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Il processo di allargamento
- 1957: Belgio, Repubblica Federale di Germania, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi
- 1973: Danimarca, Irlanda, Regno Unito
- 1981: Grecia
- 1986: Portogallo, Spagna
- 1995: Finlandia, Svezia, Austria
- 2004: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Cipro
- 2007: Bulgaria, Romania
- 2013: Croazia
- 2020: Uscita del Regno Unito
- Paesi candidati: Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Turchia
Dal 1957 il numero degli Stati membri dell’Unione europea (UE) è via via aumentato. Nel 2004 vi aderirono contemporaneamente dieci Paesi. In precedenza erano stati ammessi da uno a tre Stati alla volta. Il processo di allargamento dell’UE è interessante anche perché la prospettiva dell’adesione all’UE ha un ruolo importante nella politica interna di molti Stati. Dopo molte adesioni, nel 2020 il Regno Unito è stato il primo Paese a uscire dall’UE.
Nel 2004 si è compiuta la più grande fase di allargamento della storia dell’UE, che ha visto l’adesione di Polonia, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Cipro e Malta. Nel 2007 sono entrati a far parte dell’UE altri due Stati: la Bulgaria e la Romania. La Croazia è stata l’ultimo Paese ad aderire all’UE il 1° luglio 2013. Dopo l’uscita del Regno Unito nel 2020, l’UE sarà composta da 27 Stati membri.
Allargamento dell’UE: implicazioni positive
La prospettiva di aderire all’UE e l’adesione stessa ha dato un impulso decisivo al processo di transizione pacifica dei Paesi candidati verso la democrazia e l’economia sociale di mercato. L’allargamento a Est ha consentito di superare la scissione ideologica che ha caratterizzato l’Europa durante la guerra fredda e ha rappresentato un importante passo avanti sulla strada della stabilità e del benessere comune in Europa. L’UE è cresciuta in termini di popolazione e dall’adesione della Croazia conta 24 lingue ufficiali, tra cui, dal 2007, il gaelico. Inoltre il Consiglio dell’UE riconosce varie lingue regionali, come il catalano o il basco. Gli Stati membri possono così richiedere la traduzione di determinati documenti in queste lingue regionali.
Chi può candidarsi all’UE?
L’ammissione di potenziali candidati sottostà a severe condizioni politiche, economiche e giuridiche (criteri di Copenaghen). Per il futuro processo di allargamento sarà sempre più decisivo il criterio della «capacità d’integrazione» all’UE: con l’aumento degli Stati membri, l’Unione deve infatti garantire la propria idoneità ad agire e a prendere decisioni, a rispettare il bilancio e ad attuare efficacemente le politiche comuni.
Processo di allargamento: sviluppi dal 2003
Nel 2003 l’UE ha dato agli Stati dei Balcani occidentali la possibilità di aderire, a condizione che i Paesi candidati adempissero i criteri necessari. L’ingresso della Croazia nell’UE è la dimostrazione che tale prospettiva era credibile. L’UE porta già avanti negoziati di adesione con la Serbia e il Montenegro. Anche per l’Albania, la Macedonia del Nord, la Bosnia e Erzegovina e il Kosovo si prospetta un avvicinamento all’Europa. In seno all’UE, oltre alla questione dei Balcani occidentali è controversa l’adesione della Turchia, Paese che ha avviato i negoziati con l’UE nel 2005. L’ultimo rapporto di adesione della Commissione sulla situazione in Turchia segnala tuttavia un grave passo indietro del Paese riguardo all’indipendenza della giustizia e alla libertà di espressione entro i confini nazionali.