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La Commissione UE ha proposto una soluzione temporanea per costringere i giganti del web a pagare le tasse laddove producono profitti. Una tassa del 3% sui ricavi da vendita di spazi pubblicitari (come Google), cessione di dati (come Facebook) e attività di intermediazione tra utenti e business (come Uber), applicabile a società con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro ed uno europeo sopra i 50 milioni. Bruxelles stima introiti per almeno 5 miliardi all'anno.
La tassa "assicura che le attività che oggi non vengono tassate comincino a generare introiti immediati per gli Stati membri", spiega Bruxelles. E aiuta ad "evitare azioni unilaterali" che creerebbero un "patchwork di risposte nazionali che danneggerebbe il nostro mercato unico".
La tassa è indiretta, si applica ad alcuni tipi di ricavi ed è una misura temporanea, cioè vale fino a che non ci sarà una riforma complessiva che risolva una volta per tutte il problema delle grandi aziende digitali che sfuggono al fisco.
ATS/M. Ang.
RG 12.30 del 21.03.2018 - La corrispondenza di Antonio Pollio Salimbeni
- 21.03.2018
- 13:33