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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Durante la campagna per la votazione del settembre 2002, il Consiglio federale ha affermato testualmente che "qualsiasi nuova destinazione" presuppone una base costituzionale o legislativa. Tuttavia, l'applicazione del diritto vigente non costituisce una nuova destinazione del patrimonio aureo. Se si fosse derogato al diritto costituzionale dei cantoni, sarebbe stata invece necessaria una base costituzionale; per un'eventuale destinazione vincolata del terzo spettante alla Confederazione si dovrebbe creare però una base legale. Del resto, con il messaggio del 20 agosto 2003 concernente l'utilizzazione delle 1300 tonnellate di oro della Banca nazionale svizzera (FF 2003 5340) il Consiglio federale ha mantenuto la promessa di non distribuire semplicemente l'oro in caso di doppio no.</p><p>3. Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un progetto sull'utilizzazione delle 1300 tonnellate di oro. Con la sua seconda decisione di non entrare nel merito, il Consiglio degli Stati ha segnato il fallimento del progetto. Pertanto è stato deciso di rinunciare alla modifica dell'attuale chiave di ripartizione e alla definizione di una nuova destinazione del controvalore del patrimonio aureo. Dopo il nuovo fallimento del progetto sull'oro, l'applicazione del diritto in vigore e democraticamente legittimato è la conseguenza logica.</p><p>4. Il Consiglio federale ha preso la decisione di distribuire il patrimonio aureo nel dicembre del 2004 dopo il fallimento in Parlamento del suo progetto sull'oro. Non sarebbe stato legittimo rimandare la decisione in vista dell'iniziativa COSA: un'iniziativa popolare pendente o altri interventi politici non possono infatti produrre in anticipo i propri effetti; se così fosse, a seconda del tenore dell'iniziativa, essi potrebbero costituire un ostacolo per l'economia nazionale o paralizzare i processi politici. Se nella fattispecie avesse deciso di aspettare a distribuire il patrimonio aureo, il Consiglio federale avrebbe indirettamente consentito che l'iniziativa COSA esplicasse in anticipo i propri effetti e creato in tal modo un pericoloso precedente. Del resto, sino al momento del fallimento del progetto sull'oro, i fautori dell'iniziativa COSA hanno sempre chiaramente affermato che la loro iniziativa riguardava i futuri utili della Banca nazionale e non espressamente il patrimonio aureo.</p><p>5. Il Consiglio federale non parte dal presupposto che l'applicazione del diritto in vigore abbia conseguenze politiche o giuridiche. Non si può assolutamente parlare di sperpero del patrimonio nazionale. Piuttosto, in data 5 marzo 2005 il governo ha nuovamente ribadito di sostenere solo le possibilità di utilizzazione della parte del patrimonio aureo che spetta alla Confederazione (1/3) che rappresentano soluzioni durature delle quali possono approfittare ugualmente anche le generazioni future. Anche una maggioranza dei cantoni intende impiegare la propria parte per un abbattimento del debito e operare quindi in modo duraturo.</p><p>6. Il 4 marzo 2005, il Consiglio federale ha stabilito che la parte del patrimonio aureo destinato alla Confederazione (1/3) deve servire ad ampliare il margine di manovra della politica finanziaria. Per il Consiglio federale entrano in considerazione un abbattimento del debito, che sulla base della regola del freno all'indebitamento porta a una diminuzione durevole degli interessi passivi, o a una destinazione vincolata a favore delle assicurazioni sociali, purché in tal caso non vengano posti in questione gli sforzi di risanamento per un consolidamento finanziario di queste assicurazioni sociali.</p>  Risposta del Consiglio federale.