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ZURIGO/LUGANO - «Sulla base della nuova valutazione, ci aspettiamo che le montagne dell’Asia perderanno i loro ghiacciai più velocemente di quanto previsto sinora». Una rivelazione inquietante che arriva da Daniel Farinotti, professore di glaciologia al Laboratorio di ricerca per l'idraulica, l'idrologia e la glaciologia (VAW) dell’ETH di Zurigo e al WSL.
Daniel Farinotti è uno scienziato ticinese a capo di un team di ricercatori che ha ricalcolato il volume di ghiaccio di tutte le regioni della Terra ad eccezione delle calotte polari della Groenlandia e dell'Antartide. Conclusione: le riserve di ghiaccio delle catene montuose asiatiche sono finora state sopravvalutate.
«Con 7’000 km3 di ghiaccio - spiega Farinotti - le montagne dell'Alta Asia - termine che comprende l'Himalaya, l'Altopiano Tibetano e le catene montuose dell'Asia Centrale - hanno le più grandi riserve di ghiaccio al di fuori dell'Artico e dell’Alaska. Lo studio suggerisce che questo volume di ghiaccio è stato finora sopravvalutato di quasi un quarto».
In precedenza, gli scienziati stimavano che l'area dei ghiacciai di questa regione si sarebbe dimezzata entro il 2070. Questo - secondo gli esperti - potrebbe ora avvenire già negli anni 2060, con notevoli conseguenze per l'approvvigionamento idrico. I ghiacciai dell'Alta Asia, ad esempio, alimentano grandi fiumi come l'Indo, il Tarim e gli affluenti del Lago d'Aral. Centinaia di milioni di persone dipendono dalla loro acqua.