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Ultime previsioni sullo sviluppo del mercato immobiliare
La pandemia del coronavirus ha segnato l'economia globale. Le previsioni congiunturali per il 2020 riguardanti la Svizzera, presentate a giugno dal gruppo d'esperti del governo federale, sono piuttosto cupe. Si parla della peggiore crisi economica dai tempi del 1975. Ciò ha spinto la società di consulenza e ricerca indipendente Fahrländer Partner Raumentwicklung (FPRE) a chiedersi, a luglio, se tali previsioni pessimistiche fossero applicabili allo stesso modo anche al mercato immobiliare. A tal fine l'azienda ha confrontato e valutato i risultati delle indagini immobiliari di FPRE e HEV Schweiz. Le previsioni per il mercato immobiliare sono ragionevolmente ottimistiche, almeno per quanto riguarda il settore residenziale privato.
Indice per appartamenti in condominio e case unifamiliari
Il lockdown dovuto al coronavirus è, per l'economia svizzera, la sfida più difficile dai tempi del 1975. Così dicono le ultime previsioni congiunturali del gruppo d'esperti federali. FPRE vuole verificare se tali previsioni pessimistiche siano ugualmente applicabili al settore immobiliare e ai suoi prezzi. Dal 2008 la società svolge regolari indagini immobiliari presso gli esperti immobiliari svizzeri. Questi risultati sono stati confrontati e valutati insieme agli andamenti dell'HEV Schweiz. Tramite l'indice dei prezzi attesi dell'indagine si è individuata una tendenza nello sviluppo dei diversi settori immobiliari.
Nel complesso l'indagine della primavera 2020 ha mostrato una tendenza al ribasso rispetto a quella del 2019. Tuttavia c'è una grande differenza tra immobili residenziali e commerciali o uffici. Secondo l'indagine, 804 partecipanti si aspettano che i prezzi degli immobili residenziali privati restino, per il 2020, relativamente stabili. Secondo l'indice dei prezzi attesi si osserva una lieve tendenza al ribasso per gli immobili in comproprietà, ma secondo gli esperti i prezzi delle case monofamiliari resteranno stabili. Un quarto dei partecipanti continua ad aspettarsi un aumento dei prezzi nel settore. L'indice dei prezzi delle transazioni FPRE conferma questa valutazione. Nel primo trimestre del 2020 i prezzi per gli appartamenti in condominio sono aumentati del 2,2%, e quelli delle case unifamiliari del 2,7%.
Nessuna stagnazione per le case plurifamiliari
Tuttavia nel guardare all'andamento dei prezzi degli immobili bisogna considerare anche le differenze regionali. Per esempio nella Svizzera meridionale gli esperti si aspettano un forte ribasso. Mentre sei mesi fa il 21% delle persone interrogate si aspettava un rialzo dei prezzi degli immobili residenziali, solo il 6% pensava altrettanto nell'indagine primaverile. Sostanzialmente il 43% degli esperti ritiene che i prezzi degli immobili rimarranno stabili. Il 51% è invece meno ottimista e si aspetta un ribasso. Ma nel complesso la percentuale di persone interrogate che si aspettano un aumento dei prezzi immobiliari è diminuita anche in altre regioni della Svizzera.
Per quanto riguarda la situazione degli affitti, nell'indagine primaverile gli esperti ritengono che i prezzi continueranno a rimanere stabili. Anche se l'indice per quanto riguarda gli appartamenti in affitto ha registrato un calo di -48,2 punti, ciò risale a prima della pandemia del coronavirus. Secondo le stime, l'aumento degli immobili vuoti e l'eccessiva produzione dovrebbero portare a un ulteriore ribasso. Le case plurifamiliari costituiscono un aspetto positivo. La mancanza di opportunità di investimento alternative le faranno restare, secondo gli esperti, una forma di investimento comune. In questo settore immobiliare si continua ad aspettarsi un aumento dei prezzi. Nel complesso la situazione del settore residenziale privato è stabile, relativamente alla situazione generale del mercato svizzero. Stefan Fahrländer, CEO di Fahrländer Partner (FPRE) lo riassume bene dicendo: «La fuga verso “il mattone” sostiene i mercati».
Tempi difficili per uffici e spazi commerciali
La situazione è molto diversa per quanto riguarda ufficiali e immobili commerciali. La pandemia del coronavirus ha avuto un chiaro effetto negativo. Mentre prima della crisi del coronavirus si sperava in una stabilizzazione di questo settore, da tempo agitato, ora il suo futuro sembra estremamente pessimistico. Secondo l'indagine primaverile l'indice dei prezzi attesi per l'affitto di uffici è calato a -95,9, con un calo del 62,3 rispetto all'autunno 2019. Anche gli indici per i prezzi di transazione di uffici e immobili commerciali appaiono ora negativi. A -68,0 punti si è raggiunto quasi lo stesso livello della crisi finanziaria.