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Preavviso negativo della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati a una mozione che chiedeva l'intervento di Berna
Le elevate tariffe per il roaming all'estero fatturate dagli operatori elvetici non sono destinate a ridursi, almeno per ora. La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati raccomanda al plenum di respingere una mozione del Nazionale che chiedeva l'introduzione di un tetto massimo per chi usa lo smartphone all'estero.
L'ideale sarebbe, stando alla consigliera nazionale Elisabeth Schneider-Schneiter (Centro/Bl), fare come nell'Ue, dove la tariffe per il roaming sono state abolite nel 2017 creando così un ambiente uniforme.
Come risulta dal testo della sua mozione, a detta della deputata si dovrebbe permettere ai cittadini di utilizzare il proprio smartphone all'estero come d'abitudine e senza preoccupazioni, tanto più che oggi «gli orari e i biglietti dei trasporti pubblici, le prenotazioni dei tavoli nei ristoranti, l'autenticazione delle carte di credito, la prenotazione di fasce orarie per l'ingresso ai musei eccetera sono anche all'estero sempre più spesso accessibili senza limitazioni solo via internet».
Ma per la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati, comunicano i servizi parlamentari, la Svizzera non deve agire in questo settore in maniera unilaterale: la legge sulle telecomunicazioni conferisce sì al Consiglio federale la competenza di fissare massimali di prezzo per le tariffe roaming, ma «soltanto sulla base di accordi internazionali...».