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N. 601.2001.3 L Lugano, 30 aprile 2002 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________ sedente per statuire sull’istanza presentata il 18 aprile 2002 dal Procuratore pubblico avv. __________ intesa ad ottenere la proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto ____________, attualmente presso il Penitenziario cantonale (patrocinato dall'avv. __________) nel procedimento pendente contro quest’ultimo per titolo di rapina e altri reati; viste le osservazioni 29 aprile 2002 dell’accusato, che acconsente con una proroga limitata ad un mese; letti ed esaminati gli atti; ritenuto e considerato in fatto e in diritto: 1. ____________ è stato arrestato l'8 novembre 2002, con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di rapina, esposizione a pericolo della vita altrui e infrazione alla legge federale sulle armi e sulle munizioni. Come subito da lui ammesso, l'accusato proprio quel mattino aveva aggredito il portavalori __________, penetrando di botto nell'automobile condotta da quest'ultimo e tentando di farsi consegnare sotto minaccia di pistola carica una borsa (contenente 200 mio. di lire): la vittima è riuscita a scappare con la borsa, che ha tentato di gettare in un giardino, ma così permettendo all'accusato di impossessarsene e fuggire a sua volta a rotta di collo, sin quando venne fermato da coraggiosi passanti, nonostante sue nuove minacce di far fuoco. 2. Il Procuratore pubblico chiede una proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto ____________, essendo dati seri e concreti indizi di colpevolezza, in uno con pericolo di fuga (per assenza di particolari contatti dell'accusato con il nostro territorio) e proporzionalità (per l'importanza della prevedibile pena privativa della libertà da espiare). Presentemente il procedimento si trova nella fase del deposito degli atti, per cui è prossima la sua conclusione. Con le sue stringate osservazioni, l'accusato considera imminente l'intimazione dell'atto di accusa, per cui una proroga sarebbe di per sé superflua, concordando comunque per un suo accoglimento limitato ad un mese. 3. Come al dettato di legge ed a giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (come è qui il caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quale - per quanto concerne la fattispecie in discussione - il pericolo di fuga (senza dimenticare che l’arresto, nella sua valenza di misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128). 4. Sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di ____________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, sino a conclusione del procedimento. 4.1 L'evidenza di gravi, concreti e convergenti indizi di colpevolezza a carico dell'accusato non consente dubbi, derivando dal racconto di vittima e intervenuti con corrispondenza nelle ammissioni di ____________. Basta qui sottolineare che si è trattato di un episodio di sicura gravità, che comporterà non indifferente condanna a privazione della libertà. 4.2 In punto al pericolo di fuga, quale impedimento a scarcerazione, si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se esso sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini ; in REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94). Valgono anche a questo proposito le considerazioni del precedente punto sulla gravità soggettiva e oggettiva della fattispecie, quindi con concreta verosimile scelta di latitanza al confronto del carcere: ____________ è infatti cittadino straniero senza nessun apprezzabile contatto con il nostro territorio. 5. La cautelare privazione della libertà sin qui sofferta e ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere condotto con coerente sollecitudine, è rispettosa del principio di proporzionalità per la gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini, fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non protrarre la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102 cpv. 1 CPP) e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP). In corrispondenza con questi stessi principi, è però sicuramente eccessiva una proroga di quattro mesi, come postulato con l'istanza in oggetto, l'istruttoria essendo prossima a chiusura: infatti il termine del deposito degli atti viene a scadere il 30 aprile 2002 (doc. 10.4 dell'inc. MP 7705/2001) e non è dato di ipotizzare complementi di grande rilievo. E' allora sufficiente e prudente concederla limitatamente ad un mese, come peraltro acconsentito dall'accusato. 6. Di conseguenza l’istanza di proroga del carcere preventivo è parzialmente accolta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP). Per i quali motivi, richiamati i citati articoli di legge, decide: 1. L’istanza è parzialmente accolta. Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto ____________ è prorogato di un mese e cioè sino al 7 giugno 2002, compreso. 2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. 3. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione. 4. Intimazione: - avv. __________, per sé e per l’istante; - Procuratore pubblico avv. __________ (con copia delle osservazioni dell'accusato); - Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano-Cadro. giudice __________

N. 601.2001.3 L Lugano, 30 aprile 2002

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________

sedente per statuire sull’istanza presentata il 18 aprile 2002 dal

Procuratore pubblico avv. __________

intesa ad ottenere la proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto

____________, attualmente presso il Penitenziario cantonale

(patrocinato dall'avv. __________)

nel procedimento pendente contro quest’ultimo per titolo di rapina e altri reati;

viste le osservazioni 29 aprile 2002 dell’accusato, che acconsente con una proroga limitata ad un mese;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

in fatto e in diritto:

1.

