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Il governo ha accordato, da aprile, un aumento del 2,5% del canone, la principale fonte di finanziamento della SRG SSR idée suisse, che chiedeva un 6,5%.
Secondo il Consiglio federale, l'azienda del servizio pubblico radiotelevisivo può operare ulteriori risparmi al suo interno.
Il canone radio-tv aumenterà dal prossimo aprile del 2,5%, salendo da 450 a 462 franchi all'anno per i contribuenti. La SRG SSR idée suisse riceverà una quota del 2% dell'aumento totale. Lo 0,5% rimanente andrà ai privati.
Il governo ha quindi accolto solo parzialmente le richieste dell'ente radiotelevisivo nazionale, che puntava su un supplemento del 6,5%. La SRG SSR idée suisse, di cui fa parte anche swissinfo/SRI, dovrà quindi accontentarsi di un aumento dei propri introiti di 25 milioni di franchi all'anno, invece dei 72 milioni richiesti.
Questa decisione non rappresenta "né un'azione punitiva contro l'azienda pubblica, né un giudizio sulla sua programmazione o su singole trasmissioni", ha sottolineato il capo del Dipartimento federale delle comunicazioni Moritz Leuenberger, in una conferenza stampa tenuta venerdì a Berna.
Aumento sufficiente
Secondo Leuenberger, l'aumento concesso è sufficiente per garantire una programmazione che possa soddisfare le esigenze del servizio pubblico e le premesse elaborate con "idée suisse". A detta del ministro, l'ente radiotelevisivo dispone ancora di un margine di risparmio al suo interno.
La SSR sostiene che per mantenere e sviluppare le attuali prestazioni siano necessari 145 milioni di franchi supplementari all'anno. Per questo chiedeva che 72 milioni provenissero da un aumento del canone, mentre la parte restante poteva essere finanziata tramite misure di risparmio e con entrate provenienti da altre fonti, tra cui la pubblicità.
Di questi 72 milioni il governo ne ha riconosciuti soltanto 25, che dovranno andare soprattutto a favore della produzione di programmi, costi salariali o digitalizzazione della diffusione.
L'ultimo adattamento del canone risale al 2003, quando però era stato calcolato solo il rincaro, senza che la SSR potesse ottenere maggiori introiti. L'ultimo aumento vero e proprio risale al 2000. Da allora l'inflazione è stata pari al 6%.
Stampa e parlamentari contrari
In un comunicato il governo ricorda che anche secondo Mister Prezzi la richiesta di aumento avanzata dalla SSR "non si giustifica nella sua totalità", tanto più che solo grazie all'evoluzione demografica gli introiti del canone dovrebbero aumentare ogni anno di 31 milioni.
La percentuale di aumento rivendicata dall'ente radiotelevisivo era stata criticata nelle ultime settimane dalla stampa e dagli ambienti politici. Venerdì il consigliere nazionale del Partito liberale radicale Rolf Heetschweiler aveva depositato un postulato, controfirmato da 102 deputati, che chiedeva al governo di respingere la richiesta dela SSR.
La maggioranza dei deputati ritiene che la televisione pubblica debba concentrarsi maggiormente sul suo mandato di servizio pubblico e lasciare alle emittenti private i quiz a premi e altri programmi d'intrattenimento.
SSR scettica
L'ente radiotelevisivo ha reagito con un certo scetticismo alla decisione del governo, in particolare per quanto concerne l'ipotesi di un progressivo aumento del canone di 31 milioni di franchi all'anno in ragione della crescita demografica.
La SSR ha dichiarato di voler analizzare nel dettaglio la questione per verificare se i 25 milioni di aumento (invece dei 72 chiesti) avranno ripercussioni sull'azienda e dice di prendere sul serio la promessa del ministro Moritz Leuenberger di un ripensamento a seconda dell'evoluzione demografica.
Reazioni controverse dei partiti
Il Partito socialista (PS) e il Partito popolare democratico (PPD) si sono detti soddisfatti per la decisione del governo. Per il PS l'aumento del canone ottenuto dovrebbe bastare alla SSR per produrre buoni programmi e assolvere il mandato di servizio pubblico.
Anche per il PPD, che si era espresso per un aumento compreso tra il 2 e il 3%, si tratta di una decisione giusta. Il Partito liberale radicale ha ribadito invece i suoi dubbi sull'urgenza di un aumento, affermando che la questione è comunque di sola competenza del governo.
L'Unione democratica di centro (UDC) ha criticato la scelta del Consiglio federale, definendola incomprensibile. Secondo il primo partito svizzero si dovrebbero dimezzare le spese della SSR, limitando le sue attività ad un solo canale televisivo e radiofonico per regione linguistica.
Riserve nei confronti della decisione governativa sono state espresse anche dalla Federazione delle radio private della Svizzera, secondo la quale la SSR deve adempiere al servizio pubblico e lasciare il resto alle emittenti private.
Da parte sua, la Fondazione per la protezione dei consumatori si è rallegrata per la decisione governativa, considerando esagerata la richiesta della SSR.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Nel 2005 gli introiti della SRG SSR idée suisse ammontavano a 1,537 miliardi di franchi
1,1 miliardi provenivano dalle tasse di ricezione
350 milioni dalla pubblicità e dallo sponsoring
75 milioni da altre fonti (ad esempio la vendita di programmi)
La nuova Legge sulla radiotelevisione attribuisce, dal 2007, il 4% del canone radiotelevisivo alle emittenti private. Finora ricevevano solo l'1%.
Ripartizione del canone
La SRG SSR idée suisse è chiamata a fornire programmi di qualità equivalente alle diverse regioni linguistiche svizzere.
In seguito a tale obbligo, una parte dei proventi del canone della maggioranza svizzero-tedesca vengono riversati alle minoranze latine.
La Svizzera tedesca, che contribuisce in misura del 71% alle entrate della SSR, riceve soltanto il 44% del canone. Svizzera francese: 25% delle entrate e 33% del canone. Svizzera italiana: 4% e 23%.
Questa chiave di ripartizione delle tasse di ricezione può essere modificata soltanto dal governo.