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Il partito nazionale, riunito in assemblea a Baden, ha affrontato tra gli altri il declino di consensi. Il presidente: 'Avere il coraggio di decollare'
Il Ppd deve "avere il coraggio di decollare", ha affermato il suo presidente, Gerhard Pfister, oggi all'assemblea dei delegati di Baden (Argovia), illustrando gli obiettivi a lungo termine del partito. La consigliera federale Viola Amherd ha sottolineato l'importanza di farsi guidare dai valori cristiani nell'azione politica.
Pfister ha ribadito più volte il concetto di "centro", presentando nuovamente la proposta del cambio di nome da Partito popolare democratico ad Alleanza del Centro, che tuttavia dovrà prima essere accolto dalla base con un voto.
"Vogliamo rimanere la forza politica nazionale del centro e aprirci a tutti coloro che condividono i nostri valori", ha aggiunto il consigliere nazionale zughese di fronte ai circa 200 delegati muniti di mascherina.
C'è un numero considerevole di elettori elvetici che sostengono la politica del partito, ma non lo votano perché non sono né cattolici né particolarmente religiosi, ha rilevato il presidente del Ppd, sostenendo che potenziali sostenitori percepiscono negativamente il riferimento cristiano nel nome - che in Ticino è tuttavia stato abbandonato da tempo. In tedesco e francese il partito è denominato rispettivamente Christlichdemokratische Volkspartei (letteralmente Partito popolare cristianodemocratico) e Parti démocrate-chrétien (Partito democratico-cristiano). Il riferimento cristiano è stato mantenuto anche nel nome italiano della sezione grigionese.
Il processo per il cambiamento di denominazione deve essere "il più trasparente e il più equo possibile", ha ribadito il presidente, ricordando gli obiettivi che il Ppd vorrebbe raggiungere nei prossimi anni. La futura Alleanza del Centro, ha spiegato Pfister, vuole raggiungere la quota del 20% di consensi e recuperare nel 2027 il secondo seggio in Consiglio federale, perso da Ruth Metzler nel 2003 a favore di Christoph Blocher (Udc).
La consigliera federale Viola Amherd è intervenuta al termine dell'assemblea. Senza fare riferimenti alla denominazione del partito, la responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport ha sostenuto l'importanza di "vivere i valori cristiani, anche nel lavoro politico".
Dopo un'animata discussione, con 117 voti contro 56, i delegati hanno raccomandato a popolo e Cantoni di bocciare l'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente", che sarà posta in votazione il 29 novembre.
I delegati hanno dunque seguito le raccomandazioni della direzione del partito e del gruppo alle Camere federali. La proposta di modifica costituzionale mira a garantire che le aziende svizzere - ad esempio quelle attive nell'estrazione di materie prime - siano ritenute responsabili delle violazioni dei diritti dell'uomo e dei danni ambientali causati dalle loro filiali all'estero. Il no all'iniziativa di fatto spiana la strada al controprogetto indiretto.
Anche se le domande poste dai promotori sono quelle giuste, le risposte sono sbagliate, ha detto durante la discussione il consigliere agli Stati vallesano Beat Rieder.
Oggi i delegati del Partito borghese democratico (Pbd), riuniti in assemblea sul Weissenstein (Soletta), hanno invece sostenuto la proposta di modifica costituzionale. All'inizio dei lavori assembleari avevano adottato una modifica degli statuti del partito che consente una eventuale fusione con il Ppd per istituire una nuova formazione politica di centro.
"Ora, insieme al Ppd, vogliamo creare l'opportunità di continuare a coltivare e difendere i nostri valori sotto un nuovo tetto, con cura e orgoglio", afferma il presidente del Pbd Martin Landolt, citato in una nota. "Siamo fiduciosi che nei prossimi mesi riusciremo a creare insieme qualcosa di storico, che garantirà al centro politico svizzero un futuro sostenibile e il successo che merita".
Nel Ppd, sull'iniziativa "Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico", pure sottoposta a votazione alla fine di novembre, non vi è stata discussione: 161 delegati ne hanno raccomandato la bocciatura, 25 l'accettazione.