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Il Dipartimento della difesa elvetico ha deciso di rinunciare alla controversa proposta di organizzare corsi di ripetizione all'estero della durata di sei settimane.
Naufragato anche il progetto di attribuire maggiori competenze al governo in materia di missioni militari di pace.
I soldati svizzeri non dovranno effettuare sei settimane di corsi di ripetizione all'estero. Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha deciso di rinunciare a quest'idea, apertamente criticata durante la procedura di consultazione sulla revisione della legislazione militare.
Quasi tutti i partiti e le associazioni avevano affermato senza mezzi termini che le imprese non possono permettersi di avere dei collaboratori assenti per così tanto tempo.
Il Dipartimento di Samuel Schmid riteneva che per esercizi di combattimento su vasta scala al di là delle frontiere nazionali, le tre settimane abituali del corso di ripetizione fossero insufficienti. Da qui la proposta di raddoppiarle. Ma questo progetto – si legge in un comunicato del DDPS – è stato abbandonato. Stesso destino per la proposta di rafforzare le competenze del Consiglio federale.
Imparare all'estero
La maggior parte degli ambienti consultati non si è invece opposta all'idea che i militi siano formati in altri paesi durante l'abituale durata dei corsi. Di conseguenza, il DDPS intende mantenere nella sua proposta di revisione della legge l'obbligo dell'istruzione all'estero per la milizia.
Finora, la partecipazione di militari non professionisti a corsi organizzati all'estero era volontaria. Se la proposta di legge sarà accettata dal parlamento, anche i soldati di milizia dovranno prendere parte – per una durata conforme al diritto in vigore – ai servizi d'istruzione che si svolgeranno all'estero. Questi ultimi non diventeranno però la regola.
Il Consiglio federale dovrebbe pronunciarsi sul progetto definitivo in autunno. Il testo non arriverà sui banchi del parlamento prima della primavera del 2008. Entro quella data dovrebbe essere chiara anche la situazione per quanto riguarda la riorganizzazione di Esercito XXI per gli anni 2009 – 2011, approvata dalla camera alta già all'inizio di marzo e che sarà ora riesaminata dal Consiglio nazionale, che l'aveva bocciata nella sessione autunnale del 2006.
swissinfo e agenzie
In breve
La Svizzera dispone di un esercito di milizia, diretto da professionisti. L'obbligo di servire ha inizio a 18 anni.
La formazione dei militari prevede un periodo di scuola reclute (dalle 18 alle 21 settimane) seguito da 6 o 7 corsi di ripetizione della durata di tre settimane.
Nel 2003 il popolo elvetico ha approvato la modifica della legge militare (LM), che prevedeva di ridurre gli effettivi dell'esercito a 220'000 uomini (Esercito XXI).
Un nuovo progetto di revisione della LM sarà sottoposto al parlamento nel corso del 2008.
Soldati svizzeri all'estero
La Svizzera è un paese neutrale. Non è quindi membro dell'Alleanza atlantica (Nato). Dieci anni fa, ha però aderito ai programmi della Nato per la pace.
La Svizzera partecipa in particolare alla missione della Nato per la promozione della pace in Kosovo, dove prestano servizio circa 220 soldati elvetici, subordinati al comando di un'unità austriaca.
Altri 250 militi svizzeri sono impegnati in missioni di pace in altri paesi.