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Si estende al Belgio lo scandalo Datagate. Secondo quanto pubblicano i quotidiani 'De Standaard' e 'Le Soir', l'Agenzia nazionale di sicurezza americana (Nsa) avrebbe intercettato le comunicazioni internazionali effettuate dai clienti di Belgacom negli ultimi due anni. Ma la Procura federale - sulla base degli elementi emersi dall'inchiesta avviata dopo la denuncia contro ignoti presentata dalla stessa compagnia telefonica il 19 luglio - si limita a parlare di "un'operazione di spionaggio internazionale che coinvolge un altro Paese".
"Se questa ipotesi sarà confermata e si tratta effettivamente di spionaggio cibernetico col coinvolgimento di un altro Paese, il governo prenderà le misure appropriate", ha fatto sapere il premier Elio Di Rupo in un comunicato.
Da parte sua Belgacom in una nota spiega che "nel week-end ha condotto con successo un'operazione che si iscrive in un piano di azione continuo che punta a proteggere la sicurezza dei clienti e i loro dati, ed assicurare la continuità dei servizi" e di aver preso "le misure necessarie per proteggere l'integrità del sistema informatico, e per rafforzare la prevenzione contro eventuali" intrusioni.
Secondo le indiscrezioni apparse sui quotidiani, nei mesi scorsi Belgacom aveva ingaggiato un'impresa olandese, per condurre un'indagine approfondita sui suoi sistemi. Approfondimenti che avevano portato a riscontrare intrusioni digitali nelle infrastrutture. Gli esperti, che nel fine settimana hanno 'ripulito' il sistema, avrebbero dimostrato che gli hacker si interessavano soprattutto a Bics, la filiale che gestisce le comunicazioni internazionali. Ed in particolare le comunicazioni con Paesi, come Yemen e Siria.