Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/261190

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure affinché le emittenti e gli editori che ricevono sussidi diretti o indiretti dalle istituzioni della collettività pubblica, federali, cantonali o comunali e che gestiscono forum di discussione o lasciano al pubblico commentare le loro pubblicazioni, siano obbligati a garantire che gli autori di tali commenti possano essere identificati dal pubblico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale prende sul serio le preoccupazioni espresse nella mozione. È inoltre favorevole a una prevenzione efficace dei commenti d'odio online sui portali dei media svizzeri sovvenzionati. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Tuttavia, per il Consiglio federale non è chiaro quali siano i media interessati dalla mozione. La Confederazione ne sostiene molteplici, in particolare nell'ambito del sostegno indiretto alla stampa e delle concessioni per i programmi radiotelevisivi. Tuttavia, questi sussidi non riguardano generalmente le offerte online, bensì i prodotti cartacei e i programmi radiotelevisivi lineari. Nel 2022, l'elettorato ha respinto un'estensione del sostegno ai media che includeva il settore online. Alla luce di quanto esposto non sembra opportuno vincolare il sostegno di offerte di media a disposizioni del settore online (che non beneficia di sostegni). Tuttavia, la mozione include anche sovvenzioni cantonali e comunali ai media, che sono organizzate in modo molto diverso. Se la Confederazione intende vincolare anche questo sostegno alle proprie condizioni, si pongono problemi quanto alla relativa competenza federale. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Secondo il Consiglio federale si riesce a prevenire i commenti di odio attraverso una moderazione equilibrata e un supporto redazionale. Il settore dei media ha attuato questo principio nella sua autoregolamentazione. In una direttiva, il Consiglio svizzero della stampa si impegna a rispettare il principio dell'indicazione completa del nome. I forum di discussione online, che sono orientati a reazioni immediate e spontanee, possono eccezionalmente rinunciare all'identificazione dell'autore, a condizione che la redazione controlli previamente i commenti e si assicuri che non vengano pubblicati commenti diffamatori o discriminatori.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene sproporzionato l'obbligo legale di utilizzare nomi chiari e lo respinge. A prescindere da ciò, il Consiglio federale presenterà prossimamente un progetto da porre in consultazione sulla regolamentazione delle grandi piattaforme di comunicazione, che dovrebbe rafforzare anche i diritti degli utenti per quanto riguarda i discorsi di odio.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.