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ABU DHABI - Continua il giallo del Salvator Mundi, tra nuove ricerche secondo cui un assistente di Leonardo avrebbe in realtà dipinto la maggior parte del quadro. Il Louvre di Abu Dhabi ha rinviato a tempo indeterminato l'esposizione della tela attribuita a Leonardo Da Vinci e che fu acquistata all'asta da Christie's a New York lo scorso novembre per 450 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per un'opera d'arte.
Il Dipartimento alla Cultura e al Turismo dell'emirato ha annunciato il rinvio su Twitter senza offrire spiegazioni ma aggiungendo che «altri particolari saranno resi noti presto». Il quadro, che raffigura Cristo "Salvator del Mondo" vestito in un abito azzurro e con in mano un globo di cristallo, avrebbe dovuto essere esposto nel "Louvre d'Arabia" il 18 settembre. "The National", il giornale in lingua inglese di Abu Dhabi che rispecchia le opinioni delle autorità, ha ipotizzato che il museo «potrebbe voler aspettare l'anniversario dell'inaugurazione l'11 novembre».
Acquisto ricco di curiosità - L'acquisto del dipinto da Guinness, e il come sia arrivato a Abu Dhabi, è stato fin dall'inizio circondato da mistero: secondo diplomatici occidentali sarebbe stato il Principe ereditario saudita e nuovo uomo forte di Riad a comprare il quadro messo in vendita da un oligarca russo per farne poi un regalo a un suo potente alleato, il principe ereditario degli Emirati, Mohammed bin Zayed Al Nahyan.
Il Louvre di Abu Dhabi, firmato Jean Nouvelle sull'isola di Saadiyat Island, è fondato sui principi dell'universalismo e della tolleranza e espone oltre 600 opere che attraversano tutte le culture e le religioni tra cui una Torah yemenita, una Bibbia gotica, una figurina di Buddha: il Salvator Mundi avrebbe dovuto completare la rassegna ai più alti livelli.
Nuove informazioni e ricerche intanto continuano a emergere sul conto del quadro: lo storico dell'arte Jeremy Wood ha messo in dubbio sulla prima pagina di The Art Newspaper, la provenienza reale del dipinto mentre un altro esperto di Leonardo a Oxford, Matthew Landrus, ha ipotizzato ben più di un contributo dello stretto collaboratore Bernardino Luini alla realizzazione del "Salvator Mundi": Leonardo, secondo Landrus, avrebbe lavorato solo al 5-20 per cento della superficie del quadro.