Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/117826

<h2>SubmittedText<h2><p>Le importanti riduzioni dello scorso anno sulle importazioni provenienti dall'area dell'euro e del dollaro, dovute al franco forte sono state ridistribuite alle imprese e ai consumatori in Svizzera?</p><p>Esistono settori o rami professionali nei quali, in generale, la ridistribuzione è stata nettamente inferiore o è stata effettuata particolarmente tardi?</p><p>Durante gli scorsi due anni, il Consiglio federale ha utilizzato tutte le possibilità, entro i limiti delle sue competenze, per incentivare tale ridistribuzione?</p><p>Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire sul piano legislativo riguardo alla trasparenza o intervenire in caso di operazioni illecite o strutture abusive?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nello studio "Trasmissione dei vantaggi d'acquisto dovuti alla forza del franco" (studio sulla trasparenza), la SECO ha analizzato in che misura i vantaggi d'acquisto nella zona euro sono trasferiti ai consumatori con l'importazione in Svizzera. Dallo studio emerge che un apprezzamento del franco si ripercuote dopo 3 o 4 trimestri per il 40 per cento in una riduzione dei prezzi all'importazione. Tuttavia, i vantaggi d'acquisto vengono trasferiti diversamente a seconda della categoria di beni e talvolta in misura insufficiente ai clienti finali.</p><p>2. Considerando gli effetti sull'indice dei prezzi all'importazione è possibile constatare quanto segue: i prezzi all'importazione delle categorie di merci quali mobili, tessili, abbigliamento, articoli di gomma, materie plastiche, veicoli ed elementi per veicoli hanno subito solo una lieve flessione attribuibile all'apprezzamento del franco. Sono stati rilevati effetti altrettanto lievi su categorie di merci quali prodotti alimentari e bevande, cuoio, prodotti in cuoio e calzature, apparecchi elettronici, prodotti chimici e farmaceutici e macchine. Tuttavia nei prodotti d'importazione destinati alle imprese si potrebbe registrare un adeguamento successivo in misura ancora maggiore. In assenza di dati statistici non è possibile rilevare gli effetti sul comparto dei prodotti metallici finiti e di determinati prodotti elettronici e ottici. La trasmissione dei vantaggi d'acquisto è buona o relativamente buona per prodotti quali petrolio, gas naturale, prodotti petroliferi, metalli, minerali metalliferi, prodotti in carta e in legno, vetro, ceramica e prodotti in calcestruzzo. L'entità della trasmissione di tali vantaggi è analoga a quella registrata in periodi precedenti e nei Paesi più grandi; vi sono inoltre dati che confermano una certa simmetria tra la trasmissione delle variazioni dei prezzi all'acquisto e un apprezzamento o un deprezzamento valutario. Il tempo stimato per tale trasmissione è di tre trimestri. </p><p>Per quanto concerne i prezzi al consumo, considerato il diverso andamento registrato in Svizzera e in Germania, si evince quanto segue: i prezzi dei veicoli a motore, inclusi quelli a due ruote, lubrificanti e pezzi di ricambio per molto tempo non hanno subito alcuna variazione; sono invece rimasti relativamente alti i prezzi dei prodotti d'abbigliamento, calzature, articoli sportivi e per il tempo libero e tessili per la casa, nonché i prezzi dei generi voluttuari e, in misura minore, dei prodotti dell'industria alimentare. Nella categoria di prodotti dell'elettronica d'intrattenimento il quadro è estremamente eterogeneo. Per quanto riguarda invece gli stampati, in particolare i settimanali, non è stata registrata alcuna variazione significativa, così come per gli elettrodomestici, i quali hanno tuttavia subito una variazione lievemente maggiore rispetto ai mobili. In assenza di dati a disposizione non è inoltre possibile effettuare una valutazione adeguata della situazione degli articoli sanitari e dei cosmetici. Si rileva invece una buona trasmissione dei vantaggi d'acquisto nell'eurozona per quanto riguarda pesci e frutti di mare, grassi, oli e fonti energetiche (escluso il gas). Il confronto è influenzato dal fatto che nella statistica ufficiale dell'indice nazionale dei prezzi al consumo non rientrano né i margini lordi derivanti dal commercio né la quota dei prodotti indigeni ed esteri. </p><p>3. Il Consiglio federale è intervenuto nell'ambito delle sue competenze, rafforzando il personale in seno alla Sorveglianza dei prezzi e alla Commissione per la concorrenza tramite la creazione di quattro posti di lavoro aggiuntivi fino alla fine del 2013, affinché possano esercitare al meglio le proprie competenze giuridiche. A ciò si aggiunge un finanziamento supplementare, pari a 0,5 milioni di franchi per il 2012 e destinato al potenziamento dell'informazione dei consumatori, e un posto supplementare all'Ufficio federale del consumo (anche in questo caso fino alla fine del 2013). In ultimo è stata avviata la revisione della legge sui cartelli nella relativa area di pertinenza (cfr. 4). </p><p>4. Il 16 novembre 2011 il Consiglio federale ha deciso di avviare la revisione dell'articolo 5 della legge sui cartelli al fine di impedire un isolamento del mercato svizzero che agevoli l'imposizione di prezzi elevati nel nostro Paese. In tal modo sarà più facile per i commercianti, ma anche per i clienti finali, intercettare le forniture incrociate all'interno della catena di distribuzione, eventualmente con il supporto di un'indagine della Commissione della concorrenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.