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BERNA - Il numero di veicoli pesanti transitati attraverso le Alpi svizzere è sceso sotto i 900'000 l'anno scorso, ma è ancora lungi dal raggiungere l'obiettivo dei 650'000 passaggi. Anche la ferrovia ha trasportato meno merci, mantenendo la sua quota di mercato sull'intero traffico transalpino invariata al 70,5%.
È quanto emerge dal rapporto sul trasferimento del traffico 2019 pubblicato oggi dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT). Rispetto al 2018, le merci trasportate su strada e rotaia sono diminuite del 4,6%. La causa principale di questo calo è l'indebolimento della congiuntura, in particolare in Italia, precisa l'UFT.
L'anno scorso hanno attraversato le Alpi elvetiche 898'000 veicoli pesanti e autotreni, ovvero 43'000 in meno rispetto all'anno precedente e circa 500'000 in meno rispetto al 2000, anno in cui è stata introdotta la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP).
Più al Sempione e al Gran San Bernardo - Il numero di veicoli merci pesanti è diminuito ai due valichi stradali svizzeri più importanti, il San Gottardo (-5,1%) e il San Bernardino (-8,7%). È per contro leggermente aumentato al Sempione (+3,7%) e al Gran San Bernardo (+1,8%).
Il traffico pesante transalpino è in calo da anni. Tuttavia l'obiettivo di 650'000 transiti di veicoli pesanti attraverso le Alpi è lungi dall'essere realizzato. Secondo la legge, tale obiettivo avrebbe dovuto essere raggiunto al più tardi due anni dopo l'avvio dell'esercizio della galleria di base del San Gottardo (ossia nel dicembre 2018), precisa ancora la nota.
A questo scopo, il Consiglio federale e il Parlamento intendono adottare diverse misure volte a potenziare ulteriormente il trasferimento del traffico merci transalpino dalla strada alla rotaia. Tra queste si annoverano lo stanziamento di mezzi supplementari per contributi d'esercizio a favore del traffico merci ferroviario transalpino e adeguamenti della TTPCP. Inoltre saranno ridotti i prezzi delle tracce per i treni e concesso uno sconto speciale per i treni merci lunghi.
«Obiettivo chiaramente mancato» - La reazione dell'Iniziativa delle Alpi non si è fatta attendere: in una nota odierna l'organizzazione ambientalista deplora il fatto che «l'obiettivo sia stato chiaramente mancato anche nel 2019. (...) Ora si devono cogliere le opportunità offerte a partire dal 2020 dalla Nuova ferrovia transalpina (NTFA), con il completamento della galleria del Ceneri e il corridoio continuo di 4 metri sull'asse del S. Gottardo».
Secondo l'Iniziativa delle Alpi, «non basterà tuttavia la sola infrastruttura. Per trasferire effettivamente il traffico delle merci dalla strada alla ferrovia, servono anche misure concrete per contenere il traffico pesante».
Stando all'associazione, anche se si dovesse registrare un calo più forte del traffico dei camion transalpini dovuto alla crisi del coronavirus, «è necessario un maggiore impegno da parte dei politici se si vuole raggiungere al più presto l'obiettivo di trasferimento compatibile con le Alpi».
Calo del trasporto merci su rotaia - Stando al rapporto, l'anno scorso si è assistito pure a un calo del trasporto merci su rotaia transalpino (-1,3 milioni di tonnellate rispetto al 2018). Nel 2019, sono transitate attraverso le due gallerie di base elvetiche complessivamente 26,6 milioni di tonnellate (27,9 nel 2018).
La tendenza al ribasso del trasporto ferroviario di merci è in primis legata a ragioni economiche. Ma i numerosi cantieri di costruzione e altri avvenimenti, quali lo sciopero in Francia nel mese di dicembre, hanno ostacolato lo sviluppo del traffico su rotaia.
Nel 2019, le quote di mercato delle imprese di trasporto ferroviario sono rimaste relativamente stabili. FFS Cargo International resta il numero 1 con una quota del 39,5% (-1,0 punti percentuali rispetto al 2018). BLS Cargo raggiunge il 28,1% (+0,5 punti), seguita da FFS Cargo con il 23,6%. Le rimanenti aziende, quali DB Cargo, si situano all'8,8% (+2,0 punti).