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Guy Parmelin si è recato oggi a Bruxelles all’incontro annuale tra i ministri dell’economia e delle finanze dell’Associazione europea di libero scambio (Aels) e dell’Unione europea (Ue). Tra i temi in agenda figurava la ripresa economica dopo la pandemia, ma non il versamento del miliardo di coesione. Lo ha indicato lo stesso presidente della Confederazione alla stampa oggi nella capitale belga.
L’Ue deve capire che Berna ha bisogno di un po’ di tempo, dopo tutto la situazione non è facile. “Ma è chiaro che la Svizzera in futuro farà delle proposte”, ha detto il responsabile del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (Defr) parlando delle relazioni tra la Confederazione e l’Unione europea.
In merito a un eventuale terzo contributo elvetico alla coesione all’Ue, il consigliere federale si è limitato a dire che questo va prima discusso internamente.
Il Regno Unito prevede di avviare una cooperazione in materia di ricerca con Stati extra Ue se i negoziati sulla partecipazione al programma di ricerca Horizon non dovessero andare in porto. Interrogato sui piani di Londra, Parmelin ha affermato che la Svizzera deve esplorare tutte le possibilità. La settimana prossima il presidente della Confederazione sarà negli Stati Uniti dove questo tema sarà evocato.
L’Aels e l’Ue si incontrano una volta all’anno per discutere questioni di politica economica attuali. Questo appuntamento è una buona occasione per incontrare i nuovi colleghi dell’Associazione europea di libero scambio e per mantenere i contatti con i ministri dell’Ue, ha affermato Parmelin. Oltre alla Svizzera, l’Aels comprende anche l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia.