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La Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) è favorevole al mantenimento degli importanti strumenti della legge sul CO2 per evitare lacune normative fino all’entrata in vigore della revisione totale di questa legge.
Con 11 voti contro 1 e 1 astensione la Commissione ha approvato il progetto di legge della commissione omologa del Consiglio nazionale, che proroga la scadenza delle agevolazioni fiscali per il gas naturale, il gas liquido e i biocarburanti nonché degli strumenti dell’attuale legge sul CO2, il cui limite temporale è fissato a fine 2020 (17.405). In tal modo si vuole evitare eventuali lacune giuridiche che potrebbero presentarsi qualora la revisione totale della legge sul CO2 non entrasse in vigore nel gennaio 2021 come previsto. Per ragioni di certezza pianificatoria, la Commissione offre il suo totale sostegno all’introduzione di una soluzione transitoria.
Su entrambi i temi (agevolazioni per l‘imposta sugli oli minerali e legislazione sul CO2) la Commissione propone alcune varianti rispetto alla decisione del Consiglio nazionale. Essa vorrebbe che le agevolazioni fiscali per il gas naturale, il gas liquido e i biocarburanti ottenessero una proroga fino a fine 2023 e non soltanto fino a fine 2021. In tal senso la Commissione si è espressa all’unanimità. Questo orizzonte temporale più ampio darebbe infatti ai produttori svizzeri di biogas una maggiore sicurezza in materia di investimenti. Inoltre il Parlamento avrebbe sufficiente tempo per elaborare un modello di incentivi a lungo termine per carburanti rinnovabili.
Per quanto riguarda il disciplinamento transitorio per la legislazione sul CO2, la Commissione si mostra più esigente rispetto al Consiglio nazionale: essa non vuole soltanto il mantenimento degli strumenti portanti dell’attuale legge sul CO2, ma anche un loro rafforzamento. Questa decisione è stata presa in Commissione con 6 voti contro 4 e 3 astensioni.
Innanzitutto, dal 2021 le emissioni dovrebbero diminuire annualmente del 3 per cento rispetto al 1990, così da permettere alla Svizzera di conseguire entro il 2030 il suo obiettivo di dimezzare le emissioni conformemente all’Accordo di Parigi sul clima. Di questa riduzione, l’1,25 per cento annuo può essere determinato da misure all’estero. In secondo luogo anche le emissioni dei veicoli devono diminuire annualmente del 3 per cento a partire dal 2021. In terzo luogo gli importatori di carburanti fossili dovrebbero compensare le loro emissioni in base a un’aliquota massima che aumenti annualmente del 5 per cento, riversando in parte tale compensazione sul prezzo del carburante con un aumento annuo ammissibile di un centesimo fino a un aumento complessivo massimo di 10 centesimi. In quarto luogo l’aliquota massima della tassa sul CO2 applicata ai combustibili deve poter essere aumentata di 10 franchi per tonnellata di CO2. Tutte queste disposizioni sono concepite come soluzione transitoria e valide fintanto che non sia entrata in vigore la revisione totale della legge sul CO2. La proposta della Commissione permetterebbe alla Svizzera di conseguire obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni anche qualora la revisione totale della legge subisse ritardi.
Una minoranza è contraria all’inasprimento degli strumenti dell’attuale legge sul CO2, ritenendo sufficiente una soluzione transitoria basata sul mantenimento degli attuali strumenti. Un inasprimento delle misure dovrebbe poter essere discusso approfonditamente nel quadro della revisione totale.
FARE CHIAREZZA IN MERITO AL RINNOVO DELLE CONCESSIONI ALLE CENTRALI IDROELETTRICHE
Con 7 voti contro 3 e 1 astensione la Commissione ha approvato una modifica della legge federale sull’utilizzazione delle forze idriche in merito al rinnovo delle concessioni (16.452), seguendo in tal modo la decisione del Consiglio nazionale. Con la modifica della legge per l’esame dell’impatto sull’ambiente bisognerà considerare quale stato iniziale lo stato al momento della presentazione della domanda. La Commissione rileva che in tal modo si garantisce la certezza del diritto. Essa ritiene importante che gli obiettivi di sviluppo della Strategia energetica 2050 vengano promossi mediante chiare condizioni quadro legislative nel settore dell’utilizzazione delle forze idriche. Una minoranza respinge il progetto, sostenendo che il disciplinamento provocherebbe una distorsione del mercato poiché i rinnovi di concessione comporterebbero minori misure di valorizzazione rispetto alle nuove concessioni ottenute a partire dal 1985. Un’altra minoranza propone una disposizione aggiuntiva secondo la quale per tutti i rinnovi di concessione occorre ordinare adeguate misure di valorizzazione ecologica.
ALTRI TEMI
La Commissione ha respinto all’unanimità la mozione Graf-Litscher (17.3496), che chiede al Consiglio federale di precisare le basi legali in modo tale da obbligare gli esercenti di infrastrutture elettriche critiche a proteggere queste ultime in modo adeguato da attacchi cibernetici e da altri rischi importanti. Dalla presentazione della mozione è già stato fatto molto. Il Consiglio federale ha emanato la «Strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche 2018-2022» e presentato un piano di attuazione. Inoltre ha fondato un nuovo centro di competenza per la sicurezza cibernetica. La Commissione ritiene che le misure adottate abbiano risposto nel frattempo alle richieste della mozione e non vi sia pertanto la necessità di intraprendere altri passi di tipo normativo.
Con 9 voti contro 4 la CAPTE-S condivide il parere del Consiglio federale che raccomanda di respingere la mozione Rytz (17.3055), con la quale si chiede un piano d’azione contro la manipolazione degli impianti di scarico dei mezzi pesanti in circolazione sulle strade svizzere. La Commissione ritiene che le misure richieste siano già attuate e, ritenendo soddisfatta la legittima richiesta della mozione, che non sia necessario un piano d’azione.
Entrambe le iniziative parlamentari Egloff (17.526) e Rutz (17.525) sono state trasmesse alla CAPTE-N con 6 voti contro 4 e 2 astensioni. In tal modo la Commissione sostiene fondamentalmente le richieste delle iniziative, di accelerare cioè lo sviluppo centripeto nell’ambito della pianificazione del territorio. L’attuazione andrebbe coordinata con gli attuali lavori della seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (LPT 2).
In sintonia con la decisione del Consiglio nazionale, la CAPTE-S si è detta unanimemente favorevole al credito complessivo di 1,022 miliardi di franchi per la realizzazione della seconda tappa della terza correzione del Rodano (18.097).
Presieduta dal consigliere agli Stati Roland Eberle (V/TG), la Commissione si è riunita a Berna il 10 e 11 ottobre 2019. A parte della seduta era presente la consigliera federale Simonetta Sommaruga.