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Si svolge oggi la votazione più aperta e allo stesso tempo più incerta della storia dell'Egitto. Oltre cinquanta milioni di elettori sono chiamati a scegliere fra dodici candidati il loro nuovo presidente della Repubblica, dopo la caduta di Hosni Mubarak con la rivoluzione dello scorso gennaio.
Per la prima volta l'esito del voto non è scontato, perchè per la prima volta le elezioni sono davvero aperte a più candidati, anche se sono quattro quelli che hanno le maggiori chance di arrivare, come sembra assai probabile, al secondo turno del 16 e 17 giugno. Rappresentano la scelta di fondo che si presenta agli elettori, fra filo Islam e stato liberale più o meno legato all'apparato militare.
Da un lato, anche se nominalmente nemici nelle urne, l'esponente dei Fratelli musulmani, Mohamed Morsi, e colui che la Confraternita ha cacciato per essersi candidato, Abdel Moneim Abul Fotouh.
Dall'altro, l'ultimo premier sotto Mubarak, Ahmad Shafik, e l'ex ministro degli Esteri dell'ex rais negli anni Novanta, Amr Mussa. Come outsider si piazza il nasseriano, pro rivoluzione, Hamdin Sabbahi, che sembra, però, difficile possa passare al secondo turno.
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