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Sono nata nel Madagascar, la quarta di sette figli. Avevo 13 anni quando i miei genitori si sono separati. Ne risentii molto, anche perché mia madre mi trascurava, prediligendo i miei fratelli e le mie sorelle.
Ero giovane ma mi ero completamente ribellata a Dio. Non lo vedevo come un padre amorevole, bensì come una personalità autoritaria e lontana.
Nonostante l'assenza di mio padre, mia madre fece di tutto affinché noi figli potessimo studiare. Io frequentai l'università e mi laureai in medicina.
Ho lavorato come medico, consacrando il resto del mio tempo a prendermi cura di mia madre, che era relegata in una sedia a rotelle. Nonostante la sua malattia non fosse molto grave, non sopportava che di tanto in tanto io passassi un po' di tempo da sola. Richiedeva una presenza costante.
Mi sentivo prigioniera del lavoro all'ospedale e delle continue esigenze di mia madre, ma non osavo lamentarmi o esprimerle il desiderio di portare a termine i miei studi di specializzazione. In un momento di completo scoraggiamento, chiesi a Dio di liberarmi da quella vita.
E avvenne un miracolo! Non so come fu possibile, ma un giorno mia madre mi lasciò libera di andare all'estero e completare la mia specializzazione.
Trovai subito un lavoro nella Svizzera ma purtroppo la laura conseguita nel Madagascar non era riconosciuta. Quindi mi vidi costretta a lavorare per diverso tempo come assistente.
Ero infelice e avevo la sensazione di avere fallito tutto nella vita: gli studi, mia madre, il mio soggiorno in Svizzera... In un momento di scoraggiamento dissi a Dio che volevo morire.
Un giorno mi recai alla Casa della Bibbia di Ginevra per acquistare qualche libro e vidi la pubblicità di "La boussole", un’organizzazione che accompagna in un processo di restauro e che permette di ridefinire i propri valori e raggiungere gli obiettivi prefissi. Cominciai a frequentare regolarmente quegli incontri. Discutevamo di tutto, ma Gesù era al centro di ogni tema.
Feci anche la conoscenza di una donna che gentilmente mi spiegò che Dio non è una personalità autoritaria, bensì un padre amorevole che vuole aiutarmi ad affrontare la vita. Quella donna, diventata poi una delle mie migliori amiche, mi diede un libro da leggere: Una nuova identità per una nuova vita.
Leggendolo capii che Dio aveva un piano anche per la mia vita e che voleva aiutarmi a realizzarlo, a patto che lo lasciassi entrare nella mia vita e lo rendessi partecipe dei miei progetti. E questo è ciò che ho fatto con molta gioia.
“Un passo dopo l'altro Lui mi ha aiutato a trovare la pace interiore, il senso della vita e a realizzare i miei piani.”