Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/62447

<h2>SubmittedText<h2><p>L'11 maggio 2005 il Consiglio federale ha deciso nuove priorità per l'impiego dell'esercito. Secondo la relativa informazione destinata ai media si prevede di dare maggiore rilievo agli impieghi di sicurezza e di ridurre le risorse destinate alla difesa in senso stretto o "classico". Le misure, che dovrebbero essere realizzate tra il 2008 e il 2011, non necessiterebbero alcuna modifica della legge militare. In futuro la maggior parte delle formazioni di fanteria saranno orientate ? nell'ambito dell'istruzione, dell'equipaggiamento e dell'impiego ? alla sicurezza del territorio e presteranno pertanto impieghi in servizio d'appoggio. Nel contempo la capacità per il promovimento della pace, ossia per gli impieghi all'estero, salirà a 500 militari e il personale professionista potrà essere obbligato a partecipare a tali impieghi.</p><p>Quanto riportato dalla stampa sul nuovo orientamento dell'esercito ha suscitato vive reazioni in seno alla popolazione e ai pertinenti gruppi d'interesse. Allorché "Esercito XXI" non è ancora stato completamente realizzato e le pecche iniziali sono ancora numerose, già si vogliono introdurre ulteriori innovazioni prima di eliminare i problemi riscontrati attualmente da "Esercito XXI".</p><p>In considerazione del notevole disorientamento suscitato, invitiamo il Consiglio federale a rispondere urgentemente alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è il calendario e quali sono i dettagli dei piani di riorganizzazione e quali conseguenze ne risultano per gli anni 2005-2007, ovvero per il periodo che precede la loro concretizzazione, nell'ambito del reclutamento di quadri e di soldati, a livello di finanze e in altri settori?</p><p>2. Bisogna ritenere che il Consiglio federale realizzerà i piani di riorganizzazione autonomamente escludendo il Parlamento e il popolo, dal momento che, conformemente all'informazione ai media del 12 maggio 2005, esso è del parere che le modifiche proposte non necessitano alcuna modifica legislativa, oppure è previsto il coinvolgimento, in una forma qualsiasi, del popolo e del Parlamento?</p><p>3. Il Consiglio federale è convinto che con la prevista riorganizzazione l'esercito corrisponderà ancora all'idea di base di "Esercito XXI"?</p><p>4. Quale missione dovrà adempiere l'esercito riorganizzato?</p><p>5. In considerazione dei budget sempre più limitati, i quali indurrebbero piuttosto a concentrare le risorse in Svizzera, quale utilità spera di trarre il Consiglio federale dall'incremento nella misura di 35 a 45 milioni di franchi l'anno, delle risorse per gli impieghi all'estero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le decisioni del Consiglio federale dell'11 maggio 2005 costituiscono una conferma delle sue decisioni di principio dell'8 settembre 2004 volte a operare un trasferimento delle priorità a favore degli impieghi probabili conformemente alla situazione di minaccia. Così come durante la Guerra Fredda è stato necessario un potenziamento delle forze meccanizzate - in primo luogo delle truppe blindate e dell'artiglieria -, nell'attuale situazione di minaccia è necessario attribuire la priorità a una fanteria meccanizzata adatta a impieghi preventivi e dinamici volti a garantire la sicurezza del territorio e sostenuta, in caso di necessità, con mezzi pesanti. Tali decisioni costituiscono anche una risposta coerente alle pressioni in materia di finanze e di prestazioni che da qualche anno in qua sempre più pesantemente gravano sull'esercito. La riduzione delle capacità di difesa concomitante con una specializzazione dei ruoli consente di tenere in stato di prontezza forze di sicurezza qualitativamente e quantitativamente sufficienti e permette alle forze di difesa di concentrarsi, nell'ambito della loro istruzione, sul mantenimento e sull'ulteriore sviluppo della competenza in materia di difesa. Del rimanente, il potenziamento delle capacità in materia di personale per gli impieghi di promovimento della pace era già parte integrante del Concetto direttivo per l'esercito.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Questo ulteriore sviluppo dell'esercito dovrà realizzarsi nel periodo 2008-2011. Il 2008 segnerà l'entrata in vigore della revisione dell'Ordinanza dell'Assemblea federale sull'organizzazione dell'esercito (OEs).