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Sono quelle dimenticate dalla scienza e dalla medicina e che ogni anno contagiano milioni di persone nel Sud del mondo
Un quinto della popolazione mondiale soffre di malattie neglette «Si tratta di un problema mostruoso» ha dichiarato a Wired Italia Emanuele Nicastri, primario della divisione di malattie infettive ad alta intensità di cura dello Spallanzani di Roma, che ci si trova ad affrontare questa emergenza silenziosa «senza farmaci, senza efficaci sistemi di diagnosi, senza adeguati progetti di ricerca né finanziamenti».
Uno status quo ben lontano - in maniera preoccupante - dall'obiettivo prefissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità di ridurre del 90%, entro il 2030, il numero di persone che soffrono di tali malattie rispetto al 2010. Si tratterebbe di ridurre il numero di pazienti da due miliardi a circa duecento milioni di persone, mentre attualmente sono 1,6 miliardi coloro che soffrono di una di queste patologie.
Una piaga dei poveri
Le malattie tropicali neglette sono un gruppo eterogeneo di malattie infettive croniche comunemente diffuse in Africa, Asia e America ma che, in epoca recente, si stanno diffondendo anche nel Continente europeo. Secondo l'Oms «sebbene diverse dal punto di vista nosologico, le malattie tropicali neglette formano un gruppo unico in quanto sono tutte fortemente associate alla povertà, proliferano in ambienti con scarse risorse, specialmente nelle aree tropicali, tendono a coesistere con malattie antiche che affliggono l'umanità da secoli».
L'espressione «malattie tropicali neglette» risale ai primi anni Duemila, ed ha fatto la sua comparsa in alcuni studi scientifici a indicare delle malattie infettive tropicali scarsamente considerate dalla ricerca farmacologica a causa della mancanza di interessi economici delle aziende farmaceutiche.
Esse derivano da quattro diversi gruppi patogeni: i protozoi, i batteri, gli elminti, o vermi, e i virus. L'Oms riconosce circa una ventina di malattie neglette come la febbre Dengue, la lebbra, la leishmaniosi, la malattia di Chagas e la rabbia, tanto per citarne alcune.
La Dengue
La dengue viene trasmessa tramite la puntura delle zanzare Aedes e provoca una febbre improvvisa, accompagnata da una grave cefalea ed un estremo dolore alle articolazioni. In una piccola percentuale la malattia può degenerare in una febbre emorragica potenzialmente letale.
È particolarmente diffusa nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico, India, Cina e America latina, oltre che in diverse zone del Pacifico, ed infetta dai 50 ai 100 milioni di individui ogni anno.
La malattia di Hansen
La malattia di Hansen, meglio conosciuta come lebbra, è una malattia infettiva causata dal batterio Mycobacterium leprae che, colpendo la pelle ed i nervi periferici, comporta l'intorpidimento dei muscoli interessati fino a causare lesioni deturpanti della cute e della mucosa nasale.
Conosciuta fin dai tempi antichissimi, non solo non è stata sconfitta ma, dopo anni di decrescita, nel 2022 è stato registrato un aumento del 5,9% di nuovi casi riguardanti specialmente la fascia pediatrica d'età. L'impegno profuso per combattere la pandemia da Covid-19, infatti, ha provocato un rallentamento delle attività di sorveglianza epidemiologica, e della capacità diagnostica dei centri impegnati nel trattamento di tale malattia, che ha portato al peggioramento delle condizioni sanitarie dei pazienti e all'aumento di cui si è detto.
Leishmaniosi
La leishmaniosi è una malattia infettiva provocata dalla puntura di oltre novanta specie diverse di insetti vettori, denominati flebotomi. Provoca delle lesioni cutanee che, in molti casi possono guarire spontaneamente, ma se trascurate posso andare a intaccare le mucose del naso e della bocca alterando la fisionomia del volto della persona colpita da tale malattia.
La leishmaniosi viscerale, invece, provoca febbre e ingrossamento del fegato, oltre che a un aumento fuori dal normale della concentrazioni nel sangue di gamma-globuline dovuto al processo infiammatorio in corso.
La rabbia
La rabbia, altra malattia conosciuta in epoca antica, è una zoonosi, ossia una malattia virale trasmessa direttamente dagli animali all'uomo attraverso morsi, ferite, graffi o attraverso il contatto con la saliva di un animale infetto.
