Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01063.jsonl.gz/519

La legge Covid-19, che sostituisce i decreti urgenti adottati dal Consiglio federale durante il periodo acuto della pandemia, è pronta per il voto finale.
Oggi, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati, hanno accolto la proposta di compromesso messa a punto dalla Conferenza di conciliazione circa il sostegno a lavoratori indipendenti e a quelle imprese attive in settori quali il turismo, le fiere o altre manifestazioni che più di altre hanno sofferto, o potranno soffrire, delle misure restrittive adottate dall'esecutivo per far fronte al virus. Tali aggiunte, frutto di un lungo lavoro di limatura tra i due consigli, completano il progetto governativo.
La Legge Covid-19 è necessaria, giacché le decisioni adottate dall'esecutivo in virtù del diritto d'urgenza scadono dopo sei mesi. Per garantire la continuità dell'intervento a favore di lavoratori e imprese è pertanto indispensabile dotare il Consiglio federale di una base legale solida, che dovrà entrare in vigore subito, affinché gli aiuti finanziari possano continuare almeno fino al 31 dicembre 2021. Il referendum rimane in ogni caso possibile.
Turismo e eventi
Per quanto riguarda le società attive in settori come il turismo in gravi difficoltà ("casi di rigore"), se uno o più Cantoni lo richiedono e finanziano per metà i relativi costi, la Confederazione le può sostenere finanziariamente.
Un caso di rigore è dato, stando al compromesso, quando il giro d'affari annuale è inferiore al 60% del fatturato medio pluriennale. Sono prese in considerazione la situazione patrimoniale e la dotazione di capitale complessiva.
Indipendenti
Circa gli indipendenti e le persone la cui posizione è analoga a quella di un datore di lavoro, il Consiglio federale può prevedere il versamento dell'indennità per perdita di guadagno (IPG) per coloro che devono interrompere o limitare in modo considerevole l'attività a causa di provvedimenti adottati per far fronte all'epidemia.
Per limitazione considerevole dell'attività lucrativa, s'intendono - sulla base del compromesso raggiunto - soltanto le persone che hanno subito una perdita di guadagno o salariale e la cui impresa ha registrato una diminuzione delle vendite del 55% almeno rispetto alla media degli anni 2015-2019.
Le IPG saranno versate sulla base della dichiarazione della persona interessata. Verranno tuttavia eseguiti controlli, un punto sul quale la destra ha insistito molto per evitare abusi. Tutti questi provvedimenti avranno effetto retroattivo al 17 settembre 2020, data di scadenza delle misure di sostegno decise dal governo per gli indipendenti e i dirigenti di società attive nel settore delle manifestazioni.
IPG, solo se con contratto a durata indeterminata
I lavoratori su chiamata avranno diritto alle IPG qualora dovessero ridurre l'attività a causa di decisioni governative legate al Covid-19. Tuttavia, apprendisti e lavoratori con contratti a durata determinata rimarranno a bocca asciutta, benché la sinistra abbia tentato di far cambiare idea agli altri gruppi su questo aspetto.
Per far fronte a problemi di liquidità, i datori di lavoro potranno attingere alle riserve destinate al pagamento dei contributi dei lavoratori alla previdenza professionale. Un aggiunta combattuta dalla sinistra, che teme ripercussioni negative sulle rendite quando il peggio sarà passato.
Cultura e sport
Circa le altre decisioni, al settore della cultura in difficoltà sono stati attribuiti 100 milioni, invece degli 80 milioni previsti dal Consiglio federale.
Un'intesa tra le Camere è stata trovata anche sul sostegno, mediante prestiti, alle leghe professionistiche di calcio e disco su ghiaccio. L'importo potrebbe arrivare fino ad un quarto dei costi operativi dei club per il 2018/2019. I club dovranno fornire garanzie fino al 25%. I prestiti dovranno essere rimborsati entro dieci anni. La Confederazione potrà accordare ai club relegazioni a un grado inferiore per i prestiti, e ciò per non spingere al fallimento i sodalizi sportivi.
Frontalieri
Le Camere hanno anche approvato la proposta, presentata in parlamento dal "senatore" Carlo Sommaruga (PS/GE), di obbligare il Consiglio federale ad adottare, in caso di chiusura delle frontiere, quei provvedimenti necessari per assicurare al meglio il diritto alla circolazione del lavoratori frontalieri e degli abitanti che hanno legami particolari - per esempio di parentela - nella zona di confine.
Consultare i Cantoni
Per quanto riguarda il margine di manovra del governo, quest'ultimo dovrà consultare non solo i Cantoni, come previsto nel progetto originale, ma anche i partner sociali. L'esecutivo disporrà tuttavia di maggiori competenze nel settore della sanità; potrà autorizzare più facilmente quei medicinali impiegati per lottare contro il Covid-19.
Mai, però, un vaccino sarà reso obbligatorio. Uno spauracchio agitato da molti ambienti contrari alla legge che temono una "dittatura sanitaria".