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È ripreso oggi il processo davanti al tribunale correzionale di Parigi contro UBS. La corte ha infatti respinto le eccezioni di costituzionalità sollevate dalla grande banca, accusata di frode aggravata, riciclaggio e "caccia" illegale a ricchi clienti francesi.
I dibattimenti si terranno per tre mezze giornate alla settimana fino al 15 novembre.
UBS, la sua filiale in Francia e sei alti dirigenti o ex quadri sono accusati da aver aiutato ricchi francesi ad evadere il fisco tra il 2004 e il 2012.
All'apertura del processo, i legali della banca hanno rinfacciato all'accusa di aver voluto perseguire l'istituto finanziario per riciclaggio aggravato da provento di frode fiscale invece che per la semplice frode fiscale, delitto punito meno severamente. Gli avvocati e i loro clienti non sono nemmeno riusciti ad ottenere l'annullamento del procedimento per vizi formali.
L'accusa crede che UBS abbia aiutato i suoi clienti francesi ad occultare al fisco oltre 10 miliardi di euro (oltre 11 miliardi di franchi al cambio attuale).
La maggiore banca elvetica rischia, se considerata colpevole, una multa che potrebbe arrivare sino alla metà del valore dei fondi in relazione ai quali sono avvenute le operazioni di riciclaggio, quindi a 5 miliardi di euro.