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Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha stanziato 50'000 euro (circa 60'000 franchi) per riunioni a Berlino destinate a preparare l'opposizione siriana a un'eventuale partenza del presidente Bashar al-Assad.
Il progetto battezzato "The Day After" ("Il giorno dopo") mira a evitare che il paese sprofondi in un caos politico ed economico una volta rovesciato il regime.
Confermando oggi un'informazione del "Tages-Anzeiger" e del "Bund", i servizi del consigliere federale Didier Burkhalter hanno precisato che la Svizzera partecipa alle "spese logistiche" di queste riunioni. "La Svizzera auspica coinvolgere tutte le parti per favorire il dialogo. Lo scopo è di trovare per la Siria una soluzione negoziata", ha spiegato all'ats un portavoce del DFAE, precisando che nessun rappresentante elvetico si è recato su posto.
Questa partecipazione è in conformità con il sostegno della Svizzera al principio di una transizione politica, adottato alla fine di giugno a Ginevra in occasione della conferenza del gruppo di azione per la Siria, secondo un comunicato odierno del DFAE.
L'elaborazione di un piano di transizione da parte di un gruppo rappresentativo di tutte le comunità che vivono in Siria, realizzato sotto l'egida della Fondazione tedesca di scienze politiche (Stiftung Wissenschaft und Politik, SWP) rientra in questo obiettivo e dimostra che una logica di pace è possibile, precisa la nota.
Un blog della rivista "Foreign Policy" riportava una decina di giorni fa lo svolgimento di queste discussioni, avviate in gennaio dall'Istituto americano per la pace (United States Institute of Peace, USIP), che avrebbero riunito una cinquantina di oppositori siriani. Tra questi figurerebbero ex generali, economisti e avvocati in esilio, come anche membri dell'Armata siriana libera, secondo il "Tages-Anzeiger" e il "Bund". I servizi di Burkhalter evocano da parte loro "Siriani di ogni orientamento".