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Al via in Giappone le procedure di chiusura dell'unico reattore nucleare ancora in servizio in Giappone. Lo ha riferito un portavoce del colosso elettrico Kansai Electric Power (Kepco). L'unità 4 della centrale di Oi, nell'ovest del Paese, è l'ultima rimasta ancora attiva nell'arcipelago.
Dopo la chiusura, "effettiva a partire da domani mattina", secondo la Kepco, il Giappone sarà nuovamente privo di energia nucleare come già avvenuto tra maggio e luglio del 2012, dopo il disastro della centrale di Fukushima.
I 50 reattori sparsi sul territorio nipponico saranno nel giro di poche ore ancora completamente fermi, bloccati per i controlli di routine e poi non più riavviati (ad eccezione di due) a causa dei timori sulla sicurezza generati dall'incidente atomico di Fukushima, il più grave dopo quello di Cernobyl.
La Kepco, l'utility che opera nella ricca e industrializzata area del Kansai, ha messo in guardia dai rischi di non riuscire senza nucleare a fornire sufficiente elettricità per rispondere adeguatamente alla domanda, facendo leva sugli stessi argomenti che spinsero il governo nipponico nell'estate 2012 a dare il via libera alla riaccensione di due unità della centrale di Oi, nella prefettura di Fukui.
Nei mesi scorsi, le utility hanno presentato alla Nuclear Regulation Authority (Nra), la nuova Autorità sulla sicurezza nucleare, le domande per riavviare i loro reattori seguendo gli standard rafforzati proprio in risposta alla crisi di Fukushima.
Il governo centrale e le singole utility, dopo il rilascio delle autorizzazioni della Nra, cercheranno di raccogliere il consenso di amministrazioni e comunità locali che ospitano gli impianti prima di qualsiasi riavvio.