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La narrazione della storia dei tuoi prodotti.
Idee creative per la scelta del posizionamento e produzione del contenuto dei messaggi di comunicazione interna ed esterna (testi, foto, video, newsletter).
“Non vendete la bistecca, vendete il suo profumo.” Elmer Wheeler
Supporto in diversi settori del marketing al fine di individuare la strategia più efficace per il raggiungimento degli obiettivi.
Copywriter e redazione testi.
“Nessuno ottiene ciò che merita, ma ciò che sa negoziare.” Anonimo
Seminari e corsi ad hoc nel campo della comunicazione (istituzionale, aziendale e interpersonale), della persuasione e della negoziazione.
“Non ottieni mai una seconda possibilità per dare la prima impressione.” Oscar Wilde
Nel libro analizzo le motivazioni che incitano a comunicare con l'umorismo, come pure gli effetti di senso che vengono prodotti. Come si giustifica il suo utilizzo a livello aziendale? Delineo quindi dove, come e quando è più utile sceglierlo; per quali prodotti, mezzi e target è più idoneo; gli obiettivi strategici perseguiti e i suoi vantaggi e svantaggi. Da ultimo presento i risultati di una ricerca svolta in Svizzera sull'utilizzo dello humor nelle campagne sociali contro il fumo.
La mia tesi è che le tecniche utilizzate durante la prima guerra mondiale per incentivare il reclutamento e il sostegno finanziario dell'impegno bellico, sono state ereditate dalla persuasione contemporanea, sia politica che commerciale. In altre parole oggi si vendono prodotti e idee politiche con le stesse armi con le quali cent'anni fa i propagandisti convincevano i volontari a partire per il fronte. Già allora si riconosceva l'importanza dello humor, dello storytelling, della paura e del linguaggio dei gesti per la persuasività e completezza del messaggio.
Come persuadere i cittadini ad arruolarsi? Come convincerli a combattere una guerra che per molti era lontana in chilometri e interesse? Come riuscire ad edificare la fabbrica del consenso? Il libro è un approfondimento e un arricchimento de I manifesti nella Grande Guerra in quanto analizzo con maggiore intensità la natura della propaganda e le sue analogie con il discorso pubblicitario. Per non pochi aspetti i propagandisti sono i precursori degli spin doctors e dei professionisti del marketing e della pubblicità moderni.Il libro è stato selezionato dal gruppo di valutazione “Web of Science” per includerlo nel loro prestigioso indice.
Per gli atti del convegno “La Grande Guerra” ho scritto Noi vs. loro: parlare di sé e del nemico con la tecnica dell’etichettamento. La propaganda ha in primis lo scopo di cambiare le percezioni, le credenze e gli atteggiamenti mediante un metodico utilizzo di tecniche persuasive e di manipolazione che agiscono principalmente sulle emozioni. Le sue strategie infondono un modo di pensare al nemico, alle sue azioni e alla guerra: dell’altro è ogni responsabilità e ancora oggi si dichiara guerra per difendere dalle sue minacce il grado di civiltà raggiunto e la democrazia. Le storie delle atrocità da lui commesse forgiano l’identità di una nazione creando insormontabili divisioni con il nemico, l’ostacolo verso il quale si misurano i propri valori. La qualità dei nostri giudizi è allora profondamente influenzata dai punti di riferimento che abbiamo a disposizione e di cui siamo instancabilmente alla ricerca.
Nel saggio introduttivo al libro di Sedina analizzo le principali variabili che intervengono nella presa di decisione applicandole al gioco degli scacchi. Anche in quest’ambito il primato della ragione è messo in dubbio e si riconoscono le influenze dell’emozione, dei misteriosi fattori inconsci e intuitivi come pure di quelli caratteriali e contestuali. Emozione e ragione sono due sistemi comunicativi che si influenzano reciprocamente, e influiscono congiuntamente sul comportamento. Anche nel gioco degli scacchi.
Nel mio saggio «War Public Affairs: Nature and Narrative» scritto per la Palgrave Encyclopedia (2020) dimostro che i war public affairs hanno molto in comune con la pubblicità commerciale. Le sue tecniche sono sempre state usate per costruire i messaggi e i discorsi volti a influenzare i comportamenti e le opinioni della gente per ottenere la loro approvazione alle decisioni del governo. Entrambe le strategie includono la ripetizione di semplici messaggi, l’uso di un linguaggio colloquiale, di simboli importanti e facilmente comprensibili, e la necessità di provocare risposte emotive. Tutte queste tattiche per vendere la guerra con una narrazione ricca di formule stereotipate le ritroviamo nella propaganda di ogni guerra, anche moderna.
Nel discorso inaugurale di Joe Biden ritroviamo stratagemmi emotivi e razionali che formano la sua strategia persuasiva per ottenere l'approvazione del pubblico. Le tecniche usate sono le stesse identificate nella teoria della moderna persuasione, anche della pubblicita' e della propaganda.
Esse consistono nel rilevare un problema e nell'offrire la soluzione, l'uso di un linguaggio colloquiale e di simboli facilmente comprensibili, la partecipazione o solo la citazione di testimonials, la necessita' di provocare risposte emotive e di apparire come un uomo comune. Notevole e' l'attenzione alla scelta delle parole maggiormente persuasive per esprimere le idee, per difendere un ideale e per ristaurare l'identita' americana.