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<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'OSCE, e come previsto da tutti gli osservatori indipendenti, le elezioni del 23 settembre 2012 in Bielorussia non sono state né regolari né libere.</p><p>1. Il DFAE come valuta queste elezioni?</p><p>2. Perché la Svizzera invia osservatori elettorali nonostante risulti chiaro sin dall'inizio che le elezioni in questione non saranno né libere né regolari?</p><p>3. In concreto, questi osservatori elettorali svizzeri che cosa hanno osservato? E che cosa hanno scoperto?</p><p>4. Quanto è costato alla Svizzera questo impiego? A quanto ammonta l'onorario giornaliero di questi osservatori elettorali?</p><p>5. Che cosa fa invece la Svizzera per i prigionieri politici in Bielorussia, che si ritrovano dietro le sbarre a causa del loro impegno a favore della libertà e della democrazia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo gli osservatori dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell'uomo in seno all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE/UIDDU), le elezioni in Bielorussia non sono state, globalmente, né libere né regolari. La Svizzera, che contava alcuni delegati in seno alla missione di osservazione, condivide le conclusioni pubblicate dalla delegazione di osservatori all'indomani del voto. Tali conclusioni comprendono anche la valutazione preliminare (cfr. "Statement of Preliminary Findings and Conclusions" del 24 settembre 2012) e il rapporto finale, che di norma viene pubblicato due mesi dopo l'elezione.</p><p>2. Gli osservatori elettorali svizzeri hanno partecipato alla missione dell'OSCE/UIDDU su incarico del DFAE. Per giudicare se una missione di osservazione elettorale in un Paese è utile, praticabile e pertinente, l'OSCE/UIDDU si avvale di diversi criteri. Si chiede ad esempio se esistono le condizioni minime per un'osservazione elettorale efficiente, credibile e seria, se il processo elettorale è sufficientemente trasparente e gode della fiducia dell'opinione pubblica oppure se la missione di osservazione possiede un'utilità per il Paese sottoposto a osservazione. La Svizzera decide anch'essa sulla base di criteri interni se partecipare alla missione di osservazione (si chiede p.es. se la partecipazione alla missione si aggiunge a un impegno già esistente nel Paese in questione, se la missione presenta un interesse per ragioni di politica estera o per la posizione della Svizzera in seno all'OSCE, quali sono le condizioni di sicurezza sul posto).</p><p>Le conclusioni della missione di osservazione servono a informare e sensibilizzare l'opinione pubblica. Le raccomandazioni dettagliate pubblicate nel rapporto finale possono fungere da spunto per successivi colloqui con le autorità bielorusse, e l'OSCE/UIDDU può proporre da parte sua progetti di assistenza alle elezioni per migliorare le premesse in vista dei prossimi scrutini.</p><p>3. Le osservazioni raccolte in Bielorussia dai sei osservatori elettorali svizzeri (che facevano parte di un gruppo di 366 osservatori inviati da 37 Paesi diversi) sono state direttamente integrate nella valutazione preliminare ("Statement of Preliminary Findings and Conclusions") e quindi nel rapporto finale presentati dalla missione di osservazione dell'OSCE/UIDDU; le loro osservazioni coincidono con le conclusioni della missione.</p><p>4. Alla missione di osservazione in Bielorussia la Svizzera ha inviato due osservatori di lungo periodo (LTO) e quattro osservatori di breve periodo (STO). L'impiego dei LTO è durato 38 giorni ciascuno, mentre per gli STO è stato di 7 giorni ciascuno. I costi dell'operazione, il cui conteggio non è ancora completamente terminato, si situano grossomodo tra gli 80 000 e i 100 000 franchi e si compongono delle seguenti voci: salari (onorario giornaliero degli LTO: 653 franchi, degli STO: 534 frnchi), spese di viaggio, alloggio, indennità per vitto ed esborsi in loco (trasferta nelle zone assegnate, compensi versati a traduttori e autisti, spese di comunicazione).</p><p>5. La Svizzera considera molto preoccupanti gli sviluppi della situazione in Bielorussia nel campo dei diritti dell'uomo, in special modo dopo le elezioni del mese di dicembre 2010. Il nostro Paese ha più volte discusso con le autorità bielorusse in merito alla questione dei prigionieri politici. In vari appelli di carattere umanitario ha segnalato le preoccupanti condizioni di salute di alcuni prigionieri, chiedendo che ricevessero assistenza medica e di poterli visitare. La Svizzera ha chiesto la liberazione di tutti gli attivisti politici e difensori dei diritti dell'uomo detenuti senza ragione. Ha inoltre partecipato a diverse sedute del Consiglio dei diritti dell'uomo e alle riunioni del comitato dell'OSCE per la dimensione umana si è appellata in modo chiaro e netto per la liberazione e la riabilitazione di tutti i prigionieri politici. Nel 2012 ha anche sottoscritto la risoluzione del Consiglio dei diritti dell'uomo concernente la nomina di un relatore speciale per la Bielorussia.</p><p>Il nostro Paese continuerà a seguire con grande attenzione gli sviluppi della situazione dei diritti dell'uomo in Bielorussia e insisterà ulteriormente per poter visitare i prigionieri politici ancora detenuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.