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La cura di austerità della Confederazione deve essere modificata, in modo da consentire all'esercito un tetto massimo di spesa di 20 miliardi fino al 2020, come deciso dal Parlamento.
Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale, prendendo atto delle critiche mosse nel corso della consultazione al programma di stabilizzazione 2017-2019.
Le direttive del progetto, che prevede tagli al bilancio per circa 1 miliardo all'anno, sono state in gran parte confermate. Alcune piccole modifiche saranno comunicate solo al momento della presentazione del messaggio alle Camere, in maggio, ha precisato il governo in una nota.
Il testo posto in consultazione prevedeva tagli digressivi per l'esercito: 131 milioni meno del previsto nel 2017, 81 milioni nel 2018 e 31 nel 2019. Per rispettare il tetto massimo di spesa di 20 miliardi per il periodo 2017-2020, il Consiglio federale ha ora deciso di mantenere solo le economie annunciate per il prossimo anno.
Ha pertanto incaricato il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e quello delle finanze (DFF) di attuare i risparmi previsti all'interno della pianificazione finanziaria 2018-2020.
Il programma di stabilizzazione è stato duramente criticato in consultazione e rischia di scatenare un vivace dibattito in Parlamento. Il progetto - deciso dopo l'abbandono della soglia di cambio minimo tra franco ed euro e in seguito al rallentamento economico - comporta complessivamente minori uscite per un totale di 2,8 miliardi nel triennio in esame. Il piano prevede 25 misure che non risparmiano nessun settore.
I più colpiti risultano i settori "cooperazione internazionale" e "formazione e ricerca", con tagli di rispettivamente di 578 e 555 milioni. Al personale della Confederazione mancheranno 344 milioni, all'agricoltura 255 (di cui l'80% nei pagamenti diretti). Risparmi per 147 milioni sono proposti nell'ambito delle riduzioni individuali dei premi malattia e altri 123 milioni nell'Assicurazione di invalidità (AI).
SDA-ATS