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Per l'ottavo anno consecutivo la Svizzera occupa il primo posto nella classifica globale della competitività economica stilata dal Forum economico mondiale (WEF). Un primato che potrebbe però cadere se il paese alpino introdurrà dei severi contingenti all’immigrazione, avverte il rapporto.
«La Svizzera presenta il punteggio più alto dal 2007», indica mercoledì il Forum economico mondiale in un comunicato. Nel rapporto del WEF sulla competitività globale 2016/2017external link, che ha considerato la produttività di 138 nazioni, la Svizzera ha ottenuto uno score complessivo di 5,8 su 7.
La sua economia trae profitto dalla trasparenza delle proprie istituzioni, dall'efficacia del suo mercato del lavoro e dalle buone infrastrutture, senza dimenticare il sistema formativo e la capacità di innovazione, rilevano i ricercatori del WEF.
Ci sono però anche delle debolezze, quali la persistente deflazione, una mancata concorrenza su certi mercati, una difficoltà nella creazione di aziende e la poca partecipazione delle donne sul mercato del lavoro.
Freno all’immigrazione, un pericolo per la competitività
«La Svizzera possiede probabilmente uno dei terreni più fertili per l’innovazione», indica il rapporto, aggiungendo che le aziende elvetiche hanno «una capacità senza pari di attirare i migliori talenti».
Una caratteristica che potrebbe però venire meno in futuro, avverte il WEF. L’anno prossimo, i legislatori elvetici dovranno decidere come implementare l’iniziativa popolare accettata nel 2014 che chiede di porre un freno all’immigrazioneexternal link. Il dibattito politico ha già avuto conseguenze negative sulle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea e se non sarà affrontato correttamente potrà danneggiare la sua competitività», mette in guardia il rapporto.
«Se la Svizzera dovesse adottare severi contingenti, questo potrebbe rivelarsi molto negativo per la sua competitività», afferma a swissinfo.ch Thierry Geiger, tra gli autori del rapporto.
Michael Hengartner, rettore dell’Università di Zurigo e presidente dell’associazione ombrello swissuniversities, osserva dal canto suo che la questione dell’immigrazione sta compromettendo anche la ricerca scientifica svizzera. Dalla votazione del 2014, il numero di ricercatori elvetici coinvolti nel programma europeo Horizon 2020external link si è dimezzato, ha detto al domenicale Schweiz am Sonntag. «I buoni ricercatori non vengono in Svizzera siccome non hanno sufficienti garanzie per il finanziamento dei loro progetti e non sanno cosa succederà in futuro», ha aggiunto.
Italia scende al 44° posto
Paesi Bassi e Germania si piazzano in 4° e 5° posizione, dietro a Singapore e Stati Uniti. Al sesto e al settimo rango ci sono Svezia e Regno Unito, che compiono un balzo in avanti di tre posizioni. «Ma i dati presi in considerazione per Londra sono precedenti alla votazione sulla Brexit», sottolinea il WEF. Nella topo ten ci sono poi Giappone, Hong Kong e Finlandia.
Per quanto concerne il Vecchio Continente, persiste la divisione Nord-Sud. Se la Germania si piazza al quinto posto, la Spagna è al 32° e l'Italia - in discesa di un gradino - al 44°. Fa meglio la Francia che sale in 21° posizione.
La Cina, 28esima, guida la classifica delle economie emergenti dei Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). «Nei paesi emergenti l'accesso alla tecnologia e all'innovazione diventano fattori importanti per lo sviluppo dell'infrastruttura, dell'educazione e della salute», ritiene il WEF.
Nel mondo arabo gli Emirati Arabi Uniti si classificano al 16° rango, il Qatar al 18° e l'Arabia Saudita al 29°. In America Latina il Cile occupa la 33° posizione e Panama la 42°.
Traduzione e adattamento dall'inglese di Luigi Jorio