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Placebo o nocebo? L’inscindibile relazione tra mente e salute
La parola placebo si riferisce ad una sostanza che non ha effetti medici ma che migliora lo stato di salute di una persona. Essa deriva dal latino e significa io piacerò. Storicamente ritroviamo la parola anche in una traduzione errata di un salmo da parte di San Gerolamo. Per secoli, guaritori di ogni genere ed in ogni parte del mondo hanno utilizzato “l’effetto placebo” per migliorare lo stato di salute delle persone, perfettamente ignorati dalla comunità medica ufficiale. A causa di ciò, l’effetto placebo ha assunto una connotazione negativa nella percezione popolare.
Oggi però la comunità medica enfatizza l’effetto placebo che, in alcuni studi, raggiunge risultati strabilianti; in uno studio risalente al 2001 veniva somministrata a pazienti con dolore postoperatorio una soluzione salina (che non ha effetti analgesici) in aggiunta alla normale terapia: ad un gruppo di pazienti è stato detto che era un potentissimo analgesico, all’altro gruppo che era una semplice soluzione reidratante; sorprendentemente il risultato fu che il primo gruppo assunse il 33% di farmaci analgesici in meno rispetto all’altro gruppo, dimostrando un chiaro effetto sull’analgesia del placebo.
Il placebo agisce attraverso meccanismi neurobiologici, psicologici e verbali: non ha effetti solamente sul dolore, agisce a più livelli, sia ormonali che immunologici. Nel suo libro, “Biology of belief”, Lipton riporta la storia di un medico che fece una diagnosi di un tumore in stadio avanzato e incurabile e il paziente morì dopo tutte le diagnosi infauste ripetute da altri suoi colleghi. L’autopsia però non rivelò la presenza di alcun tumore. Di cosa perì il signore? Si era forse davvero convinto che stesse per morire perché tutti non facevano altro che ripeterglielo? È stato forse vittima di una diagnosi nocebo che, al contrario del placebo, ha agito sulle sue credenze e sulle sue aspettative peggiorando la sua condizione di salute?
È vero che le parole e non solo i farmaci, hanno una funzione: essi agiscono modulando in senso positivo o negativo le aspettative che nutriamo. Dunque, gli stimoli mentali ed emozionali connessi al fenomeno del placebo possono raggiungere il sistema immune attraverso il sistema nervoso autonomo e attraverso il rilascio di sostanze neuroendocrine.
Risulta quindi essenziale utilizzare l’effetto placebo nella relazione con il paziente e in tutte le nostre relazioni interpersonali, comprendendo come l’effetto di parole e non solo di farmaci, possa agire inevitabilmente sulla nostra mente e impattare fortemente la nostra salute.