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Nella tarda mattinata di venerdì, 5500 m3 di roccia pericolante sono stati fatti esplodere sopra Gurtnellen, nel canton Uri, per stabilizzare la parete sovrastante l'autostrada A2.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2006 - 11:21
Ma bisognerà ancora aspettare diversi giorni per sapere se l'operazione permetterà la riapertura dell'asse Nord-Sud, del tunnel e del colle del San Gottardo, in vista dell'esodo estivo.
La roccia che rischiava di rovinare a valle sull'autostrada A2 presso Gurtnellen, nel cantone di Uri, è stata fatta saltare, con puntualità "svizzera" alle 11.00 in punto di venerdì. Le cariche esplosive hanno staccato circa 5500 m3 di materiale dalla montagna.
Prima di poter ripulire l'A2 dai detriti il versante dovrà però essere giudicato definitivamente stabile. I geologi potranno verificare il successo della deflagrazione solo dal cielo, con l'elicottero, o dal terreno che sovrasta il settore dinamitato. Lungo i corridoi dove il materiale è precipitato a valle sarà inoltre necessario prevedere altre misure di sicurezza.
In un'intervista pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano zurighese "Tages Anzeiger", il geologo responsabile Markus Liniger ha affermato che saranno necessari "vari giorni o una settimana" per valutare se dopo il brillamento si imporranno altri interventi.
Il lato debole
Per il traffico di transito l'asse del San Gottardo - il più importante collegamento in territorio svizzero tra il nord e il sud delle Alpi - resterà ancora chiuso per diversi giorni, fino a quando saranno garantite le condizioni di sicurezza.
La chiusura della A2 ha comportato notevoli disagi al traffico: le frane e le ripetute cadute di massi sulla carreggiata dell'autostrada A2, che il 31 maggio uccisero due automobilisti tedeschi, si sono verificate in un passaggio obbligato da o per la galleria o il passo del San Gottardo.
Una situazione che si sarebbe potuta evitare se l'autostrada fosse stata costruita sull'altro versante della vallata, come è il caso della ferrovia, risalente al XIX secolo e che non è mai stata interessata da alcun incidente.
Una debolezza strutturale che già al momento della costruzione dell'A2 alcuni geologi misero in evidenza: l'autostrada ha infatti molte gallerie di protezione per la caduta dei massi.
Solidarietà alpina
Nella migliore delle ipotesi, il tratto urano dell'A2 tra Erstfeld e Wassen potrà essere riaperto dalla settimana prossima, ha detto il portavoce del gruppo di coordinamento Adrian Zurfluh. Anche se l'eventualità di grossi danni all'autostrada dopo l'esplosione della massa rocciosa sembra evitata.
I Paesi alpini dell'Unione europea hanno tenuto le dita incrociate, perché la loro solidarietà è stata messa a dura prova dopo il blocco dell'asse del San Gottardo. Ora sembra lecito sperare che l'autostrada sarà riaperta al traffico il week end dell'8-9 luglio, l'inizio delle vacanze estive per molti cantoni in Svizzera.
Il peggior scenario sarebbe stato il collasso dell'A2 fino a settembre: gli altri assi alpini avrebbero dovuto assorbire le 40-50 000 automobili che circolano quotidianamente lungo l'autostrada del San Gottardo in luglio e agosto.
Il traffico pesante che attraversa la Svizzera (1,3 milioni di TIR, di cui un milione generalmente attraverso il San Gottardo) è attualmente assorbito per metà dagli assi di transito austriaci e francesi. Tuttavia rimangono 2000-3000 camion da distribuire tra il San Bernardino, che funziona al 200 %, e gli altri passi. Sempione e Gran San Bernardo registrono un traffico pesante fino a sei volte superiore alla norma.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il tunnel del San Gottardo è lungo 17 km.
Ogni giorno vi transitano più di 10 000 veicoli, tra cui 3500 camion.
Nei weekend si contano tra i 12 e i 13 000 veicoli al giorno.
Nel periodo tra luglio e agosto passano quotidianamente dal Gottardo tra i 40 e 50.000 veicoli.
In breve
A fine maggio una frana uccide due automobilisti tedeschi. L'autostrada A2 viene chiusa nella regione di Gurtnellen, nel canton Uri, passaggio obbligato per accedere al tunnel o al passo del San Gottardo.
L'A2 e il tunnel del San Gottardo, lungo 17 chilometri, costituiscono il più importante collegamento in territorio svizzero tra il nord e il sud delle Alpi.
L'asse del Gottardo assorbe da solo i tre quarti del traffico pesante in transito attraverso la Svizzera.
Alternative al Gottardo sono offerte dalla A13 del San Bernardino, dal Monte Bianco, dal Sempione e dal Gran San Bernardo.
Durante la chiusura del Gottardo le Ferrovie federali svizzere (FFS) e le Ferrovie delle Alpi bernesi (BLS) hanno aumentato l'offerta di treni passeggeri e di treni navetta.
Una parete a rischio
16 dicembre 2002: tra Amsteg e Wassen una frana danneggia tre auto. Nessun ferito.
29 aprile 2003: un enorme pezzo di parete rocciosa buca il tetto di una galleria tra Gurtnellen e Wassen. Nessun ferito.
21 marzo 2005: tra 2 e 5 metri cubici di roccia passano attraverso la rete di protezione e precipitano sull'autostrada del Gottardo. Due auto coinvolte in un incidente, nessun ferito.
31 maggio 2006: due tedeschi, marito e moglie sessantenni, muoiono travolti nella loro auto da un masso di 10 000 m3 precipitato nei pressi di Gurtnellen.
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