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Oh: quanti entusiasti codini, sette mesi addietro, nell’inveire contro Donald Trump non più presidente degli Stati Uniti e potendosi invece esaltare le magnifiche sorti e progressive che sarebbero state garantite da Joe Biden. Oh: quanto trionfale compiacimento, tra i reggitori delle sorti nelle nazioni europee (si pensi a Giuseppe Conte, in quel momento e da lì ancora per poco sulla tolda del Governo italiano), nell’emozionarsi per l’avvento di Kamala Harris alla vicepresidenza, e quanti a dire di non veder l’ora di “lavorare con lei”, riverita profetessa del ribaltamento delle politiche trumpiane, ad esempio, in materia di immigrazione illegale. Ed infatti: con breve discorso tenuto durante una delle visite che sta effettuando in questi giorni nel Centramerica, Kamala Harris ha stroncato ogni speranza di ingresso su suolo Usa ai migranti che viaggiano magari per centinaia o migliaia di chilometri verso nord e giungono ai confini via Messico. I virgolettati: “Non venite, non venite”; “Vogliamo aiutarvi (discorso rivolto ai cittadini del Guatemala, ndr) a trovare speranza in patria”; “Continueremo a far rispettare le nostre leggi ed a proteggere i nostri confini”. Categoria: non tentate di entrare illegalmente, vi respingeremo. Cifra molto “dem”, stile molto aperturista, davvero.