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Nato come un’indagine sul concetto di esperienza teatrale intesa come esperienza collettiva, la coreografia si è evoluta in un’esplorazione di cosa significhi e cosa possa rivelare il tentativo di creare un’esperienza collettiva in un contesto teatrale.
Con questo lavoro, il coreografo e performer americano Jeremy Nedd – ora “di casa” a Basilea –cerca di creare qualcosa di molto simile alla propria idea di esperienza collettiva in uno spazio teatrale. Per farlo, decide di elencare i motivi che aiutano la connessione tra persone, per poi riunirli in tre motivi per cui le comunità nascono: lutto, celebrazioni e protesta.
Una forte influenza sulla scelta di questi tre temi gli è venuta dalle numerose uccisioni di uomini e donne afroamericani e dall’epidemia di violenza negli Stati Uniti. La ricerca si focalizza quindi anche su come questi tre temi sono messi in pratica dalle persone coinvolte in una situazione di comunità, che vengono qui reinterpretati da una persona sola – da qui il titolo dello spettacolo. L’obiettivo è di creare un’esplorazione a più livelli del tema e una critica dell’esperienza teatrale e del ruolo delle comunità nella società.
In Communal Solo, Jeremy Nedd sfuma i confini tra performer e spettatore: partendo da una playlist, sviluppa un’esperienza che non solo onora l’interprete, ma anche lo spettatore.