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In futuro, l'esercito dovrebbe contare 100'000 militi e dotarsi in tempi brevi di nuovi velivoli da combattimento. Tutto ciò con un budget ordinario aumentato a 5 miliardi di franchi annui. Il Consiglio nazionale ha definitivamente messo a punto questo mandato parlamentare al Consiglio federale, che non prevede la possibilità del referendum.
La Camera del popolo ha eliminato l'ultima divergenza, accettando tacitamente di rinviare dal 2013 al 2014 la data a partire dalla quale entrerà in vigore il nuovo tetto massimo di spesa, superiore a quello attuale di quasi un miliardo. Fissato appunto a 5 miliardi di franchi all'anno, questo budget deve permettere di far fronte sia al funzionamento dell'esercito, sia all'acquisto di 22 caccia, sia alle lacune nell'equipaggiamento.
Questa soluzione impedisce di impugnare il referendum contro l'acquisto dei nuovi velivoli, destinati a sostituire la vetusta squadriglia di Tiger. Questo fatto ha nuovamente suscitato le ire della sinistra. Antonio Hodgers (Verdi/GE) non ha esitato a parlare di "rapina democratica". Il Gruppo per una Svizzera senza esercito, che aveva già depositato un'iniziativa popolare contro questo acquisto, poi ritirata, ha già sin d'ora promesso che tornerà alla carica, con il sostegno di PS e Verdi.
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