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Nel mio archivio ho una vecchia immagine in bianco e nero risalente al 1967 con quattro giovanotti fotografati sul ponte di una nave diretta in Groenlandia. Tutti divennero piloti d’elicottero ma purtroppo due persero la vita proprio in un incidente aereo. Uno di loro si chiamava Paul Schmid, e questa è la sua storia.
Paul Schmid nacque a Frutigen/BE il 27 ottobre 1945 e crebbe a Kandergrund, un paesino immerso nel verde e circondato dalle montagne situato nell’Oberland bernese.
Qui insieme a tre sorelle ed un fratello trascorse l’infanzia e frequentò le scuole dell’obbligo al termine delle quali decise di effettuare un soggiorno linguistico di un anno a Losanna. Nel suo tempo libero lavorò come garzone di bottega per conto di un panetteria dopodiché a partire dal 2 maggio 1962 intraprese a Spiez/BE un apprendistato della durata di quattro anni quale meccanico presso l’impresa ferroviaria BLS.
Ad interessarlo tuttavia già da ragazzo più che i treni erano gli aeroplani, e così nel suo tempo libero iniziò a recarsi ogni volta che gli era possibile sul piccolo aerodromo di Reichenbach situato poco distante, ed è proprio lì che iniziò la sua carriera aeronautica: nel corso del secondo anno d’apprendistato entrò infatti a far parte del locale gruppo di volo.
Il 20 luglio 1964 Paul ricevette la licenza di allievo pilota e pochi giorni dopo effettuò il suo primo volo d’istruzione a bordo del Piper J-3 Cub HB-OHO con l’istruttore Robi Imhof. Gli amici ricordano che all’epoca ogni franco che Paul riuscì a mettere da parte lo utilizzò per pagarsi le lezioni di volo.
Al termine dell’apprendistato, che concluse brillantemente, per qualche tempo il giovanotto di Kandergrund dovette sospendere l’istruzione in quanto impegnato con l’assolvimento dei suoi obblighi militari. Venne incorporato come meccanico nelle truppe d’aviazione a Payerne specializzandosi nella manutenzione dei motori degli aviogetti De Havilland DH-112 Venom.
Terminato il servizio militare riprese, questa volta senza altre interruzioni, la sua formazione di pilota privato d’aeroplano. Il 20 giugno 1965, sempre sull’aeroporto di Reichenbach, effettuò il suo primo volo solo a bordo del Piper J-3 Cub HB-OHO.
Il 3 giugno 1966 dopo aver compiuto poco più di 30 ore di volo l’Ufficio federale dell’aviazione civile gli rilasciò la licenza di pilota privato d’aeroplano.
Negli anni successivi continuò a volare come pilota privato con vari aeroplani tra i quali Cessna 150, Cessna 172, Morane-Saulnier MS.880B Rallye e SIAI-Marchetti S.205.
Meccanico d’elicottero
Il 23 ottobre 1966 Paul Schmid inviò una richiesta d’assunzione alla Heliswiss. Quest’ultima lo prese alle proprie dipendenze in qualità di meccanico di elicotteri a partire dal 1° novembre.
Nel maggio dell’anno venne inviato insieme ad alcuni colleghi in Groenlandia per occuparsi della manutenzione dei due Bell 47J Ranger impiegati dalla Heliswiss per conto di un gruppo di geologi. Paul tornò altre volte in Groenlandia, dapprima nelle vesti di meccanico in seguito come pilota.
Pilota d’elicottero
Dopo qualche anno la passione per l’ala rotante fu tale che Paul Schmid decise di conseguire la licenza di pilota d’elicottero.
Il 23 febbraio 1969 iniziò perciò la formazione di pilota privato d’elicottero a Samedan con l’istruttore Georg Wedtgrube ai comandi dell’Agusta-Bell 47G3B-1 HB-XCI.
Il 15 marzo 1969 effettuò il suo primo volo solo con all’attivo 9h5’ di volo. Nei mesi successivi continuò la formazione insieme all’istruttore Ueli Bärfuss.
