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Sono giorni cruciali per le sorti di Dilma Rousseff. Domenica la Camera dei Deputati vota sul processo di impeachment: la presidente è accusata di aver manipolato i conti del Governo per nascondere nel 2014 un buco in bilancio. Se due terzi dei 513 deputati darà parere positivo, la parola passerà di conseguenza al Senato.
Un eventuale via libera del Senato, si richiede la maggioranza semplice, aprirà il processo politico vero e proprio; la Rousseff verrebbe destituita per un periodo massimo di 180 giorni e il suo incarico verrebbe coperto dall’attuale vicepresidente Michel Temer, ex alleato, oggi pronto a formare un nuovo Governo assieme all’opposizione. Se alla fine del dibattimento in aula la presidente sarà ritenuta colpevole, verrà destituita definitivamente; un verdetto di innocenza la riporterebbe invece al suo posto e Temer, a quel punto, tornerebbe a fare il vicepresidente.
Il processo si svolge nel mezzo di una forte recessione, il Fondo Monetario ha previsto un calo del PIL del 3,8% per il 2016, e con due appuntamenti importanti in vista per il paese sudamericano; ad agosto ci sono le Olimpiadi estive a Rio de Janeiro, in ottobre le elezioni amministrative in tutti i comuni. L’opinione pubblica è fortemente divisa e domenica si prevedono manifestazioni di oppositori e sostenitori del governo a Brasilia e in diverse altre città. Secondo gli ultimi calcoli fatti dai media locali, l’opposizione dovrebbe ottenere la maggioranza richiesta sia alla Camera che al Senato.
Emiliano Guanella
Dal TG20: