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Le imprese in difficoltà a causa della pandemia di coronavirus non dovrebbero poter presentare una seconda richiesta di credito, complementare alla prima, se il richiedente non ha ancora ottenuto l'importo massimo che gli spetta.
Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, liquidando per 105 voti a 82 e 3 astensioni una mozione adottata invece dagli Stati, anche se per un solo voto di scarto.
Il plenum ha votato contro la raccomandazione della sua commissione preparatoria, che chiedeva la trasmissione di quest'atto parlamentare, contro il parere del Consiglio federale.
Stando alla commissione, l'ordinanza del 25 marzo 2020 sulle fideiussioni solidali consente alle aziende di presentare un'unica richiesta di credito. La maggior parte degli imprenditori, però, non era a conoscenza di questo dettaglio e i più prudenti hanno chiesto soltanto una parte dell'importo a cui avevano diritto non volendo indebitarsi eccessivamente.
Questo atteggiamento prudente è stato penalizzato, visto che la seconda richiesta di credito è stata loro negata. Da qui l'idea di consentire agli imprenditori in difficoltà di inoltrare una seconda domanda di sostegno, ha dichiarato a nome della commissione Olivier Feller (PLR/VD).
La minoranza della commissione ha difeso invece con successo la posizione del governo, sottolineando l'enorme lavoro amministrativo che ciò causerebbe alle banche, ha dichiarato Jacques Nicolet (UDC/VD).
Dal canto suo, il ministro delle finanze Ueli Maurer ha detto che la mozione vuole risolvere un problema "che non c'è". Non abbiamo riscontri che molti imprenditori abbiano bisogno di chiedere un secondo versamento.
Molti imprenditori che hanno chiesto aiuto non hanno poi ancora utilizzato il primo credito e, se dovessero farlo, non è detto che lo estinguano completamente. Oltre a ciò, ha sottolineato il consigliere federale, una seconda possibilità farebbe aumentare il rischio di abusi.