Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85170

<h2>SubmittedText<h2><p>Il drammatico peggioramento della situazione in relazione alla sicurezza alimentare ci induce a rivolgere al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale carattere e durata dell'acuta crisi alimentare?</p><p>2. Quale ruolo il Consiglio federale ritiene rivestano gli agrocarburanti e la speculazione nell'esplosione dei prezzi?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad adottare autonomamente provvedimenti contro la speculazione nel settore alimentare nonché a proporre e sostenere misure analoghe sul piano internazionale?</p><p>4. Nel quadro delle politiche agricola, energetica e commerciale il Consiglio federale è disposto a introdurre un esame dell'impatto sugli alimenti di base che ricalchi il modello dell'esame dell'impatto sull'ambiente?</p><p>5. Che ne pensa il Consiglio federale del piano di sovranità alimentare proposto da movimenti sociali contadini, che consentirebbe agli Stati di tutelare autonomamente il proprio approvvigionamento di base con alimenti prodotti rispettando l'ambiente e gli animali?</p><p>6. Come intende applicare il Consiglio federale le raccomandazioni espresse dal Consiglio agricolo dell'ONU nel rapporto IAASTD, anch'esse incentrate su un'impostazione della sovranità alimentare secondo principi ecologici e sociali?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto ad impegnarsi in seno ad organizzazioni internazionali (in particolare Banca mondiale, FMI, OMC) per un cambiamento di rotta che ponga le esigenze sociali ed ecologiche dell'uomo al di sopra della logica del mercato mondiale e della mentalità orientata al profitto delle multinazionali agroalimentari?</p><p>8. Che ne pensa il Consiglio federale della raccomandazione dei summenzionati esperti dell'ONU secondo cui occorre porre fine al sostegno della vendita delle eccedenze occidentali ai Paesi in via di sviluppo?</p><p>9. Il Consiglio federale è disposto ad impegnarsi affinché il settore agricolo non sia più di competenza dell'OMC bensì dell'ONU?</p><p>10. Considerato che le multinazionali agroalimentari svizzere e di conseguenza il fisco traggono notevole profitto dagli aumenti vertiginosi dei prezzi, il Consiglio federale è disposto a versare un contributo cospicuo al programma alimentare mondiale e a intensificare l'aiuto alimentare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale crisi alimentare rappresenti un serio problema economico e sociale segnatamente per i Paesi in via di sviluppo che sono importatori netti di derrate alimentari. Alla luce di questa situazione, a breve termine devono essere adottate misure immediate sotto forma di aiuti alimentari. A medio e lungo termine il Consiglio federale caldeggia una strategia sostenibile che promuova un'agricoltura locale multifunzionale e crei un sistema commerciale mondiale equo per tutti i Paesi. La crisi è stata innescata principalmente dalla momentanea impennata dei prezzi sul mercato mondiale nonché da altri motivi quali distribuzione delle derrate alimentari, malgoverno, disordini politici nei Paesi colpiti, eccetera. Secondo le attuali previsioni della FAO e dell'OCSE, a breve termine i prezzi dei beni agricoli rimarranno elevati, ma a medio e lungo termine si stabilizzeranno a un livello più basso. Tuttavia i valori nominali dovrebbero attestarsi notevolmente al di sopra della media dell'ultimo decennio, segnando un aumento del 20 per cento per la carne bovina e suina, del 40 e 60 per cento rispettivamente per frumento e mais e del 60 per cento per i semi oleosi.</p><p>2. È incontestato il fatto che la produzione di biocarburanti e la speculazione nel settore alimentare abbiano spinto al rialzo i prezzi delle materie prime agricole praticati sul mercato mondiale. Tuttavia, è impossibile stabilire in quale misura siano responsabili del livello elevato dei prezzi sul mercato mondiale. Secondo il Ministero dell'agricoltura degli Stati Uniti, lo scorso anno soltanto l'1,3 per cento della superficie agricola è stata destinata alla produzione di biocarburanti. L'OCSE ritiene che la produzione di biocarburanti negli anni 2005 a 2007 abbia contribuito nella misura del 60 per cento all'aumento della domanda di cereali e oli vegetali. Altri fattori quali crescita demografica, nuove abitudini alimentari in Paesi con forte crescita economica, caro-petrolio e perdite di raccolto per motivi meteorologici in Stati tradizionalmente dediti all'esportazione (in particolare Australia) potrebbero tuttavia avere una valenza altrettanto significativa.</p><p>3. È impossibile immaginare l'attuale sistema di mercato senza il commercio nazionale e internazionale di beni agricoli, nel quale rientrano anche le operazioni a termine nelle borse delle materie prime. La speculazione sulle materie prime agricole è aumentata considerevolmente soltanto in tempi recenti sotto la spinta della crisi finanziaria mondiale. Il Consiglio federale sarebbe disposto a sostenere gli sforzi in atto sul piano internazionale volti ad analizzare i meccanismi della speculazione sulle materie prime e le rispettive ripercussioni sui prezzi delle derrate alimentari.</p><p>4. Il diritto internazionale pone l'attuazione e la tutela dei diritti umani, in particolare del diritto al cibo, alla base di qualsiasi intervento politico. Il diritto al cibo non deve essere compromesso dalla produzione di biocarburanti e agrocarburanti. Sul piano internazionale la Svizzera si impegna per la creazione di condizioni quadro internazionali volte a garantire una produzione sostenibile di derrate alimentari e bioenergia incentrata sulla sicurezza alimentare a livello mondiale. Affinché ciò sia realizzabile, la Svizzera ritiene che debbano essere definiti criteri in materia di sostenibilità riconosciuti internazionalmente. Il Politecnico federale di Losanna è incaricato di elaborare i criteri per un marchio internazionale di qualità per il bioetanolo prodotto in modo sostenibile da utilizzare come carburante. Inoltre, con la revisione della legge sull'imposizione degli oli minerali la Svizzera ha creato la base per criteri severi in materia di sostenibilità, assumendo un ruolo pionieristico in questo campo.