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"La Svizzera viene spiata e continuerà ad esserlo anche in futuro". Il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha invitato oggi a non cedere all'"isteria, come (hanno fatto) gli altri" in merito alla vicenda di spionaggio da parte dell'Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) statunitense.
Al termine dell'odierna seduta del Consiglio federale, il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS) è stato bersagliato dalle domande della stampa sul ciberspionaggio praticato dall'agenzia americana.
A un giornalista che gli ha chiesto se il Consiglio federale intendesse convocare l'ambasciatore degli Stati Uniti e trasmettere una nota di protesta, Maurer ha risposto: "non confermo né smentisco", aggiungendo che il governo comunque non si lascerà dettare l'agenda politica dai media o da parlamentari indignati. Attualmente sono in corso chiarimenti.
Il presidente della Confederazione ha ricordato che l'intelligence elvetica constata da anni un aumento delle attività di spionaggio sul territorio nazionale. A suo avviso, tenendo conto anche degli sviluppi tecnologici, la tendenza non sorprende.
Il ministro della difesa ha inoltre ribadito che la Svizzera non collabora con l'Nsa e non le trasmette informazioni su politici. La collaborazione con i servizi segreti statunitensi si limita alla lotta contro il terrorismo.
SDA-ATS