Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/41243

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale sottolinea che N. N. è assistito attivamente dall'ambasciata di Svizzera a Pechino sin dall'arresto avvenuto nel 1997 e, in seguito, dopo la condanna pronunciata nel 1999. Rappresentanti dell'ambasciata visitano N. N. due volte l'anno. Durante l'ultima visita nel giugno 2002 la rappresentante dell'ambasciata ha potuto costatare che il detenuto si trova in buone condizioni psichiche e fisiche.</p><p>Da ultimo l'ambasciata ha discusso nel mese di settembre 2002 con le autorità cinesi la possibilità di un trasferimento del detenuto. Come noto tra la Svizzera e la Repubblica popolare di Cina non sono stati conclusi accordi di assistenza giudiziaria o di trasferimento di persone condannate. Tuttavia in passato in alcuni casi la Cina ha accettato soluzioni di trasferimento elaborate ad hoc con il relativo Paese. Da parte cinese per l'avvio di trattative di questo genere è posta la condizione che l'ergastolo sia stato trasformato in una pena detentiva di al massimo 15 anni. In caso di buona condotta N. N. potrebbe chiedere una trasformazione della pena in questo senso nell'autunno del 2003. Se N. N. ottenesse una riduzione della pena e desiderasse un trasferimento, l'ambasciata potrà avviare, secondo le istruzioni dell'Ufficio federale di giustizia responsabile, le trattative per un trasferimento ad hoc.</p><p>Secondo il diritto cinese, il tribunale competente per la trasformazione dell'ergastolo in una pena detentiva di al massimo 15 anni ha anche la competenza di decidere in un secondo tempo una riduzione ulteriore della pena. Una domanda in tal senso potrà pertanto essere presentata da N. N. al più presto nell'autunno 2003, se egli lo desidera e dopo attenta valutazione delle due possibilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.