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Ventottesima immolazione in Tibet in circa un anno. Secondo fonti di International Campaign for Tibet, Jamyang Palden, un monaco di circa trent'anni, del monastero di Rongpo, nella provincia cinese del Qinghai, si è dato fuoco ieri nella piazza intitolata a Dolma (la dea buddista della compassione) nei pressi del monastero.
Il monaco, soccorso subito e portato in ospedale, è sopravvissuto, ma le sue condizioni, secondo le informazioni disponibili, sono gravi. Sembra che un tibetano più anziano abbia soccorso per primo il giovane monaco, cercando con le sue stesse mani di spegnere le fiamme ma che le forze di sicurezza cinese, giunte poco dopo, abbiano preso il giovane e lo abbiano portato in ospedale. Secondo fonti tibetane, nonostante la gravità delle ustioni riportate, Palden sarebbe però stato riportato dopo poche ore al monastero dai monaci.
Sfidando la paura e il forte dispiegamento di truppe intervenute sul posto, moltissime persone si sono riunite nel posto dove il monaco si è dato fuoco e hanno cominciato a pregare per lui. Ne è scaturita una protesta pacifica, con molti tibetani che invocavano libertà per il Tibet e il ritorno del Dalai Lama dall'esilio.
Il monastero di Rongpo è un antichissimo centro religioso tibetano, molto noto nella zona anche per la sua competenza nel campo della medicina tradizionale.
Poche ore dopo l'immolazione di ieri mattina, centinaia di studenti di due scuole di Tsekhong, che si trova a circa 100 chilometri dal luogo dove si trova il monastero, ma fa parte della stessa prefettura, hanno condotto una marcia di protesta sino agli uffici governativi della contea, cantando slogans e issando striscioni a favore dell'indipendeza del Tibet.
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