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Dal 1848, gli svizzeri hanno detto la loro in oltre 600 votazioni federali. Quali sono le questioni più ricorrenti?
La metà degli Stati del mondo offre ai propri cittadini strumenti di democrazia diretta. Ma la Svizzera spicca per l’ampio uso che ne fa. Gli svizzeri sono chiamati alle urne, in media, quattro volte l’anno. swissinfo.ch ha esaminato i temi messi al voto dalla prima Costituzione federale svizzera del 1848.
Ci siamo basati sui dati raccolti dal Centro di studi e documentazione sulla democrazia diretta (c2dLink esterno), che ha catalogato con parole chiave le oltre 600 consultazioni a livello nazionale. Ogni votazione è stata associata a 1 fino a 3 'dossier'. Il grafico seguente indica la frequenza dei più ricorrenti.
A chi cerca informazioni dettagliate sul risultato delle consultazioni o sull’evoluzione dei temi, il grafico seguente offre una visione più completa, mostrando le votazioni per oggetto e nel tempo.
Il grafico considera tre tipi di votazione: i referendum obbligatori, i referendum facoltativi e le iniziative popolari. Tre strumenti di democrazia diretta la cui natura è spiegata in coda all’articolo.
In generale, le iniziative popolari hanno meno successo dei referendum: i cittadini svizzeri respingono circa 9 iniziative su 10, mentre accolgono oltre il 70% dei referendum obbligatori.
Nel definire i temi chiave delle votazioni, c'è una certa soggettività. Ma sulla base dei dati forniti dal c2d si osserva un incremento recente di iniziative popolari che riguardano l’ambiente, l’immigrazione e la condizione femminile.
Si evince anche che dagli anni Settanta, a livello federale, è aumentato il numero di iniziative popolari giunte alle urne.
Democrazia diretta in Svizzera: tre tipi di votazione
· Referendum obbligatorio (dal 1848): ogni modifica, anche piccola, alla Costituzione federale decisa dal Parlamento deve essere confermata alle urne. Lo stesso vale per l’adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità sopranazionali.
· Referendum facoltativo (dal 1874): gli aventi diritto possono chiedere di votare su qualsiasi legge adottata o modificata dalle Camere. Perché questo avvenga, devono essere raccolte 50 mila firme in 100 giorni.
· Iniziativa popolare (dal 1891): consente ai cittadini di emendare la Costituzione introducendo nuove disposizioni, oppure modificando o abrogando quelle esistenti. Perché l’iniziativa sia messa al voto, servono le firme di 100 mila aventi diritto.
Traduzione dall'inglese di Rino Scarcelli