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I contributi individuali dell’uomo e della donna al reddito da lavoro dipendono dai loro diversi tassi d'attività professionale e dal livello salariale. Nelle economie domestiche composte da una coppia le donne contribuiscono in media nella misura di un terzo al reddito da lavoro annuale, gli uomini nella misura di due terzi. Questo disequilibrio è più o meno marcato a seconda della composizione dell’economia domestica. Nelle coppie senza figli la donna apporta una parte più importante del reddito da lavoro complessivo che nelle coppie con uno o più figli. Con l’aumentare del numero di figli nell'economia domestica l’apporto della donna tende a diminuire.
Nelle economie domestiche costituite da una coppia con figlio/a minore tra 13 e 17 anni e in modo ancor più marcato in quelle con figlio/a minore tra 18 e 24 anni, i figli contribuiscono in modo considerevole al reddito da lavoro dell'economia domestica. In quest’ultime la parte dei contributi provenienti da altre persone che l’uomo o la donna rappresenta circa un quarto.
In quasi una coppia su cinque la donna non contribuisce con alcun reddito da lavoro proprio. Nelle coppie senza figli tre donne su dieci contribuiscono al reddito da lavoro almeno per metà. È il caso di circa una donna su dieci nelle coppie con uno o più figli.