Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/255116

<h2>SubmittedText<h2><p>A quanto pare, alcuni laboratori in Svizzera sono soliti versare ai medici prescriventi una "rimunerazione" destinata a coprire le presunte spese amministrative della domanda di analisi. In un caso, un ospedale pubblico promette di versare al medico dieci franchi per analisi, aggiungendo che tale somma può essere "rivalutata in funzione dell'evoluzione del servizio e del volume d'affari".</p><p>Tuttavia le procedure mediche (e amministrative) effettuate in vista di un'analisi sono già coperte dagli onorari versati dall'AOMS, in conformità alle tariffe vigenti. Inoltre le tariffe delle analisi non mirano a rimunerare chi prescrive le analisi, ma una prestazione medica. Sembrerebbe che questo tipo di pratica incoraggi la prescrizione di analisi forse non necessarie o superflue. Inoltre, secondo le regole del mandato, le commissioni riscosse da un medico dovrebbero essere restituite al paziente o all'assicurazione.</p><p>- Il Consiglio federale è a conoscenza di queste pratiche? Le giudica ammissibili o legali?</p><p>- Se del caso, ritiene che sia necessario un intervento politico per porvi fine?</p><p>- È a conoscenza di altri incentivi sbagliati nel settore delle analisi di laboratorio che dovrebbero essere contrastati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tali pratiche (cash back, kick back, commissioni) sono note. Tuttavia, non devono andare a beneficio dei fornitori di prestazioni (art. 56 cpv. 3 della legge federale sull'assicurazione malattie, LAMal; RS 832.10). L'obiettivo di questa disposizione è infatti quello di ridurre i costi dei medicamenti o dei mezzi e apparecchi diagnostici o terapeutici per il debitore della rimunerazione.</p><p>Come già esposto dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Lohr 21.4492 "Porre finalmente un termine alle retrocessioni per le analisi di laboratorio", si tratta quindi di garantire che a usufruire degli sconti siano effettivamente gli assicuratori-malattie e gli assicurati (art. 56 cpv. 3 lett. a LAMal). Il Consiglio federale ricorda che nel caso in questione, nel quale un laboratorio concede uno sconto a un altro fornitore di prestazioni che non ne fa usufruire il debitore della rimunerazione, spetta all'assicurato o all'assicuratore, se del caso, agire (art. 56 cpv. 3 lett. a e cpv. 4 LAMal). Inoltre, le leggi sulle professioni sanitarie prevedono che le autorità di vigilanza cantonali possono punire la violazione di obblighi professionali da parte dei fornitori di prestazioni. E la violazione dell'obbligo di ripercussione degli sconti può essere interpretata come violazione di un obbligo professionale.</p><p>2. e 3. Per le prestazioni nell'ambito della LAMal, i medici e i laboratori devono attenersi alle tariffe e ai prezzi stabiliti dalla convenzione o dall'autorità competente e non possono esigere rimunerazioni superiori (art. 44 cpv. 1 LAMal). L'elenco delle analisi riporta in modo esaustivo le tariffe ufficiali e massime delle prestazioni coperte dall'assicurazione malattie. Gli importi meno elevati devono dunque essere presi in considerazione. Quindi, secondo l'articolo 44 capoverso 1 LAMal e in un caso come quello descritto dall'autore dell'interpellanza, quando un ospedale pubblico promette per esempio di versare al medico prescrivente dieci franchi per analisi, deve indicarlo nella fattura (art. 56 cpv. 3 lett. a LAMal; art. 76a dell'ordinanza sull'assicurazione malattie; RS 832.102), conformemente all'obbligo per il fornitore di prestazioni di consegnare al debitore della rimunerazione una fattura dettagliata e comprensibile (art. 42 cpv. 3 LAMal). Simili incentivi, che hanno un effetto sulla rimunerazione, devono quindi essere presi in considerazione.</p><p>La verifica dell'obbligo di ripercussione dello sconto compete al debitore della rimunerazione, che può richiederne la restituzione (n. 1; art. 56 cpv. 4 LAMal). Il diritto alla restituzione (art. 56 cpv. 2 LAMal) può essere fatto valere dinanzi al tribunale arbitrale competente (art. 89 LAMal), il quale infliggerà la sanzione appropriata (art. 59 LAMal). I compiti di vigilanza, come pure le conseguenze di una violazione dell'obbligo di ripercussione, sono pertanto già chiaramente definiti e assegnati senza che sia necessario adottare ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.