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Focus
Regioni sanitarie per superare il «campanilismo cantonale»
Invece di una carenza dobbiamo aspettarci un eccesso di medici
Contro ogni allarmismo: una proiezione statistica di santésuisse sulla situazione sanitaria ambulatoriale prevede un eccesso e non una carenza di medici entro il 2030 nella maggior parte dei settori in Svizzera. L'allentamento dell'obbligo di contrarre e una pianificazione sanitaria che trascenda i confini cantonali sono ricette efficaci per contenere l'aumento dei costi.
Per generare un'offerta medica più in linea con il reale fabbisogno servono regioni sanitarie che si sostituiscano ai confini cantonali. L'analisi di santésuisse sulle prestazioni sanitarie ambulatoriali e sui flussi di pazienti supporta questa rivendicazione, avanzata di recente anche dall'Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM). L'assistenza specialistica ambulatoriale si sposta sempre di più nei centri urbani, e questo vale per la maggior parte delle specializzazioni. Si profila sempre più chiaramente la necessità di una struttura sanitaria sovracantonale, se non centrale. Un fenomeno analogo lo si osserva nel settore ospedaliero. A seconda del settore di prestazioni, per le cure somatiche acute è del tutto ragionevole avere tra 9 e 12 invece di 26 regioni sanitarie. All'assistenza medica di base si ricorre soprattutto nel luogo di domicilio o di lavoro.
Nel 2030 si rischia un'eccedenza di prestazioni ambulatoriali
Come si evolverà il fenomeno nei prossimi anni? L'analisi di santésuisse ha utilizzato come benchmark nazionale la densità dei medici 2015. Nel raffronto con l'OCSE, la Svizzera poteva contare già allora su un eccesso invece di una carenza di medici, anche se con nette differenze regionali. Per il 2030, la proiezione prevede un eccesso di medici, fatta eccezione per poche specializzazioni, e questo anche se la domanda di prestazioni mediche dovesse aumentare per ragioni sociodemografiche o medico-tecniche.
Istituire regioni sanitarie
Focalizzando l'attenzione sui Cantoni, l'attuale piano sanitario e l'attuale gestione strategica delle prestazioni sanitarie generano un'offerta eccedentaria sbagliata. La maggior parte dei Cantoni investe il denaro dei contribuenti nelle proprie infrastrutture sanitarie senza alcun coordinamento con i Cantoni limitrofi. Creano nuovi ambulatori e pianificano costosi ampliamenti ospedalieri giustificandosi con il mandato attribuito loro dalla Costituzione in materia di assistenza sanitaria. Spesso il marketing strategico utile a preservare e promuovere le strutture sanitarie acquista un'importanza superiore all'efficienza e alla qualità. Per evitare un'offerta eccedentaria occorre guardare oltre i confini cantonali nel pianificare l'assistenza e creare regioni sanitarie sovracantonali. La pianificazione e la gestione strategica della sanità devono tenere obbligatoriamente conto dell'offerta di ambulatori ospedalieri. La Confederazione è chiamata a reclamare una definizione della densità di medici secondo il fabbisogno, con valori di riferimento o fasce per regioni sanitarie e gruppi di medici specialisti.
Allentamento dell'obbligo di contrarre
L'allentamento dell'obbligo di contrarre costituisce un'ulteriore misura efficace in caso di offerta eccedentaria di prestazioni sanitarie. Una misura, nota bene, che sarà esaminata anche dal gruppo di esperti nominato dal Consiglio federale e dal Parlamento, i quali le riconoscono un effetto calmierante sui costi e risvolti positivi sulla qualità delle prestazioni.