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A loro volta, gli Stati Uniti hanno scarcerato altrettanti cittadini iraniani (e scongeleranno sei miliardi di dollari)
WASHINGTON - Cinque americani detenuti in Iran sono stati rilasciati oggi. Lo confermano alti funzionari dell'amministrazione Usa in una conference call con la stampa. Gli ex prigionieri sono in viaggio verso il Qatar, confermano fonti vicine al dossier.
«Un aereo del Qatar è decollato con a bordo i cinque prigionieri e due membri delle loro famiglie accompagnati dall'ambasciatore del Qatar» in Iran, ha precisato la fonte basata a Doha.
In cambio della libertà di Siamak Namazi, Emad Sharghi, Morad Tahbaz, tutti accusati di spionaggio, e altri due americani i cui nomi non sono stati rivelati - uno è uno scienziato e un altro imprenditore - gli Stati Uniti hanno liberato cinque cittadini iraniani. L'accordo prevede anche lo scongelamento di 6 miliardi di dollari di fondi di Teheran.
Annunciando il rilascio di cinque americani detenuti da Teheran, un funzionario dell'amministrazione Usa ha avvertito che nessun americano deve viaggiare in Iran.
Lo scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Iran non cambia il rapporto con il regime di Teheran, sottolineano gli alti funzionari dell'amministrazione Usa, annunciando l'imposizione di nuove sanzioni contro il regime di Teheran.
Washington ribadisce inoltre l'impegno a evitare che «l'Iran possa acquisire l'arma nucleare».
L'elogio da parte del DFAE - Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) elogia il gesto umanitario tra Stati Uniti e Iran che ha portato allo scambio di cinque prigionieri di entrambe le nazioni, che ora possono ritornare dalle loro rispettive famiglie. «Nelle trattative per lo scambio dei prigionieri la Svizzera ha offerto i suoi buoni uffici», ricorda il DFAE ringraziando tutti i Paesi coinvolti «per la fiducia accordata» alla Confederazione. «Il dialogo - ha precisato il Consigliere federale Ignazio Cassis - è sempre la via migliore da seguire. La Svizzera, che ha una lunga tradizione nell’offrire i propri buoni uffici, è disposta a fornire un ulteriore supporto nell’ambito della facilitazione».