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Risultato a sorpresa: il margine dei contrari all'emendamento lascia intendere la contrarietà di molti elettori di Trump
TOPEKA - Gli elettori del Kansas hanno deciso di mantenere le tutele ai diritti all'aborto, non rimuovendole dalla Costituzione statale e respingendo un apposito emendamento. Un risultato a sorpresa nelle proporzioni: i "no" si sono attestati poco più del 60% contro un 39% dei "sì", quando lo scrutinio ha superato l'80% delle schede.
«Gli elettori del Kansas hanno parlato forte e chiaro: non tollereremo divieti estremi sull'aborto», ha affermato Rachel Sweet, responsabile della campagna per Kansans for Constitutional Freedom, in prima linea per la difesa della tutela, citata dai media statunitensi.
La popolazione si è opposta alle urne alla decisione della Corte Suprema di ribaltare la sentenza Roe vs. Wade sull'aborto. È emerso, dall'analisi dei risultati, che anche molti cittadini che hanno sostenuto in passato Donald Trump hanno votato contro la rimozione degli eme
Un voto locale, quello in Kansas, ma dall'indubbio significato nazionale: è stato il primo infatti sul dibattutissimo argomento dal pronunciamento della Corte e anticipa di pochi mesi le elezioni di metà mandato (le Midterm), termometro indispensabile per Repubblicani e Democratici per capire il consenso a metà della legislatura e due anni prima della nuova sfida per la Casa Bianca.
L'uomo ha abusato di minori che avevano tra gli uno e i dodici anni.
«Non ha riconosciuto la loro dignità umana. Gli piaceva giocare al dottore e non ha ancora capito quanto li ha fatti soffrire», così la procuratrice pubblica Pamela Pedretti.
L'olandese, dopo il pasticcio nelle qualifiche di Singapore, è pessimista: «Gara compromessa. Non siamo a Spa o Monza».
L'olandese parte dall'ottava piazza: «Sorpassare è molto difficile, finirò facilmente per restare bloccato dietro agli altri». Semaforo verde alle 15.00.
Flavio Briatore si è espresso in merito ad alcuni disagi avvenuti nel GP di Singapore: «Bisogna assolutamente cambiare».
L'ex team manager di F1: «Quanto visto non fa bene né allo sport né allo spettacolo».