Provoca un'encefalite letale nel giro di poco tempo dal manifestarsi dei sintomi. La malattia di Chagas, invece, è provocata da un parassita, cimici di grosse dimensioni che si nutrono di sangue, ed è diffusa soprattutto in America centrale e in Sudamerica.
Una volta contratta, tale malattia può compromettere gravemente la funzionalità del cuore, dell'apparato digerente e dell'intestino e, anche se in misura minore, del sistema nervoso centrale. Si tratta della terza malattia parassitaria al mondo per la frequenza del contagio e, secondo i dati forniti dall'Ospedale San Raffaele di Milano, si stima che siano tra i 6 ed i 7 milioni le persone affette da questa malattia.
Un'epidemia planetaria
Le malattie tropicali neglette, di cui sono stati dati solo alcuni esempi, rientrano tra le priorità dell'Oms a causa del numero ingente di persone che ne risulta affetta, e per gli ingenti costi che gravano sui sistemi sanitari dei Paesi in via di sviluppo. Lungamente trascurate nell'agenda politica mondiale, le malattie neglette potrebbero essere prevenute e curate se venissero adottate delle strategie efficaci e distribuiti dei farmaci con costi contenuti.
Come ricordato da Nicastri su Wired, prendendo ad esempio proprio la malattia di Chagas, «i farmaci sono estremamente vecchi, con un numero elevato di effetti collaterali, sottoposti a un accesso regolato dall'Oms e la produzione è limitata. Senza considerare che non si hanno farmaci formulati ad hoc per la popolazione pediatrica e i test sono inaffidabili. La ricerca sulla patologia, come se non bastasse, è limitata, non interessa alle aziende farmaceutiche, e quella presente è legata solo al lavoro di agenzie internazionali».
La triste realtà, quindi, è che, riguardando tali malattie in special modo i Paesi più poveri del pianeta, appaiono trascurabili dal punto di vista della ricerca scientifica e della produzione di farmaci e test diagnostici efficaci e aggiornati. Questo modo di percepire la malattie neglette è però completamente sbagliato dato che, a causa dei flussi migratori e degli scambi internazionali, esse si stanno diffondendo sempre più anche nei Paesi occidentali.
Tra le cause della diffusione di tali malattie anche in Paesi non tropicali vi è anche il cambiamento climatico in corso che causando una tropicalizzazione del clima ha alterato la distribuzione geografica dei vettori, facilitandone la loro diffusione in Occidente dove gli inverni sono sempre più miti e le estati fanno avvertire punte di caldo mai registrate prima.
Sulle ali delle zanzare
È il caso, ad esempio, della zanzara Aedes Albopictus, vettore di alcune malattie tropicali neglette, che si è andata a diffondersi, negli ultimi quattro decenni, in diverse parti d'Europa. Come scritto nel novembre scorso dalla rivista scientifica Nature, «l'Europa si è a lungo considerata al sicuro dalle NTD, ma queste vecchie certezze sono ormai evaporate. La globalizzazione, e l'aumento del commercio internazionale e dei viaggi che porta, sta facendo la sua parte nel riunire vettori e i loro agenti patogeni in Europa».
Virus come quello del Nilo occidentale, zika, dengue e chikungunya, così come la schistosomiasi, risultano essere diffusi nel Continente europeo, cosi come in altri parti del mondo non tropicale, come il Golfo degli Stati Uniti.
Per tutti tali motivi, occorre adottare con urgenza una strategia globale, e non solo locale, per prevenire e curare tali malattie che si è visto essere generalmente croniche e disabilitanti, e portano a stigma ed esclusione sociale. Se è di primaria utilità il ruolo della ricerca scientifica nello sviluppo di trattamenti medici appropriati, occorre anche contrastare con efficacia le cause sociali, ambientali ed economiche che rendono difficoltoso la loro cura e prevenzione, andando a sanare la mancanza di risorse e l'insufficienza della infrastrutture nei Paesi più poveri.
A ciò va poi aggiunta la seria volontà delle case farmaceutiche di impegnarsi nella produzione di quelle terapie farmacologiche necessarie per sconfiggere queste malattie denominate, in maniera forse fuorviante, neglette, la cui cura però, come quella di ogni altra malattia, dovrebbe riguardare tutti i Paesi al mondo e non solo quelli poveri ed emarginati.