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Obbligo di autorizzazione per i lavoratori che iniziano un’attività di durata superiore a 90 giorni per anno civile in Svizzera
Gli Stati dell’UE-27 e dell’AELS beneficiano della libera circolazione totale delle persone. Tuttavia, per l’esercizio di un’attività dipendente da parte dei cittadini di questi Paesi vigono obblighi di notifica e di autorizzazione. Nel caso dei lavoratori che svolgono un’attività dipendente in Svizzera per conto di un datore di lavoro svizzero di durata superiore a 90 giorni (ininterrottamente o suddivisa in più periodi) nell’arco di un anno civile occorre l’obbligo di autorizzazione. Il compito di procurarsi tale autorizzazione in questo caso spetta dunque al lavoratore. La presente regolamentazione si applica sia a coloro che intendono stabilirsi o soggiornare in Svizzera durante lo svolgimento dell’attività lucrativa sia ai frontalieri. Negli altri casi (distacco in Svizzera, inizio di un’attività in Svizzera di durata inferiore o uguale a 90 giorni per anno civile) gli eventuali obblighi di notifica e di autorizzazione spettano al datore di lavoro. Informazioni in merito sono disponibili nella rubrica relativa agli obblighi dei datori di lavoro.
Reintroduzione a termine dei contingenti massimi per i lavoratori dell'UE-2
Il 10 maggio 2017, il Consiglio federale ha deciso di attivare per il 1° giugno 2017 la clausola di salvaguardia nei confronti della Bulgaria e della Romania prevista nell’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Il 18 aprile 2018, ha deciso di prorogare per un anno, fino al 31 maggio 2019, la clausola di salvaguardia ai cittadini della Bulgaria e della Romania.
Il 1° giugno 2019 segna la fine dei termini transitori per la Bulgaria e la Romania. Da tale data i cittadini di questi Stati beneficeranno della libera circolazione completa.