Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/204349

<h2>SubmittedText<h2><p>Una collaborazione coordinata tra la polizia, i consultori, le case rifugio per donne, gli ospedali e gli altri attori interessati dalla violenza domestica rappresenta un elemento centrale per lottare in maniera efficace contro questo fenomeno. È quanto risulta dalle esperienze maturate in Svizzera ma anche in altri Paesi. Le vittime possono essere tutelate e un'ulteriore violenza può essere evitata soltanto se tutti i partecipanti agiscono insieme. </p><p>Questo coordinamento rientra negli obblighi derivanti dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Un progetto pilota lanciato a Vienna nel 2011 costituisce un buon esempio: si tratta di conferenze multi-istituzionali per valutare i rischi e pianificare la sicurezza al fine di prevenire la violenza nei confronti di vittime particolarmente vulnerabili, organizzate per casi specifici e denominate Marac (Multi-Agency Risk Assessment Conference). Il metodo è stato sviluppato nel 2003 in Gran Bretagna e più precisamente nel Galles, dalla polizia e dal servizio di protezione delle donne di Cardiff. </p><p>Nel quadro del metodo Marac le istituzioni responsabili della prevenzione della violenza nella famiglia (polizia, servizi giudiziari, enti di aiuto alle donne e di protezione della gioventù e dell'infanzia, istituzioni sanitarie, di assistenza alle persone dipendenti, assistenza riabilitativa, ecc.) organizzano a intervalli regolari una conferenza comune su un determinato caso per definire e attuare misure efficaci a tutela di vittime particolarmente vulnerabili. Tutte insieme, formano un'alleanza per la prevenzione della violenza. </p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Un progetto come Marac può essere avviato anche in Svizzera?</p><p>2. Vi sono altri modelli applicati con successo in altri Paesi che la Svizzera potrebbe prendere a esempio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il progetto MARAC menzionato nell'interpellanza è un sistema specifico di gestione della minaccia. La gestione della minaccia mira a individuare e valutare a uno stadio precoce derive preoccupanti di persone. In caso di un elevato rischio di passaggio all'atto, l'obiettivo è trovare una soluzione pacifica a lungo termine, evitando la violenza. La gestione della minaccia è caratterizzata principalmente da una collaborazione sistematica, istituzionalizzata e interistituzionale tra tutti i servizi coinvolti nonché da una definizione chiara delle competenze in tutte le fasi della procedura. Il Consiglio federale ritiene che questo coordinamento di tutti gli attori rilevanti sia fondamentale per evitare altri gravi reati. Caldeggia le iniziative adottate dai Cantoni per istituzionalizzare la collaborazione tra i diversi servizi nella lotta alla violenza (cfr. rapporto del Consiglio federale dell'11 ottobre 2017 in adempimento del postulato Feri Yvonne 13.3441, Gestione della minaccia in caso di violenza domestica. Panoramica del quadro giuridico e definizione nazionale del concetto, disponibile in tedesco e francese all'indirizzo <a href="https://www.parlament.ch/centers/eparl/curia/2013/20133441/Bericht BR D.pdf">https://www.parlament.ch/centers/eparl/curia/2013/20133441/Bericht%20BR%20D.pdf</a> ). Secondo questo rapporto, nel 2017 13 Cantoni hanno approntato una gestione della minaccia e otto intendevano istituire un sistema di questo tipo.</p><p>Fondandosi sul suddetto rapporto, il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. La gestione della minaccia compete in primo luogo ai Cantoni, che determinano in particolare a quali modelli, svizzeri o esteri, intendono orientarsi. Inoltre, la gestione della minaccia può essere organizzata in vari modi, che dipendono dalle strutture esistenti nel Cantone in questione. Per approntare un sistema di questo tipo può essere necessario adottare nuove norme a seconda delle modalità di gestione della minaccia e delle specificità del diritto cantonale (in materia di polizia, sanità e protezione dei dati).</p><p>2. Nel citato rapporto del Consiglio federale sono illustrati i sistemi di gestione della minaccia dei Cantoni di Zurigo, Basilea Campagna, Lucerna e Vallese. I Cantoni che intendono approntare una gestione della minaccia possono quindi ispirarvisi. In ragione della competenza cantonale in materia, il Consiglio federale non ritiene opportuno esaminare in dettaglio e presentare altri modelli specifici o esteri né di raccomandarli ai Cantoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.