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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto oggi il ricorso presentato dal condannato a morte Troy Davis aprendo la strada ad una esecuzione del detenuto.
Davis è un afro-americano di 41 anni condannato a morte venti anni fa per l'uccisione di un poliziotto bianco. L'arma del delitto non è mai stata trovata e sul luogo del crimine non sono state trovate impronte digitali o campioni DNA riconducibili a Davis, che si proclama innocente.
La Corte Suprema aveva ordinato nell'agosto 2009 ad un tribunale federale di esaminare i nuovi elementi presentati dalla difesa del condannato a morte. Le udienze avvenute nel giugno 2010 avevano visto la difesa presentare quattro testimoni che avevano corretto le affermazioni precedenti che incriminavano Davis. Ma il giudice federale William Moore aveva ritenuto che i nuovi elementi non fossero sufficienti per dimostrare la innocenza del condannato a morte.