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TF: elettricità, grossi consumatori liberi di scegliere
I grossi consumatori di elettricità possono scegliere se ricorrere al mercato libero o all'approvvigionamento di base (servizio universale), attualmente meno caro: il Tribunale federale (TF) ha confermato una decisione favorevole alla società solettese Stahl Gerlafingen resa nell'agosto 2010 dal Tribunale amministrativo federale (TAF).
Il TAF aveva ribaltato una decisione della Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom). Il Dipartimento federale dell'energia (DATEC) ha presentato ricorso a Losanna, sostenendo che se la decisione del TAF passasse in giudicato metterebbe a rischio gli obiettivi fondamentali della legislazione sull'approvvigionamento elettrico, ovvero la competitività sul mercato e la sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera.
In una sentenza pubblicata oggi, il TF conferma tuttavia la decisione dei giudici bernesi: a suo avviso, la legge federale sull'approvvigionamento elettrico non vieta alle grandi imprese con un consumo annuo superiore ai 100'000 Kwh di scegliere tra il mercato libero e il servizio universale, beneficiando delle tariffe più basse di quest'ultimo, come i clienti privati e commerciali con un consumo inferiore a tale cifra.
L'impresa di Gerlafingen consuma corrente quanto l'intera città di Bienne. A causa degli alti prezzi praticati sul mercato libero temeva di finire nelle cifre rosse. Nel 2008 aveva così chiesto di poter beneficiare dell'approvvigionamento di base fornito dalla Aek Energie. La ElCom si era però opposta, sostenendo che la società solettese non poteva tornare ad usufruire del servizio universale dopo essersi già approvvigionata sul sul libero mercato.
In una nota pubblicata il 22 settembre il DATEC sottolineava che se i consumatori finali come la Stahl Gerlafingen - già presenti sul libero mercato - possono passare di nuovo al servizio universale, dove le tariffe sono attualmente più convenienti, viene a mancare la concorrenza. Secondo il Dipartimento la decisione del TAF - ora confermata dal TF - costituisce un'ingerenza nei diritti dei piccoli consumatori nonché nella libertà economica e nella pianificazione dell'esercizio delle aziende elettriche e, in ultima analisi, compromette la sicurezza dell'approvvigionamento.
Il Dipartimento aveva rinunciato a ricorrere contro una seconda decisione del TAF, secondo cui le centrali elettriche non devono cofinanziare i costi per le prestazioni di servizio relative al sistema, come invece richiesto da una disposizione transitoria emanata dal Consiglio federale nel dicembre 2008.
(Sentenza 2C_739/2010 del 6 luglio 2010)