Il 2 giugno 1969 dopo aver accumulato un’esperienza di volo di 25 ore di volo e 411 atterraggi superò a Belp/BE l’esame pratico insieme all’esperto dell’UFAC Werner Donau ottenendo la licenza di pilota privato d’elicottero nr. 164.
Tutta la formazione venne effettuata a bordo degli apparecchi Agusta-Bell 47G3B-1 HB-XCI e HB-XBZ.
Nel corso dell’estate il neo-pilota venne nuovamente inviato in Groenlandia quale meccanico d’elicottero. Durante la spedizione ebbe comunque l’occasione di effettuare diversi voli in doppio comando insieme all’istruttore Jean Seydoux.
In autunno, dopo il rientro in Svizzera, ebbe modo di effettuare altri voli insieme ai piloti Jean-Bernard Schmid e Walter Tschumi a bordo degli Agusta-Bell 204B in servizio con la Heliswiss.
A partire dall’8 ottobre insieme a Jean Seydoux iniziò a Belp/BE la formazione pratica necessaria al conseguimento della licenza di pilota professionale che ottenne il 29 dicembre 1969.
A partire dal 13 febbraio 1970, insieme all’istruttore Ueli Bärfuss, iniziò a Samedan/GR il corso specifico per effettuare atterraggi in montagna ai comandi del Bell 47G3B-1 HB-XBT. La formazione si concluse il 21 aprile.
Parallelamente il giovane pilota bernese iniziò ad effettuare, sotto la vigilanza di un istruttore, i primi voli commerciali.
Nel corso del mese di aprile 1970, in vista del suo imminente impiego in Groenlandia (questa volta in qualità di pilota), venne istruito da Jean Seydoux al pilotaggio del Bell 47J Ranger. Contemporaneamente effettuò diversi voli di allenamento trasportando dei carichi sospesi al gancio baricentrico.
Il 4 giugno 1970 Paul Schmid, che a quel momento aveva al suo attivo 180 ore di volo (di cui poco più di 21 come pilota in comando) iniziò ad effettuare i primi trasporti per conto dei geologi della GGU servendosi dell’elicottero Agusta-Bell 47J Ranger OY-HAV.
Il 6 settembre 1970 al termine del suo incarico in Groenlandia rientrò in Svizzera. Il suo libretto di volo indica che nel corso dell’estate effettuò oltre 200 ore di volo.
A partire dal 3 novembre iniziò il corso di transizione sul Bell 206A Jet Ranger insieme all’istruttore Walter Demuth.
Nei mesi successivi seguirono vari voli commerciali, anche se l’attività di volo, come d’abitudine nel periodo invernale, subì una decisa battuta d’arresto.
L’anno seguente, a partire dal 6 giugno 1971, venne nuovamente inviato in Groenlandia. Purtroppo qualche giorno dopo per motivi inspiegabili Peter Gschwend, l’altro pilota che si trovava con lui per effettuare il trasporto di una squadra di geologi, sparì per motivi mai chiariti mentre i due elicotteri si trovavano in volo lungo la stessa rotta. Paul effettuò lunghi voli di perlustrazione alla ricerca di tracce del pilota austriaco e del suo elicottero ma senza successo. La tragedia è tuttora avvolta nel mistero.
All’inizio di settembre il pilota elvetico ritornò in Svizzera dove concluse la formazione sul Bell 206A Jet Ranger. Appena due mesi dopo, all’inizio di novembre, ritornò però in Groenlandia dove rimase fino a marzo dell’anno successivo.
Dopo una breve parentesi a casa alla fine di maggio 1972 fu nuovamente mandato in Groenlandia dove rimase fino all’inizio di settembre insieme ad Ernest Devaud, un altro giovane pilota svizzero che aveva da poco iniziato la sua carriera di pilota professionale.
Il 22 agosto 1972 i due piloti elvetici portarono soccorso a due geologi rimasti isolati dopo l’arrivo di una tempesta.
