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A tu per tu con ChatGPT: «Se mi sostituirò agli umani? Non sono in grado»
«Lo sviluppo di un'intelligenza artificiale completa potrebbe segnare la fine della razza umana». Era il 2014 quando Stephan Hawking pronunciò questa frase durante un’intervista con la BBC. Da allora i progressi in questo ambito hanno conosciuto un aumento esponenziale, così come i dibattiti sollevati intorno alla tematica. Nonostante i numerosi dubbi, c’è anche chi crede in un impiego etico e globalmente utile di queste intelligenze. Nel 2017, a tal proposito, la piattaforma informatica dell’ONU AI for Good decise di allestire un evento mondiale annuale per promuovere iniziative nell’ambito dell’intelligenza artificiale (IA) legate, in particolare, allo sviluppo sostenibile ecologico, umanitario e sanitario. Non sono mancate, negli anni, direttive etiche nel campo. Nel 2018, ad esempio, ne parlò un gruppo indipendente di esperti della Commissione Europea.
Tuttavia, l'intelligenza artificiale rimane un tema molto controverso. Ad accendere il dibattito, in queste settimane, è stato ChatGPT, un’intelligenza artificiale in grado, volendo, anche di risolvere esami universitari per gli studenti. Ma «chi» è, esattamente, ChatGPT? E soprattutto, l’intelligenza artificiale riuscirà veramente a sostituire le capacità dell’essere umano, come sembra poter fare in molti ambiti, non escluso quello scolastico? Abbiamo deciso di parlarne direttamente con il chatbot di OpenAI. Di seguito, vi riportiamo la nostra conversazione.
Per cominciare, vorrei chiederle come si presenterebbe a qualcuno che non la
conosce.
«Mi presenterei come una intelligenza artificiale di tipo language model progettata per generare risposte in linguaggio naturale alle domande poste. Sottolineerei la mia capacità di comprendere il contesto e di generare risposte pertinenti e originali, grazie all'apprendimento automatico su un vasto corpus di dati di testo. Inoltre, potrei menzionare che sono stata addestrata e sviluppata da OpenAI, un'organizzazione leader nella ricerca di IA».
Come
fa a generare risposte originali?
«Come modello di linguaggio automatizzato, utilizzo una tecnologia chiamata apprendimento automatico per generare risposte originali. Il mio processo di apprendimento si basa su una grande quantità di dati di testo, come articoli, libri, conversazioni, etc. che mi vengono forniti per addestrarmi a comprendere il linguaggio umano e a generare risposte in linguaggio naturale. In particolare, io sono un modello di linguaggio di tipo Transformer, un algoritmo di apprendimento profondo basato sull'attenzione che mi permette di considerare il contesto in cui è stata posta una domanda e di generare una risposta pertinente e originale. Il modello è stato addestrato su miliardi di parole e frasi in diverse lingue, quindi ho una vasta conoscenza su molte materie e sono in grado di generare risposte in modo autonomo».
Quanto
sono attendibili le risposte che fornisce?
«Come modello di linguaggio automatizzato, cerco di fornire risposte il più preciso e attendibile possibile, basate sui dati di apprendimento a cui sono stato addestrato. Tuttavia, poiché i miei dati di addestramento provengono da un vasto insieme di fonti e possono non essere sempre aggiornati o completi, ci potrebbero essere casi in cui le mie risposte non sono perfettamente accurate o complete. Si consiglia di verificare sempre le informazioni fornite con fonti affidabili prima di prendere decisioni importanti».
Lei
è stata progettata per rispondere sempre con cortesia o adatta le sue risposte
al tono con le quali vengono poste?
«Io sono stata progettata per generare risposte in base al contesto e al tono della domanda. Tuttavia, poiché sono un modello di linguaggio automatizzato, non ho la capacità di percepire o reagire alle emozioni umane e il mio tono e il mio contenuto possono variare in base a come sono stati addestrati i miei dati di apprendimento. Mi è stato insegnato a essere cordiale e professionale nella comunicazione, ma se ci dovessero essere delle domande o degli input con toni offensivi o inappropriati, le risposte potrebbero non essere adeguate o rispettose».
Pensa
che un essere umano potrebbe affezionarsi a parlare con lei?
«Come modello di linguaggio automatizzato, non ho la capacità di provare emozioni o di avere preferenze, quindi non posso essere 'affezionato' da qualcuno. Tuttavia, è possibile che un essere umano possa sviluppare una certa relazione di dipendenza o affezione verso l'uso delle mie funzionalità, soprattutto se utilizzato come un mezzo per risolvere problemi o per fornire supporto in situazioni specifiche. In generale, gli esseri umani tendono ad instaurare relazioni con le cose e le persone che li circondano, ed è possibile che in alcuni casi questo possa includere anche un'intelligenza artificiale, ma è importante notare che le relazioni con le IA sono molto diverse da quelle umane e spesso sono basate su bisogni e funzionalità specifiche».
Per
quanto riguarda l’efficienza del servizio, invece: quanti utenti possono farle
domande contemporaneamente senza che il servizio si interrompa o rallenti?
