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Il Consiglio federale ha adottato venerdì un piano secondo il quale le persone recatesi nelle regioni siriane e irachene dove sono o erano in corso conflitti devono essere giudicate conformemente ai parametri internazionali.
Non è contemplato il rimpatrio "attivo" di adulti andati all'estero per ragioni che abbiano a che fare col terrorismo, mentre per quanto riguarda i minorenni è ipotizzabile un atteggiamento meno rigido. L'eventuale istituzione di un tribunale speciale internazionale per l'esecuzione delle pene in loco viene vista di buon occhio e otterrebbe il sostegno di Berna.
- RG 18.30 dell'8.3.2019: la corrispondenza di Gian Paolo Driussi
Alle autorità federali risulta che attualmente siano una ventina gli interessati, alcuni detenuti da "attori non statali". Per l'Esecutivo, vanno adottate tutte le misure operative a disposizione volte a impedire il loro ritorno incontrollato, in particolare segnalandoli nel sistema d'informazione europeo ai fini dell'accertamento del luogo di dimora o dell'arresto. Il rientro di questi concittadini, conformemente a quanto prevede la Costituzione, non è negato di principio, ma a prevalere è la sicurezza della popolazione.
ATS/dg