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La Corte costituzionale italiana ha bocciato con due "no" entrambi i quesiti presentati dal comitato promotore del referendum sulla legge elettorale, sia, dunque, quello che chiedeva l'abrogazione totale della Calderoli sia quello che ne chiedeva l'abrogazione per parti.
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 2005 numero 270 (modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica). La sentenza, fa sapere la Consulta, sarà depositata entro i termini previsti dalla legge.
In una prima reazione, il presidente del Comitato promotore Andrea Morrone ha affermato che "questa non è la prima né sarà l'ultima iniziativa referendaria che si conclude con una bocciatura della Consulta ma la nostra battaglia per il sistema maggioritario e per la democrazia in Italia continuerà e non si ferma di certo adesso".
Morrone, professore bolognese di diritto costituzionale allievo di Augusto Barbera, ha aggiunto di "voler aspettare la pubblicazione delle motivazioni di questa sentenza per capire il perché di questo 'no'". "Non abbiamo nulla da rimproverarci: abbiamo sentito il dovere e la responsabilità di questa battaglia contro una legge da tutti definita come vergognosa. Non sapevamo che esito potesse avere ma le battaglie politiche si fanno perchè ci si crede, senza fare altri calcoli!", ha concluso.
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