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NEW YORK - Un giudice statunitense ha stabilito che il consiglio di amministrazione di Boeing deve affrontare una causa da parte degli azionisti per gli incidenti mortali che hanno coinvolto il suo aereo 737 Max nel 2018 e 2019.
Il giudice del Delaware Morgan Zurn ha dichiarato: Anche se può sembrare insensibile di fronte alle perdite (delle famiglie, ndr), il diritto societario riconosce un'altra serie di vittime: la Boeing come impresa e i suoi azionisti». Questi ultimi «sono venuti in questa corte sostenendo che i dirigenti di Boeing hanno fallito nel supervisionare la sicurezza degli aerei».
Le due sciagure, in Indonesia ed Etiopia, hanno comportato la perdita di 346 vite umane e la messa a terra dell'intera flotta di 737 Max. Zurn ritiene che il primo incidente sia stato «una bandiera rossa» sui sistemi di sicurezza primari dell'aereo, in merito ai quali «il consiglio avrebbe dovuto prestare attenzione» ma che ha invece «ignorato». Le vittime quindi sono i passeggeri, i membri dell'equipaggio dei velivoli precipitati, ma anche gli investitori che hanno «perso miliardi di dollari».
Boeing ha dichiarato: «Siamo delusi dalla decisione del tribunale di consentire al caso dei querelanti di procedere oltre questa fase preliminare del contenzioso». Il produttore aereo ora «prenderà in considerazione i prossimi passi». Lo scorso gennaio le accuse penali erano state chiuse dietro pagamento di 2,5 miliardi di dollari (2,3 miliardi di franchi svizzeri), ma restano da affrontare le cause civili delle famiglie - oltre a questa intentata dagli azionisti.
I 737 Max sono tornati a volare nel novembre 2020, ma i loro guai sono costati complessivamente circa 20 miliardi di dollari di multe a Boeing.
Un giudice statunitense ha stabilito che il consiglio di amministrazione di Boeing deve affrontare una causa da parte degli azionisti per gli incidenti mortali che hanno coinvolto il suo aereo 737 Max nel 2018 e 2019.