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Nino Peter, specialista in materia di previdenza di AXA Winterthur, a colloquio con Verena Kosheen
I lavoratori autonomi devono dire addio al pensionamento puntuale?
Fondamentalmente no. Il pensionamento puntuale dipende da ciò che si fa per ottenerlo. Lo spazio di manovra è legato al successo economico della propria azienda. La previdenza per la vecchiaia si occupa sempre di due domande: nella vecchiaia si avrà del capitale di cui poter vivere? E cosa accade se a una persona dovesse succedere qualcosa durante la costituzione di capitale? Se si affronta la questione in modo concettuale, si giungerà a diverse opzioni per disporre di un sufficiente capitale in età di pensionamento.
E cosa accade se accade qualcosa – in che modo una perdita di guadagno influenza l'attività indipendente?
Successo commerciale e situazione privata sono strettamente interdipendenti. Se la propria forza lavoro viene a mancare, l'attività si ferma oppure deve essere assunto personale. Con la liquidazione o l'assunzione, però, solitamente mancano gli introiti, per il proprio mantenimento e la previdenza per la vecchiaia. Il necessario reddito sostitutivo incluso il risparmio per la vecchiaia deve dunque essere assicurato con una rendita in caso di incapacità di guadagno o la cassa pensione.
Quali possibilità offre la cassa pensione ai lavoratori indipendenti?
La cassa pensione offre, oltre al risparmio per la vecchiaia, la possibilità di coprire i rischi. Un simile rischio sussiste se per motivi di salute non si può fornire la prestazione abituale e si riduce così il reddito. Se si è affiliati a una cassa pensione e non si possono più pagare contributi, si continua comunque a costituire il capitale di vecchiaia grazie all'esonero dal pagamento dei premi. Così le persone con problemi di salute hanno in ogni caso diritto al capitale di vecchiaia previsto. Ma funziona anche senza cassa pensione. Il capitale di vecchiaia può essere costituito su base privata, assicurando il contributo di risparmio per il caso di un'incapacità lavorativa. Il worst case si verifica poi se ex dipendenti investono il loro avere della cassa pensione nell'avvio della loro attività indipendente e poi non praticano più alcuna previdenza per la vecchiaia.
Quando il denaro è poco e non basta per un 2° e 3° pilastro, per cosa si dovrebbe optare?
Con un reddito inferiore ai 150 000 franchi si raccomanda di optare per il 3° pilastro. In questo si può versare fino al 20% del salario, quindi circa 33 000 franchi all'anno. Qui, tuttavia, si dovrebbe pensare ad assicurare anche il rischio dell'incapacità lavorativa.
Se si ha famiglia e i relativi obblighi previdenziali, ciò deporrebbe a favore della cassa pensione nel 2° pilastro.
Che consiglio darebbe a Salomé?
Molti relegano in un angolo la previdenza per la vecchiaia o non la vogliono vedere, ma invecchiare è inevitabile e quindi la previdenza per la vecchiaia è indispensabile. Naturalmente è possibile che Salomé viva del successo della sua attività e possa avviare una previdenza per la vecchiaia. Ma se il successo non arriva, la realtà è spesso amara. Le consiglierei allora di cercare un lavoro che si possa conciliare con la sua attività artistica.
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