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EFD: Oro e utili della Banca nazionale a Confederazione e Cantoni
Berna (ots) - 20 ago 2003 (DFF) In data odierna il Consiglio
federale ha approvato all'attenzione del Parlamento il messaggio e
il decreto federale concernenti l'utilizzazione di 1'300 tonnellate
di oro della Banca nazionale (BNS). Il Consiglio federale propone di
mantenere al suo valore reale il patrimonio non più utilizzato ai
fini della politica monetaria e di creare un fondo che lo
amministri. Per un periodo di 30 anni i redditi devono essere
ripartiti nella misura di un terzo alla Confederazione e di due
terzi ai Cantoni. In pari tempo il Consiglio federale ha trasmesso
al Parlamento il suo parere sull'iniziativa "Utili della Banca
nazionale per l'AVS. L'iniziativa prevede di versare in futuro al
Fondo di compensazione AVS l'utile netto della Banca nazionale. Un
miliardo di franchi all'anno sarebbe riservato ai Cantoni. Il
Governo raccomanda di respingere l'iniziativa.
Il 29 gennaio scorso il Consiglio federale aveva già formulato le sue decisioni di fondo riguardo agli attivi della BNS, pari al controvalore di 1'300 tonnellate di oro ("attivi liberi"), non più utilizzati ai fini della politica monetaria e valutaria nonché all'iniziativa "Utili della Banca nazionale per l'AVS" e incaricato l'Amministrazione federale delle finanze (AFF) di elaborare il relativo messaggio entro l'estate.
Con il messaggio il Governo sottopone ora al Parlamento due oggetti distinti: il disegno di una base costituzionale per l'utilizzazione delle 1'300 tonnellate di oro della Banca centrale nonché il parere in merito all'iniziativa popolare "Utili della Banca nazionale per l'AVS". I due oggetti rappresentano proposte a sé stanti. Essi possono pertanto essere accettati o respinti in modo indipendente l'uno dall'altro. Tuttavia, dal momento che entrambi vertono in senso lato sull'utilizzazione del patrimonio della Banca nazionale, il Consiglio federale ha deciso di sottoporli al Parlamento in un unico messaggio con due decreti federali distinti.
Mantenimento del valore reale - redditi alla Confederazione e ai Cantoni per 30 anni
Il disegno riguardante l'utilizzazione delle 1'300 tonnellate di oro verte sulle riserve auree della Banca nazionale, che dall'inizio degli anni Settanta sino a metà del 2000 erano state immobilizzate presso la BNS conformemente alle prescrizioni legali. A seguito della soppressione del vincolo legale del franco all'oro deciso il 1° maggio 2000, una parte di queste tonnellate può ora essere venduta e impiegata per altri scopi pubblici. Gli attivi liberi risultanti dalla vendita devono essere mantenuti al loro valore reale. È necessaria una base costituzionale per il mantenimento del valore reale, dato che il vigente articolo 99 capoverso 4 Cost. prevede la distribuzione degli utili della Banca nazionale a Cantoni e Confederazione. Una simile ripartizione presuppone per natura che i destinatari possano disporre senza restrizioni dei mezzi. Se viene ora imposta la condizione del mantenimento del valore reale, questa possibilità di poterne disporre liberamente non è più data.
Già vendute 840 tonnellate di oro
A fine luglio 2003 la BNS aveva già venduto 840 delle 1'300 tonnellate d'oro. Queste vendite hanno permesso di ricavare 12,7 miliardi di franchi. Il prezzo medio dell'oro venduto è stato di circa 15'500 Fr./kg.
Per evitare conflitti d'interessi fra la conduzione della politica monetaria e valutaria, da un lato, e la gestione patrimoniale, dall'altro, quest'ultima dovrà essere assunta da un fondo esterno alla BNS. I redditi reali del patrimonio saranno attribuiti nella misura di un terzo alla Confederazione e di due terzi ai Cantoni. Questa proposta è limitata a un periodo di 30 anni. Qualora si deciderà di non più continuare a gestire il fondo, alla scadenza di tale termine il patrimonio sarà suddiviso per un terzo alla Confederazione e per i due terzi ai Cantoni.
Con questa proposta il Consiglio federale riprende - ai fini della distribuzione dei ricavi del patrimonio - la regola valida per la ripartizione degli utili della Banca nazionale. Il fatto che i redditi figurino nel preventivo ordinario di Confederazione e Cantoni permette di evitare destinazioni vincolate problematiche nell'ottica politico-finanziaria. Sul piano economico, la soluzione più sensata è quella di utilizzare gli attivi liberi, senza vincolarli a determinati scopi, per il finanziamento di compiti esistenti. Rinunciando al finanziamento di compiti supplementari si contribuisce a diminuire i debiti o a ridurre le imposte.
