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Incarto n. 72.2018.163 Lugano, 21 novembre 2018/lc Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Corte delle assise correzionali composta da: giudice Amos Pagnamenta, Presidente Cristina Laghi, vicecancelliera sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare nella causa penale Ministero Pubblico e in qualità di accusatori privati: ACPR 1 ACPR 2 contro IM 1, rappresentata dall’avv. DUF 1, con delega alla dott. iur. __________ in carcerazione preventiva dal 1° aprile 2018 al 18 maggio 2018 (48 giorni), in anticipata esecuzione di pena dal 19 maggio 2018; imputata, a norma dell'atto d'accusa 135/2018 del 25 luglio 2018, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di 1. rapina, ripetuta, consumata e tentata per avere, a __________, in data 1° aprile 2018, tra le ore 17:00 e le ore 17:15, commesso, rispettivamente tentato di commettere un furto usando violenza contro una persona, e meglio per avere, 1.1. verso le ore 17:00, mentre ACPR 2 si trovava su __________, raggiungendola da tergo cogliendola di sorpresa, cingendola con le braccia facendola cadere a terra, sottratto a quest’ultima la borsetta che portava a tracolla (contenente fazzoletti, le chiavi di casa e denaro contante pari a CHF 19.50 – refurtiva in parte recuperata e restituita), fuggendo immediatamente dopo facendo perdere le proprie tracce; 1.2. verso le ore 17:15, all’incrocio di Via __________ e Via __________, tentato di sottrarre ad ACPR 1 la borsetta che portava a tracolla, più precisamente, raggiungendola da tergo, afferrandole il braccio sinistro e la borsetta, scuotendola, non senza, vista la resistenza della vittima, afferrarla per la gola, non compiendo o compiendo senza risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato, grazie alla reazione della vittima e all’intervento di un passante, reazioni che l’hanno costretta a scappare facendo perdere le proprie tracce; 2. furto per avere, a __________, in una data imprecisata tra il 1° luglio 2013 e il 17 luglio 2013, agendo in correità con una non meglio identificata persona, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e al fine di appropriarsene, sottratto dal Camper di proprietà di __________, previo scasso della porta, cose mobili altrui, e meglio una mascherina autoradio e un ferro per tende da sole, per un valore complessivo della refurtiva denunciato di CHF 600.00 (refurtiva non recuperata), 3. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti per avere, senza essere autorizzata, a __________, __________ e in altre non meglio precisate località, nel periodo compreso dal mese di novembre 2015 al 1° aprile 2018, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina, 0,2 grammi di eroina e 3 grammi di marijuana, stupefacente acquistato o offertole da non meglio identificate persone; fatti avvenuti : nelle circostanze di luogo e di tempo indicate; reati previsti : dagli art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP (parzialmente in relazione con l’art. 22 CP), art. 139 cifra 1 CP, art. 19a LStup, richiamato l’art. 19 cpv. 2 CP; Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico; - l’imputata IM 1, assistita dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1, con delega alla dott. iur. __________. Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:39 alle ore 12:06. Evase le seguenti questioni: Verbale del dibattimento Il Presidente propone alle parti le seguenti modifiche dell’atto d’accusa: - il punto 3 è modificato nel senso che la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti è ripetuta; - il periodo di cui al punto 3 parte dal 21 novembre 2018, essendo gli episodi precedenti prescritti. Le parti si dichiarano d’accordo e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza. Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: le rapine e la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti sono ammesse, mentre è contestato il reato di furto. Al proposito il PP rileva che il DNA dell’imputata è stato trovato su una bottiglietta all’interno del camper e lei stessa ha ammesso di esserci entrata. Non si comprende perché l’AP avrebbe dovuto denunciare la scomparsa di oggetti di poco valore. Ritenuti anche i precedenti specifici dell’imputata, nonché il fatto che non abbiamo motivo per non credere al denunciante, chiede la condanna dell’imputata anche per il furto. In diritto, osserva che il reato di rapina è chiaramente adempiuto tramite l’uso della violenza, finalizzata alla perpetrazione dei furti. La colpa di IM 1, secondo l’accusa, è particolarmente grave, perché ha commesso reiteratamente, nel giro di un breve lasso di tempo, un reato che intacca non solo il patrimonio, ma anche l’integrità fisica della persona. L’imputata ha agito per fine egoistico, e meglio per mero scopo di lucro, agendo nei