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NEW YORK - La teoria della relatività generale di Einstein ha superato anche l'esame più severo, quello in una delle regioni più estreme del cosmo: ai margini di un buco nero.
Il test è basato su una delle immagini più famose della storia della scienza, la foto del buco nero M87, la prima al mondo di uno di questi mostri cosmici, scattata dalla collaborazione internazionale Eht (Event Horizon Telescope). Lo stesso gruppo che ha adesso condotto il nuovo test, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Physical Review Letters (Prl).
Per provare la validità della teoria di Einstein, i ricercatori di Eht hanno studiato l'ombra del buco nero M87. Proprio l'intensa gravità di un buco nero, infatti, spiegano gli esperti di Eht, curva lo spaziotempo, agendo da lente d'ingrandimento sull'ombra del buco nero, che appare quindi più grande.
Le ombre di un buco nero, spiegano gli esperti, sono diverse da quelle che sperimentiamo nella vita quotidiana. Mentre un oggetto fisico proietta un'ombra impedendo alla luce di attraversarlo, un buco nero, invece, può creare l'effetto di un'ombra convogliando la luce verso se stesso, in una sorta di terra di nessuno appena al di fuori del punto di non ritorno, il cosiddetto orizzonte degli eventi, oltre il quale tutto viene ingoiato per l'enorme attrazione gravitazionale del buco nero, luce compresa.
«Le dimensioni dell'ombra del buco nero sono in accordo con le previsioni della teoria della relatività», precisa una delle autrici, Lia Medeiros, dell'Istituto di studi avanzati di Princeton, lo stesso in cui lavorò Einstein negli Stati Uniti. «Abbiamo dimostrato che è possibile usare l'immagine di un buco nero per verificare la teoria della gravità. Il test - conclude - dimostra come la teoria di Einstein riesca a superare le prove più difficili, restando valida anche nelle condizioni più estreme, come ai margini di un gigantesco buco nero».