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Il calo di quelli necessari all'impollinazione metterebbe a rischio l'intera catena alimentare
LONDRA - I cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la sopravvivenza. Non esultate immaginando un mondo libero da mosche e zanzare: il fenomeno può avere gravi ripercussioni anche su quelli necessari all'impollinazione, e ciò metterebbe a rischio l'intera catena alimentare.
L'allarme viene lanciato in uno studio pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Nature. La situazione peggiore è quella che vede la combinazione di cambiamento climatico e agricoltura intensiva: in aree dove è riscontrabile il riscaldamento dell'atmosfera e dove si pratica la monocultura e si ricorre ai pesticidi, la percentuale degli insetti è inferiore di quasi il 50% rispetto a dove c'è molta più varietà. In questi ambiti sono state individuate molte meno specie, con una riduzione di oltre il 25%.
La ricerca ha raccolto i dati pubblicati in 264 studi precedenti e includono quasi 18mila specie. «Ci sono stati molti studi sui cambiamenti climatici e sugli insetti. Questo è forse il più grande e quantitativo» ha spiegato David Wagner, entomologo dell'Università del Connecticut interpellato da Nbc News. L'analisi «è di portata globale e avevamo davvero bisogno di dati dall'emisfero australe e dalle regioni tropicali. Questa è la culla dell'albero della vita: l'80% di tutti gli animali e le piante si trova ai Tropici». In un precedente studio Wagner aveva spiegato che la Terra perde ogni anno tra l'1 e il 2% della popolazione degli insetti.
Tornando al punto chiave della ricerca, uno degli auto principali - Charlie Outhwaite, ricercatore post-dottorato presso l'University College di Londra - afferma: «L'entità di questi cambiamenti è piuttosto elevata. Su scala globale, dobbiamo considerare la biodiversità e gli insetti, in particolare, nelle nostre catene alimentari globali».