Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/115336

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare se la ratifica dell'accordo di doppia imposizione firmato con la Germania possa essere subordinata alla condizione che la Germania sottoscriva un accordo accettabile per la Svizzera sulla questione degli avvicinamenti da nord all'aeroporto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la decisione del Consiglio federale del 13 marzo 2009, la Svizzera ha adeguato la sua politica in materia di assistenza amministrativa internazionale nelle questioni fiscali allo standard internazionale vigente dell'articolo 26 del modello di convenzione dell'OCSE. Essa si impegna dunque a livello politico per l'attuazione dello scambio di informazioni secondo lo standard internazionale.</p><p>La Svizzera ha fatto dipendere il passaggio allo standard internazionale in materia di scambio di informazioni dalla disponibilità della controparte di rivedere altri punti della convenzione per evitare la doppia imposizione e quindi di concludere una convenzione vantaggiosa per entrambe le parti. Questo modo di procedere della Svizzera, unico se paragonato ad altri Stati simili al nostro, è stato infine accettato da tutte le parti contraenti.</p><p>Su richiesta della Svizzera anche il protocollo del 27 ottobre 2010 che modifica la Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica federale di Germania per evitare la doppia imposizione in materia di imposte sul reddito e sulla sostanza (protocollo di modifica) presenta, oltre allo scambio di informazioni, altre importanti modifiche a favore dell'economia svizzera. In particolare è stato possibile convenire una clausola arbitrale dalla vasta portata per evitare la doppia imposizione, una riduzione della partecipazione determinante ai fini dell'applicazione dell'aliquota zero per i dividendi, l'obbligo della non discriminazione concernente la deducibilità di interessi e canoni versati ai beneficiari germanici per prestazioni provenienti dalla Svizzera e una regolamentazione d'eccezione per i membri del personale di bordo residenti in Svizzera e impiegati su aeromobili di compagnie aeree tedesche.</p><p>Il Global Forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni ai fini fiscali (Global Forum), di cui fanno parte gli Stati del G-20 e tutti gli altri Stati e giurisdizioni che riconoscono lo standard dell'OCSE in ambito di assistenza amministrativa, verifica mediante "peer review" l'osservanza degli standard in materia di assistenza amministrativa negli Stati che vi hanno aderito al momento. La verifica è effettuata in due fasi. Nel quadro della prima fase si verifica se esistono le basi legali per lo scambio di informazioni secondo lo standard dell'OCSE. L'oggetto della seconda fase è la verifica dell'effettività e dell'efficienza dello scambio di informazioni. La prima fase della "peer review" della Svizzera è iniziata a fine ottobre 2010 e si protrarrà fino all'inizio di giugno 2011.</p><p>Il fatto che uno Stato esegua lo scambio di informazioni nei confronti di tutti i suoi partner importanti è uno dei criteri nella valutazione della "peer review". Partner importanti sono tutti gli Stati che desiderano un accordo bilaterale concernente lo scambio di informazioni. La Svizzera non può dunque sottrarsi - in particolare sotto il profilo temporale - all'accordo concernente lo scambio di informazioni con la Germania.</p><p>La vertenza concernente l'avvicinamento all'aeroporto di Zurigo passando sopra il territorio tedesco grava da anni nelle relazioni con la Germania e malgrado gli sforzi profusi non è ancora stata risolta. Essa è estranea allo scambio di informazioni fiscali. Non v'è da attendersi che una subordinazione al protocollo di modifica porterebbe a una soluzione nella vertenza sul rumore provocato dal traffico aereo, ma non è da escludere che se ne discuta.</p><p>La soluzione negoziata contenuta nel protocollo di modifica è equilibrata. Subordinare la ratificazione alla risoluzione della vertenza sul rumore provocato dal traffico aereo potrebbe dar motivo alla Germania di riaprire i negoziati. In tal modo si metterebbero nuovamente in discussione, anche dal punto di vista svizzero, le vantaggiose regolamentazioni ottenute.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.