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Sfiora la cifra dei 15 milioni di franchi la truffa che sarebbe stata perpetrata da un consulente finanziario 56enne ticinese ai danni di quattro campioni di basket della Nba che tenevano i loro conti in un importante istituto elvetico di Lugano. Secondo quanto riportato nell'edizione di oggi da il Caffé, tra le vittime vi sarebbe anche Radoslav "Rašo" Nesterovic, 43enne di nazionalità greca, che nel 2015 ha presentato denuncia alla Magistratura ticinese, facendo partire l'inchiesta. Dal suo conto sarebbero svaniti nel nulla ben 8 milioni, conto gestito dal 56enne e quattro anni fa arrestato con l'accusa di appropriazione indebita e amministrazione infedele. Senza ancora un processo, la vicenda è tornata d'attualità in questi giorni in quanto Rašo è stato convocato in Procura (l'inchiesta è condotta da Raffaella Rigamonti che l'ha ereditata da John Noseda) per essere interrogato e raccontare la sua versione dei fatti, ovvero che non ha mai dato l'autorizzazione per vendere una proprietà immobiliare del padre o per chiudere conti in altri istituti finanziari. "Mele marce ce ne sono ovunque, in ogni ambito - ha dichiarato al Caffè l'avvocato del giocatore, Pierluigi Pasi -. Il problema è che le lungaggini giudiziarie rischiano di peggiorare la situazione e disincentivare la clientela della piazza finanziaria". E soldi? Il consulente dice di averli persi giocando al casinò.