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CHIASSO - In merito all’articolo comparso su 20 minuti e Ticinonline il 9 luglio scorso sul caso di una studentessa dell’Ipus, l’istituto di Chiasso fa sapere che la ragazza in questione ha in effetti "pagato la tassa di iscrizione di 9500 euro ed è stata regolarmente iscritta alla facoltà di scienze infermieristiche per l'anno accademico 2013-14". In base alla lista delle presenze, aggiunge la Ipus, "durante questo anno scolastico la studentessa ha frequentato la maggior parte dei corsi, e malgrado le siano state indicate le date degli esami che avrebbe dovuto sostenere dopo la conclusione del primo anno, la stessa non si è presentata agli appuntamenti".
L'ipus precisa inoltre che, sul modulo di iscrizione sottoscritto dalla studentessa, "era scritto chiaramente che si autorizzava l'istituto a inoltrare l'iscrizione anche ad una Università appartenente all'Unione Europea che avrebbe consentito alla stessa al termine del corso di ottenere il titolo abilitante alla professione del paese d'origine".
Nel caso della ragazza, però, l'iscrizione all'università straniera (in Slovenia) non è avvenuta. Quanto al decreto d'accusa emesso dal Ministero Pubblico nei confronti della Ipus, l'istituto afferma di avere "presentato presso le competenti autorità federali una richiesta di riconoscimento dello statuto di Istituzione Universitaria" e sostiene che "nel caso concreto non è stata dunque mai millantata nessuna pubblicità ingannevole".