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Contrariamente alle assicurazioni sociali, l’aiuto sociale pubblico viene disciplinato dai Cantoni e attuato in gran parte dai Comuni. Per questa ragione la sua organizzazione e la sua esecuzione non sono uniformi.
L’aiuto sociale ha conosciuto un lungo percorso evolutivo. Partendo dall’opera secolare dell’assistenza ai poveri, alla fine del 19º secolo i Cantoni istituzionalizzano nell’«assistenza pubblica» il settore che si era occupato sino a quel momento dell’aiuto alle persone indigenti, mentre parallelamente continuano ad esistere opere di aiuto privato. Nella seconda metà del 20º secolo, il termine «assistenza» viene sostituito dalla denominazione «aiuto sociale». Contrariamente alle assicurazioni sociali, l’odierno aiuto sociale (comunemente considerato come "ultima rete di sicurezza" dello Stato sociale) è finanziato attraverso le entrate fiscali e accordato secondo il bisogno effettivo dei beneficiari.
Assistenza pubblica e privata nel 19º secolo
Nel corso del 19º secolo, i Cantoni uniformano le pratiche di assistenza pubblica con leggi in materia, ma sostanzialmente la sua essenza rimane invariata: le persone bisognose continuano a dipendere sia dalla beneficenza privata che dall’assistenza pubblica prestata dal Comune di origine. Ad avere diritto all’assistenza sono solo i poveri non indebitati che appartengono alla comunità, mentre gli stranieri ne sono esclusi in quanto non detengono alcun diritto a livello comunale. Nel 19º secolo l’assistenza pubblica e quella privata non vengono finanziate con gli introiti fiscali, bensì perlopiù attraverso donazioni a cui la Confederazione aggiunge il 10 per cento dei ricavati della Regia federale degli alcool.
Con l’avvento dell’industrializzazione e il conseguente incremento delle migrazioni di lavoratori interne al Paese, l’obbligo assistenziale dei Comuni diventa un problema sempre maggiore. Per questa ragione, a partire dalla metà del 19º secolo, alcuni Cantoni iniziano a passare dal sistema di assistenza del Comune di origine a quello di assistenza del Comune di domicilio, primo fra tutti il Cantone di Berna nel 1857. Nel medesimo secolo nascono su iniziativa pubblica o privata anche i primi istituti e ricoveri per orfani, alcolizzati, anziani, giovani e adulti.
Un’ulteriore occasione di riforma in questa epoca è data dal cosiddetto sistema Elberfeld, dal nome di una ex cittadina dell’industria tessile (oggi parte della Città di Wuppertal, in Germania). La novità del modello assistenziale sta nella delocalizzazione dell’assistenza ai poveri, gestita fino a questo momento in modo centralizzato, in uffici di quartiere. Queste istituzioni hanno il compito di assegnare alle famiglie bisognose gli assistenti volontari di estrazione borghese. L’assistenza e il sostegno finanziario forniti sono concepiti come aiuto transitorio all’autoaiuto. Il sistema Elberfeld, applicato in molte città della Svizzera e in Europa, conosce il suo apice a cavallo tra il 19° e il 20° secolo, prima dell’avvento di un sistema di aiuto sociale centralizzato e professionale.
Organizzazione dell’aiuto sociale a partire dal 20º secolo
L’aiuto sociale come lo intendiamo oggi ha origine dalla riforma e dallo sviluppo delle leggi assistenziali cantonali iniziato dopo la Seconda Guerra mondiale. In alcuni Cantoni la sua gestione avviene a livello cantonale o regionale, ma nella maggior parte dei casi l’aiuto sociale è di competenza dei Comuni. Le autorità dell’aiuto sociale comprendono un organo decisionale (autorità di assistenza sociale) e uno di esecuzione (amministrazione dell’assistenza sociale). Il lavoro delle autorità di esecuzione è più o meno professionalizzato a seconda delle dimensioni, della maggioranza politica e della situazione socioeconomica di un Comune. Nei piccoli Comuni, il Consiglio comunale può sia prendere le decisioni che eseguirle ed è quindi al contempo autorità di assistenza e amministrazione. Nei Comuni di dimensioni maggiori invece, le decisioni in materia di aiuto sociale sono prese da un’autorità di assistenza sociale appositamente designata, mentre l’esecuzione è gestita dall’amministrazione comunale. Nei grandi centri urbani, infine, l’amministrazione dell’aiuto sociale è organizzata in uffici dell’aiuto sociale e servizi sociali.
L’aiuto sociale è finanziato con le imposte comunali ed eventualmente con quelle cantonali. Il coordinamento e una parziale armonizzazione della sua esecuzione sono garantiti dalla Conferenza dei direttori cantonali dell’assistenza pubblica e dalle direttive della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (CSIAS).
Oltre all’assistenza pubblica, continuano a rivestire un ruolo importante anche le organizzazioni private che sostengono e si occupano dei bisognosi. Tra queste vi sono organizzazioni di aiuto (associazioni e fondazioni), opere di aiuto più grandi (istituzioni «Pro», Soccorso operaio svizzero, Aiuto svizzero alla montagna, Soccorso d’inverno, Catena della solidarietà, Croce Rossa svizzera) nonché organizzazioni di natura confessionale (Caritas, ACES, Sacrificio quaresimale, Pane per tutti, congregazioni e diaconesse).
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Tabin Jean-Pierre et al., Temps d’assistance.L’assistance publique en Suisse romande de la fin du XIXe siècle à nos jours, Losanna 2010; Schnegg Brigitte, Matter Sonja, «Von der Unterstützung der “würdigen” Armen zum Recht auf Existenzsicherung. Die Ausgestaltung der Schweizer Sozialhilfe im 20. Jahrhundert», in C. Kehrli (ed.), Schwerpunkt. Armut verhindern, Lucerna 2010, pagg. 129-142; Kehrli Christin; Knöpfel Carlo, Handbuch Armut in der Schweiz. Lucerna 2006; HLS / DHS / DSS:Assistenza pubblica.
(12/2016)