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BERNA - Perché rischia di diventare un problema quando dei milionari acquistano chalet a Gstaad e Grindelwald? Perché il valore delle abitazioni vicine lievita, a discapito dei proprietari.
Nell'Oberland bernese, i più ricchi del mondo possiedono innumerevoli proprietà. Ciò, nonostante la "Lex Koller" (chiamata in passato "Lex Friedrich"), che dal 1983 limita l'acquisto di fondi da parte di persone all'estero.
Stando al Blick, tuttavia, nell'ultimo periodo i comuni e il canton Berna starebbero chiudendo un occhio sulle approvazioni di diversi affari immobiliari, rendendo le eccezioni la regola.
Non solo ciò è illegale, ma può avere conseguenze drammatiche per la gente del posto. I prezzi delle case, in queste località "attira miliardari", stanno crescendo a dismisura. Di primo acchito verrebbe da pensare che è un vantaggio. In definitiva, chi lì ha una proprietà, ora si ritrova con un bene che vale molto di più rispetto al passato. Di fatto, però, molti non sono più in grado di permetterselo.
Il boom immobiliare ha fatto schizzare le tasse alle stelle. All'inizio del 2020, il canton Berna ha effettuato una rivalutazione ufficiale degli immobili. Nel Saanenland, molti residenti sono diventati milionari dall'oggi al domani, senza - di fatto - avere più soldi sui loro conti.
A Grindelwald, il valore delle proprietà è aumentato del 68%. La rivalutazione è stata devastante per i residenti di Saanen: il valore fiscale delle loro proprietà è aumentato del 154%. Chiunque possedesse in precedenza un'abitazione del valore di 500'000 franchi, ora deve pagare le tasse su un valore di un milione e mezzo di franchi.
Questo perché la rivalutazione si basa sui prezzi del mercato immobiliare dal 2013 al 2016. Se in questo periodo sono stati venduti immobili di lusso milionari, il valore medio delle case è esploso.
E così gli accordi multimilionari da parte di acquirenti immobiliari stranieri stanno diventando una grave minaccia per molti residenti.
Per alcune famiglie, la rivalutazione significa non potersi permettere più la casa. Da qui è nata la petizione contro gli oneri fiscali aggiuntivi, lanciata nell'estate scorsa e che ha raggiunto oltre 3mila firme.