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Il Metropolitan di New York ‘cancella’ la famiglia Sackler, benefattori delle arti ma anche grossi industriali del farmaco, da alcune gallerie del museo compresa quella che ospita il maestoso Tempio di Dendur. La decisione, annunciata congiuntamente con la famiglia, è stata presa per distanziare il museo da un nome coinvolto fino al collo nella crisi degli oppiacei che ha ucciso oltre mezzo milione di americani negli ultimi vent’anni. “Le nostre famiglie hanno sempre sostenuto con forza il Met. I primi contributi risalgono a 50 anni fa e ora, nell’interesse del museo e della sua missione, è il momento di passare il testimone ad altri”, hanno detto i discendenti di Mortimer e Raymond Sackler, con il fratello Arthur co-fondatori di Purdue Pharma, l’azienda che produce l’antidolorifico killer OxyContin. Il divorzio tra il più grande museo del mondo e alcuni dei suoi principali mecenati è una riprova dei cambiamenti che stanno rivoluzionando il modo con cui musei e altre istituzioni culturali dipendenti dalla filantropia privata scelgono i loro benefattori: nel 2019 il Whitney perse un vicepresidente del board, Warren Kanders, la cui azienda produceva lacrimogeni usati contro migranti; il miliardario Leon Black si fece da parte dalla presidenza del Moma dopo che erano emersi legami poco chiari con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Il Met non è il primo museo a prendere le distanze dai Sackler: lo hanno preceduto la Serpentine Gallery di Londra e il Louvre a Parigi.
Il farmaco (Keystone)