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Il padre 43enne, residente nei sobborghi di Losanna che si è suicidato la sera del 3 febbraio lanciandosi sotto un treno in provincia di Foggia, avrebbe portato le due gemelline di sei anni in Corsica lunedì scorso. Lo indicano oggi la polizia vodese e la procura di Marsiglia. L'uomo è stato visto in loro compagnia in un'agenzia di viaggi di Marsiglia, dove ha riservato tre biglietti per l'isola francese.
Le gemelline svizzere, Alessia e Livia, sono state poi avvistate per l'ultima volta alle 18:30 di lunedì, mentre dal porto di Marsiglia prendevano un traghetto diretto a Propriano, in Corsica. Le due sorelle erano forse con il loro papà.
La notizia dell'avvistamento definita "certa" e "confermata dalla polizia" è riportata nella pagina di Facebook dedicata alla scomparsa delle due bimbe, gestita dalla famiglia. La famiglia invita i naviganti a diffondere a tutti i loro contatti in Corsica la notizia e le fotografie delle gemelle.
Dal canto suo, la polizia italiana ha confermato che l'uomo si trovava a Napoli giovedì scorso verso mezzogiorno in un ristorante. Secondo testimoni, il padre non aveva però con sé le figlie.
Per quanto riguarda il testamento lasciato dal 43enne, la polizia vodese ha fornito ulteriori precisioni. Il documento è stato ritrovato domenica 30 gennaio nell'abitazione del padre a Saint-Sulpice (VD). Il testo non conteneva alcun elemento concernente Alessia e Livia o il luogo in cui potrebbero trovarsi.
Stando all'agenzia di stampa italiana ANSA, il documento lascia indicazioni sulle persone alle quali affidare i suoi beni: alla moglie (una casa di sua proprietà), ad alcuni parenti e, soprattutto, alle due figlie. Il ritrovamento del testamento farebbe quindi presupporre che l'uomo - in fase di separazione dalla moglie, una 44enne di origini italiane - avesse premeditato da tempo il suicidio.
Gli inquirenti vodesi continua ad indagare a tutto campo. I due ispettori che si sono recati a Marsiglia sono tornati in Svizzera, mentre i due colleghi inviati nel sud Italia sono sempre sul posto, ha spiegato il portavoce della polizia vodese Jean-Christophe Sauterel.