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Per evitare una nuova crisi finanziaria, urge un nuovo modello operativo basato sulla stabilità: è l'analisi della Banca dei regolamenti internazionali (Bri).
Creato nel 1930, con sede a Basilea, l'istituto aveva inizialmente il ruolo di agente fiduciario sui prestiti emessi per finanziare le riparazioni e quello di promuovere la cooperazione tra le banche centrali, un compito che svolge tuttora.
Secondo i calcoli della Bri – presentati lunedì in occasione dell'80esima assemblea annuale – il nuovo capitale immesso prevalentemente dai governi ha eguagliato a metà aprile le perdite e svalutazioni del settore bancario. Tuttavia, il ritorno ai profitti realizzato dalle banche nel 2009 in Europa e Stati Uniti è stato in larga misura possibile «grazie ai proventi della negoziazione nei mercati del reddito fisso e dei cambi, che tendono a essere volatili».
Per questo motivo – e anche poiché non tutte le perdite sono probabilmente venute a galla e il sostegno pubblico diminuirà – la Bri auspica quindi un nuovo modello operativo con una «più robusta dotazione di capitale e liquidità, nonché un maggior ricorso a fonti di finanziamento stabili come i depositi al dettaglio». La Bri rileva a tal proposito che saranno gli stessi azionisti a richiedere una redditività «più bassa ma stabile».
Nella sua relazione, la Bri ricorda infine che il debito pubblico dei paesi avanzati passerà a oltre il 100% del prodotto interno lordo nel 2011 contro il 76% del 2007. Per correggere tale situazione, secondo la Bri occorre operare tagli alla spesa corrente (consumi collettivi, compresi i salari pubblici); meno efficaci risultano invece essere le manovre orientate alla riduzione degli investimenti pubblici produttivi.
swissinfo.ch e agenzie