Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01209.jsonl.gz/356

05.09.2019
Le raccolte fondi più cospicue
In 73 anni abbiamo raccolto donazioni per 1,8 miliardi di CHF compreso il valore stimato delle donazioni in natura.
©Zentralarchiv GD SRG / ASL C 003.526.1
Il 26 dicembre 2004 si verificò una delle più gravi catastrofi naturali della storia recente: un maremoto nel sud-est asiatico provocò due giganteschi tsunami che devastarono 13 paesi e causarono la morte di 215’000 persone.
Circa 15 milioni di persone furono colpite dalla catastrofe e 1,7 milioni restarono senza un tetto.
Le immagini terribili, le dimensioni della catastrofe, i molti paesi interessati e l’enorme numero di morti e sopravvissuti bisognosi di aiuti d’urgenza scatenarono un’incredibile ondata di partecipazione e solidarietà nei confronti delle vittime della catastrofe.
La popolazione svizzera donò ben 227,7 milioni di franchi. La raccolta fondi a favore delle vittime del maremoto è quindi la più importante della storia della Catena della Solidarietà.
Il 14 ottobre 2000, gravi intemperie colpivano il Ticino e il Vallese. La risposta della popolazione svizzera agli appelli fu imponente: la Catena della Solidarietà raccolse 74,2 milioni di franchi.
Un terzo della somma raccolta fu destinata ai due comuni più colpiti, cioè Gondo (13 milioni di franchi) e Baltschieder (14 milioni). Il resto fu destinato ad aiuti a privati, a corporazioni e comuni in difficoltà in Vallese, in Ticino e nelle regioni confinanti della Valle d’Aosta e dell’Ossola. L’inaugurazione della sala polivalente di Baltschieder, avvenuta il 29 marzo 2009, ha segnato la fine dell’aiuto che la Catena della Solidarietà ha destinato alle vittime di questa catastrofe.
Essendo Haiti uno dei paesi più poveri al mondo, molti dei nostri partner erano operativi sull’isola caraibica già prima della catastrofe.
Queste organizzazioni umanitarie hanno iniziato a prestare aiuti d’urgenza già nelle prime ore dopo il terremoto distribuendo viveri e acqua, mettendo a disposizione alloggi provvisori e offrendo assistenza medica.
Dopo gli aiuti d’urgenza, con le nostre organizzazioni partner abbiamo dato avvio alla fase di ricostruzione. Sono state riparate o ricostruite 2700 case antisismiche e anti-tifone e installate 3300 latrine e 2500 cisterne.
Complessivamente finora abbiamo finanziato 90 progetti di 22 organizzazioni umanitarie. L’aiuto ad Haiti è quindi concluso. Sono ancora in corso alcuni progetti volti a favorire il consolidamento e la durabilità dei progetti realizzati.
La situazione in Siria è catastrofica. Ogni giorno ci vengono mostrate immagini di città bombardate, bambini traumatizzati e gente in fuga. La guerra imperversa dal 2011 e finora ha causato oltre 400’000 morti. Il 50% dei siriani sono profughi in patria, circa cinque milioni sono fuggiti all’estero. 13,5 milioni di persone in Siria hanno urgentemente bisogno di aiuti umanitari. Ma prestare aiuto a queste persone in gravi difficoltà è estremamente difficile per le organizzazioni umanitarie. Non è sempre possibile raggiungere i territori in guerra. E le condizioni sono rischiose per i collaboratori.
Raccogliamo donazioni per le vittime del conflitto siriano dal 2012. Fino al 2015, con i fondi raccolti abbiamo aiutato la popolazione in difficoltà in Siria, ma anche le persone fuggite nei paesi confinanti, ossia Giordania, Libano, Iraq e Turchia. Dal 2015 impieghiamo le donazioni per la Siria in modo specifico per le persone che vivono ancora in patria, mentre con i fondi donati per i «Rifugiati aiutiamo le persone che hanno dovuto fuggire a causa delle crisi in Medio Oriente.
La guerra in Kosovo è iniziata nel 1998 ed è durata un anno, uccidendo più di 13.000 persone.
Nel 1999 abbiamo ricevuto il Premio internazionale per i diritti umani per il nostro lavoro umanitario, compresa l’assistenza al Kosovo.
Violenti temporali, piogge torrenziali, inondazioni, frane e alluvioni… anche in Svizzera le catastrofi naturali causano ciclicamente gravi danni alla popolazione, alla natura e alle infrastrutture.
Le autorità e le compagnie assicurative quantificano i danni complessivi in 2,5 miliardi di franchi. Le aree più disastrate sono l’Oberland bernese, la Svizzera centrale (specialmente i Cantoni di Uri, Lucerna, Obwaldo e Nidwaldo), alcune zone dei Grigioni e il quartiere della Matte nella città di Berna.
L’8 novembre 2013 il tifone Haiyan si è abbattuto con particolare violenza sulle Filippine, lasciando dietro di sé una scia di morte e devastazione.
La furia ha colpito con particolare intensità le isole Leyte e Samar. Tra le zone maggiormente disastrate, la città di Tacloban, capitale della provincia di Leyte, dove il tifone ha causato molte vittime.
Nel 2010 il Pakistan 2010 ha vissuto per diverse settimane le peggiori inondazioni da decenni.
Il 25 aprile 2015 un devastante terremoto ha raso al suolo 600’000 case, uccidendo 9’000 persone e ferendone altre 22’000.
Oltre alle abitazioni, sono andati distrutti anche numerosi monumenti religiosi. Una grandissima perdita per i nepalesi, molto legati alla religione e alle loro tradizioni.