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BERNA - I direttori cantonali della sanità si dicono delusi della decisione del Consiglio federale di non autorizzare nuove riaperture. Nella procedura di consultazione, una maggioranza dei cantoni si era in effetti espressa per una strategia di apertura prudente.
In una nota, la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) dice di essere consapevole delle difficili circostanze e della situazione epidemiologica di nuovo peggiorata.
La conferenza ricorda tuttavia che una netta maggioranza dei cantoni si è dichiarata in linea di principio d'accordo con il pacchetto di aperture messo in consultazione una settimana fa dal Consiglio federale. Molti chiedevano inoltre passi di più ampia portata.
La proposta di aprire le aree esterne dei ristoranti è stata sostenuta all'unanimità, mentre la metà dei partecipanti alla consultazione ha chiesto anche l'apertura delle aree interne, ricorda la CDS.
Poco meno della metà chiedeva inoltre il passaggio dall'obbligo dell'home office ad una raccomandazione in tal senso. La maggior parte di cantoni è pertanto delusa che il Consiglio federale abbia rinviato la maggior parte dei passi di apertura proposti.
«Ci dispiace che il Consiglio federale apra ora in modo molto più cauto di quanto richiesto da molti cantoni. Ma in definitiva - dichiara citato nella nota il presidente della CDS, Lukas Engelberger - è il governo federale che ha la responsabilità di decidere misure uniformi in tutto il paese».