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Come pensava una donna nel Medioevo? Il peccato originale, che è di per sé un peccato di orgoglio intellettuale, viene avvertito nel Medioevo come un peccato tipicamente femminile: i corpi delle donne, da Eva alle streghe, diventano luoghi diabolici, ma ancor più diaboliche sono considerate le menti femminili. Nel XII secolo il matrimonio viene trasformato in sacramento. Le bambine, di qualsiasi classe sociale, dodicenni, sono promesse in matrimonio dai genitori con un regolare contratto, nel quale si stabiliscono i beni da portare in dote e la somma che il marito, solitamente trentenne, deve pagare. La cultura clericale, in linea con i padri della Chiesa, considera l’amore una passione negativa, che allontana l’uomo dalla ragione e dalla virtù, una malattia dei sensi, che fatalmente perturba anche l’anima, così come Eva ha turbato Adamo. In tal modo i pensatori medievali radicano nella cultura occidentale l’idea del femminile che si contrappone al maschile come l'istinto bestiale si contrappone alla cultura.
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