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Un'immagine del leader nordcoreano Kim Jong-Un (foto d'archivio).
Keystone/AP/WONG MAYE-E(sda-ats)
La zia del leader nordcoreano Kim Jong-Un vive in forma anonima a New York, dove gestisce una lavanderia a secco. In passato si era occupata del nipote, durante i suoi studi a Berna.
Lo ha rivelato il Washington Post, raccontando la storia della donna, che ha disertato nel 1998 dal regime nonostante fosse parte integrante della famiglia al potere. Ko Yong-Suk, che vive insieme a suo marito Ri Gang e tre figli sotto falso nome, è la sorella di Ko Yong Hui, una delle mogli del defunto leader nordcoreano, Kim Jong-Il e madre di Kim Jong-Un.
La coppia era stata inviata in Svizzera per occuparsi dei rampolli della dinastia, tra cui Kim Jong-Un, durante i loro studi in una scuola del canton Berna. "Non creava problemi, ma si irritava facilmente ed era privo di tolleranza", ha raccontato la signora Ko al quotidiano statunitense, parlando del nipote.
"Quando la madre provava a rimproverarlo perché giocava troppo e non studiava abbastanza, lui non rispondeva ma protestava in altro modo, tipo lo sciopero della fame". Secondo la signora, Kim è nato nel 1984, il che significa che aveva appena 27 anni quando salì al potere, succedendo al padre Kim Jong-Il nel 2011. Uno dei figli di Ko era nato lo stesso anno e i due piccoli giocavano insieme: "Cambiavo i pannolini a entrambi". Poi Kim cominciò ad appassionarsi al basket che per lui divenne una vera e propria ossessione, tanto che addirittura dormiva con un pallone. È noto infatti che Kim è un fan di Michael Jordan e ha spesso ospitato a Pyongyang, la star dei Chicago Bulls, Dennis Rodman.
Secondo la signora Ko, Kim sapeva già nel 1992 che era stato destinato a succedere al padre: il segnale arrivò nel suo ottavo compleanno, quando ricevette in regalo un'uniforme da generale e i vertici militari nordcoreani si inchinarono dinanzi a lui.
Non è chiaro per quale motivo, la signora Ko abbia disertato, presentandosi all'ambasciata americana a Berna; la donna aveva un cancro al seno e probabilmente, ipotizza il Washington Post, temeva che avrebbe perso i suoi privilegi quando i ragazzi in Svizzera fossero cresciuti. Dopo esser stati interrogati per mesi, alla fine la coppia fu ricollocata in negli Stati Uniti, "ad alcune ore da New York City", dove hanno cominciato una nuova vita, con nomi diversi (non rivelati dal quotidiano americano) e hanno creato una società con un finanziamento dell'agenzia americana di spionaggio Central Intelligence Agency (Cia).
"I miei amici qui mi dicono che sono così fortunata, che ho tutto", ha riconosciuto. I tre figli della signora Ko sono andati a scuola, fino al college, in Usa e hanno trovato un lavoro. Sebbene la coppia collabori ancora con la Cia, il marito di Ko, Ri, ha tenuto a ribadire di non aver rivelato alcun segreto: "La Cia pensava che conoscessimo qualche segreto, ma noi non sapevamo nulla. Ci occupavamo solo dei ragazzini e li aiutavamo a studiare". Entrambi, precisa il Washington Post, sono attenti a tutelare la loro vita privata e a quello che dicono dello zio di Ko, di cui entrambi parlano sempre come "il maresciallo Kim Jong-un".
SDA-ATS