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Dai primi favi al raccolto: lo sviluppo del nido
Maggio e la prima metà di giugno 2023 sono stati mesi di scarsità di cibo per le api mellifere (e per gli altri apoidei): prima è stato troppo secco, poi piovoso e relativamente fresco. Le colonie hanno dovuto essere nutrite affinché potessero mantenere la covata. In queste condizioni, uno sciame avrebbe avuto scarsissime possibilità di restare vivo, tanto meno di costruire il nido. Gli sciami della quercia e del castagno, però, sono stati costantemente nutriti, abbastanza da fornire l'evergia per costruire cera e con questa costruire favi.
Nelle immagini che seguono si documenta lo sviluppo delle due colonie.
La quercia
L'ultima immagine della quercia nel blog (Favo caldo o favo freddo?) risaliva al 21 maggio, il 17° giorno dal'inserimento. Il 22 maggio i favi riempivano oltre metà del nido; anche sul favo posteriore era presente covata: nelle celle in basso a destra della seconda delle due foto sono chiaramente visibili le uova appena deposte (il giorno della deposizione, l'uovo è in posizione verticale):
Il 24 maggio si vedono le prime celle opercolate —il che significa che le prime uova sul favo visibile dal retro sono state deposte 9 giorni prima, cioè a 11 giorni dall'inserimento dello sciame nel nuovo nido. Dopo i 3 giorni necessari alla schiusa dell'uovo e i 5 giorni da larva, in queste celle sta iniziando la fase di pupazione che porterà, dopo 12 giorni, allo sfarfallamento di api adulte: la prima generazione destinata a sostituire le protagoniste della sciamatura, alcune delle quali sono già in età avanzata. Il 27 maggio, la superficie occupata da celle ricoperte con il tappo di cera si è notevolmente accresciuta, e il favo si è ulteriormente allungato verso il basso:
Il 30 maggio la suerficie di covata opercolata si è ulteriormente allargata, mentre il 5 giugno alcune delle celle sono già aperte. Sui bordi del vetro si notano anche le prime saldature con la propoli, per evitare qualsiasi spiffero.
Intanto, man mano che si ampliano ulteriormente i favi, la deposizione continua, ci sono uova fino a due cellette dal bordo (sempre il 5 giugno). Il flusso nettarifero è iniziato il 13 giugno,; a questo punto lo spazio a disosizione era quasi interamente occupato. L'immagine ripresa il 22 giugno mostra il nido praticamente pieno; l'attività di importazione è testimoniata dal miele che di vede nelle celle costruite sul plexiglas a supporto del favo in primo piano.
Il Castagno
Nella discussione sull'orientamento dei favi abbiamo visto i primi 6 favi emergere dallo sciame; l'ultima foto risaliva all'8 giugno. Nei giorni successivi le api hanno continuato a lavorare ai medesimi fani, prolungandoli verso il basso (le prossime due foto sono state scattate il 12 e il 14 giugno):
I lavori proseguono nella stessa direttiva fino al 22 giugno. Nelle celle appoggiate al plexiglas si vede il primo nettare depositato, grazie al flusso nettarifero iniziato il 13 giugno (la data precisa si evince dall'andamento di bilance situate sotto le arnie nell'apiario non lontano dal castagno):
Una settimana dopo sono emersi due nuovi favi, di cui uno arriva fino al plexiglas e l'altro è nescosto dietro il sostegno del plexiglas stesso. Lo stimolo alla costruzione è indubbiamente nato da flusso nettarifero in corso: le api avevano bisogno di spazio per stivare il nettare in entrata, il quale ha fornito l'energia per la produzione della cera.
Le due foto risalgono al 29 giugno e al 2 luglio, rispettivamente. Si noti come il miele contenuto nelle celle visibili sia aumentato notevolmente, e la presenza di due essenze diverse: quello più chiaro (visibile anche nelle immagini precedenti) è probabilmente miele di rovo, mentre quello più scuro è di castagno (nei dintorni, la fioritura del castagno è iniziata il 25 giugno):
Il 4 luglio compare un miele ancora più scuro, che non saprei identificare dal colore. L'analisi del miele raccolto nell'apiario vicino forse saprà dare qualche indicazione.
Per finire, questa è la situazione un paio di settimane dopo la fine del flusso nettarifero (registrata dalle bilance il 13 luglio: un mese esatto dall'inizio, una durata inusuale) , il 5 agosto. Questa è la struttura del nido con la quale le api si inverneranno. Oltre metà della lunghezza dei favi destinata al miele, la parte più in basso ospita la covata, che da qualche tempo si sta già ritirando
api locali