Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/106481

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rivedere la soglia di tolleranza del 5 per cento che sancisce le discriminazioni salariali nell'ambito della procedura per l'aggiudicazione di commesse pubbliche definita dalla legge sugli acquisti pubblici affinché possano essere applicate delle misure anche a quelle imprese che mostrano dei risultati insoddisfacenti ma non raggiungono questa soglia. Nello stesso tempo questi risultati dovrebbero essere resi pubblici in forma anonima nell'ambito del rendiconto annuale della Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce molta importanza all'imperativo di parità salariale tra uomo e donna ed è favorevole al principio "salario uguale per un lavoro di uguale valore". Le imprese che ricevono commesse della Confederazione devono garantire il rispetto della parità tra donna e uomo in ambito salariale (art. 8 della legge federale sugli acquisti pubblici; RS 172.056.1). Esse confermano di rispettare questo principio firmando un'autodichiarazione. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) mette gratuitamente a disposizione delle imprese lo strumento "Logib" (il test per controllare autonomamente la parità salariale dell'impresa, www.logib.ch).</p><p>L'UFU effettua controlli a campione presso le imprese, scegliendole a caso tra le commesse della Confederazione pubblicate sul sito simap.ch. I controlli avvengono tramite una procedura statistico-economica (analisi della regressione). Le differenze di stipendio tra donne e uomini sono analizzate in base a elementi oggettivi rilevanti per la determinazione degli stipendi. Se una parte di tali differenze risulta non chiarita, l'impresa può addurre altri fattori non discriminatori. La parte che permane non chiarita è considerata discriminatoria. I controlli degli stipendi sono complessi e costosi. Per motivi di esecuzione e praticabilità la spesa deve essere contenuta entro limiti ragionevoli. Ciò può comportare che nell'analisi non siano considerati tutti i fattori rilevanti per l'impresa. Con l'introduzione della soglia di tolleranza è possibile tenere conto di tale fatto. Per questo motivo la Commissione degli acquisti della Confederazione (CA) in collaborazione con l'UFU aveva stabilito una soglia di tolleranza del 5 per cento. Tale soglia è stata definita in modo piuttosto generoso per concedere alle aziende il tempo di adattarsi alla nuova situazione. Essa è applicata esclusivamente nell'ambito dei controlli sugli acquisti pubblici. In questo modo si intende mantenere il controllo delle spese entro limiti ragionevoli e contemporaneamente evitare che un'impresa sia sanzionata ingiustamente. Anche con l'applicazione di tale soglia di tolleranza si attende un effetto preventivo. La soglia di tolleranza stabilita non deve assolutamente servire a favorire una discriminazione a livello salariale. La legge stessa non prevede alcuna soglia di tolleranza.</p><p>Dall'introduzione dei controlli, avvenuta nel 2006, sono state controllate undici imprese. L'anno prossimo, a conclusione della fase pilota quinquennale, l'UFU presenterà alla CA una valutazione dei risultati e degli iter procedurali. Nell'ambito di questa valutazione la CA in stretta collaborazione con l'UFU esaminerà anche l'attuale soglia di tolleranza del 5 per cento. Inoltre, si definirà in che forma dovranno essere pubblicati i risultati di tale verifica, rendendo così superflua una richiesta analoga al Consiglio federale.</p><p>Nel mese di marzo del 2009 è stato inoltre avviato il cosiddetto dialogo sulla parità salariale (www.dialogo-parita-salariale.ch). Con questo progetto, indipendentemente dall'aggiudicazione di commesse pubbliche, si intende incentivare il maggior numero di imprese possibile a verificare spontaneamente i propri stipendi e ad eliminare eventuali discriminazioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.