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I dirigenti delle Ferrovie federali svizzere ammettono che non erano preparati ad affrontare il corto circuito che mercoledì ha paralizzato l'intera rete ferroviaria.
Nella stampa domenicale, promettono di introdurre nuove misure per ridurre al minimo il rischio di un nuovo black out.
I responsabili delle Ferrovie federali svizzere (FFS) vogliono trarre insegnamenti dal guasto storico che ha paralizzato la rete ferroviaria svizzera mercoledì scorso.
La causa appurata del blackout è stato un cortocircuito verificatosi su una linea ad alta tensione nel canton Uri. I suoi effetti sono stati enormi: l’erogazione in diverse centrali elettriche delle FFS è stata interrotta, provocando una fatale reazione a catena che ha praticamente bloccato istantaneamente centinaia di treni. Anche il traffico ferroviario internazionale da e per i paesi confinanti con la Svizzera è stato perturbato per diverse ore.
Sorpresi dalla portata della panne, il direttore generale delle FFS Benedikt Weibel e il responsabile dell’infrastruttura Hansjörg Hess hanno annunciato la loro intenzione di migliorare la gestione delle avarie e dei rischi.
Mea culpa
«Occorre rivedere il tutto», ha spiegato Weibel in un'intervista rilasciata al giornale svizzero tedesco «SonntagsBlick». «Abbiamo rivolto troppa poca attenzione alla gestione dei rischi», ha ammesso da parte sua Hess alla «SonntagsZeitung».
I due responsabili non hanno tardato a fare dell'autocritica dopo il cortocircuito all'origine del blackout di mercoledì. «È legittimo chiedersi se fosse stato possibile limitare il problema a livello regionale e ci porremo questa domanda», ha spiegato Weibel.
Hess ha da parte sua sottolineato che al momento del guasto di mercoledì sera nessuno era presente alla centrale elettrica di Zurigo-Seebach. «Ciò ha determinato il coinvolgimento di tutta la rete», ha detto.
Weibel ha affermato che non intende tirare conseguenze personali del guasto e che non è nel suo stile «fare cadere delle teste». «Se qualcuno dovesse andarsene, quello sarei io», ha detto, precisando tuttavia che, almeno per ora, le sue dimissioni non sono in questione.
Milioni di indennizzi
I ritardi causati dal «guasto del secolo» costeranno cari alle FFS. Oltre un migliaio di persone hanno già inviato alla società di trasporti elvetica una richiesta di indennizzo per i costi affrontati (taxi e hotel). All’incirca 6000 utenti hanno chiamato la hotline che era in servizio fino a venerdì.
Le FFS prevedono di dovere pagare in totale tre milioni di franchi di indennizzi.
Una somma che andrà ad aggiungersi al montante dei «Buoni di scusa» distribuiti mercoledì sera ai passeggeri bloccati. Del valore di 10-15 franchi, questi buoni possono essere utilizzati nei ristoranti o nelle carrozze ristoranti delle FFS. Il loro ammontare si aggira anch’esso attorno ai tre milioni di franchi.
swissinfo e agenzie
In breve
Mercoledì sera, un corto-circuito nella Svizzera centrale ha paralizzato l’intera rete ferroviaria elvetica, bloccando ca. 200'000 passeggeri.
Giovedì sera, un fulmine si è schiantato contro una centrale elettrica vallesana, causando ai treni nella regione dei ritardi di ca. un’ora.
Venerdì sera, un altro fulmine ha colpito alcune istallazioni delle FFS nella svizzera romanda. Il guasto ha costretto un treno ad alta velocità in partenza da Losanna a cambiare rotta e ha ritardato di ca. un'ora un Intercity da Ginevra a Zurigo.
Sabato mattina, un ulteriore guasto nei pressi di Zurigo ha perturbato per oltre un’ora e mezza il traffico in direzione del Gottardo e dei Grigioni.