Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/105311

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale quali ritiene possano essere le ripercussioni del Foreign Account Tax Compliance Act statunitense sulle imprese attive nel settore industriale e della ricerca a livello internazionale e sulla piazza finanziaria svizzera? La nuova convenzione contro la doppia imposizione con la Svizzera ne tiene conto? Il Consiglio federale quali misure reputa necessarie a fronte della nuova situazione giuridica negli Stati Uniti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha preso atto dell'adozione del Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA), con cui gli Stati Uniti d'America intendono garantire a livello internazionale l'identificazione e il resoconto dei soggetti statunitensi che detengono conti bancari offshore. Come evidenziato dall'autore dell'interpellanza, tale normativa prevede il prelievo di un'imposta alla fonte del 30 per cento su tutti i pagamenti di provenienza statunitense, effettuati, dal punto di vista statunitense, a un intermediario finanziario estero (a favore suo o di clienti). Un intermediario finanziario estero può evitare il prelievo dell'imposta alla fonte soltanto sottoscrivendo un contratto (Information Reporting Agreement) con l'autorità fiscale statunitense IRS, in cui si impegna a fornire informazioni su soggetti statunitensi che, direttamente o indirettamente, detengono una relazione bancaria con l'istituto.</p><p>Il FATCA si ripercuoterà su vasta scala essenzialmente sugli intermediari finanziari non statunitensi, ma anche sui clienti. Se gli intermediari finanziari intendono investire sul mercato dei capitali statunitense e gestire clienti statunitensi anche dopo l'entrata in vigore della nuova normativa, si vedranno costretti a sottoscrivere con l'autorità fiscale degli Stati Uniti d'America il citato Information Reporting Agreement e ad adempiere gli obblighi in esso statuiti.</p><p>È ancora prematuro dire se e in quale misura il FATCA si ripercuoterà anche sulle imprese attive nel settore dell'industria e della ricerca, come evocato dall'autore dell'interpellanza. Ciò dipenderà dalle strategie operative adottate dagli intermediari finanziari interessati così come dagli sviluppi a livello svizzero e internazionale delle numerose disposizioni di dettaglio e delle modalità d'attuazione relative al FATCA ancora da definire.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcuna relazione tra il FATCA e la nuova convenzione contro la doppia imposizione tra la Svizzera e gli Stati Uniti d'America. In forza della convenzione i contribuenti assoggettati in Svizzera potranno tuttavia chiedere il rimborso dell'imposta alla fonte.</p><p>Il FATCA entrerà in vigore prevedibilmente il 1° gennaio 2013. Il Consiglio federale continuerà a seguire l'evolversi della questione e soprattutto l'attuazione della nuova normativa, valutando l'eventuale necessità di intervenire; allo stato attuale non reputa necessario adottare misure immediate.</p>  Risposta del Consiglio federale.