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L'ex trader di Londra incriminato per truffa e falsità in documenti ai danni dell'UBS si è dichiarato non colpevole davanti alla Corte londinese di Southwark. Il 31enne originario del Ghana è sospettato di aver causato alla banca svizzera un buco valutato a 2,3 miliardi di dollari.
Il giudice competente ha fissato l'inizio del processo vero e proprio al 3 settembre. Fino a tale momento l'ex dipendente dovrebbe rimanere in carcere.
Il trader era entrato nell'istituto di credito nel 2002 e lavorava con prodotti finanziari complessi. Secondo l'UBS ha compiuto operazioni non autorizzate. Era stato arrestato a metà settembre del 2011. La vicenda aveva portato alle dimissioni del presidente della direzione della banca, Oswald Grübel, in seguito sostituto da Sergio Ermotti. Prima di Natale gli avvocati dell'ex trader avevano chiesto il rinvio del processo ad oggi per meglio preparare la difesa.
Dal canto suo l'UBS aveva ammesso lacune nei controlli interni. Finora i risultati dell'indagine svolta dalla banca stessa non sono stati pubblicati.
Dopo le rivelazioni sulle malversazioni londinesi l'autorità di vigilanza britannica (Financial Services Authority, FSA) aveva avviato un'inchiesta assieme alla FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari). Stando al quotidiano economico "Wall Street Journal" di oggi, l'indagine congiunta dovrebbe terminare al più presto a metà febbraio. Nel caso in cui emergano errori, l'UBS deve attendersi una multa da parte della FSA che potrebbe raggiungere alcuni milioni di sterline.
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