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Madio del fu Bertramo «de Tempo» di Intragna detta il suo testamento e lascia ai poveri e ai vicini di Intragna e Golino due staia di biada di mistura (segale e miglio per metà) di pane, alla misura della pieve di Locarno, garantiti su un appezzamento di terreno a campo nella campagna di Golino «in Cruyzio», nonché due montoni. Stabilisce che vengano celebrati ogni anno nella chiesa di S. Giorgio di Golino due annovali, per i quali il sacerdote celebrante dovrà ricevere 12 imperiale e il sagrestano 3 imperiali per ogni annovale, in memoria della sua anima e dei suoi defunti. A garanzia di tali disposizione il testatore designa un appezzamento di terreno a prato con alberi nella campagna di Golino presso detta chiesa. Stabilisce inoltre che ogni anno vengano celebrati altri 2 annovali nella detta chiesa, per i quali il sacerdote celebrante dovrà ricevere 12 imperiale e il sagrestano 3 imperiali per ogni annovale e a garanzia di tali disposizione il testatore attribuisce un corte con case nel territorio di Intragna «ad Comunum», in memoria dell'anima dei defunti Madio «Sabate» di Intragna, suo suocere, e di Galizia, moglie del testatore. Nomina infine erede Lorenzo del fu Pietro «Groli» di Bosco, abitante a Intragna, e gli lascia la sua casa.
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