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PECHINO - «I Giochi non dovrebbero essere usati come distrazione dalla spaventosa situazione dei diritti umani in Cina. Al contrario, dovrebbero essere un'opportunità per spingere la Cina ad affrontare questi problemi». È l'appello di Amnesty International a un paio di settimane dall'avvio delle Olimpiadi di Pechino.
La denuncia - L'evento, che si svolgerà all'interno di una "bolla" a causa della pandemia di coronavirus, avverrà nel contesto di una miriade di violazioni dei diritti umani in corso in Cina, denuncia l'organizzazione con sede a Londra. «I Giochi Olimpici di Pechino promettono di essere uno spettacolo sportivo memorabile. Ma il mondo che guarda non può ignorare volontariamente ciò che accade in Cina: gli avvocati e gli attivisti imprigionati per il loro lavoro pacifico; le persone sopravvissute a violenze sessuali punite per aver parlato; le migliaia di persone che si stima vengano messe a morte ogni anno; i gruppi etnici musulmani che affrontano sistematicamente l'internamento di massa, la tortura e la persecuzione», ha dichiarato Alkan Akad, ricercatore di Amnesty International sulla Cina.
Prima di ospitare le Olimpiadi invernali, il governo cinese ha fatto una serie di promesse sui diritti umani, incluso il rispetto della libertà dei media, dei diritti dei lavoratori, riguardo gli sgomberi forzati e la garanzia di reali opportunità per manifestazioni pacifiche durante i Giochi. Amnesty International chiede al Comitato olimpico internazionale (CIO) di mettere pienamente in atto e rendere pubbliche le proprie politiche e pratiche di due diligence sui diritti umani, prima e durante i Giochi. «Il diritto alla libertà di espressione è sistematicamente violato in Cina. Ecco perché è fondamentale che il CIO e i vari Comitati Olimpici Nazionali presenti ai Giochi rispettino in modo adeguato il desiderio degli atleti e dei funzionari sportivi di parlare di diritti umani, anche su questioni considerate "sensibili" dalle autorità», ha aggiunto Akad.
«Il CIO deve anche insistere che il governo cinese mantenga la promessa di garantire la libertà dei media, compreso l'accesso illimitato a internet per i giornalisti cinesi e internazionali, e assicurare che le persone intenzionate a manifestare pacificamente durante i Giochi possano farlo».
Diritti umani in cima alle discussioni - Amnesty International esorta i rappresentanti del governo, compresi quelli che hanno in programma di partecipare ai Giochi olimpici, a mettere i diritti umani in cima all'agenda nelle loro discussioni con le autorità cinesi. «Il mondo deve tenere conto delle lezioni dei Giochi di Pechino 2008, quando le promesse del governo cinese di migliorare i diritti umani non si sono mai concretizzate», ha detto Akad. «Le Olimpiadi invernali di Pechino non devono essere lasciate passare come una semplice opportunità di sportwashing per le autorità cinesi, e la comunità internazionale non deve diventare complice di un esercizio di propaganda».