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Una cinquantina di ciclisti del movimento "Critical Mass" (Massa critica) hanno imboccato ieri sera l’autostrada a Ginevra, ma sono stati rapidamente bloccati dalla polizia.
Hanno raggiunto la corsia centrale in un tratto dove i veicoli viaggiano a 80 km/h, "il che è estremamente pericoloso", ha detto a Keystone-Ats la portavoce della polizia ginevrina Joanna Matta. Per permettere loro di lasciare l’autostrada è stato necessario chiudere al traffico diversi svincoli per alcuni minuti.
Molti dei partecipanti si erano riuniti nel pomeriggio davanti al Palazzo di giustizia, dove sei loro compagni sono stati assolti da tutte le accuse legate alla partecipazione a cortei in bicicletta risalenti al luglio 2021.
Come accade da tempo ogni ultimo venerdì del mese in diverse città svizzere, gli attivisti per il traffico lento hanno tenuto anche ieri sera a Ginevra il loro corteo mensile in bicicletta: alcuni di loro verso le 21.10 hanno però deciso di imboccare il raccordo autostradale.
La polizia è intervenuta rapidamente e nel giro di 15 minuti tutti i ciclisti hanno lasciato l’autostrada. "La preoccupazione principale della polizia è stata quella di proteggere queste persone", ha dichiarato la portavoce. Si è potuto evitare qualsiasi contatto con le auto e nessuno è stato arrestato, ha aggiunto.
La prima "Critical Mass" si tenne nel 1992 a San Francisco e da allora analoghi cortei si tengono in più di 300 città in tutto il mondo. A Ginevra, simili sfilate si tengono da 20 anni, scrivono gli attivisti sul loro sito internet.
La "Critical Mass" - affermano ancora questi ultimi - "non è una manifestazione con degli organizzatori o dei responsabili", ma un assembramento spontaneo e su larga scala di ciclisti senza un percorso fisso. Il corteo inizia a muoversi "non appena viene raggiunta la massa critica in un punto d’incontro concordato". Chi si trova in testa decide la direzione.