Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/144735

<h2>SubmittedText<h2><p>Come noto, da diverso tempo l'UE e gli USA stanno negoziando il partenariato in materia di commercio e investimenti (Transpacific Trade and Investment Partnership TTIP). I documenti delle trattative sono rimasti a lungo segreti fino a quando la Commissione europea si è piegata alle pressioni dell'opinione pubblica e ha reso più trasparenti i contenuti dell'accordo.</p><p>Nell'edizione attuale del rapporto sulla politica economica esterna (2013) si legge che la Svizzera dovrebbe probabilmente adeguarsi al livello di liberalizzazione e alle norme convenute nei diversi settori dell'accordo, inclusa l'agricoltura. Le mie domande riguardano appunto l'agricoltura.</p><p>Nonostante la maggior trasparenza da parte dell'UE, c'è ancora molta opacità. Ufficialmente si ribadisce ad esempio che le norme sugli organismi geneticamente modificati (OGM) rimarranno invariate. Viceversa è certo che gli USA hanno grande interesse a esportare nell'UE i loro prodotti agricoli di base geneticamente modificati. I detrattori dell'accordo, anzi, scrivono che i gruppi agroalimentari statunitensi stanno facendo pressioni affinché gli OGM che sono già autorizzati negli USA possano essere esportati nell'UE automaticamente e senza alcuna dicitura. Inoltre, verrebbero vanificate anche leggi "fastidiose" dell'UE come quelle sulla dichiarazione dei pesticidi. L'accordo, infine, prevede disposizioni in virtù delle quali le aziende potrebbero far causa agli Stati davanti a tribunali arbitrali (e non davanti ai tribunali statali).</p><p>Questo accordo, è vero, non riguarda direttamente la Svizzera, ma il passato ci insegna che già una volta la Svizzera ha piegato la testa e recepito tale e quale un accordo stipulato tra gli USA e l'UE.</p><p>Pertanto, le seguenti domande si impongono:</p><p>1. Quali conseguenze avrà l'accordo per la Svizzera, in particolare per l'agricoltura e per i consumatori?</p><p>2. Anche la Svizzera dovrà recepire l'accordo?</p><p>3. È probabile che un giorno gli standard saranno o dovranno essere abbassati anche nel nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Poiché i negoziati tra l'UE e gli USA sono appena iniziati e il contenuto delle disposizioni oggetto delle trattative non è ancora noto, il Consiglio federale non può esprimersi con certezza sulle conseguenze per la Svizzera di un eventuale accordo di libero scambio tra l'UE e gli USA (ALS UE-USA). Per gli stessi motivi, non è ancora possibile ipotizzare quali sarebbero gli effetti per i consumatori e per alcuni settori specifici come l'agricoltura. </p><p>L'UE e gli USA sono i nostri principali partner commerciali. La firma di un ALS con cui questi due partner si accordano reciprocamente condizioni quadro più favorevoli di quelle concesse alla Svizzera per l'accesso ai rispettivi mercati sarebbe senz'altro penalizzante per la nostra economia. In generale la Svizzera potrebbe subire svantaggi concorrenziali per quanto riguarda l'accesso ai mercati, soprattutto a livello doganale (nel mercato americano sui prodotti agricoli e industriali e nel mercato europeo sui prodotti agricoli e i generi alimentari esclusi dal protocollo 2 dell'accordo di libero scambio del 1972 o dell'accordo agricolo del 1999). Inoltre, potrebbero essere penalizzati altri settori (regolamentazioni non tariffarie, ostacoli al commercio, proprietà intellettuale, servizi, investimenti, appalti pubblici, ecc.).</p><p>2. La Svizzera non sarebbe tenuta a recepire automaticamente un eventuale ALS UE-USA. Tuttavia, in base agli obiettivi e al contenuto dei negoziati tra UE e USA, il Consiglio federale valuterà alcune opzioni per tutelare la competitività della nostra economia e il prestigio della piazza economica svizzera. Tra queste opzioni vi sarebbe anche quella di negoziare un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti o di aderire al partenariato in materia di commercio e investimenti (TTIP). </p><p>Al momento però non è chiaro se e a quali condizioni i Paesi terzi del TTIP potranno aderire. Inoltre, occorre considerare anche la situazione economica complessiva del nostro Paese, in particolare nei settori quali quello agricolo e alimentare, nonché le conseguenze sui progetti di accesso al mercato con l'UE.</p><p>3. La Svizzera è legata all'UE dall'accordo agricolo bilaterale del 1999 che disciplina, armonizzandola, la legislazione vigente in diversi settori, tra cui quello fitosanitario e dell'igiene veterinaria. Poiché le nostre disposizioni sono concepite per essere compatibili con quelle europee, l'eventuale modifica degli standard europei in seguito alla firma dell'ALS UE-USA avrebbe conseguenze anche per la Svizzera. Tuttavia, questo principio vale solo negli ambiti in cui gli Stati membri hanno armonizzato le rispettive legislazioni. Ma per i generi alimentari non è sempre così. Inoltre, vi sono temi che suscitano accesi dibattiti anche in Europa, come la questione degli organismi geneticamente modificati o il fatto di consentire l'uso di additivi nei mangimi animali. Poiché non è chiaro se l'UE si adeguerà agli standard americani non si possono trarre conclusioni definitive sulle conseguenze di un ALS agricolo UE-USA a livello di standard svizzeri. Quel che è certo è che, qualora l'UE decidesse di modificare le proprie regole, prima di adeguare gli standard legali per i generi alimentari la Svizzera valuterebbe politicamente sia gli aspetti legati all'accesso al mercato sia la necessità di tutelare i consumatori. Non vi è dunque alcun automatismo in tal senso.</p><p>Parallelamente, va sottolineato che la presenza di standard non armonizzati tra la Svizzera e l'UE o gli USA sarebbe problematica per la nostra economia.</p><p>Infatti, poiché la Svizzera non ha sottoscritto alcun accordo con gli Stati Uniti, malgrado l'accordo agricolo bilaterale con l'UE, l'ALS UE-USA avrebbe effetti negativi per i nostri produttori, come accade nel caso dei prodotti biologici. Da quando l'UE ha stipulato un accordo di equivalenza con gli Stati Uniti i suoi prodotti biologici non hanno più bisogno di certificati USA per essere immessi nel mercato statunitense. I produttori svizzeri che importavano dall'UE alcuni ingredienti certificati USA, li lavoravano in Svizzera e poi li esportavano in America devono ora fare i conti con la presenza dei prodotti UE, che si traduce per loro in un vero e proprio divieto di importazione da parte degli Stati Uniti, benché gli standard siano rimasti gli stessi. Per questi motivi la Svizzera sta negoziando un apposita convenzione con gli USA.</p>  Risposta del Consiglio federale.