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Prima, parziale vittoria giudiziaria per il PLR svizzero e quattro sue personalità di punta, prese di mira da un manifesto elettorale che le accusava di proteggere l'Islam radicale: con una misura cautelare un tribunale zurighese ha imposto il ritiro dei cartelloni.
Con una decisione superprovvisionale (una misura cautelare senza ascolto della parte avversa) il giudice distrettuale di Andelfingen (ZH) ha ritenuto plausibile che il manifesto violi la personalità dei quattro interessati, vale a dire la presidente liberale radicale Petra Gössi, il capogruppo Beat Walti e i consiglieri nazionali bernesi Christian Wasserfallen e Christa Markwalder. I loro volti sono stati usati senza autorizzazione e pure il criterio dell'urgenza del provvedimento è ritenuto adempiuto, visto il rapporto diretto con le elezioni federali.
Autore della campagna di affissioni, il Comitato di Egerkingen - gruppo politico all'origine dell'iniziativa sui minareti, accolta dal popolo nel 2009, e di quella sulla dissimulazione del viso (anti burka), affrontata la settimana scorsa dal parlamento federale - deve ora togliere dalla circolazione (anche dal web) il soggetto. La vertenza giuridica non è però conclusa: il Comitato ha dieci giorni di tempo per prendere posizione, poi la corte tornerà ad esprimersi.
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