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SHANGHAI - La Cina è diventata il maggior produttore ed esportatore di prodotti destinati ai sexy shop di tutto il mondo. È quanto emerge dalle statistiche della dogana cinese, pubblicate dal "China Daily".
Il 70% di vibratori, lingerie, sex toys e altri oggetti venduti nei sexy shop di tutto il mondo hanno oramai tutti il marchio made in China. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per il fatto che la Cina, per quanto riguarda il sesso, è ancora un paese molto conservatore, dove riviste porno, DVD e siti pornografici sono fermamente vietati.
Sono il Guangdong, nel sud del paese e lo Zhejiang, nella parte orientale, le aree dove ci sono le maggiori fabbriche che producono di oggetti sessuali. "Il 50% dei nostri compratori sono americani, mentre il 30% arriva dall'Europa", ha detto al giornale Romeo Jiang, general manager della Bestgreen, società di Shenzhen, entrata nel mercato dei sex toys nel 2003 e il cui giro di affari l'anno scorso e' stato tra i 2 e i 3 milioni di dollari.
"Abbiamo cominciato questa attività - ha detto Jiang - a seguito della crisi, prima producevamo altro, poi un nostro compratore americano ci ha chiesto i sex toys e siamo entrati nel mercato".
I prodotti che escono dalla fabbrica della Bestgreen costano tra i 50 centesimi ai 100 dollari. Secondo Jiang, un vibratore che esce dalla loro fabbrica per un dollaro, viene venduto negli Usa per oltre 10 dollari. Il mercato della produzione dei sex toys in Cina, conta oltre 1.000 aziende manifatturiere ed ha un giro di oltre 2 miliardi di dollari. In uno studio pubblicato dal China Market Research Center, nei primi cinque mesi di quest'anno il giro d'affari delle società' cinesi ha raggiunto 940 milioni di dollari. E' il Sudafrica il primo paese destinatario dei prodotti sessuali cinesi, con la ricezione di poco meno del 20% delle esportazioni cinesi. La Corea del Sud e l'Iran seguono al secondo e terzo posto.
La Cina invece importa principalmente da Giappone, Thailandia, Olanda e Malesia. I prodotti più venduti in Cina sono gli stimolatori o quelli che aiutano le prestazioni, con i preservativi stimolanti che rappresentano il 21,5% del mercato. Nel 2008 c'e' stato il boom delle esportazioni di prodotti sessuali cinesi, con 2,808 miliardi di dollari. Era il 1993 quando a Pechino ha aperto il primo sexy shop, ora sono più di 200.000 in tutto il paese che guadagnano, esclusi preservativi, altri contraccettivi e afrodisiaci, oltre 1 miliardo di euro all'anno. Le vendite sono in continua ascesa (nonostante l'impossibilita' di fare pubblicità) anche grazie al fatto che le donne stanno diventando le prime acquirenti, dimostrando un enorme cambiamento nei costumi sessuali del paese.
SDA-ATS