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Dal primo febbraio prossimo, tutti i paesi stranieri potranno inoltrare al fisco svizzero domande d'assistenza amministrativa raggruppate per individuare presunti frodatori. Il Consiglio federale ha deciso di porre in vigore per tale data la legge sull'assistenza amministrativa fiscale, dopo che il termine di referendum è scaduto giovedì inutilizzato.
Lo ha comunicato oggi la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI). Il testo regge l'esecuzione dell'assistenza prevista nelle convenzioni di doppia imposizione.
Con la nuova legge, la Svizzera si adegua a uno standard dell'OCSE, in vigore dal 18 luglio 2012. Le domande raggruppate sono già previste in numerose convenzioni di doppia imposizione, tra cui quella con gli Stati Uniti.
Tali domande richiedono una descrizione del modo di procedere dei clienti bancari per evitare l'imposizione e devono essere chiaramente distinte dalle "fishing expedition", ovvero da domande senza validi indizi. È dunque escluso che un paese chieda informazioni su tutti i suoi contribuenti che hanno un conto in una banca svizzera soltanto perché quest'ultima offre servizi finanziari a clienti residenti all'estero.
Tutti i paesi che hanno concluso una convenzione di doppia imposizione potranno depositare una richiesta d'assistenza amministrativa, ma unicamente per informazioni su fattispecie avvenute dall'entrata in vigore della legge. Molto discusso in occasione dei dibattiti alle Camere, l'effetto retroattivo non è stato introdotto nel testo, approvato dal parlamento il 28 settembre scorso.
SDA-ATS