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Londra - Secondo fonti insider, Credit Suisse non si è curato a sufficienza di garantire l’efficacia della copertura assicurativa di un fondo gestito insieme a Greensill Capital. Lo hanno rivelato due persone vicine al dossier all’agenzia Reuters.
La grande banca non ha ottenuto direttamente dall’assicuratore giapponese Tokio Marine la conferma che la sua polizza era valida e che essa copriva tutti i titoli inclusi nei fondi. Si sarebbe invece limitata a fidarsi degli aggiornamenti via e-mail sulle polizze del broker Marsh & McLennan.
All’inizio di marzo, Credit Suisse aveva avviato la liquidazione di quattro fondi di finanziamento dal volume totale di circa dieci miliardi di dollari. A innescare questa mossa era stata la decisione dell’assicuratore nipponico Tokio Marine di rifiutare di rinnovare la copertura dei titoli di debito della Creensill Capital detenuti nei fondi Credit Suisse. Gli investitori dei fondi rischiano ora forti perdite, mentre nel frattempo Greensill ha presentato domanda di insolvenza
I titoli di debito acquistati dai fondi del Credit Suisse erano emessi da Greensill e garantiti da prestiti fatti dalla società britannico-australiana ad altre aziende. Per limitare il rischio, Greensill aveva stipulato un’assicurazione sul credito. Nei documenti di marketing riguardanti il più grande dei quattro fondi, dal volume di 7,3 miliardi di dollari, Credit Suisse assicurava ai clienti che i titoli di debito erano a basso rischio.
Interpellata dalla Reuters, Credit Suisse non ha voluto rispondere riguardo a quali informazioni avesse ottenuto sull’assicurazione da Tokio Marine, da Marsh, da Greensill o altri. Neppure Greensill, Marsh e Tokio Marine hanno ritenuto opportuno rispondere alle domande sulla copertura assicurativa.
Credit Suisse promette ulteriori rimborsi di fondi legati a Greensill entro la metà di aprile. I quattro fondi della banca collegati alla fallita società finanziaria britannica, con sede in Lussemburgo e Liechtenstein, includono liquidità per un importo di 1,5 miliardi di dollari al 29 marzo.
Credit Suisse prevede “che la maggior parte degli investimenti nei fondi sarà recuperata nell'ambito del processo di liquidazione”. La banca non esclude di ricorrere alla giustizia per riuscirci, indica una nota di Credit Suisse di cui l’agenzia Awp ne dispone di una copia.
All’inizio di marzo, Credit Suisse ha annunciato l’inizio del rimborso di circa 10 miliardi di dollari (9,44 miliardi di franchi) investiti in questi strumenti chiamati ‘Supply Chain Finance’. Sono interessati più di mille investitori.