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Un anno dopo il maremoto nel sud-est asiatico, la Catena della Solidarietà ha speso quasi tutti i fondi raccolti. La ricostruzione avanza velocemente.
Finora, la fondazione ha già approvato 90 progetti di ricostruzione per complessivi 122,3 milioni di franchi.
«Stiamo attualmente valutando ulteriori programmi d'assistenza per una spesa di 34 milioni di franchi, che sarà effettuata entro la fine del mese di gennaio del 2006», ha precisato Felix Bollmann, direttore della Catena della Solidarietà (CdS), durante una conferenza stampa svoltasi giovedì a Berna.
Entro quella data, il 70% dei fondi raccolti sarà quindi già stato impiegato. «I soldi raccolti costituiscono una somma da record, ma saranno spesi molto prima di quanto avevamo immaginato», ha aggiunto.
In totale, la fondazione a scopo caritativo ha raccolto quasi 226 milioni di franchi per le vittime del maremoto che ha colpito l'Asia meridionale. Una somma che colloca la Confederazione al primo posto quanto a donazioni private per abitante.
Ricostruzione e riabilitazione
La CdS, che collabora con una trentina di organizzazioni d'aiuto, concentra le sue attività in Sri Lanka (39%), Indonesia (33%) e India (25%). Dopo la prima fase di aiuti urgenti, che ha assorbito il 17% dei fondi raccolti - ca. 20 milioni di franchi - si è passati alla fase di ricostruzione e di sviluppo.
Oltre all'edificazione di migliaia di case, scuole e ospedali, sono stati adottati alcuni provvedimenti ambientali che puntano al rimboschimento delle mangrovie o all'allestimento di orti per favorire l'autosostentamento.
La seconda fase di aiuti prevede anche la riabilitazione delle vittime. Ad esempio, 4500 bambini traumatizzati beneficiano di un'assistenza psicosociale.
Infine, per favorire il rilancio economico dei Paesi colpiti dal maremoto si concedono dei microcrediti alle piccole imprese, mentre le persone senza lavoro possono seguire corsi di riconversione professionale.
swissinfo e agenzie
In breve
Il 26 dicembre del 2004, un maremoto di 9 gradi sulla scala Richter si è verificato nei pressi dell'isola indonesiana di Sumatra.
Lo tsunami ha provocato la morte di 226'000 persone e il ferimento di altre 125'000.
L'identificazione delle vittime del maremoto è ancora in corso. Tre specialisti svizzeri sono attualmente in Tailandia e vi rimarranno fino alla fine dell'anno.
Finora sono state identificate 107 vittime elvetiche. Altri cinque svizzeri sono dati per dispersi.