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Aggiornamenti sugli obblighi di diligenza in materia di diritti umani
Lo scorso inverno il WWF ha pubblicato il rapporto «Embedding Human Rights in Nature Conservation - From Intent to Action» della commissione indipendente guidata dall'ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay. Nel rapporto, la Commissione Pillay ha valutato l'approccio del WWF rispetto alla questione dei diritti umani, definendo alcune raccomandazioni in 10 aree tematiche. Il WWF ha assimilato le raccomandazioni e le ha messe in atto. Per noi la trasparenza sullo stato di attuazione riveste grande importanza, motivo per cui ne diamo comunicazione nei resoconti intermedi con cadenza periodica:
Novembre 2021: Integrazione dei diritti umani nella conservazione della natura: il nostro rapporto sui progressi compiuti
Il 24 novembre 2020, il WWF ha pubblicato un rapporto che esamina le accuse di violazioni dei diritti umani in Asia e in Africa, nonché il ruolo dell’organizzazione in tale contesto. Nell'aprile 2019, il WWF aveva incaricato una commissione indipendente dell'indagine e di un riesame. Il rispetto dei diritti umani è alla base del nostro lavoro di conservazione del WWF e deve essere preso in considerazione come principio definitivo nell'attuazione di tutti i nostri progetti.
Eravamo e siamo tuttora determinati a onorare i nostri impegni nei confronti delle comunità con le quali lavoriamo. Quando abbiamo saputo delle segnalazioni degli abusi, abbiamo agito con misure concrete sul campo. Desideravamo inoltre avere una valutazione chiara e indipendente delle nostre pratiche per trarne lezione e migliorare ulteriormente. Per questo motivo il WWF International aveva commissionato un'indagine indipendente guidata dal giudice Navi Pillay, volta ad effettuare una revisione sistematica delle nostre pratiche. Tutti i documenti sono visionabili qui.
Il rapporto della commissione indipendente è stato pubblicato in data 24 novembre 2020; tra le altre cose, ha confermato che in nessun caso i collaboratori del WWF abbiano commesso violazioni dei diritti umani. Il documento comprova inoltre che il personale del WWF non abbia ordinato, partecipato né incoraggiato violazioni dei diritti umani da parte di terzi.
Nella relazione d'indagine, la commissione ha formulato una serie di raccomandazioni su come integrare meglio i diritti umani nelle nostre attività di conservazione della natura, che il WWF riprende in toto. I settori tematici delle raccomandazioni della commissione spaziano dall'applicazione vincolante degli obblighi di cautela in materia di diritti umani in collaborazione con istituzioni statali, promotori di progetti o altri portatori d’interesse, all'istituzione di meccanismi di reclamo efficaci e a relazioni periodiche sulla situazione dei diritti umani nelle aree di progetto, fino a un migliore finanziamento del lavoro in materia di diritti umani.
Come attuiamo le raccomandazioni
Il WWF ha affrontato senza indugio l'attuazione delle raccomandazioni e riferirà regolarmente sul relativo stato.
Come indicato nella nostra risposta del direttivo, abbiamo ripreso tutte le 79 raccomandazioni del rapporto e sviluppato un piano d'azione triennale per 100 uffici del WWF. Sulla base di ciò, il WWF Svizzera ha sviluppato un proprio piano d'azione (gli aggiornamenti di ottobre si trovano più in basso) e ne valuta costantemente l'attuazione. Il Comitato direttivo del Piano d'azione riferisce direttamente e con regolarità al direttivo del WWF International (NET) e al comitato esecutivo del WWF International sullo stato di attuazione. Il WWF fornisce informazioni annuali e trasparenti nel suo rapporto sullo stato di avanzamento, con una valutazione indipendente da svolgersi trascorsi tre anni.
A distanza di un anno, stiamo ora tracciando un primo bilancio intermedio; in alcuni Paesi abbiamo compiuto progressi significativi, in altri ancora troppo pochi. Siamo consapevoli che per conformarci a tutte le raccomandazioni della commissione servirà del tempo. Anche se siamo ancora all'inizio del nostro viaggio, siamo determinati a adempiere ai nostri obblighi in materia di diritti umani in tutti i luoghi in cui operiamo.
Il rapporto completo è disponibile qui. Di seguito ne affronteremo alcuni aspetti.
