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|BAKUNIN / BAKOUNINE Michele - Michel - Michail |
Prjamuchino (oggi Kalinin, Russia) 30.5.1814 - Berna 1.7.1876.
Dopo aver militato nella Scuola d'artiglieria di Pietroburgo dal 1829 al 1835 uscendone con il grado di ufficiale di artiglieria, frequenta dal 1836 l'Università di Mosca e di Berlino sino al 1842, appassionandosi alla filosofia tedesca e in particolare a Hegel. Traduce la "Vocazione dello studente" di Fichte, pubblica la prefazione alle "Lezioni universitarie" di Hegel.
Nel 1842 è a Zurigo, dove conosce Wilhelm Weitling, Federico Pescantini e a Berna Carl Vogt, August Becker, poi a Dresda dove collabora con Ruge alla stesura degli "Annali Tedeschi" e pubblica "La reazione in Germania". Nel giugno 1844 a Parigi, dove conosce Marx e Proudhon, viene richiamato in Russia dal governo e a dicembre è privato dal suo status nobile e condannato in contumacia ai lavori forzati in Siberia. Nel 1847 al banchetto commemorativo dell'insurrezione polacca del 1830 pronuncia un violento discorso contro il governo russo e poi espulso dalla Francia. Nel 1848 incontra Marx ed Engels a Colonia e poi partecipa al Congresso Panslavista ed all'insurrezione praghese.
Partecipa alla rivoluzione a Dresda del maggio 1849, viene arrestato il 10.5.1849 in Francia, condannato a morte il 14.1.1850, pena commutata in detenzione perpetua e consegnato all'Austria, poi nel maggio 1851 consegnato alla Russia, dove rimane fino al marzo 1854 nella fortezza di Pietro e Paolo, trasferito in quella di Sclüsselbourg fino al 1857, dove contrae lo scorbuto e perde tutti i denti. Nel marzo 1857 viene deportato in Siberia, dove sposa nel 1858 Antonia Kwiatkowski di origine polacca. Nel 1861 riesce a fuggire, raggiunge il Giappone, San Francisco, New York, il 27/28 dicembre è a Londra.
Nel 1863 si rcongiunge con la moglie a Stoccolma, si reca Parigi rinnovando l'amicizia con Proudhon. Alla fine del 1863 soggiorna in Svizzera, a Ginevra, Vevey e Berna, poi si stabilisce a Firenze all'inizio del 1864, dove comincia a precisare il suo punto di vista sulla "Questione sociale": società senza stato fondata sulla federazione delle libere associazioni.
Eletto dal Congresso della Pace di Ginevra del 1867 al Comitato della Lega della pace e della libertà (scrive "Libertà, Federalismo e Antiteologismo") si installa a Vevey, poi a Clarens, infine a Ginevra nel 1868. Lo sciopero edile della primavera 1868 attira la sua attenzione sull'Associazione internazionale dei lavoratori (AIL), aderisce alla sezione di Ginevra. Al II Congresso della Lega per la pace e della libertà (settembre 1868, a Berna), Bakunin e i membri dell'organizzazione segreta fondata nel 1864 (tra cui Eliseo Reclus, Aristide Rey, Charles Keller, Victor Jaccard, Giuseppe Fanelli, Saverio Friscia, Nicolaj Zukovski), cercano di far votare decisioni schiettamente socialiste, ma si trovano in minoranza. Decidono di separarsi definitivamente e di fondare l'Alleanza internazionale della democrazia socialista dal seguente programma:
“L'Alleanza si dichiara atea; essa vuole l'abolizione definitiva e intera delle classi e l'eguaglianza politica, economica e sociale degli individui dei due sessi; vuole che la terra, gli strumenti del lavoro e ogni altro capitale, divenendo proprietà collettiva della società intera, non possano essere utilizzati che dai lavoratori e cioè dalle associazioni agricole e industriali. Riconosce che tutti gli Stati politici e autoritari attualmente esistenti, tenendo a ridursi sempre più a semplici funzioni amministrative dei servizi pubblici nei loro rispettivi paesi, dovranno sparire e confondersi nella unione universale delle libere associazioni, tanto agricole che industriali”. Nel costituirsi, essa dichiara pure di voler far parte dell'AIL, di cui accetta gli statuti.
