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BELLINZONA - Mercoledì 1 Febbraio a Bellinzona è stato costituito ufficialmente il Comitato per il SÌ alla tassa sul sacco, con l’obiettivo di informare la popolazione della «bontà della tassa sul sacco» per le finanze famigliari, le finanze pubbliche e per l’ambiente.
Il Comitato, promosso dall’Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti (OKKIO), sostiene che i cittadini abbiano «il diritto di pagare solo per i rifiuti da essi stessi prodotti», e per questo motivo, viene sottolineato in un comunicato, la non applicazione di una tassa causale sul sacco costituirebbe una negazione di un diritto ai cittadini.
Qualora il popolo confermasse la scelta del parlamento pronunciandosi per il SÌ in maggio, I Comuni che ancora non hanno una tassa causale dovranno adeguare i loro regolamenti sui rifiuti e introdurre una tassa base e una tassa sul sacco, conformi alla legge. Per i Comuni che invece già hanno la tassa causale, molti dovranno adeguare il costo del sacco e correggere la tassa base.
Se invece il popolo seguisse i promotori del referendum, spiega il Comitato, l’obbligo di introdurre la tassa sul sacco resterebbe ugualmente in vigore. Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Referendum non mette in discussione il principio di dover introdurre in tutti i Comuni la tassa sul sacco. Di conseguenza i Comuni senza la tassa sul sacco, dovranno comunque adeguare i loro regolamenti e prevedere sia una tassa base sia una tassa causale se non vorranno ritrovarsi con numerosi ricorsi di cittadini che contesteranno le bollette in quanto prive di base legale.