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L'inchiesta amministrativa volta a chiarire le relazioni fra Sudafrica e Svizzera durante il regime dell'apartheid può continuare.
Il testimone chiave sudafricano, il cardiologo Wouter Basson ha deciso di deporre davanti alle autorità svizzere.
Contrariamente a quanto affermato in precedenza, Basson, che era a capo del programma di armamento chimico-biologico del Sudafrica, è di nuovo pronto ad essere interrogato in qualità di testimone.
Lo ha detto all'ats Oswald Sigg, portavoce del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), confermando una notizia pubblicata dal «SonntagsBlick».
Al DDPS non si sa ancora come mai Basson abbia cambiato idea. Dopo che Rainer Schweizer - la persona del DDPS incaricata delle indagini - ha spiegato al cardiologo che quanto accaduto era dovuto a un disguido e che il questionario consegnatogli era solo una bozza, la sua rabbia è sbollita.
È stato Basson stesso ad annunciarsi presso il DDPS. Al momento non si sa ancora se Basson sarà ascoltato in Svizzera o in Sudafrica, né quando, ha affermato Sigg.
A causa di un disguido, al medico sudafricano era stata consegnata in settembre una bozza di questionario a nome dell'incaricato delle indagini del DDPS. Secondo la «Weltwoche», le domande che vi erano contenute erano così maldestre e aggressive da aver fatto arrabbiare Basson. Il testimone chiave aveva dichiarato al settimanale che non avrebbe più deposto.
Durante il regime dell'apartheid, Basson era il responsabile del programma di armamento chimico-biologico del Sudafrica. Egli avrebbe incontrato più volte in Svizzera l'ex capo dei servizi segreti militari Peter Regli.
In aprile, una corte di Pretoria ha assolto Basson dall'accusa di aver complottato per uccidere attivisti politici neri con sostanze tossiche e veleni. Il 51enne Basson, soprannominato «Dottor morte», era chiamato a rispondere di 46 capi di imputazione, tra cui omicidio, complicità in omicidio, traffico di stupefacenti e truffa.
swissinfo e agenzie