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Donazione di organi: il Consiglio federale approva il modello del consenso presunto in senso lato
Berna, 25.11.2020 - Il Consiglio federale chiede al Parlamento di respingere l’iniziativa popolare «Favorire la donazione di organi e salvare vite umane». Appoggia in linea di principio la richiesta dell’iniziativa ma propone una modifica di legge che prevede di introdurre il modello del consenso presunto in senso lato allo scopo di migliorare le opportunità per le persone in lista d’attesa. Chi non intende donare organi dopo la morte deve ora dichiararlo. Nel contempo, devono essere tutelati i diritti dei congiunti. Nella sua seduta del 25 novembre 2020, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto sui risultati della procedura di consultazione e adottato il messaggio concernente l’iniziativa popolare e il controprogetto indiretto.
In Svizzera molte persone sono in attesa di un organo salvavita. Il numero di donazioni di organi è progressivamente aumentato dal 2013 con il piano d'azione «Più organi per i trapianti» della Confederazione, ma resta comunque sempre basso nel confronto europeo.
I riceventi devono spesso attendere a lungo prima di trovare un organo adeguato. Per questo ogni anno muoiono persone in lista d'attesa perché non hanno ricevuto per tempo un organo salvavita.
Il 22 marzo 2019, la Jeune Chambre Internationale (JCI) Riviera ha depositato l'iniziativa popolare «Favorire la donazione di organi e salvare vite umane», che chiede di sancire nella Costituzione federale il modello del consenso presunto in senso stretto allo scopo di aumentare il numero di donazioni. Il Consiglio federale appoggia in linea di principio la richiesta ed è anch'esso dell'avviso che sia necessario ridurre i tempi di attesa per un trapianto di organi in modo da salvare vite umane.
Tuttavia, il Consiglio federale si oppone al modello del consenso presunto in senso stretto, che non prevede il coinvolgimento obbligatorio dei congiunti, e propone di introdurre nella legge sui trapianti un modello del consenso presunto in senso lato. In questo modo, i diritti dei congiunti saranno tutelati e il loro coinvolgimento resterà garantito. Essi potranno infatti, anche in futuro, rifiutare una donazione di organi se ciò corrisponde alla volontà della persona deceduta. Il Consiglio federale sottopone dunque al Parlamento un'apposita modifica di legge per un modello del consenso presunto in senso lato sotto forma di controprogetto indiretto all'iniziativa popolare.
Cambio di sistema
Attualmente in Svizzera vige il modello del consenso. Una donazione è presa in considerazione se la persona deceduta vi ha acconsentito quando era in vita. Se non esiste una dichiarazione di volontà, vengono interpellati i congiunti. In questa difficile situazione, una donazione è rifiutata nel 60 per cento circa dei casi. Questo dato è in contrasto con diversi sondaggi secondo cui la maggioranza della popolazione svizzera è sostanzialmente favorevole a una donazione di organi.
Secondo il modello del consenso presunto, in linea generale ogni persona con più di 16 anni è considerata potenziale donatrice di organi, a meno che non vi si sia opposta quando era in vita. Le condizioni per una donazione restano quelle vigenti: possono donare organi solo le persone decedute in ospedale per morte cerebrale in seguito a lesioni cerebrali o ad arresto cardiocircolatorio. Se il decesso avviene a domicilio o al di fuori dell'ospedale, la donazione non è ammessa.
Indirizzo cui rivolgere domande
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, Comunicazione, +41 58 462 95 05, <email-pii>
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