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RUAG Ammotec, divisione di Ruag che produce munizioni di piccolo calibro, può essere venduta, giacché tale impresa non ha una rilevanza sistemica per la sicurezza del Paese.
È quanto pensa il Consiglio degli Stati che oggi ha respinto (28 voti a 16) una mozione con cui si chiedeva al Consiglio federale di rinunciare alla cessione di "questo gioiello dell'industria elvetica".
Il voto odierno della Camera dei Cantoni sconfessa la raccomandazione a favore della mozione del "senatore " Werner Salzmann (UDC/BE) della commissione della politica di sicurezza (benché solo per 6 voti a 5 e una astensione).
Secondo la commissione, e lo stesso Salzmann, quale Stato neutrale e indipendente la capacità della Svizzera di fabbricare munizioni costituisce un elemento fondamentale della sua capacità di difesa. La pandemia ci ha aperto gli occhi: in caso di crisi ogni Stato pensa per sé, ai propri bisogni, chiudendo anche le frontiere se necessario. In caso di conflitto, avremmo problemi a procurarci munizioni a sufficienza.
Ma per la maggioranza del plenum, sostenuta dal ministro delle finanze Ueli Maurer, la pianificazione dell'esercito è concepita in modo tale che per tempi di crisi acuta siano sempre disponibili scorte di munizioni sufficienti. L'esercito è così in grado di adempiere il proprio compito a prescindere che la Ruag Ammotec sia o meno di proprietà della Confederazione.
Stando a Maurer, inoltre, questa impresa non riveste un'importanza sistemica per la sicurezza del Paese. Già oggi, i siti di produzione in Svizzera dipendono da componenti (polvere, elementi d'accensione) che provengono dall'estero.
Per molti "senatori", inoltre, in mani private la ditta sarebbe più flessibile e indipendente, potendo dunque rimanere concorrenziale anche in futuro. Per Carlo Sommaruga (PS/GE), la cessione di questa società va verso un disimpegno dello Stato nella produzione di armi e munizioni, un'evoluzione rallegrante che va sostenuta a suo avviso.
Un anno fa il governo aveva annunciato una riorganizzazione della RUAG. A medio termine il settore internazionale e non legato all'esercito non dovrebbe più essere controllato dalla Confederazione. Dal canto suo, la divisione RUAG Ammotec, che produce munizioni di piccolo calibro, dovrebbe essere venduta ma ad una condizione ben precisa: il sito di Thun (BE) dovrà restare in esercizio. RUAG Ammotec ha in organico attualmente 2'000 persone di cui 300 in Svizzera.
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