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OSNABRüCK - Questa mattina a Osnabrück, Berlino, i funzionari dell'ufficio del pubblico ministero e dell'ispettorato penale hanno perquisito gli uffici del ministero federale delle finanze e del ministero federale della giustizia e della tutela dei consumatori. Dietro al blitz ci sarebbe un caso di riciclaggio di denaro da milioni di euro.
Al centro dell'operazione l'Ufficio centrale per le indagini sulle transazioni finanziarie (Uif) che, dallo scorso hanno, è indagato per non aver trasmesso informazioni dalle banche sul riciclaggio di denaro sporco alla polizia e alla magistratura. Le perquisizioni avvenute oggi sono state giustificate dalla polizia, stando alla WirtschaftsWoche, con il fatto che «una valutazione dei documenti che erano stati sequestrati durante precedenti perquisizioni ha dimostrato che esiste un'ampia comunicazione tra l'Uif e i ministeri ora perquisiti».
Nel 2018 era stata segnalata da parte di una banca all'Uif un'operazione sospetta di pagamenti verso l'Africa di oltre un milione di euro. Versamenti che mostravano dei possibili collegamenti con traffico di armi, droga e finanziamento del terrorismo. L'Ufficio si era limitato a prendere atto di tale segnalazione e non l'aveva inoltrata alle forze dell'ordine tedesche. La polizia ora vuole indagare i documenti degli uffici per capire se, come si legge in un comunicato della polizia, la mancata trasmissione agli organi giudiziari di un possibile riciclaggio di denaro sia stato un errore o fosse voluto e se gli uffici di giustizia e finanze siano coinvolti.
L'unità antiriciclaggio è competenza del ministro federale delle finanze Olaf Scholz. Le perquisizioni arrivano in un momento clou per Scholz, in quanto è candidato cancelliere, mancano 17 giorni al voto, e questi avvenimenti potrebbero avere delle ripercussioni.