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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quali sono gli obiettivi della politica del Consiglio federale per quanto concerne la Libia? Quali iniziative politiche ha intrapreso e quali misure concrete ha adottato per migliorare la sicurezza umana della popolazione civile e dei numerosi profughi bloccati nel Paese?</p><p>2. Come si può impedire che le persone restino bloccate nei campi profughi? Quali sono le possibili iniziative per far sì che le persone possano spostarsi verso luoghi sicuri in cui venga offerto loro il supporto necessario per costruirsi una nuova vita?</p><p>3. Quali sono i partner con cui collabora la Svizzera in Libia? Chi ha accesso ai campi profughi? In che modo è possibile migliorare e ampliare la collaborazione tra le organizzazioni della società civile e le organizzazioni multilaterali?</p><p>4. Il Consiglio federale sostiene l'obiettivo dei Paesi europei di creare dei cosiddetti hotspot in Libia, Niger, Mali e in altri Paesi della regione? Quali sono i piani per fare in modo che, da questi hotspot, i profughi (sia quelli a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiati sia quelli a cui invece è stato negato) possano raggiungere un luogo più sicuro?</p><p>5. Nei mesi di marzo e luglio del 2017 si sono tenuti i primi due incontri del gruppo di contatto sul Mediterraneo; il terzo è previsto nel novembre del 2017. Quali sono gli obiettivi del gruppo di contatto? E quali gli strumenti a sua disposizione?</p><p>6. Nei media si è parlato di "affari sporchi". A quanto pare alcuni enti governativi europei hanno avuto contatti con milizie terroristiche e governi locali altamente corrotti affinché impedissero la migrazione. Che cosa sa il Consiglio federale al riguardo? In che modo assicura la coerenza della propria politica migratoria nei Paesi in cui non è garantito il buongoverno e dove la corruzione e le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno?</p><p>7. In quale misura il Consiglio federale orienta - sistematicamente - la cooperazione internazionale (CI) della Svizzera alle esigenze in materia di sicurezza umana nei contesti fragili? In che modo la CI contribuisce a far sì che sempre meno persone siano costrette a emigrare e che chi fugge dal proprio Paese possa ritrovare una prospettiva di vita a livello sociale ed economico?</p><p>8. Come è cambiata negli ultimi anni la pianificazione finanziaria nel settore della cooperazione internazionale? È vero che, nel contesto del messaggio 16.022 concernente la cooperazione internazionale, il Consiglio federale ha ridotto di 1,5 miliardi di franchi rispetto alle pianificazioni precedenti l'importo che nel piano finanziario viene destinato alla cooperazione internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Dal punto di vista politico e umanitario la situazione della Libia resta preoccupante. Un presupposto essenziale per ridare stabilità al Paese e individuare soluzioni sostenibili è il buon esito del processo politico avviato dall'ONU. La Svizzera si adopera sul piano umanitario per migliorare le condizioni di vita e la protezione della popolazione locale vulnerabile nonché dei profughi e dei migranti bloccati in territorio libico (inclusi quelli rinchiusi nei centri di detenzione). A tale scopo collabora strettamente con organizzazioni umanitarie riconosciute a livello internazionale. È inoltre attiva nel campo della trasformazione dei conflitti a sostegno del processo dell'ONU finalizzato a riportare pace e stabilità nel Paese nordafricano. Si prodiga altresì per rafforzare il rispetto dei diritti umani e favorisce le attività volte a promuovere il diritto internazionale umanitario. Con il suo impegno in Libia, la Svizzera punta anche a migliorare la gestione dei flussi migratori conformemente agli standard e agli obblighi internazionali. In quest'ottica partecipa a progetti dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni che mirano a potenziare le capacità della guardia costiera libica in fatto di operazioni di salvataggio nonché a promuovere il ritorno volontario nei Paesi d'origine dei migranti bloccati o detenuti in Libia. Gli interventi della Svizzera si inscrivono nella strategia di cooperazione 2017-2020 per il Nord Africa.