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Allo scopo di elaborare la strategia interdipartimentale federale di promozione della cultura della costruzione, l'Ufficio federale della cultura (UFC) ha lanciato un sondaggio rappresentativo sulla tematica.
L’indagine è stata condotta in Svizzera su un campione di 1000 abitanti. Si è chiesto ai sondati di definire quali fossero le situazioni abitative che privilegiano, che cosa significasse nel loro quotidiano il concetto di cultura della costruzione e quale fosse il loro coinvolgimento nelle attività inerenti il settore della costruzione, nonché di definire individualmente il proprio grado di consapevolezza nei confronti della qualità dell’ambiente costruito. Uno dei principali obiettivi posti dall’indagine era di sondare il significato che il concetto di «cultura della costruzione di qualità» riveste per ciascuno.
Dal sondaggio emerge a chiare lettere, una volta di più, che il sogno degli Svizzeri resta quello di abitare in una tradizionale casa unifamiliare, immersa possibilmente nel verde, e che tale sistemazione abitativa è sinonimo di un’alta qualità di vita. Le forme abitative urbane e densificate, come pure il linguaggio architettonico contemporaneo, benché proclamati a gran voce dagli esperti del ramo, non incontrano invece grande favore da parte del pubblico. In un saggio sociologico, Felix Keller pondera i risultati del sondaggio e gli estremi che caratterizzano il discorso sulla cultura della costruzione.
In occasione della Biennale Architettura 2018 di Venezia, una tavola rotonda organizzata dall’Ufficio federale della cultura esaminava come sia possibile garantire che le soluzioni considerate di alto valore qualitativo sotto il profilo della cultura della costruzione possano anche apportare a tutti una migliore qualità di vita.