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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.12.2018</b></p><p><b>Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente l'attuazione delle raccomandazioni del Forum globale </b></p><p><b>Nella sua seduta del 21 novembre 2018 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente l'attuazione delle raccomandazioni del Forum globale formulate nel rapporto sulla fase 2 della Svizzera. Il disegno di legge prevede la conversione delle azioni al portatore in azioni nominative o il conferimento alle stesse della forma di titoli contabili. È inoltre prevista l'introduzione di un sistema di sanzioni in caso di violazione degli obblighi. </b></p><p>Il 26 luglio 2016 il Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali ha pubblicato il rapporto sulla fase 2 della Svizzera. Questo contiene diverse raccomandazioni relative alla trasparenza delle persone giuridiche e allo scambio di informazioni. Il disegno di legge comprende le misure da adottare per attuare le raccomandazioni del Forum globale.</p><p>Il disegno di legge prevede, in sostanza, che le azioni al portatore siano ammesse soltanto se la società ha titoli di partecipazione quotati in borsa o se le stesse rivestono la forma di titoli contabili. È inoltre perseguibile penalmente la violazione degli obblighi di annunciare gli aventi economicamente diritto, nonché di tenere il libro delle azioni e l'elenco degli aventi economicamente diritto alle azioni. Per quanto riguarda lo scambio di informazioni, il disegno di legge contiene disposizioni relative alla confidenzialità delle domande di assistenza amministrativa nonché alla capacità di essere parte e alla capacità processuale delle parti sulle quali vengono richieste informazioni nella domanda di assistenza amministrativa. Si precisa inoltre la disposizione sulle domande di assistenza amministrativa che si fondano su dati rubati.</p><p>In occasione della procedura di consultazione il progetto è stato accolto con scetticismo. Mentre i Cantoni si sono mostrati essenzialmente favorevoli, un numero considerevole degli altri partecipanti si è espresso negativamente riguardo al progetto. Il Consiglio federale difende i punti principali del progetto, ossia la conversione delle azioni al portatore in azioni nominative e il sistema di sanzioni in caso di violazione degli obblighi, in quanto indispensabili per attuare le raccomandazioni del Forum globale. Se le misure non saranno adottate, nella prossima valutazione tra pari del Forum globale, che inizia alla fine del 2018, la Svizzera riceverà un giudizio complessivo insufficiente. Ciò comporterebbe non solo un considerevole danno alla sua reputazione, ma anche il rischio che il nostro Paese venga inserito da altri Stati in una lista delle giurisdizioni non cooperative.</p><p>Il Dipartimento federale delle finanze pubblicherà una guida per la conversione delle azioni al portatore in azioni nominative o il conferimento alle stesse della forma di titoli contabili. </p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 20.03.2019</b></p><p><b>"Salvate" vecchie azioni al portatore, "no" a nuove </b></p><p><b>Le raccomandazioni del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali (Forum globale) vanno attuate senza abolire le attuali azioni al portatore. Non dovrebbe però più essere possibile emetterne di nuove. Ne è convinto il Consiglio nazionale che, con 90 voti contro 60 e 27 astensioni, ha approvato oggi il relativo disegno di legge. Gli Stati devono ancora esprimersi.</b></p><p>I giudizi del Forum globale sono utilizzati dal G20, dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dall'UE per valutare se uno Stato deve essere identificato come non cooperativo quanto alla trasparenza fiscale. In tal caso vengono allestite apposite liste nere. Da qui la necessità di legiferare per evitare sanzioni internazionali.</p><p>L'Unione democratica di centro, per bocca del suo capogruppo Thomas Aeschi (UDC/ZG), avrebbe voluto non entrare in materia sul progetto. "Tre anni fa il governo ci ha assicurato che le azioni al portatore sarebbero state mantenute, oggi si vuole abolirle", ha sottolineato il democentrista. Gli altri partiti hanno però tutti sostenuto l'entrata nel merito. Anche il consigliere federale Ueli Maurer ha insistito sulla necessità di conformarsi agli standard internazionali al fine di garantire una certezza giuridica vitale per l'attrattiva della piazza economica e finanziaria elvetica.