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Il ministero degli esteri svizzero ha invitato giovedì le autorità di Colombo e le Tigri tamil a porre fine alle ostilità.
In un comunicato, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha espresso profonda preoccupazione per la situazione venutasi a creare nel nord dello Sri Lanka, dove 200'000 civili sono "presi tra due fuochi".
La Svizzera ha lanciato inoltre un "appello urgente" ai belligeranti affinché facilitino le attività del Comitato internazionale della Croce rossa (CICR), delle agenzie dell'ONU e di altre organizzazione umanitarie attive nella regione.
Il CICR ha segnalato che un ospedale ha dovuto essere evacuato dopo essere stato centrato da diversi colpi d'artiglieria. "Abbiamo ricordato più volte alle due parti in conflitto l'obbligo di risparmiare i feriti e i malati; adesso questo obbligo deve tradursi in pratica", ha dichiarato un delegato del CICR sul posto.
Giovedì il governo dello Sri Lanka ha respinto qualsiasi ipotesi di negoziato con le Tigri tamil sulle condizioni della loro resa. Il segretario alla difesa Gotabhaya Rajapakse ha dichiarato che il governo di Colombo non accetterà altro che la capitolazione completa dei guerriglieri indipendentisti, ormai sull'orlo di una totale sconfitta militare nel nord del paese.