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WASHINGTON - Tesla chiude il secondo trimestre consecutivo in nero ma delude. Gli ultimi tre mesi del 2018 sono archiviati con un utile di 139,5 milioni di dollari, inferiore ai 311,5 milioni del trimestre precedente e sotto le attese degli analisti che scommettevano su 2,20 dollari per azione invece degli 1,93 dollari registrato. Risultati deludenti che penalizzano i titoli Tesla in Borsa, dove arriva a perdere l'1,87%.
Elon Musk si mostra fiducioso: a suo avviso Tesla può chiudere tutti i trimestri del 2019 in utile e avere un cash flow positivo, oltre a vendere quest'anno fra le 360.000 e le 400.000 auto. Se raggiungesse tale quota si tratterebbe per Tesla di un forte balzo rispetto ai 245.000 veicoli prodotti quest'anno. «Anche se dovesse esserci una recessione globale, ci attendiamo che le nostre consegne di auto quest'anno saranno il 50% superiori al precedente» afferma Musk.
In miglioramento nell'ultimo trimestre dell'anno anche la liquidità, salita a 3,7 miliardi di dollari rispetto ai 3 miliardi di dollari della fine di settembre. La liquidità resta una preoccupazione per Tesla, che in marzo si trova a far fronte al pagamento di 920 milioni di dollari di debito: una cifra che dovrà pagare interamente in contanti se i suoi titoli resteranno sotto i 359,87 dollari per azione.
L'utile sotto le attese non spazza via i timori sulla capacità di Tesla di restare redditizia in modo sostenibile affidandosi solo al Model 3, l'auto elettrica destinata al grande pubblico, e soprattutto in considerazione degli sconti offerti negli Stati Uniti per bilanciare la fine degli incentivi pubblici all'acquisto.