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Il Nuovo movimento europeo svizzero rilancia la questione dell'adesione della Svizzera allo spazio di Schengen. E continuerà a battersi per l'integrazione europea.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2001 - 18:33
A quasi otto mesi dal siluramento dell'iniziativa popolare «Sì all'Europa!», il Nuovo movimento europeo svizzero (NUMES) vuole continuare a interpretare un ruolo politico. Si è impegnato martedì a Berna in favore dell'adesione della Svizzera agli accordi di Schengen e di Dublino.
Anche la crisi della Swissair prova la necessità d'integrazione nell'Unione europea (UE), ha spiegato il consigliere nazionale e presidente del NUMES Marc Suter (PLR/BE). Questa «catastrofe finanziaria» è la conseguenza del «No» allo Spazio economico europeo (SSE), ha asserito. A suo modo di vedere non è escluso che tra cinque o sei anni, la nuova compagnia aderisca a una compagnia europea.
Gli attentati dell'11 settembre negli Stati Uniti mostrano i vantaggi di una partecipazione agli accordi di Schengen e Dublino, ha aggiunto la consigliera nazionale Regine Aeppli (PS/ZH). La risposta agli atti di terrorismo e al crimine organizzato esige soluzioni transfrontaliere e una politica di sicurezza comune. «La cooperazione - ha detto - è più vantaggiosa dell'isolamento».
Regine Aeppli si è invece detta alquanto scettica verso il Sistema informatizzato di Schengen (SIS), che collega tutti i paesi alla stessa banca dati. Secondo Aeppli, «l'UE deve armonizzare il suo sistema al livello svizzero». A ogni modo, per il NUMES un semplice trattato d'associazione agli accordi di Schengen e Dublino non sostituirà l'integrazione europea.
Il movimento continuerà dunque a battersi per il conseguimento di quest'obiettivo, soprattutto ora che il deficit provocato dalla campagna per l'iniziativa «Sì all'Europa!» è stato colmato, ha precisato il vicepresidente François Cherix. All'indomani della votazione, NUMES registrava un deficit di 300 000 franchi.
swissinfo e agenzie
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