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La Confederazione può gestire attualmente al mese 1200-1800 domande di richiedenti l'asilo, per i quali dispone di posti. Tali richieste possono essere trattate rapidamente, ma se il numero di rifugiati dovesse essere superiore, questi ultimi verranno ripartiti sui cantoni ha indicato la vicedirettrice dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) Eveline Gugger Bruckdorfer in un'intervista rilasciata al domenicale "Sonntag".
Sarà difficile - ha detto - far fronte a un'affluenza maggiore di rifugiati provenienti dai paesi arabi in rivolta: "Se dovessero giungere molti più rifugiati saremo in una situazione di assoluta emergenza". In questo caso occorrerà ricorrere temporaneamente a istallazioni di protezione civile, ha precisato la vicedirettrice dell'UFM, ricordando che nessuno intende "vendere" pubblicamente le sue riserve troppo presto.
Inoltre le istallazioni della protezione civile non permettono di ospitare famiglie per mesi. Secondo Gugger Bruckdorfer, l'esperienza mostra che ci vorranno quattro cinque settimane prima che i rifugiati giungano in Svizzera. Le autorità interessate intendono prendere le loro responsabilità, ha puntualizzato.
Sul "Le Matin Dimanche", il capo dl Corpo delle guardie di confine Jürg Noth dichiara che in caso di una grande affluenza di rifugiati può immaginarsi un aiuto dell'esercito per la sorveglianza aerea o un aiuto logistico. È tuttavia fuori questione di posizionare soldati di milizia alle frontiere.
Un sostegno è anche possibile attraverso le organizzazioni partner dei paesi vicini, sulla base degli accordi bilaterali di polizia e doganali. Con Germania e Francia si potrebbe fare in modo di mettere a disposizione mezzi per le regioni dove vi è una mancanza di personale, come in Ticino, ha detto Noth.