Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/260360

<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. In che misura la SECO è a conoscenza di queste infrazioni?</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. La SECO controlla adeguatamente le condizioni quadro relative all'accesso degli armaioli e dei commercianti d’armi specializzati a servizi indispensabili che dovrebbero essere a disposizione di tutte le imprese in Svizzera?</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. La SECO applicherà il divieto di favoritismi come previsto dall'articolo 3 capoverso 1 lettera b della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI)?</span><span style="font-family:Arial"> </span></p></div><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241) agisce in modo sleale, segnatamente, chiunque dà indicazioni inesatte o fallaci su se stesso, la propria ditta, la designazione della propria impresa, le proprie merci, opere, prestazioni o i loro prezzi ecc. oppure, con tali indicazioni, favorisce terzi nella concorrenza (art. 3 cpv. 1. lett. b LCSl).</p><p>&nbsp;</p><p>L’articolo 3 capoverso 1 lettera b LCSl concerne innanzitutto la comunicazione di indicazioni inesatte o fallaci su se stessi utilizzate per influenzare la concorrenza in proprio favore. Il passaggio «oppure, con tali indicazioni, favorisce terzi nella concorrenza» si riferisce alle indicazioni inesatte o fallaci. Il riferimento è quindi alle indicazioni inesatte o fallaci destinate a influenzare la concorrenza in favore di terzi.</p><p>&nbsp;</p><p>A questo proposito l’accusa mossa dall’interpellanza secondo cui banche, fornitori di servizi finanziari o compagnie assicurative si rifiutano di entrare in affari con (nuovi) armaioli o commercianti d’armi specializzati non rientra nella fattispecie delle indicazioni inesatte o fallaci menzionate all’articolo 3 capoverso 1 lettera b LCSl, cui si appella l’autore dell’interpellanza. Contrariamente a quanto afferma quest’ultimo, il corrispondente articolo della LCSl non prevede il divieto di favorire terzi al momento della conclusione di un contratto. Non è rilevante per il caso in questione nemmeno la clausola generale di cui all’articolo 2 LCSl. La questione del rifiuto di relazioni commerciali non rientra tra le tematiche trattate dalla LCSl. In definitiva, il principio prevalente in Svizzera è quello della libertà contrattuale, ragione per cui i singoli attori privati possono decidere autonomamente con chi concludere un contratto (art. 1 cpv. 1 CO; RS 220). Nella misura in cui banche, fornitori di servizi finanziari e compagnie d’assicurazione dominano il mercato o hanno una posizione dominante relativa ai sensi della legge sui cartelli (LCart; RS 251), il rifiuto di relazioni commerciali può, in alcuni casi, costituire una pratica illecita secondo il diritto in materia di cartelli (art. 7 cpv. 2 lett. a LCart). In questo caso, la Commissione della concorrenza (COMCO) avrebbe la possibilità di condurre un’inchiesta. Le imprese coinvolte potrebbero inoltre appellarsi al diritto civile in materia di cartelli.</p><p>&nbsp;</p><p>1. La SECO ritiene che i fatti evocati dall’autore dell’interpellanza non possono essere qualificati quali irregolarità ai sensi della LCSl; non è inoltre a conoscenza di simili fatti qualificati come irregolarità.</p><p>&nbsp;</p><p>2 e 3. La SECO non è l’istanza preposta alla sorveglianza delle condizioni di accesso ai servizi forniti dalle istituzioni finanziarie e dalle assicurazioni da parte degli armaioli e dei commercianti d’armi specializzati. Non è inoltre tenuta a sorvegliare il rispetto della concorrenza leale; interviene tuttavia in casi specifici per tutelare l’interesse pubblico, come previsto dall’articolo 10 capoverso 3 LCSl.</p>