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Il Tribunale federale accoglie il ricorso di una donna: il Tribunale cantonale friborghese dovrà richinarsi sul caso di presunta discriminazione
Il Tribunale federale ha accolto il ricorso di una donna che si era candidata senza successo per sei volte a un posto di lavoro come guardiacaccia nel Canton Friborgo. Il caso torna ora al Tribunale di primo grado, che dovrà stabilire se vi sia stata discriminazione sulla base del genere.
La donna si era candidata per la prima volta per il posto di guardiacaccia nel 2011. A quel tempo, alcuni guardiacaccia le avevano detto che non sarebbero mai state assunte donne per quell’impiego. Di fatto il suo dossier era stato respinto perché non aveva sufficienti conoscenze nel campo della pesca.
La donna, che nel frattempo era diventata cacciatrice, si è ricandidata per il posto a più riprese, nel 2012, 2013, 2017, 2019 e 2021: ogni volta è stata respinta. Tra il 2014 e il 2016 è stata membro della commissione incaricata di rivedere l’ordinanza cantonale sulla caccia. In quell’occasione, un guardiacaccia le rivolse dei commenti sessisti.
Nel 2020, la donna ha presentato ricorso al Tribunale cantonale di Friborgo contro la risposta negativa alla sua penultima candidatura. La Corte ha respinto il suo reclamo, sostenendo che non era stata selezionata per la posizione a causa della sua partecipazione alla commissione di revisione dell’ordinanza e non per motivi sessisti.
In una sentenza pubblicata oggi, tuttavia, il Tribunale federale sostiene che la Magistratura friborghese ha agito in modo arbitrario nella valutazione dei fatti. Rileva che la questione della partecipazione alla commissione non è mai stata sollevata nel corso delle procedure di assunzione – in cui sono sempre state citate le migliori qualità degli altri candidati – ed è stata menzionata solo durante il processo in tribunale.
La Magistratura di Friborgo si è concentrata essenzialmente su questo punto e su alcune altre affermazioni basate su una concezione tradizionale dei ruoli di uomini e donne e non del tutto prive di sessismo, si legge nella motivazione fornita dai giudici della prima divisione di diritto sociale di Lucerna.
Inoltre, il Tribunale cantonale ha ignorato il parere della Commissione arbitrale per l’uguaglianza di genere nel lavoro, secondo cui ci si trovava di fronte molto probabilmente a un caso di discriminazione. Si parla di discriminazione, ricorda il Tribunale federale, nel caso in cui in un procedimento di assunzione i candidati maschi sono sistematicamente preferiti, quando in un dipartimento non vengono assunte donne, se le nomine sono decise da uomini, se le posizioni dei quadri sono occupate da uomini o se nei documenti legali viene unicamente usata la forma maschile.
Il Tribunale federale ha annullato la decisione del Tribunale cantonale e ha rinviato il caso per una nuova udienza.