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Il Tribunale federale ha sconfessato un'altra volta il Ministero pubblico della Confederazione in merito ai fondi del gigante petrolifero russo bloccati in Svizzera.
La Corte suprema elvetica ha opposto il suo veto alla richiesta russa d'assistenza giudiziaria. Il procuratore Valentin Roschacher dovrà eseguire un complemento d'istruttoria.
Dopo un primo rifiuto agli inizi di gennaio, il Tribunale federale ha deciso di non concedere assistenza giudiziaria alle autorità russe in altre due indagini contro l'azienda petrolifera Yukos.
Il Tribunale ha accolto i ricorsi inoltrati da sette ditte del gruppo Menatep – la banca che controlla Yukos e i cui averi sono attualmente bloccati in Svizzera – e ha quindi detto no alla trasmissione di documenti bancari alle autorità russe, decisa a suo tempo dal Ministero pubblico della Confederazione.
Riserve
Come aveva già fatto capire in gennaio, accettando dei ricorsi simili, il Tribunale federale nutre numerose riserve nei confronti delle domande d'assistenza giudiziaria delle autorità russe, che intendono colpire ulteriormente gli ex oligarchi Mikhaïl Khodorkovski e Platon Lebedev condannati lo scorso anno e inviati in Siberia.
In due sentenze pubblicate lunedì, il Tribunale federale giudica opportuno rinviare l'incarto al Ministero pubblico della Confederazione, anche se non esclude che una parte del denaro depositato su conti svizzeri dalle filiali di Menatep – la banca proprietaria della Yukos – possa avere un'origine illecita.
Conti bloccati
In attesa che venga fatta chiarezza, i conti in questione rimangono sotto sequestro. Non è escluso, infatti, che in seguito al complemento d'istruttoria richiesto al Ministero pubblico della Confederazione (MPC), si possa in futuro arrivare alla concessione dell'assistenza giudiziaria alle autorità russe.
Se il MPC manterrà il blocco dei fondi, dovrà stabilire quale parte degli averi è stata investita legalmente.
Su questo punto, i giudici federali rifiutano le lagnanze dei ricorrenti, che temono di veder bloccati i loro averi a tempo indeterminato. In effetti, fa sapere il Tribunale federale, le ditte in questione possono ottenere la liberazione delle somme necessarie a proseguire le loro attività.
Sequestro senza precedenti
Nell'affare Yukos, il Ministero pubblico della Confederazione era stato sconfessato una prima volta nel giugno del 2004. Il Tribunale federale gli aveva rimproverato il blocco di conti per un valore di 6,2 miliardi di franchi.
I giudici federali avevano ritenuto che questo sequestro senza precedenti violasse il principio di proporzionalità. Oggi nelle banche svizzere restano bloccate diverse decine di milioni di franchi.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Marzo 2004: la Svizzera blocca 6,2 miliardi di franchi depositati nelle banche elvetiche dagli ex dirigenti del gigante petrolifero russo Yukos.
Giugno 2004: in seguito ad un'operazione d'assistenza giudiziaria, una parte dei fondi viene restituita alla Russia.
9 gennaio 2005: il Tribunale federale respinge un'ulteriore domanda russa d'assistenza giudiziaria per i fondi ancora congelati in Svizzera.
In breve
Il Tribunale federale rappresenta l'ultima istanza svizzera in materia giudiziaria.
La corte suprema svizzera è chiamata generalmente ad esprimersi in caso di ricorso presentato contro le decisioni dei tribunali cantonali.
Il Tribunale federale esercita inoltre un controllo delle decisioni emanate dalle autorità cantonali e federali.