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TORONTO - Primo caso in Canada di malattia respiratoria legata alla sigaretta elettronica. Si tratta di uno studente di liceo in Ontario. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale con gravi problemi respiratori ed stato necessario l'uso dell'ossigeno.
Secondo quanto hanno detto i medici, il giovane non ha mai avuto problemi ai polmoni, ma svapava quotidianamente. «Non c'era altra causa - ha detto Christopher Mackie, medico al Middlesex-London Health Unit - l'unica questione individuata era che fumava sigarette elettroniche. Per quanto ne sappiamo, si tratta del primo caso in Canada di malattia legata allo svapare».
Negli States consumo raddoppiato: «crisi di salute pubblica» - Nonostante gli avvertimenti, gli incidenti e i dati allarmanti sui loro possibili effetti nocivi, le e-cig non smettono di piacere agli adolescenti americani. Gli ultimi dati pubblicati sul New England Journal of medicine dall'università del Michigan, relativi al 2019, mostrano infatti una crescita allarmante del loro consumo rispetto ad un anno fa, e il raddoppio rispetto al 2017.
I nuovi dati hanno rilevato un aumento significativo nell'uso delle sigarette elettroniche con nicotina dal 2018 nelle tre classi d'età esaminate (13, 15 e 17 anni). Nel 2019 le ha fumate (nel mese precedente la rilevazione) più del 25% degli studenti di 17 anni, il 20% di quelli di 15 anni e il 9% dei tredicenni.
Con questi dati possiamo dire che «l'uso di questi apparecchi è diventato una crisi di salute pubblica - ha commentato Nora Volkow, direttrice del National Institute on Drug Abuse (NIDA), che ha finanziato l'indagine - Questi prodotti introducono sostanze chimiche altamente additive alla nicotina per i giovani e il loro cervello in sviluppo. Temo che stiamo solo iniziando a capire quali possono essere i possibili rischi per la loro salute».
I genitori degli studenti, conclude Richard Miech, coordinatore dello studio, «dovrebbero porre più attenzione alle e-cig, che possono sembrare delle semplici chiavette usb e spesso arrivano con aromi invitanti per i giovani. I politici dovrebbero invece aiutare i genitori ad implementare politiche e programmi per prevenirne l'uso negli adolescenti».