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TEHERAN - I media iraniani hanno riferito lunedì che le Guardie rivoluzionarie del Paese hanno sequestrato una nave sudcoreana, «per aver inquinato il Golfo Persico con prodotti chimici».
Si tratterebbe della MT Hankuk Chemi, nave cisterna battente bandiera sudcoreana, che si trova ora nelle acque territoriali iraniane.
L'Iran ha nel frattempo avviato l'arricchimento dell'uranio al 20% nell'impianto nucleare di Fordo, nei pressi della città santa sciita di Qom, 200 chilometri a sudovest di Teheran.
La decisione, anticipata nei giorni scorsi, comporta un significativo superamento dei limiti previsti dall'accordo sul nucleare del 2015 (Jcpoa).
L'ordine di avviare le operazioni di ulteriore arricchimento è giunto dal presidente Hassan Rohani, secondo quanto riferito alla televisione di Stato dal portavoce del governo iraniano Ali Rabiei. La decisione è conseguenza di una legge approvata dal parlamento di Teheran, controllato dai fondamentalisti avversari dell'attuale esecutivo, che impegna le autorità a una serie di misure di rafforzamento dell'attività nucleare.
Attualmente, l'arricchimento registrato dell'uranio iraniano è al 4,5%, già sopra il limite del 3,67% fissato dal Jcpoa. La Repubblica islamica aveva iniziato nel 2019 a ridurre i suoi impegni nell'ambito dell'intesa nucleare, in risposta al ritiro unilaterale degli Stati Uniti e alla mancata soddisfazione delle richieste di compensazione delle sanzioni americane ai partner europei.
Prima dell'accordo del 2015, il progetto di arricchimento dell'uranio al 20% a Fordo era stato accompagnato da minacce israeliane di raid contro l'impianto.