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È una reazione di chiusura quella delle Ferriere Cattaneo di Giubiasco al "no" espresso ieri (lunedì) all'unanimità dall'assemblea del personale, che ha rifiutato una diminuzione del 7% del salario dei frontalieri (il 63% delle maestranze) in risposta alla crisi innescata dall'abbandono del cambio minimo con l'euro: l'azienda intende spostare la produzione dei vagoni in Slovacchia.
"Da quattro anni abbiamo già una catena di montaggio a Poprad che produce 1'000 carri all'anno", spiega l'amministratore delegato Aleardo Cattaneo. "In Ticino avevamo lasciato la costruzione di 100 vagoni. Vorrà dire che in futuro ne faremo 1'100 in Slovacchia", afferma. La delocalizzazione potrebbe implicare la soppressione di una ventina di impieghi. A Giubiasco resterebbe la fabbricazione di turbine a gas e carpenteria metallica.
Dal canto loro, i sindacati intendono intavolare un dialogo e chiedono alla direzione di fornire in modo trasparente i dati concreti sulla situazione aziendale per poter entrare in materia. Le norme del contratto collettivo dell'industria metalmeccanica, spiega Pietro Fadda dell'OCST, indicano inoltre delle condizioni per arrivare a proporre e attuare misure drastiche come il taglio delle paghe.
CSI/pon