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Incarto n. 15.98.00004 15.98.00005 Lugano 5 febbraio 1999 /FP/fc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente Pellegrini e Zali segretaria: Baur Martinelli statuendo sul ricorso 20 novembre 1997 di __________ patr. dall’avv. __________ e sul ricorso 4 dicembre 1997 di __________ patr. dall’avv. __________ contro l’operato dell’UEF di Locarno nell’esecuzione n. __________ promossa da __________ patr. dall’avv. __________ nei confronti di __________ richiamata l’ordinanza presidenziale 12 gennaio 1998, con la quale al ricorso 4 dicembre 1997 è stato concesso l’effetto sospensivo; viste le osservazioni 8 gennaio 1998 dell’UEF di Locarno esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto: A. La __________ procede nei confronti di __________ per l’incasso del proprio credito. B. Il 6 maggio 1997 l’UEF di Locarno ha eseguito un primo pignoramento dei beni di proprietà dell’escusso. Tale pignoramento si è rivelato infruttuoso, non avendo l’Ufficio rinvenuto beni o redditi pignorabili. Su richiesta della creditrice l’UEF di Locarno ha comunicato il 2 giugno 1997 che il debitore è indipendente, non percepisce alcuna rendita e si mantiene con i soldi prelevati dalla cassa pensione. C. Sulla base di tale dichiarazione la __________ ha richiesto la continuazione dell’esecuzione, chiedendo in particolare il pignoramento della somma prelevata dalla cassa pensione, che il debitore stesso ha dichiarato essere fonte del suo attuale sostentamento. Il 10 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha rilasciato un attestato di carenza di beni sulla base delle dichiarazioni rese dall’escusso il 28 ottobre 1997. Egli ha infatti affermato di non aver mai posseduto uno yacht in __________ e di non possedere beni mobili o immobili o crediti da incassare o pignorare. Per quanto concerne l’assicurazione previdenza professionale __________ di __________, il debitore ha comunicato che l’intera somma assicurata è stata riscattata nel 1996 D. Con ricorso 20 novembre 1997 la __________ si è aggravata contro l’attestato di carenza di beni n. __________ del 10 novembre 1997 sostenendo che l’UEF di Locarno avrebbe omesso di indagare ulteriormente allo scopo di accertare l’esistenza di eventuali beni di proprietà del debitore. In particolare l’Ufficio avrebbe dovuto richiedere all’__________ di __________ e all’assicurazione di previdenza professionale, ulteriori informazioni in merito ad eventuali averi bancari detenuti da __________ e all’ammontare dell’importo versato a titolo di libero passaggio ai sensi della LPP. E. Con scritto 21 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha ordinato all’__________, sede principale di __________ il blocco di tutti gli averi bancari di proprietà dell’escusso, nonché il rilascio di tutti gli estratti relativi ai conti intestati a __________ e l’ammontare della somma di libero passaggio dell’assicurazione LPP versata al debitore. F. Con ricorso 4 dicembre 1997 __________ insorge contro tale provvedimento chiedendo che ne venga accertata la nullità ed in via subordinata, postula l’annullamento dell’atto impugnato. L’ordine impartito dall’UEF di Locarno __________ violerebbe il principio della specialità essendo generalizzato a tutti gli averi bancari dell’escusso. Inoltre il provvedimento sarebbe stato emanato da un ufficio territorialmente incompetente. G. Delle osservazioni dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in seguito. Considerando in diritto: 1. I ricorsi 20 novembre 1997 della __________ e 4 dicembre 1997 della __________ sono entrambi diretti contro l’operato dell’UEF di Locarno nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti di __________. I gravami si basano sul medesimo complesso di fatti. Di conseguenza si giustifica la congiunzione delle procedure di cui agli inc. __________ e inc. __________. Il giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola sentenza, preso nell’ossequio del principio dell’economia processuale, ha natura ordinatoria e può essere pronunciato d’ufficio: le cause congiunte conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s.). 