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Il Consiglio federale svizzero ha recentemente emesso un rapporto che evidenzia la necessità di modernizzare il diritto di garanzia svizzero per rafforzare la posizione dei consumatori. Secondo il rapporto, il diritto di garanzia svizzero è obsoleto e non tutela adeguatamente i consumatori. Il Consiglio federale ha quindi suggerito di conformare il diritto svizzero in materia agli standard minimi applicabili nell’Unione europea (UE).
Il diritto di garanzia si riferisce alla responsabilità oggettiva del venditore per l’assenza di difetti della cosa venduta. In Europa, questo diritto è stato armonizzato da anni e di recente è stato modernizzato. Il rapporto del Consiglio federale ha confrontato la situazione giuridica in Svizzera con quella dell’UE e ha rilevato che la situazione giuridica in Svizzera è insoddisfacente, soprattutto per quanto riguarda i prodotti digitali o contenenti componenti digitali.
A differenza dell’UE, la Svizzera non disciplina esplicitamente come gestire i difetti riscontrati in questi prodotti; i consumatori non hanno alcun diritto legale ad aggiornamenti o update. Talvolta non è nemmeno chiaro se il diritto di compera con le sue regole di garanzia sia applicabile. Ciò compromette la certezza del diritto.
Conformare il diritto svizzero in materia di garanzia allo standard minimo in vigore nell’UE migliorerebbe la situazione rafforzando anche la posizione dei consumatori, che nel caso di prodotti difettosi attualmente dipendono dalla benevolenza del venditore. Il Consiglio federale auspica quindi modificare il Codice delle obbligazioni. Tocca ora al Parlamento decidere se dare il via a un progetto di legge in materia.
Il rapporto del Consiglio federale ha anche esaminato l’obsolescenza programmata, una strategia aziendale finalizzata ad accorciare volontariamente il ciclo di vita dei propri prodotti per costringere i consumatori a sostituirli anzitempo. Il postulato 18.3248 Marchand-Balet incaricava il Consiglio federale di redigere un rapporto sulla situazione giuridica che disciplina l’obsolescenza programmata e di valutare se occorreva una normativa specifica a tutela dei consumatori, citando come strumenti ipotizzabili a tal fine eventuali provvedimenti nel diritto di garanzia.
Tuttavia, il Consiglio federale si è espresso contrario a una norma specifica che vieti l’obsolescenza programmata, in quanto il diritto penale e il diritto della concorrenza prevedono già strumenti per contrastare la riduzione fraudolenta del ciclo vitale dei prodotti. Inoltre, le modifiche mirate del diritto di garanzia, che il Consiglio federale sostiene, possono contribuire a combattere l’obsolescenza programmata.
Il rapporto del Consiglio federale ha sollevato numerose preoccupazioni per i consumatori svizzeri e ha evidenziato la necessità di modernizzare il diritto di garanzia svizzero. La conformità agli standard minimi dell’UE può garantire una maggiore tutela dei consumatori e una maggiore certezza del diritto. Tuttavia, spetta ora al Parlamento decidere se dare il via a un progetto di legge in materia.