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BERNA - Il tasso d'interesse minimo della previdenza professionale obbligatoria sarà ridotto dall'attuale 1,75% all'1,25% a partire dal primo gennaio 2016. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale seguendo il parere della Commissione federale della previdenza professionale.
Per fissare il tasso d'interesse minimo devono essere presi in considerazione il rendimento delle obbligazioni della Confederazione e l'andamento di azioni, obbligazioni e mercato immobiliare, precisa il governo in un comunicato.
I tassi d'interesse bassi delle banche centrali hanno fatto scendere il rendimento delle obbligazioni della Confederazione ai minimi storici: alla fine di agosto il saggio d'interesse per le obbligazioni con scadenza a sette anni era infatti di -0,38%. Inoltre l'andamento dei mercati azionari quest'anno non è paragonabile ai buoni risultati del 2014: azioni e obbligazioni hanno registrato performance insufficienti ed elevate oscillazioni. Per questi motivi il Consiglio federale ha deciso di abbassare il tasso d'interesse minimo all'1,25%.
È il tasso che aveva proposto la Commissione della previdenza professionale lo scorso 31 agosto dopo aver esaminato varianti fra lo 0,75% e l'1,75%. Sulla decisione avevano influito anche i tassi di interesse negativi introdotti dalla Banca nazionale svizzera (BNS) in gennaio, che hanno spinto gli altri saggi verso il basso. I tassi d'interesse negativi riducono il rendimento di alcune casse pensioni.
Durante la sessione di giugno, il Consiglio degli Stati ha discusso di questa questione. I tassi di interesse negativi decisi dalla BNS potrebbero "costare" 400 milioni di franchi alle casse pensioni, aveva detto Alex Kuprecht (UDC/SZ).
Il nuovo tasso minimo deciso oggi riguarda solo la parte obbligatoria del secondo pilastro. Per la parte restante le istituzioni di previdenza sono libere di fissare un altro rendimento.
Il tasso minimo per la parte obbligatoria è rimasto all'1,75% per due anni, dal primo gennaio 2014. In precedenza, sin dal 2012 era dell'1,5% e prima ancora era del 2%. Nel 2002 il rendimento minimo era del 4%.
L'altro fattore che influenza le future rendite del secondo pilastro è il tasso di conversione del capitale in rendita. Attualmente è fissato al 6,8%, ma la riforma della previdenza vecchiaia di cui si occuperà il Consiglio degli Stati nella prossima sessione propone di ridurlo al 6%.