Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01244.jsonl.gz/1474

REYKJAVIK - Conti che non tornano, incidenti che si moltiplicano e mettono in discussione la tecnologia teoricamente all'avanguardia. Eppure, c'è anche chi non se ne cura affatto: crede in Tesla, senza se e senza ma. È l'Islanda che va controcorrente, o meglio va per conto suo, indifferente al pensiero degli altri e al fondamento possibile di critiche plausibili.
Dopo aver accolto i bitcoin con superfici attrezzate ed energeticamente adatte a sostenere le operazioni di mining, ecco che ora punta all'auto elettrica, molto apprezzata dalla gente del posto grazie anche agli incentivi di governo. Da meno di cento veicoli in circolazione nel 2014 si è passati, oggi, a ben 6'145, su un totale di appena 350mila abitanti che però devono far fronte a un'offerta non all'altezza della domanda consistente.
Johan Olafsson, leader della Electric vehicle association islandese, ha così contattato direttamente Elon Musk, strappandogli via Twitter la promessa di un grande centro di assistenza e distribuzione. La politica, intanto, lancia un programma d'investimenti per la costruzione di una rete di stazioni di ricarica.