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La crisi del coronavirus ha dato troppa preponderanza al Consiglio federale e all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), sostiene il presidente UDC Albert Rösti. Il "potere assoluto" dell'esecutivo federale deve finire immediatamente, secondo lui.
"Il diritto di emergenza deve essere revocato", afferma Albert Rösti in un'intervista pubblicata venerdì dal "Blick". Il consigliere nazionale bernese si compiace del ritorno del parlamento dopo la sua sospensione a causa delle misure restrittive. "Questa è una buona cosa".
"Ma il Parlamento sta andando nella direzione sbagliata", ha affermato il presidente del primo partito svizzero, sottolineando che le camere federali hanno persino offerto di sostenere finanziarmente interessi speciali in misura ancora maggiore rispetto a quanto richiesto dal Consiglio federale. Cita ad esempio il problema degli asili nido, che avrebbe potuto essere lasciato ai Cantoni.
È necessario un ritorno al federalismo, continua Albert Rösti. Nel caso di una seconda ondata di pandemia, "i Cantoni devono avere una maggiore flessibilità nella scelta delle misure che desiderano adottare". "Non possiamo tollerare un secondo confinamento di tutta la Svizzera", afferma.
Un'economia intatta è un prerequisito per una popolazione sana, continua il Consigliere nazionale bernese. “Le misure protettive adottate per arginare la progressione del coronavirus erano importanti e corrette. Ma devono essere messe in atto in modo tale che l'economia possa continuare a funzionare”.