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Aiuti all'UNRWA: la Svizzera attende maggiori informazioni
La Svizzera verserà il suo contributo all'Agenzia dell'ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA) soltanto dopo che avrà ricevuto maggiori informazioni sulle accuse mosse a questa organizzazione. In ballo ci sono 20 milioni di franchi. Il parlamento potrebbe dire la sua.
Durante la recente sessione invernale, le Camere federali si erano trovate in disaccordo sui fondi da versare all'UNRWA: gli Stati volevano inizialmente versare 20 milioni, poi scesi a dieci; il Nazionale voleva invece tagliare del tutto il contributo. Alla fine il budget per l'aiuto umanitario è stato ridotto di dieci milioni, ma il preventivo per il 2024 non dice esplicitamente che il taglio va ai danni dell'UNRWA.
Non appena è stato reso noto il possibile coinvolgimento di alcuni dipendenti dell'UNRWA nei massacri commessi da Hamas il 7 ottobre 2023, la Svizzera si è dichiarata «estremamente preoccupata» per queste accuse «molto gravi». A una domanda dall'agenzia di stampa francese AFP su una possibile sospensione dei suoi contributi, Berna ha risposto che avrebbe atteso i risultati dell'indagine avviata dall'organizzazione delle Nazioni Unite prima di prendere una decisione.
«I contributi all'UNRWA previsti per il 2024 non sono ancora stati versati. Una decisione sul loro pagamento verrà presa solo quando saranno disponibili maggiori informazioni sulle gravi accuse mosse ai dipendenti dell'UNRWA», si legge in un'e-mail ottenuta da Keystone-ATS. Nel 2022, il parlamento aveva deciso un contributo di 40 milioni per i due anni successivi.
Durante un dibattito nella trasmissione d'informazione «Forum» della radio romanda RTS, il consigliere nazionale Pierre-André Page (UDC/FR) si è detto favorevole alla sospensione dei contributi all'UNRWA, accusata di finanziare Hamas. In qualità di membro della Commissione della politica estera, ha annunciato che questo finanziamento verrà discusso nella prossima seduta prevista per domani e dopodomani.
Non è escluso che alla fine il parlamento decida di ridurre o cancellare il contributo di 20 milioni di franchi previsto inizialmente.
Tuttavia, durante la recente sessione, sono state precisate le condizioni per la concessione dei fondi umanitari destinati al Medio Oriente. I soldi devono essere erogati nel 2024 solo dopo aver consultato le commissioni di politica estera e in tranche. Stando al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), queste consultazioni non hanno ancora avuto luogo.
Intanto, la tempesta che si è abbattuta sull'organizzazione – costretta a licenziare dodici suoi dipendenti nella Striscia per un sospetto coinvolgimento nei massacri del 7 ottobre – si sta allargando sempre di più.
Dopo gli Stati Uniti, anche altri paesi – Australia, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Paesi Bassi – hanno deciso di congelare i propri finanziamenti all'UNRWA, le cui risorse per le sue strutture a Gaza sono già da tempo traballanti. Una decisione che non è piaciuta ad Hamas e al presidente dell'Autorità nazionale palestinese (ANP) Abu Mazen.
Dal canto suo, il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, «pur comprendendo le preoccupazioni» degli Stati che hanno bloccato temporaneamente i loro finanziamenti, in una nota ha lanciato «un appello con forza ai governi» affinché garantiscano «almeno la continuità delle operazioni dell'UNRWA».