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Quando sono stati scrutinati il 98 per cento dei voti delle elezioni parlamentari in Turchia e le cifre non possono più cambiare in maniera significativa, al partito conservatore e islamico moderato Akp del premier turco Erdogan viene attribuita una maggioranza assoluta del 50,3% dei voti.
Quella ottenuta dall'Akp è una maggioranza assoluta che però assegna al partito del premier solo 326 seggi, quattro in meno della soglia sopra la quale avrebbe potuto varare riforme costituzionali da far poi ratificare da un referendum. Nelle precedenti elezioni l'Akp aveva ottenuto il 46,6% dei voti ma 341 seggi.
Principale forza di opposizione si confermano i socialdemocratici del Chp con il 25,9% dei voti, in aumento rispetto al 20,9% del 2007, e 135 seggi. A togliere deputati alla formazione di Erdogan è stato anche il partito nazionalista Mhp (lieve flessione a 13,1% dei voti e 54 seggi) e quello filocurdo del Bdp che, sebbene sia sotto la soglia di sbarramento del 10% (ha ottenuto il 6,4%), dovrebbe mandare 36 propri esponenti presentatisi come indipendenti.