Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/181026

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di definire con i Cantoni principi e condizioni quadro per l'aiuto sociale. Ai Cantoni va concesso un termine per munirsi di una regolamentazione propria mediante un concordato. Se non si riuscirà a raggiungere questo obiettivo, il Consiglio federale dovrà sottoporre al Parlamento una legge quadro per l'aiuto sociale e, se del caso, una relativa modifica costituzionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto del 25 febbraio 2015 sull'impostazione dell'aiuto sociale e delle prestazioni cantonali versate in funzione del bisogno ("Ausgestaltung der Sozialhilfe und der kantonalen Bedarfsleistungen: Handlungsbedarf und -möglichkeiten"; disponibile anche in francese), redatto in adempimento del postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale 13.4010 (<a href="http://www.admin.ch">www.admin.ch</a> &gt; DFI &gt; UFAS &gt; Temi di politica sociale &gt; Copertura sociale &amp; integrazione &gt; Impostazione dell'aiuto sociale), il Consiglio federale ha riconosciuto la necessità di definire un quadro più vincolante per l'aiuto sociale. Le raccomandazioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (Cosas) contribuiscono infatti in ampia misura ad allineare i sistemi cantonali dell'aiuto sociale, ma restano un quadro di riferimento facoltativo.</p><p>Dal summenzionato rapporto e dalla consultazione dei principali attori dell'aiuto sociale, ovvero la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), l'Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS), l'Iniziativa delle città per la politica sociale e la Cosas, è emerso che una legge quadro federale sull'aiuto sociale non è né realizzabile senza la creazione di una base costituzionale né auspicata dai Cantoni, almeno in mancanza di un impegno finanziario della Confederazione e di una riforma globale della sicurezza sociale. È stata vagliata anche la possibilità di un concordato intercantonale, ma la sua attuabilità è stata oggetto di riserve significative.</p><p>Con la revisione delle raccomandazioni della Cosas allora in corso, la prospettiva di rafforzare il consenso su questo strumento si profilava come un passo nella direzione auspicata. Il Consiglio federale approvava in particolare il fatto che le raccomandazioni in questione sarebbero state successivamente adottate dalla CDOS.</p><p>Oggi il Consiglio federale constata che le direttive della Cosas continuano a fungere da riferimento nella maggior parte dei Cantoni, ma che alcuni di essi avviano riforme che se ne scostano in misura sostanziale. Ne deduce quindi che i Cantoni non sono riusciti a imporsi l'obbligo di armonizzare maggiormente le proprie prestazioni. La Confederazione non può farlo al posto loro.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che rispetto al 2015 non vi siano condizioni migliori per avviare un lavoro di fondo con i Cantoni che vada oltre gli spunti di riflessione forniti allora. Considera tuttavia importante osservare l'evoluzione e mantenere il contatto con i Cantoni, in particolare nel quadro del Dialogo nazionale sulla politica sociale svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.