Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01198.jsonl.gz/692

Se la crisi dovesse perdurare, la Svizzera potrebbe limitare l'arrivo di cittadini europei. Il Consiglio federale non esclude la possibilità di attivare la clausola di salvaguardia prevista nell'accordo sulla libera circolazione con l'Unione europea (UE). È quanto ha precisato oggi il presidente della commissione degli affari esteri degli Stati Hannes Germann (UDC/SH).
"Secondo il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann, le condizioni per far ricorso a questo strumento sono riunite", ha aggiunto Germann. Finora, il governo si è sempre opposto all'introduzione di contingenti per l'immigrazione dei cittadini provenienti dall'UE. Dal 2007, i cittadini dei 17 vecchi Stati membri dell'UE godono della libera circolazione completa delle persone.
La cosiddetta "clausola di salvaguardia", fissata nell'accordo bilaterale, consente tuttavia alla Svizzera, fino al maggio del 2014, di reintrodurre unilateralmente contingenti d'immigrazione di durata limitata. Condizione: il numero di autorizzazioni di soggiorno rilasciate a lavoratori provenienti dagli Stati dell'UE deve superare di almeno il 10% la media annuale dei permessi rilasciati nel corso dei tre anni precedenti.
Le condizioni quantitative necessarie a far scattare questa clausola erano già adempiute l'estate scorsa, ha ammesso il governo nella risposta a un atto parlamentare. Tuttavia, questa "valvola" può essere azionata soltanto a partire dal primo maggio. Il Consiglio federale intende riesaminare la questione prossimamente, tenendo conto della situazione sul mercato del lavoro.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>