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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per quanto riguarda le scorie debolmente e mediamente radioattive a breve durata (SDM), il Wellenberg rappresentava un sito con caratteristiche tali da meritare ulteriori accertamenti, che avrebbero dovuto essere effettuati grazie al previsto cunicolo di sondaggio. Con il suo "no" del 22 settembre 2002, il Popolo del Cantone Nidvaldo si è espresso contro il cunicolo di sondaggio e quindi contro l'effettuazione di ulteriori accertamenti sul sito di Wellenberg. A Wellenberg non sarà quindi realizzato alcun deposito in profondità di SDM.</p><p>2. Nella ricerca di possibili siti, viene data la massima priorità alla sicurezza delle persone e dell'ambiente. A causa delle caratteristiche geologiche della Svizzera, per gli elementi di combustibile esausti, per le scorie altamente radioattive e per le scorie di media attività a lunga durata (EC/SAA/SML) possono essere presi in considerazione solamente siti non appartenenti alla regione alpina e prealpina. Per lo stoccaggio delle SDM, che presentano tempi di dimezzamento nettamente inferiori, i siti possono essere cercati, in linea di massima, in tutta la Svizzera.</p><p>La scelta del sito di Wellenberg è completamente documentata. Una visione d'insieme è data dal rapporto del gruppo d'esperti cantonale "Wellenberg" del gennaio 2002. Dopo una lunga procedura di selezione fra i 100 siti originariamente presi in considerazione per lo stoccaggio delle SDM, sono state infine effettuate prospezioni geologiche in quattro località: Bois de la Glaive (VD), Oberbauenstock (UR), Piz Pian Grand (TI) e Wellenberg (NW). Nessuno di questi siti viene oggi più preso in considerazione per lo stoccaggio delle scorie.</p><p>3. L'obiettivo di una procedura di selezione non è quello di trovare il sito "migliore", ma quello che soddisfa meglio i requisiti di sicurezza. La regione di sondaggio dello Zürcher Weinland caratterizzata dalla presenza di argilla opalina è stata scelta nel quadro di una ricerca ad ampio raggio, in cui si è proceduto per esclusione fino ad individuare il sito ritenuto più sicuro. Le indagini geologiche eseguite successivamente (caratteristiche sismiche, perforazione a Benken) hanno dato risultati positivi. In base a ciò, il 20 dicembre 2002 la Nagra ha presentato alle autorità federali l'attestato di smaltimento ancora mancante per le scorie EC/SAA/SML.</p><p>Il passo successivo sarà la verifica tecnica da parte della Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DSN) e della Commissione federale per la sicurezza degli impianti nucleari (CSA). Per la valutazione tecnica sarà interpellato anche un gruppo di esperti internazionale costituito dalla Nuclear Energy Agency (NEA) dell'OCSE. La verifica durerà circa due anni. In seguito è prevista una procedura di esposizione pubblica. Allo stato attuale delle cose, si prevede che il Consiglio federale deciderà in merito all'attestato di smaltimento, al modo di procedere e al calendario dello smaltimento delle scorie EC/SAA/SML nel primo trimestre del 2006.</p><p>4. Ogni procedura di selezione ha come obiettivo l'individuazione di un sito adatto ad accogliere un deposito di scorie nucleari, che dovrà poi essere effettivamente realizzato se le condizioni geologiche lo consentiranno. A un certo punto sarà quindi inevitabile fissare priorità e decidere quale sito debba essere oggetto di ulteriori accertamenti.</p><p>Per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie EC/SAA/SML, oltre all'argilla opalina sono state prese in considerazione anche i massicci cristallini della Svizzera settentrionale e sono stati analizzati i risultati delle ricerche sulla molassa inferiore d'acqua dolce svolte dall'industria petrolifera. Queste opzioni sono state scartate con il consenso delle autorità competenti in materia di sicurezza.</p><p>5. I requisiti che i potenziali siti devono possedere dipendono dalle caratteristiche fisico-chimiche delle scorie, e sono diversi a seconda che si tratti di SDM o di EC/SAA/SML. La scelta di un sito dipende inoltre dal volume di roccia ospitante e, a causa delle quantità e dei volumi di scorie, dalle possibilità di accesso (orizzontale e verticale) ai depositi geologici profondi. A causa dei differenti requisiti tecnici e geologici posti dai diversi tipi di scorie, l'opzione di un unico deposito per tutte le scorie non semplificherebbe in alcun modo la scelta del sito. In tutti i Paesi in cui esiste il problema dello smaltimento delle scorie nucleari sono previsti (o sono già stati realizzati) depositi diversi per i diversi tipi di scorie. Solamente la Germania sta vagliando l'ipotesi di un unico deposito per tutti i tipi di scorie. Data la strategia finora perseguita dalla Svizzera per lo smaltimento delle scorie nucleari, non è ancora stata presa in esame la possibilità di realizzare un unico deposito per tutti i tipi di scorie. Questa opzione sarà però oggetto di un'attenta valutazione nel quadro dei prossimi lavori.