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L’Accordo di libero scambio Svizzera-UE del 1972 liberalizza il commercio dei beni industriali e regola quello dei prodotti agricoli trasformati. Il Comitato misto gestisce l’Accordo, la cui importanza per i rapporti economici è stata sottolineata da entrambe le delegazioni, e vigila sul suo funzionamento. Lo scambio commerciale Svizzera-UE ha raggiunto nel 2009 un volume di circa 240 miliardi di franchi, il che corrisponde a un calo di circa il 15 % rispetto al 2008.
Per quanto riguarda l’accesso al mercato, la Svizzera ha menzionato diverse difficoltà nel commercio di beni industriali con l’UE. Ha destato preoccupazione, in particolare, un progetto legislativo dell’UE che comporterebbe l’obbligo di indicare la provenienza al momento di importare determinati prodotti nell’Unione europea. Ciò complicherebbe la vendita di prodotti svizzeri nell’UE. La Confederazione ha inoltre criticato una nuova misura adottata dall’Italia per impedire le frodi in materia di imposta sul valore aggiunto, secondo la quale dall’inizio di novembre 2010 le ditte italiane devono dimostrare che i loro partner commerciali in Svizzera sono annunciati correttamente presso un’autorità fiscale. Il conseguente onere burocratico allontana molti importatori della vicina penisola, che rinunciano a entrare in affari con la Svizzera. L’UE ha predisposto un esame di questo problema. Entrambe le parti sono state d’accordo nell’affermare che la libera circolazione delle merci aumenta il benessere reciproco e che nel limite del possibile vanno evitati provvedimenti che limitano il commercio. La Svizzera e l’UE hanno ribadito il loro impegno affinché l’applicazione dell’Accordo di libero scambio sia ottimale.
Un altro argomento affrontato nel corso della seduta è stato il commercio di prodotti agricoli trasformati. Nel quadro dell’importazione e dell’esportazione di questi prodotti, il Comitato misto esamina e all’occorrenza adegua i prezzi di riferimento determinanti per la compensazione delle fluttuazioni di prezzo. Nel 2010, i prezzi di riferimento sono già stati adeguati una volta. Gli esperti stanno preparando un nuovo adeguamento per il 1° febbraio 2011.
La Svizzera e l’UE hanno poi passato in rassegna i vari sviluppi in materia doganale. La Confederazione ha chiesto ragguagli sullo stato del protocollo regionale sulle regole d’origine comuni (protocollo Pan-Euromed) che dovrebbe ulteriormente agevolare il commercio tra l’Europa, l’area del Mediterraneo e i Balcani occidentali, e ha messo in risalto le difficoltà nell’importazione di semilavorati metallici in Italia determinate dalle nuove direttive di controllo.
La delegazione svizzera era guidata dall'Ambassadore Jacques de Watteville, capo della Missione della Svizzera presso l'UE. La delegazione dell'UE era guidata da Gianluca Grippa, capo unità RELEX.
Il prossimo incontro del Comitato misto per l’Accordo di libero scambio si terrà verosimilmente nell’autunno 2011 a Bruxelles.
Indirizzo per domande:
Sabrina Dallafior, Missione svizzera presso l'UE, tel. +32 2 286 13 04
Tilman Renz, Ufficio dell’integrazione DFAE/DFE, tel. +41 31 322 26 40