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Kanton Graubünden
Chantun Grischun
Cantone dei Grigioni
Nella sessione di dicembre 2018 in Gran Consiglio si è discusso il primo rapporto sulle strutture comunali. In tale sede il Governo ha prospettato un secondo rapporto dopo cinque anni. Questo rapporto è ora pronto e sarà discusso in Gran Consiglio nella sessione di dicembre. Al Gran Consiglio saranno sottoposte cinque domande relative all'orientamento strategico. Non si propongono adeguamenti legislativi o strategici.
Nel primo rapporto sulle strutture comunali il Governo ha delineato il cambiamento strutturale verificatosi nel Cantone dei Grigioni nel corso di due decadi scarse. Mentre nel 2001 si contavano ancora 212 comuni, al momento della pubblicazione del primo rapporto il numero di comuni ammontava ancora a 106. Da allora il loro numero è calato ulteriormente, attestandosi attualmente a 101 comuni. Questo calo è stato accompagnato anche da una netta riduzione del numero di comuni patriziali come anche delle forme di collaborazione intercomunale. Per il Governo non è sorprendente il fatto che la grande dinamica d'aggregazione degli ultimi 20 anni abbia perso lo slancio.
Lo strumento di verifica delle aggregazioni «Fusions-Check» dà risultati ampiamente positivi
Per il presente rapporto, quale strumento sostanziale per misurare l'efficacia delle aggregazioni è stato impiegato per la seconda volta il cosiddetto «Fusions-Check» della Scuola universitaria professionale dei Grigioni (SUP GR). Il Centro di management amministrativo (CMA) di quest'ultima ha sviluppato, con la partecipazione dell'Ufficio per i comuni (UC) e i corrispondenti servizi specializzati dei Cantoni di Argovia, Berna, Glarona e Zurigo, una serie di indicatori con i quali, tramite metodi scientifici, può essere accertata l'efficacia delle aggregazioni avvenute. Questo strumento è stato adattato alle condizioni presenti nel Cantone dei Grigioni. Il secondo impiego del «Fusions-Check» per i comuni che si sono aggregati tra il 2008 e il 2016 consente di formulare affermazioni relative a effetti a medio e lungo termine. Per i comuni aggregatisi solo dopo il 2016 è stato svolto un primo rilevamento dei dati.
I risultati rilevati mostrano un quadro in ampia misura positivo:
I risultati del «Fusions-Check» confermano la tendenza della prima valutazione effettuata nel 2017.
La strategia bottom-up rimane sensata e realistica
Secondo il Governo la strategia cantonale scelta per le aggregazioni, secondo la quale sono i comuni stessi a decidere in merito alle aggregazioni, è l'unica soluzione attuabile nei Grigioni. Un cambio di strategia non appare sensato, anche se è improbabile che la dinamica d'aggregazione si intensifichi. Conformemente alla base giuridica vigente il Governo potrebbe disporre trattative di aggregazione se un comune si trova in difficoltà finanziarie, in termini di personale o organizzative. Tuttavia finora questo non è accaduto. Il Governo punta piuttosto alla consulenza e al sostegno da parte del Cantone.
Le condizioni finanziarie e organizzative dei comuni grigionesi sono molto buone
Anche grazie alle aggregazioni di successo e ai mezzi di promozione versati, i comuni grigionesi si presentano complessivamente in una condizione finanziaria molto buona, come lo dimostrano le analisi dei conti annuali. Lo sviluppo positivo degli ultimi anni è stato possibile nonostante importanti investimenti nell'infrastruttura comunale per la formazione, il traffico, l'approvvigionamento e lo smaltimento. Il temuto influsso negativo della pandemia di COVID-19 sui conti annuali dei comuni non si è verificato. Grazie alla promozione cantonale è inoltre possibile rendere attrattivo il tasso fiscale dei comuni aggregati. I tassi fiscali iniziali si rivelano sostenibili e, se non possono essere ridotti ulteriormente, possono almeno essere mantenuti. Le aggregazioni si fanno notare anche a livello organizzativo: attualmente non vi è praticamente più alcuna autorità che non sia riuscita a occupare le proprie cariche politiche.
Il conto dei ricavi delle vendite di terreno non è più giustificato
Il conto dei ricavi delle vendite di terreno è un conto d'impegno nel capitale proprio del comune politico, il quale deve essere alimentato dopo l'alienazione di patrimoni di congodimento (alpi, pascoli o bosco). Dove esiste un conto dei ricavi delle vendite di terreno conforme al diritto, il modo in cui esso viene gestito nella pratica varia notevolmente. Spesso per i comuni politici è difficile stabilire se un'alienazione riguarda (ex) patrimoni di congodimento. Il Governo ritiene che in futuro occorrerà rinunciare a un versamento nel conto dei ricavi delle vendite di terreno. I conti dei ricavi e delle vendite di terreno esistenti devono essere utilizzati entro un periodo transitorio di 15 anni secondo le regole attuali, ossia a destinazione vincolata e con il consenso dei comuni patriziali.
Riforma territoriale attuata con successo
Il 1° gennaio 2016 le 11 regioni hanno sostituito 14 corporazioni regionali, 11 distretti nonché 30 circondari quali enti di diritto pubblico. Un sondaggio tra i membri delle Conferenze dei sindaci e i segretari delle Regioni mostra un quadro positivo della struttura odierna. Il Governo vede confermate le sue affermazioni formulate nel primo rapporto sulle strutture comunali secondo cui la riforma territoriale è stata attuata con successo. Al momento non vi è necessità di attuare adeguamenti giuridici nel settore della strutturazione organizzativa delle Regioni. A medio termine il Governo potrebbe immaginarsi di sollevare nuovamente la questione del comprensorio e di affrontare un adeguamento delle undici Regioni attuali. Il Governo vorrebbe lasciare aperto se procedere o meno a eventuali adeguamenti giuridici nel settore giudiziario (tribunali regionali) che però non fa parte del presente rapporto sulle strutture comunali.
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Organo competente: Governo