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Ogni mattina all’alba centinaia di bambini ed adolescenti sono costretti a camminare per ore nel sud di eSwatini (già Swaziland), l’ultima monarchia assoluta in Africa, per raggiungere il confine con il Sudafrica. Una frontiera porosa e non controllata delimitata da una semplice barriera in filo spinato. La attraversano e si recano nelle scuole sudafricane di confine, le uniche che si possono permettere.
Il liceo in eSwatini è molto caro e quasi nessuno può pagare la retta. Tra loro Thobile, una studentessa di 18 anni che, insieme a fratelli e amici, vuole continuare a studiare e si sacrifica ogni mattina. Da qualche mese, però, il Sudafrica ha deciso di cambiare la sua politica di apertura nei confronti di questi ragazzi e di vietare le scuole a chi non ha documenti. Una misura che potrebbe costringere centinaia di giovani ad abbandonare l’istruzione. Una catastrofe per il piccolo Paese dell’Africa australe, come spiega il deputato Titus Thwala, che sta cercando di raccogliere fondi per costruire nuove scuole a basso costo lungo la frontiera.
Lorenzo Simoncelli