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La battaglia per combattere la penuria di specialisti delle tecnologie dell'informazione sta dando i suoi frutti: i posti di formazione sono infatti aumentati di quasi un quarto dal 2009 ad oggi, ma le restrizioni all'immigrazione, dopo l'accettazione dell'iniziativa UDC del 9 febbraio scorso, potrebbe riportare le lancette dell'orologio all'indietro.
Lo afferma l'associazione Formazione professionale TIC (Tecnologie dell'informazione e della comunicazione), secondo la quale l'iniziativa contro l'immigrazione di massa, a seconda di come verrà applicata, potrebbe indurre l'economia svizzera e l'amministrazione pubblica ad assumere personale insufficientemente qualificato e a delocalizzare le attività all'estero.
Sul fronte dell'impiego, il settore cresce quattro volte più velocemente della media elvetica: dal 2011 il numero dei posti di lavoro è salito di 21'000 unità a 197'600. Malgrado gli sforzi degli scorsi anni, la penuria di specialisti non potrà essere risolta unicamente con la manodopera interna: il mondo politico, quando sarà chiamato a stabilire i contingenti reclamati dall'iniziativa UDC, dovrà quindi tenere conto di questa realtà.
L'associazione invita inoltre aziende e amministrazione a creare nuove opportunità di apprendistato: entro il 2022 saranno necessari 87'000 nuovi specialisti in considerazione dei programmati pensionamenti, della crescita economica e dei cambiamenti strutturali.