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Gli stranieri residenti nel canton Vaud non potranno essere eletti alle cariche di granconsigliere, consigliere di Stato o membro del Consiglio degli Stati: i vodesi hanno nettamente respinto oggi - nella proporzione di quasi il 70% - l'iniziativa "Vivere e votare qui", che avrebbe conferito agli stranieri il diritto di eleggibilità a livello cantonale.
La proposta, portata avanti dai partiti della sinistra, dai sindacati e da numerose associazioni, aveva quale obiettivo di permettere agli stranieri residenti da oltre 10 anni in Svizzera e da più di 3 anni nel canton Vaud di essere designati ad una delle tre cariche in questione, una possibilità attualmente inesistente in Svizzera.
Nel canton Vaud gli stranieri possono già votare ed essere eletti nei legislativi e negli esecutivi comunali. Il Giura e Neuchâtel, dal canto loro, concedono agli stranieri il diritto di votare sul piano cantonale.
I vodesi hanno inoltre deciso di bocciare l'iniziativa "Ecole 2010", che voleva imporre il ripristino di un modello di scuola "tradizionale". Con il 52% di voti favorevoli è stato invece stato approvato il controprogetto governativo, basato sul sistema attuale con alcune concessioni agli obiettivi dell'iniziativa: i voti, ad esempio, saranno reintrodotti dalla terza elementare (quinto anno HarmoS) e non più dalla quinta.
L'elettorato vodese ha infine accettato - nella misura del 61% - di rendere obbligatorio il sistema proporzionale per l'elezione dei consiglieri comunali delle località con più di 3000 abitanti. La partecipazione globale ha superato leggermente il 40%.
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