Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/211093

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della crisi del coronavirus, le start-up si trovano a fronteggiare gravi problemi di liquidità e alcune di esse sono a rischio fallimento, poiché nei primi anni di attività le giovani imprese non vendono nulla. La maggior parte di loro non ha clienti per il prodotto che sviluppano. La situazione attuale non è ottimale nemmeno per trovare finanziamenti. Le trattative per ottenere investimenti sono ferme. </p><p>Le start-up rischiano quindi il fallimento e sono preoccupate per il futuro. La Svizzera è considerata un Paese leader nel campo dell'innovazione. Il futuro della nostra economia dipende dalla nostra capacità di innovare. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale prevede nuovi limiti di spesa per le start-up?</p><p>2. Il Consiglio federale sta esaminando la possibilità di rinunciare al rimborso dei prestiti nei casi di rigore, al fine di salvaguardare posti di lavoro?</p><p>3. Il Consiglio federale prevede deduzioni fiscali durante il periodo di rimborso dei crediti?</p><p>4. In caso affermativo, a quali condizioni ed entro quando il Consiglio federale intende attuare tutte queste misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domande 1 e 4</p><p>Il Consiglio federale è consapevole della difficile situazione in cui versano le start-up. Per questo, in base alla legge federale sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese (RS 951.25) e alla relativa ordinanza (RS 951.251), il 22 aprile 2020 ha deciso di avviare una procedura speciale per garantire la concessione di crediti bancari alle start-up qualificate. La fideiussione è coperta per il 65 per cento dalla Confederazione e per il 35 per cento dal Cantone o da soggetti terzi incaricati dal Cantone. In questo modo la Confederazione e i Cantoni (o terzi) assicurano integralmente un importo che può arrivare anche a 1 milione di franchi per ogni start-up. Secondo la decisione del Consiglio federale il volume totale delle fideiussioni concesse alle start-up dalla Confederazione e dai Cantoni non può superare 154 milioni lordi, di cui 100 milioni (65%) a carico della Confederazione.</p><p>La SECO vigila sul rispetto di questo limite e, salvo decisione contraria del Consiglio federale, sospende la procedura di concessione delle fideiussioni non appena la quota a carico della Confederazione raggiunge il tetto massimo stabilito, ma al più tardi entro il 31 agosto 2020.</p><p>Questo strumento è operativo dal 7 maggio 2020. Alla fine di giugno avevano aderito 21 Cantoni. Le domande possono essere presentate fino al 31 agosto 2020. Per maggiori dettagli e per consultare l'elenco dei Cantoni partecipanti e degli uffici competenti designati da questi ultimi è possibile visitare il sito <a href="https://covid19.easygov.swiss/it/per-le-start-up/">https://covid19.easygov.swiss/it/per-le-start-up/</a>.</p><p>Domanda 2</p><p>No. Tuttavia, il termine previsto per l'ammortamento dei crediti (fino a 10 anni) tiene conto delle esigenze delle start-up. In caso di difficoltà ad ammortizzare il credito garantito, il termine può essere prorogato addirittura fino a un massimo di 15 anni.</p><p>Domanda 3</p><p>Gli interessi creditizi vengono considerati nel calcolo dell'utile imponibile. Al momento non sono previste ulteriori deduzioni. In compenso il Consiglio federale ha già adottato una serie di misure fiscali di cui beneficeranno anche le start-up: fino al 31 dicembre 2020 non saranno addebitati interessi di mora in caso di ritardi nel pagamento dell'IVA e dell'imposta federale diretta. Qualora il pagamento dell'IVA o dell'imposta federale diretta entro il termine stabilito dovesse essere particolarmente gravoso per il contribuente, quest'ultimo può chiedere all'autorità fiscale una proroga del termine o la rateizzazione del pagamento. Questa misura si applica a tutte le aziende ma sarà particolarmente utile a quelle con problemi di liquidità temporanei, tra cui spesso rientrano le start-up.</p><p>Infine, l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha valutato ulteriori miglioramenti delle condizioni quadro fiscali per le start-up. In particolare, nell'ambito della mozione 17.3261 il Consiglio federale è stato incaricato di elaborare una soluzione attrattiva e concorrenziale sul piano internazionale per l'imposizione fiscale delle start-up, comprese le loro partecipazioni di collaboratore. Il 27 marzo 2019 l'AFC ha organizzato una consultazione informale sul tema con varie associazioni di start-up dalla quale è emersa l'urgenza di intervenire in merito alla valutazione del valore delle partecipazioni per determinare l'imposta sulla sostanza e quella sul reddito. Nel frattempo l'AFC ha elaborato alcune proposte di modifica e le ha inserite all'interno di una circolare che è stata oggetto di consultazione nel maggio 2020. Inoltre, il Consiglio federale intende esaminare, nel quadro di una revisione fiscale futura, la possibilità di una compensazione delle perdite illimitata nel tempo per tutte le imprese combinata con un'imposizione minima. Infine, sta elaborando un rapporto in adempimento del postulato 17.4292 sulle possibilità e sugli effetti di una riduzione dell'imposizione del capitale e della sostanza (che ha un'azione erosiva sulla sostanza) a favore di una maggiore imposizione dell'utile.</p>  Risposta del Consiglio federale.