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BIENNE - I delegati del sindacato Unia, riuniti oggi a Bienne (BE), hanno deciso di avviare lavori preparatori in vista di una possibile iniziativa popolare sul rafforzamento della protezione legale contro il licenziamento.
Solo in questo modo sarà consentito ai lavoratori di far valere veramente i loro diritti sul posto di lavoro. Quando sono esposti a problemi quali il dumping salariale, la disparità nello stipendio o misure di sicurezza insufficienti, devono potersi rivolgere al sindacato senza temere di perdere il posto di lavoro, scrive Unia in una nota diramata al termine dei lavori congressuali.
Una protezione speciale deve essere garantita ai rappresentanti del personale, ma anche ai lavoratori che possono essere facilmente esclusi dal mercato del lavoro come ad esempio le donne al rientro dal congedo maternità, i lavoratori più anziani o le persone con uno statuto di soggiorno fragile.
Per i licenziamenti abusivi devono essere previste sanzioni efficaci: l'obiettivo per i delegati di Unia è far annullare questi licenziamenti o, su richiesta delle persone interessate, accordare un indennizzo pari a due anni di mensilità salariali. Nei prossimi anni Unia lavorerà in seno all'Unione sindacale svizzera (USS) per promuovere un progetto d'iniziativa popolare.
La giornata odierna in presenza nel Seeland ha chiuso il quarto congresso ordinario di Unia. Nelle prime due giornate congressuali del 4 e 5 giugno i delegati si erano riuniti nelle regioni e avevano partecipato ai lavori tramite videoconferenza a causa dell'epidemia di Covid-19. In questa prima parte del congresso avevano già eletto i nuovi organi, stilato un bilancio della legislatura passata e approvato la strategia organizzativa dei prossimi quattro anni.