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In seguito alla riforma II dell'imposizione delle imprese, numerosi azionisti potrebbero ricevere dividendi esenti da imposta. Lo indica uno studio del Credit Suisse diffuso oggi, secondo il quale la metà delle imprese attive in Svizzera potrebbe far partecipare i propri azionisti di questo vantaggio.
Gli analisti della banca sono giunti a queste conclusioni dopo aver stimato, per 66 imprese, le riserve costituite dagli apporti di capitale, ossia quei versamenti supplementari eseguiti dagli azionisti a una società in occasione della sua costituzione o di un aumento di capitale (se tali apporti superano il valore nominale del capitale azionario o sociale sono attribuiti alle riserve). In seguito, la banca ha paragonato simili riserve con i dividendi attesi.
Nel caso di 9 imprese, secondo il CS gli azionisti non dovrebbero ricevere un dividendo. Delle 59 che invece pagano un dividendo, 30 possono finanziarlo completamente attingendo dalle riserve costituite con gli apporti di capitale, mentre le rimanenti potranno distribuire almeno una parte dei dividendi sotto forma di rimborso del capitale esente da imposta.
Per gli azionisti si tratta di un'operazione fiscalmente interessante, specie da quando nel 2011 è entrata in vigore la riforma II delle imprese che ha introdotto una nuova regolamentazione per gli apporti di capitale.
SDA-ATS