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Il deterioramento dei rapporti fra Occidente e Russia, il terrorismo islamico e il crimine informatico: sono queste le più grandi minacce per la sicurezza in Svizzera, secondo un rapporto del governo. L’attuale crisi dei migranti non rappresenta invece un pericolo.
Tra le minacce dirette per la Confederazione - oltre al terrorismo, alla criminalità organizzata e alla cybercriminalità - il rapporto indica le catastrofi naturali e tecnologiche e le perturbazioni dell'approvvigionamento energetico. Per la Confederazione, ha detto il ministro della difesa Ueli Maurer, una sfida particolare è rappresentata dalla combinazione e dalla concatenazione di tali minacce e pericoli.
Secondo il rapportoLink esterno, non occorre comunque nessun cambiamento strategico radicale e gli adeguamenti nella politica di sicurezza «vanno nella giusta direzione», ha indicato il ministro. La strategia della Svizzera ruota attorno a tre concetti ritenuti «fondamentali»: autonomia, cooperazione e impegno.
Al termine della procedura di consultazione, il documento dovrà essere adottato dal Consiglio federale e trasmesso al Parlamento, verosimilmente nell'estate del 2016.
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG RSI del 12.11.15)