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I due hanno siglato un accordo concernente la conservazione di materiali sensibili.
BOGOTÀ - L'incontro previsto tra il presidente della Confederazione Alain Berset e il suo omologo colombiano, Gustavo Petro, ha avuto luogo ieri a Bogotà. I temi al centro della discussione sono stati quelli dell'impegno della Svizzera in Colombia, della promozione della pace, nonché dell'aiuto umanitario. Lo ha comunicato il Dipartimento federale dell'interno (DFI).
I due capi di Stato hanno anche siglato un accordo che prevede la conservazione in Svizzera di una copia digitale di sicurezza degli archivi della Commissione colombiana per la verità: tra i materiali contenuti si trovano ad esempio registrazioni sonore e video sensibili che riguardano testimonianze.
I dati sono salvati in un disco rigido che verrà portato a Berna il prossimo mese e conservato in una cassaforte, come ha precisato Simon Geissbühler, responsabile della Divisione Pace e diritti umani del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il contenuto del supporto di memoria sarà al sicuro da eventuali intrusioni informatiche, dato che resterà offline.
In occasione dell'incontro, Petro ha lasciato trapelare un certo nervosismo: durante la conferenza stampa avvenuta in un secondo momento non è stato possibile porre domande, ma è stata concessa la possibilità ad alcuni giornalisti di assistervi, dopo essere stati sottoposti a controlli scrupolosi.
Il presidente colombiano sta affrontando la sua più grande crisi politica da quando ha assunto la carica un anno fa. Suo figlio Nicolas Petro è stato arrestato qualche settimana fa per riciclaggio di denaro e indebito profitto nell'ambito di uno scandalo legato alla campagna presidenziale, prima di essere rilasciato in libertà condizionale.
Una settimana fa ha tuttavia ammesso che i fondi di un cartello della droga erano stati utilizzati per la campagna del padre, fatto che, da quando è scoppiato lo scandalo, è sempre stato negato da Gustavo Petro.
Sul fronte dei negoziati tra il governo colombiano e l'ELN (Ejército de Liberación Nacional) si notano dei progressi. Il 3 agosto è iniziato un cessate il fuoco di sei mesi. Tuttavia, oltre al gruppo di ribelli delle FARC - le Forze armate rivoluzionarie della Colombia - e dell'ELN, nel Paese sudamericano sono attivi altri gruppi armati.
«Uno degli obiettivi del viaggio era anche quello di farmi un'idea della situazione», ha dichiarato Alain Berset a Keystone-ATS. «Questo è prezioso per il lavoro in seno al Consiglio di Sicurezza dell'ONU».