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Nel complesso mondo della previdenza privata, ossia il terzo pilastro, scegliere correttamente la copertura assicurativa adatta alle esigenze è un processo impegnativo. Se poi si aggiungono concetti sconosciuti come privilegio in caso di successione e fallimento, clausola beneficiaria o designazione dei beneficiari, la questione si complica ulteriormente.
Edizione 05/2019 – Newsflash Pianificazione finanziaria e successoria
Si parla di privilegio in caso di successione quando le prestazioni derivanti da un'assicurazione sulla vita non rientrano nella successione. Il privilegio in caso di fallimento implica che le prestazioni non possono essere pignorate né incluse nella massa fallimentare, se il coniuge o i figli sono i beneficiari o se si tratta di un'assicurazione sulla vita della previdenza vincolata 3a. Una designazione dei beneficiari è quindi il presupposto per poter usufruire di tali privilegi. Occorre tuttavia distinguere tra previdenza vincolata 3a e previdenza libera 3b, in quanto i beneficiari possono essere designati liberamente solo nel pilastro 3b.
Differenziazione tra privilegio in caso di successione o fallimento e designazione dei beneficiari nel terzo pilastro:
|Privilegio in caso di successione||

Le prestazioni di un'assicurazione sulla vita CON clausola beneficiaria non rientrano nella massa ereditaria, ma vengono erogate direttamente ai beneficiari.
Assicurazioni miste:
In caso di violazione delle porzioni legittime, gli eredi interessati possono promuovere un'azione di riduzione nei confronti del beneficiario. Il beneficiario dovrebbe rinunciare a una parte della prestazione sufficiente a garantire le porzioni legittime degli eredi ricorrenti. Al massimo, deve rinunciare al valore di riscatto.
Assicurazioni di puro rischio (senza quota di risparmio):
|Privilegio in caso di fallimento 3b||

Le prestazioni di un'assicurazione sulla vita CON clausola beneficiaria a favore di un coniuge o dei discendenti non rientrano nella massa fallimentare.
Restano riservati eventuali diritti di pegno preventivamente costituiti dallo stipulante sui diritti derivanti dall'assicurazione o l'azione revocatoria nell'ambito della quale si accerta se la clausola beneficiaria abbia il solo scopo di sottrarre valori patrimoniali ai creditori (ad es. il versamento unico in un'assicurazione sulla vita 3b in vista del fallimento).
Se il coniuge o i discendenti non sono i beneficiari, essi hanno la facoltà di esigere che i diritti derivanti dall'assicurazione vengano ceduti loro dietro pagamento del valore di riscatto. L'ufficio di esecuzione è tenuto a segnalare tale possibilità agli interessati.
|Previdenza vincolata 3a||Previdenza libera 3b|
|Designazione dei beneficiari||Beneficiari non designabili liberamente (OPP 3, art. 2 --> cfr. riquadro informativo).||Beneficiari designabili liberamente.|
Esempio pratico sul privilegio in caso di successione con assicurazione in caso di decesso 3b (previdenza libera)
Matthias P. è sposato e ha due figli in comune con la moglie Ruth. Dirige una piccola azienda del settore IT. La sua morte non rischia solamente di mettere a repentaglio la prosecuzione e la sopravvivenza dell'azienda, ma può comportare anche gravi problemi finanziari per la famiglia. Desidera pertanto valutare le diverse possibilità a sua disposizione per tutelare al meglio i suoi familiari. Dopo un colloquio con il suo consulente, Matthias P. opta per un'assicurazione di puro rischio, ossia un'assicurazione in caso di decesso. Designa come beneficiaria la moglie che, grazie a questa soluzione previdenziale, percepirebbe l'intera somma assicurata, anche se dovesse rifiutare l'eredità in ragione di un indebitamento eccessivo. Ciò è riconducibile al fatto che le assicurazioni di puro rischio non prevedono un valore di riscatto. La somma assicurata convenuta nella polizza viene corrisposta direttamente al beneficiario. Una cosiddetta azione di riduzione (in caso di violazione delle porzioni legittime) non è ammessa, in quanto la polizza non ha un valore di riscatto.
