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Nia Imani Franklin, 25 anni, afroamericana, è la nuova Miss America, la prima eletta dopo che il movimento #MeToo contro le molestie sessuali ha travolto gli Usa e rivoluzionato anche lo storico concorso di bellezza, abolendo la sfilata in bikini e privilegiando la personalità sull'estetica.
Rappresentava New York, città che registra anche segnali in controtendenza: un Playboy club pieno di 'conigliette' sexy riaprirà sabato prossimo a Manhattan dopo la chiusura dell'ultimo locale nel 1986. Una sfida al movimento #Metoo e allo stesso fondatore di Playboy, Hung Hefner, che oltre 30 anni fa definì le sue "conigliette" un "simbolo del passato.
Cantante lirica, laurea e master in composizione musicale alla University of North Carolina School of the Arts, Nia si è imposta per il suo talento (30%), la sua intervista sul palcoscenico (25%), il suo look (20%), in aggiunta ad un punteggio preliminare (25%). Si è esibita in una serie di arie dalla Bohème e ha proposto una piattaforma a favore dello studio delle arti. E' lei quindi la reginetta di quello che è stata ribattezzata Miss America 2.0: una competizione (non più un concorso) con candidate (e non concorrenti) giudicate non per la loro apparenza fisica ma per il loro curriculum, i loro progetti, il loro impegno sociale, il loro stile.
Un nuovo corso lanciato da Gretchen Carlson, ex Miss America ed ex anchor di Fox News, che ha contribuito a lanciare la campagna #Metoo contro le molestie sessuali facendo causa all'allora presidente di Fox News Roger Ailes. La sua rivoluzione però non è piaciuta a tutti: quasi metà del board di Miss America ha lasciato o è stata costretta a dimettersi, mentre 22 dirigenti statali del concorso avevano tentato di cacciarla.