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La Corte penale del Tribunale penale federale aveva inizialmente fissato nel periodo tra il 14 aprile e il 30 aprile 2020 il dibattimento nel procedimento nei confronti di un cittadino liberiano accusato di crimini di guerra. Era previsto di far pervenire in Svizzera quattordici cittadini liberiani residenti in Liberia, e meglio sette accusatori privati e sette testimoni, per essere interrogati.
Il 13 marzo 2020, a causa della pandemia di COVID-19, il dibattimento ha dovuto essere rinviato, non potendo far giungere in Svizzera i quattordici cittadini liberiani sopra menzionati. Le parti al procedimento sono state quindi informate del fatto che il dibattimento avrebbe potuto avere luogo ad agosto 2020, salvo condizioni sanitarie sfavorevoli.
La Corte, oggi, ha avvisato le parti al procedimento che il dibattimento non potrà tenersi ad agosto 2020 e che lo stesso è stato ulteriormente rinviato a novembre e dicembre 2020.
A seguito della decisione del 13 marzo 2020 di rinviare ad agosto 2020 il dibattimento inizialmente previsto a partire dal 14 aprile 2020, la Corte ha trasmesso alla Liberia una domanda di assistenza giudiziaria volta a ottenere l’autorizzazione per procedere all’audizione dalla Svizzera dei quattordici cittadini liberiani mediante videoconferenza. In data 27 maggio 2020, dopo numerosi solleciti, la Corte ha ottenuto detta autorizzazione.
Dal 27 maggio ad oggi tuttavia non è stato possibile organizzare la tenuta delle videoconferenze per il mese di agosto 2020, viste importanti limitazioni di tipo logistico. Non disponendo la Svizzera di un’ambasciata in Liberia, la Corte, con l’aiuto dell’ambasciatore svizzero in Costa d’Avorio, ha infatti dovuto rivolgersi a delle rappresentanze diplomatiche estere a Monrovia, chiedendo a queste ultime la messa a disposizione dei locali e del materiale tecnico necessario per effettuare le audizioni in videoconferenza. Nessuna di queste ambasciate estere ha finora formalmente accettato di fornire alla Corte i suddetti necessari strumenti logistici. Delle trattative sono tuttora in corso. Vi sono stati anche dei contatti con l’ONU in Liberia, il quale anch’esso potrà, se del caso, prestare l’aiuto logistico necessario per la tenuta delle audizioni in videoconferenza. A queste limitazioni logistiche si aggiunge il fatto che i mesi di agosto e settembre sono in piena stagione delle piogge in Liberia. Il trasporto degli accusatori privati e dei testimoni dal loro domicilio fino alla capitale Monrovia potrebbe quindi risultare complicato, ritenuto anche che all’interno della Liberia vigono ancora delle limitazioni di movimento a seguito della pandemia di COVID-19.
Se, al momento attuale, l’arrivo dei quattordici cittadini liberiani in Svizzera rimane impossibile, a causa delle restrizioni legate alla pandemia di COVID-19, non può essere escluso che un miglioramento delle condizioni sanitarie possa permetterlo dall’autunno.
Tenuto conto di queste circostanze eccezionali, il dibattimento si terrà a novembre e dicembre 2020, al fine di consentire, se necessario, l’audizione mediante videoconferenza dei cittadini liberiani, nell’ipotesi in cui il loro arrivo in Svizzera in quel periodo sia sempre impossibile o non opportuno.