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Entro i prossimi venti anni verranno spostati tremila edifici tre chilometri a est. La popolazione Sami non è contenta. Ecco perché.
KIRUNA - Una miniera che distrugge una città. La scuola che non è più sicura. All'ospedale si vedono le crepe nelle pareti. L'unico modo per salvare Kiruna, dove recentemente è anche stato scoperto il giacimento di terre rare più importante d'Europa, è spostarla. Più precisamente tre chilometri a est.
Nel 1912 è stato aperto nei pressi della cittadina da 18mila abitanti a nord del circolo polare artico una miniera di ferro, divenuta oggi la più importante al mondo. Se da un lato il deposito minerario gestito dalla società statale svedese Lkba soddisfa l'80% delle forniture di ferro europeo, dall'altro minaccia però di inghiottire Kiruna. Un destino a cui i suoi cittadini si sono arresi. Ma non senza un piano. La città intende spostarsi, un edificio alla volta.
La decisione risale già ai primi anni del 2000, quando Lkab si accordò insieme all'amministrazione municipale di spostare la città tre chilometri più a est. Nel 2007 vennero avviati i lavori, che dovrebbero concludersi nei prossimi venti anni, sempre che la miniera non venga espansa ulteriormente.
Il progetto prevede lo spostamento di 3mila edifici e la ricollocazione di 6mila residenti. Tra i "traslochi" più importanti vi è sicuramente quello della chiesa della città. Nel 2026 l'intero edificio, che pesa 600 tonnellate, verrà caricato su dei rimorchi e installato ad alcuni chilometri di distanza, vicino al cimitero di Kiruna.
L'espansione della miniera di ferro cozza però con la popolazione autoctona di Sami, che vive nella regione da millenni e che già in passato aveva lamentato come le attività dell'uomo stiano rovinando l'ambiente e mettendo a dura prova, ad esempio, gli allevamenti di renne.
Al Guardian il vicepresidente del consiglio del parlamento sami, Stefan Mikaelsson, ha affermato di temere che i diritti della sua comunità vengano compromessi e trova sbagliato produrre in Svezia del ferro libero dal carbon fossile «se distrugge la restante biodiversità». «Vogliamo mantenere la nostra vecchia cultura e i nostri vecchi valori per avere una vita buona, non avere una vita facile con spese elevate e abitudini di consumo malsane».
Un'altra miniera? - Nel frattempo, all'inizio del 2023, proprio nella zona di Kiruna è stato scoperto il più grande deposito di terre rare in Europa. Anche se, idealmente, potrà essere sfruttato solo a partire della prossima decade, lo scavo di una nuova miniera potrebbe causare ulteriori problemi alla città.
La tematica miniere-città è stata particolarmente calda all'inizio di quest'anno, quando il villaggio di Lützerath, in Germania, è stato sgomberato. Occupato da migliaia di attivisti per il clima, il villaggio è stato distrutto per permettere l'espansione della miniera di lignite di Garzeweiler, posseduta dal colosso energetico Rwe.
Vista l'importanza per il benessere del paese e dell'intera Europa è l'unica soluzione intelligente. Chi abbaia non si rende conto da dove arriva il suo comfort
Facile scrivere commenti di questo tipo quando la faccenda non ci tocca. Se domani dovessero dirti che ti sfrattano da casa per una miniera, diresti che è la soluzione più intelligente? Io non credo proprio :)
È inutile star qua a piangere per le nuove miniere di terre rare. In Europa è stato decisio che sopravvivremo a pannelli solari perché ''tanto le miniere sono in Africa'', bé ogni tanto un po' di realismo ci fa bene. Inoltre non è né la prima volta né l'ultima che succedono fatti del genere, pensate che tutte le dighe ticinesi siano state fatte su terra infertile e disabitata?
Vista l'importanza per il benessere ecomico del paese e dell'intera Europa è l'unica soluzione intelligente. Chi abbaia non si rende conto da dove arriva il suo comfort.
Ah! In faccia alla Greta!
Questo commento è da premio Nobel (svedese pure lui!). Cara Greta, prima di guardare la pagliuzza nei paesi altrui, comincia a vedere la trave nella tua patria natia.
Il simbolo dell’ ecologia ma dai auto elettriche e poi spostano città ma per favore
il degrado continua. inesorabile come gli interessi egoistici dell'umanità. tra qualche decade al massimo me ne andrò da questo folle mondo. forse giusto in tempo prima di vivere sconvolgimenti apocalittici. ma che ne sarà di chi mi sopravviverà? poveri figli miei.