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<h2>SubmittedText<h2><p align="left">La Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato di voler concedere a Credit Suisse un prestito pari a 50 miliardi di franchi. Rispetto al volume totale della BNS ciò corrisponde a una piccola quota. </p><p align="left">Nel mese di settembre del 2022 la banca ha dichiarato che avrebbe rinunciato alla distribuzione alla Confederazione e ai Cantoni a causa della mancaza di utili, nonostante le riserve siano ancora elevate. Al momento non si sa quando le distribuzioni verranno nuovamente effettuate. </p><p align="left">Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p align="left">a. Il "salvataggio della banca" si ripercuote sulla costituzione di riserve? </p><p align="left">b. In futuro, in che modo la BNS potrà garantire maggiore trasparenza per quanto riguarda la costituzione di riserve? </p><p align="left">c. Il Consiglio federale è già in grado di valutare se il prestito della BNS frutterà future distribuzioni alla Confederazione e ai Cantoni? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In relazione all'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, la BNS concede aiuti a sostegno della liquidità sotto forme diverse. Questi aiuti non costituiscono dei sussidi, ma dei mutui erogati a condizioni diverse in termini di interessi e garanzie. Attualmente questi mutui non esercitano alcun influsso sul risultato della BNS. Anche nell'ipotesi che Credit Suisse non fosse più in grado di restituirli, la BNS è ben protetta da eventuali perdite grazie alle garanzie esistenti. Di conseguenza, è molto improbabile che questi mutui incidano sulla distribuzione degli utili della BNS.</p><p>Nello specifico, la BNS eroga mutui straordinari a sostegno della liquidità (ELA) per i quali esistono garanzie che comportano il trasferimento di ipoteche svizzere alla BNS o la costituzione in pegno di titoli.</p><p>Con l'ordinanza di necessità del 16 marzo 2023 è stata inoltre introdotta una nuova forma di sostegno alla liquidità, ovvero i mutui ELA+ a cui Credit Suisse e UBS possono ricorrere senza dover depositare garanzie. Tuttavia, i mutui ELA+ sono dotati di un privilegio nel fallimento. Tale privilegio implica che in caso di fallimento i crediti della BNS vengano soddisfatti prioritariamente. Soltanto pochi altri crediti hanno maggiore priorità rispetto ai mutui della BNS, ad esempio gli stipendi o i depositi garantiti nel quadro della protezione dei depositanti. Questi mutui a sostegno della liquidità sono limitati a 100 miliardi.</p><p>Nel quadro di un cosiddetto "public liquidity backstop" (PLB), la BNS può mettere a disposizione di Credit Suisse ulteriori mutui a sostegno della liquidità pari al massimo a 100 miliardi di franchi. Questo strumento a sostegno della liquidità, anch'esso introdotto mediante un'ordinanza di necessità, è dotato di una garanzia della Confederazione nei confronti della BNS come pure di un privilegio nel fallimento.</p><p>Ad a, c): Come menzionato più sopra, i mutui a sostegno della liquidità erogati dalla BNS sotto forma di mutui ELA e di mutui PLB beneficiano di una garanzia. Per contro, i mutui a sostegno della liquidità erogati sotto forma di ELA+ non sono garantiti, ma dotati di un privilegio nel fallimento, riducendo così il rischio di perdita per la BNS. Di conseguenza, nel quadro di questi mutui ELA+ non si prevedono ripercussioni negative supplementari sull'evoluzione degli utili della BNS e quindi su eventuali distribuzioni a Confederazione e Cantoni.</p><p>Ad b) La BNS presenta regolarmente la costituzione di accantonamenti per le riserve monetarie, la funzione di tali accantonamenti e la riserva per future ripartizioni nel suo rapporto di gestione (<a href="https://www.snb.ch/it/mmr/reference/annrep_2022_komplett/source/annrep_2022_komplett.it.pdf">Rapporto di gestione Banca nazionale svizzera 2022, pag. 100 seg.)</a>. Il Consiglio federale ha già affrontato l'argomento in diversi interventi parlamentari (ad es. <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203250">Mo. 20.3250</a>; <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203325">Ip. 20.3325</a>). A causa dei malintesi e delle ambiguità nella discussione politica, nel 2021 la BNS ha precisato e ampliato la sua comunicazione al riguardo. Il capitale proprio della BNS è costituito dagli accantonamenti per le riserve monetarie, dalla riserva per future ripartizioni (riporto di utili o perdite degli anni precedenti) e dal capitale azionario. Gli accantonamenti per le riserve monetarie corrispondono all'ammontare auspicato di capitale proprio. Essi sono alimentati annualmente e servono ad assicurare che la BNS disponga di una solida base di capitale proprio in grado di assorbire anche perdite importanti. Per la determinazione dell'attribuzione annua è assunto come parametro il doppio della crescita nominale media del prodotto interno lordo degli ultimi cinque anni. Alla luce dell'aumento della somma di bilancio della BNS, nel 2020 è stata decisa un'attribuzione minima del 10 per cento. Spetta alla BNS stabilire il volume degli accantonamenti (art. 42 cpv. 2 lett. d legge del 3.10.2003 sulla Banca nazionale [LBN]; RS 951.11).</p>  Risposta del Consiglio federale.