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Il regime matrimoniale concerne la regolamentazione dei rapporti patrimoniali dei coniugi, dal momento in cui è celebrato il matrimonio fino allo sciogliemento del regime stesso per morte di uno dei coniugi, divorzio o passaggio ad un altro regime matrimoniale.
Si distinguono i seguenti tre regimi matrimoniali:
- Regime ordinario della partecipazione agli acquisti
- Regime della separazione dei beni
- Regime della comunione dei beni
Regime ordinario della partecipazione agli acquisti
Questo regime è il cosiddetto regime ordinario, che entra in vigore al momento del matrimonio se non è stato validamente convenuto un altro regime.
Durante il matrimonio, ogni coniuge amministra liberamente i suoi beni.
Al momento in cui dovesse sussistere un motivo di scioglimento del regime matrimoniale (ad esempio per divorzio) si dovrà stabilire chi è proprietario dei diversi beni (nel dubbio – ossia senza prove – la legge stabilisce che il relativo bene è da considerare di tutt’e due i coniugi, in comproprietà) e in seguito i diversi beni si classificano quale bene proprio o acquisto. In seguito, i beni dovranno essere attributi alla massa dei beni propri del marito (rispettivamente della moglie) oppure alla massa degli acquisti del marito (rispettivamente della moglie).
Rientrano tra i beni propri:
1. le cose che servono esclusivamente all’uso personale di un coniuge;
2. i beni appartenenti ad un coniuge all’inizio del regime o successivamente pervenutigli per eredità od altro titolo gratuito;
3. le pretese di riparazione morale;
4. i beni acquisiti in sostituzione dei beni propri.
Rientrano invece tra gli acquisti:
1. il guadagno del lavoro;
2. le prestazioni di istituzioni di previdenza a favore del personale, di assicurazioni sociali e di istituzioni di previdenza sociale;
3. il risarcimento per impedimento al lavoro;
4. i redditi dei suoi beni propri;
5. i beni acquisiti in sostituzione degli acquisti.
Una volta determinati i beni di proprietà dell’uno o dell’altro coniuge e i rispettivi beni propri ed acquisti, si procede alla liquidazione del regime matrimoniale, secondo i seguenti principi:
ogni coniuge si riprende i beni propri di sua proprietà;
ogni coniuge deve all’altro metà del valore dei beni di sua proprietà, qualificati come acquisti.
Il tema della liquidazione del regime dei beni è comunque complesso e concerne molti aspetti, quali ad esempio le pretese di una massa dei beni verso l’altra, i plusvalori, il reintegro,…
Il regime della separazione dei beni
Il regime della separazione dei beni è un regime matrimoniale che i coniugi possono adottare sia all’inizio del matrimonio sia durante lo stesso. L’accordo di separazione dei beni necessita, per essere falidamente adottato, della forma dell’atto pubblico. E’ quindi necessario un atto notarile.
Il regime della separazione dei beni è molto permette ai coniugi di essere completamente indipendenti l’uno dall’altro, nel senso che anche al momento in cui il regime dovrà essere sciolto (in caso di morte o per divorzio) non vi sarà invero da procedere ad alcuna operazione di scioglimento: ogni coniuge non farà che riprendere i beni di sua proprietà, senza che vi sia più distinzione tra beni propri o acquisti.
Da regolare vi saranno unicamente eventuali rapporti di dare-avere tra i coniugi.
Il regime della comunione dei beni
Il regime della comunione dei beni è un regime matrimoniale che non viene praticamente mai usato. Come per la separazione dei beni, per poterlo adottare è necessario l’atto notarile.
Le masse che compongono il regime matrimoniale della comunione dei beni sono:
– La massa dei beni propri della moglie;
– La massa dei beni propri del marito;
– La massa dei beni comuni.
Caratteristico del regime della comunione dei beni è che, salvo eccezioni, tutti i beni dei coniugi formano un’unica sostanza, che appartiene indistintamente ad entrambi i coniugi, tanto che ognuno di essi non può disporne senza il consenso dell’altro.
Gli unici beni che rimangono propri dei coniugi che vivono in regime di comunione dei beni sono:
– i beni che servono esclusivamente all’uso personale di uno dei coniugi (per es. vestiti, gioielli di famiglia, ecc.);
– le pretese di torto morale;
– le donazioni di terzi.
Quanto sopra sta a significare che quando due persone si sposano, salvo gli effetti personali, tutti beni vanno a comporre un solo ed unico patrimonio, che appartiene indistintamente all’uno e all’altro coniuge.
Al momento dello scioglimento del regime matrimoniale, ogni coniuge si riprenderà i suoi beni propri, mentre i beni comuni saranno divisi a metà. Nondimeno, se il regime viene sciolto per divorzio o separazione legale ogni coniuge riprende i beni comuni che nel regime ordinario della partecipazione agli acquisti sarebbero stati suoi beni propri e ciò per evitare chiari abusi; i beni comuni restanti saranno ancora divisi a metà.