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Con Maurizio Franco
Una grande intelligenza musicale ed un’unica capacità di adattarsi alle più disparate situazioni musicali. Sono due tratti della personalità del batterista, compositore, arrangiatore e bandleader Shelly Manne (1920-1984), newyorkese di nascita ma “westcoastiano” d’adozione.
Grande stilista del suo strumento, in grado di affrontare le più ardue sfide sonore, leader di gruppi molto popolari e al tempo stesso richiestissimo sessionman in registrazioni di musica pop e colonne sonore, Shelly Manne ebbe due fondamentali esperienze formative - con le orchestre di Stan Kenton e Woody Herman – e soprattutto una miriade di piccole formazioni dove la sua abilità a dialogare ed il gusto unico per le sonorità hanno potuto mettersi in mostra al meglio.
Sotto l’influenza dapprima di Jo Jones, poi di Max Roach e Kenny Clarke, infine dei giovani Elvin Jones e Tony Williams, il drumming di Shelly Manne l’abbiamo apprezzato a fianco praticamente di tutti i più importanti protagonisti del jazz moderno, da Sonny Rollins a Bill Evans, da Art Pepper a Jimmy Giuffré per non citarne che pochi.
10.09.2012