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Di cosa si tratta
L’iniziativa popolare «Per indennità regolamentate in caso di epidemia (Iniziativa sulle indennità)» chiede che venga concessa un’indennità finanziaria a chi durante una futura epidemia sarà colpito in maniera determinante sul piano economico da una misura emanata dalle autorità. In caso di epidemia o di pandemia, le imprese, i lavoratori indipendenti e i dipendenti interessati non dovranno trovarsi a vivere situazioni difficili a causa di misure disposte dalle autorità. L’Iniziativa sulle indennità prevede una compensazione delle spese correnti non coperte e della perdita di guadagno. Già durante la pandemia di Covid-19, la Confederazione e i Cantoni hanno indennizzato profondamente gli attori economici in seguito alle restrizioni economiche adottate, con misure analoghe a quelle previste dall’iniziativa. Questo è tuttavia avvenuto in ritardo e sulla scorta di una legge improvvisata, la legge COVID-19, che avrebbe dovuto colmare provvisoriamente i punti debbole nella legge sulle epidemie. Mancavano la certezza del diritto e un concetto generale su come indennizzare le parti interessate.
Meglio preparati: l’Iniziativa sulle indennità assicura che vengano tratti degli insegnamenti dalla pandemia da Covid-19.
L’Iniziativa sulle indennità contribuisce a trarre degli insegnamenti dalla pandemia da Covid-19 e a colmare le attuali lacune legali. Nessuno sa quando la popolazione sarà nuovamente confrontata con un virus pericoloso. La Svizzera dovrebbe prepararsi al meglio ad affrontare questo scenario.
Sebbene la legge sulle epidemie disciplina la tutela della salute in caso di epidemia, sarebbe altrettanto importante prepararsi anche alle conseguenze economiche di una pandemia. Al momento, la legge sulle epidemie tralascia quasi completamente questo ambito. Durante la pandemia da coronavirus il Consiglio federale ha dovuto decretare misure in regime di diritto di necessità e basarsi al tal fine sulla Costituzione federale.
La regolamentazione delle indennità crea un incentivo finanziario a prepararsi ad una futura epidemia (o pandemia). Se dalle soluzioni adottate di recente, come ad esempio i lockdown, non c’è un prezzo da pagare, questo incentivo per una protezione efficace contro le epidemie verrebbe a mancare.
Aiuti mirati: l’Iniziativa sulle indennità getta le basi per un impiego responsabile, efficiente e mirato dei finanziamenti.
L’Iniziativa sulle indennità è formulata in modo che venga risarcito soltanto chi è colpito pesantemente da misure emanate dalle autorità. L’obiettivo è quello di salvaguardare la capacità di sopravvivenza delle imprese fintantoché lo Stato, nel corso di un’epidemia o di una pandemia, non rende possibile raggiungere un livello tale da coprire i costi. Vengono assicurate soltanto le spese correnti non coperte e la perdita di guadagno. È pertanto escluso un sovraindennizzo. L’iniziativa evita la concessione di indennità secondo il principio dell’innaffiatoio.
Le doppie indennità sono escluse dato che la richiesta di risarcimento da parte dello Stato è sussidiaria ad altre richieste legali o contrattuali. Inoltre, la responsabilità fra Confederazione, Cantoni e Comuni è regolamentata chiaramente.
Agire subito: l’Iniziativa sulle indennità aumenta la capacità d’azione ed evita ritardi in caso di future pandemie.
Una regolamentazione preliminare evita ritardi in caso di crisi e offre alla politica il necessario margine di manovra durante un’epidemia o una pandemia. Il Parlamento ha dovuto colmare attraverso una procedura rapida le lacune della legge sulle epidemie con una legge COVID-19 improvvisata. Queste basi legali improvvisate hanno permesso di indennizzare finanziariamente le imprese duramente colpite dalla pandemia per un danno non cagionato da loro. Gli aiuti finanziari che Confederazione e Cantoni hanno messo a disposizione in pochissimo tempo meritano un plauso. Tuttavia, vista l’urgenza, non si sono potuti evitare gravi errori e lacune. Un gran numero di imprese, lavoratori indipendenti e dipendenti colpiti dalla pandemia è caduto in disgrazia e sta tuttora aspettando di ricevere parte delle indennità.
Il Parlamento ha dovuto modificare a più riprese la legge COVID-19, motivo per cui spesso le basi legali sono entrate in vigore molto in ritardo. Fino alla fine del 2021, alle 34’141 imprese interessate, Confederazione e Cantoni hanno versato complessivamente circa 4,5 miliardi di franchi sotto forma di indennità previste per i casi di rigore. Un terzo di queste indennità è stato distribuito soltanto nel terzo e nel quarto trimestre del 2021. Fino alla fine del mese di marzo 2021 erano stati svincolati soltanto 500 milioni di franchi, sebbene molti settori stessero soffrendo a causa delle restrizioni già dal mese di ottobre 2020.1
Parità di trattamento: l’Iniziativa sulle indennità garantisce indennità uniformi in tutta la Svizzera.
