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<h2>SubmittedText<h2><p>Considerando l'importanza che riveste il pilastro "cooperazione" nella nostra politica di sicurezza e le possibilità offerte dal diritto e dalla nostra politica di neutralità (parere del DDPS di fine novembre 2017), il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In quale misura le numerose possibilità di cooperazione internazionale proposte saranno prese in considerazione nell'ambito della politica di sicurezza/sicurezza aerea e in particolare nei lavori in corso volti ad acquistare nuovi aerei da combattimento? Questo elemento sarà integrato nel messaggio che accompagnerà il decreto federale contenente la decisione programmatica relativa a Air 2030?</p><p>2. Più in generale, in quale misura si terrà conto di questi potenziali di cooperazione internazionale per il funzionamento e lo sviluppo degli altri ambiti del nostro esercito e della sicurezza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Esercito svizzero coopera in diversi ambiti con altri eserciti. Le Forze aeree si allenano insieme ad altre aviazioni militari, ad esempio in Francia, Germania e Gran Bretagna, e scambiano dati sulla situazione aerea con i Paesi limitrofi; in futuro è previsto anche lo scambio di dati con la NATO tramite Air Situation Data Exchange. Nel 2004 con Francia, Italia, Germania e Austria sono stati conclusi accordi per il servizio di polizia aerea transfrontaliero contro le minacce aeree non militari.</p><p>Un acquisto comune di aerei da combattimento non sarebbe sensato. In questo modo la libertà d'azione della Svizzera sarebbe limitata massicciamente poiché le esigenze militari e le tabelle di marcia dovrebbero adeguarsi a quelle dello Stato partner. Inoltre la Svizzera non sarebbe particolarmente attrattiva come partner: solo nel nostro Paese esiste la possibilità che in seguito a una votazione popolare ci si troverebbe costretti ad abbandonare un progetto già in stadio avanzato.</p><p>Il potenziale delle cooperazioni internazionali viene esaminato nel Programma Air 2030. Tuttavia il diritto in materia di neutralità è alquanto vincolante: la logistica, la manutenzione e l'allenamento comuni, lo scambio di piloti e il servizio di polizia aereo collettivo transfrontaliero sono compatibili con il diritto in materia di neutralità solo se lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile per le attività e gli ambiti in cui una cooperazione è utile e un'interruzione non provoca gravi conseguenze. Per quanto riguarda le attività fondamentali per l'esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione), in caso di emergenza è tuttavia necessario poterle svolgere con risorse nazionali.</p><p>La cooperazione internazionale è necessaria e utile. Per quanto riguarda le capacità e le infrastrutture critiche per l'impiego dell'esercito, a causa del diritto in materia di neutralità e della necessità di indipendenza la Svizzera non può tuttavia dipendere completamente dalla cooperazione internazionale. Al pari della cooperazione anche l'indipendenza è concetto chiave della nostra politica di sicurezza.</p>  Risposta del Consiglio federale.