Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/32305

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione persegue lo stesso obiettivo fissato dal Consiglio federale nelle sue linee direttive delle finanze federali: la quota delle uscite deve risultare tra le più basse dell'OCSE escludendo le quote di imposta sul valore aggiunto destinate all'AVS/AI. A breve termine essa si deve stabilizzare e a lungo si deve ridurre per mantenere rispettivamente aumentare l'attrattiva della piazza economica.</p><p></p><p>Nel vigente piano finanziario 2000-2004 le uscite crescono mediamente di circa il 2,5 per cento l'anno escludendo l'influsso demografico sull'AVS/AI. La quota delle uscite della Confederazione, come quota delle uscite della Confederazione sul prodotto interno lordo di un Paese (Prev 2000 : 11,7%), diminuisce gradualmente grazie alle misure di risanamento e una rigorosa gestione finanziaria. Al termine dell'orizzonte di pianificazione essa ammonta ancora all'11,2 per cento. Dal punto di vista delle linee direttive delle finanze federali il Consiglio federale giudica positivo lo sviluppo recessivo ed in completa sintonia con la mozione. Tuttavia, in base alle più recenti decisioni si delineano cambiamenti, che mettono in pericolo il programma di risanamento adottato. Le maggiori entrate minacciano di scomparire nonostante l'alta congiuntura ed esiste il pericolo che si ripetano gli errori degli anni Ottanta con la crescita non finanziata delle uscite.</p><p></p><p>Il Consiglio federale vuole quindi legare la crescita delle uscite a quella delle entrate a medio termine per tenere bassa la quota delle uscite. Nel messaggio sul freno all'indebitamento il Consiglio federale propone al Parlamento una base costituzionale per un meccanismo adeguato. Secondo questa regola di base le uscite a lungo termine non devono aumentare in misura maggiore delle entrate. In caso di una divergenza da questa regola deve scattare un meccanismo di compensazione. Con questo nuovo strumento le uscite procicliche devono essere limitate e devono essere realizzati effetti positivi sulla crescita economica a lungo termine. D'altra parte secondo le osservazioni del Consiglio federale le entrate straordinarie a titolo di investimento e i redditi unici da regalie e concessioni devono essere impiegati per ammortizzare il debito della Confederazione. Tali punte di entrate e le maggiori entrate dovute alla congiuntura non possono comportare spese della Confederazione costantemente più elevate. </p><p></p><p>Gli strumenti necessari per una stabilizzazione a più breve termine - escludendo l'effetto legato alla demografia - e per una riduzione della quota delle uscite sono elaborati e si trovano in Parlamento: linee direttive, freno all'indebitamento e nuova regolamentazione del finanziamento dell'AVS/AI. Pertanto dal punto di vista del legislatore non esiste attualmente nessun bisogno immediato di agire. Il Consiglio federale propone quindi di trasformare la mozione in postulato. In considerazione del suddetto peggioramento delle finanze ritiene tuttavia urgentemente necessaria un'analisi approfondita a livello di politica di bilancio. A questo scopo esso farà pervenire al Parlamento un ulteriore messaggio sul freno all'indebitamento.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.