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La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha concluso il dibattito sul suo progetto concernente l'attuazione dell'iniziativa parlamentare 21.403 e lo ha adottato nella votazione sul complesso con 18 voti contro 7. La Commissione ha potuto fondarsi sui risultati del lavoro della sottocommissione sull’arco di circa otto mesi. Il progetto persegue due obiettivi principali: in primo luogo, sostenere finanziariamente i genitori che fanno accudire i loro figli al di fuori della famiglia. A tal fine deve essere concesso un contributo federale pari almeno al 10 per cento e al massimo al 20 per cento del costo medio di un posto per la custodia complementare alla famiglia in Svizzera. In secondo luogo, vanno ulteriormente sviluppati la politica in materia di custodia di bambini complementare alla famiglia nonché il sostegno precoce ai bambini. A tale proposito, la Commissione prevede che la Confederazione sostenga i Cantoni in questo campo politico attraverso accordi programmatici. Sostiene inoltre che occorra prestare una particolare attenzione ai bambini in situazione di handicap.
Una minoranza respinge il progetto poiché la vigente ripartizione delle competenze si è rivelata essere efficiente e deve essere preservata. La Confederazione dovrebbe quindi continuare ad assumere un ruolo unicamente sussidiario nell'ulteriore sviluppo della custodia di bambini.
La Commissione prevede di avviare la consultazione sul progetto nelle prossime settimane. Esaminerà i risultati della consultazione probabilmente verso la fine dell'anno e adotterà la versione finale della legge all'attenzione del Consiglio nazionale.
La CSEC-N chiede di rafforzare l'orientamento professionale, universitario e di carriera (OPUC) nel prossimo messaggio ERI
La Commissione intende incaricare il Consiglio federale, nell'ambito del prossimo messaggio ERI, di posizionare l'OPUC come parte integrante dello spazio formativo svizzero. Con 18 voti contro 7 ha pertanto deciso di depositare una mozione commissionale in tal senso (22.3391). Desiderosa di contrastare una potenziale cantonalizzazione dell’orientamento, la CSEC-N ritiene che la Confederazione abbia il dovere di sviluppare ulteriormente insieme ai Cantoni un sistema di consulenza di elevata qualità nonché di attuare la strategia a livello nazionale. La Commissione ha preso questa decisione in occasione dell'esame preliminare dell'iniziativa parlamentare 21.517 «Posizionare l'orientamento professionale, universitario e di carriera come parte integrante dello spazio formativo svizzero» depositata dal consigliere nazionale Mustafa Atici (PS, BS), che è stata ritirata a favore della mozione.
Condizioni di lavoro e di carriera delle nuove leve accademiche
Discusse da molti anni, le problematiche strutturali delle scuole universitarie svizzere sono tornate alla ribalta negli ultimi mesi dopo il completamento di varie inchieste e la pubblicazione di rapporti che dimostrano la precarietà in cui si trova la maggior parte del «corpo intermedio» (dottorandi, assistenti, post dottorandi, incaricati dei corsi ecc.) nelle scuole universitarie svizzere. Per fare il punto della situazione, la CSEC-N ha tenuto numerose audizioni con attori del settore. Sono stati sentiti rappresentanti del rettorato dell'Università di Ginevra, che hanno segnatamente presentato l'inchiesta condotta nel 2021 presso il personale della loro università, nonché del corpo intermedio accademico svizzero (actionuni), di swissuniversities e del Fondo nazionale svizzero.
Desiderosa di esprimersi a favore di un cambiamento di cultura nelle scuole universitarie, la Commissione ha deciso, con 15 voti contro 10, di depositare un postulato commissionale (22.3390) che incarica il Consiglio federale di redigere un rapporto illustrante la situazione di fatto sui temi della precarietà, della parità e delle nuove leve accademiche a livello di corpo intermedio nelle scuole universitarie svizzere. Nell'ambito del prossimo messaggio ERI, il rapporto esaminerà segnatamente la possibilità di creare un numero significativo di posti stabili per i ricercatori post dottorandi. Una minoranza vi si oppone, poiché ritiene sufficienti le misure prese dalle scuole universitarie sino ad oggi.
In base a questa decisione la Commissione ha dato seguito alle petizioni 21.2051 «Pari opportunità e promozione delle nuove leve in ambito accademico. Aumentare il finanziamento di base e creare più impieghi permanenti nelle università» e 21.2026 «Per la creazione di impieghi permanenti nel settore accademico: migliori condizioni di ricerca, d’insegnamento e di lavoro».
Riconoscimento dei diplomi e accesso alla formazione delle persone provenienti dall'Ucraina
La crisi in Ucraina pone sfide particolari alla Confederazione, ai Cantoni e ai partner sociali ed economici per quanto concerne l'integrazione nel sistema educativo e nel mercato del lavoro delle persone in fuga da questo Paese. La CSEC-N si è informata in merito ai due ambiti per i quali è competente, ossia il riconoscimento dei diplomi e la questione dell'accesso alla scolarizzazione obbligatoria e alla formazione post-obbligatoria di queste persone.
Per approfondire queste problematiche e identificarne le sfide principali, la Commissione ha sentito vari attori esterni: la Croce Rossa Svizzera e swissuniversities (Swiss ENIC), rispettivamente per quanto riguarda il riconoscimento dei diplomi nel settore sanitario e per le professioni non regolamentate che necessitano di un diploma di una scuola universitaria, nonché la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), la Commissione federale della migrazione (CFM) e l'Osservatorio svizzero sul diritto d'asilo e degli stranieri.
La Commissione continuerà a seguire attentamente l'evoluzione della situazione per assicurarsi che le persone con lo statuto S abbiano accesso alla formazione e – con il riconoscimento dei loro diplomi – anche al mercato del lavoro e possano quindi partecipare attivamente alla vita sociale ed economica durante il loro soggiorno in Svizzera.
Allo stesso tempo, la CSEC-N ha deciso con 12 voti contro 7 e 3 astensioni di depositare un postulato commissionale (22.3393) che incarica il Consiglio federale di illustrare in un rapporto in quale forma e secondo quali criteri sono attualmente raccolti ed elaborati i dati inerenti al potenziale e al livello di formazione di tutti gli esuli in Svizzera. Una minoranza vi si oppone. Con questa decisione la Commissione ha dato seguito alla petizione 21.2023 «Migliorare l’accesso alla formazione e al lavoro per le persone esiliate!».
Presieduta dal consigliere nazionale Fabien Fivaz (VERDI, NE), la Commissione si è riunita a Berna il 28 e 29 aprile 2022.