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Il Consiglio federale vuole investire 11,5 miliardi di franchi
nell’infrastruttura ferroviaria entro il 2035, principalmente nella
regione zurighese e nell’Arco lemanico. Il governo ha pure posto in
consultazione una seconda variante "meno ambiziosa" che prevede
investimenti per "soli" 7 miliardi di franchi, da realizzare entro
il 2030.
L’esecutivo federale e la stragrande maggioranza delle associazioni
consultate caldeggiano però l’opzione più costosa poiché solo
quella permette di eliminare i problemi di capacità attuali e
futuri.
Per la Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici
(CTP) la soluzione più onerosa è "assolutamente necessaria".
Sia Pro Rail, l’organizzazione a tutela degli utenti, che la
Conferenza dei trasporti della Svizzera occidentale (CTSO) hanno
chiesto persino di aumentare il credito a 13 miliardi di franchi.
Per quest’ultima, i progetti chiave della Svizzera romanda
potrebbero così essere integrati nel pacchetto.
Svizzera romanda scontenta
La CTSO ritiene che la ripartizione degli investimenti tra le
regioni non sia equa. Mentre la Svizzera occidentale rappresenta il
40% degli abitanti, degli impieghi, della superficie geografica e
della rete ferroviaria, soltanto il 21% degli 11,5 miliardi
previsti dal Consiglio federale le sono attribuiti.
"Ciò non è accettabile", sottolinea sia la CTSO che Ouestrail,
l’associazione che difende gli interessi ferroviari della Svizzera
occidentale. Entrambe ricordano come la Svizzera occidentale stia
sempre cercando di recuperare il suo ritardo nello sviluppo
dell’offerta e dell’infrastruttura ferroviarie. Anche Pro Rail
ritiene che la ripartizione regionale dei progetti non sia
sufficientemente equilibrata. Si focalizza troppo sull’agglomerato
zurighese.
Ampio sostegno per il Lötschberg
La rinuncia al completamento del tunnel di base del Lötschberg è
stata oggetto di accese critiche. Numerose organizzazioni, quali
l’impresa di trasporti BLS, l’Unione dei trasporti pubblici (UTP),
Pro Rail, i principali cantoni interessati, nonché i partiti
politici UDC, PPD, il PS, Verdi e Verdi liberali chiedono che il
progetto venga incluso nel pacchetto di misure.
L’ampliamento della galleria di base - attualmente a doppio binario
solo per un terzo della lunghezza - non deve essere rinviato alla
prossima fase, che verrà presentata tra otto anni circa. Secondo il
Comitato del Lötschberg un "rinvio è insensato".
Quale alternativa al San Gottardo, il Lötschberg consente di
evitare la paralisi in caso di incidente, come è avvenuto lo scorso
anno con l’interruzione di diverse settimane della linea
ferroviaria tra Basilea e Karlsruhe (D).
Questo argomento è stato avanzato anche da UDC, PS e Verdi. Questi
ultimi due partiti sottolineano pure che il completamento del
tunnel del Lötschberg e l’aumento delle capacità che ne risulterà,
è indispensabile per rispettare l’obiettivo di limitare a 650’000
il numero di camion che attraversano le Alpi.
Sostegno delle FFS al Consiglio federale
Dal canto loro, le FFS sostengono la decisione del Consiglio
federale di rinviare il completamento del Lötschberg. Questo
dovrebbe essere realizzato quando vi saranno i mezzi a
disposizione.
Per le FFS, le spese per un tale progetto sarebbero di quattro
milioni all’anno per un investimento globale di 100 milioni. Anche
il PLR e i Verdi liberali sono preoccupati dalla questione delle
spese.
Per il PLR è primordiale che siano prese in considerazione nel
pacchetto di misure. I Verdi liberali ritengono che, in generale,
nuove infrastrutture debbano essere costruite soltanto quando a
beneficiarne siano il maggior numero di utenti o quando non
esistano soluzioni a più buon mercato.
Incompatibile con la mobilità del futuro
L’UDC respinge invece in blocco le due varianti proposte dal
Consiglio federale. A suo avviso, conviene investire
progressivamente nelle linee a lunga distanza, che sono redditizie.
Secondo i democentristi, la maggior parte dell’infrastruttura
ferroviaria costa troppo cara alle FFS e di conseguenza alla
Confederazione.
Per l’UDC, la mobilità, in particolare quella regionale e urbana si
sviluppa in un’altra direzione: auto e bus autonomi, condivisione
delle vetture, ecc. Queste evoluzioni necessitano di maggiori
strade e posteggi e non di più ferrovia, sottolinea il principale
partito svizzero. Da parte loro, il PS e il PPD chiedono di evitare
il più possibile gli aumenti al fine di mantenere un trasporto
ferroviario attrattivo.
Via libera al tram-treno di Lugano
Nel progetto di Sviluppo 2030/35, a sud delle Alpi sono previsti
investimenti di 238 milioni per la rete tram-treno del Luganese, in
particolare per la costruzione della galleria tra Bioggio e Lugano
Centro (per la tratta Manno-Bioggio il finanziamento federale è già
stato deciso con il Programma d’agglomerato del Luganese di seconda
generazione, ndr.). In questo modo sarà possibile avere treni ogni
10 minuti sulla linea per Ponte Tresa.
Anche le regioni turistiche avranno la loro fetta della torta, in
particolare le linee per Zermatt (VS) e per Engelberg (OW). Nei
Grigioni, sulla rete della Ferrovia retica (FR) saranno investiti
17 milioni per la creazione di un punto di incrocio tra Cadera e
Cavaglia, in val Poschiavo, e 124 milioni in Prettigovia per la
rettifica del tracciato nei pressi di Fideris.