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LUGANO - Sarebbero di almeno 7 milioni di franchi le malversazioni commesse dall'ex presidente dell'UDC ticinese Paolo Clemente Wicht, arrestato due settimane fa. Frodi che secondo gli inquirenti sono state compiute principalmente ai danni della ex moglie la quale gli aveva affidato la gestione dei suoi beni. Lo ha rivelato questa sera la RSI.
Wicht già il giorno dopo il suo arresto aveva respinto ogni addebito tramite il suo legale, ma nei suoi confronti la magistratura ipotizza diversi reati: appropriazione indebita, truffa, amministrazione infedele, omissione della contabilità, ingiuria, minaccia, coazione, riciclaggio ed esercizio abusivo della professione di fiduciario. E ha disposto un ordine di perquisizione e di sequestro di tutti gli averi e documenti bancari del 52enne.
Wicht avrebbe prelevato, quasi sempre in contanti, dal patrimonio della ex consorte, almeno 7 milioni nell'arco di diversi anni. E la denuncia sarebbe proprio partita dalla donna, alla quale si è aggiunta poi quella di un ex cliente.
Ci sarebbero inoltre, sempre secondo la RSI, anche due operazioni sospette segnalate dall'Ufficio federale di polizia. I sequestri di documentazione ordinati dalla magistratura dovrebbero chiarire i fatti anche se per anni Wicht non avrebbe allestito alcuna contabilità e nemmeno dichiarazioni fiscali, avendo per contro una situazione debitoria molto critica e con diverse esecuzioni pendenti.