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Ad Airolo sono entrati nel vivo i lavori preliminari per la seconda canna autostradale sotto il San Gottardo che sarà transitabile, secondo il programma, nel 2029 consentendo poi il risanamento globale del primo tunnel entrato in servizio nel 1980. Attualmente tuttavia l’avanzamento nella montagna non interessa l’asse principale bensì un cunicolo laterale della lunghezza di circa 6 chilometri necessario a raggiungere la cosiddetta ‘zona di disturbo sud’. Detta anche ‘zona Guspis’, situata a 4,9 km dal portale di Airolo, è caratterizzata da una sedimentazione rocciosa spessa circa 300 metri e sfaldabile qualora si crei un vuoto essendo composta da scisti sericitici e argillosi finemente stratificati oltre a rocce calcaree, gesso e dolomia. Un quadro insomma puntualmente meno stabile rispetto alle altre varie tipologie di roccia che caratterizzano la stragrande maggioranza del massiccio lungo l’asse stradale. La stessa situazione si presenta per 270 metri a 4,1 km dal portale nord di Göschenen nella cosiddetta ‘zona del Mesozoico’. Volendo tracciare un paragone con la realizzazione della galleria di AlpTransit, la situazione appare abbastanza simile alla cosiddetta ‘Sacca di Piora’ la cui dolomia saccaroide, particolarmente friabile, aveva rallentato il cantiere ferroviario del secolo.