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WASHINGTON - Il vice ammiraglio Robert Harward, scelto da Donald Trump come consigliere per la sicurezza nazionale al posto del 'dimissionato' Michael Flynn, ha declinato l'offerta. Lo riferiscono alcuni media Usa.
Secondo alcuni fonti, un possibile motivo sarebbe legato al fatto che Harward aveva posto come condizione quella di portarsi il suo team. Se la notizia fosse confermata, si tratterebbe dell'ennesima tegola per l'amministrazione Trump.
In particolare Harward si sarebbe rifiutato di tenere il vice di Flynn, K.T. McFarland, cui Trump aveva promesso di conservare il posto, e dopo un giorno di braccio di ferro avrebbe preferito rinunciare.
Ex Navy Seal, Harward, 60 anni, ha servito come vice del commando centrale Usa sotto l'attuale capo del Pentagono, James Mattis, di cui era considerato un amico e alleato.
In precedenza era stato vice comandante generale del comando per le operazioni speciali congiunte a Fort Bragg, in North Carolina. Harward aveva guidato truppe sia in Iraq che in Afghanistan per sei anni dopo l'11 settembre.
Sotto George W. Bush, aveva fatto parte del National Security Council come direttore strategico e delle politiche anti terrorismo.
Flynn mentì all'FBI - L'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn negò in un interrogatorio con l'Fbi lo scorso mese di aver discusso delle sanzioni Usa a Mosca con l'ambasciatore russo prima che Trump si insediasse, contraddicendo il contenuto di intercettazioni telefoniche.
Lo riferisce il Washington Post citando ex e attuali dirigenti americani.
Flynn rischia, non tanto per aver violato un oscuro statuto del 1799 che vieta a privati cittadini di interferire nelle dispute diplomatiche, quanto perché mentire all'Fbi è un reato.
Confermato il capo del budget - Il Senato ha confermato Mick Mulvaney come responsabile dell'ufficio budget della Casa Bianca, dando così voce al Tea Party nell'Amministrazione Trump.
Nonostante i repubblicani controllino il Senato, Mulvaney è passato per un soffio, 51 a 49, con l'opposizione in particolare del sen. John McCain, che rimproverava al nominee di aver sostenuto in passato tagli alle spese del Pentagono.
Bloccata la norma ambientale - Donald Trump ha firmato un provvedimento per bloccare una norma ambientale (Stream Protection Rule) che a suo avviso ha penalizzato sinora l'industria e l'occupazione carbonifera, comportando costi di milioni di dollari.
Una regola, sostiene, che ha colpito in particolare le piccole miniere, molte delle quali si trovano nel bacino degli Appalachi.
Si tratta di una nuova picconata all'eredità ambientalista di Obama. In campagna elettorale il tycoon aveva promesso di sostenere la declinante industria mineraria americana, anche per tutelare i posti di lavoro del settore.