Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01213.jsonl.gz/1066

Le modifiche alla Costituzione cantonale ticinese concernenti i diritti popolari e politici, approvate in votazione a larga maggioranza lo scorso anno, sono conformi al diritto nazionale.
Dopo il Consiglio degli Stati, oggi anche il Nazionale ha accordato - tacitamente - la necessaria garanzia federale.
Il 10 febbraio del 2018, ha ricordato il relatore commissionale Michaël Buffat (UDC/VD), i ticinesi avevano approvato in votazione quattro modifiche costituzionali concernenti i diritti politici dei ticinesi all'estero, i termini per la raccolta delle firme, i progetti con varianti nel caso di revisione della Costituzione cantonale e le regole concernenti il voto in caso di iniziative popolari legislative. I quattro progetti sono tutti stati approvati con percentuali di "sì" superiori al 70%.
Oltre a quella ticinese, i "senatori" hanno accordato la garanzia anche alle costituzioni rivedute di Uri (regolazione degli effettivi di grandi predatori e estensione del sistema maggioritario nelle elezioni del Gran Consiglio), Vaud (accesso a centri di accoglienza medico-sociali), Vallese (data della sessione costitutiva del Gran Consiglio e il termine tra il primo e il secondo turno nelle elezioni cantonali) e Ginevra (compiti pubblici in ambito artistico e culturale).
Tra queste modifiche costituzionali, si segnala quella sull'elezione di 64 deputati del legislativo urano. La particolarità del cantone è che ogni comune costituisce un circondario elettorale. In futuro nei quattro maggiori comuni (Altdorf, Bürglen, Erstfeld e Schattdorf) si voterà con il sistema proporzionale denominato "doppio Pukelsheim", giudicato più equo per i piccoli partiti, mentre altri quattro comuni passeranno dal proporzionale al maggioritario.
L'introduzione in questi grossi comuni del "doppio Pukelsheim" (dal nome del matematico tedesco che lo ha concepito), considerato più equo per il conteggio dei voti, è stata approvata con il 68% dei voti lo scorso 19 maggio. In una sentenza del 2016 il Tribunale federale aveva giudicato incostituzionale il sistema urano, ma in un'altra decisione dello scorso anno la suprema corte è in parte ritornata sui suoi passi, come ha ricordato la consigliera federale Karin Keller-Sutter.
Durante le discussioni, Céline Widmer (PS/ZH) ha criticato la revisione costituzionale urana sollevando la questione della rappresentatività dei piccoli partiti. Lo stesso Consiglio federale ha emesso riserve, ha ricordato la ginevrina, giudicando quello in discussione "un caso limite". Ma il plenum non l'ha seguita e, con 103 voti contro 88 e 2 astenuti, ha deciso di accordare la garanzia anche alla riveduta costituzione del canton Uri.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>