Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17880

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.- Il fattore di produzione capitale oggi è notoriamente più mobile che in passato. Concludere che già piccoli cambiamenti bastano per causare spostamenti, sarebbe però troppo generico. Infatti, l'esperienza insegna che di regola occorre più di un piccolo cambiamento delle condizioni quadro affinché una piazza finanziaria diventi più conveniente rispetto ad un'altra. Occorre sottolineare che vi è una serie di fattori legati alla piazza finanziaria a incidere sulla concorrenza tra le diverse piazze. D'altra parte va riconosciuto che le condizioni quadro fiscali rivastono una certa importanza.</p><p></p><p>2.- Non tutte le misure elencate provocherebbero un netto peggioramento della piazza economica svizzera. Per giudicare gli effetti di una singola misura occorre tener conto dei vari aspetti della sua concretizzazione.</p><p></p><p>Ciò vale segnatamente anche per un'eventuale imposta sugli utili in capitale. Un'imposta sui depositi potrebbe essere presa in considerazione solo quale misura di compensazione per imposte esistenti oggi. Secondo il Consiglio federale, per introdurre un'imposta sulle successioni e donazioni e per procedere ad un'armonizzazione fiscale materiale manca una base costituzionale. Inoltre, una tale emigrazione può avere effetti negativi anche sulle imprese finora accessorie e di conseguenza incidere anche sul mercato del lavoro.</p><p></p><p>3.- La migrazione di grandi imprese, se esse erano allo stesso tempo contribuenti importanti, è connessa a una diminuzione delle entrate fiscali per le collettività interessate. Per compensare tali perdite, le persone responsabili delle decisioni possono fra l'altro trovarsi di fronte alla scelta se ridurre le uscite, aumentare l'onere fiscale o applicare contemporaneamente entrambe le misure.</p><p></p><p>4.- Il futuro nasconde sempre incertezze. È possibile avere dati affidabili soltanto sul passato. In generale, nel confronto internazionale il livello fiscale in Svizzera è sempre moderato, per cui esiste tuttora un'importante condizione preliminare per un sano sviluppo economico. Per quanto riguarda l'onere fiscale esistente attualmente, una diminuzione delle aliquote d'imposta in Svizzera comporterebbe minori entrate fiscali; non ci si può attendere che si verifichi il cosiddetto effetto Laffer. Inoltre, negare allo Stato entrate indispensabili, non giova all'economia nazionale globale. Infatti, anche finanze pubbliche sane rappresentano un elemento di grande importanza per la piazza finanziaria soprattutto a medio e a lungo termine. In questo senso, deve tuttavia essere preso in considerazione un tasso di imposizione modesto. </p><p></p><p>5.- Nel nostro mondo imperfetto, è in effetti sempre possibile apportare miglioramenti. Il sistema fiscale non è certo un'eccezione. Tuttavia, proprio nei due settori menzionati ad esempio nell'interpellanza, ultimamente, sono stati approvati importanti sgravi. Ad esempio, la riforma 1997 dell'imposizione delle imprese ha apportato ampi sgravi fiscali proprio per le società holding, e a partire dal 1° gennaio 1998 la riduzione per partecipazioni viene estesa anche agli utili su partecipazioni. La cosiddetta doppia imposizione economica di società e azionisti, se meglio analizzata, non può essere considerata uno svantaggio per la piazza finanziaria. Determinante è l'onere fiscale globale, e quest'ultimo in Svizzera è tuttora moderato. Infatti, bisogna tener presente che nel confronto internazionale le aliquote d'imposta in Svizzera sono basse soprattutto per le persone giuridiche. Ricerche in materia mostrano che l'onere relativo alle tasse per una corporazione compresi i partecipanti non è superiore a quello per un'impresa di persone paragonabile. Infatti, a partire dal 1° gennaio 1998, con la riforma 1997 dell'imposizione delle imprese è stata completamente abolita l'imposta sul capitale ed è stata nettamente ridotta la tassa di bollo di emissione: questi sono ulteriori sgravi non indifferenti per società di capitali e società cooperative.</p><p></p><p>6.- Negli ultimi anni, con le misure atte a rinnovare l'economia di mercato sono stati intrapresi importanti passi per rafforzare la concorrenza e lo sviluppo economico in Svizzera. Molte di queste misure hanno permesso l'ampliamento del campo di azione per piccole e medie imprese (PMI). L'importanza che queste imprese rivestono per l'economia della Svizzera giustifica il perdurare degli sforzi profusi nel corso di questa legislatura atti a migliorare le condizioni quadro per le PMI. Un punto essenziale a tale proposito dovrebbe consistere nella riduzione delle procedure amministrative (cfr. Rapporto intermedio del Consiglio federale del 22.1.1997, FF 1997 II 224). Oltre alle misure già adottate, un esame della procedura di autorizzazione di diritto federale dovrebbe permettere di individuare ulteriori provvedimenti da prendere a tale scopo.</p>  Risposta del Consiglio federale.