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L’azienda si conforma alla legge e potrà dunque continuare a esercitare le sue attività in riva al Lemano
Uber può continuare a esercitare nel Canton Ginevra. La multinazionale californiana si è impegnata a risolvere le vertenze passate e a rispettare la legge, come chiesto da una sentenza del Tribunale federale. Le autorità di Ginevra hanno dato oggi il loro assenso.
In particolare, Uber ha promesso di versare 35,4 milioni di franchi per adempiere ai suoi obblighi di datore di lavoro nei confronti degli autisti, ha precisato il Dipartimento cantonale dell’economia e del lavoro.
La somma servirà principalmente al pagamento dei contributi sociali dovuti sin dall’arrivo di Uber a Ginevra nel 2014. Si tratta sia delle quote padronali che di quelle dei dipendenti. Queste ultime ammontano a circa 15,4 milioni di franchi.
L’azienda verserà inoltre ai suoi autisti 4,6 milioni di franchi come risarcimento per i chilometri percorsi tra il 29 ottobre 2019 e il 17 giugno 2022. Uber ha infine promesso di fornire ai suoi ex autisti i loro dati personali dal 1° gennaio 2017.
Questo adeguamento è conseguente a una sentenza del Tribunale federale risalente al mese di giugno, che considera gli autisti che utilizzano l’applicazione della società come dipendenti e non come lavoratori autonomi, in contrasto con l’approccio che la multinazionale californiana ha sempre difeso.
Attualmente Uber a Ginevra beneficia di una sospensione del diritto di esercizio. Questo status provvisorio sarà prorogato fino al 31 marzo 2023, una volta che Uber avrà pagato gli importi dovuti. Il divieto sarà revocato dopo tale data.
Per lo Stato di Ginevra, Uber si è pertanto conformata alla legge fino al 17 giugno 2022. Da allora ha trasferito i contratti di lavoro dei suoi autisti a Mitc, una società partner. Questo nuovo modello è attualmente in fase di verifica da parte dell’amministrazione ginevrina.