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BERNA - Stampa svizzera divisa il giorno dopo la liberazione del regista Roman Polanski. Se i media svizzero-tedeschi parlano soprattutto di una decisione politica e criticano il trattamento di favore riservato all'artista, la stampa romanda loda in particolare la dimostrazione di indipendenza della ministra della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf.
La "Neue Luzerner Zeitung" titola "Non tutti sono uguali". Stando al quotidiano della Svizzera centrale, se al posto del famoso regista fosse stato fermato un attore sconosciuto, quest'ultimo sarebbe ora davanti a un tribunale americano. Considerazioni simili sono state espresse dall'edizione online della "Neue Zürcher Zeitung".
Per il "Landboten", il "no" all'estradizione solleva il dubbio che non tutti siano uguali davanti alla legge. "Che cosa sarebbe successo se invece di Polanski, a finire in prigione fosse stato un religioso cattolico autore di abusi sessuali 33 anni fa?", si chiede polemicamente il giornale.
Il "Tages-Anzeiger" parla di una decisione giuridica "traballante". Non sono mancate tuttavia anche parole di lode nei riguardi della decisione di Eveline Widmer-Schlumpf. La "Südostschweiz" parla di decisione logica. Dal momento che gli Americani hanno "barato", non rimaneva altra scelta alla ministra di giustizia di respingere la richiesta di estradizione appellandosi al principio "in dubio pro reo".
Comprensione per la liberazione di Polanski viene espressa dal bernese "Bund", che parla di "buona scelta". Per il quotidiano, Widmer-Schlumpf ha preso una decisione giuridica e non politica. In questo modo, nessuno - ossia le autorità elvetiche e quelle americane - ha perso la faccia.
In generale la stampa romanda ha accolto con sollievo la decisione di liberare Polanski e ha lodato la dimostrazione di indipendenza di Eveline Widmer-Schlumpf. Questo è per esempio il giudizio del "Matin". Per il "Quotidien Jurassien", questa vicenda mostra che la Svizzera ha saputo preservare la propria indipendenza nell'applicazione del diritto. Questa decisione giuridica è anche "politicamente felice".
Per il "24 heures", la Svizzera ha preso una decisione limpida e logica. Per "Le Temps", la decisione della consigliera federale è "coraggiosa e equa".
SDA-ATS