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Il virus del morbillo è 1.400 anni più antico del previsto. L'analisi del suo materiale genetico indica infatti che si è differenziato da un virus collegato ai bovini intorno al sesto secolo a.C. A tratteggiare questo nuovo 'ritratto' genetico del virus sulla rivista Science sono i ricercatori dell'università di Sydney, guidati da Simon Ho. Finora si pensava che il morbillo fosse comparso alla fine del IX secolo d.C., ma rimaneva un certo margine d'incertezza.
Per fare chiarezza i ricercatori hanno ricostruito il genoma del virus usando i campioni polmonari raccolti da un caso di morbillo del 1912, e li hanno poi confrontati con quelli del sequenziamento di un genoma del 1960, altri 127 moderni, del Dna della peste bovina e di un altro virus animale, quello della peste dei piccoli ruminanti. In questo modo sono riusciti a individuare la comparsa del morbillo nell'uomo tra il 1.174 a.C. e 165 d.C., con una media stimata al 528 a.C.. Questa malattia è dunque comparsa molto prima di quanto immaginato, in un periodo di tempo coinciso con la comparsa dei grandi centri urbani nell'Eurasia, Sud ed Est asiatico.
L'ipotesi dei ricercatori è che il virus del morbillo sia emerso quando quello della peste bovina, ora ben eradicato, ha fatto il salto di specie dal bestiame all'uomo. Secondo gli studiosi il virus antenato dei bovini circolava nel bestiame da migliaia di anni, prima di fare il salto all'uomo, una volta che iniziarono a sorgere gli insediamenti umani alla fine del primo millennio a.C..