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Una 39enne argoviese aveva chiuso il suo piccolo atelier, lasciando però all'esterno un banco con alcuni articoli
Nei suoi confronti è stato emesso un decreto d'accusa che prevede anche una pena pecuniaria di 2'100 franchi
SCHMIEDRUED - Il suo Atelier Shabby Home lo aveva chiuso, come previsto dalle disposizioni federali. Ma all'esterno del negozio aveva lasciato un banco self-service per l'acquisto di fiori e altre decorazioni. La 39enne Manuela Achermann di Schmiedrued, nel Canton Argovia, non avrebbe mai pensato di ricevere una visita dalla polizia. Eppure lo scorso 3 aprile gli agenti si sono presentati alla sua porta, invitandola a sgomberare tutto. E lei ha immediatamente provveduto.
Ma la vicenda non era ancora finita: quel banco self-service le potrebbe costare molto caro. Questa settimana la 39enne ha infatti ricevuto un decreto d'accusa dal Ministero Pubblico argoviese, che prevede una multa di 500 franchi oltre a una tassa di 800 e spese di polizia di 20 (in totale 1'320 franchi). In più la proposta di una pena pecuniaria di complessivi 2'100 franchi.
Per Achermann, madre di tre figli, già soltanto i 1'320 franchi sono eccessivi: «Il mio atelier è aperto soltanto due giorni alla settimana, è più un hobby che una fonte di reddito. L'importo lo posso pagare soltanto a rate». E il decreto d'accusa la fa sentire «come una criminale».
Per il Ministero Pubblico argoviese la questione è chiara. «Il 3 aprile, sulla base dell'ordinanza Covid-19, era previsto che tutte le strutture accessibili al pubblico non essenziali fossero chiuse». Quindi anche un banco self-service per l'acquisto di fiori e decorazioni. La 39enne ha ora a disposizione dieci giorni per impugnare la decisione.
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