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Il Tribunale dell’Est vodese ha pronunciato oggi una pena detentiva per la coppia accusata di aver sottoposto un bebè di dieci mesi a gravi maltrattamenti nel 2015 a La Tour-de-Peilz (Vd). L’uomo è stato condannato a 30 mesi, di cui sei da scontare, la donna a 12 mesi con la condizionale per violazione del dovere di assistenza.
L’uomo è stato riconosciuto colpevole di lesioni gravi per aver inferto colpi, per diverse settimane, sulla testa e sul viso della figlia della compagna. Vari esami medici hanno rilevato che il bebè di 10 mesi soffriva di fratture multiple, sanguinamento e sindrome del bambino scosso.
L’uomo, che oggi ha 22 anni, è stato riconosciuto colpevole anche di lesioni gravi colpose e di violazione dei doveri di assistenza o d’educazione per aver scottato la bambina nella doccia. L’uomo è stato condannato a 30 mesi di carcere, di cui sei da scontare, con una condizionale di cinque anni, purché che continui a seguire un trattamento psicoterapeutico.
In assenza della madre, l’uomo aveva bagnato e sciacquato la piccola nella doccia, senza verificare la temperatura dell’acqua. Invece di chiamare un’ambulanza – la cute della bimba era rossa e si spellava – l’uomo le ha applicato una pomata e soltanto il giorno seguente, vedendo i brandelli di pelle che si staccavano dal corpo del bebè, la coppia si è rivolta al pronto soccorso.
La donna è stata riconosciuta colpevole di violazione dei doveri di assistenza o d’educazione ed è stata condannata a 12 mesi con la condizionale, ma dovrà continuare a seguire anche lei il suo trattamento psicoterapeutico.
"Il Tribunale è convinto che la mia cliente sapesse che sua figlia subiva degli atti di maltrattamento", ha detto l’avvocato della madre. "Ma la mia cliente vuole voltare pagina e, anche se la decisione non è definitiva, non desidera fare appello"
La coppia è inoltre tenuta a versare solidalmente 30’000 franchi alla figlioletta per torto morale. Collocata in una struttura apposita, la bimba sta bene ma è ancora troppo presto per valutare le conseguenze delle sevizie subite, ha indicato alla Corte la sua rappresentante. Secondo quest’ultima, il suo è uno dei dieci peggiori casi di maltrattamenti riscontrati dal Can Team, un’unità specializzata del Centro ospedaliero vodese (Chuv).