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La ricercatrice francese Fariba Adelkhah è stata condannata a cinque anni di carcere da un Tribunale di Teheran. Lo ha annunciato il suo avvocato su Twitter, spiegando che ricorrerà in appello. L'antropologa era in carcere da più di un anno con l'accusa di spionaggio.
L'avvocato Said Dehghan ha spiegato che Adelkhah è stata «condannata a cinque anni per cospirazione contro la sicurezza nazionale» dell'Iran «e a un anno per propaganda contro la Repubblica islamica».
Nata a Teheran 61 anni fa, con doppia cittadinanza francese e iraniana, Adelkhah è ricercatrice presso l'Università Sciences Po di Parigi, specializzata in Islam sciita. Si trova detenuta nel famigerato carcere di Evin a Teheran. Le autorità iraniane hanno anche arrestato il suo compagno, il ricercatore e collega Roland Marchal, durante una visita a Fariba in carcere.
Lo scorso 24 dicembre la ricercatrice aveva iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua detenzione, interrotto a febbraio su richiesta di militanti politici e della società civile.
L'Iran ha più volte denunciato quella che ha definito «l'interferenza» della Francia nel caso. Inoltre le autorità di Teheran non riconoscono la doppia cittadinanza e hanno quindi processato Adelkhah come cittadina iraniana.