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Johann Schneider-Ammann ha firmato domenica a Giacarta l'accordo di libero scambio con l'Indonesia. Il raggiungimento dell'intesa, negoziata dalla Svizzera per conto dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), era stato annunciato lo scorso novembre.
Oltre al consigliere federale elvetico, in procinto di ritirarsi, per l'AELS erano presenti nella capitale indonesiana anche la ministra del Liechtenstein e i rappresentanti di Islanda e Norvegia; per l'Indonesia c'era invece il ministro del commercio Enggartiasto Lukita, precisa una nota del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca. Ora verrà avviato il processo di approvazione parlamentare, cosicché la Svizzera possa ratificare l'intesa entro il 2020.
Con un volume commerciale di circa 830 milioni di franchi all'anno (esclusi metalli preziosi, pietre preziose e semipreziose, oggetti d'arte e di antiquariato), l'Indonesia è uno dei principali partner economici della Svizzera nell'Asia sudorientale.
A medio termine l'accordo consentirà di esportare nel quarto Paese più popolato del mondo il 98% dei prodotti svizzeri in franchigia doganale. Migliorerà inoltre l'accesso al mercato e la certezza del diritto per gli scambi di merci e di servizi. Esso comprende anche disposizioni concernenti gli investimenti, la protezione della proprietà intellettuale, l'eliminazione degli ostacoli al commercio non tariffari, la concorrenza, l'agevolazione degli scambi, gli appalti pubblici, il commercio e lo sviluppo sostenibile e la cooperazione economica.
ATS/Swing
Accordo sull'olio di palma
Al centro dell'intesa figura anche la regolamentazione del commercio di olio di palma indonesiano. Su questo prodotto Berna accorda sconti doganali compatibili con il mercato nel quadro di contingenti che non mettono a rischio la produzione interna di oli vegetali.