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BERNA/ZURIGO - È stato identificato il detenuto nigeriano deceduto il 17 marzo scorso all'aeroporto di Zurigo durante le operazioni per il suo rimpatrio coatto. Lo indica oggi in un comunicato l'Ufficio federale della migrazione (UFM). Le circostanze esatte della morte non sono invece ancora chiarite.
L'uomo era un richiedente l'asilo la cui domanda è stata respinta e che si trovava in Svizzera senza documenti di viaggio validi. La sua identità è stata comunicata dalle autorità nigeriane che si sono avvalse per l'identificazione di foto ricevute dalla Svizzera, ha detto all'ATS il portavoce dell'UFM Urs von Arb.
Il decesso era intervenuto poco prima del previsto rimpatrio a bordo di un volo speciale per la Nigeria (Lagos). Il nigeriano si rifiutava di mangiare da qualche giorno ed ha perso i sensi dopo che gli sono stati messi i lacci ai polsi e ai piedi.
L'organizzazione zurighese per i diritti umani "Augenauf" si dice molto stupita del fatto che si possa decidere il rinvio coatto di persone che non possono essere identificate. Un portavoce ha detto all'ATS che l'organizzazione ha potuto entrare in contatto già da diversi giorni con la famiglia del nigeriano, alla quale ha offerto assistenza giuridica in collaborazione con Amnesty International.
L'UFM scrive da parte sua che per poter rimpatriare le persone che non possiedono documenti di viaggio o che li distruggono di proposito è necessario verificare, prima di ogni volo speciale, che le autorità dello Stato d'origine le riconoscano quali propri cittadini. In simili casi vengono rilasciati degli appositi lasciapassare.
Le indagini medico-legali sulle cause esatte del decesso non sono ancora terminate. I voli speciali per i rimpatri coatti rimangono sospesi fino a quando non saranno disponibili i risultati, ha precisato il portavoce dell'UFM.
SDA-ATS