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<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti. </p><p>1. Quali obiettivi di politica estera, di pace e di sviluppo persegue nello Sri Lanka? </p><p>2. Quali risorse finanziarie e di personale impegna nel perseguimento di questi obiettivi? </p><p>3. La DSC concluderà alcuni interventi di aiuto umanitario nello Sri Lanka nell'anno in corso mentre è previsto il proseguimento della collaborazione nel campo economico e dei diritti umani. Data la situazione incerta dal punto di vista dei diritti umani e della democrazia, la Confederazione ritiene di poter portare avanti la cooperazione con la popolazione del Paese? </p><p>4. Nel caso della cooperazione in ambito economico il Consiglio federale prende in considerazione la componente dei diritti umani? </p><p>5. È possibile coinvolgere la diaspora tamil e singalese in Svizzera in questa cooperazione e sono stati fatti tentativi in questo senso? </p><p>6. Il Consiglio federale può impegnarsi affinché i pescatori già residenti nelle zone di attuale sviluppo turistico conservino i loro diritti e possano continuare a vivere lungo le coste e a svolgere il loro lavoro? </p><p>7. Si potrebbe esigere dagli operatori turistici svizzeri che offrono come destinazione lo Sri Lanka una verifica del rispetto dei diritti umani attraverso la quale sia garantito che la costruzione dei complessi turistici non ha provocato uno spostamento coatto della popolazione (o non è stata preceduta dal divieto per la popolazione di ristabilirsi nelle zone d'origine)? </p><p>8. A che cosa hanno portato gli sforzi del Consiglio federale per migliorare la difficile situazione in cui si sono venuti a trovare i due richiedenti l'asilo respinti e che sono stati arrestati nell'estate del 2013 al rientro nello Sri Lanka?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. L'8 gennaio 2015, in un contesto di elezioni pacifiche, Maithripala Sirisena è stato eletto quale nuovo presidente dello Sri Lanka. Il nuovo governo di coalizione prevede di realizzare ampie riforme auspicabili. Ha esplicitamente professato in favore della riconciliazione e della parità di trattamento di tutti i gruppi etnici e ha avviato il dialogo anche con i rappresentanti della diaspora. Sono state abolite le restrizioni in materia di libertà di espressione e di movimento, sono stati designati governatori non militari per il Nord e l'Est del Paese, sono stati liberati i primi prigionieri politici ed è stata consentita la doppia cittadinanza. Il nuovo governo ha inoltre iniziato a restituire i territori del Nord occupati dai militari alla popolazione locale e a revocare altre limitazioni dello Stato di diritto introdotte sotto il governo precedente. Per quanto riguarda l'analisi del passato, il governo ha avviato il dialogo con l'ONU ed esperti internazionali. Il 28 aprile 2015 una grande maggioranza del Parlamento dello Sri Lanka ha deciso a favore di ampie modifiche costituzionali volte a ridurre di nuovo i poteri del presidente e a ristabilire la vigilanza parlamentare. Le organizzazioni tamil della diaspora hanno accolto favorevolmente le modifiche costituzionali apportate dal governo.</p><p>Nel giro di poche settimane il nuovo governo ha così attuato considerevoli miglioramenti. La via della riforma e della riconciliazione intrapresa dal nuovo governo costituisce forse l'opportunità migliore da moltissimi anni per quietare il conflitto tra la maggioranza singalese e la minoranza tamil.</p><p>Di fronte a questi sviluppi positivi nello Sri Lanka, il consigliere federale Didier Burkhalter ha visitato questo Paese gli scorsi 17 e 18 marzo 2015 (Colombo e Jaffna) per rafforzare il governo nel processo di riforma e di riconciliazione in atto e porre nuove basi per le relazioni bilaterali ed intensificarle. Il consigliere Burkhalter ha invitato le due parti a dialogare e ad avvicinarsi. Il governo è stato inoltre incoraggiato a smilitarizzare il Nord del Paese e a portare avanti la restituzione delle terre. La Svizzera continua a dialogare con attori nello o dallo Sri Lanka per appurare in quale misura può essere sostenuto il processo di riforma e di riconciliazione.</p><p>La strategia per l'impegno svizzero in Sri Lanka viene rielaborata entro la fine del 2015. Attualmente sono in corso accertamenti volti a valutare in che modo l'attuale impegno, fortemente incentrato sul settore umanitario, possa essere trasformato in relazioni che poggiano su una base più ampia.</p><p>2. L'impegno attuale della Svizzera, i cui obiettivi sono il sostegno e la promozione di un'ampia politica di pace, della ricostruzione e dello sviluppo sostenibile, è definito in particolare nella "Strategia di cooperazione Sri Lanka 2013 a 2015". Nel dettaglio:</p><p>la Divisione sicurezza umana (DSU) della Direzione politica sostiene il dialogo politico tra e con tutte le parti nella ricerca di una soluzione politica ai conflitti del passato nonché ai nuovi conflitti emergenti. Promuove i diritti umani, lo Stato di diritto e l'obbligo di responsabilità in vista di una riconciliazione permanente. Ha un consulente per la sicurezza umana a Colombo e un National Program Officer a Jaffna. Budget 2014 e 2015: 750 000 franchi annui. La Svizzera si impegna inoltre a livello multilaterale, come nel quadro del Consiglio dei diritti umani dell'ONU per i diritti umani nello Sri Lanka.