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Revoca dell’autorità parentale congiunta – partenza per l’estero di un genitore con il figlio
|Caso 372, 1 febbraio 2016||<< caso precedente | caso successivo >>|
Se un genitore si trasferisce all’estero con il figlio, si giustifica revocare l’autorità parentale congiunta?
In una sentenza del 26 novembre 2015, il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Dal 1° luglio 2014 è in vigore la nuova legge che prevede che l’autorità parentale congiunta debba essere la regola anche in caso di divorzio e in presenza di genitori non coniugati. Solo il bene del minore può giustificare un’eccezione a tale regola. Un conflitto puramente astratto non è sufficiente per giustificare l’autorità parentale esclusiva.
Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni
Le parti sono genitori, non coniugati, di una figlia nata nel 2006; la figlia ha vissuto con la madre sin dalla sua nascita, dato che i genitori erano già separati. L’autorità parentale era all’epoca esercitata dalla sola madre. Le relazioni personali e il contributo alimentare sono stati regolati nel 2007.
Tenuto conto di difficoltà nell’esercizio del diritto di visita, nel 2013 l’Autorità Regionale di Protezione (ARP) ha nominato un curatore ex art. 308 cpv. 2 CC.
Nel febbraio 2014 la madre ha informato il padre della sua volontà di partire con la figlia per il Qatar, dove risiedeva il suo partner, nel frattempo divenuto suo marito.
Con decisione del 30 luglio 2014 l’ARP ha deciso l’estensione dell’autorità parentale anche al padre, attribuendo la custodia della minore alla madre e autorizzando la medesima a partire per il Qatar con la figlia.
Dopo aver ricorso entrambi i genitori a livello cantonale, dove la prima decisione è stata confermata e tolto l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso, solo la madre ha ricorso al Tribunale federale, chiedendo di respingere l’estensione dell’autorità parentale sul figlio anche al padre, rivendicando di poterla continuare ad esercitare esclusivamente lei.
Durante la procedura la madre si è trasferita con la figlia in Qatar.
La sentenza qui commentata fa seguito e completa quella del 27 agosto 2015 di cui al caso 367.
Dal 1° luglio 2014 è in vigore la nuova legge che prevede che l’autorità parentale congiunta debba essere la regola anche in caso di divorzio e in presenza di genitori non coniugati. Solo il bene del minore può giustificare un’eccezione a tale regola.
Secondo il Tribunale federale esiste una tale eccezione in particolare nei casi di conflittualità duratura tra i genitori o nel caso di una continua impossibilità di comunicare con conseguenze negative sul minore; d’altra parte la concessione dell’autorità parentale ad un solo genitore deve permettere di migliorare la situazione. Si deve dunque essere in presenza di un conflitto importante e duraturo, mentre delle semplici differenze e conflitti che nascono in ogni famiglia, in particolare in caso di separazione e divorzio, non sono sufficienti per giustificare l’attribuzione ad un solo genitore dell’autorità parentale.
Nel caso concerto le difficoltà di cooperazione tra i genitori è destinata ad aumentare con la partenza all’estero (in Qatar) della madre con la figlia; tuttavia un conflitto puramente astratto non è sufficiente per giustificare l’autorità parentale esclusiva.
L’autorità parentale consiste in un “diritto-obbligo” (Pflichtrecht) e quindi i diritti e doveri genitoriali sono strettamente connessi e devono esercitarsi in funzione del bene del minore. I genitori sono obbligati ad impegnarsi per un’adeguata crescita del figlio e preservarlo dal loro conflitto, cooperando tra di loro e sforzandosi per avere un’adeguata comunicazione: in caso contrario l’autorità parentale non viene esercitata efficacemente e nell’interesse del figlio.
Se i genitori, come nel caso concreto, non rispettano i principi evocati, il figlio rischia di trovarsi in un conflitto di lealtà, schierandosi per il genitore affidatario, rifiutando l’altro.
Ora, la relazione tra il figlio e i suoi due genitori è importante è gioca un ruolo determinante nella costruzione dell’identità di un bambino. Questa relazione si sviluppa nell’ambito dell’esercizio del diritto di visita, ma anche attraverso l’autorità parentale. Per il bene del bambino entrambi i genitori devono favorire un buon rapporto con l’altro genitore e il genitore che detiene la custodia deve in particolare preparare il figlio in maniera positiva per le visite, i contatti via skype, ecc. Questi obblighi devono essere rispettati per garantire un’autorità parentale solida e orientata in funzione del bene del bambino; per questo motivo il criterio della tolleranza dei legami del figlio con l’altro genitore può essere determinante al momento dell’attribuzione dell’autorità parentale.
Nel caso concreto la conflittualità genitoriale si è accresciuta a seguito della partenza per il Qatar della madre con la figlia; il padre temeva la perdita dei contatti con la figlia, mentre la madre desiderava vivere con la figlia in Qatar, con il marito.
Non vi sono tuttavia prove concrete su un disaccordo genitoriale in merito a questioni fondamentali e insormontabili rispetto alla figlia (fatto slavo il luogo di soggiorno). La madre nel proprio ricorso fa riferimento unicamente – in maniera astratta – alla paura di un incremento della conflittualità con l’ex compagno, ma ciò non è sufficiente per giustificare una deroga alla regola generale dell’autorità parentale congiunta. Pertanto il suo ricorso, teso ad ottenere l’autorità parentale esclusiva, è stato respinto.
Data creazione: 1 febbraio 2016
Data modifica: 15 maggio 2016