Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/177627

<h2>SubmittedText<h2><p>I contributi che gli esercenti delle centrali nucleari versano nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento hanno lo scopo di garantire il finanziamento dell'abbandono dell'energia nucleare in Svizzera. Come assicurato dalla Consigliera federale Leuthard nel marzo 2015 durante il dibattito sulla mozione Masshardt 13.3343, "Smantellamento delle centrali nucleari. Considerare le riserve per gli aumenti imprevisti di costi negli studi sui costi", il Consiglio federale ha introdotto un supplemento di sicurezza del 30 per cento sui contributi versati dagli esercenti delle centrali nucleari nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento. In tal modo il collegio intendeva colmare la temuta lacuna di finanziamento che si andava aprendo a causa delle previsioni di aumento dei costi. Inizialmente, la modifica dell'ordinanza ha avuto un effetto positivo: i versamenti nei fondi sono infatti passati da 174,3 milioni di franchi (2014) a 262,1 milioni (2015 e 2016). Ora, tuttavia, l'importo provvisorio del contributo totale per il 2017 è pari a soli 72,3 milioni.</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale questa riduzione dei versamenti?</p><p>2. Come intende impedire che la Confederazione (e quindi anche il contribuente) debba intervenire finanziariamente per compensare i contributi insufficienti?</p><p>3. Vi è ora una lacuna di finanziamento per quanto riguarda la disattivazione e lo smaltimento delle centrali nucleari? In caso affermativo, qual è la sua entità? In caso negativo, su quali nuove evidenze ci si basa per affermarlo?</p><p>4. Negli studi sui costi i rischi sono stati sufficientemente ponderati (ad esempio i rischi geologici nella costruzione dei deposito in strati geologici profondi, la solvibilità degli esercenti delle centrali nucleari o il rincaro generale)?</p><p>5. In che modo intende garantire che il calcolo dei contributi da versare nei Fondi possa essere effettuato in modo indipendente?</p><p>6. Come giudica un aumento al 100 per cento del supplemento di sicurezza?</p><p>7. Come assicura la trasparenza e la correttezza del calcolo dei contributi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il finanziamento dei costi di disattivazione e dei costi di smaltimento delle scorie radioattive che risultano dopo la messa fuori esercizio delle centrali nucleari è assicurato attraverso il versamento di contributi, da parte degli esercenti, in due fondi indipendenti: il Fondo di disattivazione e il Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Secondo l'articolo 4 capoverso 1 dell'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17), il prevedibile ammontare dei costi di disattivazione e di smaltimento viene calcolato ogni cinque anni per ciascun impianto nucleare sulla base dei dati del proprietario. </p><p>1.-3. Dal dicembre 2016 sono disponibili gli studi sui costi (non ancora verificati) che Swissnuclear ha elaborato sulla base di una nuova metodologia e dell'attuale stato di pianificazione dei depositi in strati geologici profondi per lo smaltimento delle scorie radioattive. In base a questi studi, alla fine del 2016 La Commissione amministrativa del Fondo di disattivazione e del Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari ha fissato i contributi provvisori per il periodo 2017-2021. I contributi provvisori risultano più bassi rispetto ai contributi degli anni precedenti per diverse ragioni: per evitare un cumulo non giustificato di supplementi, la Commissione amministrativa ha fissato i contributi provvisori applicando il supplemento di sicurezza del 30 per cento ai costi di base (e non ai costi complessivi, come in precedenza). I costi di base si compongono dei costi iniziali e dei costi per la diminuzione del rischio; aggiungendo i supplementi per l'imprecisione delle previsioni, per i pericoli e per le opportunità nonché il supplemento di sicurezza generale (optimism bias) si ottengono i costi complessivi. I costi complessivi degli studi sui costi 2016 (KS16) sono maggiori di quelli degli studi sui costi 2011 (KS11), ma i costi di base dei KS16 utilizzati per il calcolo dei contributi provvisori 