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Temi finanziari oggi al Consiglio nazionale (08.00-13.00). In apertura di seduta la Camera del popolo si occuperà della prima aggiunta al preventivo 2016, che prevede una richiesta globale di crediti per 397 milioni.
Circa il 90% della somma è destinata all'asilo. Dalla metà dell'anno scorso la crisi in Siria e il persistere della pressione migratoria dall'Afghanistan e dall'Africa stanno generando un afflusso straordinario di rifugiati verso l'Europa.
Il preventivo 2016 si basava sull'ipotesi che l'anno scorso sarebbero state presentate 26 mila nuove domande d'asilo e che 30 mila procedure sarebbero state concluse. Le domande presentate sono invece state circa 39'500 e soltanto 28'100 procedure hanno potuto essere concluse. È stato quindi necessario un aumento del numero di personale nel processo d'asilo.
Gli altri crediti di un certo peso riguardano il rafforzamento delle misure nell'ambito della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (15,8 milioni), il mantenimento del valore e l'ulteriore sviluppo della rete nazionale di radiocomunicazione POLYCOM (13,8 milioni) e misure per la lotta contro il terrorismo (6,3 milioni).
Il Nazionale si occuperà poi dell'Accordo sulla fiscalità del risparmio concluso con l'UE. Tale intesa, già approvata dal Consiglio degli Stati, prevede che dal 2018 i cittadini dell'Unione europea non possano più celare nei forzieri delle banche svizzere i propri averi.
A livello formale il testo - che riprende integralmente lo standard globale dell'OCSE sullo scambio automatico di informazioni - è un protocollo di modifica che sostituisce l'accordo sulla fiscalità del risparmio in vigore dal 2005. Da allora, la Svizzera preleva una trattenuta d'imposta sugli interessi versati a cittadini dell'UE: dal 1° luglio 2011 il tasso è passato dal 20 al 35%.
Prima che l'intesa possa diventare effettiva dovrà essere approvata dai 28 Stati membri dell'Ue e dalle Camere federali. In Svizzera, sottostà inoltre a referendum facoltativo.
Al Consiglio degli Stati (08.15-13.00) si tornerà a parlare della Strategia energetica 2050. La commissione preparatoria propone di non concedere nuove deduzioni fiscali per promuovere il risanamento energetico degli edifici, mantenendo così la prima decisione del plenum.
Per la commissione, nuove deduzioni costituirebbero un'ingerenza nella sovranità cantonale e rischierebbe di produrre effetti di trascinamento. Inoltre avrebbero un effetto limitato sul bilancio energetico e rischierebbero di causare oneri amministrativi eccessivi.
Una minoranza sostiene invece un incremento delle deduzioni fiscali ai costi di demolizione per gli immobili facenti parte della sostanza privata per incrementare l'efficienza energetica nel settore delle vecchie costruzioni, in cui vi è un notevole potenziale di miglioramento.
SDA-ATS