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SION - Il Gran consiglio vallesano è contrario al divieto di velo islamico nelle scuole, come lo propone un'iniziativa popolare legislativa promossa dalla sezione locale dell'UDC. Ad eccezione di questo partito, tutte le formazioni politiche hanno espresso la loro opposizione.
Il testo è troppo vago, non opera distinzioni e vuole regolare un problema che in realtà non esiste, hanno affermato gli avversari della proposta, dibattuta oggi dal parlamento cantonale.
L'UDC ha tentato invano di difendere l'iniziativa intitolata "per allievi a testa nuda nelle scuole pubbliche", che ha riunito più di 4300 firme. Per il deputato democentrista Alexandre Cipolla, l'iniziativa non si riferisce esplicitamente al velo islamico, ma a tutti i copricapi suscettibili di essere portati a scuola.
In questo senso - ha aggiunto Jérôme Desmeules (UDC) - l'iniziativa non è discriminatoria, poiché interessa tutti gli allievi, indipendentemente dalla loro religione. Il suo collega di partito Sandro Fuchs ha invece ammesso che il testo riguarda soprattutto il velo islamico, ma quest'ultimo - ha fatto valere - non è indispensabile alla pratica religiosa e il suo divieto non sarebbe dunque contrario alla libertà di credenza.
Fra gli oppositori è stato rilevato che l'iniziativa, in quanto vieta tutti i copricapi, è contraria alla sfera privata, protetta dall'articolo 13 della Costituzione federale. Per il PLR Christophe Claivaz, il testo propone di legiferare in merito ad un problema che non esiste. Sarebbe come «usare un cannone per uccidere una mosca», ha aggiunto.
Contro l'iniziativa si è schierato pure il Consiglio di Stato, che la considera contraria a diversi diritti fondamentali. Essa vieta a tutti gli allievi di portare un copricapo nelle scuole pubbliche, cortili compresi, ma il divieto non sarebbe applicato ai docenti e alle scuole private, ha osservato il responsabile del dipartimento della formazione Christophe Darbellay.
I deputati sono stati accolti davanti alla sede del Gran consiglio da sei rappresentanti del Consiglio centrale islamico svizzero, che hanno voluto sensibilizzare in questo modo i parlamentari. Il dibattito proseguirà venerdì.