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Nella gara vinta, come da copione dal padrone di casa Kristof Milak (pur rimasto non troppo soddisfatto del suo 50"14), Noè Ponti ha concluso all’ottavo e ultimo posto la sua finale in 51"51. Eppure Ponti fino agli ultimi metri era lì con i migliori a lottare per un posto sul podio, ma la benzina è finita una frazione di secondo troppo presto (aveva virato ai 50 metri in terza posizione), relegando il ticinese (in una gara non velocissima, mancava anche il campione olimpico Caleb Dressel, ma equilibratissima) all’ottavo rango.
Ponti non è dunque riuscito a ripetere la medaglia di bronzo conquistata ai Giochi Olimpici di Tokyo l’anno scorso, visto che sul podio – alle spalle di Milak – sono saliti il giapponese Naoki Mizunuma in 50"94 e il canadese Joshua Liendo Edwards in 50"97.
«Mi dispiace un po’ perché penso di valere un tempo migliore – ha dichiarato Ponti, intervistato a caldo dalla Rsi –, ho fatto 50 metri da Dio, fino agli 80 stavo benissimo, poi mi si è spento il motore. Ma ci ho provato e non sono deluso. Penso di valere di più, anche degli avversari, ma oggi loro sono stati più bravi di me, oggi ero tranquillo».
Con questa gara si è conclusa la rassegna iridata del gambarognese che ha raggiunto due finali (anche sui 200 m delfino) e ha ritoccato il record svizzero sui 50 e sui 200 metri. «Ho fatto un buon mondiale anche se è mancata la ciliegina sulla torta».