Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/110096

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno di legge teso a introdurre un sistema a punti per l'immigrazione (analogo a quello della Danimarca e alla "carta rosso-bianco-rosso" dell'Austria).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accordo sulla libera circolazione delle persone disciplina in maniera esaustiva l'ammissione di persone provenienti dai Paesi dell'UE e dell'AELS. Al di fuori di quest'area l'ammissione in Svizzera è retta dalle disposizioni restrittive della legge federale sugli stranieri (LStr; in vigore dal 1° gennaio 2008). Analogamente a molti altri Paesi europei, per poter esercitare un'attività lucrativa sono determinanti le condizioni personali del richiedente (art. 23 LStr). I permessi possono essere rilasciati soltanto a quadri, specialisti e altri lavoratori qualificati. Occorre inoltre esaminare se la qualifica professionale, la capacità di adattamento professionale e sociale, le conoscenze linguistiche e l'età dell'interessato ne lascino presagire un'integrazione durevole nel mercato svizzero del lavoro e nel contesto sociopolitico. Le possibili deroghe sono disciplinate in maniera esaustiva (art. 23 cpv. 3 LStr) e comprendono in particolare persone che creano posti di lavoro in Svizzera o che possiedono conoscenze professionali specifiche, per cui sussiste una domanda comprovata. Eccezioni sono possibili anche per persone riconosciute in ambito scientifico, culturale e sportivo. </p><p>Oltre alle condizioni personali devono essere adempiute anche altre condizioni (art. 20 segg. LStr): i contingenti annuali per nuovi permessi, la priorità dei lavoratori indigeni o cittadini di uno Stato con cui è stato concluso un accordo sulla libera circolazione delle persone, nonché il rispetto delle condizioni di salario e di lavoro usuali. Lo straniero deve inoltre disporre di un'abitazione conforme ai suoi bisogni. Le autorizzazioni cantonali sono sottoposte per approvazione all'Ufficio federale della migrazione (UFM), che garantisce il rispetto delle disposizioni legali e una prassi uniforme (art. 99 LStr). </p><p>Nell'elaborare la LStr si è esaminato e discusso approfonditamente in merito all'opportunità di introdurre un sistema a punti per l'ammissione all'esercizio di un'attività lucrativa (cfr. anche il messaggio relativo alla LStr, FF 2002 3344 segg.). Un tale sistema si basa sul principio secondo cui le autorità competenti in materia di migrazione valutano le domande di ammissione secondo determinati criteri quali la formazione, le conoscenze linguistiche e l'età, attribuendo un determinato punteggio. Per una decisione positiva occorre un numero minimo di punti. I vantaggi di un sistema a punti risiedono nella trasparenza delle decisioni e nell'applicazione uniforme. Poiché il margine di manovra è più ristretto, vi sono meno possibilità di imporre interessi individuali contrastanti con gli obiettivi economici generali. </p><p>A questi vantaggi si contrappongono inconvenienti notevoli. L'uniformazione dei criteri rende difficile l'ammissione in casi speciali, ad esempio nell'ambito della promozione della piazza economica (nuovi posti di lavoro), dell'arte e dello sport nonché nel caso di persone con particolari competenze professionali molto richieste. Tali casi devono poter essere considerati anche in un sistema a punti, il che relativizza notevolmente l'oggettività della procedura. Il sistema è meno flessibile, poiché la determinazione e la ponderazione dei singoli criteri devono essere adeguate costantemente alle esigenze attuali. Inoltre talvolta è difficile fissare procedure di misurazione semplici, precise e riconosciute per i criteri determinanti.</p><p>Nel nostro Paese ha dato buoni risultati la prassi secondo cui i permessi possono essere rilasciati soltanto se un datore di lavoro in Svizzera ha presentato una domanda concreta. Per contro, il sistema danese e quello previsto in Austria contemplano altresì la possibilità di un'immigrazione in base al sistema a punti alla ricerca di un impiego. Secondo questa normativa, di principio tutti gli stranieri possono presentare una tale domanda; in caso di rifiuto è possibile interporre ricorso. Ne risulta un considerevole onere burocratico. Inoltre, non è garantito che tutte le persone ammesse trovino effettivamente un posto di lavoro in un ambito altamente qualificato. In Danimarca esiste un sistema a punti anche per il rilascio di permessi di domicilio di durata indeterminata, sistema previsto anche per il ricongiungimento familiare.</p><p>Secondo il Consiglio federale, rispetto a un sistema a punti restano da preferire le disposizioni restrittive per la valutazione delle condizioni personali di ammissione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.