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Questo studio fornisce per la prima volta una misura della nostra dipendenza dagli insetti impollinatori nella produzione di cibo. Usando i dati di 200 paesi, gli autori accertano che la produzione di frutta, verdura e sementi di 87 dei maggiori prodotti agricoli mondiali dipende dall'impollinazione animale, mentre solo 28 dei raccolti principali non dipendono dall'impollinazione animale. Tuttavia, questi ultimi includono riso e cereali, e dunque costituiscono il 60% della produzione globale. I raccolti impollinati costituiscono il 35% del totale, mentre la dipendenza dagli impollinatori dell'ultimo 5% rimane indeterminata.
Più in dettaglio, distinguendo per il grado di dipendenza dagli insetti per raccolti che possono essere impollinati anche con più metodi (il vento, in particolare), gli autori rilevano che 30 prodotti agricoli sono altamente dipendenti dagli impollinatori, 27 lo sono moderatamente e 21 solo leggermente, 7 non lo sono per nulla, mentre per gli altri 9 l'importanza non è accertata. Gli autori esaminano anche le relazioni tra l'intensificazione dell'agricoltura e i servizi di impollinazione nella letteratura tematica; tutti gli studi che esaminano questa questione giungono alla conclusione che l'effetto è negativo: tanto più le zono agricole sono discoste dagli habitat naturali degli impollinatori, tanto meno questi riescono ad impollinare adeguatamente i raccolti. Ne concludono che per migliorare la qualità e quantità dei raccolti è necessaria una gestione del territorio che favorisca gli impollinatori aumentando la capacità di carico dell'ambiente (più cibo con maggiori varietà vegetali locali e maggiori possibilità di nidificazione) e rivedendo le modalità e le quantità d'uso di pesticidi.