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Nonostante il freddo pungente e la forte nevicata abbattutasi nel pomeriggio su New York, centinaia di persone si sono radunate ad Harlem, a nord di Manhattan, per ricordare uno dei più grandi e controversi leader del movimento per la difesa dei diritti civili degli afroamericani: Malcolm Litte, noto come Malcolm X, ucciso il 21 febbraio 1965 per mano di alcuni membri della organizzazione di cui era stato portavoce, la Nazione Islamica, che contestavano la sua svolta moderata.
La cerimonia per i 50 anni dal suo assassinio si è svolta nell'ex Audubon Ballroom, il posto in cui fu ucciso, oggi sede del Malcolm X Memorial. Presenti molte personalità del mondo dello spettacolo, del cinema, della politica e delle associazioni per i diritti civili. Tra gli interventi anche quello di Ilyasah Shabazz, figlia di Malcolm X che una volta convertitosi all'Islam aveva cambiato il nome in El-Hajj Malik El-Shabazz.
"Una delle grandi eredità di mio padre è che ha ridisegnato il movimento per i diritti civili degli afroamericani mettendo al centro anche il tema dei diritti umani", ha detto Ilyasah. Nella sala un fascio di luce blu illumina proprio il punto in cui Malcolm fu colpito da sette colpi di arma da fuoco, mentre si apprestava ad intervenire ad un evento. Aveva 39 anni. Tre anni dopo, il 4 aprile 1968, verrà ucciso l'altro grande leader della storia della comunità afroamericana: Martin Luther King.
SDA-ATS