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La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ha approvato - con 14 voti contro 6 e 1 astensione - il mandato negoziale sulle questioni istituzionali fra Svizzera e Unione europea, ma esige alcune precisazioni. Nel testo dovrà essere specificato che la Confederazione non intende aderire all'Unione, e che non sarà tenuta a recepire automaticamente le norme europee.
La maggioranza si è espressa a favore dei negoziati con l'Ue, che consentirebbero di risolvere le questioni istituzionali. Il dibattito riguardava principalmente il modo in cui le proposte del Consiglio federale tengono conto degli interessi della Svizzera, ad esempio riguardo alle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone.
Con 14 voti contro 1 e 6 astensioni la commissione chiede che il governo sottolinei chiaramente che la Svizzera non intende aderire all'Ue. L'obiettivo dei negoziati deve riguardare solamente la conclusione di accordi per semplificare l'accesso al mercato per entrambe le parti, si legge in una nota odierna.
Con 13 voti contro 1 e 7 astensioni viene anche chiarito che la Confederazione non intende aderire al mercato interno europeo. Inoltre, la Svizzera non concluderà accordi limitanti la propria sovranità, non sarà tenuta a recepire automaticamente la normativa europea e non dovrà sottostare né alla giurisdizione europea né a quella comunitaria.
SDA-ATS