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Il presidente russo, Vladimir Putin, è arrivato oggi all'Avana - prima tappa di una tournée latinoamericana che lo porterà in Argentina e Brasile, per il vertice dei Brics - portando con sé il migliore dei biglietti da visita: il condono del 90% dei 26 miliardi di euro di debito che Cuba trascina dai tempi dell'Unione Sovietica.
Putin, accolto all'aeroporto José Martì dal primo vicepresidente, Miguel Diaz-Canel, incontrerà l'ex presidente cubano Fidel Castro e il suo fratello e successore, Raul, in una visita che è vista dagli analisti come un chiaro segno di rilancio dei rapporti fra Mosca e l'ex alleato.
Non a caso, la stampa ufficiale cubana - l'unica ammessa sull'isola - ha definito "storica" la visita del presidente russo, sottolineando che sarà dedicata allo "sviluppo dei rapporti economico-commerciali, gli investimenti e le prospettive di progetti comuni".
Il crollo dell'Unione Sovietica, nel 1991, innescò una grave crisi a Cuba, con un crollo di oltre il 30% del Pil dell'isola, ma ora oltre al condono del 90% del debito con Mosca - da decenni una spina nel fianco dei rapporti bilaterali - Putin porta con sé l'impegno di trasformare il 10% restante (da pagare in comode rate) in investimenti nella zona franca del porto di Mariel: il mega progetto a 45 km dall'Avana sul quale il governo di Raul Castro ha scommesso per il rilancio economico dell'isola.