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<h2>SubmittedText<h2><p>Sul mercato mondiale si registra un'impennata dei prezzi di alimenti di base quali frumento, soia, riso e mais. Diverse organizzazioni dell'ONU, temendo un allargamento della crisi alimentare che potrebbe sfociare in una permanente destabilizzazione sociale, economica e politica, esortano un intervento immediato. Anche la Svizzera è chiamata a dare il suo contributo in vista di raggiungere i seguenti obiettivi: alimentazione sicura per tutti nel rispettivo Paese e fine delle speculazioni finanziare sulle derrate alimentari. Alla luce di questa situazione, il gruppo socialista invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il segretario generale dell'ONU, Ban Ki Moon, chiede aiuti finanziari immediati pari a 755 milioni di dollari per il programma alimentare mondiale (PAM) e a 1,7 miliardi di dollari a favore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). A quanto ammonta il contributo della Svizzera? Il Consiglio federale proporrà di aumentare in misura corrispondente il limite del bilancio federale? Quali misure immediate supplementari intende adottare il Consiglio federale per far fronte all'emergenza fame? Come intende garantire che l'applicazione di queste misure non nuoccia ai mercati locali e avvenga senza discriminazioni sessuali?</p><p>2. L'aumento dei prezzi delle derrate alimentari viene ricondotto a fattori climatici, a un maggiore consumo di carne nei Paesi emergenti, alla forte domanda di agrocarburanti da parte di clienti con un elevato potere d'acquisto e alla speculazione di investitori e agenti commerciali bancari. Quale valenza attribuisce il Consiglio federale a ciascuna di queste cause e quali conclusioni ne trae?</p><p>3. Walter Fust (direttore della DSC fino al 30 aprile scorso) ritiene che oltre la metà del rincaro sia riconducibile alla speculazione (cfr. "NZZ" del 22 aprile 2008). Quali provvedimenti adotta il Consiglio federale a livello nazionale e internazionale onde vietare la speculazione finanziaria sui mercati delle derrate alimentari?</p><p>4. La Svizzera si impegnerà in seno al Fondo monetario internazionale, alla Banca mondiale e alle banche regionali di sviluppo affinché venga potenziato il sostegno allo sviluppo rurale e i programmi di adeguamento strutturale nei Paesi in via di sviluppo non siano più incentrati sulla promozione di piantagioni di prodotti destinati all'esportazione, bensì sul rafforzamento della sostenibilità e della sicurezza alimentare, e al contempo contribuiscano a garantire un approvvigionamento idrico sufficiente?</p><p>5. In quale misura le conclusioni del rapporto IAASTD influenzano la politica del Consiglio federale in materia di collaborazione allo sviluppo, economia estera e diritto sui brevetti? Cosa intende fare in particolare il Consiglio federale affinché il diritto sui brevetti non privilegi gli interessi delle multinazionali agroalimentari finanziariamente forti a scapito della biodiversità, del sapere tradizionale e dei diritti dei contadini nei Paesi in via di sviluppo?</p><p>6. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale per migliorare la situazione delle donne che in numerose regioni colpite dalla fame e dalla povertà svolgono il ruolo di procacciatrici di cibo e quindi sono doppiamente toccate dalla crisi alimentare?</p><p>7. La crisi alimentare influenza gli scenari elaborati dalla Svizzera in vista dei negoziati con l'UE su un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare e delle trattative nel quadro del ciclo di negoziati di Doha dell'OMC?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Vista la precarietà della situazione, quale misura immediata la Svizzera ha versato al programma alimentare mondiale un importo di 2 milioni di franchi in via suppletiva al suo contributo ordinario di 45,5 milioni di franchi nonché un acconto di 6,8 milioni di franchi. Nell'ambito della cooperazione svizzera allo sviluppo, ogni anno vengono investiti circa 150 milioni di franchi nell'agricoltura di Paesi in via di sviluppo. Di questi, 80 milioni di franchi sono interventi bilaterali diretti, 12 milioni di franchi sono contributi a centri di ricerca agricola internazionali e l'importo rimanente corrisponde alla quota della Svizzera ai fondi investiti nell'agricoltura dalle istituzioni multilaterali. Questi fondi hanno assunto un'importanza ancora maggiore in considerazione del fatto che in questi ultimi anni altri donatori hanno ridotto il loro contributo.