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MOSCA - Le elezioni russe, sebbene organizzate in modo competente e ordinato, si sono distinte per una mancanza di «reale competizione». Lo ha stabilito la missione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) nel suo giudizio finale.
Tra gli elementi negativi figurano anche «l'esclusione di un candidato» dal processo elettorale (Alexei Navalny, ndr), le «limitazioni» alla libertà d'espressione e di assemblea prima delle elezioni, le «pressioni» ai danni dei critici delle autorità e la «copertura mediatica eccessiva» riservata a Vladimir Putin.
«La scelta senza reale concorrenza, come abbiamo visto qui, non è una vera scelta. Ma la gestione professionale ed efficiente degli aspetti tecnici delle elezioni da parte della Commissione Elettorale Centrale merita di essere riconosciuta», ha dichiarato Michael Georg Link, coordinatore speciale e leader della missione di osservazione a breve termine dell'Osce.
«Ma dove il quadro giuridico limita molte libertà fondamentali e il risultato non è in dubbio, le elezioni quasi perdono il loro scopo: consentire alle persone di scegliere i propri leader».