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I furti commessi da ospiti di un centro asilanti non vengono perseguiti? Facendo riferimento a un fatto di cronaca recente, il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri ha interpellato il Consiglio federale riguardo a come vengono trattati i furti dei richiedenti l'asilo alloggiati nel centro federale di Chiasso. Recentemente, secondo quanto si legge nell'interpellanza di Quadri, due richiedenti asilo alloggiati presso il centro federale di Chiasso avrebbero rubato un telefonino del valore di 1'200 franchi a un cliente di un supermercato del Bellinzonese. E il furto, dietro ordine della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM), sarebbe rimasto impunito.
In seguito al furto “tramite il sistema di geolocalizzazione è stato possibile rilevare la presenza del dispositivo rubato presso il Centro asilanti di Chiasso”, continua Quadri. “Tuttavia, contattata dalla persona che ha subito il furto, la Polizia cantonale ha risposto che in questo caso non le sarebbe stato possibile (a meno di disporre di un ordine del Ministero pubblico) intervenire presso il Centro. Questo perché il reato commesso non sarebbe ritenuto 'sufficientemente grave' dalla SEM”. Questi furti, dunque, "rimangono impuniti e la refurtiva non viene recuperata”.
“Nella procedura di consultazione relativa alla legge sull’asilo in materia di sicurezza dei Centri della Confederazione, il Consiglio federale indica che un furto va considerato un perturbamento dell’esercizio di un centro federale per richiedenti l’asilo, con le conseguenti possibilità di intervento, solo se effettuato nelle immediate vicinanze della struttura”, viene poi precisato nell'interpellanza. “Un’interpretazione – secondo Quadri - che appare troppo restrittiva: il furto in generale dovrebbe infatti essere tenuto in considerazione, e questo indipendentemente dal luogo in cui viene commesso”.
Per questo motivo l'esponente leghista ha posto una serie di domande al Consiglio federale, ossia se è vero che la SEM non considera un furto un reato sufficiemente grave da necessitare un intervento della polizia. Se ciò fosse vero, Quadri chiede al CF se non ritiene che in questo modo un numero potenzialmente elevato di reati commessi da richiedenti l’asilo rimanga senza conseguenze, e che numerosa refurtiva non venga recuperata.
In seguito si chiede quanti interventi di polizia sono stati effettuati da inizio anno nei centri della Confederazione, e per quali reati, e, infine, se è intenzione del CF considerare i furti in generale dei “perturbamenti dell’esercizio” di un centro per richiedenti l’asilo della Confederazione, e ciò indipendentemente dal luogo in cui vengono commessi, e non solo nel caso in cui il reato sia consumato nelle “immediate vicinanze” della struttura, come invece indicato nel rapporto esplicativo sull’articolo 25a.