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Glaucoma è un termine collettivo che indica varie malattie oculari con danni irreversibili al nervo ottico. Senza una terapia, le persone colpite rischiano la cecità. Spesso l’aumento della pressione intraoculare riveste un ruolo importante.
Il termine glaucoma raggruppa una serie di malattie oculari in presenza delle quali il nervo ottico viene gradualmente distrutto, con la conseguenza di disturbi alla vista o deficit del campo visivo. Data l’irreversibilità delle lesioni, è opportuno ricorrere il prima possibile a una terapia. Se non curate, le persone colpite rischiano di perdere la vista.
Innanzitutto, si distingue tra glaucoma primario e secondario: il glaucoma primario è una malattia dell’occhio a sé stante, mentre il glaucoma secondario è la conseguenza di un’altra patologia, di un intervento medico, di una lesione o un effetto collaterale di un farmaco. I glaucomi possono poi essere suddivisi in glaucomi ad angolo aperto e glaucomi ad angolo stretto, in base al cosiddetto angolo irido-corneale.
Un ruolo importante è spesso rivestito da un aumento della pressione intraoculare, che si verifica in seguito all’ostruzione del deflusso dell’umor acqueo nel cosiddetto angolo irido-corneale. L’umor acqueo ha, tra le varie funzioni, anche quella di fornire nutrienti al cristallino e alla cornea. Normalmente, la quantità di umor acqueo prodotta corrisponde a quella che defluisce. Se il liquido non riesce a defluire, o se viene prodotto in eccesso, la pressione intraoculare aumenta, provocando una compressione sempre maggiore del nervo ottico e una conseguente lesione irreversibile.
Tuttavia, il glaucoma può svilupparsi anche con una pressione intraoculare normale per motivi ancora ignoti. Si suppone che la causa sia da ricondursi a disturbi circolatori nel nervo ottico e nella retina.
Vi sono poi bambini che presentano una forma di glaucoma già alla nascita. Questo perché il deflusso dell’umor acqueo non si è sviluppato correttamente.
In generale, il glaucoma può manifestarsi in qualsiasi persona, ma le probabilità aumentano con l’avanzare dell’età. A essere colpite sono soprattutto le persone dai 40 anni in poi. In Svizzera, il glaucoma è una delle principali cause di cecità nelle persone oltre i 60 anni.
Il rischio di ammalarsi è maggiore nelle persone con:
L’aspetto insidioso del glaucoma è che, inizialmente, non provoca alcun disturbo. Spesso le persone colpite si accorgono della malattia solo quando i danni all’occhio sono già a uno stadio avanzato e, purtroppo, irreversibili.
I sintomi del glaucoma possono essere:
I punti neri rappresentano i sintomi più gravi. In genere, si manifestano perché alcune fibre del nervo ottico sono state danneggiate dall’elevata pressione intraoculare e, di conseguenza, non sono più in grado di trasmettere le immagini al cervello. In questo caso, si parla di deficit del campo visivo. Nel caso del glaucoma, una terapia immediata e costante è fondamentale per evitare che i danni progrediscano, con il rischio di sviluppare una visione a tunnel o, nel peggiore dei casi, di perdere completamente la vista.
Un caso particolare è quello del cosiddetto glaucoma acuto, in cui il deflusso dell’umor acqueo risulta improvvisamente bloccato, con la conseguenza di un brusco aumento della pressione intraoculare nel giro di poche ore. I sintomi tipici includono un bulbo oculare duro al tatto, occhio rosso, dolore all’occhio, mal di testa, disturbi alla vista, nausea, vomito e pupilla mediamente dilatata, con reazione da moderata a nulla alla luce. L’attacco di glaucoma è un’emergenza medica che richiede una visita medica immediata.
I neonati affetti da glaucoma presentano spesso occhi grandi, sensibilità alla luce e lacrimazione eccessiva. Un altro sintomo è la contrazione delle palpebre.
Le opzioni terapeutiche variano in funzione del tipo di glaucoma, dello stadio, della progressione della malattia e della tollerabilità ed efficacia dei farmaci.
In genere, il glaucoma viene trattato inizialmente con un collirio, allo scopo di ridurre l’eccessiva pressione intraoculare.
Se la terapia farmacologica non dà i risultati sperati, si prende in considerazione un trattamento laser. L’obiettivo è migliorare il deflusso dell’umor acqueo o ridurne la produzione.
Se né la terapia farmacologica né il trattamento laser hanno successo, è possibile ridurre la pressione intraoculare con un intervento chirurgico. Ci sono diverse strade percorribili. A seconda del metodo, dello stato di salute e dell’età della persona colpita, l’intervento viene eseguito in regime ambulatoriale o di ricovero, con anestesia locale o totale. Tuttavia, si corre il rischio che il deflusso dell’umor acqueo venga bloccato, se non addirittura completamente chiuso, dalla cicatrice. Per questo motivo, nei primi tre mesi dopo l’intervento chirurgico per glaucoma, è importante sottoporsi a regolari visite mediche di controllo.
In genere, i costi dei farmaci come il collirio vengono rimborsati dall’assicurazione di base. Prima del trattamento, chiedete informazioni sui costi al vostro terapeuta. Se è previsto un drenaggio dell’umor acqueo attraverso un canale artificiale con l’aiuto dei cosiddetti stent, occorre verificare caso per caso se i costi sono coperti dall’assicurazione di base. L’impiego di un laser speciale (laser a femtosecondi) è coperto dall’assicurazione integrativa PRIMEO.
Siamo volentieri a vostra disposizione.