Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/64892

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha deciso di creare le basi giuridiche, affinché la Confederazione possa cedere la sua partecipazione maggioritaria a Swisscom SA. Inoltre ha dato istruzione a Swisscom di rinunciare alle partecipazioni all'estero e di distribuire all'azionariato i fondi propri disponibili dell'azienda.</p><p>In Svizzera il servizio universale di telecomunicazioni sarà assicurato anche dopo l'eventuale riduzione della partecipazione della Confederazione a Swisscom. Il servizio universale non è garantito dalla partecipazione maggioritaria della Confederazione, ma è già oggi disciplinato dalla legge sulle telecomunicazioni. Le aziende controllate dallo Stato sono necessarie laddove le prestazioni non sono garantite senza una partecipazione statale e laddove non esiste concorrenza. Ciò non è il caso nel settore delle telecomunicazioni.</p><p>Swisscom è un'azienda di telecomunicazioni attiva in un mercato dinamico, che si è notevolmente modificato negli ultimi anni e che comporta rischi imprenditoriali. Sotto il profilo della riduzione dei rischi, occorre accogliere positivamente il fatto che la Confederazione ottenga l'opzione di cedere la sua partecipazione maggioritaria a Swisscom.</p><p>Verrebbe così anche a cadere il difficile doppio ruolo della Confederazione. Infatti, per legge, la Confederazione deve fare in modo che nel mercato svizzero delle telecomunicazioni la concorrenza funzioni. Se il mercato funziona, vi sono prezzi più bassi e migliori servizi per i consumatori. In quanto azionista di maggioranza di Swisscom, la Confederazione è però anche interessata a un utile aziendale elevato. Questi due obiettivi possono essere in contraddizione tra loro.</p><p>1. Quali sono le considerazioni concettuali fatte dal Consiglio federale sulla problematica della partecipazione della Confederazione nell'azionariato di una grande impresa? Come va gestito il controllo politico?</p><p>2. Quali sono le possibili soluzioni prese in considerazione dal Consiglio federale in vista di una riduzione o di un'uscita dall'azionariato di Swisscom? Si pensa a un'alleanza tra Swisscom e un'altra azienda di telecomunicazioni o piuttosto a una vasta partecipazione popolare?</p><p>3. Il Consiglio federale emanerà disposizioni per assicurare che Swisscom rimanga di dominio svizzero?</p><p>4. Il Consiglio federale finora aveva rinunciato a dare istruzioni a Swisscom. Quali sono le riflessioni che hanno indotto il Consiglio federale a cambiare la sua posizione?</p><p>5. Esistono diverse interpretazioni del Consiglio federale sul divieto provvisorio delle partecipazioni all'estero. Qual è l'istruzione effettiva impartita a Swisscom?</p><p>6. Nella legge sulle telecomunicazioni il servizio universale è disciplinato in maniera esaustiva. Il Consiglio federale ritiene che, in caso di cessione della maggioranza delle azioni, siano necessari ulteriori provvedimenti legali per assicurare il servizio universale a lungo termine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1. Secondo la legge sulle finanze della Confederazione l'acquisto di diritti di partecipazione a imprese con fine lucrativo non è permesso a scopo d'investimento. La partecipazione della Confederazione a Swisscom risale all'epoca della riforma delle PTT del 1997/1998 ed è disciplinata nella legge sull'azienda delle telecomunicazioni (LATC).</p><p>Quale azionista principale di Swisscom, la Confederazione adotta per l'azienda obiettivi strategici che valgono per un periodo di quattro anni. Il consiglio d'amministrazione rende conto ogni anno al DATEC e al DFF, che rappresentano la Confederazione nei confronti di Swisscom, sul raggiungimento di questi obiettivi. Inoltre la Confederazione ha il diritto di nominare due suoi rappresentanti in seno al consiglio d'amministrazione. I membri del consiglio d'amministrazione nominati dalla Confederazione hanno gli stessi diritti e doveri di quelli nominati dall'assemblea generale. Attualmente nel consiglio d'amministrazione di Swisscom siede un rappresentante della Confederazione, con il quale il DATEC e il DFF sono in stretto contatto. In tal modo la Confederazione è sempre informata sugli affari più importanti dell'azienda.</p><p>2./3. La questione dell'impostazione esatta della rinuncia all'obbligo della partecipazione maggioritaria è oggetto di chiarimenti a cui si sta procedendo in seno all'amministrazione. Il Consiglio federale si esprimerà dettagliatamente in merito nell'ambito del rapporto sulla procedura di consultazione e ne illustrerà le diverse possibilità.</p><p>4./5. Il Consiglio federale ha dato istruzione a Swisscom di non acquisire partecipazioni di imprese estere di telecomunicazione con mandato di servizio universale (rete fissa e/o mobile). Esso è giunto a questa conclusione sulla base degli importanti impegni all'estero presi in considerazione recentemente da Swisscom nonché delle loro implicazioni politiche e finanziarie. Secondo il governo, l'acquisizione di imprese estere di telecomunicazione con mandato di servizio universale è legata a rischi politici e finanziari che esso non è disposto a sopportare in qualità di azionista principale e di responsabile nei confronti dei contribuenti. Le trattative già avanzate tra Swisscom e Eircom hanno richiesto una rapida reazione da parte della Confederazione. Per la prima volta dunque il Consiglio federale ha fatto uso del suo diritto di istruire il suo rappresentante in seno al consiglio d'amministrazione di Swisscom.</p><p>6. Nell'ottica attuale, non sono necessarie modifiche di legge al fine di garantire a lungo termine il servizio universale. Secondo la legge sulle telecomunicazioni, per il rilascio della concessione per il servizio universale è bandita periodicamente una pubblica gara. Qualora la pubblica gara non raccolga candidature idonee, è possibile designare un concessionario tenuto a fornire le relative prestazioni. Il Consiglio federale aggiorna periodicamente il contenuto del servizio universale sulla base degli sviluppi tecnici, economici e sociali.</p>  Risposta del Consiglio federale.