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Da lunedì 23 a venerdì 27 marzo 2020
Charlie Parker (1920-1955), che avrebbe compiuto cent’anni il prossimo mese di agosto, è stato uno dei protagonisti del rivoluzionario movimento del be-bop, nato nei primi anni ’40 grazie alla spinta anche di colleghi quali Dizzy Gillespie, Bud Powell, Max Roach, Thelonious Monk, per non citare che i più noti.
Originario di una delle mecche statunitensi del jazz, Kansas City, Parker si fece le ossa con locali traveling bands, in particolare con quella di Jay McShann che suonava in uno stile tradizionale. Fu a New York, dove si era trasferito sul finire degli anni ’30, che sul suo sax alto sviluppò quel linguaggio che sarebbe diventato fondamentale per l’evoluzione verso una moderna concezione del jazz e della musica afroamericana.
Decisiva fu la presenza di Parker per circa un anno nella band del pianista Earl Hines, dove incontrò il trombettista Dizzy Gillespie, proprio durante il noto sciopero dei musicisti legati al potente sindacato statunitense di categoria indetto come protesta contro le misere royalties che ricevevano per le registrazioni discografiche.
Il resto è storia nota, con le leggendarie session notturne nei locali di Harlem e le prime registrazioni della nuova, sconvolgente musica che furono pubblicate a partire dal 1945. Una storia che ci racconterà Maurizio Franco in questa prima serie di trasmissioni dedicata al grande altosassofonista statunitense, scomparso nel 1955 a soli 35 anni.