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In nome della difesa dei diritti umani e quindi dei diritti delle persone sorde e audiolese, la Federazione svizzera dei sordi SGB-FSS, lancia l’appello a votare NO il prossimo 25 novembre all’iniziativa per «l’autodeterminazione».
Il 25 novembre 2018, il popolo svizzero sarà chiamato alle urne per pronunciarsi sull'iniziativa dell’UDC "Il diritto svizzero anziché giudici stranieri", nota anche come iniziativa per “l'autodeterminazione”. Dietro un titolo molto patriottico si nasconde però un testo di legge che rappresenta un attacco diretto ai diritti umani e che mira ad abolire la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Accettare questa iniziativa significherebbe un passo indietro di diversi decenni e, cosa ancora più grave, metterebbe a rischio tutte le garanzie minime attualmente in vigore in Svizzera nell’ambito dei diritti umani.
È chiaro che se l’iniziativa venisse accettata, anche le persone sorde e audiolese in Svizzera ne subirebbero le conseguenze. Infatti, se i diritti umani sono indeboliti, come faranno le persone con disabilità uditiva a difendersi dalle discriminazioni nei loro confronti e far valere il loro diritto alla propria cultura e alla lingua dei segni?
Come sottolinea Harry Witzthum, direttore generale della Federazione svizzera dei sordi, proprio l'attuazione dei diritti umani ha fatto della Svizzera il paese di cui siamo orgogliosi. Un paese aperto in cui l'inclusione delle persone con disabilità costituisce un pilastro centrale della società. Accettare l'iniziativa dell'UDC per l'autodeterminazione significherebbe mettere tutto ciò in discussione. È per questo che la Federazione svizzera dei sordi non può rimanere in silenzio. In nome degli interessi di tutte le persone sorde e audiolese ma anche a difesa dei valori di solidarietà su cui si appoggia la Svizzera chiediamo in modo forte e chiaro di votare NO il 25 novembre prossimo.