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La campagna che la portò a vincere l'elezione alla testa dell'esecutivo comunale nel settembre dell'anno scorso la vide battere, al secondo turno, il fratello Marco Giacometti, presidente della Fondazione Giacometti. Per la sindaca quel confronto fu un'esperienza dolorosa, ma ne uscì vincente e rafforzata. Tanto che di lì a poco, nell'ottobre del 2019, giunse anche l'elezione al Consiglio nazionale. Un traguardo inaspettato e tantopiù emozionante per l'ex collaboratrice consolare che, prima di tornare in patria per dedicarsi anche all'agricoltura e all'allevamento, aveva lavorato per i consolati svizzeri di Lisbona e di Milano. Parlamentare liberale radicale, Anna Giacometti, classe 1961, deve gran parte della sua notorietà sul piano cantonale e nazionale al suo ruolo di "madre coraggio" durante le settimane della frana di Bondo. Nei prossimi anni, ha spiegato martedì sera ai colleghi di Municipio, vuole dedicarsi esclusivamente alla politica sul piano federale. Motivo per cui lascerà la carica di sindaca del Comune di Bregaglia, che guida sin dalla nascita del comune unico nel 2010, alla fine del mese di giugno.