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Il Blick lo definisce “l'uomo espulso più famoso della Svizzera”. Si tratta di Besijan Kacorraj, in arte Besko (nella foto), cittadino kosovaro salito più volte agli onori della cronaca per la sua lunga carriera criminale. Carriera criminale che gli ha dato il tempo, in carcere, di darsi alla musica e diventare un rapper con un discreto seguito. Diversi in Svizzera pensavano che non avrebbero più sentito parlare del 32enne dopo che nel 2016, dopo aver scontato più di 5 anni in carcere, le autorità zurighesi gli avevano revocato il permesso di soggiorno e lo avevano rimandato in Kosovo.
Invece non solo Kacorraj ha fatto ritorno in Svizzera nonostante il decreto d'espulsione – pur legalmente, ufficialmente per fare visita al figlio rimasto in Svizzera – ma nei pochi giorni in cui era in Svizzera ha rapinato una filiale della Posta a Dübendorf, nel canton Zurigo. E in più coinvolgendo a sua insaputa il suo produttore musicale a cui aveva chiesto un posto dove dormire, proprio a Dübendorf, dove l'uomo, tale Khaled B., possedeva uno studio in cui registrare le canzoni. Kacorraj invece utilizzò il locale per nasconderci la refurtiva, apparentemente senza dire nulla al suo produttore.
Khaled aveva prestato 400 franchi a Besko quando era arrivato in Svizzera. "La settimana scorsa, improvvisamente mi ha chiamato martedì e mi ha detto che ora poeva restituirmi i soldi. Sono rimasto sorpreso perché non l'avevo mai chiesto. Non c'era fretta” racconta l'uomo al Blick, che riporta la vicenda.
Quando Khaled entra in studio due giorni dopo la chiamata del rapper, vede uno scooter in piedi di fronte all'edificio, senza sapere di chi fosse. Era lo scooter con cui Besko aveva rapinato un ufficio postale due giorni prima per poi rifugiarsi lì. "Besko non era nel locale, ma il denaro promesso era sul tavolo. In banconote di piccolo taglio.”
Poco dopo bussano alla porta dello studio. "Da dieci a venti ufficiali di polizia armati di fucili mitragliatori, hanno fatto irruzione e hanno perquisito lo studio. Sono stato arrestato e detenuto per una notte." In nessun momento gli fu detto di cosa si trattava, anche se aveva intuito che il motivo della sua detenzione era il suo amico kosovaro. "Era chiaro per me che ero innocente e che Besko doveva aver fatto qualcosa." Fu rilasciato il giorno dopo. "Besko ha confessato di essere in custodia", dice Khaled B.
Solo giorni dopo il produttore musicale ha appreso della rapina. "Non capisco perché Besko abbia fatto questo. E in un modo così dilettantesco! Pensavo che fosse migliorato ", dice deluso.
Anche se è infastidito dalla rabbia che il suo amico gli ha procurato Khaled non ha intenzione di cessare la collaborazione con lui. "L'album che stiamo producendo ora esce comunque." Sempre che “Basko” sia disponibile per cantare e non rinchiuso in carcere o espulso nel suo paese d'origine.