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Eugène Delacroix (1798-1863) è considerato il pittore francese per eccellenza e uno dei principali esponenti del movimento romantico, le sue ispirazioni sono molteplici e spesso rivolte alla cultura straniera.
Nel 1832 il suo viaggio di sei mesi in Marocco ha favorito nel pittore, allora trentaquattrenne, l'emergere di un linguaggio espressivo nuovo fatto di pennellate vibranti, accesi contrasti cromatici e soggetti insoliti che si contrappongono al classicismo che marcava i suoi predecessori. Del resto, questo suo viaggio in Marocco rappresenta una tappa essenziale della storia dell'Oriente visto dagli occidentali, e i dipinti scaturiti dalla scoperta entusiastica di quel paese saranno i primi a raffigurare la vita quotidiana dei marocchini nel primo terzo del diciannovesimo secolo.
Delacroix ha riportato sette quaderni di schizzi e circa 800 fogli di appunti che gli permetteranno, anni dopo, di produrre più di ottanta dipinti "orientali", all'origine del movimento pittorico. Ha dipinto l'Oriente che ha osservato, annotato e disegnato lavorando quasi più da etnologo che da pittore.
Il realismo crudo della sua pittura che s'ispira spesso alla tragicità degli eventi di cui è testimone, come la barbarie e l'insensatezza della guerra, crea sconcerto tra i suoi contemporanei abituati a dipinti luminosi e sereni, e critiche feroci da parte della stampa.
Senza aver mai preteso fare scuola, Delacroix diventerà una sorta di maestro spirituale per molti artisti dell'epoca e fonte di ispirazione per altri come Van Gogh, Manet, Odilon Redon. Nel centenario della sua morte, il museo del Louvre di Parigi in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York gli consacrano un'importante retrospettiva.
Il doc è disponibile su Play RSI, fino al 31 maggio
Eugène Delacroix, d'Orient et d'Occident (Francia, 2018)
Regia: Arnaud Xainte
Durata: 52'