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Era un lunedì post votazioni federali il 21 maggio del 1984 e il Giornale del Popolo apriva con il “no” a due iniziative popolari: la prima lanciata dai socialisti “contro l’abuso del segreto bancario e la potenza delle banche” e la seconda “contro la svendita del territorio nazionale”. In particolare la seconda, secondo una stretta maggioranza della popolazione elvetica (il 51,1%) fu letta come una iniziativa “xenofoba” che, allo scopo di tutelare il territorio, avrebbe però chiuso agli stranieri la possibilità di insediare aziende in Svizzera. Il GdP dedicava un editoriale al tema, titolando “È una vittoria del federalismo e dell’autodifesa”, elogiando lo “spirito di solidarietà che era sembrato scomparso dalle scene elvetiche”.
Ma la prima pagina dava ancora una volta notizie legate all’Unione Sovietica, dopo la liberazione di alcuni sovietici detenuti in Afghanistan che, prima di tornare nella loro Madre Russia, sarebbero passati in Svizzera. Due di loro espressero l’intenzione di restare.
Di spalla invece, accanto ad una notizia su Giovanni Paolo II, si parlava della scomparsa di Andrei Sakharov fisico sovietico, famoso nel mondo dapprima per il contributo alla messa a punto della bomba all'idrogeno e successivamente per la sua attività in favore dei diritti civili che gli valse il premio Nobel per la pace. Dopo aver criticato l’entrata delle truppe russe in Afghanistan, venne confinato dal Cremlino a Novgorod e l’unico contatto con l’esterno fu con la moglie Yelena Bonner. Dal 1988, ogni anno il Parlamento europeo assegna il "Premio Sakharov per la libertà di pensiero" a personalità e organizzazioni distintesi nell'attività in favore dei diritti umani e nella lotta contro l'intolleranza, il fanatismo e l'oppressione.
La Terza pagina era occupata dalla memoria della storica battaglia di Montecassino: episodio storico della Seconda Guerra Mondiale, durante cui venne distrutta inutilmente l’antica Abbazia.
Nelle pagine di cronaca regionale, ampio spazio ancora all’agitazione dei giorni precedenti dei docenti a Bellinzona e Lugano. In particolare al liceo luganese, si raccoglieva la solidarietà degli studenti per il primo sciopero degli insegnanti in Ticino, in cui i docenti condannavano la situazione di precarietà in cui si trovavano e la perdita di qualità degli studi. E sempre a proposito di giovani, ma nelle pagine del Mendrisiotto, si polemizzava sulla presenza di alcuni ragazzi nella “piazza” di Balerna che stavano in strada fino a tarda ora disturbando la popolazione. Una polemica su cui si espresse anche don Aurelio Muther, richiamando ai valori della famiglia in una lettera sul GdP. Una lettera che sarebbe attuale anche oggi.
Una notizia curiosa, dal Bellinzonese: in cui ampio spazio in pagina era occupato dai problemi degli apicoltori, che segnalavano un’annata compromessa dal maltempo, per la produzione di miele.
Per lo sport, infine, il Lugano andava alla deriva subendo un’amara sconfitta contro il Laufen, perdendo 6 punti in una settimana e compromettendo, di fatto, una buona stagione in A. Per i motori ancora una vittoria per la McLaren di Niki Lauda sul circuito di Digione.