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Ratko Mladic, l'ex capo militare dei serbi di Bosnia condannato in primo grado all'ergastolo nel novembre 2017 dal Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi), è in condizioni di salute molto precarie.
Mladic, condannato per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità, rischia seriamente di essere colpito da nuovi ictus cerebrali e attacchi cardiaci. A lanciare l'allarme ai giudici dell'Aja è stato oggi il suo avvocato difensore Branko Lukic.
Citato dall'agenzia Beta, il legale ha fatto riferimento alle ultime analisi e diagnosi dei medici, che parlano di aritmia cardiaca, disturbi cardiovascolari e processi degenerativi a livello cerebrale per l'ex generale, che è detenuto nel carcere di Scheveningen, presso l'Aja.
Mladic, 77 anni, è stato condannato al carcere a vita in primo luogo per il massacro di 8 mila bosniaci musulmani a Srebrenica nel luglio 1995, per l'assedio di Sarajevo, per le persecuzioni e le uccisioni di musulmani e croati in tutto il territorio bosniaco durante il conflitto armato del 1992-1995. La difesa ha presentato ricorso contro la sentenza di primo grado e nei prossimi mesi è atteso il verdetto d'appello.