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Il Prix de Soleure 2021, il principale riconoscimento delle 56esime Giornate cinematografiche di Soletta, è stato attribuito a "Mare". Il film di Andrea Staka parla del mondo emotivo di una donna, divisa tra la sua famiglia e la sua libertà. È uno dei candidati al Premio del cinema svizzero che sarà attribuito a fine marzo.
La fiction della regista lucernese "assomiglia a un documentario o alla realtà stessa", che tuttavia va oltre per raggiungere una "verità esistenziale", ha spiegato la giuria composta dalla regista teatrale Anne Bisang, dal regista Markus Imhoof e dalla scrittrice Meral Kureyshi. Andrea Staka ha ricevuto il premio, dotato di 60'000 franchi, martedì sera.
La prima di "Mare" risale alla Berlinale, nello scorso febbraio. La sua proiezione nei cinema svizzeri è stata interrotta dal primo semiconfinamento per il Covid-19. A Soletta, il lungometraggio ha avuto la meglio su altre tredici opere, per lo più documentari e generalmente dirette da donne.
Il premio per la migliore opera prima, dotato di 20'000 franchi, va al film in dialetto svizzero tedesco "Von Fischen und Menschen" ("Di pesci ed esseri umani") di Stephanie Klemm. Giudicato convincente nella sua franchezza e autenticità, il film racconta la storia di una madre single che gestisce un piccolo allevamento di trote in una remota valle del Giura e la cui vita viene sconvolta da un tragico evento. "Beyto" riceve invece la terza principale onorificenza solettese, il Premio del pubblico, anch'esso del valore di 20'000 franchi. Il film di Gitta Gsell segue il viaggio di un giovane di origine turca di seconda generazione, che i genitori vogliono far sposare con una ragazza del loro villaggio natale. Tuttavia, il giovane si innamora di uno svizzero e deve scegliere tra il sostegno alla sua famiglia e la propria identità.
Il festival ha in tutto 170 pellicole, accessibili on line. Per ogni proiezione virtuale sono stati messi in vendita un migliaio di biglietti. Inoltre, il film di apertura "Atlas" è stato trasmesso mercoledì scorso sui canali della SSR in tre lingue nazionali, assieme a un'intervista con il suo regista.