L'Alleanza non viene accettata dall'AIL, di conseguenza si scioglie, almeno ufficialmente, mentre il suo gruppo ginevrino si trasforma in una semplice Sezione dell'Internazionale e come tale verrà poi ammessa dal Consiglio generale.
Nel febbraio 1869 le conferenze di Bakunin a Le Locle sono accolte con entusiasmo, Le Progrès, giornale redatto da James Guillaume nella stessa città, pubblica i suoi articoli, adotta e reinventa le sue tesi; i comizi locali diffondono risoluzioni dalle sonorità rivoluzionarie... Non bisogna attribuire l'evoluzione delle sezioni giurassiane alla solo influenza di Bakunin: il rivoluzionario russo ha avuto un ruolo di catalizzatore, mentre i giurassiani sono già in fase di mettere radicalmente in discussione il socialismo borghese, autoritario e il parlamentarismo. Infatti lo stesso Bakunin dichiarò di avere imparato l'anarchismo dagli operai e dagli artigiani del Giura.
Al IV Congresso generale dell'AIL, Basilea 6-12 settembre 1869 - cui Bakunin partecipa - la quasi totalità dei delegati si pronuncia per la proprietà collettiva (contro il cooperativismo) ma nel contempo si constatano due correnti distinte: i tedeschi, svizzeri tedeschi, inglesi sono per il comunismo di Stato, mentre i belgi, gli svizzeri francesi, spagnoli e quasi tutti i francesi sono comunisti antiautoritari o federalisti o anarchici e prendono il nome di “collettivisti”.Dopo il Congresso di Basilea, Bakunin per motivi finanziari lascia Ginevra per Locarno, lasciando però libero campo agli intriganti politici, che riescono a disorganizzare l'Internazionale ginevrina. Per di più riescono a provocare una scissione nella Federazione romanda, la quale nell'aprile 1870, si divide in due frazioni: l'una d'accordo con gli internazionalisti di Francia, Belgio e Spagna si pronuncia per la politica rivoluzionaria, dichiarando che “ogni partecipazione della classe operaia alla politica borghese governativa non può sortire altri risultati che il consolidamento del regime esistente”; l'altra professa l'intervento politico e le candidature operaie. Il Consiglio generale di Londra, i tedeschi e gli svizzeri tedeschi prendono partito per la seconda.
In questo periodo Bakunin si occupa particolarmente delle vicende russe, ed entra in contatto con Necaiev nella primavera del 1869. Crede alla possibilità di organizzare in Russia una vasta insurrezione di contadini. In quel tempo scrive “Alcune parole ai giovani fratelli di Russia” e l'opuscolo “La scienza e l'attuale causa rivoluzionaria”. Ma il piano organizzato da Necaiev in Russia non funziona e dopo l'arresto di quasi tutti i suoi amici e la distruzione del suo piano organizzativo, ritorna in Svizzera nel gennaio 1870 e mette in difficoltà Bakunin per la questione di soldi riguardanti la traduzione del Capitale di K. Marx. Bakunin rompe decisamente con Necaiev nel luglio 1870. Nel frattempo aveva scritto in russo l'opuscolo “Agli ufficiale dell'esercito russo” e in francese “Gli Orsi di Berna e l'Orso di Pietroburgo”, dove tra l'altro analizza la falsa democrazia della Svizzera.
Nell'agosto 1870 Bakunin e tre suoi amici vengono espulsi dalla Sezione di Ginevra, per aver manifestato simpatia per i Giurassiani.
Nel corso della guerra tra Francia e Germania, nel settembre 1870, scrive un opuscolo, senza nome d'autore, “Lettere ad un Francese sulla crisi attuale”, dove espone le sue idee sulla situazione e sui mezzi da impiegare per salvare la Francia contro l'invasione aristocratica, monarchica e militare della Germania. Il 9 settembre lascia Locarno per recarsi a Lione. Ben presto viene organizzato un Comitato di salute della Francia, di cui è il membro più attivo, per tentare un moto rivoluzionario. Il programma viene pubblicato in un manifesto il 26 settembre sottoscritto dai rappresentanti di Lione, Saint-Etienne, Tarare e Marsiglia e Bakunin, benché straniero, non esita ad unire la sua firma a quella dei suoi amici. Il manifesto dopo aver dichiarato che “La macchina amministrativa e governativa dello Stato, divenuta impotente, era abolita” e che “il popolo di Francia rientrava in possesso della sua libertà” propone la formazione, in tutti i comuni federati di Comitati di salute della Francia e l'invio a Lione di due rappresentati per ciascun Comitato di capoluogo di dipartimento “per formare la Convenzione rivoluzionaria della Francia”. I rivoluzionari il 28 settembre si impossessano del palazzo municipale di Lione. Ma il tentativo rivoluzionario fallisce e Bakunin, ricercato, riesce a rifugiarsi a Marsiglia; il 24 ottobre lascia Marsiglia e rientra a Locarno.
