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In maggio l'indice dei responsabili degli acquisti dell'industria svizzera (Purchasing Managers' Index - PMI) è diminuito di 3,3 punti rispetto al mese precedente, portandosi a quota 52,5, il livello più basso dal giugno 2013. In maggio l'indice era salito di 1,4 punti a 55,8.
Il mese scorso l'industria elvetica ha seguito l'evoluzione globale, perdendo visibilmente dinamismo, rileva in un comunicato il Credit Suisse, i cui economisti interpretano i dati raccolti mensilmente in un sondaggio dall'associazione di categoria Procure.ch. Il sottoindice "Produzione" ha rallentato attestandosi a quota 56,0 (-2,1 punti), quello degli "Ordinativi in portafoglio" ha perso 8,9 punti, scendendo a quota 50,8, ossia appena sopra la soglia di crescita.
Nel contempo le società hanno effettuato minori acquisti, con il relativo sottoindice calato di 10,1 punti a 46,6 punti, e hanno assunto poco personale: il segmento "Occupazione" è salito di appena 0,7 punti a 50,8 punti. Ciò segnala un certo scetticismo in riferimento all'andamento futuro, rilevano gli esperti.
La debole progressione dei tempi di consegna ai fornitori e le giacenze quasi invariate indicano inoltre che le capacità vengono sfruttate normalmente e che le società non hanno alcuno stimolo diretto a estenderle.
Solo l'attesa riaccelerazione dell'economia mondiale dovrebbe fornire nuovo slancio all'industria svizzera. Ciononostante le incertezze sul piano politico (in particolare in seguito all'iniziativa contro l'immigrazione di massa e alla Riforma III dell'imposizione delle imprese) andranno certamente a limitare il potenziale di crescita, ritengono gli economisti.
SDA-ATS