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Lunedì 15 ottobre a Giubiasco il comitato interpartitico cantonale “No all’isolamento della Svizzera” ha dato il via alla campagna contro l’iniziativa per l’autodeterminazione, presentando i principali rischi di un’eventuale accettazione dell’iniziativa. Innanzitutto, ha spiegato il comitato, il titolo dell’iniziativa è fuorviante, poiché un sì introdurrebbe meccanismi e vincoli molto rigidi per affrontare le contraddizioni tra diritto nazionale e internazionale, e non garantirebbe dunque una maggiore autodeterminazione per la Svizzera. La Svizzera ha sempre potuto adottare soluzioni pragmatiche e flessibili per risolvere questo tipo di conflitti, e questa iniziativa ridurrebbe di gran lunga il margine di manovra delle autorità e dei giudici elvetici. Inoltre, l’iniziativa attacca il principio della separazione dei poteri, pilastro fondante della nostra democrazia.
Un’ampia alleanza si batte per il NO all’iniziativa per l’autodeterminazione: Il Consiglio federale, il Parlamento e i Cantoni, insieme a PLR, PPD, PS, Verdi liberali, PBD, PEV, i Verdi, le associazioni economiche, i sindacati e numerosi rappresentanti della società civile si dichiarano contrari al testo in votazione il 25 novembre.