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Quando i ticinesi fanno le valigie
Un cantone che invecchia e che si spopola, quasi la metà dei giovani ticinesi ricerca il benessere altrove
Il Ticino è da tempo teatro di quella che in inglese si chiama "human capital flight", ossia la fuga di cervelli. Quasi la metà dei giovani ticinesi tra i 18 e i 30 anni di età si dicono difatti pronti a lasciare il cantone per emigrare Oltralpe se non addirittura all'Estero.
Il sondaggio inedito "Ticino o Oltralpe?" dell'Osservatorio della vita politica regionale dell'Università di Losanna, condotto su un campione di quasi 1'550 domiciliati, mostra chiaramente come la maggioranza dei ticinesi di ogni età vorrebbe fortemente restare in Ticino. Tuttavia, questo desiderio resta inesaudito poiché, spiega uno degli autori dello studio Oscar Mazzoleni, quattro ticinesi su dieci ritengono la loro condizione economica poco soddisfacente e vedono nell'economia del cantone poche prospettive.
Le ragioni che spingono molti a partire non sono però unicamente di natura economica, ma anche la percezione di una mancanza di spazi d'aggregazione che parrebbero invece maggiormente presenti in altre realtà urbane.
Le persone più propense ad andare a vivere oltre Gottardo sono in particolare coloro con una formazione elevata, ma sono comunque nove su dieci gli interpellati che ritengono che per aspirare a una buona soglia di benessere sia necessario lasciare il Ticino. In tal senso, dice Mazzoleni, sarebbe bene valutare in futuro quali potrebbero essere le soluzioni e le condizioni per cui i giovani sarebbero disposti a fare ritorno per evitare che il Ticino diventi un cantone sempre più anziano.