Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/95163

<h2>SubmittedText<h2><p>Le risposte ai diversi interventi parlamentari concernenti le misure attuate dalla Confederazione per combattere la malattia della lingua blu, in particolare la vaccinazione degli animali, non hanno portato alcun argomento convincente a sostegno della necessità di adottare i provvedimenti in questione. Nel settore agricolo permangono dubbi e incertezze in merito all'efficacia e all'opportunità di una campagna di vaccinazione, tenuto conto degli effetti secondari e dei costi che essa comporta.</p><p>Alla luce di ciò, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. L'affermazione secondo cui la presenza del virus sarebbe stata accertata si basa sui risultati di un'analisi svolta secondo un metodo diretto o indiretto?</p><p>2. Se si tratta di un metodo diretto, chiedo al Consiglio federale di citare la pubblicazione scientifica di riferimento attestante l'isolamento e la caratterizzazione biochimica del virus e corredata di immagini fotografiche del virus isolato (cioè in assenza di elementi estranei).</p><p>3. Se si è trattato di un metodo di analisi indiretto (ad es. mediante PCR) chiedo al Consiglio federale se tale metodo è stato o meno omologato per il virus della malattia della lingua blu e, in caso affermativo, mediante quali metodi di analisi diretti, oggetto di una pubblicazione scientifica, è avvenuta l'omologazione.</p><p>4. Se l'accertamento diretto della presenza del virus non è avvenuto secondo un metodo omologato, in base a quali pubblicazioni scientifiche di carattere metodologico si può affermare con certezza che un metodo d'analisi indiretto e non omologato consente - sotto il profilo tecnico e scientifico - di provare in modo indubitabile la presenza del virus in un organismo?</p><p>5. Se l'affermazione secondo cui la presenza del virus in un organismo sarebbe stata accertata è fondata unicamente sui risultati di un metodo di analisi indiretto, chiedo al Consiglio federale di dichiarare esplicitamente, e conformemente a principi empirici e scientifici, che tale affermazione non è avvalorata soltanto da consenso e in base a supposizioni, bensì da dati empirici e scientifici.</p><p>6. Da ultimo, chiedo al Consiglio federale di comunicare quali sono i laboratori che svolgono analisi biochimiche e biofisiche atte a identificare esattamente e in modo scientifico il virus.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La campagna di vaccinazione contro la malattia della lingua blu avviata nel 2008 ha permesso di impedire che l'epizoozia si propagasse sul territorio svizzero, e di evitare perdite economiche a danno dell'agricoltura. Le organizzazioni del settore agricolo si sono espresse più volte in favore della vaccinazione. Nel frattempo, circa l'80 per cento degli animali sensibili alla malattia è già stato vaccinato. In merito alla questione degli effetti secondari della vaccinazione, si può fare riferimento ad uno studio svolto dall'Ufficio federale di veterinaria con la collaborazione della facoltà Vetsuisse delle Università di Berna e Zurigo, della Federazione svizzera degli allevatori della razza pezzata rossa e dei laboratori di controllo della qualità del latte Qualitas e Suisselab. Dai risultati dello studio emerge chiaramente che se si prende in considerazione l'intera popolazione di animali non vi sono indizi di effetti indesiderati. Lo studio preliminare pubblicato dall'Istituto di virologia e d'immunoprofilassi (IVI), svolto nella primavera 2008, giungeva alle medesime conclusioni.</p><p>La malattia della lingua blu è di origine virale: viene trasmessa ai ruminanti tramite le punture degli insetti vettori della malattia. Per accertare la presenza di virus, da più di venti anni si segue una procedura di riferimento basata sulla tecnica della PCR (Polimerase Chain Reaction: reazione a catena della polimerasi), riconosciuta scientificamente a livello mondiale. Per questa ragione non è importante distinguere tra metodi diretti e indiretti. Fatta questa premessa, alle domande poste dall'interpellante si può rispondere nel modo seguente:</p><p>1.-5. La presenza del virus della malattia della lingua blu viene accertata mediante PCR e attenendosi alle norme di riferimento dell'Ufficio internazionale delle epizoozie (OIE). Si tratta di una metodologia che consente di identificare il materiale genetico del virus della lingua blu in tutti i tipi di campioni (animali e insetti infetti, nonché colture cellulari). Inoltre le particelle virali sono state identificate più volte con il metodo della microscopia elettronica, anche nel caso del virus della lingua blu presente in Svizzera (sierotipo 8; cfr. anche http://www.iah.ac.uk/disease/bluetongue.shtml). Del resto, la trasmissibilità del virus della lingua blu è stata dimostrata mediante esperimenti con animali.</p><p>Secondo le prescrizioni dell'OIE, le procedure basate sulla PCR devono prevedere controlli. Questa disposizione viene applicata in occasione dell'accreditamento dei laboratori da parte dell'OIE secondo la norma ISO 17025. L'ultimo audit presso l'IVI è stato svolto dal Servizio di accreditamento svizzero il 12 e il 13 gennaio 2009. Esso ha riguardato in particolare la procedura di validazione dei metodi diagnostici (soprattutto della PCR). </p><p>6. Il laboratorio di riferimento UE IAH Pirbright ha esaminato il virus della lingua blu utilizzando metodi biochimici e biofisici. Le relative pubblicazioni scientifiche possono essere consultate sul sito http://www.reoviridae.org/dsrna_virus_proteins//BTV.htm.</p>  Risposta del Consiglio federale.