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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua interrogazione il Consigliere nazionale Rolf Hegetschweiler dà voce al dubbio, più volte espresso, che le misure del Pacchetto fiscale 2001 concernenti la "Proprietà d'abitazioni" violino la Costituzione nella parte in cui prescrive un'armonizzazione fiscale materiale. Il Consiglio federale è invitato a rispondere a tre domande sorte in questo contesto.</p><p></p><p>1. Il Parlamento ha seguito il Consiglio federale nell'abolizione dell'imposizione del valore locativo e delle deduzioni ad esso collegate. Esso ha ripreso e modificato le due misure di accompagnamento proposte dal Consiglio federale (deducibilità delle spese di manutenzione dell'immobile che serve da abitazione ai proprietari e la deducibilità limitata degressiva degli interessi passivi dei nuovi proprietari).</p><p></p><p>Le modifiche apportate dal Parlamento in materia deduzione limitata di spese di manutenzione hanno condotto a un distacco dalla concezione fondamentale sottesa alla deducibilità. L'obiettivo originario di tali misure d'accompagnamento era la promozione della manutenzione di immobili abitati dai proprietari, in base agli articoli 108 e 111 CF. Le deduzioni (limitate) proposte dal Consiglio federale avrebbero dovuto soddisfare il mandato costituzionale alla promozione della proprietà d'abitazioni, che prevede la possibilità di adottare misure di sostegno fiscali mirate a favore dei proprietari con risorse finanziarie limitate, ma non il sostegno in generale dei proprietari senza tenere conto della loro capacità finanziaria. Con la soppressione del limite superiore per la deduzione delle spese di manutenzione, il Parlamento si è distaccato da questa concezione fondamentale. </p><p></p><p>Il Parlamento ha inoltre esteso le misure d'accompagnamento a favore dei nuovi proprietari (possibilità di una deduzione temporalmente limitata e decrescente degli interessi maturati su debiti privati per immobili abitati dai proprietari). Nel suo messaggio del 28 febbraio 2001 concernente il pacchetto fiscale 2001, il Consiglio federale ha esposto i motivi di carattere costituzionale in base ai quali questa deducibilità dovrebbe rimanere limitata. Il Consiglio federale aveva ritenuto che con la limitazione delle deduzioni e la forte riduzione sarebbe stata garantita la proporzionalità e la conformità della misura al mandato costituzionale di promuovere la costruzione d'abitazioni. Secondo il Consiglio federale entrambe le misure da esso proposte esaurivano tutto lo spazio d'azione consentito dalla Costituzione. Il Parlamento non ha seguito il Consiglio federale nelle sue considerazioni e ha fortemente esteso la possibilità di deducibilità.</p><p></p><p>Infine, bisogna menzionare che il Parlamento ha ripreso senza modifiche la nuova disposizione della LAID concernente l'imposizione dell'abitazione secondaria (art. 4a LAID).</p><p></p><p>2. Il Consiglio federale conferma che le sue proposte non si indirizzavano verso l'armonizzazione fiscale materiale. Come esposto nel messaggio del 28 febbraio 2001, le deduzioni per la promozione dell'acquisto di abitazioni costituiscono delle "deduzioni generali". La determinazione dell'importo di tali deduzioni nella LAID non rappresenta alcuna violazione della Costituzione, finché tali importi rimangono entro dei limiti determinati. In questo ambito il Consiglio federale poteva quindi proporre l'importo delle deduzioni generali in questione anche nella LAID, senza ledere la libertà tariffaria cantonale.</p><p></p><p>Nel'ambito dell'imposizione dell'abitazione secondaria il Consiglio federale ha proposto l'adozione di un'aliquota massima. Esso ha motivato questo inusuale intervento nella libertà tariffaria cantonale con il divieto costituzionale della doppia imposizione intercantonale.