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L'incidenza dei guai muscolari è praticamente simile. Per salvaguardare la salute dei giocatori, la Nfl sta pensando di cambiare il kickoff
Ne avevamo parlato lo scorso settembre, in occasione dell’infortunio patito da Aaron Rodgers al secondo snap della sua nuova avventura in maglia New York Jets. La rottura del tendine d’Achille sul sintetico del MetLife Stadium della Grande Mela, aveva messo fuori uso per tutta la stagione quello che era considerato come il trasferimento più sensazionale dell’off season. Un infortunio che aveva ridato voce all’associazione dei giocatori (Nflpa), la quale da tempo denunciava la pericolosità delle superfici sintetiche rispetto all’erba naturale. Attualmente, nella Nfl sono 15 le squadre che giocano sul “turf”, mentre due – Green Bay Packers e Philadelphia Eagles – hanno optato per una copertura ibrida. E l’erba artificiale non è sotto accusa soltanto nel football: nel calcio, ad esempio, sono ancora poche le società che optano per il sintetico, tant’è che Fifa e Uefa non accettano quel tipo di copertura per le fasi finali dei loro tornei. E proprio in occasione dei Mondiali 2026, previsti negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, molti stadi a stelle e strisce dovranno passare dal “turf” all’erba naturale, in primis proprio il MetLife Stadium di New York, chiamato a ospitare la finalissima.
Tuttavia, uno studio condotto dalla Nfl dimostrerebbe come la percentuale degli infortuni alle gambe non dovuti a contatti, sia praticamente la stessa tra le due superfici. Nel 2023 l’incidenza per 100 azioni è stata di 0,043 sul sintetico contro lo 0,042 sull’erba naturale. Rispetto alla stagione precedente, comunque, si è registrato un incremento abbastanza significativo per quel che concerne i problemi muscolari sul naturale (da 0,035 a 0,042), mentre quelli sul “turf” sono addirittura diminuiti (da 0,048 a 0,043). Secondo quanto ha riferito Judy Batista di Nfl.com, nella stagione che si concluderà domenica con il Super Bowl numero 58 a Las Vegas, l’insieme dei giocatori ha perso per infortunio 700 partite in meno rispetto al 2022. Nel complesso, gli strappi sono diminuiti del 29% già nel corso dei training camp e del 50% in generale, toccando la quota più bassa degli ultimi quattro anni. Una notizia particolarmente positiva, in quanto, secondo il dottor Allen Sills, responsabile medico della Nfl, i guai muscolari agli arti inferiori tengono i giocatori lontani dal campo da gioco più di qualsiasi altro infortunio. E diminuite sono pure le rotture dei legamenti del ginocchio, scese a 52, vale a dire il 24% in meno rispetto agli ultimi due anni.
Secondo i vertici della lega, rimane tuttavia difficile giungere a conclusioni sulla base di un solo anno di statistiche, il quale non tiene conto di quanto gli stessi giocatori riferiscono, e cioè di sentirsi molto peggio dopo una partita disputata su superficie sintetica e di preferire di gran lunga i campi in erba naturale.
In uno sport duro e soggetto a innumerevoli infortuni, la Nfl continua a lavorare nell’interesse dell’incolumità dei giocatori (e, ovviamente, dello spettacolo, in quanto i tifosi pagano per vedere i grandi campioni). Ciò nonostante, negli ultimi due anni, dopo un paio di stagioni di regresso, il numero delle commozioni cerebrali è tornato a salire. Dopo un balzo del 18% nel 2022, quest’anno si è passati da 213 a 219. Per cercare di mettere un freno a questa tendenza – di fatto il nemico pubblico numero uno per il football, soprattutto a livello giovanile – la lega sta valutando diverse opzioni. Uno dei momenti di gioco che da questo punto di vista crea maggiori problemi è quello del kickoff, con i giocatori che si scontrano a piena velocità provenendo da direzioni opposte. Siccome nel football non esiste un Board custode delle regole come nel calcio, per modificare aspetti particolari del gioco è sufficiente il voto dei proprietari delle franchigie. Per la stagione 2023, ad esempio, è stata introdotta la possibilità per il ritornatore di chiamare un fair catch e riprendere il gioco dalle 25 yarde. Così facendo, si limitano i ritorni e, di conseguenza, i possibili infortuni, ma si rende il kickoff un esercizio sterile, quasi inutile, perché tra fair catch e touchback, soltanto circa il 20% dei calci viene ritornato (37,5% un anno fa). Di conseguenza, per ridare dignità al kickoff, la Nfl sta valutando la possibilità di adottare la regola della Xfl, campionato professionistico fusosi quest’anno con la Usfl. La palla da calciare viene posizionata dal kicker sulle 30 yarde, mentre gli altri dieci uomini si allineano sulle 35 d’attacco, a 5 yarde di distanza da dieci giocatori della squadra ricevente. Soltanto il kicker e il ricevitore hanno il diritto di muoversi prima che il pallone sia arrivato nelle braccia del ritornatore. Con due schieramenti tanto vicini, i giocatori non hanno la possibilità di raggiungere la massima velocità e di conseguenza si evitano collisioni estreme. L’idea sarebbe di applicare la nuova regola già dalla prossima stagione, ma per il momento si è ancora al livello di studio di fattibilità.
Intanto, come da tradizione nella settimana che precede il Super Bowl, i migliori giocatori si sono ritrovati per il Pro Bowl, l'All-Star Game. Per il secondo anno la Nfl ha optato, per sostituire una partita diventata con il passare degli anni una vera farsa a causa dell'assenza quasi completa di contatto fisico, di puntare sul flag football e su una serie di prove di abilità. La sfida tra Nfc e Afc è stata vinta dalla National con il punteggio di 64-59. Oltre a un divertimento per i giocatori, il Pro Bowl in questo formato diventa un volano pubblicitario per il flag football che a Los Angeles 2028 farà il suo ingresso nella grande famiglia dei Giochi olimpici. E già ci sono stelle della Nfl interessate a far parte del Team Usa, in particolare Patrick Mahomes, che al Pro Bowl di Orlando non c’era in quanto impegnato a Las Vegas nella caccia al suo terzo Vince Lombardi Trophy, e Tyreek Hill, ricevitore di Miami e giocatore più veloce della lega. Due candidature che da sole basterebbero a ipotecare il primo oro olimpico di flag football.