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BERNA - La Svizzera è pronta a contrastare una minaccia terroristica persistente, anche se alcuni aspetti devono essere migliorati. Lo ha annunciato oggi il Consiglio federale prendendo atto del rapporto finale sull'esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 2019 (ERSS 19), svoltasi lo scorso novembre.
All'esercitazione, durata 52 ore, hanno preso parte circa duemila persone e 70 organizzazioni di tutto il Paese, tra cui stati maggiori, servizi federali, cantoni, città e infrastrutture sensibili. Stando al rapporto finale redatto dal direttore, l'ex consigliere di Stato Hans-Jürg Käser, in collaborazione con gli organi coinvolti, la gestione di una situazione di minaccia terroristica ha funzionato bene sul piano operativo.
L'esercitazione ha però anche portato alla luce alcuni punti deboli nella gestione delle crisi. Per colmare queste lacune sono quindi state formulate 15 raccomandazioni all'attenzione del Consiglio federale e delle Conferenze dei responsabili cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) e degli affari militari (CG MPP).
Sarà ad esempio necessario creare processi di condotta vincolanti a livello intercantonale presso i corpi di polizia nonché ordini operativi unitari, afferma un comunicato odierno. Nelle prossima esercitazione inoltre bisognerà integrare anche la comunicazione di crisi a livello politico. Nel rapporto si chiede pure di sviluppare il quadro della situazione strategica integrale e di standardizzarlo per tutti i tipi di crisi.
Il Consiglio federale ha dato mandato di attuare le otto raccomandazioni rivolte ad organi federali, mentre i cantoni hanno già espresso la volontà di mettere in atto quelle di loro competenza, aggiunge la nota.