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Riprendono stamane i lavori delle Camere federali. Al Consiglio degli Stati si discuterà, tra le altre cose, della ratifica dell'accordo di Parigi sul clima (foto d'archivio).
KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE(sda-ats)
Riprendono stamane i lavori delle Camere federali. Al Consiglio degli Stati si discuterà, tra le altre cose, della ratifica dell'accordo di Parigi sul clima.
L'argomento è più che mai di attualità, dopo che la settimana scorsa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la volontà di cambiare rotta in materia ambientale, abbandonando la convenzione sottoscritta nel dicembre del 2015 dal suo predecessore, Barack Obama.
L'accordo mira a contenere l'aumento della temperatura mondiale media al di sotto dei 2 gradi rispetto al periodo preindustriale e a proseguire gli sforzi intrapresi per limitarlo a 1,5 gradi. Gli Stati firmatari sono chiamati a presentare ogni cinque anni obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e ad adottare misure nazionali a riguardo.
Devono anche elaborare una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, orientare i flussi finanziari in modo che siano impiegati a favore del clima e presentare periodicamente un rapporto sull'attuazione di tali misure.
In virtù dell'accordo, la Svizzera si impegna a ridurre entro il 2030 del 50% rispetto al 1990 l'emissione di gas a effetto serra. Il Parlamento disciplinerà i dettagli nella prossima revisione totale della legge sul CO2.
Al Nazionale la ratifica era stata sostenuta da 123 deputati contro 62 e 8 astensioni. L'UDC, che considera l'accordo inutile, aveva chiesto la non entrata in materia, mentre il PLR proponeva di limitare l'obiettivo di riduzione dei gas a effetto serra auspicato da Berna. La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia degli Stati ha appoggiato il progetto in modo chiaro, con 9 voti a 2.
Il Consiglio nazionale tratterà invece una serie di divergenze relative ad atti parlamentari di competenza del Dipartimento federale dell'interno (DFI). Discuterà fra le altre cose di finanziamento delle cure, di radiazioni non ionizzanti, di fondo di compensazione e indennità di maternità.
SDA-ATS