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BERNA - L'esercito svizzero ha troppi pochi camion per poter, in caso di emergenza, spostare truppe, munizioni e materiale in maniera rapida ed efficace. Secondo quanto riferisce oggi il domenicale SonntagsZeitung, il parco veicoli consente di coprire autonomamente i bisogni delle forze armate solo nelle attività quotidiane. Una possibilità al vaglio è quella di ricorrere, in situazioni di crisi, all'impiego di veicoli civili.
Il Dipartimento federale della Difesa (DDPS) avrebbe indicato al settimanale svizzerotedesco che «se si dovessero mobilitare all'improvviso grandi sezioni dell'esercito, non sarebbe possibile garantirne il trasporto simultaneo».
La riduzione degli effettivi delle forze armate, portata avanti negli ultimi anni, presuppone una maggiore agilità e prontezza di intervento: le truppe dovrebbero essere rapidamente equipaggiate e pronte ad intervenire in caso di eventi imprevisti. Ma a questo scopo mancano i mezzi di trasporto, rileva il domenicale.
Le autorità starebbero valutando la possibilità di reintrodurre il metodo della "requisizione", in voga soprattutto nel periodo delle grandi guerre: i risultati di uno studio in questo senso dovrebbero essere disponibili entro la fine dell'anno.
L'esercito prevede di acquistare nei prossimi anni 370 camion per un totale di circa 150 milioni di franchi svizzeri, sottolinea il domenicale. I nuovi veicoli - stando al messaggio sull'esercito 2019 - sono tuttavia destinati solo a sostituire i veicoli obsoleti: non si risolverà quindi il problema di mobilità. In totale, l'esercito possiede attualmente circa 2500 camion pesanti.