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Arrivare secondi non è mai bello, nello sport come nella vita. Birmingham però è riuscita addirittura a farsi chiamare “The Second City”. La città deve questo appellativo al fatto che Birmingham è la seconda città più grande del Paese e uno degli agglomerati urbani più grandi del Regno Unito. La Second City deve la sua grandezza e la sua forza al settore industriale, sin dal XVI secolo l’estrazione di ferro e carbone aveva favorito la nascita di diversi poli industriali, prima tra tutti l’industria bellica: è proprio nel Gun Quarter di Birmingham che si concentravano le numerose industrie e officine dedite alla costruzione di armi e munizioni. Durante la rivoluzione industriale fu creata una rete di canali per il trasporto di materiali alle industrie di Birmingham ed è in mezzo alle industrie e ai canali che nacquero, in piena epoca vittoriana, le due squadre di calcio della città: l’Aston Villa e il Birmingham City FC.
L’Aston Villa nacque il 21 novembre 1874, quando quattro giocatori di cricket della chiesa metodista Villa Cross Wesleyan Chapel decisero di iniziare a giocare a calcio durante le pause invernali del cricket. Il primo match “ufficiale” giocato dal neonato Aston Villa fu contro una squadra di rugby del quartiere di Aston. Le due società si accordarono per giocare il primo tempo con le regole del rugby e il secondo tempo con quelle del calcio. Il primo tempo finì in parità, nel secondo John Hughes, membro fondatore del club, portò in vantaggio i Villains, regalando all’Aston Villa la sua prima vittoria.
L’Aston Villa vinse la sua prima FA Cup nel 1887, battendo il West Bromwich Albion, squadra del West Midlands distante solamente 10 chilometri da Birmingham. In quello stesso anno William McGregor, dirigente dei Villains, stufo di giocare solamente amichevoli e partite di FA Cup, scrisse alle maggiori società calcistiche d’Inghilterra. L’idea di McGregor era di creare un campionato a punti, simile a quello americano di baseball. Come nome per il campionato si dovette scegliere tra Football League e English League. Il nome Football League fu scelto perché McGregor non escludeva un’adesione in futuro di squadre provenienti da Galles e Scozia.
Nel 1875 è invece il turno dei “cugini” dei Villains, il Birmingham City FC. Il club venne fondato col nome di Small Heath Alliance, solamente nel 1905 adotterà il nome di Birmingham City. I Blues non sono certo famosi per le coppe e i campionati vinti, quelli sono sempre stati affari dei Villains. Alla base degli insuccessi dei Blues vi è però la “maledizione degli zingari”. La leggenda narra che, nel 1904, i dirigenti dei Blues furono costretti a smantellare un campo nomadi nella località di St.Andrew, per poter far spazio al nuovo stadio del City. A causa di questo affronto, una zingara avrebbe lanciato una maledizione sulla squadra, che in più di cento anni di storia ha vinto solamente un trofeo.
Ma a Birmingham la vittoria non era solamente sinonimo di football e industria. Verso la fine dell’Ottocento, la città stava subendo un forte cambiamento, il sovrappopolamento e la miseria avevano favorito la criminalità. Per le strade di Birmingham nacquero diverse gang giovanili, tra cui i famigerati Peaky Blinders. Originari del quartiere di Small Heath (lo stesso del Birmingham City), si contraddistinguevano per il loro abbigliamento: abiti su misura, camicie bianche ed eleganti coppole.
Un’altra leggenda di Birmingham unisce i Peaky Blinders al football, o meglio, all’Aston Villa. È la finale di FA Cup 1895, i Villains hanno appena sconfitto il West Brom per due a zero. La coppa più antica del mondo viene esposta nella vetrina di William Shilcock, negozio sportivo a due passi da Villa Park. La notte dell’11 settembre la coppa viene rubata e la polizia offre un taglia di 10 sterline a chi avrebbe riportato la coppa nella bacheca del Villa Park. In un primo momento un noto ladro dell’epoca, Harry Burge, rivendicò il furto, ma la sua versione sulla dinamica della rapina non coincideva. Burge disse alla polizia di aver forzato la porta sul retro del negozio, ma la polizia aveva constatato che il ladro era entrato grazie a un buco sul tetto. La coppa non venne più ritrovata, i Villains furono costretti a chiedere un finanziamento di 25 sterline alla federazione, in modo da poter riprodurre la coppa rubata, che non fu mai ritrovata. Negli ultimi anni, anche grazie al successo della serie televisiva prodotta dalla BBC “Peaky Blinders”, si è diffusa la teoria che la FA Cup sia stata rubata proprio dalla famigerata gang. Nella serie TV i Peaky Blinders sono guidati da una famiglia di origini gitane, gli Shelby. La Birmingham rappresentata non è però quella di fine Ottocento, ma post prima guerra mondiale. Secondo diversi storici inglesi, i Peaky Blinders non erano un gruppo unito e organizzato, ma solo un termine generico per indicare un ladruncolo di Birmingham.
La serie TV ha avuto talmente successo che ha influenzato i due club della città. Nel febbraio 2018 il quotidiano Metro paragonò la coppia dei Villains: Terry- Grealysh ai Peaky Blinders. I tifosi del Birmingham City iniziarono ad attaccare il giornale, in quanto la nota gang di Birmingham è originaria di Small Heath, cuore pulsante del “territorio” Blues.
Il Birmingham City ha sempre tenuto vivo il “legame” tra i Peaky Blinders e il club. In occasione della partita casalinga con il Leeds United del 2014 fu organizzato il Peaky Blinders Day. Centinaia di tifosi si presentarono a St. Andrews con la coppola in testa, il club creò una linea di flat cap con il logo del Birmingham City e durante l’intervallo venne presentato in anteprima il trailer della seconda stagione.
Cinque anni più tardi i Peaky Blinders sono tornati protagonisti, in occasione della presentazione delle nuove divise, il Birmingham City ha pensato bene di far vestire i propri calciatori da Peaky Blinders. Nel video realizzato dai Blues, i calciatori palleggiano con un pallone dell’epoca e all’improvviso avviene la trasformazione, le divise blu prodotte da Adidas prendono il posto dei completi e delle coppole grigie. Che Adams è uno dei protagonisti dello spot; i suoi 22 goal hanno permesso ai Blueness di condurre una stagione tranquilla e senza rischiare la retroccessioni. Il Southampton ha offerto 14 milioni di sterline per il giovane attaccante del Leicestershire, ma la dirigenza di Small Heath ha ringraziato e rifiutato l’offerta. L’offerta dei Saints poteva diventare il trasferimento più costoso della storia del club, record di 6,7 milioni di sterline, pagati dal Liverpool per il centrocampista Jermaine Pennant.
Magari le nuove divise benedette dai Peaky Blinders porranno fine alle sfortune del club e lo aiuteranno a raggiungere i ben più fortunati cugini in Premier League.
E come direbbe Arthur Shelby: “This League is under new management, by order of the Birmingham City FC”