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Il Consiglio federale ha deciso di inasprire le sanzioni contro la Siria sulla scorta di quelle adottate dall'Unione europea il 2 settembre scorso. Tali provvedimenti - che entrano in vigore da domani - comprendono il divieto dell'importazione, dell'acquisto e del trasporto di petrolio e di prodotti petroliferi provenienti dallo Stato siriano.
"Sarà inoltre vietato mettere a disposizione mezzi finanziari, assicurazioni e riassicurazioni concernenti tali attività", si legge in una nota. Le nuove misure sono state prese in considerazione della "continua repressione della popolazione da parte delle forze armate e di sicurezza siriane".
I contratti già esistenti possono invece essere eseguiti fino al 15 novembre 2011, ma devono essere dichiarati alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO).
Gran parte delle esportazioni siriane di petrolio è destinata all'Unione europea. Già da anni la Svizzera non importa più greggio e prodotti petroliferi da questo Stato. L'ultima importazione, per un totale di 4 milioni di franchi, risale al 2005. Di conseguenza, i nuovi divieti non si ripercuoteranno sul livello di approvvigionamento della Confederazione, indica ancora il comunicato.
Finora i provvedimenti a carico della Siria comprendevano un embargo per il materiale di armamento, un divieto di importazione dei beni utilizzati a scopi repressivi, nonché sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio nei confronti di 54 persone e 12 imprese ed organizzazioni. In seguito alle sanzioni finanziarie, sono stati congelati in Svizzera valori patrimoniali per un importo di circa 45 milioni di franchi.
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