Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/30806

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Punto 1</p><p>Per quanto concerne l'utilizzazione delle riserve auree della Banca nazionale svizzera il Consiglio federale ha preso in considerazione l'opzione che prevede il finanziamento di "misure volte a promuovere la formazione per la società dell'informazione" (in seguito "misure per la formazione"). In merito a questa opzione il Consiglio federale ha chiesto l'elaborazione di un progetto a un piccolo gruppo di lavoro. Il 19 giugno 2000 questo progetto è stato combinato con le misure AVS e inviato in consultazione pubblica fino al 31 ottobre 2000, in alternativa all'opzione "Riduzione del debito". Le "misure per la formazione" si fondano ampiamente sul piano generale elaborato nel 1998 nel quadro della strategia della società dell'informazione nell'ambito appunto della "formazione", cfr. il 1° rapporto al Consiglio federale del GCSI del 14 aprile 1999.</p><p>Nell'ambito della "mobilizzazione per la formazione in favore delle classi sociali svantaggiate", presente nell'abbozzo di "misure per la formazione", sono state proposte alcune misure concrete per evitare di creare una discriminazione in seno alla popolazione dovuta alle nuove tecnologie digitali. Si tratta in particolare di:</p><p>* promuovere la conclusione di una formazione di base per gli adulti,</p><p>* fornire consulenza in materia di formazione per le classi sociali che non hanno accesso alla formazione,</p><p>* organizzare formazione di recupero e progetti di collegamento,</p><p>* creare una banca per il perfezionamento.</p><p>La necessità di tali misure è stata sottolineata anche nel 2° rapporto del GCSI del 16 maggio 2000. Nello stesso si indica pure che le piazze economiche concorrenti, come per esempio gli USA o l'UE, hanno già preso nel frattempo iniziative concrete con obiettivi chiari e scadenze determinate. Il 5 luglio 2000 il Consiglio federale ha preso conoscenza di questo rapporto e ha segnalato la possibilità, una volta avuti i risultati della procedura di consultazione, di finanziare in anticipo le misure preparatorie per la formazione, a condizione che vi siano progetti ben motivati e di valore. Secondo le basi di pianificazione, il volume totale del programma di "misure per la formazione" dovrebbe ammontare a 600-700 milioni di franchi. In caso di chiara accettazione in sede di consultazione e nella votazione popolare in merito all'utilizzazione delle riserve auree, il Consiglio federale presenterà nuovamente le relative richieste al Parlamento nel 2001. In caso di rifiuto vanno prese in considerazione le possibilità esistenti nel quadro del prossimo messaggio sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2004-2007: Nell'autunno 2000, in occasione della valutazione dei risultati della procedura di consultazione sulle opzioni esistenti in merito all'impiego del denaro ricavato dalla vendita delle riserve auree, il Consiglio federale esaminerà se le "misure per la formazione" abbozzate sono realizzabili anche senza ricorrere alle summenzionate risorse auree. In caso di risposta positiva esso dovrebbe determinare i 2-3 uffici dell'Amministrazione responsabili della formazione e della società dell'informazione, e istituire una vera e propria task force, mettendo a disposizione le risorse per la pianificazione e l'organizzazione delle iniziative. Nel quadro della preparazione del prossimo messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2004-2007 è prevista l'elaborazione dei più diversi aspetti della società dell'informazione. Si tratteranno segnatamente i temi seguenti e le relative proposte. Nel 2003 il messaggio sarà trasmesso al Parlamento; le misure entrano in vigore nel 2004.