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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce le principali funzioni dell'apicoltura svizzera - segnatamente l'attività sul piano economico, la produzione di miele e di altri prodotti delle api nonché l'impollinazione delle piante utili e selvatiche - che contribuiscono a mantenere l'equilibrio ecologico e a garantire i raccolti agricoli.</p><p>La Confederazione non versa contributi direttamente agli apicoltori, ma sostiene la ricerca e la consulenza in ambito apicolo, concedendo un importo di 160 000 franchi all'anno al Centro di ricerche apicole (p.es. per corsi di perfezionamento e attività di consulenza delle associazioni apicole). Inoltre, l'Ufficio federale di veterinaria investe ogni anno da 40 000 a 50 000 franchi per la ricerca sulla lotta alle malattie delle api. Gli apicoltori approfittano indirettamente di tali provvedimenti.</p><p>Nell'ambito del concetto di conservazione delle razze svizzere di animali da reddito (art. 142 LAgr), la Confederazione prevede pure provvedimenti di sostegno per la conservazione delle razze di api. Qualora venisse riscontrato un forte calo degli effettivi, potrebbero venir prospettati provvedimenti di conservazione come una migliore selezione delle regine (tenuta di un libro genealogico, stima del valore zootecnico) oppure il sostegno alle stazioni di fecondazione.</p><p>In Svizzera la quota di apicoltori che sono al contempo agricoltori ammonta al 20 per cento al massimo. Soltanto le aziende contadine che coltivano il suolo possono ottenere pagamenti diretti a titolo di indennizzo delle prestazioni ecologiche e di quelle fornite nell'interesse della collettività. Non esiste una base legale che consenta di sostenere finanziariamente gli altri apicoltori. La situazione non cambierebbe neppure se nell'ordinanza sulla terminologia agricola figurassero le api o se venisse fissato un coefficiente per la conversione delle api in UBG. Un sostegno specifico accordato unicamente agli agricoltori che detengono api verrebbe interpretato dagli altri apicoltori che non beneficiano dei pagamenti diretti come un'ingiustizia.</p><p>Benché il Consiglio federale tenga allo sviluppo dell'apicoltura, ritiene che i pagamenti diretti non siano lo strumento adatto per sostenere questa attività. In caso di necessità dovuta all'evoluzione degli effettivi, esso sarebbe disposto a vagliare l'opportunità di sostenere maggiormente l'agricoltura mediante la ricerca, la consulenza ed eventualmente nell'ambito di provvedimenti di conservazione della diversità delle razze da reddito.</p><p>Si rinvia infine ai provvedimenti di promozione dell'apicoltura conformi alle effettive esigenze regionali adottati a livello cantonale e comunale, com'è il caso in singoli Comuni dei Cantoni di Argovia e Basilea Campagna.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.