Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/75481

<h2>SubmittedText<h2><p>Prima di ogni seduta del Consiglio dei ministri e delle sue formazioni, i rappresentanti dei 27 Stati membri dell'Unione europea (UE) raggiungono intese dettagliate in seno al Consiglio d'Europa e si limitano poi prevalentemente ad informare soltanto la delegazione dello Stato che, di volta in volta, detiene la presidenza. Poiché oltre la metà dei 19 membri del Consiglio d'Europa che non fanno ancora parte dell'UE intende aderire all'UE quanto prima, è raro che, durante le discussioni, emergano pareri divergenti da quelli espressi dall'UE. Questa situazione, tuttavia, inaridisce le discussioni, a cui partecipano perciò sempre meno delegazioni.</p><p>1. Qual è il parere del Consiglio federale in merito?</p><p>2. Sarebbe disposto a prendere contatto con i membri del Consiglio d'Europa che si trovano in una situazione simile a quella della Svizzera, come la Norvegia, l'Armenia e l'Islanda, e a discutere con loro di quanto si verifica nel Consiglio d'Europa per elaborare eventualmente una strategia comune nell'interesse di tutti?</p><p>3. Sarebbe poi disposto a informare la delegazione svizzera presso il Consiglio d'Europa in merito a tali discussioni ed eventualmente a renderla partecipe?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In seno al Consiglio d'Europa, l'allargamento dell'UE e il rafforzamento della cooperazione politica fra i suoi Stati membri sono chiaramente percepibili. La Svizzera è attenta quando l'UE adotta una posizione a nome dei suoi Stati membri, tanto più che l'UE dispone della maggioranza assoluta nel Consiglio d'Europa. Tuttavia, la maggior parte delle decisioni importanti sono prese a maggioranza dei due terzi dei delegati presenti rappresentanti almeno la metà dei membri del Consiglio d'Europa.</p><p>Per altro, i temi sui quali l'UE parla con una sola voce sono ancora l'eccezione. Il Consiglio d'Europa rimane un'organizzazione in cui gli Stati membri, come avviene ormai da tempo, tengono molto alla loro indipendenza e apprezzano di potersi esprimere a proprio nome.</p><p>Il processo di rafforzamento della cooperazione politica in seno all'UE ha tuttavia indotto l'UE e i suoi Stati membri a esaminare il futuro dei loro rispettivi ruoli in seno al Consiglio d'Europa. Nel suo rapporto "Conseil de l'Europe - Union européenne: une même ambition pour le continent européen", il primo ministro lussemburghese Juncker ha proposto, nel 2006, che l'UE ratifichi la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e aderisca al Consiglio d'Europa. Il Consiglio federale a questo proposito ha dichiarato, nella sua risposta all'interrogazione Gross Andreas 06.1048, "Adesione dell'UE al Consiglio d'Europa", di essere convinto che l'adesione dell'UE alla CEDU rafforzerebbe l'attuazione della convenzione e contribuirebbe a rivalorizzare il Consiglio d'Europa anche dal punto di vista politico.</p><p>2. Il Consiglio federale è sempre pronto a dialogare con tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa, che siano membri dell'UE o non lo siano. In questo senso il DFAE non mancherà di intensificare i suoi contatti con gli Stati interessati ad accordarsi con la Svizzera in vista di un approccio comune alle sfide attuali del Consiglio d'Europa. Il DFAE provvederà affinché le consultazioni con gli Stati non membri dell'UE siano ulteriormente approfondite.</p><p>3. Il Consiglio federale si sforza, nell'ambito del comitato dei ministri e altrove, di promuovere una cooperazione il più possibile intensa con i membri dell'Assemblea parlamentare. Per quanto riguarda la Svizzera, i servizi del DFAE e i membri della delegazione all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa hanno già contatti molto stretti. In quest'ambito, lo scambio di idee e informazioni sulla politica dell'UE e dei suoi Stati membri nel Consiglio d'Europa potrà assumere un ruolo più ampio. Nel caso in cui le intese fra rappresentanti dei governi condurranno a una più stretta collaborazione con uno Stato membro del Consiglio d'Europa, secondo il Consiglio federale sarebbe utile che la delegazione parlamentare, dal canto suo, intensifichi le proprie relazioni con la delegazione di questo Stato.</p>  Risposta del Consiglio federale.