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I richiedenti l'asilo che non hanno ottenuto lo statuto di rifugiato, ma che verosimilmente non lasceranno più la Svizzera, dovranno essere integrati. Il governo risponde così alle critiche.
Dopo il vertice europeo di Siviglia, che ha segnato un'ulteriore armonizzazione delle politiche d?asilo dei paesi dell'Unione Europea, una preoccupazione fondamentale della Svizzera è quella di non rimanere isolata in questa materia. "Ciò si può impedire - ha detto la consigliera federale Ruth Metzler - soltanto con un rafforzato inserimento della Svizzera nell'attuale piano di armonizzazione dell'UE".
Necessaria l'armonizzazione con l'UE
Pertanto, ha continuato la signora Metzler, il Consiglio federale "continua ad attribuire una grande importanza all'adesione ai trattati di Schengen e di Dublino, per la quale abbiamo bisogno del sostegno dell'UE".
Per onorare questo impegno verso l'armonizzazione della propria politica d'asilo con quelle dei paesi dell'UE, il governo ha deciso mercoledì di introdurre nell'attuale impostazione della revisione parziale della legge sull'asilo alcune modifiche concernenti lo statuto giuridico delle persone ammesse provvisoriamente, la regolamentazione relativa allo Stato terzo, la procedura d'asilo e la possibilità di ricorso nei centri di registrazione e agli aeroporti, nonché il divieto di lavoro.
Al posto dell'attuale ammissione provvisoria saranno creati due nuovi statuti. I richiedenti l'asilo che non sono rifugiati riconosciuti, ma che presumibilmente non lasceranno la Svizzera, fruiranno di un'ammissione in vista dell'integrazione. Quest'ultima concerne soprattutto le persone il cui allontanamento dalla Svizzera è inammissibile o inesigibile dal profilo del diritto internazionale.
Tale ammissione comporta un migliore accesso al mercato del lavoro e il ricongiungimento familiare, a condizione che le persone interessate imparino una lingua nazionale e una professione e non siano passibili di pena.
Possibilità di ricorso
La regolamentazione relativa allo Stato terzo, prevede che i richiedenti l'asilo, che abbiano soggiornato, prima di presentare domanda in uno Stato terzo sicuro e possano farvi ritorno, siano allontanati verso tale Stato. "Sono considerati Stati sicuri specificamente - ha detto la ministra di giustizia e polizia - gli Stati limitrofi". Si potrà fare eccezione a questa norma quando un richiedente l'asilo ha parenti stretti in Svizzera.
La possibilità di ricorso nella procedura d'asilo accelerata agli aeroporti deve essere elaborata conformemente al diritto pubblico internazionale. Contro decisioni di non entrata in merito e contro decisioni d'asilo e d'allontanamento, il richiedente potrà fare ricorso entro cinque giorni lavorativi. La decisione sul ricorso dovrà intervenire entro altri cinque giorni lavorativi. La procedura all'aeroporto sarà ampliata in una procedura d'asilo accelerata completa. In altre parole, tutte le decisioni potranno essere prese dall'autorità all'aeroporto, come nella procedura interna.
Divieto di lavoro e tradizione umanitaria
Quanto al divieto di lavoro, il Consiglio federale può deciderlo per determinati gruppi di richiedenti l'asilo, limitatamente nel tempo. In tal modo, il governo sarà in grado di reagire a determinate situazioni di crisi ed evitare l'immigrazione secondaria di persone provenienti da altri Paesi d?accoglienza.
La consigliera federale Ruth Metzler ha riconosciuto la fondatezza delle critiche espresse in particolare a proposito delle procedure di rimpatrio dei rifugiati a cui viene negato l'asilo. "Vogliamo rimanere aperti verso chi è realmente perseguitato, ma nel contempo vogliamo agire conseguentemente verso i richiedenti l'asilo che abusano della nostra ospitalità. Vogliamo attuare una politica credibile, in linea con la tradizione umanitaria svizzera", ha concluso la ministra Metzler.
Silvano De Pietro