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BERNA - L'iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia" va bocciata. È l'opinione del Consiglio federale secondo cui una sua approvazione nuocerebbe alla competitività dell'economia svizzera a causa dei costi che essa genererebbe. Per l'esecutivo, inoltre, le priorità sono altre: garantire la conciliabilità tra famiglia e lavoro sostenendo gli asili nido.
L'obiettivo dell'iniziativa, promossa dalla confederazione sindacale Travail.Suisse e da altre organizzazioni, è introdurre un congedo per i neo papà flessibile, della durata di quattro settimane. Il reddito sostitutivo sarebbe finanziato tramite le indennità di perdita di guadagno (IPG).
Un tale congedo, che costerebbe approssimativamente 420 milioni di franchi all'anno, comporterebbe però oneri supplementari per l'economia e causerebbe notevoli problemi organizzativi alle imprese, sottolinea il governo. Per questo motivo la questione deve restare di competenza dei datori di lavoro o delle parti sociali, afferma ancora l'esecutivo.
Per il Consiglio federale è più opportuno agire altrove, ampliando l'offerta di servizi per la custodia di bambini complementare alla famiglia. Tale offerta, ricorda il governo, ha il vantaggio di favorire la conciliabilità tra famiglia e lavoro non soltanto nel periodo immediatamente successivo alla nascita del figlio, ma anche nei periodi prescolastico e scolastico.
Il Parlamento ha peraltro già approvato in merito la stanziamento di quasi 100 milioni di franchi per cinque anni. Il pacchetto è diviso in due parti: da un lato i Cantoni saranno sostenuti con 82,5 milioni di franchi affinché assieme ai Comuni possano aumentare i sussidi a favore degli asili nido. Dall'altro, sarà versato un importo massimo di 14,3 milioni per adeguare l'offerta di servizi di custodia ai bisogni dei genitori.
Queste disposizioni entreranno in vigore presumibilmente a metà del 2018. Sempre entro la metà del prossimo anno il governo licenzierà il messaggio sull'iniziativa popolare con la richiesta al Parlamento di bocciarla.