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Un tempo erano due. Uno alla Resega, l’altro alla Valascia. Che se li vincevi entrambi era Natale e Pasqua tutto l’anno, indipendentemente da come si sviluppava il resto della stagione. Poi il calendario si è dilatato. Si è entrati nell’era playoff, che nel 1999 ci ha proiettati nel mondo di derbylandia. Un intero cantone, grandi e piccini, a palpitare per una finalissima che aveva spaccato in due il paese. O stavi di qua o di là. Prima di chiederti come ti buttava nella vita, era essenziale sapere se eri bianconero o biancoblù. Un processo di dicotomia nostrana che pareva irreversibile. E invece no. Tutto o quasi è cambiato. Il tempo non è più scandito dal memento derby. Vincerlo è sempre bello e perderlo fa sempre male. Ma l’Ambrì li perderebbe anche tutti, se avesse la certezza di chiudere la prima parte del campionato tra le prime otto. E il Lugano farebbe lo stesso, se in cambio ricevesse un titolo che insegue da una vita che non è più quella che fu.
L'ANGOLO DI ARMANDO
Derby che cambiano
13 novembre 2018