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Costo della vita in aumento
Quest’anno i prezzi sembrano letteralmente esplodere. In Svizzera, l’inflazione ad agosto ha raggiunto il livello più alto dal 1999. La ripresa economica dopo la crisi del Coronavirus, la guerra in Ucraina, la scarsità di elettricità, ma anche le impasse nella catena di distribuzione hanno fatto salire alle stelle i prezzi dell’energia e di altri beni e servizi. In passato la Svizzera aveva registrato per diversi decenni tassi d’inflazione bassi, dal 1991 sempre inferiori al 2 per cento.
Ma cos’è esattamente l’inflazione?
Si tratta di un aumento generale e permanente del livello dei prezzi. In altre parole: il tasso d’inflazione è il tasso di crescita del livello dei prezzi. I termini rincaro e inflazione vengono utilizzati come perfetti sinonimi. Nel nostro Paese, questo tasso viene misurato principalmente con l’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC). L’IPC misura l’inflazione dei beni di consumo e dei servizi in Svizzera (p. es. generi alimentari, abbigliamento, alloggi, energia, trasporti). L’IPC è calcolato dall’Ufficio federale di statistica (UST).
Qual è la situazione attuale? Ad agosto 2022, il rincaro è cresciuto nuovamente rispetto a luglio 2022. Il confronto su base annuale è impressionante: ad agosto 2022 i prezzi sono aumentati del 3,5 per cento rispetto a luglio del 2021. Inoltre, nel 2023 si prevede un significativo incremento dei premi delle casse malattia. L’inflazione, che nelle singole economie domestiche e regioni della Svizzera viene percepita in modo diverso, colpisce in modo particolare i nuclei familiari a basso reddito.
L’IPC: un parametro di misura chiave per il partenariato sociale
L’IPC serve come base per le negoziazioni salariali con i partner sociali. Nella maggior parte dei casi, quando il sindacato rivendica la compensazione del rincaro per il personale delle sue categorie, ossia la compensazione del costo della vita in aumento, si basa sull’inflazione annua media. Inoltre, diversi contratti collettivi di lavoro negoziati da transfair tengono conto dell’IPC. Considerando l’elevata inflazione, transfair ha preso attentamente in esame questo indice, che gioca un ruolo fondamentale per la congiuntura svizzera. Il sindacato ha condotto un interessante colloquio con Georges-Simon Ulrich, direttore dell’UST.
Esplosione dei prezzi
Gli effetti dell’inflazione si fanno sentire soprattutto al distributore o al supermercato. Tuttavia, gli aumenti variano da settore a settore. In primo luogo, sono sensibilmente aumentati i prezzi per l’energia. Per elencare solo alcuni esempi: stando all’UST, nel raffronto nazionale (luglio 2022 vs. luglio 2021) i prezzi per l’energia e i carburanti sono saliti del 27,8 per cento. Il prezzo per l’olio combustibile ha subito un incremento del 76,2 per cento, mentre quello della benzina è rincarato del 30,9 per cento. Anche i generi alimentari ne sono interessati: il prezzo della pasta è cresciuto del 14 per cento. Con l’atteso forte incremento dei premi della cassa malati (tra il 5 e il 10 per cento nel 2023) e degli affitti, le economie domestiche l’anno prossimo dovranno probabilmente far fronte a un brusco aumento dei costi.
Urgono aumenti salariali generali
In Svizzera, il potere d’acquisto delle economie domestiche è sotto pressione, in quanto gli insufficienti aumenti salariali reali degli ultimi anni non bastano per tenere il passo con l’inflazione. Urgono cambiamenti. Thomas Bauer, responsabile delle politiche economiche di Travail.Suisse, sottolinea: «ora più che mai urgono sostanziali aumenti salariali per evitare che si riduca il potere d’acquisto dei lavoratori e di modo che tutti possano beneficiare di uno sviluppo economico positivo». Alle trattative salariali dell’autunno 2022, transfair rivendicherà come minimo la compensazione del rincaro per tutti gli impiegati del servizio pubblico, tenendo conto dell’andamento economico, in particolare dell’aumento dei premi delle casse malati. Infatti, anche se l’IPC non tiene conto dell’incremento dei premi, i suoi effetti sul reddito disponibile delle economie domestiche sono estremamente palpabili.