confronti di persone anziane, sapendo che avrebbe potuto, con il suo agire, anche causare ferite di grave entità, trattandosi di persone molto fragili. Si tratta di un comportamento particolarmente odioso e riprovevole, proprio per la scelta di rapinare vittime di una certa età e quindi molto vulnerabili. Con il suo agire IM 1 ha mostrato un’incredibile propensione a delinquere e una grande spregiudicatezza, agendo in pieno giorno. L’imputata non si è assunta appieno la responsabilità di quanto commesso, ascrivendo il suo agire a fattori esterni. A suo favore possiamo ritenere una certa collaborazione e il suo vissuto comunque non facile. Il PP riassume le conclusioni della perizia psichiatrica del dr. __________. Ritiene che unicamente una pena detentiva, accompagnata eventualmente da una misura, possa trattenere IM 1 dal commettere nuovi reati. S’impone pertanto, a mente dell’accusa, di rendere effettiva la pena detentiva e accompagnarla a una misura. Detta misura non può essere costituita da un trattamento ambulatoriale, ma deve intervenire in modo stazionario. Come ha stabilito il perito, ci vuole anche la buona volontà dell’imputata, che sembra non esservi. Lascia comunque alla Corte se ordinare una misura o meno. La misura adeguata risulta essere un trattamento stazionario, ordinato anche contro la sua volontà. Il PP conclude chiedendo che l’imputata venga condannata a 23 (ventitre) mesi di pena detentiva, pena sospesa ex art. 57 CP per permettere una misura ai sensi dell’art. 60 CP, pena totalmente aggiuntiva a tutte le condanne pronunciate dopo luglio 2013; - la dott. iur. __________, difensore dell’imputata IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: premesso che IM 1 è consapevole di quelle che sono le sue responsabilità, la difesa espone la situazione personale e la vita anteriore della sua assistita, ponendo l’accento sul fatto che ella ha sicuramente vissuto un’infanzia e un’adolescenza difficili ed ha vissuto situazioni emotive traumatiche, con una madre fragile e incapace di accudirla e un padre assente. IM 1 è cresciuta senza riferimenti e senza amore, un po’ con la nonna e un po’ con una tata, senza regole né norme. Dopo alcuni mesi trascorsi a viaggiare è tornata dalla madre e in questo periodo di smarrimento ha iniziato a bere frequentemente, e da qui è nata la causa di tutti i suoi problemi. Sono, infatti, iniziati i numerosi ricoveri. I reati commessi sono da mettere in relazione diretta con le turbe psichiche di cui soffre. Vi sono alcuni punti dell’atto d’accusa che, a mente della difesa, devono essere precisati. Ritiene opportuno sottolineare il movente, e meglio che IM 1 voleva ottenere denaro per comprare alcolici per il suo impellente bisogno di bere, dovuto al suo disturbo. IM 1 non ha pianificato il reato, non ha scelto le vittime, ma tutto è stato casuale e improvviso; la stessa ha dichiarato che a quell’ora c’erano solo persone anziane in giro per __________. Se non fosse stato un atto impulsivo, non avrebbe agito in pieno centro, la domenica di Pasqua, e avrebbe scelto un luogo isolato. Quanto al punto 1.1 dell’atto d’accusa, IM 1 non aveva intenzione di far cadere ACPR 2, e per quanto riguarda il punto 1.2, contesta di avere preso per la gola ACPR 1, fatto peraltro non supportato da documentazione medica. Riassume le conclusioni del perito psichiatrico, osservando che secondo la difesa erano alterate anche le sue capacità cognitive. Riguardo al punto 2 dell’atto d’accusa, la difesa rileva che i fatti sono erroneamente accertati. IM 1 contesta di avere sottratto gli oggetti. In virtù del fatto che ha ammesso gli altri fatti imputatile, bisogna credere a questa sua contestazione. È comunque contestato il valore della refurtiva, che non poggia su alcun documento. In virtù del principio in dubio pro reo bisogna considerare un valore della refurtiva inferiore a CHF 300.00, motivo per cui si tratta di furto di lieve entità, per cui la querela è stata ritirata. Chiede quindi l’assoluzione della sua assistita dal reato di furto. Per quanto concerne il punto 3 dell’atto d’accusa, la difesa precisa che, in assenza di constatazioni oggettive, i quantitativi vanno ridimensionati a favore dell’imputata, nel senso che l’imprecisato quantitativo di cocaina sia limitato a 10 grammi. Quanto alla commisurazione della pena, chiede di tenere conto della scemata imputabilità, del sincero pentimento, della situazione personale e del carcere preventivo sofferto, periodo in cui l’imputata ha sempre tenuto un comportamento corretto. Osserva che il dr. __________ ha ritenuto indicata una misura terapeutica stazionaria presso __________, per cui la difesa si rimette al giudizio della Corte. La pena che questa Corte le infliggerà non deve impedire la sua risocializzazione, soprattutto perché si tratta di una ragazza giovane, per cui una modifica