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di Franco Celio *
In un articolo di qualche giorno, la collega di Gran Consiglio Amanda Rückert, prendendo lo spunto dalla prossima probabile votazione sul referendum contro l'abolizione delle "rotonde" e la posa di semafori sul Piano di Magadino, sosteneva (semplifico) che su temi come quello citato, che riguardano solo singole regioni, dovrebbero poter votare solo i cittadini direttamente interessati.
A prima vista l'idea può sembrare buona. Di fatto, a parte la difficoltà di stabilire chi siano esattamente i "diretti interessati" (nel caso specifico: solo i cittadini dei Comuni attraversati, o anche quelli del Locarnese e magari della Vallemaggia?), siccome si vota su crediti - ovvero sull'investimento di soldi pubblici, pagati da tutti i contribuenti ticinesi - mi sembra difficile negare ai cittadini delle altre regioni il diritto di dire la loro.
Piuttosto mi sembra proponibile una soluzione simile a quella riconosciuta nel Giura bernese per l’elezione del rappresentante francofono nel governo cantonale, ovvero il computo doppio dei voti della regione (nel nostro caso, da definire esattamente volta per volta). Forse varrebbe la pena pensarci!
* deputato PLR in Gran Consiglio