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Alcuni pensieri in libertà, dopo questo mondiale:
1. Vincendo Messi è entrato a far parte dell’Olimpo più esclusivo degli Dei dei calcio. Ora siede accanto a Pelé, Cruijff, Maradona e Ronaldo il Fenomeno (malgrado per tanti brasiliani sia soltanto "un Gordo che cammina", come dice Kakà).
2. Mbappé è il migliore attaccante al mondo, ma non è ancora un capo popolo. Forse un giorno lo diventerà. E forse un giorno potrà parlare liberamente anche della sua amica transgender. Il Qatar - anche se ti riempie di milioni - non è certo il posto ideale per questo genere di outing LGTB.
3. La Francia ha giocato la quarta finale dei mondiali nelle ultime sette edizioni: il modello calcistico transalpino è nettamente il migliore al mondo. Sicuramente quello da copiare. Ci pensino le grandi decadute. Soprattutto l’Italia.
4. La Francia - senza tre dei titolari più forti (uno di questi era il Pallone d’oro Benzema) e schierando in finale anche alcune riserve delle riserve - ha perso solo ai rigori. E solo perché contro s’è trovata Messi, con il suo destino in via di compimento. Nessuna nazione al mondo, a parte il Brasile, ha la profondità di talento dei francesi. Nei prossimi europei e nei prossimi mondiali la favorita resta la Francia.
5. Il Brasile e la sua solita superbia. Con Tite ha lavorato per sei anni sulla fase difensiva. Ma è uscito contro la Croazia ai rigori, arrivandoci proprio per colpa di una leggerezza difensiva. Compiuta a cinque minuti dalla fine del secondo tempo supplementare. Nei quarti di finale. A partita praticamente vinta, quando sarebbero bastati 5 minuti di melina. Forse sarebbe ora di ingaggiare un allenatore europeo. A me su quella panchina piacerebbe vedere Carlo Ancelotti.
6. La Svizzera è una buona nazionale, ma niente più. Ed è molto sopravvalutata dai giornalisti elvetici. Ora bisognerà gestire un altro cambio generazionale. Si guarda al modello francese: scuola calcio federale, giovani, integrazione. Altro non si potrebbe fare.
7. Prima il PSG, poi la FIFA e ora Bruxelles: il Qatar quello che vuole se lo compra. Soprattutto in Europa, ultimamente. Dove evidentemente c'è parecchio da vendere, tra cuori e capanne. Ma intanto gli scandali per corruzione si susseguono. Uno dopo l’altro. Qualcuno prima o poi saprà dire di no a Tamim bin Hamad Al Thani e al suo patrimonio di 600 miliardi di dollari?
8. Ormai quasi tutto viene giudicato solo all'insegna del politicamente corretto. Il gesto di Emiliano Martinez alla premiazione finale è stato volgare. “L’ho fatto perché i francesi mi stavano fischiando”, ha spiegato in seguito. Ok. E' stato un gestaccio. Va bene. Ma è anche stato un gesto profondamente liberatorio. E umano. Una volgare leggerezza. Lo sfotto’ del giullare “nato umile”, dopo ore ed ore di grandissima tensione emotiva.