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Attacco frontale di Christoph Blocher alle autorità: governo, parlamento e amministrazione hanno un unico obiettivo, quello di portare la Svizzera nell'Unione europea. E per farlo sono disposti a sacrificare tutto: indipendenza, libertà, diritti popolari, neutralità.
"Per i consiglieri federali piegarsi" alle richieste provenienti dall'estero "è ormai diventata ginnastica quotidiana", ha affermato l'ex ministro di giustizia in un discorso per la festa nazionale tenuto in una radura ai margini di Zurigo.
Nella storia della Confederazione - ha argomentato Blocher - la domanda ricorrente è stata: resistere o allinearsi? Oggi però per l'esecutivo e i funzionari federali non esiste più questa alternativa: non fanno che adeguarsi ai ricatti provenienti dall'estero.
Il consigliere nazionale zurighese si è perciò appellato al popolo: visti i tempi e la classe politica che si ritrova spetta al cittadino difendere la Svizzera, non accettando né giudici stranieri né signorie coloniali. Per fortuna vi sono ancora forze che si stanno opponendo agli sviluppi in atto, ha continuato Blocher, promettendo di continuare a fare la sua parte: "non sono ancora pensionato!", ha esclamato.
Per la riunione organizzata dall'UDC sono stati mobilitati anche numerosi poliziotti e agenti di sicurezza privati. Non si sono però verificate azioni di disturbo da parte di oppositori.
SDA-ATS