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L'espressione opinione pubblica si riferisce a una sfera della realtà sociale e politica, strettamente legata allo sviluppo della Borghesia moderna. Essa è legata al concetto di Öffentlichkeit (reso in it. anche con la locuzione sfera pubblica), diffusosi dalla seconda metà del XVIII sec. e studiato dal filosofo Jürgen Habermas, che la colloca all'intersezione tra Stato e sfera privata. L'aggettivo pubblico, che già nel corso del XVII sec. aveva assunto anche il significato di statale per influsso del diritto pubblico moderno, attorno alla fine del XVIII sec. conobbe un ulteriore ampliamento semantico: l'Illuminismo e il suo richiamo alla ragione favorirono una dilatazione del concetto di sfera pubblica. L'ideale cui la Società borghese aspirava era una collettività autogestita di cittadini liberi, uguali sul piano giur. e politico, capaci di giungere attraverso il dibattito pubblico a decisioni razionali. In tal senso l'espressione opinione pubblica designa quindi uno spazio politico ma anche sociale, in cui regnano la libertà di opinione e la concorrenza di idee. Ciò è un presupposto necessario alla formazione di opinioni, alla partecipazione dei cittadini allo Stato e al loro controllo sulle istanze statali di decisione.
Dalla fine del XVII sec. l'aumento costante del numero di periodici, riviste e bollettini informativi favorì la diffusione del sapere e del pensiero (Stampa). Nel contempo nei tumulti urbani e rurali del tardo XVII e del XVIII sec. si manifestò l'opposizione al sistema di potere dell'ancien régime, che escludeva in larga misura dalle decisioni politiche l'emergente borghesia economica e colta. Con il diffondersi del movimento illuminista fu creata una serie di Associazioni in cui si discuteva di riforme statali e sociali, quali le Società erudite, le Società patriottiche o la Società svizzera di utilità pubblica (SSUP), fondata nel 1810. È possibile cogliere i primi segnali dello sviluppo di una sfera pubblica borghese anche nelle Società di lettura e nelle soc. di tiro. Con la politicizzazione dei circoli illuministi (Società elvetica) si sviluppò una stampa d'opinione in ambito politico. Se le richieste di riforma delle ass. illuministe rimasero in un primo tempo in gran parte entro i limiti del sistema vigente, la loro forza dirompente si manifestò soprattutto laddove si conciliavano con interessi privati, come nel caso della ristretta élite urbana delle città soggette, per rivendicare un nuovo ordinamento statale in favore della collettività.
Prima ancora della fine dell'ancien régime i Banchetti, fra cui quelli svoltisi nel 1791 nel Paese di Vaud, costituirono un importante mezzo di autorappresentazione repubblicana. Con la proclamazione della libertà di stampa e l'estensione a tutta la pop. maschile del Diritto di voto e eleggibilità nella Costituzione della Repubblica elvetica del 1798, l'opinione pubblica fu riconosciuta come una componente essenziale dell'organizzazione sociale borghese. All'attività di giornali e riviste, moltiplicatisi in breve tempo all'inizio della Repubblica elvetica e fortemente utilizzati anche dall'opposizione, il governo reagì ricorrendo in misura crescente a processi penali e alla Censura, compensando in tal modo l'assenza di una legge sulla stampa. Di fatto, pur ripristinando nel 1803 la censura preventiva, accettò tuttavia il persistere di un dibattito pubblico sulla riforma del sistema politico.
Durante la Restaurazione nelle cerchie liberali e nei cant. di nuova istituzione si manifestarono resistenze al controllo della stampa. Riconosciuta quasi in tutta la Svizzera in seguito alle rivoluzioni liberali del 1830-31, la libertà di stampa fu poi garantita a livello fed. dalla Costituzione fed. del 1848. In alcuni cant. essa continuò però a essere soggetta a controlli sulla base di disposizioni di diritto penale e a restrizioni economiche (cauzioni imposte agli editori, tasse di bollo). Con l'estensione del diritto di voto e eleggibilità nella seconda metà del XIX sec. la libertà di azione di un numero crescente di cittadini fu protetta dalla Costituzione. Durante la Rigenerazione e poi nel nuovo Stato fed. lo sviluppo dell'opinione pubblica fu spesso indotto e la sua presenza esibita a titolo dimostrativo in occasione di alcune manifestazioni pubbliche, come nelle Giornate rivoluzionarie del movimento per il rinnovamento politico, fra cui quella di Uster del 1830 che segnò l'avvio della Rigenerazione nel cant. Zurigo. Anche le Feste federali (spec. di tiro e di ginnastica) costituivano occasioni di raduno e di dibattito sul piano nazionale e le opinioni politiche che vi circolavano potevano talvolta provocare accese dispute.
Con la costituzione dei Partiti, formatisi generalmente attorno ad alcuni organi di stampa e a lungo fortemente frammentati sul piano regionale, la sfera pubblica politica si arricchì di nuovi attori. Fra questi ultimi figura anche, quale precorritrice del movimento operaio, la società del Grütli, fondata nel 1838. Mentre i partiti si organizzarono a livello fed. solo verso la fine del XIX sec., già in precedenza le principali ass. economiche - come l'Unione sviz. del commercio e dell'industria o l'Unione sviz. delle arti e mestieri, istituite risp. nel 1870 e nel 1879 - condizionarono fortemente l'opinione pubblica attraverso la preparazione di progetti o intervenendo direttamente sul piano parlamentare e fed. (Federazioni).
Con la perdita di peso dei partiti sviz. dopo la seconda guerra mondiale diminuì anche l'importanza della stampa di partito, sostituita da fogli di dibattito e giornali scandalistici. Parallelamente si imposero la radio e la televisione, nuovi mezzi di comunicazione concepiti - fino all'introduzione nel decennio 1980-90 di un sistema dualista per i media elettronici - come emittenti controllati dallo Stato. Prodottosi tardivamente rispetto alla tendenza intern., questo distacco del sistema mediatico dalle istituzioni politiche tradizionali ha favorito anche in Svizzera un rapporto interattivo tra politica, economia e media, caratteristico delle società moderne occidentali. I nuovi rapporti di dipendenza - sia economici sia relativi all'elaborazione di decisioni legittime e al prestigio sociale - hanno profondamente mutato la concezione mediatica della sfera pubblica.
Nel corso del XX sec. agli attori classici della sfera pubblica politica si sono affiancati Movimenti sociali estranei all'establishment e org. di protesta, privi di un prestigio sociale tradizionale. Avvalendosi di nuove forme di azione politica essi riuscirono a presentare le loro tematiche in modo efficace sul piano mediatico, sensibilizzando così l'opinione pubblica verso le loro rivendicazioni.
Bibliografia
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Autrice/Autore: Kurt Imhof, Martin Kraft / vfe