Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01114.jsonl.gz/1227

Karin Keller-Sutter difende la propria scelta: «Il Consiglio federale ha dato l'esempio, fugando i dubbi sul vaccino».
La Consigliera federale ha pure ricordato come il Governo debba «rimanere in grado di gestire la crisi».
BERNA - La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha difeso la sua scelta di essersi fatta vaccinare contro il Covid-19, nonostante non rientri fra le persone a rischio o il personale sanitario. La ministra di giustizia nega che questo sia frutto di un privilegio.
«L'anno scorso si era detto che il Consiglio federale doveva mostrare l'esempio, poiché vi erano comunque dei dubbi sul vaccino, che avrebbe potuto essere pericoloso o che avrebbe avuto effetti secondari», ha detto la 57enne stamani ai microfoni della radio romanda RTS. «In quel momento il governo aveva affermato che si sarebbe fatto vaccinare. L'ha fatto».
Ma, anche alla luce dei ritardi nelle campagne di vaccinazione, non è un favoritismo? «No, si trattava di mostrare l'esempio, è chiaro. Abbiamo deciso di farlo quando è stato riconosciuto il secondo vaccino. E poi, d'altra parte, l'abbiamo fatto per rimanere in grado di gestire la crisi».
Quest'ultimo argomento ricalca quello avanzato dal collega di esecutivo Ignazio Cassis, che in un'intervista aveva ricordato come la Svizzera disponesse «solo di sette ministri, e non di 21 come in altri Paesi». Keller-Sutter è uscita allo scoperto questo fine settimana («Ja, ich bin geimpft», ha detto in un'intervista), suscitando numerose reazioni negli ultimi giorni. C'è chi infatti ha ricordato che il comune cittadino si trova a lavorare in condizioni molto più a rischio di un esponente dell'esecutivo a Berna.
Il dibattito già ampio sul tema si è quindi ulteriormente esteso. A far discutere è tra l'altro il fatto che la vaccinazione di consiglieri federali sia avvenuta molto discretamente, sebbene - stando alle cronache giornalistiche - perlomeno taluni esponenti del governo non sembrino in genere cercare di evitare la luce dei riflettori. La notizia era infatti emersa solo grazie a un articolo di giornale ed era stata poi confermata solo in un secondo tempo.