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TAIPEI - Per il secondo giorno di fila, la Cina ha fatto un'incursione su vasta scala in aggiunta ai 38 aerei militari del primo ottobre, giorno della fondazione della Repubblica popolare. Nel complesso si tratta di 77 aerei in due giorni. Ieri l'incursione è avvenuta in due ondate: Taipei ha parlato di 20 aerei durante il giorno, seguiti da altri 19 nella notte, in prevalenza caccia J-16 e Su-30.
Gli aerei cinesi hanno volato vicino alle isole Pratas controllate da Taiwan, nella parte sudoccidentale della sua zona di difesa aerea, ha riferito il ministero della Difesa di Taipei in due dichiarazioni separate postate sul suo sito web sabato sera e domenica mattina. La risposta dell'isola è stata quella ampiamente rodata: jet militari fatti decollare come avvertimento e sistemi missilistici attivati a monitorare la rotta di volo.
Il "bullismo" di Pechino - Taiwan, o la Repubblica di Cina, ha denunciato ieri il "bullismo" di Pechino attraverso il premier Su Tseng-chang in risposta alle attività cinesi intensificatesi in maniera esponenziale negli ultimi anni. La scorsa settimana, in risposta agli sforzi di Taiwan di unirsi al CPTPP, l'accordo di libero scambio evoluzione dell'ex TPP lanciato dagli Usa di Barack Obama, l'esercito cinese ha inviato 24 aerei nei cieli di Taipei. Nel 2020, la Cina, che considera l'isola una parte "inalienabile" del suo territorio, ha effettuato un record di 380 incursioni nell'ADIZ taiwanese e finora quest'anno ha già superato le 500 volte.
Pechino ha aumentato la pressione da quando la presidente taiwanese Tsai Ing-wen, che ha affermato di considerare Taiwan "già indipendente", è stata eletta nel 2016. All'inizio di questa settimana, il Regno Unito ha inviato una nave da guerra nello Stretto di Taiwan per la prima volta dal 2008. Pechino ha affermato che il Regno Unito stava mostrando "malvagie intenzioni di sabotare la pace e la stabilità".