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GINEVRA - L'inquinamento atmosferico è ancora più pericoloso di quanto si pensasse in precedenza. È l'avvertimento lanciato mercoledì dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha deciso di ridurre i livelli massimi di sicurezza degli inquinanti come il biossido di azoto, il monossido di carbonio, l'ozono e così via.
Le nuove linee guida dimezzano la soglia massima raccomandata per l'esposizione alle particelle inquinanti PM 2.5, che vengono generate dai combustibili bruciati nella produzione di energia, nel riscaldamento domestico e nei motori dei veicoli. «Quasi l'80% dei decessi legati al PM 2.5 potrebbe essere evitato nel mondo se gli attuali livelli d'inquinamento atmosferico fossero ridotti a quelli proposti nelle linee guida aggiornate», ha affermato l'OMS. Anche il limite raccomandato per le polveri fini (PM 10) è stato abbassato del 25%.
Circa sette milioni di persone muoiono prematuramente ogni anno a causa di malattie legate all'inquinamento dell'aria, secondo l'organizzazione. La situazione peggiore è quella dei paesi a medio e basso reddito, che sono maggiormente legati ai combustibili fossili - largamente usati per accrescere lo sviluppo delle varie economie.
In vista della COP26 di novembre l'OMS invita i suoi 194 membri a ridurre le emissioni inquinanti e ad agire sui cambiamenti climatici. L'aria inquinata ha lo stesso effetto sull'organismo del fumo e di un'alimentazione non salutare. Le conseguenze? Ictus e malattie cardiache negli adulti, problemi ai polmoni e di asma nei più giovani. «Migliorare la qualità dell'aria può aumentare gli sforzi di mitigazione del cambiamento climatico, mentre la riduzione delle emissioni migliorerà a sua volta la qualità dell'aria» conclude l'OMS.