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Lo scorso 17 giugno Guido Gay, un ingegnere di Lugano titolare di una ditta di Balerna specializzata nella costruzione di batiscafi automatizzati per le ricerche sottomarine, ha ricevuto un'immagine straordinaria da uno dei suoi robot. Il Pluto Palla, una sfera di 60 chili di sua invenzione, gli ha trasmesso il video di un cannone che apparteneva a una nave immensa, affondata al largo della Sardegna: la corazzata Roma, ex ammiraglia della flotta italiana colpita da due bombe tedesche il 9 settembre del 1943 e da allora seppellita in mare. Quel giorno morirono 1300 marinai italiani. Siamo riusciti a raggiungere telefonicamente Gay mentre si trovava a bordo del suo catamarano, il Dedalus, e ci siamo fatti descrivere dalla sua viva voce i retroscena del ritrovamento. "Per sperimentare i miei prodotti - ci ha spiegato - mi servo della mia imbarcazione, un catamarano che batte bandiera svizzera, e vado a fare delle ricerche in fondali dove si può trovare qualcosa. Sapendo dell’esistenza della corazzata Roma e della sua posizione presunta sono andato a fare delle ricerche nei dintorni. Era una sfida». Vinta alla grande, aggiungiamo. Del resto Gay negli ultimi tre anni ha trovato anche i relitti di una dozzina di imbarcazioni di epoca romana. E i suoi robot sono stati acquistati dalle Marine Militari di vari Paesi per rintracciare mine subacquee.