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Mascherine alle elementari, Pellai: «I bimbi la gestiscono bene»
Per far fronte alla pandemia e gestire la situazione nelle scuole, il Ticino potrebbe introdurre l'uso della mascherina nelle quarte e quinte elementari. Una misura nuova, che potrebbe attirare anche delle critiche e porre degli interrogativi sull'effetto che potrebbe avere sul comportamento dei più piccoli.
La RSI ha quindi voluto chiedere una valutazione allo psicoterapeuta ricercatore e scrittore italiano Alberto Pellai, che conosce molto bene la Svizzera italiana.
«Partendo dall'esperienza dell'Italia, noi non abbiamo rilevato che l'obbligo della mascherina per i bambini ha comportato per loro una fatica superiore alle loro capacità. Ormai hanno familiarizzato molto con questa abitudine», osserva lo psicoterapeuta.
«Quando i bambini hanno iniziato a portare la mascherina, gli adulti hanno dovuto aiutarli a capire questo nuovo comportamento limitante e faticoso, ma che poi è stato accettato. Credo che sia stato criticato più dagli adulti», afferma Pellai.
La filastrocca
Alberto Pellai ha dedicato anche una filastrocca all'uso della mascherina, scritta durante il primo lockdown: «Mi guardi ma non mi tocchi. E tutto passa dagli occhi/ Vicini ma un po' distanti, siamo unici ed importanti/ Sei tu dietro la mascherina? Sei un gatto, un re o una fatina?/ Una tigre o un grande elefante, un clown o un principe elegante?/ Lì dietro c’è un naso e un viso, ci son io bimbo col mio sorriso...»
Inoltre, venendo al caso del Ticino, «i bambini di quarta e quinta sono molto collaborativi. Nel caso dell'Italia, possiamo dire che hanno sofferto molto la chiusura della scuola durante il lockdown, ma non per l'esperienza di indossare una mascherina», aggiunge.
Quale dovrebbe essere il ruolo degli insegnanti? «Quando si propone un cambiamento, è importante che l'adulto sia molto proattivo e propositivo. È fondamentale che mostri come questo cambiamento significhi collaborare e cooperare ad un progetto che sostiene la salute di tutti».