</p><p>Per poter assicurare la promozione della formazione e del perfezionamento nel settore digitale, la società necessita di informazioni circa la disponibilità e l'utilizzazione delle nuove tecnologie di informazione e di comunicazione (TIC). Per questo già nel primo rapporto del GCSI al Consiglio federale era stato raccomandato come progetto prioritario lo sviluppo degli indicatori statistici. Dal 2001 sulla base di tali indicatori dovrebbero infatti essere analizzati nei rapporti annui gli effetti delle TIC, in particolare in considerazione della supposta discriminazione in seno alla popolazione dovuta alle nuove tecnologie digitali. In questi rapporti dovrebbero pure essere allestite informazioni statistiche, significative per decisioni e valutazioni in altri ambiti descritti nella mozione.</p><p>Nel quadro del secondo rapporto del GCSI la Fondazione Pro Helvetia, in collaborazione con l'Ufficio federale della cultura (UFC), elabora principi per il sostegno di progetti socio-culturali su-scettibili di contribuire a evitare una discriminazione in seno alla popolazione dovuta alle nuove tecnologie digitali. Eventuali proposte per il sostegno di tali progetti, unitamente a una fase pilota, dovrebbero essere verosimilmente presentate nell'ambito del prossimo messaggio sul finanziamento delle attività della Fondazione Pro Helvetia (2004-2007).</p><p></p><p>Punto 2</p><p>Al centro delle summenzionate "misure per la formazione" vi sono la formazione e il perfezionamento degli insegnanti per l'impiego opportuno delle TIC nelle scuole a tutti i livelli. Il Consiglio federale è cosciente dell'importanza e della necessità di dotare le scuole dell'equipaggiamento necessario (software e hardware). Gli aspetti pedagogici e didattici, indispensabili per la fruizione delle TIC, costituiscono anche la vera difficoltà, in particolare per quanto concerne il perfezionamento, il sostegno degli insegnanti, come pure l'evoluzione delle lezioni. Per questa ragione le "misure per la formazione" considerano di grande importanza anche questi aspetti. Con il suo elevato potere di diffusione la formazione scolastica contribuirebbe in modo determinante a evitare l'insorgere di una discriminazione dovuta alle nuove tecnologie di comunicazione.</p><p>La maggior parte dell'hardware e del software per le "scuole in rete" dovrebbe essere ottenuto per mezzo di iniziative private o quantomeno mediante offerte molto vantaggiose da parte dell'economia privata. In cambio le imprese avrebbero una ricaduta positiva in termini di immagine nella collettività e presso i potenziali futuri clienti e consumatori, costruendo e preparando in questo modo il loro futuro mercato. Su questo tema il DFE ha costituito il gruppo "Public-Private Partnership" che riunisce rappresentanti dell'Amministrazione federale e dell'economia (soprattutto di Swisscom), inclusi i Cantoni.</p><p>L'economia privata ha chiaramente dichiarato di essere pronta a fornire una prestazione in grande stile per quanto concerne l'equipaggiamento infrastrutturale delle scuole con tecnologie e servizi di informazione e di comunicazione, nella misura in cui l'ente pubblico garantisca l'adeguata e giudiziosa utilizzazione di questo equipaggiamento, segnatamente per la formazione e il perfezionamento degli insegnanti, per l'evoluzione delle lezioni, così come delineato dalle "misure per la formazione". La "Public-Private Partnership" si contraddistingue dunque anche attraverso tali prestazioni complementari, andando oltre il semplice sponsoring dell'economia privata. Lo Stato fornisce così il proprio contributo per mezzo delle "misure per la formazione" e l'economia privata mediante la fornitura a buon mercato di prestazioni infrastrutturali.</p><p>Nell'autunno 2000 il gruppo dovrebbe presentare un rapporto al DFE. In caso di risultato positivo il Consiglio federale sarebbe disposto, con una solida coalizione dell'economia privata, a esaminare un gruppo complementare di "misure per la formazione" a prescindere dalla vendita delle riserve auree e a mettere a disposizione risorse a favore della gestione del progetto per la realizzazione pratica della "Public-Private Partnership". Nella migliore delle ipotesi le prime azioni si concreteranno nel 2001.