Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/155468

<h2>SubmittedText<h2><p>Come reazione all'apprezzamento del franco la Banca nazionale svizzera ha introdotto gli interessi negativi. Questi hanno conseguenze anche per gli averi di diversi investitori istituzionali nell'ambito delle assicurazioni sociali. Partendo da questo presupposto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. La cassa pensioni della Confederazione è eccettuata dagli interessi negativi. Come valuta il Consiglio federale questo trattamento diverso di Publica rispetto ad altre assicurazioni sociali?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale gli interessi negativi riscossi esplicano l'effetto auspicato contro l'apprezzamento del franco?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, quale ripercussione si avrebbe sull'efficacia di questi interessi negativi (quale misura contro l'apprezzamento del franco), se gli averi di tutte le assicurazioni sociali in questione fossero trattati come Publica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente la Banca nazionale svizzera (BNS) non preleva tassi d'interesse negativi sui giroconti dell'amministrazione federale centrale e su quelli dei fondi di compensazione AVS/AI/AD, che - a parte la franchigia - costituiscono le uniche eccezioni. Dalla decisione della BNS del 22 aprile 2015, Publica non costituisce più un'eccezione. La BNS segue regolarmente gli sviluppi dei giroconti esonerati.</p><p>2. Dopo l'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro, la politica dei tassi negativi rappresenta il principale strumento di politica monetaria della BNS. Il basso livello dei tassi consente di mantenere un differenziale con il tasso dell'euro per le durate più brevi. Il franco deve essere reso meno allettante rispetto non solo all'euro, ma anche ad altre valute, in modo da contrastare la persistente pressione al rialzo. I tassi negativi hanno come obiettivo di indebolire il franco per riportare l'inflazione in territorio positivo e quindi restituire stabilità all'economia. Dalla politica dei tassi negativi bisogna in linea di massima attendersi un effetto analogo a quello della consueta politica dei tassi: una riduzione dei tassi d'interesse produce un indebolimento del cambio. Considerando che, almeno in via provvisoria, anche l'inflazione fa registrare valori inferiori rispetto ai tassi d'interesse, i tassi reali sono tendenzialmente positivi. In altre parole, il valore reale del denaro rimane stabile nonostante i tassi negativi.</p><p>3. I tassi d'interesse bassi applicati a livello mondiale sono l'espressione delle modeste prospettive di rincaro e di crescita come pure della politica monetaria espansiva praticata dalle Banche centrali in generale. Una parte degli averi degli istituti di previdenza è colpita da questo calo degli interessi e dei rendimenti. Gli interessi negativi costituiscono un onere supplementare per questi istituti. Questi ultimi sono infatti costretti ad assumere maggiori rischi per ottenere comunque rendimenti positivi nell'ambito dei crediti oppure devono accettare tassi negativi. Sono dunque più esposti all'attuale contesto, contrassegnato da tassi bassi, che paga solo premi di rischio esigui a fronte di rischi elevati di variazione dei tassi. Tuttavia, i tassi negativi colpiscono solo le liquidità in franchi svizzeri e quindi solo una parte modesta degli investimenti. Il Consiglio federale propone pertanto di accogliere il postulato Bischof 15.3091, che esamina in dettaglio le conseguenze dei tassi negativi sugli istituti di previdenza e la possibilità di adottare misure. Eventuali eccezioni al tasso d'interesse negativo significherebbero prima di tutto una disparità di trattamento dei gestori patrimoniali, ma soprattutto limiterebbero l'efficacia della politica monetaria in riferimento agli investitori locali. Nel contesto attuale un indebolimento della politica monetaria non sarebbe giustificabile. Un intervento legislativo in tal senso ridurrebbe inoltre la capacità d'azione della BNS nella gestione della sua politica monetaria.</p><p>Le istituzioni che non dipendono in primo luogo dal rendimento del proprio patrimonio bensì dai versamenti dei contributi sono toccate solo marginalmente dalla politica dei tassi negativi.</p>  Risposta del Consiglio federale.