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Sheryl Sandberg, il chief operating officer di Facebook, si difende. In un'intervista alla Cbs, Sandberg afferma: "non abbiamo assolutamente mai pagato nessuno per creare fake news".
Il riferimento è alle rivelazioni del New York Times, secondo il quale Sandberg e Mark Zuckerberg hanno ignorato i segnali d'allarme sulle interferenze russe e sulla condivisione dei dati, per poi sviare l'attenzione dai problemi della società con campagna contro le rivali, ma anche contro il miliardario filantropo George Soros.
Sandberg ammette comunque che Facebook si sarebbe dovuta muovere più velocemente nella lotta alle interferenze sui discorsi di incitamento all'odio. "Ci sono sfuggite alcune cose molto importanti e ritengo che non abbiamo investito abbastanza in sicurezza", aggiunge Sandberg.