Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01248.jsonl.gz/991

Questa mattina è iniziato al Tribunale penale federale, davanti alla Pretura penale, il processo ai quattro giornalisti del Caffé. Il decreto d'accusa del pp Antonio Perugini, emesso dopo la querela inoltrata dalla Clinica Sant'Anna, ha contestato loro i reati di "ripetuta diffamazione" e, per il direttore della testata, anche di "concorrenza sleale" per una serie di articoli sul caso che ha coinvolto il dottor Piercarlo Rey, attivo nella clinica in questione all'epoca dei fatti (l'asportazione dei seni di una paziente per errore).
Gli imputati hanno affermato di "non aver mai avuto altri obiettivi al di fuori di quelli giornalistici, cioè di chiedersi come sia potuto esser stato possibile che nel 2014, in una clinica svizzera, sia potuto avvenire un'errore così grave come quello dello scambio di un paziente". Hanno anche dichiarato di "aver svolto un'inchiesta, nella quale legittimamente abbiamo sollevato punti interrogativi. Partendo da una dichiarazione del giudice Mauro Ermani che, nella veste di Presidente della Commissione sanitaria di vigilanza dichiarò che ‘nella struttura i medici operano come acrobati senza rete di protezione’. Dichiarazione già pubblicata dal quotidiano laRegione".
Presenti in aula numerosi colleghi ed ex colleghi dei quattro giornalisti. Tra di loro, l'ex Presidente del Consiglio della stampa, Enrico Morresi, e Ruben Rossello, presidente dell'Associazione ticinese dei giornalisti.