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“Provo vergogna e dolore, chiedo perdono ma non sono un bugiardo”. Sono queste le parole contenute in una lettera scritta e pubblicata martedì dal Papa emerito Benedetto XVI. Nella missiva Joseph Ratzinger respinge le accuse di silenzio sui preti pedofili che gli sono state mosse nel Rapporto sugli abusi commessi dai sacerdoti della diocesi di Monaco dal 1945 al 2019, periodo nel quale anche Ratzinger fu responsabile della diocesi.
Benedetto XVI si dice "colpito" del fatto di essere stato presentato come "un bugiardo" per la "svista" contenuta nella memoria presentata ai legali, autori del rapporto, e ammette di aver sbagliato nel dire che non era presente alla riunione del 1980 nella quale si parlò di un prete accusato di abusi accolto nella diocesi.
Ratzinger ringrazia i collaboratori del lavoro fatto: "Vorrei ringraziare in particolare il piccolo gruppo di amici che, con abnegazione, per me ha redatto la mia memoria di 82 pagine per lo studio legale di Monaco, che da solo non avrei potuto scrivere". "Nel lavoro gigantesco di quei giorni - l'elaborazione della presa di posizione - è avvenuta una svista riguardo alla mia partecipazione alla riunione dell'Ordinariato del 15 gennaio 1980. Questo errore, che purtroppo si è verificato, non è stato intenzionalmente voluto e spero sia scusabile", sottolinea Ratzinger, riferendosi alla correzione già fatta sul tema lo scorso 24 gennaio. "Esso nulla toglie alla cura e alla dedizione che per quegli amici sono state e sono un ovvio imperativo assoluto. Mi ha profondamente colpito che la svista sia stata utilizzata per dubitare della mia veridicità, e addirittura per presentarmi come bugiardo. Tanto più mi hanno commosso le svariate espressioni di fiducia, le cordiali testimonianze e le commoventi lettere d'incoraggiamento che mi sono giunte da tante persone", conclude il Papa emerito.