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Circa il 5% degli infortuni sportivi in inverno sono imputabili alla slitta e la maggior parte avviene senza coinvolgimento esterno. È quanto emerge da uno studio pubblicato oggi dalla "SonntagsZeitung" e condotto dall'Ospedale di Frutigen (BE), in collaborazione con il centro di pronto soccorso dell'Inselspital di Berna.
Dall'indagine, che prende in considerazione gli incidenti sulle piste da sci tra il 1996 e il 2009, risulta che 263 infortuni su un totale di 5'000 sono dovuti alla slitta. Inoltre, le vittime - uomini o donne in ugual misura - hanno in media 22 anni.
Per coloro che praticano questo sport invernale, le ferite più ricorrenti sono le fratture alle gambe (35%), alle braccia (18%) e le commozioni celebrali (7%). Le cifre variano da un anno all'altro, ma senza una tendenza particolare al rialzo o al ribasso.
Le ferite cambiano tuttavia in funzione dell'età delle persone che vanno in slitta: i bambini di età compresa tra uno e dieci anni se la cavano soprattutto con piccole commozioni, mentre gli adulti sono ricoverati in ospedale per fratture agli arti inferiori.
Gli autori dello studio rilevano ancora che esistono pochi studi sugli infortuni dovuti alla slitta rispetto a quelli che trattano lo sci o lo snowboard. Ulteriori indagini sono necessarie anche per misurare l'uso delle protezioni quali il casco o le ginocchiere.
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