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I cittadini di Ginevra-città si pronunceranno il 4 marzo 2018 sui quattro oggetti che avrebbero dovuto essere posti in votazione il 24 settembre a seguito di altrettanti referendum. Lo ha annunciato oggi il Consiglio di Stato.
Il voto era stato annullato dalla giustizia ginevrina per irregolarità constatate nell'opuscolo informativo.
Ammettendo due ricorsi contro il contenuto della brochure informativa presentati da tutti i partiti della destra e da esponenti di queste formazioni, la Camera costituzionale della Corte di giustizia aveva particolarmente criticato la presenza di due pagine di "introduzione" aggiunte alle prese di posizione del comitato referendario.
Ritenuto responsabile di quest'aggiunta, il sindaco di estrema sinistra Rémy Pagani - che aveva militato a favore dei referendum - si è scusato con il Consiglio comunale, ammettendo "errori di valutazione".
La scorsa settimana, il legislativo municipale ha adottato una risoluzione in cui incita il rappresentante di Ensemble à gauche a dimettersi dalla carica di sindaco, che il municipale dovrebbe occupare fino a giugno 2018.
I cinque membri del Municipio cittadino sono stati esortati dal governo cantonale a fornire entro venerdì tutti gli elementi in relazione con l'annullamento della votazione. Tali elementi dovrebbero permettere al Consiglio di Stato di decidere se avviare un procedimento disciplinare.
I quattro referendum erano diretti contro altrettante misure di risparmio, per un totale di circa 2,5 milioni di franchi, decise dal Consiglio comunale nel budget 2017.
SDA-ATS