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A cosa occorre prestare attenzione quando si usano le storie di Boby?
Le storie del cagnolino Boby possono suscitare reazioni molto diverse da un bambino all’altro. È importante che il professionista ascolti le storie insieme al bambino e che non lo lasci solo. Il bambino deve sentire la vicinanza di un adulto ben disposto nei suoi confronti, qualora desideri parlare.
A volte potrebbero rendersi necessarie delle pause per dare al bambino il tempo di parlare se si sentisse chiamato in causa. In ogni caso, l’adulto dovrà prevedere tempo a sufficienza per la discussione al termine di ogni storia. Se ha voglia di farlo, il bambino deve avere la possibilità di esprimersi. Non bisogna aspettarsi per forza una reazione immediata da parte del bambino. Alcuni potrebbero reagire diversi giorni dopo aver ascoltato la storia, quando meno ce lo si aspetta.
È quindi molto importante nonforzare mai il bambino a parlare della sua situazione. Spesso i bambini provano un forte senso di lealtà nei confronti dei loro genitori e potrebbero facilmente sentirsi in colpa se avessero sentore di averli traditi. Parlare di quello che prova Boby potrebbe già essere sufficiente per far capire al bambino alcuni aspetti della sua quotidianità. I bambini non iniziano a raccontare quando vorremmo noi, spesso decidono all’improvviso di renderci partecipi delle loro piccole riflessioni. Per esempio:
«Sai, quando Fred dice che è sempre per colpa di Boby che litiga con sua moglie, non dice tutta la verità. La colpa non è di Boby. È Fred che non riesce a calmarsi.» Oppure: «Hai notato che Boby è triste perché Fred non l’ha accompagnato alla scuola per i cani? Si sente diverso dagli altri cagnolini perché i loro padroni sono lì con loro e Fred no». In queste situazioni può essere sufficiente parlare di Boby, mentre in altre il bambino magari collegherà la storia di Boby alla sua.