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Il mondo dell'hi-tech si schiera con Bernie Sanders. Nonostante l'esponente democratico sia stato più volte critico nei confronti delle grandi compagnie tecnologiche, è il candidato alle presidenziali Usa che sta raccogliendo più finanziamenti tra i loro dipendenti.
I lavoratori di Amazon, Apple, Facebook, Google e Twitter hanno sostenuto la campagna di Sanders con 270'000 dollari negli ultimi tre mesi del 2019. Dal lato opposto della classifica c'è il presidente Donald Trump, con meno di 15'000 dollari racimolati.
A snocciolare le cifre è un'elaborazione di GovPredict per il sito Recode, basata sui dati forniti dalla Commissione elettorale federale. Ne emerge che Sanders con le piccole donazioni ha raccolto 128'000 dollari dai dipendenti di Google, cui si aggiungono 53'000 dollari da quelli di Apple e 60'000 da quelli di Amazon.
Proprio contro il colosso di Jeff Bezos è intervenuto più volte, in modo duro, il candidato socialista, criticando i salari e le tipologie di contratto, e sollevando dubbi sulle tasse versate. Ma Sanders ha preso di mira anche Facebook e gli altri giganti californiani, rei di "aver monopolizzato quasi tutti i settori economici", e di "controllare troppo di quello che vediamo, ascoltiamo e leggiamo online". Per questo "devono essere soggetti all'autorità antitrust".
Al secondo posto tra i più finanziati c'è l'imprenditore e filantropo di origine asiatica Andrew Yang, anch'egli in corsa alle primarie democratiche, con 230'000 dollari. Yang non è tra i candidati più in vista, ma ha sempre dimostrato un feeling con la Silicon Valley.
Seguono la senatrice democratica Elizabeth Warren, la più agguerrita contro i monopoli tecnologici, con 170'000 dollari, e il 38enne Pete Buttigieg, neo-vincitore in Iowa, con 120'000.
Nettamente distanziato l'ex vicepresidente di Obama, Joe Biden, a quota 40'000 dollari di cui 25'000 dai soli dipendenti di Amazon.
Chiude la classifica il presidente Donald Trump con circa 14.500 dollari, in gran parte provenienti dai lavoratori di Amazon e Google.
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