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Sostiene Pereira - Conversazioni (passi)

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Nell'ingresso si soffermò davanti alla libreria, dove c'era il ritratto di sua moglie. Quella fotografia l'aveva scattata lui. nel millenovecentoventisette, era stato durante una gita a Madrid, e sullo sfondo si vedeva la sagoma massiccia dell'Escorial. Scusa se sono un po' in ritardo, disse Pereira.
Sostiene Pereira che da un po' di tempo aveva preso l'abitudine di parlare al ritratto della moglie. Gli raccontava quello che aveva fatto durante il giorno, gli confidava i suoi pensieri, chiedeva consigli. Non so in che mondo vivo, disse Pereira al ritratto, me lo ha detto anche padre Antonio, il problema è che non faccio altro che pensare alla morte, mi pare che tutto il mondo sia morto o che sia in procinto di morire. E poi Pereira pensò al figlio che non avevano avuto. Lui sì, lo avrebbe voluto, ma non poteva chiederlo a quella donna gracile e sofferente che passava notti insonni e lunghi periodi in sanatorio. E si dispiacque. Perché se ora avesse avuto un figlio, un figlio grande col quale sedersi a tavola e parlare, non avrebbe avuto bisogno di parlare con quel ritratto che si riferiva a un viaggio lontano del quale quasi non si ricordava più. E disse: beh, pazienza, che era la sua formula di commiato dal ritratto di sua moglie.
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Sostiene Pereira che si accomodò al tavolino sentendosi imbarazzato. Pensò fra sé che quello non era il suo posto, che era assurdo incontrare uno sconosciuto a quella festa nazionalista, che padre Antonio non avrebbe approvato il suo comportamento; e che desiderò di essere già di ritorno a casa sua e di parlare al ritratto di sua moglie per chiedergli scusa. E fu tutto questo che pensava che gli dette il coraggio di fare una domanda diretta, tanto per aprire la conversazione, e senza pensarci più di troppo chiese a Monteiro Rossi: questa è una festa della gioventù salazarista, lei è della gioventù salazarista?
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L'indomani mattina, quando Pereira si alzò, sostiene, trovò una frittata al formaggio fra due fette di pane. Erano le dieci, e la donna delle pulizie veniva alle otto. Evidentemente gliela aveva preparata perché la portasse in redazione per l'ora di pranzo, la Piedade conosceva benissimo i suoi gusti, e Pereira adorava la frittata al formaggio. Bevve una tazza di caffè, fece un bagno, indossò la giacca ma decise di non mettere la cravatta. Però se la mise in tasca. Prima di uscire si fermò davanti al ritratto di sua moglie e gli disse: ho trovato un ragazzo che si chiama Monteiro Rossi e ho deciso di assumerlo come collaboratore esterno per fargli fare i necrologi anticipati, credevo che fosse molto sveglio, invece mi pare un po' imbambolato, potrebbe avere l'età di nostro figlio, se avessimo avuto un figlio, mi assomiglia un po', gli cade una ciocca di capelli sulla fronte, ti ricordi quando anche a me cadeva una ciocca di capelli sulla fronte?, era al tempo di Coimbra, beh, non so che dirti, vedremo, oggi viene a trovarmi in redazione, ha detto che mi porta un necrologio, ha una bella ragazza che si chiama Marta e che ha i capelli color rame, però fa un po' troppo la spigliata e parla di politica, pazienza, staremo a vedere.
Pereira avrebbe voluto dirgli che la sera precedente gli aveva già anticipato i soldi per comprarsi un paio di pantaloni nuovi, e che evidentemente non poteva passare la giornata a dargli soldi, perché non era suo padre. Avrebbe voluto essere fermo e duro. E invece disse: se il suo problema è il pranzo di oggi, ebbene, posso invitarla a pranzo, anch'io non ho pranzato e ho un certo appetito, mi andrebbe di mangiare un bei pesce alla griglia o una scaloppa impanata, lei che ne dice?
Perché Pereira disse così? Perché era solo e quella stanza lo angosciava, perché aveva veramente fame, perché pensò al ritratto di sua moglie, o per qualche altra ragione? Questo non saprebbe dirlo, sostiene Pereira.
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Davanti a ogni getto stavano sedute delle persone, con i gomiti appoggiati sul marmo, che respiravano i flussi di aria calda. Pereira trovò un posto libero e si accomodò. Respirò a fondo per qualche minuto e si immerse nei" suoi pensieri. Gli venne in mente Monteiro Rossi e, chissà perché, anche il ritratto di sua moglie. Erano quasi due giorni che non parlava con il ritratto di sua moglie, e Pereira si pentì di non esserselo portato dietro, sostiene. Allora si alzò, andò negli spogliatoi, si rivestì, fece il nodo della cravatta nera, uscì dallo stabilimento termale e rientrò in albergo.
