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(09.02.2011) In vigore dal 1 gennaio 2011, il nuovo diritto sulla sorveglianza della revisione ha permesso a più di 144'000 imprese di rinunciare ad un organo di revisione (opting out) e di beneficiare di uno sgravio finanziario. Secondo l'Unione Svizzera Creditreform, le giovani imprese a solvibilità debole hanno fatto ricorso in modo massiccio a questa opzione, provocando così un rischio amplificato per i creditori e per i fornitori.
Il tipo di revisione è determinato dalla grandezza della società. Le imprese aperte al pubblico e le imprese che dispongono di una forte importanza economica devono sottostare a controlli ordinari. Le imprese il cui fatturato non supera i 20 milioni di CHF, il cui totale del bilancio non va oltre i 10 milioni di CHF ed i cui effettivi non eccedano i 50 impiegati a tempo pieno in media annuale, sono sottoposte a controlli regolari. Le piccole imprese con effettivi equivalenti a meno di 10 posti di lavoro possono rinunciare interamente a l'organo di revisione.
Il numero di società a responsabilità limitata (Sarl) è cresciuto esponenzialmente nel corso degli ultimi anni. Nel 1996 le imprese iscritte con questa forma giuridica erano 16'206, cifra che ha raggiunto e superato 123'000 nel 2011, che significa un aumento del 600%. Durante lo stesso periodo il numero di società anonime è aumentato del 14,75% soltanto.
In seno alle Sarl si osserva una distribuzione regolare dell'opting out che si aggira sul 70%, qualunque sia il capitale sociale. Al contrario, le società anonime, il cui capitale in azioni è relativamente piccolo, mostrano un tasso di opting out quasi due volte più elevato rispetto a quello delle società il cui capitale in azioni si rivela più importante, ovvero che passa i 150'000 CHF.
Secondo Creditreform, le imprese dalla debole solvibilità e piuttosto giovani (meno di 5 anni) hanno fatto ricorso all'opting out più regolarmente che le imprese la cui solvibilità si rivela migliore, confrontando così i creditori ad un rischio più elevato. Di conseguenza, il fattore dei costi prevale sull'aumento della sicurezza che un revisore dei conti annuale può garantire. L'opting out ha infatti permesso lo scorso anno di realizzare economie dirette che superano i 500 milioni di CHF.
Ultima modifica 08.09.2015