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La fotografia di guerra ha visto e vede, in prima linea, donne come uomini fotoreporter impegnati a raccontare e documentare la guerra in immagini. Figure centrali come Gerda Taro, che documentò la guerra civile spagnola, o Lee Miller, durante la seconda guerra mondiale, ma anche Christine Spengler, nei primi anni settanta, in Irlanda del Nord.
Fra le fotografe di guerra contemporanee più affermate c'è la statunitense Carolyn Cole, che lavora per il Los Angeles Times.
Carolyn Cole ha scattato foto in molte zone calde del pianeta, dai Balcani all’Afghanistan. Nel marzo del 2003 era già a Baghdad, quando scoppiava la guerra in Iraq. Nominata più volte per il Premio Pulitzer, lo ha vinto nel 2004 per le sue foto sulla guerra civile in Liberia.
"Come donna, in certe situazioni, ho un accesso più diretto alla realtà di altre donne. Ma essere donna talvolta rende il mio lavoro più difficile, ad esempio quando devo essere integrata in missioni dei marine. In realtà, però, non mi sono mai preoccupata troppo di queste cose."
Saul Toppi ha incontrato Carolyn Cole al Fotomuseum di Winterthur, poco prima che la crisi coronavirus obbligasse il museo a sospendere la mostra dedicata a otto fotografe al fronte; mostra che ha riaperto i battenti il 12 maggio e che chiuderà il 30 agosto 2020.