Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01178.jsonl.gz/1305

BRUXELLES - Le misure messe in atto per limitare la diffusione del coronavirus hanno portato anche un calo significativo dell'inquinamento atmosferico.
Secondo un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea), nell'ultimo mese la riduzione del biossido di azoto (NO2) nell'aria è stata del 37%. Questo porta a una diminuzione delle morti legate allo smog fino a 11mila persone in tutta Europa.
Gli effetti del lockdown - Il centro con sede a Helkinsi ha rilevato nel suo studio che il particolato (PM10) è calato mediamente del 12% nel continente europeo. La conclusione è che siamo di fronte a un miglioramento della qualità dell'aria dovuto al lockdown imposto in modo più o meno severo nella stragrande maggioranza delle nazioni in Europa. «Questo effetto» si legge nell'analisi «deriva dal fatto che la produzione di energia dal carbone è diminuita del 37% e il consumo di petrolio di circa un terzo. La combustione di carbone e petrolio sono la principale fonte d'inquinamento da NO2 e da particolato in Europa».
Altri vantaggi e il legame con la pandemia - La situazione analizzata, sempre secondo il Crea, avrebbe evitato «1,3 milioni di giorni in meno di assenza dal lavoro, 6.000 nuovi casi di asma nei bambini, 1.900 visite al pronto soccorso evitate a causa di attacchi di asma e 600 nascite pretermine in meno». Non solo: i ricercatori affermano che «l'analisi dell'impatto sulla salute evidenzia come, indipendentemente dal miglioramento della qualità dell'aria, l'inquinamento atmosferico stia contribuendo al carico sul sistema sanitario al momento dell'epidemia». Non si parla del legame diretto tra polveri fini e virus, al centro di molte discussioni nella comunità scientifica, ma al Crea fanno questa considerazione: «A causa dell'inquinamento atmosferico ci sono più persone che soffrono di condizioni preesistenti che le rendono più vulnerabili alla malattia e più persone che necessitano di un trattamento» per svariate patologie, dall'asma all'ictus e al diabete, «mentre il sistema è sovraccarico».
I dati svizzeri - Il Crea ha esaminato anche la situazione in Svizzera e ha rilevato che il biossido di azoto è calato del 27%, mentre le PM10 sono salite del 4%. È la crescita più elevata in Europa e il solo dato con segno più insieme all'Ungheria, ma che si ferma al 3%.
Co2 giù dell'8% - Secondo i calcoli dell'Agenzia internazionale per l'energia, le emissioni di Co2 scenderanno dell'8% nel mondo. È la diretta conseguenza delle misure messe in atto su scala planetaria per combattere la pandemia di coronavirus.
Le misure messe in atto per limitare la diffusione del coronavirus hanno portato anche un calo significativo dell'inquinamento atmosferico.