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GINEVRA - La Camera ginevrina d'appello e di revisione ha confermato il proscioglimento di un medico accusato di aver praticato in modo inadeguato una circoncisione rituale su un bambino di 4 anni, provocando l'amputazione dell'estremità del pene. Il ricorso del padre è stato respinto.
Nella sentenza che l'ats si è procurata, i giudici rilevano che l'amputazione è il risultato fortuito di una congiunzione di fattori, che non possono essere attribuiti al medico.
Durante l'intervento, effettuato nel luglio 2014, il bimbo aveva spostato il bacino in direzione del padre che fotografava l'operazione. L'organo era allora sfuggito dalla mano del medico che si apprestava ad effettuare l'incisione.
Il medico 59enne era stato accusato di lesioni personali gravi colpose, ma era stato assolto in prima istanza nell'aprile 2017.
Condannato a versare al medico un indennizzo di oltre 9000 franchi per le spese di avvocato, il padre non esclude ora di ricorrere ad azioni civili.