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Fritture: basta appena una porzione alla settimana per… rovinarci
Covermedia
24.2.2021 - 16:01
Un nuovo studio indica che mangiare cibi come patatine fritte, anche solo occasionalmente, può avere un impatto catastrofico sulla salute del nostro cuore.
Basta una porzione di patatine fritte o di altri alimenti fritti per aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, ictus, infarti e malattie coronariche.
Lo rivela una ricerca effettuata in Cina da varie università, che hanno collaborato per analizzare 23 precedenti studi sull’argomento e le implicazioni a lungo termine delle fritture sulla nostra salute.
Secondo i ricercatori basterebbero appena 114 grammi di cibi fritti alla settimana per incrementare il rischio di malattie cardiovascolari (del 28%), di malattie coronariche (del 22%), e di insufficienza cardiaca (del 37%), rispetto a chi non consuma fritture regolarmente.
Anche se gli effetti del cibo fritto sulle malattie cardiovascolari non sono del tutto chiari, gli esperti sono convinti che sia dovuto all’olio impiegato nella cottura, carico di acidi grassi Trans (TFA).
Il cibo fritto, inoltre, incrementa l’effetto dei composti potenzialmente tossici dell’olio, e a questo si aggiunge anche l’aumento della quantità di sale – di per sé nocivo per il cuore – impiegata per condire questo genere di alimenti.