Nelle regioni analizzate dalla commissione indipendente abbiamo compiuto dei progressi
- Nella Repubblica Centrafricana continuiamo a lavorare per attuare le nostre linee guida e misure di salvaguardia, garantendo l’inclusione dei diritti umani nella formazione per i guardiacaccia. Continuiamo inoltre a sostenere il Centro per i diritti umani: che si tratti del diritto di voto, della libertà di movimento o dell'accesso ai servizi governativi, per le popolazioni indigene gli ostacoli all'esercizio dei diritti civili sono spesso enormi. Manca quasi in toto la partecipazione politica e il tasso di analfabetismo è elevato. Al fine di aumentare la consapevolezza in materia di diritti umani e diritti delle minoranze nella regione, nel 2015 il WWF ha supportato le organizzazioni locali nella creazione di un centro per i diritti umani a Bayanga: la popolazione locale, in particolare quella indigena, riceve qui assistenza legale e sostegno nella risoluzione dei conflitti.
- In Camerun siamo impegnati nella piena attuazione dell'accordo governativo del 2019, che fornisce al popolo Baka l'accesso ai parchi nazionali nel Camerun sud-orientale. Lavoriamo altresì con alcuni gruppi locali per i diritti umani e con le popolazioni indigene per rafforzare i meccanismi di reclamo nella regione.
- Nella Repubblica Democratica del Congo, abbiamo concluso un nuovo accordo di partenariato per il Parco Nazionale di Salonga con il governo (gli aggiornamenti di novembre 2021 si trovano più in basso) , che ancora i diritti umani al cuore della conservazione della natura orientata alla comunità. Gli sforzi includono anche l’istituzione di un nuovo meccanismo di reclamo volto al sostegno delle comunità locali e gestito da un'organizzazione di terze parti. Tale meccanismo di denuncia punta a prevenire e combattere le violazioni dei diritti umani, coadiuvando le persone colpite a segnalarne i casi. Inoltre, i guardiacaccia vengono formati per garantire che i diritti umani siano pienamente rispettati in sede di lotta al bracconaggio.
- Nella Repubblica del Congo continuiamo a adoperarci per migliorare il meccanismo di reclamo già vigente per i Baka e le comunità locali, come parte di un approccio inclusivo alla conservazione della natura. Ci impegniamo poi a garantire che nell'applicazione della legge il governo tenga maggiormente conto dei diritti umani e dei diritti consuetudinari.
- In Nepal abbiamo esortato il governo a agire in sede di segnalazione di violazioni dei diritti umani, ancorché verificatesi al di fuori delle aree di lavoro del WWF.
- In India ci stiamo impegnando per includere la formazione sui diritti umani nel curriculum statale dei guardiacaccia.
Abbiamo anche compiuto dei progressi su scala globale
- Abbiamo definito gli standard e i valori fondamentali, continuando a agire su aspetti quali garanzia della qualità e conformità nell'ambito degli organi di vigilanza globali del WWF.
- Abbiamo portato avanti una continua e ampia consultazione, grazie anche all’ottenimento di pareri pubblici sulla protezione preventiva a livello sociale e ambientale, e sulla politica sociale. Stiamo ora rivedendo le misure e le politiche di salvaguardia per tenere conto dei riscontri pervenutici.
- Abbiamo nominato un difensore civico (gli aggiornamenti di settembre 2021 si trovano più in basso) per ricevere i reclami direttamente dalle comunità e migliorare la nostra responsabilità al riguardo (follow-up, mediazione in caso di conflitti, gestione delle denunce che risultano essere credibili).
- Informiamo i governi dei nostri obblighi e garantiamo l'inclusione di clausole sui diritti umani nei nuovi accordi e trattati. Ad esempio, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il WWF hanno firmato un accordo di partenariato (gli aggiornamenti di giugno 2021 si trovano più in basso) per promuovere una conservazione inclusiva e basata sulla comunità nel Parco Nazionale di Salonga.
- Insieme alla Universal Ranger Support Alliance (URSA), abbiamo creato un codice di condotta per i ranger e, in collaborazione con vari istituti di formazione, abbiamo addestrato i guardiacaccia nel campo dei diritti umani.
Mentre ci adoperiamo per attuare il nostro piano d'azione, affrontiamo anche diverse sfide
Siamo consapevoli di dover affrontare numerose sfide nell'attuazione del nostro piano d'azione: questo è l'unico modo per garantire di andare oltre strategie meramente cartacee, orientandoci invece verso un'azione concreta, foriera di benefici sul campo per le comunità locali con cui lavoriamo. Alcune di queste sfide sono legate ai contesti socio-politici in cui siamo attivi. Altre sfide includono garantire la sicurezza dei collaboratori in alcuni luoghi ove i diritti umani godono di scarso sostegno e, infine, come per molte organizzazioni, il covid ha complicato notevolmente l’attuazione pratica di alcune delle nostre azioni sul campo.
