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<h2>SubmittedText<h2><p>Alla Conferenza sul clima di Parigi del 2015, 195 Stati tra cui la Svizzera hanno deciso di limitare il riscaldamento globale a una temperatura ampiamente inferiore ai 2 gradi Celsius. Sono compresi anche i Paesi che riescono a dirottare i loro flussi finanziari in modo tale da risultare compatibili con l'obiettivo dei 2 gradi Celsius (art. 2c). Nello stesso anno la Svizzera si è fortemente impegnata per approvare l'Agenda 2030 e i suoi 17 obiettivi di sostenibilità globale, e che intende attuare nell'ambito della cooperazione internazionale.</p><p>Ci sono invece banche di sviluppo multilaterale, di cui la Svizzera detiene le azioni, che continuano a finanziare centrali a carbone, come il Medupi Power Project in Sudafrica (Banca mondiale, Banca africana di sviluppo), il Jamshoro Power Generation Project in Pakistan (Banca asiatica di sviluppo) o il TAMEH in Polonia (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo).</p><p>Alla luce degli obblighi assunti dalla Svizzera nell'ambito dell'Accordo di Parigi e della Convenzione sul mercurio, nonché degli obblighi di protezione per garantire il diritto alla salute, prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come motiva il Consiglio federale il fatto che soldi pubblici confluiscono in progetti nocivi di sfruttamento del carbone all'estero?</p><p>2. Come garantisce il Consiglio federale che le decisioni d'investimento delle banche di sviluppo a partecipazione svizzera siano compatibili con l'obiettivo di riduzione dei 2 dradi Celsius e con l'Accordo di Parigi (art. 2c)?</p><p>3. Quanto pesano nelle decisioni d'investimento di una banca di sviluppo le malattie e le morti premature dovute alle emissioni di mercurio, arsenico, eccetera che colpiscono la popolazione locale che vive nelle vicinanze di una centrale a carbone?</p><p>4. A seconda della situazione, i costi dell'energia solare e dell'energia eolica per chilowattora sono meno elevati di quelli dell'elettricità ottenuta dal carbone, a prescindere dai costi esterni. Come giustifica il Consiglio federale il fatto che la Svizzera continui a finanziare, attraverso le sue partecipazioni al capitale, una tecnologia più costosa che provoca danni climatici e ambientali comprovati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le banche di sviluppo sono importanti attori internazionali che svolgono un ruolo di primo piano nell'attuazione dell'Accordo di Parigi sul clima. Secondo le stime dell'OCSE ("Roadmap to US$100 Billion", OCSE, ottobre 2016) nel 2020 contribuiranno con un importo di 28 miliardi di dollari alla realizzazione dell'obiettivo annuale di finanziamento per il clima di 100 miliardi di dollari.</p><p>1./4. I progetti di sfruttamento del carbone menzionati fanno capo a decisioni di investimento adottate già nel 2009 (Medupi, Banca africana di sviluppo) o nel 2013 (Jamshoro, Banca asiatica di sviluppo). In entrambi i casi la Svizzera aveva diritto di voto nel Consiglio esecutivo. Nell'ambito del progetto TAMEH realizzato in Polonia dal 2016 la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) finanzia la completa conversione a gas della centrale elettrica di Cracovia, finora alimentata in parte anche a carbone. Negli ultimi tre anni, inoltre, nessuna banca di sviluppo multilaterale a partecipazione svizzera ha approvato il finanziamento di una centrale a carbone. Come spiegato nella risposta all'interpellanza Gasser 14.4261, "Utilizzo di fondi pubblici per finanziare le centrali a carbone estere", del dicembre 2014, la Svizzera si impegna nelle banche di sviluppo multilaterali per una prassi restrittiva nel finanziamento di centrali a carbone. Soltanto in casi eccezionali e motivati approva la costruzione di centrali a carbone; si schiera invece contro la costruzione di centrali non contemplate negli obiettivi climatici nazionali dei vari Paesi.</p><p>In alcuni Paesi e regioni l'elettricità ottenuta da fonti energetiche di origine fossile può garantire un approvvigionamento di base stabile finché il potenziamento delle energie rinnovabili non offra sufficienti garanzie per una conversione duratura all'elettricità ottenuta da queste fonti alternative. Le banche di sviluppo hanno esigenze molto elevate per i progetti di finanziamento di energia fossile. Nell'analisi per la valutazione della loro economicità la BERS (dal 2014) e la Banca mondiale (dal 2018) applicano un cosiddetto prezzo ombra che include i costi derivanti dalle future emissioni di CO2.</p><p>2. Al di là delle singole decisioni di investimento la Svizzera partecipa attivamente al continuo miglioramento delle strategie energetiche e climatiche e si impegna a favore di un rafforzamento degli standard ambientali e sociali delle banche di sviluppo multilaterali. Queste ultime contribuiscono in modo decisivo a eliminare gli ostacoli agli investimenti nelle tecnologie per lo sfruttamento di energie rinnovabili e a mobilitare investimenti in fonti energetiche ecologiche. Così facendo consentono ai loro clienti, i Paesi in via di sviluppo ed emergenti, di realizzare i loro obiettivi concordati nell'Accordo di Parigi sul clima, di cui beneficia anche la Svizzera.</p><p>Per quanto riguarda l'articolo 2.1c del suddetto Accordo, nell'attuazione dell'obiettivo climatico per i flussi finanziari il Consiglio federale punta sulla libera volontà e sull'aumento della trasparenza, come specificato nella risposta all'interpellanza Jans 17.3914, "Quando il settore finanziario dovrà assumersi le proprie responsabilità?", del settembre 2017. Sul piano internazionale la Svizzera sostiene la definizione di standard di valutazione degli investimenti e dei finanziamenti rispettosi del clima. Si impegna inoltre presso le banche di sviluppo per una strategia di investimento compatibile con l'obiettivo globale di riduzione della temperatura globale.</p><p>Questa posizione rispecchia una tendenza internazionale: al vertice One Planet Summit svoltosi a Parigi nel mese di dicembre 2017 diversi investitori statali e privati hanno fatto chiaramente capire che ritireranno i loro investimenti in impianti ad alta emissione di CO2, fra cui in particolare le centrali a carbone.</p><p>3. I progetti finanziati dalle banche di sviluppo multilaterali devono rispettare le direttive e i valori soglia di ciascun Paese. I singoli progetti vengono inoltre valutati in base agli standard ambientali, sociali, sanitari e di sicurezza delle rispettive banche di sviluppo vigenti a livello internazionale. Questi parametri servono a tenere sotto controllo e a ridurre al minimo - ad esempio attraverso moderne tecnologie di filtraggio - l'inquinamento atmosferico causato da centrali termiche con polveri fini, biossido di zolfo, metalli pesanti come il mercurio, ecc.</p>  Risposta del Consiglio federale.