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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera ha bisogno di un esercito forte, dotato di una chiara missione e di una chiara strategia. Purtroppo, il DDPS si trova attualmente in uno stato preoccupante. Il Consiglio federale e il Parlamento devono finalmente occuparsi dell'evoluzione fallimentare e delle condizioni insoddisfacenti in seno all'esercito e al DDPS e adottare le necessarie misure correttive. In questo contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'esercito soddisfa i requisiti per la difesa nazionale - necessaria al Paese in caso di massimo pericolo - e per far fronte ad altre forme di minaccia quali il terrorismo, ecc.?</p><p>2. In che stato si trova l'organizzazione logistica dell'esercito? Con quali conseguenze per la prontezza di impiego delle forze armate?</p><p>3. Attualmente sia le forze aeree sia l'esercito nel complesso sono condotti da persone nominate ad interim. Inoltre, il capo dello Stato Maggiore del capo dell'esercito e il  portavoce dell'esercito sono affetti da burnout e si trovano da tempo in congedo malattia. A ciò si aggiunge che attualmente è in carica un solo comandante di corpo (in seno alle forze terrestri): una situazione che non si era mai presentata dalla seconda guerra mondiale ad oggi. In simili circostanze, si può davvero ancora ritenere che l'esercito sia diretto da vertici in grado di funzionare? Da chi sono prese le decisioni in materia di selezione degli alti ufficiali superiori? A che cosa sono dovuti i numerosi cambiamenti di personale ai vertici dell'esercito?</p><p>4. Quali misure sono state adottate dal Consiglio federale per mettere a frutto le conclusioni del rapporto "Politica di sicurezza - Analisi delle prestazioni" allestito nel 2004? Quando sono state adottate misure a tal riguardo? Perché il DDPS si rifiuta di rendere pubblicamente accessibile il rapporto?</p><p>5. Nel rapporto relativo all'esercitazione "Stabilo", eseguita dall'esercito nel novembre 2007, sono state individuate carenze nella struttura di condotta. Che cosa intende concretamente fare il Consiglio federale per porre rapidamente rimedio alle carenze rilevate?</p><p>6. Il radicamento dell'esercito di milizia nella popolazione sta venendo meno. Che cosa ha intrapreso sinora il Consiglio federale per contrastare questa evoluzione? È stato nominato in seno allo Stato Maggiore generale un numero più elevato di ufficiali di milizia? Che cosa ha intrapreso sinora il Consiglio federale al fine di incrementare il plusvalore dell'istruzione di ufficiale per l'economia? È disposto a tornare sui propri passi riguardo alla decisione di separare l'ambito della condotta da quello dell'istruzione?</p><p>7. Sorge l'impressione che il DDPS sia ancora in grado di funzionare unicamente grazie al contributo di centinaia di soldati in corso di ripetizione impiegati ogni anno per lavori amministrativi. Negli anni 2006 e 2007, quanti soldati in corso di ripetizione hanno prestato servizio in tal senso, in quali settori e, soprattutto, in virtù di quali basi legali?</p><p>8. Quante e quali autorizzazioni sono state rilasciate negli anni 2005, 2006 e 2007 riguardo a viaggi all'estero per militari svizzeri e a viaggi in Svizzera per militari di forze armate straniere?</p><p>9. Fin dove arriva la cooperazione con truppe straniere, segnatamente con il comando europeo delle forze armate degli Stati Uniti d'America? Qual è il giudizio degli organi della NATO e delle unità direttive sotto comando americano riguardo alla capacità di cooperazione dell'esercito svizzero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'esercito nel periodo 2008-2011, il Parlamento ha adottato misure volte a adeguare l'esercito alle minacce del ventunesimo secolo. L'istituzione di formazioni supplementari di fanteria migliorerà le capacità di protezione della popolazione contro minacce terroristiche. In funzione del caso di massimo pericolo, ovvero di un attacco contro il Paese mediante mezzi militari tradizionali, sono stati approntati mezzi conformi al grado di probabilità di tale scenario. Il mantenimento dei mezzi a un livello superiore comporterebbe un onere finanziario e materiale del tutto ingiustificabile in rapporto all'evoluzione della minaccia attualmente prevedibile.