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Nonostante sia padre di una bambina con passaporto rossocrociato, un cittadino brasiliano deve essere espulso dalla Svizzera. Lo ha sancito il Tribunale federale, confermando la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di rifiutare il rinnovo del permesso dell’uomo, che in Svizzera non ha mai lavorato ma ha invece più volte picchiato e minacciato la moglie.
Il cittadino brasiliano, classe 1981, era giunto in Svizzera nel 2014 dopo aver sposato una cittadina elvetica. Lo stesso anno la moglie aveva messo al mondo una figlia in comune. Ma lo stesso anno si era registrato anche un primo intervento della polizia a causa di violenze domestiche. La moglie era fuggita e si era rifugiata dapprima da una cucina, poi in un foyer.
Egli era stato in seguito condannato a una pena pecuniaria per lesioni, vie di fatto e minacce. Pochi mesi dopo la condanna, la coppia era tornata a convivere. Ma dopo ulteriori episodi di violenze, la moglie aveva chiesto il divorzio.
Nel 2017 le autorità del canton Vaud avevano deciso di rinnovare comunque il permesso di soggiorno dell’uomo. Ma la SEM, nel 2018, si era opposta. Perché l’uomo, oltre a essere stato condannato per violenze sulla (ex) moglie, era al beneficio dell’assistenza e aveva già accumulato debiti per oltre 150'000 franchi.
Egli si è opposto alla decisione della SEM a tutte le istanze possibili. Ma anche il Tribunale federale, con sentenza pubblicata oggi, ha confermato il rifiuto del rinnovo del permesso del cittadino brasiliano e il suo allontanamento dalla Svizzera. Se vorrà mantenere contatto con la figlia, dovrà farlo via Skype.