:
• gli antibiotici distruggono i virus (NO; percentuale di risposte corrette: 62 %);
• gli antibiotici sono uno strumento efficace contro l’influenza e il raffreddore (NO; percentuale di risposte corrette 78 %);
• l’assunzione non necessaria di antibiotici ne riduce l’efficacia (SÌ; percentuale di risposte corrette: 86 %);
• l’assunzione di antibiotici è spesso accompagnata da effetti collaterali, ad esempio diarrea (SÌ; percentuale di risposte corrette 67 %).
Quasi la metà di tutti gli intervistati ha risposto correttamente a tutte e quattro le affermazioni sugli antibiotici, circa un terzo ha risposto correttamente a tre su quattro. L’errata convinzione che gli antibiotici distruggano i virus è ancora diffusa tra la popolazione svizzera. Tuttavia, è generalmente noto che l’assunzione non necessaria di antibiotici ne riduce l’efficacia.
Informazioni sull’uso di antibiotici
La percentuale di persone che nei 12 mesi precedenti al sondaggio ha sentito o letto informazioni sull’assunzione inutile di antibiotici è scesa al 40 per cento. Nel 2018 circa la metà degli intervistati si ricordava di queste informazioni, reperite su diversi canali. Le principali fonti di informazione sono quotidiani/riviste specializzate (42 %), notiziari televisivi (20 %) e articoli disponibili su Internet e reti online (19 %). Altre fonti importanti sono le conversazioni in ambito privato (18 %) e con il medico (15 %).
Informazioni richieste e fonti di informazione
Le persone interessate a ricevere informazioni di approfondimento sugli antibiotici e sulle resistenze agli stessi vorrebbero ottenerle dal personale medico o da altre strutture sanitarie di riferimento. La televisione, la radio, Internet o i giornali svolgono un ruolo secondario in questo contesto.
Resistenze agli antibiotici: bisogna agire localmente o globalmente?
Come era già risultato dalle rilevazioni precedenti, la metà degli intervistati ritiene che le resistenze agli antibiotici debbano essere combattute a tutti i livelli: individuale, regionale, nazionale, europeo e mondiale.
Gli antibiotici devono essere utilizzati anche per gli animali da reddito?
Come in passato, solo 4 persone su 10 sanno che gli antibiotici come fattori di crescita sono vietati sia in Svizzera che in Europa.
Circa 6 persone su 10 ritengono che gli animali da reddito ammalati debbano essere curati con antibiotici, se questo è il metodo di trattamento più adatto.
Cosa fare se senza antibiotici gli animali non guariscono, soffrono o devono essere soppressi? Attualmente, il 44 per cento è favorevole a non utilizzare antibiotici neppure in questo caso. D’altra parte, il 12 per cento non è in grado di rispondere spontaneamente a questa domanda, forse per motivi etici.