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BERNA - Persistenza delle violenze sessiste, delle discriminazioni salariali e non riconoscimento del lavoro domestico: sono solo alcune delle ragioni per le quali le donne sono state chiamate a scioperare il 14 giugno prossimo, ispirandosi alla mobilitazione avvenuta la stessa data nel 1991. Le organizzatrici hanno pubblicato ieri un manifesto.
Il documento - diviso in 19 punti - si basa sulla constatazione che «noi tutte siamo esposte al sessismo, alle discriminazioni, agli stereotipi e alle violenze, sul posto di lavoro, a casa o per strada», si legge.
In ambito lavorativo, viene chiesto in particolare che il settore dell'economia domestica venga sottoposto alla legge sul lavoro e che il tempo di lavoro legale sia nettamente ridotto per poter conciliare meglio vita professionale e privata. Viene inoltre respinto l'innalzamento dell'età di pensionamento.
Le autrici del documento criticano con veemenza le violenze sessiste e omofobe e chiedono risorse per combatterle, ricordando che in Svizzera ogni mese due donne muoiono per le botte inferte dal partner o ex partner.
Altre rivendicazioni riguardano il corpo e la sessualità e comprendono la libera scelta nella riproduzione, il diritto all'aborto libero e gratuito, la gratuità e la scelta di metodi contraccettivi e articoli per l'igiene intima, così come l'accesso gratuito al trattamento per il cambio di sesso. Tutte le coppie dovrebbero inoltre beneficiare degli stessi diritti che le coppie eterosessuali, si legge nel manifesto.
Lo scorso 22 settembre, circa 20'000 persone avevano manifestato a Berna a favore della parità salariale tra uomini e donne e contro la discriminazione. All'origine della mobilitazione c'erano una quarantina di organizzazioni.