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Un altro passo verso il fallimento per il Virgin Megastore degli Champs-Elysées, che oggi ha depositato i libri in tribunale. Incapace di far fronte ai debiti, la filiale francese del celebre marchio creato da Richard Branson, oggi controllata da un fondo di investimenti (Butler Capital Partners), ha preso la decisione di dichiararsi insolvente e presentare il bilancio al tribunale del commercio dopo due giorni di riunione.
I giudici dovranno decidere se la dichiarazione di insolvenza debba sfociare su una procedura di ristrutturazione o su una di fallimento.
Virgin Megastore, che dà lavoro a 1.000 dipendenti, scommette sulla prospettiva di un'amministrazione controllata che consentirebbe alla direzione di "cercare soluzioni diverse". Oggi erano centinaia i lavoratori della Virgin riuniti davanti al Megastore sugli Champs-Elysées in difesa del loro posto di lavoro.
I sindacati chiedono che l'azionista principale (Butler), che detiene il 74% del capitale della società, si faccia carico della copertura sociale dell'attuale situazione. Una prospettiva che al fondo di investimento giudicano "prematura", in vista della possibilità di ricevere eventuali offerte di acquisto, parziale o totale del marchio.
Al pari di altri concorrenti, fra i quali spicca in Francia la Fnac - che nonostante la crisi ha saputo diversificare la propria offerta - Virgin è vittima del crollo dei mercati del disco e del dvd, oltre che della concorrenza di altri protagonisti dei mercati online come Amazon o Apple.
La ministra della Cultura, Aurelie Filippetti, ha denunciato la "concorrenza sleale" di imprese come Amazon, che sfuggono alla più pesante imposizione fiscale francese in quanto non localizzate nel paese.
SDA-ATS