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Tutte le donne che svolgono un'attività lucrativa hanno diritto in linea di principio a un'indennità in caso di maternità. Per ricevere la prestazione, al momento del parto la madre deve soddisfare le seguenti condizioni:
- essere stata assicurata obbligatoriamente all'AVS nei nove mesi precedenti. I periodi assicurativi accumulati in uno Stato dell'UE o dell'AELS sono presi in considerazione senza alcuna limitazione;
- aver esercitato un'attività lucrativa per almeno cinque di questi nove mesi a prescindere dal grado di occupazione;
- avere un contratto di lavoro valido, esercitare un'attività lucrativa indipendente oppure collaborare nell'azienda o nell'azienda agricola del marito percependo un salario in contanti (non è invece necessario che la madre riprenda l'attività lucrativa dopo il congedo di maternità);
- le donne che percepiscono un'indennità giornaliera dell'AD, dell'AMal o dell'AINF calcolata sulla base di un reddito da lavoro precedente sono equiparate a quelle che hanno un contratto di lavoro o che esercitano un'attività lucrativa indipendente. Possono adempiere le condizioni anche le donne che, pur avendo il diritto alle indennità giornaliere di disoccupazione, non lo fanno valere.
Le salariate che non soddisfano le condizioni necessarie per percepire l'indennità in caso di maternità mantengono il diritto al versamento del salario da parte del datore di lavoro dopo il parto secondo quanto previsto dal Codice delle obbligazioni.