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di Daniele Scarabel
Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, 2 giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. 4 Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. 5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. (Giovanni 17:1-5)
Per il 2019 abbiamo scelto come tema dell’anno “In questo mondo, ma non di questo mondo”. Lo tratteremo sotto diversi aspetti, anche molto pratici, nel corso dell’anno. Come punto di partenza tratteremo Giovanni capitolo 17, che contiene la cosiddetta “preghiera sacerdotale” di Gesù, nella quale più volte egli parla del fatto che come credenti continuiamo a vivere in questo mondo, pur non essendone più parte.
Gesù sapeva che per i suoi discepoli e per noi oggi non sarebbe stato facile vivere nel mondo come cristiani. Già nei primi cinque versetti, nei quali di fatto Gesù prega solo per se stesso, troviamo alcune importanti indicazioni su come anche noi possiamo vivere in questo mondo senza cedere alle sue pressioni.
Gesù ha sconfitto il mondo
Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. (Giovanni 17:1-2)
Dopo aver cenato per l’ultima volta con i suoi discepoli e prima di essere tradito da Giuda, Gesù fece un ultimo importante discorso ai suoi discepoli che troviamo nei capitoli da 13 a 16.
Tra le molte cose annunciò loro che il mondo li avrebbe odiati, dicendo:
Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia. (Giovanni15:18-19)
In questi versetti Gesù descrive una realtà che a molti non piace sentire. Se seguiamo Gesù come suoi discepoli non facciamo più parte del mondo, la nostra natura è diversa, siamo membri del regno di Dio e per questo il mondo ci odia. Gesù trasforma il modo di pensare e di agire del credente e per il mondo diventiamo sempre più dei corpi estranei.
Gesù concluse però il suo lungo discorso dicendo:
Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo. (Giovanni 16:33)
Il credente sperimenta tribolazione nel mondo. Da noi non è forse la persecuzione, ma il mondo ha anche altri metodi. Promette di soddisfare quei bisogni più profondi che abbiamo, così che non cerchiamo la soddisfazione da Gesù. Cerca di farci credere che quello che ha da offrire è meglio di Cristo o ci spinge a scendere a compromessi.
Ma proprio per questo Gesù ha vissuto in mezzo a noi nel mondo, per mostraci che ciò che il mondo ci ha fatto credere è incompatibile con ciò che è realmente vero. Gesù ha smascherato queste false promesse del mondo e se capiamo questa verità, riusciremo sempre meglio a vivere in questo mondo, ad essere sale e luce, e non solo a sopravvivere.
Proprio per questo Gesù ha chiesto a Dio di glorificarlo, ovvero di ridargli l’autorità e la potenza che aveva prima di lasciare tutto per diventare uomo, per essere con noi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente (Mt 28:20), ben sapendo che per ottenere questo avrebbe dovuto passare attraverso la crocifissione. Gesù sapeva che con la sua morte avrebbe anche glorificato il Padre, perché avrebbe dato a chiunque avesse creduto in lui la vita eterna tramite il perdono dei loro peccati!
Non possiamo parlare di voler vivere da cristiani in questo mondo, senza considerare che gli anni che viviamo qui con Gesù, sono già parte integrante della vita eterna. La vita eterna per chi crede in Gesù Cristo è già iniziata e va dunque vissuta e goduta come tale sotto ogni aspetto. Vivere in questo mondo con Gesù significa essere consapevoli che il mondo ci odia, ma anche vivere con gioia e pace perché Cristo è qui con noi.
Hai mai pensato alla vita eterna come a qualcosa di speciale che vale per te già adesso? Che Gesù usa ora tutta la sua autorità e potenza per guidarti e sostenerti nella tua vita in questo mondo? Gesù vuole che continuiamo a vivere in questo mondo, ma vuole anche che la nostra vita con lui sia ora di una nuova qualità.
La vita eterna: conoscere Dio
Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. (Giovanni 17:3)
Che cos’è per te la vita eterna? Se qualcuno ti chiedesse spiegazioni su perché dovrebbe voler credere in Gesù per ricevere la vita eterna, cosa gli risponderesti? Che si tratta semplicemente di un’esistenza senza fine? No, per Gesù è chiaro che la vita eterna è molto di più.
Nessuno cessa di esistere quando muore. Tutti vivono per sempre, in paradiso o all’inferno, a dipendenza di come si sono approcciati a Cristo in questa vita. La vita eterna non è però nemmeno vivere per sempre in paradiso invece che all’inferno. Molti pensano erroneamente che l’obiettivo della salvezza sia il perdono dei peccati per evitare l’inferno. Ma se tutto ciò che hai fatto è stato chiedere a Gesù di perdonare i tuoi peccati in modo da non perire all’inferno, allora ti stai perdendo la vita eterna!
La vita eterna è conoscere Dio. Potresti essere deluso da questa definizione. Pensi magari di conoscere Dio e non sei ancora soddisfatto. Vuoi che ci sia qualcosa di più. La chiave sta nel capire cosa intende la Bibbia con questa parola “conoscere”.
È molto più di semplice conoscenza intellettuale. Descrive ad esempio il rapporto più intimo possibile che un uomo e una donna possono avere. Dire che la vita eterna è conoscere Dio significa avere una relazione intima, profonda e personale con Dio. È incredibile! Ti rendi conto che ora l’ira di Dio non è più rivolta contro di te?
