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Gli aeroporti internazionali sono di capitale importanza per un paese come la Svizzera che non ha accessi al mare e garantiscono inoltre un indotto di circa 10 miliardi di franchi. Gli scali di Zurigo e Ginevra cominciano però ad arrivare al limite delle loro capacità.
Malgrado il clima economico precario e la forza del franco svizzero, i tre aeroporti internazionali svizzeri – Zurigo, Ginevra e Basilea – godono di ottima salute. Nel 2011 tutti e tre hanno registrato un numero di viaggiatori da record e utili per diverse decine di milioni di franchi.
Uno studio pubblicato nel maggio 2011 dall’Ufficio federale dell’aviazione civile ha calcolato che l’impatto finanziario dei tre scali internazionali e dei quattro aeroporti regionali del paese ammontava ad almeno 9,7 miliardi di franchi nel 2008, contro 6,7 miliardi nel 2004. Il 62% è stato generato dall’aeroporto di Zurigo-Kloten, seguito da quelli di Ginevra-Cointrin (20,4%) e Basilea-Mulhouse (13,3%).
Questa cifra include gli indotti diretti legati alle attività aeree e alle aziende impiantate negli aeroporti, nonché gli effetti indiretti imputabili ai fornitori e ai prestatori di servizi che gravitano attorno a queste infrastrutture. Non va poi dimenticato l’effetto moltiplicatore sull’economia regionale e le ricadute legate a una migliore accessibilità.
Il traffico passeggeri svizzero, calcolato in numero di voli per persona, il doppio di quello dell’Unione Europea.
«La domanda proveniente dalla Svizzera è relativamente forte, ciò che rende il paese attrattivo per le compagnie aeree», rileva Martin Peter, un consulente indipendente specializzato nell’aviazione. Durante il primo semestre 2012, il numero di passeggeri locali è cresciuto del 2,5% e quello dei viaggiatori in transito del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La compagnia Swiss propone da poco nuovi voli quotidiani verso San Francisco, Newark e Pechino. La British Airways ha pure rafforzato la sua presenza a Zurigo.
Un’offerta crescente a Ginevra
Malgrado la decisione di sopprimere 100 posti amministrativi in Svizzera, la Swiss ha anche voluto mettere di nuovo l’accento su Ginevra, per contrastare l’onnipotenza della compagnia ‘low cost’ EasyJet, che detiene il 38% del mercato aereo nella città sulle rive del Lemano. A Basilea questa proporzione è addirittura del 48%.
L’impatto economico dell’aviolinea a basso costo sulla regione di Ginevra è valutato a 1,4 miliardi di franchi, secondo un rapporto pubblicato in settembre dall’istituto di ricerche economico basilese BAK.
I tre aeroporti internazionali generano anche un numero importante – e in aumento – di impieghi. Nel 2008 a Zurigo 20'140 posti di lavoro erano direttamente collegati al settore aereo e 82'520 indirettamente.
«Il numero di impieghi e il valore aggiunto creato dagli aeroporti svizzeri sono piuttosto impressionanti, ma ciò che è di primario interesse è soprattutto la loro importanza strategica, osserva Daniel Müller Jentsch, del ‘think thank’ Avenir Suisse. Rappresentano un’infrastruttura essenziale per un paese come la Svizzera che non ha accesso al mare e che dipende fortemente dalla presenza di sedi di aziende internazionali».
Zurigo, miglior aeroporto europeo
In questi ultimi anni, l’aeroporto di Zurigo – il più importante del paese – ha investito molto per migliorare la sua offerta. Uno sforzo che ha portato i suoi frutti: nel 2012 l’industria turistica l’ha eletto miglior aeroporto europeo per il nono anno consecutivo, conferendogli il World Travel Award.
Molti cittadini zurighesi, così come i tedeschi che vivono nella regione di confine, non sono probabilmente dello stesso avviso. L’inquinamento acustico causato dagli aerei è diventato oggetto di discordia tra Svizzera e Germania da quando, nel 2003, Berlino ha adottato restrizioni per i sorvoli del suo territorio meridionale da parte di aerei diretti a Zurigo.
I due paesi sono riusciti a trovare un accordo in luglio. Esso prevede una riduzione dell’orario durante il quale gli apparecchi che decollano e atterrano a Zurigo possono sorvolare la Germania meridionale.
L’intesa deve però ancora essere approvata dai parlamenti dei due paesi. La Germania ha recentemente annunciato di voler rinegoziare certi punti.
