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LONDRA - Nuova tegola per il governo conservatore di Theresa May in Gran Bretagna. Ha annunciato le dimissioni anche il ministro degli Esteri, Boris Johnson, in polemica - come David Davis - contro la svolta negoziale soft sulla Brexit della premier (vedi suggeriti). Lo riferisce l'agenzia Pa.
L'annuncio è arrivato a pochi minuti da un intervento di fronte alla Camera dei Comuni della stessa premier sulla Brexit ora destinato a trasformarsi in una sfida nell'arena. È stato poi confermato da Downing Street, che ha annunciato l'imminente nomina di un nuovo titolare del Foreign Office, sottolineando come May abbia "ringraziato Boris" per il lavoro svolto lasciando tuttavia intendere l'intenzione di provare ad andare ancora avanti nonostante i venti di crisi sempre più evidenti.
Theresa May difende infatti le nuove proposte negoziali per una Brexit più soft delineate dal suo governo venerdì scorso e contro le quali si sono dimessi i ministri 'brexiteers' David Davis e Boris Johnson. La premier - più volte contestata dall'aula - assicura che questa piattaforma garantirà l'uscita del Regno Unito dall'Ue, dal mercato unico e dall'unione doganale, ma pone anche le condizioni per una nuova partnership doganale con Bruxelles, per un libero commercio sui beni industriali e agricoli e confini aperti in Irlanda.