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Avrebbero creato un cartello, a partire dal 2011, per denigrare l'Avastin, un farmaco destinato alla cura degli occhi. Accusati di aggiotaggio, gli amministratori delegati in Italia dei colossi farmaceutici Roche e Novartis, rischiano ora di finire sotto processo.
Dopo tre anni di accertamenti, il pubblico ministero ha notificato ai due indagati l'avviso di chiusura indagine, ossia l'atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
I due manager, Maurizio de Cicco (Roche) e George Schrockn Fuchs (Novartis), sono accusati di essersi accordati illecitamente per ostacolare, attraverso la diffusione di notizie false, l'uso di un farmaco molto economico, l'Avastin, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, ma sostanzialmente identico, il Lucentis.
Alla base delle contestazioni della procura di Roma il contenuto di alcune mail scambiatesi dagli indagati e gli esiti di una consulenza tecnica per valutare le caratteristiche dei due prodotti e la loro efficacia sotto il profilo terapeutico. Per questa vicenda i due colossi farmaceutici furono sanzionati dall'Antitrust, nel 2014, con una multa da 180 milioni di euro.
Roche, in una nota, "ribadisce il pieno convincimento nella correttezza del proprio operato e conferma la fiducia nel fatto che anche l'accusa di aggiotaggio si rivelerà infondata, come le altre già archiviate". Novartis si è limitata a dire che sta collaborando con le autorità italiane.