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Credit Suisse è finito nuovamente nel mirino degli americani. Lunedi sono i veterani americani feriti in Iraq e le famiglie di militari uccisi in quell’area ad aver avviato una causa contro la banca elvetica, bersaglio dell’azione legale insieme ad altri quattro istituti europei.
L'accusa mossa contro tutte le strutture bancarie è di aver avuto a che fare con denaro iraniano (per circa 100 milioni di dollari) usato per finanziare gli attacchi dei quali sono stati vittime. Le banche avrebbero aiutato l'Iran ad aggirare le sanzioni statunitensi e fornito sostegno materiale indiretto ai miliziani Hezbollah, violando così la legge antiterrorismo di Washington.
L'esposto è stato depositato in un tribunale di New York, da avvocati specializzati nei casi di finanziamento del terrorismo a nome di veterani e parenti di soldati caduti. Oltre all'istituto finanziario elvetico sono chiamate in causa le britanniche Barclays, HSBC, Standard Chartered, Royal Bank of Scotland.
Red. MM/ATS/Reuters/EnCa