Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01054.jsonl.gz/366

Non fare nulla, facendolo però bene: è l’insolito modello d’affari di un giapponese, che essendo stato rimproverato da un superiore per mancanza di impegno ha trasformato la sua propensione a stare tranquillo in un mestiere. L’uomo si fa pagare semplicemente per esserci.
A raccontare la storia di Shoji Morimoto – questo il nome dell’imprenditore – è il Tages-Anzeiger. Ricorre ai suoi servizi per esempio chi deve andare a svolgere uno spiacevole esame in ospedale, un musicista di strada che vuole qualcuno fermo ad ascoltarlo, oppure un corridore che auspica un minimo di tifo al suo arrivo in una maratona.
Proprio per queste situazioni Morimoto si mette a disposizione, nella città di Tokyo. È possibile prenotare il 39enne per 10’000 yen (71 franchi al cambio attuale), più le spese di viaggio e di consumazione. Si fa chiamare "Rental Nanmo Shinai Hito", che si traduce approssimativamente come "un tizio che non fa niente da affittare". Il nome dice tutto: "Quando qualcuno mi assume, io ci sono e basta", ha detto a un giornalista della Bbc che lo ha visitato di recente. Di solito Morimoto è silenzioso o si limita a fissare il suo smartphone quando accompagna i clienti. Parla solo quando l’interlocutore gli chiede qualcosa. "Non inizio mai una conversazione da solo e non voglio mai sapere di più sui miei clienti di quanto non mi dicano da soli".
Il suo modo di porsi misurato e taciturno contrasta nettamente con le reazioni dei clienti, che sono molto soddisfatti del servizio. Fra questi figura per esempio una donna che ha aperto un nuovo bar e che ha assunto Morimoto in modo che il locale non apparisse tristemente vuoto. O un uomo che si è trasferito da Tokyo a Osaka e che, per il suo addio alla capitale, ha desiderato una scena emozionante alla stazione ferroviaria, come quella di numerosi film giapponesi. Il "ragazzo che non fa nulla" ha esaudito il suo desiderio e ha salutato il viaggiatore dal marciapiede con lo stesso trasporto con cui avrebbe detto addio al suo migliore amico.
Vi è poi la giovane appena divorziata che vuole tornare a frequentare il suo ristorante preferito, dove era spesso ospite con l’ex marito. Per evitare di sprofondare nei ricordi tristi, ha portato con sé Morimoto come compagno. È esattamente quello che lei stava cercando: "È stata probabilmente la prima volta che a cena c’è stato quasi solo silenzio, senza la pressione di dover parlare di qualcosa", ha raccontato al Washington Post, citato dal Tages-Anzeiger. La donna si è limitata a mostrare al suo cavaliere alcune foto di giorni più felici e a gustare il suo piatto preferito.
Se a qualcuno la storia di Morimoto potrebbe vagamente ricordare quella di Frank Gramuglia, l’influencer italiano che spopola sulle reti sociali con la sua filosofia ultra-minimalista, va detto che dell’uomo che non fa nulla a Tokyo si sono nel frattempo interessati numerosi media internazionali. E in Giappone il 39enne è da tempo una star: su Twitter, dove registra i suoi incarichi più insoliti, lo seguono quasi 240’000 persone. Su di lui sono già stati pubblicati diversi libri e un fumetto manga; la televisione gli ha anche dedicato una serie.
Morimoto, che ha un figlio in tenera età, viene assunto come accompagnatore due o tre volte al giorno. Tuttavia per far quadrare i conti della famiglia ha ancora bisogno del reddito della moglie. L’idea imprenditoriale gli è venuta dopo aver ascoltato un suo ex capo, che gli aveva detto: "Per l’azienda non fa differenza che tu sia presente o meno". Il dipendente si è così licenziato ed è orgoglioso di aver trasformato nel 2018 il suo non fare nulla in una professione. All’inizio gli venivano rimborsate solo le spese, in seguito si è fatto pagare un compenso fisso. E la domanda è elevata.
Ma questo non significa che Morimoto accetti ogni lavoro, riferisce il Tages-Anzeiger. È fuori discussione che possa posare per foto di nudo o che faccia pulizie insieme a un cliente, elementi che lo distinguono chiaramente da altri servizi a pagamento. E anche se sottolinea costantemente che in realtà non fa nulla, se non essere presente, la sua sola presenza può appunto fare molto bene: come nel caso di un’infermiera che, nel bel mezzo della pandemia, era semplicemente felice di poter scaricare tutte le sue frustrazioni.