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La sterilizzazione deve essere disciplinata legalmente
Parere del Consiglio federale sul rapporto e il disegno di legge della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale
Nel suo parere espresso mercoledì sul disegno della Commissione, il Consiglio federale rimette in discussione alcune modifiche concernenti il limite d'età e la sterilizzazione di persone incapaci di intendere. Invita inoltre a considerare maggiormente l'evoluzione della microchirurgia e, di conseguenza, la migliorata possibilità di ripristinare la capacità riproduttiva.
Benché la maggioranza della Commissione intenda abbassare il limite d'età per la sterilizzazione a 16 anni, il Consiglio federale propone di mantenere fondamentalmente il limite d'età di 18 anni previsto dal progetto sottoposto a consultazione. Neppure i giovani maggiorenni dispongono sempre della maturità necessaria per comprendere la portata di tali interventi. Per contro la situazione specifica di una persona affetta da una grave menomazione mentale, che non ha alcuna speranza di acquisire la capacità di intendere, giustifica di fissare a 16 anni l'età di una possibile sterilizzazione ai sensi della proposta della Commissione.
Condizioni più severe, ma in pratica nessun divieto
Prendendo atto degli abusi in materia di sterilizzazione perpetrati in passato, anche il Consiglio federale ritiene opportuno esigere che la sterilizzazione di una persona permanentemente incapace di intendere sia ammissibile soltanto in casi eccezionali e a severe condizioni, ma sempre nell'interesse di detta persona. In particolare è indiscutibile la priorità di altri mezzi anticoncezionali. Non è però convincente il concetto della Commissione secondo cui una sterilizzazione dovrebbe essere inammissibile se la persona in questione esprime un rifiuto per paura dell'intervento medico; infatti, tale divieto potrebbe avere come conseguenze una gravidanza e il parto, conseguenze che potrebbero essere ancora più difficili da sopportare.
Non è giustificabile una disparità di trattamento delle vittime
Il Consiglio federale respinge per diversi motivi il risarcimento alle vittime di sterilizzazioni e castrazioni forzate. Giudica poco opportuna una soluzione che, benché segua la legge concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV), prevede risarcimenti anche per fatti non contemplati dalla LAV perché avvenuti prima che questa entrasse in vigore o non qualificabili come reati. Secondo il Consiglio federale è difficile giustificare la disparità di trattamento tra le vittime di una sterilizzazione forzata e le altre categorie di vittime; infatti tale disparità contrasta con il principio della parità di trattamento.
Competenza dei Cantoni
Contrariamente a quanto accaduto per l'opera "bambini della strada", nel caso delle sterilizzazioni forzate non è affatto accertato che la Confederazione abbia sostenuto moralmente, politicamente e finanziariamente i medici e gli istituti che le praticano. Pertanto alla luce del progetto di nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e Cantoni non è indicata una partecipazione finanziaria della Confederazione a eventuali risarcimenti da parte di Comuni o Cantoni.