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La Svizzera ha restituito al Perù averi per circa 16,3 milioni di dollari (14,4 milioni di franchi al cambio attuale) frutto di atti di corruzione commessi nel Paese sudamericano. I fondi saranno destinati a progetti peruviani per rafforzare lo Stato di diritto e combattere la corruzione, indica il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae).
Un accordo trilaterale con Perù e Lussemburgo sulla restituzione di valori patrimoniali di provenienza illecita ha permesso di confiscare circa 16,3 milioni di dollari depositati in Svizzera e circa 9,7 milioni di euro (10,5 milioni di franchi al cambio attuale) trasferiti in Lussemburgo, viene precisato una nota diffusa ieri in serata.
Tra il 2002 e il 2006 la cooperazione tra le autorità peruviane e svizzere ha già portato alla confisca di valori patrimoniali di provenienza illecita e alla restituzione al Perù di circa 93 milioni di dollari.
I fondi restituiti andranno a favore di programmi per rafforzare i tribunali peruviani e le autorità giudiziarie e di perseguimento penale. In particolare verrà fornito sostegno per la digitalizzazione, la standardizzazione e l'armonizzazione delle procedure, la formazione e il perfezionamento del personale e l'accelerazione dell'attuazione del nuovo codice di procedura penale peruviano.
L'uso dei fondi è soggetto ai principi della trasparenza e dell'obbligo di rendiconto. Le somme restituite daranno inoltre un contributo concreto al raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile.