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La svittese ha chiuso al secondo posto la combinata, alle spalle dell’italiana Brignone. Fuori alla terz’ultima porta Shiffrin, male Michelle Gisin
La Svizzera inizia i Campionati del mondo di Courchevel/Méribel con la medaglia d’argento di Wendy Holdener nella combinata femminile. La svittese ha chiuso alle spalle dell’italiana Federica Brignone che conquista così il suo primo titolo mondiale nella specialità. Niente da fare, per contro, per la doppia campionessa olimpica Michelle Gisin che ha chiuso soltanto al sesto posto. La medaglia di bronzo è finita al collo dell’austriaca Ricarda Haaser.
Federica Brignone ha costruito il successo finale nel superG mattutino, nel quale ha lasciato tutte le avversarie papabili per una medaglia a oltre nove decimi (chi, come Mowinckel o Lara Gut-Behrami, seconda a 0"71, ha contenuto il ritardo attorno ai sette decimi ha partecipato alla prova di velocità soltanto per tastare il terreno e non si è presentata al via dello slalom). Ciò nonostante e alla luce della manche tecnica del pomeriggio, la favorita per l’oro sembrava ancora essere la statunitense Mikaela Shiffrin, a 0"96 dopo il superG. E la dominatrice della stagione ha affrontato i paletti stretti con la consapevolezza di poter provare la rimonta. Exploit quasi riuscito, in quanto all’ultimo intertempo la statunitense accusava soltanto due centesimi di ritardo sull’italiana. Tuttavia, al terz’ultimo paletto si è disunita e ha clamorosamente inforcato, regalando di fatto la vittoria alla Brignone. Per la Shiffrin, un’uscita di scena che potrebbe farle riaffiorare alla mente i demoni di Pechino 2022, quando era tornata a casa senza nemmeno una medaglia.
Nessun’altra concorrente, dopo l’eliminazione di Shiffrin, poteva sperare di recuperare il distacco, nemmeno Wendy Holdener, campionessa del mondo 2017 e 2019, ritrovatasi dopo il superG a 1"66 (15ª). Nello slalom, l’elvetica ha limato qualcosa e ha fatto stabilire il miglior tempo di manche, ma non abbastanza per impensierire una Brignone, autrice di una splendida manche in quella che non è certo la sua specialità prediletta. Alla fine ha dovuto concedere 1"62 all’italiana. «La neve era molto aggressiva – ha commentato l’elvetica –. Ho provato a sciare nella maniera più pulita possibile, ma non avevo idea se sarebbe stato sufficiente o meno. Quando ho tagliato il traguardo e ho capito che ero seconda, sono scoppiata dalla gioia. Sapevo che in slalom c’erano numerose ragazze passibili di essere pericolose. Alla partenza ho preferito non essere informata, non sapevo come stesse andando la gara, chi fosse davanti e con quale vantaggio. L’unica notizia era che qualche ragazza era uscita, ma nulla più».
Quella ottenuta a Méribel potrebbe essere l’ultima medaglia di Wendy Holdener in combinata. Non perché la svittese abbia deciso di non più affrontare la doppia fatica, ma perché la combinata dovrebbe sparire dai programmi di Mondiali e Olimpiadi, così come, di fatto, è già sparita dalla Coppa del mondo (l’ultima risale a tre anni fa)... «È da un sacco di tempo che apprezzo questa disciplina. Si può dire che l’amore risale addirittura ai Mondiali juniores di Crans-Montana nel 2011 (quando aveva ovviamente conquistato il titolo, ndr)».
Grossa delusione, invece, per Michelle Gisin, sui tempi di Holdener nel superG, ma che nello slalom ha concesso due secondi alla Brignone, per chiudere con un ritardo complessivo di 3"43.
Finalmente medaglia d’oro a 33 anni, Federica Brignone ha conquistato un alloro che da tempo le sembrava destinato. In Coppa del mondo ha vinto ben cinque combinate (quattro a Crans-Montana), risultati mai confermati in occasione dei grandi eventi, dove aveva sin qui raccolto soltanto il bronzo nell’ultima edizione dei Giochi. Per lei si tratta della seconda medaglia mondiale dopo quella d’argento messa al collo nel gigante di Garmisch 2011.