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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli averi della famiglia Mobutu sono bloccati in Svizzera dal 1997, ossia alcuni mesi prima </p><p>della morte del maresciallo. In questo modo sono stati bloccati sei milioni di franchi nonché la </p><p>villa di Mobutu a Savigny. La Svizzera è stata in definitiva l'unico Paese ad aver bloccato tutti </p><p>gli averi noti della famiglia Mobutu. In merito alla differenza tra l'importo rivendicato nel 1997 </p><p>dal Ministro della giustizia congolese, che aveva valutato a 11 miliardi di franchi l'ammontare </p><p>degli averi presumibilmente depositati in Svizzera, e quello degli averi bloccati in Svizzera, </p><p>non si può parlare di violazione degli obblighi di diligenza, tanto meno se si considera che le </p><p>autorità congolesi a tutt'oggi non hanno portato prove o indizi atti a confermare la loro </p><p>valutazione.</p><p></p><p>Il 7 novembre 2000, una delegazione congolese, guidata dal Procuratore generale della </p><p>Repubblica del Congo, è stata ricevuta a Berna. L'incontro ha avuto per tema le questioni di </p><p>assistenza giudiziaria pendenti tra i due Paesi, segnatamente l'affare concernente l'ex-</p><p>presidente Mobutu. Le autorità svizzere hanno riconfermato la loro disponibilità a cooperare </p><p>con le autorità congolesi conformemente alla legge federale sull'assistenza internazionale in </p><p>materia penale. A diverse riprese, nel corso degli ultimi anni, la Svizzera ha attirato </p><p>l'attenzione del Congo sul fatto che esso doveva avviare e condurre in porto sul suo </p><p>territorio, entro termini ragionevoli, le procedure necessarie a risolvere la questione del </p><p>blocco dei soldi e del sequestro dei beni patrimoniali. I rappresentanti svizzeri hanno </p><p>chiaramente ricordato al loro interlocutore congolese che, in mancanza di tali procedure, la </p><p>Svizzera non può mantenere a tempo indeterminato i provvedimenti di blocco.</p>  Risposta del Consiglio federale.