Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01252.jsonl.gz/505

Nei quattro comuni ginevrini aperti all'e-voting, un elettore su cinque ha votato per internet. Un risultato incoraggiante in vista di una futura introduzione del voto elettronico in tutta la Svizzera.
Il voto elettronico per le consultazioni federali del 26 settembre - una prima assoluta a livello Svizzero - nei quattro comuni ginevrini di Anières, Carouge, Cologny e Meyrin è stato un successo.
Lo ha affermato la Cancelliera della Confederazione Anne Huber-Hotz, secondo la quale questo sistema di voto rappresenta un'opportunità per la democrazia diretta.
La Huber-Hotz ha lodato la trasparenza dell'intera procedura, e ha auspicato che su questo sistema si apra un dibattito a livello nazionale in vista di una sua generalizzazione.
Per quanto riguarda i numeri, nei comuni «cavia» un elettore su cinque - ossia il 21,8 per cento delle persone iscritte nei cataloghi elettorali - ha scelto internet per esprimere il proprio parere sui quattro oggetti in consultazione. Il 5,7 per cento si è recato alle urne personalmente. Il rimanente 72,5 per cento ha votato per posta.
E-voting in aumento
Rispetto alla votazione precedente, vi è stato un aumento delle persone che hanno optato per internet, ha affermato Robert Hensler, cancelliere del canton Ginevra.
Seppur soddisfatto per il risultato di ieri, Hensler invita alla prudenza: è troppo presto per dire se ci troviamo di fronte a una tendenza ascendente.
Ad ogni modo, ciò che ha colpito nel voto elettronico è che esso è stato espresso all'ultimo momento. Circa la metà dei pareri è giunta solo la settimana prima della consultazione, contrariamente a quanto succede con il voto per posta, che normalmente è espresso con maggior anticipo.
Per quanto riguarda l'e-voting, la Confederazione intende procedere ancora a dei test.
Dal 2005 due altri cantoni - Neuchâtel e Zurigo - si aggiungeranno a quello di Ginevra. Solo in un secondo tempo i risultati di queste esperienze verranno sottoposti al parlamento.
swissinfo e agenzie