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I toni molto allarmanti di un nuovo rapporto riportano l'attenzione su una minaccia reale ma che ci eravamo dimenticati
Per riuscire a evitare le ripercussioni peggiori una soluzione c'è: «Dobbiamo ridefinire il nostro stile di vita e di consumo».
BRUXELLES - Il cambiamento climatico rimodellerà fondamentalmente la vita sulla Terra nei prossimi decenni, che saranno caratterizzati da carestie, siccità, ondate di calore, malnutrizione, malattie più diffuse ed estinzione delle specie.
È quanto è contenuto in una bozza realizzata dai consulenti scientifici del rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) dell'ONU, visionata dall'agenzia stampa AFP. Si tratta di un rapporto, di 4'000 pagine, su come il cambiamento climatico stia sconvolgendo il nostro mondo.
Pur riducendo le emissioni di gas serra, l'impatto del riscaldamento globale sulla natura e sull'umanità saranno ben visibili e tangibili prima del 2050, sostiene il rapporto. Inoltre, le sfide che ci verranno contro sono profondamente ingiuste: quelli meno responsabili del riscaldamento globale soffriranno «in modo sproporzionato».
L'umanità a rischio
Se la soglia fissata dall'accordo di Parigi - ovvero +1.5 gradi centigradi di aumento della temperatura - venisse superata, l'impatto sui sistemi umani sarà «irreversibile» secondo l'IPCC. L'analisi avverte che i precedenti grandi shock climatici hanno alterato drammaticamente l'ambiente e spazzato via la maggior parte delle specie, sollevando la questione se l'umanità stia seminando i semi della sua stessa fine.
«La vita sulla Terra può riprendersi da un drastico cambiamento climatico, evolvendo in nuove specie e creando nuovi ecosistemi», si legge, «gli esseri umani non possono».
Il mese scorso, lo ricordiamo, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale ha proiettato un 40% di possibilità che la Terra superi la soglia di 1,5 gradi per almeno un anno entro il 2026.
Cambiare a tutti i livelli
Ci sono poche buone notizie nel rapporto, ma l'IPCC sottolinea che si può fare molto per evitare gli scenari peggiori e prepararsi alle conseguenze che non possono più essere evitate. Ad esempio, è fondamentale la conservazione e il ripristino dei cosiddetti ecosistemi di carbonio blu.
Ma il rapporto avverte che non è sufficiente sostituire un'auto a benzina con una Tesla o piantare miliardi di alberi per compensare quanto si continua a fare quotidianamente (business-as-usual).
«Abbiamo bisogno di un cambiamento trasformazionale che operi su processi e comportamenti a tutti i livelli: individuo, comunità, affari, istituzioni e governi», spiega il rapporto, «dobbiamo ridefinire il nostro stile di vita e di consumo».
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