Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01074.jsonl.gz/1161

NEW YORK - «Non ci sono prove di intercettazioni alla Trump Tower» ordinate dall'ex presidente Barack Obama. Il Dipartimento di Giustizia contraddice Donald Trump e mette nero su bianco, in un documento depositato in tribunale, che le accuse del presidente al suo predecessore sono prive di fondamento.
Un'affermazione che rischia di complicare ulteriormente il rapporto già teso fra il ministro della Giustizia Jeff Sessions e il titolare della Casa Bianca. E che arriva mentre viene pubblicata la lettera lasciata da Obama nello Studio Ovale per Trump, nel rispetto della tradizione in cui il presidente uscente consegna un messaggio al suo successore. «Una bella lettera», come l'aveva definita il tycoon senza rivelarne i contenuti.
La missiva però ora è pubblica. Obama si complimenta con 'Mr President' Trump per la vittoria e gli offre quattro consigli, ammettendo comunque di non sapere quale può essere la loro utilità visto che «l'incarico è unico e non c'è una formula per il successo». Obama ricorda a Trump come il lavoro alla Casa Bianca sia «temporaneo e questo ci rende guardiani delle istituzioni e delle tradizioni democratiche, quali la legge, la separazione dei poteri e le libertà civili». Constatando che la «leadership americana è indispensabile», Obama invita Trump a non dimenticare mai la famiglia e gli amici, anche nei periodi più difficili.
I rapporti fra Obama e Trump non sono mai stati dei migliori, con il presidente che ha ripetutamente attaccato il suo predecessore non digerendo, fra l'altro, la sua popolarità. Le accuse di spionaggio alla Trump Tower che Trump affidò a una serie di tweet del 4 marzo 2017 hanno segnato il momento più alto di tensione fra i due, con il tycoon evocò le spettro di un nuovo Watergate.