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La società di servizio pubblico Chugoku Electric spegnerà il 27 gennaio il reattore n.2 dell'impianto nucleare di Shimane, nel Giappone centro-occidentale, nell'ambito delle attività di controllo, fermando l'ultima struttura della sua gestione.
Dei 54 reattori nucleari commerciali sparsi nel Sol Levante, 5 sono ancora in funzione e dovrebbero essere tutti fermati per la manutenzione ordinaria entro fine aprile, ma destinati a scendere ad appena 3 entro fine gennaio.
Al momento, non ci sono prospettive chiare sul riavvio degli impianti attualmente in fase di check-up dopo la crisi nucleare di Fukushima, la peggiore da quella di Cernobyl del 1986.
Chugoku Electric, infatti, non ha fornito indicazioni sul futuro del reattore che sarà bloccato la prossima settimana a causa delle crescenti difficoltà per l'approvazione delle comunità locali, a causa dei forti dubbi sulla sicurezza.
Oltre alla centrale di Shimane, l'unità 5 di Kashiwazaki-Kariwa (prefettura di Niigata), struttura gestita dalla Tepco (la stessa utility di Fukushima), si sottoporrà al check-up regolare a partire dalla metà della prossima settimana.
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