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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Giusta l'articolo 9 capoverso 1 della legge sulla protezione degli animali (RS 455), il Consiglio </p><p>federale può, a scopo di protezione degli animali, vietare, limitare o condizionare l'importazione, </p><p>l'esportazione e il transito di animali, nonché di prodotti animali. Il Consiglio federale ha fatto </p><p>uso di questa competenza a diverse riprese: esso, per esempio, ha limitato notevolmente </p><p>l'importazione di cani con le orecchie e la coda recise soprattutto per impedire un aggiramento </p><p>del divieto, in vigore in Svizzera, di recidere la coda e le orecchie dei cani. </p><p>Il Consiglio federale avrebbe già oggi la competenza di vietare l'importazione delle pelli di gatto </p><p>basandosi sull'articolo 9 della legge sulla protezione degli animali. Secondo l'articolo 22, </p><p>capoverso 1 della legge sui rapporti fra i Consigli (RS 171.11) non è possibile chiedere </p><p>mediante una mozione l'adozione di misure nel settore di competenza legislativa che è delegato </p><p>al Consiglio federale. </p><p>Per quanto concerne il commercio di merci, la Svizzera deve rispettare i suoi impegni </p><p>internazionali, in particolare le norme dell'OMC. Conformemente all'Accordo generale su le </p><p>tariffe doganali e il commercio (GATT; RS 0.632.21), trasposto nel diritto svizzero mediante il </p><p>decreto federale del 10 giugno 1959, l'importazione in Svizzera di prodotti animali esteri deve </p><p>essere autorizzata se essi non rappresentano un pericolo diretto per l'uomo e per l'ambiente. La </p><p>deroga menzionata all'articolo XX di detto accordo autorizza un Paese importatore ad adottare </p><p>misure "necessarie alla protezione della sanità e della vita delle persone e degli animali e alla </p><p>conservazione dei vegetali". </p><p>Nell'ambito delle prescrizioni che disciplinano i prodotti, i testi importanti sono l'Accordo sugli </p><p>ostacoli tecnici agli scambi (RS 0.632.20, Allegato 1 A.6) e la legge federale sugli ostacoli </p><p>tecnici al commercio, che traspone tale Accordo nel diritto svizzero (RS 946.51). Un divieto di </p><p>importare pelli di gatto potrebbe avere come conseguenza una violazione di tale Accordo.</p><p>All'atto dell'importazione, le pelli di gatto e i prodotti fabbricati utilizzando pelli di gatto non sono </p><p>registrati separatamente sotto differenti numeri di tariffa doganale, ma sotto numeri di tariffa che </p><p>includono anche pelli e prodotti ottenuti con pelli di altri animali. Di conseguenza, non è </p><p>possibile indicare o determinare il quantitativo importato annualmente o stabilire da quale </p><p>Paese vengono importate tali pelli. Secondo le informazioni assunte presso l'industria del cuoio </p><p>risulta che il quantitativo di pelli importate dai Paesi europei o extraeuropei è molto limitato. La </p><p>Svizzera copre la maggior parte del suo fabbisogno di pelli di gatto grazie alla propria </p><p>produzione. Ciò è autorizzato se il tipo e le condizioni di custodia degli animali nonché </p><p>l'uccisione avvengano in modo conforme alle norme della protezione degli animali.</p><p>È incontestabile che la protezione degli animali, in numerosi Paesi, non raggiunge di gran lunga </p><p>gli standard svizzeri. Quando poi si tratta della protezione di animali che in Europa occidentale </p><p>sono amati, come i cani e i gatti, ciò può provocare una comprensibile indignazione.</p><p>Il Consiglio federale è convinto che una certa pressione da parte dell'opinione pubblica dei </p><p>Paesi occidentali produce effetti maggiori in favore degli animali rispetto a una disposizione </p><p>legale. In questo senso esso si felicita della petizione "Katzen sind keine Fell-und </p><p>Lederlieferanten" (Divieto di importare pelli di gatto). Tuttavia, esso ritiene che il fatto di </p><p>sottoporre al Parlamento un progetto mirante a vietare l'importazione di pelli di gatto </p><p>costituirebbe una reazione inadeguata a un'inchiesta televisiva e alla petizione inoltrata in </p><p>seguito a tale inchiesta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.