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MOSCA - Nuovo passo avanti di Russia e Cina nella loro intesa per far fronte alla pressione occidentale, questa volta sulla direttrice della "geopolitica dei vaccini".
Il Russian Direct Investment Fund (o RDIF, il fondo sovrano russo) e la Shenzhen Yuanxing Gene-tech, una delle aziende biotecnologiche leader in Cina, hanno infatti stretto un accordo per la produzione di oltre 60 milioni di dosi dello Sputnik V, il principale vaccino contro il coronavirus messo a punto da Mosca. La produzione commerciale dovrebbe iniziare a maggio.
Al momento Pechino non ha ancora autorizzato l'uso dello Sputnik all'interno dei propri confini.
L'accordo con la Cina segue di poco quello stilato con tre produttori indiani per un totale di oltre 600 milioni di dosi.
In totale, fa sapere RDIF, al momento sono stati conclusi contratti in 10 Paesi del mondo in grado di assicurare dosi di Sputnik V a 700 milioni di persone.
L'India, dunque, si conferma come il motore principale della strategia produttiva russa. Nuova Delhi, peraltro, sarebbe sul punto di autorizzare in patria l'uso dello Sputnik. Stando infatti a Deepak Sapra, CEO del colosso farmaceutico indiano Dr Reddy, l'ok delle autorità sanitarie preposte dovrebbe arrivare «entro le prossime settimane».