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Il Consiglio federale adotta misure a sostegno del sistema finanziario svizzero
Berna, 16.10.2008 - Il Consiglio federale, la Banca nazionale svizzera BNS e la Commissione federale delle banche CFB hanno adottato un pacchetto di misure per stabilizzare ulteriormente il sistema finanziario svizzero e rafforzare in modo durevole la fiducia nel mercato finanziario elvetico. Il Governo è convinto che questo pacchetto di misure contribuisca a consolidare nel tempo il nostro sistema finanziario. La stabilità che ne deriva favorisce lo sviluppo globale dell'economia svizzera e serve gli interessi del Paese.
Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze DFF di sottoporre nella sessione invernale un messaggio alle Camere federali, che abbia lo scopo di rafforzare immediatamente la protezione dei depositanti. Entro la fine di marzo 2009 il DFF deve inoltre presentare al Consiglio federale un progetto di revisione approfondita del sistema di garanzia dei depositi. Confederazione e BNS hanno pure deciso di adottare due provvedimenti coordinati tra di loro per rivitalizzare il bilancio di UBS:
- la BNS crea la possibilità di trasferire attivi illiquidi a una società veicolo per garantire la regolare liquidazione;
- la Confederazione rafforza la base di fondi propri di UBS sottoscrivendo un prestito di 6 miliardi di franchi obbligatoriamente convertibile in azioni. Il credito necessario è stato approvato dalla Delegazione delle finanze.
Unitamente all'aumento di capitale sul mercato, comunicato in data ordierna da Credit Suisse, vengono in tal modo compiuti passi da gigante verso il consolidamento dei fondi propri delle grosse banche elvetiche annunciato dalla CFB.
Rafforzamento della protezione dei depositanti
Il Consiglio federale ha incaricato il DFF di presentare un progetto per migliorare in due fasi il sistema svizzero di protezione dei depositi. Quale misura immediata, nella sessione invernale il Consiglio federale intende sottoporre alle Camere federali un messaggio che preveda un aumento adeguato dei depositi garantiti e dei limiti del sistema. La determinazione esatta dei nuovi valori è oggetto dei lavori avviati, ritenuto che le decisioni degli Stati membri dell'UE costituiscono un importante punto di riferimento. Il DFF elaborerà il messaggio d'intesa con le cerchie interessate.
In una seconda fase il sistema di protezione dei depositi dovrà essere sottoposto a una revisione approfondita. Il Governo si attende che il DFF elabori la pertinente proposta di riforma al più tardi entro la fine di marzo 2009.
Pacchetto di misure UBS
Il bilancio di UBS particolarmente toccato dalla crisi dovrebbe venire rivitalizzato da due provvedimenti di Confederazione e BNS coordinati tra di loro. Da un lato il bilancio di UBS deve essere sgravato da attivi illiquidi. Al riguardo la BNS ha concluso con UBS un accordo di principio sul finanziamento a lungo termine e sulla regolare liquidazione di titoli illiquidi e altri attivi per un valore massimo di 60 miliardi di dollari USA. In tal modo UBS viene sgravata da considerevoli rischi costituiti da ulteriori rettificazioni di valore.
Quale prima garanzia contro le perdite, al fine di limitare i rischi per la BNS, UBS doterà una costituenda società di veicolo di un capitale proprio di 6 miliardi di dollari USA. Dato che deve essere sottoposta a una rettificazione di valore, questa transazione provoca un fabbisogno di fondi propri per UBS che la Commissione federale delle banche ha quantificato in 6 miliardi di franchi.
Potenziamento della base di fondi propri
Visto che alla luce della difficile situazione sui mercati nessun privato ha dato sufficienti garanzie vincolanti per la necessaria assunzione di fondi propri, con la sottoscrizione di un prestito di 6 miliardi di franchi obbligatoriamente convertibile in azioni la Confederazione rinforza la base di fondi propri della banca. A un prezzo di conversione di 20 franchi, dopo un'eventuale conversione la partecipazione della Confederazione ammonterebbe a circa il 9 per cento del capitale azionario di UBS.
I seguenti motivi depongono a favore di un prestito obbligatoriamente convertibile in azioni:
- elevata sicurezza delle transazioni;
- la Confederazione non diventa immediatamente comproprietaria dell'istituto bancario e ha la possibilità di ritirarsi dal suo impegno anche durante il periodo di validità del prestito;
- la Confederazione beneficia di indennità adeguate e sicure per il suo impegno (cedole del 12,5%).
Il Consiglio federale subordina la partecipazione a questo pacchetto di misure alle seguenti condizioni:
- l'impegno della Confederazione non comporta un aumento durevole del debito. Come avviene per altre uscite straordinarie, l'uscita per la partecipazione deve essere compensata attraverso eccedenze strutturali del bilancio ordinario. A questo proposito possono essere considerate i pagamenti a titolo di interessi ed eventuali proventi da vendite;
- l'impegno è limitato allo stretto necessario. La partecipazione della Confederazione deve per quanto possibile essere di complemento ad altri investitori e non sostituirsi a loro;
- il Consiglio federale non considera la partecipazione come un impegno duraturo della Confederazione. A seconda delle condizioni mercato e sulla base di criteri commerciali esso la venderà non appena possibile a investitori privati;
- la Confederazione viene adeguatamente indennizzata per il rischio incorso;
- la partecipazione della Confederazione è subordinata a condizioni in materia di politica di compensazione (abbuoni e indennità di partenza);
- nel periodo di partecipazione della Confederazione sono previsti regolari colloqui tra investitori e Confederazione nonché verifiche della gestione e del controllo dei rischi da parte della BNS.
