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Il Governo svizzero ha ceduto alle pressioni del Parlamento e ha deciso di fornire alle commissioni della gestione tutti i documenti relativi alla vertenza tra UBS e le autorità statunitensi.
La minaccia dell’istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta e le pressioni esercitate dalle Commissioni della gestione hanno infine dato i loro frutti: dopo molte reticenze, il Governo svizzero ha deciso mercoledì di consentire la visione dei documenti interni che nel febbraio 2009 avevano portato alla consegna da parte di UBS di 285 dossier alle autorità fiscali americane. Una decisione poi giudicata incompatibile con la legge sul segreto bancario da parte del Tribunale amministrativo federale.
«Sebbene la legge sul parlamento non lo esiga, il governo ha deciso di rendere accessibili i documenti per fare chiarezza sulla vicenda», ha dichiarato alla stampa il portavoce André Simonazzi. Sono comunque state poste una serie di condizioni: in particolare il gruppo di lavoro – costituito da 12 membri delle due commissioni della gestione (6 per ogni Camera) – dovranno garantire per iscritto che manterranno segreti i documenti.
Questi saranno inoltre consultabili soltanto dal presidente e dal vice-presidente del gruppo di lavoro, ossia il democentrista Pierre-François Veillon e il liberale-radicale Hans Hess, nonché da due collaboratori della segreteria. I dossier saranno custoditi in una cassaforte e non potranno essere fotocopiati.
La decisione del Governo non esclude tuttavia l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta. La commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha già lasciato intendere che preferirebbe tale strumento in quanto disporrebbe di mezzi superiori. Le Camere federali dovrebbero prendere una decisione in merito durante la sessione primaverile.
swissinfo.ch e agenzie