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BELLINZONA - Il Tribunale penale federale (TPF) respinge il ricorso di un ecuadoregno ricercato dal suo paese per aver ripetutamente violentato una ragazza. Questa decisione di estradizione può essere ancora impugnata davanti al Tribunale federale (TF).
Nel novembre 2018, l'ambasciata dell'Ecuador a Berna ha depositato una domanda di estradizione presso l'Ufficio federale della giustizia (UFG). La richiesta riguarda un uomo accusato di aver violentato a intervalli regolari la sua figliastra in Spagna e in Ecuador.
I fatti sarebbero avvenuti tra il 2008 e il 2011: i primi abusi si sono verificati quando la vittima aveva 11 anni. L'uomo è stato arrestato alla metà di agosto del 2019 e Ginevra dopo che l'UFG aveva ottenuto certe garanzie e chiarimenti presso delle autorità ecuadoregne. È tenuto in detenzione in vista di estradizione a causa del rischio di fuga.
Perseguito anche in Spagna - In una sentenza pubblicata oggi, la Corte dei reclami penali del TPF conferma la decisione di estradizione. Non ha tenuto in considerazione l'argomentazione secondo la quale i procedimenti avviati in Spagna escludevano qualsiasi nuova azione giudiziaria in un altro paese. Sottolinea che il ricorrente non è stato scagionato da ogni sospetto in Spagna in quanto l'istruzione non è ancora stata chiusa ma solo sospesa.
L'uomo invocava anche violazioni dei suoi diritti fondamentali qualora venisse estradato e posto in detenzione in Ecuador. A questo riguardo la Corte ricorda che l'Ecuador fa parte degli Stati verso i quali l'estradizione può essere accordata attraverso la concessione di garanzie riguardanti le condizioni di detenzione e il rispetto dell'integrità dell'imputato.
Condizioni di detenzioni difficili - I giudici di Bellinzona aggiungono che l'Ecuador ha firmato diversi trattati internazionali in materia. Inoltre, le ultime elezioni del 2017 si sono svolte in un clima di tranquillità che permettono di definire questo Paese come democratico.
Le comunicazioni delle organizzazioni che lottano per i diritti umani non fanno menzione di torture, sparizioni o esecuzioni ordinate dallo Stato. I casi di maltrattamenti da parte della polizia o degli agenti di detenzione hanno portato in alcuni casi a indagini e condanne.
Il TPF riconosce che le condizioni di detenzione sono difficili a causa del sovraffollamento nelle carceri e della violenza. E che la corruzione non è assente nel sistema giudiziario. Tuttavia, il diritto a un processo equo e pubblico rimane garantito dalla legge.
Nonostante queste riserve, la Corte dei reclami penali osserva che il ricorrente non dimostra concretamente i rischi ai quali sarebbe esposto. Per quanto riguarda i vizi procedurali sollevati, è davanti al giudice del processo in Ecuador che dovranno essere presentati.
I giudici non hanno nemmeno tenuto conto degli stretti legami con la Svizzera invocati dall'uomo, che si opporrebbero alla sua estradizione. Anche se la sua compagna ha partorito una bambina nel gennaio 2019, egli sarà in grado di mantenere i contatti dall'Ecuador per tutta la durata della sua assenza, anche se questi saranno più difficili.