Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01047.jsonl.gz/885

Dal mondo antico, con la visione aristotelica della schiavitù e dell’inferiorità naturale - “è nella natura delle cose che il superiore comandi l'inferiore”, come influirono sull'idea che la schiavitù vada accettata le dottrine di illustri pensatori, da Paolo di Tarso ad Agostino a Tommaso d'Aquino?
Aristotele è il punto di partenza per introdurre il tema delle macchine e del loro funzionamento e la relazione con il lavoro umano di tipo schiavistico. Se le macchine funzionassero da sole – scrive Aristotele nella Politica – e gli strumenti si muovessero in maniera automatica, non ci sarebbe bisogno di schiavi perché strumenti e macchine diventerebbero i nostri schiavi.
Dalla classicità quindi fino ad arrivare allo schiavismo nell’America Settentrionale, uno sguardo alla questione che riguarda quelli che il celebre antropologo e filosofo del ‘900 Frantz Fanon chiama “i dannati della Terra”, e alla straordinaria tensione tra l’urgenza di offrire una prospettiva politica alle lotte di liberazione del Terzo Mondo e l’approfondimento dell’analisi del sistema coloni.
A guidarci in questa puntata, la filosofa e psicoanalista Claudia Baracchi, professoressa di Filosofia Morale e Filosofia della Relazione e del Dialogo all’Università di Milano-Bicocca.
Libri presenti nel catalogo del Sistema bibliotecario ticinese (Sbt)
Fanon, Frantz. I dannati della terra. Einaudi, 2007
Seneca. Sui benefici. Laterza, 2008
Seneca. De clementia. Mondadori, 2004
Seneca, Epistola 47 (lettera sugli schiavi), In: Seneca. Lettere a Lucilio. Garzanti, 1989.