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BERNA - Diversi temi spinosi saranno al centro della sessione estiva delle Camere federali che si apre lunedì. Fino al 15 giugno i parlamentari dovranno infatti affrontare dossier quali la crisi in Siria, la riforma agricola, la parità salariale, i giudici stranieri e la riforma fiscale.
Il primo giorno, il Consiglio nazionale deciderà se prendere posizione o meno sui crimini di guerra commessi in Siria. La sua commissione propone una dichiarazione che condanna fermamente le crudeltà e le violazioni dei diritti dell'uomo compiuti nell'ambito del conflitto siriano. L'ultima dichiarazione di questo genere della Camera del popolo risale al 2013 e riguardava il conflitto fiscale con gli Stati Uniti.
Dibattiti animati si preannunciano il giorno seguente al Consiglio degli Stati: i "senatori" dovranno infatti riesaminare il dossier sulla parità salariale rinviato in commissione in primavera. Il progetto del Consiglio federale, che non aveva ottenuto una maggioranza alla Camera dei cantoni, mira a imporre alle imprese una certa trasparenza sui salari tra uomini e donne.
Il governo vuole obbligare i quadri dirigenti ad analizzare ogni quattro anni i salari nelle loro aziende e far controllare il lavoro da parte di terzi. La maggioranza del Consiglio degli Stati aveva deciso di esaminare alternative quali l'auto-dichiarazione.
Iniziativa UDC - Sempre durante la prima settimana, il Consiglio nazionale discuterà di altri due temi scottanti: l'iniziativa popolare democrentrista "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri (Iniziativa per l'autodeterminazione)" e il giro di vite della legge sulle armi. Il testo dell'UDC, che vuole garantire il primato del diritto svizzero su quello internazionale, dovrebbe essere respinto così come è avvenuto al Consiglio degli Stati.
L'iniziativa impone alle autorità di adattare i trattati internazionali contrari alla Costituzione e, se del caso, di denunciarli. Il Tribunale federale non sarebbe più obbligato ad applicare gli accordi internazionali che non sono oggetto di referendum.
Anche il progetto di ripresa "light" della direttiva UE sulle armi dovrebbe dar adito a intense discussioni. La destra lo considera inutile. A suo avviso, il giro di vite proposto non contribuirebbe alla lotta contro il terrorismo e implicherebbe un notevole onere amministrativo. Diverse organizzazioni hanno già annunciato il lancio di un referendum.
Politica agricola - Dibattiti appassionati si preannunciano anche durante la seconda settimana di sessione, quando il Consiglio nazionale affronterà il progetto di riforma agricola di Johann Schneider-Ammann. I contadini sono ai ferri corti dopo la pubblicazione della visione d'insieme del governo sull'agricoltura a partire dal 2022, che preconizza in particolare un'apertura dei mercati.
Altri temi agricoli sono all'ordine del giorno nelle due Camere: i consiglieri nazionali saranno invitati a esprimersi sull'iniziativa "Per la dignità degli animali da reddito agricoli (Iniziativa per vacche con le corna)". Dal canto suo, il Consiglio degli Stati affronterà una modifica della legge federale sulla caccia per consentire di abbattere più facilmente il lupo.
Progetto fiscale - Il Progetto fiscale 2017, chiamato a sostituire la terza riforma dell'imposizione delle imprese respinta dal popolo nel febbraio 2017, dovrebbe pure suscitare discussioni animate. I "senatori" dibatteranno inoltre per la seconda volta la riforma delle prestazioni complementari, tentando di appianare le divergenze emerse con il Nazionale.
La Camera dei cantoni affronterà pure i conti dello Stato 2017 nonché un supplemento al preventivo 2018 di 40 milioni di franchi attraverso sei crediti. In agenda vi saranno anche le sovvenzioni alle organizzazioni dei consumatori, un alleggerimento delle sanzioni del programma di sicurezza stradale "Via sicura", la legge concernente l'analisi genetica sugli esseri umani, ma anche la diversità dei media e il futuro dell'Agenzia telegrafica svizzera.
Dal canto suo, la Camera del popolo si pronuncerà una volta ancora sulla trasparenza dei parlamentari. Discuterà inoltre dell'iniziativa popolare dei Verdi "Fermare la dispersione degli insediamenti - per uno sviluppo insediativo sostenibile (Iniziativa contro la dispersione degli insediamenti)", già respinta dagli Stati, della legge sui servizi finanziari nonché di nuove regole sull'aggiudicazione di commesse pubbliche.