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7 ministri per una riforma
Sette ministri delegati dovranno rafforzare in futuro l'attività politica del Consiglio federale. Questa la novità principale della proposta di riforma del governo.
Il Consiglio federale si autoriforma e sceglie la variante del governo a due livelli secondo la formula "sette più sette". Nella sua ultima seduta prima delle vacanze natalizie ha approvato il progetto di riforma della direzione dello Stato denominato "governo a due cerchi" in base al quale ognuno dei sette consiglieri federali dovrebbe poter disporre di un ministro delegato per il proprio Dipartimento.
Le persone chiamate a formare il secondo livello dell'esecutivo verrebbero scelte dal Consiglio federale per un periodo di legislatura (4 anni) ma dovranno ricevere l'avallo del parlamento che sarà chiamato a confermare in blocco l'équipe di ministri delegati.
Novità nella continuità
Per il Consiglio federale, il modello a due livelli si basa sulla logica attuale caratterizzata dalla collegialità. "Non si tratta di una trasformazione radicale, ma di una modernizzazione mirata e su misura", ha spiegato la consigliera federale Ruth Metzler, incaricata del dossier.
Il sistema politico-istituzionale del governo è stato creato oltre 150 anni fa e da allora è rimasto immutato. Nel frattempo sono invece cambiate le esigenze nei confronti dello Stato, i problemi sono divenuti più complessi e le implicazioni internazionali si sono moltiplicate.
Grazie alla riforma, il governo vuole dunque delegare determinati compiti di gestione e rafforzare il suo ruolo e la propria responsabilità politica. "Si tratta di ripoliticizzare il paese piuttosto che di limitarsi ad amministrarlo", ha osservato ministra Ruth Dreifuss.
Ogni ministro delegato dovrebbe così assumersi la responsabilità politica in precisi ambiti di competenza all'interno del proprio Dipartimento.
Delegati, ma legati ai consiglieri federali
Scelti dal Consiglio federale su proposta del responsabile del Dipartimento per il periodo di una legislatura, i sette ministri delegati verranno presentati in blocco all'Assemblea federale per ottenere la conferma politica.
Il loro mandato è strettamente legato a quello del consigliere federale, ma la loro appartenenza partitica non è per forza determinante per la scelta, ha osservato Metzler, pur riconoscendo che a causa dello stretto rapporto di fiducia indispensabile per questa funzione e del passaggio obbligato in parlamento le considerazioni politiche avranno una certa importanza.
La riforma si ripercuoterà sulle modalità del governo di riunirsi: si terrà una "grande seduta", a cui parteciperanno i ministri delegati, e una "piccola seduta" riservata ai soli consiglieri federali.
I "vice consiglieri federali" non avranno diritto di voto all'interno dell'esecutivo, ma essi saranno considerati membri del governo con precise responsabilità politiche. Una caratteristica sulla quale ha voluto insistere la ministra Ruth Metzler per sottolineare la differenza della riforma con il progetto respinto in votazione popolare nel 1996 che intendeva introdurre nuovi segretari di Stato, una nuova figura di funzionari legata principalmente all'amministrazione e le cui competenze non erano chiaramente definite.
Il popolo chiamato a decidere
Il progetto di "governo a due cerchi" comporterà modifiche a livello della costituzione, cosicché anche questa riforma, dopo essere stata approvata dal parlamento, dovrà essere sottoposta al giudizio popolare e le prospettive di successo, per ora, sono alquanto incerte.
Molto probabilmente le Camere federali riesamineranno il progetto da cima a fondo, ha osservato Ruth Metzler. Del resto, ha ammesso la ministra, anche in governo la ricerca di un compromesso non è stata sempre facile e la decisione sul numero di ministri è caduta soltanto all'ultimo momento.
Luca Hoderas
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