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"Sono pronta per il Consiglio federale". Lo ha affermato oggi a Berna, davanti a una folta platea di giornalisti, la presidente dei Verdi svizzeri, Regula Rytz, che ha rivendicato un seggio in governo per il suo partito a scapito del PLR e, in particolare, dell'unico rappresentante italofono, l'attuale ministro degli esteri Ignazio Cassis.
Secondo la consigliera nazionale ecologista, il voto del 20 di ottobre rappresenta uno spartiacque, un momento storico, che ha visto il Partito ecologista triplicare la propria rappresentanza in parlamento (da 11 a 28 scranni) segno che una fetta importante della popolazione - il 21%, ossia la somma dei voti ricevuti da Verdi e Verdi liberali - vuole dei cambiamenti in seno all'esecutivo per una politica volta a contrastare con maggior determinazione il cambiamento climatico.
Regula Rytz potrebbe non essere l'unica candidata al Consiglio federale. Domani il gruppo, da lei informato in anticipo delle sue intenzioni, deciderà se affiancarle uno o più persone. Secondo la Rytz, ci sono persone che hanno mostrato interesse. La sua presenza su un eventuale "ticket" dovrebbe essere scontata. Ad ogni modo, ha sottolineato la Rytz, molti l'hanno sollecitata a rivendicare un rappresentante ecologista in governo adesso, in nome anche delle attese dei suoi elettori.
La deputata bernese, 57 anni e alla testa del partito dal 2012, sostiene di avere le carte in regola per ambire al Consiglio federale: siede in Consiglio nazionale da otto anni e in precedenza è stata granconsigliera e municipale di Berna. Ha lavorato anche come segretaria centrale dell'Unione sindacale svizzera. Insomma, l'esperienza in un esecutivo non le manca e nemmeno di tenere conto delle opinioni altrui.
Pur essendo consapevole che l'estromissione di un ministro in carica rappresenti un evento raro, "una triste eccezione", Regula Rytz ha sostenuto la necessità di adeguare l'attuale composizione governativa ai nuovi equilibri politici del Paese. A suo parere, con due seggi in governo (Karin Keller-Sutter e il già citato Cassis), il PLR è sovra rappresentato.
Dopotutto, ha sottolineato, è stato lo stesso PLR nel 2003 a sostenere la non rielezione di Ruth Metzler (PPD) a favore di Christoph Blocher dell'UDC, dopo le vittorie dei democentristi nel 1999 e nel 2003, mandando in soffitta la "formula magica" che resisteva dal 1959.
I liberali-radicali hanno insomma fatto proprio il ragionamento dell'UDC, formazione espressasi più volte a favore di una rappresentanza aritmetica di tutte le più importanti forze politiche del Paese. Seguendo questa logica, la nuova formula magica dovrebbe essere come segue: 2 UDC, 2 PS e un seggio ciascuno per PPD, PLR e Verdi, ha illustrato la presidente degli ecologisti.
Secondo la Rytz, però, il PLR non ne vuole sapere di rimettere in questione la propria rappresentanza in governo. "Non ne vogliono nemmeno discutere", ha esclamato. "Eppure il PLR deve accettare che qualcosa di storico è accaduto lo scorso ottobre", ha affermato. Quanto all'UDC, si vedrà l'11 di dicembre (seconda settimana della sessione invernale quando si procederà alla rielezione del Consiglio federale, n.d.r.) se questo partito terrà fede alle proprie convinzioni e alla democrazia da quest'ultimo tanto sbandierata.
Come detto, a fare le spese delle ambizioni ecologiste dovrebbe essere il ticinese Ignazio Cassis, eletto appena due anni fa dopo un'assenza di 19 anni della Svizzera italiana dalla stanza dei bottoni. L'attacco al seggio di Cassis si spiega anche col desiderio di preservare il seggio di Karin Keller-Sutter, eletta in governo dopo il Ticinese.
Il fatto poi che si tratti di una donna aiuta: le recenti elezioni, ha fatto notare Rytz, hanno visto anche un incremento delle donne in Parlamento, un fattore di cui bisogna tenere conto. L'eventuale elezione della Rytz porterebbe il numero di donne in governo a quattro.
E per quanto attiene alla rappresentanza delle minoranze linguistiche-culturali? La Rytz ha riconosciuto che al Ticino un'estromissione di Cassis non farebbe piacere. Ma, ha sottolineato, tenuto conto di tutte le sensibilità in gioco, "non si può avere tutto".