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Il POP-PSdL è critico nei confronti della legge sul CO2 accettata dalle Camere federali il 23 settembre. Pensiamo che sia importante avere una legge per combattere il riscaldamento globale, ma non può essere impostata al ribasso. Questa legge non mira a un vero e proprio forte cambiamento per affrontare in profondità l’emergenza climatica. Il Parlamento non propone altro che un’ecologia punitiva basata su una visione liberale, sulla responsabilità individuale e sulle tasse antisociali. Siamo contrari a questa forma di ecologia, che non farà altro che penalizzare le classi lavoratrici, senza attaccare i veri inquinatori, ovvero le multinazionali, il sistema economico e lo stile di vita dei più ricchi.
Il nostro partito si oppone a questa nuova legge per i seguenti motivi:
- Questa legge non è sufficiente. Se la Svizzera volesse davvero affrontare i grandi inquinatori e quindi limitare sostanzialmente il loro impatto sul nostro clima, avrebbe dovuto attaccare la comunità finanziaria, le banche, il mondo degli affari, le multinazionali e lo stile di vita delle persone più ricche di questo Paese. Purtroppo non è così. Va ricordato che: la sola piazza finanziaria svizzera inquina 22 volte di più dell’intera popolazione1 e che i più ricchi inquinano 2000 volte di più dei più poveri.2
- La nuova legge sul CO2 vuole tassare i biglietti aerei, la benzina e il gasolio da riscaldamento. Queste tasse non rappresentano un buon incentivo, aumenteranno l’onere finanziario delle lavoratrici e dei lavoratori già duramente colpiti dall’attuale crisi economica, per una diminuzione finale delle emissioni di gas serra più che incerta. Tassare di più la benzina per ridurre il numero di veicoli privati inquinanti creerà anche disuguaglianze sociali ed economiche per le persone che vivono nelle zone rurali e per le categorie di persone che non hanno altra scelta che usare la propria auto per andare al lavoro. Lo sviluppo della rete di trasporto pubblico in tutte le regioni, comprese le zone rurali, è urgente se si vuole una vera alternativa all’automobile, così come l’introduzione del trasporto pubblico gratuito.
- Nemmeno la tassa sui biglietti aerei è un incentivo sufficiente; penalizzerà i più precari, soprattutto quelli che vogliono visitare le loro famiglie all’estero, mentre i più ricchi potranno continuare a viaggiare senza preoccuparsi troppo di queste tasse.
- L’attuale revisione della legge permette al Parlamento e al governo di farci credere di voler affrontare la crisi climatica in modo strutturale e quindi di porre fine a qualsiasi dibattito su questo tema, mentre le misure proposte non ci permettono di credere che il limite di 1,5° voluto dagli accordi di Parigi e ratificato dalla Svizzera possa essere raggiunto. Va ricordato che, secondo il diritto internazionale, la Svizzera è tenuta a compiere ogni sforzo per raggiungere l’obiettivo.
- Infine, i soldi delle nuove tasse saranno ridistribuiti per alimentare un fondo per il clima da un lato e un fondo di solidarietà dall’altro, offrendo alle aziende uno sgravio sulle bollette dell’assicurazione sanitaria di base e sui contributi AVS. Crediamo che, grazie a questo meccanismo di compensazione, coloro che vogliono continuare ad inquinare senza fare sforzi ecologici potranno farlo con tranquillità scaricando la loro responsabilità, perché le tasse che pagheranno di conseguenza saranno riversate in questo fondo per il clima. D’altro canto, è ovvio che i premi dell’assicurazione sanitaria sono troppo costosi per molti cittadini. Ma una loro riduzione deve essere ottenuta costringendo le compagnie di assicurazione ad abbassare i loro premi proibitivi, riducendo le loro riserve scandalosamente gonfiate ben oltre quanto previsto dalla legge, o creando un fondo unico; ma in nessun caso questa misura deve essere collegata a questo pacchetto ecologico per scaricare la responsabilità su di noi in modo che questa legge sia più “accettabile”.
1 Alleanza per il clima Svizzera, Masterplan sul clima, giugno 2016
2 https://www.lemonde.fr/cop21/article/2015/11/03/les-plus-pauvres-emettent-2-000-fois-moins-de-gaz-a-effet-de-serre-que-les-plus-riches_4802511_4527432.html