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Il Consiglio nazionale vuole una nuova legge sulla formazione continua, ma senza che lo Stato intervenga in maniera eccessiva. Fondamentalmente, l'argomento deve rimanere in mano ai privati. Il dibattito è stato lungo e acceso, e proseguirà domani.
La sinistra ritiene il progetto troppo timoroso e per questo motivo ha proposto una lunga serie di emendamenti. La destra si è vista invece respingere una richiesta di rimandare il dossier al Consiglio federale.
Sette anni dopo la decisione popolare di includere un articolo ad hoc nella Costituzione, la legge è essenzialmente volta a fissare i principi applicabili alla formazione continua e definire i margini d'azione dello Stato.
"Nessuno contesta la necessità di apprendimento nel corso di tutta la vita, visto ad esempio il rapido sviluppo delle tecnologie e dei profili professionali", ha detto Josiane Aubert (PS/VD) a nome della Commissione.
Il testo prevede che la formazione continua sia ancora organizzata da privati e dipenda principalmente dalla volontà del lavoratore. Il disegno di legge si prefigge soprattutto di migliorare la qualità dell'offerta e di renderla più trasparente.
Attualmente i corsi di perfezionamento organizzati da privati rappresentano un mercato di 5,3 miliardi di franchi, mentre i contribuiti della Confederazione si limitano a circa 600 milioni. La legge implicherà solamente due milioni di spese supplementari.
Visioni opposte
Secondo Verena Herzog (UDC/TG), la nuova legge si aggiunge all'apparato legislativo "sempre più fitto". La Confederazione non deve immischiarsi e non deve falsare la concorrenza tra i privati che occupano quasi interamente il settore della formazione continua.
La sinistra considera invece il progetto insufficiente: il disegno è "un passo nella giusta direzione" per la Svizzera, ha affermato Aline Trede (Verdi/BE). Ma per essere efficace, ha bisogno di un intervento statale nettamente più forte.
Anche se l'UDC è stato l'unico partito a opporsi frontalmente al disegno, l'alleanza borghese ha comunque retto agli attacchi provenienti da sinistra, e la Camera ha respinto tutte le proposte volte a un maggiore interventismo statale.
Fra i dettagli, la Camera del popolo ha deciso che l'acquisizione delle competenze di base va incoraggiato solo fra gli adulti. Con 99 voti contro 85 ha rifiutato di integrare i giovani. Per quel che riguarda l'eguaglianza, si è dato priorità a donne, disabili e stranieri. Non si è invece parlato delle persone meno qualificate.
Con 97 voti contro 85, il Consiglio nazionale ha inoltre deciso che consulenza e informazioni dovranno essere gratuiti, in modo che chiunque possa accedervi facilmente.
SDA-ATS