Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01255.jsonl.gz/1453

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha annunciato oggi di aver bloccato nelle banche elvetiche denaro nell'ambito dello scandalo di corruzione legato al fondo sovrano della Malesia 1MDB, controllato dal primo ministro Najib Razak.
Il MPC ha agito in base a sospetti di corruzione e riciclaggio di denaro, stando a un comunicato citato dall'agenzia Reuters. L'ammontare del denaro bloccato è di parecchie decine di milioni di dollari. "A questo stadio precoce delle indagini si stanno analizzando gli elementi di prova, in contatto con le autorità della Malesia", ha dichiarato un portavoce del MPC sempre alla Reuters.
A metà agosto il Ministero pubblico ha avviato un'azione penale nei riguardi di due organi della società di investimento 1Malaysia Development Berhad (1MDB), per corruzione di agenti pubblici stranieri, infedeltà nella gestione pubblica e riciclaggio di denaro, a seguito di due segnalazioni ricevute dall'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio (MROS).
La vicenda è legata a un grosso scandalo scoppiato in Malesia, concernente presunte irregolarità in un complesso accordo commerciale risalente al 2009. Secondo notizie pubblicate da media malesi e britannici, un uomo d'affari amico del figliastro del premier malaysiano Najib Razak ha avviato nel settembre 2009 una joint venture tra PetroSaudi, presente anche a Ginevra, e il fondo statale "1Malaysia Development Berhad (1MDB). Nell'ambito dell'affare, quest'uomo di fiducia di Razak si sarebbe appropriato di 700 milioni di dollari e li avrebbe trasferiti su conti da lui controllati.
Sempre in relazione con questa vicenda un uomo d'affari ginevrino è stato condannato di recente a tre anni di carcere in Thailandia per aver tentato di ricattare PetroSaudi. Il 49enne, ex dipendente della filiale ginevrina di PetroSaudi International, si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale penale di Bangkok.
SDA-ATS