Qui scrive “L'Empire knuto-germanique et la Révolution sociale” (poi conosciuto come "Dio e lo Stato)" nella primavera 1871. Allo scoppio in marzo della Comune di Parigi, si reca nel Giura il 27.4.1871 tra i suoi amici, per trovarsi più vicino alla frontiera francese, ma deve ritornare a Locarno il 1. giugno senza aver potuto agire. Scrive la “Risposta di un internazionalista a Mazzini”, stampato in italiano e in francese nell'agosto 1871 in opposizione alle dichiarazioni di Mazzini che aveva unito la sua voce a quelle che maledicevano Parigi e l'Internazionale, scritto che sollevò in Italia importanti discussioni. Poi un secondo opuscolo “La teologia politica di Mazzini e l'Internazionale” e "La Comune di di Parigi e l'Idea di Stato".
A causa del rifiuto del Consiglio generale dell'AIL di ammettere la nuova Sezione di propaganda e d'azione rivoluzionaria socialista, costituita a Ginevra dai comunardi e in cui erano entrati i membri della Sezione dell'Alleanza, e della decisione del settembre 1871 della Conferenza segreta promossa dal Consiglio generale, che distruggeva l'autonomia delle sezioni e delle federazioni dell'AIL, il 12.11.1871 le Sezioni del Giura insieme alla Sezione di propaganda di Ginevra si costituiscono a Sonvilier/ BE in Federazione del Giura, rivolgendo poi a tutte le Federazioni dell'Internazionale una circolare – “Circolare a tutte le federazioni” - per invitarle ad unirsi a loro onde resistere agli usurpatori del Consiglio generale e rivendicare la propria autonomia all'interno dell'AIL. “La circolare di Sonvilier” dichiara che “È un fatto incontestabile, mille volte confermato dall'esperienza, l'effetto corruttore che produce l'autorità su coloro che ne sono in possesso. È assolutamente impossibile che un uomo che ha il potere sui suoi simili rimanga un uomo morale. Il Consiglio generale non poteva sfuggire a questa legge fatale ...”, propone che “La società futura non deve essere altro che l'universalizzazione dell'organizzazione che l'Internazionale si sarà data. Dobbiamo, dunque, aver cura di avvicinare il più possibile questa organizzazione al nostro ideale. Come potrebbe nascere una società egualitaria e libera da un'organizzazione autoritaria? L'Internazionale, embrione della futura società umana, deve essere fin da ora l'immagine fedele dei nostri principi di libertà e di federazione e deve rigettare dal suo seno ogni principio che tenta all'autorità e alla dittatura”. Bakunin accoglie con entusiasmo la circolare e la propaganda nelle sezioni italiane. La Spagna e il Belgio, le Sezioni francesi riorganizzate in clandestinità nonostante la reazione e la maggioranza delle Sezioni degli USA si pronunciano nello stesso senso che la Federazione del Giura (La Federazione italiana si costituisce solo nell'agosto 1872).
