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TOKYO - Il Giappone non molla, nonostante le pressioni internazionali, e annuncia che intende portare avanti il proprio impegno per la ripresa della caccia commerciale alle balene, formalmente messa al bando nel 1986.
La posizione ufficiale del governo di Tokyo è stata spiegata oggi dal ministro per le risorse Agricole, Forestali e Ittiche, Hirotaka Akamatsu, a poche ore dall'incontro preliminare della Commissione Internazionale sulle balene (Iwc), in programma in Florida.
"Per riguadagnare il diritto a condurre la caccia commerciale delle balene, cosa si può fare e quale compromesso è possibile raggiungere?", si è chiesto il ministro durante una conferenza stampa. Semplice: il Giappone "continuerà sulla strada fin qui intrapresa di pazienti negoziati".
Akamatsu, inoltre, ha promesso 'battaglia' per il vertice annuale di giugno della Commissione Internazionale sulle balene: "Con il mio impegno in prima persona - ha assicurato Akamatsu - porterò avanti le ragioni del Giappone per conseguire risultati concreti" sulla caccia a fini commerciali.
La pesca delle balene, messa al bando dalla Commissione internazionale nel 1986, è stata perpetuata dal Giappone con l'espediente della finalità scientifica, che permette al Sol Levante di pescare un migliaio di cetacei l'anno.
Il governo australiano, strenuo oppositore della caccia 'scientifica' nipponica, il mese scorso ha minacciato di passare alle vie legali se Tokyo non cesserà entro novembre ogni iniziativa contro i cetacei nell'oceano Antartico.
SDA-ATS