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Mezzo secolo fa si consumò 'The Fight of the Century' al Madison Square Garden di New York, quando il grandissimo Muhammad Ali perse contro Joe Frazier.
Aveva sei biglietti per vedere Muhammad Ali affrontare Joe Frazier nel combattimento del secolo e non c'era modo che Arum si separasse dai biglietti più caldi della storia dello sport: il miglior Super Bowl, la finale di Wimbledon e la finale della Coppa del Mondo di calcio messi insieme tutti in uno.
Cinquant'anni fa si combatté il 'Fight of the Century' al Madison Square Garden, e Mr. Arum racconta che tutto il mondo voleva esserci. «Poiché ero l'avvocato di Ali, sono stato in grado di comprare sei posti a centro ring, i migliori posti», ha raccontato l'avvocato a Rank a Mirror Fighting.
«Mi costarono 150 dollari l'uno e ricordo che mi offrirono 15.000 dollari per i sei biglietti. Gli avvocati a New York, allora, non guadagnavano 15'000 dollari all'anno, quindi era un'enorme quantità di denaro».
I personaggi più celebri, influenti e popolari d'America erano tra i 20.455 spettatori: Gene Kelly, Dustin Hoffman, Barbara Streisand, Ted Kennedy, Sammy Davis Junior, Woody Allen...
L'attore Burt Lancaster fece da commentatore mentre Frank Sinatra convinse la rivista Life di essere il loro fotografo a bordo ring.
Un record di 300 milioni di persone guardò la sfida da casa e in alcuni paesi scoppiarono delle risse quando vi fu un'interruzione nella trasmissione.
Un evento che andò ben oltre lo sport
L'avvocato Arum racconta che l'incontro fu così colossale anche perché in America rifletteva la grossa spaccatura sulla questione della guerra del Vietnam.
Ali era stato privato del titolo mondiale dei pesi massimi nel 1967 e gli era stato impedito di combattere per tre anni per essersi rifiutato di servire in Vietnam.
I sostenitori di Ali erano perlopiù anche sostenitori del movimento contro la guerra del Vietnam e coloro che lottavano per l'uguaglianza dei neri.
Chi parteggiava per Frazier invece, tendeva ad essere a favore della guerra del Vietnam. Ali ritraeva Frazier come una specie di 'Zio Tom' compiacente, che si inchinava all'establishment bianco, anche se lo stesso Frazier lo aveva sostenuto durante il suo periodo di inattività forzata dandogli dei soldi.
Oltre al resto anche queste tensioni fra i due assicurarono che l'incontro fosse all'altezza del suo nome.
Ali non fluttuava più come una farfalla
Ma da subito, quella sera, ci si accorse che Ali non fluttuava più come una farfalla e Frazier prese gradualmente il controllo della sfida, martellando il grandissimo Ali con il suo pesantissimo gancio sinistro.
Arum e molti altri come lui erano increduli, ma nonostante ciò covavano la speranza che il loro idolo potesse sferrare il colpo decisivo, il colpo del ko finale.
Invece, nel corso del 15esimo round, fu Frazier a far esplodere un potente gancio sinistro sul mento di Ali, che andò giù.
Stoico e orgoglioso il campionissimo si tirò su quasi immediatamente, e con la mascella molto gonfia resistette fino all'ultimo suono di campanella.
Ai punti vinse Joe Frazier. Un verdetto giusto e inappellabile. Il più grande di tutti fu sconfitto, il dio della boxe fu reso mortale.
L'avvocato Arum, che in fatto di boxe ha visto di tutto, dal primo spettacolo di promozione di Ali nel 1966 fino al suo ritiro nel 1979 - è convinto che nessun incontro ha mai superato 'The Fight of the Century' per grandezza e intensità emotiva.
«The Rumble in the Jungle non è paragonabile, niente è paragonabile a quella notte».