Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/105181

<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammonta il valore aggiunto che è stato generato negli ultimi anni in Svizzera dagli stranieri assoggettati all'imposizione secondo il dispendio?</p><p>2. Come valuta il Consiglio federale l'evoluzione a medio e lungo termine del numero di stranieri assoggettati all'imposizione secondo il dispendio (tassi di crescita annui)?</p><p>3. Qual è l'influsso di questa evoluzione sull'economia nazionale svizzera?</p><p>4. Ci sono altri settori con tassi di crescita annui o con un potenziale di crescita annuo paragonabile?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale quali sarebbero i provvedimenti adeguati per promuovere il potenziale economico delle persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In un rapporto del 25 gennaio 2010 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni sono stati valutati gli effetti che l'imposizione secondo il dispendio produce sull'occupazione. Gli investimenti immobiliari in Svizzera imputabili ai nuovi assoggettati all'imposizione secondo il dispendio generano al massimo 5467 posti di lavoro, ossia un valore aggiunto pari a 601 milioni di franchi. L'effetto sull'occupazione registrato nel consumo di beni e servizi ammonta al massimo a 11 030 posti a tempo pieno (valore aggiunto pari a 1353 milioni di franchi). Inoltre, secondo uno studio gli assoggettati all'imposizione secondo il dispendio occupano 6000 persone (personale domestico), che a loro volta generano un valore aggiunto di 300 milioni di franchi (supponendo che la produttività ammonti a 50 000 franchi per persona impiegata). Complessivamente, il valore aggiunto massimo è stato dunque stimato a 2254 milioni di franchi nel 2008, ossia allo 0,4 per cento del prodotto interno lordo.</p><p>Bisogna tuttavia precisare che il valore aggiunto e i relativi effetti occupazionali non possono essere valutati con certezza. Si presuppone in particolare che, se soggiacessero all'imposta ordinaria sul reddito, nessuna delle persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio si sarebbe trasferita in Svizzera. Tuttavia non è dato di sapere in che misura questo presupposto trovi riscontro nella realtà.</p><p>2. A causa delle seguenti incertezze è impossibile prevedere l'evoluzione a medio e lungo termine del numero di persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio. Innanzitutto l'attrattiva dell'imposizione secondo il dispendio è determinata dalle future condizioni quadro nei cantoni. A parità di condizioni, l'aumento della base minima di calcolo dell'imposta provocherebbe una diminuzione della domanda dell'imposizione secondo il dispendio. In secondo luogo, l'interesse per l'imposizione secondo il dispendio dipende dall'onere fiscale degli altri Paesi. Considerando l'attuale crisi finanziaria ed economica e, di conseguenza, i deficit anche considerevoli dei conti pubblici, in vari Stati le imposte sul reddito e/o sulla sostanza potrebbero aumentare e l'imposizione secondo il dispendio applicata in Svizzera potrebbe suscitare un interesse maggiore fra gli stranieri facoltosi che non esercitano un'attività lucrativa. Infine, l'attrattiva dell'imposizione secondo il dispendio è determinata dalla concorrenza delle forme di imposizione alternative di Paesi terzi (come la modifica della "Taxation on Remittance Basis" britannica).</p><p>Nel rapporto dell'Amministrazione federale delle contribuzioni si è dunque partiti dal presupposto che ogni anno le persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio dovrebbero essere circa 400 in più, come nel periodo compreso fra il 2006 e il 2008. Per il 2009 esso prevede dunque un aumento del tasso di crescita dell'8 per cento. Se lo scenario rimarrà immutato, questo tasso diminuirà di anno in anno e nel 2019 si attesterà al 4,4 per cento (400 nuovi stranieri in Svizzera su 9003 persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio).</p><p>3. Grazie ai loro consumi e all'assunzione di personale domestico, i 400 stranieri che ogni anno si trasferiscono in Svizzera generano una crescita annua stimata attorno ai 130 milioni di franchi. Il tasso di crescita reale del consumo delle persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio pronosticato per il 2009 corrisponde dunque al 5,9 per cento (ossia a 0,02 punti percentuali del PIL). Nel 2019 il tasso di crescita del consumo di questo gruppo di persone ammonterebbe pertanto, in termini reali, al 3,7 per cento. Bisogna inoltre considerare il valore aggiunto generato nel settore edile e immobiliare che, con un afflusso annuo di 400 persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio (e un saldo netto dell'immigrazione di stranieri benestanti che registra lo stesso aumento), rimarrebbe però costante nel tempo e non avrebbe quindi ripercussioni sulla crescita. Nel settore edile e immobiliare, un'immigrazione più consistente si tradurrebbe in un incremento, mentre un'immigrazione più debole provocherebbe una contrazione.</p><p>4. Poiché le persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio generano una domanda di beni e servizi, esse possono essere paragonate ad altri gruppi di consumatori o di economie domestiche ma non a settori dell'economia. A tale proposito si ricordi che la crescita della domanda menzionata al punto 3 è dovuta unicamente all'afflusso di persone assoggettate all'imposizione secondo il dispendio. La domanda per ogni persona rimane dunque invariata (sempre che chi si stabilisce in Svizzera percepisca lo stesso reddito di chi già vi soggiorna). Tuttavia, il consumo (e quindi il valore aggiunto) per abitante in Svizzera aumenta fintantoché le persone che vi si trasferiscono percepiscono un reddito maggiore della media del Paese.</p><p>5. Il Consiglio federale è fondamentalmente favorevole al mantenimento dell'imposizione secondo il dispendio, ma non vede la necessità di adottare misure di incentivazione in tale ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.