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LONDRA - Tendenza al calo dei contagi da Covid confermata nel Regno Unito anche dall'elaborazione delle stime settimanali fatte a campione dall'Office for National Statistics (Ons), equivalente britannico dell'Istat. Negli ultimi giorni 7 censiti da inizio novembre, infatti, l'Inghilterra - di gran lunga la nazione più grande del Regno, con circa l'80% della popolazione complessiva - ha fatto registrare in totale un caso ogni 60 abitanti, contro uno ogni 50 della settimana precedente.
In calo anche le nazioni minori: con il Galles che passa da un contagio stimato ogni 40 abitanti a uno ogni 45; l'Irlanda del Nord da uno ogni 65 a uno ogni 75; e la Scozia da uno ogni 80 a uno ogni 85, dopo aver avuto il proprio picco prima di tutti gli altri già a settembre (con un caso ogni 45).
Si tratta di una curva in chiara controtendenza, al momento, rispetto a quella in peggioramento di gran parte degli altri Paesi d'Europa, dopo che il Regno aveva anticipato l'impennata delle infezioni d'inizio stagione fredda. Un segnale positivo per il Paese e per il governo di Boris Johnson sull'efficacia almeno parziale della strategia di provare a contenere l'ondata con il rilancio dei vaccini (in particolare delle terze dosi booster, già somministrate sull'isola a 12 milioni di persone nell'intera platea degli over 50 e dei vulnerabili). E di farlo senza ripristinare alcuna delle restrizioni revocate a vasto raggio - mascherina obbligatoria inclusa - fin dal 19 luglio.