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Il cantante vodese Michel Bühler è morto improvvisamente ieri all’età di 77 anni al Centro ospedaliero universitario di Losanna. L’artista, che era anche scrittore e poeta, ha condotto una carriera di più di 50 anni nella canzone.
Bühler è deceduto a causa di un problema di cuore, ha indicato oggi il suo editore Bernard Campiche a Keystone-Ats. Una cerimonia di addio è prevista probabilmente all’inizio di settimana prossima a Sainte-Croix (Vaud).
Nato a Berna nel 1945, si era presto spostato con la famiglia a Sainte-Croix, nel Giura vodese. Il padre, svizzero-tedesco, non ha mai perso il suo accento. Bühler è cresciuto in una famiglia politicamente coinvolta, in particolare nel socialismo, nella quale i canti popolari la facevano da padrone. "Ho passato un’infanzia meravigliosa", aveva confidato in un lungo colloquio alla Rts.
Fino al 1965 Bühler frequenta il seminario per insegnanti a Losanna e insegna per quattro anni. Alla fine degli anni 60 conosce il poeta e cantautore canadese Gilles Vigneault e decide di dedicarsi alla canzone. Trascorre poi una vita spensierata da bohème a Parigi, firma i suoi primi successi con la casa discografica L’Escargot fondata dall’amico Vigneault. Alla fine degli anni 70 fa ritorno a Sainte Croix, dove siede numerosi anni nel Consiglio comunale.
Bühler è stato cantante professionista dal 1969. Ha scritto e composto più di 250 canzoni. Dalla sua penna sono scaturiti anche una ventina di romanzi, saggi e pièce teatrali.
Politicamente impegnato nei suoi testi come nella vita, Bühler ha difeso il diritto d’asilo e si è opposto alle pale eoliche, attualmente in costruzione nel suo comune. Era inoltre preoccupato per il crescente divario tra ricchi e poveri. Nel 2020, insieme a diverse personalità, ha lanciato un manifesto per costruire un mondo più unito dopo la crisi del coronavirus.