Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/107351

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Corrisponde al vero quanto segue? Nel nostro Paese lo scambio automatico d'informazioni è malvisto perché considerato una violazione della sovranità e contrario ai nostri interessi? Da parte svizzera non vi era alcun interesse legittimo e nemmeno un obbligo internazionale a fornire spontaneamente informazioni, a più riprese, alle autorità americane in merito alle date in cui Roman Polanski sarebbe entrato nel nostro Paese? E, anzi, la trasmissione spontanea di tali dati è contraria al nostro ordinamento pubblico e alle disposizioni di tutela del nostro diritto penale?</p><p>2. Corrisponde al vero quanto segue? Nel 1991 il Consiglio federale, durante il dibattito sulla ratifica del trattato di estradizione tra la Svizzera e gli Stati Uniti, ha definito ogni estradizione un atto di sovranità a discrezione del governo nazionale e non rivendicabile sul piano giuridico? Anche se il Consiglio federale o il Tribunale federale ha dichiarato l'estradizione ammissibile in linea di principio, il Consiglio federale - e dunque il dipartimento - può negare un'estradizione per interessi nazionali superiori? Da allora il legislatore costituzionale non ha deciso nessuna deroga a tali principi? Tali principi costituzionali non mutano alla luce di interpretazioni divergenti del Tribunale federale e di altri esponenti della giurisprudenza e della dottrina, e continuano a essere determinanti, senza restrizioni, anche per il Consiglio federale e l'amministrazione?</p><p>3. Corrisponde al vero quanto segue? Conformemente all'articolo 2 del Trattato di estradizione tra la Svizzera e gli Stati Uniti, le autorità svizzere non devono considerare la pena teorica, bensì soltanto la pena concretamente comminata e pattuita nel caso specifico per determinare, esclusivamente secondo il diritto svizzero, per quale reato concedere l'estradizione? Il risultato del "plea bargaining" del 1977 nella decisione giudiziaria del 21 dicembre 2009 (www.solami.com/polanskikopp2.htm) è stato descritto come 90 giorni di "diagnostic study as Polanski's entire punishment" (pag. 57) e nel frattempo confermato sotto giuramento dall'allora procuratore distrettuale Gunson? I dati statunitensi ufficiali si sono rivelati di nuovo errati e le condizioni di estradizione previste dal trattato non sono adempiute perlomeno finché non è disponibile la dichiarazione di Gunson che giustifichi concretamente una pena residua superiore a sei mesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel caso di Roman Polanski, a novembre 2005 le autorità statunitensi avevano spiccato e diffuso a livello internazionale un ordine di ricerca e arresto in vista d'estradizione. Dopo che era stato reso pubblico che Roman Polanski avrebbe partecipato al Festival del film di Zurigo, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha chiesto al Dipartimento di giustizia statunitense la conferma esplicita che l'ordine di ricerca risalente al 2005 fosse ancora valido. Il Dipartimento di giustizia statunitense ha confermato il proprio ordine di arresto e il 23 settembre 2009 ha chiesto, rinviando espressamente all'articolo 13 del Trattato d'estradizione del 14 novembre 1990 (TEstrSU; RS 0.353.933.6), l'arresto in vista di estradizione di Roman Polanski. Tutte queste comunicazioni costituiscono formalità previste sia dalla legge (legge federale del 20 marzo 1981 sull'assistenza internazionale in materia penale; AIMP; RS 351.1) sia dal trattato (TEstrSU). Nel presente caso non si è dunque verificato alcuno scambio automatico di dati.</p><p>2. Come tutti i trattati d'estradizione conclusi dalla Svizzera con altri Paesi, anche il TEstrSU prevede un obbligo vincolante di cooperazione ed elenca in modo esaustivo i possibili motivi di rifiuto, a cui si aggiungono motivi che risultano dall'obbligo di rispettare il diritto internazionale cogente, ovvero l'ordine pubblico internazionale, e sono generalmente riconosciuti (p. es. divieto della tortura o di altri trattamenti inumani). La Svizzera non ha tuttavia concluso alcun trattato di estradizione che preveda il rifiuto dell'estradizione per pregiudizio della sovranità, della sicurezza, dell'ordine pubblico o di altri interessi nazionali essenziali. Ciò contraddirebbe infatti il principio fondamentale dell'obbligo reciproco di estradizione e della relativa cooperazione. In tal modo ci si attiene alla giurisprudenza consolidata del Tribunale federale (cfr. DTF 1A.215/2000 del 16 ottobre 2000, consid.7; DTF 1A.233/2006 del 7 dicembre 2006, consid. 4.2), a cui ha aderito anche il Consiglio federale nella sua decisione del 23 giugno 2004 (GAAC 68.124). Tale prassi è condivisa anche dalla dottrina dominante (vedere Robert Zimmermann, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 3ed., Berna 2009, pag. 226).</p><p>3. Secondo la domanda d'estradizione statunitense, Polanski si è dichiarato colpevole di atti sessuali con una minorenne, ma non si è presentato all'udienza per la determinazione dell'entità della pena, che sarebbe potuta ammontare al massimo a due anni di reclusione. Polanski si è dichiarato non colpevole per gli altri cinque capi d'accusa. Secondo l'attuale diritto americano, complessivamente sarebbe stata prevista una pena detentiva massima di 20 anni. Conformemente all'articolo 2 numero 1 TEstrSU, per l'estradizione basta che il diritto di entrambe le parti contraenti commini una pena detentiva di almeno un anno. Per contro, la pena concreta prevista nello Stato richiesto per un determinato reato è irrilevante. Siccome la documentazione trasmessa dagli Stati Uniti non ha permesso di chiarire definitivamente se una pena concreta sia stata inflitta e già scontata, il 12 luglio 2010 il Dipartimento di giustizia e polizia ha respinto la domanda d'estradizione presentata dagli Stati Uniti.</p>  Risposta del Consiglio federale.