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La chiesa parrocchiale di Melide è dedicata ai Santi Martiri Quirico e Giulitta, madre e figlio che vennero uccisi in Cilicia (provincia romana dell’Asia minore) durante la persecuzione di Diocleziano nei confronti delle comunità cristiane. La loro commemorazione cade il 16 giugno. Le fonti scritte danno testimonianza dell’esistenza della Chiesa solo dal 1578, ma durante gli scavi effettuati in occasione del restauro avvenuto tra il 1985 e il 1994, sono emersi reperti che ne farebbero risalire l’origine all’alto medioevo, e più precisamente tra il VI e il VII secolo. Gli scavi hanno inoltre dimostrato che l’edificio è frutto di varie fasi costruttive, che portano all’attuale aspetto nel XVII secolo.
La chiesa sorge a occidente del nucleo ed è composta da tre navate. Sulla facciata le colonne di marmo che formano il portale recano, alla base, gli stemmi dei fratelli Marsilio e Domenico Fontana, autori delle trasformazioni avvenute tra il 1591 e il 1610 all’interno della chiesa.
Molto interessante è il portale in marmo e granito di stile rinascimentale, opera di Marsilio Fontana, fratello dell'architetto Domenico, nativo del luogo. Il campanile è stato rifatto nell'Ottocento.
All'interno la navata centrale ha volta a botte (secolo XIX); quelle laterali sono delimitate da coppie di pilastri e sormontate da cupole; le volte delle campate sono decorate da stucchi. Nell'abside, sulla parete frontale, un affresco dell'Assunta tra i santi patroni, d'epoca cinquecentesca. Il dipinto della Crocifissione nella navata a sud è attribuito a G. A. Petrini (secolo XVIII). In una delle cappelle a nord una lapide del 1610 in ricordo dell'architetto Domenico Fontana.
Negli anni 1985-1994 la chiesa è stata oggetto di un restauro curato dall'arch. Sandro Cantoni, a cui è seguito un intervento dell'artista Gianfredo Camesi che ha proposto un arredo liturgico moderno e una Via crucis in legno e plexiglas molto innovativa.
In facciata è stato riproposto il dipinto col Martirio dei santi Quirico e Giulitta (Silvano Gilardi, 2000)