Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/177153

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni diverse imprese svizzere (Syngenta, Gategroup, Swissport, SR Technics) sono state rilevate da imprese estere, in particolare cinesi, controllate o finanziate dallo Stato.</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale la statalizzazione delle aziende svizzere a seguito della loro acquisizione da parte di imprese estere a controllo pubblico?</p><p>2. Come valuta le conseguenze sull'economia di mercato svizzera derivanti dall'acquisizione di imprese svizzere da parte di imprese cinesi a controllo pubblico?</p><p>3. Come valuta il fatto che delle imprese estere a controllo pubblico acquisiscano imprese svizzere che detengono o gestiscono infrastrutture importanti per il nostro Paese (p. es. nei settori dell'energia o delle telecomunicazioni) o i cui affari rivestono un interesse nazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale osserva con attenzione l'acquisizione di imprese private da parte di imprese parastatali ed è consapevole del fatto che le attività economiche di queste ultime potrebbero portare a distorsioni della concorrenza. In adempimento dei postulati del gruppo liberale-radicale 12.4172 e Schilliger 15.3880, il Consiglio federale sta preparando un rapporto sulle conseguenze dell'attività di tali imprese sulla concorrenza e, in seno alle organizzazioni internazionali (fra cui l'OCSE), opera al fine di far rispettare a livello globale i principi fondamentali di neutralità nella concorrenza.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che una politica aperta della Svizzera nei confronti degli investimenti esteri sia di cruciale importanza per garantire alla nostra piazza economica un afflusso sufficiente di capitali e di know-how (v. anche la risposta all'interpellanza Graf Maya 16.3299 e il parere in risposta alla mozione de Buman 13.3280). Si tratta di un criterio essenziale per la competitività dell'economia svizzera, e quindi per il mantenimento e la creazione di posti di lavoro. In Svizzera circa 450 000 persone lavorano in imprese con una partecipazione estera maggioritaria, in particolare nel settore industriale e commerciale. Porre limitazioni riguardo alla vendita di quote azionarie a un'impresa statale avrebbe effetti negativi non trascurabili sulla piazza economica e d'investimento svizzera.</p><p>Scostarsi dalla politica seguita finora comporterebbe inoltre il rischio di una maggiore discriminazione degli investimenti diretti svizzeri all'estero. Considerata l'importanza degli investimenti all'estero per le nostre imprese, uno scenario di questo tipo potrebbe avere conseguenze estremamente gravi. Nel confronto internazionale, il volume degli investimenti diretti all'estero delle imprese svizzere è ragguardevole. In particolare gli investimenti diretti in Cina sono cresciuti fortemente, quintuplicandosi fra il 2006 e il 2015 e raggiungendo un volume di circa 20 miliardi di franchi svizzeri. Nello stesso periodo anche il volume degli investimenti svizzeri diretti all'estero è cresciuto del 60 per cento arrivando a quota 1120 miliardi di franchi svizzeri. Le imprese svizzere danno lavoro a circa 2 milioni di persone nelle loro filiali estere, fra cui a numerosi specialisti, le cui competenze vanno, fra l'altro, a vantaggio dell'impresa in Svizzera. Anche il volume degli investimenti diretti esteri in Svizzera è significativo (a fine 2015: 833 miliardi di franchi).</p><p>3. Il diritto vigente tutela già diversi settori nei quali l'acquisizione delle imprese da parte di investitori esteri potrebbe rivelarsi critica dal punto di vista di determinati interessi pubblici preponderanti: le imprese in questione sono già proprietà di enti di diritto pubblico oppure tutelate da disposizioni speciali. Si tratta in particolare di servizi di base, che comprendono anche il settore sanitario, formativo e delle infrastrutture (p. es. telecomunicazioni, trasporti, energia). Per quanto riguarda le disposizioni speciali per le infrastrutture sensibili è importante che vengano definite direttive adeguate per i gestori volte a garantire l'approvvigionamento in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.