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La Corte costituzionale di Taiwan ha deciso a favore della legittimità dei matrimoni gay, facendo dell’isola il primo luogo dell’Asia a riconoscere ufficialmente i legami tra persone dello stesso sesso.
In un atteso responso, la Corte ha stabilito che il codice civile in vigore, non permettendo le nozze omosessuali in quanto riconosce solo quelle contratte tra un uomo e una donna, viola due articoli della costituzione della Repubblica di Cina, nome ufficiale di Taiwan. Le autorità, secondo il dispositivo, devono rendere esecutive o modificare le relative leggi, nell’arco di due anni senza che le coppie dello stesso sesso debbano però presentare documenti per vedere il loro matrimonio riconosciuto.
"La necessità, la capacità, la disponibilità e il desiderio, sia sotto gli aspetti fisico e psicologico, di creare un’unione permanente e di natura esclusiva sono ugualmente essenziali sia tra gli omosessuali sia tra gli eterosessuali, in base alla importanza della libertà di matrimonio fino allo sviluppo della personalità e alla tutela della dignità umana", ha scritto la Corte nelle motivazioni della sentenza. Due dei 15 giudici hanno espresso parere contrario, mentre un terzo ha si è autoescluso.
L'emendamento al codice civile prevede pari diritti dei partner, inclusi quelli sull’adozione. Gran parte dei taiwanesi, inclusa la presidente Tsai Ing-wen, prima donna a ricoprire la carica istituzionale più alta, è a favore dei matrimoni omosessuali: l’isola, tra l’altro, ospita da anni uno dei più grandi eventi legati al Gay Pride.
I matrimoni omosessuali sono legali in 22 Stati sul totale mondiale di quasi 200, mentre sono oltre 70 quelli che continuano a criminalizzare in termini chiari le attività gay. Taiwan fa invece da apripista sui diritti civili in Asia, continente dove si registrano casi di intolleranza e repressione: la detenzione su vasta scala di gay in Bangladesh o le torture nei centri di "riabilitazione" in Cecenia. In Indonesia, di recente, a un raid della polizia in una sauna per omosessuali ha fatto seguito la seduta pubblica di bastonate inflitte a due gay. (Ats/red)