</p><p>4. Il diritto svizzero non consente, in linea di principio, il trattamento delle richieste di asilo in centri di procedura situati al di fuori delle frontiere nazionali. Nel suo rapporto del 2 giugno 2017 in adempimento del postulato Pfister Gerhard 15.3242, il Consiglio federale ha già esaminato in modo esaustivo la possibilità di registrare richiedenti l'asilo all'esterno dello spazio Dublino, e ritiene irrealizzabile l'idea di allestire centri di procedura in Nord Africa o nella regione del Sahel.</p><p>5. In occasione dei primi due incontri del Gruppo di contatto per il Mediterraneo centrale, i ministri degli interni dei Paesi partecipanti hanno adottato una dichiarazione d'intenti che precisa i campi d'azione prioritari per la gestione dei flussi migratori che attraversano la Libia. Tra i principali interventi auspicati figurano il potenziamento delle capacità della guardia costiera libica, il miglioramento della protezione dei migranti e la gestione delle frontiere meridionali del Paese. Il terzo incontro si è tenuto in Svizzera il 13 novembre 2017. In questa circostanza è stata evidenziata la necessità di rafforzare il rispetto dei diritti fondamentali di profughi e migranti, di migliorare le condizioni nei centri di detenzione libici, di intensificare la lotta contro il traffico di migranti e le reti di passatori e di garantire un maggiore sostegno al ritorno volontario nei Paesi d'origine.</p><p>6./7. La Svizzera si impegna a livello internazionale per una politica migratoria estera coerente che metta in primo piano la protezione delle persone e dei diritti umani. A tale proposito le carenze in fatto di buongoverno e l'assenza di uno Stato di diritto rappresentano una grande sfida. Il Consiglio federale ritiene che solo un'intensa collaborazione con tutti gli attori coinvolti possa consentire di affrontarla in modo costruttivo e lungimirante. In quest'ottica, la Svizzera non porta avanti la propria politica migratoria estera in maniera isolata, ma in stretto collegamento con gli strumenti della cooperazione internazionale (in particolare la promozione della pace, la politica dei diritti umani, la cooperazione allo sviluppo). Questo approccio globale assicura coerenza e credibilità alla politica svizzera anche in contesti difficili.</p><p>Connessa strategicamente alla politica migratoria, anche la cooperazione internazionale contribuisce a ridurre il numero di persone costrette a fuggire o a migrare. Sostenendo, ad esempio, i processi locali di conciliazione, dialogo e stabilizzazione in Nord Africa, la Svizzera non solo favorisce la ricerca di soluzioni politiche ai conflitti, ma concorre altresì a prevenire a lungo termine fughe e migrazioni forzate. Un'ulteriore priorità di tale approccio globale è il miglioramento delle prospettive di vita sul posto, ad esempio tramite la creazione di nuove opportunità di lavoro.</p><p>8. Il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005) è stato elaborato tra la metà del 2014 e la fine del 2015 dal DFAE e dal DEFR nel corso di un processo a più tappe, ed è stato adottato dal Consiglio federale nel febbraio 2016. La pianificazione finanziaria relativa al messaggio si è basata sui valori a disposizione durante questo processo. Trattandosi di una pianificazione indicativa il cui orizzonte temporale non coincideva per altro con quello del piano finanziario in essere, non è possibile quantificare con esattezza le economie rispetto ai piani finanziari precedenti. Il programma di stabilizzazione 2017-2019 (FF 2016 4135), che prevedeva per la cooperazione internazionale riduzioni dell'ordine di 587 milioni di franchi rispetto al piano finanziario provvisorio 2017-2019, è già stato preso in considerazione nel messaggio. Nell'ambito del preventivo 2018 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2019-2021 (17.041), al fine di rispettare il freno all'indebitamento il Consiglio federale propone per il periodo 2018-2020 riduzioni supplementari dei mezzi destinati alla cooperazione internazionale per 450 milioni di franchi. Di conseguenza, gli obiettivi indicati nel messaggio concernente la cooperazione internazionale non potranno essere raggiunti integralmente.</p>  Risposta del Consiglio federale.