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Come e quando si formano gli uragani?
Partendo dalla dimensione temporale, si può dire in generale che la tarda estate è il momento dove c’è la maggior frequenza di uragani, proprio perché la temperatura superficiale degli oceani è maggiore, anche se ogni regione ha il suo specifico andamento. In media ogni anno si formano 50 cicloni tropicali sul mondo e la zona più colpita è il Pacifico nord occidentale, dove se ne formano mediamente 16. Quelli che interessano maggiormente l’Europa (anche se notevolmente indeboliti), per vicinanza, si formano nell’Atlantico centrale (6 in media) e si sviluppano da giugno a novembre, con un picco tra la fine di agosto e per tutto il mese di settembre. Particolare invece è la zona del Pacifico nord-occidentale, dove i cicloni tropicali si formano e sono possibili tutto l'anno, con un minimo a febbraio e un picco anch'esso all'inizio di settembre. In linea di massima si possono formare su tutta la fascia tropicale e subtropicale, tranne dove c’è la terraferma che annulla la prima pre-condizione di un’ampia distesa d’acqua sopra i 27 gradi.
Più complesso è invece spiegare la loro formazione: “Diciamo che è tuttora oggetto di ricerca scientifica, perché non tutto è stato scoperto. Ad ogni modo gli elementi che concorrono alla formazione si possono riassumere in cinque punti. Il primo, già citato, è che dobbiamo avere temperature superficiali dell'acqua molto elevate, 27 gradi su una profondità di almeno 50 metri, associabile quindi come immagine a quella di un’estesa vasca da bagno riempita di acqua calda. In concomitanza ci devono essere delle condizioni atmosferiche al di sopra di queste acque che permettano la formazione di temporali. In queste zone tropicali e subtropicali vuol dire, oltre all’acqua calda, una diminuzione importante della temperatura salendo di quota, che dà origine a un’atmosfera instabile, come si dice in gergo. Dopodiché dobbiamo pure avere una perturbazione meteorologica preesistente, un piccolo disturbo che va a innescare le cellule temporalesche andando a creare un gruppo di temporali. Gli uragani non partono infatti da una singola cellula temporalesca, ma da diversi temporali, anche decine, che si stimolano l'un l'altro sopra una data regione. Il quarto elemento è rappresentato dalla rotazione terrestre e l’effetto Coriolis. Per averlo dobbiamo trovarci nelle zone tropicali, ma non su sull'equatore dove la forza di Coriolis è pressoché trascurabile. Bisogna pertanto essere almeno a dieci gradi Nord o Sud, in quanto questa forza deve riuscire a far iniziare una rotazione al gruppo di temporali. In ultima battuta è necessaria anche un’assenza di forti venti durante la formazione dei gruppi di temporali, che andrebbero a disturbare la dinamica rotatoria impedendo la formazione del ciclone.