2. Per l’art.91 cpv. 1 n. 2 LEF il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti verso terzi. L’ufficio di esecuzione deve attenersi alle indicazioni fornite dal debitore, avvertendolo dei suoi obblighi, come pure delle conseguenze penali dell’inosservanza (cfr. art. 91 cpv. 6 LEF). L’ufficio non è tenuto ad effettuare indagini allo scopo di reperire eventuali beni pignorabili se non vi sono indizi concreti in tal senso (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.12 ad art. 91). Il creditore ha la possibilità di richiedere un pignoramento complementare nel caso in cui egli sia a conoscenza di altri beni non dichiarati dal debitore (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n.12 ad art. 91). 3. Nel caso di specie l’UEF di Locarno ha interrogato __________ il 28 ottobre 1997 e le sue dichiarazioni sono state allegate al verbale di pignoramento/attestato di carenza di beni 10 novembre 1997. L’Ufficio ha reso attento il debitore delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione. L’operato dell’Ufficio è quindi da ritenere corretto non essendo ravvisabile alcuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico di __________ ed il gravame 20 novembre 1997 della __________ deve essere respinto. L’eventuale occultamento di beni pignorabili da parte del debitore potrà trovare, se del caso, tutela presso le opportune sedi penali. 4. Giusta l’art 89 LEF se il debitore soggetto all’esecuzione in via di pignoramento, ufficio d’esecuzione, ricevuta la domanda di continuazione, procede senza indugio al pignoramento o vi fa procedere dall’ufficio del luogo dove si trovano i beni da pignorare. Se i beni sono situati fuori dal circondario d’esecuzione, il pignoramento può essere eseguito unicamente dall’ufficio competente del luogo dove sono situati i beni da pignorare, il quale verrà incaricato in via rogatoriale ex art. 4 LEF di procedere al pignoramento (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 5 e ss. ad art. 89; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 22 n.19, p.152/153). La violazione di tale disposizione imperativa rende nullo il pignoramento ( cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 12 ad art. 89; Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 24, p. 153). Per l’art. 91 cpv. 4 LEF i terzi che detengono beni del debitore o verso i quali questi vanta crediti hanno, sotto minaccia di pena, lo stesso obbligo di informare del debitore. I terzi non possono rifiutarsi di indicare eventuali beni del debitore invocando il segreto professionale o bancario (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 35). 5. Nel caso in esame l’UEF di Locarno ha ordinato il 21 novembre 1997, presso __________, il blocco di tutti gli averi bancari di __________. Si tratta di una misura conservativa urgente attuabile anche prima dell’esecuzione del pignoramento (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 65, p. 160; DTF 109 III 13 cons. 2). Orbene, tale modo di agire configura una violazione delle disposizioni relative alla competenza territoriale in materia di esecuzione del pignoramento che implica l’annullamento del provvedimento impugnato. La creditrice dovrà, se del caso, indicare con precisione la succursale __________ a __________ dove sono depositati eventuali averi bancari del debitore. In tal caso l’UEF di Locarno incaricherà, in via rogatoriale, l’ufficio di esecuzione di Zurigo, competente per il circondario del luogo di situazione dei beni da pignorare, di effettuare le necessarie verifiche. La Banca è obbligata a dar seguito ad un eventuale ordine impartitole dall’UEF di Zurigo in ossequio a quanto stabilito dall’art. 91 cpv. 4 LEF. Va inoltre rilevato che se l’Ufficio rogato dovesse accertare, contrariamente alle affermazioni dell’escusso verbalizzate il 28 ottobre 1997, beni presso una succursale __________ di __________ __________ verrebbe segnalato al Ministero pubblico in conformità degli art. 4 e 181 CPP. Ne consegue l’accoglimento del ricorso 4 dicembre 1997 __________. 6. Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale. Richiamati gli art. 89 e 91 LEF pronuncia: 1. Le procedure di cui agli inc. 15.98.4 e 15.98.5, sono dichiarate congiunte. 2.1. Il ricorso 20 novembre 1997 della __________ 2.2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 2.3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 3.1. Il ricorso 4 dicembre 1997 di __________ __________, è accolto. 3.2. E’ annullato il provvedimento 21 novembre 1997 reso nell’ambito dell’esecuzione n. __________ a carico di __________ __________ 3.3. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3.5. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF 4. Intimazione a: - __________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente La segretaria

