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La nuova normativa prevede una modifica costituzionale. Ecco perché i cittadini sono chiamati a esprimersi il prossimo 18 giugno.
Il prossimo 18 giugno, la popolazione è chiamata a esprimersi sul progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione minima dei grandi gruppi di imprese attivi a livello internazionale. Se dovesse essere accolta, il Consiglio federale potrebbe introdurre l’imposta integrativa con un’ordinanza temporanea, poiché l’ordinanza sull’imposizione minima (OImM) entrerà in vigore verosimilmente il 1° gennaio 2024. Prima della decisione definitiva, il Consiglio federale verificherà lo stato di attuazione in altri Stati. Berna si auspica che l’imposizione minima entri in vigore contemporaneamente in Svizzera a nell’Ue. In tal modo si eviterà che la Svizzera perda base imponibile a profitto di altri Stati.
Referendum necessario
Per procedere sull’imposizione minima del 15 per cento prevista dall’OCSE e dal G20 per i grandi gruppi di imprese attivi a livello internazionale, è necessaria una modifica della Costituzione federale. L’Esecutivo e il Parlamento vogliono tuttavia far sì che possa essere attuata per tempo anche in Svizzera. In questo modo intendono garantire condizioni quadro stabili come pure posti di lavoro ed entrate fiscali in Svizzera. Entrando in vigore solo con il nuovo anno, il Consiglio federale ha la competenza di introdurre, temporaneamente mediante ordinanza, un’imposta integrativa attraverso la quale viene garantita l’imposizione minima. L’Esecutivo avrà sei anni di tempo per presentare al Parlamento un disegno di legge che sostituisca l’ordinanza.
Riscossione dell’imposta integrativa
L’Esecutivo prevede uno «sportello unico» dove l’unità economicamente più importante di un gruppo di imprese versa l’imposta nel Cantone di residenza per tutte le unità in Svizzera. Il Cantone versa alla Confederazione e ai Cantoni in cui risiedono le altre unità operative del gruppo di imprese la quota dovuta delle entrate dell’imposta integrativa. Questo sistema è stato elaborato in collaborazione con i rappresentanti delle amministrazioni delle contribuzioni cantonali al fine di ridurre al minimo l’onere amministrativo.
Alla riscossione dell’imposta integrativa da parte dei Cantoni deve essere applicata una procedura di tassazione mista, analogamente a quanto previsto per l’imposta sul reddito. Questo significa che le autorità fiscali determineranno e stabiliranno l’imposta mediante decisione. Le unità operative imponibili sono però tenute a collaborare presentando un’autodichiarazione.
La dichiarazione e la procedura dovranno avvenire per via elettronica mediante un portale dedicato, al quale avranno accesso l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e i Cantoni interessati. I ricorsi contro l’imposizione dovranno essere presentati direttamente al Tribunale amministrativo federale.
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