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Sono divergenti le opinioni sulla revisione dell'ordinanza sulla caccia, che prevede soluzioni regionali per limitare il numero di lupi, linci, orsi e castori nei casi in cui causino danni rilevanti o costituiscano una minaccia, a condizione però che le relative popolazioni rimangano sufficientemente stabili per mantenere la diversità delle specie.
La presenza di predatori sul territorio elvetico costituisce "un arricchimento della biodiversità", si legge in un comunicato pubblicato oggi dall'UFAM, l'Ufficio federale dell'ambiente. Nel contempo è però anche motivo di conflitti: "con gli agricoltori, a causa dei danni subiti dagli animali da reddito, e con i cacciatori, in seguito al calo degli effettivi della selvaggina in alcune regioni".
"L'utilizzo sempre maggiore della natura per le attività del tempo libero aumenta la pressione sulla fauna selvatica", afferma ancora l'UFAM. "Per meglio proteggerla da disturbi eccessivi", la revisione prevede tra l'altro "la possibilità di istituire zone di tranquillità" per gli animali.
L'indagine conoscitiva sul progetto, lanciata tre mesi fa dal Dipartimento federale dell'ambiente, si è conclusa oggi. I Cantoni, e le conferenze dei servizi cantonali interessati, si sono detti in maggioranza favorevoli. Associazioni e organizzazioni, in tutto un'ottantina, hanno invece emesso riserve sulla futura regolamentazione delle specie animali protette.
Il Consiglio federale approverà il rapporto sull'indagine conoscitiva verso la fine dell'anno. Il nuovo testo dell'ordinanza non entrerà in vigore prima del primo gennaio 2012.
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