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Storia di Rancate
Rancate, di cui sembra esser certa l’esistenza fin dalla fine del secolo V d.C., era parte integrante della Pieve di Riva San Vitale: i rancatesi infatti battezzavano a Riva i loro bimbi e vi seppellivano i loro morti. Nel 1528 Rancate si separò dalla Pieve e divenne Parrocchia.
Le notizie sui secoli successivi sono assai scarse e incerte (è il periodo dei baliaggi ticinesi). La comunità, che contava poco più di 100 abitanti, viveva la sua misera vita contadina lontana dai clamori della storia.
Evento significativo e documentato di questi secoli bui è la costruzione dell’attuale Chiesa parrocchiale, eretta sui resti della costruzione preesistente. Iniziata nel 1771 la chiesa fu portata a tetto nel 1773 e fu poi completata, almeno nelle strutture essenziali, ancor prima della fine del secolo.
L’Ottocento vide il neonato Cantone Ticino (1803) impegnato a predisporre le strutture neglette dai lanfogti, prima fra tutte la rete stradale. Ed fu appunto del 1821 la costruzione della strada carrozzabile che collega Mendrisio con Rancate attraverso il ponte di Cercera.
Ma fu solo nel secolo successivo (il XX) che Rancate conobbe le trasformazioni più significative. Agli inizi del Novecento la comunità era ancora un villaggio di contadini che praticavano un’agricoltura di sussistenza, oppressa dalla mezzadria esosa e contrassegnata da una forte emigrazione che toglieva alle ristrettezze della mensa familiare le bocche in esubero. Molti emigranti erano stagionali (febbraio-novembre) altri si dispersero lavorando in Italia, Francia, Russia e in America. Qualcuno ritornò carico di onori e le vie di Rancate ne ricordano tre: Grazioso Rusca, Carlo Fontana e Giuseppe Belloni.
Subito dopo la seconda guerra mondiale, l’agricoltura che aveva ormai esaurito il suo compito di sussistenza, cedette il passo ad una vocazione residenziale per poi sfociare nella svolta industriale e postindustriale degli ultimi decenni del secolo.
Le date più significative della trasformazione:
- 1905. Si costruisce l’acquedotto con la sua rete di distribuzione dell’acqua potabile che sostituisce i pozzi d’acqua piovana al centro della corte contadina.
- 1906. Arriva l’elettricità che sostituisce i pochi lampioni a petrolio delle strade ed entra nelle case (solo nella grande cucina).
- 1922. La nuova scuola rimpiazza quella addossata alla parete della chiesa ed entra nella prima casa comunale del villaggio.
- 1939. È l’anno della canalizzazione della fognatura, opera innovativa che approfitta dei disoccupati della grande crisi.
- 1947. Una nuova strada cantonale parte dal cimitero ed evita le strettoie del nucleo.
- 1961. Le suore cabriniane aprono un’accogliente casa di riposo per le persone anziane.
- 1967. La pinacoteca cantonale Giovanni Züst offre una preziosa selezione di opere d’arte di artisti locali dal secolo XVII al secolo XX (Serodine, Petrini, Rinaldi ed altri).
- 1971. Sorge la nuova scuola dell’infanzia sul sedime dell’asilo fondato dal sacerdote Giuseppe Caroni.
- 1987. S’inaugura la nuova sede del municipio, ricavata da un’antica fattoria ai margini della piazza.
- 1994. Prende vita il nuovo centro sportivo comunale.
- 1995. In spazi architettonici di pregio trovano posto le scuole elementari, la palestra, i magazzini comunali e la sede della Protezione civile.
La Rancate di oggi vede la periferia, dove un tempo si stendevano prati e campi, sommersa da costruzioni abitative e industriali. Nel nucleo, dove all’inizio del secolo viveva quasi tutta la popolazione rancatese, abitano solo 250 dei 1400 abitanti del comune. L’agricoltura in declino è ormai ridotta alla sola viticoltura: sono scomparse coltivazioni un tempo essenziali e redditizie (cereali, pomodori, tabacco); non v’è quasi più traccia di allevamento (baco da seta, bovini e ovini, animali da cortile). Anche il settore industriale ha subito notevoli cambiamenti. Le botteghe degli artigiani del nucleo, i mulini e le segherie situate lungo il fiume Laveggio, hanno ceduto il passo a nuove attività industriali dei settori dell’edilizia, dei trasporti, dei carburanti, della lavorazione del ferro, dell’orologeria e delle nuove tecnologie.