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Lo scioglimento dei ghiacciai svizzeri è stato meno importante che nel recente passato lo scorso anno, come risulta dalle analisi condotte in 83 siti.
Il rigido inverno 2012-2013, l'importante innevamento che ancora si constatava in aprile e un maggio "eccezionalmente freddo", con fiocchi caduti ancora sino a fine giugno al di sopra dei 2'000 metri, sono stati determinanti.
L'estate secca e calda ha però nuovamente provocato una fusione superiore alla media, vanificando, in parte, la precedente opera della natura, tanto che solo 11 ghiacciai esaminati si sono estesi, mentre 66 si sono ritirati; la superficie degli altri sei è invece rimasta sostanzialmente immutata.
ATS/dg