Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01152.jsonl.gz/120

C'è voluto qualche mese, ma finalmente Joaquín Ardaiz ha trovato il suo spazio a Lugano. Fondamentale per la punta uruguagia è stato sfruttare l'occasione concessagli da Maurizio Jacobacci e sbloccarsi contro il Vaduz il 14 marzo (doppietta), dopo quasi tre anni senza segnare: "Un attaccante deve pensare ad aiutare la squadra in un altro modo quando non riesce a segnare. Sapevo dentro di me che prima o poi avrei messo la palla in rete".
Originario di Salto, cittadina che ha dato i natali anche a grandissimi nomi come Luis Suarez e Edinson Cavani, Ardaiz è partito molto presto per intraprendere il suo sogno di diventare calciatore: "Quando avevo 14 anni, dopo aver giocato un torneo a Montevideo, mio papà ha ricevuto la chiamata dei dirigenti del Danubio. Sono andato a svolgere un provino e mi hanno preso. Da lì è iniziata la mia carriera".
Conosciuto da tutti col nome di El Pajaro, l'Uccello, il 22enne ha già girato mezzo mondo: "La prima esperienza fuori dal mio paese l'ho fatta in Belgio, ad Anversa nel 2017. È stata una stagione bellissima, dove ero fisicamente al top e in un campionato duro e intenso. Poi sono andato a Vancouver con la voglia di spaccare il mondo in poco tempo. Complice un infortunio poi non ho più trovato la via del gol".