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Incarto n. 14.2006.47 Lugano 5 luglio 2006 B/sc/lw In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 10 marzo 2006 da AO 1 rappr. dalla RA 1 contro AP 1 rappr. dall’ RA 2 sulla quale istanza la Pretore del __________, con sentenza 9 maggio 2006 ha così deciso: “1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 9 maggio 2006 alle ore 14.00. 2./3./4. Omissis.” Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 11 maggio 2006 ne postula l’annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 15/16 maggio 2006 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto In fatto A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1. B. All’udienza di contraddittorio del 26 aprile 2006 nessuno è comparso. C. Con sentenza 9 maggio 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 9 maggio 2006 alle ore 14.00. D. Con atto d’appello 11 maggio 2006 AP 1 ha asserito di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice e di non avere ulteriori procedure esecutive a suo carico, producendo un estratto 10 maggio 2006 __________ (doc. C). L’appellante ha poi presentato un estratto 9 maggio 2006 del suo conto __________ (doc. D), rilevando che gli attivi ammontano a fr. 153'942.16 (doc. D). Infine ha prodotto un elenco del suo parco veicoli (doc. E). Considerato In diritto 1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). b) Dall’estratto 10 maggio 2006 __________ (doc. C) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 10 maggio 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dal predetto estratto delle esecuzioni __________ (doc. C), si evince che le ulteriori procedure pendenti nei confronti dell’appellante sono state pagate, per cui si può concludere che l’appellante non si trova in uno stato di illiquidità e che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni. Dall’estratto conto della __________ al 9 maggio 2006 (doc. D) si deduce inoltre che il saldo di AP 1 è in attivo di fr. 153'942.16. Di conseguenza può essere ritenuto che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato. 2. L'appello 11 maggio 2006 di AP 1 va pertanto accolto. La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF). Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante. Per questi motivi, richiamato l'art. 174 LEF pronuncia: I. L'appello 11 maggio 2006 di AP 1, __________, è accolto. “1. La dichiarazione di fallimento 9 maggio 2006 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________ nei confronti di AP 1, __________, è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità. 3. Le spese dell’Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”. II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità III. Intimazione a: RA 1 - AO 1, __________ - Ufficio __________; - Ufficio __________; - Ufficio __________ Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: La segretaria terzi implicati terzi implicati tzi implicati

Incarto n. 14.2006.47 Incarto n. 14.2006.47

Incarto n. 14.2006.47 Lugano 5 luglio 2006 B/sc/lw Lugano

Lugano 5 luglio 2006

5 luglio 2006 B/sc/lw

B/sc/lw In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser Chiesa, presidente,

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

Pellegrini e Walser segretaria: segretaria:

segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera Baur Martinelli, vicecancelliera

Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 10 marzo 2006 da

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 10 marzo 2006 da AO 1 rappr. dalla RA 1 AO 1

AO 1 rappr. dalla RA 1

rappr. dalla RA 1 contro contro

contro AP 1 rappr. dall’ RA 2 AP 1

AP 1 rappr. dall’ RA 2

rappr. dall’ RA 2 sulla quale istanza la Pretore del __________, con sentenza 9 maggio 2006 ha così deciso:

sulla quale istanza la Pretore del __________, con sentenza 9 maggio 2006 ha così deciso: “1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 9 maggio 2006 alle ore 14.00. tempo da martedì 9 maggio 2006 alle ore 14.00. 2./3./4. Omissis.”

2./3./4. Omissis.” Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 11 maggio 2006 ne postula l’annullamento;

che con atto 11 maggio 2006 ne postula l’annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 15/16 maggio 2006 all’appello è

rilevato che con ordinanza presidenziale 15/16 maggio 2006 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;

stato concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto

ritenuto In fatto

In fatto A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1.

A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1. B. All’udienza di contraddittorio del 26 aprile 2006 nessuno è comparso.

B. All’udienza di contraddittorio del 26 aprile 2006 nessuno è comparso. C. Con sentenza 9 maggio 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 9 maggio 2006 alle ore 14.00.

C. Con sentenza 9 maggio 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 9 maggio 2006 alle ore 14.00. D. Con atto d’appello 11 maggio 2006 AP 1 ha asserito di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice e di non avere ulteriori procedure esecutive a suo carico, producendo un estratto 10 maggio 2006 __________ (doc. C). L’appellante ha poi presentato un estratto 9 maggio 2006 del suo conto __________ (doc. D), rilevando che gli attivi ammontano a fr. 153'942.16 (doc. D). Infine ha prodotto un elenco del suo parco veicoli (doc. E).

D. Con atto d’appello 11 maggio 2006 AP 1 ha asserito di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice e di non avere ulteriori procedure esecutive a suo carico, producendo un estratto 10 maggio 2006 __________ (doc. C). L’appellante ha poi presentato un estratto 9 maggio 2006 del suo conto __________ (doc. D), rilevando che gli attivi ammontano a fr. 153'942.16 (doc. D). Infine ha prodotto un elenco del suo parco veicoli (doc. E). Considerato

Considerato In diritto

In diritto 1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). b) Dall’estratto 10 maggio 2006 __________ (doc. C) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 10 maggio 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. b) Dall’estratto 10 maggio 2006 __________ (doc. C) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 10 maggio 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dal predetto estratto delle esecuzioni __________ (doc. C), si evince che le ulteriori procedure pendenti nei confronti dell’appellante sono state pagate, per cui si può concludere che l’appellante non si trova in uno stato di illiquidità e che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni. Dall’estratto conto della __________ al 9 maggio 2006 (doc. D) si deduce inoltre che il saldo di AP 1 è in attivo di fr. 153'942.16.

Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dal predetto estratto delle esecuzioni __________ (doc. C), si evince che le ulteriori procedure pendenti nei confronti dell’appellante sono state pagate, per cui si può concludere che l’appellante non si trova in uno stato di illiquidità e che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni. Dall’estratto conto della __________ al 9 maggio 2006 (doc. D) si deduce inoltre che il saldo di AP 1 è in attivo di fr. 153'942.16. Di conseguenza può essere ritenuto che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato.

Di conseguenza può essere ritenuto che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato. 2. L'appello 11 maggio 2006 di AP 1 va pertanto accolto.

2. L'appello 11 maggio 2006 di AP 1 va pertanto accolto. La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF). Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.

Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante. Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamato l'art. 174 LEF

richiamato l'art. 174 LEF pronuncia: I. L'appello 11 maggio 2006 di AP 1, __________, è accolto. pronuncia: I. L'appello 11 maggio 2006 di AP 1, __________, è accolto. “1. La dichiarazione di fallimento 9 maggio 2006 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________ nei confronti di AP 1, __________, è annullata.

“1. La dichiarazione di fallimento 9 maggio 2006 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________ nei confronti di AP 1, __________, è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità.

2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità. 3. Le spese dell’Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

3. Le spese dell’Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”. II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità

II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità III. Intimazione a:

III. Intimazione a: RA 1

RA 1 - AO 1, __________

- AO 1, __________ - Ufficio __________;

- Ufficio __________; - Ufficio __________;

- Ufficio __________; - Ufficio __________

- Ufficio __________ Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati

Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: La segretaria

Il presidente: La segretaria terzi implicati terzi implicati

terzi implicati terzi implicati terzi implicati

terzi implicati tzi implicati tzi implicati

tzi implicati