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Il caso di "stealthing" di un 21enne denunciato da una ragazza che aveva incontrato via Tinder
ZURIGO - Il Tribunale d'appello di Zurigo si è occupato per la prima di un caso di "stealthing", la rimozione del preservativo durante l'atto sessuale senza il consenso della o del partner. La Corte ha assolto uno studente 21enne ritenendo che la pratica sia moralmente riprovevole ma non sussista una base giuridica che la vieti.
Il giovane è stato denunciato da una 20enne. Conosciutisi attraverso Tinder, un'app per incontri, dopo un massaggio e un po' di alcool i due hanno fatto sesso «in tutto l'appartamento», come ha indicato l'imputato in aula.
Secondo l'accusa, durante l'atto egli avrebbe tolto il profilattico senza avvertire la ragazza. Nelle settimane successive, quest'ultima afferma di aver vissuto con il timore di essere stata contagiata dall'Hiv.
Il ministero pubblico aveva chiesto una pena di 14 mesi di detenzione sospesi. La donna, ha spiegato, aveva detto chiaramente di volere un rapporto solo con il preservativo.
Secondo la difesa non si è però trattato di una violenza sessuale, ma di un «incidente dovuto alla mancanza di comunicazione». A suo dire, il ragazzo era convinto che lei sapesse.
Anche il tribunale di prima istanza aveva creduto alle dichiarazioni della ragazza, ma aveva assolto il 21enne per mancanza di base giuridica.