Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01264.jsonl.gz/491

TOKYO - Prevale lo scetticismo tra i costruttori auto giapponesi dopo la firma dell'intesa sul commercio internazionale tra i governi di Stati Uniti e Giappone, a margine dell'assemblea generale dell'Onu a New York.
Secondo la stampa nipponica, l'accordo annunciato dal presidente Usa Donald Trump nella tarda notte di Tokyo, favorisce in gran misura i produttori agricoli statunitensi, ma non offre garanzie esplicite per evitare eventuali maggiorazioni dei dazi per le case auto nipponiche che esportano negli Usa, un mercato del valore di 51 miliardi di dollari.
Il presidente della Toyota, Akyo Toyoda, che è anche a capo dell'associazione dei costruttori (Jama), ha esortato il governo a fare di più per incrementare la competitività delle imprese giapponesi in una fase congiunturale che si confronta con sfide senza precedenti, incluso l'imminente rialzo dell'Iva in Giappone, a partire dal primo ottobre.
Il ministro del Commercio Isshu Sugawara nel pomeriggio ha convocato le parti interessate per illustrare i punti dell'accordo e al tempo stesso raccogliere le opinioni dei principali dirigenti del comparto.
Le delegazioni dei due Paesi avevano raggiunto un compromesso di massima in agosto sul commercio digitale e i prodotti agricoli, ma si era creato uno stallo nelle fasi successive, con Washington decisa a mantenere le tariffe del 2,5% sulle automobili e i pezzi di ricambio, un mercato che da solo rappresenta un terzo dell'intero commercio del Made in Japan verso gli Stati Uniti.