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Secondo i giudici del Tribunale amministrativo federale, il licenziamento immediato «è giustificato»
SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) respinge il ricorso di un dipendente delle FFS licenziato con effetto immediato per comportamenti inappropriati nei confronti di una collega. La decisione non è definitiva e può essere impugnata davanti al Tribunale federale (TF).
All'inizio di maggio 2021, un'assistente alla clientela in formazione ha denunciato molestie sessuali da parte di un collega. Lui ha tentato di baciarla sulla bocca in un locale per la pausa, più tardi le ha dato una pacca sul sedere e per finire l'ha abbracciata e tenuta per la cintura. Gli ultimi due fatti sono avvenuti in pubblico e sono stati confermati da un altro dipendente.
L'autore è stato sospeso dopo due giorni. Ascoltato in presenza di un rappresentante sindacale, ha contestato i fatti. Le FFS hanno ritenuto che il palpeggiamento e l'abbraccio fossero fatti sufficientemente consolidati e lo hanno licenziato con effetto immediato alla fine di maggio. L'uomo ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF).
In una sentenza pubblicata oggi, il tribunale respinge tutte le argomentazioni del ricorrente. Il suo diritto ad essere ascoltato non è stato violato: la brevità della procedura si spiega con la scarsa complessità del caso. Inoltre, sebbene abbia inizialmente negato le accuse durante l'udienza, le ha successivamente minimizzate, il che costituisce una forma di confessione.
I giudici di San Gallo ritengono che il licenziamento immediato sia giustificato in questo caso. Le FFS hanno dovuto scegliere tra gli interessi del ricorrente e quelli della vittima, precisa il TAF, per il quale l'esame della procedura non ha portato alla conclusione che l'azienda sia stata parziale o negligente.