Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/108281

<h2>SubmittedText<h2><p>Molti commercianti al dettaglio, soprattutto nelle zone rurali, sono esposti a forte pressione concorrenziale e lottano per la sopravvivenza malgrado rappresentino una figura di rilievo per l'approvvigionamento di base della popolazione. È per questo motivo che in molte piccole località i comuni si impegnano per la loro salvaguardia.</p><p>In una recente intervista rilasciata a un giornale in relazione all'attuale debolezza dell'euro, il sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans invita i consumatori ad effettuare i loro acquisti anche nei Paesi limitrofi.</p><p>Questo incoraggiamento ha suscitato forte incomprensione e indignazione nelle cerchie commerciali, poiché le piccole e medie imprese non solo sono di fondamentale importanza per l'approvvigionamento della popolazione, ma svolgono anche attività di formazione e sono datori di lavoro, fornendo così un contributo alle nostre istituzioni sociali. A prescindere dal nonsenso ecologico del turismo degli acquisti, la proposta di Meierhans mette soprattutto in pericolo l'esistenza di numerosi piccoli negozi ubicati in prossimità della frontiera. Tra l'altro, tale affermazione è in contrasto con le diverse misure di rilancio congiunturale prese dalla Confederazione.</p><p>Prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'invito del sorvegliante dei prezzi rispecchia il parere del Consiglio federale in materia?</p><p>2. Il Consiglio federale a quanto stima il calo del fatturato causato dagli acquisti transfrontalieri?</p><p>3. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per evitare in futuro tali interventi da parte dello Stato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale non intende esprimersi in merito alle abitudini private dei consumatori in fatto di acquisti. Essi sono liberi di ricorrere a prodotti o punti vendita alternativi in caso di prezzi elevati. Come indica il sorvegliante dei prezzi, la pressione concorrenziale scaturita da tale comportamento dei consumatori potrebbe frenare potenziali margini di guadagno eccessivi di alcune imprese che dominano il mercato in Svizzera. Di tale condizione approfitterebbero in prima linea i consumatori e, in modo indiretto, anche il commercio. Anche i commercianti svizzeri, che nel caso di un indebolimento dell'euro approfittano dei prezzi di acquisto favorevoli per le importazioni, contribuiscono a rafforzare la competitività tra loro. Tali processi rappresentano normali meccanismi compensatori di carattere economico. </p><p>Come già esposto dal Consiglio federale nella sua risposta al postulato Germann 05.3862, "Turismo degli acquisti oltre confine: conseguenze per l'economia svizzera", è importante adottare delle condizioni quadro favorevoli, come ad esempio i costi amministrativi bassi e le barriere commerciali ridotte, per diminuire le differenze di prezzo tuttora esistenti tra la Svizzera e i Paesi limitrofi. Un tasso di cambio elevato mette sotto pressione la quota di valore aggiunto della produzione nazionale e deve essere compensato dall'economia svizzera mediante guadagni in termini di efficienza.</p><p>2. Il Consiglio federale ha esposto in modo esaustivo le conseguenze del turismo degli acquisti nella sua risposta al postulato Germann 05.3862. Non disponendo di dati raccolti ufficialmente e con cadenza regolare circa il turismo degli acquisti, è impossibile esprimere in cifre precise una possibile perdita di fatturato. Sono disponibili unicamente dei rilevamenti condotti con cadenza irregolare dagli istituti di ricerca di mercato. </p><p>Secondo un recente studio realizzato dall'istituto di ricerca di mercato AC Nielsen il turismo degli acquisti all'estero degli Svizzeri tra il 2005 e il 2009 è diminuito da 2,1 a 1,8 miliardi di franchi, a causa della riduzione delle differenze di prezzo. Il motivo per tale riduzione non era soltanto l'evoluzione dei tassi di cambio allora avvenuta, ma anche l'aumento della competitività in Svizzera, dovuto ad esempio alla riduzione delle barriere di commercio in seguito all'entrata nel mercato in Svizzera da parte di nuovi concorrenti. </p><p>In secondo luogo, i tassi di cambio e i prezzi non sono gli unici elementi a condizionare il turismo degli acquisti, ma influiscono in modo non indifferente anche altre caratteristiche dei prodotti e l'offerta variabile. Dallo stesso studio è emerso, di conseguenza, un aumento pari a 450 milioni di franchi del turismo degli acquisti degli stranieri in Svizzera tra il 2005 e il 2009. In tutto ciò il prezzo dei prodotti non ha influito sulla decisione del consumatore, bensì la qualità dell'offerta, l'ampia scelta e l'acquisto come esperienza. </p><p>3. In base all'articolo 4 della legge federale sulla sorveglianza dei prezzi il Consiglio federale ritiene che le dichiarazioni del sorvegliante dei prezzi non esercitino alcuna influenza statale abusiva, e di conseguenza non reputa necessario alcun intervento in merito alla questione.</p>  Risposta del Consiglio federale.