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BERNA - I ritrovi pubblici svizzeri non devono essere obbligati a proporre un minimo di 50% di vini elvetici nella loro offerta. Stando al Consiglio federale, i prodotti "made in Switzerland" potrebbero essere meglio rappresentati sul mercato indigeno, ma spetta al settore vitivinicolo prendere iniziative in tal senso.
Il Governo invita pertanto il plenum a respingere una mozione di Jean-Luc Addor (UDC/VS). Secondo l'esecutivo, la richiesta di imporre una quota di vini svizzeri si scontra con il principio della libertà economica garantita dalla Costituzione.
Inoltre, la misura proposta dovrebbe essere conforme al diritto commerciale internazionale. Nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio e degli accordi di libero scambio, la Svizzera è tenuta a garantire un trattamento equo tra prodotti stranieri e indigeni.
La Confederazione sostiene a titolo sussidiario il finanziamento di misure decise dal settore vitivinicolo in materia di produzione delle vendite. Per il 2019, è stato fissato un importo pari a 3,9 milioni di franchi. I vini elvetici rappresentano il 36,6 % del mercato, precisa ancora il Governo.