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Raphaël Monachon non è più l’allenatore della staffetta 4x100 femminile. Ha deciso di consacrare più tempo alla famiglia e ritiene che un passaggio del testimone possa essere benefico in vista del nuovo ciclo olimpico che porterà ai Giochi di Parigi 2024. Il tecnico del Giura bernese, ex recordman svizzero dei 110 ostacoli e presente ai Giochi di Sydney nel 2000, vuole evitare il classico anno di troppo: «Quando sono entrato in carica nel 2017 erano state le staffettiste a caldeggiare il mio arrivo. Mi ero impegnato per un periodo di tempo limitato e adesso è arrivato il momento di lasciare».
Swiss Athletics è alla ricerca di un successore che la prossima stagione prenda in mano la squadra formata, tra le altre, da Ajla Del Ponte, Mujinga Kambundji, Salomé Kora, Sarah Atcho. L’eredità lasciata da Monachon è importante: sotto la sua guida, la staffetta rossocrociata ha chiuso tre volte al quarto posto, agli Europei 2018, ai Mondiali 2019 e alle Olimpiadi di Tokyo 2020... «A Berlino nel 2018 tutto si è giocato su piccoli dettagli. Per contro, ai Mondiali di Doha il quarto posto mi aveva sorpreso in positivo, mentre a Tokyo, dopo attenta riflessione, ritengo che il risultato abbia rispecchiato il nostro valore».
Adesso arriva un 2022 che proporrà sia gli Europei a Monaco di Baviera, sia i Mondiali a Eugene... «Per andare a medaglia occorre che ogni singola atleta progredisca ulteriormente sul piano individuale. La persona che prenderà il mio posto inietterà nuovo entusiasmo. Le staffettiste avevano finito con il conoscermi troppo bene, a livello emotivo ero molto vicino a loro».