Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01136.jsonl.gz/817

Il Tribunale federale (Tf) non è entrato in materia sui sei ricorsi depositati in alcuni cantoni prima della votazione del 13 giugno scorso sulla legge Covid-19. I ricorrenti contestavano l'informazione fornita dal Consiglio federale durante la campagna e denunciavano indizi di irregolarità.
I ricorsi erano stati inoltrati tra il 15 e il 31 maggio alle autorità dei cantoni di Svitto (due), Zurigo (due), Berna e Basilea-Campagna. I governi cantonali non erano entrati nel merito, dal momento che il tema dei ricorsi aveva un carattere sovracantonale.
Gli oppositori si erano allora rivolti al Tf chiedendo il rinvio della votazione o il suo annullamento. Ritenevano che il diritto alla libera formazione dell'opinione nel quadro dell'esercizio dei diritti politici fosse stato violato dal Consiglio federale, dall'amministrazione e dai parlamentari. Denunciavano pure sospette irregolarità prima dello scrutinio.
Con una decisione pubblicata oggi, il Tribunale federale non è entrato in materia sui sei ricorsi presentati. I giudici losannesi hanno ricordato che le accuse di violazione dei diritti fondamentali devono essere esposte e motivate in maniera precisa. Nella fattispecie ciò non è accaduto.
Inoltre, le irregolarità evocate in uno dei ricorsi non sono state menzionate davanti all'istanza cantonale. Non possono quindi essere portate davanti al Tf. Infine, le accuse formulate contro le spiegazioni del Consiglio federale contenute nell'opuscolo di voto sono state scartate dalla prima Corte di diritto pubblico.
La legge Covid-19 era stata approvata lo scorso 13 giugno con il 60,21% dei voti, stando ai risultati divulgati dalla Cancelleria federale.