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Situazione in controtendenza rispetto al resto del Paese dove l'offerta di alloggi, a basso prezzo, è insufficiente.
BERNA - Nella Svizzera centrale e nella regione di Zurigo l'offerta di alloggi, soprattutto a basso prezzo, è nettamente insufficiente. In Ticino, al contrario, la disponibilità di abitazioni continua a crescere più della domanda e c'è molta più possibilità di scelta in tema di prezzi.
Il quadro di disparità regionale emerge in tutta chiarezza da un sondaggio dell'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). Qualche esempio? Negli agglomerati di Zurigo e Zugo è difficile trovare un alloggio nel segmento di prezzo inferiore e le cose potrebbero peggiorare: «se nel settore della locazione l'attività edilizia dovesse rallentare, scenario del tutto probabile nel 2022, il mercato potrebbe rapidamente prosciugarsi» precisa l'UFAB.
Situazione diametralmente opposta in Ticino, che risulta essere la regione con la maggiore disponibilità abitativa di tutta la Svizzera, in quasi tutti i segmenti di prezzo. "Sul lungo periodo il mercato degli alloggi ticinese troverà un equilibrio solo se vi sarà un aumento più consistente dei nuclei familiari", si legge nel rapporto.
La tensione sul mercato dell'alloggio si è allentata praticamente solo nella regione del Lemano, sia nel settore della locazione che in quello della proprietà abitativa. Si tratta della grande regione svizzera che cresce maggiormente, con un aumento nettamente predominante delle famiglie svizzere.
A livello nazionale i tassi di crescita delle famiglie svizzere e straniere si sono mantenuti al livello dell'anno precedente. La Svizzera centrale però nel 2021 ha registrato l'incremento più marcato dei nuclei famigliari stranieri. In questa regione e in quella di Zurigo i mercati abitativi sono i più carenti del paese.
Le altre regioni elvetiche si collocano tra questi due estremi, con un mercato complessivamente quasi equilibrato. Ciò è particolarmente vero nella Svizzera nord-occidentale, nella Svizzera orientale e, in misura minore, nell'Espace Mittelland (BE, FR, JU, NE, SO), dove i mercati degli affitti fungono da cuscinetto contro la carenza di alloggi di proprietà, che hanno registrato massicci aumenti di prezzo. La percentuale di proprietari è di circa il 41% tra gli svizzeri, ma solo del 12% tra gli stranieri; non sono quindi le famiglie straniere la causa principale dell'aumento dei costi delle case di proprietà, precisa lo studio.
Secondo gli autori del sondaggio è molto probabile che nel 2022/2023 il surriscaldamento del mercato abitativo si attenui. Difficile però prevedere cosa accadrà nelle regioni critiche di Zurigo e della Svizzera centrale. Le tendenze al ribasso stanno indebolendo la domanda interna, ma l'evoluzione dell'immigrazione e dell'attività edilizia è incerta.