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Il lago Lemano é meno inquinato, il tasso di fosfati sensibilmente ridotto. Ma gli esperti sono preoccupati per la scomparsa dal mercato di detersivi privi di fosfato.
Dieci anni di provvedimenti per il risanamento del Lemano hanno permesso di ridurre il carico di fosfati nell'acqua del 35 per cento e il tasso di mercurio nella carne dei pesci a livelli vicini a quelli naturali. Tuttavia, i responsabili della protezione del lago lanciano un grido d'allarme a seguito della scomparsa dal mercato di detersivi per lavastoviglie privi del sale di fosforo.
«Abbiamo constatato la scomparsa di questi prodotti senza fosfati», ha affermato perplesso François Rapin, segretario generale della Commissione internazionale per la protezione delle acque del Lemano (CIPEL). Questo fatto, giudicato inquietante, sarà oggetto di uno studio approfondito che dovrebbe essere pubblicato in autunno.
Aumenta cloruro di sodio
L'obiettivo di 20 microgrammi di fosfati per litro d'acqua è ancora lontano: nel 2000 la concentrazione di questo sale è diminuita a 36 microgrammi al litro. È invece quasi triplicato il tenore del cloruro di sale - da addebitare alle attività industriali e allo spargimento sulle strade in inverno - che tra il 1971 e il 2000 è passato da 2,7 a 7,4 milligrammi al litro. Una tale concentrazione non rappresenta ancora un pericolo.
Importante il miglioramento relativo al tenore di mercurio nei pesci: nel 1974, la carne della bottatrice ne conteneva circa 500 microgrammi per chilo contro i 50 del 2000. Progresso anche per quanto concerne il raccordo alle stazioni di depurazione: 80 per cento della popolazione nel 1991 e quasi il 90 per cento nel 2000. La CIPEL sottolinea però che la qualità biologica del 10 per cento degli affluenti del Lemano è ancora «estremamente cattiva».
swissinfo e agenzie