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BERNA - Per l'ambasciatore polacco a Berna i versamenti ai nuovi membri dell'Unione europea per la promozione dello sviluppo economico sono tuttora giustificati. Vi sono buone ragioni perché anche la Svizzera dia un nuovo contributo alla coesione.
Berna si deve chiedere se i motivi che l'hanno spinta nel 2006 a versare il cosiddetto "miliardo di coesione" siano ancora validi. "Secondo noi sì", ha dichiarato Jaroslav Starzyk alla "NZZ am Sonntag". Fino al 1989 i paesi dell'Europa centro-orientale sono stati separati dall'Europa occidentale dalla cortina di ferro, motivo per cui accusano tuttora un ritardo nello sviluppo economico, ha detto Starzyk.
La Polonia trarrebbe profitto di un eventuale sostegno elvetico. "Apprezzeremmo certamente un nuovo contributo della Svizzera", ha affermato l'ambasciatore. Di accordo con Berna il denaro verrebbe utilizzato nei campi della protezione dell'ambiente, della cooperazione scientifica, della promozione delle piccole e medie imprese, dell'infrastruttura e della sanità.
In occasione di una visita del capo della Direzione per la cooperazione e lo sviluppo (DSC) Martin Dahinden a Bruxelles in febbraio fonti vicine alla Commissione europea avevano affermato che si potrebbe discutere di un nuovo contributo all'allargamento da parte della Svizzera. Ufficialmente non è però ancora giunta alcuna richiesta, aveva allora indicato Dahinden. Stando alla "NZZ am Sonntag" ora si parla di un nuovo contributo di 1,6 miliardi di franchi.
SDA-ATS