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<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera ci sono quasi 50 000 aziende agricole. Nonostante politiche agricole nonché condizioni quadro ed economiche orientate verso un'agricoltura familiare, il numero di aziende continua a diminuire ogni anno.</p><p>Secondo le ultime statistiche di Agristat, questa evoluzione è riconducibile a parametri rimasti sorprendentemente costanti negli ultimi vent'anni. Tuttavia, il mutamento strutturale è molto eterogeneo da un Cantone all'altro. Il Vallese, ad esempio, nell'ultimo ventennio ha visto scomparire annualmente il 3,5 per cento delle aziende, mentre il Giura ha registrato una perdita di solo l'1 per cento.</p><p>Questa relativa stabilità nell'evoluzione è tuttavia minacciata. Dalle stesse statistiche, infatti, emerge un aumento considerevole dell'età media dei capiazienda. Come in altri settori dell'economia, la struttura dell'età nel primario è fortemente influenzata dai baby boomer degli anni '50 e '60. Nel 2020, quasi il 25 per cento degli uomini e delle donne a capo di un'azienda agricola aveva 60 anni o più e addirittura il 45 per cento aveva più di 55 anni. È quindi facile immaginare che prima o poi sorgeranno difficoltà nella ripresa delle aziende.</p><p>In Svizzera molte strutture rimarranno nella cerchia familiare. Agevolato dalla legge sul diritto fondiario rurale (LDFR), questo tipo di ripresa è auspicato per preservare un'agricoltura familiare e aziende di dimensioni ragionevoli. Tuttavia non è più così raro vedere potenziali acquirenti esterni interessati alla vendita dell'azienda. Per questo tipo di ripresa le barriere sono considerevoli, soprattutto sul piano finanziario. Infatti, se l'acquirente non è un membro della famiglia non si utilizza come base di calcolo il valore di reddito. Benché auspicabile per garantire l'acquisto al valore reale dei beni del venditore, spesso garanzia di una situazione sociale decorosa una volta raggiunta l'età del pensionamento e controllata dalle amministrazioni cantonali per assicurare prezzi legali, questa differenziazione del prezzo di vendita è sovente un ostacolo. Infatti, un giovane agricoltore spesso non ha la base finanziaria necessaria per acquistare un'azienda fuori dall'ambito familiare. Pertanto, tenuto conto dell'invecchiamento dei capiazienda, vi è un rischio significativo che il mutamento strutturale acceleri bruscamente nell'arco dei prossimi dieci anni. Considerato poi che il numero di aziende di 30 ettari sta continuando ad aumentare, la loro ripresa da parte di un giovane agricoltore è ancora più complicata in quanto gli oneri finanziari aumentano in proporzione alle dimensioni della proprietà in vendita. Vi è anche un rischio reale che l'azienda venga smantellata o frazionata.</p><p>Alla luce di quanto sopra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale condivide la presente analisi e ha delle misure da proporre per evitare una brusca accelerazione del mutamento strutturale? Se sì, quali sono queste misure?</p><p>2. Visto che la vendita di un'azienda al valore venale è socialmente auspicata nel caso avvenga al di fuori della cerchia familiare, sono previste agevolazioni di finanziamento?</p><p>3. Come nel caso delle PMI, è pensabile ricorrere a una delle quattro cooperative di fideiussione elvetiche, oltre che alla cooperativa agricola svizzera di fideiussione già attiva in questo settore?</p><p>4. Il Consiglio federale può indicare le basi legali che dovrebbero essere modificate per permettere questa opzione? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come riportato nel Messaggio concernente l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022 (PA22+; FF 2020 3567), negli ultimi anni il mutamento strutturale è rallentato. Rispetto ai vicini Paesi europei, in Svizzera il mutamento strutturale avviene più lentamente (Agroscope Science n. 88/2020). Dopo aver raggiunto il picco negli anni 1996-2001, si è stabilizzato, con un calo delle aziende attorno all'1,5-2,5 per cento l'anno. L'aumento delle dimensioni delle aziende ha avuto un influsso positivo sull'evoluzione del reddito dell'agricoltura. Alla luce dell'attuale struttura dell'età e del limite d'età per poter beneficiare dei pagamenti diretti, è probabile che nei prossimi anni salirà il numero delle cessioni di aziende ma non è detto che debbano necessariamente aumentare le cessazioni dell'attività. In tal caso, la chiusura dell'azienda potrà comunque continuare ad avvenire prevalentemente in concomitanza con l'avvicendamento generazionale. Il Consiglio federale parte quindi dal presupposto che le opzioni di sostegno previste attualmente dalla politica agricola siano sufficienti per garantire un mutamento strutturale socialmente sostenibile.</p><p>2. La vendita di aziende e terreni agricoli al di fuori della cerchia familiare avviene in base al valore venale. Questa disposizione è dettata dalla libertà economica e dalla garanzia della proprietà sancite dalla Costituzione (risp. art. 27 e 26 Cost.; RS 101). Poiché in Svizzera il valore di mercato di un'azienda agricola o di un terreno agricolo supera ampiamente il rispettivo valore di reddito, nel quadro della PA22+ il Consiglio federale ha proposto di sostenere l'acquisto di terreni agricoli attraverso crediti di investimento. Unitamente all'aiuto iniziale, gli agricoltori disporrebbero così di fondi suppletivi che, sommati ai fondi propri minimi necessari e al consueto finanziamento bancario, sarebbero sufficienti per l'acquisto di terreni agricoli. Nella sessione primaverile del 2021, il Parlamento ha deciso di sospendere la PA22+ finché il Consiglio federale non avrà presentato un rapporto sul futuro orientamento della politica agricola (cfr. postulati 20.3931 e 21.3015). La pubblicazione del rapporto è prevista entro la metà del 2022.</p><p>3. Le organizzazioni che concedono fideiussioni riconosciute nel quadro della legge federale sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese (RS 951.25) possono garantire crediti bancari a prescindere dal settore. Tuttavia, in virtù dell'articolo 3 alinea 1 dell'ordinanza sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese e in linea con la legge sui sussidi (LSu; RS 616.1), la concessione di fideiussioni alle aziende agricole è esclusa. Questo perché, conformemente alla legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1), le aziende agricole possono già richiedere crediti d'investimento e contributi per miglioramenti strutturali. La Cassa agricola svizzera di fideiussione è una cooperativa di diritto privato e non è riconosciuta come una cooperativa che concede fideiussioni alle piccole e medie imprese (PMI). Non è sostenuta dalla Confederazione con aiuti finanziari. Le opzioni di finanziamento statali attraverso crediti d'investimento esenti da interessi, come proposto nella PA22+, e le ipoteche bancarie sono più vantaggiose per l'agricoltura rispetto alla garanzia di crediti bancari tramite fideiussioni a favore delle PMI che comportano anche dei costi. Questi strumenti di finanziamento sarebbero sufficienti a coprire il fabbisogno finanziario dell'agricoltura.</p><p>4. Non è opportuno sostenere progetti imprenditoriali in primo luogo con crediti d'investimento e contributi statali per i miglioramenti strutturali e in seconda battuta con fideiussioni sovvenzionate. Ciò non sarebbe nemmeno compatibile con la legge sui sussidi. Se si volesse concedere alle aziende agricole l'accesso alle fideiussioni per le PMI, sarebbe necessario da un lato valutare l'introduzione nel diritto agricolo di limitazioni nell'ambito dei miglioramenti strutturali e dall'altro adeguare l'articolo 3 (esclusione delle aziende agricole) dell'ordinanza sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese.</p>  Risposta del Consiglio federale.