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Il Consiglio federale conferma la via scelta da Didier Burkhalter per risolvere la questione istituzionale che bloccava i negoziati con l'Ue. Oggi ha posto in consultazione presso le commissione di politica estera della camere e e i cantoni un progetto di mandato negoziale che prevede di sottoporre alla Corte di Giustizia dell'Unione europea (CGUE), per un parere non vincolante, le questioni di interpretazione del diritto comunitario negli accordi bilaterali.
In caso di vertenza sull'acquisizione di determinate disposizioni regolate dagli accordi bilaterali, un comitato misto Svizzera-Ue rimarrà competente. Entrambe le parti potranno fare appello alla CGUE. Il comitato misto dovrà trovare una soluzione di compromesso basandosi sull'opinione della Corte. In caso contrario, si potrebbe giungere alla sospensione di tutto o parte dell'accordo bilaterale interessato. Questa soluzione evita alla Svizzera di adeguarsi automaticamente al diritto comunitario.
L'UDC e l'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) usano toni duri per criticare la proposta del Consiglio federale per sbloccare la questione istituzionale con l'Unione europea. Per il partito di Toni Brunner, il mandato negoziale posto oggi in consultazione è un "accordo coloniale" che farà della Svizzera uno Stato satellite dell'Ue. Anche il PPD è critico. Per il PS, infine, l'unica soluzione resta l'adesione.
Dal canto suo, il PLR accoglie favorevolmente la volontà del governo di proseguire a lungo termine con la via bilaterale. Il partito di Didier Burkhalter si mostra tuttavia più riservato quanto alla soluzione proposta.
SDA-ATS