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CARACAS - Secondo quanto annunciato da Cecilia Garcia Arocha, rettrice dell'Università Centrale del Venezuela - una delle istituzioni accademiche che hanno coordinato la votazione - con il 95% delle schede scrutinate, sono 7.186.170 i cittadini che hanno partecipato ieri nel referendum: 6.492.381 sul territorio nazionale e 693.789 all'estero.
Poco più del 98,4% degli elettori hanno risposto "sì" alle tre domande del referendum, per respingere la riforma di Maduro, chiedere alle Forze Armate di appoggiare il Parlamento, in mano all'opposizione, ed esigere elezioni nazionali per cambiare il governo.
Garcia Arocha ha sottolineato che per il referendum, organizzato in due settimane e senza l'appoggio del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne), erano disponibili sette volte meno seggi di quelli usati per le politiche del dicembre del 2015, e anche così i voti raccolti rappresentano un milione mezzo in più di quelli ottenuti dal chavismo in quelle elezioni (5,6 milioni), anche se non raggiungono i 7,7 milioni conquistati dall'opposizione nella stessa occasione.
Opposizione: «Maduro è matematicamente finito»
Il presidente del Parlamento venezuelano, Julio Borges, ha detto che dopo il "referendum simbolico" svoltosi domenica nel paese «a partire da oggi il mandato di Nicolas Maduro è matematicamente revocato».
Borges, dopo l'annuncio dei risultati della votazione, ha sottolineato che i 7,186 milioni di voti raccolti nel referendum - con soli 14 mila seggi operativi, al posto dei soliti 45 mila - superano quelli raccolti per la riforma costituzionale del 2009, nonché quelli ottenuti da Maduro quando è stato eletto presidente.
«Ora si capisce il timore che aveva il governo riguardo al referendum contro Maduro (promosso dall'opposizione l'anno scorso) e si capisce perché il governo non ha voluto quel referendum, né vuole organizzare mai più elezioni democratiche», ha aggiunto il leader oppositore.
Borges ha detto che spera "che chi è al potere in Venezuela abbia l'umiltà necessaria per capire il grido che ha lanciato il paese", aggiungendo che "il popolo ci ha dato un forte mandato che intendiamo rispettare e fare rispettare: tocca a noi fare capire al governo il messaggio delle urne".