della personalità è ancora possibile, come peraltro indicato dallo stesso perito. IM 1 necessita anche di educazione. Chiede di ascoltare il grido di aiuto della ragazza. Dubbi per quanto concerne una prognosi favorevole possono essere sicuramente legittimi, ma questo non significa che la stessa non possa cambiare la sua vita futura. Occorre offrire una, forse l’ultima, occasione per reinserirsi nella società, grazie a una privazione della libertà non troppo lunga, in modo che possa investire il più presto possibile le sue energie ad esempio nella ricerca di un lavoro. La difesa conclude chiedendo la riduzione della condanna richiesta dalla pubblica accusa e che la stessa sia posta al beneficio della sospensione condizionale ex art. 57 CP. Per la durata del periodo di prova e la misura terapeutica si rimette al giudizio della Corte. Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP; visti gli art. 12, 19, 22, 40, 42, 47, 49, 51, 56 e segg., 69, 70, 106, 139, 140 CP; 19a LStup; 82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese; dichiara e pronuncia: IM 1 1. è autrice colpevole di: 1.1. rapina ripetuta, consumata e tentata per avere, il 1. aprile 2018, a __________, commesso, rispettivamente tentato di commettere un furto usando violenza contro una persona, e meglio per avere, 1.1.1. verso le ore 17:00, raggiungendola da tergo, cingendola con le braccia facendola cadere a terra, sottratto a ACPR 2 la borsetta che portava a tracolla, contenente fazzoletti, le chiavi di casa e denaro contante pari a CHF 19.50, nonché per avere, 1.1.2. verso le ore 17:15, raggiungendola da tergo, afferrandole il braccio sinistro e la borsetta, scuotendola e afferrandola per la gola, tentato di sottrarre ad ACPR 1 la borsetta che portava a tracolla, non riuscendovi grazie alla reazione della vittima e all’intervento di un passante; 1.2. furto per avere, in data imprecisata tra il 1. e il 17 luglio 2013, a __________, agendo in correità con un terzo, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e al fine di appropriarsene, sottratto dal camper di proprietà di __________, previo scasso della porta, cose mobili altrui, e meglio una mascherina autoradio e un ferro per tende da sole, per un valore complessivo di CHF 600.00; 1.3. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti ripetuta per avere, nel periodo 21 novembre 2015 – 1. aprile 2018, a __________, __________ e in altre imprecisate località, senza essere autorizzata, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina, 0.2 grammi di eroina e 3 grammi di marijuana; e meglio come descritto nell’atto d’accusa. 2. Di conseguenza, trattandosi di pena totalmente aggiuntiva a quelle di cui ai decreti d’accusa del 4 ottobre 2013, 15 febbraio 2016 e 20 aprile 2017 del Ministero Pubblico del Canton Ticino, IM 1 è condannata 2.1. alla pena detentiva di 22 (ventidue) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto; 2.2. al pagamento della multa di CHF 200.00 (duecento), con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa sarà sostituita con una pena detentiva di 2 (due) giorni. 3. È ordinato il trattamento stazionario della tossicodipendenza ex art. 60 CP. 4. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa per dar luogo al trattamento stazionario di cui sopra. 5. È ordinato il dissequestro del cellulare e della carta SIM sotto sequestro, previa cancellazione delle memorie, i cui costi sono da anticipare dall’imputata. 6. La tassa di giustizia di fr. 500.00 senza motivazione scritta o di fr. 750.00 con motivazione scritta e le spese procedurali sono a carico della condannata. 7. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato. 7.1. La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per: onorario fr. 3'923.85 spese fr. 137.50 IVA (7,7%) fr. 312.70 totale fr. 4'374.05 7.2. La condannata è tenuta a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 4’374.05 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP). Intimazione a: - Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona - Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona - Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano - Sezione della circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino - Dipartimento sanità e socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona - Ufficio centrale svizzero di Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna - Ufficio assistenza riabilitativa, ufficio del Patronato, Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano - Direzione del carcere penale La Stampa, CP, 6904 Lugano Per la Corte delle assise correzionali Il Presidente La vicecancelliera Distinta spese : Tassa di giustizia fr. 500.-- Inchiesta preliminare fr. 200.-- Perizia fr. 10'032.60 Multa fr. 200.-- Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 91.55 fr. 11'024.15 ============

