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Rana verde! Chi sei?
Rivista numero 45 – Giugno 2007
Rana verde! Chi sei?
Testo di Ely Riva
Foto di Luca Bettosini e Ely Riva
La piaga delle rane
“Il Signore disse a Mosé: “Vai dal Faraone, e digli: Così dice il Signore: Lascia andare il mio popolo perché mi serva. E se rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutto il tuo paese con l’invasione delle rane. Il fiume brulicherà di rane, che saliranno ed entreranno nella tua casa, nella camera dove dormi, sul tuo letto, nelle case dei tuoi servi e fra il tuo popolo, nei tuoi forni e nelle tue madie. Le rane assaliranno te, il tuo popolo e tutti i tuoi servi. E il Signore disse a Mosé: “Di’ ad Aronne: Stendi la tua mano col tuo bastone sui fiumi, sui canali e sugli stagni e fa salire le rane sul paese d’Egitto”. Aronne stese la sua mano sulle acque d’Egitto, e le rane salirono e coprirono il paese d’Egitto. E lo stesso fecero i maghi con i loro sortilegi, e fecero salire le rane sul paese d’Egitto”…
Tragico destino
La Rana verde è stata nei secoli passati un animale misterioso, un animale che ha colpito la fantasia dell’uomo, soprattutto per la sua metamorfosi da uovo, a girino, a rana.
Questo lato della vita delle rane ha ispirato numerose superstizioni. Si credeva che nascessero direttamente dall’acqua, o che cadessero dal cielo con i temporali estivi. Per questo si sosteneva che nelle rane si nascondessero le anime dei morti senza battesimo o dei bambini nati morti.
Nel XVI e XVII secolo le rane verdi, con i rospi sono servite a streghe e fattucchiere per preparare filtri e malefici.
Dai manuali di stregoneria sappiamo che le streghe utilizzavano, oltre alle erbe e piante velenose, altri ingredienti che oggi ci sembrano strani e disgustosi: ali di pipistrello, cervello di gatto, escrementi di rospo, lombrichi, marmellata di ragni, rane e rospi essiccati e polverizzati…
Non parliamo poi dei “ranari”, i cacciatori di rane, che vagavano di notte per stagni, fossi e acquitrini a caccia di rane verdi alle quali, ancora vive, venivano staccate le zampe, spellate… e cucinate!
Luigi Galvani
Un giorno del 1786, mentre lo scienziato italiano Luigi Galvani (1737-1798) dava lezioni di medicina a Bologna, la moglie era in cucina a preparare la cena: cosce di rana. E’ stata la signora Galvani a scoprire la cosiddetta elettricità galvanica che ha origine da un’azione chimica tra un metallo e un acido. Infatti, posando il coltello sulle cosce di rane spellate, una di queste si mosse. Ripeté l’esperimento, e ogni volta che toccava con il coltello l’orlo del piatto di stagno e la colonna vertebrale di una rana, questa si allungava. Il marito Luigi, avvertito del fenomeno, esclamò: “Ho fatto una grande scoperta”. Luigi Galvani era convinto di aver scoperto l’elettricità animale, causa della forza vitale.
La spiegazione di questo fenomeno è stata data, pochi anni dopo, da un altro scienziato italiano, Alessandro Volta (1745-1827), professore di fisica. La caccia alle rane scatenata dalla scoperta di Galvani non impressionò Volta che si rese subito conto, che tra due metalli, come tra un coltello e un piatto di stagno, se collegati con acqua acidula come quella di una coscia di rana, si può produrre elettricità e così diventò inventore della prima pila.
Mondo complesso
Nel complesso mondo delle Rane verdi anche gli esperti si trovano spesso in difficoltà in quanto le relazioni tra le varie specie non sono ancora state chiarite completamente. In Europa la Rana verde maggiore (Rana ridibunda) e la Rana dei fossi (Rana lessonae) si incrociano facilmente dando origine alla Rana verde minore (Rana esculenta). Dall’accoppiamento delle varie specie, attraverso un complesso meccanismo cromosomico, risultano Rane verdi minori, talvolta Rane verdi maggiori e altre volte Rane dei fossi. Inoltre ultimamente si è scoperto che la Rana verde minore sembra esistere in almeno quattro o cinque forme diverse.
In Ticino abbiamo una situazione particolare e bizzarra in quanto la Rana verde minore sopravvive in popolazioni miste con la Rana dei fossi anche senza la presenza diretta della Rana verde maggiore.
Vita da rana
Ma lasciamo questi problemi agli studiosi, ai biologi, e andiamo a conoscere un animale, un anfibio, tra i più eleganti che la natura ha creato.
Rana verde! Chi sei?
Un vero animale acquatico, fedele per tutta la vita al fiume, al ruscello, all’acqua stagnante di un fossato, al pantano… fedele ad un mondo dove domina il colore verde della Brasca (Potamogeton ssp), dell’Erba ranina (Callitriche ssp), della Lenticchia d’acqua (Limnea ssp), della Ninfea (Nymphaea alba), del Ranuncolo acquatico (Ranunculus acquatilis)… e di tante altre piante che fuoriescono dall’acqua come l’Erba saetta, la Cannuccia, l’Iris giallo, il Crescione, la Calta…
Dopo aver passato l’inverno immersa nel fango, la Rana verde emerge in primavera.
