Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01043.jsonl.gz/334

Diciannove ricercatori, cinque donne e 14 uomini, provenienti da atenei e centri di ricerca in Svizzera possono contare su un finanziamento fino a 1,5 milioni di euro a testa da parte dell'Unione europea. L'Università della Svizzera italiana di Lugano (Usi) è riuscita a ottenere due delle ambite borse di studio della Commissione europea della ricerca (Cer).
I ricercatori possono concretizzare un'idea o sviluppare un gruppo di ricerca tramite una sovvenzione di avviamento - definita "Starting Grant" - della Cer. La borsa di studio copre fino a 1,5 milioni di euro su un periodo di cinque anni e in alcuni casi eccezionali fino a 2 milioni.
Il profilo dei progetti di ricerca selezionati è molto vario: da studi di mercato, all'intelligenza artificiale, oppure anche a studi sulle reazioni dei materiali durante un terremoto o di processi cerebrali coinvolti nell'apprendimento o nel miglioramento di terapie contro il cancro.
Il Politecnico federale di Zurigo (Eth) ha ottenuto quattro sovvenzioni, tre sono state assegnate rispettivamente al Politecnico federale di Losanna (Epfl) e alle università di Zurigo (Uzh) e Friburgo (Unifr). Due borse di studio ciascuno sono invece andate all'Usi e all'ateneo di Losanna (Unil). Le ultime due le hanno invece ottenute alcuni ricercatori dell'università di Basilea e del Cern. Alcuni progetti che si trovano in lista d'attesa potrebbero ancora ricevere il sostegno della Cer.
Una borsa di studio per 403 ricercatori.
I ricercatori in tutta Europa che hanno ottenuto la sovvenzione di avviamento della CER sono stati in totale 403, per un ammontare di 603 milioni di euro. Le domande sono state circa 3'170, ma solo il 13% ha ricevuto le attenzioni della Commissione. La maggior parte delle borse di studio sono state ottenute da Germania (76) e Gran Bretagna (67).
Questi finanziamenti fanno parte del programma di ricerca e di innovazione "Horizon 2020", dotati di 77 miliardi di euro. Dal 2021 verrà però sostituito da "Horizon Europe": il futuro dei ricercatori britannici in seguito alla Brexit non è ancora stato definito.