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Otto organizzazioni non governative (ong) hanno chiesto oggi alla Svizzera di fare di più contro la tortura. Il comitato dell'Onu che si occupa di questo argomento esaminerà lunedì a Ginevra un rapporto presentato dalle autorità federali.
Le ong affermano che dal precedente rapporto, risalente a quattro anni fa, la Confederazione ha fatto passi avanti significativi, come l'introduzione dell'"avvocato della prima ora". I progressi differiscono però fra i vari cantoni, e problemi rilevanti rimangono.
Uno dei maggiori ostacoli ad una lotta più efficace contro la tortura è l'assenza di una definizione precisa e dell'introduzione della stessa nel Codice penale. Nel quadro della lotta al terrorismo, la polizia federale potrebbe quindi in teoria fare ricorso ad atti considerati tortura dalla Convenzione ONU, ma non sanzionati dal diritto elvetico.
Le ong chiedono pertanto l'integrazione nel Codice penale svizzero di una incriminazione per tortura conforme a questa Convenzione.
Carceri sovraffollate e asilo
Un problema importante è costituito dal sovraffollamento delle carceri. Questo fatto si riscontra soprattutto nella prigione ginevrina di Champ-Dollon. Si tratta di una situazione che mette in pericolo l'accesso a cure mediche di qualità per tutti, e rende illusorie le misure di reintegrazione per i detenuti, sostengono ancora le ong.
Inoltre, i casi di richiedenti l'asilo vittime di tortura sono preoccupanti. Spesso piazzate in detenzione amministrativa per un lungo periodo, queste persone non beneficiano di sostegno psicologico, cure mediche o assistenza giudiziaria.
Alcuni gruppi vulnerabili, come i bambini, necessitano di un'attenzione particolare. Lo stesso discorso vale per migranti lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), i cui bisogni specifici non vengono sufficientemente presi in considerazione.
Le otto ong che hanno trasmesso queste raccomandazioni agli esperti dell'ONU sono ACAT, Amnesty International, Associazione per la prevenzione della tortura, Humanrights.ch, FIACAT, Organizzazione mondiale contro la tortura, Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati e Rete svizzera diritti del bambino. Gli esperti renderanno note le loro conclusioni alla fine della sessione del comitato, verso la metà di agosto.
SDA-ATS