Comunque sia, l’accordo necessiterà l’estensione di certe piste, così come di cambiamenti nella traiettoria dei voli entro il 2020. La maggior parte degli osservatori ritiene che l’accordo susciterà una forte opposizione a livello locale, sia in Svizzera che in Germania, e potrebbe anche tradursi in una riduzione del numero di voli.
Problemi di capacità
Un altro studio pubblicato in novembre dall’Ufficio federale dell’aviazione civile mette in luce le diverse sfide in materia di competitività a cui sono confrontati gli aeroporti svizzeri – e quindi l’economia elvetica nel suo insieme. Questo settore si distingue certamente per il suo elevato grado di efficacia e di qualità, ma «raggiunge dei limiti per quanto concerne le capacità», segnatamente a Zurigo e Ginevra, si legge nel documento.
Il rischio è di perdere terreno nei confronti dei concorrenti europei, che spesso hanno più di una pista a disposizione e la possibilità di ampliare le loro infrastrutture. Per Hansjörg Bürgi, editore della rivista SkyNews.ch, bisogna distinguere tra Zurigo e Ginevra.
«Ginevra ha un’unica pista e quindi le sue capacità progressivamente diminuiscono, sottolinea. Zurigo non ha questo problema, ma l’aeroporto deve far fronte a numerose restrizioni di ordine politico che gli impediscono di operare come meglio crede. Entro qualche anno, l’accordo [concluso tra Germania e Svizzera, ndr] l’obbligherà addirittura a ridurre il numero di movimenti».
Lo sviluppo dello scalo ginevrino è limitato da un fattore geografico: nei dintorni non vi sono più terreni edificabili liberi, riconosce il portavoce dell’aeroporto Bertrand Stämpfli. Lo spazio attualmente a disposizione dovrebbe comunque permettere di «assicurare la sua crescita per i prossimi 20 anni», afferma.
Accettare i limiti
L’aeroporto ha messo l’accento su un’ottimizzazione dei voli e una riduzione del tempo trascorso a terra, precisa Stämpfli. Una nuova ala orientale permetterà anche di aumentare il numero di voli a lungo raggio.
Zurigo, dal canto suo, raggiungerà il massimo delle sue capacità – 350'000 movimenti annui – entro 10 anni se il traffico aereo continuerà a crescere secondo le previsioni. «Sappiamo esattamente in che direzione vogliamo andare, osserva la portavoce dell’aeroporto Sonja Zöchling. Se la Svizzera e la Germania lo autorizzeranno, dovremo allungare le piste».
La ministra dei trasporti elvetica Doris Leuthard non sprizza però ottimismo. «Temo che andremo incontro a problemi reali, ha indicato a swissinfo.ch. Parigi, Monaco o Londra avranno sempre alternative in materia di aeroporti. Noi siamo un piccolo paese con uno spazio limitato. Quale via dovremo percorrere? Forse dovremo semplicemente accettare determinati limiti».
Gli aeroporti svizzeri
La Svizzera ha 3 aeroporti internazionali, 10 aeroporti regionali (tra cui quelli di Berna, Lugano, Sion e San Gallo), 47 aerodromi e 24 eliporti. Nel 2011 sono stati registrati 963'901 movimenti aerei (atterraggi e decolli) per 42,9 milioni di passeggeri. Complessivamente sono state trasportate 394'423 tonnellate di merci.
L’aeroporto di Zurigo-Kloten è il più grande del paese. Si trova a meno di 20 chilometri dalla frontiera con la Germania. La Swiss, di proprietà della tedesca Lufthansa, è la compagnia principale che opera da questo scalo.
L’aeroporto ha generato utili per 171 milioni di franchi nel 2011. Il numero di passeggeri, principalmente svizzeri, è cresciuto del 6,4% rispetto al 2010 a 24,3 milioni, un record. I passeggeri in transito sono stati 8,3 milioni.
Lo scalo di Ginevra-Cointrin ha da parte sua superato i 13 milioni di viaggiatori nel 2011. Quest’anno, la cifra dovrebbe aumentare del 6,5%. L’utile si è attestato a 64,6 milioni.
L’EuroAirport di Basilea-Mulhouse-Friburgo è situato 6 km a nord-ovest della città sulle rive del Reno, in territorio francese. È uno dei pochi aeroporti al mondo che opera a partire da due Stati, la Francia e la Svizzera.
Nel 2011 ha raggiunto la cifra record di 5 milioni di passeggeri. Il livello d’indebitamento è sceso da 93,6 a 66,2 milioni di euro.Fine della finestrella
(traduzione di Daniele Mariani), swissinfo.ch