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BERNA - La cooperativa bernese Fenaco, gigante del commercio controllato dal settore agricolo, investe 200'000 franchi contro le iniziative popolari "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici" e "Acqua potabile pulita e cibo sano".
Il gruppo impiegherà questi fondi nella precampagna lanciata in aprile dall'Unione svizzera dei contadini (USC) dal titolo "Proteggiamo ciò che amiamo", ha spiegato il ceo di Fenaco, Martin Keller, in un'intervista pubblicata oggi dal periodico "Bauernzeitung".
«A rischio le attività dei nostri affiliati» - Si tratta di qualcosa di nuovo per noi, ha spiegato Keller, e deve essere considerata un'eccezione. Fenaco ritiene che le due iniziative mettano a rischio le attività dei propri affiliati. Non è possibile garantire gli attuali standard qualitativi e di domanda vietando i pesticidi chimici di sintesi, ha aggiunto Keller.
Per la campagna l'USC conta di investire complessivamente un milione di franchi, ha precisato Markus Ritter, presidente dell'associazione, che giudica le iniziative troppo radicali.
La prima chiede di vietare l'uso di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella trasformazione di prodotti agricoli e nella cura del suolo e del paesaggio. Da vietare sarebbe anche l'importazione di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi.
Il testo denominato "Acqua potabile pulita e cibo sano - No alle sovvenzioni per l'impiego di pesticidi e l'uso profilattico di antibiotici" chiede che i pagamenti diretti vengano erogati soltanto alle aziende agricole che non usano pesticidi (compresi i prodotti fitosanitari e biocidi, utilizzati nella produzione di latte), che non fanno uso di antibiotici nella detenzione di animali e che possono nutrirli con il foraggio prodotto nell'azienda stessa.