Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/21586

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'offerta di base obbligatoria di Radio Svizzera Internazionale (RSI) comprende trasmissioni in tedesco, francese, italiano, retoromancio e inglese; l'impiego di altre lingue è facoltativo.</p><p></p><p>L'art. 20 cpv. 3 della legge federale sulla radiotelevisione obbliga la Confederazione ad assumere almeno la metà dei costi di RSI, obbligo che, in seguito alle misure di risparmio adottate negli anni passati, non ha più potuto essere totalmente adempito. In questo caso, l'art. 5 cpv. 3 della Concessione RSI autorizza la RSI a ridurre l'offerta dei programmi. Poiché attualmente la SSR sopporta circa il 56 % dei costi, essa si è vista costretta a fissare delle priorità.</p><p></p><p>La RSI rinuncia quindi alla sua redazione portoghese, ma questo non significa sopprimere totalmente le trasmissioni in portoghese. A Ginevra la RSI dispone infatti di un ufficio di corrispondenza in grado di fornire ai media brasiliani, africani e portoghesi informazioni sulla Svizzera. La SSR non esclude inoltre di ampliare questo servizio di corrispondenza, qualora esso susciti un interesse sempre maggiore e qualora una parte degli utilizzatori (spesso società commerciali) contribuisca al suo finanziamento. Nell'ambito della sua nuova strategia la RSI sta inoltre creando un servizio su Internet che potrà essere consultato anche dai media dei Paesi di lingua portoghese.</p><p></p><p>Il DATEC ha analizzato l'attività di RSI nell'ambito del suo rapporto sulle sovvenzioni. La RSI ne ha preso conoscenza e, basandosi su questa analisi, ha già elaborato un nuovo piano di diffusione.</p>  Risposta del Consiglio federale.