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Il "padre" dell’assicurazione invalidità (AI) è morto. Albrik Lüthy, ex capo del settore assicurazione invalidità dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), si è spento sabato all’età di 92 anni. Lo indica la famiglia in un annuncio pubblicato oggi sul quotidiano Berner Zeitung. Nato a Lucerna nel 1925, l’economista ha iniziato la sua attività presso l’UFAS nel 1955, dove ha ricevuto il mandato di preparare una prima versione dell’AI. Dopo l’applicazione della legge nel 1960, Lüthy ne è diventato supervisore con il compito di ampliare l’offerta delle prestazioni e di fornire le necessarie strutture di reinserimento. L’AI elvetica, la seconda istituzione sociale della Svizzera dopo l’AVS, è stata un modello in numerosi paesi europei e permette agli assicurati invalidi di ricevere un’entrata minima per vivere, l’assegnazione di una rendita vitalizia oppure di misure di reinserimento nel mercato del lavoro. Lüthy, attivo all’UFAS fino al 1990, è stato anche presidente della Società svizzera di pedagogia curativa (Schweizerischen Heilpädagogischen Gesellschaft) e ha tenuto delle conferenze sull’AI nelle università di Friburgo e Zurigo. Nel 1992 ha ricevuto la laurea honoris causa all’Alta scuola di San Gallo per il suo lavoro pionieristico in merito all’integrazione professionale delle persone disabili, l’elaborazione di nuove forme di supervisione e gli sforzi per istituire delle collaborazioni tra Stato e istituzioni di pubblica utilità.