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La moratoria sugli organismi geneticamente modificati (OGM) non va estesa oltre il 2017, e ciò malgrado il fatto che attualmente gli OGM non presentano vantaggi evidenti per l'agricoltura svizzera rispetto alle colture tradizionali. È l'opinione del Consiglio federale, sollecitato a esprimersi da una mozione di Jean-Pierre Grin (UDC/VD).
Per il governo, una proroga della moratoria oltre il 2017 nella legge sull'ingegneria genetica non sarebbe conforme alla Costituzione. Con l'approvazione della nuova "Magna Carta", nel 1999, il Popolo ha infatti "accettato l'utilizzo dell'ingegneria genetica, proteggendo però l'essere umano e il suo ambiente dagli abusi della stessa".
Una proroga della moratoria a tempo indeterminato avrebbe inoltre conseguenze sulla politica commerciale. L'esecutivo ricorda poi che il Programma nazionale di ricerca (PNR) 59 ha potuto provare che le piante ottenute applicando l'ingegneria genetica non sono più pericolose di quelle risultanti da metodi tradizionali.
Il PNR 59 ha inoltre permesso di stabilire che in Svizzera una coesistenza tra OGM e piante tradizionali è possibile. Anche se attualmente non ci sono vantaggi evidenti per le coltivazioni OGM, in futuro esse potrebbero contribuire alla produttività e alla sostenibilità del settore agroalimentare elvetico, ricorda il Consiglio federale.
Con la sua mozione, Grin chiede invece la proroga della moratoria - introdotta nel 2005 con l'accettazione di una iniziativa popolare e poi prorogata due volte - sostenendo che immettere sul mercato prodotti che la maggioranza dei consumatori non vuole sarebbe pericoloso e che creare due filiere significherebbe aumentare i costi di produzione. "La fiducia verso l'agricoltura elvetica non deve essere compromessa", sostiene inoltre il vodese.
SDA-ATS