Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/56271

<h2>SubmittedText<h2><p>Si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È dell'avviso che una procedura di mediazione possa migliorare la partecipazione dei cantoni, delle regioni, dei comuni e dell'elettorato nelle questioni attinenti la pianificazione del territorio?</p><p>2. Il Consiglio federale in quale modo garantisce che le procedure ordinarie di pianificazione (colloqui di coordinamento per il PSIA, eventuale revisione dei piani direttori cantonali, coordinamento tra i piani direttori cantonali e tra questi e la scheda di coordinamento PSIA, piani d'utilizzazione) non siano soltanto una mera esecuzione di una procedura di mediazione non legittimata sotto il profilo democratico?</p><p>3. Nei confronti della Germania, il collegio ha dato garanzie formali o informali aventi conseguenze per la Svizzera a livello di pianificazione del territorio (per esempio, distanza minima dalla frontiera tedesca per gli avvicinamenti a gomito da nord)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Con una procedura di mediazione condotta in modo efficiente si intende risolvere congiuntamente i complessi conflitti che vedono implicati più partecipanti, più livelli tematici e competenze decisionali poco chiare. Essa è impiegata in modo ottimale se la comunicazione e l'informazione come pure la fiducia reciproca vengono migliorati e se sussistono margini decisionali. Essa è svolta prima o nel quadro di procedimenti giuridici.</p><p>Per quanto concerne il futuro esercizio dell'aeroporto di Zurigo, ci sono pareri contrastanti sia a livello delle autorità dei cantoni e dei comuni interessati sia a livello della popolazione. Tenuto conto di questa complessa e dibattuta situazione, il DATEC, dopo aver sentito i cantoni e le imprese interessate, aveva deciso nell'autunno 2003 di avviare una procedura di mediazione di ampio respiro cui avrebbero potuto partecipare tutte le autorità interessate e i gruppi di privati. Lo scopo era quello di raggiungere un consenso riguardo allo sviluppo futuro dell'aeroporto. Poiché questo sviluppo non si limita soltanto agli aspetti della pianificazione del territorio, durante la mediazione, in primo piano non vi era solo il miglioramento della partecipazione nelle questioni di pianificazione del territorio.</p><p>2. Il tentativo di effettuare una simile procedura di mediazione è fallito. Adesso, nel quadro della pianificazione settoriale della Confederazione, occorre individuare soluzioni per il futuro esercizio dell'aeroporto di Zurigo. Il Consiglio federale ha previsto di proseguire i colloqui di coordinamento con i cantoni e le imprese interessate. Questi colloqui servono a garantire che la pianificazione settoriale della Confederazione venga coordinata con la pianificazione direttrice dei cantoni.</p><p>In una prima fase, durante la ricerca di una soluzione, alla pianificazione cantonale sarà data la possibilità di proseguire con l'elaborazione di una soluzione (piano di sviluppo territoriale per la regione dell'aeroporto e sviluppo infrastrutturale a lungo termine dell'aeroporto RELIEF). I risultati dell'attuale pianificazione del cantone di Zurigo come altri possibili procedimenti e regimi d'esercizio confluiranno successivamente nel processo PSIA. Sulla base dei risultati dei colloqui di coordinamento saranno poi definite le linee guida dell'esercizio e dell'infrastruttura dell'aeroporto nel piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA).</p><p>Questi dati contengono tra l'altro anche la curva dell'esposizione al rumore, che indica il quadro pianificatorio per il futuro sviluppo dell'esercizio dell'aeroporto. L'approvazione del PSIA da parte del Consiglio federale avviene secondo la procedura ordinaria fissata dal diritto della pianificazione del territorio con partecipazione e consultazione pubblica preliminare delle autorità interessate. Il coordinamento con i piani direttori cantonali è un presupposto per l'approvazione del PSIA. In caso di divergenze tra il piano settoriale e i piani direttori vengono avviate le procedure di conciliazione previste dal diritto della pianificazione.</p><p>Inoltre, queste procedure di pianificazione prendono in considerazione soltanto le soluzioni che rispettano le esigenze giuridiche e in particolare internazionali. Il rispetto della direttiva 2002/30/CE citata nell'interpellanza non presenta a questo riguardo alcuna difficoltà particolare.</p><p>3. Non ci sono garanzie di alcun tipo per la Germania, per quanto riguarda le eventuali conseguenze a livello della pianificazione del territorio in Svizzera. Lo stesso dicasi per la distanza minima dalla frontiera tedesca per quanto concerne l'avvicinamento a gomito da nord.</p>  Risposta del Consiglio federale.