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Gli svizzeri dell'estero, che risiedono e lavorano nei paesi dell'Unione europea al momento dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali, ottengono immediatamente il diritto di parità di trattamento rispetto ai cittadini dei Quindici.
Per gli altri cittadini svizzeri, la libera circolazione verrà introdotta il 1° giugno del 1994. A partire da questa data, ogni svizzero avrà il diritto di istallarsi in qualsiasi paese dell'UE, anche senza un permesso di lavoro.
Coloro che intendono invece svolgere un'attività professionale potranno farlo liberamente. Un parrucchiere, ad esempio, potrà svolgere la sua professione a Marsiglia o Berlino, senza dover affrontare complesse pratiche amministrative.
Le aziende svizzere, pensiamo soltanto alle banche, potranno trasferire molto più facilmente il loro personale nelle filiali europee. Il diritto alla libera circolazione è completato dal riconoscimento reciproco dei diplomi professionali e dal coordinamento delle assicurazioni sociali. I pensionati svizzeri, che hanno deciso di stabilirsi in Spagna o in altri paesi comunitari, potranno continuare a disporre di una copertura assicurativa contro le malattie.
Dal momento che la libera circolazione delle persone vale nei due sensi, anche i cittadini europei avranno la possibilità di lavorare liberamente in Svizzera. Per loro valgono tuttavia una serie di disposizioni destinate a frenare un'immigrazione in massa di manodopera.
Per i primi cinque anni, la Svizzera mantiene infatti dei contingenti. Limitazioni potranno venir introdotte anche dopo l'entrata in vigore definitiva degli accordi, tra 12 anni, in base ad una clausola di salvaguardia conclusa con l'UE.
Misure di accompagnamento sono state inoltre previste per evitare i rischi di dumping salariale. La libera circolazione delle persone permetterà infine alle aziende svizzere di assumere personale qualificato proveniente dai Quindici, senza dover chiedere permessi di lavoro alle autorità.
swissinfo