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«Nessuno vuole imporre sanzioni» ha affermato il ministro britannico Gordon Brown prima della riunione dei ministri dell'economia e delle finanze Ecofin.
Pur con un tono decisamente più moderato nei confronti della Confederazione sul segreto bancario, Londra resta sulle sue posizioni.
Toni più morbidi, teste sempre dure
Il ministro britannico delle finanze ha tenuto una conferenza stampa martedì mattina prima dell'inizio della riunione con i colleghi dell'UE, che a Bruxelles devono fare il punto sui negoziati con la Svizzera a proposito della tassazione dei risparmi.
Brown è stato molto meno aggressivo nei confronti della Svizzera rispetto alla precedente riunione dei ministri delle finanze e dell'economia dei Quindici (Ecofin), svoltasi un mese fa a Lussemburgo.
Interrogato a più riprese sulla questione delle eventuali sanzioni contro la Svizzera nel caso in cui Berna non accettasse lo scambio automatico di informazioni per combattere l'evasione fiscale, Brown ha dichiarato che nessuno vuole imporre sanzioni. Un mese fa il ministro aveva indicato di aver chiesto sanzioni immediate.
Couchepin a Londra
Il ministro britannico aveva incontrato ieri a Londra il consigliere federale Pascal Couchepin, rimanendo sulle rispettive posizioni e Berna aveva respinto qualsiasi concessione sul segreto bancario.
Per preparare il terreno in vista dell'incontro dei ministri dell'economia e delle finanze, Pascal Couchepin, si era incontrato a Londra anche con il premier Tony Blair: "Ci rendiamo conto che la Svizzera sia molto sensibile all'argomento", aveva dichiarato Blair. "Stiamo lavorando per risolvere la questione entro la fine dell'anno".
Ma aveva anche aggiunto che: "Mentre il sistema bancario si sviluppa in particolare in un mondo sempre più globalizzato, abbiamo bisogno di un miglior scambio di informazioni".
Evasione fiscale e lotta al terrorismo
Forse anche grazie ai colloqui ad alto livello di Coucepin, l'atteggiamento di Gordon Brown sembra cambiato, anche se non ha detto nulla su un possibile compromesso che la Gran Bretagna potrebbe accettare.
Anzi, Brown ha insistito sul fatto che lo scambio automatico è «la sola soluzione» a lunga scadenza e che essa raccoglie «un consenso crescente» dopo gli attentati dell'11 settembre.
Per la Svizzera non sarebbe buona cosa rimanere fuori da tale movimento generale, ha aggiunto il ministro, sottolineando che «nessuno» ha presentato «argomenti persuasivi» contro lo scambio di informazioni. Secondo il cancelliere dello scacchiere, «le risposte della Svizzera sono insoddisfacenti» e il prelievo alla fonte proposto da Berna «dà la possibilità» di barare.
La Gran Bretagna non si interessa alle leggi svizzere o ai risparmi dei cittadini elvetici, ma desidera poter esercitare la sovranità sui propri cittadini e prelevare le imposte che essi devono pagare, ha sottolineato Brown.
swissinfo e agenzie
In breve
La Gran Bretagna e molti altri paesi dell'UE vorrebbero che la Svizzera rinunciasse al segreto bancario, che secondo loro impedisce di tassare cittadini europei che hanno conti di risparmio in Svizzera.
Il ministro delle finanze britannico Gordon Brown in particolare aveva minacciato sanzioni contro la Svizzera. Ora sembra che almeno questa prospettiva si allontani. La Svizzera continua a difendere il segreto bancario a spada tratta. In gioco è la sua piazza finanziaria. Gli inglesi, qualcuno dice, sono così agguerriti perchè vogliono portare nella City di Londra la gestione dei patrimoni privati custoditi in Svizzera (vedi articolo "Reati che producono capitali" in altri sviluppi).