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PECHINO - Messa a dura prova dal punto di vista commerciale, finanziario e logistico dall'epidemia di coronavirus che ha fatto almeno 565 morti, la Cina si dimostra comunque intenzionata a onorare l'accordo sui dazi concluso con gli Stati Uniti in gennaio, che ha segnato una tregua nella guerra commerciale con Washington. Pechino ha infatti annunciato il dimezzamento dei tributi riscossi sulle importazioni di oltre 1'600 beni americani per 75 miliardi di dollari, come previsto dalla "fase uno" dell'intesa.
La misura sarà efficace dal 14 febbraio, in base a quanto comunicato dalla Commissione sulle tariffe del governo cinese. La decisione, nel mezzo dell'epidemia di coronavirus e della carenza di alcuni beni primari, interessa i dazi del 5% e del 10% applicati alla lista di beni colpiti a settembre.
Le attuali tariffe al 10% e al 5% caleranno, rispettivamente, al 5% e al 2,5%, parte di una mossa che punta a far «avanzare lo sviluppo sano e stabile del commercio tra Cina e Stati Uniti».
Di recente Pechino aveva riaffermato, senza fornire dettagli, il proposito di intervenire su quei beni che potevano essere usati nella lotta al coronavirus, l'epidemia partita da Wuhan che ha finora causato 564 morti.
Il "Global Times", citando un esperto cinese vicino al governo, afferma intanto che la Cina considera il ricorso a una delle clausole della "fase uno", quella relativa a "catastrofe naturale e altri eventi imprevedibili", per avviare "una consultazione" con gli Stati Uniti sul potenziale impatto dell'epidemia sull'intesa che è stata raggiunta. Tuttavia, secondo l'esperto, è improbabile una mossa in tal senso fino alla «valutazione completa» della situazione alla fine del primo trimestre 2020.