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Guerra in Ucraina
Ucraina: per Zelensky è tempo di colloqui di pace con Mosca
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicato nella notte un videomessaggio su Facebook in cui chiede al suo omologo russo Vladimir Putin di intavolare discussioni di pace.
«È tempo di colloqui di pace, senza indugio. Questa è l'unica possibilità per la Russia di ridurre i danni causati dai propri errori. È tempo di incontrarsi, è tempo di parlare, è tempo di ripristinare l'integrità territoriale e la giustizia per l'Ucraina. Altrimenti, le perdite della Russia saranno tali che il Paese impiegherà diverse generazioni per riprendersi».
Poi, nell'annunciare che 180'000 persone sono state salvate attraverso i corridoi umanitari con sette proseguiti anche ieri (sei nella regione di Sumy e uno nella regione di Donetsk), il presidente ha accusato Mosca di bloccare la fornitura di aiuti alle città assediate «nella maggior parte delle aree».
Intanto stamani, stando a quanto indica l'emittente televisiva statunitense Cnn, il governatore della regione ucraina di Lugansk ha annunciato che oggi alle ore 09.00 locali (le 08.00 in Svizzera) sarebbe stato aperto un corridoio umanitario per sfollare i civili.
In un post su Telegram, il governatore Serhiy Gaiday ha scritto che le forze russe si sono dette d'accordo, anche se non ha precisato né la durata della tregua né dove il corridoio sarebbe diretto.
Negoziatore russo frena
Poco prima del videomessaggio del leader ucraino, il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, affermava che un incontro tra il presidente ucraino e il leader del Cremlino non sarebbe stato possibile senza prima il testo di un trattato.
«Prima ancora di menzionare una riunione tra i due leader, le delegazioni di negoziatori devono preparare e concordare il testo di un trattato. Successivamente, il testo dovrebbe essere siglato dai ministri degli esteri e approvato dai governi». Poi si potrà parlare di una possibilità di incontro tra i due presidenti.
Mariupol martoriata
Nel frattempo, nonostante una notte tranquilla, durante la quale le sirene non sono state udite, bombardamenti e combattimenti imperversano in tutta l'Ucraina, soprattutto per l'ambita città di Mariupol. L'esercito russo ha annunciato ieri di essere riuscito ad entrare nel centro della città insieme alle truppe della «repubblica» separatista di Donetsk.
La presa di Mariupol rappresenterebbe una svolta importante nella guerra e consentirebbe alla Russia di garantire la continuità territoriale tra le sue forze provenienti dalla Crimea annessa (sud) e le truppe del Donbass (est).
Sfollati da Lugansk e Donetsk
Dal canto suo, il ministero della difesa russo, citato dall'agenzia non governativa russa Interfax ha annunciato che circa 297'800 persone sono state portate in Russia dai territori delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk, nel Donbass, e dal resto dell'Ucraina, «senza l'aiuto di Kiev», dall'inizio di quella che Mosca chiama l'"operazione speciale» ucraina.
Le persone sfollate nelle ultime 24 ore, ha aggiunto Mosca, sono 14'397. Il governo russo afferma infine che in 24 ore, ancora «senza l'aiuto di Kiev» sono stati allontanati 181 cittadini stranieri dalla regione di Zaporizhzhia alla vicina Crimea, annessa dalla Russia nel 2014.
Un altro generale russo ucciso
Zelensky ha poi confermato che 130 persone sono state finora salvate dal teatro bombardato di Mariupol e che le operazioni di soccorso stanno proseguendo.
Centinaia di civili avevano trovato rifugio nella struttura quando è stata bombardata mercoledì, ma al momento non si ha notizia certa di vittime.
L'esercito ucraino in un post sulla rete sociale Facebook citato dall'emittente nazionale del Regno Unito Bbc, indica che un altro generale russo è caduto in battaglia: si tratterebbe di Andrei Mordvichev, morto nella città di Chernobayevka in seguito a colpi di artiglieria.
SDA