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Secondo l’articolo 4 della Convenzione di Istanbul, entrata in vigore in Svizzera nel 2018, tutte le vittime di violenza in Svizzera devono avere accesso all’aiuto alle vittime. Purtroppo la prassi della Confederazione e dei Cantoni non rispetta questo obbligo.
Una donna violentata durante il suo percorso di fuga per venire in Svizzera, una donna che diventa vittima della tratta umana all’estero, una donna che ha subito atti violenti nel suo paese d’origine: tutte queste persone non ricevono aiuto specializzato in Svizzera. Il Consiglio federale, con comunicato stampa del 16 ottobre 2019, ha affermato di non voler adeguare questa prassi poiché non intende ampliare il campo d’applicazione della Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati.
Secondo il Consiglio federale bisogna “piuttosto cercare soluzioni pragmatiche affinché le donne e le minorenni vittime di violenza che sono autorizzate a rimanere in Svizzera abbiano accesso a prestazioni assistenziali appropriate”. Con ciò propone una soluzione parziale e discriminatoria: La Confederazione aiuta le donne e le ragazze che vivono regolarmente in Svizzera, ma nega a coloro che sono in procedura d’asilo, a coloro nei cui confronti è stata emessa una decisione di non-entrata in materia o una decisione negativa, come anche a tutte le persone senza permesso di soggiorno un aiuto urgente che spetta loro di diritto.
L’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati UNHCR ritiene che ciò non sia sufficiente. Un accesso immediato a dei consultori specializzati per l’aiuto alle vittime è indispensabile per tutte le donne e ragazze, incluse quelle in procedura d’asilo, e non può dipendere dal loro stato legale.
Fatte queste premesse, chiediamo al Consiglio di Stato di rispondere alle seguenti domande:
- A chi possono rivolgersi nel nostro Cantone le persone che hanno subito reati di violenza all’estero e
- sono in procedura d’asilo,
- nei cui confronti è stata emessa una decisione di non-entrata in materia o una decisione negativa, oppure
- sono prive di un permesso di soggiorno?
- L’aiuto alle vittime messo a disposizione dal nostro Cantone adempie i criteri stabiliti della Convenzione d’Istanbul e della Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani? Si tratta di un’assistenza specializzata?
- Il Consiglio di Stato ha un margine di manovra per chiedere alla Confederazione di adeguare l’attuale prassi dell’aiuto alle vittime, eliminando le discriminazioni e ingiustizie?
- Ritiene il Consiglio di Stato, vi siano delle misure pragmatiche da poter attuare per poter rispettare la Convenzione di Istanbul?
Se si, quali?
Gina La Mantia & Tatiana Lurati Grassi
Anna Biscossa, Raoul Ghisletta, Laura Riget, Claudia Crivelli Barella, Nicola Corti, Nicola Schönenberger, Maddalena Ermotti, Sara Imelli, Tamara Merlo, Cristina Gardenghi, Carlo Lepori, Matteo Quadranti, Daniela Pugno Ghirlanda, Simona Buri, Henrik Bang, Nicola Pini