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BERNA - Come avviene attualmente a titolo provvisorio fino al 2017, le medicine alternative dovrebbero essere rimborsate dall'assicurazione malattia di base a tempo indeterminato. Lo ha deciso il Dipartimento federale dell'interno (DFI), che ha posto oggi in consultazione le modifiche delle pertinenti ordinanze fino al 30 giugno.
Con la sua decisione, il DFI dà seguito all'articolo costituzionale sulla medicina complementare, accettato dal 67,0% dei votanti e da tutti i Cantoni nel maggio del 2009.
L'ex consigliere federale Pascal Couchepin aveva suscitato polemiche nel 2005 quando decise di escludere dalla lista delle prestazioni rimborsate la medicina antroposofica, quella tradizionale cinese, l'omeopatia e la fitoterapia.
Il ministro liberale radicale aveva messo fine a una pratica in atto dal 1999 con la giustificazione che queste terapie non soddisfacevano pienamente i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità (criteri EAE) stabiliti dalla Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
Quattro anni dopo il popolo aveva accolto un articolo costituzionale che chiedeva a Confederazione e Cantoni di tenere in maggiore considerazione le medicine complementari.
Dal 2012 queste prestazioni vengono nuovamente rimborsate a titolo provvisorio dopo una decisione, condizionata dal voto popolare, del 2011 del DFI, allora diretto da Didier Burkhalter (PLR).
All'inizio di maggio del 2014 il DFI, nelle mani di Alain Berset (PS), aveva precisato le modalità per il rimborso e aveva limitato la pratica fino al 2017, in attesa di una soluzione definitiva. Nelle due date il DFI aveva limitato il rimborso nel tempo per sciogliere il nodo rappresentato dal non rispetto dei criteri EAE.
Le ordinanze poste in consultazione, già elaborate in collaborazione con le cerchie interessate, riprendono le condizioni attualmente in vigore, che equiparano la medicina complementare alle altre specialità mediche. Il Dipartimento di fatto, stabilendo che è impossibile attestare la "rispondenza globale" delle medicine complementari alle esigenze di efficacia, appropriatezza ed economicità, parte dal principio che lo facciano.
Dunque a determinate condizioni (tradizione di applicazione e di ricerca, evidenza scientifica ed esperienza medica, perfezionamento) anche per medicina antroposofica, quella tradizionale cinese, omeopatia e fitoterapia varrà il principio della fiducia, che implica il rimborso delle prestazioni da parte dell'assicurazione malattia obbligatoria, come per la medicina classica.
Analogamente a quanto già avviene per quest'ultima, la verifica si limiterà a singole prestazioni controverse. In questi casi, prevedono le ordinanze, si procederà a un esame per determinare se sono efficaci, appropriate ed economiche.
Oltre alle quattro specialità rimborsate provvisoriamente, l'equiparazione dovrà riguardare anche l'agopuntura, che già oggi è rimborsata dall'assicurazione di base a tempo indeterminato.
L'entrata in vigore delle modifiche delle ordinanze è prevista per il primo maggio 2017, in modo che senza frattura si passi dal regime provvisorio a quello indeterminato.