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Questo fatto in fondo lo sconfortò. Non gli piaceva essere solo, completamente solo, senza nessuno che si occupasse di lui. Passò davanti al ritratto di sua moglie e gli disse: ritorno tra dieci minuti. Andò in camera, si spogliò e si apprestò a fare il bagno. Il cardiologo gli aveva ordinato di non fare bagni troppo freddi, ma lui aveva bisogno di un bagno freddo, lasciò che la vasca si riempisse di acqua fredda e vi si immerse. Mentre stava immerso nell'acqua si accarezzò a lungo il ventre. Pereira, si disse, una volta la tua vita è stata diversa. Si asciugò e si infilò il pigiama. Andò fino all'ingresso, si fermò davanti al ritratto di sua moglie e gli disse: stasera vedo Monteiro Rossi, non so perché non lo licenzio o non lo mando a quel paese, ha dei problemi e vuole scaricarli su di me, questo l'ho capito, tu cosa ne dici, cosa devo fare? Il ritratto di sua moglie gli sorrise con un sorriso lontano. Bene, disse Pereira, ora vado a fare una siesta, sentirò dopo cosa vuole quel giovanotto. E si andò a coricare.
E così disse: me ne occuperò domattina, però suo cugino non lo mandi o non lo porti in redazione, per via della portiera, lo porti domattina alle undici a casa mia, ora che le do l’indirizzo, ma niente telefonate, per favore, e cerchi di esserci anche lei, forse è meglio.
Perché Pereira disse così? Perché Monteiro Rossi gli faceva pena? Perché era stato alle terme e aveva parlato in maniera così deludente con il suo amico Silva? Perché sul treno aveva trovato la signora Delgado che gli aveva detto che bisognava fare qualcosa comunque? Pereira non lo sa, sostiene. Sa soltanto che capì di essersi messo nei guai e che doveva parlarne con qualcuno. Ma questo qualcuno non c'era in giro e allora pensò che ne avrebbe parlato con il ritratto di sua moglie quando sarebbe ritornato a casa. E infatti così fece, sostiene.
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A quel punto Pereira si alzò, sostiene. Chiese scusa e disse: abbiate pazienza, ma ho bisogno di qualche momento di riflessione, vi chiedo qualche minuto. Li lasciò soli nella stanza da pranzo e si recò nell'ingresso. Si fermò davanti al ritratto di sua moglie e gli disse: senti, non è tanto quel Lugones che mi preoccupa, ma è Marta, secondo me è lei che è responsabile di questa storia, Marta è la ragazza di Monteiro Rossi, quella con i capelli color rame, credo di avertene parlato, ebbene, è lei che mette nei pasticci Monteiro Rossi, ne sono certo, e lui si fa mettere nei pasticci perché è innamorato, io devo metterlo in guardia, non ti pare? Il ritratto di sua moglie gli sorrise con un sorriso lontano e Pereira credette di capire. Ritornò in sala da pranzo e chiese a Monteiro Rossi: perché Marta, cosa c'entra Marta? Oh beh, balbettò arrossendo leggermente Monteiro Rossi, perché Marta ha molte risorse, solo per questo. Mi stia bene a sentire, caro Monteiro Rossi, disse Pereira, credo che lei si stia mettendo nei pasticci a causa di una bella ragazza, ma senta, io non sono ne suo padre ne voglio assumere con lei un'aria paterna che forse lei potrebbe interpretare come paternalismo, le voglio dire solo una cosa: attenzione. Sì, disse Monteiro Rossi, io faccio attenzione, ma per quanto riguarda il prestito?
La giornata era magnifica, e per fortuna si era messa a spirare una bella brezza atlantica. Ma non si sentiva in grado di apprezzare la giornata. Si sentiva inquieto e avrebbe avuto voglia di parlare con qualcuno, magari con padre Antonio, ma padre Antonio passava le giornate al capezzale dei suoi malati. E allora pensò che poteva andare a fare una chiacchierata con il ritratto di sua moglie. Così si tolse la giacca e si avviò lentamente verso casa sua, sostiene.
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Si recò nell'ingresso, si fermò davanti al ritratto di sua moglie e gli disse: ieri sera ho visto Marta, la fidanzata di Monteiro Rossi, ho l'impressione che quei ragazzi si stiano mettendo in grossi guai, anzi, ci si sono già messi, a ogni modo è una cosa che non mi riguarda, io ho bisogno di una settimana di talassoterapia, me la ha ordinata il dottor Costa, e poi a Lisbona si soffoca e io ho tradotto Honorine di Balzac, parto stamani, vado a prendere un treno al Cais de Sodré, ti porto con me, se permetti. Prese il ritratto e lo mise nella valigia, ma a testa in su, perché sua moglie aveva avuto bisogno di aria tutta la vita e pensò che anche il ritratto avesse bisogno di respirare bene. Poi scese fino alla piazzetta della cattedrale, aspettò un taxi e si fece portare alla stazione.
