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Dopo essere stata vista da oltre 80'000 persone nella primavera scorsa a Basilea e prima di approdare a New York, la mostra "Bansky, building castles in the sky" arriva da mercoledì a Lugano, a Villa Ciani. Sono oltre 100 le opere originali esposte, tra dipinti, serigrafie in edizione limitata, sculture e oggetti che ripercorrono 20 anni di attività.
Perché l'esponente della street art ha così tanto successo? "La risposta è un mistero", secondo Stefano Antonelli, uno dei curatori, come è un mistero la sua identità, ancora sconosciuta "benché si tratti probabilmente dell'artista contemporaneo più noto al mondo".
- SEIDISERA Magazine
Il britannico ha saputo coniugare la riuscita sul mercato dell'arte con la capacità di sfondare nella cultura di massa. "Forse è stato il primo artista le cui immagini sono state concepite per i social media e il nostro cellulare", ha raccontato a SEIDISERA Magazine.
Basti pensare alla bambina con il palloncino rosso, perfettamente nitida e comprensibile su Instagram. Oggi "ogni volta che si muove e fa qualcosa, diventa una notizia, cosa che non succede per nessun altro", ricorda Antonelli. E lo stesso Banksy (che non è coinvolto nell'organizzazione della mostra) lo aveva profetizzato in un libro nel 2004, quando era ancora sconosciuto: "Il mio scopo è quello di trasformare un atto di vandalismo in un fenomeno mediatico globale".