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È un presidente della Confederazione e ministro delle finanze molto prudente nella scelta degli aggettivi, l'Ueli Maurer che dopo la sentenza di giovedì scorso del Tribunale federale in materia di UBS e dei dati di oltre 40'000 clienti francesi della banca accetta di farsi intervistare dal nostro Telegiornale. Prudente nella misura in cui alla prima domanda sulla posizione del governo risponde ricordando che la separazione dei poteri non prevede alcun commento ufficiale dell'esecutivo federale sulla vicenda.
Accettando comunque di rispondere ad alcune domande di carattere generale sulle conseguenze che la sentenza di giovedì avrà per la piazza finanziaria, Ueli Maurer ha ammesso che "la sentenza ha sorpreso il Consiglio federale". Ma solo il futuro, aggiunge, mostrerà se i francesi ed altri Stati che dovessero avanzare richieste simili, rispetteranno il cosiddetto principio di specialità previsto dall'assistenza giudiziaria, ossia un impiego dei dati forniti dalle nostre banche che si limiti alle questioni tributarie. In questo senso la sentenza "non va ancora vista come una rottura di tutti gli argini".
Mentre per quanto riguarda ogni tipo di ricerca generica su un gruppo esteso di persone, le "Fishing expeditions", che anche in futuro dall'estero potrebbero piombare sulle banche svizzere e sul nostro sistema giudiziario, il presidente della Confederazione ha detto di aspettarsi "più di un atto parlamentare sul tema". A quel punto bisognerà vedere se serviranno o meno una revisione legislativa, ma una cosa è chiara ha concluso Maurer: "Il nostro margine di manovra è molto limitato."