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La FINMA ha presentato il rapporto “Crisi dei mercati finanziari e vigilanza”, un'analisi esaustiva della crisi dei mercati finanziari e della condotta della Commissione federale delle banche (CFB). Nessuno degli operatori ha saputo individuare tempestivamente le cause della crisi e i relativi pericoli. L'analisi evidenzia inoltre delle lacune e in alcuni casi un'insufficiente risolutezza nella vigilanza bancaria. Il rapporto sottolinea tuttavia che la CFB ha reagito con rapidità e decisione, attuando senza indugio dei provvedimenti mirati di stabilizzazione della piazza finanziaria che hanno svolto un ruolo fondamentale. La CFB ha tratto rapidamente le dovute lezioni dalla crisi introducendo immediatamente le prime misure.
La crisi finanziaria globale ha colto di sorpresa tutti gli operatori dei mercati finanziari per vastità e gravità. Nessuno degli operatori ha saputo individuare tempestivamente le cause della crisi e i relativi pericoli nella loro dimensione reale. Con questo rapporto, la FINMA ha pubblicato un'analisi esaustiva della crisi dei mercati finanziari e comportamento della condotta della Commissione federale delle banche (CFB), allo scopo di trarne ulteriori insegnamenti. Il rapporto fornisce ugualmente una base per la risposta a due interventi parlamentari (il postulato David, Consiglio degli Stati, e la mozione della commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale).
Prima e durante la crisi, la CFB, una delle tre istituzioni che sono state riunite nella FINMA, si è occupata a fondo di entrambe le grandi banche e in particolare di UBS. Dallo scoppio della crisi nell'agosto 2007, la CFB ha adottato una politica anticrisi attiva, aumentando la vigilanza sulle due grandi banche e segnatamente su UBS. Al fine di garantire la stabilità degli istituti finanziari, importanti parametri quali la capitalizzazione e la liquidità sono stati sottoposti a sorveglianza costante e sono state approvate misure correttive come gli aumenti di capitale. La CFB, nei limiti delle proprie possibilità in termini di personale, ha impiegato tutte le risorse disponibili. A posteriori emergono comunque delle lacune sia nell'individuazione precoce dei rischi che nell'attuazione delle contromisure. Tuttavia, grazie a provvedimenti precauzionali adottati con buon anticipo da parte delle autorità in vista di una possibile crisi delle grandi banche, nonché a interventi mirati e sistematici durante la crisi, la gestione della stessa ha fin qui funzionato correttamente.
La CFB ha tratto rapidamente i dovuti insegnamenti e ha introdotto immediatamente le prime misure. Fin dal 2007 e 2008 ha attuato un nuovo giro di vite dei requisiti applicabili alle grandi banche in mate-ria di capitale proprio, requisiti che per il cosiddetto “Swiss Finish” erano già notevolmente più severi rispetto agli standard internazionali. Inoltre ha imposto requisiti più estesi per la gestione dei rischi di liquidità. Quest'anno dovrebbe essere approvata una circolare sul sistema di remunerazione, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2010.
Dal 1° gennaio 2009 la CFB è confluita nella FINMA, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. La necessità di creare un'autorità di vigilanza integrata non è stata dettata dalla presente crisi dei mercati finanziari, male strutture odierne rappresentano un vantaggio che consente di essere all'altezza delle esigenze poste da mercati finanziari in evoluzione dinamica e caratterizzati da una sempre maggiore complessità. Come conseguenza diretta della crisi, la FINMA ha avviato una serie di progetti concreti per affinare il sistema di vigilanza. Inoltre, essa ha deciso di consolidare in modo mirato le proprie competenze tecniche. In particolare, si profila sempre di più la necessità di personale esperto nelle funzioni dirigenziali della gestione finanziaria e dei rischi.
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