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Lo scenario: la mattina del 13 marzo 2018, la regione di Basilea è teatro di numerosi terremoti che causano un numero elevato di vittime e, nella zona più sinistrata, un crollo delle infrastrutture. In qualsiasi momento si potrebbero verificare delle scosse di assestamento. In una situazione di questo tipo, occorre mantenere la visione d’insieme come pure raccogliere e analizzare tutte le informazioni rilevanti, e questo per un certo tempo. Durante un corso di ripetizione svolto a fine marzo presso la Centrale nazionale d’allarme (CENAL) a Zurigo, l’ambito fondamentale di condotta Centro di notifica e di analisi della situazione dello Stato maggiore militare del Consiglio federale CENAL ha svolto un’esercitazione della durata di 48 ore per provare che cosa significa affrontare una sfida di questo tipo.
Ampi preparativi
L’esercitazione è stata accuratamente pianificata e strutturata durante un precedente corso di ripetizione di tre giorni. La direzione dell’esercitazione e la regia hanno stabilito di comune accordo lo scenario, deciso a grandi linee lo svolgimento e pianificato i vari turni. All’esercitazione vera e propria hanno partecipato sedici persone: quattro di esse hanno assunto la regia e le altre dodici hanno simulato l’intervento ripartite su due turni di sei ore ciascuno, un periodo molto lungo in condizioni così eccezionali.
Un obiettivo centrale dell’esercitazione era infatti quello di mantenere invariate le capacità per tutto il tempo, anche di notte. Come dichiarato da Florian Plattner, capo del Centro di notifica e di analisi della situazione della CENAL, «un aspetto centrale dell’esercitazione era la verifica della capacità di resistenza». L’esercitazione ha richiesto l’impiego di tutti i collaboratori della sezione al fine di occupare tutte le posizioni d’intervento, se necessario anche a due persone.
Il copione dell’esercitazione si basava sulle minacce rilevanti per la protezione della popolazione, elencate nel Rapporto tecnico sui rischi 2015 dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), che identifica quali pericoli principali la penuria di elettricità, la pandemia, l’ondata di caldo, il terremoto e l’interruzione di corrente a livello regionale.
Fino a 300 segnalazioni al giorno
Secondo il copione, nell’area di Arlesheim, Basilea Campagna, si sono verificati numerosi terremoti di magnitudo 4,8-6,6. I partecipanti all’esercitazione hanno quindi dovuto ottenere il più rapidamente possibile una visione d’insieme del numero di vittime, di feriti e di persone rimaste senza un tetto. Le segnalazioni di interruzioni di corrente, strade nazionali danneggiate, traffico ferroviario limitato e fuoriuscita di sostanze chimiche nocive, che si susseguivano, dovevano essere integrate alla presentazione della situazione. I collaboratori del Centro di notifica e di analisi della situazione hanno ricevuto fino a 300 comunicazioni dalle autorità partner e oltre 100 telefonate al giorno.
Durante i turni di sei ore gli incaricati hanno elaborato un resoconto della situazione, analizzato costantemente le informazioni fornite su richiesta dai Cantoni e da altri servizi competenti e le hanno elaborate, sotto forma di carte geografiche e presentazioni della situazione. In questo modo era sempre disponibile una rappresentazione d’insieme aggiornata dei fatti.
La sfida maggiore era senza dubbio organizzare i turni di notte. I cambi di turno dovevano quindi essere strutturati in modo flessibile per garantire il flusso delle informazioni. Inoltre, occorreva pensare anche al vitto. L’esercitazione ha dunque richiesto il coordinamento di tutti gli aspetti organizzativi. La densità delle comunicazioni in entrata ha inoltre richiesto molta concentrazione e tenacia da parte dei partecipanti su un periodo lungo.
Intensi allenamenti
Ogni anno la CENAL collabora per 15 giorni con lo Stato maggiore militare del Consiglio federale CENAL. In caso di evento, la collaborazione deve funzionare perfettamente dal primo momento, il che richiede un allenamento considerevole. Ai fini dell’istruzione si investe pertanto molto tempo nella preparazione, affinché l’esercitazione sia il più possibile realistica. Che il gioco vale la candela, lo ha dimostrato questa esercitazione di 48 ore, la prima del suo genere, organizzata su iniziativa dei quadri di milizia. «L‘esercitazione ha permesso di allenare la capacità di resistenza, di verificare svolgimenti e modelli e di provare turni di varia durata» osserva Florian Plattner. È emerso che le informazioni sono state verificate, trattate in modo sistematico e condensate, che il flusso della comunicazione è stato rispettato e che i cambi di turno sono stati fluidi anche sotto grande pressione.
In futuro è previsto di eseguire un’esercitazione di questo tipo all’anno per essere in grado di cogliere in modo ancora più versato le sfide poste da un evento straordinario.
La struttura della Centrale nazionale d’allarme (CENAL), quale servizio specializzato della Confederazione per situazioni o eventi straordinari, è impostata prevalentemente sul caso d’intervento. In una situazione reale i collaboratori civili della CENAL sono coadiuvati dallo SM CF CENAL. Quest’ultimo è composto da specialisti qualificati e debitamente formati di varie sezioni, che in situazione di emergenza sono operativi nel giro di quattro-sei ore. Negli interventi la CENAL funge da organizzazione di stato maggiore con vari ambiti fondamentali di condotta (AFC). Negli ambiti menzionati gli specialisti civili della CENAL collaborano strettamente con i loro colleghi dello SM CF CENAL.