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INTERNAZIONALE / Il traffico di schiavi tra l’Africa e le Americhe e lo sfruttamento economico e sessuale di milioni di uomini e donne fino al diciannovesimo secolo possono essere tracciati nel dna dei loro discendenti. Lo dice un importante studio pubblicato grazie ai profili genetici raccolti dall’azienda 23andMe.
Più di cinquantamila persone nelle Americhe, in Europa e in Africa hanno partecipato a questo studio sorprendente, che coniuga analisi di dna individuali e dettagliati dati di archivio relativi alle navi che trasportarono gli schiavi: 12,5 milioni di uomini, donne e bambini tra il 1515 e il 1865, il 70 per cento sbarcato nell’America meridionale, e tra i trecentomila e il mezzo milione di persone nel Nordamerica. Più di due milioni di loro sono morti durante il viaggio.
Volevamo confrontare i nostri risultati genetici con i registri di trasporto delle navi per trovare possibili differenze, che in alcuni casi sono emerse in maniera piuttosto evidente.