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La nuova convenzione franco-svizzera contro le doppie imposizioni sulle successioni sembra accettabile al Consiglio federale. L’ultima versione del testo, il cui esatto tenore rimane sconosciuto, va sempre in direzione contraria ai princìpi in vigore, nonostante qualche modifica cosmetica.
Le disposizioni della prima stesura della nuova convenzione avevano stupito i più eminenti fiscalisti svizzeri, perché la Francia s’arrogava il diritto di imporre fiscalmente tutti i beni dei residenti svizzeri, se gli eredi o i legatari di queste persone erano domiciliati in Francia. La più scioccante di queste norme prevedeva che “quando un erede è domiciliato in Francia al momento del decesso del defunto, e lo è stato durante almeno sei dei dieci anni che precedono quello nel corso del quale riceve i beni, la Francia impone fiscalmente tutti i beni ereditati da questa persona”.
L’inaccettabile principio dell’imposizione degli eredi e dei legatari svizzeri che vivono in Francia è mantenuto. Il Consiglio federale non vede nulla di scioccante nel fatto che un bene situato in Svizzera, come per esempio una casa familiare, possa essere imposto fiscalmente da uno Stato straniero. I circa 170’000 Svizzeri domiciliati in Francia, fra i quali sono inclusi i Ginevrini espatriati a due passi dalla frontiera a causa della penuria di alloggi, non sono certamente rassicurati dalla versione bis della convenzione. Infatti, se gli eredi in linea diretta non sono imposti fiscalmente a Ginevra, il fisco francese può dimostrarsi decisamente più vorace imponendo le successioni a dei tassi andanti fino al 60%.
Il “regalo” fatto dalla Francia consistente nel dedurre le eventuali imposte di successione pagate in Svizzera, non è tale, dato che i congiunti e i discendenti sono esenti dall’imposta di successione nella maggior parte dei cantoni, per cui la Francia non si priva così di alcuna entrata fiscale. Concedere a uno Stato straniero una competenza spettante ai cantoni è una strana concezione del federalismo che arrischia d’irritare quest’ultimi. Inoltre, la sinistra e il centrosinistra saranno stimolati a chiedere nuove imposte di successione nei cantoni o a livello federale.
Berna, 8 luglio 2013