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La società Nord Stream 2, con sede a Zugo che realizza il gasdotto sotto il Mar Baltico tra la Russia e la Germania, è fallita. Sono interessati più di 100 dipendenti. Lo ha detto oggi a Blick-TV Silvia Thalmann-Gut (Centro), alla guida del Dipartimento dell’economia di Zugo.
Già ieri sera, il consigliere federale Guy Parmelin aveva affermato alla RTS nel corso dell’emissione "Forum" che tutto il personale di Nord Stream 2 a Zugo era stato licenziato. "Abbiamo appreso che tutto il personale di Nord Stream 2 (...) a Zugo, cioè più di 140 persone, è stato licenziato", ha detto il ministro dell’Economia sulle onde della RTS.
Thalmann ha detto che sono coinvolti tra i 100 e i 110 dipendenti. La direzione del Dipartimento dell’economia di Zugo è stata contattata da Nord Stream 2 ieri e informata in dettaglio sul fallimento oggi.
Stando a Parmelin, il licenziamento di massa è una conseguenza della sospensione da parte del governo tedesco del progetto del gasdotto Nord Stream 2. Il gasdotto sottomarino è stato completato ma non è ancora operativo.
Negli scorsi giorni il club di hockey su ghiaccio dello Zugo ha deciso di sospendere fino a nuovo avviso la sua partnership di sponsorizzazione con Nord Stream, altra società con sede a Zugo, rimuovendo dalle maglie i vari loghi legati alla società.
Le società anonime Nord Stream e Nord Stream 2 sono detenute in maggioranza dal gigante russo dell’energia Gazprom. Da qui l’imbarazzo per la relazione commerciale, legato alla guerra scatenata in questi giorni dal presidente russo Vladimir Putin in Ucraina.