Incarto n. 72.2018.163 Incarto n. 72.2018.163

Incarto n. Lugano, 21 novembre 2018/lc Lugano,

21 novembre 2018/lc

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino Sentenza

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise correzionali La Corte delle assise correzionali

La Corte delle assise correzionali composta da: composta da:

giudice Amos Pagnamenta, Presidente giudice Amos Pagnamenta, Presidente

Cristina Laghi, vicecancelliera Cristina Laghi, vicecancelliera

sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

nella causa penale Ministero Pubblico

e in qualità di accusatori privati: e in qualità di accusatori privati:

ACPR 1

ACPR 2

contro contro

IM 1, rappresentata dall’avv. DUF 1, con delega alla dott. iur. __________ IM 1,

rappresentata dall’avv. DUF 1, con delega alla dott. iur. __________

in carcerazione preventiva dal 1° aprile 2018 al 18 maggio 2018 (48 giorni), in anticipata esecuzione di pena dal 19 maggio 2018; in carcerazione preventiva dal 1° aprile 2018 al 18 maggio 2018 (48 giorni), in anticipata esecuzione di pena dal 19 maggio 2018;

imputata, a norma dell'atto d'accusa 135/2018 del 25 luglio 2018, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di imputata, a norma dell'atto d'accusa 135/2018 del 25 luglio 2018, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

1. rapina, ripetuta, consumata e tentata

per avere, a __________, in data 1° aprile 2018, tra le ore 17:00 e le ore 17:15, commesso, rispettivamente tentato di commettere un furto usando violenza contro una persona,

e meglio per avere,

1.1. verso le ore 17:00, mentre ACPR 2 si trovava su __________, raggiungendola da tergo cogliendola di sorpresa, cingendola con le braccia facendola cadere a terra, sottratto a quest’ultima la borsetta che portava a tracolla (contenente fazzoletti, le chiavi di casa e denaro contante pari a CHF 19.50 – refurtiva in parte recuperata e restituita), fuggendo immediatamente dopo facendo perdere le proprie tracce;

1.2. verso le ore 17:15, all’incrocio di Via __________ e Via __________, tentato di sottrarre ad ACPR 1 la borsetta che portava a tracolla, più precisamente, raggiungendola da tergo, afferrandole il braccio sinistro e la borsetta, scuotendola, non senza, vista la resistenza della vittima, afferrarla per la gola, non compiendo o compiendo senza risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato, grazie alla reazione della vittima e all’intervento di un passante, reazioni che l’hanno costretta a scappare facendo perdere le proprie tracce;

