Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01156.jsonl.gz/943

Ci vuole trasparenza su doni elargiti ai politici. Con 7 voti contro 4, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha approvato un'iniziativa parlamentare dell'indipendente sciaffusano Thomas Minder che prende di mira, in particolare, le imprese pubbliche o quotate in borsa.
Le società quotate in borsa dovrebbero dichiarare, nel rapporto di gestione, la somma totale dei doni elargiti ai candidati, ai partiti, alle organizzazioni politiche e ad altri comitati, nonché alle fondazioni che sostengono finanziariamente personalità politiche. Il nome e l'indirizzo del beneficiario, come pure l'entità della donazione, sarebbero precisati soltanto a partire da 10'000 franchi.
Per le società controllate dalla Confederazione, o da un'altra collettività pubblica, Thomas Minder chiede nei conti annuali una dichiarazione di tutte le donazioni, con importo, nome e indirizzo del beneficiario. Prima che la commissione degli Stati elabori un progetto concreto, l'iniziativa parlamentare dovrà essere accolta dall'analoga commissione del Nazionale.
Non è la prima volta che si parla di trasparenza nel finanziamento dei partiti e delle campagne elettorati. Finora, le Camere non hanno raggiunto un'intesa su un progetto. Nel marzo del 2012, il Nazionale ha affossato, con 97 voti contro 72, una mozione degli Stati che voleva rendere obbligatoria la pubblicazione delle fonti di finanziamento delle campagne che precedono una votazione federale.