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L'USI è 54sima nella classifica 'Young University Rankings' di Times Higher Education
Servizio comunicazione istituzionale
24 Giugno 2020
È tempo di ranking: solo qualche settimana dopo la notizia che l'USI è stata la migliore "new entry" nel QS World University Rankings 2021, giunge la notizia che in un'altra nota graduatoria (Times Higher Education Young University Rankings) la nostra università si colloca al 54simo posto al mondo tra gli atenei che hanno meno di 50 anni. Una posizione molto buona, che situa l'USI nel top 13% delle 414 giovani università classificate.
La classifica resa pubblica oggi è specifica per le università giovani, che hanno meno di 50 anni, e viene dedotta dagli stessi dati della classifica complessiva pubblicata a settembre 2019. La metodologia è analoga a quella delle università mondiali (Times Higher Education World University Rankings, anche noto come THE WUR) per valutare le università ad alta intensità di ricerca in tutte le loro missioni principali: insegnamento, ricerca, trasferimento di conoscenze e prospettive internazionali. Tuttavia, il peso dei vari indicatori viene ricalibrato per riflettere al meglio il profilo e la missione delle giovani università.
Per quale ragione Times Higher Education pubblica anche una classifica dedicata alle università fondate da meno di 50 anni? I promotori affermano che quando si valuta un'università può essere facile concentrarsi sulla "vecchie glorie": istituzioni che esistono da secoli e che dominano i vertici dei ranking internazionali. Nella graduatoria 'Young University Rankings', invece, Times Higher Education mette in luce le migliori università di età inferiore ai 50 anni concentrandosi sulle prestazioni in ricerca ed insegnamento di quelle università che per via della loro giovane età non possono ancora avere una reputazione consolidata come - per esempio - Oxford, Cambridge, Harvard e Princeton.
"Trovo molto interessanti questi risultati” – sottolinea il Rettore dell’USI Boas Erez – “perché questo ranking dedicato alle giovani università da un certo punto di vista corregge una distorsione. È infatti normale che su alcuni fronti le università più giovani non possano competere allo stesso livello di quelle che hanno centinaia d’anni di storia. Pensiamo al concetto di ‘reputazione’, molto presente nella metodologia di queste graduatorie che la misurano presso gli studenti, presso i propri pari, nella ricerca scientifica. Credo che la reputazione sia qualcosa che si costruisce progressivamente, che necessita di tempo. Nel corso dei decenni – perfino dei secoli per le università più antiche – le università costruiscono legami di fiducia con le loro comunità di riferimento, che si rinforzano di generazione in generazione. L’USI è sulla buona strada, nonostante quella che (per un’università) è considerata una giovane età: basti pensare che resteremo in questo ranking “per giovani” ancora per altri 25 anni”.