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Uomo e natura: un rapporto secolare da salvaguardare
di Armando Donati
Da quando l’uomo si è insediato stabilmente nelle nostre vallate, vi è sempre stato un intenso rapporto con la natura; talvolta conflittuale, altre volte più sereno. Durante i secoli, dell’agricoltura di sussistenza, prima dell’ingresso nella modernità, è possibile distinguere due fasi. All’inizio, confrontato a un territorio completamente selvaggio, l’uomo ha iniziato a bonificare le zone più sicure e accoglienti. Poi, con l’aumento della popolazione – soprattutto nei secoli XVI e XVII –, il bisogno di sfamare molte bocche ha spinto l’uomo sempre più in alto, in luoghi sempre più impervi e difficili raggiungendo il limite della sopravvivenza. Per quanto riguarda questa seconda stagione, verso la metà dell’Ottocento – all’inizio delle grandi emigrazioni verso l’Australia e le Americhe – si è toccato probabilmente il picco massimo dell’espansione umana nelle Alpi ticinesi.