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"Certo che andrò a Rouen": a margine del Salone degli allevatori di Cournon, il presidente francese, Emmmanuel Macron, risponde così a chi ha criticato in questi ultimi giorni il suo mancato sopralluogo nella cittadina del nord-ovest della Francia.
A oltre una settimana dall'incendio nello stabilimento chimico Lubrizol che ha sprigionato una nuvola tossica nella zona, Macron garantisce di aver seguito "con molta attenzione ciò che accadeva" a Rouen e ha ribadito la sua "solidarietà" agli abitanti.
Se non si è ancora recato sul posto, ha spiegato, è perché "consideravo che la mia presenza non fosse la più utile" nei giorni successivi al dramma. Dal giorno dell'incendio, nella notte tra il 25 e il 26 settembre, a Rouen sono arrivati il premier Edouard Philippe ed altri tre ministri.
In queste ultime ore era inoltre circolata sui social una clamorosa bufala attribuita alla portavoce del governo, Sibeth Ndiaye. "Se il presidente Macron non è ancora andato a Rouen - recitava la 'fake news' diffusa sul web - è perché aspettiamo i risultati completi delle analisi (sul rischio di tossicità dei prodotti chimici andati in fumo, ndr), la sicurezza del presidente va garantita". Un'uscita che ha suscitato sconcerto e indignazione sulla rete, ma che in realtà inventata di tutto punto da qualche burlone del web.
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