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<h2>SubmittedText<h2><p>Il nuovo programma dell'UE per la società dell'informazione denominato i2010 (cfr. COM(2005)229; predecessori: e-Europe 2002 ed e-Europe 2005), conferisce alle TIC un ruolo fondamentale per l'innovazione e la crescita economica. In una comunicazione della Commissione della Comunità europea, alle TIC si deve un quarto dell'aumento del prodotto interno lordo dell'UE e il 40 per cento della crescita di produttività. Di conseguenza, l'UE sta portando avanti e realizzando programmi su temi precisi.</p><p>Gli esempi di Canada e USA dimostrano che la produttività di un Paese occidentale industrializzato è direttamente legata agli investimenti consentiti nel campo delle TIC e all'utilizzo che ne viene fatto. In uno studio (cfr. quotidiano "NZZ" dell'11 gennaio 2006, n. 8, p. 23) è stato dimostrato che il Canada ha un considerevole ritardo di produttività nei confronti degli Stati Uniti. Si suppone che il 60 per cento di questo ritardo sia dovuto al fatto che non sono stati fatti sufficienti investimenti nelle TIC e che queste ultime siano poco utilizzate.</p><p>Il Consiglio federale è senza dubbio consapevole dell'importanza delle TIC ma anche dell'insufficiente utilizzo che ne viene fatto. Nella sua nuova strategia per una società dell'informazione in Svizzera, il collegio ritiene che il potenziale delle TIC per l'aumento della produttività, la forza innovativa, la crescita economica e la creazione d'impiego non venga ancora sfruttato a sufficienza.</p><p>Per quanto riguarda l'utilizzo delle TIC, la Svizzera è in concorrenza diretta con l'UE. In passato ha accumulato del ritardo e in futuro vi è addirittura il rischio che non riesca più a ridurre il distacco.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Cosa pensa del programma europeo i2010?</p><p>- Si è posto obiettivi e scadenze simili a quelli contenuti nel programma i2010?</p><p>- Quali misure concrete per sfruttare maggiormente il potenziale delle TIC prevede di adottare per i prossimi tre anni?</p><p>- Ha instaurato un dialogo con la Commissione UE in merito alla società dell'informazione?</p><p>- Esiste in particolare un dialogo con la Commissione UE per quanto riguarda i settori considerati prioritari nella strategia del Consiglio federale (ad es.: formazione, e-government, e-commerce, cultura, sicurezza e disponibilità delle informazioni)?</p><p>- Reputa che la situazione tra Svizzera e Europa sia simile a quella tra Canada e Stati Uniti, oppure no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide numerosi obiettivi definiti nell'iniziativa dell'UE "i2010 - una società europea dell'informazione per la crescita e l'occupazione". Quest'ultima si definisce come strategia generale, con la quale modernizzare tutti gli strumenti politici della Comunità europea per promuovere la creazione dell'economia digitale. La strategia del Consiglio federale del 18 gennaio 2006 per una società dell'informazione in Svizzera non ha ambizioni così vaste. Tuttavia per fare un paragone tra UE e Svizzera non è sufficiente considerare unicamente la strategia per una società dell'informazione. Infatti, molte attività che in seno all'UE vengono svolte nell'ambito del programma i2010, in Svizzera vengono portate avanti nel quotidiano lavoro dei servizi federale competenti e trovano fondamento in vari documenti. Con i2010, l'UE definisce una situazione quadro che gli Stati membri devono raggiungere con misure d'attuazione. Dato che negli Stati membri dell'UE i presupposti sono molto eterogenei, i2010 serve anche ad rialzare lo standard medio all'interno dell'Unione. Rimangono tuttavia differenze nel raggiungimento di singoli obiettivi, come indicano i benchmark tematici allestiti periodicamente.</p><p>Il Consiglio federale non si prefigge esplicitamente entro il 2010 gli stessi obiettivi sanciti nel programma i2010. Il primo obiettivo, ovvero la creazione di un mercato aperto e concorrenziale per i servizi della società dell'informazione e dei media, verrà ad esempio raggiunto con l'attuazione della nuova legge sulle telecomunicazioni e della nuova legge sulla radiotelevisione. La Svizzera non mira ad aumentare gli investimenti nella ricerca nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), secondo obiettivo dell'UE. Il nostro Paese partecipa da anni con risultati positivi ai programmi di ricerca dell'UE dove viene considerato alla pari degli Stati membri. È in particolare attivo nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, dove la sua partecipazione e la sua percentuale di successi nella realizzazione di progetti sono molto alte. Per la Svizzera il terzo obiettivo del programma i2010, (promozione di una società dell'informazione che includa tutti) è un compito costante, iniziato ad esempio con l'attuazione della legge federale sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili.</p><p>Il 18 gennaio 2006, con l'adozione della sua strategia per una società dell'informazione in Svizzera, il Consiglio federale ha definito tre attività prioritarie: elaborare una strategia coordinata a livello nazionale per promuovere l'impiego delle TIC nel settore salute e sanità pubblica; redigere una strategia nazionale coordinata con i cantoni anche per le comunicazioni elettroniche con le autorità; presentare un progetto e un piano d'azione per il trattamento nell'amministrazione federale dei documenti elettronici dalla loro creazione all'archiviazione.</p><p>Tra la Commissione UE e il Consiglio federale vi è un dialogo diretto e indiretto sulla società dell'informazione. Le delegazioni svizzere partecipano a eventi dell'UE riservati ai vertici politici. Inoltre, come l'UE, la Svizzera è rappresentata in tutte le organizzazioni internazionali che si occupano della società dell'informazione. Questo vale anche per i settori esplicitamente menzionati dal Consiglio federale nella sua strategia.</p><p>Il nostro Paese è da anni leader della classifica riguardante la dotazione in TIC e gli investimenti pro capite. Oggi lo stesso vale anche per la diffusione dell'infrastruttura a banda larga, come illustrano le recenti pubblicazioni dell'OCSE: a livello mondiale la Svizzera occupa il quinto posto, il Canada l'ottavo e gli USA il dodicesimo. Dunque, dal punto di vista dell'infrastruttura abbiamo presupposti eccellenti per sfruttare il potenziale delle TIC per l'innovazione e l'aumento della produttività. Per vari motivi questo non è però ancora accaduto su vasta scala, non da ultimo perché, come dimostrano vari studi, le PMI non sono consapevoli dell'utilità delle TIC e delle loro applicazioni. Questo problema viene affrontato in vari modi. Ad esempio con il portale PMI www.kmuinfo.ch, dove si possono tra l'altro trovare esempi concreti, si vuole promuovere l'accettazione e l'utilizzo sensato delle TIC. Con applicazioni quali il portale per le commesse pubbliche www.simap.ch/ viene promossa l'integrazione delle TIC nei processi commerciali.</p>  Risposta del Consiglio federale.