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Russia: vicenda Aeroflot, Volkov spiega motivi dimissioni
Il procuratore russo Nikolai Volkov, incaricato dell'inchiesta sullo storno di fondi Aeroflot e in quest'ambito già più volte in Svizzera, spiega le ragioni delle sue annunciate dimissioni in una intervista pubblicata giovedì dal quodidiano «Segodnia».
Di ritorno da Berna, Volkov aveva chiesto aiuto per accelerare il ritmo delle indagini, al che è seguita la nomina di un altro inquirente. «È successo che due orsi si sono ritrovati nella stessa tana: io ho il mio modo di agire, lui il suo», afferma il magistrato, aggiungendo di non volersi mettere al soldo di nessuno.
«Mi hanno insegnato che un inquirente è una persona indipendente che decide in modo autonomo il mondo di condurre un'inchiesta», prosegue, lasciando intendere che non era più libero di condurre le indagini come voleva dopo la nomina dell'inquirente supplementare.
«Siamo ancora lontano dalla fine dell'inchiesta», aggiunge Volkov, assicurando che «un primo episodio doveva giungere a conclusione in ottobre», mettendo in causa le società finanziarie di Losanna Forus e Andava. Le due società sono sospettate di aver ricevuto su loro conti parecchie decine di milioni di dollari provenienti dalla compagnia russa Aeroflot, detenuta per il 51 per cento dallo Stato.
Due ex dirigenti di Aeroflot, Nikolai Glushkov e Alexander Krasnenker, come pure il magnate Boris Berezovski, sono sospettati di essere implicati nel dirottamento di fondi. Ma «si tratta dei primi anelli della catena», commenta Volkov nell'intervista, rivelando che decine di strutture simili sono state in seguito scoperte.
Volkov aveva annunciato le dimissioni lo scorso 22 agosto in una intervista al quotidiano «Kommersant», affermando di aver preso la decisione di sua spontanea volontà. Egli indagava pure sul possibile dirottamento su conti svizzeri di un prestito di 4,8 miliardi di dollari concesso dal Fondo monetario internazionale (Fmi) alla Russia nel 1998. Il magistrato era venuto diverse volte in Svizzera. Il 28 luglio scorso aveva lasciato Berna portandosi dietro 550 chili di dossier sequestrati in Svizzera nell'ambito dell'inchiesta Aeroflot.
Le dimissioni hanno creato incertezza al Ministero pubblico della Confederazione, che ha ufficialmente chiesto spiegazioni al procuratore generale russo Vladimir Ustinov per sapere come continuare la collaborazione tra Berna e Mosca. Per il procuratore ginevrino Bernard Bertossa, la notizia «accentua le nostre perplessità sulla reale indipendenza della procura di Mosca» e sulla volontà russa di far avanzare alcuni dossier.
swissinfo e agenzie
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