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Una dozzina d'anni fa si scherzò su un mondo impazzito in cui il rapper più famoso era bianco (Eminem) e il numero 1 del golf nero (Tiger Woods). Quanto sta accadendo ora in Svizzera è ancora più sorprendente. Il Paese-simbolo delle banche si avvia ad abbattere un caposaldo del capitalismo contemporaneo, l'avidità illimitata e incontrastata di manager-parassiti che guadagnano 200 volte più dei loro dipendenti e, quando le cose si mettono male, abbandonano l'azienda in difficoltà intascando liquidazioni milionarie.
La nemesi porta il nome di Thomas Minder (foto sotto), imprenditore che nel 2008 ha lanciato un'iniziativa contro il potere assoluto dei dirigenti nel fissare le loro stesse retribuzioni. Secondo il progetto, il parere dell'assemblea degli azionisti diventerà vincolante e le infrazioni saranno punite con il carcere e multe pesantissime. Il Consiglio Federale (Governo) ha tergiversato per anni, poi ha presentato un controprogetto che mitiga la misure più severe ma avrebbe il vantaggio di essere attuato subito dopo il referendum. Già, perché su uno dei progetti di legge più importanti del decennio sarà chiamato a pronunciarsi l'elettorato, secondo il modello della democrazia diretta elvetica.Si voterà il 3 marzo e il "sì" parte favorito, grazie anche all'assist che gli ha fornito il consiglio d'amministrazione del colosso farmaceutico Novartis. Al supermanager uscente Daniel Vasella è stata offerta una buonuscita di 72 milioni in cambio della garanzia di non lavorare per la concorrenza. La notizia ha generato una sollevazione dal mondo politico e dalle associazioni degli azionisti, una denuncia penale, una tardiva marcia indietro da parte dell'azienda e del dirigente, nonché un formidabile incoraggiamento ai sostenitori dell'iniziativa, che secondo i sondaggi sono ormai il 60%. Forse la piccola Svizzera scriverà un grande capitolo di storia.