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Tutta una serie di retribuzioni abusive saranno vietate dal primo gennaio. Lo ha deciso il Consiglio federale, adottando l'ordinanza di applicazione della cosiddetta "Iniziativa Minder". Il testo è stato inoltre modificato in più punti alla luce dei pareri espressi durante la consultazione.
Secondo le nuove disposizioni, saranno proibite le indennità di partenza, le retribuzioni anticipate e le provvigioni per ristrutturazioni interne. Tali remunerazioni saranno vietate anche se versate per attività svolte in altre imprese del gruppo. Continueranno per contro a essere permessi i premi d'assunzione.
Rispetto al progetto preliminare, il Consiglio federale ha anche rivisto le disposizioni penali, graduando maggiormente le pene comminate in funzione del grado di illiceità dei diversi comportamenti. Una pena detentiva fino a tre anni cumulata con una pena pecuniaria è prevista soltanto se un membro del consiglio d'amministrazione, della direzione o del consiglio consultivo ha percepito o corrisposto retribuzioni vietate agendo "scientemente", ossia con dolo diretto, si legge in una nota odierna.
Inoltre, gli istituti di previdenza dovranno esercitare il diritto di voto nell'interesse dei loro assicurati. Non potranno rinunciare a votare prima dell'assemblea generale, ma potranno astenersi su singoli punti all'ordine del giorno. Gli istituti di previdenza saranno peraltro tenuti a rendere pubblico il loro voto, indicando tuttavia i dettagli soltanto se non seguiranno le proposte del consiglio di amministrazione.
Un'altra modifica riguarda infine il titolo dell'ordinanza, che ora recita "Ordinanza contro le retribuzioni eccessive nelle società quotate in borsa (OReSa)" e non più "contro le retribuzioni abusive".
SDA-ATS