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La politica culturale svizzera è stata oggetto di analisi da parte del presidente della Confederazione, Alain Berset, in un incontro con i media durante il Locarno Film Festival. Nel corso dell’incontro, Berset ha esaminato gli sviluppi della politica culturale dalla promulgazione della legge sulla promozione della cultura nel 2012, concentrandosi in particolare sul settore cinematografico.
La promozione del cinema è stata adattata più volte alle condizioni quadro in rapida evoluzione, garantendo così la competitività del cinema svizzero. Tuttavia, il presidente della Confederazione ha sottolineato che il settore dovrà affrontare grandi sfide anche nei prossimi anni. In questo senso, il nuovo messaggio sulla cultura 2025-2028, in consultazione fino a settembre, tiene conto di queste circostanze.
La legge sulla promozione della cultura del 2012 ha conferito per la prima volta alla Confederazione una responsabilità chiara e completa in materia di cultura, introducendo il messaggio sulla cultura come strumento per definire l’orientamento strategico della politica culturale federale. Alain Berset è stato responsabile dell’attuazione del primo messaggio sulla cultura, quello relativo al periodo 2012-2015, e dell’elaborazione dei tre successivi (2016-2020, 2021-2024, 2025-2028).
Secondo il presidente della Confederazione, la promozione della diversità culturale e linguistica del Paese è stata una delle politiche culturali di maggior successo. Questa politica ha permesso di sostenere la coesione sociale, in particolare nel contesto dell’insegnamento delle lingue. Altri esempi di politiche culturali di successo sono il sostegno alla partecipazione culturale e alla cultura amatoriale, la riorganizzazione dei premi culturali svizzeri, che riconoscono l’eccellenza della creazione culturale, e la cultura della costruzione, ambito in cui la Svizzera fa da traino e da coordinatrice ricoprendo un ruolo di primo piano in Europa.
La pandemia di COVID-19 ha rappresentato una sfida per la cultura sotto diversi aspetti. La Confederazione ha dovuto affrontare la sfida di preservare la vita culturale da danni permanenti ed è intervenuta con misure di sostegno rapide e mirate. Tuttavia, l’esperienza della pandemia ha anche permesso alla Confederazione di trarre i debiti insegnamenti per il futuro. Il Consiglio federale lo ha fatto nel nuovo messaggio sulla cultura 2025-2028, posto in consultazione nel giugno di quest’anno.
Il settore cinematografico svizzero ha vissuto cambiamenti radicali negli ultimi dieci anni. Accompagnare questa evoluzione era e resta di centrale importanza per la Confederazione, dal momento che la promozione della creazione e della cultura cinematografica è uno dei suoi compiti primari fin dalla fine degli anni Cinquanta del Novecento, quando fu introdotto il relativo articolo costituzionale.
Alain Berset ha citato tre importanti adattamenti nella promozione cinematografica: in primo luogo, le misure compensative a favore dei cineasti e delle cineaste che la Confederazione ha istituito dopo che alla Svizzera è stata negata la partecipazione al programma MEDIA dell’UE in seguito all’adozione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa nel 2014; in secondo luogo l’introduzione della promozione degli investimenti cinematografici in Svizzera (PICS) nel 2016.
Il terzo ed essenziale cambiamento è la modifica della legge sul cinema, approvata dal popolo nel 2022. Il nuovo testo prevede dal 2024 l’obbligo di investire nel cinema svizzero anche per i servizi di streaming. Il conseguente aumento degli attori coinvolti nella promozione cinematografica e le mutate condizioni di produzione, distribuzione e consumo richiedono una politica audiovisiva globale. La Confederazione è in procinto di analizzare la situazione e delineare le prospettive.