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<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:</p><p>L'articolo 104 CO deve essere modificato sostituendo l'interesse moratorio attualmente vigente (pari al 5 per cento) con una disposizione che lo leghi all'andamento generale dei tassi d'interesse di mercato. Vanno altresì adeguati l'Ordinanza concernente l'interesse di mora in materia d'imposta preventiva, l'Ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS) e tutti gli altri testi federali, leggi, ordinanze, circolari e disposizioni relativi agli interessi moratori.</p><h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale del 28.04.2023</strong></h2><p class="Standard_d">La Commissione ha preso atto del <a href="https://www.parlament.ch/centers/documents/_layouts/15/DocIdRedir.aspx?ID=DOCID-773489785-8131">rapporto</a> sui risultati della consultazione concernente l'iniziativa parlamentare Regazzi <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20160470">16.470</a> ("Interessi di mora applicati dalla Confederazione in linea con i tassi di mercato"). Rimane convinta che la situazione attuale, in cui gli interessi moratori sono molto più elevati rispetto al tasso variabile di mercato, costituisca una disparità a danno dei debitori e a favore dei creditori. Dopo discussione e considerate le preferenze espresse dai vari attori consultati, la Commissione si è pronunciata con 17 voti contro 5 per la variante che prevede di legare l'interesse di mora (attualmente fissato al 5 per cento) all'andamento generale dei tassi d'interesse di mercato, rinunciando così all'idea di mantenere un tasso fisso. Il progetto e il rapporto esplicativo saranno sottoposti al Consiglio nazionale e nel contempo trasmessi per parere al Consiglio federale. Il Consiglio nazionale dovrebbe discuterne durante la sessione autunnale 2023.</p><p>&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.08.2023</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Il Consiglio federale vuole mantenere il tasso d’interesse moratorio fisso del 5 per cento</strong><br><strong>Conformemente al Codice delle obbligazioni, chi non onora per tempo i suoi debiti deve pagare un tasso d’interesse moratorio fisso del 5 per cento. Nel suo parere del 16 agosto 2023 su un pertinente progetto di legge della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N), il Consiglio federale respinge una riforma volta a introdurre un tasso d’interesse variabile in linea con i tassi di mercato.</strong></p><p class="Standard_d">La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) vuole sostituire il vigente tasso d’interesse moratorio fisso con un tasso variabile. Secondo la sua proposta, in futuro chi non salderà per tempo i suoi debiti non dovrà più pagare il tasso d’interesse moratorio del 5 per cento fissato nel Codice delle obbligazioni (CO), bensì un tasso d’interesse variabile in linea con i tassi di mercato, basato sul tasso svizzero di riferimento SARON (Swiss average rate overnight) e definito annualmente dal Consiglio federale. L’interesse minimo dovrebbe tuttavia ammontare al 2 per cento.</p><p>&nbsp;</p><p class="Standard_d">Occorre evitare di peggiorare la morale di pagamento<br>Come osserva nel suo parere del 16 agosto 2023 sulla proposta della CAG-N, il Consiglio federale non vede la necessità di modificare in tal senso il CO. Il vigente tasso d’interesse moratorio fisso è consolidato nella tradizione giuridica svizzera e da anni si dimostra efficace. Alla luce dell’aumento dei tassi d’interesse, viene pure a cadere la motivazione originaria della revisione, secondo cui in un contesto di interessi bassi un tasso d’interesse moratorio del 5 per cento rappresenta un importante onere finanziario supplementare per molte imprese.</p><p class="Standard_d"><br>Per il Consiglio federale, il tasso d’interesse moratorio non mira unicamente a indennizzare un creditore per il ritardo di pagamento. Intende anche incentivare i debitori in mora a onorare quanto prima gli obblighi pendenti. Il Consiglio federale vuole impedire che una riduzione del tasso d’interesse peggiori nel contempo la morale di pagamento. La normativa legale costituisce inoltre diritto dispositivo. Le parti sono libere di pattuire un altro tasso d’interesse moratorio, eventualmente anche flessibile, o di escluderlo completamente. In sede di consultazione la grande maggioranza dei partecipanti ha respinto la modifica di legge proposta dalla CAG-N e si è pronunciata a favore dello statu quo.