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All'origine, Le Pont era un paese essenzialmente agricolo. con l'avvento dell'industria del ghiaccio, la creazione della ferrovia, sviluppo del turismo e attività sportive, il villaggio cambiò aspetto, con l'apertura di negozi, fra questi il Grand Bazar, dove si parlava anche inglese, per i sempre più numerosi turisti provenienti dall'Inghilterra.
E del latte cosa se ne faceva ? Nella bella stagione, gli animali salivano ai pascoli dove si produceva il Gruyères. In inverno e primavera, le poche quantità di latte prodotte, venivano portate alla Latteria, costruita nel 1811 e lavorate per ottenere del formaggio a pasta dura se in quantità sufficienti, altrimenti per quello a pasta molle, come il famoso chevrotins, che diede notorietà alla latteria di Le Pont, nella seconda metà del XIX secolo.
Ora si può azzardare un'ipotesi. Molto tempo addietro, il paese possedeva un numeroso gregge di pecore, che pascolava sui vicini prati rocciosi, sorvegliato più o meno attentamente da un pastorello. Con il latte di capra si fabbricava ma, solo a titolo privato, il formaggio chvevrotin della fattoria, che fece subito breccia nelle abitudini degli abitanti del villaggio. Siccome le quantità dei greggi diminuivano, si aggiunse anche del latte di mucca per ottenere questo formaggio. Purtroppo alla fine del XIX secolo scomparve dalle nostre tavole, forse sostituito dal reblochon.
La prima latteria o caseificio, due delle comuni definizioni utilizzate, è datata 1811. Prima, per produrre del formaggio si utilizzava un sistema alternativo e cioè. La produzione, si faceva in alternanza fra i vari produttori di latte associati e la quantità ottenuta, era proprietà di colui che aveva apportato la maggiore quota di latte. Questa poi era iscritta tramite una tacca su un bastone, poi cancellata per un nuovo utilizzo. Nel caseificio nuovo tipo chalet, costruito secondo i criteri dell'epoca, i due sistemi restarono sempre d'attualità.
Il sistema dei bastoni non si utilizza più e quindi serviranno solo per alimentare il fuoco sotto la caldaia, sostituito dai più moderni taccuini. La quantità ottenuta diventava proprietà della società che si occupava pure della vendita, rimborsando solo il prezzo del latte. Metodo a sua volta sostituito da un altro, che consisteva nell'acquisto da parte di una sola persona, delle differenti qualità prodotte, tipo chevrotin, vacherins burro e crema. Questo nuovo metodo, decretò l'abbandono dell'antico caseificio, sostituito da uno più moderno, costruita nella parte orientale del villaggio, in attività fino alla fine del XX secolo.
L'importanza di questa industria ma anche lo sfruttamento delle foreste, aveva spinto gli abitanti del villaggio, all'acquisto dei pascoli della Dent du Vaulion, firmato il 30 novembre 1844 per un costo di 16.000.- franchi. Potete ammirare i due bei chalet, quello della Petite-Dent Dessous e quello della Petite-Dent Dessus, se arrivate fin sulla vetta della montagna, percorrendo il sentiero abituale, già utilizzato dai turisti da tre secoli prima.
Il più importante, fu senz'altro Henri-Rocaht Golay, arrivato da Charbonnières per aprire un negozio di vendita per formaggi e vacherins, nella casa natia della madre, Zelie nata Rochat, poi demolita in quanto non adatta e sostituita dallo chalet Suisse, datato 1906, che avete davanti ai vostri occhi, progetto ideato dopo la sua visita all'Esposizione Nazionale svizzera del 1896. L'attività di Rochat-Golay divenne molto importante sul piano cantonale. In estate andava nei chalet per comprare le produzioni dei formaggi, in autunno per l'acquisto del vacherins e in inverno le latterie, per quelli di sieri, tome, vacherins e formaggi. L'attività fu poi trasferita a Losanna sotto il nome FROMCO. In questi ultimi anni, il ritorno della produzione di vacherins allo Chalet Suisse, ha salvato la tradizione.
Qualche tempo dopo, François Rochat, (vedere disegno) proveniente da Places, abitazioni fieristiche e fratello del pittore Tell, apre a sua volta fuori del villaggio direzione Mollendruz, un importante commercio di formaggi, avendo come specialità uno di sua creazione, Le Petit Jurassien, (vedere disegno) oltre a quelli tradizionali come il vacherins.
Tutte queste produzioni, una volta messe negli adeguati imballi, erano trasportati alla stazione di Le Pont, caricati sui treni e spediti a Losanna, Ginevra o in altre grandi città svizzere.