Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85565

<h2>SubmittedText<h2><p>Il notevole aumento dei prezzi dei generi alimentari ha contribuito al drammatico peggioramento dell'approvvigionamento in molti Paesi in via di sviluppo. Tale situazione ha fatto emergere vari problemi di fondo, quali ad esempio la sempre più frequente sostituzione della produzione locale attraverso importazioni a basso costo dai Paesi industrializzati ed emergenti che sfruttano le sovvenzioni all'esportazione concesse loro. Conformemente a quanto sancito nel preambolo del proprio trattato istitutivo, l'OMC si è posta l'obiettivo di incentivare lo sviluppo sostenibile. </p><p>Rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Un elemento centrale per superare la crisi alimentare è l'istituzione di una produzione agricola sostenibile nei Paesi in via di sviluppo. Quali sono le conclusioni degli studi internazionali sulla liberalizzazione del mercato e sull'agricoltura nei Paesi in via di sviluppo?</p><p>2. Il Consiglio federale è pronto ad impegnarsi in seno all'OMC, alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale affinché i Paesi in via di sviluppo abbiano un maggior margine per proteggere il proprio mercato dalle importazioni a basso costo e dalla volatilità dei prezzi?</p><p>3. Nell'ambito delle trattative OMC, il Consiglio federale sostiene il divieto o, per lo meno, la forte riduzione delle sovvenzioni alle esportazioni per i generi alimentari?</p><p>4. La crisi alimentare ha portato nuovo slancio alla principale richiesta dei Paesi in via di sviluppo o, al contrario, costituisce solamente un ulteriore ostacolo?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a creare le condizioni per un migliore accesso al mercato svizzero della merce dei Paesi in via di sviluppo prodotta in maniera sostenibile e, in caso di risposta affermativa, quali misure prevede? Intende prendere accordi anche con l'OMC?</p><p>6. Il Consiglio federale è pronto ad impegnarsi, in seno all'OMC, affinché vengano rispettate le cosiddette buone pratiche agricole ("good agricultural practices") istituite dalle organizzazioni internazionali ovvero affinché venga liberalizzato il mercato solamente per i beni prodotti secondo tali criteri?</p><p>7. La sola eliminazione delle barriere commerciali non sarà sufficiente, almeno in un primo tempo, a migliorare la sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo. Nel quadro delle trattative OMC, il Consiglio federale è pronto a sostenere altre politiche volte a conseguire tale scopo, quali ad esempio la garanzia di una certa autosufficienza nell'approvvigionamento, o a proporre simili politiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I differenti studi sul tema della crisi alimentare dimostrano che le politiche restrittive in materia di commercio comportano effetti negativi sui mercati. L'obiettivo è quello di adottare pratiche agricole rispettose dell'ambiente e adeguate alle condizioni ecologiche e sociali locali. Secondo il punto di vista del Consiglio federale, un esito positivo del ciclo di Doha potrebbe contribuire a ristabilire un migliore funzionamento dei mercati agricoli e a garantire una considerazione più equa dell'agricoltura dei Paesi in via di sviluppo.</p><p>2. Nell'ambito dei negoziati agricoli del ciclo di Doha condotti in seno all'OMC, la Svizzera sostiene numerosi Paesi in via di sviluppo che concentrano i loro sforzi sullo sviluppo di strumenti quali i prodotti speciali e i meccanismi di salvaguardia speciale per determinati prodotti agricoli, basandosi su criteri di garanzia relativi alla sicurezza alimentare, ai mezzi di esistenza delle popolazioni rurali e all'occupazione.</p><p>La Banca mondiale analizza questi elementi e sostiene i governi dei Paesi in via di sviluppo nell'elaborazione di misure adeguate a tali Paesi. Il FMI, dal canto suo, si occupa del tema della sicurezza alimentare solo a titolo sussidiario. </p><p>3. Dall'inizio del ciclo di Doha, la Svizzera si è adoperata per raggiungere risultati ambiziosi nell'ambito della concorrenza all'esportazione e continua ad impegnarsi a favore di un'eliminazione parallela di tutte le altre forme di sovvenzione all'esportazione. In occasione della Conferenza ministeriale dell'OMC, tenutasi nel 2005 ad Hong Kong, è stato stabilito che i Paesi in via di sviluppo dovevano sopprimere le sovvenzioni concesse agli esportatori fino al 2013.</p><p>4. Dato che è già stata presa una decisione ad Hong Kong, questo argomento non è più al centro delle discussioni. Dall'inizio della crisi alimentare, le discussioni concernenti le restrizioni all'esportazione si sono intensificate. A tal proposito la Svizzera e il Giappone hanno avanzato una proposta che mirava a fissare regole più severe in materia di restrizioni all'esportazione e a migliorare la trasparenza. </p><p>5. In caso di conclusione del ciclo di Doha, la Svizzera dovrà migliorare in modo sostanziale il suo accesso al mercato per i prodotti agricoli, il che si tradurrà in importanti riduzioni dei dazi doganali per tutti i Paesi membri dell'OMC. Le maggiori riduzioni tariffarie saranno applicate ai prodotti tropicali. La Svizzera ha inoltre già realizzato un sistema generalizzato delle preferenze che garantisce un accesso privilegiato al suo mercato a tutti i Paesi in via di sviluppo. I Paesi meno avanzati beneficiano della clausola "senza dazi doganali né quote" che accorda loro una franchigia di diritti generalizzata.</p><p>6. Un simile intervento mirerebbe a rafforzare gli standard di produzione a livello di norme sociali o ambientali. Gli sforzi intrapresi in questo senso all'inizio del ciclo di Doha non hanno ottenuto risultati positivi. Tuttavia, la Svizzera continua ad adoperarsi in seno a tutti i forum internazionali per assicurare standard di sostenibilità nell'agricoltura.</p><p>7. Il ruolo prioritario dell'OMC è quello di limitare le pratiche commerciali controproducenti. Non bisogna quindi aspettarsi dall'OMC che definisca politiche agricole o di sicurezza alimentare. Tuttavia, in seno all'OMC, la Svizzera si adopera per migliorare la protezione delle indicazioni geografiche, in particolare per i prodotti agricoli e le derrate alimentari. Esse possono inserirsi in maniera proficua nelle strategie nazionali volte a promuovere e a garantire le produzioni locali. </p><p>Nelle altre istanze internazionali, la Svizzera si impegna fortemente a favore dello sviluppo e del rispetto delle direttive FAO che mirano a concretizzare il diritto ad un'alimentazione adeguata. La Svizzera s'impegnerà anche per l'attuazione delle conclusioni e della risoluzione approvate dalla Conferenza dell'OIL in giugno 2008 in seguito alla discussione generale sul promovimento delle attività rurali tese a ridurre la povertà.</p>  Risposta del Consiglio federale.