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LUCERNA - L'iniziativa popolare legislativa che nel Canton Lucerna intende conferire maggiore peso a popolo e Gran Consiglio in materia di orientamenti della formazione scolastica è stata oggi dichiarata in parte non valida. La porzione del testo non contestata è poi stata ampiamente bocciata dal legislativo cantonale. L'accettazione dell'iniziativa nella sua forma originale impedirebbe tra l'altro l'adozione da parte di Lucerna del Lehrplan 21, il piano di studi armonizzato per la Svizzera tedesca.
L'iniziativa "Bildungsreformen vor das Volk" (Il popolo si esprima sulle riforme educative) promossa da esponenti di UDC, PPD, PLR e PBD nonché da insegnanti e imprenditori ha raccolto 4563 firme (ne bastavano 4000). Chiede che popolo e Gran Consiglio possano esprimersi sulle riforme nell'insegnamento. Attualmente l'organizzazione del sistema educativo è di competenza del Consiglio di Stato e del Dipartimento dell'educazione.
Nella sua forma originale il testo comporterebbe varie modifiche della legge cantonale sulla pubblica educazione e numerosi cambiamenti a tutti i livelli dell'insegnamento. Valida retroattivamente dal 2014, la nuova disposizione riguarderebbe anche il Lehrplan 21. Quest'ultimo negli ultimi anni è stato messo in discussione in vari Cantoni, ma sempre senza successo. Iniziative che chiedevano la rinuncia alla sua applicazione sono state bocciate tra l'altro a Soletta, Argovia, Sciaffusa, San Gallo, Appenzello Interno e Turgovia.
Come il Consiglio di Stato, il parlamento ha ritenuto contrari alla Costituzione cantonale vari aspetti dell'iniziativa come il referendum obbligatorio contro piani di studio o l'obbligo dell'avallo da parte del Gran Consiglio per accordi intercantonali. Per il portavoce della commissione preparatoria, Adrian Bühler (PPD), i promotori del testo avrebbero dovuto servirsi dello strumento dell'iniziativa popolare costituzionale.
Quanto alle proposte di modifiche legislative giudicate legittime, i deputati le hanno considerate o già attuate o inapplicabili. Con 84 voti contro 29 (tutti deputati democentristi) hanno dunque raccomandato al popolo di respingere il testo emendato.