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<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° gennaio 2013 entrerà in vigore la nuova legge sulla protezione degli adulti. A partire da questo momento autorità regionali specializzate si assumeranno il lavoro attualmente svolto dalle autorità tutorie comunali. Con questo cambiamento si rischia che vengano distrutti atti tutori molto importanti per gli interessati e preziosi per la ricerca. Soprattutto gli atti risalenti alle misure coercitive in ambito assistenziale (bambini oggetto di un affidamento forzato, bambini della Landstrasse, persone collocate in istituti in virtù di una decisione amministrativa, ecc.) rischiano di sparire per sempre. In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale affinché la nuova organizzazione delle autorità e lo scioglimento delle autorità tutorie comunali non comportino la distruzione di molti atti preziosi? È disposto a impartire ai cantoni, per esempio tramite una circolare, istruzioni minime per salvaguardare gli atti?</p><p>2. Le attuali basi legali bastano a garantire la salvaguardia degli atti? In caso negativo, il Consiglio federale è disposto a sottoporre al Parlamento i pertinenti adeguamenti legislativi?</p><p>3. Il Consiglio federale dispone di una visione d'insieme delle modalità con cui i cantoni garantiscono la salvaguardia di tali atti? È disposto ad acquisire e a pubblicare una tale panoramica?</p><p>4. Quale importanza attribuisce il Consiglio federale all'analisi delle varie misure coercitive in ambito assistenziale quale contributo alla memoria collettiva sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il nuovo diritto di protezione degli adulti, adottato dal Parlamento il 19 dicembre 2008 e in vigore dal 1° gennaio 2013, esige che i cantoni facciano capo a un'autorità specializzata quale autorità di protezione degli adulti (art. 440 cpv. 1 D-CC). Di norma ciò comporta lo scioglimento delle autorità tutorie comunali. Spetta ai cantoni impedire che atti preziosi vadano persi in occasione di tale riorganizzazione. Pur non autorizzato a impartire ai cantoni istruzioni in tal senso, il Consiglio federale è tuttavia disposto a inviare loro una circolare, segnalando l'importanza di tale problema e sensibilizzandoli in merito alla conservazione degli atti. Al riguardo, il collegio governativo rammenta che il DFGP, la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali e i rappresentanti della Conferenza dei cantoni per la protezione dei minori e degli adulti hanno già esortato i competenti consiglieri di Stato a provvedere affinché gli atti riguardanti i collocamenti disposti in virtù del diritto amministrativo vengano senza indugio salvaguardati e preservati dalla distruzione. Il Consiglio federale farà lo stesso anche in vista dell'entrata in vigore del nuovo diritto di protezione degli adulti.</p><p>2. Il nuovo diritto di protezione degli adulti garantisce a ogni persona partecipante al procedimento il diritto di consultare gli atti (art. 449b D-CC), ma, analogamente al diritto vigente, lascia ai cantoni la competenza in materia di gestione e conservazione degli atti. Diverse sono invece le disposizioni dell'ordinanza del 19 ottobre 1977 sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (OAMin; RS 211.222.338), che obbliga le autorità a una gestione ordinata degli atti illustrando in dettaglio che cosa ciò significhi (art. 21 cpv. 1 OAMin). Il Consiglio federale continua a considerare appropriata tale disposizione e non vede motivo di integrarla.</p><p>3. Dal momento che l'esecuzione del diritto tutorio compete ai cantoni e ai comuni, è ovvio che sussistano differenze notevoli per quanto attiene alla gestione e alla conservazione degli atti. Il Consiglio federale è a conoscenza di diverse prassi e in tale contesto rinvia a una pubblicazione scientifica (Marco Leuenberger/Lea Mani/Simone Rudin/ Loretta Seglias, "Die Behörde beschliesst" - Fremdplatzierte Kinder im Kanton Bern 1912-1978, Archiv des Historischen Vereins des Kantons Bern, vol. 87). Mentre alcune autorità tutorie distruggono gli atti relativi a una misura coercitiva in ambito assistenziale dieci anni dopo la sua scadenza, analogamente alle disposizioni sulla contabilità commerciale (art. 957 segg. CO), altre li conservano ancora per svariati anni se non decenni (Leuenberger/Mani/Rudin/Seglias, op.cit., pag. 17 segg.). Va da sé che per quanto concerne il nuovo diritto di protezione degli adulti non è ancora possibile sapere come i cantoni gestiranno la salvaguardia degli atti. Una maggiore sensibilità unitamente al nuovo diritto fanno sperare in progressi di ordine pratico, che tuttavia potranno essere dimostrati soltanto dopo svariati anni. Spetta ai cantoni procedere a una valutazione vera e propria della professionalizzazione del diritto di protezione degli adulti.</p><p>4. Il Consiglio federale è riconoscente per le ricerche effettuate in merito a diverse misure coercitive in ambito assistenziale. È convinto che in tale modo venga fornito un contributo prezioso alla memoria collettiva sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto. Va da sé che il c ollegio governativo considererà i risultati di tali ricerche quando si tratterà di sviluppare il diritto vigente.</p>  Risposta del Consiglio federale.