Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01160.jsonl.gz/274

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Uno dei cavalli maltrattati venduti in agosto.
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Un'altra quarantina di cavalli appartenuti al contadino di Hefenhofen (TG) accusato di maltrattamenti saranno messi all'asta mercoledì prossimo a Schönbühl (BE). Un ricorso presentato dall'allevatore è stato respinto.
L'asta partirà da un valore minimo fissato per ogni animale da esperti e non avrà limiti massimi di prezzo, precisa oggi in una nota l'ufficio del veterinario cantonale turgoviese.
L'asta precedente, tenutasi a Schönbühl presso Berna lo scorso 17 agosto, aveva suscitato polemiche perché gli organizzatori avevano posto un limite massimo di 500 franchi in più del prezzo iniziale, dopo di che l'acquirente veniva tirato a sorte. La maggior parte degli equini era così finita nella mani di organizzazioni animaliste che avevano unito le forze per presentare offerte comuni, cosa che aveva irritato non poco gli altri potenziali acquirenti, secondo cui parte degli animali sarebbe stata venduta a un prezzo nettamente inferiore al valore di mercato.
I cavalli che vengono ora messi in vendita hanno passato l'estate su alpeggi nei cantoni dei Grigioni e di San Gallo e sono stati portati alla fine di settembre nel Centro di competenza servizio veterinario e animali dell'esercito di Schönbühl (BE), dove alla metà d'agosto erano già stati messi all'asta altri 80 cavalli appartenuti all'allevatore di Hefenhofen.
Lo scandalo della "fattoria degli orrori di Hefenhofen" è scoppiato agli inizi d'agosto, quando il Blick ha pubblicato foto scattate da una ex dipendente dell'allevatore, che aveva riferito di tredici cavalli lasciati morire di fame in sei mesi.
L'allevamento è stato nel frattempo chiuso e 250 animali - oltre ai cavalli anche maiali, bovini, pecore, capre e un lama - hanno dovuto essere trasferiti altrove.
Nella vicenda sono state anche presentate denunce contro il veterinario cantonale, che secondo alcune organizzazioni animaliste sarebbe intervenuto troppo tardi e si sarebbe reso complice dei maltrattamenti. Il governo cantonale ha inoltre istituito una commissione d'inchiesta indipendente, guidata dall'ex consigliere di Stato di Zugo Hanspeter Uster, che dovrebbe fornire un primo rapporto intermedio per la fine di dicembre.
SDA-ATS