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L'episcopatus o diocesis Curiensis appartenne alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Milano dal 451 al trattato di Verdun dell'843, probabilmente senza interruzione, e poi a quella dell'arcidiocesi di Magonza, fino alla soppressione della stessa nel 1803/18. Patroni: S. Lucio nel X sec., S. Lucio e S. Florino dall'XI sec. Residenza vescovile e cattedrale nello Hof Chur.
Risalgono al V sec. le vestigia di una chiesa situata sotto l'attuale cattedrale, e, a est dello Hof, una camera sepolcrale dedicata a S. Stefano, verosimilmente riservata ai vescovi. Nel 451 il vescovo di Como firmò una lettera sinodale del vescovo di Milano a papa Leone I anche a nome dell'assente vescovo di C. Asinio (pro... Asinione ecclesiae Curiensis primae Rhaetiae episcopo). La diocesi di C., qui attestata per la prima volta, era forse stata fondata già nel IV sec. (Diocesi), e si sviluppò ampiamente entro i confini della provincia romana della Raetia prima. Alcuni dei suoi territori situati a sud del lago di Costanza passarono nel VII sec. alla diocesi di Costanza. Dal VI all'VIII sec., le cariche di praeses e di vescovo furono appannaggio degli Zacconi/Vittoridi, in alcuni casi in unione personale. Nell'806 Carlomagno introdusse nella Rezia il sistema comitale carolingio, separando i poteri temporale e religioso e definendo i beni appartenenti alle due forme di dominio (Rezia curiense). Il vescovo di C. divenne uno degli eredi dei beni imperiali nella Rezia. L'imperatore Ottone I conferì ampi privilegi e dotazioni al vescovo Hartpert, spec. nella città di C. e in val Bregaglia, gettando le basi della notevole importanza raggiunta nel basso ME dai vescovi di C. come signori feudali e principi imperiali, spesso a scapito della cura delle anime.
Nel 1079/80, all'epoca delle lotte per le investiture, il candidato imperiale Norbert, nonostante fosse colpito da scomunica, venne eletto vescovo al posto di Ulrich II, fautore del papa, che tuttavia gli succedette più tardi. I vescovi seguenti riuscirono a tenersi lontani dalle dispute legate alle lotte per le investiture. Adelgott, vescovo dal 1151 al 1160, riformò i conventi di Cazis, Müstair e Schänis e promosse quello di S. Lucio a C. All'epoca degli Hohenstaufen, i vescovi di C., che controllavano i passi retici, presero le parti dell'imperatore, il che portò all'elezione parallela di partigiani del papa e a turbamenti nella vita religiosa. Durante l'interregno, il vescovo Heinrich III von Montfort (1251-72) dovette fronteggiare la nobiltà locale. Nel 1277, il vescovo Konrad III von Belmont chiamò a C. i domenicani, e ne sostenne la fondazione del convento di S. Nicola e l'attività nella cura delle anime contro la resistenza del clero secolare. Nel 1300 il vescovo Siegfried von Gelnhausen riscattò la diocesi imperiale di C. dalle mani dei baroni von Vaz e rappresentò l'imperatore Enrico VII in Italia. La scelta del vescovo Ulrich V Ribi di schierarsi con Carlo IV contro Ludovico il Bavaro (1347) portò alla parziale annessione di beni del capitolo vescovile da parte del margravio Ludwig von Brandenburg (figlio di Ludovico il Bavaro), ma fruttò pure sostanziosi privilegi. Il Grande scisma divise a più riprese il vescovo e il capitolo cattedrale: per esempio nel 1388 con la doppia investitura dopo la morte del vescovo Johannes II Ministri. Fra i vescovi del XIV e XV sec. vi furono figure come quella di Hartmann II von Werdenberg-Sargans, coinvolto in episodi di faida, ma anche giuristi e teologi eruditi come Peter I Gelyto, Johannes III Ambundii, Johannes IV Naso o Leonhard Wismair, che operarono in modo eccellente sia al servizio dell'imperatore sia quali partecipanti ai Concili di Costanza e di Basilea; tuttavia, trovandosi spesso fuori sede, trascuravano i loro compiti ecclesiastici e amministrativi o li affidavano a vicari generali. I privilegi ottenuti consolidarono e ampliarono la signoria del principe vescovo e contribuirono in parte a promuovere il traffico di transito nell'area retica, ma suscitarono pure contestazioni giur. e la stesura di documenti contraddittori. Il rapporto tra i vescovi e gli Asburgo era complesso; questi ultimi intervennero nel territorio retico sia in funzione pacificatrice, sia con intenzioni egemoniche, dapprima a partire dall'Austria, poi (dopo il 1363) anche dal Tirolo.
