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NEW DELHI - È salito a 80 il numero dei morti causati dalle inondazioni nella regione himalayana e meta turistica del Ladakh, nello stato settentrionale indiano di Jammu e Kashmir. Le piogge che si sono abbattute con eccezionale intensità la scorsa notte nel capoluogo Leh e nelle zone circostanti, hanno provocato il crollo di numerose case intrappolando i residenti. "Finora abbiamo recuperato i corpi di 80 persone", ha detto una fonte della polizia all'agenzia indiana Ians aggiornando un precedente bilancio di 60 morti.
I soccorritori sono al lavoro per rimuovere le macerie di diversi edifici crollati. Si teme che ci siano molti dispersi. L'intera regione è isolata a causa dell'aeroporto chiuso per via di danni alla pista di atterraggio e per le due principali strade di accesso bloccate da frane. Interrotte anche le comunicazioni telefoniche.
Tra le vittime non si segnalano turisti stranieri che si solito in questa stagione estiva affollano la località himalayana famosa per i monasteri buddisti e per il trekking. Secondo una televisione indiana, sono circa 10'000 i senzatetto.
Le piogge torrenziali, abbastanza inconsuete per la zona desertica che si trova ad un'altitudine di oltre 3'000 metri, hanno distrutto diversi edifici, causato frane e interrotto le comunicazioni telefoniche.
SDA-ATS