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Il Consiglio federale è incaricato, ai sensi di una legislazione coerente in materia di "sans papiers", di proporre misure e adeguamenti legislativi per esempio nei seguenti settori:
limitare il diritto ad affiliarsi alle assicurazioni sociali e a percepire le relative prestazioni (segnatamente AVS e assicurazione malattie) alle persone con uno statuto di soggiorno regolarizzato; sono fatte salve le convenzioni di sicurezza sociale.
L'attuale statuto degli stranieri ammessi a titolo provvisorio è mantenuto nelle grandi linee. Il Consiglio federale è incaricato di presentare un disegno di legge che adegui in modo mirato detto statuto. L'obiettivo consiste nell'eliminare gli ostacoli maggiori all'integrazione nel mercato del lavoro delle persone che rimangono in Svizzera a lungo termine.
Si tratta in particolare di esaminare:
- la modifica della nozione di "ammissione provvisoria";
- le agevolazioni in caso di cambio di Cantone per l'esercizio di un'attività lucrativa.
La prassi di svariati Cantoni è contraria alle raccomandazioni formulate dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), che caldeggiano la maggior autoresponsabilità possibile in ambiti della vita pratica, quali il cucinare, il coinvolgimento dei giovani nelle questioni riguardanti l'alloggio e un sufficiente numero di persone preposte all'assistenza. Nel rapporto finale del 4 febbraio 2015 sulla Convenzione sui diritti del fanciullo, il Comitato per i diritti del fanciullo delle Nazioni Unite ha criticato vari ambiti. Ha in particolare chiesto di istituire un organo indipendente per controllare i diritti dei minori, di definire le procedure su cui le competenti autorità possono fondarsi nel determinare l'interesse superiore del fanciullo in tutti gli ambiti, di potenziare il diritto dei minori di esprimersi liberamente in merito alle questioni che li concernono come pure di garantire che la procedura d'asilo tenga interamente conto delle esigenze specifiche dei minori.
Secondo quanto riportato nel Rapporto di gestione del Consiglio federale 2017, l'anno scorso il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha raccomandato di rigettare, per importanti ragioni di sicurezza, 38 domande di asilo e 7 domande di naturalizzazione.
L’iniziativa chiede che le disposizioni degli articoli 66a e seguenti del Codice penale (Espulsione) vengano completate con una disposizione che precisi che le disposizioni sull'espulsione dal territorio svizzero si applicano anche ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea.
Le espulsioni da disporre non sono pronunciate poiché certe persone potenzialmente pericolose rischiano di essere torturate nel Paese di provenienza. L’interpellanza vorrebbe sapere tra l’altro chi determina se la decisione deve essere presa in favore della persona da espellere o della popolazione svizzera.
Nei primi sei mesi del 2017 il numero delle denunce sporte per violenza carnale in Baviera è cresciuto del 48 per cento e i reati imputati agli immigrati sono aumentati, secondo il ministro dell'interno del Land tedesco, del 91 per cento. L’interpellanza vorrebbe sapere tra altro, quali cifre si registrano in Svizzera in quest'ambito.
Sempre più cittadini sono attenzionati dalle autorità preposte alla sicurezza. Se nel 2014 le persone registrate presso il SIC erano 290 e nel 2015 si era già saliti a quota 400, alla fine del 2016 se ne contavano 497. L’interpellanza vorrebbe sapere tra l’altro, quali sono le nazionalità dei soggetti pericolosi.
Una parte dei stranieri che dovrebbero lasciare la Svizzera in ragione di un'espulsione o di una domanda d'asilo respinta si rendono irreperibili oppure restano nel Paese, spesso perché l'esecuzione dell'allontanamento è inammissibile o impossibile. In futuro queste persone andrebbero collocate in centri di internamento per incentivare le partenze volontarie.
L’iniziativa chiede che l'articolo 64 capoverso 1 della legge sull'asilo (LAsi) venga modificato integrandovi la seguente lettera:“f. il rifugiato si è recato volontariamente nello Stato in cui afferma di aver subito le persecuzioni.”
L’iniziativa chiede di modificare gli articoli 8 segg. della legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) in modo tale che gli obblighi di collaborazione dei richiedenti l'asilo o i poteri di perquisizione e sequestro delle autorità competenti includano anche il diritto di controllare i telefoni cellulari e i computer.
L’iniziativa chiede di modificare come segue l'articolo 30 capoverso 2 della legge sugli stranieri (LStr): "Il Consiglio federale disciplina la procedura". I criteri dovranno essere definiti direttamente nella legge mediante un nuovo articolo 30bis
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sui 17 miliardi di franchi che annualmente vengono trasferiti nel paese d'origine da migranti, al fine di chiarire quale parte di questa somma proviene da aiuti sociali percepiti in Svizzera.
Ginevra ha iniziato ad accordare permessi di soggiorno a un certo numero di stranieri che soggiornano illegalmente in questo Cantone fondandosi, con il beneplacito del Consiglio federale, sull'articolo 30 della legge sugli stranieri (LStr). L'UDC ha depositato un'iniziativa parlamentare che chiede una modifica dell'articolo 30 LStr.
La mozione chiede che il Consiglio federale sia incaricato di sospendere le procedure d'asilo delle persone provenienti da Paesi sicuri da persecuzioni ("Safe Countries") e da Paesi con una bassa quota di riconoscimento (poiché, secondo la mozione, “in tali casi è palese che non sussistono motivi d'asilo”) non appena il numero delle nuove domande d'asilo supera i 4000 al mese.
Il Consiglio federale è incaricato di inasprire la prassi in materia di concessione dello statuto di rifugiato e di ammissione provvisoria finora applicata ai cittadini eritrei. In particolare, conformemente alle pertinenti basi legali il rifiuto di prestare servizio militare non deve più essere riconosciuto come motivo d'asilo.
La mozione chiede che il Consiglio federale istituisca le basi legali che consentano di negare, su richiesta del Comune, la proroga del titolo di soggiorno agli stranieri che violano gravemente gli usi e costumi svizzeri, rifiutandosi attivamente di integrarsi.
L’iniziativa chiede che ai cittadini non-UE/AELS sia rilasciato e prorogato un permesso di dimora o di domicilio soltanto se osservano un accordo d'integrazione con criteri chiaramente misurabili che va concluso obbligatoriamente.
L’iniziativa chiede che siano modificate le basi legali in modo che il ricongiungimento familiare delle persone bisognose di protezione conformemente all'articolo 4 della legge sull'asilo (Lasi) sia disciplinato come per le persone ammesse provvisoriamente. Il sistema di asilo ne risulterebbe sgravato e l'applicazione dello statuto S agevolato.
Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie per prevedere un divieto generale di viaggiare nei confronti dei richiedenti l'asilo ammessi in Svizzera che non hanno espressamente il diritto di ottenere un titolo di viaggio secondo l'articolo 28 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati.