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Storia
Pregassona è parte di Lugano dal 2004.
Il suo nome è documentato per la prima volta in una pergamena del 3 giugno 1222 con cui Bertaro Lambertenghi, di Vico (Como), dona tutta la sua parte di decima di Pregassona alla Chiesa e all'Ospedale S. Maria di Lugano. Nel secolo successivo, in un documento del 1335, il borgo viene menzionato come Precassono.
Nei secoli la comunità provvede al proprio sostentamento grazie all'agricoltura, integrando i suoi redditi, soprattutto a partire dal secolo XIX, con l'emigrazione (la meta più frequente è l'Algeria). Nella seconda metà dello stesso secolo, Giuseppe Guioni, benefattore e inventore di un'ingegnosa macchina trebbiatrice, è proprietario di un'importante casa colonica a Viarnetto.
Nel frattempo sorgono le prime piccole industrie, alimentate dalla roggia sinistra del Cassarate, che danno nuovo impulso all'economia locale. Verso il 1899 viene aperta una fabbrica di tabacchi e, negli anni della prima guerra mondiale, è attiva l'industria chimica con uno stabilimento di prodotti farmaceutici. Questi insediamenti attirano diversi lavoratori dalla vicina Lombardia, tanto che nel periodo tra il 1870 e il 1905 un quarto della popolazione di Pregassona è straniera.
Pregassona è fra le località che conoscono il maggiore incremento demografico, con una crescita prorompente a partire dalla metà del Novecento. Le statistiche sono registrate a partire dal 1643, quando si contano 409 abitanti. Successivamente si registrano 464 abitanti nel 1670, 545 nel 1696, 527 nel 1709, 470 nel 1769, 569 nel 1801, 464 nel 1850, 652 nel 1900, 1'204 nel 1950, 5'982 nel 1990, 6'656 nel 1992 e 9'148 nel 2011. I documenti segnalano che dal 1643 al 1801 i dati riguardano la parrocchia di Pazzalino e includono gli abitanti di Pregassona e di Viganello. Dal 1850 in poi le cifre si rifanno invece solo a Pregassona.
Lo stemma
L'Armoriale dei Comuni ticinesi di Gastone Cambin, edito nel 1953 dall'Istituto Araldico e Genealogico di Lugano, descriveva così lo stemma di Pregassona: "Di rosso al palo ondato d'argento, accostato da una mezza ruota da mulino e da un campanile, il tutto d'oro, finestrato di nero". Il torrente che taglia a metà lo stemma rappresenta il fiume Cassone e le molte rogge che attraversavano il Comune. Il campanile è quello della Chiesa di Pazzalino, e la ruota del mulino vuole ricordare la presenza di diversi mulini nel territorio di Pregassona.
Luoghi di interesse
L'edificio sacro situato in posizione isolata a sud del villaggio, viene eretto nel 1222 e ristrutturato nel 1591. L'odierna facciata principale è realizzata nella seconda metà del XIX secolo.
La chiesa ha una pianta a tre navate suddivise in cinque campate; la navata centrale è sovrastata da una volta a botte lunettata (che prosegue anche sopra il coro), mentre le due navate laterali sono sovrastate da una volta a crociera.
Staccato dall'edificio principale sorge il campanile postromanico che costituisce un elemento emergente nel territorio.
La chiesa dei santi Giovanni Battista e Massimiliano Kolbe, in via Terzerina 1, è la seconda chiesa per importanza a Pregassona. È un edificio moderno e piacevole, la cui costruzione è terminata nel 1997. Accanto alla chiesa sorge il Centro Presenza Cristiana.