Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01233.jsonl.gz/34

I premi di concorso, i premi d’onore, i riconoscimenti o le distinzioni, le borse di studio e i sussidi in campo culturale, sportivo e scientifico possono essere donazioni che non sottostanno all’imposta federale diretta, sussidi d’assistenza esenti da imposta oppure proventi imponibili. Entra in vigore oggi la circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni AFC che sostituisce la circolare numero 15 dell’AFC dell’8 aprile 1953, «Trattamento fiscale dei premi di concorso, premi d’onore e borse conferiti a scrittori, musicisti, pittori, scultori, scienziati, ecc.» e la circolare numero 8 dell’AFC del 25 febbraio 1971 «Sussidi del Fondo nazionale svizzero per le ricerche scientifiche».
Basi giuridiche – La legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta non contiene disposizioni esplicite sul trattamento fiscale di premi di concorso, premi d’onore, riconoscimenti o distinzioni, borse di studio e sussidi. In virtù del principio dell’imposizione del reddito netto globale, sottostà all’imposta sul reddito la totalità dei proventi, periodici e unici. Non sottostanno all’imposta sul reddito le donazioni e i sussidi d’assistenza provenienti da fondi pubblici o privati. Le eccezioni elencate all’articolo 24 LIFD sono interpretate in modo restrittivo.
Considerando l’insieme delle circostanze del caso concreto, occorre anzitutto esaminare se una prestazione è una donazione o un sussidio d’assistenza proveniente da un fondo pubblico o privato. Ai fini di tale esame, è necessario consultare i regolamenti o gli statuti delle entità private o pubbliche che conferiscono tali premi o sussidi. Deve inoltre essere analizzata la situazione finanziaria del beneficiario della prestazione.
Si tratta di una donazione se il donatore versa al donatario un patrimonio o un elemento patri-moniale senza esigere una controprestazione da quest’ultimo. L’incremento patrimoniale derivante da donazione è esplicitamente esente dall’imposta federale diretta, ma può essere soggetto all’imposta sulle donazioni del Cantone in questione.
Si tratta di un sussidio d’assistenza proveniente da un fondo pubblico o privato se la prestazione è erogata a titolo gratuito con l’intento di assistere una persona bisognosa. I sussidi d’assistenza provenienti da fondi pubblici o privati non sottostanno all’imposta sul reddito.
Le fondazioni sono tenute a presentare all’autorità di tassazione, per ogni periodo fiscale, un’attestazione sulle prestazioni fornite ai loro beneficiari.
Criteri di distinzione – I premi di concorso, i premi d’onore, i riconoscimenti o le distinzioni sono considerati quali donazioni se il donatario non è tenuto a fornire una controprestazione, rispettivamente se il premio conferito per un lavoro o un’opera non costituisce una rimunerazione a posteriori.
Sussidi e borse di studio sono considerati quali sussidi d’assistenza provenienti da fondi pubblici o privati esenti da imposta soltanto se i criteri seguenti sono adempiuti in modo cumulativo:
1. il beneficiario è nel bisogno (bisogno);
2. l’entità privata o pubblica che eroga il sussidio persegue uno scopo d’assistenza (assistenza);
3. l’erogazione ha un carattere gratuito, ossia il beneficiario non deve fornire alcuna con-troprestazione (gratuità).
Per determinare se il beneficiario è nel bisogno (criterio 1) bisogna valutare la sua situazione finanziaria. Si presume l’esistenza di una situazione di bisogno se il reddito del beneficiario è inferiore al reddito determinante per stabilire il minimo vitale secondo gli articoli 9 e 11 della legge federale del 6 ottobre 2006 sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità. Le prestazioni d’assistenza non sono imponibili soltanto se coprono il fabbisogno vitale. Per contro, la parte di reddito eccedente l’ammontare fissato per il calcolo del minimo vitale è interamente imponibile.
Il sussidio d’assistenza proveniente da fondi pubblici o privati presuppone uno scopo d’assistenza (criterio 2). Tale scopo è raggiunto se l’entità privata o pubblica eroga il sussidio per aiutare il beneficiario a provvedere al proprio (minimo) sostentamento.
Una prestazione è erogata a titolo gratuito (criterio 3) se il beneficiario non è tenuto a fornire alcuna controprestazione. Il valore economico e il tipo di controprestazione sono irrilevanti. Anche gli studi o i lavori di ricerca possono rappresentare una controprestazione. Una prestazione che costituisce una sorta di rimunerazione a posteriori non è gratuita.
Se tutti e tre i criteri suesposti sono adempiuti cumulativamente, la prestazione in questione è un sussidio d’assistenza esente da imposta. Se uno dei criteri non è adempiuto, la prestazione è imponibile, purché non si tratti di una donazione.
Prestazioni imponibili – Se la prestazione non è un sussidio d’assistenza esente da imposta né una donazione, in linea di principio l’importo complessivo è imponibile. Le prestazioni pecuniarie sono imponibili al valore nominale.
Le prestazioni in natura (ad es. automobili, animali e simili) sono valutate al loro valore di mercato, ossia al valore venale.
Le prestazioni sono imponibili nell’anno in cui sono state accordate al beneficiario. Sono considerate accordate e percepite quando il beneficiario ha acquisito il diritto a ottenerle. Dai proventi lordi possono essere operate le consuete deduzioni, in particolare per i costi di conseguimento.
Potete leggere la circolare completa sul sito dell’Amministrazione federale delle contribuzioni.
Gli esperti Andersen Tax sono a vostra disposizione per fornire ulteriori informazioni e assistenza sulla tematica.