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BELLINZONA - Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha confermato ieri che il riconoscimento dell’equivalenza della Borsa svizzera da parte dell’Ue è legata all’accordo quadro istituzionale fra Berna e Bruxelles, proponendo un'equivalenza limitata sino alla fine del 2018. Una notizia che non piace alla Lega dei ticinesi, che parla di «ricatto ai danni della Svizzera».
I leghisti puntano il dito contro il Consiglio federale, accusato di «regalare» all’Ue 1,3 miliardi di franchi. «Ecco a cosa sono servite le colazioni segrete tra la Leuthard e Juncker - chiosa il partito -. Ecco cosa hanno portato i saluti con i bacetti: il più classico bacio di Giuda».
La Lega dei ticinesi è convinta che l’Ue consideri la Svizzera «come una sua colonia». La causa? «L’inettitudine della maggioranza politica PLR-PPD-PSS, cameriera di Bruxelles». Per questo motivo «farà tutto quanto in suo potere affinché il regalo di 1,3 miliardi di franchi non venga versato e affinché venga disdetto l’accordo bilaterale sulla libera circolazione».
La soluzione per i leghisti sembra una: «Solo lo “Swissexit” permetterà al nostro paese di avere un futuro».