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"Vedo malissimo un intervento militare in Siria". Lo ha detto oggi a Ginevra Carla Del Ponte, ex procuratrice del Tribunale penale internazionale dell'Aja, parlando al Club svizzero della stampa. Ci sarebbero "non soltanto più vittime e più morti, ma renderebbe molto difficile una soluzione politica".
In qualità di membro della commissione d'inchiesta sulla Siria, alla quale Damasco ha finora negato l'accesso al Paese, la Del Ponte ha aggiunto: "Il negoziato è la sola via possibile. Ogni giorno si allunga la lista di crimini incredibili, commessi da entrambe le parti. Non ci sono buoni e cattivi, sono tutti cattivi".
"Spero che la Commissione d'inchiesta istituita dall'Onu per indagare sulle violazioni dei diritti umani in Siria avrà presto accesso al Paese. Credo che siamo sulla buona strada", ha detto ancora la Del Ponte. "Siamo in contatto con la squadra di esperti incaricati di indagare sull'uso di armi chimiche. Hanno potuto entrare in Siria. È un fatto positivo".
Gli esperti della squadra guidata da Ake Sellstrom dovranno stabilire se sono state usate armi chimiche, "ma spetta alla Commissione di inchiesta compiere indagini per sapere chi le ha usate", ha specificato l'ex procuratore del TPI.
Presieduta dal brasiliano Paulo Pinheiro, la Commissione d'inchiesta dell'Onu sulle violazioni dei diritti umani è stata creata nell'agosto 2011 dal Consiglio Onu sui diritti umani ed ha presentato numerosi rapporti sui crimini commessi in Siria, basate su informazioni raccolte nei Paesi vicini e tramite contatti. Un nuovo rapporto è atteso nei prossimi giorni.