Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/191001

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 9 dell'ordinanza del DDPS del 6 dicembre 2007 sul materiale dell'esercito, la dichiarazione della "maturità per l'acquisto del materiale" è una condizione indispensabile per presentare una domanda di credito al Parlamento. Tuttavia, questa disposizione, che sembra logica ed essenziale, in passato ha conosciuto precedenti problematici: si pensi al progetto FIS-FT o alla saga del Gripen. E ora sulla procedura d'acquisto dei droni israeliani Hermes 900 HFE corrono voci secondo le quali la loro tecnologia sarebbe ancora in fase di sviluppo. Al momento della procedura d'acquisto, nell'ambito del Programma d'armamento 2015, il rischio tecnico è stato considerato medio, in quanto il sistema per l'individuazione automatica di altri aeromobili e l'avvio di una manovra anticollisione era ancora in fase di sviluppo.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale può indicare a che punto è con lo sviluppo del progetto e se sussiste tuttora un rischio tecnico?</p><p>2. Si tratta di "droni di carta" ancora in fase di sviluppo?</p><p>3. In caso affermativo, su quali basi il capo dell'armamento ha dichiarato il progetto maturo per l'acquisto secondo la procedura ordinaria?</p><p>4. I costi annunciati rimarranno invariati?</p><p>5. Esiste uno scambio tecnologico tra Israele e la Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo stato concreto ed esatto del progetto di acquisto del sistema di ricognitori telecomandati 15 (ADS 15) è illustrato in modo trasparente ogni trimestre alle competenti commissioni parlamentari e una volta all'anno anche nel Rapporto sui progetti del DDPS, accessibile al pubblico. L'andamento del progetto è conforme alle pianificazioni e, allo stato attuale delle conoscenze, la scadenza di ultimazione del progetto potrà essere rispettata.</p><p>Nei vari rapporti si segnalano anche i possibili rischi, ad esempio nel sistema integrato per l'individuazione di altri aeromobili nonché, in caso di necessità, per l'avvio automatico di manovre anticollisione (Sense and Avoid). A tal proposito, il rischio principale consiste nel fatto che il processo di sviluppo fino alla certificazione inclusa potrebbe diventare più oneroso di quanto previsto all'origine. Tuttavia, i risultati conseguiti finora sono conformi alle aspettative riguardo all'andamento del progetto. Ciò vale anche per lo stato di avanzamento dello sviluppo nella cosiddetta parte non cooperativa di Sense and Avoid. Contrariamente agli utenti cooperativi dello spazio aereo, quelli non cooperativi non dispongono degli apparecchi elettronici necessari che consentirebbero di determinare reciprocamente la posizione nello spazio e la rotta. Questo può ad esempio riguardare piccoli aerei, alianti o palloni aerostatici. Al fine di riconoscere questi utenti non cooperativi dello spazio aereo, sarà sviluppato un radar speciale per i droni.</p><p>2. Non si tratta di un "drone di carta". Le componenti principali del sistema di ricognitori telecomandati 15 e del Sense and Avoid cooperativo sono attualmente nella fase di produzione e di test. Dal giugno di quest'anno si svolgono voli di prova con un drone previsto per il nostro Paese. Per la fine del 2018 si potrà iniziare la fabbricazione del prototipo per la parte non cooperativa di Sense and Avoid (radar).</p><p>3. Affinché per un bene d'armamento come il sistema di ricognitori telecomandati 15 possa essere dichiarata la maturità per l'acquisto, secondo l'articolo 9 dell'ordinanza del DDPS del 6 dicembre 2007 sul materiale dell'esercito (RS 514.20) devono essere soddisfatti molteplici requisiti e condizioni. Ad esempio, devono essere soddisfatti requisiti militari e tecnici definiti specificatamente e dev'essere stata effettuata una valutazione approfondita dei rischi. Poiché il sistema in oggetto aveva soddisfatto tali condizioni, è stato possibile dichiararne la maturità per l'acquisto per il Programma d'armamento 2015.</p><p>4. Sì, rimane valido quanto indicato nel Programma d'armamento 2015, ossia un costo di 250 milioni di franchi.</p><p>5. No, tra Israele e la Svizzera non ha luogo nessuno scambio tecnologico.</p>  Risposta del Consiglio federale.