Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212218

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 3 aprile 2020 il Consiglio federale ha emanato diversi provvedimenti per l'approvvigionamento di materiale medico importante, entrati in vigore l'indomani, il 4 aprile 2020. Citiamo tra questi:</p><p>1. la competenza attribuita al Consiglio federale di obbligare i fabbricanti a produrre materiale medico importante, a priorizzare la produzione di questo materiale o ad aumentarla (art. 4k cpv. 1 dell'ordinanza 2 COVID-19);</p><p>2. il regime di deroghe all'obbligo di omologazione di medicamenti (art. 4l dell'ordinanza 2 COVID-19).</p><p>Quali provvedimenti sono stati adottati da allora in ottemperanza a queste due disposizioni, tenendo presente che dall'inizio della crisi e ancora oggi nel nostro Paese vi è una grave carenza di materiale di protezione (in particolare di mascherine) e di medicamenti necessari ai trattamenti (si è parlato in particolare del trattamento a base di idrossiclorochina), come pure di test diagnostici e sierologici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Grazie ai provvedimenti decisi dal Consiglio federale nell'ordinanza 2 del 3 aprile 2020 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (ordinanza 2 COVID-19; RS 818.101.24), l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha potuto garantire a titolo sussidiario, in stretta collaborazione con l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE) e l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Swissmedic), la sicurezza dell'approvvigionamento dei medicamenti necessari per curare i pazienti COVID-19. L'idrossiclorochina menzionata dall'autore dell'interpellanza, utilizzata inizialmente per curare pazienti COVID-19, è sempre stata disponibile in quantità sufficienti per soddisfare la domanda degli ospedali curanti. Le opzioni terapeutiche sperimentali supplementari, messe a disposizione degli ospedali svizzeri nell'ambito del gruppo di lavoro per l'approvvigionamento di crisi e della collaborazione con varie imprese farmaceutiche svizzere, comprendono oltre all'idrossiclorochina anche il lopinavir/ritonavir e il remdesivir (antivirali), a cui si è aggiunto il tocilizumab (medicamento utilizzato contro l'infiammazione virulenta e letale provocata talvolta dall'infezione da coronavirus).</p><p>La penuria di mascherine di protezione delle vie respiratorie e di mascherine igieniche, verificatasi alla fine di febbraio, ha potuto essere perlopiù compensata immediatamente attingendo alle scorte della Confederazione. In seguito alla crisi della COVID-19, dal marzo del 2020 la domanda di dispositivi di protezione e di beni farmaceutici ha subito un'impennata a livello svizzero e mondiale. Decise d'urgenza all'inizio di marzo da diversi Paesi dell'UE, le restrizioni all'esportazione di dispositivi di protezione hanno inizialmente creato problemi d'importazione. Nel frattempo queste restrizioni sono state nuovamente revocate. Per gli Stati dell'AELS è stato revocato l'obbligo di autorizzazione per l'esportazione di dispositivi medici di protezione introdotto dall'UE. In generale, da aprile sono diminuite le difficoltà legate all'importazione di dispositivi di protezione. Nel frattempo, la penuria è stata per la maggior parte eliminata. Oggi gli acquisti seguono una cosiddetta doppia strategia: da un lato Confederazione e Cantoni effettuano i loro acquisti autonomamente, e in questo contesto la Confederazione ha chiesto ai Cantoni di verificare le loro scorte di materiale protettivo, in vista di un'eventuale seconda ondata, e di procedere agli acquisti necessari. Dall'altro, la Confederazione garantisce i bisogni del settore sanitario svizzero a titolo sussidiario.</p><p>È stato istituito un sistema di monitoraggio della situazione dei laboratori diagnostici di microbiologia in grado di eseguire test COVID-19. Grazie a questo sistema sono note e monitorate a ritmo settimanale le capacità effettive di più di 70 laboratori svizzeri, al di là dei test effettivamente eseguiti e notificati d'ufficio all'UFSP. Il sistema permette anche di conoscere le scorte di questi laboratori per un campione di 14 kit di test selezionati per la loro particolare importanza. Un sistema analogo è stato istituito per monitorare la situazione sul fronte dei fornitori di questi 14 kit di test. I problemi di approvvigionamento di reagenti possono essere identificati rapidamente e affrontati dalla Confederazione in stretta collaborazione con le associazioni professionali del settore (SVDI/ASID e FAMH). Il sistema si concentra sulle capacità di test diagnostici (PCR), data la loro importanza ai fini del depistaggio, ma è stato istituito in modo da permettere, se del caso, anche il monitoraggio delle capacità di test sierologici. Dall'entrata in vigore dell'ordinanza 2 COVID-19, il dialogo con i laboratori e i fornitori è stato intensificato sia attraverso le rispettive associazioni professionali che direttamente. La Confederazione lavora alacremente alla costituzione di scorte supplementari di test diagnostici (PCR) in caso di seconda ondata: sono stati realizzati o sono in preparazione vari progetti di fornitura di materiale da laboratorio, ad esempio per garantire un aumento della disponibilità di materiale per effettuare tamponi nasofaringei.</p>  Risposta del Consiglio federale.