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La Corte costituzionale tedesca ha dato ragione al partito di estrema destra Afd, che aveva fatto ricorso contro il ministro dell'Interno Horst Seehofer.
Il ministro del gabinetto di Angela Merkel non avrebbe dovuto pubblicare sul sito internet del ministero un'intervista rilasciata alla Dpa nel 2018, in cui criticava il partito dell'ultradestra. Stando al giudizio della Corte, in questo modo Seehofer avrebbe violato il principio della neutralità dello Stato, minando le pari opportunità dei partiti.
"L'ammissibilità del lavoro pubblico del governo federale finisce laddove inizia la pubblicità o l'esercizio di influenza contro alcuni politici o persone, che fanno parte della competizione politica", ha affermato il presidente della Corte Andrea Vosskuhle, motivando il posizione. Un giudizio che non ha conseguenze dirette sul ministro e neppure sull'intervista in oggetto, da tempo non più sul sito.
Le critiche di Seehofer erano indirizzate all'intenzione del partito di discutere in Parlamento del bilancio del presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier. Seehofer affermò nell'intervista che questo atteggiamento del partito fosse "pericoloso", aggiungendo: "Loro si contrappongono a questo Stato. Possono dire migliaia di volte di essere democratici".