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BERNA - Nell'attesa che il Consiglio federale annunci domani i nuovi provvedimenti per contenere maggiormente la diffusione del coronavirus, la commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (CET-N) raccomanda all'esecutivo di semplificare e accelerare gli aiuti alle imprese in difficoltà. La commissione è poi contraria all'obbligo del telelavoro e alla chiusura dei negozi.
In una lettera all'esecutivo, la CET-N invita quest'ultimo a sollecitare i Cantoni a semplificare i loro provvedimenti per i casi di rigore e a rendere meno esigenti i requisiti che danno diritto al sostegno. Esame dei casi e pagamenti devono avvenire in fretta e senza lungaggini burocratiche, si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari.
La CET-N desidera inoltre che il Consiglio federale adegui due aspetti dell'ordinanza sui casi di rigore. Con 14 voti a 7 e 3 astensioni raccomanda al Consiglio federale di fare in modo che alle imprese con elevati costi fissi non coperti sia consentito derogare al limite del 60% del fatturato medio quale condizione per accedere ai provvedimenti in caso di rigore.
Con 13 voti a 10 (una astensione) chiede inoltre al governo di fare in modo che i contributi non rimborsabili possano ammontare al 30%, e non solo al 10%, del fatturato medio degli anni 2018 e 2019.
No al telelavoro obbligatorio - Circa l'inasprimento dei provvedimenti contro la diffusione del virus, la CET-N vorrebbe che simili misure venissero imposte soltanto in funzione "dell'effettiva situazione epidemiologica e non come misura precauzionale".
Per il momento respinge poi, con 12 voti a 10 (1 astensione), l'obbligo del telelavoro e, con 12 voti a 11 (1 astensione), la chiusura di negozi e commerci che non vendono beni di prima necessità.
Con 12 voti a 7 (5 astensioni) si è inoltre pronunciata contro la regola dei due nuclei familiari per gli incontri privati e, con 11 voti a 9 (4 astensioni) anche contro ulteriori provvedimenti sul posto di lavoro, in particolare l'obbligo generalizzato della mascherina all'interno dei locali.