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Sul sito Il primo amore si può1 leggere una interessante analisi di Linda Pagli su Google e sui motori di ricerca in generale.
La tesi, ad essere sinceri non molto originale, è che i motori di ricerca si basano sulla quantità di informazione e non sulla qualità, e pertanto i risultati di Google riguardano più gli interessi della maggioranza che la verità o la qualità. Per riprendere l’esempio di Umberto Eco citato da Pagli, cercando “Graal” ci si imbatte perlopiù in ciarpame neonazista e pubblicitario.
Mi chiedo se la cosa sia così grave. Da sempre sul Graal si sono scritte più ciarlatanerie che rigorosi studi scientifici, e da sempre il ciarpame ha più lettori delle ricerche serie.
Sarebbe forse più interessante capire come mai, su altri argomenti, i risultati di Google siano qualitativamente degni di nota: come mai a volte è possibile passare dalla quantità alla qualità?
- Si poteva: la pagina non c’è più. Nota aggiunta nel 2012. [↩]