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Istantanea della creazione musicale, il Premio svizzero di musica mette in luce l’eccellenza musicale della Svizzera a prescindere dai generi e dalle regioni.
La prima fase è affidata a una decina di esperte ed esperti, incaricati dall’Ufficio federale della cultura, che compiono un lavoro di ricerca nei vari generi musicali e in tutte le regioni linguistiche. Le loro proposte (fra le sessanta e le settanta) sono poi sottoposte alla giuria federale della musica. Nessun esperto può ricevere più di un incarico; tale clausola consente un rinnovo costante dello spettro di ricerca.
In seguito fra le proposte degli esperti la giuria federale sceglie una rosa di 15 vincitrici e vincitori dei Premi svizzeri di musica, per poi assegnare a una/o di loro il Gran Premio svizzero di musica. Il Gran Premio svizzero di musica comporta la cospicua somma di 100 000 franchi, che va intesa come supporto finanziario alla creazione per un artista o un gruppo di artisti. A ognuna/o delle vincitrici/dei vincitori dei Premi svizzeri di musica va inoltre un importo di 25 000 franchi. Membri della giuria federale nel 2017 sono Annelis Berger, Thomas Burkhalter, Zeno Gabaglio, Michael Kinzer (presidente), Florian Walser, Carine Zuber e Sylwia Zytynska.
La giuria federale della musica ha proclamato le vincitrici e i vincitori del Premio svizzero di musica 2017, giunto ormai alla quarta edizione. Sono, in ordine alfabetico, Endo Anaconda, Pascal Auberson, Andres Bosshard, Albin Brun, Christophe Calpini, Elina Duni, Vera Kappeler, Jürg Kienberger, Patricia Kopatchinskaja, Grégoire Maret, Jojo Mayer, Peter Scherer, Töbi Tobler, Helena Winkelman e Jürg Wyttenbach. Tutti e 15, oltre a essere stati selezionati, sono vincitrici e vincitori a tutti gli effetti.
A uno di loro nel settembre prossimo sarà consegnato il Gran Premio svizzero di musica nel corso della cerimonia che si terrà a Basilea. Per Michael Kinzer, presidente della giuria, la sfumatura è di rilievo: «Assegnando queste 15 distinzioni il nostro obiettivo è di puntare i riflettori sull’intera scena svizzera, su 15 talenti eccezionali, e non tanto di individuare un unico vincitore per tutte le discipline musicali. In quattro anni, il Premio svizzero di musica ha messo in risalto ben 60 vincitrici e vincitori, e questo permetterà un domani di ripercorrere la storia recente della musica svizzera».
Il processo di selezione è rimasto immutato: una decina di esperti, giornalisti, specialisti e musicisti, ognuno dei quali rappresenta una regione geografica e possiede conoscenze musicali specifiche, propone una prima selezione di artisti designabili. Tra le candidate e i candidati di questo primo turno la giuria seleziona i 15 da premiare. Gli esperti cambiano ogni anno e le discipline musicali evolvono in funzione delle specializzazioni degli esperti. Di conseguenza quest’anno figurano nel palmarès anche i compositori di musica da film e da teatro e i cantautori.
Il Premio svizzero di musica ha l’obiettivo di valorizzare un ambito culturale finora rimasto nell’ombra in un Paese in cui «non fare troppo rumore» e «non mettersi troppo in mostra» sono atteggiamenti considerati delle virtù. Un riconoscimento nazionale rimane, lascia un segno, soprattutto se è consegnato dai vertici dello Stato in occasione di una cerimonia ufficiale.
La cerimonia, organizzata ad anni alterni a Basilea e Losanna, omaggia la scena attraverso i suoi artisti e il pubblico invitato, composto da produttori, giornalisti, etichette discografiche, promotori di concerti, fondazioni e via dicendo, che permettono a questa scena di svilupparsi.
Evidentemente il Premio svizzero di musica ignora del tutto la leggendaria «modestia svizzera» per manifestare ad alta voce il suo orgoglio per una scena ricca ed eterogenea, per gli artisti che la ravvivano giorno dopo giorno.
Un’impresa come questa ha ovviamente i suoi denigratori. Perché rendere omaggio ad artiste e artisti che hanno già successo? Perché invece di attribuire questo premio prestigioso non si incentivano i giovani musicisti nel loro lavoro creativo? Perché cercare a tutti i costi l’eguaglianza tra approcci artistici e stilistici che non hanno niente in comune, come quello di un virtuoso del jazz, di una compositrice classica o di un musicista rock? Queste sono le osservazioni che il Premio svizzero di musica si sente rivolgere il più sovente. «Fare unanimità con una selezione di 14 vincitrici e vincitori e un Gran Premio svizzero di musica per una scena così ricca ed eterogenea è e resterà sempre una sfida impossibile», conclude Michael Kinzer, «ma noi l’accettiamo. La Confederazione non ha la vocazione in questo caso di sostenere l’emergere dei nuovi talenti, mandato che compete piuttosto ai Comuni e ai Cantoni. Il Premio svizzero di musica cerca di privilegiare la capacità innovativa, l’apertura artistica, la legittimità nazionale e internazionale, l’eccellenza e l’apporto per l’arricchimento del patrimonio musicale svizzero».
Articolo scritto da Elisabeth Stoudmann, tratto dalla rivista del Premio svizzero di musica 2017.