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Covid-19: il rischio che i bimbi si ammalino gravemente o muoiano è basso
L'analisi mostra che in Inghilterra sono morti a causa del virus nel primo anno della pandemia 25 bambini.
Nuovi dati suggeriscono che il rischio che i bambini muoiano di Covid-19 o si ammalino gravemente è estremamente basso.
Durante i primi 12 mesi della pandemia sanitaria globale, 25 persone di età inferiore ai 18 anni sono morte a causa del virus in Inghilterra, portando il tasso di mortalità complessivo di due per milione di bambini.
Altri 36 bambini erano risultati positivi al Covid-19 al momento della loro morte, ma le cause del decesso sono da attribuire ad altre patologie.
Ai giovani più gravemente colpiti dal coronavirus erano già state diagnosticate molteplici malattie croniche o neuro-disabilità.
Si stima inoltre che 15 dei bambini deceduti, avessero condizioni di salute estremamente precarie.
L'analisi degli scienziati dell'University College di Londra e delle Università di York, Bristol e Liverpool è ora allo studio del gruppo consultivo sui vaccini del Regno Unito, mentre continua il dibattito sull'opportunità di vaccinare i bambini contro il Covid-19.
Ai minori di 18 anni non viene attualmente offerta una vaccinazione nel Regno Unito, anche se hanno condizioni di salute pregresse, ma ci sono state discussioni sull'apertura del programma vaccinale ai bambini di età pari o superiore a 12 anni.
«Penso che dai nostri dati, e secondo la mia opinione del tutto personale, sarebbe molto ragionevole vaccinare un certo numero di gruppi che abbiamo studiato, che non hanno un rischio di morte particolarmente elevato, ma sappiamo che il loro rischio di avere una malattia grave e di venire in terapia intensiva, sebbene ancora basso, è più alto rispetto alla popolazione generale», ha precisato alla BBC il ricercatore capo, il professor Russell Viner.
Dati congiunti hanno anche rivelato che fino a febbraio di quest'anno 5.800 bambini sono stati ricoverati negli ospedali per il virus e 250 giovani hanno avuto bisogno di cure intensive.
Covermedia