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Harald Naegeli si è fatto un nome come "sprayer di Zurigo", una qualifica che per decenni non è stata accompagnata affatto da benevolenza. Oggi, l'artista di fama internazionale, che per anni ha dovuto comporre con la giustizia, compie ottant'anni.
Per Naegeli, accuse a causa delle sue rappresentazioni con la bomboletta spray su muri e facciate nella città di Zwingli sono state cosa usuale. Dalla fine degli anni Settanta di notte e di nascosto, anonimamente, ha tracciato tra 400 e 600 graffiti filiformi. Con queste provocazioni, Naegeli, nato a Zurigo il 4 dicembre 1939, ha suscitato molte rimostranze e fu perseguito penalmente. Nel 1981, il Tribunale cantonale di Zurigo lo riconobbe colpevole di danneggiamento e lo condannò a nove mesi da scontare e a una pesante multa. Naegeli fuggì in Germania, dove continuò a disegnare graffiti, e così a poco a poco da vandalo si trasformò in artista di fama internazionale. In seguito a un mandato d'arresto internazionale si consegnò alle autorità svizzere. Nel 1984, dopo aver scontato sei mesi di carcere, non sentendosi compreso a Zurigo tornò in autoesilio a Düsseldorf (D).
Poi il peso della giustizia sulle spalle dello zurighese si è alleggerito. Nonostante ulteriori citazioni davanti alla giustizia, la frontiera tra danni alla proprietà e arte nello spazio pubblico si è col tempo fatta molto più tenue agli occhi delle autorità. Zurigo nel 1993 lo ha accolto come fosse un figliol prodigo e gli ha dedicato una retrospettiva al Kunsthaus. In un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung dello scorso luglio l'artista si è dimostrato conciliante: "In passato ero considerato imbrattatore e danneggiatore. Ora invece sono visto come un pioniere della street art, un artista serio".
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