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Il 34enne bernese ha preceduto il francese Clarey e l’austriaco Mayer, conquistando il suo primo oro olimpico e la prima medaglia svizzera a Pechino
Beat Feuz è campione olimpico di discesa! Il 34enne bernese ha trionfato nella prova regina sulle nevi di Yanqing imponendosi con 10 centesimi di vantaggio sul 41enne francese Johan Clarey e 16 sull’austriaco Matthias Mayer. Feuz ha così conquistato la prima medaglia ai Giochi di Pechino per la Svizzera, ma soprattutto si è regalato il suo primo oro olimpico, lui che quattro anni fa a Pyeongchang si era messo al collo l’argento in superG e il bronzo proprio nella disciplina più veloce. Un titolo quello olimpico che completa l’incredibile palmarès del campionissimo di Schangnau, capace in carriera di laurearsi campione del mondo sempre in discesa nel 2017 a St. Moritz (a cui si aggiungono altri due bronzi iridati, l’anno scorso a Cortina e nel 2015 a Vail/Beaver Creek) e di mettere le mani per quattro volte consecutive (negli ultimi quattro anni) sul globo di cristallo di una specialità che in Coppa del mondo l’ha visto conquistare 13 successi, tra cui sei nelle mitiche prove del Lauberhorn a Wengen e della Streif a Kitzbühel (3 ciascuna).
«È incredibile, non è stata una settimana facile con il vento e tutto il resto, ma alla fine oggi è una giornata fantastica, che capita una volta nella vita. Sento tutto e niente, è incredibile», le prime parole di Beat Feuz, con le lacrime agli occhi. Il ragazzone dell’Emmental, diventato per la seconda volta papà da poco e che compirà 35 anni l’11 febbraio, è il quarto sciatore svizzero della storia a laurearsi campione olimpico di discesa dopo Bernhard Russi (che ha tra l’altro disegnato la pista cinese) nel 1972, Pirmin Zurbriggen nel 1988 e Didier Défago nel 2010.
Per quel che riguarda gli altri rossocrociati, il leader della Cdm Marco Odermatt è partito forte risultando tra i migliori nella parte alta del tracciato, ma ha poi progressivamente perso terreno e si è dovuto accontentare del settimo posto a 71 centesimi da Feuz e a 55 dal podio. Un risultato che lascia comunque ben sperare in vista del superG di martedì, che vedrà il nidvaldese nel ruolo di grande favorito. Bene era partito pure il grigionese Stefan Rogentin, che ha però rovinato tutto con un grave errore e alla fine non è andato oltre il 25esimo posto (a +2”26), preceduto anche dal connazionale Niels Hintermann (16esimo a +1”39).