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BERNA - Parliamo di una fusione che potrebbe trasformare radicalmente il mercato della telefonia svizzera. La prossima settimana si entra in un momento cruciale per quanto riguarda l’acquisizione di UPC Switzerland da parte di Sunrise. Una transazione che è costata 6.3 miliardi di franchi. A pochi giorni dall’annuncio definitivo e ufficiale abbiamo sentito il CEO di Sunrise, Olaf Swantee.
È di fronte al più importante affare della sua carriera: l'acquisizione di UPC. La prossima settimana, l'Assemblea Generale deciderà. È nervoso?
«Certo che sono nervoso, più per Sunrise che per me personalmente. L'acquisizione è di importanza strategica per l'azienda e per la Svizzera, perchè ci offre l'opportunità di fornire rapidamente al 90 percento delle famiglie svizzere Internet superveloce a 1 Gbps».
Le ultime settimane sono state il periodo più difficile della sua vita da CEO?
«No, non esattamente. Per me è stato duro vedere molte informazioni sbagliate. Il grande azionista Freenet si oppone all'acquisizione di UPC solo perché intende migliorare le proprie finanze. Freenet non ha un vero obiettivo per il mercato svizzero delle telecomunicazioni. Noi invece abbiamo un piano, ed è quello di UPC».
Quindi negli ultimi tempi è passato di maggiore azionista in maggiore azionista per promuovere l'affare?
«Dal mese di marzo ad oggi ho incontrato oltre 200 investitori in diversi continenti. È stato un lavoro duro. Gli investitori a lungo termine comprendono il nostro piano. Gli investitori attivisti che cercano solo guadagni a breve termine speculano invece sulla decisione dell'Assemblea Generale e non sono realmente interessati a Sunrise».
Ha incontrato questa settimana di nuovo il capo dei Freenet Christoph Vilanek?
«Non ci sono state altre conversazioni. Certo, sorprende un po' il fatto che Freenet, che fa parte del nostro consiglio di amministrazione, abbia incontrato gli stessi nostri investitori. E ha parlato male dell'accordo UPC. Non ho mai visto nulla di simile in tutta la nella mia carriera».
Il prezzo d'acquisto di UPC ammonta a 6,3 miliardi di franchi ed è ritenuto troppo alto da alcuni. Ha tentato ultimamente di tirare un po' sul prezzo?
«No. Il prezzo è fisso. Abbiamo firmato i contratti. Inoltre, l'attività di UPC sta ottenendo risultati migliori del previsto e le sinergie sono più elevate. Il prezzo è quindi persino migliorato. Inoltre, i nostri rapporti mostrano che il prezzo è giusto».
Lunedì scorso è stato annunciato che Liberty Global, proprietaria di UPC, contribuirà con 500 milioni di franchi svizzeri all'aumento di capitale necessario per l'acquisto: ha dovuto chiedere soldi?
«No. Ma il nostro presidente Peter Kurer ha continuato a parlare con Mike Fries, CEO di Liberty Global. La decisione di investire in Sunrise sottolinea la convinzione di Liberty Global nei vantaggi dell'acquisizione e del nuovo corso di Sunrise».
Se l'acquisizione di UPC andrà in porto, Sunrise può andare all'attacco della posizione dominante di Swisscom?
«Lanceremo immediatamente nuove offerte TV o Internet per i nostri clienti. Inoltre, in brevissimo tempo metteremo a disposizione del 90 per cento delle famiglie svizzere connessioni a banda larga ad alta velocità da 1 Gbit/s. Attualmente paghiamo a Swisscom 120 milioni di franchi all'anno per l'utilizzo dell'infrastruttura Internet. Se tutto ciò venisse a cadere, possiamo sfidare maggiormente Swisscom in termini di prezzi».
Un fornitore in meno potrebbe anche portare a prezzi più alti, perché la concorrenza diminuisce...
«Questo non è prevedibile. Le autorità garanti della concorrenza hanno analizzato la questione per cinque mesi e hanno dato il via libera all'acquisizione senza condizioni. Dopo la fusione, rimaniamo sempre il numero due e abbiamo l'ambizione di guadagnare quote di mercato».
Sunrise prevede di far morire il nome UPC?
«La società UPC Liberty Global si chiamerà Sunrise a partire dal 1° dicembre. Per quanto tempo continueremo ad utilizzare il nome UPC per i prodotti è ancora da definire. L'obiettivo a lungo termine sarà quello di concentrarci su un marchio».
Cosa farà dopo che l'accordo verrà concluso questo mercoledì?
«Vorrei trascorrere alcuni giorni con la famiglia in montagna. L'ultimo periodo è stato molto frenetico. Ma la pausa non durerà a lungo: c'è molto da fare».
E se l'accordo fosse rinviato all'Assemblea Generale si dimetterebbe?
«Personalmente non ho dubbi: siamo ad un passo dall'acquisizione di UPC. In quanto CEO, ho un piano A e combatto per questo. Non voglio pensare a cosa significherebbe per il mio lavoro un eventuale rifiuto».