Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/144910

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Di quanti contratti di prestazioni tra imprese svizzere e forze dell'ordine peruviane è a conoscenza? </p><p>2. Il Consiglio federale ha possibilità di vedere i contratti conclusi tra Glencore Xstrata (GX) e la polizia nazionale peruviana o contratti simili stipulati da imprese svizzere con la polizia e l'esercito? </p><p>3. Ritiene adeguato ai tempi il fatto che tali contratti siano mantenuti segreti? In caso negativo, che cosa fa per garantire una maggiore trasparenza? </p><p>4. Sullo sfondo dei conflitti sempre più violenti e dell'impunità di cui gode oggi la polizia nazionale peruviana, ritiene che tali contratti di prestazioni tra imprese svizzere e la polizia nazionale siano ancora tollerabili? </p><p>5. Si impegna affinché sia fatta la massima chiarezza sulle violazioni dei diritti dell'uomo e i decessi avvenuti in seguito alle proteste di Espinar del maggio 2012? In caso affermativo, come?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Da uno studio realizzato nel 2013 sulla situazione della sicurezza e il rispetto dei diritti dell'uomo nell'ambito del settore delle materie prime in Perù e finanziato dalla Svizzera nel quadro della sua partecipazione all'iniziativa promotrice dei principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo emerge che le imprese estrattive operanti in quel Paese fanno capo ai servizi di sicurezza forniti dalla polizia sulla base di contratti privati stipulati con lo Stato peruviano. In effetti, per una ventina di siti minerari in Perù esistono contratti di questo genere sottoscritti tra le imprese, tra cui Glencore Xstrata, e la polizia nazionale peruviana.</p><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza del numero di questi contratti, che in ogni caso sono legali in Perù dato che si basano su un decreto del Ministero degli interni peruviano. I contratti sono sottoscritti dalle imprese e dal Ministero degli interni e sono soggetti al diritto peruviano. Il Consiglio federale non prende visione di questi contratti, che non contraddicono comunque i principi volontari. Secondo lo studio menzionato tuttavia questa forma di collaborazione non è del tutto esente da problemi, nella misura in cui può generare confusione tra la popolazione che tende a identificare la polizia con l'impresa e quindi a non sentirsi realmente protetta in caso di crisi. Per questa ragione la Svizzera, nel contesto delle attività di diffusione dei principi volontari, promuove il trattamento di tale questione sia nell'ambito dell'iniziativa sia nei Paesi interessati.</p><p>3. Sulla scorta delle informazioni fornite dalle imprese che hanno aderito ai principi volontari e dal governo peruviano, i contratti vigenti tra la polizia nazionale e le imprese non sono segreti e sono dunque documenti accessibili al pubblico, come previsto dalla legislazione peruviana. È vero però che talune disposizioni contrattuali contenenti informazioni che potrebbero creare problemi di sicurezza (p. es. il tragitto dell'oro verso i mercati esteri) sono considerate "confidenziali". Per evitare qualsiasi malinteso, sarebbero comunque auspicabili una migliore diffusione dei contratti in oggetto e la loro pubblicazione. Le discussioni condotte dal DFAE con il Ministero degli interni confermano l'intenzione di rivedere le modalità di questi contratti.</p><p>4. Considerata la situazione della sicurezza, le imprese con sede in Svizzera o in un altro Stato attive in un Paese ricco di materie prime come il Perù sono obbligate a fare capo a servizi di sicurezza pubblici o privati per garantire la protezione delle proprie attività. Sono tuttavia gli Stati ospiti a disciplinare e gestire la protezione dei siti minerari. I principi volontari, alla cui introduzione la Svizzera collabora attivamente da alcuni anni, sono uno strumento che contribuisce a migliorare il rispetto dei diritti dell'uomo, senza per questo esonerare in alcun modo gli Stati dai loro obblighi di protezione.</p><p>5. Nella sua risposta all'interpellanza Rytz 13.4280, "Imporre i principi volontari sulla sicurezza e i diritti dell'uomo nel settore delle materie prime", il Consiglio federale ha già affermato di essere al corrente delle tensioni e dei conflitti sociali legati ai progetti di estrazione mineraria in Perù e anche delle morti verificatesi a seguito di alcuni scontri. L'ambasciata svizzera è in contatto regolare con le imprese del settore, il governo peruviano e le organizzazioni della società civile ed esige che sia fatta piena luce sulle circostanze e le responsabilità in merito ai casi di decesso menzionati.</p>  Risposta del Consiglio federale.