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Il franco forte rende la Svizzera più ricca, secondo Reiner Eichenberger.
KEYSTONE/ENNIO LEANZA(sda-ats)
L'elevato valore del franco rende la Svizzera più ricca: ne è convinto il professore di economia Reiner Eichenberger.
"Il franco forte comporta svantaggi per la produzione, ma vantaggi ancora maggiori per il consumo: visto che importiamo più a buon mercato scendono i costi per il consumo e per i semifabbricati", spiega lo specialista in un'intervista pubblicata dal portale finanziario Cash.
"Da quando il franco si è rafforzato produciamo un po' di meno, lavoriamo quindi anche un po' meno, ma grazie ai prezzi più bassi dei prodotti importati consumiamo di più e l'avanzo commerciale, e quindi i risparmi, sono cresciuti", sostiene Eichenberger. "Lavorare meno, consumare di più e risparmiare maggiormente: è il paese del Bengodi!".
Secondo il docente di Friburgo, le imprese che importano beni ribaltano sul consumatore il vantaggio del prezzo più basso dei prodotti: "ma anche se non lo fanno interamente, il guadagno di cambio rimane presso l'azienda stessa, quindi in Svizzera".
Il rafforzamento del franco - prosegue l'esperto - aumenta il potere d'acquisto, facendo sì che la rivendicazione dei sindacati di una progressione dei salari sia già adempiuta. "Una valuta forte vale oro: se il franco fosse infinitamente forte potremmo comprare il mondo intero con un franco, sarebbe fantastico".
Sempre stando a Eichenberger, anche la tanto temuta deflazione non è negativa per i risparmiatori. A guadagnare dall'inflazione è essenzialmente lo Stato.
Al portale Cash - specializzato in notizie borsistiche - lo specialista 55enne fornisce anche i suoi consigli di investimento. "Se un consulente vi raccomanda singole azioni o al contrario ne sconsiglia l'acquisto vuole solo guadagnare", afferma. Il mercato è efficiente: non si può puntare su una performance sistematicamente superiore.
"Ci si deve chiedere questo: devo investire in un'azienda ben amministrata o in una mal gestita? La gran parte delle persone risponderebbe: naturalmente in una bene amministrata. Ma in realtà l'aspettativa di rendimento delle azioni di entrambi i tipi di impresa è uguale. Una società mal gestita verserà meno dividendi, ma questo è già contemplato dal prezzo delle azioni. Il denaro è ben investito in entrambe le azioni. Tutto il resto è sfortuna o fortuna".
Ciò non significa che le banche servano a nulla. Secondo Eichenberger, i consulenti devono conoscere il profilo e la propensione al rischio dei loro clienti, devono valutare il potenziale del loro patrimonio e devono essere in grado di diversificare e ottimizzare i rischi.
SDA-ATS