Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/85425

<h2>SubmittedText<h2><p>Premessa</p><p>Nel programma di legislatura 2007-2011, il Consiglio federale ha fissato una serie di obiettivi atti a garantire l'approvvigionamento energetico del Paese. Il collegio intende sviluppare strategie innovative che tutelino l'ambiente e preservino le risorse. In tal modo si può garantire l'approvvigionamento energetico a medio e lungo termine, dando nel contempo il giusto peso alla protezione del clima e dell'ambiente.</p><p>Dati di fatto</p><p>Primo: le riserve di fonti energetiche tradizionali quali il petrolio e il gas sono limitate e la Svizzera dipende fortemente dalle importazioni. Sul piano strategico, le risposte del Consiglio federale a questa situazione sono le seguenti: adozione di misure di efficienza energetica, incentivazione delle energie rinnovabili, realizzazione di impianti di grande potenza e promozione della politica estera in materia energetica.</p><p>Secondo: le risorse della Svizzera non sono il petrolio, il gas naturale, l'urano e il carbone, ma l'energia idraulica, la geotermia, l'energia solare ed eolica. La risorsa principale, sulla quale la Svizzera deve veramente puntare, è però costituita dal know-how e dalla capacità innovativa, entrambi garantiti da un eccellente sistema di formazione.</p><p>Terzo: nel nostro Paese si svolgono le più svariate attività di incentivazione e ricerca nel settore energetico, in parte sostenute con ingenti mezzi federali. Si pensi ad esempio al progetto del Fondo nazionale per la ricerca energetica, al progetto di ricerca NFS, sempre in campo energetico, presso il Politecnico federale di Zurigo e l'Istituto Paul Scherrer (PSI) a Villigen (AG). All'Università di Basilea, nel settore della nanotecnologia, è inoltre attivo il National Centre of Competence of Research, le cui ricerche vertono sui settori fotovoltaico, energia solare e batterie.</p><p>Conclusioni</p><p>L'imperativo del momento è il seguente: occorre coordinare tutte le attività svolte nel campo della politica e della tecnica energetica con le offerte di formazione e le ricerche in atto nei settori delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. L'obiettivo è quello di creare un centro di competenza nazionale per le questioni di tecnica e politica energetica di richiamo internazionale, riconosciuto anche all'estero.</p><p>Alla luce di quanto precede, si prega il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta le possibilità di riuscita e il potenziale di un simile centro di competenza a livello nazionale, con un richiamo internazionale, che concentri e metta in rete le diverse attività di formazione e di ricerca nei settori della tecnica e della politica energetica?</p><p>2. Attraverso quali misure il Consiglio federale potrebbe creare i presupposti per un simile centro di competenza?</p><p>3. Il collegio è disposto a stanziare i mezzi finanziari necessari a tale scopo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seno all'amministrazione federale, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) è incaricato di coordinare la ricerca energetica. Ogni quattro anni esso procede al riesame del programma di ricerca della Confederazione, definito d'intesa con la Commissione federale per la ricerca energetica (CORE), nel quale sono fissati i temi centrali delle ricerche nel settore energetico. Inoltre, l'UFE è rappresentato nella Commissione della tecnologia e dell'innovazione (CTI), ai cui lavori nel campo delle scienze ingegneristiche partecipa attivamente.</p><p>L'UFE è pure in contatto costante con i centri per la ricerca energetica dei due politecnici federali (PF) e, per l'attuazione della strategia energetica, collabora intensamente con il centro di competenza per l'energia e la mobilità (CCEM), coordinato dall'Istituto Paul Scherrer; ai lavori di quest'ultimo partecipano anche i ricercatori dei centri di ricerca dei politecnici federali e delle scuole universitarie professionali attive in questo campo. Ai sensi di quanto chiesto dall'autore dell'interpellanza, presso questi tre centri sono già oggi concentrate le competenze in materia di ricerca energetica dei PF. I rappresentanti di questi centri di ricerca siedono inoltre nella CORE, che si riunisce in media ogni due mesi per esaminare i 24 programmi di ricerca energetica dell'UFE.</p><p>Non solo presso i PF ma anche in numerose università e scuole universitarie cantonali vengono condotte ricerche energetiche di alto livello. Anche le attività svolte in queste sedi si orientano al programma di ricerca della Confederazione. Le autorità federali, tuttavia, non possono esercitare un influsso diretto su queste istituzioni. Un altro attore importante della ricerca energetica è l'economia privata. Oltre a svolgere attività di ricerca indipendenti, spesso gli ambienti privati collaborano con istituti dei PF, delle università e delle scuole universitarie professionali.</p><p>Le attività di ricerca energetica in Svizzera sono di livello molto elevato, ben coordinate e caratterizzate da numerose forme di collaborazione. Poiché, in questo contesto, l'UFE svolge già una vera e propria funzione-cerniera, non si impone la creazione di un centro di competenza a livello nazionale.</p><p>Anche a livello internazionale l'UFE assume un ruolo di coordinatore della ricerca energetica svizzera. Nell'ambito del settimo programma quadro di ricerca, l'ufficio è ad esempio rappresentato nell'Energy Advisory Group (organo direttivo) e nel Committee on Energy, Research and Technology (CERT, organo direttivo) dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE). La ricerca energetica svizzera gode di ottima fama all'estero.</p><p>Poiché si rinuncia a creare un centro di competenza a livello nazionale non è necessario stanziare i relativi mezzi finanziari.</p>  Risposta del Consiglio federale.