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Lo afferma il direttore della Federazione svizzera dei produttori di cereali
BERNA - La decisione di non rinnovare l'accordo sul grano ucraino, annunciata ieri da Mosca, avrà «poche ripercussioni» sulla Svizzera. Secondo Pierre-Yves Perrin, direttore della Federazione svizzera dei produttori di cereali (FSPC), «le forniture di grano sono garantite».
Le conseguenze per la Svizzera saranno piuttosto minime: ne è convinto l'ingegnere agricolo, ripreso dai microfoni della radiotelevisione svizzero romanda RTS questa mattina. Tuttavia «potremmo avere alcune difficoltà con la logistica e il trasporto, ma le forniture sono garantite», ha sottolineato Perrin.
Secondo il direttore della FSPC i cereali da foraggio, che vengono importati in massa per coprire il fabbisogno interno del Paese, potrebbero essere interessati maggiormente dalla scadenza dell'accordo. «È su questo tipo di frumento che i mercati saranno più rigidi nelle prossime settimane», afferma. «Forse sarà un po' complicato, ma le quantità necessarie potranno arrivare in Svizzera», rassicura Perrin.
L'accordo sulle esportazioni di cereali ucraini, fondamentale per l'approvvigionamento alimentare globale, è scaduto ieri e la Russia ha annunciato prontamente di non voler estendere l'accordo firmato nel luglio 2022 con l'Ucraina, sotto l'egida delle Nazioni Unite e della Turchia.
Da tempo Mosca minacciava di ritirarsi dal patto sul grano. Ora l'annuncio del Cremlino preoccupa il mondo intero, aumentando i timori per la sicurezza alimentare del pianeta.