Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/125831

<h2>SubmittedText<h2><p>Le continue incertezze e turbolenze sui mercati valutari in diversi Paesi dell'Eurozona, in particolare in Grecia, ma ora anche in Spagna, determinano un aumento dell'afflusso di capitali in Svizzera e una ancora maggiore tendenza al rialzo del franco. L'aggravarsi della situazione costituisce un pericolo per l'economia reale, in particolar modo per l'esportazione e il turismo, e di conseguenza per decine di migliaia di posti di lavoro.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che il tasso di cambio minimo con l'euro, fissato a fr. 1.20 dalla Banca nazionale nel settembre 2011, sia a rischio? Come spiega le recenti (e controproducenti) raccomandazioni del FMI di abbandonare il limite inferiore di cambio del franco?</p><p>2. Quali conseguenze determina la continua tendenza al rialzo del franco sull'economia svizzera? In questo contesto vi è il rischio di una massiccia delocalizzazione all'estero di imprese, aziende e posti di lavoro? Si prevedono ulteriori effetti negativi per il turismo, che già ora deve affrontare un calo della domanda dall'estero? Quali sono le principali regioni interessate?</p><p>3. Quali strumenti ha a disposizione la Svizzera per affrontare la sempre maggiore tendenza al rialzo del franco svizzero? Il Consiglio federale ha elaborato, di concerto con la Banca nazionale, misure di accompagnamento come interessi negativi e controlli sui movimenti di capitale? A chi spetta la competenza di promulgarle? Fino a che punto il sistema bancario è preparato a tale eventualità? Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire con urgenza a livello legislativo?</p><p>4. Un'ulteriore destabilizzazione della situazione monetaria potrebbe determinare un afflusso di capitale estero nel settore immobiliare svizzero con i relativi effetti negativi per la popolazione elvetica? Questa situazione potrebbe aggravare il rischio di una bolla immobiliare, in particolare nella Svizzera romanda e nei grandi agglomerati? Quali misure ha disposto il Consiglio federale in proposito?</p><p>5. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale per raggiungere in tempi brevi la parità del potere d'acquisto di almeno fr. 1.40 per euro? Come giudica il Consiglio federale le conseguenze a lungo termine di un corso del cambio nettamente inferiore alla parità del potere d'acquisto per la piazza imprenditoriale svizzera e il mercato del lavoro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Banca nazionale svizzera (BNS) si è dichiarata disposta a imporre con fermezza il limite inferiore del corso del cambio del franco. Non esiste alcun motivo di dubitare della risolutezza della BNS. Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha caldeggiato l'attuale linea di politica monetaria della BNS e osserva soltanto che il limite inferiore di corso del cambio nei confronti dell'euro va inteso come misura straordinaria e temporanea. Il Consiglio federale condivide questo parere. Occorre partire dall'idea che qualora la situazione dal punto di vista della politica valutaria dovesse stabilizzarsi, il limite inferiore del corso del cambio non sarebbe più necessario e la BNS potrebbe tornare a condurre la propria politica monetaria convenzionale.</p><p>2. Finora la piazza di produzione ed esportazione Svizzera ha potuto adeguarsi alla rivalutazione del franco meglio di quanto ci si potesse aspettare. I Paesi limitrofi presentano in parte evoluzioni congiunturali chiaramente più gravi. È inevitabile che la Svizzera ne venga toccata attraverso la propria rete economica e che si osservino in tutto il Paese ripercussioni negative in diversi rami settoriali, in particolare nel settore industriale e in quello dei servizi. L'apertura economica e altri vantaggi concorrenziali - in parte collegati a tale apertura - dovrebbero consentire alla Svizzera di reagire anche in futuro in maniera flessibile alla crisi e impedirle di scivolare in una grave recessione. In questo contesto è determinante non solo il corso del cambio, ma anche l'evoluzione congiunturale all'estero.</p><p>3. Lo strumento più efficace contro la tendenza al rialzo del franco è rappresentato dal limite inferiore del corso del cambio introdotto dalla BNS, che lo stesso istituto centrale difende, se necessario, intervenendo sul mercato delle divise. Sia la BNS che la Confederazione hanno però valutato anche ulteriori misure d'accompagnamento e, nel quadro di una task force, elaborano possibilità di intervento in merito, nel cui ambito rientra anche il disciplinamento delle competenze. Secondo le dichiarazioni apparse sulla stampa anche diverse banche si preparano a scenari ipotizzabili. In caso di situazione d'emergenza i preparativi attuali consentirebbero di reagire in maniera rapida e flessibile. Sebbene non si possa escludere un ulteriore inasprimento della crisi nell'Eurozona, al momento non si delinea una situazione di siffatta gravità. È da presumere che nell'Eurozona le pertinenti autorità adottino le contromisure necessarie per cercare di risolvere la crisi.</p><p>4. I movimenti di capitali a livello mondiale dalla zona dell'euro verso altri Paesi o verso i cosiddetti Paesi principali della stessa zona si verificano già da lungo tempo. I meccanismi di formazione dei prezzi provocano però in parte un'attenuazione di questi movimenti di capitale. A titolo d'esempio gli investitori che collocano capitali in Svizzera devono attualmente accettare un tasso di interesse modesto e talvolta anche negativo. Si tratta comunque di impedire che questa circostanza provochi in Svizzera ripercussioni negative sull'economia reale. Nel contesto di una possibile bolla del mercato finanziario e immobiliare un gruppo di lavoro istituito dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha esaminato la struttura attuale della vigilanza macroprudenziale in Svizzera. Nel frattempo, il governo ha attuato l'ampliamento degli strumenti macroprudenziali con un ammortizzatore anticiclico e una più forte dotazione di fondi propri per le ipoteche in una modifica dell'ordinanza sui fondi propri che entra in vigore il 1° luglio 2012.</p><p>5. Il mandato della BNS è quello di garantire la stabilità dei prezzi. Il limite inferiore del corso del cambio nei confronti dell'euro è stato introdotto allo scopo di prevenire un pericolo per la stabilità dei prezzi e lo sviluppo economico in Svizzera, riducendo del 20 per cento il massiccio apprezzamento del franco verificatosi nell'agosto del 2011. Dal momento che non è possibile definire un tasso di cambio veramente equilibrato, la Banca centrale non persegue alcun "tasso di cambio paritetico". Negli anni precedenti la crisi attuale, il franco era inoltre piuttosto sottovalutato. Il tasso di cambio reale - fattore determinante per la piazza imprenditoriale svizzera - nel corso del tempo si è svalutato a seguito dell'elevata inflazione all'estero.</p>  Risposta del Consiglio federale.