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Nel giugno del 2016 i cittadini del Regno Unito hanno deciso, mediante referendum, di uscire dall’UE. Siccome le attuali relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito (UK) si fondano essenzialmente sugli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE, sorgono numerose domande relative ai futuri rapporti tra la Svizzera e il Regno Unito nel post-Brexit: risposte alle domande più frequenti.
FAQ Brexit
Situazione e sviluppi
In seguito al referendum sull’uscita («Brexit») dall’Unione europea (UE) tenutosi nel Regno Unito nel giugno del 2016, il 29 marzo 2017 il Governo britannico ha formalmente notificato all’UE la sua decisione di lasciare l’Unione. È così iniziato un periodo di due anni durante i quali Londra e l’UE hanno negoziato le condizioni per un’uscita ordinata dall’Unione europea. Il 19 marzo 2018 le parti hanno concordato che, nel caso di un’uscita ordinata, sarà avviata una fase transitoria fino al 31 dicembre 2020. Durante la fase transitoria gli accordi tra l’UE e Stati terzi come la Svizzera possono continuare a essere applicati al Regno Unito.
Durante la fase transitoria il Regno Unito continuerebbe a partecipare al mercato interno europeo e all’unione doganale (pur senza beneficiare del diritto di codecisione). Un’uscita disciplinata del Regno Unito dall’UE, e quindi l’avvio di una fase transitoria, dipendono dalla ratifica di un accordo di uscita tra le due parti. Finora il Parlamento britannico ha votato più volte contro l'accordo.
Il 14 novembre 2018 i negoziatori delle due parti hanno concordato una bozza del testo di uscita e su quella di una dichiarazione d’intenti politica sulle future relazioni tra il Regno Unito e l’UE. Il Consiglio europeo (i capi di Stato e di Governo dei restanti 27 Paesi membri dell’UE) ha approvato i due testi il 25 novembre 2018.
Anche il Parlamento europeo e il Parlamento britannico devono tuttavia approvare l’accordo di uscita affinché quest’ultimo possa entrare in vigore. Nella Camera dei Comuni del Regno Unito, l'accordo è stato ripetutamente respinto, motivo per cui un posticipo della data di uscita è stato concordato con l'UE per il 31 ottobre 2019. Se il Regno Unito nel frattempo dovesse accettare l'accordo di uscita, lascerebbe l’UE già il mese successivo. Non è escluso che il 31 ottobre 2019 il Regno Unito esca dall’UE senza che sia stato concluso tale accordo (scenario noto come «no deal») e, in tal caso, non ci sarebbe alcuna fase transitoria.
Attualmente le relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito si basano soprattutto sugli Accordi bilaterali Svizzera-UE. Dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, in linea di principio tali accordi non saranno più applicabili alle relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito e dovranno essere sostituiti sul lungo periodo da nuovi accordi indipendentemente dall’andamento dei negoziati tra l’UE e il Regno Unito.
La Svizzera desidera, nei limiti del possibile, continuare a garantire gli attuali diritti e doveri reciproci anche dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE nonché, eventualmente, ampliarli in alcuni settori. In quest’ottica il Consiglio federale ha adottato rapidamente la propria strategia «Mind the Gap» nell’ottobre del 2016. Il 25 aprile 2018 il Consiglio federale ha precisato tale strategia e stabilito che la possibilità di rinnovo temporaneo di accordi con Paesi terzi nel quadro della summenzionata fase transitoria concordata tra l’UE e il Regno Unito potrà valere anche per i rapporti tra questo Paese e la Svizzera. Dalla data dell’uscita del Regno Unito dall’UE, fino alla fine della fase transitoria gli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE sarebbero quindi ancora applicati alle relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito.
Ciò consentirebbe di avere più tempo per trovare un’intesa sui futuri rapporti tra la Svizzera e il Regno Unito. Affinché si possa continuare ad applicare temporaneamente gli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE dipende tuttavia dalla ratifica dell’accordo di uscita tra l’UE e il Regno Unito.
Il Consiglio federale ha quindi contemporaneamente deciso di creare le basi giuridiche necessarie per continuare a garantire, nei limiti del possibile, gli attuali diritti e doveri reciproci anche in caso di uscita non ordinata dall’UE. I relativi lavori hanno portato inoltre alla conclusione di diversi accordi bilaterali provvisori tra la Svizzera e il Regno Unito.
Nell’ottobre del 2016 il Consiglio federale ha adottato la strategia «Mind the gap» volta a garantire, nei limiti del possibile, il mantenimento della totalità dei diritti e dei doveri reciproci in tutti gli ambiti delle attuali relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito. Da allora il Consiglio federale segue attentamente gli sviluppi tra l’UE e il Regno Unito e, in stretto coordinamento con quest’ultimo, si prepara a ogni eventualità. Anche nel caso di un’uscita dall’UE senza accordo (scenario «no deal»), gli attuali diritti e doveri nelle relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito dovrebbero essere, per quanto possibile, garantiti.
È in questo contesto che i due Paesi hanno concluso complessivamente cinque accordi bilaterali nei settori del commercio, dei trasporti, della migrazione e dei cittadini e delle assicurazioni e individuato eventuali misure adeguate in altri ambiti. In particolare nel caso di un’uscita non ordinata del Regno Unito dall’UE, si stanno definendo misure anche in ambiti per i quali non sono necessari nuovi accordi (p. es. la protezione dei dati o cooperazione giudiziaria e di polizia), sempre allo scopo di garantire la continuità a livello giuridico.
