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BRUXELLES - Bruxelles scaglia nuove sanzioni contro il regime militare che ha preso il controllo in Myanmar dopo il colpo di Stato dello scorso 1° febbraio. Lo ha annunciato oggi il Consiglio europeo.
I destinatari di questo terzo ciclo di sanzioni includono otto persone, tre entità economiche e l'Organizzazione dei veterani di guerra. Nella lista ci sono ministri, viceministri e la procuratrice generale. La loro responsabilità, scrive il Consiglio, è quella di «avere compromesso la democrazia e lo Stato di diritto e commesso gravi violazioni dei diritti umani nel paese».
Le misure sono state concentrate in particolare sui settori delle pietre preziose e del legname. L'obiettivo? Limitare la capacità della giunta militare di poter trarre profitto dalle risorse naturali birmane. Parallelamente rimangono in vigore anche le misure restrittive già decise in precedenza dall'UE, incluso l'embargo su armi e attrezzature.