</p><p>6. Secondo l'art. 10 cpv. 1 del decreto federale concernente la legge sull'energia nucleare, la responsabilità dello smaltimento sicuro e duraturo delle scorie radioattive è in primo luogo dei gestori delle centrali nucleari svizzere. Il compito della Confederazione è quello di creare le condizioni quadro necessarie per l'attuazione dei programmi di smaltimento. La nuova legge sull'energia nucleare, attualmente in discussione in Parlamento, costituisce la principale base al riguardo. </p><p>Per chiarire le questioni ancora in sospeso, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni ha costituito inoltre un gruppo di esperti per i modelli di gestione delle scorie radioattive (EKRA). Nel suo rapporto "Contributo alla strategia di gestione delle scorie radioattive in Svizzera", esso propone una serie di miglioramenti delle condizioni quadro giuridiche, finanziarie ed organizzative. Nel corso delle deliberazioni parlamentari, alcuni punti sono stati inseriti nella nuova legge sull'energia nucleare.</p><p>Non appena saranno definite le condizioni quadro giuridiche attraverso la legge sull'energia nucleare, si procederà alla verifica della strategia di smaltimento, delle strutture esistenti, del modo in cui è attualmente organizzato lo smaltimento e del grado di coinvolgimento della politica e della collettività nel processo di attuazione.</p><p>7. L'impiego dell'energia nucleare e, in piccola parte, le applicazioni dei materiali radioattivi in medicina, nell'industria e nella ricerca hanno già prodotto una certa quantità di scorie radioattive; ad esse si aggiungeranno quelle prodotte dalla chiusura e dallo smantellamento delle centrali nucleari e degli impianti di ricerca esistenti. Queste scorie dovranno di regola essere smaltite in Svizzera; questo è ciò che prevedono le disposizioni attualmente in vigore e anche ciò che prevede il progetto di nuova legge sull'energia nucleare. La nostra generazione ha l'obbligo di cercare e di realizzare oggi soluzioni sicure per immagazzinare in modo sicuro le scorie radioattive. La questione dello smaltimento deve essere discussa e chiarita separatamente da quella dell'abbandono dell'energia nucleare.</p><p>Poiché lo smaltimento delle scorie radioattive solleva varie questioni di principio, l'EKRA si è occupata anche di definire una filosofia di smaltimento (fra l'altro: recuperabilità delle scorie, sorveglianza del deposito), tenendo conto dei principali aspetti non solo tecnici, ma anche etici. L'EKRA è giunta alla conclusione che lo stoccaggio geologico definitivo è l'unico metodo di smaltimento delle scorie radioattive che soddisfa i requisiti di sicurezza a lungo termine. Il modello di stoccaggio proposto deve però tenere anche conto delle esigenze poste dalla società, che chiede che sia soddisfatto anche il principio della </p><p>reversibilità. L'EKRA ha quindi sviluppato il modello dello stoccaggio geologico a lungo termine controllato, che combina lo stoccaggio definitivo con la possibilità della reversibilità. Il Consiglio federale ha recepito questo modello, ampiamente accettato, nel progetto di nuova legge sull'energia nucleare.</p><p>Per migliorare il dialogo e coinvolgere gli interessati, l'EKRA propone la costituzione di un cosiddetto "Consiglio dello smaltimento". Ciò permetterebbe di aumentare la trasparenza e la giustificabilità dello smaltimento. Questa idea sarà ulteriormente sviluppata dalle autorità competenti.</p><p>8 + 9 Il rapporto preliminare dell'EKRA, con i risultati essenziali, le conclusioni e le raccomandazioni, è stato consegnato alla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale e presentato alla stampa di palazzo federale il 22 maggio 2002. Dal 9 ottobre 2002 il rapporto completo è pubblico e può essere consultato anche in Internet. Nel rapporto, l'EKRA suggerisce tra l'altro una procedura per definire gli inventari. Già nel luglio 2002 era stato pubblicato un rapporto del gruppo di esperti Wellenberg cantonale in merito all'inventario delle SDM, che ricordava le questioni ancora in sospeso.</p><p>Le proprietà essenziali delle diverse categorie di scorie sono oggi conosciute. I contenitori di scorie sono registrati in una banca dati e per le scorie attese in futuro è stato elaborato un modello di inventario. L'attribuzione delle categorie di scorie ai due depositi è in linea di massima definita. In ogni fase dello smaltimento (condizionamento, deposito intermedio e stoccaggio geologico in profondità) vengono adottate misure per assicurare la qualità. Per risolvere le questioni ancora in sospeso, il gruppo di lavoro della Confederazione per la gestione delle scorie nucleari (AGNEB) ha costituito un sottogruppo.</p><p>10. Per quanto riguarda la ricerca, l'EKRA rileva che le istituzioni attive nel settore nucleare sono ben organizzate a livello internazionale e che la ricerca mirata alla gestione delle scorie ha chiarito questioni importanti. L'EKRA suggerisce tuttavia di avviare un programma di ricerca di base nel settore dello smaltimento e di assicurarne il finanziamento. Sarebbe anche necessario avviare un programma di ricerca sull'attuazione dello stoccaggio geologico in profondità. Anche queste raccomandazioni dell'EKRA saranno ulteriormente studiate dalle autorità. Nei prossimi anni, il Consiglio federale intende investire risorse supplementari nella formazione e nella ricerca (messaggio sul promovimento dell'educazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2004-2007). Al momento non si sa ancora quante delle risorse previste saranno assegnate alle ricerca nel settore dello smaltimento.</p>  Risposta del Consiglio federale.