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La Svizzera considera che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato israeliano da parte degli Stati Uniti costituisca un ostacolo a una pace giusta e duratura tra gli Israeliani e i Palestinesi, basata su una soluzione negoziata a due Stati. La Svizzera ha preso atto che lo status quo sui luoghi santi a Gerusalemme sarà rispettato.
La Svizzera ricorda che la decisione unilaterale degli Stati Uniti non si ripercuote in alcun modo sull’applicabilità del diritto internazionale umanitario – in particolare della quarta Convenzione di Ginevra del 1949 – e dei diritti umani al Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est.
La Svizzera non riconosce l’autorità di Israele al di là delle frontiere del 1967 e si impegna per la creazione di uno Stato palestinese capace di esistenza autonoma, territorialmente contiguo e sovrano, con Gerusalemme Est come capitale, entro i confini del 1967. Non riconoscerà alcun cambiamento dei confini del 1967, inclusi eventuali cambiamenti relativi a Gerusalemme, a meno che non derivi da un accordo tra le parti. Questa posizione è stata riaffermata in particolare nella risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza dell’ONU.
In mancanza di un accordo internazionale sullo status di Gerusalemme, la Svizzera mantiene la propria ambasciata a Tel Aviv.
La Svizzera chiede a tutte le parti di rinunciare alla violenza e a ogni altra azione che possa compromettere la prospettiva di una pace giusta e duratura.
La Svizzera ha ricordato questa mattina la sua posizione all’Ambasciata degli Stati Uniti a Berna.
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