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Gelson Fernandes ha partecipato a tre fasi finali di Coppa del Mondo e a due Europei. Ora il 34enne, per aiutare la Svizzera, può solo incrociare le dita sul divano di casa. L'ex centrocampista si è intrattenuto con blue Sport per un'intervista esclusiva dove ha parlato del suo gol contro la Spagna nel 2010, di Vladimir Petkovic e anche delle ambizioni della Svizzera a questo campionato europeo.
Gelson Fernandes, per la prima volta dopo il 2006 la Svizzera gioca un grande torneo internazionale senza di te. Com'è la sensazione a dover rimanere a casa seduti davanti alla TV come un normale tifoso?
Non sarà facile. Penso che sarà molto emozionante. È la prima volta che vivo un torneo in questa maniera, ma non vedo l'ora.
Nel 2008 e nel 2010 facevi parte dell'undici titolare. Nel 2014 e nel 2016 hai avuto un ruolo secondario. Nel 2018 non hai giocato nemmeno un minuto. Come ci si sente ad essere ad un torneo così importante e non poter scendere in campo?
Sai di essere uno dei 23 migliori giocatori della Svizzera e partecipi a questo torneo per dare tutto e aiutare la squadra. Purtroppo non tutti possono giocare, in campo possono entrare solo 11 giocatori. Il tuo ego deve passare in secondo piano. Con l'esperienza diventa comunque più facile gestire anche le situazioni in cui speravi di giocare di più.
Hai giocato 67 partite con la Svizzera. Ma la maggior parte dei tifosi ti ricorda principalmente per il gol decisivo siglato contro la Spagna ai Mondiali del 2010. È stato il momento più bello della tua carriera?
È stato di sicuro un grande momento, ma probabilmente non il più bello. Il mio momento clou in maglia rossocrociata è stato chiaramente la partita degli ottavi di finale dei Mondiali del 2014 contro l'Argentina. Anche se alla fine abbiamo perso, noi abbiamo lottato, dando un gran filo da torcere ad una Nazionale stellare capitanata da Lionel Messi. Abbiamo fatto sognare tante persone, è stato incredibile.
Nella Coppa del Mondo del 2014 la Svizzera è quasi arrivata ai quarti di finale. Nel 2010 l'avventura è terminata alla fase a gironi nonostante la vittoria contro la Spagna, futura regina della competizione. Cosa era andato storto?
Anche in quel caso siamo stati molto sfortunati, soprattutto nella partita contro il Cile (la Svizzera ha perso 1-0 ndr.). Valon Behrami è stato espulso dopo una decisione controversa dell'arbitro, e i cileni potevano contare su una buona squadra e un allenatore eccellente come Marcelo Bielsa. Nell'ultima partita potevamo ancora qualificarci, ma abbiamo gettato una grande occasione alle ortiche con il pareggio di 0-0 contro l'Honduras.
Cosa serve ad una squadra per avere successo in una Coppa del Mondo o in un EURO?
A livello di rosa, in generale si ha bisogno di un buon mix di giocatori esperti e giovani rampanti. Molto importante è però anche la mentalità del gruppo. Si rimane per diverse settimane tutti assieme, non c'è spazio per litigi o controversie. L'atmosfera all'interno della squadra è fondamentale.
In un torneo come questo l'allenatore Vladimir Petkovic quali libertà lascia ai suoi giocatori ?
Il Mister ci ha sempre dato molta libertà fuori dal campo. Ovviamente non potevamo uscire e fare festa, siamo sempre stati molto professionali e in gran parte del tempo libero ci siamo presi cura di noi stessi.
La Nazionale svizzera di oggi è migliore rispetto a quella di tre anni fa in Russia?
Credo di si. Ora la squadra ha più esperienza e davvero molta qualità. Sommer, Akanji, Xhaka e Shaqiri sono molto importanti, ma alla fine l'intera rosa è di ottimo livello. Secondo me l'unica cosa che ci manca è un giocatore che sappia saltare l'uomo e decidere le partite da solo. In ogni caso sarà la squadra a fare la differenza, non i singoli giocatori.
Potrebbe essere addirittura la miglior Nazionale svizzera di sempre?
Può essere, ma sta ai giocatori confermarlo sul campo. Io sono sicuro che giocheranno un buon torneo.
Dove pensi possa arrivare la Nazionale a questo Europeo?
Inizialmente deve superare la fase a gironi, poi tutto è possibile.
Anche vincere il torneo?
Lo spero. Non vedo nessuna grande favorita.