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<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito del programma a sostegno della congiuntura, il Consiglio federale, in collaborazione con la Banca nazionale, elabora misure tese a evitare una stretta creditizia ai danni delle PMI.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ricorda che le difficoltà dovute alla crisi finanziaria internazionale hanno colpito direttamente soltanto una parte del sistema bancario svizzero. Uno dei motivi per cui sono state adottate misure di sostegno a favore dell'UBS era appunto quello di garantire un'offerta di credito importante per molte PMI. Va fatto notare che il resto del sistema bancario dispone di liquidità sufficienti.</p><p>La concessione di crediti alle imprese varia in funzione della valutazione dei rischi effettuata dalle banche. Ci si può quindi aspettare che alle imprese confrontate con importanti difficoltà sui loro mercati sia reso più difficile l'accesso al credito. Per ottenere un credito sufficiente e a condizioni corrette anche in caso di recessione, le piccole e medie imprese devono quindi avere spirito d'iniziativa e sfruttare a proprio vantaggio il clima di concorrenza con cui sono confrontati gli istituti di credito. Le imprese finanziate secondo sani principi, che in un periodo di espansione non fanno investimenti esagerati, possono trarne più facilmente beneficio poiché la dipendenza da capitale estero creatasi in periodo di espansione rende più difficile l'adeguamento del finanziamento dell'azienda in tempo di crisi. È dunque compito delle direzioni aziendali decidere quali rischi prendere a fronte dei mutamenti congiunturali. Dato che il credito concesso dipende anche dalla situazione e dal comportamento del debitore, non si può concludere a priori che la tendenza a un comportamento ciclico da parte del creditore abbia un effetto destabilizzante per la congiuntura.</p><p>La compensazione per le tendenze procicliche in sede di fissazione delle condizioni di credito, risulta dall'effetto della politica monetaria. Fintantoché lo scopo asserito della garanzia della stabilità dei prezzi lo permette, o addirittura, in caso di rischio deflazionistico, lo esige, la Banca nazionale contrasterà la recessione congiunturale con un allentamento della politica monetaria. Di regola in un periodo di recessione, e nonostante un aumento dei rischi di perdita, si riscontrano condizioni di finanziamento più convenienti. Si può parlare di stretta creditizia indipendentemente dalla situazione reale dell'impresa, soltanto se i crediti non vengono più concessi, soprattutto a causa del rifiuto del settore finanziario stesso.</p><p>Considerata la genesi dell'attuale crisi, il Consiglio federale ritiene che è giustificato seguire con attenzione l'evoluzione della concessione di crediti. Attualmente la Banca nazionale esamina lo sviluppo del settore creditizio non soltanto nel quadro della statistica bancaria ma, dall'inizio 2008, svolge anche un'inchiesta trimestrale sulle condizioni di credito. Inoltre, sotto la direzione della Segreteria di Stato dell'economia è stato istituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti delle imprese, delle banche e della Banca nazionale.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che questa concertazione tra i diversi attori del mercato è molto importante e offre ben più del sostegno accordato a questo o a quel nuovo offerente sul mercato del credito alle imprese. In ogni caso, istituti di credito di questo tipo dovrebbero applicare i medesimi criteri dei loro concorrenti a meno che non accettino di subire perdite molto importanti, che dovranno essere sostenute dai loro azionisti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.