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Quando Provino Rusca, da Serocca d’Agno, partì per l’Argentina la seconda volta, insieme con alcuni conterranei, offrì agli amici che restavano in patria, una festa, nella quale regnò la più bella allegria, forse per dissimulare il “magone” che molti dei partenti, se non tutti, sentivano certamente in fondo al cuore. E il vino scorse a rivoli. Tutti erano convinti che sarebbero ritornati, fra non molti anni, ed in condizioni brillanti, per cui si decise di comune accordo di preparare già la celebrazione del felice ritorno. Ignoriamo se fu già nella notte stessa, o al mattino seguente, ma la tradizione trasmessa verbalmente dai discendenti di Provino Rusca, tuttora viventi a Buenos Aires, afferma che i partenti del 1889 murarono in una parete della casa di Provino Rusca a Serocca d’Agno un paio di dozzine di bottiglie del miglior vino della regione, per festeggiare, a suo tempo, il ritorno degli emigranti. Purtroppo Provino Rusca, con forse anche i suoi compagni, non rivide più la bella pianura d’Agno, e siccome il nascondiglio era stato ben chiuso e mascherato, mai si ritrovarono le bottiglie, che oggi ancora vi devono essere, malgrado i rifacimenti di cui fu oggetto in anni recenti la casa che fu dei Rusca di Serocca.
Pedrazzini, Augusto Oscar. L’emigrazione ticinese nell’America del sud. Locarno: Pedrazzini, 1962.