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LONDRA - Torna a calare l'indice d'infezione Rt da Covid in Inghilterra. Il dato diffuso oggi passa da 1,1-1,3 a una forchetta fra 0,9 (di nuovo sotto la soglia d'allerta 1) e 1,1.
Su questo abbassamento della curva dei contagi - impennatisi a circa 40.000 al giorno nelle ultime settimane, con un rimbalzo autunnale che ha preceduto quello di altri Paesi europei - pesa l'accelerazione delle terze dosi del vaccino (booster): offerte nel Regno già a tutti gli over 50 e somministrate ora a oltre 9 milioni di persone, senza introduzione o ripristino di alcuna restrizione significativa.
Secondo le indicazione settimanali differite elaborate dall'Office for National Statistics (Ons), che peraltro si fermano al 30 ottobre, la stima del totale delle persone contagiate dal Covid durante l'ultima settimana di ottobre in Inghilterra risulta in ogni modo stabile a una persona ogni 50 abitanti (1,1 fu un milione circa), senza variazioni rispetto ai sette giorni precedenti. Mentre in Galles il dato permane pure fermo, ma con una percentuale maggiore di casi stimati, uno ogni 40 abitanti; e in Scozia (dove il picco negativo era stato toccato a settembre con un contagio ogni 45 persone, sulla scia della riapertura anticipata delle scuole scozzesi) la tendenza è ora al calo, da uno ogni 75 persone a uno ogni 80.
L'unica nazione del Regno in cui si rileva un aumento è l'Irlanda del Nord, che passa da un contagio stimato ogni 75 abitanti a uno ogni 65. Fra le fasce di età, tuttavia, i contagi risultavano ancora in crescita in particolare fra i bambini e i giovani che frequentano le scuole e le università, fra i 12 e i 24 anni: seppure in stragrande maggioranza, nel loro caso, con infezioni asintomatiche o comunque non gravi.