Bakunin passa l'estate e l'autunno del 1872 a Zurigo, dove dall'agosto era stata fondata, dietro sua iniziativa, una Sezione slava, composta quasi interamente da studenti e studentesse russe e serbe, che aderisce alla Federazione del Giura. Dei membri di questo gruppo il militante più attivo fu Arman Ross (pseudonimo di Michail Sazin), che Bakunin aveva conosciuto nell'estate 1870 e che rimane, fino alla primavera 1876, il principale intermediario fra lo stesso e la gioventù in Russia. Infatti, Sazin crea a Zurigo una tipografia russa che pubblica dal 1873, sotto il titolo di Istoricheskoé razvitié Internatsionala, una raccolta di articoli comparsi nei giornali socialisti belgi e svizzeri con alcune note illustrative di vari autori, fra cui un capitolo sull'Alleanza scritto da Bakunin. Nel 1873-1874 pubblica pure di Bakunin lo studio intitolato “Gosourdarstvennost i Anarchia” (Stato e Anarchia). Un terzo volume, “Anarkhia po Proudonon” uscito a Londra, dove la tipografia si trasferisce nel 1874, è di James Guillaume. Un conflitto sorto con Pietro Lavrof nel 1873 e dei dissensi personali fra alcuni membri, devono poi causare nello stesso anno la dissoluzione della Sezione slava di Zurigo.
Il Consiglio generale dell'AIL decide di convocare il 2.9.1872 un Congresso generale all'Aia, per portare agevolmente i delegati devoti da Londra e per rendere più difficile l'intervento dei rappresentanti delle Federazioni lontane e praticamente impossibile per lo stesso Bakunin. La Federazione italiana appena costituita, si rifiuta di inviare delegati, la Federazione spagnola ne manda 4, la Federazione del Giura 2, la Federazione belga 7, la Federazione olandese 4, l'inglese 5: e questi delegati, soli veri rappresentanti dell'Internazionale, formano il nucleo della minoranza. La maggioranza, in numero di 40, rappresentano praticamente solo loro stessi. Il solo atto importante del Consiglio dell'Aia è la richiesta di espulsione di Bakunin, Guillaume e Schwitzguébel. La maggioranza del Congresso vota l'espulsione di Bakunin e Guillaume. Contro questa decisione, il 4.10.1872, un gruppo di emigranti russi di Ginevra pubblicano una protesta, firmata da Nico Agaref, Bartolomeo Zayzef, Woldemar Orezof, Arman Ross, Woldemar Holstein, Zemphiri Rally, Alessandro Oelsnitz, Valerian Smirnof.
Ma nel frattempo, il 15 settembre, poco dopo il Congresso dell'Aia, si riunisce a Saint-Imier un altro congresso, cui prendono parte i rappresentanti delle Federazioni italiana, spagnola e giurassiana e di alcune sezioni francesi e americane, che dichiarano di “rifiutare in modo assoluto le deliberazione del Congresso dell'Aia e di non riconoscere affatto i poteri del nuovo Consiglio generale da esso nominato”. La terza risoluzione dichiara:
“Considerando,
Che voler imporre al proletariato una linea di condotta o un programma politico uniforme come l'unica via che possa condurlo alla sua emancipazione sociale, è una pretesa tanto assurda quanto reazionaria;
Che nessuno ha il diritto di privare le Federazioni e le Sezioni autonome del diritto incontestabile di determinare autonomamente e di seguire la linea di condotta politica che crederanno migliore, e che ogni tentativo del genere ci condurrebbe al più ributtante dogmatismo;
Che le aspirazioni del proletariato non possono avere altro oggetto che la costituzione di un'organizzazione e di una federazione economiche assolutamente libere, fondate sul lavoro e sull'uguaglianza di tutti e assolutamente indipendenti da ogni governo politico, e che detta organizzazione e federazione possono essere unicamente il risultato dell'azione spontanea del proletariato medesimo, delle associazioni di mestiere e delle comuni autonome.
Considerando : che ogni organizzazione politica non può essre altro che l'organizzazione della dominazione a vantaggio di una classe e a scapito delle masse, e che il proletariato se mirasse ad appropriarsi del potere, diventerebbe a sua volta una classe dominante e sfruttatrice, il Congresso a Saint-Imier dichiara:
1. Che la distruzione di ogni potere politico è il primo dovere del proletariato; 2. Che ogni organizzazione di un potere politico per quanto proclamatosi provvisorio e rivoluzionario per pervenire a questa distruzione, non può essere che un inganno ulteriore, e per il proletariato sarebbe pericoloso quanto tutti i governi oggi esistenti: 3. Che, respingendo ogni compromesso per giungere all'attuazione della Rivoluzione sociale, i proletari di tutti i paesi devono stabilire, indipendentemente da ogni politica borghese, la solidarietà dell'azione rivoluzionaria”.
