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La Svizzera si avvicina all'Unione europea. I sette accordi settoriali conclusi con i Quindici entrano in vigore il 1° giugno. Una data storica.
Gli accordi bilaterali sono stati firmati a Lussemburgo il 21 giugno 1999, dopo oltre quattro anni di intensi negoziati. Il 21 maggio 2000, il popolo svizzero ha approvato questa proposta di avvicinamento all'Unione europea (UE) con il 67,7 % di voti favorevoli. Il processo di ratifica si è concluso in Svizzera il 16 ottobre dello stesso anno, mentre all'interno dell'UE si è prolungato fino al dicembre del 2001.
I trattati permettono di rafforzare i legami con il partner economico più importante per la Svizzera in sette settori: circolazione delle persone, trasporti aerei e terrestri, ricerca, agricoltura, appalti pubblici e commercio. In alcuni ambiti vengono ampliati in parte i campi di applicazione dell'accordo di libero scambio concluso tra la Svizzera e l'UE nel 1972.
Cambiamenti importanti ma non rapidi
I bilaterali avranno numerose ripercussioni importanti. L'accordo sulla libera circolazione delle persone consente, ad esempio, di aprire reciprocamente il mercato del lavoro. L'accordo sul traffico aereo permette alle compagnie svizzere di affrontare con le stesse armi la concorrenza europea.
I cambiamenti non saranno comunque immediati. L'apertura delle frontiere alla manodopera straniera sarà realizzata gradualmente, in modo da evitare un afflusso troppo massiccio di lavoratori. Un fenomeno questo che, d'altronde, non si è registrato in nessun paese dell'UE, dopo l'introduzione della libera circolazione delle persone. Nonostante le misure di accompagnamento previste, i sindacati temono comunque il pericolo di un dumping salariale.
Comitati misti
Per garantire il buon funzionamento degli accordi sono stati previsti dei comitati misti, in cui figurano rappresentanti della Confederazione e dei Quindici. La delegazione elvetica è presieduta dal dipartimento o dall'ufficio responsabile del rispettivo accordo. Ad esempio, l'Ufficio federale dell'aviazione civile sarà a capo del comitato misto per l'accordo sul trasporto aereo.
Un lungo percorso
L'entrata in vigore degli accordi bilaterali rappresenta il risultato di un lungo processo politico e diplomatico, iniziato dieci anni fa con il rifiuto popolare del progetto di adesione allo Spazio economico europeo. Un voto che ha spinto il Consiglio federale ha scegliere la strada dei negoziati bilaterali in materia di politica europea.
L'adesione all'Unione europea rimane l'obbiettivo strategico del governo svizzero, che non ha ritirato la sua domanda ufficiale di adesione. Le prospettive di adesione sono state tuttavia drasticamente ridimensionate dal chiaro no espresso dal popolo svizzero, nel marzo del 2001, all'iniziativa popolare "Sì all'Europa!".
In attesa, un secondo round di negoziati bilaterali ha preso avvio il 5 luglio dell'anno scorso. Le trattative toccano in particolare tre dossier molto delicati: l'armonizzazione fiscale dei risparmi, la lotta contro le frodi doganali e la partecipazione della Svizzera agli accordi di Schengen (cooperazione in ambito di giustizia e polizia) e Dublino (diritto di asilo). Le discussioni si trovano attualmente su un binario morto.
Barbara Speziali, Bruxelles