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L'intervista-colloquio di Olga Amman consegna uno straordinario documento su questa notevole figura del Novecento - fra le opere più conosciute "Il flauto e il tappeto", raccolta di saggi prevalentemente dedicati alla fiaba e ai suoi molteplici significati esoterici - l'autrice non concedeva interviste perché non le piaceva la pubblicità sulla propria persona, ma tempo prima Olga Amman era riuscita a registrare un colloquio con lei sui seguenti temi: il perché dello pseudonimo adottato e la poca importanza che attribuisce alla propria storia personale - anche il vangelo raccomanda di "chiudere la porta", ciò che lei interpreta come un invito alla riservatezza massima quale stile di vita - la parola scritta e le sue conseguenze sugli altri, e perciò la massima attenzione che si deve porre nell'utilizzarla, poiché "di ogni parola inutile ci verrà chiesto conto" - la poesia è il senso dell'assoluto - è attratta dai "sensi spirituali", cioè del corpo che comunica col trascendente, e di questo ha scritto in un articolo sulla rivista "Conoscenza religiosa" - riconoscere la bruttezza che ci circonda, come espressione di una mancanza di armonia spirituale interiore - l'Occidente non è più una civiltà - non crede nei miglioramenti sociali in virtù di meriti collettivi, ma piuttosto nell'elevazione del singolo - nell'incontro con l'individuo elevato cadono le maschere di cui siamo ricoperti - l'esistenza, tutto, si svolge su un altro e più importante piano, nell'invisibile.