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La prossima settimana riprenderanno le trattative tra Svizzera e Grecia sugli averi depositati nelle banche elvetiche da cittadini ellenici che potrebbero aver evaso il fisco.
Lo ha indicato all'agenzia France presse un portavoce del Dipartimento federale delle finanze.
È la prima volta, dall'arrivo al potere in Grecia della sinistra radicale del premier Tsipras, che Berna e Atene affrontano questo dossier, ha aggiunto il portavoce Roland Meier. Le discussioni dovrebbero riguardare i casi relativi al passato. Stando a quanto pubblica oggi il "Tages Anzeiger" nei conti in Svizzera sono depositati 1,5 miliardi di franchi intestati a cittadini greci, ma soltanto una parte sarebbe sfuggita al fisco ellenico. Una cifra che il portavoce Maier non ha confermato, limitandosi a dire che "la settimana prossima il segretario di Stato alle questioni finanziarie internazionali si recherà ad Atene".
Lo scorso febbraio il sindacato Unia ha scritto al Dipartimento federale delle finanze chiedendo di informare in modo trasparente sugli averi greci depositati nelle banche in Svizzera.
Si stima che tra 30 e 200 miliardi di franchi si trovino negli istituti bancari elvetici - aveva affermato il sindacato - , mentre "salariati e pensionati greci soffrono per le drastiche misure di risparmio".
Berna è stata invitata a prestare aiuto al nuovo governo ellenico. In particolare, sempre secondo Unia, deve proporre lo scambio automatico di informazioni ad Atene e i circa 2000 conti di clienti greci della filiale ginevrina di HSBC devono essere oggetto di un'assistenza amministrativa.
Reagendo alla richiesta, la Confederazione si è detta disposta a trovare soluzioni con la Grecia.
SDA-ATS