Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01283.jsonl.gz/548

(25.12.2013) Pur essendo campionessa d'innovazione, la Svizzera ha un potenziale poco sfruttato in fatto di creazione di società. Secondo uno studio commissionato da Amway, la percentuale degli svizzeri che sta programmando di lanciarsi nell'imprenditoria è diminuita al 20% nel 2013, contro il 30% del 2012.
È tra i giovani che lo scetticismo è più marcato: ancora al 72% lo scorso anno, ora tra i giovani di età compresa tra i 20 ed i 29 anni l'opinione positiva verso l'imprenditoria ammonta al 59%. Globalmente, il 65% della popolazione elvetica ha una buona immagine dello status d'imprenditore, contro oltre il 70% del 2012.
La parte svizzera dello studio è stata condotta dall'istituto GfK di Norimberga presso 1'000 persone. Ne emana che i romandi sono più aperti al concetto d'imprenditoria rispetto ai compatrioti tedeschi. Nella parte occidentale dell'Altopiano, il 60% degli abitanti ne ha un'immagine positiva ed il 34% non esclude di fondare la propria impresa. Ad est dell'Altopiano questi dati scendono rispettivamente al 56% e al 26%.
Tra gli interpellati che hanno espresso la volontà di diventare proprietari d'impresa, il 53% giustifica questo desiderio con un bisogno d'indipendenza. Il 43% evoca invece migliori opportunità di soddisfazione personale ed il 15% è motivato da guadagni più elevati. Per quanto concerne il principale ostacolo alla creazione di società, nell'80% dei casi interviene la paure del fallimento.
Lo studio conclude che in un paese favorevole quanto la Svizzera - che conta ottime infrastrutture sia nel sistema di formazione che nel sistema finanziario e quello tecnologico - l'attitudine imprenditoriale dovrebbe essere incoraggiata maggiormente. Uno dei modi per riuscirvi sarebbe quello di sottrarre al fallimento il suo lato stigmatizzante.
Ultima modifica 15.09.2015