Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/115211

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di ridurre l'aliquota dell'imposta sull'utile per le imprese dall'8,5 al 5,5 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non contesta il fatto che una riduzione dell'aliquota dell'imposta sull'utile sia una misura efficace per mantenere l'attrattiva fiscale della piazza imprenditoriale svizzera e incrementarne la competitività a livello internazionale. Il Consiglio federale respinge tuttavia la mozione per le seguenti ragioni:</p><p>1. Situazione iniziale favorevole: per quanto riguarda l'imposizione dell'utile, nel confronto internazionale la Svizzera muove da una situazione iniziale molto favorevole. Se si parte dall'assunto che i debiti di oggi saranno parte delle tasse di domani, la crisi economica e finanziaria dovrebbe aver posto un freno alla tendenza al ribasso delle aliquote fiscali in atto nell'area europea.</p><p>2. Misure già adottate: in tempi recenti la Svizzera ha accresciuto l'attrattiva della sua piazza adottando diverse misure. Con il voto favorevole del popolo alla riforma II dell'imposizione delle imprese è stato risolto il problema della doppia imposizione economica delle partecipazioni qualificate. Inoltre, in vari cantoni sono state ridotte le aliquote d'imposta sull'utile per le persone giuridiche.</p><p>3. Controfinanziamento non definito: sulla base del gettito lordo previsto per il 2012, che ammonta a quasi 9 miliardi di franchi, da un punto di vista statico la riduzione dell'imposta sull'utile dall'8,5 al 5,5 per cento chiesta nella mozione causerebbe minori entrate pari a 3,2 miliardi di franchi. Tramite effetti dinamici (arrivo di imprese dall'estero, effetti di crescita dovuti a una maggiore accumulazione di capitale) con il tempo una parte di queste minori entrate verrebbe compensata. Nonostante gli effetti dinamici, la mozione causerebbe ai conti pubblici notevoli minori entrate anche a lungo termine. Pertanto, senza controfinanziamento conforme al principio del freno all'indebitamento per la Confederazione essa non si giustifica, tanto più che la mozione non contiene proposte di controfinanziamento.</p><p>4. Priorità a indirizzo diverso: il Consiglio federale ritiene via sia la necessità di riformare anche il settore dell'imposizione delle imprese. Nel quadro della riforma III dell'imposizione delle imprese esso mira a rafforzare ulteriormente la competitività fiscale della Svizzera a livello internazionale. La soppressione della tassa di emissione e l'eliminazione degli ostacoli di natura fiscale all'attività di finanziamento dei gruppi saranno oggetto delle discussioni. Inoltre, si dovranno proporre adeguamenti nel campo della normativa cantonale sulle società holding e di gestione. La prosecuzione delle riforme in questo settore dipende tuttavia anche dal dialogo con l'UE.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.