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Ha suscitato un po' di confusione la notizia, diffusa stamani dalla Reuters, su un'offerta di buoni uffici da parte della Svizzera per risolvere la disputa sorta fra Turchia e Grecia sui giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale. Mevlüt Çavuşoğlu, sosteneva l'agenzia di stampa, aveva accettato in via di principio un'offerta di mediazione elvetica nel quadro della controversia.
Quanto riferito dalla Reuters è tuttavia uscito ridimensionato dalla conferenza stampa a Berna dopo i colloqui fra Ignazio Cassis e il ministro degli esteri turco, in visita nella Confederazione. Secondo il responsabile del DFAE, infatti, la Svizzera aveva già proposto i suoi buoni uffici lo scorso anno, e ha in seguito "perfezionato" la sua offerta. Davanti ai media Cassis ha quindi semplicemente parlato di un "tentativo di trovare nuove modalità per fornire un sostegno" al fine di "smorzare le tensioni fra Turchia e Grecia".
Per parte sua Çavuşoğlu ha affermato che la Turchia "non vuole un'escalation", negando responsabilità del suo paese per le tensioni con la Grecia, che ha invitato ad "agire con buon senso".
Sul piano delle relazioni bilaterali, indica un comunicato del DFAE, i due ministri degli esteri hanno rilevato progressi concreti in svariati ambiti e segnatamente intorno alla possibile conclusione di un accordo fra Svizzera e Turchia sulla protezione dei beni culturali.
ATS/ARi