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Portare sul mercato un veicolo dall’immagine così futurista è una grande scommessa
DS è una fonte d’ispirazione che attraversa le epoche
Portare sul mercato un veicolo dall’immagine così futurista è una grande scommessa, che DS vince a mani basse, con circa 1,5 milioni di esemplari venduti.
Per ottenere un successo tanto clamoroso, può contare su un'antenata molto prestigiosa: la Traction. Progettata da Bertoni come la sua discendente, la Traction ha permesso di testare le sospensioni idropneumatiche utilizzate su DS nel 1954 con la 15/6 H (solo sull’assale posteriore). Abbinate al servosterzo, le sospensioni idropneuatiche conferiscono alla DS la sua leggendaria tenuta di strada che le permette di viaggiare su sole tre ruote, e grazie alla quale la DS19 del generale De Gaulle è riuscita a portare in salvo il presidente nell’attentato del Petit-Clamart del 1962, nonostante gli pneumatici forati.
Davanti a un successo che non accenna a diminuire, nel 1967 Robert Opron definisce il nuovo frontale immaginato da Flaminio Bertoni e ne ridisegna i fari. DS viene declinata in numerose versioni: l'ID19, il modello più popolare perché il meno potente ma anche il meno costoso, la Break (station wagon), utilizzata a lungo come ambulanza, la Prestige degli uomini d’affari e di Stato, e -ovviamente- la versione Cabriolet, disegnata dal designer Henry Chapron cui dobbiamo anche alcune versioni di DS ed SM presidenziali.