Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201593

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Da quando il Consiglio federale è a conoscenza dei nuovi rischi per la salute che, secondo lo studio dell'Empa Gasomep, derivano dai veicoli con motore a iniezione diretta di benzina (motori GDI)?</p><p>2. Quanti sono in Svizzera i veicoli interessati dal problema? Quanti, al controllo d'immatricolazione, risultavano dotati di un filtro antiparticolato per motori GDI efficace (capacità di ritenzione di ca. il 98 per cento) e quanti ne erano invece sprovvisti?</p><p>3. Dati i rilevanti rischi per la salute che secondo lo studio derivano dai veicoli con motori GDI sprovvisti di apposito filtro, non sarebbe opportuno effettuare un retrofit anche per i veicoli esistenti?</p><p>4. Quali passi intende intraprendere il Consiglio federale affinché i veicoli di nuova immatricolazione siano conformi agli standard tecnici attuali?</p><p>5. È lecito supporre che i costruttori conoscessero da anni questi pesanti effetti negativi per la salute e li abbiano (di nuovo) deliberatamente taciuti?</p><p>6. Alla luce degli scandali scoppiati finora in seguito al superamento, in condizioni di guida reale, delle emissioni di CO2, NOX e, a più riprese, di particolato, l'industria automobilistica non dovrebbe essere ritenuta responsabile di deliberate e ripetute violazioni gravi della legislazione sulla protezione dell'ambiente e della salute ed essere quindi chiamata a risarcire i danni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./5. Il progetto di ricerca interistituzionale GasOMeP, condotto tra il 2013 e il 2017, è stato finanziato dagli Uffici federali dell'ambiente (UFAM) e dell'energia (UFE). A prescindere da detto progetto è da tempo risaputo che i motori GDI producono particelle di fuliggine. Pertanto già dal 2009 la norma Euro 5 ha fissato limiti alla massa di particolato emesso. Nel 2014, con la norma EURO 6 è stato inoltre introdotto un limite al numero di particelle, in seguito inasprito, tanto che da settembre 2018 le vetture nuove possono essere immatricolate solo se dotate di filtro antiparticolato.</p><p>2. Alla fine del primo trimestre 2019 erano circa 980 000 i veicoli con motore a iniezione diretta di benzina in circolazione, di cui il 5,6 per cento dotato di filtro antiparticolato. Le prescrizioni più severe si rivelano tuttavia efficaci per quanto riguarda le nuove immatricolazioni: mentre nel 2018 solo il 18 per cento dei veicoli era munito di filtro, nell'anno in corso lo è già il 74 per cento.</p><p>3. Effettuare il retrofit di un moderno impianto di scarico installando componenti dall'efficacia duratura è tecnicamente quasi impossibile. Per questo non esistono standard internazionali per filtri antiparticolato da installare in retrofit sui veicoli a motore GDI. </p><p>Considerate le prescrizioni sui gas di scarico vigenti per le nuove immatricolazioni, nel frattempo più severe, e il progressivo rinnovo del parco veicoli (cfr. risposta 2), difficilmente ci si può attendere l'introduzione di standard di questo tipo. </p><p>4. Le normative sui gas di scarico costantemente inasprite da parte dell'Unione europea sono adottate simultaneamente anche in Svizzera.</p><p>6. Il Consiglio federale si è già espresso sulle possibilità di sanzionamento ai sensi della legislazione ambientale rispondendo all'interpellanza Thorens Goumaz 16.4026, "Caso Volkswagen. Procedura semplificata per i consumatori, rispetto del diritto della concorrenza e del principio di precauzione". Le considerazioni ivi esposte al punto 2 rimangono valide.</p>  Risposta del Consiglio federale.