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Lorenzo Quadri interroga il Consiglio federale sulla commessa di armasuisse
BERNA - La polemica era dietro l'angolo. A 160 km dal confine, per la precisione. I nuovi caccia dell'esercito svizzero verranno probabilmente prodotti in uno stabilimento di Leonardo in provincia di Novara, a Cameri. Una decisione non ancora presa - ma inevitabile: quello di Cameri è l'unico sito produttivo in Europa - che non ha mancato di sollevare critiche in Parlamento.
Dal Ticino si leva la voce del consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega), che ha presentato oggi un'interpellanza al Consiglio federale al riguardo. «Nonostante l'ipotesi di una commessa estremamente cospicua a favore dell'Italia, la stessa nazione continua a mantenere la Svizzera iscritta sulla sua "black list" delle persone fisiche, e soprattutto a negare agli operatori svizzeri l'accesso ai mercati finanziari italiani» si legge nel testo.
Quali contropartite verranno chieste all'Italia in cambio dell'importante commessa? Chiede Quadri. Il consigliere nazionale luganese ricorda al Consiglio federale che «l'ipotesi risulta problematica» e suggerisce di subordinare la produzione in Italia degli F-35A svizzeri all'accesso ai mercati finanziari italiani, e allo stralcio della Svizzera dalla black-list. Diversamente, il deputato leghista chiede se il governo intenda trovare un'alternativa per produrre altrove gli F-35A, e «come intende agire per risolvere la questione dell'accesso ai mercati finanziari italiani».