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Con la significativa assenza del presidente venezuelano Hugo Chavez, padrino dell'organizzazione, la Comunità degli Stati di America Latina e Caraibi (CELAC) ha celebrato oggi a Santiago il suo primo vertice, dopo la sua fondazione a Caracas nel 2011, consegnando la presidenza pro tempore dell'organismo a Cuba, un riconoscimento politico e diplomatico senza precedenti per il governo castrista.
Il 'leader bolivariano' non poteva comunque essere assente, e ha inviato una lettera al vertice, "scritta con inchistro rosso", che ha letto oggi il suo vice Nicolas Maduro, dopo aver incontrato il presidente nell'ospedale dell'Avana dove è ricoverato dallo scorso 10 dicembre, per la quarta operazione consecutivo contro un tumore sul quale non sono mai stati diffusi dati certi.
Nel suo messaggio Chavez, fra citazioni di Pablo Neruda e Jorge Luis Borges, ha riconosciuto il valore simbolico della presidenza cubana del CELAC, sottolineando che si tratta di "un atto di giustizia dopo oltre 50 anni di resistenza al blocco criminale dell'Impero" mentre nel suo discorso Raul Castro lo ha ringraziato per aver ridato alla sua isola il suo posto nella "patria grande dei latinoamericani".
Il presidente cubano ha dichiarato che con la CELAC la comunità latinoamericana "è in condizioni di disegnare il suo proprio concetto di cooperazione, adatto alla nostra realtà", per creare uno "spazio comune di indipendenza e sovranità, di controllo sovrano delle nostre risorse naturale per andare verso lo sviluppo sostenibile e l'integrazione regionale".
Tanto Chavez quanto Castro hanno inoltre fatto cenno in modo specifico al reclamo di sovranità del'Argentina sulle isole Falkland/Malvinas: il primo strigmatizzando la "continua colonizzazione e ora militarizzazione" da parte britannica dell'arcipelago dell'Atlantico Sud e il secondo sottolineando l'appoggio unanime delle nazioni del subcontinente alla causa di Buenos Aires.
Della CELAC fanno parte tutti i paesi del continente americano tranne due: Stati Uniti e Canada. L'organizzazione fa parte di una rete di organismi regionali (come l'Unione delle Nazioni Sudamericane o l'Alleanza Boliviariana per i Popoli della Nostra America) promossi da Chavez per sostituire quelli che sì includono anche Washington, come l'Organizzazione degli Stati Americani (OSA).
SDA-ATS