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<h2>SubmittedText<h2><p>Le decisioni del DATEC del 31 ottobre 2008 relative alle concessioni radiotelevisive hanno scatenato un molteplice dibattito, in particolare le decisioni riguardanti One FM, Tele Tell, Tele Top, Tele Züri e Radio Energy. Le modalità e i retroscena di alcune decisioni non sono affatto chiari. L'emittente Buzz FM ha ceduto volontariamente, prima ancora di cominciare a esistere, la propria concessione a One FM. Il consigliere federale Leuenberger si è detto "dispiaciuto" per il ritiro della concessione a Radio Energy e spera che "si possa trovare un'ulteriore soluzione". Il capo del dipartimento è davvero convinto delle decisioni prese? Di fronte a un simile scenario, sottoponiamo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale giudica soddisfacenti le decisioni emanate il 31 ottobre 2008 per il rilascio delle concessioni radiotelevisive? Il fatto che chi fa o vorrebbe fare radio e televisione fallisca a causa di un rifiuto delle autorità statali giova alla pluralità delle opinioni e dei media di una democrazia diretta come la nostra?</p><p>2. È positivo per un libero Paese democratico basato su un'economia di mercato che le autorità federali impongano la chiusura di imprese private?</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene insolito che ad una nuova emittente non ancora attiva come Buzz FM venga rilasciata una concessione, mentre ad un'altra già esistente ed affermata come One FM viene ritirata?</p><p>4. Come giudica il Consiglio federale la decisione contro Tele Tell (Svizzera centrale) e Tele Top (Svizzera orientale) e il fatto che le concessioni rilasciate a Tele 1 e Tele Ostschweiz abbiano dato vita a monopoli regionali (gruppo "NZZ") nella Svizzera centrale e orientale?</p><p>5. Non costituisce un problema il fatto che negando la concessione a Tele Züri sia stato svantaggiato proprio il maggiore concorrente della SSR a livello regionale?</p><p>6. Il Consiglio federale e in particolare il DATEC sono consapevoli del fatto che ormai le televisioni e le radio regionali non sono piccole realtà pioniere esposte a minimi rischi economici, bensì imprese che impiegano decine di persone e sottostanno a molteplici obblighi finanziari?</p><p>7. È giusto che un singolo dipartimento decida se autorizzare o meno una stazione televisiva regionale o radiofonica? Vista l'entità del problema, non sarebbe opportuno che se ne occupasse il Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La nuova legge federale sulla radiotelevisione del 24 marzo 2006 (LRTV) affida al DATEC la competenza relativa al rilascio delle concessioni alle emittenti private (art. 45 cpv. 1 LRTV). Le decisioni in merito al rilascio delle concessioni possono ora essere controllate da un'istanza giuridica: il Tribunale amministrativo federale. Attualmente quest'ultimo esamina undici ricorsi contro decisioni pronunciate dal DATEC nel 2008.</p><p>Il Consiglio federale rammenta che per quanto riguarda i media elettronici privati, esso non è né autorità concedente, né autorità di ricorso. Pertanto non è tenuto ad esprimersi in merito alle singole procedure di concessione, ma si limita qui di seguito a illustrare i principi fondamentali inerenti al concessionamento.</p><p>Secondo la nuova LRTV una concessione è necessaria solo per le emittenti con partecipazione al canone o con un accesso privilegiato a frequenze rare. Le altre possono andare in onda dopo una semplice notifica all'UFCOM. In questi casi sono le emittenti a definire la loro zona di diffusione, esse non devono adempiere a un particolare mandato di prestazioni e beneficiano di una regolamentazione  meno restrittiva in materia di pubblicità. Se un'emittente finora concessionaria non ottiene nessuna concessione in risposta alla sua domanda, non è legalmente tenuta a interrompere la sua attività ma può continuare a emettere, come dimostra Tele Züri. Nel settore OUC la situazione è più complessa: una mancata attribuzione della concessione porta alla perdita delle frequenze OUC. Una diffusione via cavo, Internet e DAB resta tuttora possibile, ma oggigiorno non è ancora in grado di raggiungere la stessa quantità di pubblico come le onde OUC.</p><p>Per l'attribuzione delle concessioni la LRTV prevede una procedura in due tappe. Dapprima, dopo consultazione degli ambienti interessati e delle autorità locali, il Consiglio federale definisce il numero e l'estensione delle zone di copertura per le quali vanno messe a concorso le concessioni. Successivamente, il DATEC mette a concorso e attribuisce le concessioni.</p><p>La penuria di mezzi finanziari derivanti dai proventi del canone e la disponibilità ridotta di frequenze fa sì che il numero delle concessioni sia limitato. In molte regioni è quindi difficile arrivare a una situazione concorrenziale tra i concessionari, e in altre è addirittura impossibile. Il rilascio delle concessioni è dunque un'occasione importante per creare una concorrenza aperta. Il Parlamento non voleva avvantaggiare le emittenti già presenti sul mercato e ha chiaramente respinto una richiesta volta ad attribuire la concessione a un candidato che, in base "alle prestazioni finora fornite, può garantire al meglio l'adempimento del mandato di prestazioni" BO 2006 N 126f.). A questa apertura voluta del mercato, corrisponde anche il fatto che le concessioni sono state o saranno rilasciate a tempo determinato (sia in base alla vecchia che alla nuova legge) e non possono essere né prolungate, né rinnovate automaticamente.</p><p>Secondo l'articolo 45 capoverso 3 LRTV, se al concorso pubblico si presentano diversi candidati, la concessione è rilasciata a colui che è meglio in grado di adempiere il mandato di prestazioni, ossia di fornire un servizio pubblico a livello locale. Il fattore della concentrazione mediatica entra in gioco solo se più candidature soddisfano in ugual misura questo requisito. Tale priorizzazione dei criteri sancita dalla legge implica che una decisione relativa alla concessione può portare a un aumento della concentrazione mediatica, se un candidato avente rapporti con altri media della zona di diffusione ha inoltrato un dossier migliore del suo concorrente indipendente.</p>  Risposta del Consiglio federale.