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Dopo un 2020 da incorniciare, il 2021 non è iniziato benissimo per le azioni Netflix.
Il titolo NFLX è quotato al Nasdaq dal 2011, ma nei primi anni le sue performance non erano state affatto straordinarie.
Inizialmente il prezzo era di 26 dollari per azione, salito presto ad oltre 30, ma a fine 2011 scese addirittura sotto i 10 dollari, con una perdita di quasi il 65%.
Il 2012 andò un po’ meglio, con il prezzo che smise di scendere, ed oscillò per tutto l’anno tra circa 10 e 15 dollari, chiudendolo a 13$.
Pertanto i primi due anni il titolo NFLX non brillò affatto, tanto da chiuderli con un passivo del 50%.
A partire dal 2013 invece le cose sono profondamente cambiate.
Il rally delle azioni di Netflix
Infatti il prezzo crebbe fino ad oltre 50$, con un guadagno del 284% in un anno, e del 100% da collocamento di tre anni prima.
Di fatto questa fu una vera e propria svolta, perché dopo aver chiuso l’anno successivo sempre attorno ai 50$, nel 2015 fece un altro rally che lo portò a chiudere l’anno a circa 115$, ovvero con un guadagno del 130%.
Il 2016 fu tranquillo, mentre nel 2017 il prezzo fece registrare un nuovo rally, quasi come se alternasse un anno di lateralizzazione ad un anno di boom.
Infatti il 2017 si chiuse con un prezzo di quasi 200 dollari ad azione, ed un guadagno del 53%.
A questo punto si innescò un nuovo rally, nel 2018, che portò il prezzo a toccare un incredibile picco di 413$ a luglio, per poi crollare a 233$ a dicembre.
In altre parole non solo il prezzo delle azioni di Netflix nel corso degli anni è stato decisamente volatile, ma ha fatto registrare notevoli sbalzi anche sul medio periodo.
Il 2019 è stato poi un anno di lateralizzazione, sebbene di nuovo con parecchia volatilità, e si chiuse a 323$ per azione.
Nel 2020 però ha iniziato nuovamente a correre, probabilmente trainato anche dalla crescita di altri titoli quotati al Nasdaq. In un anno infatti ha guadagnato il 64% portandosi a 540$, ma questa crescita non si è fermata nel 2021.
Dopo aver toccato il picco massimo storico a 556$, il primo settembre 2020, è iniziata una lateralizzazione con molta volatilità, tanto che diciotto giorni dopo era già sceso sotto i 470$. A quel punto si sono verificate altre due risalite seguite entrambe da altrettante discese, compresa quella di inizio 2021.
Infatti il 2020 si è chiuso con il prezzo a 540$, mentre ora ha ritracciato fino a 500$.
Il nuovo anno è iniziato con una perdita del 7%, ma l’anno scorso si è chiuso con un prezzo di venti volte superiore a quello dell’esordio sui mercati finanziari, dieci anni fa.
Pertanto non solo si tratta di un titolo che ha performato estremamente bene nel corso degli anni, e che è soggetto ad una volatilità più che discreta, ma che mostra anche un andamento vagamente ciclico con l’alternanza di anni di grandi guadagni ed anni di lateralizzazione.