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Il Consiglio federale propone al Parlamento di respingere l'iniziativa popolare "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici". Nonostante i buoni propositi del testo, l'esecutivo ha affermato oggi che la Confederazione fa già abbastanza. Non ci sarà neanche un controprogetto.
L'iniziativa chiede di vietare l'uso di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella trasformazione di prodotti agricoli e nella cura del suolo e del paesaggio. Da vietare sarebbe anche l'importazione di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi. Il testo fa sua una richiesta diffusa tra la popolazione, si sottolinea in un comunicato dell'esecutivo. Il Consiglio federale ne è consapevole e per questo ha varato nel settembre 2017 il Piano d'azione sui prodotti fitosanitari, attraverso il quale si punta a ridurre l'impiego e i rischi di tali prodotti.
Il governo intende integrare nella Politica agricola a partire dal 2022 un pacchetto di misure supplementari in alternativa all'iniziativa sull'acqua potabile. I pagamenti diretti saranno stanziati soltanto a chi rinuncia all'uso di prodotti fitosanitari ad alto rischio ambientale. Attraverso i pagamenti diretti verranno anche promosse maggiormente le tecniche di coltivazione che richiedono un minor impiego di prodotti fitosanitari, continua la nota. Gli sviluppi delle vendite dimostrano che già ora - grazie alla politica agricola - è in atto una tendenza al ribasso. Sempre secondo l'esecutivo, un'accettazione dell'iniziativa avrebbe gravi ripercussioni sull'agricoltura, sull'industria alimentare e sulla sicurezza alimentare. Verrebbero infatti a mancare efficaci misure per proteggere le colture agricole e i loro raccolti. Senza i biocidi sintetici sarebbe tra l'altro più difficoltoso rispettare le norme igieniche delle stalle e garantire la sicurezza delle derrate alimentari. I costi di produzione aumenterebbero e di conseguenza si assisterebbe a un rincaro dei prodotti, con relativo aumento del turismo degli acquisti. Un divieto generale d'importazione per i prodotti ottenuti con pesticidi sintetici non sarebbe poi compatibile con il diritto dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e nemmeno con gli impegni assunti nel quadro di accordi di libero scambio.