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Dopo sette anni di inchiesta, per Davide Enderlin jr. si profila il processo. Il 20 dicembre scorso – si è appreso venerdì – il procuratore pubblico Daniele Galliano lo ha infatti rinviato a giudizio. Alle Assise Correzionali dovrà rispondere di amministrazione infedele aggravata e di falsità in documenti. I presunti illeciti superano, complessivamente, i tre milioni di franchi.
Un primo filone di addebiti, che va dal gennaio del 2007 al dicembre del 2013, riguarda la gestione del patrimonio di alcuni clienti dello studio legale di famiglia. Enderlin avrebbe percepito delle retrocessioni bancarie senza informarli, per un totale di quasi un milione e 300'000 franchi.
L’altro capitolo è legato a società da lui amministrate. Tra il gennaio del 2013 e l’ottobre del 2014 avrebbe attinto ai loro conti, sottraendo due milioni e 30mila franchi. Soldi – scrive Galliano – che avrebbe speso per conquistare la cantante lituana Ginta Biku e favorire la sua carriera artistica. Si parla di un anello da 100'000 dollari, di voli con jet privati, di soggiorni in alberghi di lusso.
Quanto alla falsità di documenti, da notare che il 50enne avrebbe alterato anche le schede contabili della squadra di pallavolo del Lugano, di cui all’epoca era presidente.
Enderlin, però, si professa innocente. Interpellato dalla RSI, ha contestato con fermezza le accuse, precisando che nel frattempo tutti i creditori sono stati rimborsati in base alla cifra corretta.