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LUGANO - Sono passati 50 anni, ma il richiamo della Luna è più vivo che mai. Alle 22.17 svizzere del 20 luglio 1969 l'Apollo 11 portava a termine la prima parte della missione: il modulo lunare toccava il suolo e alle 4.56 il comandante Neil Armstrong diventava il primo uomo a toccare il suolo lunare.
Lo seguì a breve il collega Buzz Aldrin, mentre Mike Collins è rimasto in orbita ad aspettare i colleghi per riportarli a Terra. Quella missione memorabile, durata 21 ore e 36 minuti, ha riportato a Terra le prime rocce lunari, quasi 22 chilogrammi, le prime di una lunga serie che per decenni ha impegnato moltissimi ricercatori. Nel tempo quelle rocce hanno raccontato la storia del nostro satellite, nato dall'impatto catastrofico della Terra con un pianeta delle dimensioni di Marte chiamato Theia.
Le 339 foto a colori scattate dagli astronauti dell'Apollo 11 hanno fatto conoscere la Luna come nessuno l'aveva mai vista e, soprattutto, hanno mostrato la Terra che sorgeva all'orizzonte: una piccola sfera azzurra.
La cronaca dello sbarco - Il lancio avvenne in perfetto orario mercoledì 16 luglio 1969 e sabato 19 luglio la capsula con i tre uomini era nell'orbita lunare. «Se la missione Apollo 11 avrà successo, l'uomo realizzerà il sogno, inseguito a lungo, di camminare su un altro corpo celeste», aveva annunciato la Nasa presentando la missione che avrebbe portato l'uomo sulla Luna.
Domenica 20 luglio, mentre Collins restava sul modulo di comando, il "Columbia", Armstrong e Aldrin entravano nel modulo di atterraggio lunare, il Lem, chiamato "Aquila". Dopo aver percorso 13 orbite lunari, i due moduli si separarono e Aquila accese i motori per cominciare la discesa. In tutto il mondo circa 700 milioni di persone seguivano dalle tv ogni fase della missione col fiato sospeso.
Mentre il modulo Aquila sorvolava la zona rocciosa del Mare della Tranquillità, Armstrong decideva di passare ai comandi manuali e alle 22.17 (ora svizzera) comunicava al centro di controllo: «Houston, qui il Mare della Tranquillità, Aquila è atterrata». Per indossare le tute e prepararsi a uscire furono necessarie tre ore e mezzo, poi la depressurizzazione e infine Armstrong aprì il portello e cominciò a scendere dalla scaletta del Lem.
Arrivato all'ultimo gradino scoprì la targa sulla quale erano incise le immagini dei due emisferi della Terra, le tre firme dell'equipaggio e quella dell'allora presidente Richard Nixon: «Qui nel luglio 1969 misero per la prima volta piede sulla Luna uomini venuti dal pianeta Terra. Siamo venuti in pace per l'intera umanità». Quindi Armstrong pronunciò la frase più celebre dell'era spaziale: «È un piccolo passo per un uomo, un balzo da gigante per l'umanità».
Dopo 18 minuti scese Aldrin. «Quell'esperienza è stata così breve e abbiamo lavorato a un ritmo così serrato che quasi tutti i miei ricordi li devo alle foto e ai video», racconterà a distanza di molti anni il secondo uomo sceso sulla Luna.
Nelle due ore e mezza trascorse sul suolo lunare Armstrong e Aldrin raccolsero 22 chilogrammi di rocce e alzarono la bandiera americana, tenuta dispiegata da un'asta orizzontale.
La Luna non basta più - L'ultimo uomo a camminare sulla Luna è stato Eugene Cernan, il 7 dicembre 1972, con la missione Apollo 17: da allora l'uomo non è più tornato, ma nello spazio sono accadute molte cose. Fra gli anni '80 e il 2011 lo Space Shuttle ha permesso di costruire la più grande struttura mai vista nell'orbita bassa della Terra: la Stazione Spaziale Internazionale. È ancora oggi un'impresa nata all'insegna della collaborazione internazionale, dove Stati Uniti e Russia sono partner accanto a Europa, Canada e Giappone.
