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A New Orleans si registra il più alto aumento del numero di contagi da coronavirus. Principale imputato sono i festeggiamenti del Martedì Grasso, che hanno richiamato nella città il 25 febbraio oltre un milione di persone da tutto il mondo.
Non solo in Ticino i festeggiamenti carnevaleschi finiscono sul banco degli imputati quali possibili veicoli per la diffusione del coronavirus, come testimoniava un documento interno della clinica Moncucco, pubblicato la scorsa settimana da "Il Caffè", in cui si parla della diffusione del virus in Ticino avvenuta "dopo la settimana delle vacanze di carnevale" (vedi qui).
Gli Stati Uniti sono oramai balzati alle cronache come il Paese con il più alto numero di contagi da coronavirus, con 104'837 contagi confermati ad oggi. A New York si registra il maggior numero di contagi, che hanno superato i 52'000 e i decessi sono 728.
Eppure New York non è la regione degli Stati Uniti dove si registra la maggior crescita di contagi. In Louisiana in pochi giorni i contagi si sono impennati. Si registravano a ieri 119 morti e 2746 contagi, con un ritmo di crescita che è il più alto: 67,8% contro il 66,1% di New York.
Il principale imputato per il focolaio della Louisiana, incentrato a New Orleans, è il celebre carnevale, i cui festeggiamenti si sono svolti dal 6 gennaio a 25 febbraio, chiudendosi con la tradizionale parata del Martedì Grasso, il 25 febbraio, a cui hanno presenziato più di un milione di persone provenienti da tutto il mondo.
Secondo un'analisi di Gary Wagner, professore dell'Università della Louisiana a Lafayette, citato dal Washinghton Post, durante le prime due settimane di infezioni conosciute, il virus ha attraversato la Louisiana a un ritmo straordinariamente rapido. È lui che ha per primo osservato che il tasso di crescita in quel periodo era il più alto del mondo.
"Sembra che il virus fosse lì quando c'era la folla per il Martedì Grasso, che potrebbe essersi trasformato in un evento super-spreader (di super-diffusione, ndr)", spiega Wagner citato dal Washinghton Post.
Il primo caso in Louisiana di Covid-19 è stato riportato 13 giorni dopo, il 9 marzo. A questo ne sono seguiti molti altri.
"Abbiamo avuto persone da tutto il mondo. Abbiamo avuto anche la diffusione di questo virus, e la gente non si è resa conto che si stava diffondendo", ha detto Rebekah Gee, un'ex segretario di stato per la salute ora alla facoltà di medicina della Louisiana State University. "Così la gente non solo ha preso le perline (le tradizionali collane di perline che vengono lanciate dai carri, ndr), ma ha preso il Covid-19".
Il sindaco di New Orleans, LaToya Cantrell, spiega che la cancellazione o la riduzione del Martedì Grasso non è mai stata presa in considerazione. Le agenzie federali che ogni anno pianificano il Mardi Gras - tra cui l'FBI e l'Homeland Security - non hanno sollevato preoccupazioni per il coronavirus, ha spiegato. I funzionari federali che hanno percorso il percorso della parata con i membri della sua amministrazione si sono concentrati sugli attacchi terroristici.
Non si esclude però che potrebbero anche essere stati altri fattori concorrenti a determinare il contagio, ha spiegato Joe Kanter, il direttore della Sanità dello Stato che comprende New Orleans. Fra i possibili imputati vi è anche la florida industria crocieristica della città e i numerosi convegni e raduni che stavano riempiendo New Orleans di visitatori proprio all'arrivo del coronavirus.
In ogni caso, ha dichiarato il sindaco Cantrell, "con il senno di poi, se ci fosse stata data una direzione chiara (dalle autorità federali, ndr), non avremmo tenuto il Martedì Grasso".