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Le misure decise in Svizzera tra marzo e giugno 2020 sono state troppo dure, "con un impatto su una serie di diritti come la libertà di riunione e di movimento". Lo afferma Amnesty International nel suo rapporto annuale pubblicato mercoledì.
Il Consiglio federale ha governato con poteri d'emergenza, ma limitando "in modo sproporzionato" il diritto a queste libertà. La polizia non ha inoltre ricevuto linee guida chiare all'inizio della pandemia.
Anche la chiusura delle frontiere con l'Italia solleva delle critiche. Ciò, sostiene l'ONG, ha avuto un impatto negativo sui richiedenti asilo: tra metà marzo e metà maggio, si è sospesa la registrazione delle domande ad eccezione delle persone vulnerabili.
Un anno dopo, le misure continuano a far discutere e si cercano nuove vie.