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Novartis ancora nel mirino in Giappone in relazione al suo medicinale Valsartan, un preparato contro l'ipertensione arteriosa. Dopo quella di Kyoto una seconda università giapponese ha fatto sapere di sospettare manipolazioni di dati di test clinici. La multinazionale renana respinge le accuse.
La Jikei, un ateneo privato di Tokyo specializzato in medicina, ha indicato ieri che i risultati dei trattamenti con il preparato di Novartis potrebbero essere stati falsificati per poter affermare che il medicinale è efficace non solo contro l'ipertensione, bensì anche per ridurre i problemi vascolari cerebrali e cardiaci.
Il professore che ha effettuato le ricerche alla Jikei, Seibu Mochizuki, ha proposto di rielaborare il suo articolo pubblicato nel 2007 sulla rinomata rivista medica "The Lancet" perché sussistono seri dubbi riguardo alla credibilità dei dati utilizzati. Un ricercatore dipendente di Novartis, che aveva partecipato a questi studi, sarebbe intervenuto modificando o tralasciando informazioni nelle statistiche.
Venduto in Giappone con il nome di Diovan, il Valsartan è omologato in oltre 100 paesi. Nel paese del Sol Levante è uno dei preparati più prescritti: genera un fatturato di circa un miliardo di franchi.