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L'attivista politico algerino Rachid Nekkaz è stato arrestato oggi dalla polizia dopo aver tentato di penetrare all'interno dell'Ospedale universitario di Ginevra (HUG), dove si troverebbe in cura il presidente dell'Algeria Abdelaziz Bouteflika. Tuttavia, vi sono voci secondo cui il leader 82enne sarebbe già deceduto.
"Confermo l'arresto di Rachid Nekkaz, che è attualmente ascoltato nei locali della polizia poiché oggetto di una denuncia per violazione di domicilio", ha indicato la portavoce dalla polizia ginevrina Joanna Matta. L'attivista è entrato nel nosocomio, nonostante l'ordine di non farlo, per dimostrare che il leader algerino - candidato per un quinto mandato anche alle elezioni presidenziali del prossimo 18 aprile, nonostante una malattia - in realtà sia già deceduto.
Nekkaz, noto in Ticino per aver dichiarato di volersi accollare le future multe a donne che indossano il velo nel cantone, aveva organizzato oggi una manifestazione con un centinaio di persone davanti all'HUG. Bouteflika sarebbe infatti ricoverato all'interno dell'ospedale ginevrino dallo scorso 24 febbraio.
"Tutti sanno che come minimo è malato, o addirittura morto", ha detto Nekkaz, parlando di Bouteflika, in una diretta su Facebook. "È impossibile continuare a dar credito a elezioni con un candidato deceduto. Abbiamo già visto dei morti votare al Parlamento, ma mai uno essere candidato a un'elezione presidenziale".
"Ci sono 40 milioni di algerini che vogliono sapere dov'è il presidente", ha aggiunto l'imprenditore 47enne. A Nekkaz, che voleva scendere in campo per le presidenziali in Algeria, è stato respinto il dossier di candidatura poiché ancora in possesso - almeno fino a poco tempo fa - della nazionalità francese.
L'imprenditore algerino ha tuttavia trovato un sotterfugio, presentando al suo posto il cugino - residente in Algeria e di professione meccanico - che ha lo stesso nome e cognome.