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Il Consiglio federale approva l’accordo con la Tailandia finalizzato alla protezione del clima
Berna, 03.06.2022 - Nella sua seduta del 3 giugno 2022 il Consiglio federale ha approvato un accordo bilaterale con la Tailandia finalizzato alla protezione del clima. L’accordo crea le condizioni quadro che consentono alla Svizzera di realizzare in Tailandia progetti di protezione del clima volti a ridurre le emissioni di CO2. Le riduzioni delle emissioni conseguite potranno essere considerate ai fini dell’obiettivo di riduzione della Svizzera. Il nostro Paese ha già concluso accordi analoghi con Perù, Ghana, Senegal, Georgia, Vanuatu e Dominica.
Nel quadro dell’Accordo di Parigi sul clima la Svizzera si è impegnata a dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. La Svizzera raggiungerà questo obiettivo soprattutto attraverso misure adottate sul proprio territorio. Tuttavia, l’Accordo di Parigi consente agli Stati di raggiungere i propri obiettivi climatici anche attraverso progetti realizzati all’estero. Gli Stati possono infatti considerare la riduzione delle emissioni ottenuta all’estero ai fini dell’obiettivo nazionale.
Il 20 ottobre 2020 la Svizzera ha sottoscritto con il Perù il primo accordo nel suo genere a livello mondiale, cui sono seguiti, qualche mese più tardi, accordi simili stipulati con il Ghana, il Senegal, la Georgia, il Vanuatu e la Dominica. Nella sua seduta del 3 giugno 2022 il Consiglio federale ha approvato un altro accordo bilaterale con la Tailandia, che consente alla Svizzera di ridurre le proprie emissioni di CO2 realizzando progetti di protezione del clima nel Paese del sud-est asiatico. Nel quadro dell’intesa, la Fondazione KliK intende avviare un primo progetto che prevede la realizzazione di una rete di autobus elettrici nella capitale tailandese Bangkok.Norme severe per la protezione dell’ambiente e la tutela dei diritti umani
Con questo accordo la Svizzera ha introdotto uno standard per progetti internazionali in ambito climatico che soddisfa requisiti severi per la protezione dell’ambiente e, al contempo, rispetta le norme internazionali per la tutela dei diritti dell’uomo. Gli accordi permettono inoltre di prevenire il doppio conteggio delle riduzioni delle emissioni (al Paese donatore e al Paese ricevente). È infine previsto un monitoraggio continuo per vigilare che i progetti soddisfino i criteri stabiliti.
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