Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/61779

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La problematica dei "sans-papiers" è complessa e difficilmente quantificabile. Dato che gli studi finora effettuati non hanno fornito stime attendibili quanto al numero di stranieri sprovvisti di documenti che vivono in Svizzera, l'Ufficio federale della migrazione ha incaricato l'istituto di ricerca gfs.bern (Claude Longchamp) di redigere uno studio volto a rilevare il numero dei "sans-papiers" in Svizzera. Tale studio è stato pubblicato il 26 aprile 2005. I metodi e i modi di procedere (metodo Delphi) sono descritti dettagliatamente nello studio. Pertanto, il Consiglio federale considera già soddisfatta la richiesta di allestire un rapporto sui "sans-papiers". </p><p>In Svizzera vivono attualmente circa 90 000 persone (+/- 10 000) che rientrano nella categoria dei "sans-papiers" poiché dimorano da più di un mese nel nostro Paese senza documenti d'identità validi e non hanno intenzione di lasciarlo entro breve tempo. Il loro numero, che secondo studi effettuati è inferiore a quanto finora stimato, dipende dal grado di urbanizzazione di una regione, dalla percentuale della popolazione straniera e dalla congiuntura economica. La politica finora attuata in materia d'asilo non ha avuto ripercussioni sul numero di stranieri sprovvisti di documenti. Tali persone si trovano in tutta la Svizzera, non rappresentano un gruppo omogeneo (provengono da diversi Paesi d'origine), hanno da 20 a 40 anni e vivono perlopiù senza famiglia. Indicazioni più precise in merito alla durata del soggiorno non sono possibili né sulla base dello studio attuale né di studi precedenti.</p><p>2. Secondo lo studio, la grande maggioranza dei "sans-papiers" lavora spesso in condizioni di lavoro precarie, a salari bassi e con lunghi orari di lavoro. Sono pochi i "sans-papiers" a far parte della categoria dei criminali.</p><p>3. I risultati del nuovo studio avvalorano la politica finora attuata dal Consiglio federale. Il numero degli stranieri sprovvisti di documenti è inferiore alle stime finora avanzate. L'attuale politica di ammissione e la prassi di liberalizzazione vigente (nei casi di rigore) non sono messe in discussione ed è confermata la necessità dei progetti di legge in corso (legge sul lavoro nero, legge sugli stranieri, legge sull'asilo, allargamento dell'UE).</p><p>In considerazione dei problemi sorti in diversi Cantoni e delle proposte formulate in questo contesto, il Consiglio federale intende continuare a seguire la problematica con interesse.</p><p>In generale il Consiglio federale è convinto che la soluzione ai problemi legati alla migrazione e in modo specifico all'asilo vada trovata anche in collaborazione con altri Stati.</p><p>4. Rispondendo a diversi interventi parlamentari (domanda Baumann Ruedi 01.5170, Amnistia generale per gli stranieri privi di documenti; e mozione Ménétrey-Savary 03.3285, Stranieri privi di documenti. Domande di regolarizzazione) il Consiglio federale ha espresso in dettaglio i motivi per cui respinge un'amnistia generale per le persone illegalmente presenti in Svizzera e perché considera illegale una simile amnistia. Un'amnistia non costituisce una soluzione sostenibile e premia le persone che non rispettano le disposizioni di legge.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.