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La Svizzera potrà concedere assistenza amministrativa fiscale senza aver prima informato il cliente, qualora la prescrizione sia imminente o sussista il rischio di compromettere le indagini. È quanto prevede la riveduta legge sull'assistenza amministrativa adottata dalle Camere federali nel marzo scorso che il Consiglio federale ha deciso di porre in vigore da inizio agosto, dal momento che nessun referendum è stato lanciato.
La decisione del Governo è caduta venerdì scorso, ma è stata comunicata solo oggi. Il termine per la raccolta delle 50 mila firme contro la normativa, precisa una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze (DFF), scade il 10 luglio 2014. Nessuno, finora, ha fatto uso del referendum.
Grazie a questa legge, la Confederazione sarà in grado di rispondere a numerose richieste di assistenza al momento bloccate. Questa situazione ha spinto la Confederazione ad attivarsi allo scopo di non finire su una lista nera di paesi poco cooperativi.
La modifica comprende una nuova disposizione che, in casi eccezionali, prevede una procedura di informazione a posteriori delle persone legittimate a ricorrere, nonché precisazioni in merito a domande raggruppate.
La revisione - che contempla la non entrata in materia nei casi che riguardano dati bancari rubati - permette alla Svizzera di soddisfare i criteri richiesti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), in particolare per poter essere ammessa alla seconda fase della "peer-review" (giudizio da parte dei propri pari).
Le altre condizioni sono la firma di un certo numero di convenzioni di doppia imposizione con incluso lo scambio di informazioni fiscali su richiesta e la trasparenza delle azioni al portatore; questo aspetto è stata trattato - ma l'esame non è ancora concluso - durante la sessione estiva dal Consiglio Nazionale. La Camera del popolo ha, diversamente dagli Stati, edulcorato il progetto del Governo.
Con questa revisione di legge, oltre a soddisfare il vigente standard internazionale sull'assistenza amministrativa in materia fiscale, Berna adotta anche una raccomandazione supplementare del Global Forum on Tax Transparency.
Criteri severi per invio dati senza informare cliente
Il Parlamento ha voluto fissare criteri cumulativi affinché sia possibile fornire dati senza aver prima informato la persona interessata. L'autorità richiedente deve rendere verosimile che lo scopo dell'assistenza amministrativa verrebbe vanificato come anche il buon esito dell'inchiesta.
Chiunque violi il divieto di notifica rischia una multa fino a 10 mila franchi. In base alla nuova legge sarà possibile inoltrare ricorso contro una trasmissione di dati a posteriori, ma solo in caso di decisione non conforme alle prescrizioni in vigore. In ogni modo, l'invio di dati non potrà essere annullato.
Nuove regole per domande raggruppate
Le nuove regole si applicheranno anche alle domande di assistenza raggruppate, ma solo per quelle inoltrate dopo il mese di febbraio del 2013. In base alla legge, spetterà al Consiglio federale- e non al Parlamento come avrebbero voluto alcuni partiti - determinare il contenuto che deve figurare in una domanda raggruppata riguardanti soggetti che hanno tenuto un comportamento identico e identificabili mediante dati precisi.
La legge prevede anche una procedura di identificazione speciale qualora le autorità fiscali estere non conoscano né il nome né l'indirizzo della persona cercata. In questo caso dovrà attivarsi l'Amministrazione federale delle contribuzioni, ma anche le banche dovranno svolgere le ricerche del caso.
In tale situazione, la persona interessata da una richiesta di assistenza deve venire informata della procedura in corso come anche dei fatti che le si rimproverano.
SDA-ATS