Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01031.jsonl.gz/755

BERNA - L'equivalenza della Borsa svizzera è stata prolungata di sei mesi. La proposta della Commissione Ue è stata approvata oggi dagli Stati membri dell'unione, come indica una nota odierna di quest'ultimi.
Con questa concessione, la Confederazione avrà il tempo per decidere come intende procedere in merito all'accordo istituzionale negoziato con Bruxelles. La settimana scorsa, il Consiglio federale ha inviato in consultazione fino a marzo questo documento, poiché include alcuni temi delicati, come la protezione dei salari, tema sul quale l'Ue vorrebbe delle concessioni da Berna. Per questo motivo, il Consiglio federale non ha né parafato né firmato l'intesa.
Come noto, la Commissione Ue ha legato il riconoscimento "sine die" della Borsa svizzera a progressi nell'accordo istituzionale. Alla luce della recente decisione del Consiglio federale, ha quindi optato per una proroga di sei mesi.
Il DFF dà luce verde al riconoscimento - Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) prende atto della decisione, ricordando che l'ordinanza federale del Consiglio federale dello scorso 30 novembre ha creato le condizioni affinché le sedi di negoziazione dell'Ue possano ottenere il nuovo riconoscimento della FINMA.
In una nota odierna, il DFF sottolinea che dal primo gennaio vi è un obbligo di riconoscimento per le sedi di negoziazione estere che «ammettono al commercio le azioni di società svizzere».
Alla luce della decisione della Commissione Ue, il DFF grazie a un adeguamento nell'elenco delle Giurisdizioni permette alle sedi di negoziazione nell'UE di adempiere i requisiti per il nuovo riconoscimento della Svizzera.
Il Consiglio federale ribadisce tuttavia che la Svizzera adempie i requisiti per un rinnovo illimitato nel tempo dell'equivalenzaborsistica, che «rimane la soluzione migliore per tutti gli attori coinvolti, in Svizzera e all'estero», si legge nel comunicato.