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Brutta avventura per una turista russa sulle montagne vallesane: la donna se l'è cavata con una leggera ipotermia.
L'escursionista si era avventurata in pantaloncini e senza equipaggiamento sul Grenzgletscher ed era finita in una voragine profonda una decina di metri. Dopo 48 ore all'addiaccio le sue urla sono state udite da un gruppo di alpinisti.
SION - Una turista russa è sopravvissuta dopo aver trascorso due giorni e due notti in un crepaccio sulle montagne vallesane. Stando ad Air Zermatt, la donna era caduta nella voragine domenica ed è stata scoperta da alpinisti soltanto martedì. Insomma, un vero e proprio miracolo se si pensa che la russa se l'è cavata con solo una leggera ipotermia.
Domenica l'escursionista russa, residente in Germania, si era avventurata sola, in pantaloncini e senza un equipaggiamento appropriato sul Grenzgletscher non lontano dalla capanna del Monte Rosa, hanno annunciato stasera su Facebook i soccorritori di Air Zermatt. La donna è caduta in un crepaccio profondo tra dieci e quindici metri.
Dopo due giorni e due notti, le sue grida sono state sentite da un gruppo di alpinisti che passava in prossimità della voragine. Ha così potuto essere soccorsa ed elitrasportata all'ospedale. La donna non ha riportato ferite, ma - come già detto - soffre soltanto di una leggera ipotermia.
Secondo AirZermatt, la polizia non aveva ricevuto nessuna denuncia di persona scomparsa. «La donna ha avuto la fortuna di essere ritrovata dagli alpinisti», spiegano i soccorritori su Facebook. «Non abbiamo mai assistito a un salvataggio del genere negli ultimi 20 anni. È stato un miracolo».