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A novembre San Francisco diventerà la più grande città americana a consentire agli immigrati che non hanno lo status di cittadini di votare. Tra questi rientrano anche gli illegali, anche se in realtà potranno esprimersi solo per il rinnovo del consiglio scolastico.
Ma si tratta comunque di una mossa dalla forte valenza simbolica, con cui San Francisco ancora una volta porta avanti una svolta nel dibattito sull'immigrazione.
"La decisione dà la sensazione che negli Usa stia arrivando un cambiamento", ha spiegato Louis DeSipio, professore di scienze politiche all'UC Irvine. La California d'altronde è uno degli Stati Usa che offre più opportunità ai clandestini, ad esempio con patenti di guida speciali e norme ad hoc per le rette universitarie.
Inoltre, Los Angeles e San Francisco sono città santuario, quelle che proteggono gli illegali a cui ha dichiarato guerra il presidente Usa Donald Trump.