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Caso Tinner: il Consiglio federale conferma la distruzione degli atti
Berna, 01.07.2009 - Lettera alla Delegazione delle Commissioni della gestione Il Consiglio federale conferma la distruzione delle copie degli atti del procedimento Tinner contenenti informazioni su tecnologie nucleari. Si rifiuta di riconsiderare la sua legittima decisione, come sottolineato mercoledì in una lettera alla Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG).
Il 24 giugno 2009 il Consiglio federale ha deciso di rendere accessibile alle autorità di perseguimento penale la maggior parte delle copie degli atti del procedimento Tinner rinvenute presso il Ministero pubblico della Confederazione e di sostituire con brevi indicazioni soltanto i documenti più sensibili riguardanti la progettazione di armi nucleari. Tali documenti saranno distrutti dopo la redazione delle indicazioni che permettono di collocare e valutare le pagine mancanti. Gli altri documenti sull'arricchimento dell'uranio saranno resi accessibili alle autorità di perseguimento penale e distrutti soltanto dopo la conclusione del procedimento. Questa decisione più recente riguarda gli atti che non sono stati distrutti, contrariamente a quanto disposto dal decreto del Consiglio federale del 14 novembre 2007, e si fonda anche sul diritto del Consiglio federale di emanare autonomamente ordinanze e decisioni (art. 184 e 185 della Costituzione federale).
In una lettera del 30 giugno 2009, la DelCG ha invitato il Consiglio federale a ritornare sulla sua decisione e a rinunciare a distruggere gli atti fino alla conclusione del procedimento penale. Esorta inoltre il Consiglio federale a discutere con le autorità competenti le modalità per trasferire tutti gli atti nel procedimento penale. Per il Consiglio federale non è chiaro se la DelCG sia autorizzata, nell'ambito dell'alta vigilanza parlamentare, a indirizzare tali richieste all'Esecutivo. Il Consiglio federale non vede alcun motivo per rivalutare la sua decisione equilibrata, che tiene conto degli interessi delle autorità di perseguimento penale e nel contempo rispetta gli obblighi di diritto internazionale della Svizzera. La distruzione dei documenti più sensibili riguardanti la progettazione di armi nucleari è assolutamente necessaria dal punto di vista della politica di sicurezza. In quest'ottica, la decisione di sostituirli con brevi indicazioni e di rendere accessibili gli altri documenti sull'arricchimento dell'uranio fino alla conclusione del procedimento penale è, invece, sostenibile.
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André Simonazzi, Portavoce del Consiglio federale, tel. +41 31 322 37 03
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Dipartimento federale di giustizia e polizia
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