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L'istituto bancario prosegue la sua strategia orientata verso la clientela privata nei Paesi europei dov'è prevista una forte crescita dei patrimoni.
L'UBS punta sempre più sulle attività all'estero con la clientela privata europea. Il rafforzamento di tale settore non ha nulla a che vedere con le discussioni sul segreto bancario, afferma Peter Wuffli, presidente della direzione, in un'intervista pubblicata lunedì dal quotidiano «Tages Anzeiger».
Il segreto bancario ci sarà ancora anche fra cinque anni, secondo Wuffli. "Pensiamo semplicemente che a lunga scadenza saranno prelevati soldi", rileva Wuffli, "i legami emozionali hanno meno importanza per le giovani generazioni e sulle varie piazze c'è sempre più concorrenza locale".
Ma l'UBS investe in questi paesi anche perché si attende una forte crescita dei patrimoni nei prossimi tre - cinque anni, principalmente per quanto riguarda la Germania, l'Italia, la Francia, l'Inghilterra e la Spagna. In tali Stati si trova l'80 per cento dei patrimoni europei.
A proposito dello scudo fiscale italiano e delle pressioni esercitate sul segrato bancario, Wuffli indica che in seguito all'amnistia è rientrato nella Penisola il 10-15 per cento dei fondi: di conseguenza l'85-90 per cento dei patrimoni è rimasto all'estero, anche in Svizzera. I fattori che conducono le persone a investire i soldi all'estero sono molteplici e complessi, sottolinea Wuffli.
swissinfo e agenzie