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Col loro piumino non ancora impermeabile, rischiano assideramento. Precipitazioni più frequenti e intense lungo la costa dell'Antartide entro fine secolo.
Pioggia e pioviggine saranno verosimilmente più frequenti e intense lungo la costa dell'Antartide entro la fine del secolo. E non è un buona notizia per pulcini di pinguino, che, con il loro piumino non ancora impermeabile, una volta zuppi rischiano di morire assiderati appena il freddo e il vento aumentano. È una constatazione che si legge in una ricerca pubblicata nelle ‘Geophysical Research Letters’, cui ha partecipato il Politecnico federale di Losanna (Epfl).
L'Antartide è il continente più freddo e secco della Terra, dove la maggior parte delle precipitazioni cade quindi sotto forma di neve. Secondo i rapporti meteorologici di dieci stazioni analizzati dallo studio, sulla costa antartica orientale attualmente piove o pioviggina in media circa quattro giorni all'anno, e più di 50 giorni nella parte nord-occidentale della penisola antartica. Usando simulazioni climatiche, i ricercatori hanno calcolato che questo genere di precipitazioni entro la fine del secolo potrebbe aumentare in media del 240%, se alti livelli di gas a effetto serra continueranno a entrare nell'atmosfera. Gli scienziati si aspettano inoltre che le precipitazioni interessino anche nuove regioni del continente.
I ricercatori hanno già scoperto in passato che rari e forti eventi di pioggia possono avere conseguenze drammatiche per i pulcini del pinguino imperatore, che vive e si riproduce in un ambiente più freddo di qualsiasi altra specie di uccello. Circa il 90% dell'isolamento dei pinguini è garantito dal loro piumaggio, più fitto di qualsiasi altro uccello ma che i piccoli però ancora non hanno. Il pinguino imperatore – il più grande e il più pesante tra tutte le altre nove specie – è ritenuto dall'Unione internazionale per la conservazione della natura come specie prossima alla minaccia e molto sensibile ai rischi climatici. Ciò per la forte diminuzione delle risorse alimentari a causa degli effetti del riscaldamento globale e della pesca industriale sulle popolazioni di crostacei e pesci.
Uno studio condotto dalla Woods Hole Oceanographic Institution nel 2009 aveva già valutato – applicando dei modelli matematici sulla riduzione della banchisa – che la grossa colonia di pinguini imperatore della Terra Adelia (o costa di Adelia) subirà un declino dell'87% della popolazione da qui alla fine del secolo. Da 3mila coppie si passerà ad appena 400. E un tale declino potrebbe colpire l'intera popolazione di pinguini, di 200mila coppie circa.