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È una misura indispensabile per potere avviare la ricostruzione della Striscia, ha sottolineato il presidente del CICR Jakob Kellenberger, lanciando un appello alle responsabilità politiche.
In un comunicato diramato venerdì, in vista della conferenza dei donatori, che si terrà lunedì a Sharm el Sheik, in Egitto, il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha affermato che "l'aiuto umanitario non puô sostituire un processo di pace serio e audace, che coinvolge tutti gli Stati, le autorità politiche e i gruppi armati che possono influenzare la situazione".
Kellenberger ha osservato che un semplice ritorno "alla situazione precedente al conflitto perpetuerebbe soltanto la sofferenza" della popolazione civile della Striscia di Gaza. Occorre invece "uno sviluppo economico duraturo. Ciò sarà possibile solo se saranno adottate misure politiche. Il primo e più urgente provvedimento sarebbe quello di porre termine all'isolamento di Gaza, in particolare abolendo le restrizioni agli spostamenti delle persone e dei beni".
Lo svizzero ha pure domandato ai gruppi armati palestinesi di cessare i lanci di razzi contro zone civili in Israele. Ha anche ribadito la richiesta del CICR di visitare il soldato israeliano Gilad Shalit, detenuto nella Striscia dal giugno 2006.