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Tutti i 635 candidati conservatori presentati dal partito di Boris Johnson in vista delle elezioni britanniche del 12 dicembre si sono impegnati per iscritto a sostenere nel prossimo Parlamento, se eletti, l'accordo sulla Brexit raggiunto dal premier con l'Ue.
Lo ha confermato formalmente oggi lo stesso Johnson, escludendo - laddove dalle urne dovesse emergere una maggioranza Tory - che vi possano essere ulteriori rinvii o possano emergere dissidenti interni come nella precedente legislatura.
"Spero che le implicazioni di questo siano chiare", ha aggiunto il premier, insistendo che l'eventuale vittoria del suo partito è destinata a dare certezze sul fatto che la Brexit possa essere "attuata a gennaio" e il Parlamento possa poi lavorare sul programma politico ed economico "dell'agenda Tory per scatenare tutto il potenziale del Paese".
L'unica alternativa, a suo dire, sarebbe quella di "un governo Corbyn-Sturgeon" di coalizione fra Labour e indipendentisti scozzesi dell'Snp che al contrario produrrebbe ancora "rinvio, esitazioni, discordia e divisioni".
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