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Riunito in assemblea a Baden, il partito evangelico PEV ha dato il via libera all'introduzione del passaporto biometrico e al decreto federale sulla medicina complementare, in votazione popolare il 17 maggio.
Con 131 voti contro 34, i delegati del Partito evangelico (PEV) hanno approvando la revisione della legge sui documenti di identità. Contro la normativa – che prevede l'introduzione generalizzata del passaporto biometrico – è stato lanciato un referendum, promosso da un comitato interpartitico e sottoscritto da 64'000 persone.
Oltre ad essere contraria al controllo dei cittadini da parte dello Stato, la sinistra ritiene che il progetto costituisca un peggioramento del servizio pubblico. Dal canto suo, invece, la destra sostiene che la misura è imposta dagli Stati Uniti e dall'Unione europea. Argomenti che non hanno però convinto i delegati del PEV, fedeli alle raccomandazioni del Consiglio federale.
Ampio sostegno dei delegati, con 108 voti contro 46, anche alla reintroduzione della medicina complementare nel catalogo di prestazioni rimborsate dall'assicurazione malattia di base. Si tratta di un controprogetto diretto all'iniziativa popolare «Sì alla medicina complementare», nel frattempo ritirata.
A Baden, il partito ha peraltro festeggiato il 90o anniversario. Il PEV, originariamente «Partito popolare cristiano protestante» è infatti stato fondato a Zurigo nel 1919: ora è rappresentato in Consiglio nazionale da due deputati ed è presente in 13 cantoni per un totale di 4'660 membri.