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Il partito delle Regioni del presidente Viktor Ianukovich si confermato vincitore alle elezioni politiche che si sono svolte domenica scorsa in Ucraina, ma senza avere da solo la maggioranza assoluta in parlamento.
Con più del 98% delle schede scrutinate, al partito di governo vanno 189 seggi su 450, di cui 73 ottenuti con il sistema proporzionale (dove ha avuto il 30,18% dei voti) e ben 116 nei collegi uninominali a sistema maggioritario (che designano la metà del totale dei deputati).
Segue la coalizione di Iulia Timoshenko (la principale leader dell'opposizione ora in carcere) con 103 parlamentari. Dopo la Timoshenko, si è piazzato il partito "Udar" (colpo) del pugile Vitali Klitschko con 42 deputati.
Staccati gli ultranazionalisti del partito Svoboda con 36 parlamentari e i comunisti di Petro Simonenko (già alleati di Ianukovich) con 32 deputati. Quarantatré deputati sono stati eletti come "indipendenti".
Per raggiungere la metà dei voti più uno, il partito di Ianukovich dovrà affidarsi di nuovo agli alleati comunisti e a parte dei cosiddetti indipendenti.
Lunedì scorso, gli osservatori dell'Osce hanno criticato le elezioni ucraine perché contrassegnate, a loro avviso, da abuso di risorse pubbliche, carenze di trasparenza nel finanziamento ai partiti, e squilibrio nella copertura mediatica durante la campagna elettorale. Non hanno tuttavia denunciato brogli o irregolarità decisive nello scrutinio.