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FRANCOFORTE / BERNA - La difesa di Daniel M. non presenterà ricorso alla Corte federale di giustizia tedesca contro la condanna a un anno e 10 mesi con la condizionale inflitta oggi a Francoforte al 54enne svizzero per "attività di agenti segreti" a favore dell'intelligence elvetica. Non lo farà perché la sentenza è frutto di un accordo tra le parti, ha dichiarato l'avvocato Robert Kain, uno dei suoi legali.
Kain si è detto fondamentalmente soddisfatto dell'epilogo del processo: la sentenza è quella che ci si aspettava. Sul futuro del suo cliente, e su cosa potrebbe ancora accadergli in Svizzera da un punto di vista legale, l'avvocato non ha voluto esprimersi. «È contento di essere libero e di rientrare al più presto a casa e rivedere i suoi cari», si è limitato a dire.
Lo stesso imputato non ha voluto rilasciare dichiarazioni dopo la scarcerazione avvenuta stamane dopo la lettura della sentenza. Il sorriso sulle sue labbra e gli occhi rivolti al cielo all'uscita dal carcere indicavano tuttavia apprezzamento per la riottenuta libertà dopo oltre sei mesi passati in cella (era stato arrestato il 28 aprile).
«Condanna giustificata» - Stamane il presidente del tribunale che lo ha giudicato ha affermato, alla lettura della sentenza, che la condanna inflitta si giustifica per «l'energia criminale» mostrata dall'imputato nella ricerca di una "talpa" all'interno dell'Amministrazione finanziaria nel Land del Nordreno-Vestfalia, anche se l'esistenza di tale informatore non ha potuto essere provata.
L'affermazione dell'imputato secondo cui avrebbe agito per patriottismo non ha convinto il magistrato. A suo avviso Daniel M. è stato mosso principalmente dalla sete di denaro. Resta il fatto - ha detto il giudice - che lo svizzero ha fornito una confessione credibile, che non ha precedenti penali, che ha già trascorso oltre mezzo anno in carcere e che non rappresenta un pericolo per la Germania.