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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Qual è, per il Consiglio federale, la soglia accettabile di crescita della popolazione in Svizzera, considerando la protezione del paesaggio, le superfici da garantire per la rotazione delle colture, le capacità infrastrutturali e le finanze, nonché le misure d'integrazione e i costi per le assicurazioni sociali?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale quale sarà l'andamento futuro dell'immigrazione e da quali Paesi proverranno gli immigrati, che attualmente giungono prevalentemente dalla Germania?</p><p>3. Come valuta le conseguenze economiche e ambientali?</p><p>4. Come valuta le conseguenze per la sicurezza alla luce dello studio di Martin Killias, secondo cui i giovani provenienti da un contesto migratorio sono propensi alla violenza in misura doppia rispetto ai giovani svizzeri non provenienti da un tale contesto?</p><p>5. Il Consiglio federale prevede o esclude di ricorrere alla clausola di salvaguardia nel 2010?</p><p>6. Quali altri provvedimenti esamina il Consiglio federale per controllare l'immigrazione? È disposto a proporre al Parlamento misure legislative in materia di asilo e stranieri tese a limitare l'immigrazione dovuta a ricongiungimento familiare e asilo?</p><p>7. In caso negativo, perché no? In caso affermativo, quando sarà presentato il progetto in materia?</p><p>8. Secondo il Consiglio federale, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa massiccia immigrazione e chi ne approfitta (popolazione, altri Paesi, amministrazione, ecc.)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. È incontestato che l'aumento della popolazione influisca sullo sviluppo del territorio, sul mercato immobiliare e sull'infrastruttura della Svizzera. Nell'ambito della pianificazione del territorio sono tuttavia ancora disponibili considerevoli riserve di utilizzo all'interno delle zone urbane. Una corrispondente volontà politica di pianificazione è tuttavia decisiva per proteggere il paesaggio e le superfici per l'avvicendamento delle colture, nonché per far fronte alla crescente domanda di alloggi e possibilità di trasporto. Gli immigrati hanno anche il diritto di fare capo alle assicurazioni sociali. Ai costi cagionati dall'immigrazione si contrappongono tuttavia vantaggi per la piazza economica svizzera nonché entrate supplementari sotto forma di imposte e contributi sociali. Anche se il breve lasso di tempo rende difficile analizzare il rapporto costi/vantaggi per il finanziamento delle assicurazioni sociali nell'ambito dell'ALC Svizzera-UE, il rapporto 2008 dell'Osservatorio mostra che la somma versata dai cittadini UE per i contributi è superiore a quella delle prestazioni percepite. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno definire un limite alla crescita della popolazione, poiché non è determinante tanto il numero assoluto di abitanti, quanto piuttosto il loro contributo a favore della collettività svizzera (cfr. anche i punti 3 e 8 della risposta).</p><p>2. Essendo un'economia solida, la Svizzera rimarrà attrattiva per gli immigrati anche in futuro. L'evoluzione dipende tuttavia da troppi fattori e non è quindi possibile fare una previsione precisa. Un influsso importante è esercitato dall'andamento congiunturale, come dimostra la più recente diminuzione dell'immigrazione. Nei mesi di giugno-settembre 2009 il numero di permessi B rilasciati a lavoratori provenienti dall'UE-17/AELS è stato inferiore del 25 per cento a quello registrato nello stesso periodo dell'anno precedente. Il sistema reagisce dunque alla situazione economica critica. L'Ufficio federale di statistica sta attualmente elaborando scenari dell'evoluzione demografica fino al 2060, che saranno probabilmente pubblicati a luglio 2010. Viste le affinità linguistiche e culturali esistenti, il Consiglio federale ritiene che la Germania resterà un Paese di provenienza importante anche in futuro.