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Il Consiglio federale ha avviato una consultazione per modificare la legge. L’obiettivo è rendere possibile il condono di una parte dei debiti
Le persone indebitate devono avere una seconda opportunità, a determinate condizioni, di condurre una vita senza debiti. Ne è convinto il Consiglio federale, che oggi ha avviato una consultazione – fino al 26 settembre – sulla pertinente modifica della Legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (Lef).
Spesso, viene ricordato in un comunicato odierno, un eccessivo indebitamento è difficile da risolvere e conduce a un’esistenza col minimo vitale. Il tutto ha effetti sulla salute e impedisce fra le altre cose di avere una vita sociale soddisfacente.
In futuro, le persone indebitate con un reddito regolare potranno usufruire di una "procedura concordataria semplificata". Sarà così possibile condonare una parte dei debiti a condizione che la maggioranza dei creditori vi abbia acconsentito e che il giudice ritenga adeguata la proposta. Il concordato giudiziale è vincolante anche per i creditori non consenzienti.
Per coloro che non hanno speranza di risanare le finanze, l’esecutivo propone una procedura di risanamento di diritto fallimentare. Per quattro anni – viene spiegato nella nota – il debitore deve consegnare ai creditori tutti i beni disponibili e provare di avere intrapreso i passi necessari per ottenere un reddito regolare.
Alla fine di questo processo il debitore è liberato dai restanti crediti. Una volta conclusa, la procedura di risanamento non potrà essere ripetuta per la durata di quindici anni, in particolare per evitare abusi.
In entrambe le procedure i creditori perdono la possibilità di far valere, almeno in parte, i loro crediti. Già oggi, tuttavia, molti di questi crediti sono recuperabili solo in parte, secondo il Consiglio federale. Questa seconda possibilità data alle persone incoraggia a fare di tutto per un risanamento, evitando il ricorso all’aiuto sociale o la dipendenza da quest’ultimo.