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Chris Froome ha stravolto il Giro d'Italia. Partito con 2'54” di ritardo da Tom Dumoulin e 3'22” dalla maglia rosa Simon Yates, nella tappa più dura dell'edizione 2018 (Venaria Reale - Bardonecchia) ha compiuto un'impresa che rimarrà nella leggenda non soltanto della corsa rosa, ma di tutto il ciclismo. Un'impresa epica, di quelle che riportano alla mente le cavalcate solitarie della prima metà del secolo scorso: vittoria in solitria e conquista della maglia rosa, uno scenario assolutamente impensabile al via da Venaria Reale. Con la necessità di recuperare terreno nei confronti di Dumoulin (la maglia rosa Yates è colata a picco già all'inizio del Colle delle Finestre, accusando in vetta un ritardo di circa un quarto d'ora), Froome ha gettato via la sua immagine di calcolatore ed è passato all'attacco circa a metà salita, quando al traguardo di Jaffreau (sopra Bardonecchia) mancavano ancora qualcosa come 83 km. E se n'è andato in totale solitudine, lasciando sul posto Pinot, Dumoulin, Pozzovivo (che poi cederà e accuserà un ritardo finale di 8'28”), Lopez er Carapaz. Per il britannico è iniziata una cronometro di oltre 80 km con ancora da superare metà Colle delle Finestre, il Sestriere, l'ascesa finale verso Jaffreau, senza dimenticare i due tratti pianeggianti sul fondo fondovalle. Transitato con 41” sul Finestre, si poteva ipotizzare che Froome desistesse e aspettasse Dumoulin e soci. Invece ha fatto la discesa a tutta, ha guadagnato un altro minuto e nel fondovalle dopo il Sestriere è andato ad indossare virtualmente la maglia rosa. Negli ultimi chilometri il vantaggio è rimasto costante attorno ai 3'15” e il britannico non ha perso niente rispetto agli inseguitori, anzi ha guadagnato ancora una manciata di secondi nei confronti dell'olandese che ha pagato sul finale gli sforzi profusi nell'inseguimento. Sì perché nel gruppetto degli inseguitori Dumoulin ha dovuto accollarsi il grosso del lavoro: Carapaz e Lopez non hanno tirato un solo metro, Pinot ha dato cambi regolari, ma come il compagno di squadra Reichenbach (pure lui molto attivo) non può certo definirsi una locomotiva. Alla fine Froome ha messo Carapaz a 2'55”, Pinot a 3'05”, Lopez a 3'11”, Dumoulin a 3'21”e oggi potrà affrontare le ultime insidie di questo Giro con 40” di vantaggio su Dumoulin, 4'127” su Pinot, 4'57” su Lopez e 5'44” su Carapaz... «Non ho mai fatto nulla di simile, non ho mai attaccato da così lontano – ha commentato il keniano bianco a termine della frazione –. Mi sentivo bene e sapevo di dover recuperare tanto in classifica generale. Se volevo sperare di vincere il Giro dovevo assolutamente compiere un'impresa straordinaria, aspettare l'ultima salita non sarebbe servito a nulla. Per me è stato un Giro molto difficile, con la caduta nella ricognizione del prologo in Israele, ma non ho voluto ritirarmi e sono rimasto convinto che se avessi continuato a comportarmi in modo corretto sarebbe arrivato anche il giorno giusto per passare all'attacco. E quel giorno era oggi». Froome, è giusto ricordarlo, è tutt'ora in attesa del verdetto del tribunale in merito al test positivo al salbutamolo nell'ultima Vuelta e corre dunque con sulla testa la spada di Damocle di una possibile squalifica. Ma in attesa della decisione nei suoi confronti, un'impresa come quella regalata oggi va assolutamente celebrata come merita.
E l'ex maglia rosa? Superato in gruppo la prima salita, il Colle del Lys, Simon Yates è crollato sulle prime rampe del Colle delle Finestre e dopo una tappa diventata una calvario ha chiuso con un distacco di 38'52”. Tra chi si ricorderà di questa tappa come di un inferno, oltre a Yates anche Fabio Aru che a 7 km dalla vetta del Colle del Lys ha messo piede a terra e si è ritirato.
L'impresa di Chris Froome non mette comunque la parola fine al Giro 2018. Domani il programma propone le ultime salite, ma saranno salite molto impegnative. Dopo la partenza da Susa e in una tappa che va al di là dei 200 km, gli organizzatori hanno piazzato tre salite negli ultimi 80 km, per un dislivello di oltre 4'000 metri: il Col Tsecore (16 km al 7,7%), il Col de Pantaléon (16,5 km al7,1%) e l'ascesa finale fino a Cervinia (18,1 km al 5,2%). Il duello tra Froome e Dumoulin sarà epico.