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Ottima interpretazione di Brindisi del giovane Tex!
Mi sembra che prenda come modello più direttamente il Tex del primo Galep, e non il giovane Tex di Andreucci, che è diventato una sorta di modello a cui gli altri disegnatori si sono attenuti.
Se Tex fosse stato pubblicato da un'altra casa editrice Galleppini sarebbe stato allontanato
almeno cinque anni prima del numero 400, perché non era più in grado di eseguire buoni lavori.
Ma per fortuna non è così e i lettori affezionati capirono e incoraggiarono l'editore e il disegnatore.
Un segno di umanità condiviso, un esempio da tener conto.
Oggettivamente il numero 400 non va dalla prima all'ultima pagina, ma è pieno di significato.
Non si tratta di avere buoni o cattivi ricordi. E' la capacità di ricordare e di provare a dare un senso al nostro vissuto che ci rende diversi dalle macchine. Io trovo l'attuale "presentismo" non solo un'ideologia tremenda che ci preclude ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, ma anche l'anticamera di una possibile futura automazione.