</p><p></p><p>Attuali azioni al portatore</p><p>Secondo la maggioranza del plenum, la soluzione proposta per le azioni al portatore, chiamata "grandfathering", unitamente alle disposizioni penali proposte concernenti l'obbligo di notifica e la tenuta di un registro degli aventi economicamente diritto, costituiscono una "attuazione coerente" delle raccomandazioni del Forum globale.</p><p>Tuttavia una maggioranza di destra - composta da UDC, PLR e PBD - è riuscita a imporre il mantenimento delle azioni al portatore esistenti secondo le disposizioni vigenti. La soluzione auspicata dal governo, ossia la conversione delle azioni al portatore in titoli nominativi, causerebbe costi eccessivi per le società interessate, hanno sottolineato vari oratori borghesi.</p><p>"Il diritto in materia è stato reso più severo di recente. Non occorre quindi esporre persone che non hanno commesso alcun errore alla perdita completa del diritto di proprietà", ha sottolineato Christian Lüscher (PLR/GE) a nome della maggioranza commissionale. Dal canto suo, Ada Marra (PS/VD) gli ha replicato che "non occorre giocare col fuoco e attendere che il Consiglio degli Stati corregga una decisione che non consentirà di soddisfare le esigenze del Forum globale. Anche Ueli Maurer ha avvertito invano che "la Svizzera sarà ben presto messa sotto pressione".</p><p></p><p>Dati rubati</p><p>Oggi la Camera del popolo non ha inoltre voluto adeguare la disposizione sulle domande di assistenza amministrativa che si fondano su dati rubati, come voleva il Consiglio federale. Per la maggioranza, con l'attuale giurisprudenza del Tribunale federale la Svizzera soddisfa già le direttive del Forum globale.</p><p>Attualmente la legge vieta l'assistenza amministrativa se la richiesta "viola il principio di buona fede, in particolare quando si fonda su informazioni ottenute tramite atti punibili secondo il diritto svizzero".</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.06.2019</b></p><p><b>Trasparenza, azioni al portatore andranno abolite </b></p><p><b>Non c'è posto per i pirati nell'economia attuale, specie per un Paese come la Svizzera così integrato a livello internazionale. È facendo proprio questo ragionamento del "senatore" Christian Levrat (PS/FR) che il Consiglio degli Stati ha deciso oggi a denti stretti (20 voti a 11 e 10 astensioni) di abolire le azioni al portatore sostituendole con titoli nominativi, adeguandosi così le raccomandazioni del Forum globale. Il dossier ritorna al Nazionale, che voleva invece preservare i titoli anonimi.</b></p><p>I giudizi del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali sono utilizzati dal G20, dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dall'UE per valutare se uno Stato deve essere identificato come non cooperativo quanto alla trasparenza fiscale. In tal caso vengono allestite apposite liste nere. Da qui la necessità di legiferare per evitare sanzioni internazionali.</p><p>Una "necessità" che non è piaciuta a tutti, come si evince dal risultato della votazione e si è capito anche durante il dibattito di entrata nel merito, peraltro non combattuta. Al Nazionale, che ha già trattato il dossier, l'UDC si era opposta in massa.</p><p>"La Svizzera viene sempre più spesso ricattata per adeguare la sua legislazione", si è lamentato in aula Peter Föhn (UDC/SZ), spalleggiato da Hannes Germann (UDC/SH).</p><p></p><p>Evitare liste nere</p><p>Nel corso del suo intervento, il consigliere federale Ueli Maurer ha detto di comprendere le resistenze di alcuni oratori, ma ha anche ricordato che la Svizzera è già in ritardo rispetto ad altri Paesi in merito all'abbandono delle azioni al portatore (ossia anonime).</p><p>Il rischio che corriamo, ha puntualizzato il ministro delle finanze nonché presidente della Confederazione, è di finire "su una maledetta lista nera". Insomma, se vogliamo giocare a livello internazionale dobbiamo adeguarci, come abbiamo fatto in passato quando si è trattato di attenuare il segreto bancario.</p><p>Per Levrat, dobbiamo mettere da parte il nostro orgoglio e la nostra frustrazione per assicurare anche in futuro posti di lavoro. Un "no" alle raccomandazioni del Global Forum avrebbe come conseguenza una perdita di competitività della nostra economia globalizzata.</p><p></p><p>Basta azioni al portatore</p><p>In futuro, le azioni al portatore dovranno essere trasformate in azioni nominative. Le prime potranno essere ammesse soltanto in forma di azioni emesse quali titoli contabili o se la società ha titoli di partecipazione quotati in borsa. Su questo aspetto entrambe le Camere si sono dette d'accordo.