Una nuova epoca della storia della diocesi e del capitolo di C. prese avvio nel XIV sec. con le aspirazioni indipendentistiche dei Comun grandi e della città di C. - sfociate progressivamente nella Lega Caddea - che si opposero alla signoria episcopale (assalti degli ab. di C. al castello del vescovo nel 1422 e nel 1435). Verso la metà del XV sec. il capitolo cattedrale e la Lega Caddea ebbero un grave conflitto con Heinrich von Hewen, vescovo di Costanza e amministratore di C., in particolare a causa della faida di Schams. I rapporti tra il vescovo e la Lega si inasprirono ulteriormente durante la guerra di Svevia (1499). Il dominio temporale del principe vescovo di C. si estendeva sulla città stessa, i cosiddetti Quattro villaggi (Cinque villaggi), la Bregaglia, l'Oberhalbstein, l'Engadina, la Domigliasca, Poschiavo, la val Monastero e la val Venosta (nel tardo ME, temporaneamente, anche Chiavenna e Bormio); al di fuori di questo territorio, vi erano poi alcuni possedimenti di minore importanza, per esempio nella signoria di Flums. Fra i vassalli e ministeriali del principe vescovo figuravano le più potenti fam. retiche.
La giurisdizione spirituale si estendeva dalla val Venosta alla valle d'Orsera, dal Vorarlberg e la pianura della Linth alla Mesolcina. Alla fine del ME, la diocesi era suddivisa in otto decanati con 183 parrocchie. La religiosità popolare è individuabile indirettamente nell'arte sacra, nelle indulgenze e nella liturgia. Fra i conventi retici medievali spiccavano Disentis, Monte Maria (val Venosta), Müstair, Pfäfers, Cazis, S. Lucio, Churwalden e S. Nicola. Il capitolo della cattedrale di C., documentato fin dal 940, contribuiva all'organizzazione del culto nella cattedrale, nominava il vescovo quando l'imperatore o il papa non imponevano il loro candidato e partecipava all'amministrazione religiosa e - dal tardo ME in maniera sempre più tangibile - anche a quella temporale. Negli scontri con il vescovo, il capitolo poteva spesso contare sul sostegno della Lega Caddea; durante il periodo caratterizzato dai vescovi forestieri (XIV e XV sec.) il capitolo garantì i diritti della diocesi. Sono stati tramandati gli statuti capitolari degli anni 1273, 1282, 1321 (raccolta di deliberazioni relative all'investitura del vescovo), 1349 e 1414. I membri del capitolo erano 24 nel 1237/38 e nel 1283, 17 nel 1416 e 23 nel 1472. La gerarchia comprendeva i titoli di preposito, decano, scolastico, cantore (dal 1235) e custode. Dalla fine del XIII sec. il vescovo non decideva più personalmente nelle questioni ecclesiastiche, ma nominava fra i religiosi dei giudici unici che si attenevano prevalentemente al diritto canonico romano (Tribunale vescovile). Nella lontana val Venosta, questa funzione incombeva all'arciprete, in Engadina - regione spesso difficilmente accessibile - al decano.
