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Dopo la condanna per il truffatore italiano, il Ministero pubblico ha deciso di avviare un procedimento penale nei confronti dell'avvocata
LUGANO - A poco più di dieci giorni dalla condanna per truffa di Nicolò Svizzero, il Ministero pubblico ha deciso di avviare un procedimento penale nei confronti dell'avvocata Simonetta Perucchi Borsa, legale del 45enne italiano condannato a 6 anni di carcere. A darne notizia diversi media ticinesi che spiegano come la richiesta di approfondire eventuali responsabilità penali dell'avvocata fosse stata avanzata alla Procura proprio dal giudice Amos Pagnamenta, durante la lettura della sentenza.
Nel corso del processo era stato l'avvocato Emanuele Stauffer, difensore del principale truffato, a muovere pesanti accuse nei confronti di Perucchi Borsa. Sosteneva infatti che la collega avesse commesso «probabili reati penali», richiedendo alla Corte di invitare il Ministero pubblico a indagare meglio. Alla richiesta hanno poi fatto seguito le parole del giudice, precisando che la questione risale ormai al 2018 e andrà «in prescrizione tra meno di due anni». La Corte aveva parlato di un potenziale caso di riciclaggio.
Il nome dell'avvocata era emerso nell'inchiesta come persona informata dei fatti. Stauffer, dal canto suo, sostiene che la collega si è resa colpevole di riciclaggio per dolo eventuale o negligenza e falsità di documenti. Secondo il legale, il suo assistito, un ingegnere e imprenditore padovano che tra il 2010 e il 2018 è stato persuaso a versare oltre 20 milioni di euro poi spariti, sarebbe stato indotto da Svizzero a versare 4,5 milioni di euro che poi sarebbero stati usati per risarcire un'altra vittima, a sua volta truffata dal 45enne. La transazione sarebbe passata attraverso il conto di Perucchi Borsa che, tuttavia, non avrebbe controllato l'origine del denaro.
Stando a quanto dichiarato dall'avvocato Stauffer, la collega avrebbe ricevuto dall'imputato un pagamento pari a 300mila franchi.