Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245004

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 59 del Codice penale svizzero prevede misure terapeutiche stazionarie per gli autori di reati commessi in connessione con una grave turba psichica. Queste misure consistono in un trattamento in un'appropriata istituzione psichiatrica, in un'istituzione per l'esecuzione delle misure o in un penitenziario, sempreché il trattamento terapeutico necessario sia assicurato da personale specializzato. Di regola, un trattamento stazionario non può superare cinque anni. Tuttavia, in Svizzera circa 700 persone (ossia, secondo l'UST, circa il 12 % dell'insieme della popolazione carceraria al 31 gennaio 2022) sono attualmente incarcerate in virtù dell'articolo 59, spesso senza trattamento adeguato che permetta loro di stabilizzarsi. Questi detenuti scontano in media cinque anni e sette mesi di detenzione oltre la loro pena iniziale. Invito pertanto il Consiglio federale a dare seguito alle domande e preoccupazioni seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale intende provvedere affinché in Svizzera sia approntato un numero sufficiente di istituti terapeutici chiusi che permetta di rispondere alle esigenze?</p><p>2. Intende prendere posizione in merito al rapporto del CPT dell'8 giugno 2022 secondo cui il nostro Paese non segue le sue raccomandazioni?</p><p>3. Può indicarci quali misure sono state adottate nel senso delle raccomandazioni formulate nel rapporto 2017 della CNPT ?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2. Il 26 ottobre 2021 il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) ha inviato al Consiglio federale il rapporto relativo alla visita effettuata in Svizzera dal 22 marzo al 1° aprile 2021. Il Consiglio federale è consapevole della mancanza di posti adeguati per le persone internate affette da turbe psichiche. I Cantoni, competenti in materia, ne sono anch'essi coscienti. Nella sua risposta del 18 maggio 2022 il Consiglio federale ha illustrato i progetti cantonali per la costruzione di istituti specializzati per l'esecuzione della misura di cui all'articolo 59 del Codice penale (CP; RS 311.0) (cfr. n. 170 della risposta del Consiglio federale). Inoltre, secondo il rilevamento del 30 giugno 2022 del monitoraggio del sistema penitenziario allestito dal Centro svizzero di competenze in materia d'esecuzione di sanzioni penali, una maggioranza delle persone (circa il 60 % per il mese di giugno 2022) in esecuzione di una misura secondo l'articolo 59 CP era collocata in una struttura non penitenziaria (a fronte di circa il 40 % in un istituto penitenziario). Il Consiglio federale ha inoltre informato il CPT che la Svizzera approvava la pubblicazione del rapporto, pubblicato dal Consiglio d'Europa l'8 giugno 2022.</p><p>3. Nel suo rapporto tematico del 18 maggio 2017 sull'esecuzione delle misure in Svizzera, la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) ha constatato che nella prassi la proroga della misura di cui all'articolo 59 CP da parte dei giudici rappresenta la norma, mentre questa possibilità dovrebbe rivestire carattere eccezionale. Nel suo rapporto, la CNPT raccomanda dunque di esaminare in maniera accurata la proporzionalità della misura e di vagliare altre opzioni prima di qualsiasi proroga. Il Consiglio federale non constata alcuna necessità di legiferare in materia. La proroga della misura di cui all'articolo 59 CP deve fondarsi su motivi legati alla grave turba psichica di cui soffre l'autore e al conseguente rischio di recidiva (art. 59 cpv. 1 lett. b e cpv. 4 CP) e deve rispettare il principio di proporzionalità. Infatti, la misura i cui presupposti non siano più adempiuti dev'essere soppressa (art. 56 cpv. 6 CP). La decisione di prolungare nel singolo caso la misura terapeutica stazionaria di cui all'articolo 59 CP compete ai giudici. In virtù del principio della separazione dei poteri, non è compito del Consiglio federale commentare le decisioni dei giudici né valutare le critiche della CNPT nei confronti di tali decisioni. Inoltre, secondo la Costituzione federale (art. 123 cpv. 2 Cost.; RS 101), i Cantoni sono responsabili dell'esecuzione delle sanzioni penali. In questo senso, le raccomandazioni summenzionate sono destinate prioritariamente alle autorità cantonali competenti e non al Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.