Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/159812

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha deciso di nominare un capo negoziatore per tutti i dossier oggetto di trattative con l'UE. I negoziati relativi ai vari settori vengono quindi raggruppati, il che ne modifica notevolmente anche la natura.</p><p>In tale contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale pensa di elaborare un nuovo mandato negoziale che tenga conto della nuova situazione e di presentarlo alle CPE e ai cantoni? </p><p>2. Per quanto concerne il controllo giurisdizionale è disposto a puntare su una soluzione basata sul modello SEE/AELS e non sul modello della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE)?</p><p>3. È disposto a includere nel proprio mandato negoziale la variante della clausola di salvaguardia, caldeggiata da più parti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 9 febbraio 2014, il Consiglio federale sta cercando una soluzione con l'UE nell'ambito della libera circolazione delle persone; in parallelo esamina come attuare internamente l'articolo 121a della Costituzione. L'obiettivo del Consiglio federale è trovare con l'UE una soluzione che permetta alla Svizzera di gestire meglio l'immigrazione, garantendo al contempo il consolidamento e lo sviluppo della via bilaterale. Per questo motivo, il 12 agosto 2015 il Consiglio federale ha deciso di rafforzare la struttura di gestione complessiva dei negoziati e ha designato il segretario di Stato Jacques de Watteville negoziatore capo.</p><p>Il suo compito è raggiungere un risultato negoziale che nell'insieme corrisponda agli obiettivi fissati nei mandati esistenti. A questo scopo, sulla base della strategia definita dal Consiglio federale e d'intesa con gli altri negoziatori incaricati, bisogna in particolare definire le opzioni, la tempistica e le condizioni per condurre e portare a termine le trattative relative a ogni singolo dossier in funzione dell'avanzamento delle trattative in tutti gli altri dossier e sostenere i negoziatori responsabili.</p><p>1. Tale rafforzamento della struttura negoziale non presuppone l'adozione di un nuovo mandato o la modifica dei mandati esistenti. Se dovesse essere necessario in futuro, si applicheranno le disposizioni dell'articolo 152 della legge sul Parlamento (RS 171.10) e dell'articolo 5 della legge federale concernente la partecipazione dei cantoni alla politica estera della Confederazione (RS 138.1).</p><p>2. I negoziati istituzionali proseguiranno nel quadro del mandato adottato il 18 dicembre 2013 dal Consiglio federale previa consultazione delle Commissioni di politica estera e dei cantoni. Tra le altre cose, il mandato prevede che, qualora necessario, la Svizzera e l'UE abbiano la facoltà di sottoporre alla Corte di giustizia dell'Unione europea le questioni relative all'interpretazione del diritto europeo ripreso in un accordo bilaterale di accesso al mercato, a condizione che la risoluzione della controversia resti di natura politica e si effettui quindi all'interno del comitato misto.</p><p>3. Nel quadro delle consultazioni con la Commissione europea sulla libera circolazione delle persone, vengono esaminate tutte le opzioni conformi all'obiettivo che il Consiglio federale si è prefisso nel suo mandato negoziale in vista di un adattamento dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (RS 0.142.112.681), compresa la possibilità di introdurre una clausola di salvaguardia.</p>  Risposta del Consiglio federale.