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BELLINZONA - Un'altra tegola si abbatte sulla Polizia comunale di Bellinzona, già al centro di un dibattito, non privo di critiche, seguito anche alla pubblicazione dell'audit sul suo stato di salute. L'ultimo caso, in ordine di tempo, è stato scatenato da una lettera, che un avvocato della capitale ha inoltrato al comandante Ivano Beltraminelli, in copia ai sette municipali bellinzonesi.
Il contenuto della missiva, scrivono Gdp e laRegioneTicino, è letteralmente di fuoco. L'avvocato è stato contattato da un ispettore e da un sergente della PolCom, che esprimono l'impressione che il comandante Beltraminelli abbia avviato un'attività di mobbing nei loro confronti. I due sono stati convocati singolarmente nell'ufficio di Beltraminelli, il quale avrebbe mosso loro dei generici rimproveri in presenza anche di altre persone, prendendosela anche con i familiari dei suoi sottoposti. Allusioni giudicate dai destinatari "pesanti e ingiustificate"
L'avvocato, nella sua lettera, chiede a Beltraminelli di spiegare quale fosse lo scopo dei colloqui, e di ammettere le allusioni sulle famiglie degli agenti, chiedendo loro scusa. Come prima reazione il comandante è stato chiamato dal capodicastero polizia Mauro Tettamanti. Dopo la riunione, di cui non si conoscono i dettagli, Beltraminelli è stato contattato da laRegioneTicino, limitandosi a dire che i due colloqui riguardavano esclusivamente l'attività della PolCom.
Foto Ti-Press Benedetto Galli