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|concorso "scuola media 2 a bellinzona", 2000|

Il sedime scelto per l'edificazione della nuova scuola, appare come uno spazio vuoto a ridosso del fiume Ticino, ultima memoria delle grandi distese agricole tra Bellinzona e Arbedo.
La città si spinge in questo vuoto da tutte le direzioni: a Sud si prevede una densificazione fino ad un'altezza di 12 metri, a Nord il quartiere esistente è costituito essenzialmente da case di 2 piani. La presenza del fiume a margine dell'area permette di leggerla in un contesto più ampio. La zona golenale e le passeggiate lungo le dighe del Ticino rappresentano il grande polmone verde dell'agglomerazione di Bellinzona.
La città vuole un vuoto
Tentiamo di definire un nuovo vuoto, spazio collettivo e di riferimento per il quartiere a venire, accostato al parco fluviale, luogo di svago per tutta la regione. questa apertura verso il fiume relaziona l'area a tutta l'agglomerazione di Bellinzona.
L'edificio della scuola si propone di definire buona parte di questo vuoto. Scegliamo di assumere l'altezza prevista dal piano regolatore per i quartieri abitativi circostanti. non vogliamo creare con l'edificio un'emergenza, ma lasciare al vuoto che si forma il ruolo di spazio di riferimento collettivo.
Verso Nord tentiamo un rapporto più diretto con la morfologia del quartiere adiacente.
Con questo impianto disegnamo due lati del vuoto.
La definizione del terzo lato (Sud-Ovest) sarà di competenza degli organi pianificatori.
Considerata la scelta di mantenere l'edificio alla medesima altezza dei futuri quartieri abitativi sentiamo la necessità di affermarlo come edificio pubblico, con un significato collettivo che va oltre la sua funzione. Questo edificio vuole essere un polo per tutto il quartiere, per questo motivo scegliamo di articolare tutto il progetto su di un grande portico, accessibile dai quartieri circostanti, vero "foyer" della scuola, sul quale si aggregano tutte le funzioni.
La scuola si orienta principalmente verso Sud-Ovest e verso Nord-Est. A Sud troviamo le viste sulla città, i suoi castelli, e l'orizzonte di montagne lontane; a Nord l'imbocco delle valli Riviera e Mesolcina con il Pizzo di Claro come sfondo.
In questo luogo sarebbe peccato orientare le classi verso Est o Ovest, aperte verso i lati della valle. guarderebbero i boschi di castagno, in inverno così spogli, brutti come pelo di topo morto. I problemi di intensità solare saranno risolti, dove necessario, con dei frangisole.
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© ferrari e gaggetta architetti