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Ci sono giornate faticose, quelle dove vorresti che la sveglia non suonasse mai, quelle che finita la colazione con le sue discussioni ti sembra di aver già fatto giornata. Quelle dove brontoli perché la polvere fatta ieri si è già depositata sul tavolino di sala, il cane continua a perdere un sacco di peli, il pavimento è pieno di impronte, il sacchetto di nuoto del maggiore è ancora davanti alla porta d’entrata malgrado i ripetuti richiami a metterlo in lavanderia. Dove non capisci più il senso di ripetere all’infinito sempre le stesse cose: aspirapolvere, pulizia dei bagni, spesa, cucina, servizio taxi e hai la netta sensazione che nessuno si accorga del tuo lavoro e, soprattutto, che lo apprezzi. Dove, guardando fuori dalla finestra, ti chiedi «ma chi me lo fa fare». Poi arriva la piccola tutta fiera con la verifica di matematica da firmare. Gli occhi cadono sulla sua autovalutazione: «anche oggi ho lavorato bene». Una risata convinta e una costatazione bastano a cambiare l’umore della giornata.
Autostima al centro
21 gennaio 2019