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BELLINZONA - In Svizzera, la richiesta di consulti medici o con altri professionisti in ambito sanitario, nonché il depistaggio del cancro, tendono a variare a seconda della posizione sociale, determinata in termini di livello di formazione e reddito.
Secondo i risultati pubblicati dall’Ufficio di federale di statistica, gli individui a basso reddito o che non hanno intrapreso una formazione post-obbligatoria si recano meno spesso da uno specialista o da un dentista. Nel corso di un anno, cifre alla mano, solo il 33% delle persone con una formazione “minore” consulta almeno una volta uno specialista, mentre il valore sale al 39% per gli individui con una formazione superiore.
La stessa tendenza viene rilevata anche nell’ambito del depistaggio del cancro, in particolare per quello del collo dell’utero e per il melanoma della pelle. Il 78% delle donne - dai 25 ai 70 anni - con una formazione post-obbligatoria si è sottoposto al pap test almeno una volta nell’ultimo triennio. Nelle donne con una formazione da scuola obbligatoria il dato scende al 62%. Situazione simile a quella riscontrata per il melanoma, con il 26% degli adulti (oltre il 25 anni) con il reddito più elevato (5° quintile) che negli ultimi due anni si sono sottoposti ad un controllo contro il solo 13% di quelli con il reddito più basso (1° quintile).
L’unico depistaggio sul quale formazione e reddito non incidono è quello riguardante il cancro al seno, almeno per quanto riguarda la Svizzera tedesca e la Romandia. In Ticino, al contrario, le donne con un reddito più elevato sono solite effettuare con maggiore frequenza un esame mammografico rispetto a quelle che dispongono di un reddito minore.