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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>1.- Nel 1995 il rapporto tra imposte dirette e indirette (senza contributi delle assicurazioni sociali) negli Stati europei è stato al massimo di 2 a 1 (= 66,6%:33,3%). In parecchi Stati europei il rapporto era tuttavia ancora più equilibrato. Il rapporto nel nostro Paese è circa di 7 a 3 (nel 1995 esattamente 70,5% di imposte dirette: 29,5% di imposte indirette).</p><p></p><p></p><p></p><p>Le proporzioni citate nella motivazione corrispondono alle imposte dirette e ai contributi delle assicurazioni sociali (assieme) in rapporto con le imposte indirette.</p><p></p><p></p><p></p><p>Anche un rapporto pubblicato nel mese di agosto 1998 in merito alla piazza economica Svizzera tratta della forte incidenza in Svizzera delle imposte dirette in rapporto alle imposte indirette. I dati si riferiscono comunque all'anno 1993 (Egon Zehnder International, Wirtschaftsstandort Schweiz 1998, pag. 11-13). </p><p></p><p></p><p></p><p>2.- Sono quindi corrette le affermazioni secondo cui per il finanziamento del bilancio statale la Svizzera ricorra proporzionalmente meno alle imposte indirette di quanto non lo facciano tutti gli altri Paesi europei. Occorre tuttavia evidenziare che a livello internazionale il nostro Paese non è un caso isolato. Tra i Paesi dell'OCSE vanno menzionati in particolare gli USA e il Giappone, ove l'aliquota delle imposte indirette è ancora più bassa.</p><p></p><p></p><p></p><p>Di per sé il rapporto delle imposte indirette rispetto al gettito globale non permette di valutare l'onere fiscale dei singoli Paesi né le eventuali ripercussioni sull'offerta di lavoro e sulla competitività economica. È molto più interessante la somma di tutte le imposte e dei contributi per l'assicurazione sociale in rapporto con il prodotto interno lordo. Lo strumento adeguato è l'aliquota fiscale. In questo contesto anche nel 1995 la Svizzera presentava un valore inferiore alle aliquote fiscali medie di tutti gli Stati dell'OCSE. Un confronto con i quindici stati dell'UE dà un quadro ancora più favorevole, in quanto la nostra aliquota fiscale si situa al livello dei due o tre Stati dell'UE con i valori più bassi. </p><p></p><p></p><p></p><p>Nel citato rapporto di Egon Zehnder International, il passaggio che tratta del rapporto tra imposte dirette e indirette si trova sotto il titolo "Schweizer Spitzenbelastung bei den direkten Steuern". Tale affermazione è da relativizzare. Già il rapporto dell'aliquota fiscale mostra infatti che il ricorso proporzionalmente basso alle imposte indirette non si traduce affatto in un maggiore assoggettamento dei contribuenti alle imposte dirette e ai contributi per le assicurazioni sociali. </p><p></p><p></p><p></p><p>3.- La mozione chiede una diminuzione graduale dell'imposta federale diretta, la cui estrema conseguenza è la sua abolizione. Il Parlamento ha già esaustivamente trattato questo tema nel quadro dell'iniziativa popolare "per l'abolizione dell'imposta federale diretta" e nel 1996 ha respinto l'abolizione a grande maggioranza. Successivamente gli iniziativisti hanno ritirato la loro richiesta.</p><p></p><p></p><p></p><p>Con una sua iniziativa, la Commissione dell'economia e dei canoni del Consiglio degli Stati ha chiesto al proprio Consiglio un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare. Secondo la decisione della Comissione, per l'imposta federale diretta sarebbe risultata una perdita annua di entrate di 1'650 milioni di franchi, che sarebbe stata compensata da un aumento dell'aliquota IVA di al massimo un punto percentuale. Nella sua presa di posizione sull'iniziativa della Commissione il Consiglio federale ha chiesto al Parlamento di avviare la revisione solo quando le prospettive finanziarie della Confederazione avessero registrato dei miglioramenti. A suo avviso ciò potrebbe essere il caso al più presto nella prossima legislatura. Il Consiglio degli Stati ha seguito il Consiglio federale e ha sospeso il progetto, cosicché nessun controprogetto indiretto è stato contrapposto all'iniziativa popolare. </p><p></p><p></p><p></p><p>Da quando è stata presentata l'iniziativa popolare diventa sempre più manifesto il fatto che la sicurezza delle nostre opere sociali, segnatamente l'AVS/AI, potrà essere garantita solo con ulteriori altre entrate. Dall'attuale punto di vista nei prossimi dieci anni queste corrisponderanno a 3,5 punti percentuali IVA. In data 8 aprile 1998 il Consiglio federale ha deciso di dare maggior peso all'imposta sul valore aggiunto per coprire entro l'anno 2010 questo fabbisogno finanziario supplementare. Il primo passo in questa direzione avverrà già il 1° gennaio 1999, allorquando l'aliquota normale dell'imposta sul valore aggiunto passerà dal 6,5 al 7,5 per cento.</p><p></p><p></p><p></p><p>Nell'ambito di questi aumenti dell'IVA non sarà sicuramente possibile ridurre contemporaneamente l'imposta federale diretta, poiché l'ulteriore fabbisogno di finanziamento delle assicurazioni sociali non potrebbe in tal modo essere coperto. Tuttavia, questi aumenti dell'IVA, inevitabili dall'attuale punto di vista, spostano già da soli chiaramente il baricentro verso le imposte indirette.</p><p></p><p></p><p></p><p>4.- Come illustrato, le richieste della mozione sono state trattate pochi anni fa e respinte nel punto principale. Per quel che concerne la domanda ancora pendente di una sostanziosa riduzione dell'imposta federale diretta e della compensazione per mezzo dell'IVA, il dibattito sarà ripreso dopo il miglioramento delle prospettive finanziarie della Confederazione.</p><p></p><p></p><p></p><p>Inoltre, il rapporto tra imposte dirette e indirette sarà quasi certamente di nuovo un tema dei prossimi lavori sull'avvicendamento del vigente regime finanziario.</p><p></p><p></p><p></p><p>Di conseguenza il Consiglio federale non si oppone ad accettare l'intervento nella forma del postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.