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COLOMBO - Le operazioni di voto per le prime elezioni presidenziali che si svolgono su tutto il territorio nazionale da 30 anni sono cominciate oggi alle 7 (le 2:30 in Svizzera) nello Sri Lanka, nel timore di possibili violenze dovute all'importanza dello scontro fra il presidente uscente Mahinda Rajapaksa e l'ex comandante dell'esercito Sarath Fonseka.
Ore prima dell'apertura dei seggi, infatti, a Jaffna, principale città del nord e simbolo dell'etnia Tamil, sei esplosioni hanno generato panico ma, a quanto pare, nessun danno.
I 10.873 seggi opereranno per nove ore per permettere ai quasi 14,1 milioni di aventi diritto di votare fino alle 16, nell'ambito di un consistente meccanismo di sicurezza in cui sono impegnati esercito e polizia. Quasi un milione di schede elettorali, comunque, non hanno trovato destinatario.
Nessun istituto di sondaggi riconosciuto ha arrischiato previsioni sul risultato che, secondo gli analisti locali, potrebbe essere incerto fino alla fine, visto che la maggioranza di etnia sinhalese è spaccata in due, con la minoranza Tamil a fare da ago della bilancia.
In Sri Lanka non sono previsti exit poll e secondo le autorità elettorali cingalesi, i risultati definitivi potrebbero aversi già nella mattina del 27 gennaio.
Il presidente uscente Mahinda Rajapaksa, accompagnato dalla moglie Shiranthi e da due figli Namal e Yoshitha, ha votato di buon ora ad Hambantota (Sri Lanka sud-orientale).
Rajapaksa ha convocato le elezioni presidenziali in corso per incassare il reddito della vittoria contro la guerriglia delle Tigri Tamil, ma ha trovato sulla sua strada un duro oppositore, l'ex comandante dell'esercito, Sarath Fonseka.
SDA-ATS