Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01185.jsonl.gz/281

Si scoprirà così se all'interno dell'amministrazione cantonale si poteva fare di più per prevenire quanto successo.
BELLINZONA - È il momento della verità. Domani il Cantone rivelerà i risultati dell'audit esterno avviato sul caso dell'ex funzionario del Dss condannato per abusi sessuali. La conferenza stampa è prevista per le 11.
L'inchiesta amministrativa era stata aperta dopo l'approvazione data dal Gran Consiglio lo scorso gennaio 2022. Lo scopo ultimo dell'audit è quello di stabilire se all'epoca dei fatti qualcuno all'interno dell'amministrazione cantonale era a conoscenza dei comportamenti tenuti dal funzionario nei confronti delle vittime e se si sarebbe potuto fare di più per evitare gli abusi, avvenuti tra il 2004 e il 2007.
«Il documento che abbiamo ricevuto è abbastanza preoccupante», ha nel frattempo anticipato il presidente della Commissione della gestione del Gran Consiglio Fiorenzo Dadò.
I fatti, in breve - L'ex funzionario del Dss era stato sospeso dalla sua posizione lavorativa all'interno dell'amministrazione cantonale nel giugno del 2018, e sei mesi più tardi era andato in prepensionamento. Nell'aprile 2021 è stato condannato a 18 mesi di detenzione sospesi dalla Corte d'appello. Una pena, questa, più severa rispetto a quella decisa inizialmente in primo grado.
L'uomo, oggi 63enne, è stato ritenuto colpevole di coazione sessuale e violenza carnale per aver abusato di una ragazza, all'epoca appena 18enne, conosciuta nell'ambito delle attività giovanili da lui promosse in seno all'amministrazione cantonale. L'ex funzionario era invece stato prosciolto dalle imputazioni concernenti altre due ragazze, una 17enne e una 24enne.