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La piccola era stata rapita da un uomo nella tenda in cui dormiva con la famiglia
PERTH - Una notte in tenda insieme alla famiglia. Ma al risveglio manca la figlia. Si è conclusa la vicenda, perlomeno dal lato giudiziario, sul rapimento della piccola Cleo Smith, scomparsa nell'ottobre 2021 e ritrovata a 18 giorni di distanza nella casa del suo rapitore.
Terence Darrell Kelly è stato condannato a 13 anni di prigione. L'uomo, a processo da gennaio 2022, aveva già ammesso, nelle primissime fasi del procedimento penale, la sua colpevolezza. Due anni fa si era avvicinato alla tenda in cui Cleo Smith dormiva con la propria famiglia in un campeggio dell'Australia Occidentale e, nel più totale silenzio, aveva preso la piccola insieme al sacco a pelo in cui dormiva.
Kelly l'aveva quindi portata a casa sua e l'aveva chiusa in una stanza da letto. Poi aveva acceso la radio al massimo per coprire i lamenti di Cleo che chiamava la mamma. Ora, secondo quando deciso dal giudice, prima di poter chiedere la libertà condizionale, il rapitore dovrà attendere almeno undici anni. Ma cosa lo aveva portato ad agire? Stando alla perizia psichiatrica, Kelly ha vissuto dei traumi molto forti da bambino che lo hanno portato a sviluppare dei disturbi mentali e, inoltre, al momento del rapimento faceva uso di metanfetamine.
In un comunicato, riporta la Bbc, i genitori della piccola Cleo scrivono che il rapimento ha «avuto un impatto davvero molto forte» sulle loro vite. E sperano che, nonostante il trauma, la loro bambina «possa andare avanti e vivere una vita felice».