Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01073.jsonl.gz/142

LOSANNA - Nel quadro dell'emergenza Covid-19 i sordi e le persone deboli d'udito sono spesso confrontati a difficoltà nell'accesso alle informazioni o alle cure. «L'informazione è una questione cruciale, soprattutto durante questa pandemia di coronavirus» dichiara all'agenzia Keystone-ATS la portavoce della Federazione svizzera dei sordi (FSS), Sandrine Burger. All'inizio della crisi gli audiolesi hanno avuto soprattutto molti problemi ad accedere alle informazioni ufficiali delle autorità.
Nel frattempo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha reagito realizzando una decina di video nel giro di due settimane. Anche le emittenti tv della SSR propongono la lingua dei segni quando trasmettono le conferenze stampa delle autorità federali. «Globalmente le reazioni sono state molto rapide, cosa che ci ha sorpreso positivamente» aggiunge la portavoce della FSS.
Corinne Béran, psicoterapeuta e fondatrice del centro multidisciplinare BoulevardSanté di Losanna mette in risalto un'altra problematica: «Le hotline di sostegno psicologico sono solitamente telefoniche, cosa che rappresenta un ostacolo» per gli audiolesi.
La Svizzera conta circa 10'000 sordi e un milione di persone deboli d'udito. «Per loro fissare un appuntamento dal medico, descrivere i sintomi o comprendere le raccomandazioni rappresenta un vero percorso a ostacoli, che si traduce spesso in un trattamento medico tardivo o inadeguato o complicazioni» afferma in un comunicato BoulevardSanté, che offre anche una hotline sul web.
Per tali persone l'accesso alle cure diventa ancora più difficile durante l'epidemia di coronavirus se gli interlocutori portano mascherine, visto che non possono più leggere le labbra. Una soluzione potrebbe essere la produzione di mascherine trasparenti; un progetto simile è stato lanciato negli Stati Uniti.