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Elicotteri poco conosciuti
Negli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento molti erano convinti che l’elicottero, grazie alla sua capacità di decollare e atterrare in spazi ridotti, avrebbe avuto un enorme successo commerciale e si sarebbe diffuso rapidamente com’era avvenuto per l’automobile.
Sfogliando vecchie riviste dell’epoca non è infatti raro trovare immagini e disegni di apparecchi che decollano o atterrano dal giardino o dal tetto di casa, oppure parcheggiati in garage accanto all’automobile.
In quel periodo, soprattutto negli Stati Uniti, ci fu un gran fiorire di progetti. Alcuni di questi furono elaborati da costruttori amatoriali, altri da aziende già attive nel settore aeronautico. Di questi però solo una parte fu realizzata, mentre un numero ancor più ristretto giunse alla fase della certificazione.
I prototipi sono rimasti tali per varie ragioni, non sempre di natura tecnica come qualcuno sarebbe magari erroneamente indotto a credere. Oggi fortunatamente vari di questi prototipi sono conservati nei musei dove possono essere ammirati dai visitatori. Degli altri invece rimangono solo poche testimonianze e nel migliore dei casi delle immagini e qualche articolo di giornale.
Trovare informazioni storiche e tecniche approfondite su questi elicotteri non è per niente facile, perciò se avete notizie interessanti o dettagliate che potrebbero servire a far luce su questi prototipi e sui loro costruttori non esitate ad inviarle.
Con il vostro aiuto verranno create delle schede complete per ognuno degli apparecchi che figurano nella lista.
Chi lo volesse può ovviamente segnalare anche altri apparecchi non inclusi nell'elenco.
Aeronautical Product Inc. (1944) - Due modelli di formula classica prodotti a metà degli anni '40 immatricolati NX-1270 e NX-1272. Il primo prototipo venne utilizzato sperimentalmente a scopi pubblicitari per consegnare prodotti venduti dalla catena di negozi "Filene" di Boston. In entrambi i modelli il motore era montato anteriormente come sugli aeroplani.
American Helicopter Co. (1949-1952) - L'azienda californiana produsse tre differenti modelli. Il primo chiamato XA-5 Top Sergeant era un biposto costruito a partire dalla sezione frontale di un Sikorsky R-6. Il successore (monoposto) è conosciuto con il nome XA-6 Buck Private. Nel 1952 iniziò i primi voli l'XA-26 Jet Jeep, il terzo prototipo anch'esso monoposto che poteva essere montato in pochi minuti. Oggi uno di questi è preservato nel National Museum of the US Air Force che si trova in Ohio.
Bendix (1945-1949) - Il primo modello costruito fu il monoposto Model K immatricolato NX41817 collaudato dal celebre Charles Lester Morris, ex pilota collaudatore della Sikorsky. In seguito venne prodotto il modello J NX74101 (NX74102) più grande, in grado di trasportare quattro passeggeri e costruito nel 1949. Entrambi i modelli erano dotati di due rotori coassiali controrotanti.
Brantly B.1 (1946) - Modello biposto con rotori coassiali controrotanti costruito nella seconda metà degli anni '40. Il prototipo venne immatricolato NX-69125. Dopo una serie di test venne abbandonato in favore del successivo modello B.2, tecnicamente più semplice il quale venne prodotto in serie a partire dal 1959.
Curtiss “Flymobile” (1945-1946) - Caratteristica inusuale di questo modello biposto era il fatto che a terra poteva spostarsi come un'automobile grazie ad una ruota dotata di trazione mossa dallo stesso motore azionante i due rotori coassiali controrotanti, da qui il nome di "Flymobile".
De Bothezat (NX15699) - E' l'ultimo elicottero concepito dall'emigrato russo George de Bothezat. Modello monoposto dotato di due rotori coassiali controrotanti. Il costruttore morì prima che l'elicottero compisse i primi voli di prova con il capitano Boris Sergievsky.
De Chappedelaine (1947) - Biposto costruito dalla società American Die and Tool Company basata in Pennsylvania. Era dotato di un rotore principale bipala. Dopo la rottura di una pala i test vennero abbandonati.
De Lackner “Cloud-Duster” (1945) - Donald De Lackner costruì alcun modelli di elicottero. Il primo di questi era un biposto con sedili posti in linea dotato di due rotori in tandem azionati da un motore da 93/125 kW/cv immatricolato NX14879.
Doman (1945-1961) - Dopo aver progettato un nuovo tipo di rotore Glidden Doman testò la sua invenzione sull'LZ-1, in sostanza un Sikorsky R-6 modificato. Successivamente vennero sviluppati alcuni apparecchi più grandi chiamati LZ-4 e LZ-5. Questo modello (conosciuto anche con la designazione militare YH-31) poteva trasportare, oltre ai due piloti, 6 passeggeri (oppure quattro feriti su barella). Uno di questi elicotteri è oggi preservato al Classic Helicopter Museum in California.
Exel (EXELicopter) 1946 - George Exel costruì vari elicotteri di sua concezione di differenti configurazioni. Verso la metà degli anni '40 costruì un appareccchio biposto dotato di un rotore principale e di un'elica anticoppia immatricolato NX9392H molto simile nelle linee generali al Sikorsky R-4
Firestone Aircraft Company (1944) – Dopo aver acquisito la società G & A Aircraft Inc. la società Firestone sviluppò alcuni modelli di elicottero di formula convenzionale di cui solo alcuni vennero però costruiti. Il primo di questi fu il monoposto XR-9B (Model 45C) poi trasformato in biposto con sedili posti in tandem. Venne testato dall'US Army ed oggi è custodito presso l'Army Aviation Museum a Fort Rucker in Alabama. La versione successiva, conosciuta con la designazione Model 45D, era destinata al mercato civile del dopoguerra. Il prototipo immatricolato NX58457 aveva posti affiancati ma non venne mai prodotto in serie.
