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La donna è stata attaccata dal serpente domenica mentre lavorava in una piantagione di gomma sull'isola di Sumatra.
GIACARTA - Data per dispersa domenica sera, una donna indonesiana di 54 anni è stata ritrovata morta soltanto lunedì pomeriggio nello stomaco di un pitone di sette metri.
La donna è andata a lavorare come ogni mattina in un piantagione di gomma sull’isola di Sumatra e non è più tornata. Il marito ha lanciato l’allarme della scomparsa la sera stessa, ma soltanto lunedì mattina è stato avvistato il pitone. I primi indizi sono stati i sandali e il velo, oltre agli strumenti di lavoro, ritrovati nella piantagione.
«Una squadra di sicurezza assieme ai residenti dell’isola hanno iniziato subito le ricerche. Dopo aver trovato il pitone, abbiamo estratto il corpo della vittima dal suo stomaco», ha raccontato ai media locali il capo della polizia.
I pitoni in genere mangiano animali più piccoli ingoiando il loro cibo intero. I casi di esseri umani sono molto rari. Nel 2018, una donna era stata inghiottita da un pitone gigante sull'isola di Muna, al largo di Sulawesi. Era scomparsa nel suo giardino che confinava con una scogliera rocciosa. Una zona dove era risaputo che numerosi serpenti vivevano nelle caverne.
Un anno prima invece è stato un contadino a subire la stessa sorte ucciso e inghiottito da un altro pitone gigante nel villaggio di Salubiro, sull'isola di Sulawesi.
Un numero molto maggiore di persone subisce invece morsi di serpente. Ogni anno ci sono circa 5,4 milioni casi di morsi, di cui quasi due milioni portano ad avvelenamento, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. I bambini e i lavoratori agricoli nelle comunità rurali più povere corrono i rischi maggiori.