</p><p>2. Attualmente si costata una situazione di squilibrio per quanto concerne i compiti, le prestazioni e i mezzi dell'organizzazione logistica dell'esercito. Tale situazione di squilibrio è stata menzionata anche nel rapporto del Consiglio federale giusta l'articolo 149b della legge militare. L'applicazione di incisive direttive in materia di soppressione di posti di lavoro e il contemporaneo rinvio dell'introduzione di processi logistici elettronici e di nuove infrastrutture logistiche hanno rafforzato il divario esistente in questo ambito tra esigenze e prestazioni. Nel novembre 2007 i vertici dell'esercito hanno ordinato pertinenti misure di ottimizzazione comprendenti una rinuncia parziale a determinate prestazioni, una riduzione provvisoria degli standard di qualità nonché un maggiore coinvolgimento e un maggiore impiego della truppa. Tali misure sono in fase di attuazione e sono oggetto di regolari verifiche dell'efficacia.</p><p>La disponibilità di materiale nel quadro della prontezza di base e di impiego presenta attualmente determinate lacune quantitative e qualitative. Tali lacune potranno tuttavia essere gradualmente colmate.</p><p>Per quanto concerne la fornitura delle prestazioni, il supporto logistico degli impieghi eseguiti negli scorsi anni dall'esercito svizzero nell'ambito di operazioni quali AQUA, PELO, Swisscoy, WEF, Euro 2008 ha potuto essere garantito senza eccezioni parallelamente alla prontezza di base e agli affari correnti.</p><p>3. In ultima analisi, la capacità d'azione dei vertici dell'esercito va valutata sulla base dell'adempimento delle missioni da parte delle forze armate. Da numerosi e importanti impieghi (quali per es. l'ingente impiego in occasione dell'Euro 2008) e dai relativi bilanci risulta che l'esercito è condotto in maniera efficace.</p><p>Gli alti ufficiali superiori sono nominati dal Consiglio federale. Il capo dell'esercito sottopone le proposte in merito al capo del DDPS, che a sua volta le presenta al Consiglio federale dopo aver eseguito le verifiche del caso.</p><p>Nel 2008 hanno avuto luogo cinque avvicendamenti di personale in seno ai vertici dell'esercito. I motivi delle partenze del capo dell'esercito e del comandante delle forze aeree sono noti. Il comandante dell'istruzione superiore dei quadri ha optato per una nuova attività nell'economia privata. L'ex capo dello Stato Maggiore di pianificazione dell'esercito, il divisionario Jakob Baumann, è stato nominato capo di Armasuisse. Infine, l'ex capo della base logistica dell'esercito, il divisionario Bläuenstein, è andato in pensione alla fine di maggio 2008.</p><p>4. L'incarico di allestire il rapporto "Politica di sicurezza - Analisi delle prestazioni" è stato assegnato dal capo del DDPS. L'adozione di eventuali misure sulla base delle raccomandazioni ricevute rientrava pertanto nella sfera di competenza di quest'ultimo. Sulla base del rapporto, l'effettivo della Direzione della politica di sicurezza è stato ridotto di quasi la metà. La decisione di non rendere pubblicamente accessibili rapporti di revisione corrisponde a una prassi pluriennale del DDPS. Al riguardo va tuttavia sottolineato che il summenzionato rapporto è stato reso accessibile alla Commissione della gestione in occasione delle discussioni sullo smantellamento dell'ispettorato del DDPS.</p><p>5. Entro la fine dell'anno sarà realizzato un miglioramento delle modalità di lavoro e della struttura dello Stato Maggiore strategico-militare. Ulteriori adeguamenti delle strutture e dei processi di condotta dell'esercito saranno considerati nel quadro del progetto sull'ulteriore sviluppo dell'esercito. Infine, saranno oggetto di miglioramenti anche i mezzi tecnici della condotta dell'esercito.</p><p>6. L'affermazione secondo cui il radicamento dell'esercito di milizia nella popolazione starebbe venendo meno è contraddetto da recenti sondaggi, da cui risulta invece un elevato grado di approvazione dell'esercito di milizia (cfr. per es. il sondaggio annuale svolto nell'ambito del rapporto sulla sicurezza del PF di Zurigo, "Sicherheit 2008", ETH Zürich). Con l'introduzione di Esercito XXI, il limite di età per quanto riguarda l'obbligo di prestare servizio militare è stato fortemente diminuito. Di conseguenza, soltanto una piccola parte della popolazione presta ancora servizio militare dopo il compimento del 34esimo anno di età. Agli occhi delle persone prosciolte dagli obblighi militari, l'esercito non è un tema così importante come per le persone ancora soggette all'obbligo di prestare servizio. Tuttavia ciò non consente di trarre conclusioni in merito al radicamento del sistema di milizia nell'insieme della popolazione svizzera.