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La diga di Ilisu verrà costruita anche dopo il ritiro di Svizzera, Germania e Austria dal progetto. Secondo i media turchi, sarebbero infatti stati trovati nuovi finanziamenti.
«Il consorzio mi ha comunicato di aver ottenuto crediti supplementari e che la costruzione della diga proseguirà nel 2010», ha dichiarato il premier Recep Tayyip Erdogan, stando a quanto riportato venerdì dalla stampa locale.
Lo scorso luglio, Svizzera, Germania e Austria avevano annunciato la loro decisione di ritirarsi dal progetto: le rispettive agenzie responsabili per la garanzia dei rischi legati alle esportazioni hanno infatti giudicato non soddisfatte le richieste riguardanti la protezione dell'ambiente, dei beni culturali e della popolazione locale.
Il progetto nel sud-est dell'Anatolia dovrebbe produrre 1'200 megawatt, per un costo preventivato di 1,5 miliardi di franchi. Alto 135 metri e lungo 1'820, lo sbarramento idrico da realizzare sul fiume Tigri dovrebbe disporre di una capacità di 10'400 miliardi di metri cubi d'acqua.
Nelle intenzioni delle autorità turche, l'opera permetterà la creazione di 3,8 milioni di posti di lavoro in una regione fortemente depressa, nel settore della costruzione e dei servizi, ma anche del turismo e della pesca.
Il rovescio della medaglia, evidenziato soprattutto dalle organizzazioni non governative, consiste nel fatto che oltre 50'000 abitanti dovrebbero essere sfrattati e decine di località inondate.
swissinfo.ch e agenzie