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L'incidente mortale di un controllore, avvenuto lo scorso mese a Baden (AG), ha risvegliato il ricordo di un caso analogo avvenuto nel 2016 a Zurigo. Il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI) vuole ora appurare fino a che punto l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) abbia applicato le raccomandazioni emesse all'epoca.
Del caso si è occupata la trasmissione "Rundschau" della televisione svizzerotedesca SRF: il 13 gennaio 2016 una donna ha subito gravi ferite dopo che il suo braccio è rimasto incastrato nella porta di un treno ed è stata trascinata via. L'episodio era avvenuto alla fermata Zurigo Schweighof della compagnia Sihltal Zürich Uetliberg Bahn (SZU).
Il SISI aveva in quell'occasione emesso raccomandazioni per l'UFT. Le autorità avrebbero dovuto verificare se anche per altri convogli esistesse un pericolo analogo, valutando eventuali misure. Secondo "Rundschau", l'ufficio federale non ha però condotto chiarimenti documentati presso altre compagnie ferroviarie.
In una risposta dell'UFT alla trasmissione televisiva, messa a disposizione dell'agenzia Keystone-ATS, si può leggere che dal suo punto di vista "in altri tipi di treni non sussisteva lo stesso rischio per la sicurezza" e i criteri erano rispettati.
Il SISI, nel quadro delle indagini sull'incidente di Baden - collegato a sua volta ad un problema alle porte - vuole ora chiarire meglio quanto accaduto a Schweighof e fino a che punto le raccomandazioni siano state applicate. Non si può infatti escludere che il secondo episodio avrebbe potuto essere evitato.
Il direttore dell'UFT, Peter Füglistaler, in una parte del servizio di "Rundschau" già disponibile, si dichiara "stupito dalla posizione del SISI", che si dimostra a suo dire poco professionale, poiché le misure sono state prese di comune accordo. Le porte degli altri treni non sono paragonabili con quelle della SZU, incluse quelle coinvolte nel tragico incidente di Baden.
Anche l'allarme non ha funzionato
Secondo "Rundschau", il rapporto di indagine sul caso Schweighof ha rivelato pure un'altra lacuna che si era verificata anche nell'incidente mortale all'inizio di agosto: le porte sono state segnalate al macchinista come chiuse, anche se non lo erano.
Secondo il direttore dell'UFT tale problema fu risolto in questo tipo di treno. Nello stesso tempo , Füglistaler ha sottolineato che il suo Ufficio federale è solo l'"autorità di sorveglianza della sicurezza" e non ha il compito di esaminare ogni singolo dettaglio di ogni convoglio.
Per la sicurezza sono responsabili le stesse aziende. Secondo Füglistaler, se questa responsabilità venisse trasferita all'UFT, le aziende controllerebbero solo ciò che verrebbe loro affidato. "E ciò sarebbe un passaggio di responsabilità molto pericoloso".