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Il potere logora. Quello dell’anello e anche quello del pallone. Chiedetelo a Gollum, oppure a Joseph Blatter. Infatti a vedere l’ex patron della Fifa, oggi un piccolo ometto giallastro e gobbo che attraversa le strade di Bellinzona con passo ansimante, è difficile non pensare al mitico personaggio di Tolkien. Che poi Sepp, chiamato a rispondere davanti alla Corte del Tribunale penale federale per una presunta tangente di due milioni di franchi da lui concessa a Michel Platini, continui a ripetere di non sapere "perché ci troviamo in quest’aula" fa sorgere il dubbio: non si starà mica giocando la carta della demenza senile? "Il mio tesoro", soleva ripetere Sméagol (il vero nome di Gollum) piagnucolante, una volta spossessato dall’anello che aveva il dono di rendere invisibile colui che lo indossava. Durante il suo lungo mandato, l’ex numero uno della Fifa avrebbe invece reso "invisibili" somme ingenti di denaro, mentre gettava le basi di ciò che, col tempo, avrebbe consentito al mondo del calcio di diventare un business piuttosto oscuro, immenso e infame. Come le terre di Mordor.