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A partire da lunedì 28 gennaio fino a venerdì 1 febbraio ogni giorno, per cinque giorni consecutivi, 700 studenti di due scuole medie e tre licei ticinesi avranno la preziosa opportunità di ascoltare una relazione tenuta da Naila Clerici, già docente di Storia delle Popolazioni Indigene d'America presso l'Università di Genova, e la testimonianza di due Oglala Lakota provenienti da Minneapolis, Minnesota: Nina Berglund, di 19 anni, e suo fratello Nolan, di 17.
Guarda l'intervista agli ospiti:
Naila Clerici
Naila Clerici è stata docente di Storia delle Popolazioni Indigene d'America presso l'Università di Genova.
Dal 1984 dirige la rivista TEPEE, completamente dedicata agli indigeni o indiani d'America e cura le attività culturali dell'Associazione SOCONAS INCOMINDIOS, di cui è presidente. Ha studiato all'Università di Genova (Laurea in Lingue e Letterature Straniere, Laurea in Lettere con indirizzo storico) e all'University of Oklahoma (Master in Native American Studies) fruendo di una borsa di studio Fulbright; in seguito, ha soggiornato spesso negli Stati Uniti e in Canada, grazie a "fellowships" offerte da quei paesi, sempre per condurre ricerche su tematiche relative ai Nativi Americani.
Ha fatto anche studi a Portland e ricerche su tematiche relative alla comunicazione interculturale presso il Summer Institute of Intercultural Communication.
Le sue pubblicazioni sono sia di carattere etno-storico, sia su problematiche contemporanee: trattano argomenti relativi agli Indiani delle pianure, alla politica del governo statunitense e canadese nei confronti degli autoctoni, ai ruoli di genere, alla situazione nelle riserve, alle espressioni artistiche e grafiche, al rapporto dei nativi con i media, alla comunicazione interculturale. Citiamo: Al museo per conoscere le culture delle popolazioni indigene americane, Torino, SOCONAS INCOMINDIOS, 2015 e Sfumature di rosso. In Territorio Indiano con i Primi Americani, Torino, SOCONAS INCOMINDIOS, 2011.Possiede un'ampio archivio di foto e manifesti storici e relativo alla sua produzione fotografica personale. Ha curato l'allestimento e l'organizzazione di parecchie mostre a carattere etnografico su tematiche riguardanti gli Indiani d'America e la globalizzazione, nonché convegni e seminari.
Nina e Nolan Berglund
Nina e Nolan Berglund sono due giovani ragazzi di 19 e 17 anni. Appartengono alla nazione Oglala Lakota e vivono a Minneapolis, nello Stato del Minnesota. La loro madre non ha potuto insegnare ai suoi figli la lingua del suo popolo poiché lei stessa non l’ha potuta apprendere, essendo stata adottata da una famiglia non indigena.
Fin da giovanissimi, Nina e Nolan hanno sentito il bisogno di recuperare le proprie radici culturali: hanno perciò deciso di entrare a far parte dell’Indigenous Youth Ceremonial Mentoring Society, un’associazione che si prefigge di far conoscere ai propri membri le tradizioni e la storia dei nativi.
Nina e Nolan stanno imparando la lingua Lakota da quanto avevano sei anni. Oltre alla lingua, si dedicano alla riscoperta dei canti, delle danze e della storia degli Oglala e dei Northern Cheyenne. I giovani membri dell’Indigenous Youth Ceremonial Mentoring Society non si limitano, tuttavia, al recupero delle tradizioni culturali dei loro popoli originari: sono anche impegnati nella lotta per il riconoscimento dei diritti dei nativi.
Le battaglie che Nina e Nolan portano avanti in prima persona sono finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica americana sui problemi con cui i membri delle nazioni indiane si confrontano da sempre: la discriminazione, il razzismo, le scarse possibilità di beneficiare di un’istruzione di qualità. A questi problemi strutturali se ne aggiungono altri di strettissima attualità. Basti citare la recente decisione di dare il via al progetto di costruzione della linea 3 di un oleodotto che attraverserà il Minnesota. L’attivismo di Nina e Nolan si esplica anche su questo fronte, mediante la partecipazione a sit-in e a conferenze pubbliche.
Nell’aprile del 2017 i due ragazzi hanno partecipato, con altri giovani attivisti, a un incontro con il Governatore del Minnesota Mark Dayton nell'ambito del Water Action Day. In quell’occasione, Nina ha espresso la propria preoccupazione riguardo alla protezione delle risorse idriche con queste parole:
- "Questa è la terra dei Dakota, questa è la terra degli Ojibwe, quindi quando gli oleodotti lo attraversano e si rompono - perché tutti gli oleodotti prima o poi si rompono - la terra in cui il petrolio penetra è la nostra terra natia. Questa è la terra dei nostri antenati, e noi dobbiamo proteggerla, dobbiamo rispettarla e tenerla in considerazione in tutte le riunioni, attraverso le leggi, in tutti gli Stati e in tutto il paese".
Nella primavera dello scorso anno, poi, alcuni membri dell’Indigenous Youth Ceremonial Mentoring Society si sono recati a Roma e sono stati ricevuti da esponenti dell’amministrazione vaticana. Lo scopo del loro viaggio era di chiedere a papa Francesco la revisione della “Dottrina della scoperta”. Un obiettivo certamente ambizioso, ma che dimostra la determinazione di Nina, Nolan e dei loro giovani amici nel perseguire, attraverso il loro attivismo, la riscoperta di un passato che per troppo tempo è stato oggetto di una narrazione lacunosa e distorta.
Nella tabella seguente si possono osservare con precisione le attività previste nell'ambito della "Giornata della memoria":
ATTIVITÀ PREVISTE: