Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/68722

<h2>SubmittedText<h2><p>Stando alle informazioni rilasciate dai media, il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di preparare un progetto di abrogazione della lex Koller entro la primavera 2007. Fino ad ora sono stati esaminati le possibili conseguenze dell'abrogazione per le regioni turistiche e gli eventuali correttivi da apportare mediante misure di accompagnamento. A tutt'oggi, non sono in pratica state chiarite le conseguenze di un'abrogazione della lex Koller per le aree urbane.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di voler rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali conseguenze si aspetta dall'abrogazione della lex Koller per le aree urbane, in relazione alla domanda, all'offerta e all'evoluzione dei prezzi delle proprietà fondiarie?</p><p>2. Il Consiglio federale è in ogni caso disposto a chiarire le conseguenze per le aree urbane tramite uno studio dettagliato?</p><p>3. Quali misure di accompagnamento s'impongono al fine di correggere eventuali sviluppi negativi per le città?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'abrogazione della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (lex Koller) permetterà a queste ultime d'investire nella costruzione di alloggi in Svizzera. L'abrogazione della lex Koller potrebbe comportare un certo aumento della domanda da parte di investitori che risiedono all'estero; ciò provocherebbe un eventuale incremento dei prezzi in singoli segmenti di mercato. A seguito delle maggiori attività d'investimento vi è pure d'attendersi una crescita dell'offerta di abitazioni in locazione o in proprietà, che a sua volta avrebbe però l'effetto di calmierare i prezzi.</p><p>Con l'abrogazione della lex Koller, per le persone all'estero sarà inoltre possibile acquistare senza restrizioni un'abitazione secondaria in tutta la Svizzera. Secondo i dati registrati nel corso del censimento federale, tra il 1980 e il 2000 il numero di residenze secondarie nelle città è nettamente aumentato, raggiungendo in singoli casi cifre non indifferenti (ad es.: Zurigo: 5,6 per cento; Berna: 7,4 per cento; Basilea: 8,2 per cento; Losanna: 9,8 per cento; Ginevra: 13,4 per cento). Nel caso delle abitazioni secondarie situate nei centri urbani si tratta normalmente di piccoli monolocali, i cosiddetti "pieds-à-terre" affittati a studenti e ai pendolari settimanali. Poiché gli appartamenti in affitto non rientrano nel campo di applicazione della lex Koller, la sua abrogazione non avrà in pratica ripercussioni su questo segmento di mercato.</p><p>2. Nelle città non turistiche, l'abrogazione della lex Koller avrà sì ripercussioni sul mercato dell'alloggio e sullo sviluppo territoriale, tuttavia questi effetti dovrebbero variare a seconda delle peculiarità locali ed essere nel complesso contenuti, perlomeno a breve termine. Quanto alle ripercussioni a lungo termine sul mercato degli alloggi, è opportuno considerare l'abrogazione della lex Koller in relazione alle nuove disposizioni in materia di libera circolazione delle persone in vigore dal 2002. Queste considerazioni sono oggetto di un programma di ricerca dell'Ufficio federale delle abitazioni. Le ripercussioni dell'abrogazione potranno essere integrate in questo studio, avviato nel 2006.</p><p>3. Sulla base dei risultati emersi dalla consultazione sulle misure di accompagnamento in materia di pianificazione del territorio relative all'abrogazione della lex Koller, il 22 novembre 2006 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare un messaggio. Anche se si può ritenere che il rapporto equilibrato tra prime abitazioni e residenze secondarie sia un aspetto che riguardi per il momento soprattutto le regioni turistiche dell'arco alpino, le misure di pianificazione proposte possono essere applicate anche alle aree urbane. Qualora a seguito delle mutate condizioni quadro si dovesse manifestare una necessità d'intervento nei centri urbani, i cantoni sono chiamati a prevedere, nell'ambito della loro pianificazione direttrice, misure mirate per le aree interessate.</p>  Risposta del Consiglio federale.