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La Commissione della concorrenza (Comco) ha avviato un'inchiesta preliminare su Coca-Cola Svizzera volte a determinare l'esistenza di eventuali intese illecite con altre succursali europee destinate ad impedire importazioni parallele della bibita più nota al mondo. La notizia, riportata oggi dal portale online Newsnet, è stata confermata all'ats dal direttore della Comco Rafael Corazza.
Sulla base delle rivelazioni di Newsnet, l'intesa destinata ad impedire ai dettaglianti di rifornirsi di Coca-Cola a prezzi favorevoli riguarderebbe le sedi ubicate in Germania, Austria, Francia e Italia.
La Comco sta esaminando se sussistano elementi concreti tali da far credere che Coca-Cola Svizzera abbia agito in modo tale da impedire il libero gioco della concorrenza.
All'inizio dell'anno, Denner aveva importato dalla Repubblica ceca la bottiglia di due litri di Coca-Cola, suscitando un certo scompiglio nel mondo dei commercio e ridando fiato al problema della importazioni parallele.
Da gennaio, la catena di negozi controllata da Migros importa la famosa bevanda dalla Repubblica Ceca. All'epoca, Denner aveva comunicato, per il tramite della sua portavoce Paloma Martino, che grazie alle importazioni parallele i prezzi sarebbero scesi di circa il 10%.
Si tratta di una decisione volta ad aggirare i prezzi artificialmente alti praticati da Coca Cola Svizzera, aveva detto la portavoce. Coca Cola Svizzera aveva deplorato la via scelta dal discounter.
Denner si era già messa in luce in passato per le sue importazioni parallele volte a ridurre i prezzi. Sara Stalder, direttrice dell'organizzazione dei consumatori della Svizzera tedesca, aveva salutato la decisione del dettagliante, avvertendo tuttavia che Coca Cola Svizzera non avrebbe abbassato i propri prezzi, ma avrebbe invece tentato di bloccare le importazioni parallele intervenendo presso gli intermediari.