Incarto n. 15.98.00004 15.98.00005 Incarto n. 15.98.00004

Incarto n. 15.98.00005

Lugano 5 febbraio 1999 /FP/fc/fb Lugano

Lugano 5 febbraio 1999 /FP/fc/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cometta, presidente Pellegrini e Zali Cometta, presidente Pellegrini e Zali

Cometta, presidente Pellegrini e Zali segretaria: segretaria:

segretaria: Baur Martinelli Baur Martinelli

Baur Martinelli statuendo sul ricorso 20 novembre 1997 di

statuendo sul ricorso 20 novembre 1997 di __________

__________ patr. dall’avv. __________

patr. dall’avv. __________ e sul ricorso 4 dicembre 1997 di

e sul ricorso 4 dicembre 1997 di __________

__________ patr. dall’avv. __________

patr. dall’avv. __________ contro

contro l’operato dell’UEF di Locarno nell’esecuzione n. __________ promossa da

l’operato dell’UEF di Locarno nell’esecuzione n. __________ promossa da __________

__________ patr. dall’avv. __________

patr. dall’avv. __________ nei confronti di

nei confronti di __________

__________ richiamata l’ordinanza presidenziale 12 gennaio 1998, con la quale al ricorso 4 dicembre 1997 è stato concesso l’effetto sospensivo;

richiamata l’ordinanza presidenziale 12 gennaio 1998, con la quale al ricorso 4 dicembre 1997 è stato concesso l’effetto sospensivo; viste le osservazioni 8 gennaio 1998 dell’UEF di Locarno

viste le osservazioni 8 gennaio 1998 dell’UEF di Locarno esaminati atti e documenti;

esaminati atti e documenti; ritenuto

ritenuto in fatto: A. La __________ procede nei confronti di __________ per l’incasso del proprio credito. in fatto: A. La __________ procede nei confronti di __________ per l’incasso del proprio credito. B. Il 6 maggio 1997 l’UEF di Locarno ha eseguito un primo pignoramento dei beni di proprietà dell’escusso. Tale pignoramento si è rivelato infruttuoso, non avendo l’Ufficio rinvenuto beni o redditi pignorabili. Su richiesta della creditrice l’UEF di Locarno ha comunicato il 2 giugno 1997 che il debitore è indipendente, non percepisce alcuna rendita e si mantiene con i soldi prelevati dalla cassa pensione.

B. Il 6 maggio 1997 l’UEF di Locarno ha eseguito un primo pignoramento dei beni di proprietà dell’escusso. Tale pignoramento si è rivelato infruttuoso, non avendo l’Ufficio rinvenuto beni o redditi pignorabili. Su richiesta della creditrice l’UEF di Locarno ha comunicato il 2 giugno 1997 che il debitore è indipendente, non percepisce alcuna rendita e si mantiene con i soldi prelevati dalla cassa pensione. C. Sulla base di tale dichiarazione la __________ ha richiesto la continuazione dell’esecuzione, chiedendo in particolare il pignoramento della somma prelevata dalla cassa pensione, che il debitore stesso ha dichiarato essere fonte del suo attuale sostentamento. Il 10 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha rilasciato un attestato di carenza di beni sulla base delle dichiarazioni rese dall’escusso il 28 ottobre 1997. Egli ha infatti affermato di non aver mai posseduto uno yacht in __________ e di non possedere beni mobili o immobili o crediti da incassare o pignorare. Per quanto concerne l’assicurazione previdenza professionale __________ di __________, il debitore ha comunicato che l’intera somma assicurata è stata riscattata nel 1996

C. Sulla base di tale dichiarazione la __________ ha richiesto la continuazione dell’esecuzione, chiedendo in particolare il pignoramento della somma prelevata dalla cassa pensione, che il debitore stesso ha dichiarato essere fonte del suo attuale sostentamento. Il 10 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha rilasciato un attestato di carenza di beni sulla base delle dichiarazioni rese dall’escusso il 28 ottobre 1997. Egli ha infatti affermato di non aver mai posseduto uno yacht in __________ e di non possedere beni mobili o immobili o crediti da incassare o pignorare. Per quanto concerne l’assicurazione previdenza professionale __________ di __________, il debitore ha comunicato che l’intera somma assicurata è stata riscattata nel 1996 D. Con ricorso 20 novembre 1997 la __________ si è aggravata contro l’attestato di carenza di beni n. __________ del 10 novembre 1997 sostenendo che l’UEF di Locarno avrebbe omesso di indagare ulteriormente allo scopo di accertare l’esistenza di eventuali beni di proprietà del debitore. In particolare l’Ufficio avrebbe dovuto richiedere all’__________ di __________ e all’assicurazione di previdenza professionale, ulteriori informazioni in merito ad eventuali averi bancari detenuti da __________ e all’ammontare dell’importo versato a titolo di libero passaggio ai sensi della LPP.

