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La richiesta all'UE «Avanti con i rimpatri dei migranti irregolari in Afghanistan»
L'Unione Europea deve continuare con i rimpatri «volontari e non» dei migranti irregolari in Afghanistan. Lo chiedono i ministri degli esteri di Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca, Belgio e Grecia.
Pur riconoscendo la «delicata situazione in Afghanistan alla luce del ritiro delle truppe internazionali», in una lettera indirizzata ai commissari europei Margaritis Schinas e Ylva Johansson i ministri sottolineano «l'importanza di rimpatriare chi non ha reali esigenze di protezione», aggiungendo che «fermare i rimpatri invia un segnale sbagliato ed è probabile che motiverà ancora più cittadini afgani a lasciare casa per dirigersi nell'Ue».
Nella missiva viene contestata la nota inviata l'8 luglio dal ministero afgano per i rifugiati e i rimpatri attraverso la quale gli Stati membri sono stati informati della decisione di interrompere i rimpatri in Afghanistan per un periodo di tre mesi.
I capi della diplomazia dei sei paesi chiedono il rispetto dei principi sanciti nella dichiarazione congiunta tra l'Unione europea e l'Afghanistan, firmata il 28 aprile scorso, per agevolare i rimpatri «dignitosi e sicuri» dei cittadini afgani che «non soddisfano le condizioni per rimanere nell'Ue».
«Ci teniamo a ribadire che la dichiarazione non prevede alcuna clausola per fermare o sospendere i ritorni in Afghanistan – qualsiasi tipo di controversia sull'interpretazione degli accordi dovrebbe essere risolta nel gruppo di lavoro congiunto», scrivono, evidenziando anche che «nel diritto internazionale esiste un'osservazione generale per qualsiasi paese di riprendere i propri cittadini».
I ministri chiedono quindi alla Commissione europea di «impegnarsi in un dialogo intensificato con i partner afgani sulle questioni urgenti in materia di migrazione, tra cui una cooperazione rapida ed efficace per i rimpatri» basata sugli accordi.
SDA