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Credit Suisse è stata condannata al pagamento di una multa di 2 milioni di franchi per non aver messo in atto un dispositivo sufficiente a evitare il riciclaggio di denaro di un'organizzazione criminale bulgara. È la sentenza pronunciata oggi, lunedì, dal Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona, che ha tenuto conto solo delle transazioni finanziarie avvenute tra luglio 2007 e fine 2008, poiché i fatti precedenti sono caduti in prescrizione. La banca è stata condannata anche a versare a titolo di indennizzo oltre 19 milioni di franchi, somma che corrisponde agli averi dell'organizzazione criminale che non sono stati confiscati a causa degli errori della banca. Sono stati anche confiscati altri 12 milioni di franchi depositati su conti del Credit Suisse legati all'organizzazione criminale.
Un'ex impiegata della banca, che gestiva i conti incriminati, è invece stata condannata a 20 mesi di detenzione e a una pena pecuniaria, entrambe sospese con la condizionale, riconosciuta colpevole di riciclaggio di denaro aggravato.
Un ex impiegato di un altro istituto di credito svizzero, pure colpevole di riciclaggio di denaro aggravato, è stato condannato a 14 mesi di prigione e a una pecuniaria sospesi. L'uomo ha permesso il riciclaggio di parte del denaro e costituito una holding per accogliere i fondi.
Condannati anche due cittadini bulgari, colpevoli di riciclaggio di denaro aggravato, uno a 36 mesi di carcere, la metà dei quali da scontare, e l'altro a 12 mesi sospesi. Il primo ha contribuito a nascondere l'origine delittuosa del denaro, mentre il secondo era implicato nel trasporto dalla Spagna alla Svizzera dei fondi dell'organizzazione criminale.
Le parti hanno sempre respinto le accuse e la legale di Credit Suisse ha già dichiarato alla RSI che farà appello contro la sentenza.
Credit Suisse e mafia bulgara, oggi sentenza storica
Telegiornale 14:30 di lunedì 27.06.2022