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Il quotidiano inglese The Guardian rivela che un chirurgo turco ha avuto un ruolo essenziale nel traffico d’organi organizzato in Kosovo a partire dal 1999.
Yusuf Erçin Sönmez eseguiva da una decina d’anni trapianti in diversi paesi. Tracce del suo operato sono state trovate nella clinica Medicus di Pristina, il che lascia supporre il suo coinvolgimento nel traffico d’organi organizzato, secondo le accuse avanzate dal Consigliere agli Stati Dick Marty, dal partito del premier kossovaro Hashim Thaci.
Yusuf Erçin Sönmez ha operato sino a poche settimane fa nella clinica Medicus di Pristina: gli organi che prelevava a giovani pazienti sani (interventi in ambulatorio in precarie condizioni igieniche) li impiantava in soggetti malati che pagavano sino a 90mila euro per un rene. L’Interpol ha emesso a metà dicembre un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti.
L’inchiesta era stata avviata lo scorso mese di novembre quando un giovane turco a cui Sönmez aveva espiantato un rene poche ore prima, si era sentito male all’aeroporto di Pristina, mentre aspettava il volo per rientrare ad Istambul.
La polizia lo aveva interrogato e il giovane, mostrando la ferita ancora fresca sul corpo, aveva parlato della clinica Medicus. Dei soldi che gli erano stati promessi in cambio di un rene non aveva ricevuto nulla. Gli era stato pagato solamente il biglietto aereo.
Durante la perquisizione della clinica sono state trovate chiare tracce dell’operato di Sönmez. Il Procuratore dell’UE Jonathan Ratel ha emesso un atto d’accusa nei confronti dell’intero staff medico. Il Consiglio europeo ha fatto il nesso tra la clinica Medicus e la rete di trapianti illegali organizzata dall’Esercito di liberazione del Kosovo e iniziata nel 1999.
Una fazione in seno alla guerriglia fedele al premier kossovaro Hashim Thaci è stata accusata di aver controllato gli espianti di organi su prigionieri di etnia serba, che dopo l’espianto venivano liquidati con una pallottola in testa. La cronaca di questi giorni rileva come Thaci abbia respinto ogni accusa.
Sönmez, che si è reso irreperibile, non è nuovo a questo genere di accuse. Sempre a causa di trapianti illegali di reni era stato arrestato a più riprese in Turchia, dove gli era stata revocata la licenza di chirurgo. Lui ha comunque continuato la sua attività illegale altrove, in Ecuador, in Azerbaidjan e, appunto, a Pristina.
Nella clinica Medicus gli inquirenti hanno rinvenuto i dossier di 30 persone a cui, nel giro di otto mesi, erano stati espiantati i reni in cambio della promessa del versamento (mai avvenuto) di cifre che andavano sino a 20mila euro. I reni prelevati sono stati impiantati a pazienti provenienti dal Canada, da Israele, dalla Germania e dalla Polonia. Nonostante operasse su base illegale Sönmez era meticoloso e ordinava ogni dossier in un archivio privato.
(Fonte: www.B92.net)