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GRENOBLE - Ad Annemasse, in Francia, alla frontiera con Ginevra, sono stati controllati cinquanta rom e nove di loro sono stati fermati dagli inquirenti francesi con le accuse di tratta di esseri umani, sfruttamento della mendicità in banda organizzata e truffe di svariata natura. Reati che venivano regolarmente commessi anche in Svizzera. Il loro fermo è stato poi prolungato di 96 ore.
Proveniente dal villaggio rumeno di Barbulesti, a nord-est di Bucarest, il gruppo di rom si apprestava a varcare in cofnine per "mendicare, commettere piccoli furti, organizzare truffe e rapine", come ha fatto sapere il commissario di Annemasse Philippe Guffon. Riunito poi nei cantoni Vaud, Vallese e Ginevra, nonché nell'Alta Savoia (F), il denaro frutto delle attività criminali era riversato ad una decina di «capi» di stanza ad Annemasse, che a loro volta lo spedivano loro superiore gerarchico a Barbulesti.
Sette dei "capi" hanno inviato così potuto inviare in Romania 110 mila euro (125 mila franchi) in un solo anno, per mezzo della Western Union. "Altro denaro è stato trasportato fisicamente in Romania", ha aggiunto il commissario.
Il "raid" ha richiesto l'intervento ieri mattina di 96 agenti della polizia francese. L'operazione è stata condotta in collaborazione con la polizia giudiziaria di Ginevra e le guardie di confine elvetiche.