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La Lince: principe delle foreste
Rivista 160 – Dicembre 2017
La Lince: principe delle foreste
Testo: Luca Bettosini; Molte informazioni e parte del testo sono state gentilmente concesse da www.kora.ch, Kora, Thunstrasse 31, CH-3074 Muri
Foto: Fotolia
Le foto senza didascalia sono della Lince europea (Lynx lynx)
La Lince è un carnivoro della famiglia dei Felidi ed è stata reintrodotta in Svizzera per la prima volta nel 1971 nel Canton Obvaldo.
La Lince europea o Lince eurasiatica (Lynx lynx) è uno dei maggiori predatori delle foreste europee e siberiane. È il più grande felide presente in Svizzera. Come il Gatto domestico e la Tigre, anche la Lince appartiene alla famiglia dei felidi (Felidae). Il genere Lynx (linci) comprende quattro specie: la Lince rossa (Lynx rufus) presente negli Stati Uniti e in Messico, la Lince canadese (Lynx canadensis) in Canada e in Alasca, la Lince pardina (Lynx pardinus) in Spagna e in Portogallo ed infine la nostra Lince, la Lince eurasiatica (Lxny lynx), diffusa nel resto dell’Europa ed in Asia a nord dell’Himalaya.
Un tempo viveva nelle foreste miste ma è stata spinta verso i boschi aperti e le montagne rocciose a causa della persecuzione dell’uomo. Nel corso dei secoli passati la Lince ha trovato condizioni ideali per sopravvivere nell’Europa continentale, dove era abbondantemente diffusa. Verso il 1800 la Lince è scomparsa da tutte le regioni dei bassopiani occidentali e meridionali europei, riuscendo a sopravvivere soltanto a ridosso delle catene montuose, come nei Pirenei e nel Massiccio Centrale in Francia, nelle Alpi, nella Foresta boemo-bavarese e nelle foreste dell’Europa settentrionale ed orientale. La situazione della Lince ha raggiunto il suo livello più critico verso la metà del XX secolo, con l’estinzione di tutte le popolazioni dell’Europa occidentale, con il ritiro delle popolazioni dell’Europa orientale e meridionale a ridosso dei Carpazi e dei Balcani e la riduzione e lo smembramento notevole delle popolazioni a nord. La Lince è scomparsa dai bassopiani europei a causa di vari fattori, quali l’estremo disboscamento, il continuo intensificarsi delle superfici utilizzate a scopi agricoli e l’incremento demografico umano. Il fenomeno della scomparsa della Lince nei secoli XVIII e XIX venne ulteriormente favorito dalla riduzione delle popolazioni di artiodattili (capriolo, camoscio, cervo, cinghiale, stambecco), che tra il 1850 ed il 1950, erano molto rare se non già estinte in molti paesi europei. Tra tutti i grossi carnivori europei la Lince è sicuramente quello più dipendente dalla presenza di un habitat con molte possibilità di rifugio e sufficientemente ricco di piccoli artiodattili. Essa è quindi la specie più vulnerabile quando l’habitat subisce modifiche o cala la disponibilità di cibo. La mancanza di artiodattili ha spinto la Lince a ripiegare sugli animali domestici, fatto che l’ha resa per un verso vittima dei cacciatori. Inoltre l’ha esposta alla fatale carenza di cibo invernale, periodo in cui gli animali domestici non sono sempre accessibili.
Attualmente in Europa vivono molte popolazioni piccole e isolate di linci, il cui futuro risulta ancora incerto. Solo i Carpazi, gli Stati baltici, la Scandinavia e la Finlandia ospitano popolazioni con buone possibilità di sopravvivenza.
La Lince in Ticino e in Svizzera
Quando la Lince, negli scorsi secoli, era presente in Ticino, veniva designato per iscritto come “lupo cerviolo”, con le varianti “cervero”, “cervien”, “ceriollo”, “cierviolo”, “cervaro”, mentre in latino era designato “lupus cervarius”. L’appellativo sembra trovare origine nel fatto che questo “lupo improprio” predava soprattutto i cervidi. Una lettera del 19 novembre 1481, che il Duca di Milano scriveva al Vicario della Valle di Blenio costituisce una prova certa della presenza della Lince in quel tempo. Ancora nell’anno 1587 viene menzionata in uno degli statuti di Vallemaggia e Lavizzara. La Lince è poi probabilmente scomparsa verso la fine del Settecento o primo Ottocento.
