Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/133923

<h2>SubmittedText<h2><p>Prendendo spunto dalla risposta del Consiglio federale alla mia interpellanza 12.3995 in merito ai progetti per la realizzazione di terminal strada-ferrovia al di fuori del territorio nazionale, si ha l'impressione che al di là del confine, senza considerare la situazione politica poco chiara, si stiano proponendo vari progetti senza il coordinamento e il coinvolgimento della Svizzera, che - non dimentichiamo - è parte interessata, avendo assicurato (a parole) il finanziamento.</p><p>Nel Nord Italia, a seguito anche dell'assicurazione della Confederazione del finanziamento all'80 per cento, stanno spuntando come funghi nuovi progetti la cui capacità è comunque già oggi inferiore a quanto richiesto (500 000 spedizioni annue).</p><p>Si ricorda che la dichiarazione di intenti (Memorandum of Understanding) sottoscritta tra Svizzera e Italia nel dicembre scorso, definisce unicamente la volontà di realizzazione, ma non la localizzazione precisa di questi terminal.</p><p>Trattandosi di investimenti importanti per il successo di Alp Transit, realizzati con i soldi della Confederazione, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quali informazioni ufficiali ci sono in merito al progetto "Porta Alpina" e cioè di un centro merci intermodale Milano Nord, di cui si è parlato anche in una riunione indetta nel mese di gennaio dal sindaco di Como e presente anche il sindaco di Lugano Giorgio Giudici accompagnato da alcuni funzionari?</p><p>2. Di quali informazioni dispone in merito al progetto, cosiddetto "Janner", a Chiasso?</p><p>3. Non ritiene che sia importante il coordinamento e la trasmissione delle informazioni in merito a tutti questi progetti da realizzare a nord di Milano, con le autorità cantonali, ma soprattutto comunali del Basso Mendrisiotto e le FFS, in relazione anche all'importanza del ruolo che potrebbe svolgere la stazione internazionale di Chiasso, sia a livello di traffico viaggiatori sia di traffico merci?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il finanziamento di terminali intermodali all'estero è assicurato ai sensi dell'articolo 4 dell'ordinanza sul promovimento del trasporto di merci per ferrovia (RS 740.12). Inoltre, nella dichiarazione d'intenti sottoscritta a dicembre, i firmatari hanno chiaramente indicato gli interventi sul terminale di Milano Smistamento/Segrate come prioritari, appoggiando gli sforzi dell'economia privata per lo sviluppo anche di altri terminali (segnatamente in area Novara, Alessandria e Milano).</p><p>1./2. Il Consiglio federale è a conoscenza di diversi interventi nell'area indicata, ma solo per alcuni di essi dispone di informazioni più precise.</p><p>3. Il Consiglio federale sottolinea le dimensioni e gli aspetti nazionali ed europei di questi progetti da inserire in logiche di sistema di trasporto e di mobilità. Per questa ragione la Confederazione è attiva in gruppi di lavoro internazionali che si occupano di tematiche legate allo sviluppo delle infrastrutture e al monitoraggio del traffico. Al centro dell'impegno infrastrutturale della Confederazione sta la politica di trasferimento del trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia, che viene attuata cooperando per la pianificazione degli interventi infrastrutturali con i ministeri esteri sulla base di previsioni di sviluppo del traffico modale.</p><p>Dall'anno scorso, alle riunioni tecniche bilaterali, partecipano anche i dirigenti delle amministrazioni del cantone Ticino e del cantone Vallese, nonché delle Regioni Lombardia, Piemonte e Liguria. Parallelamente, l'Ufficio federale dei trasporti, ufficio competente in materia, intrattiene una stretta relazione con il cantone Ticino. Inoltre, per lo sviluppo del nodo di Chiasso, FFS Infrastruttura sta elaborando un piano quadro. I risultati saranno discussi con le autorità cantonali e locali verso la fine dell'anno.</p><p>Per analizzare la rete terminalistica del nord dell'Italia, è stato appositamente istituito un gruppo di lavoro che ha elaborato misure volte a garantire il trattamento dei flussi di traffico. La localizzazione dei terminali nel nord dell'Italia dovrebbe seguire il criterio della maggiore vicinanza possibile alle origini-destinazioni delle merci, come esposto in un accordo firmato a Lugano tra operatori nel maggio 2012 e sostanzialmente ripreso nella dichiarazione d'intenti sottoscritta nel dicembre 2012.</p>  Risposta del Consiglio federale.