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Il 20 luglio 1934, un Douglas bimotore della Compagnia olandese KLM partì da Toledo alle 11.30 con meta Amsterdam.
V'erano a bordo, tra equipaggio e passeggeri, 13 persone: un numero che non apparve a nessuno infausto fin quando il velivolo, giunto nell'alta Mesolcina, si trovò in mezzo ad un uragano che fece perdere la direzione al pilota. Un passeggero, il giornalista Vanbangben, annotò sul suo notes gli ultimi spaventosi momenti:
"3000, 2800, 2300 metri... Caliamo terribilmente. Ci sono delle scariche di fronte e intorno a noi. Ancora fulmini... L'altimetro segna 2200 metri." Novecento metri sotto v'era Pian San Giacomo e qui cadde il velivolo alle 12.47.
Il giornalista don Francesco Alberti, che si trovava in vacanza a San Bernardino, fu uno dei primi a giungere sul posto della sciagura: fece ancora in tempo a dare l'estrema unzione alla "hostess" che si era lanciata fuori dal velivolo quando stava per toccar terra e morì poco dopo. Le 13 salme furono deposte nella cappella di Pian San Giacomo, decorata da mani pietose con rami di abete e fiori di montagna: l'omaggio alle vittime di un disastro che il pilota aveva cercato di evitare tentando, all'ultimo momento, un atterraggio su una radura in leggera pendenza. Nella manovra, l'apparecchio urtò tuttavia contro un filo a sbalzo, che troncò netto un'ala.
Testo e foto estratti dal libro "A cielo aperto" di Plinio Grossi, pubblicato da Armando Dadò Editore