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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I primi casi di polmonite atipica si sono registrati nella Cina meridionale nel novembre dello scorso anno. Nel frattempo il nuovo coronavirus, che è all'origine della malattia, si è diffuso in diversi Paesi del Sudest asiatico (Cina, Regione amministrativa speciale di Hong Kong, Singapore, Vietnam, Taipei) e a Toronto (Canada) facendo sorgere diversi focolai della Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). In base alle conoscenze attuali, il contagio avviene quasi esclusivamente tramite le piccolissime goccioline contenute negli starnuti o nella tosse, anche se non si possono escludere del tutto altre vie infettive (infezioni a trasmissione oro-fecale). La fase acuta della malattia è caratterizzata da febbre alta, tosse secca, difficoltà respiratorie e da altri sintomi collaterali. L'infezione può avere un decorso grave e nel 15% per cento dei casi porta alla morte; questa percentuale di decessi è notevolmente più elevata tra le persone anziane che tra i giovani. Attualmente non è disponibile né un vaccino né una cura specifica ed efficiente contro questa forma di coronavirus. </p><p>Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), fino alla metà dello scorso mese di maggio sono stati segnalati 7500 casi probabili di polmonite atipica e oltre 550 decessi; l'85% delle segnalazioni di SARS provengono dalla Cina (Regione amministrativa speciale di Hong Kong inclusa). Complessivamente 30 Paesi hanno notificato pazienti affetti da polmonite atipica all'OMS. In Svizzera è finora stato riscontrato un unico caso probabile di SARS; nel frattempo la persona è guarita. In molti pazienti, segnalati inizialmente come casi probabili di SARS, è stato in seguito constatato che i sintomi erano provocati da altri agenti patogeni (influenza, ecc.).</p><p>Sotto la direzione e il coordinamento dell'OMS, le regioni e i Paesi in cui sono presenti focolai di polmonite atipica hanno preso ed attuato provvedimenti per combattere e per tenere sotto controllo la malattia. Queste misure prevedono tra l'altro che negli aeroporti internazionali delle regioni colpite tutte le persone in partenza siano informate, interrogate e che venga loro misurata la temperatura corporea. In base alle direttive dell'OMS, l'UFSP ha elaborato raccomandazioni e, in collaborazione con i Cantoni, adottato misure per prevenire un'epidemia di SARS in Svizzera. Le raccomandazioni e le misure sono principalmente tese a riconoscere prematuramente i casi sospetti di polmonite atipica, ad isolarli e curarli, ad informare determinati gruppi a rischio (viaggiatori) e la popolazione, a rintracciare le persone entrate in contatto con casi probabili di SARS e a favorire la collaborazione internazionale per evitare una propagazione della malattia in Svizzera.</p><p>Risposte ai singoli punti sollevati dall'interpellante:</p><p>Informazione capillare alle persone che entrano in Svizzera: tutti i passeggeri in partenza da un Paese che presenta focolai dell'infezione SARS sono sottoposti all'aeroporto ad un esame per verificare se presentano i sintomi e se sono entrati in contatto con la malattia. Agli aeroporti internazionali svizzeri (Zurigo, Ginevra), dove atterrano i voli diretti provenienti da uno dei Paesi indicati dall'OMS come regioni con focolai di SARS, è stato inoltre predisposto un dispositivo per assicurare che tutti i passeggeri ricevano, prima dell'atterraggio, un foglio informativo preparato dall'UFSP. In questo foglio si invitano in particolare i viaggiatori a contattare immediatamente un medico se nei dieci giorni successivi ad un soggiorno in un Paese in cui è presente la SARS accusano i sintomi specifici della malattia. Inoltre è stata allestita una hotline gestita dall'UFSP alla quale possono rivolgersi tutte le persone che hanno domande in merito alla polmonite atipica.</p><p>Informazioni ai viaggiatori in una lingua a loro nota: dalla metà dello scorso mese di maggio il foglio informativo, consegnato prima dell'atterraggio in Svizzera a tutti i passeggeri di un volo diretto proveniente da un Paese in cui sono presenti focolai di SARS, è disponibile in sei lingue (tedesco, francese, inglese, mandarino, mandarino semplificato, malese). </p><p>Misure di prevenzione all'aeroporto di Zurigo: sia all'aeroporto di Zurigo sia a quello di Ginevra è stato predisposto un dispositivo che consente di prendere rapidamente, sotto la direzione del medico in capo della dogana, le necessarie misure se dovesse presentarsi in caso sospetto di SARS. Queste misure prevedono di isolare, assistere e ospedalizzare immediatamente il paziente sospettato di aver contratto la polmonite atipica, di identificare le persone con le quali è entrato in contatto ravvicinato, di fornire informazioni agli altri passeggeri dell'aereo sul comportamento da adottare. </p><p>Informazioni minime per le persone provenienti da un'area geografica toccata: dalla metà dello scorso mese di maggio, tutti i passeggeri dei voli diretti provenienti da Paesi che presentano focolai di SARS ricevono, oltre al foglio informativo menzionato, un questionario sul quale devono indicare il nome, il numero del volo e del posto, l'indirizzo o gli indirizzi ai quali possono essere contattati durante le prossime tre settimane. I questionari sono raccolti prima che i passeggeri scendano dall'aereo. Nel caso in cui dovesse risultare che a bordo si trovava un viaggiatore sospettato di aver contratto la SARS, è così possibile informare direttamente le persone che potrebbero essere state contagiate. Questo rintracciamento consente di arginare un'eventuale diffusione della SARS. </p><p>Controllo medico dei passeggeri in arrivo da regioni in cui è presente la SARS: conformemente alle raccomandazione dell'OMS, le persone in partenza da Paesi con focolai di SARS sono sottoposte all'aeroporto ad un controllo medico (questionario/domande e misurazione della febbre). In questo modo è assicurato che nessuna persona malata possa partire. Malgrado l'inchiesta e il controllo della temperatura corporea negli aeroporti, non si può escludere che salgano sull'aereo persone nelle quali la malattia si trova in fase di incubazione (periodo che intercorre tra il contagio con il coronavirus della SARS e i primi sintomi) e si manifesta durante il volo o dopo il viaggio. Un ulteriore controllo medico agli aeroporti di Zurigo e di Ginevra permetterebbe di accertare solo i casi in cui la malattia si è manifestata durante la durata relativamente breve del volo e che non sono stati individuati dal personale di bordo e notificati alle autorità dell'aeroporto di destinazione. Secondo le valutazioni dell'UFSP, e in sintonia con le procedure adottate dalle autorità sanitarie dei Paesi dell'UE (ad eccezione dell'Italia), una tale misura non contribuirebbe al momento a prevenire la diffusione della SARS in Svizzera in modo tale da giustificarne gli elevati costi. L'Italia ha dal canto suo adottato la seguente soluzione: tutti i passeggeri provenienti da regioni colpite dalla SARS compilano un questionario appena saliti a bordo di un volo diretto; all'arrivo il questionario viene consegnato alle autorità ai fini della rintracciabilità. Inoltre, al momento di lasciare il velivolo ai passeggeri viene misurata la temperatura corporea. Controlli sono effettuati anche su voli non diretti, ad esempio in caso di scali in Paesi come la Germania o l'Inghilterra, che non hanno preso provvedimenti simili.</p><p>Non è però da escludere che, a seconda dell'evolversi dell'epidemia, in futuro si renderanno necessarie ulteriori misure agli aeroporti.</p>  Risposta del Consiglio federale.