Lo stesso spirito di collaborazione sta guidando i futuri piani per riportare astronauti sulla Luna. Il primo passo potrebbe essere la futura stazione spaziale Gateway, destinata a orbitare nell'orbita lunare, sia per consentire la costruzione di future basi destinate alla ricerca, sia per diventare un avamposto in cui assemblare le future astronavi dirette a Marte.
Se questo futuro sa ancora molto di fantascienza e se bisognerà fare i conti con i fondi necessari a realizzare questa nuova impresa lunare, sono pronti a entrare in campo tanti nuovi protagonisti: Paesi emergenti come la Cina, che ha un intenso programma di missioni dirette al suolo lunare per studiarlo e poi per costruirvi delle basi, e come i privati, a partire dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, che ha recentemente presentato il suo lander Blue Moon.
America in festa - Il presidente Usa Donald Trump ha ricevuto ieri nello studio Ovale Buzz Aldrin, Michael Collins e la famiglia di Neil Armstrong per celebrare il 50esimo dell'allunaggio dell'Apollo 11. «È davvero un grande giorno, 50 anni fa abbiamo piantato una bella bandiera americana sulla luna», ha detto trionfante Donald Trump ricevendo nello Studio Ovale Buzz Aldrin, Michael Collins e la famiglia di Armstrong (morto nel 2012). E il presidente già pensa al pianeta rosso: «Presto pianteremo la nostra bandiera su Marte», aveva promesso nel suo discorso del 4 luglio per l'Independence Day.
Il ricevimento è però solo una delle iniziative con cui l'America celebra l'anniversario. Il Washington Monument, obelisco simbolo della città, è stato illuminato per essere trasformato nel razzo Saturn V. E nel weekend ci sarà uno show di luci che simulerà il lancio dell'Apollo 11, con tanto di countdown.
La tuta lunare di Neil Armstrong, con la polvere lunare lasciata su ginocchia, cosce e gomiti, è stata restaurata grazie a 500 mila dollari raccolti in soli cinque giorni. È stata esposta dopo essere stata tolta alla vista del pubblico 13 anni fa per le sue condizioni deteriorate e per sistemarla sono stati necessari quattro anni.
C'è poi l'iniziativa dello stesso Collins, tornato nei giorni scorsi nel punto esatto da dove partì con la sua navicella spaziale, nel complesso di lancio 39A del Kennedy Space Center. «E' meravigliosa la sensazione di essere tornati», ha osservato l'astronauta, che oggi ha 88 anni.
I protagonisti della missione
Neil Armstrong, nato il 5 agosto 1930 nell'Ohio e morto il 25 agosto 2012, è stato il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Ex pilota di jet per la marina militare americana nella guerra di Corea, era ingegnere aeronautico e pilota civile. Era andato per la prima volta nello spazio nel marzo 1966, con la missione Gemini 8.
Buzz Aldrin è nato il 20 gennaio 1930 ed è stato il secondo uomo a camminare sulla Luna. Dopo aver partecipato alla guerra di Corea, ha ottenuto un dottorato in Astronautica presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit). Oltre alla missione Apollo 11, ha partecipato alla Gemini 12 nel novembre 1966, dove ha compiuto anche una passeggiata spaziale.
Michael Collins, nato il 31 ottobre 1930 a Roma, ha pilotato il modulo di comando della missione Apollo 11. Selezionato dalla Nasa come astronauta nel 1963, era andato nello spazio per la prima volta nel luglio 1966, con la missione Gemini 10.
Fra gli altri protagonisti dello sbarco sulla Luna, alcuni sono celebri, come il presidente degli Stati Uniti John Kennedy, che il 25 maggio 1961 aveva annunciato il progetto di portare uomini sulla Luna prima della fine del decennio. Fu però Richard Nixon a vedere il sogno concretizzarsi durante la sua presidenza e la sua firma era accanto a quella degli astronauti, sulla targa che la missione Apollo 11 lasciò sul suolo lunare.