Uno dei fattori più importanti per realizzare la nostra visione, ovvero un mondo in cui prosperino sia le persone che la natura, è ascoltare il riscontro che ci viene dato, per quanto implacabile esso sia. A tal fine sfruttiamo vari mezzi, come il contatto diretto con le comunità locali e i decisori; effettuiamo controlli e siamo a nostra volta oggetto di verifiche; procediamo in modo critico a uno scambio opinioni con gli esperti in materia di diritti umani. Tali riscontri e dialoghi ci aprono nuove prospettive, offrendoci quindi informazioni sui passi da intraprendersi per apportare cambiamenti tangibili sul campo.
Siamo grati a tutti coloro che ci hanno sostenuto in questo importante lavoro, guidandoci, fornendoci consigli, tessendo lodi o esprimendo critiche.
Kinshasa, 19 novembre 2021: La Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il WWF firmano un accordo di partenariato per promuovere la conservazione inclusiva e basata sulla comunità nel parco nazionale Salonga del Paese.
- Con effetto immediato, l'accordo vincola ICCN (Institut Congolais pour la Conservation de la Nature) e WWF a garantire la promozione dello sviluppo delle comunità attraverso attività di conservazione, inclusa la stipula di un contratto con un'organizzazione per i diritti umani, per lavorare in qualità di partner e incorporare degli approcci basati sui diritti.
- L’ICCN deve consentire il lavoro di un'organizzazione specializzata preposta alla gestione dell’applicazione della legge (la Chengeta Wildlife) in materia di formazione e professionalizzazione delle ecoguardie governative, con particolare attenzione ai diritti umani e alle relazioni con le comunità.
- Il nuovo accordo, in cui entrambe le parti hanno cercato di affrontare gli impegni presi nel contesto della risposta gestionale all’Independent Panel Review Report del WWF, mira a rafforzare l'impegno congiunto e i contributi verso approcci di conservazione più inclusivi e sostenibili nel più grande parco nazionale forestale dell'Africa. Tutte le accuse di violazione dei diritti umani saranno fermamente condannate e affrontate.
L'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura (ICCN) della Repubblica Democratica del Congo e il WWF-RDC sono lieti di annunciare la firma di un nuovo accordo di partenariato per il Parco Nazionale di Salonga. L'accordo pone chiaramente i diritti umani al centro dell’opera di conservazione ai fini di promuovere una conservazione inclusiva e incentrata sulle comunità.
Esteso su 63.500 km2, Salonga e la sua periferia ospitano circa 900.000 persone locali e indigene, con circa 280.000 abitanti residenti nell'immediata periferia del parco. Sebbene la popolazione sia per lo più composta da sottogruppi del Mongo (Bantu), ci sono anche alcune comunità sparse di indigeni Batwa. Per la loro sopravvivenza, le comunità di tutta la regione si dedicano all'agricoltura, alla caccia, alla pesca, alla raccolta di cibo, ai prodotti forestali non legnosi e alle piante medicinali: sono quindi fortemente dipendenti dalla natura.
Noto come un bastione della biodiversità, Salonga è un habitat critico per i bonobo (circa il 40% di tutta la popolazione mondiale), gli elefanti delle foreste, il pavone del Congo e altre specie minacciate. È stato insignito del titolo di Patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1984 e aggiunto alla Lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo nel 1999, in gran parte a causa del diffuso bracconaggio di elefanti e delle potenziali trivellazioni petrolifere. La rimozione dalla lista è avvenuta solo a luglio di quest’anno, con un incoraggiante riconoscimento degli sforzi compiuti dalla Repubblica Democratica del Congo e dalla sua popolazione.
Considerato che le persone residenti nella regione affrontano diffuse difficoltà socio-economiche e godono di un accesso limitato a servizi, mercati o capitali per migliorare i propri mezzi di sussistenza, una gestione sostenibile delle risorse naturali basata sulle comunità potrebbe soddisfare molte esigenze a livello locale. Il nuovo accordo di partenariato vincola l’ICCN e il WWF a garantire la promozione dello sviluppo della comunità attraverso attività di conservazione, disponendo esplicitamente di ingaggiare un'organizzazione per i diritti umani a titolo di partner per incorporare approcci basati sui diritti: è il ruolo assunto dall’ONG locale Jurec (Juristes pour l'Environnement au Congo), nota per il suo operato su queste tematiche nel settore ambientale nella RDC.
