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È Bruxelles al di sopra del sovrano svizzero?
A una Dominicana che ha percepito dalla Svizzera quasi Fr 400'000 in prestazioni dell’assistenza sociale, la Confederazione non ha rinnovato il permesso di dimora, decisione contro la quale la donna ha fatto ricorso al Tribunale federale – argomentando che suo figlio è cittadino UE.
Il Tribunale federale ha sì confermato il non-rinnovo del permesso di dimora all’immigrata dal Centro-America, ma aggiungendo alla sua decisione delle argomentazioni dichiarate di validità generale che, a dir poco, sorprendono. Secondo la NZZ, il Tribunale federale spiega il suo atteggiamento nei confronti della decisione popolare del 9 febbraio 2014 (ossia del SÌ all’iniziativa contro l’immigrazione di massa) come segue:
«I giudici non si accontentano di emettere questa sentenza peraltro priva di problemi. Nelle loro considerazioni si esprimono approfonditamente anche su come ci si debba comportare in merito al nuovo articolo costituzionale sull’immigrazione per rapporto all’ALC (“Accordo di libera circolazione delle persone, NdR), addentrandosi così in un insidioso terreno legislativo. Si deve sapere, a questo proposito, che con l’ALC la Svizzera si è impegnata a rispettare le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE (CGUE) facenti giurisprudenza nell’UE, emesse prima del 1999 (quindi prima della sottoscrizione dell’accordo). Il Tribunale federale tuttavia, riprende da allora anche la giurisprudenza della CGUE successiva – quando non sussistano “validi motivi” a sostegno del contrario – ciò nell’interesse di avere una situazione giuridica parallela in Svizzera e nell’UE.»
Cosa sono i «validi motivi»?
Continua la NZZ:
«Si penserebbe così che il SÌ di popolo e cantoni all’iniziativa contro l’immigrazione di massa e al susseguente cambio di rotta in politica d’immigrazione costituiscano per il Tribunale federale un “valido motivo” per interpretare d’ora in poi in maniera restrittiva l’ALC e per riprendere con estrema cautela la futura giurisprudenza della CGUE. Ma non è così. L’interesse di avere una situazione giuridica parallela è prioritario, secondo i giudici federali, e non può essere limitato nemmeno dall’articolo 121 a della Costituzione (quindi dal SÌ di popolo e cantoni all’iniziativa contro l’immigrazione di massa, NdR). Non è quindi consigliabile un’interpretazione restrittiva dell’ALC. Contemporaneamente, il Tribunale federale pone dei limiti anche al Parlamento: se questo applica l’iniziativa contro l’immigrazione di massa in maniera non conciliabile con l’ALC, si darà in ogni caso priorità a quest’ultimo.»
Per farla breve, secondo il Tribunale federale il popolo può decidere e il Parlamento dibattere quanto vogliono – i giudici federali considerano comunque il diritto UE quale presupposto assoluto e inconfutabile anche per la giurisprudenza di Losanna.
Di una decisione popolare che avrebbe attribuito tale priorità per il Tribunale federale, in Svizzera nessuno sa niente.
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Fonte: NZZ, 30 gennaio 2016