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È "temporanea" la valutazione dell'incidente di Fukushima al livello 7 della scala Ines degli incidenti nucleari, indicata dalla società Tepco che gestisce la centrale.
Lo afferma l'Associazione giapponese per la sicurezza nucleare e industriale (Nisa), rilevando che la quantità complessiva di materiale radioattivo liberato nell'incidente è pari al 10% di quella rilasciata nell'incidente di Cernobyl, classificato nello stesso livello.
La Tokyo Electric Power company (Tepco) potrebbe essere costretta a versare indennizzi pari a 23,6 miliardi di dollari, secondo alcune stime fatte dalla banca d'investimento JP Morgan. Secondo alcuni esperti tuttavia, la società potrebbe finire con non pagare un centesimo.
Per la legge giapponese infatti, gli operatori di una centrale nucleare possono essere esenti dal pagare i danni se l'incidente è stato causato da un disastro naturale le cui conseguenze sono inevitabili.
"Un tema centrale per il versamento degli indennizzi sarà se quanto avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima può essere considerato un disastro naturale inevitabile", ha detto Tomohiro Jikihara di JP Morgan.
Le azioni della Tepco hanno perso il 75% del loro valore dall'11 marzo, data del terremoto e dello tsunami. La società sta cercando di contenere la fuga radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima 1 e oggi l'agenzia per la sicurezza nucleare giapponese ha alzato il livello di emergenza a 7, lo stesso di Cernobyl.