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Dopo la decisione dell'UEFA di spostare la finale di Champions League - prevista a San Pietroburgo - la Formula 1 ha fatto lo stesso, cancellando il GP di Sochi. Tutto questo mentre la scuderia Haas, sponsorizzata dalla russa Uralkali, ha cambiato colori.
La Formula Uno aveva detto osservare «da vicino gli sviluppi in Ucraina», ma giovedì non aveva ancora preso una decisione su cosa fare in merito al Gran Premio di Russia che doveva svolgersi il 25 settembre sull'autodromo di Sochi.
L'UEFA nel frattempo ha fatto sapere che la finale di Champions League, programmata a maggio a San Pietroburgo, non si giocherà nella ex capitale russa ma a Parigi.
Annullato
Poco dopo è arrivata anche la dichiarazione ufficiale della Formula 1: «Il Campionato del Mondo di Formula Uno visita Paesi di tutto il pianeta con una visione positiva che unisce i popoli e le nazioni. Stiamo monitorando con tristezza e sgomento gli sviluppi della guerra in Ucraina e speriamo in una rapida soluzione. Giovedì sera Formula Uno, la FIA e le squadre hanno discusso la posizione del nostro sport e la conclusione - condivisa da tutte le parti coinvolte - è che allo stato attuale delle cose non è possibile tenere il Gran Premio di Russia».
La carovana della Formula 1 si trova momentaneamente a Barcellona, dove sul circuito De Catalunya sta effettuando i test precampionato.
Verstappen: «Non sarebbe corretto correre in Russia»
Se la Formula 1 ha deciso venerdì cosa fare, il campione del mondo in carica Max Verstappen aveva invece le idee chiare già 24 ore prima: «Quando un paese è in guerra non è corretto correre lì, questo è sicuro».
«Mi dispiace per le persone innocenti che stanno perdendo le loro vite, che vengono uccise da una folle leadership» ha aggiunto l'olandese.
«Sono solo scioccato e triste nel vedere cosa sta succedendo. La mia decisione è già presa».
Occhi puntati sul team Haas
Una delle dieci marche che partecipa ai test in Catalogna ha generato particolare attenzione questa settimana. Infatti, il title sponsor del team americano Haas è la società Uralkali di Dimtry Mazepin. Haas ha lanciato la nuova scuderia all'inizio di quest'anno con il nome e il logo di Uralkali che campeggia sulle sue auto e sul kit del team, adottando pure i colori della bandiera russa.
Anche la Haas giovedì, con gli inconfondibili collari della bandiera russa, ha girato sul Circuit de Catalunya di Barcellona. Tuttavia, giovedì sera la squadra ha confermato che avrebbe eseguito una livrea completamente bianca per la giornata finale dei test, rimuovendo tutti i loghi di Uralkali. In una dichiarazione ufficiale il team ha scritto: «Nessun ulteriore commento sarà fatto in questo momento per quanto riguarda gli accordi con i partner del team».
Haas-Uralkali-Mazepin-Putin
Mazepin, azionista di maggioranza di Uralkali - compagnia russa produttrice ed esportatrice di fertilizzanti potassici, con all'attivo 5 miniere e 7 impianti di trattamento del minerale, impiega circa 12'000 persone - è uno stretto collaboratore di Putin, mentre un altro alleato del presidente russo, Sergei Chemezov, è presidente della società dal 2014.
Come parte dell'accordo di sponsorizzazione della squadra il figlio di Mazepin, Nikita, corre per Haas. Il boss della squadra, Guenther Steiner, avrebbe dovuto parlare con i media durante una conferenza stampa fissata per giovedì a Barcellona, ma Haas ha cancellato l'incontro.
Il proprietario del team americano, Gene Haas, che si trova in Catalogna, non ha finora parlato con i media. Un altro fattore da tenere d'occhio per Haas riguarderà lo stato del visto di Nikita Mazepin, se le sanzioni internazionali venissero estese anche ai cittadini russi, a cui potrebbe venir negato l'ingresso in alcuni paesi.
Il mondo intero, e non solo la Formula 1, rimane in attesa che l'ennesimo scempio umanitario finisca presto. I nostri figli meritano un mondo diverso.