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Pubblicità aggressiva per i crediti al consumo: la nuova convenzione settoriale soddisfa i requisiti
Berna, 31.08.2022 - La convenzione dell’associazione settoriale Swiss Payment Association relativa alla limitazione della pubblicità e alla prevenzione nell’ambito dei crediti al consumo soddisfa i requisiti. Il 31 agosto 2022 il Consiglio federale ha preso atto di questa valutazione del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). La nuova convenzione sostituisce una delle due convenzioni vigenti. Il Consiglio federale non ravvisa pertanto alcuna necessità di disciplinare nel diritto la definizione di pubblicità aggressiva nel settore del credito al consumo.
Dall'entrata in vigore, il 1° gennaio 2016, dell'articolo 36a della legge federale sul credito al consumo (LCC), la pubblicità aggressiva per i crediti al consumo è vietata e può essere punita con la multa fino a 100 000 franchi. Il legislatore ha deciso di lasciare principalmente al ramo dei crediti al consumo il compito di definire la pubblicità aggressiva. Se l'autodisciplinamento non raggiunge il suo scopo o è insufficiente, il Consiglio federale può tuttavia definire la pubblicità che va considerata aggressiva. Nel 2016 le diverse associazioni del ramo hanno pertanto adottato due convenzioni che definiscono le forme aggressive di pubblicità. Il Consiglio federale le aveva giudicate soddisfacenti e quindi aveva rinunciato a fare uso della sua competenza legislativa.
In seguito allo scioglimento della comunità d'interessi dell'industria delle carte di pagamento (KARTAC) alla fine del 2020, una delle due convenzioni è stata ripresa dalla Swiss Payment Association, che nel frattempo l'ha rielaborata sottoponendola al Consiglio federale per parere nel giugno 2022.
Il DFGP constata che il contenuto della convenzione riveduta equivale alla convenzione della KARTAC. Inoltre, il fatto che nel quadro della sua vigilanza la Commissione Svizzera per la lealtà abbia emanato solo due decisioni negli ultimi sei anni, dimostra che l'autodisciplinamento funziona. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario intervenire. Continuerà tuttavia a seguire l'evolversi della situazione nella prassi e, se necessario, farà uso della sua competenza normativa.
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Ufficio federale di giustizia, T +41 58 462 48 48, <email-pii>
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