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British Airways alza la voce e minaccia azioni legali contro la decisione del governo di Boris Johnson d'imporre a partire da lunedì 8 una severa quarantena obbligatoria di 14 giorni a tutti coloro che arriveranno nel Regno Unito dall'estero, con o senza sintomi.
Misura che l'esecutivo Tory rivendica come una necessità temporanea - per almeno tre settimane - in vista del graduale alleggerimento del lockdown per ridurre il rischio di reintrodurre il coronavirus da fuori ora che il tasso dei contagi è in calo sul fronte interno; ma che i vettori aerei e l'industria del turismo denunciano come punitivo, eccessivo e ingiustificato.
Willie Walsh, amministratore delegato di Iag, la holding che controlla la compagnia di bandiera, ha bollato il provvedimento come "irrazionale e sproporzionato", aggiungendo che esso "silura l'opportunità di tornare a volare a luglio". Di qui l'ipotesi di portare il governo in tribunale. "Noi pensiamo sia una normativa irrazionale e i nostri avvocati stanno valutando i margini di un ricorso legale", ha detto Walsh.
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