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Incarto n. 14.2024.54 Lugano 21 maggio 2024 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello composta del giudice: Jaques, presidente cancelliera: Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.3883 (fallimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 3 agosto 2023 dalla CO 1 contro RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, __________) giudicando sul reclamo del 19 aprile 2024 presentato dall’RE 1 contro la decisione emessa il 10 aprile 2024 dal Pretore; ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione, il 3 agosto 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento dell’RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'967.36 oltre a interessi e spese. B. All’udienza di discussione del 10 aprile 2024 nessuno è comparso. C. Statuendo con decisione del 10 aprile 2024 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive. D. Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 aprile 2024 per ottenere l’annulla­­mento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni. Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta i n concreto al patrocinatore dell’RE 1 l’11 aprile 2024, il ter­mine d’impugnazione è scaduto domenica 21 aprile, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 22 aprile (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. 2. In virtù dell’art. 174 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se – prima ipotesi (cpv. 1) – il debitore dimostra che già prima della pronuncia era realizzato un motivo di reiezione della domanda di fallimento (art. 172 LEF) o di differimento del fallimento (art. 173-173a LEF), oppure se – seconda ipotesi (cpv. 2) – egli rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che dopo la pronuncia il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (cpv. 2 n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 2.1 Nel caso in esame la reclamante chiede l’annullamento del fallimento in virtù dell’art. 174 cpv. 1 LEF, ma si limita a fare valere di essere stata toccata dalla pandemia pochi mesi dopo la sua costituzione, di aver subito una perdita di fr. 142'000.– in seguito al fallimento di una cliente (PI 1), che non è ancora riuscita a recuperare, segnatamente perché ha dovuto cederne una parte ai propri creditori in compensazione delle loro pretese e non ha tuttora ottenuto nel fallimento la cessione dei crediti della fallita. Allega inoltre di aver dovuto far a meno della sua amministratrice delegata a causa di problemi di salute e di aver visto il suo conto chiuso dalla __________ Banca, impendendole incassi e pagamenti. Sostiene anche che il credito di fr. 9'000.– dell’istante non è assolutamente provato ed è irrisorio rispetto al suo credito verso l’PI 1. Rimprovera infine all’istante di non averle trasmesso la “documentazione richiesta” (apparentemente le polizze assicurative, cfr. doc. 6 accluso al reclamo) e al Pretore di averla assunta agli atti. 2.2 È di tutta evidenza che i motivi sommariamente esposti dalla reclamante non rientrano tra quelli che, secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF (sopra consid. 2), giustificano la reiezione dell’istanza di fallimento o l’annullamento del fallimento. Le società devono sempre essere solvibili, ossia in grado di pagare i loro debiti esigibili, pure all’inizio della loro attività, mediante la costituzione di un capitale sufficien­te a mantenere la propria solvibilità anche durante i periodi in cui l’attività non è redditizia o non consente di conseguire tempestivamente entrate congrue (cfr. art. 165 CP e 725 CO; sentenza della CEF 14.2023.132 del 29 febbraio 2024 consid. 2.3.1) e la costituzione di riserve (art. 671 segg. CO) e accantonamenti (art. 959 a cpv. 2 n. 2 lett. c e 960 cpv. 3 CO). Devono anche provvedere a sostituire per tempo, se del caso provvisoriamente, gli amministratori che non dovessero più essere in grado di gestirle adeguatamente. Le difficoltà accennate dalla reclamante sono pertanto prive di rilievo in questa sede. 2.3 La contestazione del credito dell’istante è irricevibile, non solo perché è priva di una seria motivazione, ma soprattutto perché anda­va proposta nella procedura di rigetto (definitivo) dell’opposizione e non può pertanto essere fatta valere (di nuovo) nella procedura di fallimento. Dato che l’importo del credito dell’istante è irrisorio, nulla ne ostava il pagamento tempestivo. Al riguardo la reclaman­te ha avuto tutto il tempo necessario, la domanda d’esecuzione risalendo al 2 maggio 2022. 2.4 È incomprensibile – e dunque irricevibile – la censura relativa alla mancata trasmissione della “documentazione richiesta”, poiché la reclamante non spiega a cosa avrebbero dovuto servire le polizze assicurative – che ad ogni modo dovevano essere in suo posses­so – e in che consiste la pretesa lesione del suo diritto di difesa, né in quale contesto essa si sarebbe verificata. Nella limitata misura in cui è ricevibile, il reclamo va pertanto respinto. 3. Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato. 4. La tassa di giustizia, calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF ( RS 281.35 ), è posta a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. Per questi motivi, pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto. 2. La tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 230.–, è posta a carico dell’RE 1. 3. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Lugano; – Ufficio dei fallimenti, Viganello. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La cancelliera Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 14.2024.54 Incarto n. 14.2024.54

