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Durante la dittatura denunciò gli abusi commessi da Pinochet. Gli ultimi suoi anni in un documentario presentato a Berlino
Il Cile piange la scomparsa del produttore audiovisivo e giornalista Augusto Góngora, morto all'età di 71 anni dopo una lunga lotta contro l'Alzheimer. Durante la dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990), denunciò gli abusi commessi dal regime scrivendo sul bollettino del Vicariato della Solidarietà, l'organizzazione cattolica cilena creata per difendere i diritti umani. Negli anni 80 fece parte di Teleanalisi, dove veniva filmata in formato Vhs la dura repressione contro le proteste sociali.
La sua notorietà è legata alla sua carriera nella tv di Stato, Televisión Nacional, in cui lavorò dagli anni Novanta sviluppando programmi culturali innovativi e diventando membro del cda tra il 2016 e il 2017. Tra le sue creazioni più importanti si ricordano ’Cinevideo‘, ’Coyote‘, ’Revólver‘, ’Hora 25‘ e ’El Mirador‘. Nel suo secondo matrimonio, sposò l'attrice ed ex ministro della Cultura, Paulina Urrutia, che lo ha accompagnato durante tutto il suo processo quando gli venne diagnosticata la malattia. Di quel periodo, la regista Maite Alberdi ha registrato il documentario ’La memoria infinita' recentemente presentato al Festival di Berlino e la cui prima in Cile è prevista nei prossimi mesi.