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MINNEAPOLIS - Derek Chauvin, l'ex poliziotto condannato per la morte di George Floyd, era pronto a una verdetto di colpevolezza. A confermarlo è una scritta sul palmo della sua mano sinistra che è stata brevemente visibile quando, dopo la lettura della sentenza, l'ex agente è stato ammanettato e condotto in carcere.
Come rivelato dal suo avvocato a TMZ, si trattava del numero di telefono del legale stesso, che il 45enne si era segnato a penna sulla pelle prima della condanna. Ex poliziotto e reduce da tre settimane di processo, sapeva infatti che, se fosse stato ritenuto colpevole di omicidio di secondo grado, come poi effettivamente avvenuto, sarebbe stato immediatamente imprigionato. Dal carcere avrebbe potuto chiamare solamente il suo avvocato e, ipotizza TMZ, temeva forse che un foglietto gli sarebbe stato confiscato.
Eric Nelson, il legale dell'ex agente, non ha chiarito al portale d'informazione americano quale sia o sia stata la natura di questa prima telefonata da dietro le sbarre. Non è ancora noto, in particolare, se Chauvin intenda ricorrere contro la sentenza.