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L'Australia si è impegnata nel più ampio studio al mondo sullo sviluppo di robot militari autonomi, come i droni armati, che si comportino in modo “etico” in situazioni di conflitto: un'arma destinata a un ruolo crescente nei processi decisionali in combattimento.
Il progetto di ricerca da 9 milioni di dollari finanziati dal Dipartimento di Difesa, a cui prendono parte le Università del New South Wales e del Queensland, si definisce di portata maggiore di simili ricerche in corso in Usa e in Gran Bretagna.
Le forze di difesa australiane hanno norme secondo cui le decisioni di uccidere non devono mai essere prese solo da macchine. Il progetto mira ad accertare ciò che le persone considerano etico e incorporarlo nei sistemi militari autonomi. Saranno consultati membri delle forze armate e del pubblico.
Mentre gli appelli alla messa al bando di “robot killer” vengono definiti semplicistici, le considerazioni etiche sono in ritardo rispetto alla tecnologia – spiega un responsabile del progetto, Jai Galliott. «Le macchine non possono essere programmate per rispondere a ogni situazione concepibile. Ma il progetto potrà sviluppare funzioni che rappresentino le norme del conflitto armato», aggiunge. Per incorporare alcune di queste idee nello sviluppo della tecnologia del progetto opereranno esperti di etica a fianco degli ingegneri, per definire diversi scenari.
(Immagine di archivio)