|Episcopato||Vescovo||Episcopato||Vescovo|
|Puricius||1123-1144||Konrad I von Biberegg|
|Claudianus||ca. 1145-1150||Konrad II|
|Ursicinus||1151-1160||Adelgott|
|Sedonius||1163-1170||Egino|
|Eddo||1170-1179||Ulrich III von Tegerfelden|
|Leuthardus||1179-1180||Bruno|
|Othcarius||1180-1193/94||Heinrich II|
|Notingus||1194-1209||Rainero da Torre|
|451||Asinio||1209-1221||Arnold von Matsch|
|548 ca.||Valentianus||1224-1226||Rudolf von Güttingen|
|Paulinus (?)||1228-1233||Bertoldo I|
|Theodorus (?)||1233/34-1237||Ulrich IV von Kyburg|
|614||Victor I||1237-1251||Volkard von Neuburg|
|Paschalis||1251-1272||Heinrich III von Montfort|
|Victor II||1273-1282||Konrad III von Belmont|
|Vigilius||1282-1290||Friedrich I von Montfort|
|ca. 759-765||Tellone||1291-1298||Berthold II von Heiligenberg|
|773 ca.||Costanzo||1298-1321||Siegfried von Gelnhausen|
|800 ca.||Remedius||1322-1325||Rudolf II von Montfort-Feldkirch|
|Victor III||1325-1331||Johannes I Pfefferhard|
|836-842||Verendarius||1331-1355||Ulrich V Ribi|
|849-868||Esso||1356-1368||Peter I Gelyto|
|Ruodharius||1368-1376||Friedrich II von Erdingen|
|888-913||Theodolf||1376-1388||Johannes II Ministri|
|920-949 (?)||Waldo||1388-1416||Hartmann II von Werdenberg-Sargans|
|951-970/71||Hartpert||1416-1418||Johannes III Ambundii|
|972-988 ca.||Hildibald||1418-1440||Johannes IV Naso|
|1000-1024||Ulrich I||1440-1441||Konrad von Rechberg|
|Ropertus||1441-1456||Heinrich von Hewena|
|1030-1039||Hartmann I||1456||Antonius de Tosabeciisb|
|1040-1070||Thietmar||1453-1458||Leonhard Wismairb|
|1070-1078||Enrico I||1458-1491||Ortlieb von Brandis|
|1080-1088||Norbert||1491-1505||Heinrich von Hewen|
|1089-1096||Ulrich II von Tarasp|
|1096-1122||Wido|
Autrice/Autore: Lothar Deplazes / ato
Sotto il vescovo Paul Ziegler si manifestò apertamente il conflitto latente tra il vescovo e la città di C., che risaliva al tardo ME; a ciò contribuì in parte anche la Riforma, che si impose nella città verso il 1525. Gli articoli di Ilanz del 1524 e 1526 ridussero la signoria vescovile alla residenza dello Hof, che ancora nel 1514 l'imperatore Massimiliano I aveva dichiarato esente dalla giurisdizione urbana, al Fürstenburg (Tirolo), alla signoria di Grossengstingen nella Svevia (venduta al convento di Zwiefalten nel 1717) e ad alcuni territori rimasti dell'antica signoria temporale nei Grigioni (val Monastero, Obervaz e Fürstenau). I membri del capitolo cattedrale restati a Coira, che negli anni 1524-41 sostituirono il vescovo in esilio nell'amministrazione della diocesi, ne garantirono la continuità in condizioni poco favorevoli. In occasione della nomina del vescovo Lucius Iter, la Lega Caddea, allora ancora a maggioranza catt., rivendicò di fatto, con la promulgazione dei Sei articoli nell'ottobre del 1541, la propria compartecipazione alla gestione della diocesi. L'accettazione degli articoli da parte del vescovo garantì la continuità della diocesi e portò al riconoscimento, nel 1543, della sovranità episcopale sullo Hof. Dopo la metà del XVI sec., la maggior parte dei com. grigionesi aveva aderito alla Riforma. La partecipazione della Lega Caddea all'amministrazione della diocesi rappresentò quindi il prezzo da pagare, accettato anche dalla Santa Sede, per garantire la sopravvivenza della diocesi in un Paese profondamente diviso dal profilo politico e confessionale. Gli altri possedimenti della diocesi nel Tirolo, nel Vorarlberg, nel Liechtenstein e nella valle d'Orsera rimasero catt.
I primi tentativi di procedere a una riforma interna alla Chiesa non vennero dai vescovi di Coira, ma dalla visita pastorale di Carlo Borromeo in Mesolcina e dai primi nunzi a Lucerna, che, sostenuti dai cinque cant., esercitarono pressioni sul capitolo cattedrale. Le prime necessarie riforme nello spirito del Concilio di Trento vennero tuttavia avviate solo dal vescovo Johann V Flugi (1601-27); esse comprendevano il disciplinamento del clero, la chiamata dei missionari cappuccini e il consolidamento della fede catt. I cappuccini riuscirono a rianimare la vita religiosa in molte parrocchie abbandonate o mal gestite; dal 1621 cappuccini provenienti dalla Germania meridionale (ad esempio Fidelis von Sigmaringen) operarono sotto protezione austriaca nella Lega delle Dieci Giurisdizioni, mentre nell'Oberhalbstein vi fu una rilevante presenza di missionari provenienti dalla provincia di Brescia e in Mesolcina da quella di Milano. Dopo il 1640, numerose chiese filiali vennero elevate a parrocchie. Ebbero per contro breve durata i processi di ricattolicizzazione avviati in condizioni politiche favorevoli al tempo dei Torbidi grigionesi. Nel 1656 fallì per l'opposizione del vescovo il tentativo di istituire una sorta di nuova diocesi, composta da 18 parrocchie e sottoposta all'abate di Disentis. La situazione finanziaria non permetteva la presenza di vescovi ausiliari; i vescovi titolari visitavano personalmente il territorio diocesano.
