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Da tempo ci si chiede se l’eccessiva frequentazione del mondo virtuale dei video games, soprattutto di quelli violenti, possa procurare danni cerebrali: adesso è arrivata la dimostrazione concreta che quelle paure non erano poi del tutto infondate perché in effetti cambiamenti della materia grigia si verificano, anche se forse è ancora troppo presto per sapere quanto siano dannosi.
Ad esempio bastano 10 ore di videogames violenti nell’arco di una settimana perché le aree cerebrali che tengono sotto controllo i comportamenti aggressivi riducano la loro attività: l’ha dimostrato con la risonanza magnetica funzionale uno studio dell’Università di Indianapolis presentato al congresso della Società di Radiologia di Chicago. Volontari con età fra 18 e 29 anni in una settimana hanno giocato per 10 ore a videogames violenti con sparatorie e in quella successiva se ne astenuti completamente: alla fine dei due cicli di videogames venivano sottoposti a vari test di stimolazione emotiva mentre l’attività del loro cervello veniva scandagliata con risonanza magnetica funzionale.
Ne parliamo con il nostro ospite Prof. Alain Kaelin, direttore Neurocentro della Svizzera Italiana.
- Utilità dei giochi cerebrali, Volare 18.12.2014