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Dopo anni di ricerche, negli Stati Uniti è stato trovato il diario di Alfred Rosenberg, braccio destro e confidente di Adolf Hitler, 400 pagine che vanno dalla primavera 1936 all’inverno 1944.
Rosenberg aveva avuto un ruolo preponderante nello sterminio di milioni di ebrei e di altri prigionieri durante la Seconda guerra mondiale.
L’agenzia Reuters scrive che dopo una prima analisi il diario porta un nuovo sguardo sugli incontri fra Rosenberg e Hitler e anche su altri dirigenti nazisti come Heinrich Himmler e Hermann Goering.
Il U.S Holocaust Memorial Museum di Washington ha studiato il diario e nelle sue conclusioni specifica che “Il documento riveste importanza storica capitale nello studio del periodo nazista e dell’Olocausto.
Una rapida analisi indica che il diario mette in luce diversi elementi chiave della politica del Terzo Reich. Rappresenta una fonte di informazioni per gli storici e potrebbe confermare, oltre che contraddire, diversi documenti già conosciuti.”
Non è ancora stato precisato in cosa il diario potrebbe annullare diverse tesi confermate dagli storici e il museo di Washingotn insiste sul fatto che questa prima analisi deve ancora essere elaborata.
Quel che è certo è che alcuni dettagli sul contenuto del diario rivelano tensioni in seno ai vertici nazisti, in particolare la crisi causata dal viaggio di Rudolf Hess in Gran Bretagna nel 1941 o il saccheggio sistematico di opere d’arte appartenenti agli ebrei attraverso l’Europa, di cui Rosenberg aveva il controllo.
Alfred Rosenberg era stato processato a Norimberga e impiccato nell’ottobre 1946 insieme ad altri 11 gerarchi nazisti. Dal suo diario erano stati tratti molti elementi per le prove a suo carico.
Dopo il processo di Nuremberg, il diario era scomparso. Uno dei procuratori, Robert Kempner, era stato a lungo sospettato dalle autorità americane di averlo trafugato, soprattutto perché nelle sue memorie ne aveva citato dei passaggi.
Il Museo dell’Olocausto di Washington aveva continuato a cercare il diario di Rosenberg e all’inizio di quest’anno – con l’aiuto di un agente dell’Homeland Security Investigations – il documento è stato trovato nella casa di tale Herbert Richardson.
Nella casa di Richardson, a Buffalo, aveva a lungo abitato la segretaria di Robert Kempner.