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Dall'inizio del conflitto nel marzo 2011 la Svizzera ha messo a disposizione delle vittime della crisi siriana 50 milioni di franchi, totale che salirà a 55 dopo il più recente stanziamento. La decisione di aumentare i fondi è legata alla tremenda situazione in cui versano la popolazione civile e i rifugiati nei Paesi confinanti, ora inasprita anche dalle precipitazioni e dal gelo. Molte famiglie non dispongono del necessario per affrontare l'inverno e vivono in semplici tende sfidando le basse temperature. Per i bambini, che già si trovano in condizioni estremamente difficili, questo potrebbe risultare fatale.
La somma supplementare versata dalla Svizzera è destinata a sostenere le organizzazioni partner ACNUR (2,5 milioni) e UNWRA (1,5 milioni), che hanno elaborato programmi specifici per distribuire alla popolazione siriana più bisognosa articoli invernali come coperte termiche e teloni di plastica. All'organizzazione per l'infanzia Save the Children in Giordania sarà invece consegnato materiale per affrontare l'inverno per un valore di 1 milione di franchi.
Attualmente in Siria e nelle regioni circostanti quasi il 50 per cento della popolazione siriana (più di 11,5 milioni di persone, di cui oltre la metà sono bambini) dipende dall'aiuto umanitario. Il numero di rifugiati nei Paesi confinanti ha raggiunto i 2,2 milioni e in Siria vi sono oltre 6,5 milioni di profughi interni.
L'Aiuto umanitario della Confederazione concentra i propri interventi principalmente sulla protezione e sul sostegno della popolazione colpita in Siria e negli Stati vicini fornendo finanziamenti a partner umanitari attivi in Siria e nella regione e intervenendo direttamente nei Paesi confinanti, per esempio aiutando le famiglie e i Comuni che accolgono rifugiati siriani (in Libano) oppure riparando scuole che integrano bambini siriani nelle classi (in Giordania).
L'aiuto umanitario è una colonna portante della politica per la Siria ed è lo strumento adottato dalla Svizzera per ridurre le sofferenze dei rifugiati e dei profughi interni. Le altre due basi fondamentali sono l'impegno per una soluzione politica, che comprende i buoni uffici della Svizzera nell'ospitare i colloqui politici a Ginevra, e la lotta contro l'impunità. La Svizzera ha chiesto più volte, sia in sede di Assemblea generale delle Nazioni Unite sia di Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU, che il caso della Siria fosse deferito alla Corte penale internazionale (CPI).
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