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La denuncia della comunità africana di Guangzhou: «Noi discriminati»
PECHINO - La comunità africana nella città cinese meridionale di Guangzhou denuncia di essere discriminata, a causa dell'epidemia di coronavirus. La Cnn riferisce di resoconti diffusi sui social media da persone rimaste senza casa questa settimana, in seguito agli avvertimenti delle autorità di Pechino contro i casi importati di coronavirus.
Decine di persone hanno raccontato all'emittente americana di essere state sfrattate dalle loro case dai proprietari o allontanate dagli hotel, nonostante sostenessero di non avere precedenti di viaggio o contatti noti con i pazienti Covid-19. Tra le altre testimonianze, test casuali o quarantena obbligatoria in casa, senza avere sintomi o contatto con pazienti noti.
Pechino però non ci sta. Il ministero degli Esteri ha sottolineato che «Cina e paesi africani sin dall'inizio dell'epidemia continuano a sostenersi e il governo tratta tutti gli stranieri allo stesso modo e si oppone a pratiche differenziate per gruppi specifici».
Una seconda ondata "importata" - La Cina, primo epicentro della pandemia, da alcuni giorni teme una seconda ondata, soprattutto a causa dei casi importati, in continua crescita. Oggi le autorità sanitarie hanno riferito che dei 46 nuovi casi di contagio nelle ultime 24 ore, 42 sono di persone di rientro dall'estero. Tanto che nei giorni scorsi il presidente Xi Jinping ha esortato le autorità a controllare attentamente i casi importati da altri paesi.
Hong Kong, non lontano da Guangzhou, è già stata colpita duramente da una seconda ondata. All'inizio di marzo, c'erano solo 150 casi. Ora ce ne sono 990, molti importati dall'estero. Allo stesso tempo, le autorità cinesi rilevano che la stragrande maggioranza dei casi importati sono persone con passaporto cinese di rientro dall'estero.