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La ministra degli esteri svizzera ha inviato una lettera al suo omologo cinese Yang Jiechi nella quale esprime una "profonda preoccupazione" per la situazione in Tibet.
Nella missiva, Micheline Calmy-Rey sottolinea inoltre la "forte emozione" che gli avvenimenti in Tibet hanno suscitato tra la popolazione in Svizzera.
La ministra degli esteri assicura al suo omologo cinese che le domande di indennizzo per i danni contro le rappresentanze cinesi in Svizzera "saranno trattate con diligenza". Pechino ha inoltrato una domanda ufficiale in tal senso alla Confederazione, ha indicato venerdì il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri Jean-Philippe Jeannerat.
A metà marzo, alcuni partecipanti a una manifestazione svoltasi a Zurigo avevano lanciato delle pietre contro la sede del consolato cinese.
Giovedì in una lettera aperta, 150 consiglieri nazionali e 26 consiglieri agli Stati avevano chiesto al governo di prendere posizione contro la "violenza cinese" in Tibet. Avevano pure chiesto al Consiglio federale di far pressione sul Comitato olimpico internazionale affinché intervenisse immediatamente nei confronti di Pechino.
swissinfo e agenzie