Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158385

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a focalizzare maggiormente i controlli al confine sulle bande criminali, in modo da ridurre il numero record di furti e aumentare la quota particolarmente bassa di chiarimenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il corpo delle guardie di confine (Cgcf) basa le proprie attività ai confini nazionali, che costituiscono frontiere interne di Schengen, su un dispositivo di controllo doganale completato da controlli mobili lungo il confine, nell'area di confine e sulle linee ferroviarie internazionali. Nel quadro dell'esecuzione dei compiti, il corpo effettua regolarmente dei fermi in occasione dei quali sequestra eventuali prove di furti come ad esempio arnesi da scasso nonché merci, armi o gioielli rubati.</p><p>Il Cgcf è un organo d'accertamento e nel settore dei furti non è responsabile delle inchieste. Le persone sospettate di furti o di delitti analoghi vengono quindi consegnate alla polizia cantonale competente. I furti vengono spesso perpetrati da bande criminali. L'anno scorso il Cgcf ha trasmesso alla polizia 985 casi correlati a simili bande (attrezzi e/o refurtiva). In totale, nel 2014 il Cgcf ha fermato 18 482 persone ricercate, 5771 delle quali segnalate per l'arresto.</p><p>Al confine, il Cgcf deve applicare circa 150 leggi e ordinanze. Il suo mandato è complesso e riguarda diversi settori (fiscalità, sicurezza e migrazione). Oltre all'adempimento del mandato principale, gli impieghi e i controlli concertati del Cgcf si fondano su analisi dei rischi e della situazione attuali. Un orientamento unilaterale dell'attività di controllo verso un unico ambito delittuoso non risulta pertanto opportuno. Un generale aumento dei fermi può avvenire solo mediante l'intensificazione dei controlli, il che richiede tuttavia un potenziamento delle risorse in termini di personale.</p><p>L'attività di inchiesta e la conseguente quota di chiarimenti in caso di furti nonché la prevenzione competono ai cantoni (sovranità in materia di polizia). Poiché gli autori dei reati spesso provengono dall'estero, la quota di chiarimenti potrebbe essere aumentata in particolare con l'adesione della Svizzera al Trattato di Prüm. Al centro del trattato vi è lo scambio automatico di dati concernenti il DNA e le impronte digitali al fine di identificare gli autori di reati. Il Consiglio federale ha approvato il relativo mandato di negoziazione il 13 marzo 2015, e le trattative dovrebbero essere avviate entro fine 2015.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.