Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/231765

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le possibilità e proporre una modifica della LPP per estendere l'obbligo d'assicurazione ai lavoratori al servizio di vari datori di lavoro ma che non raggiungono o raggiungono soltanto in parte la soglia d'entrata della LPP.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente sono assicurati obbligatoriamente nella previdenza professionale i lavoratori che conseguono un salario annuo di oltre 21 150 franchi presso un unico datore di lavoro. I lavoratori che raggiungono questa soglia d'entrata soltanto sommando i salari annui risultanti da più rapporti di lavoro non sono soggetti all'assicurazione obbligatoria. Essi possono però assicurarsi facoltativamente nella previdenza professionale.</p><p>La questione di un'assicurazione obbligatoria per le persone esercitanti più attività lucrative che raggiungono la soglia d'entrata soltanto sommando diversi salari è già stata trattata in dettaglio dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale nell'ambito dei dibattiti sulla riforma LPP 21. La Commissione ha tenuto conto di questa richiesta e ha deciso di proporre la riduzione della soglia d'entrata e della deduzione di coordinamento a 12 548 franchi (cfr. comunicati stampa della Commissione del 20 agosto e 29 ottobre 2021). Secondo il Consiglio federale, insieme queste due misure migliorerebbero significativamente la previdenza degli assicurati occupati presso più datori di lavoro e aumenterebbero considerevolmente il numero di persone con più impieghi assicurate obbligatoriamente.</p><p>Secondo l'Ufficio federale di statistica, delle persone esercitanti un'attività lucrativa in Svizzera circa 350 000 hanno più di un impiego (7,8 %). In virtù del diritto vigente, circa tre quarti di questi lavoratori dovrebbero già essere assicurati obbligatoriamente almeno per un'attività lucrativa. Un altro ottavo delle persone con più impieghi trarrebbe vantaggio dalla riduzione della soglia d'entrata a 12 548 franchi, poiché sarebbe assicurato obbligatoriamente almeno per un'attività lucrativa. Rimarrebbe quindi un buon dieci per cento di lavoratori con più impieghi che non sarebbe assicurato obbligatoriamente nonostante la riduzione della soglia d'entrata, ma che potrebbe assicurarsi facoltativamente.</p><p>Altre misure semplici ed efficaci per migliorare la copertura assicurativa dei lavoratori con più impieghi sarebbero la soppressione della soglia d'entrata e quella della deduzione di coordinamento. Tuttavia, un'ulteriore riduzione della soglia d'entrata comporterebbe un elevato onere amministrativo per i datori di lavoro e un pessimo rapporto costi-benefici, dato che si dovrebbero versare contributi anche su redditi molto esigui. L'onere amministrativo che tali importi genererebbero per gli istituti di previdenza e i datori di lavoro sarebbe identico a quello cagionato da importi più elevati, ma in tal caso ne risulterebbero prestazioni marginali. Per contro, la soppressione della deduzione di coordinamento, cioè l'assicurazione a partire dal primo franco, con un adeguamento simultaneo degli accrediti di vecchiaia sarebbe molto efficace. La Commissione ha però respinto questa misura.</p><p>Per l'attuazione di un obbligo di assicurazione senza queste misure si dovrebbe creare un nuovo sistema di esecuzione e di controllo molto complesso. Questo sarebbe necessario per calcolare costantemente l'ammontare complessivo della massa salariale derivante dai diversi rapporti di lavoro e riscuotere correttamente i contributi dovuti. Ciò renderebbe l'esecuzione della previdenza professionale molto più difficile per i datori di lavoro e i loro dipendenti nonché per gli istituti di previdenza e comporterebbe spese amministrative elevate (cfr. al riguardo il rapporto dell'UFAS "Prévoyance professionnelle des personnes travaillant à temps partiel et au service de plusieurs employeurs" [disponibile in francese e in tedesco], pubblicato all'indirizzo www.parlament.ch &gt; 20.089 &gt; Documenti delle commissioni pubblici).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.