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A Bülach i giorni si susseguono e si somigliano tutti. Giovedì l'avvocato difensore dell'ex patron del Credit Suisse Lukas Muehlemann, ha chiesto il proscioglimento del suo cliente.
Esattamente come i difensori che l'hanno preceduto, Bernhard Gehrig ha a sua volta contestato l'impianto accusatorio, che ritiene "manifestamente infondato".
L'imputato è innocente e va assolto: cambiano le persone sotto accusa ma la tesi dei difensori è sempre la stessa al processo per il tracollo Swissair in corso a Bülach.
Oggi a controbattere al procuratore è stato il legale di Lukas Mühlemann, in un'arringa maratona - durata oltre cinque ore - che ha fatto slittare a domani l'intervento del difensore del miliardario Thomas Schmidheiny, grosso azionista del gigante del cemento Holcim e collega dell'ex numero uno del Credit Suisse nel consiglio d'amministrazione di SAirGroup.
Smontato l'impianto accusatorio
Per Mühlemann, membro del cda dal 1995 al marzo 2001, accusato di diminuzione dell'attivo a danno dei creditori e di amministrazione infedele, il pubblico ministero ha chiesto sette mesi di detenzione e una pena pecuniaria di 540'000 franchi, con la condizionale per un periodo di prova di tre anni, più una multa di 10 mila franchi.
Come i suoi predecessori, anche l'avvocato Bernhard Gehrig, difensore dell'ex "patron" del Credit Suisse, si è impegnato a smontare l'impianto accusatorio, definendolo "lacunoso" e "infondato". Già l'inchiesta si è rivelata del tutto carente, sia quantitativamente sia qualitativamente, ha dichiarato il legale.
L'accusa - ha aggiunto - deve di norma descrivere più precisamente il danno subìto. Ma il pubblico ministero non indica quali sarebbero state le conseguenze di un deposito di bilancio della filiale SAirLines sul gruppo, indipendentemente dal fatto che gli atti rimproverati agli imputati siano stati commessi o no.
La questione dell'indebitamento
Se SAirLines, che raggruppava le compagnie aeree di SAirGroup, fosse stata posta in fallimento, le altri filiali del gruppo - SAirLogistics, SAirServices et Flightlease - non sarebbero potute sopravvivere, ha sostenuto Gehrig. Egli ha pure respinto l'affermazione dell'accusa secondo cui SAirGroup e SAirLines sarebbero stati eccessivamente indebitati nel marzo 2001.
L'organo di revisione - ha detto Gehrig - non ha rilevato alcun indebitamento eccessivo esaminando i risultati dell'anno 2000. Considerando le riserve disponibili di 3 miliardi di franchi, il Cda aveva il diritto di intraprendere questo risanamento nel marzo 2001 in modo da permettere al gruppo di proseguire le proprie attività.
A quel momento, secondo l'avvocato nessuno degli amministratori pensava che SAirGroup potesse scomparire. Così nell'aprile 2001, Mühlemann acquistò 1000 azioni per 129'000 franchi. Non avrebbe agito in tal modo se fosse stato cosciente, come pretende l'accusa, che il gruppo poteva fare fallimento.
Gehrig ha definito assurdo il rimprovero secondo cui si sarebbe dovuto chiedere la moratoria concordataria per SAirLines nel marzo 2001. "Durante l'inchiesta il (presidente della direzione di SAirGroup) signor Bruggisser ha dichiarato a giusto titolo che se avesse fatto una tale richiesta sarebbe stato rinchiuso in una clinica psichiatrica", ha affermato l'avvocato difensore.
Una simile decisione avrebbe a suo avviso avuto per conseguenza il fallimento dell'insieme del gruppo, con danni considerevoli per i creditori.
Gli interessi del SAirGroup
L'avvocato ha detto che i danni causati ai creditori non sono in alcun caso una conseguenza delle decisioni del Cda di marzo 2001. Secondo Gehrig sono invece dovuti agli attentati dell'11 settembre successivo, che hanno colpito le capacità operative del gruppo e sensibilmente ridotto il valore delle sue società annesse.
Secondo l'accusa, gli ex membri del Cda avrebbero danneggiato i creditori decidendo di ristrutturare SAirLines sapendo che era troppo indebitata. Sarebbero pure colpevoli di amministrazione infedele a causa di un versamento di 150 milioni di euro alla compagnia belga Sabena.
Come i legali di altri amministratori, Gehrig ha sostenuto che questo pagamento era nell'interesse del gruppo nel suo insieme. Una liquidazione di Sabena avrebbe comportato gravi danni. L'avvocato ha dunque chiesto l'assoluzione del suo assisito per questi due capi d'accusa.
Chiesta l'assoluzione anche per Schmidheiny
Venerdì mattina, anche il legale di un altro membro del consiglio di amministrazione del gruppo, Thomas Schmidheiny, ha chiesto il proscioglimento del suo assistito. L'avvocato considera che l'atto d'accusa "sia poco chiaro e si presti a confusione".
Il ministero pubblico zurighese aveva chiesto una pena di otto mesi di detenzione oltre a una pena pecuniaria di 180 giorni a 3000 franchi (pari a 540'000 franchi) con la condizionale per un periodo di prova di tre anni, più una multa di 10'000 franchi.
Il processo riprenderà lunedì.
swissinfo e agenzie
processo swissair
Il processo, iniziato il 16 gennaio e destinato a protrarsi fino al 9 marzo, si tiene presso il Tribunale distrettuale di Bülach (canton Zurigo).
Il Tribunale si riunisce nella sala multiuso della cittadina alle porte di Zurigo che può ospitare fino a 1500 persone. I dibattimenti sono pubblici.
L'atto d'accusa conta 100 pagine, i documenti consegnati al tribunale sono riuniti in 4150 classificatori che messi uno vicino all'altro raggiungono una lunghezza di 270 metri.
Gli inquirenti hanno lavorato quattro anni e mezzo prima di presentare la prima versione dell'atto d'accusa nella primavera 2006. Sono state interrogate 300 persone ed effettuate 20 perquisizioni.
La prima versione dell'atto d'accusa è stata respinta nel 30 marzo 2006. La nuova versione è stata consegnata il 31 dicembre 2006.