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WINTERTHUR - Gli adolescenti hanno riscoperto la tv come canale d'informazione durante la prima ondata di coronavirus. Uno studio sul consumo dei media ha rivelato che gli allievi di ambienti a basso reddito e gli stranieri soffrono di più la didattica a distanza.
Per il suo ultimo sondaggio JAMESfocus commissionato da Swisscom, l'Alta scuola di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) ha interrogato 935 giovani tra i 12 e i 19 anni nelle tre regioni linguistiche del paese fra maggio e giugno 2020. A causa del lockdown, il sondaggio è stato condotto online.
Per il 61% degli adolescenti, la televisione è stata tra le principali fonti di informazione sul Covid-19. Nel sondaggio relativo al 2018, la tv era citata come fonte d'informazione solo dal 33% dei giovani. Quelli intervistati la scorsa primavera hanno inoltre dichiarato di accordare un'alta credibilità ai canali del servizio pubblico.
Ansia più diffusa nella Svizzera italiana - Secondo lo studio, l'alto consumo dei media era correlato all'ansia per la pandemia. Per oltre la metà degli adolescenti, la paura principale era che un parente potesse essere infettato dal Covid-19. Solo il 17% era ansioso di ammalarsi. Le ragazze erano più propense dei ragazzi ad esprimere preoccupazione.
Ci sono state inoltre importanti differenze fra le regioni linguistiche. «I giovani dei cantoni latini sono stati esposti a una situazione significativamente più tesa dei loro coetanei della Svizzera tedesca», scrivono i responsabili dello studio.
In Ticino, la vicinanza alla drammatica situazione del nord Italia ha probabilmente aumentato il senso di minaccia. «Questo si riflette anche nel benessere psicologico dei giovani».
Parlare per non essere sopraffatti - Oltre alla televisione, l'altra fonte principale di informazioni sono state le discussioni con la famiglia e gli amici. I ricercatori raccomandano di parlare con i giovani del contenuto delle informazioni che stanno consumando, specialmente per discutere le paure associate ad esse. Un dialogo critico su false informazioni e teorie di cospirazione in tempi di crisi può tutelare il benessere, scrive la ZHAW.
Didattica a distanza - Il sondaggio JAMESfocus si è soffermato anche sugli effetti dell'apprendimento a distanza e del telelavoro sugli adolescenti. Il 56% dei giovani di origine straniera ha detto di incontrare difficoltà in questo contesto, mentre tra gli svizzeri dai 12 ai 19 anni la percentuale è solo del 38%.
Un divario analogo è stato osservato anche tenendo conto dell'estrazione socio-economica degli adolescenti. I ricercatori suppongono a questo proposito che le famiglie con pochi mezzi hanno generalmente meno apparecchi a disposizione. Gli adolescenti di queste famiglie sono inoltre meno sostenuti dai genitori nei compiti scolastici e più spesso abbandonati a se stessi.