Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01061.jsonl.gz/380

Per ora la discussione nei Circoli Minori - i 13 gruppi in quattro lingue in cui si sono distribuiti i padri sinodali - si sono concentrati sulla prima parte del documento-base del Sinodo
VATICANO - Per ora la discussione nei Circoli Minori - i 13 gruppi in quattro lingue in cui si sono distribuiti i padri sinodali - si sono concentrati sulla prima parte del documento-base del Sinodo, l'Instrumentum Laboris: quindi non è ancora entrata nei punti più controversi come l'ostia ai risposati, le unioni di fatto, le coppie gay. Elementi di maggior sottolineatura sono comunque emersi, come quello di evidenziare di più nel testo sinodale il valore univoco della famiglia uomo-donna e il no alla teoria 'gender'.
Ne è un esempio, fra le 13 relazioni presentate oggi, quella di uno dei tre gruppi italiani, il Circulus Italicus 'À, di cui è moderatore il cardinale di Agrigento Francesco Montenegro: "Una buona parte dei padri", nell'analizzare l'introduzione all'Instrumentum Laboris, "ha segnalato l'esigenza di utilizzare formule che lascino fuori dubbio sin dall'inizio che l'unico modello di famiglia che corrisponde alla dottrina della Chiesa è quello fondato sul matrimonio tra uomo e donna", vi si afferma.
"L'indicazione - si aggiunge - è stata accolta prontamente avvalendosi dell'omelia di papa Francesco nella messa di apertura di questa assemblea". Secondo il gruppo di lavoro, "l'introduzione è sembrata il luogo adatto nel quale riferirsi alla portata epocale del cambiamento in atto rispetto alla famiglia, e alla risposta con valenza anche culturale cui ci sentiamo chiamati come Chiesa".
Inoltre, "è parso necessario riferirsi con maggiore abbondanza ai rischi dell'ideologia del gender, nonché alla sua incidenza negativa nei programmi educativi di molti paesi". Anche "rispetto alla sfida del secolarismo è sembrato necessario che ci sia un maggior sviluppo". E "nella formazione all'affettività si è ritenuto d'obbligo far menzione espressa dell'ideale della castità e del valore dell'oblatività".
Il Circolo Italiano C, moderato dal card. Angelo Bagnasco, presidente Cei, a proposito della "teoria del genere" precisa le implicazioni del relativo capitolo dell'Instrumentum Laboris, "mettendo più chiaramente in luce il loro carattere ideologico e offrendo alle famiglie un aiuto per riprendersi il loro originario diritto all'educazione dei figli nel dialogo responsabile con gli altri soggetti educativi".
Per quanto riguarda invece il Circolo Italiano B, moderato dall'arcivescovo di Ancona-Osimo, card. Edoardo Menichelli, "i Padri segnalano la necessità di denunciare lo sfruttamento: del lavoro minorile; dei bambini-soldato; del corpo della donna (prostituzione, utero in affitto, violenza fino al femminicidio e lo stupro come 'arma di guerrà)".
Tra gli altri passi, quello in cui "si sottolineano i limiti di un femminismo all'insegna della sola uguaglianza che schiaccia la figura della donna su quella dell'uomo e i limiti di quello all'insegna della sola differenza che tenta di allontanare le identità uomo-donna".
E sull'ideologia 'gender', con forti parole di allarme, si è soffermato oggi l'arcivescovo di Madrid, mons. Carlos Osoro Sierra, secondo cui essa "sta arrivando dappertutto: si organizzano certe leggi, si organizza l'economia. È necessario reimpostare tutto il sistema". "Questo timore si è molto manifestato nei lavori dei Circoli Minori - ha detto alla stampa -.
Diversi interventi hanno sottolineato l'ideologia gender che incide non solo sugli aspetti affettivi, ma anche su quelli economici della famiglia". Per il presule spagnolo, quindi, "è necessaria una nuova impostazione del sistema mondiale su questi temi", ribadendo con forza che "la famiglia è l'origine della vita". Su tali argomenti, ha spiegato ancora l'arcivescovo di Madrid, nei lavori del Sinodo hanno insistito "non solo presuli americani e latino-americani ma anche degli altri continenti".
Tra le altre esigenze emerse nei Circoli, quella di un linguaggio più semplice, accattivante e coinvolgente del testo e la necessità di correggere una visione "troppo occidentale ed eurocentrica". "Da questo Sinodo non si deve attendere un cambio di dottrina, ma come attraverso di essa si può curare e sostenere la famiglia, specie se lacerata da sofferenze, guerre, migrazioni, guerre. Quindi come la dottrina può essere viva oggi e applicabile alla situazione pastorale della famiglia", ha sintetizzato il cardinale di Manila, Luis Antonio Tagle.