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Bern (ots) - Un siège d'enfant ne convient pas forcément à tous les modèles automobiles. Le TCS a ...
Il TCS si oppone ad ogni aumento delle tasse stradali
Bern (ots) - Il TCS parteciperà alla consultazione sul finanziamento delle infrastrutture opponendosi a qualsiasi aumento delle tasse stradali (carburante e vignetta). Inoltre, il TCS esclude di ancorare definitivamente il finanziamento della strada per pagare le trasversali alpine (1/4 NEAT). Infine il TCS rifiuta di penalizzare ulteriormente i pendolari, che sono obbligati a utilizzare il loro veicolo privato per esercitare la loro professione, per finanziare i trasporti pubblici. Secondo il TCS, la costruzione dell'infrastruttura ferroviaria è compito della Confederazione tramite le imposte generali, mentre le spese di manutenzione devono essere assunte dall'utilizzatore.
Per principio, il TCS si oppone all'idea di aumentare le tasse sulla mobilità motorizzata privata fintanto che non sarà interamente utilizzato il saldo del fondo stradale che ora ammonta a 2,8 miliardi. Questa cifra permette, per il momento, di finanziare le necessità d'infrastrutture, senza prelevare nuove tasse.
Un'ulteriore partecipazione degli utenti della strada al finanziamento dei trasporti pubblici non è auspicata dal TCS ed anche l'eccezione del finanziamento delle traversali alpine (un quarto della NEAT) deve restare una tantum e non continuare in futuro. Anche in questo caso dev'essere applicato il principio che chi utilizza l'infrastruttura, la paga. Seguendo lo stesso principio, il TCS chiede di abbandonare il sistema del finanziamento incrociato, cioè che gli introiti degli utenti della strada non vadano più in favore di quelli della ferrovia. La strada contribuisce già oggi con 1 miliardo al finanziamento dei trasporti pubblici (NEAT, traffico combinato, progetti ferroviari negli agglomerati), che raggiungono i 2 miliardi se aggiungiamo il contributo al trasferimento delle merci su ferrovia. Ricordiamo, per inciso, che i passeggeri dei mezzi pubblici coprono i costi globali generati a meno del 50%, mentre gli utenti della strada sono al 90%.
Il TCS si oppone ugualmente alla soppressione delle deduzioni fiscali per i pendolari, che necessitano del loro veicolo per esercitare la loro professione. Inoltre, la soppressione delle deduzioni significherebbe, di fatto, un aumento del costo del lavoro, una penalizzazione dei lavoratori abitanti le regioni periferiche ed una perdita d'efficienza per la nostra economia.
Kontakt:
Renato Gazzola, portavoce del TCS, 079 686 08 80, <email-pii>
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(www.flickr.com/photos/touring_club/collections).
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