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Waymo, la divisione di auto autonome di Google, la spunta in tribunale: il processo contro Uber per presunto furto di segreti commerciali nello sviluppo delle auto senza guidatore può andare avanti. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. L’appello di Uber per una risoluzione della disputa con un arbitrato è stato infatti respinto dalla Corte d’Appello del Circuito Federale di Washington, così come è stata respinta la richiesta dell’ingegnere Anthony Levandowski di non consentire a Waymo di accedere al rapporto sull’acquisizione da parte di Uber di Otto, la società che faceva capo a Levandowski. Levandowski è l’uomo al centro del processo: ha lavorato prima a Google e poi a Uber, che lo ha licenziato.