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“Non aveva nessun senso continuare a negare”: così Antonio Bordoni, esperto di sicurezza aerea, riguardo all’ammissione dell’Iran di aver abbattuto lo scorso mercoledì nei pressi di Teheran un Boeing 737 dell'aviazione civile, scambiandolo per un aereo nemico. Sul volo erano presenti 176 persone, tutte morte.
L’errore delle autorità iraniane è stato grande: “l’abbattimento è avvenuto in una zona del territorio, quella adiacente allo scalo internazionale di Teheran, sotto il pieno controllo dell’Iran. La rotta che stava seguendo l‘aereo era ben conosciuta dai militari iraniani, in quanto dovevano sapere che era percorsa da aerei civili che decollavano dal loro aeroporto”.
Secondo l’esperto, episodi come questo, simile anche a quanto avvenuto in Ucraina il 17 luglio del 2014, quando un missile russo venne lanciato contro un velivolo della Malaysia Airlines, dovrebbero far riflettere “sull’opportunità di tenere chiusi gli spazi aerei in quelle regioni del mondo dove si respira aria di guerra”.
La mappa dove si possono vedere gli aerei in volo su Teheran.
RG/mrj