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STRESA - Quattordici persone hanno perso la vita, questa domenica di Pentecoste, sulla funivia Stresa-Mottarone. Mentre il mondo si stringe attorno ai famigliari delle vittime, resta da chiarire il perché si sia potuta verificare una tragedia simile.
Un investigatore dei Carabinieri ha spiegato, ieri in conferenza stampa, che un cavo d'acciaio si è allentato. In quale punto e perché, sono però domande che per il momento non hanno ancora risposta.
A quanto pare, tutta una serie di cause tecniche sono alla base dell'incidente. Prima si è verificato un problema con la fune d'acciaio che trasporta la cabina su per la montagna. Poi il sistema frenante e il sistema di sicurezza del cavo portante non hanno funzionato.
La cabina aveva appena raggiunto l'ultimo albero, era a un passo dal "traguardo". Quando si è sganciata, ha fatto un volo di 30 metri abbattendosi al suolo e rotolando per diverse centinaia di metri lungo il ripido pendio, fino a che non è stata frenata da alcuni alberi.
«Come azienda familiare, siamo profondamente colpiti» - L'azienda altoatesina Leitner aveva effettuato l'ultima revisione della funivia il 2016. Tuttavia, la corda non era stata sostituita. Secondo il portavoce dell'azienda, che preferisce evitare speculazioni sull'accaduto, il cavo aveva circa 20 anni. «Leitner è un'azienda familiare, siamo profondamente scioccati e colpiti per quanto accaduto - ha dichiarato -. Tutti vogliamo che le circostanze vengano chiarite il prima possibile».
Nel novembre 2020 i cavi erano stati esaminati da uno specialista e i risultati erano stati inviati alle autorità italiane. «Non sono state riscontrate carenze critiche», ha spiegato il portavoce. Inoltre, gli operatori effettuerebbero ogni giorno un controllo visivo in loco. Il test a induzione magnetica, invece, avviene annualmente.
Il problema è più probabilmente il punto di connessione, non la fune - Il giorno dell'incidente, Berno Stoffel, direttore di Funivie Svizzere, ha spiegato al Blick: «La rottura della fune è una possibile causa. Ma potrebbe anche essere stato un problema tecnico nel collegamento tra la fune e la cabina. Le indagini, ora, dovranno far luce su questo».
Dopo la conferenza stampa di lunedì, quindi, ha aggiunto: «Se i responsabili dicono che un cavo d'acciaio si è allentato, non significa che si sia rotto». Una rottura della fune con i «sistemi di sicurezza prescritti dalla normativa e senza influenze esterne è praticamente impossibile». «Il cavo sugli impianti di risalita è così compatto, forte e dinamico che non può effettivamente rompersi».
Esiste una regolamentazione severa su questi cavi che considera la costruzione, il trasporto, l'assemblaggio e il controllo delle funi e si basa su standard europei. «Che valgono anche in Italia e in Svizzera».
Con i test periodici della fune - visivi e magnetici induttivi - è possibile vedere molto presto se esiste un punto in cui la fune potrebbe essere stata danneggiata, ad esempio in caso di fulmine.
Solo influenze esterne potrebbero però provocare a un danno tale da spezzare il cavo: «Non basta certo un fulmine. Serve un oggetto che cada sulla fune con forza o, come è accaduto in passato, un velivolo che la colpisce».
La possibile durata di questi cavi dipende da come vengono utilizzati. «Occorre sempre garantire che la fune funzioni nel modo più fluido possibile, i punti di inceppamento dei veicoli e la corrosione sono altri elementi che influiscono sulla sua durata», prosegue Stoffel.
Tutte le corde vengono controllate periodicamente, di solito ogni tre anni, poi ogni due e annualmente man mano che invecchiano. «Se i controlli sono ravvicinati significa che il cavo è vicino alla fine della sua vita. Ciò significa che, indipendentemente da questo caso, probabilmente dovrà essere sostituito presto». Tuttavia, un cavo d'acciaio può reggere bene per 20 anni e più.
Secondo Stoffel, la probabilità di una rottura della corda senza influenze esterne è così bassa che aggiunge: «Negli ultimi 40 anni non l'ho visto né sentito accadere da nessuna parte. In base alla mia esperienza, tali incidenti si verificano per una sfortunata serie di concause diverse».
Quattordici persone hanno perso la vita, questa domenica di Pentecoste, sulla funivia Stresa-Mottarone. Mentre il mondo si stringe attorno ai famigliari delle vittime, resta da chiarire il perché si sia potuta verificare una tragedia simile.