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Una commissione parlamentare vuole impedire le dimissioni dei consiglieri federali ad un anno dalle elezioni per evitare speculazioni e tatticismi politici.
Niente dimissioni nell'anno delle elezioni federali. È la proposta della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati con cui si vuole evitare che la data delle dimissioni di uno o più membri del Consiglio federale venga stabilita in base a precisi calcoli partitico-politici.
Il "caso" di Otto Stich
Nel 1995 il consigliere federale socialista Otto Stich dimissionò, a sorpresa, poco prima delle elezioni federali. La corsa alla sua successione offrì allora al Partito socialista un'occasione d'oro per essere maggiormente presente nei media nazionali. L'impatto elettorale fu notevole: nell'ottobre 1995 i socialisti divennero, per la prima volta, il primo partito svizzero in termini numerici (21,8%), con un miglioramento del 3,3% rispetto alle elezioni del 1991.
La doppia vacanza Koller-Cotti
Secondo esempio: le dimissioni dei consiglieri federali cristiano-democratici Arnold Koller e Flavio Cotti. Annunciata, sempre a sorpresa, a fine 1998, questa doppia vacanza offrì al PDC la possibilità di profilarsi presso l'elettorato. La corsa alla successione fu particolarmente animata. Ruth Metzler e Joseph Deiss furono infatti eletti con pochi voti di scarto rispetto ai loro principali concorrenti.
La loro elezione diede al PDC una nuova immagine: un partito giovane, attento alle donne e alle minoranze. Prima delle dimissioni di Cotti e Koller era risaputo che il PDC rischiava di perdere consensi elettorali e che di fronte ai successi dell'UDC il suo secondo seggio in CF era in pericolo. Ma nell'ottobre 1999 il partito riuscì a ripetere grossomodo il risultato di quattro anni prima.
Decesso e malattia come eccezioni
Nel futuro le cose dovrebbero però cambiare. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati propone infatti di impedire le dimissioni dal Governo ad un anno dalle elezioni federali. Franz Wicki (PDC/LU), presidente della Commissione, ritiene che in tal modo si possano evitare speculazioni a fini politici.
Il decesso o una "malattia grave" sarebbero le uniche eccezioni. "È un'ottima proposta", commenta Hanspeter Kriesi, professore di scienze politiche all'Università di Ginevra. Secondo il politologo "non è degno di una democrazia rappresentativa cambiare la composizione del Governo a pochi mesi dalle elezioni".
Non riguarda Dreifuss e Villiger
Siccome la proposta della Commissione degli Stati è appena all'inizio dell'iter parlamentare essa non avrà alcun impatto sulle dimissioni di Ruth Dreifuss e Kaspar Villiger. Dimissioni che sono date per scontate entro le prossime elezioni federali dell'ottobre 2003.
Se la disposizione fosse in vigore già oggi Kaspar Villiger e Ruth Dreifuss non potrebbero rassegnare le dimissioni a partire da metà novembre 2002 e fino a novembre 2003.
Il PS e il PDC più scettici
La proposta è stata adottata con 7 voti favorevoli, nessun contrario e 5 astensioni. Un influente membro della Commissione ci ha rivelato che le cinque astensioni provenivano dal PS e dal PDC.
I loro rappresentanti preferivano infatti una disposizione legale più "flessibile" secondo cui i consiglieri federali avrebbero un "obbligo morale" di non rassegnare le dimissioni nell'anno delle elezioni.
Respinta la conferma "in blocco" del CF
Allo stesso tempo la Commissione ha deciso, ma di misura, di non dare seguito alla proposta secondo cui la conferma parlamentare dei consiglieri federali in carica - che attualmente avviene ogni quattro anni subito dopo le elezioni federali - deve aver luogo "in blocco".
Attualmente, il Parlamento si esprime separatamente su ogni consigliere federale.
Nenad Stojanovic