Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/228515

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure che permettano di migliorare qualitativamente i dati rilevati in relazione all'obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti. Devono essere migliorati in particolare le statistiche sul numero di disoccupati della SECO e i dati sulle persone attive ottenuti per mezzo della rilevazione strutturale dell'UST, in quanto si basano sul principio dell'autodichiarazione. L'obiettivo è evitare che i lavoratori di una stessa professione con livelli di qualifiche diversi (qualificati o non qualificati), vengano registrati insieme. A questo fine è necessario implementare gli strumenti digitali esistenti per permettere di svolgere un rilevamento con opzioni di selezione predefinite e per verificare le autodichiarazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già illustrato nel testo della mozione, l'obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti si basa su due tipi di dati: i dati professionali delle persone disoccupate registrate presso l'assicurazione contro la disoccupazione (AD) ed elaborati dai consulenti del personale stessi (non autodichiarazioni), e i dati derivati dalla rilevazione strutturale dell'UST, raccolti per mezzo di inchieste. Il tasso di disoccupazione è ottenuto dividendo il numero di disoccupati per il numero di persone occupate secondo la rilevazione strutturale. Per determinare il tasso di disoccupazione nelle diverse professioni, dal 2020 l'AD e l'UST ricorrono alla nomenclatura svizzera delle professioni CH-ISCO-19 sviluppata dall'UST di concerto con le associazioni professionali e settoriali (in particolare della Società Svizzera degli Impresari-Costruttori), che nell'ottobre del 2019 è andata a sostituire la nomenclatura svizzera delle professioni 2000 (NSP 2000).</p><p>La CH-ISCO-19 ha permesso di migliorare sul piano qualitativo la rilevazione del numero di occupati da parte dell'UST, con un effetto altrettanto positivo sul calcolo del tasso di disoccupazione. Questo metodo consente di scegliere tra 600 professioni diverse, che prevedono di volta in volta una categorizzazione a seconda dei livelli di qualifica. Oltre ai criteri formali, come i titoli di studio, incidono anche di altri fattori. Di conseguenza, un lavoratore senza formazione specifica che vanta però un'esperienza professionale tale da permettergli di svolgere l'attività in questione, può finire nella stessa categoria di lavoratori con una formazione specifica. Tale approccio riflette la realtà del mercato del lavoro. Le denominazioni delle professioni e i titoli di studio trovano una corrispondenza univoca nelle professioni della CH-ISCO-19. In collaborazione con le associazioni professionali e settoriali, la stessa categorizzazione è stata verificata e ha subito le dovute modifiche. La banca dati delle professioni consente di valutare anche i rilevamenti degli anni anteriori utilizzando la nuova nomenclatura. Per non rischiare di escludere eventuali sviluppi futuri, l'UST aggiornerà la banca dati con le nuove denominazioni in tedesco, francese e italiano. L'UST ricorre a tutti gli strumenti disponibili per far sì che i partecipanti alle inchieste (online o telefoniche) codifichino le proprie risposte nel modo più preciso possibile. Come aiuto viene messa a disposizione una lista con le denominazioni esatte delle professioni.</p><p>Dall'inizio del 2020, grazie a una revisione della lista delle professioni dell'AD, è stato possibile migliorare sensibilmente anche la qualità dei dati rilevati dall'assicurazione contro la disoccupazione. La nuova lista è composta da circa 1250 denominazioni di professioni categorizzabili in modo chiaro secondo la CH-ISCO-19. Le autorità preposte al mercato del lavoro sono quindi in grado di registrare con uniformità le persone in cerca di impiego. Vengono anche inserite informazioni relative all'ultima attività svolta, essenziale per calcolare il numero di disoccupati. Questi dati non derivano da un'autovalutazione da parte della persona in cerca d'impiego quanto piuttosto da un colloquio con consulenti del personale qualificati degli uffici regionali di collocamento (URC) e da una successiva verifica effettuata sulla base dei documenti disponibili sulla persona in cerca d'impiego (p.es. ultimo contratto di lavoro, curriculum, diplomi, certificati ecc.).</p><p>Come già indicato dal Consiglio federale nel suo parere relativo alla mozione Wasserfallen (19.4400), in gran parte simile alla presente, sono state prese importanti misure per garantire un buon inserimento delle attività professionali nelle statistiche federali. Non è pertanto necessario aggiungere ulteriori misure oltre a quelle migliorative già in corso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.