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Uno spettacolo su quella che il filosofo coreano Byung-Chul Han descrive come la “società della stanchezza”, una società in cui tutto il tempo diventa “produttivo” e nuove malattie quali la sindrome del burnout sono ormai all’ordine del giorno.
Isabel Green, una grande star di Hollywood, ha appena vinto il premio Oscar come miglior attrice protagonista. È sul palco del Dolby Theater, con in mano la statuetta che sognava fin da quando era bambina: dovrebbe essere al massimo della felicità, ma qualcosa non va. Mentre all’esterno cerca di dissimulare fingendo emozione e imbarazzo, dentro di lei un turbine di pensieri la porta lontano, in una dimensione solitaria in cui le riflessioni sulla propria vita si mescolano al tentativo di far fronte alla situazione attuale, in un parossismo tragicomico che la porta a rompere ogni convenzione sui “discorsi d’accettazione” e a mettere in discussione i cardini della sua stessa esistenza.