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Premio di ricerca
Premio della ricerca 2017: Miglior trattamento per i pazienti colpiti da ictus cerebrale e infarto cardiaco
La Fondazione Svizzera di Cardiologia assegna il premio della ricerca 2017 al internista Dr. med. David Nanchen, del Policlinico medico dell'Università di Losanna e al neurologo Dr. med. David Seiffge, dello Stroke Center della Clinica neurologica e policlinico dell'Ospedale universitario e dell'Università di Basilea. I due ricercatori hanno dimostrato nei loro studi come possa essere ulteriormente migliorato in futuro il trattamento dell'infarto cardiaco e dell'ictus cerebrale.
Cure migliori dopo l'infarto cardiaco
I risultati della ricerca del progetto di David Nanchen consentiranno in futuro di trattare in modo più mirato i pazienti colpiti da infarto e da angina pectoris acuta. Nanchen ha dimostrato che il cinque percento dei pazienti infartuati soddisfa i criteri clinici di una malattia metabolica ereditaria, vale a dire una percentuale dieci volte più alta che nella popolazione generale. In questi pazienti, il livello di colesterolo è molto elevato sin dalla nascita, per cui si parla di ipercolesterolemia familiare. Come dimostrato dallo studio, anche dopo un infarto trattato il gruppo di pazienti continua ad avere un rischio elevato di un nuovo evento, che risulta doppio nell'anno successivo. «Per la terapia preventiva di questi pazienti è importante riconoscere precocemente l'ipercolesterolemia familiare e trattarla in modo appropriato», afferma David Nanchen. Questi pazienti possono infatti trarre vantaggio da nuovi medicamenti da poco disponibili, che abbassano con grande efficacia il livello di colesterolo.
Trattamento dell'ictus cerebrale per ulteriori pazienti
Secondo i risultati delle ricerche di David Seiffge, determinati pazienti colpiti da ictus cerebrale acuto possono ricevere un trattamento d'urgenza che finora era loro precluso. Molti pazienti cardiovascolari vengono trattati con medicamenti anticoagulanti per prevenire l'ictus cerebrale, che nonostante ciò si verifica in rari casi. I pazienti in terapia con nuovi anticoagulanti orali (NOAC) colpiti da ictus cerebrale sono stati finora esclusi dalla trombolisi, ossia dal trattamento dell'ictus mediante dissoluzione del coagulo di sangue, perché il rischio di sanguinamento era troppo elevato. David Seiffge e il gruppo di ricerca sull'ictus cerebrale dell'Ospedale universitario di Basilea hanno ora potuto dimostrare, in un ampio studio internazionale, che questi pazienti non hanno alcun aumento del rischio emorragico. Inoltre, ha scoperto che dopo un ictus cerebrale si può riprendere la terapia profilattica con NOAC prima di quanto finora ipotizzato. Qualora questi risultati dovessero essere confermati da altri studi, sarà prossimamente necessario cambiare le direttive terapeutiche. Secondo quanto affermato da David Seiffge, «tali pazienti affetti da ictus cerebrale potranno contare in futuro su un risultato terapeutico migliore di quanto finora possibile, sempre che si rivolgano immediatamente a uno stroke center o a una stroke unit».
Premio della ricerca 2016: Le emozioni possono far battere troppo forte il cuore
In rari casi un forte carico psichico può provocare un disturbo funzionale cardiaco pericoloso. Il suo nome è «sindrome tako-tsubo». Due ricercatori dell’Università di Zurigo hanno ora scoperto che questo disturbo può essere provocato non solo da eventi negativi, ma talvolta anche da emozioni estremamente positive. La Fondazione Svizzera di Cardiologia onora il loro lavoro in questo campo con il Premio della ricerca 2016.
Saperne di più
La recherche scientifique
La Fondation Suisse de Cardiologie soutient la recherche scientifique Regard sur la recherche cardio-vasculaire en Suisse. Édition 2015.
Disponibile solo in tedesco e in francese.