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Un aborigeno (a sinistra) e il professor Steve Salisbury (a destra)
KEYSTONE(sda-ats)
Paleontologi australiani hanno scoperto, con l'aiuto dei custodi aborigeni dell'area, uno stupefacente insieme di orme di dinosauri di 130 milioni di anni fa, fra cui la più grande orma finora conosciuta, lunga 1,75 metri.
In un remoto tratto di 25 km di costa nella penisola di Dampier, nel Nord-Ovest del continente, che era stato designato per un massiccio impianto di gas liquido, gli studiosi dell'Università del Queensland hanno scoperto le orme impresse nella roccia arenaria, di cui molte visibili solo con la bassa marea.
Le orme, appartenenti a circa 21 specie di dinosauri, sono considerate l'insieme più diversificato nel mondo. "E' la più antica evidenza primaria di dinosauri non aviari nella metà occidentale del continente australiano. E offre nuove conoscenze sui dinosauri australiani durante la prima metà del Cretaceo inferiore", scrive Steve Salisbury della Scuola di Scienze Biologiche dell'ateneo, su Memoirs of the Society of Vertebrate Paleontology.
Le orme più grandi appartengono a sauropodi, dotati di collo e coda lunghissimi. L'esemplare, che ha lasciata impressa l'orma di 1,75 metri, aveva un'altezza all'anca fra 5,3 e 5,5 metri, spiega il ricercatore. Nell'area che hanno soprannominato il "Jurassic Park d'Australia", gli scienziati hanno anche scoperto orme di quattro tipi diversi di dinosauri ornitopodi, erbivori bipedi, e sei tipi di dinosauri corazzati. Fra questi anche stegosauri, di cui non erano state finora trovate evidenze in Australia.
Ai tempi in cui le orme furono impresse, l'area era un vasto delta di fiume e i dinosauri avrebbero attraversato aree sabbiose umide fra le foreste circostanti. Le orme risalgono a 130 milioni di anni fa e sono notevolmente più antiche di quelle scoperte lungo la costa Est del continente, che risalgono a epoche fra 115 e 90 milioni di anni fa, osserva Salisbury.
Un tale tesoro di paleontologia rischiava di essere perduto per sempre quando, nel 2008, l'area fu designata come sito preferito per un massiccio impianto di gas naturale liquido. Allarmati, i custodi tradizionali della regione, la gente Goolarabooloo, si misero in contatto con il professor Salisbury e con la sua squadra, perché ricercassero formalmente ciò di cui essi conoscevano da sempre l'esistenza. Insieme hanno trascorso più di 400 ore investigando e documentando le orme. A coronare il lieto fine, all'area è stato infine riconosciuto nel 2011 lo status di patrimonio nazionale e il progetto del gas liquido è stato abbandonato.
SDA-ATS