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Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno approvato il credito di oltre due miliardi e mezzo per la riqualifica dell'intera aerea.
BERNA - Dopo il Nazionale in maggio, oggi anche il Consiglio degli Stati ha dato il suo "ok" allo sgombero del deposito di munizioni situato nel comune di Mitholz (BE) e alla riqualificazione dell'intera area interessata. Il relativo credito di oltre due miliardi e mezzo di franchi è così definitivamente approvato.
Costruito durante la Seconda guerra mondiale nella montagna, una parte del deposito di munizioni Mitholz esplose nel 1947. Nove persone sono morte e il villaggio è stato devastato, ha ricordato Olivier Français (PLR/VD) a nome della commissione.
Oggi si valuta che, all'interno di quanto rimane del deposito, siano rimaste circa 3500 tonnellate di materiale esplosivo, tra cui bombe aeree, mine, munizioni d'artiglieria e granate a mano. Queste contengono materiali inquinanti e metalli pesanti - come mercurio, piombo, zinco e antimonio - che rappresentano un rischio per l'ambiente, ha sostenuto Français.
Stando a un rapporto pubblicato nel giugno del 2018, il rischio di nuove esplosioni è più elevato del previsto rendendo necessari i lavori di sgombero, che non si concluderanno prima del 2041, ha spiegato il relatore commissionale. Il progetto avrà quindi un grande impatto sulla popolazione del luogo, che dovrà lasciare il villaggio. Gli abitanti dovranno decidere se partire definitivamente o prevedere un futuro ritorno.
Per lo sgombero del deposito di munizioni - per il quale sono state studiate 19 varianti, come spiegato oggi dalla consigliera federale Viola Amherd - e la riqualificazione dell'intera area interessata, il Parlamento ha approvato un credito di 2,59 miliardi di franchi da sbloccare in due fasi. La prima tranche pari a 1,09 miliardi comprende misure preliminari e di protezione nonché le attività di preparazione dello sgombero.
Anche se il progetto è stato approvato oggi senza opposizioni - 3 gli astenuti - dubbi non sono mancati in Parlamento, anche al Consiglio nazionale. Le competenti commissioni hanno rinviato più volte la loro decisione in merito: inizialmente hanno voluto che fossero esaminate anche altre opzioni, anche se tutti erano concordi nell'affermare che l'attuale situazione rappresenti un rischio inaccettabile. E anche oggi c'è chi, come Thomas Minder (indipendente/SH), si è detto non convinto del progetto: «Ci sono molti punti interrogativi», ha sostenuto. «Solo lo sgombero completo del deposito risolverà definitivamente il problema», ha replicato Werner Salzmann (UDC/BE).