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Se il popolo svizzero dovesse dire di no al rinnovo e all'estensione dell'accordo sulla libera circolazione, tutto il primo pacchetto di trattati bilaterali firmati dalla Svizzera e dell'Unione Europea verrà annullato. Lo ha ricordato Michael Reiterer, ambasciatore dell'UE a Berna.Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2008 - 12:00
In un'intervista pubblicata sabato dai quotidiani "24 Heures" e "Tribune de Genève", il rappresentante dell'UE non lascia spazio a dubbi in merito alla cosiddetta "clausola ghigliottina", in base alla quale la disdetta di uno dei 7 accordi bilaterali comporta l'annullamento di tutto il primo pacchetto di trattati conclusi tra Berna e Bruxelles. In caso di rifiuto del rinnovo dell'accordo di libera circolazione e della sua estensione a Bulgaria e Romania, questa clausola verrà applicata sei mesi dopo che la Svizzera avrà informato Bruxelles del risultato della votazione.
Non c'è bisogno di fare speculazioni: se vincerà il no il primo pacchetto di accordi bilaterali sarà automaticamente annullato, ha dichiarato Michael Reiterer. Secondo l'ambasciatore, non è immaginabile che le due entità rinunceranno in seguito ad avviare nuove trattative bilaterali. Ma non è detto che, con nuovi negoziati, la Svizzera ottenga risultati migliori rispetto a quelli attuali.
A meno di due mesi della votazione, Reiterer si è detto comunque ottimista: "gli svizzeri voteranno sì per la terza volta alla libera circolazione". L'ambasciatore dell'UE non crede che l'accordo posto in votazione porterà a un afflusso incontrollato di migranti. La libera circolazione offre la possibilità di stabilirsi in un altro paese, se si dispone di un contratto di lavoro, ha sostenuto il diplomatico.
In tempi di crisi non ci sarà nessun afflusso di stranieri, dato che i datori di lavoro assumeranno meno personale. Inoltre, non c'è alcuna relazione tra criminalità e libera circolazione. Questo accordo "non prevede il diritto a mendicare, rubare o violentare!", ha affermato Reiterer. Al contrario: la sicurezza è migliorata dopo l'entrata della Svizzera nello spazio Schengen.
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