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Un austriaco che abbandonò le forze naziste e fece poi campagna per decenni per riabilitare coloro che si rifiutarono di combattere per Hitler è morto all'età di 97 anni.
Richard Wadani, denunciato come traditore e codardo anche molto tempo dopo il suo ritorno a casa dal servizio nell'esercito britannico, è morto nel fine settimana, ha precisato il gruppo Giustizia per le vittime della magistratura militare nazista, da lui co-fondato. Wadani era nato a Praga nel 1922 ma si trasferì nella città natale di sua madre, Vienna, nel 1938.
"È grazie ai suoi instancabili sforzi nel corso dei decenni che i disertori delle forze armate naziste e tutte le altre vittime della magistratura militare nazista sono state legalmente riabilitate", ha dichiarato il presidente del gruppo, Thomas Geldmacher. Il presidente austriaco Alexander Van der Bellen ha dichiarato che il paese ha perso un "grande austriaco" con la morte di Wadani.
Dopo un fallito tentativo di diserzione nel 1942, Wadani si unì alle forze alleate nel 1944 vicino ad Aquisgrana in Germania. Dopo la guerra, nel 1946, tornò a Vienna, lavorando principalmente come allenatore di pallavolo. "Quando mi presentai all'agenzia di collocamento indossando la mia uniforme dell'esercito britannico, sono stato respinto con le parole: 'Come hai potuto osare di servire in un esercito straniero?'", ha raccontato una volta Wadani.
In totale sono state emesse circa 30'000 condanne a morte per coloro che si sono rifiutati di combattere o che disertarono, 20'000 delle quali sono state eseguite, tra cui circa 1'500 dall'Austria.
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