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BERNA - Nei negoziati salariali 2022, la delegazione negoziale della Società Svizzera degli Impresari-Costruttori si concentrerà «sulla garanzia del maggior numero possibile di posti di lavoro nel settore principale della costruzione». Un numer questo che, spiega la SSIC, dall'inizio della pandemia di coronavirus è molto inferiore rispetto a quello del 2019, ciò a causa della difficile situazione sui mercati e delle prospettive economiche incerte.
Incertezze economiche «in parte alimentate e aggravate dalla situazione di tensione con l'UE a causa del fallito accordo quadro, ampiamente respinto dai sindacati».
Mantenere i posti di lavoro - Alla luce della più grande crisi economica degli ultimi decenni, il settore principale della costruzione si sente «in dovere di assumersi la propria responsabilità in quanto uno dei primi dieci settori in termini di numero di dipendenti; nelle zone rurali, la costruzione è spesso anche fra i primi tre settori in termini di numero di dipendenti». «Questo fatto - sottolinea - è la migliore prova delle condizioni di lavoro attrattive nella costruzione. Nel campo dei settori artigianali, il settore principale della costruzione paga i salari di gran lunga più elevati. Tali salari sono fra i più elevati in Europa e sono anche in grado di tenere il passo con il livello salariale delle professioni accademiche».
Nè riduzioni, nè adeguamenti - Nel 2022, conclude la SSIC, questi posti di lavoro non devono essere messi a repentaglio con leggerezza. Il Comitato centrale ha quindi deciso di non dare seguito alle richieste di riduzioni salariali, ma ha anche dichiarato che non vi sarà alcun adeguamento salariale generale a partire dal 1° gennaio 2022.
La prima sessione negoziale tra la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori e i sindacati è prevista per il 6 settembre 2021.