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Anche il parco veicoli della Confederazione è toccato dallo scandalo dei programmi informatici manipolati installati su alcuni modelli Volkswagen volti a falsificare i valori delle emissioni.
Per il momento, l'Amministrazione federale non intende sporgere denuncia, anche se si riserva il diritto di adire le vie legali.
Armasuisse ha acquistato dal gruppo Volkswagen - per il tramite dell'importatore ufficiale Amag - diversi veicoli coinvolti nel raggiro, ha indicato il Consiglio federale in risposta ad un'interpellanza del Consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR), precisando che le auto interessate sono stimate in un migliaio.
Berna non intende stilare un inventario esatto delle vetture toccate dal problema. La maggior parte dei veicoli sono utilizzati dai diversi uffici federali e immatricolati nei vari cantoni. Una procedura di identificazione sarebbe quindi complicata e onerosa in fatto di tempo.
Il Consiglio federale, pur riservandosi il diritto di inoltrare denuncia, parte dal principio che le modifiche tecniche annunciate da Amag per i veicoli in causa risponderanno alle norme ecologiche in vigore.
Nonostante lo scandalo, l'Amministrazione federale non intende voltare le spalle a Volkswagen. No quindi alla denuncia del contratto che lega la Confederazione a Amag per il periodo 2015-2020. Amag ha assicurato che i veicoli acquistati dalla Confederazione rispondono alle prescrizioni antinquinamento Euro 6 e non sono toccati da problemi legati alle emissioni.
In Svizzera circa 180'000 veicoli sono equipaggiati con programmi informatici taroccati. Tra 1500 e 2000 proprietari hanno inoltrato denuncia penale. Le possibilità di ottenere un indennizzo sono tuttavia scarse.
SDA-ATS