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I progressi registrati nella politica d'asilo non devono essere messi in pericolo dalle sentenze della Commissione di ricorso in materia d'asilo (CRA), dice Christoph Blocher.
Dopo il dimezzamento delle richieste d'asilo tra il 2003 e il 2005, il ministro di giustizia e polizia non è disposto ad accettare l'aumento registrato lo scorso anno. Possibili adattamenti legislativi in vista.
"Mi sento nell'obbligo di far rispettare la revisione della legge sull'asilo, chiaramente accolta dal popolo nel settembre del 2006", ha indicato venerdì il ministro, accompagnato dal direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) Eduard Gnesa e da alcuni suoi collaboratori.
La loro parola d'ordine resta "fermezza": un allentamento in questo settore non entra assolutamente in considerazione.
Il maggior rigore nel settore dell'asilo ha ridotto le domande - complice anche la situazione internazionale - da 21'034 nel 2003 a 10'061 nel 2005, con un lieve aumento nel 2006. Le spese dell'UFM sono scese da 969 milioni di franchi nel 2004 a 829 nel 2006.
Necessità di correzioni
Christoph Blocher ha detto che il suo compito è di fare in modo che la legge non venga indebolita da istanze di ricorso. In questo senso, la CRA rappresenta un problema perché non riconosce in Svizzera una sentenza passata in giudicato in uno degli Stati dell'Unione europea (UE).
Il ministro di giustizia ritiene la decisione della CRA non conforme all'accordo di Dublino e prevede di adattare la legislazione elvetica per chiarire la situazione.
In testa alle preoccupazioni del capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) c'è la decisione della CRA in favore dei disertori eritrei, che adducono l'obiezione di coscienza quale motivo d'asilo. Riconoscerli automaticamente come rifugiati provocherebbe un afflusso massiccio difficilmente controllabile, ha pronosticato Blocher.
"Problemi casalinghi"
L'UFM è tenuto ad applicare le sentenze della CRA, ha sottolineato Blocher. "Su ciò - ha aggiunto - non si transige".
Il capo del DFGP ha però ripetuto che gli attuali problemi nel settore dell'asilo sono "soprattutto casalinghi". Le conseguenze negative dell'interpretazione "magnanima" della legge sull'asilo devono essere corrette.
I servizi del DFGP continueranno dunque a esaminare sistematicamente ogni dossier, in particolare riguardo alla nazionalità del richiedente. In programma c'è pure il rafforzamento dei controlli alle frontiere e della collaborazione con i Paesi confinanti, soprattutto con l'Italia, paese attraverso il quale affluiscono i richiedenti Eritrei.
No ai rifugiati economici
Alti funzionari dell'UFM hanno illustrato i problemi affiorati nell'applicazione del diritto d'asilo. La CRA - è stato detto - ha posto limiti molto alti per l'allontanamento verso la Serbia/Kosovo e la Bosnia/Erzegovina di richiedenti l'asilo la cui domanda è stata respinta.
Questo modo di agire è sfociato in un numero costantemente alto di persone ammesse provvisoriamente e provoca all'UFM una notevole mole di lavoro per procedere agli accertamenti.
Anche in futuro l'UFM intende concedere l'ammissione provvisoria solo in modo restrittivo. L'UFM vuole chiarire le possibilità giuridiche di limitare l'onere per gli accertamenti e di designare paesi senza pericoli concreti.
Condizioni più severe per l'esigibilità del ritorno nel Paese d'origine non devono indebolire la legge sull'asilo, che non prevede il diritto di soggiorno per i rifugiati per motivi economici, è stato più volte ribadito.
Promuovere l'integrazione
Infine, Christoph Blocher si preoccupa dell'integrazione dei rifugiati riconosciuti in quanto tali, disoccupati nella misura del 75%. Ciò causa alti costi allo Stato.
Il problema principale è costituito dalle carenze linguistiche. Il 15% degli asilanti ammessi non conoscono abbastanza la lingua del posto per poter lavorare. In questo senso - ha aggiunto Blocher - entro la fine di marzo dovrà essere elaborato un progetto d'integrazione per i 400 Eritrei finora ammessi in Svizzera.
"Propaganda elettorale"
Una "drammatizzazione" del problema asilo a fini elettorali: così l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) commenta le critiche di Blocher.
Per l'OSAR si tratta di "propaganda elettorale sulle spalle dei più bisognosi". Secondo l'organizzazione, la CRA ha fatto solo il suo dovere accordando l'asilo a persone che rischiano trattamenti inumani e degradanti.
swissinfo e agenzie
In breve
Lo scorso anno le domande d'asilo sono state 10'537, il 4.7% in più rispetto al 2005. Al contrario, dal 2004 al 2005 il numero di richieste era sceso del 30%.
Secondo l'Ufficio federale delle migrazioni il recente aumento si spiega con due decisioni di principio della Commissione di ricorso in materia d'asilo.
A causa del cambiamento d'approccio, sono cresciute in maniera particolare le domande d'asilo provenienti dall'Eritrea e dal Tibet. Con 1201 domande (2005: 159) l'Eritrea è salita al secondo posto tra i paesi d'origine dei richiedenti. Al primo posto figura la Serbia con 1225 domande.
L'aumento delle domande d'asilo in Svizzera è nella media europea: l'aumento più consistente lo ha registrato la Svezia (+39%), la diminuzione più forte l'Austria (-41%). Le richieste sono aumentate anche in Polonia ( +26%) e in Olanda ( +17%).