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BRUXELLES - Basta con le misure protezionistiche: gli impegni vanno rispettati e le barriere commerciali eliminate. L'appello, alla vigilia del G20 di Seul, è della Commissione europea, ed è rivolto a tutti i principali partner del Vecchio Continente.
Dati alla mano, infatti, Bruxelles in un rapporto parla di 332 misure restrittive messe in campo da tutti i principali partner commerciali dell'Ue dall'inizio della crisi ad oggi. Misure che vanno dal divieto di importazione, all'incremento dei dazi, a politiche mirate a favorire l'acquisto di prodotti nazionali.
Nel mirino di Bruxelles non ci sono solo la Cina e le altre economie emergenti, dalla Russia, al Brasile, all'Argentina. La "lista nera" stilata dai servizi del commissario europeo al commercio, Karel De Gucht, comprende anche gli Usa di Barack Obama, reo - secondo un rapporto dell'esecutivo europeo - di aver varato nell'agosto 2010 misure per rafforzare il settore manifatturiero statunitense a discapito degli altri partner, per centrare l'obiettivo di raddoppiare l'export nei prossimi cinque anni.
"La ripresa economica è ancora fragile, e le grandi economie mondiali devono togliere le misure di restrizione degli scambi che ostacolano la crescita", ha affermato De Gucht, sottolineando la necessità di "sopprimere questi ostacoli, affinché l'economia mondiale si riprenda". "E il G20 - ha aggiunto il commissario Ue - dovrà assumere un ruolo di guida su tale questione nel corso della riunione di Seul".
Secondo il rapporto di Bruxelles, i settori europei più colpiti dalle misure protezionistiche dal 2008 al 2010 sono l'agroalimentare, l'automobile, l'acciaio e il tessile e l'abbigliamento.
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