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I superdazi introdotti dagli Stati Uniti non piacciono nemmeno alla Svizzera, che si associa alle proteste presso l'Organizzazione mondiale per il commercio.
La Svizzera si associa ai Paesi che protestano contro i dazi imposti da Washington sulle importazioni di acciaio per salvaguardare la produzione americana. Le misure decise il 5 marzo dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush sono entrate in vigore mercoledì.
«La Svizzera è toccata dalle misure americane», ha dichiarato l'ambasciatore svizzero presso l'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) Pierre-Louis Girard. Il diplomatico ha precisato che Berna procede su tre fronti: ha avviato discussioni con gli Stati Uniti a Washington, si è associata al procedimento avviato dall'Unione europea nell'ambito dell'organo di regolamento dei contenziosi ed ha fatto sapere che desidera essere associata alle consultazioni in seno alla WTO. La Svizzera non ha invece formalmente inoltrato denuncia contro gli USA.
La Svizzera sta esaminando la possibilità chiedere l'apertura di consultazioni con gli Stati Uniti nell'ambito dell'accordo sulle misure di salvaguardia della WTO, ha aggiunto l'ambasciatore. L'UE ha aperto tali consultazioni martedì, ma gli Stati Uniti hanno rifiutato misure di compensazione a questo stadio.
Un'azienda svizzera è direttamente lesa dai superdazi americani, ha puntualizzato Girard. L'industria in questione esporta negli Stati Uniti buona parte della sua produzione specializzata destinata all'industria automobilistica.
swissinfo e agenzie