Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/89159

<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alla crisi del sistema finanziario e alle sue ripercussioni sulle casse pensioni e considerato il rapido peggioramento delle prospettive economiche, il Consiglio federale è incaricato di ordinare alle autorità di vigilanza della legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40), in virtù della sua facoltà di impartire istruzioni secondo l'articolo 64 capoverso 2 LPP, di astenersi, per un periodo limitato a dodici mesi a partire dalla data dell'istruzione, dall'obbligare le casse pensioni con una copertura insufficiente ad adottare rapidamente le radicali misure di risanamento previste dall'articolo 65d capoverso 3.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla fine del 2008, la situazione generale degli istituti di previdenza è notevolmente peggiorata e la percentuale delle casse con una copertura insufficiente dovrebbe essere salita a circa il 50 per cento. La situazione attuale è pertanto paragonabile a quella della crisi finanziaria della fine del 2002. Le disposizioni degli articoli 65c e 65d della legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità e in particolare la possibilità di riscuotere contributi di risanamento, previste proprio per una situazione di questo genere, restano tuttora valide. Lo stesso vale per le istruzioni del Consiglio federale del 27 ottobre 2004, in cui sono descritte dettagliatamente le misure applicabili in caso di copertura insufficiente. L'attuale quadro giuridico dà alle autorità di vigilanza lo spazio di manovra necessario per affrontare adeguatamente la situazione delle singole casse. Sarebbe errato e poco coerente modificare e allentare le regole per il risanamento delle insufficienze di copertura all'apparire di una nuova crisi. In definitiva, un sistema collettivo non può durare senza la disponibilità a risanare i disavanzi in caso di crisi.</p><p>Essendo pressoché impossibile paragonare i gradi di copertura degli istituti, la situazione delle singole casse deve essere valutata anche sulla base di altri indicatori, come ad esempio il rapporto tra gli assicurati attivi e i beneficiari di rendita o la differenza tra il rendimento realisticamente prevedibile e il rendimento necessario. Per principio, le casse strutturalmente sane non hanno bisogno di riscuotere contributi di risanamento significativi dai salariati o dai datori di lavoro in seguito a fluttuazioni momentanee dei mercati finanziari. La moratoria per l'adozione di determinate misure restringerebbe invece le possibilità di azione delle casse che hanno un deficit strutturale. Anche se alcuni di questi istituti ricorressero alla riscossione di contributi di risanamento, questo non comporterebbe necessariamente un ulteriore peggioramento della congiuntura. Trattandosi di un provvedimento a lungo termine, graverebbe infatti in misura tutt'al più marginale sugli indicatori congiunturali. Per contro, non è da escludere che una grave insufficienza di copertura abbia ripercussioni psicologiche negative sul mercato del lavoro e sul consumo interno. Questo effetto è particolarmente rilevante se gli assicurati o i datori di lavoro devono attendersi la riscossione di contributi di risanamento dopo la scadenza della moratoria.</p><p>Nonostante il rallentamento congiunturale previsto per il 2009, il Consiglio federale è del parere che non sia opportuno decretare una moratoria per l'adozione di misure di risanamento "radicali" nell'ambito della previdenza professionale. Questa decisione compete agli organi paritetici e le autorità di vigilanza hanno il compito di valutare i piani di risanamento e di sorvegliarne l'attuazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.