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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Premessa</p><p></p><p>Nel 1998 sono state smaltite negli impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) e nelle discariche 3 milioni di tonnellate di rifiuti combustibili in totale. Di questi, 2,42 milioni di tonnellate sono stati inceneriti e 0,58 milioni di tonnellate sono stati conferiti in discarica. Nel 1998, il grado di utilizzazione delle capacità autorizzate degli IIRU era dell'86 per cento. Se da un lato ca. 600'000 tonnellate di rifiuti vengono ancora depositate in discarica, dall'altro gli IIRU della Svizzera orientale dispongono di capacità d'incenerimento non sfruttate appieno. Il 1° gennaio 2000 entrerà in vigore il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti combustibili. A quella data, gli IIRU svizzeri disporranno di una capacità complessiva di 2,88 milioni di tonnellate. L'incenerimento dei 3 milioni di tonnellate di rifiuti richiederà pertanto lo sfruttamento di tutte le capacità degli IIRU e, probabilmente, richiederà anche soluzioni transitorie, quali ad esempio il deposito provvisorio dei rifiuti sotto forma di balle.</p><p></p><p>Se si tiene conto dell'oscillazione stagionale del 10 per cento delle quantità di rifiuti, sussiste il pericolo - almeno sino all'entrata in funzione dei nuovi forni - che le capacità d'incenerimento a disposizione si rivelino insufficienti. Ciò vale anche nel caso in cui singoli impianti debbano, per ragioni impreviste, sospendere il loro esercizio. Dato che nei prossimi anni vi saranno forni che raggiungeranno i limiti d'età tecnici, la rinuncia alla costruzione di impianti nuovi o alla sostituzione dei vecchi forni comporterà, almeno a medio termine, una diminuzione delle capacità d'incenerimento disponibili.</p><p></p><p>Dall'inizio degli anni Novanta, la Confederazione si assume il coordinamento della pianificazione degli IIRU. Tale misura ha permesso di migliorare l'armonizzazione della pianificazione che i Cantoni svolgevano sino ad allora in modo sostanzialmente autonomo. Oltre che a ridimensionare diversi progetti, l'opera di coordinamento della Confederazione ha permesso - dall'inizio degli anni Novanta a oggi - di rinunciare a sei progetti di costruzione di IIRU, e perciò di risparmiare 1,5 miliardi di franchi.</p><p></p><p>Alla domanda 1</p><p>I dati dell'UFAFP sulle quantità di rifiuti combustibili sono attendibili, in quanto si basano sul peso dei rifiuti conferiti negli impianti d'incenerimento. I rilevamenti effettuati permettono previsioni affidabili per un periodo che va dai 3 ai 5 anni. Le stime relative all'evoluzione a lungo termine sono invece, per natura, meno sicure. Da un lato non è possibile prevedere con esattezza l'andamento delle quantità di rifiuti (p. es. sulla base dei cambiamenti demografici ed economici). Dall'altro, non è sempre possibile determinare con precisione quando i forni dovranno essere messi fuori servizio.</p><p></p><p>Il riciclaggio del vetro, della carta, del cartone e dei rifiuti biologici ha avuto molto successo in Svizzera. A questo riguardo, il nostro Paese occupa una posizione di punta in Europa. Il potenziale di riciclaggio offerto da altri rifiuti riciclabili è quindi minimo e un ulteriore incremento delle quote di riciclaggio sarebbe legato a costi sproporzionatamente elevati. </p><p></p><p>Le possibilità di evitare rifiuti, mediante l'adozione di provvedimenti volontari o attraverso opportunità offerte dal diritto d'ordinanza, sono in gran parte esaurite. In passato, soprattutto nel settore degli imballaggi è stato possibile raggiungere dei consistenti risparmi di materiale.</p><p></p><p>Alla domanda 2</p><p>I cementifici sono in grado d'incenerire rifiuti poveri di sostanze nocive provenienti dall'industria e dall'artigianato. L'incenerimento dei rifiuti urbani è invece vietato a causa dell'elevato tenore di sostanze inquinanti. Nel 1998, i cementifici hanno bruciato 150'000 tonnellate di rifiuti, soprattutto olio esausto, solventi, pneumatici, legno usato e fanghi di depurazione. L'utilizzazione di tali rifiuti in alternativa ai combustibli tradizionali appare ecologicamente razionale. L'industria del cemento persegue l'obiettivo di incenerire al massimo 300'000 tonnellate di rifiuti. In tal modo, le opportunità fornite da detto metodo di smaltimento risultano sfruttate già per metà. Un potenziale supplementare è offerto ancora dal legno usato, dai pneumatici delle automobili e dai fanghi di depurazione. L'esperienza insegna che detti rifiuti vengono conferiti nei cementifici per l'incenerimento soltanto se sussiste una logistica di smaltimento soddisfacente e se i prezzi sono concorrenziali. Va inoltre sottolineato che nel 1998, a Rekingen, nel Canton Argovia, è stato chiuso un cementificio attrezzato per l'incenerimento del legno usato.