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L'abito in tutti i tempi ha accompagnato e seguito momenti di carattere sociale, politico e artistico del genere umano. Il vestito ha da sempre distinto la gente del popolo dai nobili, il ricco dal povero, il religioso dal soldato, ecc. Nel tempo, l'uniforme è stata una veste di varia foggia e colore in uso per distinguere un casato, una confraternita, un ordine cavalleresco, un'associazione, gruppi militari, bande musicali, e via dicendo. Serviva ad identificare persone che appartenevano alle diverse organizzazioni ed erano indossate nei momenti ufficiali ai quali l'associazione venne chiamata a presenziare. Esse erano confezionate con stoffe con colori vivaci e si ornavano sul petto con bottoni dorati e vistose spalline. La parola uniforme deriva dal latino uniformis = che ha la stessa forma. Che è costantemente uguale. Con il passare degli anni la divisa venne in uso anche per la polizia, i pompieri, la protezione civile, la Croce Rossa, i musicanti , nelle corali, nelle attività sportive e ginnastiche, nei collegi, specie inglesi, che adottarono una divisa per gli allievi. Anche per varie professioni si adottarono delle divise: cuochi, personale di servizio degli alberghi, ferrovieri, facchini, battellieri, commesse di negozi, personale ospedaliero e via dicendo. In certi paesi anche i carcerati hanno l'obbligo di portare una divisa, mentre oggi ancora, in occasione degli auguri di Capodanno, a Berna, a Palazzo Federale, si vedono le sfarzose divise fastosamente decorate con motivi dorati, indossate dai diplomatici accreditati presso la Confederazione. In dialetto si usa dire: al ga sù la montüra oppure l'üniform, mentre il detto L'è in alta üniform vale anhe come ben vestito, elegante e, sempre in dialetto, divisa si riferisce alla divisa militare, oppure si dice anche che l'è in divisa di persona che porta un soprabito elegante. È difficile asegnare un'epoca precisa in cui iniziò l'uso delle divise. I primi popoli che utilizzarono vestiti militari per i loro soldati, furono gli Assiri, i Greci e gli Egizi e lo si desume da monumenti e scultori giunti fino a noi. In modo particolare nell'epoca dell'Impero Romano i soldati portavano particolari divise che li distinguevano dall'appartenenza alle varie legioni e, con tali divise, invasero parte dell'Europa, dall'Asia e dall'Africa. Portiamoci ora più avanti nel tempo e guardiamo in casa nostra.
Agli inizi del Novecento venne fondata la Musica di Castagnola che negli anni ha marcato indiscutibili progressi ed ha conseguito tanti successi, grazie alla volontà e costanza dei soci sia dirigenti che attivi. Va detto che la prima banda di Castagnola, composta da una trentina di elementi, non ebbe lunga vita. Fondata nel 1900 dopo solo nove anni cessava la sua attività. Tuttavia fu dotata di una prima uniforme (vedi foto A) di tutto rispetto composta da pantaloni e giacca dal colletto chiuso, decorata sul davanti di doppio cordone che scendeva sul petto a mo' di collana. Completava la divisa un cappello alla bersagliera con vistoso piumaggio. Quella prima divisa fu ordinata e confezionata a Milano e ciò giustifica la dotazione del cappello in uso in un corpo militare italiano. A Castagnola, fin verso gli anni Quaranta del Novecento, si instaurarono delle bande politiche e fu solo nel 1939 che il Municipio di quel comune caldeggiò la creazione di una banda musicale apolitica. Dalla fotografia B notiamo la Filarmonica di Castagnola ritratta a Brè, verso il 1940, molto probabilmente in occasione della festa della Madonna. Quale unico segno distintivo i musicanti portavano un berretto con visiera, ai tempi in uso agli addetti ai tram, alle funicolari e ai servizi urbani cittadini. Nella fotografia C, risalente al 1955, notiamo la Filarmonica di Castagnola con la classica divisa scura e cappello che in quel tempo dava al gruppo prestigio e decoro. Con la foto D arriviamo ai nostri tempi ed essa ci mostra il gruppo musicale con una divisa composta da pantaloni, camicia bianca e cravatta la quale conferisce al Corpo musicale un aspetto esteticamente bello, attuale, fresco, giovanile e funzionale.
(Fonte: La rivista di Castagnola e del Ceresio, di Emmebi, 2016, N. 3)