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La recente perdita miliardaria dell'UBS a Londra non turberà il dibattito relativo al "too big to fail". Con 55 voti contro 42, il Consiglio nazionale ha respinto una mozione d'ordine di Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) che voleva proporre per le grandi banche un divieto delle attività di "investment banking".
La deputata socialista voleva prorogare fino alle 15.30 il termine - già scaduto - per depositare nuove proposte concernenti la revisione della legge sulle banche. Ha ottenuto soltanto l'appoggio della sinistra e di qualche deputato dell'UDC.
Citando la vicenda dell'operatore dell'UBS che ha "volatilizzato" da solo quasi 2,3 miliardi di dollari della banca, Leutenegger Oberholzer ha sostenuto che le attività di "investment banking" costituiscono uno fra i rischi principali per le banche e l'economia.
Fintanto che questa minaccia sussiste - ha sottolineato inutilmente la socialista basilese - non si potrà varare una legislazione efficace per evitare che le grandi banche, in caso di fallimento, trascinino nel vortice l'intera economia. Il tema potrebbe tuttavia essere affrontato attraverso interventi parlamentari: la sinistra e l'UDC hanno infatti segnalato l'intenzione di voler agire in questo senso.
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