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Il Ps chiede un tetto del 10% del reddito familiare. La Commissione sanità del Nazionale propone un controprogetto
BERNA - La Confederazione e i cantoni dovrebbero ridurre di ulteriori 2,2 miliardi di franchi i costi a carico della famiglie per i premi malattia. Lo prevede il controprogetto all'iniziativa del Partito socialista per premi meno onerosi, adottato dalla Commissione della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) per 16 voti a 9.
L'iniziativa del PS chiede che i premi dell'assicurazione malattie obbligatoria non superino il 10% del reddito disponibile. A tale scopo, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero contribuire in misura maggiore alla riduzione dei premi.
La riduzione individuale dei premi (RIP) dovrebbe essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e il resto dai Cantoni. Se l'iniziativa venisse accettata, il costo aggiuntivo per la Confederazione ammonterebbe a 3,6 miliardi di franchi nel 2024, una somma che Berna giudica eccessiva. Nel 2020, per esempio, il contributo della Confederazione alla riduzione dei premi è stato di 2,9 miliardi di franchi, quello dei Cantoni di 2,6 miliardi. Tuttavia, i contributi dei Cantoni sono estremamente variabili, poiché rappresentano tra il 12 e il 67% del totale.
Il controprogetto dell'esecutivo chiede a tutti i Cantoni di destinare alla riduzione dei premi un importo corrispondente a una percentuale minima dei costi lordi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) generati dagli assicurati domiciliati sul proprio territorio. La percentuale dipenderà da quanto graveranno i premi sul 40% degli assicurati con il reddito minore. Il contributo federale, già vincolato ai costi, resterà invece invariato. Insomma, i cantoni dovrebbero versare più di adesso.
La CSSS-N, che ha raccomandato di respingere l'iniziativa favore del controprogetto, ha emendato in alcuni punti il disegno del Consiglio federale, indica una nota odierna dei servizi parlamentari. In primo luogo, se i Cantoni sono tenuti a impegnare un importo complessivo minimo per la riduzione dei premi, devono però anche poter computare gli atti di carenza di beni che assumono per premi non pagati e partecipazioni ai costi.
In secondo luogo, la Confederazione e i Cantoni devono finanziare separatamente le riduzioni dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari (PC).
Il modello del governo costerebbe ai Cantoni 490 milioni di franchi in più (base di dati 2020) dei quali, secondo la proposta della maggioranza della CSSS-N, potrebbero utilizzare 380 milioni per l'assunzione degli atti di carenza di beni.
Il finanziamento separato dei premi dei beneficiari di PC costerebbe alla Confederazione altri 1,3 miliardi e ai Cantoni altri 800 milioni. Complessivamente, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero quindi spendere circa 2,2 miliardi in più.
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