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La riforma della previdenza per la vecchiaia è obbligatoria e urgente. L’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA) è favorevole al fatto che il Parlamento stia trattando una proposta di riforma del Consiglio federale contenente elementi importanti per la stabilizzazione della previdenza professionale. Ora è necessario ottimizzare questa proposta.
Da diverso tempo le rendite della previdenza professionale sono sotto pressione. Le ragioni di questa pressione sono l’aumento dell’aspettativa di vita e la situazione difficile che persiste sui mercati di capitali con tassi d'interesse molto bassi o addirittura negativi. Pertanto, l’ASA è favorevole al fatto che il Parlamento stia trattando una proposta di riforma del Consiglio federale. Di seguito sono elencati gli aspetti più importanti della riforma dal punto di vista del settore assicurativo svizzero.
1. Riduzione dell'aliquota di conversione minima al 6,0 percento
L'ASA accoglie con favore la riduzione in un’unica fase dell'aliquota di conversione minima ai sensi della LPP al 6,0 percento come misura imperativa per la stabilizzazione finanziaria della previdenza professionale.
Approfondimento - Durante l’attività lucrativa, i dipendenti e i loro datori di lavoro versano dei contributi alla cassa pensione. Questi ultimi sono per la maggior parte contributi di risparmio che vengono attribuiti all’avere di vecchiaia personale sotto forma di accrediti di vecchiaia, su cui si applicano anche gli interessi. Al momento del pensionamento, l’avere di vecchiaia esistente viene convertito in una rendita di vecchiaia per tutta la vita (inclusiva del diritto alle rendite per i superstiti) o versato come capitale.
L'aliquota di conversione determina la conversione dell’avere di vecchiaia accumulato in una rendita di vecchiaia per tutta la vita. Nell’ambito della previdenza obbligatoria ai sensi della LPP, questo tasso attualmente corrisponde al 6,8 percento per un uomo di 65 anni o una donna di 64 anni. Ciò significa che un avere di vecchiaia di 100’000 franchi comporta una rendita di vecchiaia annuale di 6’800 franchi (cioè il 6,8 percento di 100’000 franchi). Il tasso del 6,8 percento è chiaramente troppo alto; secondo gli esperti, il valore corretto affinché il capitale risparmiato sia sufficiente fino alla fine della vita è del 5 percento. Nel quadro della LPP, oggi l’avere di vecchiaia di ogni nuovo pensionato deve quindi essere aumentato di oltre un terzo. Per ogni 100’000 franchi di avere di vecchiaia, è necessario dunque mettere a disposizione almeno 33’300 franchi in più per poter finanziare la rendita di vecchiaia di 6’800 franchi.
La spiegazione più evidente di questa situazione è che chi nel 1985 andava in pensione aveva un'aspettativa di vita media di altri 18 anni; le persone residenti in Svizzera che quest’anno compiono 65 anni vivranno invece in media altri 23 anni. (Fonte: Ufficio federale di statistica). Ciò significa che l’avere risparmiato da ogni dipendente nel secondo pilastro deve durare cinque anni in più. Per questo in realtà la rendita dovrebbe diminuire. Tuttavia, nessuno in Svizzera vuole questa soluzione. Pertanto, è necessario mantenere il livello di rendite attuale mediante altre misure di riforma.
2. Contributo per il finanziamento della garanzia di conversione in rendita
Poiché, anche dopo la riforma, l’aliquota di conversione del 6,0 percento rimane significativamente più elevata rispetto al tasso del 5 per cento rappresentativo della situazione reale, l’ASA ritiene che sia necessario un «contributo per il finanziamento della garanzia di conversione in rendita». Questo contributo permette di finanziare in modo trasparente le perdite legate alla conversione in rendite.
Approfondimento - Con un’aliquota di conversione LPP del 6,0 percento, al momento della conversione in rendita l'avere di vecchiaia deve ancora essere aumentato. Ovviamente non più di almeno un terzo, ma «solo» di circa un quinto (si veda l’approfondimento precedente). Ai fini di un finanziamento trasparente di questo aumento, è imperativo un contributo idoneo, in altri termini un «contributo per il finanziamento della garanzia di conversione in rendita».
3. Riduzione della deduzione di coordinamento
L’ASA propone che la deduzione di coordinamento sia dimezzata rispetto a prima. In caso di periodo di contribuzione completo, questa riduzione migliorerebbe significativamente il livello di prestazioni secondo la LPP per i redditi bassi e medi (e quindi in particolare per i dipendenti a tempo parziale).
Approfondimento - In Svizzera la previdenza per la vecchiaia si basa sul sistema dei tre pilastri. Il primo pilastro (AVS) assicura il minimo vitale. Il secondo pilastro (previdenza professionale, LPP), insieme al primo pilastro, dovrebbe garantire il mantenimento del tenore di vita abituale. Ai fini di coordinamento con il primo pilastro, nel secondo pilastro non viene assicurato l’intero salario. Con la cosiddetta deduzione di coordinamento le quote di salario che sono già assicurate nell’AVS vengono detratte. La quota di salario da assicurare nel secondo pilastro è quindi chiamata anche salario coordinato. In origine, la deduzione di coordinamento corrispondeva all’importo della rendita AVS massima semplice. Per favorire i redditi più bassi, a partire dal 2005 è stata ridotta a sette ottavi della rendita AVS massima semplice. Con una rendita AVS massima semplice di 28’680 franchi, la deduzione di coordinamento è attualmente di 25’095 franchi.
