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BERNA - Il Consiglio nazionale, 81 voti contro 63 e 47 astenuti (UDC), ha accolto, come gli Stati poco prima, la proposta della conferenza di conciliazione di non sottoporre a referendum facoltativo l'accordo d'assistenza amministrativa con gli Stati Uniti relativa a UBS.
La conferenza di conciliazione ha preso stamattina questa decisione con 14 voti contro 11 e 1 astenuto. In questo modo, l'accordo può entrare in vigore, senza essere sottoposto domani alle votazioni finali.
Le reazioniGli ambienti economici elvetici hanno reagito con soddisfazione e sollievo all'intesa raggiunta stamane, al termine di un iter piuttosto tortuoso. Alcune voci critiche non mancano di notare che l'accordo non risolve la situazione.
UBS ha immediatamente espresso soddisfazione per l'intesa: "il voto odierno è una tappa importante nella ricerca di una soluzione a livello governativo", scrive la banca in una nota. Il Ceo Oswald Grübel ringrazia in particolare il Consiglio federale e i parlamentari che si sono impegnati per portare avanti il dossier.
Favorevole la reazione della Banca Nazionale (BNS): "la decisione del Parlamento è molto positiva", stabilizza la situazione finanziaria e aiuta il settore bancario elvetico nonché l'intero settore economico, ha indicato il vicedirettore Thomas Jordan.
SDA-ATS