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Incuriosisce che un film (la cui componente principale sono le immagini) s'intitoli The Words, mettendo le parole al centro della trama. Quest'opera prima scritta e diretta dagli sceneggiatori Brian Klugman e Lee Sternthal appartiene al genere letterario patinato. E nella prima parte la complicata costruzione regge bene. Uno scrittore di successo (Dennis Quaid), spavaldo e modaiolo (personaggio alla Castle televisivo), tiene un reading pubblico con alcune pagine di un suo bestseller e pregusta già un'avventura con una giovane fan (Olivia Wild) che pende dalle sue labbra. La lettura dei primi capitoli si fa immagine nella storia di un aspirante scrittore (Bradley Cooper) senza talento, che durante un viaggio a Parigi trova da un rigattiere una vecchia cartella contenente il manoscritto originale di un romanzo bellissimo, scritto da qualcuno alla fine della seconda guerra mondiale dopo una grande sofferenza. Cooper ricopia parola per parola il racconto e lo presenta a un editore spacciandolo per suo. Il successo è immediato e il “ladro di parole” diventa famoso. Ma un giorno viene avvicinato da un vecchio (Jeremy Irons) che si dichiara autore del romanzo. Come andrà a finire? Diversi i temi appena sfiorati ma non sviscerati, dal mistero della creazione artistica alla tentazione di spacciarsi per chi non si è, dal confine tra realtà e finzione letteraria al fascino della parola scritta. Ma nella seconda parte il film si smarrisce narrativamente non sapendo bene quale strada prendere.