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Il mio iPod ospita un numero notevole di brani di musica classica: sinfonie, concerti, opere, sonate per pianoforte e così via.
Ho impostato la riproduzione casuale per brani e non per album: ciò significa che l’iPod, invece di proporre, ad esempio, l’intera Sinfonia n. 5 di Beethoven, dal primo all’ultimo movimento, sceglie, casualmente, il terzo movimento per poi passare alla marcia funebre di Sigfrido (dal Crepuscolo degli dei di Wagner) o a un coro del Passione secondo San Matteo di J. S. Bach.
Ho lasciato così l’iPod per una settimana. Oggi ho impostato nuovamente la riproduzione casuale per album: ha scelto il Messiah di Händel, dall’inizio alla fine. Poi è passato a una sonata per pianoforte di Beethoven: tutti e quattro i movimenti, uno di seguito all’altro. Infine la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij.
L’ascolto isolato dei singoli movimenti mi lasciava insoddisfatto e, in alcuni casi, persino nervoso. L’ascolto dell’intera composizione, invece, mi rasserena.
C’era qualcosa di incompleto nei singoli brani: il discorso non si concludeva, rimaneva incompiuto.
Quello che mi chiedo è come mai alcune trasmissioni radiofoniche facciano la stessa operazione del mio iPod: proporre l’ascolto di un solo movimento, magari esaltandone la bellezza rispetto al resto della composizione.