Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/65102

<h2>SubmittedText<h2><p>In questi giorni, i ministri si incontrano a Hong Kong nel quadro della conferenza ministeriale dell'OMC per tentare di rilanciare il ciclo di Doha. Questo ciclo deve portare a una liberalizzazione dettagliata in vari ambiti fra cui, tra l'altro, quelli dei beni agricoli, dei beni industriali o dei servizi. Attualmente il dossier agricolo sembra essere l'unico punto di blocco a un accordo finale. Appare evidente che questo blocco è dovuto non tanto alla mancanza di volontà dei membri importatori quanto piuttosto alle esigenze sproporzionate di alcuni membri esportatori e alla loro scarsa disponibilità a offrire in cambio delle concessioni.</p><p>Per la Svizzera, l'adozione delle proposte di negoziazione attualmente in discussione avrebbe come conseguenza una riduzione del valore della produzione agricola di 2 fino a 3,7 miliardi di franchi, ossia una diminuzione che può arrivare fino al 35 per cento del livello attuale. Un eventuale accordo di libero scambio con gli USA non farebbe che rafforzare questo effetto.</p><p>Una simile perdita di sostanza economica equivale a uno smantellamento massiccio non solo della nostra agricoltura ma anche dei settori a monte (forniture e servizi) e a valle (trasformazione) di quest'ultima. Si può sin d'ora prevedere che un accordo all'OMC e/o con gli USA causerebbe un'importante erosione della sicurezza d'approvvigionamento della popolazione e una perdita d'identità e di know-how che, non va dimenticato, sono elementi intimamente radicati nella popolazione rurale.</p><p>Date queste premesse, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali risultati concreti si devono attendere dall'OMC negli altri settori, escluso quello dell'agricoltura, e quale sarebbe per la Svizzera il bilancio economico generale e settoriale della conclusione del ciclo di Doha a questo stadio?</p><p>2. Ha valutato, il Consiglio federale, quali sarebbero le conseguenze per la Svizzera, a livello socio-economico, ambientale e culturale, di un'adesione a proposte di negoziazione estreme come quelle sopra indicate?</p><p>3. Un Paese che abbandonasse l'agricoltura non sarebbe forse un Paese che perde la propria anima e la propria identità?</p><p>4. Il programma di "Politica agricola 2011", attualmente in consultazione, è adeguato all'adozione dello scenario "OMC-USA" descritto sopra?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La dichiarazione ministeriale adottata il 18 dicembre 2005 (OMC, "Programme de travail de Doha: Déclaration ministérielle", Doc. WT/MIN05/DEC, 22 dicembre 2005) a Hong Kong fornisce indicazioni sulla direzione da seguire e le date specifiche per il proseguimento dei negoziati in tutti i settori negoziali. Ciò risulta particolarmente utile per i negoziati in materia di servizi, norme e agevolazioni commerciali, poiché questi negoziati si trovano a uno stadio meno avanzato di quelli sull'agricoltura e sull'accesso al mercato dei prodotti industriali. La dichiarazione ministeriale si basa ampiamente sull'accordo quadro del 1° agosto 2004. Nell'ambito dei negoziati agricoli è stata fissata una data (2013) per l'eliminazione di qualsiasi forma di sovvenzione alle esportazioni. D'altra parte, si è deciso, in sede di negoziati sui prodotti non agricoli (NAMA), di applicare una formula effettiva di riduzione dei dazi doganali (la formula svizzera) e di garantire un migliore accesso al mercato per i prodotti dei Paesi più poveri mediante l'eliminazione di quasi tutti gli ostacoli alle loro importazioni. La vastità dei settori di negoziazione mostra chiaramente come i negoziati in corso riguardino su diversi fronti interessi sostanziali dell'economia svizzera.</p><p>Considerato che a Hong Kong non hanno potuto essere decise le modalità precise e che anche negli altri settori sono state prese unicamente decisioni provvisorie, una valutazione dell'impatto dei risultati del ciclo di Doha sui vari settori dell'economia svizzera potrà essere effettuata solo in un secondo tempo.</p><p>2./3. Il Consiglio federale difende attivamente gli interessi svizzeri in tutti i settori di negoziazione dell'OMC. Nel dossier agricolo, il Consiglio federale si assicurerà che i ritmi della progressiva liberalizzazione dell'accesso al mercato e gli altri impegni siano compatibili con un cambiamento strutturale socialmente accettabile e che la Confederazione possa adempiere il suo mandato costituzionale derivante dall'articolo 104 della Costituzione federale. Dal punto di vista svizzero, la politica commerciale non è l'unica dimensione da prendere in considerazione. Sul piano internazionale come su quello interno, la Svizzera si adopera per promuovere la sostenibilità nell'agricoltura e anche per tutte le altre attività economiche.</p><p>Gli impegni internazionali della Svizzera rappresentano evidentemente una sfida per la nostra agricoltura. Proprio per questo la volontà di mantenere un'agricoltura produttiva in un contesto di apertura dei mercati e di ricerca di nuovi equilibri dal punto di vista ecologico e sociale sono al centro delle riforme intraprese da circa dodici anni a questa parte. Sul piano globale, le prospettive demografiche, economiche ed energetiche indicano la necessità di conservare l'intero potenziale di produzione agricola mondiale; ogni agricoltura nazionale avrà quindi il proprio spazio nella misura in cui si adatterà alle nuove sfide e risponderà ai bisogni della popolazione.</p><p>Il messaggio sulla "Politica agricola 2011" e il limite di spesa per gli anni 2008-2011 consentiranno al Parlamento di prendere le necessarie decisioni e le opportune misure politiche in base a un'analisi di tutte le sfide e delle prospettive che si presentano per l'agricoltura.</p><p>4. In seguito alla valutazione dei risultati dei colloqui esplorativi condotti fra settembre 2005 e gennaio 2006, la Svizzera e gli USA sono giunti alla conclusione che, soprattutto in considerazione delle posizioni divergenti esistenti nel settore agricolo, non sono ancora presenti le condizioni necessarie per la conclusione positiva, a breve termine, di negoziati in vista di un accordo di libero scambio. Entrambe le parti mantengono però vivo l'interesse per un futuro vasto accordo di libero scambio e riprenderanno, eventualmente, i relativi colloqui in un secondo tempo.</p>  Risposta del Consiglio federale.