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Credit Suisse può finalmente lasciarsi alle spalle la vertenza fiscale con gli Stati Uniti: una giudice dello Stato della Virginia ha infatti approvato l’accordo da 2,6 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi) raggiunto lo scorso maggio dalla grande banca elvetica con il Dipartimento di giustizia (DoJ) americano. La notizia, diffusa stasera da diverse agenzie stampa, è stata confermata all’ats dal Credit Suisse.
Lo scorso 20 maggio la banca si è dichiarata colpevole di aver cospirato per aiutare facoltosi clienti americani ad evadere le tasse ed ha accettato di pagare 2,6 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi) per chiudere l’indagine. L’intesa, che poneva fine ad annose controversie giuridiche, non implica la revoca della licenza bancaria e – per la Confederazione – esclude la trasmissione di dati sulla base del diritto di necessità.
Credit Suisse è stata la prima banca negli ultimi dieci anni a dichiararsi colpevole di un reato negli Stati Uniti: l’ultima volta era infatti successo alla francese Crédit Lyonnais a fine 2003.