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TEL AVIV - «L'inquinamento marino più grave degli ultimi decenni in Israele»: così la stampa locale ha descritto il graduale apparire negli ultimi giorni sulla costa di un'enorme macchia di greggio.
Quantità di liquido oleoso, più o meno grandi, sono state rinvenute ieri su diversi tratti del litorale, dall'estremo Nord fino a Sud per una distanza complessiva di 170 chilometri.
Alcune tartarughe marine coperte di una sostanza viscida nera sono morte. A riva, è stato trovato anche un giovane cetaceo morto, ma non è noto se sia stato vittima anch'esso dell'inquinamento.
Il ministero per la difesa dell'ambiente ha attivato una procedura di emergenza. Ha anche richiesto informazioni dettagliate all'Ente europeo per il traffico marino per ricostruire i movimenti di una decina di navi che una settimana fa erano nelle vicinanze di una vasta macchia oleosa sospinta poi dalla corrente verso Israele. Si presume si tratti di decine di tonnellate di greggio.
Il premier Benyamin Netanyahu ha compiuto oggi un sopralluogo su una spiaggia a sud di Tel Aviv per verificare la gravità dell'inquinamento. Nel frattempo, agli israeliani è stato vietato di bagnarsi in mare fino a nuovo ordine per proteggere la loro salute. Sulle spiagge è stato inoltre vietato di praticare attività sportiva o di accamparsi.
Ieri migliaia di volontari hanno provveduto ad una prima pulitura. Ma i danni ambientali, anche per il fondale marino, sono ingenti e secondo le prime stime richiederanno anni di impegno per essere riparati.
«L'inquinamento marino più grave degli ultimi decenni in Israele»: così la stampa locale ha descritto il graduale apparire negli ultimi giorni sulla costa di un'enorme macchia di greggio.