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Il moltiplicarsi degli atti di violenza nel dicembre 2013 ha provocato un massiccio spostamento delle popolazioni civili. Attualmente, 639 000 persone si sono spostate all'interno del Paese e 69 000 rifugiati sono fuggiti nei paesi vicini. Di fronte all'ampiezza del recente degrado della situazione umanitaria, l'Aiuto umanitario della Svizzera ha sbloccato 800 000 franchi supplementari a favore del programma dell'ACNUR per la protezione dei profughi interni nella Repubblica Centrafricana. Con questo aiuto, si vogliono proteggere i profughi interni particolarmente vulnerabili come le donne e i bambini dai rischi di violenze e sfruttamento nonché migliorare le loro condizioni di vita.
Questo impegno supplementare completa il sostegno della Svizzera alle operazioni d'emergenza del CICR, del PAM, dell'ACNUR e di MSF in questo Paese, pari a 2,7 milioni di franchi nel 2013.
Per il 2014 la Svizzera prevede di aumentare il sostegno alle agenzie umanitarie attive nella Repubblica Centrafricana. Appoggerà inoltre le azioni delle ONG nei settori della salute e della protezione dei civili. Il proseguimento del sostegno alla radio Ndeke Luka, tramite l'ONG svizzera «Fondation Hirondelle» contribuisce a diffondere informazioni indipendenti anche quando la crisi raggiunge i massimi livelli. Un'inviata umanitaria svizzera segue da vicino l'evoluzione della situazione in questo Paese nel corso di missioni regolari sul terreno.
Il messaggio 2013–2016 sulla cooperazione internazionale della Svizzera ritiene la protezione dei civili nei conflitti armati un asse prioritario dell'Aiuto umanitario. L'ACNUR è uno dei quattro beneficiari dell'aiuto multilaterale svizzero che ammonta a 30,5 milioni di franchi nel 2013.
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