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L'epidemia di coronavirus rischia di lasciare strascichi sull'economia svizzera. La crescita del prodotto interno lordo (Pil) sarà parecchio rallentata nel corso del primo semestre dell'anno, sostengono gli specialisti dell'istituto Bak, che hanno ritoccato le previsioni di crescita all'1,3% per il 2020, contro l'1,5% finora.
Quest'anno la crisi sanitaria dovrebbe costare meno di 0,3 punti percentuali alla Svizzera, secondo i loro calcoli. Nel primo trimestre il Pil dovrebbe salire dello 0,2%, mentre è attesa una stagnazione nei secondi tre mesi dell'anno.
Il presuppostoè che il virus venga contenuto con successo nei prossimi mesi, avvertono comunque gli specialisti del Bak.
Se il coronavirus si diffondesse e diventasse una pandemia, le prospettive per la Svizzera sarebbero invece molto più negative, soprattutto per il mercato del lavoro. Il Bak prevede addirittura una recessione in estate, che porterebbe a una stagnazione del Pil per tutto l'anno. L'economia mondiale crescerebbe solo dell'1%.
Il coronavirus influenzerà le catene di produzione globali e porterà a perdite di produttività. A questo si aggiungono una contrazione nel settore turistico e la cancellazione di grandi eventi. Per l'istituto basilese, la crisi sanitaria creerà una grossa incertezza per le esportazioni di beni e per gli investimenti, senza contare l'impatto che avrà sui mercati finanziari.
Nelle crisi passate le aziende elvetiche hanno comunque dimostrato resistenza e sono state in grado di mantenere più o meno stabile il numero dei loro dipendenti, commenta il Bak. L'apprezzamento del franco svizzero, un veleno per l'industria di esportazione, non dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. È quindi probabile che la moneta svizzera si mantenga al livello attuale nei confronti dell'euro (1.06 franchi).
A livello internazionale, la Cina dovrebbe risentire degli effetti del coronavirus sul Pil molto rapidamente, cioè nella prima metà dell'anno. Le conseguenze sono invece previste tra aprile e giugno per Europa e Stati Uniti, secondo il Bak. Tutti questi fattori hanno spinto gli economisti ad abbassare la previsione di crescita globale al 2,0% per il 2020 (+2,5% in precedenza).
Nel 2021 in Svizzera dovrebbe verificarsi un effetto di recupero. L'istituto basilese ha quindi rivisto al rialzo le sue stime, prevedendo una crescita del PIL dell'1,4%, superiore all'1,3% finora proposto.