Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01136.jsonl.gz/13

Alexei Navalny sarebbe stato avvelenato con una bottiglia d'acqua nella sua camera d'albergo a Tomsk e non all'aeroporto siberiano, come inizialmente ipotizzato. Lo sostiene il suo staff in un video condiviso su Instagram, affermando che sono state trovate tracce di un agente nervino su una bottiglietta vuota.
L'oppositore russo aveva avuto un malore lo scorso 20 agosto mentre si trovava a bordo di un aereo partito dalla Siberia e diretto a Mosca. Inizialmente ricoverato a Omsk, è stato poi trasferito a Berlino, dove il 44enne è rimasto in coma farmacologico per diversi giorni. Le autorità tedesche hanno annunciato all'inizio di settembre che dagli esami è risultato un avvelenamento causato da un agente nervino di tipo Novichok, ossia un gruppo di sostanze altamente letali concepite durante il periodo sovietico a fini militari.
Gli stessi risultati sono stati confermati anche da laboratori francesi e svedesi. Ma Mosca finora ha negato qualunque tipo di responsabilità in relazione al malore del dissidente, e ha escluso l'apertura di un'inchiesta sul caso, dichiarando che nessun indizio a sostegno del presunto avvelenamento è stato trovato dagli inquirenti.
La Germania intanto ha chiesto assistenza all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), che avrà il compito di analizzare i campioni prelevati da Navalny e successivamente condividerli con le autorità tedesche. La stessa OPAC aveva confermato l'uso di un agente Novichok per l'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia in Gran Bretagna nel 2018.
L'oppositore di Vladimir Putin - che nel giorno del malore stava tornando dalla Siberia dove si era recato per la campagna elettorale in vista delle elezioni del 13 settembre - ha già anticipato l'intenzione di tornare in Russia, una volta terminate le cure a Berlino.