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Per arginare la crisi causata dall’epidemia di COVID-19, la Confederazione ha effettuato spese straordinarie consistenti. Queste uscite devono essere compensate sull’arco di sei anni per non provocare un aumento permanente del debito pubblico (cfr. art. 17b LFC). Dato che la riduzione dell’indebitamento supplementare sull’arco di sei anni potrebbe essere realizzata soltanto con aumenti delle imposte o programmi di risparmio, il Consiglio federale propone al Parlamento di prorogare tale termine fino al 2035. Per ridurre il debito, l’Esecutivo propone inoltre di impiegare le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della Confederazione (ca. 1 mia. fr.) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (ca. 1,3 mia. fr.). Il Consiglio federale presenta queste proposte in un disegno concernente la modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione (22.020). In occasione della sua seduta del 28 e 29 marzo 2022, la Commissione aveva sentito in proposito il parere di alcuni esperti (cfr. comunicato stampa del 29 marzo 2022). Nella seduta del 16 e 17 maggio 2022 hanno fatto seguito il dibattito di entrata in materia, la deliberazione di dettaglio e la votazione sul complesso.
L'entrata in materia sul progetto non ha sollevato obiezioni. Per la deliberazione di dettaglio sono state presentate quattro proposte. La discussione si è incentrata su una questione: quanta parte di debito deve essere ridotta in quanto tempo.
Con 18 voti contro 7, la Commissione ha respinto la proposta di contabilizzare come entrata straordinaria l’intera distribuzione dell’utile della Banca nazionale svizzera. Tale misura avrebbe permesso di disporre di maggiori mezzi per ridurre il debito causato dall’epidemia di COVID-19. L’accettazione della proposta avrebbe però comportato una riduzione del futuro budget ordinario di un importo pari a circa 667 milioni di franchi.
Alla Commissione è stata presentata una proposta volta a ridurre la metà del disavanzo del conto di ammortamento con mezzi provenienti dal conto di compensazione. La metà del debito causato dall’epidemia di COVID-19 verrebbe in tal modo compensata tramite eccedenze passate dal bilancio ordinario. Una seconda proposta prevedeva che il disavanzo del conto di ammortamento venisse compensato con l’intero saldo positivo del conto di compensazione. In un terzo caso è stato proposto di seguire il Consiglio federale, rinunciando quindi a una compensazione delle due statistiche di controllo del freno all’indebitamento. In una prima votazione la proposta di riduzione della metà ha prevalso sulla seconda proposta con 14 voti contro 11; in una seconda votazione ha poi avuto la meglio sulla proposta del Consiglio federale con 18 voti contro 7. A seguito della decisione presa, la Commissione ha anticipato al 2031 il termine per compensare il disavanzo (cfr. art. 17 cpv. 2 d-LFC, accolto con 13 voti contro 11).
Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato il progetto con 19 voti favorevoli e 6 astensioni. Sono state presentate varie proposte di minoranza (cfr. in proposito il paragramma). Il progetto verrà trattato in occasione della prossima sessione estiva.
Vista la complessità tecnica della materia, i dettagli del progetto e le decisioni della CdF-N saranno illustrati più dettagliatamente in una conferenza stampa indetta dalla Commissione mercoledì 18 maggio, alle ore 11.00, nella sala 1 del Palazzo del Parlamento.