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Nuove accuse all'Australia che pagherebbe gli scafisti per far tornare indietro i barconi di migranti. Ad affermarlo questa volta, dopo denunce simili fatte alcuni mesi fa, è Amnesty International che dice di avere le prove di questa pratica.
Ma il governo australiano continua a negare.
In un nuovo rapporto riferito dalla Bbc online, l'organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, riferisce che le vite dei richiedenti asilo sono state messe a rischio in due episodi separati avvenuti a maggio e luglio scorsi. In uno di questi casi, il 17 maggio , 65 migranti su di un barcone e sei membri dell'equipaggio sarebbero stati intercettati da funzionari australiani e, dopo il pagamento di 32.000 dollari all'equipaggio, furono respinti indietro su due barche più piccole.
Una di queste giunte nelle acque dell'Indonesia affondò. I migranti riuscirono a mettersi in salvo nuotando.
L'Australia porta avanti una controversa politica di tolleranza zero nei confronti dei migranti che tentano di raggiungere il suo territorio via mare a bordo di barconi. Le autorità australiane hanno reagito difendendo il personale della guardia costiera che Amnesty starebbe "calunniando". Amnesty international ora chiede un'indagine.