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Il Tribunale federale ha respinto la pretesa avanzata da uno degli imputati coinvolti nel caso ISS-FaciliTI
BELLINZONA - Lasciarono la ISS per creare la FaciliTI, società specializzata nella fornitura di servizi. E per la fine del 2014 ottennero un incarico da BancaStato, che diede disdetta alla ISS. Da parte di quest'ultima scattò una denuncia penale di recente sfociata nel proscioglimento dei due ex dipendenti ISS, come si evince da una recente sentenza del Tribunale federale. Non si trattò dunque di concorrenza sleale.
Ora la Corte suprema si è anche espressa in merito a una richiesta di risarcimento milionaria avanzata da uno dei due ex dipendenti, difeso dall'avvocato Massimiliano Parli. Una richiesta che è stata respinta.
La Corte di appello e di revisione penale del Canton Ticino, che lo aveva prosciolto nel gennaio 2019, gli aveva riconosciuto un'indennità di 55'244 franchi per le spese sostenute. Ma aveva già respinto una pretesa d'indennizzo avanzata per il danno economico e il torto morale. Contro tale decisione l'imputato aveva presentato ricorso al Tribunale federale, chiedendo che le spese giudiziarie d'appello fossero poste integralmente a carico dello Stato e che gli fosse assegnata un'indennità di 4,15 milioni di franchi, di cui circa 4 milioni per il danno economico e 10'000 per il torto morale.