Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01113.jsonl.gz/507

Nel mese di maggio del 2013 l'organizzazione del progetto comune di Confederazione e Cantoni ha presentato un rapporto intermedio in cui raccomanda un orientamento di politica fiscale e finanziaria per la prossima Riforma dell'imposizione delle imprese. In occasione della consultazione dei Cantoni e delle cerchie economiche questo orientamento ha raccolto vasti consensi. Sulla base di questa consultazione l'organizzazione del progetto ha analizzato una serie di misure e raccomanda l'attuazione di alcune di queste. In data odierna il Consiglio federale ha preso conoscenza del rapporto e ha incaricato l'organizzazione del progetto di effettuare un'ulteriore preconsultazione presso i Cantoni. Successivamente verrà elaborato un vero e proprio avamprogetto.
Elementi di politica fiscale
Determinate norme del sistema svizzero d'imposizione delle imprese non sono più conformi agli standard internazionali. Queste norme devono essere abrogate nell'interesse della certezza del diritto e della pianificazione. Per rafforzare l'attrattiva della piazza fiscale e la piazza economica svizzera, l'organizzazione del progetto raccomanda una serie di misure fiscali. Queste devono essere conformi agli standard internazionali ed essere pertanto caratterizzate da un elevato grado di accettazione internazionale. Diversi di questi standard sono attualmente oggetto di discussione e di ulteriori sviluppi in organismi internazionali, in particolare presso l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE). L'organizzazione del progetto è favorevole al fatto che la Svizzera contribuisca attivamente a questi sviluppi e che, oltre alla continuazione del dialogo con l'UE riguardo all'imposizione delle imprese, li consideri nell'elaborazione della Riforma III dell'imposizione delle imprese.
Nella prospettiva attuale l'organizzazione del progetto raccomanda l'introduzione di un cosiddetto licence box per quanto concerne le imposte cantonali. Il modello di un'imposta sull'utile con deduzione limitata degli interessi a livello federale e cantonale sarà ulteriormente esaminato. Entrambi gli strumenti sono applicati in diversi Stati membri dell'OCSE e potrebbero permettere alla Svizzera di continuare ad essere competitiva per quanto concerne le attività imprenditoriali particolarmente mobili. L'organizzazione del progetto raccomanda inoltre di esaminare in modo approfondito l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio e misure in materia di imposta cantonale sul capitale. I Cantoni devono infine adeguare la loro aliquota dell'imposta sull'utile, nella misura in cui lo ritengano necessario per mantenere la propria competitività a livello internazionale.
Elementi di politica finanziaria
Poiché anche la Confederazione ne approfitta se i Cantoni riducono il proprio onere dell'imposta sull'utile, essa deve garantire, attraverso l'adozione di misure di compensazione verticali, una «simmetria di sacrifici» per quanto concerne le ripercussioni finanziarie della riforma fiscale. Tali misure di compensazione della Confederazione a favore dei Cantoni devono essere strutturate in modo da non distorcere la concorrenza fiscale tra Cantoni. L'entità delle misure di compensazione verticali della Confederazione dipende da come verranno concretamente strutturate le misure fiscali: più il tenore delle nuove norme sarà restrittivo e maggiore sarà la necessità di riduzione dell'imposta sull'utile tanto più l'entità sarà grande. Il Consiglio federale dovrà decidere in merito all'entità e al tipo di misure di compensazione verticali nel quadro dell'avamprogetto.
L'organizzazione del progetto vuole mantenere il sistema della perequazione finanziaria nazionale che ha dato buoni risultati. Nel corso della Riforma dell'imposizione delle imprese saranno tuttavia necessari adeguamenti al sistema per poter rappresentare le nuove realtà della politica fiscale. L'organo di coordinamento raccomanda di ponderare nel potenziale di risorse tutti gli utili delle imprese secondo la loro sfruttabilità fiscale.
Le ripercussioni finanziarie della Riforma III dell'imposizione delle imprese per la Confederazione e i Cantoni non sono per ora ancora quantificabili. Si suppone che la Riforma comporterà notevoli oneri per le finanze pubbliche. A livello federale la questione del controfinanziamento sarà affrontata in sede di avamprogetto e sarà parte integrante della Riforma. A seconda della portata dell'onere dovranno essere considerate anche misure sul fronte delle entrate.
Sviluppi internazionali nell'ambito dell'imposizione delle imprese
L'imposizione delle imprese costituisce un elemento importante dell'attrattiva internazionale delle piazze economiche. Nel quadro della crisi finanziaria e del debito, la politica fiscale di molti Stati è orientata alla creazione di entrate fiscali supplementari. Organizzazioni multilaterali come l'OCSE e l'Unione Europea (UE), come pure diversi singoli Stati, hanno intensificato i propri sforzi al fine di garantire una concorrenza fiscale «leale». La Svizzera sostiene questi sforzi e si impegna in particolare a favore di una parità sulle condizioni di concorrenza (level playing field) affinché valgano le stesse regole per tutti.
Dialogo sulla fiscalità Svizzera-UE
Secondo l'UE, alcune modalità d'imposizione cantonali distorcerebbero la concorrenza, poiché talvolta assoggettano gli utili conseguiti dalle imprese nazionali e da quelle estere in modo differente. Sebbene si attenga esplicitamente alla concorrenza fiscale, la Svizzera si dichiara comunque disposta a condurre un dialogo con l'UE su questioni problematiche relative all'imposizione delle imprese. La Svizzera si attende che l'UE e i suoi Stati membri non adottino misure di ritorsione nei suoi confronti.
Organizzazione del progetto «Riforma III dell'imposizione delle imprese» di Confederazione e Cantoni
Nel mese di settembre del 2012 Confederazione e Cantoni hanno istituito un'organizzazione di progetto comune allo scopo di procedere a una riforma del sistema svizzero di imposizione delle imprese laddove competitività, finanziamento dei compiti statali e consenso internazionale sono in conflitto tra loro. L'organo direttivo è responsabile della gestione politica globale del progetto. Esso è composto pariteticamente da quattro rappresentanti della Confederazione e da quattro dei Cantoni ed è diretto dal capo del DFF, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Gli altri rappresentanti della Confederazione sono il segretario di Stato Jacques de Watteville (segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI), Serge Gaillard (direttore dell'Amministrazione federale delle finanze AFF) e Adrian Hug (direttore dell'Amministrazione federale delle contribuzioni AFC). I rappresentanti della CDCF sono Peter Hegglin (consigliere di Stato del Cantone di Zugo), Eva Herzog (consigliera di Stato del Cantone di Basilea Città) e Maurice Tornay (consigliere di Stato del Cantone del Vallese). La Conferenza dei Governi cantonali (CdC) è rappresentata da Roland Brogli (consigliere di Stato del Cantone di Argovia).
Indirizzo cui rivolgere domande:Politica fiscale: Fabian Baumer, vicedirettore, capo Politica fiscale, Amministrazione federale delle contribuzioni AFC
tel. +41 31 325 31 67, <email-pii>
Politica finanziaria: Tobias Beljean, vicedirettore, Amministrazione federale delle finanze AFF
tel. +41 31 322 60 09, <email-pii>
Affari internazionali: Mario Tuor, capo Comunicazione, Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI
tel. +41 31 322 46 16, <email-pii>
Pubblicato da
Il Consiglio federale Internet: http://www.admin.ch/br/index.html?lang=it
Dipartimento federale delle finanze Internet: http://www.dff.admin.ch/it