Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01040.jsonl.gz/1362

Di recente un utente anonimo che utilizza il nickname FreeSpeechEnthusiast ha pubblicato su GitHub parte del codice sorgente di Twitter.
Su richiesta di Twitter, Microsoft (che è proprietaria di GitHub) ha poi rimosso il repository su cui FreeSpeechEnthusiast aveva reso pubblico quel codice.
Il nickname scelto rimanda chiaramente alla narrativa introdotta dal nuovo proprietario di Twitter, Elon Musk, secondo cui con il suo intervento sarebbe stata ristabilita la libertà di parola su Twitter.
Lo stesso Musk ha affermato più volte di essere un “assolutista della libertà di parola”, e FreeSpeechEnthusiast con questo gesto probabilmente ha voluto dimostrare cosa significhi l’assolutismo quando si tratta di libertà di parola.
Il codice sorgente infatti è composto da testo, quindi FreeSpeechEnthusiast non ha fatto altro che prendersi la libertà di rendere pubblico del testo di proprietà di Twitter, quindi violando le leggi.
Non è quindi un caso che Twitter ne abbia chiesto la rimozione, e che Microsoft abbia deciso di rimuoverlo.
In effetti in questo momento il repository FreeSpeechEnthusiast/PublicSpace risulta bloccato a causa di un reclamo DMCA, mentre risulta disponibile il testo della richiesta di rimozione.
In questa richiesta si legge che Twitter è detentrice del copyright di quel codice, e che si trattava di codice sorgente proprietario per la piattaforma e gli strumenti interni di Twitter.
Non è chiaro se prima della rimozione qualcuno sia riuscito a scaricare il codice, ed a renderlo disponibile su altre piattaforme. Non è nemmeno chiaro per quanto tempo quel codice sia stato pubblico.
Summary
La ricerca dell’autore
La società comunque non si è limitata a richiedere a Microsoft la rimozione del codice, ma ha presentato anche una petizione al tribunale distrettuale della California settentrionale con cui ne ha chiesto la rimozione da GitHub.
Ha anche chiesto nome, indirizzo, numero di telefono, indirizzo e-mail, profili social e indirizzo IP dell’utente FreeSpeechEnthusiast per cercare di trovare il responsabile di questa violazione.
Un articolo del New York Times svela che un’indagine interna di Twitter ha suggerito che i responsabili dell’accaduto potrebbero essere ex-dipendenti che hanno lasciato l’azienda l’anno scorso, quando Musk ne ha preso le redini licenziando moltissimo personale.
I dirigenti della società però sarebbero venuti a conoscenza dell’esistenza su GitHub di quel codice solo di recente, quindi è plausibile che sia rimasto pubblico per mesi.
Tra l’altro lo stesso Elon Musk qualche giorno fa aveva annunciato che parte del codice di Twitter sarà reso pubblico a fine mese.
Twitter will open source all code used to recommend tweets on March 31st
— Elon Musk (@elonmusk) March 17, 2023
In questo caso si tratta di quella porzione di codice che viene utilizzata dalla piattaforma per consigliare i tweet agli utenti in home page, ma non si sa se quella pubblicata su GitHub da FreeSpeechEnthusiast sia la stessa. È però ipotizzabile che si trattasse di una differente porzione di codice.
Il codice Twitter open source
Di per sè il codice pubblico, ovvero open source, ha numerosi vantaggi.
Tuttavia per una società che utilizza il codice come vantaggio competitivo non è affatto una buona cosa renderlo pubblico.
Infatti, un codice pubblico può essere copiato da tutti, anche dai concorrenti, e dato che Twitter sta investendo molto per migliorare il proprio codice sorgente, non avrebbe alcun senso regalarlo alla concorrenza.
Pertanto ciò che ha fatto FreeSpeechEnthusiast è a tutti gli effetti un furto di proprietà intellettuale, aggravato dall’averlo diffuso senza il consenso del proprietario.
Il vero codice open source, invece, è quello che viene reso pubblico direttamente dal proprietario, ad esempio per renderlo utilizzabile da chiunque. È così, ad esempio, che ha fatto Satoshi Nakamoto a rendere Bitcoin utilizzabile da chiunque.
Infatti, il codice di Nakamoto è stato utilizzato innumerevoli volte per creare cloni di Bitcoin, che, però, sono tutti inevitabilmente finiti in seguito nel dimenticatoio.
Per Twitter, invece, sarebbe deleterio regalare il codice alla concorrenza, perchè a differenza di Bitcoin la concorrenza potrebbe utilizzarlo per danneggiare Twitter.
Il fallimento dei cloni di Bitcoin al contrario non ha fatto altro che favorire BTC, perchè ha dimostrato che di Bitcoin ce n’è uno solo, e ce ne potrà essere sempre e soltanto uno.