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SYDNEY - I feti femminili, più piccoli e più resistenti, affrontano meglio lo stress prolungato causato all'organismo della madre da fumo, alcool o infezioni. Lo indica uno studio australiano dell'Università di Adelaide, il primo a stabilire le differenze su come le bambine e i bambini combattono nell'utero lo stress materno.
La ricerca guidata dalla professoressa Vicki Clifton della Scuola di pediatria e salute riproduttiva dell'ateneo, conclude che mentre i feti maschili all'inizio affrontano meglio i fattori di stress di breve durata, come asma o un'infezione singola, quelli femminili mantengono un andamento di crescita più stabile quando lo stress si prolunga. I feti maschili quindi hanno bisogno di più protezione, poiché rischiano un arresto di crescita o una nascita prematura, nei casi più gravi la morte.
"Abbiamo osservato che quando la donna subisce un evento stressante durante la gravidanza, i maschi crescono più rapidamente, mentre le bambine rimangono più piccole e così hanno una migliore probabilita" di sopravvivere se qualcosa va male durante la gravidanza", ha detto la prof. Clifton alla radio Abc. "Più piccole e più resistenti, le femmine hanno migliori capacità di sopravvivenza".
La differenza si spiega con a circolazione degli ormoni dello stress nella placenta. Le femmine sono capaci di maggiori aggiustamenti in presenza degli ormoni, mentre i maschi cercano di ignorarli, e questo ha un impatto sulle loro chance di concludere il termine di gestazione o di avere problemi di salute dopo la nascita, ha spiegato la studiosa. I risultati raccolti aiuteranno a sviluppare terapie specifiche di genere, e anche previsioni più accurate sulla crescita e lo sviluppo dei nascituri a rischio, ha aggiunto.
SDA-ATS