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Il padre di Live Aid restituisce il premio per protestare contro l'ex "paladina" dei diritti umani.
Dopo Bono e gli U2, anche un altro celebre artista irlandese esprime pubblicamente il suo disappunto per l'ormai ex "paladina" dei diritti umani Aung San Suu Kyi, Premio Nobel nel 1991 e attualmente alla guida della Birmania.
Si tratta Bob Geldof, attivista, musicista e fondatore dei concerti di Live Aid per raccogliere fondi destinati ad iniziative umanitarie. Bob Geldof, come numerose personalità politiche e dello spettacolo, hanno espresso forti critiche verso Aung San Suu Kyi per il trattaento riservato in Birmania alla minoranza musulmana dei Rohingya, costretti alla fuga verso il Bangladesh per le violente persecuzioni dei militari birmani. Le persecuzioni avrebbero già portato 600'000 Rohingya a fuggire in Bangladesh e sono state definite dall'Onu "un esempio da manuale di pulizia etnica".
Geldof, come aveva annunciato in giornata, ha così restituito il suo premio “Libertà” di Dublino, con cui la capitale irlandese aveva insignito anche Aung San Suu Kyi, come riferisce il Guardian. "La sua associazione con la nostra città", ha detto Geldof, "ci fa vergognare tutti". “Sarei un ipocrita adesso", ha dichiarato, riporta il Guardian, "se dovessi condividere degli onori con qualcuno che è diventato nella migliore delle ipotesi complice di omicidi, di una pulizia etnica e di genocidio".
In Gran Bretagna sono già molte le istituzioni che hanno revocato premi e onorificenze conferite alla leader birmana, fra di esse il Comune di Oxford e il secondo sindacato nazionale, Unison, mentre l’università di Bristol sta esaminando la richiesta di annullarle una laurea honoris e l’Unione degli studenti della London School of Economics ha chiesto di toglierle la presidenza onoraria della prestigiosa accademia.