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Contrariamente ai loro compatrioti residenti nella Confederazione, gli svizzeri all'estero si sono schierati ampiamente a favore della grande riforma del sistema previdenziale, sostenuta dal governo e dalla maggioranza del parlamento. Analisi.
La necessità di riformare il sistema previdenziale per garantire il finanziamento futuro delle rendite è un’evidenza per gli svizzeri all'estero, che domenica hanno approvato a larga maggioranza la legge sulla Previdenza per la vecchiaia 2020, con la quale il governo e la maggioranza delle Camere federali intendevano riformare i due pilastri obbligatori su cui si basa l sistema pensionistico svizzero. È ciò che risulta dall'analisi dei risultati della votazione del 24 settembre 2017 negli 11 cantoni che contano separatamente i voti degli svizzeri all'estero.
Se la popolazione elvetica ha respinto il progetto col 52,7% dei voti, il “sì” ha prevalso tra gli svizzeri all’estero in 10 cantoni su 11. In 9 cantoni, il tasso di consenso a favore di Previdenza 2020 ha sfiorato o addirittura superato il 70% tra i votanti della diaspora.
Tra gli svizzeri all'estero, soltanto quelli iscritti a Ginevra hanno respinto il progetto (57,3%). In questo cantone, praticamente tutte le forze politiche – a destra come a sinistra – erano contrarie alla riforma delle pensioni. Il comportamento di voto dei ginevrini all'estero è d'altronde il più vicino a quello dei loro concittadini residenti in Svizzera: la percentuale di “sì” è solo di tre punti più alta tra la diaspora, mentre in oltre due terzi dei cantoni, lo scarto supera i 20 o perfino i 30 punti percentuali (Argovia e Turgovia).
Domenica i cittadini svizzeri hanno votato anche sull'aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per garantire un ulteriore finanziamento dell’AVS. Anche questa proposta è stata respinta dalla maggioranza dei votanti, che hanno così affossato senza ambiguità l’intero pacchetto di riforme. Il voto degli svizzeri all'estero si è distinto anche in questo caso da quello dell’insieme dell’elettorato.
Questo voto controcorrente può essere spiegato in più modi. Diversi studi mostrano che gli svizzeri all’estero tendono a votare centro-sinistra liberale. E l’esito del voto di domenica sembra confermare questa inclinazione. Anche se osteggiata da una parte della sinistra, la riforma delle pensioni è stata infatti portata avanti dal ministro dell’interno socialista Alain Berset e dai partiti di sinistra e di centro rappresentati in Parlamento.
Questa votazione conferma anche un’altra osservazione fatta in occasione di scrutini precedenti, secondo cui gli espatriati tendono ad avere maggior fiducia nei progetti sostenuti dal governo federale, rispetto al resto dell’elettorato.
Infine, la proposta della presidente del Partito liberale-radicale (PLR, destra) Petra Grössi di risparmiare sulle rendite versate all'estero aveva suscitato un coro di proteste tra i cittadini residenti fuori dai confini nazionali. Anche se non erano direttamente collegate a Previdenza 2020, queste esternazioni fatte a inizio campagna da un’avversaria di spicco della riforma hanno senza dubbio contribuito a rafforzare il “sì” in seno alla diaspora.
Traduzione dal francese, Stefania Summermatter