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Ben 64 candeline oggi per il compleanno di Jamie Dimon, CEO di JP Morgan Chase, una delle più grandi banche americane. Dimon si è più volte dimostrato scettico e contrario alle crypto e in particolare a bitcoin.
Dimon nasce in una famiglia di immigrati greci. Suo nonno era agente di cambio per Shearson e il suo interesse per l’economia valse a Dimon un piccolo posto in questa azienda durante le vacanze estive.
La stoffa nell’ambito economico non è mai venuta meno e negli anni successivi Dimon lavorò per Goldman Sachs e rifiutò offerte di Morgan Stanley e Lehman Brothers, per seguire un amico nell’American Express, dove rimase fino al 1985.
Già all’età di 30 anni divenne Chief Financial Officer, riuscendo a portare la compagnia, grazie a diverse acquisizioni, ad essere un conglomerato di servizi finanziari con il nome di Citigroup.
L’esperienza nel settore finanziario accumulata in passato gli permisero di diventare il CEO di Bank One nel 2000, che 4 anni venne assorbita da JPMorgan Chase, e per questo Dimon assunse il ruolo di Chief Operating Officer delle due compagnie.
Questo rappresentò il trampolino di lancio di Jamie, che divenne CEO di JPMorgan Chase nel 2005 e, nello stesso giorno dell’anno successivo, ossia il 31 dicembre 2006, divenne il Presidente di una delle banche più importanti in America.
Jamie Dimon e Bitcoin
Era il 2017 quando Dimon disse che avrebbe licenziato tutti i suoi trader trovati a possedere BTC salvo poi annunciare JPM Coin e annunciare di aver comprato BTC tramite un Exchange traded note (ETN), strumento finanziario sulla falsa riga degli ETF.
JPM Coin non è una vera e propria crypto, ma di sicuro ne sfrutta il marketing. Da quando le crypto sono nate, infatti, è guerra a chi riuscirà a creare la prima moneta digitale di Stato e anche molte aziende e banche stanno lanciando i propri progetti, così come anche JP Morgan.
Nel frattempo JP Morgan sembra comunque apprezzare la blockchain, usando per ora quella di Quorum.