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Nei cinque giorni di viaggio, il ministro degli esteri svizzero sarà ricevuto dal suo omologo israeliano Simon Peres e dal premier Ariel Sharon, nonché da Yasser Arafat, presidente dell'Autorità nazionale palestinese.Questo contenuto è stato pubblicato il 21 marzo 2001 - 15:57
Secondo quanto indicato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), le relazioni bilaterali e il processo di pace in Medio Oriente saranno i piatti forti del programma della visita, la prima nella regione di un capo della diplomazia svizzera dal viaggio di Flavio Cotti nel maggio del 1998. Obiettivo del ministro degli esteri elvetico: rafforzare i legami con i dirigenti israeliani e palestinesi.
L'anno scorso il consigliere federale - in occasione della visita a Berna del ministro israeliano degli affari esteri di allora, David Levy - aveva dichiarato che i rapporti tra Berna e Tel Aviv erano migliorati, annunciando ufficialmente il rasserenamento delle relazioni.
Ad offuscare i legami vi erano state dapprima le discussioni sui fondi in giacenza, particolarmente accese nel 1998, e le critiche indirizzate alla Confederazione dal presidente della Knesset (il Parlamento israeliano) Avraham Burg. I rapporti fra i due paesi si erano infine ulteriormente deteriorati quando il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva annullato all'ultimo minuto una visita in Svizzera, prevista per il novembre del 1998, invocando «affari urgenti». Berna non aveva celato il suo disappunto, rimproverando a Netanyahu di sottrarsi al dialogo.
Nei territori palestinesi, il capo del DFAE intende visitare i programmi di aiuto allo sviluppo finanziati dalla Svizzera dal 1994. La Confederazione, che sostiene i rifugiati palestinesi da oltre 50 anni, dispone di un ufficio a Gerusalemme-Est. Per l'anno in corso, Berna ha deciso di impegnarsi partecipando con 8,3 milioni di franchi al budget dell'agenzia Onu per i profughi della Palestina, della quale la Svizzera è uno dei principali contribuenti.
swissinfo e agenzie
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