</p><p>Ciò non vale però per le azioni al portatore già esistenti. Il Nazionale le vorrebbe preservare, mentre gli Stati vogliono che vengano obbligatoriamente convertite in azioni nominative, come proposto dal Consiglio federale.</p><p>Il termine dopo il quale le azioni al portatore sono automaticamente convertite in azioni nominative è stato fissato a 24 mesi, invece dei 18 mesi proposti dall'esecutivo.</p><p>Entro 5 anni dall'entrata in vigore della legge, l'azionista che non si sia conformato agli obblighi di notifica potrà chiedere alla società, con l'avallo di un giudice, di essere iscritto nel registro delle azioni, pena l'annullamento delle sue azioni. In questo punto il plenum ha seguito il governo.</p><p>Trascorso questo periodo, la società dovrà conservare per dieci anni il volume di azioni annullate. Secondo il plenum, che in questo caso ha seguito la sua commissione e non il governo, un azionista le cui azioni sono divenute nulle senza che ne abbia colpa e che può dimostrare la sua qualità di azionista deve poter chiedere alla società di restituirgliele durante tale periodo.</p><p>Se una società non tiene il registro delle azioni o l'elenco degli aventi diritto economico come da regolamento, quest'ultima non deve patire sanzioni. Anche in questo caso, i "senatori" hanno seguito la sua commissione grazie al voto decisivo del presidente e non il Consiglio federale, benché Maurer abbia invano sostenuto l'importanza di questo aspetto.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 12.06.2019</b></p><p><b>Abolire azioni al portatore </b></p><p><b>Le raccomandazioni del Forum globale saranno attuate in Svizzera abolendo le azioni al portatore che saranno sostituite con titoli nominativi. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale allineandosi così a quanto chiesto dal Governo e già adottato dagli Stati.</b></p><p>I giudizi del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali sono utilizzati dal G20, dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dall'UE per valutare se uno Stato deve essere identificato come non cooperativo quanto alla trasparenza fiscale. In tal caso vengono allestite apposite liste nere. Da qui la necessità di legiferare per evitare sanzioni internazionali.</p><p>In prima lettura la Camera del popolo non aveva voluto abolire le vecchie azioni al portatore, chiedendo però di non emetterne più di nuove. "Il consigliere federale Ueli Maurer è però riuscito a convincerci che questa soluzione - chiamata "grandfathering" - non consente di soddisfare le esigenze del Forum globale", ha spiegato il relatore commissionale Christian Lüscher (PLR/GE) giustificando il dietrofront.</p><p>Thomas Aeschi (UDC/ZG) avrebbe invece voluto restare alla soluzione "grandfathering": la Svizzera non può inchinarsi ogni volta che organismi superiori come l'OCSE introducono nuove esigenze, ha aggiunto ricordando come le raccomandazioni del Forum globale cambino di continuo.</p><p>Nel corso del suo intervento, il ministro delle finanze ha però affermato che è nell'interesse della Svizzera adottare gli standard internazionali. Con soluzioni specifiche al nostro Paese si creano solo problemi alle società attive a livello globale, ha aggiunto Maurer. Al voto il plenum gli ha dato ragione con 118 voti contro 65.</p><p>Il Nazionale ha poi deciso di seguire la proposta governativa di fissare a 18 mesi, e non a 2 anni come auspicato dagli Stati, il termine dopo il quale le azioni al portatore vengono automaticamente convertite in titoli nominativi. Gli azionisti che non si sono annunciati avranno 5 anni di tempo per tornare in possesso dei loro titoli, previa approvazione della società e di un giudice.</p><p>Trascorso questo periodo, la società dovrà conservare per dieci anni il volume di azioni annullate. Secondo il plenum, un azionista i cui titoli sono divenuti nulli senza che ne abbia colpa e che può dimostrare la sua qualità di azionista deve poter chiedere alla società di restituirglieli durante tale periodo.</p><p>Per quanto riguarda le sanzioni per chi viola l'obbligo di tenere un registro, la Camera del popolo ha rinunciato a precisare nella legge un limite massimo di 10'000 franchi. Il Nazionale ha anche deciso di fissare a tre mesi, contro uno per Governo e Stati, il termine lasciato agli azionisti per comunicare alla società un cambiamento delle generalità dell'avente diritto economico di un'azione.