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La negligenza (21%) e ancor più la paura (22%) fanno sì che il 43% della popolazione svizzera non si fa vaccinare come raccomandato dall'Ufficio federale della sanità pubblica e, quindi, non ha una copertura attualizzata ed efficace secondo gli standard fissati dalla Confederazione. Il dato emerge dall'ultimo barometro sul tema virus e prevenzione realizzato dall'istituto Gfs di Berna, stando al quale l'approccio dei cittadini al tema risulta contraddittorio.
L'indagine, svolta su mandato di un gruppo biofarmaceutico statunitense, si occupa anche della fiducia riposta nei medici e dell'importanza che viene data a controlli sanitari regolari. Risultato: i medici di famiglia godono di buona fiducia e il 72% degli interrogati è favorevole ai check-up, a patto che la prevenzione sia una questione di responsabilità individuale e non prevalentemente statale.
In materia di vaccinazioni, le risposte al sondaggio stabiliscono che chi non viaggia è meno propenso a farsi immunizzare (richiami compresi). La prevenzione delle persone interrogate è rivolta soprattutto contro tetano, epatite C e morbillo. Inoltre evidenziano un atteggiamento non del tutto razionale in materia. Per esempio per quanto riguarda l'influenza. Gli svizzeri temono sempre di più il virus, ma la maggior parte rifiuta la puntura preventiva.
Diem/RG/ATS
- RG 12.30 del 13.11.2016: il servizio di Gian Paolo Driussi