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Lo scorso mese di agosto, sette studenti della Scuola superiore per l’agricoltura (CAU) di Pechino, sotto l’egida dei professori Wenlian Wu e Yuhui Qiao, sono tornati sul banco di scuola presso l’istituto FiBL per due settimane. L’obiettivo delle lezioni impartite dagli scienziati dell’istituto FiBL era quello di approfondire le conoscenze sull’agricoltura biologica. La preparazione degli studenti cinesi era impeccabile: all’università CAU avevano già studiato agricoltura biologica per diversi semestri e hanno colto l’occasione per presentare i temi dei loro progetti di master e delle tesi di dottorato. Il dottorando Huayang Zhen, ad esempio, ha presentato i primi risultati del bilancio ecologico di 20 aziende di orticoltura cinesi: il biologico rispetto all’agricoltura solidale (con collaborazione congiunta tra agricoltori e consumatori) e alle aziende convenzionali. Durante le serate, gli studenti hanno inoltre elaborato domande critiche come: il biologico può nutrire la Cina? L’agricoltura bio-dinamica è compatibile con la cultura e tradizione cinese? Quale tipo d’innovazione è introducibile nell’agricoltura biologica in un paese infatuato della tecnologia come la Cina?