Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/71896

<h2>SubmittedText<h2><p>Il parere del Consiglio federale del 23 agosto 2006 sul rapporto della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati relativo all'attività dell'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni nel caso Rau e la risposta del Consiglio federale del 13 settembre 2006 all'interrogazione Rutschmann in merito alla stessa questione lasciano allibiti. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali sarebbero gli elementi/i documenti portati a conoscenza nell'agosto 2001 comprovanti che la collezione d'arte è di proprietà esclusiva di Gustav Rau?</p><p>2. Come ha potuto l'Autorità federale di vigilanza arrogarsi il diritto di giudicare sui rapporti di proprietà? Come sottolineato dallo stesso Consiglio federale nella risposta del 13 settembre 2006, questo non è il compito dell'Autorità federale di vigilanza, ma dei tribunali competenti.</p><p>3. Chi ha chiesto al DFI che fossero sottratti alle fondazioni i beni patrimoniali che erano stati loro ceduti e dichiarati nuovamente patrimonio privato di Gustav Rau?</p><p>4. Perché il Consiglio federale sottace che il 3 febbraio 1998 Gustav Rau aveva dichiarato al tribunale di Monaco di aver ceduto tutti i beni, a parte due conti bancari, alle sue fondazioni?</p><p>5. Perché il Consiglio federale passa sotto silenzio che in atti notarili del 3 dicembre 1998 e del 26 novembre 1999 Gustav Rau depone che, a parte due conti bancari di rispettivamente 5 e 3 milioni di marchi, la sua collezione era già stata ceduta precedentemente alle sue fondazioni?</p><p>6. Perché nasconde che in molti registri di opere, cataloghi d'esposizione e in lettere firmate da Gustav Rau le fondazioni Rau figurano come proprietarie dei quadri?</p><p>7. Perché l'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni ha commissionato al DFGP, su richiesta del Ministero degli affari esteri tedesco, una perizia tesa a fornire una base giuridica pretestuosa per trasferire la collezione d'arte in Germania?</p><p>8. Quali sono state le minacce di ripercussioni da parte della Germania in caso di mancata consegna della collezione? Ci sono degli atti in merito?</p><p>9. Quali accordi in merito alla vicenda Rau ha preso il consigliere federale Couchepin in occasione della sua visita di Stato in Germania nell'aprile 2003? Ci sono documenti?</p><p>10. Chi ha istruito il perito designato dal DFI affinché formulasse un parere basato sul presupposto (inesistente) che la collezione ceduta alle fondazioni fosse di proprietà privata di Rau? È per questo motivo che l'ex giudice federale non ha tenuto conto del fatto che Rau ha dichiarato di aver ceduto alle fondazioni l'intera collezione d'arte? A quanto ammonta il pagamento per questo servizio?</p><p>11. Quali provvedimenti intende prendere il Consiglio federale per restituire alle fondazioni il patrimonio che è stato loro sottratto illecitamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni si è basata sulla sentenza emessa il 3 ottobre 2000 dal Tribunale federale svizzero (5C.99/2000), in particolare sul considerando 5b. Gli accertamenti condotti dal Tribunale federale e dalle istanze inferiori hanno stabilito l'esistenza di una collezione privata di proprietà del dottor Gustav Rau, costituita da circa 800 opere d'arte, e parallelamente di una collezione della fondazione d'arte, comprendente una trentina di opere. I risultati di tali accertamenti coincidono con i documenti disponibili all'epoca: non è chiaro, quindi, per quale motivo si sarebbero dovuti mettere in dubbio. L'Autorità federale di vigilanza non avrebbe potuto procedere agli accertamenti per stabilire in modo vincolante i rapporti di proprietà, in quanto non autorizzata a farlo.</p><p>All'epoca non erano noti documenti dai quali si potesse desumere che il dottor Rau aveva precedentemente dato disposizioni per la donazione della sua intera collezione d'arte alle fondazioni. Tali documenti vennero alla luce soltanto un paio di anni fa. Sinora non sono tuttavia emerse prove che una simile donazione abbia effettivamente avuto luogo.</p><p>2. L'Autorità federale di vigilanza non ha mai statuito sui rapporti di proprietà, ma si è attenuta agli elementi di cui era a conoscenza allora.</p><p>3. L'asserzione che i beni patrimoniali già ceduti alle fondazioni siano stati sottratti e poi nuovamente dichiarati patrimonio privato del dottor Rau non è fondata se si considerano gli elementi disponibili all'epoca, come esposto ai punti 1 e 2.</p><p>4. Il Consiglio federale non ha sottaciuto alcun aspetto della vicenda. L'Autorità federale di vigilanza non era a conoscenza della dichiarazione quando ha stipulato con il dottor Rau l'accordo di trasferimento della collezione in Germania. Inoltre per un passaggio di proprietà è richiesta la forma scritta; una semplice dichiarazione non è sufficiente. All'Autorità federale di vigilanza non sono stati tuttora prodotti documenti giuridicamente validi che attestano il passaggio di proprietà.</p><p>5. Non si conoscono i motivi che hanno indotto il dottor Rau a sminuire il valore del suo patrimonio.</p><p>6. È generalmente noto che spesso nei registri delle opere è menzionata una delle fondazioni, anche se l'opera in questione, almeno secondo quanto era dato sapere all'epoca, appartiene di fatto alla collezione Rau. Queste citazioni non sono di alcuna rilevanza ai fini dell'accertamento dei rapporti di proprietà. Anche nuovi elementi, secondo i quali il dottor Rau ha probabilmente intrapreso passi per preparare il passaggio del suo patrimonio alle fondazioni, non influiscono in alcun modo su tale valutazione, almeno fino a che non è dimostrato l'effettivo trasferimento di proprietà.</p><p>7. L'Autorità federale di vigilanza ha incaricato l'Ufficio federale di giustizia di redigere una perizia sulla possibilità di riconoscere, in base ai principi del diritto internazionale privato, la sentenza emessa il 20 settembre 2000 a Baden-Baden. L'Autorità federale di vigilanza ha commissionato tale perizia autonomamente e non su richiesta del Ministero degli affari esteri tedesco.</p><p>8. L'Autorità federale di vigilanza non è a conoscenza di minacce di ripercussioni da parte della Germania.</p><p>9. L'Autorità federale di vigilanza non è neppure a conoscenza di accordi presi.</p><p>10. Il perito ha ricevuto istruzioni dal responsabile dell'Autorità federale di vigilanza, che non ha posto restrizioni o condizioni di sorta, in particolare per quel che riguarda i rapporti di proprietà. Al perito è stato dato mandato di:</p><p>- analizzare il caso dall'inizio della vertenza (luglio 1998);</p><p>- valutare la procedura seguita dall'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni e dalla direzione del dipartimento;</p><p>- illustrare possibili soluzioni per la gestione futura da parte dell'Autorità federale di vigilanza di casi analoghi.</p><p>L'indennità versata al perito rientra nell'ordine di grandezza di quanto abitualmente corrisposto per questo genere di mandato.</p><p>11. Il Consiglio federale non deve prendere alcun provvedimento: non sussistono elementi concreti che confermano una sottrazione patrimoniale illecita a danno delle fondazioni. Soltanto un tribunale civile potrebbe statuire sulla questione della proprietà.</p>  Risposta del Consiglio federale.