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C'è il primo caso identificato fuori dalla Cina del nuovo coronavirus, che finora ha fatto ammalare 41 persone con un'infezione polmonare.
Si tratta di una persona in Thailandia, identificata e ricoverata dalle autorità del paese lo scorso 8 gennaio, un viaggiatore proveniente da Wuhan, la città cinese focolaio dell'epidemia. Lo rende noto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Visti gli sviluppi, il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si consulterà con i membri del Comitato di emergenza e convocherà un incontro con loro a brevissimo. La possibilità che nuovi casi vengano identificati in altri paesi non era inaspettata, e rafforza le raccomandazioni dell'Oms agli altri paesi di monitorare attivamente e farsi trovare preparati.
A tal fine ha preparato delle linee guida su come rilevare e trattare le persone colpite dal nuovo virus. Il suo sequenziamento genetico condiviso dalla Cina permetterà a più paesi di fare diagnosi più rapide. È altresì essenziale, per l'Oms, che la Cina continui a lavorare per identificare la fonte dell'epidemia ed eventuali animali che lo trasmettono.
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