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L'AFRICA
SEMPRE PIÙ IN EMERGENZA ALIMENTARE
Di Marco Fantoni
Nel
rapporto dello scorso mese di marzo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) viene fatta un'analisi della situazione
alimentare di diversi Stati del Continente Nero. Ne emerge una situazione sfavorevole
causata non solo da fattori naturali, come il fenomeno de El Nino o forti alluvioni,
ma anche da condizioni socio politiche locali. Nella sottostante tabella si
possono riconoscere le maggiori cause di questa emergenza.
La FAO mette in risalto gli aspetti più evidenti nelle regioni maggiormente
colpite. Per quanto concerne il fenomeno El Nino va detto, che questo, associato
con le forti piogge che dall'ottobre 1997 hanno colpito la parte orientale del
Continente, ha provocato gravi ed estese devastazioni alla produzione e distribuzione
del cibo. Le alluvioni hanno causato perdite di vite umane, di interi raccolti
e di bestiame. Gravi danni sono pure stati inflitti alle infrastrutture come
le strade, i ponti e le ferrovie. Tutto questo ha causato ritardi nello spostamento
tra i vari paesi ed all'interno degli stessi compromettendo la distribuzione
alimentare e l'assistenza umanitaria.
In Somalia le eccezionali forti piogge protrattesi da ottobre a gennaio, hanno
causato la maggiore alluvione degli ultimi tempi, provocando circa 2000 morti,
250'000 persone evacuate e seri danni ad abitazioni, infrastrutture, raccolti
e bestiame. Quest'anno la Somalia rischia di raggiungere solo il 43% del normale
livello di produzione di cereali. Si tratta della quarta percentuale negativa
consecutiva del paese. La situazione alimentare è dunque molto precaria
e la consegna dei viveri di soccorso, continua ad essere ostacolata dalle precarie
condizioni delle vie di comunicazione. La medesima situazione è riscontrata
in Kenya ed anche in questo paese gli aiuti umanitari faticano a giungere a
destinazione a causa delle impervie condizioni di viabilità. Le abbondanti
piogge dei mesi scorsi, da una parte hanno migliorato i pascoli, ma dall'altra
hanno favorito l'aumento dell'umidità causando una crescita delle malattie
animali provocandone una forte perdita. Questo ha pure aggravato la situazione
alimentare nelle zone rurarli penalizzate dalla mancanza di accesso al mercato
dovuto alle alluvioni.
Situazioni parallele pure in Tanzania, Uganda, Etiopia ed Eritrea dove in generale
la produzione alimentare ha subito gravi danni dalle alluvioni con le conseguenze
descritte in precedenza. Nel Sudan per contro i danni alla produzione alimentare
non sono stati provocati dal fenomeno El Nino o da alluvioni, bensì dalla
bassa percentuale di precipitazioni.
LA SITUAZIONE NELLA REGIONE DEI GRANDI LAGHI
Il rifornimento nella produzione alimentare nelle regione continua ad essere
lenta, soprattutto a causa della persistente insicurezza ed in parte dalla diminuzione
di consegne e delle eccessive precipitazioni.
Nel Burundi, nonostante l'aumento dell'area coltivata, a seguito del ritorno
di una larga fascia di popolazione dai campi d'accoglienza, le eccessive piogge
hanno influenzato negativamente il reddito di alcuni raccolti. La produzione
alimentare nella prima stagione è stata minimamente inferiore allo scorso
anno, ma inferiore del 20% rispetto alle percentuali registrate prima della
crisi, dovuto alla riduzione di produzione cereale. Anche nel Ruanda, nonostante
un aumento del 14% nella stagione A 1998, del raccolto rispetto alla medesima
dell'anno passato, il prodotto raggiunge solo I'88% dei livelli pre crisi. Conseguentemente
alla insufficiente produzione i prezzi continuano a salire, aggravando ulteriormente
la già precaria situazione alimentare nella popolazione. Si riscontra,
tra i bambini sotto i 5 anni una malnutrizione ad alti livelli, accresciuta
anche dal rientro di profughi dai campi dei paesi confinanti. La richiesta di
aiuto alimentare per il primo semestre 1998 è stata stimata in 82'000
tonnellate di cereali. 70'000 di queste saranno fornite dal World Food Programm
dell'Onu, mentre le rimanenti 12'000 si suppone resteranno scopertine/coperte a causa
delle difficoltà di trasporto e della crescente insicurezza nella regione
nord ovest.
Nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), dove
esiste una persistente insicurezza, il rifornimento di cibo si trova in una
situazione critica e la malnutrizione è in aumento nella popolazione.
Le continue lotte civili sia nella parte nord sia in quella sud della regione
del Kivu, hanno provocato spostamenti di popolazioni, mentre le recenti alluvioni
hanno impedito l'assistenza umanitaria. Sono pure stati segnalati casi di colera
nella zona di Kisangani. Nella Repubblica del Congo, le intense lotte tra il
maggio ed il novembre 1997 hanno pure provocato grandi spostamenti di popolazioni,
in modo particolare dalle città alle zone rurali, con conseguenze anche
sui commerci. Una missione FAO del gennaio scorso ha stimato che la produzione
cereale sarà inferiore di 118'000 tonnellate. Una tale perdita, normalmente
è copertine/coperta commercialmente, ma a causa della precarietà delle attività
commerciali, in modo particolare nella capitale Brazzaville, si pensa che per
il 1998 l'importazione raggiunga solo I'80% dei livelli 1995/96, lasciando 46'000
tonnellate da copertine/coprire con aiuti alimentari mirati.
DIFFICOLTÀ DI APPROVVIGIONAMENTO ALIMENTARE NEI PAESI DEL SAHEL
A causa dei raccolti inferiori alla media in alcune aree dei Paesi del Sahel,
si sono riscontrate difficoltà di rifornimento, in modo particolare in
Burkina Faso, Gambia, Mauritania, Niger e Senegal. Un periodo di siccità
del luglioagosto scorsi, ha penalizzato i raccolti nella parte ovest del Sahel
(Gambia, Mauritania, Senegal). A seguito di contrasti il raccolto in Chad, Mali
e Guinea Bissau è stato inferiore alla media. Il prodotto globale di
cereali nei 9 paesi del CILSS è stimato in 8.9 milioni di tonnellate,
che è inferiore del 4% rispetto al 1997 per quanto riguarda la produzione
ed alla percentuale degli ultimi 5 anni.
In Niger la situazione è aggravata dal basso livello della riserva di
sicurezza alimentare nazionale, per la quale solo fondi limitati e donatori,
garantiscono i rifornimenti. In diversi paesi, come il Burkina Faso, Chad, Niger
e Senegal, l'assistenza di donatori è richiesta per l'acquisto e il trasporto
dei cereali dalle aree con alimentazione abbondante o dai paesi vicini verso
le regioni in difficoltà o per assicurare una riserva di sicurezza sufficiente.
GLI INTERVENTI PRIORITARI
L'approvvigionamento alimentare nell'Africa orientale e nella Regione dei Grandi
Laghi sarà molto scarsa nel 1998 per i motivi descritti in precedenza.
L'attenzione della Comunità internazionale è fissata con le seguenti
priorità:
1.
Assistenza per la riparazione alle infrastrutture nell'Africa orientale, alfine
di ripristinare le normali vie di approvvigionamento, non solo per questa regione
ma anche per quella dei Grandi Laghi.
2. Aumento dell'assistenza alimentare in particolare per la Somalia, Kenya,
Etiopia e Tanzania.
3. Assistenza alimentare continua in Burundi, Ruanda e regioni occidentali della
Repubblica Democratica del
Congo. È parimenti necessaria un'adeguata assistenza all'essenziale approvvigionamento
del prodotto agricolo
per riprendere ed incrementare la produzione alimentare in questi paesi.
4. Necessità di ristabilire e mantenere la pace nelle zone rurali della
Sierra Leone per aumentare la produzione alimentare durante la stagione iniziata
in aprile.