Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/128390

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Fabbisogno reale</p><p>Secondo la strategia energetica 2050 quanta potenza di pompaggio è necessaria negli anni 2020, 2030, 2040 e 2050 per bilanciare la produzione indigena fluttuante (fotovoltaica/eolica)? Qual è la potenza realmente necessaria per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera?</p><p>2. Magnanimità nei confronti dell'Europa</p><p>Il Consiglio federale intende sostenere i Paesi limitrofi (in particolare la Germania) realizzando centrali di pompaggio, anche se non è garantita la loro redditività? Se sì, perché e a quale prezzo?</p><p>3. Elettricità per il pompaggio</p><p>Gli investitori parlano di "batterie ecologiche", ma si rifiutano di introdurre l'obbligo di utilizzare energia rinnovabile per il pompaggio. Qual è il mix energetico previsto per il pompaggio tra 10, 20 o 30 anni? Quando sarà possibile esercitare in modo redditizio un impianto, utilizzando effettivamente solo energia rinnovabile?</p><p>4. Sovvenzioni</p><p>Con quale somma a carico degli altri vengono attualmente sovvenzionate le centrali di pompaggio (tramite condono del corrispettivo per l'utilizzazione della rete, secondo la LAEI, art. 4)? Sono previste ulteriori sovvenzioni nel settore delle centrali di pompaggio? Se sì, con quale motivazione?</p><p>5. Potenziamento delle centrali di pompaggio = potenziamento della rete elettrica ad alta tensione</p><p>Le future capacità di importazione e di esportazione nel settore del pompaggio sono enormi. Nel caso di un potenziamento delle centrali di pompaggio attualmente pianificate bisognerà calcolare una capacità limite supplementare pari a 4,4 gigawatt circa. Sono perciò necessarie nuove linee ad alta tensione. Quanti investimenti nella rete a carico dei consumatori sarebbe possibile evitare se si rinunciasse al potenziamento delle centrali di pompaggio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il potenziamento delle energie rinnovabili previsto dalla strategia energetica 2050 e il relativo aumento della produzione fluttuante di elettricità fanno accrescere l'importanza degli accumulatori di energia. Nell'ambito dei lavori sulla strategia energetica, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha analizzato gli effetti del potenziamento delle energie rinnovabili.</p><p>Per approfondire il tema e chiarire le questioni ancora aperte è stato commissionato uno studio volto a valutare le centrali di pompaggio in Svizzera nel contesto della strategia energetica 2050 (titolo in tedesco: "Bewertung von Pumpspeicherkraftwerken in der Schweiz im Rahmen der Energiestrategie 2050"). Molti dei punti sollevati dall'autore della presente interpellanza saranno esaminati in modo approfondito nel quadro di questo studio. Saranno inoltre trattate anche le questioni relative al fabbisogno, alla redditività e alle possibilità di commercializzazione dell'energia proveniente dalle centrali di pompaggio come anche l'evoluzione futura del profilo d'utilizzazione delle centrali di pompaggio. Un ulteriore studio commissionato sugli accumulatori di energia in Svizzera e sui relativi aspetti legati al fabbisogno, alla redditività e alle condizioni quadro nel contesto della strategia energetica 2050 (titolo in tedesco: "Energiespeicher in der Schweiz: Bedarf, Wirtschaftlichkeit und Rahmenbedingungen im Kontext der Energiestrategie 2050"), che contemplerà un'ampia gamma di tecnologie di accumulazione di energia, analizzerà l'importanza e la redditività delle centrali di pompaggio rispetto ad altre tecnologie di accumulazione nell'ambito della strategia energetica 2050. Entrambi gli studi si concluderanno nel settembre 2013.</p><p>Alle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Il modello illustrato nelle prospettive energetiche 2050 contempla le nuove centrali di pompaggio pianificate (Forces Motrices Hongrin Léman+, Nant de Drance, Grimsel 3, KWO+, Linth-Limmern, lago Bianco) e gli impianti esistenti con una potenza complessiva di 5,5 gigawatt (aumento di potenza pari a 3,8 gigawatt). Visto lo stato avanzato della progettazione delle centrali elencate e l'avvenuto rilascio delle necessarie autorizzazioni, si può partire dal presupposto che detti impianti saranno messi in funzione a partire dal 2020.</p><p>Potenziando le nuove energie rinnovabili come previsto dalla strategia energetica 2050, a causa dell'alimentazione stocastica aumenterà il fabbisogno di accumulatori di energia. Se per la regolazione dell'energia in Svizzera si prevedono unicamente le centrali di pompaggio, a lungo termine le capacità attuali e quelle previste non saranno sufficienti. Sebbene il potenziamento delle centrali di pompaggio contribuisca a garantire un approvvigionamento elettrico sicuro in Svizzera, le modellizzazioni particolareggiate indicano che sul lungo periodo non risultano sufficienti le capacità di accumulazione previste per regolare le differenze di produzione di elettricità in campo fotovoltaico ed eolico tra il periodo estivo e quello invernale. Gli studi di cui sopra approfondiranno tuttavia questo argomento.