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Il dipinto era originariamente di proprietà di François de Diesbach, capo della rappresentanza svizzera a Berlino, che lo aveva acquistato nel 1948. Dopo la prematura morte accidentale di de Diesbach, avvenuta nel 1949, il quadro rimase appeso nell’Ambasciata. Poiché il dipinto era passato nelle mani dell’Ambasciata per una tragica coincidenza e poiché la ricerca di eventuali eredi legittimi non aveva dato risultati fino al 2003, rimanevano come opzioni la vendita dell’opera o la messa a disposizione del vasto pubblico, senza ritorno economico. Sulla base di una perizia giuridica che consigliava una soluzione duratura senza profitti per la Confederazione, l’allora ambasciatrice Christine Schraner Burgener prese l’iniziativa, nel 2017, di esaminare la possibilità di donare il dipinto alla società Max Liebermann.
Prima della donazione fu chiarita la situazione della proprietà e il tribunale respinse in via definitiva un’istanza di diritto successorio. Fu inoltre accertata nuovamente la provenienza del dipinto per escludere che si trattasse di un’opera trafugata. Per inciso, il contratto di donazione prevede che la tela non possa essere rivenduta.
Il DFAE ha approvato la donazione su incarico della Confederazione, proprietaria del dipinto. Il capo del DFAE ha informato il Consiglio federale del prestito e della donazione il 14 maggio 2018, il 3 luglio 2018 e il 21 maggio 2019. La donazione ha avuto luogo il 14 aprile 2019 nella Villa Liebermann a Berlino.
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