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MADRID - La Corte Superiore di Giustizia di Madrid ha negato giovedì la ratifica delle misure di contenimento della pandemia di coronavirus imposte dal ministero della Salute spagnolo e che riguardavano la capitale e altri nove comuni del circondario.
Secondo i giudici i provvedimenti, che interessano poco meno di cinque milioni di persone ed erano più severi di quelli imposti dalla municipalità di Madrid, incidono sui diritti e le libertà dei cittadini. La legge sulla base della quale era stato preso il provvedimento, si legge su El Pais, «non contiene una autorizzazione legale per l'istituzione di misure di limitazione dei diritti fondamentali», hanno concluso i giudizi di Madrid. Quanto stabilito lo scorso 1° ottobre «costituisce un'ingerenza dei poteri pubblici nei diritti fondamentali dei cittadini senza autorizzazione legale a tutelarli».
Il lockdown - che limitava fortemente i movimenti delle persone per ogni ragione considerata non essenziale -, non essendo stato autorizzato dai rappresentanti alle Corti Generali (il Parlamento bicamerale spagnolo, ndr), «non può essere ratificato». La presidente della Comunità di Madrid Isabel Diaz Ayuso aveva presentato ricorso, denunciando una «invasione di poteri» da parte del governo centrale e sostenendo che solo l'autorità regionale aveva la facoltà di mettere in atto le misure. La sentenza toglie ogni effetto anche alle sanzioni previste per chi veniva colto a violare le disposizioni.
La risposta del governo iberico non si è fatta attendere: il ministro della Salute Salvador Illa ha annunciato che l'Esecutivo prenderà «le decisioni legali che proteggono meglio la salute», senza peraltro entrare nel dettaglio. Solo due giorni fa la Procura di Madrid aveva approvato i provvedimenti, sostenendo che rispettavano i «criteri di proporzionalità» e che, considerando l'alto numero di positivi e decessi, «prevale il diritto alla vita e alla salute».
La Corte Superiore di Giustizia di Madrid ha negato giovedì la ratifica delle misure di contenimento della pandemia di coronavirus imposte dal ministero della Salute spagnolo e che riguardavano la capitale e altri nove comuni del circondario.