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Papa Francesco ha riconosciuto mercoledì di aver commesso "gravi errori di valutazione" della situazione in Cile, dopo aver letto le conclusioni di un'inchiesta sugli abusi sessuali commessi dal clero. In una lettera ai vescovi cileni diffusa dalla Santa Sede, Bergoglio dice di non aver avuto a disposizione in precedenza delle informazioni "veritiere ed equilibrate" e manifesta l'intenzione di convocarli in maggio in Vaticano per affrontare il tema.
Il rapporto di monsignor Charles Scicluna, arcivescovo di Malta inviato ad indagare a fine gennaio, conta 2'300 pagine e 64 testimonianze raccolte a New York e Santiago.
Nella missiva, il Pontefice non menziona nomi. Durante il suo viaggio in Cile a metà gennaio, Francesco aveva incontrato delle vittime di pedofilia, ma aveva anche difeso il vescovo di Osorno Juan Barros, sospettato di aver nascosto le malefatte di padre Fernando Karadima, condannato in Vaticano nel 2011 e costretto a ritirarsi a una vita di penitenza. La cosa aveva fatto discutere.
pon/ATS