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Come riporta "24 heures", l'uomo era stato pizzicato a guidare con un tasso alcolemico superiore a quanto permesso nel 2018. Segnalato ai servizi di circolazione del canton Vaud, quest'ultimo aveva pronunciato un ritiro della patente, una decisione che sarebbe stata revocata solo in caso di astinenza totale per almeno sei mesi. Passato questo lasso di tempo, l'automobilista aveva recuperato la patente ma i test erano stati prolungati per 18 mesi e dei prelievi effettuati in gennaio e aprile 2021 avevano dato risultati positivi e la patente gli fu di nuovo ritirata.
L'uomo aveva quindi deciso di contestare il nuovo ritiro in tribunale. Con successo, dato che il tribunale cantonale ha ritenuto che l'agire del servizio di circolazione era stato abusivo. Per i giudici infatti, un risultato inferiore a 30 pg/mg indica solo un consumo "moderato" di alcol che non giustifica un ritiro della patente. Il ricorrente avrà quindi indietro la sua licenza di guida, ma per quattro mesi dovrà osservare una rigorosa astinenza dall'alcol. Il servizio di circolazione dovrà inoltre anche rimborsare all'automobilista 1'500 franchi per le spese sostenute.