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Il secondo duello tra Gennady Golovkin e Saul Alvarez, in programma sabato alla T-Mobile Arena di Las Vegas, si accende ancor prima di salire sul ring. Il kazako, nel cui palmarès figurano 38 vittorie (di cui 34 prima del limite) e un incontro annullato, non è ancora riuscito a digerire il match che si sarebbe dovuto tenere già nel maggio scorso, e che invece non ebbe luogo a causa della squalifica in cui incappò il messicano, dopo che nel suo corpo vennero ritrovate tracce di sostanze dopanti. Alvarez si difese dicendo di aver consumato carne contaminata, tesi che però a Golovkin ancor oggi non va giù. «Io non credo a queste storie della carne: gli esperti hanno determinato che si trattava di doping, altro che cibo contaminato».
E il trentaseienne kazako non si ferma lì: dice di aver avuto anche accesso ad alcune foto, da cui sul corpo di Alvarez si evincono alcuni segni di puntura, riconducibili – a suo dire – all'iniezione di sostanze proibite. La sfida, stavolta è proprio il caso di dirlo, è lanciata.