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa della commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale del 01.09.2023</strong></h2><p class="Standard_d">La Commissione si è nuovamente occupata del suo progetto di attuazione dell’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Fabio Regazzi 16.470 (Interessi di mora applicati dalla Confederazione in linea con i tassi di mercato). Nel suo parere del 16&nbsp;agosto 2023 il Consiglio federale si è detto contrario a modificare il Codice delle obbligazioni (CO) per sostituire l’interesse moratorio attualmente pari al 5&nbsp;per cento con un interesse calcolato in modo variabile in base ai tassi d’interesse di mercato del momento (cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 16 agosto 2023). Con 14 voti contro 7 la Commissione ha ribadito di essere favorevole a un cambiamento di sistema. Tuttavia, è pronta ad adottare in linea di principio la riformulazione proposta dal Consiglio federale della relativa disposizione dell’articolo 104 capoverso 2 CO. Ritiene però che la maggiorazione massima rispetto all’interesse di mercato dovrebbe essere del 2&nbsp;per cento e non del 3&nbsp;per cento come proposto dal Consiglio federale.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 27.09.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio nazionale ha approvato, con 106 voti contro 57 e 6 astenuti, una modifica del Codice delle obbligazioni che vuole rivedere il modo di calcolare i tassi di mora applicati dalla Confederazione alle imprese. Concretamente, la revisione, che applica una iniziativa parlamentare di Fabio Regazzi (Centro/TI), sostituisce l'interesse moratorio attualmente pari al 5% con uno calcolato in modo variabile in base al Saron (Swiss Average Rate Overnight). La maggiorazione massima rispetto all'interesse di mercato dovrebbe essere di 2 punti percentuali, il Consiglio federale proponeva 3 punti. Consiglio federale che in realtà avrebbe preferito rinunciare alla riforma e restare allo status quo.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Interesse di mora rimanga al 5%</strong><br><strong>L'interesse di mora della Confederazione fissato al 5% non si tocca. Anche se con soli 3 voti di scarto (20 a 17 e 6 astenuti), il Consiglio degli Stati non è entrato in materia su un progetto frutto di un'iniziativa del "senatore" Fabio Regazzi (Centro/TI) che proponeva di modificare il sistema attuale a favore di un'interesse più vicino a quelli praticati dal mercato.</strong></p><p class="Standard_d">Il 27 di settembre, il Consiglio nazionale aveva invece approvato, con 106 voti a 57 e 6 astenuti, una modifica del Codice delle obbligazioni che sostituisce l'interesse moratorio attualmente con uno calcolato in modo variabile in base al Saron (Swiss Average Rate Overnight). La maggiorazione massima rispetto all'interesse di mercato dovrebbe essere di 2 punti percentuali.</p><p class="Standard_d">Per Regazzi, espressosi la prima volta in aula quale consigliere agli Stati, il tasso attuale, ben superiore ai tassi di mercato, rappresenta un ulteriore onere finanziario per molte aziende, in particolare per quelle la cui situazione è già critica. Vi è poi il pericolo che tale costo - dovuto a un tasso definito "punitivo" - venga ribaltato sui consumatori.</p><p class="Standard_d">La soluzione a tasso variabile utilizza come tasso d'interesse di riferimento lo Swiss Average Rate Overnight (SARON). Tuttavia, poiché questo tasso può essere molto basso, persino negativo, o al contrario molto alto, si prevede di aumentarlo di due punti percentuali e di determinare un valore minimo del 2% e un valore massimo del 15%. Il Consiglio federale ha il compito di fissare annualmente questo tasso in un'ordinanza.