Le linci venivano catturate con trappole e tagliole predisposte nei pressi di esche, costituite generalmente dai resti delle prede catturate dai felini, dove ritornavano anche diversi giorni di seguito per divorarle completamente. Una delle cause della scomparsa, nel passato della Lince, è stata certamente l’intensa caccia ma anche l’estendersi dell’attività umana. Gli enormi disboscamenti hanno poi reso la vita difficile a questo felino. G. Corti, nel 1846 scriveva: “non vi ha forse animale di questo più dannoso alle gregge. Appartenente esso al genere dei gatti, ne possiede l’astuzia e la disinvoltura. Si avvicina quatto quatto al bestiame nelle pasture, si slancia a larghi salti, come fa il gatto sul topo e, afferrata la bestia, le apre coi lesinosi suoi denti la vena pulsante del collo. Non sono rari gli esempi, che una sola Lince ammazzò in una notte le 20 o 30 pecore”. Fu certamente un portavoce delle esagerazioni dell’epoca ma fa capire che idee avevano le persone.
Per saperne di più sulla Lince, sul Lupo, l’Aquila e l’Orso consiglio l’acquisto del bel libro di Marzio Barelli, “Lupi, orsi, linci e aquile”, Edizioni Jam.
L’Ufficio della caccia e della pesca comunica che, grazie a una trappola fotografica fissa, nel mese di agosto 2006, è stata scattata la prima foto di una Lince in Ticino, nel comprensorio della Bassa Leventina. Le prime segnalazioni della Lince in Ticino risalgono al 1992 in Leventina. In seguito, quasi ogni anno si sono avute alcune segnalazioni ma solo in rari casi queste hanno potuto essere comprovate o verificate: osservazioni sporadiche attendibili sono state fatte in alta Valle Maggia, in Valle Verzasca e in Riviera. Solo dalla Leventina, dal 2000, arrivano regolarmente segnalazioni sicure, prevalentemente dalla parte bassa della valle. In Svizzera la Lince era scomparsa (l’ultimo avvistamento risaliva al 1909 vicino al Passo del Sempione) ed è poi stata reintrodotta nella prima metà degli anni ’70 con i primi due individui liberati nel Canton Obwaldo nel 1971. A questi hanno fatto seguito altre immissioni (25-30 linci) in vari cantoni svizzeri. Nelle Alpi svizzere vivono oggi circa 75-80 linci adulte e preadulte. Tre quarti di esse sono concentrate nelle zone alpine nord-occidentali. Per contro, in Ticino non sono mai state liberate delle linci e dunque la loro presenza è frutto di immigrazione spontanea dai cantoni confinanti e in particolare Grigioni e Vallese.
Caratteristiche
Fra le caratteristiche peculiari che rendono la Lince visibilmente diversa dalla maggioranza dei felini ci sono le prominenti guance pelose. Il muso, più ampio e più corto di quello di quasi tutti i felini, sembra conferirle un’aria timida e quasi gentile.
Il suo pelo è eccezionalmente folto e vi sono tre disegni dominanti: striato, maculato e uniforme. Il colore di fondo della Lince euro-asiatica varia dal bruno-rossiccio o dal grigio-giallastro a quasi bianco; le parti inferiori sono bianche. Le linci che vivono al nord hanno il mantello che tende al grigio e presenta macchie più attenuate, mentre quelle che vivono al sud la colorazione del pelo assume toni più rosso-bruni e le macchie sono più accentuate. La diversa colorazione del pelo riveste una funzione mimetica determinante. Il prezioso pelo della Lince è anche motivo per cui questo animale costituisce una preda ambita dall’uomo. In estate il mantello è più corto con disegni evidenti, mentre in inverno diventa più lungo e le orecchie hanno dei ciuffetti sporgenti anch’essi neri e la coda ha la punta nera. Questi ciuffi delle orecchie fungono da antenne consentendole di localizzare i rumori prodotti da piccole prede. Particolari sono le sue zampe larghe e ricoperte da un folto pelo in inverno che le permettono di camminare sulla neve. Le sue zampe sono relativamente lunghe e le permettono di compiere balzi fino ad un’altezza di 2.50 metri!
