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Philipp Müller difende Johann Schneider-Ammann nel dossier relativo alla tassazione dell'azienda industriale di proprietà della famiglia del consigliere federale. Il presidente del PLR critica in modo pesante i nuovi accertamenti sulle controverse pratiche fiscali del gruppo Ammann, che per anni ha depositato fondi nell'isola di Jersey, noto paradiso fiscale, e in Lussemburgo.
L'azienda bernese - attiva nella fabbricazione di macchinari - ha ottenuto il via libera dalle autorità fiscali, ricorda Müller in un'intervista pubblicata oggi dalla "Nordwestschweiz" e dalla "Südostschweiz". Al pari di Schneider-Ammann, il presidente del PLR denuncia con forza la decisione delle autorità bernesi di voler esaminare nuovamente la questione.
"Se cominciamo a rimettere in discussione retroattivamente un accordo legale fra le autorità fiscali e un'impresa, quest'ultima, scusate i termini, si fa prendere per il culo", afferma Müller. Ne va della sicurezza del diritto, aggiunge. Il gruppo Ammann non si è comportato illegalmente, prosegue. Con questa decisione - conclude - lo Stato vuole semplicemente incassare più soldi.
La direzione delle finanze del canton Berna ha annunciato giovedì scorso di voler esaminare più accuratamente la tassazione del gruppo industriale Ammann e ha chiesto ufficialmente l'appoggio dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) per stabilire se il suo atteggiamento nei confronti delle società offshore sia conforme alle leggi svizzere.
A sollevare il polverone era stata in gennaio la trasmissione "Rundschau" della tv svizzerotedesca SRF: basandosi su documenti fiscali confidenziali, aveva riferito a fine 2008 la società deteneva a Jersey fondi pari a 264 milioni di franchi. Nel 2009, un anno prima dell'elezione di Schneider-Ammann in Consiglio federale, il denaro sarebbe stato trasferito in Svizzera.
SDA-ATS