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Il figlio del defunto dittatore della Nigeria è stato riconosciuto colpevole di partecipazione a un’organizzazione criminale. Venerdì, è stato condannato a una pena detentiva di due anni dal tribunale di polizia di Ginevra.
I giudici hanno inoltre addossato le spese processuali al figlio del generale Abacha. La sentenza prevede anche la confisca dei fondi di Abba Abacha depositati in Lussemburgo e nelle Bahamas.
Il tribunale ha giudicato Abba Abacha, assente durante la lettura del verdetto, membro attivo di una struttura criminale che si proponeva di sottrarre fondi alla Nigeria nel periodo dittatoriale. «Non ci sono dubbi sul fatto che Abba Abacha abbia agito consapevolmente. Quest’ultimo ha continuato a farlo anche dopo la morte del padre», hanno indicato i giudici.
Complessivamente, i fondi depositati all’estero supererebbero i 400 milioni, ha indicato Enrico Monfrini, uno degli avvocati che hanno difeso gli interessi nigeriani nella vicenda. Per ritornare in possesso degli averi sottratti, lo Stato africano dovrà però inoltrare una richiesta al canton Ginevra.
Con questa sentenza, il tribunale di polizia ginevrino conferma il giudizio di prima istanza che aveva condannato nel novembre 2009 Abba Abacha a una pena detentiva con la sospensione condizionale. Dal canto loro, i suoi avvocati hanno lasciato intendere che inoltreranno ricorso anche contro quest’ultimo verdetto.
Se fosse il caso, non si sarà ancora scritta la parola fine a un procedimento penale avviato a Ginevra 10 anni fa in seguito alla rogatoria inoltrata dalla Nigeria per recuperare i miliardi di dollari che il generale Abacha, deceduto nel 1998, era sospettato di aver stornato dalle casse pubbliche su conti privati.
swissinfo.ch e agenzie