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Il prelievo sistematico del DNA dei richiedenti l'asilo per contrastare la criminalità non viene preso in considerazione per un futuro prossimo. La Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) considera la misura inadeguata se applicata alla totalità degli "asilanti" e in maniera preventiva.
Il Comitato della CDDGP, riunito oggi, ha discusso in maniera approfondita dell'idea, spiega all'ats il suo segretario generale Roger Schneeberger, ricordando che il prelievo del DNA viene già effettuato in casi di sospetto reato.
La misura non è prevista dalla legge, e se dovesse esserlo sarebbe incostituzionale secondo il parere di professori di diritto, aggiunge Schneeberger. Inoltre solo raramente si trovano tracce di DNA in occasione di furti nei negozi. Il grosso lavoro di prelievo sistematico non è proporzionale ai saccheggi, considerati bagatelle.
Per lottare contro la criminalità dei richiedenti l'asilo vi sono altri mezzi: divieti d'accesso a zone determinate, detenzione in vista dell'espulsione e carcere, ricorda il segretario generale della CDDGP. Bisogna però accelerare le procedure, effettuare i rinvii e disporre di celle.
Per contrastare il forte aumento di furti di ogni genere commessi da immigrati del Nordafrica, il comandante della polizia giurassiana Olivier Guéniat ha proposto negli scorsi giorni di catalogare sistematicamente il DNA dei richiedenti l'asilo, o almeno degli uomini giovani soli e di chi non ha documenti d'identità.