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ZURIGO - Una delle categorie non toccate dalle riaperture di marzo sono i centri fitness. Mentre i campi da tennis o da calcio potranno tornare ad accogliere gli sportivi, per le palestre la chiusura si protrarrà almeno fino ad aprile. Il Consiglio federale autorizzerà nuovamente lo sport indoor solamente se la situazione epidemiologica di allora lo consentirà.
«Molti dei miei colleghi speravano di poter riaprire presto i centri fitness. Ma l'estensione delle misure di contenimento della pandemia per molti sarà la mazzata finale» afferma Claude Ammann, presidente dell'Associazione svizzera di fitness. «I lavoratori che hanno sviluppato la loro attività negli anni sono ora portati al fallimento dal Consiglio federale».
La situazione delle palestre è aggravata anche dal fatto che in molti cantoni i fondi che dovrebbero aiutare chi si trova in difficoltà non sono ancora stati pagati, o solo parzialmente, prosegue Ammann. «Se i contributi non arriveranno presto, molti di noi non potranno riaprire ad aprile. Finora la maggior parte delle società non ha visto un solo franco».
Tunç Karapalanci, titolare della società “well come Fit”, che gestisce centri fitness nei cantoni di Zurigo, San Gallo, Turgovia e Glarona, conferma che alcuni cantoni non erogano l'aiuto concordato, nonostante i requisiti federali. «Mentre a Zurigo i pagamenti per chi è in difficoltà sono semplici, Glarona, ad esempio, ne paga solo una parte, e nel canton Turgovia si riceve solo un prestito. Gli aiuti alle PMI promessi dal Consiglio federale sono ancora lontani».
L'estensione della chiusura almeno fino ad aprile è devastante per i centri fitness, afferma Tunç. Soprattutto perché viene persa la stagione principale delle palestre, che va da gennaio a marzo. «A gennaio i clienti vengono per i loro propositi del nuovo anno. A marzo per avere un bell'aspetto in spiaggia o in piscina in estate», prosegue Tunç. «Questo è il periodo durante il quale generiamo la maggior parte delle nostre entrate. Invece in questa situazione gli affari non riprenderanno fino a settembre». Soprattutto per i piccoli centri fitness e per i loro dipendenti ora è una questione di sopravvivenza.