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(24.07.2013) Il morale delle PMI esportatrici non era stato così alto in Svizzera da due anni. Secondo l'ultimo Indicatore export di Credit Suisse e Switzerland Global Enterprise, il 39% degli imprenditori contano su di un rialzo delle proprie vendite all'estero nel terzo trimestre.
Se si attestava su 56,3 punti all'inizio dell'anno e su 60,4 nel secondo trimestre, l'indice delle prospettive di esportazione, che si estende da 0 a 100, ha raggiunto 63,4 punti all'inizio del terzo trimestre 2013. Bisogna tornare all'inizio del terzo trimestre 2011 per trovare un valore comparabile. I valori superiori a 50 indicano che le vendite all'estero sono in aumento.
L'indice è calcolato partendo dal clima che le PMI si attendono per il trimestre successivo, così come sulla base delle esportazioni registrate nel secondo trimestre. Il 53% dei proprietari di piccole e medie imprese prevede la stagnazione dei propri affari oltre frontiera, mentre l'8% ne teme la diminuzione.
Per quanto riguarda la domanda straniera di prodotti svizzeri, il barometro indica 0,62 contro 0,45 nel secondo trimestre. Ricordiamo che se la soglia di crescita è fissata a 0, la media a lungo termine si situa attorno ad 1.
I rilanci della domanda più forti concernono Gran Bretagna, Giappone, Stati Uniti, Europa dell'Est ed i grandi paesi emergenti situati al di fuori dell'Asia. Al contrario, i paesi emergenti asiatici presentano una prospettiva di crescita leggermente in flessione per le PMI esportatrici elvetiche.
È prima di tutto l'evoluzione nella zona euro che fa crescere la fiducia degli imprenditori svizzeri. Anche se ancora timide, le attese nei confronti delle esportazioni in questa regione raggiungono il livello più alto in 16 mesi. In caso di conferma di questa tendenza, la zona euro potrebbe nuovamente figurare al centro delle speranze di crescita dall'inizio del quarto trimestre 2013.
Ultima modifica 10.09.2015