Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/119981

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. elaborare un disciplinamento legale in materia di nanotecnologia in applicazione del principio di precauzione;</p><p>2. introdurre un obbligo di dichiarazione per i prodotti contenenti nanoparticelle, in particolare per le derrate alimentari e i cosmetici;</p><p>3. creare un registro dei nanomateriali e dei nanoprodotti fabbricati, importati e messi in commercio in Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le nanotecnologie sono utilizzate in innumerevoli ambiti e permettono lo sviluppo di applicazioni più svariate: materiali più resistenti, terapie più mirate, ecc. Più che di una singola tecnologia innovativa, si tratta di un gruppo di tecnologie che sfrutta le proprietà particolari dell'infinitamente piccolo. Come per ogni nuova tecnologia, anche per questa occorre tenere conto non solo delle possibilità e dei rischi, ma anche delle incognite. In questo contesto, nell'aprile del 2008, il Consiglio federale ha approvato il piano d'azione "Nanomateriali di sintesi", elaborato dal Dipartimento federale dell'interno (DFI), dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) e dal Dipartimento federale dell'economia (DFE). Il piano è all'origine di diverse misure, dettate da quattro obiettivi principali: la promozione di una comunicazione trasparente e del dialogo, la creazione di presupposti scientifici e metodologici che permettano d'identificare i rischi, l'istituzione di condizioni quadro normative e un migliore impiego degli attuali strumenti di promozione per favorire la ricerca di applicazioni sostenibili. Il piano d'azione fissa le condizioni quadro per uno sviluppo responsabile delle nanotecnologie e propone una serie di provvedimenti a titolo transitorio in attesa di disporre di conoscenze più approfondite.</p><p>Queste misure (non legislative) mirano in primo luogo a garantire la protezione della salute e dell'ambiente: a tal fine vengono investiti 12 milioni di franchi nel programma nazionale di ricerca PNR 64 "Opportunità e rischi dei nanomateriali". Avviato nel dicembre del 2010 e della durata di cinque anni, il programma deve contribuire a colmare parte delle lacune tuttora presenti in un settore relativamente nuovo. È il pendant svizzero dei numerosi programmi internazionali, segnatamente europei, ai quali il nostro Paese partecipa attivamente. I risultati che ne scaturiranno permetteranno, se necessario, di aggiustare il quadro normativo in base all'evoluzione delle conoscenze scientifiche.</p><p>1. Il Consiglio federale non ritiene necessario emanare una legge specifica ai nanomateriali, poiché la legislazione vigente risponde già alla preoccupazione principale espressa dall'autrice della mozione. Anche se non vi vengono esplicitamente menzionati, i nanomateriali sono contemplati da numerose leggi (legge sulle derrate alimentari, legge sui prodotti terapeutici, legge sui prodotti chimici) che disciplinano i loro diversi ambiti di applicazione. Alle derrate alimentari, ai medicamenti, ai biocidi e ai prodotti fitosanitari sono infatti applicate procedure di valutazione, di autorizzazione e di registrazione che valgono anche per i nanomateriali e che garantiscono la protezione della salute dei consumatori. Nell'ambito del controllo autonomo, i prodotti chimici sono soggetti a procedure di notifica (per le sostanze nuove) e di registrazione (per le sostanze pericolose o i preparati contenenti tali sostanze).</p><p>Tuttavia è necessario adeguare le ordinanze corrispondenti. Le prime modifiche della legislazione sui prodotti chimici sono già state proposte nel quadro della quarta revisione dell'ordinanza sui prodotti chimici, attualmente oggetto di un'indagine conoscitiva. La revisione prevede segnatamente la segnalazione della presenza di nanoparticelle in sede di notifica di nuove sostanze e dichiarazione di sostanze pericolose o preparati che le contengono.</p><p>Il progetto di revisione della legge sulle derrate alimentari (LDerr), attualmente dibattuto in Parlamento, permette - proprio come la legge in vigore - di limitare o vietare il ricorso a determinati processi fisici, chimici o microbiologici per la fabbricazione di derrate alimentari od oggetti d'uso (art. 20 disegno LDerr FF 2011 5017); la nanotecnologia rientra fra questi processi.</p><p>2. A tutela del diritto all'informazione del consumatore, nel 2013 e nel 2014 scatterà nell'Unione europea l'obbligo di dichiarare la presenza di nanoparticelle sull'etichetta rispettivamente dei prodotti cosmetici e delle derrate alimentari. Sono previsti termini di transizione per adeguarsi a queste nuove regole. Il Consiglio federale sta esaminando l'opportunità d'istituire una norma analoga e, se del caso, di adeguare le relative ordinanze, previa consultazione degli ambienti interessati.</p><p>3. Le procedure menzionate nella risposta 1 permettono alle autorità non soltanto di proteggere la salute dei consumatori, ma anche di disporre di una visione d'insieme dei prodotti disponibili sul mercato in base ai loro ambiti di applicazione. Un registro dei nanomateriali fabbricati e importati in Svizzera, come richiesto dall'autrice della mozione, risulterebbe molto costoso e non terrebbe conto né della diversità delle applicazioni né dei rischi specifici di questi materiali.</p><p>Nel corso del primo semestre del 2012, il DFI, il DATEC e il DFE saranno chiamati a riferire al Consiglio federale, in un rapporto, sull'evoluzione della situazione sul piano nazionale e internazionale e sul grado di realizzazione delle misure fissate nel piano d'azione del 2008. Alla luce delle conoscenze più recenti e dell'esperienza acquisita negli ultimi anni saranno analizzate, in particolare, le condizioni quadro per l'applicazione di provvedimenti concreti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.