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Niente bis per i colori rossocrociati a Wengen dopo la splendida vittoria di sabato sul Lauberhorn di Beat Feuz, che facendo sua per la terza volta in carriera la mitica discesa ha eguagliato un mostro sacro dello sci come l'austriaco Franz Klammer. Nello slalom infatti nessun elvetico è riuscito a salire sul podio nonostante una buona prova di squadra, con la situazione dopo la prima manche che vedeva Ramon Zenhäusern al quarto posto, Loïc Meillard al sesto e Tanguy Nef all'ottavo, mentre Daniel Yule, vincitore delle ultime due prove di Coppa del mondo tra i paletti stretti a Madonna di Campiglio e ad Adelboden, era “solo” 12°. Quest'ultimo si è parzialmente rifatto grazie al quinto tempo sul secondo tracciato che gli ha permesso di risalire sino al quinto posto finale a 90 centesimi dal dominatore della prova, il francese Clément Noël (già ampiamente in testa al mattino, il trasalpino ha preceduto di 0”40 il norvegese Kristoffersen e di 0”83 il russo Khoroshilov bissando il successo dello scorso anno), e a solo 0”07 dal podio.
«Non ero proprio contento dopo la prima manche ma sono soddisfatto della mia reazione, è positivo aver saputo cambiare attitudine tra le due prove», le parole di Yule, che ha concluso a pari merito con l'altro vallesano, Zenhäusern, il quale come spesso gli capita vede comunque il bicchiere mezzo pieno... «Ho disputato una buona seconda manche ma non sono riuscito a sciare in maniera pulita sul muro. Non salgo sul podio, ma ci si può certo lamentare di un quinto posto». Discorso simile anche per Nef (l'8° posto finale è il suo secondo miglior risultato di sempre in Coppa del mondo) e per Meillard, per la seconda volta consecutiva nella top-10 (10° appunto) dopo il 9° posto di Adelboden.