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Pretendeva di ottenere l’asilo politico in Svizzera poiché inseguito nel suo Paese da alcuni creditori. Ma fortunatamente né la Segreteria di stato della migrazione né il Tribunale amministrativo federale hanno dato seguito alla fantasiosa richiesta di un cittadino georgiano.
L’uomo era fuggito dalla capitale della Georgia Tbilisi nel 2014 poiché non era in grado di rimborsare un debito contratto con dei conoscenti. Si era recato in Germania, dove era rimasto fino all’agosto 2017. Allora, informato dalla famiglia che la situazione si era normalizzata, era tornato in Georgia. Ma i creditori si erano nuovamente rivolti a lui, esigendo il rimborso del denaro. Egli era quindi ripartito verso l’Europa. Dapprima nei Paesi Bassi, poi in Belgio, poi in Francia e infine in Svizzera, dove lo scorso 5 settembre ha depositato una domanda d’asilo. Ma già in ottobre la Sem ha respinto la domanda e pronunciato l’allontanamento dalla Svizzera dell’uomo. Egli ha quindi presentato ricorso al Taf.
Ma anche i giudici hanno ritenuto che “i motivi d’asilo addotti dall’interessato, quandanche verosimili, non risultano pertinenti ai fini della concessione dell’asilo”, come si legge nella recente sentenza del Taf con la quale è stato respinto il ricorso del cittadino georgiano e confermato l’allontanamento dalla Svizzera.