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Esistono isole fatte di rifiuti?
Sì, esistono, e sono chiamate “Pacific Trash Vortex” oppure "Great Pacific Garbage Patch", cioè grandissimi accumuli galleggianti di spazzatura. I loro confini cominciano a 500 miglia marine dalle coste californiane, attraversano le Hawaii e finiscono sulle coste giapponesi. Hanno una dimensione stimata dai 700mila ai 10 milioni di km quadrati e sono composte da oltre 3 milioni di tonnellate di rifiuti, anche se nell'area ci potrebbero essere fino a 100 milioni di tonnellate di detriti.
L'accumulo si è formato a partire dagli anni cinquanta, a causa dell'azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico (North Pacific Subtropical Gyre), dotata di un particolare movimento a spirale, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro formando una sorta di isola gigantesca profonda fino a10 metri. Gli accumuli nel Pacifico sono stati scoperti alla fine degli anni '80 dalla National Oceanic and Atmospheric Administration.
Queste due enormi chiazze permanenti galleggianti stanno letteralmente distruggendo il nostro ecosistema e sono indicate come i peggiori disastri ambientali della storia. Sono inarrestabili, aggiundicandosi il primato di più grandi discariche del Pianeta. Altre isole simili, di dimensioni minori, si sono formate nell’Oceano Atlantico ed in quello Indiano, ma l’influsso del sole fa si che la plastica si frantumi in minuscoli pezzettini, che risultano invisibili all’occhio umano, pertanto non visibili dai satelliti. La maggior parte di questa plastica è poco biodegradabile e sminuzzandosi in particelle piccolissime, finiscono nello stomaco di molti animali marini portandoli alla morte. Tutta la plastica che rimane nei mari si decomporrà solo tra centinaia di anni, provocando da qui ad allora danni alla vita marina.