Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/103971

<h2>SubmittedText<h2><p>Un importante pilastro del modello di smaltimento delle scorie radioattive è la recuperabilità. L'articolo 37 capoverso 1b della legge federale sull'energia nucleare stabilisce che "il recupero delle scorie radioattive deve essere possibile senza grosse difficoltà fino all'eventuale chiusura". Questa disposizione fa nascere le seguenti domande, alle quali chiedo al Consiglio federale di rispondere:</p><p>1. A che distanza di tempo dal conferimento delle scorie nel deposito finale sarà effettuata la chiusura? Il Consiglio federale è in grado di confermare l'affermazione, fatta in occasione del "PSI-Kolloquium" del 29 novembre 2009, secondo cui la chiusura avverrà da 30 a 100 anni dopo il conferimento delle scorie nel deposito?</p><p>2. Che cosa si deve intendere esattamente con "chiusura"?</p><p>3. È vero che, dopo la chiusura, non vi sarà più alcuna possibilità di recuperare le scorie e che essa sarà quindi definitiva e irrevocabile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) prescrive lo smaltimento delle scorie radioattive in depositi in strati geologico profondi, per assicurare la protezione duratura dell'uomo e dell'ambiente e, contemporaneamente, per soddisfare la richiesta di recuperabilità avanzata dalla società. Secondo l'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (OENu; RS 732.11), un deposito in strati geologici profondi si compone del deposito principale destinato ad accogliere le scorie radioattive, di un deposito pilota e di zone per esperimenti. Il deposito sperimentale serve a chiarire definitivamente l'idoneità del sito prescelto, ed è in funzione prima del conferimento delle scorie nel deposito principale. In quest'ultimo viene stoccata la maggior parte delle scorie. Una quota piccola ma rappresentativa di scorie è stoccata, fino al termine della fase di osservazione, nel deposito pilota dove, in funzione di rappresentante delle scorie stoccate nel deposito principale viene monitorata e controllata fino al riempimento dell'impianto. Durante la fase di osservazione, le scorie radioattive possono essere recuperate senza particolari difficoltà. A lungo termine, tuttavia, la protezione duratura dell'uomo e dell'ambiente deve essere assicurata tramite barriere passive, che non necessitino, cioè, dell'intervento umano. Il Consiglio federale risponde nel modo seguente alle singole domande:</p><p>1. La durata della fase di osservazione non è stabilita nella LENu. Quando la deposizione delle scorie radioattive è conclusa, il proprietario di un deposito in strati geologici profondi deve presentare, in forma aggiornata, il progetto per la fase di osservazione e la chiusura del deposito già presentato nell'ambito della procedura di rilascio della licenza. Il Consiglio federale ordina la chiusura solamente quando la protezione duratura dell'uomo e dell'ambiente è assicurata. Come base di calcolo per i costi di smaltimento, nell'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS; RS 732.17) è stata ipotizzata una durata di 50 anni per la fase di osservazione (art. 3 cpv. 2 lett. c OFDS).</p><p>2. Per "chiusura" si intende il riempimento e la sigillatura di tutte le parti sotterranee e della galleria d'accesso del deposito in strati geologici profondi, al termine della fase di osservazione (art. 3 lett. l LENu). Dopo la chiusura regolamentare, il Consiglio federale può ordinare un'ulteriore sorveglianza limitata nel tempo (art. 39 cpv. 3 LENu).</p><p>3. Il deposito in strati geologici profondi viene riempito gradualmente, e posto così in uno stato di sicurezza passiva. Durante questo tempo, è possibile un recupero semplice delle scorie. Le scorie radioattive possono essere recuperate da un deposito in strati geologici profondi anche dopo la chiusura di quest'ultimo. Ciò comporta tuttavia un notevole onere finanziario e tecnico.</p>  Risposta del Consiglio federale.