2017-2021 sono inferiori ai costi complessivi dei KS11, su cui si basava il calcolo dei contributi procedenti. La base di costo per il calcolo dei contributi è quindi inferiore a quella del periodo precedente. Inoltre i contributi da versare al Fondo di smaltimento diminuiscono anche perché il deposito per lo stoccaggio delle scorie radioattive sarà realizzato più tardi di quanto era stato previsto al momento dell'elaborazione dei KS11. Di conseguenza, le risorse accumulate a tale scopo nel Fondo di smaltimento possono essere investite per un periodo più lungo sul mercato dei capitali generando quindi maggiori redditi; a sua volta, ciò consente di ridurre l'importo dei contributi. </p><p>Gli studi sui costi sono attualmente oggetto di verifica. Gli aspetti relativi alla sicurezza tecnica sono controllati dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), il calcolo dei costi da esperti indipendenti che operano su mandato della Commissione amministrativa. I risultati saranno disponibili verso la fine del 2017. Successivamente il DATEC, su proposta della Commissione amministrativa, provvederà a stabilire il prevedibile ammontare dei costi di disattivazione e di smaltimento. </p><p>Già in occasione della prima revisione dell'OFDS, entrata in vigore il 1° gennaio 2015, era stato annunciato che i parametri "reddito del capitale", "inflazione" e "supplemento di sicurezza" sarebbero stati verificati dopo la presentazione dei KS16 e, se necessario, adeguati. Sulla base dei costi stabiliti e dell'eventuale adeguamento dei parametri dell'OFDS, la Commissione amministrativa fisserà quindi gli importi definitivi dei contributi che gli esercenti saranno tenuti a versare nel periodo di tassazione 2017-2021. Con un attento esame dei KS16 e un eventuale adeguamento dei parametri del modello attuariale, i contributi potranno essere fissati in modo da escludere lacune di finanziamento. </p><p>La legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) contiene norme speciali relative agli eventuali costi di disattivazione e smaltimento non coperti. La regolamentazione a cascata della responsabilità civile definita negli articoli 79 e 80 prevede che gli esercenti debbano sostenere per intero i propri costi; inoltre sussiste un obbligo di effettuare versamenti supplementari, analogo a un obbligo di solidarietà, in relazione ai costi a carico degli altri esercenti. Se questa assunzione di oneri non è sostenibile sotto il profilo economico, l'Assemblea federale decide se e in che misura la Confederazione partecipa ai costi non coperti. </p><p>4. La metodologia per l'elaborazione dei KS16 tiene espressamente conto anche dei rischi nell'ambito della disattivazione e dello smaltimento, come per esempio quelli legati alla costruzione dei depositi in strati geologici profondi. Si tiene conto dell'evoluzione del rincaro fissando opportuni parametri nel modello attuariale. </p><p>5. I contributi annui non sono fissati dagli esercenti, ma dalla Commissione amministrativa. In tale Commissione gli esercenti hanno diritto ad occupare al massimo la metà dei seggi; tuttavia, attualmente, sei degli undici seggi sono occupati da membri indipendenti. Secondo l'articolo 21a OFDS, i membri della Commissione che non rappresentano i proprietari non possono intrattenere con questi ultimi relazioni tali da poter far sorgere il sospetto di parzialità. Inoltre la Commissione amministrativa, il comitato per gli investimenti e il comitato per il controllo dei costi sono diretti da membri indipendenti. </p><p>6. A seconda del risultato della verifica in corso sui KS16, ovvero a seconda dell'evoluzione delle stime definitive dei costi e tenuto conto del grado di incertezza delle previsioni, l'attuale modello di calcolo dei contributi annuali da versare nei Fondi potrà essere eventualmente modificato. </p><p>7. Il DATEC informerà l'opinione pubblica in merito alla determinazione dei costi e a un eventuale adeguamento dei parametri del modello attuariale per il calcolo dei contributi. Al contempo anche la Commissione amministrativa informerà sull'esame dei KS16, come già fatto in occasione della conferenza stampa del dicembre 2016 dedicata alla presentazione dei KS16. </p>  Risposta del Consiglio federale.