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Solo per Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, Oxfam calcola un "surplus patrimoniale" di 81,5 miliardi di dollari, l’equivalente del costo stimato della vaccinazione per l’intera popolazione mondiale.
Nei primi due anni di pandemia i dieci uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1500 miliardi di dollari, al ritmo di 15’000 dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno.
Cifre da capogiro che fanno riflettere anche considerando che, nello stesso periodo, 163 milioni di persone sono cadute in povertà a causa della crisi del Coronavirus.
L’altra faccia della medaglia
E nei paesi poveri e in via di sviluppo, ogni quattro secondi, una persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli impatti della crisi climatica, per fame, per violenza di genere.
È quanto emerge dal rapporto "La pandemia della disuguaglianza" pubblicato da Oxfam - organizzazione internazionale impegnata nella lotta alle disuguaglianze - in occasione dell’apertura dei lavori del Forum economico mondiale (WEF), che si sta svolgendo in formato virtuale a causa della nuova ondata pandemica caratterizzata dall’alta contagiosità di Omicron.
In un precedente rapporto, il World Economic Forum (WEF) aveva già annunciato che la crisi climatica, l’aumento delle divisioni sociali, l’impennata dei rischi informatici e una ripresa economica volatile e irregolare sono i i rischi globali principali nei prossimi tre anni.
In particolare, è il clima il pericolo numero uno negli anni a venire per il mondo della finanza e dell’economia globale e, in questa prospettiva, la Svizzera è già un passo avanti e ha fissato le regole per una finanza rispettosa del pianeta.
Il paradosso: ricchi sempre più ricchi
"Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito a una élite composta da oltre 2600 super-ricchi i cui patrimoni sono aumentati di ben 5000 miliardi di dollari tra marzo 2020 e novembre 2021", denuncia l’associazione.
In particolare, a oggi i dieci super-ricchi del mondo possiedono una ricchezza 6 volte maggiore dei 3,1 miliardi di persone piu’ povere del mondo, ossia il 40% della popolazione mondiale.
Ad esempio, solo per Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, una delle aziende il cui fatturato è decollato con il Covid, Oxfam calcola un "surplus patrimoniale" nei primi 21 mesi di pandemia di 81,5 miliardi di dollari, l’equivalente del costo stimato della vaccinazione (due dosi e richiamo) per l’intera popolazione mondiale.
Le più colpite sono le donne
La pandemia, poi, ha colpito più duramente le donne, che hanno perso 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020, un ammontare superiore al PIL combinato di 98 Paesi, e stanno affrontando un aumento significativo del lavoro di cura non retribuito, che ancora oggi ricade prevalentemente su di loro.
Tuttora, mentre l’occupazione maschile dà segnali di ripresa, si stimano per il 2021 13 milioni di donne occupate in meno rispetto al 2019.
Il boom del settore farmaceutico e la disuguaglianza sanitaria
Poi c’è il boom degli utili nel settore farmaceutico, "fondamentale nella lotta alla pandemia, ma succube alla logica del profitto e restio alla sospensione temporanea dei brevetti" per aumentare la produzione di vaccini e salvare vite nei paesi più poveri.
Secondo Oxfam, i monopoli detenuti da Pfizer, BioNTech e Moderna hanno permesso di realizzare utili "per 1000 dollari al secondo e creare cinque nuovi miliardari". Al contempo però "meno dell’1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei paesi a basso reddito".
Inoltre, la percentuale di persone con Covid-19 che muore a causa del virus nei paesi in via di sviluppo - denuncia la Ong - è circa il doppio di quella delle nazioni ricche, mentre a oggi nei paesi a basso reddito è stata vaccinata appena il 4,81% della popolazione.
L’opinione di Gabriela Bucher, direttrice di Oxfam
“La disuguaglianza non è una fatalità ma il risultato di precise scelte politiche. Non solo i nostri sistemi economici ci hanno reso meno sicuri di fronte a questa pandemia, ma consentono a chi è estremamente ricco di beneficiare della crisi. Non è mai stato così importante intervenire sulle sempre più marcate ingiustizie e iniquità. Per questo servono coraggio e visione per affrancarsi da paradigmi di sviluppo che hanno mostrato il fallimento negli ultimi decenni" ha commentato Gabriela Bucher.
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