Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/159092

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 2001 è stato chiuso il 51 per cento degli uffici postali. Sono stati colpiti in misura superiore alla media soprattutto i cantoni rurali (70 per cento). Se all'inizio si trattava di casi comprensibili dal punto di vista economico, nel frattempo vengono chiusi uffici postali in centri più grandi situati in zone rurali e uffici ben frequentati nei quartieri urbani di periferia. </p><p>La Posta entra sempre più in conflitto con i piani direttori cantonali approvati dal Consiglio federale. Nel rispetto delle prescrizioni della Confederazione in materia di pianificazione del territorio, i cantoni illustrano, con questi piani, la struttura degli insediamenti e dei centri, ossia i centri nelle zone rurali.</p><p>L'articolo 33 e 44 dell'ordinanza sulle poste (RS 783.01) determinante in materia contengono i requisiti di raggiungibilità degli uffici postali. Dal 2014 ai sensi dell'articolo 33 capoverso 7 viene applicato un nuovo metodo di misurazione. Nonostante l'esistenza di chiare basi legali, la Posta si è finora rifiutata di rendere noti i risultati delle misurazioni per ogni singolo cantone. </p><p>Il servizio universale con i suoi servizi postali e di traffico dei pagamenti, necessari affinché le regioni rurali e di montagna possano continuare a funzionare, non può, stando alla Posta, essere fornito a copertura dei costi nella sua totalità. Analogamente al servizio universale nei trasporti pubblici si dovrebbe appurare se è possibile compensare la copertura insufficiente ad esempio tramite guadagni realizzati nei settori commerciali redditizi. </p><p>Le numerose chiusure di uffici postali o la trasformazione in agenzie senza traffico dei pagamenti mettono a rischio l'attrattiva, volutamente potenziata, della redditizia società Postfinance. Soprattutto prelievi in contanti sono importanti per i titolari di un conto postale. </p><p>Grazie a tasse elevate, i versamenti non registrano un deficit se vi è un certo afflusso di clienti. Tale afflusso dipende dagli orari di apertura. Prima della chiusura di uffici postali spesso vengono ridotti gli orari di apertura. Inoltre questi orari attualmente non sono al passo con i tempi. Nel commercio al dettaglio al giorno d'oggi i clienti fanno acquisti sul mezzogiorno, in serata o al sabato. La Posta fa i suoi piani senza prendere in considerazione il mercato.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. I cantoni rurali sono più colpiti dallo smantellamento di quanto si temesse?</p><p>2. Perché la Posta non rende pubbliche le cifre nonostante l'esistenza di chiare basi legali? Il Consiglio federale è disposto a creare trasparenza? </p><p>3. Il Consiglio federale è disposto ad accettare nella propria strategia di proprietario una copertura insufficiente della rete di uffici postali per garantire un servizio universale che soddisfi le esigenze della clientela? </p><p>4. La Posta da cosa deduce che gli uffici postali di media grandezza non sono importanti per potenziare Postfinance? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In Svizzera, tra il 2001 e il 2015, il numero degli uffici postali gestiti autonomamente si è ridotto del 51 per cento. Questa percentuale comprende anche i passaggi ad altri modelli aziendali. Dal 2001, il numero complessivo dei punti d'accesso (uffici postali, agenzie postali, servizio a domicilio) è rimasto più o meno stabile attorno alle 3500 unità. Stando alle informazioni della Posta, i cantoni rurali non sono colpiti in misura maggiore dalla trasformazione degli uffici postali in modelli aziendali alternativi.</p><p>2. Conformemente all'ordinanza sulle poste, 90 per cento della popolazione residente permanente deve avere accesso a un ufficio postale o un agenzia postale a piedi o con i mezzi pubblici nell'arco di 20 a 30 minuti. Si tratta di un valore medio a livello svizzero. Nell'ambito di queste prescrizioni la trasparenza è garantita, infatti a esame terminato le autorità di vigilanza Postcom (servizi postali) e UFCOM (traffico dei pagamenti) pubblicano i risultati relativi alla raggiungibilità. La Posta non è però obbligata ad misurare la raggiungibilità per le unità territoriali più piccole. Nel quadro della sua valutazione delle legge sulle poste, il Consiglio federale esaminerà in 2016 anche le prescrizioni in materia di raggiungibilità.</p><p>3. I deficit finanziari si producono soprattutto laddove il diritto postale tollera insufficienze per quanto riguarda la copertura dei costi di singole prestazioni, perché queste ultime sono necessarie alla fornitura di un servizio universale sufficiente e a prezzi ragionevoli in tutte le regioni del Paese. Le mutate abitudini della clientela dovute alla crescente digitalizzazione della società comportano una netta diminuzione delle operazioni effettuate agli sportelli (2000-2014: lettere meno 67 per cento, pacchi meno 43 per cento, versamenti meno 34 per cento). Parallelamente la Posta deve garantire su tutto il territorio l'accesso alle prestazioni del servizio universale tramite punti d'accesso serviti (uffici e agenzie postali). La Posta soddisfa il mandato di servizio universale affidatole, in piena autonomia finanziaria, ed eroga i servizi nella qualità richiesta. Il Consiglio federale ritiene pertanto soddisfatti gli obiettivi finanziari della strategia del proprietario nonostante il deficit nella rete di uffici postali.</p><p>4. La Posta non giunge a una tale conclusione. Piuttosto, Postfinance offre attualmente il versamento in contanti nel quadro del servizio universale a prezzi che non sono in grado di coprire i costi. L'evoluzione di Postfinance non è compromessa dalla trasformazione dei punti d'accesso. In generale, nonostante l'aumento della clientela presso Postfinance i versamenti agli sportelli, come già spiegato nella risposta alla domanda 3, sono in forte calo. A complemento dei tradizionali punti d'accesso vi sono 43 filiali Postfinance, 985 Postomat e 1189 punti di prelievo di contanti (Migros, Manor, Spar, FFS).</p>  Risposta del Consiglio federale.