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Johann Schneider-Ammann auspica un indebolimento del franco svizzero
Keystone/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann auspica un indebolimento del franco svizzero. A suo avviso, le piccole e medie imprese (PMI) continuano a risentire degli effetti della fine della soglia minima di cambio franco-euro.
"Le aziende elvetiche sono così costrette a investire di meno, ciò che a lungo termine è dannoso per l'economia", ha affermato il consigliere federale in un'intervista rilasciata oggi alla Neue Zürcher Zeitung.
A due anni dalla fine della soglia minima di cambio tra franco ed euro, l'economia svizzera non ha ancora digerito lo choc, ha aggiunto Schneider-Ammann.
Se l'euro rimane al livello attuale di circa 1,07 franchi, si corre il rischio che molte imprese delocalizzino all'estero. "Questa possibilità è già stata evocata più volte", ha proseguito il consigliere federale.
Finora l'economia elvetica è riuscita sorprendentemente a cavarsela e l'industria d'esportazione ha persino stupito il ministro bernese per la sua robustezza. "Ma fino a quando?", si è interrogato il capo del Dipartimento dell'economia, invocando un indebolimento della moneta svizzera rispetto all'euro.
A suo avviso, la media tra la parità del potere d'acquisto e il livello attuale del corso - ovvero grosso modo 1,15 franchi per 1 euro - sarebbe sopportabile per la maggior parte delle PMI e consentirebbe loro di prevedere nuovamente investimenti a lungo termine.
Schneider-Ammann ricorda che dalla fine dello soglia minima di cambio, il settore industriale ha perso quasi 7'000 posti di lavoro. "Ciò - nella mia qualità di ex capo di un'azienda - è doloroso", ha sottolineato.
Il consigliere federale mantiene tuttavia la sua fiducia nella Banca nazionale svizzera e nella sua politica monetaria. L'istituto di emissione aveva abolito il 15 gennaio 2015, con effetto immediato, la soglia minima di cambio di 1,20 franchi per un euro.
SDA-ATS