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Editore: Oporin Johann
Luogo e anno di pubblicazione: Basilea, 1558
I Loci communes theologici sono l’opera più importante di Filippo Melantone e una delle più significative della storia del pensiero protestante. L’autore, che dal 1518 insegna ebraico e greco all’Università di Wittenberg, comincia ad interessarsi di teologia nel 1519, quando assiste alla disputa di Lipsia tra Johann Eck e Martin Lutero. La prima edizione dei Loci è del 1521, in seguito l’opera conobbe molte riedizioni fino alla versione definitiva del 1559. Nel corso degli anni Melantone smorzò nei suoi scritti il tono polemico ed elaborò le dottrine del libero arbitrio e della predestinazione. Questo esemplare appartiene alla seconda rielaborazione dell’opera, uscita la prima volta nel 1543: le carte iniziali, a2-a3, contengono una lettera introduttiva dell’autore al lettore datata “Vuitebergae anno 1543”. Johann Oporin, prima di acquistare nel 1536 la tipografia di Andreas Cratander, ha lavorato presso lo stampatore Froben e insegnato greco e retorica all’Università di Basilea. Fra gli stampatori basileesi, Oporin si distingue per la varietà dei testi pubblicati, da quelli di luterani intransigenti a quelli di teologi spiritualisti, e anche di autori cattolici, come il medico Andrea Vesalio di cui pubblica l’opera completa.
Non è possibile sapere quando il volume è entrato nella biblioteca dei Cappuccini di Lugano, non essendo citato il titolo nell’inventario della biblioteca del 1799, che è però molto lacunoso e impreciso. Mancano anche segni di provenienza attribuibili a religiosi cappuccini. Sia le note ms rilevabili, che il tipo di legatura, in pelle di maiale con impressioni a secco (tramite rotelle, v. Einbanddatenbank r003237), rinviano a una provenienza dall’area tedesca. La decorazione dei piatti della legatura, con i simboli degli evangelisti e iscrizioni bibliche, è consona al contenuto, soprattutto l’iscrizione riferita all’apostolo Paolo: apparuit benignitas, che rinvia a uno dei concetti fondamentali della teologia riformata, la salvezza per “sola fides” e la non meritorietà delle opere: (Ep. Tito, 3-4: 4 Cum autem benignitas et humanitas apparuit salvatoris nostri Dei, non ex operibus iustitiae, quae fecimus nos, sed secundum suam misericordiam salvos nos fecit).
Loci communes theologici nunc postremo summa diligentia recogniti & aucti per Philippum Melanthonem, Basileae: per Ioannem Oporinum, 1558
734, [88] p.; 17 cm (8°)
Provenienze: Convento dei Frati Cappuccini di Lugano, Zacharias Schys[tap?]
Collocazione attuale: Biblioteca Salita dei Frati Lugano, BSF 29 Ba 25
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