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L'ha stabilito una corte USA nonostante la denominazione di origine protetta di cui gode il formaggio friborghese
Il termine «è inteso dal pubblico americano come termine generico che non si riferisce necessariamente a una zona geografica particolare», si legge sulla sentenza.
BERNA / WASHINGTON - Nonostante la denominazione di origine protetta (DOP) di cui gode, gli americani potranno produrre il proprio gruyère. Lo ha deciso una corte negli Stati Uniti. I produttori svizzeri del formaggio hanno annunciato che intenteranno ricorso.
La decisione arriva dopo una lunga battaglia legale tra l'Interprofessione del Gruyère (IPG) e un'associazione americana attiva nell'esportazione di prodotti lattieri. Nel 2013 l'IPG era riuscita a registrare il nome "Gruyère" negli USA, che non riconoscono le DOP. La U.S. Dairy Export Council si era opposta, sostenendo che il termine "gruyère" poteva essere utilizzato indipendentemente dalla provenienza del formaggio.
Un tribunale situato nello Stato della Virginia le ha ora dato ragione: "gruyère" è inteso dal pubblico americano come termine generico che non si riferisce necessariamente a una zona geografica particolare, si legge nella sentenza, disponibile online. Ciò significa che formaggi prodotti negli Stati Uniti potranno essere venduti con il nome "gruyère", senza che debbano provenire dalle regioni previste dal marchio "Gruyère DOP", riconosciuto a livello europeo.
Il Gruyère, originario dell'omonima regione friburghese, si ritrova quindi i concorrenza con un prodotto dello stesso nome ma totalmente differente, ha affermato nei confronti dell'agenzia Keystone-ATS il direttore dell'IPG Philippe Bardet commentando la notizia pubblicata oggi dal "Blick". La versione americana «può essere pastorizzata o perfino fusa», ha spiegato aggiungendo che l'IPG si appellerà contro la sentenza.
Gli Stati Uniti rappresentano da anni una grande fetta delle esportazioni di Gruyère. Stando a Bardet, nel 2021 è stato raggiunto un record di 4'000 tonnellate, su un totale di 32'000 tonnellate vendute all'estero. Per gli americani «ciò rappresenta meno dell'1% del mercato, ma per noi è una cifra enorme».
Anche l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) deplora la decisione americana: utilizzare il termine "gruyère" per un formaggio prodotto negli USA mina la reputazione del prodotto originale e il suo posizionamento sui mercati esteri, e non può far altro che nuocere all'intera filiera, ha dichiarato un portavoce alla Keystone-ATS.
A suo dire gli Stati Uniti non sono il solo paese in cui si incontrano difficoltà nella registrazione del marchio: problemi simili sono stati constatati in altri paesi che non riconoscono il sistema delle indicazioni geografiche, come l'Australia.
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