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WASHINGTON - Un giudice federale ha bloccato temporaneamente una nuova legge della Florida che regola come i social media possono moderare i contenuti, affermando poche ore prima che entrasse in vigore che il provvedimento viola il primo emendamento sulla libertà di espressione.
Si tratta di una vittoria per la Silicon Valley e di una sconfitta per il governatore Ron DeSantis e il suo partito repubblicano, che volevano mettere le redini a Big Tech dopo che l'ex presidente Usa Donald Trump è stato bandito da Twitter, Facebook e altri social per le sue dichiarazioni incendiarie.
La legge prevede multe sino a 250 mila dollari per le piattaforme online che sospendono i politici e autorizza i cittadini della Florida che si ritengono "trattati in modo ingiusto" - e danneggiati finanziariamente - a fare causa alle società tech. La misura vieta inoltre alle compagnie accusate di violazioni antitrust di fare affari col governo statale. "Il primo emendamento non limita i diritti delle entità private che non esercitano funzioni di servizio pubblico tradizionale", scrive il giudice, secondo cui la legge "mirava a mettere le briglie ai fornitori di reti sociali giudicate troppo importanti e troppo liberali". Ma, a suo avviso, "equilibrare lo scambio di idee tra attori privati non rientra nell'interesse governativo".