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Un Tamil - espulso nel 2013 dalla Svizzera e arrestato al suo arrivo nello Sri Lanka - ha inoltrato denuncia nei confronti di due dipendenti del Tribunale amministrativo federale (TAF) che avevano definitivamente respinto la domanda d'asilo e autorizzato il rinvio.
Una denuncia è stata depositata venerdì tra l'altro per coazione, sequestro di persona, gravi lesioni personali contro un giudice e un cancelliere del Tribunale amministrativo federale di San Gallo, ha indicato all'ats, Gabriel Püntener, avvocato dell'uomo, confermando una informazione in tal senso della "NZZ am Sonntag".
La procura del cantone di San Gallo dovrà indagare per stabilire se i due accusati con la loro sentenza dell'agosto 2012 fossero consapevoli del fatto che il Tamil nel suo Paese sarebbe stato arrestato e torturato. I due dipendenti del TAF sono responsabili di ciò che è accaduto all'uomo e l'avrebbero accettato deliberatamente, ha detto Püntener alla "NZZ am Sonntag".
Il Tamil dopo il suo arresto nello Sri Lanka ha trascorso un anno in prigione dove è stato torturato. Le autorità del Paese gli rimproverano di essersi impegnato nell'organizzazione ribelle delle Tigri tamil. È stato liberato lo scorso ottobre.
Püntener aveva chiesto al Dipartimento federale delle finanze un risarcimento danni e una riparazione per torto morale per il suo cliente. Una richiesta che il Consiglio federale aveva respinto nel dicembre 2014.
In un'indagine interna l'Ufficio federale della migrazione, l'attuale Segretaria di stato della migrazione (SEM), aveva riconosciuto di essersi sbagliata riguardo alla valutazione della situazione nello Sri Lanka.