Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/203689

<h2>SubmittedText<h2><p>I premi delle casse malati continuano ad aumentare e le economie domestiche fanno sempre più fatica a rispettare i termini di pagamento. Di conseguenza, aumenta anche il numero delle procedure di esecuzione per premi non pagati. Più o meno un terzo dei circa 3 milioni di esecuzioni in Svizzera riguarda i premi delle casse malati. In dieci anni, i crediti in arretrato sono lievitati da 170 a 410 milioni di franchi. Il problema dell'indebitamento è incontestato ed è acuito dal fatto che le casse malati addebitano in parte costi d'incasso esorbitanti. In alcuni casi, l'importo arriva a essere un multiplo del credito iniziale (cfr. "NZZ", 1° giugno 2019) spingendo le persone morose nell'indebitamento. Nella sua risposta all'interpellanza 19.3441, il Consiglio federale si dice preoccupato di questa evoluzione, ma non prende misure concrete per contrastarla.</p><p>Questa situazione si ripercuote anche sugli enti pubblici: gli eccessivi costi d'incasso accrescono il rischio che le persone oggetto di un provvedimento di esecuzione non siano in grado di pagare i futuri premi e che il Cantone debba intervenire per coprire gli importi scoperti. Dal momento che secondo la legislazione sulle esecuzioni le imposte non sono comprese nel minimo esistenziale, le persone indebitate spesso non riescono più a pagarle, con ulteriori ripercussioni negative per gli enti pubblici. Inoltre, se le casse malati riescono a incassare i premi scoperti, devono versare soltanto il 50 per cento dell'importo al Cantone, che subisce così un'ulteriore perdita del 35 per cento sugli importi scoperti versati in precedenza alle casse malati.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È a conoscenza del problema dei costi d'incasso eccessivi e che cosa pensa di fare per impedire questa pratica delle casse malati? Prende in considerazione la possibilità di emanare una tariffa applicabile all'incasso delle casse malati, analogamente a quanto previsto dall'Otlef?</p><p>2. È anch'esso dell'avviso che, dopo essersi assunti l'onere dei premi scoperti, i Cantoni dovrebbero riprendere anche l'attestato di carenza dato che spesso devono notificare l'esecuzione alle medesime persone anche per il mancato pagamento delle imposte e potrebbero in questo modo rinunciare a costi di incasso eccessivi e ricevere l'importo completo se i premi scoperti sono rimborsati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Al Consiglio federale è noto che il numero delle procedure di esecuzione per premi non pagati è in aumento. Per aiutare gli assicurati di condizione economica modesta a pagare i premi dell'assicurazione malattie, i Cantoni accordano loro delle riduzioni. Inoltre, per i redditi medi e bassi riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni (l'80 per cento dal 2021) e dei giovani adulti in formazione (art. 65 cpv. 1 e 1bis della legge federale sull'assicurazione malattie, LAMal; RS 832.10).</p><p>I premi non pagati generano costi amministrativi agli assicuratori malattie che si rifanno sugli assicurati fatturando loro i costi d'incasso. Questa prassi è legittima. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che il problema sollevato meriti un approfondimento e, come dichiarato nella sua risposta del 14 agosto 2019 all'interpellanza Marti Min Li 19.3441, "Premi dell'assicurazione malattie. Aumento delle esecuzioni per morosità?", è disposto a incaricare l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di studiarlo più in dettaglio con gli assicuratori.</p><p>2. Il Cantone assume l'85 per cento dei crediti per i quali l'assicuratore gli comunica che è stato rilasciato un attestato di carenza di beni o un titolo equivalente. L'assicuratore conserva gli attestati di carenza di beni o i titoli equivalenti sino al pagamento integrale dei premi arretrati. Non appena l'assicurato ha saldato in tutto o in parte il debito, l'assicuratore restituisce al Cantone il 50 per cento dell'importo ricevuto dall'assicurato (art. 64a cpv. 3-5 LAMal).</p><p>La domanda dell'autrice dell'interpellanza è oggetto di un'iniziativa del Cantone di Turgovia del 30 maggio 2016 (16.312, Complemento all'articolo 64a della legge federale sull'assicurazione malattie concernente l'esecuzione dell'obbligo di pagare i premi da parte degli assicurati), che propone che l'assicuratore ceda al Cantone gli attestati di carenza dei beni e i titoli equivalenti se quest'ultimo gli versa il 90 per cento dei crediti. Il 28 marzo 2017, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) del Consiglio degli Stati ha dato seguito all'iniziativa, quella del Consiglio nazionale vi ha aderito il 25 gennaio 2018. La CSSS del Consiglio degli Stati sta pertanto già conducendo discussioni su una modifica dell'articolo 64a LAMal.</p>  Risposta del Consiglio federale.