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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 17.05.2017</b></p><p><b>Rumore eccessivo: il sistema di compensazione non deve essere riformato </b></p><p><b>Il Consiglio federale chiede lo stralcio della mozione "Emissioni foniche dovute al traffico aereo. Indennità per espropriazione formale dei diritti di vicinato", che chiedeva il miglioramento della situazione giuridica dei proprietari dei fondi esposti a un rumore eccessivo. Considerate le reticenze espresse dai Cantoni, che hanno rifiutato le proposte di modifica avanzate dalla Confederazione, e dalle commissioni parlamentari competenti, favorevoli al mantenimento dello status quo, il Consiglio federale ritiene che una riforma del sistema di compensazione goda di uno scarso sostegno politico. </b></p><p>Sia i Cantoni che le due commissioni parlamentari competenti hanno respinto le proposte di riforma del sistema di compensazione del rumore sottoposto loro dal Governo. Le commissioni hanno ritenuto inopportuno sia il modello di compensazione "LAN light" che quello d'indennizzo per espropriazione formale dei diritti di vicinato "ENA plus", preferendo la situazione giuridica vigente. Nel suo rapporto sullo stralcio della mozione 08.3240 della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) "Emissioni foniche dovute al traffico aereo. Indennità per espropriazione formale dei diritti di vicinato" 08.3240, il Consiglio federale è quindi giunto alla conclusione che una riforma del sistema dei compensazione del rumore non goda del sostegno politico. </p><p>La mozione della commissione del Consiglio degli Stati chiedeva di migliorare la situazione giuridica dei proprietari dei fondi esposti a rumore eccessivo. Attualmente, questi ultimi hanno la facoltà di intentare un'azione e di esigere, per ogni bene, un risarcimento una tantum per il deprezzamento causato dal rumore. I tribunali decidono in base alla prassi del Tribunale federale se le condizioni di indennizzo sono soddisfatte.</p><p></p><p>Un lungo processo politico</p><p>La questione del miglioramento della situazione giuridica delle persone che vivono in prossimità di aeroporti esposte a rumore era stata studiata già nel 2002 nel quadro dell'iniziativa parlamentare 02.418 "Rumore causato dagli aeromobili. Garanzie procedurali", depositata dal consigliere nazionale Rolf Hegetschweiler (PLR, ZH). Il Consiglio degli Stati non era tuttavia entrato in materia su un progetto di legge corrispondente. Nel 2008 la CAPTE-S ha presentato la mozione 08.3240 volta a migliorare la situazione delle persone colpite dal rumore, a seguito della quale il Consiglio federale ha esaminato diverse opzioni per riformare il sistema di compensazione. Questi lavori sono sfociati nella proposta della "Norma di compensazione del rumore (LAN)", secondo cui i proprietari dei fondi interessati beneficerebbero, per tutta la durata dell'esposizione al rumore, di una compensazione periodica per il deprezzamento di detti beni. </p><p>La maggioranza dei Cantoni ha tuttavia respinto questa proposta, in particolare per il fatto che l'onere amministrativo derivato dall'attuazione sarebbe stato troppo elevato. I Cantoni hanno chiesto alla Confederazione di studiare la possibilità di trasporre nella legge la giurisprudenza attuale del Tribunale federale.</p><p>La Confederazione ha quindi elaborato due opzioni: il modello di compensazione "LAN light", ossia un modello semplificato dal punto di vista amministrativo che offre ai proprietari dei fondi esposti al rumore un indennizzo periodico, e il modello di indennizzo "ENA plus", che prevede la trasposizione nella legge dei punti principali della giurisprudenza attuale del Tribunale federale. Le due commissioni parlamentari si sono tuttavia espresse a favore del mantenimento dello status quo, ritenendo che una riforma del sistema vigente non porterebbe alcun miglioramento di rilievo. </p><p>Nel suo rapporto del 17 maggio 2017, il Consiglio federale propone al Parlamento lo stralcio della mozione 08.3240. Se la mozione verrà stralciata dalle due Camere, il quadro giuridico vigente rimarrà invariato. </p>