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SEUL - La Corea del Sud mette in campo una controffensiva diplomatica e propone al Nord colloqui militari per allentare le tensioni lungo il confine.
Lo ha annunciato il viceministro della Difesa sudcoreano Suh Choo-suk, indicando in venerdì 21 luglio la data e la parte nordcoreana del villaggio di Panmunjeom come luogo del disgelo.
Seul punta a risolvere «tutti gli atti di ostilità», ha detto Suh in conferenza stampa, sulla situazione del 38/mo parallelo.
In aggiunta, il governo sudcoreano chiede il riavvio di un tavolo negoziale per la riunione delle famiglia separate dalla fine della Guerra di Corea del 1950-53.
In questo caso, la Croce Rossa di Seul ha ipotizzato un primo contatto bilaterale per il primo agosto da tenere al Palazzo della Pace, nella parte di Panmunjeom controllata dalla Corea del Sud.
L'offerta di dialogo è stata fatta da Seul malgrado le critiche di Pyongyang alla proposta avanzata del presidente sudcoreano Moon Jae-in di colloqui diretti con il leader del Nord Kim Jong-un.
Moon, in un intervento tenuto a Berlino circa una settimana fa in vista del G20 di Amburgo, ha detto di voler incontrare Kim «in ogni momento, in ogni luogo, se si definiscono le condizioni giuste e sarà possibile fornire un'opportunità di trasformare la tensione e il confronto attuale sulla penisola coreana».
Sabato un commento sul Rodong Sinmun, l'organo ufficiale del Partito dei Lavoratori, ha accusato l'iniziativa di Moon di «portare con sé intenzioni di confronto per schiacciare il suo vicino». Il quotidiano l'ha descritta come «sofismi che pongono ostacoli piuttosto che migliorare le relazioni Nord-Sud».
Il governo sudcoreno non è seriamente orientato ai colloqui intercoreani come confermato dal fatto che dietro le quinte Seul sta spingendo per il varo di sanzioni più dure contro Pyongyang.
Unica nota positiva, secondo il Rodong Sinmun, il richiamo fatto da Moon nel suo discorso alle dichiarazioni congiunte del 2000 e del 2007, durante le due iniziative intercoreane maturate con la "sunshine policy".