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Il Tribunale federale giudica valida l'iniziativa popolare «Solo una lingua straniera nelle scuole elementari» nel cantone dei Grigioni. Governo retico e associazioni a tutela delle minoranze linguistiche sono deluse della decisone. Contento invece il comitato promotore.
Con tre voti su due, il Tribunale federale respinge il ricorso dei rappresentanti di Pro Grigioni italiano e Lia Rumantscha del cantone dei Grigioni per invalidare l'iniziativa popolare grigionese per una sola lingua straniera, inglese o tedesco, nelle scuole elementari nel cantone trilingue. Al momento, si insegnano due lingue straniere.
Le minoranze linguistiche ritenevano che l'obiettivo dell'iniziativa ledesse il divieto costituzionale di discriminare una lingua nazionale, nonché l'uguaglianza tra romancio, italiano e tedesco prevista dalla Costituzione cantonale. Di altro avviso, invece, il Tribunale federale. La Corte suprema indica che «l'iniziativa formulata in maniera generica può essere attuata senza contrapposizione evidente con il diritto di rango superiore».
Depositata nel 2013, l'iniziativa «Solo una lingua straniera nelle scuole elementari» vuole in sostanza che alle elementari, oltre all'idioma regionale, venga insegnato solo l'inglese o il tedesco: il primo nelle zone germanofone, il secondo in quelle italofone e romance. Il Tribunale federale ritiene che il testo dell'iniziativa non violi né l'uguaglianza di trattamento, né il divieto di discriminazione.
Nell'aprile del 2015 il Gran consiglio grigionese aveva dichiarato nulla l'iniziativa. Nel marzo del 2016 il Tribunale amministrativo grigionese, in seguito ad un ricorso, aveva annullato la decisione del parlamento e decretato la validità del testo. Il TF ha confermato la valutazione del Tribunale amministrativo.
All'indomani della sentenza del Tribunale federale, il Governo retico, PGI e Lia Rumantscha credono che l'iniziativa popolare cantonale per l'insegnamento di una sola lingua straniera nelle scuole elementari metterà a rischio la tranquillità fra le comunità linguistiche.
Il comitato dei promotori dell'iniziativa è invece soddisfatto e afferma, in un comunicato che «con una coscienziosa attuazione dell'iniziativa, la competenza nelle lingue straniere può comunque essere salvaguardata e migliorata alla fine della scuola obbligatoria».
Nella seconda metà di quest'anno o nella prima del 2018, il Governo presenterà il relativo messaggio al Gran Consiglio.
(Ats/lb)