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VICTORIA - La Columbia Britannica ha vissuto, in questi ultimi mesi, tutto e il suo contrario. Si parla, ovviamente, del clima e delle sue declinazioni più estreme, con le quali tutta la popolazione della provincia canadese ha dovuto fare i conti. Il soffio infernale del caldo, all'alba dell'estate, e ora le piogge torrenziale in questi giorni di centralissimo autunno.
I momenti che sono stati immortalati in altrettante fotografie nell'ultima settimana parlano con le proprie corde vocali. La casa monofamiliare di Chilliwack che sembra sorgere al centro di un lago, con il livello dell'acqua che le arriva letteralmente "alle ginocchia". L'allevatore che, in sella a una moto d'acqua, porta al sicuro una mucca immersa nell'acqua fino al collo (con l'aiuto di un grosso guinzaglio) nella sommersa Abbotsford. E poi ci sono le strade, dilaniate e ridotte a brandelli dall'impeto delle frane e dal passaggio delle colate di fango, che han trascinato con loro alberi, auto e detriti, lasciandosi almeno quattro vittime alle spalle. Un bilancio che, con i team di soccorsi ancora impegnati, è (purtroppo) tutt'altro che definitivo.
Facciamo ora scorrere all'indietro le pagine del calendario. Non di molto. Si torna al mese di giugno scorso; in particolare ai suoi ultimi giorni, in cui - sempre restando nella provincia canadese - il caldo ha bruciato in rapidissima sequenza una serie di primati. Il primo ad andare in fiamme durava da quasi 84 anni, ovvero da quel 5 luglio del 1937 in cui i termometri si fermarono a quota 45 gradi. I due record che lo hanno seguito hanno invece avuto vita più breve. L'ondata rovente che ha travolto il Canada occidentale ha alzato l'asticella per tre giorni consecutivi, culminando con quei 49.6 gradi messi a referto nella cittadina di Lytton, il piccolo epicentro di quella spirale bollente. La quiete fu molto breve. Dopo il caldo arrivò il turno dei temporali estivi e dei numerosi incendi che, innescati dai cieli, trovarono a terra le "condizioni ideali" per guadagnare rapidamente campo.
Decine di migliaia di ettari di vegetazione sono andati in fumo. La violenza dei roghi ha lasciato sul suo percorso una scia di terreni aridi e secchi; quindi orfani di quelle proprietà che la natura equipaggia di default per garantire una prima linea di difesa a contrasto dei fenomeni meteorologici più intensi. Segnata da queste gravi cicatrici estive, la Columbia Britannica si è ritrovata completamente alla mercé delle ultime piogge torrenziali. All'angolo, sul "ring" del cambiamento climatico.
La Columbia Britannica ha vissuto, in questi ultimi mesi, tutto e il suo contrario. Si parla, ovviamente, del clima e delle sue declinazioni più estreme, con le quali tutta la popolazione della provincia canadese ha dovuto fare i conti. Il soffio infernale del caldo, all'alba dell'estate, e ora le piogge torrenziale in questi giorni di centralissimo autunno.