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Non sono finiti i guai per la più grande banca elvetica negli Stati Uniti. La giustizia americana chiede l'identità di 52 mila clienti UBS sospettati di aver frodato il fisco per 14,8 miliardi di dollari.
L'istituto di credito ha comunicato di volersi opporre fermamente a questa nuova richiesta della giustizia americana.
La nuova denuncia contro UBS è stata inoltrata al tribunale distrettuale di Miami (Florida) secondo il comunicato pubblicato sul sito del ministero di giustizia americano. 52 mila clienti americani sono accusati di aver nascosto l'esistenza dei loro depositi bancari al governo americano e di aver in questo modo violato le leggi fiscali statunitensi.
La posta in gioco non è di poco conto: si tratta di 23 000 depositi in contanti e di 20 000 depositi con titoli. Secondo il ministero di giustizia americano il valore dei conti in questione ammonta a circa 14,8 miliardi di dollari.
I guai per il più grande istituto bancario elvetico sul mercato americano non sono quindi finiti proprio nel giorno, in cui è stato reso pubblico l'accordo extragiudiziale fra UBS e autorità americane con il beneplacito dell'autorità di vigilanza finanziaria elvetica (FINMA).
L'accordo obbliga UBS a comunicare i nomi di circa 250 clienti accusati di aver frodato il fisco e pagare 780 milioni di dollari per evitare una procedura penale e il ritiro della licenza negli USA. L'intesa extragiudiziale prevede anche che UBS cessi definitivamente le operazioni transfrontaliere con cittadini privati residenti negli USA.