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BERNA - Anche in futuro non vi sarà alcuna dichiarazione preliminare negli scambi commerciali tra Svizzera e Unione europea. All'unanimità, il Consiglio degli Stati ha oggi seguito la Camera del popolo e approvato il relativo accordo sulla sicurezza doganale. Esso prevede che la cosiddetta "regola delle 24 ore" venga introdotta soltanto per i paesi terzi.
Nell'intento di rafforzare la sicurezza dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, da quasi un anno Bruxelles chiede una dichiarazione preliminare su tutte le merci scambiate con paesi terzi. Questo inasprimento ha provocato non poche reazioni e indotto il Consiglio federale a intavolare trattative con il suo principale partner commerciale.
"Con una dichiarazione preliminare, gli scambi tra Svizzera e UE verrebbero ostacolati e le colonne stradali aumenterebbero", ha affermato il presidente della commissione della politica estera Eugen David (PPD/SG). Secondo Peter Bieri (PPD/ZG), le agevolazioni concordate hanno inoltre già superato la prova dei fatti, essendo in vigore provvisoriamente dallo scorso luglio.
L'accordo prevede che dal 2011 la Confederazione debba applicare la "regola delle 24 ore" per i suoi scambi commerciali con i paesi non membri dell'UE. La convenzione contempla anche la collaborazione di esperti svizzeri nella fase di elaborazione delle nuove disposizioni giuridiche europee nell'ambito dei controlli doganali. La Svizzera e l'UE riconosceranno infatti le rispettive norme di sicurezza.
Il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha inoltre sottolineato il fatto che le imprese elvetiche possono richiedere lo status privilegiato di "operatore economico gradito". Ciò comporta minori controlli riguardanti la sicurezza, a condizione che sia adempiuta una serie di criteri.
SDA-ATS