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Svizzera-Ue
Accordo quadro: economiesuisse delusa chiede di minimizzare i danni
Economiesuisse si rammarica che le consultazioni tra Berna e Bruxelles non abbiano portato a una soluzione di comune accordo. Spetta ora al Consiglio federale stabilizzare la via bilaterale e minimizzare i danni, aggiunge l'organizzazione mantello delle imprese.
Una relazione stabile e a lungo termine con l'Unione europea e i suoi Stati membri rimane della massima importanza per l'economia svizzera. Preservare i vantaggi della via bilaterale deve quindi essere l'obiettivo urgente della politica economica estera svizzera.
Sono necessarie misure mirate per attutire i danni dove l'erosione degli accordi bilaterali porta a svantaggi prevedibili per la piazza economica elvetica, scrive economiesuisse.
Anche Swissmem esprime delusione per la decisione odierna del Consiglio federale. La fine dei negoziati non risolverà nessuno dei problemi esistenti con l'UE. Anzi, questo passo mette in pericolo il percorso bilaterale di successo della Svizzera a medio termine, che è stato ripetutamente confermato dal popolo, dice l'associazione dell'industria svizzera delle macchine, dell'elettrotecnica e della metallurgia. Pure Swissmem chiede quindi al Consiglio federale di attenuare l'impatto negativo della sua decisione attraverso riforme interne.
Dal canto suo l'Associazione svizzera dei banchieri si esprime a favore della salvaguardia e dell'ulteriore sviluppo della via bilaterale, poiché anche per le banche elvetiche è indispensabile una relazione sicura e stabile con l'UE, il più importante partner economico della Svizzera.
L'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam) ritiene invece che il Consiglio federale abbia dato prova di buon senso non firmando l'accordo quadro con l'UE, poiché nella sua versione attuale il testo faceva troppe concessioni. Secondo l'associazione delle PMI e degli artigiani esso non era adatto a mantenere la competitività dell'economia svizzera.
Vari elementi dell'accordo avrebbero comportato per la confederazione una significativa perdita di sovranità, e ciò non sarebbe stato in grado di ottenere una maggioranza di consensi davanti al popolo. Tutto ciò non corrisponde a un negoziato tra partner su un piano di parità, scrive l'associazione.
L'Usam accoglie poi con favore l'intenzione del Consiglio federale di continuare le relazioni con l'UE e di preservare la cooperazione bilaterale, che ha dato prova di successo. L'accesso reciproco al mercato tra la Svizzera e l'UE rimane un fattore importante.
Riguardo all'impegno di sbloccare rapidamente il miliardo di coesione, l'Usam ritiene che questi fondi debbano essere utilizzati principalmente per garantire la partecipazione delle università svizzere ai programmi di ricerca europei.