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+++ 17 dicembre 2020 +++ English abstract
Forte aumento dello stress psicologico durante la seconda ondata di Covid-19
L’ultimo sondaggio dell’Università di Basilea sullo stress psicologico durante la seconda ondata di Covid-19 ha evidenziato che, rispetto alla scorsa primavera, tale condizione si è aggravata notevolmente. La percentuale di persone con sintomi depressivi gravi durante il lockdown di aprile era di circa il 9 percento, mentre a novembre è salita al 18 percento. Particolarmente colpiti sono i giovani e le persone che hanno subito perdite finanziarie a causa della pandemia. La Romandia risulta l’area più colpita della Svizzera.
Oltre 11 000 persone provenienti da tutta la Svizzera hanno partecipato al nuovo sondaggio nell’ambito dello Swiss Corona Stress Study sotto la guida del Prof. Dr. Dominique de Quervain. A causa del tipo di rilevazione dei dati, il presente studio non può essere considerato un sondaggio rappresentativo per definizione. Tuttavia, dal punto di vista delle caratteristiche sociodemografiche, la gamma degli intervistati rappresenta un ampio campione della popolazione svizzera e, in tali caratteristiche, la rilevazione attuale non si differenzia dal primo sondaggio condotto durante il lockdown di aprile 2020. Tutte le correlazioni e i confronti riferiti sono molto significativi dal punto di vista statistico.
Secondo l’attuale rilevazione, rispetto alla prima ondata il livello di stress è notevolmente aumentato. Mentre durante il lockdown di aprile la percentuale di persone che indicavano un livello di stress massimo era pari a circa l’11 percento, durante la seconda ondata di novembre è salita al 20 percento. Anche i sintomi depressivi sono aumentati.
Problemi finanziari, conflitti a casa e paure riguardo al futuro
Le cause principali di stress psicologico e sintomi depressivi sono le preoccupazioni dovute a un cambiamento della situazione lavorativa, scolastica o formativa causato dal Covid-19. Ulteriori aspetti da considerare sono le preoccupazioni dovute a perdite finanziarie causate dal Covid-19, quelle dovute all’aumento dei conflitti a casa e le paure riguardo al futuro. Rispetto al lockdown di aprile, gli intervistati valutano ora questi fattori come più gravosi. Ugualmente pesanti rispetto a prima sono stati percepiti dai partecipanti allo studio la paura che persone della propria cerchia ristretta possano ammalarsi gravemente o morire di Covid-19 e lo stress legato alle limitazioni sociali.
Aumento dei sintomi depressivi gravi
Se prima della pandemia la percentuale di intervistati con sintomi depressivi gravi era pari al 3 percento, durante il lockdown di aprile al 9 percento e nel periodo degli allentamenti a maggio al 12 percento, a novembre è salita al 18 percento.
Particolarmente colpiti sono:
- I giovani: la frequenza di gravi sintomi depressivi è pari al 29 percento tra i 14 e i 24 anni, al 21 percento tra i 25 e i 34 anni, al 17 percento tra i 35 e i 44 anni, al 14 percento tra i 45 e i 54 anni, al 13 percento tra i 55 e i 64 anni e al 6 percento tra gli ultra 65enni.
- Le persone attive in un settore finanziariamente interessato dalle misure stabilite dalla Confederazione e dai Cantoni (ad es. ristorazione, cultura, turismo). Inoltre, con una percentuale del 28 percento, le persone le cui riserve finanziarie sono diminuite sono doppiamente colpite da sintomi depressivi gravi rispetto alle persone le cui riserve sono rimaste invariate o sono aumentate (14 percento).
- Le persone della Svizzera francese: con una frequenza di sintomi depressivi gravi del 22 percento, sono maggiormente colpite rispetto alle persone della Svizzera tedesca (17 percento) o della Svizzera italiana (16 percento). I ricercatori hanno inoltre individuato una correlazione tra l’intensità della seconda ondata (incidenza di nuove infezioni) e la frequenza di sintomi depressivi gravi nei Cantoni.
Fattori che riducono lo stress
Come già emerso dalle rilevazioni dei dati precedenti, anche nel sondaggio attuale il team di ricercatori ha constatato che le persone fisicamente attive presentano in media sintomi depressivi e stress in misura leggermente inferiore rispetto alle persone meno attive fisicamente. Da precedenti studi, l’effetto benefico dello sport sulla riduzione dello stress è noto.
I ricercatori consigliano agli interessati con gravi sintomi depressivi di non astenersi dal chiedere aiuto. Per farlo è possibile telefonare al 143 (www.143.ch/ticino), al 147 per ragazzi e bambini (www.147.ch/it/), oppure rivolgersi a psicoterapeuti o psichiatri specializzati. Al sito it.coronastress.ch è disponibile un breve test anonimo sui sintomi depressivi.
I ricercatori sottolineano inoltre che i giovani sono particolarmente colpiti dagli effetti psicologici della pandemia e che le scuole dovrebbero tenere conto di questa situazione con un’organizzazione flessibile del programma di studio.
I dati mostrano anche che le perdite finanziarie causate dal Covid-19 rappresentano un fattore di stress psicologico significativo. Compensare queste perdite è quindi importante per la salute psichica.
I risultati si riferiscono al periodo di rilevazione compreso tra l’11 e il 19 novembre 2020. In questo arco di tempo 11 612 persone provenienti da tutta la Svizzera hanno partecipato al sondaggio anonimo online al sito it.coronastress.ch.
Risultati completi: https://osf.io/6cseh/
Gruppo di studio
Dott. Nathalie Schicktanz, PhD
Dott. Thomas Schlitt, PhD
Dott. Dorothée Bentz, PhD
Dott. Christiane Gerhards, MD
Dott. Virginie Freytag, PhD
Dott. David Coynel , PhD
Dott. Ehssan Amini, MD
Anja Zimmer, dottoranda
Priska Zuber, dottoranda
Bernhard Fehlmann, dottorando
Amanda Aerni, coordinatrice dello studio
Prof. Dr. med Andreas Papassotiropoulos
Prof. Dr. med. Dominique de Quervain (Responsabile degli studi)
In collaborazione con