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Nel racconto della Levin tuttavia il privato diventa pubblico, perché queste scene di vita da un matrimonio si intrecciano con la genesi di quadri ormai celeberrimi, a cominciare da quel Nighthawks che dipinto nel 1942 è ben presto diventato non solo una delle metafore più pregnanti della condizione umana e dell'alienazione metropolitana, ma anche l'oggetto di un processo di banalizzazione ad alzo zero. «Ormai siamo abituati a vedere il triste bar aperto tutta la notte popolato da Babbo Natale con le sue renne, dai personaggi dei Peanuts, da anatre e persino da un gruppo di conigli chiamati gli hopper», nota la Levin. C'è chi si è spinto fino alla parodia, come l'artista austriaco Gottfried Helnwein nel suo Boulevard of Broken Dreams (1987), in cui ha sostituito le anonime figure di Hopper con Humphrey Bogart, James Dean, Elvis Presley e Marilyn Monroe. Per tacere delle copertine, delle copie in legno o ceramica, smalto o cartone, e delle ovvie riproduzioni su T-shirt, tazze e poster (toccate in sorte ai capolavori di tanti altri grandi, da Van Gogh a Picasso).