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Corea del Sud e Stati Uniti hanno dato il via a manovre navali congiunte nelle acque a est della penisola, nel mezzo delle tensioni sul possibile test nucleare da parte di Pyongyang contro cui Seul e Washington hanno avvertito che, se effettuato, innescherebbe una "risposta ferma" e "conseguenze significative" per il Nord.
Oltre a navi da guerra e aerei, diverse migliaia di uomini sono impegnati nelle manovre di tre giorni al largo della città portuale di Pohang.
Secondo l'agenzia Yonhap, la Marina Usa ha inviato due navi equipaggiate con missili a lungo raggio - il sottomarino USS San Francisco a propulsione nucleare di 6.800 tonnellate e l'unità Shiloh con tecnologie Aegis da 9.800 tonnellate -, mentre la Corea del Sud ha schierato 10 navi, tra cui un cacciatorpediniere Aegis da 7.600 tonnellate, una corvetta e una nuova serie di sottomarini.
Ieri, in un colloquio telefonico, il neo segretario di Stato americano, John Kerry, e il ministro degli Esteri sudcoreano, Kim Sung-hwan, hanno concordato sul fatto che un terzo test nucleare di Pyongyang avrebbe causato una "risposta ferma".
In collaborazione con la comunità internazionale, ha riportato una nota congiunta, "c'è la necessità di garantire che (la Corea del Nord, ndr) capisca che dovrà affrontare conseguenze significative se prosegue il suo comportamento provocatorio".