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Seconda immolazione nello stesso giorno avvenuta nella medesima contea di Sangchu, nella provincia del Guansu. Con questa salgono a 60 le immolazioni di tibetani dal febbraio 2009, la quinta immolazione da sabato scorso nella stessa contea.
Ieri sera l'agenzia Nuova Cina aveva riferito dell'immolazione di un giovane di 23 anni, Lhamo Tseten, che si era dato fuoco nei pressi dell'ospedale di Lanzhou, contea di Sangchu, nella prefettura di Gannan (Kanlho per i tibetani, zona di Amdo), morendo poco dopo a causa delle fiamme.
Fonti di organizzazioni che si battono per i diritti dei tibetani, oltre a confermare la prima immolazione, hanno confermato una seconda immolazione. Poche ore dopo un altro giovane, Tsephag Kyab, 21 anni, si è immolato sempre nella contea di Sangchu nella regione di Labrang a Sangkhok. Anch'egli è morto sul posto e il suo corpo è ora nelle mani della famiglia. Entrambi, prima di morire, mentre si davano fuoco hanno urlato slogan contro il governo cinese e il suo controllo del Tibet, chiedendo autonomia per il paese dei lama e il ritorno del leader religioso, il Dalai Lama.
Con queste due immolazioni, è salito a 60 il numero di questi atti dal 2009.