La base giuridica per la misura intesa a potenziare la base dei fondi propri è costituita da un'ordinanza retta dagli articoli 184 capoverso 3 e 185 capoverso 3 della Costituzione federale. In tal modo il Consiglio federale tiene conto dell'urgenza dell'aumento di capitale alla luce degli sviluppi sfavorevoli sui mercati finanziari. Lo stanziamento del necessario credito è avvenuto con il consenso della Delegazione delle finanze e sarà sottoposto alle Camere federali per approvazione a posteriori.
Trasferimento alla BNS di attivi carichi di problemi
La transazione sgrava inoltre UBS di attivi carichi di problemi per un importo massimo di 60 miliardi di dollari USA. UBS cederà queste posizioni a una società veicolo, che doterà di un capitale proprio pari al massimo a 6 miliardi di dollari USA. Con un prestito garantito alla società veicolo, la BNS finanzia al massimo 54 miliardi di dollari USA. Per il finanziamento di questo prestito alla società veicolo la BNS non utilizza alcun attivo o riserve monetarie propri. Essa finanzia il prestito mediante assunzione di dollari USA presso la banca d'emissione statunitense e successivamente direttamente sul mercato. Il prestito viene remunerato dalla società veicolo in funzione del rischio e indennizza la BNS per i rischi incorsi.
Oltre a un diritto di pegno sugli attivi, quale garanzia la BNS ottiene pure il controllo sulla società veicolo nonché, in caso di evoluzione positiva dei valori, la parte preponderante dell'utile della società veicolo. Gli attivi trasferiti comprendono segnatamente prestiti coperti da ipoteche statunitensi ed europee su abitazioni nonché da ipoteche commerciali. Il prezzo d'assunzione è stabilito sulla base dell'attuale valore contabile degli attivi e sulla base di una perizia indipendente. La società veicolo paga il più basso dei due prezzi. Il trasferimento degli attivi alla società veicolo nonché l'amministrazione e la liquidazione degli investimenti sono sorvegliati dalla BNS.
BNS e Consiglio federale sono dell'avviso che questo provvedimento non pregiudichi il potenziale di distribuzione degli utili a lungo termine della BNS. Il Governo ha incaricato il DFF di elaborare d'intesa con i Cantoni soluzioni per un'adeguata ripartizione degli oneri per il caso in cui, contrariamente alle aspettative, la vigente convenzione sulla distribuzione degli utili conclusa tra BNS e DFF non possa più essere garantita a seguito dei provvedimenti presi.
Aumento del capitale proprio
Sulla base delle prime esperienze maturate con la crisi finanziaria, già nell'autunno del 2007 la CFB aveva innalzato i valori obiettivo per le esigenze supplementari in materia di fondi propri (2° pilastro) sopra le esigenze minime (1° pilastro) delle direttive di Basilea II per le grandi banche. Essa intende ora introdurre un ulteriore cuscinetto per il capitale proprio, che dovrebbe arginare meglio i rischi sistemici delle grandi banche. Questo nuovo inasprimento dei requisiti in materia di capitale proprio dovrebbe andare oltre le attuali esigenze svizzere e oltre l'inasprimento degli oneri previsto dal Comitato di Basilea. A questo si aggiunge l'intenzione della CFB di introdurre una "leverage ratio" (rapporto capitale proprio di base/somma di bilancio), che dovrebbe costituire una protezione contro perdite risultanti da valutazioni errate dei rischi e che le prescrizioni di Basilea II non consentono di rilevare in modo adeguato.
Con gli aumenti di capitale comunicati oggi dalle due grandi banche viene compiuto un grande passo verso un ulteriore rafforzamento delle esigenze in materia di capitale proprio.
Fiducia quale elemento fondamentale
Il sistema finanziario presta un contributo determinante a favore dell'efficienza dell'economia nazionale svizzera e di conseguenza dell'occupazione e della crescita. L'attuale crisi finanziaria potrebbe pregiudicare seriamente questa funzione economica centrale del sistema finanziario.
Consiglio federale e BNS adotteranno quindi sempre tutte le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema finanziario. Il pacchetto di misure reso noto oggi presta un contributo significativo per cautelare la stabilità finanziaria nel nostro Paese e garantire la fiducia nel sistema finanziario.
Il Consiglio federale non ha tralasciato nessuna eventualità. Nel caso in cui le banche svizzere dovessero essere confrontate con problemi di rifinanziamento, il Governo è disposto a garantire nuovi impegni interbancari a breve e a medio termine nonché transazioni sul mercato monetario di banche svizzere. La somma garantita al riguardo si orienterebbe ai bisogni concreti del sistema bancario. L'obiettivo di un simile provvedimento sarebbe di facilitare il rifinanziamento delle banche. Le precise modalità di questa soluzione verrebbero rapidamente adottate e comunicate in caso di evento.La fiducia è fondamentale per ripristinare la stabilità dei mercati finanziari internazionali e, quindi, anche del mercato finanziario svizzero. Il Consiglio federale, la BNS e la CFB intendono affrontare le cause che hanno provocato la perdita di fiducia, al fine di impedire che l'intera economia svizzera patisca danni politico-economici. Per la nostra economia nazionale la stabilità del sistema bancario nazionale e globale riveste un'importanza primaria. Il Governo è convinto che questo pacchetto di misure protegga in modo efficace l'intero mercato finanziario svizzero da scossoni dall'esterno e che contribuisca pertanto al costante rafforzamento del sistema finanziario elvetico. La stabilità che ne deriva favorisce lo sviluppo globale dell'economia svizzera e serve gli interessi del Paese.
Indirizzo cui rivolgere domande
Peter Siegenthaler, Direttore Amministrazione federale delle finanze, tel. 031 322 60 05
Pubblicato da
Ultima modifica 21.12.2021