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Erika Bertschinger, alias Uriella, dovrà pagare 625'000 franchi più interessi a una ex adepta della sua setta «Fiat Lux»: lo ha stabilito il tribunale d'appello di Appenzello esterno, respingendo il ricorso presentato dalla fondatrice della setta. La corte ha così confermato la sentenza emessa il 12 aprile dal tribunale cantonale.
Le motivazioni non sono ancora state rese note, ha detto sabato la legale dell'ex adepta. La 60enne querelante zurighese aveva concesso, tra il 1994 e il 1996, sette prestiti in contanti, con un termine di scadenza medio di 15 anni.
In prima istanza, il tribunale cantonale d'Appenzello Esterno aveva però stabilito che la donna aveva diritto «per motivo importante» alla restituzione anticipata dei 625'000 franchi prestati e degli interessi. La base di fiducia tra le parti non esisteva infatti più, dopo l'uscita della ex adepta dalla setta nel 1997, affermava il tribunale. Uriella aveva interposto ricorso.
Dinanzi alla corte d'appello di Trogen, l'avvocatessa della ex adepta ha insistito sulla mancanza di discernimento della sua cliente al momento dei fatti. Secondo la legale, in «Fiat Lux» regnava un regime del terrore. Uriella manipolava i suoi adepti, dosando abilmente paura e speranze. La «guaritrice» aveva infatti fatto credere alla querelante che quest'ultima e i suoi figli soffrivano di cancro e leucemie, malattie queste mai di diagnosticate dai medici.
Uriella, autodefinitasi la portavoce di Dio, non era presente in aula. Per bocca del marito, Eberhard Eike alias Icordo, si è detta pronta ricorrere presso il Tribunale federale. Secondo Icordo, il processo è frutto di una campagna di provocazione. «Fiat Lux» è un ordine e non una setta, ha spiegato ai giudici. I 700 iscritti sono liberi e Uriella non ha mai utilizzato argomenti quali la fine del mondo per indottrinarli.
swissinfo e agenzie