Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01060.jsonl.gz/1334

La SSR ha chiuso il 2019 con un disavanzo di 22,2 milioni di franchi. Sul risultato negativo - che era previsto - hanno influito, tra l'altro, il tetto massimo imposto ai proventi del canone radiotelevisivo e il forte calo degli introiti pubblicitari.
Il 18 ottobre 2017 il Consiglio federale aveva fissato un limite massimo di 1,2 miliardi alla quota di proventi del canone destinata alla SSR per il 2019.
Gli introiti pubblicitari si sono ridotti ulteriormente di 23,1 milioni di franchi. In generale, il consumo dei media continua a frammentarsi e l'utilizzo dei programmi on demand non favorisce la diffusione lineare della pubblicità. Prosegue inoltre il trasferimento dei budget pubblicitari dalla televisione lineare alle piattaforme digitali internazionali.
Piano di riforma e di reinvestimento
La SSR - si legge nella nota - ha reagito alle mutate condizioni quadro già il 4 marzo 2018 lanciando un piano di riforma e di reinvestimento nell'ordine di 100 milioni di franchi. Nell'autunno 2019, a causa dell'ulteriore calo degli introiti pubblicitari, è stato necessario un taglio supplementare di 50 milioni cosicché i tagli hanno raggiunto i 150 milioni.
L'attuazione di misure drastiche in tutte le unità aziendali, soprattutto nei settori della distribuzione, della tecnica e degli immobili, ha reso possibile una riduzione complessiva dei costi per 60 milioni nel 2019.
Alla riduzione ha contribuito anche il fatto che la SSR ha rinunciato a misure salariali generalizzate, con un conseguente risparmio di 8,4 milioni di franchi. Nel 2019, l'organico dell'ente radiotelevisivo è stato ridotto di 74 posti a tempo pieno, principalmente attraverso fluttuazioni naturali.
La trasformazione in atto prosegue anche nell'anno in corso. La SSR dovrà continuare ad adeguarsi alle mutate condizioni di mercato e alle nuove abitudini degli utenti, con risorse finanziarie tendenzialmente in calo. Su questa già difficile situazione graveranno inoltre le conseguenze economiche della pandemia di coronavirus.
La SSR, lo ricordiamo, il 7 aprile 2020 ha reso noto di aver introdotto il lavoro ridotto per una parte del personale, motivando la misura con il calo delle entrate pubblicitarie e dalla cancellazione di eventi sportivi e culturali a causa del coronavirus. L'epidemia, infatti, ha imposto la cancellazione dei grandi eventi sportivi e culturali, cosicché molte delle produzioni programmate dalla SSR hanno dovuto essere annullate. Senza dimenticare che, come altre aziende del settore dei media, la società è attualmente confrontata con un forte calo degli introiti pubblicitari.