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Questo indicatore della salute riproduttiva fornisce dati sul ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza. Una situazione economica e materiale sfavorevole (povertà, disoccupazione, alloggio,…) influisce sul modo in cui le donne e le coppie pianificano la famiglia. Un numero più elevato di interruzioni della gravidanza in un gruppo potrebbe essere indice di una vulnerabilità maggiore, con possibili ripercussioni sull’integrazione di questo gruppo di popolazione.
Nel 2018, il tasso di interruzione della gravidanza fra le donne svizzere è del 5,7‰, pari a un po’ meno del doppio di quello riscontrato fra le donne di nazionalità estera (9,5‰).
Dal 2011, i tassi di interruzione di gravidanza sono diminuiti di 0,4 punti per mille. Fra la popolazione straniera il calo è di 0,8 punti per mille. Tra Svizzere e straniere, il divario relativo si riduce leggermente: nel 2011, è per le prime 2,3 volte superiore che per le seconde, mentre nel 2018 la proporzione è di 1,7.
Il tasso d’interruzione della gravidanza fra le donne di nazionalità estera è circa il doppio che fra le donne svizzere, ma questo rapporto varia leggermente in funzione dell’età. Le differenze di rapporto fra tasso d’interruzione della gravidanza delle donne d’origine straniera e di origine svizzera sono più deboli per le donne tra 40 e 44 anni (3,8 contro 2,5‰). È più alto fra 20 e 24 anni: fra le straniere è dell’14,4‰ (il più elevato riscontrato), vale a dire circa 2 volte superiore a quello tra le svizzere (7‰).
Definizioni
Questo indicatore calcola il numero di interruzioni provocate (mediche e volontarie) fra donne domiciliate in Svizzera ogni mille donne da 15 a 44 anni e per classe di età. I tassi per nazionalità sono calcolati su una popolazione femminile dei Cantoni che rilevano la nazionalità delle donne in occasione di una interruzione della gravidanza.