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Messi a dieta per tutta la loro vita da adulti, i lemuri sottoposti a un esperimento condotto da ricercatori francesi hanno vissuto nettamente più a lungo, a volte anche il doppio, e più in salute dei loro congeneri ai quali era stato permesso di alimentarsi a volontà.
Più d’un terzo degli animali tenuti a stecchetto era ancora vivo quando è morto l’ultimo degli altri non a regime. In media, i primi hanno campato 9,6 anni, contro i 6,4 degli altri.
Stando alle conclusioni pubblicate da Communications Biology, costola del bimensile Nature Communications, le restrizioni caloriche imposte a una parte dei piccoli primati (razioni equilibrate, ma con un valore energetico inferiore del 30% rispetto alla norma) hanno ridotto i rischi di contrarre malattie associate all’avanzare dell’età, come cancro e diabete, e consentito di preservare le capacità motorie e le facoltà cognitive.
Questa ricerca, condotta sull’arco di un decennio, conferma quando già appurato in precedenza su topi e ratti. Gli scienziati vorrebbero ora aggiungere alle privazioni alimentari altri fattori intuibilmente benefici, quali l’attività fisica.
AFP/dg