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<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio Federale a rispondere a queste domande:</p><ol><li>La Posta è ancora un'impresa di prestazioni che deve svolgere importanti funzioni del servizio pubblico?</li><li>Qual è la posizione del Consiglio federale in merito al progressivo smantellamento dei servizi da parte della Posta, tra cui la chiusura di filiali, gli orari di svuotamento delle cassette delle lettere poco agevoli per i clienti e il contemporaneo aumento dei costi dell'affrancatura?</li><li>Come considera il Consiglio federale gli ulteriori progetti di smantellamento annunciati dal direttore della Posta, Cirillo, tra cui la consegna più tardiva dei quotidiani e la chiusura di altre filiali?</li><li>Considerato il peggioramento dei servizi avvenuto e futuro, va mantenuto il monopolio della Posta?</li></ol><p>Il direttore della Posta, Roberto Cirillo, ha dichiarato a un giornale che alcuni servizi postali attuali non potranno più essere offerti come lo sono oggi. Ha affermato di non ritenere necessario in futuro che la posta sia consegnata entro le 12.30, nemmeno i quotidiani. Molte persone non sono più a casa a mezzogiorno, quindi non fa nessuna differenza quando la Posta recapita lettere e giornali. Ha inoltre messo in discussione l'attuale rete di filiali, sostenendo che sono ipotizzabili anche altre forme, come i distributori automatici. In aggiunta ha prospettato tagli ai posti di lavoro e un aumento dei costi di affrancatura a partire dal 2024.</p><p>La popolazione auspica un servizio postale affidabile che tenga conto anche delle esigenze dei clienti e consideri con attenzione tutta la clientela, compresi gli anziani. Dichiarazioni come quelle del direttore della Posta danneggiano la reputazione dell'impresa in quanto fornitore di servizi affidabile e importante e rischiano di turbare i collaboratori.&nbsp;</p><p>La Confederazione, in qualità di proprietario, non può limitarsi a stare a guardare e deve anche adottare misure correttive nei confronti dei responsabili operativi se vengono minacciati ulteriori piani di smantellamento così drastici.</p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. Sì. La Posta svizzera è tenuta per legge a fornire il servizio universale previsto dalla legge sulle poste (LPO; RS 783.0) e dall'ordinanza sulle poste (OPO; RS 783.01). La LPO stabilisce quali servizi postali la Posta deve garantire e la loro portata. La Posta è responsabile di definire autonomamente sia la propria strategia imprenditoriale che la direzione operativa. Nel fare ciò, deve ovviamente rispettare le disposizioni della legislazione postale in vigore e attenersi agli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale. Negli ultimi anni, le autorità di vigilanza (PostCom, UFCOM) hanno di volta in volta confermato che la Posta ha ben soddisfatto i requisiti del servizio universale previsti dalla legge. Anche il Consiglio federale ha regolarmente confermato che nel complesso la Posta ha raggiunto i suoi obiettivi strategici.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. La Posta è tenuta a fornire il servizio universale con mezzi finanziari propri. Conformemente alla LPO, deve fissare i prezzi in base a principi economici. Nel settore della logistica, la Posta deve far fronte a sfide importanti. Il continuo calo dei volumi e un numero sempre maggiore di economie domestiche da servire aumentano in misura rilevante i costi medi della consegna delle lettere. La Posta ha reagito a questi sviluppi con la strategia "La Posta di domani". Oltre ai progetti di trasformazione (stabilizzazione e apertura della rete) e alle misure di efficienza (fusione dell'attività lettere e pacchi), la Posta prevede anche adeguamenti di prezzo.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3 e 4. Il principale settore di attività della Posta è sempre più esposto a trasformazioni dovute alla digitalizzazione. Entro il 2030, l'attuale offerta del servizio universale non sarà più in grado di soddisfare le mutate esigenze e occorrerà adeguare il mandato legale. Se ciò non avverrà, il finanziamento peggiorerà ulteriormente e in pochi anni la Posta non sarà più in grado di fornire il servizio universale con mezzi finanziari propri. In questo contesto, il 22 giugno 2022 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di esaminare gli adeguamenti del servizio universale nel settore dei servizi postali e del traffico dei pagamenti e di chiarire la necessità di un servizio pubblico digitale. Un rapporto con i risultati e le proposte in merito a come procedere dovrà essere presentato al Consiglio federale nei prossimi mesi. In questo contesto, il Consiglio federale ritiene quindi prematuro esprimersi sulle singole misure.</span></p></div>