Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01219.jsonl.gz/609

BERNA - Lanciata nel novembre 2016, l'iniziativa "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici" è stata depositata oggi presso la Cancelleria federale da un gruppo di cittadini neocastellani. Stando a "future3.0", il comitato che sostiene il testo, le firme raccolte sono state 145'099.
Gli iniziativisti vogliono vietare l'utilizzo di pesticidi di sintesi nell'agricoltura, nella trasformazione dei prodotti agricoli e nella conservazione del paesaggio. Intendono anche bandire dalla Confederazione alimenti che contengono pesticidi o per la produzione dei quali sono usati anticrittogamici.
Agli occhi del comitato, è «assolutamente possibile» garantire l'approvvigionamento della popolazione svizzera tramite produzione interna e l'importazione di generi alimentari senza pesticidi. A suo avviso, è provato che chi non impiega queste sostanze deve far fronte a costi sensibilmente inferiori.
L'iniziativa potrebbe essere inserita nella legislazione entro una decina d'anni. Composti chimici come il solfato di rame sarebbero invece ancora permessi, così come i trattamenti nel campo dell'agricoltura biologica e la concimazione.
D'altro canto, sarebbe vietato il controverso erbicida glifosato, che di recente l'Unione europea ha autorizzato per ulteriori cinque anni. In un rapporto, il Consiglio federale lo ha classificato come innocuo, mentre secondo studi dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sarebbe un «probabile cancerogeno». Il testo vuole inibire pure una serie di insetticidi nocivi per le api.
Il comitato d'iniziativa è composto da sette persone della regione di Neuchâtel che, stando alle loro dichiarazioni, non appartengono a nessun partito politico. Fra queste vi sono ad esempio un enologo, un professore di biologia e degli imprenditori.
Per il mondo agricolo però, si tratta di un testo troppo estremo, rischioso e utopico. L'Unione svizzera dei contadini (USC) denuncia un dibattito scollegato dalla realtà del mercato. Globalmente, le associazioni del settore temono un rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari, tanto che una vasta fascia della popolazione non potrà più permettersi di acquistare legumi a sufficienza.
La libera scelta del consumatore verrebbe inoltre fortemente limitata deplorano i contrari, che sottolineano tra l'altro come i pesticidi sintetici siano usati non solo nell'agricoltura, ma anche nel settore dell'edilizia, della sanità e dell'igiene.
Pure un'altra iniziativa che va nello stesso senso - "Acqua potabile pulita e cibo sano - No alle sovvenzioni per l'impiego di pesticidi e l'uso profilattico di antibiotici" - è di recente riuscita. Essa prevede che l'agricoltura contribuisca alla sicurezza dell'approvvigionamento in derrate alimentari sane e in acqua potabile. I pagamenti diretti sarebbero condizionati al rispetto della biodiversità.