Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/213697

<h2>SubmittedText<h2><p>In Asia, in particolare in India e Cina, vengono fabbricate grandi quantità di prodotti fitosanitari (PF) a basso costo, che vengono poi vendute in Europa e anche in Svizzera. Tali pesticidi non sono sempre conformi alle prescrizioni in materia di componenti e residui vigenti nel nostro Paese.</p><p>Stando alle sue indicazioni, lo scorso anno la ditta Sharda Swiss Sàrl di Zurigo avrebbe importato l'insetticida Primicarb dalla sua società madre di Mumbai. In realtà gli imballaggi contenevano Fipronil, un prodotto più tossico e vietato in Svizzera. Nel giro qualche giorno, in una sola regione sono morte circa 600 000 api mellifere nonché un numero indefinito di impollinatori selvatici e altri insetti prima che il prodotto venisse richiamato. Sharda Suisse è una società di comodo affidata a un prestanome, che ricopre anche il ruolo di consigliere d'amministrazione, direttore e amministratore di altre 20 aziende svizzere, in molti casi di proprietà estera, che si occupano di svariate attività, come gestione di un salone di parrucchiere, vendita di supporti audio, gastronomia, informatica, edilizia o investimenti finanziari.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. A quanto ammontano in termini assoluti e in percentuale i PF venduti in Svizzera ogni anno, importati dall'estero?</p><p>2. A quanto ammontano in termini assoluti e in percentuale i PF venduti in Svizzera ogni anno, acquistati via Internet direttamente all'estero?</p><p>3. In virtù di quali basi legali e in che modo le autorità competenti (ad es. UFAG, UFAM, SECO, Direzione generale delle dogane) garantiscono che le partite di PF importate siano conformi alle esigenze legali, in particolare ai requisiti di omologazione?</p><p>4. Negli ultimi cinque anni, con che frequenza i servizi competenti hanno condotto analisi chimiche su tali partite, in particolare per rilevare eventuali impurezze?</p><p>5. Negli ultimi cinque anni, con che frequenza sono stati contestati PF d'importazione?</p><p>6. Chi si assume i costi per tali controlli?</p><p>7. È lecito che simili ditte importatrici siano "dirette" da prestanome?</p><p>8. Tra le oltre 150 ditte importatrici di PF ci sono delle "pecore nere"? In caso affermativo, come si possono fermare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione non dispone delle informazioni necessarie per rispondere in maniera esaustiva a questa domanda. Tuttavia, dai dati concernenti i fabbricanti dei prodotti autorizzati in Svizzera emerge che nella maggior parte dei casi il luogo di produzione si trova all'estero.</p><p>2. Anche in questo caso la Confederazione non dispone delle informazioni necessarie per rispondere alla domanda.</p><p>3. Il controllo del mercato e dell'uso conforme alle prescrizioni dei prodotti fitosanitari spetta ai Cantoni (art. 80 dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari, OPF; RS 916.161). L'UFAG assume tali compiti solo in via sussidiaria. Gli uffici doganali controllano, su richiesta del servizio d'omologazione, se i prodotti fitosanitari sono conformi alle disposizioni d'importazione dell'OPF (art. 78).</p><p>4. L'UFAG, in collaborazione con i Cantoni, effettua ogni anno delle campagne nazionali di controllo. Tra il 2014 e il 2019, sono stati controllati 149 prodotti fitosanitari e le impurezze rilevate sono state analizzate in laboratorio. I Cantoni eseguono dei controlli supplementari al di fuori delle campagne nazionali.</p><p>5. I Cantoni sono responsabili delle contestazioni. L'UFAG non è in possesso di dati riguardanti le attività cantonali in materia di esecuzione.</p><p>6. Le analisi svolte nel quadro delle campagne nazionali di controllo sono effettuate da Agroscope e prese a carico dall'UFAG. I Cantoni possono riscuotere degli emolumenti in caso di contestazione.</p><p>7. Per presentare una domanda di autorizzazione è necessario avere una sede in Svizzera. Il rispetto di questa condizione è verificato controllando l'iscrizione nel registro di commercio. Il titolare di un'autorizzazione è tenuto a rispettare gli obblighi di cui all'articolo 44 OPF, segnatamente a comunicare le eventuali modifiche alla composizione di un prodotto e a notificare le nuove informazioni relative agli effetti potenzialmente nocivi del prodotto fitosanitario.</p><p>8. Dai controlli effettuati in collaborazione con i Cantoni non emergono particolari problemi con nessuna azienda attiva sul mercato. Grazie alla collaborazione con le autorità estere nel quadro delle campagne di sorveglianza organizzate da Europol, l'UFAG dispone anche di informazioni che gli consentono di adeguare i controlli nei casi sospetti.</p>  Risposta del Consiglio federale.