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In molte razze di animali da reddito o da compagnia sono noti problemi di salute, più o meno gravi, che sono in parte correlati con caratteristiche volute nell'allevamento. Se in una popolazione zootecnica si presentano con maggiore frequenza tare ereditarie o determinate malattie, o se caratteristiche mirate specifiche di una razza sono collegate a effetti negativi sul benessere degli animali, allora è necessario agire. L'ordinanza sulla protezione degli animali prescrive che nell'allevamento si miri all'ottenimento di animali sani, privi di caratteristiche che ledano la loro dignità. L'ordinanza contiene inoltre disposizioni sugli obiettivi d'allevamento ammessi e su quelli proibiti. Come ciò debba essere tenuto in conto nell'attività pratica di allevamento dovrà essere precisato in una nuova ordinanza sulla protezione degli animali nell'allevamento.
Nell'ordinanza sulla protezione degli animali nell'allevamento verranno formulati i criteri per il rilevamento dell'aggravio causato da determinate caratteristiche. In molte situazioni, gli animali colpiti possono essere risparmiati dagli effetti che ne compromettono il benessere grazie a interventi mirati sull'allevamento. In particolare, la nuova ordinanza conterrà condizioni quadro nell'ambito delle quali sarà ancora possibile far riprodurre animali con mutazioni patologiche, a condizione che sia provato che l'aggravio per le future generazioni possa essere ridotto. In questo modo potrebbero essere evitati divieti di allevamento per gli animali con mutazioni patologiche di minore entità. Gli animali con mutazioni patologiche gravi non potranno invece più essere allevati. È prevista la creazione di una lista di forme selezionate proibite.
Per l'elaborazione dell'ordinanza, l'UFV ha quindi invitato al dialogo le associazioni di allevatori e, in occasione di un incontro informativo svoltosi il 21 marzo 2012 a Berna, le ha informate sulle disposizioni in materia di allevamento. L'incontro ha suscitato grande interesse. I rappresentanti di diverse organizzazioni di allevamento di animali da compagnia e da reddito, ma anche di società di protezione degli animali, dell'UFAG e del Servizio veterinario si sono espressi in merito all'ordinanza in preparazione. Hanno colto l'occasione per porre domande e per far notare eventuali problematiche. È stato accolto molto favorevolmente il fatto che si ponga l'accento sulla prevenzione e non sui divieti come anche che le cerchie interessate siano state coinvolte anticipatamente. Si è anche sottolineato che la nuova ordinanza deve essere applicata non soltanto alle associazioni di razza bensì anche agli allevatori amatoriali e a quelli occasionali.