Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/191311

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare l'ordinamento delle IPG, affinché le pause per l'allattamento oggi pagate dai datori di lavoro siano finanziate tramite le IPG.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I vantaggi dell'allattamento e della sua promozione sono largamente riconosciuti. L'allattamento influisce in misura significativa sulla salute e sullo sviluppo del bambino. Per questa ragione alle madri che riprendono a lavorare dopo il congedo maternità è concesso l'allattamento sul posto di lavoro.</p><p>Gli articoli 35 e 35a della legge sul lavoro (LL; RS 822.11) e le relative disposizioni d'esecuzione tengono conto della situazione particolare delle madri allattanti: a queste ultime devono essere concessi il tempo e gli spazi necessari all'allattamento. Dal 1° giugno 2014, inoltre, durante il primo anno di vita del bambino hanno diritto a pause per l'allattamento (o per il tiraggio del latte) retribuite - di 30, 60 o 90 minuti al giorno - in funzione della durata del lavoro giornaliero (art. 60 cpv. 2 dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro; OLL 1; RS 822.111). Questa regolamentazione concretizza il contenuto della Convenzione numero 183 sulla protezione della maternità dell'Organizzazione internazionale del lavoro, in particolare l'articolo 10 che prevede per le madri che allattano pause per l'allattamento retribuite.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la copertura dei costi delle pause per l'allattamento rientri nel quadro della protezione particolare e dell'obbligo generale di assistenza del datore di lavoro nei confronti dei suoi dipendenti e che non faccia parte dei compiti dell'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno (IPG), che ha invece lo scopo di compensare la perdita di guadagno a seguito di una prolungata assenza per chi presta servizio o in caso di maternità. Un inquadramento nelle IPG cagionerebbe in questo ramo assicurativo costi di circa 60 milioni di franchi all'anno. Questa stima si basa sulla statistica del Registro delle IPG 2017 (madri che percepiscono un'indennità di maternità) tenuto conto della diminuzione del tasso d'occupazione delle madri dopo il parto. In ragione della breve durata delle interruzioni di lavoro per l'allattamento, inoltre, l'organo di esecuzione delle IPG potrebbe verificare il diritto unicamente a fronte di un onere amministrativo sproporzionato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.