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Per aumentare la crescita economica, inferiore negli ultimi 20 anni al resto dell'Europa, l'Ocse suggerisce alla Svizzera di rafforzare la concorrenza.
In un rapporto sulle capacità di riforme della Svizzera, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico invita inoltre le autorità elvetiche ha semplificare la burocrazia.
Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), il sistema politico svizzero è certamente stabile, ma anche lento e macchinoso.
Riforme coordinate dovrebbero poter spianare la strada ad una maggiore competitività, favorendo una più grande espansione economica.
L'economia elvetica indica momentaneamente un tasso di crescita superiore a quello dei paesi della zona euro: nel 2006 si attende infatti un aumento del 2% del prodotto interno lordo (Pil).
Tenendo conto dell'evoluzione negli ultimi decenni, la Confederazione si ritrova invece in netto ritardo. Infatti, dal 1980 il Pil della Svizzera ha registrato un tasso medio di crescita dell'1,5%, contro il 2,75% per gli altri 30 paesi membri dell'Ocse.
Tempi lunghi per le riforme
Nel rapporto «Switzerland – Seizing the Opportunities for Growth», presentato venerdì a Berna, gli esperti dell'organizzazione invitano quindi le autorità elvetiche ad accelerare il ritmo delle riforme.
L'Ocse – che, nel 2005, ha sottoposto per la prima volta ad un'analisi critica la capacità della Svizzera di realizzare delle riforme in materia di regolamentazione – propone in particolare di coordinare le politiche della concorrenza, del commercio estero e delle industrie in rete.
Nello studio gli esperti sostengono che le caratteristiche istituzionali svizzere – vale a dire la democrazia referendaria, il federalismo e la concordanza – garantiscono ad alcune legislazioni elevata legittimazione e ampio sostegno.
Per quanto concerne la realizzazione delle riforme per la Svizzera si impongono invece tempi più lunghi rispetto a quelli necessari in sistemi politici con un partito di governo e un'opposizione.
L'Ocse si è altresì soffermata sull'elevata frammentazione politica svizzera.
A suo avviso, questa frammentazione rappresenta un'opportunità nella misura in cui si sfrutta la possibilità di comparare fra loro le prestazioni di Comuni e Cantoni e di arrivare in questo modo a stabilire la prassi migliore in materia di regolamentazione.
Processo già avviato
Nel corso della conferenza stampa tenuta a Berna, i rappresentanti dell'Amministrazione federale hanno affermato che il processo di riforme può ritenersi avviato grazie al rafforzamento del diritto in materia di concorrenza, alla progressiva eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio e ai progetti di cambiamenti nei settori infrastrutturali.
Secondo Hans Werder, segretario generale del Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (Datec), il momento è propizio per delle riforme. Già nel corso del 2006 il Datec elaborerà un tale quadro.
«Vantiamo alcuni anni di esperienza con l'organo di regolamentazione indipendente nel settore delle comunicazioni. In diversi altri settori sono previste delle riforme, come per l'applicazione della legge sull'approvvigionamento elettrico e la revisione della legge sulla posta».
Da parte sua il Segretario di Stato dell'economia Jean-Daniel Gerber ha anticipato che il Dipartimento federale dell'economia intende aumentare gli sforzi per chiarire le ripercussioni economiche dei progetti di regolamentazione.
Walter Stoffel, presidente della Commissione della concorrenza, ha ribadito invece l'importanza di aumentare le risorse delle autorità della concorrenza e di elaborare regole procedurali proprie al diritto dei cartelli.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Previsioni di crescita dell'economia svizzera nel 2006:
Seco 2,0%
Banca nazionale 2.0%
UBS 2,3%
CS Group 2,1%
KOF 1.5%
BAK 1.8%
Ocse 1.8%
In breve
Il 24 dicembre 1960, la Svizzera ha firmato assieme a 19 altri paesi la Convenzione relativa all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che sanciva la nascita dell'Ocse.
L'Ocse si occupa in particolare di studiare e valutare le questioni economiche e sociali più importanti per i suoi 30 paesi membri attuali, ma anche per altri Stati.
Il governo svizzero dispone di una rappresentanza permanente presso l'Ocse a Parigi, formata da ambasciatori e diplomatici.
Oltre 400 delegati svizzeri dell'amministrazione federale e cantonale partecipano ogni anno a gruppi di lavoro, comitati e altre riunioni dell'Ocse.