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Il conflitto in Ucraina sta generando un’emergenza alimentare a livello globale. Manca cibo e mancano i fertilizzanti per le nuove colture. Il grano ucraino sfamava fino a 400 milioni di persone nel mondo, ma la guerra ha bloccato la produzione e le esportazioni. All'appello mancano anche altri prodotti, quali mais, olio di semi di girasole e orzo.
"Questo significa creare una condizione di insicurezza alimentare globale molto preoccupante", osserva Maurizio Martina, vicedirettore generale della FAO, l’agenzia ONU per l’alimentazione e l’agricoltura, al microfono della RSI. "Ci sono 50 Paesi in via di sviluppo che prima della guerra ricevevano almeno il 30% del loro grano da Russia e Ucraina", aggiunge Martina.
"A questo bisogna aggiungere che Russia, Ucraina e Bielorussia sono i tre grandi produttori di fertilizzanti, su cui ora si sta registrando un aumento dei prezzi e una difficoltà di reperimento anche nel mercato europeo", osserva il vicedirettore della FAO.
"Il vero rischio è quello di portare altra instabilità. Dobbiamo ricordarci quello che è avvenuto nel recente passato, quando proprio l’aumento del prezzo del pane in alcuni Paesi ha determinato gli sconvolgimenti economico-sociali pesantissimi che ancora stiamo pagando e vedendo", sottolinea Martina.
Il riferimento è alle proteste scattate tra il 2010 e il 2011 in diversi Paesi del Nord Africa, in alcuni casi anche proprio a causa del prezzo del pane, come in Tunisia.