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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.</p><p></p><p>Dal 1990, anno in cui l'Estonia, la Lituania e la Lettonia hanno riacquistato l'indipendenza, la Svizzera ha sostenuto le tre Repubbliche baltiche con numerosi programmi e provvedimenti. Nei primi anni seguenti il loro ritorno all'indipendenza, gli Stati baltici hanno goduto della massima priorità nell'ambito della politica estera svizzera in Europa centrale e orientale: ciò è dimostrato anche dall'apertura di una rappresentanza diplomatica a Riga.</p><p></p><p>La normalizzazione delle relazioni tra la Svizzera e gli Stati baltici e i progressi compiuti dal processo di riforma e trasformazione di Estonia, Lettonia e Lituania hanno attenuato la necessità di attribuire particolare priorità alla nostra politica nei confronti di tali Repubbliche. Il Consiglio federale segue tuttavia l'evoluzione della situazione negli Stati baltici e intende mantenere buone relazioni bilaterali a tutti i livelli.</p><p></p><p>2.</p><p></p><p>In principio l'obbligo del visto non è discriminatorio e non ostacola in modo considerevole i contatti culturali, economici, scientifici e politici. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a rinunciare a questa formalità nei confronti degli Stati baltici. A tal fine, nel 1995 ha definito le condizioni per la soppressione del visto obbligatorio: stretta sintonia con la politica degli Stati che hanno aderito all'Accordo di Schengen e conclusione di accordi bilaterali di riaccettazione. Dette condizioni saranno ben presto soddisfatte. L'Accordo di riaccettazione con la Lituania è in vigore dal 1° novembre 1996 mentre quello con la Lettonia è stato paraffato il 26 giugno 1997. I negoziati con l'Estonia sono quasi giunti al termine. Recentemente la Svizzera ha paraffato con ciascuna delle tre Repubbliche baltiche i disegni di un accordo concernente la soppressione reciproca dell'obbligo del visto. La firma dei singoli accordi è prevista per la seconda metà del 1997.</p><p></p><p>3.</p><p></p><p>a) Aiuti finanziari:</p><p>Nell'ambito della cooperazione finanziaria con gli Stati dell'Europa centrale e orientale, con il secondo credito quadro la Svizzera sta realizzando da cinque anni numerosi progetti in Lituania, Lettonia ed Estonia nei settori dell'ambiente, della salute e dell'infrastruttura. I costi di queste misure di sostegno ammontano a 20 milioni di franchi per Paese. Commisurati al numero di abitanti, gli aiuti finanziari svizzeri in favore delle tre Repubbliche baltiche sono nettamente superiori a quelli concessi alla maggior parte degli altri Stati dell'Europa centrale e orientale. Il considerevole sostegno finanziario della Svizzera in veste di Paese non limitrofo e la grande efficienza dei progetti sono apprezzati sia dagli ambienti ufficiali che dai media.</p><p></p><p>Dal momento che i mezzi finanziari del secondo credito quadro sono stati interamente utilizzati, all'inizio del 1998 il Consiglio federale proporrà al Parlamento lo stanziamento di un nuovo credito quadro per proseguire la cooperazione con l'Europa orientale e la CSI. Il piano finanziario 1997-2000 non prevede un incremento dei mezzi destinati all'aiuto all'Europa orientale. Inoltre, gli importi attualmente disponibili a tal fine sono già stati ridotti del 50 per cento rispetto al piano del 1994. Il Consiglio federale è pertanto costretto a impiegare in modo estremamente mirato le poche risorse di cui può ancora disporre. Non intende tuttavia cessare di sostenere gli Stati baltici nell'ambito dell'aiuto all'Europa orientale. In futuro, la natura e l'entità di tale sostegno dipenderanno tuttavia in gran parte dai mezzi disponibili e dai bisogni dei Paesi in cui le riforme sono meno avanzate. In ragione dell'avanzato livello di sviluppo raggiunto dagli Stati baltici, oltre ad eventuali nuovi progetti nei settori della sanità e dell'ambiente, saranno vieppiù impiegati strumenti volti a promuovere il commercio e gli investimenti.</p><p></p><p>b) cooperazione tecnica</p><p>Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha avviato la sua cooperazione tecnica con gli Stati baltici nel 1992, mediante il secondo credito quadro per la cooperazione con l'Europa orientale. Nei cinque anni successivi sono stati realizzati progetti il cui costo complessivo ammonta a circa 12 milioni di franchi. In tal modo è stato possibile raggiungere alcuni risultati significativi, segnatamente per quanto concerne il settore bancario di Lituania ed Estonia.</p><p></p><p>Siccome la cooperazione con i Paesi dell'Est è stata concentrata sull'Europa sudorientale e su taluni Stati della CSI, la collaborazione tecnica con le Repubbliche baltiche si è conclusa alla fine del 1996, eccettuati alcuni progetti di minore entità. Rispetto a tali regioni, gli Stati baltici hanno compiuto grandi progressi nel loro processo di riforme. Le Repubbliche baltiche continuano inoltre a beneficiare di aiuti sostanziali da parte dei loro vicini scandinavi. Considerata la perdurante necessità di concentrare la cooperazione e vista la pressione esercitata sui mezzi limitati di cui dispone attualmente la Confederazione, il Consiglio federale ritiene non esistano motivi per continuare a sostenere il Baltico in modo massiccio.