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BERNA - Lo scandalo delle manipolazioni contabili presso AutoPostale è tornato a scaldare gli animi in Parlamento. In un dibattito acceso, il Consiglio nazionale ha trattato oggi una serie di interpellanze urgenti sulla vicenda. Tutti i gruppi sono intervenuti sul dossier, chiedendo non solo che venga fatta piena luce sull'operato della società e degli organi di controllo, ma anche una revisione dell'intero sistema che regola le aziende della Confederazione.
Questo scandalo mostra che esistono grosse carenze e c'è la necessità di correzioni, ha affermato in entrata Thomas Hardegger (PS/ZH). Il Governo ha lasciato che il consiglio di amministrazione di AutoPostale attuasse un sistema di compensazione che per primo ha spinto a operare in modo illecito, ha aggiunto.
Per Thierry Burkart (PLR/AG), il vero problema è quello dei conflitti di interesse: lo Stato guadagna, ma è a sua volta organo di vigilanza. "Queste imprese falsano la concorrenza", ha rilevato, chiedendo una distinzione netta fra imprese private e servizio pubblico. Thomas Ammann (PPD/SG) ha posto l'accento sulla sorveglianza. Non tutti hanno preso le responsabilità di quanto avvenuto tra il 2007 e il 2015, ha affermato, chiedendosi perché in quel periodo nessun organo di controllo abbia notato irregolarità.
Particolarmente duro è stato Ulrich Giezendanner, (UDC/AG), che ha chiamato in causa direttamente la ministra dei trasporti Doris Leuthard. Ha visto i fondi propri di AutoPostale Francia? 200'000 franchi, sono praticamente in fallimento, ha affermato. "Questa azienda non regge, è stata creata solo per drenare soldi", ha aggiunto, sostenendo che quanto successo è un vero scandalo. "Bisognerà fare pulizia anche dentro il Controllo federale delle finanze (CDF)."
Per Hans Grunder (BDP/BE) le pratiche di AutoPostale sono contrarie a qualsiasi politica di mercato, mentre per Regula Rytz (Verdi/BE) i responsabili devono andarsene e anche quelli che hanno tollerato le frodi. "Dobbiamo ristabilire la fiducia della popolazione, ci vuole trasparenza assoluta e decisioni chiare".
Più in generale, i partiti borghesi hanno chiesto che le imprese della Confederazione non generino una distorsione della concorrenza con il settore privato. A sinistra sono state criticate le pratiche di versamento di bonus all'interno delle ex regie e la ricerca del profitto ad ogni costo, a scapito del ruolo di servizio pubblico.
Leuthard puntualizza: i rapporti del Cda sono sottoposti al Parlamento ogni anno
La ministra dei trasporti Doris Leuthard, dopo aver tracciato una panoramica con riferimenti storici del funzionamento e del sistema di controllo delle ex regie federali, ha tenuto a mettere il Legislativo davanti alle sue responsabilità. I rapporti dei consigli di amministrazione di queste aziende, con i loro orientamenti strategici, vengono discussi ogni anno dalle commissioni parlamentari, ha sottolineato.
Leuthard ha poi messo a fuoco la vicenda AutoPostale, precisando che sono in corso di verifica le pratiche contabili per gli anni 2016 e 2017. Da restituire sarebbero 15,1 milioni per il 2016, ha spiegato, aggiungendo che il Consiglio federale non ha ancora cifre per il 2017.
Per quanto riguarda l'azienda in Francia, ha confermato che essa dispone di un capitale proprio "molto modesto", pari a 200'000 franchi. Due imprese concorrenti hanno lanciato un'azione legale tuttora in corso. In merito a un eventuale trasferimento di fondi da AutoPostale svizzera alla filiale francese sono in corso verifiche. Per quanto riguarda l'inchiesta condotta da fedpol, i risultati sono attesi entro l'estate e il Parlamento sarà informato.
Interpellata sulle lacune nei controlli, la ministra ha sottolineato la necessità di attendere la fine delle indagini invece di trarre conclusioni affrettate. Il governo, ha fatto notare, non può immischiarsi nell'operato del Controllo delle finanze (CDF), anche se il collega di governo Ueli Maurer segue le sue attività.
In merito alla fiducia nella Posta e alla chiusura di uffici postali per questioni di redditività, la ministra ha specificato che siamo di fronte a qualcosa di completamente diverso. "In questo caso non ci sono sovvenzioni", ha spiegato. PostCom ha il ruolo di controllo e i comuni possono rivolgersi ad essa per verificare se le cifre sulla redditività presentate dalla Posta per giustificare una chiusura siano corrette.
Per Leuthard è infine sbagliato attaccare, come fa la sinistra, il sistema salariale della Posta. Ci sono stati errori e manipolazioni, ma a suo dire ciò non ha niente a che vedere con gli stipendi dei quadri intermedi, anche se in alcuni casi questi sono più elevati di quelli dei membri del governo.
La vicenda
AutoPostale ha percepito illecitamente 78,3 milioni di franchi di sovvenzioni federali e cantonali tra il 2007 e il 2015, stando a un rapporto dell'Ufficio federale dei trasporti che ha rivelato le irregolarità. La somma potrebbe superare i 100 milioni quando tutte le questioni saranno delucidate.
Sotto i riflettori è finita anche la direttrice della Posta, Susanne Ruoff. Per il momento la manager gode della fiducia del consiglio di amministrazione e della consigliera federale Doris Leuthard.
L'Ufficio federale di polizia (fedpol) è stato incaricato di svolgere una procedura penale amministrativa contro la Posta, in relazione alle irregolarità.