Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/57560

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare senza indugio al Parlamento un complemento della legge federale del 23 marzo 2003 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1), che preveda l'introduzione di un nuovo articolo 36bis. La legge federale sul credito al consumo, che permette alle persone fisiche maggiorenni di concludere un contratto di credito al consumo, deve essere completata nel modo seguente, al fine di tutelare i beneficiari di crediti minori di 25 anni:</p><p>Art. 36 bis (nuovo) - Protezione sociale</p><p>1. La banca commerciale che concede piccoli crediti a giovani adulti elabora una concezione sociale e adotta le pertinenti misure in materia di:</p><p>a. prevenzione della dipendenza da acquisti;</p><p>b. rilevamento precoce di acquirenti a rischio di dipendenza;</p><p>c. elaborazione di strategie di sdebitamento senza concessione di nuovi crediti per il finanziamento della conversione di crediti e dello sdebitamento;</p><p>d. formazione e perfezionamento costante del personale preposto all'esecuzione della concezione sociale;</p><p>e. rilevamento di dati concernenti la dipendenza da acquisti.</p><p>2. Per l'attuazione della concezione sociale, la banca commerciale coopera con gli organi competenti in materia di debiti, consulenza finanziaria e prevenzione delle dipendenze e partecipa al loro finanziamento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) è l'espressione di un difficile compromesso. Una parte di tale compromesso è costituita dall'obbligo del creditore di esaminare, conformemente alle direttive legali, la capacità creditizia di potenziali consumatori (art. 28 segg. LCC). Nello stesso tempo il creditore è tenuto a notificare a un'apposita centrale d'informazione i crediti al consumo da lui concessi (art. 25 segg. LCC). Se il creditore non rispetta tali regole, perde il credito concesso o perlomeno gli interessi dovuti dal consumatore (art. 32 LCC). Tenendo conto che il Parlamento, in occasione del dibattito concernente la legge sul credito al consumo, non è entrato nel merito di proposte simili a quelle avanzate nella mozione o le ha dichiarate prive di oggetto in seguito all'adozione della LCC, non si rivela necessario un inasprimento dell'esame della capacità creditizia, il cui modello è stato adottato su scala europea (cfr. in particolare Iniziativa parlamentare Goll, 95.413; Boll. uff.1999 N 1930 seg.).</p><p>Il fatto che la mozione proponga anche l'adozione di misure per lottare contro l'indebitamento di giovani adulti non cambia nulla. Le persone che hanno compiuto il loro diciottesimo anno d'età sono considerate maggiorenni dalla legge e possono quindi concludere contratti, purché siano capaci di discernimento (art. 13 segg. CC). Non si vede per quale motivo tali principi non debbano essere applicati al credito al consumo. Oltretutto è solo da pochi anni che il legislatore ha abbassato il limite della maggiore età da 20 a 18 anni. Nella misura in cui i giovani adulti guadagnano meno, il menzionato esame della capacità creditizia garantisce che venga limitato il credito a loro concesso o che non gliene vengano concessi del tutto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.