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La promozione dello sviluppo sostenibile in Svizzera è sancita quale principio già nel preambolo della Costituzione federale e nell’articolo relativo allo scopo (art. 2). Un articolo specifico sulla sostenibilità (articolo 73) invita inoltre Confederazione e Cantoni a contribuire allo sviluppo sostenibile.
Il Consiglio federale ha inteso sin dall’inizio lo sviluppo sostenibile come «un’idea di regolamentazione» o «un’idea guida generale». La sostenibilità non va intesa come compito puntuale della politica settoriala, ma come un’esigenza che deve essere avvertita in ultima istanza da tutti i campi politici. Ne è testimonianza l’ampio spettro tematico rappresentato dalla Strategia per uno sviluppo sostenibile, la quale copre gran parte delle operazioni statali.
In Svizzera lo sviluppo sostenibile è applicato per l’appunto mediante la «Strategia per uno sviluppo sostenibile» del Consiglio federale, sostenuta da Cantoni e Comuni. Nel 2011 è stato istituito il Forum sullo sviluppo sostenibile come piattaforma nazionale sulla sostenibilità. Inoltre la Confederazione si è dotata di un sistema per monitorare lo sviluppo sostenibile (MONET).
Tra il 2003 e il 2005, diversi Cantoni, città e Uffici federali hanno elaborato un sistema d’indicatori di base per i Cantoni e uno per le città (Cercle Indicateurs). Lo scopo principale è di fornire una valutazione politico-strategica dello stato attuale dello sviluppo sostenibile nei Cantoni e nelle città nonché della sua evoluzione nel tempo. Il rilevamento del 2011.
A livello globale, lo sviluppo sostenibile è stato illustrato per la prima volta con linee guida internazionali in occasione della Conferenza delle Nazioni unite sull’ambiente e sullo sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992. L’obiettivo è garantire la salvaguardia e l’utilizzo delle risorse naturali del nostro pianeta per le future generazioni.
Le principali convenzioni approvate durante la Conferenza sono state la Convenzione sulla biodiversità e la Convenzione quadro sul clima. La Convenzione sulla biodiversità è un accordo volto a proteggere la diversità biologica. L’uomo deve salvaguardare la diversità biologica e utilizzarne gli elementi di base in misura equa e ponderata, ossia in modo sostenibile. Concretamente, l’utilizzazione dovrebbe consentire di evitare che la diversità biologica sia ancora minacciata a lungo termine. La Convenzione quadro sul clima prevede di stabilizzare l’inquinamento atmosferico dovuto ai gas serra a un livello che non costituisca un pericolo per il clima mondiale. La Conferenza delle Parti (in inglese, Conference of the Parties COP), che si riunisce ogni anno, è responsabile della verifica dell’attuazione della Convenzione.
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