Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01247.jsonl.gz/1192

|MANDELLI Amos Giovanni |
Panettiere, tessitore, manovale
Trigolo 10.12.1873 da Angelo e Teresa Cappellotti - Si ignorano data eluogo di morte
Si fa notare come anarchico dal 1892 all'interno dell'ambiente che gravita attorno a Gori, Mauro Fraschini, Angelo Masini, ecc. e amico di Sante Caserio. Nel marzo 1893 sconta 35 giorni di carcere per violenze contro i carabinieri intervenuti a Niguarda dove, con altri compagni, arringava un gruppo di contadini incitandoli alla rivoluzione. Alla fine dello stesso anno condannato a quasi 2 anni di reclusione per furto con scasso in complicità con altri due anarchici. Uscito dal carcere è tradotto a Tremiti. Nel novembre 1896 liberato condizionalmente e ritorna a Milano. Liberato nel marzo 1900 dopo 2 anni di carcere per furto, nel 1902 partecipa alle iniziative che portano alla fondazione de Il Grido della folla, cui collabora. Diventa tessitore ed è attivo sul piano sindacale.
Denunciato come complice di un articolo su Il Grido della folla apparso nel luglio 1905, si allontana da Milano e poco dopo viene segnalato nel Canton Ticino, dove lavora in alternanza come panettiere e come manovale. Nonostante la successiva assoluzione rimane in Svizzera fino all'agosto 1907.
In seguito ritorna in Italia e viene condannato per ricettazione dall'ottobre 1908 al febbraio 1911.
Rientra in Svizzera nel 1919 e riprende l'attività di panettiere.
Nel 1929 a causa della sua condotta politica "regolare", viene iscritto per la radiazione dallo schedario dei sovversivi. Tuttavia, nel 1933 viene iscritto nuovamente a causa di una lettera al vecchio amico e compagno Angelo Masini. L'ultimo "nulla da segnalare" della polizia fascista risale al dicembre 1941.
(Libera stampa critica un art. di Mandelli Amos, allora do. a Milano o a Berna - nel luglio 1916 in "I panettieri del Ticino e un pontefice che predica a vanvera".
FONTI: GB // DBAI // Libera stampa, 14.7.1916 //