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LONDRA - Si chiama Yahyah Farroukh il secondo giovane arrestato per l'attacco di venerdì di Parsons Green, nella metropolitana di Londra. Lo riporta SkyNews, mostrando alcune foto e precisando che al pari del primo fermato, un 18enne indicato come l'autore materiale dell'attentato di cui non è ancora nota l'identità, avrebbe "legami" con Penelope e Ronald Jones, i due anziani benefattori del Surrey che per anni hanno dato ospitalità a ragazzi rifugiati.
Secondo vari media, Farroukh è siriano, di Damasco.
Il 18enne fermato è iracheno - Potrebbe essere un iracheno il 18enne arrestato per primo a Dover nell'ambito delle indagini sull'attentato di venerdì nella metropolitana di Londra. Lo ha detto ad alcuni media Ian Harvey, capo dello Spelthorne Borough Council, il consiglio municipale in cui si trova la località del Surrey dove il ragazzo aveva trovato ospitalità a casa dei Jones, una coppia di benefattori che in 40 anni si è presa in affidamento 300 bambini e ragazzi e negli ultimi anni almeno otto giovanissimi profughi.
Stando ad Harvey, il 18enne - considerato dalla polizia come colui che avrebbe piazzato l'ordigno rudimentale sulla metropolitana, ma il cui nome non è stato inizialmente reso noto - risulta essere orfano e si sarebbe trasferito in Gran Bretagna all'età di 15 anni dopo che "i genitori erano morti in Iraq". Alcuni media hanno invece indicato il 18enne come siriano, al pari del secondo arrestato, Yahyah Farroukh, già identificato come originario di Damasco.
Farroukh su Facebook, «Dio sa e loro non sanno» - «La cosa che conforta è che Dio sa e loro non sanno». C'è anche un post di questo tenore - risalente all'anno scorso e decorato con innocui cuoricini - nel profilo Facebook di Yahyah Farroukh, il 21enne rifugiato siriano indicato come il secondo arrestato nell'ambito delle indagini sull'attacco alla metropolitana di Londra di venerdì. La pagina era ancora visibile stamattina, con un'ultima foto - d'una frase in arabo - postata nella notte fra l'11 e il 12 settembre.
Sotto questa immagine, compaiono vari commenti inseriti nelle ultime ore da una quindicina di utenti «di passaggio», diversi dei quali con nome e cognome anglosassone: una sequela di insulti - da «cane», a «feccia», a «maiale musulmano» - conditi dall'auspicio che Farroukh, dopo aver «ripagato così» l'asilo ricevuto in Gran Bretagna, sia «castrato» o impiccato.
Risalendo a ritroso nel profilo, s'incontrano poi diverse fotografie del giovane, talune in atteggiamenti apparentemente conviviali. Numerose, negli scambi di battute, le invocazioni ad Allah, mentre non manca qualche frase che sembrerebbe in codice. Condivisi pure un paio di video di denuncia sulla guerra in Siria - uno dei quali mostra un bambino in lacrime, definito «un piccolo fratello» e affidato ancora ad Allah - nonché una foto rilanciata da una televisione anglosassone con la scritta - in inglese e arabo - «Pray for Syria» (Prega per la Siria).
Nel contempo, vi è qualche immagine, seppur leggermente più datata, che mostra Yayhah far festa. Il giovane, nel profilo, scrive d'altronde di lavorare per Bsq, locale notturno londinese il cui sito è punteggiato anche da immagini scollacciate. E di aver lavorato anche in un altro club, il Dope Diamond Entertainment, dopo gli studi al West Thames College.