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<h2>SubmittedText<h2><p>A fine gennaio 2021 sulla stampa svizzera sono apparse le prime notizie riguardanti i Giochi olimpici invernali 2022 che si terranno in Cina. Prima delle ultime Olimpiadi estive del 2008 vi erano state massicce proteste in Tibet e in tutto il mondo per condannare l'oppressione in Tibet. Gli stessi Giochi olimpici hanno innescato un ennesimo inasprimento dei controlli alle persone in Tibet e in Cina. Dal 2008 la situazione dei diritti umani è peggiorata in tutta la Cina e in particolare in Tibet e nel Turkestan orientale (provincia dello Xinjiang). A questo si sono aggiunte altre situazioni critiche, come la soppressione delle forze democratiche a Hong Kong. Nel settembre 2020, in uno studio che ha destato clamore lo scienziato tedesco Adrian Zenz ha rivelato un sistema di lavori forzati cui sono sottoposti i tibetani.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quali precauzioni ha preso il Consiglio federale per garantire che i rappresentanti ufficiali e gli atleti svizzeri che parteciperanno ai Giochi olimpici non corrano il rischio di essere usati per gli scopi politici del Governo cinese?</p><p>2. Quali insegnamenti ha tratto il Consiglio federale dai Giochi olimpici del 2008 in Cina?</p><p>3. Il Consiglio federale contatterà le organizzazioni per la difesa del Tibet e quelle per la tutela dei diritti umani per informarsi sulla situazione relativa alle Olimpiadi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il DFAE collabora fianco a fianco con il Centro per lo sport e i diritti umani di Ginevra in favore del rispetto dei diritti umani nell'ambito dei grandi eventi sportivi. Per quanto riguarda i Giochi olimpici previsti nel 2022 a Pechino, sono stati identificati vari temi che saranno monitorati da vicino, in particolare le questioni relative alla libertà di stampa, alla libertà di movimento dei giornalisti e al rispetto dei diritti umani lungo tutta la catena del valore connessa all'organizzazione dei Giochi. Le risposte fornite dal Governo cinese di fronte a queste sfide saranno determinanti per l'immagine generale dell'organizzazione dei Giochi.</p><p>Swiss Olympic, organizzazione mantello responsabile della delegazione svizzera ai Giochi, è in contatto sia con il Comitato internazionale olimpico sia con altri comitati olimpici nazionali. Queste organizzazioni si impegnano insieme, dialogando con i partner cinesi, per dare risalto ai valori olimpici.</p><p>2. Il Consiglio federale constata che dopo i Giochi olimpici del 2008, in Cina non vi è stato un miglioramento del rispetto dei diritti umani. Al fine di ridurre per quanto possibile il rischio di violazione dei diritti umani connesso all'organizzazione di grandi eventi sportivi, la Svizzera ha dato il suo contributo al dialogo tra gli attori avviato nel 2015 e sfociato nell'istituzione del Centro per lo sport e i diritti umani, inaugurato a Ginevra nel 2018.</p><p>3. L'Amministrazione federale intrattiene contatti regolari con le ONG svizzere che operano in favore del rispetto dei diritti umani in Cina, comprese le organizzazioni che difendono gli interessi della diaspora tibetana in Svizzera. L'attuale Strategia Cina (2021-2024) adottata dal Consiglio federale fornisce alcuni strumenti per un'attuazione coordinata tra tutti gli attori interessati. Le tematiche inerenti al rispetto dei diritti umani nell'ambito dei Giochi olimpici invernali di Pechino vengono affrontate in seno a questi organismi.</p>  Risposta del Consiglio federale.