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Spray al peperoncino e soda caustica nell'acqua degli idranti della polizia con i quali le forze di sicurezza disperdono i manifestanti durante le proteste, scoppiate il 18 ottobre in Cile.
È la denuncia contenuta in un rapporto del Movimento Salute in Resistenza (Msr), un "team multidisciplinare, diversificato, auto-convocato e autogestito" nato con la crisi sociale di questi mesi e composto da studenti e lavoratori del settore della salute di diverse università, con la partecipazione di oltre 400 volontari.
Il rapporto afferma che l'acqua usata dalla polizia contiene elementi altamente irritanti "con un pH pari a 12 su una scala da 1 a 14, potenzialmente fatale e in grado di causare gravi danni al contatto cutaneo, oculare o con l'ingestione accidentale". La presenza di questi componenti causerebbe gravi ustioni ai manifestanti delle diverse proteste che si svolgono in tutto il Paese.
Lo studio è stato criticato e respinto dal direttore generale dei carabinieri cileni, Mario Rozas, che ha affermato che "ciò che usiamo è ciò che è sul mercato e convalidato a livello internazionale dagli studi".
In un'intervista con l'Associazione delle radio del Cile (Archi), il presidente Sebastián Pinera ha dichiarato che "stiamo indagando su questo problema, e se il protocollo non è stato rispettato, lo correggeremo immediatamente. I protocolli sull'acqua ci consentono di aggiungere alcuni prodotti chimici, ma non più del 2%", ha detto.
Lo studio è stato richiesto dal Msr "a causa del crescente numero di pazienti che hanno avuto reazioni allergiche, dopo l'esposizione all'acqua proveniente dai camion con idranti utilizzati dai carabinieri del Cile".
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