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LONDRA - Per un regno che un tempo si vantava di produrre tutto entro i propri confini o, alla peggio, di importarlo dalle proprie estese colonie, si tratta proprio di un brutto colpo: il vestito da sposa che Kate Middleton indosserà al suo matrimonio con il principe William a fine aprile non potrà essere Made in Britain al 100% perché la fabbrica di seta di Lullingstone, nel Kent, che dagli anni Trenta fornisce i tessuti per nozze reali e incoronazioni, ha chiuso i battenti e non c'è nessuno sul suolo nazionale che la possa sostituire.
Per questo matrimonio che già si preannuncia come il più moderno nella storia degli eredi al trono, la seta potrebbe dunque arrivare da un'India che non è nemmeno più colonia o, persino, dalla Cina, con la quale il premier David Cameron sembra aver stretto ottimi rapporti.
Avviato negli anni Trenta da Lady Hart Dyke che iniziò a produrre seta come hobby nel garage di casa a Leatherhead, nel Surrey, il setificio di Lullingstone prese poi il nome da un castello nel Kent, le cui stanze prima della guerra vennero 'invasè dalla lavorazione dei bachi da seta e i cui giardini si riempirono degli alberi di gelso per alimentarli.
La piccola azienda ottenne la prima commessa reale, in seguito alla visita della regina Mary nel 1936. Le sete vennero poi utilizzate anche per l'incoronazione di Elisabetta nel 1953 e, dopo l'acquisto del setificio da parte di Robert Godden nel 1975, anche per confezionare la leggendaria "meringa" con tanto di interminabile strascico con la quale la principessa Diana andò all'altare nel 1981.
SDA-ATS