Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/64027

<h2>SubmittedText<h2><p>L'uragano Katrina, responsabile dei gravi disastri avvenuti nel Golfo del Messico di fronte a New Orleans, ha provocato fra l'altro una crisi della capacità di raffineria causa non solo di un'esplosione dei prezzi del petrolio, ma anche di una penuria di prodotti petroliferi. Un solo uragano ha portato il mondo intero sull'orlo di una crisi energetica e di una conseguente recessione. Se, poche settimane dopo, l'uragano Rita non avesse perso forza, oppure si fossero verificati, ad esempio, attacchi terroristici sulle pipelines, la situazione di crisi sarebbe di molto peggiorata. Anche l'approvvigionamento già ridotto della Svizzera sarebbe stato seriamente compromesso.</p><p>Nella risposta alle mie interpellanze 01.3462 e 04.3326, il Consiglio federale ha richiamato l'attenzione sul fatto che le scorte obbligatorie di prodotti petroliferi, intese come riserve strategiche, sono di decisiva importanza. Il rapporto 2003 del DFE confermava inoltre che, tenuto conto dell'odierna situazione di crisi, l'attuale contenuto delle scorte obbligatorie corrisponde al normale fabbisogno di quattro mesi e mezzo. Gli ultimi avvenimenti fanno però sorgere, a mio avviso, nuovi interrogativi; invito pertanto il Consiglio federale a prendere posizione in merito ai seguenti punti:</p><p>1. A causa dell'elevato costo del petrolio, non sussiste il pericolo che i privati - sperando in un abbassamento dei prezzi - attendano a lungo prima di rifornirsi e che ciò possa peggiorare la situazione dell'approvvigionamento nel caso in cui si verificasse una nuova catastrofe?</p><p>2. A seguito degli ultimi avvenimenti e degli sviluppi ad essi relativi, il Consiglio federale non ritiene che una riserva strategica per quattro mesi e mezzo sia insufficiente per far fronte alle conseguenze di un'eventuale penuria delle riserve petrolifere per il nostro Paese?</p><p>3. Fatte queste premesse, il Consiglio federale pensa di rivedere il concetto di riserva obbligatoria e di prendere in considerazione l'ipotesi di immagazzinare nuovamente un'elevata quantità di scorte in cisterne protette?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'uragano Katrina, menzionato dall'interpellante, ha stroncato vite umane e provocato importanti danni agli impianti petroliferi e di raffineria nel sud degli Stati Uniti, compromettendo seriamente l'approvvigionamento di parte degli USA, soprattutto per quanto riguarda la benzina.</p><p>Per reagire all'interruzione dell'approvvigionamento, l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), della quale la Svizzera è membro, ha deciso il 2 settembre 2005 di attivare un piano di emergenza per assicurare l'approvvigionamento petrolifero globale liberando 2 milioni di barili di olio minerale al giorno.</p><p>La Svizzera ha preso parte al piano di emergenza. Con l'emanazione dell'ordinanza del DFE dell'8 settembre 2005 sulla liberazione delle scorte obbligatorie di carburanti e combustibili liquidi (RS 531.211.3), la Svizzera ha adempiuto ai suoi obblighi interni nei confronti dell'AIE. In tal modo, se necessario, il settore petrolifero svizzero potrà ricorrere alle scorte obbligatorie nazionali. La decisione dell'AIE ha immediatamente calmato la situazione globale del mercato petrolifero. Attualmente, per l'approvvigionamento nazionale di carburanti e combustibili liquidi il settore petrolifero svizzero è in grado di trovare senza particolari difficoltà la quantità necessaria di benzina, diesel e olio da riscaldamento sui mercati internazionali. Nel caso in cui dovesse insorgere una tangibile penuria, sarà possibile provvedere ad un rifornimento del mercato immediato, non problematico e senza effetti distorsivi sulla concorrenza.</p><p>Per quanto riguarda le singole domande precisiamo quanto segue:</p><p>1. I privati, nella speranza di vedere presto un abbassamento dei prezzi, aspettano effettivamente più a lungo che in precedenza per riempire le loro cisterne. Tale situazione è stata particolarmente accentuata nel corso di quest'anno e del precedente. Alla fine del mese di agosto il tasso di riempimento delle cisterne era del 44 per cento scarso. A questo proposito non bisogna dimenticare che sempre più famiglie si riforniscono solo parzialmente cercando, in questo modo, di pianificare in maniera ottimale le loro spese. I singoli ordini di olio da riscaldamento sono dunque sempre più scaglionati nell'arco dell'intera stagione fredda. La corsa per l'approvvigionamento di olio da riscaldamento, prevista e anche temuta per l'inizio della brutta stagione, non si è verificata. Il settore petrolifero è a conoscenza del livello di riempimento delle cisterne dei consumatori, così come è a conoscenza del loro nuovo comportamento e può regolarsi di conseguenza.</p><p>2. Le riserve petrolifere obbligatorie della Svizzera, con un'autonomia di quattro mesi e mezzo, non solo superano la quantità prescritta dall'AIE di 90 giorni, ma anche la media internazionale. Il Consiglio federale non teme una crisi mondiale della produzione petrolifera più lunga e persistente. Perfino l'uragano Katrina, nonostante la sua violenza, ha danneggiato solo in parte gli impianti petroliferi e di raffineria. Con le scorte a disposizione possono essere compensati parziali "buchi" di produzione per un periodo più lungo dei quattro mesi e mezzo menzionati.</p><p>3. Le proporzioni e la necessità delle scorte obbligatorie vengono verificate ogni quattro anni, in considerazione del mondo economico e delle analisi dei rischi. Durante la prossima verifica, che avverrà nel quadro del rapporto 2007 sulla politica in materia di scorte obbligatorie nel periodo 2008-2011, verranno analizzati anche gli sviluppi sul mercato petrolifero (capacità di ripresa, capacità delle pipelines, delle cisterne e delle raffinerie, evoluzione della domanda mondiale, etc.) e ulteriori aspetti (catastrofi naturali sempre più frequenti, aumento dei costi inerenti alla costituzione delle scorte obbligatorie sia per l'economia che per i consumatori, etc.). Le scorte obbligatorie verranno adeguate secondo le necessità.</p>  Risposta del Consiglio federale.