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Almeno 30'000 persone hanno salutato ieri pomeriggio l'ex presidente della Bolivia Evo Morales, nel giorno in cui, celebrando la Giornata dello Stato plurinazionale, ha presentato il bilancio di 14 anni di permanenza alla guida del Paese.
Rivolgendosi ai suoi sostenitori nello stadio del Deportivo espanol di Buenos Aires, pieno al limite massimo della sua capacità, Morales ha sottolineato che "abbiamo dimostrato che senza il capitalismo è possibile un nuovo mondo ed una nuova Bolivia". Senza il Fondo monetario internazionale, ha poi aggiunto, "è possibile avere una Bolivia degna e sovrana".
Di fronte a Luis Arce, candidato presidente per il Movimento al socialismo (Mas) alle prossime elezioni del 3 maggio, e fra gli applausi della gente che lo ascoltava, il capo dello Stato ha evocato il problema dello sfruttamento del prezioso elemento chimico chiamato litio.
"So che Bolivia, Argentina e Cile hanno grandi giacimenti di litio - ha osservato - e il mio sogno è possiamo iniziarne lo sfruttamento insieme e far sì che fra alcuni anni saremmo noi a poter decidere il suo prezzo sul mercato internazionale".
Alludendo quindi alla prossima scadenza elettorale, Morales si è detto convinto che il Mas potrà "riconquistare la democrazia ed il governo, non con armi come la destra, non con pallottole, come i razzisti e fascisti".
L'ex capo dello Stato ha d'altra parte assicurato che "se non ci saranno divisioni e non ci saranno tradimenti, il neoliberismo non potrà mai tornare" in Bolivia.
"Molto dipende dai movimenti sociali - ha concluso - e molto dipende dalla nostra unità. Con l'unità potremo sempre liberare il nostro popolo".
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