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Patrick Walser, portavoce dell'impresa pubblica svizzera, prende posizione e precisa l'informazione parziale pubblicata oggi sul Corriere
"Non è un cantiere Ffs; si tratta di un cantiere per l’edificazione di uno stabile residenziale": comincia così la presa di posizione di Patrick Walser, portavoce delle Ferrovie federali svizzere (Ffs), che suona come una parziale smentita, in merito all'articolo apparso sulle colonne del CdT. Il ruolo delle Ffs, precisa Walser, "è quello di garantire la sicurezza in quanto il cantiere è vicino al sedime ferroviario e alcune lavorazioni dello stesso, come l’utilizzo della gru o la posa di un ponteggio, potrebbero ripercuotersi negativamente sull’esercizio ferroviario".
Le Ffs, conferma Walser, "sono intervenute in data 23 marzo dopo che l’impresa attiva sul cantiere, nonostante ripetuti solleciti, non aveva firmato il preventivo stilato dagli esperti di sicurezza dell'impresa pubblica concernente le proprie prestazioni di sicurezza", legate all’utilizzo della gru. "Giunti sul posto, gli esperti di sicurezza delle Ferrovie federali svizzere hanno constatato diverse irregolarità, tra cui i documenti di sicurezza di utilizzo della gru scaduti e l’installazione di un ponteggio lato sedime ferroviario senza autorizzazione Ffs", ha scritto il portavoce che ha chiarito: "La Polizia dei trasporti non è intervenuta, perché gli animi si sono scaldati, ma ha accompagnato i colleghi della sicurezza Ffs come da processo in casi come questo". Nel frattempo, continua la presa di posizione, "le Ffs hanno ricevuto il preventivo firmato da parte dell’impresa interessata e procederanno pertanto all’allestimento dei documenti necessari per l’attuazione delle misure di sicurezza".