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L'annunciata acquisizione da parte di Ubs non ha impedito un corposo ritiro di investimenti
L'annunciata acquisizione da parte di Ubs non ha fermato la fuga di clienti da Credit Suisse: nelle tre settimane seguenti al salvataggio sono stati disinvestiti 5,6 miliardi di dollari da circa 300 fondi dell'istituto elvetico domiciliati negli Usa e nell'Unione europea. Lo riferisce il media britannico Financial News, citando dati di Morningstar.
Gli investitori avevano già ritirato 3 miliardi nei giorni a ridosso del salvataggio, a cui si sono aggiunti altri 2,5 miliardi nel periodo compreso tra il 23 marzo e il 6 aprile. "È giusto dire che c'è ancora incertezza circa l'operazione e il potenziale impatto che potrà avere su Credit Suisse Asset Management", ha dichiarato Johann Scholtz, analista di Morningstar.
I deflussi sono iniziati il 14 marzo, quando Credit Suisse ha rivelato l'esistenza di "debolezze significative" nei suoi sistemi di rendicontazione finanziaria, e hanno toccato il picco di 776 milioni di dollari il 21 marzo, due giorni dopo l'annuncio dell'acquisizione da parte di Ubs. Il 5 e il 6 aprile i fondi europei hanno registrato un'inversione di tendenza, con una raccolta netta di 240 milioni di dollari, in quello che appare un primo segnale di normalizzazione.
I dati non includono tutti i fondi di Credit Suisse, ma solo quelli i cui andamenti sono oggetto di comunicazione a Morningstar.