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Perequazione finanziaria Nazionale. Di cosa si parla
Questa mattina Alex Rossi, un nostro iscritto ha postato sul nostro gruppo un articolo di un noto portale ticinese che annunciava i lavori parlamentari del Consiglio Nazionale sulla modifica della legge sulla perequazione finanziaria nazionale e si chiedeva se ai cantoni “poveri” sarebbero arrivati meno soldi. Riteniamo che le notizie vanno bene se informano chi le legge. In particolare se ad informarsi è il popolo sovrano e i TicinoResidenTI sono anche parte del popolo sovrano.
La perequazione delle risorse poggia sul potenziale finanziario cantonale delle risorse. Il potenziale di risorse si compone dei redditi e dei patrimoni imponibili delle persone fisiche e degli utili imponibili delle persone giuridiche. Per il tramite di questi potenziali è possibile suddividere i Cantoni in Cantoni finanziariamente deboli e Cantoni finanziariamente forti.
I Cantoni finanziariamente deboli ricevono da quelli finanziariamente forti (perequazione orizzontale delle risorse) e dalla Confederazione (perequazione verticale delle risorse) mezzi finanziari di cui possono disporre liberamente. In questo modo è salvaguardata la concorrenza fiscale.
Come e quanto Confederazione e Cantoni finanziariamente forti contribuiscono
I versamenti di compensazione finanziaria nel 2018 avevano raggiunto quasi 5 miliardi di franchi. Per il 2019 sono previsti versamenti di compensazione per quasi 5,2 miliardi, ovvero circa 132 milioni in più rispetto al 2018.
In cosa consiste la riforma
Questo cambiamento di sistema comporta a lungo termine una riduzione del contributo della Confederazione alla perequazione delle risorse fino a 280 milioni di franchi all’anno. Per i prossimi sei anni il Consiglio federale è disposto a mettere a disposizione dei Cantoni la totalità di questi mezzi.
Metà sarà destinata alla perequazione dell’aggravio socio-demografico e l’altra metà sarà temporaneamente ripartita fra i Cantoni finanziariamente deboli per il periodo 2021–2025, come misura di attenuazione.
Punti della riforma riassunti dal messaggio del Consiglio Federale
- la dotazione minima del Cantone finanziariamente più debole viene innalzata al 86,5 per cento della media svizzera e garantita;
- la ripartizione dei mezzi finanziari fra i Cantoni finanziariamente deboli viene leggermente modificata;
- il contributo federale alla perequazione delle risorse viene innalzato al massimo previsto dalla Costituzione;
- con la modifica del metodo di calcolo, rispetto ad oggi i mezzi finanziari della Confederazione si riducono fino a 280 milioni di franchi all’anno. Per i prossimi sei anni il Consiglio federale è disposto a mettere interamente a disposizione dei Cantoni questi mezzi al fine di attenuare le ripercussioni degli adeguamenti. Una metà viene destinata alla perequazione dell’aggravio socio-demografico e l’altra metà è temporaneamente ripartita in modo decrescente fra i Cantoni finanziariamente deboli per il periodo 2021-2025;
- le dotazioni della perequazione delle risorse e della compensazione degli oneri non sono più fissate ogni quattro anni con decreto federale, ma definite nella legge e adeguate annualmente;
- la modalità con cui si tiene conto della sostanza nel potenziale delle risorse viene modificata leggermente;
- il prossimo rapporto sull’efficacia contemplerà eccezionalmente un periodo di sei anni invece di quattro.
Il Consiglio federale aveva deciso di adeguare la perequazione finanziaria
In occasione della sua seduta del 28 settembre 2018 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio all’attenzione del Parlamento.
Sulla base dei risultati del rapporto sull’efficacia 2016-2019 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni e della relativa consultazione, il Consiglio federale ha proposto una riforma della perequazione finanziaria.
L’elemento principale è costituito da una dotazione minima nella perequazione delle risorse che dovrà essere innalzata al 86,5 per cento della media svizzera e garantita a livello di legge.