Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/177312

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 4 aprile 2017 la Confederazione ha avviato una procedura di consultazione concernente il Piano settoriale Asilo (PSA). Il PSA prevede in particolare di implementare nei Comuni di Moudon e Syens un centro federale per richiedenti l'asilo in grado di alloggiare 480 persone sul sito della caserma militare. Secondo lo scadenzario previsto, l'esercito continuerebbe a utilizzare il sito fino al 2025, mentre il centro federale d'asilo sarebbe aperto nel 2029. </p><p>Il Comune di Moudon, che conta 6003 abitanti (al 31 dicembre 2016), accoglie già circa 150 richiedenti l'asilo, ospitati dall'istituto vodese per l'accoglienza dei migranti (Etablissement vaudois d'accueil des migrants, EVAM). L'arrivo di 480 richiedenti supplementari porterebbe la loro quota a oltre il 10 per cento della popolazione di Moudon, una percentuale notevole, considerando che nel Comune vive già il 46,2 per cento di stranieri.</p><p>Quanto al Comune di Syens, che conta 145 abitanti (al 31 dicembre 2016), l'arrivo di 480 richiedenti porterebbe tale tasso al 330 per cento della sua popolazione. </p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Nella risposta del 12 febbraio 2014 all'interpellanza Feller 13.4054, il Consiglio federale non ha ritenuto possibile definire un tetto massimo di richiedenti l'asilo in rapporto alla popolazione di un Comune per garantire un'accoglienza in buone condizioni. La valutazione dell'esecutivo è nel frattempo cambiata, in particolare in considerazione della situazione migratoria internazionale?</p><p>2. Il fatto che il Comune di Moudon contribuisca già ampiamente all'accoglienza che il nostro Paese è tenuto a offrire ai richiedenti l'asilo sarà considerato nel processo di selezione dei luoghi di ubicazione dei centri federale per richiedenti l'asilo?</p><p>3. Gli sforzi ampiamente riconosciuti profusi dal Comune di Moudon in materia di integrazione degli stranieri e promozione della convivenza non rischiano di essere compromessi dall'arrivo di 480 richiedenti supplementari?</p><p>4. Come intende tenere conto del parere della popolazione e delle autorità locali e cantonali prima di fissare i luoghi d'ubicazione dei centri federali d'asilo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella votazione del 5 giugno 2016, il popolo svizzero ha approvato ad ampia maggioranza, con il 66,8 per cento dei voti, la revisione della legge sull'asilo. La velocizzazione delle procedure si fonda in particolare sull'aumento degli alloggi nelle strutture federali e sulla parallela riduzione dei posti esistenti a livello cantonale. Per la regione romanda, ciò implica la messa a disposizione di 1280 alloggi e di circa 150 posti di lavoro per svolgere le procedure accelerate. I valori di riferimento sono stati convenuti all'unanimità dai rappresentanti delle città e dei Comuni, dai Cantoni e dalla Confederazione nella Dichiarazione congiunta del 28 marzo 2014.</p><p>1. In base alle esperienze maturate, il Consiglio federale mantiene la sua posizione espressa nell'interpellanza Feller 13.4054: il tasso di richiedenti l'asilo rispetto alla popolazione locale non è determinante per definire l'ubicazione di un centro federale d'asilo. </p><p>È vero che le domande d'asilo in Svizzera sono diminuite negli ultimi mesi, ma resta difficile prevedere l'evoluzione della situazione internazionale. In tale contesto, i Comuni, i Cantoni e la Confederazione continuano pertanto a lavorare intensamente per portare a termine la pianificazione dei centri federali nel 2017 e attuare la revisione della legge sull'asilo nel 2019.</p><p>2. I criteri per selezionare le ubicazioni dei centri federali d'asilo sono stati fissati nel quadro della succitata dichiarazione congiunta: dimensioni appropriate (valore di riferimento per i centri d'attesa e di partenza: 250 posti; valore di riferimento per i centri di procedura: 350 posti), accessibilità durante tutto l'anno, funzionalità, economicità, ripartizione adeguata nelle differenti regioni. Come spiegato nella risposta all'interpellanza Feller 13.4054, il Consiglio federale ritiene che, per ragioni economiche, la Confederazione debba prendere in considerazione in primo luogo i propri edifici. Essa valuta pertanto se le grandi strutture non più utilizzate a fini militari si prestino quali futuri centri d'asilo ed esamina, alla luce dei criteri definiti, tutti gli immobili che le sono proposti a tal fine.</p><p>3. La revisione della legge sull'asilo prevede che i richiedenti l'asilo soggiornino al massimo 140 giorni nei centri federali. In questo periodo relativamente breve non è prevista un'integrazione. L'esecuzione degli allontanamenti dei richiedenti l'asilo tenuti a lasciare la Svizzera spetta ancora ai Cantoni, che a tal fine sono sostenuti dalla Confederazione. Compete ai Cantoni ripartire i richiedenti tra i Comuni. </p><p>4. Conformemente alla succitata dichiarazione congiunta, i Comuni e le città interessati sono stati coinvolti nel processo di elaborazione del piano regionale.</p><p>I pareri della popolazione nonché dei Cantoni e dei Comuni in merito all'insediamento di centri federali d'asilo sono stati peraltro raccolti in occasione della consultazione relativa al Piano settoriale Asilo, conclusasi il 4 luglio 2017. Il Consiglio federale prenderà una decisione nei prossimi mesi dopo aver preso atto dei pareri pervenuti. </p>  Risposta del Consiglio federale.