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Postfinance non dovrebbe essere privatizzata per il momento. La Commissione delle telecomunicazioni degli Stati (Ctt-S) propone all’unanimità al plenum di non entrare in materia sulla revisione parziale della legge sull’organizzazione della Posta.
Durante l’estate 2021, il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento un progetto di legge che prevedeva che Postfinance potesse essere autorizzata a concedere in modo autonomo ipoteche e crediti a terzi nonché una privatizzazione parziale dei servizi finanziari. Il Governo intendeva così permettere alla filiale della Posta, controllata dalla Confederazione, di poter realizzare una redditività in linea con il settore.
Dopo lo svolgimento di numerose audizioni e l’esame del disegno di legge da parte delle commissioni parlamentari, la Ctt-S ritiene che si debba fare chiarezza al più presto sulle questioni aperte relative al futuro di Postfinance, indica una nota odierna dei servizi del Parlamento.
Tuttavia, in base a quanto scaturito dalle audizioni con gli ambienti interessati, la commissione è del parere che il disegno di legge non sia soddisfacente. Alla luce del rapporto finale della Commissione di esperti sul servizio postale universale, la Ctt-S reputa inoltre che l’attuale progetto di revisione della legge "non offra sufficienti approcci di soluzione per l’ulteriore sviluppo dell’azienda", si legge ancora nel comunicato.
A suo avviso, occorre innanzitutto ottenere una visione d’insieme della tematica e chiarire la questione del servizio postale universale del futuro prima di poterne regolamentare il finanziamento. La commissione propone quindi al plenum, che si pronuncerà sul tema durante la sessione estiva, di non entrare in materia sul progetto. Sulla stessa lunghezza d’onda si era espressa recentemente anche la Commissione delle finanze degli Stati.