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Sì?, chiese Pereira. E l'ora della passeggiata, disse la voce di un'infermiera oltre la porta, il dottor Cardoso la aspetta nella hall. Pereira non aveva voglia di fare nessuna passeggiata, sostiene, ma si alzò lo stesso, disfece la valigia, si infilò un paio di scarpe di corda, un paio di pantaloni di cotone e una camicia ampia color kaki. Sistemò il ritratto di sua moglie sul tavolo e gli disse: ebbene, eccomi qua, alla clinica talassoterapica, ma se mi annoio me ne vado, per fortuna mi sono portato un libro di Alphonse Daudet, così posso fare qualche traduzione per il giornale, di Daudet ci piacque soprattutto Le petit chose, tè ne ricordi?, lo leggemmo a Coimbra e ci commosse entrambi, era la storia di un'infanzia e forse pensavamo a un figlio che poi non arrivò, pazienza, comunque mi sono portato i Contes du lundi e credo che una novella andrebbe benissimo per il "Lisboa", beh, ora scusa, devo andare, pare che ci sia un dottore che mi aspetta, sentiamo quali sono i metodi della talassoterapia, ci vediamo più tardi.
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A metà pomeriggio si alzò, fece una doccia, si rivestì, si mise la sua cravatta nera e si sedette davanti al ritratto di sua moglie. Ho trovato un medico intelligente, gli disse, si chiama Cardoso, ha studiato in Francia, mi ha illustrato una sua teoria sull'anima umana, anzi, è una teoria filosofica francese, pare che dentro di noi ci sia una confederazione di anime e che ogni tanto c'è un io egemone che prende la guida della confederazione, il dottor Cardoso sostiene che sto cambiando il mio io egemone, così come le serpi cambiano pelle, e che questo io egemone cambierà la mia vita, non so fino a che punto questo sia vero e per la verità non ne sono troppo convinto, beh, pazienza, staremo a vedere.
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Entrò in casa e per prima cosa riempì la vasca di acqua fresca. Vi si immerse e si strofinò con cura il ventre, come gli aveva insegnato a fare il dottor Cardoso. Poi indossò l'accappatoio e andò nell'ingresso davanti al ritratto di sua moglie. Si è fatta di nuovo viva Marta, gli disse, pare che si sia tagliata i capelli e se li sia tinti di biondo, chissà perché, mi porta un articolo di Monteiro Rossi, ma il Monteiro Rossi è evidentemente ancora per i fatti suoi, quei ragazzi mi preoccupano, beh, pazienza, poi ti racconterò gli sviluppi.
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L'elaborazione del lutto, disse il dottor Cardoso, è un'espressione freudiana, mi scusi, io sono un sincretista e ho pescato un po' di qua e un po' di là, ma lei ha bisogno di elaborare un lutto, ha bisogno di dire addio alla sua vita passata, ha bisogno di vivere nel presente, un uomo non può vivere come lei, dottor Pereira, pensando solo al passato. E le mie memorie, chiese Pereira, e quello che ho vissuto? Sarebbero solo una memoria, rispose il dottor Cardoso, ma non invadrebbero in maniera così prepotente il suo presente, lei vive proiettato nel passato, lei è qui come se fosse a Coimbra trent'anni fa e sua moglie fosse ancora viva, se lei continua così diventerà una sorta di feticista dei ricordi, magari si metterà a parlare con la fotografia di sua moglie. Pereira si asciugò la bocca col tovagliolo, abbassò la voce e disse: lo faccio già, dottor Cardoso. Il dottor Cardoso sorrise. Ho visto il ritratto di sua moglie in camera sua nella clinica, disse, e ho pensato: quest'uomo parla mentalmente con il ritratto di sua moglie, non ha ancora elaborato il lutto, è proprio così che ho pensato, dottor Pereira. In verità non è che ci parli mentalmente, aggiunse Pereira, ci parlo a voce alta, gli racconto tutte le mie cose, e è come se il ritratto mi rispondesse. Sono fantasie dettate dal superego, disse il dottor Cardoso, lei dovrebbe parlare con qualcuno di cose come queste. Ma non ho nessuno con cui parlare, confessò Pereira, sono solo, ho un amico che fa il professore all'università di Coimbra, sono stato a trovarlo alle terme di Bucaco e sono partito il giorno dopo perché non lo sopportavo, i professori universitari sono tutti a favore della situazione politica e lui non fa eccezione, e poi c'è il mio direttore, ma lui partecipa a tutte le manifestazioni ufficiali con il braccio teso come un giavellotto, figuriamoci se posso parlare con lui, e poi c'è la portiera della redazione, la Celeste, è un'informatrice della polizia, e ora mi fa anche da centralino, e poi ci sarebbe Monteiro Rossi, ma è latitante. È Monteiro Rossi che ha conosciuto?, chiese il dottor Cardoso. E il mio praticante, rispose Pereira, il ragazzo che mi scrive gli articoli che non posso pubblicare. E lei lo cerchi, replicò il dottor Cardoso, come le ho detto prima, lo cerchi, dottor Pereira, lui è giovane, è il futuro, lei ha bisogno di frequentare un giovane, anche se scrive articoli che non possono essere pubblicati sul suo giornale, la smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro.
