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Migliaia di manifestanti, in gran parte vestiti di nero, hanno sfidato il divieto della polizia di Hong Kong, partecipando alla marcia pro democrazia partita dall'area dello shopping di Causeway Bay e diretta verso Central, la zona delle sedi governative e istituzionali. Nel 15esimo weekend consecutivo di proteste, le principali strade nel cuore dell'ex colonia britannica sono completamente bloccate da migliaia di persone, mentre i centri commerciali hanno dovuto chiudere prima del tempo a causa di possibili tensioni e scontri tra attivisti e polizia in tenuta antisommossa. Scontri che si sono poi verificati in alcuni punti della città con la polizia ad impiegare lacrimogeni e i cannoni d'acqua in rispota al lancio di bottiglie molotov e oggetti vari da parte di alcuni attivisti.
- Notiziario 11.00 del 15.09.2019 Quindicesimo weekend di proteste a Hong Kong
I manifestanti si erano raggruppati, prima di sfilare tra le vie dello shopping di Hong Kong, davanti al consolato britannico con la richiesta a Londra di controllare che Pechino rispetti tutte le parti del trattato di retrocessione (l’atto firmato nel 1984 in vista della restituzione del territorio inglese alla Cina), in particolare il principio “Due Paesi, due sistemi” che prevedeva ampissime autonomie (sconosciute nelle altre regioni cinesi) per l’ex colonia.
Alcuni manifestanti hanno anche sventolato bandiere degli Stati Uniti auspicando che gli USA e la comunità internazionale appoggi le rivendicazioni pro democrazia.
ATS/ANSA/AFP/AP/Swing