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Il 6 ottobre 2017 sul Monteceneri, sulla corsia in direzione di Lugano, aveva azionato il gas della sua moto di grossa cilindrata in modo decisamente eccessivo, cosicché la velocità ha raggiunto quota 148 chilometri orari, quando il limite consentito è di al massimo 80 all'ora, superando così di 68 chilometri la velocità massima consentita. Protagonista un pensionato luganese, classe 1956, che era stato sorpreso dal radar. Un luogo, questo, non di rado al centro di 'flash': i controlli della velocità in questo punto sensibile sono frequenti, e frequenti i conducenti che incappano in infrazioni.
Il giudice Marco Villa, presidente della Corte delle assise correzionali di Lugano, ha integralmente confermato l'atto d'accusa stilato dalla procuratrice pubblica, Valentina Tuoni, che aveva prospettato per l'imputato una pena di 12 mesi di detenzione posti al beneficio della sospensione condizionale. «L'infrazione è incontestabile, viste le risultanze del radar» - ha osservato il giudice nel commentare la sentenza. Il 65enne ha ammesso comunque da subito le proprie responsabilità, rimettendosi agli uffici di Camorino e alla giustizia che oggi, a oltre tre anni e mezzo dall'accertata infrazione ha compiuto il suo corso. L'imputato ha omesso - recita l'atto d'accusa - "le elementari norme della circolazione stradale, correndo il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un vigente limite di velocità".