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Alta la soddisfazione del Consigliere nazionale Jürg Grosse, direttamente toccato dalla vicenda
BERNA - Via libera, da parte del Consiglio nazionale, allo sgombero del deposito di munizioni situato nel comune di Mitholz (BE) e alla riqualificazione dell'intera area interessata. La Camera del popolo ha approvato oggi con 180 voti contro 5 e 8 astenuti il relativo credito di oltre due miliardi e mezzo di franchi.
Costruito durante la Seconda guerra mondiale nella montagna, una parte del deposito di munizioni Mitholz è esplosa nel 1947. Nove persone sono morte e il villaggio è stato devastato.
3'500 tonnellate di materiale esplosivo
Oggi il consigliere nazionale Jürg Grossen (PVL/BE) ha ricordato gli eventi, che hanno interessato direttamente la sua famiglia. «Mia suocera, che all'epoca aveva tre anni, si è trovata in camicia da notte a piedi nudi nella neve davanti alla casa in preda alle fiamme», ha raccontato.
Oggi si valuta che, all'interno di quanto rimane del deposito, siano rimaste circa 3500 tonnellate di materiale esplosivo, tra cui bombe aeree, mine, munizioni d'artiglieria e granate a mano. In origine i singoli tipi di munizione erano ripartiti in modo più o meno uguale nelle sei cavità, ma nel 1947 la violenza dell'esplosione ha verosimilmente causato un accumulo nel cunicolo di collegamento.
Sgombero necessario
Stando a un rapporto pubblicato nel giugno del 2018, il rischio di nuove esplosioni è più elevato del previsto rendendo necessari i lavori di sgombero, che dovrebbero durare una decina di anni. Il progetto avrà quindi un grande impatto sulla popolazione del luogo, con gli abitanti che dovranno decidere se partire definitivamente o prevedere un futuro ritorno.
Per lo sgombero del deposito di munizioni e la riqualificazione dell'intera area interessata, il Consiglio nazionale ha approvato oggi un credito di 2,59 miliardi di franchi da sbloccare in due fasi. La prima tranche pari a 1,09 miliardi comprende misure preliminari e di protezione nonché le attività di preparazione dello sgombero.
La sinistra avrebbe voluto che tali spese fossero compensate nei futuri budget del cosiddetto Aggruppamento Difesa. «Si tratta di rispettare il principio di causalità», ha sostenuto Aline Trede (Verdi/BE).
«Diciannove varianti studiate»
Dopo l'incidente, l'esercito ha sgomberato il deposito di munizioni conformemente alle norme in vigore all'epoca e per questo motivo l'allora Dipartimento militare era stato sollevato dalle sue responsabilità, ha affermato da parte sua la consigliera federale Viola Amherd. La legge sulla protezione ambientale, entrata in vigore nel 1985, e l'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti, risalente al 1991, rendono ora necessaria la bonifica del sito. Un finanziamento tramite il budget generale della Confederazione è quindi sensato, ha sostenuto la ministra della difesa. L'emendamento Trede è così stato bocciato con 124 voti contro 67.
Da notare che, durante il dibattito di entrata in materia, alcuni parlamentari UDC hanno chiesto di rinviare il dossier al Consiglio federale allo scopo di studiare possibili alternative. Jean-Luc Addor (UDC/VS) ha citato uno studio degli specialisti della Demunex (l'unità specializzata delle forze armate elvetiche per lo smaltimento di ordigni esplosivi e lo sminamento, ndr.).
«Sono diciannove le varianti studiate», ha replicato la consigliera federale Viona Amherd. «Non sarebbe responsabile dal punto di vista della gestione delle risorse finanziarie esaminare in modo più approfondito una variante che si sa già che non è realizzabile», ha aggiunto la ministra della difesa convincendo il plenum, che ha respinto la proposta di rinvio con 167 voti contro 22.
Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.