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Gli Stati Uniti non ritengono più che la Svizzera manipoli il cambio del franco. Continuano però a guardare con occhio critico gli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS) sui mercati valutari.
Nel rapporto semestrale pubblicato venerdì dal Tesoro americano, la Confederazione appare soddisfare due di tre criteri che costituiscono agli occhi di Washington indizi di manipolazione. Rimarrà quindi nell'elenco dei paesi sotto osservazione comprendente 12 Stati.
Sullo stesso figura anche la Cina. Washington ritiene che sia un'anomalia il fatto che non pubblichi i suoi interventi sui tassi di cambio e che sia poco attiva sul fronte della trasparenza.