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In futuro le emittenti della radiotelevisione svizzerotedesca SRF non faranno più giornalismo d'opinione: le trasmissioni d'informazione dovranno solo riferire e non più valutare, ha dichiarato la direttrice designata della SRF Nathalie Wappler.
"Dobbiamo fare un programma che informi ma non polarizzi. Dobbiamo chiaramente non fare giornalismo d'opinione", ha spiegato la 50enne nominata lunedì alla successione di Ruedi Matter a partire dalla prossima primavera in un'intervista alla "NZZ am Sonntag".
"Se in un servizio diamo la parola a un politico e poi il giornalista dà l'impressione di saperla lunga, ciò provoca una perdita di fiducia", ha affermato la Wappler, secondo cui i giornalisti devono impegnarsi a non ricorrere a cliché del tipo "democentristi = fumatori di sigari". La SRF era stata criticata a più riprese da esponenti dell'UDC.
L'intrattenimento del servizio pubblico non deve poi assolutamente essere denigrante o voyeuristico. E nell'informazione non bisogna chiamare allo scandalo: "anche in futuro non voglio titoli sensazionalistici con l'obiettivo di ottenere il numero maggiore di clic" sul sito web. La futura direttrice intende poi rafforzare la cultura senza sottoporla alla pressione delle quote di telespettatori.
Poiché dal 2019 la SRF dovrà risparmiare 100 milioni di franchi all'anno, la 50enne prevede di dover sopprimere 47 impieghi, ma nell'intervista non ha rivelato dove concretamente.