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ZURIGO - Ethos boccia il rapporto sulle remunerazioni di Credit Suisse: gli aumenti dei bonus non si giustificano sulla base dei risultati conseguiti, sostiene. Alla prossima assemblea generale la fondazione di investimento ginevrina attenta ai principi dell'etica e del buon governo di impresa voterà contro tutte le proposte in materia.
Ethos raccomanda agli azionisti di respingere i cinque punti all'ordine del giorno il 26 aprile che hanno a che fare con le retribuzioni, si legge in un comunicato diffuso venerdì sera.
La banca vuole versare bonus per 64 milioni di franchi ai 12 membri della direzione, il 56% in più del 2017. Secondo l'istituto l'aumento si giustifica con il fatto che la dirigenza ha concluso con successo il piano di ristrutturazione triennale deciso nel 2015. Inoltre la società ha conseguito nel 2018 il suo primo utile dal 2014.
Per Ethos invece la crescita non è legittima. Innanzitutto alla fine di dicembre la capitalizzazione di borsa dell'impresa ammontava a 27,6 miliardi di franchi, con un calo di quasi il 40% rispetto all'anno precedente e uno dei livelli più bassi dal 2004. Secondo, il rendimento delle azioni del Credit Suisse si è rivelato tra i più bassi tra le principali banche internazionali, sia nel 2018 che nel 2016-2018. Il rendimento dei fondi propri tra il 2016 e il 2018 è stato pari a -40%, mentre il rendimento medio dei fondi propri delle 19 banche prese in considerazione in un gruppo di riferimento è stato pari a -8%.
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La banca vuole versare bonus per 64 milioni di franchi ai 12 membri della direzione, il 56% in più del 2017
Terzo, i bonus complessivi del CEO e degli altri membri della direzione sono aumentati in media rispettivamente del 49% e del 58%. Per contro, la retribuzione variabile complessiva di tutti i dipendenti è rimasta stabile a 3,2 miliardi di franchi. Le 1000 persone meglio retribuite ("key risk taker") si spartiscono quasi il 30% dei bonus annuali, mentre rappresentano solo il 2,4% dei dipendenti. Quarto, la remunerazione del presidente del consiglio d'amministrazione Urs Rohner ammonta a 4,7 milioni ed è quindi quasi il doppio del compenso medio dei presidenti delle 20 società incluse nello Swiss Market Index, l'indice principale della borsa svizzera.
Gli stipendi d'oro elargiti ai piani alti di Credit Suisse fanno da tempo discutere. Due anni or sono le retribuzioni avevano ottenuto il sostegno solo del 58% degli azionisti, una percentuale salita a circa l'80% nel 2018, ma solo perché il presidente della direzione Thiam aveva rinunciato a una parte del compenso.
Come noto Thiam è il secondo manager meglio pagato in Svizzera (delle società di cui sono noti i compensi, vale a dire di tutte quelle quotate) dopo il "cugino" di UBS Sergio Ermotti. Al dirigente di origine franco-ivoriana sono stati assegnati 12,7 milioni di franchi (+31% in un anno), cioè l'equivalente di quanto uno svizzero medio guadagna in 163 anni e un ticinese in 190 anni.
Per valutare lo stipendio del 56enne - fra l'altro anche ex ministro della Costa d'Avorio e imparentato con il primo presidente del paese africano, morto nel 1993 - Credit Suisse ha fatto sapere di aver tenuto conto non solo dei risultati della banca, bensì anche di altri elementi come l'impegno personale verso gli standard di condotta e di etica del gruppo. Non è stato invece considerato il fatto che nel periodo in questione l'azione è crollata (-38%).
Anche Glass Lewis è contro - Anche Glass Lewis raccomanda di respingere il rapporto sulle remunerazioni che Credit Suisse presenterà all'assemblea generale: l'aumento del bonus del Ceo Tidjane Thiam non è giustificato, afferma la società californiana che figura fra le maggiori agenzie di consulenza al mondo per azionisti.
Alcuni dati finanziari del 2018 si sono rivelati peggiori di quelli presentati da banche dello stesso tipo e in borsa il titolo Credit Suisse si è mosso in modo peggiore del mercato, affermano gli specialisti di Glass Lewis in una presa di posizione di cui riferisce oggi la Reuters.
ZURIGO - Ethos boccia il rapporto sulle remunerazioni di Credit Suisse: gli aumenti dei bonus non si giustificano sulla base dei risultati conseguiti, sostiene. Alla prossima assemblea generale la fondazione di investimento ginevrina attenta ai principi dell'etica e del buon governo di impresa voterà contro tutte le proposte in materia.