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LOSANNA - Le dichiarazioni delle imposte del consigliere di Stato vodese Pascal Broulis saranno sottoposte ad una doppia perizia, interna ed esterna, e i risultati saranno divulgati. Il Gran consiglio vodese ha ampiamente approvato oggi un'interpellanza in questo senso di Ensemble à Gauche (estrema sinistra).
Sostenuta da 105 voti favorevoli, 22 contrari e 15 astensioni, l'interpellanza, modificata dal PLR, chiede che siano sottoposte ad un controllo le dichiarazioni delle imposte degli «ultimi anni». La perizia interna sarà svolta dall'Ispettorato fiscale, che dipende dal dipartimento delle finanze diretto dal "ministro".
Le dichiarazioni fiscali saranno sottoposte successivamente ad una perizia indipendente ed esterna, che sarà affidata al professore di diritto Xavier Oberson. Il testo originale dell'interpellanza prevedeva che fossero prese in conto le dichiarazioni fiscali degli ultimi cinque anni, nonché di affidare la perizia ad un collegio di esperti.
«Non temo niente, non ho nulla da nascondere», ha dichiarato Broulis al termine del dibattimento. Le questioni fiscali in causa sono «complesse» - ha aggiunto - e «ultra complesse» quando si tratta del domicilio fiscale.
La presidente del governo vodese Nuria Gorrite ha indicato dal canto suo che la dichiarazione fiscale del direttore vodese delle finanze è stata esaminata «conformemente alle disposizioni di legge e nel rispetto del principio della parità di trattamento dei contribuenti».
Prendendo per la prima volta posizione dopo settimane di polemiche relative a Broulis - che paga due terzi delle imposte nel suo domicilio fiscale di Sainte-Croix, dove l'aliquota è più bassa, malgrado lavori e mandi il figlio a scuola a Losanna -, la Gorrite ha indicato a nome del governo vodese che «tutto è in regola».
Domenica, in un'intervista a "Le Matin Dimanche", Broulis si è detto disposto a sottoporsi a un controllo, affermando di non aver mai organizzato la sua vita famigliare in funzione di un'eventuale "ottimizzazione fiscale».
Alcuni deputati, fra i quali la Verde liberale Claire Richard, hanno denunciato oggi il «linciaggio pubblico del "ministro" e dei suoi famigliari. Altri, come il deputato di Ensemble à Gauche Jean-Michel Dolivo, hanno parlato di «rottura del rapporto di fiducia».