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BERNA - La politica dei trasporti non deve privilegiare la ferrovia a scapito della strada, arteria vitale per le piccole e medie imprese (PMI): lo sostiene l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), che respinge sia il progetto governativo concernente il finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF), sia l'aumento da 40 a 100 franchi del prezzo della vignetta autostradale.
I trasporti stradali sono essenziali per l'economia: nello spostamento delle merci e nell'approvvigionamento a livello locale viene infatti utilizzato principalmente questo canale. I progetti attualmente in discussione presso le commissioni federali trascurano però la strada, a tutto vantaggio della ferrovia, ha denunciato l'USAM in una conferenza stampa odierna a Berna. Manca così il denaro necessario per potenziare la rete e gestire al meglio il crescente volume di traffico.
Incomprensibile, per l'organizzazione, è innanzitutto l'aumento del bollo autostradale. "Il tasso di autofinanziamento della strada è oggi già superiore al 100%, ma malgrado questo gli utenti si vedono colpiti da imposte e tasse eccessive", ha affermato il direttore dell'USAM Hans-Ulrich Bigler.
L'organizzazione è soddisfatta dal no opposto dal Consiglio federale all'iniziativa "per i trasporti pubblici" inoltrata dall'Associazione traffico e ambiente (ATA). A suo avviso il controprogetto rappresentato dal FAIF non costituisce però una soluzione, perché cementa il malgradito sovvenzionamento trasversale della ferrovia da parte degli utenti stradali. Per questi ultimi i costi della mobilità aumentano, ciò che andrà a colpire soprattutto le PMI, denuncia l'USAM.
ATS