Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/104611

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui l'inserimento di studenti stranieri nel sistema universitario svizzero è necessario e di interesse nazionale?</p><p>2. Come reagisce il Consiglio federale di fronte al fatto che questo compito viene trasferito ai cantoni universitari in misura totalmente differente (a seconda dei costi dell'offerta e del diverso numero di studenti stranieri)?</p><p>3. Quali misure prevede il Consiglio federale per compensare i costi per gli studenti stranieri?</p><p>4. Il Consiglio federale intende mettere a disposizione altri mezzi finanziari oltre a quelli ordinari per il settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore dell'interpellanza secondo cui l'inserimento nel sistema universitario svizzero di studenti che hanno acquisito il titolo di ammissione all'università all'estero (stranieri scolarizzati all'estero) è d'interesse nazionale scientifico ed economico. La quota elevata di studenti stranieri nelle università svizzere, come una caratteristica di qualità, parla a favore della loro buona reputazione all'estero e della loro attrattività. Contribuisce inoltre notevolmente ad assicurare il provato fabbisogno di personale specializzato e di quadri nell'economia e della ricerca.</p><p>2. Spetta ai cantoni universitari stabilire la strategia pianificatoria e di sviluppo e quindi l'offerta di corsi e i settori di ricerca delle loro università. In questo senso sono i cantoni universitari che regolano l'ammissione di studenti stranieri nelle loro università, ad esempio favorendola attivamente oppure limitandola (p. es. Università di San Gallo), e introducono tasse supplementari per il loro finanziamento (p. es. Università della Svizzera italiana USI).</p><p>La Confederazione partecipa alla politica universitaria cantonale concedendo aiuti finanziari sotto forma di sussidi di base, sussidi agli investimenti e sussidi supplementari subordinati a progetti, secondo la legge sull'aiuto alle università (LAU). Questi sussidi contribuiscono alla copertura dei costi delle università e pertanto anche dei costi per gli studenti stranieri. I sussidi di base sono versati ai cantoni universitari nella misura del 60 per cento in base al numero complessivo degli studenti e di un altro 10 per cento in base al numero di studenti stranieri, ossia un importo che nel 2009 è risultato di 116 milioni di franchi su un totale di 550 milioni di sussidi di base. Un aumento dell'aliquota per gli studenti stranieri andrebbe a discapito di quelle università che, per ragioni strategiche o geografiche (non essendo cantoni di frontiera), formano soprattutto studenti svizzeri.</p><p>Nel disegno di legge federale sull'aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore universitario svizzero (LASU) il Consiglio federale prevede di tener ancora debitamente conto della quota di studenti stranieri nel calcolo dei sussidi di base, attestando così che la Confederazione, nel quadro delle sue competenze, continuerà ad assolvere al suo mandato di sostenere i cantoni universitari nella loro prestazione di un compito d'interesse nazionale.</p><p>Riguardo al tema della compensazione degli oneri tra Confederazione e cantoni e alla domanda se la Confederazione debba assumersi i contributi AIU per gli studenti stranieri (nel 2009 avrebbe dovuto versare circa 230 milioni di franchi), non va dimenticato che la Confederazione non riceve dai cantoni alcun contributo di compensazione per i loro studenti che studiano nei politecnici federali (nel 2009 sarebbe ammontato a circa 320 milioni di franchi).</p><p>3./4. Il Consiglio federale ritiene che gli attuali strumenti di finanziamento della Confederazione siano sufficienti per contribuire, conformemente alla sua responsabilità sussidiaria, a sostenere i costi per gli studenti stranieri nelle università cantonali. In questo senso non prevede alcuna misura ulteriore. Per quanto riguarda i mezzi finanziari per gli attuali strumenti, essi saranno richiesti nel quadro dei prossimi messaggi ERI 2012 e 2013-2016.</p>  Risposta del Consiglio federale.