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La Svizzera non vuole che il ricorso delle organizzazioni islamiche contro il divieto di costruire minareti sia trattato dalla più alta istanza della Corte europea dei diritti umani, ma segua l'iter normale.
In una lettera inviata l'8 febbraio alla Corte di Strasburgo l'Ufficio federale di giustizia (UFG) si oppone alla proposta della "piccola camera" di trasferire il ricorso alla "Grande camera". Secondo Berna, non vi è nulla di straordinario dal punto di visto giuridico che giustifichi il passaggio. La cosa deve venir trattata "normalmente", ha precisato il portavoce dell'UFG Folco Galli, reagendo a una notizia diffusa da "24 Heures" e "Tribune de Genève". Ora si aspetta la risposta della Corte europea, ha aggiunto Galli, indicando che è la prima volta che la Svizzera utilizza un suo diritto di veto.
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