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<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Se si rinunciasse ai neonicotinoidi, in che misura occorrerebbe aumentare il premio di coltivazione per compensare una perdita media di resa pari al 50 per cento (caso peggiore) per tutti e tre gli anni?</p><p>2. Sulla base del calcolo di una resa standard nel quadro della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate di 90 tonnellate per ettaro a 44 franchi la tonnellata, un premio supplementare di 680 franchi per ettaro permetterebbe di coprire tale rischio?</p><p>3. Questa perdita, calcolata per anno, corrisponderebbe a un aumento del 17 per cento circa del premio di coltivazione che ammonta già a 2100 franchi per ettaro. Rapportato ai 18 000 ettari di colture di barbabietole occorrerebbe iscrivere a preventivo 12,2 milioni in più. Un tale aumento è possibile?</p><p>4. La coltivazione convenzionale della barbabietola ha anche un impatto sul suolo e sulla qualità dell'acqua a causa dell'utilizzo intensivo degli erbicidi; quali provvedimenti potrebbe mettere in atto il Consiglio federale in tempi brevi per incoraggiare la conversione alla produzione biologica, visto che tale filiera rappresenta meno dello 0,1 per cento della superficie coltivata?</p><p>5. Quali innovazioni tecniche e quale sostegno specifico destinato alla ricerca permetterebbero di ridurre la compattazione del suolo e l'utilizzo di tali materie ausiliarie?</p><p>6. Quali opzioni stanno studiando Agroscope, le SUP e il FiBL?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Sulla scorta dell'analisi di oltre 100 aziende agricole produttrici di barbabietole da zucchero, per il 2019 - un anno di coltivazione con rese di barbabietole e tenori di zucchero nella media - Agroscope ha calcolato una prestazione di mercato pari mediamente a 4400 franchi per ettaro, tenendo conto di una resa di barbabietole di 84 tonnellate per ettaro e di una remunerazione di 52.30 franchi la tonnellata. Secondo le ipotesi formulate (calo di resa del 50 per cento ogni tre anni), in un anno i ricavi diminuirebbero di 2200 franchi per ettaro ovvero, nella media triennale, di 733 franchi per ettaro e anno. Tendenzialmente, utilizzando insetticidi ad applicazione fogliare per la lotta agli afidi e rinunciando alla concia delle sementi con i neonicotinoidi, ci si aspettano anche costi di coltivazione più elevati. A fronte di una superficie costante, una flessione delle rese di barbabietole e tenori di zucchero minori determinerebbero un calo della produzione e minori entrate provenienti dalla vendita dello zucchero, presupposto che i prezzi rimangano stabili. Con costi fissi per la produzione di zucchero costantemente elevati, il prezzo delle barbabietole da zucchero subirebbe una pressione ancora maggiore. Sarebbero comunque i coltivatori di barbabietole a decidere, sulla base di considerazioni individuali concernenti le proprie aziende, se l'aumento del contributo per singole colture destinato alle barbabietole da zucchero di circa 700 franchi per ettaro e anno basterebbe a motivarli a coltivare un quantitativo di barbabietole sufficiente per sfruttare la capacità produttiva di due zuccherifici.</p><p>3. Secondo lo studio economico-aziendale svolto da Zucchero svizzero SA, considerata la resa standard delle barbabietole coltivate su 18 000 ettari, lo sfruttamento della capacità produttiva dei due zuccherifici non è ottimale. Sulla base delle ipotesi dell'autrice dell'interpellanza, con una perdita di resa del 50 per cento ogni tre anni la situazione economico-aziendale degli zuccherifici peggiorerebbe ulteriormente. Il Consiglio federale ha aumentato temporaneamente fino a fine 2021 il contributo per singole colture destinato alle barbabietole da zucchero da 1800 a 2100 franchi per ettaro e anno, al fine di concedere al settore dello zucchero il tempo necessario per migliorare ulteriormente la competitività. Stando all'ipotesi dell'autrice dell'interpellanza, a causa del calo delle rese medie occorrerebbe aumentare le superfici coltivate a barbabietole da zucchero al fine di sfruttare in modo ottimale la capacità produttiva degli zuccherifici con materie prime indigene. Considerato che a tal fine sarebbe necessaria una superficie messa a barbabietole da zucchero di almeno 20 000 ettari e che il contributo per singole colture ammonterà a 1800 franchi per ettaro e anno a partire dal 2022, si genererebbero spese aggiuntive di 20 milioni di franchi all'anno.</p><p>4. Nella coltivazione della barbabietola da zucchero, in autunno inoltrato, talvolta con condizioni del suolo non ottimali, vengono raccolte, trasportate e trasformate a ciclo continuo in zucchero grandi quantità di barbabietole. Onde evitare in particolare compattazioni del suolo durature, nel suo Messaggio concernente l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022 (PA22+) il Consiglio federale ha previsto misure di protezione. La lotta meccanica, e in parte manuale, alle malerbe nella coltura biologica di barbabietole da zucchero, rappresenta una sfida a causa dell'elevato carico di lavoro. Per questo motivo vengono versati contributi per la campicoltura praticata secondo le norme dell'agricoltura biologica. Inoltre, nell'ambito dell'ordinanza sulla promozione della qualità e della sostenibilità nell'agricoltura e nella filiera alimentare, l'Ufficio federale dell'agricoltura sostiene già un progetto nel settore della coltivazione biologica della barbabietola da zucchero. Negli ultimi anni è stato possibile aumentare la superficie coltiva gestita secondo metodi biologici a 150 ettari. Nel suo progetto in consultazione concernente l'iniziativa parlamentare 15.479 Bourgeois "Basta svendere lo zucchero!</p><p>Per la salvaguardia dell'economia indigena dello zucchero", la CET-N ha proposto di differenziare il sostegno per le barbabietole da zucchero coltivate conformemente ai requisiti dell'agricoltura biologica e in caso di rinuncia a fungicidi e insetticidi. Si prevede che nel 2021, dopo aver preso atto dei risultati della consultazione, le Camere potranno dibattere in merito alla concreta struttura delle modifiche di legge.</p><p>5. e 6. Una gamma ridotta di principi attivi per la protezione dei vegetali incide sulla ponderazione degli obiettivi nell'ambito della selezione vegetale. I criteri della resistenza e della tolleranza delle varietà agli agenti patogeni acquisiscono una valenza maggiore. Nel settore della protezione dei vegetali, il progresso tecnologico favorisce attrezzature ad alta precisione con le quali vengono effettuate applicazioni puntuali di prodotti fitosanitari o una lotta alle malerbe prettamente meccanica. L'Ufficio federale dell'agricoltura sostiene un progetto per una regolazione più efficiente delle malerbe realizzato in collaborazione con il FiBL, Agroscope e la SSAFA. Nel suo programma di ricerca Agroscope, in collaborazione interdisciplinare con il FiBL, intende sviluppare ulteriormente la protezione dei vegetali sostenibile nei settori gestione degli habitat, metodi di lotta alternativi, sistemi di supporto decisionale e robot estirpatori di malerbe.</p>  Risposta del Consiglio federale.