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La decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione europea apre un periodo di grande incertezza per l'economia elvetica: padronato e sindacati sono d'accordo al riguardo.
Nell'immediato futuro i timori principali sono quelli di un ulteriore apprezzamento del franco e di una lunga impasse nei negoziati con l'Ue.
Dopo l'accettazione popolare dell'iniziativa dell'UDC "Contro l'immigrazione di massa" il 9 febbraio 2014 e la rinuncia al tasso minimo di cambio euro-franco da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) il 15 gennaio 2015, questo è il terzo shock di seguito che viene ad aggravare e prolungare la fase di insicurezza in cui versa la Svizzera, nota la Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse).
La Brexit rappresenterà una grande sfida per l'industria di esportazione e l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue renderà ancora più difficile la trasposizione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione di massa, ritiene economiesuisse. Preoccupazioni condivise dall'Unione svizzera degli imprenditori (USI), che ritiene ormai difficile una soluzione concordata con l'Ue sulla questione migratoria. Un'applicazione unilaterale dell'articolo sull'immigrazione è ormai forse "inevitabile", con tutte le possibili conseguenze sugli accordi bilaterali, teme l'associazione padronale.
L'impasse probabile nelle già complicate trattative con Bruxelles preoccupa anche l'Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse. La seconda confederazione sindacale dopo l'USS prevede "grossi problemi" per la Svizzera nell'applicazione dell'iniziativa dell'UDC divenuta articolo costituzionale: l'introduzione concordata di una clausola di salvaguardia è ormai a suo avviso compromessa dalla Brexit e l'applicazione unilaterale da parte elvetica mette in pericolo gli accordi bilaterali tra Svizzera e Ue.
Una rottura di questi accordi va assolutamente evitata, afferma il segretario generale dell'USS Daniel Lampart. "I nostri vicini, che costituiscono i principali mercati di esportazione, sono tutti membri dell'Unione europea", ragione per cui vanno mantenuti rapporti stabili e chiaramente definiti. Nell'immediato futuro a preoccupare maggiormente le due confederazioni sindacali è il rafforzamento del franco. L'USS e Travail.Suisse si aspettano che la BNS faccia il possibile per impedirlo o perlomeno contenerlo al fine di salvaguardare i posti di lavoro.
SDA-ATS