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Una cinquantina di «Sans-papiers» e simpatizzanti si sono radunati mercoledì presso la sede del Dipartimento federale di giustizia e polizia per inoltrate alla ministra Ruth Metzler una dichiarazione nella quale chiedono la regolarizzazione di tutti i clandestini che vivono in Svizzera.
Il movimento dei «Sans-papiers» ha assunto negli ultimi mesi una visibilità nazionale, hanno dichiarato gli attivisti. Anche le persone che vivono in clandestinità devono beneficiare dei diritti umani, le leggi attuali invece tendono ad emarginare le persone. I «Sans-papiers» si legge nella dichiarazione redatta all'unanimità da sette comitati provenienti dalla Svizzera romanda e tedesca, «sono vittime di un sistema dicriminatorio».
Nel documento viene reiterato l'appello a Ruth Metzler affinché tutti i clandestini possano godere di un'ammissione collettiva. Gli attivisti auspicano che sul problema si apra un dibattito nazionale. Per questa ragione, i rinvii di «Sans-papiers» devono essere immediatamente interrotti, affinché essi possano partecipare alla discussione senza rischiare di essere cacciati.
La sospensione degli allontanamenti dovrebbe rimanere in vigore fino a quando il parlamento non si sarà espresso sulla questione.
swissinfo e agenzie
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