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BRUXELLES - La lista dei paradisi fiscali che domani l'Ecofin è chiamato ad approvare, al momento «include 29 Paesi», ma «vedo il rischio che alcuni Paesi coinvolti in molti scandali fiscali negli ultimi cinque anni, non ci saranno»: lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, convinto che ciò «sarebbe strano e darebbe un segnale negativo». Perciò chiede ai ministri di non lasciare che la pressione politica «rovini gli sforzi» fatti finora per arrivare a compilare l'elenco delle giurisdizioni non cooperative.
«Sarebbe inaccettabile se (i Paesi coinvolti negli scandali, ndr) non assumessero impegni seri per cambiare le loro leggi nel 2018. L'unico modo che avrebbero per evitare di finire sulla lista sarebbe assumere forti impegni», ha detto Moscovici.
«Da giovedì scorso siamo entrati in una fase di intensa attività politica e diplomatica», e quindi «voglio mandare un messaggio chiaro ai ministri: non fate giochi diplomatici! Non lasciate che la pressione politica rovini un anno di sforzi! Tutti ci guardano e si aspettano che facciamo qualcosa. Il pubblico lo troverebbe incomprensibile e intollerabile. Dobbiamo dare ai cittadini una lista credibile, perchè sono ancora scioccati da una serie di scandali che temo non siano finiti».