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La Russia insiste: l'Ucraina è "sull'orlo della guerra civile". Lo ha ribadito Vladimir Putin nella telefonata avuta ieri sera con Angela Merkel. Putin - precisa il Cremlino - "ha rimarcato che la brutale escalation del conflitto" imputata al blitz militare di Kiev nell'est russofono "ha portato il Paese sull'orlo della guerra civile"
Putin ha comunque convenuto con la cancelliera tedesca (in vacanza in questi giorni a Ischia) nel "sottolineare l'importanza" dell'incontro a 4 Russia-Usa-Ue-Ucraina in programma a Ginevra giovedì. Iniziativa che il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov aveva messo in dubbio dopo le prime notizie sull'azione militare di Kiev nell'est, ma da cui Mosca non si è poi ritirata.
Il presidente russo ha denunciato d'altro canto "il ricorso incostituzionale alla forza contro le manifestazioni pacifiche" dei russofoni da parte delle autorità salite al potere a Kiev sull'onda della recente rivolta di Maidan, prosegue il Cremlino, aggiungendo che, nel colloquio con Merkel, Putin ha parlato anche della necessità di stabilizzare l'economia ucraina e della continuità delle forniture di gas russo all'Europa.
Toni analoghi in una successiva conversazione con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nella quale il presidente russo è tornato a definire "inaccettabile" l'uso della forza contro le proteste in Ucraina sud-orientale e "ha messo l'accento sul fatto che questa escalation brutale è il frutto delle politiche irresponsabili di Kiev: che ha ignorato diritti e interessi legali degli abitanti russofoni del Paese".
SDA-ATS