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PECHINO - Cina e Usa hanno avuto scambi «costruttivi e schietti» su questioni economiche e commerciali di comune interesse: «entrambe le parti terranno i contatti aperti per le future disposizioni», si legge in una nota del ministero del Commercio cinese sul suo sito web.
I colloqui del 22-23 agosto di Washington, chiusi senza lo sblocco dello stallo, hanno impegnato la delegazione cinese guidata dal viceministro del Commercio Wang Shouwen e quella americana con a capo David Malpass, sottosegretario per gli Affari internazionali del Tesoro.
Pechino, come fatto in situazioni analoghe, ha presentato ricorso all'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) contro i dazi al 25% per 16 miliardi di dollari imposti dagli USA sull'import di un'ampia gamma di prodotti "made in China" a partire dal 23 agosto. La Cina, inoltre, ha anche risposto specularmente alla seconda tranche di 50 miliardi complessivi promossi dal presidente Donald Trump, mettendo nel mirino oltre 300 beni americani.
I funzionari delle due parti si sono concentrati su come ribilanciare e rendere più equi i legami commerciali, ha affermato la Casa Bianca in una nota. Un focus è stato dedicato «alle questioni strutturali», come il presunto trasferimento forzato di tecnologia imposto dalla Cina alle aziende statunitensi.
«Speriamo che gli USA parlino con la Cina in modo razionale e pratico, portando a buoni risultati», aveva detto in conferenza stampa a Pechino il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang prima dell'apertura del secondo giorno di colloqui.
Il confronto di Washington, su cui Trump aveva espresso scetticismo su una possibile svolta, ha comunque ripreso un dialogo sospeso dagli inizi di giugno, da quando l'incontro di due giorni a Pechino tra il segretario al Commercio Wilbur Ross e il vice premier Liu He si era chiuso con un nulla di fatto.