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L'università può controllare la mia posta elettronica universitaria?
No. La sua sfera privata come utente di posta elettronica è tutelata dalla protezione delle relazioni via telecomunicazioni sancita dalla Costituzione federale.
Tecnicamente il dipartimento d‘informatica dell'Università ha accesso regolare al contenuto delle e-mail. Tuttavia questo accesso non è generalmente consentito senza il suo consenso.
Intrusione indebita in un sistema per l‘elaborazione di dati
Se un dipendente si avvale comunque di questa possibilità, viola la sua personalità e lei può intraprendere un'azione civile contro di lui. Poiché il dipendente leggendo una e-mail di regola si è introdotto indebitamente in un sistema per l‘elaborazione di dati, lei può presentare querela penale.
Se lei lavora all'Università, a lei come dipendente si applicano i principi abituali di protezione dei dati nel diritto del lavoro (cfr. Controllo dei social media), anche se possono esserci delle particolarità, poiché si tratta di un rapporto di lavoro di diritto pubblico.
Sorveglianza della posta elettronica da parte della Procura pubblica
Se sussiste un grave sospetto di un reato grave - come ad esempio l‘omicidio, la frode o la pornografia infantile - la Procura pubblica può disporre la sorveglianza del traffico di posta elettronica. Ciò se "le operazioni d’inchiesta già svolte non hanno dato esito positivo o se altrimenti le indagini risulterebbero vane o eccessivamente difficili". Nell'ambito di tale indagine la Procura pubblica o il Servizio per la sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni può chiedere all'Università di collaborare.