Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/165973

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di preparare, in collaborazione con i cantoni e gli altri attori coinvolti, un piano d'azione nazionale per attenuare il "divario digitale" ("digital divide"), al fine di ridurre le disparità in materia di accesso ai beni e ai servizi digitali, soprattutto in base:</p><p>1. all'età;</p><p>2. alla situazione sociale;</p><p>3. alla qualità della copertura (fissa e mobile);</p><p>4. alla sicurezza informatica.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è cosciente dell'importanza fondamentale che la crescente digitalizzazione riveste negli ambiti della nostra vita quotidiana. Per far fronte alle sfide che ne risultano e nell'intento di ridurre le disparità all'accesso dei beni e servizi digitali, ha attuato diverse misure in seno all'amministrazione federale:</p><p>Su incarico del Consiglio federale, il comitato interdipartimentale Società dell'informazione (CI SI) ha steso, coadiuvato da esperti interni ed esterni alla Confederazione, la nuova Strategia Svizzera digitale. Questa è stata adottata il 20 aprile 2016 dal Consiglio federale. Tra gli obiettivi principali figurano le pari opportunità e la partecipazione di tutti al mondo digitale. Per attuare questa strategia, il Consiglio federale aspira a creare le condizioni affinché tutti gli abitanti della Svizzera dispongano, a costi contenuti, di un accesso equo, libero e senza discriminazioni a un'infrastruttura di rete di elevata qualità e a contenuti, servizi e applicazioni innovativi. La strategia funge pertanto anche da piano d'azione nazionale per ridurre il divario digitale, come richiesto dall'autore della presente mozione. Le seguenti attività fanno parte della realizzazione della strategia:</p><p>1. L'evoluzione tecnologica si riflette negli apparecchi, nelle applicazioni e nei servizi innovativi. Gli utenti richiedono servizi mobili a banda larga disponibili in ogni momento e luogo. Nel raffronto internazionale sulla disponibilità e l'utilizzo dei collegamenti a banda larga, la Svizzera si colloca tra i primi ranghi (tra i primi cinque dei Paesi OCSE). L'ampliamento della rete è dettato principalmente dalle forze di mercato. Il Consiglio federale si impegna comunque a rendere le nuove risorse di frequenze disponibili sul mercato e, se necessario, ad adeguare gli strumenti normativi esistenti.</p><p>2. Per quanto concerne i divari digitali a causa dell'età e della situazione sociale, la Confederazione sostiene l'attuazione di soluzioni e tecnologie di assistenza, adattate alle necessità delle persone anziane e disabili, analogamente al programma europeo "Domotica per categorie deboli" (Active and Assisted Living Programme). È di primaria importanza che lo sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) tenga conto delle esigenze di queste persone.</p><p>3. Dall'entrata in vigore della legge sui disabili nel 2004, la Confederazione è tenuta ad adeguare i propri siti Internet in modo che siano accessibili a tutti, in particolare anche alle persone di una certa età e ai disabili. Con il piano d'azione sull'accessibilità elettronica, essa intende non soltanto colmare le ultime lacune ma anche conformarsi alle norme previste dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, entrata in vigore in Svizzera nel maggio del 2014.</p><p>4. Nel giugno del 2014, le Camere federali hanno adottato la legge sulla formazione continua. Questa legge attua il mandato costituzionale del 2006, inquadrando la formazione continua nel sistema formativo svizzero e fissandone i principi fondamentali. Disciplina inoltre la promozione dell'acquisizione e del mantenimento delle competenze di base degli adulti, tra cui rientrano anche le conoscenze di base nel settore delle TIC.</p><p>5. Per quanto concerne la questione della sicurezza informatica, spesso legata alla protezione della sfera privata e dei dati degli utenti, il Consiglio federale ha istituito, in adempimento della mozione Rechsteiner Paul 13.3841, un gruppo di esperti che al momento sta valutando il futuro del trattamento e della sicurezza dei dati. D'altronde, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di esaminare le misure legali che permettono di rinforzare la protezione dei dati al fine di tenere in dovuta considerazione la rapida evoluzione delle tecnologie e della società. Il DFGP ha informato il Consiglio federale nella primavera del 2015 sull'esito di questi lavori e gli sottoporrà nel 2016 un progetto di consultazione concernente la revisione della legge federale sulla protezione dei dati. Inoltre, poiché la protezione delle infrastrutture dell'informazione e della comunicazione riveste un interesse nazionale per la Svizzera, nel 2012 il Consiglio federale ha deciso di varare la strategia nazionale per la protezione contro i rischi informatici che prevede delle misure da attuare entro il 2017.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.