Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01204.jsonl.gz/605

Una delle minacce principali per il maestoso elefante africano è il bracconaggio. A causa del commercio illegale dell’avorio, circa 15’000 animali vengono uccisi ogni anno per le loro zanne – vale a dire una media di 40 esemplari al giorno. Si stima che abbiamo perso più dell’80% degli elefanti africani del pianeta nell’ultimo secolo.
A partire dal 2010, il bracconaggio degli elefanti in Africa è aumentato. Questo è stato in gran parte dovuto a una crescente domanda di avorio, in particolare in Cina e in Estremo Oriente, dove è usato per ornamenti e visto come uno status symbol di lusso.
Oggi, le reti criminali internazionali continuano a contrabbandare enormi quantità di avorio, e le prove dimostrano che i mercati legali dell’avorio possono fornire una copertura per riciclare quello illegale. Ma il Wwf e altre organizzazioni si stanno battendo da anni affinché tutto questo finisca e – dagli ultimi dati – è emerso che stiamo andando nella direzione giusta. Il divieto di vendita della Cina è stato un passo importante. Ora bisogna spingere, affinché anche gli altri Paesi prendano la stessa decisione.
Il commercio internazionale di avorio è stato vietato nel 1989. Eppure, molti Paesi hanno continuato a vendere avorio legalmente, all’interno dei propri confini e le esenzioni per alcuni tipi di avorio come gli oggetti d’antiquariato hanno reso legale l’esportazione. Il Wwf ha lottato duramente per far approvare nuove leggi che avrebbero chiuso i mercati interni nei punti caldi legati al commercio illegale. Abbiamo celebrato un grande successo alla fine del 2016 quando la Cina, il più grande mercato d’avorio del mondo, ha annunciato che tutte le vendite all’interno del paese sarebbero state vietate. La decisione ha portato i suoi frutti? Questi divieti sembrano un buon progresso, ma fanno davvero la differenza per gli elefanti? Abbiamo monitorato la domanda di avorio in Cina dopo il divieto e abbiamo raccolto i dati in un rapporto. Grazie all’ultima indagine abbiamo scoperto che la domanda di avorio continua a diminuire.
Le intenzioni dei consumatori di acquistare avorio sono ora a meno della metà dei livelli a cui erano prima che entrasse in vigore il divieto. Questo è un fantastico passo avanti, ma il rapporto ha anche evidenziato che c’è più lavoro da fare per ridurre la domanda dei Paesi confinanti. Speriamo che altri Paesi siano incoraggiati a seguire l’esempio della Cina e, con il vostro sostegno, continuiamo a lottare per gli elefanti e porre fine al massacro di queste magnifiche creature. Inoltre, aiutiamo le comunità che vivono nelle aree battute dagli elefanti, in modo che si trovi una coesistenza pacifica.
Gli elefanti africani si trovano in 37 Paesi dell’Africa sub-sahariana, con una stima del 70% nell’Africa meridionale, 20% nell’Africa orientale, 6% nell’Africa centrale e 3% nell’Africa occidentale. Gli elefanti hanno bisogno di un habitat molto vasto per trovare abbastanza cibo e acqua. Possono vagare per più di 30’000 chilometri quadrati. Ma lo spazio a disposizione degli elefanti in Africa si è più che dimezzato dal 1979 a oggi. Stanno ancora bene in alcune aree sicure, dove il loro numero è addirittura in aumento, ma in altri luoghi sono stati costretti a vivere in gruppi più piccoli e isolati e il loro numero si sta pericolosamente riducendo. Gli elefanti svolgono un ruolo essenziale nel loro ambiente. Sono “architetti del paesaggio”: per esempio, mentre si spostano e si nutrono, creano radure nelle aree boschive, il che permette la crescita di nuove piante e la rigenerazione naturale delle foreste. E poi c’è la dispersione dei semi (che non va mai sottovalutata in quasi tutte le specie animali che si nutrono di piante). Quando gli elefanti mangiano piante e frutti che portano semi, i semi spesso riemergono non digeriti. È il modo in cui molte piante si diffondono. E gli elefanti possono mangiare grandi semi mentre i piccoli animali non possono. Senza gli elefanti, la struttura naturale e il funzionamento dei loro paesaggi sarebbe molto diverso, il che avrebbe impatto su altri animali selvatici e sulle persone che condividono quello spazio. Le popolazioni locali dipendono dalle risorse naturali che si trovano negli habitat degli elefanti, per esempio per il cibo, il carburante e il reddito. Essendo uno dei “cinque grandi” dell’Africa, gli elefanti sono popolari tra i turisti, il che può essere un’importante fonte di reddito per le comunità.
L’elefante africano è il più grande mammifero terrestre del mondo – i maschi misurano in media fino a 3 metri di altezza e pesano fino a 6 tonnellate. I maschi raggiungono la loro piena dimensione solo a 35-40 anni – che è ben oltre la metà della loro vita, dato che gli elefanti selvatici possono vivere fino a 60-70 anni. E non solo gli adulti – anche i piccoli sono enormi. Alla nascita gli elefanti possono pesare 120 kg. Notevole! Ci sono due specie di elefanti: africano e asiatico. Le orecchie di quelli africani sono molto più grandi rispetto ai loro cugini. C’è anche una differenza di proboscide – gli elefanti africani hanno due “dita” sulla loro proboscide, mentre gli elefanti asiatici ne hanno una. Sì, il loro naso funge anche da “mano”. Gli elefanti hanno circa 150’000 unità muscolari nella loro proboscide. È forse l’organo più sensibile che si trova in qualsiasi mammifero – gli elefanti asiatici sono stati visti prendere una nocciolina, sgusciarla, soffiare fuori il guscio e mangiare la nocciolina. Inoltre, usano la loro proboscide per succhiare l’acqua da bere – può contenere fino a 8 litri d’acqua. Si servono poi delle loro proboscidi come boccaglio mentre nuotano. Le zanne degli elefanti sono in realtà denti incisivi ingranditi che appaiono per la prima volta quando gli esemplari hanno circa 2 anni. Le zanne continuano a crescere per tutta la loro vita. Esse sono usate per aiutare nell’alimentazione – staccando la corteccia dagli alberi o scavando le radici – o come difesa quando combattono. Ma queste belle zanne spesso causano pericolo agli elefanti.