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Il 20 marzo e il 29 aprile 2020 il Consiglio federale ha adottato provvedimenti per attenuare le ripercussioni economiche dell’ulteriore diffusione del coronavirus sulle imprese e sui rispettivi dipendenti.
Le casse di compensazione AVS possono accordare agevolazioni di pagamento ai datori di lavoro e agli indipendenti confrontati a problemi di liquidità a causa della crisi del coronavirus. Queste agevolazioni concernono soltanto le modalità di pagamento, mentre il debito contributivo resta invariato.
Domande e risposte
Agevolazioni per il pagamento dei contributi sociali
In caso di riduzione della massa salariale o del reddito da attività lucrativa indipendente, possono innanzitutto chiedere un adeguamento dei contributi d’acconto. Hanno inoltre la possibilità di chiedere una dilazione di pagamento esente da interessi di mora (v. domanda 2 per la nozione di dilazione di pagamento e domanda 3 per le relative condizioni di concessione).
Una dilazione di pagamento è la decisione di sospendere temporaneamente l’esigibilità di un credito. Non si tratta pertanto di un annullamento del credito, ma semplicemente di una posticipazione della sua scadenza. Il pagamento avviene sotto forma di acconti da versare regolarmente. Questi acconti sono obbligatori; la cassa di compensazione ne fissa l’importo e il numero tenendo conto della situazione specifica dell’impresa. Il mancato pagamento degli acconti pone fine alla dilazione: il credito ridiventa esigibile e la cassa di compensazione può avviare la procedura di esecuzione senza preavviso.
In caso di dilazione di pagamento in relazione diretta con la diffusione del coronavirus, non sono addebitati interessi di mora fino al 20 settembre 2020.
Affinché sia concessa una dilazione di pagamento devono essere adempiute le condizioni seguenti:
- il debitore deve mostrare in modo verosimile di avere problemi finanziari;
- il debitore deve concordare un piano di pagamento con la sua cassa di compensazione e impegnarsi a versare regolarmente acconti;
- il debitore deve effettuare subito un primo versamento;
- la cassa di compensazione deve avere fondate ragioni per supporre che il debitore abbia la volontà e sia in grado di pagare puntualmente gli acconti e i contributi correnti.
La durata della dilazione di pagamento è stabilita dalla cassa di compensazione tenendo conto di tutte le circostanze del caso.
Per il periodo compreso tra il 21 marzo e il 30 giugno 2020 le casse di compensazione rinunciano alla riscossione di interessi di mora sui contributi in ritardo.
Se si è ottenuta una dilazione di pagamento dalla propria cassa di compensazione e ci si è impegnati a versare regolarmente acconti, la durata dell’esenzione dagli interessi di mora è prolungata fino al 20 settembre 2020.
Dall’inizio di luglio del 2020 le casse di compensazione riprenderanno a inviare diffide per i contributi non pagati e, se del caso, ad avviare procedure di esecuzione. Da allora, sui contributi non pagati saranno dovuti interessi di mora. I datori di lavoro che non versano i contributi salariali per i loro dipendenti potranno inoltre essere ritenuti responsabili, se da questo loro comportamento deriverà un danno per l’AVS. È dunque importante pagare per tempo i contributi dovuti.
Ultima modifica 30.04.2020