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<h2>SubmittedText<h2><p>I giganteschi incendi nell'area amazzonica sono una catastrofe di enorme portata per il nostro pianeta. Questa situazione preoccupa molte persone in tutto il mondo, e anche in Svizzera. Il polmone verde della Terra è in grave pericolo e gli effetti connessi, per esempio le ripercussioni sulle popolazioni interessate, sulla biodiversità della regione e sul clima globale sono devastanti.</p><p>La Confederazione ha inviato in Amazzonia, come misura d'urgenza, quattro esperti della DSC. Una scelta lodevole viste le dimensioni sociali, economiche e di politica ambientale delle sfide che si tratta di affrontare ma anche un aiuto molto piccolo e per giunta a breve termine.</p><p>In questa crisi complessa, che colpisce direttamente vari Paesi e ha spinto molti altri a offrire la loro assistenza, la Svizzera, che gode della fama di essere una mediatrice affidabile e una coordinatrice efficiente, potrebbe invece mettere a disposizione i propri buoni uffici. La sua neutralità, la mancanza di passato coloniale, il suo sistema democratico fondato sullo scambio, l'equilibrio e la ricerca di un compromesso, e la sua esperienza in materia di diversità culturale creano fiducia e sono caratteristiche fondamentali in questo ambito, come ha affermato anche il Consiglio federale in un recente rapporto.</p><p>Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che modo la Svizzera collabora con i Governi dei vari Paesi colpiti dagli incendi?</p><p>2. In che modo la Svizzera collabora con i Governi dei vari Paesi che hanno offerto il loro aiuto in questa crisi?</p><p>3. In che modo la Svizzera collabora con le organizzazioni regionali e locali che si adoperano per proteggere la popolazione indigena e la foresta pluviale?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a verificare se questa crisi può essere definita una crisi complessa di dimensioni internazionali per risolvere la quale la Svizzera può offrire i suoi buoni uffici?</p><p>5. In caso di risposta negativa, quali sono le priorità del Consiglio federale oltre all'invio di aiuti di emergenza per combattere gli incendi?</p><p>6. Che cosa fa in particolare per proteggere a lungo termine gli indigeni dell'Amazzonia e la biodiversità in questa regione?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a interrompere i negoziati per l'accordo con il Mercosur fino a quando il Brasile non tutelerà attivamente la foresta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La Svizzera porta avanti contatti bilaterali con i Paesi colpiti dai recenti incendi in Amazzonia, e in futuro affronterà questo problema in modo più approfondito e strategico. Nel 2019, dopo lo scoppio degli incendi, la Svizzera ha concentrato la propria attenzione sulla Bolivia, un Paese prioritario della cooperazione svizzera allo sviluppo, che le aveva presentato una richiesta di assistenza. L'Aiuto umanitario ha inviato in Bolivia esperti peruviani del suo pool di aiuto di emergenza in America latina e ha realizzato uno strumento di analisi satellitare per pianificare le operazioni di spegnimento dei roghi, che ha messo a disposizione delle squadre d'intervento di Argentina, Stati Uniti e UE affinché potessero programmare i loro interventi.</p><p>3./6. La Svizzera finanzia organizzazioni multilaterali e fondi che sostengono varie iniziative in Amazzonia, in particolare il Fondo mondiale per l'ambiente (GEF) e il Fondo verde per il clima (GCF). A giugno del 2019 il GEF ha adottato un programma dedicato alla protezione dell'Amazzonia, per il quale ha stanziato un budget di 98 milioni di dollari statunitensi. Questo programma ha il duplice obiettivo di portare benefici per l'ambiente e di migliorare la situazione delle popolazioni indigene. Tutti i progetti dell'organizzazione prevedono l'applicazione di linee guida che disciplinano l'interazione tra il GEF e le popolazioni autoctone.</p><p>Nell'ambito di negoziati e all'interno di organismi multilaterali la Svizzera si impegna inoltre per la protezione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali - in particolare per la biodiversità - e per una regolamentazione internazionale forte.</p><p>4./5. I buoni uffici della Svizzera sono un'offerta permanente e il DFAE esamina sistematicamente le richieste che riceve in proposito. Ciononostante, questo strumento tradizionale - che può concretizzarsi in attività di mediazione e facilitazione o in un mandato in qualità di potenza protettrice -, potrebbe non essere appropriato per la problematica in questione. Al momento la Svizzera sta verificando, d'intesa con le autorità boliviane, se i Paesi della regione colpiti dagli incendi sono in grado di istituzionalizzare lo strumento di analisi satellitare svizzero per poterlo utilizzare costantemente per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi.</p><p>7. L'accordo di libero scambio negoziato dai Paesi dell'AELS con quelli del Mercosur prevede obblighi concreti in materia di attuazione efficace delle leggi sulla protezione dell'ambiente e delle norme sul lavoro nazionali, come pure di mantenimento dell'attuale livello di protezione. La questione dei diritti delle popolazioni indigene è affrontata in una parte dell'accordo, specialmente per quanto riguarda la gestione delle foreste. Nell'accordo sono state integrate anche disposizioni specifiche sulla biodiversità e la lotta al cambiamento climatico, ed è stata altresì ribadita la necessità di un'attuazione efficace degli impegni presi dagli Stati parte conformemente all'Accordo di Parigi sul clima. Disposizioni come queste creano piattaforme aggiuntive che danno alla Svizzera la possibilità di rivolgersi direttamente alle autorità degli Stati partner per discutere su tematiche quali lo sfruttamento sostenibile delle risorse forestali, i cambiamenti nell'uso dei terreni o la deforestazione illegale legata al commercio transfrontaliero. Questi accordi puntano quindi anche a portare un valore aggiunto in termini di promozione dello sviluppo sostenibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.