</p><p></p><p>3.a) Il Dipartimento federale delle finanze ha avviato nel maggio del 2000 una consultazione concernente l'imposizione dell'abitazione secondaria. L'oggetto di tale consultazione, alla quale hanno partecipato anche le Commissioni dell'economia e dei tributi di entrambe le Camere federali (CET-N e CET-S), era costituito dal rapporto della commissione di esperti Valore locativo/Cambiamento di sistema (KES) e da un avamprogetto del Dipartimento federale delle finanze. Esso comprendeva anche diverse proposte della CET-N. I Cantoni sono stati invitati a prendere posizione sul principio del cambiamento di sistema, sulle sue modalità (specialmente in riferimento alla deducibilità degli interessi passivi e delle spese di manutenzione), sulle misure di accompagnamento e sul diritto transitorio. Il principio e la realizzazione del cambiamento di sistema sono stati successivamente analizzati in modo più dettagliato da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell'Amministrazione federale delle contribuzioni e dei Cantoni. Il problema dell'imposizione dell'abitazione secondaria è stato trattato da un altro gruppo. Anche la Conferenza fiscale svizzera e la Commissione per l'armonizzazione delle imposte dirette della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni (CAID) sono state consultate. I risultati della consultazione sono infine affluiti nel sopra citato messaggio concernente il pacchetto fiscale 2001.</p><p></p><p>Nel corso dei dibattiti parlamentari, la CET-N ha effettuato una consultazione presso i Cantoni sul modello risparmio-abitazione da essa elaborato. La CET-S da parte sua ha ascoltato una delegazione della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) sulle loro proposte di modifica del sistema attuale d'imposizione della proprietà d'abitazione. In seguito, la CDF ha precisato la propria posizione con una lettera del 27 settembre 2002 ai parlamentari federali. Dopo la conferenza di conciliazione del 5 giugno 2003 la CDF ha informato il Parlamento con una lettera del 12 giugno 2003 che essa respingeva un cambiamento del sistema, come quello proposto dalla conferenza di conciliazione.</p><p></p><p>3.b) Nell'ambito della procedura di consultazione del maggio 2000 la maggioranza dei Cantoni si è espressa a favore di un'armonizzazione verticale e orizzontale nell'elaborazione di un cambiamento del sistema. In considerazione delle ripercussioni di un cambiamento del sistema sui proprietari indebitati, anch'essi hanno riconosciuto la necessità di adottare misure d'accompagnamento (deduzione temporalmente limitata e regressiva degli interessi passivi privati dei primi acquirenti di immobili da essi abitati). Prima dell'approvazione del messaggio del Consiglio federale la maggioranza della CDF si è espressa a favore di un cambiamento di sistema "puro"; le misure d'accompagnamento dovevano avere soltanto delle ripercussioni finanziarie limitate. Era inoltre necessario trovare una soluzione soddisfacente dell'imposizione dell'abitazione secondaria. Successivamente la CDF ha potuto seguire - anche se con delle riserve - tutte le proposte del Consiglio federale. Essa si è invece opposta con veemenza al modello risparmio-abitazione del Consiglio nazionale, in particolare perché essa ha ritenuto incostituzionale l'obbligo dei Cantoni di assumere questo modello. Nella sua lettera del 27 settembre 2002, la CDF ha spiegato inequivocabilmente che le misure d'accompagnamento adottate dal Consiglio nazionale nell'ambito del cambiamento di sistema oltrepasserebbero l'obiettivo preposto, cagionerebbero una riduzione troppo elevata delle entrate ai Cantoni e ai Comuni e condurrebbero a disparità di trattamento. Tale posizione è stata confermata il 12 giugno 2003 dopo la conferenza di conciliazione. La CDF ha criticato il progetto concernente il cambiamento del sistema in quanto violerebbe il principio costituzionale della parità di trattamento e imporrebbe ai Cantoni con le misure d'accompagnamento non solo il principio, ma anche l'importo delle spese di manutenzione e degli interessi passivi deducibili. Il pacchetto fiscale avrebbe delle ripercussioni finanziarie inaccettabili per i Cantoni. La CDF ha mantenuto le proprie riserve sulla soluzione proposta per l'imposizione dell'abitazione secondaria.</p>  Risposta del Consiglio federale.