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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare una base legale per disciplinare in modo uniforme l'imposizione delle abitazioni secondarie e a redigere un rapporto all'attenzione del Parlamento. In particolare i cantoni devono prevedere le seguenti imposte e tasse con finalità fiscali o incentivanti:</p><p>1. tasse sulla partecipazione adeguata del proprietario di un abitazione secondaria ai costi infrastrutturali; </p><p>2. tasse come incentivo per migliorare l'occupazione (locazione) delle abitazioni secondarie;</p><p>3. tassa sul plusvalore in caso di alienazione per compensare l'aumento considerevole del valore delle abitazioni secondarie.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 26 giugno 2013 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente la legislazione d'esecuzione relativa all'articolo costituzionale sulle abitazioni secondarie (art. 75b Cost.) accolto dal popolo. La nuova normativa non prevede l'introduzione di principi unitari nella legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni per il prelievo di un'imposta speciale cantonale sulle abitazioni secondarie. I cantoni sono di principio liberi di prevedere nel loro diritto nuove imposte connesse alla proprietà fondiaria, ma non esiste una norma armonizzatrice di diritto federale che imponga loro un obbligo d'imposizione. L'unica condizione è che non violino i principi costituzionali sul prelievo di imposte.</p><p>Il primo tributo proposto dall'autrice del postulato, vale a dire la tassa sulla partecipazione adeguata ai costi infrastrutturali, consiste in sostanza in un'imposta di attribuzione dei costi. Questo tipo di tributo serve a riversare determinate spese della collettività sulle persone che con tali spese hanno un legame particolarmente stretto rispetto ad altri contribuenti, o alle quali le spese in questione devono essere addebitate in special misura. Questi tributi presuppongono che siano dati motivi oggettivamente sostenibili per caricare le spese in questione alla categoria di persona considerata. L'introduzione di un'imposta di attribuzione dei costi è una misura dispendiosa, poiché i costi non coperti devono essere documentati e chiaramente distinti dalle restanti spese.</p><p>Quanto al secondo tipo di tributo menzionato nel postulato, vale a dire una tassa come incentivo per migliorare l'occupazione delle abitazioni secondarie, un caso concreto è attualmente pendente davanti al Tribunale federale. L'imposta sulle abitazioni secondarie, approvata il 17 febbraio 2010 dagli aventi diritto di voto del comune di Silvaplana, segue questo indirizzo. Si tratta di un tributo riscosso annualmente e fissato a un'aliquota del 2 per mille del valore fiscale dell'abitazione. I proventi dell'imposta sono destinati alla promozione di spazi abitativi e commerciali a costo moderato per la popolazione residente e di strutture alberghiere. Come già esposto nella risposta del 20 febbraio 2013 all'interpellanza 12.4177, i giudici della massima corte dovranno stabilire in questo contesto se l'imposta incitativa impugnata è compatibile con i pertinenti principi d'imposizione fiscale previsti dalla Costituzione federale (art. 8 cpv. 1 e art. 127 cpv. 2 Cost.). Una volta disponibile il verdetto del Tribunale federale sarà possibile determinare i margini di manovra e i limiti concreti da rispettare. Allora sia la Confederazione sia le autorità cantonali disporranno di parametri concreti per promuovere ulteriormente una migliore occupazione delle abitazioni secondarie mediante incentivi di carattere finanziario.</p><p>Riguardo al terzo tributo citato dall'autrice del postulato, ovvero la tassa sul plusvalore destinata a compensare l'aumento considerevole del valore delle abitazioni secondarie, va precisato che questo scopo è già perseguito con l'imposta sull'utile da sostanza immobiliare. In caso di alienazione, gli utili da sostanza immobiliare sono imponibili sempre che il prodotto dell'alienazione superi le spese di investimento (prezzo d'acquisto o valore di sostituzione, più le spese per la realizzazione del plusvalore) al netto delle deduzioni previste dalla legge. L'imposizione presuppone dunque un aumento del valore e la realizzazione di tale aumento. Peraltro, la via proposta non corrisponde all'indirizzo seguito con la revisione della legge federale sulla pianificazione del territorio approvata dal popolo in votazione popolare il 3 marzo 2013. Le nuove disposizioni di legge fanno obbligo ai cantoni di prelevare almeno il 20 per cento del plusvalore risultante dall'azzonamento di un fondo in zona edificabile. In questo contesto l'imposta sul plusvalore è parte di un concetto più ampio e costituisce la logica contropartita delle indennità che devono essere versate in caso di dezonamento.</p><p>Per i motivi esposti, un esame più approfondito delle richieste formulate dall'autrice del postulato non è opportuno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.