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Il Sacro Monte di Brissago
All’inizio del 18.imo secolo (probabilmente nel 1707) un capo mastro di Brissago, tale Gerolamo Tirinanzi (o Tiravanti), costruisce una cappella su uno scoglio che costeggia il torrente oggi chiamato “Riale del Sacro Monte”, in un luogo di grande suggestione naturalistica, probabilmente per una grazia ricevuta.
La forma piramidale dello scoglio gli suggerì l’immagine del monte Calvario, motivo per cui l’allora Monte Capriccio venne rinominato in Monte Addolorato.
Attorno, costruì sentieri di accesso e probabilmente alcune cappelle della via Crucis.
L’oratorio vero e proprio (santuario dell'Addolorata), edificato in due fasi successive, è dovuto alla generosità di Antonio Francesco Branca, che grazie alla fortuna avuta nel commercio dapprima a Livorno, poi a Mosca e San Pietroburgo, devolse somme ingenti per la sua edificazione. Per la sua permanenza in Russia, venne detto “Il moscovita”.
Il Branca fece costruire la strada d’accesso, e per tale generosità ottenne il “jus patronato” dalla Comunità brissaghese, ponendovi il fratello Francesco Maria, frate cappuccino, quale titolare del beneficio e responsabile del Sacro Monte.
“Il moscovita” fece eseguire ed ultimare le cappelle della via Crucis, allargare la piazzetta antistante la chiesa, tagliando parte della montagna. Il 16 giugno 1778 all’età di 64 anni morì a Milano, ma secondo le sue ultime volontà le sue spoglie vennero tumulate nella “sua” chiesa.
Nel periodo fra il 19.imo e 20.imo secolo, il santuario venne parzialmente restaurato, finche alla fine del secolo scorso (1985-2000) venne completamente restaurato, unitamente alla casa adiacente, alla via Crucis ed al Calvario stesso.