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Aumenta la tensione diplomatica tra Pechino e Ottawa, dopo la condanna a morte di un cittadino canadese accusato di traffico di droga.
Per la Cina il caso è chiaro: Robert Lloyd Schellenberg, arrestato nel 2014 e accusato di aver tentato di portare in Australia oltre 200 chili di metanfetamine, è stato condannato a morte dalla corte di appello perché i giudici hanno ritenuto troppo poco severa la prima condanna a 15 anni di carcere.
Il Canada sospetta invece che si tratti di una nuova ritorsione per l’arresto di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria del colosso tecnologico cinese Huawei, fermata a Vancouver lo scorso primo dicembre su richiesta degli Stati Uniti.
Una vicenda che si è subito trasformata in scontro diplomatico tra i due paesi. Il premier canadese Justin Trudeau ha definito la condanna a morte “una decisione arbitraria” e si è detto estremamente preoccupato.
Parole che non sono piaciute a Pechino, dove un portavoce del Governo ha risposto esprimendo forte disapprovazione e ha chiesto al Canada di rispettare la sovranità della Cina.
- RG 12.30 del 15.01.19: il servizio di Thomas Paggini