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I suoi colleghi l‘avevano soprannominato ’Quick Vic’, perché negli anni Sessanta e Settanta era lui uno dei piloti più veloci. Oggi, all’età di 86 anni, se n’è andato l’ex pilota londinese Vic Elford, per anni protagonista di molte imprese sui circuiti ma non solo. Tanto che nel 1968 riuscì a piazzarsi ai piedi del podio al suo debutto assoluto in Formula 1 dopo aver vinto qualche mese prima il prestigioso Rally di Montecarlo. Nel suo palmàres però spiccano anche la 24 Ore di Daytona e la 1000 km del Nürburgring, oltre ai successi di classe a Sebring e a Le Mans (nel 1967 e 1973). La notizia della sua morte è stata diffusa dal meccanico e suo grande amico Marshall Pruett. Da tempo, Elford soffriva di un male incurabile.
Nel 1972, Elford fu nominato Chevalier de Ordre national du Mérite dall’allora presidente francese Georges Pompidou, per il suo coraggio ed eroismo: infatti, il pilota britannico fu protagonista di un drammatico episodio alla 24 Ore di Le Mans, mentre era alla guida di un’Alfa Romeo: dopo essere stato sorpassato dal collega svedese Joakim ‘Jo’ Bonnier al volante di una Lola, vide quest’ultimo finire fuori strada nel tentativo di sorpassare una Ferrari 365 Daytona. Giunto sul luogo dell’incidente, Elford scese dalla propria auto per lanciarsi tra le fiamme e salvare i due colleghi credendoli ancora intrappolati nelle autovetture. Con sua grande sorpresa, aprendo lo sportello della Ferrari trovò invece l’abitacolo vuoto: non si era accorto che il pilota s’era già dato alla fuga oltrepassando il guard-rail. Solo allora notò che i rottami della Lola erano finiti tra gli alberi e che Jo Bonnier invece non si era potuto salvare.