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Anche le sigarette elettroniche, come quelle tradizionali, vanno tassate. Lo chiede una mozione della Commissione della sanità del Consiglio degli Stati, che il governo si dice pronto ad accogliere.
Nelle intenzioni della commissione, la futura base legale dovrà tenere in considerazione, nel determinare l'aliquota d'imposizione, del fatto che l'e-sigaretta comporti un rischio minore.
Già durante la sua seduta dell'agosto scorso, la commissione si era espressa per un giro di vite nei confronti dei prodotti contenenti tabacco. Tra le decisioni adottate, che dovranno ancora essere discusse nel plenum, figura un'ulteriore limitazione della pubblicità per simili prodotti e il divieto a livello nazionale della vendita di sigarette ai minorenni.
Anche le attività e le manifestazioni organizzate dalla Confederazione, dai Cantoni e dai Comuni non dovrebbero venir sponsorizzate dall'industria del tabacco. Recentemente aveva fatto discutere il partenariato concluso - e poi annullato - tra il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il gruppo Philip Morris - la cui sede europea è in Svizzera - in vista dell'Expo 2020 di Dubai.
Per il resto, la commissione ha seguito l'esecutivo decidendo di disciplinare in modo differenziato dalle sigarette tradizionali quelle elettroniche (e-sigarette), con o senza nicotina, e i prodotti del tabacco destinati a essere riscaldati (narghilé o shisha). Anche questi prodotti saranno sottoposti alla legge federale concernente la protezione contro il fumo passivo e pertanto sarà vietato utilizzarli nei luoghi in cui è attualmente vietato fumare.