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A. Ascenzi, R. Sani, Tra disciplinamento sociale ed educazione alla cittadinanza. L’insegnamento dei Diritti e Doveri nelle scuole dell’Italia unita (1861-1900).
Attraverso l’utilizzo di una molteplicità di fonti documentarie, il presente volume approfondisce per la prima volta le caratteristiche (programmi, contenuti, orari ecc.) e, soprattutto, le finalità rivestite, all’indomani dell’unificazione nazionale (1861), dall’insegnamento scolastico dei Diritti e doveri del cittadino, la disciplina introdotta nelle scuole di diverso ordine e grado della penisola con l’obiettivo di promuovere nelle nuove generazioni i valori della cittadinanza e il sentimento di appartenenza al nuovo Stato unitario. In realtà, come gli autori dimostrano al termine della loro articolata ed originale ricostruzione, esposto inevitabilmente ai condizionamenti ideologici e politici connessi con la struttura oligarchica del nuovo Stato, l’insegnamento dei Diritti e doveri del cittadino offerto nelle scuole italiane nel corso del primo quarantennio postunitario (1861-1900) era destinato a riproporre il profondo scarto tra la cittadinanza ideale, ossia quella delineata sulla base del riferimento ai ‘diritti’ e ai ‘doveri’ riconosciuti in astratto negli artt. 24-32 dello Statuto Albertino, e la cittadinanza reale, espressione della più complessiva idea di società – e di Stato – che le classi dominanti intendevano realizzare, caratterizzandosi, in sostanza, più che come uno strumento per la formazione di cittadini consapevoli dei loro diritti e doveri e in grado di farsi carico delle proprie responsabilità civili, come un insegnamento volto a far acquisire un sistema di regole e a legittimare, sotto il profilo etico e giuridico, l’ordinamento rigidamente classista della società e il sistema di valori propugnato dalle élites borghesi.