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Un ex armatore 66enne dovrà rispondere davanti alla giustizia in merito al caso delle fideiussioni della flotta mercantile elvetica.
Lo ha comunicato oggi il Ministero pubblico bernese, che accusa l'uomo di aver falsificato i prezzi di costruzione e di acquisto di navi mercantili per ottenere illegalmente fideiussioni da parte della Confederazione.
Tra le accuse di ordine economico, respinte dall'imputato, relative a cinque casi, figurano la truffa a danno dello Stato, falsità in documenti e amministrazione infedele. Le fideiussioni su cui pesano i sospetti, concesse nel 2005 e nel 2013, si attestano a circa 130 milioni di franchi.
La Confederazione, tramite il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), aveva presentato una denuncia, diretta in particolare nei confronti dell'armatore. In seguito, nel marzo 2018, è stata avviata un'inchiesta penale per fare luce sui sospetti di falsificazione dei prezzi di costruzione e acquisto di navi mercantili al fine di ottenere illegalmente denaro - sotto forma di fideiussioni - dalla Confederazione. Il 66enne, indagato principale poiché aveva presentato le richieste di fideiussione - è stato posto temporaneamente in detenzione preventiva. Nel corso delle perquisizioni al suo domicilio sono stati sequestrati numerosi dossier e valori patrimoniali.
Perdite importanti
Le fideiussioni destinate alla flotta svizzera d'alto mare hanno recentemente alzato un polverone anche a livello politico: le autorità federali sono infatti finite nel mirino della critica per aver sottovalutato il rischio e i costi.
Nel corso di quest'anno, il Consiglio federale ha chiesto al parlamento un credito aggiuntivo di quasi 129 milioni di franchi - accettato a inizio dicembre dal Consiglio degli Stati - destinati a onorare nei confronti delle banche le fideiussioni per otto navi d'alto mare della società Massmariner SA battenti bandiera svizzera. Le perdite per le finanze federali dovrebbero attestarsi a 100 milioni di franchi.
Nel giugno 2017 il parlamento aveva già approvato un supplemento di 215 milioni di franchi per onorare le fideiussioni su tredici altre navi d'alto mare. In questo caso il credito aggiuntivo concerneva le società di navigazione SCL e SCT e la perdita per la Confederazione si è attestata a circa 200 milioni di franchi.
I problemi della flotta elvetica sono cominciati nel 2008, quando la crisi finanziaria si è estesa al settore marittimo. Ciò ha avuto come conseguenza la vendita di una parte della flotta nel 2017. Complessivamente, i danni economici complessivi ammonteranno a diverse centinaia di milioni di franchi.
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