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NEW YORK - Alza il tiro e porta un nuovo attacco alle banche. Il presidente americano Barack Obama adotta la linea dura contro gli "eccessi sconsiderati di Wall Street" che non solo deve "restituire gli aiuti", ma deve dire addio alle vecchie pratiche e ai rischi eccessivi che hanno spinto il sistema finanziario e l'economia "sull'orlo del collasso".
"L'irresponsabilità" mostrata dagli istituti con "i bonus osceni" e i maxi-utili rende sempre più evidente la necessità di una riforma della finanza, per la quale Obama è pronto a "lottare" contro le banche e il loro esercito di lobbisti, e nella quale propone di includere paletti alle dimensioni delle banche, affinché non diventino troppo grandi da non poter fallire ("I contribuenti non dovranno mai più essere ostaggio delle banche troppo grandi per fallire"), e alle loro attività rischiose, soprattutto di proprietary trading e legate agli hedge fund.
Paletti quindi alle eccessive prese di rischio delle società, che sono uno dei motivi della crisi e, spiega, "delle cause della crisi non possiamo dimenticarci". Affermazioni che arrivano come una doccia gelata su Wall Street, che chiude la seduta in pesante calo: i listini accusano la flessione più pesante da tre mesi. Il Dow Jones arretra del 2% e il settore bancario affonda: JPMorgan perde il 6,6%, Bank of America il 6,2%, Goldman Sachs il 4,1% e Citigroup il 5,5%.
La proposta, con cui Obama "dichiara guerra a Wall Street", rappresenta "il maggior giro di vite in termini di norme dal 1930", scrive il Financial Times.
SDA-ATS