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Archi-culture
Sul finire degli anni Quaranta del secolo scorso, lo svizzero George de Mestral inventa il velcro osservando la natura durante le battute di caccia con il suo cane. L’ingegnere si incuriosisce di come i semi di bardana restino ostinatamente attaccati ai vestiti e al pelo del cane e scopre un meccanismo di uncini. Poi inventa il corrispettivo ad anelli su tessuto di nylon. Tutto tiene. Il velcro (velours + crochet) sbarca sulla Luna, nelle tute degli sciatori e in infinite altre applicazioni. Passo oltre. Che succederebbe se - abituati solo ad osservare la natura - «diventassimo» natura? Quali invenzioni accadrebbero? Che idee metteremmo in pratica a livello architettonico se ci comportassimo come la natura che ci limitiamo a guardare? Una risposta potrebbe essere l’Eastgate Centre ad Harare, nello Zimbabwe, firmato da Mick Pearce. Un edificio che mostra come si possa vivere senza aria condizionata imparando dalla semplice quanto sofisticata ingegneria che le termiti usano per costruire il loro nido, in un dedalo di fresche interconnessioni. Le soluzioni, a volte, sono più vicine di quanto si pensi:quasi quasi da adottare senza rielaborazioni.