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Dalla diagnosi alla tecnica
Formulata la diagnosi di sterilità si procede con la tecnica di procreazione medico assistita più opportuna, che può essere:
- rapporti sessuali programmati per coppie relativamente giovani con diagnosi di sterilità ignota per le quali potrebbe essere sufficiente monitorare per qualche mese il preciso momento dell'ovulazione;
- inseminazione intrauterina alla quale si ricorre in caso di sterilità da fattore cervicale o da fattore maschile lieve. Ricalca, potenziandole, le normali fasi della riproduzione;
- fecondazione in vitro ed embrio-transfer che consiste in una stimolazione ormonale cui segue un prelevamento degli ovociti, la loro fertilizzazione in vitro e, una volta fecondati, il loro reimpianto nell'utero della donna;
- iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, cioè l'iniezione di un singolo spermatozoo all'interno dell'ovocita. Vi si fa ricorso in caso di concentrazione spermatica piuttosto bassa nell'uomo.
Quando l'uomo o la donna non dispongono di ovociti o spermatozoi utili alla procreazione si può ricorrere all'inseminazione intrauterina eterologa o alla fecondazione in vitro eterologa, ovvero con gameti esterni alla coppia. Succede nei casi di sterilità assoluta e irreversibile dell'uomo, anomalie cromosomiche e patologie ereditarie, pregressa esposizione a chemio o radioterapia, ripetuti fallimenti FIVET/ICSI con il seme del marito. In caso di sterilità assoluta della coppia può essere richiesta anche la donazione di embrioni. Con la donazione di ovociti si ha invece la possibilità di avere una gravidanza quando c'è stata un'asportazione chirurgica di ambedue le ovaie, una chemioterapia o radioterapia della pelvi femminile, una terapia di malattie tumorali, menopausa precoce o malattie genetiche con rischio di trasmissione al nascituro. Il presupposto indispensabile per poter ricorrere all'ovo-donazione è un'integrità anatomica dell'utero. La diagnosi genetica preimpianto consente infine di selezionare embrioni sani nel caso in cui i genitori siano portatori di gravi patologie trasmissibili. I trattamenti possono essere ripetuti. Tra i rischi vi è quello di una sospensione o mancata fertilizzazione, di un'iperstimolazione ovarica, di aborti spontanei o gravidanze extrauterine (o multiple), di malformazioni e neoplasie.