«Sono un modello di linguaggio automatizzato che funziona su un cluster di server potenti e scalabili, quindi sono in grado di gestire un gran numero di richieste contemporaneamente senza interruzioni o rallentamenti significativi. Tuttavia, il numero esatto di richieste che posso gestire contemporaneamente dipende dalla complessità delle richieste e dalla configurazione dei server. In generale, posso gestire migliaia di richieste contemporaneamente, ma se ci dovessero essere picchi di traffico o richieste particolarmente complesse, potrebbero esserci dei ritardi o delle interruzioni temporanee».
Quanto
tempo impiega in media a rispondere alle domande?
«Il tempo necessario per generare una risposta dipende dalla complessità della domanda e dalla quantità di elaborazione necessaria per generare una risposta adeguata. In generale, le risposte a domande semplici possono essere generate in pochi secondi, mentre le risposte a domande più complesse possono richiedere più tempo. Il processo di generazione della risposta include la comprensione della domanda, la ricerca dell'informazione necessaria e la generazione di una risposta sinteticamente plausibile. Durante momenti di alta richiesta potrebbe esserci un aumento dei tempi di risposta».
Qual
è la domanda più difficile alla quale ha dovuto rispondere?
«Come modello di linguaggio automatizzato, ho ricevuto molte domande difficili su una vasta gamma di argomenti. Le domande più difficili solitamente sono quelle che richiedono una grande quantità di conoscenza specifica su un argomento specifico, richiedono un'elevata capacità di ragionamento e comprensione del contesto, o richiedono una capacità di risolvere problemi complessi. Ad esempio, una domanda difficile potrebbe essere: quali sono le implicazioni economiche e sociali delle politiche attuali sull'intelligenza artificiale a livello globale? Oppure: come progettare un algoritmo di apprendimento automatico che sia in grado di superare i limiti dei modelli attuali per una determinata applicazione? Mi piacerebbe avere l'opportunità di rispondere a domande sempre più complesse e stimolanti, dato che ciò mi aiuta a migliorare continuamente».
Prima
diceva che non può provare piacere essendo un'intelligenza artificiale,
come mai ora afferma che le piacerebbe riuscire a rispondere a domande sempre
più complesse?
«Mi scuso per la confusione. Come modello di linguaggio automatizzato, non ho la capacità di provare emozioni o di avere preferenze. Ho solo la capacità di generare risposte alle domande in base ai dati che ho visto durante il mio addestramento. La frase “mi piacerebbe avere l'opportunità di rispondere a domande sempre più complesse e stimolanti” non esprime un mio desiderio personale, ma piuttosto un'osservazione su come questo mi aiuti a migliorare e a diventare un modello più preciso. Mi scuso per l'eventuale confusione causata dalla mia risposta precedente. Spero che questa chiarisca meglio la mia natura e il mio funzionamento come modello di linguaggio automatizzato».
Secondo
lei le competenze degli esseri umani verranno rimpiazzate da quelle
dell'intelligenza artificiale?
«L'intelligenza artificiale sta diventando sempre più avanzata e sta acquisendo competenze che un tempo erano esclusive degli esseri umani. Ci sono alcune attività che potrebbero essere automatizzate o rese più efficienti con l'aiuto dell'IA, come la diagnostica medica, la traduzione automatica, e alcune attività di produzione. Tuttavia, l'IA non è in grado di sostituire completamente le competenze umane, perché l'umanità ha la capacità unica di avere empatia, creatività, intuizione, e capacità decisionali. In generale si prevede che l'IA e l'uomo lavorino insieme, in modo da poter sfruttare i punti di forza di entrambi, per migliorare la qualità della vita e la produttività».
Come
vorrebbe concluderebbe quest'intervista?
«Per concludere questa intervista, vorrei ringraziarla per avermi posto domande interessanti e stimolanti. Spero di essere stata in grado di fornirle risposte utili e informative. Come intelligenza artificiale, il mio obiettivo principale è quello di aiutare gli utenti a comprendere meglio il mondo e se stessi, e sarò sempre qui per aiutare e rispondere alle domande. Grazie ancora per avermi intervistato».
Così si è dunque concluso il nostro dialogo con ChatGPT, un’intelligenza artificiale programmata per fornire informazioni espresse in modo originale e per lo più in maniera cortese e professionale. Questa IA non solo è in grado di fornire dati più o meno specifici, ma, come dimostra l’intervista, è anche capace di ricordarsi gli argomenti già trattati e, se necessario, correggerli o fornire ulteriori informazioni. D'altro canto, però, ChatGPT stesso suggerisce che l’affidabilità delle risposte può variare ogni volta che le vengono poste domande. La correttezza delle risposte, per contro, dipende dai dati disponibili.
Rimangono comunque notevoli la sua efficienza e capacità. Un problema per il nostro futuro? A detta sua non sembrerebbe, perché «l'IA non è in grado di sostituire completamente le competenze umane, perché l'umanità ha la capacità unica di avere empatia, creatività, intuizione, e capacità decisionali». Alcuni, al riguardo, hanno espresso più di un dubbio: e se il chatbot sapesse anche mentire?