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LOSANNA - La lunga controversia in merito al piano sociale per i 41 dipendenti del quotidiano Le Matin licenziati nell'estate dello scorso anno è conclusa: il tribunale arbitrale ha deciso che gli ex collaboratori della versione cartacea del noto foglio romando riceveranno indennità per periodi varianti tra i tre e i dodici mesi. Le organizzazioni dei lavoratori impressum e syndicom esprimono soddisfazione.
Quando fu pronunciata la fine di Le Matin su carta, nel luglio del 2018, dipendenti ed editore non sono riusciti a trovare un accordo su un piano sociale. I sindacati ritenevano insufficienti le proposte di Tamedia e quest'ultimo sosteneva invece che la sua proposta fosse superiore a quella usuale nel settore.
Per sbloccare la situazione, le parti si sono rivolte a un tribunale arbitrale. Impressum e syndicom considerano il piano sociale stabilito dal tribunale come la concretizzazione di un principio di responsabilità sociale. «L'azienda ha il diritto di licenziare, ma se realizza un profitto deve assumersi le proprie responsabilità», affermano la più grande organizzazione professionale di giornalisti in Svizzera e il Sindacato dei media e della comunicazione in una nota diramata questa sera.
Dominique Diserens, segretaria centrale di impressum, è «soddisfatta». «Abbiamo ottenuto un minimo accettabile di tre mesi di stipendio. Il tribunale arbitrale si spinge in alcuni casi fino a un risarcimento di dodici mesi, ben oltre quanto proposto dall'editore», ha spiegato a Keystone-ATS. «Avevamo ragione a combattere. Questa decisione è un precedente», ha aggiunto.