Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/229700

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché la cartella informatizzata del paziente (CIP) divenga semplice da utilizzare, riduca gli oneri amministrativi e crei un valore aggiunto per tutte le persone interessate. A tale scopo è necessario adeguare le basi legali, in particolare nei seguenti settori:</p><p>- Nel settore sanitario svizzero, l'infrastruttura CIP deve essere utilizzata come base centrale per l'archiviazione dei dati dei pazienti e per lo scambio di dati tra i professionisti della salute.</p><p>- L'infrastruttura CIP deve poter essere utilizzata per servizi supplementari interoperabili e in via prioritaria deve essere creato per i professionisti della salute uno spazio protetto, nel quale poter archiviare e scambiare dati in sicurezza. I pazienti ottengono l'accesso ai dati soltanto dopo essersi rivolti a un professionista della salute*.</p><p>- Il disciplinamento dei diritti di accesso dei pazienti deve essere semplificato. Come impostazione di base, tutti i professionisti della salute ottengono accesso alla cartella. I pazienti hanno la possibilità di escludere determinati fornitori di prestazioni (opt-out). Su richiesta, è possibile selezionare anche l'impostazione di base che permette a tutti i professionisti della salute coinvolti in un trattamento di accedere singolarmente o collettivamente** alla cartella (opt-in).</p><p>* Esempio di interoperabilità: i pazienti non devono venire a sapere che sono affetti da un tumore da un referto archiviato nella CIP. Questa notizia va comunicata oralmente dai professionisti della salute. Pertanto i relativi dati devono poter essere archiviati nella CIP vera e propria soltanto dopo che il paziente si è rivolto a un professionista. I fornitori di prestazioni hanno l'esigenza di una casella postale protetta accessibile soltanto ai professionisti della salute. Secondo la legge vigente (o piuttosto secondo l'interpretazione dei giuristi dell'UFSP), non è consentito utilizzare l'infrastruttura CIP come "casella postale sicura per fornitori di prestazioni".</p><p>** In ospedali o studi medici associati può essere opportuno attribuire i diritti di accesso a determinati gruppi (come avviene p. es. nel reparto di oncologia pediatrica all'Inselspital).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autrice della mozione. Nel rapporto dell'11 agosto 2021 in adempimento del postulato 18.4328 Wehrli "Cartella informatizzata del paziente. Che cos'altro si può fare per garantirne il pieno utilizzo?" sono state esaminate e indicate numerose misure volte ad aumentare i benefici e la diffusione della cartella informatizzata del paziente (CIP). Il rapporto è disponibile sul sito Internet dell'Ufficio federale della sanità pubblica e su quello del Parlamento.</p><p>1. Tutti i professionisti della salute coinvolti nel trattamento hanno accesso ai dati del paziente, a condizione che quest'ultimo abbia attribuito loro i necessari diritti di accesso. Inoltre, i pazienti hanno la possibilità di registrare dati propri nella CIP e di renderli accessibili ai professionisti della salute presso cui sono in cura.</p><p>I professionisti della salute documentano il trattamento dei pazienti nel sistema d'informazione della loro struttura sanitaria (clinica o studio medico). Trattandosi di un sistema primario, in esso sono archiviati tutti i dati soggetti all'obbligo di documentazione medica (cartella clinica). La CIP è invece un sistema secondario, attraverso il quale è possibile accedere solo alla parte rilevante per il trattamento dei dati contenuti nel sistema d'informazione della clinica o dello studio medico e pertanto non può sostituire tale sistema.</p><p>Per evitare che i professionisti della salute debbano archiviare i dati sia nel sistema d'informazione della clinica o dello studio medico sia nella CIP, la profonda integrazione della CIP nel sistema primario consente la trasmissione automatica dei dati alla CIP.</p><p>2. Come illustrato nel rapporto in adempimento del postulato 18.4328 Wehrli, occorre promuovere prestazioni complementari come la cartella farmacologica informatizzata (eMedikation).</p><p>La CIP dà la priorità alle esigenze dei pazienti e al diritto degli stessi all'autodeterminazione informativa. La possibilità per questi ultimi di consultare tutti i propri dati nella CIP è quindi di fondamentale importanza. Indebolendo questo principio, potrebbe venire meno la fiducia dei pazienti nei confronti della CIP. L'attuazione tecnica di questa misura sarebbe per altro complessa e comporterebbe costi aggiuntivi.</p><p>Del resto è responsabilità del professionista della salute curante decidere quali dati rendere disponibili nella CIP e quando, consentendone così la consultazione da parte del paziente. I documenti che contengono diagnosi delicate per il paziente dovrebbero quindi essere archiviati nella CIP solo previo colloquio con il professionista della salute responsabile.</p><p>3. L'attuale gestione dell'accesso consente ai pazienti di decidere autonomamente chi può consultare i loro dati sanitari. I pazienti che non hanno dimestichezza con il digitale possono farsi aiutare da rappresentanti autorizzati, per esempio da familiari. Con l'opt-out delineato nella mozione, di fatto tutti i professionisti della salute avrebbero la possibilità di consultare i dati dei pazienti, a meno che questi ultimi non neghino ad alcuni di loro l'accesso alla CIP.</p><p>Questo non è auspicabile nell'ottica della protezione dei dati né in quella dell'autodeterminazione informativa del paziente. Il modello opt-in proposto nella mozione corrisponde all'attuale disciplinamento dei diritti di accesso, in base al quale il paziente può attribuire i diritti di accesso singolarmente o collettivamente. Il paziente può inoltre permettere ai professionisti della salute di trasmettere i loro diritti di accesso ad altri colleghi, in modo da non dover autorizzare individualmente ogni singolo professionista di un reparto ospedaliero o di una rete di medici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.