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Il Consiglio federale, nella seduta del 21 febbraio, ha adottato la decisione congiunta della Confederazione e dei Cantoni sulle raccomandazioni del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.
Nel quadro del terzo Esame Periodico Universale (EPU; Universal Periodic Review, UPR), gli Stati membri dell’ONU hanno formulato 251 raccomandazioni riguardanti la situazione dei diritti umani nella Confederazione; il Consiglio federale ha accolto 161 di queste raccomandazioni e ne ha respinte 91.
La decisione del Consiglio è il risultato di un’ampia consultazione con tutti i servizi federali coinvolti, dei Cantoni e delle organizzazioni non governative; la Svizzera presenterà la propria presa di posizione il 15 marzo del 2018 in occasione della 37esima sessione del Consiglio dei diritti umani a Ginevra.
Il terzo EPU, dopo quelli del 2008 e del 2012, si è svolto in un’atmosfera costruttiva, la Svizzera ha sfruttato questa occasione di dialogo con gli Stati membri dell’ONU per riflettere sulla situazione interna e per mostrare come il rispetto dei diritti umani viene costantemente migliorato sia al livello di Confederazione che di Cantoni.
L’Esame Periodico Universale è uno dei principali strumenti del Consiglio dei diritti umani a Ginevra che permette di stilare un bilancio della situazione dei diritti umani in tutti i Paesi del membri dell’ONU e si tiene ogni quattro anni e mezzo.
“L’interesse della comunità internazionale nei confronti dell’esame della Svizzera è frutto, da un lato, del ruolo attivo del nostro Paese all’interno del Consiglio dei diritti umani, dall’altro è riconducibile alla sua funzione di Stato ospite e alla presenza della Ginevra internazionale. Con la propria politica nell’ambito dei diritti umani, la Svizzera cerca di dare un contributo, sul piano nazionale come su quello internazionale, alla pace e alla sicurezza globale, alla prevenzione dei conflitti e dell’estremismo violento, a uno sviluppo sostenibile e alla prosperità generale”.