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29 marzo 1946, decisa la costruzione del nuovo Stadio Comunale di Bellinzona
Il 29 marzo del 1946, esattamente 67 anni fa, il consiglio Comunale della città di Bellinzona ha deciso di approvare ufficialmente il progetto di costruzione di uno stadio di calcio nella Capitale. L’esigenza di una tale infrastruttura è affiorata dopo la seconda guerra mondiale, quando lo sport diventò sempre di più un elemento centrale della società bellinzonese e necessitava di conseguenza di uno spazio dedicato per essere praticato ed apprezzato.
Dal 15 novembre 1931 e sino a quel momento, infatti, l’AC Bellinzona aveva disputato i suoi incontri casalinghi presso il campo situato in via Stefano Franscini. Già nel 1938, però, la società granata iniziò a riflettere su un progetto che potesse tracciare le linee guida per la costruzione di uno stadio, incaricando il geometra Renato Solari di portarlo avanti.
La spesa prevista inizialmente per la costruzione dello Stadio Comunale era di CHF 400’000, con una capienza prevista di 15’000 spettatori, di cui 1’000 in tribuna. Il progetto venne approvato, tra gli applausi del pubblico presente, proprio il 29 marzo 1946 dal consiglio comunale, che diede così il suo nulla osta alla costruzione con 38 voti favorevoli e solamente 1 contrario.
I lavori furono brevissimi: dopo soli 30 giorni, infatti, lo stadio venne ultimato e la capienza aumentata a 20’000 spettatori. Questo portò il costo dell’opera a circa CHF 550’000, superando di CHF 150’000 il preventivo iniziale. L’impianto venne inaugurato nel mese di maggio ed ospita ancora oggi giorno le partite casalinghe dell’AC Bellinzona, impegnato nel campionato di Challengue League.