Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01100.jsonl.gz/209

Sono di nazionalità cinese le 39 vittime ritrovate mercoledì dalla polizia nel camion posteggiato nell'area di stazionamento del Waterglade Industrial Park. Lo hanno riferito le autorità, specificando che tra di loro ci sono otto donne e che sarebbero morti per assideramento. Inoltre, le forze dell’ordine hanno perquisito due abitazioni legate all’autista del TIR. I controlli hanno riguardato due indirizzi nella contea nordirlandese di Armagh, dove è nato e risiede l’uomo tuttora in arresto.
Gli inquirenti sospettano che il camionista possa far parte di una rete di basisti coinvolti in operazioni di trasporto per conto di trafficanti di esseri umani. È per questo che le autorità hanno aperto tre differenti indagini: una nel Regno Unito, una in Belgio ed una in Bulgaria con lo scopo di far luce su questa organizzazione criminale.
L’inchiesta in svolgimento a Sofia ha permesso di sapere che il mezzo fu immatricolato nel Paese nel giugno del 2017 e che appartiene ad un'impresa di proprietà di una cittadina irlandese, intestataria di altri due TIR. Il veicolo lasciò il territorio bulgaro subito dopo la registrazione e da allora non ha più fatto ritorno.
Le indagini hanno dimostrato che il container sarebbe partito dalla Bulgaria, percorrendo un viaggio più lungo senza passare da Calais per evitare i controlli franco-britannici e, successivamente, ha raggiunto il Regno Unito dal porto di Zeerbrugge, sul Mare del Nord, per sbarcare a Purfleet.
È alla foce del Tamigi che una motrice proveniente dall’Irlanda del Nord e transitata da Dublino ha agganciato il container portandolo a Grays dove è stato fatto il macabro ritrovamento. Nel 2000, in un episodio analogo, furono rinvenuti a Dover i corpi di 58 migranti, anch'essi cinesi.