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E' notte di Pasqua del 387 d.C. Agostino, giunto da pochi anni nella capitale dell'impero romano d'occidente, Milano, si fa battezzare dal vescovo Ambrogio.
Un evento straordinario per l'importanza storica che ebbero i due personaggi. Un avvenimento oggi fulcro di un'esposizione inauguratasi l'8 dicembre al museo diocesano di Milano.
Attorno a quell'incontro i responsabili della mostra hanno cercato di ricostruire la Milano del IV secolo; le cui tracce sono ancora visibili in città (la basilica di Sant'Ambrogio, certo, ma anche una serie di altri luoghi di culto meno conosciuti - i suoi promotori propongono in proposito degli itinerari -). All'esposizione si possono scoprire testimonianze provenienti dalla capitale di un impero, che attraversava una delicata fase di transizione in seguito alle tensioni sociali ed economiche provocate anche dalla diffusione del cristianesimo, nelle sue diverse accezioni, e dalla pressione delle popolazioni barbariche.
L'impero di cui Milano era capitale, inoltre, comprendeva regioni tra loro molto diverse, che andavano dal nord Africa, alla foce del Reno. Agostino nato a Tagaste (attuale Algeria) e Ambrogio (nato a Treviri) si formarono in due realtà facenti riferimento ad uno stesso centro, ma pur distinte nelle loro caratteristiche sociali ed economiche. L'esposizione cerca di cogliere queste peculiarità esponendo alcune centinaia di oggetti, espressione di quelle aree geografiche e di quell'epoca. L'incontro di Agostino con Ambrogio, considerando l'origine delle due personalità, fu quindi anche un incontro di grande importanza culturale, tanto da giustificare l'appellativo della mostra "387 d.c. ambrogio ed agostino le sorgenti dell'europa".
L'associazione degli insegnanti di storia (Atis) ha organizzato per gli interessati una visita collettiva sabato 6 marzo 2004.