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Le rive dei laghi sono tra le aree residenziali più ambite e costose della Svizzera. Molti superricchi hanno realizzato il loro sogno di una villa sul lago. La legge dice però che le rive di laghi e fiumi devono essere accessibili al pubblico. Attorno a questa contraddizione si accendono talvolta dei veri e propri «conflitti di classe». A Uetikon, sul lago di Zurigo, a bloccare l’accesso al lago è però una vecchia fabbrica. Per 20 anni Rolf Käppeli ha combattuto affinché il terreno diventasse pubblico. E alla fine ha avuto successo.
C’è una piccola scoperta all’origine della sua grande battaglia. Alla fine degli anni Novanta Rolf Käppeli, un insegnante e giornalista del foglio locale, stava facendo delle ricerche per una serie di articoli dal titolo «La fabbrica e il paese».
La fabbrica appartiene alla holding chimica e della carta CPH. Si tratta di uno stabilimento situato su un grande appezzamento ai bordi del lago di Zurigo, dove vengono immagazzinati fertilizzanti e prodotti chimici per il trattamento delle acque reflue. Il villaggio è Uetikon am SeeLink esterno, un piccolo comune in riva al lago di Zurigo.
Käppeli scopre che la fabbrica si trova su un terreno sottratto al lago, vale a dire al demanio pubblico. Quindi - questa è la sua convinzione - anche il terreno della fabbrica dovrebbe essere di proprietà pubblica (vedi riquadro in basso).
Il comune aveva, allora come oggi, un‘opinione diversa. In effetti in passato il governo cantonale zurighese permetteva che i terreni rivieraschi sottratti al lago fossero iscritti nel catasto e che quindi gli utenti ne potessero diventare proprietari. Per Urs Mettler, l’attuale sindaco, è perciò chiaro che «questo terreno appartiene alla fabbrica».
Gli inizi del dibattito
Rolf Käppeli pubblicò nel giornale locale quattro articoli. «E il paese cominciò a vibrare», ricorda oggi. Alla fine della serie di articoli organizzò una discussione pubblica con rappresentanti del comune, della fabbrica e naturalmente degli abitanti.
«Una conclusione conciliante», dice. Ma anche un’occasione in cui i capi dell’azienda chimica segnalarono chiaramente di voler conservare la propria sede a Uetikon. E questo nonostante il futuro della produzione svizzera della CPH apparisse già allora fosco.
Simbiosi tra fabbrica e paese
Sei anni dopo la CPH aveva già delocalizzato una parte della produzione di Uetikon all’estero. Nell’area della fabbrica si liberava dello spazio. I proprietari avevano grandi piani edilizi: 200 appartamenti con vista sul lago, che da questo lato del lago di Zurigo, dove il prezzo dei terreni è altissimo, si sarebbero potuti vendere per milioni di franchi o affittare per migliaia di franchi al mese. Benvenuti sulla cosiddetta Goldküste, la costa d’oro.
«Questo mi ha dato la scossa», racconta Rolf Käppeli. «Non si può trarre profitto da un terreno per il quale non si è mai pagato un centesimo».
Il municipio di Uetikon sosteneva invece il progetto edilizio. Il sindaco Urs Mettler ricorda: «Allora era l’unica possibilità di ottenere un accesso almeno parziale al lago».
Un’espulsione provvidenziale
Rolf Käppeli riprese le sue ricerche. Dopo alcuni articoli, il giornale locale volle però liberarsi del suo giornalista. Le sue domande sugli appartamenti di lusso in riva al lago erano troppo critiche.
Per ironia della sorte questa espulsione aprì all’instancabile cronista le porte a un pubblico ancora più ampio: Rolf Käppeli divenne collaboratore del Tages-Anzeiger, il più grande quotidiano svizzero. Ora i suoi articoli venivano letti da un pubblico nazionale. «Senza che mi schierassi», sottolinea.
I suoi articoli dell’epoca mostrano che in veste di giornalista Rolf Käppeli rimase neutrale. Nello stesso tempo proseguì imperterrito la sua battaglia per il libero accesso alle rive del lago, anche nel giornale, con interviste e analisi.
Questo contributo fa parte di #DearDemocracyLink esterno, la piattaforma di swissinfo.ch sulla democrazia diretta.
La più grande assemblea
Per il loro progetto edilizio i proprietari della fabbrica avevano bisogno dell’approvazione dei cittadini del comune. Questa è una condizione fondamentale nel sistema svizzero di democrazia locale.
L’assemblea organizzata nel marzo 2007 è passata alla storia come la più grande mai riunitasi nel comune: vi parteciparono 805 persone, cinque volte più di quelle presenti solitamente. Gli abitanti di Uetikon respinsero nettamente il progetto, con il 56% di no. L’azienda, abbacchiata, fece allora sapere di voler continuare a utilizzare il terreno a scopi industriali. Ma ormai era troppo tardi.
