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LONDRA - Boris Johnson frena di fronte ai suoi ministri sull'alleggerimento del lockdown nel Regno Unito, sullo sfondo dei numeri dell'emergenza coronavirus, in attesa di annunciare le prime tappe di una "Fase 2" in un discorso alla nazione previsto domenica sera.
Nella riunione di governo di oggi, dedicata a riesaminare le misure restrittive, il premier conservatore ha parlato della necessità di osservare «la massima cautela» su qualunque modifica delle restrizioni in vigore. «Ci faremo guidare dalla scienza», ha poi ribadito Johnson, citato da un portavoce in un briefing.
Downing Street ha poi comunicato che lo stesso concetto, con l'impegno alla "massima cautela" sul lockdown, è stato ribadito più tardi da Johnson in un colloquio coi leader dei maggiori partiti di opposizione britannici: il laburista Keir Starmer, il liberaldemocratico (ad interim) Ed Davey e il capogruppo a Westminster degli indipendentisti scozzesi dell'Snp, Ian Blackford.
Il primo ministro conservatore «ha parlato con i leader delle opposizioni per aggiornarli sulla strategia del governo per combattere il coronavirus», ha reso noto il portavoce, aggiungendo che resta il suo impegno "alla massima cautela e a salvare vite umane", oltre a quello di consultarli ancora e di fare una dichiarazione alla Camera dei Comuni lunedì.
Johnson ne ha poi parlato nel pomeriggio anche con i leader dei governi locali - la "first minister" scozzese Nicola Sturgeon, quello gallese Mark Drakeford e la vicepremier nordirlandese Michelle O'Neill - ha riferito un portavoce di Downing Street, rassicurando anche loro, a dispetto di alcune anticipazioni di stampa, sulla volontà di procedere "con la massima cautela" nel graduale alleggerimento delle restrizioni.
«Il primo ministro - ha detto il portavoce - è stato chiaro di non voler rischiare un secondo picco»: timore espresso pure dai suoi interlocutori, Sturgeon in testa, che aveva già annunciato di voler per ora prorogare sostanzialmente il lockdown in Scozia. Johnson non esclude che le quattro nazioni del Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord) possano «iniziare a muoversi a velocità leggermente differenziata» verso la Fase 2, sulla base delle «raccomandazioni della scienza a ciascuna nazione». Ma nell'ambito d'un approccio comune e di consultazioni continue fra il governo di Londra e quelli di Edimburgo, Cardiff e Belfast, che - in base alla devolution - sul lockdown possono adottare misure autonome.
Incalzato sullo scenario della Bank of England di un possibile tracollo del Pil del 14% a fine 2020 e di un raddoppio della disoccupazione destinato a non essere recuperato «in tempi brevi», il portavoce ha poi aggiunto che il governo «comprende l'enorme impatto delle misure adottate sull'economia», ma insiste che un allentamento «prematuro» e «un secondo picco» sarebbero ancora peggio. Valutazione, ha assicurato, che lo stesso governatore della Bank of England, Andrew Bailey, condivide con l'esecutivo.
Boris Johnson frena di fronte ai suoi ministri sull'alleggerimento del lockdown nel Regno Unito, sullo sfondo dei numeri dell'emergenza coronavirus, in attesa di annunciare le prime tappe di una "Fase 2" in un discorso alla nazione previsto domenica sera.