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Didier Burkhalter ai festeggiamenti per i 100 anni dell'organizzazione
KEYSTONE/MANUEL LOPEZ(sda-ats)
Il Consiglio degli Svizzeri all'estero (CSE) si è riunito oggi a Berna per il 94.mo congresso, al quale ha partecipato anche il ministro degli affari esteri Didier Burkhalter.
Gli 81 delegati del "parlamento" della Quinta Svizzera presenti hanno chiesto che gli espatriati possano partecipare alle elezioni federali del 2019 tramite voto elettronico.
In occasione del centenario di creazione dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE), i "deputati" del CSE si sono riuniti nell'aula del Consiglio Nazionale. "Un grande segno di riconoscenza e una conferma del peso politico dei 762'000 cittadini elvetici che vivono in un altro Paese", sottolinea l'organizzazione in un comunicato odierno.
Il presidente dell'OSE, Remo Gysin, ha detto che "il centenario deve in primo luogo servire a proiettarsi nel futuro" e interrogarsi sul valore degli espatriati nel mondo, "sulla loro importanza numerica e politica, ma anche culturale e sociale per la Svizzera". La mobilità internazionale dei confederati contribuisce a rafforzare il ruolo del paese sulla scena internazionale. E i benefici si sentono direttamente in Patria", ha aggiunto.
All'estero - sottolinea l'OSE - vivono 762'000 persone con il passaporto rosso-crociato. Ciò significa che un decimo della popolazione, o i progenitori, ha lasciato la Svizzera. Eppure in parlamento attualmente siede un solo espatriato: l'ex ambasciatore e consigliere nazionale Tim Guldimann (PS/ZH), residente a Berlino.
La difficoltà nell'arrivare sotto la cupola di Palazzo Federale risiede in parte nel fatto che solo un piccolo numero dei 142'000 svizzeri all'estero registrati nei cantoni come aventi diritto di voto riesce a esercitarlo via internet. Solo cinque cantoni (GE, BS, BE, LU e NE) offrono tale possibilità ai loro cittadini.
È una situazione che dà fastidio all'OSE, la quale sottolinea che gli espatriati iscritti nei registri elettorali sono l'equivalente del corpo elettorale del Ticino, di Turgovia o del Vallese". E il loro numero non fa che aumentare.
Inoltre per i cittadini fuori dai confini nazionali, l'"e-voting" è spesso "la sola possibilità di esercitare i propri diritti democratici, dato che il materiale di voto cartaceo sovente giunge in ritardo", afferma l'organizzazione. L'OSE chiede quindi ai cantoni di introdurre per le prossime elezioni federali del 2019 il voto elettronico per tutti i residenti all'estero.
Nell'ambito dei festeggiamenti per il centenario dell'Organizzazione, il consigliere federale Didier Burkhalter ha accolto 129 giovani svizzeri espatriati che hanno concluso due settimane alla scoperta della Svizzera, in gran parte a piedi. Ha detto loro che "sono i più importanti", perché "sono il futuro del nostro Paese" e li ha ringraziati "per essere l'immagine fresca e dinamica della Svizzera all'estero".
Burkhalter ha lodato anche "l'unità svizzera nella diversità", una caratteristica che rende forte la Confederazione e ne spiega il successo. Secondo il ministro degli esteri, il mondo ha bisogno più che mai dei suoi valori: responsabilità, solidarietà, rispetto delle minoranze e fede nelle libertà. Ha quindi invitato gli svizzeri all'estero a partecipare alla società svizzera e a quella dei paesi dove risiedono.
Il CSE, di 140 membri, difende di fronte alle autorità e all'opinione pubblica elvetiche gli interessi di tutti gli espatriati. Due volte all'anno - in primavera e in occasione del Congresso annuale degli svizzeri all'estero che ha luogo a fine estate - tiene una seduta di un'intera giornata per esaminare questioni di politica riguardanti gli espatriati e per far conoscere la posizione della Quinta Svizzera su argomenti d'attualità.
L'OSE, che ha sede a Berna, raggruppa circa 750 società e istituzioni svizzere nel mondo. Il principale compito è di difendere gli interessi dei cittadini elvetici che vivono in un altro Paese. Oltre a informare gli espatriati sugli avvenimenti in Svizzera, l'OSE offre loro numerosi servizi, quali consigli in materia legale, di assicurazioni sociali e di formazione. Per tali compiti si avvale, nel limite del possibile, del volontariato. L'organizzazione collabora inoltre con le autorità di Confederazione, Cantoni e Comuni nonché con le istituzioni partner.
SDA-ATS