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Il Partito socialista svizzero ha presentato mercoledì il suo nuovo programma, destinato a sostituire quello attuale, vecchio di quasi 30 anni. La sinistra non parla più di rottura con il capitalismo, ma di democrazia economica.Questo contenuto è stato pubblicato il 07 aprile 2010 - 12:24
Sullo sfondo della crisi, che non è soltanto quella finanziaria ed economica, ma è pure la crisi dei concetti politici e degli ideali, è stato necessario modernizzare i cardini del programma del PS, scrive il partito in un comunicato.
«La nostra lotta - ribadisce il presidente del PS Christian Levrat - è la giustizia sociale e l'impiego, la parità delle opportunità e delle prospettive per tutti, e non la moltiplicazione dei privilegi per alcuni».
Nel suo nuovo programma, il PS mette in evidenza concetti nuovi quali lo sviluppo sostenibile e il servizio pubblico. L'ambizione non è più quella di «rompere con il capitalismo» per abbattere la «predominanza dell'economia sull'uomo», come scritto nel documento del 1982. L'obiettivo è ora di «democratizzare l'economia», ad esempio privilegiando l'organizzazione delle imprese in cooperative.
Il PS propugna anche a chiare lettere l'adesione della Svizzera all'Unione europea e la soppressione dell'obbligo di prestare servizio militare.
Il testo, basato su una prima bozza redatta dall'ex presidente del partito Hans-Jürg Fehr, è stato approvato dalla direzione del PS ed è stato posto in consultazione nelle sezioni fino al 31 luglio. Spetterà al congresso, il 30 e 31 ottobre a Losanna, definire la versione finale di un testo che dovrebbe valere per il tempo di una generazione.
Fondato nel 1888, il PS è stato all'opposizione per numerosi decenni. Ha ottenuto il suo primo seggio in Consiglio federale nel 1943 e un secondo seggio nel 1959.
Secondo partito in Svizzera per numero di elettori, ha raccolto il 19,5% dei suffragi alle elezioni federali del 2007 (23,3% nel 2003).
swissinfo.ch e agenzie
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