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Per la riforma dell'imposizione delle imprese si profila un risultato molto serrato: secondo le prime proiezioni dell'istituto gfs.bern per conto della SRG SSR idée suisse, non è ancora chiaro se prevarranno i sì o i no.
L'iniziativa contro il rumore dei jet militari nelle regioni turistiche viene invece chiaramente bocciata. Secondo le proiezioni, i "no" si attesterebbero al 69%.
Le prime proiezioni sulla riforma II dell'imposizione delle imprese non forniscono ancora un verdetto: i voti a favore e quelli contrari appaiono in parità, con il 50% ciascuno.
Secondo i risultati noti alle 14:00, nove cantonsi hanno detto sì alla riforma, mentre quattro l'hanno respinta. Trattandosi di una legge federale sottoposta a referendum facoltativo, non è comunque necessaria la doppia maggioranza di popolo e cantoni. Basta la maggioranza dei voti e il risultato appare decisamente serrato.
La controversia proseguirà sui banchi dei tribunali
Anche se gli avversari della riforma dovessero la battaglia in votazione popolare, non avrebbero tuttavia ancora definitivamente perso la guerra. Infatti, il Partito socialista svizzero (PS) non ha soltanto lanciato un referendum contro la riforma, ma ha pure inoltrato ricorso contro decisioni analoghe nei cantoni di Zurigo e Basilea Campagna.
Secondo il PS; il progetto viola la Costituzione federale. A suo avviso, la rinuncia alla doppia imposizione di azionisti che possiedono oltre il 10% di un'azienda è contrario al principio dell'imposizione basata sulla capacità economica e a quello dell'uguaglianza giuridica nei confronti di persone il cui reddito è tassato al 100%.
Il PS ha seguito questa strategia giuridica poiché il ricorso al Tribunale federale è possibile solo nel caso di leggi cantonali. Una decisione della corte suprema sulle riforme fiscali cantonali avrebbe però senza dubbio degli effetti anche sulla legge federale. Il tribunale dovrebbe pronunciarsi nei prossimi 6-12 mesi.
Una sconfitta scontata
Netta è invece la differenza fra i due campi nel caso del voto sull'iniziativa «contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche»: la prima proiezione indica il 69% di sì conto il 31% di no.
L'iniziativa chiedeva di vietare esercitazioni militari con velivoli da combattimento nelle regioni turistiche in tempo di pace. Per i suoi fautori, si trattava di proteggere le risorse turistiche del paese. La definizione di «regione turistica» è stata una delle questioni più discusse della campagna di voto.
Le aree di esercitazione dei piloti militari si trovano tutte nelle Alpi. Gli aerei militari volano sopra regioni turistiche rinomate come l'Oberland bernese, il Vallese, i Grigioni o il Canton Giura.
Nessuno metteva in dubbio il fatto che il rumore degli aerei nelle vicinanze degli aeroporti di Meiringen, Sion e Payerne sia una fonte di grande inquinamento fonico. L'esercito e gli avversari dell'iniziativa temevano però che un sì avrebbe messo in ginocchio l'aviazione militare elvetica e creato quindi problemi alla sicurezza del paese.
swissinfo e agenzie
Iniziativa sul rumore degli aerei
Verdi e Partito socialista (PS) raccomandavano di votare sì all'iniziativa popolare «contro il rumore dei velivoli militari nelle regioni turistiche».
Erano contrari all'iniziativa il governo e la maggioranza del parlamento. Fra i partiti che avversavano la proposta c'erano l'Unione democratica di centro (UDC), il Partito liberale radicale (PLR) e il Partito popolare democratico (PPD).
Poiché si trattava di un'iniziativa popolare, per essere approvata avrebbe dovuto ottenere la maggioranza del popolo e dei cantoni.
Riforma II dell'imposizione delle imprese
Governo e maggioranza del parlamento erano favorevoli alla riforma, che era sostenuta da UDC, PLR e PPD.
I Verdi e il PS erano invece contrari.
Poiché si trattava di un referendum contro la proposta di revisione di una legge federale, il risultato era deciso dalla sola maggioranza popolare.