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Giuramento
Lasso nuovo presidente dell'Ecuador, Paese con molte sfide
Il leader conservatore Guillermo Lasso ha giurato oggi come presidente dell'Ecuador in una cerimonia presso l'Assemblea Nazionale (Parlamento) a Quito, succedendo all'uscente Lenin Moreno per la massima carica dello Stato.
Al terzo tentativo di insediarsi alla presidenza, l'imprenditore e uomo d'affari conservatore Guillermo Lasso ha raggiunto l'obiettivo assumendo la guida dell'Ecuador per i prossimi quattro anni. Dovrà affrontare molte sfide sul piano politico, economico e sociale.
Il suo predecessore Lenin Moreno, infatti, gli ha lasciato in eredità un Paese con un importante debito pubblico (63 miliardi dollari), un malessere sociale molto acuto a causa dell'alto costo della vita (32% di poveri), e una emergenza legata alla pandemia da Covid-19 che ha causato grandi sofferenze alla popolazione.
Uscito vincitore dal ballottaggio dell'11 aprile scorso in cui ha sconfitto l'economista di sinistra Andrés Arauz che aveva prevalso al primo turno, Lasso ha utilizzato le settimane che lo hanno diviso dall'assunzione odierna del potere, per stringere accordi politici con partiti che dovrebbero garantirgli la governabilità parlamentare.
E lo ha dovuto fare con forze spesso lontane dal suo pensiero, come il partito indigenista Pachakutik e Izquierda democratica, con cui non aveva mancato di polemizzare duramente durante la campagna elettorale.
Infatti la coalizione di centro-destra fra il suo movimento Creo e il Partito socialcristiano (Psc) che lo aveva candidato, non dispone di un sufficiente numero di seggi, per cui Lasso ha dovuto patteggiare con formazioni politiche che hanno fatto prevalere, ad ogni altra valutazione, la loro posizione contraria alla sinistra di Unes, partito dietro cui c'è l'ex presidente Rafael Correa.
«No a mani libere per realizzare privatizzazioni o misure che danneggino il popolo ecuadoriano»
In una recente intervista, il coordinatore di Pachakutik nel Parlamento, Rafael Lucero, ha chiarito che «sebbene il nostro partito offrirà governabilità al capo dello Stato, questo non si traduce affatto in mani libere per realizzare privatizzazioni o misure che danneggino il popolo ecuadoriano».
Sarà interessante vedere come Lasso, membro dell'Opus Dei e aperto sostenitore del libero mercato, riuscirà a conciliare il suo programma di governo – fra gli slogan da lui coniati vi è quello di 'Più Ecuador nel mondo e più mondo in Ecuador' – con quello dei suoi alleati più attenti alla ricostruzione di uno Stato sociale.
Nel suo discorso di insediamento, ha solo pronunciato le linee generali del suo pensiero, sostenendo fra l'altro che «non perseguiteremo nessuno. Non metteremo a tacere nessuno. Governeremo per tutti».(...) Questo significa non governare per un settore privilegiato, ma neanche contro qualcuno», con l'impegno a realizzare un Paese più giusto con le donne, più responsabile con la natura, più equo con i più bisognosi.
SDA