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La natura ci fornisce diversi modi per produrre energia: petrolio, gas naturale, forza idrica, uranio, energia solare, eolica e geotermica. Prima che questi vettori energetici primari possano essere utilizzati dal consumatore finale, occorre trasformarli in energia secondaria come elettricità, carburante, olio da riscaldamento o teleriscaldamento. Questi processi hanno luogo ad esempio in centrali elettriche, raffinerie e impianti di teleriscaldamento.
Ad eccezione dell’acqua e del legno, la Svizzera dispone di una quantità molto limitata di vettori energetici classici. Solo un quarto dell’energia consumata in Svizzera proviene quindi da impianti nazionali. Molto spesso vengono semplicemente importati petrolio e prodotti petroliferi. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2018 sono state importate circa 9500 tonnellate di petrolio e prodotti petroliferi, 141 000 tonnellate di carbone e 120 000 terajoule di gas. Lo scorso anno, la Svizzera ha esportato oltre 1500 gigawattora di elettricità, mentre nel 2017 ne erano stati importati addirittura 5500 gigawattora.
La maggior parte dell’elettricità viene prodotta in centrali idroelettriche
In Svizzera, un chilowattora di elettricità cosa attualmente in media 20,5 centesimi e i privati spendono ogni anno oltre 900 franchi per l’energia elettrica. Nel 2018 erano 918 franchi mentre le previsioni per il 2019 stimano costi medi di circa 923 franchi per nucleo famigliare. Da dove proviene l’elettricità consumata in Svizzera? Un buon 55 per cento dell’elettricità consumata in Svizzera proviene da centrali idroelettriche, il 36 per cento da centrali atomiche, meno del cinque per cento da centrali termiche e per il teleriscaldamento e il quattro per cento da fonti rinnovabili come impianti fotovoltaici, biogas o impianti eolici.
Alle prese di corrente svizzere non arriva tuttavia solo elettricità prodotta in Svizzera: secondo l'Ufficio federale dell'energia, «il nostro Paese intrattiene intensi scambi commerciali con l'estero», e per questo motivo il mix di produzione svizzero non coincide con la composizione media dell’elettricità fornita. Per avere una maggiore trasparenza relativamente al mix distribuito da ciascun fornitore, dal 2005 le aziende elettriche svizzere sono tenute per legge a dichiarare la provenienza e la composizione dell'energia che forniscono. La loro dichiarazione è retroattiva, nel senso che si basa sui dati dell'anno civile precedente. La Svizzera si appoggia sulle importazioni di elettricità soprattutto durante i mesi invernali.
Il potenziale dell’energia solare viene sfruttato solo marginalmente
Una possibilità per aumentare la produzione indigena di elettricità è sfruttare maggiormente l’energia solare. Il sole è una fonte inesauribile di energia e l’energia solare, come tutte le forme di energia rinnovabili, è molto più sostenibile dal punto di vista ambientale e climatico rispetto ai combustibili fossili. L’energia solare costituisce oggi un buon due per cento della produzione di elettricità in Svizzera. L’irraggiamento solare annuale in Svizzera varia, a seconda della località, tra i 1050 e i 1550 kilowattora per metro quadrato. Ciò significa che l’intera superficie della Svizzera, con i suoi 41 285 chilometri quadrati, riceve, sotto forma di energia solare, circa il 200 per cento in più rispetto all’energia totale utilizzata in tutto il Paese. Alcune località particolarmente soleggiate come Sion (VS) o Samedan (GR), sono paragonabili alla Toscana in Italia o alla Provenza in Francia per quanto riguarda l’irraggiamento.
La diffusione odierna dei sistemi fotovoltaici dipende solo in parte dall’intensità dell’irraggiamento solare. Tra i Paesi che utilizzano maggiormente l’energia solare troviamo Paesi meridionali come la Grecia o l’Italia ma anche la Germania, il Belgio e la Repubblica Ceca. L’Ufficio federale dell'energia stima che il potenziale di produzione di energia solare sui tetti e le facciate degli edifici in Svizzera ammonta a 67 terawattora all’anno ossia 40 volte superiore rispetto a quanto possibile oggi.