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Circa 1'500 persone si sono riunite venerdì a Berna per l’ultima manifestazione che chiude la settimana d'azione "Rise Up for Change", iniziata sette giorni fa con l'allestimento di "un campo climatico" a Zurigo.
- Notiziario delle 15.00 del 06.08.21
Nel mirino dei dimostranti, in gran parte giovani, c'era la Banca nazionale svizzera (BNS), criticata per gli investimenti in petrolio, carbone e gas. La manifestazione è stata aperta in mattinata da un flash mob, con una sorta di simbolico "oleodotto" sulla Piazza federale volto a denunciare le pratiche commerciali poco sostenibili della BNS.
La BNS dovrebbe smettere immediatamente di investire in progetti e aziende che violano i diritti umani e distruggono ecosistemi, sostengono i manifestanti, secondo i quali l'istituto detiene attualmente azioni per un valore di 5,5 miliardi di franchi in imprese che producono combustibili fossili.
Nel pomeriggio, gli attivisti, contrariamente al programma originale, hanno dato vita a un corteo dalla Münsterplatz (poco lontano da Piazza federale) verso la Schützenmatte (davanti al centro autonomo della Reitschule). Il corteo non era autorizzato, ma è stato tollerato.
Una settimana d'azione per il clima
La settimana d’azione "Rise Up for Change" era sostenuta anche dal collettivo Sciopero per il clima e dall'organizzazione animalista Extinction Rebellion. Nel corso dei sette giorni sono avvenuti incontri, workshop, concerti, momenti di svago e di discussione incentrati sulla responsabilità climatica della piazza finanziaria. L'obiettivo, secondo gli organizzatori, è di "mettere le istituzioni finanziarie svizzere su una traiettoria sociale e climatica".