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NEW YORK - Il G20 deve dare un rinnovato impeto a una riforma finanziaria coordinata e un'economia globale più bilanciata. Lo afferma in un'intervista al Financial Times il primo ministro indiano Manmohan Singh, dicendosi "preoccupato per la situazione finanziaria".
Il G20 - secondo quanto riferito da rappresentanti indiani - è diviso fra paesi debitori come gli Stati Uniti e il Regno Unito e paesi creditori, guidati dalla Cina con le sue ampie riserve valutarie.
L'allentamento monetario e tassi di cambio sottovalutati non fanno altro che complicare i problemi e portare pericolose divergenze di opinione fra i leader. Secondo l'India, infatti, il G20 sta perdendo coesione in vista dell'approssimarsi del vertice di Seul. "Non c'è accordo sulla diagnosi e si è perso il consenso su come affrontare la situazione. Il G20 è in serie difficolta"' spiega al Financial Times un rappresentante indiano.
I timori del primo ministro indiano sono condivisi dal governatore della Bank of England, Mervyn King, che ha messo in guardia sulla possibilità che le tensioni sui tassi di cambio possano degenerare in protezionismo e questo "potrebbe portare, come accaduto negli anni 1930, a un disastroso collasso dell'attivita"'.
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