Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01125.jsonl.gz/1303

Le partenze anticipate preoccupano i vertici, sebbene per ora i soldati superino di 11'000 unità la soglia minima.
BERNA - L'esercito svizzero può ancora contare su un numero sufficiente di militari: secondo un rapporto divulgato oggi, l'effettivo reale ammonta a 151'299 unità, superando pertanto la necessità minima di 140'000. A medio termine le partenze anticipate potrebbero però rappresentare un problema.
L'effettivo regolamentare è di 100'000 militari, ricorda in una nota Aggruppamento Difesa. Tuttavia, poiché in base alle esperienze fatte non tutti danno seguito a una chiamata in servizio, quello reale necessario si situa attorno ai 140'000 elementi.
Un'eccedenza temporanea era già stata prevista con l'ulteriore sviluppo dell'esercito: in tal modo è possibile garantire l'apporto di personale anche nella fase transitoria, in cui continuano a essere incorporati effettivi superiori alla media di militari che hanno già adempiuto il loro totale obbligatorio di giorni di servizio d'istruzione.
A partire dalla fine della regolamentazione transitoria l'obbligo di prestare servizio ammonterà a 10 anni invece che a 12 per tutte le classi d'età. Di conseguenza, negli anni 2028 e 2029 verranno prosciolte dal servizio due classi d'età all'anno e non soltanto una.
Guardando più in là, l'eccessivo numero di partenze anticipate rappresenta un problema, si avverte nella nota. Se queste ultime non potranno essere ridotte in modo sostanziale, l'effettivo reale necessario non verrà più raggiunto a partire dal 2030, dopo il termine della regolamentazione transitoria.
Ogni anno circa 10'000-11'000 persone soggette all'obbligo di prestare servizio lasciano prima del loro proscioglimento ordinario. Nel 2021 circa il 60% di queste partenze era dovuto al passaggio al servizio civile, seguito da quelle per motivi medici (circa il 30%).
Per garantire durevolmente l'apporto di personale, il Consiglio federale ha predisposto diverse misure e, parallelamente, ha esaminato delle varianti che prevedono adeguamenti fondamentali a lungo termine del sistema. Le varianti "Obbligo di prestare servizio di sicurezza" (fusione tra il servizio civile e la protezione civile) e "Obbligo di prestare servizio orientato al fabbisogno" (estensione dell'obbligo di prestare servizio alle donne) verranno analizzate entro il 2024. Inoltre, si prevede di rendere obbligatoria la giornata informativa per le cittadine svizzere.
E proprio il numero di donne incorporate rappresenta un'evoluzione positiva: rispetto allo scorso anno è aumentato di 278 unità, attestandosi a quota 1778 (+18,5%). La quota sul totale è ora dell'1,4%.