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dal portale www.blognews24ore.com
da un articolo del portale Reseau International, pubblicato il 12 luglio 2016
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Il linguista americano Noam Chomsky ha elaborato la lista delle dieci strategie di manipolazione attraverso i media.
1/ La strategia della distrazione
Elemento primordiale del controllo sociale, la strategia della diversione consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dalle mutazioni decise dall’élite politica ed economica, attraverso un diluvio continuo di distrazioni e informazioni insignificanti. E’ una strategia indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’ambito della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. Mantenere distratta l’attenzione del pubblico, lontana dai veri problemi sociali, mantenere il pubblico occupato, senza tempo per pensare.
2/ Creare problemi e offrire soluzioni
Si crea il problema, una situazione prevista per suscitare una determinata reazione del pubblico, affinchè sia lui stesso a chiedere le misure che si vogliono imporre. Ad esempio : lasciar sviluppare la violenza urbana, organizzare attentati sanguinari, affinchè il pubblico chieda leggi di sicurezza a discapito della libertà. O ancora, creare una crisi economica per far accettare come male necessario un calo dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3/ La strategia del graduale
Per far accettare una misura inaccettabile, è sufficiente applicarla progressivamente, gradualmente, su una durata di 10 anni. E’ in questo modo che le condizioni socio-economiche, radicalmente nuove (neoliberalismo) sono state imposte durante gli anni 1980-1990. Disoccupazione di massa, precariato, flessibilità, delocalizzazione, salari che non garantiscono un reddito decente, tutti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione, se invece fossero stati applicati brutalmente.
4/ La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione poco popolare, è presentarla come un male necessario, ottenendo l’accordo del pubblico nel presente per un’applicazione nel futuro. E’ più facile far accettare un sacrificio futuro, piuttosto che un sacrificio immediato, perchè ingenuamente il pubblico spera che le cose miglioreranno e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Infine, questo lascia il tempo per abituarsi all’idea e accettarla quando sarà giunto il momento.
5/ Parlare al pubblico come si fa con i bambini
La maggior parte della pubblicità utilizza discorsi, argomenti, personaggi e un tono particolarmente infantili o stupidi, come se lo spettatore fosse un bambino o un handicappato mentale. Più si vuole ingannare lo spettatore e più il tono diventa infantile. Perchè? Se ci si rivolge a una persona come se avesse 12 anni, a causa della suggestione, probabilmente questa persona avrà una risposta o una reazione priva di senso critico, come quella di una persona di 12 anni.
6/ Fare appello all’emotività, piuttosto che alla riflessione
Fare appello al lato emotivo è una tecnica classica per mandare in cortocircuito l’analisi razionale e dunque il senso critico degli individui. Inoltre, l’utilizzo di un registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio, per impiantare idee, desideri, paure, pulsioni o comportamenti.
7/ Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella stupidità
Fare in modo che il pubblico sia incapace di capire la tecnologia e i metodi usati per controllarlo. La qualità dell’educazione data alle classi inferiori deve essere più povera, in modo che il fossato dell’ignoranza che isola le classi inferiori dalle classi superiori sia e rimanga incomprensibile per le classi inferiori.
8/ Incoraggiare il pubblico a compiacersi nella mediocrità
Incoraggiare il pubblico a considerare “cool” il fatto di essere stupido, volgare e incolto. Basta vedere certe trasmissioni televisive, particolarmente popolari.
9/ Sostituire la rivolta con la colpevolezza
Far credere all’individuo che è l’unico responsabile delle sue disgrazie, a causa della sua poca intelligenza, delle sue scarse capacità e dei suoi pochi sforzi. Così, invece di rivoltarsi contro il sistema economico, l’individuo si penalizza e si colpevolizza, il che porta a uno stato depressivo, con conseguente inibizione dell’azione. E senza azione, niente rivoluzione.
10/ Conoscere gli individui meglio di quanto conoscano sè stessi
Nel corso degli ultimi 50 anni, i progressi folgoranti della scienza hanno scavato un fossato sempre più grande tra le conoscenze del pubblico e quelle detenute ed usate dalle élite dirigenti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il sistema ha raggiunto una conoscenza avanzata dell’essere umano, fisicamente e psicologicamente. Questo significa che nella maggioranza dei casi, il sistema detiene un maggior controllo e un maggior potere sugli individui di quanto facciano gli individui stessi.