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ROMA - Avevano scolpito una Venere di Milo di neve nel loro giardino di Rahway, nel New Jersey, ma le seppure gelide nudità della statua bianca, che riproducevano in maniera alquanto abbozzata la sensuale sinuosità delle celebre statua greca, proprio non andavano giù ai vicini che, scandalizzati, hanno chiamato la polizia.
Gli agenti, accorsi sul posto per la segnalazione di una scultura "pornografica", si sono visti costretti a chiedere alla famigliola Conneran-Gonzales di "coprire" il singolare pupazzo di neve, che ora sfoggia un bikini con reggiseno verde e pareo azzurro in vita.
Elisa Gonzales, di professione giornalista, racconta al sito online del New York Daily News di essersi ispirata al capolavoro della Grecia antica: entrambe le statue sono infatti prive di braccia, anche se la versione di neve mancava anche della testa, che nell' "originale" ha i capelli graziosamente raccolti dietro la nuca.
La Venere di Milo - i critici sono incerti a quale grande scultore greco attribuirla: se ad Alessandro di Antiochia o a Prassitele - è in "topless" ma è cinta da un pareo in vita, che cala sensualmente sui fianchi, scoprendo in parte il fondoschiena. Tutta nuda invece la "Venere Gonzales", un tronco di corpo femminile con curve pronunciate. Ma "secondo me - dice la 44.enne Elisa Gonzales - sembra più un corpo-oggetto, un' icona di sesso mercificato quando le si fa indossare il bikini".
"Ma allora cosa si fa - ha detto a sua volta una figlia della donna, Maria Conneran, 21 anni -, si devono coprire tutte le statue al Metropolitan Museum di New York?".
SDA-ATS