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I recenti problemi logistici di molte compagnie aeree portano spesso alla vendita di più biglietti di quelli disponibili
«All'inizio ci hanno proposto 1'300 dollari, quando l'offerta è aumentata mi sono precipitata fuori dall'aereo» racconta una passeggera.
NEW YORK - La fortunata avventura è capitata all’americana Megan Keaveny che ha rinunciato a un biglietto della compagnia aerea Delta Air Lines, originariamente di 358 dollari, per la cifra di 3’000 dollari. Il volo, partito dall'aeroporto newyorchese LaGuardia e con destinazione la Florida, era overbooking. Sono stati cioè venduti più biglietti di quelli disponibili.
«Mentre stavamo imbarcando, un agente del gate ha annunciato che cercavano 22 persone disposte a rinunciare al volo. L'offerta iniziale era di 1’300 dollari». Una volta salita sull'aereo, lo speaker ha annunciato però che la compagnia sarebbe stata disposta ora a offrire 2’500 dollari per chiunque si sarebbe offerto volontario. Keaveny si è quindi precipitata fuori dall'aereo con una manciata di altri passeggeri. Ma quando è riuscita a uscire il prezzo era già salito fino a 3’000. «Mi sono quasi rotta il collo mentre correvo lungo il corridoio» confida la fortunata passeggera.
Niente di strano - Secondo gli esperti l'esperienza di Keaveny, sebbene forse più redditizia del solito, non è affatto rara. I molti disagi e le complicazioni di quest’estate stanno obbligando molte compagnie a offrire ingenti somme ai passeggeri disposti a rinunciare ai loro posti sull’aereo. La causa principale sono gli overbooking, un problema informatico che porta alla vendita più biglietti di quelli realmente disponibili.
Quando gli aerei sono in overbooking, le compagnie aeree non sono tecnicamente obbligate a offrire somme di denaro per incentivare i volontari. I passeggeri in soprannumero possono essere espulsi senza preavviso. Una complicata legge federale protegge però i viaggiatori da queste situazioni. In caso di rimozione involontaria del volo la compagnia aerea deve pagare infatti il doppio della tariffa del biglietto originale.
Ingenti somme - Le compagnie aeree offrono ai volontari più soldi di quanto devono pagare per due motivi, sostiene Willis Orlando, un esperto di voli: preservare la reputazione del loro servizio e mantenere i loro voli il più puntuali possibile. «Perdere due ore per costringere una persona a scendere dall'aereo non conviene. L'intero programma della giornata andrebbe a rotoli. Ora, dopo la pandemia, non ci sono abbastanza equipaggi e piloti da poter rischiare questo tipo di imprevisti. Per accelerare le pratiche, le compagnie offrono quindi di più del dovuto».
A giudicare dalla corsa affannosa di Keaveny per scendere dall'aereo la scelta delle compagnie sembra funzionare, almeno secondo l'aspetto della tempistica. Keaveny ha dichiarato di aver trovato un altro volo per Fort Lauderdale, dove ha poi raggiunto la sua destinazione con un Uber da circa 50 dollari. Dice di essere arrivata solo un paio d'ore dopo i suoi amici e che avrebbe preso in considerazione l'idea di ritentare la fortuna anche in futuro.