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Grandi eventi sportivi hanno ricadute positive per la Svizzera. È quanto ritiene Jörg Schild, il nuovo presidente di Swiss Olympic, intervistato da swissinfo.
Schild vuole concentrare i mezzi all'interno del suo organismo, che conta 82 federazioni sportive associate, e rafforzare i legami con la politica e l'economia.
swissinfo: Lei è stato anni fa uno dei migliori giocatori svizzeri di pallamano. Oggi ha ancora un legame diretto con lo sport?
Jörg Schild: Sono un appassionato tifoso della squadra di calcio del Basilea e della selezione nazionale, inoltre mi piace sciare e giocare a golf. Ho rinunciato invece alla corsa: in seguito alla pratica della pallamano, che ai tempi si giocava su terreni molto duri di cemento, ho dovuto farmi impiantare tre protesi.
swissinfo: Le Olimpiadi invernali, in programma in febbraio, si svolgeranno a Torino e non a Sion, candidata sfortunata. Berna e Zurigo hanno rinunciato alle loro candidature. Dobbiamo abbandonare la speranza di organizzare Giochi olimpici in Svizzera?
J.S.: Non bisogna. Ma i tentativi lanciati dopo l'insuccesso della candidatura di Sion sono stati piuttosto maldestri. Se vogliamo aggiudicarci eventi di questa portata, dobbiamo fare in modo che vengano sostenuti da tutta la Svizzera, a cominciare dagli ambienti politici ed economici, e non solo da un comitato regionale.
swissinfo: L'importanza degli avvenimenti sportivi viene spesso sottovalutata in Svizzera. In che modo si può cambiare questo atteggiamento?
J.S.: Gli svizzeri fanno il tifo, quando la nazionale di calcio vince. E sono fieri di poter organizzare grandi manifestazioni sportive, come la discesa del Lauberhorn nello sci, i campionati indoor di tennis o il meeting di atletica di Zurigo.
Ma, per poter mantenere questi eventi in Svizzera, occorre un maggiore sostegno allo sport da parte della società e della politica. Un sostegno che mi sembra fare ancora difetto. Quale dirigente dello sport svizzero cerco di "vendere" ancora meglio lo sport presso la popolazione e di convincere i politici.
swissinfo: I quattro cantoni e le città, che ospiteranno i campionati europei di calcio 2008, non vogliono assumersi le spese supplementari previste per le misure di sicurezza. In che modo si possono convincere a cambiare idea?
J.S.: I preventivi delle spese sono aumentati in modo rapido e inaspettato, provocando irritazione. Ma di questi problemi si può di sicuro discutere, come avviene in Austria. Da noi ognuno vuole interferire, mettendo in cattiva luce la scena sportiva svizzera.
swissinfo: Lo sport svizzero sottostà a Swiss Olympic e all'Ufficio federale dello sport. In che modo questi due organismi possono collaborare per diventare più efficaci?
J.S.: Bisogna distribuire esattamente i compiti ed evitare che vi siano dei doppioni. Ma, secondo me, lo sport svizzero del futuro dovrebbe essere sorretto piuttosto da quattro pilastri: Confederazione, Swiss Olympic, mondo politico e ambienti economici. Senza questi ultimi due non abbiamo nessuna chance.
swissinfo: Lei intrattiene molti contatti con il mondo politico. Quali sono invece i suoi legami con l'economia?
J.S.: Ho lavorato per 14 anni nell'esecutivo della regione economica basilese. Quale presidente della conferenza cantonale dei direttori di giustizia e polizia ho avuto intensi contatti con il Dipartimento federale di giustizia e con il Parlamento. Da qui sono nate ottime relazioni in campo economico.
swissinfo: Vi sono degli esponenti politici che vorrebbero modificare il sistema di aiuti federali allo sport, concentrando i contributi sulle attività in cui gli sportivi svizzeri hanno maggiore successo. È questa la via del futuro?
J.S.: Sono contrario al modello attuale della distribuzione dei soldi un po' ovunque. Il nuovo modello verrà definito nell'ambito di discussioni con le varie federazioni sportive, le quali hanno interessi molto diversi e spesso contrastanti.
swissinfo: Tenendo conto di questi interessi così differenti è possibile giungere ad una concentrazione delle forze e dei mezzi?
J.S.: In politica ho imparato che è sbagliato voler far piacere a tutti. Sono però fiducioso di trovare la strada giusta. Ma questo può avvenire solo con un accordo comune e non con delle imposizioni dall'alto.
swissinfo: Per quanto concerne la violenza. Le nuove leggi anti-hooligan dovrebbero essere mantenute anche dopo l'Euro 2008?
J.S.: Mi spiace molto che si debbano applicare leggi simili soltanto per colpa di una piccola minoranza. Ma sono necessarie anche per mantenere la credibilità dello stesso sport. Personalmente preferirei limitare la loro durata ai campionati europei del 2008 e trarre un bilancio al termine di questo evento. Se fosse positivo, queste disposizioni legali possono venir ancora introdotte definitivamente.
swissinfo: I campionati europei di calcio sono il terzo avvenimento sportivo per importanza a livello mondiale. Cosa possono apportare alla Svizzera?
J.S.: Innanzitutto un entusiasmo per lo sport, grazie anche ai risultati della squadra nazionale. E poi un sentimento di identità più forte.
Questi grandi eventi sportivi apportano però anche importanti ricadute economiche, ad esempio per le piccole e medie imprese, il turismo, i ristoranti e i negozi.
swissinfo, intervista a cura di Renat Künzi
(traduzione Armando Mombelli)
Fatti e cifre
Jörg Schild è diventato lo scorso 1° gennaio presidente di Swiss Olympic.
L'uomo politico radicale liberale occupa ancora fino alla fine di marzo la funzione di direttore della polizia del canton Basilea-città.
Schild ha fatto parte tra il 1967 e il 1973 della squadra nazionale di pallamano.
In breve
Swiss Olympic è l'organizzazione mantello dello sport svizzero.
Vi sono affiliate 82 federazioni sportive che raggruppano 27'000 club e associazioni.
3,2 milioni di persone sono iscritte in Svizzera ad associazioni e club sportivi.