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Affinché venga riconosciuta un’indennità per torto morale, in caso di lesione corporale, è necessario che siano date circostanze particolari.
Al danneggiato non viene di conseguenza sempre riconosciuto un risarcimento, ancora essendo necessaria l’esistenza di particolari circostanze che lo giustifichino.
Nell’ambito della lesione della personalità (art. 49 CO), il Tribunale federale ha stabilito che per fondare una pretesa a titolo di torto morale la parte lesa deve provare le circostanze soggettive dalle quali si può dedurre, dalla grave lesione oggettiva subita, la sua sofferenza morale.
Non basta in particolare che in base alla comune esperienza una violazione della personalità possa comportare una certa sofferenza (DTF 120 II 98 consid.2b).
Certo, la prova di una sofferenza morale è difficilmente dimostrabile (SJ 1995 352), ma ciò non dispensa il richiedente dal sostenere e circostanziare tale sentimento (DTF 120 II 98 consid. 2b).
Le lesioni corporali, fisiche o psichiche che siano, devono comportare, di principio, un importante dolore fisico o morale, oppure aver causato una lesione durevole della salute.
Un lungo periodo di sofferenza e d’incapacità al lavoro, oppure dei danni psichici importanti, quali uno stato post-traumatico con modifica durevole della personalità, possono giustificare il riconoscimento di un’indennità.
Qualora, invece, si tratta di una lesione temporanea, essa deve essere grave, comportante, per esempio, un’esposizione al rischio di morte, una lunga ospedalizzazione oppure dei dolori particolarmente intensi.