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Le antiche melodie contenute nel celebre Codice Faenza 117 noto anche come Codex Bonadies, sono da tempo oggetto di una indagine codicologica iniziata da Pedro Memelsdorff (nella foto) che ha portato alla luce – oltre a diversi segmenti del manoscritto ritenuti perduti – una nuova mMssa cancellata e soprascritta da Johannes Bonadies nel 1474 ora restaurata con nuove tecniche digitali.
L’esecuzione di questo nuovo materiale, assieme a nuove ipotesi interpretative, ha motivato Memelsdorf e il suo ensemble Mala Punica a proporre una varietà esecutiva che include organi positivi e portativi, accanto ad altri strumenti armonici attestati documentariamente, come il clavicembalo tardo-trecentesco.
Il risultato molto suggestivo e senz’altro innovatore ha visto le voci così contornate dal virtuosismo delle diminuzioni, quasi si trattasse delle splendide iniziali di un codice miniato di cui Faenza 117 ci mostra (solo) le straordinarie filigrane. Giovanni Conti ne parla con Pedro Memelsdorf.