</p><p></p><p>Punto 3</p><p>La formazione del corpo insegnante e il sostegno per l'evoluzione delle lezioni per mezzo della fruizione di tutte le offerte della società dell'informazione sono gli aspetti principali delle "misure per la formazione". In questo senso sono state abbozzate delle proposte che potrebbero essere concretate, in collaborazione con i Cantoni, in presenza di un consenso e di una maggioranza. Sulla base delle disposizioni costituzionali transitorie (ancora da creare) concernenti l'utilizzazione delle riserve auree e sulla base di un maggiore coinvolgimento dei Cantoni, le prestazioni del corpo insegnante di tutti i livelli potrebbero tornare a profitto della scuola dell'obbligo (scuole elementari e medie inferiori) e delle scuole medie superiori e professionali.</p><p></p><p>Le scuole professionali sono di competenza della Confederazione. Nell'ambito del DFE, l'Istituto svizzero di pedagogia per la formazione professionale (ISPFP) sta al momento elaborando proposte concrete per il perfezionamento del corpo insegnante e degli insegnanti di informatica in merito all'utilizzazione e alla promozione delle possibilità delle tecnologie di informazione e comunicazione nelle scuole professionali. Il Consiglio federale si è dichiarato disposto a esaminare progetti concreti e fondati anche in questa direzione, nell'ambito del preventivo ordinario (per la prima volta e a breve termine già per il preventivo 2001).</p><p></p><p>Il software di formazione e la sua applicazione sono già stati trattati dal Consiglio federale in occasione di diverse azioni. A questo proposito non sussistono unicamente problemi tecnici ma, in particolar modo, pedagogici e didattici. </p><p></p><p>Lo sviluppo e l'applicazione del software di formazione sono promossi nel settore universitario nel quadro dell'iniziativa "campus virtuale". Sulla base del messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 del 25 novembre 1998, il Parlamento ha stanziato 30 milioni di franchi a favore delle università. I politecnici federali e il DFE (per le scuole universitarie professionali) cercano di partecipare a queste iniziative, ognuno secondo le proprie possibilità, ma uniti e concordi per quanto concerne il contenuto e l'organizzazione. Una prima serie di progetti è stata autorizzata nel giugno 2000, le altre seguiranno.</p><p></p><p>Nell'abbozzo delle "misure per la formazione" vengono nuovamente proposti provvedimenti volti a promuovere il software di formazione nelle scuole primarie, medie, medie superiori e nelle scuole professionali. Si tratta di offerte modulari specialmente incentrate sulle necessità svizzere in questo ambito. Vi è inoltre anche la proposta in merito alla preparazione di informazioni e servizi sull'offerta e sulla qualità del software di formazione, così come sulla scelta e sull'utilizzazione. Fra l'altro vi sarà un contributo per l'allestimento di un sistema di server di formazione nazionale. In presenza di reazioni chiaramente positive nell'ambito della procedura consultazione, il Consiglio federale è disposto a esaminare misure in materia di software di formazione e a presentare al Parlamento proposte concrete nel 2001.</p><p></p><p>Nel quadro del programma d'azione soft[net], rafforzamento di "Software Svizzera" attualmente in corso, viene istituito un cluster tematico "software di formazione" in stretta collaborazione tra scuole universitarie professionali e imprese. Questo, unitamente al campus virtuale, potrebbe dare un primo impulso per l'istituzione di un punto di riferimento per il software di formazione in Svizzera. In futuro il mercato internazionale di questo tipo di software potrebbe crescere rapidamente e acquistare importanza. Le attività sulla piazza economica svizzera in questo ambito commerciale hanno notevoli possibilità anche per quanto concerne le esportazioni.