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Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli, i due svizzeri condannati a 12 anni di prigione per traffico di cocaina in Guatemala, rimangono dietro le sbarre.
I loro difensori, di fronte alle scarse possibilità di successo per una revisione del processo, preferiscono puntare ora sulla buona condotta dei due, per ottenere una liberazione anticipata. Lo hanno riferito domenica fonti giudiziarie guatemalteche.
Riduzioni per buona condotta
Luis Alfredo Calleras Rivera, legale dell'ex imprenditore grigionese Giovanoli, aveva già sottolineato in gennaio che una riduzione della pena nei casi di traffico di stupefacenti non è cosa facile in Guatemala. Puntando invece sulla buona condotta di Hänggi e Giovanoli, l'ultima pena a cui i due sono stati condannati, 12 anni, potrebbe trasformarsi in sei anni di detenzione, di cui quattro già scontati.
Silvio Giovanoli, Nicolas Hänggi e suo padre Andreas, all'epoca direttore della filiale guatemalteca di Nestlé, erano stati arrestati nell'agosto 1997, dopo la scoperta di 13 chilogrammi di cocaina in un container della ditta di Giovanoli con piante tropicali destinate in Europa.
Processo complicato
Nel settembre 1998, i due giovani vengono condannati a 20 annidi reclusione e Andreas Hänggi a 12 anni. Quest'ultimo è prosciolto per mancanza di prove dalla Corte di appello nel febbraio 1999 e subito dopo lascia il Paese. Per gli altri due la pena è ridotta a tre e cinque anni di reclusione, commutabili in multe.
Il verdetto viene poi annullato per vizio di forma e nell'agosto 2000 un nuovo processo stabilisce una condanna a 12 anni ognuno per Nicolas Hänggi e Giovanoli.
swissinfo e agenzie