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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'interpellanza si riferisce a diversi articoli apparsi nel maggio 1999 e firmati dal presidente e dal vicepresidente del consiglio di fondazione del CSVF. Il CSVF è una fondazione privata finora finanziata dalle imprese farmaceutiche e dalle organizzazioni di categoria dei medici e dei farmacisti. Già nell'estate 1997, la Società Svizzera dei Medici aveva comunicato di voler sospendere i suoi contributi entro la fine del 1999. Dalla fine del 1998, anche un numero crescente d'imprese farmaceutiche ha messo in questione il suo futuro sostegno. In questo modo, il CSVF si è trovato in difficoltà finanziarie e si è rivolto all'Ufficio intercantonale di controllo dei medicamenti (UICM) chiedendo un cospicuo sostegno finanziario e la garanzia di ottenere un mandato di prestazione da parte del futuro istituto svizzero degli agenti terapeutici, istituto previsto dalla nuova legge sugli agenti terapeutici. Durante le successive trattative a questo proposito, l'UICM ha lasciato intendere la sua disponibilità ad un congruo contributo finanziario a favore del CSVF. Tuttavia non era possibile prendere immediatamente una decisione preliminare in merito ad un eventuale mandato di prestazione a favore della CSVF da parte del futuro istituto svizzero degli agenti terapeutici. A tale scopo si doveva attendere il secondo semestre di quest'anno, perché solo in quel momento e non prima la struttura organizzativa dell'istituto poteva essere definita. Nonostante questa dichiarazione, i responsabili della fondazione del CSVF si sono manifestati alla popolazione come noto. Nel frattempo però sono state condotte trattative che hanno permesso di raggiungere un'intesa. Inoltre l'ordine dei medici FMH ha deciso il 24 giugno di finanziare il CSVF con un contributo speciale. Il consiglio di fondazione del CSVF ha dunque deciso di mantenere in vita l'organizzazione.</p><p></p><p>D'altra parte anche l'UICM gestisce sin dal 1990 un centro di raccolta di informazioni su effetti secondari indesiderati dei farmaci. Si tratta di un centro indipendente da associazioni e dall'industria farmaceutica e sarà sicuramente portato avanti dal futuro istituto degli agenti terapeutici, con il nome di centro di vigilanza farmacologica. Il centro raccoglie dati sui rischi dei farmaci basandosi sui servizi di informazione delle cinque cliniche universitarie svizzere (ca. il 30% delle informazioni); circa il 40% delle informazioni deriva direttamente dalle ditte farmaceutiche in base alle norme vigenti e un altro 30% circa è fornito direttamente dai medici attraverso il CSVF.</p><p></p><p>Il Consiglio federale perciò risponde come segue:</p><p>1. Nessun organo prevede la creazione di un nuovo centro di informazione sugli effetti secondari dei farmaci. Al momento ci si limita ad esaminare come sia possibile integrare il CSVF nel futuro istituto degli agenti terapeutici all'interno della rete di informazioni sugli effetti secondari e quali compiti sia opportuno trasmettergli in quest'ottica. Oggi l'UICM assume la responsabilità ultima in questo settore. Il disegno di legge per una nuova legge sugli agenti terapeutici trasmesso dal Consiglio federale al Parlamento agli inizi di marzo, prevede negli articoli 57 e 58 che in futuro l'istituto svizzero degli agenti terapeutici di nuova costituzione assuma la responsabilità di rilevare e valutare i rischi dei farmaci, come avviene in altri Paesi in cui esiste un'autorità medica paragonabile. Nel caso in cui dovesse collaborare con servizi esterni, questi dovrebbero comunque, per ragioni evidenti, essere indipendenti dall'industria farmaceutica.</p><p>2. Secondo l'art. 68 della LATer, il futuro istituto degli agenti terapeutici potrà chiedere l'aiuto di privati per espletare singoli compiti. Nel messaggio relativo alla legge è menzionata in particolar modo la possibilità di affidare a terzi il compito di rilevare i dati sugli effetti secondari. L'istituto potrà comunque stabilire un mandato di prestazione ad hoc solo quando avrà iniziato le sue attività e la LATer sarà entrata in vigore. Il Consiglio federale approva che siano state condotte trattative preliminari in proposito, ma ritiene che secondo i principi di una gestione efficente (New Public Management), menzionata anche dall'autrice dell'interpellanza, l'istituto dovrà decidere autonomamente come eseguire i compiti trasmessigli dalla legge o da un mandato di prestazione del Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.