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Il crash dell'aereo Crossair vicino a Zurigo, che fece 10 morti nel gennaio 2001, sarebbe dovuto a errori dei piloti.
Il capitano, secondo stralci del rapporto d'inchiesta pubblicato da due giornali domenicali, era sotto influsso di un medicinale.
Assumeva psicofarmaci il pilota del Saab 340 della Crossair schiantatosi il 20 gennaio 2001 a Nassenwil, nel canton Zurigo, poco dopo il decollo dall'aeroporto di Kloten.
Stando a stralci del rapporto pubblicati dal "SonntagsBlick" e da "dimanche.ch", il responsabile dell'incidente, costato la vita a sette passeggeri e tre membri dell'equipaggio, sarebbe il pilota moldavo Pavel Gruzin, che avrebbe perso l'orientamento.
Per di più, l'uomo sarebbe stato poco istruito alle procedure di volo occidentali.
Ancora nessun commento ufficiale
La portavoce del Dipartimento federale dei trasporti, Catherine Bellini, non ha voluto esprimersi sul contenuto del rapporto pervenuto alla stampa. Il documento - ha detto - è stato inviato per un ultimo commento a Crossair e ai famigliari delle vittime.
La portavoce ha però confermato che in settimana il dipartimento di Moritz Leuenberger informerà la stampa.
Nemmeno il capo dell'Ufficio d'inchiesta sugli infortuni aeronautici (UIIA) Jean Overney ha rilasciato commenti: senza consenso del suo ufficio - ha detto - a questo stadio dell'inchiesta il rapporto non avrebbe dovuto essere fotocopiato né tanto meno distribuito.
Tardivo intervento del copilota
Il documento ricostruisce gli ultimi istanti del volo prima dello schianto: il pilota ha compiuto una virata a destra mentre doveva invece voltare a sinistra. L'avvertimento dato dal copilota, lo slovacco Ratislav Kolesar, di virare a sinistra è giunto troppo tardi.
Quali le cause che hanno condotto al dramma? Circa lo stato del pilota, indica il rapporto, «le capacità di analisi e le facoltà di giudicare in una situazione critica erano diminuiti a causa di un medicinale».
Le analisi compiute sul cadavere hanno rivelato infatti tracce di Phenocepan, un calmante simile al Valium prodotto in Ucraina ed ottenibile solo su ricetta medica.
Si tratta di un medicinale prescritto per chi ha problemi a prendere sonno oppure si trova in uno stato depressivo. Gli effetti collaterali sono confusione, vertigini e sdoppiamento delle immagini.
Al momento dell'incidente, il pilota potrebbe aver sofferto di tali sintomi, ma il rapporto non è in grado di provarlo con certezza.
Senza orientamento
A prescindere dal fatto che Gruzin abbia preso o no tale farmaco prima di imbarcarsi, secondo lo specialista di medicina aviatoria Jan-Peter Jorisch, un pilota che prende simili farmaci non può volare.
Di certo, continua il rapporto, il pilota ha fatto compiere al suo apparecchio una manovra a spirale verso destra ritrovandosi a testa in giù. Ciò dimostrerebbe, stando al documento, che aveva perso l'orientamento.
Il copilota sarebbe in parte responsabile della manovra errata, avendo inserito nel sistema di volo dati sbagliati senza l'assenso del suo comandante.
Agendo sotto stress, «il pilota ha reagito istintivamente alle indicazioni degli strumenti di bordo, secondo quanto appreso durante l'istruzione compiuta in Russia. E siccome il modo di leggere l'orizzonte artificiale è diametralmente opposto rispetto a quanto avviene in Occidente, avrebbe potuto confondere l'alto col basso».
Scarsa istruzione sulle procedure occidentali
Il rapporto dedica spazio anche alle personalità dei due piloti. Il comandante, abituato a pilotare senza essere criticato, e il copilota, invece, talmente rispettoso delle gerarchie da non osare avvisare il collega che stavano volando in una direzione sbagliata.
Stando ad esperti, Kolesar avrebbe dovuto agire tempestivamente.
Il documento mette poi in causa la scarsa - a suo dire - istruzione ricevuta dai piloti: entrambi non sarebbero stati messi al corrente in maniera soddisfacente dei sistemi e delle procedure occidentali in vigore nelle cabine di pilotaggio.
Pavel Gruzin e Ratislav Kolesar avevano però alle spalle un certa esperienza di volo. Gruzin era stato istruito in Moldavia a spese di Crossair.
Si tratta, stando ai due giornali, di una critica indiretta a Crossair, accusata di aver assunto personale a basso costo. Circa tempi di lavoro e di riposo, Crossair avrebbe toccato spesso i limiti del tollerabile.
swissinfo e agenzie