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Vladimir Putin ed Emmanuel Macron, che non si parlavano dal 28 maggio, nel corso di un colloquio telefonico si sono trovati d'accordo venerdì sulla necessità di "un'ispezione dell'AIEA il più presto possibile alla centrale nucleare di Zaporizhzhia", la più grande d'Ucraina e d'Europa, più volte presa di mira nelle ultime settimane di conflitto tanto da far temere un disastro atomico. Il Cremlino si sarebbe impegnato a garantire la massima collaborazione agli esperti.
Il presidente russo, nel corso della telefonata, ha ribadito che gli attacchi "sistematici" di cui accusa Kiev "creano il pericolo di una catastrofe che potrebbe condurre alla contaminazione radioattiva di vasti territori".
Secondo l'Eliseo, Macron - da cui è venuta l'iniziativa del colloquio - e il suo omologo di Mosca dovrebbe tornare a discutere del tema nei prossimi giorni, una volta definiti maggiormente i contorni della missione, che dovrebbe poter passare dal territorio controllato dalle truppe ucraine.
La centrale è da mesi occupata dalle truppe russe che Mosca non intende ritirare, ma sempre gestita dallo staff ucraino e connessa alla rete elettrica ucraina. Kiev teme tuttavia che Mosca si stia preparando a disconnetterla, per attaccarla a quella russa e rifornire la Crimea. Una mossa, questa, contro la quale ha preso posizione venerdì anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.