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Tassa sul CO2
Dal 2008 la Confederazione applica una tassa sul CO2 sui combustibili fossili quali l’olio da riscaldamento e il gas naturale. Trattandosi di una tassa d’incentivazione, chi produce quantità superiori alla media di CO2 paga di più, gli altri di meno. È dunque economicamente conveniente consumare meno olio da riscaldamento oppure riscaldare con una pompa di calore, con l’energia da legno o con l’energia solare. Già oggi quattro economie domestiche su dieci riscaldano senza olio da riscaldamento o gas e sono pertanto esonerate dalla tassa sul CO2 .
Oggi il Consiglio federale può aumentare la tassa al massimo a 120 franchi per tonnellata di CO2 (ca. 30 centesimi per litro di olio da riscaldamento, ca. 2,4 centesimi per kWh di gas naturale). Con la revisione della legge la tassa può essere aumentata a 210 franchi per tonnellata di CO2 (ca. 50 centesimi per litro di olio da riscaldamento, ca. 4,2 centesimi per kWh di gas naturale), ma soltanto in mancanza di un’adeguata riduzione delle emissioni di CO2. I due terzi dei proventi sono ridistribuiti alla popolazione e all’economia, mentre il resto confluisce nel Fondo per il clima.
Tassa sui biglietti aerei
La revisione della legge sul CO2 prevede l’applicazione di una tassa sui biglietti aerei. Tale tassa produce un effetto d’incentivazione, incoraggiando a scegliere modalità di trasporto alternative rispetto all’aereo. La tassa per passeggero ammonta a 30 franchi per i voli a corto raggio, mentre chi prende voli a medio o lungo raggio deve pagare di più. Il limite massimo sono 120 franchi. La Confederazione riscuote la tassa dalle compagnie aeree. Oltre la metà dei proventi è ridistribuita alla popolazione e all’economia, mentre il resto confluisce nel Fondo per il clima.
Tassa sui voli privati e commerciali
Una tassa d’incentivazione è ora prevista anche per i voli privati e commerciali. A seconda della distanza da percorrere e del peso del velivolo, ogni volo è gravato da una tassa compresa tra 500 e 3000 franchi. La metà del gettito è equamente ridistribuita alla popolazione, mentre il resto confluisce nel Fondo per il clima.
Esenzione dalla tassa sul CO2
Tutte le imprese svizzere potranno ora farsi esentare dalla tassa sul CO2, una possibilità che fino ad oggi è stata riservata solo alle aziende di settori specifici, per esempio dell’industria metalmeccanica. In futuro, per esempio, potranno usufruire dell’esenzione anche le panetterie, gli hotel e le officine, a condizione che investano in provvedimenti per il clima nella loro azienda. Tali provvedimenti riducono le emissioni e abbassano i costi per le imprese, per esempio grazie a un minore consumo energetico.
Le aziende con emissioni molto elevate di CO2 continueranno a essere esentate dalla tassa sul CO2 in quanto partecipano al sistema di scambio di quote di emissioni con l’UE. Ciò consentirà alle imprese svizzere di rimanere competitive.
Fondo per il clima
Il Fondo per il clima riunisce il collaudato Programma Edifici di Confederazione e Cantoni e il fondo per le tecnologie esistente.
Investimenti rispettosi del clima
Il Fondo per il clima promuove gli investimenti rispettosi del clima, come per esempio i punti di ricarica per le auto elettriche, l’acquisto di autobus elettrici o il finanziamento di reti di teleriscaldamento. Per quanto riguarda gli edifici, il fondo sostiene il risanamento e l’installazione di sistemi di riscaldamento esenti da CO2.
Aziende innovative
Con il Fondo per il clima, le ditte svizzere ricevono un sostegno per accelerare l’immissione di tecnologie clima-compatibili sul mercato. In quanto piazza lavorativa e di ricerca, la Svizzera dispone degli strumenti per accrescere la propria capacità innovativa e per conquistare i mercati del futuro.
Regioni particolarmente colpite
Le regioni montane particolarmente colpite dai cambiamenti climatici, così come le città e i Comuni sono sostenuti nell’adozione di provvedimenti per la protezione contro i pericoli derivanti dai cambiamenti climatici.
Obbligo di compensazione degli importatori di carburanti
Gli importatori di benzina e diesel sono tenuti a compensare in misura rafforzata una parte delle emissioni di CO2 prodotte da tali carburanti con provvedimenti per il clima.
A partire dal 2025, almeno il 20 per cento delle emissioni di CO2 dovrà essere compensato con progetti per la protezione del clima in Svizzera, come per esempio impianti di produzione di biogas nelle aziende agricole, camion alimentati a idrogeno o carburanti rinnovabili. Ciò dà luogo a investimenti di diversi miliardi di franchi.
Affinché gli importatori di carburanti non riversino in misura eccessiva i costi dei loro progetti di compensazione sugli automobilisti, la legge continua a prevedere un limite massimo. Tale massimale sarà aumentato dagli attuali 5 centesimi per litro di benzina o diesel a 12 centesimi al litro.
Attualmente il supplemento di compensazione si aggira attorno a 1,5 centesimi per litro di carburante ed è dunque nettamente inferiore al limite massimo consentito dalla legge di 5 centesimi.
Veicoli efficienti
I trasporti, soprattutto automobili, autofurgoni e camion, causano oggi circa un terzo delle emissioni di CO2 della Svizzera.
Gli importatori di auto devono pertanto immettere sul mercato auto sempre più efficienti, con una conseguente riduzione del consumo di benzina e diesel e quindi delle emissioni di CO2. Ciò assicura un risparmio agli automobilisti in quanto le spese per il carburante diminuiscono.
Oggi per le automobili nuove è previsto un valore obiettivo per il CO2 pari a 95 grammi per chilometro e per gli autofurgoni un valore obiettivo di 147 grammi. Dal 2025 questi valori obiettivo saranno ridotti del 15 per cento e dal 2030 del 37,5 per cento per le automobili nuove e del 31 per cento per gli autofurgoni nuovi.
Dal 2025 saranno applicati anche valori obiettivo per i nuovi camion, le cui emissioni dovranno essere ridotte del 15 per cento entro tale scadenza e del 30 per cento entro il 2030.
Prescrizioni riguardanti gli immobili
Le costruzioni nuove non potranno in linea di principio più produrre emissioni di CO2 da combustibili fossili. Ciò corrisponde allo standard ormai abituale. Già oggi, nelle nuove costruzioni sono installati pressoché esclusivamente sistemi a base di energie rinnovabili.
Gli immobili esistenti possono continuare a emettere CO2. Cambierà qualcosa soltanto in caso di sostituzione di un generatore di calore, nel qual caso si applicherà un valore soglia per le emissioni di CO2. Questo ammonta al massimo a 20 chilogrammi di CO2 per metro quadro di superficie abitativa all’anno e sarà ridotto ogni cinque anni di cinque chilogrammi.
Se per rispettare tale valore soglia è necessario installare, ad esempio, una pompa di calore, i proprietari di immobili possono chiedere un contributo al Fondo per il clima.