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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) respinge un ricorso del presidente del consiglio di amministrazione di Swisspartners Investment Network AG. L'uomo dovrà pagare una multa di 10'000 franchi per aver trasmesso alle autorità fiscali statunitensi i dati di 109 clienti.
I fatti risalgono al 2013. Con una prima sentenza del maggio 2018, il Tribunale penale federale (TPF) aveva assolto l'imputato, concludendo che non avesse agito intenzionalmente quando ha fornito le informazioni al Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti tramite un avvocato, senza chiedere l'autorizzazione delle autorità svizzere. Il suo obiettivo era solo quello di salvare l'azienda.
Dopo un ricorso del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), il TF aveva però annullato questa decisione. Secondo i giudici losannesi, il presidente del cda avrebbe dovuto rendersi conto che si trovava in una zona grigia.
In precedenza egli aveva infatti richiesto due perizie per stabilire se la trasmissione dei dati fosse penalmente punibile, cosa che i rapporti non avevano escluso. L'uomo, a sua volta un avvocato, non poteva quindi ritenere di aver agito nella legalità.
Il dossier è dunque tornato alla Corte penale del TPF, che nel maggio del 2019 ha inflitto al protagonista della vicenda una multa di 10'000 franchi. Una sanzione che la Corte d'appello del TPF ha confermato nel dicembre del 2019 e che ora conferma anche il TF.
Secondo il ricorrente, la sentenza della Corte d'appello del TPF non precisava se tutti i dati forniti fossero già disponibili all'estero, il che escluderebbe una sanzione secondo il diritto svizzero. Per il TF questo punto è però già stato definitivamente deciso dalla Corte degli affari penali nel 2018.
Il TF non ha contestato che il ricorrente abbia agito senza autorizzazione nell'interesse di uno Stato straniero. Si è però chiesto se la sua azione avrebbe potuto rivestire un carattere ufficiale.
I dati forniti erano esclusivamente quelli di Swisspartners e delle sue filiali. Non erano oggetto di una procedura di assistenza amministrativa. In queste circostanze, i giudici losannesi hanno concluso che non era giustificato consegnarli a un'amministrazione estera.