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Sono moltissimi gli svizzeri ad aver donato beni materiali per i rifugiati ucraini.
Molte ONG sono però state sommerse da oggetti inutili di cui la gente sembrerebbe più che altro volersi disfare. «I bambini devono prima sopravvivere, poi possono consolarsi con i peluche», sottolinea Yaroslaya Krushelnytska Kästli,
BERNA - Svizzeri generosi. E gli aiuti agli ucraini riempiono tir dopo tir. Ma non è tutto oro ciò che luccica: in molti, secondo numerose associazioni e organizzazioni non governative, starebbero donando oggetti inutili e in cattive condizioni.
Questione di dignità, questione di necessità - «Bisogna preservare la dignità di queste persone», sottolinea la presidente dell’associazione Help Help Maria Constanti. «Non lo si fa donando vestiti anziché buttarli nella spazzatura». L’inondazione di donazioni inutili si traduce inoltre in lavoro extra per gli operatori umanitari presenti sul posto. «È sbagliato pensare che giocattoli e peluche siano strettamente necessari in un campo profughi».
«I bambini devono prima sopravvivere» - Sulla stessa lunghezza d’onda anche Yaroslaya Krushelnytska Kästli, responsabile di un punto di raccolta del canton Argovia. Vestiti e giocattoli non erano sulla lista delle donazioni necessarie, ma la gente voleva comunque donarli, spiega. La priorità, tuttavia, sono le medicine, gli articoli per l'igiene e i sacchi a pelo. «I bambini devono prima sopravvivere, poi possono consolarsi con i peluche».
E ora dove lo metto? - E c’è chi si trova a non saper più dove mettere il materiale. L’Ente umanitario di aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera dichiara ad esempio di aver ricevuto una richiesta in questo senso da un’organizzazione che era stata sommersa da donazioni superflue. «Avevano un intero camion pieno di vestiti e giocattoli e non sapevano che farne», sottolinea la portavoce Bettina Filacanavo.
Buona azione o autocelebrazione?- Le donazioni non dovrebbero essere abusate per disfarsi di cose superflue e dare la sensazione di aver fatto una buona azione, sottolinea Andreas Freimüller, direttore generale di Campax. «La gente è così colpita dalla guerra in Ucraina che vuole dare qualcosa, che in alcuni casi non è molto utile. Così come lo sono anche le dimostrazioni in strada. Anche queste non fanno agitare Putin nel sonno».
Grandi numeri - Il modo migliore per contribuire ora sono le donazioni in denaro, che danno la possibilità alle organizzazioni umanitarie di acquistare quanto realmente necessario al momento. Anche in questo caso la piccola Svizzera ha dimostrato un grande cuore: solo nella giornata della solidarietà, che ha avuto luogo ieri, sono stati donati oltre 50milioni di franchi.