Esempio pratico sul privilegio in caso di fallimento di assicurazione sulla vita mista 3b (previdenza libera)
Leo F. è un lavoratore indipendente, è sposato e ha due figli. In quanto titolare della ditta individuale, risponde degli obblighi derivanti dalla sua attività imprenditoriale non soltanto con il patrimonio aziendale, ma anche con il suo intero patrimonio privato. Per tutelare la famiglia in caso di fallimento, ha stipulato un'assicurazione sulla vita mista nel pilastro 3b (previdenza libera), designando sua moglie come beneficiaria in caso di decesso. Alcuni anni dopo, l'azienda si trova in difficoltà finanziarie e Leo F. è costretto a dichiarare fallimento. Grazie alle misure che ha adottato, il capitale risparmiato fino a quel momento nell'ambito della polizza non è accessibile ai creditori e resta quindi a disposizione per la previdenza familiare. Come funziona?
In virtù del privilegio in caso di fallimento, la moglie designata come beneficiaria subentra per legge come stipulante, a meno che non vi si opponga espressamente. In qualità di nuova stipulante, si assume i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto assicurativo. Leo F. recede dal contratto in quanto stipulante precedente. Anche se la polizza scade e il capitale viene erogato, la somma del pagamento è protetta dai creditori. Il capitale viene versato alla moglie e, a partire da questo momento, rientra nel suo patrimonio. I creditori di Leo F. non possono accedere al denaro.
Conclusioni
Il legislatore ha conferito all'assicurazione sulla vita 3b (previdenza libera) speciali privilegi giuridici, che la rendono uno strumento affidabile per la previdenza familiare. Le assicurazioni di puro rischio in caso di decesso, ad esempio, non rientrano mai nell'eredità e, in presenza di indebitamento eccessivo, non possono pertanto essere fatte valere ai fini della copertura di debiti. Qualora, a seguito di un fallimento dello stipulante, il coniuge o i discendenti beneficiari subentrino nei diritti e negli obblighi derivanti da un'assicurazione sulla vita con valore di riscatto, sia il valore di riscatto sia la somma garantita in caso di vita che diviene esigibile in seguito alla scadenza dell'assicurazione, sono protetti dai creditori fallimentari.
Anche nella previdenza vincolata 3a sono assicurate le prestazioni in caso di decesso, ma non quelle erogate in caso di vita / alla scadenza. In tal caso i creditori fallimentari possono nuovamente far valere i loro crediti. I crediti cadono in prescrizione solo vent'anni dopo il rilascio degli attestati di carenza di beni.
Designazione dei beneficiari nella previdenza vincolata 3a OPP 3
Art. 2 Beneficiari
1) Sono considerate beneficiarie le persone seguenti :
a. In caso di sopravvivenza, l'intestatario della previdenza;
b. Dopo la sua morte, le persone qui di seguito enumerate nell'ordine seguente:
- In coniuge superstite o il partner registrato superstite,
- I discendenti diretti e le persone fisiche al cui sostentamento la persona defunta ha provveduto in modo considerevole oppure la persona che ha convissuto ininterrottamente con quest'ultima durante i cinque anni precedenti il decesso o deve provvedere al sostentamento di uno o più figli comuni;
- i genitori;
- i fratelli e le sorelle;
- gli altri eredi.
2) L'intestatario può designare una o più persone tra i beneficiari menzionati al capoverso 1 lettera b numero 2 e precisare i diritti di ciascuna di esse.
3) L'intestatario ha il diritto di modificare l'ordine dei beneficiari di cui al capoverso 1 lettera b numeri 3 a 5 e di precisare i diritti di ciascuna di queste persone.