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Il Consiglio federale approva il rapporto sulla candidatura della Svizzera a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell’ONU
Berna, 05.06.2015 - Il Consiglio federale ha approvato e trasmesso oggi al Parlamento il rapporto sulla candidatura della Svizzera a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) per il biennio 2013-2014. Il rapporto sottolinea che un seggio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU aprirebbe alla Svizzera, sulla base della sua politica estera autonoma, possibilità specifiche, in particolare nel settore pace e sicurezza.
Il 12 gennaio 2011 il Consiglio federale ha deciso di presentare una candidatura della Svizzera per un mandato come membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU per il periodo 2023-2024. Nel 2013 il Consiglio nazionale ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un rapporto tenendo particolarmente conto dell’aspetto della neutralità e di presentarlo al Parlamento. Oggi il Consiglio federale ha approvato il rapporto e lo ha trasmesso alle Camere federali.
Il rapporto del Consiglio federale ritiene che un’eventuale partecipazione della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell’ONU aprirebbe possibilità specifiche. In particolare, sulla base della sua politica estera autonoma, la Svizzera potrebbe contribuire ancora di più alla pace, alla sicurezza e a un ordine internazionale equo, promuovere i propri interessi e valori, costruire ponti e fare di più, con i propri mezzi, per assolvere alla propria responsabilità in materia di politica estera. L’esperienza della presidenza dell’OSCE ha mostrato che la Svizzera con un tale impegno può rafforzare ulteriormente la credibilità della sua politica estera e mettere alla prova la competenza e l’attendibilità della sua diplomazia.
Il rapporto sottolinea che un mandato della Svizzera nel Consiglio di sicurezza faciliterebbe le relazioni con Stati importanti e lo sviluppo e la cura di reti di contatto. La Svizzera potrebbe inoltre far confluire le proprie richieste in materia di politica estera e di sicurezza in modo ancora più diretto nel lavoro dell’ONU. La maggior parte degli ambiti di attività del Consiglio di sicurezza coincidono inoltre con le priorità della Svizzera in materia di politica estera e di sicurezza.
Dopo un’accurata analisi il Consiglio federale giunge alla conclusione che la Svizzera anche come membro non permanente del Consiglio di sicurezza sarebbe in grado di esercitare in modo invariato e completo la sua neutralità, che non è fine a sé stessa, ma è uno strumento della politica estera e di sicurezza della Svizzera. Il sistema universale di sicurezza dell’ONU, basato sul divieto di ricorrere alla violenza, persegue gli stessi obiettivi, ossia la promozione della pace e della sicurezza. Secondo il rapporto le esperienze di altri Stati neutrali dimostrano che la neutralità e un seggio nel Consiglio di sicurezza sono compatibili tra di loro. Una partecipazione al Consiglio di sicurezza offrirebbe alla Svizzera un’ulteriore piattaforma per svolgere il suo ruolo tradizionale e consolidato di negoziatrice imparziale e rendersi utile alla comunità internazionale.
Infine, il rapporto ritiene che la Svizzera potrebbe mantenere la sua attuale libertà di azione e continuare a definire in modo autonomo le sue posizioni in materia di politica estera. Una partecipazione della Svizzera nel Consiglio di sicurezza non comporterebbe ulteriori obblighi oltre a quelli già assunti.
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