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La crisi economica mondiale pose lo Stato sociale di fronte a una sfida importante. La crisi colpì relativamente tardi la Svizzera, che nella seconda metà degli anni 1920 aveva attraversato un periodo di sviluppo. In compenso, la ripresa congiunturale si fece attendere fino al 1937. La crisi provocò una riduzione del reddito nazionale del 20 per cento circa. Nell’inverno del 1936 la disoccupazione salì al 7 per cento. La situazione della popolazione fu resa ancora più difficile dalla politica economica deflazionistica dei partiti e delle associazioni borghesi, che rimasero fedeli alla parità aurea del franco, portarono avanti una politica di bilancio e tributaria restrittiva, ridussero gli stipendi e intervennero in modo selettivo nell’economia – ad esempio a favore dell’agricoltura. L’ala borghese si schierò contro una politica attiva della spesa pubblica (deficit spending), come richiesto dall’iniziativa anti-crisi dell’Unione sindacale svizzera, respinta in votazione nel 1935.
La conseguenza della crisi e della titubante politica per affrontarla fu il netto aumento delle persone bisognose, che raggiunse quasi il 20 per cento della popolazione. Tra il 1929 e il 1937, a Neuchâtel e in altre città, il budget dell’assistenza sociale raddoppiò. A essere colpiti furono in particolare gli anziani e gli invalidi, che disponevano di scarse risorse. Come avevano fatto durante e dopo la guerra, le città organizzarono la distribuzione di piatti caldi e ricoveri per i senzatetto. Le lavoratrici e i lavoratori coperti dall’assicurazione contro la disoccupazione continuavano a essere meno di un terzo. La crisi provocò quindi un aumento delle spese – e del numero di membri – delle casse disoccupazione. Alla fine del 1931, la Confederazione riprese a sostenere le persone in cerca di lavoro che avevano esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione – attività sospesa nel 1924 – lasciando però ricadere sui Cantoni e i comuni la maggior parte del carico dell’assistenza alle persone disoccupate. Solo in seguito all’iniziativa anti-crisi della sinistra, la Confederazione partecipò all’attuazione di programmi di occupazione, le cui ripercussioni si fecero però attendere fin dopo la svalutazione del franco svizzero nel settembre del 1936 e la successiva lenta ripresa.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Müller Margrit, Woitek Ulrich (2012), Wohlstand, Wachstum und Konjunktur, in P. Halbeisen, M. Müller, B. Veyrasset (ed.), Wirtschaftsgeschichte der Schweiz im 19. Jahrhundert, 91–222, Basel; Tabin Jean-Pierre et al. (2010 [2008]), Temps d’assistance. L’assistance publique en Suisse romande de la fin du XIXe siècle à nos jours, Lausanne; HLS / DHS / DSS: Crisi economico mondiale.
(12/2014)