Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/254911

<h2>SubmittedText<h2><p>Un'informazione della RTS ha confermato le attività di agenti dei servizi segreti iraniani in Svizzera con l'obiettivo di intimidire e minacciare le manifestanti iraniane che partecipano alle proteste contro la sanguinosa repressione nel loro Paese. Queste nuove attività dei servizi iraniani sono state confermate alla RTS dal Servizio delle attività informative della Confederazione. Cosa intende fare il Consiglio federale per garantire il diritto di manifestare nel nostro Paese e per porre fine a queste attività, che ci ricordano le operazioni condotte contro le attiviste dell'opposizione dagli agenti della SAVAK in Svizzera ai tempi del regime dello scià d'Iran?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo spionaggio di oppositori in esilio in Svizzera può costituire un reato (spionaggio politico, art. 272 del Codice penale svizzero; CP, RS 311.0). Impedendo l'esercizio della libertà di espressione e della libertà di manifestazione, è contrario alla concezione svizzera del diritto. Infatti i servizi d'intelligence esteri ostacolano l'esercizio del diritto di manifestare in Svizzera quando sorvegliano e identificano i manifestanti, minacciano i loro parenti nel Paese d'origine o addirittura agiscono nel nostro Paese contro coloro che esercitano un diritto.</p><p>Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) conferma che le comunità della diaspora presenti in Svizzera sono oggetto di attività di spionaggio o di intimidazioni da parte dei servizi d'intelligence dei rispettivi Paesi d'origine. Il SIC dispone di informazioni che indicano un'intensificazione delle attività di intelligence iraniane in Svizzera negli ultimi mesi. Come altri Stati autoritari, l'Iran prende di mira gli oppositori in esilio. Il SIC è a conoscenza di vari casi concreti di intimidazione in Svizzera, per via elettronica o contattando direttamente le persone. Le vittime di intimidazione sono spesso riluttanti a sporgere formale denuncia per paura di ritorsioni, per esempio nei confronti dei familiari che vivono nel Paese d'origine. Inoltre le minacce sono talvolta espresse in modo indiretto per renderne più difficile la denuncia.</p><p>Il Consiglio federale prende molto sul serio la tutela dei diritti fondamentali, in particolare del diritto di manifestare. Le autorità esecutive subordinate al Consiglio federale assicurano che vengano prese tutte le misure preventive e repressive contro qualsiasi atto che pregiudichi tale diritto.</p>  Risposta del Consiglio federale.