Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/145325

<h2>SubmittedText<h2><p>L'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", approvata il 9 febbraio 2014, impone di limitare l'immigrazione in Svizzera tramite contingenti e tetti massimi. La limitazione riguarda tutte le categorie di permessi. Di primo acchito i più colpiti sembrano essere i cittadini UE, in quanto è messa in discussione la libera circolazione delle persone. Con l'UE, essi hanno tuttavia alle spalle una forte potenza negoziale. È pertanto lecito temere che a soffrire maggiormente delle conseguenze della votazione popolare saranno le persone attualmente già discriminate dal modello dei due cerchi, ossia i cittadini di Stati terzi. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali conseguenze sono a suo parere prevedibili per i cittadini di Stati terzi in seguito all'approvazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa"?</p><p>2. Quali misure permettono di evitare che i cittadini di Stati terzi e i loro famigliari diventino la merce di scambio nell'imminente powerplay con l'UE?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui non è auspicabile limitare ulteriormente l'immigrazione da Paesi terzi, ricongiungimento familiare incluso, e che occorre trovare una via che non addossi a questo gruppo di immigrati l'onere principale dell'esito della votazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In seguito all'accettazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa", il 9 febbraio 2014, il Consiglio federale è tenuto a introdurre entro tre anni un nuovo sistema d'ammissione. Ha pertanto incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare, d'intesa con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), entro la fine del 2014 uno schema d'attuazione. Entro la fine dell'anno dovrà essere presentato un avamprogetto da porre in consultazione.</p><p>Secondo l'articolo 121a della Costituzione federale, il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi e contingenti annuali. I tetti massimi e i contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un'attività lucrativa devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell'economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri. Poiché i lavori di attuazione sono appena iniziati, non è al momento possibile prevedere le conseguenze delle disposizioni costituzionali sul rilascio di nuovi permessi a cittadini di Stati terzi.</p><p>2./3. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza economica dei lavoratori immigrati, compresi quelli provenienti da Stati terzi. L'ammissione di cittadini di Stati terzi al mercato del lavoro è già regolata da tetti massimi e criteri qualitativi. Ottengono un permesso soltanto gli specialisti assolutamente necessari per il mercato svizzero del lavoro che sono retribuiti con stipendi in uso nel settore e nel luogo.</p><p>Nel 2013, 11 907 cittadini di Stati terzi sono giunti in Svizzera nell'ambito del ricongiungimento familiare. Spesso queste persone raggiungono lavoratori altamente qualificati. In molti casi devono essere ammessi in Svizzera in virtù del diritto nazionale o internazionale (per es. art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo).</p><p>Nell'elaborazione del progetto di legge che attua l'articolo 121a della Costituzione si rispetta la procedura legislativa usuale. Sia sotto il profilo del contenuto che sotto quello concettuale, i lavori di attuazione del nuovo articolo costituzionale sono seguiti da un gruppo di esperti in cui siedono rappresentanti delle parti sociali e delle autorità d'esecuzione. Inoltre, in sede di consultazione potranno esprimere il loro parere tutte le cerchie interessate.</p>  Risposta del Consiglio federale.