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Svizzera, 29 ottobre 2020
Una moglie anziana in Svizzera, una giovane in patria: espulso
Aveva già una moglie, un figlio e un altro bambino in arrivo in Macedonia quando è convolato a nozze con una cittadina svizzera di 22 anni più anziana di lui. In precedenza l’aveva vista solo due volte e non riusciva a comunicare con lei, non parlando nessuna lingua in comune. Ma, si sa, a volte l’amore può essere cieco.
Così per diversi anni il cittadino macedone è riuscito a condurre una vita parallela. Durante le vacanze con la sua famiglia macedone, arricchita in seguito da un terzo figlio, durante il resto dell’anno con la moglie svizzera. O meglio, non lontano dalla moglie svizzera, visto che la coppia non aveva dormito insieme nemmeno nella prima notte di nozze e si era limitata a convivere giusto quanto bastava per ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno.
L’inganno è però stato scoperto
al momento in cui la moglie svizzera, oggi 65enne, ha chiesto e ottenuto il divorzio dal marito, 43enne. Allora la Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) ha negato al cittadino macedone il rinnovo del permesso di soggiorno. Lui si è opposto al Tribunale amministrativo federale (TAF) ed è in questa sede che è emerso la doppia vita condotta dall’uomo. I giudici hanno evidenziato che egli aveva sposato la cittadina svizzera solamente per ottenere il permesso. Si era trattato dunque di un matrimonio fittizio, ciò che non gli consente di pretendere di prolungare il proprio soggiorno in Svizzera. Una tesi confermata anche dal Tribunale federale (TF), che in data odierna ha pubblicato la sentenza con la quale viene definitivamente pronunciato il rinvio dalla Svizzera del cittadino macedone, che dovrà quindi tornare dalla sua prima moglie e dai suoi tre figli.