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Doveva essere catturata al volo da un elicottero per evitare che il suo delicato contenuto venisse danneggiato dall’impatto del terreno. E invece qualcosa è andato storto. I paracaduti della capsula Genesis, che nei tre anni trascorsi nello spazio aveva raccolto particelle di vento solare e altri importanti dati, non si sono aperti e ieri la sonda ha finito per schiantarsi rovinosamente nel deserto dello Utah.
Ora gli scienziati statunitensi stanno cercando di capire cosa si andato storno, mentre sperano ancora di poter recuperare qualche dato importante. Principale imputato sembrano essere le batterie che avrebbero dovuto dare l’impulso d’apertura al paracadute.
«La capsula è penetrata nel terreno per circa metà, e il contenitore si è rotto per qualche pollice. In un certo senso sorprende che ci siano danni così piccoli per un impatto di simile violenza» ha detto durante la conferenza stampa Andrew Dantzler, direttore della divisione Sistema Solare della NASA.
La sonda è stata condotta nella camera sterile durante la giornata di oggi, dove è stata ripulita dai frammenti di terra e sporcizia accumulatisi durante l’impatto. Nelle prossime ore inizieranno le analisi più approfondite per scoprire i danni interni alla struttura. Solo allora sarà possibile sapere se qualche dato scientifico potrà essere salvato o meno.