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Giustizia
TPF: multa di 3,5 milioni a Falcon Bank, ex CEO prosciolto
Il Tribunale penale federale ha assolto l'ex Ceo della Falcon Private Bank dalle accuse di riciclaggio di denaro qualificato. L'istituto invece è stato condannato al pagamento di una multa di 3,5 milioni di franchi.
È la prima volta che una banca viene condannata in un processo sulla base dell'articolo 102 del Codice penale sulla «responsabilità dell'impresa».
La Falcon Private Bank, quale persona giuridica, era accusata di non aver garantito la separazione delle funzioni e una compliance indipendente, un monitoraggio efficace delle relazioni commerciali a rischio, di non avere evitato conflitti di interessi e di non avere mantenuto un sistema di controllo efficace ed indipendente.
Così facendo ha consentito all'ex CEO di compiere le azioni di riciclaggio contestategli. La banca, ora il liquidazione, dovrà anche versare 7 milioni di franchi a titolo di risarcimento.
La presidente della Corte penale ha dichiarato, durante la lettura della sentenza, che la banca non ha adottato le precauzioni necessarie e ragionevoli per prevenire il riciclaggio di denaro. Tra le altre cose, non c'era una chiara separazione delle funzioni.
Dalla sua introduzione nel 2003, questa è la prima volta che una persona giuridica viene giudicata e condannata da un tribunale per aver violato l'articolo 102 del codice penale.
La sentenza odierna – faceva notare il portale Gotham City già in settembre – avrà un impatto su altre banche svizzere che sono sotto inchiesta per presunte violazioni dello stesso articolo.
A cominciare dal Credit Suisse, il cui processo per il suo ruolo nel caso del re bulgaro della cocaina Evelin Banev dovrebbe iniziare a febbraio, stando al portale specializzato in casi di criminalità economica.
In dubio pro reo
Il 65enne ex Ceo era accusato di aver versato fra gennaio 2012 e febbraio 2016 denaro all'estero per un totale di 133 milioni di euro (139,4 milioni di franchi al cambio attuale). Avrebbe inoltre trasferito 61 milioni di euro a Khadem Al Qubaisi, presidente del consiglio di amministrazione della banca fra il 2009 e il 2011 ed ex amministratore delegato di un fondo sovrano di Abu Dhabi, principale azionista della Falcon Bank.
La Camera penale ritiene che l'ex Ceo sia stato usato da Qubaisi per i suoi fini. La questione centrale era determinare se fosse a conoscenza della provenienza del denaro. C'erano numerosi elementi a discolpa e a carico dell'imputato, ha spiegato la presidente. La corte ha quindi deciso in base al principio di «in dubio pro reo», in altre parole in caso di dubbio l'interessato non può essere condannato.
La settimana scorsa, il Tribunale amministrativo federale ha confermato il divieto di cinque anni di attività dell'ex banchiere imposto dall'Autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari (Finma). L'uomo non può assumere alcuna attività in una posizione esecutiva in una società supervisionata dalla Finma. Il divieto non è ancora legalmente vincolante.
La sentenza non è ancora definitiva e può essere inoltrato appello alla Camera d'appello del Tribunale penale federale.
(Sentenza SK.2020.21 del 15.12.2021)
zs, ats