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Le geometrie della luce
Le geometrie della luce. La palestra polivalente di Livio Vacchini (CH 2002) è un documentario musicato da Andreas Pflüger.
Titoli di testa
- Regia e scenegiattura: Adriano Kestenholz.
- Produzione: Aleph Film, RSI.
- Suono, missaggio: Philippe Kohler.
- Musicisti: Violino: Katharina Schamböck, Soprano: Nuria Rial, Elettronica: Andreas Pflüger.
- Registrazione di musica: Andreas Pflüger (studio a music productions).
Tema
Lo spazio, la struttura e la luce della Palestra polivalente di Losone, opera-manifesto dell’architetto svizzero Livio Vacchini (1933–2007), vengono indagati attraverso lo sguardo di una macchina da presa che si fa personaggio e osservatore virtuale del luogo.
Estratto musicale
(1:58 dal min. 13)
Una ballerina si muove all’interno di una palestra progettata da Livio Vacchini.
Commento
«Il rigore, la razionalità e la nitidezza delle linee costruttive hanno influenzato in misura decisiva l’impianto musicale e drammaturgico. Volendo creare una struttura musicale che ricalcasse quella dell’opera architettonica, ho composto un tema principale rigorosamente ispirato ai canoni della musica seriale, eseguito da un violino solista.
Riprendendo le parole dell’architetto, esiste un importante ‹secondo livello di contingenze›, che riflette il rapporto con l’imponderabile e con l’inesplicabilità dell’ingegno artistico e della sua casualità. Per dare forma musicale a questo secondo livello, ho utilizzato lo strumento dell’alterazione elettronica del tema originale e del suono nel suo insieme, allo scopo di modificare la struttura ben delineata della serie tonale e il suono limpido del violino, trasformandoli ad esempio in cluster sonori o in successioni melodiche sfumate o invertite. La continua oscillazione della musica tra una struttura rigorosa e il suo superamento in effetti sonori intende conferire dinamismo al documentario e trasmettere agli spettatori il patrimonio ideale dell’architetto anche sul piano emozionale. All’interno di sequenze in cui le costruzioni vengono rappresentate come parte della natura, ho fatto ricorso al suono argentino (campionato) di un vibrafono, puro o modificato elettronicamente. È stato inoltre importante l’inclusione di una voce di soprano per le scene con la ballerina: la voce umana affianca il corpo umano in un edificio costruito nell’interesse e a beneficio della collettività.»
Andreas Pflüger
Bibliografia
- Swiss Film Music. Anthology 1923–2012, p. 279. ISBN 978-3-03401-265-2
Fonte
- Film e musica: Aleph Film, Ligornetto.