Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01063.jsonl.gz/140

Svizzera: il Consiglio federale respinge l’iniziativa popolare per tredicesima mensilità pensioni AVS.
Il Consiglio federale si dichiara contrario all’iniziativa popolare federale «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)». In occasione della sua seduta del 25 maggio 2022 ha adottato e trasmesso al Parlamento il relativo messaggio. L’Esecutivo ritiene che non vi sia alcun margine di manovra finanziario per il versamento di una tredicesima rendita di vecchiaia dell’AVS. Inoltre, i beneficiari di una rendita d’invalidità o per superstiti sarebbero penalizzati rispetto ai pensionati. Il Consiglio federale punta sulle riforme della previdenza per la vecchiaia in corso, tese a mantenere il livello delle prestazioni dell’AVS e della previdenza professionale obbligatoria e a garantire l’equilibrio finanziario del 1° e del 2° pilastro.
L’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)» chiede che tutti i beneficiari di una rendita di vecchiaia abbiano diritto a un supplemento annuo pari a un dodicesimo della loro rendita annua, vale a dire a una tredicesima rendita di vecchiaia dell’AVS. Il supplemento non dovrà comportare la riduzione delle prestazioni complementari (PC) né la perdita del diritto alle medesime.
Con l’attuale meccanismo di adeguamento delle rendite AVS all’evoluzione dei prezzi e dei salari, le rendite AVS sostituiscono una parte del reddito conseguito in precedenza più bassa per ogni generazione di beneficiari di rendita rispetto alla generazione precedente. Le richieste di migliorare le prestazioni dell’assicurazione sono dunque comprensibili per il Consiglio federale. Tuttavia, se da un lato l’accettazione dell’iniziativa migliorerebbe le prestazioni di vecchiaia dell’AVS, dall’altro, le prestazioni supplementari peggiorerebbero ulteriormente la situazione finanziaria dell’assicurazione, poiché genererebbero spese supplementari pari a circa 5 miliardi di franchi nel 2032. Questo importo corrisponde a circa 0,8 punti percentuali dei salari o a 1,1 punti percentuali IVA. Già con l’ordinamento vigente, secondo le prospettive finanziarie l’AVS registrerà un deficit di ripartizione di circa 4,7 miliardi di franchi nel 2032.
Il proposto versamento di una tredicesima rendita di vecchiaia dell’AVS provocherebbe inoltre ingiustizie. Da un punto di vista sociopolitico, tale supplemento non sarebbe giustificato per tutti i beneficiari di rendita. Inoltre, i beneficiari di rendite di vecchiaia sarebbero avvantaggiati non solo per quanto riguarda il supplemento di rendita, ma anche nell’ambito delle PC, mentre le prestazioni dei beneficiari di una rendita d’invalidità o per superstiti sarebbero calcolate in base a importi più bassi. Il Consiglio federale considera problematica una tale disparità tra le rendite del 1° pilastro. A suo avviso, inoltre, con le prestazioni complementari il sistema sociale svizzero può adempiere nel suo complesso il mandato di garantire la copertura del fabbisogno vitale.
Riforme in corso nell’ambito della previdenza per la vecchiaia
La riforma concernente la stabilizzazione dell’AVS (AVS 21), approvata dal Parlamento il 17 dicembre 2021 e su cui il Popolo voterà il 25 settembre 2022, è volta a garantire il finanziamento dell’assicurazione e a mantenere il livello delle prestazioni per il prossimo decennio. In base al progetto, l’età di pensionamento sarà armonizzata a 65 anni sia per gli uomini che per le donne. Per le donne prossime al pensionamento l’aumento dell’età AVS sarà accompagnato da misure compensative. Per generare entrate supplementari si procederà a un aumento dell’IVA. Inoltre, il passaggio dalla vita professionale al pensionamento sarà reso più flessibile e potrà essere effettuato gradualmente tramite la riscossione parziale della rendita. Chi lavorerà oltre i 65 anni avrà la possibilità di colmare eventuali lacune contributive e migliorare così la propria rendita.
Il Consiglio federale preferisce puntare su un miglioramento mirato della previdenza per la vecchiaia degli assicurati con redditi modesti invece che su un costoso ampliamento delle prestazioni per tutti. A tal fine si prevede di rendere la previdenza professionale obbligatoria accessibile anche ai lavoratori con gradi d’occupazione e redditi bassi. La riforma LPP 21 è attualmente discussa in Parlamento.
Il Consiglio federale propone pertanto al Parlamento di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa per una 13esima mensilità AVS.