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Presso l'Aiuto delle chiese evangeliche svizzere (ACES) è stata avviata un'indagine interna dopo che in seno all'organizzazione diversi rappresentanti del servizio di assistenza legale offerta ai rifugiati accolti nella Svizzera nord-occidentale hanno presentato le loro dimissioni.
Alto tasso di fluttuatione del personale
La questione legata alle numerose dimissioni è stata anticipata dal domenicale "NZZ am Sonntag". L'ACES, interpellata da Keystone-ATS ha affermato che la problematica è da ricondurre all'elevato numero dei casi e all'alto tasso di fluttuazione del personale. La fondazione ha poi ammesso di aver commesso alcuni errori nella gestione e ai vertici dell'organizzazione.
15 nuovi rappresentanti legali
Per calmare le acque, l'ACES intende ora quindi condurre un'indagine interna. La protezione giuridica della regione nord-occidentale impiega attualmente 60 persone. 15 nuovi rappresentanti legali sono stati assunti mentre nel frattempo sono previste ancora ulteriori assunzioni, ha dichiarato l'organizzazione. Nel dicembre 2022, le persone impiegate erano in totale 42. L'assistenza legale gratuita è stata introdotta con la riforma della legge sull'asilo nel 2016.