Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01122.jsonl.gz/537

Francia, storica intesa a sinistra
I socialisti sono divisi ma approvano l'intesa con la France Insoumise, i comunisti e gli ecologisti in vista delle legislative
Il Consiglio nazionale del Partito socialista francese ha approvato nella tarda serata di giovedì l'accordo raggiunto con La France Insoumise in vista delle legislative di metà giugno. Si tratta di un passo storico, un riavvicinamento che non si vedeva da 20 anni. La formazione politica di sinistra radicale guidata da Jean-Luc Mélenchon, terzo al primo turno delle presidenziali con il 22% dei suffragi mentre la rappresentate del PS Anne Hidalgo si è fermata all'1,75%, sta cercando di unire alla sinistra per vincere alle urne e costringere il capo dello Stato Emmanuel Macron a una "coabitazione". L'obiettivo è quello di rovesciare la maggioranza presidenziale all'Assemblea nazionale, eleggendone una in grado di votare la fiducia a un Governo di sinistra, guidato - questo è l'intento - dallo stesso Mélenchon.
L'intesa era stata siglata in precedenza anche con comunisti ed ecologisti. I partiti di sinistra si sono di fatto "spartiti" le circoscrizioni in cui concorrere con l'appoggio degli alleati e tre uscenti del PS sono stati "sacrificati" sull'altare dell'accordo. Non si tratta di un passo indolore, come ha ammesso lo stesso primo segretario socialista Olivier Faure: dei 300 membri del consiglio, 167 hanno votato a favore e 101 contro.
Diversi esponenti di spicco hanno detto "sì" turandosi il naso o bocciato la mossa, esprimendo critiche di fondo e ai contenuti programmatici. Fra i secondi spiccano l'ex presidente François Hollande e l'ex premier Bernard Cazeneuve. Quest'ultimo ha messo in atto la sua minaccia di lasciare il partito. Stando ai sondaggi, l'accordo è però quasi plebiscitato dalla base, favorevole nella misura dell'84%.