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Il Nazionale non ne vuole sapere di nuove regole per un'economia più parsimoniosa nell'uso delle risorse naturali e dell'energia. I partiti borghesi hanno affossato oggi (lunedì) il controprogetto all'iniziativa per un'economia verde, volta a ridurre la cosiddetta impronta ecologica entro il 2050. La decisione dei deputati è stata adottata con 95 voti contro 92 e 6 astensioni.
Hanno prevalso i timori di un ulteriore fardello per le aziende, sebbene nel corso del dibattito il centro-destra fosse riuscito ad annacquare la proposta del Governo. "È una scelta pragmatica", ha insistito invano la relatrice commissionale Adèle Thorens, mentre Doris Leuthard aveva ricordato come la Confederazione non interverrebbe che a titolo sussidiario.
La revisione delle legge sulla protezione dell'ambiente, nettamente meno incisiva rispetto all'iniziativa, era già uscita indebolita dall'esame della Camera dei cantoni, che ora dovrà tornare a pronunciarsi sul dossier e potrebbe bocciarlo definitivamente.
pon/ATS
- RG 18.30 del 14.9.2015 Il servizio di Roberto Chiesa