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Un richiedente l'asilo afghano non potrà essere rimpatriato perchè convertito al Cristianesimo. È quanto deciso dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), che ha così sconfessato le autorità elvetiche che avevano respinto la richiesta e ordinato il rimpatrio. La CEDU ha stabilito, in una sentenza pubblicata martedì, che l'afghano non può per ora far ritorno al suo paese perchè sarebbe esposto al rischio di persecuzione. I giudici di Strasburgo hanno quindi, all'unanimità, accolto il ricorso inoltrato dal richiedente.
L'uomo, oggi 23enne, risiede in Ticino ed era arrivato in Svizzera nel 2014, presentando una domanda di asilo. Il giovane sostiene di aver lasciato l'Afghanistan per ragioni di sicurezza dopo essersi convertito, motivo ritenuto non plausibile dalla Segreteria di Stato della migrazione e per il Tribunale amministrativo federale, anche se hanno ritenuto "autentico" il cambiamento di fede.
Per le autorità svizzere forse il 23enne non potrebbe stabilirsi nella sua provincia d'origine, dove il fondamentalismo islamico è un dato di fatto, ma non avrebbe problemi trasferendosi a Kabul, dove vivono zii e cugini. Da notare che l'uomo ha ricevuto il battesimo in Svizzera.
Per la CEDU invece la Svizzera non avrebbe eseguito un esame rigoroso e approfondito e avrebbe implicitamente invitato l'interessato a vivere nella menzogna, consigliandogli di non dichiarare le sue nuove convinzioni.