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LOS ANGELES / BERNA - 1,5 milioni di dollari, 50'000 dollari o una borsa di studio: farsi vaccinare in determinati Stati degli USA, ad esempio la California, può portare a grossi premi.
L'idea di istituire una "lotteria del vaccino" è l'ultimo dei stratagemmi americani nato per incentivare coloro che si sono dimostrati più scettici verso il vaccino e che hanno portato la campagna vaccinale, dopo un buon inizio, a rallentare sempre di più con il passare delle settimane.
È uno scenario che potrebbe essere plausibile anche in Svizzera, dove secondo un sondaggio dell'Università di Zurigo (pubblicato a gennaio) quasi una persona su tre è scettica per quanto concerne il vaccino?
«È una possibilità»
Secondo l'economista sanitario dell'Università di Basilea, Stefan Felder, la vaccinazione su base volontaria difficilmente basterà per raggiungere "l'immunità di gregge", o comunque un livello d'immunità tale tra la popolazione da interrompere la circolazione del virus.
Secondo Felder, il Governo e i Cantoni devono quindi collaborare per incentivare le inoculazioni, e il modello americano della lotteria potrebbe essere una possibilità.
Ogni cantone potrebbe gestire la propria lotteria di vaccinazione, magari con un vincitore ogni settimana. Visti i possibili vantaggi e l'impegno economico profuso finora nella lotta alla pandemia, sarebbe uno sforzo finanziario aggiuntivo del tutto giustificato, a detta dell'esperto.
Premio sulle spalle dei contribuenti?
Non tutti, però, sono dello stesso avviso: l'economista sanitario Willy Oggier, ad esempio, vede nella modalità una grossa ingiustizia: «Non sarebbe corretto nei confronti di coloro che si sono già fatti vaccinare volontariamente, per solidarietà».
Inoltre, i premi della lotteria andrebbero sulle spalle dei contribuenti, «e questo non è giusto».
Infine, secondo Oggier, potrebbe avere persino un effetto contrario: se lo Stato pagasse per la vaccinazione, potrebbe sembrare che non sia sicura. Ciò potrebbe, di conseguenza, rafforzare ulteriormente lo scetticismo dei critici. Oggier sostiene quindi la via degli incentivi "negativi": «Chi non vuole essere vaccinato dovrebbe avere meno libertà».
«Un'idea che contraddice tutti i principi svizzeri»
Anche l'esperto di psicologia sociale ed economica Christian Fichter si è espresso contro una lotteria delle vaccinazioni, e lo ha fatto senza mezzi termini. «Il concetto contraddice tutti i principi svizzeri, la nostra democrazia si basa sulla maturità e l'autoresponsabilità», ha dichiarato.
Invece di attirare le persone alla vaccinazione con dei premi in denaro, si dovrebbe fare un lavoro educativo: «Vogliamo poter basare le nostre decisioni come degli adulti». Fichter è anche convinto che una lotteria dei vaccini difficilmente potrebbe aver luogo, in quanto incontrerebbe una forte resistenza da parte dei politici e della popolazione svizzera.