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BERNA - Con i suoi 158 donatori di organi post mortem, il numero di donatori alla fine dello scorso anno è cresciuto del 10% rispetto al 2017. Un record, quello registrato da Swisstransplant, composto da 126 donatori deceduti per morte cerebrale e da 32 donatori deceduti per morte cerebrale dopo un arresto cardiocircolatorio. Cifre che corrispondono a 18,6 donatori per milione di abitanti.
Lunga lista d’attesa - Sempre alla fine del 2018, erano 1412 i pazienti in lista d’attesa per ricevere una donazione. Una cifra inferiore rispetto all’anno precedente, ma superiore a quella relativa al triennio 2013-2015.
«Un familiare su due non sa» - Durante gli ultimi dodici mesi, sono 68 le persone decedute in attesa di un organo. Le principali ragioni per cui non vengono eseguite donazioni continuano ad essere la mancata espressione di volontà e la mancata conoscenza della volontà della persona deceduta.
«Nonostante il miglioramento dei processi nel settore della donazione di organi, il 50 per cento dei familiari non conosce la volontà della persona deceduta», ha sottolineato Franz Immer, direttore della fondazione. «Ciò fa sì che oltre il 60 per cento dei colloqui con i familiari termini con il rifiuto di una donazione di organi».
Un registro nazionale - Per semplificare la documentazione relativa alla decisione riguardante la donazione di organi, nell’ottobre 2018 Swisstransplant ha lanciato il Registro nazionale di donazione di organi, un’alternativa elettronica alla tessera di donatore. A fine dicembre nel Registro nazionale di donazione di organi si erano già iscritte oltre 44’000 persone. E proprio in quel mese, per la prima volta, è stato possibile considerare quale donatrice di organi una persona deceduta in base alla sua iscrizione.