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Berna - Il Dipartimento federale dell'interno (DFI) deciderà entro la fine dell'anno se l'assicurazione malattia obbligatoria dovrà rimborsare anche le prestazioni di medicina antroposofica, omeopatia, terapia neurale, fitoterapia e medicina tradizionale cinese. Le associazioni che rappresentano queste terapie alternative hanno inviato una domanda in questo senso all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
Per essere iscritte nel catalogo delle prestazioni dell'assicurazione di base le cure devono soddifare i criteri di efficacia, adeguatezza ed economicità previsti dalla legge. L'UFSP verificherà se le domande sono complete ed esaminerà la qualità e l'entità delle singole prestazioni. Poi la Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni fondamentali redigerà una raccomandazione a destinazione del DFI, la cui decisione definitiva è prevista per la fine dell'anno. Dal 2005, la procedura d'iscrizione è stata modificata e prevede, tra l'altro, la possibilità di chiedere consulenza a esperti, precisa un comunicato.
Il 17 maggio dello scorso anno gli svizzeri hanno approvato in votazione popolare un articolo costituzionale che chiede una maggiore considerazione della medicina complementare nel sistema sanitario. Spetta ora alle competenti autorità federali e cantonali decidere quali misure concrete adottare.
La questione della medicina complementare sarà trattata anche nell'ambito della revisione della legge sulle professioni mediche. Il Consiglio federale ha già accolto una mozione che chiedeva che medici, chiropratici, dentisti e farmacisti acquisiscano conoscenze adeguate in medicina complementare nel corso della loro formazione. La procedura di consultazione su questa proposta sarà avviata entro la fine dell'anno. La revisione della legge sui prodotti terapeutici inoltre prevede di agevolare l'introduzione sul mercato di medicinali complementari.
SDA-ATS