Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01232.jsonl.gz/1305

L’intransigenza manifestata da Bruxelles riguardo a dei negoziati con la Svizzera non ha nulla di sorprendente. Il Consiglio federale non dovrebbe lasciarsi impressionare e adottare finalmente un atteggiamento fermo 3e credibile. La Svizzera non fa parte del mercato interno dell’UE e non ha alcuna intenzione di aderirvi. È ormai da lungo tempo che il Consiglio federale ha ricevuto il mandato di adottare un linguaggio chiaro di fronte all’UE.
Adottando un nuovo articolo costituzionale che esige il controllo dell’immigrazione, il popolo ha incaricato il Consiglio federale di rinegoziare l’accordo di libera circolazione delle persone. Invece di dar seguito a questo mandato, il Consiglio federale e la maggioranza di centrosinistra del Parlamento hanno fatto di tutto per indebolire la posizione della Svizzera. Il Consiglio federale è in tutta evidenza incapace di applicare rigorosamente il mandato costituzionale approvato il 9 febbraio e i partiti di centrosinistra si oppongono addirittura apertamente al rispetto della volontà del sovrano. È evidente che questi comportamenti, contrari alle regole più elementari della conduzione di negoziati, non permetteranno mai di negoziare in modo utile con l’UE.
Posizione confusa del Consiglio federale
Secondo voci uscite questo weekend dal dipartimento di Simonetta Sommaruga, sembra che il Consiglio federale sia intenzionato ad applicare l’articolo costituzionale sul controllo dell’immigrazione unicamente se l’accordo di libera circolazione con l’UE può essere adattato. Questa posizione è conforme al rifiuto del Consiglio federale di dare priorità agli obiettivi da raggiungere nei negoziati con Bruxelles, mentre che il mandato negoziale non è nemmeno ancora stato approvato definitivamente. Se il Consiglio federale vuole negoziare seriamente con l’UE, deve cominciare impegnandosi chiaramente a favore dell’applicazione del nuovo articolo costituzionale sul controllo dell’immigrazione. Ciò significa anche che deve essere pronto, se del caso, a rinunciare all’accordo di libera circolazione delle persone, dunque a rescinderlo.
Il centrosinistra tira nella schiena del governo
La posizione del Consiglio federale è inoltre indebolita dalla maggioranza di centrosinistra del Parlamento. Il PS ha già deciso di non rispettare la decisione popolare del 9 febbraio. Quanto ai partiti di centro, essi vogliono a qualsiasi costo mantenere l’attuale libera circolazione delle persone con l’UE, il che è altrettanto incompatibile con la nuova norma costituzionale.
L’UDC continuerà a battersi per dei negoziati credibili su questo dossier. Per rafforzare la posizione del Consiglio federale, essa ha depositato durante l’ultima sessione delle camere federali una mozione che invita il Consiglio federale a rescindere l’accordo di libera circolazione se l’UE non entra in materia sui nuovi negoziati o se la Svizzera non trova altra soluzione che le permetta di gestire autonomamente l’immigrazione mediante contingenti e con il principio della priorità ai lavoratori residenti. Se il Consiglio federale affosserà l’applicazione del nuovo articolo costituzionale e l’adattamento dell’accordo di libera circolazione che per forza di cose ne deriva senza che il Consiglio federale ne tragga le conseguenze che s’impongono, l’UDC lancerà un’iniziativa esigente la rescissione dell’accordo di libera circolazione delle persone.
Berna, 16 dicembre 2014