</p><p></p><p>Punto 4</p><p>Il Consiglio federale è cosciente del fatto che "l'identità digitale" di tutti i cittadini è un elemento importante per lo sviluppo e la promozione della società dell'informazione in Svizzera. Le transazioni sono infatti possibili solo se tutti i partner sono identificabili chiaramente e in modo sicuro anche nel commercio in rete. È indispensabile la realizzazione e la vasta diffusione di una "Public key infrastructure" (PKI). Questo vale anche per i progetti chiave già iniziati nell'ambito della teleamministrazione, dello sportello virtuale e del voto elettronico. Una votazione elettronica, così come le transazioni presso lo sportello virtuale, sono pensabili solamente se esiste la possibilità di autenticare con assoluta sicurezza l'identità dell'avente diritto di voto o dell'utente; richiedere e mostrare per via elettronica estratti del casellario giudiziale sono per esempio operazioni possibili solo a queste condizioni.</p><p></p><p>A un primo livello è pertanto necessario che specialisti dell'amministrazione e offerenti privati di equipaggiamento e servizi elaborino i concetti tecnici e organizzativi in merito "all'identità digitale". Si potrebbe per esempio concepire una sorta di autorizzazione di domicilio sotto forma di smart card. Tale identità univoca suscita tuttavia una serie di delicate questioni giuridiche. Per questa ragione a un secondo livello vi è un gruppo che include persone provenienti dalla politica, dalla protezione dei dati e dalla protezione dei consumatori, incaricato di elaborare le ricadute dal punto di vista giuridico e in seguito di rendere una decisione politica.</p><p></p><p>Punto 5</p><p>La messa a punto di processi con l'ausilio dell'informatica nonché di un'ampia offerta di informazioni e di strumenti allestiti per via elettronica - inizialmente per lo più sviluppati in vista delle operazioni quotidiane di Governo e Amministrazione, ora sempre più concepiti come veri e propri servizi destinati alla popolazione (cfr. le offerte dell'Amministrazione all'indirizzo 'http://www.admin.ch') - è un processo in corso da ormai diversi anni che sta ora profilandosi con il nome di teleamministrazione e dev'essere ulteriormente promosso ovunque presenti ritardi. In occasione di questi lavori la compatibilità telematica delle strutture e dei processi è stata finora verificata e continuerà ad esserlo anche in futuro. Si citi l'esempio del Centro delle pubblicazioni ufficiali (CPU) e la sua elaborazione elettronica e pubblicazione dei testi legislativi: l'introduzione del nuovo sistema è stata preceduta da un processo di 'Business reengineering'.[B1] Importanti esperienze in materia di "contatto elettronico tra i cittadini e lo Stato saranno raccolte per esempio anche nell'ambito del censimento della popolazione del 2000, occasione in cui una parte della popolazione avrà la possibilità di riempire il formulario tramite Internet. Queste esperienze non saranno utili solo per i progetti inerenti al voto elettronico o allo sportello virtuale, ma forniranno indicazioni su come le inchieste potranno essere in futuro condotte mediante Internet. È ancora da vedere in che misura si impone il riesame sistematico della struttura amministrativa alla luce della teleamministrazione. La teleamministrazione influisce infatti sicuramente sui processi all'interno dell'Amministrazione così come sulle relazioni con i cittadini. La ripartizione dei compiti e le strutture organizzative tra e in seno ai dipartimenti sono interessate solo parzialmente da questo fenomeno.</p><p></p><p>Punto 6</p><p>Il Consiglio federale è disposto a far avanzare il più rapidamente possibile i lavori sul progetto concernente il voto elettronico. In futuro gli aventi diritto di voto potranno esprimere per via elettronica il loro suffragio, firmare iniziative, referendum e proposte di candidatura al Consiglio nazionale, in aggiunta ai metodi convenzionali (per corrispondenza o recandosi alle urne).  In futuro, essi potranno anche procurarsi informazioni di carattere politico via Internet e partecipare alle discussioni politiche che vi si svolgono. Si aprono così nuove e più ampie possibilità di partecipare direttamente al dibattito politico. Oltre mezzo milione di cittadini svizzeri residenti all'estero avranno la possibilità di mantenere, grazie alla telematica, un contatto permanente e molto più diretto con la Svizzera.