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Torna anche quest'anno la World Press Photo Exhibition. La mostra sarà aperta dal primo al 24 settembre
BELLINZONA - Qualche ora per riflettere intorno alla realtà che ci circonda. È ciò che si propone di fare la World Press Photo Exhibition che, nella sua edizione del 2023, torna ad animare i sotterranei dell'Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso per alcune settimane. Dal primo al 24 settembre il pubblico potrà osservare i fatti che hanno caratterizzato l'ultimo anno attraverso le 120 fotografie finaliste del prestigioso concorso che dal 1955 premia i fotografi che hanno saputo cogliere un momento di grande rilevanza giornalistica.
Ad aggiudicarsi quest'anno il titolo di World Press Photo of The Year è lo scatto di Evgeniy Maloletka, presente a Mariupol quando le forze armate russe hanno bombardato la città, colpendo anche l'ospedale della maternità. Sua la foto della donna incinta sdraiata su una barella che veniva portata via dalla struttura colpita. Come si legge nel testo annesso alla foto: «Quando le forze russe hanno invaso l’Ucraina, il 24 febbraio 2022, hanno immediatamente preso di mira il porto di Mariupol devastando la città, compresi numerosi obiettivi civili. Un’indagine dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha concluso che l’ospedale è stato deliberatamente preso di mira dalla Russia, in violazione del diritto umanitario internazionale, e che i responsabili hanno commesso un crimine di guerra».
Del World Press Photo Story Of The Year è stata invece riconosciuta la serie di scatti "Il prezzo della pace in Afghanistan”, realizzati da Mads Niessen e che ritraggono Khalil Ahmad, un bambino afgano di 15 anni i cui genitori deciso di venderne il rene per 3’5000 dollari. «Nel 2022 il 97% della popolazione afgana viveva al di sotto della soglia di povertà e il 95% degli abitanti non aveva da mangiare. Nove milioni di persone erano a rischio di carestia e, secondo le Nazioni Unite, oltre un milione di bambini erano gravemente malnutriti. Oggi gli strascichi della pandemia da COVID-19, l’intensa siccità e l’incapacità delle organizzazioni umanitarie di portare soccorso a chi ne ha bisogno stanno aggravando la crisi».
Il World Press Photo Long-Term Project Award è stato assegnato a Simone Tramonte, per il suo lavoro intitolato "Net-Zero Transition". Il fotografo ha immortalato diversi siti in tutta Europa in cui avviene giornalmente la lotta contro il clima che cambia, luoghi che nei suoi scatti sembrano far parte di un mondo lontano.
Infine, il World Press Photo Open Format Award è stato conferito a Chad Ajamian per il suo progetto: "Australian Floods in Infrared". Anche questa serie vuole raccontare i cambiamenti climatici, ma mostrando i suoi reali impatti nel momento in cui avvengono. «Questa serie offre una prospettiva unica sulle recenti inondazioni che hanno devastato il Nuovo Galles del Sud. Le immagini aeree a infrarossi rendono la vegetazione in rosa e rosso, in netto contrasto con i blu e i ciano, che rappresentano l'acqua. Queste immagini rendono le aree recentemente allagate facilmente distinguibili per i soccorritori di emergenza, aiutando la risposta e il recupero».
L'ingresso è gratuito per tutte le classi che vorranno visitare la mostra.