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Il Consiglio nazionale non intende denunciare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'UE se questa rifiuta di negoziare l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
La Camera del popolo ha infatti bocciato oggi con 122 a 63 una mozione in merito del gruppo UDC.
Secondo Toni Brunner (UDC/SG), dovrebbe ormai essere chiaro che l'articolo 121a della Costituzione federale che chiede di gestire autonomamente l'immigrazione non è compatibile con gli accordi di libera circolazione.
Per il sangallese la volontà della popolazione è evidente: accettando l'iniziativa contro l'immigrazione di massa ha sostenuto che la Svizzera deve controllare l'immigrazione in modo indipendente. Per Brunner sarebbe inoltre possibile continuare con la via bilaterale anche in caso di denuncia dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone.
"Il Consiglio federale ha già adottato un mandato negoziale che è stato approvato dalle commissioni competenti delle due Camere", ha replicato, con successo, la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga. Per negoziare occorre inoltre essere in due, ha precisato la consigliera federale.
Il governo ritiene poi la mozione contraria all'articolo 121a della Costituzione. In esso non c'è infatti alcuna disposizione che impone al governo di denunciare accordi internazionali qualora l'altra parte dovesse rifiutarsi di negoziare. Chi ha approvato l'iniziativa contro l'immigrazione di massa non necessariamente appoggia la rinuncia alla libera circolazione, ha concluso Sommaruga.
SDA-ATS