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BERNA - Il Tribunale penale internazionale per la ex Yugoslavia (TPI) ha aperto un'inchiesta nei confronti di Carla Del Ponte, ex procuratrice generale dello stesso Tribunale, e due suoi collaboratori. Avrebbero esercitato pressioni e fatto intimidazioni su alcuni testimoni. L'interessata, oggi ambasciatrice svizzera in Argentina, parla di "assurdità" e ribatte: "Non mi devo rimproverare nulla".
Con una decisione presa lo scorso 29 giugno e rivelata questa settimana dal "The Guardian", il giudice Jean-Claude Antonetti ha chiesto al cancelliere del TPI di nominare un avvocato indipendente per indagare sulle pesanti accuse alla Del Ponte. Ha così risposto a una richiesta dell'ultranazionalista serbo Vojislav Seselj, processato all'Aja per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Il magistrato dovrà "indagare su eventuali intimidazioni o pressioni, anche indirette, esercitate da certi inquirenti dell'accusa", si legge nella decisione del giudice Antonetti, pubblicata sul sito internet del TPI. Dovrà inoltre rivelare se esistono "motivi sufficienti" per avviare una procedura per oltraggio.
Secondo Vojislav Seselj, certi testimoni hanno parlato di "privazione del sonno nel corso degli interrogatori, pressioni psicologiche, ricatto, minacce o versamenti finanziari illegali".
SDA-ATS