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Le vittime più piccole avevano appena 3 e 4 anni, il più anziano era un afghano di 71. Con il passare delle ore emergono le storie di chi venerdì mattina era uscito di casa per andare a pregare nelle due moschee di Christchurch.
Alcuni discendenti dei primi immigrati musulmani in Nuova Zelanda, altri arrivati da poco, molti in fuga dalle guerre in Siria e Afghanistan o semplicemente in cerca di una vita migliore per sé e i propri figli: egiziani, giordani, pachistani, palestinesi, indiani.
Khaled Mustafa e i suoi figli, Hamza di 16 anni e Zaid di 13, erano arrivati dalla Siria solo pochi mesi fa, racconta il New Zealand Herald. Il padre è morto nella moschea di al Noor, il figlio minore è ricoverato in ospedale dove la notte scorsa è stato sottoposto a un intervento chirurgico di 6 ore, mentre Hamza è ancora dato per disperso.