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Il primo ottobre 2018 ricorre il quinto anniversario dell’incarcerazione di Ross Ulbricht, il fondatore di Silk Road.
Lo ha ricordato lui stesso su Twitter, visto che, nonostante stia scontando una doppia condanna all’ergastolo, gli è stato concesso di poter utilizzare il noto social network.
Una webserie su Ross Ulbricht
Ulbricht segnala anche che sul sito FreeRoss.org è stata lanciata una webserie intitolata “Railroaded, The Targeting and Caging of Ross Ulbricht”, di cui è stato pubblicato il primo episodio su YouTube.
La webserie ripercorre le tappe della storia di Ross Ulbricht, fin dalla creazione di Silk Road, definito un mercato anonimo,un sito di e-commerce simile ad Amazon o eBay ma con specifica enfasi sulla sicurezza dell’utente e sul suo anonimato.
La creazione di Silk Road come “mercato libero”
Silk Road fu lanciato all’inizio di febbraio del 2011 utilizzando Tor, per garantire l’anonimato, e usare bitcoin per pagamenti anonimi.
Insomma, la piattaforma era stata creata per essere simile a quella che ora è Openbazaar.
L’idea originale, infatti, era quella di un “esperimento economico di libero mercato”, una piattaforma aperta in cui “le persone dovrebbero avere il diritto di comprare e vendere tutto ciò che volevano purché non stiano facendo del male a nessun altro”.
Ma le cose vanno storte
Alcune cose erano proibite, ad esempio oggetti rubati, pornografia infantile, contraffazioni e in genere qualsiasi che danneggiasse gli altri, e molti articoli venduti erano assolutamente legali, come oro, libri, arte e abbigliamento. Purtroppo, però, alcuni venditori hanno iniziato ad utilizzarla come una piattaforma sicura per la vendita di droghe illegali, armi e molto altro ancora.
A quel punto, all’inizio di giugno 2011, il senatore di New York Chuck Schumer, membro del Senate Finance and Banking Committees, chiese un “giro di vite” su questi traffici, e la chiusura immediata di Silk Road.
Non Ulbricht ma Dread Pirate Roberts
Quando Ulbricht decise di aprire Silk Road, si rivolse a Richard Bates, che aveva studiato informatica e stava lavorando per PayPal e eBay.
Bates, però, una volta compresi i problemi che il progetto avrebbe potuto portare, se ne tirò fuori, e Ulbricht si rivolse ad uno sconosciuto anonimo.
L’11 novembre 2011 Ulbricht consegnò definitivamente il sito all’anonimo che, il 6 febbraio 2012, annunciò di chiamarsi Dread Pirate Roberts (DPR), un personaggio del film The Princess Bride, che poi divenne il punto focale delle indagini governative su Silk Road.
L’inchiesta iniziò quando l’agente della Homeland Security Investigations (HSI) Jared Der-Yeghiayan intercettò pacchi insoliti all’aeroporto di Chicago O’Hare, nel giugno 2011.
Questi pacchi sembravano contenere farmaci, ma usavano anche sofisticati metodi di imballaggio per evitare il rilevamento. Der-Yeghiayan scoprì che la provenienza di quei pacchi era Silk Road e che contenevano droghe. Inoltre, scoprì che nel traffico era coinvolto anche Mark Karpeles, il fondatore di Mt. Gox, ovvero il principale mercato per il cambio di valute fiat in bitcoin dell’epoca.
Il 6 luglio 2012 Der-Yeghiayan presentò un rapporto con le sue scoperte all’HSI e pochi giorni dopo, Michael McFarland, il capo dell’indagine su Silk Road presso l’HSI di Baltimore, presentò una bozza di proposta al quartier generale dell’HSI.
L’inchiesta proseguì anche nel 2013 e portò a diversi arresti, tra cui anche quello di Ross Ulbricht, incarcerato proprio il primo ottobre 2013.
Le persone coinvolte nel traffico di sostanze stupefacenti su Silk Road erano diverse, ma a pagare il prezzo più caro è stato Ulbricht: due condanne a vita, sebbene siano ancora forti i dubbi sul suo coinvolgimento nei traffici illegali.
Proprio per i forti dubbi riguardo il ruolo effettivo di Ulbricht nel traffico di stupefacenti è stata avviata da tempo una petizione per chiedere la clemenza al Presidente degli USA. Sono già oltre 85.000 le persone che hanno firmato e l’obiettivo è arrivare almeno a 150.000 firme.