La Federazione italiana aveva anticipatamente confermato le risoluzioni di Saint-Imier alla Conferenza di Rimini del 4 agosto, la Federazione del Giura le conferma in un Congresso speciale tenutosi lo stesso giorno, il 15 settembre la maggioranza delle Sezioni francesi si affrettano a mandare la loro approvazione, la Federazione spagnola e belga confermano le risoluzioni di Saint-Imier dopo i loro congressi di Cordova e Bruxelles del dicembre 1872, così pure la Federazione americana, nella seduta del suo Consiglio federale di New York del 19 gennaio 1873, e persino la Federazione inglese nel suo Congresso del 26 gennaio.
Il Consiglio generale di New York, rimasto praticamente... senza federazioni, pronuncia il 5 gennaio 1873 la “sospensione” della Federazione del Giura dichiarata ribelle, ma questo atto avrà il risultato di rompere il riserbo della Federazione olandese, già neutrale, che si unisce alle altre sette Federazioni dell'Internazionale, dichiarando il 14.2.1873 di non riconoscere la sospensione della Federazione del Giura.
Così il 1. settembre 1873 si apre a Ginevra il VI Congresso generale dell'Internazionale, rappresentato dalle Federazioni del Belgio, Olanda, Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Giura, in cui vengono revisionati gli statuti, la soppressione del Consiglio generale, affinché l'Internazionale sia una libera federazione senza alcuna autorità dirigente.
Bakunin, dopo aver partecipato al Congresso di Saint-Imier del settembre 1872 come delegato della Federazione italiana, appare stanco di una lunga vita di lotte. Quando può constatare riorganizzata l'Internazionale con il trionfo del principio della libera federazione, decide, su consiglio di Carlo Cafiero, di congedarsi dall'arena politica con una lettera “ufficiale” al Comitato federale giurassiano, poi pubblicata nel Bulletin de la Fédération jurassienne del 12.10.1872. Infatti per Cafiero, Bakunin doveva astenersi da impegni di politica attiva, rinunciare ad ogni attività pubblica, celarsi dietro le parvenze di un rivoluzionario stanco e deluso, ritiratosi a vita privata... per rimanere il centro attivo ma segreto di una cospirazione internazionale permanente... Alla fine Bakunin convenne di accetttare l'idea di Cafiero e di celare la sua identità dietro la maschera del borghese benestante (Pier Carlo Masini, in "Cafiero")
Non gli restano che poco meno di 4 anni di vita.
Come abbiamo visto dall'ottobre 1869 Bakunin si stabilisce nel locarnese, dove rimarrà fino al luglio 1874. Qui nascono i figli Carlo Saverio e Giulia Sofia. Dapprima a Orselina inferiore in casa di Teresa Jauch ved. Pedrazzini. A Muralto rimane fino ad aprile 1872, poi dopo alcuni viaggi, eccolo nuovamente all'Albergo del Gallo, dove rimane fino a primavera del 1873, poi si trasferisce a casa degli Zajcev, probabilmente sempre a Orselina. In seguito, Carlo Cafiero gli presta fr. 14'000 per l'acquisto di una villa a Minusio la "Baronata" (fondo rustico, campivo-vigneto, casa civile, casa colonica e stalla, selva a castanio e, al di sotto della strada, un'altra spanna di terreno per un porticciolo sul lago Verbano). Bakunin probabilmente vi soggiorna prima dell'acquisto, almeno sin dal mese di gennaio. Poco dopo venne costruita una villa nuova la "Baronata alta" con tanto di più comoda strada d'accesso.
Ma come si viveva alla Baronata? Ecco un ricordo di Olimpia Kutuzova Cafiero:
"... La vita alla Baronata pareva essersi organizzata da sola su principi comunisti; gli incarichi e i lavori indispensabili erano suddivisi, per quanto possibile, in maniera uguale: gli uomini lavoravano nella foresta, tagliavano la legna, falciavano, s'occupavano dell'orto che ci forniva, in abbondanza, verdura, legumi, bacche, castagne e frutta. Avevamo anche polli e vacche. Visto che, secondo l'usanza italiana, gli uomini devono occuparsi del bestiame, era Carlo Cafiero che nutriva la nostra vacca e la mungeva. Le donne lavavano la biancheria, cucinavano, lavavano i piatti e in generale svolgevano tutti i lavori domestici. Ci nutrivamo soprattutto dei prodotti della Baronata: castagne, legumi d'ogni sorta, frutta e bacche; quanto alla carne, raramente appariva sulla nostra tavola..."
