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Foto: Pro Infirmis
La sessione ha visto la partecipazione di 44 persone provenienti da tutta la Svizzera. Questi 44 dei 200 seggi della sala del Consiglio nazionale corrispondono, secondo le statistiche, alla percentuale di persone con disabilità in Svizzera (circa il 22% dell’intera popolazione).
I 44 membri della sessione delle persone disabili sono stati scelti da 20 000 persone attraverso una votazione online. Grazie a un’ampia rappresentanza di vari gruppi di persone, i partecipanti hanno dimostrato che ci sono diverse persone disabili che hanno la competenza e la motivazione per esercitare una carica politica. Questa speciale riunione in Parlamento è stata organizzata da «Pro Infirmis» ed è stata finanziata dalla SSUP, da sempre impegnata per l’inclusione delle persone disabili.
Perché si chiama «sessione delle persone con disabilità»?
Il termine «sessione delle persone con disabilità» è stato scelto in modo consapevole per rappresentare la realtà linguistica e giuridica. La legge svizzera si chiama infatti «Legge sui disabili» e la Convenzione delle Nazioni Unite «Convenzione sui diritti delle persone con disabilità». Tale denominazione intende sensibilizzare e richiamare l’attenzione sul fatto che le norme sociali impediscono alle persone disabili di partecipare alla vita politica. Inoltre, si intende dare risalto al tema della «disabilità» e sradicare questo tabù. L’importante è che le disabilità esistenti vengano riconosciute e che le persone disabili vengano considerate come dei preziosi membri della società. Tutto questo può avvenire solo se le cose vengono chiamate con il loro nome.
Piena partecipazione politica per le persone disabili
Partecipare alla vita politica è associato a diversi ostacoli per le persone affette da disabilità. Ad esempio, i documenti elettorali e di voto non sono completamente accessibili a tutti. Le persone con disabilità visiva non possono quindi votare in modo autonomo. I documenti elettorali non sono disponibili in lingua facile. Spesso si cercano invano video esplicativi in lingua dei segni o in lingua parlata completata. Molti edifici pubblici non sono tuttora privi di ostacoli e la mancanza di servizi di assistenza complica ulteriormente la partecipazione politica delle persone disabili limitandole nell’esercizio dei loro diritti politici.
Otto rivendicazioni centrali
Ecco perché la sessione delle persone con disabilità 2023 invita la politica, le autorità e la società civile a rafforzare a tutti i livelli la partecipazione e la rappresentanza delle persone disabili e a rimuovere gli ostacoli. Le e i partecipanti hanno approvato la risoluzione «È ora di garantire la piena partecipazione politica!» e chiedono:
- l’esercizio autonomo e senza ostacoli del diritto di voto e di elezione
- la partecipazione autodeterminata e paritaria alla vita politica
- la rappresentanza diretta delle persone con disabilità a tutti i livelli: dal Consiglio comunale al Consiglio federale
- il diritto di essere consultati in merito a tutte le decisioni politiche e il diritto di partecipare al dibattito
- alle persone con disabilità di attivarsi, di fare rete e di partecipare a tutti i livelli politici
- alle organizzazioni delle e per le persone con disabilità di assumersi la propria responsabilità e di eleggere persone disabili nei loro organi strategici e operativi
- che le persone disabili non siano giudicate in funzione di determinate capacità e ridotte alla loro disabilità
- che questa prima sessione delle persone con disabilità non sia l’ultima
La sessione delle persone con disabilità ha dato voce alle esigenze delle persone disabili. È un primo passo importante per permettere a tutte le persone di partecipare alla vita politica. Speriamo che ne seguano altri.