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Lo hanno scoperto ricercatori di Zurigo applicando una nuova tecnica di datazione alle formazioni geologiche del continente asiatico.
Un tempo l'India era un'isola, separata dal resto dell'Asia. Cinquanta milioni di anni fa, spostandosi verso nord, urtò il continente eurasiatico. La collisione e la pressione tra le due zolle deformò la crosta terrestre generando catene montuose e profonde vallate. Nacquero così l'Himalaya, la catena che raccoglie le vette più alte del mondo, e i rilievi dell'Asia centrale.
Processo in evoluzione
Il processo di formazione delle montagne è stato lunghissimo ed è tuttora in corso. La zolla indiana si muove verso quella eurasiatica alla velocità di 40-50 millimetri all'anno. L'energia prodotta dalla compressione viene assorbita da una rete di faglie che attraversa l'intero continente e alimenta la crescita delle catene montuose.
Per calcolare la velocità dei movimenti della crosta terrestre in prossimità delle faglie, i geologi misurano l'altezza dei rilievi generati dalla pressione e la confrontano con l'età delle formazioni geologiche. Stabiliscono così il tempo impiegato da una montagna per raggiungere la sua altezza e il suo attuale tasso di crescita.
Calcolare la crescita
Fino ad ora, le misure effettuate in Asia centrale erano basate sulle tracce lasciate dall'ultima glaciazione. La massima estensione dei ghiacciai durante l'ultimo periodo glaciale risale a circa 20.000 anni fa.
Attente osservazioni della conformazione delle rocce hanno suggerito agli esperti che alcune terrazze naturali situate nella regione di Qilian Shan, a nord dell'altopiano tibetano, si sono sviluppate dopo il ritiro dei ghiacci e dunque sarebbero non più vecchie di 20.000 anni. Partendo da questa considerazione, i geologi hanno calcolato che le montagne della regione crescerebbero alla velocità di 20-30 millimetri all'anno.
Tecnica innovativa
Ora un gruppo di ricerca internazionale, che comprende scienziati dell'Istituto di fisica delle Particelle del Politecnico di Zurigo, ha applicato alle rocce di Qilian Shan una tecnica di datazione innovativa e molto più precisa.
La tecnica si basa sull'analisi di elementi chimici presenti nel suolo, prodotti nel corso del tempo dal bombardamento delle radiazioni provenienti dallo spazio. Misurando la concentrazione di isotopi del neon, del berillio e dell'alluminio, i fisici di Zurigo hanno scoperto che le terrazze in questione sono vecchie di 170.000 anni.
L'importanza dei ghiacciai
L'apparente incongruenza si spiega considerando che l'andamento dell'ultima glaciazione non è stato identico ovunque. In alcuni continenti il disgelo è arrivato prima che altrove. Evidentemente nella regione di Qilian Shan i ghiacci si erano già ritirati 170.000 anni fa.
La scoperta, descritta sulle pagine della rivista Nature, implica che il tasso di crescita delle montagne nella regione esaminata non è di 20-30 millimetri all'anno, ma di gran lunga inferiore, pari a 0,35 millimetri all'anno.
Maria Cristina Valsecchi