Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/189307

<h2>SubmittedText<h2><p>La promozione della pace non è né di sinistra né di destra. Nessuna ideologia può ascriversela. </p><p>Essa permette di mantenere la stabilità in regioni difficili e di evitare la disperazione e gli orrori che possono prodursi quando un territorio è in preda al caos. </p><p>I suoi strumenti spaziano dalla prevenzione all'attenuazione dei conflitti, passando per la gestione dell'uscita da situazioni di crisi, e comprendono misure sia coercitive (truppe inviate sul campo, giustizia transizionale) sia inclusive (rinuncia alla violenza, lavoro sulla memoria collettiva, riconciliazione, rafforzamento della società civile). </p><p>Il nostro Paese vanta un notevole know-how in questo ambito per via della sua neutralità, delle sue dimensioni contenute (non costituisce una minaccia per nessuno), della sua tradizione umanitaria, della sua esperienza nel settore diplomatico e della competenza acquisita dai suoi esperti in questo campo in oltre cinquanta anni.</p><p>Un buon esempio al riguardo è costituito dalla piattaforma Gaamac (Global Action Against Mass Atrocities Crimes), un'organizzazione pressoché ignota al grande pubblico ma che svolge un lavoro degno di nota. Nello specifico si occupa di:</p><p>a. prevenire conflitti coinvolgendo contemporaneamente rappresentanti ufficiali e della società civile. Con questo approccio, un gruppo di Paesi africani ha realizzato un manuale di prevenzione rivolto alle autorità interessate; </p><p>b. mettere in atto la giustizia transizionale (insieme alla Corte penale internazionale e all'interno di determinati Paesi);</p><p>c. svolgere un lavoro di rielaborazione del passato e della memoria collettiva, che costituisce il presupposto necessario per la riconciliazione e la ricostruzione; </p><p>d. mettere a punto soluzioni durature e accettabili per tutte le parti coinvolte per uscire da situazioni di crisi.</p><p>Queste attività rientrano nel raggio d'azione di un piccolo team che opera in seno alla Divisione Sicurezza umana del DFAE collaborando, in modo discreto ma molto efficace, con un'ampia rete di contatti internazionale. Si tratta a tutti gli effetti di una delle punte di diamante della credibilità della Svizzera a livello mondiale.</p><p>In che modo la Confederazione e il nostro Parlamento possono sostenere questo fiore all'occhiello della nostra diplomazia affinché disponga di mezzi adeguati per compiere al meglio la sua missione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera si impegna attivamente a favore della pace in diverse regioni, contribuendo così alla propria sicurezza e alla propria prosperità. È conosciuta a livello internazionale per il suo lavoro pionieristico nell'ambito dell'elaborazione del passato, soprattutto in contesti in cui sono state commesse atrocità. Visti gli enormi costi umani e materiali causati da queste ultime, rafforza inoltre il proprio impegno per prevenirle. Ciò include l'integrazione della dimensione dell'elaborazione del passato nei programmi e nei progetti dell'aiuto allo sviluppo della Svizzera.</p><p>Nel 2013 la Svizzera è stata tra i promotori dell'istituzione della rete internazionale contro le atrocità (Global Action Against Mass Atrocity Crimes, Gaamac), che si è imposta come piattaforma efficace. È gestita dagli Stati e comprende rappresentanti di governi, di organizzazioni regionali e internazionali nonché di organizzazioni non governative. La creazione o il rafforzamento di meccanismi nazionali di prevenzione è al centro delle attività della rete Gaamac ed è stato possibile coinvolgere maggiormente anche attori politici nazionali provenienti ad esempio da ministeri della giustizia, parlamenti o istituzioni che si occupano di prevenzione. Le richieste concrete di sostegno e di perizie rivolte alla rete Gaamac, tra cui quelle inoltrate da alcuni parlamentari della Sierra Leone, dimostrano la pertinenza e l'utilità di questa iniziativa.</p><p>In particolare, grazie alla rete Gaamac la Svizzera ha potuto porsi come attore internazionale fondamentale nel settore della prevenzione delle atrocità. Gaamac sta inoltre sviluppando la propria presenza nella Ginevra internazionale, dove dispone di un piccolo ufficio di sostegno. Affinché questa iniziativa possa continuare a sfruttare appieno il proprio potenziale, l'appoggio costante da parte della Svizzera è essenziale e dovrà quindi proseguire anche nei prossimi anni.</p><p>I parlamenti svolgono un ruolo chiave nell'attuazione, nel monitoraggio e nella sorveglianza dei meccanismi nazionali di prevenzione. La partecipazione di parlamentari svizzeri alla rete Gaamac, che va accolta con favore, aggiunge una prospettiva svizzera alle riflessioni su questo tema complesso. In quest'ambito la Svizzera può basarsi sulle proprie esperienze e mostrare quali meccanismi si sono rivelati efficaci per mantenere la pace e la stabilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.