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Il progetto di fusione tra Basilea Città e Basilea Campagna è fallito: la popolazione "campagnola" ha detto di "no" con il 68,33% dei voti, mentre i "cugini" di città si sono espressi a favore del "sì" con il 54,9%. Per avviare il processo di riunificazione era necessaria la maggioranza di entrambi i cantoni. La partecipazione è stata rispettivamente del 52,45% e del 52,52%.
I votanti erano chiamati a esprimersi su due controprogetti approvati dai rispettivi parlamenti, in risposta ad iniziative per la fusione nel frattempo ritirate. Queste ultime, dal testo identico, erano stata lanciate da un comitato che riuniva rappresentanti degli ambienti economici e politici dei due cantoni.
I controprogetti chiedevano che venisse creata un'Assemblea costituente di 125 membri, formata da 75 deputati di Basilea Campagna e da 50 di Basilea Città. L'iniziativa prevedeva invece un'Assemblea di 120 membri, con una rappresentanza paritetica dei due cantoni.
In caso di doppia accettazione, la Costituente avrebbe ricevuto l'incarico di elaborare una normativa sulle votazioni e sulle elezioni, nonché altre tre leggi chiamate a regolare l'organizzazione del parlamento e del governo, dell'amministrazione e della giustizia. La strada verso la nascita dell'ipotetico nuovo cantone sarebbe stata ancora lunga e avrebbe implicato altri voti cantonali ed eventualmente federali.
Risultato non sorprende
Il risultato scaturito dalle urne non costituisce tuttavia una sorpresa. Se a Basilea Città il governo si era pronunciato per il "sì", l'opposizione più forte arrivava da Basilea Campagna, dove la maggioranza dell'esecutivo e i gruppi parlamentari UDC e PLR non vogliono sentire parlare di una possibile riunificazione.
I due cantoni sono separati dal 1833 e l'ultimo tentativo di riunificarli era fallito nel 1969, proprio a causa del rifiuto di Basilea Campagna. Allora il distretto di Arlesheim, confinante con la città e dove risiede più della metà della popolazione cantonale, era stato determinante.
Come all'epoca, anche oggi gli avversari del progetto temevano una perdita di indipendenza e una predominanza della Città sulla Campagna. I fautori ritenevano invece che la regione di Basilea rappresenti uno spazio urbano che uscirebbe rafforzato dalla riunificazione.
Approfondire le collaborazioni
Dopo l'annuncio del fallimento del processo di fusione, i due governi hanno fatto sapere che intendono ora approfondire maggiormente le collaborazioni intercantonali esistenti. Queste ultime erano state avviate in seguito al precedente "no" di Basilea Campagna nel 1969.
Negli ultimi anni, il partenariato interbasilese si è viepiù rafforzato e i due cantoni hanno ormai istituzioni comuni in materia di sicurezza, ospedali e cultura. Il presidente del governo di Basilea Città Guy Morin ha dichiarato che è giunto il momento di lanciare altri progetti congiunti. Sulla stessa lunghezza d'onda la consigliera nazionale di Basilea Campagna Elisabeth Schneider-Schneiter (PPD), secondo cui la campagna non è stata in questo senso vana.
SDA-ATS