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Bandito da tutte le attività legate al calcio per quattro anni per il controverso pagamento senza contratto scritto di 1,8 milioni di euro incassato nel 2011 dall'allora presidente della Fifa Joseph Blatter per consulenze relative al periodo 1998-2002, Michel Platini passa ora al contrattacco. L'ex presidente Uefa, la cui sospensione per 4 anni decisa dai vari tribunali (inizialmente gli organi di giustizia interni della Fifa glie ne avevano rifilati 8, poi diminuiti dopo il passaggio al Tas e al Tribunale federale) è terminata all'inizio di ottobre, chiede tramite i suoi legali di ricevere gli arretrati salariali e un bonus “previsto dal suo contratto – come dichiarato all'agenzia France Presse – nonché il pagamento di onorari degli avvocati a seguito dei numerosi procedimenti avviati negli ultimi anni.
Secondo alcune fonti, l'importo complessivo previsto dall'ex campione francese, 64 anni, ammonterebbe a circa 7,2 milioni di euro: nel dettaglio, un bonus di 1,8 milioni di euro “per il suo contributo al successo di Euro 2016 in Francia”, il pagamento di 636'000 euro di spese legali, più gli arretrati salariali per "il periodo dal 2016 al 2019", che ammonterebbero a 5,5 milioni di euro. Le cifre, tuttavia, non sono state confermate dall'interessato. “Il bonus era qualcosa che il capo delle finanze doveva al presidente Uefa per l'organizzazione dell'Europeo. E per quanto riguarda le spese degli avvocati, sono del periodo di quando ero presidente e la Uefa aveva promesso di pagarli”, ha per contro specificato Platini, che finito il periodo di interdizione non ha nascosto l'intenzione di ritrovare un ruolo nel calcio. La notizia della domanda di risarcimento è stata confermata da Vincent Solari, l'avvocato di Ginevra dell'ex Pallone d'Oro, che si era candidato alla presidenza della Fifa. “Abbiamo chiesto un saldo salariale, che riteniamo fosse contrattualmente dovuto – le parole del legale in una nota inviata sempre all'agenzia di stampa francese – Non abbiamo richiesto il bonus indicato, né nello stato un importo salariale come quello riportato dai media, ma molto inferiore”. Solari ha aggiunto di “dover avviare un procedimento presso il tribunale del lavoro perché la Uefa, dopo un lungo ritardo, ci ha appena detto che ha contestato questa richiesta, senza alcuna motivazione”.