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L’Unicef ha descritto una situazione drammatica per i bambini ucraini colpiti dalla guerra, con un bilancio che parla dei due terzi dell’intera popolazione di minori costretti ad abbandonare le proprie case. Per l’Onu, inoltre, sono almeno 142 i morti tra i più giovani.
Manuel Fontaine, direttore dei programmi di emergenza dell’Unicef appena rientrato dall’Ucraina, ha detto di non aver mai visto in oltre 30 anni di lavoro un esodo di questa portata in così poco tempo, un esodo che ha coinvolto 4,8 dei 7,5 milioni di bambini. “Dei 3,2 bambini rimasti nelle loro case, la metà è a rischio di non avere cibo a sufficienza”, ha dichiarato Fontaine intervenendo al Consiglio Onu.
Le situazioni peggiori sono quelle di Mariupol e Kherson, senza acqua e servizi sanitari, e dove il rifornimento di cibo e medicinali è stato interrotto.
L’ambasciatore ucraino all’Onu, Sergiy Kyslytsya, ha intanto accusato la Russia di aver trasferito a forza 121mila bambini ucraini varando una legge per semplificare ed accelerare le procedure di adozione.
L’Unicef, ha assicurato Fontaine, indagherà sulla questione, in merito alla quale “non sono al momento emerse prove”. A riferirne è la Bbc