Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01241.jsonl.gz/682

Svizzera-UE
Christoph Blocher: «La neutralità svizzera è ancora minacciata dall'UE»
Trent'anni dopo il «no» allo Spazio economico europeo (SEE), Christoph Blocher ritiene che la neutralità svizzera sia ancora minacciata da uno strisciante avvicinamento all'UE.
«Siamo di nuovo – come 30 anni fa – all'inizio di una lotta per l'indipendenza, la libertà, la sicurezza, la democrazia diretta, il federalismo e la neutralità permanente», ha detto l'ex consigliere federale UDC ai membri dell'associazione Pro Svizzera riuniti questa sera nella sala dell'Albisgüetli di Zurigo.
Il tribuno zurighese, 82 anni, ha incoraggiato i «suoi» a raccogliere le firme necessarie per l'iniziativa «per una neutralità permanente, armata e globale della Svizzera»: il testo lanciato da Pro Svizzera, associazione in cui sono di recente confluite l'Azione per una Svizzera indipendente e neutrale (ASNI) ed altre organizzazioni antieuropeiste.
«Rinascita della Svizzera»
Votando contro l'adesione all'accordo SEE il 6 dicembre 1992, la Svizzera è stata «salvata dalle braccia di una classe politica perduta», ha dichiarato Blocher in base alla versione scritta del suo discorso. Con l'anniversario del «no» si celebra quindi «la rinascita di una Svizzera che all'epoca era quasi perduta».
Con quel «trattato coloniale», la Comunità europea (CE), come si chiamava allora l'UE, voleva sottomettere la Svizzera. «L'UE avrebbe potuto governare la Svizzera come gli inglesi hanno governato l'India, i belgi il Congo e i tedeschi la Namibia», ha detto Blocher.
Ancora oggi, il riavvicinamento all'UE auspicato da ampi circoli politici minaccia l'indipendenza della Svizzera. Il Consiglio federale, il Parlamento e l'Amministrazione federale non hanno praticamente mai riconosciuto il «no». Per questo motivo la domanda di adesione all'UE è stata ritirata solo nel 2014 e si è cercato di concludere un accordo quadro con l'UE, anche se per il momento senza successo.
Sanzioni e neutralità
Secondo Blocher, nonostante tutte le previsioni disastrose sbandierate prima del voto, negli ultimi decenni la Svizzera si è sviluppata molto bene con il suo «Alleingang» e senza l'Unione europea.
Proprio come 30 anni fa, l'ex consigliere federale vede oggi l'indipendenza svizzera minacciata dall'UE, ad esempio attraverso l'Accordo quadro. Per Blocher, la presa di posizione del Consiglio federale dello scorso giugno in favore di un «partenariato basato su valori comuni e la solidarietà con l'UE», rischia di mettere in difficoltà la Svizzera, poiché porterebbe all'adozione di sanzioni dell'UE contro la Russia e quindi all'abbandono della «neutralità svizzera».
pl, ats