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A tutto Pozzetto
Faccia da ragazzo di campagna nonostante i capelli brizzolati, parlata lombarda tipica, tanto stropicciata nei suoi film, e immancabile comicità surreale. Renato Pozzetto snocciola a Locarno aneddoti a ripetizione per il divertimento del pubblico e pure di un cane che abbaia di gusto. Degli esempi? L'attore italiano se la "prende" con i corvi meccanici usati ne Il ragazzo di campagna perché poco credibili, racconta l'imbarazzo e la tortura di una scena nella vasca da bagno con Edwige Fenech e ricorda che, sul set del primo film, la telecamera era rumorosa come un "tritacarne".
A suon di cabaret con Cochi e Renato
Nato a Milano nel 1940, a causa della guerra scappa con la famiglia a Laveno, dove incontra il suo amico Cochi. Con lui sperimenta canto e comicità nel teatro dell'oratorio per poi approdare nell'ambiente del cabaret meneghino. Di soldi all'inizio ce n'erano pochi, Pozzetto prendeva 6'000 lire a serata. "Facevamo cabaret per noi, per divertimento e per raccontare un mondo surreale. Non avevamo nulla da perdere",dice. Poi è arrivato il cinema, quello popolare (Le Comiche, Grandi Magazzini) e quello impegnato (Oh! Serafina), e la tv tra Roma e Milano, città quest'ultima dove il suo cuore si sente a casa.
Angelica Isola (TXT)