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Conrad Murray, il medico personale di Michael Jackson, si è dichiarato non colpevole oggi nella fase preliminare del processo che, a partire dal prossimo 28 marzo, lo vedrà sul banco degli imputati per omicidio involontario del cantante.
Murray, al quale è stata temporaneamente sospesa la licenza di esercitare la professione medica, è accusato di aver agito con negligenza nei confronti del paziente. In particolare il medico personale di Jackson è accusato di aver somministrato al cantante una dose eccessiva di un potente anestetico, il Propofol. I medici legali di Los Angeles riscontrarono che fu proprio una overdose di Propofol, insieme ad altri farmaci, la causa della morte del Re del pop, deceduto il 25 giugno del 2009.
Nelle sedute prelimiari del processo, nel corso delle quali sono stati ascoltati numerosi testimoni, è emerso poi che Murray chiamò i soccorsi con almeno un'ora di ritardo dal momento in cui si accorse che Jackson si sentiva male. Gli praticò il massaggio cardiaco, ma prima di chiamare aiuto cercò di far sparire alcuni dei medicinali che abitualmente somministrava al cantante, tra cui il propofol.
Gli avvocati difensori di Murray hanno sostenuto invece che fu lo stesso Jackson, all'insaputa del dottore, ad iniettarsi una dose eccessiva dell' anestetico, e che il dottor Murray fece tutto quello che poteva fare per cercare di salvare il cantante.
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