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L’Orso d’oro della 66esima edizione della Berlinale è stato attribuito sabato sera all'italiano Gianfranco Rosi per il suo documentario "Fuocoammare". Il film, l'unico italiano in concorso quest'anno al festival di Berlino, è ambientato a Lampedusa, isola simbolo del dramma vissuto da migliaia di migranti, raccontata attraverso gli occhi dei suoi abitanti e dei disperati che sbarcano quotidianamente sulle coste della località siciliana.
"Quando chiesi al medico perché Lampedusa fosse così generosa, lui mi rispose: noi siamo un popolo di pescatori e i pescatori accettano tutto quello che viene dal mare. Quindi dobbiamo imparare a essere più pescatori anche noi", ha detto il regista ai cronisti mentre si trovava sul tappeto rosso. "Il mio pensiero va a chi non è mai arrivato a Lampedusa", ha aggiunto dopo la premiazione.
Gli altri premi principali vanno al bosniaco Danis Tanovic (Gran Premio della giuria) e al filippino Lav Diaz (Premio Alfred Bauer per un film che apre prospettive innovative) che aveva proposto un'opera di otto ore.
L'orso d’argento alla regia è invece stato consegnato alla francese Mia Hansen-Love per la pellicola "L’Avenir".
I premi per la miglior interpretazione maschile e femminile sono andati invece rispettivamente al tunisino Majd Mastoura per "Hédi", prima produzione araba in concorso da 20 anni a questa parte e alla danese Trine Dyrholm per Kollektivet. La giuria era presieduta dalla statunitense Maryl Streep.
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