Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/119546

<h2>SubmittedText<h2><p>La legge militare è modificata in funzione della rinuncia alla consegna dell'arma d'ordinanza ai militari per la custodia al domicilio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli scorsi anni il Consiglio federale si è occupato in maniera approfondita della sicurezza della gestione delle armi d'ordinanza e ha concretizzato numerose misure di ottimizzazione. L'arma personale può ad esempio essere depositata presso un arsenale su base volontaria, gratuitamente e senza indicazione di motivi. Prima della consegna di un'arma personale si accerta se il militare presenta un potenziale di violenza; se ciò è il caso, la consegna di un'arma personale non è autorizzata. La munizione di tasca non è più consegnata in custodia. I comandanti di circondario possono ritirare preventivamente l'arma personale ai militari se sussistono indizi di un imminente uso abusivo dell'arma. Chi, al proscioglimento dal servizio militare, intende ricevere in proprietà l'arma personale deve essere in possesso di un permesso d'acquisto di armi.</p><p>Nel messaggio del 16 dicembre 2009 concernente l'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi" il Consiglio federale ha illustrato i motivi per cui è opportuno "mantenere di principio la custodia a domicilio dell'arma d'ordinanza" (FF 2010 131, segnatamente 151-152).</p><p>In occasione della campagna in vista della votazione sull'iniziativa popolare la tematica è stata oggetto di accesi dibattiti in Parlamento e in seno all'opinione pubblica. Il popolo e i cantoni hanno chiaramente respinto l'iniziativa popolare il 13 febbraio 2011. Nonostante i fatti menzionati dagli autori della mozione, il Consiglio federale non ravvisa alcun motivo di sottoporre a una nuova verifica la consegna ai militari dell'arma d'ordinanza per la custodia al domicilio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.