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Tre aerei della compagnia americana Flexport Inc. carichi di patate sono pronti a partire per salvare i McDonald’s in Giappone dalla carenza di patatine fritte causata dalla crisi della catena di approvvigionamenti nel mondo dovuta alla pandemia di Covid.
Non solo, il porto di Vancouver da cui partono le navi dirette in Asia è stato colpito da piogge e allagamenti a metà dicembre e tutte le spedizioni si sono bloccate. Nei giorni scorsi la mancanza di materia prima aveva portato tutti i fast food del Paese a razionare le ‘french fries’ – come sono chiamate in America – e a servire solo le porzioni piccole.
Immagini circolate sui social media lo scorso 21 dicembre avevano mostrato lunghe file fuori dai locali McDonald’s di Tokyo per accaparrarsi le ultime porzioni medie e grandi.
“Flexport ha appena stipulato un contratto per far volare tre 747 carichi di patate in Giappone per aiutare con la carenza di patatine fritte”, ha annunciato l’amministratore delegato della società Ryan Petersen in un tweet, senza fornire dettagli sul costo dell’operazione.
Interpellata dall’agenzia Bloomberg, McDonald’s non ha confermato né smentito l’accordo con Flexport ma ha rassicurato che le vendite di tutti i formati di french fries riprenderanno il 31 dicembre.
La carenza di patatine fritte non ha colpito solo il Giappone. A New York, l’iconico ristorante di hamburger J.G. Melon la scorsa settimana ha dichiarato in un post su Instagram che avrebbe bloccato la vendite delle sue patatine fritte a causa di problemi con la catena di approvvigionamento.