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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In occasione de Vertice di Vienna dell'ottobre 1993, i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri del Consiglio d'Europa hanno deciso di elaborare una Convenzione quadro sulla protezione delle minoranze nazionali (qui di seguito denominata la "Convenzione"). Il 10 novembre 1994, il testo della Convenzione è stato adottato dal Consiglio de Ministri del Consiglio d'Europa. La Svizzera ha partecipato attivamente alla nascita di questo strumento. In particolare essa ha assunto la presidenza del Comitato di esperti incaricato di elaborare una proposta di testo.</p><p></p><p>Un rappresentante della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha collaborato alla preparazione interna della posizione adottata dalla Svizzera nel suddetto Comitato.</p><p></p><p>In previsione dell'apertura della Convenzione alla firma degli Stati membri del Consiglio d'Europa, il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione, svoltasi dal 25 novembre 1994 al 13 gennaio 1995. L'Esecutivo pubblicherà un rapporto dettagliato sui risultati di questa procedura di consultazione.</p><p></p><p>Durante la procedura di consultazione, la Convenzione ha raccolto ampi consensi. Tra i Cantoni che hanno espresso riserve a suo riguardo, solo uno (Appenzello Interno) si è pronunciato espressamente contro la firma. Tutti i partiti e le altre organizzazioni hanno reagito positivamente.</p><p></p><p>Tra i consultati molti hanno messo in evidenzia che i fini della Convenzione sono in armonica con la posizione tradizionale della Svizzera in materia di protezione delle minoranze. In molti hanno sottolineato che la Convenzione perseguiva un fine innanzitutto politico e dichiarato che essa costituiva un passo importante al fine di una migliore protezione delle minoranze. La possibilità per gli Stati non membri del Consiglio d'Europa di divenire parte alla Convenzione è stata giudicata positivamente mentre è stata generalmente considerata come un punto debole l'assenza di una definizione del concetto di minoranza. Si è proposto di precisare questo concetto i una dichiarazione di interpretazione o in una riserva. Dalle proposte presentante risulta che la preferenza è data ad un'accezione piuttosto stretta e tradizionale del concetto. D'altra parte è pure stato osservato che il campo d'applicazione delle disposizioni convenzionali in materia di educazione e di uso delle lingue minoritarie doveva essere limitato alle lingue ufficiali per il tramite di una dichiarazione di interpretazione o di una riserva. Sempre in questo senso, si esige che venga fatto salvo il principio de territorialità delle lingue. La maggioranza degli enti consultati ritiene nondimeno, come del resto il Consiglio federale, che il diritto svizzero ottempera alle esigenze della Convenzione e che la sua ratifica si impone senza modifica del nostro ordinamento giuridico interno.</p><p></p><p>Visto che i pareri espressi nell'ambito della procedura di consultazione erano ampiamente favorevoli, la Svizzera ha firmato la Convenzione il 1 febbraio 1995, contemporaneamente ad altri venti Stati. Attualmente cinque Stati hanno ratificato la Convenzione (Ungheria, Romania, Slovacchia, Spagna e Cipro). Affinché possa entrare in vigore, la Convenzione dovrà essere firmata da dodici Stati. Le procedure de ratifica sono attualmente in corso nei diversi Stati membri del Consiglio d'Europa, di modo che non è escluso che la Convenzione possa entrate in vigore già nel corso dell'anno prossimo.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si compiace di quest'evoluzione e ha incaricato i servizi competenti dell'amministrazione federale di preparare la ratifica di questo strumento da parte svizzera. Un apposito messaggio à attualmente in fase di redazione presso il Dipartimento federale degli affari esteri. Il Consiglio federale intende sottoporre la Convenzione ed il relativo messaggio all'approvazione del Parlamento nel corso del primo semestre del 1997.</p>  Risposta del Consiglio federale.