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In Svizzera, la rendita per superstiti, versata in caso di decesso di uno dei coniugi, è discriminatoria nei confronti degli uomini, ma anche delle donne lesbiche. Considerata come un "vedovo", Béatriz Hernandez non ha avuto diritto a questa prestazione dopo il decesso della moglie. Il matrimonio per tutti e tutte risolverebbe una parte del problema, ma la Svizzera dovrà aggiornare il suo sistema.Questo contenuto è stato pubblicato il 08 settembre 2021 - 17:00
Béatriz Hernandez è una donna. È un fatto oggettivo, salvo per la legge Svizzera, che la considera un uomo.
La vicenda comincia del 2004. L'espatriata statunitense di origine cubana incontra Isabelle, cantante d'opera svizzera e spagnola. Le due donne si innamorano e trascorrono la loro vita da coppia tra Ginevra e New York. Nel 2009, si sposano in Spagna, mentre in Svizzera registrano la loro unione domestica, una sorta di unione civile riservata alle persone omosessuali che non conferisce però gli stessi diritti di un matrimonio.
All'inizio della loro relazione, Isabelle aveva appena superato un cancro alle ovaie. Qualche anno più tardi, la malattia è ricomparsa. "Nel 2010, mi sono stabilita definitivamente in Svizzera per stare accanto a mia moglie", racconta Beatrice Hernandez. Dopo una lunga lotta contro la malattia, Isabelle muore nel 2015, a 48 anni.
Oltre a doversi confrontare con il lutto, Béatriz Hernandez si trova in una situazione finanziaria precaria. Malgrado un lavoro a tempo parziale presso il Comitato internazionale della Croce Rossa, abitare a Ginevra diventa difficile. "Era Isabelle che contribuiva maggiormente ai nostri bisogni", precisa la statunitense.
Come un uomo
Nel corso delle procedure amministrative, Béatriz Hernandez scopre anche di non avere diritto a una rendita da vedova. Ciò non vale però per le vedove eterosessuali con più di 45 anni e sposate da più di cinque. La legge federale sull'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) prevede un trattamento particolare per le coppie di donne. Sancisce che la partner registrata è equiparata a un uomo. E, per gli uomini, non è prevista nessuna rendita se non hanno figli, come nel caso di Béatriz Hernandez.
"La mia battaglia è principalmente etica, ma questo denaro mi avrebbe dato una sicurezza economica"End of insertion
La donna è scioccata dal fatto di essere considerata un uomo dalla legge ed essere in questo modo privata di una prestazione sociale. "L'ho trovato offensivo", commenta. Di fronte a quella che considera una discriminazione, si rivolge alla giustizia svizzera, senza successo, e poi alla Corte europea dei diritti umani (CEDU) presso la quale presenta le sue rivendicazioni nel 2018. La procedura è ancora pendente.
Nel frattempo, Béatriz Hernandez deve rassegnarsi a tornare a New York. "Finanziariamente, non potevo permettermi di vivere a Ginevra", spiega. Ritiene che una rendita da vedova le avrebbe permesso di ricevere circa 1'300 franchi al mese. "La mia battaglia è principalmente etica, ma questo denaro mi avrebbe dato una sicurezza economica", aggiunge.
Quanto si guadagna con una rendita da vedova o da vedovo?
Una vedova o un vedovo possono ricevere tra i 956 e i 1'912 franchi al mese (per una durata completa di assicurazione). Questa somma rappresenta l'80% della rendita di vecchiaia corrispondente al reddito annuale medio della persona deceduta.
Nel 2019, in media, la rendita da vedova si situava a 1'599 franchi mensili, quella da vedovo a 1'289. Questo si spiega con il fatto che mediamente le donne guadagnano meno degli uomini.
Nel 2019, l'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) ha versato 47'787 rendite da vedova e 1'593 rendite da vedovo. Le donne hanno ricevuto una somma totale di 138'944'000 franchi (98%), gli uomini 2'304'000 (2%).End of insertion
Una rendita discriminatoria per gli uomini
Il carattere discriminatorio della rendita per i congiunti superstiti nei confronti degli uomini è già stato riconosciuto dalla CEDU. In una sentenza dell'ottobre 2020, la Svizzera è stata condannata per la disparità di trattamento basata sul sesso in seguito a una denuncia sporta da un'abitante di Appenzello Esterno.
Quest'ultimo ha cresciuto da solo le figlie dopo aver perso la moglie in un incidente. Quando la minore ha compiuto 18 anni, la rendita si è fermata, poiché un uomo perde il diritto alla prestazione quando il suo ultimo figlio o l'ultima figlia raggiunge la maggiore età. Una tale limitazione non esiste per le vedove.
La giustizia europea ha concluso che la Svizzera viola il divieto di discriminazione che garantisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare. La sentenza non è tuttavia ancora definitiva, perché la Svizzera ha contestato la decisione.
