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L’ateismo di Stephen Hawking
Diversi liberi pensatori tematizzano l’ateismo del fisico morto lo scorso 14 marzo. Una questione che nel corso della sua vita non è mai stata messa particolarmente in risalto
in cristianesimo , cultura
(Kimberly Winston) Dite le parole “britannico”, “scienziato” e “ateo” e la prima persona che vi verrà in mente sarà probabilmente Stephen Hawking. Sulla questione dell’ateismo il fisico teorico e cosmologo deceduto all’età di 76 anni è stato tuttavia messo in ombra dal suo compatriota biologo e attivista Richard Dawkins. Bisogna dire che l’ateismo di Stephen Hawking era meno esplosivo di quello del collerico Richard Dawkins.
Dio e le leggi della natura
“Ciò che potrebbe definire Dio (è pensare a Dio) come l’incarnazione delle leggi della natura. Tuttavia non è questo che la maggior parte delle persone pensa di Dio”, dichiarò Stephen Hawking alla giornalista Diane Sawyer nel 2010, nel corso di un’intervista per il canale televisivo ABC. “Ne fanno un essere somigliante all’uomo con il quale possono avere una relazione personale. Se considerate l’immensità dell’universo e l’irrilevanza di una vita umana accidentale ciò appare assolutamente impossibile”.
Richard Dawkins
Conoscere il pensiero di Dio
Uno dei motivi per cui l’ateismo di Stephen Hawking era messo così poco in evidenza è che per anni sembrava aver eluso la questione dell’esistenza di Dio. Nel suo libro fondamentale “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”, scrive: “Tutta la storia della scienza è consistita in una comprensione graduale che i fatti non avvengono in modo arbitrario, ma riflettono un certo ordine soggiacente, il quale può essere o non essere divinamente ispirato”. Più avanti nello stesso libro scrive sulla ricerca di una teoria unificante dell’universo: “Sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana, perché allora conosceremmo il pensiero di Dio”.
Per alcuni questa citazione è la prova che in privato Stephen Hawking coltivava credenze religiose. Un’ipotesi alimentata da alcune dichiarazioni rilasciate nel corso degli anni. “Le leggi possono essere state decretate da Dio”, dichiarò all’agenzia Reuters nel 2007, “ma Dio non interviene per infrangere le leggi”. Nel 2005 intitolò persino un libro: “God Created the Integers” (“Dio creò i numeri”). E nel 2008 si recò in Vaticano, intrattenendosi brevemente con papa Benedetto XVI.
Stephen Hawking e Benedetto XVI
Quello che intendevo dire con ‘conosceremmo la mente di Dio’ è che sapremmo tutto ciò che Dio saprebbe se ci fosse un Dio. Ma non c’è alcun Dio. Sono ateo
Dio non è necessario
Nel 2010, con la pubblicazione del “Grande disegno”, Stephen Hawking cominciò a rivelare gradualmente di non credere. “Poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente”, scrisse con Leonard Mlodinow. “La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi. Non è necessario invocare Dio per accendere la miccia e far partire l'universo”.
In un documentario di Discovery Channel, Hawking aggiunse che "siamo tutti liberi di credere in ciò che vogliamo, ma io penso che la spiegazione più semplice sia che non c’è nessun dio. Nessuno ha creato l’universo e nessuno governa il nostro destino”.
E se ciò non fosse abbastanza chiaro, nel 2014 il fisico lasciò cadere l’ultimo velo nel corso di un’intervista con il giornale spagnolo “El Mundo”: “Quello che intendevo dire con ‘conosceremmo la mente di Dio’ è che sapremmo tutto ciò che Dio saprebbe se ci fosse un Dio. Ma non c’è alcun Dio. Sono ateo”.
Scienza contro fede
Dopo la sua morte, alcuni atei hanno dichiarato che la visione di Stephen Hawking secondo la quale abbiamo soltanto quest’unica vita, li ha rafforzati nelle loro convinzioni. “Stephen Hawking doveva affrontare ogni giorno la propria mortalità con una tale violenza che sarebbe stato comprensibile se avesse abbandonato l’ateismo per confermare il vecchio adagio che recita: ‘Non ci sono atei in trincea’”, ha scritto l’atea Lianna Brinded per il magazine online “Quartz”. “Invece non ha rinunciato al suo approccio alla religione basato sulle prove e sul ragionamento scientifico”. (RNS/Protestinter; trad. it. G. M. Schmitt)