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Sessione
Chiesti più controlli su organizzazioni di utilità pubblica esentasse
Le organizzazioni di utilità pubblica che godono di un'esenzione fiscale vanno controllate meglio.
Lo pensa il Consiglio degli Stati, che ha approvato per 21 voti a 20 (tre astenuti) una mozione del «senatore» Ruedi Noser (PLR/ZH). Il Nazionale deve ancora esprimersi sull'oggetto.
Nelle sue motivazioni, Noser ha sottolineato come numerose ong si siano impegnate in progetti politici controversi. Ad esempio, le organizzazioni ambientaliste hanno sostenuto il referendum contro la nuova legge sulla caccia. L'iniziativa per multinazionali responsabili è dal canto suo stata sostenuta da 130 associazioni, fra cui alcune degli ambienti ecclesiastici.
Molte di queste organizzazioni beneficiano, in quanto persone giuridiche, dell'esenzione dall'imposta federale diretta per scopi di pubblica utilità. Ma, lamenta lo zurighese, la loro attività politica nel quadro di alcune campagne di votazione denota un proprio interesse che cozza con questa pubblica utilità, al punto da risultare incompatibile.
Noser domanda dunque nella sua mozione al Consiglio federale di verificare il rispetto dei presupposti necessari per l'esenzione fiscale che, a suo avviso, andrebbe revocata qualora tali requisiti non fossero soddisfatti. Nella sua funzione di vigilanza nell'ambito dell'imposta federale diretta, spetterebbe all'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) gestire tali controlli ed eventualmente prendere provvedimenti.
A detta del «senatore» PLR, alcuni Cantoni non controllano abbastanza rigorosamente se le condizioni per l'esenzione fiscale siano soddisfatte o meno. «La mozione non chiede di cambiare la legge, ma solo un controllo da parte della Confederazione», ha specificato. Per Beat Rieder (Centro/VS) si tratta né più né meno di una questione di trasparenza, che dovrebbe applicarsi anche alle organizzazioni senza scopo di lucro.
Un'opinione non condivisa dalla sinistra e da alcuni membri del Centro, secondo cui le verifiche avvengono già. Secondo Adèle Thorens Goumaz (Verdi/VD), un simile controllo da parte della Confederazione sarebbe oneroso e senza alcun beneficio reale. Ha ricordato che anche per grandi ong come il WWF, che svolgono alcune attività politiche, le somme destinate a questo impegno restano irrisorie.
Paul Rechsteiner (PS/SG) ha deplorato una mossa vendicativa dopo la maggioranza popolare ottenuta per le multinazionali responsabili lo scorso novembre. Alla fine, il progetto di legge è stato respinto solo dalla maggioranza dei Cantoni.
Contrario alla mozione era pure il governo. «È difficile definire i limiti della pubblica utilità», ha affermato il ministro delle finanze Ueli Maurer. Il Consiglio federale ritiene che le attività di queste organizzazioni e persino delle Chiese possano essere collegate a questioni politiche. Insomma, usare mezzi politici per servire uno scopo pubblico non significa dover perdere il diritto all'esenzione fiscale.
bt, ats