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Un progetto di Plastic Bank e Ibm ha reso i rifiuti una risorsa per le popolazioni povere.
Sono 300 milioni le tonnellate di plastica riversate nei mari dall'uomo, secondo uno studio dell'università di New Castle. Addirittura i ricercatori hanno scoperto rifiuti plastici nella Fossa delle Marianne, il punto degli oceani più profondo della Terra.
Un progetto nato dalla collaborazione fra il gruppo Plastic Bank e Ibm vuole ora fare della pulizia dei mari non solo una "missione" ambientale, ma anche un'attività che può essere un contributo finanziario per i Paesi del Terzo Mondo. "Più dell’80% della plastica versato in mare proviene dai Paesi più poveri. Recuperando la plastica dall’oceano, queste persone riescono a permettersi ciò che non potrebbero, dall’acqua potabile alle scuole, passando per uno smartphone e la copertura sanitaria", ha spiegato David Katz, cofondatore di Plastic Bank.
Ad Haiti il gruppo ha inaugurato oltre 40 magazzini sul territorio. Qui la popolazione, fornita di uniformi, anfibi e tessere di riconoscimento, può depositare la plastica in cambio in cambio di bonifici. Non necessariamente la plastica recuperata dal mare. "Ogni giorno finiscono negli Oceani 8 milioni di tonnellate di plastica", spiega Katz, "perciò l’ultima cosa da fare sarebbe proprio cominciare a pulire. Se cammini per casa e ti accorgi che il lavandino sta per traboccare, devi assicurarti di aver chiuso bene il rubinetto, prima di cominciare a pulire".