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Il giudice d’istruzione federale trasmetterà venerdì al Ministero pubblico della Confederazione il dossier dell’ex-ambasciatore svizzero in Lussemburgo.
Peter Friederich è sospettato di aver partecipato ad un’operazione di riciclaggio di denaro sporco proveniente dal traffico di droga.
Il caso Friederich rischia di avere sequele penali. Due anni dopo l’apertura dell’inchiesta, il giudice d’istruzione federale Paul Perraudin ha trasmesso il dossier nelle mani del Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
Sulla base delle prove raccolte, il MPC potrebbe ora stabilire, nel giro di due o tre mesi, un atto formale di accusa nei confronti dell’ex-diplomatico.
In tal caso, Friederich rischia di dare un po’ di lavoro al Tribunale penale federale che, dal suo insediamento a Bellinzona, ha potuto condurre soltanto un processo, proprio in questi giorni, contro un ex-impiegato della Confederazione.
Riciclaggio di denaro sporco
Sui sospetti che gravano a carico dell’ex-ambasciatore svizzero in Lussemburgo, Perraudin non ha voluto lasciar filtrare nessuna informazione.
Il giudice federale si è limitato a confermare a swissinfo di aver chiuso la sua istruttoria. Il dossier, di 200 pagine, verrà trasmesso venerdì al MPC.
Ma secondo il quotidiano Le Temps, che ha raccolto presumibilmente informazioni lasciate trapelare dalla giustizia spagnola, le accuse nei confronti di Friederich sono piuttosto gravi.
L’ex-ambasciatore, pensionato anticipatamente nel settembre 2002, avrebbe riciclato 2 milioni di franchi provenienti dal traffico di droga.
Abuso di fiducia
Friederich dovrà inoltre probabilmente rispondere dell’accusa di abuso di fiducia nei confronti di suoi conoscenti.
Nel 2000 avrebbe infatti perso in borsa una somma di 5 milioni di franchi appartenenti ad una ventina di persone, tra cui anche alcuni membri della sua famiglia.
Secondo Bernard de Chedid, l’avvocato di una delle persone lese citato dall’agenzia stampa AP, Friederich svolgeva diversi discutibili commerci di orologi, sigari e opere d’arte, a fianco della sua attività di diplomatico in Lussemburgo e, prima ancora, in Vietnam e a Cuba.
Inoltre, per arrotondare il salario di ambasciatore, avrebbe giocato milioni di franchi in borsa. Soldi presi in prestito da persone a cui l’ex-ambasciatore sembra aver promesso guadagni superiori alla media dei mercati finanziari.
Il cliente di Bernard de Chedid, la sola persona ad aver sporto denuncia, sarebbe la principale vittima delle maldestre speculazioni di Friederich.
Giocatore d’azzardo
A detta dell’avvocato, Friederich si sarebbe comportato come un giocatore d’azzardo, continuando a perdere soldi e a dissimulare le perdite ai suoi conoscenti.
De Chedid ritiene, inoltre, che sono stati proprio questi buchi finanziari e le pressioni esercitate dai creditori a spingere l’ex-ambasciatore a lasciarsi coinvolgere nel riciclaggio di denaro sporco.
Secondo il quotidiano Le Temps, durante un viaggio in Spagna nel 2001, Friederich avrebbe accettato la proposta del fiduciario Florido Sosa di depositare 2 milioni di franchi nella banca Dexia, in Lussemburgo.
Il denaro, di piccolo taglio, sarebbe stato consegnato a Friedrich nel corso di numerosi appuntamenti in alberghi di Amsterdam e Lussemburgo.
Sosa sarebbe un trafficante di soldi sporchi al servizio di diversi cartelli colombiani della droga e Friederich sarebbe soltanto una delle diverse persone utilizzate per questi traffici.
Friederich nega ogni addebito
In seguito alla denuncia della stessa banca, le autorità del Lussemburgo hanno immediatamente avvertito quelle svizzere.
Cinque mesi dopo, convocato a Berna dall’ex-responsabile del Dipartimento federale degli esteri Joseph Deiss, Friederich viene tratto in arresto l’8 luglio 2002.
Rimesso in libertà dopo 38 giorni di detenzione, l’ex-ambasciatore viene dapprima sospeso dalle sue funzioni e poi pensionato all’età di 60 anni.
Friederich, al servizio della diplomazia elvetica dal 1971, ha sempre negato le accuse di riciclaggio di denaro sporco.
Secondo Le Temps, alcuni suoi conoscenti ritengono che l’ex-ambasciatore era convinto di partecipare soltanto ad un’operazione di evasione fiscale dalla Spagna.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
1971: Peter Friederich entra al servizio del Dipartimento federale degli affari esteri.
1999: dopo incarichi in Vietnam e a Cuba, viene nominato ambasciatore in Lussemburgo.
2002: sospettato di aver riciclato denaro sporco, il diplomatico è arrestato a Berna. Dopo 38 giorni di detenzione, Friederich viene rilasciato, sospeso dalle sue funzioni e pensionato anticipatamente.
In breve
L’ex-ambasciatore svizzero in Lussemburgo avrebbe partecipato ad un’operazione di riciclaggio di denaro sporco proveniente dai cartelli colombiani della droga.
Il giudice d’istruzione federale, Paul Perraudin, ha completato l’istruttoria sull’ex-ambasciatore, che nega le accuse di riciclaggio.
Il caso passa ora nelle mani del Ministero pubblico della Confederazione e rischia di finire dinnanzi al Tribunale penale federale.