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In una stagione già di per sé eccezionale a causa dell'impatto della pandemia, un tema ricorrente per il futuro riguarda la proposta di aumentare a 10 il numero di stranieri per squadra. Una riforma, che oltre ad una grande frangia di tifosi dell'hockey svizzero, non trova d'accordo nemmeno l'Associazione dei giocatori di National e Swiss League, presieduta da Jonas Hiller. "Sono molto critico. Dovesse realizzarsi questa ipotesi l'integrazione dei giovani giocatori in una prima squadra ne soffrirà, causando un enorme problema per l'hockey svizzero a lungo termine, sia a livello nazionale che internazionale", ha detto l'ex portiere NHL in un video presente sul sito SIHPU.ch
In rete, soprattutto su Instagram, sono tantissimi i giocatori attivi nel nostro hockey che condividono anche le parole degli attuali NHL Roman Josi e Gaëtan Haas. Questo il punto di vista del capitano dei Nashville Predators: "Per me all'epoca giocare in prima squadra già all'età di 16 anni è stato l'ideale, mi ha permesso di assumere presto un ruolo importante per svilupparmi. Ho potuto giocare in powerplay e avere tanto tempo di ghiaccio. Non so se tutto questo sarebbe stato possibile con 10 stranieri". È dello stesso avviso l'attaccante degli Edmonton Oilers: "Non penso che il mio percorso sarebbe stato lo stesso con 10 stranieri. I giovani svizzeri hanno bisogno di tempo di gioco. L'aumento porterebbe ad avere tanti di loro sul mercato".