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Come utilizzare le riserve d'oro della Banca nazionale svizzera (BNS) che non servono più ai fini della politica monetaria?
È la domanda che sta alla base di due degli oggetti in votazione il prossimo 22 settembre.
Le cittadine e i cittadini svizzeri sono infatti chiamati ad esprimersi sull'iniziativa popolare "per destinare le riserve d'oro eccedentarie della Banca nazionale svizzera al Fondo AVS (iniziativa sull'oro)" e sul controprogetto "L'oro all'AVS, ai Cantoni e alla Fondazione". In gioco c'è il futuro della "Fondazione Svizzera solidale", un'idea lanciata nel 1997 dall'allora presidente della Confederazione Arnold Koller.
Quadro monetario in movimento
Già da un quarto di secolo, la parità oro-franco nei fatti non esiste più. Ma solo la riforma della costituzione federale dell'aprile 1999 l'ha formalmente abolita. La fine della parità ha consentito alla BNS di rivalutare le sue riserve d'oro in base al prezzo di mercato del metallo giallo. Da questa rivalutazione risulta che circa 1300 tonnellate d'oro conservate nei forzieri della BNS, circa 19,5 miliardi di franchi, sono in eccedenza.
Che fare di quest'oro? Una prima risposta venne nel 1997, quando Arnold Koller, nel pieno del dibattito internazionale sul ruolo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale, lanciò l'idea di una fondazione umanitaria finanziata con i proventi della vendita d'oro. La fondazione doveva soccorrere le vittime di guerre, catastrofi e miseria e anche i sopravvissuti dell'Olocausto.
L'idea della Fondazione
Dall'idea alla sua formulazione concreta, molte cose sono successe. L'accordo globale tra banche svizzere e organizzazioni ebraiche, firmato nell'estate 1998, ha smorzato i toni delle polemiche sul recente passato della Svizzera.
Un anno dopo, l'Unione democratica di centro ha lanciato, in esplicita contrapposizione alla fondazione, l'iniziativa sull'oro, depositata nel novembre 2000 con più di 125'000 firme valide. L'iniziativa chiede di trasferire interamente al Fondo di compensazione dell'AVS l'ammontare dei proventi derivanti dalla vendita d'oro.
Il controprogetto delle camere
Di fronte a questa situazione, la commissione dell'economia del Consiglio degli Stati ha elaborato, basandosi sul progetto governativo, un controprogetto all'iniziativa UDC. Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale lo hanno approvato con alcune modifiche, respingendo invece l'iniziativa UDC.
Il controprogetto propone di dividere in tre parti uguali, nel corso di 30 anni, gli interessi sul capitale derivato dalla vendita di 1300 tonnellate d'oro. Beneficiarie sarebbero la "Fondazione svizzera solidale", l'AVS e i cantoni, a cui andrebbero circa 250 milioni di franchi l'anno a testa. Allo scadere dei 30 anni, popolo e cantoni potranno tornare ad esprimersi sulla destinazione del capitale. Se la Fondazione non fosse confermata, il suo capitale andrà, in ragione di un terzo ciascuno, a AVS, cantoni e Confederazione.
I traguardi della Fondazione
Scopo della Fondazione rimane la lotta alla povertà e alle sue cause, la prevenzione della violenza, la promozione dei diritti dell'uomo e della democrazia. Le sue attività si dovrebbero rivolgere soprattutto a bambini e adolescenti. Nel consiglio di fondazione, la maggioranza dei membri dovrà avere meno di 40 anni. Il legame con l'Olocausto è invece stato abbandonato.
Gli avversari della Fondazione, in particolare esponenti dell'UDC, l'accusano di essere frutto di un ricatto, perché nata nel contesto delle pressioni internazionali sulla Svizzera per la vicenda dei fondi in giacenza delle vittime del nazismo. Ritengono inoltre che la Svizzera disponga di altri strumenti per esercitare la propria solidarietà e criticano il fatto che attraverso la Fondazione si sottragga al controllo democratico un patrimonio nazionale.
Dal canto loro, gli avversari dell'iniziativa sull'oro invitano a respingerla perché mette in discussione i futuri diritti di Confederazione e cantoni sugli utili della Banca nazionale. Sottolineano inoltre il fatto che l'iniziativa offre solo l'illusione di risolvere i problemi dell'AVS, ritardando i necessari rimedi strutturali per garantire il sistema pensionistico.
Doppio no e doppio sì
I fronti sono tuttavia più complicati. Una parte dei radicali, contro il parere del Consiglio federale, sostiene il doppio no, ritenendo che l'oro in eccedenza debba servire a risanare le finanze federali. Una parte dei socialisti e la direzione del partito si sono espressi invece per un doppio sì, ma sono stati successivamente sconfessati dalla base.
Il Consiglio federale ha fatto sapere che dopo un doppio no, la questione dell'oro in eccedenza dovrebbe tornare in parlamento. Il governo ha escluso il ricorso automatico alla chiave di ripartizione fissata dalla Costituzione per gli utili della BNS (2/3 alla Confederazione e 1/3 ai cantoni). In caso di doppio sì decide invece la domanda sussidiaria riportata nella scheda di voto.
Andrea Tognina
Fatti e cifre
1300 tonnellate sono le riserve d'oro considerate eccedentarie della BNS
Il loro valore attuale ammonta a quasi 20 miliardi di franchi
L'iniziativa sull'oro è stata depositata nel novembre 2000, con 125'000 firme