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Il Tribunale federale ha respinto il ricorso del padre dei due bambini spagnoli portati in Spagna dopo che la madre aveva violato i diritti di visita
I due fratellini spagnoli rapiti lo scorso ottobre a La Chaux-de-Fonds, i cui genitori sono in lotta da due anni per la custodia, possono rimanere in Svizzera. Lo ha stabilito il Tribunale federale confermando una decisione di un tribunale neocastellano.
La sentenza, rivelata ieri dalla RTS e della quale la Keystone-ATS ha ottenuto una copia, risale al 25 aprile. La seconda Corte di diritto civile del Tribunale federale ha stabilito che il ricorso presentato dal padre contro la decisione della Corte per le misure di protezione dei minori e degli adulti (Cour des mesures de protection de l'enfant et de l'adulte) di Neuchâtel è inammissibile. Si tratta di una decisione definitiva.
Nel suo ricorso, il padre dei due gemelli che al momento dei fatti avevano 7 anni chiedeva - in applicazione della Convenzione dell'Aia sul Rapimento internazionale dei minori - che i due piccoli venissero rimandati in Spagna, in quello che era il loro luogo di residenza fino al 2021.
Il ricorrente adduceva il trasferimento illegale dei bambini, fattispecie confermata dai tribunali spagnoli, per ottenere un cambio di custodia a suo favore. Su questa questione tuttavia il Tribunale federale non è entrato in merito, dato che secondo i giudici non era oggetto del presente procedimento.
Il padre sosteneva che la Corte di Neuchâtel, quando aveva rifiutato di ordinare il ritorno dei gemelli in Spagna, aveva proceduto a una valutazione arbitraria delle prove. La corte neocastellana si era basata su un'eccezione prevista dalla Convenzione in caso di grave rischio per il minore. Aveva concluso che la madre avrebbe rischiato una pesante pena detentiva se avesse riportato i bambini nel suo paese e che ciò avrebbe comportato una situazione intollerabile per loro.
Secondo il Tribunale federale, il ricorrente non ha dimostrato che il ragionamento dei giudici di Neuchâtel fosse arbitrario. Si limita a constatare l'illegittimità del trasferimento dei bambini - che non viene contestata - e a fare considerazioni generali che non inficiano tuttavia il ragionamento del precedente tribunale.
Per il Tribunale federale la conclusione della corte, secondo cui l'interesse superiore dei bambini non richiedeva il ritorno presso il padre, non è criticabile. Alcuni elementi portano a concludere che il padre neghi gli interessi specifici dei piccoli e che vi siano dubbi sulla sua capacità di prendersi cura di loro. La corte neocastellana aveva anche fatto riferimento alle sue simpatie per l'ideologia nazista e all'esposizione dei figli nei media svizzeri e spagnoli.
La vicenda riguardante i due gemellini ha preso il via nel 2020 con la separazione dei genitori, entrambi cittadini spagnoli. La madre, che aveva ottenuto l'affidamento esclusivo, non si era più recata in Spagna dal 2021, privando così il padre del suo diritto di visita. Un mandato di cattura internazionale era stato spiccato contro di lei, poiché era a sua volta stata accusata di aver rapito i due fratellini. Nel giugno 2022 si era scoperto che la donna viveva a Boudry con i bimbi. In seguito i tre si erano trasferiti a La Chaux-de-Fonds. Pochi mesi dopo, il padre aveva rapito i due bambini: erano stati ritrovati poco dopo nel Sud-ovest della Francia e restituiti alla madre.