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Un comitato economico ha presentato giovedì le sue ragioni a sostegno dell'estensione dell'accordo di libera circolazione delle persone con l'UE alla Romania e alla Bulgaria, sulla quale gli svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi il prossimo 8 febbraio.Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2008 - 16:00
Votare 'no' a significherebbe mettere in serio pericolo tutto il primo pacchetto di accordi bilaterali.
Questi sono importanti per le imprese svizzere e se dovessero venire a cadere molti posti di lavoro sarebbero minacciati, ha sottolineato il "comitato economico per i bilaterali", costituito in vista della votazione federale dell'8 febbraio.
In una nota, il comitato afferma di aver già raccolto le adesioni di 250 imprenditori e di grosse associazioni padronali, fra cui la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) e Swissmem (industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica).
Secondo il comitato, la via bilaterale ha dato finora buoni frutti. In questa difficile momento congiunturale – sostiene – avere condizioni quadro stabili e poter accedere senza ostacoli al più grande mercato d'esportazione è primordiale per la Svizzera.
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