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In caso di difficoltà, UBS e Credit Suisse dovranno detenere riserve di capitale in grado di far fronte a un risanamento e a una liquidazione in modo ordinato, senza aiuti pubblici. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, approvando un rapporto sulla valutazione degli istituti di rilevanza sistemica. Le nuove esigenze di capitale "gone concern" - che devono garantire una maggiore liquidità - dovranno essere applicate alle unità svizzere delle due grandi banche elvetiche.
Una situazione di emergenza o il fallimento di un istituto di rilevanza sistemica ("too big to fail") può comportare notevoli squilibri nel sistema finanziario e ripercuotersi negativamente sull'intera economia elvetica. Le norme sancite nella legge sulle banche hanno lo scopo di evitare che per salvare tali istituti si debba ricorrere al denaro dei contribuenti, indica il governo in una nota odierna. Il Consiglio federale è tenuto ad esaminare ogni due anni se le disposizioni in materia sono conformi agli standard internazionali e come sono attuati questi standard all'estero. Dal 2015 l'esecutivo presenta un rapporto biennale in proposito.
Nel terzo documento approvato oggi il governo giunge alla conclusione che l'approccio normativo svizzero è sostanzialmente in linea con gli sviluppi internazionali e pertanto non richiede modifiche fondamentali. Gli unici adeguamenti riguardano le esigenze appunto di capitale "gone concern" applicabili alla unità elvetiche di UBS e Credit Suisse.