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Le società Neste Oil e AngloGold Ashanti sono le vincitrici dei Public Eye Awards 2011. I due premi poco ambiti, soprannominati "Oscar della vergogna", sono assegnati dalla Dichiarazione di Berna e da Greenpeace in occasione dell'evento alternativo al WEF.
"In un giorno ideale non ci sarà più bisogno dei Public Eye Awards", ha detto Oliver Classen, organizzatore della manifestazione critica nei confronti del Forum economico mondiale (WEF) di Davos, in occasione della conferenza stampa, nella quale sono stati annunciati i vincitori dei due premi.
"Vale a dire, quando le imprese che si assumeranno le proprie responsabilità". Ma, per ora c'è più che mai bisogno della vigilanza dell'opinione pubblica.
I vincitori di quest'anno sono veri esempi di tale necessità, ha aggiunto Classen. Non va dimenticato, tuttavia, che queste aziende non sono esempi isolati, ma sono rappresentativi di molti altri casi contro i quali si deve agire, ha proseguito.
Per l'attribuzione dei Public Eye Awards quest'anno non è stato organizzato un evento pubblico, ma solo mediatico, perché le risorse della Dichiarazione di Berna (DB) e di Greenpeace sono esigue. I loro mezzi sono infatti pari all'uno per mille del budget del WEF, hanno sottolineato i rappresentanti delle due organizzazioni.
La maggior parte dei soldi a disposizione per i Public Eye Awards sono stati investiti nel voto online. Un'operazione che si è rivelata un successo, poiché vi hanno partecipato più di 53mila persone, vale a dire, più del doppio dell'anno scorso. È così stato segnato un primato.
Veleno e omicidio
La vincitrice del Public Eye Awards della Giuria, la sudafricana AngloGold Ashanti, è una società mineraria, che estrae oro in Ghana. Con le sue attività contamina l'ambiente e gli abitanti della regione.
L'impresa sudafricana è stata segnalata al Public Eye dall'organizzazione non governativa (Ogn) ghanese Wacam.
"Nonostante i prezzi elevati dei minerali preziosi, come l'oro, che hanno scatenato una vera e propria corsa alle nostre risorse da parte delle compagnie minerarie multinazionali, il Ghana rimane un paese povero", ha rilevato durante la conferenza stampa il direttore di Wacam, Daniel Owusu-Koranteng, spiegando i motivi che hanno portato la sua Ong a denunciare le conseguenze delle attività dell'AngloGold Ashanti.
Secondo le stime, circa l'80 per cento della popolazione ghanese vive con meno di 2 dollari al giorno. Nonostante le abbondanti risorse naturali, il Ghana è un paese in via di sviluppo.
La AngloGold Ashanti produce 30 kg d'oro al giorno. Per ottenere una simile quantità, è necessario rimuovere 6000 tonnellate di roccia. La roccia viene frammentata, poi messa in cisterne mescolata con cianuro. Le scorie tossiche finiscono in grandi laghi, avvelenando fiumi, pozzi e interi villaggi che bevono quest'acqua.
Non solo. Secondo Owusu-Koranteng, sul sito dove si trovano le miniere, persone "sospette" sono state uccise da cani da combattimento o torturate celle di detenzione dell'impresa sudafricana.
Owusu-Koranteng ha affermato di essere stato chiamato dal gruppo AngloGold Ashanti alla vigilia della cerimonia dei Public Eye Awards. La società avrebbe tentato di impedire che le fosse attribuito questo premio.
Infatti, sebbene i Public Eye Awards abbiano un budget modesto, sono al centro dell'attenzione internazionale. Ciò è dimostrato anche dalla presenza di media internazionali alla conferenza stampa.
Un biodiesel non proprio bio
Public Eye Award 2011, quello del pubblico, è andato alla società energetica finlandese Neste Oil. Si tratta del principale fornitore mondiale di cosiddetti "green diesel". In realtà, per produrre questo carburante vengono disboscate foreste pluviali dell'Indonesia e della Malesia. Fra l'altro proprio quelle in cui vivono gli ultimi oranghi minacciati di estinzione.
Anche se questo diesel non sia ecologico – per il clima è persino più dannoso della benzina convenzionale, afferma la DB – Neste Oil ha ricevuto diversi marchi di sostenibilità. Il giorno prima dell'annuncio dei vincitori dei Public Eye Awards, la compagnia aerea finlandese Finnair si è distanziata da un progetto con kerosene Neste.
Rappresentante speciale dell'ONU
In conclusione, l'esperto della Dichiarazione di Berna, Andreas Missbach, ha citato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per le imprese e i diritti umani, John Ruggie, secondo il quale la responsabilità delle aziende è di non violare i diritti degli altri.
Ruggie, nel rapporto del 2010 al Consiglio dei diritti umani, ha chiaramente denunciato che solo poche aziende s'impegnano in modo credibile per il rispetto dei diritti umani e sono in grado di provarlo.
WEF
Il Forum economico mondiale (WEF) è stato fondato da
Klaus Schwab nel 1971 a Davos, inizialmente con il nome di Management Symposium, con lo scopo di facilitare i contatti tra i leader europei e quelli nordamericani.
Da allora il WEF organizza l'incontro annuale nella località grigionese. L'unica eccezione è stata l'edizione 2002, trasferita a New York, in ricordo alle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001.
La sede del WEF è a Cologny, nel canton Ginevra. Il suo budget annuale è finanziato dal migliaio di aziende affiliate.
Oltre ad organizzare l'appuntamento annuale di Davos, il WEF promuove
simposi, gruppi di lavoro e studi
in diversi paesi del mondo. Il WEF svolge diverse analisi globali e particolari su incarico dei propri membri.
Il tema scelto per l'edizione 2011 (26-30 gennaio) è Shared Norms for the New Reality (letteralmente: regole condivise per la nuova realtà).Fine della finestrella
Public Eye Awards
Contrariamente all'Open Forum, il Public Eyeon Davos non è un evento collaterale al WEF. Si tratta invece di una manifestazione alternativa al Forum economico mondiale di Davos, molto critica nei confronti della globalizzazione, e strettamente legata al Forum sociale mondiale.
Il "contro vertice del WEF" assegna i Public Eye Awards, i cosiddetti "Oscar della vergogna", a quelle che sono definite le società più irresponsabili dell'anno. Un premio è attribuito da una giuria, l'altro dal pubblico. Il concorso è promosso congiuntamente dalle organizzazioni non governative Dichiarazione di Berna e Greenpeace Svizzera.Fine della finestrella
(Traduzione dal tedesco: Sonia Fenazzi), swissinfo.ch