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Inquinamento Petrolio negli oceani, è solo colpa dell'attività umana
Scienziati cinesi e statunitensi hanno rilevato che gli sversamenti di petrolio negli oceani globali causati dalle attività umane sono sostanzialmente sottostimati, con oltre il 90% di scarichi 'antropogenici'.
Lo studio pubblicato oggi sulla rivista Science descrive l'estensione, la frequenza e le probabili fonti dell'inquinamento marino cronico da petrolio.
Gli scienziati della Nanjing University, della University of South Florida e della Florida State University hanno analizzato oltre mezzo milione di immagini prodotte dai satelliti Sentinel-1 fornite dall'Agenzia spaziale europea dal 2014 al 2019.
Questi hanno scoperto che la percentuale di scarichi di origine umana ha rappresentato il 94% delle chiazze totali, una cifra molto più elevata rispetto alla precedente stima del 54% rilevata dal 1990 al 1999. Altre fonti di chiazze di petrolio includono le infiltrazioni naturali dai giacimenti di idrocarburi del fondo marino.
Inoltre, secondo lo studio, anche il numero di piattaforme che presentano perdite è stato precedentemente sottovalutato, poiché le chiazze di idrocarburi con permanenza cronica sono associate a 137 piattaforme petrolifere.
La presenza cronica di tali inquinanti mette a rischio le forme di vita planctoniche negli oceani, essenziali per loro la diversità e per il loro stato di salute.
Lo studio ha rivelato che le chiazze di petrolio erano distribuite principalmente lungo le coste, con circa il 90% di esse entro 160 chilometri dalla linea costiera.
Secondo i ricercatori, i risultati possono fungere da base scientifica per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite.
SDA