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Max Verstappen (110 punti) occupa la prima posizione della classifica generale davanti a Charles Leclerc (104).
Il prossimo GP di F1 - il settimo appuntamento stagionale - è in programma domenica 29 maggio a Montecarlo.
BARCELLONA - La Ferrari ha fatto come quel contadino che dopo aver munto la sua mucca ha dato un calcio al secchio rovesciando tutto il latte. Charles Leclerc aveva già il sapore dello spumante in bocca quando il suo motore ha mandato un fischio strano e lui ha lanciato un grido di dolore via radio. Restare senza potenza, dopo aver dominato ogni sessione di prove del Gran premio di Spagna e aver preso il largo in gara, è quasi come perdere uno scudetto per colpa di una papera. Fa male. E infatti Charles lo ha ammesso. Una rottura in un mondiale lungo 22 gare ci sta. L’anno scorso Mercedes e Red Bull in lotta fino all’ultima gara del campionato hanno usato più dei tre motori consentiti (Verstappen è arrivato a 4; Hamilton a 5) pagando pegno sullo schieramento di partenza. Quando si lotta al limite può succedere. Alla Ferrari sono saltati sia il Turbo che l'MGU-H, ma il fatto che la rottura non sia riconducibile a un problema di progettazione ha fatto tirare un sospiro di sollievo.
Dopo sei gare la situazione è abbastanza chiara. Red Bull e Ferrari stanno estraendo tutte le loro risorse per vincere una battaglia tecnologicamente davvero tosta. Verstappen si è ritirato due volte (Bahrain e Australia) in gare che non avrebbe comunque vinto, Leclerc ha segnato domenica il suo primo zero in una gara che stava vincendo facilmente. Max le quattro volte che è arrivato in fondo si è imposto, anche domenica in una gara in cui ha avuto un sacco di problemi, compresa un’escursione nella ghiaia per un colpo di vento. Sarà un duello in cui i dettagli conteranno e l’affidabilità è più di un dettaglio. La Ferrari sembrava essersi messa al riparo come i denari in una banca svizzera, invece a Barcellona ha scoperto che neppure le banche elvetiche sono più come quelle di una volta. Improvvisamente tre motori Ferrari (due dell’Alfa Sauber e quello di Charles) hanno avuto dei problemi. Quello di Leclerc era fresco perché montato solo a Miami.
L’altra faccia della medaglia ferrarista è quella sulle evoluzioni aereodinamiche portate a Barcellona. Hanno dato il risultato sperato. Il degrado delle gomme è sparito, Charles ha ritrovato il feeling perduto a Imola e Miami. Un buon segno. Significa che chi ha progettato la Sf 75, la sa anche sviluppare. Non resta che lavorare sull’affidabilità. E tornare a vincere perché altrimenti il soufflé si sgonfia del tutto. Montecarlo domenica è un’occasione più che ghiotta. Piena di insidie, ma perfetta per evitare di andare in crisi.
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