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BERNA - In caso di perdite legate a Credit Suisse e in particolar modo al portafoglio di attivi della banca che non rientra nella attività principale di UBS e non corrisponde al profilo aziendale e di rischi, UBS stessa assumerà i primi 5 miliardi di franchi e la Confederazione si farà carico dell'importo eccedente tale cifra, per un massimo di 9 miliardi. Dell'accordo si parlava da tempo, ora è ufficiale, poichè oggi è stato firmato il contratto di garanzia a copertura delle perdite in relazione all'acquisizione di Credit Suisse da parte del colosso guidato da Ermotti.
Lo comunica il Consiglio Federale in una nota. Si tratta di un ulteriore passo avanti verso l'acquisizione definitiva dell'istituto bancario, che dovrebbe avvenire entro il 12 giugno.
Dato che alcune attività di Credit Suisse non rientrano in quelle principali di UBS ma la banca alla cui testa c'è Ermotti ha deciso di proseguirle, lo scorso 19 marzo Berna si è dichiarata disposta a farsi carico di una parte delle perdite che potrebbero derivare da tali operazioni.
Il contratto di garanzia è comunque legato a condizioni severe: UBS è tenuta a gestire i valori patrimoniali in modo tale da ridurre al minimo le perdite e massimizzare i ricavi, creare una struttura organizzativa adeguata sotto forma di unità organizzativa distinta che comprenda un comitato di vigilanza e presentare un rapporto a cadenza trimestrale e non può spostare dalla Svizzera la sede principale.