Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/158955

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 3 capoverso 1 della legge sull'organizzazione della posta (LOP) sancisce che lo scopo della Posta è di fornire tre tipi di servizi: il trasporto di invii postali e collettame, servizi finanziari e certi servizi nel trasporto regionale di viaggiatori. In realtà la Posta non si limita a fornire queste tre categorie di servizi menzionate nella legge ma, sia negli uffici postali che sul sito Internet www.postshop.ch, propone anche numerosi altri prodotti come elettrodomestici, articoli di sport, cellulari, orologi, gioielli, ecc.</p><p>La prima frase che appare in grassetto sulla pagina iniziale del sito www.postshop.ch è: "Consegna senza spese di porto nelle 48 ore." Nel catalogo del mese di agosto 2015 che presenta alcuni prodotti proposti da Postshop, la Posta elenca i "vantaggi" che offre ai suoi clienti. Uno di questi "vantaggi" consiste nella consegna senza spese di porto. Al fine di garantire maggior chiarezza, la Posta precisa: "Sia che li ordiniate presso l'ufficio postale o su postshop.ch, consegniamo i vostri prodotti senza spese di porto all'indirizzo desiderato in tutta la Svizzera e in Liechtenstein."</p><p>Da quanto esposto risulta che la Posta approfitta di una delle sue missioni legali, ossia il collettame, per offrire ai consumatori prodotti a un prezzo che non tiene conto dei costi di trasporto. Si tratta di una forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese del settore privato, in quanto queste non possono beneficiare della gratuità del trasporto per i prodotti che offrono sul mercato. La Posta è evidentemente consapevole del vantaggio competitivo che le offre la situazione in quanto non esita a sfruttarla a fini di marketing.</p><p>1. Qual è l'importo che la Posta incasserebbe ogni anno se la consegna dei prodotti acquistati presso Postshop venisse fatturata ai clienti in base alle tariffe ordinarie?</p><p>2. Il Consiglio federale considera accettabile che la Posta approfitti di una delle sue missioni legali per offrire ai consumatori prodotti a un prezzo che non tiene conto dei costi di trasporto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Posta svizzera offre in tutta la Svizzera e nel Principato del Liechtenstein l'invio gratuito delle ordinazioni a partire da un valore di 15 franchi, se la merce è stata ordinata on line su <a href="http://www.postshop.ch">www.postshop.ch</a> o se l'articolo desiderato non è disponibile presso l'ufficio postale. La spedizione gratuita a partire da un valore minimo di ordinazione è una prassi molto diffusa nel commercio on line; si tratta infatti di un argomento di vendita comune che promuove le vendite e mira soprattutto all'acquisizione di nuovi clienti. Alcuni settori offrono inoltre al cliente il rinvio gratuito della merce che non desiderano acquistare. Nel 2007, la Posta ha introdotto la consegna senza spese di porto in risposta alle mutate condizioni del mercato.</p><p>Il commercio on line della Posta compete al settore Rete postale e vendite. Quest'ultimo paga interamente le spese di spedizione a prezzi di mercato; infatti, agli occhi della Postmail e della Postlogistics rappresenta un cliente che, come tutti gli altri commercianti on line, acquista le prestazioni di trasporto necessarie a prezzi di mercato. Il risarcimento avviene tramite la contabilità interna. La Posta non gode, dunque, né di un vantaggio interno né pratica concorrenza sleale.</p><p>2. Una gestione dell'impresa secondo principi imprenditoriali è indispensabile affinché la Posta sia in grado di adempiere i propri obblighi derivanti dal servizio universale, in particolare il finanziamento in modo autonomo di quest'ultimo. Nell'esercizio delle sue attività commerciali nell'ambito della vendita per corrispondenza, in materia di concorrenza la Posta soggiace alle stesse condizioni quadro degli altri concorrenti. Come già spiegato in modo esaustivo nella risposta alla domanda 1, le prestazioni di trasporto rientrano nella contabilità interna. Il prezzo dei prodotti comprende dunque anche i costi di trasporto.</p>  Risposta del Consiglio federale.