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Michel Platini è determinato a continuare a lottare per la presidenza della Federazione internazionale di calcio (Fifa).
La squalifica per otto anni decisa dal Comitato Etico della Fifa "è stata una mazzata nei denti", ha ammesso, ma "sono determinato a lottare per fare pulizia sul mio nome", ha aggiunto Platini, che già ieri dopo il verdetto di primo grado aveva annunciato, oltre all'intenzione di ricorrere al Tas, di essere "deciso a seguire le vie legali in sede civile per ottenere il risarcimento di tutti i danni sofferti per troppo tempo a causa di questo procedimento".
Intanto, l'ex ministro sudafricano e pure candidato alla presidenza della Fifa, Tokyo Sexwale, è comparso davanti al gran giurì a New York nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta mazzetta da 10 milioni di dollari pagata all'ex vicepresidente della Federazione internazionale di calcio, Jack Warner, da Pretoria per ottenere i mondiali di calcio del 2010.
Sexwale, che faceva parte del board che riuscì a far aggiudicare la World Cup 2010 al Sudafrica, è stato interrogato il 17 dicembre scorso. "È apparso davanti al gran giurì. L'Fbi ha detto che doveva comparire ed è andato come potenziale testimone", ha precisato un portavoce di Sexwale alla Bbc.
Il governo sudafricano ha ammesso di aver staccato un assegno milionario ma ha affermato che i soldi erano una donazione per la diaspora africana. Sudafricano, 62 anni, Sexwale si è distinto come attivista per i diritti umani; impegno che lo ha portato a condividere la cella con Nelson Mandela. Se fosse eletto alla guida della Fifa nelle prossime elezioni del 26 febbraio 2016, ne sarebbe il primo presidente di colore.
SDA-ATS