Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/136468

<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapporto intermedio trasmesso al DFF il 17 maggio 2013 dall'organo di coordinamento incaricato di studiare misure per rafforzare la competitività fiscale (Riforma III dell'imposizione delle imprese) evidenzia che la Svizzera sarà confrontata a una riforma della fiscalità delle imprese caratterizzata da conseguenze quantificabili in termini di miliardi. A maggior ragione è dunque importante fare chiarezza sulle ipotesi di base su cui il rapporto si fonda ma che non sempre chiarisce.</p><p>1. Quali sono i fattori di localizzazione determinanti per l'insediamento di imprese mobili in Svizzera? Qual è l'importanza del carico fiscale, dell'affidabilità del sistema fiscale e dell'efficienza e professionalità del fisco? Quartieri generali e multinazionali rinunciano a tutti gli altri fattori di localizzazione eccellenti solo per motivi fiscali?</p><p>2. Nelle decisioni di delocalizzazione, gli aspetti fiscali sono necessariamente altrettanto decisivi come nel caso delle decisioni di insediamento, oppure le imprese possono reagire in modo asimmetrico, in particolare se nel frattempo si interpongono importanti investimenti, reclutamenti di personale adatto e la costituzione di una vasta rete di rapporti d'affari?</p><p>3. Secondo il citato rapporto intermedio, le imprese operanti in Svizzera sarebbero disposte ad accettare un moderato aumento del carico fiscale se rispetto ad oggi aumentasse la certezza del diritto e della pianificazione. A quanto corrisponde questo "moderato aumento"?</p><p>4. È stata accertata la diversa importanza di questi fattori secondo il settore? Qual è il margine di manovra per un aumento del carico fiscale a seconda delle varie categorie di imprese? Sono disponibili modelli di calcolo delle possibili perdite a livello di presenza di imprese e di gettito fiscale che deriverebbero da un aumento di 3, 5, 7, 9 o 11 punti percentuali del carico fiscale effettivo per le imprese? </p><p>5. Secondo il rapporto intermedio, i proventi del commercio all'ingrosso sono oggi tassati, grazie allo statuto speciale loro accordato, in misura inferiore al livello di alta competitività. Di quanto può essere aumentato il carico fiscale senza rischiare una delocalizzazione?</p><p>6. Quali piazze alternative offrono un insieme di condizioni comparabili a quelle della Svizzera e sono considerate le nostre principali concorrenti? Si tratta di piazze diverse a seconda del settore?</p><p>7. Gli Stati Uniti e il Giappone applicano alle imprese aliquote fiscali molto elevate. Tuttavia, sono considerati, e in particolare gli Stati Uniti, Paesi estremamente competitivi. È dunque vero che un carico fiscale elevato non diminuisce in alcun modo i vantaggi di piazza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per imprese mobili a livello internazionale si intendono le imprese che non sono costrette a priori a essere ubicate in un luogo preciso e hanno quindi la possibilità di scegliere tra diverse sedi alternative. Nella decisione in merito all'ubicazione soppesano diversi fattori di piazza di carattere fiscale e non. I fattori non fiscali comprendono ad esempio una posizione centrale con collegamenti internazionali privilegiati alla rete dei trasporti, un'infrastruttura ben sviluppata, un buon sistema di formazione, il plurilinguismo, la presenza di una piazza scientifica innovativa, l'esistenza di cluster tecnologici, la grande disponibilità di manodopera qualificata, un mercato del lavoro flessibile, un sistema bancario performante, l'alta qualità della vita, la stabilità politica e la pace sociale.</p><p>Nel segmento a forte mobilità il criterio del carico fiscale riveste un ruolo dominante in questa scelta, mentre nel segmento mobile e soprattutto nel segmento poco mobile i fattori di insediamento non fiscali assumono maggiore importanza. In questi due ultimi segmenti la Svizzera è notoriamente una piazza particolarmente attrattiva anche grazie alle sue vantaggiose condizioni quadro non fiscali.