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La Commissione accoglie la proposta del Consiglio federale (11.039) ma suggerisce di ampliare l'elenco dei reati imprescrittibili.
La Commissione ha approvato con 17 voti contro 6 le modifiche del Codice penale proposte nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa popolare sull'imprescrittibilità. Essa ha in particolare discusso l'elenco dei reati imprescrittibili e la concretizzazione dell'espressione «fanciulli impuberi» e ha deciso di completare l'elenco con i seguenti reati: atti sessuali con persone ricoverate, detenute o imputate, art. 192 cpv. 1 CP (14 voti contro 8 e un'astensione) e sfruttamento dello stato di bisogno, art. 193 cpv. 1 CP (11 voti contro 10 e due astensioni). Con 15 voti contro 6 e due astensioni essa ha invece respinto la proposta di introdurre nell'elenco anche la tratta di esseri umani (art. 182 CP). La Commissione ha poi discusso del limite d'età entro cui si dovrebbe applicare la norma relativa all'imprescrittibilità. Con 14 voti contro 9 la maggioranza della Commissione reputa che l'espressione «fanciulli impuberi» dell'articolo costituzionale possa trovare corrispondenza nel limite di 12 anni proposto dal Consiglio federale. Due minoranze della Commissione propongono invece di fissare il limite d'età rispettivamente a 14 e 16 anni.
Pedofilia. Segreto professionale degli ecclesiastici
Con 13 voti contro 5 e due astensioni la Commissione propone di non dar seguito all'iniziativa parlamentare 10.540 che mira a escludere che gli ecclesiastici possano appellarsi al segreto professionale nell'ambito di violazioni della libertà sessuale di minori. In tal modo si vorrebbe indurre i membri del clero ad annunciare i crimini e i delitti in questione. La maggioranza della Commissione ritiene problematico applicare tale regolamentazione unicamente a una singola categoria professionale e per una singola categoria di reati. Inoltre l'obiettivo dell'iniziativa non potrebbe essere conseguito unicamente attraverso l'abrogazione del segreto professionale e senza valorizzare altre modalità di acquisire informazioni. Una minoranza della Commissione propone invece di dar seguito all'iniziativa poiché reputa necessario fare qualcosa per combattere questo sistema di copertura fondato sul silenzio.
Inchieste mascherate
In base a un'iniziativa parlamentare (08.458), la Commissione ha elaborato un avamprogetto di modifica del Codice di procedura penale (CPP) e ha avviato la relativa consultazione nella primavera del 2011. Nella presente seduta la Commissione ha preso atto dei risultati della consultazione e ha adottato all'unanimità una proposta definitiva che prevede di introdurre nel CPP una definizione di inchiesta mascherata più restrittiva rispetto a quella sviluppata nella giurisprudenza del Tribunale federale. Si dovrebbe parlare di inchiesta mascherata unicamente nei casi in cui membri di un corpo di polizia, oppure persone impiegate temporaneamente per compiti di polizia si introducono in ambienti criminali per far luce su infrazioni particolarmente gravi, sotto la copertura di generalità false attestate mediante documenti (identità fittizia) e instaurando una relazione di fiducia attraverso azioni mirate e un comportamento ingannevole.
Contemporaneamente si dovrebbe inserire nel CPP una base legale per un metodo di investigazioni meno incisivo, la cosiddetta ricerca sotto copertura. Secondo la maggioranza della Commissione, essa andrebbe utilizzata solo quando vi è il sospetto che sia stato commesso un crimine o un delitto. Una minoranza propone che la ricerca sotto copertura possa essere utilizzata anche a scopo di prevenzione. La Commissione ha invece respinto tale proposta con 10 voti contro 7 e 4 astensioni.
Abuso della procedura di fallimento
La Commissione propone senza opposizione di accogliere, come ha fatto il Consiglio degli Stati, la mozione 11.3925 che chiede al Consiglio federale di modificare la legislazione in modo tale che la procedura di fallimento non possa più essere utilizzata in modo abusivo per sfuggire ai propri obblighi.
Presieduta dal consigliere nazionale Yves Nidegger (UDC, GE), la Commissione si è riunita a Berna il 2 e il 3 febbraio 2012.
Berna, 6 febbraio 2012 Servizi del Parlamento