Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/189362

<h2>SubmittedText<h2><p>Stando alle statistiche, superati i cinquant'anni aumenta il rischio di finire a carico dell'aiuto sociale. Questa tendenza è però iniziata soltanto qualche anno fa - circa nel 2008 -, alla scadenza delle disposizioni transitorie dell'accordo con l'UE sulla libera circolazione delle persone. Si tratta di stabilire le conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro (presumibilmente contro la volontà dei diretti interessati), nonché per l'assicurazione per l'invalidità (prestazioni complementari incluse), la disoccupazione, l'aiuto sociale, il pensionamento anticipato (versamenti della previdenza professionale inclusi), l'emigrazione, l'erosione di patrimonio, la vendita di immobili, eccetera. </p><p>1. Quanti sono gli ultracinquantenni che negli anni 2000 a 2007 hanno perso il loro lavoro senza trovarne un altro?</p><p>2. Quanti sono gli ultracinquantenni che negli anni 2008 a 2017 hanno perso il loro lavoro senza trovarne un altro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il metodo migliore per stimare in quale misura i lavoratori senior restino, loro malgrado, senza impiego consiste nel basarsi sui dati relativi all'apertura di nuovi termini quadro per beneficiare dell'indennità di disoccupazione. Secondo un rilevamento della SECO, tra il 2001 e il 2007 ogni anno in media 24 152 persone con più di 50 anni hanno aperto un termine quadro. Tra il 2008 e il 2017 sono state in media 30 478.</p><p>L'aumento in termini assoluti del numero di nuovi termini quadro si può spiegare soprattutto con la crescita delle persone attive in questa fascia di età. Per le persone attive di età compresa tra 50 e 64 anni, il rischio medio annuale di dover aprire un termine quadro per l'AD negli anni 2001 a 2007 era del 2,4 per cento, e negli anni 2008 a 2017 era soltanto di poco superiore (2,5 per cento). Nel caso delle persone di età compresa tra 25 e 49 anni si trattava invece, rispettivamente, del 3,9 e del 4,0 per cento.</p><p>Perciò il lieve aumento del rischio di dover ricorrere alle prestazioni dell'Assicurazione contro la disoccupazione a cui sono esposti gli ultracinquantenni non è un evento straordinario e può essere ricondotto alla difficile situazione economica successiva al 2008. Anche nel periodo 2008-2017 il loro rischio di rimanere disoccupati è rimasto inferiore al 2,5 per cento, cioè ben al di sotto di quello a cui erano esposte le persone di 25 a 49 anni (4,0 per cento). Da questi dati non emergono effetti riconducibili alla libera circolazione delle persone, e del resto anche l'ultimo rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone conferma che negli ultimi anni - nonostante l'arrivo di numerosi immigrati sul mercato del lavoro - non è stato rilevato alcun peggioramento della situazione relativa all'integrazione lavorativa della popolazione residente né un maggiore ricorso di quest'ultima all'aiuto sociale correlabile all'immigrazione.</p><p>La politica del Consiglio federale favorisce una buona integrazione nel mercato del lavoro fino all'età del pensionamento e, nei casi in cui ciò è possibile, anche oltre. Nel quadro dell'iniziativa sul personale qualificato, la Confederazione persegue questo obiettivo congiuntamente con tutti gli attori coinvolti. Stando ai dati pubblicati dall'Ufficio federale di statistica, negli ultimi sette anni le persone ancora attive dopo i 55 anni sono aumentate, mentre tra il 2012 e il 2015 la percentuale di prepensionamenti è diminuita. Per i lavoratori senior il rischio di restare disoccupati è inferiore alla media. Tuttavia, quando perdono il lavoro necessitano mediamente di più tempo per trovarne un altro. Gli strumenti dell'Assicurazione contro la disoccupazione tengono conto delle maggiori difficoltà che i disoccupati anziani incontrano nella ricerca di un impiego e sono finalizzati al loro rapido e duraturo reinserimento. In occasione della Quarta conferenza nazionale sui lavoratori in età avanzata, la Confederazione, i Cantoni e le parti sociali hanno espresso la volontà di cercare soluzioni ai problemi che potrebbero derivare dall'aumento dei disoccupati anziani senza più diritto alle indennità.</p>  Risposta del Consiglio federale.