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MIES - Tutto è ancora in sospeso, ma Andrea Iannone potrebbe essere scagionato dalle accuse di doping.
Nella giornata odierna il pilota italiano si è presentato davanti alla Corte disciplinare della Federmoto internazionale a Mies (nel Canton Vaud) in possesso di prove che potrebbero aver convinto l'accusa. Il 30enne e i suoi legali hanno infatti mostrato un esame del capello svolto a Torino. Questo test - secondo quanto riportato dalla stampa italiana - avrebbe escluso qualsiasi traccia di steroidi anabolizzanti tra il settembre 2019 e il gennaio 2020. Ricordiamo che Iannone era risultato positivo a un controllo effettuato lo scorso 3 novembre, prima del Gran Premio della Malesia.
«Se nelle urine sono state trovate tracce di steroidi anabolizzanti, la colpa è tutta della dieta a base di carne fatta da Iannone durante il suo lungo soggiorno in Malesia, nell’autunno scorso», le parole dei legali.
Ad ogni modo "Andrea Iannone resta provvisoriamente sospeso fino al termine del giudizio e fino a quel momento è escluso dalla partecipazione a qualsiasi competizione motociclistica o attività correlata fino a ulteriore avviso", recita il comunicato della Federmoto.