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Malgrado le voci legate ad un ultimatum lanciato da Washington, la Svizzera non fornirà alcun dato bancario agli Stati Uniti. Un eventuale scambio di informazioni può avere luogo solo nel quadro legale previsto dall'accordo contro la doppia imposizione, sostiene la consigliera federale Micheline Calmy-Rey.
La presidente della Confederazione ha voluto mettere fine alle speculazioni riguardo a una possibile trasmissione di nomi di evasori americani con conti bancari presso Credit Suisse. "Sono in corso solamente discussioni riguardanti questioni statistiche", ha dichiarato oggi in conferenza stampa a Berna. Ma nessun dato è stato fornito, ha sottolineato.
L'assistenza amministrativa con gli Stati Uniti non passerà quindi per un'eccezione alla legge, contrariamente a quanto successo nel caso UBS. Tutto avverrà secondo la convenzione di doppia imposizione in vigore.
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