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La democrazia risulta indebolita dal fatto che la Svizzera si è impegnata a rispettare la Convenzione europea dei diritti dell'uomo?
I diritti umani e la separazione dei poteri rappresentano la base essenziale di ogni democrazia. Per questa ragione, la Svizzera si è impegnata ad applicare la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Essa permette di colmare le lacune del sistema giuridico svizzero e contribuisce a migliorare la protezione dei diritti umani. Nessuna istanza, in nessuno Stato, dovrebbe essere in grado di indebolire i diritti umani: né il Parlamento, né il governo, né i tribunali, né il popolo. In effetti, ognuno di noi in un modo o in un altro appartiene ad una minoranza. In Svizzera inoltre una minoranza consistente non può far valere la sua opinione con il diritto di voto: il 23 per cento della popolazione residente nel nostro Paese che non ha il passaporto svizzero. Anche i diritti umani di queste persone non devono essere indeboliti, nemmeno da una maggioranza dei votanti.
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CrEDU) offre a tutti gli individui residenti in Svizzera la possibilità di difendere i loro diritti umani nel caso che siano stati violati nel nostro Paese. La decisione di riconoscere la validità della CEDU da parte della Svizzera non rappresenta quindi una restrizione della democrazia o della libertà, bensì un loro rafforzamento.
La Svizzera ha ratificato la CEDU nel quadro di un processo democratico. In teoria quindi la Convenzione potrebbe essere oggetto di una iniziativa di abrogazione per via democratica. Tale decisione indebolirebbe drasticamente la nostra democrazia e i diritti umani nel nostro Paese.