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Il paziente è tenuto a fornire tutte le informazioni necessarie e a partecipare a tutti i provvedimenti di accertamento e d’integrazione o di reintegrazione ragionevolmente esigibili, al fine di contribuire attivamente al successo dell’integrazione o della reintegrazione.
Deve sottoporsi a un trattamento terapeutico ragionevolmente esigibile, se questo è indicato per migliorare la capacità al guadagno o la capacità di partecipare a provvedimenti d’integrazione professionale. Solo dopo aver esaminato tutti i provvedimenti sanitari e quelli d’integrazione professionale volti al miglioramento della capacità al guadagno, si valuta il diritto a una rendita.
Al fine di migliorare la capacità al guadagno e all’integrazione del paziente, l’AI può consigliargli provvedimenti sanitari, ma non può stabilire nel dettaglio il metodo di cura. Per questo, l’ufficio AI prende contatto con Lei, in qualità di medico curante. Per i pazienti che hanno già compiuto 20 anni, è la cassa malati ad assumersi le spese di cura.
Inoltre, il paziente deve cogliere tutte le opportunità per trovare, accettare o mantenere ogni attività lucrativa esigibile adeguata alla sua invalidità. Se dispone ancora di una certa capacità al guadagno, deve procedere a tutti i cambiamenti possibili e ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la capacità al lavoro residua. Si potrebbe ad esempio ipotizzare che una persona attiva fino a quel momento nel settore della produzione si dedichi maggiormente ad attività di carattere logistico o amministrativo. Nel caso di un lavoratore indipendente, si considera ragionevolmente esigibile che intraprenda un’attività dipendente, se quest’ultima gli permette di conseguire un reddito adeguato nonostante il suo danno alla salute, contrariamente all’attività indipendente esercitata fino a quel momento.
Se un assicurato non adempie il suo obbligo di collaborare, le prestazioni possono essere ridotte o addirittura rifiutate.
A scadenze regolari, l’ufficio AI competente verifica la decisione di rendita mediante revisioni della rendita, in particolare quando è presumibile che la situazione di una persona possa cambiare a breve termine o che questa disporrà di un potenziale d’integrazione. In questo contesto, si verifica se continui a sussistere un diritto alla rendita ed eventualmente se dello stesso importo. Per questo accertamento, di regola l’ufficio AI ha bisogno di informazioni da parte Sua, in qualità di medico curante, e provvede a richiederle quelle necessarie.
Anche il beneficiario di rendita stesso può chiedere una revisione. Il miglioramento e il peggioramento dello stato di salute e quindi della capacità al guadagno del Suo paziente incidono sul grado d’invalidità. Questo è a sua volta determinante per decidere se una persona abbia o meno diritto a una rendita ed eventualmente di quale importo. In caso di cambiamenti dello stato di salute e quindi della capacità al guadagno del Suo paziente, l’AI deve pertanto verificare se la rendita debba essere aumentata, mantenuta invariata, diminuita o addirittura soppressa. L’accertamento dello stato di salute attuale è dunque l’elemento fondamentale di una revisione della rendita.
Nel momento in cui l’ufficio AI avvia una revisione della rendita, il Suo paziente riceve un apposito questionario dall’AI. Per la revisione, di regola l’assicurazione ha bisogno di informazioni anche da parte Sua, in qualità di medico curante, ragion per cui l’ufficio AI fornisce anche a Lei un questionario (in alcuni casi disponibile anche sul sito Internet dell'ufficio AI). Le domande riguardano in primo luogo i cambiamenti dello stato di salute del Suo paziente: è rimasto invariato, è migliorato o peggiorato? Vengono poi poste domande sulla diagnosi e sull’incapacità al lavoro del paziente.