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1° Maggio, Festa del Lavoro!
Una delle foto più famose del mondo, che ritrae undici operai che fanno colazione seduti su una trave d’acciaio sospesa nel vuoto, è stata scattata il 20 settembre 1932 al cantiere del Rockefeller Center, a New York.
“Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati”.
(Pablo Neruda)
Il 1° maggio si ricordano i risultati raggiunti dalle lotte operaie in molte parti del mondo: tanti sono infatti i paesi per i quali si tratta di una festa ufficiale nazionale, dal Canada all’Argentina, dall’Egitto a Taiwan.
Ma dove affonda le sue radici questa festività così importante? Non tutti lo sanno, ma fu negli Stati Uniti che alcuni gravi episodi porteranno all’adozione del 1 maggio come giornata di celebrazione del lavoro ufficialmente riconosciuta.
Innanzitutto, un diritto in particolare infervorava gli animi degli operai: la conquista dell’orario giornaliero fissato ad otto ore. Siamo nel 1882 e varie organizzazioni sindacali manifestavano sostenendo le idee di un ancora contenuto socialismo: una di queste, i Knights of Labor, durante una manifestazione, decisero che l’accaduto avrebbe avuto un evento annuale e la data proposta fu proprio il primo maggio.
Ma furono dei tragici eventi avvenuti nei primi giorni di maggio del 1886, a Chicago, a conferire a questa data un valore ancor più pregnante di significato. La polizia, chiamata a sedare alcuni scioperi, sparò sui lavoratori, uccidendone alcuni. Le tensioni raggiunsero l’apice il 4 maggio, quando i morti furono ancor più numerosi e perfino alcuni membri delle stesse forze dell’ordine furono sparate. La drammaticità di questi episodi verrà poi amplificata nel novembre del 1887, quando alcuni esponenti sindacali, anarchici e socialisti furono impiccati per scioperi e manifestazioni a difesa del diritto alle otto ore giornaliere, organizzati il 1 maggio dell’anno precedente.
Fu così che l’allora presidente Grover Cleveland si mobilitò affinché il 1 maggio diventasse un momento di ricordo e commemorazione degli episodi di Chicago, la cui storia, ben presto, arrivò oltreoceano, scuotendo le coscienze dei lavoratori di tutto il mondo. In Europa, la Seconda Internazionale, riunita a Parigi, ufficializzò la Festa del lavoro nel 1889, decisione che incontrò la ratifica dell’Italia due anni dopo. La rivista La Rivendicazione, in un articolo dal titolo Pel primo Maggio del 26 aprile 1990, così parlava della Festa: “Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento“.
(a cura di chiara Foti)
Mi piacerebbe sapere se noi tutti festeggiamo più volentieri il fatto che sia un giorno di vacanza oppure celebriamo la festa del lavoro?
Sino a qualche anno fa non ho mai dato un grande peso a questa giornata ma da quando mi sono informata, ho capito che si tratta delle battaglie sostenute per i diritti dei lavoratori, mi sento in “dovere” di raccogliermi un attimo e riflettere; ho capito quanto siamo fortunati! Ho imparato a non dare tutto per scontato ed acquisito, qualcuno ha lottato per noi!
Articolo rivisitato da Yvonne Cedraschi