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BERNA - UDC vittima della polarizzazione che lei stessa ha fomentato: uno studio, presentato oggi, relativo alle elezioni federali dello scorso ottobre indica come l'Unione democratica di centro, pur rimanendo il principale partito del paese, si sia progressivamente isolato nel panorama politico svizzero. Verdi liberali e PBD, le forze emergenti del nuovo centro, hanno invece raccolto consensi ovunque, a destra e a sinistra.
Lo studio "Select", che si basa su 4391 interviste telefoniche, afferma che il partito di Toni Brunner, con la sua immagine di partito nazionalista e conservatore, ha saputo costituirsi una base elettorale solida, che si mobilita facilmente. Nel contempo si è però anche fatto molti nemici. Dalla ricerca risulta che una grande maggioranza degli interrogati esclude a priori la possibilità di votare un giorno per l'UDC. Il partito, con il suo posizionamento a destra, ha in altri termini perso il contatto con gli elettori di centro.
Partito borghese democratico e Verdi liberali, che hanno occupato proprio l'area politica di centro, hanno viceversa conquistato nuovi sostenitori, strappandoli a quasi tutti gli altri partiti. In particolare gli ecoliberali hanno saputo attrarre i neo-elettori e anche gli astensionisti.
UDC e Partito socialista rimangono le formazioni con il maggiore serbatoio di elettori: rispetto alle federali del 2007, il potenziale UDC si è ridimensionato, ma si è mobilitato in misura maggiore rispetto agli altri partiti. Molti potenziali elettori del PS hanno invece finito per votare i candidati dei Verdi. Anche il Partito liberale-radicale ha sfruttato in modo insufficiente il suo elettorato potenziale. Verdi e Partito popolare democratico hanno dal canto loro visto la loro base erodersi.
ATS