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La protezione civile durante la pandemia di Covid-19 ha registrato un totale di 560’000 giorni di servizio, prestati da 41’000 militi. Si tratta della "più grande e lunga mobilitazione della sua storia", precisa un comunicato odierno.
Il 31 marzo si concluderà la terza mobilitazione della protezione civile per far fronte alla pandemia che ha comportato 26’000 giorni di servizio prestati da 2’400 militi, in particolare a sostegno del settore sanitario. La decisione di richiamarli in servizio era stata presa il 10 dicembre dal Consiglio federale su richiesta di alcuni Cantoni confrontati con un aumento dei casi di Covid-19 e di ricoveri. La protezione civile è stata impiegata solo quando le istituzioni interessate non erano più in grado di gestire i compiti con le proprie risorse e per colmare temporanee carenze di personale, ricorda la nota dell’Ufficio federale della protezione della popolazione.
L’impegno della protezione civile per far fronte alla pandemia è iniziato nel febbraio del 2020. Durante il primo mandato ha sostenuto principalmente il personale sanitario e infermieristico negli ospedali e nelle case di riposo. Ha anche allestito ospedali di emergenza e centri di test Covid-19, sostenuto il tracciamento dei contatti e le hotline e fornito servizi di trasporto e logistica.
Durante il secondo mandato, molti Cantoni hanno fatto ricorso alla protezione civile per realizzare e gestire i centri di test e di vaccinazione. Nella seconda chiamata in servizio, conclusasi a ottobre, 12’000 militi della protezione civile hanno prestato altri 167’000 giorni di servizio.