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LOSANNA - Il Tribunale cantonale vodese ha condannato a pene pecuniarie sospese condizionalmente e multe tra i 100 e 150 franchi dodici attivisti per il clima prosciolti in prima istanza in relazione all'irruzione in una filiale del Credit Suisse nel novembre 2018 a Losanna.
Il 22 novembre di due anni fa i militanti di Action Climat, di età compresa tra i 21 e i 34 anni, avevano occupato per un'ora e mezza i locali di Credit Suisse a Losanna. Vestiti da tennisti, gli attivisti avevano denunciato «l'ipocrisia di una grande banca che utilizza l'immagine positiva di Roger Federer nelle sue campagne, perseguendo al tempo stesso una politica di investimenti dannosi per l'ambiente».
Alla fine di dicembre Credit Suisse aveva sporto denuncia. Nella primavera del 2019, i dodici erano stati condannati tramite decreto d'accusa a 30 aliquote giornaliere sospese per due anni e a multe dai 400 ai 600 franchi ciascuno, convertibili in 13-20 giorni di reclusione, per violazione di domicilio e resistenza agli ordini della polizia. Gli attivisti avevano presentato ricorso ed erano quindi finiti a processo.
Con una sentenza pubblicata lo scorso 13 gennaio, Philippe Colelough, presidente del Tribunale distrettuale di Renens (VD) e giudice unico, aveva però riconosciuto lo stato di legittima necessità in cui essi hanno agito e aveva giudicato l'azione «necessaria e proporzionata» vista l'emergenza climatica. A suo avviso tale proposta era «l'unico modo efficace per far sì che la banca rispondesse» e «per ottenere la necessaria pubblicità» da media e opinione pubblica.
Questo verdetto era stato il primo in Svizzera e uno dei pochi al mondo a riconoscere lo stato di emergenza in relazione al riscaldamento globale. Una decisione che la procura vodese contestava e che ha portato davanti alla corte d'appello.
Martedì, primo giorno del processo davanti al Tribunale cantonale, entrambe le parti avevano già lasciato intendere l'intenzione di andare fino al Tribunale federale.