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L'italiano
Dal Medioevo fino al XIX secolo, il toscano fu principalmente una lingua scritta e letteraria ed è quindi nella letteratura che bisogna addentrarsi per capire meglio la storia dell’italiano. Ispirato alla poesia lirica siciliana, il “Dolce Stil Novo” affascinò gli artisti dell’Italia centrale e delle grandi città toscane. Il dialetto toscano iniziò ad imporsi nel XIV secolo grazie alla sua posizione strategica, al dinamismo commerciale della sua capitale e, in particolare, alle opere di tre grandi scrittori fiorentini: Dante, Boccaccio e Petrarca. Nel XVI secolo, la lingua italiana raggiunse un periodo di splendore in tutta Europa, dove divenne sinonimo di raffinatezza e distinzione, ma la “questione della lingua” riemerse con forza. Gli accesi dibattiti tra arcaisti e modernisti continuarono a susseguirsi fino al XIX secolo, quando il milanese Alessandro Manzoni decise di riscrivere il suo romanzo “I Promessi Sposi” nel 1842, dopo il suo soggiorno a Firenze, riuscendo a stabilire un compromesso – con il benestare dell’Accademia della Crusca – tra purismo classico e la più viva lingua toscana. L’italiano parlato su base toscana si diffuse largamente in Italia con il popolare racconto “Pinocchio” di Carlo Collodi e con l’avvento dei mezzi di comunicazione del XX secolo. Oggi, parlata da 70 milioni di persone in tutto il mondo, la lingua di Dante è quella di una grande potenza industriale su scala europea e mondiale.
Classificazione per famiglia linguistica:
Lingue indoeuropee > latino > lingue romanze orientali > italiano antico > italiano.