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L'agenzia internazionale Fitch taglia il rating di UBS da A+ ad A. Le prospettive sono stabili. Lo comunica Fitch, precisando che inoltre mette sotto osservazione sette tra le più grandi banche europee e statunitensi: da Credit Suisse a Barclays, da BNP Paribas a Deutsche Bank, da Goldman Sachs a Morgan Stanley e a Société Générale.
Le ragioni della mossa di Fitch per quanto concerne l'UBS non riguardano lo stato interno della banca, che ad esempio è relativamente poco esposta nei confronti di prestiti statali greci, bensì l'allentamento della garanzia statale implicita per le banche con rilevanza sistemica.
Concretamente l'agenzia di rating si riferisce alle norme approvate a fine settembre dal Parlamento circa le banche troppo grandi per essere lasciate fallire (too big to fail). Esse comporteranno da un lato criteri più severi in materia di fondi propri, dall'altro si tradurranno in misure volte a separare le funzioni rilevanti per l'economia nazionale dal resto in caso di insolvenza.
Stando a Fitch la probabilità di aiuti statali all'UBS in caso di crisi continua ad essere "estremamente alta", almeno finché "il settore finanziario mondiale sarà stabilizzato e le modalità di smantellamento ordinate dalla Svizzera e altrove non saranno stabilite". Tuttavia la situazione dei creditori peggiora.
Quanto al Credit Suisse, non è direttamente toccato dalla crisi dell'euro, osserva l'agenzia. Tuttavia conduce affari rilevanti in Eurolandia. Inoltre le condizioni sui mercati globali dei capitali influiranno sui risultati del secondo semestre 2011, in particolare per quanto riguarda l'investment banking, precisano gli specialisti.