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CHIASSO - In caso di necessità, il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) stanziato alla frontiera sud della Svizzera deve poter essere rafforzato in tempi brevi con almeno 50 membri della Sicurezza militare. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando, con 102 voti contro 91, una mozione del gruppo UDC. Gli Stati devono ancora esprimersi su questo atto parlamentare che, de facto, è già attuato.
Nel testo della mozione, depositata nel maggio dello scorso anno, viene ricordato il forte aumento dei migranti giunti in Italia. Per l'UDC - alla tribuna si è espresso Albert Rösti (BE) - è chiaro che molti di loro continueranno il loro viaggio verso nord.
In queste circostanze, il Cgcf necessiterà verosimilmente del rinforzo professionale da parte della polizia militare. Rösti ha anche ricordato che tra il 1997 e il 2012 in media 84 poliziotti militari hanno supportato le guardie di confine, le capacità ed esperienze necessarie sono quindi già disponibili.
Le richieste della mozione sono però già soddisfatte, ha replicato, invano, il consigliere federale Ueli Maurer. L'esercito e il Cgcf hanno infatti già elaborato una pianificazione dettagliata per impiegare in caso di necessità fino a 50 membri della Sicurezza militare. Questi possono essere messi a disposizione in tre giorni per sostenere le guardie di confine nella gestione della situazione migratoria.