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BASILEA - Il gruppo agrochimico basilese Syngenta ha realizzato un utile di 1,25 miliardi di dollari nel primo semestre, in calo dell'11% rispetto ai primi sei mesi del 2009. Il giro d'affari è aumentato dell'1% attestandosi a 6,74 miliardi di dollari (7,1 miliardi di franchi).
A tassi di cambio costanti, le vendite hanno tuttavia subito una flessione del 3%, indica Syngenta in una nota odierna. Senza tener conto dei costi di ristrutturazione e delle rettifiche di valore l'utile netto è diminuito del 9% a 1,3 miliardi. L'utile operativo Ebitda è sceso del 9% a 1,9 miliardi di dollari. Il fatturato corrisponde alle previsioni degli analisti, l'utile è invece inferiore alle attese.
Mentre nella divisione Crop Protection (protezione delle piante) le vendite sono rimaste praticamente invariate a quasi 5 miliardi di dollari, nel comparto Seeds (sementi) vi è stato un incremento del 5% a 1,8 miliardi. Nei paesi emergenti Syngenta è cresciuta del 15% a tassi di cambio costanti.
Il presidente della direzione Mike Mack, citato nella nota, spiega che "dopo un avvio esitante nel primo trimestre abbiamo registrato un forte aumento della domanda per i nostri prodotti nel 2010. Il 2009 era stato caratterizzato da una bassa infestazione di parassiti e una debole concessione di crediti agli agricoltori".
Gli elevati stock nei canali di distribuzione sono stati ridotti, cosa che ha contribuito a una pressione sui prezzi nei paesi industrializzati, soprattutto nel Nordamerica. Di conseguenza gli aumenti di prezzo effettuati nella prima metà del 2009 sono in parte stati revocati.
Per la seconda metà dell'esercizio Syngenta si attende un proseguimento della dinamica positiva in corso in termini di volume. Come già annunciato, sull'utile potrebbero pesare l'aumento dei costi netti di finanziamento e dell'aliquota d'imposta. L'utile operativo per l'intero 2010 dovrebbe restare sui livelli dell'anno scorso. In aprile il gruppo aveva ancora pronosticato un incremento.
SDA-ATS