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Nuova Delhi si trova in una situazione di semi-confinamento. Non è però stato decretato per la pandemia da coronavirus, ma a causa dell''emergenza legata agli altissimi livelli di inquinamento dell'aria che si registrano da inizio novembre. Da martedì, a causa dello smog che soffoca la capitale indiana, sono state chiuse a tempo indeterminato anche le scuole e sono state fermate diverse delle centrali a carbone che forniscono l'energia elettrica alla città e ai suoi oltre 25 milioni di abitanti.
Le due misure si aggiungono a quelle già in vigore da alcuni giorni riguardanti il telelavoro per gli impiegati amministrativi, lo stop fino al 21 novembre dei cantieri edili e il blocco della circolazione dei camion che non trasportano merci di primaria necessità. Per tutti vale l'invito a non uscire di casa per motivi non indispensabili. Le autorità stanno pensando anche di chiudere anche le industrie, ma sulla questione dovrà pronunciarsi la Corte suprema indiana.
A preoccupare soprattutto è la concentrazione di polveri fini nell'aria. Le analisi svolte mercoledì mattina indicavano livelli sette volte superiori al limite massimo con punte a più di 300 microgrammi per metro cubo in alcune parti della città (il limite orario in Svizzera è a 120).
La situazione, sperano a Nuova Delhi, dovrebbe migliorare la prossima settimana con l'arrivo dei venti. Intanto però si moltiplicano i casi di persone che hanno difficoltà a respirare. Il numero delle patologie polmonari aumenta di anno in anno. Stando a Greenpeace nel 2020 nella sola capitale 57'000 persone sono morte a causa dell'inquinamento atmosferico.