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BERNA - L'anno scorso, l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) e i Cantoni hanno inoltrato 1'097 richieste a Google allo scopo di ottenere dati sugli utenti, a fronte delle 634 del 2018. Molte delle domande riguardavano truffe e pornografia infantile.
Le cifre sono state diffuse oggi dal "SonntagsBlick" sulla base del rapporto sulla trasparenza di Google pubblicato ogni sei mesi, in luglio e dicembre.
Da solo, Fedpol ha precisato a Keystone-ATS di aver inoltrato nel 2019 ben 407 richieste di ragguagli (circa il 46%), riguardanti perlopiù atti pedopornografici. Fedpol si rivolge ai provider quando ha bisogno dei dati degli utenti per far luce su reati di competenza della Confederazione. «Ciò accade quando il presunto colpevole è sconosciuto e l'unico dato a disposizione è un indirizzo di posta elettronica», ha precisato Fedpol.
Le autorità di perseguimento penale della Confederazione e i Cantoni si sono rivolte all'azienda americana oltre un migliaio di volte allo scopo di ottenere dati di utenti svizzeri: si tratta di un nuovo record. A essere interessati erano soprattutto conti di posta elettronica (gmail) e della piattaforma video Youtube. Da luglio a dicembre 2019, circa l'83% delle domande è stato accolto. Nella prima metà dell'anno il 75%.
Stando al rapporto sulla trasparenza di Google, l'anno scorso sono stati eseguite centinaia di cancellazioni - 671 - di singoli prodotti o servizi di Google. I motivi? Violazione della protezione dei dati (in maggioranza), messa in pericolo della sicurezza nazionale o ingiurie. Nell'80% dei casi Google ha accolto le richieste.