</p><p></p><p>4.</p><p></p><p>La Svizzera offre regolarmente, su basi di reciprocità, borse di studio a cittadini delle tre Repubbliche baltiche (ogni anno due borse per l'Estonia, la Lettonia e la Lituania) e possibilità supplementari di ottenere borse in virtù di un contingente speciale riservato a candidati provenienti dall'Europa centrale e orientale. Tali borse di studio dovrebbero essere mantenute anche in futuro.</p><p></p><p>L'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro (UFIAML) provvede da molti anni a scambi di praticanti tra istituzioni private o statali e Paesi dell'Europa dell'Est (compresi gli Stati baltici). Le disposizioni del diritto degli stranieri attualmente in vigore consentono alle autorità competenti di sostenere progetti equilibrati e dai contenuti ben definiti patrocinati da istituzioni o comunità di interessi degne di fiducia. Fra gli esempi più recenti può essere citato il progetto della Società Svizzera-Lettonia, nell'ambito del quale l'UFIAML si è dichiarato disposto, nel mese di luglio del 1997, a garantire il rilascio dei permessi di lavoro e di dimora necessari per il soggiorno dei praticanti in Svizzera.</p><p></p><p></p><p>5.</p><p></p><p>Con la visita del capo del Dipartimento militare federale (DMF) al suo omologo estone nel mese di aprile del 1997 e i diversi aiuti materiali forniti all'esercito dell'Estonia, il Consiglio federale ha già messo chiaramente in evidenza il rafforzamento delle relazioni intervenuto tra i ministeri della difesa dei due Paesi.</p><p></p><p>In vista di una possibile estensione di tale aiuto alle tre Repubbliche baltiche, dall'inizio di quest'anno la Svizzera si è avvicinata anche al "Foro di coordinamento per un sostegno agli Stati baltici orientato alla sicurezza e alla difesa", un gruppo informale composto attualmente di 16 Paesi.</p><p></p><p>Cittadini delle tre Repubbliche baltiche hanno partecipato a corsi organizzati in Svizzera dal Centro ginevrino per la politica di sicurezza e dal DMF nell'ambito del Partenariato per la Pace (PPP). Inoltre il DMF ha concordato di formare rappresentanti militari di tali Stati in settori quali il "controllo democratico delle forze armate", la "legislazione" e il "diritto penale militare". Il Consiglio federale intende rafforzare questo tipo di cooperazione con le Repubbliche baltiche.</p><p></p><p>Considerati la dimensione internazionale della criminalità organizzata e il forte aumento delle attività criminali tra l'Europa orientale e occidentale, è indubbio che occorre intensificare la cooperazione con gli Stati baltici, all'insegna però di una corrispondente coordinazione con gli altri Paesi occidentali.</p><p></p><p>6.</p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene l'adesione delle tre Repubbliche baltiche all'OMC. I colloqui bilaterali tra la Svizzera (e altri Membri dell'OMC) e dette Repubbliche nell'ambito dei negoziati per l'adesione all'OMC sono ancora in corso. Al termine di tutti i negoziati bilaterali ciascuno dei tre Stati avrà ultimato l'elaborazione di un Protocollo in cui saranno precisate le condizioni di adesione. Quando tali Protocolli troveranno l'assenso di tutti gli Stati membri dell'OMC, l'Estonia, la Lettonia e la Lituania potranno aderire all'Organizzazione Mondiale del Commercio.</p><p></p><p>7.</p><p></p><p>Già dopo l'apertura dell'ambasciata a Riga, il DFAE e tale ambasciata erano convinti che fosse assolutamente necessario istituire una rappresentanza ufficiale in Lituania. Nel mese di ottobre del 1994, il Dipartimento federale degli affari esteri ha incaricato l'ambasciata a Riga di cercare una personalità atta a ricoprire la carica di console onorario in vista della creazione di una rappresentanza onoraria. Per il momento in Lituania non esiste alcuna colonia svizzera in grado di fornire candidati adeguati per tale funzione. Si è anche constatato che persone non svizzere dotate dei requisiti necessari a tal fine e residenti in questo Paese - che non ha ancora concluso il suo processo di riforme - sono sovente esposte a conflitti di interessi. Le ricerche della nostra ambasciata a Riga e della Camera di commercio Svizzera-Baltico per trovare un rappresentante onorario, rivelatesi sinora infruttuose, continuano ad essere condotte con determinazione. Attualmente, l'ambasciata sta anche esaminando la possibilità di istituire uno "Swiss Information-Desk" a Vilnius, che dovrebbe soprattutto fornire consulenze ai commercianti svizzeri e locali. Il DFAE farà tutto quanto in suo potere per realizzare il più rapidamente possibile il suo progetto concernente l'istituzione di una rappresentanza onoraria in Lituania.</p>  Risposta del Consiglio federale.