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BERNA - Occorre fare degli sforzi per migliorare la qualità delle cure. Il Nazionale ha rilanciato oggi un progetto del consigliere federale Alain Berset, secondo il quale i medici dovrebbero sottoporsi a convenzioni concluse con gli assicuratori. Sul tema dovrebbe inoltre essere istituita una commissione federale.
Il progetto iniziale, che prevedeva un contributo da parte degli assicurati, non aveva convinto il Consiglio degli Stati. Secondo la maggioranza dei "senatori", la legislazione in vigore dà alla Confederazione sufficienti possibilità di promuovere la qualità delle cure. A loro avviso, tocca in primis agli ospedali, ai medici, ai farmacisti e agli assicurati risolvere la questione.
La Camera del popolo ha invece ritenuto necessario legiferare. Il miglioramento della qualità delle cure permetterebbe non solo di evitare sofferenze, ma anche di contenere i costi. Stando al Consiglio federale, il potenziale di risparmio ammonterebbe in centinaia di milioni di franchi.
Obblighi dei medici
La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) è stata completamente riveduta, con il sostegno di Alain Berset. Due aspetti principali sono previsti. Il primo verte sugli obblighi dei medici. Come negli ospedali, la medicina ambulatoriale dovrebbe essere sottoposta a regole di qualità.
Le tariffe e i prezzi saranno determinati in funzione della rimunerazione dei medici che forniscono prestazioni di qualità, in maniera efficiente e vantaggiosa. I fornitori di prestazioni e gli assicuratori sarebbero inoltre tenuti a concludere convenzioni nazionali di qualità vincolanti.
Le prime dovrebbero essere pronte un anno dopo l'entrata in vigore della revisione della legge. Le convenzioni sarebbero sottoposte al Consiglio federale, il quale fisserà autonomamente le regole se le parti non si intenderanno. Qualora un medico non vi si attenesse, le sue prestazioni non saranno prese a carico dall'assicurazione malattie. Sanzioni sono inoltre previste per coloro che non rispettano le esigenze legali o convenzionali.
Crediti
Il ricavato delle multe e delle sanzioni verrà utilizzato dal Consiglio federale per finanziare misure che rafforzano la qualità delle cure. La Confederazione potrebbe stanziare fino a 45,2 milioni di franchi tra il 2019 e il 2022.
Cinque milioni spalmati su quattro anni andrebbero alla produzione di indicatori di qualità, 7,5 milioni a studi in materia, 27,7 milioni a programmi nazionali e 5 milioni a progetti nazionali o regionali. Nei tre primi casi si tratterebbe di indennizzare prestazioni fornite da terzi, nel restante di aiuti finanziari che coprono al massimo il 50% dei costi.
L'Ufficio federale della sanità pubblica potrà procedere a trasferimenti tra i vari crediti dell'ordine di 4 milioni di franchi al massimo. I cantoni dovrebbero pure passare alla cassa.
Commissione federale
Il progetto prevede che la promozione della qualità passi attraverso una Commissione federale istituita dal Governo e che riunisce rappresentanti dei cantoni, fornitori di prestazioni, assicurati, assicuratori e specialisti.
Questo organo ha quale compito quello di realizzare obiettivi fissati ogni quattro anni dal Governo in materia di sviluppo della qualità nonché consigliare le autorità, i fornitori di prestazioni e gli assicuratori. I mandati attribuiti a terzi e il sostegno a progetti passeranno al vaglio di tale commissione.
Il suo finanziamento nonché quello delle indennità sarà assicurato per metà dalla Confederazione e per l'altra metà dai Cantoni. Il centro-destra avrebbe auspicato una ripartizione che includa gli assicuratori. Tale proposta è stata respinta con 119 voti contro 66.
Con ciò si rischierebbe di far aumentare i premi, ha replicato Rebecca Ruiz (PS/VD). Dal canto suo, Heinz Brand (UDC/GR) si è chiesto perché non far passare i medici alla cassa.
Le spese annue non dovranno superare un importo massimo dello 0,07% del premio annuo medio, ovvero circa 3 franchi e 50 all'anno e per assicurato e 20 milioni in totale.
Malcontento tra i liberali-radicali
Il PLR avrebbe voluto evitare la soluzione costituita dalla Commissione federale e basarsi sulle strutture già esistenti (Associazione nazionale per lo sviluppo della qualità negli ospedali e nelle cliniche e fondazione Sicurezza dei pazienti Svizzera). La proposta dei liberali-radicali di rinviare il dossier in commissione è stata però spazzata via con 154 voti contro 27 e 5 astenuti. Neanche l'UDC ha creduto all'argomento dell'inutile burocrazia.
Il Nazionale vuole inoltre rafforzare il progetto autorizzando il Consiglio federale a prevedere che l'accordo del medico di fiducia sia necessario prima dell'esecuzione di talune misure particolarmente costose o che queste ultime vengano prese a carico soltanto quando sono praticate da medici qualificati.
Il dossier ritorna al Consiglio degli Stati.