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La Polonia è nuovamente scesa domenica in piazza in difesa della "libertà dei media", a sostegno del canale d'informazione Tvn24 (del gruppo USA Discovery) che, sulla base della legge sui media approvata venerdì scorso, rischia di dover vendere la quota di maggioranza a un altro proprietario.
Le proteste si sono svolte in oltre cento località; la più partecipata si è svolta stasera sotto il palazzo del capo di Stato, Andrzej Duda, a Varsavia, dove i manifestanti sono giunti su appello dell'ex presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. "Insieme spazzeremo via questo potere, vinceremo come Solidarnosc nel 1980", ha detto Tusk, ricordando lo sciopero dei Cantieri navali di Danzica.
"Senza i media liberi non avremo notizia credibili", ha gridato uno dei manifestanti, denunciando che i mezzi di comunicazione statali in Polonia, negli ultimi anni, vengono usati dal partito di destra (Pis) al Governo come lo strumento di propaganda più "perfido" dai tempi del comunismo. "Libertà dei media, libertà degli uomini, libertà per il Paese", hanno scandito i dimostranti in svariate città.
Un appello in difesa di Tvn è stato siglato in due giorni da un milione e mezzo di cittadini. Ora il presidente dovrà decidere se firmare la legge o porre il veto. Il capo di Stato potrebbe anche prolungare i tempi, chiedendo un parere della Corte costituzionale.