2. furto

per avere, a __________, in una data imprecisata tra il 1° luglio 2013 e il 17 luglio 2013, agendo in correità con una non meglio identificata persona, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e al fine di appropriarsene, sottratto dal Camper di proprietà di __________, previo scasso della porta, cose mobili altrui, e meglio una mascherina autoradio e un ferro per tende da sole, per un valore complessivo della refurtiva denunciato di CHF 600.00 (refurtiva non recuperata),

3. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzata, a __________, __________ e in altre non meglio precisate località, nel periodo compreso dal mese di novembre 2015 al 1° aprile 2018, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina, 0,2 grammi di eroina e 3 grammi di marijuana, stupefacente acquistato o offertole da non meglio identificate persone;

fatti avvenuti : nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti : dagli art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP (parzialmente in relazione con l’art. 22 CP), art. 139 cifra 1 CP, art. 19a LStup, richiamato l’art. 19 cpv. 2 CP;

Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’imputata IM 1, assistita dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1, con delega alla dott. iur. __________.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:39 alle ore 12:06.

Evase le seguenti

questioni: Verbale del dibattimento

Verbale del dibattimento Il Presidente propone alle parti le seguenti modifiche dell’atto d’accusa:

Il Presidente propone alle parti le seguenti modifiche dell’atto d’accusa: - il punto 3 è modificato nel senso che la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti è ripetuta;

- il punto 3 è modificato nel senso che la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti è ripetuta; - il periodo di cui al punto 3 parte dal 21 novembre 2018, essendo gli episodi precedenti prescritti.

- il periodo di cui al punto 3 parte dal 21 novembre 2018, essendo gli episodi precedenti prescritti. Le parti si dichiarano d’accordo e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.

Le parti si dichiarano d’accordo e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza. Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: le rapine e la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti sono ammesse, mentre è contestato il reato di furto. Al proposito il PP rileva che il DNA dell’imputata è stato trovato su una bottiglietta all’interno del camper e lei stessa ha ammesso di esserci entrata. Non si comprende perché l’AP avrebbe dovuto denunciare la scomparsa di oggetti di poco valore. Ritenuti anche i precedenti specifici dell’imputata, nonché il fatto che non abbiamo motivo per non credere al denunciante, chiede la condanna dell’imputata anche per il furto.

In diritto, osserva che il reato di rapina è chiaramente adempiuto tramite l’uso della violenza, finalizzata alla perpetrazione dei furti.

La colpa di IM 1, secondo l’accusa, è particolarmente grave, perché ha commesso reiteratamente, nel giro di un breve lasso di tempo, un reato che intacca non solo il patrimonio, ma anche l’integrità fisica della persona. L’imputata ha agito per fine egoistico, e meglio per mero scopo di lucro, agendo nei confronti di persone anziane, sapendo che avrebbe potuto, con il suo agire, anche causare ferite di grave entità, trattandosi di persone molto fragili. Si tratta di un comportamento particolarmente odioso e riprovevole, proprio per la scelta di rapinare vittime di una certa età e quindi molto vulnerabili. Con il suo agire IM 1 ha mostrato un’incredibile propensione a delinquere e una grande spregiudicatezza, agendo in pieno giorno. L’imputata non si è assunta appieno la responsabilità di quanto commesso, ascrivendo il suo agire a fattori esterni. A suo favore possiamo ritenere una certa collaborazione e il suo vissuto comunque non facile.

Il PP riassume le conclusioni della perizia psichiatrica del dr. __________.

Ritiene che unicamente una pena detentiva, accompagnata eventualmente da una misura, possa trattenere IM 1 dal commettere nuovi reati. S’impone pertanto, a mente dell’accusa, di rendere effettiva la pena detentiva e accompagnarla a una misura. Detta misura non può essere costituita da un trattamento ambulatoriale, ma deve intervenire in modo stazionario. Come ha stabilito il perito, ci vuole anche la buona volontà dell’imputata, che sembra non esservi. Lascia comunque alla Corte se ordinare una misura o meno. La misura adeguata risulta essere un trattamento stazionario, ordinato anche contro la sua volontà.

