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Axel A. Weber (foto d'archivio)
Keystone/GEORGIOS KEFALAS(sda-ats)
I grandi istituti bancari UBS e HSBC hanno annunciato che potrebbero spostare migliaia di posti di lavoro da Londra in altre sedi europee.
Se la Gran Bretagna non darà accesso al mercato interno dell'Ue potrebbero essere colpiti 1000 dipendenti, sostiene il presidente del consiglio di amministrazione di UBS Axel Weber.
Al momento bisogna sì aspettare il risultato dell'accordo sulla Brexit, ma è anche necessario realizzare piani per ogni evenienza, ha riferito Weber all'emittente britannica BBC. "La parte principale l'abbiamo fatta".
Dal canto suo, il presidente della direzione di UBS Sergio Ermotti ha dichiarato ieri a Bloomberg TV che l'istituto non ha ancora deciso quali attività o quanti dipendenti intende spostare dal Regno Unito. "Calcolo che uno spostamento necessiterà 12-15 mesi", ha detto il manager luganese a margine del Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Alla fine dell'anno potrebbero essere prese le prime decisioni.
Le banche vogliono assicurarsi di poter offrire i loro prodotti finanziari sul mercato interno anche dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue.
Secondo dichiarazioni del Ceo di HSBC Stuart Gulliver a Bloomberg TV, circa il 20% degli affari potrebbe essere spostato a Parigi. Il gruppo bancario britannico controlla in Francia l'istituto CCF e non ha quindi alcuna fretta, ha precisato Gulliver. Altri concorrenti che non hanno filiali nel continente devono invece agire più tempestivamente.
Martedì, la premier britannica Theresa May aveva affermato che il Regno Unito è intenzionato a uscire dal mercato interno. La Gran Bretagna non vuole più fare parte dell'unione doganale nella sua forma attuale.
SDA-ATS