Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01151.jsonl.gz/44

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Maggiore trasparenza sotto la cupola federale: la promette la Società Svizzera di Public Affairs (SSPA), associazione elvetica dei lobbisti: dal primo luglio prossimo pubblicherà sul suo sito web (www.public-affairs.ch) i nomi dei clienti dei suoi oltre 200 membri. Il presidente della SSPA Fredy Müller ha confermato oggi all'ats la notizia, rivelata dai quotidiani "Tages-Anzeiger" e "Der Bund".
La decisione è stata presa "senza pressioni" lo scorso marzo dall'assemblea generale dell'associazione, che ha adottato le nuove regole di categoria. Sull'elenco dovranno essere menzionati tutti i mandati con una durata superiore ai sei mesi, precisa Müller.
La SSPA conta 230 membri. Circa un terzo di loro sono consulenti politici o specialisti di comunicazione, un terzo rappresentanti di imprese e un altro terzo rappresentanti di organizzazioni. Durante le sessioni si possono incontrare a Palazzo federale tra i 60 e gli 80 membri della SSPA, "ma naturalmente non tutti insieme", assicura Müller.
Scopo delle nuove regole per l'associazione è di sbarazzarsi dell'"immagine di retrobottega" che pesa generalmente sui lobbisti. Inoltre i membri della SSPA vogliono distanziarsi da altri rappresentanti di interessi che frequentano Palazzo federale, come portavoce di autorità o ex membri del parlamento, che vi hanno libero accesso, mentre i lobbisti dichiarati sono contingentati (ogni consigliere nazionale o agli Stati può designare due "ospiti" a suo piacimento).
L'associazione di categoria tiene anche a chiarire al pubblico che il lobbying fa parte della formazione della volontà politica nella "Svizzera democrazia di interessi". "Vogliamo mostrarci, non abbiamo nulla da nascondere", afferma Müller, secondo il quale le nuove regole hanno l'appoggio della maggioranza dei membri. Finora soltanto due di loro hanno annunciato di voler lasciare la SSPA per proteggere i loro clienti.
La discussione su chi deve avere accesso a Palazzo federale dura da anni. Le proposte avanzate dall'interno del parlamento per costringere i lobbisti a una maggiore trasparenza sono però sempre rimaste senza effetto. I parlamentari stessi si sono imposti, dopo lunghi dibattiti pubblici, di rendere noti i loro vincoli di interesse più importanti. L'idea di rendere trasparenti anche i finanziamenti dei partiti è però sempre stata bocciata da deputati e "senatori".
Nel maggio 2013, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha accolto un'iniziativa parlamentare di Andrea Caroni (PLR/AR) favorevole a una modifica dell'attuale sistema che ammette la distribuzione delle tessere d'accesso permanente: esso dovrebbe essere sostituito da un regime d'accreditamento, con l'obbligo per i lobbisti di indicare mandanti e datori di lavoro.
La SSPA vorrebbe che i suoi membri potessero presentare una richiesta di accreditamento come i giornalisti. Secondo Müller la proposta non ha tuttavia chance di successo. Lo scorso novembre, la commissione omologa degli Stati ha respinto l'iniziativa Caroni.
SDA-ATS