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Le opere costruite tra gli abitati di Magadino e Quartino facevano parte della linea di sbarramento Magadino-Gordola, che aveva il compito di opporsi ad eventuali attacchi da parte dell’Italia attraverso il Gambarogno, il Lago Maggiore e la strada litoranea sulla sua sponda destra come pure dalle Centovalli.
Queste fortificazioni servivano da una parte quale sbarramento della strada e della ferrovia Luino–Cadenazzo, d’altra parte avevano come obiettivo il ponte sulla strada cantonale fra Tenero e Gordola e la sponda destra del Verbano. Sul versante destro del Piano di Magadino il forte di Gordola-Scalate aveva la funzione inversa, a protezione delle opere militari di Magadino e tenendo sotto tiro la strada e la ferrovia del Gambarogno.
Il progetto di fortificare il settore è precedente alla prima guerra mondiale: la sua realizzazione fu però ritardata a causa dei costi elevati e dalla mancanza di un progetto che soddisfacesse sia le esigenze politiche sia militari.
Furono così realizzate tre strutture tra il 1912 e il 1919, già operative a partire dalla Mobilitazione generale del 1. Agosto 1914: il forte d’artiglieria di Magadino (04) in posizione elevata, il fortino Magadino inferiore (01, chiamato “Forte Olimpio” dal 1980), situato nelle Bolle di Magadino e il fortino Magadino superiore (06) che costituiva la parte superiore del caposaldo di Magadino.
Durante la seconda guerra mondiale il forte di Magadino (04) fu modernizzato per far fronte alle nuove tecniche di combattimento (attacchi con il gas) e per dare maggior conforto alla truppa. Furono costruite due nuove gallerie e aggiunte posizioni di difesa della linea ferroviaria. Per contro, i fortini non furono modificati.
Con il periodo della guerra fredda furono ampliate le zone protette per la truppa a causa dell’entrata in scena delle armi nucleari, biologiche e chimiche.