Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/202982

<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto ammontano le entrate della Confederazione provenienti da imposte sui carburanti e qual è stata la tendenza degli ultimi anni? </p><p>2. In passato, in che modo il prezzo del carburante ha influito, solo per via delle fluttuazioni dei tassi di cambio, sul turismo della benzina? </p><p>3. Se i prezzi del carburante aumentano, il Consiglio federale prevede un maggiore o regolare turismo della benzina legato nel contempo ad un aumento degli acquisti all'estero? </p><p>4. Quali perdite finanziarie, causate dal turismo della benzina e dal contemporaneo aumento del turismo degli acquisti, prevede la Confederazione in caso di introduzione di una tassa sul CO2 sui carburanti? </p><p>5. Il Consiglio federale come valuta gli effetti di questo sviluppo previsto sul raggiungimento degli obiettivi ambientali in Svizzera (il rifornimento viene effettuato sempre più all'estero ma si circola in Svizzera)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le entrate provenienti dall'imposta sugli oli minerali e dal supplemento fiscale sugli oli minerali gravante i carburanti sono in costante diminuzione dal 2014, anno in cui ammontavano a 4954 milioni di franchi, mentre nel 2018 erano soltanto 4563 milioni.</p><p>2. Il calo del turismo della benzina registrato tra il 2008 e il 2015 è stimato a circa 625 milioni di litri di carburante (che corrispondono a ca. 460 mio. di fr. di imposta sugli oli minerali, compreso il supplemento fiscale). Di questi, circa 240 milioni di litri, o 180 milioni di franchi, sono da ricondurre al periodo 2014/15 e dipendono primariamente dall'abolizione, da parte della Banca nazionale svizzera, del tasso di cambio minimo con l'euro. Mentre il turismo di rifornimento per la benzina è pressoché sparito fino al 2015, a partire da tale momento per l'olio diesel si è registrato un aumento di acquisti nei Paesi limitrofi. Questa tendenza è da ricondurre al continuo calo del corso dell'euro dal 2015 (vedi studio realizzato nel 2015 dalla MK Consulting GmbH Bern relativo al turismo della benzina e al corso dell'euro).</p><p>3./4. Gli aumenti di prezzo del carburante in Svizzera rafforzano tendenzialmente il turismo della benzina all'estero. Tuttavia anche l'evoluzione dei prezzi del carburante nei Paesi limitrofi è determinante. Un maggiore turismo di rifornimento in combinazione con un calo del corso di cambio dell'euro va ad alimentare il turismo degli acquisti. Come già illustrato in dettaglio, per quanto riguarda l'IVA, nel rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale 17.3360, "Ripercussioni della sopravvalutazione del franco sull'IVA", del 18 maggio 2017, non è possibile quantificare le perdite finanziarie causate dal turismo degli acquisti.</p><p>5. Come esposto in precedenza, il raggiungimento degli obiettivi ambientali in Svizzera nel settore dei trasporti dipende anche dalla futura evoluzione dei prezzi del carburante all'estero e dal rapporto franco-euro. Dato che le emissioni di CO2 legate al traffico non vengono prese in considerazione nel luogo dove sono prodotte, bensì nel luogo in cui avvengono i rifornimenti (principio dello smercio), il turismo della benzina migliora il bilancio dei gas a effetto serra della Svizzera per via del trasferimento degli acquisti all'estero. Per tale motivo, nel postulato della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia 19.3949, "Il settore dei trasporti deve contribuire alla protezione del clima", del 26 giugno 2019, il Consiglio di Stato chiede esplicitamente che, nel caso di un'eventuale tassa d'incentivazione sui carburanti, la questione del turismo della benzina venga presa in considerazione e trattata.</p>  Risposta del Consiglio federale.