ICCN e WWF si adopereranno per rafforzare i 350 CLD (comités locaux de développement, ovvero i comitati di sviluppo locale), che godono già di tale supporto, e lavoreranno per intensificare l'agricoltura sostenibile come alternativa al debbio (tecnica slash-and-burn), facilitare l'accesso al mercato, nonché sostenere l'estensione e la creazione di banche dei semi e vivai. Ciò sviluppa ulteriormente gli sforzi intrapresi dal 2003, anche in collaborazione con ISCO, OXFAM (dal 2017) e altri.
Ad oggi, il supporto alle comunità ha permesso di ottenere sei concessioni forestali comunitarie (oltre 170.000 ettari), formando più di 14.000 coltivatori in materia di agricoltura sostenibile; sono state inoltre istituite oltre 180 fattorie modello, è stato inaugurato un centro di lavorazione e commercio del caffè, sono stati supportati circa 300 pescatori, mentre varie infrastrutture sono state costruite o manutenute, tra cui 185 km di strade, 78 ponti, centri sanitari e scuole, impianti di stoccaggio per prodotti agricoli, molini, frantoi, forni con affumicatore per il pesce e sgranatoi per il riso.
Nel 2020, l'ICCN ha istituito una nuova Direzione per i diritti umani presso la sede centrale di Kinshasa. Si conviene che tutte le attività nel Parco Nazionale di Salonga congiunte con il WWF saranno intraprese sulla base delle misure di salvaguardia ecologica e sociale del WWF stesso. Ciò include il divieto di reinsediamento involontario, la creazione di un protocollo per l'escalation degli incidenti, l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio e valutazione nonché di un meccanismo di reclamo efficaci.
Ciò si attua in parallelo alla responsabilità dell'ICCN in termini di garanzia dello svolgimento di attività anti-bracconaggio efficaci e sicure, che sostengano e rispettino pienamente i diritti umani. Il nuovo accordo prevede che l’ICCN debba consentire il lavoro di un'organizzazione specializzata preposta alla gestione delle forze dell’ordine (la Chengeta Wildlife) sulla formazione e la professionalizzazione delle ecoguardie governative, con particolare attenzione ai diritti umani e alle relazioni con le comunità. Il meccanismo di reclamo paesaggistico (in fase di istituzione) contribuirà a garantire che qualsiasi reclamo sollevato sia trattato secondo i più alti standard di obiettività e impegno, salvaguardando al contempo l'interesse di tutte le parti coinvolte. I reclami relativi a progetti o attività del WWF possono anche essere presentati al difensore civico indipendente nominato dal WWF per la rete a livello globale, una novità nel settore della conservazione.
I nostri sforzi a Salonga si basano sulla continua collaborazione e sull’impegno di tutti i portatori di interesse per garantire che i diritti e i benefici delle comunità siano al centro delle attività di conservazione e che tutte le violazioni dei diritti umani vengano fermamente condannate e affrontate. Inoltre, questo sarà anche l'elemento basilare del modello di fondazione proposto, che le parti interessate mirano a stabilire per il Parco Nazionale di Salonga; la transizione in tal senso viene pertanto supportata dal nuovo accordo. La Fondazione proposta sarà incaricata di gestire il parco per conto dell'ICCN, mentre altri partner contribuiranno a questioni di loro competenza.
Una recente valutazione di biomonitoraggio conferma la presenza di popolazioni relativamente stabili di elefanti e bonobo (1.600 elefanti delle foreste e 15.000 bonobo), ecco perché è fondamentale garantire che la conservazione offra anche un impatto positivo per gli abitanti di Salonga, ovvero i suoi tradizionali gestori, che dipendono maggiormente dalla sua biodiversità. Il WWF non vede l'ora di continuare il proprio lavoro con i partner e le comunità di Salonga e di impegnarsi in modo costruttivo insieme a loro per promuovere un tipo di conservazione basato sui diritti nel più grande parco nazionale forestale dell'Africa.
