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<h2>SubmittedText<h2><text><p>Citato dal settimanale "Domaine public", l'ufficio vodese di statistica mostra che il tasso di partecipazione medio (39 per cento) alle elezioni comunali del marzo 2011 nasconde notevoli differenze, soprattutto per quanto riguarda l'età e la nazionalità (svizzera o straniera) dei votanti. Ne consegue che, se la partecipazione risulta essere del 24 per cento per uno Svizzero tra i 25 e i 30 anni, essa sale al 67 per cento per un settantenne. Un'altra constatazione: gli stranieri che godono dei diritti politici hanno votato meno rispetto a cinque anni fa. Nel 2006 la loro partecipazione alle elezioni comunali era infatti del 27 per cento, mentre nel marzo scorso soltanto del 23 per cento.</p><p>Nella misura in cui simili tendenze si ritrovano in tutta la Svizzera, e in particolar modo negli altri cantoni che accordano diritti politici ai migranti, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Quali misure pensa di applicare, d'intesa con gli altri cantoni, per migliorare la partecipazione politica dei giovani?</p><p>2. Non ritiene che converrebbe puntare in modo più risoluto sull'educazione civica?</p><p>3. Trattandosi di migranti, non pensa che un impegno più attivo nella vita politica presuppone innanzitutto un miglioramento del loro status sociale, considerato che un basso tasso di partecipazione si registra anche presso gli Svizzeri appartenenti alle categorie sociali modeste?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il Consiglio federale intende sottolineare in primo luogo la sua grande considerazione per la partecipazione alla vita politica, che rafforza e promuove la coesione sociale. Essa costituisce pure un elemento cardine degli obiettivi della legislatura 2007-2011 del Consiglio federale. In concreto si fa riferimento alle seguenti misure:</p><p>1. La promozione della partecipazione delle giovani generazioni alla vita politica si evince primariamente dalla politica dell'infanzia e della gioventù. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) è il servizio federale preposto alle questioni giovanili. Negli ultimi tre anni il Consiglio federale ha preso una serie di misure atte a incrementare l'azione della Confederazione in questo ambito. Con la "Strategia per una politica svizzera dell'infanzia e della gioventù", adottata il 27 agosto 2008, il Consiglio federale, fondandosi sulla Costituzione federale (art. 11 cpv. 1 e art. 41 cpv. 1 lett. g della Costituzione come pure art. 67 della Costituzione) e sulla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, definisce la politica dell'infanzia e della gioventù come azione di protezione, promozione e partecipazione. Nell'ambito della revisione totale della legge sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche, adottata dal Parlamento nella sessione autunnale 2011, sono previste misure concrete per promuovere la partecipazione, in particolar modo al fine di migliorare l'integrazione di giovani con un passato migratorio. Le misure prevedono la base legale per il sostegno finanziario della Confederazione alle istituzioni private promotrici di progetti nell'ambito della partecipazione politica dei giovani.</p><p>2. Il Consiglio federale considera l'educazione civica quale elemento fondamentale della partecipazione politica. Nell'ambito delle sue competenze la Confederazione ha dato avvio a diversi progetti che favoriscono l'educazione civica e la cittadinanza attiva. Si possono citare ad esempio il progetto "Scuole a Berna" e le piattaforme interattive "Civicampus" e "Tellvetia", sostenute e messe in atto dalla Cancelleria federale e dai Servizi del Parlamento. In virtù della legge sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche anche l'UFAS sostiene l'educazione politica al di fuori dell'ambito scolastico, contribuendo con aiuti finanziari e consulenza a progetti e organizzazioni. Ne è un esempio la sessione federale dei giovani che si tiene ogni anno. Inoltre è stato concluso un contratto di prestazione con la Federazione svizzera dei Parlamenti dei giovani e le sezioni giovanili dei partiti ricevono contributi ricorrenti. Da ultimo progetti come "Easy Vote" o manifestazioni di "foraus" (forum della politica estera) ricevono ugualmente sussidi finanziari.</p><p>3. La partecipazione alla vita pubblica è anche parte della politica d'integrazione. A questo proposito l'Ufficio federale della migrazione (UFM) coordina - basandosi sull'articolo 57 della legge sugli stranieri e su mandati del Consiglio federale - progetti degli uffici federali preposti (pacchetto di misure d'integrazione della Confederazione del 22 agosto 2007). L'UFM sostiene tramite contratti di prestazione in stretta collaborazione con i cantoni misure nell'ambito dell'educazione e dell'informazione. Lo scambio tra i cantoni ed i responsabili di progetti deve essere accresciuto onde contribuire alla diffusione di buone pratiche in materia di integrazione. La Commissione federale della migrazione (CFM) sostiene parimenti nell'ambito del programma "Citoyenneté - Ripensare la partecipazione" progetti che promuovono la partecipazione politica degli stranieri, ricercando le differenti espressioni della formazione della volontà politica, del diritto ad essere consultato e del diritto alla partecipazione. L'UFM ha ideato, con la collaborazione della CFM, una procedura tipo volta a favorire l'integrazione prescolastica. L'incoraggiamento ed il sostegno di genitori e figli con un vissuto di migrazione sono proprie a favorire una migliore integrazione e a lungo termine una maggiore partecipazione. Per questo l'UFM ha accorpato la promozione dell'integrazione nel settore della prima infanzia nei contratti di prestazione con i cantoni.</p></text>