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L'incendio dello scorso ottobre nella Napa Valley, in California, è stato uno dei più devastanti degli ultimi anni. Noi abbiamo deciso di intraprendere un viaggio in quelle zone dove abbiamo incontrato tre famiglie di origine ticinese, immigrate negli Stati Uniti alla fine del 1800: le famiglie Regusci, Nichelini e Pestoni. Ieri (vd correlati) vi abbiamo raccontato della famiglia Regusci, oggi è di scena la famiglia Nichelini.
La quarta generazione di Nichelini
È, quella dei Nichelini, la prima famiglia svizzera ad essersi trasferita in questa zona nel 1884. La sua proprietà ricorda molto le case pedemontane ticinesi, costruite nelle valli lungo le strade principali. Questa caratteristica, ci spiega Doug Patterson Nichelini, è stata voluta dal suo bisnonno Anton quando, arrivato in questa terra lontana, decise di dare un'atmosfera ticinese alla sua casa per far felice la moglie, Caterina, ticinese come lui e alla quale mancava molto la terra d'origine.
L'incendio d'ottobre, che ha devastato parte della Napa Valley, ha costretto in Nichelini ad evacuare la proprietà. Ci spiegano che il fuoco è arrivato a circa un chilometro dalla loro tenuta e che sono stati costretti a portare via decine di botti e centinaia di bottiglie, inclusi tutti i macchinari. La loro è una piccola azienda vinicola che vive di turismo e degustazioni. Principalmente vendono a livello locale, proseguendo la tradizione iniziata dal bisnonno più di un secolo fa. Pensate che Anton, appena arrivato in questa terra, intuì subito quale potesse essere il nuovo business e imparò a produrre vino. Apprese il mestiere nella celebre tenuta californiana del francese Joshua Shove ed a pochi anni dall'inizio del 1900, riuscì ad aprire la sua piccola azienda vinicola. Per fare soldi velocemente, si inventò anche un forno per vendere pane e vino alle centinaia di minatori che abbondavano nella Napa Valley in quegli anni.
Come i Regusci anche i Nichelini stanno soffrendo nelle vendite a causa dell'incendio. Doug sorride mentre osserva le colline tornate verdi, ma i suoi occhi diventano lucidi, parlando della scarsità di turismo degli ultimi mesi. Da buon esperto, sottolinea che il raccolto del 2017 era già stato fatto ma che la quantità di cenere che è scesa sui vigneti dell'intera Napa, potrebbe dare il sapore di legna bruciata all'uva che crescerà il prossimo anno. “Bisognerà aspettare e vedere cosa succederà – ci dice – ma nel mentre, tutti i viticoltori hanno preso provvedimenti per impedire questo processo e stanno concimando le terre per ripulirle”.
Daniele Compatangelo