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La tv svizzerotedesca SF ha deciso di non trasmettere un documentario in cui si sostiene che la sciagura dell'aereo della Swissair precipitato 13 anni fa davanti alle coste canadesi ad Halifax non fu dovuta ad un arco elettrico nei cavi del velivolo, ma fu causata da una bomba.
Il documentario è stato co-prodotto da SF e dal canale pubblico canadese CBC, che lo manderà in onda venerdì. Confermando un articolo del "Blick", il caporedattore della Radio e televisione svizzero tedesca (SRF) Diego Yanez ha dichiarato che "i risultati delle ricerche sin qui eseguite non ne giustificano la diffusione".
"Non è nostro compito diffondere speculazioni", afferma Yanez, per il quale le informazioni finora raccolte non rappresentano che indizi. SRF si dice pronta a mandare in onda il documentario quando ci saranno risultati più chiari.
Il film, che sarà trasmesso dalla CBC, sostiene che importanti indizi utili alle indagini non sono stati presi in considerazione e che i risultati dell'inchiesta durata quattro anni sono stati manipolati per evitare che si parlasse di un possibile attentato.
Nell'articolo del "Blick" viene in particolare citato il rapporto di un esperto di metalli di Ottawa. Nel corso delle indagini, l'esperto indipendente trovò su un sedile della cabina di comando dell'alluminio fuso e un importante quantitativo di magnesio e di altri metalli che farebbero pensare alla presenza di un ordigno.
La peggior sciagura nella storia dell'aviazione civile svizzera risale alla notte tra il 2 e il 3 settembre 1998: un MD-11 della Swissair precipitò al largo di Halifax e tutte le 229 persone a bordo persero la vita.
Stando al rapporto finale pubblicato nel marzo 2003 dagli inquirenti canadesi, lo schianto del volo SR111 New York-Ginevra fu provocato da un arco elettrico partito probabilmente da cavi del sistema d'intrattenimento per i passeggeri che diede fuoco a materiale isolante nella cabina di comando.
Il "Blick" pubblica anche un'intervista a Beatrice Tschanz, che all'epoca era portavoce di Swissair. Anche l'ex portavoce è stata contattata da un giornalista ed ha potuto consultare alcuni documenti che supporterebbero la tesi dell'attentato. "È stato uno schock", afferma la Tschanz.
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