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Quello che assorbite fumando
Le sostanze e gli additivi contenuti nella sigaretta sono estremamente tossici. Fumando, si assorbono all'incirca 4.500 sostanze che sono contenute naturalmente nel tabacco, fra cui la nicotina (che genera la dipendenza), il monossido di carbonio (pericoloso perchè impedisce all'ossigeno di fissarsiall'emoglobina nel sangue), l'arsenico e i cianidi (composti da cianuro e idrogeno).
Ma anche :
- Del catrame, che si deposita nei bronchi e nei polmoni e può provocare tumori.
- Degli additivi: acido silicico, carbonico, acetico, formico, benzoico; diossido di titanio; prodotti per sbiancare la cenere; acceleratori di combustione, ecc.
- Dell'ammoniaca, che i produttori di sigarette aggiungono al tabacco per facilitare l'assunzione della nicotina e indurre la dipendenza nei fumatori.
La sigaretta: un dispositivo di sommnistrazione della nicotina
Per capire il ruolo degli additivi bisogna innanzitutto sapere come funziona la sigaretta. Il successo duraturo dell'industria del tabacco deriva direttamente dal carattere assuefante della nicotina e del consumo di tabacco. Le industrie che producono tabacco hanno riconosciuto per prime che la sigaretta, commercializata come accessorio legato ad un certo stile di vita, è di fatto un dispositivo di somministrazione di una droga che provoca dipendenza. Esistono quantità sterminate di documenti che provengono dalle industrie del tabacco che mostrano che i prodotti a base di tabacco svolgono essenzialmente il ruolo di sofisticati sistemi di somministrazione della nicotina, mettendo in atto un alto livello di tecnicità.
Philip Morris spiega che...
« La sigaretta non deve essere considerata come un prodotto, ma come un imballaggio o un dispositivo. Il prodotto è la nicotina. Guardate al pacchetto di sigarette come al contenitore che contiene la quantità di nicotina necessaria per la giornata. [...] Considerate la sigaretta come il distributore di una dose di nicotina [...] Il fumo è senza alcun dubbio il miglior veicolo della nicotina, e la sigaretta il miglior distributore di fumo (Philip Morris, 1972).
RJR (RJ Reynolds Tobacco) si considera come appartenente all'industria farmaceutica:
« In un certo senso, è possibile considerare l'industria del tabacco come un segmento molto specializzato, altamente ritualizzato e stilizzato, dell'industria farmaceutica ».(RJR 1972)
L'impatto degli additivi sul comportamento tabagico
La tecnologia degli addtivi è uno strumento importante a cui ricorre l'industria del tabacco nella produzione di questo imballaggio o dispositivo di distribuzione della nicotina. Benchè alcune sigarette messe in commercio siano state presentate come prive di additivi, secondo la dichiarazione rilasciata da JL Pauly, della Santa Fe Natural Tobacco Co., circa il 10% del peso complessivo di una sigaretta americana è costituito da additivi, principalmente sotto forma di zuccheri, aromi e umettanti. Ma esistono anche altri additivi, in quantità inferiore, che hanno un effetto più importante sul prodotto. I dati di cui disponiamo indicano che i fabbricanti ricorrono agli additivi principalmente per la loro influenza sugli effetti farmacologici della nicotina, per rendere il loro prodotto più attraente per i giovani fumatori durante il periodo di iniziazione al tabagismo e per coprire il gusto e il fastidio provocato dal fumo.
Il meccanismo della dipendenza e il ruolo subdolo degli additivi
Ad un livello più semplice, la sigaretta permette di veicolare una dose del suo principale principio attivo, la nicotina, fino ai polmoni del fumatore, sotto forma di una mescolanza di particelle e di gas che formano il fumo. La nicotina è rapidamente assorbita nel sangue in ragione della grande superficie di assorbimento dei polmoni (come anche della bocca e della gola) e raggiunge il cervello in meno di dieci secondi. I recettori del cervello reagiscono allo stimolo della nicotina liberando delle sostanze - dopamina ed altri neurotrasmettitori - che procurano al consumatore una sensazione come di "botta" o "frustata" e che corrispondono all'effetto stimolante della nicotina. Con il tempo, il recettori si abituano a ricevere la nicotina (si tratta del fenomeno della "tolleranza") e, quando ne è privato, il fumatore sente i sintomi dell'astinenza, che sono, per molti individui, estremamente spiacevoli. Questo impatto farmacologico ed i disturbi dell'astinenza, associati ad altri fattori psichici e sociali creano dipendenza verso i prodotti a base di tabacco. La nicotina è la causa principale di questa dipendenza. La relazione seguente mostrerà che l'avvio della nicotina verso i recettori nicotinici del cervello può essere subdolamente influenzato dall'uso di additivi.