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*Il nuovo accordo di partenariato ICCN-WWF è volto a affrontare gli impegni assunti dal WWF nell'ambito della risposta del direttivo alla revisione indipendente, una priorità per entrambe le parti. È incentrato sui seguenti pilastri:
- impegno congiunto delle parti per rendere operativo un partenariato con un'organizzazione per i diritti umani incaricata di lavorare con ICCN, WWF e altri partner per incorporare approcci basati sui diritti;
- promozione dello sviluppo comunitario;
- supporto efficace e sicuro alle attività anti-bracconaggio nel pieno rispetto dei diritti umani;
- partenariato con un consulente delle forze dell'ordine per professionalizzare le attività anti-bracconaggio;
- attività intraprese sulla base dell’Environmental and Social Safeguards Framework (ESSF) del WWF;
- nessun reinsediamento involontario;
- istituzione di strutture di governance partecipativa;
- istituzione di un protocollo per l'escalation degli incidenti;
- istituzione di un efficace meccanismo di monitoraggio e valutazione;
- istituzione di un meccanismo di reclamo efficace.
Il riassunto dell'accordo è disponibile qui.
Ottobre 2021: Il WWF controlla e riferisce sull'attuazione delle misure
Per il WWF, la conservazione della natura e i diritti umani sono al centro dello sviluppo sostenibile. Negli ultimi due anni, abbiamo sviluppato e implementato misure per integrare in modo più coerente i diritti umani nel nostro lavoro di conservazione. Siamo impegnati nell’imparare nuove cose e puntiamo a migliorare sempre di più. Per permetterci di verificare, riferire e - se necessario - adeguare le misure adottate in modo completo e trasparente, abbiamo sviluppato un piano d'azione triennale. Questo ci permetterà di mettere in atto le nostre risposte alle raccomandazioni della Commissione Indipendente e di garantire il rispetto dei nostri impegni in materia di diritti umani, politiche sociali e misure di protezione.
Settembre 2021: Il WWF nomina Gina Barbieri mediatrice: è la prima volta che ciò accade nel settore della conservazione della natura
Il WWF ha nominato come mediatore Gina Barbieri, rinomata avvocatessa per i diritti umani e mediatrice internazionale: nell’ambito internazionale della conservazione della natura, questa funzione è la prima del suo genere. La sudafricana Barbieri ha vent’anni di esperienza nella risoluzione dei conflitti ambientali e sociali, da ultimo in qualità di “Principal Ombudsperson” per la Banca Mondiale e le istituzioni finanziarie ad essa connesse.
Gina Barbieri riferisce direttamente al Presidente del Consiglio di fondazione di WWF International, agendo pertanto in modo indipendente dalla gestione di WWF International e delle organizzazioni nazionali della fondazione, sia nel suo lavoro che nei suoi rapporti. La figura del mediatore stabilisce i criteri per le tipologie di reclami che possono venirgli indirizzati.
Giugno 2021: Consultazione pubblica sulle linee guida sociali e sulle misure di salvaguardia ecologica e sociale (ESSF)
Il WWF lavora a fianco di persone e comunità di tutto il mondo da 60 anni per proteggere e preservare la natura. Per noi, ecosistemi sani sono strettamente interconnessi alla vita, ai mezzi di sussistenza e al benessere delle persone. Il rispetto e la promozione dei diritti dell’uomo e una stretta collaborazione con le comunità locali costituiscono un prerequisito per un'efficace protezione dell'ambiente. Siamo consapevoli dei nostri limiti come organizzazione per la conservazione della natura e cerchiamo costantemente di migliorare le nostre modalità lavorative al fine di ottenere un impatto maggiore. Le nostre linee guida sociali e le misure di salvaguardia ecologica e sociale forniscono un contribuito verso il raggiungimento di questa ambizione.
Invitiamo ora il pubblico, le organizzazioni, i partner, le imprese e le istituzioni a partecipare alla consultazione circa la revisione delle nostre linee guida sociali e delle misure di salvaguardia ecologica e sociale. La consultazione pubblica sul portale online consultation.panda.org è volta a mettere a punto i seguenti progetti di testo:
- nuova dichiarazione del WWF sui diritti umani (Policy Statement on Human Rights),
- revisione della dichiarazione sull'uguaglianza di genere (Policy Statement on Gender Equality)
- revisione della dichiarazione sulle popolazioni indigene e la conservazione della natura (Policy Statement on Indigenous Peoples and Conservation)
- misure di salvaguardia ecologica e sociale (Environmental & Social Safeguards)
Oltre al portale online, accessibile fino a fine giugno, i team del WWF conducono discussioni e workshop in loco con i portatori d’interesse (ad es. con le organizzazioni per i diritti umani), procedendo poi ad un controllo oculato dei feedback di tutti i partecipanti; a seguito della revisione, nel corso dell'anno verrà data comunicazione pubblica della nuova stesura.
