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La Corte costituzionale romena ha confermato oggi la non validità del referendum del 29 luglio sulla destituzione del presidente conservatore Traian Basescu, che resta pertanto in carica come capo dello Stato. Lo hanno riferito i media a Bucarest.
Dei nove giudici costituzionali, sei hanno votato per confermare la non validità del referendum, gli altri tre hanno espresso parere contrario.
La consultazione popolare del 29 luglio sulla destituzione del presidente Basescu, voluta dalla maggioranza di governo di centro-sinistra, non aveva raggiunto il quorum minimo di affluenza del 50% più uno degli aventi diritto, ed era stata dichiarata quindi nulla. Il governo aveva chiesto il parere della Corte costituzionale, contestando la validità delle liste elettorali.
Oltre l'87% dei votanti (alle urne si era recato il 46%) si era espresso per la destituzione del capo dello stato, che dopo il pronunciamento odierno dell'Alta Corte resta viceversa in sella. Basescu, il cui secondo mandato scadrà nel 2014, dovrà tuttavia affrontare una difficile coabitazione con la maggioranza di governo, che contesta la sua azione politica e che aveva messo in moto la controversa procedura per il suo impeachment, sospendendolo dalle funzioni con voto parlamentare fin dal 6 luglio. Un dissidio istituzionale che ha già destato allarme e preoccupazione in Europa e negli Usa, visto che la Romania è fa parte sia dell'Ue sia della Nato.
ATS