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Gli avvocati del giovane giordano residente a Bienne e arrestato in Kenya per sospetto terrorismo hanno fatto ricorso contro il divieto di rientro in Svizzera emesso dalle autorità elvetiche.
Su segnalazione dei servizi di Intelligence della Confederazione, l'Ufficio federale di polizia lo scorso 30 giugno aveva emanato nei riguardi del giovane 19enne, sospettato in Kenya di legami con la milizia jihadista somala di Al Shabaab, un divieto temporaneo di entrata in Svizzera.
Gli avvocati Loïc Parein e Stefan Disch, difensori del giovane contestano quel divieto, affermando di non aver avuto accesso all'incartamento e di non essere quindi in grado di verificare se le accuse al loro assistito sono fondate o si basano solo su sospetti.
A fine giugno il Dipartimento federale di giustizia e polizia aveva indicato, in un comunicato, che vi sono "indizi chiari" che il giovane aveva soggiornato in regioni della Somalia dove si trovano gruppi di jihadisti. I servizi della ministra Simonetta Sommaruga avevano precisato che il Giordano è anche sospettato di aver avuto contatti con elementi islamisti in Svizzera.
Parallelamente l'Ufficio federale della migrazione aveva avviato un procedimento di revoca dell'asilo, in attesa di stabilire se il giovane - che in virtù del suo statuto di rifugiato è sotto la protezione dell'ONU in Kenya - abbia abusato del diritto di ospitalità in Svizzera. Se gli verrà revocato l'asilo, i suoi avvocati potrebbero ricorrere al Tribunale amministrativo federale.
SDA-ATS