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<h2>SubmittedText<h2><p>All’inizio dell’anno il Consiglio federale ha comunicato che il contributo obbligatorio per l’associazione della Svizzera al programma quadro di ricerca e innovazione dell’UE Orizzonte Europa non dovrà più essere inserito nel preventivo a partire dal 2024. Nella tabella relativa alla situazione politico-finanziaria 2024–2026 il Consiglio federale ha previsto un risparmio di 0,6&nbsp;miliardi di franchi nel 2024, a cui seguiranno risparmi dell’ammontare di 0,5&nbsp;miliardi (2025) e 0,4&nbsp;miliardi (2026). Già nei conti del 2021 e 2022 erano state segnalate rimanenze di credito significative per quanto riguarda i mezzi finanziari previsti originariamente per la partecipazione al pacchetto Orizzonte Europa. Inoltre, per il 2024 il Consiglio federale pianifica tagli nel budget del settore dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (ERI) e il messaggio ERI 2025–2028 appena mandato in consultazione prevede variazioni nominali contenute.&nbsp;</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L’esclusione della Svizzera dal programma Orizzonte Europa genera ingenti perdite finanziarie per la nostra piazza della ricerca e dell’innovazione, ma anche perdite in termini di competitività. Nel preventivo 2024 il Consiglio federale pianifica tagli del due per cento sulle uscite con un debole grado di vincolo, vale a dire anche per le uscite del settore ERI.&nbsp;</p><p>In che modo il Consiglio federale può evitare che nel 2024 i nostri attori della ricerca e dell’innovazione debbano doppiamente contribuire alle misure di risparmio (da un lato tramite la riduzione dei mezzi finanziari del pacchetto Orizzonte, dall’altro in ragione dei tagli del 2&nbsp;%)?</p><p>2. Il messaggio ERI 2025–2028 attualmente in consultazione prevede una variazione nominale del due per cento. Se anche il rincaro dovesse attestarsi al due per cento, gli investimenti nel settore ERI ristagnerebbero. A ciò va aggiunto il fatto che il 2024 è già di per sé un anno delicato a causa dei tagli previsti al budget.</p><p>- In che modo il Consiglio federale intende garantire la competitività della piazza economica svizzera se i prossimi anni saranno caratterizzati da una situazione di ristagno economico?&nbsp;</p><p>-&nbsp;Di quali strumenti dispone il Consiglio federale per gestire la crescita reale dei mezzi finanziari nel settore ERI per il periodo 2025–2028?</p><p>-&nbsp;Al fine di garantire a lungo termine gli investimenti nell’unica materia prima del nostro Paese, il limite di spesa del messaggio ERI 2025–2028 non andrebbe calcolato in modo più generoso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 16&nbsp;dicembre 2020 l’Assemblea federale ha adottato il decreto federale sul pacchetto Orizzonte 2021–2027 che prevede, in caso di associazione, il finanziamento dei contributi obbligatori annui oppure, in caso contrario, una partecipazione a singoli progetti. Per quanto riguarda il finanziamento, la differenza fra l’associazione e le misure transitorie risiede nelle modalità di pagamento: nel primo caso si tratta del versamento dei contributi obbligatori annui, tramite i quali l’UE finanzia i progetti per tutta la loro durata. Nel secondo caso, ossia per quanto riguarda la non associazione, i versamenti sono scaglionati nel tempo in base al progredire dei progetti e vengono versati direttamente a ricercatori e istituzioni (misure transitorie per il finanziamento diretto e bandi non accessibili). Per i ricercatori non vi è alcuna differenza riguardo al momento in cui ricevono i sussidi, il cui importo corrisponde comunque al ritorno finanziario atteso dalla Svizzera in caso di associazione.</p><p>Poiché attualmente non è possibile fare previsioni sul momento in cui avverrà l’associazione al pacchetto Orizzonte, non sono soddisfatte le premesse per inserire nel budget il contributo obbligatorio. I ricercatori non perdono fondi, dato che senza un accordo i mezzi finanziari per il pacchetto Orizzonte non avrebbero potuto essere assegnati (resto di credito) e, al loro posto, il Consiglio federale ha stabilito di adottare misure transitorie.&nbsp;</p><p>Di conseguenza, il Consiglio federale ha potuto leggermente diminuire i tagli lineari delle uscite con un debole grado di vincolo, anche a beneficio del settore ERI. Le misure transitorie non erano comunque interessate dai tagli. Se nel 2024 l’associazione diventasse possibile, il contributo obbligatorio verrebbe richiesto con un credito aggiuntivo.&nbsp;</p><p>2. Per il messaggio ERI 2025–2028 il Consiglio federale ha stabilito una variazione nominale del due per cento, ossia una crescita di circa due miliardi di franchi rispetto all’attuale messaggio. La competitività del polo ERI del nostro Paese non dipende però solamente dai mezzi finanziari, bensì anche dall’orientamento e dall’attuazione delle misure. Lungo l’intera la catena del valore, i fondi vengono impiegati laddove producono un’utilità economica e rinsaldano il sistema ERI. Per rafforzare la competitività, il periodo ERI 2025–2028 pone l’accento sulla promozione competitiva della ricerca e dell’innovazione (FNS, Innosuisse, Accademie). In proposito, si possono citare le iniziative d’eccellenza (p.&nbsp;es.&nbsp;Swiss Quantum Initiative) e la collaborazione a livello mondiale (cooperazioni di ricerca bilaterali e multilaterali, scambi e mobilità). Inoltre la formazione e la formazione continua promuovono il potenziale di personale specializzato.</p><p>Tramite l’attuazione della mozione Dittli 16.3705 Compensare il rincaro solo quando è effettivo, dal preventivo 2019 le uscite sono gestite in funzione del valore effettivo: le uscite con un debole grado di vincolo sono adeguate ogni anno alle ultime previsioni sul rincaro. Nel preventivo 2024 ciò non è stato possibile, dato che altrimenti sarebbero stati necessari tagli lineari più incisivi.&nbsp;</p><p>Nei periodi di promozione precedenti la Confederazione ha attribuito un’elevata priorità al settore ERI. Fra il 2010 e il 2020 le uscite federali sono cresciute maggiormente (media: 3,4&nbsp;% all’anno) rispetto al bilancio complessivo ordinario (1,9&nbsp;%) e al PIL nominale (1,1&nbsp;%).&nbsp;</p><p>Il 10&nbsp;marzo 2023 il Consiglio federale ha fissato le priorità per i decreti finanziari pluriennali. In conformità al mandato del Parlamento, la priorità è stata data alle spese dell’esercito, al settore ambientale e alla ricostruzione dell’Ucraina nel quadro della cooperazione internazionale.</p>