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L’oppositore bielorusso Ales Byalyatski, l’ONG russa Memorial e l’ucraina Center for civil liberties per la tutela dei diritti umani sono stati insigniti oggi, venerdì, del Nobel per la Pace 2022. Il premio è stato quindi attribuito a una persona e due organizzazioni.
L'annuncio è stato dato dal comitato norvegese alle 11. Il premio - dotato di 10 milioni di corone (un po' più di 900'000 dollari) - è stato concesso in onore dell'"impegno in difesa dei diritti umani e del diritto di criticare il potere, di difesa dei diritti dei cittadini e contro gli abusi di potere, per aver documentato crimini de guerra".
- RG 12.30 del 07.10.2022 L'intervista di Manjula Bhatia a Francesca Gori, di Memorial Italia
Il 60enne Byalyatski è un attivista noto per il suo lavoro con il Viasna Human Rights Centre of Belarus, che aveva fra l'altro documentato la repressione delle proteste contro la contestata rielezione del presidente Alexander Lukashenko. Si trova (non per la prima volta) in carcere dal luglio 2021 - ci era già stato dal 2011 al 2014 - e la presidente del comitato Berit Reiss-Andersen ha invitato Minsk a liberarlo. Ha pure precisato che l'attribuzione "a tre campioni dei diritti umani, della democrazia e della coesistenza pacifica" non è da interpretare come un premio "contro Vladimir Putin", che proprio questo venerdì compie 70 anni.
Lo scorso anno era già stato ricompensato - insieme alla collega filippina Maria Ressa - un giornalista critico nei confronti di Putin e del suo Governo, il caporedattore di "Novaya Gazeta" Dmitri Muratov.
Tre esponenti di "Memorial", di cui la Corte suprema russa ha ordinato la chiusura nel dicembre dello scorso anno, avevano invece già ricevuto il premio Sakharov del Parlamento europeo nel 2009.
Lo stesso Sakharov ne era stato fra i fondatori insieme ad altri dissidenti nel 1987. Il Centro per le libertà civili ucraino esiste dal 2007 e si impegna da allora per fare dell'Ucraina una società pienamente democratica, Viasna in Bielorussia dal 1996 e si era inizialmente concentrata sull'aiuto alle persone incarcerate e alle loro famiglie.
La stagione dei Nobel - che si era aperta lunedì con la medicina (allo svedese Svante Pääbo), per poi proseguire martedì con la fisica e mercoledì con la chimica (tre premiati ciascuno). Giovedì, quello della letteratura era andato alla francese Annie Ernaux.