Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/72111

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento le seguenti modifiche al Codice delle obbligazioni e alla legge sulle indennità di perdita di guadagno.</p><p>Alla nascita di un figlio, il padre ha diritto a un congedo di paternità di qualche settimana, durante il quale dovranno essergli versate le indennità di perdita di guadagno secondo modalità analoghe a quelle del congedo di maternità.</p><p>Di regola, il congedo di paternità va preso durante le settimane successive alla nascita. D'intesa con il datore di lavoro, può essere ripartito sull'arco del primo anno di vita del bambino.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel settore privato, in caso di eventi familiari, il datore di lavoro deve concedere al lavoratore "le ore e i giorni di libero usuali" giusta l'articolo 329 capoverso 3 del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220). Questo vale, per esempio, anche per la nascita di un figlio. Per il tempo libero così impiegato il lavoratore ha diritto al salario secondo l'articolo 324a CO. Di norma, per la nascita di un figlio il padre può usufruire di uno o due giorni di congedo.</p><p>La normativa prevista dal CO costituisce una prescrizione minima. Se lo desiderano, i datori di lavoro possono adottare su base contrattuale (contratto individuale o collettivo) regole più generose. All'inizio di quest'anno, per esempio, alcune grandi aziende (Swisscom, Migros, Swiss Re) hanno introdotto un congedo di paternità, di regola, di due settimane. Il Consiglio federale ritiene che la soluzione di partenariato sociale abbia dato buoni risultati. Anche in futuro, quindi, la concessione e il finanziamento del congedo di paternità non dovranno essere definiti per legge: le parti sociali devono poter continuare a stabilire le regole su base contrattuale.</p><p>Dal 1° luglio 2005, le madri che esercitano un'attività lucrativa hanno diritto a un congedo di maternità di 14 settimane. Questo congedo è finanziato mediante le indennità di perdita di guadagno. Il Consiglio federale si oppone all'introduzione di un congedo di paternità analogo per motivi di principio. Diversamente da quanto previsto per il congedo di maternità, il mandato costituzionale del legislatore non contempla, infatti, l'introduzione di un congedo di paternità di natura assicurativa. Inoltre, dal punto di vista della politica sociale, l'introduzione di un congedo di paternità non è prioritaria. Dapprima vanno realizzati obiettivi ben più importanti di politica familiare. D'altro canto un finanziamento del congedo di paternità tramite le indennità di perdita di guadagno comprometterebbe l'equilibrio finanziario di questa assicurazione. Un esempio: un congedo di paternità di tre settimane causerebbe un aumento delle uscite per le IPG pari a 208 milioni di franchi (prezzi 2007), il che porterebbe a medio termine a un innalzamento dell'aliquota contributiva IPG allo 0,6 per cento. Per garantire il finanziamento delle attuali prestazioni IPG (indennità per le persone che prestano servizio e per le madri) l'aliquota di contribuzione dovrà già essere aumentata di 0,1 punti percentuali nel 2011 (dallo 0,3 allo 0,4 per cento) e nel 2013 (dallo 0,4 allo 0,5 per cento).</p><p>Come già esposto nel suo parere relativo alla mozione Fehr Jacqueline 03.3603, il Consiglio federale studierà misure per migliorare le condizioni quadro della conciliabilità tra lavoro e famiglia. L'eventuale introduzione di un congedo di paternità andrebbe considerata in questo contesto e coordinata con le altre misure.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.