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Ribaditi in appello i 18 anni sospesi a favore di una terapia stazionaria.
Il giovane, ricordiamo, aveva ucciso per vile denaro, utile tra l'altro per l'acquisto di droga.
CASLANO - Confermati i reati di assassinio, incendio intenzionale e turbamento della pace dei defunti. E di conseguenza la sentenza di prima istanza: diciotto anni sospesi a favore di un trattamento stazionario.
Così ha deciso la Corte d’appello e di revisione penale (CARP) nei confronti del giovane svizzerotedesco che, il 6 luglio 2018, uccise sua nonna a Caslano. A riferirlo è il CdT.
Il ragazzo, ricordiamo, era sotto l’effetto di cocaina ed alcool quando, vedendosi negati dei soldi per comprare altra doga, ha prima minacciato, poi ucciso l'anziana con un martello, colpendola 14 volte prima di bruciarne il corpo.
In appello, dunque, è stata confermata la motivazione esecrabile che ha spinto all’uccisione. La difesa del ragazzo si era battuta per una pena di 11 anni, sempre sospesa.