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Mundialando: la tregua di Natale
È una delle partite più belle dello scorso millennio, ma non ve n’è quasi traccia negli annali del calcio o nei libri di storia. Fu disputata nel fango, con un pallone di stracci legati con lo spago. Ma fu un miracolo.
Era il 25 dicembre 1914 e la Prima Guerra Mondiale era iniziata da poco. Nei pressi di Ypres, in Belgio, fu improvvisato un campo da gioco su quella che chiamarono Terra di Nessuno, lo spazio che divideva le trincee inglesi da quelle tedesche. La partita divenne il momento culminante di un crescendo di solidarietà tra nemici, ricordato oggi come “La Tregua di Natale”.
I combattimenti in trincea erano logoranti. Si lottava nel fango, sotto la pioggia, tra compagni morti. Ma queste condizioni durissime, identiche per entrambi gli schieramenti, rappresentavano un male comune che ad un certo punto innescò il verificarsi di episodi di sorprendente solidarietà tra nemici.
Si iniziò dapprima col concordare tregue durante i pasti, infine sempre più spesso. Poi iniziarono i canti, lo scambio di auguri, di regali e souvenir. Infine, questi eventi si intensificarono al punto da culminare con una partita di calcio tra schieramenti nemici!
Per amor del vero, le partite furono più di una. In quelle trincee era presente anche un soldato, di cui si narra fosse perennemente imbronciato perché fortemente deluso da questo fraternizzare col nemico. Era un giovane austriaco. Di lui invece i libri di storia avrebbero parlato molto. Si chiamava Adolf Hitler.
Immagine: www.pixabay.com