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Ritorno sul tema dell’obiezione di coscienza.
Riprendo brevemente la distinzione tra obiezione di coscienza, disobbedienza civile e rivoluzione.
La rivoluzione ha come scopo il cambiamento di tutto l’ordinamento giuridico.1 La disobbedienza civile ha come scopo la modifica di una legge specifica. L’obiezione di coscienza ha come scopo una sorta di spazio personale di esenzione da una legge specifica.
Da un punto di vista morale, tutte queste azioni possono essere giuste o infami: dipende dalle motivazioni. Contrastare una legge che proibisce il matrimonio tra persone di etnie diverse è giusto; contrastare una legge perché non proibisce il matrimonio tra persone di etnie diverse è infame.
Da un punto di vista morale, è indifferente se il contrasto avviene tramite obiezione, disobbedienza o rivoluzione. Ma non è indifferente da un punto di vista giuridico. Da un punto di vista giuridico è importante distinguere tra le differenti opposizioni.
La rivoluzione e la disobbedienza non sono altro che violazioni della legge. non credo siano possibili distinzioni più elaborate.2 Anche l’obiezione di coscienza è una violazione della legge, e come tale andrebbe trattata.
Però è una violazione senza dolo – non si vuole cambiare per vie non democratiche una legge. Come violazione senza dolo, potrebbe richiedere semplicemente la riparazione del danno, senza prevedere punizioni.