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Il plantigrado che aveva ucciso un runner in Trentino non verrà nel nostro paese. Lo ha confermato Albert Rösti nell'ora delle domande.
BERNA - Dopo l'attacco di un'orsa in Trentino nella primavera scorsa, costato la vita a un giovane corridore di 26 anni, la Svizzera non è stata contattata per un eventuale presa a carico del plantigrado.
Lo ha affermato oggi durante l'Ora delle domande al Nazionale il consigliere federale Albert Rösti rispondendo a un quesito di Fabio Regazzi (Centro/TI). Quest'ultimo ha giustificato il suo quesito con le affermazioni del presidente della regione autonoma del Trentino che aveva evocato la possibilità di trasferire alcuni esemplari di orso in altri Paesi europei - tra cui la Svizzera - per tenere sotto controllo la popolazione di questi animali nella sua regione.
Rösti ha ricordato che la Svizzera non si presta a questo tipo di operazioni e che valgono ancora le conclusioni cui era giunto nel 2021 nel suo rapporto «Gestione dell'orso in Svizzera» redatto in risposta a un postulato dell'ex consigliere nazionale Pierre Rusconi (UDC/TI). In questo documento, il Governo sottolineava che, nonostante la presenza di singoli plantigradi sul suolo elvetico, in Svizzera non è prevista una reintroduzione attiva dell'orso.
Il 5 aprile scorso, un giovane di 26 anni è stato attaccato e ucciso dall'orsa JJ4 nei boschi del monte Peller. Nel 2020 JJ4 aveva già effettuato un attacco a due persone. JJ4 è sorella di JJ3, che era stato abbattuto nel 2008 nella regione di Thusis (GR) perché si avvicinava senza alcun timore ai centri abitati in cerca di cibo. Il fratello JJ1, alias Bruno, era stato a sua volta ucciso nel giugno 2006 in Baviera dopo aver fatto parlare di sé per alcune settimane con le sue scampagnate.
L'altro fratello JJ2, ribattezzato Lumpaz (Monello, in romancio) dal "SonntagsBlick" dopo un sondaggio tra i lettori, aveva fatto la sua apparizione in Val Monastero e nella Bassa Engadina nell'estate 2005, dopo di che se ne erano perse le tracce.