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Il crypto-exchange Gemini e il crypto-broker in bancarotta Genesis hanno presentato istanza d’archiviazione sul caso intentato dalla SEC statunitense, che le accusava di offrire security non registrate.
Gemini e Genesis e l’istanza di archiviazione per il caso della SEC
In un documento del tribunale depositato il 26 maggio 2023, il crypto-exchange di Gemini e il crypto-lender ormai in bancarotta di Genesis chiedono istanza di archiviazione sul caso intentato dalla U.S. Securities and Exchange Commission (SEC).
L’oggetto della causa è il programma di prestito di asset “Earn” di Gemini, che coinvolge Genesis Global Capital come mutuatario terzo, in un contratto chiamato Master Digital Asset Loan Agreement o MDALA.
Nella mozione di archiviazione, le due società crypto specificano che il MDALA è un accordo costituito come quadro di riferimento del programma Earn, e che non si tratta di un contratto di prestito, che può essere trasferito o venduto.
Su queste basi, gli avvocati di Gemini e Genesis seguono a ruota col discorso contro le interpretazioni malintenzionate della SEC proprio sul MDALA, scrivendo come segue:
“Nonostante la natura inequivocabile dell’MDALA e le limitazioni su come poteva essere utilizzato, la SEC cerca di trasformare il programma Earn in qualcosa che non era: la vendita di security non registrati.
Mentre la SEC suggerisce che l’applicazione delle leggi federali sui valori mobiliari è ovvia, il reclamo è un nuovo tentativo di espandere il loro campo di applicazione al di là di ogni ragionevole lettura del linguaggio statutario pertinente.
In particolare, la SEC sostiene che l’MDALA – che è stato stipulato come prerequisito per la partecipazione al programma Earn, è esso stesso il titolo non registrato. Questa affermazione non ha alcuna base giuridica o fattuale.”
Le vicende di Gemini, Genesis e la SEC
Era gennaio 2023, quando dopo un’indagine da parte della SEC, l’ente regolatore aveva accusato Gemini e Genesis per la presunta offerta di security non registrati.
Nello specifico, la denuncia della SEC sostiene che:
“attraverso questa offerta non registrata, Genesis e Gemini hanno raccolto miliardi di dollari di crypto da centinaia di migliaia di investitori”.
In quel periodo, il broker crypto di Digital Currency Group (o DCG), Genesis, affrontava già lo scandalo di avere un debito di 3 miliardi di dollari, mentre il suo proprietario cercava di vendere asset di venture per raccogliere fondi e risolvere la questione. Genesis ha presentato anche istanza di fallimento del Capitolo 11.
Al momento attuale, Genesis è stata minacciata di essere citata in giudizio proprio da Gemini per il mancato pagamento di 630 milioni di dollari.
Non solo, il CEO di Gemini, Cameron Winklevoss avrebbe anche minacciato di citare in giudizio il CEO di DCG Barry Silbert, per il rimborso di un prestito di 900 milioni di dollari.
L’annuncio della sede europea di Gemini: Irlanda
Mentre la SEC rende sempre più difficoltosa la vita alle società crypto negli USA, molte cercano altre vie di fuga per continuare col proprio business.
A unirsi a questa lista di società crypto c’è anche Gemini, che proprio in questi giorni, ha annunciato di aver scelto la sede europea del crypto-exchange in Irlanda.
Dopo l’incontro dei due gemelli Winklevoss, i co-fondatori di Gemini, col Primo Ministro della Repubblica d’Irlanda, è emerso che la regolamentazione europea del MiCA sia una base perfetta per la piattaforma statunitense.
Non a caso, il testo del MiCA europeo chiarisce proprio le continue confusioni statunitensi in ambito della regolamentazione crypto, che coinvolge il business di criptovaluta, NFT, stablecoin e token in generale.
Non solo, dedicato ai crypto-exchange, il MiCa presenta proprio una linea guida da seguire per risultare regolari con le norme.