Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01021.jsonl.gz/1403

SACRAMENTO - Lo stato della California, con la sua tradizione di politiche per l'ambiente, prosperate sotto l'ex governatore Arnold Schwarzenegger, sta emergendo come il contraltare politico del presidente Trump e del suo scetticismo per tutto quello che sa di ecologia.
Il governatore democratico Jerry Brown in un discorso ha detto che sulle politiche ambientali, sull'assistenza sanitaria e l'immigrazione, «la California non torna indietro. Né ora, né mai».
«Abbiamo ascoltato la sfacciata affermazione di 'fatti alternativi' - ha aggiunto Brown nel suo discorso sullo Stato dello Stato, senza mai nominare il presidente -. Abbiamo ascoltato attacchi eclatanti alla scienza. Capisaldi familiari della nostra democrazia (verità, civiltà, lavoro insieme) sono stati oscurati o messi da parte».
Metà delle auto elettriche che circolano nel paese sono immatricolate in California. Lo stato incentiva economicamente l'acquisto di auto a zero emissioni e ha varato un piano insieme ai principali fornitori statali di elettricità per installare 12'500 stazioni di ricarica. La California, dove si immatricola 1 auto su 8 degli Stati Uniti, ha chiesto ai costruttori di produrre una certa percentuale di veicoli elettrici.
Le principali città dello stato, a partire da Los Angeles e San Francisco, si sono posti obiettivi ambiziosi sull'utilizzo delle fonti di energia rinnovabili. Los Angeles lavora a un sistema di car sharing con auto elettriche.
Lo stato ha limiti alle emissioni dei motori più severi rispetto al resto del paese. Il nuovo direttore dell'agenzia federale per l'ambiente (EPA), Scott Pruitt, nominato da Trump e bestia nera degli ecologisti, ha già detto che intende «rivedere» i limiti californiani.
Cambiamento climatico sotto esame - L'amministrazione Trump ha rinunciato a cancellare la sezione sul cambiamento climatico dal sito dell'agenzia federale per l'ambiente (EPA) ma sta controllando tutti i contenuti sul sito e ha bloccato la pubblicazione di nuove ricerche, prima di averle esaminate.
Secondo quanto rivelato dall'agenzia Reuters e confermato da fonti del Washington Post, i funzionari dell'EPA nominati da Trump avevano detto a voce ai responsabili del sito di togliere la sezione sul cambiamento climatico. I gestori del sito hanno fatto resistenza e hanno chiesto un ordine scritto. Qualcuno ha addirittura salvato copie delle pagine su cd e chiavette usb, in case fossero state cancellate dal sito.
Quando la cosa è trapelata, i fedelissimi di Trump hanno fatto marcia indietro. Il nuovo portavoce dell'agenzia, Doug Ericksen, ha spiegato che funzionari stanno rivedendo tutti i contenuti editoriali delle pagine del sito EPA e stanno discutendo possibili cambiamenti.
«I lavori dei ricercatori dell'EPA che vogliono presentare le loro scoperte scientifiche dovranno essere esaminati uno per uno, prima di essere presentati al pubblico - ha detto Ericksen alla radio pubblica NPR -. Stiamo dando un'occhiata a quello che succede, così che la voce che esce dall'EPA rifletta la nuova amministrazione».
All'agenzia di stampa Associated Press (AP) Ericksen ha spiegato che i nuovi lavori degli scienziati sono stati «temporaneamente fermati», probabilmente fino a venerdì, ma che non c'è nessuna mandato di sottoporre gli studi o i dati a una revisione politica.
Secondo ex esponenti dell'EPA, sentiti dalla AP, questi controlli invece superano di gran lunga quelli delle precedenti amministrazioni democratiche e repubblicane, e rappresentano una pericolosa interferenza politica nel lavoro scientifico.