Fallì pure il tentativo di recuperare i beni posseduti prima del 1524: né il trattato di Lindau, concluso nel 1622 dietro pressione dell'Austria, né i 18 articoli emanati l'anno seguente dal nunzio Alessandro Scappi riuscirono a ottenerne la restituzione. Il rapporto tra le due confessioni si stabilizzò durante il vescovado di Johann VI Flugi von Aspermont (1636-61), soprattutto dopo l'avvicinamento delle Tre Leghe all'Austria. Fu soprattutto grazie all'impegno dei missionari cappuccini nelle regioni rom. dei Grigioni che si poté consolidare la fede nei com. catt. e, in parte, anche in quelli a confessione mista. Sotto la protezione dell'Austria furono riallacciati i rapporti con l'Impero, interrotti nel XVI sec.: a partire dal 1654 i principi vescovi di C. si fecero di nuovo rappresentare alla Dieta imperiale. Un avventuroso tentativo del colonnello Johann Peter Guler di occupare militarmente la residenza vescovile fallì il 18.1.1656 grazie all'opposizione della città rif. di C. Le buone relazioni tra le Tre Leghe e il vescovo di C. con l'Austria favorirono, nel tardo XVII e nel XVIII sec., l'instaurarsi di un modus vivendi e garantirono la stabilità nelle questioni confessionali. I vescovi non furono più tenuti a riconoscere i Sei articoli del 1541 e dal 1728 l'imperatore si fece rappresentare da un commissario nelle nomine del vescovo. In Tirolo e nel Vorarlberg, i vescovi di C. dovettero accettare la maggior parte delle riforme in senso illuminista (Chiesa di Stato) attuate da Giuseppe II, fra cui la soppressione dei conventi; d'altro canto, non ebbe successo il tentativo dell'Austria di fondare in quelle medesime regioni una nuova diocesi, con sede a Feldkirch. La gestione degli affari ecclesiastici da parte dell'autorità politica generò dissidi anche nel Liechtenstein.
|Episcopato||Vescovo||Episcopato||Vescovo|
|1505 (?)-1541||Paul Ziegler||1627-1635||Joseph Mohr|
|1541-1549||Lucius Iter||1636-1661||Johann VI Flugi von Aspermont|
|1549-1565||Thomas Planta||1661-1692||Ulrich VI de Mont|
|1565-1581||Beatus a Portaa||1692-1728||Ulrich VII von Federspiel|
|1565-1566||Bartholomäus von Salisa||1728-1754||Joseph Benedikt von Rost|
|1579||Joachim Opser||1755-1777||Johann Baptist Anton von Federspiel|
|1581-1601||Peter de Raschèr||1777-1793||Dionys von Rost|
|1601-1627||Johann V Flugi||1794-1833||Karl Rudolf von Buol-Schauenstein|
Diversi progetti volti alla creazione di un seminario diocesano non riuscirono a concretizzarsi. Dalla fine del XVI sec., gli studenti di teol. grigionesi si formavano presso i collegi gesuiti di Lucerna e Friburgo; essi avevano inoltre a disposizione alcuni posti presso il collegio Elvetico di Milano (dal 1579), il collegio gesuita di Dillingen (1610) e il collegio di S. Barbara di Vienna (1627). All'interno della diocesi di C., nel 1649 venne fondato il collegio gesuita di Feldkirch. Per essere ammessi nel capitolo cattedrale occorreva avere una origine nobile o essere in possesso di un titolo acc. La Riforma comportò la perdita di numerosi proventi; si ridusse pure il numero dei canonici residenti. Gli statuti emanati nel 1598 dal nunzio Giovanni della Torre fissarono a sei il numero dei canonici cattedrali residenti a C. (i dignitari); gli altri 18 potevano partecipare alla nomina del vescovo ma non risiedevano in città. Il preposito veniva designato dalla Santa Sede, il decano dal capitolo, il cantore e il custode dal vescovo. Gli articoli di Ilanz del 1524 e 1526 limitarono fortemente il potere dei tribunali vescovili. Il vicario generale era un canonico residente e fungeva pure da officiale; la carica fu spesso vacante nel XVI sec. e solo nei due sec. successivi risultò occupata ininterrottamente. Vorarlberg, val Venosta, Mesolcina, Oberhalbstein e Oberland grigionese avevano il loro proprio vicario, cui incombeva il controllo sulla disciplina del clero, l'informazione della curia vescovile e l'organizzazione di conferenze pastorali.
