Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/243844

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni, la Cina è diventata un centro di interesse sempre più importante per il settore finanziario svizzero. Parallelamente, secondo le ricerche condotte dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani, è emerso che alcuni istituti finanziari svizzeri finanziavano imprese cinesi implicate nelle violazioni massicce dei diritti umani nello Xinjiang: le indagini di Hong Kong Watch, per esempio, sono giunte alla conclusione che le due grandi banche svizzere UBS e Crédit Suisse hanno finanziato imprese cinesi quali Hikvision, Dahua Technology e iFlytek (fonte: "The Swiss Connection: How UBS &amp; Credit Suisse's investments in China are undermining ESG &amp; human rights" - Hong Kong Watch).</p><p>Il dialogo avviato nell'aprile del 2017 a Pechino tra le autorità finanziarie e gli attori coinvolti nelle relazioni finanziarie tra la Svizzera e la Cina è stato portato avanti a due riprese l'anno scorso, rispettivamente a marzo e a dicembre. </p><p>Dal momento che il Consiglio federale ha annunciato che "contestualmente al vigente accordo di libero scambio, si intende intensificare ulteriormente anche le relazioni in materia di mercati finanziari di entrambi i Paesi" (comunicato stampa del CF del 3.3.2021), invito gentilmente l'Esecutivo a rispondere alle seguenti domande: </p><p>- Cosa si aspetta il Consiglio federale dagli istituti finanziari svizzeri nelle loro relazioni d'affari con le imprese della Repubblica popolare di Cina coinvolte nelle violazioni dei diritti umani nello Xinjiang?</p><p>- Sono state prese misure volte a garantire che gli istituti svizzeri non possano trarre vantaggio da tali violazioni dei diritti umani? </p><p>- Nei colloqui con Pechino in materia di mercati finanziari viene affrontata la tematica dei diritti umani? Per il 2022 sono previsti tra i due Paesi ulteriori incontri riguardanti la questione dei mercati finanziari?</p><p>- Il Consiglio federale è disposto a esaminare l'attuazione di meccanismi di controllo volti ad assicurare che gli istituti finanziari svizzeri non possano più trarre beneficio dai crimini contro i diritti umani commessi nei confronti degli uiguri o di qualsiasi altra minoranza in Cina?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1 e 2: il Consiglio federale negli ultimi anni si è espresso a più riprese sulla tematica relativa all'economia e ai diritti umani in riferimento allo Xinjiang. Ad esempio, nei suoi pareri relativi al postulato 21.3199 e alla mozione 21.3871, l'Esecutivo sottolineava di aspettarsi che le imprese stabilite o attive in Svizzera rispettassero in tutte le loro attività sul territorio svizzero e all'estero le norme e le direttive riconosciute a livello internazionale per una gestione imprenditoriale responsabile, come le linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali e i principi guida dell'ONU per l'economia e i diritti umani. Per il Consiglio federale è fondamentale che la piazza finanziaria svizzera benefici di condizioni quadro ottimali in grado di favorirne la competitività a livello internazionale. A questo proposito, ritiene importante che la piazza finanziaria goda di grande credibilità anche nel campo della sostenibilità, in particolare per quanto riguarda la comunicazione, la consulenza e la trasparenza delle caratteristiche sostenibili dei prodotti finanziari.</p><p>Ad 3: oltre alle questioni tecniche, le autorità responsabili dei mercati finanziari discutono degli aspetti di politica di mercato relativi alle condizioni quadro, come i mercati del capitale aperti, l'applicazione di standard internazionali e le finanze sostenibili. Il 6 luglio 2022 il gruppo di lavoro sulla cooperazione tra Svizzera e Cina nell'ambito dei mercati finanziari si è riunito sotto la guida della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, della Banca centrale cinese, del Ministero delle finanze cinese e delle autorità di vigilanza cinesi. Probabilmente quest'anno si proseguiranno il dialogo finanziario avviato nel 2013 con la Banca centrale cinese e gli incontri con il gruppo di lavoro sopra menzionato. Tuttavia non è ancora stata stabilita alcuna data. Ogni due anni è previsto il viaggio ufficiale dei rappresentanti del settore al livello del ministro delle finanze; l'ultimo si è svolto nel 2019.</p><p>Ad 4: a partire da gennaio 2022, le imprese e dunque anche gli istituti finanziari soggiacciono in Svizzera all'obbligo di rendicontazione extrafinanziaria concernente le questioni ambientali e sociali, le condizioni dei lavoratori, i diritti umani e la lotta alla corruzione. Tale obbligo comprende inoltre l'attuazione di procedure di diligenza in materia di minerali provenienti da zone di conflitto e lavoro minorile. Il DEFR, la SECO e il DFAE sostengono le imprese nell'attuazione delle procedure di diligenza tramite i due piani d'azione elaborati per il periodo 2020-2023: quello sulla responsabilità socio-ambientale d'impresa e quello su imprese e diritti umani. Il Consiglio federale monitora costantemente gli sviluppi e applica in modo mirato le misure di sostegno al settore privato.</p><p>Per gli istituti finanziari valgono le prescrizioni organizzative in materia di vigilanza. Essi sono infatti tenuti a identificare, misurare, gestire e monitorare adeguatamente tutti i rischi associati alle loro attività, compresi i rischi giuridici e reputazionali, e a garantire controlli interni efficaci. La legge sul riciclaggio di denaro obbliga inoltre gli istituti finanziari a essa soggetti a chiarire il contesto economico e lo scopo di una transazione o di una relazione commerciale. Se sospettano che i valori patrimoniali provangano da un crimine, devono segnalarlo all'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro. </p>  Risposta del Consiglio federale.