</p><p></p><p>Nel caso in cui il diritto di voto venga esercitato per via elettronica, le autorità designate dal diritto cantonale (di regola i Comuni) sono incaricate di verificarlo elettronicamente e se del caso convalidarlo.</p><p></p><p>Le firme apposte alle iniziative popolari e ai referendum federali o alle proposte per l'elezione del Consiglio nazionale, nonché l'espressione del voto in occasione di iniziative popolari federali e delle elezioni del Consiglio nazionale verranno impartite, trasmesse, controllate, conteggiate e inoltrate mediante sistemi elettronici.</p><p></p><p>Prima dell'introduzione del voto elettronico occorre tuttavia risolvere numerosi problemi di natura politica, giuridica, psicologica e tecnica; è pure necessario sperimentare le prime applicazioni in esperimenti pilota. Il fatto che la Svizzera abbia una struttura federalista richiede inoltre una stretta cooperazione con i Cantoni e, attraverso questi ultimi, con i Comuni. Il voto elettronico sarà introdotto progressivamente. Per gli Svizzeri all'estero dovrebbe essere inviata in consultazione entro la fine dell'anno una proposta per l'elaborazione delle basi legali necessarie per un primo progetto pilota limitato sotto il profilo personale, temporale e materiale.</p><p></p><p>Punto 7</p><p>Il progetto sportello virtuale intende creare per tutti i servizi pubblici all'interno dello Stato federale un portale unificato che non sia costruito secondo l'usuale struttura amministrativa, ma che consenta un accesso attraverso criteri di ricerca che fanno parte della realtà quotidiana dei cittadini (p. es. mediante parole chiave, quali "Documenti d'identità", "Cambiamento di domicilio", "Imposte", "Servizio militare" ecc.). Attraverso questo portale gli utenti devono poter ottenere in modo mirato le informazioni che stanno cercando e giungere al servizio competente, ovvero a ciò che il servizio in questione offre su Internet, sia esso a livello federale, cantonale o comunale. Oltre a comunicare con i servizi amministrativi, non appena sarà introdotta la firma digitale sarà altresì possibile effettuare transazioni, fra cui anche il pagamento di tasse o altro.</p><p></p><p>Il progetto sportello virtuale è importante sotto il profilo politico quanto quello in materia di voto elettronico: entrambi agevolano infatti l'accesso agli uffici pubblici e ai relativi servizi, rendendolo personalizzato. Nel contempo, l'ente pubblico - similmente all'introduzione dell'obbligatorietà scolastica nel secolo scorso - dovrà creare condizioni adeguate, affinché tutti i cittadini possano avere pari opportunità di accedere alle nuove qualificazioni chiave in un contesto economico e sociale caratterizzato dalle applicazioni elettroniche. Se non si interviene tempestivamente, il problema dell'analfabetismo funzionale sarà in futuro aggravato da un eventuale analfabetismo digitale. Entrambi i progetti si rivolgono anche alle classi sociali che altrimenti resterebbero estromesse dai nuovi media elettronici.</p><p></p><p>L'accesso generale va garantito solo se, oltre alla firma digitale con il rispettivo indirizzo di posta elettronica, tutti i cittadini hanno anche la possibilità di accedere a Internet e hanno acquisito le conoscenze per servirsi di queste tecnologie. Si rinvia alle risposte ai punti 1-3.</p><p></p><p>Sarà pure necessario esaminare in quale misura questo accesso deve essere garantito, per esempio con installazioni presso la Posta (uffici postali equipaggiati per l'accesso a Internet con consulenza) o Swisscom (cabine telefoniche equipaggiate per l'accesso a Internet) o con altre offerte presso gli edifici pubblici (per esempio le amministrazioni comunali), le biblioteche o i privati (per esempio librerie o altri negozi e imprese).