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La COMCO raccomanda la soppressione degli emolumenti negli appalti pubblici
Berna, 09.04.2019 - La Commissione della concorrenza (COMCO) raccomanda ai Cantoni di rinunciare a riscuotere gli emolumenti per l’ottenimento della documentazione negli appalti pubblici. Tali emolumenti restringono la concorrenza nell’ambito degli appalti pubblici.
La riscossione di emolumenti per ottenere la documentazione del bando negli appalti pubblici costituisce una violazione alla Legge sul mercato interno (LMI) poiché discrimina gli offerenti interessati a presentare un’offerta. In alcuni bandi di concorso, i servizi di aggiudicazione cantonali riscuotono questi tipi di emolumenti. Gli offerenti interessati devono quindi pagare un emolumento, il quale mira tra le altre cose a tutelare i segreti d’affari, per poter ottenere la documentazione del bando. L’importo di tale emolumento ammonta spesso a diverse migliaia di franchi.
La COMCO ha esaminato la liceità di questi emolumenti sotto il profilo della LMI, la quale stabilisce, tra le altre cose, le esigenze minime nell’ambito degli appalti pubblici. La COMCO è giunta alla conclusione che la riscossione di emolumenti per l’ottenimento della documentazione costituisce una restrizione del libero accesso al mercato che impatta negativamente sulla concorrenza. Potenziali offerenti potrebbero essere scoraggiati dal presentare un’offerta.
Una giustificazione basata sulla LMI, come ad esempio la protezione dei segreti d’affari, non legittima questa restrizione. Questo vale in particolar modo se si considera che vi sono altre misure meno incisive che possono essere attuate, come ad esempio degli accordi di confidenzialità o la possibilità di mettere a disposizione gradualmente la documentazione del bando.
Questi emolumenti sono un tema trattato anche nell’attuale revisione della Legge federale sugli appalti pubblici. La raccomandazione della COMCO è rivolta ai Cantoni poiché devono applicare le esigenze minime stabilite dalle norme sul mercato interno.
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