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Bye-bye italiano, auf Wiedersehen?
Le lingue nazionali in Svizzera sono quattro, si sa. Eppure da qualche anno a questa parte, con l'avanzare dell'inglese quale lingua della globalizzazione, i nostri idiomi minoritari fanno sempre più fatica ad affermarsi. Infatti, in Svizzera tedesca a partire dalla terza elementare si punta sull'insegnamento della lingua di Shakespeare e dalla quinta in poi anche su quella di Victor Hugo, mentre in Romandia si lancia dapprima il tedesco e poi l'inglese, tutto a scapito dell'italiano e del romancio. Anche a livello delle scuole superiori sono sempre meno gli allievi che vogliono dedicarsi allo studio di Dante e Orelli, tant'è vero che ormai in ben 7 cantoni, 17 scuole superiori contravvengono all'Ordinanza federale per il riconoscimento dei diplomi di maturità che prevede che ogni liceo debba offrire la scelta tra due lingue nazionali. Falò propone un viaggio attraverso le varie realtà italofone svizzera in cerca di ricette per la salvaguardia della nostra lingua. Ospite della trasmissione il popolare comico svizzero di origine italiana Massimo Rocchi, che in una recente intervista si autodefinisce “barometro antropologico” della società.