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I conducenti di biciclette elettriche che circolano in stato di ebbrezza rischiano fino a tre anni di carcere. Questa recente sentenza del Tribunale federale, resa nota lunedì dalla RTS, potrebbe cambiare la giurisprudenza finora in atto, che in casi simili prevede una semplice multa.
"Le biciclette elettriche che circolano a più di 45 chilometri orari saranno equiparate ai ciclomotori” - ha spiegato l'avvocato e presidente della sezione vodese dell'Associazione traffico e ambiente David Raedler. Ciò significa che chi viene sorpreso ubriaco in sella ad uno di questi veicoli sarà sottoposto al rischio di incappare nelle stesse sanzioni imposte agli automobilisti, ossia fino a 3 anni di carcere (tranne i conducenti meno veloci, che dovrebbero esserne esclusi). “La legge distingue i due mezzi in base al pericolo che rappresentano per i pedoni, e un'auto o un ciclomotore sono un pericolo ben maggiore rispetto a una bicicletta", ha precisato Raedler.
Sono sempre di più le e-bike implicate in incidenti gravi: solo nello scorso anno l’Ufficio federale di statistica ne ha recensiti 321 – di cui 12 con esito mortale – ovvero 90 in più rispetto al 2017.