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I sostenitori dell'accordo di libero scambio con l'Indonesia hanno fatto sentire la loro voce. Infatti, un comitato di tutti i partiti ha elogiato il testo definito "pionieristico", incoraggiando "un commercio sostenibile ed equo".
I vantaggi economici dell'incarto, che sarà presentato al popolo il 7 marzo, sono innegabili, tra cui l'eliminazione delle barriere tariffarie, lo smantellamento di quelle tecniche al commercio e l'intensificazione degli scambi. "Le aziende svizzere potranno realizzare sostanziali utili supplementari", ha dichiarato Fabio Regazzi a Berna.
"Il valore totale dei flussi commerciali bilaterali ammonta a 1,4 miliardi di franchi", ha dichiarato Céline Amaudruz. "E questa cifra ha un chiaro potenziale di crescita. Solo negli ultimi dieci anni il volume degli scambi commerciali tra la Svizzera e l'Indonesia è più che raddoppiato".
Gli oppositori non sono convinti dalle rassicurazioni annunciate dalla Confederazione. Secondo il loro punto di vista la distruzione delle foreste tropicali, i danni alla biodiversità e la messa in pericolo delle popolazioni locali continueranno.
I criteri di sostenibilità richiesti, quindi, non sono all'altezza e sottolineano come tre quarti delle piantagioni di palma da olio in Indonesia si trovano in ex aree forestali.