Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226291

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di valutare il fenomeno del contrabbando di vino nel suo complesso alfine di ridurlo in maniera significativa e di esaminare l'efficacia concreta dell'applicazione della legislazione vigente. In un rapporto occorre analizzare i dati disponibili in relazione all'importazione illegale di vino praticata sia dalla criminalità organizzata sia da singoli cittadini. Il documento valuta il quadro legale oggi vigente in relazione alla sua efficacia, all'eventuale necessità di inasprire le pene rispettivamente di adeguare le franchigie. Parimenti il rapporto illustra e valuta l'azione delle autorità incaricate di monitorare e reprimere il fenomeno in relazione all'efficacia e a potenziali ottimizzazioni operative.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per contrastare il contrabbando di vino, l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) ricorre ad attività di controllo al confine basate sui rischi nonché a inchieste penali relative alle infrazioni, conformemente al diritto penale amministrativo. In base alla situazione di rischio vengono effettuati controlli mirati. Inoltre, nel quadro delle attività formative, l'AFD comunica in modo preventivo ai futuri ristoratori le norme vigenti in materia doganale e di alcol.</p><p>L'importazione di vino nel quadro della quantità ammessa in franchigia da parte di collaboratori di aziende del settore HORECA (aziende del settore alberghiero, della ristorazione e del catering) per la rivendita commerciale costituisce, se commessa ripetutamente, una forma di contrabbando professionale. Tale fenomeno è noto all'AFD. Di regola, le prove di un'attività di contrabbando professionale non possono essere fornite al confine, bensì solo attraverso dispendiose indagini svolte a posteriori.</p><p>L'AFD non tiene alcuna statistica per quanto concerne il contrabbando di vino. Inoltre non è a conoscenza di importanti casi di contrabbando di vino, nemmeno da parte di persone del settore HORECA. Il Consiglio federale ritiene che, nonostante il numero di casi non noti, la quantità di vino contrabbandata sia complessivamente molto modesta rispetto alla quantità totale di vino importato legalmente (2020: 183 t) e alla produzione nazionale (2020: 83 mio. di l).</p><p>Come era già stato spiegato nel parere del Consiglio federale in risposta alla mozione de Montmollin (20.4525 "Franchigia di dazio per il vino. Tenere maggiormente in considerazione le regioni vitivinicole di frontiera"), una riduzione della quantità ammessa in franchigia o un aumento dell'aliquota di dazio nel traffico turistico non offrirebbe alcuna protezione significativa ai viticoltori svizzeri.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che le possibilità sanzionatorie vigenti in ambito fiscale e penale siano sufficientemente dissuasive, in particolare in vista dell'aumento della sanzione penale massima per frode doganale qualificata previsto nel quadro della revisione della legge sulle dogane. Da un lato, sulla merce contrabbandata viene riscosso a posteriori l'importo di dazio massimo, ciò che generalmente neutralizza l'intero provento illegale. Dall'altro, vengono pronunciate multe molto elevate (pena fino a cinque volte l'importo del dazio frodato). In caso di contrabbando professionale o commesso per abitudine, il massimo della multa comminata è aumentato della metà. Inoltre, su richiesta dell'AFD, i tribunali cantonali possono infliggere una pena detentiva fino a un anno (nel quadro della revisione della legge sulle dogane si prevede un aumento fino a tre anni). Un ulteriore inasprimento della pena non è quindi ritenuto necessario al momento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.