Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/253651

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a valutare come sfruttare maggiormente il calore residuo degli impianti che ne producono molto (per esempio i centri dati).</p><p>In tale contesto occorre in particolare valutare</p><p>1. un obbligo di sfruttamento del calore residuo a partire da determinati valori;</p><p>2. un'iscrizione nel piano direttore;</p><p>3. una pianificazione "positiva" per quanto concerne l'energia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale sostiene in linea di principio la proposta di sfruttare il calore residuo, ove ciò sia tecnicamente possibile ed economicamente sensato. Utilizzando questo calore per riscaldare, si risparmiano petrolio, gas ed elettricità. Per sfruttare il calore residuo servono, oltre ai produttori e ai consumatori, anche e soprattutto reti termiche. Nel dicembre 2021 il Consiglio federale ha illustrato in un rapporto redatto in adempimento del postulato 19.4051 del Gruppo liberale radicale il potenziale degli impianti di teleriscaldamento e teleraffreddamento.</p><p>Quanto più vicini sono la produzione e il consumo di calore residuo e quanto più l'offerta di calore corrisponde alla domanda, tanto maggiore è il risparmio. In questo senso la pianificazione territoriale può contribuire a un'ottimizzazione della situazione.</p><p>Lo sfruttamento del calore residuo e le reti termiche interessano gli ambiti di competenza della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. Ai Cantoni spettano le principali competenze in materia di pianificazione territoriale e di diritto edilizio, fermo restando che possono delegare parte dei compiti ai Comuni. La Confederazione può, in particolare, introdurre strumenti di promozione o stabilire norme di protezione ambientale per lo sfruttamento delle fonti energetiche. Essa funge inoltre da modello sfruttando il calore residuo dei propri centri di calcolo. Tuttavia, le sue competenze in ambito energetico sono fortemente limitate. Il settore degli edifici rimane sostanzialmente di competenza dei Cantoni (cfr. art. 89 cpv. 4 Cost.).</p><p>Per mancanza di una base costituzionale corrispondente la Confederazione non può imporre l'obbligo di sfruttare il calore residuo. La costruzione e l'esercizio delle infrastrutture corrispondenti sono disciplinati dai Cantoni. La parte volontaria dei modelli di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC) prevede già lo sfruttamento parziale del calore residuo non evitabile, quando ciò sia possibile tecnicamente e sensato dal punto di vista economico. Il Consiglio federale raccomanda ai Cantoni di adottare queste norme volontarie. Il diritto federale non prevede un obbligo esplicito di pianificazione energetica. Il compito principale della Confederazione consiste nel fornire alle città e ai Comuni che non dispongono ancora di una tale pianificazione i finanziamenti e le basi necessarie per elaborarla.</p><p>Nel febbraio 2022 la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno firmato una Carta per accelerare congiuntamente l'ampliamento delle reti termiche. I firmatari della Carta si sono prefissi l'obiettivo di aumentare l'offerta di calore delle reti termiche, passando dai 6 terawattora del 2020 a un +33 per cento entro il 2030 e a un +50 per cento entro il 2050.</p><p>Infine, nell'ottica della pianificazione territoriale il Consiglio federale non ritiene prioritaria per il piano direttore una pianificazione "positiva". La sfruttamento del calore residuo dipende principalmente dalla configurazione del singolo caso, il che complica una tale pianificazione "positiva". Al di là dei consueti contatti tra la Confederazione e i Cantoni, il Consiglio federale non vede alcuna necessità d'intervento.</p><p>Per le ragioni suesposte il Collegio propone di respingere il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.