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Contro un divieto generale delle attività politiche nell’areale delle stazioni
Decisione dell’Ufficio federale dei trasporti del 23 novembre 2011
Significato per la pratica:
- Le aziende ferroviarie svolgono dei compiti statali e sono quindi legate ai diritti fondamentali in base all’art. 35 Par. 2 Cost.
- Gli areali delle stazioni sono proprietà pubblica a uso pubblico.
- Un divieto generale delle attività politiche nell’areale delle stazioni è contrario alla costituzione. Quando l’utilizzo progettato comporta un uso pubblico maggiore è necessario introdurre un obbligo di licenza e una ponderazione dei diversi interessi in ogni singolo caso. Il contenuto specifico dei diritti fondamentali ideologici e politici è da prendere in considerazione.
Fatti
I Giovani Liberali dell’Appenzello Esterno (JFAR) nel febbraio del 2011 chiesero alla Südostbahn (SOB) e alle Appenzeller Bahnen (AB) il permesso di distribuire per 75 minuti nell’areale della stazione di Herisau dei volantini per una votazione cantonale. La SOB e l'AB respinsero la richiesta con la motivazione che in generale non sono permesse azioni dal contenuto politico sull’areale della stazione perché queste interferiscono in ogni caso con un uso pubblico della stazione da parte degli utenti. Di conseguenza i giovani liberali dell’Appenzello esterno hanno sollevato un reclamo presso l’Ufficio federale dei trasporti.
Considerazioni dell'Ufficio federale dei trasporti
L'Ufficio federale dei trasporti ha stabilito innanzitutto che sia la SOB che l'AB operando una ferrovia svolgono un compito statale e sono pertanto legate ai diritti fondamentali ai sensi dell'articolo 35 par. 2 della Costituzione. Da un punto di vista giuridico le stazioni ferroviarie sono di pubblico dominio e uso. Con un uso pubblico maggiore vi è inoltre una pretesa alla concessione di un permesso, a condizione che l'utilizzo dell’area in questione sia necessario per l'esercizio dei diritti civili sul suolo pubblico. Già il Tribunale amministrativo federale nella sua sentenza del 29 marzo 2011 A-7454/2009 ha rilevato che le FFS, con il loro divieto di appendere un manifesto critico nei confronti d’Israele nella stazione principale di Zurigo, hanno violato la libertà di espressione. La giurisdizione ritenne l’Ufficio federale dei trasporti anche applicabile in casu.
Nel valutare la richiesta di permessi è necessario un bilanciamento da un lato degli interessi pubblici e della compagnia ferroviaria a un corretto esercizio delle ferrovie e alla sicurezza del pubblico e, dall’altro lato degli interessi dei privati all’applicazione della libertà di opinione. Il contenuto specifico dei diritti fondamentali ideologici e politici è particolarmente da prendere in considerazione. Di conseguenza l'Ufficio federale dei trasporti decise che un divieto generalizzato delle attività politiche nell’areale delle stazioni fosse sproporzionato e quindi incostituzionale. L’UFT ha pertanto ordinato alla SOB e all'AB di modificare i loro regolamenti.
Commento
Mentre la SOB e l’AB hanno accettato la decisione dell’Ufficio federale dei trasporti, nel regolamento della stazione, rispettivamente nei termini e nelle condizioni delle Ferrovie federali svizzere (FFS) si trovano ancora un divieto generale della raccolta di firme e un divieto di pubblicità con contenuti politici o religiosi (vedi Mathis, Rz. 1 m.N.).
Un divieto generale di tutte le attività politiche sull’areale delle stazioni sembra in ogni caso sproporzionato. Tuttavia non è chiaro perché, anche per delle attività che richiedono un utilizzo maggiore dello spazio pubblico, il corretto svolgimento del servizio ferroviario e l’ordine e la sicurezza pubblica non possano essere garantiti tramite un obbligo di richiesta di permessi. Un tale obbligo di richiesta di un permesso è noto alle FFS; tuttavia solo delle attività commerciali nelle stazioni possono richiedere un tale permesso. Una disparità di trattamento tra le attività solo in base al loro contenuto non sembra giustificabile con ragioni oggettive.
Inoltre, tenendo conto della dottrina prevalente e della giurisdizione del Tribunale federale, non è chiaro se la raccolta di firme e la distribuzione di flyer o materiale pubblicitario politico nelle stazioni, in certi casi, possa essere eventualmente definito come semplice uso pubblico. Un semplice uso pubblico avviene quando una cosa pubblica è utilizzata come prevista e in modo compatibile con la comunità (quando il contemporaneo utilizzo della cosa pubblica da parte degli altri utenti non è reso oltremodo difficile). Pertanto che le azioni di raccolta e di distribuzione non sono svolte in passaggi stretti delle stazioni, non sono installati banchi e tavoli, e per questi motivi non si creano assembramenti di persone eccessivi, ci sono buone ragioni per una qualificazione delle attività come semplice uso pubblico. In casi del genere un permesso non sarebbe neanche necessario.
Il ricorso delle FFS contro la decisione del Tribunale amministrativo federale del 29 Marzo 2011 è ancora pendente presso il Tribunale federale. Dovesse il Tribunale federale confermare la posizione del Tribunale federale amministrativo, le FFS hanno già annunciato un adeguamento del regolamento della stazione ferroviaria, rispettivamente dei relativi termini e condizioni.
01.02.2012