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Caran d'Ache quest'anno mantiene l'obiettivo di un tasso di crescita a una cifra, come nel 2015. Il fabbricante ginevrino di matite e strumenti di scrittura afferma infatti di aver assorbito lo shock dell'abbandono del cambio minimo con l'euro.
"Le misure immediate che abbiamo preso in seguito alla decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) hanno avuto effetti psicologici importanti fra i nostri 180 partner nel mondo", ha detto Carole Hubscher, presidente del consiglio d'amministrazione, in un'intervista pubblicata oggi da "Le Temps".
"Gli ordini si erano dimezzati. Abbiamo quindi deciso di sostenere l'export caricandoci a nostre spese una parte del tasso di cambio", ha spiegato.
"Malgrado la forza del franco, abbiamo aperto nuovi negozi a Ginevra, Zurigo, Berlino, Tokyo e Bucarest", ha detto ancora la Hubscher, sottolineando che la produzione quotidiana di matite Caran d'Ache equivale alla distanza Ginevra-Roma.
sda-ats