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<h2>SubmittedText<h2><p>Le raccomandazioni del Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST) parlano chiaro: i cantoni e la Confederazione devono elaborare una strategia di educazione e sviluppo che contempli anche un'educazione e una cura di alta qualità della prima infanzia.</p><p>Considerata questa premessa, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a seguire le raccomandazioni del CSST e a integrare nel messaggio ERI 2013-2016 l'educazione e la cura della prima infanzia?</p><p>2. È disposto, sulla base del citato messaggio, a elaborare d'intesa con i cantoni una strategia di sviluppo per il settore dell'educazione della prima infanzia?</p><p>3. Quali provvedimenti intende adottare per incrementare la quota di personale specializzato, attualmente pari a uno scarso 50 per cento, nelle strutture per la custodia collettiva diurna dei bambini, affinché queste possano raggiungere il livello qualitativo auspicato?</p><p>4. Quale importanza attribuisce all'educazione della prima infanzia ai fini dell'integrazione e della riduzione del numero di scolari cosiddetti "deboli" (ossia quel 15 per cento di adolescenti che al termine della scuola dell'obbligo, secondo il rapporto PISA, dispone di conoscenze di base insufficienti)?</p><p>5. Come valuta il modello del cantone di Basilea, che obbliga i genitori a servirsi di una delle offerte di educazione e cura della prima infanzia se al compimento dei tre anni il bambino ha conoscenze insufficienti della lingua ufficiale del cantone di domicilio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST) è l'organo consultivo del Consiglio federale per tutte le questioni riguardanti la politica della scienza, della ricerca e della tecnologia. Nelle raccomandazioni formulate per il messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2013-2016 (messaggio ERI 2013-2016), menzionate dall'autrice dell'interrogazione, il CSST presenta dal suo punto di vista la politica di promozione del futuro e illustra come si potrebbe rafforzare il polo scientifico e innovativo svizzero. Le considerazioni del CSST vanno pertanto viste in una prospettiva a lungo termine, che va ben oltre il periodo di sussidio in questione.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste: </p><p>1./2. Il Consiglio federale reputa positivo che al tema dell'educazione della prima infanzia sia riservata una maggiore attenzione. I primi anni di vita sono fondamentali anche per lo sviluppo nel bambino della capacità di acquisire conoscenze. La custodia dei bambini nella prima infanzia gioca pertanto un ruolo importante anche per una promozione delle giovani leve integrata e orientata sul lungo termine.</p><p>L'interlocutore intercantonale della Confederazione per gli aspetti concernenti la custodia dei bambini al di fuori della scuola elementare è la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali. Non è possibile trattare il tema della cura e dell'educazione della prima infanzia ed elaborare una strategia di sviluppo nel messaggio ERI 2013-2016, come richiesto dell'autrice dell'interrogazione, perché la Confederazione non dispone delle competenze necessarie per farlo in questa sede.</p><p>Va inoltre ricordato che dal 2009 la promozione della prima infanzia rientra tra i provvedimenti di promozione dell'integrazione della Confederazione. Il 23 novembre 2011, il Consiglio federale ha deciso, in accordo con la decisione dell'assemblea plenaria della Conferenza dei governi cantonali, di stanziare complessivamente 110 milioni di franchi all'anno per rafforzare dal 2014 la promozione dell'integrazione e di attuarla nel quadro dei programmi d'integrazione cantonali. La parità di accesso alle offerte di promozione della prima infanzia adeguate alla situazione familiare dei bambini costituisce uno degli obiettivi del programma. In considerazione di questi provvedimenti di promozione e tenuto conto della ripartizione federalista delle competenze, il Consiglio federale è disposto a esaminare insieme ai cantoni l'opportunità di elaborare una strategia di coordinamento e, se del caso, ad appurare in questo contesto i provvedimenti da prendere, le competenze e le ulteriori possibilità di sviluppo nel settore dell'educazione della prima infanzia.</p><p>3. Nel 2010 il Consiglio federale ha posto in consultazione per la seconda volta la revisione totale dell'ordinanza sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (OAMin), ribattezzata ordinanza sull'accudimento di minori (OAMi). Nel progetto erano anche previsti standard qualitativi per le prestazioni offerte dalle strutture di custodia. Tuttavia, dopo che il 4 novembre 2010 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha depositato l'iniziativa parlamentare 10.508, "Accudimento di minori. Attenuazione dell'obbligo di autorizzazione", il Consiglio federale ha deciso il 29 giugno 2011 di sospendere i lavori relativi all'OAMi. Il 10 novembre 2011 la Commissione degli affari giuridici ha deciso all'unanimità di ritirare la propria iniziativa ritenendo che nel settore dell'accudimento diurno non sussistesse alcuna necessità d'intervento. Tenuto conto di questa valutazione e delle critiche mosse all'OAMi nelle due consultazioni, il Consiglio federale ha pertanto rinunciato ad emanare ulteriori prescrizioni in questo settore. Restano quindi in vigore le norme dell'OAMin e le disposizioni cantonali che la completano.</p><p>4. Le pari opportunità al momento di entrare a scuola rappresentano una delle principali premesse per una buona integrazione. Esse consentono una piena partecipazione alle lezioni e lo sviluppo della capacità di valorizzare le doti del bambino a prescindere da svantaggi legati alla situazione socioeconomica, al sesso e da fattori culturali e migratori. L'educazione della prima infanzia riveste pertanto grande importanza anche ai fini della riduzione del tasso di adolescenti che al termine della scuola dell'obbligo dispongono di conoscenze di base insufficienti, come accennato dall'autrice dell'interrogazione.</p><p>5. Ai fini della riduzione degli ostacoli all'integrazione, un obiettivo per il quale la Confederazione si batte insieme a cantoni e a comuni nel quadro della Conferenza tripartita sugli agglomerati, il Consiglio federale giudica favorevolmente il modello elaborato dal cantone di Basilea Città per promuovere l'apprendimento del tedesco quale lingua nazionale nei bambini di tre anni. Una valutazione definitiva sarà possibile una volta che saranno disponibili i risultati scaturiti dall'accompagnamento scientifico del progetto.</p>  Risposta del Consiglio federale.