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Premessa
La rivoluzione digitale ha influenzato tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Nonostante le molte promesse, l’integrità e la libertà dell’individuo sono state minacciate in modi mai visti finora. Inoltre, tali minacce sono aumentate a un ritmo tale, che sia il grande pubblico sia i legislatori sono rimasti sopraffatti come lo sono stati i singoli individui. Al contempo, le possibilità di poter determinare lo sviluppo di questa situazione in modo democratico sono in rapido declino.
La globalizzazione del sapere e della cultura tramite la digitalizzazione e l’interconnessione pone delle sfide a tutti gli standard legali, scientifici e sociali. Per di più, reazioni sbagliate a questi cambiamenti hanno fornito una giustificazione all’attuale sorveglianza mondiale della società, la quale avviene in maniera totalitaria. La paura del terrorismo internazionale ha sostituito la “libertà” con la “sicurezza” come bene superiore e molte persone muoiono inutilmente in silenzio in difesa della libertà.
Il controllo delle informazioni personali, il libero accesso al sapere e alla cultura e la protezione della sfera privata sono le fondamenta di una futura società dell’informazione. Solo partendo da queste basi possiamo creare una società democratica, socialmente giusta e liberamente autodeterminata.
Il Partito Pirata si considera parte di un movimento mondiale che vuole partecipare a raggiungere questo scopo per il beneficio di tutti. Per condurre la sua attività politica in maniera efficiente, si limita a pochi argomenti che sono importanti per la società dell’informazione. Allo stesso tempo il Partito ritiene che i suoi obiettivi principali ricoprano l’intero spettro della politica tradizionale. Occupare una posizione specifica all’interno di questo spettro distrarrebbe dall’impegno politico in difesa della privacy personale e della condivisione della conoscenza e della cultura.
Privacy e Sicurezza dei Dati
La protezione della privacy e la sicurezza dei dati personali sono indissolubilmente legate all’integrità e alla libertà dell’individuo. I diritti fondamentali alla privacy e alla protezione delle informazioni personali sono ancorati nell’articolo 13 della Costituzione Federale. Tutti i tentativi da parte dello Stato o di terzi di limitare questi diritti devono essere messi in discussione in modo critico e devono essere esplicitamente contestati. Tutte le unità organizzative, i sistemi e i metodi che lo Stato può utilizzare nella sorveglianza dei suoi cittadini devono essere soggetti a continue e severe valutazioni da parte di funzionari eletti. La sorveglianza e la raccolta di dati confidenziali in assenza di una causa ragionevole sono inaccettabili invasioni nella sfera privata dell’individuo. Il diritto all’anonimato, contenuto nella Costituzione, e il diritto di ogni individuo per il controllo e l’utilizzo dei suoi dati personali devono essere rafforzato. La raccolta e l’uso di dati particolarmente confidenziali (dati biometrici, test genetici e simili), con un alto potenziale per l’uso improprio da parte di altri, richiede valutazioni critiche e di controllo da parte di enti indipendenti. In generale, i parametri per la protezione delle informazioni personali devono tener conto delle caratteristiche distintive dei dati digitali, cioè la loro longevità e la loro distribuzione incontrollata.
Sorveglianza e Raccolta dei Dati
L’attività di sorveglianza e di raccolta dei dati deve sempre essere limitata e controllata. L’usurpazione della sfera privata può aver luogo solo ed esclusivamente in casi di estrema emergenza, anche da parte di agenzie governative. In questi casi, l’approvazione e il controllo di un giudice si rende indispensabile. Solo meccanismi di controllo democraticamente legittimati possono impedire gli abusi. Al tempo stesso, gli interessati devono sempre essere informati dopo un’attività di sorveglianza o di raccolta dei propri dati. In ogni caso, se avranno subito danni a causa dell’abuso delle suddette misure, dovranno essere risarciti.
