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BERNA - La proposta del Consiglio federale di introdurre in Svizzera un tasso unico per l'IVA, fissato al 6,2%, viene generalmente ben accolta dalle associazioni economiche elvetiche. I sindacati, i consumatori e il settore della vendita al dettaglio si oppongono invece categoricamente alla riforma.
Il governo agisce in modo contraddittorio, secondo la Federazione romanda dei consumatori (FRC): recentemente il Consiglio federale ha preso misure, come ad esempio l'introduzione del principio del Cassis di Digione e delle importazioni parallele, per ridurre i prezzi dei beni di consumo, ora intende però sottoporre questi stessi beni a un tasso IVA più elevato.
L'Unione sindacale svizzera e Travail.Suisse ritengono che saranno soprattutto le economie domestiche a basso e medio reddito, in particolare le famiglie con figli, a fare le spese della riforma voluta da Merz.
L'aliquota unica è estremamente svantaggiosa per i consumatori, indica da parte sua la comunità di interessi che comprende i grandi distributori Coop, Migros, Manor, Denner, Valora e Charles Vögele. Viene in particolare sottolineato che le derrate alimentari, i libri e i giornali dovranno pagare un'IVA più che doppia, oggi il relativo tasso è infatti del 2,4%.
Una visione non condivisa da Economiesuisse secondo cui "un tasso unico e generale è equo per tutti e promuove la crescita".
SDA-ATS