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All'interno l'unica navata ha il soffitto a capriate scoperte in legno rozzo. Nel coro e sulla parete orientale della navata sono conservati gli affreschi della decorazione primitiva. Nella tazza dell'abside, la mandorla racchiude una "Majestas Domini" con i 4 Evangelisti, databile alla metà del sec. XV, opera di pittore con reminiscenze gotiche. Nella zona inf. la teoria dei 12 Apostoli con cartigli sul capo, databile alla fine del sec. XV, opera di un altro maestro, forse della bottega dei Seregnesi.
Lungo le pareti della navata due cicli di affreschi: sul registro superiore figure di santi, tra i quali S. Martino vescovo, su un fondo azzurro cupo, incorniciate da un nastro ornamentale a trine bianche e nere. Nel registro inferiore una Trinità che sorregge il Cristo crocifisso, e figure di santi tra le quali spicca quella del santo guerriero con la spada nel costume dell'epoca, con a fianco S. Giovanni e S. Sebastiano.
Sulla parete nord, un grande affresco dell'Ultima cena della seconda metà del sec. XV, anch'esso probabile opera dei maestri Seregnesi. Di altra epoca, senz'altro posteriore, sono gli affreschi sulla parte sup. della parete nord che rappresentano una Vergine ai piedi del Crocifisso, Cristo nell'orto e la Fuga in Egitto, opere d'autore ignoto d'epoca barocca (secolo XVII), mentre le figure di santi con san Rocco appartengono al Gorla (1604).
Nel1954 la chiesa è stata restaurata da Mario Moglia di Viganello che ha lasciato una sua opera raffigurante una Deposizione sulla parete alla quale era addossato l'antico altare.