Controllo dei Dati Personali
Per ogni singolo individuo deve essere rafforzato il diritto di controllare il contenuto dei propri dati personali. Tutti i cittadini devono poter accedere, con facilità d’uso e gratuitamente, alla correzione, al blocco e/o alla cancellazione dei propri dati personali registrati in una banca dati centrale.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Ancorare il concetto di autonomia dell’informazione alla Costituzione.
Conformare le leggi sulla segretezza di lettere e posta alla realtà della società dell’informazione ed espanderle in una legge di segretezza sulle comunicazioni più generale.
Vietare la raccolta e l’archiviazione di dati personali e biometrici, le ricerche online (trojan della polizia), la sorveglianza in tempo reale delle comunicazioni private del cittadino e gli ID biometrici.
Vietare la videosorveglianza nei luoghi pubblici e richiedere permessi restrittivi per le aree private.
Trasparenza del Sistema Politico
L’interdipendenza tra sistema politico e affari deve essere resa pubblica. Il reddito dei partiti e dei comitati deve essere divulgato. Deve essere data chiara visibilità al cittadino di quali interessi vi siano dietro alle proposte di legge e chi, come e quando questi influenzano il processo legislativo. Inerente alla trasparenza di un sistema politico, vi è l’impegno essenziale che i processi decisionali siano percepiti dal cittadino come quanto di più pubblico possibile. Quello per il quale decreti, documenti di discussione e contratti sono redatti e progettati per essere quanto di più chiaro possibile per il cittadino medio.
L’enfasi sul “Principio di Trasparenza”, che pone il cittadino al centro delle deliberazioni governative e delle formulazioni, stabilisce un prerequisito indispensabile per una moderna società dell’informazione in un sistema democratico e libero. La Svizzera è vista come un modello di democrazia e deve rimanerlo. Essa si deve mantenere ai più alti standard democratici, difendendo questa sua posizione.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Rendere pubblici i rapporti tra imprese e politici.
Divulgare le fonti di reddito di partiti e comitati.
Rafforzare il principio di trasparenza.
Rendere i processi decisionali della politica trasparenti e facilmente comprensibili.
Censura
Rifiutiamo categoricamente il tentativo in corso, da parte di alcune forze politiche, di filtrare i contenuti su Internet. Non vi è posto, in una democrazia, per il controllo politico dei flussi d’informazione, ossia la censura. La battaglia contro ciò che d’illegale Internet offre, deve essere sempre condotta in sede giuridica. La creazione di un’infrastruttura censoria è di per sé inaccettabile. Lo stato deve perseguire i produttori di contenuti illeciti e prevenire la loro distribuzione (sia on che off-line), non deve perseguire il consumatore. Bloccare il consumo non aiuta le vittime, perché i veri colpevoli non sono toccati. La neutralità della rete, ossia la parità di trattamento della trasmissione di tutti i pacchetti di dati dai server di internet, è importante per la libertà di parola ed economica. Proibire questa discriminazione nel trasferimento dei dati deve essere qualcosa di ben saldo, da implementare a livello legislativo.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Rifiutiamo categoricamente la censura, sia dentro sia fuori da Internet.
Affrontare le cause invece di combatterne i sintomi come abbiamo visto fare finora.
Stabilire giuridicamente e rafforzare la neutralità di internet.
Monopoli di Infrastrutture e Brevetti
In generale, lo smantellamento dei nocivi monopoli di ogni tipo, è un dichiarato obbiettivo politico. Un brevetto, di fatto un monopolio governativo garantito all’impresa privata, crea assiomaticamente una riduzione artificiale del benessere collettivo che ha bisogno di essere costantemente giustificato e messo sotto esame. Lo stesso vale per tutte le infrastrutture monopolistiche. Mentre in passato il brevettare prodotti industriali era considerato un successo, anche da parte dell’opinione pubblica (dimostrabile o meno), le relazioni sociali e industriali nel campo dell’invenzione sono cambiate profondamente con l’avvento della società post-industriale e globalizzata. L’aumento della concorrenza internazionale ha portato sempre di più ad abusare del sistema a danno degli autori, in cui raramente avviene uno scambio favorevole per la società. L’abuso crescente dei brevetti deve essere fermato. Brevetti banali o addirittura blocco per mezzo di brevetti devono essere pratiche impedite, in ogni caso. Inoltre marchi e brevetti non dovrebbero essere utilizzati per controllare i canali di distribuzione. Tali restrizioni dovrebbero essere vietate per il bene della popolazione.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Smantellare ogni monopolio deleterio.
