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Comino «de Feraria» del fu Zane di Losone, erede della defunta moglie Bertina, figlia di Domenico «Ferri» di Intragna, per metà, e Domenico detto «Feretus» del fu Giacomolo «de Corbelus» di Losone, figlio ed erede di Elena moglie di detto Giacomolo e figlia di Domenico «Ferri», per l'altra metà, rinunciano nelle mani dei procuratori del comune di Intragna e Golino a ogni pretesa relativa ai fitti, dei quali il defunto Domenico del fu Amedeo «Ferri» di Intragna era stato investito dai fratelli Albertolo, Maffiolo e Giacomo «de Muralto», e dal defunto fratello Zanolo «de Muralto», figli del fu Gaffo «de Muralto» di Locarno, al canone di 30 soldi di denari e 8 libre di formaggio «stadengi» dell'alpe, da consegnare ogni anno per la festa di s. Martino e gravanti su diversi terreni nel territorio di Golino, come contenuto in una locazione del 8 febbraio 1347. Comino e Domenico dichiarano di ricevere dai procuratori del comune di Intragna e Golino 100 lire di denari nuovi a completa soluzione dei fitti passati e futuri, che detto comune è tenuto a pagare ogni anno a Zanolo erede dei detti fratelli «de Muralto».
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