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NEW YORK - Oltre 100mila statunitensi hanno perso la vita negli ultimi tre mesi a causa della pandemia di coronavirus, portando il tragico bilancio delle vittime a superare quota 730mila.
Rispetto alle precedenti ondate è cambiato l'identikit di chi soccombe al Covid-19, secondo la rivelazione compiuta da Nbc News rispetto alle prime 100mila vittime del virus. Il media Usa lo sintetizza così: «Più giovane, bianco, meridionale e proveniente da aree rurali».
Come è cambiata la pandemia, geograficamente... - L'analisi compiuta mostra l'evoluzione demografica e geografica della pandemia. I punti caldi non sono più le grandi metropoli come nella prima fase e in quelle successive (quando il Covid-19 imperversò a New York e nelle città del nord-est e della costa occidentale), ma si concentrano ora sugli stati meridionali e sulle aree a prevalenza rurale. Colpa della concomitanza tra la presenza della temibile variante Delta e di tassi di vaccinazione tutt'altro che elevati. «Florida, Mississippi, Alabama, Louisiana e West Virginia sono stati tra gli Stati che hanno registrato i maggiori picchi nei tassi di mortalità per Covid durante l'ondata più recente».
... e demograficamente - Questo per quanto riguarda la collocazione geografica: se parliamo di età, si assiste a una ulteriore evoluzione. Il Sars-CoV-2 e le sue varianti non fanno più strage prevalentemente nella popolazione anziana, ma colpiscono in maniera indiscriminata tra coloro che non sono vaccinati. Il risultato? Si è abbassata l'età media delle vittime. Si è passati da un 83% di vittime di età pari o superiore ai 75 anni a un aumento sensibile nella fascia tra i 55 e i 74 anni.
Sempre più vittime bianche - Le prime ondate hanno colpito duramente le varie minoranze afroamericane, ispaniche, asiatiche e native americane. Ora, invece, le vittime caucasiche (ovvero bianche) costituiscono una quota molto maggiore dei decessi più recenti rispetto ai primi 100mila. Si è passati dal 15,4% al 32,1%.
Il caso della Florida - Lo Stato è quello che ha visto crescere maggiormente la sua quota di decessi per Covid rispetto alle prime fasi della pandemia. L'aumento, adeguato in base alla popolazione, è pari a sei volte. Nessuno ha dati così in crescita in tutta la nazione. Si è passati da una mortalità dello 0,84% nelle prime fasi al 4,77% di queste ultime.
«Una malattia dei non immunizzati» - «Sono morti che erano in gran parte prevenibili» sottolineano gli autori dell'analisi. Lo conferma James Conway, specialista in malattie infettive pediatriche presso l'Università del Wisconsin-Madison: «Questa è diventata una malattia dei non immunizzati». Il cambiamento delle categorie dei decessi riflette anche le opportunità di accesso e le opinioni sui vaccini: «All'inizio, quando abbiamo iniziato a sondare gli americani per sapere se si sarebbero fatti vaccinare, il più grande gruppo di attesa era costituito da adulti neri e ispanici» spiega Katelyn Jetelina, epidemiologa del Texas Health Science Center di Houston. «Il più grande gruppo che diceva "no, non farò mai un vaccino" era quello bianco. Quello che mi sta dicendo» questa rilevazione «è che, lentamente ma inesorabilmente, i neri e gli ispanici stanno diventando sempre più a loro agio con i dati e vedono sempre più persone ottenere i vaccini».
Oltre 100mila statunitensi hanno perso la vita negli ultimi tre mesi a causa della pandemia di coronavirus, portando il tragico bilancio delle vittime a superare quota 730mila.