Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186807

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di denunciare l'accordo con l'Italia sulla fiscalità dei frontalieri essendo le aspettative di concludere un nuovo, più equo accordo ormai definitivamente sfumate dopo le recenti elezioni italiane.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Accordo del 3 ottobre 1974 tra la Svizzera e I'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine è parte integrante della Convenzione per evitare le doppie imposizioni conclusa con l'Italia (art. 15 par. 4 CDI-I). Ciò significa che i due accordi costituiscono formalmente un unico accordo. Come spiegato in passato (cfr. interpellanza 14.3362), la denuncia di una parte di un accordo internazionale è possibile solo in casi limitati e a determinate condizioni. Sapere se queste condizioni sono adempiute è una questione che può essere valutata in maniera diversa dal punto di vista giuridico. Come giustamente rilevato dall'autore della mozione, una simile denuncia parziale potrebbe avere conseguenze sulla CDI-I e un impatto negativo sull'economia svizzera e, in particolare, su quella ticinese. La negoziazione di una nuova CDI sarebbe possibile, sempre che anche l'Italia sia disposta ad affrontare i negoziati, ma richiederebbe certamente diversi anni. Inoltre i negoziati si svolgerebbero in un clima poco favorevole alla ricerca di compromessi soddisfacenti, a causa della denuncia della CDI. Una simile situazione senza strumenti volti ad evitare le doppie imposizioni andrebbe certamente a sfavore dei massicci investimenti svizzeri in Italia e, viceversa, degli investimenti italiani in Svizzera che rivestono importanza per la piazza economica anche in termini di posti di lavoro.</p><p>Il Consiglio federale ha preso atto dei risultati delle elezioni in Italia. La situazione politica attuale non permette di fare previsioni riguardo alle ripercussioni sui dossier ancora in sospeso con l'Italia, in particolare in materia fiscale. La posizione del nuovo governo potrà essere valutata soltanto in un secondo momento. In merito all'imposizione dei lavoratori frontalieri, una soluzione soddisfacente per entrambe le parti contraenti, i Cantoni interessati e le cerchie economiche è già stata trovata grazie all'accordo parafato nel dicembre del 2015. Il Consiglio federale ritiene quindi che si debba continuare a privilegiare la via del dialogo con l'Italia. Firmare al più presto un nuovo accordo è anche nell'interesse della Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.