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Tutti i religiosi di ogni fede entro quest'anno dovranno obbligatoriamente registrarsi in Cina. Lo ha detto, ripreso dall'agenzia Nuova Cina, Wang Zuòan, direttore dell'amministrazione statale per gli affari religiosi, l'ente statale che sovrintende a tutte le religioni in Cina, spiegando che fino ad oggi, dal 2010, più del 95% dei religiosi si sono iscritti nel database.
Ma quello che per autorità è uno strumento per evitare che si diffondano falsi religiosi, per molti è invece uno strumento per controllare i religiosi che, secondo l'ente governativo, sono 360.000, dei quali più di 17.000 sono membri delle assemblee legislative o di partito del paese.
Intanto le autorità cinesi continuano le loro pressioni sui religiosi tibetani. Yu Zhengsheng, membro del Comitato permanente dell'ufficio politico del Partito Comunista Cinese (l'elite di sette uomini che guida la Cina), durante un seminario della regione autonoma tibetana di Ganzi, nella provincia del Sichuan, ha invitato monaci e monache tibetane ad essere "più patriottici" e ad osservare le leggi cinesi e le regole religiose. Yu ha detto che spera che i buddisti tibetani sostengano gli sforzi del governo.