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Nella causa in merito a XRP, gli avvocati di Ripple affermano che le accuse di frode dovrebbero essere respinte dal giudice perché prive di prove.
Il 29 luglio 2020 è stato depositato un documento presentato dai legali della società al giudice Hon. Phyllis J. Hamilton che si sta occupando del caso 4:18-cv-06753-PJH con cui il querelante Bradley Sostack accusa Ripple di frode.
Secondo Sostack infatti la società sarebbe colpevole di non aver registrato XRP come security presso la SEC, e di aver utilizzato tecniche ingannevoli per frodare gli investitori che lo hanno acquistato.
Infatti gli investitori sarebbero stati convinti ad acquistare XRP tempo fa con la promessa di ottenerne un guadagno, ovvero come se fosse una security.
Invece in seguito il valore di XRP, soprattutto dopo il clamoroso picco di oltre 3,7$ raggiunto nella prima settimana di gennaio 2018, si è decisamente ridotto, fino agli attuali 0,2$ circa, ed il querelante afferma che ciò sia dovuto alle vendite di XRP sui mercati operati in continuazione dalla società stessa.
Ripple e la causa su XRP security
La causa legale è stata intentata nel maggio 2018, quando il valore di XRP era già sceso sotto quota 0,7$.
Secondo quanto affermato nella lettera dei legali di Ripple, il querelante principale non sarebbe stato in grado di dimostrare che le dichiarazioni rilasciate nel 2017 dal CEO dell’azienda, Brad Garlinghouse, siano false, e pertanto le sue accuse sarebbero basate solamente su ipotesi non confermate.
Sostack infatti non sarebbe stato in grado di spiegare perché le dichiarazioni di Garlinghouse sarebbero false.
Ad esempio il querelante sostiene che Garlinghouse abbia venduto 67 milioni di XRP, per un valore di circa 16,4 milioni di dollari, dopo aver dichiarato il 14 dicembre 2017 di essere molto long su XRP in percentuale al suo patrimonio personale.
Inoltre il querelante afferma anche che la causa avrebbe anche i requisiti per supporre uja violazioni della legge antifrode statunitense, avendo identificato oltre una dozzina di altre dichiarazioni false o fuorvianti fatte da Ripple e dal suo CEO.
Invece la lettera degli avvocati di Ripple conclude che:
“Il querelante non ha risolto i difetti che hanno portato la Corte a respingere le sue richieste di frode del suo reclamo originale, Dkt. 85 a 40, e non ha soddisfatto i requisiti di supplica accresciuti della Regola 9 (b). Questi difetti sono incurabili e le richieste di frode devono essere respinte con pregiudizio”.