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TOKYO - Per smaltire le 6 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari prodotte ogni anno, il Giappone spende in yen l'equivalente di circa 17 miliardi di franchi.
Cifre che hanno spinto il Governo nipponico ad emanare una nuova legge per dimezzare i costi e per ridurre lo spreco alimentare, portando le aziende a cercare soluzioni.
Molte imprese hanno quindi posto la loro fiducia sulla tecnologia, e in particolare sull'intelligenza artificiale (IA), per combattere questo problema.
Come riporta l'agenzia di stampa Reuters, ad esempio, la catena di negozi Lawson Inc ha iniziato ad usare un'IA realizzato dalla ditta statunitense DataRobot, che stima quanti prodotti sugli scaffali potrebbero rimanere invenduti o non soddisfare la domanda.
In questo modo, Lawson mira a ridurre l'overstock - l'acquisto di troppi prodotti non necessari - del 30% nei luoghi in cui è stata introdotta l'AI, e dimezzare così lo spreco di cibo in tutti i suoi negozi entro il 2030.
Il produttore di bevande Suntory Beverage & Food Ltd sta sperimentando invece un IA realizzata dall'azienda Fujitsu Ltd per cercare di determinare automaticamente se beni e prodotti siano stati danneggiati durante la spedizione, per ridurre ritorni e rispedizioni delle merci e ottimizzare la catena d'approvvigionamento.
In molti hanno poi unito le forze nello sviluppo di una nuova piattaforma tecnologica per tagliare gli sprechi alimentari.
Si tratta di un'IA prodotta dal gigante della tecnologica NEC, che oltre ad analizzare dati e statistiche come il tempo, la domanda, e le tendenze dei clienti, offre anche un proprio ragionamento dietro alla realizzazione delle sue analisi.
Con questa tecnologia, diversi rivenditori e produttori di cibo hanno potuto ridurre gli sprechi alimentari, facendo scendere anche i costi del 15%-75%.
«Oltre a ridurre lo spreco di cibo», ha spiegato a Reuters Ryoichi Morita, senior manager di NEC, «speriamo di risolvere altre sfide di business ottimizzando gli inventari, gli ordini e tutti i passi della logistica».
Mentre idee e progetti simili hanno avuto luogo anche in Europa o Stati Uniti, quello giapponese sembra un cambio di rotta ampio, forte e deciso, che potrebbe infine aprire la strada a una maggiore fiducia generale in ciò che la tecnologia ci può offrire nell'ambito della sostenibilità.