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Commercio di armi: procedure più snelle, controlli efficaci
Commercio d'armi: sempre sotto stretto controllo, ma meno burocratico. Il Consiglio federale ha presentato le misure per semplificare le procedure in questo settore.
Le nuove norme relative alla sicurezza nel settore delle armi, del materiale da guerra, degli esplosivi e dei beni suscettibili di essere impiegati a scopi bellici erano state approvate nel 1996. Su alcuni capitoli si era acceso un ampio dibattito in parlamento, in particolare intorno agli aerei civili fabbricati dalla ditta svizzera Pilatus modificati e utilizzati da governo stranieri in operazioni belliche. Il rispetto delle prescrizioni si è! però ben presto rivelato burocratico e costoso. Rispondendo a una mozione accettata nel 1997 dal parlamento, il governo ha messo a punto uno snellimento e un'armonizzazione delle procedure amministrative per sgravare l'economia da pastoie burocratiche, il tutto però senza pregiudicare l'efficacia dei controlli.
In particolare, il Consiglio federale propone di abolire doppioni nel rilascio di autorizzazioni e, nel delicato settore riguardante le esportazioni, di rinunciare a quello autorizzazioni per la fabbricazione che non contribuiscono in alcun modo a migliorare l'efficacia dei controlli. In futuro, una pratica dovrebbe inoltre essere trattata da un solo ufficio. Le richieste di importazione e di fabbricazione sarebbero di esclusiva competenza della Polizia federale, mentre quelle riguardanti le esportazioni, il transito e l'intermediazione verrebbero trattate dal Segretariato dell'economia.
Ma le esperienze accumulate sono servite anche per individuare lacune nei controlli che il governo intende ora colmare. Un nuovo criterio dovrebbe perciò essere introdotto per permettere alle autorità di rifiutare il rilascio dell'autorizzazione se esiste il rischio che l'esportazione di armi possa servire a movimenti terroristici o al crimine organizzato.
La revisione delle quattro leggi interessate dalla revisione non dovrebbe trovare ostacoli in parlamento. Le proposte di deregolamentazione e di armonizzazione, che interessano quattro leggi, sono state accolte favorevolmente dalla maggioranza dei cantoni, partiti e organizzazioni economiche nella procedura di consultazione. Le proposte di modifica della legge sulle armi è stata però quella che si è attirata il maggior numero di critiche.
Luca Hoderas
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