____________ è stato arrestato l'8 novembre 2002, con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di rapina, esposizione a pericolo della vita altrui e infrazione alla legge federale sulle armi e sulle munizioni.

Come subito da lui ammesso, l'accusato proprio quel mattino aveva aggredito il portavalori __________, penetrando di botto nell'automobile condotta da quest'ultimo e tentando di farsi consegnare sotto minaccia di pistola carica una borsa (contenente 200 mio. di lire): la vittima è riuscita a scappare con la borsa, che ha tentato di gettare in un giardino, ma così permettendo all'accusato di impossessarsene e fuggire a sua volta a rotta di collo, sin quando venne fermato da coraggiosi passanti, nonostante sue nuove minacce di far fuoco.

2.

Il Procuratore pubblico chiede una proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto ____________, essendo dati seri e concreti indizi di colpevolezza, in uno con pericolo di fuga (per assenza di particolari contatti dell'accusato con il nostro territorio) e proporzionalità (per l'importanza della prevedibile pena privativa della libertà da espiare). Presentemente il procedimento si trova nella fase del deposito degli atti, per cui è prossima la sua conclusione.

Con le sue stringate osservazioni, l'accusato considera imminente l'intimazione dell'atto di accusa, per cui una proroga sarebbe di per sé superflua, concordando comunque per un suo accoglimento limitato ad un mese.

3.

Come al dettato di legge ed a giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (come è qui il caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quale - per quanto concerne la fattispecie in discussione - il pericolo di fuga (senza dimenticare che l’arresto, nella sua valenza di misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

4.

Sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di ____________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, sino a conclusione del procedimento.

4.1

L'evidenza di gravi, concreti e convergenti indizi di colpevolezza a carico dell'accusato non consente dubbi, derivando dal racconto di vittima e intervenuti con corrispondenza nelle ammissioni di ____________. Basta qui sottolineare che si è trattato di un episodio di sicura gravità, che comporterà non indifferente condanna a privazione della libertà.

4.2

In punto al pericolo di fuga, quale impedimento a scarcerazione, si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se esso sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini ; in REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

Luvini Valgono anche a questo proposito le considerazioni del precedente punto sulla gravità soggettiva e oggettiva della fattispecie, quindi con concreta verosimile scelta di latitanza al confronto del carcere: ____________ è infatti cittadino straniero senza nessun apprezzabile contatto con il nostro territorio.

5.

La cautelare privazione della libertà sin qui sofferta e ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere condotto con coerente sollecitudine, è rispettosa del principio di proporzionalità per la gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini, fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non protrarre la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102 cpv. 1 CPP) e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP).

La cautelare privazione della libertà sin qui sofferta e ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere condotto con coerente sollecitudine, è rispettosa del principio di proporzionalità per la gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini, fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non protrarre la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102 cpv. 1 CPP) e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP). In corrispondenza con questi stessi principi, è però sicuramente eccessiva una proroga di quattro mesi, come postulato con l'istanza in oggetto, l'istruttoria essendo prossima a chiusura: infatti il termine del deposito degli atti viene a scadere il 30 aprile 2002 (doc. 10.4 dell'inc. MP 7705/2001) e non è dato di ipotizzare complementi di grande rilievo. E' allora sufficiente e prudente concederla limitatamente ad un mese, come peraltro acconsentito dall'accusato.

6.

Di conseguenza l’istanza di proroga del carcere preventivo è parzialmente accolta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

Per i quali motivi,

richiamati i citati articoli di legge,

decide:

decide: 1. L’istanza è parzialmente accolta.

Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto ____________ è prorogato di un mese e cioè sino al 7 giugno 2002, compreso.

2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3. Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4. Intimazione:

- avv. __________, per sé e per l’istante;

- Procuratore pubblico avv. __________ (con copia delle osservazioni dell'accusato);

- Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano-Cadro. giudice __________