Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/19616

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Grazie all'elevato standard delle prescrizioni, al lavoro accurato dei detentori di animali e alla prassi coerente dei controlli ufficiali, è lecito affermare che in Svizzera il latte è un prodotto di ottima qualità. Anche le prescrizioni che disciplinano l'utilizzazione di medicinali e gli esami sistematici di ricerca dei residui presenti nel latte contribuiscono a tale elevato livello di qualità. Tuttavia, siccome la mammella della vacca diventa maggiormente sensibile alle infezioni alla fine del periodo di mungitura, si rivela opportuno proteggerla in quel momento, dopo aver consultato un veterinario, somministrando un antibiotico che agisce in modo selettivo sui germi infettivi che entrano in considerazione (preparati per il trattamento delle vacche asciutte).</p><p></p><p>Un'importanza particolare viene attribuita alla valutazione della resistenza dei microorganismi agli antibiotici. Numerosi studi effettuati dopo il 1980 dimostrano che la resistenza dei microorganismi che si trovano nella mammella non ha avuto un'evoluzione significativa nel corso degli ultimi anni.</p><p></p><p>In merito alle domande poste si può rispondere quanto segue:</p><p></p><p>1.Il Consiglio federale non ritiene opportuno vietare la somministrazione preventiva di antibiotici alle vacche. I preparati per il trattamento delle vacche asciutte servono a combattere le infiammazioni croniche, spesso esenti da sintomi, impediscono l'apparizione di nuove infezioni acute e contribuiscono in tal modo a mantenere il livello elevato della qualità del latte.</p><p></p><p>2.Secondo le prescrizioni dell'Ufficio intercantonale di controllo dei medicamenti e conformemente all'ordinanza sull'assicurazione della qualità nella produzione lattiera, gli antibiotici possono essere somministrati unicamente su prescrizione del veterinario. Una disposizione che limitasse ai soli veterinari l'autorizzazione di somministrare gli antibiotici ridurrebbe esageratamente la responsabilità individuale dei detentori di animali.</p><p></p><p>3.I detentori di animali sono tenuti ad annotare la somministrazione di medicinali alle loro vacche e a conservare tali annotazioni per un periodo di due anni. Questo modo di procedere è più semplice dell'obbligo di notifica e ha lo stesso effetto, in particolare quando si tratta di effettuare un'inchiesta in seguito a un esame di ricerca dei residui che ha evidenziato la presenza di antibiotici nel latte. L'introduzione di un obbligo di notifica non costituirebbe un mezzo adeguato per limitare l'utilizzazione di antibiotici.</p><p></p><p>4.Utilizzati nel modo indicato, gli antibiotici servono a guarire e a prevenire le infiammazioni della mammella, che possono essere molto dolorose, soprattutto nella loro forma acuta. I provvedimenti destinati a favorire la salute degli animali e a preservarli dai dolori non sono affatto in contraddizione con le prestazioni ecologiche e con il versamento di pagamenti diretti.</p><p></p><p>5.In base a determinate valutazioni si può ammettere che ogni anno vengono somministrate circa un milione di dosi di preparati per il trattamento delle vacche asciutte: ciò significa che circa la metà delle vacche sono trattate con antibiotici alla fine del periodo di lattazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.