Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201908

<h2>SubmittedText<h2><p>1. A quanto ammonta la quota di frutta e verdura scartate e gettate via?</p><p>2. Come valuta il Consiglio federale l'affermazione secondo cui applicando criteri di controllo visivo meno rigorosi per la frutta e la verdura svizzere sarebbe possibile ridurre le importazioni? </p><p>3. La Confederazione come potrebbe contrastare il problema dello spreco alimentare?</p><p>4. Quali misure per la riduzione dello spreco alimentare vengono già applicate?</p><p>5. Come valuta il Consiglio federale la problematica degli scarti da parte dei coltivatori di frutta e verdura svizzeri vista la crescente quota di prodotti ottenuti mediante l'agricoltura biologica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le perdite di derrate alimentari comprendono tutti gli alimenti per l'alimentazione umana che vanno perse nella catena del valore. Su mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente UFAM, la Scuola superiore di scienze applicate di Zurigo, in collaborazione, tra gli altri, con l'Unione svizzera dei contadini, ha condotto uno studio sullo sfruttamento delle biomasse nell'agricoltura svizzera. Per la frutticoltura si stima il 5 per cento di perdite di raccolto e per le bacche il 10 a 30 per cento. Quasi tutti gli scarti della cernita nella frutticoltura non utilizzati per la produzione di succhi di frutta sono destinati al foraggiamento degli animali. </p><p>Per l'orticoltura nell'ambito dello studio non sono citate cifre generali per le perdite di raccolto. La verdura che non corrisponde alle norme qualitative viene scartata e utilizzata prevalentemente come foraggio o per il compost. Secondo le stime, le perdite di raccolto nella produzione di patate svizzere si attestano al 5 per cento circa.</p><p>2. Frutta e verdura fresche possono essere importate in qualsiasi momento. A seconda del momento, vigono diverse condizioni e aliquote di dazio. Né per il mercato indigeno né per le importazioni esistono norme commerciali di diritto pubblico e classi di qualità. Si importa in base alla domanda. Le norme e le prescrizioni di diritto privato applicate dagli attori della categoria in Svizzera si basano per lo più sulle norme commerciali internazionali della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite . Le persone e le aziende attive nel commercio di frutta e verdura sono libere di commerciare o trasformare in Svizzera merci che non adempiono tali norme e prescrizioni purché siano osservate le disposizioni del diritto sulle derrate alimentari, sulla concorrenza e del diritto doganale. Ad esempio, nel commercio e nella vendita diretta sono vendute anche frutta e verdura che, per il loro aspetto e la loro dimensione, non adempiono le norme. Qualora fossero offerti e venduti maggiori quantitativi di frutta e verdura svizzera che non rispondono ai criteri di selezione attuali, ciò potrebbe comportare minori importazioni. Per le esportazioni si applicano le prescrizioni dei Paesi di destinazione.</p><p>3. Dopo aver accolto il postulato Chevalley 18.3829 il 5 marzo 2019, il Consiglio nazionale ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un piano d'azione per prevenire i rifiuti alimentari. Tale piano comprenderà le misure già esistenti ed eventuali nuove misure facoltative, come anche le misure d'accompagnamento della Confederazione. I diversi attori del settore agroalimentare sono invitati a cercare e attuare soluzioni per la riduzione di perdite alimentari. Un possibile approccio consiste nella commercializzazione e trasformazione di frutta e verdura non corrispondenti ai criteri di selezione.</p><p>4. L'8 marzo 2013 il Consiglio federale ha adottato, nel quadro del piano d'azione Economia verde, una misura volta a ridurre i rifiuti alimentari. Essa ha funto da base per il dialogo tra portatori d'interessi e per l'attuazione delle prime misure, per esempio è stata approntata una guida per l'indicazione della data di scadenza delle derrate alimentari nonché una guida per la cessione di alimenti e creata una banca dati on line delle donazioni alimentari. </p><p>5. Anche per frutta e verdura biologica non esistono norme commerciali di diritto pubblico e classi di qualità né per il mercato indigeno né per le importazioni. Per le norme di diritto privato i criteri per frutta e verdura biologica tendenzialmente sono meno severi. La tolleranza e il comportamento in materia di acquisti dei consumatori relativamente ai criteri di controllo visivo della frutta e verdura biologica, per esempio per quanto concerne la dimensione e l'aspetto esteriore, possono avere un'influenza sull'offerta di tali prodotti.</p>  Risposta del Consiglio federale.