Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/228030

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. migliorare in Cina l'applicazione e il rispetto della protezione dell'indicazione di provenienza geografica "Svizzera" e dei marchi registrati in Svizzera; e</p><p>2. prendere misure per impedire l'importazione in Svizzera di merci cinesi contraffatte e piratate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Accordo di libero scambio Svizzera-Cina (RS 0.946.292.492) prevede un articolo a tutela di indicazioni di provenienza quali "Swiss" o "Switzerland". Da vari anni la Svizzera manifesta inoltre alla Cina il suo interesse per la negoziazione di un accordo bilaterale supplementare sulla protezione delle indicazioni di provenienza e delle indicazioni geografiche e continuerà a farlo. La legislazione cinese tutela già, contrariamente a quella della Russia, della Giamaica o della Georgia, i nomi di Paesi quali l'indicazione di provenienza "Svizzera". Inoltre, l'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) sorveglia sistematicamente le registrazioni di marchi con indicazione di provenienza "Svizzera" in Cina e intrattiene, con questo Paese, un dialogo bilaterale nel campo della proprietà intellettuale. Queste due misure mostrano risultati concreti: mentre nel 2017 l'IPI ha dovuto presentare oltre 100 opposizioni all'anno contro "falsi" marchi Swissness, da allora il numero di casi è nettamente diminuito. Nel 2019 l'IPI è dovuto intervenire in appena quattro casi, nel 2020 in 14. Infine, a settembre 2020 le autorità svizzere e le associazioni di categoria hanno fondato l'associazione "Swissness Enforcement", un partenariato pubblico-privato che permetterà di continuare a coordinare e potenziare la tutela dell'indicazione di provenienza. I marchi e le ragioni sociali sono invece diritti individuali puramente privati la cui protezione compete alle imprese coinvolte. Il Consiglio federale si impegna tuttavia a tutelare, nel quadro del dialogo summenzionato, le condizioni quadro per i titolari di marchi svizzeri in Cina.</p><p>2. Il forte incremento del commercio online pone effettivamente l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) dinanzi a grandi sfide, che il programma di trasformazione in corso DaziT, incentrato sulla semplificazione e la digitalizzazione dei processi nonché la riduzione degli oneri amministrativi, e lo sviluppo organizzativo dovrebbero permetterle di affrontare meglio. I controlli saranno quindi più efficaci ed efficienti. Oggi oltre il 90 per cento delle falsificazioni, di cui oltre la metà proviene dalla Cina e da Hong Kong, sono ordinate online e giungono in Svizzera tramite piccole spedizioni. Nel secondo semestre il Consiglio federale trasmetterà al Parlamento il messaggio concernente la legge federale che introduce una procedura semplificata per la distruzione di piccole spedizioni nel diritto della proprietà intellettuale. Grazie a uno snellimento e a una semplificazione della procedura, i casi poco gravi potranno essere evasi con un onere decisamente minore. Tra le altre cose, l'IPI sarà responsabile della procedura amministrativa dopo il sequestro delle falsificazioni. Questa semplificazione ridurrà l'onere amministrativo per l'AFD, che potrà dedicarsi maggiormente ai controlli e identificare così un maggior numero di prodotti falsificati.</p><p>Alla luce di quanto illustrato in precedenza e dei lavori in corso, il Consiglio federale ritiene adempiuta la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.