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No a un diritto di veto alle ordinanze del Consiglio federale
Le Camere federali non devono disporre di un diritto di veto alle ordinanze del Consiglio federale. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati, che oggi - con 25 contro 5 e 3 astenuti - ha deciso di non dar seguito a una iniziativa parlamentare sul tema depositata del consigliere nazionale Fabio Regazzi (Centro/TI). Il dossier è liquidato.
Per Regazzi, la cui proposta è stata sostenuta in aula da Marco Chiesa (UDC/TI), lo scopo della misura è impedire al Consiglio federale di emanare per via di ordinanza disposizioni che ignorano la volontà del legislatore. La separazione dei poteri continuerebbe a essere garantita in quanto l'emanazione di ordinanze rimarrebbe di competenza del Consiglio federale e il Parlamento otterrebbe solamente una possibilità di intervenire.
Il plenum, seguendo la maggioranza commissionale, ha invece ritenuto che la proposta sia «un'eccessiva quanto inutile strumentalizzazione». Spetta al Parlamento fare in modo che il margine di manovra dell'esecutivo non risulti troppo ampio. Inoltre, «l'Assemblea federale può agire in modo efficace sulle ordinanze del Consiglio federale mediante le mozioni».
L'iniziativa parlamentare del ticinese era stata depositata nel marzo 2021, in piena crisi del coronavirus. Regazzi sostiene che durante la crisi del Covid è emersa la fragilità della relazione fra esecutivo e legislativo. Per questo il parlamentare del Centro propone che per poter essere votata dal plenum, una domanda di veto debba essere richiesta da almeno la metà dei membri di una Camera.