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"Caccia etica": ricorso parzialmente accolto
Il Tribunale amministrativo dei Grigioni ha accolto parzialmente il ricorso dei promotori dell'iniziativa popolare "Per una caccia rispettosa della natura ed etica". In particolare, due dei tre punti invalidati dal Gran Consiglio nell'ottobre 2016 "non sono in manifesta contraddizione con il diritto di rango superiore".
Ad ottobre 2016 il governo retico aveva dichiarato non valide tre delle nove richieste contenute nel testo perché contrarie al diritto federale. Alcuni membri del comitato promotore avevano così presentato ricorso al tribunale, il quale in una nota odierna informa che due di questi punti, in particolare quelli in cui si chiede che sia vietato cacciare femmine di cervo e capriolo gravide e che venga abolita la caccia speciale, possono invece essere sottoposti a votazione.
Secondo il governo, invece, in caso di accettazione di tali richieste, "non sarebbe più possibile procedere alla regolazione della popolazione di cervi e caprioli in conformità alle direttive stabilite dal diritto federale", per cui la popolazione aumenterebbe eccessivamente e in inverno si arriverebbe a periodiche morie.
Sulla stessa linea del governo, invece, la decisione del tribunale per quanto riguarda la richiesta di rappresentanza paritetica in seno all'Ufficio per la caccia e la pesca: "la dipendenza di un impiego in una carica amministrativa da convinzioni personali sarebbe problematica - scrive l'organo di giustizia - ma soprattutto si intravede un'inammissibile discriminazione nel fatto che una simile misura sarebbe inefficace e inadatta a raggiungere lo scopo perseguito di una politica e di un'amministrazione
equilibrata della caccia".
Quando gli elettori potranno decidere sull'iniziativa non è ancora chiaro, poiché contro la sentenza del Tribunale amministrativo dei Grigioni è ancora possibile ricorrere presso il Tribunale federale.