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COMUNICATO
Il TAF ritiene che gli svapatori non abbiano un interesse legittimo riguardo all’acquisto dei liquidi con nicotina in Svizzera.
Con una sentenza del 22 marzo 2016 (disponibile solo in francese) il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha stabilito che gli svapatori non hanno alcun interesse legittimo riguardo ai prodotti dello svapo contenenti nicotina acquistabili in Svizzera. Il TAF giudica irricevibile il ricorso degli svapatori contro la decisione 2015-3088 dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).
Promemoria: la decisione di portata generale dell’USAV ratifica il divieto di importazione a titolo professionale e la commercializzazione dei prodotti dello svapo contenenti nicotina in Svizzera. Un divieto che si basava, finora, su una semplice lettera informativa dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) senza alcun valore giuridico. L’USAV ritiene che vi sia un interesse pubblico preponderante tale da vietare la vendita dei liquidi con nicotina, affermando, senza prove, che questi prodotti possono mettere in pericolo la salute (in primo luogo, di chi li acquista e li consuma).
Il TAF giustifica la sua decisione con la mancanza di un interesse diretto da parte degli svapatori. La limitazione del diritto degli svapatori di accedere facilmente ai prodotti dello svapo contenenti nicotina in Svizzera «è solo (teoricamente) una conseguenza indiretta delle misure adottate dall’USAV». Secondo il TAF questa «conseguenza indiretta» è insufficiente, conformemente alla giurisprudenza, per riconoscere agli svapatori il diritto di ricorso, in quanto la decisione dell’USAV non vieta il consumo. Unicamente i commercianti di prodotti dello svapo hanno un interesse diretto.
L’associazione Helvetic Vape deplora le conclusioni della Corte. Qualsiasi tipo di vendita coinvolge due attori, un venditore e un acquirente. Con il divieto di vendita dei prodotti dello svapo contenenti nicotina l’USAV intende soltanto impedire l’acquisto e limitare il consumo di questi prodotti, giustificando la decisione con un problema, non dimostrato, di salute pubblica. L’USAV non si preoccupa della salute dei fornitori di prodotti dello svapo nella sua decisione, bensì di quella dei potenziali acquirenti.
Il danno economico per gli svapatori causato dai costi aggiuntivi derivanti dall’obbligo di importare per uso personale i liquidi con nicotina non è stato preso in considerazione, così come il fatto che gli svapatori residenti in Svizzera siano soggetti ai cambiamenti delle leggi dei paesi da cui questi prodotti vengono spediti. Il TAF non si è pronunciato sul merito della causa per negare il diritto di ricorso agli svapatori, ma soltanto sulla forma. Gli argomenti riguardanti la riduzione dei rischi e la salute pubblica avanzati dagli svapatori per contrastare le affermazioni erronee contenute nella decisione dell’USAV sono dunque esclusi dal dibattimento. Prevarranno unicamente le ragioni commerciali nei procedimenti di ricorso paralleli presentati contro questa decisione.
Il divieto di vendita dei prodotti dello svapo contenenti nicotina in Svizzera ha conseguenze di vasta portata: la protezione del mercato dei prodotti del tabacco combustibili, un numero irrisorio di svapatori rispetto ai paesi in cui questi prodotti sono in vendita, lo sviluppo di un mercato nero dei liquidi con nicotina e un tasso di prevalenza del fumo del 25% che rimane invariato da 8 anni e che continua a provocare 9.500 morti premature l’anno. Questo divieto di vendita e di acquisto di uno strumento efficace per la riduzione dei rischi e dei danni legati al consumo di nicotina è nonsenso impossibile da giustificare, tenuto conto che i prodotti del tabacco combustibili sono venduti liberamente. Tanto più che i prodotti del tabacco, che contengono a loro volta della nicotina, sono soggetti allo stesso articolo 37 dell’ODerr (817.02) che sta alla base del divieto dei prodotti dello svapo contenenti nicotina.
La fonte più completa per informazioni chiare sulle attuali conoscenze scientifiche riguardanti i prodotti dello svapo è il rapporto pubblicato da Public Health England: https://www.gov.uk/government/publications/e-cigarettes-an-evidence-update. Rapporto che l’UFSP si rifiuta tutt’oggi di prendere in considerazione sulla pagina del suo sito web dedicata allo svapo, negando così il diritto della popolazione svizzera a un’informazione completa e imparziale da parte dell’amministrazione federale.