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«Con questa sentenza si sminuisce l'obbligo delle industrie farmaceutiche di informare in misura sufficiente le pazienti e i pazienti su rischi ed effetti collaterali dei loro prodotti, il che non è né nell'interesse delle assicurate e degli assicurati, né in quello delle assicurazioni malattie», afferma Philomena Colatrella, Segretaria generale e membro della Direzione del Gruppo CSS.
L'odierna sentenza del Tribunale federale dà dei segnali sbagliati. «L'informazione destinata alle pazienti e ai pazienti risulta in tal modo notevolmente meno rilevante e significativa rispetto all'informazione professionale per i medici. Si toglie così al paziente la possibilità di informarsi ampiamente e personalmente, in aggiunta alle spiegazioni fornite dal medico. Questo equivale a una sorta di interdizione del paziente», sottolinea Philomena Colatrella.
La CSS intende assumersi la sua responsabilità come assicuratore malattie e prenderà a suo carico tutti i costi nel caso della sua assicurata Céline Pfleger. La sentenza del Tribunale federale ha conseguenze per l'intero collettivo delle assicurate e degli assicurati: non saranno le industrie farmaceutiche a doversi assumere le loro responsabilità, bensì continueranno a essere le assicurate e gli assicurati a doversi accollare i costi di questi gravi casi.