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WASHINGTON - Bernie Sanders cancella tutti i suoi appuntamenti elettorali fino a «ulteriori comunicazioni». Il senatore del Vermont è stato operato al cuore, dove gli sono stati inseriti due stent per l'occlusione di un'arteria, dopo un malore durante un comizio.
«Parla ed è di buon umore. Si riposerà per i prossimi giorni» rassicura il consigliere della sua campagna elettorale Jeff Weaver. Ma l'incidente rappresenta un duro colpo alla sua corsa alla Casa Bianca, che ora appare a rischio. Sanders con i suoi 78 anni è il candidato più anziano alle elezioni del 2020 e, in caso di vittoria, sarebbe il presidente americano più anziano della storia.
Il malore e la successiva operazione alimentano i dubbi sulla sua salute fisica e sulla sua capacità di mantenere il ritmo serrato di appuntamenti elettorali che ha in programma. Nonostante si sia impegnato a rendere pubbliche le sue informazioni mediche, come aveva fatto durante la campagna del 2016, Sanders nell'attuale corsa non lo ha ancora fatto.
Solo di un anno più vecchio di Joe Biden, Sanders ha finora evitato di finire nel mirino degli avversari e del pubblico per la sua età e per le sue condizioni di salute. Ora però la situazione è destinata a cambiare anche alla luce del pressing degli aspiranti più giovani alla Casa Bianca che, velatamente o meno, giocano la carta dell'età. Lo ha fatto Julian Castro nel corso del terzo dibattito, mettendo in dubbio la memoria di Biden vista l'età. Un attacco che ha spinto Biden e Sanders, ma anche la 70enne Elizabeth Warren, a impegnarsi a rendere note le loro certificazioni mediche.
Proprio dagli sfidanti alla Casa Bianca sono arrivati messaggi con auguri di pronta guarigione a Sanders. Dietro le quinte però i primi calcoli elettorali sono già in corso: un'eventuale uscita di Sanders dalla corsa alla Casa Bianca sarebbe positiva per Warren, che resterebbe l'unica candidata di sinistra e quindi quello meglio posizionata a raccogliere i voti del senatore.