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dall'inviato a Helsinki Ariele Mombelli
Highlight: poteva esserci chiunque al posto di Meier, ma quando i nostri tifosi hanno notato che ad involarsi di fronte a Huska al 33' dopo una penalità minore era proprio l'attaccante degli Sharks, ecco che il 3-2 è sembrato tutto d'un tratto cosa già fatta, appunto. Quello è stato uno dei momenti importanti della partita, ma quelli chiave vanno a premiare l'eroico box play rossocrociato, che dopo aver resistito 35" in doppia inferiorità prima della seconda sirena, si è esaltato nei 2' passati in 3 contro 5 nel finale. E l'immagine di Scherwey che esulta come se avesse segnato un gol una volta scampato il pericolo, è il segnale che questo gruppo è sulla giusta via.
Top player: ci spiace ripeterci ma Denis Malgin è davvero l'uomo in più di questa Svizzera. Salito a quota otto punti in quattro partite, l'attaccante dello Zurigo ha messo a segno già quattro reti in questo Mondiale, di cui tre, contro Italia, Kazakistan e appunto Slovacchia, nei primi 4' di gioco. Insomma, con lui si parte (quasi) sempre dall'1-0, e non è un male. Come non è un male poter contare su Andres Ambühl, che oggi, al 17o Mondiale, ha collezionato 119 gettoni, eguagliando il record del tedesco Udo Kiessling. Sabato contro il Canada ci sarà già almeno un motivo per festeggiare.
Time out: fin qui il livello dell'arbitraggio al Mondiale è sempre stato buono, ma stasera la coppia Ansons e Rekucki ne ha combinate un po' di tutti i colori, intervenendo spesso senza cognizione di causa. A fine partita saranno otto le penalità inflitte alla Svizzera, inclusa quella di partita a Fora, e cinque minori alla Slovacchia, in un match sicuramente duro ma corretto. A destabilizzarli sarà stato il check involontario dello slovacco Takac al collega-linesman finlandese Sormunen?