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La Corte suprema speciale ucraina ha confermato la condanna a cinque anni con sospensione condizionale della pena inflitta in appello a Valeri Ivashenko, ex ministro della Difesa nel governo guidato da Iulia Timoshenko.
Ivashenko è stato dietro le sbarre per due anni ed è uscito dal carcere nell'agosto scorso, dopo che la corte d'appello di Kiev gli ha concesso la condizionale con un anno di libertà vigilata. L'ex ministro - che un mese fa si è rifugiato in Danimarca - è accusato di abuso d'ufficio per aver venduto illecitamente alcuni beni del suo ministero, tra cui un cantiere navale in Crimea e un rifugio antiaereo causando, secondo l'accusa, una perdita allo Stato di 8,8 milioni di dollari.
Dopo la sentenza di oggi, l'avvocato della difesa, Boris Neciporenko, ha annunciato che Ivashenko è pronto ad appellarsi alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Nella sentenza di primo grado - arrivata nell'aprile dell'anno scorso in un processo che Ue e Usa ritengono di matrice politica - Ivashenko era stato condannato a cinque anni di reclusione. Dopo l'ascesa al potere dell'attuale presidente, Viktor Ianukovich, numerosi esponenti di spicco dell'opposizione stanno avendo problemi con la giustizia, tra loro anche l'ex eroina della Rivoluzione arancione Iulia Timoshenko, condannata a sette anni di reclusione nell'ottobre del 2011.