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Riaprire le scuole l'11 maggio? Solo a 4 "condizioni imprescindibili". A chiederle è il Sindacato docenti Vpod.
In primo luogo si chiede al governo che "la priorità" sia data "all’aspetto sanitario a tutela dei docenti e del personale scolastico, degli studenti e dei famigliari: in ogni caso va garantita la norma federale che impone per chi condivide un locale di lavoro una distanza minima di 2 metri tra le persone e uno spazio minimo pro capite di 4 metri quadrati". In secondo luogo il sindacato domanda che "i docenti con problemi di salute e i docenti che sono famigliari assistenti di persone con problemi di salute e persone ultra sessantacinquenni" possano "continuare ad effettuare il lavoro da casa e non devono insegnare in classe". Inoltre si vorrebbe che il Dipartimento educazione cultura e sport crei "un gruppo di consultazione composto dai rappresentanti dei sindacati docenti, dei genitori e degli studenti per condividere gli orientamenti principali legati alla conclusione dell’anno scolastico 2019/20". Infine, secondo la Vpod, "la priorità nella riapertura delle scuole" andrebbe data "agli studenti che hanno degli esami finali da effettuare a fine anno o che devono recuperare prove sul programma svolto fino al momento della chiusura delle scuole di metà marzo".
Il sindacato si dice inoltre contrario "alla volontà federale di iscrivere sugli attestati formativi rilasciati l’indicazione che i medesimi sono stati ottenuti tramite 'insegnamento a distanza'"