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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù delle disposizioni legali (art. 187 cpv. 12 e 13 LAgr), gli effetti dello </p><p>smantellamento dei provvedimenti di sostegno del mercato devono essere valutati </p><p>cinque anni dopo l'entrata in vigore della legge sull'agricoltura del 29 aprile 1998 e i </p><p>mezzi finanziari previsti per questo scopo ridotti di un terzo rispetto alle spese per il </p><p>1998. Il Consiglio federale ha quindi già deciso di valutare e sviluppare ulteriormente la </p><p>Politica agricola 2002, compresi i pagamenti diretti. A tal fine ha istituito la Commissione </p><p>consultiva Agricoltura. Sulla base delle esperienze e degli effetti della nuova politica </p><p>agricola, tre gruppi di lavoro (pagamenti diretti, mercati, fattori di produzione/aspetti </p><p>sociali) sono incaricati di elaborare proposte all'attenzione della Commissione </p><p>consultiva. I rapporti, con le rispettive proposte di modifica a livello di legge o ordinanze, </p><p>dovrebbero essere disponibili entro il mese di marzo 2002. La pubblicazione dei primi </p><p>rapporti intermedi è prevista questa primavera. Potranno così essere adottati </p><p>tempestivamente i provvedimenti necessari per il credito quadro 2004 - 2007. In questo </p><p>contesto verranno trattate anche le questioni sollevate dall'autore dell'interpellanza.</p><p></p><p>In merito alle singole domande esprimiamo quanto segue:</p><p></p><p>Domanda 1:</p><p>L'attuale concezione dei pagamenti diretti si basa, per principio, sull'azienda contadina </p><p>che gestisce il suolo. Essa tiene conto anche delle piccole-medie strutture esistenti </p><p>nell'agricoltura. Durante le consultazioni parlamentari in merito alla nuova legge </p><p>sull'agricoltura era stata discussa nei minimi dettagli la questione del diritto ai contributi </p><p>per le aziende di piccole e piccolissime dimensioni. Il Parlamento aveva deciso che il </p><p>Consiglio federale doveva fissare dei limiti minimi, ma che le aziende di piccole </p><p>dimensioni avrebbero avuto, per principio, diritto ai pagamenti diretti. Oltre al fatto di </p><p>tener conto delle strutture esistenti si trattava soprattutto di indennizzare mediante </p><p>pagamenti diretti le prestazioni ecologiche e di pubblico interesse fornite anche da </p><p>queste aziende. Durante la consultazione sulle nuove ordinanze sono emerse notevoli </p><p>divergenze d'opinione in merito all'inizio e alla fine del diritto ai contributi dal profilo della </p><p>politica agricola. Ciò che alcuni considerano una passatempo, per altri può essere </p><p>un'attività lucrativa necessaria. L'attuale sistema, con i rispettivi limiti, si basa sul </p><p>consenso raggiunto tra i diversi gruppi d'interesse determinati dalla molteplicità della </p><p>nostra agricoltura.</p><p>In vista di migliorare le strutture, nel gruppo di lavoro fattori di produzione/aspetti sociali </p><p>si discute di riqualificazione professionale dei giovani capiazienda e di pensionamento </p><p>anticipato dei capiazienda più anziani. Prima di adottare provvedimenti si dovranno </p><p>tuttavia attendere i risultati e le raccomandazioni dei gruppi di lavoro e della </p><p>Commissione consultiva Agricoltura.</p><p></p><p>Domanda 2:</p><p>Visto l'obiettivo che perseguono e considerato che sono concepiti in modo da tener </p><p>conto anche delle strutture esistenti, i pagamenti diretti contribuiscono, in una </p><p>determinata misura, al mantenimento delle strutture. Essi sono un incentivo, soprattutto </p><p>per i gestori di piccole unità, a gestire il più a lungo possibile le loro aziende, di regola a </p><p>titolo accessorio. I terreni in questione non possono venir utilizzati dalle aziende gestite </p><p>a titolo principale che intendono svilupparsi ulteriormente. D'altro canto, ogni </p><p>proprietario è libero di gestire personalmente i suoi terreni. Il Consiglio federale aveva </p><p>indicato la necessità di valutare questi aspetti dal profilo generale già nella risposta alla </p><p>mozione Freund (99.3342: termine di carenza per i pagamenti diretti in caso di ripresa, </p><p>da parte del proprietario, di terreni ceduti in affitto). Per principio, mediante i pagamenti </p><p>diretti devono venire indennizzate le prestazioni fornite a favore della società. La </p><p>questione dell'azienda gestita a titolo principale, rispettivamente accessorio passa </p><p>quindi in secondo piano.</p><p></p><p>Domanda 3:</p><p>Uno dei principali temi in discussione in seno alla Commissione consultiva, </p><p>rispettivamente al gruppo di lavoro pagamenti diretti sarà, per quanto concerne le </p><p>prestazioni fornite nell'interesse della collettività, il passaggio dal contributo di superficie </p><p>a un indennizzo attraverso le unità di manodopera. Dovrà inoltre essere valutata </p><p>l'opportunità di aumentare il limite del fabbisogno lavorativo per avere diritto ai </p><p>contributi, che ammonta attualmente a 0,3 unità standard di manodopera (USM), </p><p>nonché di graduare i pagamenti diretti in base alle zone di gestione e ai settori di </p><p>produzione.</p><p>Da analisi effettuate dall'Ufficio federale dell'agricoltura è emerso che, considerate le </p><p>attuali strutture aziendali, l'aumento del limite del fabbisogno lavorativo minimo da 0,3 a </p><p>0,5 USM interesserebbe circa 4'700 aziende con una superficie di circa 25'000 ettari di </p><p>superficie agricola utile. Vista l'entità della superficie liberata, non è opportuno </p><p>sopravvalutare gli effetti di un simile provvedimento. In questo contesto non va </p><p>dimenticato che da parte delle aziende con un fabbisogno lavorativo compreso fra 0,3 e </p><p>0,5 USM vi sarebbe una maggiore richiesta di terreni per raggiungere il nuovo limite di </p><p>0,5 USM.</p><p></p><p>Domanda 4:</p><p>L'inclusione delle vacche che producono latte commerciale nel versamento dei </p><p>contributi per gli animali da reddito che consumano foraggio grezzo (contributi UBGFG) </p><p>va vista in relazione al sostegno del mercato lattiero. Se si considerano i supplementi </p><p>per il latte trasformato in formaggio e gli aiuti, oggigiorno i produttori di latte ricevono, </p><p>per le loro vacche, all'incirca lo stesso importo dei contributi summenzionati. È quindi </p><p>possibile parlare di parità di sostegno. La questione della necessità di un premio per </p><p>vacca da latte, rispettivamente di un'integrazione nei contributi UBGFG dipende </p><p>dall'entità dei futuri provvedimenti di sostegno del mercato. Tali aspetti sono oggetto </p><p>della valutazione summenzionata. Anche in questo caso si dovranno attendere le </p><p>raccomandazioni dei gruppi di lavoro e della Commissione consultiva Agricoltura.</p>  Risposta del Consiglio federale.