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In cuor suo spera di terminare i suoi 26 anni di presidenza con il terzo Mondiale in casa, ma René Fasel sa che il suo desiderio ha poche possibilità di avverarsi: "Questo torneo è molto speciale per me. La speranza è l'ultima a morire. Ma non tocca alla IIHF prendere la decisione, saranno la Confederazione e i Cantoni a indicarci la via".
Realisticamente le possibilità di veder disputare la rassegna iridata dall'8 al 24 maggio a Zurigo e Losanna sono ridottissime. All'Hallenstadion si è deciso di lasciar sciogliere il ghiaccio. E il fatto che in diverse Paesi oltre a non più giocare non ci si può nemmeno allenare rende difficile pure la preparazione degli atleti: "Ci stiamo muovendo in acque agitate e non sappiamo quando arriveremo in acque più calme. Senza dimenticare i tifosi, che hanno già prenotato alberghi e biglietti".
Almeno dal punto di vista finanziario i tifosi non devono temere: "Saranno completamente rimborsati per i biglietti". Diverso il discorso invece per gli organizzatori: "Senza Mondiali non ci sarebbero circa 100 milioni di franchi di introiti", ha stimato il 70enne friborghese.
Intanto 16 tornei organizzati dalla Federazione internazionale sono già stati cancellati. E la possibilità di recuperare nel 2021 la rassegna elvetica è scarsa: "Sono già stati assegnati i Mondiali fino al 2025. Sono molti gli interessi commerciali e strategici che rendono arduo ogni cambiamento", ha concluso Fasel.