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È la notizia della settimana nel mondo dell'atletica. Christian Coleman (USA), campione del mondo dei 100m in carica, è stato squalificato per 2 anni dalla Athletics Integrity Unit. L'agenzia indipendente creata dalla World Athletics ha confermato la squalifica per tre whereabouts mancati (gli atleti di alto calibro devono dichiarare dove si trovano, così che le agenzie anti-doping possano andare a testarli). Secondo le regole vigenti della WADA, l'agenzia mondiale per il doping, un atleta che salta tre test senza una valida giustificazione in 12 mesi viene squalificato. Coleman era già stato provvisoriamente squalificato nel 2019, sempre per lo stesso motivo. In quel caso era rientrato alle gare proprio prima dei mondiali Doha per un cavillo tecnico, i tre test erano in fatti appena al di fuori dei 12 mesi. Dopo i mondiali Coleman ci è ricascato e il 9 dicembre 2019 ha saltato un ulteriore test. Questa volta la squalifica sembrerebbe definitiva, in quanto nonostante Coleman affermi di essere stato in caso durante l'ultimo test la AIU dovrebbe poter dimostrare che Coleman non si trovava in casa grazie alle ricevute dei negozi dove Coleman stava acquistando la cena da asporto durante l'orario in cui aveva dichiarato di essere a casa. Coleman ora ha 30 giorni per fare appello al TAS (tribunale arbitrale dello sport) di Losanna.
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