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ZURIGO - La maggior parte dei collaboratori in Svizzera si reca sul posto di lavoro col sorriso. Da un'indagine svolta dalla società di consulenza EY (ex Ernst & Young), l'87% del campione (1'501 persone) dice infatti si essere contento o molto contento di quello che fa per campare. I fattori cruciali affinché un'attività lavorativa sia fonte di gioia invece che di frustrazione sono: autonomia, flessibilità, varietà, buone relazioni coi colleghi e l'età.
Il grado di soddisfazione varia tuttavia a seconda dei settori economici, precisa una nota di EY. Se nel settore delle costruzioni (+9%) e delle costruzioni di macchine/fabbrica (+10%) vi è stato un incremento su base annua, nel settore bancario e assicurativo si è verificato un calo (-9%).
Circa quest'ultimo risultato, EY sottolinea che esso è meno rappresentativo a causa del numero limitato di intervistati. Il settore farmaceutico/biotecnologico è rimasto invariato ad un livello elevato.
I fattori che contribuiscono alla soddisfazione sul posto di lavoro sono l'autonomia, la flessibilità, la varietà e il contatto con le persone. Lavori lunghi e pesanti, uniti a una bassa remunerazione, hanno invece l'effetto opposto. Molti intervistati hanno citato più di frequente quali aspetti critici l'organizzazione inadeguata (7%) e le cattive condizioni di lavoro (7%).
L'età è un fattore determinante per la soddisfazione sul lavoro: la fascia di età 45-54 anni è la meno soddisfatta (-6%), mentre i dipendenti più giovani e più anziani sono i più soddisfatti. Tuttavia, i più delusi non pensano di cambiare lavoro nel prossimo anno: solo un quarto degli intervistati prevede di farlo, soprattutto giovani salariati residenti in un contesto urbano.
Secondo l'indagine, gli aspetti più importanti della vita lavorativa sono di natura interpersonale. I più frequentemente citati sono un buon rapporto con i colleghi (66%), il riconoscimento del lavoro fornito (65%) e buone relazioni coi superiori (60%).
Stando al sondaggio, solo la metà circa degli intervistati ritiene di essere ben attrezzata per il futuro mondo del lavoro. Contemporaneamente, quasi la metà crede che le future mansioni saranno più attrattive. Gli anziani sono invece più scettici. E anche le donne che vivono in zone rurali e che hanno completato una formazione di base o un apprendistato sono più consapevoli dei rischi che delle opportunità.
I giovani laureati che vivono in città si dicono inoltre molto sicuri del loro futuro. Sono quindi convinti che le persone non potranno essere sostituite da macchine.