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Gli errori constatati nelle prime fatture del canone radio-televisivo inviate a gennaio 2019 sono state oggetto di esame da parte della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdS-S). Per saperne di più sulle responsabilità, la commissione ha inviato una serie di domande all'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).
In particolare, i membri della commissione vogliono sapere, come l'UFCOM e la società Serafe - incaricata della riscossione del canone - hanno trattato gli errori di fatturazione, le cause e responsabilità, le conseguenze finanziarie e gli scambi che l'UFCOM ha avuto a questo proposito con le autorità cantonali e comunali, lamentatesi per i disguidi, per non parlare dei singoli cittadini. Le risposte sono attese per la primavera.
In luglio, quando verrà fatto il punto della situazione, la commissione procederà ai necessari approfondimenti con i rappresentanti dell'UFCOM e stilerà un primo bilancio generale dell'introduzione del nuovo canone. La commissione valuterà anche se interpellare la responsabile del Dipartimento federale delle comunicazioni (DATEC), la consigliera Simonetta Sommaruga.
Nel luglio 2018, i rappresentanti dell'UFCOM avevano informato la CdS-S che la qualità dei dati forniti dai Cantoni a Serafe era buona e che non vi era motivo di supporre che ci sarebbero stati problemi durante il loro trattamento. L'UFCOM aveva tra l'altro indicato che, dal suo punto di vista, la nozione di economia domestica adottata da Serafe era adeguata. All'epoca, la commissione si era detta soddisfatta dello stato di avanzamento dei preparativi e dell'attuazione.