Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/134553

<h2>SubmittedText<h2><p>Viste le insufficienti condizioni di accoglienza e di trattamento dovute alla marea di domande d'asilo cui deve far fronte l'Italia, il Consiglio federale non dovrebbe ragionevolmente seguire l'esempio della Germania, in cui vari tribunali amministrativi hanno sospeso i rinvii in Italia dei richiedenti oggetto di decisione di non entrata nel merito in virtù del regolamento di Dublino II, per solidarietà nei confronti del nostro vicino meridionale e con riguardo ai richiedenti che hanno depositato una domanda d'asilo nel nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Italia è parte alla Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati, nonché alla Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e alla Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. La presunzione dell'Ufficio federale della migrazione, secondo cui l'Italia rispetta i trattati internazionali e garantisce ai richiedenti l'asilo la protezione che ne deriva, concorda con la giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale. Nessuna sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) o della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ravvisa inoltre violazioni sistematiche di tali obblighi da parte dell'Italia.</p><p>In tale contesto, la Svizzera ricorre soltanto a titolo eccezionale alla clausola di sovranità, prevista nel regolamento Dublino, che accorda agli Stati Dublino il diritto di entrare in materia su una domanda d'asilo che non è di loro competenza.</p><p>Di recente alcuni tribunali amministrativi tedeschi si sono pronunciati in merito al trasferimento di casi Dublino a destinazione dell'Italia. In situazioni particolari l'esecuzione del trasferimento verso l'Italia è stata effettivamente sospesa; in altri casi il rinvio verso l'Italia è stato invece confermato adducendo che lo Stato italiano rispetta gli obblighi derivanti dal diritto internazionale. Non spetta alla Svizzera giudicare la giurisprudenza di tribunali tedeschi indipendenti.</p><p>Su scala europea esistono vari meccanismi di solidarietà. Gli Stati dell'Unione europea particolarmente interessati da flussi migratori importanti beneficiano di vari strumenti di sostegno, soprattutto finanziario, come il Fondo europeo per i rifugiati. Inoltre, anche le attività dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (UESA) intendono sostenere i Paesi europei i cui regimi d'asilo sono sottoposti a pressioni particolari. La Svizzera sta attualmente negoziando una partecipazione all'ufficio UESA.</p>  Risposta del Consiglio federale.