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<h2>SubmittedText<h2><p>A fronte della digitalizzazione ormai diffusa in tutti gli ambiti della società, la Svizzera dipende sempre più da un numero ristretto di sistemi informativi e dai relativi componenti chiave, assolutamente determinanti per la sicurezza e l'affidabilità dei nuovi processi e delle applicazioni digitali. Per la maggior parte dei componenti critici per la sicurezza si tratta di tecnologie chiuse e proprietarie, di produzione estera, che non possono essere controllate dalle autorità svizzere preposte. Come dimostrano diversi incidenti recenti (ad es. la vulnerabilità Meltdown rilevata nei processori Intel), le garanzie dei distributori non sono sufficienti ad escludere eventuali falle di sicurezza di questi prodotti.</p><p>La situazione attuale comporta elevati rischi sistemici per la Svizzera. Attori o potenze straniere senza scrupoli che sono a conoscenza delle vulnerabilità esistenti nelle infrastrutture digitali e nei relativi componenti, potrebbero trafugare in qualsiasi momento dati sensibili o addirittura prendere il controllo di gran parte dei sistemi informativi e delle applicazioni svizzeri. I rischi di sicurezza riguardano l'intero processo, dalla progettazione alla produzione. Funzioni dannose (malicious features) possono essere introdotte intenzionalmente già nella fase di elaborazione di un programma senza che l'utente se ne accorga, poiché viene utilizzata una tecnologia chiusa. Si può quindi intuire la portata disastrosa che i potenziali attacchi potrebbero avere, ad esempio, se fossero utilizzati per misurare i consumi energetici o le emissioni elettromagnetiche (attacchi side-channel o a canale laterale).</p><p>Nel mondo digitale, la Svizzera può mantenere il suo primato di sicurezza, affidabilità ed eccellente protezione dei dati solo con la prevenzione dei rischi sopracitati, adottando provvedimenti plausibili. In particolare, il nostro Paese dovrebbe essere in grado di proteggere e sviluppare autonomamente i propri sistemi digitali e i relativi componenti.</p><p>Creando un mercato nazionale sicuro per l'hardware, i sistemi operativi e le piattaforme digitali, il nostro Paese non solo eviterebbe rischi considerevoli, ma potrebbe avere nuove importanti opportunità economiche. Oltre alla Svizzera, molti altri Paesi dipendono dai componenti esteri con conseguenti rischi di sicurezza, ma non possiedono lo stesso know-how tecnologico né le stesse possibilità finanziarie per poter investire nella produzione di tecnologie proprie. Ciò fa supporre che tali Paesi ripongano maggior fiducia nella Svizzera, grazie alla sua fama mondiale in fatto di sicurezza, stabilità politica e neutralità, che nelle imprese tecnologiche dominanti.</p><p>La creazione di un mercato svizzero sicuro per l'hardware, i sistemi operativi e le piattaforme digitali, riveste un'importanza strategica per il nostro Paese. Considerata la vulnerabilità dei sistemi digitali e delle opportunità economiche connessi a una possibile strategia "Swiss Secure", tutti gli attori pubblici e privati rilevanti, ovvero della politica, degli istituti di ricerca e del settore privato dovrebbero concentrare gli sforzi in questo ambito. Lo scopo di questa strategia innovativa sarebbe quello di evitare rischi sistemici sviluppando e certificando componenti chiave digitali in Svizzera e sfruttando le potenzialità economiche che ne deriverebbero. </p><p>In base a queste considerazioni, sottopongo al Consiglio federale le seguenti domande: </p><p>1. Come valuta i rischi per la società e l'economia nazionale, dovuti alla forte dipendenza da sistemi digitali e componenti chiave, chiusi e proprietari, di produzione estera che non possono essere controllati né certificati in Svizzera? Il Consiglio federale ha effettuato analisi specialistiche approfondite al riguardo? In caso negativo, quando pensa di eseguirle?</p><p>2. Come giudica le ripercussioni derivanti dalla forte dipendenza del nostro Paese dai componenti chiave digitali non certificati né controllati in Svizzera, su fattori di primaria importanza come la sicurezza e l'affidabilità, essenziali per il successo dell'economia svizzera nel mondo? </p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che, grazie alle competenze nel settore della ricerca dei due politecnici federali, delle università e delle scuole universitarie professionali, in Svizzera ci siano tutti i presupposti per promuovere lo sviluppo di un mercato digitale autonomo e sicuro per l'hardware? </p><p>4. Come giudica il potenziale dell'industria svizzera, nell'ottica dello sviluppo di un mercato digitale sicuro per l'hardware? </p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che le potenzialità della Svizzera (affidabilità, sicurezza ecc.) siano dei buoni presupposti per il successo di questo promettente settore commerciale?