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Le misure di polizia per combattere il terrorismo potranno essere applicate a bambini a partire dai 12 anni di età. Lo ha deciso il Consiglio nazionale approvando, con 111 voti a 76, il piano del Consiglio federale volto a rafforzare le misure di polizia nel settore.
Il progetto prevede in particolare l'inasprimento delle misure preventive di polizia. La Camera del popolo è entrata in materia ieri su questo dossier e ha ripreso oggi le discussioni.
Con 110 voti contro 82 ha deciso che i provvedimenti contenuti nella nuova legge saranno applicabili a persone di età superiore ai 12 anni, ad eccezione degli arresti domiciliari, che saranno applicabili dai 15 anni. Esempi all'estero mostrano che gli attacchi terroristici sono spesso eseguiti da minori, ha affermato Mauro Tuena (UDC/ZH) a nome della commissione.
Questi provvedimenti devono essere possibili quando tutte le altre misure preventive falliscono, ha aggiunto l'altra relatrice commissionale Jacqueline de Quattro (PLR/VD). Ogni caso sarà esaminato individualmente, ha precisato.
La sinistra e i Verdi liberali volevano innalzare questa età ad almeno 14 anni, 18 per gli arresti domiciliari. "Un bambino che rischia di radicalizzarsi ha bisogno di qualcosa di diverso dalla stigmatizzazione", ha affermato Léonore Porchet (Verdi/VD).
Il nuovo arsenale si rivolge alle persone che rappresentano una minaccia ma che non possono essere oggetto di procedimenti penali. Sarà possibile costringere qualcuno a presentarsi ad un posto di polizia ad orari prestabiliti, vietargli di lasciare la Svizzera, confinarlo in un determinato perimetro o non consentirgli di recarsi in determinati luoghi.