</p><p>Se la Svizzera aumentasse percettibilmente il carico fiscale nel segmento mobile, le centrali di gruppo e le filiali delle società multinazionali potrebbero reagire trasferendo su altre piazze determinate funzioni di gruppo fiscalmente sensibili. La probabilità che intere società emigrino verso altre piazze aumenterebbe soltanto in caso di ulteriore aumento del carico fiscale.</p><p>2. Se una società insediata ha dovuto sostenere costi "sommersi" legati all'ubicazione che ha scelto come sede, la soglia per la decisione di delocalizzazione sarà più elevata rispetto a quella che ha determinato il suo insediamento. Per costi "sommersi" si intendono costi irreversibili che una società non può più ricuperare ad esempio alienando attivi. Ma le società mobili si caratterizzano appunto per il fatto che incorrono in costi di questo tipo soltanto in minima misura.</p><p>3. Nel proprio rapporto intermedio (pag. 15 seg.), l'organo di coordinamento ha ipotizzato indicativamente che un moderato aumento del carico fiscale di circa 2 punti percentuali potrebbe essere accettato senza provocare un'erosione sostanziale del substrato fiscale, quantunque in occasione delle audizioni svolte i rappresentanti dell'economia abbiano parzialmente contraddetto tale valutazione. Questa considerazione di carattere statico va comunque completata con una prospettiva dinamica, che tenga conto dell'evoluzione osservabile sulle piazze concorrenti.</p><p>4. Più ancora che l'appartenenza a un ramo di attività, il fattore decisivo consiste nelle funzioni che una società svolge nella rete di gruppo o anche come grossista distinto. Pur non essendo disponibili stime sulle elasticità dei fenomeni di delocalizzazione per determinate società o categorie di società, si possono comunque formulare ipotesi sulle possibili reazioni. Una crescita minima del carico fiscale rispetto allo status quo provoca inizialmente la partenza soltanto di poche società, quand'anche il carico fiscale su una piazza concorrente dovesse risultare inferiore. Una crescita ulteriore del carico fiscale sulla piazza di casa e del divario rispetto al carico fiscale delle piazze concorrenti provocherebbe la partenza di altre società, con un tasso di partenze caratterizzato da un aumento progressivo. Se il carico fiscale continua a crescere dopo la partenza di un gran numero di società, il tasso di partenze riprende a decrescere. Alla fine rimarranno poche società che, pur non essendo molto mobili a causa del loro modello operativo, hanno comunque potuto ottenere uno statuto fiscale privilegiato a livello cantonale.</p><p>5. Partendo da un carico fiscale medio effettivo, oggi altamente competitivo, del 10 a 12 per cento sui proventi del commercio all'ingrosso, e da un ulteriore incremento di 2 punti percentuali (cfr. risposta ad 3), si arriva a un carico medio effettivo del 12 a 14 per cento.</p><p>6. A seconda dell'importanza della prossimità del mercato e del fuso orario, le piazze concorrenti possono limitarsi alle piazze europee oppure inglobare il mondo intero. Nel settore del commercio all'ingrosso internazionale e dello sfruttamento attivo di beni immateriali, i nostri principali concorrenti sono i Paesi del Benelux e l'Irlanda, e ultimamente anche la Gran Bretagna. A livello globale vanno menzionati in special modo Singapore e Hongkong. Per attività specializzate possono entrare in considerazione anche altre piazze. Le attività di finanziamento ad alta mobilità e la gestione passiva di beni immateriali sono esercitate segnatamente in centri offshore.</p><p>7. Le multinazionali che ambiscono a operare nel mondo intero devono essere presenti nei grandi Paesi con stabilimenti o succursali. Questa circostanza conferisce ai grandi Paesi un determinato potere di tassazione. Essi possono pertanto sottoporre le attività non mobili e poco mobili a un carico fiscale relativamente elevato. Se questi grandi Paesi non possono o non vogliono concedere privilegi fiscali alle funzioni mobili dei gruppi di società, le multinazionali tendono a insediare altrove queste funzioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.