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TREVISO - Le informazioni contenute nella cosiddetta «lista Falciani» sono utilizzabili ai fini dell'attività di accertamento fiscale. Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Treviso, ribaltando quanto stabilito da precedenti sentenze in Italia riguardo all'elenco di presunti evasori fiscali trafugato da Hervé Falciani.
Con due distinte sentenze, la Commissione ha rigettato il ricorso presentato da alcuni contribuenti locali contro gli avvisi di accertamento emessi dalla Direzione Provinciale delle Entrate di Treviso, che contestavano la mancata dichiarazione di capitali e attività finanziarie detenute all'estero per un totale, tra maggiori imposte, interessi e sanzioni, di 360 mila euro circa in un caso e di quasi due milioni di euro nell'altro.
Precedenti sentenze avevano stabilito l'inutilizzabilità dei dati contenuti nella lista, a causa del metodo di acquisizione non conforme alle norme da parte della magistratura francese, cui Falciani l'aveva consegnata.
La Commissione tributaria di Treviso considera pienamente legittima l'acquisizione dei dati, giudicandola «conseguente ad una rituale richiesta all'Amministrazione Fiscale francese, inoltrata attraverso i canali di collaborazione informativa internazionale nel pieno rispetto delle procedure e dei trattati».