</p><p>In qualità di misura preparatoria non pregiudizievole dovranno essere designate, ancora nel corso di quest'anno, le formazioni che in futuro faranno parte delle forze di sicurezza. Ulteriori misure preparatorie, relative ad esempio al reclutamento di quadri e di soldati, potranno aver luogo unicamente quando si sarà deciso in merito all'adeguamento delle strutture di dettaglio.</p><p>2. Effettivamente le misure di sviluppo pianificate non esigono alcuna modifica di leggi in senso formale, segnatamente per quanto concerne la legge militare. L'opinione pubblica e il Parlamento - e con essi i partiti politici - saranno nondimeno coinvolti in altra forma nei pertinenti lavori. La loro partecipazione sarà garantita mediante il trattamento del rapporto intermedio del DDPS conformemente all'articolo 149b della legge militare in seno alle Commissioni della politica di sicurezza (verso la metà della legislatura) nonché mediante il trattamento da parte dell'Assemblea federale del rapporto del Consiglio federale di cui all'articolo 13 capoverso 2 OEs. Del rimanente, una pare della concretizzazione delle decisioni del Consiglio federale dell'11 maggio 2005 presuppone una modifica dell'OEs e, di conseguenza, l'approvazione da parte dell'Assemblea federale. Nell'ambito della revisione dell'OEs avrà luogo una consultazione delle autorità cantonali e delle cerchie interessate prima che il pertinente messaggio sia licenziato dal Consiglio federale all'attenzione del Parlamento.</p><p>3. Nel concetto direttivo dell'esercito sono descritte le conseguenze risultanti dalle condizioni quadro e dalla missione (per esempio polivalenza, modularità, prontezza differenziata, potenziamento, cooperazione, capacità di cooperazione). Questi elementi fondamentali non saranno oggetto di alcuna modifica, né tanto meno l'obbligo di prestare servizio militare, il sistema di milizia e gli effettivi dell'esercito. I parametri di base di "Esercito XXI" saranno pertanto mantenuti.</p><p>4. L'esercito adeguato secondo le misure definite per il suo ulteriore sviluppo nel periodo 2008-2011 adempirà le stesse missioni dell'attuale "Esercito XXI", tuttavia nel quadro di una ponderazione adattata alle condizioni quadro finanziarie e alle prestazioni richieste. Alla fine della pianificazione attuale, il DDPS intende richiedere che siano stanziate nuovamente maggiori risorse per l'esercito.</p><p>5. Conformemente al concetto direttivo dell'esercito, le forze armate dovranno sviluppare la capacità fondamentale di partecipare a operazioni di promovimento della pace. Tale obiettivo sarà realizzato con il passaggio a una forza di 500 militari. Il contributo effettivo sarà tuttavia definito di volta in volta dal Consiglio federale, a seconda degli interessi della Svizzera in materia di politica estera e di sicurezza o in funzione delle necessità della comunità internazionale. I diversi impieghi all'estero dovranno successivamente essere approvati dal Parlamento. Attualmente le risorse utilizzate per questa missione dell'esercito ammontano soltanto all'1 per cento del budget per la difesa e, a livello di personale, a meno dello 0,2 per cento degli effettivi dell'esercito.</p><p>Il Consiglio federale considera ingente il beneficio in materia di politica di sicurezza risultante da un aumento delle risorse per il promovimento della pace. Poiché i nuovi rischi e le nuove minacce non sono più circoscrivibili geograficamente, il promovimento della pace costituisce attualmente una componente della politica globale di uno Stato in materia di difesa e di sicurezza. La Svizzera offre in tal modo un contributo diretto alla propria sicurezza stabilizzando le regioni di conflitto che potrebbero generare conseguenze negative per il nostro Paese (per esempio flussi di profughi, criminalità organizzata).</p><p>La realizzazione di capacità e il loro impiego in operazioni di sostegno alla pace contribuiscono inoltre in maniera essenziale alla flessibilizzazione e alla modernizzazione delle forze armate. Il transfer del know-how proveniente dagli impieghi di sostegno alla pace ha quindi una notevole importanza per l'esercito svizzero ed è indispensabile alla sua modernizzazione.</p><p>La partecipazione a operazioni di mantenimento della pace rientra anche negli interessi della politica estera svizzera. Il nostro Paese dà in tal modo prova di solidarietà nell'ambito della gestione in comune dei conflitti e delle crisi internazionali, incrementando nello stesso tempo la propria credibilità e la propria influenza in veste di attore sulla scena internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.