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La Svizzera ha restituito all'Egitto 32 beni culturali delle epoche faraonica e romana.
L'operazione avviene in occasione dei dieci anni dall'entrata in vigore della Legge sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC) che l'Ufficio federale della cultura (UFC) celebra domani con un simposio internazionale presso il centro Paul Klee di Berna.
Gli oggetti, consegnati all'ambasciata d'Egitto a Berna, erano stati sequestrati dalle autorità zurighesi nell'ambito di una procedura penale cantonale. Alcuni risalgono a parecchi secoli avanti Cristo e sono particolarmente significativi per rarità e qualità estetica, indica l'UFC in un comunicato.
Si tratta di una testa di re adornata con una corona e di una stele frammentaria in onore del faraone Siptah, che ritrae la dea poliade di Tebe, entrambe risalenti al Nuovo Regno (1500-1000 a. C. circa), e di due frammenti architettonici di architrave che rappresentano scene di culto di epoca romana (tra il 753 a. C. e il 476 d. C. circa).
La LTBC, entrata in vigore il primo giugno 2005, costituisce la concretizzazione nel diritto federale della Convenzione dell'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) del 1970 sul trasferimento illegale di beni culturali.