Compensazione del rincaro sulle rendite
Per quanto riguarda i pensionati, le casse pensioni per legge non sono tenute ad accordare alcuna compensazione del rincaro sulle rendite. Qui urge un intervento da parte del Parlamento, al fine di adeguare le rendite LPP sulla base del rincaro previsto. Le casse pensioni hanno però la possibilità di accordare di propria iniziativa una compensazione del rincaro sulle rendite della previdenza professionale. transfair si impegna pertanto attraverso i suoi rappresentanti negli organi decisionali delle casse pensioni (p. es. Consiglio di fondazione comPlan, Commissione della Cassa PUBLICA) per i pensionati. Il sindacato si adopera per il mantenimento di rendite sostenibili e durature e per soluzioni pensionistiche adeguate. Grazie al suo impegno e all’eccellente lavoro svolto dai rappresentanti è possibile trovare soluzioni per il secondo pilastro, in particolare per compensare la riduzione del tasso di conversione.
A differenza della rendita LPP, l’AVS viene adeguata agli aumenti di prezzo e di salario mediante il cosiddetto indice misto. Di norma, questo succede ogni due anni. Dato che quest’anno lo sviluppo salariale del rincaro è in ritardo rispetto all’inflazione, vi è tuttavia il rischio di concrete perdite sulle rendite. Travail.Suisse, la federazione mantello di transfair, si impegna affinché l’indice misto venga applicato correttamente. Quest’ultimo deve essere adeguato sulla base delle ultime previsioni di un aumento dell’inflazione e di dati salariali corretti, cosa che al momento non avviene. Al fine di prevenire il più possibile le perdite sulle rendite, quest’anno è inoltre necessario un maggiore adeguamento all’inflazione. In Parlamento sono pendenti alcuni interventi in materia.
Previsioni per il futuro
Nei prossimi anni, il rincaro potrebbe rimanere a livelli costantemente elevati (stando alle previsioni della Confederazione sull’inflazione +1,4 per cento nel 2023). Nonostante l’economia svizzera sia sana, è necessario e urgente trovare soluzioni sostenibili per il mantenimento del potere d’acquisto. A livello politico, urgono soprattutto soluzioni per la riduzione dei costi nel settore sanitario al fine di compensare l’esplosione dei costi. Fatto degno di nota: l’IPC non è l’unico indice a essere pubblicato in Svizzera per il calcolo dell’inflazione. L’indice dei prezzi al consumo Comparis si distingue dall’IPC, in quanto esclude gli effetti dei cambiamenti di prezzo dei beni durevoli (p. es. lavatrice) e degli affitti e rileva solo beni che vengono consumati frequentemente. Il risultato: viene calcolato il rincaro effettivamente percepito. In base a questo indice, a giugno 2022 l’inflazione era più elevata rispetto ai valori calcolati dall’UST. Il tema inflazione rimarrà anche in futuro al centro delle discussioni politico-economiche. Una cosa è certa: transfair si impegnerà con tutte le sue forze per trovare soluzioni pragmatiche e al passo con i tempi per il personale delle sue categorie.
transfair si è intrattenuto con Georges-Simon Ulrich, responsabile dell’UST, sull’IPC e sulla situazione economica attuale.
Colloquio con Georges-Simon Ulrich
Signor Ulrich, attualmente l’inflazione e l’IPC sono al centro dell’attenzione. Di che si tratta e chi stabilisce questo indice?
