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VARSAVIA - Il governo di Varsavia ha respinto le raccomandazioni dell'Unione europea sulla tutela dello stato di diritto in Polonia perché «non vede la possibilità legale di metterle in atto».
Come riferisce l'agenzia Pap, il documento di risposta alla lettera della Commissione europea del 27 luglio scorso è stata inviata a Bruxelles ieri, esattamente allo scadere dei tre mesi previsti dalle regole Ue.
Nel documento si sostiene che le raccomandazioni della Commissione «sono basate sull'infondata tesi» del ruolo preminente della «Corte costituzionale nell'assicurare lo Stato di diritto». Varsavia inoltre ribadisce che una parte dei problemi segnalati dall'Ue sono stati risolti con la nuova legge sulla Consulta varata dal parlamento il 22 luglio.
In un comunicato del ministero degli Esteri di Varsavia emesso ieri per accompagnare la risposta del governo si afferma che «l'attrito politico sulle regole di funzionamento della Consulta non può essere la base per formulare la tesi che in Polonia sia in pericolo il sistema dello Stato di diritto».
La Polonia è il primo Paese contro cui viene attivata la procedura di controllo della Unione europea sullo Stato di diritto. La misura è stata presa dopo che il presidente della repubblica e il governo del partito populista "Diritto e giustizia" (Pis) eletto un anno fa non avevano voluto riconoscere i giudici della Corte costituzionale eletti dal parlamento della precedente legislatura.