Durante la pandemia da Covid-19 l’attuazione delle indennità per i casi di rigore era di competenza dei Cantoni, che in questo ambito disponevano di un ampio margine di manovra. Sebbene la maggior parte delle indennità per i casi di rigore siano state versate dalla Confederazione, sono stati i Cantoni a decidere se e in quale misura potessero essere concesse. I Cantoni hanno inoltre definito ulteriori criteri di ammissibilità, nonché diversi ostacoli burocratici, ciò che ha condotto alla situazione seguente: nei 26 Cantoni svizzeri vigevano 26 differenti programmi per i casi di rigori e sono emerse disparità di trattamento e distorsioni della concorrenza. L’Iniziativa sulle indennità garantisce indennità uniformi in tutta la Svizzera.
L’applicazione della «situazione particolare» secondo la legge sulle epidemie ha dimostrato che durante una crisi la suddivisione delle competenze fra Confederazione e Cantoni non avviene senza intoppi. Nel corso della pandemia da coronavirus, Confederazione e Cantoni hanno fatto a scaricabarile. L’Iniziativa sulle indennità disciplina chiaramente le responsabilità in materia di indennità.
Assicurare il sostentamento: le indennità regolamentate offrono ai datori di lavoro e ai lavoratori una prospettiva in momenti di grave difficoltà.
I ritardi e le indennità insufficienti hanno portato molte aziende sull’orlo della rovina o addirittura oltre questa soglia. Tutto ciò ha generato paure esistenziali tra le datrici e i datori di lavoro colpite/i dalla pandemia, ma anche tra il loro personale. Le indennità regolamentate offrono alle persone interessate una sicurezza di sostentamento, di pianificazione e di diritto e dunque una prospettiva in momenti di grave difficoltà.
La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova tutta la popolazione. In situazioni del genere i dipendenti delle imprese interessate e i loro datori di lavoro non dovrebbero preoccuparsi anche del loro sostentamento e del lavoro cui hanno dedicato tutta la loro vita.
Il principio della correttezza impone che a rispondere dei danni siano i diretti responsabili. Nel caso di un’epidemia o di una pandemia risponde l’organo politico che impone l’adozione di una misura. La crisi colpisce tutti. Di conseguenza spetta alla collettività risarcire i danni provocati a seguito delle misure emanate dalle autorità.
Non fare niente costa: le indennità regolamentate salvano posti di lavoro e sono economicamente vantaggiose.
Le indennità regolamentate in caso di epidemia tutelano le imprese già insediate e le catene di approvvigionamento. Esse evitano che, in situazioni in cui le forze di mercato sono momentaneamente bloccate, vadano perse per sempre delle preziose strutture economiche. A soffrire dei lockdown che hanno interessato interi settori e degli ulteriori provvedimenti adottati non sono state soltanto le aziende costrette a rimanere chiuse, ma anche intere catene di approvvigionamento. Le misure emanate dalle autorità hanno provocato l’interruzione di numerose di queste catene, mettendo a repentaglio importanti realtà economiche di successo. Senza le indennità concesse durante la pandemia da Covid-19 queste strutture economiche sarebbero andate irrimediabilmente perse.
Limitando i danni economici cagionati dalle chiusure settoriali e dalle restrizioni, lo Stato si assicura il substrato fiscale ed evita un aumento dei costi sociali. Tutto sommato allo Stato conviene concedere aiuti finanziari legati alla pandemia, perché – sebbene venga a mancare soltanto una piccola parte del substrato fiscale – questo modus operandi sortisce effetti a lungo termine. Le conseguenze si sommano anno dopo anno. Inoltre, un elevato tasso di disoccupazione comporterebbe un aumento dei costi sociali.
Nessuna alternativa: sono necessarie indennità regolamentate perché non è più possibile assicurare il rischio pandemia.
Durante la pandemia da Covid-19 numerose compagnie assicurative hanno sottolineato l’impossibilità di assicurare il rischio pandemico, spiegando che le assicurazioni contro le epidemie sono efficaci soltanto in caso di epidemie e non di pandemie. Laddove l’economia privata fallisce occorre una soluzione statale.
Dopo la pandemia da Covid-19 le compagnie assicurative assicureranno i rischi da epidemia in una misura ancora minore, a premi più elevati oppure a condizioni restrittive. Di conseguenza le imprese esposte non potranno assicurarsi contro i rischi da epidemia in futuro oppure potranno farlo soltanto in maniera insoddisfacente.
1Risposta del Consiglio federale dell’8 marzo 2021 alla mozione parlamentare 21.7175 della Consigliera nazionale Jacqueline Badran, www.parlamento.ch.