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192 I numeri UNO - 2022 dgli amino acidi che le compongono. Quando noi mangiamo, quello che la natura fa è digerire le collane, semplicemente rompendo la collana, ma senza toccare le perle che rimangono lì. Poi nella cellula il ribosoma, ricevute le informazioni dal DNA che gli ha dato l’RNA, prende le perle e le mette in un ordine specifico che crea la proteina della quale ha bisogno la cellula in quel momento. Questo per me è l’esempio più raffinato del riciclo a cui abbia mai pensato, per una serie di motivi. Primo: si parte da una miscela qualunque, non è che mangiamo quella proteina lì quel giorno, ma abbiamo fame e mangiamo. Partiamo da una miscela a caso che non contiene solo proteine, ma anche zuccheri, fibre e tant’altro. Vai all’elemento di base, ma senza distruggerlo. Non lo degradi, ma prendi la composizione come se fosse una costruzione di Lego e la separi nei pezzettini. Secondo: quel giorno crei una proteina, che non ha niente a che vedere con le proteine che hai mangiato, ma che è una proteina di cui ha bisogno il tuo corpo in quel momento e in quella posizione. Ed infine, quella proteina è come nuova. Il fatto che venga da un riciclo di cento volte, per cui prima è stata cento volte diversa, non ha nessuna influenza sulle sue proprietà. Non è come le bottiglie di plastica o di carta che ogni volta che la ricicliamo sono un po’ peggio di prima. No, è come nuova. È fantastico. Quello che noi stiamo facendo nel mio laboratorio è un progetto lunghissimo ed è una di quelle cose che lascerò alla scienza. Non può finire durante la mia vita perché è troppo lungo. Il nostro presupposto è che “così dovremmo riciclare materiali soffici”. In scienza dei materiali, i materiali soffici sono materiali organici, quelli fatti di carbonio come le plastiche. Le plastiche del futuro dovrebbero essere cose che buttiamo tutte insieme e che ricicliamo creando ogni giorno una cosa diversa, a seconda di quello di cui ha bisogno una comunità in uno specifico momento. Quello che stiamo facendo nel mio laboratorio, l’abbiamo fatto con le proteine, con il DNA, che obbedisce alle stesse regole e vorremmo creare delle plastiche sintetiche che fanno questa cosa. Per quanto riguarda l’antivirale, servono un paio di anni per arrivare ai test clinici, che però potrebbero riuscire o fallire. Sicuramente ho creato un’idea di come creare l’antivirale che è completamente diversa. Magari io non la concretizzo, ma ho fiducia nella scienza; che qualcun altro potrebbe portare avanti. Non sono uno scienziato di quelli che ha fretta di fare le cose. Non fa parte di me. Le cose nel laboratorio le teniamo tanti anni prima di pubblicarle, le facciamo maturare.
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