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Il Consiglio dei Guardiani iraniano, che vaglia le leggi approvate dal Parlamento, ha accolto una nuova normativa sulla protezione di bambini e adolescenti dopo una difficile procedura che ha visto lo stesso Consiglio chiedere diverse modifiche a partire dal 2012.
L'approvazione sembra essere stata accelerata dalla reazione popolare all'uccisione nel maggio scorso nel nord dell'Iran della tredicenne Romina Ashrafi per mano del padre che ha così voluto punirla per una sua relazione con un uomo. Secondo le notizie che sono circolate, il padre avrebbe ucciso la figlia dopo essersi assicurato tramite un avvocato di non poter essere condannato a morte, beneficiando della vecchia legge secondo la quale il genitore maschio o il nonno paterno potevano essere condannati solo ad una pena lieve se avessero ucciso un figlio o un nipote.