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Nelle relazioni con l'Unione europea, la via bilaterale rimane la soluzione più vantaggiosa per la Confederazione. È la conclusione a cui giunge la bozza del rapporto sul tema Svizzera-UE adottato oggi, venerdì, dal Consiglio federale, con riserva dei risultati della consultazione delle Commissioni della politica estera delle Camere federali.
Il documento contiene un'analisi delle attuali relazioni bilaterali tra le due parti e un bilancio dei colloqui esplorativi con l'Unione europea (UE), precisa il governo in una nota, riconoscendo l'importanza sia dell'UE come attore globale sia, per la Svizzera, del mercato interno dell'UE e dei vari programmi di cooperazione.
L'UE è la principale partner commerciale della Svizzera, che a sua volta è la quarta partner dell'Unione, viene ricordato nel comunicato. Entrambe condividono gli stessi valori fondamentali, prosegue l'esecutivo, sostenendo che la politica europea è una politica di difesa degli interessi e che gli interessi della Svizzera coincidono con quelli dell'Europa.
Il rapporto traccia un bilancio intermedio della via bilaterale ed esamina le attuali opzioni della Svizzera in materia di politica europea sulla base di quattro criteri di valutazione: accesso al mercato interno, opportunità di cooperazione, margine di manovra politico e fattibilità della politica estera.
Nel documento vengono vagliate diverse opzioni possibili per la Confederazione - libero scambio, proseguimento della via bilaterale, adesione al SEE e adesione all'UE - e il Consiglio federale giunge alla conclusione che la via bilaterale rimane la migliore soluzione per Berna.
Il rapporto prende atto che Svizzera e UE sono riuscite a costruire un clima di fiducia negli scambi politici e, nelle tornate di colloqui esplorativi svolte di recente con la Commissione europea, a raggiungere un'intesa sull'approccio "a pacchetto" proposto dal Consiglio federale, grazie anche alle consultazioni tecniche.
Prima che la Svizzera e l’UE possano riprendere i negoziati è necessario trovare una base comune sufficientemente ampia. I colloqui esplorativi devono quindi proseguire a ritmi intensi, conclude il governo, precisando che ha adottato il rapporto con riserva dei risultati della consultazione delle Commissioni della politica estera delle due Camere federali per tener conto del desiderio espresso più volte dal Parlamento di essere coinvolto maggiormente nella politica europea.
Notiziario ore 14, 09.12.2022