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Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha dato questa mattina disposizioni per la formazione di una commissione per gli emendamenti costituzionali, di un comitato per seguire l'applicazione degli accordi raggiunti con il "dialogo nazionale" e di un comitato di indagine sulle violenze di mercoledì scorso; mentre allo stesso tempo la protesta sulla piazza al Tahrir continua, ed oggi è entrata nella terza settimana.
Secondo quanto ha reso noto il vice presidente Omar Suleiman al termine di un incontro con Mubarak, la commissione per gli emendamenti costituzionali e delle leggi complementari riguarda gli articoli 76, 77 e 88 che riguardano le modalità di elezione del presidente e la supervisione di giudici sullo svolgimento delle operazioni elettorali e sui risultati.
La commissione, che dovrà completare i suoi lavori entro febbraio e riferire direttamente al presidente, sarà guidata dal presidente della Corte di Cassazione Serri Syam ed altri dieci giudici e giuristi egiziani.
"È stata realizzata una mappa specifica per un pacifico e organizzato trasferimento del potere, ha detto il vice presidente Oman Suleiman.
Sul fronte giudiziario oggi si è appreso che l'ex premier Atef Ebeid è sottoosto ad un'inchiesta della magistratura e che le attività della banca Arabo-Africana, da lui presieduta, sono state congelate.
E mentre il presidente Mubarak ha oggi anche elogiato i giovani d'Egitto e ha ordinato che non siano perseguiti e che sia loro riconosciuto il diritto di espressione, sulla piazza Tahrir, simbolo della rivolta contro il presidente Mubarak iniziata il 25 gennaio, questa mattina si sono radunate circa 50 mila persone. Tra di loro anche molti docenti delle cinque università del Cairo, che di buon ora si sono uniti ai manifestanti che come ogni notte da due settimane sono rimasti a presidiare la piazza.