Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/191066

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione affinché il versamento della rendita AVS all'estero non sia più effettuato sistematicamente in dollari, bensì in franchi svizzeri o in un'altra valuta definita dal beneficiario.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il pagamento delle prestazioni del primo pilastro all'estero è effettuato dalla Cassa svizzera di compensazione (CSC) che versa, ogni mese, circa 900 000 rendite in oltre 180 Paesi rispettando i termini di cui all'articolo 72 dell'ordinanza del 31 ottobre 1947 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS). Tale articolo prevede che il versamento avvenga entro il ventesimo giorno del mese.</p><p>Conformemente all'ordinanza del 26 maggio 1961 concernente l'assicurazione facoltativa per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (OAF) e alla giurisprudenza federale, di norma la CSC versa le rendite nella valuta del Paese di residenza dell'avente diritto (ad esempio in euro in Germania o in dollari canadesi in Canada). Tuttavia, quando la valuta locale è solo in parte negoziabile o poco accessibile, il versamento viene effettuato in valuta estera liberamente convertibile nel Paese di destinazione (ad esempio in dollari americani, euro o sterlina inglese). In ogni caso, i partner finanziari provvedono al trasferimento della rendita, che dipende sia dalle soluzioni che propongono, sia dai sistemi di trasferimento di denaro interbancario.</p><p>Per quanto concerne il versamento della rendita direttamente in franchi svizzeri, occorre precisare che, sul mercato monetario, il franco svizzero non è una valuta estera riconosciuta su scala mondiale. Di conseguenza, il versamento delle rendite esclusivamente in franchi svizzeri avrebbe le ripercussioni indicate di seguito:</p><p>- Disparità di trattamento: il tasso di cambio utilizzato dipenderebbe dalle banche di destinazione. Ad esempio, due assicurati che vivono nella stessa città in Tailandia potrebbero, per lo stesso mese, due tassi di cambio differenti. La scelta di una valuta estera convertibile nel Paese di destinazione garantisce la parità di trattamento per tutti i beneficiari di rendite del primo pilastro.</p><p>- Ritardi nel trasferimento della rendita: il versamento della rendita direttamente in franchi svizzeri non è conforme agli usuali sistemi di pagamento interbancari. Un siffatto metodo di fornitura delle prestazioni comporterebbe ritardi nel versamento delle rendite e la CSC non sarebbe più in grado di garantire il rispetto dei termini di cui all'articolo 72 OAVS. In qualche caso il versamento della rendita potrebbe addirittura essere respinto dalla banca di destinazione.</p><p>- Spese per la transazione della rendita: una rendita versata in franchi svizzeri all'estero subirebbe molteplici conversioni di valuta prima di essere accreditata sul conto dell'assicurato e genererebbe delle spese per operazioni di credito e d'intermediazione.</p><p>- Spese per i fondi di compensazione: attualmente i partner finanziari della CSC non fatturano spese di transizione né alla CSC né al beneficiario della prestazione. La remunerazione dei partner proviene dalla differenza del tasso di cambio applicato all'atto dell'acquisto delle valute per effettuare le transazioni e quello applicato all'atto del versamento, ovvero il tasso di cambio del giorno precedente il versamento.</p><p>- Se il versamento fosse consolidato in franchi svizzeri, i partner finanziari dovrebbero trovare un'altra fonte di finanziamento per remunerare le loro prestazioni, poiché le operazioni di cambio scomparirebbero. Di conseguenza, i partner finanziari riverserebbero sulla CSC il pagamento delle spese di transazione, che variano da 10 a 30 franchi per versamento (prezzi attuali sul mercato). Ipotizzando che le spese fatturate per transazione ammontino in media a 15 franchi, i fondi di compensazione AVS e AI dovrebbero farsi carico di costi annui di circa 150 milioni di franchi.</p><p>Inoltre, creare un sistema di versamento della rendita che preveda la libera scelta della valuta da parte del beneficiario non è fattibile. Il mercato attuale non consente di trasferire qualsiasi valuta verso qualsiasi Paese. Non da ultimo, considerato l'elevato numero di transazioni attivate ogni mese (900 000), sarebbe quanto mai complesso gestire singolarmente ogni operazione. Bisognerebbe infatti attribuire a ciascun beneficiario di prestazioni una valuta specifica e optare per un intermediario finanziario in grado di trasferire la rendita nella valuta prescelta.</p><p>In un contesto bancario e politico in continua evoluzione, la CSC deve poter disporre di una certa flessibilità nell'ambito dei versamenti internazionali, affinché le rendite degli assicurati siano trasferite nei termini previsti e a basso costo conformemente al suo mandato ufficiale. Una normativa dotata di un margine discrezionale per gli assicurati renderebbe l'operato della CSC più oneroso e meno efficace.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.