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Photo: Pixabay
L'agricoltura sintropica di un agricoltore-filosofo svizzero alla conquista del mondo
Un agronomo svizzero emigrato all’estero insegna al mondo come potrebbe essere l'agricoltura del futuro. Ernst Götsch chiama il suo metodo "sintropia". Si sta diffondendo rapidamente in Brasile, e Götscht è diventato un'icona per molte persone.
- Mirela Tavares, Balz Rigendinger, «SWI swissinfo.ch»
Immaginate l'essere umano come parte di un grande organismo, molto più grande del singolo individuo, il cui compito è far funzionare l'intera struttura in modo ottimale. L'essere umano condivide tutto con ogni altro membro di questo organismo. Tutti lavorano insieme e sono presenti l'uno per l'altro - per il bene del tutto.
Un'utopia? Continuate a leggere.
Immaginate allora l'ambiente come un'entità cooperativa e interattiva. In questa struttura, ogni singolo essere assume il proprio ruolo e contribuisce al costante rinnovamento del sistema vita, in modo che cibo e habitat siano presenti in abbondanza per tutti.
Dite quindi addio a una mentalità basata sullo sfruttamento e sulla competizione. Dimenticate i modelli tradizionali di coltivazione, produzione e utilizzo della terra.
L'agricoltura diventa parte naturale di un ecosistema in costante rigenerazione: questa è l'agricoltura sintropica.
Il padre di questa idea si chiama Ernst Götsch. L'agronomo svizzero, nato nel 1948, sta attualmente convertendo al biologico l'agricoltura brasiliana.
Götsch è emigrato in Sudamerica nel 1982. Figlio di un agricoltore del Canton Turgovia, lavorava come ricercatore presso l'Istituto di scienze delle colture del Politecnico di Zurigo (ETHZ).
Finché ha deciso di rilevare "Olhos D'Agua", una piantagione di cacao abbandonata a Bahia, nel nord-est del Brasile. Si trattava di terreni considerati irrimediabilmente degradati, terra bruciata senza valore che Götsch è riuscito a rendere nuovamente rigogliosa.
Così facendo, lo svizzero ha guadagnato rispetto e popolarità. Dopo soli cinque anni, la biodiversità di Olhos d'Agua era paragonabile a quella della foresta pluviale incontaminata e produceva altrettanto cacao che le fattorie tradizionali circostanti.
La sintropia
In Brasile, Götsch è da tempo considerato un rivoluzionario ed è diventato quasi un guru, noto per trasformare in terra fertile terreni considerati inutilizzabili.
Muta le steppe in foreste che producono nebbia e la pioggia torna a cadere. Trasforma le colture malate e fragili in piantagioni resistenti che possono sopportare condizioni climatiche estreme.
Oggi i e le seguaci della sua sintropia stanno diffondendo i semi delle sue idee. Sono giovani e in gran numero. Nei corsi scolastici e universitari, sui social network e persino nei reality-show televisivi, si diffonde la conoscenza del concetto di agricoltura sintropica di Götsch.
Una soluzione per un problema globale
Tutto questo sta certamente attirando molta attenzione perché i problemi che lo svizzero sembrerebbe poter risolvere sono globali e sempre più urgenti: il clima che cambia, l'erosione del suolo, l'estinzione delle specie e la deforestazione si uniscono in Brasile in un insieme che lascia poche speranze. Una soluzione che tenga conto di tutte le componenti è allora più che benvenuta.
"Ogni essere nella sua nicchia, con la sua funzione, con relazioni inter- e intraspecifiche basate sulla cooperazione", così Götsch descrive il suo sistema.
Funghi, batteri, piante, animali si aiutano a vicenda, hanno bisogno le une degli altri, traggono beneficio l'uno dall'altra. E l'essere umano fornisce loro assistenza.
Cultura mista, invece di monocoltura
Negli ultimi anni, innumerevoli professionisti e professioniste hanno adottato l'agricoltura sintropica dicendo addio alle monocolture che richiedono sempre più fertilizzanti, erbicidi, fungicidi e pesticidi, fino a quando il terreno o la vegetazione e alla fine entrambi, collassano e nulla funziona più.
Da qualche tempo, anche le agricoltrici e gli agricoltori brasiliani che possiedono vasti terreni si interessano ai metodi di coltivazione di Götsch. E lo fanno principalmente per motivi economici. Una volta che i terreni sono esauriti, arrivano i parassiti e le erbacce: i raccolti falliscono. Si tratta di perdite gigantesche.
