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La legge federale sul contratto d’assicurazione viene sottoposta a revisione totale. Il progetto presentato al Parlamento prevede finalmente di introdurre il «medico di fiducia» anche nel settore delle assicurazioni private.
La legge sul contratto d'assicurazione (LCA), ormai ultracentenaria, non risponde più alle attuali esigenze. Una revisione totale permetterà di adeguarla completamente al nuovo contesto e all'evoluzione dei bisogni. Nel quadro della consultazione degli uffici abbiamo espresso il nostro parere sui punti del progetto importanti dal punto di vista della protezione dei dati.
Molti datori di lavoro assicurano il proprio obbligo di continuare a pagare lo stipendio attraverso l'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera in caso di malattia. Le imprese di assicurazione ordinano un esame dello stato di salute prima della conclusione del contratto, soprattutto se i redditi da assicurare sono elevati. Ciò comporta che determinati lavoratori possono essere rifiutati o ammessi con riserva e rappresenta dunque un dilemma: il datore di lavoro deve sapere quando l'assicurazione conclusa per finanziare l'obbligo di continuare a pagare lo stipendio non gli verserà prestazioni poiché in tal caso l'obbligo gli incomberà personalmente. Una situazione simile può avere conseguenze gravi soprattutto per le piccole imprese. D'altra parte, l'interesse del lavoratore a non fornire informazioni sui suoi problemi di salute può essere degno di protezione.
Per questo conflitto d'interessi, il progetto di consultazione iniziale prevedeva di lasciar decidere al lavoratore se comunicare al datore di lavoro il rifiuto o la riserva. Se aveva validi motivi per temere di perdere il posto di lavoro rivelando il proprio stato di salute, il lavoratore aveva la possibilità di esigere la confidenzialità. In compenso, in casi di questo genere, l'obbligo del datore di lavoro di continuare a pagare lo stipendio era limitato al minimo previsto dal CO. La soluzione ha riscosso solo pochi consensi tra i partecipanti alla procedura di consultazione. Per questo motivo la disposizione è stata eliminata dal progetto, attualmente al vaglio in Parlamento. Da parte nostra, deploriamo questa decisione. La problematica descritta è attenuata almeno in parte dal fatto che la nuova legislazione sull'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera in caso di malattia vieterà al datore di lavoro di comunicare informazioni sullo stato di salute o sulla sfera intima del lavoratore. Nella nostra presa di posizione abbiamo precisato che la comunicazione dell'assicuratore al datore di lavoro dopo un esame medico deve limitarsi ad indicare se il lavoratore è ammesso (ed eventualmente a quali condizioni) o respinto. Nel frattempo, la precisazione è stata inclusa nel messaggio.
Dal nostro punto di vista riteniamo positivo e importante che la nostra esigenza, espressa a più riprese e in varie occasioni, di introdurre il medico di fiducia nel diritto delle assicurazioni private è stata integrata nel progetto di revisione. Per il momento tuttavia l'applicazione obbligatoria sarà limitata all'assicurazione malattia complementare e all'assicurazione d'indennità giornaliera. Riteniamo che a lungo termine l'istituzione del medico di fiducia debba essere disciplinata in modo coerente in tutto il diritto delle assicurazioni private e sociali.