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Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle artiste più note del Novecento: una figura quasi leggendaria di donna che seppe affermarsi nel contesto maschile del surrealismo e sviluppare una propria ricerca dai caratteri del tutto autonomi.
L’esposizione di Lugano metterà in evidenza il rapporto con i colleghi artisti negli Trenta: Man Ray, Marcel Duchamp, Max Ernst, Alberto Giacometti, Jean Arp e altri ancora, documentati attraverso alcune delle loro opere più significative. Sarà così possibile cogliere l’interpretazione che l’allora giovanissima artista seppe dare dei temi della ricerca surrealista e come essa stessa la influenzò attraverso la propria personalità e il proprio fascino.
Emergono dalle opere di Meret e dei colleghi i temi più cari all’immaginario artistico dell’epoca: dalle fantasie oniriche alle aberrazioni erotiche, la donna come creatura fatata o strega, il feticismo e il rapporto con la natura. Negli anni del dopoguerra l’opera di Meret si arricchì anche della ricerca astratta e dimostrò la propria forza di suggestione sugli artisti delle generazioni successive, sottolineato dai paralleli con opere di Daniel Spoerri, Birgit Jürgenssen e altri ancora fino a contemporanei come Robert Gober e Mona Hatoum.
Va sottolineato infine che scelta di presentare una mostra di questa artista straordinaria a Lugano non è casuale, dal momento che Meret Oppenheim trascorse lunghi periodi nella casa di famiglia a Carona, poco sopra Lugano e questo luogo le fu sempre caro.