Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212293

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di garantire, nel quadro del messaggio COVID-19, che l'esenzione per sei mesi dall'avviso obbligatorio di eccedenza dei debiti prevista nell'ordinanza COVID-19 sul diritto in materia d'insolvenza sia prorogata fino al 31 dicembre 2021, se si può presumere che il sovraindebitamento potrà essere risanato entro questa data.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la sospensione provvisoria dell'articolo 725 capoverso 2 del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) il Consiglio federale intende tutelare le imprese svizzere da un fallimento conseguente alla crisi del coronavirus. Tuttavia, in tal modo si limita la protezione dei creditori, poiché le società sovraindebitate non devono deporre il loro bilancio. Nella consultazione sull'ordinanza COVID-19 insolvenza (RS 281.242), partecipanti di rilievo quali Cantoni e associazioni economiche hanno pertanto espresso riserve. Il Consiglio federale, che attribuisce grande importanza alla protezione dei creditori, ritiene che tali restrizioni debbano restare proporzionate anche sul piano temporale.</p><p>La sospensione dell'articolo 725 capoverso 2 CO tramite diritto di necessità è concepita come misura immediata, tesa in primo luogo a dare più tempo alle società per rivalutare la situazione economica. Nel contempo occorre tenere presente che se il capitale della società è già esaurito, il suo sovraindebitamento aumenta ulteriormente, a scapito dei creditori. Il consiglio d'amministrazione è pertanto esentato dall'avviso obbligatorio soltanto se può fare una prognosi favorevole per la società. Il Consiglio federale ha stabilito il 31 dicembre 2020 come data determinante per la prognosi. La maggior parte delle società allestirà il conto annuale a fine anno, acquisendo certezza in merito alle conseguenze della crisi del coronavirus sull'esercizio 2020. L'esperienza insegna che, causa dell'imprevedibilità dell'andamento degli affari, le società sovraindebitate il 31 dicembre 2020 potranno difficilmente fare una prognosi favorevole per la fine del 2021. In queste condizioni, una proroga del termine di un anno intero è sproporzionata rispetto agli interessi dei creditori interessati. Il Consiglio federale respinge pertanto questa richiesta. Inoltre, anche i dibattiti parlamentari sulla futura legge concernente le basi legali delle ordinanze del Consiglio federale per far fronte all'epidemia del (COVID-19) permetteranno una nuova valutazione della necessità di un intervento legislativo in questo ambito alla luce dell'evolversi della situazione economica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.