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L’immobile al numero 1 di rue Puits-Saint-Pierre è situato al centro della città vecchia di Ginevra, nelle vicinanze dei monumenti più importanti della città: la cattedrale di San Pietro, il municipio, l’arsenale, la casa Dusquesne, la casa Tavel dove è stato aperto il museo della vecchia Ginevra, il museo Barbier-Mueller, il museo della Riforma o ancora il museo d’arte e storia.
È costituito da quattro edifici diversi, a ridosso dell’antica cinta muraria capitolare, vicino alla porta di Caralèses che risale al XIII secolo. Lo scandaglio delle cantine effettuato da Charles Bonnet, l’archeologo cantonale, ha consentito di osservare in numerosi punti delle opere di muratura caratteristiche dell’epoca medievale. Questo "mas" del XIII secolo è stato trasformato svariate volte e, nella loro conformazione attuale, i suoi diversi componenti risalgono essenzialmente al XVII secolo. Alla revoca dell’Editto di Nantes, verso il 1690, numerosi protestanti si rifugiarono a Ginevra, il che richiese la sopraelevazione di molti edifici del centro storico; forse questo fu anche il caso del numero 1 di rue Puits-Saint-Pierre che possiede delle piccole finestre sotto le gronde.
L’immobile è poi appartenuto dal XIII al XVI secolo ai conti e ai vescovi di Ginevra (le segrete del Café des Armures hanno funto da cantine per il vescovo Guillaume de Marcossay), a Giuseppe di Normandia (famiglia dei sindaci di Ginevra, 1636), in parte a Pierre Mauger, panettiere, 1640 – alla famiglia di Samuel Chouet de la Rive che ne ha riunito i diversi corpi nel XVII secolo ispirandosi alle dimore italiane.
Gli eredi di Samuel Chouet: Léonard Chouet, consigliere nel 1683, poi tesoriere generale della repubblica, suo figlio Jean-Louis, magistrato, autore del Diario di Wilmergen del 1712, battaglia nella quale i Ginevrini si erano distinti a fianco dei Bernesi - nel 1822 Bertrand e Mallet insieme - nel 1863 Daniel Benjamin Roux - nel 1895 le Signore Mestrezat e de Mandrot coniugate Roux – poi a partire dal XX secolo gli eredi dei fratelli de Madrot d’Echichens, fino al 1977.
Amédée Granges, affittuario dal 1957, aveva restaurato il più antico caffè di Ginevra prima di divenirne proprietario nel 1977, data in cui diede avvio al processo di trasformazione in hotel di categoria superiore di questo immobile venerabile che mostrava i segni del tempo: ciò ha consentito di restaurare i soffiti dipinti con eleganti viticci colorati, le belle decorazioni pittoriche delle facciate, gli affreschi degli interni, i caminetti ecc., e un gran numero di tesori racchiusi nei diversi corpi dell’ edificio. I restauri artistici sono stati eseguiti da Anne-Marie Pellot e Claude Rossier, con la sovrintendenza di E. Nierle delegato della Commissione per i monumenti e i siti (Commission des Monuments et des Sites), sotto la direzione dell’architetto F. Schenk, che ha curato la ristrutturazione complessiva dello stabile tra l’aprile 1979 e il settembre 1980. Nel corso degli anni, ristrutturazioni e ampliamenti successivi hanno fatto sì che l’hotel assumesse il rango di hotel di lusso, una struttura fondamentale dell’offerta ricettiva ginevrina, mentre il ristorante è una meta privilegiata per gli appuntamenti nel centro storico.
L’hotel-ristorante "Les Armures", oggi personalmente gestito dalla famiglia Borgeat-Granges, si trova in una posizione ideale per scoprire i tesori della città vecchia di Ginevra.