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La Giustizia militare elvetica ha archiviato l'inchiesta penale nei confronti di un ex ministro del Ruanda residente in Svizzera. Lo indica oggi in una nota l'Ufficio dell'uditore in capo.
Le autorità di perseguimento penale ruandesi lo accusavano di crimini di guerra in relazione al genocidio del 1994.
Nel 1999, la giustizia militare aveva avviato un'inchiesta penale al fine di accertare se l'ex membro del governo di transizione del Ruanda, rifugiatosi in Svizzera nel giugno del 1994 dove vive tuttora, avesse commesso crimini di guerra.
Nel 2005, il giudice istruttore aveva proposto di non dar seguito al procedimento poiché non v'erano indizi di un comportamento punibile. L'uditore in capo aveva approvato tale proposta, si legge nel comunicato.
Una nuova inchiesta era stata aperta nell'estate del 2008, dopo che le autorità di perseguimento penale ruandesi avevano inoltrato una domanda di estradizione nei confronti dell'ex ministro. Dopo indagini approfondite realizzate sia sul posto nonché presso il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (TPIR) ad Arusha (Tanzania), la giustizia militare è giunta alla conclusione che le accuse alla base della richiesta d'estradizione non hanno alcun fondamento. Su proposta del giudice istruttore, l'uditore in capo ha quindi deciso di non dar seguito nemmeno a questo procedimento.
Ultima inchiesta
Questa inchiesta è l'ultima che la Giustizia militare svizzera ha eseguito sulla base della Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra. Dal 2011, infatti, i procedimenti per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra sono di competenza del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), conclude la nota.
SDA-ATS