Con Cafiero e altri, Bakunin vi soggiorna fino alla metà del 1874. Infatti, Cafiero decise di interrompere l'esperienza, e riuscì a riavere la vasta proprietà - decisione che provocò la rottura, provvisoria, delle relazioni di Bakunin con Cafiero e Ross (La Baronata venne poi venduta nel 1879).
Pochi giorni dopo la decisione di Cafiero, sempre nel luglio 1874, avendo saputo che i compagni italiani stanno preparando un moto insurrezionale, Bakunin si reca a Bologna per prendervi parte [vi parteciperà pure Olimpia Kutuzova Cafiero - vedi]. Il movimento, mal preparato, abortisce e ritorna in Svizzera travestito da prete. Costretto a abbandonare la Baronata, si trasferisce in seguito a Lugano, il 5 ottobre 1874 si stabilisce in una pensione, poi acquista la Villa Fumagalli a Besso (primavera 1875), dove verranno Reclus, Arnould, Imperatori, Salvioni, Alessandro Bottero, Malon, Favre, Malatesta e Cafiero riconciliati, Kraftchinsky un rivoluzionario russo proveniente direttamente dalla Russia con Arman Ross (Sazin) che lo tengono al corrente dei movimenti rivoluzionari e della repressione sempre più dura.
Un'eredità dalla Russia non gli porterà quanto aveva pensato e quindi si sentirà costretto a vendere la villa (acquistata in parte a credito, secondo Guillaume si chiamava "La villa di Besso") e nel giugno 1876 progetta di lasciare dal Ticino e stabilirsi nuovamente a Napoli o Roma. La famiglia si reca a Roma, mentre lui ne approfitta per consultare un'ultima volta il suo amico, il medico Adolf Vogt a Berna dove arriva il 14 giugno accompagnato da Santandrea. È la sua ultima tappa: ospedalizzato in una clinica a Mattenhof, vi muore il 1. luglio.
Il 3 luglio i funerali a Berna sono modesti, ma raccolgono un gruppo di libertari, tra cui Adhémar Schwitzguébel che legge lettere e telegrammi di diversi amici o sezioni dell'Internazionale; James Guillaume ricorda le calunnie le cui reazioni hanno perseguito il grande iniziatore rivoluzionario e i servizi da lui resi alla causa socialista (JG non riuscirà a terminare il discorso a causa di una crisi di singhiozzi); Eliseo Reclus per la Federazione del Giura parla delle qualità personali di Bakunin, del vigore della sua intelligenza, della sua infaticabile attività; per i russi Zukovskiy traccia la biografia; Paul Brousse per la gioventù rivoluzionaria francese legata alle idee di Bakunin, il rappresentante più eloquente; Carlo Salvioni (ticinese) per la gioventù rivoluzionaria italiana rende omaggio all'avversario di Mazzini, al grande agitatore ateo e antiautoritario, al campione del socialismo popolare in Italia; Betsien, operaio di Berna, per il proletariato tedesco dà l'ultimo addio a colui la cui vita intera fu consacrata alla santa causa dell'emancipazione del lavoro.
(GB: tomba a Berna, Bremgarten - non mancare di dare un'occhiata dietro il monumento, preparando un bicchiere per brindisi...)
FONTI:
GB / James Guillaume, "L'Internationale..." / J. Guillaume, "Michele Bakunin" (estratto dalle note biografiche pubblicate nel secondo vol. delle Opere di Bakunin, Stock) Torino 1974 / Marianne Enckell, "La Federazione del Giura", La Baronata 1981 / AAVV, "Baj/Bakunin, Atti del convegno di Monte Verità, Ascona 5.10.1996", La Baronata 2000 / Pier Carlo Masini, "Cafiero", Rizzoli 1974 / Giuseppe Mondada, "Minusio. Raccolta di memorie", Dadò editore, Locarno 1990 / Martina Guerrini, "Le cospiratrici, rivoluzionarie russe di fine Ottocento - Lettere e memorie di Olimpia Kutuzova Cafiero", BFS Pisa 2016 /