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Il lavoro di cura è costantemente intorno a noi – la madre che si prende cura dei figli, la moglie che cucina i pasti giornalieri per la sua famiglia e la figlia più matura che aiuta nelle faccende domestiche.
Queste attività, definite come “lavoro di cura”, essenziali per il mantenimento e lo sviluppo delle nostre società, vengono principalmente eseguite da donne e ragazze. Nonostante la sua importanza cruciale, questo tipo di lavoro non è riportato nelle misure statistiche nazionali e, di conseguenza, poco considerato nella progettazione e distribuzione di servizi pubblici. Il “lavoro di cura” è generalmente percepito come di valore inferiore al lavoro salariato e, spesso, non è nemmeno considerato come lavoro dalle stesse persone che lo svolgono. Le donne che vivono in povertà soffrono di questa situazione in maniera sproporzionata. Il tempo che devono dedicare al lavoro di cura limita le loro possibilità di accedere ad opportunità di formazione, lavoro e crescita personale, contribuendo ad una persistente disparità di genere e dunque ad una violazione dei loro diritti.
Il lavoro di sensibilizzazione di ActionAid
ActionAid ha strutturato e implementato una serie di programmi in risposta a questa situazione con l’obiettivo di far percepire il valore reale del “lavoro di cura” a donne, uomini e governi e per fare in modo che la rinnovata percezione si traduca in azioni, politiche locali e nazionali di supporto. All’interno del progetto di ricerca “Making Care Visible” ActionAid ha creato uno strumento di misura statistica chiamato “diario del tempo”: una sorta di diario di viaggio dove le donne possono categorizzare i compiti da loro svolti e il tempo utilizzato per ciascuno di essi. Lo strumento è stato utilizzato con l’intenzione di “far vedere” e sensibilizzare le persone coinvolte nel programma sul tempo e le energie necessarie alle donne per compiere giornalmente queste mansioni e per dimostrarne gli effetti sulla loro salute e sui loro diritti. Sono 13.500 finora le persone che hanno compilato questi diari, la cui analisi ha portato alla luce esiti sconvolgenti: in Uganda, per esempio, le donne spendono circa 450 minuti al giorno (7,5 ore) in attività di cura mentre gli uomini solamente 107.
Il programma POWER di ActionAid
I risultati e le conclusioni della ricerca precedente sono stati la base di partenza del programma POWER di ActionAid, attualmente in corso in Ghana, Rwanda, Bangladesh e Pakistan, che ha l’obiettivo di promuovere opportunità di ‘empowerment’ per le donne e per il rispetto dei loro diritti. Nell’ambito del programma, ActionAid ha organizzato 162 incontri di sensibilizzazione a cui hanno partecipato circa 162.000 persone (60% donne, 35% uomini e 5% composto da autorità locali). In queste discussioni le donne hanno potuto presentare le loro domande in favore del supporto pubblico al “lavoro di cura” direttamente alle istituzioni locali e nazionali. A sostegno di queste discussioni, ActionAid sta implementando dei progetti educativi sulla leadership, il lavoro di cura e altre problematiche rilevanti in modo tale da dare a queste donne la consapevolezza, la forza e le capacità necessarie per agire contro le ingiustizie che soffrono. I risultati raggiunti finora sono molto promettenti e si sviluppano su tre fronti:
- La nascita e lo sviluppo di nuove organizzazioni: l’82% dei gruppi ha aperto un conto bancario e iniziato a raccogliere risparmi, altri gruppi invece hanno formato delle cooperative.
- L’assunzione di ruoli di rilevanza sociale: molte partecipanti hanno assunto ruoli di guida o gestione in associazioni di mercato, consigli locali e unioni di distretto.
- L’empowerment e il cambiamento radicale di mentalità nelle donne: Dipti Rani, dal Bangladesh, presidente di uno di questi gruppi, ci ha detto: “non esito mai a parlare con altre persone, cosa che era impensabile solo quattro mesi fa”.
Grazie al cruciale lavoro di ActionAid, molte donne possono ora comprendere la loro situazione di sofferenza e sentirsi supportate, in forza e capaci di agire per migliorarla. Lo sforzo di ActionAid, in concerto con quello delle migliaia di donne coinvolte contribuisce alla lotta contro le ingiustizie sociali e la disparità di genere.