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I crediti destinati alla cooperazione allo sviluppo dovrebbero essere decisi un funzione dello stato delle finanze federali. La commissione delle finanze del Consiglio nazionale, con 13 voti contro 11, ha adottato una mozione in questo senso.
Nel 2011 il parlamento aveva deciso di alzare progressivamente allo 0,5% del prodotto interno lordo (Pil) i mezzi destinati all'aiuto allo sviluppo. Secondo la maggioranza questo tasso fisso del Pil dovrebbe essere abolito e si dovrebbe piuttosto tener conto dei deficit pubblici.
Il mutuo di 374 milioni di franchi che la Confederazione ha concesso alla SIFEM SA - società che investe tramite partecipazioni e prestiti in fondi a favore di piccole medie imprese (PMI) nei Paesi in via di sviluppo - dovrebbe essere convertito in capitale azionario nel quadro del preventivo 2018. Con 14 voti contro 4 la Commissione sostiene questa proposta del Consiglio federale.
In dicembre, il parlamento aveva respinto, durante i dibattiti sul preventivo 2017, questa conversione, adducendo una mancanza di spiegazioni da parte del Consiglio federale. Il governo ha ora pubblicato un rapporto nel quale illustra i motivi per cui propone di convertire il mutuo in capitale azionario.
Secondo l'esecutivo, tale conversione permetterà di sviluppare la SIFEM SA, rendendola più interessante per gli investitori privati, ed eviterebbe ripercussioni negative nella presentazione dei conti. Secondo il Consiglio federale, l'operazione non presenta svantaggi di rilievo per la Confederazione.
SDA-ATS