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Uno dei principali obiettivi del diritto fallimentare consiste sostanzialmente nel concedere alle aziende in fallimento l’opportunità di intraprendere una nuova attività economica. In passato il diritto fallimentare ha tuttavia dato più volte adito ad abusi al fine di sottrarsi a determinati obblighi.
Situazione iniziale
Finora le istituzioni di diritto pubblico – come p.es. la Cassa di compensazione GastroSocial – per recuperare i contributi dovuti dovevano sempre procedere in via di pignoramento.
Esempio:
- La Meier Sagl, di cui è titolare il signor Meier (debitore), deve alla Cassa di compensazione GastroSocial (creditrice) 20’000 franchi.
- La Cassa di compensazione GastroSocial gli invia una diffida, poi una domanda d’esecuzione e gli ricorda di saldare il pagamento con un precetto esecutivo.
- Il signor Meier non risponde, segue quindi un avviso di pignoramento da parte della Cassa di compensazione GastroSocial.
- Poiché il signor Meier non possiede praticamente alcun patrimonio, la procedura termina dopo un anno circa con un attestato di carenza di beni dopo pignoramento. Quest’ultimo viene rilasciato alla Cassa di compensazione GastroSocial dall’ufficio d’esecuzione e attesta che il debitore, signor Meier, al momento dell’esecuzione del pignoramento non disponeva di sufficiente patrimonio utile a coprire in tutto o in parte il credito finanziario. L’attestato di carenza di beni dopo pignoramento riporta pertanto il credito insoluto comprensivo di costi e interessi e vale come riconoscimento del debito. Per il resto il signor Meier e la Meier Sagl non incorrono in ulteriori conseguenze.
- Poco dopo il signor Meier costituisce una nuova azienda, nonostante sulla sua precedente Sagl sussista un attestato di carenza di beni a favore della Cassa di compensazione GastroSocial. La sua situazione finanziaria non è cambiata e il signor Meier sa bene che anche stavolta non riuscirà ad adempiere ai suoi obblighi finanziari ma non importa, tanto l’ultima volta se l’è cavata relativamente a buon mercato. Presto deve di nuovo oltre 16’000 franchi alla Cassa di compensazione GastroSocial e non è in grado di pagarli. Viene quindi avviata di nuovo la stessa procedura che anche stavolta si conclude con un attestato di carenza di beni dopo pignoramento.
Riassumendo questo esempio molto semplificato, la Cassa di compensazione GastroSocial deve far fronte complessivamente a 36’000 franchi di contributi scoperti. Allargando lo sguardo a tutta la Svizzera, gli abusi in ambito fallimentare provocano ogni anno centinaia di milioni di danni.
In casi di questo tipo una nuova legge federale dovrebbe semplificare l’esercizio del diritto del creditore.
Nuova legge federale per contrastare gli abusi in ambito fallimentare
Nel 2022 il Parlamento ha approvato la «Legge federale sulla lotta contro l’abuso del fallimento». Il fallimento di un’azienda non deve più essere un pretesto per non pagare salari e debiti nonché penalizzare altre imprese attraverso pratiche di concorrenza sleale. Inoltre la legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) prevede due importanti novità che entreranno in vigore il 1° gennaio 2025.
1) Esecuzione in via di fallimento anziché pignoramento
Se il debitore è iscritto nel registro di commercio, a partire dal 2025 i contributi di assicurazione sociale all’AVS verranno reclamati tramite esecuzione in via di fallimento.
Finora veniva invece applicata l’esecuzione in via di pignoramento, che concedeva al debitore circa un anno di tempo per versare i contributi dovuti prima che venisse emesso l’attestato di carenza di beni dopo pignoramento. Se poi i titolari dell’esercizio non riuscivano a saldare il loro credito finanziario, le conseguenze erano comunque praticamente nulle: potevano continuare a tenere aperta l’azienda e proseguire la loro attività persino nel caso in cui fossero stati emessi già svariati attestati di carenza di beni a favore dei loro creditori. Il motivo? Non appena viene rilasciato un attestato di carenza di beni dopo pignoramento, nella maggior parte dei casi il denaro è perso perché di solito la situazione finanziaria del debitore non migliora così rapidamente.
Nell’esecuzione in via di fallimento, che verrà applicata in futuro, i debitori devono pagare i contributi dovuti entro circa 3 mesi, un termine quindi molto più breve. In caso di mancato pagamento l’azienda viene chiusa per fallimento.
Per un’azienda aumenteranno quindi drasticamente le esigenze in termini di liquidità, soprattutto perché l’esecuzione in via di fallimento non varrà soltanto per i contributi di assicurazione sociale all’AVS, ma anche per le imposte nonché per le imposte sul valore aggiunto.
2) Miglioramento della possibilità di applicare il divieto penale di esercitare un’attività
In futuro la possibilità di applicare il divieto penale di esercitare un’attività in seguito a un reato in materia di fallimento o esecuzione dovrebbe risultare più efficace. Questo significa che i titolari di un esercizio che reiteratamente non pagano i debiti di diritto pubblico non dovrebbero più poter continuare a svolgere la loro attività, neanche in una nuova impresa.
L’applicazione sarà resa più efficace stabilendo un nesso tra diritto penale e diritto del registro di commercio: in futuro un divieto di esercitare un’attività iscritto nel casellario giudiziale verrà infatti comunicato anche agli uffici del registro di commercio. Nell’ambito della procedura fallimentare l’ufficio dei fallimenti verifica poi se al responsabile di un’impresa può essere contestato un comportamento scorretto relativamente alla gestione aziendale o al fallimento. In caso affermativo si procede a una denuncia penale. Se segue una condanna o un divieto di esercitare l’attività, l’ufficio del registro di commercio ne viene messo a conoscenza e ha due possibilità: o nega alla persona condannata l’iscrizione nel registro di commercio quando costituisce una nuova società oppure dispone la cancellazione delle iscrizioni già presenti nel registro di commercio.
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