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Il consigliere federale Cassis ha partecipato al dibattito sullo Stato di diritto su invito del Giappone che, come la Svizzera, dall’inizio dell’anno è membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU e ne detiene la presidenza nel mese di gennaio. «I principi dello Statuto dell’ONU sono oggi messi alla prova: con l’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina sono stati palesemente violati», ha sottolineato Cassis nel suo discorso al Consiglio di sicurezza.
Il capo del DFAE ha invitato gli Stati membri dell’ONU a osservare il diritto internazionale e i principi dello Statuto delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato. «L’operato di organismi internazionali come il Consiglio dei diritti umani dell’ONU, la Corte penale internazionale e i vari meccanismi di indagine e investigazione delle Nazioni Unite è di grande importanza. È essenziale che tutti gli Stati, così come il Consiglio di sicurezza, cooperino pienamente con questi organismi», ha sottolineato Cassis. La Svizzera si impegnerà in seno al Consiglio di sicurezza per rafforzare ulteriormente lo Stato di diritto.
L’argomento al centro del dibattito attuale riguarda due priorità che la Svizzera ha definito per il proprio mandato nel Consiglio di sicurezza, ovvero la protezione della popolazione civile e la promozione di una pace sostenibile. Le altre due priorità sono rafforzare l'efficienza del Consiglio e affrontare la questione della sicurezza climatica.
Il Consiglio di sicurezza stesso deve inoltre garantire che le sue decisioni siano conformi ai principi dello Stato di diritto, specialmente in materia di sanzioni. In proposito, il consigliere federale Cassis ha ricordato gli sforzi compiuti dalla Svizzera per rafforzare il mandato del mediatore ONU, un meccanismo importante che contribuisce al rispetto delle garanzie procedurali nel sistema di sanzioni delle Nazioni Unite. Attualmente, le persone e le organizzazioni il cui nome figura nell’elenco delle sanzioni imposte all’ISIS e ad al-Qaida possono rivolgersi al mediatore per chiedere di essere cancellate. Questa possibilità dovrebbe essere garantita anche negli altri regimi di sanzioni.
Durante il suo soggiorno a New York, il capo del DFAE ha incontrato, tra gli altri, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, il Ministro degli Esteri giapponese Yoshimasa Hayashi, il Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU Csaba Kőrösi, il Mediatore dell'ONU Richard Malanjum e altri rappresentanti degli Stati membri permanenti e non permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
Domani, venerdì, il consigliere federale Cassis si recherà a Washington D.C., dove incontrerà il segretario di Stato americano Anthony Blinken. Tra le altre cose, si discuterà della cooperazione con gli Stati Uniti nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU in aree prioritarie per la Svizzera, tra cui il miglioramento dello Stato di diritto nell'ambito delle sanzioni ONU.
Informazioni supplementari:
Notizie sul seggio della Svizzera nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
Dossier: La Svizzera nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
Un più per la pace
Discorso del consigliere federale Cassis al Consiglio di sicurezza dell'ONU, 12.01.2023
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