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CITTÀ DEL VATICANO - Joaquin Navarro-Valls, storico portavoce di Papa Woitjla, è morto. Lo si apprende dalla sala stampa Vaticana.
Per ventidue anni, Navarro-Valls è stato la ''voce'' di Giovanni Paolo II. A questo ruolo fu chiamato nel dicembre del 1984.
Per tutto il periodo del suo incarico ha affiancato l'azione del pontefice, col quale ebbe un rapporto strettissimo, che ha cambiato il corso della storia anche tramite il proprio impatto sull'opinione pubblica come fenomeno mediatico globale.
Nel 1984, Wojtyla lo strappò al quotidiano ABC, di cui era corrispondente in Italia. "Ma come si fa dire di no a un Papa?", ricordò in seguito lo stesso Navarro. Fu anche presidente della stampa estera in Italia.
"Eebbi poche ore per dire sì a Woitjla" - "Qualcuno, non so chi, mi chiamò. La segretaria mi disse: 'l'hanno chiamata dal Vaticano per andare a pranzo con il Papa'. Naturalmente ho pensato che qualcuno mi volesse prendere in giro. L'appuntamento era per le 13.15, prendo il taxi e arrivo lì. Papa Wojtyla già era un tipo affascinante, ma da vicino affascinava ancora di più".
Così Joachin Navarro-Valls, raccontò anni dopo, in un'intervista alla Rai, come fu contattato da Giovanni Paolo II che volle affidargli il prestigioso incarico in Vaticano.
"Ricordo - disse Navarro-Valls - che il Papa mi disse: 'io vorrei migliorare il modo con cui la Santa Sede informa il mondo su quell'universo di rapporti umani di cui la struttura centrale della chiesa è depositaria'. Non ricordo cosa risposi. Mi disse che mi avrebbero lasciato tempo per pensarci. Io credevo che dopo tre mesi sarei tornato per dire quale fosse la mia decisione. Allora chiesi: 'quanto tempo ho per pensarci?', e loro mi dissero: 'faccia con calma. Domani mattina ci dà la risposta'."
L'ex direttore della Sala stampa Vaticana, deceduto oggi, ha sempre parlato di Giovanni Paolo II con grande stima ma anche affetto. Sentimenti che sono sempre emersi, pur con discrezione, nelle poche interviste concesse per raccontare la figura del Papa ormai santo.
In occasione della veglia al Circo Massimo, a Roma, alla vigilia della beatificazione di papa Woitjla, si commosse visibilmente: durante la sua testimonianza qualche lacrima fu ricacciata indietro e un morso alle labbra gli impedì di non piangere.
"Di fronte alla beatificazione di Giovanni Paolo II ho gli stessi sentimenti che ho provato immediatamente dopo la sua morte: un grande senso di ringraziamento a questa persona, a questo Papa che aveva detto di sì a Dio in tutta la sua vita'', disse.