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Scarface
Due profughi cubani si inseriscono nella malavita della Miami anni 80. Tony Montana (interpretato da Al Pacino) emerge da subito e viene notato per il suo fare spietato e sicuro di se dal boss locale Frank Lopez per cui inizierà a lavorare dapprima come narcotrafficante e successivamente come braccio destro fidato del boss. Durante una visita di Tony in Bolivia, entra in contatto con il più grande produttore di cocaina del Paese Sudamericano, con cui stringe un rapporto di collaborazione scavalcando Lopez e divenendo il capo del traffico di dogra della sua zona. Con il denaro e la sua sfacciataggine riesce a conquistare la compagna di Frank, Elvira (interpretata da Michelle Pfieffer agli inizi della sua carriera), che nel frattempo è morto proprio per mano di Tony. Ma oltre al denaro aumentano anche i suoi nemici e la gelosia nei confronti della sorella, che di nascosto frequenta l'amico ed il socio in affari di Montana, relazione che lo porterà alla morte.
Il regista Brian De Palma, dopo 15 anni di carriera, decide di girare un film del filone gangster-movie e lo fa reclutando un cast che da un'ottima prova di capacità recitativa dove su tutti spicca il colossale Al Pacino. L'attore italo-americano ci regala un Tony Montana perfetto nel suo genere: un immigrato cubano, ignorante, gretto, violento, furbo negli affari, testardo e costante nella realizzazione del "suo" sogno americano ma comunque con saldi principi morali (come ad esempio: il valore della famiglia). Un personaggio complesso e sfaccettato ben costruito anche nei gusti (vestiti sgargianti, accessori d'oro e Cadillac con interni tigrati). La scenografia in alcune scene è faraonica, accuratamente kitsch e ben usata in tutto il film. Basti pensare all'enorme villa in cui vive il protagonista, dove all'entrata, davanti ad una piscina interna, si trova unênorme statua con la scritta "Il mondo è tuo", ripresa dalla campagna pubblicitaria della famosa compagnia aerea dell'epoca Pan Am che aveva proprio sede a Miami.
Storico è l'epilogo della pellicola: violento e pulp. E l'intera pellicola, come tutto quello che la circonda, è veramente spinta al limite: il linguaggio, la violenza e la drammaticità. E' un film probabilmente eccessivo per alcuni, emotivamente e scenicamente, e fa parte di quei film che si odiano o si amano. E quello che emrge è un sogno americano che si tinge di nero della malavita e del verde dei dollari che non porteranno, tutto sommato, alla felicità del rifugiato cubano Tony Montana.