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L’etimologia di ragione non lascia spazio a molti dubbi: è razionale una persona che calcola, conta, valuta proporzioni.
Fingiamoci esseri razionali e calcoliamo.
Più difficile stimare le morti legate al fumo, all’alcol, alle droghe in generale, all’inquinamento e ad una alimentazione malsana.
Secondo la American Cancer Society, ogni anno circa 438000 persone muoiono a causa di sigari e sigarette. L’alcol causerebbe invece circa 85000 decessi l’anno, l’inquinamento 50000. 365000 sarebbero invece i decessi riconducibili a problemi nutrizionali, legati eventualmente ad una scarsa attività fisica.
Meglio essere cauti su queste cifre e considerare, per il nostro calcolo, solamente una parte di questi decessi. Stimiamo quindi che i decessi dovuti a “stili di vita malsani” (alcol, droga, cibo malsano, fumo) siano 100000 ogni anno.
In totale, si hanno almeno 150000 morti ogni anno, solo negli Stati Uniti, senza contare gli invalidi più o meno gravi.
L’11 settembre 2001 morirono circa 3000 persone, e da allora negli Stati Uniti non vi sono stati altri morti per terrorismo.
È possibile fare calcoli simili anche per molte altre nazioni. La conclusione, razionale, è molto semplice: è più facile morire a causa di incidente sul lavoro, o mentre si è in automobile, oppure per i danni causati da fumo e alcol, che per un attentato terroristico.
Per vivere il più a lungo possibile, è razionalmente meglio fare attenzione a quello che si mangia e si respira, piuttosto che al passaporto o alle idee politiche e religiose dei vicini di casa.
L’uomo, se è davvero un animale razionale, lo è saltuariamente: a preoccupare le persone sono soprattutto gli attentati, non gli incidenti stradali. La minaccia di un atto di terrorismo è in grado di svuotare metropolitane e luoghi di villeggiatura, mentre quasi nessuno rinuncia a fare un giro in auto per paura di incappare in un incidente.
La irrazionalità di questo comportamento risulta ancora più evidente se si prova a ribaltare la situazione. Immaginate di aver preso la decisione di uccidervi, ma non possiate farlo nella classica maniera, buttandovi giù da un ponte o , altrimenti i vostri cari non potranno incassare i soldi dell’assicurazione sulla vita. Ebbene: cosa fareste? Andreste in vacanza a Sharm El Sheik, Londra e Istanbul sperando in una autobomba, oppure cerchereste casa vicino ad una centrale elettrica a carbone, passando la giornata a fumare sigari, bere birra, mangiare salsicce e, per concludere, lunghi giri in macchina superando i limiti di velocità?
Lascio volentieri alla psicologia lo studio dei motivi di questa irrazionalità.
A questa irrazionalità delle persone corrisponde una parziale irrazionalità della politica. La lotta al terrorismo è una delle priorità di quasi tutte le amministrazioni; lo stesso, purtroppo, non si può dire per la riduzione dell’inquinamento o per la sicurezza sulle strade e nei luoghi di lavoro.
Questa irrazionalità è tuttavia parziale: i politici, in una democrazia, si occupano del bene della popolazione, e se i cittadini sono in genere più preoccupati da terroristi che da pirati della strada e inquinatori, è comprensibile che i politici dedichino ai primi la loro attenzione, ignorando i secondi. È uno dei problemi della democrazia.