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Aprendo oggi l'assemblea digitale dei delegati del PLR, la presidente del partito Petra Gössi ha deplorato il crescente influsso dell'ente pubblico, in particolare nei centri amministrati da municipi rosso-verdi, a scapito della libertà e responsabilità individuali.
La consigliera nazionale svittese, criticando le politiche illiberali, ha fatto anche l'esempio dei pacchetti federali di aiuto finanziario per attenuare la crisi del coronavirus. Le misure, sebbene benvenute, rischiano di falsare la concorrenza a medio e lungo termine. E lasciano dietro di loro "un debito abissale per le generazioni future".
Gössi ha espresso preoccupazione per "la crescente richiesta di una maggiore regolamentazione statale di tutti gli aspetti della nostra vita. La responsabilità e l'autodeterminazione, l'essenza stessa dei nostri valori liberali, sono messe in discussione".
La presidente dei liberali radicali ha puntato il dito contro le politiche perseguite nelle grandi città guidate da maggioranze di sinistra dove, a suo dire, a determinare l'azione politica sono "clientelismo" e rappresentazioni ideologiche del "buon" stile di vita.
Gössi ha poi espresso l'auspicio che quella di oggi sia l'ultima assemblea virtuale. Quella in calendario in ottobre dovrà permettere ai delegati di guardarsi negli occhi.
Nel suo discorso Gössi ha posto l'accento sui nuovi jet. "La crisi attuale (legata alla pandemia di Covid-19) dimostra che dobbiamo sempre essere preparati all'imprevisto e che dobbiamo pensare anche all'impensabile. Questo vale anche per le minacce aeree", ha detto.
La svittese ha poi sottolineato la necessità di respingere l'iniziativa "Per un'immigrazione moderata", pure sottoposta al voto tra un mese abbondante e su cui il PLR ha già raccomandato un no in gennaio. Gössi ha messo in guardia, in questi tempi di insicurezza, contro "esperimenti ad alto rischio" che mettono in pericolo le nostre relazioni con i nostri vicini. La consigliera federale Karin Keller-Sutter, in un messaggio video, ha espresso un parere assolutamente analogo.
No congedo paternità
I delegati hanno in seguito votato online su alcuni oggetti in consultazione il 27 di settembre. Quasi all'unanimità hanno raccomandato di approvare il decreto federale per l'acquisto dei nuovi caccia da combattimento e per l'aumento delle deduzioni fiscali per la cura dei figli da parte di terzi.
Risicatissimo il risultato sul congedo paternità di due settimane per i neo papà, bocciato infine per 134 voti a 133 e 8 astensioni. Una maggioranza dei delegati giudica la proposta non adeguata, ma sarebbe favorevole a un congedo che consenta alle coppie di organizzarsi come meglio credono, in maniera flessibili.
Venerdì sera, la conferenza dei presidenti del PLR aveva già invitato ad approvare la nuova legge sulla caccia con 18 voti a 3 e una astensione.