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La ripresa economica in Svizzera, dopo la recente crisi finanziaria, è solida. Lo afferma il Fondo monetario internazionale nel quadro dell'annuale esame degli stati membri. La domanda interna elvetica beneficia di bassi tassi di interesse, l'occupazione è in aumento, così come le esportazioni, malgrado la forza del franco.
Per l'anno in corso il FMI prospetta una crescita dell'economia svizzera del 2,4%, tasso che dovrebbe scendere nel 2012 all'1,8% a causa di un pronosticato rallentamento dell'export, dovuto a sua volta alle "incertezze nell'evoluzione geopolitica" e "alla possibilità di ulteriori tensioni nell'eurozona".
La Banca nazionale svizzera (BNS), secondo gli specialisti del Fondo, potrà prossimamente inasprire la sua politica monetaria, purché non si verifichino altre perturbazioni. Il FMI consiglia alla BNS di dare a medio termine la priorità al rafforzamento del capitale proprio, fattore dal quale dipenderà la futura distribuzione degli utili a Confederazione e Cantoni.
Il FMI indica anche che la solida politica di bilancio dovrà essere proseguita in considerazione delle dimensioni della piazza finanziaria e dell'evoluzione demografica. La posizione fiscale neutrale dal profilo congiunturale è giudicata adeguata, mentre ulteriori sforzi sono necessari nell'attuazione delle misure finalizzate al risanamento dell'assicurazione invalidità.
Il Fondo caldeggia infine i lavori in corso per rafforzare la pianificazione finanziarie e mette in evidenza la necessità di riforme nell'ambito della regolamentazione dei mercati finanziari.
SDA-ATS