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LUGANO - Dopo la cannabis libera in alcuni stati Usa e in Paesi come l’Uruguay, anche in Ticino arriva la proposta di regolamentare l’uso ricreativo della cannabis e dei suoi derivati. La richiesta è stata presentata oggi al governo dall'Associazione Cannabis Ricreativa Ticino (ACRT).
Il Gruppo di riflessione dell'Associazione Cannabis Ricreativa Ticino (ACRT) chiede ufficialmente l’inoltro al Consiglio federale della richiesta di autorizzazione / deroga per regolamentare in Ticino l’uso ricreativo della cannabis e dei suoi derivati. Il modello proposto da ACRT è analogo a quelli elaborati a Ginevra, Basilea, Berna, Lucerna, Zurigo per regolamentare il consumo ricreativo della cannabis con l’adozione del modello Cannabis Social Club.
Nel Canton Ticino, d'altra parte, nel 2012 le statistiche di polizia indicano che il 67,7% del consumo calcolato in base al numero dei reati registrati concerne la cannabis e i suoi derivati (il consumo calcolato in base al numero dei reati connessi all'uso di oppiacei è stato del 6,5% 2012 e quello di stimolanti il 12,4%. Altri gruppi di sostanze illegali presentano un tasso del 13,1%, mentre il consumo degli allucinogeni calcolato in base al numero dei reati connessi è dello 0,1%).
La soluzione sottoposta da ACRT a Norman Gobbi, combinata con un'accresciuta repressione del commercio di strada, ha quale obiettivo "limitare gli effetti criminogeni del mercato aperto, instaurare un contatto personale con i consumatori, controllare che la quantità prodotta non oltrepassi i bisogni dei consumatori residenti nel Cantone e imporre il prelievo fiscale".
Una supervisione scientifica indipendente dovrebbe esaminare poi l'impatto su consumatori e mercato della cannabis e le interazioni sulle politiche sanitaria e di sicurezza pubblica sia a livello sociale che economico.
Dati sulla cannabis - In Svizzera la cannabis rappresenta una parte considerevole del mercato illegale della droga. Dati ufficiali indicano in 500 mila il numero dei consumatori, ossia tra il 6,25% e l'8,5% della popolazione. In Olanda, dove il consumo è tollerato da decenni, la percentuale dei consumatori è pari al 5,74%, quindi inferiore a quella della Svizzera.
Secondo recenti stime, in Svizzera il sistema Cannabis social club (CSC) con 500mila iscritti genererebbe 3.750 posti di lavoro diretti e 15mila indiretti, con, secondo ACRT "un introito per le assicurazioni sociali di oltre 110 milioni di franchi e un gettito fiscale superiore ai 250 milioni di franchi".
In Ticino - I consumatori di cannabis in Ticino sono stimati tra i 21 ed i 29 mila. I posti di lavoro diretti che si creano andrebbero dunque dai 234 ai 318; quelli indiretti tra i 937 ed i 1.275, con un maggior introito annuo per le assicurazioni sociali variante tra i 6.875.000 e i 9.350.000 franchi, mentre il gettito fiscale derivante dalla regolamentazione dell’uso ricreativo della cannabis e dei suoi derivati in Ticino sarebbe stimato tra i 15.625.000 e i 21.250.000 franchi all’anno.
A questo stadio ACRT ritiene indispensabile rendere pubblico il progetto, discuterne nell'ambito dei partiti politici e della società civile per elaborare un piano d'azione dettagliato.
Limiti - L'ACRT si dice cosciente dei limiti del progetto: "la cannabis e i suoi derivati sono solo una parte del mercato delle sostanze psicoattive. Non c'è dubbio che il consumo di eroina e di cocaina debba continuare a essere represso con mezzi penali e terapeutici idonei".
Nell’allegato il dettaglio della proposta di regolamentazione dell’uso ricreativo della cannabis in Ticino.