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PARIGI - "La Pointe du hoc lotta contro l'erosione della memoria": questo il titolo di un articolo che il quotidiano "Le Figaro" consacra oggi allo stato di salute del promontorio della Pointe Du Hoc, noto per la sua importanza strategica durante lo sbarco in Normandia nella Seconda guerra mondiale. Malgrado i bombardamenti effettuati attraverso aerei e artiglieria navale, fu necessario un intervento di terra per neutralizzare l'artiglieria tedesca all'alba del D-Day, che occupava la punta. Il compito fu assegnato ai Ranger del secondo Battaglione statunitense.
"Con il tempo - scrive il giornale francese - sempre meno ranger americani vengono a raccogliersi nei luoghi dello sbarco del 1944, alla Pointe du Hoc". "Ma bisogna evitare che essa sparisca con loro", scrive ancora "Le Figaro" spiegando che proprio per questo "una società francese, finanziata dagli Usa, conduce attualmente una battaglia per evitare che il promontorio di 20 metri di altezza venga definitivamente erosa dalle onde.
I tedeschi fortificarono il sito e vi impiantarono artiglieria pesante in grado di sparare anche sulle spiagge Utah e Omaha, causando pesanti complicazioni per gli sbarchi. Su 225 uomini, solo 90 riuscirono a sopravvivere alla conquista dell'avamposto tedesco. Oggi, questo campo di battaglia è un pezzo di terra statunitense offerto dal governo di Parigi. La commissione USA per la tutela dei monumenti sta conducendo una dura battaglia per preservarlo, grazie al lavoro di 20 operai e dei loro macchinari. Per ritardare ancora di qualche anno l'inevitabile erosione della parete, servono almeno 800 tonnellate di cemento e circa 5 milioni di euro. I lavori proteggeranno la Pointe du Hoc per altri dieci o vent'anni. "Fino a quando gli ultimi sopravvissuti potranno venire a rendere omaggio ai loro eroici compagni", conclude "Le Figaro".
SDA-ATS