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In caso di forte afflusso di persone senza titoli di soggiorno in Svizzera, i Cantoni – specie di frontiera – dovrebbero poter contare su un aiuto forfettario da parte della Confederazione nell’attesa dell’espulsione delle persone interessate custodite in un centro apposito.
È quanto prevede una modifica della Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione – che realizza una mozione del parlamento – adottata oggi dal Consiglio federale assieme al messaggio destinato alle camere.
Il messaggio, precisa una nota governativa odierna, contempla la possibilità di sostenere finanziariamente i Cantoni che in situazioni straordinarie gestiscono alloggi temporanei per stranieri da allontanare senza formalità.
Dal momento che i Cantoni di frontiera sono maggiormente confrontati con questo tipo di consegna agli Stati limitrofi, se il numero di entrate irregolari è particolarmente elevato la Confederazione deve poter partecipare con una somma forfettaria giornaliera alle spese d’esercizio per il fermo di breve durata in un centro cantonale di partenza situato in prossimità del confine. Questi centri sono destinati all’alloggio per tempi brevi di stranieri fermati mentre attraversavano illegalmente la frontiera e allontanati senza formalità.
Per concretizzare la mozione, è necessario integrare anche la disposizione sul fermo di breve durata: la competente autorità federale o cantonale può fermare, per massimo tre giorni in un centro cantonale di partenza, chi è sprovvisto di permesso di soggiorno di breve durata, di permesso di dimora o di permesso di domicilio per assicurarne la consegna alle autorità di uno Stato limitrofo in virtù di un accordo di riammissione.