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Il ciclo riproduttivo della Varroa è strettamente legato allo sviluppo del suo ospite, la larva di ape mellifera. I ricercatori hanno introdotto delle femmine di Varroa in fase foretica (nel periodo, cioè, in cui le varroe non si infilano nelle celle delle larve per riprodursi ma stanno sulle api adulte) nelle celle di larve di diversa età, per analizzare il legame tra i diversi stadi di sviluppo della larva con l'attivazione o l'interruzione della riproduzione delle femmine di Varroa.
Le varroe hanno iniziato a produrre uova solo nelle celle che erano opercolate da un massimo di 18 ore per le operaie e 36 ore per i fuchi. Il segnale di attivazione della riproduzione della varroa, dunque, è emesso dalle larve solo durante questo breve periodo. I ricercatori hanno potuto appurare che il segnale proviene dalle cuticole delle larve: inserendo nelle celle opercolate da oltre 18 (o rispettivamente 36) ore, nelle quali le varie non avrebbero dovuto iniziare a riprodursi, delle cuticole di larva dell'età appropriata, le varie hanno iniziato a riprodursi. I ricercatori suggeriscono che si tratti di taluni esteri legati a certi acidi grassi presenti nelle cuticole.
Un ulteriore risultato è che se si prelevano varroe che hanno già iniziato a produrre ovociti e le si trasferisce in celle le cui larve hanno superato le 18 (36) ore, due terzi delle varroe cessano la fase riproduttiva. Questo conferma che le larve producono un segnale che permette di continuare la riproduzione : le varroe, dunque, non solo iniziano ma poi aggiustano il loro ciclo riproduttivo a partire dai segnali emessi dalle larve. Il vantaggio evolutivo che ne trae la Varroa è che la femmina risparmia risorse in vista del prossimo ciclo riproduttivo nel caso in cui lo sviluppo della larva ospite non è ideale per lo sviluppo delle uova della Varroa.