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I partiti e gli enti statali dell’ex Repubblica Democratica Tedesca (RDT) si avvalevano di società all’estero, secondo indagini tedesche anche in Svizzera, per concludere affari legali e per il finanziamento di attività illegali. Non riuscendo a risalire a tutti questi flussi di denaro, nel 2003 le autorità tedesche hanno chiesto la collaborazione della Svizzera che, nel quadro dell’assistenza giudiziaria, in alcuni casi ha fornito le informazioni desiderate. In altri, invece, le prove non erano sufficienti per aprire una procedura d’assistenza giudiziaria.
Nell’ottobre 2007, il Consiglio federale ha deciso di accogliere una richiesta della Cancelliera Angela Merkel e ha avviato un’inchiesta in quattordici istituti bancari, che sono stati invitati a svolgere ricerche di coordinate bancarie e transazioni riconducibili a persone sospettate di attività illecite. La Commissione federale delle banche (oggi FINMA) era responsabile dei lavori.
Le indagini si sono rivelate complicate, in quanto i conti, le liquidazioni e le transazioni discutibili risalivano a molto tempo addietro. In molti casi, il periodo di conservazione dei documenti bancari era per di più scaduto. In totale, otto banche su quattordici hanno notificato 56 relazioni commerciali.
La documentazione consegnata ieri a Berna può essere impiegata come prova in un procedimento giudiziario se la Svizzera dà il suo assenso per il tramite dell’assistenza giudiziaria.
Con la consegna dei documenti, la Svizzera fornisce un sostegno al chiarimento di aspetti finanziari delle fasi finali della RDT.
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