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Secondo il Partito Socialista (PS) in Svizzera sta prendendo sempre più piede la tendenza ad imputare agli stranieri tutti i problemi.
E l'iniziativa dell'Unione Democratica di Centro (UDC) per l'"attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati" fomenta la "assurda paranoia antistranieri".
Lo ha detto il nuovo presidente del gruppo socialista alle Camere, Roger Nordmann, durante il tradizionale aperitivo con la stampa organizzato dal partito il giorno dei "Re Magi".
Secondo il capogruppo socialista, l'iniziativa dell'UDC è "isterica" e, se fosse accettata dal voto popolare il prossimo 28 febbraio, metterebbe fine al principio della separazione dei poteri: i giudici non avrebbero più alcun margine di discrezionalità e non potrebbero quindi più adempiere al loro compito. Sarebbe messo in questione lo Stato di Diritto.
Per Nordmann il tema in prossima votazione introduce un pesante irrigidimento che blocca le messa in atto della prima iniziativa per l'espulsione dei criminali stranieri, che "calpesta" il lavoro del Parlamento e che costerà molto caro. Il consigliere nazionale vodese ha quindi proposto sarcasticamente ai democentristi di inoltrare "un'iniziativa di correzione e chiarimento di quella di attuazione".
D'altro canto, ha anche ricordato l'importanza degli stranieri in Svizzera, senza il cui contributo l'AVS sarebbe deficitaria e i settori sanitario ed alberghiero non potrebbero funzionare.
Gli esponenti del PS hanno poi esposto ai giornalisti presenti anche i temi ritenuti centrali per l'anno prossimo. In questo ambito, il presidente del partito Christian Levrat ha sostenuto che "la Svizzera finirà per trovare una soluzione per applicare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa", anch'essa dell'UDC, accettata in votazione popolare nel febbraio del 2014.
Berna fatica a trovare un accordo in merito con Bruxelles ed esso non sarà comunque la fine dei problemi con l'UE, ha osservato il presidente socialista. Gli ambienti economici - ha aggiunto - si sbagliano se credono che basti trovare una soluzione per applicare l'iniziativa democentrista. La clausola unilaterale di salvaguardia per far fronte ad un eccessivo afflusso di persone, proposta dal Consiglio federale in dicembre, rischia di congelare per decenni ogni discussione sulla politica europea.
Secondo Levrat, solo un quadro d'intesa che comprenda tutti gli accordi bilaterali permetterà di evitare accordi cristallizzati che col tempo perderanno di valore. La Svizzera rischia di dover rinunciare ad una parte di sovranità, ma occorre affrontare la questione con una visione di ampio respiro. Il PS - ha sottolineato - non difenderà per forza l'adesione all'UE: bisognerà discuterne; e ciò dipenderà anche da quale direzione prenderà l'Unione Europea.
SDA-ATS