Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01074.jsonl.gz/1126

PECHINO - Diversi cittadini cinesi proprietari di account popolari sui social media relativi al mercato delle criptovalute hanno avuto un brusco risveglio nel fine settimana, con i loro account che sono stati bannati perché «in violazione delle regole vigenti».
Come riporta il Guardian, si tratta di una delle conseguenze del giro di vite cinese sul trading e il mining di bitcoin. Una stretta che non si ferma però qui, anzi: il Governo di Pechino ha intenzione - secondo alcuni analisti locali - di collegare le attività illegali relative alle criptovalute al diritto penale del paese.
«È il giorno del giudizio per gli Opinion leader (le persone con un certo seguito) del cripto», ha dichiarato un analista su Weibo, il cui account è tra quelli che sono stati resi inaccessibili. Secondo l'esperto e professore di diritto alla New York University, Winston Ma, «il Governo cinese ha così chiarito che non possa esistere nessuna versione cinese di Elon Musk».
Qualche settimana fa, lo ricordiamo, la Banca centrale di Pechino ha vietato agli istituti finanziari e alle società di pagamento di fornire servizi relativi alle transazioni di criptovaluta. Il Governo, inoltre, ha ripetutamente messo in guardia sui rischi finanziari delle criptovalute, mentre l'emittente statale CCTV ha ribadito più volte che la criptovaluta è un bene troppo poco regolamentato, spesso utilizzato nel mercato nero, nel riciclaggio di denaro, nel contrabbando di armi, nel gioco d'azzardo e nel traffico di droga.