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Referendum contro la legge sugli stupefacenti
Consegnate le firme per annullare la revisione della legge federale sugli stupefacenti. I promotori del referendum non vogliono «un'ulteriore liberalizzazione» e criticano il poco peso dato all'astinenza.
Il comitato promotore del referendum contro la revisione delle legge federale sugli stupefacenti ha depositato giovedì 51'000 firme alla Cancelleria federale. Se saranno convalidate, il popolo sarà chiamato ad esprimersi il 30 novembre, quando dovrà votare pure sull'iniziativa che vuole depenalizzare la canapa.
La revisione in questione fissa nella legge la politica detta dei quattro pilastri – prevenzione, riduzione dei rischi, terapia e repressione – e il principio della distribuzione medica d'eroina alle persone dipendenti. Per i promotori del referendum, ciò significa aprire le porte, in futuro, alla distribuzione di altre sostanze, come la cocaina.
Il referendum è stato lanciato dall'Unione democratica federale – un partito conservatore d'ispirazione religiosa – e ha ottenuto l'appoggio di altre associazioni. Del comitato di sostegno fanno parte anche molti membri dell'Unione democratica di centro.
I favorevoli alla revisione hanno a loro volta formato un comitato. Vi hanno aderito, tra gli altri, la Federazione dei medici svizzeri FMH, Pro Juventute, la Federazione svizzera dei funzionari di polizia, l'Associazione degli insegnanti svizzeri e quella dei genitori e parenti di tossicodipendenti. In un comunicato, deplorano il fatto che «con il loro referendum dei fanatici religiosi e fondamentalisti vogliano provocare un ritorno ai tempi della scena aperta della droga».
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