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Dopo 45 ore di discussioni, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha approvato con 9 voti favorevoli e 4 astensioni la Previdenza per la vecchiaia 2020.
Questa prevede l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni, un aumento dell'IVA e una diminuzione del tasso di conversione. Le rendite dovrebbero però rimanere immutate grazie anche ad un aumento dei prelievi sui salari.
La riforma interessa 15 leggi e una disposizione costituzionale, indicano i Servizi del Parlamento in una nota. Rispetto alla versione del Consiglio federale, la CSSS-S ha apportato alcune modifiche importanti, in particolare per quel che concerne l'innalzamento dell'IVA e le misure volte a compensare la riduzione dell'aliquota di conversione prevista.
Questa dovrebbe infatti passare dall'attuale 6,8 per cento al 6 per cento (la decisione è stata presa con 8 voti contro 2). La riduzione sarà effettuata in un periodo di quattro anni, come proposto dal Consiglio federale.
Per fare in modo che le rendite non diminuiscano, la Commissione - con 9 voti favorevoli e 3 astensioni - propone che una parte delle misure compensative venga attuata attraverso l'AVS. La CSSS-S non vuole inoltre sopprimere completamente la deduzione di coordinamento, preferisce che ad essa si applichi una lieve riduzione.
Per i giovani l'assoggettamento deve diventare obbligatorio già a partire dal 21esimo anno di età (oggi 25 anni, il governo proponeva 18 anni). La commissione propone anche di aumentare gli accrediti di vecchiaia in modo diverso da quanto proposto dal governo.
Con 11 voti contro 2, la commissione ha approvato l'innalzamento a 65 anni dell'età di riferimento per le donne. Con 9 voti contro 4, ha deciso di ridurre da sei a quattro anni il ritmo di adeguamento previsto dal Consiglio federale.
Con 8 voti contro 5 la CSSS-S ha infine respinto le modifiche della rendita vedovile e di quella per gli orfani. Tali misure avrebbero comportato risparmi per 340 milioni di franchi.
SDA-ATS