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Nel pieno di una crisi socio-economica senza precedenti nei 17 anni di presidenza Lukashenko, isolata a livello internazionale e lasciata sulla graticola dell'incertezza finanziaria anche da Mosca, la Bielorussia ha deciso di rivolgersi al Fondo monetario internazionale (Fmi) per chiedere un credito di stabilizzazione che oscilla tra i 3,5 e gli 8 miliardi di dollari. Lo ha detto il premier bielorusso Mikhail Miasnikovich, come riferisce il suo ufficio stampa. Il capo del governo ha precisato che il credito sarà spalmato su un periodo da tre a cinque anni.
L'Fmi inizia domani una missione a Minsk, che durerà sino al 14 giugno. La Russia, insieme ai Paesi per la cooperazione economica euroasiatica, aveva promesso nei giorni scorsi un credito di tre miliardi di dollari dal 2011 al 2013, con una prima tranche di 800 milioni di dollari tuttavia non ancora concessa.
Lukashenko e numerosi dirigenti bielorussi sono diventati nuovamente oggetto di sanzioni da parte della Ue per la violenta repressione delle proteste seguita alla sua rielezione lo scorso dicembre.
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