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L'ordinanza che congelava gli averi di Ben Alì e del suo entourage, circa 60 milioni di dollari, è scaduta a mezzanotte e non è stata rinnovata
I fondi del clan Ben Ali congelati in Svizzera sono stati sbloccati la scorsa notte. Nel corso degli anni l'ex presidente tunisino e il suo entourage avrebbero fatto passare circa 320 milioni di dollari nella Confederazione.
Il blocco degli averi di Zine el Abidine Ben Ali e del suo entourage è scaduto a mezzanotte. L'ordinanza di congelamento ha raggiunto la durata massima legale di dieci anni e non è stata rinnovata, ha annunciato in dicembre il Consiglio federale e confermato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) all'agenzia Keystone-ATS.
Il 19 gennaio 2011, cinque giorni dopo la fuga del presidente dal Paese dopo essere stato estromesso da una rivolta popolare, il Governo ha ordinato il blocco preventivo degli averi di Ben Ali e del suo entourage in Svizzera, per un totale di circa 60 milioni di franchi.
Secondo l'ong Public Eye, negli anni 2000 il clan Ben Ali ha fatto transitare 320 milioni di dollari (285 milioni di franchi) nella piazza finanziaria ginevrina. L'ex presidente è morto in esilio in Arabia Saudita nel 2019 all'età di 83 anni.
Ora tra le 30 e i 50 persone del suo entourage, tra cui la moglie Leila Trabelsi e il fratello Belhassen Trabelsi, "potrebbero recuperare il denaro", ha affermato un funzionario della presidenza tunisina all'AFP. Per consentire alla Tunisia di recuperare questi fondi le autorità svizzere chiedono sentenze definitive. I procedimenti giudiziari sono però ancora in corso.