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Il Dipartimento di Giustizia del distretto sud di New York ha rivolto a John McAfee accuse di frode e riciclaggio di denaro.
Infatti il procuratore Audrey Strauss ed il vicedirettore del New York Field Office dell’FBI, William F. Sweeney Jr., hanno annunciato un atto di accusa formale contro John McAfee ed il suo consulente esecutivo, Jimmy Gale Watson Jr., per associazione a delinquere in merito ad ipotetiche frodi su merci e titoli, propaganda fraudolenta, e riciclaggio di denaro.
Watson è poi stato arrestato in Texas, mentre McAfee è ancora in carcere in Spagna.
Strauss dice:
“McAfee e Watson hanno sfruttato una piattaforma di social media ampiamente utilizzata e l’entusiasmo tra gli investitori nel mercato emergente delle criptovalute per fare milioni con bugie e inganni. Gli imputati avrebbero utilizzato l’account Twitter di McAfee per pubblicare messaggi a centinaia di migliaia di suoi follower su Twitter che reclamizzavano varie criptovalute attraverso dichiarazioni false e fuorvianti per nascondere le loro vere motivazioni egoistiche. McAfee, Watson e altri membri del team di criptovaluta di McAfee presumibilmente hanno raccolto più di 13 milioni di dollari dagli investitori che hanno vittimizzato con i loro schemi fraudolenti. Gli investitori dovrebbero diffidare dell’approvazione delle opportunità di investimento da parte dei social media”.
Gli investimenti alla base delle accuse a John McAfee
In effetti nel 2017 McAfee iniziò a consigliare investimenti in alcune criptovalute tramite il suo profilo Twitter ufficiale, ma ci sono sempre stati forti dubbi sulla bontà di quei consigli, e sull’imparzialità di McAfee a riguardo.
Secondo Sweeney infatti McAfee e Watson avrebbero utilizzato i social media per perpetrare un classico schema di pump and dump che avrebbe fruttato loro quasi due milioni di dollari. Li accusa anche di aver utilizzato Twitter per promuovere la vendita di token tramite ICO senza aver dichiarato che stavano percependo un compenso per pubblicizzarli.
McAfee ieri si è giustificato dicendo che queste accuse riguardano la sua rubrica “coin of the day” in cui per alcuni giorni del 2017 promosse criptovalute che credeva avessero una valore. Uno di queste fu Dogecoin, ora pubblicizzata da Elon Musk, ed il cui valore nel frattempo è aumentato di oltre il 1.000%.
Pertanto McAfee rifiuta le accuse, che tuttavia risultano essere più corpose e strutturate di quanto potrebbe emergere dalle sue dichiarazioni.
Infatti è accusato, insieme a Watson, di due schemi fraudolenti.
Il primo sarebbe lo “scalping” tramite pump and dump, ovvero l’acquisto di grandi quantità di altcoin per poi promuoverle, facendone salire il prezzo, e rivendendole per guadagnare alle spalle di chi le aveva acquistate grazie alla sua promozione.
Il secondo sarebbe la promozione fraudolenta di ICO, ovvero senza rivelare che si trattava di promozioni pagate, e quindi sponsorizzate.
Inoltre i due avrebbero poi anche coinvolto un altro membro del team di McAfee per riciclare i proventi di queste ipotetiche frodi.
McAfee da tempo chiede di essere estradato negli USA per potersi difendere in tribunale in prima persona da queste accuse.