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La proposta del Consiglio federale di abolire le scorte obbligatorie di caffè, in procedura di consultazione fino ad oggi, è aspramente criticata dall'industria svizzera del settore: essa considera la scura bevanda un bene vitale per il quale la sicurezza di approvvigionamento non è assolutamente garantita. La decisione finale sulla questione è attesa in autunno.
Il caffè, per il Consiglio federale, non contiene praticamente alcuna caloria e dal punto di vista nutrizionale non può quindi fornire energia alimentare. Inoltre, viene coltivato in tre continenti e i chicchi sono raccolti tutto l'anno.
Ora però questi risultati sono contestati dall'organizzazione del settore Comunità di Interessi Caffè Svizzera (CICS). Secondo loro, la sicurezza dell'approvvigionamento non è assolutamente garantita poiché essa dipende al 100% dalle forniture estere. E non va sottovalutata l'importanza del caffè "come motivatore e promotore di prestazioni nel lavoro e nella vita quotidiana".
ats/joe.p.