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Storia
Atto di fondazione
- È costituita una fondazione per vecchi bisognosi d’ambo i sessi, del Gambarogno; la sede è fissata nella Parrochia di Gerra Gambarogno, con facoltà agli Organi amministrativi di trasferirla in altre località del Gambarogno, se il miglior funzionamento e prosperamento della fondazione lo richiederà. La Fondazione sarà chiamata: “Ricovero delle Cinque Fonti” per richiamare le cinque stigmate di N. S. nel XIX Centenerio della Umana Redenzione.
- La fondazione ha per scopo di dare ricovero ai vecchi bisognosi, senza distinzione di nazionalità o religione, abitanti nei paesi del Gambarogno.
- Come patrimonio iniziale della fondazione, i fondatori assegnano Fr. 500.- (cinquecento) cadauno e ne effettuano la consegna nelle mani del notaio sottoscritto nella forma di una obbligazione da nominali Fr 500.- (cinquecento) N. 1528 della Soc. Elettrica Locarnese, con coupons al 30 giugno 1934 e seguenti, nonchè di un libretto di risparmio n. 65253 sulla Banca dello Stato, Bellinzona, intestato al Portatore con un saldo ad oggi di Fr. 443.20 esclusi gli interessi maturati dal 1. gennaio 1933 innanzi, il quale ne rilascia analoga ricevuta col presente atto, e che a sua volta li rimetterà agli organi della fondazione non appena saranno costituiti.
- Il finanziamento ulteriore dell’opera sarà formato come segue:
- dalle donazioni e dai lasciti che alla fondazione possono pervenire.
- dalla tassa dei cooperatori della fondazione. Si diventa cooperatori coll’impegnarsi a pagare, alla cassa della fondazione, la quota di almeno un franco all’anno: si diventa cooperatori perpetui col versare una volta, Fr 50.- (cinquanta). Chi versa Fr. 500.- (cinquecento) almeno avrà il titolo di fondatore. Cooperatori e fondatori potranno essere anche enti morali.
- dal reddito di questue che potranno essere organizzate dalla fondazione e dai sussidi che si potrebbero conseguire da parte di enti pubblici o da istituzioni benefiche. d) dalla diaria dei ricoverati nella eventualità che i mezzi sopra previsti non bastassero a coprire le spese di bilancio. Detta diaria sarà fissata dal Consiglio d’Amministrazione e potrà variare di anno in anno a seconda delle circostanze.
- Gli Organi della fondazione sono:
- Un Consiglio di Amministrazione composto di tre membri e due supplenti: il parroco od economo spirituale del luogo sarà membro di diritto.
- La direzione interna che presiede al buon andamento del Ricovero ed all’osservanza del regolamento che sarà stabilito.
- I revisori, in numero di tre, da scegliersi frai rappresentanti degli Enti pubblici aderenti alla fondazione, se ve ne sono.
- Gli Organi della Fondazione sono nominati dal Vescovo Amministratore Apostolico del Ticino o da chi ne fa le veci, secondo gli ordinamenti della Chiesa Cattolica. Ad eccezione della Direzione, per la quale non viene fissato un limite, gli altri membri degli organi suindicati staranno in carica cinque anni e saranno rieleggibili.
- Spetta pure al Vescovo Diocesano del Ticino, come sopra, di scegliere, occorrendo, la Congregazione da cui avere il personale religioso, come pure stabilire un regolamento che determini, con precisione, il funzionamento degli Organi e quanto serve al buon andamento di un’Opera come la presente.
- Vincola la fondazione la firma collettiva del parroco “pro tempore” di Gerra Gambarogno membro di diritto, e di un altro membro del Consiglio di Amministrazione.
- Alla fine di ogni anno il Consiglio di Amministrazione allestirà un contoreso della fondazione, e previo esame e rapporto dei revisori, lo sottoporrà all’Ordinario Diocesano per l’approvazione.
- Nel caso di scioglimento della fondazione, i fondi esistenti saranno destinati ad un’opera di beneficienza nel Gambarogno a giudizio di Mons. Vescovo. In progresso di tempo, se sarà richiesto dalle circostanze, il Ricovero potrà essere adattato ad un ospedale regionale, limitatamente ai più urgenti bisogni della plaga.
1933 Gambarogno
Nell’atto di Fondazione lo scopo della costituente ha preso forma con la messa a disposizione di una casa esistente a Gerra Gambarogno, di proprietà dell’Ordinario Diocesano “affinchè la stessa possa venir usata al suddetto scopo benefico”. La direzione della casa è stata affidata alla congregazione delle Suore di Ingebohl, con l’impegno per prestare cure e assistenza ad una trentina di anziani.
