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"È stato dimostrato che diversi casi di malattia in Svizzera sono collegati all’epidemia internazionale di salmonellosi. Se questo focolaio sia collegato ai prodotti di cioccolato per bambini della Ferrero non è ancora stato dimostrato ed è attualmente oggetto d’indagine", ha detto la portavoce dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e veterinaria (Usav) Doris Schneeberger, in risposta a una domanda di ‘20 Minuten’.
A seguito di diversi casi di salmonellosi, la Ferrero aveva deciso settimana scorsa di ritirare vari prodotti Kinder dal commercio, in particolare i famosi ovetti e gli Schoko-Bons. Anche in Svizzera determinati articoli erano stati richiamati dall’Usav "a scopo precauzionale".
Avvertita a metà dicembre della presenza di salmonella nel suo stabilimento Kinder di Arlon, in Belgio, la Ferrero si difende dall’accusa della Ong Foodwatch di aver reagito in ritardo. L’azienda ha affermato di aver identificato e bloccato i lotti contaminati da salmonella nella sua fabbrica belga il 15 dicembre e ha detto di aver preso misure igieniche per eliminare la presenza del batterio.
Riguardo ai casi più recenti, il primo allarme è arrivato il 23 marzo, quando le autorità britanniche hanno avvertito il gruppo italiano che i suoi prodotti potevano essere fonte di contaminazione da salmonella.
Dalla fine di marzo, il numero di pazienti colpiti dalla salmonellosi, i cui sintomi somigliano a quelli della gastroenterite, ha continuato ad aumentare, con casi rilevati in nove paesi europei.