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La ripartizione dei valori patrimoniali confiscati («sharing») va disciplinata in modo chiaro
Il Consiglio federale prende atto dei risultati della procedura di consultazione
Parole chiave: Confisca
I partecipanti alla consultazione riconoscono che la ripartizione dei valori patrimoniali tra i Cantoni, la Confederazione e i Paesi esteri va disciplinata in modo chiaro. Concordano anche sugli scopi dell'avamprogetto di legge che sono volti a rimborsare gli enti pubblici partecipanti al procedimento penale, a incoraggiare la collaborazione e la lotta contro la criminalità e a smorzare i conflitti di competenza positivi.
La chiave di ripartizione è mantenuta
Secondo l'avamprogetto posto in consultazione, i 5/10 dei valori patrimoniali confiscati spettano all'ente le cui autorità hanno condotto l'indagine e hanno pronunciato la confisca (Cantone o Confederazione). I Cantoni in cui si trovano i valori confiscati ricevono i 2/10 dato che hanno partecipato al procedimento penale e spesso hanno condotto indagini su intermediari finanziari. I 3/10 vanno alla Confederazione poiché quest'ultima coadiuva i Cantoni nella lotta contro la criminalità. Anche se la maggior parte dei partecipanti alla consultazione considera la quota della Confederazione troppo elevata, il Consiglio federale intende attenersi alla chiave di ripartizione proposta. Grazie ai valori patrimoniali confiscati è possibile compensare parzialmente i considerevoli costi che la Confederazione deve sopportare in seguito alle nuove competenze di perseguimento penale in casi di criminalità organizzata, riciclaggio di denaro, corruzione e criminalità economica. In tal modo il Consiglio federale tiene anche conto dell'auspicio espresso in una mozione approvata dal Consiglio nazionale, la quale chiede che l'assunzione da parte della Confederazione di nuove competenze in materia di perseguimento penale debba essere indennizzata dai Cantoni.
Rinuncia alla destinazione vincolata
Quasi tutti i Cantoni approvano la proposta del Consiglio federale di rinunciare a una destinazione vincolata (ad es. per la prevenzione della tossicomania o per l'aiuto allo sviluppo). I partiti sono di parere opposto: il PS, i verdi e il PCS chiedono una destinazione vincolata. Per l'UDC, i Cantoni dovrebbero disporre liberamente dei valori confiscati e la Confederazione dovrebbe destinare la sua parte alla lotta contro la criminalità. Il PRD si oppone a qualsiasi destinazione vincolata. Le associazioni economiche e le autorità preposte al perseguimento penale sono anch'esse contrarie a una destinazione fissa, contrariamente alle organizzazioni attive nel settore dell'aiuto ai tossicomani e dell'aiuto allo sviluppo. Il Consiglio federale intende rinunciare a una destinazione vincolata e respinge una ripartizione dei valori sequestrati. Secondo la mozione "Indennizzo a carico dei Cantoni per le spese sopportate dalla Confederazione a titolo di assunzione del perseguimento penale", che il Consiglio nazionale ha trasmesso il 29 novembre 2000, i valori patrimoniali confiscati dovrebbero confluire nelle casse comuni di Confederazione e Cantoni ed essere impiegati per la lotta contro la criminalità.
L'importo minimo è ridotto a 100 000 CHF
Secondo l'avamprogetto posto in consultazione, le nuove regole di ripartizione dovrebbero applicarsi soltanto se l'importo lordo dei valori patrimoniali confiscati è superiore o uguale a 500 000 CHF. Cinque Cantoni e tre partiti considerano questo importo minimo troppo elevato e chiedono una riduzione a 100 000 CHF. Considerando la pratica - secondo un'inchiesta dell'Amministrazione federale delle finanze nel 1998 sono stati confiscati complessivamente più di 500 000 CHF soltanto in sei Cantoni e nel 1999 soltanto in cinque Cantoni - il Consiglio federale ha deciso di ridurre l'importo minimo a 100 000 CHF.
Info complementari
Dossier
15.10.2014 - UFG
27.12.2004 - UFG
Comunicati
24.10.2001 - UFG
17.03.2015 - UFG
07.01.2013 - UFG