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La Federazione dei medici svizzeri FMH interviene finanziariamente a favore del referendum contro il progetto di promozione delle reti di cura integrate, approvato in settembre dal parlamento. Per ogni firma raccolta la FMH pagherà infatti 4 franchi, per un totale - per la riuscita del referendum sono necessarie 50 mila sottoscrizioni - di 200 mila franchi.
E non è tutto: per la campagna di votazione contro il cosiddetto "managed care" la federazione potrà disporre di una somma pari a 1,5 milioni di franchi. La notizia, rivelata da tre quotidiani, è stata confermata all'ats dal presidente della FMH Jacques de Haller.
La retribuzione della raccolta delle firme è una prassi relativamente corrente in Svizzera. Associazioni e partiti sono infatti spesso disposti ad allargare i cordoni della borsa per assicurarsi la convocazione di una votazione popolare: in genere il compenso varia da 1,50 a 2 franchi per ogni sottoscrizione raccolta.
Haller - candidato non eletto in Consiglio nazionale, lo scorso ottobre, per il partito socialista - si è detto fiducioso quanto alla riuscita del referendum: metà delle firme sono infatti già state raccolte. I finanziamenti saranno assicurati dagli stessi medici: la quota di adesione alla FMH - in totale 35 mila membri - il prossimo anno aumenterà di 30 franchi.
Diplomatica la reazione dei medici di famiglia, che sono invece favorevoli al "managed care". "Rispettiamo la decisione, ha detto Margot Enz Kuhn, membro della direzione di "Hausärzte Schweiz". Anche i medici di famiglia hanno deciso di scendere in campo: soldi a disposizione, però, non ne hanno.