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BRATISLAVA - Da un lato, la necessità del cambiamento e della riconquista della fiducia nella giustizia e nelle istituzioni statali, dall'altro i tradizionali valori cattolici: gli slovacchi si preparano a scegliere tra queste due prospettive, domani, nel ballottaggio con cui decideranno chi sarà il loro presidente per i prossimi cinque anni.
A sfidarsi alle urne, la new entry avvocata Zuzana Caputova e il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic: entrambi con un dichiarato orientamento occidentale e europeista ma la prima con un marcato accento liberale e il secondo, sostenuto dal più forte partito governativo Smer, che punta invece sulla tradizione.
I sondaggi prevedono una vittoria convincente di Caputova, con il 60% contro il 40% di Sefcovic. «Non è soltanto una competizione per il posto del presidente, in gioco c'è molto di più ma soprattutto i principi fondamentali per il funzionamento del Paese», ha detto nell'ultimo duello televisivo con il suo rivale. Il desiderio del cambiamento, di cui Caputova è simbolo, si era manifestato in tutta la Slovacchia dopo l'omicidio del giornalista Jan Kuciak che scriveva sui legami tra il potere rappresentato dal partito Smer dell'ex premier Robert Fico e la criminalità organizzata.
La 45enne Caputova è entrata in politica nel 2017. Fino al primo turno delle presidenziali era vicepresidente del partito non governativo Slovacchia progressista. È diventata nota per le sue attività nel campo dell'ecologia e per essersi impegnata per i diritti degli omosessuali e delle minoranze.
Maros Sefcovic (52 anni) ha basato la sua campagna sulla promozione della famiglia tradizionale e dei valori cristiani nonostante negli anni 80 fu membro del Partito comunista che nell'ex Cecoslovacchia comunista perseguitava le chiese. È membro della Commissione europea dal 2009. «La campagna ha confermato che la società slovacca è polarizzata. Il mio appello alla riconciliazione è stato percepito positivamente», ha detto Sevcovic.
Nel primo turno Caputova ha ottenuto il 40,57% dei voti, il suo rivale è finito secondo con il 18,66%. Il ballottaggio dipenderà dai voti del 25% degli elettori che nel primo turno hanno votato in favore dei due candidati antisistema, Stefan Harabin e Marian Kotleba, nonché dall'affluenza alle urne che nel primo turno è stata del 49%. I seggi elettorali sono aperti domani dalle 7 alle 22, il risultato del ballottaggio sarà noto domani nella notte. Il vincitore sostituirà l'attuale presidente Andrej Kiska a metà giugno.