Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01208.jsonl.gz/1364

GINEVRA - La Corte di giustizia di Ginevra ha pronunciato stasera la messa in libertà di Erwin Sperisen, conformandosi così a una sentenza del Tribunale federale. Gli sono però state imposte misure per assicurarsi che si presenterà al suo processo previsto a fine novembre.
L'ex capo della polizia nazionale del Guatemala, accusato dal ministero pubblico ginevrino di aver partecipato all'esecuzione extragiudiziale di dieci detenuti nel Paese centroamericano mentre dirigeva le forze di polizia, dovrà portare un braccialetto elettronico e sarà agli arresti domiciliari presso sua moglie, nella città vecchia di Ginevra.
Sperisen sarà autorizzato ad effettuare due uscite quotidiane e dovrà presentarsi tre volte alla settimana a un posto di polizia. Non è stata richiesta nessuna cauzione. La messa in libertà dell'ex capo della polizia nazionale del Guatemala non avverrà prima di lunedì, per avere il tempo di mettere in regola alcuni dettagli amministrativi.
Sperisen era già stato condannato due volte alla prigione a vita dalla giustizia ginevrina. Il Tribunale federale (TF) ha nel frattempo archiviato questa condanna e chiesto l'apertura di un nuovo processo. Questo si svolgerà il prossimo 28 novembre. L'ex capo della polizia guatemalteca chiederà il suo proscioglimento.
Secondo il procuratore Yves Bertossa, Sperisen è da considerarsi almeno complice di assassinio. Mentre stando agli avvocati dell'imputato, il TF ha rilevato che le accuse non sono più sufficienti a mantenere il loro cliente in detenzione. Mon Repos, secondo i legali Giorgio Campa e Florian Baier, avrebbe infatti inviato un messaggio alle autorità ginevrine. La sentenza "è un passo importante verso l'innocenza di Erwin Sperisen, che è stato condannato sulla base di testimonianze fortemente contestate".