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"L'ho scritto in modo molto diverso dai miei soliti testi come, ad esempio, 'Bastardi senza gloria' e 'Django', che, se vogliamo, erano dei lunghi romanzi. Per questo, ho scelto di scrivere direttamente i dialoghi come se fossero per il teatro e dopo tre versioni l'ho finito. Non avevo mai lavorato così e sono molto contento del prodotto che ne è uscito!". Ad esprimere tutta la sua soddisfazione per la sua ultima creatura ai microfoni della RSI, è il regista Quentin Tarantino intervistato da Daniele Compatangelo a Beverly Hills, in occasione dell’uscita nelle sale ticinesi di The Hateful Eight, vincitore di un Golden Globe per le musiche di Ennio Morricone ed in corsa agli Oscar con tre nomination.
Il film (girato interamente in 70 millimetri) è un western sulle nevi, fitto di dialoghi teatrali con un'esplosione di violenza solo nella seconda parte, ispirato (svela il regista) da 'Il Grande Freddo' di Sergio Corbucci. Gli attori hanno dovuto affrontare realmente le condizioni estreme in cui è ambientata la vicenda. "Mi sono divertito, ma non ero per niente abituato a recitare sotto una tesmpesta di vera neve. Un freddo che non le dico… avevo neve dappertutto!" sottolinea Samuel L.Jackson, uno dei protagonisti e presenza storica nei film di Quentin Tarantino.
Diem/TG
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