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La banca si appresterebbe a tagliare centinaia di posti di lavoro nel settore dell'investment banking
Credit Suisse si appresterebbe a tagliare centinaia di posti di lavoro nel settore dell'investment banking: è quanto afferma l'edizione odierna della Handelszeitung (HaZ), che si rifà a fonti interne dell'istituto. La banca non commenta la notizia.
Stando al settimanale - che ieri sera aveva già diffuso anticipazioni sul tema - la soppressione di impieghi interesserebbe innanzitutto gli Stati Uniti, ma non sarebbe risparmiata nemmeno la la Svizzera.
Contattato dalle agenzie Awp e Reuters un portavoce di Credit Suisse ha fatto sapere che la banca non commenta mai voci di questo tipo. In linea generale, l'istituto "gestisce i suoi affari sulla base dei bisogni della clientela e delle condizioni di mercato: la verifica delle risorse e del loro utilizzo è un processo costante". L'addetto stampa non ha voluto nemmeno fornire indicazioni sull'evoluzione del comparto in questione.
Secondo gli analisti il settore interessato - i servizi bancari alle imprese - risulta stagnante nel secondo trimestre, come già lo era stato nel primo. A pesare sono la crisi del debito di Eurolandia e la debolezza congiunturale negli Usa, che hanno portato a un calo degli affari presso praticamente tutti gli operatori del ramo. Per la Handelszeitung quindi anche Morgan Stanley, Royal Bank of Scotland e Barclays dovranno discutere nei prossimi mesi di un adeguamento dell'organico.
La banca d'affari di Credit Suisse dà lavoro a oltre 20'000 persone e nei primi tre mesi dell'anno aveva aumentato leggermente gli effettivi. Il settimanale ricorda che durante la crisi il gruppo, contrariamente ai suoi concorrenti, aveva assunto nuovo personale nel comparto, ciò che le ha permesso di guadagnare quote di mercato, in particolare negli Stati Uniti.