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27/04/2020
Soldati: Durante la Prima Guerra Mondiale l’esercito svizzero mise a disposizione delle truppe, per i loro momenti di svago, 30'000 volumi in quella che fu chiamata la Biblioteca del Soldato. Dopo la guerra il Consiglio federale, su suggerimento del capo di stato maggiore Sprecher von Bernegg, decise di assegnare questi libri ad un’organizzazione civile, per farne beneficiare la collettività.
La neonata Fondazione svizzera «Biblioteca per tutti» giunse con un tempismo perfetto: a lei, infatti, furono affidati i libri della Biblioteca del Soldato che andarono così a costituire il suo primo fondo librario. La fondazione si assunse però l’impegno di proseguire, in caso di bisogno, la fornitura dei libri all’esercito. Cosa che puntualmente dovette fare con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo il prestito di libri ai soldati svizzeri e alle truppe francesi, polacche e belghe internate nel nostro paese, divenne il compito principale della Biblioteca per tutti.
rompere la monotonia del mio servizio militare con qualcosa d’interessante
Con il protrarsi della guerra questo compito divenne sempre più importante; come lo testimonia questa lettera dell’aprile 1940 che un milite svizzero inviò alla Biblioteca per tutti: «Mi piacerebbe rompere la monotonia del mio servizio militare con qualcosa d’interessante. Avendo a disposizione una grande quantità di tempo libero, vorrei approfittarne per leggere un po’. (…) Come devo procedere per ricevere dei libri da voi?». Un altro soldato, in una lettera del 1941, richiedeva invece libri di carattere tecnico utili per il lavoro quotidiano. A lui servivano libri di “letteratura specializzata sui cavalli, cavalli da sella, da tiro e da carro, sulla Regia federale dei cavalli e, in particolare, sui cavalli di servizio”. Negli anni del dopoguerra l’esercito diminuì notevolmente il prestito di libri dalla fondazione, diventando a poco a poco un utente minore. Nel 1971 ci fu un tentativo da parte della Biblioteca per tutti di riprendere la fornitura di libri all’esercito acquistando diverse collezioni di romanzi “tascabili”. L’iniziativa, però, non diede i frutti sperati.