Modernizzare le pratiche del brevetto in modo tale da soddisfare adeguatamente le esigenze della società dell’informazione.
Autorizzare illimitate importazioni parallele.
Accesso Aperto
Standard Aperti per la Pubblica Amministrazione e l’Educazione
Una maggiore attenzione al software open source e agli standard aperti all’interno di agenzie governative, ne ridurrebbe la dipendenza dai proprietari e dai fornitori. Così facendo si supporterebbero i fornitori di sistemi IT aperti evitando di creare nuove dipendenze. Gli studenti avrebbero la possibilità di padroneggiare sistemi diversi e questo è importante in un periodo storico nel quale i cambiamenti tecnologici avvengono molto rapidamente. Così come già avviene con i computer nelle aule scolastiche, l’insegnamento di una specifica materia potrebbe beneficiare di una tecnologia specifica, ma facendo attenzione che non sia la tecnologia stessa a influenzare la scelta del soggetto o dei metodi d’insegnamento.
Sicurezza e Criminalità
Consulenti ed esperti di sicurezza informatica non devono essere criminalizzati ingiustamente dai governi per gli strumenti propri del loro mestiere, rischiando così di perdere i loro mezzi di sostentamento. I tentativi del governo federale in questo senso devono essere fermati.
Ricerca
Il Fondo Nazionale di Ricerca svizzero distribuisce gran parte dei soldi dei contribuenti a istituti scientifici e gruppi, regolando la pubblicazione dei loro risultati. Attualmente, i ricercatori pubblicano i loro risultati apertamente, a condizione che non vi siano controindicazioni giuridiche o la scadenza dei termini stabiliti da qualche rivista scientifica. I risultati delle ricerche dovrebbero tuttavia essere pubblicati immediatamente e non controllati dalle società editrici.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Utilizzare solo sistemi e documenti in formato open-source nella Pubblica Amministrazione.
Interrompere i tentativi di criminalizzazione di consulenti ed esperti di sicurezza informatica.
Pubblicare la ricerca supportata dai soldi dei contribuenti rendendola accessibile gratuitamente a tutti i cittadini, svizzeri e del mondo intero.
Cultura Libera (Diritto d’Autore)
Quando è stato creato il diritto d’autore, dava semplicemente il diritto ad un autore di essere considerato tale. In seguito è stato ampliato perché si occupasse anche della copia commerciale delle opere, limitando i naturali diritti dei cittadini e delle associazioni non-profit. Questo sbilanciamento è alla base dell’inaccettabile sistema di sviluppo dei nostri giorni. Affari e sviluppo tecnologico hanno rotto l’equilibrio delle leggi sul diritto d’autore, portando da un lato vantaggi ingiusti a qualche grande attore commerciale, dall’altro un aumento dei costi per i consumatori, gli autori e la società in generale. Milioni di pezzi musicali, film e libri diventano ostaggi dei giganti dei media; per queste opere non vi è abbastanza domanda per la ripubblicazione, ma restano potenzialmente troppo redditizie perché siano lasciate libere. Il nostro patrimonio culturale deve essere reso libero e accessibile a tutti prima che sia distrutto dal tempo. Leggi immateriali possono dare a valori immateriali tangibile qualità. Tuttavia idee, conoscenza e informazione sono, per loro natura, privi di esclusiva e il loro valore comune risiede nella loro intrinseca capacità di essere condivisi e distribuiti.
Diritto d’Autore
Il diritto d’autore deve tornare alle proprio scopo originale. Le leggi devono essere cambiate in modo tale da disciplinare unicamente l’uso e la copia commerciale dei lavori protetti. Non dovrebbe essere mai considerato illegale condividere o utilizzare opere per uso generale poiché sarebbe tutta la società a trarne beneficio.
