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Bitcoin, se venisse riproposto il gold standard, vedrebbe il suo prezzo stabilizzarsi, questa è la risposta ad una domanda alquanto bizzarra che è stata sottoposta ad Andreas M. Antonopoulos.
Il divulgatore si è poi prodigato a sfruttare l’argomento per parlare degli effetti della scarsità digitale paragonata alla scarsità dell’oro.
Andreas Antonopoulos è nato a Londra nel 1972, ha conseguito la laurea in Informatica e Comunicazione dei dati e sistemi distribuiti presso l’University College di Londra. È un libero divulgatore che ama avvicinare più persone possibile alle opportunità rappresentate da Bitcoin e da tutte le blockchain pubbliche (permissionless).
Molto noto nell’ambiente per aver scritto prima Mastering bitcoin e successivamente Mastering Ethereum, tiene numerose sezione di ask me anything (domandami ciò che vuoi) rispondendo sul suo canale Youtube.
“La possibilità che si torni a Gold Standard si aggira tra lo 0 and 0.0001 % di probabilità”.
Sarebbe un giubileo del debito pubblico con conseguente crisi dei rapporti e dei modelli di scambio internazionali,
“Non è possibile nemmeno immaginare una cosa del genere, perché nessuna nazione ha interesse nel limitare la sua capacità di emettere debito”.
Questo però non gli ha impedito di seguire il simpatico ragionamento sfruttando una domanda ipotetica utile a comprendere alcuni argomenti importanti.
Golden standard e gold exchange standard
Prima di divertirci con la risposta di Antonopoulos, dobbiamo precisare come il modello di riferimento monetario collegato all’oro sia variato nel tempo, quello del golden standard vuole un regime di cambi fissi determinati dalle riserve auree collegate ad ogni paese che emette moneta sovrana.
Diverso invece fu l’accordo di Bretton Woods che portò al gold exchange standard, basato su rapporti di cambio fissi tra le valute, tutte collegate al dollaro, il quale a sua volta era agganciato all’oro.
Gli accordi di Bretton Woods favorirono un sistema liberista, il quale richiede, innanzitutto, un mercato con il minimo delle barriere. A differenza del sistema che lo precedette (Gold Standard), la mobilità dei capitali fu limitata, poiché si era consci dell’enorme peso che essa ebbe nel determinare la crisi del ’29.
Tutti gli accordi derivati direttamente o indirettamente da Bretton Woods non prevedevano un corretto controllo della quantità di dollari emessi, permettendo così agli USA l’emissione incontrollata di moneta, fatto contestato più volte da Francia e Germania in quanto gli USA esportavano la loro inflazione, impoverendo così il resto del mondo.
Gli effetti del gold standard su bitcoin
Il prezzo di bitcoin potrebbe stabilizzarsi velocemente perché non avrebbe più l’apprezzamento dovuto agli effetti della stampa continua di moneta corrente seguiti dalla sfiducia nella stessa e agli effetti inflattivi.
Probabilmente al pari delle altre monete andrebbe prezzato in cambio di oro e non più scambiato principalmente per le fiat.
L’inflazione dell’oro e di bitcoin
Un argomento a favore di bitcoin, la sua inflazione controllata è molto più sicura di quella dell’oro.
“In un mondo ipotetico in cui lo standard fosse aureo potremmo vedere l’inflazione dell’oro aumentare grazie alle spedizioni spaziali”.
Questa affermazione è molto estrema, ma serve a comprendere come ci siano fattori non del tutto controllabili sulla quantità d’oro esistente sulla terra. Fattori che hanno portato shock di prezzo anche in passato.
Una killer application, quella di Bitcoin contro la svalutazione del proprio patrimonio, oggi è così che la sua blockchain viene percepita. Chissà cosa ci riserva il futuro.