Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/80390

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche di legge necessarie affinché sui film a contenuto violento o pornografico e sui videogiochi che incitano alla violenza sia introdotta una tassa allo scopo di proteggere i giovani. I proventi dovrebbero affluire in un fondo destinato al sostegno della gioventù.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Allo stato attuale delle cose, i mezzi giuridici in vigore bastano per impedire il diffondersi di film, giochi per computer e videogiochi a contenuto violento. L'articolo 135 del Codice penale svizzero (CP) prevede un divieto assoluto delle rappresentazioni che mostrano atti di cruda violenza. Ne sono penalmente perseguibili anche il possesso e l'acquisto (art. 135 cpv. 1 CP). Giusta l'articolo 197 Codice penale chi rende accessibile pornografia soft o dura a bambini di età inferiore a 16 anni è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Nell'ottobre 2006, nel quadro dell'autocontrollo volontario, l'industria dell'intrattenimento interattivo ha introdotto a livello nazionale un codice di condotta per la vendita di giochi per computer e videogiochi. La procedura PEGI (Pan European Game Information) prevede un sistema di classificazione per fasce d'età (3+, 7+, 12+, 16+ e 18+). Stando alle informazioni fornite dalla Swiss Interactive Entertainment Association (SIEA), in Svizzera la quasi totalità dei principali produttori, commercianti al dettaglio, importatori e distributori si sono impegnati ad adempiere gli standard definiti per l'autocontrollo volontario in caso di vendita di software d'intrattenimento interattivo.</p><p>Le basi legali e gli strumenti di regolazione volontaria necessari per disciplinare l'accesso di bambini e giovani ai media d'intrattenimento che mostrano immagini violente o a carattere pornografico esistono dunque già. Ciò non toglie, tuttavia, che vi sia ancora una certa necessità d'intervento. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia sta colmando questa lacuna del Codice penale. Essenzialmente si tratta dell'attuazione delle mozioni 06.3170 Schweiger e 06.3554 Hochreutener. Accogliendo il punto 1 della mozione Schweiger, il Consiglio federale si è impegnato ad elaborare un progetto di legge volto a modificare l'articolo 197 capoverso 3 Codice penale e a penalizzare il consumo intenzionale di pornografia dura. Con l'attuazione della mozione Hochreutener le misure adottate in adempimento della mozione Schweiger (art. 197 CP) saranno estese ai reati giusta l'articolo 135 Codice penale (Rappresentazione di atti di cruda violenza).</p><p>Il Consiglio federale ritiene che in questo contesto una tassa non sia lo strumento adeguato per ostacolare l'accesso dei giovani a rappresentazioni violente o a carattere pornografico riducendone così il consumo. Infatti ciò presuppone che i film, i giochi per computer e i videogiochi siano acquistati in Svizzera. Questo sistema non permette dunque di disciplinare le possibilità d'accesso che i giovani si creano tramite gli adulti o i fori Internet (per esempio scaricando gratuitamente film e giochi per computer), in particolare quando il fornitore di servizi Internet ha sede all'estero. Per garantire una migliore protezione di bambini e giovani, non bisogna adottare una tassa bensì esaminare misure più efficaci (oltre a quelle legali, vi sono misure tese alla prevenzione, alla sensibilizzazione e alla formazione dei genitori).</p><p>Accogliendo il postulato 07.3665 Galladé, "Protezione dei bambini e degli adolescenti dalla violenza nei media d'intrattenimento", il Consiglio federale si è dichiarato pronto ad esaminare quali misure permettano di garantire la protezione di bambini ed adolescenti dalla violenza e dalla pornografia nei media. In questo modo si tiene conto di quanto richiesto nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.