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I «sans-papiers» e la migrazione irregolare
I «sans-papiers» sono persone che per motivi diversi vengono a trovarsi in una situazione irregolare:
- sono entrate illegalmente in Svizzera;
- sono entrate legalmente in Svizzera ma hanno perso il permesso ottenuto in un primo tempo (ad es. a motivo dello scioglimento della comunità familiare o a causa dell'invalidità di persone ammesse per scopi di lavoro);
- la loro domanda d'asilo è stata respinta con decisione passata in giudicato e, per sottrarsi all'allontanamento, queste persone si sono rese irreperibili;
- le autorità non sono entrate nel merito della loro domanda d'asilo; nonostante l'assenza di un titolo di soggiorno, queste persone sono registrate e beneficiano di un soccorso d'emergenza fino al loro rimpatrio;
- al momento di entrare in Svizzera (talvolta nel quadro di un ricongiungimento familiare involontario) o alla loro nascita, i loro genitori non erano in possesso di un permesso di soggiorno, per cui queste persone sono cresciute nell'illegalità.
Questo elenco, non esaustivo, sta a indicare la molteplicità delle situazioni e dei profili dei «sans-papiers». Costretti a vivere nell'ombra, essi tentano perlopiù di sovvenire ai propri bisogni, a non dare nell'occhio e a condurre una vita «normale» come gli altri immigrati.
Non è possibile fornire dati precisi circa il numero di persone che soggiornano in Svizzera senza un permesso di soggiorno, dato che, per definizione, questo gruppo della popolazione non è registrato in maniera sistematica. Le cifre che circolano sono mere stime. Una stima effettuata nel 2005 su incarico dell'UFM da un gruppo di esperti parlava di circa 90 000 persone senza statuto di soggiorno regolamentato. Si presume che il 10 per cento di queste persone fosse minorenne. Un'altra stima, citata di frequente, riporta ordini di grandezza compresi tra le 70 000 e le 180 000 persone.
La Commissione federale della migrazione (CFM) ha esaminato in maniera approfondita la situazione dei «sans-papiers». Lo studio «Leben als Sans-Papiers in der Schweiz. Entwicklungen 2000-2010» (versione tedesca e francese), presenta i meccanismi complessi che condizionano la presenza dei «sans-papiers» in Svizzera, descrive le loro situazioni di vita nel contesto dei cambiamenti intervenuti nel corso dell’ultimo decennio e mette in luce i principali aspetti che emergono nelle varie aree politiche.
La migrazione irregolare alla luce degli sviluppi della politica migratoria
La migrazione irregolare trova le sue origini nella domanda di manodopera combinata al desiderio dei migranti di migliorare le loro condizioni di vita e quelle dei loro familiari. Come altri Paesi d'immigrazione, anche la Svizzera pratica un'ammissione selettiva e tenta di porre freno all'immigrazione incontrollata. A tal fine, sono state sviluppate diverse misure di controllo che vanno dalla prevenzione della migrazione e dalle limitazioni dell'ammissione fino ai controlli all'interno del territorio nazionale.
La migrazione irregolare è intimamente legata agli sviluppi della politica migratoria. La libera circolazione delle persone con l'UE, da un lato, e la migrazione di personale altamente qualificato proveniente da Stati terzi, dall'altro, hanno confermato la Svizzera – e altri Stati europei – nel suo sistema d'ammissione binario. L'Accordo sulla libera circolazione delle persone, vigente dal 1° giugno 2002, offre ai cittadini dell'UE/AELS un'ampia libertà di movimento. L'ammissione di manodopera proveniente da Stati terzi è invece tuttora limitata al personale altamente qualificato e alle persone che entrano in virtù del ricongiungimento familiare. Nei confronti dei cittadini di Stati terzi sono state adottate diverse misure politiche volte a controllare l'immigrazione e a limitare la migrazione irregolare.
Tra le conseguenze dell'adesione della Svizzera a Schengen vi è la sostituzione dei controlli di confine mediante controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen nonché all'interno del Paese. Se da un lato è diventato più facile spostarsi all'interno dello spazio Schengen, dall’altro sono aumentati i controlli sulle persone in prossimità delle frontiere. Anche la legge sulla lotta al lavoro nero genera un numero maggiore di controlli all'interno del Paese. Negli ultimi anni si osserva altresì un'intensificazione generale dello scambio di dati e d'informazioni tra diverse autorità.
Altro importante sviluppo della politica d'asilo, il blocco dell'aiuto sociale per i richiedenti l'asilo oggetto di una NEM (dal 2004) o di una decisione d'asilo negativa (dal 2008) limita a un semplice soccorso d'emergenza il sostegno offerto a queste persone. Gli interessati sono registrati presso le autorità ma non possiedono uno statuto di soggiorno legale e sono pertanto considerati «sans-papiers». Il numero di «sans-papiers» che beneficiano del soccorso d'emergenza è in aumento (persone oggetto di una decisione negativa, persone oggetto di una NEM, anche in procedura Dublino e nonostante sia impossibile il trasferimento verso lo Stato di primo asilo). Spesso le famiglie percepiscono il soccorso d'emergenza per un lasso di tempo protratto.
vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 19.03.2015