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La camera arbitrale del Comitato etico della Fifa ha condannato l'ex presidente della Confederazione calcistica africana, Issa Hayatou, a un anno di sospensione da tutte le attività legate al mondo del pallone. Al centro della questione c'è il contratto stipulato cinque anni dallo stesso dirigente fa con un'azienda francese, la Lagardère Sports, riguardante la commercializzazione fino al 2028 dei diritti legati alle competizioni organizzate dalla Confederazione africana. Un contratto, dicono dal comitato etico della Fifa, che è indipendente rispetto alla stessa Federazione calcistica internazionale, contrario alle regole della concorrenza, sottolineando al tempo stesso che Hayatou ha abusato dei privilegi della sua posizione, non coinvolgendo altri membri del comitato esecutivo della Caf nelle trattative. Non tenendo pure conto della posizione di alcuni di loro, i quali erano contrari ad accettare l'offerta di Lagardère Sports poiché questa era inferiore rispetto a quella presentata da un'altra società, la Presentation Sport, che nel marzo di quattro anni fa aveva deciso, appunto, di appellarsi al comitato etico Fifa.
Dimessosi dalla presidenza nel marzo 2017, dopo aver perso la rielezione contro Ahmad Ahmad del Madagascar, l'ex presidente della Confederazione calcistica africana (che lo scorso gennaio era stato nominato presidente onorario), oltre alla sospensione l'oggi settantaquattrenne Hayatou dovrà pagare una multa di 30 mila franchi.