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ZURIGO - Il Tribunale superiore zurighese ha confermato in appello la pena pecuniaria con la condizionale inflitta l'anno scorso a un uomo che aveva postato commenti diffamatori contro l'animalista turgoviese Erwin Kessler. Non ha però giudicato punibile un "mi piace" da lui cliccato sotto un altrui contributo in cui si ricordava una condanna di Kessler per discriminazione razziale.
L'imputato, un 47enne degli ambienti vegani, era stato condannato in prima istanza a fine maggio 2017 dal Tribunale distrettuale di Zurigo per ripetuta diffamazione ad una pena pecuniaria di 4000 franchi sospesa con la condizionale.
Stando all'atto d'accusa, oltre ad avere usato appellativi come "antisemita", "razzista" e "fascista" contro Erwin Kessler e la sua Associazione contro le fabbriche d'animali (VgT), l'uomo aveva anche appoggiato con "like" o condiviso contributi di altre persone con apprezzamenti analoghi.
Come il tribunale distrettuale, anche quello cantonale giudica diffamatori i commenti. Nella sua sentenza pubblicata oggi conferma dunque la pena di 40 aliquote da 100 franchi con una condizionale di due anni.
Kessler aveva però presentato ricorso - come ha fatto pure l'imputato - chiedendo che il vegano fosse giudicato anche per un "mi piace" cliccato sotto un contributo in cui veniva rievocata una condanna dell'animalista per violazione della norma penale anti razzismo: Kessler aveva più volte paragonato la macellazione ebraica ai crimini nazisti. Questa condanna è stata nel frattempo cancellata dal casellario giudiziale. Con il "mi piace" veniva però di nuovo ricordata al pubblico, argomentava Kessler.
Su questo punto il Tribunale superiore gli ha però dato torto. A suo avviso, l'imputato ha cliccato sul "mi piace" senza qualsiasi valutazione o commento. Il semplice richiamo alla precedente condanna non è punibile, anche perché lo stesso Kessler ancora oggi fornisce al riguardo ampi dettagli sul sito internet: per arrivarci basta inserire su Google le parole "vgt verurteilung gefängnis" della VgT.
In modo del tutto evidente non disturba Kessler che il pubblico sappia di questa sentenza, scrive il tribunale d'appello. Perciò con il suo click l'imputato non si è reso punibile, aggiunge.
La sentenza non è ancora definitiva. Kessler ha già presentato ricorso al Tribunale federale.
Anche nei canton Turgovia e Lucerna l'animalista ha trascinato utenti di Facebook davanti ai giudici per essersi espressi negativamente contro di lui. Per lo più si tratta di altri animalisti che non sono d'accordo con i suoi modi.