Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/216621

<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande in relazione al contratto di prenotazione per un farmaco contro il SARS-CoV-2 stipulato con la società Molecular Partners:</p><p>- In base a quali criteri ha deciso di aggiudicare il mandato alla società in questione, benché la ricerca si trovi all'inizio della fase preclinica? È disposto a pubblicare l'elenco dei criteri? È consapevole del fatto che, con il contratto stipulato, la Confederazione di fatto cofinanzierà la ricerca clinica di un'unica azienda?</p><p>- Sono stati presi in considerazione anche investimenti in società che, tra i loro prodotti, annoverano farmaci chimici e fitoterapici con effetti antivirali, immunostimolanti e antinfiammatori clinicamente dimostrati, impiegati da molti anni in modo sicuro?</p><p>- Prevede di concludere altri contratti con aziende farmaceutiche per consentire loro di effettuare ricerche cliniche specifiche sulla COVID-19? Tra queste vi sono anche aziende produttrici di farmaci con comprovati effetti antivirali, immunostimolanti e antinfiammatori, oppure il Consiglio federale punta tutto sulle nuove tecnologie? In caso affermativo, per quale motivo intende investire in principi attivi e meccanismi d'azione nuovi, quando sono già disponibili sul mercato farmaci di comprovata efficacia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel settembre del 2020 la Confederazione ha concluso con Molecular Partner un contratto di prenotazione, assicurandosi così un accesso rapido a un prodotto molto promettente che potrà essere impiegato per l'immunizzazione passiva. Questo tipo di medicamento consente di proteggere persone particolarmente a rischio in fasi acute di una pandemia. L'articolo 44 della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101) costituisce la base legale per la conclusione con aziende private di contratti volti ad assicurare l'approvvigionamento con agenti terapeutici per lottare contro le malattie trasmissibili durante una pandemia. L'obiettivo della Confederazione è provvedere rapidamente all'immunizzazione passiva e attiva della popolazione svizzera con prodotti sicuri ed efficaci, per contribuire a contenere l'attuale pandemia. Tutti i medicamenti candidati sono valutati in base a questo obiettivo sovraordinato. La priorizzazione dei singoli medicamenti candidati si basa quindi (I) sul potenziale scientifico del prodotto e sulle capacità dell'imprenditore per (II) condurre con successo studi clinici e (III) assicurare un importante volume di produzione di qualità elevata. Infine (IV), un importante criterio è l'accesso dell'azienda a mezzi finanziari. Non sono previsti investimenti specifici nella ricerca e nello sviluppo.</p><p>2. e 3. Nell'ambito della pandemia, la Confederazione svolge un ruolo sussidiario nell'acquisto di medicamenti importanti per prevenire e combattere il coronavirus. Per sostenere l'approvvigionamento dei Cantoni e delle loro strutture sanitarie, può acquistare importanti beni medici o obbligare produttori a fabbricarne o ad aumentare il loro volume di produzione. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in collaborazione con il gruppo di lavoro Clinical Care della Swiss National COVID-19 Science Task Force, esamina le offerte dei fornitori per l'acquisto di medicamenti sperimentali destinati a prevenire e combattere il coronavirus. Nella valutazione delle offerte, sono presi in considerazione sia medicamenti chimici e fitoterapeutici già omologati con comprovati effetti antivirali, di rafforzamento del sistema immunitario e antinfiammatori, sia nuovi principi attivi, purché sussista l'evidenza della loro efficacia nella lotta al coronavirus. In relazione all'acquisto di vaccini o prodotti per l'immunizzazione passiva di persone a rischio, la Confederazione non investe nel capitale proprio o nel capitale di terzi delle aziende. Non finanzia neppure la ricerca clinica di singole aziende che sviluppano vaccini o medicamenti. La Confederazione negozia contratti di prenotazione e di acquisto con aziende che lavorano a prodotti molto promettenti o ne hanno già immessi sul mercato.</p>  Risposta del Consiglio federale.