Rolf Käppeli, che oggi non lavora più come giornalista, fondò insieme ad altri oppositori del progetto l’associazione «Uetikon an den SeeLink esterno» (Uetikon verso il lago). L’associazione organizzò serate informative, raccolse firme per una petizione e inoltrò alle autorità comunali di Uetikon un progetto per l’allestimento delle rive del lago.
Il comune dimostrò tuttavia scarso interesse, afferma Rolf Köppeli. «Erano ancora arrabbiati con noi perché avevamo impedito il progetto edilizio». Il comune aveva visto svanire la prospettiva di nuovi residenti benestanti che avrebbero contribuito a rimpolpare le casse comunali.
Il sindaco Urs Mettler risponde: «Rolf Käppeli invitò effettivamente il municipio a elaborare piani per quest’area. Ci rifiutammo perché si trattava, come detto, di un terreno privato. Sarebbe stata una forma di espropriazione».
Il cantone impone la svolta
La svolta arriva nel 2016. Il cantone intende costruire nella regione un nuovo liceo. Il sindaco Urs Mettler afferma di aver subito preso contatto con i proprietari della fabbrica. Questi ultimi hanno accettato di concorrere insieme al comune per la nuova sede della scuola. Sono seguite trattative con il cantone e alla fine ci si è accordati su un prezzo d’acquisto di 52 milioni di franchi. Il comune si è assunto inoltre gli oneri legati al fondo. Per questo il prezzo è basso: le autorità pubbliche si sono fatte carico della decontaminazione del terreno.
Rolf Käppeli ritiene che l’associazione abbia avuto un ruolo di pioniere in questa vicenda. «Ci eravamo accorti di non avere alcuna possibilità di imporci sul comune». Per questo l’associazione ha cercato attraverso vari canali di presentare al cantone le proprie idee sul futuro della riva del lago e di sensibilizzarlo sulla situazione di Uetikon.
«Abbiamo trovato maggiore disponibilità di ascolto che non da parte del consiglio comunale», afferma Käppeli. Urs Mettler ribatte: «Non hanno avuto alcun ruolo nella decisione del cantone relativa al sito del nuovo liceo. Semmai hanno ostacolato le trattative».
Anche il cantone smentisce l’influsso dell’associazione. Markus Pfanner, portavoce del dipartimento dei lavori pubblici di Zurigo, afferma: «Gli oppositori non avuto nulla a che fare con la scelta del sito per il liceo».
Un luogo per tutti
Un parco, una piscina, appartamenti, un ameno ristorante con giardino: tutto questo potrà ora sorgere sulla riva del lago, accanto al liceo. Almeno così se lo immagina l’associazione «Uetikon an den See», insieme a molti altri abitanti (vedi video).
Nel novembre 2017 il gruppo guidato da Rolf Käppeli e dal copresidente Andreas Natsch ha potuto presentare le sue idee nell’ambito di una procedura di consultazione, organizzata dal cantone, al pari degli altri cittadini interessati.
In paese nascerà dunque un’area costiera aperta a tutti. Per quanto si possa dissentire dal loro operato, senza la perseveranza di Rolf Käppeli e dei suoi compagni tutto questo non sarebbe stato possibile.
La lunga lotta ha però lasciato tracce anche su Käppeli. «Vivere la democrazia può essere molto estenuante. Bisogna superare molti ostacoli e servono pazienza, caparbietà, energia e disponibilità alla lotta».
Una lotta che alla fine ha permesso di fare onore al nome del comune nella sua interezza: in futuro Uetikon sarà davvero Uetikon am See (Uetikon sul lago), grazie alle rive del lago accessibili a tutti.
Rive per tutti
Secondo il Codice civile svizzero, in Svizzera tutti i laghi e i fiumi appartengono alla collettività. Per questo anche tutte le rive devono essere pubbliche. La realtà è però spesso diversa, perché in varie località persone molto facoltose hanno comprato terreni a ridosso di laghi e fiumi, che sono così diventati di proprietà privata.
La maggiore organizzazione che si impegna a favore del libero accesso alle rive è l’associazione ginevrina Rives Publiques, attiva inizialmente nell’area del lago Lemano. Oggi l’associazione appoggia gruppi locali in tutto il paese. Rives Publiques ha avuto un ruolo anche nella vicenda di Uetikon.
Anche a livello politico nazionale ci sono regolarmente iniziative in questo senso. Nel 2009 un’iniziativa parlamentare chiese che su ogni lago ci fosse un sentiero lungo le rive. La commissione competente delegò però il compito ad altre istanze. «È sensato che siano le autorità cantonali e comunali, a conoscenza delle caratteristiche locali, ad avere la responsabilità per l’applicazione dei principi di pianificazione lungo le rive», si legge nella risposta della commissione.
Anche a livello cantonale vengono spesso lanciate iniziative per garantire l’accesso alle rive. Nel Canton Zurigo nel 2016 è stato approvato il controprogetto all’iniziativa «Zürisee für alli» (lago di Zurigo per tutti). Da allora ogni anno sono messi a preventivo sei milioni di franchi per la costruzione di sentieri lungo le rive del lago.Fine della finestrella
Traduzione dal tedesco di Andrea Tognina