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Transessuali e intersessuali potranno cambiare più facilmente sesso e nome nel registro dello stato civile: basterà una semplice dichiarazione. È quanto prevede una modifica del Codice civile licenziata oggi dal Consiglio federale.
L'obiettivo della riforma è rendere meno complessa la situazione per le persone con una transidentità o una variante dello sviluppo sessuale. Non saranno richiesti né un esame medico né il rispetto di altre condizioni preliminari. Attualmente è invece necessario far riconoscere il loro cambiamento di sesso da un giudice, ricorda l'esecutivo in una nota.
Da notare che l'adeguamento legislativo prevede che se la persona interessata è sposata, il matrimonio rimane valido. Lo stesso discorso si applica alle unioni domestiche registrate e pure i rapporti di filiazione resteranno immutati.
Il disegno non mette comunque in questione la struttura binaria del sesso (maschile/femminile): non introduce una terza categoria di genere. Attualmente il Consiglio federale sta però valutando la possibilità di introdurla e sta redigendo in merito un rapporto in adempimento a due postulati approvati dal Parlamento.
Nel comunicato, il governo ricorda anche si parla di transidentità quando l'identità sessuale percepita nel proprio intimo non corrisponde alle caratteristiche fisiche esteriori (ad esempio un uomo nato nel corpo di una donna). Non esistono statistiche affidabili relative al numero di transessuali in Svizzera.
Si parla invece di variante dello sviluppo sessuale quando un bambino nasce con caratteristiche sessuali che non possono essere attribuite univocamente né al sesso maschile né a quello femminile. Secondo uno studio del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (Csdu), nella Confederazione nascono da 20 a 100 bambini all'anno il cui genere non può essere stabilito con certezza. Queste persone vengono anche definite intersessuali.