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BERNA - Gli scarti alimentari sono un problema difficile da risolvere. Il cosiddetto "Food Waste" riguarda tutte le fasi della catena del cibo, dalla produzione fino ai piatti in tavola. Diverse tecnologie aumentano però la speranza di un miglioramento, come l'applicazione telefonica "Too Good to Go".
La app è stata sviluppata in Danimarca ed è da poco disponibile in Svizzera. Venditori al dettaglio o aziende gastronomiche possono offrire gli avanzi a prezzo conveniente a coloro che passano a ritirarli. Lo scopo è quello di consumare ciò che viene prodotto, senza doverlo buttare via.
"È un modello che porta solo vantaggi", ha spiegato Lucie Rein, responsabile svizzera del marketing della start-up danese. "Il consumatore approfitta degli sconti e i ristoratori vendono prodotti che altrimenti sarebbero rimasti invenduti, senza contare i lati positivi per quel che riguarda visibilità e rispetto per l'ambiente", ha aggiunto. Al momento l'app è stata scaricata quasi 130'000 volte nella Confederazione.
In Svizzera tutti gli anni due milioni di tonnellate di derrate alimentari finiscono nella spazzatura, un dato pari a circa un terzo della produzione. Lo spreco proviene in particolare dai consumatori (45%), ha sottolineato Corina Gyssler, portavoce di WWF Svizzera.
Seguono poi l'industria della lavorazione (30%) e - a causa ad esempio di prodotti non conformi - la produzione agricola (13%). Il commercio al dettaglio e la gastronomia influiscono per il 5% a testa.
Si tratta di sprechi che hanno il loro impatto anche a livello economico: il valore del cibo buttato raggiunge dai 500 ai 1000 franchi per economia domestica all'anno, senza contare il fattore ambientale.