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Violenza online
Sospesi i finanziamenti a NetzCourage per mancanza di comunicazione
L'organizzazione NetzCourage, che si batte contro l'incitamento all'odio, la discriminazione e il razzismo su Internet, non riceverà più finanziamenti dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU).
Il sostegno finanziario è stato interrotto il 30 novembre 2021, ha precisato l'ufficio federale in risposta a una richiesta dell'agenzia di stampa Keystone-ATS. La decisione è stata registrata in un'ordinanza dell'8 dicembre e comunicata all'associazione.
La revoca degli aiuti finanziari è stata annunciata ieri sera su Twitter da Spiess-Hegglin. L'UFU aveva chiesto all'associazione una comunicazione «migliore, più dettagliata e più proattiva». NetzCourage ha pure omesso di consultare l'autorità prima di un cambio di presidenza.
L'ufficio federale aveva concesso 192'000 franchi all'associazione, che ha sede a Oberwil, vicino a Zugo, per una «rete di emergenza» destinata alle vittime di violenza online. A luglio però aveva sottolineato le carenze nella comunicazione di NetzCourage e la mancanza di separazione tra il ruolo di Spiess-Hegglin come privata cittadina e quello di direttrice.
In particolare è stato chiesto all'organizzazione di elaborare entro il 31 agosto un concetto di comunicazione e un codice di condotta per le reti sociali.
Ecco il perché della decisione
Le obiezioni si riferiscono a un «mi piace» («like») inserito da Spiess-Hegglin sotto un fotomontaggio della giornalista Michèle Binswanger con la testa mozzata, postato dalla piattaforma online Megafon del centro alternativo Reitschule di Berna.
Jolanda Spiess-Hegglin e Binswanger si oppongono in una controversia legale legata alla pubblicazione di un libro nel quale vengono raccontati i fatti che hanno coinvolto, nel 2014, l'allora granconsigliera ecologista di Zugo Spiess-Hegglin durante i festeggiamenti ufficiali per la nomina del nuovo presidente del governo cantonale.
In ottobre, c'è stata una doppia dimissione a sorpresa al vertice dell'associazione. Le consigliere nazionali Greta Gysin (Verdi/TI) e Tamara Funicello (PS/BE) si sono dimesse dal ruolo di copresidenti con effetto immediato per divergenze con la direttrice.
ot, ats