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Il Tribunale federale (TF) ha ordinato misure alternative alla detenzione per un militante antispecista, sospettato di aver partecipato a diversi atti vandalici.
Lo ha annunciato ieri sera il suo avvocato. L'attivista è in carcere preventivo a Champ-Dollon, nel canton Ginevra, da oltre dieci mesi.
Il Tribunale di polizia deve mettere in atto in tempi "il più possibile brevi" queste misure alternative e liberare il sospetto, ha precisato Olivier Peter, legale dell'uomo. In principio la liberazione dovrebbe avvenire lunedì prossimo, ha precisato.
Il militante è accusato di aver partecipato a 17 azioni "di sabotaggio" di vetrine di macellerie a Ginevra e Nyon (VD), di danneggiamenti ai danni del mattatoio di Perly (GE) e di attacchi a locali legati alla sperimentazione su animali nel canton Friburgo.
La maggior parte degli atti sarà contestata e chiederemo diverse assoluzioni, ha precisato Peter. L'attivista è in carcere dal primo dicembre 2018. La sua detenzione è stata prolungata due volte, l'ultima a fine agosto.
La giustizia ginevrina ha ritenuto impossibile liberarlo a causa dei rischi di recidiva, ha aggiunto Peter. Il militante ha infatti dei precedenti per danneggiamento. Non ha invece mai commesso atti di violenza contro persone. Secondo l'avvocato, la giustizia si accanisce sul suo cliente.
Il processo è previsto il prossimo 6 novembre davanti al Tribunale di polizia di Ginevra. Assieme a lui, comparirà davanti alla corte un altro militante che non è stato posto in carcere preventivo.
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