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Con una copertura fino al 93% dopo la seconda dose, lo conferma un incoraggiante studio britannico
LONDRA - La variante indiana fa meno paura. La doppia mutazione del coronavirus importata dal subcontinente asiatico, che ha messo in allarme il mondo per la sua alta trasmissibilità, può essere neutralizzata dai vaccini, soprattutto AstraZeneca e Pfizer (quest'ultimo somministrato anche in Svizzera).
A confermarlo uno studio, condotto dalla Public Health England, che ha esaminato i dati di tutte le fasce di età dal 5 aprile, per coprire il periodo successivo all'emergere della variante indiana.
Questo ha concluso che AstraZeneca e Pfizer sono efficaci al 33% contro la variante tre settimane dopo la prima dose, rispetto al 50% per la quella inglese. L'efficacia aumenta di gran lunga con il richiamo.
Il farmaco a Mrna della compagna americana previene fino all'88% l'infezione da variante indiana 2 settimane dopo la seconda dose (rispetto al 93% dell'inglese).
Il risultato dello studio britannico è particolarmente incoraggiante nella lotta alla pandemia, nella misura in cui la continua mutazione del virus rappresenta la principale minaccia alla messa in sicurezza della popolazione mondiale con i vaccini.
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