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A oltre un mese dall'inizio delle campagne vaccinali, alcuni paesi del continente non hanno ancora visto una sola dose
Medici senza Frontiere ha assicurato il supporto logistico ai paesi africani che non hanno avuto accesso al vaccino Pfizer a causa della limitata capacità di gestione della catena del freddo.
GINEVRA - In alcuni Paesi dell'Africa meridionale non è ancora arrivata neanche una sola dose di vaccino, denuncia Medici senza Frontiere (Msf), sollecitandone una distribuzione più equa «dando priorità e proteggendo gli operatori sanitari in prima linea e le persone più a rischio in tutti i Paesi».
«Solo in Mozambico il numero di casi è sette volte superiore rispetto al picco dei casi della prima ondata - afferma l'organizzazione in una nota - mentre in Eswatini i casi si sono quadruplicati. Se il Malawi avesse 40'000 dosi di vaccino - aggiunge - potremmo almeno iniziare a vaccinare il personale sanitario nelle aree critiche del Paese. Se ciò non avverrà, la situazione sarà presto insostenibile».
«Mentre in molti Paesi ricchi le vaccinazioni sono iniziate circa due mesi fa - sottolinea Stella Egidi, responsabile medico di Msf - Paesi come Eswatini, Malawi e Mozambico, non hanno ricevuto una singola dose. Nemmeno per proteggere il personale sanitario in prima linea».
«Sarebbe iniquo se alcuni Paesi iniziassero a vaccinare la popolazione a basso rischio mentre molti in Africa non hanno ancora vaccinato gli operatori sanitari in prima linea - aggiunge il medico - e la stessa Organizzazione mondiale della sanità ci ricorda come senza un accesso equo al vaccino la pandemia non solo si prolungherà, ma metterà a rischio ancora più vite. Esortiamo i governi che si sono assicurati più dosi del necessario a metterle a disposizione affinché altri Paesi possano iniziare le vaccinazioni».
Msf: «Pronti a fornire supporto logistico»
L'appello è rivolto anche ai produttori di vaccini ai quali Msf assicura di essere «pronta a fornire supporto logistico ai Paesi ad alta priorità a cui è stato negato l'accesso al vaccino Pfizer/BioNTech tramite Covax a causa della loro limitata capacità di gestione della catena del freddo».
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