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L’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle proteine, viene prodotto dalla scissione delle purine e un suo aumento, nel sangue, può essere legato a condizioni come gotta, disfunzioni renali, eccessiva assunzione di alimenti ricchi di purine o tumori a carico del sangue.
Quando i valori di acido urico aumentano oltre i 7mg/dl (416 micromol/l) per l’uomo e 6,5 mg/dl (386 micromol/l) per la donna, si parla di iperuricemia.
Una delle principali cause dell’iperuricemia è l’eccesso di purine causato da dieta ed abitudini alimentari errate (eccesso di proteine e abuso di alcolici): il loro catabolismo origina l’acido urico che, se in eccesso, tende a persistere a livello plasmatico.
Tra le altre cause possiamo citare alcune malattie ereditarie, determinate tipologie di malattie degenerative, ipertensione arteriosa, insufficienza renale e utilizzo di alcune tipologie di farmaci.
Normalmente, l’acido urico viene eliminato attraverso i reni e un accumulo eccessivo può derivare da un’eccessiva produzione che reni non riescono a smaltire in quantità sufficiente.
Un eccesso di acido urico nel sangue, può causare la formazione di cristalli sia a livello articolare (causando gotta, una patologia caratterizzata da infiammazione articolare e dolore intenso che può diventare fortemente invalidante) che renale (causando la formazione di urolitiasi e nefropatie).
È nota anche un’associazione tra iperuricemia e manifestazioni cliniche della sindrome metabolica come iperlipidemia, ipertensione arteriosa, diabete e obesità.
Quali sono i sintomi dell’iperuricemia? Come viene diagnosticata?
I sintomi più frequenti con cui si presenta una condizione di iperuricemia sono:
- Dolori o gonfiori articolari.
- Coliche renali.
- Insufficienza renale.
- Ipertensione arteriosa.
Per la diagnosi è sufficiente un semplice esame ematico (uricemia) che evidenzia la concentrazione di acido urico nel sangue.
Talvolta (in particolar modo quando si manifestano dolori articolari) la diagnosi avviene tramite esame radiografico che può evidenziare i cristalli e gli eventuali danni ossei correlati.
Come è possibile prevenire o migliorare l’iperuricemia?
Esistono alcuni accorgimenti che possono aiutarci sia nel prevenire il rischio di comparsa, che di eventuali nuove fasi acute:
- Idratarsi correttamente: bere la giusta quantità di acqua durante la giornata aiuta i reni a smaltire l’acido urico. Da evitare, tassativamente, bevande zuccherate, ricche di fruttosio o bibite zero.
- Limitare, quanto più possibile, il consumo di bevande alcoliche, in particolare la birra.
- Mantenere una dieta sana e ridurre, se presente, la condizione di sovrappeso / obesità.
- Abbattere l’introito di purine (gli alimenti che ne contengono di più sono alici, sardine, fegato, insaccati, carni, pollame, pesce, crostacei, strutto, dadi da cucina).
- Ridurre il consumo di fruttosio e grassi (facilitano la ritenzione di acido urico).
- Evitare diete fortemente ipocaloriche, in particolar modo quelle che prevedono l’eliminazione totale dei carboidrati.
- Supplementare un dosaggio adeguato di vitamina C.
- Rendere lo stile di vita più attivo e praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana, sia di tipo aerobico che anaerobico.