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In presenza del capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il consigliere federale Ignazio Cassis, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha preso atto del rapporto del Consiglio federale sulla politica estera 2019 (20.009) e della Strategia di politica estera per il prossimo quadriennio.
La CPE-N accoglie favorevolmente il rapporto sulla politica estera 2019, il quale rende conto in modo preciso e conciso della qualità e della diversità delle attività svolte dalla Svizzera in questo settore. La Commissione ha quindi esaminato le priorità tematiche della Strategia di politica estera 2020–2023, esprimendo soddisfazione per il rapporto e per le linee guida. In particolare apprezza la volontà del Consiglio federale di meglio conciliare la politica estera con gli obiettivi di politica interna e con quelli dei dipartimenti al fine di rafforzare la coerenza. Il dibattito si è incentrato sullo sviluppo sostenibile – e sull’impegno in relazione ai cambiamenti climatici – nonché sull’accesso universale all’acqua. La Commissione ha inoltre discusso della candidatura della Svizzera per il 2023-24 a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell’ONU e delle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE), tematica centrale negli anni a venire.
BREXIT: ACCORDO TRA LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA E IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD (19.069)
La Commissione ha proceduto all’esame preliminare dell’Accordo tra la Svizzera e il Regno Unito sui diritti e i doveri dei cittadini in seguito alla Brexit e al recesso dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), decidendo all’unanimità di entrare in materia sull’oggetto. L’Accordo tutela i diritti che i cittadini svizzeri e britannici hanno acquisito in virtù dell’ALC. Riprende le disposizioni dell’ALC senza ampliare i diritti che vi figurano né crearne di nuovi. Nella votazione sul complesso, la Commissione ha adottato il progetto all’unanimità.
Conformemente all’articolo 152 capoverso 3bis LParl, il 15 gennaio e il 1° febbraio 2019 le due CPE erano state consultate in merito all’Accordo, approvandone l’applicazione provvisoria.
ALTRI ARGOMENTI
La Commissione è stata informata sommariamente dal capo del DFAE, il consigliere federale Ignazio Cassis, sugli aspetti di politica estera relativi alla questione delle forniture di una ditta svizzera ai servizi segreti e ha preso atto che non vi sono state reazioni da parte di altri Stati. Non appena saranno disponibili i rapporti d’inchiesta, la Commissione si occuperà delle ripercussioni di politica estera in questo contesto.
Nelle tematiche di politica europea, l’attenzione della Commissione si è concentrata sugli ultimi sviluppi dei dossier aperti. La CPE-N è inoltre stata informata sulle conclusioni tratte dall’incontro che il Consiglio federale ha avuto con una delegazione della Commissione europea al Forum economico mondiale di Davos.
La CPE-N ha infine deciso all’unanimità di istituire una sottocommissione comune con la CPE-S, incaricata di analizzare approfonditamente il ruolo del Parlamento per quanto concerne l’elaborazione della soft law. L’analisi ha lo scopo di mostrare se vi è bisogno di legiferare per garantire i diritti di partecipazione parlamentare in politica estera, anche per quanto concerne la soft law.