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Visto il deterioramento della situazione dal profilo dei diritti dell'uomo, il Consiglio federale ha deciso di stralciare lo stato africano del Mali dalla lista dei paesi sicuri. La decisione si fonda su analisi e valutazioni dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), condivise dal Dipartimento federale degli affari esteri.
In seguito a questa decisione, le domande d'asilo in provenienza dal Mali saranno nuovamente oggetto di un esame materiale, si legge in una nota dell'UFM. Il Mali era considerato un paese sicuro dall'inizio del 2007.
Tuttavia, dopo alcuni anni di stabilità politica, la scorsa primavera è intervenuto un cambiamento radicale: il Governo eletto democraticamente è stato rovesciato da un colpo di stato militare. Al tempo stesso, un'insurrezione di gruppi islamisti armati e ribelli tuareg ha provocato la scissione della parte settentrionale del Paese. Per il momento - conclude la nota - non si prospetta un ritorno rapido a un vero e proprio ordinamento democratico.