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L'accordo prevede di agevolare l'accesso ai rispettivi mercati per diversi prodotti agricoli, senza tuttavia eliminare completamente le misure di protezione dell'agricoltura svizzera.
La soppressione degli ostacoli doganali si limita infatti ad alcune categorie di prodotti, come voluto dal Consiglio federale per non mettere in difficoltà l'agricoltura nazionale.
L'apertura dei mercati riguarda, da un lato, alcuni generi alimentari, come il formaggio, per i quali la produzione elvetica è abbastanza concorrenziale. Concerne inoltre delle derrate, come l'olio di oliva, prodotte in misura trascurabile in Svizzera.
Nessuna liberalizzazione quindi per il mercato della carne, del grano o del latte, dove la Svizzera teme la concorrenza estera. Per i prodotti ortofrutticoli sono previste delle agevolazioni durante i periodi in cui non vi sono raccolti sul territorio nazionale.
La soppressione di alcune barriere doganali dovrebbe permettere di ridurre i prezzi di vendita all'estero, favorendo quindi le esportazioni. Per i formaggi, uno dei prodotti di punta dell'agricoltura svizzera, vale un periodo di transizione di cinque anni.
Diversi ostacoli tecnici al commercio verranno inoltre soppressi, grazie soprattutto al reciproco riconoscimento dell'equivalenza delle legislazioni. Questa apertura riguarda il ramo veterinario, fitosanitario, i mangimi per animali, le sementi, i prodotti biologici, ecc.
I consumatori dovrebbe risentire molto in fretta, anche se in misura solo leggera, di questa apertura dei mercati. Diversi prodotti agricoli importati dai paesi dell'UE dovrebbero infatti venir smerciati a prezzi più bassi.
swissinfo