Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01285.jsonl.gz/320

Philippe Halsman dedicò la sua vita a catturare mediante la fotografia l’essenza dei suoi soggetti. Per questo, quando nel 1948 volle fotografare il suo amico e collaboratore di lunga data Salvador Dalí, si rese conto che non sarebbe stato sufficiente realizzare un ritratto tradizionale del celebre pittore surrealista. Ispirandosi all’opera di Dalí della Leda Atomica (visibile sulla destra nella foto), Halsman creò intorno all’artista un complesso allestimento che comprendeva il dipinto originale, una sedia e un cavalletto, il tutto appeso a sottilissimi fili. Quando Halsman diede l’ordine, i suoi assistenti, tra cui c’erano la moglie e la loro figlia, lanciarono in aria tre gatti e un secchio d’acqua, mentre Dalí fece un salto. Ci vollero 26 tentativi prima di ottenere uno scatto che soddisfacesse il fotografo. Intitolata Dalí Atomicus, l’immagine in questione rivoluzionò la ritrattistica fotografica, e questo ben prima che arrivasse Photoshop.
Per quanto riguarda la Leda Atomica, Dalí la dipinse dopo la Seconda guerra mondiale, in un periodo in cui si interessava alla fisica nucleare. Era rimasto impressionato dal fatto che anche se noi non ce ne rendiamo conto, le particelle atomiche non si toccano tra di loro. Da quel momento decise di sospendere nel vuoto tutti gli elementi della sua arte.