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“Quello che sta succedendo qua è un qualcosa che non ha precedenti nel mondo”, dice Theyvendran, un operatore umanitario, che sta attendendo l’ammissione dei civili gravemente feriti, trasportati all’ospedale di fortuna in Puthumaaththa’lan, nella cosidetta „zona di sicurezza“, da 48 giorni. Mercoledì 1 Aprile 2009, condividendo alcune delle sue terrificanti esperienze con il corrispondente di TamilNet in Vanni, il signor Theyvendran fornisce la sua personale testimonianza sui macabri effetti della carneficina operata dagli attacchi delle forze del Governo dello Sri Lanka contro i civili nel mezzo del dilagare della fame e chiede: „Come può il mondo esterno continuare a guardare queste cose? Vogliono veramente che il popolo Tamil venga completamente distrutto?“
Riportiamo di seguito il resto dell’intervista al Sig. Theyvendran, un operatore umanitario dell’Organizzazione per la Riabilitazione di Tamil (TRO), la principale organizzazione che serve i civili tamil poiché il Governo dello Sri Lanka ha espulso le NGO internazionali dalla regione di Vanni, sta lavorando nell’ospedale di fortuna da 48 giorni insieme ai volontari locali della Croce Rossa.
Circa 2 settimane fa noi abbiamo avuto questo tragico incidente. Una granata è esplosa causando la morte del membro più anziano e del figlio più grande di una famiglia. La madre e il padre entrambi feriti sono stati portati in ospedale assieme al secondo figlio, un bimbo di 8 mesi non ancora svezzato. Il bimbo aveva solamente una minima ferita, ma la madre aveva subito numerose ferite al torace, su una parte del suo seno. Dopo aver ricevuto il primo intervento la madre ha voluto allattare il figlio, dal momento che questi era inconsolabile. Ma la madre ha perso la vita durante l’allattamento del bimbo. Il bimbo stava ancora bevendo il latte. Io non riesco ancora a dimenticare le urla del bimbo quando fu portato via dal corpo ormai esanime della madre.
Noi facciamo questo lavoro con una grande dose di autocontrollo ma davanti a una scena talmente drammatica le lacrime continuavano a versarsi sulle mie guance.Almeno 6600 malati e feriti e i loro assistenti sono stati trasportati dall’ospedale di Puthumaaththa’lan a Trincomalee via mare dal 10 Febbraio ad oggi, secondo le stime del chirurgo Martin Hermann dell’ICRC, documentate in un’ intervista rilasciata questa settimana dall’ICRC.
Il chirurgo dell’ICRC dice che l’ospedale improvvisato ha fatto un „lavoro tremendo“, dato il difficile contesto in cui è posto ad operare. Molti pazienti che arrivano a Trincomalee sono in uno stato di totale esaurimento, disidratati e molto spesso troppo impossibilitati a spostarsi dato l’elevato numero di persone richiedenti cure mediche e data la severa scarsità di forniture mediche all’unico ospedale funzionante a Puthumaaththa’lan.
Noi stiamo ricevendo molte donne gravide ferite. L’altro giorno, abbiamo avuto un caso di una donna gravida il cui feto di sette mesi è morto in grembo a seguito delle ferite di granata. Questa è la prima volta che io vedo questo genere di situazione, dove un feto non solo è ucciso in grembo, ma la sua testa è saltata via. Non so con sicurezza se la madre sia sopravissuta o meno. E’ stato terribile; desideravo andare via da qualche parte da solo e piangere forte.
Ieri (31 marzo 2009) ci sono stati circa 120 casi di vittime portati in ospedale. Molti tra i feriti avevano perso le loro braccia o le gambe o entrambi, e non avevano mangiato per 2 o 3 giorni. Quando noi domandiamo ad essi se hanno avuto da mangiare qualcosa almeno al mattino molti di loro rispondono dicendo che han bevuto solo del tè. Non sono in grado di raccontare tutto questo, ma gli occhi deboli ed infossati di queste persone sembrano essere in uno stato di shock e di profondo dolore. L’altro giorno una madre giovane è venuta a cercare del latte in polvere per il suo bimbo. Io le suggerì di allattarlo dal seno, lei mi disse che non aveva avuto abbastanza cibo da mangiare e a causa di questo il latte si era chiuso dentro. Il bimbo piangeva continuamente, ed era smunto e malnutrito. La maggior parte dei bambini che vedo ora hanno mancanza di sviluppo adeguato e soffrono di malnutrizione.
Facciamo i nostri giri rapidamente e spesso sentiamo frasi tipo „Quella persona è morta? Ok allora spostiamola e portiamola fuori, portiamo l’altra persona in questo posto“. Questo è il tipo di ambiente in cui lavoriamo.
Non possiamo permetterci neanche 5 minuti di riposo in quanto i feriti ed i moribondi vengono portati carichi nel trattore. Quel che sta accadendo qui è qualcosa che non è mai avvenuto in nessun’altra parte nel mondo.