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Joe Biden, avversario di Donald Trump, in corsa per le elezioni USA 2020 del 3 novembre, ha nominato colei che potrebbe essere sua vice, qualora lui vincesse: è Kamala Harris, senatrice della California. È la quarta donna a correre per la vice presidenza dopo Condoleeza Rice, Geraldine Ferraro e Sarah Palin, nonché la prima afroamericana (o, meglio, afroindiana).
Joe Biden ha dato l’annuncio con una email inviata, come aveva promesso, ai suoi sostenitori: l’ha presentata così, in modo virtuale, a Wilmington, Delaware, e non, come avrebbe voluto, a una grande adunanza. Kamala ha 55 anni, sua madre Tamil è una ricercatrice universitaria indiana, suo padre Donald è professore di economia, giamaicano, a Stanford; nata e cresciuta a Berkeley/Oakland, ha preso dal nonno materno, un diplomatico, la passione per gli studi economici.
In molti sostengono che Kamala – per la sua attenzione per gli ultimi – sia la scelta vincente, visto il periodo buio che l’America si trova ad attraversare per le proteste e le violenze scoppiate dopo l’uccisione di George Floyd, e c’è anche chi sostiene che lo sia per la sua pelle ambrata, per i suoi tratti meticci, ma, si sa, giudicare una persona dal colore della pelle, dovrebbe essere un’idiozia da entrambe le parti.
Allan Lichtman, che dal 1984 scrive sul New York Times le sue – solitamente azzeccate – previsioni elettorali, scrive che Trump non avrebbe in Biden un vero rivale e che Kamala sia, di Biden, la vera chiave vincente. Il vice presidente di Trump sarebbe invece, come nel 2016, Mike Pence. “una coppia perfetta” ha commentato ironicamente Obama, con rabbia “ma sbagliata per il Paese”. Già, peccato solo che non lo furono quando stravinsero nel 2016.
Sarà tuttavia da aspettare il 3 novembre per vedere i risultati dell’Election Day più importante del mondo.