Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/202627

<h2>SubmittedText<h2><p>Da anni si assiste tra Svizzera e Italia ad una situazione assurda, che va ad aggiungersi alle già numerose oggetto di trattative con il governo italiano. Nonostante l'entrata in vigore del Protocollo che nel 2015 ha modificato la Convenzione contro la doppia imposizione, la Svizzera figura ancora sulla black-list italiana riguardante la fiscalità delle persone fisiche. La lista in questione prevede un'inversione dell'onere della prova in materia di domicilio fiscale per le persone fisiche residenti in Italia che trasferiscono il loro domicilio in Svizzera. La conseguenza di tale provvedimento non consiste unicamente in un aumento dell'onere amministrativo per i diretti interessati ma rappresenta anche per le banche e le imprese che operano sul territorio svizzero, in particolare su quello ticinese, uno svantaggio competitivo. Infine, il rischio dell'onere della prova si estende anche a tutti quei casi legati alle rogatorie italiane, dunque potenzialmente anche a molti consulenti bancari. Non sussistendo più i motivi per i quali la Svizzera debba ancora figurare sulla lista italiana, si ritiene profondamente ingiusto tollerare l'attuale situazione e si invita il Consiglio federale ad adoperarsi affinché venga posto un rimedio in tempi brevi e ad aggiungere questo ulteriore elemento alla lista degli oggetti in sospeso da trattare con lo Stato italiano.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La lista nera del 1999 prevede un'inversione dell'onere della prova in materia di domicilio fiscale per le persone fisiche residenti in Italia che trasferiscono il loro domicilio in Svizzera. La conseguenza principale del provvedimento italiano è dunque un aumento dell'onere amministrativo per i residenti italiani che desiderano stabilirsi in Svizzera. Di principio questa lista nera non ha ripercussioni dirette sulle banche svizzere. Il Consiglio federale ritiene importante continuare ad adoperarsi affinché la Svizzera venga tolta da detta lista nera.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.