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Sabato entra in vigore il «Centesimo per il clima» prelevato su benzina e diesel. Una misura controversa che mira a ridurre le emissioni di CO2.
Le organizzazioni ecologiste dubitano del suo effetto incentivante e parlano di una «pseudo-alternativa» favorevole soltanto alle associazioni petrolifere e automobilistiche.
«Saranno gli automobilisti a dover pagare», ha indicato Marianne Zünd, portavoce dell'Ufficio federale dell'energia (UFE).
Per il momento però, l'aumento del prezzo della benzina e del diesel di 1,5 centesimi al litro sembra non essere stato applicato dalle stazioni di servizio.
«Il prezzo che gli automobilisti pagano per il carburante non reagisce al nostro comando. Dalla mezzanotte di ieri noi preleviamo 1,5 centesimi al litro, ma è difficile prevedere quando si assisterà all'aumento del prezzo nelle stazioni di servizio», indica a swissinfo Rolf Hartl, presidente dell'Unione petrolifera svizzera (UP).
Il prelievo - che oscillerà in seguito fra 1,3 e 1,9 centesimi - dovrebbe generare circa 100 milioni di franchi all'anno. La somma sarà gestita dalla Fondazione «Centesimo per il clima» - che riunisce l'UP, economiesuisse e il Touring Club Svizzero - e servirà a finanziare progetti nazionali energetici e ad ottenere certificati di emissione di CO2 all'estero.
La Svizzera riduce il CO2... all'estero
L'obiettivo della nuova entità - iscritto in una convenzione firmata dalla stessa Fondazione e dal Dipartimento federale dell'ambiente in agosto - è di ridurre di 1,8 milioni di tonnellate all'anno le emissioni di CO2 nel periodo 2008-2012.
Concretamente, la Fondazione potrà ottenere certificati di emissione di C02 all'estero (documenti che danno diritto di emettere anidride carbonica in cambio di riduzioni conseguite in un altro paese) per un massimo di 1,6 milioni di tonnellate annue, conformemente al Protocollo di Kyoto. In pratica, ci si impegna a realizzare progetti energetici all'estero, una soluzione molto più a buon mercato.
La riduzione di 0,2 milioni di tonnellate sarà invece effettuata in Svizzera, dove saranno intrapresi vari progetti nazionali, tra cui un miglioramento dell'isolamento nelle abitazioni.
Misura insufficiente
Le misure intraprese dalla Fondazione dovranno dimostrarsi efficaci entro metà del 2007. Nel caso contrario, il Consiglio federale introdurrà la tassa sul CO2 anche sulla benzina.
La tassa (35 franchi a tonnellata, ovvero 9 centesimi al litro) fissata dal governo svizzero in giugno, non è ancora stata approvata: se ne dibatterà in parlamento durante la sessione invernale delle Camere.
Il lavoro della Fondazione sarà seguito da molto vicino dall'Alleanza per una politica climatica responsabile. «Si tratta di una pseudo-alternativa alla tassa sul CO2, voluta dalle associazioni petrolifere e dagli ambienti economici», si è lamentata l'alleanza che coinvolge una cinquantina di organizzazioni ecologiste.
«Così facendo, non si colpisce alla radice il problema dello spreco delle energie fossili», ha aggiunto.
Sulla medesima lunghezza d'onda il responsabile del dossier sul clima di Greenpeace Svizzera, Alexander Hauri: «Le emissioni di CO2 del traffico continueranno ad aumentare senza freno, anche con il centesimo climatico».
2,9 milioni di tonnellate di CO2
La tassa sul CO2 per i combustibili (oli da riscaldamento) e il centesimo climatico per i carburanti dovrebbero contribuire a raggiungere, entro il 2010, l'obiettivo di ridurre di 2,9 milioni di tonnellate di CO2.
La quantità di anidride carbonica è stata fissata nella legge sul CO2, in corrispondenza alle esigenze riportate nel Protocollo di Kyoto ratificato dalla Svizzera nel 2003.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Entro il 2010, la Svizzera deve ridurre le emissioni di CO2 del 10% rispetto ai valori del 1990.
Dal 2008 al 2012, le emissioni di CO2 diminuiranno di 1,8 milioni di tonnellate all'anno.
Questi impegni rientrano negli obiettivi del Protocollo di Kyoto, ratificato dalla Svizzera nel 2003.
In breve
Il «centesimo climatico» è una misura sulla benzina e il diesel a cui l'economia ha acconsentito liberamente; la Confederazione non esercita la sua influenza né sul livello di maggiorazione del prezzo, né sull'utilizzazione dei proventi.
La tassa obbligatoria sul CO2 è invece applicata sui combustibili fossili (oli da riscaldamento) ed è prelevata per ogni tonnellata di anidride carbonica prodotta.
Si tratta di un incentivo i cui ricavi saranno in seguito ridistribuiti alla popolazione e all'economia.