</p><p>3. Il Consiglio federale continua a ritenere complessivamente positive le conseguenze economiche dell'immigrazione. Gli immigrati hanno fornito un contributo determinante alla crescita congiunturale degli ultimi anni (cfr. 5° rapporto dell'Osservatorio, luglio 2009). Vista la stabilità della sua economia, la Svizzera è attualmente colpita dalla crisi e dalla disoccupazione in misura meno pesante rispetto ai suoi vicini. Il Consiglio federale è tuttavia conscio che la popolazione, a fronte della crescente disoccupazione, reagisca in modo particolarmente sensibile all'immigrazione costante. Con la crescita della popolazione aumenta anche l'impatto sulla natura e sul paesaggio, se non vengono adottate misure compensative. Utilizzando in maniera più efficiente gli insediamenti esistenti invece di costruire su nuove superfici, è possibile strutturare in maniera ecologicamente sostenibile le vie di trasporto e l'approvvigionamento energetico. Con la prevista revisione parziale della legge federale sulla pianificazione del territorio il Consiglio federale intende promuovere uno sviluppo sostenibile in tal senso.</p><p>4. Il Consiglio federale prende molto sul serio il fenomeno della violenza giovanile. Nel rapporto sui I giovani e la violenza di maggio 2009 il Consiglio federale illustra che fattori - quali uno status socio-economico basso, pratiche educative problematiche dei genitori o un basso livello di istruzione - comportano un maggior rischio di violenza. Siccome tali fattori di rischio sono più spesso presenti presso una parte di immigrati, il Consiglio federale, oltre a prevedere misure repressive (espulsione in caso di reati gravi, cfr. il controprogetto indiretto all'"iniziativa espulsione", nonché inasprimento del diritto penale minorile, cfr. rapporto dell'Ufficio federale di giustizia dell'11 aprile 2008), attribuisce particolare importanza alla promozione dell'integrazione. Tuttavia, oggigiorno gli immigrati sono più qualificati rispetto al passato, il che aumenta le loro opportunità sul mercato del lavoro e quindi la loro integrazione nella società.</p><p>5. Il Consiglio federale osserva con attenzione l'evolversi dell'immigrazione e si riserva la possibilità di ricorrere alla clausola di salvaguardia. </p><p>6/7. Il Consiglio federale ritiene sostanzialmente positivo il sistema binario di ammissione della Svizzera, che prevede, da un lato, la libera circolazione delle persone per i cittadini UE/AELS e, dall'altro, un'immigrazione molto limitata delle persone provenienti da Paesi terzi. Sono in programma modifiche in alcuni ambiti in cui il Consiglio federale vede problemi: </p><p>- il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'"iniziativa espulsione" si propone di gestire meglio le conseguenze dell'immigrazione. Ad esempio, prevede generalmente di rilasciare il permesso di domicilio di durata indeterminata soltanto in caso di buona integrazione. Ciò riguarda anche i coniugi stranieri che sono stati ammessi nell'ambito del ricongiungimento familiare. Il 24 giugno 2009 il Consiglio federale ha trasmesso al Parlamento il messaggio relativo a tale disegno; </p><p>- nel diritto in materia d'asilo il Consiglio federale sta attualmente valutando possibili miglioramenti per semplificare e accelerare la procedura; </p><p>- la cooperazione con altri Paesi europei nell'ambito di Dublino è intensificata ulteriormente e consente di trasferire i richiedenti l'asilo di cui è responsabile un altro Stato contraente. </p><p>8. Nei periodi di alta congiuntura l'economia svizzera ha approfittato considerevolmente dell'immigrazione dall'UE, che ha permesso di compensare carenze sul mercato nazionale del lavoro. In seguito all'attuale recessione tali carenze non sono più così marcate, ma in alcuni settori (sanità, ingegneria, ambiti tecnici) manca tuttora personale adeguato. La libera circolazione delle persone consente di colmare tale lacuna in maniera flessibile e poco burocratica. In alcune regioni vicine alla frontiera, in particolare nella Svizzera occidentale e in Ticino, in determinati segmenti del mercato del lavoro si registra tuttavia una pressione esercitata dalla concorrenza dei lavoratori stranieri (cfr. 5° rapporto dell'Osservatorio, luglio 2009, pag. 47). Tuttavia, secondo il Consiglio federale complessivamente prevalgono i vantaggi. Il Consiglio federale non ha la competenza per valutare se tale considerazione valga anche per altri Paesi.</p>  Risposta del Consiglio federale.