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Il 38enne attaccante del Davos e della Nazionale ha battuto il record di presenze ai campionati del mondo. Record che durava dal 31 anni, quando Udo Kiessling giocò la sua ultima partita con la maglia della Germania.
Oggi, 21 maggio 2022, in campo contro il Canada alle 15:20, con indosso la maglia della nazionale elvetica scenderà in pista anche Andres Ambühl: si tratta della 120esima partita dell'attaccante del Davos con la maglia nazionale ai campionati del mondo di hockey. Nessuno ha giocato più di lui in questa competizione.
Mercoledì, in occasione della sfida vinta contro la Slovacchia, il 38enne di Davos aveva eguagliato il record di presenze che da tempo apparteneva al tedesco Udo Kiessling.
Kiessling, che ha giocato l'ultima partita ai campionati del mondo del 1991, non è stato solo il detentore di questo record per più di trent'anni, ma altresì, è ricordato come il primo giocatore tedesco ad aver giocato in NHL - una partita sola con Minnesota, ma tant'è, il primo è stato lui.
«Sono consapevole di aver raggiunto qualcosa di speciale - ha affermato il 38enne di Davos in un'intervista rilasciata all'agenzia di stampa Keystone-SDA - ma sono ancora più felice di essere qui a questa Coppa del Mondo. Sono qui per giocare e non voglio pensare troppo ai numeri. Sono fortunato perché le mie gambe funzionano ancora abbastanza bene», ha detto Ambühl con la solita modestia che lo contraddistingue.
«Sono sicuramente avvantaggiato grazie al fatto di aver fatto molti salti e squat con l'aggiunta di pesi, tra i 18 e i 25 anni. Ora mi concentro maggiormente sul mantenimento della muscolatura», ha proseguito colui che in carriera - da professionista - ha disputato quasi 1'400 partite.
In un'intervista concessaci in esclusiva un po' di tempo fa, il numero 10 della Nazionale ha parlato della motivazione che ancora lo spinge a 38 anni suonati.
«In primo luogo mi diverto ancora a giocare. Poi, ho dei compiti da eseguire, questo è ciò che ci si aspetta da me e dunque non vedo nessun motivo per il quale non dovrei metterci tutto il mio impegno».
Cresciuto in montagna, in una famiglia contadina, oggi Andres Ambühl è a tutti gli effetti una delle leggende dell'hockey mondiale.
«Gli animali, la terra e la natura sono ancora oggi una parte importante della mia vita. Sono cresciuto così e così rimarrà». Forse anche in ciò sta parte del suo segreto, quanto nell'alimentazione, alla quale presta attenzione ma senza ossessioni.
«Cerco di fare del mio meglio per divertirmi quando gioco»
Naturalmente anche Ambühl sente di non avere più 20 anni. «Innanzitutto ho notato che tutti quelli che mi circondano nello spogliatoio stanno diventando più giovani. Con l'avanzare dell'età, inoltre, si presta maggiore attenzione alla rigenerazione rispetto a qualche anno fa. Non necessariamente per la stanchezza, ma soprattutto per evitare infortuni».
Non pensa troppo ai numeri il numero 10, ma essi possono ulteriormente rafforzare l'idea che ci troviamo di fronte ad un extraterrestre.
A 38 anni l'attaccante del Davos ha terminato la stagione di Regular Season con 31 punti all'attivo: "Bühli" ha prodotto esattamente lo stesso numero di punti di dieci anni fa e, a parità di partite (49), è addirittura superiore a quello del 2008 (26). Un punto in meno di Enzo Corvi (29 anni), una rete in meno (13) del topscorer del Davos, Mathias Bromé, che in totale ha realizzato 49 punti.
A differenza del suo idolo da ragazzo, il russo Pavel Bure - che si è ritirato dal professionismo a 32 anni - Andres Ambühl gioca ancora ad altissimo livello a 38 anni, e chissà per quanti anni ancora ci delizierà della sua presenza sul ghiaccio, con la maglia della Nazionale e quella del Davos.
Complimenti!