Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/110086

<h2>SubmittedText<h2><p></p><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare:</p><p>1. se un adeguamento dei valori limite per la telefonia mobile dell'ORNI a quelli europei è perseguibile in vista di una riduzione dell'esposizione media ai campi magnetici;</p><p>2. in quale misura un allentamento delle legislazioni in materia di pianificazione e di costruzione per quanto concerne l'introduzione di nuove frequenze e tecnologie nel settore della telefonia mobile contribuirebbe, oltre a un adeguamento della rete di telefonia mobile alle sempre maggiori esigenze in termini di volume di dati e di qualità, anche alla sua ottimizzazione in particolare nell'ambito della protezione contro le immissioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La tutela della salute della popolazione è un obiettivo fondamentale del Consiglio federale. Quest'ultimo è favorevole a una valutazione complessiva, che includa sia l'esposizione a lungo termine della popolazione ai campi elettromagnetici delle stazioni di base di telefonia mobile, sia l'esposizione degli utenti alle radiazioni dei loro cellulari.</p><p>L'esposizione degli utenti a campi elettromagnetici generati dai cellulari dipende dalla loro distanza dalla stazione di base più vicina e dagli ostacoli architettonici che si frappongono. Quanto maggiore è la distanza dalla stazione di base, tanto maggiore deve essere la potenza di irradiazione di un cellulare affinché la stazione di base possa ricevere il suo segnale con una qualità sufficiente. Al contrario, la potenza di emissione della stazione di base non influisce sull'esposizione a campi elettromagnetici mentre si telefona. Una limitazione severa dell'irraggiamento della stazione di base comporta tendenzialmente un addensamento delle reti. Di tale addensamento beneficiano coloro che abitano nelle vicinanze di stazioni di base e gli utenti degli apparecchi finali: i primi, in quanto la loro esposizione a lungo termine permane bassa; i secondi, perché la distanza dalla stazione più vicina è ridotta, e con essa l'esposizione dovuta al loro cellulare. La richiesta di base degli autori del postulato, ossia la protezione della popolazione dall'inquinamento elettromagnetico, è quindi già soddisfatta grazie alla normativa in vigore.</p><p>In merito a eventuali conseguenze negative per la salute delle radiazioni non ionizzanti in caso di esposizione a lungo termine, le conoscenze scientifiche sono lacunose sia per quanto concerne le radiazioni emesse dalle stazioni di base, sia quelle degli apparecchi cellulari. Per le stazioni di base, il Consiglio federale ha tenuto conto di questa incertezza nell'emanazione dell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.70). Infatti, per quanto concerne la loro irradiazione ha stabilito dei valori limite severi ai sensi del principio di precauzione secondo i criteri stabiliti dalla legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01). L'esperienza degli ultimi anni ha mostrato che questi valori limite possono essere rispettati, garantendo quindi la certezza del diritto. Se i valori limite sono rispettati, significa che il principio di precauzione è soddisfatto e che non occorre soddisfare altre esigenze.</p><p>I valori limite raccomandati dalla Commissione europea nel 1999 non contengono nessun elemento di precauzione, ma si limitano alla prevenzione di effetti acuti riconosciuti e scientificamente dimostrati. Per completare questi requisiti minimi, alcuni Stati membri dell'UE (Belgio, Grecia, Italia e Lussemburgo) hanno emanato dei valori limite più severi ai sensi del principio di precauzione. Pertanto, all'interno dell'UE, la protezione contro l'inquinamento elettromagnetico non è armonizzata. Un adeguamento dei valori limite della Svizzera alle raccomandazioni della Commissione europea non esonererebbe le autorità esecutive dal disporre limiti di emissione precauzionali, dal momento che sono esplicitamente previsti dalla LPAmb. In assenza di prescrizioni generali vincolanti, le autorità dovrebbero verificare ogni singolo caso e le loro decisioni comporteranno probabilmente un notevole aumento rispetto a oggi dei ricorsi presso le autorità competenti. In tal modo, la certezza del diritto verrebbe effettivamente meno, e l'ampliamento delle reti di telefonia mobile verrebbe ostacolato se non addirittura impedito.</p><p>Infine, la Confederazione può influenzare solo in misura limitata le legislazioni cantonali in materia di pianificazione del territorio ed edilizia. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta rielaborando l'aiuto all'esecuzione dell'ORNI per le stazioni di base di telefonia mobile e, in questo ambito, opererà affinché l'ampliamento delle stazioni di base esistenti venga semplificato dal punto di vista amministrativo e procedurale a condizione che non aumenti l'inquinamento elettromagnetico della zona circostante. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.