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I servizi segreti svizzeri potranno continuare a raccogliere "alla cieca" informazioni "importanti per la sicurezza del paese" almeno fino in autunno. Il governo ha infatti tempo fino a fine ottobre per rispondere alle critiche formulate dalla Delegazione delle commissioni parlamentari della gestione.
Nessuna misura immediata sarà presa dopo il rapporto pubblicato giovedì dalla Delegazione della Gestione, dal quale emerge che nulla è cambiato nella raccolta di dati personali per la sicurezza dello Stato dopo lo "scandalo delle schedature" che aveva scosso la Svizzera vent'anni fa. Brigitte Hauser-Süess, portavoce della ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf, ha risposto "no" alla domanda se sia stata ordinata una sospensione nella raccolta dei dati. "Il Consiglio federale vuole dapprima analizzare il rapporto della delegazione", ha aggiunto.
Buona parte delle disfunzioni si sono verificate secondo la Delegazione quando alla testa del DFGP c'era ancora Christoph Blocher. Questi tace. L'ex ministro UDC non si esprime su questo argomento, ha fatto sapere l'interessato all'ATS tramite la sua segretaria.
Secondo il rapporto della delegazione parlamentare, il Servizio di analisi e prevenzione (SAP) - che ha sostituito nel lavoro di "intelligence" interno la vecchia Polizia federale travolta dallo scandalo delle schedature scoppiato a fine 1989 - ha continuato a raccogliere informazioni di ogni tipo senza fare i controlli previsti. La sua banca dati elettronica ISIS è zeppa di schede errate o inutili che rendono difficile garantire la sicurezza interna.
swissinfo.ch e agenzie