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La Svizzera e la Cina
Questioni legate ai diritti umani
I diritti umani sono un valore fondamentale della nostra società. Essi occupano giustamente un posto importante nella politica estera della Svizzera. La Confederazione deve condurre una politica coerente a lungo termine, sia nei confronti dei paesi sviluppati, che delle economie emergenti o dei paesi in via di sviluppo.
L’interesse della Svizzera ad intrattenere buone relazioni economiche con la Cina non significa che si possano ignorare le violazioni dei diritti umani. Queste violazioni devono essere condannate e la Svizzera deve contribuire ad impedirle. La Svizzera può e deve far valere il suo punto di vista attraverso il dialogo.
Ed è proprio nell’ambito della comunità internazionale degli Stati che essa può esercitare meglio la sua influenza. La Svizzera può far valere la propria posizione nelle organizzazioni internazionali, soprattutto in seno all’ONU. Essa lo ha fatto nel 2018, esprimendo davanti al Consiglio dei diritti umani dell’ONU le sue preoccupazioni sui campi detti di rieducazione nella provincia dello Xinjiang.
Il dialogo è al centro della politica estera svizzera. Se fossero decretate sanzioni internazionali, la Svizzera si riferirebbe a quelle dell’ONU. In questo modo, essa non metterebbe in pericolo la sua posizione neutra, basata sul dialogo, e non rischierebbe di diventare una piattaforma che permette di aggirare le sanzioni di altri Stati.
Oltre al suo impegno multilaterale, la Svizzera prosegue sulla via bilaterale. Essa sta conducendo da ben trent’anni un dialogo sui diritti umani con la Cina. Sono pochi gli altri paesi o organizzazioni a condurre un simile dialogo istituzionalizzato con la Cina. È il caso della Germania, dell’Olanda, dell’UE e della Nuova Zelanda. In un contesto confidenziale, vengono affrontate anche questioni particolarmente critiche.
Il dialogo sui diritti umani è stato temporaneamente sospeso dalla Cina nell’agosto 2019, ma già in ottobre, in occasione della visita del Ministro cinese degli Affari esteri, è stato deciso di riprenderlo. La nuova sessione di dialogo prevista per il 25 febbraio 2020 era stata rinviata a seguito delle misure adottate dalla Cina nell’ambito della pandemia di Covid-19. L’incontro non ha ancora potuto aver luogo. Tuttavia, il dialogo sui diritti umani ha dimostrato il suo valore finora e dovrebbe essere assolutamente mantenuto.