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I fattori socio-economici giocano un ruolo nella scelta di farsi vaccinare contro il coronavirus. Le persone con salari alti e buona istruzione risultano più propense a farsi inoculare il preparato.
Lo stesso vale per chi vive in zone urbane, soffre di malattie croniche e possiede competenze mediche più elevate, secondo quanto emerge da uno studio dell’Università di scienze applicate di Zurigo (Zhaw), pubblicato su ‘Swiss Medical Weekly’. La ricerca rappresentativa si è svolta fra giugno e dicembre 2021 su 2’400 individui.
Nel periodo preso in considerazione si sono per contro fatti vaccinare meno frequentemente coloro che vivono in campagna e quelli che hanno poca fiducia in autorità e scienza. Le ragioni più frequenti di chi ha scelto di non vaccinarsi sono la paura di effetti collaterali e dubbi sulla reale efficacia del rimedio (57% per entrambe le motivazioni).
Da un altro ‘Covid-19 Social Monitor’ – questo il nome della periodica ricerca – condotto lo scorso marzo, risulta poi che le persone adottano sempre meno prudenza. Il 56% ha dichiarato di mantenere le distanze nei confronti degli altri, mentre nel dicembre 2021 era ancora il 77%.