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ZURIGO - Non c’è dubbio: quando si compie un gesto disinteressato, di solito ci si sente davvero bene. Ma in effetti cosa accade dentro di noi nel momento in cui facciamo un piccolo o grande piacere a qualcuno? È una questione, questa, di cui da anni si occupano ricercatori di vari settori. E le risposte non mancano.
Le buone azioni sono salutari - Nell’ambito di uno studio canadese, a 52 liceali è stato chiesto di fare una buona azione una volta alla settimana. Per esempio aiutando degli scolari nei compiti. Un altro gruppo, composto da 54 studenti, non ha invece fatto nulla del genere. Dopo due mesi tra i primi è stato constatato un miglioramento a livello della circolazione cardiovascolare e anche una perdita di peso. Un’ulteriore ricerca ha mostrato effetti positivi anche per la salute di persone più anziane.
Le buone azioni riducono lo stress - Lo stress è associato a tutta una serie di malattie, dal diabete alle ulcere allo stomaco, dall’insonnia alla depressione. I ricercatori ritengono che ci sia un legame con l’ormone che il nostro organismo produce per fare fronte allo stress: il cortisolo. Uno studio del 2010 ha mostrato che chi dona denaro con generosità ha un livello più basso di cortisolo.
Le buone azioni allungano la vita - Chi fa delle buone azioni è ben visto all’interno della società. E ha così la possibilità di allargare la propria cerchia di amicizie e conoscenze. Chi ha molti amici veri, vive più a lungo. Questo è quanto emerge dall’analisi di 148 studi nel 2010: un più grande contesto sociale allungherebbe infatti la vita di cinque anni.
Le buone azioni danno il buonumore - Chi aiuta gli altri, si sente bene. La spiegazione si trova nei risultati di uno studio del 2007: quando si fa una buona azione, nel cervello viene attivato il sistema di ricompensa. E quest’ultimo assicura il rilascio di ormoni della felicità, portando a uno stato di euforia che i ricercatori definiscono come “helper’s high”.
Le buone azioni migliorano la salute mentale - Una valutazione di quaranta studi sugli effetti del volontariato sul benessere ha dimostrato che le buona azioni portano benefici anche alla salute mentale. In generale il volontariato darebbe soddisfazione, impedendoci di finire in depressione, come sostengono i ricercatori. Aiuta anche il fatto che dedicandosi agli altri non ci si concentra sui propri problemi. E ci si rende conto di stare bene.
Le buone azioni rendono felici - Chi dà una mano agli altri è in genere più felice. Secondo uno studio condotto dall’Università di Oxford, chi fa una buona azione sente infatti una sorta di calore interiore, una sensazione di felicità. Una ricerca a lungo termine dell’Università del Wisconsin-Madison è inoltre giunta alla conclusione che lo stesso vale per chi dà una mano ai colleghi sul posto di lavoro.
Ma… - Per quanto possa essere positivo, il volontariato potrebbe però anche generare dei problemi. Lo sostiene la psicologa Sherrie Bourg Carter. Le persone che nella vita di tutti i giorni si sentono sopraffatte dai molti impegni non dovrebbero dedicarsi a ulteriori attività. Nemmeno se le intenzioni sono buone. Dipende comunque da persona a persona. Bourg Carter raccomanda di limitare il proprio impegno per il volontariato a un livello personalmente tollerabile. Il rischio è di subire un esaurimento, come spesso si osservare negli operatori umanitari.
Questo articolo è stato realizzato in vista della Giornata della buona azione. Più informazioni in merito si trovano qui.
Insieme a partner come la Croce Rossa Svizzera e il WWF, Coop lancia la “Giornata della buona azione”. Un appuntamento con cui si vogliono incoraggiare le persone di tutta la Svizzera a fare del bene.
La giornata si terrà per la prima volta il 25 maggio 2019. E anche tu puoi partecipare! Condividi le tue buone azioni sui social media con l’hashtag #GiornataDellaBuonaAzione e sarai fonte d’ispirazione per gli altri!
Tutti i contenuti condivisi e altre informazioni sulla Giornata della buona azione si trovano qui.
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ZURIGO - Non c’è dubbio: quando si compie un gesto disinteressato, di solito ci si sente davvero bene. Ma in effetti cosa accade dentro di noi nel momento in cui facciamo un piccolo o grande piacere a qualcuno? È una questione, questa, di cui da anni si occupano ricercatori di vari settori. E le risposte non mancano.