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Lo scandalo pedofilia che ha investito la Chiesa di Lione, vicenda arrivata a processo proprio in questi mesi, è giunto anche sui grandi schermi della Berlinale, dove è stato presentato - in concorso - il film Grâce à Dieu, l'ultimo lavoro del regista francese François Ozon.
Il cineasta ha dichiarato di aver ricostruito gli avvenimenti non da una prospettiva giudiziaria, ma da un punto di vista umano. "È vero che i processi sono in corso, ma il film non ha alcun potere di condizionare, perché tutti gli atti sono pubblici", ha sottolineato Ozon durante la conferenza stampa di presentazione del lungometraggio a Berlino. "Lunedì il film esce in Francia, chissà se Barbarin sarà in sala...", si chiede Ozon, che ha portato alla Berlinale lo scandalo di circa 70 bambini abusati negli anni '80 - secondo le accuse - da un prete pedofilo, Bernard Preynat, sempre coperto dalla Chiesa di Lione. Philippe Barbarin è il cardinale che deve rispondere alla magistratura di aver tentato di tenere la verità nascosta, per non subirne le conseguenze.
Il lavoro di Ozon ricostruisce le vite di alcuni dei giovani molestati. Il racconto si sviluppa a partire dalla loro coraggiosa scelta di parlare pubblicamente degli abusi subiti. Il regista ha assicurato di essere molto più interessato alle vittime che al clero: "Non volevo fare un film politico ma civile, mi sono quindi concentrato sulle vittime. Il mio obiettivo era mostrare quanto la parola abbia un effetto liberatorio, sia su chi ha subito gli abusi che sull'ambiente circostante".
Il processo al cardinale Barbarin è ancora in corso - risponde di mancata denuncia in un procedimento iniziato nel gennaio 2019 - e uno dei problemi cruciali è il rischio della prescrizione.
RG/M. Ang.