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BERNA - "Uno spazio per la promozione della democrazia, dei diritti umani e dello sviluppo": così la consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha definito il Vertice della francofonia, che verrà inaugurato venerdì prossimo a Montreux. Nella località turistica vodese sono attesi rappresentanti di 70 paesi, tra cui una quarantina di capi di stato e di governo: tra i partecipanti anche il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro canadese Stephen Harper.
"La francofonia abbraccia un terzo degli Stati aderenti all'ONU e rappresenta un quadro di influenza importante", ha detto la ministra degli esteri elvetica nel corso di una conferenza stampa a Berna: offre perciò "una piattaforma di discussione per affrontare problemi che preoccupano e riguardano l'intero pianeta".
Il vertice - che si tiene per la prima volta in Svizzera - coinvolge l'intero paese, e non soltanto la parte francofona, ha tenuto a sottolineare Calmy-Rey. Il francese - ha aggiunto - è la sola lingua parlata nei cinque continenti: è quindi un "veicolo ideale" per portare avanti discussioni a vari livelli: il fatto di poter condurre mediazioni in francese aiuta la Svizzera ad allacciare contatti internazionali.
Per l'organizzazione dell'evento il parlamento ha stanziato 30 milioni di franchi, di cui dieci saranno investiti nella sicurezza, secondo cifre fornite dall'ambasciatore Johannes Matyassy. Per la protezione dello spazio aereo e per altri compiti di appoggio alla polizia, l'esercito ha mobilitato 5mila soldati. Il Palazzo dei Congressi di Montreux ospiterà 1400 delegati e non meno di 600 giornalisti. Il vertice, giunto alla tredicesima edizione, sarà aperto dal segretario generale Abdou Diouf, ex presidente del Senegal.
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