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Nel 2016, il regista zurighese Michael Koch si fece notare proprio a Locarno, nel Concorso internazionale, con l’opera prima Marija. Nel 2020, complice la pandemia, ha partecipato ai Films After Tomorrow con un progetto interrotto dalla crisi sanitaria. Un progetto che è poi diventato Drii Winter, presentato alla Berlinale e ora arrivato a Locarno nella sezione Panorama Suisse. Un racconto ambizioso, a suo modo tenero e al contempo spietato, su un rapporto di coppia disfunzionale in cima alle Alpi, con un’atmosfera che in alcuni punti richiama un grande classico svizzero, Höhenfeuer (1985) di Fredi M. Murer. Destini infelici si incontrano e scontrano ad alta quota, in un crescendo visivamente incantevole ed emotivamente devastante che non fa sconti a nessuno. Una miscela che ha convinto la giuria berlinese, la quale ha attribuito una menzione speciale al lavoro di Koch, e la commissione che sceglie il candidato elvetico per gli Oscar, poiché sarà proprio Drii Winter a rappresentare la Svizzera nella categoria del miglior lungometraggio internazionale nella corsa ai prossimi Academy Awards. Per la seconda volta consecutiva, dopo Olga di Elie Grappe lo scorso anno, la scelta cade su un titolo sostenuto dal progetto pandemico del Locarno Film Festival.
Max Borg