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Il compositore di musica sperimentale Alvin Lucier è morto all’età di novant’anni nella sua casa di Middletown in Connecticut per complicazioni dopo una caduta. Nella sua lunga carriera, Lucier ha creato musica di avanguardia e installazioni audio usando onde cerebrali, l’acustica di una stanza e altre inattese fonti sonore. Una vita di esperimenti, tra cui quello di aver messo i Beatles in una teiera.
Tra le sue composizioni più celebri c’è “I Am Sitting in a Room”, registrata per la prima volta presso l’Electronic Music Studio della Brandeis University nel 1969, andata in scena l’anno dopo al Guggenheim di New York e poi acquistata dal MoMA: Lucier registra se stesso nell’atto di leggere un semplice testo ad alta voce all’interno di una stanza; la registrazione viene successivamente riprodotta e registrata, dopodiché la registrazione ottenuta viene riprodotta e registrata nuovamente più volte fino a che le parole diventano rumori incomprensibili. Altre composizioni erano ispirate da uno spiccato senso dell’umorismo: in “Nothing is Real” del 1990 Lucier aveva fatto suonare al piano la melodia di “Strawberry Fields Forever” dei Beatles distribuendo le frasi della canzone lungo l’intera gamma delle note dello strumento. La performance, registrata immediatamente, era poi stata riprodotta da un mini-altoparlante collocato in una teiera che funzionava da cassa distorsione delle risonanze.
Lucier aveva studiato a Tanglewood alla fine degli anni Cinquanta con Lukas Foss e Aaron Copland. Nel 1960, borsista Fulbright a Roma, rimase folgorato dalla scena musicale italiana ed europea: “Quando arrivai in Italia ero un compositore neoclassico: due anni dopo, al momento del mio ritorno negli Usa ero completamente cambiato”, aveva scritto: “Qui ho conosciuto Frederic Rzewski, di cui sono diventato amico; ho avuto la fortuna di avere un insegnante come Boris Porena, discepolo di Goffredo Petrassi e didatta meraviglioso; ho studiato la musica di Gesualdo e Webern, ho visitato i corsi estivi di Darmstadt; e a Venezia ho conosciuto la musica di Luigi Nono, ma soprattutto ho scoperto John Cage”. Paragonato, quanto a influenza sulla musica americana di avanguardia, a Cage, Philip Glass e Steve Reich, Lucier era rimasto attivo fino all’ultimo: qualche mese fa aveva pubblicato “Music for Piano XL” con il pianista francese Nicolas Horvath.