Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/98138

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 5 LFINMA recita che "... la vigilanza sui mercati finanziari si prefigge la protezione dei creditori, degli investitori e degli assicurati, nonché la tutela della funzionalità dei mercati finanziari. Essa contribuisce in tal modo a rafforzare la reputazione e la concorrenzialità della piazza finanziaria svizzera".</p><p>Constatiamo che:</p><p>- per quanto riguarda la soluzione al problema delle banche "too big to fail" la FINMA tace;</p><p>- la circolare sui sistemi di rimunerazione è stata molto criticata dall'opinione pubblica, che la considera priva di coraggio e di efficacia (ad es. il professor Fredmund Malik). Dopo la procedura di consultazione, il tenore di questa circolare è stato massicciamente smussato su pressione delle banche. La vigilanza fa quello che dicono i suoi assoggettati. Questa non è più vigilanza;</p><p>- corriamo il rischio di non imparare niente dalla crisi. In una presentazione, Philipp Hildebrand, vicedirettore della direzione generale della BNS, ha detto: "As the situation improves, complacency can easily become the rule of the game. We will forget the severity of the crisis and fall prey to lobbying by a powerful and recovering financial industry ... We must not let this happen.";</p><p>- il consiglio di amministrazione della FINMA ha nominato Mark Branson quale capo della divisione banche. Pertanto, un quadro di UBS, che faceva parte delle più alte cariche della direzione di UBS al momento in cui la banca ha potuto salvarsi dal crollo unicamente grazie al sostegno della Confederazione, siede ora nella FINMA;</p><p>- il Consiglio federale ha dato l'incarico di esaminare la FINMA al professor Hans Geiger, un fervente sostenitore del segreto bancario. La "NZZ" ha criticato questa scelta e nel "Tages-Anzeiger" dell'11 novembre 2009 si poteva leggere che la scelta dei controllori della FINMA è un ulteriore indizio della persistente debolezza delle autorità di vigilanza e del potere delle banche.</p><p>Secondo il Consiglio federale quali sono le cause di questa palese debolezza della FINMA?</p><p>1. Le circolari sono strumenti troppo deboli?</p><p>2. Alcuni quadri della FINMA sono troppo vicini a UBS (Haltiner, Branson)?</p><p>3. Le risorse personali sono troppo scarse?</p><p>4. Le risorse finanziarie sono troppo scarse?</p><p>5. Gli appigli legali della FINMA nei confronti degli attori del mercato finanziario sono troppo deboli?</p><p>6. La direzione della FINMA manca di volontà rispetto a una regolamentazione più incisiva?</p><p>Dal Consiglio federale ci aspettiamo che avvii rapidamente il necessario potenziamento della vigilanza sulla piazza finanziaria e che dimostri in tal modo di voler trarre insegnamento dalla crisi e di non aspettare che essa venga cancellata dalla memoria politica senza ripercussioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il comportamento della FINMA durante la crisi dei mercati finanziari e gli insegnamenti che se ne possono trarre sono già oggetto del postulato David 08.4039 e della mozione CET-N 09.3010. Attualmente, in collaborazione con due esperti esterni, il Consiglio federale sta effettuando un'ampia analisi. Sulla base di quest'ultima, del rapporto della FINMA del 14 settembre 2009 e di accertamenti propri, nel primo semestre del 2010 il Consiglio federale presenterà al Parlamento un rapporto e proporrà delle misure. Finché l'indagine non sarà terminata e il rapporto presentato, è superfluo rispondere nel dettaglio alle domande poste nell'interpellanza.</p><p>La tematica "too big to fail" è oggetto dei lavori della commissione di esperti istituita dal Consiglio federale in adempimento alla mozione Kaufmann 08.3649. La commissione, nella quale è rappresentata anche la FINMA, ha il compito di analizzare l'importanza delle grandi imprese per l'economia svizzera e di elaborare possibili soluzioni per contenere i rischi ad esse connessi. La crisi finanziaria globale ha evidenziato come la garanzia statale di cui le grandi imprese importanti per l'economia di fatto beneficiano incentivino l'assunzione di rischi eccessivi. La commissione di esperti è diretta da Peter Siegenthaler, direttore dell'Amministrazione federale delle finanze. Nell'autunno del 2010 essa presenterà al Dipartimento federale delle finanze un rapporto comprendente gli approcci possibili e indicherà le priorità.</p><p>Il Consiglio federale confida nel fatto che la circolare "10/1 sistemi di remunerazione" menzionata dagli autori dell'interpellanza sortisca gli effetti sperati. Le prescrizioni relative alle remunerazioni contenute nella circolare rispondono agli standard internazionali sui sistemi di remunerazione emanati nel settembre 2009 dal Financial Stability Board (FSB). Inoltre, all'inizio dell'anno prossimo il FSB effettuerà una disamina delle normative nazionali sui sistemi di remunerazione di tutti gli Stati membri. Infine, oltre alla circolare menzionata si stanno compiendo ulteriori sforzi a livello di regolamentazione nell'ambito dei sistemi di remunerazione. Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento pertinenti modifiche del diritto della società anonima.</p>  Risposta del Consiglio federale.