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Alla conferenza dell'OMC, il ministro svizzero dell'economia si è espresso per una riforma dell'agricoltura socialmente accettabile per il paese, nel quadro degli attuali negoziati commerciali.Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2003 - 10:04
Joseph Deiss ha tuttavia aggiunto che la Svizzera è pronta a sostanziali concessioni.
Nel suo discorso davanti a 5000 delegati, durante la sessione d'apertura della quinta conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) a Cancún, in Messico, il capo del dipartimento federale dell'economia (DFE) ha sottolineato che la Svizzera chiederà di modificare il progetto di risoluzione finale della conferenza, per cercare di ottenere un equilibrio nelle concessioni. Secondo Deiss, l'attuale testo va troppo lontano in materia di apertura dei mercati.
Il consigliere federale democristiano ha dichiarato che la Svizzera «è pronta a fare sostanziali concessioni». Ma ha anche chiesto che nell'ambito dei negoziati del ciclo di Doha venga tenuta in considerazione la coesistenza di tipi d'agricoltura strutturalmente diversi.
Berna ritiene che vadano messi sul tappeto non solo gli interessi economici, ma anche fattori quali la protezione dell'ambiente, l'aiuto alle regioni di montagna e la biodiversità. La conclusione del ciclo di trattative avviato a Doha è programmata per il primo gennaio del 2005.
Principio della multifunzionalità
Secondo il ministro svizzero dell'economia, per realizzare gli aspetti non commerciali degli accordi dell'OMC sono necessarie misure alla frontiera. «Per noi si tratta di rispettare il mandato della multifunzionalità, ancorato nella costituzione», ha detto.
Si tratta, tra l'altro, dell'ampliamento della protezione della denominazione geografica per tutti i prodotti, una prassi finora valevole soltanto per i vini e i superalcolici. Altra priorità per la Svizzera: la dichiarazione sul prodotto, nel senso di un'informazione per i consumatori.
Nel quadro dell'apertura dei mercati ai prodotti industriali, la Svizzera si è impegnata per una riduzione sostanziale dei dazi doganali. Inoltre, per quanto attiene al commercio dei servizi, Berna chiede un maggiore impegno per la circolazione delle persone.
Trattative sugli investimenti
La Svizzera si impegna pure per la ripresa delle trattative nei settori degli investimenti, della politica della concorrenza, delle facilitazioni commerciali e della trasparenza negli appalti pubblici.
Temi che, secondo Joseph Deiss, rafforzano il regolamento del commercio mondiale, adattandosi alle esigenze del 21esimo secolo.
Per questo, la conferenza ministeriale deve fornire chiare indicazioni, ha detto il ministro svizzero dell'economia. I 146 paesi membri dell'OMC, ha detto, devono perciò mirare a un'estensione dell'apertura dei mercati dei beni e servizi, «su una base ambiziosa, equilibrata e prudente».
Protezione dell'ambiente
Il ministro dell'economia ha pure ricordato che la comunità internazionale si è impegnata nel 2002, al vertice dell'ONU di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile, a sfruttare la sinergie tra i sistemi commerciali multilaterali e l'accordo multilaterale sull'ambiente.
Ragione per cui, secondo Deiss, bisogna accelerare le trattative nei settori del commercio e dell'ambientale.
La conferenza ministeriale dell'OMC si concluderà domenica 14 settembre. L'attuale tornata di negoziati è iniziata nel 2001 a Doha, nel Qatar, e deve essere conclusa entro il primo gennaio del 2005.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
OMC: organizzazione fondata nel 1995
scopo: diffondere il commercio globale e corretto e favorire la concorrenza
tema centrale alla conferenza di Cancún: la riforma nel settore del commercio di prodotti agricoli
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