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Le recenti modifiche apportate alla legge sugli stranieri in materia d'integrazione non sono sufficienti: la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) ritiene necessario un inasprimento
Chiede in particolare l'introduzione di un nuovo statuto per le persone ammesse provvisoriamente in Svizzera.
Questa categoria di persone è da tempo al centro dei dibattiti: la maggior parte di esse soggiorna infatti in Svizzera non in maniera provvisoria bensì praticamente definitiva, visto che un ritorno nel paese d'origine è impossibile. Per accelerare la loro integrazione, il governo aveva presentato diverse opzioni lo scorso ottobre.
La CIP-N, esaminate le varie proposte, intende ora impartire, mediante una mozione, indicazioni generali per l'elaborazione di un progetto di legge per sostituire l'attuale permesso F (persone ammesse provvisoriamente) ritenuto non adeguato. Questo modo di procedere è stato adottato con 16 voti contro 9.
La mozione della CIP-N prevede che, nel caso di persone per le quali subito chiaro che un ritorno in patria è escluso, si ricorra a un nuovo statuto di "persona protetta" non limitato nel tempo, che consentirà a questi profughi di migliorare la loro situazione sul mercato del lavoro elvetico. Avranno inoltre diritto al ricongiungimento famigliare in caso di sufficiente stabilità finanziaria.
Per contro ai migranti che necessitano solo di "protezione temporanea" si applicherà lo statuto di "persona da proteggere provvisoriamente". Esso sarà limitato nel tempo, in funzione di una situazione particolare in un paese o in una regione. Questi casi verranno regolarmente verificati e non daranno diritto al ricongiungimento famigliare. Tali persone avranno una limitata possibilità di accesso al mercato del lavoro o della formazione. Bisognerà comunque prevedere che vi saranno casi in cui i migranti potrebbero essere costretti a soggiornare in Svizzera più a lungo di quanto previsto inizialmente.
SDA-ATS