La Lince va a caccia poco prima dell’alba e poco dopo il crepuscolo. Come quasi tutti gli altri felini, può vedere nella penombra; infatti l’organo sensoriale più importante è l’occhio, che al buio è 6 volte più sensibile alla luce di quello umano. Gli occhi dei felini sono dotati di una speciale membrana dietro alla retina che fa da specchio riflettendone la luce attraverso la retina e stimolandola al massimo. Ecco perché se di notte guardiamo una Lince i suoi occhi ci sembreranno fosforescenti. Nonostante la notevole sensibilità del naso, per la Lince il senso dell’odorato è più importante per la comunicazione tra individui della stessa specie che non per l’orientamento o la ricerca di prede. In Svizzera il peso delle femmine adulte è di circa 17-20 Kg, mentre i maschi adulti raggiungono anche i 20-26 Kg; nei Carpazi sono stati documentati individui con peso fino a 36 Kg! Ha un’altezza media di 65 cm alla spalla ed è lunga circa 90/130 cm.
Riproduzione
Il ciclo riproduttivo inizia con l’accoppiamento tra il mese marzo e l’inizio di aprile. Maschio e femmina rimangono assieme solo alcuni giorni; poi è la femmina che si occupa dei
piccoli. La gestazione della Lince dura circa 68-72 giorni. Alla fine di maggio o all’inizio di giugno partorisce da 1 a 4 piccoli ancora ciechi, la media della figliata è di 2 piccoli. Le femmine, comunque, non partoriscono ogni anno. I piccoli nascono in un luogo protetto, che la madre non abbandona mai durante le prime settimane successive alla loro nascita. L’allevamento della prole è di competenza della sola madre, la quale non porta mai cibo ai suoi cuccioli; le giovani linci si nutrono esclusivamente del latte materno finché non sono in grado di seguire la madre e di nutrirsi quindi delle prede catturate. I piccoli rimangono con la madre per circa 10 mesi, fino al periodo dell’accoppiamento successivo in aprile, poi abbandonano la madre e il suo territorio. Nonostante l’accoppiamento avvenga in aprile, il maschio comincia a controllare la “sua” o le “sue” femmine già prima, per non perdere il momento decisivo dell’estro.
La vita media di un esemplare in libertà può variare dai 10 ai 16 anni; in cattività possono superare i 20 anni.
Alimentazione e territorio
Le linci vivono solitarie in territori fissi, nei quali non tollerano la presenza di altri individui adulti dello stesso sesso. Nonostante maschi e femmine convivano sullo stesso territorio, si incontrano raramente al di fuori del periodo dell’accoppiamento. Il territorio del maschio comprende da 1 a 2 femmine. Le dimensioni del territorio variano molto, in funzione della disponibilità del cibo e dello stato della popolazione: per i maschi vanno da 90 a 760 Km2, per le femmine da 60 a 480 Km2.
Le linci sono attive durante le ore del giorno, più spesso comunque verso il crepuscolo. L’attività viene determinata soprattutto dalla strategia di caccia. Quando la Lince può disporre di prede appena catturate si riposa nelle vicinanze del suo rifugio, mangia di sera e girovaga di notte, prima di ritornare al suo rifugio. I grandi spostamenti, per esempio tra una predazione e l’altra, avvengono soprattutto di notte, mentre l’attività di caccia è riservata alla sera, quando anche le prede sono attive. Le linci predano principalmente animali di piccole o medie dimensioni come lepri, conigli, vari roditori, volpi, uccelli, invertebrati, daini e si nutrono esclusivamente di carne. Raramente attacca esemplari come cervi, renne o altri dato che possono recare rischi diretti, tranne che nel periodo invernale quando la caccia viene resa più difficile dalla neve. La Lince non è pericolosa per l’uomo, che non viene mai aggredito.
La Lince necessita di circa un ungulato (capriolo e camoscio) la settimana, ossia più o meno 50-60 animali all’anno. Su periodi di tempo lunghi le popolazioni di linci e ungulati sembrano essere piuttosto stabili mentre nei primi anni dopo l’immissione è possibile che l’influsso sulle prede, non ancora abituate alla presenza del predatore, ingenue e concentrate in luoghi esposti, sia più forte.