Accorciare la Durata della Protezione
La durata della protezione del diritto d’autore commerciale, ossia la durata del controllo monopolistico su un’opera per scopi commerciali, deve essere ridotta. È particolarmente incomprensibile che il diritto d’autore possa durare per decenni dopo la morte dell’autore stesso. La creazione di opere derivate deve quindi essere regolamentata in modo tale da dare l’immediato diritto a chiunque di produrle. La legge deve elencare ogni eccezione a questa regola in modo esaustivo come ad esempio la traduzione di libri o la presenza di musica protetta all’interno di film.
Libero Accesso e Distribuzione della Cultura
Si dovrebbe espressamente consentire la raccolta, l’utilizzo, la manipolazione e la distribuzione della cultura quando questi non hanno fini commerciali. Dovrebbe essere vietata qualsiasi tecnologia che incide sui diritti dei consumatori di copiare o utilizzare informazioni o opere culturali come il cosiddetto DRM (Digital Rights Management) e i codici regionali (introduzione artificiale dei confini regionali al di fuori dei quali un prodotto digitale non può essere utlizzato). Gli accordi contrattuali volti a ostacolare la distribuzione legale d’informazioni dovrebbero essere dichiarati nulli. Non deve essere limitata o punita la distribuzione non commerciale di beni culturali pubblici, della conoscenza e dell’informazione, ad eccezione dei dati personali. Bisogna anche abolire le tasse sui supporti vergini.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Legalizzare lo scambio non commerciale dei dati (conosciuto come file-sharing) in entrambe le direzioni.
Limitare il diritto d’autore. Un’opera deve poter essere considerata un bene pubblico molto più velocemente.
Proibire i limiti artificiali per l’accesso (DRM, codici regionali).Rivedere la legge sul diritto d’autore con l’obiettivo di combattere i privilegi di cui beneficiano le arti destinate alla grande distribuzione.
Ampliare il diritto di citazione di film, immagini e suoni.
Violenza nei Media e Tutela dei Minori
Recentemente in Svizzera, a causa della tragica vicenda di Winnenden in Germania, i videogiochi con contenuti violenti – definiti a torto “killer giochi” – sono diventati un argomento di attualità. Questo dibattito non è obiettivo, perché mosso da troppa emozione e polemiche. Sopratutto va detto che i videogiochi, anche quelli violenti, sono diventati parte integrante della nostra società ed esattamente come la musica o i film hanno una valenza culturale che non può essere sottovalutata nonostante questi non soddisfino i gusti di tutti.
La discussione della violenza nei media dovrebbe essere affrontata oggettivamente e i videogiochi non dovrebbero essere usati come capro espiatorio per i problemi sociali. Non bisognerebbe mai imporre una qualsiasi condotta ai cittadini senza basarsi su fatti concreti. I videogiochi con contenuti per adulti non hanno nulla a che fare con i bambini. Per questo motivo, a tutela dei giovani, dovrebbe essere stabilito per legge un sistema di classificazione obbligatoria, basato sull’età, da applicare rigorosamente. Bisogna prendere atto della grande pressione mediatica su genitori e tutori e combatterla, affinché questi rimangano gli unici decisori nella crescita dei loro figli.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Per gli adulti, nessun divieto di giochi violenti.
Riconoscere i videogiochi come valore culturale.
Rafforzare le leggi esistenti per la tutela dei minori ed incoraggiare l’educazione multimediale ai genitori.
Ancorare alla legge svizzera il sistema di classificazione europeo Pan-European Game Information (PEGI).
Laicità e Valori Umanistici
La nostra società ha creato i propri valori etici dai diritti umani grazie all’Illuminismo. Un limpido modello laico di società si deve opporre a Irrazionalismo e fondamentalismo religioso, minacce per l’autonomia e la libertà del singolo. La laicità non costringe lo stato ad alcun credo “ortodosso”; limita lo stato e i suoi rappresentanti, non la persona.