Il PP conclude chiedendo che l’imputata venga condannata a 23 (ventitre) mesi di pena detentiva, pena sospesa ex art. 57 CP per permettere una misura ai sensi dell’art. 60 CP, pena totalmente aggiuntiva a tutte le condanne pronunciate dopo luglio 2013;

- la dott. iur. __________, difensore dell’imputata IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: premesso che IM 1 è consapevole di quelle che sono le sue responsabilità, la difesa espone la situazione personale e la vita anteriore della sua assistita, ponendo l’accento sul fatto che ella ha sicuramente vissuto un’infanzia e un’adolescenza difficili ed ha vissuto situazioni emotive traumatiche, con una madre fragile e incapace di accudirla e un padre assente. IM 1 è cresciuta senza riferimenti e senza amore, un po’ con la nonna e un po’ con una tata, senza regole né norme. Dopo alcuni mesi trascorsi a viaggiare è tornata dalla madre e in questo periodo di smarrimento ha iniziato a bere frequentemente, e da qui è nata la causa di tutti i suoi problemi. Sono, infatti, iniziati i numerosi ricoveri. I reati commessi sono da mettere in relazione diretta con le turbe psichiche di cui soffre.

Vi sono alcuni punti dell’atto d’accusa che, a mente della difesa, devono essere precisati. Ritiene opportuno sottolineare il movente, e meglio che IM 1 voleva ottenere denaro per comprare alcolici per il suo impellente bisogno di bere, dovuto al suo disturbo. IM 1 non ha pianificato il reato, non ha scelto le vittime, ma tutto è stato casuale e improvviso; la stessa ha dichiarato che a quell’ora c’erano solo persone anziane in giro per __________. Se non fosse stato un atto impulsivo, non avrebbe agito in pieno centro, la domenica di Pasqua, e avrebbe scelto un luogo isolato.

Quanto al punto 1.1 dell’atto d’accusa, IM 1 non aveva intenzione di far cadere ACPR 2, e per quanto riguarda il punto 1.2, contesta di avere preso per la gola ACPR 1, fatto peraltro non supportato da documentazione medica.

Riassume le conclusioni del perito psichiatrico, osservando che secondo la difesa erano alterate anche le sue capacità cognitive.

Riguardo al punto 2 dell’atto d’accusa, la difesa rileva che i fatti sono erroneamente accertati. IM 1 contesta di avere sottratto gli oggetti. In virtù del fatto che ha ammesso gli altri fatti imputatile, bisogna credere a questa sua contestazione. È comunque contestato il valore della refurtiva, che non poggia su alcun documento. In virtù del principio in dubio pro reo bisogna considerare un valore della refurtiva inferiore a CHF 300.00, motivo per cui si tratta di furto di lieve entità, per cui la querela è stata ritirata. Chiede quindi l’assoluzione della sua assistita dal reato di furto.

Per quanto concerne il punto 3 dell’atto d’accusa, la difesa precisa che, in assenza di constatazioni oggettive, i quantitativi vanno ridimensionati a favore dell’imputata, nel senso che l’imprecisato quantitativo di cocaina sia limitato a 10 grammi.

Quanto alla commisurazione della pena, chiede di tenere conto della scemata imputabilità, del sincero pentimento, della situazione personale e del carcere preventivo sofferto, periodo in cui l’imputata ha sempre tenuto un comportamento corretto.

