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«Sono considerazioni generali sulla vita e sulla morte. L'abbiamo scritta di getto, in una sera, io ed Elena, alla notizia del decesso. La sera è venuto il testo, l'indomani la musica e poi l'abbiamo registrata». Così svela a laRegione Marco Zappa, autore assieme alla moglie, la genesi del brano dedicato a Marco Borradori poco dopo la sua dipartita. La canzone è intitolata inequivocabilmente, 'Quell'Ultima Corsa', che evoca le circostanze del decesso del politico, mercoledì scorso al Cardiocentro, all'indomani dell'arresto cardiaco accusato durante un allenamento in solitaria a Vezia in preparazione alla maratona di New York. E proprio la Grande Mela è citata più volte nel brano dell'artista ticinese.
«È un brano che vuole esprimere il grande rispetto e amore umano per una persona che non ha mai fatto della sua appartenenza politica un'arma per annientare o denigrare l'avversario, ma che ha sempre cercato invece il dialogo con il sorriso e l'entusiasmo della dialettica» - chiarisce Zappa, che evidenzia di non appartenere al suo partito e che Borradori stesso «era in antitesi sulle cose che il Mattino diceva. Era un signore, che si faceva apprezzare trasversalmente».
«La canzone vorrebbe riuscire anche a far riflettere ognuno di noi, sulla propria precarietà e sul grande bisogno dell'uomo di riuscire a comunicare le proprie sensazioni con cordialità e senza astio» - sottolinea Zappa. La canzone non farà tuttavia parte del prossimo disco del compositore, in uscita a ottobre. «No, perché ormai è già stato registrato» - confida. Il brano è stato intanto pubblicato su Youtube. Chitarra, armonica e voce, qui di seguito l'incipit: 'E ritornano i pensieri/sulla vita e sulla morte,/su quella sorte imprevedibile/che ci prende all'improvviso./Quella corsa sotto il sole/con in testa Nuova York/una corsa per la vita/e dove hai incontrato... la morte.' (...)