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Mercoledì 11 aprile, 18:29
"Amarezza è dir poco. Non sto nemmeno a fare commenti perché sono talmente deluso...". Mauro Gianetti è costernato per il caso riguardante il medico basco José Ibarguren Taus, che ha seguito a lungo le squadre guidate dal ticinese durante le competizioni e da tre anni fa parte dello staff della belga Omega-Pharma di Tom Boonen.
Per il dottore basco, insieme ad altre 32 persone, è stato chiesto il rinvio a giudizio lo scorso 28 marzo nell'ambito dell'inchiesta doping della Procura di Mantova. Nella sua edizione di mercoledì "La Gazzetta dello Sport" riporta i dettagli delle motivazioni: "Negrelli e Ibarguren [...] per aver in concorso tra loro procurato, somministrato o comunque favorito l'utilizzo di farmaci e di sostanze farmacologicamente e biologicamente attive [...] non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni degli atleti della Fuji-Servetto, ovvero diretti a modificare i risultati dei controlli sull'uso di tali sostanze, e, tra questi, sostanze contenenti testosterone".
Ibarguren era stato alla Lampre e all'Euskatel, prima delle squadre di Gianetti: la Saunier Duval dal 2007 al 2008 con Mayo positivo all'Epo e Piepoli e Riccò positivi al Cera, e la Fuji nel 2009. La "Gazzetta" riporta anche dei passaggi dell'intercettazione telefonica del 15 aprile 2009 che ha incastrato i due medici, tra cui quella in cui il basco sottolinea: "Qualcosina voglio! Non tanto, perché Gianetti non vuole... quello che mi hai mandato per la Vuelta lo tenevo a casa".