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L'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ha lanciato oggi una campagna contro il cosiddetto turismo degli acquisti. Nel 2011 la forza del franco ha spinto i consumatori svizzeri a comperare all'estero per un ammontare stimato a 5 miliardi di franchi, rammenta l'organizzazione in una nota.
Le conseguenze economiche sono già percettibili e non solo nelle regioni di frontiera. I comparti maggiormente colpiti sono il commercio al dettaglio, l'artigianato, il turismo e la ristorazione. Se non si combatte tale evoluzione, la contrazione massiccia del fatturato di tali rami porterà inevitabilmente a una pesante perdita di posti di lavoro e di apprendistato, si legge nel comunicato.
L'USAM intende sensibilizzare la popolazione sui molteplici benefici generati dagli acquisti fatti in Svizzera. Da un lato saranno pubblicate inserzioni in giornali e apposti cartelloni nei centri nevralgici del traffico.
Dall'altro l'USAM invita le piccole e medie imprese a partecipare attivamente alla campagna con manifesti nei propri spazi di vendita, nelle hall o negli atelier: un modo - spiega l'USAM - per rivolgersi direttamente ai loro clienti.