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.06.2019</b></p><p><b>CSt: abolire azioni al portatore; rimane una sola divergenza </b></p><p><b>Le raccomandazioni del Forum globale sulla trasparenza saranno attuate in Svizzera abolendo le azioni al portatore che saranno sostituite con titoli nominativi. Lo ha deciso il Parlamento allineandosi così a quanto chiesto dal Governo. Tra le due Camere rimane però ancora una divergenza.</b></p><p>Oggi il Consiglio degli Stati ha infatti ritoccato una formulazione del Nazionale: quest'ultimo aveva deciso che un azionista i cui titoli sono divenuti nulli senza che ne abbia colpa e che può dimostrare la sua qualità di azionista deve poter chiedere alla società di restituirglieli durante un periodo di dieci anni dal suo annullamento.</p><p>Pur essendo d'accordo con questa soluzione, i "senatori" hanno aggiunto tacitamente una precisazione: le azioni non conformi potranno essere annullate nei cinque anni che seguono l'entrata in vigore della legge e senza alcuna decisione del tribunale. Ci si potrà rivolgere a quest'ultimo se la società non tiene un registro o un elenco degli aventi diritto conformemente alle prescrizioni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 17.06.2019</b></p><p><b>CSt: raccomandazioni del Forum globale, si va in conciliazione </b></p><p>Non c'è ancora consenso tra le due Camere sul progetto volto a trasporre nel diritto elvetico le raccomandazioni del Forum globale sulla trasparenza. Già decisa la sostituzione delle azioni al portatore con titoli nominativi, i due consigli divergono ancora su una disposizione transitoria. Sarà quindi necessaria una Conferenza di conciliazione prevista domani mattina.</p><p>Più in dettaglio, la questione concerne le azioni al portatore che verranno annullate se il titolare non richiederà l'iscrizione nel registro della società entro cinque anni. Il Nazionale ha voluto mantenere la precisazione "le azioni annullate sono sostituite da azioni proprie".</p><p>Per il Nazionale, l'eliminazione delle azioni al portatore e l'emissione di titoli nominativi deve avvenire contemporaneamente. Questa disposizione è importante per evitare una riduzione del capitale azionario.</p><p>Per gli Stati, invece, tale disposizione non è abbastanza chiara. Un nuovo documento dell'amministrazione dovrebbe consentire di fare chiarezza sulla questione entro domani mattina, ha spiegato Pirmin Bischof (PPD/SO) a nome della commissione.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.06.2019</b></p><p>Il Consilgio degli Stati ha mantenuto una divergenza col Nazionale sul progetto volto a trasporre nel diritto elvetico le raccomandazioni del Forum globale sulla trasparenza. Già decisa la sostituzione delle azioni al portatore con titoli nominativi, i due consigli divergono ancora su una disposizione transitoria.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.06.2019</b></p><p><b>CSt+CN: adottate raccomandazioni del Forum globale </b></p><p><b>Approvando le proposte della Conferenza di conciliazione, Consiglio nazionale e degli Stati hanno terminato l'esame del progetto volto a trasporre nel diritto elvetico le raccomandazioni del Forum globale sulla trasparenza. L'oggetto, che prevede la sostituzione delle azioni al portatore con titoli nominativi, è così pronto per le votazioni finali.</b></p><p>L'ultima divergenza concerneva le disposizioni transitorie. Approvando le proposte della conciliazione, le camere hanno deciso che le azioni al portatore annullate verranno sostituite da azioni proprie. In questo modo l'eliminazione delle vecchie azioni e l'emissione di nuovi titoli avverrà contemporaneamente. Questa disposizione è importante per evitare una riduzione del capitale azionario.</p><p>I giudizi del Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali sono utilizzati dal G20, dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dall'UE per valutare se uno Stato deve essere identificato come non cooperativo quanto a trasparenza fiscale. In tal caso vengono allestite apposite liste nere. Da qui la necessità di legiferare per evitare sanzioni internazionali.</p><p>La misura principale prevista è l'abolizione delle azioni al portatore che saranno rimpiazzate con titoli nominativi. La sostituzione avverrà automaticamente 18 mesi dopo l'entrata in vigore della nuova legge. Gli azionisti che non si saranno annunciati avranno 5 anni di tempo per tornare in possesso dei loro titoli, previa approvazione della società e di un giudice.</p>