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L'ex candidato alle presidenziali in Bielorussia Ales Mikhalevich è stato arrestato mentre rientrava oggi nel suo Paese dopo quattro anni di 'esilio'. L'oppositore è stato fermato al confine con la Lituania, alla stazione ferroviaria di Gudogay.
Mikhalevich, 40 anni, è uno dei nove candidati che erano stati arrestati nel 2010 dopo elezioni presidenziali 'bocciate' dagli osservatori Osce e vinte con l'80% dei voti da Aleksandr Lukashenko, che dirige il Paese da oltre 20 anni e che correrà a breve per un quinto mandato (le elezioni sono previste per l'11 ottobre). La notizia è stata confermata dal Comitato statale di frontiera bielorusso.
Il politico era stato rilasciato pochi mesi dopo l'arresto del 2010, accettando restrizioni agli spostamenti, ma era poi comunque volato in Repubblica Ceca dove ha ricevuto l'asilo politico. Su Facebook Mikhalevic ha spiegato di essere tornato nel suo Paese d'origine dopo la 'grazia' concessa lo scorso mese dal presidente Lukashenko agli ex candidati arrestati; il provvedimento di clemenza riguardava anche Nikolai Statkevich, l'unico ex candidato presidenziale che era rimasto dietro alle sbarre.
"È stato arrestato come persona presente sulla lista dei ricercati e sarà trasferito negli uffici del ministero dell'Interno", ha detto alla Tass il portavoce del Comitato statale di frontiera, Alexander Tishcenko.
SDA-ATS