Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/242609

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha deciso di attivare lo statuto di protezione S per garantire che le persone in fuga dall'Ucraina ricevano rapidamente un diritto di soggiorno senza doversi sottoporre a una procedura d'asilo ordinaria.</p><p>Il Consiglio federale ha precisato che "oltre ai cittadini ucraini e ai loro familiari, ricevono lo statuto S anche i cittadini di Stati terzi costretti a fuggire a causa della guerra, a condizione che prima della loro fuga fossero in possesso di un titolo di soggiorno valido in Ucraina e che un rimpatrio sicuro e durevole non sia possibile". L'applicazione di quest'ultima condizione comporta trattamenti arbitrari.</p><p>Di fatto, alcuni cittadini di Stati terzi incontrano difficoltà a ottenere lo statuto S. È il caso di studenti sostenuti finanziariamente dalla loro famiglia per studiare in Europa e per i quali un ritorno in patria senza diploma costituirebbe una perdita immensa. È pure il caso di persone nate in Ucraina e che non hanno alcun legame con il loro Paese d'origine. Inoltre, le prassi sembrano divergere a seconda del centro d'asilo in cui la domanda è presentata. Alcuni rifugiati si sono anche visti confiscare i documenti d'identità durante la procedura di concessione dello statuto S, il che impedisce loro di spostarsi verso un altro Paese.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:</p><p>- Quanti cittadini di Stati terzi fuggiti dalla guerra in Ucraina hanno ottenuto uno statuto di protezione S e quanti sono attualmente in attesa di tale statuto?</p><p>- Quali criteri sono determinanti per accordare o negare uno statuto di protezione S ai cittadini di Stati terzi?</p><p>- Quali criteri precisi sono applicati per valutare la possibilità di rientrare nel proprio Paese d'origine? È determinante soltanto la cittadinanza o sono applicati altri criteri?</p><p>- Quali sono le prassi applicate negli altri Paesi europei in questo ambito?</p><p>- La situazione particolare degli studenti è stata oggetto di una riflessione? È ipotizzabile che questi studenti possano proseguire i loro studi fintanto che perdura la guerra?</p><p>- La confisca di documenti d'identità per la durata della procedura è corretta? Sulla base di quali criteri?</p><p>- La Germania non esige visti per i cittadini degli Stati terzi; la Svizzera non potrebbe applicare la medesima regola? Perché no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Finora (stato il 19 giugno 2022) lo statuto di protezione S è stato concesso a 1331 persone fuggite dall'Ucraina che non possiedono la cittadinanza di questo Paese. Attualmente sono inoltre pendenti 259 domande di questo tipo.</p><p>2. La decisione di portata generale dell'11 marzo 2022 concernente la concessione della protezione provvisoria in relazione alla situazione in Ucraina include tre categorie di persone che hanno in linea di massima diritto alla protezione provvisoria (statuto S). Oltre ai cittadini ucraini e ai loro familiari, comprende anche persone in cerca di protezione di altra nazionalità o apolidi che risiedevano in Ucraina prima del 24 febbraio 2022, ossia persone che in tale data disponevano di un diritto valido di soggiorno o di uno statuto di protezione in Ucraina e che non possono tornare nel loro Paese di origine in modo sicuro e durevole.</p><p>3. La possibilità di ritornare in modo sicuro e durevole nel Paese di origine o in uno Stato terzo è esaminata in maniera specifica in ogni singolo caso. Questo esame si orienta ai criteri di esecuzione applicati nelle procedure di allontanamento, ossia l'ammissibilità, l'esigibilità e la possibilità. La nazionalità o la situazione nel rispettivo Paese costituisce soltanto uno dei vari criteri di valutazione. Vanno infatti ad esempio considerati anche lo stato di salute di una persona nonché la sua capacità di reintegrarsi nel mercato del lavoro del Paese di origine.</p><p>4. Conformemente alla decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio del 4 marzo 2022, va concessa protezione temporanea ai cittadini ucraini, alle persone con statuto di protezione in Ucraina nonché ai familiari delle persone di queste due categorie. Nel caso di altri cittadini di Paesi terzi si esamina nel singolo caso se è possibile un ritorno sicuro e durevole nel Paese di provenienza. Gli Stati membri possono accordare a queste persone una "protezione temporanea" o una "protezione adeguata" secondo il loro diritto nazionale. Nelle sue linee guida sull'attuazione della decisione del Consiglio, la Commissione europea esorta gli Stati membri a tenere conto, nella loro valutazione, anche di aspetti quali la durata del soggiorno in Ucraina o le prospettive di reintegrazione nella società del Paese d'origine. Secondo le informazioni della SEM, gli Stati membri non sfruttano tutti questo margine di manovra allo stesso modo. La Germania, ad esempio, accorda una protezione temporanea anche a persone che presentano un titolo di soggiorno di validità limitata; sono esclusi soltanto i permessi di soggiorno di breve durata (meno di 90 giorni). In Francia, un titolo di soggiorno valido e non limitato nel tempo costituisce un requisito per la concessione della protezione temporanea, mentre in Austria tutti i cittadini di Stati terzi che non hanno uno statuto di protezione in Ucraina o che non sono familiari di un cittadino ucraino sono rinviati alla procedura d'asilo.</p><p>5. Lo studente che dimostra, tramite un titolo di soggiorno ucraino riconosciuto e valido, di essere stato autorizzato a soggiornare in Ucraina e di non poter tornare nel suo Paese d'origine in condizioni sicure e durevoli può beneficiare della protezione provvisoria della Svizzera. Questo statuto gli permette di studiare o assolvere una formazione continua nel nostro Paese. Se non adempie le condizioni per la concessione della protezione provvisoria ai sensi della decisione del Consiglio federale dell'11 marzo 2022, può essere autorizzato a proseguire i suoi studi in Svizzera se soddisfa le condizioni fissate agli articoli 27 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) nonché 23 e 24 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA; RS 142.201). Si tratta in particolare di una conferma dell'istituto, di un alloggio adeguato, di mezzi finanziari sufficienti e di qualifiche personali.</p><p>6. Prima che il Consiglio federale attivasse lo statuto di protezione S, l'11 marzo 2022, i documenti d'identità delle persone fuggite dall'Ucraina che si facevano registrare in un centro federale d'asilo venivano confiscati conformemente alle basi legali vigenti per la procedura d'asilo (art. 10 della legge sull'asilo, LAsi; RS 142.31; art. 2b dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali, OAsi 1; RS 142.311). I documenti confiscati in questo ambito sono stati restituiti agli interessati dopo la concessione dello statuto di protezione S. Attualmente sono di norma messe agli atti soltanto copie dei documenti di identità delle persone in cerca di protezione.</p><p>7. I cittadini di Stati terzi in cerca di protezione che possono provare, per mezzo di un permesso di soggiorno valido o di breve durata, di essere autorizzati a soggiornare in Ucraina sono esentati dall'obbligo del visto. Possono in linea di massima entrare nello spazio Schengen e quindi anche in Svizzera. Se queste persone sottostanno invece all'obbligo del visto, si applicano le disposizioni dell'istruzione federale sul visto umanitario conformemente all'articolo 4 capoverso 2 dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto (OEV; RS 142.204).</p>  Risposta del Consiglio federale.