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<h2>SubmittedText<h2><p>Il "Corriere del Ticino" del 28 febbraio 2018 riferisce del vertice tra i rappresentanti dei Comuni del basso mendrisiotto, i funzionari dell'amministrazione cantonale e di polizia e la SEM. La riunione era finalizzata a rendere nota la necessità di accelerare i tempi per disporre di 220 posti letto aggiuntivi per far fronte ad eventuali afflussi accresciuti di richiedenti l'asilo. La soluzione provvisoria, in attesa del nuovo centro federale d'asilo Pasture, consiste nell'anticipazione della messa in servizio della struttura da realizzare sul terreno di circa 1,2 ettari di proprietà delle FFS a cavallo tra Balerna e Novazzano. La SEM, criticata per questo repentino cambio di idea, ha risposto che al momento sta valutando quale misura transitoria adottare per aumentare i posti letto in attesa del nuovo dormitorio federale a Balerna. La riapertura come centro profughi temporaneo dell'ex caserma di Losone sembra di difficile attuazione anche perché sull'argomento la popolazione potrà votare il 10 giugno. L'irritazione, soprattutto a Balerna, è palpabile. Le domande in merito all'operato manu militari, a dir poco contraddittorio della SEM, per usare un eufemismo, destabilizzano evidentemente le autorità comunali e la popolazione. A questo proposito è opportuno chiarire:</p><p>1. Vi è stato un cambiamento di strategia rispetto alla riapertura transitoria della caserma di Losone? Chi l'aveva sollecitata, le autorità comunali o la SEM? È ancora opportuno sottoporla a votazione popolare?</p><p>2. I cittadini dei comuni del mendrisiotto, eventualmente toccati da questo progetto, avranno anch'essi la possibilità di esprimersi? La SEM sta mettendo i cittadini del mendrisiotto di fronte al fatto compiuto?</p><p>3. La SEM ha valutato l'aspetto della scolarizzazione di bambini e ragazzi che arriveranno? Ci sono gli spazi e i docenti necessari? Come si intendono integrare un numero elevato di ragazzi che non parlano una parola di italiano nelle classi locali? Ci sono costi aggiuntivi a carico dei Comuni e come vengono compensati?</p><p>4. Una struttura così grande può avere un impatto sulla gestione della sicurezza. Dove andranno di giorno i 350 profughi? Chi sarà chiamato a sorvegliarli e a intervenire in caso di intemperanze? La polizia è pronta ad affrontare questa sfida?</p><p>5. Con l'apertura di Pasture la regione sarà sgravata dalla collocazione degli asilanti negli appartamenti gestiti da SOS, CR, ecc.?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione non ha cambiato strategia. D'intesa con il Cantone Ticino, ha deciso di erigere il nuovo centro federale in prossimità della frontiera meridionale, in zona Pasture, a cavallo dei Comuni di Balerna e Novazzano. L'ubicazione è stata stabilita nel Piano settoriale Asilo, la progettazione è tuttora in atto e la realizzazione del centro sarà assicurata dall'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL). Il centro definitivo Pasture sarà costruito e reso operativo quanto prima.</p><p>Esso non sarà tuttavia disponibile per l'introduzione della nuova legge sull'asilo, prevista per la primavera 2019. Per questo motivo la Confederazione continuerà a gestire in una fase transitoria l'alloggio esistente a Chiasso con 130 posti letto. Fino all'apertura del centro definitivo a Balerna/Novazzano, i 220 posti letto mancanti devono essere messi a disposizione in un'altra struttura temporanea.</p><p>Nel quadro della ricerca di possibili opzioni, la Confederazione ha pertanto contattato il Municipio di Losone per discutere di un'eventuale riapertura del centro per richiedenti l'asilo temporaneo nell'ex caserma, la quale è ormai di proprietà del Comune. Il Comune di Losone ha deciso di sottoporre al voto popolare la decisione di firmare un pertinente contratto di locazione con la Confederazione.</p><p>2. Contrariamente all'ex caserma di Losone, il fondo in zona Pasture non è di proprietà dei Comuni, che non possono pertanto decidere se metterlo a disposizione della Confederazione. I Comuni e i terzi autorizzati a fare opposizione possono tuttavia far valere i loro diritti nella procedura di approvazione dei piani. Conformemente all'articolo 95g capoverso 3 LAsi, la legittimazione di un Comune a fare opposizione presuppone un legame qualificato (in particolare una determinata vicinanza geografica) con il progetto concreto.</p><p>3. Le disposizioni legali prevedono che tutti i richiedenti l'asilo in età scolastica vengano istruiti nei centri della Confederazione (cfr. art. 80 della legge sull'asilo e art. 19 e 62 della Costituzione federale). All'interno del centro federale saranno quindi predisposti locali per l'insegnamento, indipendentemente dalla soluzione transitoria che sarà adottata (Losone o Pasture). I richiedenti l'asilo in età scolastica non frequenteranno le scuole comunali. L'organizzazione e lo svolgimento della loro istruzione scolastica di base nei centri federali competono ai Cantoni di ubicazione dei centri.</p><p>4. Durante la permanenza - relativamente breve - in un centro federale d'asilo, i richiedenti l'asilo devono tenersi a disposizione per le varie fasi procedurali. Nei centri vige un ordine del giorno che prevede orari fissi per pasti e riposo nonché l'obbligo di partecipare ai lavori domestici. Le organizzazioni incaricate dell'assistenza ai richiedenti devono inoltre offrire possibilità di occupazione quali attività sportive, l'apprendimento di una lingua o la partecipazione a programmi di pubblica utilità. Al di là di ciò, la Confederazione incarica società specializzate di garantire la sicurezza nei centri federali d'asilo e, all'occorrenza e d'intesa con il Cantone e i Comuni, negli immediati dintorni.</p><p>5. Grazie alla velocizzazione delle procedure d'asilo, i Cantoni e i Comuni potranno, a lungo termine, ridimensionare le loro strutture di accoglienza e conseguire risparmi in termini di aiuto sociale. La ripartizione dei richiedenti l'asilo tra i Comuni compete al rispettivo Cantone di ubicazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.