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BERNA - Il ministro della difesa Guy Parmelin non teme una eventuale votazione sull'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Il suo Dipartimento si occupa attualmente della questione.
«Vi sono tre possibilità», ha dichiarato Parmelin in un'intervista al Matin Dimanche e alla SonntagsZeitung: la normale procedura di acquisto di armamenti senza possibilità di referendum, una decisione programmatica con possibilità di referendum e una modifica della legge sull'esercito.
«Non si teme una votazione, ha detto il responsabile del Dipartimento federale della difesa, ma c'è un certo scetticismo sull'idea di sottoporre al popolo le spese di armamento. Il sistema svizzero non dispone di referendum finanziario. Sottomettere determinate questioni finanziarie a referendum e non altre, come un credito per i Giochi olimpici, è problematico», ha sottolineato.
Secondo le norme in vigore, il popolo non può esprimersi sugli acquisti di materiale d'armamento. «La votazione sui Gripen era una eccezione e non la regola», ha ricordato Parmelin.
Otto miliardi - All'inizio di novembre 2017 il Consiglio federale ha deciso una spesa massima di 8 miliardi di franchi per nuovi aerei da combattimento e un nuovo sistema di difesa terra-aria. Il governo non ha ancora stabilito il numero dei jet e neppure il fornitore.
Precedentemente in maggio un gruppo di esperti aveva presentato diverse varianti per l'acquisizione degli aerei da combattimento che andavano dai 5 ai 18 miliardi di franchi.