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Non accenna a stabilizzarsi il bilancio della tragedia avvenuta giovedì scorso a Colombo, in Sri Lanka, quando una sezione di una montagna di rifiuti alta quasi 100 metri si è rovesciata su una baraccopoli del quartiere di Meethotamulla, sommergendo oltre 160 case.
Secondo le ultime informazioni diffuse dal Centro per la gestione dei disastri cingalese, infatti, i morti sono saliti a 30, mentre altre 30 persone risultato disperse.
Smentendo categoricamente che l'opera dei soccorritori che frugano fra le tonnellate di rifiuti stava per essere sospesa, il portavoce dell'Ufficio stampa dell'esercito, Roshan Senevirathna, ha assicurato che si continuerà a cercare 24 ore su 24, fino a quando si sarà localizzato l'ultimo nome sulla lista dei dispersi.
Intanto, mentre si stanno svolgendo i riti funebri nelle diverse religioni delle vittime, una polemica è scoppiata per la cattiva qualità dei feretri forniti dal governo, e il portale di notizie HiruNews ha rivelato che alcune bare hanno dovuto essere stabilizzate con strisce di stoffa di vestiti.
SDA-ATS