Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/29965

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha già avuto modo di ripetere1 la Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) è un'autorità giudiziaria di ultima istanza che decide in modo indipendente ed è sottoposta soltanto alla legge. A causa della separazione dei poteri non è quindi possibile prendere posizione sulla critica alla giurisprudenza della CRA. In base agli attuali ordinamenti giuridici il Consiglio federale non ha neppure la possibilità di emanare "prescrizioni d'ordine" all'attenzione della CRA, allo scopo di influenzare le sue decisioni o di modificarle a posteriori.</p><p></p><p>Già nel 1992 il Consiglio nazionale ha stabilito nel suo rapporto di gestione che: "Die seit 1987 angewandte Praxis, Entscheide des BFF und des BD/EJPD nicht nur auf Verletzung fundamentaler Verfahrensgrundsätze, sondern auch auf Verletzung klaren materiellen Rechts hin zu überprüfen, wird nach diesem Bericht nicht mehr weitergeführt, da es Aufgabe der neugeschaffenen unabhängigen Schweizerischen Asylrekurskommission sein wird, dies zu tun. Die Geschäftsprüfungskommissionen werden inskünftig nur noch die Oberaufsicht über die unabhängige Asylrekurskommission ausüben und sich dabei die gleiche Zurückhaltung wie gegenüber Entscheiden des Bundesgerichts auferlegen." Questo riserbo s'impone anche al Consiglio federale che esercita esclusivamente una sorveglianza amministrativa sulla Commissione; sulle sentenze citate non può quindi esprimersi.</p><p>La CRA conferma del resto che, all'opposto di quanto espresso nella mozione, il "pericolo della disoccupazione" da solo non ha mai costituito in pratica il motivo per far valere l'inesigibilità dell'allontanamento, e non lo sarà mai.</p><p></p><p>Per quanto concerne il nuovo modo di concepire i ricorsi in materia d'asilo, cosí come esposto nella mozione, occorre far notare che il decreto federale sulla riforma della giustizia è stato accettato in votazione popolare il 12 marzo 2000. Giusta l'articolo 191a capoverso 2 Cost. si prevede ora di creare delle autorità giudiziarie per giudicare tutti i conflitti di diritto pubblico riguardanti la sfera di competenza dell'amministrazione federale. A proposito dell'interpellanza Fehr Hans del 19 marzo 1999, Decisioni irresponsabili della Commissione di ricorso in materia d'asilo), il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha già esposto il 13 dicembre 1999 davanti al Consiglio nazionale che si dovrà esaminare a questo proposito se creare un tribunale federale amministrativo e integrarvi la CRA. Sorgono però in merito parecchie domande; ragione per cui il Consiglio federale è disposto a trasformare questo punto della mozione in postulato.</p><p></p><p>Secondo indicazioni della CRA è esatto che la Commissione di tanto in tanto lascia temporaneamente da parte la trattazione di ricorsi di persone provenienti da determinati paesi (ma continua a trattare altri ricorsi), in particolare per accertare innanzitutto nell'interesse di una giurisprudenza che dev'essere necessariamente coordinata ai fini della discussione con l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) sul coordinamento del modo di agire in questioni di diritto procedurale; oppure per osservare gli sviluppi successivi in determinati paesi dove la situazione è instabile. In nessun caso si può dire che tale modo di fare abbia lo scopo di insabbiare le procedure o persino di contrastare la politica dell'allontanamento voluta dal Consiglio federale. Tali misure servono piuttosto unicamente a rendere piú efficiente il trattamento dei ricorsi pendenti.</p><p></p><p>I giudici sono consapevoli che come membri della CRA eletti dal Consiglio federale indossano una particolare responsabilità quando si esprimono pubblicamente su questioni d'asilo. Nel caso citato si evince dal manoscritto del presidente della camera che la sua critica a singoli articoli della nuova legge sull'asilo, contrariamente a quanto scritto dal giornale citato, era obiettiva e motivata. Con le sue osservazioni non ha abusato del diritto alla libertà di parola, e in nessun caso si può dire che abbia criticato in blocco né l'UFR, né il legislatore e neppure il Consiglio federale.</p>