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Nella sua forma attuale, il nuovo accordo di doppia imposizione tra la Svizzera e la Francia per la tassazione delle eredità è da respingere, ha affermato oggi a Losanna davanti ai media Jean-Daniel Balet a nome di Swissrespect. Egli ha poi precisato che in caso di sì parlamentare all'intesa, l'associazione potrebbe lanciare il referendum assieme ad altri partner.
Balet ha esortato la Confederazione a riflettere approfonditamente sulle conseguenze delle decisioni adottate su pressione di Stati esteri. In particolare ha citato la revisione della legge sul riciclaggio di denaro e la nuova convenzione con Parigi sulle successioni.
È soprattutto quest'ultimo dossier che ha fatto arricciare il naso a Swissrespect e ai cantoni romandi, dove vivono molti ricchi francesi che hanno lasciato il paese d'origine.
Il 21 aprile scorso, a margine dell'incontro di Washington del FMI e della Banca mondiale, il ministro francese delle finanze Pierre Moscovici aveva dichiarato che Parigi e Berna avrebbero firmato in maggio la nuova convenzione che dovrà sostituire il testo del 1953.
Il nuovo accordo prevede che il diritto applicabile in materia di successioni ed eredità non sia più quello del paese di residenza del defunto, bensì del beneficiario. L'intesa del 1953 prevedeva il contrario.
Il 28 giugno 2012 la Francia aveva chiesto alla Confederazione di rinegoziare il vecchio accordo pena la sua denuncia. Un primo progetto aveva raccolto forti critiche da parte di certi cantoni francofoni.
Per quanto riguarda la legge sul riciclaggio di denaro, la revisione della normativa - esaminata dal Nazionale lo scorso mese di marzo - prevede un'estensione della cooperazione. In particolare, la camera del popolo ha accettato l'idea che l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) possa comunicare numeri di conti bancari a partner stranieri. Gli Stati devono ancora esprimersi su questo oggetto.