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L'iniziativa dei Verdi, «per un pensionamento flessibile per uomini e donne a partire dai 62 anni», è di «estrema attualità» e sarà sostenuta a fianco dell'iniziativa «concorrente» promossa dalla Società svizzera degli impiegati di commercio (SSIC).
Lo ha detto Hubert Zurkinden, segretario generale dei Verdi svizzeri, nel corso di una conferenza stampa questa mattina a Berna. «Una doppia cucitura tiene più di una sola», ha aggiunto il presidente del Partito ecologista Ruedi Baumann.
L'iniziativa degli ecologisti e quella «a favore di un'AVS flessibile - contro l'età di pensionamento per le donne» della SSIC e della Federazione delle società svizzere degli impiegati (FSE) sono complementari, a dire della consigliera nazionale zurighese Ruth Genner. L'iniziativa «verde» prevede che lavoratori a tempo parziale percepiscano una rendita parziale: su questo punto vi è differenza tra i due testi.
Zurkinden ha detto che i Verdi vogliono costituire «un polo contrario» alla tendenza che vorrebbe «i 65 anni quale limite inferiore dell'età di pensionamento». L'iniziativa si oppone dunque anche alle proposte per l'11.esima revisione dell'AVS, con le quali, secondo gli ecologisti, il Consiglio federale ignora la realtà economica. «Il pensionamento a 62 anni risponde a una constatazione realistica: sempre più salariati vanno in pensione anticipatamente, volenti o nolenti», ha detto la Genner. Il pensionamento anticipato avrebbe altri meriti: creazione di posti per i giovani e miglioramento della situazione delle donne.
Le due iniziative per il pensionamento a 62 anni saranno probabilmente sottoposte a votazione assieme il 26 novembre prossimo. Verdi e organizzazioni degli impiegati non si sono accordati sul ritiro di uno dei due testi anche per ragioni concernenti il finanziamento della campagna.
Il testo dei Verdi è strettamente collegato all'altra iniziativa popolare «per garantire l'AVS - tassare l'energia, non il lavoro», ha precisato la consigliera nazionale vodese Anne-Catherine Menètrey. «I Verdi vorrebbero organizzare la fiscalità sull'energia, si tratta di un vero capovolgimento di concezione», ha aggiunto.
Rammarico è stato espresso per il fatto che per il finanziamento del primo pilastro si pensi «solo all'IVA, al prelievo sui salari o alle eccedenze auree della Banca nazionale». «Il finanziamento delle assicurazioni sociali a lungo termine dovrebbe essere garantito dalle tasse sull'energia», ha proseguito la Menètrey. Il trasferimento dell'imposizione dai salari all'energia trova consenziente il Consiglio federale che intravede vantaggi anche per l'economia.
I Verdi sono contrari all'utilizzazione dell'oro della BNS in esubero per finanziare le assicurazioni sociali. «L'unicità di questi mezzi deve essere destinata a qualcosa di unico come la Fondazione di solidarietà», ha concluso la consigliera nazionale zurighese Ruth Genner.
Swissinfo e agenzie
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