Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/77990

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di prendere urgentemente dei provvedimenti per il rispetto delle condizioni di lavoro e dei metodi di produzione ecologica nell'ambito dell'importazione di frutta e verdura. Esso deve in particolare:</p><p>- impegnarsi nell'ambito delle trattative con l'OMC e l'UE per l'instaurazione di condizioni di lavoro giuste e l'applicazione di metodi di produzione sostenibile a tutti i prodotti importati in Svizzera;</p><p>- introdurre una dichiarazione riguardo alle condizioni sociali e alla sostenibilità della produzione di tutta la merce importata;</p><p>- vietare l'importazione di generi alimentari prodotti in condizioni sociali palesemente in contraddizione con quelle del nostro Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'OMC non contempla norme fondamentali per il lavoro e l'elaborazione di simili norme non rientra neppure fra i temi trattati dal ciclo di Doha. Il Consiglio federale reputa che attualmente non sia possibile discutere di quanto sopra in seno all'OMC, ma esprimerà la preoccupazione dell'autore della mozione nel quadro delle relazioni bilaterali con l'Unione europea presso il comitato agricolo misto.</p><p>Il miglior modo per determinare se le condizioni di produzione siano socialmente accettabili è basarsi su marchi e standard produttivi riconosciuti a livello internazionale e considerare le norme fondamentali del lavoro emanate dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Come già affermato dal Consiglio federale nel suo parere sulla mozione Marty Kälin 06.3789, "Il marchio 'Pietra naturale'", l'istituzione e l'utilizzo di un marchio è una responsabilità essenzialmente del settore privato. Il Consiglio federale reputa che l'introduzione unilaterale dell'obbligo di dichiarazione dei criteri sociali di produzione non sia la soluzione adeguata per migliorare le condizioni lavorative. La Svizzera manterrà comunque vivo il proprio impegno per favorire il rispetto delle norme fondamentali del lavoro e condizioni di lavoro adeguate alle norme sociali sia sul piano multilaterale (in seno all'OIL) sia sul piano bilaterale.</p><p>Il Consiglio federale non vuole stabilire prescrizioni ed obblighi in maniera unilaterale, quanto piuttosto in via multilaterale, adeguandoli alle norme tecniche dei principali partner della Svizzera. Se la Svizzera decidesse di schierarsi da sola istituendo l'obbligo di dichiarazione degli standard sociali di produzione creerebbe nuovi ostacoli al commercio, ad esempio nei confronti della CE, violando l'accordo per la riduzione degli ostacoli tecnici al commercio, l'accordo sull'applicazione di misure sanitarie e fitosanitarie stipulato nell'ambito dell'OMC e l'accordo bilaterale fra la Svizzera e la CE. L'introduzione di una dichiarazione obbligatoria dei criteri sociali di produzione sarebbe in contraddizione con lo scopo perseguito dalla mozione Hess Hans 04.3473, "Soppressione degli ostacoli tecnici al commercio", già inoltrata, nella quale si richiede che i prodotti introdotti legalmente sul mercato comunitario possano circolare liberamente anche in Svizzera (principio "Cassis de Dijon").</p><p>Tuttavia, la legge sulla protezione dell'ambiente contempla una disposizione relativa agli emblemi ecologici e alla gestione ambientale (art. 43a). In seno all'OMC la Svizzera si adopera per la riduzione degli ostacoli al commercio in relazione alle merci e ai servizi nel settore ambientale (mandato di Doha relativo all'art. 31). Inoltre, la Svizzera sostiene gli sforzi intrapresi dal comitato per l'ambiente dell'OMC per l'aggiunta dei requisiti ecologici per i prodotti e il rispetto delle procedure di produzione ecologiche. Peraltro, il Consiglio federale affronterà con l'UE, in seno al comitato misto per l'agricoltura, le questioni sollevate dall'autore della mozione sul tema ecologico e quelle concernenti le condizioni di lavoro.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.