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ZURIGO - Dipendenti e datori di lavoro non condividono le stesse opinioni sui fattori chiave per reclutare, trattenere e motivare il personale. Secondo quanto afferma la società di consulenza Willis Towers Watson, sono poche le imprese consapevoli di questa differenza di percezione.
Da un sondaggio che ha coinvolto 31'000 dipendenti in tutto il mondo, di cui 400 in Svizzera, risulta che l'ordine dei criteri di base più citati per quanto riguarda l'attrattiva di un datore di lavoro differisce tra Europa e Svizzera. A livello europeo ai primi tre posti sono indicati il salario di base, la sicurezza del lavoro e un'attività stimolante.
In Svizzera, al primo posto risultata l'attività stimolante, seguita da salario di base e sicurezza dell'impiego. Per la prima volta la remunerazione entra tra le top 3, mentre nel 2014 era al sesto posto e nel 2012 al quarto.
Secondo l'impresa di consulenza, ciò riflette una percezione soggettiva di insicurezza economica. In modo più generale, Willis Towers Watson constata che i criteri di base come la remunerazione o la sicurezza dell'impiego stanno guadagnando terreno.
La sicurezza dell'impiego non prende in considerazione solo la paura di perdere il posto di lavoro, ma anche la continuità e la stabilità di un'attività e più in generale le prospettive di carriera.
I dipendenti svizzeri si distinguono dai loro colleghi europei anche nella valutazione delle competenze. Valutano importante quella dei loro colleghi, come pure la possibilità di un lavoro flessibile e il tempo che impiegano per andare a lavorare. Se quest'ultimo criterio ha un ruolo limitato nel reclutamento, figura al terzo posto tra gli elementi che spingono il lavoratore a mantenere quel posto.
Willis Towers Watson giudica "superata" la concezione che hanno i datori di lavoro dei principali interessi dei loro dipendenti, dove citano come esigenza fondamentale di garantire l'attrattiva della struttura salariale. Seguono le prospettive di carriera, la sicurezza dell'impiego e la prossimità del lavoro.