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Salario, gravidanza e maternità sono ancora fattori di discriminazione della donna in Svizzera a 20 anni dall'entrata in vigore della legge federale sulla parità dei sessi (LPar).
È quanto emerge da uno studio pubblicato oggi che analizza 200 decisioni giudiziarie emesse tra il 2004 e il 2015.
Dall'ultima analisi condotta nel 2005 in occasione del decimo anniversario della LPar, si constata ancora oggi come "i problemi di applicazione della legge permangano", fa sapere l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo.
La disparità denunciata con maggiore frequenza resta quella salariale. Lo studio rileva inoltre un forte aumento dei casi di discriminazione legati alla gravidanza e alla maternità, senza tuttavia specificare se il fenomeno sia dovuto a un acuirsi delle disuguaglianze di genere oppure se sia riconducibile al fatto che le donne, oggi, sanno difendersi meglio dalle disparità di trattamento.
La LPar, entrata in vigore nel 1996, vieta esplicitamente la discriminazione nei rapporti di lavoro. Il divieto si applica in particolare all'assunzione, alla retribuzione, alle possibilità di formazione, al licenziamento e alle molestie sessuali.
SDA-ATS