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OpenSea ha deciso di bloccare le vendite degli NFT musicali di Rihanna sul mercato secondario. La collezione è stata lanciata dal co-produttore Deputy e offre royalties sulla canzone “Bitch Better Have My Money”
Summary
OpenSea blocca la collezione NFT musicale di Rihanna per le royalties
Il più popolare marketplace di Non-Fungible Token, OpenSea ha spiazzato i suoi trader, decidendo di bloccare la collezione NFT musicale di Rihanna.
Nello specifico, si tratta della collezione lanciata dal co-produttore Jamil “Deputy” Pierre della canzone “Bitch Better Have My Money” che ha accompagnato Rihanna nella sua esibizione al Super Bowl.
E infatti, la piattaforma musicale Web3 AnotherBlock ha diviso lo 0,99% delle royalties totali della canzone in 300 NFT di Ethereum. Si tratta della percentuale delle royalties di Deputy che è stata portata sulla blockchain.
Secondo quanto riportato, tale collezione garantirebbe ai titolari degli NFT musicali una percentuale sulle future royalties dello streaming della registrazione master che, con il tutto esaurito della settimana scorsa, avrebbe generato 63.000$ di ricavi.
Due giorni prima dell’esibizione di Rihanna al Super Bowl, il CEO di AnotherBlock, Michel “bigmich” Traore, ha detto sul Discord del progetto che OpenSea aveva bloccato il trading di questi NFT.
OpenSea segnala e cancella la collezione NFT di Rihanna sul suo marketplace
In generale, secondo il team di AnotherBlock, OpenSea avrebbe segnalato in modo automatico la descrizione del progetto NFT musicale di Rihanna, e poi lo ha cancellato senza avvisare nessuno.
La cosa che AnotherBlock sottolinea, inoltre, è che loro hanno già usato lo stesso linguaggio o un linguaggio simile in precedenza, ma che il marketplace non aveva bloccato alcuna collezione.
Qualche giorno dopo, OpenSea ha risposto spiegando che le vendite della collezione sono state bloccate sul marketplace non sono consentiti NFT che “sembrano promettere una proprietà frazionata e un profitto futuro basato su tale proprietà”.
Dunque la questione sollevata da OpenSea riguarda prettamente le royalties. Queste restrizioni però potrebbero in qualche modo influenzare il prezzo “floor” (o prezzo minimo) della raccolta.
Al momento, la collezione NFT di Rihanna è ancora presente sullo stesso marketplace di AnotherBlock e su Blur. Secondo i dati su AnotherBlock, il prezzo attuale della collezione è di 0,55 ETH (867 dollari), con un aumento del 330% rispetto al prezzo di mint di 0,128 ETH, pari a 210 dollari all’epoca
Le strategie sulle royalties per i creatori di NFT
A proposito di royalties, lo scorso dicembre, OpenSea avrebbe rivisto la sua strategia per i creatori di NFT, lanciando la versione 2 dello strumento dedicato.
In pratica, il marketplace avrebbe messo il suo strumento di Operator Filter Registry sotto supervisione del CORI – Creator Ownership Research Institute, che è un gruppo aziendale che coinvolge Manifold, Zora, Nifty Gateway, SuperRare, Foundation e altri. Il CORI utilizzerà un portafoglio multi-firma per apportare modifiche al registro.
Si è trattato di un modo per tutelare le royalties per i creatori di NFT che sembra siano state messe al bando da molti marketplace.
E infatti, l’obiettivo di OpenSea è quello di incentivare l’intero settore a tornare a rispettare le tariffe dei creatori in modo universale, così che gli strumenti di applicazione sulla catena possano diventare un’opzione per alcuni, ma non un obbligo per tutti.
La prima versione dello strumento on chain per le royalties dei creatori di NFT, è stato lanciato lo scorso novembre ed era un semplice frammento di codice che poteva essere aggiunto ai futuri contratti NFT.
Un qualcosa sempre di facoltativo per i creatori di NFT, che però, da un lato tutela le creator fee e, dall’altro, lega tale NFT ai marketplace che non sono quotati a royalty zero o a royalty opzionali.