Lesbiche doppiamente discriminate
Alla luce della vicenda del vedovo appenzellese, la Svizzera dovrebbe essere condannata per discriminazione anche per il caso di Béatriz Hernandez. È di questa opinione Julien Martin, l'avvocato della querelante. "Giuridicamente e tecnicamente, le due vicende sono simili", ritiene.
La differenza consiste, secondo lui, nel fatto che la sua cliente è vittima di due discriminazioni. Poiché la legge la considera come un vedovo, Béatriz Hernandez è discriminata a causa del suo genere. Equiparata a un uomo, non ha diritto alla rendita superstiti. A ciò si aggiunge una discriminazione basata sull'orientamento sessuale, poiché avrebbe ricevuto una rendita se la persona deceduta con cui era sposata fosse stata un uomo.
Si equiparano le persone lesbiche al sesso maschile "per metterle nelle condizioni più sfavorevoli", si rammarica Julien Martin.
L'avvocato trova sorprendente anche il ritardo di trattamento "insolitamente lungo" della richiesta della sua cliente. La CEDU non si è ancora espressa sulla ricevibilità del ricorso, malgrado i solleciti del legale. "Con questa rendita, la signora Hernandez avrebbe potuto risollevarsi. La lunghezza della procedura è psicologicamente e finanziariamente estenuante", ritiene il suo difensore.
Un sistema d'altri tempi
Julien Martin si batte per una modernizzazione delle condizioni necessarie a ricevere una rendita per superstiti. "Non sono più adeguate alla vita nella società attuale", dice. Il sistema si basa esclusivamente sul funzionamento della famiglia eterosessuale tradizionale. La distinzione tra vedovi e vedove scaturisce dall'idea che l'uomo sia colui che lavora per provvedere ai bisogni della famiglia mentre la donna si occupa della casa e dei figli. Tuttavia, nel 2019 il tasso di donne attive professionalmente era del 60%, secondo le ultime cifre dell'Ufficio federale di statistica (UST).
Lo stesso Governo svizzero riconosceLink esterno che questa visione risalente all'epoca dell'introduzione delle rendite per vedove e orfani nel 1948 e della rendita per vedovi nel 1997 è desueta. Dopo l'approvazione di un postulatoLink esterno da parte del Parlamento, il Consiglio federale dovrebbe stilare un rapporto che esamini il modo di eliminare queste disparità.
Il matrimonio per tutti e tutte cambierà le cose
L'entrata in vigore del matrimonio per tutti e tutte, se il progetto verrà accettato dal popolo nella votazione federale del 26 settembre, dovrebbe correggere la discriminazione subita dalle donne lesbiche. Come rivela il rapporto della Commissione degli affari giuridici del Consiglio Nazionale (camera bassa del Parlamento), verranno messe sullo stesso piano delle mogli eterosessuali. Le si considererà come donne e avranno diritto a una rendita da vedova se hanno figli oppure più di 45 anni. Casi come quello di Béatriz Hernandez non dovrebbero più ripetersi.
Il problema non sarà comunque risolto, poiché la disparità di trattamento tra uomini e donne resterà. "Le coppie di donne saranno privilegiate rispetto alle coppie sposate formate da due uomini e alle coppie eterosessuali", ipotizza Basile Cardinaux, professore di diritto delle assicurazioni sociali. Quest'ultimo ritiene che bisognerebbe sopprimere il diritto a una rendita da vedova quando la persona non ha figli per garantire un sistema equo.
Tenere in considerazione i familiari assistenti
Le opinioni dei giuristi divergono quando si tratta di individuare il modo migliore per riformare le rendite per superstiti, ma tutti sono d'accordo su un punto: uomo o donna, tutti devono essere messi su un piano di parità. Anne-Sylvie Dupont, avvocata e professoressa di diritto della sicurezza sociale presso le università di Neuchâtel e Ginevra, ritiene che la rendita dovrebbe essere concessa solo se la vedova o il vedovo hanno figli a carico e sopprimerla quando questi hanno raggiunto la maggiore età o terminato gli studi. Si potrebbero ammettere delle eccezioni nel caso in cui una persona abbia smesso di lavorare per occuparsi del malato o della malata o svolga il ruolo di familiare assistenteLink esterno.
"Un decesso ha ancora questa specie di aura che giustificherebbe il fatto che qualcuno in lutto debba dipendere dalla collettività, forse anche tutta la vita."End of insertion
L'esperta ricorda che, per percepire una prestazione sociale, bisogna aver subito una perdita finanziaria. Ma un decesso non peggiora per forza la situazione economica di un nucleo famigliare. "Quando la salute di un individuo è colpita, gli si chiederà abbastanza rapidamente di tornare al lavoro. Un decesso ha invece ancora questa specie di aura che giustificherebbe il fatto che qualcuno in lutto debba dipendere dalla collettività, forse anche tutta la vita", constata. Anne-Sylvie Dupont auspica che il sistema diventi più "creativo", per esempio con "rendite limitate nel tempo o digressive, per incitare la persona a reinserirsi professionalmente".
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