Non si tratta solo di avere il perdono dei peccati e di essersi liberati di un Dio arrabbiato che ora finalmente ti lascia in pace. Ora hai un Padre che vuole trasformare la tua vita, il tuo modo di vedere il mondo, di vedere te stesso e gli altri.
Molti credono che Gesù sia morto per perdonare i loro peccati, ma trascurano poi di curare una relazione personale e intima con il loro Padre. Si accontentano di tirare avanti sognando magari come sarà un giorno quando saremo tutti in paradiso. Con questo non voglio togliere nulla al cielo, sarà certamente meraviglioso e spettacolare, ma dovremmo vivere la vita eterna – una relazione intima, personale con Dio nostro Padre e Gesù Cristo suo Figlio – già qui e ora.
Questa è una delle principali differenze tra la chiesa del primo secolo e la nostra chiesa moderna. Quelle persone conoscevano Dio intimamente. Avevano una relazione con il Signore che non aspettava di iniziare in paradiso, ma lavorava in loro mentre erano ancora in questo mondo. Hanno capovolto il mondo conosciuto con le verità del Vangelo in soli trent’anni (Atti 17:6). Hanno influenzato il loro mondo molto più di quanto noi lo stiamo facendo oggi con il nostro mondo. Perché?
Avevano un rapporto così profondo con un Dio vivente che era contagioso. A Roma, i cristiani conoscevano il loro Dio in modo così intimo da cantare le sue lodi mentre venivano bruciati sul rogo. Ci sono resoconti storici sull’imperatore Nerone che si tappa le orecchie dicendo: “Perché questi cristiani cantano?”. Avevano molto più di una dottrina e una speranza alle quali si aggrappavano. Avevano un rapporto reale con Dio che permetteva loro di sopportare con gioia terribili atrocità e di trasformare in modo tangibile il mondo intorno a loro.
Permettimi di chiederti in questo senso: com’è la qualità della tua vita eterna? Non è una domanda per farti sentire in colpa, bensì per stimolarti. Quante persone morirebbero per avere ciò che hai? Qualcuno è invidioso della tua relazione con il Signore? Se no, allora probabilmente al momento non stai vivendo la vita eterna come la descrive la Bibbia e come il nostro Signore Gesù è morto per darti.
Non è qualcosa solo per pochi eletti. Questa è la normale vita cristiana. In effetti, se questa non è la tua esperienza, non stai davvero vivendo. Così come il conoscere sempre più profondamente la persona con la quale siamo sposati arricchisce il matrimonio, così è il rapporto intimo che ognuno di noi può avere con Dio, ad arricchire la vita eterna e ad accrescerne la qualità.
Un matrimonio che inizia bene non per forza continua bene se non viene curato. Con gli anni si cambia e la persona con la quale si è sposati cambia pure. Bisogna trovare nuovi modi e nuove vie per mantenere viva la comunicazione e la passione anche nel migliore dei matrimoni.
Così anche la migliore relazione con Dio non cresce e non diventa più profonda da sola. Gesù Cristo è morto per darci la vita eterna, è venuto per darci una vita in abbondanza (Gv 10:10), per far sgorgare dal profondo del nostro essere fiumi di acqua viva (Gv 7:38). Questa è la vita eterna della quale parla la Bibbia e che Gesù è morto per darci.
Cosa potrebbe aiutarti a passare più tempo di qualità con Dio, a condividere con Lui ogni tua gioia e preoccupazione? Chiedigli di farti riscoprire la vita in abbondanza che ha guadagnato per te morendo in croce, affinché la tua gioia diventi sempre più contagiosa.
Glorificare Dio con l’ubbidienza
Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. (Giovanni 17:4-5)
Gesù con la sua vita ha glorificato Dio avendo compiuto l’opera che Dio gli aveva affidato, compresa la sua morte in croce. Gesù ha glorificato il Padre avendo avuto per tutta la sua vita un cuore pronto ad ubbidire, un orecchio pronto ad ascoltare e la propria volontà sottomessa a quella del Padre. Gesù ha glorificato Dio vivendo in ubbidienza a Dio.
Più la nostra relazione con Dio cresce, più anche noi ci troveremo di fronte a situazioni nelle quali dovremo prendere una decisione. A dipendenza della nostra risposta, la relazione con Dio si approfondirà ancora di più oppure si spegnerà.
Anche noi possiamo glorificare Dio in questo mondo, pur non essendo di questo mondo, sottomettendo la nostra volontà a quella di Dio. È una sfida e non è sempre facile, anzi! Vedremo nei prossimi mesi in che cosa questo consiste in pratica e come possiamo vivere l’ubbidienza a Dio in molteplici sfide quotidiane che si pongono nel nostro mondo.
Se però seguiamo l’esempio che Gesù ci ha dato essendo pronti ad ubbidire a Dio, Dio un giorno ci ricompenserà. Gesù, dopo aver glorificato Dio con la sua ubbidienza, chiese di poter riavere la gloria che aveva prima di diventare uomo, di poter tornare unito a Dio come lo era sin dal principio. Similmente anche noi un giorno potremo dire insieme all’apostolo Paolo:
Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione. (2 Timoteo 4:7-8)
Se vogliamo imparare da Gesù come vivere nel mondo, dobbiamo iniziare ogni giorno come se fosse il primo giorno del resto della nostra vita eterna. Possiamo e dobbiamo godere ogni giorno come un giorno nel quale possiamo conoscere e sperimentare Dio sempre più profondamente e intimamente. Possa Dio toglierci dall’ombra di una vita cristiana mediocre e portarci a una vita cristiana potente, trasformante e dinamica.
Amen