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Il pilota russo si sfoga e annuncia anche la creazione di una Fondazione «per aiutare gli atleti discriminati».
«Avevo accettato di correre senza bandiera. Se farò causa? Vedremo, ma la F1 è uno sport pericoloso e bisogna avere fiducia nel team. In loro non ne ho più».
BANBURY - Nikita Mazepin non ci sta. Fatto fuori dalla Haas, che ha deciso unilateralmente di interrompere il rapporto tra le parti a seguito dell'invasione Russia in Ucraina, il pilota si è fatto sentire sui media internazionali e si è scagliato contro la scuderia statunitense.
«La Fia aveva imposto come sanzione che i piloti di Russia e Bielorussia corressero senza bandiera ed io avevo accettato, ma non era previsto che venissero esclusi dai vari campionati - ha spiegato Mazepin - È la Haas che ha preso questa decisione, legalmente immotivata. Per la Fia avrei potuto continuare a gareggiare, ma loro mi hanno impedito di farlo».
La scuderia a stelle e strisce aveva subito tagliato anche lo sponsor della società del padre di Mazepin, la Uralkali. Il 23enne ora pensa ad un’azione legale? «Valuterò ogni opzione, ma di principio non avrebbe molto senso avere a che fare con chi non ti vuole. La Formula 1 è uno sport pericoloso e devo avere piena fiducia nel team che prepara la mia macchina. Ora di loro non mi fido più».
Il pensiero di Mazepin va poi agli atleti che vengono discriminati per ragioni politiche o per il loro passaporto. Nel concreto si è mosso per creare una Fondazione (“We Compete As One”) che sostenga gli sportivi che vengono ostacolati e si trovano in questa situazione. A loro verranno inizialmente destinati i soldi in arrivo dal rimborso della Haas e la parte restante del finanziamento per il 2022 dello sponsor Uralkali. «Non credo si possa usare lo sport come mezzo per delle rivendicazioni politiche. Sosterremo questi atleti che non possono gareggiare e che sono esclusi per le conseguenze legate ad una situazione di cui non sono minimamente responsabili. La nostra porta è aperta a tutti».
Nel frattempo la Haas ha deciso di rimpiazzarlo con il danese Kevin Magnussen. Quest'ultimo aveva già corso per il team americano fra il 2017 e il 2020.
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