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Il governo vallesano riconosce i suoi torti nelle crisi che hanno scosso l'Hôpital du Valais tra il 2010 e 2014.
Il Consiglio di Stato ammette di non essere stato abbastanza attento a coloro che hanno denunciato le irregolarità sul posto di lavoro, di non aver effettuato controlli sufficienti e di non aver avuto un dialogo adeguato.
L'esecutivo vallesano ha preso posizione oggi sul rapporto della commissione parlamentare d'inchiesta, che era stata incaricata di investigare sul caso. Dal documento, presentato alla stampa lo scorso 8 aprile, sono emerse numerose disfunzioni a tutti i livelli: Consiglio di Stato, Dipartimento vallesano della sanità, ente ospedaliero e direzione della struttura.
"Anche se le critiche nei confronti di Maurice Tornay, ex capo del Dipartimento della sanità, sono sproporzionate, il governo riconosce che non è esente da ogni rimprovero", si legge in una nota odierna. Per evitare che simili disfunzioni si riproducano, il Consiglio di Stato vallesano indica di voler soddisfare le raccomandazioni preconizzate dalla commissione d'inchiesta. "Talune sono già in vigore", precisa il cantone.
Le raccomandazioni concernono la sorveglianza, la pianificazione, la qualità, le convenzioni universitarie, le strutture organizzative, il finanziamento delle infrastrutture, la medicina altamente specializzata e la cardiologia interventistica. Un primo rapporto sui passi intrapresi sarà elaborato all'attenzione del Parlamento entro la fine di dicembre del 2015.