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Joe Biden ha firmato: «Le grandi nazioni non ignorano i loro momenti più dolorosi»
WASHINGTON - Il Presidente Joe Biden ha firmato: gli Stati Uniti riconoscono da oggi il 19 giugno (Juneteenth) come una festività nazionale.
Tale data, lo ricordiamo, commemora la fine della schiavitù negli Stati Uniti d'America, avvenuta nel 1865 in Texas, grazie al Proclama di Emancipazione di Abraham Lincoln.
La firma ha avuto luogo alla Casa Bianca, durante una cerimonia giubilante. In un discorso, Biden ha sottolineato l'importanza di fare i conti con la propria storia, anche quando la storia è «vergognosa»: «Le grandi nazioni non ignorano i loro momenti più dolorosi, veniamo a patti con gli errori che abbiamo commesso, e ricordandoli, diventiamo più forti».
La festività sarà conosciuta come "Juneteenth National Independence Day". «Sono presidente solo da alcuni mesi, ma penso che questo sarà per me uno dei più grandi onori che avrò avuto come presidente».
Anche la Vicepresidente, Kamala Harris, era presente alla cerimonia. «Siamo qui a pochi passi da dove il Presidente Lincoln ha firmato il Proclama di Emancipazione. Abbiamo fatto molta strada, e ne abbiamo ancora molta da fare, ma oggi è un giorno da celebrare».
Diverse associazioni a favore dei diritti degli afroamericani, come riporta il Guardian, si sono rallegrati della decisione, ma molti dicono che è necessario ancora fare di più per affrontare il razzismo sistemico presente negli States.
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
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L'aumento della densità della spazzatura spaziale preoccupa l'agenzia australiana: «Dobbiamo renderci conto che c'è un probabile rischio che colpisca un'area abitata».
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