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WASHINGTON - Il presidente americano Barack Obama, alla vigilia del summit sulla sicurezza nucleare che da oggi vedrà 47 paesi riuniti per due giorni a Washington, ha affermato che la possibilità che un'arma nucleare finisca nelle mani di organizzazioni terroristiche rappresenta "la più grande minaccia contro la sicurezza degli Stati Uniti".
"Sappiamo che organizzazioni come Al Qaida stanno cercando di entrare in possesso di armi nucleari e che non avrebbero alcuna esitazione nell'usarle", ha detto Obama durante una pausa dei cinque incontri bilaterali avuti domenica con i leader di India, Pakistan, Sudafrica, Kazakistan e Nigeria. Oggi poi avrà; altri bilaterali compreso un atteso colloquio col presidente cinese Hu Jintao.
Obama ha detto di sentirsi soddisfatto del "grado di impegno" manifestato dai vari paesi per affrontare il problema della sicurezza nucleare. Il summit è il più grande consesso internazionale organizzato da un presidente americano negli ultimi 65 anni. La cena di lavoro che aprirà questa sera il summit sulla sicurezza nucleare prevede ben 50 posti a tavola: i capi delle 47 delegazioni che partecipano al vertice più i rappresentanti dell'Onu, dell'Aiea e dell'Unione Europea. Non sono stati invitati Iran e Corea del Nord. È presente la presidente della Confederazione Doris Leuthard.
Il vertice è stato voluto da Barack Obama che sta portando avanti con notevole determinazione la sua ambiziosa agenda nucleare. Dopo avere presentato martedì scorso la nuova strategia nucleare degli Stati Uniti ed avere firmato giovedì a Praga l'accordo Start 2 con la Russia per la riduzione dei rispettivi arsenali nucleari, l'inquilino della Casa Bianca ha organizzato lunedì e martedì a Washington un imponente raduno di leader mondiali per discutere 'misure concrete' per affrontare la minaccia del terrorismo nucleare.
L'imponenza del raduno ha fatto scattare altrettanto imponenti misure di sicurezza a Washington dove è stata istituita un'ampia zona proibita. I pendolari sono stati invitati a lavorare da casa lunedì e martedì per evitare lunghe code e intasamenti sulle strade.
La discussione del vertice sarà centrata sulle iniziative nazionali e internazionali da adottare per impedire agli stati a rischio (come Iran e Corea del Nord) o ad organizzazioni terroristiche (come Al Qaida) di entrare in possesso del materiale nucleare necessario per produrre un ordigno.
La proposta di base di Obama è di concordare iniziative per mettere 'sotto chiave' nel giro dei prossimi quattro anni tutti i quantitativi conosciuti di uranio altamente arricchito e di plutonio.
Gli Stati Uniti hanno deciso di concentrarsi su questi due materiali - evitando di ampliare la portata della discussione ad altri elementi, come ad esempio il materiale radioattivo (sufficiente a creare una 'bomba sporca') - proprio per trovare un consenso immediato e per essere in grado di adottare iniziative concrete. Il timore maggiore di Obama è infatti che il summit si trasformi in una parata di discorsi eloquenti ma inutili soffocando in un oceano di parole l'adozione di misure pratiche.
Bastano 55 chilogrammi di uranio arricchito per produrre un ordigno nucleare artigianale. Sparsi per il pianeta esistono quantitativi di uranio arricchito sufficienti a produrre 120 mila bombe nucleari. L'uranio può essere trovato in laboratori governativi, in istituti di ricerca universitari, in depositi militari sparsi per il mondo.
Il vertice non affronterà in modo diretto il rischio alla proliferazione nucleare che viene da paesi come l'Iran e la Corea de Nord. Ma l'argomento è destinato a dominare ugualmente le conversazioni delle 47 delegazioni che partecipano all'incontro. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha dato forfait ma sarà ugualmente presente una delegazione israeliana. Nella giornata di martedi il vertice si aprirà con un minuto di silenzio per ricordare Lech Kazcynski, il presidente polacco morto con altre 95 persone in un incidente aereo avvenuto sabato nei pressi di Smolensk, nella Russia occidentale.
SDA-ATS