</p><p>2. L'approvvigionamento energetico sicuro è compito dell'economia energetica (art. 4 cpv. 2, legge sull'energia del 26 giugno 1998, LEne; RS 730.0). Di conseguenza, in linea di massima spetta al settore dell'elettricità decidere in merito agli investimenti da effettuare (incl. le centrali di pompaggio).</p><p>Con la dichiarazione menzionata nel presente intervento, la Svizzera, la Germania e l'Austria si impegnano ad adottare iniziative comuni per potenziare le centrali di pompaggio, con l'intento di sviluppare ulteriormente la relativa tecnologia e di sfruttare nuovi potenziali. Inoltre prevedono di potenziare, in modo coordinato e in funzione del fabbisogno, le necessarie reti di trasmissione e di coordinare le attività di ricerca e di sviluppo su tecnologie di stoccaggio alternative. L'idea è di migliorare le condizioni quadro per le centrali di pompaggio esistenti e nuove in Svizzera, visto che un migliore coordinamento transfrontaliero consentirà di sfruttare e commercializzare le capacità comuni in modo più efficiente. Anche questa strategia contribuisce a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico in Svizzera.</p><p>3. La domanda sull'evoluzione del mix energetico previsto per il pompaggio nei prossimi decenni richiede ipotesi sullo sviluppo del parco di centrali elettriche in Svizzera e nei Paesi europei limitrofi. Secondo gli obiettivi di potenziamento fissati dai vari Paesi, nell'arco dei prossimi trent'anni aumenterà considerevolmente la quota delle energie rinnovabili, così come la quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili utilizzata per il pompaggio. La maggiore convergenza prevista in futuro tra i costi della produzione di elettricità a partire da fonti rinnovabili e quelli da ricondurre alla produzione con tecnologie convenzionali, farà diminuire anche il prezzo dell'energia rinnovabile necessaria per il pompaggio. A tutt'oggi, nei momenti di massima produzione di elettricità a partire da fonti solari o eoliche, il pompaggio alimentato da energie rinnovabili risulta redditizio perché la borsa dell'energia elettrica applica tariffe basse.</p><p>I due studi commissionati sulle centrali di pompaggio forniranno indicazioni anche quantitative in merito e illustreranno l'aspetto della redditività.</p><p>4. Secondo la LAEI (legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico, LAEI; RS 734.7), occorre applicare il principio dei punti di prelievo per la traslazione dei costi dei corrispettivi per l'utilizzazione della rete. In virtù dell'articolo 4 capoverso 1 lettera b LAEI, le centrali di pompaggio non sono considerate consumatori finali e, di conseguenza, sono esentate dai corrispettivi per l'utilizzazione della rete, dalla tassa per la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC) e dalle tasse per le prestazioni di servizio generali relative al sistema (PSRS).</p><p>Nel 2011 il consumo di elettricità per il pompaggio era pari a 2466 gigawattora. Nel caso di una deroga al principio dei punti di prelievo, nel 2011 le centrali di pompaggio, applicando una tariffa PSRS di 0,77 centesimi per chilowattora, avrebbero dovuto pagare circa 19 milioni di franchi per la tassa PSRS e, considerando una tariffa RIC di 0,45 centesemi par chilowattora, circa 11 milioni di franchi per la tassa RIC. A tali somme verrebbero ad aggiungersi, in base a stime approssimative, circa 20-35 milioni di franchi di corrispettivi per l'utilizzazione della rete, raggiungendo così un totale di 50-65 milioni di franchi l'anno. Va sottolineato che, per quanto concerne i corrispettivi per l'utilizzazione della rete, le stime sono molto approssimative, poiché basate su un profilo di produzione presupposto rappresentativo. Stime più attendibili richiederebbero i profili di produzione orari delle centrali pompaggio.</p><p>5. Attualmente la rete di trasporto transfrontaliera (Net Transfer Capacity, NTC) consente già di importare elettricità da Paesi che applicano tariffe elettriche tendenzialmente più basse (F, D, A) per un volume di circa 5 gigawatt. Se tale quantitativo viene sommato alle possibilità d'importazione dall'Italia (1,8 gigawatt), si raggiunge un volume d'importazione complessivo pari a 6,8 gigawatt. La domanda in merito alle capacità d'importazione e d'esportazione implica anche una riflessione sui metodi utilizzati nel caso di problemi di capacità sulle linee della rete di trasporto transfrontaliera. In questo contesto le procedure "market coupling" oppure basate sul flusso di potenza potrebbero consentire di aumentare l'efficienza anche senza potenziare la rete. Per affrontare al meglio le crescenti sfide nell'ambito delle reti elettriche, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di elaborare la Strategia reti elettriche, finalizzata a definire in modo chiaro le condizioni quadro per il potenziamento e la trasformazione delle reti elettriche, nei tempi e nell'entità necessari. In questo contesto verrà esaminata anche la questione del collegamento della Svizzera alle reti elettriche europee.</p>  Risposta del Consiglio federale.