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ROMA - Intorno all'area della perdita di petrolio causata dall'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico, si stanno creando delle 'zone morte' prive di ossigeno dove e' impossibile la vita.
Lo affermano due ricerche indipendenti citate dal quotidiano Guardian, secondo cui si vedono gia' i primi cambiamenti nelle abitudini di molti animali marini per evitare la zona del disastro.
Il principale responsabile di questo fenomeno, avvertono gli esperti, e' il metano, che rappresenta piu' del 50% della perdita e che e' stato trovato in quantita' 100mila volte superiori al normale nelle aree intorno al pozzo. Questo gas disciolto nell'acqua causa la proliferazione di batteri in grado di degradarlo, a spese pero' dell'ossigeno.
"Abbiamo trovato colonne di metano di 200 metri a una profondita' tra i 1000 e i 1300 metri - ha spiegato Samantha Joye dell'universita' della Georgia - l'acqua non e' ancora arrivata ad avere zero ossigeno, ma ci si sta avvicinando rapidamente".
Scienziati e pescatori hanno osservato che molti animali, dagli squali ai gamberetti, sono stati avvistati vicino alle coste dell'Alabama, in zone dove non erano comuni.
Un'altra spedizione dell'universita' del Texas ha trovato risultati simili: in una zona di 10 chilometri intorno al pozzo l'ossigeno e' gia' diminuito del 30%, sempre a causa del metano.
SDA-ATS