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Grande attesa a Ginevra per il vertice ministeriale del nuovo Gruppo d'azione sulla Siria. La riunione è stata indetta dall'inviato speciale dell'Onu e della Lega araba, Kofi Annan, per ottenere il via libera, e l'appoggio della comunità internazionale, ad una road map che porti ad una cessazione delle violenze in Siria e ad una fase di transizione politica con un governo di unità nazionale. Ma un'intesa non appare scontata anche dopo le prime, poche, dichiarazioni, dei partecipanti.
Un accordo resta "'molto difficile", ha detto il ministro degli Esteri britannico, William Hague, al suo arrivo al Palazzo dell'Onu. Oltre al Regno Unito, Annan ha convocato a Ginevra i ministri degli Esteri di Russia, Usa, Cina, Francia e Gran Bretagna (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu), Iraq, Qatar, Kuwait e Turchia, i segretari generale dell'Onu e della Lega araba e la rappresentante della politica estera dell'Ue, Catherine Ashton.
Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha insistito sulla ragionevolezza delle proposte di Annan, mentre nè l'americana Hillary Clinton, nè il russo Serguei Lavrov - che ieri hanno discusso della Siria a San Pietroburgo - hanno rilasciato dichiarazioni. La riunione a porte chiuse del Gruppo di azione dovrebbe concludersi in giornata ed è attualmente preceduta da diversi incontri bilaterali.
Annan vuole che i partecipanti del gruppo d'azione si impegnino ad "agire di concerto per fare cessare l'effusione di sangue" in Siria, scongiurare "un'accresciuta militarizzazione del conflitto" e a dare l'avvio di una transizione politica democratica. Una dichiarazione finale è attesa per la fine della riunione e sarà letta dallo stesso Annan che poi incontrerà la stampa.