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Intervistato dal Blick al termine della sua esperienza mondiale sulla panchina dell'Austria, il leggendario allenatore grigionese ha parlato di hockey, emozioni, denaro e di cosa farà dopo.
L'Austria del duo svizzero Bader-Del Curto ha raggiunto la salvezza, piazzandosi all'11esimo posto, davanti a Francia, Norvegia, Kazakistan, Italia e Gran Bretagna.
Un ottimo risultato per la formazione austriaca, che si è anche tolta il lusso di battere la Repubblica Ceca (2-1) e di cedere agli Stati Uniti solo nei tempi supplementari (2-3).
Il Blick ha intervistato l'allenatore cult dell'hockey svizzero, Arno Del Curto, che dopo una carriera spesa a Davos, e una veloce incursione a Zurigo, prima di ritirarsi del tutto ha accettato la chiamata dell'amico Roger Bader.
«A 66 anni non mi resta molto da vivere»
Con la solita umiltà e schiettezza il 66enne grigionese dice che dopo aver comunicato di smettere con l'hockey, ha capito che a «66 anni non mi resta molto da vivere», dunque, meglio approfittare delle buone occasioni per tornare sul ghiaccio, in panchina.
Del Curto dice di essersi divertito a questi campionati del mondo, «nessuno può portarmi via questo, e sono felice di esserci stato».
Il lavoro sul ghiaccio, con i giovani, è ciò che ha spinto il leggendario allenatore del Davos a ritornare in panchina, anche se per un periodo limitato nel tempo - per ora.
«Stare con questi ragazzi, lavorare con loro e parlare di come si sono comportati: è stato fantastico. Giocare contro le grandi nazioni alla Coppa del Mondo a parità di condizioni è stato davvero bello. È incredibile ciò che questa squadra ha raggiunto, e l'abbiamo fatto insieme», ha detto Del Curto sempre sul portale Blick.ch.
A differenza di molte star della NHL, ma anche di giocatori di KHL e professionisti che giocano nel massimo campionato svizzero, Del Curto ha avuto a che fare con ragazzi che guadagnano meno di 30'000 euro all'anno.
«Alla fine non ho guadagnato nemmeno un franco»
E Del Curto cosa ha guadagnato in termini economici? «182 euro al giorno. Ma il solo viaggio per recarmi al campo di allenamento di Linz, ad esempio, mi è costato circa 500 franchi. Probabilmente, alla fine non ho guadagnato nemmeno un franco - ha detto il grigionese - ma ciò non mi interessa affatto, sono felice di averlo fatto per questi giocatori».
Si vociferava da tempo di una possibile presenza del mago di Davos sulla panchina dell'Austria a questi Mondiali. Ma quando ha deciso Arno Del Curto di recarsi ad Helsinki?
«Quando ho deciso di partire per la Coppa del Mondo? La sera prima della partenza. Ho detto loro (federazione austriaca ndr.) di prenotarmi un biglietto aereo. Se non fossi venuto, li avrei ripagati», granitico, spietato come le montagne che fanno da contorno al paese di St. Moritz, dov'è nato e cresciuto.
«Voglio farmi una grigliata, giocare a golf e andare in piscina»
Le ultime domande all'intervistatore del Blick nascono spontanee: Del Curto continuerà la collaborazione con la nazionale austriaca? Cosa farà dopo questi Mondiali?
«In realtà voglio fare una grigliata venerdì sera, giocare a golf sabato e andare in piscina domenica. Non prenderò più in mano un club, non se ne parla proprio. Ma chissà, forse prima o poi potrò aiutare di nuovo».
I giocatori della nazionale austriaca hanno apprezzato la presenza, la conoscenza e la personalità del grigionese, come ammette lui stesso: «Ci sono già stati giocatori che volevano che stringessi loro la mano e dicessi loro che avrei continuato... ma li ho allontanati e ho detto: "Prima beviamoci qualche birra"».