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A sei mesi dal maremoto che ha devastato il Sud-Est asiatico, la Catena della solidarietà ha già speso o impegnato 70 milioni di franchi in favore delle vittime.
L'organizzazione caritativa, patrocinata dalla SRG SSR idée suisse, ha ricevuto dopo la catastrofe donazioni record per oltre 224 milioni di franchi.
Il direttore della Catena della solidarietà Félix Bollmann ha stilato mercoledì un bilancio positivo del lavoro svolto dall'organizzazione caritativa patrocinata dalla SRG SSR idée suisse, sei mesi dopo il terribile maremoto che ha provocato la morte di 300'000 persone in Asia.
La Catena della Solidarietà e le organizzazioni umanitarie sue partner hanno già investito 56 milioni in Indonesia, Sri Lanka e India, i paesi maggiormente colpiti dalla catastrofe. Sono attualmente all’esame progetti per ulteriori 14 milioni di franchi.
Andreas Blum, presidente della Commissione dei progetti, ha dichiarato con soddisfazione che la Catena della solidarietà non ha mai reagito con tale rapidità e stanziato somme così considerevoli in così breve tempo.
Lo tsunami, che si era abbattuto sulle coste del Sud-Est asiatico lo scorso 26 dicembre, aveva fatto oltre 300'000 morti, tra cui anche 100 vittime svizzere o residenti in Svizzera. Particolarmente colpita l'Indonesia e soprattutto la provincia di Aceh, a nord dell'isola di Sumatra.
Secondo Blum, "un vero bilancio della catastrofe potrà essere stilato però soltanto tra 6 o 8 anni".
69 progetti in corso
Il sistema di distribuzione degli aiuti finanziari, suddivisi finora in 69 progetti, ha dato buoni risultati, ha dichiarato in una conferenza stampa a Berna, Félix Bollmann.
Fino a oggi, la Catena ha cooperato con 14 organizzazioni umanitarie svizzere e con i loro partner attivi sul posto, in 6 paesi della regione.
Gli aiuti d’urgenza hanno riguardato prevalentemente lo Sri Lanka, l’India e l’Indonesia, ma ne hanno beneficiato anche la Somalia e la Thailandia.
In questi luoghi, la presenza di organizzazioni partner già attive sul territorio prima della catastrofe si è rivelata molto preziosa.
"Fedele ai suoi principi, la Catena della solidarietà non intende collaborare con organizzazioni che non sono radicate nella regione. I beneficiari degli aiuti devono infatti venir associati alle riflessioni e ai lavori", ha aggiunto Bollmann.
Il direttore della Catena ha inoltre osservato come il maremoto abbia suscitato anche in Svizzera molte "vocazioni" umanitarie e la nascita di nuove organizzazioni non governative.
Difficile lavoro di ricostruzione
Per la ricostruzione, in primo piano saranno di nuovo Sri Lanka, Indonesia, Thailandia e India. Alla fine di maggio, la Catena della Solidarietà e il Soccorso Operaio Svizzero hanno aperto un ufficio di contatto a Phuket.
Intanto, la realizzazione dei progetti di aiuto si presenta assai complessa in alcuni paesi. Occorre vincere difficoltà di ordine legale, amministrativo, psico-sociale, ecologico, economico e politico.
Per questo, hanno sottolineato alcuni rappresentanti delle organizzazioni umanitarie presenti all’incontro organizzato dalla Catena della Solidarietà, i lavori di ricostruzione potranno essere intrapresi solo fra un paio d’anni e spesso dureranno anni.
Ma, in ogni caso, tutti i soldi raccolti tramite la colletta verranno impiegati, ha sottolineato Roland Jeanneret, responsabile della comunicazione della Catena della solidarietà.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il 26 dicembre scorso un sisma della magnitudo di 9 gradi sulla scala Richter si è prodotto nei pressi dell'isola indonesiana di Sumatra.
Le onde sollevate dal maremoto hanno distrutto le coste di diversi paesi del Sud-Est asiatico.
Il bilancio delle vittime è salito negli ultimi mesi a 300'000 morti e a 2-3 milioni di persone bisognose di aiuti umanitari.
Da parte svizzera è stata finora accerta la morte di 100 persone residenti sul territorio elvetico.
In breve
Creata nel 1946 e patrocinata dalla SRG SSR idée suisse, la Catena della solidarietà è una fondazione a scopo caritativo, che si occupa di raccogliere denaro in favore delle vittime di catastrofi naturali e umanitarie.
I fondi raccolti vengono distribuiti ad una trentina di organizzazioni assistenziali partner, attive in tutto il mondo.
In seguito al maremoto che ha colpito il sud-est asiatico lo scorso 26 dicembre, la Catena ha ricevuto donazioni record per 224 milioni di franchi.