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Secondo l’UFAM, il traffico pesante rappresenta solo il 6,1 per cento delle emissioni totali di CO2 in Svizzera (stato: 2019, cifre aggiornate). Per fare un confronto: il traffico individuale motorizzato (TIM), cioè le auto private, rappresentano lo 28.7 per cento.
Fatto degno di nota è che negli ultimi 20 anni la prestazione del traffico stradale è aumentata in misura molto maggiore. I veicoli-chilometro sono cresciuti del 28 per cento, la quantità delle merci del 64 per cento. L’aumento di poco meno del 30 per cento delle emissioni di CO2 nel trasporto merci nello stesso periodo è rimasto nei limiti e dimostra quanto il settore sia impegnato da anni per il clima e l’ambiente.
Ciononostante, il traguardo è ancora lontano. Secondo l’inventario dei gas serra dell’UFAM, come auspicato dalla risoluzione sul clima dell’ASTAG, una riduzione del 50 per cento di CO2 rispetto al 1990 significa che entro il 2030 il settore dei trasporti su strada – sempre con riferimento ai viaggi da A a B – dovrebbe produrre circa solo più 1 milione di tonnellate di CO2. Oggi questo valore si attesta a 2,25 milioni di tonnellate di CO2.
Il valore target è molto ambizioso a causa della crescente domanda di servizi di trasporto e logistica da parte dell’economia, del commercio e dei consumatori. Malgrado ciò, stiamo facendo tutto il possibile per compiere ulteriori passi in avanti – «we go green!».
Se ogni membro apporta un contributo volontario efficiente, le emissioni di gas serra potranno essere ridotte sotto tutti gli aspetti.