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Dopo le caramelle alla coca della zia di Gilberto Simoni e la bistecca al clenbuterolo di Alberto Contador, è arrivato anche il burrito agli steroidi di Shelby Houlihan. Questa volta, però, il Tribunale arbitrale dello sport non ha creduto alla mezzofondista statunitense e ha confermato la squalifica di quattro anni. Detentrice del record statunitense dei 1'500 e dei 5'000 metri, la 28.enne era tata costretta a saltare i Giochi olimpici di Tokyo, dopo un controllo positivo al nandrolone nel dicembre 2020. Nel mese di giugno era arrivata la squalifica di quattro anni.
A sua discolpa, l'atleta aveva affermato di aver mangiato, poco prima del controllo, un burrito di carne di cinghiale non castrato. Nella sua sentenza, il Tas afferma che l'argomentazione “semplicemente non può essere accettata. La spiegazione supporrebbe una cascata di coincidenze, scientifiche e non, dalle quali si evince che la probabilità complessiva è (molto) vicina allo zero”.
La Houlihan dovrà così saltare i Mondiali 2022 di Eugene, nell'Oregon, così come le Olimpiadi del 2024 a Parigi. La sospensione dovrebbe terminare il 14 febbraio 2025.