Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/36865

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I fanghi di depurazione vengono prodotti negli impianti di depurazione delle acque comunali. Essi contengono fosforo e azoto, ciò che rende interessante la loro utilizzazione come concimi in agricoltura. Inoltre, però, i fanghi contengono in piccole quantità, a volte difficilmente misurabili, la quasi totalità delle sostanze derivanti dall'attività umana nel perimetro di raccolta delle acque di scarico. Si tratta, tra l'altro, di organismi patogeni, metalli pesanti, ormoni, profumi e prodotti di decomposizione dei farmaci. Inoltre, nei fanghi esiste una maggiore quantità di sostanze chimiche non ancora analizzate. Degli effetti di questi elementi in tracce e delle miscele di tali sostanze nei fanghi oggi si sa ancora molto poco.</p><p></p><p>In media in Svizzera nel 2000 è stato utilizzato a fini agricoli il 40 per cento dei fanghi. Il restante 60 per cento è stato incenerito in forni speciali, in impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani e in cementifici. Nel processo d'incenerimento dei fanghi di depurazione le sostanze inquinanti che si concentrano nei fanghi possono essere eliminate dal ciclo biochimico e in massima parte essere sottratte alla biosfera. </p><p></p><p>In seguito ai recenti scandali che hanno offuscato l'immagine di qualità dei prodotti agricoli in Europa (farine animali e malattia della mucca pazza, mangimi per polli contaminati dalla diossina, contaminazione delle derrate alimentari da parte degli OGM), i consumatori hanno reagito modificando la loro politica d'acquisto. Essi esigono prodotti di qualità praticamente esenti da ogni contaminazione. </p><p></p><p>I grandi distributori hanno altresì reagito istituendo dei marchi di qualità (label) per i prodotti in vendita. In genere, il marchio di qualità viene conferito solo se vi è la garanzia che i fanghi non sono stati utilizzati per concimare i terreni. Nella produzione biologica, l'utilizzazione dei fanghi di depurazione è già vietata da un'ordinanza federale (ordinanza del 22 settembre 1997 sull'agricoltura biologica, del DFE).</p><p></p><p>Nel 2001, l'Unione svizzera dei contadini ha proposto agli agricoltori di rinunciare completamente all'utilizzazione agricola dei fanghi di depurazione a partire dalla fine del 2002 e, nel frattempo, di rinunciare a utilizzarli sulle superfici a foraggio. Per la stessa fattispecie, nel febbraio e nell'agosto 2001 i Produttori svizzeri di latte si sono rivolti al DFE per esigere un divieto generale, a partire da gennaio 2002, di utilizzare i fanghi di depurazione quale concime. </p><p></p><p>Le norme per l'utilizzazione dei fanghi di depurazione rientrano nelle competenze delegate al Consiglio federale. Nel maggio 2002 il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha messo in consultazione un progetto di modifica dell'ordinanza sulle sostanze. Esso prevede un immediato divieto di utilizzare i fanghi di depurazione sulle superfici a foraggio e quelle destinate agli ortaggi, come pure un divieto generale dopo un periodo di transizione pluriennale. Dopo aver valutato la consultazione il Consiglio federale emetterà la sua decisione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.