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Un migliaio di veterani dei test atomici britannici nel Pacifico intende portare in tribunale il governo britannico, governo messo sotto pressione per arrivare a un accordo extragiudiziale onde evitare una lunga battaglia legale. Lo scrive oggi il "Times".
Alcuni dei reduci stanno morendo di cancro e per loro è una corsa contro il tempo. I veterani sono pronti a rivolgersi alla Corte Suprema per contrastare i tentativi del ministero della Difesa di ottenere il non luogo a procedere nel loro caso.
Gli esperimenti risalgono agli anni Cinquanta e furono condotti nel Pacifico; coinvolsero 26 mila soldati la maggior parte dei quali già morti. Il ministero della Difesa ha già speso 6,5 milioni di sterline per respingere le richieste delle vittime mentre la battaglia dei sopravvissuti ai test ha superato i 13 milioni di sterline.
Il governo sostiene che non ci sono prove che le malattie che hanno afflitto i veterani siano riconducibili alla loro partecipazione agli esperimenti condotti in Australia e nelle isole di Montebello e Christmas tra 1952 e 1958 e che furono essenziali per lo sviluppo del programma nucleare del Regno Unito. I reduci non sono d'accordo.
"Nessuno pensava che fossimo in pericolo, ma è chiaro che venivamo usati come cavie", ha detto Terry Bambridge, uno degli ultimi a lasciare le bombe prima che detonassero e che si considera uno dei reduci più irradiati. Stati Uniti, Russia, Cina e Francia che hanno condotto simili test hanno creato fondi speciali di risarcimento delle vittime.
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