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Axel Weber, nominato giovedì scorso presidente del consiglio di amministrazione dell'UBS, sembra prendersi a cuore le critiche espresse dall'assemblea degli azionisti alla politica dei bonus dell'istituto. L'ex presidente della Bundesbank ha affermato oggi a Londra di "avere aperto un dialogo con l'obiettivo di portare le rimunerazioni dei manager e gli interessi degli azionisti a un rapporto che possa essere definito equo dai proprietari dei titoli".
In occasione di una conferenza economica, Weber ha indicato di avere avviato dal primo giorno una vasta consultazione con gli azionisti e con i dipendenti. Nell'assemblea del 3 maggio gli azionisti avevano manifestato il loro malcontento circa la politica di retribuzione dei vertici. Il rapporto sulle rimunerazioni aveva accolto solo il 60% dei voti.
Nel suo discorso Weber ha d'altro canto avvertito che le banche potrebbero incontrare difficoltà nella raccolta di capitale proprio e che potrebbe rimanere loro come unica via di uscita la vendita di attivi. La stessa UBS sta procedendo bene con i propri progetti sul capitale, ha osservato.
I problemi fondamentali della zona euro non sono ancora stati affrontati, ha proseguito l'ex presidente della banca centrale tedesca, aggiungendo di non credere che la Grecia uscirà dall'euro. La situazione dell'economia spagnola e delle banche del paese iberico cela un grosso rischio di contagio per l'Italia e il resto della zona euro. Neppure il settore bancario tedesco è immune. Reagire ai problemi con un aumento della spesa statale equivale a un veleno: "non si tratta di una soluzione ma di una ricetta che conduce al disastro", ha affermato.