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La Camera dei comuni britannica ha deciso (con 412 voti favorevoli e 202 contrari) di chiedere all'UE un rinvio al 30 giugno della data di uscita dall'Unione, prevista per il 29 marzo, bocciando inoltre l'ipotesi di un secondo referendum. Theresa May avrà la possibilità di ripresentare settimana prossima per il voto di ratifica la sua bozza d'accordo raggiunta con Bruxelles a novembre e già bocciata due volte.
Il laburista Jeremy Corbyn non è infatti riuscito a bloccare la premier. L'emendamento promosso dal leader dell'opposizione ("no" al piano May, "no" a qualunque ipotesi di no deal e "sì" alla ricerca di una maggioranza parlamentare trasversale) ha avuto 302 voti favorevoli e 318 contrari.
La votazione sul rinvio è stata inoltre preceduta dalla netta bocciatura (85 voti a favore e 334 contrari), di un emendamento che proponeva di far tornare il popolo alle urne con un secondo referendum.
La camera dei comuni si è espressa così per il terzo giorno di fila sul tema brexit: mercoledì è stata rigettata l'ipotesi "no deal", ovvero la possibilità di un divorzio senza accordo; il giorno precedente invece la bozza di accordo proposta da May era stata bocciata per la seconda volta.