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Alcuni politici lucernesi chiedono una limitazione delle offerte di appartamenti in affitto per breve durata gestiti dalle piattaforme come Airbnb (ma anche altre simili). Causerebbero perdite fiscali alla città e riducono gli alloggi disponibili.
L'impatto di questa attività sulla città è stato illustrato martedì da un rapporto stilato da due politici socialisti, il granconsigliere David Roth e il consigliere comunale Cyrill Studer Korevaar. Quest’ultimo, che è pure direttore dell'associazione inquilini di Lucerna/Obvaldo-Uri-Nidvaldo, ha spiegato ai microfoni di SRF che “un 4 locali e mezzo nel quartiere Neustadt di Lucerna è offerto ai turisti a 630 franchi a notte, quindi in un mese può fruttare ben oltre 10'000 franchi”.
Lo stesso appartamento qualche anno fa era offerto in affitto a 1'800 franchi al mese per i residenti. La condivisione che è all'origine di questo tipo piattaforma ha ormai da tempo lasciato spazio ad altri modelli di business, spiegano i due politici. Gli appartamenti sono gestiti da agenzie. David Roth ha dichiarato che “questo modello di sharing economy deve tornare a essere condivisione tra privati che affittano la propria casa: l'industria alberghiera non deve poter più operare nelle zone residenziali”.