Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/115606

<h2>SubmittedText<h2><p>Le misure d'accompagnamento a tutela delle condizioni lavorative e salariali vigenti in Svizzera hanno contribuito in maniera determinante all'approvazione da parte degli elettori dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE. Tuttavia, l'UE continua ad attaccare alcune di queste misure definendole incompatibili con l'accordo sulla libera circolazione delle persone.</p><p>Sorgono dunque le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui le misure d'accompagnamento rappresentano uno strumento adeguato a compensare eventuali svantaggi derivanti dalle nostre aperture nei confronti dell'UE?</p><p>2. Il Consiglio federale intende difendere integralmente le misure d'accompagnamento relative all'accordo sulla libera circolazione delle persone?</p><p>3. Il Consiglio federale intravede la possibilità di adeguare le prassi attuative criticate dall'UE o da singoli Stati membri in modo da renderle compatibili con il diritto comunitario senza comprometterne gli effetti protettivi?</p><p>4. Il Consiglio federale concorda sul fatto che tali problemi di attuazione danneggino inutilmente i rapporti con l'UE?</p><p>5. Se sì, ha intenzione di risolverli rapidamente e in tempo utile o vuole continuare semplicemente a discuterne all'interno del comitato misto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In seguito alla graduale introduzione della libera circolazione delle persone tra la Svizzera e i Paesi membri dell'UE, i controlli preventivi sul rispetto delle condizioni lavorative e salariali che precedevano l'assunzione di un'attività lucrativa in Svizzera sono decaduti. Nel 2004 per contrastare la temuta pressione sui salari e sulle condizioni di lavoro sono state introdotte le misure d'accompagnamento. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO), competente in materia, pubblica ogni anno un rapporto sull'attuazione di queste misure. Sette anni dopo il varo delle misure d'accompagnamento, la sorveglianza del mercato del lavoro mediante controlli delle condizioni retributive in loco e l'imposizione di prescrizioni minime mediante sanzioni si sono rivelati strumenti efficaci contro la pressione sui salari. Quindi, il Consiglio federale è del parere che finora le misure d'accompagnamento abbiano dato buoni risultati ed è convinto che adempieranno alla propria funzione anche in futuro.</p><p>2. La tutela dei salari e delle condizioni lavorative vigenti in Svizzera rimane uno degli obiettivi prioritari del Consiglio federale anche dopo l'introduzione definitiva della libera circolazione delle persone e l'apertura del nostro mercato del lavoro ai Paesi dell'UE a 25 (escluse Romania e Bulgaria).</p><p>3./5. Le critiche alle misure d'accompagnamento da parte della Commissione europea riguardano singole disposizioni legali come, ad esempio, il termine di preannuncio di 8 giorni e l'obbligo di cauzione le quali, secondo il Consiglio federale, sono invece conformi all'accordo di libero scambio (ALS). La Svizzera, inoltre, non è l'unico Paese ad avere un sistema di misure d'accompagnamento: anche alcuni Stati membri dell'UE hanno emanato disposizioni a tutela dei lavoratori, spesso criticate dalla Commissione europea come troppo restrittive. Anche all'interno dell'UE vi sono quindi divergenze che hanno portato alla revisione, attualmente in corso, della direttiva sul lavoro distaccato.</p><p>Per quanto riguarda l'attuazione e l'esecuzione dell'ALS, s'intende tenere conto sia degli interessi politici svizzeri relativi alla tutela dei salari e delle condizioni lavorative sia di quelli europei (UE e Stati membri) relativi a un'attuazione conforme all'accordo sulla libera circolazione delle persone. Per questo, il Consiglio federale valuta continuamente l'attuazione delle misure d'accompagnamento sia sul piano della conformità con l'ALS sia su quello dell'efficacia nella tutela dei salari e delle condizioni lavorative. In questo senso, si impegna ad avanzare proposte e misure concrete per risolvere i problemi sia all'interno del comitato misto ALS sia nell'ambito di altri forum formali e informali.</p><p>4. Le misure d'accompagnamento in quanto tali e la loro esecuzione ad opera delle parti sociali e delle commissioni tripartite hanno ripetutamente suscitato le critiche della Commissione europea e di singoli Paesi limitrofi. Nelle conclusioni sulla Svizzera del 14 dicembre 2010, ad esempio, il Consiglio dell'Unione europea ha criticato l'applicazione, a suo avviso non omogenea, di determinati accordi e il varo di disposizioni non conformi all'ALS in territorio elvetico. La Svizzera ha respinto la critica sottolineando la compatibilità delle misure d'accompagnamento con l'ALS e adducendo, tra le motivazioni, il varo in fase di esecuzione di diverse agevolazioni a favore dei prestatori di servizi provenienti dall'UE come, ad esempio, l'armonizzazione della prassi attuativa tra i vari organi di controllo e il miglioramento dell'accesso alle informazioni concernenti le condizioni lavorative e salariali. In questo modo è stato possibile placare in parte le polemiche soprattutto riguardo all'esecuzione delle misure d'accompagnamento senza metterne a rischio gli effetti protettivi.</p><p>Anche in futuro, il Consiglio federale si impegnerà, in collaborazione con le istituzioni europee e i singoli Paesi limitrofi, a illustrare chiaramente e a tutti i livelli la posizione della Svizzera, al fine di far capire loro l'importanza e la necessità delle misure d'accompagnamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.