Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01188.jsonl.gz/1403

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Collezione Gurlitt: presentate a Berna le prime opere.
KEYSTONE/MANUEL LOPEZ(sda-ats)
Sono state presentate oggi al Kunstmuseum di Berna le prime opere della collezione Gurlitt. Fra i lavori si trovano quelli di "arte degenerata", creati da Otto Dix, Ernst Ludwig Kirchner, Franz Marc, August Macke e Otto Mueller.
Le opere sono arrivate a Berna con qualche giorno di ritardo a causa di problemi nelle formalità di trasferimento alla dogana tedesca.
I circa 200 quadri della collezione di Cornelius Gurlitt saranno mostrati al pubblico dal 2 novembre di quest'anno. L'esposizione avrà il nome "Arte degenerata - confiscata e venduta". Questo tipo di arte veniva definita in tal modo poiché, in epoca nazista, rifletteva valori o estetiche contrarie a quelle del regime.
In totale, i lavori della collezione sono circa 1500 e comprendono grandi nomi come Marc Chagall, Claude Monet, Max Beckmann, Franz Marc, Pablo Picasso e Henri Matisse.
La collezione era stata sequestrata il 28 febbraio 2012 in un vecchio appartamento di Monaco di Baviera su ordine della Procura di Augusta (Augsburg). Cornelius Gurlitt, morto nel capoluogo bavarese il 6 maggio 2014 a 81 anni, l'ha lasciata in eredità esclusiva al Kunstmuseum di Berna.
Una storia tormentata
La collezione ha suscitato diverse polemiche negli ultimi anni. Al momento della sua scoperta i media avevano parlato di "tesoro di Hitler", per il sospetto che all'origine vi fossero dei capolavori razziati dai nazisti.
L'ingente patrimonio artistico era stato stato acquistato da Hildebrand Gurlitt (1895-1956), padre di Cornelius e mercante d'arte vicino al regime nazista, tra gli anni '30 e '40. Poi le opere sono passate al figlio, che le ha tenute nascoste in casa per più di 50 anni.
Ogni tanto l'uomo ne vendeva qualcuna, in modo discreto, per non destare sospetti e non essere scoperto. Una discrezione coronata da successo fino a quando, nel settembre 2010, su un treno proveniente da Zurigo e diretto a Monaco, le guardie di confine bavaresi effettuarono un controllo di routine. Gurlitt, cittadino tedesco che non risultava percepire alcuna fonte di reddito, venne trovato in possesso di una busta contenente 9.000 euro in contanti.
Le successive indagini portarono alla perquisizione nel suo appartamento di fine febbraio 2012.
All'inizio di quest'anno una task force tedesca era riuscita, dopo due anni di lavoro, a chiarire la provenienza di soltanto 11 delle 499 opere che si sospettavano rubate dai nazisti e in soli cinque casi ha potuto provare che si trattava effettivamente di quadri trafugati.
SDA-ATS