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Una medusa piccola piccola e nota per il fatto di essere l'unico essere vivente ad essere considerato dagli studiosi potenzialmente immortale.
Non muore mai
Si chiama Turritopsis nutricula e è il punto di partenza simbolico del nuovo documentario di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti, documentaristi italiani già noti per Il castello, Materia oscura e per il formidabile L'infinita fabbrica del Duomo, viaggio nei meandri della cattedrale milanese passato nel 2015 al Festival di Locarno.
Questa volta la coppia di registi fa il botto, perché la prossima Mostra di Venezia include il nuovo film Spira Mirabilis addirittura tra quelli del concorso internazionale Venezia 73 (un po' come accaduto tre anni fa a Gianfranco Rosi con Sacro GRA, poi vincitore del Leone d'oro).
"Venuti a conoscenza di Shin Kubota e dei suoi studi sulla medusa immortale" – dichiarano i registi - "abbiamo subito capito che questo era il punto di partenza del nostro film: un uomo alle prese con l’immortalità. Nei nostri precedenti lavori abbiamo indagato il rapporto fra l’uomo e le istituzioni, in “Spira Mirabilis “ci interessava invece realizzare un film in cui l’uomo si confrontasse con i propri limiti e le proprie aspirazioni".
Spira Mirabilis è anche una coproduzione minoritaria svizzera (della SRF) e promette di indagare il tema seguendo cinque filoni: terra, acqua, aria, fuoco e etere.
MZ