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SION - Il Tribunale federale (TF) ha rifiutato per la seconda volta a Bernard Rappaz la sospensione della pena e confermato le precedenti decisioni prese in tal senso del Tribunale cantonale vallesano e della consigliera di Stato Esther Waeber-Kalbermatten. Lo ha indicato il difensore del canapaio.
Secondo l'avvocato, la Corte suprema esclude di accordare un'interruzione della pena a causa dello sciopero della fame osservato dal vallesano. Il TF rileva peraltro nella sua decisione che gli Ospedali universitari di Ginevra (HUG) non hanno ancora presentato ricorso contro l'ordine, impartito dal Tribunale cantonale vallesano, di alimentare Rappaz con la forza.
Gli HUG avevano indicato venerdì scorso di considerare l'alimentazione forzata come un atto "inaccettabile" dal punto di vista medico e annunciato un ricorso presso la Corte suprema.
Gli Ospedali universitari hanno inoltre fatto sapere oggi che nessuna informazione sarà data riguardo allo stato di salute di Rappaz, giunto all'82esimo giorno consecutivo di sciopero della fame. Il nosocomio precisa che lo stesso Rappaz rifiuta esplicitamente la pubblicazione di informazioni sulla sua salute.
Il Gran consiglio vallesano dovrebbe esaminare giovedì la domanda di grazia presentata dal canapaio, condannato a cinque anni e otto mesi di reclusione per aver coltivato e commercializzato ingenti quantitativi di canapa indiana.
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