Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/225826

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare provvedimenti per garantire la gestione pubblica delle tecnologie sanitarie essenziali, sviluppate in parte con risorse pubbliche. I contribuenti hanno pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e terapie. Quello che è stato pagato dalla popolazione deve rimanere in mano alla popolazione. Il Consiglio federale deve intervenire a livello internazionale per la liberalizzazione dei brevetti sui vaccini e sulle terapie anti-COVID-19.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'inizio dell'emergenza, la Svizzera si è impegnata a favore di un accesso globale equo, rapido ed economicamente sostenibile ai vaccini, ai medicamenti e ai dispositivi diagnostici anti-COVID-19.</p><p>La ricerca e lo sviluppo di vaccini, medicamenti e dispositivi diagnostici per lottare contro la COVID-19, così come il loro finanziamento, richiedono una cooperazione tra diversi attori pubblici e privati, nonché un quadro giuridico prevedibile che disciplini i diritti e gli obblighi applicabili ai risultati della ricerca. L'iniziativa globale Access to COVID-19 Tools Accelerator (ACT-A), alla quale anche la Svizzera ha contribuito finanziariamente, dimostra l'efficacia dei partenariati pubblico-privato: diversi vaccini, medicamenti e dispositivi diagnostici sono stati sviluppati in tempi record e messi a disposizione a un prezzo accessibile, tenendo conto anche del potere di acquisto dei Paesi a basso reddito. La Svizzera partecipa agli organi direttivi dei tre pilastri di ACT-A e si impegna in particolare per un accesso equo ai prodotti sviluppati da queste iniziative.</p><p>La protezione dei brevetti garantisce che, oltre al finanziamento pubblico, nella ricerca e nello sviluppo confluiscano anche i necessari investimenti privati. In questo senso, costituisce un motore essenziale dell'innovazione biomedica.</p><p>Allo stesso tempo, la protezione dei brevetti non esclude la condivisione volontaria delle licenze, praticata da molti titolari di brevetti nel quadro della fabbricazione di vaccini anti-SARS-CoV-2 e di altre tecnologie. Inoltre, i brevetti permettono di garantire la qualità di queste tecnologie attraverso la scelta di fabbricanti competenti. In questo senso, la Svizzera sostiene anche la Medicines Patent Pool (MPP), un'organizzazione che promuove la concessione volontaria di licenze tra case farmaceutiche. La collaudata e pluriennale cooperazione tra il settore pubblico e quello privato è facilitata dall'esistenza di un quadro giuridico internazionale. Una sospensione di quest'ultimo comprometterebbe gli sforzi attualmente profusi dai partenariati summenzionati.</p><p>Inoltre, non esistono prove che dimostrino inconfutabilmente che la sospensione dei diritti di proprietà intellettuale migliorerebbe concretamente l'accesso ai vaccini e ai trattamenti anti-COVID-19. Al contrario, la sospensione rischierebbe di compromettere i citati partenariati per un equo accesso globale ai vaccini, ai medicamenti ed ai dispositivi diagnostici anti-COVID-19. L'accesso ai vaccini anti-COVID-19 è ostacolato da altri fattori, come le capacità produttive limitate, la difficoltà di assicurare la fornitura entro i termini delle materie prime, le procedure di omologazione ancora in corso in molti Paesi e le difficoltà logistiche relative allo stoccaggio e alla distribuzione. La Svizzera s'impegna a trattare questi diversi aspetti che limitano l'accesso alle tecnologie mediche, in particolare nel quadro della sua cooperazione internazionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.