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Ancora largamente all'asciutto in un weekend ad alto rischio inondazioni, Bangkok può sperare nella prima settimana di novembre in un graduale ritiro delle acque di piena. Lo ha dichiarato oggi il primo ministro Yingluck Shinawatra, esprimendo un cauto ottimismo mentre la capitale resta assediata dall'acqua su due fronti.
Il picco dell'alta marea di questa mattina ha rigonfiato il fiume Chao Praya, causando però solo allagamenti minori nelle zone limitrofe. Un altro innalzamento del livello dell'acqua è previsto in serata. Permane inoltre il rischio di una rottura delle barriere sul fronte nord, dove continua a premere l'enorme massa d'acqua proveniente dalle province centrali allagate da inizio mese. Dato il tentativo da parte delle autorità di rendere Bangkok un'isola nel gigantesco lago venutosi a creare, è ora la periferia occidentale a soffrire: in particolare il sobborgo di Thonburi, sull'altra riva del Chao Praya, è stato avvertito del rischio di allagamento totale nei prossimi tre giorni. Nelle zone sott'acqua, che si sentono sacrificate a beneficio della capitale, il risentimento è forte.
Bangkok rimane comunque semivuota rispetto ai suoi caotici standard, dato che buona parte dei suoi 12 milioni di abitanti ha lasciato la città approfittando dei cinque giorni festivi straordinari concessi dal governo. Ospedali, centri commerciali e palazzi pubblici sono protetti da alti muri di sacchi di sabbia, e le singole famiglie si arrangiano come possono per fare altrettanto con le loro case.