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La marca di vestiti basilese Erfolg punta sulla qualità e la sostenibilità dei suoi prodotti per distinguersi. Intervista con la sua fondatrice e direttrice artistica, Sandrine Voegelin.
Qual è il suo ruolo all'interno di Erfolg?
Sandrine Voegelin: Sono la responsabile delle collezioni, che vengono presentate due volte all'anno. Sono io ad immaginare il filo conduttore. Le mie attività consistono più precisamente nel cercare idee, creare tagli, selezionare dei colori e dei tessuti, avvallare i modelli, adattare i tagli alla produzione, presentare i vestiti ai negozi e, infine, metterli in valore attraverso scatti fotografici.
Come è nata la marca?
Voegelin: Erfolg è nata nel 1993. Alla base dell'idea stava il riciclaggio. Al posto di vedere abiti buttati nella spazzature alla fine dell'anno, abbiamo dato loro nuova vita imprimendovi uno dei nostri motivi. Si trattava di preservare le risorse naturali del pianeta e di mettere freno alla grande consumazione offrendo un'alternativa innovatrice.
Che tipo di vestiti producete attualmente?
Voegelin: Produciamo tutti gli indumenti che costituiscono la base di un guardaroba: abiti e biancheria intima che si adattano ad ogni stile, portabili in ogni occasione, semplici e atemporali. La loro qualità è superiore in modo da poterli portare per molto tempo. In quest'ottica, offriamo un servizio di rammendo per aggiustare una smagliatura, ad esempio. I colori da noi scelti non seguono necessariamente la moda. È importante che si sposino bene con l'incarnato delle persone. Per quanto concerne la forma, deve rendere felici. Vogliamo creare qualcosa di indispensabile.
Fabbricate tutte le vostre creazioni in Svizzera. Qual è il perché di questa scelta?
Voegelin: Lavoro in Svizzera e usufruisco delle sue infrastrutture, del know-how tecnico, o anche delle mie conoscenze. Inoltre, il diritto del lavoro, le leggi relative all'ambiente ed i regolamenti in materia di separazione dei rifiuti sono molto precisi. Credo in tutto questo.
Erfolg è in buone condizioni in questo periodo?
Voegelin: Al momento i nostri dipendenti sono una quindicina. Abbiamo appena ingrandito l'impresa con tre nuovi negozi: un secondo a Zurigo, uno a Lucerna e uno a Berna. Queste aperture esigono una riorganizzazione ed una stabilizzazione delle nostre attività. Un'espansione in Svizzera romanda non è da escludere una volta terminata questa fase di consolidamento. Ma i luoghi precisi non sono ancora definiti. In futuro, pensiamo di sviluppare i nostri affari, ma il fulcro della nostra attività resterà invariato.
Non vi siete proposti su scala internazionale. Per quale regione?
Voegelin: I nostri prodotti sono al 100% svizzeri. La forza del franco ed il fatto che la collezione sia interamente prodotta in Svizzera implica prezzi elevati, e quindi una clientela dal budget ancora relativamente elevato. Il progetto di aprirci verso mercati internazionali ci tenta molto. Ma è necessario in primo luogo consolidare la nostra posizione sul mercato svizzero prima di lanciarci in nuovi progetti.
Risulta impossibile conciliare qualità, sostenibilità e basso costo dei prodotti?
Voegelin: Se acquisto un pullover che mi piace veramente o una giacca di qualità superiore, posso portarli l'anno successivo, e quello dopo, ed ancora l'anno dopo. Questi indumenti non perdono la loro attualità, né la loro qualità. Non spendo quindi molto denaro, anche se il prezzo iniziale è un po'elevato. Credo che oggi sia necessario cambiare il nostro modo di acquistare.
Quale visione avete dell'industria della moda svizzera?
Voegelin: La Svizzera non possiede più grandi aziende tessili. L'impresa di maglieria Traxler, con la quale lavoriamo, è una delle ultime rimaste. Possiede le tecnologie più avanzate ed opera a livello internazionale. La moda definita "biologica" resta marginale. Al contrario, nei settori dell'architettura, del mobilio o del design, esistono diversi progetti ecologici intelligenti. La marca Freitag, ad esempio, si spinge fino a lavare i teli dei camion utilizzati per fabbricare le borse con dell'acqua piovana raccolta sul tetto dell'azienda. Per quanto concerne i designer, credo che la qualità sia altrettanto variata che in altri paesi. Devo tuttavia ammettere che l'importanza attribuita alla moda in Svizzera non è grande.
Vi è spazio per i giovani creatori elvetici?
Voegelin: Il livello delle nostre scuole è elevato e le persone che ne escono sono relativamente ben preparate. Ciononostante, resta difficile trarne vantaggio. È necessario un capitale minimo per poter cominciare, o un mentore che creda in loro, ma che non è sempre facile da trovare. Inoltre, le possibilità di fare degli scambi o di lavorare in collaborazione sono scarse, date le proporzioni ridotte della Svizzera.
Quali consigli darebbe ad un giovane imprenditore?
Voegelin: È importante trovare il proprio centro di interesse, specializzarsi e non perdere di vista il proprio obiettivo principale. Si tratta, creando, di trovare il giusto equilibrio tra intelletto ed estetica. Soprattutto, si deve accettare tutto ciò che succede.