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Il Consiglio federale ha stabilito che Swisscom potrà fare acquisizioni all'estero solo se le attività rilevate favoriscono le operazioni sul mercato nazionale o se risultano altri vantaggi specifici.
Una semplice modifica legislativa dovrebbe permettere la vendita, da parte del governo elvetico, della sua partecipazione a Swisscom.
Swisscom potrà acquisire partecipazioni in società telecom estere senza mandato di servizio universale soltanto se le attività rilevate rappresentano un sostegno per le operazioni sul mercato nazionale o se risultano altri vantaggi specifici.
D'altro canto l'esecutivo ha preannunciato che la vendita del suo pacchetto Swisscom sarà possibile tramite una semplice modifica legislativa. La transazione dovrà essere accompagnata da misure che garantiscano il servizio universale e l'indipendenza dell'azienda.
Il Consiglio federale ha trovato una formulazione, assieme a Swisscom, dei nuovi obiettivi strategici, ha affermato in una conferenza stampa Moritz Leuenberger. A Swisscom rimane un margine di manovra, i rischi per la Confederazione, azionista di maggioranza, sono limitati, ha aggiunto il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Tetto massimo d'indebitamento
Il governo ha confermato il divieto, imposto in novembre a Swisscom, di acquisire all'estero operatori con mandato di servizio universale. Negli obiettivi strategici, il Consiglio federale invita Swisscom a ridurre le riserve da distribuire a un miliardo di franchi al massimo nei prossimi quattro anni. Esse ora sono pari a 3 miliardi.
Inoltre per quanto concerne ulteriori investimenti e acquisizioni, per l'operatore telecom vigerà un tetto massimo per l'indebitamento. Alle condizioni attuali tale limite è pari a cinque miliardi di franchi. La formula prevede che non debba essere più di una volta e mezzo l'equivalente dell'EBITDA (utile al lordo di tasse, interessi e ammortamenti, compreso quello dell'avviamento).
Margine di manovra ristretto
Il margine di manovra dell'impresa sarà ristretto, ha ammesso Leuenberger. Swisscom disporrà però ancora di diverse possibilità di investimento in mercati in espansione, come le reti TV via cavo o i servizi Internet, al fine di compensare in parte la stagnazione sul mercato interno e abbassare i costi, ha detto il capo del DATEC.
Il Consiglio federale non cambia l'orientamento generale degli obiettivi dell'impresa. Tuttavia esige dall'azienda di centralizzare l'offerta di servizi vocali, internet, video e TV e di rimanere competitiva anche in questo settore. I settori della telefonia fissa e mobile continuano ad avere un'importanza particolare per le attività dell'operatore. In questo ambito il governo si attende dall'azienda prodotti innovativi e un ruolo di leader sul mercato in crescita dei servizi a banda larga.
Progetto di privatizzazione
Oltre agli obiettivi strategici per Swisscom, il Consiglio federale ha fissato oggi i punti principali per l'elaborazione di un progetto sulla cessione della partecipazione di maggioranza da parte della Confederazione: la privatizzazione dovrebbe accompagnarsi a garanzie per il mantenimento del servizio universale e per la tutela dell'indipendenza aziendale. Il progetto è urgente e sarà posto in una consultazione abbreviata a fine gennaio, ha detto dal canto suo Hans-Rudolf Merz.
Dal profilo costituzionale nulla si oppone a una cessione della partecipazione, afferma il governo. Per ridurre la quota al di sotto della soglia del 50%, occorre soltanto adeguare la legge sull'azienda delle telecomunicazioni (LATC), ha spiegato il capo del Dipartimento federale delle finanze.
Servizio universale
Swisscom è la sola impresa che disponga attualmente di una rete di telefonia fissa che copre l'intero territorio nazionale. Il governo intende dunque costringerla ad assicurare almeno fino alla fine del 2012 il servizio universale, anche in caso di privatizzazione, ossia per un periodo di transizione di cinque anni a decorrere dalla scadenza della vigente concessione.
Il servizio universale è disciplinato nella legge sulle telecomunicazioni (LTC). Secondo tale legge per la concessione deve essere indetta una gara pubblica ogni cinque anni. L'esecutivo considera pure l'introduzione di meccanismi per garantire l'indipendenza dell'operatore, come un limite superiore di partecipazione per gli azionisti, il mantenimento di una minoranza di blocco del 33%, la rappresentanza della Confederazione nel consiglio di amministrazione o eventualmente il lancio di un'«azione popolare».
Il governo prevede un processo decisionale accelerato grazie a una procedura di consultazione abbreviata e una procedura parlamentare urgente. Il termine per la consultazione dovrà essere accorciato in modo corrispondente. Esso sarà quindi al massimo di sei settimane. In tal modo sarà possibile trattare e approvare il progetto nel corso della sessione estiva 2006 e - in caso di referendum - la votazione potrà svolgersi nel marzo del 2007.
swissinfo e agenzie
In breve
Il 20 dicembre il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha annunciato che nel 2005 la Confederazione ha ridotto la sua partecipazione nel capitale di Swisscom dal 66,1 al 62,45%.
In totale, la Confederazione ha venduto 3,1 milioni di azioni nel 2005 per un valore di 1,35 miliardi di franchi.
La cessione consente alla Confederazione di raggiungere l'obiettivo di ridurre a medio termine la sua partecipazione a Swisscom al 50% più un'azione.
Sempre il 20 dicembre, Swisscom ha comunicato di aver concluso con successo il programma di acquisto di azioni proprie avviato in maggio.
In totale ha comperato 4'764'200 titoli nominativi pari al 7,75% del capitale azionario. Ai suoi azionisti, ha distribuito nel 2005 quasi 2,9 miliardi di franchi sotto forma di dividendi e di riacquisto di azioni.