Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01239.jsonl.gz/1432

Il "no" russo non sorprende la Svizzera
Ignazio Cassis non esclude però che la posizione sui buoni uffici elvetici per l'Ucraina possa cambiare
La Russia non ne vuole sapere dei buoni uffici elvetici nei suoi rapporti con l'Ucraina. Il "no" espresso da Mosca attraverso la propria ambasciata e in conferenza stampa per bocca del viceportavoce del Ministero degli esteri non sorprende Ignazio Cassis, a Locarno giovedì: "Sapevamo che la richiesta dell'Ucraina di rappresentare gli interessi consolari dei suoi cittadini in Russia e anche un po' quelli diplomatici non era facilmente accettabile dal Cremlino, ma eravamo onorati che Kiev ci facesse questa domanda", ha spiegato.
Il capo del Dipartimento degli affari esteri ritiene però che si possa anche trattare di una questione di timing e che "un no oggi potrebbe non essere un no anche domani".
Per la Russia la Svizzera non può più essere considerata un Paese neutrale, avendo aderito alle sanzioni occidentali, "una cosa che sentiamo da quando abbiamo preso questa decisione", afferma Cassis, che ha quale scopo di "indebolire economicamente la Russia perché cessi questa guerra".
"Non credo che rispetto alla guerra in Ucraina si possa mantenere una posizione di neutralità assoluta", ha aggiunto dal canto suo la presidente del Consiglio nazionale Irène Kälin, lei pure al Festival. Secondo la prima cittadina elvetica, la Confederazione ha agito nel rispetto dei suoi principi e del diritto internazionale.