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Le grandi imprese svizzere sono chiaramente più pessimiste di sei mesi fa riguardo allo sviluppo dell'economia mondiale. Solo un quinto dei dirigenti interpellati in un sondaggio internazionale credono tuttora a un miglioramento.
Lo scorso autunno erano l'80%, rammenta in una nota odierna la società di revisione e consulenza EY. Gli ottimisti sono ormai una minoranza anche a livello mondiale: dei 1700 dirigenti d'impresa interpellati, solo il 37% prevede un miglioramento della congiuntura a breve termine, contro l'83% nell'ottobre scorso. La maggior parte si aspetta una situazione stabile.
Il maggiore rischio temuto dai manager per i prossimi 6-12 mesi è quello di una instabilità politica crescente. La situazione economica nella zona euro preoccupa d'altro canto gli imprenditori svizzeri.
Anche riguardo alla congiuntura interna, poche grandi imprese elvetiche rimangono ottimiste. Solo il 13% dei dirigenti interpellati contano su un miglioramento, contro il 52% in ottobre. I tre quarti non vedono cambiamenti all'orizzonte, mentre il 13% si aspetta un deterioramento.
Il giudizio più pessimistico riguarda il mercato del lavoro: mentre sei mesi fa la metà delle imprese svizzere prevedeva ancora di assumere personale supplementare, ora la proporzione è ridotta a un quarto. La tendenza è simile a livello planetario.
SDA-ATS