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Out of the Armchair and into the Streets (giù dalla poltrona e nelle strade) è il titolo dell’Inno della Filosofia Sperimentale, movimento filosofico scoperto grazie a Caminadella:
La Filosofia Sperimentale, per gli amici X-phi, sembra una rivoluzione, e per certi aspetti lo è: mettere alla prova le proprie idee, evitando il passaggio dal “A me sembra così” a “Per noi è così”. Bruciare la poltrona e andare nelle strade a interrogare le persone.
Il procedimento sembra essere: prendo un problema filosofico, cerco una applicazione pratica di questo problema, un esempio perspicuo, e chiedo cosa succede.
Kwame Anthony Appiah, nel suo interessante articolo sul New York Times, applica questo metodo a un classico problema di filosofia del linguaggio (semplificando: i nomi propri sono descrizioni abbreviate oppure il frutto di un battesimo?).
Quello che mi chiedo (e che, se fossi un filosofo sperimentale, chiederei a qualche centinaio di persone sottoposte a fRMI) è: a risolvere i casi è Nero Wolfe, che se ne sta seduto in poltrona, o Archie Goodwin, che va in giro e riferisce tutto a Wolfe?