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Dominique Giroud non ha assistito al suo processo, oggi (giovedì) al tribunale di Sion. Il Ministero pubblico vallesano ha chiesto una pena pecuniaria sospesa di 180 aliquote da 120 franchi e un'ammenda di 6'600 franchi nei confronti del viticoltore accusato di falsità in documenti e truffa nell'ambito delle contribuzioni. La sentenza è attesa per la prossima settimana.
Rappresentato da tre avvocati ma dispensato dal presentarsi in aula, Giroud aveva evaso l'IVA per 300'000 franchi fra il 2007 e il 2009, riducendo la propria cifra d'affari di complessivi 5,8 milioni grazie a 13 false fatture scritte di suo pugno ma intestate ad altre imprese. Nel frattempo ha già rimborsato la cifra con gli interessi, ma l'infrazione rimane. I suoi difensori hanno invocato il principio secondo il quale l'imputato non può essere condannato due volte per i medesimi fatti: nel 2014, in relazione agli stessi conti truccati (ma già dal 2005), era stato sanzionato per infrazione alla legge sull'imposta federale diretta.
pon/ATS