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Il tribunale distrettuale di Baden (AG) ha assolto un ufficiale della polizia cantonale argoviese sospettato di violazione del segreto d'ufficio e istigazione a falsa testimonianza.
La procura rimproverava all'ufficiale, capo della scientifica, di aver dato a famigliari informazioni confidenziali sulla dinamica del cosiddetto "massacro di Rupperswil", un quadruplo assassinio compiuto nel 2015 da uno svizzero allora 32enne con tendenze pedofile comprovate. L'agente era inoltre sospettato di aver tentato di persuadere una persona a testimoniare in suo favore qualora dovesse essere interrogata dalla polizia o dalla procura cantonale.
L'accusa chiedeva una pena pecuniaria con la condizionale di 270 aliquote giornaliere nonché una multa di 5'000 franchi. La difesa chiedeva l'assoluzione. Durante il processo l'ufficiale ha negato le accuse sostenendo di non aver mai trasmesso informazioni confidenziali a terzi.
Per l'imputato è però possibile che qualcuno abbia sentito per caso una delle sue conversazioni telefoniche. Ciò potrebbe essere avvenuto in occasione di un ricevimento natalizio avvenuto nella casa dell'ufficiale pochi giorni dopo il quadruplo omicidio.
Nel giustificare l'assoluzione, il giudice unico ha spiegato che le versioni dell'accusa e della difesa sono tutte e due plausibili. Non essendoci le prove che l'ufficiale abbia deliberatamente trasmesso informazioni confidenziali, questi va prosciolto dalle accuse, ha precisato il giudice.