Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01160.jsonl.gz/1303

La psicologia umanistica, definita a suo tempo “terza forza” tra la psicoanalisi e la psicologia comportamentale, è il modello teorico che ha generato la pratica del counseling.
A fianco di pensatori come Abraham Maslow, Rollo May, Viktor Frankl e Erich Fromm, tra i principali rappresentanti della psicologia umanistica, spicca la personalità di Carl R. Rogers, che nel 1942, con la pubblicazione di Psicoterapia di consultazione, inaugura l’epoca moderna del counseling. È la visione dell’uomo, positiva, olistica, che caratterizza il pensiero di Rogers e che informa il suo percorso teorico e clinico.
L’essere umano è guidato da una naturale spinta vitale, orientata a raggiungere lo stato di benessere, verso una vita più piena, caratterizzata da un maggiore equilibrio e dalla propria autorealizzazione. Rogers la chiama “tendenza attualizzante” e ricollega ad essa l’operato del terapeuta o del counselor, orientato a rimuovere gli ostacoli che limitano lo svolgimento nel cliente. È quest’ultimo, dunque, il vero responsabile di trovare le soluzioni ai propri problemi e di dare un corso positivo, autentico alla propria vita, secondo una visione che si oppone fermamente al riduzionismo meccanicistico della prima psicoanalisi, recuperando gli influssi della cultura europea di stampo fenomenologico ed esistenzialista.