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Con l'opinione pubblica sempre più infuriata nei loro confronti per le conseguenze dello shutdown del governo, alcune decine di parlamentari Usa hanno annunciato che non accetteranno il loro salario o lo gireranno in beneficenza per tutta la durata della chiusura della pubblica amministrazione.
Per legge i parlamentari Usa, al pari del presidente e dei ministri, continuano ad essere pagati perché il loro lavoro, autorizzato dalla Costituzione, viene ricompensato con fondi "obbligatori", non iscritti cioè nelle leggi annuali di spesa. Deputati e senatori guadagnano 174 mila dollari lordi all'anno con i leader di Capitol Hill come lo Speaker John Boehner che portano a casa 223 mila dollari. Ma con le polemiche crescenti che vedono il Congresso al fanalino di coda del gradimento degli americani, una settantina di parlamentari, metà repubblicani e metà democratici, hanno annunciato che rinunceranno alla paga.
"Dobbiamo dare l'esempio, mettendo la gente davanti alla politica", ha detto il democratico Ami Bera: "Se il Congresso non può fare il suo lavoro certamente non dovrebbe essere pagato durante una crisi". Per Chris Collins, repubblicano di New York, il Congresso "è stato mandato a Washington con un incarico. Se non riusciamo ad assolverlo, non dobbiamo prendere lo stipendio che è pagato con le tasse degli americani".