Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/24903

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella fase di avvio del nuovo sistema di rotte aeree, introdotto in Svizzera e nei Paesi limitrofi il 25 febbraio 1999, si sono verificati in tutti gli Stati interessati forti ritardi nel traffico aereo, come d'altronde previsto. Questa fase si è conclusa all'inizio di aprile. Swisscontrol, la società svizzera che garantisce la sicurezza aerea, ha potuto aumentare gradualmente le sue capacità fino ad oggi di oltre il 100%, rispetto alle disponibilità precedenti. La situazione si è ampiamente normalizzata soprattutto ora che i controllori di volo e i piloti si sono abituati alla nuova situazione e non è più necessaria una riduzione preventiva delle capacità per motivi di sicurezza. </p><p>Le Forze aeree sono state estremamente cooperative in questa fase iniziale. A torto sono state prese dall'opinione pubblica come capro espiatorio per i ritardi verificatisi nel traffico aereo civile. Tali ritardi nella fase iniziale sono stati causati non dalle attività di volo militari bensì dalla riduzione precauzionale delle capacità da parte dei controllori di volo per esigenze di sicurezza: riprova ne è che si sono registrati anche al di fuori delle fasce orarie riservate ai voli militari.</p><p>I corridoi aerei in Svizzera avevano originariamente un'ampiezza di 10 NM (miglia nautiche). Oggi, con l'aumento del traffico si vola maggiormente a margine dei corridoi aerei avvalendosi del radar di bordo, piuttosto che passando da un aiuto alla navigazione all'altro: si è instaurato così uno stile di volo "a più corsie" con una maggiore capacità. Le più moderne attrezzature di bordo degli aerei consentono questo tipo di pratica. Se la distanza laterale tra due rotte di volo (all'interno di uno stesso corridoio) è sufficiente, gli aerei possono attraversare la zona di controllo senza vigilanza (nessun controllo necessario). Quanto più le due rotte sono ravvicinate, tanto più intensi sono i controlli per fare in modo che sia rispettata la distanza prescritta tra gli aerei. Non esiste uno standard europeo fisso di 16 NM per l'ampiezza dei corridoi aerei, come invece si afferma nella mozione: la larghezza può essere fissata in maniera flessibile da ciascun Paese a seconda del controllo radar esistente. La Svizzera dispone di una copertura radar multipla, per cui può essere mantenuta una distanza minore tra le rotte di volo dei velivoli che procedono con il radar di bordo.</p><p>Al termine della fase di transizione, le Forze aeree hanno fatto delle concessioni durature concernenti l'uso dello spazio aereo di cui occupano oggi una parte sicuramente minore.</p><p>1. I corridoi aerei sono stati allargati ed oggi Swisscontrol dispone di tre corsie con una distanza di sicurezza di 1 NM al bordo per un totale di 18 NM. Gli spazi limitrofi, adibiti all'esercitazione militare, sono stati ridimensionati di conseguenza.</p><p>2. Durante l'uso degli spazi per le esercitazione militari, i corridoi aerei possono subire restringimenti. Le relative decisioni sono prese in funzione del volume del traffico civile da una cellula di gestione dello spazio aereo composta sia da civili che da militari. Ad eccezione di 12 giorni all'anno, in cui hanno luogo esercitazioni militari più estese, viene lasciata a Swisscontrol la decisione finale e quindi la priorità sui corridoi di volo. </p><p>3. Le Forze aeree hanno ceduto a Swisscontrol la parte orientale del loro spazio di esercitazioni sopra il Giura, importante per l'aviazione civile.</p><p>Le capacità dello spazio aereo svizzero, ristretto e soggetto a traffico intenso, non vengono sufficientemente ampliate con la semplice adozione del nuovo sistema di rotte aeree. L'UFAC, le Forze aeree e Swisscontrol stanno perciò elaborando, con la consulenza del SAirGroup, ulteriori misure a breve, medio e lungo termine per aumentare la capacità di traffico aereo e soddisfare una domanda in continua crescita. Il Consiglio federale rinvia in merito alla sua risposta all'interrogazione ordinaria Randegger del 16 marzo 1999.</p><p>Le Forze aeree, avendo ceduto la competenza decisionale sull'ampiezza dei corridoi aerei, dispone del massimo spazio aereo possibile per le esercitazioni solo quando il traffico civile non soffre per questo eccessive limitazioni. La mozione chiede però che la competenza decisionale concernente lo spazio aereo al di fuori dei corridoi aerei sia trasferita ad organi civili. Le conseguenze di questa misura sarebbero di vasta portata: con l'aumento del traffico aereo civile le Forze aeree si troverebbero a lungo termine a non poter più svolgere esercitazioni in Svizzera; lo svolgimento esclusivamente all'estero delle esercitazioni dei nostri piloti militari implicherebbe però notevoli problemi politici ed economici. </p><p>Come soluzione più accettabile a medio termine si esamina, tra altre opzioni, una totale riorganizzazione dello spazio aereo svizzero con l'aiuto di una task force in collaborazione con le Forze aeree, Swisscontrol, gli aeroporti nazionali e gli utenti dello spazio aereo, essenzialmente il SAirGroup, sotto la guida dell'UFAC. Un altro provvedimento per aumentare a più lungo termine le capacità di traffico aereo, attualmente allo studio di un gruppo di lavoro, contempla l'integrazione del controllo di volo civile e militare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.