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L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA ha concluso due procedimenti di enforcement nei confronti di Credit Suisse SA. Nel primo procedimento ha constatato lacune nell'adempimento degli obblighi di diligenza in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro. Tale comportamento scorretto è correlato a presunti casi di corruzione concernenti la Federazione internazionale di calcio FIFA, il gruppo petrolifero brasiliano Petrobras e il gruppo petrolifero venezuelano PDVSA. Il secondo procedimento riguarda un'importante relazione d'affari che la banca ha intrattenuto con una persona politicamente esposta (PEP). A tale riguardo, la FINMA ha inoltre individuato lacune nel dispositivo di lotta contro il riciclaggio di denaro ma anche, segnatamente, nel sistema di controllo e nella gestione del rischio della banca. La FINMA ha ordinato misure volte a migliorare ulteriormente il dispositivo di lotta contro il riciclaggio di denaro e ad accelerare l'applicazione delle misure adottate dalla banca. L'Autorità di vigilanza ha nominato un incaricato indipendente che ne verificherà l'attuazione e l'efficacia.
Dal 2015 la FINMA ha effettuato accertamenti presso varie banche in relazione ai presunti casi di corruzione concernenti FIFA, Petrobras e PDVSA. Nello specifico, si trattava di chiarire se i clienti delle banche svizzere fossero coinvolti in tali scandali e se le banche avessero rispettato le disposizioni del diritto in materia di vigilanza, in particolare nell'ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro. Per quanto concerne Credit Suisse SA, per ognuno dei tre casi summenzionati, la FINMA ha nominato un incaricato della verifica con il compito di accertare la fattispecie. Le indagini hanno riguardato il periodo compreso fra il 2006 e il 2016. Poiché i tre casi presentavano punti di contatto a livello contenutistico, dal febbraio 2017 la FINMA ha condotto un unico procedimento di enforcement, il quale si è concluso, parimenti ad un altro procedimento riguardante una relazione d'affari PEP (v. sotto), nel settembre 2018.
Lacune nell'adempimento degli obblighi di diligenza in relazione a FIFA, Petrobras e PDVSA
Sulla base del procedimento condotto, la FINMA ha accertato che Credit Suisse SA ha, in tutti e tre i casi, violato gli obblighi sanciti dal diritto in materia di vigilanza nell'ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro. Le lacune constatate riguardano:
- l'identificazione della controparte;
- l'accertamento dell'avente economicamente diritto;
- la categorizzazione quale relazione d'affari che comporta un rischio superiore;
- gli accertamenti necessari in caso di rischio superiore e la relativa plausibilizzazione, come pure
- la documentazione.
Le suddette violazioni sono state commesse ripetutamente nel corso degli anni, la maggior parte delle quali prima del 2014. Molte lacune sono state constatate nelle relazioni d'affari aperte dall'ex società Clariden Leu SA. Dalle indagini sul comportamento della banca nei casi FIFA, Petrobras e PDVSA, effettuate in modo indipendente fra loro, sono emersi risultati e schemi d'azione simili.
Mancanza di una visione d'insieme automatizzata delle relazioni d'affari
Affinché un dispositivo di lotta contro il riciclaggio di denaro sia efficace, deve essere possibile visualizzare all'interno della banca tutti i ruoli rivestiti da un cliente e le relazioni da esso intrattenute con la semplice pressione di un pulsante. Dal 2015 Credit Suisse SA sta implementando un sistema che consenta di ottenere una visione d'insieme di questo tipo. In tal senso sono stati compiuti vari progressi, tuttavia, oltre che alle unità di compliance, il sistema deve essere esteso a ulteriori unità. Nel complesso, la FINMA ha così individuato, oltre a violazioni delle disposizioni in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro, anche lacune a livello organizzativo.
Lacune nel trattamento di un'importante relazione d'affari con un cliente PEP
Il secondo procedimento riguarda il trattamento di un'importante relazione d'affari che la banca ha intrattenuto con una persona politicamente esposta (PEP). In seguito all'apertura del procedimento nel 2016, la FINMA ha nominato un incaricato dell'inchiesta con il compito di accertare la fattispecie. Anche in questo caso, la FINMA ha constatato lacune nell'adempimento degli obblighi di diligenza nell'ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro.
La relazione d'affari PEP, comportante rischi superiori, è stata rilevata e trattata come tale troppo tardi. Inoltre, gli accertamenti e la corrispondente documentazione concernente la relazione d'affari sono risultati lacunosi. La banca non ha adempiuto in maniera sufficiente ai propri obblighi di diligenza per quanto concerne l'accertamento, la plausibilizzazione e la documentazione della summenzionata relazione d'affari. Ciò è altresì emerso per alcune transazioni che comportano rischi superiori.
Controlli insufficienti da parte di un consulente alla clientela di successo
Anche in questo secondo caso, sono emerse lacune nell'organizzazione amministrativa e nella gestione del rischio della banca. La FINMA ha accertato che per anni l'istituto non ha individuato, né tantomeno limitato e controllato in modo adeguato i rischi legati alla relazione d'affari PEP e all'attività svolta dal consulente alla clientela (che nel frattempo è stato condannato penalmente).
Dagli atti risulta che il consulente alla clientela in questione, il quale aveva realizzato ingenti profitti nella gestione patrimoniale, ha violato ripetutamente in un arco di tempo pluriennale le prescrizioni in materia di compliance della banca. Tuttavia, anziché richiamarlo all'ordine tempestivamente e in modo adeguato per le violazioni commesse, la banca lo ha premiato con retribuzioni elevate e valutazioni positive sulle sue prestazioni. Il fatto che il consulente alla clientela godesse di uno status speciale ha fatto sì che i controlli nei suoi confronti fossero insufficienti.
In questo contesto, la FINMA ha constatato carenze sul piano organizzativo (in termini di responsabilità, sorveglianza e controllo) e nell'attuazione di misure mirate. In considerazione dell'importanza della relazione d'affari PEP e dei rischi ad essa connessi, la gestione del rischio della banca non era in questo caso adeguata.
Misure per rafforzare la compliance nell'ambito del riciclaggio di denaro
Dalla fine del 2015, la banca ha adottato diverse misure per rafforzare in generale la propria compliance e, in particolare, l'ambito della lotta contro il riciclaggio di denaro, collaborando nel procedimento con la FINMA. La FINMA apprezza i miglioramenti apportati, alcuni dei quali sostanziali. Tuttavia, la FINMA ordina ulteriori misure supplementari nell'ottica di ripristinare la situazione conforme. Lo scopo di tali misure è migliorare ulteriormente la governance, l'organizzazione amministrativa e la gestione del rischio della banca nell'ambito della gestione patrimoniale.
Credit Suisse SA deve adeguare i sistemi e i processi di controllo interessati. A tal fine la banca deve dimostrare che le relazioni e le transazioni d'affari che comportano un rischio superiore vengano adeguatamente identificate, classificate, monitorate e documentate.
Entro la fine del 2019, la banca deve inoltre avere implementato un sistema automatizzato che consenta di ottenere una visione d'insieme di ogni singola relazione d'affari per tutti i dipartimenti interessati.
La FINMA nominerà un incaricato della verifica che esaminerà l'implementazione integrale di tali misure e di quelle introdotte dalla banca dal 2015 come pure la loro adeguatezza ed efficacia.
Contatto
Tobias Lux, portavoce
Tel. +41 (0)31 327 91 71
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e
Vinzenz Mathys, portavoce
Tel. +41 (0)31 327 19 77
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