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Una conferenza internazionale sulle operazioni di sostegno della pace si svolge giovedì e venerdì al Politecnico federale di Zurigo. Scienziati e specialisti scambiano informazioni sugli attuali sviluppi in questo campo e discutono insieme dei relativi problemi.
Le operazioni di sostegno della pace sono diventate uno strumento importante di reazione alle crisi e di stabilizzazione della comunità internazionale. Dall'inizio degli anni Novanta si è verificato un vero e proprio boom delle missioni internazionali di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite. Tali missioni, tuttavia, spesso hanno superato il limite del mantenimento della pace, ponendo tutta una serie di problemi agli Stati e alle organizzazioni internazionali coinvolte.
In effetti, mentre durante la guerra fredda gli interventi armati dell'Onu (quelli dei "caschi blu", per intendersi) erano essenzialmente atti d'interposizione per far rispettare la tregua tra due belligeranti, quelli più recenti sono invece caratterizzati da un molto più complesso quadro conflittuale interstatale, da un ampio ventaglio di compiti militari e non militari e dal coinvolgimento di una molteplicità di attori statali, non statali, nazionali, internazionali e transnazionali.
Altri due fattori vengono inoltre a complicare ulteriormente le missioni internazionali di pace. Intanto, la presenza militare rimane una premessa fondamentale per stabilizzare una regione e calmare crisi e conflitti, nonché per permettere alle organizzazioni umanitarie di portare aiuto alle popolazioni civili in una condizione di sufficiente sicurezza. Il secondo fattore è l'allungamento dei tempi di ricerca delle soluzioni che rimuovano le cause dei conflitti. Ciò richiede, per le missioni di pace, una strategia che consideri in modo equilibrato le misure politiche, economiche, sociali, umanitarie e militari, e coordini i diversi mezzi impiegati.
Per tutte queste ragioni è evidente che il concetto di operazione di pace deve essere continuamente aggiornato sulla base delle esperienze che man mano vengono compiute. Da qui l'utilità ed il senso del convegno internazionale di Zurigo, il cui scopo è quello di mettere in risalto l'importanza e la problematica delle operazioni di sostegno della pace. Specialisti riconosciuti del mondo della scienza e della politica illustrano con brevi interventi specifici aspetti delle operazioni di pace, sulla base della propria esperienza o delle proprie ricerche.
Per gli aspetti politici e strategici era atteso l'intervento dell'ex-segretario generale della Nato e oggi responsabile della politica estera e di sicurezza dell'Ue, Javier Solana, che tuttavia non ha potuto partecipare. Ma altre personalità di grande competenza sono presenti, come l'ex-capo della missione dell'Onu nel Kosovo, Bernard Kouchner, e il presidente della Croce Rossa internazionale, Jakob Kellenberger. La conferenza - organizzata dal centro di Studi Internazionali del Politecnico federale di Zurigo - si concluderà con una "tavola rotonda" sulle "lezioni da trarre e prospettive future delle operazioni di sostegno della pace".
Silvano De Pietro, Zurigo
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