Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187172

<h2>SubmittedText<h2><p>I diplomatici esteri in Svizzera fanno rifornimento di carburante senza pagare l'imposta sugli oli minerali. Ciò vale per tutte le ambasciate e tutte le 25 organizzazioni internazionali presenti sul territorio svizzero, 22 delle quali hanno sede a Ginevra. Questa eccezione riguarda migliaia di persone e veicoli.</p><p>Stiamo parlando dunque di una bella cifra, in quanto la Confederazione riscuote circa 80 centesimi di imposte e tributi per ogni litro di carburante. Benché l'argomento non sia stato affrontato finora, l'entrata che viene a mancare alla Confederazione è considerevole.</p><p>Fa specie sentire che, apparentemente, un'unica impresa fornisca il carburante a tutti i diplomatici, occupando quasi una posizione di monopolio. Per quanto ne so, tale "concessione" non è stata attribuita mediante bando, ma conferita per ragioni storiche. Da un punto di vista liberale, sarebbe importante fare luce sulla questione e presentare i fatti in maniera chiara. Soltanto la pubblicazione di un bando potrebbe apportare alla Confederazione vantaggi finanziari nell'ordine di milioni di franchi, a maggior ragione nel settore dei trasporti, dove la richiesta di risorse è forte.</p><p>Pongo alcune semplici domande in merito:</p><p>1. A quanto ammonta il fatturato realizzato con le organizzazioni internazionali sulla base di tale eccezione?</p><p>2. A quanto ammonta la perdita d'imposta della Confederazione a seguito di tale eccezione?</p><p>3. Quali fornitori di carburante beneficiano dell'eccezione?</p><p>4. È vero che soltanto un fornitore occupa quasi una posizione di monopolio?</p><p>5. In che modo la Confederazione concede ai diplomatici la carta-carburante? È mai stato indetto un bando di concorso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I privilegi doganali (cioè l'ottenimento di carburante esente da tributi) per diplomatici e organizzazioni internazionali si fondano sulla Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961 sulle relazioni diplomatiche (RS 0.191.01). A livello nazionale ciò è disciplinato dall'articolo 17 capoverso 1 lettere g e h della legge federale del 21 giugno 1996 sull'imposizione degli oli minerali (LIOm; RS 641.61).</p><p>1. I diplomatici e le organizzazioni internazionali acquistano annualmente circa 6,5 milioni di litri di carburante (2/3 benzina, 1/3 diesel). I prezzi, e dunque il fatturato, non sono noti al Consiglio federale.</p><p>2. Negli ultimi anni, l'importo medio annuale dell'imposta sugli oli minerali non riscossa si aggirava intorno ai 4,9 milioni di franchi.</p><p>3.-5. Le procedure di importazione, deposito e fornitura di carburante esente da tributi per diplomatici e organizzazioni internazionali furono regolate nel 1949 dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD) in un contratto stipulato con l'ONU. Quest'ultima ha la responsabilità, di fronte all'AFD, di concedere carburante esente da tributi soltanto a persone e organizzazioni autorizzate. Da decenni L'ONU collabora con lo stesso fornitore, al quale impone di emettere la carta-carburante per i diplomatici nonché di equipaggiare con apparecchi di lettura per le suddette carte le stazioni di rifornimento servite presenti in Svizzera e di farle funzionare in modo adeguato. Finora l'ONU ha rinunciato a mettere nuovamente a concorso il mandato.</p>  Risposta del Consiglio federale.