Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/62787

<h2>SubmittedText<h2><p>A causa dell'allontanamento, poi rivelatosi fatale, di un richiedente l'asilo appartenente alla minoranza birmana, il 4 ottobre 2004 ho chiesto al Consiglio federale di bloccare ogni rinvio forzato verso il Myanmar e di adoperarsi in favore di Stanley Van Tha, arrestato immediatamente dopo il suo arrivo a Rangoon e quindi condannato a 19 anni di carcere (mozione 04.3489).</p><p>Nel corso del dibattito sull'asilo nel Consiglio degli Stati, il 17 marzo 2005 il consigliere federale Christoph Blocher ha fatto evidente riferimento al caso Van Tha e ha affermato che su 100 000 rifugiati respinti e rispediti a casa vi è un solo caso, non ancora completamente chiarito, di una persona che è stata incarcerata poco dopo essere rientrata nel proprio Paese e che si trova tuttora in carcere. Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha aggiunto che il caso è oggetto di chiarimenti dettagliati. Si cerca di determinare se Stanley Van Tha si trova in carcere per un motivo che avrebbe dovuto essere rilevato o per un'altra ragione, come ad esempio per aver commesso un furto, circostanza che muterebbe radicalmente la situazione.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come si è potuti giungere a una valutazione errata da parte dell'UFR riguardo al regime militare al potere in Myanmar che, secondo rapporti concordi dell'ONU (Commissione dei diritti dell'uomo) e del DFAE (Div. pol. IV), già da tempo commette sistematiche violazioni dei diritti umani, soprattutto nei confronti di minoranze, e ha causato la fuga di così tante persone?</p><p>2. Quali conclusioni sono state tratte al fine di migliorare la collaborazione tra UFM e DFAE nella valutazione della situazione di uno Stato?</p><p>3. Con quale motivazione il signor Van Tha è stato condannato a una pena detentiva così grave? La Svizzera è in possesso della sentenza? Qual è la sua situazione psicofisica? I collaboratori del CICR hanno regolarmente contatti con il detenuto? Quali passi hanno intrapreso le nostre autorità da aprile 2004 in favore di una liberazione di Stanley Van Tha e per la protezione della sua famiglia? Con quali risultati?</p><p>4. In che forma la Svizzera si è scusata presso Stanley Van Tha e la sua famiglia per la sua corresponsabilità nella condanna a una lunga pena detentiva?</p><p>5. Quali sono i risultati e le conseguenze della missione in Myanmar, sostenuta anche dalla Svizzera, dell'incaricato speciale dell'ONU e del relatore speciale dell'ONU per i diritti umani?</p><p>6. Quali provvedimenti è opportuno adottare nei confronti del regime militare di Myanmar? La Svizzera intende intraprendere passi concreti all'ONU o in organi economici internazionali? Come si sono evolute le relazioni bilaterali tra la Svizzera e questo regime militare e come vede il Consiglio federale il futuro di queste relazioni?</p><p>7. Quanti sono i profughi interni in Myanmar e i rifugiati nei Paesi vicini? Quanti Paesi hanno accolto contingenti di rifugiati in seguito alle richieste dell'ACNUR? Quanti rifugiati sono stati accolti? La Svizzera è disposta a rispondere positivamente a una simile richiesta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) è a conoscenza delle difficili condizioni generali e della precaria situazione in materia di diritti umani in Myanmar. Tali condizioni non costituiscono da sole un motivo per non effettuare allontanamenti in tale Paese. La domanda d'asilo del signor Stanley Van Tha è stata respinta dall'allora Ufficio federale dei rifugiati (UFR) e dalla Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA), poiché le allegazioni non erano state giudicate credibili. Fino al momento del rimpatrio, non vi era alcun motivo di supporre che il signor Stanley Van Tha sarebbe stato arrestato e condannato. Dopo essere stato informato dell'incarcerazione del signor Stanley Van Tha, l'UFR ha bloccato l'esecuzione di tutti gli allontanamenti verso il Myanmar.</p><p>2. L'UFM, e in ultima istanza la CRA, decidono in modo indipendente e autonomo dell'allontanamento di richiedenti l'asilo respinti. L'UFM continuerà a osservare e analizzare attentamente l'evolversi della situazione negli Stati di provenienza dei richiedenti l'asilo, basandosi sulle fonti d'informazione più diverse, tra cui in particolare i regolari rapporti politici delle ambasciate svizzere. L'UFM deve includere maggiormente il Dipartimento federale degli Affari Esteri (DFAE) nella valutazione della situazione di uno Stato, garantendo in tal modo un tempestivo scambio di opinioni e informazioni.</p><p>3./4. La sentenza emanata dalle autorità del Myanmar parte dal presupposto che il signor Stanley Van Tha abbia messo a repentaglio la sicurezza e la pace del suo Paese, secondo l'articolo 5 (J) dell'Emergency Act. In base alla legge penale del Myanmar è stato inoltre condannato per falsificazione di timbri nel suo passaporto e per entrata illegale nel suo Paese. Nell'ambito delle sue regolari visite ai detenuti, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha avuto contatti con il signor Stanley Van Tha. Per ragioni legate alla protezione della personalità non è possibile fornire ulteriori informazioni sulle misure adottate dalle nostre autorità in favore di Stanley Van Tha e della sua famiglia. Le autorità elvetiche hanno pubblicamente espresso il loro rammarico per l'arresto del signor Stanley Van Tha e per la sua condanna sproporzionata.</p><p>5./6. Le missioni dell'inviato speciale e del relatore speciale dell'ONU servono in particolare a informare con competenza la comunità internazionale sulla situazione dei diritti umani in Myanmar. Mancano tuttavia rapporti recenti, poiché da più di un anno l'inviato e il relatore speciali non possono più recarsi sul posto.</p><p>Il 3 ottobre 2000 la Svizzera ha adottato sanzioni nei confronti di Myanmar, inasprendole il 15 ottobre 2003. Nel contempo è stato intensificato l'aiuto umanitario in favore della popolazione bisognosa. La Svizzera saluta e sostiene gli sforzi compiuti da ONU, Organizzazione Internazionale del Lavoro e altri attori internazionali, volti a migliorare la situazione politica, umanitaria e relativa allo Stato di diritto in Myanmar.</p><p>7. Secondo le stime dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, in Myanmar e negli Stati confinanti si trovano più di 100 000 profughi. Nel 2004 diversi Stati hanno accolto in totale 1 906 rifugiati provenienti dal Myanmar. Nell'ambito del programma di sgravio 2004, in occasione della sessione estiva 2005 il Consiglio nazionale ha deciso come seconda Camera e su proposta del Consiglio federale di non accogliere temporaneamente contingenti di rifugiati, basandosi su considerazioni di ordine politico-finanziario, e ha pertanto cancellato i mezzi finanziari previsti.</p>  Risposta del Consiglio federale.