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TOKYO - La Tepco, il gestore della centrale nucleare di Fukushima, sarà nazionalizzata. Il controllo statale, ha detto il ministro dell'Industria Yukio Edano, "non si chiuderà in uno o due anni". Il governo ha deciso di iniettare 1'000 miliardi di yen (10 miliardi di euro circa) di fondi pubblici, parte del piano di 10 anni per superare la crisi nucleare. La Tepco seguirà 3 obiettivi guida: risarcire i danni, smantellare l'impianto e garantire forniture elettriche stabili, a partire dall'area di Tokyo.
Il governo giapponese ha approvato il piano di ristrutturazione di Tepco che, sotto il controllo pubblico, mira a ripristinare la redditività della compagnia intorno al 2015.
Secondo il progetto, approvato dal ministro dell'Industria Yukio Edano, la società sarà nazionalizzata grazie a una iniezione di capitale fresco di 1.000 miliardi di yen. Il governo potrà aumentare la sua quota fino a centrare una maggioranza dei due terzi nel caso in cui l'azienda non rispetti gli obiettivi di ristrutturazione.
L'esecutivo ha poi dato il via libera a un totale di 2.400 miliardi di yen di aiuti specifici per fare fronte alla stima di circa 5.000 miliardi di yen di richieste di indennizzi da parte delle vittime del disastro nucleare di Fukushima. Il sostegno statale si porta quindi a 3.400 miliardi complessivi, con la previsione di un ulteriore aumento.
In cambio, Tepco dovrà accelerare sul fronte del taglio dei costi operativi, pari a 3.300 miliardi di yen nei prossimi 10 anni, comprensivo di un taglio all'organico del 10% circa.
La compagnia spera anche di poter tornare a rifinanziarsi sul mercato obbligazionario entro la metà del decennio.
ATS