Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01076.jsonl.gz/1109

Fin dai primi colloqui sul pilastro europeo dei diritti sociali, il PSE ha insistito sulla necessità di un piano d’azione sociale a tutto tondo, che realizzasse ognuno dei 20 principi. Per garantire che tali principi vadano a vantaggio delle persone in Europa, il PSE ha iniziato a sviluppare le sue proposte di attuazione fin dal 2019. Alla luce della pandemia e sotto la pressione delle forze progressiste dell’UE, nel 2020 la Commissione europea ha finalmente iniziato a elaborare il piano d’azione, reclamato da tempo, per l’attuazione dei principi del pilastro dei diritti sociali. Il piano presentato nel marzo 2021 si basa su un’approfondita consultazione in seno all’UE e definisce una serie di misure europee che la Commissione si impegna a realizzare nel corso del suo attuale mandato. Il piano prevede inoltre obiettivi chiave in materia di occupazione, competenze e inclusione sociale a livello UE, da raggiungere entro il 2030.
In occasione del vertice sociale di Porto del 7 maggio 2021, i partner europei si sono infine impegnati con una dichiarazione comune a conseguire entro il 2030 i tre obiettivi chiave definiti nel piano d’azione della Commissione.
- Almeno il 78% della popolazione compresa nella fascia di età tra i 20 e i 64 anni dovrà avere un impiego.
- Almeno il 60% di tutti gli adulti dovrà partecipare ogni anno a un’iniziativa di formazione continua.
- Il numero delle persone a rischio di povertà o di esclusione sociale dovrà essere ridotto di almeno 15 milioni, di cui almeno 5 milioni di bambini.
Il vertice di Porto è considerato un evento fondamentale per i diritti sociali in Europa. Le parti sociali e la società civile chiedono ai capi di Stato e di governo europei di approvare il piano d’azione e i suoi obiettivi chiave, come pure di fissare obiettivi nazionali ambiziosi, capaci di contribuire in modo adeguato alla realizzazione degli obiettivi sociali europei.