Gli effetti deleteri del tabagismo
Fra le particelle ed i gas del fumo di tabacco che veicola la nicotina nel corpo ci sono migliaia di sostanze chimiche, molte delle quali sono tossiche o cancerogene. Benchè sia la nicotina a spingere le persone a fumare, altre sostanze si trovano alla base dei principali danni del fumo sull'organismo. Queste "altre" sostanze sono spesso raggruppate sotto il termine di "catrame", e conferiscono alle sigarette l'aroma ed altre qualità gustative. Questi catrami, insieme ai gas che risultano dalla combustione, come il monossido di carbonio, provacano tumori, malattie coronariche e respiratorie e moltio altri disturbi. La legislazione ha cercato di ridurre l'esposizione ai catrami esigendo una diminuzione del tasso di catrame contenuto nelle sigarette.
Delle sigarette teoricamente "leggere"
La generalizzazione dell'uso di additivi nel tabacco è strettamente legato alle strategie che mirano a ridurre il tenore di catrami nel fumo di sigarette. Il tasso di catrame e di nicotina nel fumo sono misurati da una macchina specialmente calibrata che "fuma" la sigaretta con volume ed una frequenza di aspirazioni regolari; i residui di catrame e di nicotina vengono raccolti su un filtro per essere in seguito pesati. Diversi governi hanno preteso una riduzione dei tassi di catrame misurati in questo modo, nella speranza di contenere l'esposizione dei fumatori al catrame e dunque di ridurre i danni per la salute legati al consumo di tabacco.
Le sigarette leggere: verità pratiche
Praticamente parlando, le sigarette "leggere" sono state ottenute dotandole di filtri e prevedendo un effetto di ventilazione di questi, ed è quest'ultima caratteristica ad essere particolarmente importante (Kozlowski et al. 1998). La presenza di fori nel filtro permette di inspirare dell'aria, cosa che diluisce il fumo e riduce la quantità di catrame e di residui di nicotina raccolti dalla macchina di misurazione. Nelle sigarette che dichiarano un tasso inferiore di catrame, l'80% del fumo è costituito in effetti dall'aria aspirata attraverso le perforazioni di ventilazione. Questo microsistema di ventilazione attenua il gusto del fumo perché gli agenti che determinano l'aroma sono diluiti dall'aria. Tuttavia, i fumatori non fumano come le macchine. Se il fumo è diluito, il fumatore avrà la tendenza a "compensare" fumando le sigarette leggere in modo più intenso per riuscire ad ottenere una dose soddisfacente di nicotina. Questa compensazione può comportare delle aspirazioni più frequenti e più profonde o persino delle aspirazioni che bloccano incoscientemente le perforazioni di ventilazione che permettono la diluizione del fumo. Il risultato è che i fumatori che consumano i prodotti "leggeri" non consumano meno nicotina degli altri (Benowitz et al, 1983, Bates & Jarvis, 1999). Uno studio condotto dall'ASH e dall'l'Imperial Cancer Research Fund (UK) (Low tar: why low tar cigarettes don't work and how the tobacco industry fools the smoking public) su dei documenti provenienti dall'industria del tabacco fornisce ulteriori dettagli sull'inefficacia delle sigarette "leggere" e su quello che sapevano, a questo proposito, i fabbricanti di tabacco, e ciò che hanno reso pubblico.
Le sigarette leggere e gli additivi
Una delle giustificazioni principali addotte per l'aggiunta di aromi artificiali è la necessità di sostituire la perdita degli aromi naturali dovuta alla diluizione del fumo. In teoria lo scopo è quello di facilitare l'adozione di prodotti a basso contenuto di catrame. Tuttavia, i benefici attesi in materia di salute in seguito all'introduzione di sigarette con un basso contenuto di catrame, dette sigrette "leggere", non si sono visti. Al tempo stesso, è stato introdotto un quadro regolamentare estremamente vago riguardante gli additivi. Benchè i consumatori di prodotti "leggeri" consumino esattamente la stessa quantità di catrame e nicotina che i consumatori di sigarette "pesanti", dovranno assorbire quantità più importanti di fumo "diluito" per raggiungere lo stesso livello. E un po' come allungare il vino con l'acqua, è sempre possibile inebriarsi, ma bisogna consumarne di più ed il gusto è attenuato.