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Ci si avvia verso un no all'iniziativa per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico, in votazione oggi. Secondo le prime proiezioni dell'istituto gfs.bern per conto della Ssr, la proposta del Gruppo per una Svizzera senza esercito (Gsse) verrebbe bocciata dal 58% dei cittadini che si sono recati alle urne.
La sorte dell'iniziativa popolare 'Per imprese responsabili' resta invece incerta. Stando a gfs.bern, il risultato dell'odierna votazione federale sul tema si annuncia serrato e per il momento non si delinea ancora alcuna tendenza chiara: le proiezioni parlano di una situazione di parità (50% di sì e 50% di no).
Pur nell'equilibrio generale, le cose non sembrano tuttavia mettersi bene per i sostenitori dell'iniziativa 'Per imprese responsabili'. Se è vero che, globalmente, i due schieramenti si stanno dividendo a metà le preferenze, il numero di Cantoni in cui si profila un no appare maggiore. Insomma, il testo potrebbe assicurarsi la maggioranza del popolo, ma è difficile che ottenga quella dei Cantoni, altrettanto necessaria affinché l'iniziativa passi lo scoglio delle urne, ha spiegato alla televisione svizzerotedesca Srfil politologo Lukas Golder.
Al termine dello spoglio delle schede in tutti i 111 comuni ticinesi, per quanto riguarda l'iniziativa 'Per imprese responsabili', il sì è riuscito a imporsi con il 54,2% delle preferenze. L'altra iniziativa (divieto di finanziare i produttori di materiale bellico) è invece stata bocciata dal 55,3% dei ticinesi.
Nei Grigioni sono stati bocciati entrambi i testi, rispettivamente con il 54,3% e il 61,3% delle preferenze.