Incarto n. Lugano 21 maggio 2024 Lugano

Lugano 21 maggio 2024

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente cancelliera: cancelliera:

cancelliera: Bertoni Bertoni

Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.3883 (fallimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 3 agosto 2023 dalla

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.3883 (fallimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 3 agosto 2023 dalla CO 1 CO 1

CO 1 contro contro

contro RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, __________) RE 1

RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, __________)

(patrocinata dall’avv. PA 1, __________) giudicando sul reclamo del 19 aprile 2024 presentato dall’RE 1 contro la decisione emessa il 10 aprile 2024 dal Pretore;

giudicando sul reclamo del 19 aprile 2024 presentato dall’RE 1 contro la decisione emessa il 10 aprile 2024 dal Pretore; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione, il 3 agosto 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento dell’RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'967.36 oltre a interessi e spese. in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione, il 3 agosto 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento dell’RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'967.36 oltre a interessi e spese. B. All’udienza di discussione del 10 aprile 2024 nessuno è comparso.

B. All’udienza di discussione del 10 aprile 2024 nessuno è comparso. All’udienza di discussione del 10 aprile 2024 nessuno è comparso. C. Statuendo con decisione del 10 aprile 2024 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.

C. Statuendo con decisione del 10 aprile 2024 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive. D. Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 aprile 2024 per ottenere l’annulla­­mento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni.

D. Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 aprile 2024 per ottenere l’annulla­­mento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni. Considerando

Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta i n concreto al patrocinatore dell’RE 1 l’11 aprile 2024, il ter­mine d’impugnazione è scaduto domenica 21 aprile, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 22 aprile (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.

Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta i n concreto al patrocinatore dell’RE 1 l’11 aprile 2024, il ter­mine d’impugnazione è scaduto domenica 21 aprile, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 22 aprile (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. n concreto al patrocinatore dell’RE 1 l’11 aprile 2024, il ter­mine 2. In virtù dell’art. 174 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se – prima ipotesi (cpv. 1) – il debitore dimostra che già prima della pronuncia era realizzato un motivo di reiezione della domanda di fallimento (art. 172 LEF) o di differimento del fallimento (art. 173-173a LEF), oppure se – seconda ipotesi (cpv. 2) – egli rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che dopo la pronuncia il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (cpv. 2 n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

2. In virtù dell’art. 174 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se – prima ipotesi (cpv. 1) – il debitore dimostra che già prima della pronuncia era realizzato un motivo di reiezione della domanda di fallimento (art. 172 LEF) o di differimento del fallimento (art. 173-173a LEF), oppure se – seconda ipotesi (cpv. 2) – egli rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che dopo la pronuncia il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (cpv. 2 n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 2.1 Nel caso in esame la reclamante chiede l’annullamento del fallimento in virtù dell’art. 174 cpv. 1 LEF, ma si limita a fare valere di essere stata toccata dalla pandemia pochi mesi dopo la sua costituzione, di aver subito una perdita di fr. 142'000.– in seguito al fallimento di una cliente (PI 1), che non è ancora riuscita a recuperare, segnatamente perché ha dovuto cederne una parte ai propri creditori in compensazione delle loro pretese e non ha tuttora ottenuto nel fallimento la cessione dei crediti della fallita. Allega inoltre di aver dovuto far a meno della sua amministratrice delegata a causa di problemi di salute e di aver visto il suo conto chiuso dalla __________ Banca, impendendole incassi e pagamenti. Sostiene anche che il credito di fr. 9'000.– dell’istante non è assolutamente provato ed è irrisorio rispetto al suo credito verso l’PI 1. Rimprovera infine all’istante di non averle trasmesso la “documentazione richiesta” (apparentemente le polizze assicurative, cfr. doc. 6 accluso al reclamo) e al Pretore di averla assunta agli atti.

