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ATENE - Domani la Grecia uscirà dall'ultimo dei piani di aiuto economico, ma per il governatore della Banca centrale ellenica Yannis Stournaras il Paese ha ancora «molta strada da fare» per rettificare gli squilibri della propria economia e il funzionamento della pubblica amministrazione.
Stournaras, intervistato dal giornale di Atene Kathimerini, nota come le dolorose riforme imposte dai creditori internazionali in cambio di fondi abbiano finalmente affrontato problemi come il deficit, la competitività in termini di costo del lavoro, migliorato la gestione delle banche e liberalizzato il mercato del lavoro. Ma, aggiunge, restano grandi problemi come l'alto debito pubblico, la disoccupazione ancora elevatissima, la 'fuga dei cervelli' e una burocrazia ancora inefficiente.
Per il governatore «non si deve tornare indietro» sugli impegni presi con i creditori nel corso dei tre "bailout", altrimenti i mercati - sui quali Atene dovrà ora contare per vendere i suoi bond e rifinanziare il debito dopo quasi nove anni di crisi - «abbandoneranno» la Grecia. E questo, spiega, è particolarmente pericoloso perché «se c'è una forte turbolenza internazionale, sia in Italia, sia in Turchia, o nell'economia globale, noi affronteremo difficoltà a rivolgersi ai mercati, dato che il coefficiente di sensibilità dei titoli di stato greci resta alto».