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Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha oggi condannato fermamente "le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario che sono culminate con il presunto utilizzo di armi chimiche" in Siria. Il DFAE fa appello alla responsabilità di tutte le parti.
"La Svizzera è estremamente preoccupata per la situazione politica e umanitaria in Siria", ha fatto sapere il DFAE in un comunicato. Per i servizi di Didier Burkhalter "bisogna fare di tutto, d'urgenza, per proteggere la popolazione civile, conformemente alle regole umanitarie".
La Svizzera deplora che nessuna "soluzione internazionale comune ed efficace" sia stata trovata in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Ricordando gli sforzi della Confederazione a favore di un'azione politica (la Dichiarazione di Ginevra), il DFAE sottolinea la necessità di una nuova conferenza a Ginevra, "come si augurano importanti attori siriani e internazionali".
Sul terreno, la Svizzera "continuerà i suoi impegni umanitari in Siria e nei Paesi limitrofi, che registrano un afflusso di rifugiati".
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) ha censito due milioni di rifugiati, la maggior parte nei Paesi vicini. La Siria totalizza inoltre circa 3,6 milioni di profughi interni.