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GINEVRA - Pierre Maudet respinge il progetto di bilancio del governo ginevrino per il 2020, che presenta un deficit di 590 milioni di franchi.
«Ho manifestato personalmente la mia opposizione», afferma il discusso direttore del Dipartimento dello sviluppo economico in un'intervista pubblicata oggi dalla "Tribune de Genève" e da "24 Heures". «Ho partecipato in modo attivo ai lavori preparatori estivi», ma «questo bilancio non è opportuno né nella sostanza, né nella forma».
«Il Consiglio di Stato sta superando i limiti che si è posto», afferma Maudet, denunciando la mancanza di riforme e un aumento «sproporzionato» del numero di posti statali rispetto alla crescita demografica.
«Abbiamo quasi completato il primo terzo di questa legislatura e questo è l'ultimo momento buono per adottare misure strutturali che si applicheranno durante il mandato», che termina nel 2023. Questo progetto è pericoloso nell'attuale contesto economico più che incerto. Stiamo semplicemente rinviando alla prossima legislatura il momento in cui faremo dei tagli netti».
Il presidente del Consiglio di Stato Antonio Hodgers ha spiegato giovedì che il deficit nel bilancio del prossimo anno è dovuto agli effetti attesi di tre grandi progetti approvati in votazione, vale a dire la riforma della tassazione delle imprese, la ricapitalizzazione della cassa pensioni statale di Ginevra e l'aumento dei sussidi per l'assicurazione malattia.
Il disavanzo di 590 milioni, secondo la ministra delle finanze ginevrina Nathalie Fontanet (PLR), potrà essere riassorbito dalle riserve, che ammontano a 710 milioni di franchi.