Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/213047

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel mondo del lavoro la trasformazione digitale procede a pieno ritmo e i suoi effetti riguardano in particolare i lavoratori impiegati nell'economia privata e nelle amministrazioni pubbliche.</p><p>Per questi dipendenti è molto importante poter partecipare attivamente alle dinamiche di trasformazione e, pertanto, essi andrebbero coinvolti sia nell'ideazione che nella preparazione di tali processi, per esempio attraverso formazioni continue. Alcuni contratti collettivi di lavoro conclusi o aggiornati recentemente (Swisscom, FFS) contemplano il diritto di esprimersi circa gli effetti della digitalizzazione e menzionano esplicitamente la partecipazione dei lavoratori alle decisioni concernenti la trasformazione digitale.</p><p>La legge sulla partecipazione disciplina la partecipazione all'interno delle aziende in termini generali. Tuttavia, la legge riguarda solamente aziende con almeno 50 dipendenti, i quali devono chiedere attivamente di poter partecipare. Inoltre, la partecipazione è limitata.</p><p>Con la trasformazione digitale e grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie la sorveglianza permanente dei lavoratori è diventata una pratica attuabile, del resto già applicata. Tuttavia, quest'ultima fa aumentare lo stress psicofisico dei lavoratori. Urge pertanto un cambiamento: raramente infatti i lavoratori vengono consultati in merito all'utilizzo di strumenti di sorveglianza.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto nel quale enunci come vengono rispettati - e come potrebbero essere rispettati - i diritti dei lavoratori all'interno dei processi di digitalizzazione, soprattutto nell'economia privata ma anche nei rapporti d'impiego disciplinati dal diritto pubblico. Il rapporto dovrebbe contenere anche proposte per migliorare la partecipazione dei lavoratori, oltre a raffrontare l'evoluzione dei diritti di questi ultimi in Svizzera con la situazione negli altri Paesi dell'OCSE.</p><p>Occorre infine verificare se siano necessarie disposizioni legali più chiare per determinare le possibilità di sorveglianza dei dipendenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per molti datori di lavoro e lavoratori la trasformazione digitale comporta opportunità e sfide inedite, che è importante riconoscere tempestivamente per essere in grado di rispondere in maniera adeguata. Gli esempi menzionati nel postulato (Swisscom e FFS) mostrano che è possibile giungere a soluzioni di collaborazione che permettano la partecipazione dei lavoratori anche di fronte all'incalzare della digitalizzazione. Questa tesi è corroborata dalle disposizioni in materia di formazione continua previste in molti contratti collettivi di lavoro (p. es. diritto a un certo numero di giorni di formazione continua all'anno, eventuale pagamento delle spese per corsi e viaggi, diritto al salario, ecc.).</p><p>Durante le consultazioni parlamentari la legge sulla partecipazione (RS 822.14) è stata oggetto di accesi dibattiti. Per alcuni il disegno andava troppo lontano, mentre altri lo giudicavano insufficiente. Alla fine è stata approvata una legge quadro che contempla solamente l'essenziale e che accorda alle parti sociali una grande libertà per arrivare a soluzioni bipartisan. Nello specifico si è rinunciato a rendere obbligatoria l'istituzione di una rappresentanza dei lavoratori, sia in generale che per le aziende di una certa dimensione.</p><p>Già all'epoca il Consiglio federale e la maggioranza del Parlamento ritenevano che il disciplinamento della partecipazione dovesse essere principalmente oggetto dei contratti collettivi di lavoro negoziati con le parti sociali. Il legislatore intendeva stabilire solamente i diritti di partecipazione fondamentali (negli ambiti della sicurezza sul lavoro e della protezione dei lavoratori e in caso di trasferimento delle imprese, licenziamenti collettivi, nonché affiliazione a un istituto di previdenza professionale); tutto il resto andava concretizzato nei contratti collettivi di lavoro. L'obiettivo era quello di garantire la maggiore autonomia contrattuale possibile. Poiché la situazione è rimasta invariata, non risulta necessaria alcuna valutazione ulteriore.</p><p>Va ricordato che la legge sulla partecipazione si applica a tutte le imprese che occupano lavoratori (indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa). Inoltre, in determinati ambiti il datore di lavoro è tenuto a informare e talvolta anche a consultare i lavoratori. Questi ultimi possono dal canto loro chiedere informazioni e avanzare proposte.</p><p>La digitalizzazione comporta un numero crescente di possibilità di sorveglianza. Tuttavia, l'applicazione di sistemi di sorveglianza e di controllo del comportamento dei lavoratori sul posto di lavoro non è ammessa. Se necessari per altre ragioni, questi sistemi non possono comunque pregiudicare la salute e la libertà di movimento dei lavoratori (art. 26 OLL3; RS 822.113).</p><p>Inoltre, il datore di lavoro deve poter giustificare perché in alcuni settori i dipendenti vengono sorvegliati ed è tenuto ad adottare provvedimenti che riducano la sorveglianza al minimo; provvedimenti, questi, che vanno attuati nel rispetto del diritto di partecipazione dei lavoratori.</p><p>Alla luce di quanto esposto il Consiglio federale ritiene che, attualmente, non sia necessario redigere un rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.