Il metodo di caccia più efficace è l’inseguimento furtivo delle prede, facendo il minor rumore possibile e tenendo gli occhi e le orecchie sempre in attenzione. La Lince, con le unghie taglienti e ricurve delle zampe anteriori riesce ad afferrare una vittima in movimento e ad immobilizzarla. Quando la Lince cammina, le unghie vengono ritirate all’interno da speciali tasche della pelle, per evitarne un continuo logorio meccanico e raramente, quindi, si possono identificare in un’impronta. I denti sono corti e robusti. A causa della mascella superiore e inferiore relativamente corte e il numero di denti limitato a 28, il braccio della leva del morso si accorcia e aumenta la forza della sua presa. Le linci strangolano le loro vittime quasi sempre con un morso letale alla gola. In Svizzera l’88 per cento di circa 1’000 prede localizzate nel corso di uno studio di radiotelemetria sono i caprioli e i camosci. Al terzo posto segue la volpe, che costituisce solo il 4,3 per cento delle prede. Anche se in Svizzera la Lince si nutre di almeno 17 specie differenti, solo due di esse sono rilevanti, le altre rappresentano solo prede occasionali. Il ruolo degli animali domestici nell’alimentazione di alcune linci è limitato nei luoghi e nel tempo. La Lince non insegue la sua preda se l’attacco fallisce. Quando cattura una preda e non viene disturbata, essa torna dalla vittima più volte fino a quando non l’ha divorata completamente.
La Lince tende inoltre a nascondere la preda trascinandola in luoghi tranquilli o ricoprendola con rami o altro. È comunque chiaro che dopo pochi giorni altre specie possono trovare la preda e consumarla nascondendo dunque le caratteristiche della predazione da parte della lince.
Diffusione
Tratto da: www.wild.uzh.ch
Attualmente in Europa vivono molte popolazioni piccole e isolate. Solo la Scandinavia, i Carpazi e gli Stati Baltici ospitano popolazioni di linci più consistenti.
In Norvegia, Svezia e Finlandia si stimano ca. 2’500 linci distribuite su 873’000 km2. Dopo la drastica riduzione degli effettivi negli anni ’50 la lince è stata messa sotto protezione. La popolazione si è ripresa al punto tale che è stata riaperta la caccia alla lince. La popolazione nordica è in contatto con quella baltica e con quella russo-sibirica.
In Lituania, Estonia, Lattonia, Polonia, Ucraina e Bielorussia vivono ca. 2000 linci.
Nei Carpazi (Slovacchia, Rep. Ceca, Polonia, Ungheria, Ucraina, Romania, Jugoslavia) si stimano attualmente attorno alle 2’200 linci su una superficie di 104’000 km2. Si tratta della più grande popolazione autonoma di linci priva di contatto con la popolazione russo-sibirica.
Nel triangolo geografico Germania, Austria e Repubblica Ceca vivono ca. 100 linci su 6’000 km2. Come in Svizzera, questa popolazione si è ricostituita grazie a reintroduzioni.
Nei Balcani (Jugoslavia, Albania, Grecia, e Macedonia) sopravvivono attualmente ca. 50 linci. Un’altra popolazione reintrodotta di ca. 200 linci vive in Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina.
La popolazione nelle Alpi viene stimata sulle 150 linci. Si tratta però di tante piccole popolazioni isolate.
In Francia ci sono due popolazioni: una nei Vosgi e l’altra nei Pirenei.
Nel Giura francese e svizzero vivono ca. 100 linci. La Svizzera ospita attualmente le uniche popolazioni di linci importanti e collegate tra loro dell’arco alpino. Pertanto il nostro Paese assume in Europa una particolare responsabilità nell’ambito della salvaguardia e della protezione della Lince.
Scheda Zoologica
Classe: Mammiferi
Ordine: Carnivori
Famiglia: Felidae
Genere: Lynx
Specie: lynx
Habitat: La sua diffusone è dall’Europa settentrionale all’Asia orientale.
Per info generali:
www.kora.ch/
www.wildtier.ch/
www.wild.uzh.ch (in italiano)
www.kora.ch/pdf/docus/doclx_i.pdf
(documentazione lince in italiano)
Per misure di protezione:
www.protectiondestroupeaux.ch/it/
raubtiere/luchs/ (in italiano)