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Un trentenne italiano residente a Payerne, nel canton Vaud, è finito a processo con l'accusa di aver causato un incendio che ha ucciso una 22enne brasiliana. I fatti risalgono a aprile 2017 quando l'uomo, a beneficio dell'AI, era uscito durante il pomeriggio per fare jogging. Quando fa ritorno, vede un denso fumo proveniente dal suo appartamento. Il pronto intervento dei pompieri permise di trarre in salvo quasi tutti gli abitanti della palazzina, ad eccezione di una donna brasiliana di 22 anni, morta asfissiata nel suo bagno dove si era rifugiata per sfuggire dalle fiamme.
A denunciare il trentenne fu la madre della giovane, devastata dalla perdita. "Esiste un dolore più lancinante della perdita di un figlio?" ha proclamato la sua avvocato Liza Sant’Ana Lima, prima di chiedere una condanna per omicidio colposo e 40'000 franchi di risarcimento per danno morale, nonché il rimborso di varie spese legali e di sepoltura.
Ma come è stato appiccato l'incendio, se il proprietario era fuori a correre? Secondo il procuratore l'ipotesi più plausibile è che il “colpevole” dell'incidente sia stato il gatto del trentenne, gatto che avrebbe premuto il pulsante in ceramica che accende la piastrella. Inoltre, l'uomo ha ammesso di aver lasciato macchine da caffè in plastica sul fornello, creando così un rischio aggravante come ha indicato il presidente della