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Torna lo spettro della secessione del Quebec nelle elezioni odierne in Canada. Qualcuno torna già a parlare di Quebexit.
"Il Quebec dovrà considerare nuovamente di darsi tutti gli attributi della sovranità", ha dichiarato in un comizio alla fine della sua campagna elettorale Yves-Francois Blanchet, leader del Bloc Quebecois che si presenta solo nella provincia a maggioranza francofona, dove è testa a testa con i liberali del premier uscente Justin Trudeau nelle intenzioni di voto (intorno al 32%).
Una provincia diventata un campo di battaglia cruciale per l'esito del voto, con i suoi 78 seggi a disposizione su 388. Ma questa volta i due frontrunner, Trudeau e il leader conservatore Andrew Scheer, si sono ritrovati uniti nel condannare Blanchet.
"I canadesi devono stare uniti", ha ammonito il capo del governo da Vancouver, condannando l'idea che la sovranità del Quebec sia ora la priorità numero uno del Bloc Quebecois. "Un voto per il blocco è un voto per un altro referendum", ha avvisato Scheer, ricordando il fallimento dei primi due, di cui l'ultimo nel 1995, conclusosi sul filo di lana col 50,6% a favore del "no".
Il Canada è stato percorso storicamente da istanze separatiste, che riemergono in modo carsico, soprattutto durante le elezioni, come anche nel caso della provincia dell'Alberta, una delle aree più ricche di petrolio al mondo.
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