Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/240364

<h2>SubmittedText<h2><p>A causa della guerra in corso in Ucraina e di altri eventi attuali la politica energetica svizzera deve essere riesaminata alla luce delle mutate condizioni quadro e dei rischi. In particolare si pone il problema della sicurezza dell'approvvigionamento, della diversificazione dell'approvvigionamento energetico e di eventuali misure urgenti per contrastare i costi sempre più elevati dell'energia. Soprattutto in vista del massiccio aumento dei prezzi dell'energia, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanto costano attualmente 1 litro di benzina e 1 kWh di gas ed elettricità e a quanto ammontano le corrispondenti tasse statali?</p><p>2. Quali misure adotta il Consiglio federale per assorbire il massiccio aumento dei prezzi dell'energia per la popolazione svizzera?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a sospendere temporaneamente la riscossione delle tasse statali sull'energia?</p><p>4. Quali sono secondo il Consiglio federale le conseguenze della crisi energetica che si sta profilando in Europa?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui una sana diversificazione dell'approvvigionamento energetico ridurrebbe al minimo il rischio di concentrazione, che è all'origine di difficoltà di approvvigionamento?</p><p>6. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la forte dipendenza della Svizzera dalle importazioni di energia (in particolare di elettricità) comporta grandi rischi per la nostra società?</p><p>7. Quali misure adotta il Consiglio federale per ridurre al minimo il rischio di concentrazione dell'approvvigionamento?</p><p>8. Come cambiano le priorità della politica energetica del Consiglio federale ora che le capacità di importazione di elettricità sono a rischio e la dipendenza dal gas russo si sta rivelando pericolosa a seguito degli attuali sviluppi geopolitici?</p><p>9. Il Consiglio federale sostiene che i gruppi energetici hanno la responsabilità di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico della Svizzera. Come si spiega che nelle strategie del proprietario pubblicate da questi gruppi non risultano simili responsabilità?</p><p>10. Il Consiglio federale conosce le strategie del proprietario cantonali dei maggiori gruppi energetici svizzeri, ossia AXPO, Alpiq, BKW e Repower?</p><p>11. I Cantoni ritengono che sia loro compito garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico della popolazione svizzera?</p><p>12. Se né i gruppi energetici né i Cantoni si considerano responsabili della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico della Svizzera, la Confederazione ritiene di avere questa responsabilità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Innanzitutto occorre fare presente che l'attuale approvvigionamento energetico in Svizzera si basa essenzialmente su vettori fossili. Queste fonti di energia devono essere interamente importate e ciò comporta una forte dipendenza dall'estero. Pertanto la Svizzera è molto esposta all'andamento delle forniture a livello internazionale e all'evoluzione dei prezzi sui mercati europei e globali. Anche per questo motivo, con la sua Strategia energetica 2050 il Consiglio federale mira a un potenziamento delle energie rinnovabili nel nostro Paese e a una maggiore efficienza energetica. Gli sforzi in questa direzione sono supportati anche dagli strumenti della politica climatica. In questo modo può essere ridotta anche la dipendenza dall'estero sul lungo periodo.</p><p>Domanda 1</p><p>Il rapporto di monitoraggio annuale dell'Ufficio federale dell'energia (UFE) fornisce una panoramica dei prezzi dell'energia e delle tasse statali tra il 2000 e il 2020 (<a href="http://www.energiemonitoring.ch">www.energiemonitoring.ch</a> / versione integrale in tedesco, pag. 76-82). Nelle ultime settimane, il prezzo globale del petrolio ha superato i 100 dollari al barile. Buona parte dell'approvvigionamento di petrolio in Svizzera è indipendente dalle forniture della Russia o può fare affidamento su quelle di altri Paesi. Data la situazione incerta, i prezzi restano tuttavia molto volatili. Negli ultimi mesi, i prezzi elevati sui mercati all'ingrosso europei hanno comportato un incremento dei prezzi del gas e dell'energia elettrica in Svizzera. Per il gas, essi variano a seconda del fornitore e possono cambiare a breve termine in base alla politica dei prezzi o alla strategia di acquisto di quest'ultimo. Per quanto concerne l'elettricità, le economie domestiche e la maggior parte delle PMI rientrano nel mercato del servizio universale parzialmente liberalizzato. Poiché le aziende di approvvigionamento elettrico devono fissare per questi gruppi di clienti le tariffe dell'anno successivo già nel mese di agosto, gli eventuali aumenti di prezzi si faranno sentire solo in un secondo momento e in parte in modo attenuato. Le tariffe energetiche del servizio universale rimangono fisse per un anno e si basano sui costi sostenuti dall'azienda di approvvigionamento elettrico per l'acquisto dell'energia.</p><p>Domanda 2</p><p>Il Sorvegliante dei prezzi, a cui spetta la sorveglianza dei prezzi del gas, ha chiesto negli ultimi mesi diverse informazioni ai fornitori di gas locali e ai rispettivi fornitori a monte per verificare caso per caso se gli aumenti dei prezzi possono essere giustificati da un incremento di prezzi di acquisto o se vi potrebbe essere un abuso ai sensi della legge sulla sorveglianza dei prezzi.</p><p>Il 1° marzo 2022, l'AIE ha deciso di sbloccare 60 milioni di barili di petrolio dalle riserve dei Paesi membri. Questo provvedimento è inteso a produrre in un primo momento un effetto calmante sui mercati e sui prezzi e a frenare l'inflazione. La Svizzera, nell'ambito dell'approvvigionamento economico del Paese, partecipa all'operazione comune dell'AIE.</p><p>Domanda 3</p><p>Il Consiglio federale non dispone delle basi legali necessarie per una tale misura.