2.1 Nel caso in esame la reclamante chiede l’annullamento del fallimento in virtù dell’art. 174 cpv. 1 LEF, ma si limita a fare valere di essere stata toccata dalla pandemia pochi mesi dopo la sua costituzione, di aver subito una perdita di fr. 142'000.– in seguito al fallimento di una cliente (PI 1), che non è ancora riuscita a recuperare, segnatamente perché ha dovuto cederne una parte ai propri creditori in compensazione delle loro pretese e non ha tuttora ottenuto nel fallimento la cessione dei crediti della fallita. Allega inoltre di aver dovuto far a meno della sua amministratrice delegata a causa di problemi di salute e di aver visto il suo conto chiuso dalla __________ Banca, impendendole incassi e pagamenti. Sostiene anche che il credito di fr. 9'000.– dell’istante non è assolutamente provato ed è irrisorio rispetto al suo credito verso l’PI 1. Rimprovera infine all’istante di non averle trasmesso la 2.1 Nel caso in esame la reclamante chiede l’annullamento del fallimento in virtù dell’art. 174 cpv. 1 LEF, ma si limita a fare valere di essere stata toccata dalla pandemia pochi mesi dopo la sua costituzione, di aver subito una perdita di fr. 142'000.– in seguito al fallimento di una cliente (PI 1), che non è ancora riuscita a recuperare, segnatamente perché ha dovuto cederne una parte ai propri creditori in compensazione delle loro pretese e non ha tuttora ottenuto nel fallimento la cessione dei crediti della fallita. Allega inoltre di aver dovuto far a meno della sua amministratrice delegata a causa di problemi di salute e di aver visto il suo conto chiuso dalla __________ Banca, impendendole incassi e pagamenti. Sostiene anche che il credito di fr. 9'000.– dell’istante non è assolutamente provato ed è irrisorio rispetto al suo credito verso l’PI 1. Rimprovera infine all’istante di non averle trasmesso la “documentazione richiesta” “documentazione richiesta” (apparentemente le polizze assicurative, cfr. doc. 6 accluso al reclamo) e al Pretore di averla assunta agli atti. (apparentemente le polizze assicurative, cfr. doc. 6 accluso al reclamo) e al Pretore di averla assunta agli atti. 2.2 È di tutta evidenza che i motivi sommariamente esposti dalla reclamante non rientrano tra quelli che, secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF (sopra consid. 2), giustificano la reiezione dell’istanza di fallimento o l’annullamento del fallimento. Le società devono sempre essere solvibili, ossia in grado di pagare i loro debiti esigibili, pure all’inizio della loro attività, mediante la costituzione di un capitale sufficien­te a mantenere la propria solvibilità anche durante i periodi in cui l’attività non è redditizia o non consente di conseguire tempestivamente entrate congrue (cfr. art. 165 CP e 725 CO; sentenza della CEF 14.2023.132 del 29 febbraio 2024 consid. 2.3.1) e la costituzione di riserve (art. 671 segg. CO) e accantonamenti (art. 959 a cpv. 2 n. 2 lett. c e 960 cpv. 3 CO). Devono anche provvedere a sostituire per tempo, se del caso provvisoriamente, gli amministratori che non dovessero più essere in grado di gestirle adeguatamente. Le difficoltà accennate dalla reclamante sono pertanto prive di rilievo in questa sede.

