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L‘OCSE misconosce la realtà della Svizzera
Una privatizzazione della Swisscom non è né gradita né necessaria
Nel suo ultimo rapporto economico, l‘Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE) ribadisce puntualmente la sua raccomandazione di privatizzare Swisscom. Ripetendo questo suo mantra annuale, l‘OCSE dimostra ancora una volta di non conoscere la realtà svizzera. Syndicom è chiaramente contro la privatizzazione della Swisscom, in quanto produrrebbe danni gravissimi all‘economia nazionale svizzera.
Un sondaggio ordinato da syndicom nell‘autunno del 2016 ha ampiamente dimostrato che la popolazione svizzera tiene a che Swisscom resti un’impresa di servizio pubblico, e per questo motivo si è espressa contro una sua privatizzazione. Nel maggio del 2017 il Parlamento ha trattato una mozione dell‘UDC che chiedeva la privatizzazione della Swisscom, rifiutandola con una nettissima maggioranza di 114 contro 55 voti.
Evidentemente l‘OCSE non ha preso atto né della volontà del popolo svizzero né di questa decisione parlamentare. Inoltre, nella sua raccomandazione annuale, l‘OCSE misconosce che la Svizzera, nel confronto internazionale, dispone di un servizio di base superiore alla media nelle telecomunicazioni. Un‘eventuale privatizzazione di Swisscom metterebbe inutilmente in pericolo questa situazione. La raccomandazione dell’OCSE ne mette in dubbio le competenze, considerato il manco di conoscenze palesate, e persino la credibilità.
Forse l‘OCSE antepone gli interessi privati a quelli collettivi. Con questo sua raccomandazione, che si ripete ogni anno, questa organizzazione contraddice persino le finalità del Consiglio federale. Per il governo infatti il servizio universale e la sicurezza dei dati di Swisscom ricoprono una grande importanza strategica. Una privatizzazione non ammetterebbe più delle direttive strategiche da parte del Consiglio federale e sottrarrebbe totalmente l‘azienda al controllo democratico, il che sarebbe imprudente e irresponsabile. Un‘infrastruttura di rete solida e affidabile, come quella finora sempre garantita da Swisscom, è decisiva per il successo economico della Svizzera, soprattutto se si considera la crescente digitalizzazione dell‘economia e della società.
Al di là delle considerazioni strategiche, non bisogna dimenticare che Swisscom è azienda vincente e innovativa, che ha anche generato ben 24 miliardi di franchi in favore dello Stato da quando è stata liberalizzata. Profitti che, seguendo le raccomandazioni dell‘OCSE, finirebbero nelle tasche di privati. Ecco perché ci si può chiedere se per l‘OCSE gli interessi privati prevalgono su quelli collettivi.
syndicom si pone chiaramente contro una privatizzazione della Swisscom, in quanto essa non corrisponde né agli interessi della popolazione svizzera né alla volontà politica. L‘OCSE farebbe bene a tenere presente questa realtà svizzera, anziché invocare ripetutamente dei principi neoliberali.