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"La moneta di carta si sgretola, l'oro invece no". È con questo slogan che il consigliere nazionale Luzi Stamm (UDC/AG) ha raccomandato oggi a popolo e cantoni di approvare, il prossimo 30 novembre, l'iniziativa democentrista che vuole obbligare la Banca nazionale svizzera (BNS) a detenere almeno il 20% degli attivi sotto forma di oro. In futuro, tali riserve non potrebbero essere vendute.
Secondo i promotori dell'iniziativa - depositata nel 2013 con 106'052 firme valide - il mantenimento di 1040 tonnellate di metallo giallo è indispensabile per garantire la stabilità del franco svizzero, proteggere il risparmio privato, come pure il livello dei salari, delle rendite e delle pensioni.
Secondo Stamm, le massicce vendite di oro a prezzi bassi tra la fine degli anni '90 del secolo scorso e gli inizi del 2000, hanno indebolito la credibilità della BNS e limitato il suo margine di azione. Il fatto di mantenere importanti quantità di oro all'estero, inoltre, "rende la Svizzera ricattabile".
Per il deputato democentrista, la richiesta fatta all'istituto centrale di ricostituire le riserve auree fino ad un minino del 20% degli attivi non impedirà ai banchieri centrali di perseguire la propria politica monetaria di sostegno al franco svizzero, stampando moneta, come deciso nel 2011 quando è stato stabilito un tasso di cambio fisso con l'euro.
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