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Ieri, giovedì 28 febbraio 2008, è arrivata la risposta della Commissione Europea all'interrogazione scritta dell'eurodeputato Giulietto Chiesa (evidenziazioni aggiunte):
P-0213/08IT
Risposta di Benita Ferrero-Waldner a nome della Commissione (28.2.2008)
La Commissione non è al corrente di alcuna conferma alle dichiarazioni rilasciate da Benazir Bhutto in quella intervista e non dispone di elementi particolari a riprova di un cambiamento significativo per quanto riguarda il livello della minaccia terrorista o la sua natura.
L'Unione europea è impegnata a combattere il terrorismo sul piano internazionale nel rispetto dei diritti umani e a rendere l'Europa più sicura per proteggere i suoi cittadini e garantire loro libertà e sicurezza.
A tal fine e in attuazione della Strategia UE di lotta al terrorismo la Commissione prosegue la sua azione, sia sul piano interno che esterno, per ridurre la minaccia del terrorismo nei confronti della sicurezza europea e globale.
Quindi abbiamo una conferma autorevole che la scomparsa signora Bhutto non affermò alcuna verità "proibita" sulla presunta morte di Osama Bin Laden, ma molto più semplicemente prese un lapsus, intendendo invece riferirsi, assai probabilmente, al giornalista Daniel Pearl ucciso dai terroristi.
A questo punto, a meno di non immaginare fantascientifiche complicità al massimo livello europeo, la questione è definitivamente chiusa.