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Un civilista e il direttore di una casa per anziani del canton Vaud si sono messi d'accordo per fare il modo che il primo incassi le indennità senza nemmeno presentarsi a lavoro. I due, come riferisce "Le Matin", si conoscevano già prima che il civilista richiedesse di lavorare nello stabilimento. Nell'autunno del 2019 si erano accordati per un periodo lavorativo di 26 giorni, il quale era stato approvato dall'Ufficio federale del servizio civile. Ma il giovane non si era mai presentato e ha continuato a lavorare durante il suo presunto impegno nella casa per anziani, intascando senza battere ciglio i 2'300 franchi di indennità di perdita di guadagno (IPG) destinati a compensare la perdita di guadagno professionale di questo lavoratore indipendente.
Da parte sua, il direttore dello stabilimento ha compilato i moduli come se nulla fosse successo, attestando che aveva beneficiato dell'aiuto del civilista. Un controllo durante l'ultimo giorno del periodo lavorativo aveva invece dimostrato che il giovane non era presente. Non viene rivelato se il controllo è avvenuto in seguito a una segnalazione, se l'Ufficio federale del servizio civile era sospettoso o se è stata solo una coincidenza. In ogni caso, il procuratore incaricato del caso non ha creduto alle giustificazioni date in seguito e ha accusato i due di frode dell'assicurazione sociale, falsificazione e violazione della legge federale sul servizio civile. Anche se il direttore dello stabilimento è stato riconosciuto colpevole solo di complicità in questi reati, ha condannato entrambi gli uomini alla stessa pena: 180 aliquote giornaliere sospese, una multa di 4'000 franchi svizzeri e una richiesta di risarcimento per l'importo delle prestazioni indebitamente ricevute.