Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01129.jsonl.gz/1102

Unternavigation
In Germania, la riforma delle pensioni fu lanciata nel 1957 dal cancelliere Adenauer in persona. Finalizzata innanzitutto a fondare un nuovo «contratto intergenerazionale» e a fungere da fattore d’integrazione per la giovane Repubblica, la riforma doveva anche risolvere i problemi riscontrati dalle assicurazioni sociali nel contesto del Dopoguerra.
Nonostante vari tentativi di introdurre una copertura sociale di base universale sul modello proposto da Beveridge, anche dopo la Seconda Guerra Mondiale venne mantenuto il modello previdenziale bismarckiano, ovvero un sistema basato sulla suddivisione in classi di assicurati. Dopo la riforma monetaria del 1948, questo sistema subì qualche modifica mirata per essere adeguato all’evoluzione delle condizioni quadro; vennero ad esempio ripristinati elementi di autogestione e concesse maggiorazioni di rendita. Ben presto, però, non fu più possibile garantire alle persone anziane, vedove e orfani rendite il cui importo tenesse il passo con l’evoluzione dei salari e della congiuntura del Dopoguerra. Un’analisi condotta nel 1955 evidenziò che le rendite coprivano ormai solo il 30 per cento di un salario medio e che molti pensionati vivevano al limite della soglia di povertà.
Adenauer portò avanti la riforma nonostante l’opposizione dei suoi ministri delle finanze e dell’economia, che temevano in particolare l’aumento dell’inflazione. Da un lato, la riforma prevedeva l’abbandono del principio di capitalizzazione a favore del principio di ripartizione, al quale, dal 1947, si ispirava anche l’AVS svizzera. In virtù di tale principio le rendite erogate ai beneficiari, calcolate in funzione dei contributi versati, non attingevano al capitale risparmiato delle persone assicurate, bensì alle entrate correnti (contributi). Dall’altro lato, la riforma introduceva «rendite dinamiche», vale a dire adeguate periodicamente all’evoluzione dei prezzi e dei salari. In Germania le pensionate e i pensionati tedeschi beneficiarono così di un incremento immediato delle rendite compreso tra il 60 e il 70 per cento e poterono partecipare pienamente al «miracolo economico».
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Schulz Günther (ed.) (2005), 1949–1957: Bundesrepublik Deutschland. Bewältigung der Kriegsfolgen, Rückkehr zur sozialpolitischen Normalität (Geschichte der Sozialpolitik in Deutschland seit 1945, Band 3), Baden-Baden; Metzler Gabriele (2003): Der deutsche Sozialstaat. Vom bismarckschen Erfolgsmodell zum Pflegefall, Stuttgart; Stolleis Michael (2003), Geschichte des Sozialrechts in Deutschland, Stuttgart.
(12/2014)