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L'incontro tra il Governo e i rappresentanti dei cantoni sul tema pandemia, che si è tenuto giovedì mattina, non ha portato a nuove decisioni. Il Consiglio federale, nella conferenza stampa che ne è seguita, ha sottolineato più volte la propria preoccupazione di fronte a un'impennata dei contagi definita inaspettata dal capo del Dipartimento dell'interno Alain Berset (“siamo solo a metà ottobre, pensavamo che questa situazione si sarebbe verificata più avanti. Non sappiamo perché è capitato”, ha detto).
La presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, ha messo in guardia rispetto al rischio che la situazione precipiti: "Manca veramente poco a mezzanotte", ha affermato, invocando "una reazione forte di tutto il Paese".
Nuove decisioni sono attese domani, venerdì, in un incontro tra Berset e la Conferenza dei direttori cantonali della sanità, capeggiati da Lukas Engelberger.
Engelberger, dal canto suo, ha elencato una serie di possibili inasprimenti delle misure, tra cui la riduzione del numero massimo di persone negli assembramenti, un ricorso più ampio al telelavoro e l'estensione dell'obbligo della mascherina. Su quest'ultimo punto, però, il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità si è rivolto agli esponenti del Governo. Secondo Engelberger, infatti, una decisione sull'obbligo generalizzato della mascherina nei luoghi chiusi spetterebbe al Consiglio federale.
Misure di questo tipo sono state introdotte solo da alcuni cantoni, tra cui il Ticino (nei negozi e supermercati), Zurigo, Berna, Vallese, Ginevra e altri. Gran parte della Svizzera orientale, tra cui il canton Grigioni, fino ad ora non ha adottato né questa né altre restrizioni.