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WASHINGTON - Porte girevoli alla Casa Bianca: dopo poco più di un anno dall'insediamento del presidente Usa Donald Trump, alla Casa Bianca è cambiato il 34% del personale.
Lo afferma il Nyt, sottolineando che si tratta di un turnover record, il numero più alto da decenni, oltre tre volte superiore a quello del presidente Barack Obama nello stesso periodo e due volte più alto di quello di Ronald Reagan, che fino ad ora era detentore del record nell'epoca moderna. Secondo il giornale, visitare l'Eisenhower Executive Office Building, l'edificio accanto alla Casa Bianca dove lavora gran parte dello staff, sembra a volte come camminare in una «città fantasma».
Delle 12 posizioni ritenute centrali per il Commander in Chief, solo cinque sono ancora occupate dalla stessa persona da quando Trump è in carica. Trump è già al suo secondo portavoce, al suo secondo consigliere per la sicurezza nazionale e al terzo per il vice consigliere della sicurezza nazionale.
Cinque differenti persone sono state nominate direttore della comunicazione. Il presidente ha licenziato il suo chief strategist, il ministro della sanità, diversi vice dello staff e il suo primo team legale. È al suo secondo Chief of Staff e in molti si chiedono se presto ce ne potrebbe essere un terzo.
Gli ultimi in ordine di tempo a lasciare sono stati il segretario dello staff Rob Porter e lo speechwriter David Sorensen, entrambi accusati di violenze domestiche dalle ex mogli. Lo stesso capo di gabinetto John Kelly si sarebbe detto disposto a dimettersi per la sua gestione del caso Porter.
Alle partenze, si aggiunge il fatto che molte posizioni non sono mai state occupate per circa 13 mesi dopo l'inaugurazione: l'amministrazione Trump ha il numero più basso di nomine e di approvazioni delle ultime cinque amministrazioni. Tra i 'buchi', spiccano tre posizioni da sotto segretario e 10 da assistant secretary al Dipartimento di stato.