Autrice/Autore: Pierre Surchat / ato
La Dieta fed. del 1804 rinunciò alla secolarizzazione di Coira, decretata dal recesso della Dieta imperiale del 1803, poiché la sostanza disponibile non era sufficiente all'indennizzo del vescovo e del capitolo cattedrale. Il vescovo perse i diritti di sovranità temporale e i possedimenti diocesani in Tirolo (Fürstenburg) passarono all'Austria. Rimase di proprietà vescovile solo lo Hof di C., che mantenne uno statuto particolare fino al 1852. Il territorio della diocesi subì importanti cambiamenti all'inizio del XIX sec.: nel 1805 Tirolo e Vorarlberg passarono alla Baviera, che nel 1807 vietò al vescovo l'esercizio delle proprie funzioni in queste regioni. Nel 1808 il vescovo Karl Rudolf von Buol-Schauenstein rinunciò ai suoi diritti sulle parti della diocesi divenute bavaresi (ca. 80'000 catt.), che dall'anno seguente furono attribuite provvisoriamente (e dal 1816 in modo definitivo) alle diocesi di Bressanone e Trento. Ad eccezione del Liechtenstein, la diocesi di C. comprendeva dunque solo territori elvetici. Nel 1819 il papa assegnò al vescovo di C. la quasi totalità dei territori su suolo sviz. della disciolta diocesi di Costanza. Nel 1823 venne creata la diocesi doppia di San Gallo e C. La regione sangallese di Sargans passò dalla diocesi di C. a quella di San Gallo. Svitto, una delle antiche terre della diocesi di Costanza, si unì definitivamente a C. nel 1824. Uri (senza la valle d'Orsera, che già apparteneva a C.), Untervaldo, Glarona e Zurigo furono uniti provvisoriamente a C. (ma lo sono tuttora), Sciaffusa fino al 1841 (per poi passare a Basilea), i due cant. di Appenzello fino al 1867 (poi a San Gallo). Nel 1867 Como cedette le parrocchie di Brusio e Poschiavo alla diocesi di C., che da allora si estende a tutto il territorio grigionese. L'opposizione dei due governi cant. pose fine nel 1836 alla diocesi doppia C.-San Gallo. Nella metà del XIX sec. i rapporti tra cant. e diocesi furono turbati da divergenze sul sistema educativo; nel 1850 avvenne la fusione delle scuole cant. catt. ed evangelica, nel 1856 venne chiuso il seminario inferiore, sostituito nello stesso anno dal collegio di Svitto, posto sotto l'alta sorveglianza del vescovo di C. Le trattative sull'adesione definitiva di Uri e Untervaldo si protrassero per tutto il XIX sec. e fallirono sia perché la Svizzera centrale non abbandonò mai completamente l'idea di creare una propria diocesi sia perché i Grigioni si rifiutavano, sulla base di supposte proprie prerogative, di considerare su un piano paritario tutti i cant. diocesani. I diritti paritari dei due cant. della Svizzera interna vennero riconosciuti solo nel 1928, senza che ciò mutasse peraltro il carattere provvisorio della loro appartenenza alla diocesi di C.