</p><p>Il programma globale migrazione e sviluppo (GPMD) della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) aiuta a rendere più sicura la migrazione economica dallo Sri Lanka (principalmente verso i Paesi del Golfo) e a fare in modo che possa maggiormente contribuire allo sviluppo sociale ed economico dello Sri Lanka. Uscite 2014: 1 220 000 franchi; budget 2015: 770 000 franchi; un National Program Officer a Colombo e un Field Officer a Batticaloa. Inoltre, programmi regionali del GPMD volti a migliorare le condizioni quadro della migrazione economica verso i Paesi del Medio Oriente e dell'Asia meridionale vanno parzialmente a beneficio dei migranti provenienti dallo Sri Lanka.</p><p>Nel quadro della cooperazione in materia di migrazione internazionale, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sostiene nello Sri Lanka un progetto di formazione e formazione continua (700 000 franchi per il periodo 2014-2016). Con un importo pari a 60 000 franchi, il SEM ha inoltre assicurato per il 2015 il finanziamento dell'unica casa di accoglienza per donne situata nel Nord del Paese.</p><p>Attraverso l'approccio "sviluppo integrato dei villaggi", il lavoro dell'aiuto umanitario (AU) della DSC si concentra sulla ricostruzione sociale e infrastrutturale nel Nord dello Sri Lanka, includendo tutte le sfaccettature che caratterizzano la vita comunitaria. Oltre alla costruzione di case, di scuole e di infrastrutture di pubblica utilità, comprende anche la formazione, lo sviluppo del reddito nonché servizi come il sostegno psicosociale e la consulenza finanziaria. Undici anni dopo lo tsunami e sei dopo la fine della guerra, il programma sarà portato a termine alla fine del 2015. Uscite 2014: 4,7 millioni franci; budget 2015: 5,1 millioni franci, tre svizzeri e 12 impiegati locali a Colombo, tre svizzeri e 37 impiegati locali a Jaffna (ufficio di programma).</p><p>4. Lo Sri Lanka non è un Paese prioritario della cooperazione economica allo sviluppo (SECO); la Confederazione si impegna invece nello Sri Lanka attraverso lo "Swiss Investment Fund for Emerging Markets" (SIFEM SA). La SIFEM SA è una società anonima di diritto privato della Confederazione. In quanto tale, in base alla legge e agli obiettivi strategici definiti dal Consiglio federale, nel quadro delle sue attività di investimento è obbligata a rispettare i principi della sostenibilità finanziaria, economica, sociale ed ecologica. Il controllo della sostenibilità sociale poggia tra l'altro sui Core Labor Standard dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL).</p><p>Il 17 marzo scorso, in occasione di uno scambio con aziende svizzere attive nello Sri Lanka, il consigliere federale Burkhalter le ha esortate a impegnarsi nell'ambito della loro responsabilità sociale. Diverse di queste aziende, attraverso vasti programmi di sostegno sociale, contribuiscono già direttamente alla promozione dei diritti umani, come nei settori della formazione professionale (per migliaia di giovani ed ex combattenti LTTE) o attraverso l'accesso gratuito ai medicinali.</p><p>5. Il DFAE promuove il dialogo tra le varie organizzazioni della diaspora dello Sri Lanka e tra queste e il governo, i partiti politici e la società civile in Sri Lanka. Attualmente il DFAE sta valutando come coinvolgere la diaspora dello Sri Lanka in altri impegni a favore dello Sri Lanka.</p><p>6./7. L'AU della DSC sostiene nello Sri Lanka la ricostruzione di case e le attività che generano reddito, anche dei pescatori. Secondo quanto indicato dal governo dello Sri Lanka, alcuni pescatori hanno trovato una nuova attività nel settore del turismo o forniscono merce a stabilimenti di ristorazione. La Svizzera sostiene progetti che mirano a documentare violazioni dei diritti umani in Sri Lanka e a proteggere sul posto gli attivisti dei diritti umani.</p><p>Il diritto svizzero non prevede un obbligo legale per gli operatori turistici di essere sottoposti a una verifica del rispetto dei diritti umani come richiesto dall'interpellanza. Il Consiglio federale si aspetta tuttavia che le aziende svizzere, oltre a rispettare le disposizioni legali nel quadro della loro gestione aziendale responsabile, realizzino i loro obblighi di diligenza nel campo dei diritti umani, in particolare in contesti fragili come in Sri Lanka. Il Consiglio federale ha sostenuto l'elaborazione di raccomandazioni specifiche per l'attuazione degli obblighi di diligenza (diritti umani nonché standard sociali e ambientali) nel quadro delle linee guida dell'ONU per l'economia e i diritti dell'uomo e dei principi guida dell'ONU per le imprese multinazionali.</p><p>8. Dopo il rientro dei due richiedenti l'asilo respinti e il loro arresto, l'Ambasciata svizzera ha richiamato l'attenzione delle autorità dello Sri Lanka sull'impellente interesse da parte della Svizzera circa il benessere dei due arrestati. In seguito agli sforzi diplomatici lo Sri Lanka ha consentito che una collaboratrice dell'Ambasciata, accompagnata dall'ACNUR, rendesse visita in prigione a uno degli arrestati.</p><p>Durante il periodo di arresto e di riabilitazione l'Ambasciata è stata in contatto con i familiari in Sri Lanka e si è assicurata che alle famiglie e agli arrestati fosse garantita la miglior consulenza possibile da parte di avvocati. Durante la sua visita del mese di marzo, il consigliere Burkhalter si è informato circa lo stato del respinto che si trovava ancora agli arresti. Nel frattempo ambedue gli arrestati sono stati rilasciati e uno è ritornato in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.