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Revisione totale della legge sul CO2: il Consiglio federale avvia la consultazione relativa all’ordinanza sul CO2
Berna, 14.04.2021 - Il 14 aprile 2021 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione relativa all’ordinanza sul CO2. Questo consente di chiarire questioni di natura esecutiva prima della votazione sulla legge sul CO2 riveduta. L’ordinanza sul CO2 stabilisce gli obiettivi di riduzione per i diversi settori e concretizza le disposizioni legali decise dal Parlamento nell’ambito della revisione della legge sul CO2. Con la legge sul CO2 la Svizzera conferma la propria politica climatica e la rafforza.
Nell’autunno 2020 il Parlamento ha adottato la legge sul CO2 riveduta, che entrerà in vigore se sarà approvata in votazione popolare il 13 giugno 2021. In tal senso, il Consiglio federale desidera fare la massima chiarezza possibile sull’attuazione concreta della legge prima della votazione. Di conseguenza pone in consultazione un avamprogetto dell’ordinanza di attuazione.
Obiettivi di riduzione dei gas serra per i singoli settori
La legge sul CO2 riveduta consentirà di dimezzare, entro il 2030, i gas serra emessi dalla Svizzera rispetto al valore del 1990. L’ordinanza sul CO2 stabilisce gli obiettivi di riduzione per i singoli settori. Per il 2030 questa prevede obiettivi di riduzione rispetto al 1990 nei settori degli edifici (-65 %), dei trasporti (-25 %), dell’industria (-35 %) e dell’agricoltura (-20 %). Il Consiglio federale continuerà a considerare ulteriori provvedimenti se l’Inventario dei gas serra pubblicato ogni anno dall’UFAM dovesse evidenziare che un settore non è in linea con gli obiettivi.
Novità per la tassa sul CO2
L’ordinanza definisce i passi per poter effettuare ulteriori aumenti della tassa sul CO2 introdotta nel 2008. La tassa sarà aumentata soltanto in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi per il 2022, 2024, 2026 e 2028. L’aliquota massima di 210 franchi per tonnellata di CO2 si applica al più presto dal 1°gennaio 2028. La legge riveduta prevede che tutte le imprese svizzere possano essere esentate dalla tassa sul CO2 se riducono le loro emissioni di CO2. Oggi questa possibilità è riservata solo ad alcuni settori. L’ordinanza precisa inoltre le condizioni dell’esenzione. Le imprese che emettono notevoli quantità di CO2 restano integrate nel sistema di scambio di quote di emissioni collegato con quello dell’UE e non pagano la tassa sul CO2.
Graduazione della tassa sui biglietti aerei
L’ordinanza sul CO2 fissa l’importo della tassa sui biglietti aerei nella classe «Economy» a 30 franchi per le tratte a corto raggio, rispettivamente a 60 franchi per quelle a medio raggio e a 90 franchi per quelle a lungo raggio. Sui biglietti aerei nelle classi di viaggio superiori la tassa sarà maggiorata di 30 franchi. La tassa interesserà i voli in partenza dalla Svizzera e la Confederazione la riscuote dalle imprese di trasporto aereo. Queste possono però ridurre del 20 per cento l’aliquota della tassa a carico dei loro passeggeri se abbattono le emissioni di gas serra in misura sostanziale, ad esempio impiegando miscele con carburanti rinnovabili per l’aviazione.
Impiego delle risorse del Fondo per il clima
Più della metà dei proventi della tassa sul CO2 e della tassa sui biglietti aerei viene restituita alla popolazione, mentre la parte rimanente va ad alimentare il Fondo per il clima, con il quale vengono sostenuti investimenti rispettosi dell’ambiente e promosse le imprese innovative. L’ordinanza sul CO2 disciplina i requisiti e la procedura, nonché la forma e l’ammontare degli aiuti finanziari. In tal modo si intende garantire che queste risorse siano investite in provvedimenti con un impatto favorevole sul clima. È previsto che il Consiglio federale riferisca ogni anno all’Assemblea federale in merito all’impiego dei fondi.
Maggiore obbligo di compensazione per gli importatori di carburanti
L’ordinanza sul CO2 disciplina i requisiti dei progetti di protezione del clima che gli importatori di carburante attuano per compensare le emissioni derivanti da benzina e diesel. Nel 2030 si prevede di compensare il 75 per cento delle emissioni di CO2 causate dai trasporti. In tal senso saranno possibili anche progetti all’estero. La legge sul CO2 prevede tuttavia che entro il 2024 almeno il 15 per cento, e a partire dal 2025 almeno il 20 per cento, sia compensato mediante provvedimenti realizzati in Svizzera e che almeno il 3 per cento sia riconducibile a misure attuate nel settore dei trasporti. Ora è ammesso il sequestro del carbonio in pozzi di CO2 biologici nel bosco e nel suolo in Svizzera e pozzi di carbonio geologici (nel sottosuolo e nei materiali da costruzione non organici) sono consentiti in Svizzera e all’estero.
Valori limite per le emissioni di CO2 degli edifici
Conformemente alla legge sul CO2, a partire dal 2023 le nuove costruzioni non potranno in linea di massima più produrre emissioni di CO2 da combustibili fossili, il che corrisponde già allo standard attuale. Per le costruzioni esistenti si applicano valori limite per il CO2 se deve essere sostituito il sistema di riscaldamento. L’ordinanza sul CO2 prevede possibili eccezioni o valori limite per il CO2 meno severi, ad esempio se è imminente l’allacciamento a una rete di teleriscaldamento o la sostituzione del sistema di riscaldamento è sproporzionata per motivi tecnici o economici. Fino al 2026 sono generalmente esentati i Cantoni nei quali sono già in vigore disposizioni analoghe.
Disposizioni più severe per le emissioni di protossido di azoto
Oltre alle modifiche apportate all’ordinanza sul CO2 è prevista anche una revisione dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim). D’ora in poi il protossido di azoto dovrà essere disciplinato dall’ORRPChim. Le imprese dell’industria chimica dovranno quindi prevenire le emissioni di protossido di azoto con l’utilizzo di ausili tecnici. Ciò consentirà di limitare le fonti di questo gas.
Il 14 aprile 2021 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione relativa all’ordinanza sul CO2 riveduta che durerà fino al 15 luglio 2021.
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