</p><p>5. Il Consiglio federale caldeggia, per principio, il piano di sovranità alimentare il quale permette anche ai Paesi in via di sviluppo d'impostare autonomamente politiche agricole e di sicurezza alimentare conformi alle loro peculiarità. La sovranità alimentare è interpretata in modo diverso e specifico in ogni Paese. Tuttavia non deve fungere da pretesto per introdurre restrizioni commerciali che distorcono la concorrenza. In generale, le frontiere aperte contribuiscono anche a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento. L'agricoltura svizzera, ad esempio, dipende fortemente da mezzi di produzione importati, in particolare dai carburanti. Inoltre, alla luce del consumo attuale, le risorse di terreno disponibili per abitante non basterebbero a garantire un totale autoapprovvigionamento basato unicamente sulla produzione indigena. Nella legislazione nazionale, la sicurezza alimentare è disciplinata negli articoli 102 e 104 della Costituzione federale. Il Consiglio federale ritiene che le attuali politiche agricola e commerciale della Svizzera garantiscano la sicurezza alimentare. A livello internazionale la Svizzera si è impegnata notevolmente per lo sviluppo e il rispetto delle direttive della FAO concernenti l'applicazione del diritto a un'alimentazione adeguata.</p><p>6. La Svizzera ha approvato il rapporto IAASTD e pertanto ha manifestato l'intenzione di tenere in considerazione le opzioni d'intervento ivi contenute. In linea di massima queste ultime corrispondono alla politica elvetica in materia di agricoltura e di sviluppo. Nel dibattito internazionale la Svizzera si schiera apertamente per un'agricoltura sostenibile e multifunzionale, ossia su principi fondamentali anche per la politica agricola nazionale.</p><p>7. Il Consiglio federale ritiene che nell'economia globale interconnessa debbano trovare spazio anche gli aspetti sociali ed ecologici. Le organizzazioni internazionali devono provvedere affinché venga tenuto debitamente conto di tutti gli aspetti. Considerate le tre organizzazioni multilaterali citate nella domanda, il compito di elaborare un dispositivo internazionale spetta unicamente all'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC). Tra le questioni che devono essere trattate nel quadro del ciclo di negoziati di Doha rientrano pure il commercio e l'ambiente. La Banca mondiale svolge attività di consulenza e di sostegno sul piano strutturale, programmi d'applicazione compresi, in loco. Ultimamente l'agricoltura ha assunto nuovamente una notevole importanza nel quadro del suo lavoro e maggior peso è dato agli aspetti sociali ed ecologici. La Svizzera si impegna da tempo affinché la Banca mondiale imposti il suo lavoro su questi aspetti e recentemente ha riconfermato questo orientamento. Il Fondo monetario internazionale (FMI) si concentra sull'adeguamento del quadro macroeconomico volto a favorire a lungo termine una reazione sul fronte dell'offerta. A breve termine il FMI deve garantire la disponibilità dei mezzi finanziari necessari per far fronte ai problemi a livello di bilancia dei pagamenti nonché impostare ed applicare misure statali di sostegno temporanee a favore dei più poveri. La Svizzera sostiene questa politica.</p><p>8. Il Consiglio federale condivide questa valutazione. Nel quadro della PA 2007 ha deciso di abrogare con effetto al 31 dicembre 2009 le sovvenzioni all'esportazione di prodotti agricoli svizzeri (ad eccezione dei contributi giusta la cosiddetta legge sul cioccolato). Nell'ambito del ciclo di negoziati di Doha dell'OMC, esso ha pure sostenuto un divieto generalizzato di concedere sovvenzioni alle esportazioni (decisione della Conferenza dei ministri dell'OMC, Hong Kong, 2005) e s'impegna per una normativa più severa in materia di forme parallele (p. es. aiuto alimentare in natura in situazioni che non sono da considerarsi di emergenza).</p><p>9. Il settore agricolo ha bisogno sia dell'OMC, per le questioni commerciali, sia di una FAO forte che in qualità di organizzazione dell'ONU è competente in materia di politica della sicurezza alimentare sul piano internazionale. La crisi alimentare in atto palesa l'urgenza. Tra le rivendicazioni dei Paesi in via di sviluppo nel quadro del ciclo di negoziati di Doha dell'OMC rientrano proprio un accesso agevolato al mercato per i prodotti agricoli nonché il ridimensionamento delle sovvenzioni e delle misure che distorcono il mercato. Il Consiglio federale persegue inoltre l'obiettivo di migliorare la cooperazione fra tutte le organizzazioni internazionali attive nel settore agricolo nonché di garantire la coerenza dei loro interventi.</p><p>10. Vista la precarietà della situazione, la Svizzera ha già reagito. Quale misura immediata ha versato al programma alimentare mondiale un importo di 2 milioni di franchi in via suppletiva al suo contributo ordinario di 45,5 milioni di franchi nonché un acconto di 6,8 milioni di franchi. Ogni anno la Svizzera investe circa 150 milioni di franchi nell'agricoltura di Paesi in via di sviluppo. Di questi, 80 milioni di franchi sono interventi bilaterali diretti, 12 milioni di franchi sono contributi a centri di ricerca agricola internazionali e l'importo rimanente corrisponde alla quota della Svizzera ai fondi investiti nell'agricoltura dalle istituzioni multilaterali. Qualora la situazione dovesse inasprirsi, il Consiglio federale sarebbe disposto a rivalutare la situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.