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HORGEN (ZH) - L'ex comandante della polizia comunale di Richterswil, nel canton Zurigo, è stato condannato a due anni di carcere con la condizionale per aver intascato, tramite false fatturazioni, i soldi dei parchimetri. L'ex funzionario ha prelevato in tutto 144'000 franchi dalle casse del comune.
L'imputato, che oggi ha 48 anni, è stato giudicato oggi con il rito abbreviato dal Tribunale distrettuale di Horgen (ZH), che lo ha ritenuto colpevole di appropriazione indebita aggravata, ripetuta falsità in documenti, furto e riciclaggio di denaro.
Oltre ai 24 mesi di detenzione sospesi con la condizionale, l'ex funzionario è stato condannato a una multa di 1000 franchi e alla restituzione dei 144'000 franchi sottratti al comune di Richterswil, cittadina di 13'500 abitanti sulla riva destra del lago di Zurigo.
«Lei ha commesso una gigantesca stupidaggine» e ha messo a repentaglio la reputazione della polizia: così si è espresso il presidente del tribunale presentando la sentenza.
L'uomo ha lavorato 18 anni come poliziotto a Richterswil e per 16 anni è stato il comandante della polizia comunale. In questa funzione aveva anche la responsabilità sui soldi dei parchimetri. I prelievi iniziano nel 2014, con una somma di 10'000 franchi trasferiti sul suo conto privato.
Col passare degli anni le somme sottratte aumentano: nel 2015 17'000 franchi, l'anno successivo altri 38'000, nel 2017 la somma sale a 67'000 franchi e nel 2018, fino all'arresto avvenuto in marzo, altri 12'000 franchi.
Per evitare di venir scoperto, nel 2016 l'ex comandante inizia a trasferire soldi anche su un conto intestato alla madre: di qui l'accusa di riciclaggio di denaro, ha dichiarato il giudice. L'ultimo colpo risale al febbraio 2018, quando riesce a rubare dalla cassetta di sicurezza di un collega di lavoro 600 franchi.
L'ex agente ha motivato le sue azione con la difficile situazione in cui si era venuto a trovare in seguito al divorzio dalla moglie e ad una nuova relazione allacciata con una giovane rumena dalla quale ha avuto anche una figlia. «Non ho fatto del male a nessuno», ha provato a giustificarsi l'imputato, che ha anzi sostenuto di avere aiutato con parte delle somme persone bisognose che non avevano alcun aiuto dal comune.