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La Svizzera e il reato di solidarietà
La vodese Flavie Bettex davanti alla giustizia per avere affittato un appartamento a un richiedente l'asilo respinto. Ma le autorità pagavano la pigione
in Svizzera , migrazione
(ve) Vodese, ergoterapeuta pediatrica, evangelica praticante, la 27enne Flavie Bettex è stata condannata al pagamento di una multa per avere subaffittato un appartamento a un richiedente l'asilo iraniano, cristiano, la cui domanda è stata respinta. Il richiedente non può essere rimandato in Iran perché la sua incolumità non sarebbe garantita, e l'affitto è stato regolarmente pagato dall’Établissement vaudois d’accueil des migrants (EVAM), organismo a cui il canton Vaud ha trasmesso il compito di cercare alloggio e seguire i richiedenti l'asilo affidati al cantone.
Richiesta respinta dopo sei anni
Flavie conosce il richiedente da parecchio tempo. "Non mi ha mai parlato della sua condizione, poi un giorno ha vuotato il sacco. A quel punto ci siamo dati da fare, abbiamo interpellato anche il Granconsiglio, ma senza successo". Dopo sei anni di permanenza in Svizzera, "la sua domanda è stata respinta". L'iraniano, che deve fare capo agli aiuti d'urgenza, è stato preso a carico dall'EVAM. Avendo problemi di salute, provati da un certificato medico, non è stato messo in un centro per rifugiati in attesa di espulsione. Flavie Bettex ha affittato un appartamento, a proprio nome, e vi ha collocato il richiedente iraniano. La pigione è stata pagata dall'EVAM. "Mi è sembrato una cosa normale da fare", commenta Flavie, interpellata dall'agenzia ProtestInfo, "dopotutto è un amico". Questa situazione è andata avanti per otto mesi.
Dopo sei anni di permanenza in Svizzera, la sua domanda è stata respinta
Lo stato si contraddice
Lo scorso mese di aprile, la donna è stata convocata dalla polizia. Al termine dell'interrogatorio le è stata comminata una multa di 160 franchi, 20 aliquote giornaliere sospese con la condizionale e il pagamento delle spese procedurali ammontanti a 525 franchi. "Non ho mai avuto l'impressione di commettere un atto illegale", afferma l'infermiera pediatrica che ha fatto ricorso contro la sanzione. "Se accettassi di pagare accetterei implicitamente di avere commesso un atto illegale, ma non ritengo illegale l'aiuto dato a una persona in difficoltà e per giunta sostenuta dalle istanze statali". L'udienza davanti al tribunale è stata fissata per il 18 settembre.
Il parere dell'EVAM
"Se l'EVAM ha pagato l'affitto", commenta l'avvocato Jean-Michel Dolivo, contattato dall'agenzia ProtestInfo, "la donna non è colpevole. Qualsiasi sanzione sarebbe contraria al principio di buona fede". Evi Kassimidis, portavoce dell'EVAM, ha confermato che il richiedente iraniano ha diritto all'aiuto d'urgenza, in base al certificato medico relativo alle sue cattive condizioni di salute e al quadro legale. "L'EVAM ha approvato la proposta di subaffitto dell'appartamento e ne paga la pigione", prosegue, "e tutto è stato gestito in modo corretto e seguendo le direttive in vigore".
Un altro reato di solidarietà
Quello che vede il coinvolgimento di Flavie Bettex - che si è rivolta al Réseau évangélique suisse per raccontare la sua vicenda - è il secondo caso di solidarietà considerata come reato che emerge nella Svizzera francese. Recentemente un pastore neocastellano, Norbert Valley (Le Locle), è stato condannato per avere ospitato e offerto dei pasti a un richiedente l'asilo la cui domanda era stata respinta. (ProtestInfo/Paolo Tognina)