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Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU è diviso sulle sanzioni da applicare contro la Libia di Muammar Gheddafi. Da una parte, Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti vogliono che più esponenti del regime siano colpiti dalle misure. Ma Russia, Cina e India si oppongono, e chiedono più tempo prima di varare le nuove sanzioni.
Lo hanno rivelato all'ANSA fonti diplomatiche che hanno chiesto di restare anonime. Nei giorni scorsi, le delegazioni all'Onu di Parigi, Londra e Berlino hanno chiesto di aggiungere 24 nomi alla 'lista nerà che blocca i conti correnti bancari e 19 a quella che impedisce di viaggiare. I diplomatici di Washington al Palazzo di Vetro, da parte loro, hanno proposto una loro lista con nuovi nomi (e con alcune differenze rispetto a quella di Francia, GB e Germania). Per esempio, gli Usa hanno elencato 7 aziende libiche in più, spesso legate alla Libyan National Oil Corp, già sanzionata. I delegati di Russia, Cina ed India, però, hanno chiesto più tempo rispetto ai sette giorni solitamente concessi ai diplomatici per considerare le nuove sanzioni. Il rinvio potrebbe essere sine die, ma le fonti sottolineano che Mosca, Pechino e New Dehli hanno addotto "ragioni tecniche" per il ritardo: la speranza dei diplomatici occidentali è che si possa arrivare comunque al varo delle nuove misure.
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