Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01076.jsonl.gz/1372

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
L'iniziativa UDC sull'espulsione dei criminali stranieri sta causando un'ondata di opposizione senza precedenti. Numerose personalità del mondo politico, giuridico e dei diritti umani si sono schierate contro il testo in votazione il 28 febbraio.
Daniel Kübler, presidente della direzione del Centro per la democrazia di Aarau, ha confermato all'ats che si tratta di un caso eccezionale. Questa tesi è sostenuta anche dai politologi Georg Lutz (Istituto di ricerca in scienze sociali dell'Università di Losanna) e Mark Balsiger, esperto indipendente.
Dei 18 ex consiglieri federali ancora in vita, 11 hanno firmato il manifesto dei parlamentari contrari all'iniziativa, che prevede l'espulsione automatica per gli "stranieri che commettono reati". Ruth Dreifuss (PS), Pascal Couchepin (PLR) ed Elisabeth Kopp (PLR), hanno pure sottoscritto, insieme ad altre 50'000 persone, "l'appello urgente" del comitato contro l'iniziativa "disumana" dell'UDC.
Un altro comitato d'opposizione è formato da 54 organizzazioni non governative, tra cui Amnesty International, mentre 180 professori di diritto hanno a loro volta lanciato un invito a dire "no" al testo, sul quale anche la Conferenza dei procuratori svizzeri dissente.
Lutz spiega che il motivo di tanta ostilità è da ricercare nel fatto che l'iniziativa non rispetta né i diritti fondamentali dell'uomo né alcuni valori fondamentali svizzeri sanciti dalla Costituzione, come la separazione dei poteri e il principio di proporzionalità.
Balsiger sottolinea dal canto suo che, per la prima volta, un numero così elevato di esponenti della società civile ha preso posizione. I due politologi non temono che questa mobilitazione possa sortire un effetto controproducente, anzi ritengono positivo che i cittadini possano seguire il parere di personalità che conoscono e rispettano.
Secondo Kübler, quando il campo degli oppositori è così vasto, il popolo è meglio informato sulla posta in gioco. La conoscenza più approfondita delle conseguenze del voto non può che essere considerata positiva per la democrazia, osserva.
SDA-ATS