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Decenni di prevenzione tramite colonscopia ci hanno fornito una stima affidabile del rischio di cancro rappresentato dagli adenomi colorettali, generalmente chiamati polipi. Si conosce meno il potenziale tumorigenico delle lesioni precancerose "serrate", così chiamate per le tipiche pieghe del loro epitelio di superficie. Particolarmente importanti sono le lesioni serrate sessili, ovvero non polipoidi, ma piatte. Esse rappresentano solo il ~5% di tutti i tumori colorettali precancerosi, ma sembrano dare origine a ~20% di tutti i cancri colorettali, in particolare quelli con un fenotipo "metilatore" (ovvero, con abbondante metilazione del DNA in specifiche regioni genomiche che regolano l'espressione dei geni). Rispetto agli adenomi, le lesioni serrate sessili sono più difficilmente identificabili durante colonscopia, in parte per la loro posizione prevalente nel colon prossimale e in parte perche' piatte, con bordi mal definiti e colore simile a quello della mucosa normale. Inoltre, la loro diagnosi istologica è caratterizzata da variabilità tra gli esaminatori, il che significa che quelle rimosse durante la colonscopia possono essere classificate erroneamente.
In questo studio intendiamo impiegare, per applicazioni cliniche, l'enorme quantita' di dati "omici" (genomici, epigenomici, trascrittomici, proteomici e metabolomici) ottenuti in laboratorio usando biopsie endoscopiche colorettali. Siamo ora in grado di tracciare la rete dei processi molecolari la cui disregolazione promuove la tumorigenesi serrata. Altrettanto importante, siamo pronti a verificare i risultati su ulteriori campioni di tessuto umano, un passo necessario verso la loro applicazione in ambito clinico.
Numerosi loci genetici ipermetilati sono attualmente in fase di verifica come promettenti biomarcatori per la diagnosi precoce, pre-colonoscopica, dei tumori colorettali (dal DNA estratto dalle feci). Abbiamo anche individuato diversi fattori di trascrizione e proteine della membrana cellulare che sono espressi esclusivamente in lesioni serrate. Questi saranno testati per la loro capacità di migliorare la diagnosi istologica differenziale delle lesioni colorettali precancerose e la gestione clinica dei pazienti predisposti a cancro colorettale.