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L'associazione "Rives publiques" esige che i ricchi proprietari rendano accessibili al pubblico le sponde dei laghi e dei corsi d'acqua davanti alle loro ville.
Dopo la recente vittoria in questo ambito nel canton Zurigo, l'associazione lancia un ultimatum a livello nazionale alle autorità e ai rivieraschi.
L'inaccessibilità attuale di buona parte delle rive dei laghi e dei corsi d'acqua elvetici è contraria alle norme legislative in materia, alla giurisprudenza e a determinati regolamenti locali. Lo ha sottolineato martedì a Mies, nel canton Vaud, l'associazione "Rives publiques", lanciando un aut aut alle autorità e ai rivieraschi: entro due anni, le sponde dell'intero paese dovranno essere aperte al pubblico.
In una dichiarazione pubblica, l'associazione che milita da anni per il libero accesso alle sponde dei laghi e dei corsi d'acqua chiede alle autorità la soppressione immediata di tutti gli ostacoli che rendono le rive inaccessibili.
Violazione delle leggi
Gli ostacoli attuali sono in contraddizione con la legislazione federale elvetica, la quale stabilisce che le rive dei laghi e dei fiumi sono pubbliche. Autorità e rivieraschi devono dunque concedere un passaggio pedonale largo come minimo da tre a cinque metri, rileva il presidente dell'associazione Victor von Wartburg, dichiarandosi "atterrito" dal numero di violazioni registrate in Svizzera.
Malgrado questa normativa perentoria, il presidente di "Rives publiques" constata con amarezza che circa la metà delle rive attorno ai laghi di Zurigo, di Ginevra e di Costanza non sono accessibili al pubblico. Una violazione di cui, secondo von Wartburg, sono rei da un lato i facoltosi rivieraschi, dall'altro le autorità che non agiscono per fare liberare l'accesso.
"Attorno al lago di Ginevra, quando volevo fermarmi sulla riva per uno spuntino o per riposarmi, mi è capitato di essere scacciato dagli impiegati o dai proprietari delle ville circostanti. Una volta sono persino stato minacciato con un fucile da caccia", afferma von Wartburg.
Federalismo
Daniel von Siebenthal, presidente della commissione cantonale delle rive vodesi, sostiene che le disposizioni legali riguardo l'obbligo di rendere accessibili le rive sono chiare. Al contempo però, sottolinea che si tratta di una regolamentazione generale. Spetta quindi alle autorità adattarle alle particolarità locali.
Sulla stessa lunghezza d'onda, Raimund Rodewald, della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, ritiene che il problema sia in parte dovuto alla struttura federalista della Svizzera: "Ogni cantone ha le proprie leggi. Lo Stato federale può solo limitarsi ad adottare dei principi che spetterà poi a comuni e cantoni applicare. Così capita che alla fine non vi sono né controlli né responsabilità", afferma.
Sin dal 2000 le leggi del canton Vaud prevedono l'obbligo di lasciare libero un passaggio attorno al lago. Ma la normativa è rimasta lettera morta: in sette anni è stato liberato un passaggio di un solo chilometro.
Entrate fiscali
Von Siebenthal punta il dito contro i comuni: "Non è nelle loro priorità", afferma.
Gérald Cretegny, sindaco di Gland – sul lago Lemano – respinge le accuse: "Stiamo lavorando da anni a questo compito. Certo, è importante che la gente possa accedere al lago, ma occorre tener presente che anche i rivieraschi hanno i loro diritti e occorrono anni per trovare una soluzione adeguata".
Fra le critiche rivolte alle autorità vi è pure quella di dimostrarsi troppo timorose nei confronti di taluni ricchissimi proprietari, quali Michael Schumacher o Ernesto Bertarelli: l'imposizione di liberare un passaggio davanti alle loro lussuose ville sul lago rischia di farli traslocare e con essi i loro ingenti contributi fiscali.
swissinfo e agenzie
Vertenze in corso
Pochi mesi fa, l'associazione "Rives publiques" si è opposta con successo a Uetikon (nel canton Zurigo) ad un progetto immobiliare che prevedeva un edificio da 300 milioni sulle sponde del lago.
L'organizzazione tenta pure di ostacolare il rinnovo delle concessioni per i porti delle proprietà del miliardario Ernesto Bertarelli a Crans-près-Céligny e Nyon (entrambi nel canton Vaud) e si impiega fra l'altro a rendere accessibili le sponde occupate dall'UEFA, sempre a Nyon.
Ha inoltre fatto opposizione ai piani di costruzione del nuovo Fine Arts Museum di Losanna.
Prevede di opporsi anche alla domanda di costruzione di un porto da parte dell'ex campione di formula 1 Michael Schumacher, proprietario di una casa sulle rive del lago Lemano.
Tre ricorsi dell'associazione, di cui uno contro le autorità del canton Vaud, sono attualmente in sospeso presso il Tribunale federale.