Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/254116

<h2>SubmittedText<h2><p>Come noto da dicembre Roma ha sospeso l'applicazione dell'accordo di Dublino, ciò che ostacola il rinvio all'Italia dei clandestini che entrano in Svizzera dal Ticino.</p><p>Intanto la pressione alla porta sud della Svizzera aumenta, e non tutti i migranti economici che arrivano sono semplicemente in transito attraverso il nostro Paese. Un certo numero di loro rimane in Ticino.</p><p>Un paio di settimane fa la responsabile della SEM Christine Schraner Burgener ha scritto a Roma chiedendo la riattivazione dell'accordo di Dublino. Il governo italiano ha risposto che cercherà di farlo "il più rapidamente possibile", senza però indicare una tempistica.</p><p>Gli accordi di Schengen e Dublino non funzionano: altrimenti gli ingressi illegali di persone provenienti da Paesi terzi considerati come sicuri, ovvero tutti quelli che circondano la Svizzera, dovrebbero essere sistematicamente impediti ed i richiedenti immediatamente espulsi.</p><p>Va pure ricordato che vari Stati membri UE sospendono l'applicazione del regime - Schengen ad ogni crisi migratoria, anche per lungo tempo.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>E' intenzione del Consiglio federale sospendere l'applicazione dell'accordo di Schengen, e quindi ripristinare i controlli sistematici al confine con l'Italia, almeno fino a quando Roma non deciderà di riattivare l'accordo di Dublino?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il regolamento Dublino costituisce il quadro normativo che disciplina a livello europeo la competenza per il trattamento di una domanda d'asilo. Anche se la Svizzera approfitta del sistema Dublino, il Consiglio federale è consapevole che esso presenta determinate lacune. Proprio la sospensione dei trasferimenti Dublino da parte dell'Italia dimostra l'urgenza di riformare il sistema europeo di migrazione e asilo. Da quando l'Italia ha comunicato tale sospensione, la Svizzera si adopera attivamente sul piano bilaterale e multilaterale affinché i trasferimenti possano riprendere.</p><p>In caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna, gli Stati Schengen possono, in via eccezionale e per un periodo massimo di 30 giorni o per la durata prevedibile della minaccia, ripristinare i controlli alle frontiere interne a determinati valichi o tratti di confine (art. 25 del codice frontiere Schengen; RS 0.362.380.067). A parere del Consiglio federale, la sospensione dei trasferimenti Dublino da parte dell'Italia non adempie questa condizione: né l'ordine pubblico né la sicurezza interna sono al momento seriamente minacciati.</p><p>A prescindere da ciò, l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini è presente nella zona di confine nel quadro dei suoi controlli doganali ed esegue controlli in funzione del rischio. Le persone che entrano illegalmente in Svizzera e non presentano una domanda d'asilo sono oggetto di una decisione di allontanamento in virtù della legislazione sugli stranieri. L'introduzione di controlli sistematici avrebbe importanti ripercussioni per le regioni di confine, in quanto ogni giorno centinaia di migliaia di persone valicano la frontiera. Anche se i controlli alle frontiere interne fossero ripristinati, la Svizzera continuerebbe a essere obbligata a svolgere una procedura d'asilo se un richiedente non può essere trasferito in un altro Stato Dublino. Inoltre, guardando ad esempio la situazione nei Paesi toccati dalla migrazione secondaria sulla rotta dei Balcani si può constatare che il ripristino dei controlli alle frontiere interne non costituisce un mezzo efficace per arginare questo fenomeno. Infatti, l'anno scorso anche i nostri vicini tedeschi e austriaci hanno registrato un forte aumento della migrazione irregolare; inoltre, il numero di domande d'asilo è aumentato sensibilmente in questi Paesi.</p><p>Infine, l'esempio della Gran Bretagna illustra le potenziali ripercussioni di un'uscita dallo spazio Dublino: da quando non può più trasferire richiedenti in altri Stati Dublino, l'immigrazione illegale nel suo territorio è infatti aumentata, rispetto al 2020, del 115 per cento nel 2021 e del 216 per cento nel 2022.</p><p>Il Consiglio federale continua pertanto a ritenere che la cooperazione nel quadro di Dublino e Schengen sia importante e vantaggiosa per la Svizzera. Per motivi politici e giuridici, la sospensione dell'Accordo di associazione a Schengen e quindi anche dell'Accordo di Dublino non costituisce una via percorribile per la Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.