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Sergio Ermotti torna sui suoi passi e se qualche tempo fa aveva messo in discussione la Svizzera come Paese d’eccellenza per i suoi servizi bancari, ora considera l’essere svizzero, la cosiddetta “Swissness”, addirittura un valore aggiunto per conquistare la clientela cosiddetta super wealthy.
Sei mesi fa, il Ceo di Ubs aveva minacciato che la banca potesse spostare la sua sede dalla Confederazione. Ora, invece, sfoggia la “svizzeritudine” dell’istituto con orgoglio.
In un’intervista a Bloomberg, l’amministratore delegato del primo gruppo bancario elvetico avrebbe dichiarato che il marchio svizzero, in ambito finanziario, sarebbe molto apprezzato dai clienti e aiuterebbe Ubs a mantenere la sua posizione come principale asset manager al mondo. “Spero resteremo una banca globale ben ancorata alla Svizzera”, avrebbe affermato all’agenzia di stampa.
Ermotti pare, quindi, distaccarsi dalle sue precedenti sortite in cui spiegava che non avrebbe potuto garantire la presenza della banca in Svizzera citando l’esempio della banca svedese, Nordea Bank, che traslocò la sua sede da Stoccolma a Helsinki per evitare le severe regolamentazioni e salvare milioni in costi.