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Sia i socialdemocratici che i moderati di centrodestra avranno bisogno di alleanze per poter governare
STOCCOLMA - Ieri sera si è svolto l'ultimo dibattito televisivo tra gli 8 leader dei partiti principali svedesi in diretta su SVT, la TV di servizio pubblico. Questo era l'ultimo di una lunga serie d'interviste in diretta, dibattiti televisivi, radiofonici e su streaming a cui i leader dei partiti a livello nazionale ma anche politici a livello locale si sono sottoposti nel corso dell'ultimo mese di campagna elettorale. Domani, domenica 11 settembre, la Svezia vota per il rinnovo del parlamento, dei consigli regionali e quelli comunali in un unico "valdag", giorno di voto.
A livello nazionale i due partiti che si contendono l'incarico di primo ministro sono i socialdemocratici di centrosinistra, attualmente al governo, e i moderati di centrodestra. Secondo i sondaggi, i partiti avranno bisogno del supporto di altri partiti più piccoli per formare una coalizione di governo e la differenza tra i due blocchi sarebbe di solo una manciata di voti.
L'attuale prima ministra socialdemocratica Magdalena Andersson, la prima donna premier svedese, spera di poter rimanere al potere con il supporto dei Verdi (Miljöpartitet), il partito di Sinistra (Vänsterpartiet) e il partito di Centro (Centerpartiet). L'altro candidato premier, a capo della coalizione di centro destra, è il leader dei Moderati Ulf Kristersson che conterebbe sul supporto del partito Liberale (Liberalerna), i Cristiano-democratici (Kristdemokraterna) e il partito di estrema destra Sverigesdemokraterna. L'intesa pre-elettorale tra il leader di centro-destra Kristersson con il leader di Sverigesdemokraterna, Jimmy Åkersson, è uno dei motivi per cui i centristi hanno espresso supporto per la Andersson e il gruppo di centro sinistra per la prima volta.
Questa è anche la prima volta in cui leader di altri partiti sono «disposti a collaborare» con gli Sverigesdemokraterna, dal loro esordio in Parlamento nel 2010. Il partito è spesso stato criticato per le sue posizioni sull'immigrazione e le sue radici, dato che molti dei fondatori appartenevano a movimenti neonazisti. Nonostante le critiche, secondo alcuni sondaggi, sarebbe il secondo partito in numero di voti dopo i socialdemocratici.