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Elezione del Consiglio federale da parte del popolo – Gian Luca Giovanoli
Certo, a prima vista sembra un’idea non adottabile e difficile da mettere in atto. Riflettendoci un attimo però, perché no? Cosa parla contro e cosa a favore? Abbiamo veramente sempre fatto buone esperienze con l’attuale sistema e sono veramente stati eletti i personaggi più capaci e voluti dai partiti che rappresenta? Una democrazia è caratterizzata dal fatto che il popolo può co-decidere democraticamente ed elegge in una votazione democratica i suoi rappresentanti in Parlamento o in Governo. Oggi in tutti i cantoni il Governo è eletto dal popolo, esattamente come il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati. Solo a livello federale i cittadini non possono finora dire la loro. L’iniziativa per l’elezione del Consiglio federale da parte del popolo colma questa lacuna nel sistema di democrazia diretta della Svizzera. Un Consiglio Federale eletto dal popolo dovrà rispondere al medesimo. Sentendosi in leggera ma costante pressione, non gli sarà più possibile comportarsi in modo diametralmente opposto a quanto desiderato dal popolo ed espresso in occasione delle votazioni. Un argomento menzionato dai contrari è quello che solo chi si può permettere una campagna elettorale vaste e dunque costosa sarà eletto. A tal riguardo lascio interpretare a voi il fatto che nei Grigioni, un cantone che per le 3 lingue, le innumerevoli valli ed i differenti caratteri dei suoi cittadini è paragonabile ad una piccola Helvetia, i suoi recenti rappresentanti a Berna (Nazionale e Stati a partire dagli anni `40) erano o sono provenienti per esempio da Fanas, Sumvix, Ramosch, Tschappina o Poschiavo e ben pochi di loro erano domiciliati nella capitale o nelle sue imminenti vicinanze. Un fatto emblematico che sta a dimostrare che il popolo tende ad eleggere la persona che ritiene più idonea a rappresentarlo nel rispettivo parlamento, dando poco peso alla provenienza o all’ampiezza della campagna elettorale. Verosimilmente, anche a livello elvetico ci si potrà attendere che il popolo sappia eleggere le persone più capaci ed idonee al compito di Consigliere Federale. Infatti il popolo è assai competente, a contrario di quanto vari parlamentari credono. L’iniziativa vuole onorare le regioni latine ed assicura alla Svizzera francese e italiana due rappresentanti. Un bel gesto, collegiale ed a dimostrazione che c’è riconoscimento verso le minoranze, anche se purtroppo la Romancìa non è stata elencata nel testo d’iniziativa. Personalmente (e qui chiedo scusa agli accaniti difensori delle minoranze così come a coloro che ambiscono ad un “cubetto PGI”…) credo che le minoranze (non solo linguistiche) siano abbastanza rappresentate e difese in Consiglio Nazionale o agli Stati nonché nei Governi o Granconsigli cantonali e che quindi in Consiglio Federale debbano sedere semplicemente le 7 personalità più adatte che ci sono a disposizione in Svizzera. Per quanto mi riguarda potrebbero anche provenire 3 da Zurigo, 3 da Berna ed uno da Basilea, potrebbero essere tutti e 7 uomini o anche tutte donne, se solo svolgono un lavoro a rispetto della Costituzione federale e del volere del popolo. La Svizzera ha bisogno, ora più che mai, di un Consiglio Federale che rispetti le caratteristiche che da secoli ci contraddistinguono e che ci hanno permesso di diventare una Nazione invidiata da tutti: Autonomia, neutralità e il rifiuto di accettare giudici e tribunali esteri che decidono su di noi. Sono convinto che l’elezione del Consiglio Federale da parte del popolo sia un’idea assai più vincente di quanto possa sembrare a prima vista. Io inserirò nell’urna un convinto SÌ il prossimo 9 giugno.
Gian Luca Giovanoli, UDC Bregaglia