Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/133903

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Perché ha rinunciato a tutt'oggi a dichiarare inammissibili le sperimentazioni di ingredienti e prodotti cosmetici finiti sugli animali?</p><p>2. Tenuto conto del mutato contesto normativo nell'UE, come può la Svizzera dotarsi il più rapidamente possibile di un divieto per queste sperimentazioni?</p><p>3. Come si può evitare che la Svizzera diventi nel frattempo un porto franco in Europa per test cosmetici sugli animali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo il diritto svizzero gli esperimenti sugli animali sono soggetti ad autorizzazione (art. 18 cpv. 1 della legge federale sulla protezione degli animali; RS 455). Chi richiede un'autorizzazione per eseguire esperimenti sugli animali deve dimostrare che l'obiettivo dell'esperimento è connesso con il mantenimento o la protezione della vita e con la salute dell'uomo e dell'animale, promette l'ottenimento di nuove conoscenze su processi vitali fondamentali oppure serve a proteggere l'ambiente naturale (art. 137 cpv. 1 dell'ordinanza sulla protezione degli animali; RS 455.1). Le sperimentazioni di prodotti o ingredienti cosmetici sugli animali non soddisfano nessuno dei suddetti criteri e non possono pertanto essere autorizzate. La direttiva sulla tossicità del 1995 menzionata nella motivazione dell'interpellanza è ormai obsoleta e non è più applicabile. Di conseguenza, sebbene non esista alcun divieto esplicito, la sperimentazione di prodotti cosmetici sugli animali è già oggi, di fatto, vietata.</p><p>È ben vero che secondo l'ordinanza del DFI sui cosmetici (RS 817.023.31) i prodotti solari rientrano nella categoria dei cosmetici. Ma gli esperimenti svolti per testare la tossicità di filtri UV citati nella motivazione dell'interpellanza sono stati autorizzati soltanto perché il loro obiettivo (ossia la protezione dagli effetti nocivi dei raggi UV) era palesemente finalizzato al mantenimento della salute dell'uomo.</p><p>2. In virtù dell'articolo 19 capoverso 3 della legge sulla protezione degli animali, è possibile prevedere nella relativa ordinanza un divieto di sperimentare sugli animali prodotti e ingredienti cosmetici. Il Consiglio federale non ritiene tuttavia necessario intervenire, dato che la procedura d'autorizzazione porta allo stesso risultato e la sperimentazione di cosmetici sugli animali è già vietata dal vigente diritto. La regolamentazione dell'UE sui prodotti cosmetici non prevede però soltanto il divieto di eseguire esperimenti sugli animali, ma anche prescrizioni per la garanzia di condizioni di mercato uniformi. È per esempio vietato commercializzare prodotti cosmetici la cui formulazione finale, i cui ingredienti o combinazioni di ingredienti siano stati testati su animali. In Svizzera un tale divieto di commercializzazione non esiste. Secondo il Consiglio federale è opportuno valutare se è necessario introdurre un'apposita disposizione; questa decisione dipende anche dalla revisione della legge sulle derrate alimentari. Nella sessione primaverile del 2013, in occasione del dibattito concernente la legge sulle derrate alimentari, il Consiglio nazionale ha già discusso la tematica e, in qualità di camera prioritaria, si è pronunciato contro il conferimento di un'apposita competenza al Consiglio federale.</p><p>3. Le attuali prescrizioni (vedasi punto 1) impediscono che la Svizzera diventi un porto franco in Europa per test cosmetici sugli animali.</p>  Risposta del Consiglio federale.