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<h2>SubmittedText<h2><p>L'aeroporto di Zurigo non gode più dell'appoggio politico della popolazione zurighese. Come già evidenziato nel mio postulato del 2 giugno 2003, ciò è una conseguenza della ripartizione degli avvicinamenti e dei decolli su quasi tutte le aree del Cantone di Zurigo, che ha fatto sì che il problema dell'inquinamento fonico connesso con il traffico aereo non riguardasse più soltanto una minoranza della popolazione bensì la maggioranza. Se non si vuole privare definitivamente l'aeroporto di Zurigo del sostegno politico di cui gode, è necessario individuare tempestivamente soluzioni valide. Sono ancora dell'avviso che i tre punti formulati nel postulato del 2 giugno 2003 siano determinanti:</p><p>1. limitazione del numero di decolli e atterraggi,</p><p>2. divieto di volo notturno tra le 22.00 e le 07.00,</p><p>3. introduzione dell'avvicinamento a gomito da nord lungo la frontiera in sostituzione degli avvicinamenti da est e da sud adottati come misura d'urgenza.</p><p>Relativamente all'avvicinamento a gomito da nord lungo la frontiera, la situazione è notevolmente cambiata da quando ho inoltrato il mio postulato con cui, per la prima volta, nel Parlamento federale era stata tematizzata questa procedura di atterraggio e invocata la sua attuazione. Anche l'esecutivo e il legislativo del Cantone di Zurigo avevano espresso il loro assenso. Dopo iniziali perplessità, la Confederazione sembra adesso interessarsi seriamente alla proposta. Per quanto riguarda, invece, le altre due proposte (limitazione del numero degli atterraggi e dei decolli e adeguata quiete notturna) la situazione stenta ad evolvere, poiché né il governo zurighese né la Confederazione ne hanno realmente colto l'importanza per la popolazione. Considerando anche i recenti risultati emersi dall'analisi delle proposte in questione, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Conosce lo studio Bornand del febbraio del 2004 secondo cui, grazie all'ottimizzazione dell'offerta e del piano di volo dell'aeroporto di Zurigo, e praticamente senza intervenire sulla qualità delle prestazioni, è possibile non solo rispettare le esigenze riguardanti il divieto di volo notturno e il numero di movimenti aerei, ma ottenere addirittura maggiori vantaggi?</p><p>2. È disposto a ordinare analisi approfondite che riprendano l'orientamento del citato studio al fine di esplorare ulteriormente questo promettente approccio?</p><p>3. Non è anch'esso dell'avviso che per riportare stabilmente la quiete sul fronte dell'aeroporto di Kloten, sia nel Cantone di Zurigo che in quelli limitrofi, non basti la dialettica ammaliante della consigliera di Stato competente, ma che, per riconquistare la fiducia della popolazione e il sostegno politico dell'aeroporto, siano imperativamente necessarie misure capaci di garantire adeguati periodi di divieto di volo notturno e un tetto massimo di movimenti di volo annui?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'auspicio di una politica solida per l'aeroporto di Zurigo che emerge dall'interpellanza riveste una grande importanza. Una serie di cause è all'origine della tensione politica creatasi intorno alla questione dell'inquinamento fonico prodotto dallo scalo zurighese.</p><p></p><p>Dopo il no delle Camere federali all'accordo aereo con la Germania nel marzo del 2003, Berlino ha emanato unilateralmente disposizioni per l'utilizzazione dello spazio aereo della Germania meridionale. Questa decisione è stata impugnata dal Consiglio federale innanzi alle istanze europee e da Swiss International Air Lines e dall'aeroporto di Zurigo innanzi ai tribunali tedeschi. Gli organi aditi non si sono ancora pronunciati. Le richieste di protezione giuridica preventiva non sono state accolte.