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«La notte porta consiglio!», raccomanda un detto popolare
Chi è per la protezione della vita sostiene il periodo di riflessione!
L’Olanda abolirà prossimamente l’obbligo di attendere ancora cinque giorni prima di sottoporsi a un aborto? Il 10 febbraio 2022 la Grande Camera del Parlamento olandese ha votato in tal senso. Alla chiusura di redazione, la Piccola Camera non aveva ancora preso la sua decisione. In Svizzera l’Associazione Mamma sta raccogliendo insieme al Comitato dell’«iniziativa La notte porta consiglio» le firme per l’introduzione di un periodo di riflessione di almeno un giorno!
Un anno fa mamma.ch riportava una tavola sinottica con tutti i 18 Paesi europei che prescrivono un periodo di attesa obbligatorio prima di ogni aborto. Dallo schema si poteva così constatare che l’Olanda era uno dei Paesi con il periodo di riflessione più lungo: secondo la legge vigente in quel Paese, una donna incinta è tenuta a riflettere ancora durante 5 giorni prima di sottoporsi a un aborto. Naturalmente l’Olanda prevede anche un periodo molto lungo – ossia fino alla 24a (!) settimana di gravidanza! – nell’ambito del quale l’aborto permane impunito senza che occorra addurre particolari motivi.
Nel frattempo i fautori dell’aborto sono corsi tuttavia alla carica contro l’obbligo del periodo di riflessione. Nella primavera 2021 i liberali di sinistra avevano presentato un’iniziativa parlamentare che intende modificare la corrispondente norma nella legge olandese sull’aborto: secondo loro, in futuro il medico e la donna incinta dovranno poter convenire a titolo individuale se intendono prevedere un periodo di attesa e, in caso affermativo, quale debba essere la sua durata.
Il 10 febbraio una chiara maggioranza della Grande Camera del Parlamento olandese aveva approvato questa modifica legislativa con 101 voti contro 38 e 11 assenze. La Piccola Camera dovrà ora esprimersi al riguardo. Per i fautori dell’aborto è chiaramente più semplice stralciare dalla legge un periodo di riflessione di cinque giorni che non un periodo di un giorno! Questo perché «La notte porta consiglio» è un detto che riflette la saggezza popolare: chi si opporrebbe a un periodo di riflessione di un solo giorno?
Sostenere la protezione del bambino
Quali sono gli argomenti delle forze motrici dell’abolizione del periodo di riflessione in Olanda? In primo luogo, esse ritengono che l’obbligo del periodo di riflessione ponga la donna sotto una sorta di tutela pregiudicandone l’autonomia. Vero è invece il contrario: un periodo di riflessione protegge l’autonomia della donna, soprattutto quando, nel colloquio con il medico, essa continua a denotare una notevole ambivalenza riguardo alla sua decisione (ciò che, secondo esperti svizzeri di ginecologia, è il caso nella misura del 10%). Il periodo di riflessione crea uno spazio giuridico libero che consente di sgravare la donna dalla pressione dell’ambiente circostante e che promuove una sua migliore decisione.
Un periodo di riflessione riflette anche il fatto che lo Stato, in qualche modo, riconosca il suo obbligo di proteggere il bambino non ancora nato e il suo diritto alla vita. In Svizzera i medici sono tenuti addirittura per legge a fornire alla donna intenzionata ad abortire una panoramica di tutti i servizi di assistenza, in modo tale che, prima dell’aborto, essa possa farsi consigliare e ricevere aiuto.
Impedire le decisioni avventate di abortire
Chi tiene presente ciò che succede sempre con un aborto, si esprimerà necessariamente a favore del mantenimento del periodo di riflessione di cinque giorni in Olanda – e nel nostro Paese, in Svizzera, a favore dell’introduzione di un giorno di riflessione! Tutto ciò che aiuta a impedire decisioni avventate di abortire, prese sotto stress e pressione, andrebbe sempre messo in atto e incoraggiato. In tal modo, in Svizzera potrebbe essere salvata la vita a circa 1000 bambini all’anno! L’iniziativa popolare federale «La notte porta consiglio» merita tutto il nostro sostegno!