Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187122

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di vagliare alternative all'esaurimento del diritto all'indennità e all'aiuto sociale per le persone con più di 55 anni.</p><p>Il sistema di assicurazione sociale, nel concreto, deve essere organizzato in modo che le persone con più di 55 anni che perdono il lavoro possano mantenere il diritto all'assicurazione contro la disoccupazione se hanno lavorato per almeno 20 anni. Il Consiglio federale è invitato a mettere in luce con un rapporto i presupposti e le conseguenze di tale cambiamento di paradigma.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Generalmente in Svizzera i lavoratori senior sono bene integrati nel mercato del lavoro. Dal confronto internazionale emerge che nel nostro Paese il tasso di persone in questa fascia d'età con un'attività lucrativa è molto elevato e negli ultimi 20 anni è continuato a crescere. Rispetto ai più giovani, inoltre, i lavoratori senior subiscono licenziamenti in misura nettamente inferiore e beneficiano più spesso di rapporti lavorativi stabili. A titolo di paragone, la quota di questa categoria di lavoratori che ricorre all'aiuto sociale si mantiene bassa (tutte le classi d'età: 3,3 per cento; tra i 46 e i 55 anni: 3,4 per cento; tra i 56 e i 64 anni: 2,9 per cento; fonte: UST, 2016). La perdita del diritto all'indennità non comporta automaticamente il ricorso all'aiuto sociale e non tutte le persone oltre i 55 anni che ne beneficiano hanno esaurito il diritto all'assicurazione contro la disoccupazione (AD). Secondo il modello proposto dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (CSIAS), invece, tutti i disoccupati che dopo i 55 anni non sono riusciti a riprendere un'attività professionale durante il periodo in cui beneficiavano dell'indennità dell'AD avrebbero diritto a prestazioni dell'AD volte a garantire il minimo vitale. Con il sistema attuale esauriscono il diritto alle indennità.</p><p>Con il cambiamento demografico i lavoratori senior assumono un'importanza sempre maggiore per il mercato del lavoro elvetico. In Svizzera già adesso un lavoratore su cinque ha più di 55 anni. Tramite la sua politica del mercato del lavoro il Consiglio federale promuove l'integrazione dei lavoratori fino all'età della pensione e, se possibile, anche oltre. Per mezzo delle misure adottate nell'ambito dell'Iniziativa sul personale qualificato (IPQ), come la sensibilizzazione del mondo del lavoro, il Consiglio federale si impegna a raggiungere questo obiettivo in collaborazione con tutte le parti coinvolte. Nonostante il rischio di perdere il lavoro sia molto basso, gli strumenti dell'AD tengono conto della maggiore difficoltà dei disoccupati senior nel ritrovare un impiego e sono pensati in modo che queste persone vengano reintegrate nel mercato del lavoro rapidamente e a lungo termine. La proposta secondo cui l'AD dovrebbe garantire il minimo vitale va completamente controcorrente. Questo trasferimento di incentivi potrebbe perfino rivelarsi controproducente.</p><p>L'idea di ampliare le competenze dell'AD è inoltre in contrasto con il ruolo fondamentale della stessa come assicurazione sociale destinata alle persone disoccupate. C'è una differenza tra i compiti dell'AD quale regime assicurativo e quelli svolti per il sostegno ai disoccupati dall'aiuto sociale cantonale. Versando i contributi all'AD i lavoratori si tutelano contro il rischio della disoccupazione. Ottengono così il diritto a prestazioni assicurative limitate nel tempo nel caso in cui perdano il lavoro. Le prestazioni sono quindi direttamente vincolate ai contributi versati, limitate nel tempo e fortemente dipendenti dalla ricerca d'impiego. Una volta esaurito il diritto alle prestazioni dell'AD l'aiuto sociale cantonale può adottare misure sussidiarie a favore dei disoccupati.</p><p>Se la protezione sociale delle persone disoccupate non può essere sufficientemente garantita né dall'AD né dall'aiuto sociale, la Confederazione può emanare prescrizioni in materia di assistenza ai disoccupati. Considerati gli attuali strumenti a disposizione dell'assicurazione sociale, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire in questo senso.</p><p>Reputa che l'attuale ripartizione dei compiti sia efficace e mirata e che la modifica proposta dalla CSIAS non sia né indispensabile né opportuna ai fini dell'integrazione nel mercato del lavoro dei lavoratori con più di 55 anni.</p><p>Il disciplinamento delle competenze in materia di assistenza statale alle persone disoccupate è illustrato in una perizia giuridica dell'Ufficio federale di giustizia, concernente l'articolo 114, capoverso 5 della Costituzione federale (emanazione di prescrizioni sull'aiuto sociale a favore dei disoccupati) (Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione - GAAC 2016.2, p. 15-31). Inoltre uno studio pubblicato nel 2013 giunge alla conclusione che, in media, la riduzione dell'indennità giornaliera per le persone tra i 50 e i 54 anni effettuata nell'ambito della revisione della LADI del 2003 ha avuto un impatto leggermente positivo sui redditi a breve/medio termine e sull'integrazione nel mercato del lavoro (Degen, Kathrin / Lalive, Rafael (2013)). Dalle analisi svolte emerge che l'ampliamento delle prestazioni dell'AD a garanzia del minimo vitale sarebbe in contraddizione con il ruolo fondamentale e con l'obiettivo della stessa, cioè la protezione sociale dei disoccupati. Nel frattempo la situazione non è cambiata. Il Consiglio federale ritiene pertanto che una nuova verifica sia inutile.</p><p>Considerata la situazione delle persone senior sul mercato del lavoro, gli strumenti messi in atto dall'AD e dall'Iniziativa sul personale qualificato e le analisi elaborate a tale riguardo, il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno esaminare la regolamentazione proposta dalla CSIAS.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.