Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/68762

<h2>SubmittedText<h2><p>Come riportato recentemente dai media, partecipando a un apposito tirocinio i rifugiati possono qualificarsi per fare ingresso nel mondo del lavoro. Sono stati finora lanciati tre progetti pilota a Marly, Basilea ed Emmenbrücke. Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia avrebbe visitato il progetto di Basilea, si sarebbe intrattenuto con i rifugiati che vi partecipano e avrebbe addirittura pranzato con loro (stando a quanto riportato dalla "NZZ am Sonntag" del 3 dicembre 2006, a pag. 12).</p><p>Secondo l'articolo, la direttrice del programma di tirocinio per rifugiati di Basilea è fiduciosa quanto alle possibilità degli apprendisti di trovare un posto stabile.</p><p>Visto quanto precede, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quando intende lanciare questo progetto su scala nazionale, visto il successo che apparentemente riscuote?</p><p>2. Quali sono i requisiti che i candidati a un simile tirocinio devono soddisfare per essere ammessi?</p><p>3. Quali opportunità hanno i rifugiati riconosciuti che hanno già terminato una formazione professionale o un ciclo di studi nel loro Paese di provenienza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il rapporto finale sui due progetti pilota della durata da tre a dodici mesi sarà disponibile nella primavera del 2008. Su questa base si deciderà se estendere tali progetti. La decisione di introdurre i progetti su tutto il territorio compete ai cantoni.</p><p>2. Tutti i rifugiati riconosciuti titolari di un permesso di dimora o ammessi a titolo provvisorio, che pertanto soggiacciono alla competenza finanziaria della Confederazione, possono partecipare ai progetti pilota. Vista la bassa percentuale di occupazione dei rifugiati, i progetti mirano a raccogliere informazioni quanto alle possibilità di integrare nel mercato del lavoro i rifugiati di competenza della Confederazione. A fine novembre 2006, soltanto un quarto di tutti i rifugiati in età lavorativa esercitava un'attività lucrativa (25,7 per cento al 30 novembre 2006). I motivi di tale situazione sono molteplici: un basso livello di formazione, problemi fisici e psichici, una conoscenza insufficiente della lingua locale nonché la mancanza di stimoli per i beneficiari dell'aiuto sociale.</p><p>L'accesso ai progetti pilota è stato pertanto limitato in modo da ottenere un campione il più rappresentativo possibile dal profilo del Paese d'origine, delle conoscenze linguistiche, dello stato di salute, degli obblighi di assistenza e delle capacità, al fine di trarne risultati concludenti.</p><p>3. I rifugiati che hanno concluso una formazione professionale o universitaria nel loro Paese d'origine rappresentano all'incirca la metà dei partecipanti ai progetti pilota. Come tutti gli altri partecipanti, hanno la possibilità, a medio termine, di seguire una formazione in seguito alla quale è rilasciato un attestato o di effettuare un tirocinio. Nel quadro della decisione concernente l'estensione dei progetti è possibile esaminare se e in che misura occorra allestire progetti speciali per questo gruppo di rifugiati.</p><p>La legge sulla formazione professionale prevede parimenti la possibilità di riconoscere la formazione eseguita nel Paese d'origine mediante la validazione degli apprendimenti acquisiti. L'applicazione delle pertinenti disposizioni compete anch'essa ai cantoni. L'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia sta attualmente esaminando come tenere conto delle difficoltà specifiche degli stranieri nel processo di validazione degli apprendimenti acquisiti.</p>  Risposta del Consiglio federale.