Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/64417

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a modificare l'articolo 6 dell'ordinanza sull'assicurazione vita riguardante la quota minima (legal quote) di distribuzione così che gli assicuratori vita abbiano nuovamente maggior interesse a superare il tasso minimo LPP.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che attualmente non sia necessario modificare il sistema e propone quindi di respingere la mozione per i seguenti motivi:</p><p>- La quota minima di distribuzione del 90 per cento è stata fissata per volontà del legislatore.</p><p>- La regolamentazione attuale della quota minima non ha come conseguenza che l'assicuratore non sia per niente o poco interessato a un maggiore rendimento dei suoi investimenti. Anche in un sistema in cui, in caso di maggior reddito, aumenta la quota dell'assicuratore, quest'ultimo, nello scegliere una strategia di investimento più rischiosa, deve tener conto della propria capacità di rischio.</p><p>- Un altro motivo per cui una modifica del sistema della quota minimia di distribuzione delle eccedenze non è opportuna risiede in particolare nel fatto che finora non vi sono ancora dati sulle sue ripercussioni. Le disposizioni sulla trasparenza sono entrate in vigore il 1° aprile 2004 e non sono pertanto ancora disponibili le cifre relative a un esercizio completo. Inoltre, un singolo esercizio non sarà sufficiente per valutare definitivamente le ripercussioni della quota minima di distribuzione.</p><p>- L'introduzione delle disposizioni sulla trasparenza e della quota minima di distribuzione è molto complessa e dispendiosa sia per le autorità di sorveglianza sia per gli istituti di assicurazione sulla vita. Una modifica della quota minima di distribuzione come richiesta nella mozione renderebbe il sistema attuale ancora più complesso e la densità normativa dovrebbe essere ulteriormente aumentata. Inoltre, l'introduzione tempestiva delle disposizioni sulla trasparenza verrebbe messa in discussione e ciò comporterebbe costi supplementari.</p><p>- L'Ufficio federale delle assicurazioni private osserva attentamente quanto avviene nel settore del secondo pilastro. Nel caso in cui un numero sempre maggiore di assicuratori dovesse rinunciare a offerte per la copertura dei rischi nella previdenza professionale, la questione verrebbe nuovamente sollevata.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che una modifica del sistema attuale della quota minima di distribuzione non sia giustificata fintantoché, per mancanza di esperienza con la regolamentazione attuale, non potranno essere analizzate le sue ripercussioni e non potrà essere individuato un eventuale potenziale di miglioramento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.