Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/84600

<h2>SubmittedText<h2><p>La ditta Batrec di Wimmis detiene in Svizzera una posizione di monopolio nel settore  del riciclaggio delle pile. Da un articolo apparso il 15 febbraio 2008 nella "Neue Zürcher Zeitung" si apprende che è stato commissionato uno studio volto a esaminare se il trattamento preferenziale accordato a una singola azienda sia ancora sostenibile. In questo contesto pongo le domande seguenti: </p><p>1. È vero che l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha commissionato uno studio sulle possibilità di un riciclaggio transfrontaliero delle pile? </p><p>2. Quali sono gli obiettivi che l'UFAM intende cogliere con tale studio? </p><p>3. Quando e in che forma detto studio verrà pubblicato? </p><p>4. Dato che in Svizzera non si dispone di indicazioni e definizioni tecniche, la compatibilità ambientale del riciclaggio delle pile non è disciplinata con chiarezza.  Quali sono gli indicatori tecnici su cui gli autori dello studio e le imprese di riciclaggio attive in Europa possono orientarsi? </p><p>5. I costi d'esercizio della ditta Batrec sono evidentemente elevati rispetto a quelli dei suoi concorrenti all'estero. L'UFAM spera pertanto che Batrec riesca a incrementare con le importazioni a lungo termine il tasso di utilizzazione riducendo in tal modo il prezzo (comunicazione del 3 aprile 2007 dell'UFAM). Il Consiglio federale ritiene sostenibile il fatto che Batrec possa importare pile usate quando, al contempo, la Svizzera vieta l'esportazione di pile e accumulatori usati destinati a essere smaltiti? </p><p>6. Secondo la "Neue Zürcher Zeitung", l'UFAM promette di autorizzare in futuro l'esportazione delle pile usate a condizione che lo studio individui delle alternative equivalenti all'estero. Il governo condivide la posizione dell'ufficio? </p><p>7. Il gruppo francese Veolia è il maggiore azionista della ditta Batrec. Il governo ritiene che sia nell'interesse dell'economia nazionale preservare in Svizzera un monopolio industriale di cui traggono vantaggio in primo luogo azionisti stranieri? </p><p>8. Il Consiglio federale ha preso atto dello studio relativo al riciclaggio delle pile pubblicato nel gennaio 2007 dall'Istituto di ricerca di economia empirica e politica economica dell'Università di San Gallo? Condivide le conclusioni tratte dagli studiosi di San Gallo secondo cui la soluzione svizzera nel settore delle pile usate è "alquanto inefficiente"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha commissionato nel 2007 uno studio sul riciclaggio delle pile in Europa.</p><p>2. Lo studio ha l'obiettivo di esaminare lo stato attuale della tecnica nell'ambito del riciclaggio delle pile, di confrontare le possibilità di riciclaggio alternative e di determinare l'efficacia delle procedure. La prima fase di studio mira a fornire una panoramica delle imprese di riciclaggio delle pile, la seconda fase valuta i singoli processi di trattamento e la terza prevede di realizzare un audit presso le ditte concorrenti che ricorrono a metodi che dal punto di vista dello stato della tecnica e della compatibilità ambientale sono paragonabili a quelli utlizzati dalla Batrec.</p><p>3. In seguito al ritardo con cui le imprese di riciclaggio hanno inoltrato la loro documentazione, il rapporto relativo alle prime due fasi potrà essere pubblicato soltanto verso la fine di agosto 2008. Nel quarto trimestre del 2008 sarà possibile effettuare sia la selezione delle ditte previste per l'audit che l'audit stesso. La pubblicazione dei risultati dello studio è prevista nella primavera del 2009.</p><p>4. Secondo le disposizioni della Convezione di Basilea, della legge sulla protezione dell'ambiente e dell'ordinanza sul traffico di rifiuti (OTRif), la Confederazione autorizza l'esportazione di rifiuti speciali soltanto quando lo smaltimento non può essere effettuato o non è opportuno effettuarlo in Svizzera. All'estero, tuttavia, i rifiuti devono essere smaltiti nel rispetto dell'ambiente. Se gli impianti in Svizzera e all'estero soddisfano i requisiti in materia di compatibilità ambientale, l'UFAM autorizza le esportazioni solo quando i costi per lo smaltimento in Svizzera superano del 30 per cento quelli all'estero. Tale modalità di attuazione è attualmente oggetto di verifiche.</p><p>Nel quadro del riciclaggio delle pile devono essere attestati concretamente il recupero delle frazioni metalliche riciclabili e prive di mercurio come zinco, ferro, manganese come pure la produzione di scorie atte a essere stoccate in un deposito finale. Infine, è indispensabile garantire l'ecocompatibilità e la tracciabilità della separazione e dello smaltimento del mercurio, un metallo estremamente tossico. Poiché una parte delle pile importate insieme agli apparecchi contiene tuttora mercurio, rimane importante l'eliminazione mirata di tale sostanza.</p><p>5. In linea di principio l'esportazione di pile usate non è vietata. Tuttavia, gran parte delle domande di esportazione inoltrate sinora all'UFAM non era conforme ai requisiti in materia di compatibilità ambientale. Il Tribunale federale ha pertanto confermato recentemente che la decisione concreta di vietare le esportazioni è stata presa in conformità con il diritto vigente. Le importazioni di rifiuti speciali sono autorizzate dall'UFAM soltanto se la Svizzera dispone di capacità di trattamento sufficienti e il trattamento previsto avviene nel rispetto dell'ambiente. L'elevato stato della tecnica di cui dispone la Batrec induce diverse autorità straniere a rivolgersi a quest'ultima per commissionarle il riciclaggio di pile contenenti mercurio.</p><p>6. Se uno o più offerenti stranieri dovessero soddisfare o superare i criteri stabiliti, allora si dovrebbe inoltrare loro una domanda concreta di smaltimento delle pile, come avviene anche per le altre esportazioni di rifiuti speciali. L'UFAM potrebbe autorizzare tale smaltimento.</p><p>7. L'attuale soluzione adottata per lo smaltimento delle pile non rappresenta un monopolio industriale, dato che, come già sottolineato, anche gli altri offerenti devono soddisfare i requisiti necessari. Complessivamente, la ditta Batrec impiega circa sessanta collaboratori. Da informazioni fornite dal gruppo Veolia si apprende che il gruppo sta attualmente investendo circa 12 milioni di franchi per costruire un impianto di trattamento delle marmitte catalitiche usate. La Batrec assume quindi un'importanza notevole per l'economia svizzera.</p><p>8. L'UFAM è informato in merito a tale studio. Tuttavia, l'Ufficio ritiene che detta ricerca si sia soffermata soprattutto sugli aspetti economici, senza tenere conto in modo adeguato dell'aspetto centrale, ossia quello del trattamento dei rifiuti rispettoso dell'ambiente. Come si può vedere oggi da numerosi siti contaminati, i presunti risparmi nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti possono avere, già nel giro di pochi decenni, ripercussioni molto gravi su ambiente e società.</p>  Risposta del Consiglio federale.