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<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Attualmente a molti locatari viene comunicato un adeguamento del canone di locazione. Gli aumenti delle pigioni a seguito della crescita del tasso d’interesse di riferimento, della compensazione del rincaro e dell’incremento dei costi e delle spese accessorie sono tutti dovuti all’inflazione. Nel contempo affitti più alti fanno crescere l’inflazione e ciò provoca ulteriori rialzi dei canoni di locazione.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial"> </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento un rapporto che analizzi la base legale degli aumenti delle pigioni e risponda in particolare alle seguenti domande:</span></p><ol type="1" style="margin:0pt; padding-left:0pt"><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>I costi legati all’inflazione vengono più volte addebitati ai locatari in seguito all’aumento su quattro fronti delle pigioni?</span></li><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>Il calcolo del tasso d’interesse di riferimento è aggiornato e corretto o va rivisto? Quali conseguenze indesiderate comporta la regola del tasso d’interesse di riferimento?</span><span> </span></li><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>In che modo si può risolvere il dilemma della BNS se i tassi in crescita provocano un rialzo del tasso d’interesse di riferimento e di conseguenza anche dell’inflazione?</span></li></ol></div><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale si è già espresso sul rapporto tra le regole per la determinazione delle pigioni e l’inflazione nei suoi pareri alle mozioni 23.3850 e 23.3949, facendo notare in particolare che il sistema vigente produce nel complesso un livellamento degli affitti. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il loro aumento si ripercuote sull’inflazione, ma questo effetto non va sopravvalutato. Poiché gli affitti e le spese accessorie rappresentano circa un quinto nel calcolo dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC), gli aumenti degli affitti provocano un certo rialzo dell’IPC (effetti di secondo impatto). Non si riscontrano praticamente ulteriori effetti. A ciò si aggiunge che è possibile far ricadere sulla pigione soltanto il 40 per cento del rincaro. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale ha inoltre ricordato che finora i modelli alternativi proposti per la determinazione e l’adeguamento del canone di locazione non hanno trovato la maggioranza. È stata per esempio sempre respinta la proposta di svincolare gli affitti dal tasso d’interesse di riferimento e, di conseguenza, di trasferire al locatore il rischio legato alle fluttuazioni dei tassi d’interesse. Anche legare gli affitti all’IPC anziché al tasso d’interesse di riferimento provocherebbe un loro aumento in un periodo di rincaro.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">In occasione della sessione straordinaria sul tema delle abitazioni e degli affitti tenuta dal Consiglio nazionale e dal Consiglio degli Stati nell’autunno del 2023, il capo del DEFR ha annunciato che proporrà al Consiglio federale, tra le altre cose, di rivedere l’attuale modello delle pigioni. Si tratta di un modello nato negli anni 1980 che serve in particolare come base per fissare i tassi per il trasferimento agli affitti dei cambiamenti del tasso d’interesse di riferimento (art. 13 dell’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali [OLAL; RS </span><span style="font-family:Arial; font-style:italic">221.213.11</span><span style="font-family:Arial">]) e la compensazione del rincaro sul capitale proprio che sopporta i rischi (art.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">16 OLAL). </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Si potranno trarre delle conclusioni per le regole di determinazione degli affitti quando saranno disponibili i risultati di questo esame. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">In merito al calcolo del tasso d’interesse di riferimento, il Consiglio federale non vede la necessità di intervenire. Questo tasso d’interesse medio ponderato dei crediti ipotecari in Svizzera pubblicato trimestralmente è un indicatore affidabile che rappresenta bene, anche se con un certo ritardo, la realtà economica.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.