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BERNA - Il Consiglio Federale non ha inasprito le misure per combattere il Covid. Non sono pochi coloro, soprattutto contrari alla legge che verrà votata nel weekend, che sono convinti che si stia solo aspettando il voto e che sia una mossa politica attendere. Berset non ci sta e lo ribadisce in una intervista alla SRF. "Avremmo già fatto di più se la situazione lo richiedesse. Vorrei anche ricordare che abbiamo sempre lavorato di concerto con i cantoni. La cosa più importante oggi è probabilmente la partecipazione di tutta la popolazione. La gestione della crisi è stata molto più liberale che in altri paesi".
Un anno fa si chiuse perché non c'era il vaccino. "Oggi si possono prevedere anche misure che forse un anno fa non sarebbero state sufficienti". Ma se fosse necessario, la Confederazione agirebbe immediatamente, anche se sarebbe sgradevole. "Dobbiamo reagire al momento giusto, quando è necessario. Siamo stati piuttosto cauti fino ad ora. In settembre abbiamo esteso l'uso del certificato Covid, e in ottobre ci siamo astenuti dall'allentare. Ora non stiamo stringendo nulla perché ci sono enormi differenze tra i cantoni. Ma noi lavoriamo con i cantoni", ha detto Berset.
E infine: "Tutti entreremo in contatto con il virus in un modo o nell'altro. Ci sono due modi: il percorso controllato con la vaccinazione - e abbiamo sempre più prove sul fatto che funzioni bene; non è un'assicurazione completa, ma ci aiuta ad uscire dalla pandemia - o quello incontrollato da contagio, e bisogna accettare anche questo. La vaccinazione però è volontaria e rimarrà tale". Dunque un obbligo vaccinale è escluso.