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Nel suo primo mandato aveva diminuito drasticamente la deforestazione
BRASILIA - «Torniamo a fare quello che abbiamo già fatto». Con poco meno del 51% dei voti, Luiz Inácio Lula da Silva è stato nuovamente eletto presidente del Brasile. Mentre l'avversario Jair Bolsonaro non riconosce di aver perso e i sostenitori della destra calpestano le strade, per la foresta amazzonica, e per l'ambiente in generale, si apre uno spiraglio di speranza.
Le differenze tra Lula e Bolsonaro sono abissali. E in particolare lo sono dal punto di vista ecologico e ambientale. Se il presidente uscente si pone dalla parte del discorso che nega i cambiamenti climatici e sfrutta e lascia sfruttare il polmone della terra per sostenere l'industria agro-alimentare, l'altro vede nella deforestazione un grande problema e un obiettivo: fare in modo che si fermi.
Il mandato di Bolsonaro è stato caratterizzato da un aumento vertiginoso della deforestazione. In tre anni sono andati perduti più di 34mila chilometri quadrati di Amazzonia. A titolo esemplificativo, la superficie totale della Svizzera corrisponde a poco più di 41mila chilometri quadrati. Nei suoi anni di mandato Bolsonaro ha anche tagliato i fondi destinati alla protezione dell'ambiente.
Dati non ancora verificati, ma pubblicati dall'Organizzazione non governativa Amazon Watch indicano che il 26% della foresta amazzonica è andato perduto. Le stime dell'anno scorso, pubblicate dal comitato di The Amazon We Want, indicava che la deforestazione aveva toccato il 17% della foresta. Se confermati, gli ultimi dati indicherebbero che l'Amazzonia sta raggiungendo o ha già raggiunto il punto critico.
Quando Lula era salito al potere per la prima volta, la deforestazione aveva raggiunto la cifra record di 25mila quadri. Poi, attuando leggi preesistenti e applicandone una nuova, denominata "Codice forestale", tra il 2004 e il 2012 la deforestazione era diminuita dell'80%. Un'intervista rilasciata nel mese di giugno a Rádio Difusora aveva affermato: «Torniamo a fare quello che abbiamo già fatto». «Dobbiamo prenderci cura della foresta e delle popolazioni indigene».
Tuttavia, il percorso per la salvaguardia dell'Amazzonia potrebbe essere tedioso, considerando che 14 su 27 governatori eletti sostengono Bolsonaro.