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Indicazione
Analisi della funzione epatobiliare; diagnosi di una colestasi intraepatica gravidica (ICP).
Materiale / Quantità
siero / 100 µl
Preparazione del paziente
Il prelievo ematico va effettuato su pazienti a digiuno, poiché nella fase postprandiale gli acidi biliari aumentano significativamente.I campioni di pazienti trattati con acido ursodesossicolico non sono adatti per determinare la presenza di acidi biliari con questo reagente. Consigliamo di eseguire la ricerca di acidi biliari non prima di una settimana dall'ultima somministrazione di acido ursodesossicolico.
Stabilità
Temperatura ambiente (fino a 25 °C): 1 Giorno
Frigorifero (5-8 °C): 7 Giorni
Congelato (-20 °C): 3 Mesi
Max. coefficiente di variazione
6.2 %
Valore di riferimento
< 10.0
Nota
Di norma, la ricerca di acidi biliari viene eseguita due volte alla settimana, ma nei casi urgenti anche giornalmente. Vi preghiamo di indicare l'urgenza sul formulario di richiesta.
Interpretazione
La combinazione tra il valore a digiuno e il valore postprandiale può essere usata per valutare la funzione epatobiliare (aumento degli acidi biliari).Epatopatia:
elevate concentrazioni di acidi biliari si riscontrano in caso di epatite virale acuta, epatite alcol-tossica, PBC, fibrosi cistica e altre forme di colestasi intra ed extraepatica.
Gli acidi biliari nel siero sono gli indicatori più sensibili, rispetto ad altri parametri di laboratorio, per rilevare le reazioni di rigetto nei pazienti che hanno subito un trapianto di fegato e soprattutto i danni epatici tossici. A causa dell'interferenza con i sistemi di trasporto nel fegato (ad es. in caso di esposizione a solventi), gli acidi biliari consentono di individuare tempestivamente una disfunzione del fegato e sono adatti per il biomonitoraggio.Colestasi intraepatica in corso di gravidanza (CIG):
la CIG è una delle più frequenti malattie del fegato associate a una gravidanza (fino allo 0,2% di tutte le gravidanze).
In questo caso, gli acidi biliari del siero costituiscono il parametro di laboratorio più sensibile. Questa malattia è caratterizzata dal fatto che la colestasi si manifesta chiaramente dal punto di vista clinico attraverso il prurito, mentre dalle analisi di laboratorio risulta difficilmente riscontrabile dal punto di vista morfologico.
Elevate concentrazioni di acidi biliari sono state descritte anche in pazienti asintomatiche con funzione epatica regolare. Per la diagnosi della CIG è determinante la combinazione di prurito e aumento degli acidi biliari.
Ultima modifica
22.04.2020