Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01056.jsonl.gz/68

Secondo Mark Pieth, professore di diritto penale ed esperto di corruzione, una base legale che lo consente nel nostro Paese già c’è
In Svizzera esiste una base legale per l’utilizzo di fondi russi per l’Ucraina, sostiene il professore di diritto penale ed esperto di corruzione Mark Pieth in un’intervista ai giornali in lingua tedesca del gruppo Tamedia. È necessario però che il presidente russo Vladimir Putin e gli oligarchi siano considerati come membri di organizzazioni criminali.
In base all’articolo 72 del Codice penale un giudice può ordinare "la confisca di tutti i valori patrimoniali di cui un’organizzazione criminale o terroristica ha facoltà di disporre. I valori appartenenti a una persona che abbia partecipato a una simile organizzazione o l’abbia sostenuta sono presunti sottoposti, fino a prova del contrario, alla facoltà di disporre dell’organizzazione".
"Gli oligarchi, che riempiono le casse di Putin, sarebbero complici come gli affiliati alla mafia", ha spiegato l’avvocato penalista. La Svizzera dovrebbe anche verificare per ogni oligarca se e in che misura sia ancora considerato un sostenitore del Cremlino, aggiunge.
L’esperto sottolinea l’inversione dell’onere della prova formulata nell’articolo. Nel caso di una persona che partecipa o sostiene un’organizzazione criminale, il potere di disporre dell’organizzazione è presunto fino a prova contraria. "Questa regola non è contraria alla garanzia della proprietà", ha aggiunto.