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BERNA - Diverse organizzazioni italiane con sede in Svizzera si sono aggregate per formare il Comitato unito per la libera circolazione (CULC), che intende contrastare l'Iniziativa per la limitazione dell'UDC, in votazione il 17 maggio. In questo modo intendono opporsi con veemenza «a un ulteriore attacco ai diritti degli stranieri».
L'adozione del testo significherebbe un passo indietro per moltissime persone, qualora come risultato venisse revocato l'accordo sulla libera circolazione delle persone, indica un comunicato odierno. Inoltre, l'impatto economico sarebbe «devastante» e potrebbe far piombare la Svizzera «in un'instabilità politica e sociale senza precedenti».
Il comitato vuole concentrarsi sui diritti dei lavoratori e delle famiglie. Vuole evitare di ripetere «l'errore del 2014», quando l'iniziativa popolare dell'UDC "Contro l'immigrazione di massa" fu combattuta principalmente da ambienti economici e datori di lavoro.
Il CULC invita altre associazioni non italiane a raggiungere i suoi ranghi. Il comitato si rivolge principalmente a cittadini svizzeri con un background migratorio, ma anche a migranti senza diritto di voto.