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Il progetto della terza riforma dell'imposizione delle imprese (RIE III) non convince i cantoni. "Costerebbe troppo caro alla collettività" pubblica, dichiara il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, Charles Juillard.
I Cantoni - precisa - non sanno ancora se lanceranno un referendum contro il progetto. "Bisogna modificarlo per renderlo accettabile", aggiunge il ministro delle finanze del Giura in un'intervista pubblicata oggi dai quotidiani La Tribune de Genève e 24 Heures.
Secondo Juillard "tre punti sono fondamentali" per i cantoni. "Quello principale", è la quota di Imposta federale diretta (IFD) versata dalla Confederazione ai cantoni. Quest'ultima dev'essere del 21,2%, e non del 20,5% come propone il Consiglio federale. Secondariamente, il limite delle deduzioni per le imprese non deve superare l'80% dell'utile. In terzo luogo "non capiamo perché il Consiglio Nazionale incoraggi gli investimenti all'estero", attraverso la possibilità di dedurre le spese per la ricerca fuori dalla Confederazione, precisa Juillard. "Questo punto deve essere eliminato".
Juillard sostiene tuttavia che è ancora troppo presto per sapere se i Cantoni lanceranno un referendum contro il progetto. "Bisognerà aspettare i risultati delle discussioni in Parlamento". Ciò che è importante - aggiunge - è che RIE III entri in vigore entro i termini stabiliti, ovvero il 1 gennaio 2019.
Il partito socialista ha annunciato alla fine di marzo l'intenzione di lanciare un referendum. Esso sostiene che le perdite per l'erario federale indotte dalla riforma non devono superare i 500 milioni di franchi. Nella versione votata dal Consiglio Nazionale, la riforma costa allo Stato quasi 1,2 miliardi di franchi. Quella sostenuta dal Consiglio degli Stati è leggermente meno cara, 1,1 miliardi.
sda-ats