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Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha provvisoriamente vietato venerdì all'autorità federale dei mercati finanziari, la consegna di documenti bancari di otto clienti UBS alle autorità fiscali americane. Troppo tardi, tuttavia, perché i documenti sono già stati trasmessi mercoledì negli Stati uniti.
In questo modo il Tribunale accoglie una denuncia collettiva presentata precauzionalmente mercoledì scorso contro la decisione dell'autorità di vigilanza finanziaria (FINMA), che pregiudicherebbe le conclusioni della procedura penale in corso negli USA, influenzandola negativamente.
Il TAF vieta quindi alla FINMA, sotto minaccia di un procedimento penale, di fornire a terzi, soprattutto alle autorità americane, documentazione bancaria o altro materiale relativi ai denuncianti. La banca UBS e la FINMA hanno tempo fino al 24 di febbraio per prendere posizioni.
I dati i 300 clienti dell'UBS sono tuttavia già stati consegnati alle autorità fiscali americane mercoledì nell'ambito dell'accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e la banca svizzera. Lo ho confermato Alain Bichsel, portavoce della FINMA.
L'autorità di vigilanza finanziaria, che ha dichiarato di prendere sul serio la decisione del tribunale amministrativo federale, prenderà posizione entro martedì, ha aggiunto Bichsel.