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Tra il 2 e il 20 dicembre 2013 la Sezione svizzera di Amnesty International parteciperà, per la nona volta, alla «Maratona di lettere» che si svolgerà su scala internazionale. Ancora una volta, persone di tutto il mondo scriveranno decine di migliaia di lettere per donne e uomini prigionieri d’opinione, torturati, maltrattati o in pericolo a causa del loro impegno pacifico a favore dei diritti umani. Con quest’azione Amnesty International vuole ricordare il 10 dicembre 1948, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione Universale dei diritti umani; dove sono sanciti il diritto alla libertà di opinione e d’espressione e la condanna della tortura. Un’importante pietra angolare nella storia dello stato di diritto.
Un’idea ….
Il 10 dicembre 2001, un gruppo di attivisti della sezione polacca di Amnesty International lanciò l’idea di una maratona di lettere. A Varsavia - in 24 ore - furono scritte e spedite più di 1.000 lettere che chiedevano la liberazione di uomini e donne prigionieri d’opinione «adottati» dall’organizzazione. L’azione ebbe successo e permise la liberazione di molti prigionieri di coscienza da tempo detenuti. Due anni dopo le sezioni d’Amnesty diffusero questa proposta in tutto il mondo. Oggi persone in più di 40 paesi, dall’Armenia allo Zimbabwe, partecipano alla «Maratona di lettere». Lo scorso anno sono state inviate solo dalla Svizzera più di 37.000 lettere.
…. gli obiettivi ….
Obiettivo della Maratona è invitare il maggior numero possibile di persone a scrivere lettere destinate ai governi responsabili di detenzioni arbitrarie, di torture, maltrattamenti o minacce verso uomini e donne colpevoli solo di essersi impegnati pacificamente a difendere le loro convinzioni. In questo modo si pubblicizzano le condizioni illegali e inumane in cui sono costrette migliaia di detenuti e si obbligano i governi a confrontarsi con le loro responsabilità verso la comunità internazionale. Le lettere sono un segno di solidarietà che arriva direttamente nelle celle e a casa delle famiglie di chi ha subito un’ingiustizia. Un segno di conforto che si oppone all’oblio. Amnesty può contare sul sostegno di numerosi gruppi di volontari, scuole e giovani per l’allestimento di bancarelle e luoghi adibiti a « ufficio » per scrivere le lettere o per l’organizzazione d’incontri di sensibilizzazione sui diritti umani.
…. IL SUCCESSO.
Il risultato di queste azioni non è scontato, ma l’impatto positivo è più frequente di quello che si potrebbe immaginare. Le lettere aiutano a raggiungere risultati concreti – una liberazione, il miglioramento delle condizioni di detenzione, protezione contro le minacce, apertura di un’inchiesta, etc… E comunque portano conforto e sostegno alle persone e alle famiglie di chi è in carcere, disperso o perseguitato.