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BASILEA - Le autorità di supervisione dovranno disporre di poteri più estesi per vigilare sulle istituzioni finanziarie sistemiche, quelle cioè che per importanza verrebbero salvate a ogni costo in caso di rischio di fallimento, pena sconvolgimenti sul sistema mondiale.
È quanto chiede il Financial Stability Board (FSB) presieduto da Mario Draghi nelle sue raccomandazioni appoggiate dai rappresentanti del G20 finanza dei giorni scorsi in Corea e che saranno presentate al vertice di Seul.
Il rapporto rientra in una serie di misure elaborate per costruire un sistema in cui le banche sistemiche possano assorbire perdite ingenti senza entrare in crisi conclamata e i governi possano lasciarle fallire, se necessario. In questa maniera si punta a superare i problemi conosciuti con la crisi e colmare una "falla" delle nuove regole di Basilea 3 che non prevedono soluzioni su questo fronte.
Nel suo rapporto, svolto in collaborazione con l'FMI, l'organismo con sede a Basilea mira a creare un sistema in cui le autorità di supervisione possano "intervenire subito per risolvere i problemi nelle banche sistemiche prima che questi diventino troppo grandi per risolverli nella via ordinaria". Il rapporto contiene così 32 raccomandazioni, fra cui proposte in grado di assicurare che le autorità possano contare un mandati non ambigui e siano libere di agire in maniera indipendente oltre che su una migliore disponibilità di standard, risorse e metodologie che "riflettano la maggiore complessità del sistema finanziario e delle banche". Inoltre l'FSB auspica che tali raccomandazioni vengano incorporate nei principi base e nel quadro di regole nazionali da parte delle diverse autorità.
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