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LOSANNA - L'amministrazione vodese assicura di fare seriamente il proprio lavoro. Ma un intonacatore kosovaro di 30 anni, che ha soggiornato illegalmente in Svizzera dal 2010, ha dimostrato l'esistenza di difetti nel sistema di controllo. L'uomo - riferisce 20 Minutes - aveva comprato per 3000 euro una falsa carta d'identità intestata a suo nome, in Italia. Questo documento è stato presentato nel 2010 all'amministrazione vodese che, considerandolo italiano, gli ha concesso il permesso B.
Allo scadere del documento, tre anni dopo, il 30enne ha dato cinquecento euro ad un compatriota per fornirgli un nuovo documento, questa volta con scadenza al 2023. L'operazione non si è rivelata difficoltosa. Nel 2015 è arrivato il momento del rinnovo per permesso B, che è avvenuto senza problemi o indagini.
La truffa è stata scoperta molto più tardi, durante un controllo. Ciò ha recentemente portato alla condanna del kosovaro a 120 aliquote giornaliere sospese e a una multa da 600 franchi. L'uomo dovrà pagare anche 750 franchi di spese legali.
Spetta ora alle autorità vodesi decidere sul destino del condannato, dichiarato colpevole di falsificazione di documenti, soggiorno illegale e lavoro senza autorizzazione.
Solo nel canton Vaud, dal 2007 al 2016, il Servizio della popolazione ha revocato ogni anni una media di 22 permessi a causa di documenti fasi.