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Il Giappone registra il primo surplus della bilancia commerciale dal disastro di Fukushima, nel marzo del 2011, in larga parte grazie alla flessione delle quotazioni del greggio.
Secondo i dati del ministero delle Finanze, nel periodo da gennaio a giugno di quest'anno, l'avanzo si è assestato a 1.800 miliardi di yen (l'equivalente di 15,5 mld di euro), da un deficit di 1.700 miliardi di yen dello scorso anno.
Nel periodo di riferimento il valore delle esportazioni è diminuito dell'8,7% rispetto all'anno precedente, appesantite dalla domanda in calo di acciaio e dei semiconduttori.
Nello stesso periodo l'import è sceso del 17,2%, con minore domanda di petrolio e gas, malgrado il paese derivi gran parte del suo fabbisogno energetico dall'estero, dopo che la quasi totalità dei reattori nucleari sono stati spenti per ragioni di sicurezza dall'incidente di Fukushima.
Secondo gli economisti, tuttavia, la mancanza di una ripresa a breve termine della domanda per consumi dei principali partner commerciali difficilmente consentirà un allargamento del saldo della bilancia commerciale giapponese nei prossimi mesi.
SDA-ATS