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L'australiana ha potuto affrontare la Svizzera, visto che il risultato del tampone è stato ritenuto accettabile
La notizia ha evidentemente acceso le polemiche
PECHINO - Restrizioni e regole ferree per combattere la diffusione del coronavirus alle Olimpiadi di Pechino. Ma nella Capitale cinese succede anche che qualcuno riceva luce verde, nonostante esito positivo al tampone. È successo all'australiana Tahli Gill, che solo qualche ora fa - in coppia con Dean Hewitt - ha affrontato e battuto nel curling il duo elvetico Perret-Rios (9-6 il risultato finale).
Ma come sono andati i fatti? Al suo arrivo in Cina l'atleta aveva alternato esiti positivi al tampone ad altri negativi, probabilmente per una bassa carica virale presente nel suo corpo. Per questo il comitato australiano aveva, in un primo tempo, a malincuore, optato per l'esclusione della coppia. Ed è qui che è intervenuto il comitato sanitario olimpico, che da parte sua ha considerato i risultati della Gill in un range "accettabile". La 22enne di Sydney era così "scesa in campo" contro l'Italia, per poi essere di nuovo bloccata lasciando l'Australia priva di una squadra nel doppio misto. Nel curling il regolamento olimpico non prevede infatti la sostituzione di un giocatore o di una giocatrice.
Quindi, quando la Gill era ormai sul punto di tornarsene mestamente a casa, ecco la grande sorpresa. Un altro tampone effettuato nelle ultime ore ha dato di nuovo esito leggermente positivo, ma che il comitato medico cinese ha nuovamente ritenuto accettabile. Ed è così che, ciò che alla vigilia della manifestazione sembrava impensabile, soprattutto per salvaguardare la salute di tutti, è diventato possibile. Tahli Gill è entrata nella storia...