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Hong Kong, dimissioni di massa
Tutti i deputati pro-democrazia annunciano di lasciare il Parlamentino, dopo una misura adottata da Pechino che ha escluso quattro sui membri
Tutti i deputati pro-democrazia (Civic Party) del Parlamentino di Hong Kong hanno affermato che presenteranno le dimissioni dopo che quattro loro colleghi, in seguito a una misura adottata da Pechino in maniera univoca (nessun tribunale è stato consultato), sono stati obbligati a rimettere il loro mandato. Misura che in pratica lascia nelle mani dei deputati allineati alla Cina l'intero organo legislativo.
L’annuncio è stato fatto da Wu Chi-wai, alla testa dei 15 politici che siedono ancora nel Parlamento. Secondo Pechino (forte della sua legge sulla sicurezza nazionale), i quattro esclusi erano da considerare come una minaccia per la sicurezza del paese, siccome sostenitori dell’indipendenza di Hong Kong dalla Cina. Tutti erano già stati esclusi dalle prossime elezioni, che si dovevano svolgere in settembre ma poi rimandate a causa della pandemia.
Da parte sua, la governatrice dell’ex colonia britannica Carrie Lam ha sostenuto che queste esclusioni sono da considerarsi "costituzionali, legali, ragionevoli e necessari".
- Notiziario 15.00 dell'11.11.2020