Convenzione principale e accordo aggiuntivo sulla ripartizione degli utili
La convenzione del 5 aprile 2002 sulla ripartizione degli utili stipulata fra la BNS e il Dipartimento federale delle finanze (DFF) definisce una ripartizione annua degli utili da distribuire a Confederazione e Cantoni pari a 2,5 miliardi. Questa convenzione principale del mese di aprile del 2002 ha per oggetto gli utili correnti della Banca nazionale nonché la riduzione degli accantonamenti eccedentari.
Il 12 giugno 2003 il DFF e la BNS hanno convenuto mediante un accordo aggiuntivo sulla ripartizione degli utili che a partire dalla primavera del 2004 e sino all'entrata in vigore di una nuova base legale i redditi conseguiti sugli attivi liberi sono distribuiti in ragione di un terzo alla Confederazione e di due terzi ai Cantoni. L'importo annuo destinato alla distribuzione aumenterà costantemente con le vendite dell'oro - e sulla base dell'ipotesi di un prezzo dell'oro medio pari a 15'000 fr./kg - da 300 milioni nel 2004 a 500 milioni a partire dal 2006.
Nel 2007, le previsioni sui redditi riferite all'accordo aggiuntivo saranno sottoposte, unitamente a quelle per la convenzione principale, a una verifica. Inoltre, anche per l'accordo aggiuntivo valgono i limiti superiori e inferiori per gli accantonamenti della BNS previsti nell'ambito della convenzione principale. Non appena gli accantonamenti si scostano nella misura di oltre 10 miliardi di franchi dall'andamento auspicato, saranno necessarie modifiche della convenzione sulla ripartizione degli utili.
Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa
Mentre l'utilizzazione degli attivi liberi verte sul patrimonio della Banca nazionale, che è stato accumulato in passato e che ora, a seguito di un adeguamento del regime monetario, può essere ripartito, l'iniziativa popolare del 9 ottobre 2002 "Utili della Banca nazionale per l'AVS" si riferisce ai redditi futuri e periodici della Banca nazionale. L'iniziativa propone una modifica dell'attuale chiave di riparto contenuta nell'articolo 99 capoverso 4 Cost., secondo il quale gli utili della Banca nazionale sono attribuiti per un terzo alla Confederazione e per due terzi ai Cantoni. Secondo l'iniziativa, gli utili della Banca nazionale dovranno confluire in futuro nel fondo AVS. È fatto salvo il trasferimento di un miliardo di franchi all'anno ai Cantoni. Mediante questa modifica della chiave di riparto, l'iniziativa intende contribuire ad assicurare il finanziamento dell'AVS. Anche il Governo ritiene che il problema dell'AVS sia prioritario; non può tuttavia essere risolto con una parte dei redditi del patrimonio aureo.
Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa per due motivi. In primo luogo, perché non è in grado di raggiungere l'obiettivo da essa auspicato e, in secondo luogo, perché esporrebbe la SNB a una forte influenza politica.
Per quanto concerne il primo motivo, anche se l'iniziativa entrasse in vigore, essa permetterebbe di posticipare al massimo di qualche anno un aumento dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS. L'iniziativa non porterebbe tuttavia un risanamento a lungo termine dell'AVS, in particolare perché a partire dal 2013, ma già prima se necessario a seconda dell'evoluzione dei redditi, l'utile distribuito dalla banca centrale si aggirerà soltanto attorno al miliardo previsto dagli iniziativisti per i Cantoni. Pertanto non rimarrebbe più niente all'AVS, dal momento che un miliardo è comunque previsto per i Cantoni.
In merito al secondo motivo, sancendo uno scopo di finanziamento per l'AVS nell'articolo costituzionale riguardante la banca centrale, l'iniziativa potrebbe, da un lato, mettere in pericolo la credibilità della BNS e, dall'altro, esporre l'istituto a una maggiore influenza politica. Proprio perché l'iniziativa si fonda su stime irrealistiche degli utili, vi è soprattutto il pericolo che, in caso d'accettazione dell'iniziativa, venga esercitata una forte pressione politica sulla BNS affinché aumenti le sue distribuzioni a favore dell'AVS. Ciò sarebbe in contraddizione con l'indipendenza della BNS sancita nella Costituzione.
Informazioni: Marianne Widmer, Amministrazione federale delle finanze, tel. 031 322 54 31
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