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Le persone coinvolte nelle procedure di asilo devono essere meglio protette dal coronavirus. Per questo motivo il Consiglio federale ha adottato oggi una serie di misure che riguardano sia l'esecuzione che gli allontanamenti. I provvedimenti durano tre mesi.
L'esecutivo non vuole interrompere le procedure, come richiesto da associazioni attive nel settore, poiché ciò comporterebbe problemi di capacità ricettiva, ciò che avrebbe conseguenze sulle regole di igiene e distanza diramate dall'Ufficio federale della sanità (UFSP), ha spiegato la ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter in conferenza stampa.
Oltretutto queste pratiche devono continuare ad essere svolte affinché la Svizzera possa adempiere i suoi impegni internazionali, ha aggiunto. Alcuni centri sono stati riattivati per creare più spazio e per rispettare le regole di distanza.
Attualmente la situazione è sotto controllo, anche se possono essere occupati solo la metà dei 4300 posti disponibili, ha precisato la ministra. L'obiettivo è avere circa 5000 posti entro l'estate, ha aggiunto, sottolineando come i Cantoni abbiano bisogno di più disponibilità.
La Confederazione ha pertanto adeguato le assegnazioni ai Cantoni al ribasso. Ciò è possibile perché il numero di domande di asilo è attualmente basso. "La Svizzera è ben lontana da una crisi migratoria", ha rilevato. Malgrado i restrittivi controlli alle frontiere, ci sono comunque ancora ammissioni nei centri federali di asilo.
Le persone a rischio sono alloggiate separatamente e le persone infette sono isolate. Le strutture militari e civili possono inoltre essere allestite rapidamente per essere usate in questo ambito in caso di emergenza o di disposizioni più restrittive da parte dell'USFP.
Interpellata sull'attuale situazione dei migranti in Grecia, Keller-Sutter ha precisato che il governo vuole concentrarsi sulla situazione Svizzera. "Ho detto a suo tempo che siamo disposti ad accogliere bambini, ma vista l'attuale pandemia dobbiamo pensare prima alla nostra situazione".
L'adozione delle nuove misure non è stata facile, ha poi rilevato Keller-Sutter, ringraziando i Cantoni e le organizzazioni per la loro collaborazione.
Il Segretario di Stato per le Migrazioni Mario Gattiker è in seguito intervenuto parlando delle grosse sfide alle quali saremo confrontati. Un team di crisi con rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni assicura attualmente il coordinamento delle disposizioni. Gattiker ha poi precisato i dettagli delle misure decise.
Da lunedì prossimo sarà ridotto il numero dei presenti nella stessa stanza durante le audizioni di richiedenti. Altre persone potranno comunque prendervi parte mediante mezzi tecnici. Il colloquio potrà eccezionalmente svolgersi anche se, a causa della pandemia, in determinate regioni il rappresentante legale non potrà parteciparvi, come è il caso in Ticino.
La scadenza per presentare ricorso contro la decisione d'asilo della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) nella procedura celere sarà inoltre prolungato da sette a trenta giorni. Rimarrà garantita la rappresentanza legale gratuita prevista dalla legge sull'asilo.
I termini validi per la partenza volontaria di richiedenti asilo respinti possono essere prorogati a 30 giorni, in particolare a causa delle limitazioni d'entrata attualmente vigenti in molti Paesi e del traffico aereo notevolmente ridotto. Nella situazione straordinaria in cui si trova attualmente la Svizzera, vi sarebbe la possibilità di prolungare ulteriormente i termini di partenza, aggiunge l'esecutivo.
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