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Sessione Consiglio degli Stati: chiesto un rapporto sulle morti sospette
Il Governo è incaricato di presentare un rapporto sui decessi dovuti a cause sospette o ignote.
Il Consiglio degli Stati ha accolto oggi con 35 voti contro 3 e 2 astensioni un postulato della sua Commissione degli affari giuridici che si ispira a uno studio pubblicato nel 2014, secondo cui la metà degli omicidi sarebbero catalogati come morti naturali.
Attualmente la Svizzera registra in media 50 omicidi all'anno. Tuttavia tali cifre potrebbero essere due volte più elevate, secondo uno studio coredatto dal «senatore» e professore di diritto penale Daniel Jositsch (PS/ZH) assieme a due esperti di medicina legale. Secondo il socialista zurighese, occorre chiedersi se l'articolo del Codice di procedura penale sulle morti sospette sia aggiornato.
La legislazione in vigore prevede che, se un primo esame del cadavere non rivela alcun indizio di reato, il ministero pubblico autorizzi la rimozione della salma. Ma ciò pone un problema: molti decessi non sarebbero registrati secondo la loro reale causa. Lo studio si fonda su ricerche effettuate in Germania.
Due ragioni sono invocate: da un lato, diverse cause di decesso possono essere confuse con una morte naturale durante un esame del cadavere. Ciò avviene per esempio in caso di scossa elettrica, soffocamento o avvelenamento.
Esame superficiale
Dall'altro lato, tocca perlopiù al medico di famiglia, che non è un esperto forense, procedere all'esame del cadavere, ha spiegato Jositsch. Inoltre, in questi casi il dottore deve spesso intervenire quando i parenti sono presenti ed esercitano su di lui una certa pressione.
In Germania, tutte le salme che devono essere cremate sono minuziosamente esaminate da un medico legale. Sovente ciò consente di scoprire indizi omessi durante il primo esame. In Svizzera, questo non avviene.
Secondo Jakob Stark (UDC/TG), invece, i casi in cui sussiste il minimo dubbio sono già oggetto di un'attenzione particolare. La formulazione utilizzata nel postulato fa pensare subito a una disfunzione.
Tale posizione era condivisa anche dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter. A suo avviso, sarà sempre difficile valutare il numero reale di omicidi. Tuttavia il Consiglio federale proponeva di accogliere il postulato. Ora il rapporto dovrà dire se sia necessario un inasprimento in caso di possibili reati dissimulati.
mp, ats