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Enrico Baj (Milano, 31 ottobre 1924 – Vergiate, 16 giugno 2003).
Erede dello spirito surreal-dadaista e sperimentatore di inedite tecniche e soluzioni stilistiche, Enrico Baj promuove nel 1951, assieme a Sergio Dangelo, il Movimento Nucleare.
Nel 1953 conosce Asger Jorn con il quale fonda il Movimento Internazionale per Bauhaus Immaginista, schierandosi contro la forzata razionalizzazione e geometrizzazione dell’arte.
A partire dagli anni Cinquanta è presente sulla scena internazionale e, in particolare, espone regolarmente a Parigi. Fa il suo debutto negli Stati Uniti dove espone nel 1960 e dal 1967 inizia a collaborare con lo Studio Marconi. In Francia André Breton lo invita a esporre con i surrealisti e nel 1963 gli dedica un saggio pubblicato sulla rivista “L’0eil” di Rosamond e George Bernier.
Artista geniale nell’utilizzo della tecnica del collage, che per lui ha origine letterarie, ne fa uso alla maniera di Alfred Jarry, che “era solito” redazione dei suoi testi, introdurre frammenti di altri scritti, che venivano fatti funzionare in un contesto differente da quello per il quale erano stati scritti.”
Nel 1993 inizia il ciclo delle “Maschere Tribali”, immagini di un moderno “primitivismo” con cui la società opulenta vuole rifarsi un look istintuale e selvaggio riciclando, come simboli, gli oggetti del consumo quotidiano.