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La BSI è venuta meno ai suoi obblighi in materia di identificazione, limitazione e controllo dei rischi nelle relazioni d'affari con i clienti Usa. È la conclusione cui giunge l'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) nel suo rapporto.
Il comunicato della FINMA è giunto questa sera poco dopo la notizia secondo la quale la BSI è la prima banca svizzera di categoria 2 a firmare un accordo di regolarizzazione con gli USA.
Nel suo rapporto la FINMA giunge alla conclusione che la BSI intratteneva in particolare relazioni d'affari con un gran numero di clienti americani i cui patrimoni non erano dichiarati al fisco. Anche dopo il 2009 l'istituto ticinese ha rilevato da altre banche svizzere clienti Usa con valori patrimoniali non dichiarati, sottolinea la FINMA.
Così facendo, secondo la FINMA, la BSI si è esposta ed ha esposto i sui collaboratori a rischi giuridici e di reputazione eccessivamente elevati negli Stati Uniti, violando anche l'esigenza di garanzia di un'attività irreprensibile che la legislazione svizzera in materia di sorveglianza impone agli istituti. La FINMA ha biasimato il comportamento della BSI e l'ha costretta ad applicare misure correttive.
Come comunicato nel novembre 2013, la FINMA considera la partecipazione di una banca nella categoria 2 del programma americano come una misura appropriata per gestire i rischi giuridici negli Stati Uniti. La FINMA non aprirà quindi di regola alcuna inchiesta nei confronti di banche di categoria 2 che giungono a un accordo con il Dipartimento della Giustizia (DoJ) statunitense. La FINMA - precisa la nota - in futuro non si esprimerà più su ogni banca della categoria 2 e neppure sugli accordi che ognuna di queste conclude con le autorità americane.
SDA-ATS