Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01207.jsonl.gz/797

Il Patriziato di Brissago esisteva già prima del 1700, ma la gestione dello stesso era affidata agli organi del Comune che così governava sia i Patrizi, sia i Comunisti (intesi quest'ultimi non come bolscevichi, bensi come cittadini del Comune).
Solo dal 19 gennaio 1896 c'è stata la divisione del patriziato dal comune, con la nomina del primo ufficio patriziale di Brissago, composto da un presidente, quattro membri e tre supplenti.
Fu così sancita anche a livello esecutivo la separazione dall’amministrazione comunale, un processo invero già in corso da qualche anno. Le prime decisioni sull’argomento riportate dal protocollo dell’Assemblea patriziale risalgono infatti al giugno del 1894, quando fu presentato e discusso fra i patrizi il rapporto della commissione che dal 1891 l’assemblea comunale aveva incaricato di studiare la separazione dei beni tra comune e Patriziato.
Convocata previa affissione d'avvisi, consueti suoni di campana e citazione a domicilio. Sono presenti 96 cittadini - metodo di votazione a scrutinio segreto e con una sola scheda, nella quale s'indicherà, oltre al Presidente, 4 membri e 3 supplenti, in conformità di legge. Rispondono all'appello 95 cittadini patrizi.
Dallo spoglio si ha il seguente risultato:
I suddetti vengono quindi proclamati eletti dalla presidenza, composta dal Sindaco Giovanelli e il segretario Storelli Carlo.
Le prime decisioni sull’argomento riportate dal protocollo dell’Assemblea patriziale risalgono infatti al giugno del 1894, quando fu presentato e discusso fra i patrizi il rapporto della commissione che dal 1891 l’assemblea comunale aveva incaricato di studiare la separazione dei beni tra Comune e Patriziato.
Definendo come beni patriziali tutti i boschi e i pascoli esistenti sul territorio del Comune e che non fossero di proprietà privata, la suddetta commissione aveva proposto di affidarne dapprima l’amministrazione alla Municipalità, soluzione che i patrizi in assemblea avevano approvato a larga maggioranza. Una situazione transitoria in vigore però solo fino al gennaio 1896, quando come detto fu istituito un apposito ufficio patriziale. Nella primavera dello stesso anno avvenne anche l’adozione del primo regolamento patriziale e del primo regolamento per il pascolo del bestiame.
Oltre ad aspetti amministrativi di carattere generale, il primo disciplinava soprattutto la gestione in ambito forestale. Il secondo statuiva invece su tutto quanto concerneva l’esercizio del pascolo nelle diverse coste montuose del territorio di Brissago. Quanto appena descritto spiega perché l’archivio del Patriziato di Brissago contenga soprattutto documenti prodotti tra gli ultimi anni del XIX secolo e i giorni nostri. A questi si aggiungono però alcune carte risalenti alla prima metà dell’Ottocento e in qualche caso addirittura ai secoli precedenti, confluite nell’archivio perché riguardanti questioni di natura “patriziale” o perché particolarmente significative per la determinazione dei confini giurisdizionali. I documenti conservati nell’archivio riflettono la storia e l’evoluzione dell’ente patriziale alla luce dell’attività dei suoi organi amministrativi e della gestione dei suoi beni. Oltre naturalmente a tutti i protocolli e atti relativi all’operato dell’Assemblea e dell’Ufficio patriziale, l’archivio conserva altri insiemi documentari particolarmente significativi in questo senso. A titolo d’esempio si possono menzionare le vertenze riguardanti i confini territoriali (con carte risalenti sino al XVI secolo), i documenti relativi al taglio e alla gestione plurisecolare dei boschi, dalle prime opere di rimboschimento sino al risanamento e alla valorizzazione del bosco sacro di Mergugno, o le testimonianze scritte sulla gestione delle sorgenti patriziali.