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WASHINGTON - "I miei figli sono nati senza il mio grande vantaggio nella vita: essere nato povero". Kirk Douglas, che oggi celebra 90 intensi anni di vita intensa e di splendidi film, non ha mai dimenticato neanche per un istante le sue umili origini.
Figlio di un emigrato ebreo russo, cresciuto in un ghetto di New York col vero nome di Issur Danielovitch Demsky, il futuro protagonista di "Spartacus" e di "Orizzonti di Gloria" ha sempre trovato nelle sue radici poverissime, mentre muoveva i primi passi come aspirante attore a New York, la forza ed il coraggio per farsi avanti nella vita con la intensità e l'aggressività che sono il motivo conduttore dei suoi ruoli più famosi. "Ho costruito una carriera interpretando sullo schermo degli autentici bastardi", ha dichiarato più volte nelle sue interviste.
Dopo il debutto sullo schermo nel 1946 col film "Lo Strano Amore di Marta Ivers", Kirk Douglas iniziò una lunga serie di film (sette in tutto) al fianco di Burt Lancaster. Paradossalmente il rapporto "magico" della coppia sullo schermo non era altrettanto idilliaco nella vita reale. Nel 1949 Kirk Douglas conquistò la prima candidatura all'Oscar con uno dei suoi "bastardi", il pugile infido Midge Kelly de "Il Grande Campione".
A metà degli anni '50 era già una potenza a Hollywood. Fu lui a volere nel 1957 il regista Stanley Kubrick, all'epoca sconosciuto, al timone della classica pellicola anti-guerra "Orizzonti di Gloria". Tre anni dopo i due tornarono a lavorare insieme in "Spartacus", dove l'attore interpretava il famoso gladiatore ribelle. Fu in questa occasione che Douglas impose che venisse riconosciuto il contributo dato al film dallo sceneggiatore Dalton Trumbo, che era finito nella "lista nera" dei sospetti filo-comunisti del maccarthismo: una mossa generosa e intelligente che restituì speranza a Hollywood dopo gli anni isterici della "caccia ai rossi".
L'attore non ha mai perso il suo senso dell'umorismo. In una lettera scritta in occasione del suo odierno novantesimo compleanno il grande di Hollywood si presenta così: "Mi chiamo Kirk Douglas. Forse avete sentito parlare di me. Ero una stella del cinema. Sono il padre di Michael Douglas ed il suocero di Catherine Zeta-Jones. Mi sembra un miracolo essere arrivato a questo traguardo: sono sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, ad un incidente di elicottero, un infarto e ad una operazione per sostituire le due ginocchia".
Dopo avere notato che nei compleanni "si soffia sulla torta e si esprime un desiderio mentale, e così ho fatto per 89 anni, stavolta voglio fare qualcosa di diverso, voglio urlare il mio desiderio". "Diciamo la verità: il mondo è un disastro e voi state per ereditarlo - afferma rivolgendosi alle giovani generazioni -. Abbiamo problemi gravissimi: aree di povertà vergognosa, genocidi, AIDS, suicidi kamikaze. Ed il mondo tace. E noi abbiamo fatto poco per risolvere questi problemi. Adesso ve lo lasciamo a voi giovani. Il mio desiderio è: ribellatevi, fatevi avanti, scrivete, votate, datevi da fare, mostrate di non essere indifferenti alle persone che vi circondano".
Dopo avere interpretato sullo schermo gladiatori, militari, gangsters, pugili, cow-boys ed una lunga galleria di "bastardi", Kirk Douglas, giunto al traguardo importante dei 90 anni, ha deciso adesso di interpretare il suo ruolo più bello: quello del paladino di un mondo migliore.