1960 Gambarogno
Verso gli anni sessanta, per ampliare il settore operativo, la Fondazione ha deciso di costruire una nuova casa trasferendo la sede a San Nazzaro. L’inaugurazione ha avuto luogo il 27 novembre 1960. La nuova costruzione comprendeva due sezioni: la casa di cura, per circa 75 ospiti, e il ricovero, per 45 ospiti. Malgrado questa impostazione sono stati accolti sempre più anziani bisognosi di cure poiché le richieste in tal senso erano numerose.
1975 Gambarogno
La tendenza ad accogliere un numero sempre più importante di anziani bisognosi si è confermata anche negli anni successivi, tra il 1960 e il 1970, quando le richieste di ammissione per anziani non autosufficienti costituivano una regola. Questo ha convinto le Suore della Congregazione, unitamente agli amministratori del Cinque Fonti, a effettuare un ulteriore ampliamento dell’Istituto.
Il 9 giugno 1975 sono iniziati i lavori di costruzione della nuova ala. Questa comprendeva nove camere per pazienti bisognosi di cure medico-infermieristiche e altre nove camere per ospiti in convalescenza.
1994 Gambarogno
L’11 maggio 1994 la Fondazione Casa Cinque Fonti ha inoltrato la richiesta di sussidio per l’ammodernamento parziale dell’Istituto. Sulla scorta di indicazioni dipartimentali, lo studio di progettazione arch. Geo Pedrojetta ha elaborato un piano di ristrutturazione che ingloba i reparti con le camere e i servizi centrali, cucina, riscaldamento, sistema elettrico, gli spazi esterni, i posteggi, la canalizzazione, ecc.
Il credito di costruzione è stato votato dal Gran Consiglio nell’ottobre del 1997 e nella primavera del 1998 sono iniziati i lavori di ristrutturazione. La Direzione ha affidato la direzione dei lavori alla Gimotecno SA la quale, coadiuvata dal progettista, ha stabilito l’importo forfettario di 12.5 milioni di franchi.
Il finanziamento dell’opera per la quota parte non coperta dal sussidio del Cantone è andata ad aumentare il debito ipotecario.
La Fondazione ha chiesto un apporto finanziario al Patronato Svizzero per i comuni di Montagna, ente che ci ha favoriti finanziariamente procurandoci un sussidio non indifferente da parte del governo del Canton Zurigo, all’Ufficio regioni di montagna (LIM) e all’Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro.
1999-2000 Gambarogno
Durante il periodo di ristrutturazione parte degli ospiti sono stati trasferiti presso la Residenza Al Lido di Locarno evitando agli anziani dislocazioni in varie case del Cantone e garantendo la cura da parte di personale conosciuto al quale è stato assicurato il posto di lavoro. L’ala da ristrutturare è stata liberata completamente per facilitare l’intervento delle imprese.
Nel corso del mese di luglio 1999 gli ospiti presenti alla Residenza Al Lido hanno potuto far rientro nell’ala ristrutturata.
A conclusione dei lavori l’Istituto dispone di una capienza di 84 posti letto ed è predisposto quale struttura sanitaria per lungo degenti.Il credito di costruzione è stato votato dal Gran Consiglio nell’ottobre del 1997 e nella primavera del 1998 sono iniziati i lavori di ristrutturazione. La Direzione ha affidato la direzione dei lavori alla Gimotecno SA la quale, coadiuvata dal progettista, ha stabilito l’importo forfettario di 12.5 milioni di franchi.
Il finanziamento dell’opera per la quota parte non coperta dal sussidio del Cantone è andata ad aumentare il debito ipotecario.
La Fondazione ha chiesto un apporto finanziario al Patronato Svizzero per i comuni di Montagna, ente che ci ha favoriti finanziariamente procurandoci un sussidio non indifferente da parte del governo del Canton Zurigo, all’Ufficio regioni di montagna (LIM) e all’Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro.
2016 Gambarogno
A conclusione dei lavori, nel maggio 2016, gli ospiti residenti presso la Casa anziani di Gordevio hanno potuto fare rientro presso la Casa Cinque Fonti e godere dei nuovi spazi. Attualmente, l’Istituto dispone di una capienza di 76 posti-letto, tra cui 71 per lungo degenti e 5 posti-letto per soggiorni temporanei, e di un Centro di accoglienza diurna in grado di ospitare fino a 8 anziani durante la giornata.