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|Busoni e Mahler

erano amici. Si conobbero alla fine di novembre del 1866 a Lipsia. Cfr. GUERRINI, p. 48: «Gli editori Peters e Breitkopf, fino allora verso lui tanto scontrosi, gli aprirono finalmente le porte. [...] Attraverso la Casa Peters, Busoni fece la conoscenza di Grieg, che in quel tempo si era stabilito a Lipsia; e Grieg a sua volta lo presentò a Delius con queste parole: 'Questo è un notevole pianista e forse qualcosa di più.' Ferruccio avvicinò inoltre l'allora giovane compositore Gustav Mahler, di cui in seguito diverrà amico. Ebbe anche l'occasione di incontrare Tchaikovsky. Con la famiglia del violinista Henri Petri poi, egli stabilì una vera intimità, e godette, da parte del figlio Egon, quella stessa devota adorazione che egli aveva avuto per il Cimoso e che si protrarrà per tutta la vita. (Il piccolo Petri divenne in seguito suo allievo, e fu tra i migliori del Maestro, col quale collaborò anche alla revisione dell'opera di Bach).»
Cfr. Anche DENT, p. 67: «[...] in the case of Delius and Mahler the friendship was renewed with deeper cordiality in later life.»
Lettera di Busoni a Mahler [28.5. 1910]
Caro Maestro e amico, ancora non so se ci rivedremo in America durante questa stagione. Mi sopraggiungono nuovi concerti che mi tengono lontano da New York. Ma non posso lasciarLa partire senza congedarmi in qualche modo da lei e sento il bisogno di dirLe quanto L'ammiro e Le voglio bene sia come uomo, sia come musicista; sento che queste settimane d'America ci hanno avvicinato di più (grazie alle comuni sofferenze) che non i precedenti venti anni di conoscenza e credo di averne tratto un grande profitto; Ella mi ha reso felice con la perfetta esecuzione della Turandot; Gliene sono profondamente grato e la mia gratitudine aumenta ancora per la progettata esecuzione "romana".
Voglia accogliere questi ingenui trasporti con quella semplicità e cordialità con le quali mi escono dal cuore.
A starLe vicino ci si sente come purificati e l'animo di chi Le si accosta ringiovanisce. Perciò il mio modo di esprimermi si fa quasi infantile. Non vorrei escludere la Sua Signora da questa comunità di spiriti che mi permetto di stabilire e prego la Signora di volermi riservare qualche sentimento di amicizia. Le sono cordialmente devoto e il breve contatto avuto con lei mi ha arricchito. La invidio per il Suo 1° maggio a Roma. La stagione e il luogo concorrono a formare un incanto tra i più straordinari della nostra vecchia Europa. Mi fa piacere che Ella abbia questa gioia, come Le auguro di cuore che Ella abbia tutte le gioie della vita. Vorrei che questi auguri L'accompagnassero nel Suo viaggio e oltre, come l'affetto con cui mi dichiaro Suo fedele e devotissimo Ferruccio Busoni.