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Sempre più persone usano la pianta di Cannabis sativa L. mano a mano che la moderna scienza riafferma ed estende gli usi medici. Di pari passo però, cresce anche la preoccupazione circa i danni causati dal fumo della canapa, a causa delle note proprietà cancerogene del fumo di tabacco. Queste preoccupazioni sono giustificate? Sebbene dal punto di vista chimico siano abbastanza simili, le due tipologie di fumo hanno attività farmacologiche differenti.
In Svizzera, negli ultimi dieci anni, la mortalità tabacco correlata è aumentata del 17% tra le donne di età inferiore ai 65 anni e dell’11% tra gli uomini della stessa classe d’età. Tra le persone di 65 anni e più, il numero di decessi è invece aumentato del 5% tra le donne e diminuito del 9% tra gli uomini – i calcoli si basano sui dati dell’indagine sulla salute in Svizzera (ISS) e della statistica delle cause di morte realizzate dall’Ufficio federale di statistica (UST). Ci si potrebbe naturalmente aspettare simili conseguenze negative dal fumare cannabis, visto che bruciando parti della pianta viene rilasciata una grande varietà di composti potenzialmente dannosi.
Anche se al fumo di cannabis è imputabile l’insorgenza di disfunzioni respiratorie, inclusa la mutazione di cellule respiratorie in quello che sembra un stato pre-cancerogeno, non è stato invece rilevato alcun legame causale con i tumori collegati al fumo di tabacco, come quelli al polmone, al colon o al retto. Recentemente, Hashibe et al., hanno sviluppato un’analisi epidemiologica sull’abitudine di fumare marijuana e il cancro. Non è stata osservata alcuna correlazione tra fumo di marijuana e cancro al polmone o colon-rettale. Queste affermazioni sono state confermate da studi di altri scienziati, che non sono riusciti a dimostrare alcun collegamento tra fumo di cannabis e cancro ai polmoni, nonostante la chiara evidenza di danni cellulari determinati dal fumo di cannabis.
Entrambi i tipi di fumo contengono agenti cancerogeni condensati che, inducendo risposte immunitarie di tipo infiammatorio, possono amplificare gli effetti cancerogeni del fumo. Ciò nonostante, la cannabis abbassa la produzione di radicali immunologici, stimolando la produzione di citochine anti-infiammatorie. Inoltre, il THC inibisce l’enzima necessario ad attivare alcuni degli agenti cancerogeni del fumo.
Inoltre, la nicotina stimola l’angiogenesi tumorale, laddove la cannabis la inibisce.
È possibile che, con l’invecchiamento della popolazione che consuma cannabis, le conseguenze a lungo termine del fumare cannabis possano avvicinarsi in qualche modo a quelle osservate per i fumatori di tabacco. Comunque, le conoscenze attuali non portano a ipotizzare che il fumo di cannabis possa avere un potenziale cancerogeno confrontabile con quello risultante dall’esposizione al fumo di tabacco.