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Gli svizzeri hanno speso circa 2 miliardi di franchi in meno all'estero a causa del parziale blocco delle frontiere durato quasi 13 settimane, fra metà marzo e metà giugno. La stima è di Credit Suisse, che si basa sulle transazioni delle carte di debito, tenendo conto del fatto che oltre confine si paga maggiormente con carte di credito e contanti.
Nel complesso gli esperti della banca presuppongono che il turismo dello shopping sia aumentato negli ultimi otto anni, emerge da una comunicazione odierna. La differenza di prezzo di un tipico paniere di prodotti si è infatti sviluppata a svantaggio del commercio al dettaglio elvetico. E anche il franco forte ha fatto la sua parte.
I prossimi mesi mostreranno con quanta rapidità i consumatori svizzeri torneranno a fare acquisti all'estero nonostante la pandemia di coronavirus, osservano gli economisti di Credit Suisse. L'anno scorso gli abitanti della Confederazione hanno comprato oltre frontiera per circa 8 miliardi di franchi.