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Verifiche eccessive e ripetute in alcuni settori, mentre altri vengono trascurati, procedure lente e non al passo con i tempi: è la critica che il Controllo federale delle finanze rivolge alle commissioni composte da rappresentanti dei sindacati e del padronato che ogni anno in Svizzera entrano in aziende e uffici alla ricerca di salari troppo bassi e condizioni di lavoro sleali, "importati" con la libera circolazione. Una critica che gli interessati - per una volta uniti sullo stesso fronte - non hanno gradito, tanto da respingerla in toto in un comunicato diffuso insieme.
Gli oltre 40'000 controlli annui permettono regolarmente di constatare una pressione sui salari, ricorda Daniel Lampart dell'Unione sindacale svizzera. In un quinto dei casi - ma in alcuni rami la quota è di un terzo - vengono riscontrate violazioni e "questo dimostra quanto questo lavoro sia importante".
La polemica sul tema va letta anche nell'ottica dei rapporti con l'UE: queste misure di accompagnamento erano uno degli ostacoli nelle trattative sull'accordo quadro, nel frattempo affossato. Bruxelles ne chiedeva un allentamento.