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Londra è stata per un giorno col naso all'insù. Attorno allo Shard centinaia di persone hanno assistito all'impresa di sei attiviste di Greenpeace che hanno scalato e, dopo diverse ore sotto un forte sole, conquistato la punta del grattacielo più alto dell'Europa occidentale. Arrivate in cima hanno esposto un cartellone con la scritta "Save the Arctic" (Salvate l'artico), per protestare contro le perforazioni petrolifere condotte dalla Shell al Polo Nord.
Di sicuro lo striscione è stato visto dai dipendenti nella vicina sede del colosso petrolifero. "È giusto che i top manager vedano quello che le nostre sei ragazze stanno facendo", ha spiegato all'ANSA Rachel Murray, una portavoce di Greenpeace. "Abbiamo scelto lo Shard perché è diventato il simbolo di Londra".
L'impresa delle ambientaliste, iniziata quando era ancora notte fonda con le militanti che sono salite con alcune scale sul tetto della vicina stazione di London Bridge, ha attivato le misure di sicurezza dell'edificio di 310 metri e 87 piani. Nel pomeriggio è stata chiusa per sicurezza la piattaforma di osservazione per il pubblico all'interno del grattacielo.
Non è stato facile per le militanti - tutte scalatrici provette che si addestravano da tempo - raggiungere la cima. Solo le due più esperte sono arrivate in vetta. Sono poi statw arrestate dagli agenti di Scotland Yard che presidiavano il palazzo: "è illegale questa trovata, perché mettono a repentaglio la vita degli altri e anche la loro", ha spiegato un agente.
SDA-ATS