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In occidente, Guglielmo Tell è considerato uno dei più grandi paladini della libertà e dell’indipendenza. Insieme a George Washington, Giovanna D’Arco.
Ma visto che non ci sono prove della reale esistenza di un tale Guglielmo Tell, c’è da chiedersi come mai gli svizzeri abbiano elevato una creatura di fantasia allo status di eroe nazionale.
La Svizzera ha avuto la sua quota di eroi in carne ed ossa. Come i padri fondatori della Confederazione: Werner Stauffacher, Arnold von Melchtal e Walter Fürst. Ma sono pochi i cittadini svizzeri in grado di ricordare anche uno solo dei tre nomi citati.
Nel corso della storia del paese ci sono stati condottieri, teologi e comandanti che hanno portato a termine imprese eroiche. Sono stati immortalati con statue e a loro sono state dedicate strade e piazze.
Ma nessuno - a prescindere dalla veridicità o dalla grandezza dell’impresa compiuta - si avvicina neanche lontanamente alla fama e agli onori tributati a Tell, che incarna le qualità più care ad un cittadino elvetico.
Secondo Sergius Golowin, scrittore svizzero autore di molti libri su miti e leggende: «Guglielmo Tell è il simbolo ideale, quando si tratta di aspirare all’indipendenza e alla libertà».
Immagine perenne
«È un’immagine perenne», spiega Golowin. «C’è persino un racconto dove Tell, ormai vecchio, muore per salvare un bambino dalle correnti impetuose di un torrente. Tutta la sua vita porta il segno della libertà e dell’agire per difendere i diritti altrui, anche a costo dell’incolumità personale».
E proprio il desiderio di libertà, continua lo scrittore, è stato la forza unica e unificatrice che è riuscita a mettere insieme un popolo che pensava di avere ben poco in comune.
«Le popolazioni che abitavano i tre cantoni fondatori non pensavano mica di appartenere alla stessa razza. Anche se Schiller scrisse «siamo un solo cuore, lo stesso sangue... una nazione». La gente di Uri era convinta che i propri antenati venissero dalle regioni orientali, mentre gli abitanti di Svitto credevano di essere discendenti delle tribù del nord e i loro compatrioti di Untervaldo sostenevano di esserlo dei Romani o forse dei Greci», argomenta Golowin.
Il contributo di Schiller
Il celebre tiratore dalla balestra a tracolla aveva d’altronde già 500 anni quando Schiller lo riportò a nuova vita, trasformando il mito svizzero in un simbolo universale di libertà.
Secondo Pierre du Bois, docente all’Istituto superiore di studi internazionali di Ginevra, Guglielmo Tell rinasce una volta di più durante la II guerra mondiale. «Fu un gruppo di intellettuali a rilanciarne il mito, nel tentativo di rafforzare l’identità nazionale mentre il paese era accerchiato dal Terzo Reich”, spiega lo studioso.
La statua di Tell, situata nella sala del Consiglio Nazionale, ricorda ogni giorno ai deputati svizzeri la condizione particolare in cui si trova la Confederazione ai giorni nostri: sempre circondata, stavolta dai paesi che fanno parte dell’Unione Europea.
Secondo du Bois sarebbe una scelta perdente, se i gruppi che si oppongono all’ingresso della Svizzera nell’UE adottassero l’immagine di Tell per condurre la loro battaglia contro legami più stretti fra Unione e Confederazione. «Credo che Tell sia un simbolo in decadenza. Le nostre abitudini e mentalità sono molto cambiate, non è più una figura vitale, almeno per quanto riguarda le giovani generazioni».
Ma lo scrittore Sergius Golowin non ha dubbi: la leggenda sopravvivrà. Perché: «Ci sono angoli del pianeta dove non hanno mai sentito parlare della Svizzera. Eppure conoscono la storia di Guglielmo Tell». Dunque l'eroe elvetico è addirittura più noto di altri eroi la cui azione per la libertà e o indipendenza è ben più concreta.
swissinfo, Dale Bechtel
(traduzione di Serena Tinari)
In breve
A parte la Svizzera, nessun altro paese occidentale ha elevato allo status di eroe nazionale un personaggio di fantasia, a scapito di figure storiche realmente esistite.
Gli Stati Uniti hanno una serie infinita di eroi in carne ed ossa, primo fra tutti George Washington. Anche se le loro gesta sono state spesso esagerate.
In Gran Bretagna, Spagna e Francia vengono celebrate le gesta di re, regine, spavaldi avventurieri ed esploratori.
La Scozia vanta Robert Bruce e Willialm Wallace: si battevano contro l’occupazione inglese e le loro storie sono diventate film a Hollywood.
La saga di Guglielmo Tell si rifà principalmente alle leggende inglesi di Re Artù e di Robin Hood e a quelle spagnole di El Cid, un cavaliere coraggioso dell’undicesimo secolo che – vero o immaginario – fu il paladino della causa della Spagna cristiana contro i Mori.