La Rana verde di giorno prende volentieri il sole sulle foglie galleggianti delle piante acquatiche o lungo le rive, nascosta tra le erbe. In caso di pericolo si getta in acqua con un tonfo, quel caratteristico “plop”, e scompare sotto le foglie o nella melma, rimanendo immobile per diversi minuti.
In questo mondo verde la Rana verde è invisibile, ma si fa sentire. Soprattutto in aprile e maggio, quando gracida in coro per tutta la notte. Il gracidio e i sogghigni profondi sono la voce del maschio che estroflettendo da una fessura dietro l’angolo della bocca due grossi sacchi vocali biancastri, produce tanti suoni diversi.
L’attività riproduttiva è molto intensa. Non di rado i maschi nell’euforia dell’accoppiamento si aggrappano alle Rane rosse, a Rospi o anche a Pesci tenendoli stretti per una intera giornata.
La Rana verde depone in media 10.000 uova. La maggior parte dei girini appena nati ha vita breve, vittime di tante larve che vivono nell’acqua, soprattutto quelle delle libellule. Alla fine della metamorfosi soltanto cento rane diventeranno adulte!
Grande cacciatrice
La Rana verde è sempre affamata e quindi ha elaborato molti trucchi per cacciare, conciliando una grande prudenza con una certa malizia. Gli occhi con quelle magnifiche iridi dorate scrutano il mondo circostante, osservano ogni movimento. La Rana verde è golosa di tutto quello che si muove, dai vermi ai gasteropodi acquatici, dai ragni acquatici ai tricotteri… e anche di ciò che non si muove, ma è gustoso, come uva di rospo o uova di pesci! Quando è in acqua si lancia a bocca aperta per chiuderla velocemente appena ha afferrato la preda. Sulla terraferma invece sfrutta per la cattura degli insetti in modo rapidissimo la sua lunga lingua estroflettibile.
Oggi la caccia alle rane verdi è proibita, ma le paludi stanno scomparendo, i fossi vengono colmati, gli acquitrini prosciugati.
Per la Rana verde non sarà vita facile da oggi in avanti…
La Rana esculenta
Di Luca Bettosini
Si tratta di un “ibrido ibridogenetico” fra la Rana verde maggiore (Rana ridibunda) e la Rana dei fossi (Rana lessonae). La rana esculenta è forse il secondo anuro più comune in Europa, dopo il Bufo bufo. La Rana esculenta appartiene alla famiglia dei Ranidi, nell’ordine Anuri.
La morfologia di questa rana, è molto interessante: gli occhi sono composti da una pupilla rotonda leggermente orizzontale con iride giallastra; la lingua è corta ma estroflettibile, anche se, quando mangiano, si lanciano con tutto il corpo sulla preda. Le zampe posteriori sono potentissime e palmate (ciò dimostra che sono ottime nuotatrici e saltatrici); la vista è acutissima, riuscendo a vedere prede a una notevole distanza o addirittura che si muovono sott’acqua, per non parlare dei grandi salti che vengono fatti con estrema precisione.
Può arrivare ad una lunghezza di 12 centimetri (il maschio è più piccolo) e presenta un dorso colorato di verde smagliante o bruno oliva, talvolta cosparso di macchie nere e ornato, da ogni lato, da una piega ricca di ghiandole colorate di bronzo. I suoi fianchi sono macchiati di nero o di bruno scuro. La linea dorsale è chiara e si estende dalla testa fino all’ano, ma non la si trova in tutti gli individui. Il ventre è bianco, punteggiato di nero e di grigio. Questa rana vive ai margini degli stagni e dei corsi d’acqua lenti e con una vegetazione abbastanza fitta. Presente anche in tutti gli ambienti umidi, dai laghi di quote elevate (anche superiori ai 1’700 metri) alle zone costiere. Fuori dall’acqua è possibile incontrarle nel sottobosco di pinete e foreste di latifoglie, in prati e coltivi. Le rane verdi sono comunque animali strettamente legati all’acqua. Al minimo segnale di pericolo si tuffa e scompare tra la vegetazione.
Sverna in anfratti del terreno nei boschi, o talvolta sul fondo dei corpi idrici.
È un animale voracissimo che si nutre di insetti, tra cui farfalle che si avventurano sopra l’acqua, larve, vermi, lumache, cavallette ma anche di prede voluminose come giovani rane, piccole lucertole, piccoli roditori. I maschi, provvisti da ogni lato della testa di un sacco vocale esterno, che si gonfia come una vescica, riempiono le notti d’estate con il loro assordante gracidio.
L’accoppiamento (ascellare, vale a dire che il maschio tiene la femmina per le ascelle) ha luogo in giugno; le uova (fino a 10’000 uova) vengono deposte in grossi ammassi sul fondo dell’acqua.
Lo sviluppo larvale dura di regola 2-4 mesi.
La rana in questione è tanto diurna, quanto notturna. Pertanto la sua dieta naturale è varia. Inoltre, di giorno, le rane stanno la maggior parte del tempo sulle sponde, fuori dall’acqua, a prendersi il sole. Quando vogliono rinfrescarsi, si tuffano in acqua restando “distese” a pelo d’acqua con la testa fuori. È minacciata fortemente dai biocidi usati in agricoltura, dalle bonifiche e dall’inquinamento dei corpi idrici.
Fonti:
www.amiciinsoliti.it/anfibi/ranaesculenta.html
www.areeprotette.provincia.tn.it
www.naturamediterraneo.com/rana/
www.regione.emilia-romagna.it