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La Corte europea dei diritti dell'uomo non è entrata in materia sul ricorso presentato da un paraplegico in sedia a rotelle che, per motivi di sicurezza, s'era visto rifiutare l'ingresso in un cinema ginevrino. Per i giudici di Strasburgo, la pretesa del reclamante, sostenuto dalla federazione delle associazioni dei disabili elvetiche, non è legittima poiché l'articolo che sancisce il diritto al rispetto della vita familiare e privata non può essere esteso a un caso simile. L'uomo, che si ritiene vittima di discriminazione, voleva vedere un film in una sala rinnovata prima dell'applicazione della legge sulla rimozione degli ostacoli per i portatori di handicap.