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I temi principali del vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, previsto nel giugno 2012 a Rio de Janeiro, sono l'esame del contributo che l'economia verde può dare allo sviluppo sostenibile e alla riduzione della povertà e il rafforzamento delle istituzioni che si occupano dello sviluppo sostenibile a livello internazionale. Le Nazioni Unite intendono inoltre rinnovare e rafforzare l'impegno politico a favore dello sviluppo sostenibile. I negoziati in vista del vertice del mese di giugno, che dopo il 1992 si svolge per la seconda volta a Rio, motivo per il quale è stato denominato «Rio+20», avranno inizio il 19 marzo 2012 a New York. Tali negoziati si basano sul cosiddetto «zero draft» pubblicato il 10 gennaio 2012 dalle Nazioni Unite con il titolo «The future we want» («Il futuro che vogliamo»).
La delegazione svizzera, guidata dall'ambasciatore Franz Perrez, capo della divisione Affari internazionali dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), si impegnerà affinché nel quadro dei negoziati tutti gli aspetti dello sviluppo sostenibile vengano considerati con equità. Il 9 marzo 2012 il Consiglio federale ha deciso in tal senso al momento di definire il mandato negoziale svizzero. Per quanto riguarda la rappresentanza del Governo al vertice ministeriale del 20-22 giugno 2012, il Consiglio federale deciderà al più tardi a inizio giugno.
Tabella di marcia per un'economia verde (Green Economy Roadmap)
La Svizzera si impegnerà nei termini stabiliti dal mandato del Consiglio federale, affinché la comunità internazionale si accordi nell'ambito della Conferenza Rio+20 su una serie di obiettivi e misure concreti per un'economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e della riduzione della povertà e fissi delle scadenze per la loro realizzazione. Se possibile, questa procedura deve essere definita in una tabella di marcia per l'economia verde. La Svizzera si impegnerà per un accordo su obiettivi e misure concreti nei seguenti ambiti:
L'ultimo capitolo della bozza del documento negoziale prevede un piano d'azione. Tale piano deve contenere misure concernenti la sicurezza alimentare, l'acqua, l'energia, la riduzione dei rischi di catastrofe, la formazione e le pari opportunità o le cosiddette professioni verdi (green jobs). Quale misura concreta, la Svizzera sostiene ad esempio la creazione di un programma decennale che promuove il consumo e una produzione sostenibili.
Miglioramento e rafforzamento della governance internazionale della sostenibilità
Per realizzare uno sviluppo sostenibile ci vogliono istituzioni corrispondenti a livello nazionale e internazionale. Le istituzioni create in occasione di vertici precedenti, ossia il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) nel 1972 e la Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile (CSD) nel 1992, non sono abbastanza efficaci e devono quindi essere riorganizzate.
La Svizzera si impegnerà per un rafforzamento della governance internazionale dello sviluppo sostenibile. I progressi vanno quindi verificati a scadenze regolari e trattati ai massimi livelli politici. Inoltre, la Svizzera si impegna affinché la società civile sia meglio coinvolta nella discussione, nello sviluppo e nella realizzazione della politica sullo sviluppo sostenibile. La Svizzera auspica la creazione di un Consiglio mondiale per lo sviluppo sostenibile (Global Sustainability Council) subordinato direttamente all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
La bozza del documento negoziale illustra anche i modelli di obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) sostenuti dalla Svizzera. Tali obiettivi devono considerare in modo equo tutti gli aspetti dello sviluppo sostenibile (ambiente, economia, società) e devono essere verificabili, limitati nel tempo e universali. La loro realizzazione deve infine avvenire su base volontaria in modo che i Paesi possano concretizzarli secondo le loro possibilità.