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SAINT-PREX - Una trentina di militanti ha manifestato oggi davanti alla sede della Vale a Saint-Prex (VD). La multinazionale brasiliana è responsabile della diga di Brumadinho, che è crollata venerdì scorso causando 84 morti e 286 dispersi.
L'azione simbolica serviva a denunciare le «disastrose conseguenze ecologiche e umane della sfrenata corsa al profitto che questa società sta conducendo», ha precisato Jean-Michel Dolivo, di Ensemble à Gauche. I dimostranti, che hanno esposto uno striscione macchiato di fango con la scritta ironica: «Grazie per aver scelto la Svizzera», hanno chiesto di «risarcire tutte le vittime e smettere di estrarre il ferro e di immagazzinare i fanghi in queste condizioni».
Alcuni di loro indossavano una maschera con l'effigie dei consiglieri di Stato vodesi Pascal Broulis e Pierre-Yves Maillard e del consigliere federale Ignazio Cassis, principali responsabili, ai loro occhi, della politica di sgravi fiscali che attira le multinazionali attive nel settore delle materie prime sul Lemano. I sindacati internazionali, IndustriALL Global Union e Wood Building Workers International (BWI), hanno inoltre deplorato il fatto che Vale non abbia imparato nulla dal passato.
Venerdì scorso, per un motivo ancora sconosciuto, la diga di scarti minerari dell'azienda Vale a Brumadinho, nello Stato del Minas Gerais, ha ceduto e circa 13 milioni di metri cubi di rifiuti hanno invaso la zona circostante. La polizia ha aperto un'inchiesta sul crollo della diga e un tribunale del Minas Gerais ha ordinato il blocco di un miliardo di reais (circa 265 milioni di dollari) nei conti della Vale, leader globale nella produzione ed esportazione di minerale di ferro, per «coprire le necessità più urgenti delle vittime». La stessa azienda è stata giudicata responsabile di un incidente simile avvenuto nel novembre del 2015 a Mariana, nello stesso Stato brasiliano, che è stato definito il più grave disastro ambientale nella storia del paese.
Vale era finita sotto i riflettori qualche anno fa anche in relazione ai generosi sgravi fiscali concessi all'azienda dal canton Vaud. Stabilitasi in Svizzera nel 2006, l'impresa ha beneficiato infatti di alleggerimenti fiscali previsti dal decreto Bonny a favore delle regioni economicamente deboli, abrogato nel 2007.
L'azienda godeva dell'esonero totale per l'imposta cantonale e comunale e di un esonero dell'80% dall'imposta federale diretta. In cambio, il gruppo si era impegnato a creare 35 posti di lavoro prima della fine del 2010, a costruire uno stabile e a collaborare con gli istituti di formazione universitari. Queste condizioni però non sono state soddisfatte e Vale ha dovuto pagare un supplemento d'imposta federale diretta di 212 milioni di franchi per il periodo 2006-2009.