Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01143.jsonl.gz/695

Testo depositato
Il Consiglio federale è chiamato ad assicurare, con strumenti analoghi all'ordinanza (CE) n. 1005/2008 e mediante un controllo adeguato della catena di fornitura, che non vengano importati in Svizzera prodotti derivanti dalla pesca illegale, non dichiarata o non regolamentata e che l'origine di tali prodotti sia garantita.
Motivazione
Secondo l'organizzazione ONU per l'alimentazione e l'agricoltura FAO, l'80 per cento della fauna ittica mondiale è depauperato o minaccia di esserlo a causa della pesca eccessiva. La convenzione ONU sul diritto del mare, la convenzione ONU sulle popolazioni ittiche e l'accordo sull'adempimento della FAO impongono sì agli Stati di adottare misure adeguate per garantire la gestione sostenibile delle risorse marine e di collaborare tra di loro a tale scopo. Le quote di pesca, tuttavia, vengono spesso ignorate. La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN) depaupera ulteriormente le popolazioni ittiche e impedisce agli ecosistemi di rigenerarsi. Secondo David J. Agnew, e altri autori, la pesca INN frutterebbe una quantità che varia da 11 a 26 tonnellate all'anno per un valore da 10 a 23,5 miliardi di dollari. Questa cifra equivale al 20 per cento dell'intera quantità di pesce pescato in tutto il mondo. Le misure per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN non interessano unicamente gli Stati di bandiera, gli Stati costieri o di porto dotati di propri pescherecci. Infatti, anche gli Stati importatori devono evitare che i prodotti derivanti dalla pesca INN trovino un mercato di sbocco. Per rendere i prodotti derivanti dalla pesca illecita invendibili sui mercati europei, Bruxelles ha emanato l'ordinanza (CE) n. 1005/2008 del 29 settembre 2008 che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Mediante l'attuazione autonoma di tale ordinanza, la Svizzera deve evitare di diventare in Europa il mercato di sbocco alternativo per prodotti provenienti dalla pesca illegale. Anche il nostro Paese deve appurare la provenienza legale dei prodotti ittici mediante controlli della catena di fornitura delle importazioni secondo il principio della tracciabilità. Anche la Svizzera si è impegnata, nell'ambito della convenzione ONU sul diritto del mare approvata dalle Camere, a contribuire al mantenimento delle risorse viventi e di collaborare a tale fine con altri Stati e organizzazioni internazionali.
Parere del Consiglio federale del 26.08.2009
Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza del problema della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN). Per questo motivo esso approva gli sforzi intrapresi al fine di ottenere una maggiore trasparenza in tutta la catena di fornitura nel settore della pesca. Ratificando la Convenzione dell'ONU del 10 dicembre 1982 sul diritto del mare, la Svizzera si è impegnata politicamente a proteggere gli oceani. Negli anni scorsi essa si è impegnata ulteriormente a favore di soluzioni a livello internazionale, in particolare nel quadro dell'Organizzazione mondiale della salute animale (OIE). Occorre inoltre rilevare che con i label facoltativi si ottengono buoni risultati. A tale proposito si deve menzionare in particolare il label del Marine Stewardship Council (MSC, Consiglio d'intendenza marittima), che è molto diffuso anche in Svizzera. Inoltre la promozione della pesca sostenibile ha pure luogo nell'ambito del Swiss Import Promotion Programm. Il Consiglio federale è quindi anche disposto ad accettare la mozione Rechsteiner-Basel 09.3694, "Cooperazione allo sviluppo e label MSC. Sostegno ai pescatori locali".
L'autore della mozione incarica il Consiglio federale di attuare per analogia il Regolamento 1005/2008/CE. Esso è la trasposizione della Convenzione dell'ONU del 10 dicembre 1982 sul diritto del mare nell'Unione europea. Il regolamento entrerà in vigore presumibilmente nel 2010. Tuttavia esso stabilisce in un primo tempo unicamente i principi e le prime misure inerenti al modo in cui occorre lottare contro la pesca INN nell'Unione europea. In particolare esso disciplina soprattutto le condizioni di accesso ai porti della comunità, i trasbordi in mare nonché le attività di controllo, di ispezione e di verifica degli Stati membri, allestendo in particolare una lista comunitaria dei pescherecci INN. Siccome si tratta in primo luogo di misure inerenti ai porti, la Svizzera non può applicarle in quanto è un Paese senza sbocchi sul mare. Inoltre verrà introdotto un sistema di certificazione applicabile al commercio dei prodotti della pesca. Tuttavia l'indispensabile regolamento d'esecuzione che disciplina le modalità di attuazione del Regolamento 1005/2008/CE non è ancora stato emanato. Inoltre le competenze concernenti l'introduzione e i controlli delle certificazioni secondo il Regolamento 1005/2008/CE non sono ancora state chiarite.
Una trasposizione in Svizzera dipende, da un lato, dall'attuazione definitiva del sistema introdotto nell'Unione europea dal Regolamento 1005/2008/CE e, dall'altro, dall'ulteriore evoluzione dei rapporti contrattuali tra la Svizzera e l'Unione europea nel settore delle derrate alimentari.
Un'azione anticipata della Svizzera equivarrebbe a un approccio unilaterale e isolato e potrebbe provocare l'insorgere di nuovi ostacoli al commercio.
Proposta del Consiglio federale del 26.08.2009
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.