Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01194.jsonl.gz/432

Finalmente indipendente, la Lituania ha smantellato tutte le vestigia retoriche dell’Unione Sovietica. Dalla velocità con cui le statue di Lenin, Stalin e di altri eroi del comunismo sono sparite, si capisce quanto questi monumenti siano stati inutili, se il loro scopo era quello di far sentire sovietici i fieri lituani.
Queste statue sono ora raccolte in un grande parco, il Grūto Parkas: l’Unione Sovietica, come un quadro, finisce in un museo. Contrariamente al quadro, molto probabilmente destinato sin dalla creazione a finire in un museo, l’Unione Sovietica, o meglio le sue statue, è priva di contesto. Il verde dei prati che circonda il busto di Lenin è innaturale e imprevisto.
Lo stesso verde circondava il campo di concentramento di Stutthof, vicino a Danzica, o la Tana del Lupo (la sede operativa del III reich in Polonia, vicino Kętrzyn), ma lì erano sfondo drammatico. Il verde di Grūto Parkas è invece quasi comico: il braccio alzato di Lenin non indica più l’avvenire, ma un nido di uccelli.
Incidentalmente, solo adesso queste statue sono veri monumenti: un monumento è essenzialmente un ricordo, e il busto di Lenin in piazza non era il ricordo di nulla, mentre adesso, collocato in mezzo al verde di Grūto Parkas, è il ricordo di un triste passato di occupazione.