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Il pessimismo sulla congiuntura economica è aumentato in modo netto tra i responsabili delle finanze delle aziende svizzere negli ultimi dodici mesi: secondo l'ultimo sondaggio della società di consulenza Deloitte, pubblicato oggi, solo il 41% dei CFO interrogati sono ottimisti riguardo alle prospettive finanziarie della propria impresa. Sono stati in particolare colti alla sprovvista dall'abbandono della soglia minima di 1,20 franchi per un euro deciso dalla Banca nazionale svizzera (BNS).
La crescente regolamentazione e la penuria di personale qualificato preoccupa i responsabili delle finanze. Inoltre, i rischi geopolitici, l'apprezzamento del franco e un eventuale calo della domanda estera pesa sul morale dei CFO intervistati. Stando a un sondaggio del primo trimestre dello scorso anno, gli ottimisti erano ancora il 75%.
Prima dell'abolizione della soglia minima, i responsabili delle finanze avevano già diminuito la loro propensione ad assumere ulteriori rischi, rileva Deloitte. Ora il 68% dei manager finanziari ritiene che non sia il momento opportuno per rischiare.
"L'abbandono del corso minimo è un fattore di incertezza supplementare al quale i CFO non si erano preparati", sottolinea Michael Grampp, capo economista di Deloitte per la Svizzera. In dicembre, solo tre persone su 129 prevedeva che l'euro sarebbe sceso a un tasso inferiore a 1,20 franchi nei mesi successivi.
Stando a una domanda inclusa nel sondaggio del terzo trimestre del 2014, i CFO prevedevano un tasso di cambio tra euro e franco intorno a 1,12 franchi soltanto verso la fine del 2015. L'81% giudicava che un tasso di 1,20 franchi non fosse né favorevole né sfavorevole per la loro impresa. Il 67% riteneva che un corso di 1,10 franchi per un euro fosse sfavorevole e l'82% considerava negativamente la parità franco-euro.
Il 43% dei CFO si aspetta ora un calo dei margini. Per la prima volta dal 2012, una maggioranza prevede pure una diminuzione degli investimenti.
Il sondaggio di Deloitte è realizzato ogni tre mesi presso i CFO delle aziende quotate in Borsa e delle grandi imprese private dei principali settori dell'economia svizzera. Studi dello stesso tipo sono realizzati in 20 altri Paesi.
SDA-ATS