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Il presidente dell'Unione democratica di centro Toni Brunner ha illustrato oggi davanti ai delegati, riuniti in assemblea a Locarno, le soluzioni dei democentristi per limitare i danni alla piazza economica svizzera a causa del rafforzamento del franco. A suo avviso, occorre puntare su una deregolamentazione amministrativa, su una politica migratoria più severa e su un mercato del lavoro più flessibile.
Nel suo discorso di apertura, Brunner ha messo l'accento sulla decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di abolire la soglia minima franco/euro. Secondo il presidente dell'UDC, la soluzione consiste in una "rigorosa deregulation", affinché l'economia elvetica possa difendersi sul piano internazionale, anche di fronte all'apprezzamento del franco.
Per questo motivo il comitato centrale dell'UDC ha deciso oggi di incaricare la direzione di prendere contatto con il PLR e l'UDC, ha spiegato Toni Brunner, affinché procedano assieme a una "semplificazione amministrativa" e a una riduzione generale della regolamentazione.
Secondo il consigliere nazionale sangallese, l'eccessiva regolamentazione concerne soprattutto i diritti doganali, della costruzione e dell'ambiente. A suo avviso, occorre rinunciare completamente alla Strategia energetica 2050. Il lavoro in Svizzera non deve essere rincarato con tasse e imposte nuovo o aumentate, ha detto Brunner.