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Per il nostro Paese, la globalizzazione comporta una rete sempre più fitta di relazioni internazionali che si traducono in obblighi di diritto internazionale ogni giorno più numerosi. Quali sono le conseguenze di questi cambiamenti sulla legislazione svizzera? Cosa comportano i crescenti obblighi internazionali per le istituzioni di democrazia diretta in vigore in Svizzera? I diritti popolari dovranno essere modificati in funzione della nuova situazione? I diritti di partecipazione democratica saranno ridimensionati dal diritto internazionale? Cosa accadrebbe in caso di incompatibilità tra il diritto internazionale e quello nazionale? Queste questioni sono state discusse in occasione della giornata organizzata dalla Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP).
Le discussioni sono state incentrate soprattutto sulla questione del rapporto tra decisioni popolari e obblighi di diritto internazionale della Svizzera. In tale contesto è stata tematizzata in particolare la questione concernente la validità di iniziative popolari che dovessero rivelarsi contrarie al diritto internazionale.
La giornata è iniziata con un discorso introduttivo della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey sul rapporto tra globalizzazione e democrazia. Nel suo discorso, la presidente della Confederazione ha sottolineato come la crescente globalizzazione abbia modificato profondamente il ruolo degli Stati nazionali. La fitta rete globale e la transizione da un mondo bipolare a un mondo multipolare popolato da numerosi attori hanno relativizzato la posizione predominante degli Stati nazionali sulla scena internazionale, richiedendo loro un crescente impegno a interagire con altri attori. Secondo Micheline Calmy-Rey, la sfida consiste nel trasferire tali sviluppi nelle nostre istituzioni di democrazia diretta: « Per conservare la sua efficacia, lo strumento dell'iniziativa popolare dovrà adattarsi all'evolversi delle relazioni internazionali. Ciò non mette in alcun modo in discussione l'identità svizzera. »
Elisabeth Bronfen, docente di letteratura inglese e americana all'Università di Zurigo, ha approfondito la domanda « Perché il diritto internazionale pubblico? » da un punto di vista teorico e culturale. Sulla base delle sue ricerche, la professoressa Bronfen ha illustrato con alcuni esempi la necessità nei sistemi democratici di un principio giuridico universale come il diritto internazionale. Il professor Adrian Vatter, direttore dell'Istituto di scienze politiche dell'Università di Berna, ha parlato del comportamento elettorale in Svizzera in caso di iniziative e referendum su temi rilevanti per le minoranze.
Le proposte di riforma presentate dal Consiglio federale all'opinione pubblica all'inizio dell'anno riguardanti il rapporto tra le iniziative popolari e gli obblighi di diritto internazionale hanno costituito la base di due dibattiti ai quali hanno partecipato giuristi, politici, giornalisti e rappresentanti del mondo della cultura. Le discussioni hanno riguardato sia il significato e il ruolo delle istituzioni di democrazia diretta nel contesto della crescente globalizzazione, sia la questione dell'esistenza e della legittimazione di limitazioni dei diritti democratici popolari.
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