Gluhareff (1956) - Questo apparecchio davvero singolare era letteralmente indossato dal pilota per mezzo di un'imbracatura. Il primo prototipo dotato di un rotore monopala azionato da propano liquido venne testato nel 1956. A questo modello seguì un modello bipala.
Hamilton (1947) - Biposto costruito dalla Hamilton Helicopter Inc. di Baltimora dotato di due rotori tripala coassiali controrotanti. Dopo essere stato abbandonato e venduto come rottame venne esposto come "gate-guardian" nel cortile di una ditta di elicotteri. Più tardi venne distrutto da un incendio mentre era in attesa di essere restaurato.
Haig-K (1959) - Apparecchio biposto di formula classica mosso da un motore Continental C-85 immatricolato N9065H.
Helicopter Engineering H.100 (1947) - Monoposto di configurazione standard con rotore principale tripala mosso da un motore da 56/75 kW/cv progettato da Harold Lemont.
Higgins EB-1 (1943) - Questo apparecchio venne disegnato dall'emigrato italiano Enea Bossi trasferitosi negli Stati Uniti. Conosciuto anche con il soprannome di "Scorpion" a causa della forma finale del traliccio di coda, l'apparecchio era di formula convenzionale e poteva trasportare un passeggero oltre al pilota.
Hoppi-Copter - Vari elicotteri monoposto progettati da Horace T. Pentecost. Per le loro ridotte dimensioni vennero chiamati "motociclette dell'aria".
Hoppicopter “Firefly” (1950) - Monoposto provvisto di un rotore bipala azionato da due pulsoreattori.
Jensen 21 (1948) - Modello biposto costruito da Martin Jensen dotato di due rotori coassiali controrotanti azionati da un motore Continental C-125.
Jovair Jov-3 – Mc Culloch MC4C/A (1948-1953) - Il Jov-3 era un piccolo elicottero biposto con rotori e posti in tandem. Dopo questo primo apparecchio venne costruito il Mc Culloch MC-4 che ottenne la certificazione e fu prodotto in una serie limitata. Era in grado di trasportare tre passeggeri oltre al pilota.
Kaiser Fleetwings XH-10 Twirleybird (1944) - Apparecchio di configurazione standard testato negli Stati Uniti molto simile al Sikorsky R-4. Ne furono prodotti due uno dei quali ricevette l'immatricolazione NX41804
Landgraf (1944-1945) - Monoposto costruito negli Stati Uniti da Fred Landgraf. Era dotato di due rotori affiancati azionati da un motore da 63/85 kW/cv. Un'altra novità per l'epoca era il carrello retrattile.
Manzolini Libellula - La società italiana di Ettore Manzolini sviluppò quattro elicotteri di cui tre costruiti ed un quarto rimasto allo stadio di prototipo. Questi apparecchi erano provvisti di rotori coassiali controrotanti. I primi due apparecchi sono stati fortunatamente conservati. Il secondo prototipo immatricolato I-MANN è infatti oggi esposto al museo dell'aeronautica Gianni Caproni di Trento.
Marquardt M-14 (1948) - Biposto dotato di un rotore bipala azionato da pulso-reattori. Il prototipo era immatricolato N4107K.
Mc Donnell “Little Henry” (1947) - Questo piccolo apparecchio monoposto costruito nel 1947 era azionato da due mini reattori.
Nemeth “Anti-torque” (1947) - Biposto costruito dalla Nemeth Helicopter Corporation provvisto di un rotore bipala azionato da due reattori che sviluppano ciascuno 18.6/25 kW/cv.
Roteron X-100 (1945) - Mini-apparecchio monoposto progettato da William Thomas provvisto di due rotori tripala coassiali controrotanti azionati da un motore di soli 18.6/25 kW/cv posto tra i due mozzi.
Rotorcraft XR-11 Dragonfly (1948) - Biposto con sedili affiancati dotato di due rotori in tandem mossi da un motore Continental C100.
Safti-Copter (194?) - Apparecchio monoposto costruito da Leonard E. Muller dotato di due rotori coassiali controrotanti azionati da un motore di 29.8/40 kW/cv. Una versione successiva (probabilmente mai costruita) avrebbe accolto un passeggero a fianco del pilota e sarebbe stata azionata da un motore più potente da 67/90 kW/cv.
Seibel S-3, S-4A and S-4B (1947-1952) - A partire dal 1947 Charles Seibel progettò tre apparecchi. Il primo di questi, chiamato S-3, era un monoposto che aveva un originale sistema di controllo poi modificato. Gli atri due elicotteri prodotti furono l'S-4A biposto con sedili in tandem ed il successivo S-4B biposto con posti affiancati.
Sun Helicopter Model 1 (1950) - Monoposto di configurazione standard mosso da un motore da 70.8/95 kW/cv. Questo apparecchio portava l'immatricolazione N8411H ed aveva un rotore monopala con contrappeso.
Teicher-Hunt – Glenview Flyride (1948) - Questo apparecchio biposto progettato da William E. Hunt aveva due posti affiancati. Il prototipo fu costruito dalla Teicher Manufacturing Corp. Più tardi la Glenview Metal Products Company aprì una sezione aeronautica con l'intenzione produrre e vendere sul mercato civile questo apparecchio nel frattempo battezzato "Flyride".