Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/38681

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'intervista del 26 ottobre 2001 verteva sugli attentati terroristici dell'11 settembre a New York e sull'impatto di tali eventi sulla sicurezza interna della Svizzera. Il capo del Servizio Analisi e Prevenzione, esprimendosi su questo complesso tema, ha elencato una serie di misure a suo avviso adeguate contro il rischio di un incremento degli atti violenti di stampo terroristico. In questo contesto, la naturalizzazione di stranieri è stata citata come una delle numerose misure possibili per ridurre frustrazioni di carattere politico e sociale che anche nel nostro paese potrebbero essere il potenziale fattore scatenante di atti terroristici.</p><p></p><p>Dal rapporto finale del gruppo di lavoro nazionale "Criminalità degli stranieri", di cui il Consiglio federale ha preso conoscenza il 3 luglio 2001, emerge che l'applicazione di misure atte a integrare gli stranieri è di fondamentale importanza se messe in relazione con la criminalità degli stranieri. Al limite ciò può essere applicato anche alle mene terroristiche. Le affermazioni del signor von Daeniken si rifanno quindi all'attuale discussione in materia di criminalistica. Se l'interpellante, stravolgendo il senso della dichiarazione del signor von Daeniken, per il quale la naturalizzazione agevola l'integrazione, la ritiene un' "offesa" per tutti i cittadini stranieri non naturalizzati in Svizzera, il Consiglio federale non condivide tale opinione. Il Consiglio federale esclude che si possa giungere ad una conclusione di questo tipo, poiché dal contesto generale dell'articolo pubblicato è chiaro che il signor von Daeniken non consideri nella maniera più assoluta la totalità degli stranieri non naturalizzati vicini all'ambiente terroristico.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha piena fiducia nel suo funzionario capo. Non c'è quindi nessun motivo di chiedere le dimissioni del signor von Daeniken.</p>  Risposta del Consiglio federale.