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A partire dal 1890 e per i tre decenni successivi, oltre 20 milioni di persone confluirono da tutta l'Europa verso gli Stati uniti in cerca di un destino migliore. Di moIti si sono perse le tracce, ma i loro nomi sono stati consegnati nei registri di Ellis Island, a New York, che in quegli anni fungeva da centro di smistamento. Quei dati sono ora disponibili in Internet su un sito che sta suscitando l'interesse di milioni di discendenti.Questo contenuto è stato pubblicato il 01 maggio 2001 - 14:54
"Ellisislandrecords.org". E' in questi giorni un sito molto visitato negli Stati Uniti. Spesso bisogna munirsi di pazienza e accontentarsi di leggere questo messaggio: "Spiacenti. Le richieste superano le nostre capacità. Per favore provate più tardi". Gli americani, ma non solo, hanno preso d'assalto questo nuovo archivio elettronico realizzato dal museo dell'Ellis Island, l'isola di fronte a Manhattan, dove sono transitati per anni quelli che sbarcavano a New York in cerca di fortuna.
La lista resa accessibile in questi giorni interessa circa 22 milioni di persone (immigrati, turisti e membri dell'equipaggio) che arrivarono su navi e bastimenti nel porto di New York tra il 1892 e il 1924. Erano gli anni in cui migliaia di persone cariche di speranze sbarcavano quotidianamente qui in cerca di fortuna. In quelle navi c'erano passeggeri che in America diventarono famosi. Come Rodolfo Valentino o Frank Capra. C'era anche Rodolfo Giuliani, il nonno dell'attuale sindaco della città di New York, che sbarcò nel 1910 all'età di 18 anni. Nella lista si trova anche il lirico svizzero Al Dubin che scese a Ellis Island nel 1896.
Non furono comunque moltissimi gli svizzeri che superarono i controlli di Ellis Island. Solo qualche migliaio. Niente in confronto dei circa tre milioni di italiani che arrivarono in quegli anni. Negli Stati Uniti comunque circa un milione di americani sono di origine svizzera. Molti arrivarono insieme alla grande immigrazione tedesca, vale a dire tra il 1820 e il 1890. In quegli anni quasi 175 mila svizzeri arrivarono negli Stati Uniti insieme a oltre 4,5 milioni di tedeschi.
Negli ultimi decenni, molti americani hanno sviluppato un forte interesse per il loro passato. "Penso che negli anni '50 la gente non amava pensare di essere giunta da un altro posto. Tutti volevano essere americani. Adesso i figli e i nipoti vogliono conoscere il loro passato" ha recentemente affermato Stephen A. Briganti, il presidente della fondazione che gestisce il museo di Ellis Island.
Proprio per soddisfare questo bisogno di conoscere e di investigare il passato sono stati trasferiti su computer i dati relativi alle liste dei passeggeri delle navi di quegli anni che finora erano stati conservati presso i National Archives di Washington.
Si è trattato di un accurato e difficile lavoro, perché molti nomi erano stati storpiati o scritti in modo sbagliato. La trascrizione è stata realizzata da 12 mila volontari della "Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dell'Ultimo giorno". Questi mormoni sono espertissimi in fatto di genealogia. Da anni gestiscono un sito (familysearch.org) con circa 600 milioni di cognomi di tutto il mondo. Sono molte le persone, e tra di loro vi sono anche molti svizzeri, che quotidianamente cercano informazione da loro o nei siti specializzati.
"Questa database permetterà a circa 100 milioni di discendenti di immigrati negli Stati Uniti di ritrovare informazioni sui loro avi e sui loro primi passi nel paese della speranza e dei sogni" ha affermato Wayne J. Metcalfe, un rappresentate del gruppo mormone. Le informazioni che si possono ottenere sono limitate: nome, cognome, porto d'origine, data d'arrivo, sesso, età e ultimo domicilio conosciuto.
Consultare questo archivio richiede spesso pazienza. Se si trova la persona cercata si potrà poi ottenere una copia della pagina del libro con la lista dei passeggeri e una foto della nave che portò l'avo in America. Per molti è un modo per capire da dove si è cominciata esattamente l'avventura americana.
Anna Luisa Ferro Mäder, Washington
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