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Urs Schaeppi: A breve termine potremo realizzare solo elementi di rete che rispondano all'architettura di rete punto a punto (P2P), Questa architettura è più dispendiosa, in quanto prevede che ciascun cliente sia collegato alla nostra centrale mediante una propria fibra ottica. Per usare una metafora, è come se il TAF chiedesse a Swisscom di costruire un'autostrada a quattro corsie per ogni singola località.
Il P2MP permette un'espansione rapida e più efficiente e la possibilità di costruire e gestire reti in economia anche nelle regioni isolate.
Non possiamo più commercializzare i nostri nuovi collegamenti in base all'architettura di rete punto a multipunto (P2MP), molto efficiente e ad oggi utilizzata in tutto il mondo. Questa decisione porta a sviluppi paradossali e in alcuni casi dovremo addirittura collegare edifici di nuova costruzione con cavi di rame. Tutto ciò non ha senso.
A quell'epoca ci trovavamo nella fase iniziale dell'espansione FTTH nelle grandi città e si trattava di evitare installazioni molteplici di partner diversi, come le varie aziende elettriche e Swisscom. Per l'allacciamento della fibra ottica negli edifici, ci siamo accordati sul modello a quattro fibre, per fare in modo che i clienti potessero cambiare fornitore con grande facilità. Al momento, Swisscom effettua gli allacciamenti in base al modello a quattro fibre dal pozzetto situato nel quartiere fino all'abitazione e ciò accadrà anche in futuro. Questo è fuori discussione.
Tuttavia, non è stato mai stabilito che anche nel tratto che va dalla nostra centrale al pozzetto nel quartiere siano necessarie quattro fibre per ciascuna unità di utilizzo. Per l'ulteriore espansione nelle aree rurali e nelle città più piccole è necessario un metodo rapido, innovativo e più conveniente, soprattutto per il fatto che, il più delle volte, Swisscom implementa tale espansione in assenza di partner.
No, al contrario: nel confronto riguardante la banda ultra-larga siamo molto avanti. Con circa 1,5 milioni di collegamenti FTTH, ad oggi le grandi città e gli agglomerati sono perlopiù collegati mediante P2P e, in tutto il territorio, il 90% dei clienti è già collegato con banda ultra-larga (almeno 80 Mbit/s). Ma si tratta di una dinamica inarrestabile: per aumentare ulteriormente la velocità di Internet, ci siamo posti l'obiettivo di realizzare entro il 2025 altri 1,5 milioni di collegamenti FTTH, in particolare nelle città più piccole e nelle aree rurali.
Se realizziamo le reti da soli e nelle aree meno densamente popolate, facciamo affidamento sulla tecnologia P2MP, molto più appropriata in questi casi. In questo modo, un numero molto maggiore di clienti può beneficiare contemporaneamente di Internet a velocità ancora più elevate. Un rallentamento di questo processo e un passaggio al P2P non sono nell'interesse dei clienti, i quali desiderano fin da subito un Internet molto veloce, né della Svizzera. E ora l'estensione della rete rischierà di subire notevoli rallentamenti, in quanto la COMCO e il TAF stanno dando maggiore peso agli interessi particolari dei fornitori privi di reti proprie piuttosto che incentivare gli investimenti all'interno del settore e andare incontro agli interessi dei clienti.
Se dovessimo costruire ovunque in base al modello P2P, sarebbero necessari molti più lavori di edilizia sotterranea. In altre parole, si genererebbero rallentamenti, dovremmo richiedere autorizzazioni edilizie e scavare fori nelle strade per ingrandire le canaline portacavi. Nelle città le canaline sono perlopiù abbastanza grandi per contenere un numero sufficiente di fibre dalla centrale alla cameretta per cavi, ma nelle aree rurali non è così. Grazie al modello P2MP, possiamo costruire e gestire reti in economia anche nelle regioni isolate. Se ci viene prescritto il P2P, l'estensione della rete in fibra ottica finirà per stagnare e le aree rurali resteranno in secondo piano.
No, al contrario: negli ultimi anni è il P2MP a essersi affermato al livello internazionale. Solo in Svizzera questo modello è oggetto di critiche e non ne comprendiamo la ragione. Al livello globale, il settore delle telecomunicazioni punta sul P2MP, operando così un grande investimento nell'innovazione. Il P2MP è la tecnologia che vanta il dinamismo maggiore. Tramite il P2MP offriamo velocità di 10 Gbit/s. Solo pochi altri Paesi offrono prestazioni simili. Ad ogni modo, per i clienti non è fondamentale la tecnologia in sé, bensì le prestazioni che ottengono attraverso essa.
Tutti i concorrenti possono utilizzare le nostre reti, anche quelle in fibra ottica P2MP di nuova costruzione, con la piena larghezza di banda e strutturare le proprie offerte mediante il cosiddetto accesso Layer 3. Molti di loro ottengono in questo modo un grande successo. Altri gestori di rete, ad esempio i gestori delle reti via cavo, i quali coprono da soli l'83% delle economie domestiche, non offrono alla concorrenza alcun accesso di rete. La regolamentazione è quindi incomprensibile anche sotto un altro punto di vista: da un lato a noi vengono imposte norme edilizie gravose, dall'altro concorrenti competitivi che operano sul territorio in maniera capillare, come i gestori delle reti via cavo, sono completamente liberi di svolgere le proprie attività.
Qui emerge un'ulteriore contraddizione del TAF: questa cooperazione promuove la concorrenza, i clienti beneficiano di offerte aggiuntive e nonostante ciò la partnership è al momento bloccata per via della sentenza.
No, perché qualche anno fa, in occasione della revisione della Legge sulle telecomunicazioni, il Parlamento nazionale aveva dibattuto proprio sugli argomenti di cui stiamo discutendo attualmente e aveva deciso in modo esplicito di puntare sulla concorrenza al livello dell'infrastruttura e di rinunciare a una regolamentazione della fibra ottica. La concorrenza incentiva gli investimenti e le innovazioni. Ora sta accadendo il contrario: con la regolamentazione gli stimoli diminuiscono. In questo modo, al livello normativo si rischia un autogol.
Per poter tornare a pieno ritmo con l'estensione della rete, abbiamo bisogno di chiarezza il prima possibile. È inammissibile che la Svizzera resti indietro nel confronto al livello internazionale per via di condizioni quadro incerte.
Al livello internazionale, la Svizzera occupa una delle prime posizioni riguardo alla copertura della banda larga. Tuttavia, il fabbisogno di banda ultra-larga è inarrestabile.
La concorrenza di diverse infrastrutture e tecnologie causa un elevato utilizzo di banda larga in Svizzera.
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