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«Prima di annunciare sui social il mio ritiro, avevo un groppo in gola», ha detto a Londra ai giornalisti Roger Federer. «Ho rimandato a lungo la mia decisione», ha spiegato il vincitore di 20 titoli dello Slam, specificando che la scelta era ormai quasi fatta quando in luglio si era presentato sul campo centrale a Wimbledon in qualità di invitato. Negli allenamenti, ormai, non riusciva più a caricare sul ginocchio. Ginocchio che, nella vita di tutti i giorni - ha specificato il basilese - non gli dà fastidio e non gli provoca alcun dolore.
Dopo aver maturato definitivamente la decisione di lasciare l’attività agonistica durante una vacanza seguita al torneo sull’erba inglese, Federer ha detto di aver impiegato due settimane prima di trovare le parole giuste per annunciare il ritiro, lo scorso 15 settembre. «Sul piano emotivo non è stato semplice», ammette. Ora non gli resta che giocare le ultime partite della sua straordinaria carriera, a cominciare dal match di doppio in programma venerdì nell’ambito della Laver Cup, in cartellone il prossimo weekend nella capitale britannica, manifestazione che metterà fine alla sua avventura sui campi di tennis. Intenzione del 41enne basilese è organizzare, nei prossimi mesi, un’esibizione per riunire i suoi amici giocatori e i suoi ex allenatori, per ringraziarli e salutarli.
Infine Roger ha promesso che non scomparirà dai radar: «Mi dispiace quando qualcuno si ritira e sparisce dalla circolazione. Chi lo fa avrà certo le sue buone ragioni, ma io amo troppo questo sport, non posso immaginare di allontanarmene».