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L'accordo fiscale tra Svizzera e Stati Uniti ha "un valore molto, molto limitato", ha dichiarato martedì il senatore americano Carl Levin, presidente della sottocommissione permanente per le inchieste del Senato.
Il senatore Carl Levin ha sferrato martedì un duro attacco alla Confederazione, affermando che "non si può contare sugli svizzeri".
Le dichiarazioni sono state fatte alla vigilia dell'audizione del direttore finanziario della gestione patrimoniale dell'UBS negli Stati Uniti, Mark Branson, che mercoledì comparirà davanti alla sottocommissione permanente per le inchieste del Senato americano, presieduta dallo stesso Levin.
Lo scorso mese di luglio, Branson aveva già ammesso le responsabilità della banca e aveva presentato le scuse ai membri della sottocommissione.
Nel corso di questa settimana, il congresso statunitense esaminerà pure una proposta di legge denominata "Stop Tax Haven Abuse Act", presentata da Levin e dal democratico Lloyd Doggett, per lottare contro i paradisi fiscali. Il disegno di legge è appoggiato anche dall'amministrazione Obama.
Se la Svizzera sarà inclusa nella lista dei paradisi fiscali, le conseguenze saranno verosimilmente pesanti. Ad esempio, le società americane con sede in Svizzera non potranno più approfittare delle interessanti aliquote fiscali elvetiche.