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La protezione dell'ambiente e l'adattamento ai cambiamenti climatici esigono investimenti enormi. Alliance Sud non vuole tuttavia che i Paesi industrializzati aiutino quelli in via di sviluppo a tutelare il clima prelevando fondi dal budget della cooperazione allo sviluppo. L'organizzazione chiede quindi alla Svizzera di far capo a fonti nuove e innovative di finanziamento.
Cinque anni fa, alla Conferenza dell'ONU sul clima di Copenaghen, i Paesi più industrializzati avevano promesso di versare ogni anno, a partire dal 2020, 100 miliardi di dollari a favore di misure climatiche negli Stati più poveri. In una presa di posizione odierna, Alliance Sud avverte che nel frattempo numerosi Paesi hanno eseguito i primi pagamenti prelevando i fondi dal budget per l'aiuto allo sviluppo.
Anche la Svizzera ha onorato gli impegni presi a Copenaghen attingendo ai mezzi finanziari destinati alla cooperazione allo sviluppo. Alliance Sud è convinta che Berna abbia bisogno di una tabella di marcia per raccogliere fondi climatici. Secondo il metodo di calcolo utilizzato, dal 2020 la Confederazione dovrà sborsare dai 460 milioni ai 1,3 miliardi di franchi all'anno per il finanziamento internazionale del clima.
Stando all'organizzazione, la Svizzera necessita quindi di fonti nuove e innovative di finanziamento. A suo avviso, sarebbe facilmente concepibile introdurre una tassa sui biglietti aerei o sul CO2, pagate direttamente dai responsabili del cambiamento climatico, nonché una tassa sulle transazioni finanziarie. La base legale necessaria potrebbe essere creata nell'ambito della riforma fiscale ecologica, secondo Alliance Sud.
SDA-ATS