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ZURIGO - La biodiversità è in forte calo in Svizzera e l'obiettivo di bloccare entro quest'anno tale evoluzione non è stato raggiunto. Lo affermano oltre 80 ricercatori presentando le conclusioni di uno studio alla stazione Agroscope Reckenholz-Tänikon (ART).
Tra il 1900 e il 1990 c'è stata una caduta libera delle biodiversità, in particolare nelle valli, mentre nelle regioni alpine il calo è stato meno forte. La Svizzera, quindi, non è riuscita a fermare queste evoluzione benché nel maggio 2003 si sia impegnata, al pari di altre nazioni, a raggiungere l'obiettivo entro il 2010. Nei boschi, ad esempio, si è assistito a una irrefrenabile diminuzione di insetti, funghi e licheni.
La situazione dei corsi d'acqua non è migliore, in particolare nell'Altopiano: troppi ostacoli si frappongono al normale fluire di ruscelli, torrenti e fiumi. I pochi successi ottenuti nella rinaturalizzazione delle zone umide non possono compensare le perdite subite nei due ultimi secoli, ammoniscono i ricercatori.
SDA-ATS