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Con l'arrivo del menarca, seguita dalla comparsa d'un ciclo regolare, la donna fertile perde ogni mese, con le mestruazioni circa 40 a 50 ml di sangue. 50 ml di sangue al mese corrispondono ad una perdita di ferro di 25 mg. Se tale perdita fisiologica non è compensata con l'assunzione giornaliera di 1mg supplementare di ferro, può insorgere una carenza di ferro. La maggior parte dele donne in età fertile di giovane età ha delle riserve di ferro molto scarse. Circa il 20% delle donne in età fertile soffre di carenza di ferro senza che questa abbia un alterazione del flusso mestruale. La carenza in ferro si accentua e diventa severa, quando se ne perdono oltre 80 ml in un flusso della durata di 5 a 7 giorni, allora parliamo di ipermenorrea. Chiaramente questo valore non è facilmente misurabile, non esiste una donna che raccoglie le quantità di sangue o pesa il suo proteggi slip o il suo tampone ogni volta che lo toglie. Normalmente quando la donna dice o percepisce la sua mestruazione come abbondante, ciò corrisponde al vero. Ci si può comunque orientare su valori indicativi, come ad esempio il numero di assorbenti e tamponi di cui sia bisogno ogni giorno. È molto probabile che soffre d'ipermenorrea, se usa più di 5 assorbenti o tamponi al giorno e/o se deve sostituire il tampone/assorbente ad intervalli inferiori alle 2 ore. Molto spesso a queste mestruazioni si aggiungono anche l'espulsione di piccoli o grossi coaguli di sangue. Il colore del sangue, che sia rosso chiaro o marrone scuro, non ha nessun valore diagnostico. In alcune donne, molte donne, le perdite ematiche sono tali da indurre un'anemia. Ad esempio ne sono segni tipici il pallore, le palpitazioni, l'affanno da sforzo, le vertigini, il mal di testa... Chi ne soffre ha difficoltà di concentrazione, si sente apatica, stanca... La maggior parte delle donne riconduce però questi sintomi allo stile di vita che sta conducendo: dal tran tran della vita quotidiana, all'occuparsi dei figli, alla situazione professionale, all'attività sportiva, alla situazione relazionale, eccetera. Così facendo, oltre ad attribuire erroneamente questo disagio alla vita di tutti i giorni, chi ne soffre obbliga il suo corpo a lavorare al massimo delle sue possibilità. È come salire le scale mobili in senso inverso, ad un certo punto i problemi incominciano incomincia ad apparire.