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All'inizio del secolo scorso quattro donne su cinque non raggiungeva l'età della menopausa pur vivendo in un clima ambientale molto più sano di quello di oggi. Si poteva quindi affermare in tutta serenità che morire prima della menopausa era naturale.
Possiamo quindi affermare che le conseguenze legate alla menopausa si sono fatte sentire soprattutto a partire dal 1960/70, man mano che l'aspettativa sulla longevità della vita aumentava. È per questo che le ricerche hanno permesso di stabilire che i sintomi legati alla menopausa sono direttamente correlati all'età biologica dell'ovaio. Dal momento in cui l'ovaio non è più in grado di produrre un ciclo ormonale costante mensilmente, questo si traduce con una variazione importante del tasso ormonale nel sangue di estrogeni, progestinici e androgeni di provenienza ovarica. Questa variazione del tasso ormonale che ha permesso ad una donna di vivere bene fino a poco tempo fa incomincia ad avere ripercussioni sul corpo.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una serie di discussioni sull'utilità della sostituzione ormonale. L'esito parziale di due grandi studi effettuati attorno agli anni 2000 avevano gettato luci e ombre sulla sostituzione ormonale, informazione subito ripresa dai media (basta vendere, aumentare gli indici di ascolto, poi che le informazioni siano pertinenti o meno, l'importante è diffonderle in nome della libertà d'espressione o meglio del guadagno). In particolare si attirava l'attenzione sul rischio del tumore del seno legato alla terapia ormonale e non solo..., ma se solo avessero atteso gli esiti conclusivi degli studi, forse non saremmo arrivati al disastro odierno.
Se è vero che la terapia sostitutiva ormonale non è un elisir della vita, ci si accorge che la menopausa potrebbe indurre dei cambiamenti radicali nella vita di una donna compromettendo pesantemente la qualità della vita. È la paura a farla da padrona cosicché molte donne che potrebbero beneficiare di una terapia sostitutiva ormonale rinunciano per paura d'incombere in un effetto secondario.
In confronto al 1900, lo statuto sociale della donna è cambiato radicalmente. Oggi molte donne lavorano, hanno una propria famiglia (partner e figli) e devono occuparsi dei genitori e pure dei suoceri. In un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando attualmente (2013) la concorrenza sul posto di lavoro aumenta e i datori di lavoro non esitano a prediligere le forze giovani per ovvi motivi economici: meno oneri sociali. L'apertura delle frontiere è, interessante per chi è in possessione di diplomi universitari, ma non per coloro che si ritrovano con una scolarità normale. Così le forze lavoro dei paesi vicini è un occasione ghiotta per i datori di lavoro, poichè gli permette d'aumentare gli introiti riducendo il costo della forza lavoro. Questa situazione contribuisce a rendere ancora più insicuro non solo il posto, ma anche le condizioni di lavoro, con tutto ciò che comporta sul piano emotivo, famigliare e sociale. Al posto della sicurezza, molte donne si ritrovano a vivere nell'incertezza del e sul posto di lavoro.
E così la donna si trova confrontata con numerose sfide da affrontare a partire dai quarant'anni in poi. A queste si aggiungono poi le problematiche legate all'età biologica in cui ammalarsi diventa più facile, i cui i sintomi legati all'età biologica possono manifestarsi sotto forma di disturbi fisici o psichici poco specifici. Nei paesi occidentali il divorzio non fa che aumentare e le famiglie ricostituite diventano sempre più numerose. I problemi di coppia prendono molta energia e contribuiscono a laminare gli aspetti emotivi e mentali della personalità. Molte si ritrovano con l'insorgere della menopausa confrontate a problemi di coppia, ad una situazione familiare poco stabile e a condizioni di lavoro poco rassicuranti.
È vero che per molti anni, il climaterio è stato un soggetto tabù e moltissime donne erano costrette a soffrire in silenzio poiché la menopausa era considerata un processo naturale ineluttabile e non un modo di essere, che favorisce l'insorgere di alcune malattie, responsabili di centinaia di migliaia di decessi. Bisognava accettala così com'era. È vero in fin dei conti assistiamo alla naturale evoluzione della vita che conduce alla morte. Tuttavia questo concetto non è più valido all'ora attuale e la menopausa deve essere affrontata con più serenità affinché la qualità della vita possa essere preservata il più a lungo possibile senza essere costretti dalla natura a limitare o cambiare lo stile di vita.
Diventare protagoniste della propria esistenza e non spettatrici dell'età biologica in quanto la natura non è proprio perfetta è la sfida di questo terzo millennio. Prenderne coscienza è un passaggio fondamentale per assimilare i benefici della terapia sostitutiva ormonale.
Certo non tutto è oro ciò che luccica, ma le conoscenze scientifiche progrediscono, i medici non i burattini delle ditte farmaceutiche, come alcuni vorrebbero farlo ancora credere.