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Lavoro dignitoso per lavoratrici e lavoratori domestici
Il consiglio federale raccomanda la ratifica della Convenzione n. 189 dell’OIL
Importanza per la prassi operativa
- Il parlamento si impegna a prendere atto delle nuove convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, OIL, e decidere entro un termine dato se vuole ratificarle o meno.
- Secondo il Consiglio federale e i cantoni, il diritto svizzero adempie le esigenze della Convenzione n. 189 sul lavoro dignitoso per lavoratrici e lavoratori domestici, che può dunque essere attuata senza dover esser adattata alla legislazione nazionale.
- Sarà necessario intensificare gli sforzi per garantire l’implementazione delle norme giuridiche esistenti e pubblicizzare la loro validità presso le lavoratrici ed i lavoratori domestici che, in genere, sono donne e uomini stranieri che lavorano nell’economia domestica (privata) nonché la cura degli anziani e dei bambini.
Nella sua centesima sessione, tenutasi nel giugno 2011, la conferenza generale dell’Organizzazione internazionale del lavoro ha adottato la Convenzione n. 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici. L’aspetto speciale di questa conferenza generale è che l’assemblea non è solo composta dai delegati degli stati, ma che per ciascuno dei membri partecipano quattro rappresentanti: due delegati del governo e, rispettivamente, un rappresentante dei datori di lavoro e uno dei lavoratori, i quali votano indipendentemente (Art. 3 Costituzione OIL). La Convenzione n. 189 che infine porta a termine uno dei vecchi obbiettivi dell’OIL è stata adottata con grande maggioranza (396 contro 16 voti con 63 astensioni).
La Convenzione è entrata in vigore il 5 settembre 2013. Finora dieci Stati l’hanno ratificata.
Garanzie per i lavoratori domestici ai sensi del diritto del lavoro
Con la ratifica gli Stati s’impegnano a migliorare la posizione legale dei lavoratori domestici per quanto riguarda la compensazione, il regolamento o le restrizioni degli orari di lavoro, la sicurezza sociale e l’ambiente di lavoro sicuro e salubre, e di assicurare loro le stesse condizioni concesse all’insieme degli altri lavoratori.
Inoltre la Convenzione contiene norme specifiche per lavoratori domestici che abitano presso le economie domestiche: la loro vita privata va rispettata ed hanno diritto ad un alloggio e a condizioni di vita dignitosi. In più, i lavoratori domestici devono essere protetti efficacemente da abusi, molestie e violenza. Gli Stati devono assicurare che i lavoratori domestici, soprattutto le lavoratrici e i lavoratori migranti, ricevono le informazioni sulle condizioni di lavoro per iscritto nonché un contratto scritto che le elenca. Infine, la Convenzione prevede norme ed obblighi per le agenzie di collocamento private che tengono conto soprattutto dei lavoratori domestici stranieri e sono volte ad impedire pratiche abusive in questo campo.
La Raccomandazione n. 201 adottata contemporaneamente alla Convenzione n. 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici, concretizza le norme della Convenzione e offre un orientamento nonché delle direttive concrete per l’implementazione efficace della Convenzione.
La protezione delle lavoratrici e dei lavoratori domestici in Svizzera
Secondo la Costituzione dell’OIL, i membri s’impegnano ad esprimersi entro un anno su ogni nuova Convenzione attuata e a decidere se e quali provvedimenti sono da adottare per la sua implementazione (Art. 19 p. 5 Costituzione OIL).
In agosto 2013 il Consiglio federale ha presentato il messaggio sulla Convenzione n. 189 nonché il suo rapporto sulla Raccomandazione n. 201, nel quale raccomanda la ratifica della Convenzione da parte della Svizzera. Il diritto svizzero adempie già le direttive della Convenzione e la ratifica può essere attuata senza introdurre o modificare altre disposizioni di legge. A suo parere, la Convenzione rappresenta un importante passo avanti in favore delle pari opportunità tra generi nel mondo del lavoro e della riduzione della disparità salariale tra uomini e donne, poiché anche in Svizzera sono soprattutto le donne provenienti da contesti sociali svantaggiati che lavorano nelle economie domestiche.
Inoltre, la Svizzera s’impegna in quest'ambito anche per motivi di solidarietà internazionale e potrà condividere con l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) le sue esperienze positive in materia di dialogo con le parti sociali.
21 cantoni che nell’ambito di una consultazione specializzata hanno espresso un’opinione sulla Convenzione, sostengono il Consiglio Federale e, come i rappresentanti dei lavoratori, si pronunciano a favore della ratifica. Solo i datori di lavoro si sono pronunciati contro la ratifica nella fase di consultazione.
Sforzi recenti per la tutela dei lavoratori domestici in Svizzera
Nel suo messaggio il Consiglio federale rileva che la Svizzera, nel confronto internazionale, ha un sistema di protezione dei lavoratori domestici molto elaborato“. Condizioni di lavoro equivalenti a quelle degli altri lavoratori sono garantite dal Codice delle obbligazioni (Art. 319 e seg.)
Il contratto normale di lavoro (CNL) per il personale domestico, attuato nel 2010 per tre anni e prorogato per altri tre, garantisce un salario minimo obbligatorio ai lavoratori domestici, ivi compresi anche i collaboratori all’assistenza di bambini, anziani e malati. Il CNL nazionale è completato dai contratti normali di lavoro cantonali per l’economia domestica e la cura. Infine, il Consiglio Federale ricorda l’Ordinanza sui domestici privati (ODPr) attuata nel 2011, la quale (ai sensi del no. 26 para. 4 della Raccomandazione n. 201) regola le condizioni di entrata, di soggiorno e di lavoro dei domestici privati del personale di missioni diplomatiche, missioni permanenti, consolati e organizzazioni internazionali, la cui situazione nel passato è apparsa specialmente precaria e vulnerabile.
Sfide
Nel suo messaggio il Consiglio federale rileva che, attualmente, le possibilità delle autorità, nel controllo dell’applicazione delle direttive presso i datori di lavoro privati sono limitate (commento riguardo l’art. 17, p. 6956). A suo parere in futuro si dovrà prestare maggior attenzione alle misure elencate nel punto 21 della Raccomandazione no. 201: istituire un servizio nazionale di assistenza telefonica, prevedere un sistema di visite precedenti l’assunzione, istituire una rete di alloggi di emergenza, sensibilizzare i datori di lavoro ai loro obblighi fornendo informazioni sulle pratiche corrette, garantire ai lavoratori domestici l’accesso a meccanismi di denuncia e la possibilità di intentare cause civili e penali durante e dopo il periodo di impiego, realizzare un servizio pubblico di assistenza per informare i lavoratori domestici, in una lingua che possano comprendere, sui propri diritti.
11.12.2013