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Giustizia Processo FIFA, la difesa di Platini chiede l'assoluzione
«Questo processo ha avuto quale unico obiettivo quello di impedire che il mio cliente diventasse presidente della FIFA». Così si è espresso oggi davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona il difensore dell'ex presidente dell'UEFA Michel Platini.
Il legale ha chiesto pertanto l'assoluzione dell'ex fuoriclasse francese.
Non sussiste alcun motivo per il presunto reato di truffa, ha dichiarato l'avvocato Dominic Nellen davanti ai giudici. Il legale di Platini ha cercato di dimostrare come il sospetto iniziale, che ha innescato l'inchiesta penale, sia stato costruito ad arte.
Secondo Nellen è strano che il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), mentre esaminava l'immensa quantità di documenti a sua disposizione, si sia interessato proprio al presunto pagamento illegale di 2 milioni a Platini da parte dell'ex presidente della Federazione internazionale di calcio (FIFA) Joseph Blatter.
Colpisce inoltre il fatto che il procedimento sia stato avviato poco dopo uno degli incontri non messi a verbale nel luglio 2015 tra l'MPC e l'attuale presidente della FIFA Gianni Infantino. E in un primo tempo l'inchiesta era diretta soltanto contro il coimputato di Platini, ovvero l'ex presidente della FIFA Blatter.
Nome citato pubblicamente
Sebbene in un primo tempo Platini non sia stato messo sotto accusa, l'MPC ha menzionato il suo nome a diverse riprese, ha aggiunto Nellen. La procura federale ha così creato un nuovo statuto «di persona che poteva fornire informazioni accusata pubblicamente» nel procedimento penale.
Per quanto riguarda la base legale del pagamento di 2 milioni, le spiegazioni di Nellen assomigliano molto a quelle del difensore di Blatter. Quest'ultimo e Platini si erano messi d'accordo nel 1998 che l'ex numero dieci della Juve e della nazionale francese sarebbe diventato consulente di Blatter.
Platini aveva chiesto un milione di franchi per questa attività di consulenza. Nel contratto, redatto soltanto a fine agosto 1999, viene però fissata una rimunerazione di 300'000 franchi annui. Ciò viene giustificato con la situazione precaria della FIFA all'epoca.
Il contratto scritto non avrebbe tuttavia cambiato il fatto che Platini doveva ricevere il suo onorario di un milione di franchi, semplicemente più tardi. Nel 2010, l'ex presidente dell'UEFA ha ricordato all'allora capo delle finanze della FIFA Markus Kattner la sua retribuzione arretrata per la sua attività quale consulente dal 1998 al 2002.
Indennità elevate
Fattore scatenante di questa richiesta sono state le indennità di buonuscita elevate versate all'epoca a due membri della FIFA che erano stati licenziati, ha dichiarato Nellen. Michel Platini ha presentato una fattura alla federazione internazionale di calcio e ne è poi seguita la procedura abituale in seno alla FIFA dopo la firma di Blatter. Diverse persone sono state coinvolte in tale procedura.
Non sussistono indizi di truffa o falsità in documenti, ha sottolineato l'avvocato difensore. Stando alla sua arringa, l'ex fuoriclasse francese ha rinunciato a una riparazione morale. «La sua riparazione morale sarà l'assoluzione», ha precisato.
Nessuna base legale
Venerdì scorso l'avvocato di «Sepp» Blatter ha pure chiesto l'assoluzione del suo cliente. Il legale Lorenz Erni ha inoltre giustificato la legittimità del pagamento tramite un accordo concluso verbalmente tra Blatter e Platini.
L'MPC accusa i due uomini di truffa e falsità in documenti, ritenendo che il pagamento di 2 milioni non si fondava su alcuna base legale e che la FIFA ha subito un danno.
La procura federale ha chiesto pene detentive con la condizionale di un anno e otto mesi ciascuna. Platini dovrebbe inoltre pagare un indennizzo di circa 2,2 milioni di franchi.
La sentenza è attesa per l'8 luglio.
(Caso SK.2021.48)
mp, ats