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<h2>SubmittedText<h2><p>Dal rapporto relativo alla gestione dei rifiuti del 2008 si evince che durante quell'anno sono state importate in Svizzera 417 202 tonnellate di rifiuti destinate all'incenerimento. La quantità di rifiuti prodotti in Svizzera è rimasta invariata dal 1996 e ammonta a poco più di 3 milioni di tonnellate. È tuttavia sorprendente che la plastica venga prevalentemente incenerita (264 000 tonnellate) e che se ne ricicli solo una piccola parte pari a 74 000 tonnellate. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La politica di gestione dei rifiuti mediante una rete decentralizzata di IIRU ha lo scopo di evitare inutili trasporti di rifiuti. Come può giustificare questo obiettivo con l'"acquisto" di oltre 400 000 tonnellate che devono essere trasportate da Francoforte e Monaco con tragitti di diverse centinaia di chilometri?</p><p>2. Qual è il livello delle emissioni di CO2 causato dal trasporto e dall'incenerimento in Svizzera di tali quantità di rifiuti? Quali altre ripercussioni ambientali sono così generate?</p><p>3. La Svizzera sovvenziona l'incenerimento di rifiuti stranieri con tasse o imposte, quindi con i nostri soldi?</p><p>4. A quanto sembra una dozzina di IIRU svizzeri gira a regime più che pieno. Quali sono le ripercussioni che dobbiamo attenderci a medio termine?</p><p>5. Quali provvedimenti ha preso la Confederazione per aumentare la quantità di plastica riciclata?</p><p>6. La Svizzera esporta a sua volta dei rifiuti?</p><p>7. Che incidenza hanno l'ordinanza sul traffico di rifiuti e l'ordinanza tecnica sui rifiuti, entrate in vigore il 1° gennaio 2010, sull'importazione di rifiuti (per l'incenerimento e il deposito in discarica in Svizzera)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1996 la quantità di rifiuti prodotti in Svizzera destinati all'incenerimento è aumentata, parallelamente alla crescita demografica, passando da 2,88 a 3,3 milioni di tonnellate nel 2008. Le importazioni di rifiuti sono invece in calo, dato che nei Paesi limitrofi sono in costruzione impianti d'incenerimento volti a smaltire i rifiuti prodotti.</p><p>1. Il 92 per cento dei rifiuti urbani smaltiti nel 2008 negli impianti d'incenerimento di rifiuti urbani (IIRU) era di provenienza svizzera; l'8 per cento circa, ovvero 300 000 tonnellate, era stato importato dall'estero, per lo più da Paesi confinanti con la Svizzera. I trasporti su lunghe distanze sono stati effettuati spesso su rotaia.</p><p>2. L'incenerimento dei rifiuti importati nel 2008 ha prodotto emissioni pari a circa 330 000 tonnellate di CO2, metà delle quali di provenienza vegetale. Il livello di emissioni di CO2 causato dal trasporto è decisamente inferiore: secondo stime si tratta di un volume approssimativo pari a 10 000 a 15 000 tonnellate. Poiché almeno una parte dei rifiuti importati finirebbe nelle discariche, dove avrebbe liberato notevoli quantità di metano, una sostanza decisamente più nociva per il clima, l'incenerimento degli stessi permette di limitare l'emissione di notevoli quantità di gas serra. Le emissioni nell'aria e nell'acqua prodotte dagli IIRU moderni sono conformi alle severe disposizioni svizzere e, per la maggior parte delle sostanze nocive, sono notevolmente inferiori ai valori limite stabiliti dalla legge. Pertanto l'inquinamento ambientale risulta relativamente esiguo.</p><p>3. L'importazione di rifiuti provenienti dall'estero non è sovvenzionata e i prezzi fatturati si basano su una contabilità dei costi totali. Poiché la produzione di rifiuti è soggetta a fluttuazioni stagionali, si registrano period in cui gli impianti dispongono di capacità d'incenerimento eccedenti. Questa disponibilità può essere sfruttata per generare entrate supplementari, facendo diminuire così i costi di smaltimento dei rifiuti svizzeri. Per questo motivo l'importazione di rifiuti è vantaggiosa dal punto di vista economico.</p><p>4. Per calcolare la capacità teorica di un IIRU si presume un'attività a pieno regime di 8000 ore l'anno. Grazie a tecnologie sempre più affidabili, gli impianti di recente costruzione possono funzionare in parte anche ben oltre le 8000 ore l'anno. In termini matematici, tale utilizzo è superiore al 100 per cento. Finché i lavori di manutenzione necessari sono svolti periodicamente, non dovrebbero esservi ripercussioni negative.</p><p>5. Si prestano a essere riciclati soprattutto i rifiuti di plastica prodotti in grande quantità, separati per tipo e non tanto sporchi quali, per esempio, le bottiglie in PET o i rifiuti di produzione provenienti dall'industria. In ogni caso, il rapporto tra benefici ecologici e costi del riciclaggio deve essere ragionevole. Un potenziale non ancora esaurito è rappresentato dai fogli di polietilene prodotti dall'agricoltura. Nell'ambito dei lavori relativi al postulato Cathomas 09.3600, l'UFAM sta esaminando se vi sono delle possibilità per ottimizzare il riciclaggio e quali siano queste possibilità.</p><p>All'estero, i rifiuti di plastica generati dalle economie domestiche sono in parte raccolti in modo mirato oppure separati a posteriori dai rifiuti, per essere poi riutilizzati quali agenti riducenti negli altiforni o quali combustibili nelle centrali termiche. In Svizzera non sono in esercizio né altiforni né centrali termiche adeguate, mentre viene sfruttata l'energia liberata da tutti gli IIRU, che ha in parte un rendimento eccellente. In tal modo possono essere sostituite ingenti quantità di combustibili fossili.</p><p>6. L'esportazione di rifiuti è possibile solo se il trattamento all'estero è rispettoso dell'ambiente e se sono adempiute le disposizioni amministrative dell'ordinanza del 22 giugno 2005 sul traffico di rifiuti (RS 814.610). Nel 2008, per esempio, sono state esportate circa 230 000 tonnellate di rifiuti speciali, fra cui materiale proveniente dal risanamento di siti contaminati (circa 45 000 tonnellate), oltre che di importanti quantità di polveri di filtri provenienti dalle acciaierie, di rifiuti del trattamento degli effluenti gassosi degli IIRU e di residui di triturazione. Se mancano in Svizzera impianti adatti, il riciclaggio dei rifiuti contenenti metalli è affidato a imprese specializzate all'estero. Inoltre, circa 490 000 tonnellate di legno usato sono esportate ogni anno per produrre pannelli truciolari o per essere usate come combustibile.</p><p>7. Non si prevede alcuna incidenza sostanziale.</p>  Risposta del Consiglio federale.