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Il Consiglio federale promuove la pianificazione di misure preventive per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico
Berna, 13.10.2021 - Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha informato il Consiglio federale nella sua seduta del 13 ottobre 2021 in merito a due rapporti sul tema della sicurezza dell'approvvigionamento nel settore elettrico. Il primo rapporto, redatto dalla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) e Swissgrid, descrive le misure che permettono di aumentare a breve e medio termine la sicurezza della rete e dell'approvvigionamento. Il secondo rapporto analizza le ripercussioni di vari scenari di collaborazione tra la Svizzera e l'UE. La garanzia di un approvvigionamento elettrico sicuro è di fondamentale importanza per la Svizzera. I rapporti servono al Consiglio federale per definire gli ulteriori passi volti a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. Il Consiglio federale ha già incaricato la ElCom di elaborare entro novembre 2021 un piano per fronteggiare i picchi di carico con centrali a gas. Infine, entro la fine del 2021 il DATEC presenterà al Consiglio federale un'analisi dei potenziali di efficienza elettrica fino al 2025.
Il 18 giugno 2021 il Consiglio federale ha presentato al Parlamento il messaggio concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Il documento prevede diverse misure per aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. In particolare sono contemplati fondi aggiuntivi per l'ampliamento delle centrali idroelettriche, la creazione di una riserva energetica e il potenziamento delle energie rinnovabili. Contemporaneamente all'approvazione del messaggio, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di analizzare, in collaborazione con la ElCom e Swissgrid, le ripercussioni del mancato accordo con l'UE e di elaborare misure attuabili a breve e medio termine per garantire la stabilità della rete e la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. In data odierna il Consiglio federale ha preso atto delle analisi e delle proposte di misure presentate da ElCom e Swissgrid.
Rapporto di ElCom e Swissgrid sulle misure da adottare a livello di rete
Il rapporto descrive circa 80 possibili misure da attuare nei settori rete, consumo e produzione con priorità e orizzonti temporali diversi. In questa fase i costi e le relative ripercussioni sono però stati stimati solo in modo molto approssimativo. Numerose misure interessano Swissgrid e si trovano già in fase di attuazione o perlomeno di pianificazione. Attualmente la ElCom definisce sei misure come prioritarie. Rientra in questa categoria la conclusione di accordi tecnici secondo il diritto privato tra Swissgrid e i gestori delle reti di trasporto europei. Inoltre, vengono proposti la sostituzione anticipata dei trasformatori di accoppiamento tra la rete a 220 kV e la rete a 380 kV, per gestire meglio i flussi di elettricità, l'incremento della tensione sulla rete di trasporto per aumentare la capacità delle linee, un migliore coordinamento tra la rete di trasporto e le reti sovraregionali, l'ottimizzazione dei lavori di manutenzione e l'adeguamento dei piani di esercizio. Il Consiglio federale terrà conto di queste proposte nell'ambito dei futuri lavori finalizzati ad aumentare la sicurezza di approvvigionamento e la ElCom esaminerà in modo approfondito ulteriori provvedimenti illustrati nel rapporto.
Ripercussioni della mancata collaborazione con l'UE (worst case)
I problemi che possono sorgere in vista del nuovo quadro normativo dell'UE a partire dal 2025 sono oggetto del secondo rapporto presentato al Consiglio federale. Si tratta di uno studio esterno che analizza la collaborazione tra la Svizzera e l'UE nel settore dell'energia elettrica. Vista l'incertezza in merito alla conclusione di un accordo sull'energia elettrica, all'inizio del 2020 l'Ufficio federale dell'energia (UFE) e la ElCom hanno commissionato questo studio alla società di consulenza Frontier Economics.
