Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/93768

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 2 febbraio scorso il DATEC ha annunciato che il tetto massimo di spesa per un ulteriore finanziamento della RIC è stato raggiunto. Il 25 novembre 2008 l'UFE ha presentato la prevista ripartizione dei mezzi finanziari tra le diverse tecnologie energetiche. Se si analizzano più in dettaglio gli impianti eolici e idroelettrici notificati, sorge il dubbio se il limite di spesa sia stato veramente raggiunto. </p><p>- Per quanto concerne l'energia eolica, entro il 2012 circa dovranno essere in funzione 365 nuove turbine eoliche. Con una media di 1800 ore di esercizio ciascuno, questi impianti dovranno essere collocati nei luoghi maggiormente esposti al vento, sui valichi e le creste più alte delle Alpi e del Giura. In queste zone sono inevitabili i conflitti con le esigenze della protezione del paesaggio e del turismo. </p><p>- Nell'ambito dello sfruttamento della forza idrica, si parte dal presupposto che vi saranno circa 377 nuove centrali idroelettriche. Tuttavia, quasi ogni settimana si apprende dai giornali che diverse associazioni ambientaliste e della pesca si oppongono a progetti in questo settore. L'ultimo caso è quello di Bergün, dove a fine gennaio è stato respinto un grande progetto di centrale idroelettrica. Esempi di questo tipo ve ne sono anche nell'Oberland bernese.</p><p>Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanto ritiene probabile la realizzazione di 365 impianti eolici e di 377 nuove centrali idroelettriche entro il 2012?</p><p>2. Se ciò non è il caso, vi sarebbero allora sufficienti mezzi finanziari a disposizione per la RIC?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Già nel novembre 2008 si preannunciava il raggiungimento del tetto massimo di spesa, fissato nella legge, per i mezzi messi a disposizione a favore della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC). Diversi impianti sono stati tuttavia notificati più volte (stessa ubicazione). Inoltre, sono stati notificati grandi impianti, in particolare grandi parchi eolici, per i quali non sono ancora disponibili dati di pianificazione o che non sono conformi alla zona. Si stima che fino all'80 per cento degli impianti eolici e fino al 50 per cento degli impianti idroelettrici notificati non potranno essere realizzati nel periodo indicato. Ciononostante il sistema deve prenderli temporaneamente in considerazione e per loro devono essere riservati i necessari mezzi finanziari. Affinché detti impianti, che occupano posto nella lista degli impianti notificati, non blocchino inutilmente le risorse della RIC, l'UFE ha preso un provvedimento con effetto immediato: si ammette un numero di prenotazioni superiore al contingente di spesa previsto, calcolato in modo "prudente" per le singole energie (impegni eccedentari). Il margine per le prenotazioni eccedenti è stato fissato a più 45 per cento per l'energia eolica, a più 12 per cento per la biomassa e a più 7 per cento per la forza idrica. Attualmente è difficile stimare quale percentuale di progetti, che probabilmente saranno in un primo tempo esclusi dal sistema, riuscirà sul lungo termine ad adempiere tutti i requisiti di legge (compresi quelli per l'ambiente e la pianificazione del territorio).</p><p>2. L'UFE prevede che, allo scadere dei primi termini fissati per l'inoltro delle notifiche relative allo stato di avanzamento dei progetti, a partire dal 2010 molti progetti non saranno più realizzati e quindi i mezzi relativi agli impegni eccedentari stabiliti fino a quel periodo rientreranno nei limiti fissati dalla legislazione. Grazie a ciò, tutti gli impianti che avranno ricevuto un preavviso positivo potranno beneficiare della RIC. Inoltre, i progetti in lista d'attesa, presi in considerazione in funzione della data di notifica e della dimensione degli impianti, potrebbero beneficiare della RIC. A seconda dell'andamento della lista d'attesa per tutte le tecnologie, il tetto di spesa complessivo o singoli tetti parziali potrebbero di nuovo essere raggiunti. Di conseguenza, si verrebbero a creare nuove liste d'attesa e nuovi rallentamenti.</p><p>Il Consiglio federale intende valutare le esperienze fatte con la RIC, per poi eventualmente proporre al Parlamento una modifica della legislazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.