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Ieri sono stati presentati dei nuovi documenti ufficiali riguardanti la class action contro Elon Musk per aver promosso Dogecoin.
Si tratta di una class action per 258 miliardi di dollari, quindi, di dimensioni notevoli, superiori persino al valore stimato del patrimonio complessivo dell’uomo più ricco del mondo.
La class action era stata presentata a giugno da Keith Johnson, mentre l’aggiornamento presentato ieri reca anche le firme di Colby Gorog, Joshua Flint, Louis Robinson, James Duong, Fernando Uriza, Michael Twomey e Jessica Calkins.
L’aggiornamento informa che i querelanti hanno incaricato un perito di spiegare alla corte come e perché Dogecoin sarebbe uno schema piramidale.
Lo schema piramidale di Dogecoin, continua la class action contro Elon Musk
Gli schemi piramidali sono vietati per legge, ed è anche vietato promuoverli. Quindi, dato che Elon Musk ha di fatto promosso Dogecoin, qualora la corte accettasse questa ipotesi, inevitabilmente Musk ne verrebbe in qualche modo coinvolto.
Il nuovo documento presentato alla corte dice:
“Per ogni miliardo di dollari che Musk ha guadagnato con Dogecoin per se stesso, la sua famiglia, i suoi amici, le aziende ed i dipendenti, i nostri clienti e la classe di circa due milioni di persone hanno perso lo stesso importo più le commissioni di scambio, commissioni per i miner e commissioni dovute allo spread. Ecco come funziona uno schema piramidale”.
Infatti, i querelanti fanno notare che quasi tutti coloro che hanno acquistato Dogecoin dopo il 4 febbraio 2021 hanno perso la maggior parte del denaro investito, sostenendo anche che il prezzo di DOGE non si avvicinerà mai più al suo massimo di 73 centesimi.
Prima del 4 febbraio 2021, il prezzo di DOGE nella sua intera storia non era mai salito sopra gli 0,04 dollari, nemmeno durante la grande bolla speculativa di fine 2017. Dopo quella data, invece, è schizzato prima a 0,4$ a aprile, e poi addirittura a 0,73$ a maggio.
In altre parole da febbraio ad aprile il suo valore è decuplicato in poco più di due mesi, ed in seguito è poi ulteriormente quasi raddoppiato nel giro di un mese.
Secondo i querelanti, questo incredibile aumento non sarebbe organico e spontaneo, ma generato in qualche modo dalle parole di Musk, che dall’aumento stesso ci avrebbe guadagnato miliardi di dollari. Tuttavia, ad oggi non è chiaro quanto Musk abbia davvero guadagnato con il trading su DOGE, tanto che potrebbe anche non aver guadagnato così tanto.
Il prezzo di Dogecoin (DOGE)
Dopo lo scoppio della bolla speculativa dell’inizio del 2021 il prezzo di DOGE è prima sceso sotto gli 0,18$ a luglio dello stesso anno, e dopo essere risalito per breve tempo sopra gli 0,3$, in seguito è crollato fino sotto gli 0,06$, nel periodo in cui i querelanti stavano presentando la class action.
Il documento dei querelanti presentato ieri è lungo ben 115 pagine con dieci cause, di cui sette per violazioni delle leggi sulle security.
Va ricordato, tuttavia, che non vi è ancora certezza sul fatto che DOGE sia da considerare un security token, e non uno utility token. Anzi, stando a quanto ha sostenuto la SEC nel corso degli anni, sembra più probabile che criptovalute come Dogecoin possano essere considerate utility token, piuttosto che security.
I querelanti, inoltre, sostengono che in qualche modo Musk abbia ammesso di aver promosso Dogecoin, e rivelano che tre esperti indipendenti hanno affermato che lo stesso Musk sia da considerare responsabile della manipolazione del prezzo di DOGE.
In effetti sembra estremamente difficile sostenere che le parole pronunciate da Musk tra il 4 febbraio 2021 e l’8 maggio dello stesso anno non abbiano pubblicizzato Dogecoin, così come sembra improbabile che queste sue azioni non abbiano contribuito in modo significativo al +1.700% fatto segnare dal prezzo della meme coin in quel periodo. Ciò che è accaduto dopo, con il prezzo tornato poco sopra il livello di inizio febbraio 2021, dimostra che si è trattato solo di una vera e propria bolla speculativa.
In questo momento, il prezzo di DOGE è a -92% dai massimi, tanto che per tornare a quei livelli da quelli attuali dovrebbe fare un +1.150% che in questo momento appare assolutamente improbabile sul breve o medio termine.
Class action miliardaria: le accuse nei confronti di Elon Musk, una malevola promozione di Dogecoin
È per questo che i querelanti sostengono che Dogecoin vada considerato uno schema piramidale.
Inoltre, aggiungono che da quando è stata intentata la class action, il 16 giugno 2022, Elon Musk ha continuato a cercare di “pompare” il prezzo di Dogecoin, mentre, in realtà, questo è sceso da 6,3 a 5,9 centesimi. Il fatto è che ora ci sono pochi nuovi acquirenti, cosa dimostrata dal volume degli scambi di DOGE che ora è pari ad un duecentesimo di quello che c’era durante la primavera del 2021.
Secondo uno degli avvocati dei querelanti, Santos A. Perez, Elon Musk ha cospirato insieme agli altri imputati, commettendo violazioni delle leggi sulle security e quelle RICO.
Tra i querelanti ci sono anche un veterano delle forze speciali degli Stati Uniti, un membro attivo della Guardia Nazionale ed un pensionato disabile. Ognuno di loro ha perso da poche centinaia di dollari fino a 30.000$. Secondo loro, la colpa delle loro perdite, in ultima analisi, va ricondotta alle false dichiarazioni di Elon Musk.
Elon Musk, ragione o torto?
Non è chiaro, però, quale sia l’atteggiamento della corte nei confronti delle richieste dei querelanti, anche perché sui mercati finanziari il rischio di perdere è la norma, non l’eccezione.
Sebbene sia innegabile che le parole di Musk abbiano avuto effetti eccessivamente positivi sul valore di mercato di Dogecoin, è altrettanto evidente che non si sa quanto Musk ci abbia realmente guadagnato, né se ci abbia veramente guadagnato vendendo DOGE a prezzi elevati.
Inoltre, l’affermazione secondo cui DOGE vada considerato una security sembra piuttosto debole, così come quella secondo cui Dogecoin sarebbe uno schema piramidale. L’unica cosa innegabile, oltre all’effetto delle parole di Musk sul prezzo, è che da febbraio a maggio 2021 si è innescata un’evidente bolla speculativa che, come capita quasi sempre in questi casi, è poi scoppiata.
Resta da capire se in tutto ciò Elon Musk possa davvero essere incolpato di aver violato qualche legge, o se si tratta solo di relativamente “normali” dinamiche dei mercati finanziari assolutamente non illecite.