Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/109951

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 29 ottobre 2010, a Nagoya in Giappone il consigliere federale Leuenberger ha firmato il protocollo della Conferenza sulla biodiversità. In base a tale documento, entro il 2020 in tutto il mondo dovrà essere destinato alla conservazione della diversità delle specie il 17 per cento delle superfici terrestri. Per soddisfare il protocollo, la Svizzera dovrebbe delimitare 247 000 ettari di superfici di protezione e di promozione della biodiversità in più rispetto allo stato attuale. Queste richieste e decisioni assolutamente sproporzionate ci inducono a porre le seguenti domande:</p><p>1. Il protocollo è stato firmato in base a un decreto del Consiglio federale?</p><p>2. Qual è la posizione del Consiglio federale, dal punto di vista della Svizzera, sulle richieste avanzate dalla Conferenza sulla biodiversità?</p><p>3. Il Consiglio federale come intende attuare tali richieste in materia di biodiversità conservando al contempo le superfici agricole utili e le superfici per l'avvicendamento delle colture, di cui vi è urgente bisogno?</p><p>4. Vi sono stati dei colloqui con l'UFAM e l'UFAG su tali richieste prima della Conferenza di Nagoya? Come è stato coinvolto il capo del DFE?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto ad accordare la priorità alla produzione alimentare e all'approvvigionamento alimentare malgrado queste richieste?</p><p>6. Il Consiglio federale si atterrà anche in futuro all'articolo 104 della Costituzione federale?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a relativizzare le decisioni prese a Nagoya?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./4. Per proteggere la biodiversità, nel 1994 la Svizzera ha firmato e ratificato, assieme ad altri 191 Stati, la Convenzione sulla diversità biologica (Convention on Biological Diversity), in vigore dal 19 febbraio 1995 (RS 0.451.43). Gli obiettivi che si vogliono raggiungere con la convenzione sono la conservazione della diversità biologica su scala mondiale, l'uso durevole dei suoi componenti e la ripartizione giusta ed equa dei benefici derivanti dall'utilizzazione delle risorse genetiche. Per attuare la convenzione, nel 2002 è stato elaborato un piano strategico per gli anni 2002-2010. Nell'ottobre 2010, a Nagoya gli Stati firmatari hanno adottato un nuovo piano (Aichi Biodiversity Targets), che stabilisce gli obiettivi per il periodo 2011-2020. L'attuazione delle decisioni di Nagoya spetta ai singoli Stati firmatari. La Svizzera ha partecipato attivamente a questo processo in virtù di un mandato assegnato dal Consiglio federale alla delegazione svizzera il 1° ottobre 2010. L'Ufficio federale dell'agricoltura era presente alle riunioni preparatorie, è stato sentito nell'ambito della consultazione degli uffici ed era anche rappresentato nella delegazione svizzera a Nagoya.</p><p>3./5.-7. Conformemente all'articolo 6 lettera a della Convenzione sulla biodiversità, le Parti contraenti s'impegnano a sviluppare strategie, piani o programmi nazionali per la conservazione e l'uso durevole della diversità biologica. Come hanno già fatto quasi tutti gli altri Paesi, anche la Svizzera sta elaborando una strategia per la biodiversità. Tale strategia terrà conto delle peculiarità nazionali, nel rispetto delle linee guida definite dagli Aichi Biodiversity Targets di Nagoya. Per la Svizzera, sono prioritari le zone protette e il collegamento degli habitat su scala nazionale. A tal fine saranno necessarie superfici gestite in modo specifico all'interno delle foreste, delle aree agricole, dello spazio riservato alle acque e degli insediamenti, ma le superfici necessarie non sono ancora state né specificate né quantificate.</p><p>Nell'ambito dell'attuazione della Convenzione sulla diversità biologica, il Consiglio federale non intravede una rinuncia al mandato costituzionale vigente per quanto riguarda la produzione e l'approvvigionamento alimentare. Secondo l'articolo 104 della Costituzione federale, la Confederazione provvede affinché l'agricoltura, tramite una produzione ecologicamente sostenibile e orientata verso il mercato, contribuisca efficacemente a garantire l'approvvigionamento della popolazione nonché a salvaguardare le basi vitali naturali e il paesaggio rurale. Le misure di protezione della biodiversità servono a conservare le basi vitali naturali e contribuiscono a garantire la produzione alimentare nel lungo periodo. Gli Aichi Biodiversity Targets stabiliti a Nagoya non sono quindi contrari agli obiettivi definiti all'articolo 104 della Costituzione federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.