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Pereira si alzò e andò a fare un bagno rapido. Si preparò il caffè e mangiò un biscotto salato. Poi si vestì e andò nell'ingresso. Mi sta telefonando il direttore, disse al ritratto di sua moglie, mi pare che giri intorno all'osso ma non l'ha ancora azzannato, non capisco cosa vuole da me, ma deve azzannare l'osso, tu che ne dici? Il ritratto di sua moglie gli sorrise il suo sorriso lontano e Pereira concluse: beh, pazienza, sentiamo cosa vuole il direttore, io rimproveri da farmi non ne ho, almeno per quanto riguarda il giornale, non faccio altro che tradurre racconti francesi dell'Ottocento.
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Il giorno dopo Pereira restò in casa, sostiene. Si alzò tardi, fece colazione e mise da parte il romanzo di Bernanos, perché tanto sul "Lisboa" non sarebbe uscito. Frugò nella libreria e trovò le opere complete di Camilo Castelo Branco. Prese una novella a caso e cominciò a leggere la prima pagina. La trovò opprimente, non aveva la leggerezza e l'ironia dei francesi, era una storia cupa, nostalgica, piena di problemi e gravida di tragedie. Pereira si stancò presto. Avrebbe avuto voglia di parlare con il ritratto di sua moglie, ma rimandò la conversazione a più tardi. Allora si fece una frittata senza le erbe aromatiche, se la mangiò tutta e andò a coricarsi, si addormentò subito e fece un bei sogno.
Mentre Monteiro Rossi faceva il bagno, Pereira si recò nell'ingresso davanti al ritratto di sua moglie. Avrebbe voluto dirgli delle cose, sostiene, che Monteiro Rossi gli era piombato in casa, per esempio e altre cose ancora. Invece non disse niente, rimandò la conversazione a più tardi e ritornò in salotto.
Pereira prese i passaporti e disse: questi li nascondo io. Pensò di metterli in un cassetto, ma gli parve un luogo poco sicuro. Allora andò nell'ingresso e li infilò di piatto nella libreria, proprio dietro al ritratto di sua moglie. Scusa, disse al ritratto, ma qui nessuno verrà a guardare, è il posto più sicuro di tutta la casa.
Preferì andarsene a letto perché l'indomani voleva alzarsi presto e organizzare bene la giornata, ma prima di andarsi a coricare si recò un attimo nell'ingresso a dare un'occhiata al ritratto di sua moglie. E non gli parlò, Pereira, gli fece solo un affettuoso ciao con la mano, sostiene.
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Chi è, chiese Pereira alzandosi, cosa volete? Aprite, polizia, aprite la porta o la facciamo saltare a revolverate, rispose una voce. Monteiro Rossi arretrò precipitosamente verso le camere, ebbe soltanto la forza di dire: i documenti, dottor Pereira, nasconda i documenti. Sono già al sicuro, lo tranquillizzò Pereira, e si diresse verso l'ingresso per aprire la porta. Quando passò davanti al ritratto di sua moglie gettò uno sguardo complice a quel sorriso lontano. Poi aprì la porta, sostiene.
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Era un bei passaporto francese, fatto molto bene, la fotografia era quella di un uomo grasso con le borse sotto gli occhi, e l'età corrispondeva. Si chiamava Baudin, François Baudin. Gli parve un bel nome, a Pereira. Lo cacciò in valigia e prese il ritratto di sua moglie. Ti porto con me, gli disse, è meglio che tu venga con me. Lo mise a testa in su, perché respirasse bene. Poi si dette uno sguardo intorno e consultò l'orologio.
Era meglio affrettarsi, il "Lisboa" sarebbe uscito fra poco e non c'era tempo da perdere, sostiene Pereira.