Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/168992

<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera numerosi attori pubblici sono impegnati in attività di promozione della ricerca e dell'innovazione. Nell'ambito di un recente studio (cfr. Varone, et alt., "Angebot und Nachfrage öffentlicher Innovationsförderung", 2016) ne sono stati indentificati 93 a livello cantonale, 14 a livello regionale e 19 a livello nazionale. Questi attori si avvalgono degli strumenti più diversi, ad esempio nell'ambito della consulenza, del finanziamento e del supporto alla costituzione di reti.</p><p>Alla luce di questa pluralità di offerte è lecito interrogarsi sul coordinamento e sulla coerenza della promozione pubblica dell'innovazione. In uno studio del 2011, l'OCSE ha valutato in modo critico il grande numero di attori e lo scarso coordinamento tra di loro. </p><p>Non esiste fino ad oggi una lista esaustiva di tutti gli attori attivi nella promozione pubblica dell'innovazione. Su alcuni siti Internet si trovano sì degli elenchi di attività di promozione prescelte (tra cui Regiosuisse, il portale PMI della Confederazione e la CTI), ma si tratta spesso di operatori che mettono a disposizione strumenti molto specifici. Quello che manca è un rilevamento sistematico.</p><p>Come ha dimostrato un sondaggio condotto recentemente, numerose aziende innovative deplorano la mancanza di trasparenza sull'offerta di promozione, sugli obiettivi, i compiti e le prestazioni degli organismi interessati. Per queste aziende è difficile accedere alle offerte di promozione che fanno al caso loro. Il successo della promozione pubblica dell'innovazione dipende però dalla disponibilità di interlocutori adatti e di prestazioni chiare e facilmente comprensibili.</p><p>Per questo motivo chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la trasparenza e la chiarezza dell'offerta pubblica di promozione dell'innovazione è attualmente insufficiente?</p><p>2. Quali misure si potrebbero adottare, secondo il Consiglio federale, per permettere alle aziende interessate di farsi rapidamente un'idea delle offerte di promozione esistenti e dei loro obiettivi?</p><p>3. Come giudica il Consiglio federale la possibilità di allestire una piattaforma informativa centrale che rilevi sistematicamente le diverse offerte di promozione e ne illustri gli obiettivi?</p><p>4. Quanto tempo prevede di impiegare il Consiglio federale per attuare le dovute misure di miglioramento della trasparenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui nel campo della promozione della ricerca e dell'innovazione sono attivi in Svizzera numerosi attori pubblici, e questo non soltanto a livello federale, ma in particolare nell'ambito di attività di promozione cantonali e regionali. Il relativo panorama della promozione rispecchia le strutture federali della Svizzera, comprese le diverse competenze e la loro molteplicità. Premettendo che l'idoneità degli strumenti di orientamento per aziende e il coordinamento delle varie offerte sono due aspetti fondamentalmente diversi, il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste dall'autore dell'interpellanza.</p><p>1. Grazie alla varietà e all'abbondanza delle sue offerte, il panorama svizzero di promozione dell'innovazione funziona molto bene. Già oggi la trasparenza e l'accessibilità dei vari strumenti è molto elevata. Le agenzie di promozione della Confederazione informano in modo comprensibile, chiaro e coerente e rendono conto delle procedure e dei criteri su cui fondano le loro decisioni. Nei programmi pluriennali della ricerca settoriale, inoltre, tutte le unità amministrative (uffici federali) presentano in modo trasparente i rispettivi strumenti di promozione specifici e le loro interfacce con le agenzie di promozione federali.</p><p>Con la promozione dei sistemi d'innovazione regionali (strategia RIS), la Confederazione incentiva i cantoni in modo mirato a migliorare il coordinamento e la collaborazione nel campo dell'innovazione e a sfruttare le sinergie. Le basi legali della futura agenzia di promozione dell'innovazione sanciscono inoltre l'obbligo di coordinare le proprie attività con le misure adottate a livello regionale o cantonale (art. 3 cpv. 7 della legge Innosuisse).</p><p>2./4. Le imprese interessate possono informarsi in diversi modi. L'ampio e generico fabbisogno di informazioni sulle varie possibilità di sostegno può essere coperto semplicemente mediante siti Internet, rapporti e rilevamenti. Il rilevamento sistematico che il consiglio svizzero della scienza e dell'innovazione effettua dal 2015, ad esempio, offre un inventario esaustivo di tutte le iniziative di promozione della Confederazione, dei cantoni e di singole città, specificandone le finalità e i destinatari (documento CSSI 4/2015 "Inventar der schweizerischen Innovationspolitik"). La carta dell'innovazione della CTI (la futura Innosuisse) propone invece una panoramica delle offerte di promozione e dei partner eventualmente disposti ad avviare progetti d'innovazione.</p><p>Alle imprese con esigenze di sostegno specifiche, invece, convengono soprattutto i colloqui personali, come ha dimostrato uno studio sullo sviluppo delle reti di promozione dell'innovazione commissionato congiuntamente da CTI, SECO e SEFRI (Interface 2015). Per informarsi sulle varie possibilità di promozione specifiche, le imprese non attingono in primo luogo a una fonte d'informazioni centrale, ma si avvalgono piuttosto delle proprie reti di contatti o delle offerte regionali. È importante, quindi, che possano beneficiare di consulenze in loco, ad esempio all'interno di appositi centri di contatto e reti settoriali o nell'ambito di programmi di coaching e mentoring. Quasi tutti i Cantoni - unitamente alla CTI - offrono già oggi simili servizi e prestazioni di consulenza per imprese.</p><p>La Confederazione ha inoltre iniziato a sollecitare più intensamente una cooperazione di tipo verticale tra gli attori regionali e nazionali. Lo scopo è fare in modo che le PMI interessate trovino il partner sostenitore ideale a prescindere dall'interlocutore a cui si rivolgono per prime all'interno del sistema di innovazione (approccio denominato "no wrong door").</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole che per incrementare l'efficienza e l'efficacia del sistema nazionale di promozione dell'innovazione sono necessari sforzi continui a tutti i livelli. L'ipotesi di istituire una piattaforma d'informazione centrale (o "piattaforma dell'innovazione") va analizzata nell'ottica della sua utilità e realizzabilità: alla luce di quanto esposto sopra, è poco probabile che una tale piattaforma possa offrire alle PMI un effettivo valore aggiunto rispetto alle offerte già esistenti. Ogni inventario, inoltre, non è che un'istantanea mai interamente completa né aggiornata. Anche investendo ingenti risorse finanziarie, personali e amministrative, una tale piattaforma d'informazione centrale sarebbe difficilmente realizzabile.</p>  Risposta del Consiglio federale.