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Dopo aver descritto nei suoi best-seller noir drammi giudiziari e criminali, Patricia Cornwell questa volta ha avuto il suo "dramma" in tribunale e lo ha vinto, portandosi a casa un verdetto a suo favore con un risarcimento di 51 milioni di dollari.
La sentenza è stata decisa dalla giuria del tribunale distrettuale di Boston, dove la Cornwell aveva presentato causa nel 2009 contro l'azienda contabile che si occupa di gestire i suoi copiosi beni, ed in particolare quelli della sua affiliata Cornwell-Entertainment. Sul banco degli imputati era la Anchin, Block & Anchin ed il direttore Evan Snapper, titolare a suo tempo di una procura per la firma della stessa Cornwell.
Secondo l'autrice di libri-cult quali "La fabbrica dei corpi" e "Postmortem", l'azienda le avrebbe fatto perdere letteralmente decine di milioni di dollari in meno di quattro anni in investimenti sbagliati ed ai quali lei non aveva mai dato l'assenso. In termini legali: violazione di rapporto fiduciario, negligenza, rottura del contratto e così via.
Qualche esempio: la Anchin Block & Anchin si faceva pagare dall'autrice 40.000 dollari al mese per gestire le sue finanze, ma senza dirle niente aveva "ottenuto prestiti a suo nome per milioni di dollari, acquisito mutui per proprietà immobiliari compromesse, acquistato un elicottero". E persino pagato 50.000 dollari a suo nome per il biglietto di un concerto di Elton John di raccolta fondi per Hillary Clinton.
La giuria ha dato ragione alla Cornwell, che ha ammesso di soffrire di "disturbo mentale bipolare", e proprio per questo di "avere bisogno di un ambiente quieto, senza interruzioni e senza doversi occupare della parte finanziaria della sua attività al fine di lavorare alle sue novelle".
Frank Schettino, partner dell'azienda condannata a risarcire 51 milioni di dollari, si è detto "deluso" dal verdetto ed ha annunciato che la azienda sta riflettendo sulla possibilità di presentare appello.