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BERNA - Lo standard dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale è da estendere a tutti i 41 Paesi proposti dal Consiglio federale. È l'opinione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S), secondo cui il rinvio chiesto dal Consiglio nazionale per l'accordo con la Nuova Zelanda è da respingere.
Dopo che il Parlamento aveva approvato lo scambio automatico con 38 Stati, il Consiglio federale aveva proposto di estendere questo standard ad altri 41, tra cui figura la nuova Zelanda. Durante la sessione autunnale, il Consiglio nazionale non era entrato in materia su questa intesa e - soprattutto per l'opposizione della destra - aveva rinviato al Governo l'accordo con la Nuova Zelanda: la Camera del popolo, pur non essendo di per sé contraria allo scambio automatico, chiedeva al Consiglio federale di negoziare col governo di Wellington una convenzione di sicurezza sociale per proteggere i pensionati svizzeri che vivono in questo Paese.
La questione deriva dal fatto che la Nuova Zelanda accorda una rendita ai pensionati che hanno vissuto sul suo territorio per lo meno dieci anni, dalla quale viene dedotta un'eventuale rendita percepita all'estero. Per evitare di venir penalizzati, alcuni pensionati elvetici preferiscono non dichiarare alle autorità di Wellington quanto percepito dalla Svizzera e tengono questi fondi su conti nella Confederazione.
Per la CET-S ciò non giustifica la decisione di non autorizzare lo scambio automatico dei dati bancari: con 9 voti contro 1 e un'astensione, propone quindi di respingere il rinvio. La Nuova Zelanda - rileva la Commissione - rispetterà al pari della Svizzera "il principio di specialità" , si legge in una nota odierna dei Servizi del Parlamento. I dati potranno quindi essere forniti soltanto a fini fiscali e non per motivi legati alla sicurezza sociale. Il Consiglio federale ha garantito alla CET-S che farà pervenire un foglio informativo ai cittadini svizzeri interessati sulle possibilità di regolarizzazione offerte dalla Nuova Zelanda.
La lista degli Stati con cui Berna intende scambiare automaticamente informazioni fiscali comprende Paesi come la Cina, la Russia, l'India, il Brasile, l'Indonesia, il Messico, la Colombia, l'Argentina, gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, non certo ai primi posti per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani oppure conosciuti per l'alto grado di corruzione. Da qui la forte opposizione dell'UDC durante i dibattiti alla Camera del popolo. Gli Stati, dal canto loro, affronteranno questo dossier durante la prossima sessione invernale.
La Commissione, esprimendo preoccupazione per il possibile perseguimento di alcune persone a causa dell'introduzione dello scambio automatico di informazioni con alcuni Paesi, ha anche depositato una mozione che incarica il governo di sottoporre al Parlamento una correzione della Legge sullo scambio automatico. La modifica dell'articolo 19 dovrebbe rafforzare la protezione giuridica individuale, facendo in modo che nessuno scambio di informazioni possa avvenire se c'è il rischio di incappare in una violazione dei beni giuridici essenziali.
Contrari all'amnistia fiscale - La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) è contraria ad accordare una amnistia fiscale generale a livello nazionale. Ha quindi bocciato, con 11 voti contro 1, un'iniziativa cantonale in questo senso depositata presso l'Assemblea federale dal Consiglio di Stato del canton Friburgo.
Lo hanno comunicato oggi Servizi del Parlamento. Secondo la CET-S, considerata la possibilità già esistente e ampiamente utilizzata dell'autodenuncia esente da pena per gli evasori fiscali, non vi è «alcun motivo per accordare un'ulteriore amnistia».