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Il giudice Siro Quadri non può essere ricusato per la vicenda legata al contagio da epatite C verificatasi nel dicembre del 2013 all'ospedale Civico di Lugano. Lo hanno stabilito nei giorni scorsi, i giudici del Tribunale federale, si legge lunedì sulla regione. Una decisione che ha quindi accolto il ricorso del procuratore pubblico Moreno Capella e che ribalta quella pronunciata dalla Corte dei reclami penali che aveva accettato la richiesta di ricusa del giudice presentata, l'estate passata, dagli avvocati difensori dell'Ente ospedaliero cantonale (EOC).
La decisione del Tribunale federale, di fatto, ha cassato la decisione della Corte dei reclami penali che aveva accolto le richieste dell'EOC che accusava Quadri di parzialità. Su questo specifico punto, il TF non si è espresso ma ha deciso sulla base di un altro criterio: quello della tempestività. Per farla semplice, i giudici di Losanna hanno ha statuito che l'Ente ospedaliero ha chiesto troppo tardi la ricusa di Quadri.
In particolare "è contrario alle regole della buona fede", si legge nella decisione, "mantenere in riserva la critica, per poi sollevarla solo successivamente, qualora l'esito della procedura sia sfavorevole o l'interessato si renda conto che l'istruzione non segue il corso desiderato". Il caso è non è quindi concluso a livello giudiziario: l'Ente, si ricorderà, aveva contestato la sentenza di condanna a una multa di 60'000 franchi, decisa da Quadri, che lo aveva ritenuto colpevole di lesioni colpose per carenze organizzative al termine del secondo processo.
CSI/Swing