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"Cittadinanza"
La cittadinanza è la condizione della persona alla quale lo Stato riconosce la pienezza dei diritti civili e politici. Questo concetto implica due aspetti: lo status di cittadino e la relazione fra cittadino e Stato. Lo status di cittadino ha radici antiche. Risale allo status civitatis del diritto romano che distingueva l’uomo libero dallo schiavo. È interessante riflettere sull’origine etimologica di questo concetto e il peso che comportava all’epoca. Cittadinanza come condizione di libertà. Importante è anche riflettere sul secondo aspetto della nozione di cittadinanza: il rapporto fra cittadino e Stato. Avere la cittadinanza implica infatti la possibilità di godere dei diritti civili e politici. Diritti che fanno parte della categoria delle libertà negative, cioè delle libertà che sono i limiti al ruolo dello Stato. I diritti politici sono frutto della Rivoluzione francese e sono i mezzi grazie ai quali ancora oggi le persone comuni possono partecipare attivamente alla vita politica e alla formazione delle decisioni pubbliche. I dritti civili, invece, sono quelle libertà individuali che rientrano in quella sfera dove lo Stato non può intromettersi. Fra questi abbiamo ad esempio, la libertà personale, la libertà di circolazione e di soggiorno e la libertà di religione. Non tutte le persone che vivono nella nostra società possiedono questi diritti. I minori, alcune persone con disabilità, alcuni anziani, o gli stranieri non beneficiano completamente di tutti i diritti civili e politici. Possiamo dunque affermare che non tutti sono cittadini a pieno titolo. E ci possiamo chiedere a questo punto cosa significa non avere la piena cittadinanza oggi. Cosa comporta non poter usufruire pienamente dei propri diritti civili e politici? Siamo meno liberi se non siamo cittadini a pieno titolo?