Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01081.jsonl.gz/1

LOS ANGELES - La docuserie di Netflix sul misterioso Cecil Hotel di Los Angeles ha scatenato uno tsunami di nuove teorie su chi ci sia dietro la morte di Elisa Lam.
Fonti della polizia di Los Angeles (LAPD) hanno infatti ammesso al portale TMZ che da quando è stata rilasciata la docuserie il numero verde della polizia di Los Angeles ha ripreso a squillare regolarmente per sentirsi dire consigli, teorie, e soffiate sulla morte della studente canadese.
In ciò che sembra un viaggio nel passato, gli operatori del Dipartimento di polizia hanno ripreso a dover sentire diverse ipotesi, alcune decisamente bizzarre, che collegano in particolare il passato scabroso del Cecil Hotel al decesso della vittima.
La soffiata più strana, forse, riguarda alcune persone che hanno iniziato a ipotizzare che ci sia il "Night Stalker", Richard Ramirez, dietro la morte della ragazza. Ramirez (a sua volta protagonista di una docuserie Netflix) viene tra l'altro menzionato da Netflix parlando del Cecil, in quanto negli anni '80 ha vissuto per un certo periodo al 14° piano dell'albergo.
Una soffiata che - scherza il portale - «chiaramente non arriva da Sherlock Holmes» dato che Ramirez era rinchiuso da quasi 30 anni quando accadde il tutto, nel 2013.
In generale, «le dritte» ricevute dagli agenti provengono dai cosiddetti "detective di internet" (internet sleuths), che sono - a volte in modo maniacale - interessati al caso e che, almeno finora, non sono però riusciti a contribuire alle indagini.