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Jack è nato a marzo di quest’anno e questa non sarebbe una notizia straordinaria – sebbene ogni nascita lo sia - se sua madre e suo padre non avessero rispettivamente 57 e 65 anni e lui fosse frutto di una fecondazione in vitro. Il piccolo è figlio di Barbara Higgins e Kenny Banzhoff una coppia del Massachusetts la cui storia è stata raccontata dal Washington Post per lo straordinario messaggio di fiducia ed amore che trasmette. Barbara e Kenny avevano due figlie, Grace e Molly e quest’ultima è morta quando aveva 13 anni per un tumore al cervello. Il desiderio di Barbara è diventato quello di avere un altro figlio e mentre si sottoponeva ai controlli necessari per capire se questo potesse accadere, ha scoperto di avere un tumore al cervello, proprio come sua figlia. Le cure e l’intervento per rimuovere la neoplasia hanno funzionato e Barbara è guarita, ma il desiderio di un’altra maternità era ancora presente in lei.
Una situazione complicata fatta di tanto dolore, ma il desiderio di avere un altro figlio era davvero grande e non aveva nulla a che fare con la perdita della piccola Molly. Barbara lo ha precisato chiaramente al Washington Post: la nuova genitorialità tanto desiderata da lei e dal marito era una cosa a sé stante. Cercare un figlio alla loro età, però, poteva comportare qualche difficoltà in più ed è per questo che hanno fatto ricorso alla fecondazione in vitro, tecnica per la quale Barbara era una delle pazienti più grandi. I due coniugi sono convinti di aver fatto una scelta coraggiosa e giusta ed alle critiche che, inevitabilmente, sono arrivate nei loro confronti rispondono «non abbiamo mai preso una decisione sconsiderata in vita nostra». E si spera sinceramente che questa non sia la prima.
TMT (ti.mamme team)