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Quando il Consiglio federale, il 1° luglio, si è pronunciato a favore del versamento a Christoph Blocher di 2,7 milioni di franchi di pensione arretrata, lo ha fatto malgrado due perizie sostenessero che l'ex ministro non ha diritto all'intera cifra. Lo scrive il TagesAnzeiger di giovedì sulla base di sue ricerche, perché i documenti sono strettamente confidenziali.
Il primo parere era stato espresso dall'Ufficio federale di giustizia, il secondo dallo specialista di assicurazioni sociali Ueli Kieser e stando al quotidiano arrivavano alla medesima conclusione: visto il vuoto giuridico specifico, valgono le norme più generali in materia, che mandano in prescrizione ogni pretesa dopo 5 anni. A Blocher spetterebbero dunque "solo" 1,1 milioni. Una terza perizia, del professore di diritto Thomas Geiser, non si pronuncerebbe invece sulla spinosa questione.
"Si potrebbe parlare di un regalo", titola quindi il foglio zurighese, un regalo che potrebbe anche diventare definitivo. Sulla questione dovrebbe infatti pronunciarsi la Delegazione delle finanze del Parlamento, al cui interno tuttavia, sostiene sempre il "Tagi", crescono i dubbi sull'effettiva competenza dell'organo: "il Governo non può scaricare la patata bollente per non scottarsi le dita", sostiene per esempio il democentrista Pirmin Schwander. Il presidente, il popolare-democratico Peter Hegglin, ha maggiore comprensione ma non esclude che nella seduta di fine agosto i commissari possano effettivamente decidere che il compito non spetta a loro.