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Il 26 maggio
Migliaia di contadini indiani, in protesta, pronti per il Black Day
Migliaia di contadini sono in movimento verso Delhi dagli Stati dell'Haryana e del Punjab per partecipare a quello che è stato definito come il «Black Day», Giorno Nero, il 26 maggio.
La manifestazione, che segnerà il sesto mese dall'inizio della protesta contro la riforma del settore agrario, è stata annunciata da Gurnam Singh Charunil leader della Bharatiya Kisan Union (BKU) la più grande organizzazione dei contadini indiani, come una prova di forza che sfiderà il governo in tutto il paese, nonostante le restrizioni imposte dal Covid 19.
Dodici partiti di opposizione, i più grandi, hanno aderito alla manifestazione, sottoscrivendo un documento indirizzato ieri al Premier Modi: tra loro Sonia Gandhi, la governatrice del West Bengal Mamata Banerjee, e i governatori di Tamil Nadu, (MK Stalin), Maharashtra (Uddav Thakeray), Jharkhand (Hernant Soru), oltre al leader kashmiro Farooq Abdullah.
I contadini sostengono che le nuove leggi, che liberalizzano il mercato, li lasceranno alla mercè dei grandi gruppi privati che detteranno i termini al momento dell'acquisto e che verrà distrutto il decennale sistema di tutele che garantiva un prezzo minimo fisso per i loro prodotti.
Dopo una fitta serie di incontri all'inizio dell'anno tra rappresentanti dei contadini e del governo, si è arrivati a un punto morto: l'ultimo risale al 22 febbraio. I contadini hanno dato inizio lo scorso novembre ad una delle più grandi proteste mai tenute nel paese, con alcuni accampamenti accanto ai principali ingressi autostradali della capitale, ai confini con gli stati di Punjab e Haryana, entrambi in lockdown. Il governatore dell'Haryana, Manohar Lal Khattar, li ha accusati di diffondere il contagio nelle aree rurali dello stato, mentre il governo federale li ha incolpati per la crescita dei positivi in Punjab.
SDA