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Il rapporto presentato oggi dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), che evidenzia carenze alle centrali atomiche svizzere, non soddisfa il partito socialista (PS) e i Verdi, che esigono la chiusura immediata degli impianti più vecchi. L'analisi raccoglie invece i consensi della destra. I gestori annunciano da parte loro di voler intervenire entro i termini stabiliti.
Axpo, gestore di Beznau (AG), afferma che l'IFSN ha posto una serie di esigenze che vanno al di là dell'attuale, già severo quadro legale elvetico. Riconosce tuttavia che possono essere apportati miglioramenti all'impianto, pur assicurando che la sicurezza di Beznau è sempre stata garantita.
La società elettrica BKW, gestore di Mühleberg, ritiene da parte sua severo il giudizio dell'IFSN. Intende tuttavia sottoporre all'organo di sorveglianza entro i termini prefissati delle proposte per migliorare la sicurezza dell'impianto, in particolare in caso di terremoti o alluvioni.
Per PS e Verdi, gli interventi chiesti alle centrali non sono assolutamente sufficienti a prevenire il rischio di incidente nucleare. Gli ecologisti criticano l'IFSN per una presunta parzialità e l'accusano di essere "influenzata dalla lobby atomica".
Più soddisfatto il campo borghese. Il rapporto dell'IFSN mostra che ci sono lacune a livello di sicurezza in casi estremi - terremoti e alluvioni - sottolinea Filippo Lombardi. Il consigliere agli Stati ticinese (PPD) giudica tuttavia positivamente sia la rapidità con la quale ha lavorato l'IFSN che gli interventi richiesti alle centrali. Anche Hans Rutschmann (UDC/ZH) considera positivo l'aver voluto trarre insegnamenti da quanto accaduto a Fukushima.