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Uno studio condotto dal Laboratorio di Federica Sallusto (IRB-USI, Bellinzona e ETH di Zurigo) e dal Laboratorio di David Veesler (Università di Washington, Seattle), recentemente pubblicato su Science, descrive una nuova classe di anticorpi che si legano e neutralizzano la maggior parte dei coronavirus umani e animali, comprese tutte le varianti del SARS-CoV-2. Questi anticorpi rivelano un nuovo bersaglio per la progettazione di vaccini universali contro i coronavirus.
I coronavirus circolano nella popolazione umana da decenni e causano stagionalmente i comuni raffreddori. Tuttavia, la recente trasmissione zoonotica (dagli animali) ha portato all’introduzione di SARS-CoV, MERS-CoV e SARS-CoV-2 altamente patogeni che hanno causato epidemie e l’attuale pandemia. In considerazione dell’impatto globale dell’attuale pandemia e del probabile verificarsi di nuove trasmissioni zoonotiche, è urgente sviluppare una strategia di vaccinazione “universale” che possa offrire un’ampia protezione contro tutti i coronavirus.
Una componente importante dell’immunità è rappresentata dagli anticorpi, proteine a forma di “Y” prodotte dalle cellule B del nostro sistema immunitario in seguito ad infezioni o vaccinazioni. Gli anticorpi sono in grado di legarsi ai virus impedendo l’infezione delle cellule ospiti, ma di solito sono altamente specifici per una determinata specie di virus. In questo studio, il team ha cercato una rara classe di anticorpi in grado di riconoscere e neutralizzare tutte le specie di coronavirus.
Utilizzando una metodologia innovativa e sensibile, il team ha isolato una nuova classe di anticorpi provenienti da individui infetti e vaccinati che si lega e neutralizza la maggior parte dei coronavirus umani e animali, comprese tutte le varianti del SARS-CoV-2. Questi anticorpi si legano a una regione della proteina spike del coronavirus chiamata peptide di fusione, essenziale per l’ingresso del virus nella cellula ospite e altamente conservata tra i diversi coronavirus. Utilizzando approcci strutturali e funzionali, il team ha scoperto che il peptide di fusione è tenuto “nascosto” nella proteina spike e viene esposto solo quando la proteina spike del virus si lega al recettore sulla cellula ospite.
La scoperta del peptide di fusione come bersaglio per gli anticorpi ad ampia neutralizzazione apre la strada alla progettazione di vaccini di prossima generazione in grado di indurre tali anticorpi ad ampia protezione.
Questo studio è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Humabs BioMed (filiale di Vir Biotechnology), istituzioni cliniche svizzere e italiane: Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), Clinica Luganese Moncucco, INGM Milano e Università di Lovanio.
Article
Jun Siong Low, Josipa Jerak, Alejandra Tortorici, Matthew McCallum, Dora Pinto, Antonino Cassotta, Mathilde Foglierini, Federico Mele, Rana Abdelnabi, Birgit Weynand, Julia Noack, Martin Montiel-Ruiz, Siro Bianchi, Fabio Benigni, Nicole Sprugasci, Anshu JoshiJohn E. Bowen, Cameron Stewart, Megi Rexhepaj, Alexandra C. Walls, David Jarrossay, Diego Morone, Philipp Paparoditis, Christian Garzoni, Paolo Ferrari, Alessandro Ceschi, Johan Neyts, Lisa A. Purcell, Gyorgy Snell, Davide Corti, Antonio Lanzavecchia, David Veesler and Federica Sallusto.
Science, 2022. DOI: 10.1126/science.abq2679