</p><p></p><p>Punto 8</p><p>La Task Force PMI del Segretariato di Stato dell'economia (Seco) intende fungere, a livello federale, da organo di riferimento centrale per le piccole e medie imprese nonché fornire informazioni sulla politica della Confederazione in materia di PMI. Internet è il principale strumento di comunicazione della Task Force PMI. Agli indirizzi "http://www.kmuinfo.ch" e "http://www.pmeinfo.ch" sono disponibili numerose informazioni per le PMI.</p><p>Un'indagine, condotta per la seconda volta nel maggio 2000 dalla Task Force PMI, ha rilevato che già il 75% delle PMI utilizza Internet in un modo o nell'altro. Riguardo alla ricerca di informazioni e servizi su Internet, queste ed altre aziende si trovano oggi confrontate con il problema che le informazioni e i servizi vengono offerti sulla rete senza alcuna garanzia circa la loro qualità e correttezza e sono disseminati fra una miriade di indirizzi web. Lo stesso vale per le offerte dell'Amministrazione federale.</p><p>Con vari interventi parlamentari è stato chiesto, da un lato, di semplificare le procedure amministrative necessarie per la costituzione di un'impresa e, dall'altro, di allestire uno sportello unico. Il postulato della CET-S (99.3461) invita segnatamente il Consiglio federale a consentire l'iscrizione delle imprese nel registro di commercio tramite Internet. La mozione Cavadini, accolta sotto forma di postulato (97.3222), chiedeva che, a livello federale, venisse istituito un unico punto di contatto che consentisse di espletare, entro 24 ore, le procedure amministrative di competenza della Confederazione relative alla costituzione di un'impresa. Il postulato Hasler (97.3447) chiedeva l'istituzione di un organo centrale incaricato di sbrigare rapidamente, senza complicazioni e in modo coordinato, le formalità richieste per la costituzione di un'impresa nonché di fornire la necessaria consulenza.</p><p>Obiettivo prioritario del DFE e del Seco è quello di trasformare la pagina web della Task Force PMI in un ampio portale. La Task Force PMI provvederà insieme ad altri partner a elaborare le informazioni del Seco e del DFE che rivestono particolare importanza per le PMI e a integrarle nel portale PMI. Si può pure esaminare eventualmente in quale modo la rete d'informazioni in Internet può essere utilizzata dalle imprese per indagini statistiche. L'Ufficio federale di statistica prevede di allestire una simile rete. Internet offre infatti la possibilità di svolgere indagini statistiche on-line, rinunciando ai formulari cartacei. Il portale sarà attivato all'inizio del 2001.</p><p>Considerato che, in molti settori, il Seco e la Confederazione sono in grado di mettere a disposizione solo una parte delle informazioni e dei servizi, è indispensabile coinvolgere nel progetto "Portale Internet per le PMI", in qualità di partner, anche altre istituzioni pubbliche o semipubbliche come Cantoni, università, scuole universitarie professionali, centri di assistenza ai fondatori di imprese, parchi tecnologici o fondazioni nonché imprese private e associazioni di categoria. Solo in questo modo è possibile presentare alle PMI un'ampia offerta con riferimenti specifici a settori e regioni.</p><p></p><p>Punto 9</p><p>All'interno dell'Amministrazione la trasmissione elettronica di dati è molto diffusa. Tutti i servizi pubblici sono dotati di posta elettronica e hanno accesso alle banche dati. Le consultazioni degli uffici si svolgono in alcuni casi già esclusivamente per via elettronica. Inoltre vi sono già vari progetti supradipartimentali molto avanzati in materia di utilizzazione comune dei dati.</p><p></p><p>La riorganizzazione dell'informatica e delle telecomunicazioni in seno all'Amministrazione federale, la cui fase di concezione è ampiamente terminata e la cui fase di realizzazione sta iniziando, persegue il miglioramento dell'interoperatività, gettando quindi le basi per la diffusione su scala nazionale dei procedimenti elettronici di lavoro.