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L'ex numero 1 del tennis ha festeggiato ieri i 50 anni. Andre Agassi è stato più di un campione della racchetta.
Era il 3 settembre 2006 quando Andre Agassi giocò l'ultima partita della sua carriera contro il tedesco Benjamin Becker. L'americano, afflitto da un mal di schiena del quale soffriva da anni, venne sconfitto dal meno quotato Becker in quattro set. 5:7, 7:6 (4), 4:6 e 5:7. Dopo aver stoicamente battuto Marco Baghdatis nel turno precedente, Agassi salutò così il pubblico newyorkese di Flushing Meadow, consegnò la sua carriera ai libri di storia.
«Il tabellone dice che oggi ho perso, ma quello che il tabellone non spiega è quello che ho vinto negli ultimi 21 anni: la lealtà, l'ispirazione, l'affetto di questo pubblico, sulle cui spalle sono riuscito a crescere fino a diventare questo giocatore", ha detto Agassi dopo la partita finale della sua carriera.
Una carriera fatta di alti e bassi
La carriera di Agassi, infatti, è stata un continuo saliscendi. Con i capelli arruffati e i jeans strappati, il giovane Andre entra nel grande circo del tennis nel 1986, a quindici anni; quattro anni dopo Agassi raggiunge le prime semifinali di un torneo del Grande Slam a New York.
Agassi sarà - concordano tutti gli esperti - una delle prossime superstar della scena. All'inizio della sua carriera l'americano è considerato un uccello del paradiso per il suo aspetto insolito. Il ragazzino nasconde la sua timidezza e insicurezza con abiti colorati, acconciature selvagge e viaggi regolari al McDonalds.
Il rapporto con papà
«Mio padre urla due volte, a volte tre, a volte dieci. 'Più forte, dice, più forte. Colpisci prima. Dannazione Andre, colpisci prima, affonda a la palla, affonda la palla'. Sta urlando. Non basta colpire tutto quello che il drago ( macchinario spara palline artigianale costruito dal padre n.d.r.) mi spara addosso: mio padre vuole che io colpisca più forte e più veloce del drago. Vuole che io batta il drago», scrisse anni fa Andre Agassi nella sua autobiografia 'Open'.
Il rapporto con il padre - per Agassi è il più formativo e distruttivo della sua vita. Emanuel Agassi spinge il figlio alle massime prestazioni. Si potrebbe dire, infatti, che lo costringe a dare sempre di più. «Ho sempre odiato il tennis» rivelò Agassi nella sua intensa autobiografia. Intrinseco è il messaggio che il motivo principale di questo rapporto di amore e odio con il tennis risiede nel rapporto con il padre.
Il padre che Agassi chiamò dopo la sua prima vittoria del Grande Slam a Wimbledon nel 1992.
Nessun complimento o congratulazione da parte del genitore: "«A cosa pensavi, di perdere il quarto set?», tutto qui.
La ricerca della libertà tramite una ribellione d'immagine
Già in giovane età Agassi mostrava l'immagine di un bullo che mascherava tanta insicurezza e timidezza. Dopo il suo debutto a Wimbledon nel 1987, dove Agassi perse chiaramente 2:6, 1:6 e 2:6 contro il francese Henri Leconte, annunciò che non sarebbe più tornato a Church Road.
Soprattutto il rigido codice di abbigliamento degli organizzatori inglesi scontentava l'allora diciassettenne: «Che importa a queste persone quali vestiti indosso? Preferirei abbracciare di nuovo mio padre piuttosto che tornare qui».
Il periodo delle droghe
Agassi, come si evince dalla sua biografia, si trovava in una prigione chiamata tennis. Una prigione dorata che presto diventa luogo di perdizione, di uso di metanfetamine. Nello stesso periodo sposa l'attrice Brooke Shields. Un matrimonio senza storia, che finirà presto.
La folgorazione e la nascita di un nuovo campione
L'incontro con la tennista tedesca Steffi Graf segno una svolta nella vita del tennista in crisi.
«Ne rimasi folgorato», racconterà Agassi, più tardi.
Per conquistare il cuore della regina del tennis ci vorrà molto tempo. Nel frattempo, grazie all'affetto e alla dedizione del suo mentore e preparatore atletico, Agassi cambia vita: si allena febbrilmente, smette con le droghe e con il cibo spazzatura.
I risultati non si fanno attendere: a fine carriera Agassi avrà vinto 8 tornei del Grand Slam. Nessun altro tennista nella storia potrà reputarsi un colpitore tanto tenace e regolare quale è stato Andre Agassi. Le centinaia di migliaia di palline colpite nel campo da tennis costruito dal padre nel giardino di casa daranno i loro frutti, nonostante il continuo rapporto controverso con la professione che lo ha reso popolarissimo e ricco.
Nel 2001, dopo anni di corteggiamento e di frequentazione, Agassi sposa Stefi Graf, con la quale vive tuttora.
Nel frattempo Agassi è maturato. L'uccello del paradiso è atterrato grazie a una seconda possibilità chiamata Steffi Graf.
Oggi, quando Agassi parla di tennis, la gente lo ascolta, i giovani lo ammirano.
Un percorso tortuoso e doloroso, quello che ha portato l'ex ragazzo prodigio a passare dalla dannazione alle ultime lacrime versate a New York, al termine del suo ultimo match.
Buon compleanno Agassi. Grazie per aver regalato momenti di tennis indimenticabili.