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HONG KONG - La polizia di Hong Kong ha eseguito ieri circa 1'100 arresti, in una delle giornate più difficili da quando sono iniziate le proteste pro-democrazia quasi 6 mesi fa. Nel corso delle ispezioni, ha spiegato un portavoce, sono state ritrovate oltre 3.900 molotov nella Chinese University of Hong Kong. Dai suoi laboratori, così come da quelli del Politecnico, sono state portate via pericolose sostanze chimiche. La governatrice Carrie Lam ha parlato di università diventate «fabbriche di armi».
Preoccupazione dall'Onu - Intanto, le Nazioni Unite hanno espresso oggi «grave preoccupazione per la crescente violenza da parte di gruppi di giovani impegnati nelle proteste a Hong Kong».
«Abbiamo seguito con preoccupazione crescente la situazione nella regione amministrativa speciale di Hong Kong negli ultimi mesi», ha affermato oggi a Ginevra un portavoce dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani. «La stragrande maggioranza della popolazione di Hong Kong ha esercitato il proprio diritto alla libertà di riunione pacificamente e nel rispetto della legge e le autorità hanno generalmente rispettato l'esercizio di questo diritto», ma il ricorso alla violenza estrema - anche contro le forze di polizia - da parte di alcune persone coinvolte nelle proteste «non può essere giustificato», ha aggiunto lanciando un appello a rinunciare e condannare l'uso della violenza.
Riguardo alla situazione presso il Politecnico di Hong Kong, l'Onu esorta le autorità a fare tutto il possibile per calmare la situazione. Di fonte al rischio di un'ulteriore escalation di violenza a Hong Kong, il portavoce ha esortato al dialogo al fine di trovare soluzioni pacifiche. L'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani è pronto a sostenere gli sforzi costruttivi per risolvere la crisi.