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Per la prima volta da 13 anni chi acquista ha oneri superiori. Lo indica uno studio di Credit Suisse
Comprare costa di nuovo di più che affittare: per la prima volta da 13 anni chi acquista un appartamento di proprietà ha oneri superiori a chi, invece, prende un alloggio comparabile in locazione. Lo afferma uno studio di Credit Suisse, che spiega l’inversione di tendenza con il forte aumento dei tassi delle ipoteche fisse registrato di recente. Un’evoluzione che, stando agli esperti della banca, è destinata a proseguire.
Nel primo trimestre 2022 i proprietari hanno dovuto pagare il 3,1% in più per la proprietà abitativa rispetto agli inquilini, mentre all’inizio del 2021 risparmiavano il 15,5%. Questo tipo di "sconto" è comunque ancora garantito a chi opta per un’ipoteca Saron (cioè a tesso variabile). Chi per contro ha un mutuo a tasso fisso ha visto lievitare il costo: il tasso per la durata a cinque anni era dell’1,1% a inizio 2021, mentre nel primo trimestre di quest’anno ha sfiorato il 2%.
Per i calcoli gli specialisti di Credit Suisse ricorrono ai prezzi e ai canoni pubblicizzati per un appartamento di 4,5 stanze. Viene ipotizzato un finanziamento esterno dell’80% e la scelta di un tasso fisso a 5 anni. In base a questi parametri il costo di un alloggio comprato (includendo tutti i costi) è di 23’128 franchi all’anno, mentre per l’appartamento il canone è di 22’440 franchi.
A causa dei bassi tassi di interesse ipotecari alla fine del 2008, dopo lo scoppio della crisi finanziaria, la tendenza generale era che i costi finanziari per la proprietà abitativa fossero inferiori a quelli di un appartamento in affitto comparabile. Storicamente, tuttavia, nella maggior parte dei casi si è dovuto pagare un premio per la proprietà dell’abitazione: in media tra il 1993 e il 2008 questo ammontava al 29%. Le cifre precedenti non sono disponibili.
Stando a Credit Suisse il premio di proprietà può essere giustificato dal fatto che essere proprietari di un’abitazione offre maggiori possibilità di progettazione individuale. Di norma, questo si traduce in un livello di design dell’immobile leggermente più elevato. Molti proprietari, inoltre, sono disposti a pagare un sovrapprezzo per la libertà di vivere in casa propria.
I tassi d’interesse ipotecari stanno ulteriormente salendo nel corrente secondo trimestre del 2022: il cosiddetto premio di proprietà quindi aumenterà ancora. Per molti proprietari nel breve termine però cambierà poco: molte famiglie hanno infatti fissato i loro tassi per diversi anni e continueranno a beneficiare per un bel po’ di tempo di oneri finanziari contenuti.