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BERNA - 132 tonnellate di mascherine facciali sono state controllate dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD) e da Swissmedic, nell'ambito di una campagna a livello mondiale contro il commercio di dispositivi medici illegali.
Come comunica Swissmedic, la sempre più ampia circolazione di prodotti contraffatti e di qualità scadente, anche sul mercato svizzero, ha spinto le autorità elvetiche ad agire.
Gli oltre 34,2 milioni di mascherine controllate erano divisi in 29 grandi spedizioni. Di queste, 10 hanno presentato anomalie e difetti.
I principali e le lacune più importanti hanno riguardato, ad esempio, l'assenza del marchio di conformità (marchio CE), l'assenza del recapito del mandatario europeo (EC-REP), una riproduzione incompleta o errata delle informazioni obbligatorie, l'assenza di informazioni nelle tre lingue (DE; IT; FR), l'assenza dei risultati dei test effettuati, e infine, l'assenza di verifiche effettuate in un laboratorio accreditato.
Di conseguenza, Swissmedic ha avviato cinque procedimenti amministrativi. Uno di questi ha portato ad un divieto, per una società, di immettere sul mercato le mascherine chirurgiche in questione.
«Altri due procedimenti hanno invece portato rispettivamente al rilascio e alla verifica della deroga per l’immissione in commercio, e due ulteriori procedimenti sono stati conclusi dopo l’accertamento dei fatti senza che l’Istituto adottasse misure» spiega poi Swissmedic in una nota.
I risultati dell’operazione hanno confermato che sul mercato svizzero circolavano grandi quantità di mascherine facciali a uso medico non conformi.
L'ampia operazione ha avuto luogo nell'ambito della campagna internazionale «STOP», che si è svolta dall’11 maggio al 12 luglio 2020 e ha coinvolto 99 Paesi.