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Per preservare la reputazione della piazza finanziaria svizzera e contribuire alla lotta contro la corruzione, la Svizzera deve dotarsi di una legge ad hoc per il blocco e la restituzione di patrimoni depositati da autocrati di ogni risma.
Ne è convinto il Consiglio nazionale che ha approvato oggi (136 voti a 54), contro il parere dell'UDC, la nuova Legge concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero (LBRV). Il dossier va al Consiglio degli Stati.
Rispetto al progetto governativo, la Camera del popolo ha apportato alcune precisazioni al testo, limitandone la portata in alcuni punti.
Durante il dibattito sull'entrata in materia, i democentristi hanno sostenuto che le prescrizioni in vigore in Svizzera a livello di legge antiriciclaggio in merito alle persone politicamente esposte, adottate su raccomandazione del GAFI sono più che sufficienti.
Di diverso avviso la maggioranza del plenum. Le disposizioni costituzionali attuali (art. 184, relazioni con l'estero), permettono al governo di prendere decisioni rapide sulla base del diritto d'urgenza, come il blocco preventivo di averi bancari, ma simili provvedimenti (ordinanze o decisioni) sono limitati nel tempo.
In seguito alla caduta di regimi autoritari in Tunisia, Egitto e Libia travolti dalla cosiddetta "primavera araba", si è fatta impellente la necessità di una legge formale che riunisca in un unico testo le prescrizioni attuali sparpagliate in varie normative e che aiuti i nuovi governi a chiedere la restituzione di quanto spetta loro nel rispetto di determinate procedure.
Per il consigliere federale Didier Burkhalter, questa legge rappresenta un mezzo per lottare contro la corruzione nei paesi in via di sviluppo. Gli averi acquisiti illegalmente o per mezzo di pratiche dubbie sono sottratti alla costruzione di scuole o ospedali. Questa norma rappresenta un tassello che rafforza la coerenza del nostro impegno nell'aiuto allo sviluppo.