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Un raduno contro la guerra, un altro per il riconoscimento dell'indipendenza del Donbass
BELGRADO - Due manifestazioni di segno opposto sulla guerra in Ucraina si sono svolte nel pomeriggio nel centro di Belgrado. In un raduno promosso dalla ong "Donne in nero" è stata chiesta l'immediata cessazione dell'intervento militare russo, ed è stata espressa solidarietà al popolo ucraino.
«La Serbia deve prendere una posizione chiara contro l’aggressione russa» ha detto Stasa Zajovic, attivista dell'organizzazione che è impegnata nella difesa dei diritti umani e delle libertà democratiche.
A poca distanza hanno manifestato aderenti al Nuovo partito comunista di Jugoslavia (Nkpj) e alla Federazione della gioventù comunista di Jugoslavia (Skoj), che hanno sollecitato la dirigenza di Belgrado a riconoscere l'indipendenza delle autoproclamate Repubblicie popolari di Donietsk e Lugansk, nel Donbass ucraino.
Ciò, hanno sottolineato gli organizzatori, contribuirebbe a «spezzare la schiena il più presto possibile alla giunta fascista di Kiev, e a ristabilire la pace in Ucraina». Le due manifestazioni, svoltesi con la presenza di un massiccio schieramento di polizia, si sono concluse senza incidenti.