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Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno accettato oggi di allentare le condizioni per concedere assistenza amministrativa in ambito fiscale. Non sarà più necessario che le autorità estere indichino nome e indirizzo della persona: il numero di conto bancario o della sicurezza sociale basteranno.
Nell'intento di non farsi bacchettare dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), il Consiglio federale ha proposto una regola meno formale nella concessione dell'aiuto amministrativo.
Questo adeguamento non cambia in nessun modo il rifiuto alla "pesca dei dati" ("fishing expedition") e allo scambio automatico di informazioni. In linea generale, poi, le domande dovranno continuare a contemplare il nome e il recapito del contribuente.
I "senatori" hanno in seguito approvato tutta una serie di convenzioni di doppia imposizione (Olanda, Turchia, Giappone, Polonia, India, Germania, Kazakistan, Canada, Uruguay e Grecia) che contengono la nuova clausola interpretativa.
Nel corso del dibattito, la Camera ha approvato anche due convenzioni - con Georgia e Tagikistan - che non contemplano l'assistenza amministrativa in materia fiscale.
In futuro, per 41 voti senza opposizione la Camera ha anche approvato una proposta che permetterà alla Svizzera di siglare convenzioni di doppia imposizione con entità non riconosciute come Stati. È il caso, ha ricordato il "senatore" Dick Marty, di Taiwan, isola-Stato che Berna non riconosce, ma con cui intrattiene intense relazioni economiche. In questo caso, un'intesa potrà essere conclusa per il tramite di privati, come le camere di commercio.