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A margine della visita in Papua Nuova Guinea, il presidente francese Emmanuel Macron si esprime sui disordini di Niamey
La Francia non considera "definitivo" il "tentato" colpo di Stato di mercoledì sera, 26 luglio, in Niger, dove i golpisti hanno sequestrato il presidente "democraticamente eletto" Mohamed Bazoum: lo ha detto il ministro degli Esteri francese Catherine Colonna.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato più volte con il suo omologo Mohamed Bazoum, di cui "chiediamo il rilascio", ha detto ai giornalisti a margine della visita in Papua Nuova Guinea
Il presidente nigerino "dice di essere in buona salute e noi non solo vogliamo che venga rilasciato lui, ma anche la sua famiglia in tutta sicurezza come prerequisito per il ritorno all'ordine costituzionale", ha detto la ministra francese degli Affari esteri Catherine Colonna.
A Niamey, ieri, l'esercito ha dato il suo appoggio ai soldati golpisti che mercoledì sera hanno rapito il presidente nigerino. I golpisti hanno accusato la Francia, che ha 1'500 soldati in Niger, di aver violato la chiusura delle frontiere facendo atterrare un aereo militare all'aeroporto internazionale di Niamey.
Hanno chiesto "una volta per tutte il rigoroso rispetto delle disposizioni" prese dalla giunta.
La Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas) "chiede l'immediato rilascio del presidente Mohamed Bazoum che rimane il legittimo e legale presidente del Niger riconosciuto dall'Ecowas". Secondo il capo della diplomazia francese, "l'Ecowas si è spiegato con la massima chiarezza" e "domenica probabilmente terrà un vertice".
"La Francia condanna con la massima fermezza il tentativo di golpe", ha ribadito Colonna. "Se mi sentite parlare di tentativo di colpo di Stato è perché non consideriamo la cosa definitiva", ha detto.