</p><p>6. Il Consiglio federale è pronto a collaborare con i principali attori pubblici e privati per adottare misure volte a sviluppare un mercato digitale "Swiss Secure" per l'hardware, basato su standard rigorosi per i controlli e le certificazioni come pure a sfruttare le possibilità economiche che ne derivano? Quali procedure ritiene opportune, in concreto, per raggiungere questo obiettivo?</p><p>7. Quali incentivi sono necessari, secondo il Consiglio federale, per supportare le aziende manifatturiere e tecnologiche svizzere nella realizzazione di un mercato digitale "Swiss Secure" ed aiutarle a sostenere gli elevati costi iniziali d'investimento? È pronto a realizzare un mercato per i componenti critici per la sicurezza e certificati, sostenendo l'acquisto di componenti hardware, ad esempio per infrastrutture d'importanza strategica (trasporti, energia, sanità ecc.)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I rischi dovuti alla dipendenza da sistemi digitali di produzione estera non sono statici, ma variano in base al grado di probabilità che questa dipendenza venga attivamente sfruttata e da quali danni comporterebbe per la Svizzera. Per questo motivo il Consiglio federale non effettua un'unica analisi della situazione, ma nel quadro della "Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi" verifica costantemente le minacce e le vulnerabilità dei sistemi digitali nei settori economici critici per la Svizzera. I relativi lavori vengono eseguiti in stretta collaborazione con l'economia e le scuole universitarie.</p><p>2. Il Consiglio federale attribuisce una grande importanza a fattori come la sicurezza e l'affidabilità ed è consapevole delle grandi sfide che la digitalizzazione, e quindi la possibile dipendenza dai produttori esteri, pone all'economia svizzera. Da un lato, il Consiglio federale è convinto che le imprese svizzere siano a conoscenza di questi fattori e che ne tengano conto nei processi di acquisto e di impiego dei sistemi digitali e dall'altro, però, è cosciente del fatto che la pressione sui prezzi può indurre a trascurare l'aspetto della sicurezza negli investimenti. Per questo motivo, in collaborazione con le associazioni economiche, sostiene lo sviluppo di standard minimi per la sicurezza informatica.</p><p>3. Sì, il Consiglio federale condivide l'opinione secondo la quale l'elevato livello di istruzione è una condizione necessaria ma non sufficiente per lo sviluppo di questo genere di mercato.</p><p>4. Il principale punto di forza dell'industria svizzera è la fabbricazione di prodotti altamente specializzati. Comprensibilmente, questa categoria include anche i prodotti di nicchia come l'hardware e il software che godono di particolare protezione. Al contrario, però, a causa degli elevati costi di produzione e del mercato domestico, piuttosto limitato, della Svizzera, le imprese nazionali hanno poche possibilità di affermarsi sul mercato di massa globale dell'hardware.</p><p>5. Sì, il Consiglio federale ritiene che lo siano.</p><p>6. Il Consiglio federale non ritiene realistico pensare di sviluppare un mercato per l'hardware sulla base di standard per i controlli e le certificazioni. Al contrario, le procedure richieste, dispendiose in termini di tempo, si ripercuoterebbero sull'innovazione, ostacolandola. Il mercato globale tecnologico è particolarmente dinamico ed è pertanto determinante che le aziende svizzere reagiscano ai nuovi sviluppi in modo flessibile e rapidamente, senza che i propri prodotti vengano sottoposti a severi controlli prima di essere introdotti sul mercato. Inoltre, un sistema di certificazione statica avrebbe un effetto limitato su prodotti che devono essere frequentemente aggiornati. Si presume che gli attori sul mercato conoscano meglio i requisiti che i prodotti devono soddisfare di quanto il Consiglio federale possa prevedere in un contesto così dinamico. La priorità principale della politica economica svizzera è assicurare condizioni quadro economicamente favorevoli e non promuovere determinati settori industriali o tecnologie.</p><p>7. Appellandosi al principio della libertà economica sancito negli articoli 27 e 94 della Costituzione svizzera, il Consiglio federale respinge l'idea di un sostegno diretto da parte della Confederazione alle aziende manifatturiere e tecnologiche svizzere. Per lo stesso motivo, anche le aziende private non beneficeranno di sovvenzioni per l'acquisto di hardware nazionale. Le aziende tecnologiche svizzere possono contare sugli strumenti di promozione dell'innovazione esistenti per sviluppare hardware sicuro e per aumentare le proprie probabilità di accedere al mercato con successo.</p>  Risposta del Consiglio federale.