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Nuovo look in arrivo per l'area istituzionale di New Delhi, entro il 2022: il governo indiano ha annunciato il progetto di una radicale ristrutturazione, e, in alcuni casi, della demolizione e ricostruzione dei principali edifici del potere centrale.
Dal Parlamento al complesso di uffici della burocrazia amministrativa noto come Central Segretariat, al palazzo residenza del Presidente della Repubblica, al Rajpath, il viale di tre chilometri che collega il Gate of India, uno dei monumenti simbolo della capitale, all'area degli edifici.
Il restyling, che in pratica cambierebbe definitivamente l'aspetto del cuore di Delhi, un'area di quasi quattro chilometri quadrati, ha suscitato vivaci reazioni tra addetti ai lavori, architetti, urbanisti e storici della città. Nell'annunciare il progetto, il ministro dell'Edilizia e degli Affari urbani Hardeep Singh Puri lo ha motivato con la necessità di aggiornare gli edifici governativi, dotandoli di maggiori spazi e servizi, e dei necessari requisiti di sicurezza antincendio e sismica, oggi inesistenti. E ha spiegato l'intenzione di accentrare in un unico palazzo tutti i principali ministeri, oggi sparsi in diverse sedi L'Ordine degli architetti indiani, esponenti della Commissione dell'Arte Urbana di Delhi, e dell'Indian National Trust for the arts and Heritage sono insorti ricordando che, prima di ogni decisione, sarà necessario modificare il piano regolatore della città.
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