A partire dalla metà del XIX sec., la rivoluzione industriale e le trasformazioni sociali che ne derivarono mutarono profondamente i rapporti confessionali. Si registrò un forte aumento dei catt. residenti in regioni rif., mentre i rif. nella Svizzera centrale conobbero solo un debole aumento. La variazione più vistosa riguardò il cant. Zurigo, dove i catt. passarono dal 19% nel 1900 al 32% nel 1960; nel 1970 il 59% di tutti i catt. della diocesi di C. vivevano in questo cant. Nel 1863 quattro parrocchie catt., tra cui quella di Zurigo, furono riconosciute di diritto pubblico, ma già dieci anni dopo, all'epoca del Kulturkampf, la parrocchia catt. di Zurigo venne assegnata ai catt.-cristiani; i catt.-romani, nettamente più numerosi, dovettero organizzarsi secondo il diritto privato. Dopo il Kulturkampf, con il sostegno finanziario della Missione interna, la diaspora catt. zurighese si sviluppò rapidamente. Nel 1928 il cant. Zurigo contava 41 parrocchie; all'inizio del XX sec. costituiva un decanato unico, più tardi suddiviso in tre decanati sottoposti a un commissario vescovile. Dopo lunghe trattative, nel 1956 venne istituto un vicariato generale per Zurigo. La Chiesa catt. venne equiparata giur. a quella rif. solo con il riconoscimento di diritto pubblico avvenuto nel 1963.
|Episcopato||Vescovo||Episcopato||Vescovo|
|1834-1844||Johann Georg Bossi||1908-1932||Georg Schmid von Grüneck|
|1844-1859||Kaspar (I) de Carl von Hohenbalken||1932-1941||Laurenz Matthias Vincenz|
|1859-1876||Nikolaus Franz Florentini||1941-1962||Christian Caminada|
|1877-1879||Kaspar II Willi||1962-1990||Johann Vonderach|
|1879-1888||Franz Konstantin Rampa||1990-1997||Wolfgang Haas|
|1888-1908||Johannes Fidelis Battaglia||1998-||Amédée Grab|
Fino al 1941 i vescovi (tutti grigionesi) vennero nominati dal capitolo cattedrale e confermati dalla Santa Sede. Nel 1957, per la prima volta, la Santa Sede nominò un coadiutore con diritto di successione, Johann Vonderach (1962-90). Nel 1988 anche Wolfgang Haas venne designato vescovo ausiliario; la sua nomina a vescovo ordinario (1990-97) fu all'origine di gravi fratture tra i catt. della diocesi. Nel 1997 il Liechtenstein fu separato dalla diocesi di Coira ed eretto in arcidiocesi, alla cui testa venne chiamato Haas, a sua volta sostituito a C. da Amédée Grab. Nel 1917 furono definitivamente istituite le cariche di vicario generale e di officiale. Accanto al vicariato generale di Zurigo, creato nel 1956, nel 1970 ne sorsero altri due: uno per i cant. della Svizzera centrale, uno per i Grigioni, Glarona e il Liechtenstein.
Il primo seminario della diocesi di C. fu aperto a Merano (Sudtirolo) nel 1800. Chiuso nel 1807 per volontà della Baviera, riprese nello stesso anno l'attività didattica nell'antica abbazia premonstratense di S. Lucio a Coira. L'ist. univ. di teol. catt., fondato nel 1968, ha ampliato nel 1974 i propri titoli di studio con il conferimento della licenza; nel 1975 ha introdotto la formazione di terzo ciclo per laici al servizio della Chiesa a tempo pieno (nel 1991 il terzo ciclo è stato separato dal seminario). La maggior parte del clero della diocesi proveniva dalla Svizzera centrale e dai Grigioni (spec. dalla Surselva). Fino al Concilio Vaticano II (1962-65) erano prevalenti, fra i religiosi grigionesi, i rom.; dopo il Concilio tutti i libri liturgici vennero tradotti, con un grande sforzo finanziario, nei diversi idiomi rom. La crisi delle vocazioni, che si era a tratti manifestata già nel XIX sec., si è accentuata dopo il 1970: se nel 1850 un sacerdote si occupava di 533 fedeli, tale numero era salito a 1184 nel 1980. La missione dei cappuccini, che dipendeva dalla congregazione della Propaganda, fu soppressa nel 1920, ma singoli missionari continuarono a operare fino al 1955. A causa della mancanza di sacerdoti, dal 1970 è di nuovo in aumento il numero delle parrocchie affidate a membri di ordini religiosi, fra cui, ad esempio, i padri delle abbazie benedettine di Einsiedeln, Engelberg e Disentis, situate nella diocesi di C.
Autrice/Autore: Pierre Surchat / ato