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Da alcuni anni è noto che i bambini che crescono in campagna sono meno soggetti ad allergie e asma, ma finora non si era mai compreso esattamente il perché. Si è sempre ritenuto che il sistema immunitario, venendo a contatto con numerosi allergeni, in modo molto più abbondante rispetto a quanto accade nelle "asettiche" case di città, maturasse meglio, ma attraverso quali passaggi e a opera di che cosa non era noto.
A chiarirlo ci ha pensato un gruppo di allergologi belgi, dell’Università di Ghent, insieme ai colleghi delle università di Monaco (Germania), Rotterdam (Olanda) e Marsiglia (Francia), che hanno studiato l’effetto della polvere, molto presente in campagna, sulle cellule dell’apparato respiratorio. Le ricerche sono state fatte, in un primo tempo, sugli animali, e poi anche su 2.000 bambini, e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science. In sintesi, il contatto con la polvere della campagna (opportunamente prelevata in alcune fattorie svizzere e tedesche) induce la sintesi, nelle membrane dell’apparato respiratorio, di una proteina chiamata A20, che conferisce una grande resistenza alla stimolazione del sistema immunitario indotta dal contatto con gli allergeni (sostanze, cioè, in grado di attivare in modo eccessivo e sbagliato il sistema difensivo dell’organismo). Verificando la presenza di A20 nei 2.000 bambini cresciuti in campagna, gli autori hanno dimostrato che tutti avevano alti livelli di questa sostanza, tranne coloro che, per anomalie genetiche, ne esprimevano di meno. E, come c’era da immaginare, questi ultimi erano più soggetti alle allergie e all’asma.
Il prossimo passaggio sarà l’identificazione, tra le molte sostanze presenti nella polvere di campagna, di quella che stimola la produzione di A20, per poi iniziare a cercare farmaci che producano lo stesso effetto (farmaci che potrebbero costituire la base di un vaccino di nuova concezione per l’asma e le allergie).
A.C.
Data ultimo aggiornamento: 11 settembre 2015