Per ricompensare questo gesto audace il governo danese consegnò all'equipaggio un'importante distinzione.
I due piloti fecero ritorno in Svizzera all'inizio di settembre, ma visto che all’epoca la Heliswiss svolgeva una parte importante della sua attività all’estero, Paul Schmid non rimase molto a casa. Il 24 ottobre 1972 iniziò infatti a volare uno dei due Bell 206A Jet Ranger della Heliswiss basati in Suriname.
Rimase nel paese sudamericano fino a dopo la metà di dicembre e poté far ritorno a casa per le feste natalizie.
Nel corso dei mesi invernali l’attività di volo subì nuovamente un brusco arresto per poi riprendere in primavera.
Transizione sull’SA 315B Lama
Tra il 17 ed il 19 aprile 1973 Paul Schmid effettuò un corso di pilotaggio a Marignane/Francia a bordo dell’SA 315B Lama. La Heliswiss aveva infatti acquistato il suo primo apparecchio di questa serie che ricevette l’immatricolazione HB-XDZ.
Servendosi del nuovo elicottero, che venne basato ad Erstfeld/UR, a partire dal quel momento effettuò molti voli per il trasporto di persone e materiale soprattutto nella regione del Canton Uri, dell’Oberland bernese, nei cantoni di Svitto, Untervaldo, Nidvaldo e Glarona e nella Surselva spingendosi all’occorrenza anche a sud delle Alpi.
Durante l’inverno invece all’occorrenza prestava servizio a Samedan oppure a Laax dove l’elicottero veniva talvolta usato per effettuare il rifornimento di capanne, il trasporto di sciatori oppure missioni di ricerca e soccorso.
Nel febbraio 1974 Paul Schmid effettuò insieme ad Ueli Bärfuss numerosi voli commerciali in occasione del campionato mondiale di sci-alpino a San Moritz/GR.
L’incidente
Domenica 15 giugno 1975 la Guardia aerea svizzera di soccorso ricevette una chiamata d’emergenza. Uno scialpinista era dato per disperso nella zona del Susten.
I compagni di cordata dell’uomo che si era separato dal gruppo qualche ora prima, non vedendolo arrivare nel punto convenuto, lanciarono l’allarme ignorando che l’uomo si era incamminato verso casa. Quest’ultimo, dietro insistenza di alcuni conoscenti, avvisò del suo rientro solo dopo che le operazioni di ricerca erano ormai già iniziate e non fu più possibile avvisare via radio il pilota.
Paul Schmid accompagnato dalle guide alpine Bruno Kohler e Emil Johannes Streich iniziò a perlustrare la regione del Susten dove le condizioni meteorologiche erano caratterizzate da nuvolosità temporalesca e forti turbolenze.
L’elicottero venne inizialmente osservato mentre percorreva i fianchi del Gwächtenhorn ma quello che successe dopo non fu mai chiarito.
L’incidente si verificò verso le 17.45 ma il relitto dell’elicottero con i corpi dei tre occupanti venne ritrovato solo il giorno seguente 400 metri a sud-ovest della cima detta Chelenlücke (nota anche come Tierberglimi) a quota 3'180 m/sm.
La commissione d’inchiesta formulò due ipotesi sull’accaduto: collisione con il terreno in seguito alla perdita di riferimenti visivi, oppure perdita del controllo dell’elicottero in seguito alla collisione del rotore con un grosso uccello.
Paul Schmid, non ancora trentenne, lasciò la moglie Hanni che aveva sposato il 10 aprile. Quest'ultima il 19 dicembre diede alla luce il figlio Christian.
Al momento del tragico incidente il pilota di Kandergrund, che tutti ricordano con grande affetto, aveva accumulato 2'285 ore di volo di cui 795 a bordo dell’elicottero SA 315B Lama.
Nella sua licenza di pilota professionale sono iscritti, oltre agli elicotteri già citati, anche l’SE 3160 Alouette 3 e lo Hughes 300 con i quali tuttavia effettuò solo pochi voli.
HAB 06/2015