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Licenziamento in tronco, per statali tempi più lunghi
Il tempo di riflessione prima di un licenziamento con effetto immediato è più lungo nel settore pubblico rispetto a quello privato. Il Tribunale federale (TF) ha confermato la validità dell'esonero di un insegnante che aveva avuto tre settimane prima un acceso alterco con alcuni allievi.
Durante un viaggio scolastico a Bergün (GR), il professore aveva sorpreso talune adolescenti nel dormitorio dei ragazzi poco prima della mezzanotte, nonostante avesse loro esplicitamente vietato l'ingresso. Visibilmente arrabbiato, il docente aveva agguantato un'allieva, che si era poi lamentata di essere stata quasi strangolata.
L'insegnante aveva in seguito insultato le adolescenti qualificandole di "ragazzacce". Poco prima dei fatti, il professore aveva bevuto oltre un litro di vino con un'accompagnatrice, con la quale aveva pure condiviso una bottiglietta di grappa.
Tre settimane più tardi, al termine di una sospensione provvisoria, la commissione scolastica del comune di Davos (GR) aveva deciso di licenziare in tronco l'insegnante. Contestando la validità dell'allontanamento, l'interessato aveva sostenuto che la decisione doveva essere presa più rapidamente.
In una sentenza di principio, il TF indica che il tempo di reazione prima di rompere con effetto immediato il contratto lavorativo non è lo stesso nel settore privato e in quello pubblico. Il datore di lavoro statale deve infatti poter beneficiare di un termine più ampio, poiché deve attenersi alle disposizioni di diritto pubblico, come quella di rispettare il diritto di essere ascoltato.
Secondo la corte suprema, sarebbe tuttavia inammissibile che una decisione simile sia procrastinata troppo a lungo. Nella fattispecie, la procedura non è stata esageratamente lunga, conclude il TF.
(sentenza 8C_294/2011 del 29 dicembre 2011)