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Il mese di gennaio è stato il più freddo da oltre trent'anni nelle regioni di montagna a nord delle Alpi, mentre in Ticino - tra montagna e pianura - regionalmente si è trattato del primo mese dell'anno più mite dall'inizio delle misurazioni, rileva mercoledì MeteoSvizzera.
E anche facendo riferimento unicamente alle pianure, a sud delle Alpi si è trattato di uno dei mesi di gennaio più miti in assoluto: con 5,0 gradi Lugano ha registrato il sesto gennaio più caldo da quando sono state avviate le misurazioni nel 1864, mentre Locarno-Monti (4,9 gradi) il decimo più mite dall'inizio delle misurazioni nel 1883.
L'aria fredda che ha attraversato le Alpi si è tradotta in favonio da nord, mite ma tempestoso, che ha comportato spesso temperature superiori ai 10 gradi, a più riprese perfino di 14-15 gradi, e il 5 gennaio a Biasca sono perfino stati toccati i 16,4 gradi.
Al contempo generalmente splendeva il sole, cosa che si è tradotta in un deficit di precipitazioni e nella fioritura anticipata dei noccioli.
ats/joe.p.