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L'economia elvetica continuerà a crescere, ma ad un ritmo meno sostenuto di quanto previsto finora, complice anche le turbolenze internazionali attuali, come la vertenza commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina.
Ciò avrà un impatto anche sull'occupazione e sul tasso di disoccupazione, con quest'ultimo che dovrebbe sì salire, ma moderatamente. Una "Brexit" senza accordo potrebbe inoltre peggiorare ulteriormente la situazione.
Lo dice il KOF, il Centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo, che ha abbassato le sue previsioni per quest'anno dall'1,6% allo 0,9% (1,4% senza eventi sportivi) e, per il 2020, dal 2,3% all'1,9% (senza eventi sportivi: 1,5%). Per il 2021, il KOF stima una crescita dell'1,5% (senza eventi sportivi: 1,8%).
Il contesto internazionale si è ulteriormente deteriorato negli ultimi mesi: le condizioni economiche nell'area euro si sono indebolite nel secondo trimestre dell'anno corrente e il commercio internazionale ha subito un calo significativo, dopo due trimestri già negativi.
La controversia commerciale tra Washington e Pechino si sta aggravando. Ulteriori misure protezionistiche contro l'Ue adottate dagli Stati Uniti potrebbero presto diventare realtà. In particolare, il rischio di dazi doganali sulle automobili rimane elevato.
L'incertezza attuale, unita alla lentezza dello sviluppo economico globale e all'apprezzamento del franco si ripercuoteranno negativamente su ampi settori dell'economia svizzera: l'ingegneria meccanica, l'industria elettrica e la metallurgia dovranno prepararsi ad ulteriori cali, come dimostrano le nuove commesse in diminuzione. Anche il turismo subirà i contraccolpi di questa situazione a causa dell'apprezzamento della moneta nazionale.
L'industria farmaceutica, che fornisce il maggior contributo alle esportazioni elvetiche e tradizionalmente poco toccata dalle fluttuazioni cicliche, dovrà ridurre temporaneamente i margini, dal momento che, in molti Paesi, i prezzi di vendita dei farmaci sono fissati dallo Stato. Non sono pertanto possibili adeguamenti a breve termine dei prezzi in risposta all'apprezzamento del franco.
Il rallentamento della dinamica economica si ripercuoterà anche sull'occupazione, che crescerà più lentamente, facendo quindi lievitare moderatamente il tasso di disoccupazione.
Stando ai calcoli degli esperti, il tasso di senza lavoro passerà dal 2,3% quest'anno al 2,5% nel 2020 e al 2,6% nel 2021. Per quanto riguarda il tasso corrispondente alla definizione dell'Organizzazione internazionale del lavoro, il KOF prevede un valore del 4,4% per il 2019, del 4,3% per il 2020 e del 4,5% per il 2021.
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