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Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto il ricorso di UBS riguardo alla sua richiesta di mantenere la propria qualità di parte nel caso della trasmissione di dati personali di clienti alla Francia.
"L'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha giustamente ritirato la qualità di parte di UBS nei procedimenti ancora pendenti in relazione a una richiesta di assistenza amministrativa della Francia", ha comunicato questa sera il TAF.
I giudici di San Gallo hanno precisato che il Tribunale federale (TF) "ha già affrontato in dettaglio i timori di UBS nella sua sentenza del 26 luglio 2019, ma li ha considerati infondati. Alla luce di questa sentenza di merito (...), non vi sono dubbi sull'esito del procedimento in caso di nuovo ricorso della banca. In queste circostanze, l'interesse di UBS a mantenere la sua qualità di parte non è (più) degno di protezione".
Nell'ottobre 2016 il TAF aveva concesso a UBS la qualità di parte. Con questa decisione, la banca aveva il diritto di prendere visione degli atti dell'Amministrazione federale delle contribuzioni in questo caso. L'AFC era inoltre tenuta a notificare alla banca le sue decisioni definitive.
Ma nel febbraio 2020 l'AFC aveva ritirato a UBS la qualità di parte, decisione contro la quale il numero uno bancario elvetico aveva presentato ricorso al TAF.
Interrogato dall'agenzia finanziaria AWP, un portavoce di UBS ha dichiarato che il gruppo "ha preso atto della decisione", senza fornire ulteriori commenti. La banca ha ancora la possibilità di ricorrere contro la decisione del TAF presso il TF.
Processo in appello a Parigi
Riguardo al procedimento penale in Francia, dove la banca è stata condannata in prima istanza nel febbraio 2019 a pagare una multa di 3,7 miliardi di euro in un caso di evasione fiscale, e i timori di UBS che queste informazioni vengano utilizzate nell'ambito di tale processo, il TAF ha espresso un parere chiaro.
"Il TF ha già esaminato in dettaglio la garanzia data dalla Francia nel luglio 2017 e l'ha ritenuta sufficiente. La sentenza francese non potrebbe quindi costituire una modifica dello stato di fatto che giustificherebbe una conclusione diversa nel caso. Tenuto conto dell'esito predeterminato della procedura, non vi è (più) alcun interesse degno di protezione a parteciparvi".
Nel luglio 2019 il Tribunale federale aveva autorizzato l'Amministrazione federale delle contribuzioni a trasmettere alle autorità fiscali francesi i dati personali dei titolari di 40'000 conti presso UBS.
Il processo d'appello di UBS si svolgerà dall'8 al 24 marzo 2021 presso la Corte d'appello di Parigi.
(Sentenza A-1510/2020 del 7.7.2020)