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Il Comune di Milano ha trovato un'ipotesi di accordo con quattro banche, tra cui l'UBS, accusate di avere nascosto i rischi legati all'emissione di prodotti derivati. In cambio la causa civile sarà abbandonata, secondo quanto appreso dall'AFP presso il Comune.
Ieri sera il Consiglio comunale ha approvato il progetto d'intesa che deve ancora ottenere il via libera da parte della banche (oltre all'UBS, l'americana JPMorgan e le tedesche Depfa e Deutsche Bank). Secondo una fonte del Comune, l'accordo dovrebbe essere concluso "entro un mese". Un processo contro i quattro istituti si era aperto nel maggio 2010. Esso riguarda anche undici collaboratori delle banche e due ex dirigenti del Comune.
La transazione nel mirino della magistratura è un prestito convertibile per 1,68 miliardi di euro sottoscritto nel 2005 da Milano, legato a prodotti derivati complessi che ne hanno fatto esplodere il costo. Il progetto d'intesa negoziato con le banche prevede di estinguere tali prodotti derivati e trasformare il tasso variabile del prestito, che scade nel 2035, in un tasso fisso del 4,26%.
È previsto che le banche versino 40 milioni di euro a Milano, mentre i guadagni scaturiti dalla trasformazione da tasso variabile a tasso fisso, ossia 450 milioni di euro, saranno reinvestiti per conto del Comune in buoni del Tesoro o depositati presso conti rimunerati. Il Comune ha sottolineato che il progetto d'intesa non si basa sull'ammissione di responsabilità da parte delle banche che si sono sempre proclamate innocenti.