Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/170153

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di effettuare una verifica completa dei compiti della Confederazione e di valutare la necessità di mantenerli. In un messaggio separato esso proporrà al Parlamento i compiti a cui la Confederazione dovrebbe rinunciare. L'obiettivo è di ridurre la quota di incidenza della spesa pubblica di almeno il 5 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni la costante verifica dei compiti della Confederazione e il freno all'indebitamento hanno permesso di mantenere stabile la quota delle uscite della Confederazione (uscite/PIL nominale). Tra il 2000 e il 2016 non è aumentata e ha mantenuto una variazione costante che si aggira attorno al 10 per cento. Dalla fine del secolo scorso le uscite della Confederazione sono dunque cresciute allo stesso ritmo dell'economia.</p><p>Una diminuzione del 5 per cento della quota delle uscite, come richiedono gli autori della mozione, corrisponderebbe a tagli annui delle uscite della Confederazione di circa 3,7 miliardi, che toccherebbero in modo eterogeneo i settori di compiti della Confederazione. In questo modo non sussiste possibilità di sgravio per quanto concerne gli interessi passivi e le partite transitorie come le tasse d'incentivazione. Inoltre, anche il Consiglio federale vuole evitare che vengano trasferiti oneri ai Cantoni, ai Comuni e alle assicurazioni sociali; ciò limita ulteriormente lo spazio di manovra. Circa il 20 per cento delle uscite è stabilito a livello costituzionale, cosa che complica ulteriormente i tagli. Si può pertanto presumere che in certi ambiti siano indispensabili tagli fino al 10 per cento per poter raggiungere l'obiettivo. Ciò comporterebbe una significativa riduzione delle prestazioni.</p><p>Negli scorsi anni il Parlamento ha aumentato l'impiego dei mezzi in tutti i maggiori settori di compiti della Confederazione. A titolo di esempio si citino la creazione dei due fondi per i trasporti (FIF e Fostra), l'aumento dei mezzi richiesti dal Consiglio federale nel quadro dei decreti pluriennali sul finanziamento di formazione e ricerca, agricoltura, esercito e collaborazione internazionale oppure della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020. Allo stesso tempo l'entità dei programmi presentati dal Consiglio federale è stata ridotta del 10 a 20 per cento. Partendo da questi presupposti il Consiglio federale ritiene che la diminuzione del 5 per cento delle uscite non possa incontrare il consenso della maggioranza.</p><p>Il Consiglio federale riconosce tuttavia la necessità di uno sgravio del bilancio e quindi prevede di avviare già durante l'anno in corso riforme strutturali dell'intera gamma di compiti. Inoltre, su incarico del Consiglio federale il Dipartimento federale delle finanze ha impiegato un gruppo di esperti al fine di verificare le direttive sul freno all'indebitamento. Questi esperti devono valutare come poter utilizzare le eccedenze strutturali per aumentare il margine di manovra nel preventivo. In questo modo si vuole evitare di dover elaborare programmi di risparmio ogni anno o ogni due anni. D'altro canto, per ampliare il margine di manovra finanziario occorre individuare un potenziale di risparmio in particolare fra le uscite fortemente vincolate, che in programmi di risparmio a breve termine possono essere ridotte solo in misura minore.</p><p>Secondo il Consiglio federale non è dunque opportuno riunire in un unico messaggio più proposte di una certa importanza concernenti i compiti cui rinunciare. Considerevoli rinunce a compiti necessitano di regola di complessi progetti di legge che vanno sottoposti al Parlamento separatamente, in modo da poter essere discussi secondo il principio dell'unità della materia. Il Consiglio federale preferisce quindi poter portare avanti le riforme strutturali separatamente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.