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BASILEA - Nanocontainer capaci di entrare nel nucleo di una cellula per trasportare al suo interno farmaci in grado di agire direttamente sul Dna, per terapie geniche o chemioterapie. Illustrati sulla rivista dell'Accademia nazionale delle scienze americana (Pnas), sono piccole vescicole fatte di polimeri biocompatibili, realizzate da un gruppo dell'università di Basilea, coordinato da Cornelia Palivan.
Questi minuscoli cavalli di troia cellulari «hanno un diametro di appena 60 milionesimi di millimetro», spiega Palivan, per potere attraversare il cosiddetto complesso del poro, varco che regola lo smistamento di molecole tra il nucleo e il resto della cellula. I ricercatori hanno riempito questi nanocontainer, anziché di farmaci, con composti coloranti, che hanno permesso loro di controllarne il corretto trasferimento nel nucleo.
Per adattarsi meglio alla cellula, le vescicole sono fatte di «molecole che mimano la struttura delle membrane cellulari, al tempo stesso robuste e flessibili», aggiunge l'esperta. Sono, inoltre, dotati di una sorta di biglietto d'ingresso nel nucleo. Un segnale molecolare che, conclude Palivan, «sfruttando strategie simili a quelle di alcuni virus, permette alle strutture di smistamento della cellula di dirottare questi piccolissimi container all'interno del nucleo».