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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 25 febbraio 1999 è entrato in vigore in Svizzera e nei Paesi limitrofi il nuovo sistema di rotte aeree (ARN V3). Questa rete di corridoi aerei introdotta in tutta Europa a tappe successive ha lo scopo di smaltire il traffico in forte aumento nei cieli europei. </p><p>In Svizzera il nuovo sistema prevedeva originariamente un'ampiezza dei corridoi di 14 miglia nautiche. Vi è stato in seguito un allargamento, tanto che Swisscontrol, la società svizzera addetta alla sicurezza aerea, dispone attualmente di 3 corsie di un'ampiezza totale di 18 miglia nautiche, inclusa una distanza di sicurezza di 1 miglio da ogni bordo. I corridoi aerei possono subire restringimenti temporanei in concomitanza con l'uso degli spazi di esercitazione militari circostanti; tali restringimenti sono decisi da una cellula mista civile e militare di gestione del traffico aereo in base al volume del traffico aereo civile. La decisione finale spetta comunque alla Swisscontrol che ha quindi la precedenza sulle rotte. Per quanto riguarda le precedenze al di fuori dei corridoi aerei, il Consiglio federale rimanda alla risposta alla mozione Banga del 17 marzo 1999.</p><p>Per garantire la sicurezza in ogni momento della transizione al nuovo sistema, la capacità degli spazi aerei dei vari Paesi è stata ridotta preventivamente per un periodo di più settimane dalla centrale di controllo europea del traffico aereo, Eurocontrol, per ordine dei servizi nazionali di sicurezza aerea. Come previsto, ciò ha portato nei Paesi interessati a sensibili ritardi, almeno nella fase iniziale. </p><p>La fase di avvio del nuovo sistema di rotte aeree si è conclusa all'inizio di aprile. Swisscontrol ha gradualmente aumentato le sue capacità di più del 100% rispetto alle disponibilità precedenti. Le Forze aeree, dal canto loro, hanno fatto concessioni durature concernenti l'utilizzazione dello spazio aereo, soddisfando tutte le richieste di Swisscontrol. </p><p>Con i nuovi corridoi aerei si spera di espandere le capacità del traffico aereo in Europa in alcuni casi perfino del 30%. Questa espansione si rende necessaria in vista di una crescita stimata del 5% circa all'anno del traffico civile aereo in Europa. Nel ristretto spazio aereo svizzero, densamente trafficato, non si raggiungerà probabilmente un miglioramento significativo delle capacità soltanto grazie alle nuove rotte aeree. Poiché un'aviazione civile efficiente è essenziale per la prosperità della nostra industria delle esportazioni e della nostra piazza finanziaria, dovranno essere vagliate e attuate anche altre forme di intervento. Attualmente vengono discusse dall'UFAC, dalle Forze aeree e da Swisscontrol, con la consulenza del SAirGroup, le misure integrative a breve, medio e lungo termine descritte più avanti, volte ad aumentare le capacità aeree e a far fronte ad una domanda in continuo aumento. </p><p>Presso la scuola di Swisscontrol è attualmente in corso la formazione dei controllori di volo, che dura però quasi 4 anni. Perciò Swisscontrol assume attualmente più personale straniero addetto al controllo aereo, in modo da ovviare alla temporanea carenza di controllori.</p><p>Questa primavera Eurocontrol varerà inoltre dei provvedimenti per aumentare a breve termine le capacità di controllo del traffico aereo a livello europeo, che dovrebbe ripercuotersi anche in Svizzera.</p><p>Inoltre, sono possibili interventi anche sul piano tecnico per migliorare il controllo del traffico: il sistema FLORAKO, che dovrebbe entrare in funzione in via sperimentale quest'anno, dovrebbe facilitare la gestione del traffico aereo.</p><p>A medio termine, un notevole miglioramento delle capacità dovrebbe essere ottenuto con l'introduzione di soglie più basse di scalamento nello spazio aereo superiore.</p><p>Inoltre, una task force composta dalle Forze aeree, Swisscontrol, dagli aeroporti nazionali e dagli utenti dello spazio aereo, in particolare dal SAirGroup, sotto la guida dell'UFAC sta esaminando la possibilità di una totale riorganizzazione dello spazio aereo svizzero. La nuova struttura dovrà però tenere conto del collegamento delle rotte di avvicinamento e di decollo degli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea e di quelli regionali alla rete dei corridoi aerei. Quest'ultima non può essere modificata in tempi brevi a causa delle procedure di consultazione presso i Cantoni e i Comuni interessati. Inoltre le procedure di controllo del traffico da parte di Swisscontrol e delle autorità militari devono essere adeguate alla nuova struttura dello spazio aereo. Infine, i nuovi punti di avvicinamento e di decollo dovrebbero essere concordati e attivati congiuntamente dalla Svizzera e dai Paesi limitrofi, il che richiederebbe una nuova fase di transizione con inevitabili ritardi. Tutti questi elementi dovranno essere presi in considerazione nel decidere di un'eventuale nuova ristrutturazione dello spazio aereo. </p><p>Sul lungo periodo un aumento delle capacità aeree sarà possibile mediante l'integrazione del traffico aereo civile e militare, opzione favorita, ora allo studio di un gruppo di lavoro. Anche la possibilità di una collaborazione a livello transfrontaliero racchiude in sé un grande potenziale.</p>  Risposta del Consiglio federale.