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L'impegno dello Stato nella ricapitalizzazione di Crossair ammonta a 400 milioni. Ma non tutti i cantoni sono entusiasti della propria parte d'investimento.
Solo una minoranza tra i cantoni svizzeri hanno finora annunciato in modo definitivo la loro partecipazione al piano di finanziamento della nuova Crossair. Decisivo sarà il voto degli zurighesi, chiamati alle urne il 13 gennaio per dare il loro assenso al versamento di un contributo di 300 milioni di franchi.
In caso di rifiuto popolare verrebbe annullato il programma messo a punto l'8 novembre scorso dalla Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, che assegna ai cantoni una partecipazione al capitale azionario della nuova compagnia aerea di circa il 18 per cento. In cifre: 400 milioni di franchi su un capitale totale di 2,213 miliardi.
I cantoni si sono detti in linea di principio disposti a finanziare la nuova Crossair, a patto però che Zurigo faccia il primo passo. In caso di «no» popolare il 13 gennaio da parte degli zurighesi, Lucerna ha già indicato che rivedrebbe il suo contributo fissato in 4,03 milioni di franchi. Sulla stessa linea si sono posti Obwaldo, Glarona e Sciaffusa, cui spettano finanziamenti rispettivamente di 173'000, 262'808 e 1,42 milioni di franchi.
Ginevra, che attende chiarimenti rispetto al ruolo riservato all'aeroporto di Cointrin, verserà una somma di 10 milioni di franchi. La decisione spetterà al Gran Consiglio, ma già si intravvede la possibilità che venga indetto un referendum. Stessa situazione nei Grigioni, cui sono stati chiesti 1,14 milioni di franchi, e in Vallese (1,5 milioni), ma in questo caso l'eventualità di un voto popolare sembra abbastanza remota.
La «chiave di ripartizione» messa a punto dalla Conferenza dei direttori cantonali delle finanze - fissata in funzione della forza finanziaria delle varie regioni e della distanza dagli aeroporti di Zurigo e Ginevra - assegna al Ticino un contributo di 1,82 milioni di franchi, a Zugo di 2,34 milioni ed ad Argovia di 3 milioni. Le due Basilea dovrebbero acquistare titoli della nuova compagnia per 31 milioni di franchi, Svitto per 2,5 milioni, mentre Neuchâtel ha promesso «un contributo di solidarietà» di 400 milioni. Appenzello Esterno ha annunciato il versamento di 634 000 franchi e Appenzello Interno di 86 799.
Nidwaldo ha promesso 515'800 franchi; Vaud, Friburgo, Giura e Uri - tutti alquanto scettici - non hanno ancora preso decisioni e Berna - cui è stato assegnato un contributo di 11 milioni di franchi - ha già fatto sapere che non scucirà un solo centesimo. Decisamente contrario, perlomeno in un primo tempo, si era detto anche San Gallo, ma successivamente il governo cantonale ha proposto un contributo di 7,8 milioni di franchi, suscitando le ire dell'Unione democratica di centro: anche in questo cantone potrebbe quindi essere lanciato un referendum. Tra gli scettici si annovera pure Turgovia, che finora non ha accettato di versare il suo «obolo» di quattro milioni di franchi.
L'aumento del capitale azionario di Crossair intanto prosegue senza intoppi: le sottoscrizioni superano i 2,2 miliardi di franchi, ossia la soglia minima per il varo della nuova compagnia nazionale. Hanno messo mano al portafogli la Confederazione (600 milioni), le due grandi banche UBS e Credit Suisse (insieme 350 milioni) e l'economia privata.
swissinfo e agenzie