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<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come spiega il fatto che in alcune regioni sia possibile garantire l'assistenza sanitaria pro capite con meno visite mediche e a costi nettamente inferiori che in altre senza che vi siano indizi che la popolazione di queste regioni sia più malata?</p><p>2. In qualità di massima autorità responsabile della LAMal, è disposto a emanare prescrizioni per ottimizzare l'assistenza sanitaria a carico della LAMal e tenere sotto controllo i costi (lotta all'offerta eccedentaria nei Cantoni)?</p><p>3. Se sì, può prendere in considerazione la possibilità di affidare a un team di specialisti il mandato di definire gli obiettivi quantitativi rilevanti per un'assistenza sanitaria ottimale nei Cantoni tenendo conto dei flussi effettivi di pazienti?</p><p>4. È disposto a riconsiderare il mandato conferitogli dal Parlamento con l'accoglimento del postulato 16.3000 di fissare e controllare periodicamente, per ogni Cantone, un limite massimo e un limite minimo in ogni categoria di fornitori di prestazioni per valutare se l'approvvigionamento sanitario è sufficiente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con 42,7 medici praticanti ogni 10 000 abitanti nel 2016, la Svizzera si colloca fra i Paesi dell'OCSE con la maggiore densità di medici, anche se il loro numero per abitante varia fortemente da Cantone a Cantone e in base alla specializzazione. Come ha già rilevato nella risposta all'interpellanza Brand 16.3821, "La penuria di medici è davvero un problema?", il Consiglio federale ritiene che la Svizzera si trovi generalmente in una situazione di eccedenza dell'offerta, anche se localmente possono verificarsi episodi di penuria, in particolare nella medicina di base. Già nel 2001, uno studio realizzato congiuntamente dalle Università di Losanna e della Svizzera italiana constatava che, malgrado forti variazioni della densità di medici, il grado di soddisfazione della popolazione per le cure ricevute, il grado di percezione di segni di razionamento come pure i risultati sanitari misurati in termini di mortalità evitabile grazie agli interventi medici erano praticamente gli stessi dappertutto (Domenighetti, G., Crivelli, L.: Sécurité de l'approvisionnement en médecine de ville dans le cadre de la suppression de l'obligation de contracter). Un recente studio dell'Osservatorio svizzero della salute ha invece confermato che la densità ha una sensibile influenza sull'attività (visite e consultazioni) e sui costi per assicurato a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, in particolare per i medici specialisti (bollettino Obsan 4/2017). Anche altri fattori hanno un'influenza sulle differenze dei costi da Cantone a Cantone. Dimensioni macroeconomiche come il reddito cantonale per abitante o il tasso di disoccupazione sono per esempio significative per spiegare le differenze dei costi nel settore ospedaliero (v. studio condotto da economisti dell'Amministrazione federale delle finanze: Brändle, T., Colombier, C.: Quels facteurs influencent la croissance des dépenses cantonales en matière de santé? in: CHSS 1/2017).</p><p>2./3. Il 5 luglio 2017, il Consiglio federale ha posto in consultazione un progetto di modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) concernente l'autorizzazione dei fornitori di prestazioni. Il progetto mira a sostituire, a lungo termine, la limitazione delle autorizzazioni prevista all'articolo 55a LAMal, reintrodotta urgentemente il 1° luglio 2013 e valevole fino al 30 giugno 2019 (iniziativa parlamentare 16.401). Come ha rilevato nelle risposte all'interpellanza Lohr 17.3824 e al postulato Schmid Federer 17.3380, il Consiglio federale è dell'avviso che i Cantoni siano in grado di rilevare meglio di tutti il bisogno di prestazioni della loro popolazione. Inoltre secondo la ripartizione federalista delle competenze spetta ai Cantoni garantire l'assistenza sanitaria alla popolazione. Per questo motivo, il progetto dà loro la possibilità di limitare in modo differenziato il numero di medici che esercitano nel settore ambulatoriale. Per tenere conto della mobilità dei pazienti, il Consiglio federale ritiene tuttavia che sia necessario un coordinamento. Il progetto prevede pertanto che i Cantoni si coordinino nel fissare il numero massimo di medici.</p><p>Nel contesto della piattaforma "Futuro della formazione medica" del Dialogo sulla politica nazionale della sanità, la Confederazione e i Cantoni stanno elaborando un modello per calcolare il futuro fabbisogno di medici per ciascuna specialità. Lo scopo ultimo è di elaborare raccomandazioni sull'offerta di formazione continua nelle diverse specialità sulla base di dati attendibili. Nel programma di contenimento dei costi adottato nel marzo del 2018, il Consiglio federale ha inoltre inserito anche varie misure supplementari per promuovere un'assistenza adeguata.</p><p>4. Nel suo rapporto del 3 marzo 2017, il Consiglio federale ha esaminato in dettaglio i vari spunti di riflessione menzionati nel postulato 16.3000, coinvolgendo i principali attori del settore sanitario a livello nazionale, tra cui i Cantoni. Sulla base di questi lavori ha elaborato il progetto di revisione della LAMal menzionato sopra. Il 15 gennaio 2018, la CSSS-S ha inoltre aderito all'iniziativa parlamentare della commissione omologa del Consiglio nazionale 17.442, "Gestione cantonale dell'autorizzazione e rafforzamento dell'autonomia contrattuale". L'iniziativa chiede l'elaborazione di un modello alternativo fondato sul modello proposto nel progetto del 26 maggio 2004 relativo all'oggetto 04.032, che preveda in particolare che siano i Cantoni a fissare dei "margini". Visto che il Parlamento stesso ha sollevato la questione e per i motivi illustrati sopra, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario tornare sull'argomento.</p>  Risposta del Consiglio federale.