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BRUXELLES - E' rimasto in stallo nel 2016 il processo di integrazione finanziaria nell'Eurozona. Lo afferma un rapporto della Bce in cui si evidenzia che la ripartizione dei rischi transfrontaliera è ancora bassa e con uno scarso contributo della condivisione del rischio finanziario privato.
Di conseguenza "una grande quota di shock in termini di reddito negli Stati membri passa direttamente ai consumi". Questi risultati sottolineano l'importanza di completare l'unione bancaria e di "migliorare e armonizzare le regole di insolvenza" per sostenere l'integrazione e lo sviluppo dei mercati dei capitali".
Per la Bce "ulteriori fusioni e acquisizioni transfrontaliere potrebbero contribuire a un consolidamento bancario particolarmente necessario in alcuni paesi membri" e migliorare la condivisione dei rischi dando un "contributo prezioso alla risoluzione dei crediti in sofferenza".