Il punto in comune tra i nuovi accordi è che entrerebbero in vigore a partire dal momento in cui gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE non fossero più validi per il Regno Unito (sia in uno scenario no deal sia in quello con un deal). I nuovi accordi sarebbero applicabili immediatamente solo nel caso di un’uscita non ordinata. Se invece vi sarà un periodo transitorio, in questa fase gli accordi bilaterali tra Svizzera e UE continueranno a valere anche per le relazioni con il Regno Unito. I nuovi accordi (ad eccezione di quello riguardante la soluzione transitoria per i nuovi immigrati) entrerebbero quindi in vigore solo allo scadere del periodo transitorio.
Accordi negoziati
L’11 febbraio 2019, il consigliere federale Guy Parmelin e il ministro britannico del commercio internazionale Liam Fox hanno firmato a Berna un nuovo accordo commerciale ed economico che replica sostanzialmente la maggior parte degli accordi esistenti tra la Svizzera e l’UE in campo economico e commerciale (p. es. l’accordo di libero scambio del 1972). Prevede inoltre futuri colloqui esplorativi per sviluppare ulteriormente le relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito. In una prima fase non sono stati ripresi elementi che si fondano sull’armonizzazione o sul riconoscimento della parità delle disposizioni con l’UE. L’accordo commerciale ed economico richiede l’approvazione del Parlamento svizzero. Se il Regno Unito dovesse uscire dall’UE nello scenario del «no deal», tale accordo commerciale ed economico sarà applicato provvisoriamente. Le Commissioni della politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sono state consultate, conformemente alla legge sul Parlamento, a gennaio e febbraio del 2019 e hanno approvato all’unanimità questo modo di procedere.
Per quanto riguarda la circolazione delle persone, per il Consiglio federale è particolarmente importante che, quando il Regno Unito cesserà di essere legato all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), i diritti acquisiti, conformemente all’articolo 23 ALC, dalle cittadine e dai cittadini svizzeri in quel momento residenti nel Regno Unito continuino a essere garantiti. Il 25 febbraio 2019 la Svizzera e il Regno Unito hanno firmato un accordo al riguardo. I diritti acquisiti in virtù dell’ALC, tra cui figurano per esempio il diritto di soggiorno, i diritti concernenti le prestazioni sociali e il riconoscimento delle qualifiche professionali, continuano quindi a essere garantiti per le cittadine e i cittadini svizzeri residenti nel Regno Unito al momento della Brexit. Lo stesso principio vale per le cittadine e i cittadini britannici in Svizzera.
Migrazione
Per le persone che emigrano dopo la soppressione dell’ALC, la consigliera federale Keller-Sutter ha firmato 10 luglio 2019, un accordo tra la Svizzera e il Regno Unito sull’accesso al mercato del lavoro che crea, nel caso di un’uscita non ordinata del Regno Unito dall’UE (no deal), per un periodo transitorio limitato, condizioni di ammissione al mercato agevolate per l’esercizio di un’attività retribuita nell’altro Paese. L’accordo non si applica alle persone che si stabiliscono in uno dei due Paesi dopo la cessazione dell’ALC. In Svizzera l’accordo necessita dell’approvazione del Parlamento. Se il Regno Unito dovesse uscire dall’UE nello scenario del «no deal», tale accordo sarà applicato provvisoriamente. Le Commissioni della politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sono state consultate, conformemente alla legge sul Parlamento e hanno approvato all’unanimità questo modo di procedere.
Inoltre, i cittadini britannici continuerebbero, anche dopo l’uscita dall’UE, a godere dell’esonero dall’obbligo del visto. Viceversa, secondo quanto assicurato dal Regno Unito, anche i cittadini svizzeri saranno esonerati dall’obbligo del visto come in passato.
Migrazione
Il 17 dicembre l’allora consigliera federale Doris Leuthard e il ministro dei trasporti britannico Chris Grayling hanno sottoscritto a Zurigo un accordo sul trasporto aereo che garantisce il mantenimento dei diritti esistenti in questo settore. Attualmente sono operativi circa 150 voli giornalieri tra la Svizzera e il Regno Unito, il che conferisce una notevole portata a tale accordo.
Inoltre, il presidente della Confederazione, Ueli Maurer, e l’ambasciatrice del Regno Unito in Svizzera, Jane Owen, hanno firmato un accordo sul trasporto stradale il 25 gennaio 2019 a Davos. Tale accordo assicura che nel settore del trasporto merci si rinunci all’obbligo di autorizzazione dei tragitti tra la Svizzera e il Regno Unito e che sia garantito anche in futuro l’accesso reciproco alle reti stradali per i trasporti su strada di merci e passeggeri. Continuerà a non essere ammesso il cabotaggio (trasporto di merci e passeggeri entro i confini dell’altro Stato).
Trasporto aereo
Il presidente della Confederazione, Ueli Maurer, ed il cancelliere dello Scacchiere britannico, Philip Hammond, hanno firmato un accordo sulle assicurazioni il 25 gennaio 2019 a Davos. Analogamente a quello stipulato con l’UE in materia di assicurazioni, quest’accordo consente alle imprese di assicurazione non vita (ad. es. assicurazioni economia domestica, veicoli a motore, viaggio, responsabilità civile) di aprire e gestire succursali nel Paese di una delle parti contraenti.
Informazioni supplementari
Documenti
Informazioni generali
- FAQ della Direzioni degli affari europei DAE
- FAQ dell'Ambasciata di Svizzera nel Regno Unito
- Scheda informativa Le relazioni tra la Svizzera e il Regno Unito dopo la Brexit
Commercio
- FAQ della Segreteria di Stato dell'economia SECO
- Informazione dell'Amministrazione federale delle dogane AFD
Migrazione
- FAQ dell'Ambasciata di Svizzera nel Regno Unito
- FAQ della Segreteria di Stato della migrazione SEM
- Informazione dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS
- Flyer Gli Svizzeri e le Svizzere nel Regno Unito dopo la Brexit
Protezione dei dati