Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01176.jsonl.gz/874

Identità di genere, orientamento sessuale e sesso biologico cosa sono?
Per comprendere le molteplici sfaccettature della comunità LGBT+, ma non solo, dobbiamo iniziare a comprendere la differenza tra identità di genere, sesso biologico e orientamento sessuale. Vediamoli nel dettaglio.
Il sesso biologico
Il sesso biologico è il sesso con il quale nasciamo: gli esseri umani si dividono biologicamente in maschio e femmina. Succede però, nello 0.5% – 1.7% della popolazione, che un individuo possa nascere con organi riproduttivi sia maschili sia femminili. In questo caso, non potendolo definire né maschio né femmina viene chiamato intersessuale (una volta ermafrodito).
Il genere
Nel linguaggio quotidiano, sesso biologico e genere sono erroneamente utilizzati come sinonimi. A differenza del sesso biologico, infatti, il genere è una costruzione culturale, mutevole e arbitraria, utilizzata per definire e distinguere la «femminilità» dalla «mascolinità». Si tratta dunque di una costruzione stereotipata che si prefigge l’obiettivo di semplificare la realtà, estremamente complessa e irriducibile, con importanti conseguenze sociali (per esempio la creazione di stereotipi e ruoli di genere).
L’identità di genere
L’identità di genere è la percezione sessuata che si ha di sé, acquisita attraverso l’esperienza personale e collettiva.
Ad esempio, una persona che nasce ‘femmina’ è definita cisessuale (in inglese cisgender) se la sua identità di genere corrisponde al suo sesso biologico, in altre parole se si sente femmina.
Al contrario, un essere umano che nasce maschio, ma si senta femmina, non vedrà corrisposta al sesso biologico la sua identità di genere, in questo caso si definisce transgender. Diventerà una persona transessuale dopo più interventi chirurgici. Nel 2018, la transessualità è stata spostata dalla categoria dei ‘disturbi mentali’ a quella delle ‘condizioni di salute sessuale’ dell’International Classification of Diseases. Il termine ‘transessuale’ era infatti nato per identificare un certo tipo di malattia mentale – tutt’oggi non più considerata tale, motivo per il quale la comunità LGBT+ cerca di farlo cadere in disuso.
Succede inoltre che l’identità di genere di alcuni essere umani non si rispecchia né nel sesso maschile né in quello femminile; in questo caso parliamo di persone agender (senza genere).
Le persone che si sentono invece sia maschio che femmina sono dette gender queer. I gender queer non sono da confondere con quelle persone che invece oscillano tra i generi, cioè a volte si sentono avere un’identità maschile, mentre a volte una femminile, e sono detti gender fluid.
L’orientamento sessuale
L’orientamento sessuale indica l’attrazione romantica e/o sessuale di un individuo verso un altro individuo dello stesso sesso e/o di quello opposto. Quando si parla di orientamento sessuale si distingue in tre grandi gruppi: gli eterosessuali, che provano attrazione verso una persona del sesso opposto, gli omosessuali, che provano attrazione verso una persona dello stesso sesso e i bisessuali, che provano attrazione sia per una persona dello stesso sesso sia per una del sesso opposto.
L’orientamento sessuale dei bisessuali può ancora essere suddiviso in una miriade di categorie. Ad esempio, se l’attrazione di una persona bisessuale comprende anche i transgneder e gli agender allora viene definita pansessuale.
Chi invece non prova nessun tipo di attrazione è detto asessuale.
La teoria queer
Per finire, la teoria queer mette in discussione la pratica (esposta fino a qui) di dividere in categorie diverse (come ‘maschio’ e ‘femmina’ oppure ‘transessuale’, ‘bisessuale’ etc.) gli esseri umani; secondo la teoria infatti, queste etichette sono interamente o in parte dei costrutti sociali. Semplicemente, gli individui non devono essere categorizzati.