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La protezione del clima occupa attualmente un posto sempre più importante nella lotta contro la povertà nel mondo. Lo hanno sottolineato oggi a Ginevra diversi oratori intervenuti in occasione della Conferenza annuale della cooperazione svizzera allo sviluppo, tra cui Yves Rossier, segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), e Martin Dahinden, responsabile della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) , che si è detto nonostante tutto ottimista sulla possibilità di eliminare la povertà assoluta dal pianeta.
Trattandosi di un fenomeno globale, gli oratori hanno chiesto ai Paesi del Nord e del Sud di "elaborare soluzioni congiunte per raccogliere questa importante sfida", si legge in un comunicato congiunto diramato dal Dfae e dalla Segreteria di stato dell'economia (Seco).
Gli effetti del cambiamento climatico non conoscono infatti frontiere e non hanno ovunque lo stesso impatto. Nell'Africa subsahariana, per esempio, i problemi della sicurezza alimentare e dell'accesso all'acqua potabile sono ulteriormente complicati proprio dal fenomeno climatico. Nel Burkina Faso la cooperazione svizzera promuove quindi l'irrigazione "a goccia", che prevede un uso parsimonioso dell'acqua, per garantire la produttività dell'agricoltura. In Paesi come l'Indonesia o il Ghana sostiene invece un'iniziativa della Banca mondiale che mira allo sfruttamento sostenibile e alla conservazione della foresta tropicale.
Direttore Dahinden: nonostante tutto ottimista
Aprendo la conferenza, organizzata dalla DSC e dalla Seco, il segretario di Stato Rossier ha rilevato che il cambiamento climatico finirà per trasformare le nostre società.
Martin Dahinden, che partecipava per l'ultima volta come direttore della DSC a questo evento annuale, ha citato - secondo il testo scritto del discorso comunicato alla stampa - il "Candide di Voltaire, pubblicato proprio a Ginevra nel 1759, critica sarcastica dell'ottimismo ingenuo.
Negli ultimi sei anni - è alla testa della DSC dal maggio 2008 - Dahinden ha avuto modo di "vedere e vivere cose simili a Candide": "guerre, catastrofi naturali, miseria, malattia, violenza, sfruttamento". Eppure, ha esclamato: "eccomi oggi ben più fiducioso di prima, con un ottimismo lucido in cui l'uomo è capace di migliorare la sua condizione". "Per la prima volta nella storia dell'umanità - ha affermato - lo sradicamento della povertà assoluta è diventato un obiettivo realistico".
Affinché questo obiettivo possa concretizzarsi, per il direttore della DSC è tuttavia fondamentale "elaborare politiche globali e collaborare con gli attori del settore privato. Dobbiamo riflettere e agire insieme sulla base di nuovi approcci", poiché solo così sarà possibile capire problemi tanto complessi come il cambiamento climatico nel loro insieme.
Dahinden lascerà a fine settembre la direzione della DSC. Lo sostituirà dal primo novembre Manuel Sager, attualmente ambasciatore svizzero negli Stati Uniti, mentre Dahinden prenderà il suo posto a Washington.
SDA-ATS