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La Convenzione del 20 dicembre 2006 per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata è stata elaborata per contrastare a livello globale le cosiddette «sparizioni forzate». Con questa formulazione si intendono atti di privazione della libertà perpetrati dallo Stato o con l’approvazione di quest’ultimo che vengono dissimulati e sono spesso connessi con l’uccisione o la tortura della persona interessata. La sparizione forzata è una realtà molto diffusa in tutti e cinque i continenti. La Convenzione del 20 dicembre 2006 impone agli Stati contraenti di vietare ogni genere di sparizione forzata, indipendentemente dalle circostanze, nonché di punire questo fenomeno e di introdurre misure volte a prevenirlo. La Svizzera ha firmato la Convenzione il 19 gennaio 2011.
Affinché fosse applicabile a livello nazionale erano necessarie però alcune modifiche legislative in singoli campi. Da un lato è stata pertanto introdotta una nuova fattispecie penale per punire la sparizione forzata in quanto reato a sé stante, dall’altro è stata creata una rete di servizi di coordinamento (Confederazione e Cantoni) per individuare rapidamente il luogo in cui si trova la persona interessata in caso di presunta sparizione forzata. L’Ufficio federale di polizia (fedpol) assume la funzione di servizio di coordinamento a livello federale e lavora a stretto contatto con i servizi di coordinamento cantonali in caso di richieste di persone che temono che un familiare sia scomparso. Il Parlamento ha approvato la legge il 18 dicembre 2015. L’ordinanza, adottata oggi dal Consiglio federale, disciplina nei dettagli il funzionamento della rete di servizi di coordinamento.
All’inizio di dicembre la Svizzera depositerà lo strumento di ratifica presso le Nazioni Unite in modo che la Convenzione possa entrare in vigore il 1° gennaio 2017. Il Consiglio federale ha deciso inoltre di fare entrare in vigore alla stessa data anche le nuove disposizioni legislative e l’ordinanza.
La Convenzione è stata già firmata da 96 Stati mentre 52 l’hanno ratificata. Con la decisione odierna la Svizzera dà un contributo alla lotta contro la sparizione forzata nel mondo, al ritrovamento di persone scomparse e alla possibilità di costringere i responsabili a rendere conto del loro operato.
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