Osserva che il dr. __________ ha ritenuto indicata una misura terapeutica stazionaria presso __________, per cui la difesa si rimette al giudizio della Corte. La pena che questa Corte le infliggerà non deve impedire la sua risocializzazione, soprattutto perché si tratta di una ragazza giovane, per cui una modifica della personalità è ancora possibile, come peraltro indicato dallo stesso perito. IM 1 necessita anche di educazione. Chiede di ascoltare il grido di aiuto della ragazza. Dubbi per quanto concerne una prognosi favorevole possono essere sicuramente legittimi, ma questo non significa che la stessa non possa cambiare la sua vita futura. Occorre offrire una, forse l’ultima, occasione per reinserirsi nella società, grazie a una privazione della libertà non troppo lunga, in modo che possa investire il più presto possibile le sue energie ad esempio nella ricerca di un lavoro.

La difesa conclude chiedendo la riduzione della condanna richiesta dalla pubblica accusa e che la stessa sia posta al beneficio della sospensione condizionale ex art. 57 CP. Per la durata del periodo di prova e la misura terapeutica si rimette al giudizio della Corte.

Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 19, 22, 40, 42, 47, 49, 51, 56 e segg., 69, 70, 106, 139, 140 CP;

12, 19, 22, 40, 42, 47, 49, 51, 56 e segg., 69, 70, 106, 139, 140 CP; 19a LStup;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autrice colpevole di:

1.1. rapina ripetuta, consumata e tentata

per avere,

il 1. aprile 2018, a __________, commesso, rispettivamente tentato di commettere un furto usando violenza contro una persona, e meglio per avere,

1.1.1. verso le ore 17:00, raggiungendola da tergo, cingendola con le braccia facendola cadere a terra, sottratto a ACPR 2 la borsetta che portava a tracolla, contenente fazzoletti, le chiavi di casa e denaro contante pari a CHF 19.50, nonché per avere,

1.1.2. verso le ore 17:15, raggiungendola da tergo, afferrandole il braccio sinistro e la borsetta, scuotendola e afferrandola per la gola, tentato di sottrarre ad ACPR 1 la borsetta che portava a tracolla, non riuscendovi grazie alla reazione della vittima e all’intervento di un passante;

1.2. furto

per avere,

in data imprecisata tra il 1. e il 17 luglio 2013, a __________, agendo in correità con un terzo, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e al fine di appropriarsene, sottratto dal camper di proprietà di __________, previo scasso della porta, cose mobili altrui, e meglio una mascherina autoradio e un ferro per tende da sole, per un valore complessivo di CHF 600.00;

1.3. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti ripetuta

per avere,

nel periodo 21 novembre 2015 – 1. aprile 2018, a __________, __________ e in altre imprecisate località, senza essere autorizzata, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina, 0.2 grammi di eroina e 3 grammi di marijuana;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa.

2. Di conseguenza,

trattandosi di pena totalmente aggiuntiva a quelle di cui ai decreti d’accusa del 4 ottobre 2013, 15 febbraio 2016 e 20 aprile 2017 del Ministero Pubblico del Canton Ticino,

IM 1 è condannata

2.1. alla pena detentiva di 22 (ventidue) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto;

2.2. al pagamento della multa di CHF 200.00 (duecento), con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa sarà sostituita con una pena detentiva di 2 (due) giorni.

3. È ordinato il trattamento stazionario della tossicodipendenza ex art. 60 CP.

4. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa per dar luogo al trattamento stazionario di cui sopra.

5. È ordinato il dissequestro del cellulare e della carta SIM sotto sequestro, previa cancellazione delle memorie, i cui costi sono da anticipare dall’imputata.

6. La tassa di giustizia di fr. 500.00 senza motivazione scritta o di fr. 750.00 con motivazione scritta e le spese procedurali sono a carico della condannata.

7. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

7.1. La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 3'923.85

spese fr. 137.50

IVA (7,7%) fr. 312.70

totale fr. 4'374.05

7.2. La condannata è tenuta a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 4’374.05 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Intimazione a: -

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

- Dipartimento sanità e socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona

- Ufficio centrale svizzero di Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna

- Ufficio assistenza riabilitativa, ufficio del Patronato, Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano

- Direzione del carcere penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise correzionali

Il Presidente La vicecancelliera

Distinta spese :

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Perizia fr. 10'032.60

Multa fr. 200.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 91.55

fr. 11'024.15

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