</p><p>2. Le ragioni all'origine dell'aumento dei prezzi delle derrate alimentari sono molteplici, complesse e interagenti. Ulteriori motivi non menzionati nella domanda, ma altrettanto importanti, sono la crescita demografica e il caro-petrolio che determina un rialzo generalizzato dei costi di produzione dei beni agricoli. Le opinioni degli esperti in merito alla misura in cui i singoli fattori siano responsabili dei prezzi elevati sul mercato mondiale sono divergenti. Il Consiglio federale ritiene che sia importante far luce sulle cause strutturali e sulla loro valenza, onde garantire la necessaria coerenza tra i diversi provvedimenti politici.</p><p>3. Non vi sono cifre attendibili sulla misura in cui l'aumento dei prezzi delle derrate alimentari sia riconducibile alla speculazione nel settore alimentare. È noto, invece, che la speculazione intensifica le fluttuazioni dei prezzi con ripercussioni negative sullo sviluppo agricolo. È impossibile immaginare l'attuale sistema di mercato senza il commercio nazionale e internazionale di beni agricoli, nel quale rientrano anche le operazioni a termine nelle borse delle materie prime. La speculazione sulle materie prime agricole è aumentata considerevolmente soltanto in tempi recenti sotto la spinta della crisi finanziaria mondiale. Il Consiglio federale sarebbe disposto a sostenere gli sforzi in atto sul piano internazionale volti ad analizzare i meccanismi della speculazione sulle materie prime e le rispettive ripercussioni sui prezzi delle derrate alimentari.</p><p>4. A livello di Fondo monetario internazionale, Banca mondiale e banche multilaterali per lo sviluppo la Svizzera si impegna per una politica di sviluppo sostenibile, attribuendo un ruolo particolarmente importante alla promozione dello sviluppo delle aree rurali. La promozione di un'agricoltura multifunzionale e conforme alle esigenze del luogo, soprattutto in regioni di produzione periferiche, nonché l'accesso dei produttori ai mercati locali e internazionali sono ulteriori elementi fondamentali della politica di sviluppo svizzera che vengono tenuti particolarmente in considerazione anche nel quadro della cooperazione con le suddette organizzazioni multilaterali. Anche gli aspetti correlati alla sostenibilità rivestono un ruolo importante nei programmi. </p><p>5. La Svizzera ha approvato il rapporto IAASTD e pertanto ha manifestato l'intenzione di tenere in considerazione le opzioni d'intervento ivi contenute. In linea di massima queste ultime corrispondono alla politica elvetica in materia di agricoltura e alla strategia dell'aiuto svizzero allo sviluppo. Per quanto riguarda l'economia estera, nel quadro dei negoziati dell'OMC il Consiglio federale sostiene anche gli sforzi dei Paesi meno sviluppati (PMS) e si impegna a tutelare i loro interessi. Ciò significa che il Consiglio federale pone il diritto all'alimentazione e la sicurezza alimentare sostenibile anche alla base dell'elaborazione della posizione svizzera. Nel ciclo di negoziati di Doha dell'OMC a questi Paesi viene accordata la necessaria flessibilità, affinché possano impostare autonomamente la loro politica alimentare nazionale. Inoltre, per determinati prodotti agricoli beneficiano di un accesso esente da dazio e da contingente al mercato svizzero. Nel quadro del ciclo di negoziati di Doha la Svizzera sostiene l'abolizione delle sovvenzioni all'esportazione per i prodotti agricoli e la concessione della protezione tariffale ai Paesi in via di sviluppo per i cosiddetti "special products" (ossia deroghe per i beni agricoli che rivestono un'importanza fondamentale per la sicurezza alimentare).</p><p>6. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui in numerosi Paesi in via di sviluppo la parità tra uomo e donna debba essere incoraggiata. Pertanto, la Svizzera si impegna per i diritti delle donne in tutti i fori internazionali rilevanti e in progetti concreti.</p><p>7. In linea di massima, la crisi alimentare non determinerà cambiamenti negli scenari in vista dei negoziati con l'UE su un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare e del ciclo di negoziati di Doha dell'OMC. Gli alti prezzi delle derrate alimentari sono riconducibili anche alla scarsa offerta sui mercati mondiali, aggravata dalle restrizioni all'esportazione. Questa situazione penalizza in particolare i Paesi in via di sviluppo importatori netti di derrate alimentari. Per far fronte a questa situazione, nel quadro del ciclo di negoziati di Doha la Svizzera, unitamente al Giappone, ha presentato una nuova proposta volta a definire norme più severe per quanto concerne le restrizioni all'esportazione e a migliorare la trasparenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.