Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/113631

<h2>SubmittedText<h2><p>La questione dei contingenti per lavoratori provenienti da Paesi terzi costituisce una sfida sempre più impegnativa. Il grosso problema non è tuttavia rappresentato dal numero di contingenti possibili, bensì dalla loro gestione. Essi sono infatti attribuiti ai cantoni in base al numero di posti di lavoro rilevati dall'Ufficio federale della statistica, indipendentemente dal fatto che i datori di lavoro ne abbiano bisogno o meno. I contingenti federali sono successivamente assegnati in via complementare a seconda della necessità. Questa situazione causa una forte incertezza giuridica. Il Consiglio federale è invitato a illustrare come è possibile ovviare al problema tramite una revisione dell'ordinanza, che, in primo luogo, consenta alle imprese di indicare, prima della determinazione dei contingenti, la loro pianificazione per i successivi tre anni in modo da individuare il fabbisogno e, in secondo luogo, garantisca che i contingenti disponibili possano essere effettivamente assegnati ai richiedenti senza ostacoli burocratici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della funzione strategica rivestita dai lavoratori altamente qualificati provenienti da Paesi terzi. L'importanza dell'UE, quale area d'esportazione per la Svizzera, è direttamente proporzionale alla necessità dell'economia elvetica di intrattenere relazioni globali. Soprattutto le economie emergenti quali Cina, India e Brasile rivestono un ruolo sempre più importante. Per il successo dell'economia svizzera è determinante poter ricorrere in maniera rapida e senza ostacoli burocratici agli specialisti necessari. Per quanto concerne l'ammissione da Paesi terzi, il sistema svizzero si basa dunque sul fabbisogno dell'economia elvetica.</p><p>Così come lo conosciamo, il sistema dei contingenti esiste da anni; nel corso dei quali è stato periodicamente perfezionato sulla base di ripetute consultazioni svolte presso i cantoni, l'economia e i partiti. Il Consiglio federale fissa annualmente i contingenti massimi tenendo conto della situazione economica attuale e dell'andamento congiunturale previsto per l'anno seguente. La metà dei contingenti è assegnata ai cantoni a inizio anno in base a una chiave di ripartizione fondata sul mercato del lavoro (equivalenti a tempo pieno). L'altra metà resta temporaneamente alla Confederazione. I cantoni e l'economia regionale dispongono dunque da inizio anno di una riserva, che consente di procedere a una prima pianificazione. Se tali contingenti non sono sufficienti, i cantoni interessati ricevono, dietro semplice domanda, ulteriori contingenti attribuiti dalla riserva federale. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) gestisce la riserva federale senza ostacoli burocratici, affinché, nell'ambito dei contingenti massimi, si possa tener conto in maniera ottimale ed efficiente di tutti gli interessi giustificati. La quota dei contingenti attribuiti è quindi adeguata in maniera flessibile alle esigenze dei singoli cantoni.</p><p>L'interrogazione mira a dare maggior peso al fabbisogno delle imprese per quanto concerne l'ammissione di cittadini di Paesi terzi al mercato svizzero del lavoro e chiede che in futuro i contingenti massimi annui vengano determinati in base alla pianificazione delle imprese per i tre anni successivi. Come è risultato a più riprese in passato, le previsioni non sono tuttavia in grado di illustrare in maniera attendibile l'effettivo andamento economico e quindi il fabbisogno di lavoratori. Inoltre, tale pianificazione non potrebbe considerare la domanda delle imprese appena costituite e insediatesi nei cantoni, in quanto essa non è prevedibile. Nemmeno la situazione sul mercato svizzero ed europeo del lavoro e della formazione verrebbe sufficientemente considerata. Inoltre, prevedendo condizioni di ammissione, il legislatore intende gestire l'immigrazione di lavoratori provenienti da Paesi terzi non soltanto sul piano quantitativo ma anche su quello qualitativo, al fine di equilibrare a lungo termine il mercato del lavoro ed evitare, nella misura del possibile, problemi socio-politici. A prescindere dal fabbisogno delle imprese, per l'ammissione di cittadini di Stati terzi sono dunque determinanti le condizioni salariali e lavorative in uso nella regione e nel settore come pure le qualifiche personali secondo la legge sugli stranieri. Parlamento e Consiglio federale hanno limitato consapevolmente lo strumento dei contingenti, in modo da impedire licenziamenti in caso di rischio di recessione o di cambiamenti strutturali. Tuttavia, il collegio esecutivo non ridurrà i contingenti senza prima aver consultato i cantoni e le parti sociali.</p><p>Il Consiglio federale e l'UFM seguono costantemente la situazione dei contingenti nei cantoni e l'evoluzione del fabbisogno su scala nazionale: in questo modo è possibile soddisfare sempre al meglio le esigenze dell'economia e della società svizzera. Per i motivi illustrati in precedenza il Consiglio federale respinge l'idea di una pianificazione pluriennale.</p>  Risposta del Consiglio federale.