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I Corpi franchi (in ted. Freischaren, formazioni o milizie irregolari) erano unità militari create senza o contro il volere delle autorità allo scopo di compiere azioni di guerra; nascevano in maniera spontanea - spesso in occasione di incontri quali sagre e carnevali - o erano organizzati da singoli. Nelle fonti germanofone si parla di Blutharsten, Freiharsten, Freiheiten, termini che allora designavano l'avanguardia dell'esercito conf. Le operazioni dei Corpi franchi vanno distinte dalle Faide e dalle Rivolte contadine, ma sono affini alle spedizioni autonome compiute nel quadro del Servizio mercenario.
Corpi franchi furono già attivi in occasione della guerra del Morgarten (1315). Nel tardo XIV sec. erano così diffusi che alcune campagne militari (per esempio quella contro i Gugler nel 1375) vennero condotte solo in parte con truppe regolari; nella seconda metà del XV sec. alcuni Corpi franchi condussero operazioni autonome (Hegau nel 1457, Costanza nel 1458, Kempten nel 1460, Pontarlier nel 1475, spedizione della Folle vita nel 1477). La tradizione dei Corpi franchi, che apparvero in maniera più sporadica dopo la battaglia di Marignano (1515), si perpetuò ad esempio durante i Torbidi grigionesi (1603-52) e si manifestò un'ultima volta in occasione delle spedizioni dei Corpi franchi (1844-45) e delle marce in favore dell'annessione dell'Alta Savoia alla Svizzera (1860).
I Corpi franchi avevano scopi e forme organizzative diverse. Se in alcuni casi le azioni militari puntavano all'ottenimento del diritto di cittadinanza, o al suo riottenimento dopo esserne stati banditi, in altri coloro che le proponevano cercavano di imporre con la forza rivendicazioni territoriali o politiche (val d'Ossola nel 1425, Pontarlier nel 1475, spedizioni del 1844-45); in altri ancora, i soldati irregolari erano attirati dalla prospettiva del bottino. I Corpi franchi agivano talvolta con le truppe regolari, senza avere vincoli troppo stretti, oppure conducevano azioni belliche di propria iniziativa. Alcune unità erano molto piccole; più spesso si trattava tuttavia di formazioni numerose (ca. 14'000 uomini nella spedizione di Digione del 1513), che eleggevano propri capitani e si dotavano di un vessillo.
Autrice/Autore: Hans Stadler / vfe
I Corpi franchi avevano una loro giustificazione quando ancora lo Stato, con cui erano in concorrenza, non aveva ancora il Monopolio della violenza fisica legittima. Nel tardo ME le loro azioni irregolari trascinarono più volte in conflitti militari singoli cant. e talora l'intera Conf. (val d'Ossola, 1425; Turgovia, 1460; guerre di Borgogna, 1475; guerra di Svevia, 1499). I Corpi franchi si basavano su una concezione bellica che sul campo considerava naturale sia il contributo del singolo alle decisioni comuni sia le strutture di comando collettive (Condotta di guerra). Soldati irregolari e mercenari formarono un corpo di professionisti che in alcune battaglie ebbe un ruolo fondamentale nella determinazione dei vincitori. Alcuni condottieri dei Corpi franchi finirono anche con l'occupare cariche politiche (Heini Wolleb nella valle d'Orsera, Andreas von Beroldingen a Uri).
I Patti federali tentarono di porre un freno alla violenza privata e di imporre l'appianamento di conflitti per vie legali; la Dieta fed. si oppose in maniera pressoché costante ai Corpi franchi. La Carta dei preti (1370) e la Convenzione di Sempach (1393) condannarono il ricorso non autorizzato e l'istigazione alla violenza. Questi sforzi non produssero alcun effetto immediato: dopo le guerre di Borgogna (1474-76) i Corpi franchi divennero un serio pericolo per la Conf., arginato a fatica con la convenzione di Stans (1481). I cant. conf. tentarono così di integrarli nella loro politica e di dare loro un capitano con uno stendardo ufficiale. I Corpi franchi scomparvero con il consolidamento del monopolio pubblico della violenza fisica legittima, con il potenziamento e rafforzamento delle Milizie cantonali e con l'introduzione del servizio militare obbligatorio.
Autrice/Autore: Hans Stadler / vfe