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Dalle colonne del giornale tedesco "Handelsblatt", Klaus Schwab, fondatore del Forum di Davos che si apre oggi, fa sapere che dopo la crisi economica mondiale degli ultimi due anni, si apre "un'era di modestia".
Si tratta di una "nuova realtà che esige da noi delle vittime collettive per rendere il futuro più certo". Lo spostamento dei centri economici verso Est e verso Sud comporterà cambiamenti politici, economici e sociali importanti, secondo Schwab. Nuovi attori globali, in particolare non statali, guadagnano importanza in modo più rapido che in passato e c'è da attendersi che gli Stati difendano i loro interessi con più vigore, a scapito della cooperazione internazionale.
"Siccome né i governi né le imprese potranno superare da soli la complessità delle sfide globali, la frontiera tra economia e politica si andrà ulteriormente attenuando", scrive Schwab, secondo cui per superare i problemi è oggi necessario arrivare a un nuovo partenariato e a una nuova cooperazione tra politica, economia e società civile.