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BELLINZONA - Giovedì 4 ottobre, in seduta straordinaria, il Gran Consiglio deciderà se impugnare o meno il decreto di non luogo a procedere firmato dal procuratore generale Andrea Pagani per la vicenda dei rimborsi spesa concessi ai membri del Consiglio di Stato.
Il decreto, infatti, concede dieci giorni di tempo per contestarlo e la prossima seduta ordinaria è prevista il 15 ottobre, oltre il limite disponibile per un’eventuale contestazione.
Nel pomeriggio la presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli aveva scritto ai deputati per chiedere loro «se ritenessero che si potesse prescindere dal convocare il Gran Consiglio in seduta straordinaria», considerato che negli scorsi mesi il Parlamento aveva deciso di non impugnare due decreti di abbandono dell’ex procuratore John Noseda sulla questione dei rimborsi e dei diritti di carica dei Consiglieri di Stato.
Una mail che non era piaciuta al deputato MPS Matteo Pronzini, che le aveva “consigliato” di chiedere al suo predecessore Walter Gianora di spiegarle come gestire le situazioni in caso di «difficoltà nel decidere cosa fare». Alla presidente Pronzini “ricordava” inoltre «che l’articolo 113 della Legge sul Gran Consiglio ed i rapporti con il Consiglio di Stato è chiaro su chi abbia la competenza, rispettivamente l’obbligo, di convocare una seduta del Gran Consiglio» (al presidente del Gran Consiglio, ndr.).