</p><p></p><p>Per quanto riguarda le Camere federali, la competenza per promuovere la trasmissione elettronica dei dati al proprio interno e verso l'esterno spetta ai servizi del Parlamento e non al Consiglio federale. Quest'ultimo è tuttavia disposto a fornire il proprio contributo.</p><p></p><p>Si pone tuttavia la questione di stabilire se il cosiddetto "ufficio senza carte" è un'ipotesi realistica e se è auspicabile. Lavorare con documenti voluminosi davanti uno schermo è spesso più faticoso rispetto al lavoro su carta. Nel caso di documenti voluminosi che devono essere letti da diversi servizi dell'Amministrazione, non è pratico lasciare che ognuno stampi la propria copia; è piuttosto preferibile fotocopiarli nel giusto numero e inviarli per posta.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si adopera tuttavia affinché lo Stato sia considerato un utente modello nella società dell'informazione che sta evolvendo in Svizzera. Già nel febbraio 1998 esso ha deciso una strategia in merito e ha incaricato il GCSI di elaborare i necessari concetti e piani d'azione e di redigere annualmente un rapporto sullo stato dei lavori per il Consiglio federale.</p><p></p><p>Il già menzionato progetto chiave nell'ambito della teleamministrazione, ossia il progetto volto a istituire uno sportello virtuale, avrà notevoli effetti esterni e fungerà da attività modello. Con questo progetto il Consiglio federale intende creare incentivi non solo per facilitare a tutti - a prescindere dell'età o dalla formazione - l'accesso ai servizi statali, ma anche per incoraggiare l'impiego delle nuove possibilità tecnologiche.</p><p></p><p>Punto 10</p><p>Come ha rilevato il GCSI, si può constatare in seno alla popolazione un mutamento della presa di coscienza in materia di tecnologie di informazione e di comunicazione: si riconosce l'avvento della società dell'informazione, così come il ruolo chiave della formazione e del perfezionamento. Al momento non sono ancora molto diffusi nel pubblico il sentimento di necessità "dell'alfabetizzazione digitale" e la percezione del pericolo di discriminazione dovuto alle nuove tecnologie.</p><p></p><p>Alcune proposte volte a sensibilizzare in merito a questo problema sono formulate nell'ambito del piano generale in materia di "formazione" nel 1° rapporto del GCSI nel 1999. A seconda degli obiettivi e dell'impegno profuso i provvedimenti di sensibilizzazione della popolazione possono essere più o meno dispendiosi. Al momento non vi sono purtroppo risorse disponibili. Tuttavia il Consiglio federale si è personalmente impegnato a favore della sensibilizzazione, per esempio nell'ambito di "net d@ys". Anche i lavori in materia di tecnologie di informazione e di comunicazione, nell'ambito della valutazione delle scelte tecnologiche del Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia, apportano un contributo.</p><p></p><p>L'organizzazione di un "prix de sensibilisation" è pure una proposta attuale e concreta. Questo premio sarebbe conferito a progetti o iniziative che aiutano a superare il divario esistente tra persone esperte e inesperte in materia di tecnologie di informazione e di comunicazione. Il "prix de sensibilisation" va inteso come un premio di riconoscimento, ossia attribuibile anche a progetti già esistenti. I seguenti uffici federali prendono parte all'organizzazione del concorso: UFCOM, UFC e UFFT.</p><p></p><p>Conclusione:</p><p>Per la fissazione e la trasposizione del programma del Consiglio federale sono necessarie risorse che saranno chieste alle Camere federali di volta in volta per mezzo dei messaggi concernenti il preventivo e il piano finanziario. I primi messaggi sono previsti nel 2001.</p><p>Dalle presenti considerazioni si può evincere che fino alla fine del 2000 non è ancora chiaro per quale data dovrebbero essere concretate le nuove idee e quali misure dovrebbero essere prese a livello legislativo. Per questo il Consiglio federale propone la trasformazione della mozione in postulato. Si può tuttavia anche evincere che questa proposta va incontro a un'importante preoccupazione del Consiglio federale.</p></text>