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I medici hanno notato una tendenza in aumento di casi di epatite grave nei bambini sotto i dieci anni. È altamente insolito e preoccupante vedere i bambini così piccoli precedentemente sani, presentare sintomi gastrointestinali con un’acuta infiammazione del fegato.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato martedì scorso che ci sono almeno 348 casi di epatite acuta grave nei bambini sotto inchiesta in tutto il mondo, che non sono causati dai soliti virus dell’epatite o da qualsiasi altra fonte chiara.
Le crescenti segnalazioni di casi sconosciuti di questa inspiegabile epidemia pediatrica, sono state raccolte in almeno 20 Paesi. Un bambino è deceduto e almeno il 10% dei bambini colpiti, sono stati costretti al trapianto di fegato, secondo le indicazioni riportate dall’OMS.
L’epatite può essere causata dall’esposizione ad una tossina o ad un sovradosaggio di un farmaco, ad esempio paracetamolo. Ma la ricerca non ha rivelato nulla che porti a questa probabile spiegazione. I principali ceppi virali coinvolti dell’epatite, etichettati con A, B, C, D ed E, sono stati rapidamente esclusi.
Un sospetto virale comune continua in molti casi a comparire negli esami del sangue: l’adenovirus. Un virus che causa una vasta gamma di malattie e sintomi come raffreddore, mal di gola, bronchite, polmonite, congiuntivite e gastroenterite acuta. Però, anche se in rare occasioni gli adenovirus possono causare l’epatite, quest’ultima è un’infezione generalmente piuttosto lieve.
Mentre una prima linea di indagine dei sanitari ha sottolineato possibili collegamenti con l’adenovirus, i ricercatori si stanno concentrando anche sui potenziali impatti di SARS-Cov-2, il virus dietro il Covid-19, indicando un possibile collegamento.
Un recente studio americano, ha analizzato una bimba di 3 anni, precedentemente sana, che ha sviluppato un’insufficienza epatica acuta poche settimane dopo essersi ripresa da una lieve infezione da Covid. La dottoressa Anna Peters, gastroenterologo pediatrico presso il Cincinnati Children’s Hospital, ha dichiarato che “il paziente presentava risultati di biopsia epatica e analisi del sangue coerenti con un tipo di epatite autoimmune che potrebbe essere stata innescata dall’infezione da Covid”.
Gli epidemiologi hanno affermato che era possibile dimostrare che il Covid abbia causato direttamente la malattia del fegato nel caso della bambina. È possibile che il virus abbia innescato una risposta immunitaria anormale che poi ha attaccato il fegato.
Anche la dottoressa israeliana Yael Glassberg-Mozer, ha dichiarato che il suo team medico dello Schneider Children’s Medical Center of Israel a Petach Tikvah, ha analizzato otto casi di epatite inspiegabile, e l’unico elemento in comune di quei bambini è che avevano affrontato una precedente infezione da coronavirus, identificato attraverso i test sierologici e la storia medica di ogni famiglia. Tuttavia, nessuno di loro era risultato positivo all’adenovirus.
Con le giuste cure mediche, la condizione può solitamente essere trattata, ma alcuni pazienti potrebbero aver bisogno di un trapianto del fegato. L’OMS consiglia ai genitori e ai tutori, di prestare attenzione ai segni di epatite nei bambini.
Deve essere sottolineato che nessuno dei bambini con questa diagnosi di epatite, ha ricevuto una vaccinazione Covid, quindi non c’è alcuna base per credere che i vaccini abbiano qualcosa a che fare con la malattia.
Anche se l’adenovirus sembra essere una delle cause di questa forma di epatite, si deve considerare il coronavirus come una possibile causa di scenari sanitari insoliti. Per alcuni scienziati è importante comunque, non presumere che ci sia sempre un collegamento con la malattia da Covid, perché comporterebbe il rischio di renderci cechi su ciò che sta realmente accadendo.