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Ad un mese dalla incriminazione per corruzione, frode ed abuso di ufficio, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha deciso oggi di avvalersi della immunità parlamentare.
"Mi accingo a rivolgermi al presidente della Knesset Yoel Edelstein - ha detto in un discorso trasmesso in diretta dalle reti televisive - per avvalermi del mio diritto, che è anche il mio dovere e la mia missione, per restare al servizio dei cittadini di Israele''.
"La legge sulla immunità - ha affermato Netanyahu - è stata intesa per proteggere i rappresentanti del popolo da indagini pretestuose, da incriminazioni di carattere politico il cui scopo è di andare contro il volere del popolo. La legge intende garantire ai rappresentanti del popolo di poter agire per il popolo secondo la sua volontà". Il premier ha quindi lamentato che nei suoi confronti ci sia stata "una applicazione selettiva" della legge, accompagnata da "fughe di notizie continue e tendenziose, e da un lavaggio collettivo del cervello per creare una sorta di tribunale da campo". Netanyahu ha quindi osservato che l'immunità, se gli sarà concessa, avrà comunque un carattere temporaneo. Al suo termine egli intende dunque presentarsi in tribunale "per fare a pezzi" tutte le accuse nei suoi confronti.
Immediata la reazione dei principali rivali politici. Benny Gantz, leader del partito centrista Blu Bianco, ha detto che farà tutto il possibile alla Knesset per impedire che a Netanyahu sia concessa l'immunità. Analoga la posizione di Avigdor Lieberman, leader del partito nazionalista Israel Beitenu.
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