Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01089.jsonl.gz/212

Avete mai pensato a quello che sente un bambino quando è nel pancione? Si dice che il feto percepisca i suoni ed i rumori provenienti dall'esterno, tanto da apprezzare la musica, riconoscere la voce della mamma e reagire ai rumori quotidiani. Il battito del cuore della mamma è il suono per eccellenza, percepito dal feto internamente ed il primo in grado di tranquillizzare il neonato. Anche la voce della mamma, udita a metà tra l'interno e l'esterno rispetto a tutte le altre voci, diventa la base della comunicazione con il feto. Ma non solo: il traffico agita il feto ed il suo cuore batte tranquillo sentendo un timbro di voce conosciuto, mentre accelera in presenza di una voce estranea.
La musica di Vivaldi, come quella di Mozart, ha un effetto calmante sui bimbi nel pancione, mentre quella di Beethoven e Brahms li agita. Intorno alla musica ed al canto è nata la psicofonia ad opera della cantante francese Marie Luise Aucher che dopo aver appurato che la voce materna è percepita dal feto nella parte alta del suo corpo, mentre quella paterna nella parte bassa, ne evidenziò l'utilità ai fini della coordinazione sensoriale e motoria. La pratica, inoltre, viene raccomandata per ridurre lo stress e l'ansia durante la gestazione, per creare un legame profondo con il bebé e per agevolare il parto. Parlare con il nascituro, raccontargli favole e cantare fa bene ed è importante, dunque, e crea un legame dagli straordinari effetti positivi.
TMT (ti.mamme team)