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Il tribunale Tagansky di Mosca ha inflitto a Facebook una multa di 3'000 rubli (circa 45 franchi) per non aver rivelato dove custodisce i dati degli utenti russi. Secondo la corte, Facebook ha quindi violato una controversa legge entrata in vigore nel 2015 che obbliga i social media a custodire in territorio russo i dati degli utenti russi e che, secondo i critici, rappresenta per le autorità di Mosca un modo per controllare e imbavagliare il web.
La multa inflitta a Facebook è poco più che simbolica e recentemente Twitter ha ricevuto una multa simile. Ma nel 2016 Mosca ha bloccato LinkedIn proprio per non aver conservato in Russia i dati degli utenti russi.
L'anno scorso è stato invece ordinato il blocco dell'app di messaggistica Telegram perché la società del "programmatore dissidente" Pavel Durov si è rifiutata di fornire ai servizi segreti di Mosca le chiavi per decriptare i messaggi degli utenti. Il blocco di Telegram è però fallito e la app continua ad essere popolare anche in Russia.