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"Stadio del Popolo: la popolazione - su base volontaria - diede una mano per la realizzazione.
Oggi l'arena di Budapest, teatro di Ungheria-Francia, ha una capienza di 67'889 spettatori.
BUDAPEST - Articolo redatto da Giorgia Cimma Sommaruga
Tutte le città coinvolte nei match degli Europei di calcio 2021 hanno impiegato grandi forze per essere all’altezza della situazione. Non è stata da meno la Puskás Arena di Budapest, ristrutturata interamente e inaugurata in occasione del match Ungheria-Uruguay del 18 novembre 2019. Il nome è un omaggio alla star del calcio ungherese degli anni ’50 Ferenc Puskás. Tra gli attaccanti più prolifici della storia, segnò oltre 700 reti tra club e nazionale e fino al 2018 è stato il miglior marcatore europeo di sempre in una nazionale, record battuto solo da Cristiano Ronaldo.
Nel lontano 1896 risalgono i primi progetti di uno stadio nazionale nella capitale magiara, ma la prima guerra mondiale e le conseguenze politiche del conflitto, fanno sfumare tutto. Sarà solo dopo il secondo conflitto mondiale che il progetto viene approvato definitivamente.
I lavori iniziano nell’estate del 1947 e si protraggono fino alla metà del 1953. Oltre ai soldati, la popolazione partecipò alla costruzione su base volontaria: tra i protagonisti - la leggenda narra - anche Puskás e gli altri campioni dell’Aranycsapat, la “Squadra d’Oro”. Non a caso quando nel 1953 i lavori terminarono, l’arena venne battezzata Népstadion: “Stadio del Popolo”. Nel 2002 viene poi ribattezzato Puskás Ferenc Stadion e a metà degli anni 2000 vengono proposti i primi progetti di ricostruzione.
Budapest vuole proporsi come città ospitante degli Europei di calcio, ma solo dopo tre sconfitte nelle assegnazioni viene presa in considerazione e il progetto del nuovo stadio prende forma. Ormai nel totale degrado e con una capacità di soli 38'652 posti, ombra dello splendore passato, il vecchio stadio viene demolito nel 2017. Progetto avveniristico, sostenibile e rispettoso della tradizione, il nuovo stadio ribattezzato Puskàs Arena ha una capienza di 67'889 posti.
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
L'automobile dell'anziano si è scontrata frontalmente contro la porta di un'autorimessa e poi contro un muro. Per il 72enne, forse vittima di un malore, non c'è stato nulla da fare.
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Intanto nel Comune di Valmara c'è stupore. Il segretario comunale: «Non ci era stati segnalati disagi in merito a queste due persone». Eppure c'è chi parla di liti frequenti.
Si moltiplicano le ipotesi sull’identità dello scheletro ritrovato settimana scorsa tra le montagne vallesane.
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Le insolite temperature delle acque favoriscono lo sviluppo dei Medicane, delle tempeste tropicali simili a uragani.
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Dal lago Verbano ai fiumi Maggia, Tresa e Breggia la situazione è inquietante. Pesci sotto stress.
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Se si concretizzasse lo scenario peggiore, Berna potrebbe prendere misure drastiche che vanno dalla riduzione dell'illuminazione stradale, allo spegnimento dei neon delle vetrine, fino al divieto di acquistare stufe elettriche.
Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
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L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».
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Sul posto rimarranno ancora 800 volontari per sistemare la zona: «L'obiettivo è che il 15 agosto il campo sia vuoto e il terreno possa essere restituito ai proprietari».
Il nuovo delegato per la sicurezza lancia l'allarme: «La Svizzera è di fronte a numerose sfide».
Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».