Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/191721

<h2>SubmittedText<h2><p>Il diabete è una malattia cronica che, se non tenuta efficacemente sotto controllo per tutta la vita, porta a complicanze che interessano diversi organi (reni, occhi, cuore, nervi, arterie ecc.). Per mantenere un equilibrio glicemico ottimale, alcuni diabetici devono controllare più volte al giorno la loro glicemia e iniettarsi l'insulina da quattro a sei volte al giorno. Alcuni preferiscono ricorrere alla pompa di insulina (microinfusore insulinico), che può essere associata a un monitoraggio continuo della glicemia. Rispetto ai metodi tradizionali, questo sistema consente solitamente di raggiungere un equilibrio glicemico di gran lunga migliore, il che, a lungo termine, si traduce in una riduzione delle complicanze legate alla malattia e quindi anche dei costi della salute.</p><p>Il 1° luglio 2018 è entrata in vigore la riduzione del rimborso dei costi delle pompe di insulina decisa dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Le industrie che fabbricano questi dispositivi medici, però, non hanno adeguato i loro prezzi. Ne consegue che, a seconda del trattamento scelto (tipo di catetere o di ago), i pazienti devono sborsare di tasca propria da 70 centesimi a fr. 1,09 al giorno. Per i diabetici, questo sistema comporta il pagamento di 300 franchi per la franchigia, 700 franchi per la quota parte e di un importo supplementare che oscilla fra fr. 255,50 e 397,85 per l'affitto della pompa e l'acquisto del materiale. La maggior parte di coloro che si curano con la pompa insulinica sono diabetici di tipo 1, affetti cioè da diabete mellito, una patologia cronica che si manifesta prevalentemente nell'infanzia e nell'adolescenza. L'aumento dei costi a loro carico mette in difficoltà finanziarie numerosi portatori di microinfusori insulinici, specialmente giovani in formazione e persone senza reddito o con redditi modesti.</p><p>Non è raro, quindi, che i diabetici rinuncino al trattamento con pompa di insulina, con il rischio di andare incontro a problemi di salute e, dunque, di generare costi della salute globalmente più elevati che si ripercuoteranno sull'insieme degli assicurati.</p><p>Il Consiglio federale può fare pressione sulle aziende interessate affinché adeguino i loro prezzi ai rimborsi stabiliti dall'UFSP? In caso contrario, può considerare di indurre l'UFSP a fare marcia indietro e a rinunciare alla riduzione dei rimborsi per la terapia con pompa insulinica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il rimborso dei sistemi di pompaggio dell'insulina è stato oggetto di riesame nell'ambito della revisione dell'Elenco dei mezzi e degli apparecchi (EMAp) con riferimento ai criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità previsti dalla legge. Un elemento centrale della valutazione dell'economicità è costituito dai confronti con i prezzi praticati all'estero. Com'era prevedibile, questi confronti hanno dimostrato che i prezzi delle pompe in Svizzera sono in alcuni casi ben al di sopra della media europea, una constatazione del resto emersa anche dai rapporti del Sorvegliante dei prezzi. La differenza di prezzo non può essere giustificata in alcun modo con i maggiori costi logistici e salariali. Il Dipartimento federale dell'interno ha tenuto conto di questo aspetto quando, il 1° luglio 2018, ha ridotto moderatamente (del 7 per cento circa) l'importo massimo rimborsabile per la terapia con pompa insulinica. Nel frattempo alcuni fornitori hanno adeguato i loro prezzi, altri no. Quindi non per tutti i produttori sono necessari esborsi supplementari.</p><p>Poiché il rimborso dei prodotti contenuti nell'EMAp non avviene secondo una tariffa fissata dalle autorità nel singolo caso (com'è il caso, invece, dei medicamenti dell'elenco delle specialità) o secondo una convenzione tariffale, il Consiglio federale non dispone di alcuna base giuridica per costringere i produttori a ridurre i prezzi.</p><p>Nel rispetto del principio dell'efficienza economica, il Consiglio federale non ritiene opportuno riportare l'importo massimo rimborsabile al livello precedente al 1° luglio 2018.</p>  Risposta del Consiglio federale.