Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01061.jsonl.gz/278

La Svizzera accusa un importante ritardo nell'ambito dei servizi di base per l'e-government. Lo ha stabilito un studio pubblicato oggi dalla Commissione europea, al quale hanno partecipato 34 Stati.
Nel rapporto 2018 sulla valutazione comparativa del Governo elettronico, la commissione ha analizzato i progressi compiuti dai vari Paesi nella digitalizzazione dell'amministrazione, spiega in un comunicato odierno l'Organo direzione informatica della Confederazione (ODIC). Ogni due anni vengono esaminati otto aspetti della vita quotidiana della popolazione e dell'economia sulla base di alcuni indicatori.
A questa edizione della ricerca hanno partecipato i 28 Stati membri dell'Unione europea più altri sei, tra cui la Svizzera. I migliori risultati sono stati ottenuti da Malta, Estonia, Austria, Lettonia e Danimarca.
Rispetto al passato, la Confederazione è riuscita a migliorare la propria offerta di servizi e-government per la maggior parte degli indicatori. In particolare, il passo avanti più significativo è stato riscontrato nella mobilità transnazionale delle società, passata dal 56% al 70%. Per contro, Berna continua ad arrancare alla voce servizi di base. La causa di ciò risiede soprattutto nella scarsa affermazione della posta digitale, ossia l'invio elettronico di informazioni e documenti fra Stato e cittadini o imprese.