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In Svizzera non è ancora cominciata la liberalizzazione del mercato dell'elettricità, ma i concorrenti si danno già battaglia e i grandi utenti di energia elettrica beneficiano di sostanziali riduzioni. Meno roseo il futuro per le economie domestiche.
Ufficialmente il monopolio sull'elettricità dovrebbe cadere al più presto alla metà di quest'anno, ma da oltre dodici mesi i distributori di corrente sono impegnati ad accaparrarsi i clienti migliori, allettandoli con riduzioni fino al 30 percento.
Secondo un'indagine condotta dall'ats su sei grandi aziende elettriche elvetiche, la maggior parte dei 120 principali clienti - quelli che consumano oltre 20 milioni di Kw/h all'anno - hanno da tempo concluso precontratti di lunga durata.
Anche altre 130 società, il cui accesso al mercato liberalizzato non è previsto prima di tre anni, approfittano anzitempo di prezzi più vantaggiosi. Quanto alle compagnie d'elettricità, esse beneficiano per il momento della posizione acquisita: i 9/10 dei loro grandi clienti sono rimasti fedeli.
Ma le compagnie non hanno atteso la liberalizzazione per proiettarsi oltre il monopolio: non potendo ancora fornire corrente ai nuovi clienti con cui hanno raggiunto accordi, li indennizzano finanziariamente accordando loro riduzioni per il futuro.
Per il momento, solo qualcosa isolato caso di «trasferimento» di clientela è stato reso noto: le Forze motrici bernesi, ad esempio, sono riuscite a conquistare, sottraendolo al gigante della Svizzera orientale Axpo, lo specialista in tecnica sanitaria Geberit, che ha sede a Jona (SG). Da parte loro, le aziende elettriche cittadine, riunite nel «Swiss City Power», si sono accaparrate le imprese Swisscom, le stazioni FFS e il Credit Suisse. Atel (Aare-Ticino) ha invece un contratto con l'insieme delle filiali UBS in Svizzera.
Da qualche mese, i distributori di corrente guardano verso un nuovo gruppo di potenziali clienti: le aziende di media grandezza, il cui consumo di energia si situa tra 5 e 10 gigawattore. Esse tuttavia, in teoria, non potrebbero accedere al libero mercato che tra sei anni, ma Axpo, a detta del suo portavoce, ha già concluso preaccordi con la metà di tali aziende.
Nel frattempo, secondo esperti del settore, le riduzioni di prezzo che vengono concordate o promesse si sono fatte meno sostanziose e si aggirano sul 10 percento. «Abbiamo tratto i dovuti insegnamenti dalle esagerazioni del passato», ha dichiarato Stefan Nünlist, portavoce di Atel. La liberalizzazione non assicura necessariamente una riduzione continua: in Germania, dopo le riduzioni nel 1998 in concomitanza con l'apertura del mercato, il costo dell'elettricità ha ripreso a salire. D'altronde si annunciano riduzioni della sovrapproduzione, quindi la tariffe sono destinate inesorabilmente ad aumentare.
In linea di principio, a partire dal 2007, tutti potranno scegliere liberamente in Svizzera il loro fornitore di elettricità. Il parlamento federale ha optato per una liberalizzazione progressiva. La legge approvata la scorsa sessione dalle Camere dovrebbe permettere di ridurre i prezzi operando sulla concorrenza.
La liberalizzazione sarà completa sei anni dopo l'entrata in vigore. Secondo il parlamento, un'apertura troppo rapida metterebbe in pericolo le centrali idroelettriche, che forniscono il 56 percento dell'energia elettrica nazionale, e sarebbe tecnicamente impossibile.
Il mercato sarà aperto nella misura del 30 percento dall'entrata in vigore della legge, probabilmente quest'anno. Dopo tre anni, la liberalizzazione raggiungerà il 50 percento fino all'apertura totale dal 2007.
Sin dall'inizio, i grossi consumatori i cui bisogni superano i 20 gigawattora (circa 110 imprese) potranno acquistare corrente presso il produttore di loro scelta. Gli altri, le piccole e medie imprese (PMI) e i privati, dovranno dal canto loro approfittare degli sconti di prezzo concessi dalle imprese distributrici di corrente.
Tutte le regioni, anche quelle periferiche, dovrebbero approfittare della nuova situazione e di prezzi «accessibili». I cantoni e il Consiglio federale dovrebbero prendere misure per compensare eccessive differenze di costo di trasporto dell'elettricità.
Il mercato sarà sorvegliato da una commissione d'arbitrato. Verificherà i prezzi e prenderà posizione sulle vertenze concernenti il trasporto di corrente. La legge prevede ancora l'istituzione di una società nazionale di diritto privato per lo sfruttamento della rete di trasporto, la cui maggioranza dovrà essere in mani svizzere. Indipendente dalla produzione e dalla distribuzione di corrente, quest'ultima dovrà garantire un accesso alla rete indiscriminato.
Quale primo cantone della Svizzera, Soletta coprirà quest'anno il proprio fabbisogno energetico comprando l'elettricità sul libero mercato. L'amministrazione ha lanciato la gara d'appalto che si è conclusa prima Natale.
swissinfo e agenzie
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