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La popolazione vuole continuare a garantire la difesa dello spazio aereo svizzero? È a questa domanda che i cittadini dovranno verosimilmente rispondere in votazione popolare nel 2020. Il Consiglio federale chiederà infatti al Parlamento di considerare il progetto da 8 miliardi per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra aria, di "ampia portata", affinché possa essere attaccabile mediante referendum. Si tratterà quindi di, eventualmente, approvare il rinnovo di tutta flotta aerea, senza sapere quali e quanti caccia (e sistemi di difesa aerea al suolo) il governo intende acquistare.
Il Programma Air2030 verrà sottoposto al Parlamento sotto forma di una decisione programmatica. Secondo la legge sul Parlamento, le decisioni programmatiche sono decisioni preliminari che indicano come determinati obiettivi debbano essere perseguiti: se risultano di ampia portata, esse sono soggette a referendum.
L'ampia portata è data, indica una nota odierna del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddps), "dall'importanza fondamentale della protezione e della difesa dello spazio aereo per la sicurezza della Svizzera e dal considerevole onere finanziario per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo". In tale contesto, i nuovi aerei da combattimento e un nuovo sistema di difesa terra-aria saranno presentati come un pacchetto di difesa aerea. L'acquisto degli F/A-18 (1993) e la proposta di acquisto dei Gripen (2014) erano già stati oggetto di votazioni popolari.
Nel suo comunicato il DDPS rammenta l'importanza di questo progetto per la sicurezza del Paese: gli aerei da combattimento F/A-18 raggiungeranno la fine del periodo di utilizzazione nel 2030, mentre già ora i rimanenti Tiger F-5 possono essere impiegati solo di giorno e col bel tempo. Anche i sistemi di difesa terra-aria (Rapier, Stinger e DCA media) giungeranno prossimamente al termine della loro durata di utilizzazione.
Il progetto verrà sottoposto al Parlamento probabilmente l'estate dell'anno prossimo. Se verrà lanciato un referendum, si potrebbe quindi andare a votare nella prima metà del 2020. Agendo in questo modo, s'intende fare chiarezza in fretta evitando lavori di pianificazione inutili. In seguito il Consiglio federale potrebbe proporre l'acquisto al Parlamento verosimilmente col messaggio sull'esercito 2022. Non è quindi escluso che i cittadini saranno chiamati nouvamente alle urne quando si saprà quanti e quali aerei da combattimento intende acquistare il governo.