Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01118.jsonl.gz/499

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Sergio Ermotti, il CEO di UBS (foto d'achivio).
KEYSTONE/ENNIO LEANZA(sda-ats)
Sergio Ermotti intende rimanere ancora a lungo alla testa di UBS. "Sono contento di quello che faccio e penso che ci sia ancora lavoro da portare avanti", ha affermato il CEO della principale banca elvetica in un'intervista diffusa dalla CNBC.
A una domanda della giornalista del network americano, che ricordava come in media la direzione delle banche europee viene rinnovata ogni sette anni, Ermotti - in carica dall'autunno 2011 - ha sostenuto che il termine di paragone va fatto con i colleghi americani. A titolo di confronto, il CEO di Goldman Sachs Lloyd Blankfein è in carica dal 2006, James Gorman di Morgan Stanley dal 2010.
Nell'intervista Ermotti si è anche espresso sulla delocalizzazione delle attività di UBS in seguito alla Brexit. Il CEO ha affermato che il ventaglio di città dove potrebbero essere trasferiti parte degli impieghi attualmente a Londra si sta riducendo.
Ermotti ha in particolare affermato che Francoforte potrebbe essere una scelta interessante. Ci sono però anche altri luoghi che potrebbero entrare in considerazione, "penso ad Amsterdam, penso a Madrid", ha affermato.
"Attualmente - ha aggiunto - stiamo veramente riducendo il numero di opzioni". Una decisione in merito sarà presa entro l'inizio del quarto trimestre, ha ancora detto il CEO di UBS.
Attualmente la banca dà lavoro a 5000 persone nella City londinese. A inizio anno il presidente del consiglio di amministrazione Axel Weber aveva affermato che 1000 è il numero di impieghi che potrebbero essere spostati nel continente.
SDA-ATS