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Visita di lavoro a Berna, giovedì, della vice-ministra israeliana della difesa Dalia Rabin-Pelossof, figlia del primo ministro assassinato Yitzhak Rabin.
La Svizzera deve continuare la sua cooperazione militare con Israele: Dalia Rabin-Pelossof, vice- ministra israeliana della difesa, ha rivolto questo appello a Berna ed ha ringraziato le autorità svizzere che hanno dichiarato di essere pronte a sostenere la commissione dell'ONU che indaga sui fatti di Jenin.
Figlia di Yitzhak Rabin
«Se la Svizzera dovesse modificare le modalità della sua collaborazione militare con Israele, ciò darebbe l'impressione all'altra parte, ossia ai palestinesi, di aver riportato una vittoria», ha dichiarato la vice ministra della difesa israeliana. La Rabin-Pelossof ha aggiunto che «la Svizzera non deve dimenticare chi ha provocato l'attuale situazione» in Medioriente.
Figlia del primo ministro israeliano assassinato Yitzhak Rabin, la Rabin-Pelosoff ha incontrato tra gli altri Philippe Welti, capo della politica di sicurezza al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).
Welti ha ricordato alla responsabile israeliana la posizione delle autorità svizzere. Le ordinazioni di materiale militare svizzero a Israele (circa 200 milioni di franchi) non sono messe in dubbio: «Ne va della nostra credibilità», ha dichiarato Welti davanti ai media. Per ordinazioni future - ha aggiunto - la Svizzera si riserva il diritto di procedere a cambiamenti in funzione dell'evoluzione della situazione in Medio Oriente.
swissinfo e agenzie