Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/242859

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi giuridiche e l'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2, nello specifico l'articolo 94 e le tariffe di cui all'allegato 11, in modo che la tassa sul CO2 ammonti a 96 invece che a 120 franchi per tonnellata di CO2.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La tassa sul CO2 è stata pensata come tassa di incentivazione con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili. Se le emissioni non diminuiscono in misura sufficiente, la tassa è applicata in via sussidiaria. L'ultimo aumento, scattato il 1° gennaio 2022, è stato determinato dal superamento del valore soglia relativo al 2020 di cui all'articolo 94 capoverso 1 lettera d dell'ordinanza sul CO2 (RS 641.711).</p><p>Nel 2008, anno in cui la tassa sul CO2 è stata riscossa per la prima volta, il prezzo del petrolio era di 130 dollari al barile.</p><p>Il collegamento della tassa sul CO2 all'andamento dei prezzi dell'energia è stato a più riprese oggetto dei dibattiti parlamentari, ma è sempre stato respinto. E questo perché un adeguamento dell'aliquota della tassa come reazione alla situazione del mercato sarebbe possibile solo in un secondo tempo e potrebbe quindi addirittura accentuare le variazioni dei prezzi.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le misure volte ad attenuare i prezzi dell'energia, attualmente elevati, debbano essere mirate, tempestive e limitate nel tempo. La riduzione richiesta dell'aliquota della tassa sul CO2 non soddisfa nessuno di questi criteri. La misura sgraverebbe tutti i consumatori finali, indipendentemente dalla loro situazione reddituale e, considerato il tempo necessario per introdurla, verrebbe applicata troppo tardi. Se coincide con il calo dei prezzi dell'energia, si attenua anche l'effetto incentivante auspicato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.