Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/244224

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto che preveda la soppressione del valore locativo per i pensionati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli sforzi intesi a sopprimere il valore locativo sono numerosi, ma la svolta decisiva non si è ancora verificata. Un progetto elaborato dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (Iv. pa. 17.400 CET-S) è attualmente in fase di discussione in Parlamento.</p><p>La presente mozione riprende essenzialmente un tema già affrontato nell'iniziativa popolare 10.060 "Sicurezza dell'alloggio per i pensionati", respinta da Popolo e Cantoni il 23 settembre 2012. Quest'ultima prevedeva tuttavia la concessione di un diritto di opzione unico. Il testo della mozione non specifica cosa ne sarà delle deduzioni relative alla proprietà abitativa. Per ragioni di uguaglianza giuridica, le spese che corrispondono oggi ai costi di conseguimento del reddito non dovrebbero più essere deducibili (in particolare le spese di manutenzione e gli interessi ipotecari).</p><p>Recentemente il Consiglio federale si è mostrato più volte aperto a una riforma dell'imposizione della proprietà abitativa, purché questa sia equilibrata, intrinsecamente coerente e finanziariamente sostenibile.</p><p>L'obiettivo costituzionale concernente la promozione dell'accesso alla proprietà (art. 108 Cost.) è in concorrenza con altre norme costituzionali dello stesso rango, in particolare il principio della parità di trattamento (art. 8 Cost.). Una semplice distinzione in base all'età violerebbe tale principio e comporterebbe una disparità di trattamento infondata da un punto di vista oggettivo nei confronti dei proprietari di abitazioni che non hanno ancora raggiunto l'età pensionabile. Il Tribunale federale ha stabilito a più riprese che il mandato per la promozione dell'accesso alla proprietà abitativa non giustifica l'attuazione di misure contrarie al principio di uguaglianza giuridica (DTF 112 Ia 240, consid. 6).</p><p>Inoltre, dal punto di vista socio-economico, non si ravvisa alcuna necessità di intervenire nell'immediato a favore del gruppo in oggetto. Secondo un studio di follow-up pubblicato nel 2022 dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sulla situazione economica della popolazione in età lavorativa e in età pensionabile (<a href="https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/pubblicazioni-e-servizi/forschung/forschungspublikationen.exturl.html">https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/pubblicazioni-e-servizi/forschung/forschungspublikationen.exturl.html</a>), le economie domestiche costituite da pensionati non devono affrontare difficoltà generalizzate. Da questo studio emerge ad esempio che nel periodo in esame (2012-2015), il patrimonio netto mediano delle economie domestiche in età di pensionamento AVS è più elevato rispetto a quello delle economie domestiche in età lavorativa.</p><p>La soppressione limitata del valore locativo incita le economie domestiche a ridurre l'indebitamento solo in età pensionabile, e non prima. In questo modo l'obiettivo della stabilità del sistema finanziario è raggiunto solo in modo insufficiente. Le economie domestiche sarebbero fortemente incitate a realizzare una pianificazione fiscale in tal senso, ossia ammortizzando solo in età pensionabile la quota di costituzione in pegno che quando lavoravano era (ancora) elevata. Inoltre, sull'intero ciclo di vita, le economie domestiche che vivono in casa propria sarebbero chiaramente favorite rispetto a quelle in affitto.</p><p>Poiché la mozione si concentra sulle ecomonie domestiche costituite da pensionati, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni potrebbero registrare una notevole diminuzione delle entrate a causa degli incentivi summenzionati alla pianificazione fiscale. Anche escludendo questi incentivi, occorre tenere presente che le economie domestiche costituite da pensionati che vivono in casa propria presentano già oggi una quota di costituzione in pegno inferiore rispetto a quella delle economie domestiche in età lavorativa. Di conseguenza, se il cambio di sistema è limitato ai pensionati, il tasso ipotecario da raggiungere affinché tale cambio sia neutro dal punto di vista del gettito supererebbe di molto il 3,5 per cento, ovvero il tasso stimato approssimativamente per un cambio generale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.