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Standardizzazione problematica
Per tenere sotto controllo i costi, le autorità pubbliche valutano le offerte che ricevono usando criteri standardizzati. Questo ha lo scopo di ottenere un confronto oggettivo. Tuttavia, gli enti erogatori devono riassumere fortemente le loro informazioni a tal punto che una distinzione qualitativa è praticamente impossibile. Questo svantaggia gli enti con una solida conoscenza specialistica.
Pressione diretta sui costi
Dato che le differenze di qualità non sono quasi più riconoscibili con le presentazioni standardizzate, l'unico criterio rimasto per la valutazione da parte delle autorità è il prezzo. Tuttavia, il 70-80% dei costi sono attribuibili al personale. Questo significa che la pressione sui costi aumenta, portando a un deterioramento dei salari e delle condizioni di lavoro.
Altri fattori che aumentano la pressione dei costi sugli enti in questo accordo sono la concorrenza dall'estero, dove vengono pagati salari più bassi, e in alcuni casi l'uso di volontari non pagati.
Mandati troppo brevi
Negli ultimi anni, la durata di molti mandati è stata ridotta (in alcuni casi a due anni). Di conseguenza, gli enti devono garantire un alto grado di flessibilità per quanto riguarda il personale, il che ha inevitabilmente un impatto negativo sulle condizioni di lavoro.
Urge un cambiamento di paradigma
Una formazione continua di alta qualità richiede risorse sufficienti per gli enti e condizioni di lavoro stabili e adeguate per i dipendenti. Non deve accadere che il sistema di assegnazione dei mandati pubblici per i formatori di adulti porti a una sempre maggiore precarietà e allo stesso tempo vengano richieste loro qualifiche sempre più elevate.
La responsabilità del settore pubblico
FSEA e Unia chiedono una procedura per i bandi che permetta agli enti di garantire sia la qualità del servizio sia buone condizioni di lavoro. La Confederazione deve fissare criteri vincolanti che si applicano anche alle aggiudicazioni dirette e ai contratti di sovvenzione.