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<h2>SubmittedText<h2><p>Con oltre 800 000 Svizzeri che vivono all’estero, di cui quasi un quarto iscritti nelle liste elettorali, la Quinta Svizzera non ha mai portato così bene il proprio nome. Oltre il 10&nbsp;per cento della popolazione svizzera vive all’estero. Eppure, sebbene abbiano la possibilità di candidarsi alle elezioni federali, è estremamente difficile per queste persone essere elette e quindi rappresentare attivamente ed efficacemente la Quinta Svizzera in Parlamento. Perché verranno inserite in liste cantonali fortemente radicate sul territorio che offrono loro poche possibilità di far parte delle persone elette.</p><p>Le specificità, ma anche la ricchezza della Quinta Svizzera, sono troppo spesso assenti dal Parlamento. Un’assenza che riduce fortemente la capacità del nostro Parlamento di rappresentare pienamente e in tutte le sue sfaccettature il Popolo svizzero, nonostante l’eccellente lavoro svolto dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) e dal Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) per fare presenti le preoccupazioni e le specificità degli Svizzeri all’estero.&nbsp;</p><p>Vari Paesi europei hanno risolto questo problema garantendo direttamente una rappresentanza alla propria popolazione espatriata. È il caso, ad esempio, della Francia, dell’Italia o del Portogallo. Attribuire seggi nel Parlamento svizzero ai cittadini che vivono all’estero non sarebbe per nulla incoerente e sarebbe del tutto complementare alla rappresentanza indiretta assicurata dall’OSE e dallo CSE. È quanto, d’altronde, proponevano già due testi presentati nel 2007 (Mo. Fehr 07.3330 e Iv.Pa. Sommaruga 07.460). Alla luce di quanto esposto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Dal 2007 il Consiglio federale si è mai chinato sulla questione di una migliore rappresentanza degli Svizzeri all’estero nelle nostre istituzioni politiche?</p><p>- A tal fine, ha valutato le differenti opzioni che permetterebbero agli Svizzeri all’estero di avere le proprie persone elette al Consiglio nazionale e/o al Consiglio degli Stati?&nbsp;</p><p>- In caso contrario, cosa pensa dell’idea di riservare loro, unicamente nella Camera del Popolo, un numero di seggi proporzionale? E del ruolo che potrebbero avere l’OSE e/o lo CSE in questo processo?&nbsp;</p><p>- E quali misure alternative potrebbe prendere in considerazione onde garantire una più equa rappresentatività agli Svizzeri all’estero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2007 il Consiglio federale si è chinato a più riprese e in modo approfondito sulla questione dell’esercizio del diritto di voto e di elezione degli Svizzeri all’estero e della loro rappresentanza in Parlamento. In adempimento del mandato del 17&nbsp;novembre&nbsp;2011 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, la Cancelleria federale ha esaminato, in una dettagliata perizia giuridica datata 21&nbsp;agosto&nbsp;2013, se, senza modifiche della Costituzione, i Cantoni siano tenuti a concedere agli Svizzeri all’estero aventi diritto di voto il diritto di partecipare all’elezione del Consiglio degli Stati (pubblicato in: GAAC 1/2014, pagg. 1-57). La perizia include un esame comparativo della rappresentanza dei cittadini residenti all’estero in altri Stati europei. Nel suo rapporto del 1°&nbsp;settembre&nbsp;2016 in adempimento del postulato 14.3384 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha presentato un’ulteriore panoramica dettagliata dei diritti politici accordati dai singoli Stati europei ai loro cittadini residenti all’estero.&nbsp;Anche il rapporto del 17&nbsp;marzo&nbsp;2023 in adempimento del postulato Silberschmidt 20.4348 analizza in maniera approfondita come rafforzare la partecipazione democratica degli Svizzeri all’estero. Si rimanda infine al rapporto del 30&nbsp;gennaio&nbsp;2020 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale sull’iniziativa parlamentare Minder 19.490.</p><p>&nbsp;</p><p>L’Amministrazione federale mantiene un contatto regolare con l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) e segue le attività del Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) (cfr. art.&nbsp;9 cpv.&nbsp;2 legge sugli Svizzeri all’estero, RS 195.1). Trattandosi di un’organizzazione di diritto privato, OSE e CSE sono liberi di assumere un ruolo attivo sul piano politico, ad esempio con una piattaforma elettorale propria o con il proprio gruppo parlamentare, che conta attualmente 78 deputati (stato 31&nbsp;luglio&nbsp;2023).</p><p>&nbsp;</p><p>La composizione e l’elezione del Consiglio nazionale sono disciplinate a livello di Costituzione e di legge (art.&nbsp;149 Costituzione federale, RS 101). La formazione di un circondario elettorale proprio richiederebbe una modifica costituzionale. Il Consiglio federale ritiene che la responsabilità definitiva in materia di organizzazione e svolgimento delle elezioni del Consiglio nazionale sia giustamente attribuita agli organi ufficiali della Confederazione e dei Cantoni. Non si prevede di proporre una modifica al Parlamento.</p>