Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/205249

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2016 per i quadri superiori dell'Amministrazione federale esiste una blanda regolamentazione facoltativa del periodo di attesa. Un periodo di attesa può essere convenuto se vi è da temere un conflitto d'interesse. Sembra però che questa regolamentazione non venga praticamente mai applicata. Un gruppo di lavoro costituito all'interno dell'Amministrazione federale è però giunto alla conclusione che per circa 50 quadri dirigenti sarebbe necessario convenire un periodo di attesa. A maggior ragione suscitano molta incomprensione i casi resi pubblici grazie alle ricerche condotte di recente dai media, ovvero quello di Jörg Gasser con il rapido passaggio da segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali a CEO dell'Associazione dei banchieri, di Andreas Balsiger, ex capo del servizio giuridico di Swissmedic, ora attivo in uno studio legale che offre consulenza in materia di omologazione di medicamenti a ditte farmaceutiche e il caso di Stefan Brupbacher, ex segretario generale dell'ex consigliere federale Johann Schneider-Amman e attuale direttore di Swissmen (contro il quale il Ministero pubblico ha nel frattempo avviato un procedimento penale). Questi casi dimostrano che anche al livello dei quadri superiori dell'Amministrazione federale manca un'esaustiva base legale. A quanto pare, a numerose parti interessate manca la necessaria sensibilità verso i conflitti d'interesse e la commistione di politica e associazioni che rappresentano gli interessi dell'economia. In tale contesto si pongono quindi le seguenti domande:</p><p>1. Dalla sua introduzione, per quanti quadri dirigenti è stata convenuta una regolamentazione volontaria del periodo di attesa (ripartizione per anno)?</p><p>2. Qual è il rapporto tra queste cifre e le raccomandazioni del gruppo di lavoro costituito all'interno dell'Amministrazione federale (riferito ai circa 50 quadri dirigenti)?</p><p>3. Il Consiglio federale conferma che i tre casi di dominio pubblico (Jörg Gasser, Andreas Balsiger, Stefan Brupbacher) sono da considerare problematici?</p><p>4. Cosa intende fare per evitare che una situazione simile si ripeta?</p><p>5. Ritiene che questa blanda regolamentazione facoltativa del periodo di attesa introdotta nel 2016 sia sufficiente?</p><p>6. Come valuta l'idea di applicare un periodo di attesa obbligatorio per i quadri dirigenti dell'Amministrazione federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale di principio approva una maggiore permeabilità tra l'Amministrazione federale e il settore privato. In questo modo viene promosso uno scambio reciproco di conoscenze ed esperienze, utile per entrambe le parti. In merito alle domande formulate, il Consiglio federale prende posizione come segue:</p><p>1. Da un sondaggio avviato a fine 2019 dal Gruppo di lavoro interdipartimentale per la lotta contro la corruzione (GLID Lotta alla corruzione) presso i dipartimenti emerge che finora nell'Amministrazione federale centrale in quattro casi è stato convenuto un periodo di attesa da rispettare dopo la cessazione del rapporto di lavoro presso l'Amministrazione federale secondo l'articolo 94b dell'ordinanza sul personal federale (OPers).</p><p>2. Il GLID Lotta alla corruzione segue la tematica già da tempo. Finora non ha però formulato raccomandazioni in merito a una regolamentazione del periodo di attesa per 50 posti a livello di quadri dirigenti.</p><p>3. Il Consiglio federale non si esprime sui singoli casi. Fa notare che, con la decisione del 25 novembre 2015, ha creato le basi legali affinché in singoli casi si possa convenire contrattualmente un periodo di attesa al fine di evitare un conflitto d'interessi. Tuttavia, è consapevole che, nonostante le basi legali esistenti, alcuni cambiamenti di posti di lavoro possano suscitare discussioni nell'opinione pubblica. Il Consiglio federale continuerà ad impegnarsi affinché questa tematica venga presa debitamente in considerazione.</p><p>4. L'Ufficio federale del personale (UFPER) sensibilizza regolarmente i dipartimenti, in particolare nell'ambito della Conferenza delle risorse umane (CRU). È inoltre disposto a vagliare ulteriori misure di sensibilizzazione a livello di Amministrazione federale.</p><p>5. Sì, il Consiglio federale ritiene che questa regolamentazione facoltativa rispetti il principio di proporzionalità e sia sufficiente.</p><p>6. Il Consiglio federale è di principio contrario all'introduzione di un periodo di attesa obbligatorio per tutti i quadri dirigenti che non terrebbe conto delle circostanze nel singolo caso ma si applicherebbe in egual misura a tutti. Segnatamente, occorre anche considerare la libera scelta della professione e il relativo libero accesso garantiti dalla Costituzione (art. 27 cpv. 2 Cost.). Inoltre, dato che il periodo di attesa può essere indennizzato, una regolamentazione simile non sarebbe nemmeno sostenibile dal punto di vista politico-finanziario.</p>  Risposta del Consiglio federale.