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L'industria alberghiera e della ristorazione respinge le ordinanze relative alla legge sulle derrate alimentari, denominate "Progetto Largo"/GastroSuisse respinge con determinazione il "mostro burocratico"
Zurigo (ots)
L'associazione di categoria GastroSuisse respinge con convinzione le 28 ordinanze revisionate relative alla legge sulle derrate alimentari. Le nuove disposizioni vanno ben oltre il diritto UE, comportano un sovraccarico burocratico e sono inadatte allo svolgimento pratico dell'attività lavorativa. Lo "swiss finish" previsto nell'obbligo di dichiarazione delle materie prime crea nuovi ostacoli e comporta enormi costi supplementari per le aziende. L'industria alberghiera e della ristorazione respinge con determinazione il "mostro burocratico" con le sue oltre 2000 pagine.
Nessuna legge influenza il lavoro quotidiano di oltre 26'000 aziende del settore alberghiero e della ristorazione come la legge sulle derrate alimentari. Se la legge approvata nel giugno del 2014 è stata accettata dal settore alberghiero e della ristorazione, la relativa ordinanza va ben oltre l'obiettivo, sotto ogni punto di vista. Nella sua presa di posizione, GastroSuisse critica il "mostro burocratico" di oltre 2000 pagine, che dal 22 giugno 2015 è in fase di consultazione.
Il pacchetto di revisione, denominato "Largo", contiene disposizioni persino più severe rispetto al diritto sui prodotti alimentari dell'Unione Europea. Crea in questo modo nuovi ostacoli commerciali, indebolisce il fattore strategico della piazza svizzera e quindi la concorrenzialità del nostro paese. In un momento in cui, considerato il franco forte, anche il Consiglio federale parla di snellimento burocratico, la corsa sfrenata verso l'introduzione di ulteriori norme è incomprensibile e inaccettabile. "Le ordinanze relative alla legge sulle derrate alimentari devono essere messe sul banco di prova e limate a dovere", auspica il Presidente di GastroSuisse Casimir Platzer. "Se necessario va bloccata l'entrata in vigore della legge."
Le principali richieste di GastroSuisse in breve:
Dichiarazione degli allergeni: la sicurezza è più importante della forma scritta
GastroSuisse chiede di rinunciare all'obbligo di dichiarazione scritta generalizzata e che le disposizioni che regolamentano la dichiarazione orale siano definite in modo da soddisfare la prassi lavorativa attuale. La dichiarazione degli allergeni finora ha funzionato bene. Gli ospiti che hanno un'allergia o vogliono spiegazioni più dettagliate su un determinato piatto chiedono informazioni al personale di servizio e ricevono una risposta competente. La forma scritta non comporta vantaggi. Anzi, una consulenza individuale e pertanto sicura è possibile solo parlando direttamente con l'ospite. Prima viene la sicurezza, poi la forma scritta!
Nessun inasprimento delle disposizioni relative alla dichiarazione di provenienza
La nuova ordinanza inasprisce la dichiarazione di provenienza e inserisce l'obbligo di indicare gli ingredienti rilevanti per la vendita. Ciò confligge con l'obiettivo che si pone la revisione globale, ovvero quello di smantellare gli ostacoli commerciali con l'UE, e provoca grosse difficoltà a livello di implementazione. Una dichiarazione di provenienza dettagliata è un marchio di qualità costoso. Basti pensare al vino: un AOC è più costoso di un vino sfuso. GastroSuisse chiede il mantenimento della dichiarazione di provenienza nella forma attuale. Anche in futuro dovranno essere disponibili le dichiarazioni in entrambe le varianti: una dichiarazione di provenienza semplice e pertanto economica o una dichiarazione dettagliata volontaria per il segmento superiore.
Uguaglianza giuridica in sede di attuazione
Le disposizioni proposte in merito all'esecuzione e al piano di controllo sono in parte imprecise e formulate in modo poco trasparente. Il settore alberghiero e della ristorazione chiede pertanto un'attuazione corretta, efficace e soprattutto equa sulla base di regole chiare e unitarie.
Facilitazioni per le PMI
Le esigenze delle PMI devono trovare risposte adeguate. Non devono essere sovraccaricate di oneri amministrativi che non apportano alcun valore aggiunto. GastroSuisse e i suoi partner hanno già definito nelle direttive di settore dei requisiti ben strutturati relativi all'autocontrollo. Le nuove regolamentazioni non devono inasprire quanto consolidato, ma devono renderlo più preciso.
Panoramica sulle norme in vigore
Devono fare testo i valori massimi (anziché i valori di tolleranza). Questi sono suddivisi su più ordinanze. Il settore alberghiero e della ristorazione chiede trasparenza, chiarezza e sicurezza del diritto, affinché il rispetto della legge sulle derrate alimentari non diventi un gioco d'azzardo.
Acqua per docce e piscine
GastroSuisse è a favore di un controllo autonomo definito in base al rischio e tenendo conto delle esigenze delle PMI. L'acqua per docce e piscine nelle aziende non deve sottostare alla legge sulle derrate alimentari. Si chiede inoltre che i periodi transitori siano abbastanza lunghi in modo che gli adeguamenti possano essere effettuati nell'ambito dei regolari cicli di rinnovo.
GastroSuisse è la Federazione dell'Albergheria e della Ristorazione svizzera. Circa 20'000 soci, di cui 3000 strutture ricettive, organizzati in 26 associazioni cantonali e quattro gruppi di lavoro, fanno parte della più grande federazione padronale del settore ricettivo.
Contatto:
Presidente GastroSuisse Casimir Platzer e direttore Remo Fehlmann
Telefono 044 377 53 53, <email-pii>