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Il governo britannico ha confermato oggi l'impegno a introdurre controlli su alcuni beni al confine interno con l'Irlanda del Nord a partire dal 2021, sullo sfondo della Brexit e nel rispetto del protocollo allegato all'intesa di divorzio sottoscritta con l'Ue.
L'esecutivo ha comunque garantito che i controlli saranno "assolutamente minimi" e che il legame fra Belfast e Londra resterà "intatto" al pari del libero commercio interno.
L'obiettivo è quello di un'attuazione del protocollo in forma "pragmatica e proporzionata", ha spiegato il ministro Michael Gove, numero 4 del governo di Boris Johnson, illustrando alla Camera dei Comuni la bozza del testo applicativo preparato da Londra e pubblicata oggi stesso. Pubblicazione che Bruxelles ha fatto sapere di apprezzare, riservandosi una valutazione approfondita dei contenuti.
Gove ha assicurato che l'Irlanda del Nord - tenuta a lasciare in vigore a differenza del resto del Regno una parte della normativa europea, ad esempio in materia agricola, in modo da mantenere aperti i confini anche con la Repubblica d'Irlanda secondo quanto previsto dagli storici accordi di pace del 1998 - potrà godere del regime commerciale migliore sia con l'Ue sia con il mercato interno britannico. E ha evocato l'uso di strumenti elettronici per alleggerire il peso dei controlli previsti, in particolare nei porti.
La first minister unionista del governo locale nordirlandese Arlene Foster, pur ribadendo il giudizio negativo sul protocollo, si è detta "compiaciuta" del testo attuativo che "ne minimizza al massimo possibile gli effetti". Assicurando tra l'altro che "non vi siano dazi sui beni in movimento all'interno del Regno Unito, né nuove infrastrutture doganali" e che Belfast possa "beneficiare di ogni accordo di libero scambio" futuro post Brexit raggiunto da Londra con paesi terzi.
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