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La direttiva di passare ad altri sistemi operativi - il Mac della Apple o la piattaforma open-source Linux - è partita nel gennaio scorso, dopo il cyber-attacco originato dalla Cina. La decisione, sottolinea il quotidiano, potrebbe realmente porre fine all'uso di Windows nelle sedi di Google, che conta oltre 10 mila impiegati nel mondo.
Agli inizi di gennaio Google avrebbe autorizzato alcuni nuovi assunti a utilizzare Windows, ma solo su computer portatili, mentre ora i nuovi dipendenti possono scegliere tra Mac e Linux.
La piattaforma Windows è la più bersagliata dai criminali informatici a causa della sua elevata diffusione. Secondo i dati forniti oggi dalla società di rilevazioni NetApplications, il sistema di Microsoft deteneva a maggio il 91,28% del mercato mondiale, contro il 5,27 del Mac e l'1,13% di Linux.
Problemi di sicurezza a parte, il passaggio da Windows ad altre piattaforme si inquadra anche nell'ottica di Chrome Os, il sistema operativo che Google ha in programma di lanciare entro la fine dell'anno. Si tratterebbe insomma di un modo per favorire l'uscita dei prodotti di Microsoft dalla compagnia: non solo Windows, ma anche il browser Explorer e la suite da ufficio Office, cui Mountain View ha già fornito delle alternative con Chrome e Docs.