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Il canadese di casa in Leventina
Ricordo di uno dei giocatori più amati della storia dell'HCAP
Di Loris Prandi
Se quarant'anni or sono o poco più si fosse fatta la classifica dei personaggi più popolari alle nostre latitudini, lui sicuramente sarebbe stato tra i primissimi.
Dave Gardner, classe 1952, venne, vide, vinse e lasciò un segno profondo.
Quando gli stranieri ammessi in Lega Nazionale erano ancora soltanto due - e sbagliarli costava caro - all'allora commissario tecnico biancoblù Bertino Guscetti riuscì un colpo da maestro: portare in Leventina quel longilineo attaccante ancora giovane ma con 350 partite di National Hockey League nel palmarès. Era il 1980, e quel canadese con il numero 15 fu subito a casa, in squadra e in Ticino. Con la moglie Robbie abitava a Prato (dove una giovanissima Michela Figini faceva da babysitter al piccolo Ryan, che sarebbe a sua volta diventato un giocatore professionista).
Segnava a raffica, faceva segnare (la linea d'attacco Gardner-Panzera-Zamberlani è una delle più ricordate nell'intera storia del club) e con il suo immancabile dolcevita sotto la maglia dava quel tocco di esotico (e di classe cristallina) ad un Ambrì quasi interamente ticinese, che sotto la guida di Jiri Kren centrò la promozione in A. Fu proprio Dave Gardner a segnare, il 20 febbraio 1982 a Sierre, il gol che mandò in estasi un intero Cantone, perché oltre ai leventinesi promosse matematicamente anche il Lugano. Uno dei 133 (e dei 253 punti) messi a segno in biancoblù da una delle stelle più luminose ammirate alla Valascia.
- Il ricordo di Fiorenzo Panzera (Rete Uno Sport 21.03.2023, 07h50)