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La giornata odierna sotto il Cupolone inizierà a Camere unite con l'elezione di alcuni giudici.
Tra di essi vi sono anche i ticinesi Andrea Ermotti e Federica De Rossa.
BERNA - Inizia a Camere riunite la giornata odierna sotto il Cupolone. Consiglieri nazionali e "senatori" sono chiamati a eleggere alcuni giudici e a rinnovare i membri dell'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione per il periodo 2023-2026.
In particolare, la Commissione giudiziaria propone all'Assemblea federale di eleggere, per il rimanente periodo amministrativo 2022-2027, il ticinese Andrea Ermotti alla Corte d'appello del Tribunale penale federale. E quale giudice ordinario presso il Tribunale federale la ticinese Federica De Rossa.
La Camera del popolo (08.00-11.45) terrà in seguito un dibattito urgente sul tema "Prezzi dell'energia". Saranno discusse sei interpellanze depositate dei vari gruppi parlamentari.
Il Nazionale voterà poi la concessione della clausola d'urgenza a due progetti il cui iter parlamentare è stato completato nei giorni scorsi: si tratta del piano di salvataggio delle imprese elettriche d'importanza sistemica in difficoltà a causa delle attuali turbolenze sui mercati internazionali e dell'offensiva per il solare.
L'ordine del giorno prevede anche l'esame del messaggio governativo sulla partecipazione della Svizzera all'Esposizione universale 2025 di Osaka, in Giappone. Il budget complessivo previsto per la presenza elvetica, compresi i costi del personale e amministrativi, ammonta a 19,4 milioni. Di questi, 1,8 milioni saranno coperti da contributi in natura e sconti, per un tetto di spesa di 17,6 milioni, mentre altri 4,4 milioni saranno finanziati mediante sponsorizzazioni.
Dopo aver anch'esso votato la clausola d'urgenza sul piano di salvataggio delle imprese elettriche, il Consiglio degli Stati (08.00-11.45) affronterà uno dei piatti forti di questa sessione autunnale: la modifica costituzionale proposta dal governo per adempiere agli impegni presi nei confronti dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e del G20.
Concretamente, si tratta d'introdurre un'imposta integrativa per tutti quei grandi gruppi d'imprese che raggiungono un fatturato annuo globale di almeno 750 milioni di euro (743 milioni di franchi al cambio attuale) e il cui livello d'imposizione minima è inferiore al 15%.
Il Consiglio federale stima in circa 200 le società elvetiche e in 2000 circa le filiali di multinazionali attive in Svizzera interessate da questo modello di tassazione. Le PMI e le società operanti unicamente in Svizzera non sono interessate dalla riforma.
Le maggiori entrate per le casse federali potrebbero oscillare tra un miliardo e 2,5 miliardi di franchi a partire dal 2026-2027. Stando al progetto, il 25% delle entrate generate da questa nuova imposta spetterebbe alla Confederazione e il rimanente ai Cantoni.
Una minoranza propone una distribuzione delle maggiori entrate secondo la chiave di ripartizione dell'imposta federale diretta e quindi una quota destinata alla Confederazione del 78,8%. Teme che la riforma aumenti la disparità fiscale tra i Cantoni e vede la sua proposta come un modo per consentire a più Cantoni di partecipare alle maggiori entrate.
I "senatori" dibatteranno in seguito del salvataggio di Axpo da parte della Confederazione. In difficoltà di fronte al drastico aumento dei prezzi dell'energia, l'azienda ha domandato aiuto a Berna. Il Consiglio federale ha quindi deciso di concedere all'azienda una linea di credito di 4 miliardi di franchi. Il sostegno dello Stato, approvato lunedì dal Nazionale, è subordinato a condizioni severe, come il divieto di versare dividendi o di procedere a ristrutturazioni che potrebbero mettere in pericolo il rimborso dei prestiti.