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Un nuovo accordo per una tregua è stato siglato mercoledì sera ad Aleppo, ma solo qualche ora dopo il fallimento di quello precedente. Dovrebbe perciò cominciare tra poche ore l'evacuazione di civili e insorti dalla città devastata, stando a quanto hanno detto un portavoce di un gruppo di ribelli e un responsabile dell'alleanza militare che sostiene il presidente Assad.
Quest'ultimo ha riferito che in cambio dell'intesa è stato possibile garantire la fuga di 15'000 persone assediate dagli insorti nei villaggi sciiti di Kefraya e di Foua, nella provincia di Idlib. Questa condizione, posta all'ultimo minuto dall'Iran, aveva mandato all'aria qualche ora prima l'accordo sancito tra Russia (alleato militare chiave del regime di Damasco) e la Turchia, che sostiene i ribelli dell'Esercito siriano libero. L'ufficiale filo-Assad ha precisato che "i combattenti, le loro famiglie e tutti i civili che vogliono fuggire" da Aleppo potranno farlo in direzione della provincia di Idlib.
Potranno perciò muoversi le decine di autobus verdi, addobbati con l'immagine del presidente siriano, che hanno atteso invano per tutto il giorno di poter evacuare le migliaia di persone che erano rimaste intrappolate nei quartieri orientali (e non solo) di Aleppo. Un dirigente del Fronte Chamiya - gruppo ribelle attivo ad Aleppo est - ha affermato che la prima fase dell'evacuazione dovrebbe iniziare giovedì alle 5.00 del mattino (ora svizzera).
AFP/ATS/Reuters/EnCa
- RG 18.30 del 14.12.2016 - Il servizio di Lucia Mottini