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La Cina ha respinto le numerose critiche per la morte del dissidente premio Nobel 2010 Liu Xiaobo giunte da diversi Paesi. Pechino afferma che “si tratta di una questione interna cinese”. Un portavoce del ministero degli esteri di Pechino ha aggiunto che “invitiamo tutti i Paesi che hanno preso posizione su questo aspetto a voler rispettare la sovranità e la giustizia cinesi”.
Poco dopo la diffusione della notizia della morte del 61enne Liu, molti dirigenti europei, tra questi la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, o ancora quello statunitense Donald Trump, hanno reso omaggio all’uomo “che ha difeso la democrazia”. Il Comitato del Nobel ha pure accusato Pechino di “avere una pesante responsabilità per la scomparsa di Liu”. L’UE auspica che Pechino liberi al più presto la moglie Liu Xia, pure lei in carcere dal 2010.
In carcere da otto anni per “atti sovversivi” Liu è morto lo scorso giovedì a seguito di un tumore al fegato. Il 61enne aveva potuto beneficiare della libertà condizionata ed era stato ricoverato, poche settimane fa, in un ospedale si Shenyang. Da più parti erano giunte richieste al Governo cinese affinché lo liberasse e gli consentisse di curarsi all’estero.
ATS/AFP/Swing
- RG 07.00 del 14.07.2017 Il servizio di Chiara Savi
- RG 07.00 del 14.07.2017 L'intervista di Anna Valenti