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Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa popolare contro l’insegnamento dell’educazione sessuale
Berna, 28.11.2014 - Il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio sull’iniziativa popolare «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare». Nell’interesse prioritario dei minori raccomanda di respingere l’iniziativa e non ritiene che sussistano ragioni per approvare le nuove disposizioni costituzionali relative all’insegnamento dell’educazione sessuale richieste e per interferire nella competenza cantonale in materia scolastica.
L'iniziativa popolare presentata alla fine del 2013 si pone contro l'insegnamento dell'educazione sessuale nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare. Ammetterebbe, nell'ambito dell'insegnamento della biologia, lezioni sulla riproduzione e sullo sviluppo umani solo nelle classi in cui gli allievi hanno almeno dodici anni.
La Confederazione e i Cantoni prendono sul serio il timore che possa essere impartito un insegnamento dell'educazione sessuale non adatto all'età, tuttavia l'iniziativa popolare lotta contro obiettivi che né le autorità preposte alla formazione né le scuole perseguono. Nella scuola dell'infanzia e sino alla fine della scuola primaria attualmente non viene impartita nessuna lezione di educazione sessuale propriamente detta. L'educazione sessuale dei bambini e degli adolescenti è un compito che spetta innanzitutto ai genitori e questo principio rimarrà indiscusso anche in futuro.
Tuttavia il Consiglio federale ritiene che le misure di prevenzione nell'ambito della scuola e l'insegnamento dell'educazione sessuale verso la fine della scuola primaria siano indispensabili per proteggere i minori contro la violenza sessuale, le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate. Inoltre tutti i bambini e gli adolescenti traggono vantaggio da queste lezioni adeguate all'età, indipendentemente dalla situazione familiare.
Approvare l'iniziativa popolare significherebbe ostacolare la prevenzione e compromettere le pari opportunità degli allievi. Il divieto generale di impartire un insegnamento dell'educazione sessuale obbligatorio non sarebbe compatibile con il diritto dei bambini e degli adolescenti di ricevere una tutela speciale della propria incolumità.
Con il rifiuto dell'iniziativa il Consiglio federale intende mantenere la legislazione vigente: l'educazione sessuale spetta innanzitutto ai genitori, mentre la scuola, nell'ambito del suo mandato formativo pubblico, sostiene la famiglia fornendo conoscenze di base sulla prevenzione sanitaria e la sessualità.
Nel sistema federale svizzero i Cantoni e i Comuni sono competenti per l'organizzazione della scuola dell'obbligo, la cui missione pubblica è fondamentale. Il Consiglio federale è certo della serietà della scuola, che svolge i suoi compiti con la consapevolezza dei limiti del suo mandato, in assoluta trasparenza e collaborando a stretto contatto con la famiglia nel tema delicato della sessualità. Respingendo l'iniziativa «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare» il Consiglio federale esprime apertamente la sua fiducia nei confronti della scuola.
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