Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/21834

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Soltanto nell'attuale legislatura tre membri hanno cambiato partito rispettivamente gruppo parlamentare. Questi cambiamenti in corso di legislatura da parte di membri in carica al Consiglio nazionale non sono affatto un fenomeno odierno, ma hanno una lunga tradizione.Tutt'al più ultimamente essi si sono manifestati con maggior frequenza.</p><p></p><p></p><p></p><p>La Costituzione federale statuisce due principi tra loro in una certa qual misura contrastanti: da un lato, in vigore dal 1918, troviamo il principio della proporzionalità per la rappresentanza al Consiglio nazionale (Art. 73 cpv. 1 secondo periodo Cost.), che presuppone l'esistenza dei partiti. Dall'altro, continua ad esistere per ambedue le camere federali il principio del voto senza istruzione (Art. 91 Cost.), conquista liberale della Rivoluzione francese.</p><p></p><p></p><p></p><p>Qualora i membri del Consiglio nazionale, abbandonando il loro partito nel corso della legislatura, perdessero pure il loro mandato, il principio del voto senza istruzione verrebbe infranto. Con la minaccia di esclusione dal partito e quindi di perdita del mandato sarebbe illecitamente imposto l'obbligo d'appartenenza a un gruppo parlamentare, contravvenendo ai disposti costituzionali.</p><p></p><p></p><p></p><p>Inoltre, con l'alto numero di voti personali (cfr. art. 39 lett. c della legge federale del 17 dicembre 1976 sui diritti politici [LDP]) i membri del Consiglio nazionale contribuiscono in modo essenziale, se non decisivo all'ottenimento di un mandato anche a favore del loro partito. Il numero di suffragi di complemento (cfr. art 37 LDP) che i partiti ricevono sotto forma di linee lasciate in bianco sulla scheda elettorale, è in genere di minor rilevanza.</p><p></p><p></p><p></p><p>Soprattutto quando un partito consegue mandati non grazie ai propri voti, ma avvalendosi esclusivamente di liste congiunte interpartitiche - nella scorsa legislatura e in quella presente diversi mandati sono stati acquisiti in tal modo-, se un deputato non potesse lasciare il partito mantenendo il proprio mandato e passare così a una delle altre liste congiunte, non si rispetterebbe praticamente più il principio della proporzionalità.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il cambiamento proposto nella mozione è complessivamente problematico non solo a livello costituzionale, ma pure in rapporto al principio della proporzionalità, in quanto anche le liste congiunte interpartitiche sono ammesse.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.