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Ben 13 donne sono state elette nei consigli comunali dell'Araba Saudita nelle prime elezioni in cui sono state ammesse candidature di entrambi i sessi. Lo ha reso noto la Commissione elettorale.
Si tratta di meno dell'1% dei 2.106 seggi assegnati nel voto di sabato ma si tratta comunque di una prima assoluta per lo Stato culla del wahabismo, l'interpretazione piu' intransigente e severa dell'Islam sunnita. I sauditi che hanno votato sono stati 1.486.477, di cui solo 130.637 donne perche' queste ultime hanno avuto ostacoli burocratici e spesso problemi di trasporto per recarsi ai seggi non potendo guidare. A contendersi i posti c'erano 6.440 candidati, tra cui, per la prima volta, 900 donne. "Anche se fosse stata eletta una sola donna, ne siamo davvero fieri, onestamente non ci aspettavamo che nessuna vincesse", ha commentato un'attivista per i dritti delle donne di Gedda, Sahar Hassan Nasief. Tre donne-consigliere sono state elette a Diriyah, un centro alle porte della captale Riad; altre due nell'est, nella provincia di Ihsa; due nella regione di Gedda, nel sud; due a Tabuk, nel nord-ovest, e una nella vicina regione di Jawf; una alla Mecca eun'altra nella citta' di Qutif che si affaccia sul Golfo. Ora altre donne potrebbero essere nominate in quel terzo di seggi dei Consigli comunali assegnato direttamente dal ministero per gli Affari municipali. I poteri dei comuni sono limitati, i consiglieri si occupano per lo piu' di questioni locali, giardini pubblici e raccolta dei rifiuti, ma e' grande il valore simbolico di questa svolta per i diritti delle donne in un Paese in cui non hanno neppure il diritto di guidare e sono sono sottoposte a rigide restrizioni. La partecipazione delle donne alle elezioni era stata decisa nel 2011 con un decreto del re Abdullah, nel frattempo deceduto.