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Miglior trattamento per i pazienti colpiti da ictus cerebrale e infarto cardiaco - premio per la ricerca 2017 della Fondazione Svizzera di Cardiologia
Berna (ots) - La Fondazione Svizzera di Cardiologia assegna il premio per la ricerca 2017 contemporaneamente a due ricercatori che hanno dimostrato nei loro studi come possa essere ulteriormente migliorato in futuro il trattamento dell'infarto cardiaco e dell'ictus cerebrale.
La Fondazione Svizzera di Cardiologia assegna quest'anno il premio per la ricerca al internista Dr. med. David Nanchen, del Policlinico medico dell'Università di Losanna e al neurologo Dr. med. David Seiffge, dello Stroke Center della Clinica neurologica e policlinico dell'Ospedale universitario e dell'Università di Basilea. Entrambi i ricercatori hanno dimostrato nei loro studi come sia possibile in futuro migliorare il trattamento dell'infarto cardiaco e dell'ictus cerebrale. «Le scoperte fatte nei due progetti di ricerca ci aiuteranno ad aumentare ulteriormente le probabilità di sopravvivenza e la qualità di vita dei nostri pazienti dopo un evento», ha affermato Augusto Gallino, presidente della commissione di ricerca, nella motivazione per l'assegnazione del premio. Sebbene la prevenzione e la terapia abbiano compiuto passi da gigante, in Svizzera le malattie cardiovascolari continuano a rimanere la prima causa di morte, mentre l'ictus cerebrale è la prima causa di invalidità. Il premio annuale per la ricerca fa parte dei finanziamenti alla ricerca della Fondazione Svizzera di Cardiologia.
Cure migliori dopo l'infarto cardiaco
I risultati della ricerca del progetto di David Nanchen consentiranno in futuro di trattare in modo più mirato i pazienti colpiti da infarto e da angina pectoris acuta. Nanchen ha dimostrato che il cinque percento dei pazienti infartuati soddisfa i criteri clinici di una malattia metabolica ereditaria, vale a dire una percentuale dieci volte più alta che nella popolazione generale. In questi pazienti, il livello di colesterolo è molto elevato sin dalla nascita, per cui si parla di ipercolesterolemia familiare. Come dimostrato dallo studio, anche dopo un infarto trattato il gruppo di pazienti continua ad avere un rischio elevato di un nuovo evento, che risulta doppio nell'anno successivo. «Per la terapia preventiva di questi pazienti è importante riconoscere precocemente l'ipercolesterolemia familiare e trattarla in modo appropriato», afferma David Nanchen. Questi pazienti possono infatti trarre vantaggio da nuovi medicamenti da poco disponibili, che abbassano con grande efficacia il livello di colesterolo.
Trattamento dell'ictus cerebrale per ulteriori pazienti
Secondo i risultati delle ricerche di David Seiffge, determinati pazienti colpiti da ictus cerebrale acuto possono ricevere un trattamento d'urgenza che finora era loro precluso. Molti pazienti cardiovascolari vengono trattati con medicamenti anticoagulanti per prevenire l'ictus cerebrale, che nonostante ciò si verifica in rari casi. I pazienti in terapia con nuovi anticoagulanti orali (NOAC) colpiti da ictus cerebrale sono stati finora esclusi dalla trombolisi, ossia dal trattamento dell'ictus mediante dissoluzione del coagulo di sangue, perché il rischio di sanguinamento era troppo elevato. David Seiffge e il gruppo di ricerca sull'ictus cerebrale dell'Ospedale universitario di Basilea hanno ora potuto dimostrare, in un ampio studio internazionale, che questi pazienti non hanno alcun aumento del rischio emorragico. Inoltre, ha scoperto che dopo un ictus cerebrale si può riprendere la terapia profilattica con NOAC prima di quanto finora ipotizzato. Qualora questi risultati dovessero essere confermati da altri studi, sarà prossimamente necessario cambiare le direttive terapeutiche. Secondo quanto affermato da David Seiffge, «tali pazienti affetti da ictus cerebrale potranno contare in futuro su un risultato terapeutico migliore di quanto finora possibile, sempre che si rivolgano immediatamente a uno stroke center o a una stroke unit».
Altri documenti per i media su www.swissheart.ch/media
- Fotografie dei dottori Nanchen e Seiffge - Intervista con il Dr. Nanchen (francese) - Intervista con il Dr. Seiffge (tedesco) - Pubblicazioni dei ricercatori (inglese)
Contatto:
Peter Ferloni, responsabile comunicazione
Fondazione Svizzera di Cardiologia
Telefono 031 388 80 85
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