Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01225.jsonl.gz/479

Alcuni giardinieri-paesaggisti stanno per iniziare i lavori sul tetto di un garage quando si accorgono che, sul pianerottolo in cima alla scala, manca una protezione laterale. Dopo aver discusso sul da farsi, nonostante l’assenza del dispositivo di sicurezza decidono di avviare i lavori usando la massima precauzione.
Il primo operaio sale all’indietro la scala tirando una carriola vuota e raggiunge il tetto del garage passando dal pianerottolo non messo in sicurezza. Poco dopo un suo collega ripete la stessa manovra, ma con meno fortuna: un passo di troppo e precipita da un’altezza di circa 3 m. Qualche giorno più tardi muore in ospedale a causa delle gravi lesioni alla testa.
Sebbene l’altezza di caduta si trovi a oltre 2 m da terra, il pianerottolo è privo sia di una protezione laterale provvisoria sia di un parapetto definitivo. La direzione dei lavori aveva fatto togliere la protezione laterale perché prevedeva che in mattinata sarebbe venuto il fabbro a montare il parapetto definitivo. Purtroppo, però, il fabbro non era riuscito a finirlo in tempo.
Questo infortunio si sarebbe potuto evitare rispettando la seguente regola vitale per chi lavora nell'edilizia.
In caso di mancato rispetto di una regola vitale bisogna dire STOP, sospendere i lavori, eliminare il pericolo e solo dopo riprendere i lavori.
Alla direzione del cantiere compete la responsabilità di progettare e organizzare i lavori in modo che i bordi dei tetti con un’apertura nel vuoto superiore a 2 m siano messi in sicurezza con una protezione laterale a tre elementi oppure con un parapetto definitivo.