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Il canone radio/tv ha buone possibilità di essere imposto a tutte le economie domestiche indipendentemente dall'apparecchio di ricezione. Il Nazionale ha confermato oggi con 111 voti contro 51 il sostegno alla riforma. Eccezioni sono previste per le piccole e medie imprese (PMI) e i bassi redditi.
La Camera del popolo ha approvato le modifiche apportate da quella dei cantoni alla mozione in materia. Il Consiglio federale può ora elaborare una proposta di modifica di legge in vista di un nuovo sistema di incasso. La principale difficoltà si riscontrerà nella scelta dei criteri d'esenzione.
L'atto parlamentare chiede in effetti che i proprietari delle PMI non siano tassati due volte, presso l'abitazione e presso il luogo di lavoro. In compenso, le imprese per cui la radio e la televisione rappresentano un plus valore, come gli alberghi, dovranno pagare.
L'UDC si è opposta al nuovo sistema, denunciando una nuova imposta per le economie domestiche. La maggioranza dei deputati, così come il governo, sostiene invece che i tempi sono cambiati e che la moltiplicazione dei mezzi elettronici come i tablet, i telefoni cellulari di nuova generazione o i computer giustificano un cambio di sistema.
"Pochissime economie domestiche saranno colpite da un'ingiustizia", ha sottolineato la consigliera federale Doris Leuthard, che ha ricordato come attualmente il 93% delle famiglie paghi il canone radio e il 98% quello tv.
Il Nazionale ha rifiutato di dare seguito a una petizione munita di 143'000 firme, che domandava la limitazione del canone a 200 franchi. Secondo i deputati, la SSR ha bisogno di sufficiente denaro per assicurare programmi di qualità tenendo conto delle differenze linguistiche. Doris Leuthard ha difeso il principio di servizio pubblico basato sul pagamento solidale.
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