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Razzismo
Neuchâtel: risposte alla polemica sulla statua de Pury
La città di Neuchâtel trova una via d'uscita riguardo alla statua di David de Pury, contestata nell'estate del 2020 sulla scia del movimento «Black Lives Matter». Vicino al monumento eretto nel 1855 verrà collocata una targa esplicativa.
«La città di Neuchâtel vuole fare luce sul suo passato, comprese le zone d'ombra», ha detto oggi a Neuchâtel Violaine Blétry-de Montmollin, presidente della città. Dopo aver ricevuto due petizioni contrapposte sul destino della statua, risponde ai loro autori con un rapporto informativo.
Quest'ultimo, che sarà presentato al Consiglio generale il 6 settembre, è il risultato di intense riflessioni. Un gruppo di lavoro ha operato sul dossier per un anno, ascoltando i firmatari, le comunità afrodiscendenti e altre parti interessate, per capire meglio le loro motivazioni e trovare risposte adeguate, ha detto.
Targa esplicativa
Una targa sarà collocata l'anno prossimo davanti alla statua. Il testo è stato scritto e rielaborato più volte dal comitato direttivo di «Memoria e spazio pubblico», con l'obiettivo di combinare precisione e concisione. La versione finale, in quattro paragrafi, è stata approvata da tutte le parti.
Nella stesura del testo, si è cercato l'equilibrio per rendere un'umanità alle persone ridotte in schiavitù, per non accusare de Pury, commerciante arricchitosi nel Diciottesimo secolo, di fatti storicamente non provati e per collocare gli elementi in un contesto economico più ampio. Il testo sarà tradotto in inglese e tedesco nella centrale Place Pury.
In prossimità del monumento, sono previste diverse installazioni visive e sonore. Un codice QR fornirà informazioni e ricerche più dettagliate. Targhe saranno poi poste sugli edifici della città i cui ex proprietari sono legati al commercio triangolare, alla schiavitù o all'abolizionismo.
Statua imbrattata
Nella notte tra il 12 e il 13 luglio 2020, la statua di bronzo di David de Pury, installata nella piazza omonima, era stata imbrattata con vernice rossa, sulla scia delle proteste contro il razzismo scatenate dalla morte dell'afroamericano George Floyd, avvenuta durante un arresto della polizia di Minneapolis. Una prima petizione chiedeva che fosse tolta, mentre una seconda chiedeva che fosse mantenuta, insieme a una targa esplicativa.
De Pury, nato nel 1709 a Neuchâtel, è ritenuto una sorta di filantropo locale. Alla sua morte infatti, nel 1786, ha ceduto alla città la sua fortuna, permettendo la realizzazione di molte opere. Tuttavia, per i promotori della petizione che chiedeva la rimozione della statua, «si tratta di denaro guadagnato col sangue di persone di colore africane, costrette in schiavitù».
ev, ats