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Pedofilia: Papa, mina seriamente credibilità Chiesa
BIRMINGHAM - Il "vergognoso abuso di ragazzi e di giovani da parte di sacerdoti e di religiosi" è un problema che "mina seriamente la credibilità morale dei responsabili della Chiesa". Lo ha affermato Benedetto XVI parlando ai vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia, incontrati a Birmingham al termine della sua visita nel Regno Unito.
"In passato", la questione degli abusi sessuali commessi da sacerdoti è stata affrontata "in modi spesso inadeguati", ha ribadito Benedetto XVI.
"In molte occasioni - ha detto ancora il Papa - ho parlato delle profonde ferite che tale comportamento ha causato, anzitutto nelle vittime ma anche nel rapporto di fiducia che dovrebbe esistere fra sacerdoti e popolo, fra sacerdoti e i loro vescovi, come pure fra le autorità della Chiesa e la gente".
"So bene - ha proseguito rivolgendosi ai vescovi della Gran Bretagna - che avete fatto passi molto seri per portare rimedio a questa situazione, per assicurare che i ragazzi siano protetti in maniera efficace da qualsiasi danno, e per affrontare in modo appropriato e trasparente le accuse quando esse sorgono".
"Avete pubblicamente fatto conoscere il vostro profondo dispiacere - ha aggiunto il Pontefice - per quanto accaduto e per i modi spesso inadeguati con i quali, in passato, si è affrontata la questione".
"La vostra crescente comprensione - ha sottolineato - dell'estensione degli abusi sui ragazzi nella società, dei suoi effetti devastanti, e della necessità di fornire adeguato sostegno alle vittime, dovrebbe servire da incentivo per condividere, con la società più ampia, la lezione da voi appresa". Ratzinger ha indicato quindi ai vescovi come "via migliore" quella "di fare riparazione per tali peccati avvicinandovi, in umile spirito di compassione, ai ragazzi che soffrono anche altrove per gli abusi". "Il nostro dovere di prenderci cura della gioventù - ha concluso - esige proprio questo e niente di meno".
I Papa ha poi rinnovato l'invito ai vescovi di "essere generosi nel porre in atto la Costituzione apostolica 'Anglicanorum Coetibus"', destinata all'accoglimento di comunità anglicane che vogliano rientrare nella comunione con la Chiesa di Roma.