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Ribera del Duero
La denominazione DO fu conferita al Ribera del Duero nel 1982, quando i vigneti venivano lavorati quasi esclusivamente da cooperative; in seguito la regione ha visto una rapidissima ascesa, definita da Hugh Johnson come «il moderno miracolo del vino rosso della Spagna settentrionale». Non a caso oggi la denominazione Ribera del Duero è sinonimo in tutto il mondo di un vino rosso di grande qualità.La tenuta più celebre della regione, la Vega Sicilia, fu fondata nel lontano 1860, tuttavia negli anni Ottanta la tenuta Pesquera di Alejandro Fernández divenne azienda leader della zona. Il viticoltore ha infatti saputo riconoscere il potenziale della regione, raggiungendo con i suoi vini uno strepitoso successo, a seguito del quale molti altri vignaioli hanno trovato il coraggio di avviare una produzione propria e di presentarla sul mercato. In pochi decenni l’appellation Ribera del Duero, creata nel 1982, ha conquistato una fama mondiale. Chi, tuttavia, nell’ambito del boom vinicolo spagnolo giudicasse ambiziosa e arrivista questa regione vitivinicola, sbaglierebbe di grosso. In effetti, 400 anni fa, durante il Siglo de Oro spagnolo, la valle del Duero aveva già una grande importanza; sotto la dominazione asburgica, inoltre, sperimentò da una parte severe prescrizioni di qualità e restrizioni di produzione e, dall’altra, una protezione contro la concorrenza sleale. Aranda de Duero, oggi area commerciale e territorio di produzione di grande importanza nel cuore della Castiglia, conservava la maggior parte dei vini prodotti all’epoca. Le gallerie delle numerose cantine sotterranee che si dipanano sotto la città vecchia ne sono una muta testimonianza. Prima della sua rinascita negli anni Ottanta del secolo scorso, questa regione produceva i cosiddetti «claretes», vini realizzati assemblando uve rosse e uve bianche, nonché i «tintos», vini dal colore scuro e profondo molto quotati nella Spagna nordoccidentale. La fine della dittatura portò nuovi flussi di investimenti nelle zone rurali del Paese e, a partire dal 1980, una manciata di cooperative e alcune rare famiglie di viticoltori diedero nuova vita alla zona vinicola estesa lungo le rive del Duero.All’epoca nella DO erano registrati circa 8000 ettari di vigneti che costituirono le basi per la rinascita della viticoltura locale. L’origine del nome della DO, peraltro, proviene dalla cantina oggi attiva sotto il nome di Protos. Questa azienda, che nel 1981 mise a disposizione il proprio marchio Ribera del Duero per battezzare l’appellation, è uno dei promotori della DO.
Nel 1982 le tenute vinicole erano 9, oggi sono 307
- Mediterraneo con influenze continentali.
- In estate si raggiungono temperature di 40 °C e in inverno il termometro scende fino a -20 °C.
- Le precipitazioni annuali raggiungono appena i 400-500 mm mentre il soleggiamento tocca le 2400 ore annue.
Superficie vitata/quantitativi prodotti
- 24 014 ettari
- 123 186 tonnellate d’uva vendemmiate nel 2020
Fatti e cifre
- Ogni anno nella Ribera del Duero vengono prodotti circa 85 000 000 di litri di vino.
- Nella Ribera del Duero la superficie vitata si estende su 24 014 ettari.
- Nella DO sono attivi 8 000 viticoltori.
- Nella Ribera del Duero sono state registrate ben 307 tenute.
- Nella Ribera del Duero il 95% della produzione è costituito da uve di Tempranillo, anche chiamato Tinto Fino o Tinta del País. Sono ammesse anche piccole quote di Cabernet Sauvignon, Merlot, Garnacha, Malbec e Albillo, un vitigno bianco.
- Conformemente alle prescrizioni del consiglio di regolamentazione (Consejo Regulador) in ambito di vino rosso le cuvée devono essere composte per il 75% da Tempranillo.