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Mio figlio rifiuta il seno – cosa posso fare?
Un rifiuto del seno o uno “sciopero” dell’allattamento sono esperienze molto opprimenti per la madre e il bambino, ma solitamente passano abbastanza rapidamente.
A volte la madre interpreta l’atteggiamento di rifiuto del bambino come un desiderio di interrompere l’allattamento. È tuttavia inusuale che un lattante lo interrompa autonomamente nel primo anno di vita. Alcune cause del rifiuto del seno / dello sciopero dell’allattamento sono:
- riflesso di emissione del latte troppo forte / troppo debole
- inquietudine o bombardamento di stimoli esterni, distrazione
- il bambino si trova ancora nella fase di apprendimento della suzione (6-8 settimane dopo il parto)
dolori (ad es. in caso di otite media, mughetto, reflusso o coliche)
- raffreddamento (naso intasato)
- capezzolo difficile da afferrare
- gusto inusuale del latte materno (a causa di medicamenti, mastite, gravidanza, alimentazione, nicotina)
Può essere molto difficile individuare il motivo del comportamento del bambino. Se dura a lungo, è consigliabile un esame del pediatra per escludere cause mediche.
È utile individuare quali siano le condizioni di allattamento migliori per il bebè: spesso quando è mezzo addormentato, nell’oscurità, in braccio, in un’altra posizione di riposo, dopo aver sollecitato il riflesso di emissione del latte o dopo la fuoriuscita del primo latte. Nel caso di un rifiuto del seno servono tempo e molta pazienza per superare il problema e ripristinare l’allattamento.
Se vostro figlio assume latte a sufficienza e cresce bene, non dovete preoccuparvi nel caso di un rifiuto del seno temporaneo. Se così non fosse oppure il bebè ha meno di otto settimane, per essere sicuri che riceva abbastanza nutrimento può essere necessario estrarre il latte con una pompa tiralatte o massaggiando il seno e darglielo con un cucchiaio o un piccolo bicchiere. È inoltre consigliabile rinunciare al ciuccio finché il bambino ricomincia a poppare senza problemi. Si consiglia di rivolgersi a una specialista (consulente per l’allattamento, levatrice o consulente materno-pediatrica).