Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01271.jsonl.gz/964

La sopravvalutazione delle proprie capacità è una delle cause principali per gli infortuni nell'escursionismo, come conferma un test di autovalutazione dell'Ufficio prevenzione infortuni (Upi) cui hanno partecipato oltre 32'000 amanti della montagna.
Ogni anno circa 5'000 persone residenti in Svizzera riportano lesioni medie o gravi nell'escursionismo e nell'escursionismo in montagna. Per il trekking si dovrebbe avere un passo sicuro, non soffrire di vertigini ed essere in forma. Chi si sopravvaluta in uno di questi punti, aumenta la probabilità di scegliere un itinerario troppo difficile e rischioso, afferma l'Upi in un comunicato odierno.
Quando una situazione è troppo esigente, la persona si affatica e può cadere o perfino precipitare in un dirupo. L'anno scorso hanno perso la vita in Svizzera 55 escursionisti di cui tre ospiti stranieri, un numero leggermente superiore alla media degli anni 2010-2019 (52, ma di cui 11 stranieri).
Il test di autovalutazione - che comprende domande sulla forma fisica e sul passo sicuro nonché su altri punti e contiene esercizi pratici che permettono di verificare la propria valutazione - ha ora confermato che la sopravvalutazione delle proprie capacità è molto diffusa.
Delle oltre 32'000 persone che vi hanno partecipato nel 2020, emerge che una su due è meno in forma di quanto pensasse. Quasi la metà valuta correttamente la propria forma fisica, mentre solo molto poche persone sono più in forma di quanto pensassero. La sopravvalutazione in merito al passo sicuro è persino ancora più diffusa.
Con la loro campagna di prevenzione "Il trekking non è una passeggiata" l'Upi e Sentieri svizzeri intendono sensibilizzare la popolazione nei confronti dei requisiti dei sentieri di montagna. I consigli principali sono di pianificare accuratamente l'escursione, usare un equipaggiamento adatto e restare vigili. Maggiori informazioni si possono trovare sul sito trekking-sicuro.ch.