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Si sposta a Berna la controversia sulla collezione d’arte del fabbricante d’armi e mecenate Emil Georg Bührle (1809-1956), da poco trasferita nel nuovo ampliamento del Kunsthaus di Zurigo.
Secondo voci non confermate raccolte dal SonntagsBlick, il ministro della Cultura Alain Berset sosterrebbe la creazione di una commissione indipendente che faccia luce sulle opere d’arte che hanno cambiato proprietario nel periodo della dittatura nazista.
A chiedere una simile commissione, che in caso di controversie potrebbe emettere raccomandazioni vincolanti, è una mozione del consigliere nazionale grigionese Jon Pult (PS) che ha ottenuto il sostegno di altri 34 parlamentari.
Il Dipartimento federale dell’interno (DFI) si è rifiutato di rilasciare commenti. Secondo “fonti bene informate” ascoltate dal SonntagsBlick, il capo del DFI Alain Berset ritiene tuttavia che la creazione della commissione indipendente sia una mossa “assolutamente sensata”.
L’Ufficio federale della cultura (UFC) si è finora opposto all’istituzione di un tale organismo, sostenendo che non ce n’è bisogno. Il Consiglio federale dovrà prendere posizione sulla mozione Pult entro la sessione primaverile, nel marzo 2022. Ancora non è chiaro se la proposta otterrà la maggioranza all’interno del governo federale: a Berna sono attivi anche i lobbisti del mercato dell’arte, scrive in proposito il domenicale zurighese.
La controversia sulla Collezione Bührle si è riaccesa con il suo recente trasferimento nella nuova ala del Kunsthaus di Zurigo disegnata dall’architetto David Chipperfield e finanziata con 200 milioni di franchi di fondi pubblici.
La collezione Bührle conta circa 160 opere di artisti del calibro di Monet, Manet, Cézanne, Van Gogh, Dégas e Picasso. La presentazione delle opere nella nuova sede è accompagnata da informazioni sulla loro provenienza, ma diversi storici hanno messo in discussione la completezza delle ricerche.