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SION - Il Comitato olimpico internazionale (CIO) è pronto ad accettare la garanzia limitata del deficit per la candidatura di Sion ai Giochi olimpici invernali del 2026.
«Il CIO non fissa nessuna condizione sull'ammontare della garanzia del deficit», ha reso noto alla fine della scorsa settimana il direttore esecutivo del CIO, Christoph Dubi.
In un'intervista pubblicata oggi dai quotidiani regionali dei gruppi "Nordwestschweiz" e "Südwestschweiz", Dubi ritorna sull'argomento, spiegando che è la seconda volta che il Comitato olimpico accetta una garanzia limitata: la prima si è avuta con la candidatura di Chicago alle olimpiadi estive del 2016. «A quei tempi, le condizioni poste agli organizzatori erano molto più severe», ha ricordato Dubi.
Il direttore del CIO ha inoltre tenuto a precisare che a rispondere di un eventuale disavanzo saranno gli organizzatori. «A fare stato sono le firme sul contratto con l'ente ospitante».
Il contratto potrà essere sottoscritto dalle autorità di vari livelli. «Su questo punto siamo diventati molto flessibili: le garanzie possono arrivare sia da enti pubblici che privati. Le compagnie assicurative potrebbero ad esempio garantire per determinate voci del bilancio», ha aggiunto Dubi.
Due settimane fa il Consiglio federale ha deciso di sostenere la candidatura di Sion con un credito iniziale di 8 milioni di franchi. Berna intende inoltre concedere 827 milioni di franchi quale garanzia limitata del deficit, nel caso in cui la regione vallesana dovesse effettivamente essere scelta per organizzare le Olimpiadi invernali del 2026.
Gli organizzatori hanno messo in preventivo spese complessive per 1,98 miliardi di franchi ed entrate per 1,15 miliardi. Da più parti è tuttavia stato osservato che si tratta di previsioni troppo ottimistiche e che la sicurezza potrebbe fare lievitare i costi. L'ultima parola sulla candidatura olimpica spetta comunque ai cittadini vallesani.