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L'attivista 87enne Louise Schneider torna a far parlare di sé: esattamente un anno dopo aver protestato contro le armi imbrattando con una bomboletta spray di colore rosso i pannelli protettivi posti davanti alla Banca nazionale svizzera in Piazza federale a Berna, l'anziana ha nuovamente dimostrato oggi nello stesso luogo.
Questa volta senza spray, l'anziana attivista portava un cartellone contro gli affari legati a materiale bellico realizzati dalla Svizzera all'estero. "Mamme, nonne, bisnonne urlatelo forte: pane invece di armi per tutti i bambini".
KEYSTONE/Peter Schneider
Con le lacrime agli occhi l'87enne pacifista ha ricordato le sofferenze della popolazione che si trova nelle regioni di conflitto. Anche la Svizzera investe nelle guerre.
Schneider e un gruppo di altre donne anziane che si sono unite a lei hanno fatto campagna davanti a Palazzo federale per l'iniziativa popolare 'Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico'.
Il testo - proposto dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e sostenuto dai giovani Verdi, da altri partiti rosso-verdi e da diverse organizzazioni - vuole impedire a Banca nazionale svizzera (BNS), fondazioni e casse pensioni di investire nelle industrie dell'armamento. L'iniziativa venne lanciata, un anno fa, nell'aprile 2017: Louise Schneider ha sempre sostenuto che allora decise indipendentemente da questo di scrivere sui pannelli della Banca nazionale svizzera "I soldi per le armi uccidono". In quell'occasione intervennero agenti che portarono l'anziana attivista al posto di polizia per rilasciarla poco dopo.
La donna, esponente del Gruppo per una Svizzera senza esercito, ha combattuto tutta la vita contro ogni forma di violenza.
(Ats)