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NEW YORK - Milioni di persone con un sistema immunitario compromesso a causa di diverse tipologie di malattie rischiano di essere poco protette dai vaccini contro il Covid-19 e per questo l'Istituto Nazionale della Salute (NiH) degli Stati Uniti ha fatto partire un studio al quale parteciperanno individui con malattie autoimmuni al fine di verificare gli effetti dei vaccini Pfizer e Moderna.
I dati al riguardo hanno iniziato ad emergere alla spicciolata negli ultimi mesi, senza un'analisi complessiva della situazione, ma secondo i Centri per il Controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), tra il 15-80% dei malati immuno-compromessi genera un numero insufficiente di anticorpi contro il virus Sars-Cov2 dopo aver ricevuto il vaccino. In particolare, a rischio sarebbero le persone che hanno avuto o hanno in corso un tumore del sangue ed i malati che hanno subito un trapianto di organo.
Una risposta più debole del normale al vaccino anti-Covid, sembrano averla anche i malati di Aids, di artrite reumatoide e di altre patologie che ne hanno indebolito il sistema immunitario.