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<h2>SubmittedText<h2><p>Da alcuni anni, la situazione dei bambini e dei giovani confrontati con scene di violenza tra i genitori è considerata sempre meno un tabù. In particolare i rappresentanti del mondo scientifico, dei centri di accoglienza per donne, della polizia e degli organi d'intervento contro la violenza domestica richiamano costantemente l'attenzione sulla difficile situazione dei bambini e dei giovani vittime o testimoni di violenze domestiche e chiedono che vengano elaborate offerte di prestazioni specifiche.</p><p>Tenuto conto di quanto precede, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In Svizzera, quanti sono i bambini e i giovani vittime o testimoni di violenze domestiche?</p><p>2. In che modo si garantisce che i bambini e i giovani confrontati con violenze domestiche ricevano quanto prima la consulenza o il sostegno necessari?</p><p>3. È possibile quantificare le conseguenze economiche di tali esperienze traumatiche?</p><p>4. È scientificamente provato che la violenza domestica può successivamente generare violenza giovanile. Il Consiglio federale come ha tenuto conto di questo elemento nel programma nazionale di prevenzione e lotta alla violenza giovanile?</p><p>5. Secondo l'articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, gli Stati devono garantire ai bambini il diritto di esprimere liberamente la loro opinione e che quest'ultima sia presa in considerazione in modo adeguato. Come si garantisce che questo diritto sia rispettato in situazioni di violenza domestica?</p><p>6. In seno all'amministrazione federale, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS è competente in materia di protezione dell'infanzia. Quali sono la strategia e le attività perseguite dall'UFAS a favore dei bambini e dei giovani confrontati con situazioni di violenza domestica? Come è disciplinato il coordinamento con il Servizio per la lotta alla violenza dell'UFU, che concentra i suoi sforzi sulla prevenzione della violenza nelle relazioni di coppia e nei casi di separazione?</p><p>7. Il Consiglio federale ha l'intenzione di istituire un organo di coordinamento nazionale per la protezione dell'infanzia che si occupi anche del tema della violenza domestica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Grazie alla nuova Statistica criminale di polizia (SCP), realizzata per la prima volta nel 2009, vi sono ora dati più attendibili, a livello nazionale, sui reati commessi a danno dei minori. Da essa risulta che nel 2009, su un totale di 9761 reati di violenza domestica, 771 hanno visto coinvolti bambini o giovani di età inferiore ai 18 anni, facendo otto vittime. Queste cifre si riferiscono ai minori direttamente colpiti da atti di violenza domestica. La SCP non permette invece di stabilire quanti siano i bambini testimoni di questo tipo di reati.</p><p>2. Nonostante una maggiore sensibilizzazione alle sofferenze dei bambini costretti ad assistere a violenze domestiche, negli interventi essi sono spesso ancora ignorati e i loro bisogni poco considerati sebbene dal punto di vista personale la loro situazione sia estremamente difficile da vivere. Tutti gli studi condotti finora rilevano quanto sia urgente esaminare rapidamente e in modo sistematico la situazione dei bambini coinvolti, ponendo l'accento sul ruolo fondamentale delle prestazioni di sostegno specifiche.</p><p>Negli ultimi anni, alcuni cantoni hanno lanciato iniziative di questo tipo. A titolo d'esempio si citi il progetto KidsPunkt della città di Winterthur, il servizio di sostegno ai bambini e ai giovani vittime di violenza del cantone di Argovia, il progetto Care4kids del cantone di Turgovia, il progetto KidsCare della città di Zurigo e il servizio di consulenza specializzata del Centre d'accueil MalleyPrairie del cantone di Vaud.</p><p>Se la violenza domestica subita da uno dei genitori costituisce una violazione del Codice penale, i minori - quali familiari della vittima - possono beneficiare di una consulenza (psicologica, sociale, giuridica ecc.) e dell'aiuto di un consultorio per le vittime di reati.</p><p>3. Il Consiglio federale non è a conoscenza di studi che valutino le conseguenze macroeconomiche dell'esposizione dei bambini a scene di violenza domestica in Svizzera. Se si considerano le conseguenze constatate nei casi di violenza nella coppia, i costi dovrebbero però essere importanti: molti bambini coinvolti in episodi di violenza domestica subiscono danni specifici alla salute psichica e manifestano disturbi dello sviluppo. Senza un intervento appropriato, la violenza domestica può causare danni persistenti.</p><p>4. Il contenuto del programma nazionale di prevenzione e lotta alla violenza giovanile sarà analogo a quello del rapporto del Consiglio federale del 20 maggio 2009 e quindi incentrato su tre aree tematiche: la famiglia, la scuola e lo spazio sociale. Le attività del programma si concentreranno sullo scambio d'informazioni in merito a misure dimostratesi valide e sulla promozione della collaborazione per lo sviluppo di nuove strategie. Riguardo alla prevenzione in ambito familiare si dovrà prendere in considerazione anche il problema della violenza domestica.</p><p>5. Quando i bambini sono vittime di violenze domestiche, è essenziale fornire loro una protezione immediata e un sostegno appropriato. In un secondo tempo, va garantita loro la partecipazione alle procedure giusta l'articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che, nonostante in Svizzera esistano le basi legali necessarie (nel diritto della famiglia, nel diritto penale e nel diritto amministrativo), le disposizioni che garantiscono il diritto dei bambini di partecipare alle diverse procedure nei casi di violenza domestica non sono sempre applicate. Di conseguenza vanno poste in primo piano le misure di formazione e di sensibilizzazione destinate ai tribunali e all'amministrazione.</p><p>6. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS sostiene le organizzazioni attive nell'ambito dell'aiuto ai bambini così come singoli provvedimenti e versa sussidi per campagne di prevenzione e programmi a livello nazionale e regionale.</p><p>Alla fine del 2009, l'UFAS ha sottoposto ai cantoni per consultazione una proposta per un programma nazionale di tutela dell'infanzia, elaborata con diversi partner privati in seno all'associazione "PPP - Programme national pour la protection de l'enfant". I cantoni hanno accolto con favore l'idea di migliorare il coordinamento a livello nazionale nell'ambito della tutela dell'infanzia. Il tema dei bambini vittime o testimoni di violenze domestiche è considerato prioritario (cfr. ww.ppp-protection-enfance.ch/consultation/ index.html). Tuttavia, considerate le riserve espresse dai cantoni in merito alla struttura dell'associazione, il programma non sarà realizzato secondo quanto previsto, ragion per cui l'UFAS tratterà il tema del coordinamento nella risposta al postulato Fehr Jacqueline 07.3725, "Protezione dei bambini e degli adolescenti dalla violenza in famiglia".</p><p>L'UFAS coordina con l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo UFU e altri servizi federali interessati tutti i lavori svolti nell'ambito della tutela dell'infanzia e della gioventù. È inoltre rappresentato nel gruppo di lavoro interdipartimentale sulla violenza domestica, guidato dal Servizio per la lotta alla violenza dell'UFU.</p><p>7. Il Consiglio federale presenterà presumibilmente nel 2011 il rapporto in risposta al postulato Fehr Jacqueline 07.3725 summenzionato, in cui tratterà in particolare anche il tema di un migliore coordinamento nazionale nell'ambito della tutela dell'infanzia.</p>  Risposta del Consiglio federale.