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Il Tribunale federale ha respinto un ricorso di quattro infermieri dell'ospedale zurighese della Limmattal che chiedevano di venire indennizzati per il tempo utilizzato per cambiare i vestiti prima di iniziare un turno di lavoro.
I giudici di Losanna hanno confermato una precedente sentenza emessa lo scorso mese di settembre dal Tribunale amministrativo del canton Zurigo. Stando alla sentenza, il Tribunale amministrativo era arrivato alla conclusione che la questione non è regolata né dal regolamento per il personale dell'ospedale in questione e neppure dal diritto cantonale in materia.
Per risolvere la questione, il Tribunale cantonale avrebbe potuto farsi guidare dalla giurisprudenza sul diritto del lavoro in ambito privato. Da questo punto di vista la pratica menzionata nel ricorso “appare discutibile”, scrive il tribunle.
Un'altra "soluzione ugualmente giustificabile o addirittura più precisa" sarebbe quindi stata possibile. Nella loro sentenza, i giudici di Losanna sottolineano tuttavia che la prima Corte di diritto sociale del Tribunale federale di Lucerna - competente in simili casi - avrebbe potuto soltanto stabilire se la decisione del Tribunale amministrativo cantonale sia stata arbitraria o meno.
La questione è in effetti dibattuta da anni. Nel febbraio 2019 la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) ha stabilito che il tempo necessario per cambiarsi i vestiti dev'essere considerato come tempo di lavoro remunerato. Questa prassi viene ad esempio seguita a livello cantonale negli ospedali della città di Zurigo e dalla clinica privata Hirslanden, ma non l'ospedale Limmattal.
Anche nel canton Berna gli ospedali hanno deciso, nel gennaio 2020, che i dipendenti devono ricevere un supplemento per il cambio dei vestiti. A San Gallo, gli ospedali pubblici, il sindacato Vpod/Ssp e l'Associazione dei professionisti del settore infermieristico hanno concordato nel dicembre 2019 che in futuro il tempo trascorso negli spogliatoi sarà considerato orario di lavoro.