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Gli investitori temono che i crescenti problemi sul segmento possano contagiare altre parti dell’economia.
Evergrande, il colosso immobiliare cinese, ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti giovedì, diventando così il simbolo della crisi del settore di Pechino. Ha inoltre fatto richiesta di protezione dai creditori in un tribunale a Manhattan.
La società ha invocato il capitolo 15 del codice fallimentare Usa, norma che protegge le società non statunitensi in fase di ristrutturazione dai creditori che sperano di farle causa o bloccarle beni negli Stati Uniti, secondo quanto riferito dai media, tra cui Cnn e New York Times. Evergrande chiede dunque il riconoscimento dei colloqui di ristrutturazione in corso a Hong Kong, nella Isole Cayman e nelle Isole Vergini britanniche.
Settore immobiliare cinese in crisi
La sua istanza arriva nel periodo più nero per il settore immobiliare cinese. Gli investitori temono infatti che i crescenti problemi sul segmento possano contagiare altre parti dell’economia. In aggiunta, la crescita economica sta rallentando più di quanto ipotizzato.
Il settore immobiliare cinese è stato a lungo tra i motori trainanti della crescita e rappresenta fino al 30% del prodotto interno lordo (Pil). A partire dalla metà del 2021, il segmento è andato in crisi e le società che rappresentano il 40% delle vendite di case cinesi sono fallite.
Piano di ristrutturazione per sollevarsi dal debito
In default dal 2021, nel marzo 2022 aveva annunciato un programma di ristrutturazione del debito offshore, scrive la Cnbc. Le negoziazioni delle azioni sono state infatti sospese da allora.
A luglio 2023, dopo essersi impegnata a completare i progetti e aver lottato per rimborsare fornitori e istituti di credito, ha dichiarato una perdita di 81 miliardi di dollari.
Svalutazioni di proprietà, perdite su attività finanziarie e costi di finanziamento a nulla sono valsi. Tra il 2021 e il 2022, le perdite nette sono state di 476 miliardi di yuan (circa $66 miliardi) e 105,9 miliardi di yuan (circa $15 miliardi), ha dichiarato la società.
Riunione con i creditori
Jimmy Fong, rappresentante del China Evergrande Group, ieri ha posto la firma sulla dichiarazione di fallimento. Mercoledì è attesa una riunione dei “creditori dello schema” all’ufficio di Hong Kong di Sidly Austin, lo studio legale con sede negli Stati Uniti a rappresentanza della società.
L’iniziativa rappresenta un punto di svolta dopo due anni di crisi: si tratta del primo grande sviluppatore immobiliare a dichiarare problemi finanziari sotto il peso di debiti per oltre 300 miliardi di dollari. Una scelta maturata a sorpresa: mercoledì il gruppo aveva infatti annunciato il rinvio della riunione dei creditori sulla ristrutturazione del debito offshore, dal 23 al 28 agosto prossimi, ma non la reale causa non era conosciuta.
In arrivo una crisi finanziaria?
Non solo Evergrande, anche altri colossi del settore sono in crisi. Tra loro Country Garder, il più grande promotore immobiliare privato della Cina. Gli investitori sono preoccupati: la società, questo mese, non ha pagato alcuni interessi.
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