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La partecipazione delle donne al mercato del lavoro si differenzia da quella degli uomini per vari aspetti, ad esempio per il grado di occupazione o la posizione nella professione, e risulta inferiore, mentre il tasso di disoccupazione ai sensi dell'ILO risulta superiore. Queste differenze vanno ricondotte a un più ampio contesto, ossia quello della ripartizione del lavoro remunerato e non remunerato tra le donne e gli uomini. Alcune caratteristiche tipiche dell'attività professionale femminile, come il lavoro a tempo parziale, dipendono dalla situazione familiare delle donne, dal tipo di economia domestica in cui vivono e dalla mole di lavoro domestico e familiare che svolgono al suo interno, dato che tale responsabilità ricade nella maggior parte dei casi su di loro.
Durante gli anni 1990, il tasso d'attività professionale delle donne è leggermente aumentato, stabilizzandosi intorno al 60 per cento all'inizio del secolo. Nello stesso periodo, il tasso d'attività degli uomini è leggermente ma costantemente diminuito, anche se resta molto più elevato di quello delle donne: il 75 % degli uomini (61% delle donne) in età di 15 anni e più sono occupati, o stanno cercando un impiego. Lo scarto tra il tasso d'attività professionale delle donne e quello degli uomini è più netto negli anni che precedono l'età legale di pensionamento (55-64 anni) e per le persone in età di creazione di una famiglia (30-44 anni). Già a partire dai 25 anni, il tasso d'attività delle donne è marcatamente più basso di quello degli uomini. In effetti, durante questa fase della loro vita, molte donne si ritirano (temporaneamente) dal mercato del lavoro per dedicarsi all'educazione dei figli.