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Salari migliori per donne e uomini
Nel commercio al dettaglio le donne percepiscono salari inferiori rispetto ai loro colleghi maschi, anche se svolgono lavori simili, nonostante le leggi e la Costituzione stabiliscano il diritto ad un salario uguale per un lavoro uguale o equivalente. Unia assiste i propri iscritti nelle controversie per la parità salariale e richiede migliori salari per tutti in generale.
Le donne guadagnano il 18 percento in meno
I due terzi dei dipendenti che lavorano nel commercio al dettaglio sono donne. Pertanto il tema “parità salariale” – o scarsa parità salariale – è particolarmente attuale in questo ramo. Le donne guadagnano meno dei loro colleghi maschi, anche se svolgono lavori equivalenti. Il salario medio delle donne si aggira intorno a 4656 franchi al mese (per 12), quello degli uomini ammonta a circa 5394 franchi. La differenza è quindi del 18 percento circa (2012, LSE).
Contro ogni forma di discriminazione
La Costituzione prevede un uguale salario per un lavoro di uguale valore. La legge federale sulla parità dei sessi vieta la discriminazione salariale, sia diretta che indiretta, a causa del sesso. Unia esige che tutte le aziende rivedano i loro salari, in relazione al rispetto della parità di salario, e rimuovano le eventuali discriminazioni. Qualsiasi forma di discriminazione (basata sul sesso, l’età, l’origine sociale, lo stato civile, ecc.) deve essere contrastata. I relativi provvedimenti devono essere ben radicati nei contratti collettivi di lavoro.
Rivendicazioni salariali a favore degli iscritti
Unia si impegna a diversi livelli per ottenere salari migliori a favore delle donne e per approdare alla parità salariale, sia durante le trattative per i contratti collettivi di lavoro, sia ricorrendo alle vie legali. Unia difende anche gli interessi dei propri iscritti nei confronti dei datori di lavoro. Un metodo efficace contro la discriminazione salariale sono le cause indette per la parità salariale.