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BERNA - La violenza e i conflitti potrebbero essere gestiti meglio nei centri federali e gli addetti alla sicurezza essere meglio formati. Sono la raccomandazioni formulate dalla Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) in un rapporto pubblicato oggi.
Nel 2019 e nel 2020, la CNPT ha visitato diversi centri per i richiedenti asilo in Svizzera, tra cui quelli di Balerna e Chiasso. La commissione ha constatato che il modo in cui i conflitti e la violenza vengono affrontati è lacunoso; manca insomma un sistema di gestione per problemi del genere.
In base alle testimonianze, il personale addetto alla sicurezza in diverse occasioni ha agito in maniera sproporzionata, ricorrendo alla forza o facendo uso di spray al peperoncino. In alcuni casi sono state avviate procedure penali contro gli agenti.
La commissione raccomanda una gestione sistematica dei reclami. Questo approccio più trasparente permetterebbe di instaurare un clima di maggior fiducia tra gli ospiti dei centri e gli addetti alla sicurezza, così che nella maggior parte dei casi si potrebbero risolvere i conflitti senza ricorrere alla forza.
Inoltre, le società di sicurezza dovrebbero assumere collaboratori esperti che siano specificamente formati per i compiti richiesti in un centro per richiedenti asilo, e offrire una formazione significativamente più lunga e più approfondita. A tale riguardo, la Segreteria di stato della migrazione (SEM) è invitata a fornire le necessarie risorse finanziarie.
Un'altra raccomandazione riguarda le cure psichiatriche, attualmente limitate alle situazioni acute. La SEM potrebbe eseguire una prima valutazione psicologica dei richiedenti al loro arrivo, in modo da poterli indirizzare, in caso di traumi o disturbi psicologici, verso servizi specializzati, se possibile già durante la loro permanenza nel centro.
La commissione crede inoltre che la libertà di movimento dei richiedenti asilo debba essere limitata il meno possibile.
Tra gli aspetti positivi, si rileva che i richiedenti asilo sono generalmente ospitati in condizioni che soddisfano i loro diritti umani e fondamentali.
L'istruzione di base per i bambini e i giovani in età scolare è accolta con favore, così come l'istituzione nel centro di Kreulingen (TG) di un servizio di consulenza per le persone che soffrono di dipendenze. Quest'ultima misura, che andrebbe estesa agli altri centri, ha contribuito a ridurre le tensioni.