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La decisione sull'introduzione del «Lehrplan21» spetta alla commissione dell'educazione. Così hanno deciso i votanti nel canton Basilea Campagna, bocciando un'iniziativa che voleva affidare questo compito al parlamento cantonale, spostando il tema sul piano politico.
Il 5 giugno, in una domenica ricca di oggetti in votazione, quella scaturita dalle urne a Basilea Campagna è una decisione passata quasi in sordina, ma che i fautori dell'armonizzazione scolastica a livello nazionale hanno seguito sicuramente con particolare interesse.
A Basilea Campagna, anche se di stretta misura, i votanti hanno bocciato l'iniziativa che chiedeva che in futuro fosse il parlamento cantonale a decidere sull'introduzione del piano di studio. Il 52,7 per cento degli aventi diritto di voto ha respinto l'oggetto in votazione che, in pratica, era un attacco al piano di studio 21 e all'armonizzazione della formazione scolastica in Svizzera.
Basilea Campagna è il primo di una lunga serie di cantoni in cui prossimamente si andrà alle urne per decidere sul futuro del piano di studio 21. In molti cantoni – tra cui anche quello dei Grigioni – sono state lanciate delle iniziative simili a quella del cantone della Svizzera nord-occidentale. Il primo test è stato superato, anche se di misura. È un segnale positivo, che però non deve suscitare un eccessivo entusiasmo tra i promotori del nuovo programma didattico.