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Il tennis svizzero è ben rappresentato all'Open di Ginevra. All'ombra di Roger Federer, anche Dominic Stricker e Henri Laaksonen avranno il loro momento di gloria al Parc des Eaux-Vives.
Il grande pubblico attende con impazienza l'entrata in scena di Roger Federer. In attesa di ammirare i primi scambi del basilese al Master al Parc des Eaux-Vives, i fan svizzeri avranno comunque l'opportunità di vibrare per altri due tennisti svizzeri, Dominic Stricker (ATP 419) e Henri Laaksonen (ATP 150).
Vincitore del Roland Garros juniores nello scorso mese di ottobre e pure del Lugano Challenger lo scorso marzo, il giovane bernese sta destando grande curiosità. Opposto al primo turno a Marin Cilic - vincitore degli US Open nel 2014 e attuale numero 46 del ranking ATP - il 18enne Stricker deve godersi il momento e imparare il più possibile da una sfida che lo vede in campo contro un avversario di tale caratura.
«Deve divertirsi e giocare le sue carte fino in fondo. È un match dal quale può trarre molta esperienza. Ovviamente sarei felice se riuscisse a compiere un colpaccio, ma sinceramente voglio che si goda al meglio questa settimana e che questo invito lo possa motivare per il futuro», queste sono le parole di Marc Rosset - il direttore sportivo del torneo - pronunciate ai riguardi del giovane tennista di belle speranze Dominic Stricker.
«Dobbiamo lasciarlo crescere con calma e non fare eccessivi confronti con Roger (Federer ndr.) o Stan (Wawrinka ndr). In questo periodo si parla spesso di lui perché siamo assolutamente alla ricerca di un successore dei nostri due campioni. Il problema è che hai un Federer ogni 150 anni e pure uno Stan è altrettanto raro. Stiamo parlando di due vincitori di tornei del Grande Slam. Se Stricker dovesse stabilirsi fra i primi 50-100 nella classifica ATP sarebbe già una carriera incredibile. Certo, ora sembra mostrare di avere il potenziale per andare anche oltre, ma la strada sarà lunga», ha aggiunto il 50enne di Ginevra.
L'ex capitano di Coppa Davis ha poi parlato anche di Henri Laaksonen, terzo e ultimo svizzero presente nel tabellone principale. Il 29enne ha dovuto passare dalle qualificazioni, dove grazie alle due vittorie fatte segnare contro Cedrik-Marcel Stebe (ATP 134) e Alejandro Tabilo (ATP 166) si è guadagnato il primo turno, stadio della competizione dove affronterà l'ungherese Marton Fucsovics (ATP 44).
«Sono molto felice che abbia affrontato le qualificazioni con successo, nel complesso ha mostrato un buon tennis. Non è una novità: lo sappiamo bene che ha il potenziale per ritagliarsi un posto fra i migliori 50 tennisti del globo. Il suo problema maggiore è il mentale, dal punto di vista strettamente tennistico non gli manca nulla. È un po' che aspettiamo che si possa confermare», ha poi voluto precisare Rosset.
Il campione olimpico del torneo singolare di Barcellona nel 1992 non ha ancora perso la speranza di vedere il giocatore di origini finlandesi affermarsi fra i Top 100.
«Spero davvero che possa vincere più partite qui a Ginevra e incamerare punti importanti per scalare la classifica ATP. Io sono dell'idea che la parte più difficile è quella di entrare nei Top 100, non quella di rimanerci con stabilità. Una volta che si riesce ad entrare, basta vincere 2-3 partite con una certa regolarità per non farsi risucchiare dagli inseguitori», ha poi concluso il gigante ginevrino di due metri.
Dopo quattro anni di mediocrità - senza voler mancare di rispetto a nessuno - il Parc des Eaux-Vives sembra finalmente pronto ad accogliere un degno successore di Stan Wawrinka, l'ultimo tennista elvetico ad aver trionfato al torneo ginevrino, nel 2016 e nel 2017.