D. Con ricorso 20 novembre 1997 la __________ si è aggravata contro l’attestato di carenza di beni n. __________ del 10 novembre 1997 sostenendo che l’UEF di Locarno avrebbe omesso di indagare ulteriormente allo scopo di accertare l’esistenza di eventuali beni di proprietà del debitore. In particolare l’Ufficio avrebbe dovuto richiedere all’__________ di __________ e all’assicurazione di previdenza professionale, ulteriori informazioni in merito ad eventuali averi bancari detenuti da __________ e all’ammontare dell’importo versato a titolo di libero passaggio ai sensi della LPP. E. Con scritto 21 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha ordinato all’__________, sede principale di __________ il blocco di tutti gli averi bancari di proprietà dell’escusso, nonché il rilascio di tutti gli estratti relativi ai conti intestati a __________ e l’ammontare della somma di libero passaggio dell’assicurazione LPP versata al debitore.

E. Con scritto 21 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha ordinato all’__________, sede principale di __________ il blocco di tutti gli averi bancari di proprietà dell’escusso, nonché il rilascio di tutti gli estratti relativi ai conti intestati a __________ e l’ammontare della somma di libero passaggio dell’assicurazione LPP versata al debitore. F. Con ricorso 4 dicembre 1997 __________ insorge contro tale provvedimento chiedendo che ne venga accertata la nullità ed in via subordinata, postula l’annullamento dell’atto impugnato. L’ordine impartito dall’UEF di Locarno __________ violerebbe il principio della specialità essendo generalizzato a tutti gli averi bancari dell’escusso. Inoltre il provvedimento sarebbe stato emanato da un ufficio territorialmente incompetente.

F. Con ricorso 4 dicembre 1997 __________ insorge contro tale provvedimento chiedendo che ne venga accertata la nullità ed in via subordinata, postula l’annullamento dell’atto impugnato. L’ordine impartito dall’UEF di Locarno __________ violerebbe il principio della specialità essendo generalizzato a tutti gli averi bancari dell’escusso. Inoltre il provvedimento sarebbe stato emanato da un ufficio territorialmente incompetente. G. Delle osservazioni dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in seguito.

G. Delle osservazioni dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in seguito. Considerando

Considerando in diritto: 1. I ricorsi 20 novembre 1997 della __________ e 4 dicembre 1997 della __________ sono entrambi diretti contro l’operato dell’UEF di Locarno nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti di __________. I gravami si basano sul medesimo complesso di fatti. Di conseguenza si giustifica la congiunzione delle procedure di cui agli inc. __________ e inc. __________. Il giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola sentenza, preso nell’ossequio del principio dell’economia processuale, ha natura ordinatoria e può essere pronunciato d’ufficio: le cause congiunte conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s.). in diritto: 1. I ricorsi 20 novembre 1997 della __________ e 4 dicembre 1997 della __________ sono entrambi diretti contro l’operato dell’UEF di Locarno nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti di __________. I gravami si basano sul medesimo complesso di fatti. Di conseguenza si giustifica la congiunzione delle procedure di cui agli inc. __________ e inc. __________. Il giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola sentenza, preso nell’ossequio del principio dell’economia processuale, ha natura ordinatoria e può essere pronunciato d’ufficio: le cause congiunte conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s.). 2. Per l’art.91 cpv. 1 n. 2 LEF il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti verso terzi.

