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Con base a Losanna, la start-up Sobees sviluppa applicazioni per smartphone, tablet e social network. Oltre a commercializzare i propri prodotti, fornisce programmi a grandi imprese come gruppi dei media. François Bochatay, CEO e cofondatore di Sobees, descrive le sfide di un settore in piena crescita e sottoposto ad una forte concorrenza internazionale.
In quale contesto ha deciso di fondare una start-up?
François Bochatay: Ho lanciato Sobees nel 2007 con il mio associato Vincent Rithner. All'epoca avevamo il presentimento che stesse succedendo qualcosa di importante nel ramo delle nuove tecnologie dell'informazione. Certamente, dei siti come YouTube o Flickr esistevano già, ma i social network non avevano ancora preso piede. Desideravamo rendere più facile l'accesso alla massa d'informazioni disponibili tramite aggregatori di flusso.
In proposito, in cosa consistono i vostri prodotti?
Bochatay: Il nostro prodotto di punta è Newsmix, una sorta di rivista che raccoglie ed impagina i contenuti di diverse fonti web scelte dall'utente. La nostra ambizione è di farne il chiosco digitale del futuro. L'industria della stampa deve ricollocarsi rispetto alle tecnologie digitali ed alla personalizzazione dell'informazione. Le vendite dei giornali cartacei stanno diminuendo, così come la pubblicità sulla carta stampata. Una delle principali difficoltà resta la diversità dei supporti: computer, smartphone e tablet. L'industria incontra problemi nel fornire una soluzione compatibile con ciascuna di queste piattaforme. Sempre più gruppi dei media elaborano strategie digitali senza tenere veramente in considerazione i social network e necessitano di tecnologie come la nostra.
Di quale sostegno avete beneficiato per lanciare la vostra impresa?
Bochatay: Abbiamo ad esempio ricevuto il sostegno del canton Giura per l'apertura di un secondo ufficio a Noirmont. Ad un certo momento, l'assunzione di informatici stava diventando complicata tra Losanna e Ginevra. Anche se il mercato del lavoro nel Giura è meno fiorente, la regione conta giovani diplomati che preferiscono lavorare per delle start-up innovatrici piuttosto che nell'industria. Abbiamo anche ricevuto degli aiuti dalla promozione economica e dalla Fondazione per l'innovazione tecnologica (FIT). La Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CIT) ci ha permesso di accelerare il nostro sviluppo. Al momento mi trovo a San Francisco, dove l'organizzazione Swissnex ci mette a disposizione degli uffici nel quadro del programma US Market Entry Camp, finanziato dalla CTI. Si tratta di un eccellente punto di partenza per sondare il mercato americano, che è indispensabile per una società attiva nelle nuove tecnologie dell'informazione. Siamo attualmente in contatto con dei venture capitalist.
Dopo 4 anni di esistenza, come sta evolvendo la vostra società dal punto di vista della redditività?
Bochatay: Speriamo di raggiungere la nostra soglia di redditività alla fine del 2012 o inizio 2013. Al momento ci troviamo ad uno stadio dove il mercato è particolarmente foriero. Dovremmo poter continuare ad investire in maniera importante nel marketing e la comunicazione. Tuttavia, stiamo già generando dei guadagni con importanti partner ai quali abbiamo venduto un'applicazione. Abbiamo inoltre ottenuto un accordo con un grande gruppo europeo attivo sul mercato delle telecomunicazioni. Quindi, riusciamo a coprire quasi la metà dei costi.
Come farsi conoscere su un mercato così vasto e competitivo?
Bochatay: Abbiamo sfruttato molto il marketing virale, i blog ed i social network - che tutte le marche dovrebbero utilizzare più attivamente. Abbiamo avuto la fortuna di essere stati sostenuti da blog tecnologici americani influenti e che dispongono di un pubblico internazionale, come TechCrunch o anche Mashable. Questo ci ha permesso di farci conoscere più ampiamente. I nostri concorrenti principali si trovano nella Silicon Valley.
Come pensa che si svilupperà questo mercato?
Bochatay: L'industria della stampa si trova attualmente in una situazione simile a quella vissuta dall'industria della musica qualche anno fa. Oggi, praticamente non si vendono più CD, a causa del successo di nuovi mezzi come iTunes o Spotify. Questo tipo di rivoluzione toccherà anche il mondo dei media. Non so per quanto tempo la carta stampata potrà ancora resistere. È già un'aberrazione continuare a stampare tutti questi quotidiani dato che sempre più utenti stanno passando al digitale.
Quali vantaggi ed inconvenienti vede nel fatto di aver sede in Svizzera?
Bochatay: La Svizzera dispone di talenti, di risorse e della visione necessaria per fornire un prodotto competitivo. Tuttavia, manca di un vero e proprio mercato locale: siamo costretti a puntare all'estero. Non esiste purtroppo alcun ecosistema d'impresa del settore IT equivalente a quella della Silicon Valley, dove migliaia di start-up e numerosi venture capitalist lavorano e collaborano. Si dovrebbe creare un vero e proprio polo che permetta di scambiare informazioni e competenze. A livello di costi, non vi sono grandi differenze con la Silicon Valley: i salari di un ingegnere diplomatosi a Stanford e di uno dell'EPFL sono equivalenti. Un altro vantaggio degli Stati Uniti è dato dal fatto che gli impiegati vivono al 100% le loro start-up, in quanto rappresentano in un certo qual modo il loro terzo pilastro. In Svizzera disponiamo di una sicurezza materiale che incoraggia meno la riuscita.
Quale consiglio darebbe ad un giovane imprenditore?
Bochatay: Raccomando di creare un'impresa con uno o più associati, piuttosto che lanciarsi da soli. A Sobees, il mio socio si occupa maggiormente degli aspetti tecnici, mentre io mi faccio carico soprattutto della gestione dei progetti, della vendita e del marketing. In tal modo si crea un buon equilibrio. Evidentemente, per lo sviluppo dell'impresa è necessario contare su più persone. Al momento, Sobees conta 5 impiegati interni e 2 mandatari esterni.