Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/246870

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sulla pianificazione del territorio (LPT) e la relativa ordinanza (OPT), affinché l'utilizzo degli edifici già costruiti al di fuori delle zone edificabili sia il più razionale possibile e favorisca lo sfruttamento di tutti i volumi esistenti. In tal modo dovrà essere possibile sostituire, ricostruire, addirittura ristrutturare gli edifici, senza che la superficie abitabile preesistente sia considerata pregiudizievole e limitativa.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Benché il principio della separazione tra zone edificabili e zone non edificabili comporti una concentrazione delle abitazioni principalmente nelle zone edificabili e quindi in comprensori ben urbanizzati, il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui si dovrebbe cercare di sfruttare meglio, a determinate condizioni, gli edifici già esistenti al di fuori delle zone edificabili. Tuttavia, considerati il senso e la finalità della pianificazione del territorio, vale a dire proteggere le basi naturali della vita, promuovere lo sviluppo centripeto degli insediamenti, realizzare insediamenti compatti (art. 1 della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio [LPT; RS 700]) e quindi utilizzare il suolo in modo appropriato e parsimonioso (art. 75 cpv. 1 Cost.), è necessario muoversi con avvedutezza. Soltanto così si possono limitare le ripercussioni negative che le abitazioni al di fuori delle zone edificabili hanno sul paesaggio, sull'ambiente e in particolare sull'agricoltura.</p><p>Dalla motivazione della mozione si evince che l'autore della stessa si riferisce prima di tutto a edifici già abitati almeno in parte.</p><p>Tuttavia il testo della mozione, che è l'unico determinante per la valutazione del Consiglio federale, va ben oltre, riferendosi a tutti gli edifici che si trovano al di fuori delle zone edificabili. Può quindi trattarsi di edifici abitativi oppure di edifici utilizzati per lo sfruttamento agricolo, compresi dei semplici fienili. La mozione non contiene inoltre alcuna limitazione in merito alla nuova destinazione di questi edifici, che pertanto potrebbe essere di tipo abitativo come pure commerciale. Attualmente ci sono circa 600 000 edifici al di fuori delle zone edificabili, la maggior parte dei quali non sono abitativi. Se potessero essere tutti trasformati e utilizzati, come chiesto nel testo della mozione, ciò non sarebbe più compatibile con il principio costituzionale della separazione tra zone edificabili e zone non edificabili.</p><p>Se, invece, questa nuova flessibilità che si vorrebbe introdurre interessasse solo gli edifici almeno in parte già abitati, questa cifra scenderebe a circa 200 000 unità. Una maggiore utilizzazione degli edifici situati nelle zone agricole e con una destinazione abitativa almeno parziale può alleggerire la pressione sui comprensori insediativi ed evitare la continua espansione delle zone edificabili. Per questo motivo il Consiglio federale riterrebbe ragionevole offrire ulteriori possibilità in questo ambito, con la condizione che esista già una sufficiente urbanizzazione.</p><p>Poiché il testo della mozione comporterebbe un'apertura del comprensorio esterno alle zone edificabili che andrebbe ben oltre quanto appena esposto, il Consiglio federale respinge la mozione nella sua presente forma.</p><p>Per il caso in cui la Camera prioritaria accettasse la mozione, il Consiglio federale si riserva la possibilità di presentare alla seconda Camera una proposta di modifica secondo cui la nuova flessibilità che si vorrebbe introdurre riguardi solo gli edifici sufficientemente urbanizzati e abitati almeno parzialmente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.