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Sconfitta davanti al Tribunale federale (Tf) per Michael Lauber, ricusato nell'inchiesta sulla Fifa. L'alta corte, respingendo un ricorso del procuratore generale della Confederazione, ha così dato ragione al Tribunale penale federale (Tpf).
Nel luglio 2019, la Corte d'appello del Tpf aveva definito irricevibile la domanda di revisione depositata da Lauber in merito alla ricusazione. Una non entrata in materia che, in una sentenza pubblicata oggi, Mon Repos approva.
L'inizio della diatriba giudiziaria risale al novembre 2018, quando l'ex segretario della Fifa Jérôme Valcke e l'ex capo delle finanze della federazione internazionale di calcio Markus Kattner avevano chiesto di estromettere dall'inchiesta Lauber, l'ex procuratore federale capo Olivier Thormann e il procuratore federale Markus Nyffenegger. Questi erano membri della task force allestita dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) per indagare sugli scandali di corruzione in seno alla massima organizzazione del pallone.
Nel giugno 2019, la Corte dei reclami penali del Tpf ha accolto le istanze di ricusazione dei tre. A Lauber in particolar modo sono stati rimproverati gli incontri informali non messi a verbale con il presidente della Fifa Gianni Infantino. Dei faccia a faccia, avvenuti in hotel e ristoranti, che potevano far sorgere dubbi sull'imparzialità del procuratore generale e sufficienti, secondo i giudici di Bellinzona, a giustificarne l'esclusione dal caso.
Lauber e l'Mpc si sono allora rivolti alla Corte d'appello del Tpf con delle domande di revisione. Secondo il procuratore generale, uno dei tre giudici che hanno preso la decisione sulla ricusazione, ovvero il ticinese Giorgio Bomio-Giovanascini, avrebbe dovuto lui stesso ritirarsi per un'asserita prevenzione e inimicizia nei suoi confronti.
La richiesta era però stata respinta, con la spiegazione che una revisione può essere chiesta solamente contro giudizi e ordinanze definitive. La pronuncia di ricusazione non rientra in queste categorie. Lauber e la procura federale non si sono però arresi, portando il dossier sui banchi del Tf.
Nel giudizio reso noto oggi, i giudici losannesi confermano l'operato dell'istanza precedente. La non entrata in materia sulle domande di revisione è in effetti conforme al diritto federale. I verdetti attaccati sono stati emessi nel quadro di una procedura preliminare e dunque non possono essere oggetto di una revisione.