</p><p>Domanda 4</p><p>Il Consiglio federale monitora costantemente la situazione dell'approvvigionamento e fa le relative valutazioni. Attualmente non si ravvisa una crisi energetica nell'immediato. Nell'ottica attuale, la sicurezza dell'approvvigionamento di gas e di elettricità per l'inverno in corso è garantita, nonostante l'elevato livello dei prezzi. La situazione deve però essere valutata costantemente, in particolare in base all'ulteriore sviluppo del conflitto in Ucraina. Il Consiglio federale osserva attentamente la situazione. Ha già intrapreso alcune misure per la sicurezza dell'approvvigionamento nell'inverno 2022/2023 e commissionato altri lavori. Per quanto riguarda la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico, il Governo anticipa la costituzione di una riserva di energia idroelettrica. Per garantire la sicurezza delle forniture di gas, il Consiglio federale ha creato le condizioni che permettono al settore svizzero del gas di procurarsi rapidamente capacità di stoccaggio supplementari all'estero nonché gas, gas liquido (GNL) e capacità nei terminali GNL, senza dover temere in seguito conseguenze sotto il profilo della legislazione antitrust.</p><p>Domanda 5</p><p>Il Consiglio federale condivide questa opinione. Attualmente l'approvvigionamento energetico in Svizzera è nel complesso molto diversificato. Tuttavia, per quanto riguarda il gas ciò è vero solo in parte se si considera il Paese di provenienza: benché la Svizzera importi il suo gas in prevalenza direttamente dai Paesi limitrofi Germania, Francia e Italia, la Germania acquista una quota elevata di questa fonte energetica dalla Russia (Paese di origine). Pertanto anche in Svizzera la quota di gas russo è elevata (47% nel 2020). Con l'abbandono graduale dell'energia nucleare e dei vettori fossili, ci si concentrerà a lungo termine sulle energie rinnovabili indigene e questo cambiamento di paradigma costituirà una sfida per la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. A tal proposito il Consiglio federale ha già adottato alcune misure e commissionato altri lavori (vedi anche risposte alle domande 4, 6 e 7).</p><p>Domanda 6</p><p>La Svizzera dipende completamente dall'estero in primo luogo per le energie fossili (petrolio e gas naturale). Anche gli elementi combustibili per le centrali nucleari devono essere importati. L'approvvigionamento di petrolio è relativamente diversificato e i rischi di una carenza di forniture sono pertanto minimi. Nel caso del gas, la dipendenza e quindi i rischi sono maggiori (vedi risposte alle domande 4 e 5). Per quanto riguarda l'elettricità, la produzione nazionale svizzera è elevata. In estate viene prodotta più elettricità di quanto se ne consuma. Al contrario, nei mesi invernali la produzione indigena in parte non è sufficiente a coprire il consumo interno e per questo la Svizzera importa la quota mancante di elettricità. Un contributo all'aumento della produzione di elettricità in Svizzera, in particolare anche in inverno, sarà dato dalla legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (21.047), che attualmente è al vaglio del Parlamento. Recentemente il Governo ha stabilito altre misure volte ad aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico a medio e lungo termine in situazioni eccezionali. Per quanto concerne il lungo periodo, il Consiglio federale rimanda allo sviluppo ulteriore della sua politica energetica e climatica, che ha già avviato (vedi in proposito anche la risposta alla domanda 7).</p><p>Domanda 7</p><p>È necessario a medio e lungo termine abbandonare i vettori energetici fossili gas naturale e petrolio e sostituirli con fonti di energia rinnovabile e idrogeno. La legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (21.047) rafforza ulteriormente i processi di decarbonizzazione e di elettrificazione nonché la sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera. Al raggiungimento di tale obiettivo contribuisce anche la nuova legge sul CO2 attualmente in consultazione. Il potenziamento delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica insieme all'introduzione dell'idrogeno rappresentano a lungo termine l'unica soluzione verso una rapida decarbonizzazione e nel contempo per la garanzia di un approvvigionamento energetico sicuro. In questo contesto, la Confederazione discute anche con i Cantoni e le città per valutare l'opportunità di pianificare lo smantellamento delle reti di gas per l'approvvigionamento di calore a favore di reti di teleriscaldamento più rispettose del clima.</p><p>Domanda 8</p><p>Il Consiglio federale intende continuare coerentemente nella direzione già presa in materia di politica energetica e climatica. In futuro dovrà anche poter essere ridotta la dipendenza dall'estero, attualmente molto forte (vedi anche risposta alla domanda 7).</p><p>Domande 9 e 10</p><p>La Confederazione non è proprietaria: quasi il 90 per cento delle aziende elettriche sono di proprietà dei Cantoni e dei Comuni, i quali svolgono un importante ruolo, in quanto proprietari, nel definire strategie atte a garantire un approvvigionamento elettrico sicuro. La Confederazione è in contatto regolare con i Cantoni e le aziende di approvvigionamento energetico e discute anche di questi aspetti.</p><p>Domande 11 e 12</p><p>L'approvvigionamento energetico in Svizzera è compito delle aziende del settore. La Confederazione e i Cantoni sono responsabili delle condizioni quadro necessarie affinché il settore dell'energia possa assumere questo compito in modo ottimale nell'interesse generale (art. 6 cpv. 2 legge del 30 settembre 2016 sull'energia [RS 730.0]). La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) osserva e sorveglia lo sviluppo dei mercati dell'energia elettrica per assicurare un approvvigionamento sicuro ed economicamente sostenibile in tutte le regioni del Paese. Qualora si prospettasse una notevole minaccia a medio o lungo termine per la sicurezza dell'approvvigionamento indigeno, la ElCom proporrà al Consiglio federale provvedimenti secondo l'articolo 9 della legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (RS 734.7).</p>  Risposta del Consiglio federale.