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L’imprenditore può utilizzare i pagamenti effettuati alla cassa pensioni e al terzo pilastro per ottimizzare la fiscalità. Istruzioni.
Cassa pensioni: la parte versata dal datore di lavoro alla cassa pensioni può essere addebitata alle spese commerciali della ditta per il titolare dell’impresa. Egli però deve addebitare la quota detratta al dipendente dal salario sul proprio conto privato. Questo è importante anche per il calcolo dei contributi AVS, che si basa sul reddito lordo, prima della deduzione dei contributi al 2° pilastro.
Se vengono riportati utili aziendali ingenti, è consigliabile allestire delle riserve di contributi del datore di lavoro. Si tratta di versamenti all'istituto di previdenza del personale (cosiddette riserve premi) che riducono l'utile e di conseguenza l'onere fiscale e allo stesso tempo rappresentano un cuscinetto di riserve per tempi difficili.
3° pilastro: contributi alla previdenza vincolata (pilastro 3a) costituiscono sempre delle spese private anche per i lavoratori indipendenti.
Se il titolare della ditta non aderisce ad alcuna cassa pensioni, può versare fino al 20% del reddito soggetto all'AVS nel pilastro 3a come previdenza per la vecchiaia con vantaggi fiscali, fino a un massimo di CHF 34'128. Se egli è membro dell'istituto di previdenza della sua stessa azienda può versare al massimo CHF 6'826 come nel caso dei lavoratori dipendenti (stato: 2019).