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Il 2021 sarà un anno record per il passaggio delle ghiandaie alla stazione di inanellamento del Col de Bretolet, in Vallese. Sono stati inanellati 154 individui (gli uccelli vengono marcati individualmente con un anello di alluminio per ottenere informazioni sui movimenti), ben al di sopra della media di 13 ghiandaie a stagione. Lo riporta la stazione ornitologica Svizzera di Sempach, secondo cui questi numeri suggeriscono un’invasione: lo spostamento irregolare compiuto da alcuni uccelli del nord verso sud o ovest. Durante l’ultima, avvenuta nel 2019, furono contati oltre 130’000 individui di passaggio sul lago di Costanza.
“Queste invasioni si spiegano con le abitudini alimentari della ghiandaia”, si legge nella nota diramata dalla stazione ornitologica. “Come suggerisce il suo nome, questo piccolo corvide ha una stretta relazione con le querce, i cui frutti sono la principale fonte di cibo. Simili spostamenti sono quindi fortemente influenzati dalla disponibilità di ghiande. Un buon anno di fruttificazione, favorevole alla nidificazione, seguito dalla scarsa produzione di ghiande a causa del gelo primaverile e da un’ondata di freddo precoce nei paesi nordici sono le cause più probabili di queste invasioni”.
In Svizzera la ghiandaia è un migrante parziale. La maggior parte di questi uccelli rimane per l’inverno, ma alcuni (soprattutto i giovani) migrano verso il sud della Francia. Gli “svernanti svizzeri” sono affiancati dagli individui provenienti dai paesi nordici. Tipico abitante della foresta, la ghiandaia è conosciuta come uno dei migliori forestali: le ghiande che nasconde in quantità come provviste vengono in parte dimenticate, contribuendo così al rimboschimento.