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La Svizzera pronta a sostenere Kostunica
Il presidente elvetico Adolf Ogi, nell'incontro che si è tenuto sabato sera all'aeroporto di Ginevra, ha offerto al neo presidente jugoslavo Vojislav Kostunica cooperazione finanziaria e la possibilità di entrare a far parte della Banca Mondiale.
La Svizzera è disponibile ad aiutare il nuovo governo di Vojislav Kostunica nel suo lungo e difficile cammino verso la democrazia e la stabilità.
"La Svizzera continuerà i suoi programmi di assistenza umanitaria - ha assicurato il presidente Ogi, al termine di un colloquio durato poco meno di un'ora - ed è disponibile a intraprendere nuovi progetti di cooperazione tecnica e finanziaria".
I dettagli di questi aiuti non sono stati precisati, ma saranno al centro dell'agenda dei successivi incontri tra le diplomazie dei due paesi. Come primo passo, "la Svizzera potrebbe chiedere alla Jugoslavia di aderire al gruppo di lavoro della Banca Mondiale presieduto da Berna".
È stato un incontro breve , ma "pieno di sostanza" quello che si è tenuto tra Ogi e Kostunica all'aeroporto di Ginevra. Il leader serbo ha approfittato di uno scalo tecnico di ritorno dal vertice europeo di Biarritz per rispondere a un invito rivolto dalla Confederazione.
Kostunica è giunto sabato verso le 19 accompagnato da una delegazione formata da una ventina di persone, comprese le guardie del corpo più altrettanti giornalisti. Arrivato a bordo di un aereo della compagnia jugoslava è stato accolto dal presidente Ogi e dal Segretario di Stato Franz von Daniken.
Nella conferenza stampa conclusiva, Kostunica ha più volte ribadito la volontà di Belgrado di affrontare "cambiamenti radicali per garantire la democrazia" e di voler "giocare un ruolo di garante della stabilità e della pace in tutta la regione balcanica". Ha ricordato il supporto dell'Unione Europea (che ha promesso un aiuto di urgenza di 300 milioni di franchi svizzeri) e la necessità di far ripartire l'economia "distrutta dopo 8 anni di sanzioni".
A chi gli chiedeva se intenderà consegnare Slobodan Milosevic al Tribunale dell'Onu per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia, ha risposto "che non è una priorità" lasciando però intendere che non è solo l'ex dittatore ad avere i conti in sospeso con la giustizia internazionale, ma che esiste anche un altro dossier ancora aperto, quello con la Nato. "I bombardamenti su Belgrado non si possono dimenticare" ha aggiunto.
Nessun accenno invece ai conti bancari aperti in Svizzera da familiari e alti gerarchi del partito di Milosevic (nella lista nera ci sono ora 600 nomi) che sono stati congelati da Berna su richiesta di Bruxelles. Kostunica si è limitato a dire che "naturalmente quei soldi gli interessano". Anche per questo la Svizzera può svolgere un ruolo fondamentale nella partita che si sta giocando nei Balcani.
Maria Grazia Coggiola, Ginevra
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