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A Lussemburgo è stato discusso il piano relativo all'introduzione di un meccanismo volontario e provvisorio di distribuzione dei migranti intercettati nel Mediterraneo centrale, concordato in settembre a Malta da Germania, Francia, Italia e Malta. In linea di massima, la Svizzera accoglie favorevolmente l'appello a mostrare solidarietà con i Paesi del bacino del Mediterraneo. La Svizzera apporta il suo contributo. Negli ultimi anni ha ripetutamente dimostrato di agire in maniera solidale e continuerà a farlo anche in futuro.
La consigliera federale Keller-Sutter ha ricordato, tra l'altro, il sostengo fornito all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) in svariati luoghi d'intervento presso le frontiere esterne dello spazio Schengen così come il programma dell'UE del 2015 nell'ambito del quale la Svizzera ha accolto volontariamente 1500 persone provenienti dalla Grecia e dall'Italia. Ha inoltre rammentato che a maggio di quest'anno la Svizzera ha deciso di accogliere, nel corso dei prossimi due anni, un contingente annuale di 800 rifugiati riconosciuti dall'UNHCR che si trovano in una situazione precaria nei Paesi di prima accoglienza nel Medio Oriente e lungo la rotta migratoria attraverso il Mediterraneo centrale. In tale contesto, in aprile il DFGP ha approvato l'accoglienza di 50 rifugiati provenienti dalla Libia.
La Consigliera federale ha inoltre informato il Consiglio che attualmente il Parlamento svizzero sta dibattendo un messaggio che prevede un secondo contributo a favore di determinati Stati membri dell'UE. Secondo detto messaggio la Svizzera investirà 190 milioni di franchi per rafforzare la gestione della migrazione negli Stati dell'UE che devono far fronte a particolari situazioni di pressione, non soltanto nel Mediterraneo centrale ma anche ad esempio nel Mare Egeo.
È richiesta una riforma sostenibile del sistema di Dublino
La consigliera federale Keller-Sutter ha inoltre affermato che soluzioni ad hoc quali il meccanismo discusso attualmente non sono opportune, anzi, potrebbero addirittura ostacolare la ricerca di soluzioni durature. La Svizzera difende la stessa posizione già da anni: il sistema di Dublino deve essere sottoposto a una riforma sostenibile. La consigliera federale Keller-Sutter ha quindi nuovamente esortato i suoi omologhi in nome della Svizzera a concentrare l'attenzione su questa riforma e quindi su soluzioni durature.
La Svizzera è favorevole a un meccanismo di distribuzione nel quadro della prevista riforma di Dublino, soprattutto per sostenere in situazioni di crisi gli Stati sotto forte pressione. Un meccanismo puntuale per i salvataggi in mare, invece, creerebbe false aspettative e incentivi distorti, in particolare perché verrebbero distribuite anche le persone senza una prospettiva di ottenere l'asilo.
Interconnessione dei sistemi d'informazione
La consigliera federale Karin Keller-Sutter, accompagnata da Roger Schneeberger, il segretario generale della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), ha inoltre avuto uno scambio di opinioni con i suoi omologhi sull'ulteriore sviluppo del sistema d'informazione Schengen e sui lavori in corso nel quadro dell'interconnessione dei sistemi d'informazione.
Ha sottolineato l'importanza di questa interconnessione (interoperabilità) per il funzionamento delle autorità preposte alla sicurezza e alla protezione delle frontiere in Svizzera e in Europa e quindi per la sicurezza della popolazione. Ha inoltre informato i partecipanti all'incontro che a breve il Consiglio federale porrà in consultazione il progetto di legge per l'attuazione di questo mandato.
Incontri bilaterali
A Lussemburgo la consigliera federale Keller-Sutter ha colto l'occasione per una serie di incontri bilaterali, segnatamente con il ministro dell'interno tedesco Horst Seehofer, il ministro dell'interno croato Davor Božinović, il ministro dell'interno greco Michalis Chrisochoidis e con Jøran Kallmyr, il ministro dell'interno norvegese. In occasione di questi colloqui ha tematizzato soprattutto questioni legate alla migrazione, ma anche alla sicurezza, sottolineando tra l'altro l'importanza di un controllo delle frontiere esterne dello spazio Schengen efficace e fondato sul rispetto dello Stato di diritto.
Con il ministro dell'interno tedesco Horst Seehofer la Consigliera federale ha organizzato un incontro a breve in Svizzera. Il prossimo fine settimana incontrerà anche il nuovo ministro dell'interno italiano Luciana Lamorgese, per discutere di un eventuale rafforzamento della cooperazione bilaterale tra la Svizzera e l'Italia nel settore della migrazione.
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