Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/54639

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché l'INSAI, finché sarà favorito da un obbligo statale ad affiliarsi, non attui misure che alterino la concorrenza e rinunci alla pubblicità commerciale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è gestita dall'Istituto svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI) oltre che da assicuratori privati, casse malati e casse pubbliche d'assicurazione-infortuni (cfr. art. 58 LAINF). L'INSAI rappresenta un caso particolare dato che esercita un monopolio parziale in un campo di attività definito per legge (art. 66 LAINF). Essendo un istituto indipendente di diritto pubblico della Confederazione, soggiace all'alta vigilanza del Consiglio federale (art. 61 cpv. 3 LAINF). In quanto organo d'alta vigilanza, il Consiglio federale provvede a che l'esecuzione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sia conforme alla legge e prende, se del caso, le misure procedurali necessarie. Dato che la cosiddetta "pluralità di assicuratori" - introdotta nel 1984 con l'entrata in vigore della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni - conferisce all'INSAI solo un monopolio parziale, l'istituto è in concorrenza, anche se solo limitatamente, con gli assicuratori privati contro gli infortuni. Non si può quindi impedire all'INSAI - come a nessun altro istituto - di pubblicizzare la propria immagine, a maggior ragione se si considera che le azioni intraprese sono spesso legate al perseguimento di uno scopo d'utilità pubblica. Inoltre all'INSAI compete per legge attuare campagne e programmi per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.</p><p>Secondo il Consiglio federale i fatti ricordati nel postulato, nella maggioranza dei casi risalenti ormai a tanti anni fa, non danno adito a contestazioni. Sui singoli fatti va osservato quanto segue:</p><p>1. 75 automobili regalate ad organizzazioni di aiuto agli invalidi in occasione dei 75 anni dell'INSAI </p><p>Nel 1993, in occasione del 75° anniversario dell'INSAI, sono stati regalati 75 taxi per invalidi ad organizzazioni di aiuto agli invalidi accuratamente scelte tra quelle esistenti in Svizzera. Lo scopo era quello di contribuire alla mobilità e alla salvaguardia della capacità al guadagno degli invalidi. </p><p>2. Indennità di buonuscita elevate versate ad un direttore ed alla sua segretaria</p><p>Non si è trattato di indennità di buonuscita bensì di un acquisto supplementare di prestazioni di previdenza professionale per un importo inferiore a 300'000 franchi, per un direttore che aveva cessato la propria attività nel 1998. </p><p>3. Campagne pubblicitarie inutili, con inserzioni a piena pagina su NZZ e Tages Anzeiger, nonostante le aziende attive nell'industria e nell'artigianato siano assicurate d'obbligo presso l'INSAI </p><p>Il Consiglio federale parte dal presupposto che il postulato si riferisca alla campagna di prevenzione lanciata perlomeno dieci anni fa avente per tema la "Pelle". Gli eczemi alla pelle sono malattie professionali frequenti che possono essere evitate prestando la dovuta attenzione. In questo modo si può, non da ultimo, risparmiare notevolmente sui costi. </p><p>4. Costruzioni alberghiere a Root</p><p>La costruzione alberghiera cui si fa riferimento è, secondo le informazioni ricevute dall'INSAI, un albergo nel centro commerciale D4 a Root pianificato come investimento di capitali. L'albergo verrà realizzato solo se le aziende affittuarie del centro proveranno la necessità di locali per conferenze e possibilità di pernottamento e se l'esercizio sarà prevedibilmente redditizio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.