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904 milioni di dollari, questa la cifra che la banca israeliana ha accettato di pagare dopo aver ammesso di aver aiutato, insieme alla sua controllata svizzera, clienti statunitensi a sottrarsi illegalmente dalle tasse e di aver riciclato denaro per tangenti provenienti dalla corruzione nel mondo del calcio internazionale.
Per oltre un decennio, Bank Hapoalim BM e Bank Hapoalim (Schweiz) AG, hanno creato oltre 5’500 conti bancari con riferimenti falsi ed evitato gli obblighi di segnalazione al fisco americano eludendo attività e reddito in conti offshore per oltre 7,6 miliardi di dollari. Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha incriminato penalmente l’istituto per questo.
Dopo che l’amministratore delegato Dov Kotler è comparso a nome della banca davanti al giudice distrettuale Mary Kay Vyskocil per presentare la dichiarazione di colpevolezza, l’istituto bancario ha concordato di pagare la somma di 874 milioni di dollari al Ministero del Tesoro americano, alla Federal Reserve e al Dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York e di versare 30 milioni di dollari in denaro e beni confiscati per il suo ruolo nella cospirazione del riciclaggio di denaro che coinvolge funzionari della federazione internazionale FIFA. La seconda multa illustra un altro aspetto nella ragnatela di accordi di corruzione e retroscena che si svolgono dietro le quinte mentre le partite di calcio vengono giocate sul campo. I dirigenti della banca Hapoalim seguitavano a girarsi dall’altra parte permettendo che l’attività illecita continuasse anche quando alcuni dipendenti avevano scoperto il piano e lo avevano segnalato.
L’accordo è stato pubblicato ieri sul sito ufficiale del Dipartimento di giustizia statunitense dal procuratore generale Jeffrey A. Rosen, dal procuratore aggiunto della divisione tributaria Richard E. Zuckerman, dal procuratore per il distretto di New York Geoffrey S. Berman e dal capo della Criminal Investigation IRS-CI Don Fort, affermando che l’istituto aiutava i propri clienti a nascondere i soldi in conti offshore e a facilitare l’attività fraudolenta, come quella di aiutare i contribuenti statunitensi a presentare dichiarazioni false e aprire conti con pseudonimi. Non è chiaro ora quali azioni verranno intraprese dal fisco americano contro le persone coinvolte.
L’importo stabilito per la transazione fa capire l’entità dell’evasione fiscale e delle commissioni che la Banca Hapoalim, con oltre 25 filiali in Israele, riscuoteva.