L’IPC misura l’entità dell’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi consumati dalle economie domestiche private in rapporto al periodo precedente. Questa misurazione viene commissionata e pubblicata dall’UST. Oltre al prodotto interno lordo, l’IPC rappresenta probabilmente il parametro economico più importante della Svizzera. Quando le economie domestiche devono sborsare più soldi per gli stessi beni e servizi rispetto al periodo precedente, si parla di inflazione e il denaro non ha più lo stesso potere d’acquisto. Questo può indurre i nuclei familiari a ridurre i consumi, il che può avere un impatto negativo sull’economia.
Come viene calcolato l’IPC?
L’IPC si basa su diversi elementi, quali il paniere tipo, la struttura e la ponderazione, la rilevazione dei prezzi e il calcolo. Il paniere tipo comprende i beni e i servizi più importanti che consumano e di cui hanno bisogno le economie domestiche. Questo paniere tipo viene a sua volta suddiviso in dodici diversi settori di spesa e ponderato. A tal fine, viene rilevato e preso come base il comportamento di spesa effettivo dei nuclei familiari. Allo scopo di rilevare correttamente i prezzi, in Svizzera vengono registrati circa 100 000 prezzi al mese, tramite i quali infine si calcola l’indice: i prezzi rilevati al momento di riferimento vengono confrontati con quelli attuali.
Cosa indica l’IPC?
I risultati IPC vengono pubblicati ogni mese sul sito dell’UST, come indici, tassi di variazione e contributi. Questi dati mostrano di quanto sono aumentati i beni di consumo rispetto al mese o all’anno precedente oppure rispetto a un altro momento del passato.
Di quali elementi non tiene conto l’IPC e perché gli sviluppi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, ad esempio, non vengono tenuti in considerazione dal suddetto indice?
L’IPC è un indice che tiene esclusivamente in considerazione i prezzi. I premi delle casse malati si compongono invece dall’insieme dei servizi, dei medicamenti e del loro prezzo. Dato che la popolazione svizzera usufruisce continuamente di un maggior numero di servizi sanitari, la quantità aumenta in maniera sproporzionata. Vengono effettuate più visite mediche, somministrati più medicamenti ecc.; tutto questo ha un impatto sullo sviluppo dei premi. Le ragioni principali di questo sviluppo sono l’aumento dell’età della popolazione, il maggiore benessere e di conseguenza la maggiore necessità di servizi sanitari, nonché il progresso tecnologico del sistema sanitario, che ovviamente ha il suo prezzo. Dato che l’IPC funziona con una matrice quantitativa, ossia con quantità sempre uguali, i premi delle casse malati non possono essere rappresentati nell’indice.
Rimane comunque indiscutibile che i premi delle assicurazioni sanitarie, da tempo in forte aumento, stanno mettendo ulteriormente a dura prova i budget delle economie domestiche private. Di questo fatto non si deve però tenere conto attraverso il cambiamento dell’indice nazionale istituito per la misurazione dell’evoluzione dei prezzi, bensì nella pratica politico-economica, come ad esempio nel quadro di trattative salariali. A tale fine, parallelamente all’indice nazionale è stato creato l’indice dei premi dell’assicurazione malattie che mostra lo sviluppo dei premi e il loro impatto sui redditi disponibili.
Quali sono le previsioni per il 2023? Ci sono già stime per i prossimi tre anni?
L’IPC si basa su una misurazione concreta e pertanto può fornire solamente dati sul passato. Per questo motivo, l’UST non pubblica previsioni per il rincaro. Le stime per il rincaro vengono invece preparate assieme ad altre proiezioni economiche dal Gruppo di esperti della Confederazione in materia di previsioni congiunturali. Attualmente, si prevede un rincaro medio annuo del 2,5 per cento per il 2022 nonché dell’1,4 per cento per il 2023 (stato: giugno 2022).
Gentile Signor Ulrich, transfair la ringrazia di cuore, anche a nome dei suoi membri, per l’interessante intervista.