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L'UDC dal 2009 non paga il suo presidente, ma "almeno le spese devono essere rimborsate, altrimenti solo i milionari possono occupare il posto e non sono tutti adatti": interpellato sulla successione del dimissionario Albert Rösti, Ueli Maurer ha detto la sua anche sul partito, venerdì in occasione della conferenza stampa di bilancio del suo anno alla guida alla Confederazione.
Le sue parole suonano come una bocciatura per il banchiere e consigliere nazionale Thomas Matter, uno dei nomi citati per prendere la testa dei democentristi insieme a quello dello svittese Marcel Dettling, che invece ha un'azienda agricola. Le candidature non sono ancora ufficiali. Un'altra ricca, anzi ricchissima, ovvero Magdalena Martullo-Blocher, non ha manifestato alcun interesse per il ruolo.
Il messaggio del consigliere federale, che occupò il posto di Rösti dal 1996 al 2008, è che l'UDC deve rimanere un partito popolare e chi ne tiene le redini deve amare il contatto con la gente. La questione di un reddito per il presidente era stata evocata anche dallo stesso Rösti al momento di annunciare la sua partenza dopo soli quattro anni in carica: a giustificare il mancato indennizzo, oltre a motivi di risparmio, è anche il fatto che la prima formazione svizzera difende a spada tratta il sistema di milizia.
Maurer si è pronunciato anche sul programma, che deve essere semplice e chiaro. Ai suoi tempi, ha ricordato, si era deciso di puntare solo su tre temi: riduzione delle imposte, niente ingresso nell'UE ed espulsione dei criminali stranieri.