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"È con molto dispiacere che sono qui oggi, per la prima volta la Commissione è costretta a richiedere ad uno Stato di rivedere il suo Documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternative. Sfortunatamente i chiarimenti ricevuti ieri non erano convincenti": lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine della riunione dei commissari, riferendosi alle cifre presentate dall'Italia.
"Il Governo italiano sta apertamente e coscientemente andando contro gli impegni presi verso se stesso e verso gli altri Stati membri", ha affernato Dombrovskis. "L'Europa è costruita sulla cooperazione, l'eurozona è costruita su stretti legami di fiducia" con "regole che sono le stesse per tutti", quindi "se la fiducia viene erosa, tutti gli stati membri vengono danneggiati, la nostra Unione viene danneggiata". "Se una politica fiscale più accomodante colpisce la fiducia, può avere in realtà l'effetto opposto alla crescita".
A maggio scorso la Commissione Ue aveva concluso di non aprire la procedura per debito "soprattutto perché l'Italia era sostanzialmente in linea con le regole", ma "i piani attuali sono un cambiamento materiale che potrebbe richiedere una rivalutazione" di tutto, ha proseguito il vicepresidente della Commissione Ue. "La palla è ora nel campo del Governo italiano, abbiamo tre settimane per un dialogo intenso che affrontiamo in modo costruttivo", ha aggiunto.
"Violare le regole può sembrare una tentazione a primo sguardo, può dare l'illusione di sfuggirvi senza conseguenze" così come può tentare "curare il debito con più debito", ma "a un certo punto il debito si avvicina al punto in cui diventa troppo pesante e si finisce per non avere più libertà del tutto".
"Nel 2017" il debito italiano "ha rappresentato un peso medio di 37mila euro per abitante" in Italia, pari "al secondo debito più alto nell'Ue, uno dei più alti al mondo" nonché quello "con il più alto costo totale di rifinanziamento in Europa" che "deve essere pagato ogni anno dai contribuenti". Al punto che "l'anno scorso l'Italia ha speso lo stesso ammontare per rifinanziare il debito di quanto ha dedicato all'educazione".
Parole incisive sono giunte anche da parte sua il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. "Siamo di fronte a una deviazione chiara, netta e in un certo modo rivendicata. La Commissione Ue non mette in discussione le priorità del Governo come la lotta alla povertà, sono priorità che possono avere senso, ma ci importa l'impatto che queste misure hanno sul popolo, e questo ci porta all'opinione di oggi".
"Sono certo che la Commissione Ue non è un freno" ma "è un'alleata per la crescita" dell'Italia, ha aggiunto. "Lasciamo una chance al dialogo".
Dialogo che però appare difficile. Per il presidente del consiglio italiano, intervistato da Boolmberg Tv, "non esiste alcun piano B". Alla domanda se si può modificare la sostanza della manovra Giuseppe Conte ha risposto che questo "sarebbe per me difficile, non potrei accettarlo".
Più duro il ministro dell'interno Matteo Salvini, in visita a Bucarest: "Non stanno attaccando un governo, ma un popolo. Sono cose che fanno irritare ancora di più gli italiani e poi qualcuno si lamenta che l'Unione Europea è al minimo della popolarità".