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Se l'UDC vuole ridurre i fondi destinati alla SSR il presidente del Centro Gerhard Pfister ha un'altra idea per rimediare alla parzialità della televisione pubblica svizzera: creare una nuova emittente pubblica che faccia concorrenza alla SSR.
Per Pfister, sarebbe "irrealistico" semplicemente ridurre le risorse della SSR. Dopo tutto, l'iniziativa "No Billag" è stata ampiamente respinta dal popolo nel 2018. "Non sarebbe meglio se ci fosse un'alternativa alla SSR nel campo dell'informazione?", chiede il presidente del Centro in un'intervista alle testate di "CH Media".
Il presidente del Centro fa riferimento alla concessione della SSR, che sottolinea ripetutamente l'importanza di un'offerta informativa diversificata. La sua idea è che un secondo fornitore nazionale potrebbe portare a un notevole miglioramento della diversità delle informazioni, e quindi a un aumento della qualità.
Pfister porta come esempio la Germania, dove ci sono due canali pubblici, ARD e ZDF. Propone quindi al Consiglio federale di indire una gara d'appalto per una seconda licenza nazionale. Questo sarebbe limitato all'informazione, mentre lo sport e l'intrattenimento resterebbero di competenza della SSR.
I fornitori di servizi privati potrebbero richiedere la licenza e l'aggiudicatario riceverebbe circa 150 milioni di franchi svizzeri dal canone. Questi fondi saranno utilizzati per un programma di informazione radiofonica e televisiva in diverse lingue nazionali.
"Ritenere che 150 milioni siano sufficienti è una stima approssimativa. È ovviamente necessario un chiarimento più preciso", afferma il Consigliere nazionale. A titolo di confronto, la SSR dispone di circa 1,4 miliardi di franchi per l'intero programma. In Austria, ORF riceve circa un miliardo di franchi.
Venerdì Gerhard Pfister ha quindi presentato un postulato per chiedere al Consiglio federale un rapporto sulle seguenti domande: quali sono le possibilità e i rischi di una seconda concessione per un mandato di informazione statale? Ci sono società di media private interessate? Quali sono i costi da sostenere?
Se il numero di famiglie in Svizzera aumenta di anno in anno, più soldi finiscono nel piatto del canone. Il presidente del Centro è convinto che si possa finanziare un secondo canale informativo senza che la SSR perda le sue risorse.