Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/128854

<h2>SubmittedText<h2><p>Il "land grabbing" ossia la svendita di terreni nei Paesi del sud del mondo a imprese e investitori che privano le popolazioni locali delle loro riserve alimentari, sta avanzando a grandi passi. Le conseguenze sono l'aumento della povertà mondiale, la messa a repentaglio della sicurezza alimentare ed effetti disastrosi a lungo termine sull'ambiente. Sono coinvolte in tutto questo anche le banche internazionali per lo sviluppo, sostenute anche dalla Svizzera, la quale apporta capitale ed è membro degli organi direttivi. La SECO coordina i rapporti della Svizzera con gli istituti finanziari ai quali partecipa (Banca mondiale, Banca Africana di Sviluppo, ecc.). In riferimento al ruolo che la Svizzera ricopre nella promozione della cooperazione internazionale allo sviluppo si pongono le seguenti domande.</p><p>1. Quali sono le banche per lo sviluppo cofinanziate dalla Svizzera che investono in progetti agricoli che richiedono terre e possono quindi minacciare il sostentamento delle popolazioni locali?</p><p>2. Il Consiglio federale dispone di dati e strumenti che gli permettano di capire se gli investitori cofinanziati praticano il "land grabbing", ossia creano con i propri investimenti un mercato che i senza terra non possono utilizzare né tantomeno sfruttare per trarne adeguati guadagni?</p><p>3. È vero che i finanziamenti del Consiglio federale per i suoi progetti e programmi nei Paesi in via di sviluppo sono sempre più destinati ad istituti finanziari piuttosto che a un sostegno diretto? Se ciò è vero, per quale motivo?</p><p>4. Se questa tendenza al finanziamento indiretto esiste davvero, in che modo il Consiglio federale può controllare dove viene investito il denaro, in modo da evitare una partecipazione involontaria all'accaparramento delle terre?</p><p>5. Come può il Consiglio federale garantire la trasparenza dei flussi finanziari allo scopo di escludere il "land grabbing" praticato con denaro pubblico?</p><p>6. La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) sta elaborando delle linee guida per la gestione responsabile dei diritti di accesso e di utilizzo della terra e delle risorse ittiche e forestali. La DSC ha fortemente sostenuto l'elaborazione di queste linee guida dal punto di vista tecnico e finanziario, e vuole inoltre contribuire ad incentivarne l'applicazione. Fino a che punto saranno vincolanti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera sostiene tredici organizzazioni a carattere prioritario multilaterali con contributi di base. Tra di esse si annoverano il Gruppo della Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo. A seguito delle molte crisi alimentari di inizio secolo (soprattutto nel continente africano), le banche di sviluppo hanno deciso di incrementare gli investimenti nel settore agricolo. Gli investimenti annui del Gruppo della Banca mondiale nel settore agricolo sono così triplicati, passando dai 2,3 miliardi di dollari del 2002 ai 7 miliardi del 2012. </p><p>Gli investimenti delle banche di sviluppo mirano soprattutto ad aumentare la produttività delle agricoltori su vasta scala e dei piccoli agricoltori e a migliorare il loro accesso ai mercati di sbocco. Inoltre, le banche di sviluppo promuovono nei loro progetti la trasparenza dei diritti fondiari e il miglioramento della governance.</p><p>2. Nessuna banca di sviluppo sostiene l'acquisto speculativo di terreni. I loro investimenti devono soddisfare severe norme riguardanti valutazione, vigilanza, pubblicazione, rendimento di conti e standard sociali e ambientali.</p><p>3. Le istituzioni finanziarie internazionali costituiscono uno dei pilastri della strategia internazionale per lo sviluppo. Per la Svizzera è necessario essere adeguatamente rappresentata all'interno del sistema multilaterale, finanziarlo, parteciparvi attivamente e difendere i propri interessi. Le istituzioni multilaterali forniscono il quadro e le norme della governance globale, sostenendo la creazione di condizioni quadro favorevoli al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, rendendo incisivi i progetti e i programmi bilaterali di cooperazione. In tal modo l'impegno bilaterale e multilaterale svizzeri si rafforzano reciprocamente. Tale complementarietà si è dimostrata efficace e soddisfa pienamente.</p><p>4. Qualsiasi progetto o programma sostenuto finanziariamente da organizzazioni multilaterali è soggetto a regole severe e a standard rigorosi concernenti gli obblighi di valutazione, vigilanza e pubblicazione, creati per prevenire e individuare le illegittimità. Nell settore agricolo, il Gruppo della Banca mondiale ha collaborato attivamente alla creazione delle "direttive volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale" (<a href="http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/nr/land_tenure/pdf/VG_en_Final_March_2012.pdf">http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/nr/land_tenure/pdf/VG_en_Final_March_2012.pdf</a>; in inglese) dell'ONU (si veda punto 6). Inoltre, i progetti di investimento possono essere avviati soltanto d'intesa con la popolazione locale. In quanto Stato membro la Svizzera entra a far parte degli organi di vigilanza delle istituzioni finanziarie, dove si adopera concretamente a favore della sicurezza giuridica e di condizioni di proprietà eque che possano garantire alle popolazioni rurali più povere l'accesso alla terra e alle risorse naturali. Attraverso i suoi uffici di coordinamento nei Paesi partner la Svizzera ha inoltre la possibilità di verificare in loco i progetti e i programmi delle banche di sviluppo. I meccanismi volti a creare trasparenza sono trattati al punto 5.</p><p>5. La documentazione sui progetti e le strategie nazionali delle banche di sviluppo sono pubblici. Così facendo le istituzioni attestano le loro attività conformemente agli standard riconosciuti a livello internazionale. Inoltre, la Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo sono dotate di un servizio di mediazione che viene regolarmente interpellato e presso il quale le persone, le comunità e le organizzazioni interessate possono inoltrare reclami inerenti a ripercussioni negative di progetti o di misure politiche.</p><p>Per migliorare la governance degli investimenti agricoli su larga scala, effettuati da Stati, multinazionali o fondi sovrani, la Svizzera avvia un processo di consultazione all'interno della Commissione sulla sicurezza alimentare mondiale al fine di elaborare principi per investimenti agricoli responsabili. Questi principi devono altresì contribuire a favorire la trasparenza dei flussi finanziari. La Svizzera auspica che tutte le parti in causa, banche di sviluppo incluse, partecipino attivamente.</p><p>6. Le "direttive volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale" dell'ONU sono state adottate nel maggio 2012 dalla Commissione sulla sicurezza alimentare mondiale. Tali direttive illustrano i principi e le norme riconosciuti a livello internazionale per incentivare le pratiche responsabili che gli Stati possono impiegare per lo sviluppo di strategie, politiche normative e programmi di governance fondiaria. Esse permettono agli Stati, al settore privato, alla società civile e ai cittadini di valutare se tali misure costituiscano pratiche accettabili. Le direttive sono facoltative e non sono giuridicamente vincolanti. Ciononostante, esse sono il risultato di consultazioni e negoziati sostenuto dalla Svizzera. Peraltro, l'applicazione di queste direttive è sostenuta da un contributo di tre milioni di franchi nell'arco di tre anni, versato in un fondo fiduciario multidonatori presso la FAO. Tale somma sarà investita prevalentemente per consolidare le competenze umane e istituzionali all'interno della governance fondiaria nei Paesi in via di sviluppo, e per migliorare il monitoraggio e la valutazione delle politiche, delle legislazioni e dei programmi di governance fondiaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.