</p><p></p><p>È ormai da alcuni anni che la pianificazione cantonale e federale tiene conto dello smaltimento dei rifiuti nei cementifici. Soltanto 100'000 tonnellate di rifiuti all'incirca sono adatti all'incenerimento negli IIRU o si prestano ad essere smaltiti nei cementifici. Buona parte di questi rifiuti giunge già oggi nei cementifici. L'eventualità che questi si facciano carico negli anni a venire di quantità di rifiuti supplementari riguarda soltanto marginalmente la pianificazione degli IIRU. </p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>Prima di costruire nuovi impianti occorre sfruttare le capacità disponibili. Ciò corrisponde alla legge sulla protezione dell'ambiente, la quale impegna i Cantoni a evitare eccessive capacità e a cooperare in materia. La pianificazione deve comunque tenere conto del fatto che capacità insufficienti generano anche svantaggi notevoli. Se tutti gli impianti funzionano a pieno regime, basta una disfunzione per creare un'immediata insufficienza delle capacità di smaltimento. L'esperienza insegna anche che un'offerta limitata delle capacità d'incenerimento può provocare un aumento dei costi per l'incenerimento. Una riserva minima è necessaria per mettere il mercato in condizioni di operare. Ciò è importante soprattutto per quelle regioni che prima del 2000 conferivano i loro rifiuti direttamente in discarica e che ora devono garantirsi l'accesso a un IIRU fuori dai confini regionali.</p><p></p><p>Alla domanda 4</p><p>Il 28 gennaio 1999, i direttori cantonali della protezione dell'ambiente hanno ribadito la loro intenzione di non voler rinunciare al divieto di conferimento in discarica per i rifiuti combustibili e di volere applicare tale regolamentazione a partire dal 1° gennaio 2000. È loro opinione, condivisa dall'UFAFP, che ciò implichi l'utilizzazione totale di tutte le capacità, senza riserve o tutt'al più con riserve ridotte al minimo.</p><p></p><p>Capacità non utilizzate si sono rese disponibili tra il 1998 e il 1999 soprattutto nella Svizzera orientale. L'utilizzazione ottimale degli impianti richiede il trasporto di rifiuti su percorsi lunghi. Almeno durante il periodo di transizione, ossia sino a quando regioni come il Ticino o l'Oberland bernese non dispongono di un proprio IIRU, il carico ambientale supplementare e i costi di trasporto si possono giustificare. L'utilizzazione delle capacità attuali permette inoltre di ammortizzare gli investimenti. L'UFAFP si è variamente adoperato quale mediatore nelle trattative tra i Cantoni in merito al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti. </p><p></p><p>Nella misura in cui è economicamente sopportabile, il trasporto dei rifiuti dovrebbe avvenire su rotaia, dato che su grandi distanze il carico ambientale generato dal trasporto ferroviario è di gran lunga inferiore rispetto a quello prodotto da un trasporto su strada. Soltanto 7 dei 28 IIRU sono però dotati di un binario di raccordo ferroviario. In molti casi, la costruzione di un binario di raccordo non sarebbe soltanto assai costosa, ma addirittura praticamente impossibile a causa delle strutture già esistenti. I costi aumentano notevolmente non appena il trasporto su ferrovia richiede ulteriori procedure di trasbordo e quindi un'infrastruttura apposita. Ciò vale soprattutto per i casi in cui i punti di trasbordo sono necessari soltanto per un breve periodo, quale soluzione transitoria.</p><p></p><p>Alla domanda 5</p><p>Il Consiglio federale è del parere che la pianificazione degli impianti dei rifiuti debba anche in futuro essere oggetto di una verifica periodica e, a seconda delle circostanze, adeguata alla rapida evoluzione delle condizioni quadro. In passato la quantità di rifiuti combustibili ha infatti fatto registrare, di anno in anno, oscillazioni fino a circa 100'000 tonnellate. Va inoltre detto che anche le possibilità di utilizzazione dei vecchi forni possono essere soggette a cambiamenti imprevisti, di natura tecnica o basati su decisioni politiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.