2. Per l’art.91 cpv. 1 n. 2 LEF il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti verso terzi. L’ufficio di esecuzione deve attenersi alle indicazioni fornite dal debitore, avvertendolo dei suoi obblighi, come pure delle conseguenze penali dell’inosservanza (cfr. art. 91 cpv. 6 LEF). L’ufficio non è tenuto ad effettuare indagini allo scopo di reperire eventuali beni pignorabili se non vi sono indizi concreti in tal senso (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.12 ad art. 91). Il creditore ha la possibilità di richiedere un pignoramento complementare nel caso in cui egli sia a conoscenza di altri beni non dichiarati dal debitore (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n.12 ad art. 91).

L’ufficio di esecuzione deve attenersi alle indicazioni fornite dal debitore, avvertendolo dei suoi obblighi, come pure delle conseguenze penali dell’inosservanza (cfr. art. 91 cpv. 6 LEF). L’ufficio non è tenuto ad effettuare indagini allo scopo di reperire eventuali beni pignorabili se non vi sono indizi concreti in tal senso (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.12 ad art. 91). Il creditore ha la possibilità di richiedere un pignoramento complementare nel caso in cui egli sia a conoscenza di altri beni non dichiarati dal debitore (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n.12 ad art. 91). 3. Nel caso di specie l’UEF di Locarno ha interrogato __________ il 28 ottobre 1997 e le sue dichiarazioni sono state allegate al verbale di pignoramento/attestato di carenza di beni 10 novembre 1997. L’Ufficio ha reso attento il debitore delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione. L’operato dell’Ufficio è quindi da ritenere corretto non essendo ravvisabile alcuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico di __________ ed il gravame 20 novembre 1997 della __________ deve essere respinto. L’eventuale occultamento di beni pignorabili da parte del debitore potrà trovare, se del caso, tutela presso le opportune sedi penali.

3. Nel caso di specie l’UEF di Locarno ha interrogato __________ il 28 ottobre 1997 e le sue dichiarazioni sono state allegate al verbale di pignoramento/attestato di carenza di beni 10 novembre 1997. L’Ufficio ha reso attento il debitore delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione. L’operato dell’Ufficio è quindi da ritenere corretto non essendo ravvisabile alcuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico di __________ ed il gravame 20 novembre 1997 della __________ deve essere respinto. L’eventuale occultamento di beni pignorabili da parte del debitore potrà trovare, se del caso, tutela presso le opportune sedi penali. 4. Giusta l’art 89 LEF se il debitore soggetto all’esecuzione in via di pignoramento, ufficio d’esecuzione, ricevuta la domanda di continuazione, procede senza indugio al pignoramento o vi fa procedere dall’ufficio del luogo dove si trovano i beni da pignorare. Se i beni sono situati fuori dal circondario d’esecuzione, il pignoramento può essere eseguito unicamente dall’ufficio competente del luogo dove sono situati i beni da pignorare, il quale verrà incaricato in via rogatoriale ex art. 4 LEF di procedere al pignoramento (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 5 e ss. ad art. 89; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 22 n.19, p.152/153). La violazione di tale disposizione imperativa rende nullo il pignoramento ( cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 12 ad art. 89; Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 24, p. 153). Per l’art. 91 cpv. 4 LEF i terzi che detengono beni del debitore o verso i quali questi vanta crediti hanno, sotto minaccia di pena, lo stesso obbligo di informare del debitore. I terzi non possono rifiutarsi di indicare eventuali beni del debitore invocando il segreto professionale o bancario (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 35).

4. Giusta l’art 89 LEF se il debitore soggetto all’esecuzione in via di pignoramento, ufficio d’esecuzione, ricevuta la domanda di continuazione, procede senza indugio al pignoramento o vi fa procedere dall’ufficio del luogo dove si trovano i beni da pignorare. Se i beni sono situati fuori dal circondario d’esecuzione, il pignoramento può essere eseguito unicamente dall’ufficio competente del luogo dove sono situati i beni da pignorare, il quale verrà incaricato in via rogatoriale ex art. 4 LEF di procedere al pignoramento (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 5 e ss. ad art. 89; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 22 n.19, p.152/153). La violazione di tale disposizione imperativa rende nullo il pignoramento ( cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 12 ad art. 89; Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 24, p. 153). Per l’art. 91 cpv. 4 LEF i terzi che detengono beni del debitore o verso i quali questi vanta crediti hanno, sotto minaccia di pena, lo stesso obbligo di informare del debitore. I terzi non possono rifiutarsi di indicare eventuali beni del debitore invocando il segreto professionale o bancario (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 35). 5. Nel caso in esame l’UEF di Locarno ha ordinato il 21 novembre 1997, presso __________, il blocco di tutti gli averi bancari di __________. Si tratta di una misura conservativa urgente attuabile anche prima dell’esecuzione del pignoramento (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 65, p. 160; DTF 109 III 13 cons. 2).

