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I servizi pubblici svizzeri diventano sempre più cari, mentre la qualità di deteriora costantemente. È il motivo per cui l'iniziativa "A favore del servizio pubblico" è indispensabile, afferma Peter Salvisberg, membro del comitato d'iniziativa.
Uno svizzero all'estero che torna in patria resta stupito: per un biglietto di andata e ritorno in 2ª classe da Zurigo a Berna, le Ferrovie federali svizzere (FFS) attualmente chiedono 100 franchi, ossia oltre il cento per cento in più rispetto al 1990. Contemporaneamente la qualità del servizio diminuisce: sportello chiuso, mancanza di posti a sedere nei treni, carrozze sporche e riduzione di personale accompagnatore.
Punti di vista
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Benché la Svizzera abbia ancora una buona offerta ferroviaria, essa è costosa e non più così affidabile. La puntualità e la pulizia svizzere hanno sofferto. Al contempo, le FFS dal 2009 al 2014 hanno conseguito in media un profitto di 333 milioni di franchi.
Chi ritorna in Svizzera constata anche che l'ufficio postale nel proprio comune è stato chiuso. Negli ultimi 15 anni, ne sono stati chiusi 1'800, ossia più della metà di tutti gli uffici postali. I prezzi per l'invio di pacchetti all'estero sono estremamente elevati. Così la Posta fa enormi guadagni: negli ultimi cinque anni, un totale di 4,9 miliardi di franchi.
Lo stesso vale per i telefoni: la Swisscom è certamente ai vertici della classifica mondiale per la rete e la qualità, ma purtroppo a anche per i prezzi. Così dal 2010 al 2014 ha complessivamente realizzato 7,7 miliardi di utili!
FFS, Posta, Swisscom appartengono al popolo, non ai manager!
I profitti miliardari della Posta e della Swisscom sono pagati da noi svizzeri e dai nostri ospiti. Ciò cambierebbe con l'iniziativa "A favore del servizio pubblico". L'iniziativa esige i servizi di base in tutte le regioni della Svizzera: il servizio prima del profitto! Posta, FFS, Swisscom & Co. devono fornire un servizio decente a prezzi ragionevoli, invece di perseguire il maggior profitto possibile.
Basta con le retribuzioni abusive!
L'iniziativa combatte inoltre la mentalità approfittatrice nelle alte sfere delle aziende federali: il Ceo della Swisscom Urs Schäppi lo scorso anno ha intascato 1,832 milioni di franchi, il Ceo delle FFS Andreas Meyer 1,046 milioni e la direttrice generale della Posta Susanne Ruoff 985mila franchi. L'iniziativa chiede che i dirigenti delle imprese di proprietà della Confederazione non possano più guadagnare più di un consigliere federale: 475mila franchi.
Oggi è dimostrato che le prestazioni di un manager non migliorano se la sua retribuzione aumenta. Al contrario, rappresentano incentivi sbagliati: i manager si interessano unilateralmente al profitto – perché sono orientati ai bonus – il servizio alla clientela li preoccupa meno. I predecessori dei Ceo odierni di Swisscom, Posta e FFS guadagnavano diverse centinaia di migliaia di franchi all'anno in meno, ma fornivano un servizio migliore ai loro clienti.
La menzogna delle sovvenzioni incrociate
Gli oppositori dell'iniziativa diffondono incertezza con le menzogne. Pretendono che il servizio di base sarebbe indebolito. Scempiaggini! Naturalmente, le sovvenzioni incrociate tra FFS, Posta, Swisscom sono possibili e necessarie! Il percorso non redditizio dell'AutoPostale è sovvenzionato trasversalmente dal percorso che rende bene.
È questa solidarietà che fa davvero il servizio pubblico. L'iniziativa domanda comunque la trasparenza dei costi e dei benefici. La casta politica vuole impedirlo con tutti i mezzi. Il noto professore di diritto costituzionale Rainer Schweizer ha recentemente sfatato le bugie sulle sovvenzioni incrociate.
Legami della politica
Consiglio federale e parlamento sono unanimi contro l'iniziativa. L'uniformità è sempre sospetta. La politica è estremamente legata con queste aziende. Ci sono buoni posti di lavoro da attribuire, affluisce molto denaro per la sponsorizzazione, ci sono mandati... e c'è anche un abbonamento generale delle FFS in prima classe gratis per ogni parlamentare. Non c'è da stupirsi che il rincaro dei prezzi non dia fastidio a nessuno nel Palazzo federale [sede del parlamento e del governo svizzeri, Ndr.].
A causa di questi legami noi promotori dell'iniziativa non abbiamo cercato alcun sostegno. Noi non siamo a sinistra, non siamo a destra: siamo critici! Il sistema politico è rimasto a guardare lo smantellamento del servizio pubblico. Adesso è ora d'invertire la marcia, con un sì "A favore del servizio pubblico".
Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente la posizione di swissinfo.ch.
(Traduzione dal tedesco)