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La percezione della problematica ambientale cambia fra uomini e donne. È quanto emerge da uno studio pubblicato dall’Ufficio federale di sanità pubblica, la terza indagine “Qualità dell’ambiente e comportamento ambientale”, relativa al 2019.
Rispetto alle edizioni precedenti emerge che la popolazione svizzera è più sensibile alle questioni ambientali e ritiene che la situazione sul fronte ambientale sia peggiorata.
Lo studio evidenzia però come vi sia una diversa valutazione a dipendenza del sesso. Infatti in tutta una serie di categorie prese in considerazione dallo studio, dalla pericolosità di alcune tecnologie o comportamenti (dalle antenne di telefonia alle centrali nucleari, fino al trasporto privato), risulta che le donne siano più “ambientaliste” degli uomini.
Ad esempio il 65% delle donne ritiene che l’inquinamento costituisca un problema per la Svizzera, mentre solo il 56% degli uomini lo ritiene un problema.
Il 81% delle donne ritiene le centrali nucleari pericolosi, contro il 67% degli uomini. Le antenne di telefonia mobile sono pericolose per il 69% delle donne, solo per il 52% degli uomini. E l’elenco può andare avanti.
Anche in merito al comportamento le donne risultano più “ecologiste” (o perlomeno è quanto hanno indicato nello studio). Ad esempio il 76% di loro dice di tenere conto del consumo energetico quando si acquistano apparecchi elettrici o lampadine, gli uomini il 69%. Scelgono i prodotti bio il 46% delle donne, contro il 40% degli uomini. Anche nei trasporti si evidenzia la stessa dinamica. Il 60% degli uomini dice di usare ogni giorno l’auto, le donne il 46%. Le percentuali si invertono invece per l’utilizzo quotidiano di trasporti pubblici e bicicletta.