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Il governo ha deciso di mettere in vigore le basi legali non appena la Corte penale avvierà l'attività. In seno all'amministrazione sarà istituito un ufficio centrale.
La Corte penale internazionale dovrebbe entrare in funzione prossimamente. A tale scopo è necessario che 60 Stati aderiscano al suo statuto. 52 paesi, tra cui la Svizzera, hanno già ratificato il trattato, ha precisato oggi il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Con sede all'Aja - nelle vicinanze del Tribunale ad hoc contro i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia - la Corte penale internazionale sarà competente per giudicare crimini particolarmente gravi: genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Agirà quale seconda istanza, dal momento che il perseguimento penale è in prima linea compito delle autorità nazionali. La Corte penale interverrà solo quando le autorità nazionali competenti non vorranno o potranno perseguire seriamente tali crimini.
Visto che la Corte penale internazionale non dispone di propri organi inquirenti, per quanto riguarda lo svolgimento delle sue procedure dovrà fare essenzialmente affidamento alla cooperazione degli Stati membri. Ratificando lo «Statuto di Roma», la Svizzera si è già impegnata in tal senso. Inoltre, con la legge sulla cooperazione con la Corte penale internazionale, approvata in giugno, il nostro paese si è dato le necessarie basi legali.
Per garantire una collaborazione ottimale, presso l'Ufficio federale di giustizia sarà istituito un ufficio centrale. Avrà il compito di trattare le domande provenienti dalla Corte e deciderà se la cooperazione è ammissibile. Ordinerà poi le misure necessarie e incaricherà un'autorità federale o un Cantone dell'esecuzione della domanda.
swissinfo e agenzie