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La cartina contiene tutti i profili su pendio e su terreno pianeggiante disponibili presso l’SLF che sono stati rilevati negli ultimi 7 giorni.
I profili nell’ambito dei quali sono stati effettuati uno o più test di stabilità vengono suddivisi – a seconda dei risultati – in diverse classi di stabilità: debole, media e buona. Se sono stati effettuati più test, è determinante il test del blocco di slittamento. In presenza di più test dello stesso tipo, è determinante il risultato più scarso del test. I profili senza test di stabilità non vengono classificati.
La classificazione avviene automaticamente sulla base dei seguenti criteri:
- Buona (cerchi verdi): grado di carico del blocco di slittamento 7, 6 o 5 con cedimento parziale, così come ECT senza cedimento, senza propagazione della rottura o con una propagazione della rottura solo parziale.
- Media (cerchi arancioni): grado di carico del blocco di slittamento 5 (intero blocco), 4 o 3 con cedimento parziale, così come ECT con propagazione* della rottura lungo l’intera larghezza della colonna, ma solo dopo il 22º colpo (2º colpo dalla spalla) o superiore.
- Debole (cerchi rossi): grado di carico del blocco di slittamento 3 (intero blocco), 2 o 1, così come ECT con propagazione della rottura lungo l’intera larghezza della colonna fino al 21º colpo (1º colpo dalla spalla).
*la propagazione della frattura è contata come tale solo se la frattura arriva all'altra estremità della colonna allo stesso colpo o al massimo un colpo dopo.
La carta "Profili di neve" non fornisce informazioni sulla stabilità del manto nevoso con un’estensione spaziale, ma rappresenta una raccolta di rilevamenti puntuali. I profili stratigrafici sono l’unica possibilità per ottenere un quadro dettagliato sulla struttura del manto nevoso. In combinazione con uno o più test è possibile stimare la stabilità del manto nevoso. La scelta di un luogo rappresentativo è di fondamentale importanza. Tuttavia, anche se la scelta del luogo è adeguata, a causa della variabilità spaziale del manto nevoso le informazioni raccolte possono essere trasferite ad altri pendii solo in forma limitata.
Per la valutazione locale del pericolo di valanghe, le informazioni relative al manto nevoso devono sempre essere combinate con le restanti osservazioni (segnali di allarme, neve ventata ecc.).
Il test del blocco di slittamento (RB) è il test di stabilità più affidabile di tutti. Mentre rilevano un profilo su pendio, gli osservatori dell’SLF svolgono di norma un test del blocco di slittamento e in aggiunta anche uno o due test della colonna estesa (Extended Column Tests, ECT). Lo fanno seguendo le istruzioni riportate di seguito. Un blocco di slittamento o un test ECT forniscono informazioni sulla facilità con cui è stato possibile provocare una frattura nel luogo in cui è stato rilevato il profilo, così come sulle modalità con cui la stessa si è propagata. I risultati dei test rappresentano la base per la classificazione dei profili stratigrafici.
Più è alto il gradiente termico (variazione della temperatura per metro) all’interno del manto nevoso, più rapidamente gli strati di neve interessati vengono trasformati in cristalli sfaccettati.
Solo quando l’intero manto nevoso ha (almeno all’incirca) una temperatura di 0 °C (ossia è isotermico a 0 °C), l’acqua può infiltrarsi negli strati più profondi del manto.
Il profilo penetrometrico viene realizzato mediante uno strumento speciale chiamato sonda penetrometrica. Anche se si tratta di una misura oggettiva per determinare la durezza degli strati, non è in grado di rilevare gli strati sottili e fragili. Esso misura il consolidamento generale del manto nevoso e serve inoltre per valutare quanta neve è in grado di trascinare una valanga lungo la sua traiettoria.
La durezza degli strati viene misurata manualmente strato per strato. Per determinare il grado di durezza del test della mano vengono utilizzati il pugno, 4 dita, 1 dito, una matita e/o un coltello.
In questo caso, la mano o l’oggetto in questione devono affondare nello strato di neve con una leggera resistenza. Sono anche possibili gradi intermedi. La misura è meno oggettiva rispetto alla durezza misurata con la sonda penetrometrica, in cambio permette però di rilevare anche gli strati sottili e fragili.
In inverno avanzato, il manto è tipicamente più freddo di 0 °C e quindi asciutto. Solo nell’interfaccia con il suolo la neve ha spesso una temperatura di 0 °C. Per calcolare l’umidità viene utilizzata la seguente scala:
A partire dal grado di umidità 3, all’interno del manto nevoso può essere presente acqua libera di circolare. A risultare critica per le valanghe bagnate è soprattutto la prima umidificazione degli strati fragili a grani grossi. Quando l’acqua percola nel manto nevoso, si accumula nell’interfaccia tra gli strati a grani fini e quelli a grani grossi. Questo comporta un maggiore tenore in acqua in queste superfici di separazione fra due strati, con una conseguente netta perdita di resistenza.
Per ciascuno strato vengono determinati visivamente con l’aiuto di una lente d’ingrandimento la forma e il diametro dei grani. I tipici strati fragili sono formati da grani grossi sfaccettati, perché nella maggior parte dei casi questi sono debolmente legati uno all’altro. I grani sfaccettati hanno meno legami tra di loro rispetto a quelli rotondi, mentre i grani grossi rotondi – a parità di volume – hanno meno legami rispetto a quelli piccoli.
Il cosiddetto test dei punti deboli offre la possibilità di localizzare eventuali strati fragili sulla base di determinate caratteristiche strutturali, anche senza dover effettuare un test di stabilità. Durante questo test vengono valutate le caratteristiche sia degli strati, sia delle superfici di separazione gli stessi. Per ciascuno strato o superficie di separazione fra due strati vengono controllati i seguenti punti. Per ogni punto che viene soddisfatto viene contato un punto debole.
- Grani grossi (≥ 1 mm)
- Strato soffice (grado di durezza del test della mano: pugno)
- Cristalli sfaccettati
- Dimensione dei grani notevolmente diversa (≥ 1 mm)
- Gradi di durezza del test della mano notevolmente diversi (≥ 2 gradi)
- Interfaccia tra uno strato e l’altro situata a meno di 1 m sotto alla superficie del manto nevoso
- 5 - 6 punti deboli: punto debole critico molto probabile
- 3 - 4 punti deboli: punto debole critico probabile
- 0 - 2 punti deboli: nessuno strato fragile pronunciato, struttura del manto nevoso piuttosto favorevole