Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01141.jsonl.gz/705

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
L'inchiesta sui Panama Papers si allarga a Campari, che - da quanto risulta dall'edizione dell'Espresso in edicola domani - avrebbe effettuato un bonifico da 2,5 milioni di dollari nel marzo 2013 a favore della panamense Pendrey Associates.
Quest'ultima fa capo a Ken Emrith, un uomo d'affari residente a Trinidad e Tobago, indicato come vicino ai brasiliani Joao Procopio e Jose Luiz Pires, già coinvolti nel recente scandalo Petrobras.
Sulla vicenda l'Espresso ha interpellato un portavoce di Campari che ha spiegato come "quel pagamento era il compenso per i servizi prestati da Emrith in relazione all'acquisto di alcune quote di minoranza del gruppo Lascelles de Mercado". La multinazionale del Bitter - ricorda il settimanale - si era aggiudicata in quell'anno il controllo dell'azienda giamaicana titolare di numerosi marchi, tra cui quello del rum Appleton.
L'intervento del consulente Emrith è legato al fatto che Lascelles de Mercado era controllata all'81% da C1 Financial, mentre il resto delle quote era in mano a piccoli soci titolari di partecipazioni inferiori al 5%. L'Espresso sottolinea che "secondo gli standard internazionali, la somma versata a Emrith appare molto elevata: oltre lo 0,5% del valore dell'intera acquisizione", che all'epoca dei fatti era pari a circa 400 milioni di dollari.
"Lo stesso Emrith - viene sostenuto sul settimanale - non è un intermediario finanziario qualificato e tantomeno un banchiere d'affari", inoltre Campari aveva già un consulente per l'operazione, ovvero l'Ubs.
SDA-ATS