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Un gruppo di scienziati ha presentato lunedì al campo base artico del World Economic Forum (WEF) di Davos una nuova campagna per il clima con cui si chiede ai leader mondiali di rinunciare a sovvenzionare l'energia non rinnovabile. Chiamata “Unite behind science”, l’iniziativa mira a evidenziare voci e risorse che non sono sufficientemente ascoltate.
Gli specialisti hanno ribadito che ogni decisione politica, economica o finanziaria deve essere presa per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi °C entro il 2100. La ex responsabile ONU nella lotta per il clima, Christiana Figueres, e l'attore statunitense Rainn Wilson sono tra i sostenitori di questa nuova offensiva.
Si chiede inoltre la fine di tutta l'espansione, gli investimenti e i sussidi del combustibile non rinnovabile, come pure di tassare l'inquinamento anziché il reddito delle persone. Il carbone dovrà essere abbandonato entro il 2030 negli Stati ricchi ed entro il 2040 in tutte le altre nazioni, hanno insistito i fautori della campagna, chiedendo pure che entro dieci anni la metà delle aree terrestri sia protetta.
All’evento specifico doveva essere presente pure l’attivista svedese Greta Thunberg che però ha rinunciato all’ultimo momento a causa “di difficoltà del calendario”; il suo entourage non ha fornito ulteriori dettagli, ma si sa che la giovane dovrà parlare due volte martedì prima del Forum, oggetto di misure di sicurezza straordinarie.
- PP 12.00 del 20.01.2020 - Il servizio di Umberto Gatti