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No al proporzionale!
Il prossimo 3 marzo il Popolo grigionese sarà chiamato ad esprimersi sull’iniziativa denominata “per il proporzionale”. Dal 1851 il Gran Consiglio dei Grigioni viene eletto tramite il sistema maggioritario.
Per la settima volta in 75 anni – la quarta solo nel corso dell’ultimo ventennio – gli elettori sono chiamati alle urne per esprimersi sulla modifica del sistema di voto a livello cantonale.
Con il sistema maggioritario vengono eletti i candidati che ottengono il maggior numero di preferenze. A livello federale esso viene applicato per l’elezione al Consiglio degli Stati, mentre il Consiglio nazionale viene eletto tramite il sistema proporzionale. Con il sistema proporzionale l’elemento centrale dell’elezione sono i voti raccolti da una lista di partito. In base ad essi vengono poi distribuiti i seggi. I voti di partito sono composti dai voti ottenuti dai candidati e dai voti di complemento attribuiti alla lista elettorale. Con il sistema proporzionale si vota in primo luogo una lista di partito e solo in un secondo momento i candidati. Non di rado, quindi, succede che i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze non vengano neppure eletti. A mio avviso, esistono dieci motivi per dire no a questa iniziativa:
1) il sistema maggioritario è semplice, chiaro, trasparente e comprensibile. Il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti viene eletto.
2) La politica dei fatti conta più della tattica partitica. Con il maggioritario vengono valorizzate le personalità e le capacità dei candidati. Anche gli indipendenti possono essere eletti. I colori partitici giocano un ruolo secondario.
3) Con il sistema maggioritario vengono considerate le peculiarità regionali e culturali del nostro Cantone, permettendo alle diverse realtà territoriali, alle tre culture linguistiche, alle minoranze e alle diverse confessioni di essere rappresentate in Gran Consiglio. Con il proporzionale esiste un unico metro di giudizio: l’appartenenza partitica.
4) La rappresentanza di tutte le regioni periferiche nel Parlamento cantonale è ampiamente condivisa e rappresenta al meglio la nostra realtà territoriale composta da oltre 150 valli. Il sistema maggioritario garantisce a ogni circolo almeno un rappresentante.
5) Se chiedessimo ai cittadini grigionesi secondo quale criterio scelgono oggi i rappresentanti al Gran Consiglio, difficilmente ci direbbero di mettere al primo posto l’appartenenza partitica. Per questo, l’attuale sistema elettorale è perfetto per i Grigioni. Rappresenta al meglio le peculiarità culturali, linguistiche e territoriali del nostro Cantone.
6) Il giorno delle elezioni si contano i voti. Le capacità e le potenzialità dei candidati vengono onorate o meno con l’elezione. Personalità, capacità e idee profilate contano più di programmi di partito, liste e congiunzioni di liste.
7) Il sistema proporzionale presuppone dei circoli elettorali talmente grandi che circa metà delle regioni votate dal popolo lo scorso anno risulterebbero troppo piccole e quindi sarebbe necessaria una nuova modifica dell’assetto regionale con la costituzione di circoli elettorali creati artificiosamente. Questo avrebbe come conseguenza una perdita di identità e di appartenenza. Con il proporzionale si vuole distruggere una struttura comprovata per permettere lo sviluppo di un sistema elettorale che mette in secondo piano le realtà valligiane a beneficio dei piccoli partiti che operano nei centri.
8) Il proporzionale rafforza i centri regionali. I seggi finora garantiti ai rappresentanti dei piccoli circoli andranno quasi sicuramente a candidati provenienti dai principali centri delle regioni.
9) Il proporzionale incrementa il lavoro e i costi a carico dei partiti senza offrire in contropartita nessun beneficio. Invece di occuparsi di una politica concentrata sui fatti, saranno chiamati a confrontarsi con personalismi e scontri interni fra candidati. Già oggi non è sempre facile trovare persone disposte a mettersi a disposizione per la cosa pubblica. Con il proporzionale diventerebbe ancora più complesso completare le liste. In particolare, i piccoli partiti si troverebbero in difficoltà. Molti cittadini potrebbero ritenere poco trasparenti, poco interessanti e in un certo modo anche frustranti, le congiunzioni di liste o l’assemblamento di candidati indipendenti su una stessa lista.
10) L’iniziativa chiede che per la suddivisione dei seggi in Gran Consiglio non venga più presa in considerazione la popolazione svizzera residente, bensì l’insieme della popolazione residente. Una proposta che svantaggia notevolmente le regioni periferiche del nostro Cantone.
I grigionesi scelgono le persone, non i partiti. Nelle vallate e nelle regioni ci si conosce e si conoscono le peculiarità dei candidati. Per questo motivo il sistema maggioritario rappresenta al meglio le specificità del nostro Cantone. Il maggioritario è semplice, trasparente, comprensibile e chiaro perché permette di accedere al Gran Consiglio ai candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Il sistema elettorale attuale ha saputo difendere negli anni gli interessi di tutte le componenti che costituiscono il nostro Cantone. Continuiamo su questa strada. Respingiamo l’iniziativa, diciamo NO al proporzionale.