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La Svizzera ha rafforzato il suo impegno per la pace in seno alle istituzioni internazionali. Bilancio positivo del Consiglio federale.
Il contributo elvetico in difesa della pace nel mondo «è sempre più percepibile ed è ormai riconosciuto dalla comunità internazionale».
Lo sottolinea mercoledì il rapporto annuale del Consiglio federale sulla posizione della Svizzera in seno al Partenariato per la pace (PPP) della NATO e nel Consiglio di partenariato euro-atlantico (CPEA).
Per il governo, queste istituzioni - cui la Svizzera ha aderito nel 1996 - hanno conservato pienamente il loro significato politico e militare e sono sempre uno strumento essenziale a garanzia della pace e della stabilità nel mondo, soprattutto nei Balcani.
L'impegno della Svizzera
Complessivamente la Svizzera ha partecipato l'anno scorso a 250 attività organizzate dagli Stati partner del PPP e ne ha proposte 26. Il costo del contributo elvetico è ammontato a 7,7 milioni di franchi, senza contare l'impegno della Swisscoy in Kosovo e per i tre centri ginevrini per la politica di sicurezza, il controllo democratico delle Forze armate e le operazioni di sminamento.
Oltre che nel controllo democratico delle Forze armate, l'impegno della Svizzera nel 2001 è stato importante anche nella formazione ai compiti di sicurezza, nel rafforzamento del diritto internazionale umanitario, nell'aiuto in caso di catastrofe, nel controllo degli armamenti e nel disarmo. Senza dimenticare le moderne tecnologie dell'informazione, un settore nel quale la Svizzera ha consolidato il suo ruolo di nazione-pilota all'interno del PPP, sottolinea ancora il documento del governo.
Negli ultimi anni, PPP e CPEA hanno acquisito sempre maggior peso nella politica di sicurezza in Europa. La Svizzera ha avuto modo di difendere i propri interessi e le proprie posizioni nei confronti della NATO e degli altri Stati partner.
swissinfo e agenzie