</p><p>La questione della quota di militari di milizia tra gli ufficiali di Stato Maggiore generale è già stata affrontata nel quadro della risposta all'interpellanza Miesch 08.3076, "Gli ufficiali di milizia disertano i corsi di formazione di Stato Maggiore generale".</p><p>Nei casi in cui risulta sensato sotto il profilo militare, l'istruzione alla condotta è costantemente adeguata alla prassi e alle attuali esigenze dell'economia. Nell'ambito dell'istruzione superiore dei quadri, hanno luogo a Lucerna corsi di condotta congiunti con la partecipazione di rappresentanti dell'economia e delle forze armate. I contatti con gli ambienti economici sono risultati molto proficui e saranno intensificati in futuro. Gli aspiranti ufficiali hanno inoltre la possibilità di conseguire, durante il servizio militare, il certificato Leadership I, riconosciuto dall'Associazione svizzera per la formazione alla condotta (ASFC).</p><p>In seguito agli adeguamenti del modello di istruzione XXI/2008, la maggior parte dell'istruzione è di nuovo impartita da quadri di milizia, con conseguenti ripercussioni positive sull'esperienza pratica degli stessi.</p><p>7. Determinate attività di supporto all'istruzione, alcuni lavori di manutenzione e di esercizio e talune prestazioni di carattere logistico a favore della truppa possono essere assicurati unicamente mediante l'impiego di militari che hanno assolto una corrispondente formazione in ambito civile o militare. A tal fine si fa ricorso alle unità addette all'istruzione e al supporto (distaccamenti d'esercizio) nonché a militari che non possono prestare il servizio ordinario in seno alla propria formazione di incorporazione.</p><p>All'articolo 15a dell'ordinanza concernente l'obbligo di prestare servizio militare è chiaramente stabilito a quali condizioni un servizio può essere prestato in una scuola, in un corso o nell'amministrazione militare conformemente all'articolo 59 della legge militare.</p><p>Nel 2006, hanno prestato servizio nei Settori amministrazione (uffici), supporto all'istruzione, manutenzione e esercizio nonché logistica 33 418 militari provenienti dalle unità addette all'istruzione e al supporto. Nel 2007, hanno prestato servizio in tal senso 34 340 militari.</p><p>8. Negli anni menzionati nella domanda, hanno avuto luogo a livello bilaterale circa mille contatti con l'estero l'anno, contatti finalizzati soprattutto alla formazione e al perfezionamento militare. Tra i Paesi di destinazione figurano in primo luogo la Germania, la Francia, l'Austria, l'Italia e gli Stati Uniti. Nello stesso periodo l'esercito svizzero ha accolto circa 250 ospiti stranieri l'anno, provenienti soprattutto dai Paesi limitrofi. La maggior parte delle visite erano finalizzate alla formazione e al perfezionamento militare.</p><p>Durante il periodo indicato, hanno partecipato a livello multilaterale a 250 attività del PfP all'estero circa 350 militari svizzeri l'anno. Il Parlamento è stato informato di volta in volta in merito a dette attività nel quadro dei rapporti annui sulla partecipazione della Svizzera al Partenariato per la pace. Nello stesso periodo hanno partecipato su invito della Svizzera ai corsi di formazione PfP organizzati nel nostro Paese circa 450 persone l'anno, provenienti dagli Stati membri dell'EAPC/PfP.</p><p>9. L'esercito svizzero coopera con forze armate straniere nel quadro di impieghi congiunti di promovimento della pace su mandato dell'ONU o dell'OSCE. Ulteriori attività di cooperazione hanno luogo nel settore dell'istruzione e sono disciplinate da specifiche Istruzioni del capo del DDPS, emanate il 1° dicembre 2003 (istruzioni sulla cooperazione con l'estero in materia d'istruzione militare). La maggior parte di tali attività di cooperazione in materia di istruzione si svolgono a livello bilaterale e nel quadro del Partenariato per la pace. In questo contesto, l'esercito svizzero stipula unicamente accordi che disciplinano lo statuto giuridico dei partecipanti, dettagli concernenti i contenuti dell'istruzione nonché le modalità di partecipazione ai costi. Con il comando europeo delle forze armate degli Stati Uniti (Useucom) ha luogo una volta l'anno uno scambio di opinioni. In tale ambito non sussiste alcun'altra attività di cooperazione e non è stato stipulato nessun accordo. Del rimanente si rimanda alla risposta all'interpellanza Baumann 07.3907 concernente l'Useucom. Informazioni riguardo alle opinioni in seno alla NATO sulla cooperazione con la Svizzera dovrebbero essere richieste direttamente alla NATO.</p>  Risposta del Consiglio federale.