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La lotta contro il terrorismo e la cyber-amministrazione sono dei potenziali pericoli per la protezione dei dati personali.
Nel suo rapporto annuale, l’Incaricato federale per la protezione dei dati critica le misure di sicurezza decise dagli USA e chiede più vigilanza alle autorità svizzere.
L'inasprimento delle misure anti-terrorismo può nuocere gravemente alla protezione della sfera privata. Thür ha ad esempio stigmatizzato le norme previste dagli Stati Uniti nel traffico aereo.
La consegna da parte delle compagnie aeree dei dati personali dei passeggeri (indirizzo, telefono, mezzo di pagamento, bevande abituali,…) alle autorità USA dovrebbe avvenire unicamente sulla base di accordi precisi che regolino l’utilizzo delle informazioni, la durata di conservazione dei dati e la loro cancellazione.
“Nel tentativo di verificare l’identità di qualcuno, un controllo dei dati biometrici sul passaporto dovrebbe bastare”, dice Hanspeter Thür a swissinfo. “Non è necessario registrare le informazioni in alcun tipo di banca dati”.
Dal prossimo 30 settembre, gli Stati Uniti registreranno le impronte digitali e faranno una foto di tutte le persone che entreranno sul loro territorio, svizzeri compresi.
Finora questa procedura era riservata ai viaggiatori che erano sottoposti all’obbligo del visto.
La prevenzione adeguata
Thür ha inoltre deplorato la tendenza ad attribuire la priorità all'individuazione ed all'arresto di presunti criminali, quando lo scopo principale della prevenzione dovrebbe consistere nell'isolare le strategie terroristiche dal loro contesto sociale.
In altri termini, occorrerebbe garantire i diritti umani elementari a quelle frange di popolazione suscettibili di sostenere il terrorismo.
Verso una società orwelliana
Hanspeter Thür ritiene che la tecnologia attuale permetta ormai una sorveglianza simile a quella descritta da George Orwell nel suo romanzo «1984».
Secondo Thür, le autorità non devono soltanto considerare l'introduzione di nuove norme, ma in primo luogo valutare l'efficacia delle misure consentite dall'attuale quadro legislativo.
Eventuali modifiche legislative vanno effettuate solo in mancanza di disposizioni adeguate.
Attenti ad internet
Vi è anche la cosiddetta "cyber-amministrazione" nel mirino di Thür, che invita la Confederazione ad avviare una riflessione sulla pubblicazione online di informazioni personali, consultabili da chiunque senza limiti temporali.
Si tratta in particolare di distinguere i dati utilizzati a fini amministrativi e quelli utilizzati a fini statistici.
"Ognuno, ha detto Thür, è comunque responsabile della propria sfera privata" e "deve prendere coscienza dei rischi" cui si espone quando si serve di un computer e naviga in internet.
Tali operazioni lasciano infatti tracce elettroniche che, teoricamente, permettono di ricostituire abitudini e attività dei singoli utilizzatori.
Nelle aziende vanno poi determinate norme di protezione: se un medico fa riparare il proprio computer deve sapere che il tecnico può accedere ai dati, e al limite, manipolarli, dei pazienti. Da qui, l'importanza di cifrarli.
Thür chiede infine ai medici il più assoluto rispetto del segreto professionale quando affidano a terzi l'incasso di fatture non saldate: il paziente interessato deve dare il proprio assenso.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
I servizi dell'Incaricato federale alla protezione dei dati sono stati di recente potenziati;
Dallo scorso gennaio l'organico è composto da 19,2 posti di lavoro a tempo pieno (+3).
In breve
La protezione della sfera privata, si legge nel rapporto di Thür, è stata notevolmente intaccata dalla rivoluzione elettronica, che ha spinto la società verso un mondo virtuale.
Thür, in base a queste constatazioni, ha riorientato la propria strategia puntando in primo luogo sulla prevenzione.
È però auspicabile che gli abusi siano non solo individuati, ma anche puniti.
Secondo "Mister Dati", le sanzioni vanno quindi inasprite.