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BERNA - La revisione dell'assicurazione invalidità (AI), che mira a un miglior reinserimento dei giovani nel mercato del lavoro, scontenta tutti. Gli ambienti padronali e borghesi ritengono le misure di risparmio troppo timide, i difensori di persone handicappate e la sinistra denunciano i tagli nelle rendite.
Il Consiglio federale ha posto in consultazione in dicembre una riforma dell'Assicurazione invalidità mescolando misure finanziarie, un piano per rafforzare la collaborazione tra coloro che sono coinvolti e punti che migliorano il sostegno e la reintegrazione professionale.
Per quanto riguarda la somma delle rendite AI, sono proposte due varianti di rendita lineari. La prima vuole autorizzare, come attualmente, una rendita intera a partire da un'invalidità del 70%; la seconda vuole accordarla solo a partire da un tasso di invalidità dell'80%.
L'AI dovrebbe anche riorientare le formazioni finanziate e ridurre le indennità giornaliere versate in modo da incentivare i giovani a trovare un lavoro. Riforme che per alcuni sono lungi dall'essere sufficienti: per gli ambienti padronali il Consiglio federale al capitolo delle misure di risparmio, seppur "indispensabili" e "urgenti", mostra una seria mancanza di audacia.
I datori di lavoro, le PMI e il PLR ricordano nelle loro risposte che il deficit strutturale dell'AI ha nuovamente superato il mezzo miliardo di franchi nel 2014. Inoltre questa assicurazione ha sempre un debito di oltre 13 miliardi presso l'AVS.
I datori di lavoro chiedono una limitazione delle rendite versate a chi non ha ancora compiuto 30 anni. Dovrebbero essere riservate solo ai bambini e ai giovani che soffrono di gravi infermità congenite senza alcuna possibilità di trovare un impiego nel mercato del lavoro primario, scrive l'Unione padronale svizzera.
Dal canto suo l'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam) esige una soppressione totale. "Se l'età minima per avere diritto a una rendita viene nettamente alzata, tutte le parti interessate saranno portate a intensificare i loro sforzi in vista di un reinserimento", sostiene l'Usam. Questa e il PLR ritengono più generalmente che una rendita intera dovrebbe essere accordata solo a partire da un tasso d'invalidità dell'80%. Opinione, questa, condivisa dall'UDC che respinge il progetto del governo e chiede misure essenzialmente finanziarie per poter risanare l'AI entro il 2030.
Anche il PLR respinge la riforma in quanto è orientata su sviluppi qualitativi e lascia da parte il potenziale di risparmio urgentemente necessario.
Il risanamento rappresenta una priorità e il progetto non va abbastanza lontano in tal senso, sottolinea da parte sua il PPD che difende tuttavia la riforma dell'assicurazione nelle sue grandi linee. Propone in particolare di rivedere le somme delle rendite complementari versate ai figli di beneficiari dell'AI "che non si giustificano se non da un punto di vista storico".
I socialisti si rallegrano del fatto che "il progetto dell'AI porti progressi qualitativi". Si mostra più scettico nei confronti delle rendite lineari. Il partito ricorda che lo scopo della riforma di alleggerire l'AI reinserendo più giovani nel mercato del lavoro, deve essere fatta prima di tutto rafforzando l'integrazione "e non misure finanziarie repressive".
I difensori delle persone portatrici di handicap sostengono la proposta del Consiglio federale, ma giudicano anche il nuovo sistema di rendite troppo svantaggioso. Integrazione Handicap potrebbe accettarla solo se una rendita parziale può essere accordata a partire già da un tasso di invalidità del 10% e non del 40% come prevede la riforma.
Della stessa idea anche Pro Infirmis, che aggiunge che il tasso della rendita deve corrispondere esattamente al grado di invalidità. Quanto alla rendita intera, dovrebbe essere accordata a partire da un grado di invalidità del 70%. Per Agile.ch, rendite attribuite a partire da un grado di invalidità del 40% sono accettabili solo con la concessione obbligatoria della somma massima a partire da un tasso del 70%.
Per l'associazione "insieme", il progetto può provocare effetti negativi per i giovani handicappati mentali.
Secondo Agile.ch, il progetto del Consiglio federale non è nemmeno sufficiente agli occhi della Convenzione dell'Onu relativa ai diritti delle persone handicappate.
"Imprecisioni", martella santésuisse. L'associazione degli assicuratori malattia teme che i criteri di differenziazione poco chiari, atti a stabilire se i beneficiari debbano ricevere soldi dell'AI o dell'assicurazione malattia, rischiano di creare difficoltà di interpretazione.