L’ASA propone di dimezzare questo importo, riducendolo quindi a 12'548 franchi. Questo permetterebbe alle persone con un basso reddito e specialmente ai lavoratori a tempo parziale di risparmiare di più per la previdenza professionale.
4. Contenimento degli accrediti di vecchiaia per età
Per l'ASA è imperativo che, in caso di periodo di contribuzione completo, il livello di prestazioni LPP sia mantenuto. Oltre all’adeguamento della deduzione di coordinamento, sostiene quindi il contenimento degli accrediti di vecchiaia per età proposta dal Consiglio federale. Per gli assicurati tra i 25 e i 44 anni ora dovrebbe essere applicato un accredito di vecchiaia del 9 percento del salario soggetto alla LPP, mentre per gli assicurati tra i 45 e 65 anni del 14 percento.
Approfondimento - Al fine di promuovere l’assunzione e il mantenimento dell’occupazione delle persone oltre i 55 anni, i contributi di risparmio LPP, pagati in parti uguali dai dipendenti e dai datori di lavoro, devono essere scaglionati con un minore scarto rispetto a prima. Ciò potrebbe servire a rendere i lavoratori più anziani meno «cari» per le aziende. Attualmente, gli accrediti di vecchiaia per la previdenza professionale obbligatoria per una persona di età compresa tra i 25 e i 34 anni ammontano al 7 percento del salario coordinato, mentre per una persona tra i 55 e i 65 anni ammontano al 18 percento.
5. No al supplemento di rendita e al suo finanziamento
Secondo l’ASA, le prestazioni fornite finora devono essere mantenute anche per i dipendenti che andranno in pensione nei prossimi anni. L'ASA respinge la misura relativa al supplemento di rendita proposta dal Consiglio federale, come pure il finanziamento previsto a tal fine.
Approfondimento - La riduzione della deduzione di coordinamento e l'adeguamento degli accrediti di vecchiaia fanno sì che la riduzione dell'aliquota di conversione minima LPP sia compensata sull'intero periodo di contribuzione. Tuttavia, questa compensazione non funziona per quei lavoratori che andranno in pensione nei prossimi anni. Per questa cosiddetta generazione di transizione, sono quindi necessarie ulteriori misure affinché si possano fornire le prestazioni assicurate fino ad ora. Poiché i supplementi di rendita proposti dal Consiglio federale sarebbero concessi a pioggia ed estesi oltre la generazione di transizione, comporterebbero massicci costi aggiuntivi. Inoltre, così facendo nel secondo pilastro si introdurrebbe un elemento estraneo organizzato in base al sistema di ripartizione. Invece di essere ridotta, la ripartizione esistente estranea al sistema sarebbe rafforzata e sancita nella legge. In aggiunta, l’ambito di autonomia degli istituti di previdenza verrebbe leso.
L’ASA propone invece la seguente soluzione conforme al sistema.
- Diritto a prestazioni: ha diritto a prestazioni chi percepisce almeno la metà dell’avere di vecchiaia accumulato sotto forma di rendita annuale, è stato assicurato nella LPP per almeno 15 anni, di cui 10 anni prima del pensionamento, e che al momento del pensionamento ha almeno 62 anni. In caso di pensionamento anticipato, le prestazioni transitorie sono ridotte.
- Prestazioni: dopo l'entrata in vigore della riforma, la rendita di vecchiaia LPP dovrà essere aumentata di 2’400 franchi all’anno per coloro che andranno in pensione 1-5 anni dopo, di 1’800 franchi 6-10 anni dopo, di 1’200 franchi 11-15 anni dopo e infine di 600 franchi 16-20 anni dopo. La rendita di vecchiaia LPP risultante verrà confrontata con la rendita di vecchiaia regolamentare. Sarà pagato il contributo più elevato.
- Finanziamento delle prestazioni: nei casi in cui verrà versata la rendita di vecchiaia LPP maggiore, sarà necessario un investimento di capitale nell’avere di vecchiaia LPP delle persone interessate per finanziare la differenza rispetto alla rendita di vecchiaia regolamentare. Questa differenza verrà sussidiata dall’istituto di previdenza ricorrendo al Fondo di garanzia LPP.
- Contributi al Fondo di garanzia LPP: i sussidi del Fondo di garanzia LPP agli istituti di previdenza saranno finanziati da corrispondenti contributi degli istituti di previdenza al Fondo di garanzia LPP.
Questa proposta soddisfa l’attuale sistema di finanziamento degli accrediti, graduati in funzione dell'età in modo sfavorevole. Si tratta quindi di una forma di finanziamento conforme al sistema e basata sulle necessità sostenibile anche per i settori a basso rendimento, tra cui molte PMI, con soluzioni previdenziali in gran parte rientranti nel regime obbligatorio della LPP.
Ulteriori sviluppi politici
Il 25 novembre 2020 il Consiglio federale ha pubblicato il suo messaggio concernente la riforma della previdenza professionale. Questo corrisponde alla proposta congiunta dell’Unione sindacale svizzera, di Travail.Suisse e dell’Unione svizzera degli imprenditori. Il progetto di legge è attualmente in discussione in Parlamento.