Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/54500

<h2>SubmittedText<h2><p>1. I firmatari della mozione incaricano il Consiglio federale di studiare la possibilità di riformare la struttura amministrativa della Regìa federale degli alcool (Regìa). </p><p>2. Essi propongono lo studio della possibilità di trasmettere i compiti fiscali della Regìa alla Direzione generale delle dogane (DGD) o ad altri Uffici i quali sono abilitati alla riscossione dell'imposta sull'alcool.</p><p>3. Essi propongono altresì di trasferire in modo integrale il compito della prevenzione e della lotta all'abuso d'alcool all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).</p><p>4. Essi domandano la soppressione del monopolio d'importazione gravante gli alcolici con un tenore alcolico superiore all'80 % vol, destinati essenzialmente (+ del 90%) all'industria (macchine, chimica, farmaceutica o cosmetica) il quale è attuato dalla Regìa per il tramite di alcosuisse.</p><p>5. Essi domandano parimenti la privatizzazione di alcosuisse, il cui statuto di centro di profitto e allo stesso tempo di società anonima è quanto meno dubbioso ed il mantenimento del quale in seno all'amministrazione federale non dipende che dall'esistenza del monopolio d'importazione.</p><p>6. Essi domandano inoltre al Consiglio federale d'attuare una stima delle economie d'esercizio derivanti da questa riorganizzazione della Regìa.</p><p>7. Essi domandano infine un piano sociale di reinserimento dei 162 collaboratori della Regìa all'interno degli altri servizi della Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riorganizzazione o la soppressione della Regìa federale degli alcool è già passata più volte al vaglio delle Camere; le conclusioni che se ne possono trarre, sono le seguenti.</p><p>La riscossione dell'imposta sull'alcool costituisce la parte essenziale dei compiti di sanità pubblica della Regìa federale degli alcool (Regìa). La tassa costituisce allo stesso modo il principale strumento di lotta contro gli abusi d'alcool, circostanza la quale è avvallata da tutti gli studi scientifici. Prelevare l'imposta e controllarne la produzione e il commercio sono e saranno dei compiti relativamente complessi e pertanto costosi per quanto attiene all'ambito amministrativo, per tutto il tempo che si autorizzeranno gli agricoltori e i privati, vale a dire circa 170'000 persone, a distillare o a far distillare la loro frutta.</p><p>Questo è il motivo per il quale, qualche anno fa, il Consiglio federale, dopo aver esaminato la questione, ha rinunciato ad aggregare la Regìa sia all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), sia alla Direzione Generale delle Dogane, conformemente a quanto proposto in quella sede. Nel 1996, il Consiglio federale ha per contro trasferito all'Ufficio federale dell'agricoltura la gestione delle eccedenze di patate e frutta a granelli, infine largamente privatizzata. </p><p>Gli altri compiti di prevenzione previsti dalla legislazione sull'alcool sono per contro stati delegati a terzi da ormai molto tempo. Ciò è segnatamente il caso per quanto concerne il controllo del commercio al minuto e il divieto di vendere l'alcool ottenuto per distillazione ai minori di 18 anni e l'alcool ottenuto con altri procedimenti ai minori di 16 anni; in questo ambito la competenza esecutiva è stata infatti interamente demandata ai Cantoni. Essi decidono in modo indipendente e sovrano l'utilizzo della decima sull'alcool e l'insieme delle attività di prevenzione della Confederazione sono realizzate in primis dall'Ufficio federale della sanità pubblica, dai Cantoni e dai Comuni, da numerose organizzazioni private e segnatamente dall'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) a Losanna.</p><p>La soppressione del monopolio d'importazione dell'alcool ad alto tenore alcolico è stato anche considerato in sede di studi approfonditi con i rappresentanti dell'industria chimica. Il monopolio persegue lo scopo d'assicurare, al prezzo più basso possibile, il controllo del mercato dell'etanolo e d'evitare che l'alcool non tassato sia utilizzato nella fabbricazione di bevande distillate. Il monopolio ha permesso di preservare una produzione d'etanolo in Svizzera (ca. il 40% del fabbisogno) all'interno di un mercato mondiale, dove tutti i produttori beneficiano, in un modo o in un altro, di sovvenzioni. Il monopolio garantisce all'economia svizzera un approvvigionamento di tutte le qualità richieste ad un prezzo decisamente concorrenziale. L'importazione, l'immagazzinamento e la fornitura con certificato di qualità, sono svolte dal centro di profitto della Regìa, Alcosuisse. I prezzi fissati coprono l'insieme delle spese d'Alcosuisse, comprese le prestazioni di servizio della Regìa, ma senza conseguire dei margini d'utile, conformemente alle prescrizioni legali. La chiusura di Alcosuisse non comporterebbe pertanto alcuna riduzione delle spese. La soppressione del monopolio d'importazione della Confederazione porterebbe - venendo a mancare una tutela del mercato - all'eliminazione della produzione d'etanolo nel nostro Paese, obbligando all'estensione dell'apparato di controllo del commercio e dell'utilizzazione d'etanolo e marginalizzando o sopprimendo, come già capitato in altri Paesi, le possibilità di un certo numero d'imprese svizzere che utilizzano l'alcool non denaturato in franchigia d'imposta.</p><p>Questi differenti studi hanno mostrato che un semplice trasferimento dei compiti della Regìa ad un'altra amministrazione, non potrebbe aver luogo senza trasferire anche la forza e l'infrastruttura di lavoro (vedasi l'informatica). In assenza di vere sinergie, non sussisterebbe pertanto alcun risparmio degno d'essere designato come tale. Inoltre, l'esperienza ha mostrato che l'autonomia della Regìa ha portato a grandi riorganizzazioni dei compiti e dei metodi lavorativi. In questo modo, in un decennio si è provveduto allo snellimento dell'organico, il quale è stato decurtato di un terzo degli effettivi, ossia circa 100 persone e che l'organico dei titolari di un Ufficio di vigilanza sulle distillerie (forza lavoro a tempo parziale) è stata portata dai 2400 ai 250 posti attuali.</p><p>In queste condizioni, è difficile immaginare che i nuovi studi richiesti dall'autore della mozione potrebbero condurre a conclusioni molto discoste da quanto sopra esposto. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a riconsiderare la questione in occasione di una futura riforma dell'amministrazione. Riteniamo pertanto che si possa rinunciare in buona coscienza a trasmettere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.