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Nuvole sull'industria svizzera: l'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, Pmi) è sceso in marzo a 50,3 punti, 5,1 punti in meno del mese precedente. Si tratta del livello più basso dal dicembre del 2015, quando si era attestato al 49,9. Su base annua l'arretramento è di 11,0 punti.
La flessione mensile - rende noto in un comunicato Credit Suisse (Cs), i cui economisti interpretano i dati raccolti mensilmente in un sondaggio dall'associazione di categoria Procure.ch - è la più marcata dal novembre 2008.
Allora, due mesi dopo il fallimento della banca americana Lehman Brothers, l'indicatore era però sceso di 10,2 punti a 36,2 punti: la situazione di oltre un decennio fa non è quindi paragonabile a quella odierna, mettono in guardia gli specialisti di Cs: attualmente l'indice è infatti comunque superiore alla soglia di crescita fissata a 50.
Il momentaneo calo è da attribuire alla debolezza della crescita all'estero, in particolare dell'industria europea: l'analogo comparto elvetico, fortemente orientato all'esportazione, non può sottrarsi alla tendenza generale.
L'arretramento mensile si è manifestato in tutti i componenti. Spiccano quello relativo alla produzione (-7,2 punti a 49,0 punti), parametro che sceso è sotto la zona di crescita, e il sottoindice riguardante l'occupazione (-5,8 punti a 52,5 punti), che è rimasto comunque territorio positivo. Una forre contrazione è stata osservata anche in relazione ai tempi di consegna (-5,6 punti a 48,7 punti). Sotto la soglia di progressione vi sono anche le giacenze acquisti (-1,6 a 49,7).
Questi dati mostrano che le aziende si stanno già adattando alla situazione. La produzione non dovrebbe però diminuire ulteriormente in modo sensibile, tanto più che le ditte continuano ad assumere personale, sebbene in modo meno attivo che nei mesi passati, commentano gli esperti di Credit Suisse.
Riassumendo, l'economia elvetica dovrebbe rimanere robusta, ma il mini-boom vissuto circa un anno fa sta finendo più rapidamente di quanto atteso. "Ci attendiamo un rallentamento della crescita, ma nessuna recessione", affermano gli analisti.
Il calo dell'indice complessivo reso noto oggi è nettamente superiore alle previsioni degli esperti interrogati dall'agenzia Awp, che scommettevano su valori compresi fra 53,0 e 54,2 punti.