5. Nel caso in esame l’UEF di Locarno ha ordinato il 21 novembre 1997, presso __________, il blocco di tutti gli averi bancari di __________. Si tratta di una misura conservativa urgente attuabile anche prima dell’esecuzione del pignoramento (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 65, p. 160; DTF 109 III 13 cons. 2). Orbene, tale modo di agire configura una violazione delle disposizioni relative alla competenza territoriale in materia di esecuzione del pignoramento che implica l’annullamento del provvedimento impugnato. La creditrice dovrà, se del caso, indicare con precisione la succursale __________ a __________ dove sono depositati eventuali averi bancari del debitore. In tal caso l’UEF di Locarno incaricherà, in via rogatoriale, l’ufficio di esecuzione di Zurigo, competente per il circondario del luogo di situazione dei beni da pignorare, di effettuare le necessarie verifiche. La Banca è obbligata a dar seguito ad un eventuale ordine impartitole dall’UEF di Zurigo in ossequio a quanto stabilito dall’art. 91 cpv. 4 LEF.

Orbene, tale modo di agire configura una violazione delle disposizioni relative alla competenza territoriale in materia di esecuzione del pignoramento che implica l’annullamento del provvedimento impugnato. La creditrice dovrà, se del caso, indicare con precisione la succursale __________ a __________ dove sono depositati eventuali averi bancari del debitore. In tal caso l’UEF di Locarno incaricherà, in via rogatoriale, l’ufficio di esecuzione di Zurigo, competente per il circondario del luogo di situazione dei beni da pignorare, di effettuare le necessarie verifiche. La Banca è obbligata a dar seguito ad un eventuale ordine impartitole dall’UEF di Zurigo in ossequio a quanto stabilito dall’art. 91 cpv. 4 LEF. Va inoltre rilevato che se l’Ufficio rogato dovesse accertare, contrariamente alle affermazioni dell’escusso verbalizzate il 28 ottobre 1997, beni presso una succursale __________ di __________ __________ verrebbe segnalato al Ministero pubblico in conformità degli art. 4 e 181 CPP. Ne consegue l’accoglimento del ricorso 4 dicembre 1997 __________.

Va inoltre rilevato che se l’Ufficio rogato dovesse accertare, contrariamente alle affermazioni dell’escusso verbalizzate il 28 ottobre 1997, beni presso una succursale __________ di __________ __________ verrebbe segnalato al Ministero pubblico in conformità degli art. 4 e 181 CPP. Ne consegue l’accoglimento del ricorso 4 dicembre 1997 __________. 6. Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.

6. Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale. Richiamati gli art. 89 e 91 LEF

Richiamati gli art. 89 e 91 LEF pronuncia: 1. Le procedure di cui agli inc. 15.98.4 e 15.98.5, sono dichiarate congiunte. pronuncia: 1. Le procedure di cui agli inc. 15.98.4 e 15.98.5, sono dichiarate congiunte. 2.1. Il ricorso 20 novembre 1997 della __________ 2.2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

2.1. Il ricorso 20 novembre 1997 della __________ 2.2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 2.3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

2.3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 3.1. Il ricorso 4 dicembre 1997 di __________ __________, è accolto.

3.1. Il ricorso 4 dicembre 1997 di __________ __________, è accolto. 3.2. E’ annullato il provvedimento 21 novembre 1997 reso nell’ambito dell’esecuzione n. __________ a carico di __________ __________

3.2. E’ annullato il provvedimento 21 novembre 1997 reso nell’ambito dell’esecuzione n. __________ a carico di __________ __________ 3.3. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

3.3. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3.5. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF

3.5. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF 4. Intimazione a:

4. Intimazione a: - __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria