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L'Archivio federale ha ripreso una parte dei documenti sui fondi in giacenza a suo tempo utilizzati dal competente tribunale arbitrale, il Claims Resolution Tribunal (CRT), con sede in Svizzera.
Il tribunale aveva accertato i diritti di vittime delle persecuzioni naziste o dei loro eredi su conti bancari svizzeri. I fascicoli sono costituiti soprattutto da copie di documenti bancari e inventari patrimoniali a partire dagli anni ’30.
Nel 1996 e nel 1997 erano state promosse dinanzi a un tribunale newyorkese diverse azioni collettive contro banche svizzere, accusate tra l'altro di aver trattenuto beni di vittime delle persecuzioni nazionalsocialiste. Parallelamente a queste azioni, l'Associazione svizzera dei banchieri, l'Organizzazione ebraica mondiale per la restituzione e il Congresso ebraico mondiale concordarono una procedura per la ricerca di conti bancari svizzeri di vittime delle persecuzioni naziste.
Nel 1998 le banche e i ricorrenti collettivi stipularono un "accordo globale": le banche versarono 1,25 miliardi di dollari su un apposito fondo e in cambio tutte le accuse furono lasciate cadere. Dopo che il tribunale di New York ebbe approvato l'accordo, venne elaborato un piano di ripartizione.
I lavori del CRT si svolsero in due fasi: nella prima fase furono accertati i diritti delle persone i cui nomi erano già stati resi pubblici dalle banche svizzere nel 1997. Nella seconda furono invece esaminati gli accertamenti svolti nel contesto dell'accordo globale. Il tribunale arbitrale fu sciolto nel 2012, al termine dei lavori.
I documenti utilizzati nella seconda fase per la verifica dei diritti sono ora stati ripresi dall'Archivio federale, che li renderà accessibili e reperibili entro la fine del corrente anno.
I costi dell'operazione saranno assunti dall'Associazione svizzera dei banchieri e dal tribunale arbitrale. Il regolamento per l'accesso ai documenti è orientato sulla base della legge federale sull'archiviazione, viene pertanto applicato un termine di protezione di 30 anni. Le persone direttamente interessate hanno tuttavia sempre accesso ai propri documenti.
SDA-ATS