Detto studio illustra che la regolamentazione del mercato interno europeo dell'elettricità si è evoluta considerevolmente dal 2007, ovvero dall'inizio dei negoziati per un accordo sull'energia elettrica. Questo interessa anche la Svizzera, poiché la rete di trasporto elvetica è strettamente collegata ai Paesi limitrofi. Dal 2020 è in vigore un nuovo pacchetto di regolazione denominato «Clean Energy Package», secondo cui a partire dal 2025 tutti i gestori delle reti di trasporto europei dovranno mantenere almeno il 70 per cento delle capacità di rete transfrontaliere libere per il commercio di elettricità all'interno dell'UE. La legislazione europea non regola tuttavia il modo in cui debbano essere considerate le capacità di frontiera verso Paesi terzi come la Svizzera. Questo potrebbe limitare notevolmente le capacità d'importazione della Svizzera. Inoltre, potrebbero aumentare in modo considerevole i flussi non pianificati di elettricità, causati dal commercio di energia elettrica nei Paesi limitrofi, al punto da compromettere la stabilità della rete svizzera.
Lo studio analizza la sicurezza della rete e dell'approvvigionamento elettrico in Svizzera nel 2025 (anno in cui la regola del 70 % sarà attuata integralmente nell'UE), utilizzando tre scenari con diversi gradi di collaborazione possibili tra la Svizzera e l'UE. Tutti e tre gli scenari si riferiscono all'ipotesi peggiore (worst case). Si ipotizza una situazione di forte disagio, in cui le capacità di frontiera con i Paesi limitrofi sono ridotte di oltre il 70 per cento e i due reattori Beznau I+II, come pure un terzo della produzione derivante dalle centrali nucleari francesi, non sono disponibili.
1. Nel primo scenario non è previsto nessun tipo di collaborazione. I Paesi limitrofi applicano la regola del 70 per cento, limitando la capacità di trasporto da e verso la Svizzera. In circostanze normali, la sicurezza della rete e dell'approvvigionamento è garantita. Nel caso peggiore definito per lo studio, tuttavia, la situazione diventa critica verso la fine del mese di marzo: durante ben 47 ore, potrebbe non essere disponibile una quantità di energia elettrica sufficiente a soddisfare la domanda in Svizzera.
2. Nel secondo scenario Swissgrid stipula degli accordi tecnici con i gestori delle reti di trasporto europei, così da garantire che la Svizzera venga considerata nell'applicazione della regola del 70 per cento alle frontiere con il Nord Italia, la Francia, la Germania e l'Austria. Questo scenario permette di gestire in modo sicuro il caso peggiore. La Svizzera disporrebbe in ogni momento di una quantità sufficiente di energia. Al momento è tuttavia incerto, se sarà possibile concludere per tempo tali accordi.
3. Il terzo scenario prevede la stipula di un accordo sull'energia elettrica che assicura alla Svizzera la partecipazione al mercato interno europeo dell'elettricità. Questo scenario permette di gestire al meglio il caso peggiore.
Prossimi passi
Il Consiglio federale esaminerà in modo approfondito delle misure atte a rafforzare la sicurezza di approvvigionamento e la stabilità della rete basandosi sui due rapporti presentati e, al termine di un dibattito, se necessario definirà ulteriori mandati. Il Collegio ha già incaricato la ElCom di elaborare entro il prossimo mese di novembre un piano per fronteggiare i picchi di carico con le centrali a gas. Inoltre, entro la fine dell'anno, il DATEC presenterà al Consiglio federale un'analisi dei potenziali di efficienza elettrica fino al 2025.
Responsabilità della sicurezza di approvvigionamento in Svizzera
Nel quadro della legislazione vigente, in Svizzera l'approvvigionamento energetico è in primo luogo compito del settore dell'energia (art. 6 cpv. 2 LEne). Alla Confederazione e ai Cantoni spetta un ruolo sussidiario. Altre responsabilità competono alla ElCom, a Swissgrid, alle aziende di approvvigionamento energetico, ai Cantoni, alle città e ai Comuni in qualità di proprietari di tali aziende, ai gestori dei livelli più bassi della rete e, infine, ai consumatori. La scheda informativa allegata illustra i diversi ruoli e compiti.
Indirizzo cui rivolgere domande
Marianne Zünd, Capo Media e politica UFE, tel. +41 58 462 56 75, <email-pii>
Documenti
- Studio «Analisi della collaborazione tra Svizzera e UE in materia di energia elettrica» (disponibile solo in lingua tedesca) (PDF, 2 MB)
- Sintesi dello studio «Analisi della collaborazione tra Svizzera e UE in materia di energia elettrica» (PDF, 707 kB)
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