</p><p></p><p>Se da un lato, grazie ai colloqui tra il Consigliere federale Leuenberger e il Ministro dei trasporti tedesco Stolpe, è stato possibile evitare che con un'immediata entrata in vigore dell'ordinanza d'esecuzione tedesca si verificassero perturbazioni all'esercizio dell'aeroporto, dall'altro, l'introduzione a tappe degli avvicinamenti da sud e l'aumento degli avvicinamenti da est ha rappresentato per l'aeroporto l'unica soluzione possibile per garantire la funzionalità dell'esercizio. </p><p></p><p>È comprensibile che gli interessati che si sono visti respingere le opposizioni siano scontenti e disorientati per via della situazione in atto, considerato anche che al momento non è possibile pronunciarsi sulla durata della regolamentazione d'esercizio in vigore, sulle alternative tecniche e sull'esito delle pendenze giuridiche. Di fatto dunque, è molto importante definire condizioni adeguate per il funzionamento dell'aeroporto. </p><p></p><p>È in questa direzione che si inserisce l'operato del Consiglio federale che dispone con la pianificazione settoriale di uno strumento globale. Nel caso specifico dell'aeroporto di Zurigo, si mira a costituire preventivamente una piattaforma di mediazione per poter discutere le diverse rivendicazioni, attualmente molto distanti le une dalle altre, e trovare, se possibile, soluzioni. In particolare dovranno essere considerate e valutate tutte le alternative tecniche, compreso anche il cosiddetto avvicinamento a gomito da nord. Per i risultati definitivi bisognerà attendere ancora un po' di tempo; infatti, trattandosi di una procedura che esula dalle norme internazionali è necessario procedere a un controllo completo della sicurezza.</p><p></p><p>I risultati della mediazione confluiranno successivamente nella pianificazione settoriale della Confederazione. Con essa, il Consiglio federale fisserà le condizioni quadro vincolanti per lo sviluppo dell'aeroporto. In particolare, queste riguarderanno il fine dell'infrastruttura e l'esposizione al rumore, vedi la ripartizione dello stesso. </p><p></p><p>Infine, si fa presente che anche il rapporto della Confederazione sulla politica della navigazione aerea, che sarà adottato ancora quest'anno dal Consiglio federale e sottoposto in seguito al Parlamento, affronterà la politica adottata per gli aeroporti e le compagnie aeree. </p><p></p><p>Ad domande 1 e 2</p><p></p><p>Il Consiglio federale è a conoscenza dello studio Bornand che illustra un modello di piano di volo per l'aeroporto di Zurigo che permetterebbe di mantenere il livello d'attività attuale dello scalo anche riducendo i movimenti di volo sull'aeroporto e prolungando la durata del divieto di volo notturno. Sarebbe possibile raggiungere questo obiettivo accorpando i voli e ottimizzando i collegamenti. Quali misure statali per raggiungere l'obiettivo sono proposte tra l'altro la limitazione del numero dei movimenti (contingentamento degli slot attribuibili), un prolungamento del divieto di volo notturno coordinato con le restrizioni tedesche come pure incentivi per l'attribuzione di slot e tasse aeroportuali per evitare la proliferazione di collegamenti identici, promuovere voli con scali e contenere il traffico di transfer e di transito.</p><p></p><p>In sintesi, lo studio propone una politica della navigazione aerea dirigista e orientata all'offerta. </p><p></p><p>Le proposte saranno riprese e valutate nel quadro della mediazione e del rapporto del Consiglio federale sulla politica della navigazione aerea. Non è dunque opportuno che il Consiglio federale si esprima anticipatamente in merito all'oggetto rendendo nota la sua posizione. </p><p></p><p>Ad domanda 3</p><p></p><p>Come precisato all'inizio, solide condizioni quadro per l'aeroporto costituiscono una base importante per il consenso nei confronti dello scalo e dunque per il suo futuro. In termini di sostenibilità si deve tenere conto anche della rilevanza economica e sociale sovranazionale dell'aeroporto. </p><p></p><p>Allo stato attuale, si può rilevare che l'aeroporto di Zurigo unitamente a quelli di Basilea e di Ginevra garantisce il collegamento della Svizzera ai mercati europei e mondiali. Si tratta di un'infrastruttura chiave. Le condizioni quadro attuali sono tali da permettere all'aeroporto di Zurigo di continuare ad assolvere il suo ruolo di piattaforma per una compagnia aerea. A questo scopo, deve offrire alle compagnie aeree condizioni quadro concorrenziali rispetto a quelle degli aeroporti dei Paesi limitrofi. </p><p></p><p>Deve ancora essere stabilito se, ed eventualmente in quale misura, le limitazioni temporali d'esercizio o la limitazione dei movimenti sono compatibili con questi obiettivi. La questione dovrà essere attentamente esaminata alla luce degli obiettivi fissati dal PSIA e nel quadro della mediazione e del dibattito su una nuova politica della navigazione aerea.</p>  Risposta del Consiglio federale.