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Il Consiglio federale ha licenziato il messaggio che prevede un maggiore limite alle uscite e un credito per carri e munizioni
BERNA - Aumentare il limite di spesa dell'esercito da 21,1 a 21,7 miliardi di franchi per gli anni 2021-2024 e stanziare un credito d'impegno da 1,9 miliardi per acquistare carri armati, accrescere le scorte di munizioni e potenziare il nuovo sistema di difesa terra-aria Patriot. Sono queste alcune delle richieste del Consiglio federale, che oggi ha licenziato il messaggio sull'esercito 2023.
Con i mezzi finanziari supplementari il governo intende dare la precedenza a progetti che fanno parte della pianificazione e che sono già stati valutati, riferisce una nota. L'obiettivo finale è incrementare la resistenza delle forze armate elvetiche.
«In questo modo vogliamo reagire alla situazione attuale, che vede la guerra in Ucraina mettere in pericolo la sicurezza in tutta Europa», ha dichiarato aprendo una conferenza stampa a Berna sul tema la titolare del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) Viola Amherd.
Grazie ai crediti d'impegno chiesti, l'equipaggiamento delle formazioni di zappatori carristi potrà essere completato, la protezione dello spazio aereo sarà ulteriormente rafforzata, la ciberdifesa ampliata e gli immobili adeguati agli standard del futuro. Allo stesso tempo si pone dunque l'accento sulla protezione dei cieli, sulla guerra informatica e sulle lacune da colmare nelle truppe di terra.
Altri 24 carri armati
Ad esempio, restando su quest'ultima voce, i carri armati granatieri ruotati, approvati con il Programma d'armamento 2021, non si sono rivelati sufficienti per equipaggiare completamente le sei compagnie di zappatori carristi. La richiesta è quindi di fornire ulteriori 24 veicoli per la loro formazione, per un costo di 217 milioni. I mezzi serviranno a superare ostacoli sul terreno oppure eliminare mine e munizioni inesplose.
Altri 49 milioni dovrebbero invece servire a convertire le munizioni dei carri armati lanciamine da 12 cm ormai messi fuori servizio, così da utilizzarle per il mortaio 16, il cui acquisto è stato autorizzato nel 2016 e nel 2022. Attualmente le scorte di proiettili sono limitate.
Missili per il sistema Patriot
Per quel che concerne la tutela dello spazio aereo, il Consiglio federale vuole ampliare le capacità della difesa terra-aria a lunga gittata. Il nuovo sistema Patriot sarà munito di missili supplementari, appositamente sviluppati per combattere vettori a corto raggio. Cartellino del prezzo: 300 milioni di franchi.
Altre proposte di crediti addizionali vertono sull'ammodernamento del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako (61 mio.) e sul relativo equipaggiamento dei Centri di calcolo del DDPS (98 mio.).
Ciberdifesa e immobili
Passando alla ciberdifesa, verrà per esempio «ampliato un sistema in grado di elaborare e analizzare informazioni codificate», ha detto Amherd. Pure il Sistema integrato d'esplorazione e d'emissione radio dovrà essere adattato agli attuali standard tecnologici. Bisognerà poi mettere mano al portafoglio per il mantenimento del valore del velivolo d'istruzione e d'allenamento PC-7 e l'acquisto di sistemi di difesa contro minacce dello spazio aereo inferiore e intermedio.
Capitolo immobili, dovranno essere risanate in particolare le infrastrutture di condotta e logistica protette, così come gli edifici d'istruzione, ha proseguito la numero uno del DDPS. La lista della spesa prevede in ordine sparso tra le altre cose la ristrutturazione di un impianto di condotta (40 mio.), il ripristino di due impianti di telecomunicazione (64 mio.), l'estensione logistica nel nord del Ticino (42 mio.) e il risanamento di alcuni stabili di condotta a Thun (BE) (51 mio.).
Energie rinnovabili
Infine, il governo prevede di costruire impianti fotovoltaici con una superficie totale di 17'000 metri quadrati in grado di produrre 3,2 gigawattore di energia elettrica all'anno, il che equivale al consumo di 800 economie domestiche. Stando ad Amherd, nasceranno su dodici diversi siti.
L'intento è ridurre le emissioni di CO2, ha in seguito sottolineato la ministra della difesa: «L'obiettivo è un taglio entro il 2030 di almeno il 40% dei valori rispetto al 2001». Sempre strizzando l'occhio alla questione ambientale, verranno mandati in pensione dei veicoli obsoleti, che saranno sostituiti da altri più ecologici.