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Se ne va Renato Nicolini...
Architetto, drammaturgo e politico. Era difficile da etichettare Renato Nicolini, che a 70 anni da poco compiuti e proprio durante un’estate romana ci lascia.
Famoso nella capitale italiana per essersi inventato da assessore l’Estate Romana, appunto, un modo diverso di diffondere arte e cultura, rendendola popolare - in ogni senso - senza corromperla, fu un’atipico e instancabile politico.
Dopo aver trasformato con la politica cosiddetta “dell’effimero” la sua Roma, in uno dei suoi decenni più difficili (1976-1985), portò le sue eclettiche competenze al Festival dei Due Mondi, al Teatro Stabile de L’Aquila e soprattutto in politica.
Jack Lang, nel 1985, gli conferì l’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese e sempre l’ex Ministro della Cultura transalpino gli regalò una prefazione nell’ultima edizione del suo libro Estate Romana.
Una dimostrazione di come il suo lavoro a livello locale - rivoluzionario anche se da alcuni discusso - fu esempio per modelli internazionali. Partendo proprio da Parigi, che ne mutuò schemi e intuizioni.
Con Nicolini se ne va un vecchio modo di intendere politica e divulgazione artistica e culturale, spesso imitato e sempre rimpianto.Boris Sollazzo
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