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L'approvvigionamento elettrico in Svizzera è garantito fino al 2025. Lo indica un rapporto pubblicato oggi dalla apposita Commissione federale (ElCom). Secondo l'autorità di sorveglianza del settore ci sono comunque sfide difficili da affrontare: l'uscita dal nucleare dal 2020 e l'erosione dei prezzi, che costituisce un problema per la copertura dei costi degli impianti.
L'abbandono dell'energia nucleare comporta la perdita di una produzione di circa 25 terawattora (TWh) e di una potenza installata di circa 3300 megawatt (MW), indica il rapporto odierno. A causa dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità la costruzione di nuove centrali non sarà economicamente redditizia, e sarà necessario ricorrere a importazioni.
Risulta comunque che negli ultimi tre anni è stata registrata un'evoluzione generalmente positiva e che la sicurezza di approvvigionamento è risultata buona.
Nei semestri invernali degli ultimi cinque anni le importazioni nette si sono mantenute stabili a circa 4 TWh. Nell'inverno 2015 il parco di centrali svizzere disporrà di una riserva di potenza di circa 500 MW.
L'anno scorso si è rafforzata la tendenza verso il libero accesso al mercato, soprattutto grazie ai prezzi favorevoli praticati alla borsa elettrica. La quota di consumatori nel libero mercato ha ormai raggiunto il 27%.
Nel 2013 l'interruzione media del servizio per utilizzatore finale è stata di 25 minuti, il valore più basso degli ultimi quattro anni.
SDA-ATS