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L'eventuale istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sulla vicenda UBS/FINMA non sarà decisa durante la sessione primaverile delle Camere. Gli uffici dei due rami Parlamento hanno infatti deciso di attendere la pubblicazione del rapporto finale delle Commissioni della gestione, prevista il prossimo 31 maggio.
La discussione ha riguardato il seguito della procedura, non il fondo della questione, ha affermato davanti ai giornalisti la presidente del Consiglio nazionale (Camera bassa) Pascale Bruderer al termine dell'incontro. Mercoledì scorso l'Ufficio del Consiglio degli Stati (Camera alta) aveva deciso di rinviare la decisione sulla CPI, in attesa del rapporto delle commissioni della gestione.
Sperando di giungere a una decisione già in questa sessione primaverile, l'Ufficio del Nazionale il giorno dopo si era detto rammaricato. "L'incontro di oggi ha permesso di discutere serenamente della questione, nel totale rispetto dell'altro", ha commentato la Bruderer, pur deplorando il fatto che l'Ufficio degli Stati sia rimasto fermo sulla propria posizione.
La Commissione parlamentare di inchiesta dovrebbe indagare sull'operato del Consiglio federale, dell'amministrazione e dell'autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA), nonché sulle decisioni della Banca nazionale (BNS) riguardanti la regolazione dei mercati.
Lo scopo è di chiarire le circostanze che hanno portato alla consegna di 285 dossier di clienti UBS agli Stati Uniti nel febbraio dello scorso anno; alla conclusione di un accordo, il 19 agosto, fra Berna e Washington e alla concessione "illegale" dell'assistenza amministrativa sulla base di questo accordo.
La CPI dovrebbe definire le responsabilità di ciascuno e trarne le conseguenze dal punto di vista istituzionale e legislativo, in modo da prevenire crisi simili in futuro.
swissinfo.ch e agenzie