Le domanda che Götsch si pone ora è: come meccanizzare estese colture sintropiche? È il quesito che lo incoraggia a proseguire le sue ricerche ancora oggi, all'età di 75 anni.
Una tesi di dottorato ha intanto esaminato l'impatto delle sue idee. In 25 anni, dal 1993 al 2018, i corsi, i workshop e le conferenze di Götsch hanno convinto a convertirsi all'agricoltura sintropica più di 4'000 agricoltori, circa 3'500 famiglie e quasi 2'000 persone . E questo non solo in Brasile, ma anche in Portogallo, Spagna, Hawaii e Suriname. Le cifre si riferiscono appunto al periodo fino al 2018, e secondo Götsch oggi gli agricoltori che utilizzano il suo metodo sarebbero arrivati ad essere oltre 10'000.
La giornalista Dayana Andrade segue il lavoro dello svizzero dal 2007 e da altrettanto tempo diffonde i suoi insegnamenti anche in Europa. Dal Brasile si è trasferita con il marito in Portogallo e "oggi viviamo in Italia, nel Salento, dove coltiviamo nove ettari con diversi progetti fondati sul sistema sintropico", racconta a SWI swissinfo.ch.
La sintropia nelle soap opera
Dayana e il marito Felipe diffondono il metodo, su InstagramLink esterno ma anche tramite format televisivi. Hanno conquistato il pubblico brasiliano con le soap opera "Velho Chico" (2016) e "Pantanal" (2022). Attualmente stanno lavorando come consulenti a un nuovo format chiamato "Renascer", la cui uscita è prevista nel 2024.
"Cogliamo ogni opportunità per portare le nuove tendenze ambientali e di sostenibilità al maggior numero di persone possibile", afferma Dayana. "Ernst Götsch è ovviamente il nostro grande riferimento in questo ambito".
Grazie a lei, le idee di Götsch vengono diffuse in Brasile tramite Globo, il principale fornitore di format per reality-show. Il canale è seguito da 183 milioni di persone.
"Ho visto l'opera di un genio"
Un altro seguace di Götsch è Antonio Gomides, molto attivo sui social network, ad esempio su InstagramLink esterno e YoutubeLink esterno, dove conta quasi 200'000 follower.
Gomides proviene da una famiglia di teatranti itineranti e da anni frequenta il Brasile. Ora si è appassionato alla sintropia e offre corsi a persone interessate all'agro-forestazione.
"Ho sentito parlare per la prima volta di Ernst a Brasilia, dove il suo lavoro è molto diffuso", racconta Gomides. "Ho vissuto con lui per un mese". L'incontro con l'espatriato svizzero ha rappresentato una svolta profonda della sua vita, dice. Si è reso conto di come Götsch stia effettivamente cambiando l'ambiente attraverso il suo nuovo approccio alla terra.
"Ho visto che mi trovavo di fronte all'opera di un genio, è stata una sensazione simile a quella che ho provato quando ho visto le opere d'arte del Louvre", afferma entusiasta Gomides. Secondo lui, il lavoro di Götsch è una "grande eredità per l'umanità", che dovrebbe essere fatta conoscere in tutto il Brasile e nel mondo.
Götsch, agricoltore e filosofo
Cosa pensa Götsch di tutto questo? "È esattamente quello per cui sto lavorando", dice a SWI swissinfo.ch. "Ognuno ha il suo ruolo e io faccio quello che posso nel mio lavoro di agricoltore, ma in realtà mi occupo anche di filosofia. Quando mi chiedono cosa sono, rispondo che sono al tempo stesso un agricoltore e un filosofo". È convinto che osservare l'ecosistema di piante e animali sia un insegnamento profondo per le persone.
Il principio dell'agricoltura sintropica imita e accelera i processi naturali di sviluppo delle piante e di rigenerazione del suolo. Götsch si affida a colture miste in cui le piante si rafforzano e si sostengono a vicenda. Un ruolo importante è svolto anche dal pacciame, materia organica che marcisce nel terreno e vi aggiunge nuovi nutrienti attraverso il compostaggio.
"Dobbiamo salvare noi stessi"
Götsch lascia anche le erbacce, perché l'intero sistema può beneficiare della loro forza. Guarda ai parassiti come indicatori di uno squilibrio nel sistema. È così che alla fine ottiene un'elevata biodiversità, che finisce per regolarsi da sola.
Ernst Götsch, tuttavia, pensa oltre: sempre più spesso si preoccupa anche del modo in cui le persone si rapportano con sé stesse e tra loro. "Non è il pianeta che dobbiamo salvare", dice, "dovremmo pensare a come salvare noi stessi".
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