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Nessun progresso nelle trattative. E il default dell'Argentina si avvicina. Buenos Aires rifiuta il faccia a faccia con i rappresentanti degli hedge fund e si siede al tavolo solo con Daniel Pollack, il mediatore nominato per facilitare un accordo fra l'Argentina e i rappresentanti dei fondi speculativi. Dopo le tre ore di colloquio di ieri, oggi l'incontro è durato poco più di un'ora.
Il tempo stringe, alla scadenza del 30 luglio mancano solo pochi giorni, e un'intesa appare lontana. Il fine settimana potrebbe rivelarsi cruciale se le trattative proseguissero ma la chiusura dell'Argentina a un confronto diretto con quelli che chiama i fondi "avvoltoi" non facilita il confronto.
Pollack esorta le parti a trattare direttamente ma da Buenos Aires arrivano solo toni più alti. Le autorità argentine che sono tornate a criticare il giudice Thomas Griesa e la sua mancanza di buona fede e gli hedge fund, che "minacciano" il Paese.
"Noi vogliamo trattare ma non vogliamo estorsioni" afferma il ministro dell'Economia, Axel Kicillof, sottolineando che la sentenza americana è impossibile da rispettare per l'Argentina. "Noi paghiamo ma il giudice sta bloccando i fondi" mette in evidenza Kicillof, chiedendo garanzie per evitare l'entrata in vigore della clausola Rufo (rights upon future options), che consente ai titolati di bond che hanno aderito al concambio di chiedere rimborsi maggiori se l'Argentina dovesse pagare di più chi non ha accettato lo swap.
L'ipotesi avanzata da Buenos Aires è quella di creare uno strumento finanziario che protegga l'Argentina da tali richieste. Se Buenos Aires rispettasse la sentenza americana, ovvero pagare allo stesso tempo i titolari di bond ristrutturati e gli hedge fund che non hanno aderito al concambio, la Rufo scatterebbe e farebbe lievitare le richieste fino a 500 miliardi di dollari, tramite una serie di azioni legali contro l'Argentina.
Buenos Aires vuole evitare questo e ha chiesto a Griesa di sospendere la sentenza consentendo il pagamento, entro il 31 luglio, dei bond ristrutturati e concedendo più tempo alle trattative. Una richiesta respinta, con Griesa che ha ordinato alle parti di trattare a oltranza fino a un accordo per evitare lo scenario peggior, il default.
Non è chiaro come si procederà nei prossimi giorni, se le trattative proseguiranno e se cariche più alte dell'Argentina scenderanno in campo. La presidente Cristina Fernandez de Kirchner parteciperà al vertice del Mercosur il 29 luglio.
SDA-ATS