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(04.05.2011) Il successo degli esportatori svizzeri si deve innanzitutto alla qualità dei loro prodotti. È quanto rivela uno studio pubblicato congiuntamente da Credit Suisse e dall'Osec, il quale relativizza l'impatto della forza del franco sulle esportazioni. Infatti, il fattore qualità rende i beni ed i servizi esportati meno sensibili ai prezzi, e protegge le imprese svizzere dalla concorrenza, in particolare dal quella dei paesi emergenti.
Le esportazioni svizzere sono state il motore della crescita nazionale negli ultimi anni. Tra il 1990 ed il 2010, la domanda estera ha contribuito con 1,8 punti di percentuale alla crescita annuale media dell'1,5% del PIL reale svizzero. Senza di questa, il PIL sarebbe diminuito in media dello 0,3% all'anno.
Con il 28% del volume totale delle esportazioni, l'industria farmaceutica rappresenta il principale ramo esportatore del paese. È anche il settore che ha saputo resistere meglio alla crisi, in quanto poco sensibile ai cicli congiunturali. Inoltre, la Svizzera ha sfruttato la sua buona diversificazione geografica e il suo eccellente posizionamento in Asia per trarre rapidamente vantaggio dalla ripresa economica mondiale.
Tuttavia, il rapporto mostra che l'attuale andamento delle esportazioni della Svizzera non lascia ben sperare riguardo ad una crescita forte quanto quella dei paesi concorrenti (OECD, Gran Bretagna, Stati Uniti, ecc.). In proposito, la Svizzera deve quindi colmare un certo ritardo. Il potenziale di miglioramento si trova soprattutto nei paesi del BRIC, ma anche nelle regioni del Golfo e del sud-est asiatico.
Ultima modifica 08.09.2015