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BERNA - La carica di presidente della Confederazione permette di aprire le porte più facilmente. Facendo un bilancio dopo sette mesi di presidenza, Eveline Widmer-Schlumpf ha posto oggi l'accento sui progressi conseguiti negli incontri avuti grazie a questa carica. Entro l'autunno, la grigionese si prefigge d'incontrare il presidente francese François Hollande. In occasione di una conferenza stampa, Eveline Widmer- Schlumpf ha ammesso che è difficile fare una vera distinzione tra il ruolo di presidente e quello di responsabile del Dipartimento federale delle finanze. Dato che la crisi finanziaria è al centro delle preoccupazioni internazionali, questo duplice ruolo le è tornato utile a tal punto da sostenere che «due anni di presidenza sarebbero utili». Il Parlamento ha però posto il veto a quest'idea.
Grazie alla funzione di presidente, la Grigionese ha potuto incontrare il primo ministro italiano Mario Monti. «Spero di rivederlo entro la fine dell'anno e di trovare una soluzione in vista di una convenzione di doppia imposizione e di una soluzione dell'imposizione dei frontalieri», ha aggiunto. Eveline Widmer-Schlumpf ha pure invitato il presidente francese François Hollande a recarsi prossimamente in Svizzera.
Fedele a sé stessa, la ministra grigionese ha ponderato le risposte. Sulla fornitura di dati personali d'impiegati da parte delle banche agli Stati Uniti, Widmer-Schlumpf non ha voluto giudicare la vicenda prima di conoscerne i fatti e la vera portata. La vicenda, ha rimarcato, è di competenza della FINMA, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Guardando ai prossimi mesi, la responsabile delle finanze sta lavorando alla strategia finanziaria sul denaro pulito. A causa di certe convergenze con la regolamentazione contro il riciclaggio di denaro, il progetto potrebbe subire un po' di ritardo.