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L'abbandono graduale dell'energia nucleare è possibile e le sue ripercussioni economiche sono contenute. Lo afferma il modello di calcolo elaborato dal dipartimento di Doris Leuthard, di cui il governo ha preso atto, approvando l'orientamento di fondo della strategia energetica 2050. Essa sarà inserita in un disegno di legge e inviato in consultazione a fine estate 2012.
Tale strategia dovrebbe gravare sul bilancio della Confederazione con una somma tra 42 e 82 milioni di franchi all'anno. L'obiettivo è di ridurre da adesso ed entro i prossimi 40 anni il consumo globale energetico di 70 TWh (terawattore), quello di elettricità di 21 TWh. Per compensare la perdita del nucleare la produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili dovrebbe aumentare di un terzo e l'efficacia accresciuta, specialmente nell'edilizia.
Gli strumenti di incoraggiamento, inoltre, andrebbero rafforzati. La tassa sul CO2 andrebbe portata da 36 a 60 franchi la tonnellata. Il supplemento prelevato presso i consumatori per la corrente "verde" dovrebbe passare da 0,45 centesimi a chilowattora a 1,9 centesimi, fruttando così 1,2 miliardi di franchi.
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