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Nell'ambito della riunione del Comitato monetario e finanziario internazionale (IMFC), i ministri delle finanze e i governatori della Banca centrale discuteranno delle prospettive dell'economia mondiale. Al riguardo essi si occuperanno anche della valutazione dei possibili futuri rischi per il sistema finanziario globale operata congiuntamente dal Fondo monetario internazionale (FMI) e dal Financial Stability Board (FSB). Per il 2009 il FMI si attende un calo della crescita economica mondiale dell'1 per cento circa e una leggera ripresa della crescita del 3 per cento. Questa ripresa è in gran parte dovuta alla forte espansione dei Paesi emergenti asiatici. Per contro, la crescita dell'1 per cento nei Paesi industrializzati rimane nel 2010 piuttosto modesta. Secondo il FMI i rischi risiedono in un ritiro anticipato o scoordinato delle misure di stabilizzazione statali, in un nuovo indebolimento dei bilanci degli istituti finanziari e nelle limitate possibilità di finanziamento delle imprese da parte di terzi. A medio termine il FMI prevede soltanto un miglioramento progressivo dell'economia mondiale e una bassa crescita potenziale.
L'IMFC tratterà inoltre la dotazione di mezzi del FMI e le proposte di riforma della sua governance, non da ultimo in vista della revisione delle quote prevista per il mese di gennaio del 2011. La questione relativa alla somma delle quote e alle risorse messe a disposizione dal FMI è correlata con quella del mandato assegnato all'istituzione. La delegazione svizzera evidenzierà che l'aumento della somma delle quote deve essere orientato al fabbisogno finanziario a lungo termine dell'istituzione e che i diritti di voto devono essere distribuiti secondo criteri oggettivi. La revisione delle quote deve essere discussa insieme al rafforzamento dell'IMFC, alla nomina trasparente dei posti di quadro superiore del FMI nonché al mandato del Fondo monetario.
Il Comitato di sviluppo della Banca mondiale si occuperà dell'eventuale necessità di un aumento di capitale della Banca mondiale a seguito dell'importante estensione delle concessioni di credito a causa della crisi finaziaria ed economica. La Svizzera ritiene che la questione debba essere considerata nel contesto di un orientamento strategico a lungo termine della Banca mondiale. In quest'ottica, un aumento di capitale non sembra ancora necessario.
Sempre in seno al Comitato di sviluppo, i governatori si occuperanno delle modalità di adeguamento delle partecipazioni di capitale e di quelle del diritto di voto all'interno della Banca mondiale. Secondo la Banca mondiale, ai fini dell'adeguamento sono determinanti due criteri, ovvero, da un canto, il peso economico del Paese nell'economia mondiale e, dall'altro, il suo contributo al mandato di sviluppo dell'istituzione. Il fulcro delle discussioni sarà costituito dalle modalità di misurazione di questi criteri. La Svizzera sostiene di principio le riforme della governance purché contribuiscano a rafforzare la legittimità della Banca mondiale e a rendenderla più efficace.
Nell'imminenza del convegno annuale, su invito della Banca nazionale serba, il 2 ottobre si terrà a Belgrado un incontro del gruppo svizzero di voto in seno al FMI e alla Banca Mondiale. Nel gruppo di voto della Svizzera fanno inoltre parte l'Azerbaigian, la Repubblica del Kirghizistan, la Polonia, la Serbia, il Tagikistan, il Turkmenistan e l'Uzbekistan.
Indirizzo per domande:
Paul Inderbinen, caposezione FMI e questioni di finanziamento internazionali, Amministrazione federale delle finanze, tel. 031 322 61 66
Raymund Furrer, capo del settore Cooperazione multilaterale, Segreteria di Stato dell'economia, tel. 031 324 08 19
Olivier Chave, capo della Divisione Istituzioni globali, Direzione dello sviluppo e della cooperazione, tel. 031 322 86 09