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La Svizzera e l'Unione europea hanno lanciato giovedì un nuovo ciclo di negoziati bilaterali. Le trattative possono iniziare immediatamente in quattro settori.
Si tratta di: frode doganale, statistica, prodotti agricoli trasformati e ambiente. Per quantro riguarda gli altri sei dossier, le discussioni proseguono in vista dell'inizio di negoziati. La Svizzera in particolare auspica di aderire agli accordi di Schengen e Dublino, mentre l'Ue vuole giungere ad un accordo in materia di fiscalità del risparmio. Bruxelles vorrebbe concluderle entro la fine dell'anno mentre Berna non fissa una data precisa.
Sia l'ambasciatore Michael Ambühl che il suo partner europeo Percy Westerlund hanno sottolineato a Bruxelles, nel corso di conferenza stampa separate, il buon clima dell'incontro che ha permesso di fissare un calendario e le modalità dei bilaterali bis. Oltre alla frode doganale, il primo gruppo di dossier comprende la statistica, i prodotti agricoli trasformati e l'ambiente. Per quanto riguarda gli altri sei temi, le discussioni proseguono in vista dell'inizio di negoziati.
La Svizzera in particolare auspica di aderire agli accordi di Schengen e Dublino mentre l'UE vuole giungee ad un accordo in materia di fiscalità del risparmio. Berna per il momento intende solo "discutere" della fiscalità e Bruxelles ha chiesto alla Commissione di preparare un mandato su Schengen da presentare "al momento opportuno".
Berna prevede di poter concludere rapidamente i negoziati sui primi quattro dossier se "il risultato sarà equilibrato". Bruxelles invece spera che gli accordi possano entrare in vigore il più presto. "Non vediamo perché aspettare" ha detto Percy Westerlund. A suo avviso i negoziati potrebbero concludersi entro la fine dell'anno. Michael Ambühl invece non intende fissare un termine.
Per l'ambasciatore, Berna valuterà dapprima l'insieme dei negoziati prima di firmare un accordo sui quattro primi testi. La ratifica dei bilaterali del 1999 è una condizione sine qua non per ogni passo avanti, ha ricordato. Gli altri temi di negoziato sono i media, la liberalizzazione dei servizi, l'educazione, la formazione, la gioventù e la doppia imposizione dei funzionari europei in pensione e residenti in Svizzera.
swissinfo e agenzie
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