Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01263.jsonl.gz/772

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
BERNA - È necessario più personale per combattere meglio la "Jihad islamica in internet": lo sostiene il direttore di fedpol Jean-Luc Vez in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale "Sonntag", precisando che attualmente sono necessari circa 15 specialisti supplementari.
Una parte di essi dovrebbe andare ai servizi segreti, gli altri alla polizia criminale federale, precisa Vez. I fondamentalisti islamici ricorrono alla rete per incitare alla violenza, per scopi propagandistici, per reclutare nuovi membri o a scopo intimidatorio. Secondo le stime dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), in Svizzera vivono attualmente "alcune decine di persone che necessitano di stretta sorveglianza". I controlli avvengono "con le risorse a disposizione e secondo quanto consentito dalla legge", aggiunge Vez.
Per sorvegliare l'interno in una Moschea, ad esempio, è necessaria una decisione giudiziaria. È tuttavia estremamente difficile presentare indizi concreti che consentano a un giudice di autorizzare misure di vigilanza. "Qui bisogna cambiare qualcosa", sottolinea Vez.
Il direttore di fedpol si dice preoccupato dal fatto che "nessuna autorità in Svizzera sia in grado di precisare con chiarezza quanto ampia sia la minaccia del fondamentalismo islamico". Bisognerà procedere a una discussione politica di base, per stabilire come garantire la protezione della sicurezza interna senza violare i diritti fondamentali.
SDA-ATS