Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01249.jsonl.gz/458

Abdel Fattah al Sisi, trionfatore a fine maggio delle elezioni presidenziali con quasi il 97% dei suffragi (ma aveva votato meno di un cittadino su due), è il nuovo capo di Stato egiziano. L'ex generale ha giurato questa mattina (domenica) ed assume la carica a quasi un anno dalla destituzione del suo predecessore, Mohammed Morsi.
Un anno durante il quale l'opposizione è stata di fatto eliminata dalla scena politica e i Fratelli musulmani, di cui Morsi era espressione, messi fuori legge. "Giuro davanti a Dio onnipotente di difendere il sistema repubblicano, rispettare la Costituzione e la legge di difendere la patria e l'unità del territorio nazionale", è la formula letta da al Sisi davanti ai giudici della massima corte del paese. La cerimonia era trasmessa in diretta televisiva.
Ai festeggiamenti sono invitati fra gli altri il presidente palestinese Mahmud Abbas, membri di case reali arabe e capi di Stato e di governo africani.
L'esercito egiziano in questi ultimi mesi ha utilizzato il pugno di ferro contro ogni voce critica. Cosa attendersi dalla presidenza di al Sisi? Hassiba Hadj Sahraoui, vice direttrice per il medioriente e il nord africa di Amnesty international, ha detto al Radiogiornale "che la repressione nei confronti dei Fratelli musulmani continuerà".
ATS/AFP/ANSA/pon/Radiogiornale
- RG 12.30 del 08/06/2014 Il servizio di Laura Cappon
- RG 12.30 Hassiba Hadj Sahraoui, vice direttrice per il Medioriente e il Nord Africa di Amnesty international, al microfono di Chiara Savi