Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01249.jsonl.gz/24

BERNA - A causa del semiconfinamento cui è costretta la popolazione per arginare l'epidemia di coronavirus, Confederazione e cantoni temono che le vittime di violenza domestica esitino a chiedere aiuto in caso di gravi tensioni familiari esacerbate dalla situazione attuale: per questo è stata lanciata una campagna di affissione volta a sensibilizzare sul tema.
La campagna - cui hanno aderito finora farmacisti, panettieri, confettieri e droghieri - della speciale task force istituita tra Cantoni e Confederazione, informa sulle istituzioni cui le vittime, ma anche vicini o parenti, possono rivolgersi per chiedere aiuto.
Nonostante l'aumento del rischio di violenza domestica comportato dall'emergenza pandemica, precisa una nota odierna dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), i Cantoni non registrano una crescita significativa delle segnalazioni ai servizi competenti o alla polizia. Gli specialisti temono tuttavia che le vittime non chiedano aiuto a causa delle restrizioni alla libertà di movimento.
In Svizzera la violenza domestica è un problema diffuso a prescindere dall'attuale situazione. La metà degli omicidi è commessa tra le mura di casa. L'anno scorso la polizia ha registrato 19'669 reati di violenza di questo tipo.