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La Camera dei Rappresentanti del Parlamento Usa, controllata dai Repubblicani, ha approvato un piano di tagli alla spesa federale per 61 miliardi di dollari da attuare nell'arco dei prossimi sette mesi, lanciando così il guanto di sfida al Presidente Barack Obama, che ha promesso di ridurre un deficit di bilancio schizzato a livelli record.
Il disegno di legge, approvato con 235 voti a favore e 189 contro, passa ora al vaglio del Senato, a maggioranza Democratica, che molto probabilmente lo boccerà, provocando una paralisi nell'azione dell'Amministrazione Obama. "I tagli alla spesa federale sono fondamentali per migliorare il clima economico, incoraggiare gli investimenti del settore privato e dare slancio al mercato del lavoro nel nostro Paese", ha detto il repubblicano John Boehner, Presidente della Camera dei Rappresentanti.
I Democratici sono contrari ai tagli alla spesa, che si abbatterebbero su centinaia di programmi, colpendo fra l'altro anche la sanità e bloccando, in particolare, la riforma voluta dal Presidente Obama.
"Hanno complicato le cose. Questo piano distrugge posti di lavoro, indebolisce la classe media, colpisce la scuola e i giovani, elimina l'assistenza per i veterani di guerra che non hanno una casa", ha dichiarato Nancy Pelosi.
Il Presidente Obama ha ammonito che una riduzione drastica della spesa in tempi brevi potrebbe mettere a repentaglio la ripresa economica a stelle e strisce. Ma per il miliardario George Soros, Obama ha "perso il controllo dell'agenda economica Usa", passato ormai "nelle mani del partito repubblicano". Secondo il guru della finanza mondiale i repubblicani "faranno di tutto per tagliare i servizi e si opporranno a qualsiasi aumento fiscale".