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Addio a Frédérick Leboyer
A fine maggio è morto Frédérick Leboyer, ostetrico e ginecologo francese, un pioniere nel campo della nascita. È considerato il padre del parto dolce, descritto nel suo libro più famoso pubblicato nel 1974: “Per una nascita senza violenza”. Un tipo di nascita in cui il bambino è rispettato nei suoi bisogni più importanti: contatto pelle a pelle, calore, silenzio, luci soffuse e soprattutto...avere tutto il tempo per adattarsi al mondo esterno. In quegli anni sembrava invece necessario che un bambino appena nato piangesse a squarcia gola…
Se necessario veniva preso per i piedini e subito sculacciato quindi costretto in una posizione totalmente innaturale se pensiamo che è rimasto rannicchiato per i 9 mesi della gravidanza. Vedere un bambino disperarsi era normale, anzi denotava il suo stato di benessere. Ricordiamo che per molto tempo i neonati erano addirittura operati senza anestesia perché si era convinti che il loro sistema nervoso non fosse ancora abbastanza sviluppato da provare dolore.
Leboyer invece, in totale controtendenza, scriveva:
"Queste immagini di neonati sono insopportabili. Sembrano dei torturati."
E a chi gli chiedeva: "Soffrono? Crede che soffrano?"
Lui risponde che spesso le persone: "...hanno gli occhi ma non vedono"
Delle donne diceva: "Bisogna che capiscano. Bisogna che sappiano che il bambino sente, che è facile ferirlo".
"Occorre che le madri capiscano e sentano: "sono sua madre" e non "è il mio bambino"".
E pensando agli operatori che accompagnano la nascita scriveva:
"Occorre che anche chi assiste alla nascita si sottoponga a questa Scuola del Silenzio. E che si prepari a ricevere degnamente il bambino. In una Chiesa non si grida, d'istinto si abbassa la voce. Ma se c'è un luogo sacro è proprio qui".
Leboyer indicava alcune condizioni importanti da rispettare:
- Il bambino appena nato deve essere poggiato sulla pancia della mamma in modo che possa riprendersi dallo stress del parto e continui a sentirne il calore ed il battito cardiaco.
- Bisogna ritardare il più possibile il taglio del cordone ombelicale e aspettare almeno che smetta di pulsare in modo da facilitare e rendere meno traumatico il passaggio alla respirazione polmonare.
- La mamma ha bisogno di tempo per conoscere il suo bambino, il bagnetto e tutte le procedure mediche post-parto se non c'è emergenza possono essere effettuate successivamente.
- Il bambino deve essere spostato con cautela evitando movimenti bruschi e anche le luci devono essere abbassate e i rumori attutiti.
Si iniziò così a parlare di “parto Leboyer” per indicare un parto fisiologico, o persino di “metodo Leboyer”, come se fosse soltanto una fra le tante opzioni possibili, quasi una moda, e non semplicemente il rispetto della fisiologia. Comunque il femminismo degli anni 70, quando le donne erano molto interessate a riprendere il controllo sul proprio corpo, contribuì a diffondere ampiamente la richiesta del “parto Leboyer” anche negli ospedali.
Il libro "Per una nascita senza violenza", è quasi una dichiarazione filosofica che ha scosso tutte le credenze sulla nascita.
Dopo Leboyer molti altri hanno seguito le sue tracce, uno tra tutti è Michel Odent, chirurgo e ostetrico francese, un altro pioniere, che da anni studia la fisiologia della vita pre-e perinatale, ma anche i suoi aspetti storici, antropologici e culturali.
Molta strada c'è ancora da fare per rendere la nascita quell'atto sacro che dovrebbe essere, nel rispetto di mamma e bebè. È difficile cambiare il paradigma, ma la risposta ancora una volta ce la dà Leboyer:
"Ancora una volta tutto è molto semplice. E apparentemente impossibile. Come conciliare l'inconciliabile? Come far incontrare lo zero e l'infinito? Tramite un'attenzione appassionata"
Grazie Frédérick Leboyer per aver acceso la luce del cambiamento in un campo così importante per tutta l’umanità.
18-8-2017
Spunti tratti da un articolo di Barbara Lamhita Motolese, apparso su Genitori Channel.