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A due mesi e mezzo dalle elezioni federali i Verdi annunciano di aver selezionato sei persone fra cui scegliere per una candidatura al Consiglio federale. La speranza del partito è quella di togliere un seggio al PLR o all'UDC.
Gli ecologisti stanno conducendo "seri colloqui" con sei persone, ha dichiarato il presidente Ueli Leuenberger all'ats, confermando notizie apparse sulla "SonntagsZeitung" e su "Le Matin Dimanche". Tutti i candidati sono pronti per un incarico in governo.
In corsa per una candidatura sono rimasti il presidente del governo basilese Guy Morin; la consigliera di Stato argoviese Susanne Hochuli; Ruth Genner, membro dell'esecutivo comunale di Zurigo; il direttore dell'educazione bernese Bernhard Pulver; l'ex consigliere di Stato del canton Zugo Hanspeter Uster e il consigliere agli Stati ginevrino Robert Cramer.
Il presidente del partito Leuenberger crede in una "reale possibilità". "Sarà tutto diverso rispetto all'ultima volta", ha spiegato riferendosi al fallito tentativo di Brigit Wyss di arrivare in governo.
"Potrebbe essere che il PLR abbia un calo tale da portare il presidente del partito Fulvio Pelli a ritirare un consigliere federale", ha proseguito Leuenberger. Per quanto riguarda l'UDC, i Verdi lo reputano un partito non eleggibile: "l'UDC stigmatizza le persone, dà la caccia agli stranieri e divide la Svizzera". Questo atteggiamento non è compatibile con incarichi di governo, sostiene il presidente dei Verdi.
Dopo la catastrofe nucleare in Giappone Leuenberger conta sugli altri partiti "anti atomo" come il PBD, il PPD, i Verdi liberali e il PS. "In questo modo si potrebbe ottenere la maggioranza per un consigliere federale verde", ha sottolineato.
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