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Fra i tumori maligni, il linfoma è forse fra quelli più sensibili agli influssi negativi dell’ambiente e del modo di vivere nelle regioni più industrializzate.
La frequenza, in certi paesi africani, è invece dovuta all’infezione dal virus HIV.
Il rapporto della malattia con l’ambiente (alimentazione, abitudini, uso di prodotti chimici, ecc...) - leggiamo nella documentazione della Conferenza internazionale di Lugano - non è ancora stato provato con certezza.
Per proteggersi dalle sostanze nocive l’organismo produce in modo eccessivo anticorpi, moltiplicando il lavoro delle cellule e il rischio di sviluppare quelle tumorali. I primi studi, dopo lunghe ricerche, giungono ora a conclusione.
Alla Conferenza di Lugano un gruppo di epidemiologi di Barcellona presenta due studi di segno diverso, entrambi condotti in alcuni paesi europei, Svizzera esclusa.
Nel primo viene mostrata una relazione fra l’uso di coloranti per capelli e l’insorgenza dei linfomi: in un insieme di 2 mila 500 donne, nel sottogruppo di 1'250 soggetti che aveva utilizzato regolarmente tali prodotti, si è registrata una frequenza di linfomi del 20% superiore rispetto al sottogruppo che non li aveva usati.
Il secondo studio, realizzato con le medesime grandezze del primo, mostra che l’impiego di farmaci per la diminuzione del colesterolo ha portato ad una diminuzione del 20% del rischio di linfoma.
swissinfo