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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. 50 MW di energia fotovoltaica sono l'obiettivo perseguito dal settore Energie rinnovabili di Energia 2000. Nel fissare tale valore, si era partiti dal presupposto che fossero necessari mezzi finanziari sufficienti e l'impegno da parte del settore. Vista la situazione precaria delle finanze federali, i contributi promessi sono stati assegnati solo in parte. Considerati gli scarsi fondi disponibili e l'imprevista bassa congiuntura degli ultimi anni, i 9 MW prodotti sono un risultato molto soddisfacente. L'azione a favore della produzione di energia fotovoltaica dalle centrali elettriche, lanciata dal settore Energie rinnovabili e sostenuta dall'UFE e dall'UCS, con la quale viene offerta energia solare a prezzo di costo, può già considerarsi un primo successo: la domanda è talmente forte che i mezzi messi a disposizione dal Parlamento sono di gran lunga insufficienti.</p><p></p><p>2. Nel confronto internazionale, la Svizzera continua ad essere uno dei Paesi più all'avanguardia nel settore dell'energia fotovoltaica, sia dal punto di vista dei risultati della ricerca che per quanto concerne la superficie installata pro capite. La situazione dovrebbe rimanere tale almeno nel futuro prossimo, malgrado i programmi di promozione lanciati dagli altri Paesi. L'anno scorso vi è stato anche in Svizzera un aumento delle vendite. Forse in futuro il nostro Paese potrà produrre autonomamente celle e moduli: la sperata forte riduzione dei prezzi sarà possibile solo se si troveranno procedimenti nuovi in grado di realizzare una produzione in massa a buon mercato. A medio termine, è possibile ridurre notevolmente i costi delle celle, che costituiscono attualmente il 40% dei costi totali di un impianto, grazie all'impiego di nuove tecnologie. Questo discorso vale per certi aspetti anche per altre componenti come le strutture portanti e gli ondulatori. Questo settore, compresa l'integrazione dei nuovi elementi nelle strutture esistenti (facciate, ecc.) costituisce un potenziale per l'industria svizzera. Tuttavia, la corrente di origine fotovoltaica rimarrà relativamente cara, perlomeno nel breve e medio termine</p><p></p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che bisogna promuovere gli impianti solari perché vantaggiosi dal punto di vista ecologico e energetico. Questo è dimostrato dal sostegno che la Confederazione assicura da circa vent'anni e che attualmente si concretizza nel programma Energia 2000. Il Consiglio federale ha sempre sostenuto l'energia solare nella misura del possibile, fermamente convinto che essa acquisterà molta importanza per l'approvvigionamento in energia  se non subito, sicuramente a lungo termine. Nel quadro dei programmi dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), sono stati investiti tra il 1990 e il 1997 circa 84 milioni di franchi per l'energia solare: 47 milioni per la ricerca (R+S), 5,6 milioni per impianti pilota e di dimostrazione (P+D) e 31 milioni per misure di promovimento nell'ambito del programma Energia 2000. Si tratta del 47% degli investimenti effettuati complessivamente a favore delle energie rinnovabili. Per l'energia di origine fotovoltaica sono stati spesi 41 milioni di franchi (21,7 milioni per R+S, 3,9 milioni per P+D e 15, 3 milioni per le attività di marketing di Energia 2000). Dal 1977, il settore pubblico ha investito per la ricerca in questo campo 140 milioni di franchi e 168 milioni di franchi in quello dell'energia solare ad uso termico (compresi gli impianti pilota e di dimostrazione).</p><p></p><p>4. Uno sguardo agli ultimi sette anni mostra che nell'ambito degli impianti solari per la produzione di energia termica si è registrato in media un aumento delle vendite pari al 15% circa. Questo tasso di crescita esponenziale è sorprendente in periodo di recessione e pare potrà confermarsi nei prossimi anni, anche se forse con meno vigore. Dopo gli sviluppi costanti dei primi anni Novanta (da ricondurre in primo luogo agli impianti pilota e di dimostrazione sostenuti dalla Confederazione), si è registrato un calo nel 1995 e 1996, subito recuperato l'anno scorso. Gli strumenti di cui dispone il Consiglio federale per promuovere un impiego sempre maggiore dell'energia solare sono il programma d'azione Energia 2000 e i mezzi finanziari stanziati del Parlamento per impianti supplementari. Purtroppo in alcuni periodi si è dovuta sospendere l'erogazione di questi fondi, poiché i budget non erano sufficienti a coprire la domanda: l'energia fotovoltaica è molto richiesta, ma i tagli dell'aprile di quest'anno ai fondi destinati alle energie rinnovabili (4 milioni di franchi in meno rispetto al 1997) hanno condotto nuovamente ad un blocco dei sussidi.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la mancanza di una garanzia di aiuti finanziari a lungo termine non giova ad uno sviluppo costante del settore dell'energia fotovoltaica e un sostegno "a singhiozzo" crea difficoltà soprattutto ai fornitori che non riescono a far rendere la loro offerta. Quando però i fondi disponibili non sono sufficienti a far fronte alla domanda, tale discontinuità è inevitabile. Il Consiglio federale si impegnerà tuttavia a risolvere questo problema e a rendere più efficace il programma d'azione a favore dell'energia fotovoltaica prodotta dalle centrali elettriche, con l'obiettivo, a lungo termine, di dare l'occasione ad ogni consumatore, a seconda delle possibilità, di acquistare energia fotovoltaica o altri tipi di energia "pulita".</p><p></p><p>5. Purtroppo non è possibile un ulteriore sovvenzionamento dell'energia fotovoltaica con fondi provenienti dal programma di investimenti. Il Parlamento ha infatti riservato queste somme innanzitutto per progetti di risanamento realizzati prima del previsto. Gli aiuti all'energia fotovoltaica sono possibili quindi solo se i relativi progetti rientrano in un programma di risanamento degli edifici. Inoltre, sono già stati assegnati fondi pari ai 64 milioni di franchi promessi. </p><p></p><p>6. Dati i pochi mezzi finanziari attualmente disponibili, non è possibile stanziare altri contributi a favore di impianti fotovoltaici, in particolare a scapito di altre energie rinnovabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.