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LONDRA - Via libera della Camera dei Comuni britannica al primo emendamento messo ai voti in vista della mozione di stasera contro l'ipotesi d'un no deal.
Il testo, promosso trasversalmente da deputati Tory moderati e laburisti per forzare la mano al governo, mira a potenziare il no a un taglio netto escludendo che il Regno possa lasciare in alcuna circostanza e in qualunque momento l'Ue «senza un accordo di recesso e una cornice sulle relazioni future» ratificate. È stato approvato con 312 voti a favore e 308 contrari.
L'approvazione dell'emendamento in questione, non appoggiato dal governo, mette di nuovo in difficoltà la premier Theresa May. Esso va infatti recepito nella mozione principale, rispetto alla quale May era originariamente favorevole, dandole però un significato più netto: un rifiuto totale del no deal che l'esecutivo giudica difficile da garantire e non sostenibile di fronte all'Ue, tenuto conto che il 'no deal' resta uno sbocco di default - in base a quanto previsto dai termini dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona notificato a Bruxelles per il recesso dall'Unione - in mancanza di un accordo di divorzio ratificato o di un rinvio.
Respinto l'emendamento Tory - Westminster ha respinto oggi con 163 voti contro 374 un emendamento alla mozione sulla Brexit no deal presentato, un tentativo di compromesso fra Conservatori pro-Leave e pro-Remain che avrebbe aperto le porte a un "managed no deal": con la possibilità per il Regno di uscire dall'Ue senz'accordo, dopo un breve rinvio chiesto a Bruxelles (dal 29 marzo al 22 maggio), ma con l'impegno unilaterale a mantenere lo status quo nelle relazioni con l'Ue per una transizione estesa fino al dicembre 2021 in attesa di un accordo finale.
La Camera dei Comuni dice no - La Camera dei Comuni britannica ha votato stasera contro l'opzione di una Brexit 'no deal' dopo la bocciatura reiterata ieri dell'accordo di divorzio raggiunto da Theresa May con l'Ue.
I voti contrari al no deal in qualunque circostanza sono stati 321, quelli favorevoli 278. La mozione modificata e radicalizzata da un emendamento è passata contro il volere del governo che ha subito una nuova cocente sconfitta.
Theresa May ci crede - «L'opzione di una Brexit no deal resta lo sbocco "di default" in mancanza di un accordo o di un rinvio». Lo ha ribadito la premier britannica Theresa May malgrado l'approvazione della mozione anti-no deal ai Comuni.
May ha confermato per domani un nuovo voto su una mozione che apra la strada un "breve rinvio" della Brexit, legandolo però alla disponibilità della Camera ad accettare il suo accordo come testo di base. Altrimenti ha evocato un rinvio a più lungo termine con l'inevitabile partecipazione britannica alle elezioni europee di maggio.
Il governo metterà ai voti il rinvio breve o lungo - Il governo britannico metterà ai voti domani una mozione in cui chiederà alla Camera dei Comuni di scegliere tra il via libera a un accordo sulla Brexit entro mercoledì prossimo, seguito dalla richiesta all'Ue di un rinvio tecnico limitato al 30 giugno per l'approvazione della legislazione connessa, e un rinvio a più lungo termine.
Lo ha annunciato la ministra Andrea Leadsom. L'opposizione protesta sostenendo che si tratta di un tentativo di forzare di nuovo un voto sull'accordo May già respinto dalla Camera.