Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01254.jsonl.gz/274

È tornata di fronte al giudice per chiedere l’assoluzione Lisa Bosia Mirra. Al processo di appello aperto martedì a Locarno, l’ex granconsigliera ticinese ha ripercorso le storie e i motivi che tre anni fa la spinsero a far entrare e uscire illegalmente dalla Svizzera 24 migranti diretti in Germania. Per questo era stata condannata a una pena pecuniaria sospesa.
L’ex deputata ha ripercorso le vicissitudini dell’accampamento improvvisato davanti alla stazione ferroviaria di Como, precisando che "non si trattava di un campo per migranti ma di un parco pubblico. C’erano bambini con la scabbia, persone che avevano subito delle torture, bambini che aveva subito mutilazioni".
"Perché li ha aiutati ad attraversare il confine? Perché proprio quel gruppo di persone?" Ha chiesto, tra l’altro la giudice Giovanna Roggero-Wil. "Erano persone che erano vulnerabili" ha detto l’imputata che ha aggiunto "di aver aiutato proprio quelle persone per allontanarle dalla precarietà della loro situazione nel campo davanti alla stazione di Como".
La parola è passata poi alla PP Margherita Lanzillo che ha riconfermato il decreto d’accusa.