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Dopo il Consiglio nazionale, anche la camera alta del parlamento ha detto sì alla legge che dovrebbe proteggere meglio e incoraggiare le scoperte in ambito biotecnologico.
Con questa decisione, il parlamento dà luce verde ai controversi brevetti sulle sequenze di geni esaudendo così i desideri dell'industria farmaceutica svizzera.
Seppure a certe condizioni, in Svizzera dovrebbe essere autorizzata la brevettabilità di elementi del corpo umano. Il progetto di legge sui brevetti che piace all'industria farmaceutica svizzera ha superato anche l'ostacolo della camera alta del parlamento ed è ora pronto per le votazioni finali.
Il dibattito è stato intenso. La sinistra e una parte del centro temevano che la possibilità di brevettare sequenze di DNA avrebbe portato alla monopolizzazione della ricerca, ma alla fine i senatori favorevoli hanno avuto la meglio e la legge è stata approvata con 24 sì contro 14 no.
Uno, nessuno, centomila
Le opinioni si sono divise soprattutto su un punto: quando in gioco ci sono ritrovati delle biotecnologie, che estensione deve avere la protezione derivante dai brevetti?
La questione si fa particolarmente delicata quando si parla di brevettare sequenze di genoma umano. Non a caso l'articolo di legge che prevede questa possibilità è stato il più controverso, anche e soprattutto perché stabilisce che una sequenza brevettata per un determinato uso rimane di "proprietà" del depositario del brevetto anche quando altri ricercatori scoprono applicazioni diverse.
I critici desideravano limitare la portata della protezione dei brevetti. A loro avviso, quando l'invenzione concerne una sequenza genica, il brevetto dovrebbe limitarsi alle funzioni concrete descritte e non alle funzioni scoperte in un secondo tempo. Inoltre, i diritti dei donatori di materiale iniziale biologico dovrebbero essere garantiti.
Qualche senatore avrebbe voluto studiare meglio la questione. Il popolare democratico Hansruedi Stadler ha chiesto il rinvio della legge alla commissione competente, ma il ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher ha insistito affinché il testo fosse messo ai voti. Altre discussioni non porterebbero a nulla – ha detto Blocher – questa legge è un compromesso tra ricerca e industria farmaceutica «e non credo che sia possibile trovarne uno migliore».
Un regalo all'industria
Più che a un compromesso, la sinistra pensa ad un regalo all'industria farmaceutica. La socialista Simonetta Sommaruga ha fatto l'esempio della ditta statunitense Myriad che grazie alla scoperta del gene responsabile del tumore al seno si è assicurata il monopolio mondiale sugli esami clinici volti a scovare questo tipo di cancro: il costo degli esami è decuplicato.
Recentemente, un ricercatore non legato alla Myriad ha scoperto che lo stesso gene è un indizio anche per i tumori intestinali. Ma poiché la Myriad ha brevettato il gene – anche se per un altro impiego – questa scoperta non porterà nulla al suo autore.
I brevetti troppo estesi sono una spina nel cuore della sinistra che li giudica un regalo all'industria. Dal canto suo, il ministro Blocher (UDC, destra nazionalconservatrice) respinge le accuse al mittente e ricorda che una legge sui brevetti contraria all'industria farmaceutica – che investe 4,8 miliardi di franchi nella ricerca – non sarebbe applicabile.
Per Blocher e per la maggioranza, la legge pone dei paletti sufficienti ad evitare altri casi Myriad e prevede varie limitazioni: il corpo umano in quanto tale, compreso l'embrione, non possono essere brevettati.
swissinfo e agenzie
In breve
Un brevetto è un titolo di protezione rilasciato dallo stato. Esso conferisce al titolare il diritto esclusivo di utilizzare industrialmente la propria invenzione. La protezione vale al massimo 20 anni.
Il titolare di un brevetto ha il diritto di escludere terzi dall'utilizzazione commerciale dell'invenzione protetta (ad esempio dalla produzione, dalla vendita e dall'importazione).
Questo diritto può essere trasmesso ad altri, venduto o dato in licenza.
La protezione è valida solo nei paesi in cui il brevetto è stato richiesto ed accordato.
Sequenza
Un gene corrisponde ad un determinato tratto di DNA (acido desossiribonucleico). Il DNA consiste in due catene collegate tra loro e formate da sequenze di quattro basi (adenanina, timina, guanina e citosina).
Gli esperti ritengono che il genoma umano contenga dai 25'000 ai 40'000 geni. Non tutti i geni sono composti dallo stesso numero di basi. Un gene piccolo è lungo circa 500 basi, uno grande ne raggiunge diverse centinaia di migliaia. La sequenza delle basi può essere paragonata ad una frase che descrive come si produce una proteina. Un gene è quindi una specie di mappa per le proteine.
Il disegno di legge prevede che sequenze o sequenze parziali di un gene presenti in natura non siano brevettabili in quanto tali. Possono però diventarlo se sono state prodotte mediante un procedimento tecnico.