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Le Alpi svizzere come le conosciamo stanno svanendo. L'artista elvetico Douglas Mandry ha voluto documentare la scomparsa dei ghiacciai utilizzando vecchie tecniche fotografiche.Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2021 - 13:24
L'identità della Svizzera, strettamente legata al suo clima, sta cambiando in seguito al lento scioglimento dei suoi ghiacciai. A scienziati e giornalisti viene spesso attribuito il merito di documentare questa trasformazione, ma anche artisti come Douglas Mandry svolgono un ruolo sempre più importante.
L'opera dell'artista svizzero unisce l'evoluzione, i fenomeni naturali e la tecnologia fotografica. Per il suo ultimo progetto 'Monuments', Mandry ha intrapreso un percorso di sperimentazione. Lo ha iniziato raccogliendo pezzi di ghiaccio sulle Alpi svizzere e ritagli dei teli utilizzati per proteggere i ghiacciai. Realizzati con un tessuto specialeLink esterno, i fogli proteggono lo strato di neve e il ghiaccio sottostante dal calore e dai raggi ultravioletti, limitando così gli effetti del riscaldamento globale.
Per realizzare le immagini della sua serie, Mandry ha fatto ricorso a un vecchio procedimento fotografico semplice, ma i cui risultati non sono controllabili. L'artista ha collocato il ghiaccio raccolto in una fotocamera grande formato di sua costruzione, contenente della carta fotografica a colori. La luce impressiona la carta dopo essere passata attraverso una serie di fori nella macchina fotografica e attraverso il ghiaccio. Il risultato, ottenuto con un tempo di esposizione lungo, è una traccia del ghiaccio che si scioglie.
Il giovane artista ha anche scavato negli archivi del turismo svizzero, dove ha trovato fotografie che raffigurano i ghiacciai alpini negli anni Venti. Dopo alcuni tentativi è riuscito a ristampare queste immagini sui teloni geotessili. Tramite la litografiaLink esterno, un altro antico procedimento di stampa, Mandry ha catturato i ricordi sbiaditi di un'epoca in cui i ghiacciai erano ancora intatti.
Nato a Ginevra nel 1989, l'artista ha sperimentato durante tutta la sua ancora breve carriera le tecniche fotografiche, interrogandosi sul nostro rapporto con la memoria, la tecnologia e la natura.
È stato nominato per numerosi premi, tra cui il Paul Huf Award e il Premio svizzero del designLink esterno. Recentemente ha vinto il Foam Talent 2020. I suoi lavori sono stati esposti in musei e fiere internazionali quali Photo London, Photo Basel, Art Paris, Unseen Photo Fair, Museo di fotografia Foam di Amsterdam e Museo d'arte di Vienna. La galleria Bildhalle di Zurigo ha dedicato una mostra alla sua ultima opera 'A Brief Crack of Light', che può essere visitata virtualmente sul sito InternetLink esterno della galleria.
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