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Con un solo voto di scarto (13 a 12), il "modello Müller" per la gestione dell'immigrazione si è imposto in seno alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N).
La commissione era chiamata ieri ad esaminare le divergenze in merito all'attuazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa adottata il 9 febbraio 2014.
Ieri, il Consiglio degli Stati ha "stravolto" la prima versione della legge accolta lo scorso settembre dalla camera del popolo.
In pratica, secondo la proposta messa a punto dal "senatore" Philipp Müller (PLR/AG), in caso di forte disoccupazione in determinati gruppi professionali o settori di attività, i datori di lavoro dovrebbero essere obbligati in futuro a convocare i disoccupati residenti il cui profilo corrisponde all'impiego e, se non li assumono, a giustificarsi.
In questo modello non si parla né di soglie né di immigrazione, come invece deciso dal Nazionale durante la sessione autunnale.
Esaminando la versione degli Stati nei particolari, la CIP-N ha quindi sostenuto con 14 voti a 6 l'obbligo del colloquio, ma respinto per 19 voti a 6 l'imposizione fatta al datore di lavoro di giustificarsi. Quest'ultimo dovrà dunque "soltanto comunicare il risultato del colloquio al servizio di collocamento", indica una nota odierna del servizi parlamentari.
Sempre nel corso della seduta, sono stati esaminati sia il modello di gestione dell'immigrazione licenziato dal Nazionale, sia quello proposto dall'UDC che mira ad una trasposizione letterale dell'articolo 121a della Costituzione che prevede l'adozione di tetti massimi e contingenti come d'uso prima del 2002, quando è entrata in vigore la libera circolazione delle persone.
Ebbene, precisa il comunicato, in una prima votazione il modello del Nazionale l'ha spuntata contro quello difeso dai democentristi per 12 voti a 9 e 4 astensioni. Nella votazione definitiva, ossia "modello Müller" contro "modello Nazionale", s'è imposto il primo, anche se con un solo voto di scarto.
Come noto, il dossier dovrà essere obbligatoriamente trattato durante la sessione invernale in corso. L'iniziativa prevede infatti una legge di applicazione entro 3 anni dalla votazione. Inoltre i parlamentari devono fare in fretta se vogliono che la Svizzera possa ratificare l'accordo sulla libera circolazione con la Croazia ed essere reintrodotta quale membro a pieno titolo nel programma di ricerca europeo Orizzonte 2020.
SDA-ATS