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Un incendio al momento di limitate dimensioni si è sviluppato al porto dei Beirut, vicino al luogo dell'esplosione che ha distrutto una vasta area della città.
Lo apprende il corrispondente dell'Ansa in Libano.
C'è anche il direttore generale del porto di Beirut, Hassan Koraytem, tra le 16 persone arrestate ieri nell'inchiesta sulle esplosioni che hanno devastato la capitale libanese. Lo rende noto l'Abc citando fonti giudiziarie locali.
La magistratura, inoltre, ha disposto il congelamento dei conti di 7 persone, tra cui lo stesso direttore del porto e il capo della dogana libanese, Badri Daher.
Le autorità hanno interrogato più di 18 funzionari portuali e doganali e altri coinvolti nei lavori di manutenzione del magazzino esploso martedì e 16 sono state messe in custodia.
Il direttore generale del porto e il capo delle dogane, anch'essi agli arresti, mercoledì avevano detto alle emittenti libanesi che diverse lettere erano state inviate nel corso degli anni alla magistratura del paese chiedendo la rimozione di materiale altamente esplosivo immagazzinato nel porto.
Secondo le autorità, quasi 3.000 tonnellate di nitrato di ammonio, utilizzato per i fertilizzanti, ma anche per costruire bombe, erano state tenute per sei anni senza misure di sicurezza nel magazzino esploso.
"Circa 80.000 bambini sono rimasti sfollati a causa delle esplosioni di Beirut, con famiglie colpite in disperato bisogno di aiuto". E' la stima dell'Unicef che sottolinea che "molti bambini hanno subito traumi e rimangono sotto shock".
"Nelle ultime 24 ore, l'Unicef ha continuato a coordinarsi strettamente con le autorità e i partner sul campo per rispondere ai bisogni immediati delle famiglie colpite, concentrandosi sulla salute, l'acqua e il benessere dei bambini", ha dichiarato Violet Speek-Warnery, vice rappresentante dell'Unicef in Libano.
"Sono numerose le segnalazioni di bambini che sono stati separati da membri della famiglia, alcuni dei quali risultano ancora dispersi", aggiunge l'organizzazione. "Almeno 12 strutture sanitarie primarie, centri di assistenza materna, neonatale e per le vaccinazioni a Beirut sono stati danneggiati, con un impatto sui servizi per quasi 120.000 persone; un ospedale pediatrico nella zona di Karantina, che aveva un'unità specializzata nel trattamento dei neonati critici, è stato distrutto. un neonato è morto", aggiunge l'organizzazione.
Cinque delle sette celle frigorifere per i vaccini supportate dall'Unicef sono state distrutte nell'esplosione, con conseguenze sui programmi fondamentali di vaccinazione. Molte scuole hanno riportato danni a Beirut e nell'area circostante, le valutazioni sul livello dei danni sono in corso.
"L'Unicef sta sostenendo le autorità locali e i partner. I nostri team stanno lavorando 24 ore su 24 per fornire alle persone colpite l'assistenza necessaria", ha dichiarato Speek-Warnery.