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BERNA - Alle elezioni federali del prossimo autunno non ci sarà una congiunzione generalizzata delle liste dei candidati del Partito liberale radicale (PLR) con quelle dell'Unione democratica di centro (UDC). Per gran parte della base del PLR le posizioni dell'UDC sono infatti "troppo estreme", ha detto il presidente del PLR, Philipp Müller, in una intervista al domenicale "NNZ am Sonntag. Attualmente ci sono comunque due o tre sezioni cantonali che stanno esaminando l'eventualità di congiungere liste al fine di guadagnare più mandati nelle prossime elezioni nazionali.
Diversi esponenti dell'UDC, e in particolare del presidente democentrista Toni Brunner, hanno segnalato già da diverso tempo il loro interesse ad alleanze tra i candidati locali di PLR ed UDC per le elezioni del Consiglio Nazionale. Se nel 2011 vi fossero state in tutte le regioni svizzere congiunzioni delle liste democentriste e liberiali radicali, l'UDC avrebbe guadagnato cinque seggi supplementari: tre ai danni di partiti rosso-verdi, uno a scapito del PPD e un altro a svantaggio dello stesso PLR.
Müller osserva però che "dalla base del partito, ma anche dai vertici cantonali, giungono sempre più riserve nei confronti dell'UDC". Almeno i tre quarti delle lettere che riceve - precisa il consigliere nazionale argoviese - avanzano remore verso una associazione delle liste fra i due partiti. In esse viene espresso soprattutto malumore per gli attacchi dell'UDC al diritto internazionale.
Gli imprenditori, ad esempio, non comprendono come un piccolo stato orientato all'esportazione possa, su volere di un solo partito, mettere in questione il diritto internazionale.
Senza contare poi i "piani per iniziative estreme o assurde, come l'abbandono dei trattati di libera circolazione delle persone per poter applicare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa; oppure l'idea di accettare solo i richiedenti l'asilo che giungono in Svizzera per via aerea", afferma ancora Müller.
Il presidente PLR riconosce che il suo partito e l'UDC hanno posizioni comuni riguardo a questioni economiche e finanziarie. Ma i democentristi restano "molto conservatori" ed un'alleanza del campo borghese non deve comportare la perdita della propria identità. Comunque - aggiunge - ogni sezione cantonale deve i propri calcoli politici e decidere in maniera autonoma riguardo ad un'eventuale congiunzione di liste.
Müller è molto critico anche nei confronti del Partito popolare democratico (PPD) e del Parito borghese democratico (PBD): il popolo nel 2011 ha eletto un parlamento di tendenza borghese, ma poi, con il concorso di PPD e PBD, si è ritrovato con una politica di sinistra, con ridistribuzione della ricchezza, voglia di regolamentare tutto e rafforzamento dello Stato sociale.
Riguarda a un maggior impegno per una coalizione di centro, Müller afferma di non essere favorevole a blocchi rigidi. Abbiamo bisogno di collaborazione su alcune questioni di fondo, come le pensioni e le finanze federali. Ma al momento delle elezioni ogni partito deve mettere sul tavolo la propria idea di Svizzera, affinché i cittadini possano decidere - spiega il presidente PLR.
ats