Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01285.jsonl.gz/518

Abu Ramadan (nella foto), controverso Imam della moschea Ar'Rahman di Bienne, sarebbe indagato per presunta truffa all'assistenza sociale.
Come riportato mercoledì dalla SRF, è il comune in cui risiede, Nidau, a sporgere denuncia nei confronti dell'uomo, cittadino libico 66enne, alla fine del 2018.
Il Ministero pubblico del Giura bernese – Seeland ha aperto un procedimento penale all'inizio del 2019, indica la stampa, citando il portavoce della procura, Christof Scheurer. Le accuse sono di truffa, ottenimento illecito dell'aiuto sociale o di prestazioni dell'assistenza sottacendo fatti.
Ramadan avrebbe percepito oltre 590'000 franchi di aiuti tra il 2003 e il 2017 senza informare i servizi sociali di entrate che avrebbero potuto portare a una diminuzione delle prestazioni.
Interpellato dalla stampa, Abu Ramadan non ha voluto rilasciare commenti, confermando però di essere in contatto con i funzionari che si occupano del caso per chiarire eventuali malintesi.
Non è la prima volta che l'imam, in passato agronomo di professione, interessa le autorità giudiziare.
La giustizia bernese aveva già aperto un'inchiesta penale contro l'uomo per presunta discriminazione razziale perchè sospettato di aver predicato l'odio nei confronti di minoranze etniche e religiose.
Giunto in Svizzera come richiedente l'asilo, Abu Ramadan ha già perso lo status di rifugiato ottenuto nel 1998 per essersi recato in Libia diverse volte. Vive in Svizzera grazie a un permesso C di domicilio. Se dovesse essere riconosciuto colpevole sarà espulso.