Giugno 2021: WWF Svizzera fornisce supporto in loco, ad esempio nel parco nazionale Ntokou Pikounda nella Repubblica del Congo
Sulla base delle raccomandazioni della Commissione Pillay, anche WWF Svizzera sta rafforzando la formazione mirata dei collaboratori in materia di diritti umani nel quadro dei suoi progetti sul campo, promuovendo i diritti di codecisione dei gruppi svantaggiati e vulnerabili, come ad es. in seno alle comunità indigene. L'obiettivo è fornire alla popolazione delle aree di progetto un accesso semplice alle modalità di reclamo e sostenere procedure eque volte alla composizione dei conflitti, per cui stiamo intensificando l’ampliamento dei diritti di accesso e di sfruttamento nelle aree protette a favore dei gruppi indigeni e locali. Ad esempio, sosteniamo queste comunità nei negoziati con le autorità pubbliche nel contesto dell’istituzione di zone di pesca e caccia, oppure per garantire l'accesso alla raccolta di piante selvatiche o a siti di carattere culturale. Già in passato la riduzione dei conflitti uomo-fauna selvatica e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale rappresentavano elementi centrali dei progetti del WWF nel Sud del mondo. Il rapporto Pillay ci ha mostrato che dobbiamo fare di più per garantire che tutti i gruppi delle varie popolazioni possano partecipare e beneficiare delle nostre formazioni, e che i nostri meccanismi di diligenza includano tutti i partner di progetto.
Abbiamo anche rafforzato il monitoraggio dei nostri progetti, che, oltre alle relazioni dei responsabili, richiede un riscontro diretto da parte della popolazione. Il nostro obiettivo è anche lavorare ancora più a stretto contatto con le organizzazioni della società civile nei nostri progetti rispetto a quanto fatto finora. Non è certo un compito facile, perché i nostri progetti sul campo si svolgono in regioni estremamente remote in cui tali organizzazioni non sono ancora presenti. Siamo convinti che la creazione di nuovi partenariati aumenti la sostenibilità e l'impatto del nostro operato.
Sulla base del rapporto Pillay, in merito all'attuazione delle raccomandazioni sui diritti umani, WWF Svizzera ha deciso di sostenere il programma nel parco nazionale di Ntokou Pikounda nella Repubblica del Congo. A novembre 2017 il Ministero dell’Economia Forestale della Repubblica del Congo e il WWF hanno siglato un partenariato per la gestione congiunta del parco nazionale, dando vita alla collaborazione nell'aprile 2018. Gli obiettivi generali del partenariato sono lo sviluppo comune di strutture amministrative funzionanti e la protezione della biodiversità nel parco nazionale, ampio circa 4.300km2.
Nei prossimi mesi metteremo in atto alcune attività, tra cui:
- sviluppo di un codice di condotta per tutti i collaboratori del parco, da illustrarsi tramite corsi di formazione; il codice prevede il rispetto dei diritti umani e, tra l'altro, misure disciplinari in caso di violazione delle norme.
- svolgimento di una formazione speciale per i guardacaccia in materia di diritti umani e sulle attività di pattugliamento; è in discussione la possibilità di ingaggiare degli osservatori che accompagnino le pattuglie dei guardacaccia e controllino il rispetto delle regole.
- ulteriore ampliamento dei diritti di accesso e sfruttamento per i gruppi indigeni e locali, in stretta collaborazione con i diretti interessati; ciò vale, ad esempio, per i diritti di pesca stagionali.
- diffusione e spiegazione alla popolazione delle informazioni relative ai diritti delle popolazioni indigene e locali, nonché ai compiti e ai diritti dei guardacaccia.
- elaborazione insieme agli abitanti dei villaggi nelle vicinanze del parco nazionale di Ntokou Pikounda di un meccanismo di reclamo.
- rafforzamento della comunicazione tra la popolazione indigena e locale e l'amministrazione del parco; le riunioni dirette mensili aiutano a comprendere e accogliere meglio le varie preoccupazioni e a prevenire i conflitti.
- Proseguiranno le discussioni con le organizzazioni della società civile nella Repubblica del Congo e con la Commissione nazionale per i diritti umani sull'attuazione dei meccanismi di denuncia nell’ambito delle violazioni dei diritti umani.