Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/205379

<h2>SubmittedText<h2><p>Spesso i buoni per una prestazione acquistati tramite promozioni o prodotti speciali hanno una data di scadenza. A volte, queste date non lasciano molto tempo per fruire della prestazione. Se un cliente acquista in anticipo un pranzo o una cena al ristorante, una notte d'albergo o altro, sembra sproporzionato che, passata una data limite, il buono, pur sempre acquistato, non abbia più il minimo valore.</p><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure per garantire che in caso di prestazioni acquistate in anticipo, per sé o come dono, la data limite prevista dal venditore non causi una perdita troppo elevata all'acquirente o al beneficiario. </p><p>Il Consiglio federale non è incaricato di vietare la prassi di apporre date limite, ma di precisare i diritti del detentore del buono dopo la scadenza, affinché possa recuperare almeno una parte del valore dell'acquisto se non è stato in grado di fruire prima della prestazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole delle possibili difficoltà che si possono presentare nel far valere diritti derivanti da buoni regalo, in particolare quando chi ha rilasciato il buono si rifiuta di accettarlo invocandone la data di scadenza.</p><p>Nella prassi, la scadenza deve essere stata concordata validamente tra le parti. Ciò non è il caso, in particolare, quando l'acquirente del buono è venuto a conoscenza della scadenza soltanto a posteriori, ossia dopo la conclusione del contratto. Una scadenza indicata esclusivamente sul buono stesso non produce pertanto effetti se l'acquirente riceve il buono soltanto dopo la conclusione del contratto senza esservi stato prima reso attento dal venditore.</p><p>La mozione non vuole vietare questi tipi di scadenze, bensì propone la possibilità di "recuperare almeno una parte del valore dell'acquisto se [il detentore del buono] non è stato in grado di fruire prima della prestazione". Il Consiglio federale ritiene che questo approccio non sia adeguato per ovviare alle difficoltà menzionate: o il buono è ancora valido e va pertanto onorato oppure non è valido in ragione della scadenza del termine. Il diritto vigente non prevede una prescrizione o limitazione parziale, che difficilmente incontrerebbe la comprensione degli interessati. Inoltre, una scadenza parziale del credito non sarebbe nemmeno nell'interesse degli aventi diritto, in particolare quando la prestazione non può essere suddivisa in maniera ragionevole, ad esempio nel caso di un buono per un ristorante o un albergo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.