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Gli studenti in procinto di partire per l'estero nell'ambito di uno scambio con altre università possono tirare un sospiro di sollievo. Il Consiglio federale ha deciso oggi, nell'ambito di una soluzione transitoria resasi necessaria dopo la sospensione dei negoziati con l'Ue su Erasmus+, di sbloccare 22,7 milioni di franchi per il 2014.
Questa soluzione di ripiego è stata elaborata dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), nell'attesa che la Svizzera possa nuovamente associarsi al programma europeo di mobilità. Tale obiettivo include anche il programma di ricerca Orizzonte 2020.
Di fatto, la soluzione transitoria approvata oggi dall'Esecutivo rispecchia la situazione antecedente il 2011, quando la Confederazione sosteneva direttamente, e non per il tramite dell'Ue, quegli studenti desiderosi di trascorrere un periodo di studio lontani dalla loro "alma mater".
I costi per l'anno in corso vengono coperti con i contributi di programma destinati alla Commissione europea per il 2014 inizialmente previsti per la partecipazione a Erasmus+ come paese associato pari a 22,7 milioni, indica una nota odierna del DEFR.
Dal momento che l'89% dei fondi è destinato alla mobilità, questo settore sarà prioritario per l'esecutivo. A tale riguardo, la Confederazione si assume anche i costi dei partecipanti stranieri ai progetti elvetici.
Rispetto alle disposizioni previste in caso di associazione, la quota di bilancio destinata alle attività di progetto diminuirà notevolmente. Berna intende prima di tutto sostenere i progetti d'eccellenza dopo una selezione operata sulla base di criteri nazionali. Diversi progetto Erasmus sono finiti nel mirino delle critiche giacché per questi non erano previsti criteri minimi in fatto di qualità.
Benché la soluzione transitoria non offra tutte le forme di partecipazione a Erasmus+, essa consente di proseguire "i progetti di mobilità già messi in cantiere e assicura ai partecipanti svizzeri la maggiore continuità possibile in vista di una prossima adesione".
Uno sblocco della situazione in merito al programma Erasmus+ e Orizzonte 2020 è attesa non appena la Confederazione e l'Unione europea si metteranno d'accordo sul dossier croato. Tra Berna e Zagabria sarebbe stata raggiunta un'intesa di massima per l'estensione della libera circolazione; come noto, la Svizzera ha deciso di non sottoscrivere questo documento dopo il risultato della votazione del febbraio scorso.
Bruxelles ha quindi sospeso i negoziati di associazione a Erasmus+ e Orizzonte 2020, nell'attesa che la Svizzera ottemperi ai suoi obblighi, come previsto dagli accordi bilaterali.
SDA-ATS