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Come trasferire il traffico pesante su rotaia? L'Iniziativa delle Alpi rilancia l'idea della borsa dei transiti alpini: un contingentamento "di mercato".
La crescita è continuata
Alf Arnold-Rosenkranz, segretario dirigente dell'associazione, ha aperto il bilancio annuale dell'Iniziativa delle Alpi evocando un 2001 "davvero movimentato". Introduzione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), progressiva apertura alle 40 tonnellate, tragedia del Gottardo e conseguenti misure di dosaggio: quasi una rivoluzione.
Tuttavia, nemmeno la chiusura per diversi mesi della galleria del San Gottardo, in seguito al grave incidente di ottobre, ha fatto in modo che non si superassero i transiti riscontrati nel 2000. "I dati sono ancora parziali, ma è già certo che il traffico pesante è cresciuto: per quel che riguarda i veicoli di lunghezza superiore ai 12.5 metri l'aumento è stato del 4% su 12 mesi e ben del 10.5% da gennaio a settembre" ha precisato Alf Arnold-Rosenkranz.
Cauto ottimismo
Dall'accettazione popolare dell'iniziativa delle Alpi nel 1994, l'obiettivo della stabilizzazione del traffico pesante è parte integrante della Costituzione e delle leggi svizzere. Così come l'inversione della tendenza alla crescita: addirittura, due anni dopo l'apertura del tunnel di base del Lötschberg, il numero di veicoli in transito dovrà essere ricondotto a 650'000 l'anno. Ciò che significa dimezzarli rispetto ad oggi.
Per quel che riguarda il 2002, Alf Arnold-Rosenkranz si dice "cautamente ottimista". Le attuali misure di dosaggio al San Gottardo "sono utili" per ottenere quella stabilizzazione sfuggita nel 2001.
Ma a lungo termine ciò non basterà. Come ridimensionare i transiti a 650'000 l'anno? Innanzitutto, secondo i responsabili dell'Iniziativa delle Alpi, l'introduzione di una tassa ecologica in Germania (simile alla TTPCP svizzera) e la revisione della direttiva europea sull'euro-vignetta potranno aiutare. Tuttavia "saranno necessari ulteriori provvedimenti". Uno su tutti.
Diritti di transito all'asta
"Mettere all'asta, magari tramite internet, un numero predefinito di diritti di transito attraverso le Alpi". In breve è questa la proposta dell'Iniziativa delle Alpi, illustrata dal suo presidente e consigliere nazionale Fabio Pedrina. "Si tratta di un nuovo strumento privo di discriminazioni, non dirigistico e conforme alle leggi del mercato".
I permessi verrebbero ripartiti tra i diversi valichi alpini in funzione delle condizioni di sicurezza, dell'affidabilità dei singoli assi e del carico ambientale. La proposta è già oggetto di un postulato di forma generica al Consiglio nazionale.
In pratica, verrebbero venduti un tot numero di "pass" per attraversare le Alpi. La loro quantità potrebbe venir ridotta progressivamente, ad esempio a scadenze annuali, contribuendo così a rispettare le disposizioni della politica svizzera dei trasporti. "Il prezzo massimo di un permesso di transito potrebbe essere paragonabile al costo di quello ferroviario" sottolinea il consigliere nazionale ticinese.
Costanza e coerenza
I responsabili dell'Iniziativa delle Alpi hanno quindi chiamato la popolazione a sostenere, così come fatto in occasione della votazione popolare di 8 anni fa, il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia. E ciò nonostante le continue lamentele delle associazioni degli autotrasportatori.
"Per la prima volta da un ventennio a questa parte, si vede la possibilità di invertire veramente la tendenza alla crescita del traffico. Ma la strada è ancora lunga e dovrà essere percorsa con costanza e coerenza" ha dichiarato Alf Arnold-Rosenkranz.
Un discorso alla Churchill che, a breve-medio termine, dovrà passare sotto il giogo di verifiche importanti. Si pensi ad esempio all'iniziativa Avanti o al conseguente dibattito sull'eventuale raddoppio del tunnel autostradale del San Gottardo.
Marzio Pescia