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Le misure introdotte per contrastare la propagazione del coronavirus in Svizzera hanno avuto un impatto anche sui dati relativi alla migrazione pubblicati dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD).
Nei mesi di marzo e aprile si è registrata una diminuzione di circa il 55-80% dei soggiorni illegali e una riduzione di circa il 67% delle attività di passatori nel traffico di migranti rispetto al 2019.
In aprile, i tentativi di far varcare illegalmente la frontiera da parte dei passatori sono stati 10 a fronte dei 31 nello stesso mese dell'anno scorso, indica oggi l'AFD in una nota. Nei primi quattro mesi dell'anno i casi registrati sono scesi da 140 dell'anno scorso a 94 del 2020. Nei primi due mesi dell'anno le cifre erano pressoché simili.
I soggiorni illegali in Svizzera sono dal canto loro scesi a 515 in marzo (1'136 nel 2019) e a 217 in aprile (1'116). Dall'inizio dell'anno si sono registrati 2'830 soggiorni illegali a fronte dei 4'598 tra gennaio e aprile del 2019.
La reintroduzione dei controlli alle frontiere negli Stati Schengen, l'interruzione del traffico internazionale di autobus, treni e aerei e la chiusura dei piccoli valichi di confine in tutta la Svizzera hanno di fatto impedito ai migranti già presenti in Europa di continuare il loro viaggio, sottolinea l'AFD.
Secondo l'amministrazione delle dogane, l'allentamento dei controlli alle frontiere con la Germania e Austria a metà maggio dovrebbe verosimilmente avere un'influenza sulle prossime statistiche. Le cifre dovrebbero avvicinarsi a quelle dell'anno scorso una volta aperte le vie di trasporto e dopo il ritorno al regime di frontiera in vigore prima della situazione straordinaria legata al coronavirus, precisa ancora l'AFD.
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