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Artista e genio o semplice egocentrico materialista? La figura di Warhol sicuramente è oggetto di pareri molto discordanti tra loro e di schieramenti opposti; chi lo idolatra e chi non lo considera nemmeno un artista.
Lasciando perdere gusti e opinioni personali proviamo a scoprire qualcosa in più su di lui e sulla serie delle sue opere dedicate a Marilyn.
Iniziamo ad analizzare il quadro nel suo insieme, e poi andremo a prendere alcuni dettagli per sezionarli e scoprire altri ‘segreti’.
Analisi d’insieme:
Andy Warhol nasce a Pittsburgh negli Stati Uniti nel 1929, in una famiglia povera di immigrati cechi.
Segue una formazione di arti grafiche e si installa a New York, dove lavora nella pubblicità fino al 1950 quando inizia la sua carriera artistica; più tardi adotta la serigrafia per creare delle serie di oggetti e di immagini di star mitiche, simboli della società consumistica americana.
Il suo atelier, ‘La Factory’, diventa il posto alla moda di New York, dove lui gira anche dei film. Affascinato dalla celebrità, Warhol si crea un personaggio di star provocatrice. Diventato l’artista più importante della Pop-Art, movimento artistico nel quale ogni oggetto quotidiano può diventare un’opera d’arte, muore a New York nel 1987.
Star in serie:
‘La mia immagine è l’insieme di prodotti impersonali e di oggetti del materialismo chiassoso sui quali sono oggigiorno costruiti gli Stati Uniti’.
Durante l’epoca del grande consumismo americano del dopoguerra, con la tecnica della serigrafia, Warhol, personalizza gli oggetti e spersonalizza gli esseri umani.
Marilyn è qui distrutta in quanto individuo, lei non è più un essere umano ma un prodotto di consumo, come la CocaCola o la zuppa Campbell, che Warhol ha anche riprodotto in serie, come su degli scaffali di un supermercato.
La star è un ‘prodotto’ creato da Hollywood per soddisfare la domanda del pubblico. Sono in gran parte i processi che Warhol utilizza a dare un senso alla sua arte.
Il suo atelier, ‘La Factory’, diventa un’impresa industriale dove lui assegna l’esecuzione delle sue opere ai suoi assistenti, per consacrarsi solamente all’ideazione: ‘Uno dei miei assistenti, o non importa chi altri, può riprodurre il motivo altrettanto bene quanto me’.
Warhol rimette in questo modo in questione la nozione di artista, così come quella dell’arte e dell’unicità dell’opera d’arte.
La serigrafia è per lui un’idea commerciale geniale, ‘Guadagnare soldi è arte, lavorare è arte e fare affari, è la migliore delle arti’.
Analisi alla lente:
1- Il 5 agosto 1962 la leggendaria attrice Marilyn Monroe si suicida, un colpo di fortuna per i Media! Warhol è affascinato dalla notorietà e soprattutto dalla passione del popolo americano per la celebrità.
2- Queste immagini multiple e allineate, quasi delle effigi funerarie, evocano l’onnipresenza di Marilyn sui Media, e l’immenso potere dell’immagine nella società americana.
3- La fotografia che è stata utilizzata per creare questa opera d’arte traspare sotto ai colori. E’ una fotografia pubblicitaria di un film che ha reso l’attrice celebre. Questi ritratti di Marilyn, renderanno a sua volta Warhol, celebre nel mondo intero.
4- E’ grazie alla pittura acrilica che l’artista ottiene dei colori vivi e artificiali che hanno la brutalità dei colori dei cartelloni pubblicitari. I colori vistosi ottenuti grazie a queste vernici industriali, trasformano così questo viso in un oggetto di consumo.
5- Per creare questa Marilyn, Warhol ha utilizzato un processo semi meccanico, la serigrafia. Riporta la fotografia sulla tela facendo passare la vernice attraverso un telaio di seta o sintetico, si tratta di un processo simile ad altri metodi di stampa.
6- Il telaio serigrafico permette in seguito di ristampare il ritratto centinaia di volte. Questo processo di riproduzione cancella l’espressione, l’immagine è ridotta ad un motivo, una sorta di logo.
7- Il rossetto deborda, il giallo dei capelli spicca in contrasto con il viso, come in un documento mal stampato. ‘Mi piace così’, risponde Warhol ai critici. Lui ama giocare con gli azzardi della tecnica e ottenere delle immagini che hanno l’aria di volantini pubblicitari.
8- ‘Se voi volete sapere tutto su Andy Warhol, non avete che da guardare la superficie delle mie pitture, dei miei film, di me. Eccomi, non c’è niente sotto.’ dichiara l’artista. E’ una semplice battuta la sua? L’arte di Warhol realmente non veicola nessun messaggio?
Alla prossima puntata di ‘Opere d’arte alla lente’
laurArt