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Il Tour de France 2020 si è concluso ieri a Parigi e oggi la procura di Marsiglia ha aperto un'inchiesta preliminare su sospetti di doping relativi a una squadra che ha preso parte alla Grande Boucle. Secondo le informazioni della procura, due persone sarebbero attualmente in stato di fermo (secondo Le Parisien si tratterebbe di un medico e di un massaggiatore). L'indagine è istruita dall'unità di sanità pubblica della procura marsigliese. Lo ha confermato la procuratrice Dominique Laurens e riguarda «la somministrazione e la prescrizione a un atleta, senza ricetta medica, di una sostanza o di un metodo proibito in relazione a un evento sportivo, l'assistenza nell'uso e l'incoraggiamento all'uso di una sostanza o di un metodo proibito da parte degli atleti, il trasporto e il possesso di una sostanza o di un metodo proibito per l'uso da parte di un atleta senza ricetta medica». Secondo i dettagli forniti da una fonte vicina al caso, è stata condotta una perquisizione riguardante diversi corridori della Arkea-Samsic, tra gli altri Dayer Quintana, fratello di Nairo. A detta delle indiscrezioni fornite dai quotidiani L'Equipe e Journal du Dimanche, la perquisizione sarebbe avvenuta mercoledì a Méribel.
Per rimpiazzare il medico della squadra, assente per motivi di saute, la Arkeos si era affidata temporaneamente a un colombiano, ammette la squadra, senza per altro precisare se il medico è una delle due persone fermate. Il general manager Emmanuel Hubert ha affermato di sostenere i suoi corridori. Ma se l'inchiesta dovesse portare a elementi che confermano pratiche dopanti, la squadra metterebbe fine ai rapporti di lavoro con gli atleti. Hubert ha poi aggiunto che le perquisizioni non toccano che un numero limitato di corridori e di loro collaboratori, non stipendiati dalla Arkeos. «La squadra, il suo manager generale, così come il suo staff non sono tenuti a informare chicchessia sullo svolgimento dell'inchiesta che non concerne direttamente né la squadra, né lo staff».