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L’incidente nella centrale nucleare di Chernobyl ha determinato un’accelerazione degli sforzi della Divisione principale della sicurezza degli impianti nucleari (DSN) in relazione agli incidenti gravi in Svizzera. I provvedimenti contro gli incidenti gravi hanno portato ad un miglioramento della difesa in profondità. La maggior parte di tali provvedimenti era già studiata prima dell’aprile 1986, a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Three Mile Island.
Dalla catastrofe di Chernobyl le centrali nucleari svizzere sono tenute a redigere periodicamente rapporti sulla sicurezza. L’ente predecessore dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare IFSN, la DSN, è adoperata per istituzionalizzare i controlli internazionali.
Roland Naegelin, ex Direttore della DSN, scrisse nel suo libri sulla vigilanza nucleare in Svizzera: “I controlli internazionali dell’Operational Safety Review Teams OSART furono rifiutati dai gestori come era avvenuto in precedenza. La DSN non volle però rinunciarvi”.
Miglioramento della difesa in profondità
L’incidente nella centrale nucleare di Chernobyl accelerò il miglioramento della difesa in profondità. Tale processo era già stato avviato dopo l’incidente nucleare di Three Mile Island. L’allora richiesto adeguamento dei sistemi di emergenza autonomi per il controllo delle azioni esterne naturali e civili fu attuato nel corso degli anni ’90.
A seguito dell’incidente di Chernobyl, la DSN preparò un catalogo di misure contro gli incidenti gravi, il quale comprendeva, tra l’altro, le misure per la prevenzione dei danni al nucleo e quelle per la mitigazione delle conseguenze di gravi danni al nucleo.
La DSN obbligò le centrali nucleari ad adottare delle misure in ambito progettuale, per esempio la verifica dell’elenco delle anomalie relative ai guasti con rilascio di radioattività. La protezione del contenitore pressurizzato del reattore contro lo shock termico era parte integrante di tale controllo. Fu necessario controllare la protezione dell’edificio di contenimento, il superamento dei sistemi di sicurezza e il pericolo di incendio.
Altre misure riguardavano i casi di guasto che esulavano dalla progettazione, come le migliorie della gestione degli incidenti. Le istruzioni in caso di guasto dovevano essere preparate sulla base delle avvisaglie. Il personale doveva essere appositamente formato in materia di incidenti gravi.
La DSN scrisse nel proprio registro degli atti “Misure contro gli incidenti gravi nelle centrali nucleari svizzere”: “Una tematica fondamentale della formazione per gli ingegneri del servizio di picchetto e per gli addetti alla vigilanza deve essere costituita da casi di guasto, in modo da non esigere troppo dagli operatori del reattore sia a livello tecnico che psicologico.
In ambito di mitigazione dei danni nucleari, le centrali nucleari dovettero gestire grandi quantità di idrogeno, per lo sfiato filtrato della pressione dell’edificio di contenimento, per la condensazione del vapore nel contenimento come pure per il deflusso di un nucleo del reattore fuso.
Riequipaggiamenti simili furono richiesti in vaste parti d’Europa solo dopo l’incidente di Fukushima.
Si tratta dell’ottava parte d’una serie di sedici articoli sull’incidente di Chernobyl.