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L'Accordo di libero scambio concluso nel 1972 tra la Svizzera e l'UE, che ha liberalizzato gli scambi di prodotti industriali, regola anche, attraverso il protocollo 2, gli scambi dei prodotti agricoli trasformati. Il Comitato misto gestisce l’Accordo e sorveglia il suo buon funzionamento.
Le due delegazioni hanno sottolineato l'importanza dell'Accordo di libero scambio nel contesto delle relazioni economiche bilaterali. Gli scambi commerciali tra la Svizzera e l'Unione europea hanno raggiunto nel 2010 un volume di circa 260 miliardi di franchi, pari a un aumento del 7 per cento rispetto al 2009. L'UE resta il partner economico più importante della Svizzera con il 59 per cento delle esportazioni e il 79 per cento delle importazioni, mentre la Svizzera è il secondo partner economico dell'Unione, considerando i dati consolidati degli scambi di merci, servizi e investimenti.
Le parti hanno fatto il punto circa le sfide poste dalla crisi del debito che attualmente interessa la zona euro e che, complice l'apprezzamento del franco svizzero rispetto all'euro, sta colpendo in particolare le industrie svizzere delle esportazioni e del turismo. La delegazione svizzera ha riassunto i diversi provvedimenti adottati in risposta alla crisi della zona euro, tra cui soprattutto la sua partecipazione al Fondo monetario internazionale (FMI) e le misure della Banca nazionale svizzera (BNS).
Il Comitato ha discusso varie problematiche riguardanti l'accesso ai rispettivi mercati. La Svizzera ha indicato in particolare alcuni provvedimenti italiani atti ad ostacolare l'accesso al mercato alle imprese svizzere: l'obbligo per le imprese italiane che trattano con imprese svizzere di fornire informazioni e giustificativi alle autorità fiscali italiane (decreto incentivi), la concessione di una sovvenzione concernente i pannelli solari che risulta discriminatoria per i produttori svizzeri e l'obbligo di sottoporre i prodotti metallici semilavorati esportati in Italia a un controllo radiometrico. Le discussioni su tali temi proseguiranno al fine di trovare delle soluzioni.
Le parti hanno fatto il punto anche sullo stato di avanzamento del progetto legislativo "Swissness" e su quello comunitario che richiederebbe un'indicazione d'origine obbligatoria per l'importazione di alcune merci nell’UE.
Le due delegazioni hanno poi discusso gli sviluppi relativi al settore doganale. Le parti hanno espresso soddisfazione in particolare per l'imminente entrata in vigore della Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali Pan-Euro-Med. Tale Convenzione permette di estendere ai Paesi dei Balcani occidentali lo spazio preferenziale delle norme di origine già esistente tra UE, AELS, partner commerciali dell'area mediterranea e Turchia.
All'interno del Comitato ha infine avuto luogo uno scambio di opinioni sulle rispettive politiche di libero scambio con i Paesi terzi. La Svizzera e l'UE hanno condiviso le loro esperienze in materia e hanno ribadito l'importanza di condizioni di accesso stabili e non discriminatorie ai principali mercati esteri, dal momento che tale accesso è garanzia di prosperità per le loro economie. Le parti hanno inoltre avuto uno scambio di opinioni sullo stato dei negoziati in corso nell'ambito del ciclo di Doha dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
L’UE ha ribadito la sua posizione circa alcuni regimi cantonali in materia di fiscalità delle imprese e circa il Codice di condotta dell’UE nello stesso ambito. Infine l’UE ha espresso alla Svizzera le sue critiche riguardo alcuni aspetti della nuova politica regionale svizzera. Da parte sua la Svizzera ha chiaramente difeso la sua posizione, secondo la quale la sua legislazione in materia è compatibile con l’accordo.
La delegazione svizzera era guidata dall'ambasciatore Jacques de Watteville, capo della Missione della Svizzera presso l'Unione europea. A capo della delegazione dell'UE era invece Gianluca Grippa, del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE).
Il prossimo incontro del Comitato misto sull'Accordo di libero scambio si terrà a fine 2012.
Indirizzo per domande:
Olaf Kjelsen, Missione della Svizzera presso l'UE, tel. +32 2 286 13 05
Giorgio Pompilio, Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE, tel. +41 31 323 26 14