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Dopo aver portato in dicembre, nel quadro dell'aumento di capitale, la sua quota nel gruppo siderurgico lucernese Schmolz+Bickenbach dal 17,5 al 44,9% Martin Haefner ha acquisito tutte le azioni in mano agli eredi delle famiglie fondatrici.
Il miliardario svizzero, che controlla già l'importatore di auto AMAG, ha rilevato tramite la sua società di partecipazioni BigPoint Holding la partecipazione del 10,09% che gli eredi detenevano prima dell'aumento di capitale attraverso la società Schmolz+Bickenbach Beteiligungs GmbH al prezzo di 0,45 franchi per azione, si legge in due comunicati distinti diramati oggi.
Con il passo attuato il 3 gennaio Haefner spiana la strada alla ricapitalizzazione e al risanamento del gruppo siderurgico in difficoltà. Con la cessione dei titoli la Schmolz+Bickenbach Beteiligungs GmbH ha infatti ritirato il suo ricorso presso il Tribunale amministrativo federale (TAF) contro la deroga sulle normative di borsa concessa in dicembre dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA), la quale esonerava Haefner dall'obbligo di presentare un'offerta dopo il superamento della soglia di un terzo del capitale (salvo se la sua partecipazione si situerà ancora sopra al 33% a fine 2024).
Gli eredi si sono quindi fatti ricompensare bene il ritiro del loro ricorso. Considerando il prezzo pagato di 0,45 franchi per titolo - a fronte di un corso dell'azione ieri pari a 0.267 franchi - teoricamente il valore del pacchetto venduto a Haefner ammonta a oltre 46 milioni di franchi.
Concretamente con questo acquisto, e una volta completato l'aumento di capitale, l'imprenditore deterrà direttamente e indirettamente il 49,6% circa di Schmolz+Bickenbach, a fronte del 44,9% prima del rilevamento della quota degli eredi. Nel comunicato Haefner si dice soddisfatto dell'intesa. Questa soluzione strategica è "nell'interesse di tutti gli azionisti e gli altri stakeholder del gruppo". Essa garantisce il finanziamento, i posti di lavoro, il know-how e quindi la sostanza dell'azienda quale base per il suo futuro successo.
Schmolz+Bickenbach era finita in difficoltà finanziarie in seguito alla crisi nel settore siderurgico e al calo della domanda da parte dell'industria automobilistica. In autunno Haefner si era detto disposto a iniettare fondi nel quadro di un aumento di capitale di complessivamente 325 milioni di franchi se in tal modo avesse potuto portare la sua partecipazione dal 17,5 al 37,5% e fosse al contempo stato esonerato dall'obbligo di sottoporre un'offerta sulle quote rimanenti.
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