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Quasi 4000 siriani hanno approfittato della possibilità, introdotta lo scorso autunno per alcune settimane, di richiedere agevolazioni temporanee per il rilascio di visti a chi aveva parenti in Svizzera. Lo ha indicato oggi il Consiglio federale, in risposta a un'interpellanza in questo senso del Gruppo parlamentare dei Verdi.
Nel settembre 2013, in risposta alla situazione drammatica in Siria, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), aveva deciso di introdurre agevolazioni per i parenti di cittadini siriani in Svizzera, che potevano ottenere il visto d'entrata secondo una procedura celere e semplificata. In Svizzera vivevano allora poco meno di 1600 siriani con un permesso di domicilio o dimora, cui si aggiungevano i naturalizzati.
Due mesi più tardi la Confederazione ha provveduto a un inasprimento delle agevolazioni: il visto è ora subordinato alla possibilità per i richiedenti di alloggiare presso i loro famigliari in Svizzera. Questi dal canto loro sono tenuti a scrivere una lettera d'invito e a garantire vitto e alloggio degli immigrati.
In risposta all'interpellanza dei Verdi, preoccupati per il dilagare in Europa e in Svizzera di una politica di dissuasione e di intolleranza nei confronti dei richiedenti l'asilo, il governo precisa che fino alla fine di settembre di quest'anno sono stati accolti 3849 cittadini siriani che hanno raggiunto parenti in Svizzera.
Ciò si riflette nelle più attuali statistiche dell'asilo: i siriani costituiscono ora il secondo gruppo per dimensioni di rifugiati. Dal settembre 2013 il numero di persone con una richiesta d'asilo pendente sono passate da circa 3000 a 6750.