Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/217291

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di provvedere alla creazione e promozione di sportelli regionali di primo aiuto alle vittime di abusi, mobbing o discriminazione sul posto di lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 6 della legge sul lavoro (LL; RS 822.11) e la rispettiva ordinanza 3 (OLL3; RS 822.113) obbligano i datori di lavoro ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere la salute dei propri collaboratori. L'articolo 2 OLL3 menziona esplicitamente la salvaguardia e il miglioramento della salute psichica. Nelle sue indicazioni relative a queste disposizioni, la SECO elenca una serie di misure che il datore di lavoro deve adottare per prevenire problemi quali le molestie sessuali, il mobbing o le discriminazioni. Innanzitutto deve adottare il principio di tolleranza zero nei confronti di questi fenomeni, spiegare le diverse fattispecie, definire le procedure da seguire in presenza di casi del genere e informare sulle sanzioni previste.</p><p>La legge sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1) vieta esplicitamente le molestie sessuali sul posto di lavoro. La protezione contro le molestie sessuali rientra nell'obbligo di tutela che il datore di lavoro ha nei confronti dei suoi collaboratori. Quest'obbligo comprende, da un lato, le misure di prevenzione e, dall'altro, il dovere di intervenire in presenza di casi concreti. La LPar prevede infine una protezione dal licenziamento per l'intera durata di un'eventuale procedura di contestazione interna, di una procedura di conciliazione o di una procedura giudiziaria nonché per i sei mesi successivi.</p><p>Come menzionato sopra, la protezione della salute è di competenza del datore di lavoro. Nelle sue indicazioni, la SECO illustra come attuare questo dovere e spiega che in caso di conflitto può essere designata una persona di fiducia interna o esterna all'azienda. Sarebbe pertanto inopportuno se, al posto dei datori di lavoro, fosse lo Stato a intervenire, istituendo degli sportelli regionali di primo soccorso per le vittime di abusi e discriminazioni sul posto di lavoro.</p><p>I datori di lavoro che prendono sotto gamba questo problema possono essere obbligati dall'Ispettorato del lavoro a conformarsi alle indicazioni della SECO. A questo riguardo l'Ispettorato del lavoro effettua controlli anche a seguito di reclami specifici e, se necessario, può disporre misure appropriate.</p><p>Le vittime di molestie sul posto di lavoro hanno inoltre diritto all'aiuto previsto dalla legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5) se la loro integrità fisica, psichica o sessuale è stata direttamente lesa a causa di un reato (art. 1 cpv. 1 LAV). Infine, secondo il codice di procedura civile (CPC), in una procedura civile le vittime hanno diritto a procedure di conciliazione e decisionali gratuite (art. 113 e 114 CPC).</p><p>In base a quanto esposto, il Consiglio federale ritiene che le possibilità esistenti per affrontare e contrastare i potenziali problemi sul posto di lavoro siano sufficienti ed efficaci.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.