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Boyan Slat, il giovane olandese che con il suo progetto "Ocean Cleanup" vuole ripulire gli oceani dalla plastica -e il suo galleggiante è stato di recente testato con successo- ha presentato nei giorni scorsi a Rotterdam il modo per affrontare il problema alla radice: gran parte della plastica che finisce in mare, infatti, vi arriva dai fiumi. Ecco allora una chiatta che, ancorata, è in grado di intercettare fino a 50 tonnellate di rifiuti al giorno e, secondo il 25enne inventore e imprenditore, "in condizioni ideali anche il doppio".
"The Interceptor", così si chiama, misura 24 metri, funziona a energia solare e può lavorare 24 ore su 24. Una barriera ricurva indirizza il materiale verso la "gola" del mezzo, da dove è convogliato in uno dei sei contenitori. Una volta riempiti questi ultimi, agli operatori arriva il messaggio che vanno cambiati.
Due mezzi sono già in servizio in Indonesia e Malaysia, un terzo arriverà presto in Vietnam e uno in Repubblica Dominicana. Obiettivo: raggiungere i 1'000 fiumi più sporchi del mondo nei prossimi 5 anni.