2.2 2.2 È di tutta evidenza che i motivi sommariamente esposti dalla reclamante non rientrano tra quelli che, secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF (sopra consid. 2), giustificano la reiezione dell’istanza di fallimento o l’annullamento del fallimento. Le società devono sempre essere solvibili, ossia in grado di pagare i loro debiti esigibili, pure all’inizio della loro attività, mediante la costituzione di un capitale sufficien­te a mantenere la propria solvibilità anche durante i periodi in cui l’attività non è redditizia o non consente di conseguire tempestivamente entrate congrue (cfr. art. 165 CP e 725 CO; sentenza della CEF 14.2023.132 del 29 febbraio 2024 consid. 2.3.1) e la costituzione di riserve (art. 671 segg. CO) e accantonamenti (art. 959 a cpv. 2 n. 2 lett. c e 960 cpv. 3 CO). Devono anche provvedere a sostituire per tempo, se del caso provvisoriamente, gli amministratori che non dovessero più essere in grado di gestirle adeguatamente. Le difficoltà accennate dalla reclamante sono pertanto prive di rilievo in questa sede. 2.3 La contestazione del credito dell’istante è irricevibile, non solo perché è priva di una seria motivazione, ma soprattutto perché anda­va proposta nella procedura di rigetto (definitivo) dell’opposizione e non può pertanto essere fatta valere (di nuovo) nella procedura di fallimento. Dato che l’importo del credito dell’istante è irrisorio, nulla ne ostava il pagamento tempestivo. Al riguardo la reclaman­te ha avuto tutto il tempo necessario, la domanda d’esecuzione risalendo al 2 maggio 2022.

2.3 La contestazione del credito dell’istante è irricevibile, non solo perché è priva di una seria motivazione, ma soprattutto perché anda­va proposta nella procedura di rigetto (definitivo) dell’opposizione e non può pertanto essere fatta valere (di nuovo) nella procedura di fallimento. Dato che l’importo del credito dell’istante è irrisorio, nulla ne ostava il pagamento tempestivo. Al riguardo la reclaman­te ha avuto tutto il tempo necessario, la domanda d’esecuzione risalendo al 2 maggio 2022. 2.3 La contestazione del credito dell’istante è irricevibile, non solo perché è priva di una seria motivazione, ma soprattutto perché anda­va proposta nella procedura di rigetto (definitivo) dell’opposizione e non può pertanto essere fatta valere (di nuovo) nella procedura di fallimento. Dato che l’importo del credito dell’istante è irrisorio, nulla ne ostava il pagamento tempestivo. Al riguardo la reclaman­te ha avuto tutto il tempo necessario, la domanda d’esecuzione risalendo al 2 maggio 2022. 2.4 È incomprensibile – e dunque irricevibile – la censura relativa alla mancata trasmissione della “documentazione richiesta”, poiché la reclamante non spiega a cosa avrebbero dovuto servire le polizze assicurative – che ad ogni modo dovevano essere in suo posses­so – e in che consiste la pretesa lesione del suo diritto di difesa, né in quale contesto essa si sarebbe verificata. Nella limitata misura in cui è ricevibile, il reclamo va pertanto respinto.

2.4 È incomprensibile – e dunque irricevibile – la censura relativa alla mancata trasmissione della 2.4 È incomprensibile – e dunque irricevibile – la censura relativa alla mancata trasmissione della “documentazione richiesta” “documentazione richiesta”, poiché la reclamante non spiega a cosa avrebbero dovuto servire le polizze assicurative – che ad ogni modo dovevano essere in suo posses­so – e in che consiste la pretesa lesione del suo diritto di difesa, né in quale contesto essa si sarebbe verificata. Nella limitata misura in cui è ricevibile, il reclamo va pertanto respinto., poiché la reclamante non spiega a cosa avrebbero dovuto servire le polizze assicurative – che ad ogni modo dovevano essere in suo posses­so – e in che consiste la pretesa lesione del suo diritto di difesa, né in quale contesto essa si sarebbe verificata. Nella limitata misura in cui è ricevibile, il reclamo va pertanto respinto. 3. Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato.

3. Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato. 4. La tassa di giustizia, calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF ( RS 281.35 ), è posta a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.

4. La tassa di giustizia, calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF ( RS 281.35 ), è posta a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto. pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto. 2. La tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 230.–, è posta a carico dell’RE 1.

2. La tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 230.–, è posta a carico dell’RE 1. 3. Notificazione a:

3. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Lugano; – Ufficio dei fallimenti, Viganello. –

– ;

; – ;

– ; – Ufficio d’esecuzione, Lugano;

– Ufficio d’esecuzione, Lugano; – Ufficio dei fallimenti, Viganello.

– Ufficio dei fallimenti, Viganello. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La cancelliera

Il presidente La cancelliera Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).