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Iniziata la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l’autodeterminazione)”
Nel corso di una conferenza stampa a Berna, l’UDC ha avviato la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l’autodeterminazione)”, pubblicata il 10 marzo nel Foglio federale. Le cittadine e i cittadini svizzeri hanno l’ultima parola nel loro paese. Il popolo e i cantoni decidono sul diritto supremo applicabile in Svizzera. Essi costituiscono il sovrano, ossia l’autorità legislativa suprema. Sono il costituente. Questo regime è stato benefico per il nostro paese. Il nostro ordinamento liberale, ma anche il nostro Stato sociale, sono nati su questa base e non sull’annessione a organizzazioni internazionali o a tribunali stranieri. Garantendo la certezza del diritto e la stabilità, questo regime, che ha dato buona prova della sua efficacia, è anche una condizione-quadro essenziale per un’economia attrattiva e performante.
L’autodeterminazione e l’indipendenza sono tuttavia minacciate:
- dei politici, dei funzionari e dei professori non vogliono più che il popolo abbia l’ultima parola. E cercano di limitare i diritti democratici;
- questi ambienti adottano sempre più frequentemente l’idea che il diritto straniero, dei giudici e dei tribunali stranieri, contino più del diritto svizzero approvato da popolo e cantoni;
- il Consiglio federale, gli altri partiti politici, il Tribunale federale e la classe politica, pongono le disposizioni del diritto internazionale (chiamato anche diritto dei popoli o diritto della gente) al di sopra del diritto svizzero.
Le conseguenze per noi Svizzeri
La certezza del diritto e la stabilità sono rimesse in questione. Le decisioni del popolo non sono più rispettate. Popolo e cantoni, per esempio, hanno approvato la gestione autonoma dell’immigrazione e l’espulsione degli stranieri criminali, ma i politici rifiutano di applicare queste decisioni appellandosi al diritto internazionale.
L’iniziativa per l’autodeterminazione “Il diritto svizzero anziché giudici stranieri” chiede l’osservanza dei princìpi seguenti:
- la certezza del diritto e la stabilità chiarendo il rapporto fra il diritto nazionale e il diritto internazionale;
- l’autodeterminazione delle Svizzere e degli Svizzeri, per conservare una democrazia diretta unica al mondo;
- il diritto svizzero è la nostra suprema fonte del diritto;
- il popolo e i cantoni definiscono il diritto e non dei funzionari e dei professori;
- il diritto svizzero deve essere formulato su una base democratica, quindi dal popolo e dai cantoni o dal parlamento, e non da funzionari e giudici di organizzazioni internazionali o da tribunali stranieri;
- le decisioni del popolo sono applicate senza discussioni e indipendentemente dal fatto che piacciano o no alle “élite” della Berna federale;
- la Svizzera tutela in modo autonomo i diritti dell’uomo e i diritti fondamentali;
- l’adesione strisciante all’UE e l’abbandono della sovranità a vantaggio dell’UE devono essere impediti;
- la ripresa automatica (dinamica) del diritto UE e del diritto internazionale deve essere impedita;
- l’indipendenza deve essere salvaguardata per garantire la libertà e la prosperità;
- il successo economico, gli investimenti e la sicurezza dell’impiego si fondano sulla libertà, l’indipendenza e l’autodeterminazione.
UDC Svizzera
Nota della redazione: quanto sopra è ciò che l’accozzaglia di partiti (PLR, PPD, PS, PBD, Evangelici, Verdi, Verdi liberali – questa volta non manca veramente nessuno) indegnamente coalizzatasi – non è la prima volta, d’altronde – contro l’UDC ma, soprattutto, contro il popolo, ha definito un “attacco frontale ai valori elvetici”. Inutile spendere altre parole.