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Il governo rosso-verde di Berna esaminerà la possibilità di chiudere la centrale di Mühleberg, che potrebbe essere fermata già nel 2012.
L'uscita dal nucleare sarebbe possibile solo se potesse essere garantito un approvvigionamento alternativo di elettricità.
La maggioranza rosso-verde del Cantone di Berna vorrebbe, a medio termine, uscire dalla produzione di energia elettrica nucleare e chiudere la centrale di Mühleberg.
Il governo ha risposto venerdì ad una serie d'interventi parlamentari del gruppo socialista che vorrebbe abbandonare l'atomo. La possibilità di chiudere la centrale di Mühleberg già nel 2012 verrà presa in considerazione.
Nella sua risposta il governo bernese dice però chiaramente che il momento della chiusura dipende ancora da numerosi fattori. È legato ad esempio alla decisione federale sulla proroga dell'autorizzazione dello sfruttamento della centrale.
Inoltre prima che la centrale possa essere chiusa deve essere assicurato l'approvvigionamento alternativo dell'elettricità, grazie a centrali termiche o a gas.
L'opzione nucleare
Una riserva importante era stata avanzata dal parlamento bernese lo scorso novembre: l'opzione dell'energia nucleare deve poter restare aperta, anche dopo la chiusura della centrale di Mühleberg.
Il permesso di sfruttamento della centrale termina infatti nel 2012 e la Confederazione, che è responsabile della sicurezza delle centrali nucleari, non ha ancora accordato l'autorizzazione permanente richiesta dal gestore della centrale, BKW.
La centrale di Mühleberg ha registrato nel 2006 una produzione pari a 2,99 miliardi di chilowattora (kWh). Si tratta del secondo miglior risultato, dall'entrata in funzione dell'impianto nel 1972.
Nel corso dell'anno non vi sono stati incidenti, ma la produzione ha dovuto essere ridotta tra giugno e luglio a causa delle condizioni climatiche. Nel 2007, la BKW intende continuare l'opera di ammodernamento dell'impianto, situato a circa 14 chilometri ad ovest della capitale.
Il futuro energetico
Secondo un rapporto pubblicato lo scorso autunno e redatto dall'ex consigliera di Stato bernese Doris Schaer-Born, il futuro energetico della Svizzera passa attraverso l'incremento dell'efficienza energetica e l'uso di energie rinnovabili. Lo studio sintetizzava tre anni di lavoro in seno al «Forum prospettive energetiche 2035», voluto dalla Confederazione.
Il rapporto, elogiato dagli ecologisti ma criticato dagli ambienti economici, diceva che la Svizzera avrà ancora bisogno dell'energia nucleare, ma che non dovrebbero essere costruite nuove centrali.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
La Svizzera ha 5 centrali nucleari.
Beznau I e II sono entrate in funzione nel 1969 e nel 1972.
Mühleberg nel 1972.
Gösgen nel 1978.
Leibstadt nel 1984.
L'energia nucleare copre il 38% della produzione nazionale di elettricità (media annuale).
In inverno arriva anche a 45%.
In Europa la media è del 33%.
Le 5 centrali producono in totale 3,2 gigawatts.
In breve
L'autorizzazione per lo sfruttamento della centrale nucleare di Mühleberg (Berna) dura fino al 2012.
Nel 2006 la centrale ha prodotto 2,99 miliardi di kWh, il secondo miglior risultato dalla sua entrata in funzione.
L'azienda elettrica gestrice, BKW, non esclude la possibilità di costruire una seconda centrale, per coprire il fabbisogno.
Nel 2005 gli svizzeri hanno votato contro una moratoria di dieci anni per la costruzione di nuove centrali nucleari.