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Una delegazione della Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati, in visita negli Usa, ha incontrato oggi responsabili politici ed economici. Sul tavolo c’era l’acquisto di jet da combattimento F-35 da parte della Svizzera e i relativi affari di compensazione (affari offset).
A Washington, la delegazione elvetica, guidata dal presidente della commissione Damian Müller (Plr/LU), ha incontrato membri del congresso americano e delle organizzazioni economiche. Ha discusso pure il piano d’investimento del presidente Joe Biden e le opportunità che offre alle imprese svizzere, hanno precisato i servizi parlamentari.
I senatori non hanno mancato di menzionare l’acquisto dell’aereo da combattimento F-35A e gli affari di compensazione. Al momento della selezione, l’aereo della Lockheed Martin non ha ottenuto il miglior punteggio per questo aspetto. Gli americani dovranno comunque compensare il 60% del valore della commessa entro quattro anni dall’ultima consegna.
La delegazione si è anche interessata alla politica di sanzioni degli Stati Uniti. I senatori hanno discusso con i loro interlocutori dello sviluppo delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, e delle conseguenze che questo potrebbe avere per la Svizzera.
La delegazione si è poi diretta a New York. L’attenzione si è concentrata sulla candidatura della Svizzera per un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu per il periodo 2023 e 2024.
La delegazione ha discusso con membri attuali ed ex membri del Consiglio di sicurezza la compatibilità di un tale seggio con la neutralità svizzera. Le prossime elezioni del Consiglio di sicurezza si terranno nel giugno 2022.
Il presidente della commissione Damian Müller era accompagnato da Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU), Daniel Jositsch (Ps/ZH) e Matthias Michel (Plr/ZG).