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La Gran Bretagna potrebbe dover pagare tra 40 e 60 miliardi di euro a titolo d’indennizzo per aver voluto lasciare l’Unione europea.
Il quotidiano britannico Financial Times scrive che la Commissione europea vuole un chiaro accordo di separazione, mentre la Gran Bretagna considera il Brexit come l’opportunità per organizzare in un altro modo le relazioni commerciali. Gli osservatori temono che queste due posizioni opposte siano d’intralcio ai negoziati.
Michel Barnier, che rappresenta la Commissione europea nei negoziati per il Brexit, ha indicato che la Gran Bretagna dovrebbe pagare un’indennità per gli impegni che erano stati presi nei confronti del bilancio dell’Unione europea.
La stima include i contributi non ancora pagati dal governo di Londra, gli impegni legati alle pensioni, le garanzie sul prestito e le spese per i progetti nel Regno Unito. L’importo complessivo sarebbe tra i 40 e i 60 miliardi di euro.
Secondo Barnier, la compensazione finale può essere ridotta se dopo l’effettiva uscita dall’UE la Gran Bretagna continua a rispettare un determinato numero di impegni in seno all’Unione, in particolare se continua a contribuire al bilancio dell’UE come fa uno Stato membro.
Inoltre, se il governo di Londra accetta la libertà di movimento delle persone e le leggi dell’UE, allora la Gran Bretagna manterrà l’accesso al mercato unico, alle condizioni attuali.
Ora, si tratta di condizioni difficilmente accettabili dal governo britannico. Lo scorso ottobre, durante una conferenza del partito conservatore, il primo ministro Theresa May aveva dichiarato che il Regno Unito non lascia l’Unione europea per perdere nuovamente il controllo sull’immigrazione o per ritornare sotto la giurisdizione della Corte europea di giustizia.