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Il Parlamento birmano esaminerà un possibile emendamento costituzionale che revocherebbe l'attuale divieto ad Aung San Suu Kyi di diventare presidente. Lo ha annunciato il portavoce del presidente Thein Sein al termine dell'incontro tra le principali forze politiche tenutosi oggi nella capitale Naypyidaw
"C'è stato un accordo per discuterne in Parlamento, come prevede la legge", ha dichiarato alla stampa il portavoce presidenziale Ye Htut.
Al momento l'articolo 59(f) della Carta preclude la più alta carica dello stato a chi è o è stato sposato con stranieri, o ha figli stranieri: esattamente il caso della leader dell'opposizione.
Per qualsiasi modifica costituzionale è necessario il 75 per cento dei voti del Parlamento, nel quale alle influenti forze armate è assegnato il 25 per cento dei seggi, con un effettivo potere di veto. Le prossime elezioni sono previste entro la fine del 2015.