</p><p class="Standard_d">Per Céline Vara (Verdi/NE), il tasso attuale del 5% è troppo elevato e rende difficile al debitore - il 10% della popolazione in Svizzera è sovraindebitato, ha ricordato l'ecologista in aula, soprattutto a causa di separazioni, malattie o disoccupazione - risanare la propria situazione patrimoniale, oltre a causare ansia e depressione con i conseguenti costi per la sanità. A suo parere, il tasso attuale andrebbe modificato allo scopo di riequilibrare la situazione fra creditore e debitore.</p><p class="Standard_d">Per la "senatrice" di Neuchâtel, un tasso elevato non ha alcun effetto sul morale di pagamento. "Chi è in grado di ripagare il debito lo farà comunque, mentre la situazione non farà che peggiorare per gli altri".</p><p class="Standard_d">Nel suo intervento, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha sostenuto che il cambiamento di sistema proposto dal progetto del Nazionale non sarebbe così semplice e richiederebbe in ogni caso ulteriore carico amministrativo, proprio ciò che hanno denunciato gli ambienti economici e la maggioranza dei Cantoni contrari all'iniziativa.</p><p class="Standard_d">Un tasso variabile come quello previsto dal progetto, inoltre, non farebbe che premiare i cattivi pagatori, svantaggiando invece i debitori diligenti. Va anche ricordato, ha sottolineato la "ministra" di giustizia e polizia, che le difficoltà di liquidità di cui soffrono molte PMI sono da ricondurre proprio ai debitori ritardatari.</p><p class="Standard_d">A nome della commissione, Carlo Sommaruga (PS/GE) ha dichiarato che il tasso di mora del 5% è consolidato nella pratica legale elvetica e accettato a livello commerciale.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 28.02.2024</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>CN: interesse di mora rimane al 5%</strong><br><strong>Non vi è necessità di modificare il sistema per il calcolo dell'interesse moratorio. Lo ha deciso, per 126 voti a 58, il Consiglio nazionale, facendo retromarcia rispetto allo scorso mese di settembre.</strong></p><p class="Standard_d">In quell'occasione, la Camera del popolo aveva approvato (106 favorevoli e 57 contrari) la revisione del calcolo dei tassi di mora applicati dalla Confederazione alle imprese previsto nel Codice delle obbligazioni. Il progetto, che attua un'iniziativa parlamentare di Fabio Regazzi (Centro/TI), prevedeva di sostituire l'attuale interesse moratorio del 5% con uno variabile, basato sul Saron (Swiss Average Rate Overnight), che tenga conto dei tassi di mercato vigenti e con una maggioranza massima rispetto ad essi di due punti percentuali.</p><p class="Standard_d">L'oggetto era in seguito passato agli Stati, dove, in dicembre, con 20 voti contro 17 e sei astensioni, seppur di poco il cambio di sistema era stato bocciato. La commissione competente del Nazionale aveva poi suggerito al plenum di allinearsi a questa decisione, cosa prontamente avvenuta oggi.</p><p class="Standard_d">L'aula ha giudicato che l'attuale sistema si è dimostrato efficace e che chiarezza e semplicità siano i suoi punti di forza. "Il tasso del 5% è conosciuto e fa parte della tradizione", ha detto Nadine Gobet (PLR/FR). "Non complichiamo qualcosa che funziona bene", ha chiesto ai colleghi la friburghese.</p><p class="Standard_d">"È semplice e prevedibile, non serve un computer delle Nasa per calcolarlo", ha aggiunto il relatore della commissione Jean-Luc Addor (UDC/VS), ricordando come le cose siano cambiate rispetto al 2016, anno del deposito dell'iniziativa da parte di Regazzi.</p><p class="Standard_d">"Non c'è motivo di modificare la decisione di settembre, i tassi sono restati circa sugli stessi livelli", si è opposto Raphaël Mahaim (Verdi/VD). Stando all'ecologista, il sistema attuale è troppo favorevole ai creditori.</p><p class="Standard_d">"La situazione è più stabile in confronto a otto anni fa", gli ha replicato il consigliere federale Beat Jans. Pure il governo era infatti per mantenere il tasso fisso, dato che uno variabile avrebbe rischiato di premiare i cattivi debitori. Molte piccole e medie imprese dispongono di poca liquidità e soffrono a causa dei pagatori ritardatari, ha inoltre evidenziato il ministro basilese.</p>