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Il tasso di natalità in Cina, malgrado gli sforzi del governo per incentivare la genitorialità, è precipitato ai minimi storici nel 2021. Con 10,62 milioni di nati, il tasso si è attestato a 7,52 nascite ogni 1'000 abitanti, in calo rispetto alle 8,52 del 2020. In base ai dati dell'Ufficio nazionale di statistica, si tratta della cifra più bassa mai registrata dal paese dal 1978 ed è anche la più bassa dalla fondazione della Repubblica popolare nel 1949. La popolazione è cresciuta complessivamente di 480'000 persone.
Il dato è uscito contemporaneamente a quello sull'andamento dell'economia del gigante asiatico che nel 2021 ha registrato la maggior progressione dal 2012. Il prodotto interno lordo è aumentato complessivamente dell'8,1%. Un dato superiore alle attese. Nel quarto trimestre però la crescita si è rilevata più lenta dello stesso periodo del 2020. La produzione industriale ha fatto segnare una solida progressione, mentre le vendite al dettaglio sono cresciute dell'1,7%, facendo segnare la progressione più bassa dal settembre 2020. "L'economia cinese ha di fronte una triplice pressione, tra cui la contrazione della domanda, lo shock dell'offerta e le aspettative più deboli" avvertono le autorità di Pechino prevedendo un rallentamento.
L'evoluzione nell'ultima parte dell'anno ha indotto la banca centrale a ridurre i tassi di interesse e ad annunciare l'iniezione di 30 miliardi di franchi nel sistema economico.