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2 agosto 1987, il pilota Michael Andretti protagonista della gara IndyCar più veloce di sempre
Alle nostre latitudini il mondo dei motori si concentra principalmente su Formula Uno e Moto GP, ma negli Stati Uniti una delle competizioni ad andare per la maggiore è sicuramente la IndyCar Series. Le vetture esteticamente sono molto simili a quelli utilizzate nella F1, con una potenza dei mezzi di tutto rispetto che può andare dai 550 sino ai 750 cavalli.
Come è facile immaginare, il tutto risulta in gare estremamente veloci e combattute, spesso e volentieri agevolate anche da circuiti con lunghi rettilinei che permettono di toccare alte velocità. In questo senso il più veloce di sempre è stato l’allora 24enne Michael Andretti, pilota anche di Formula Uno che esattamente 26 anni fa si rese protagonista della gara di IndyCar più veloce di sempre!
Sul circuito del Michigan International Speedway, infatti, Michael Andretti ha vinto la gara “Marlboro 500” facendo registrare una velocità media di addirittura 171.490 miglia orarie, che corrispondono a circa 276 chilometri orari! Mai nessuno prima di lui era riuscito a mantenere una tale velocità sull’arco di un’intera corsa.
Per il pilota quel traguardo aveva rappresentato l’apice nella categoria, dopo aver fatto il suo debutto nelle gare Indy solamente tre anni prima. In precedenza il record assoluto era detenuto da Bobby Rahal, il quale aveva vinto la Indianapolis 500 del 1986 con una velocità media di 170.722 miglia orarie, poco più di 274 chilometri orari.
Al termine di una carriera di grande successo, Michael Andretti si è ritirato ufficialmente dalle competizioni nel 2003, così da potersi concentrare nella gestione della sua casa automobilista, l’Andretti Green Racing. Dopo il padre Mario Andretti, il figlio di Michael, Marco, rappresenta la terza generazione di piloti della famiglia.
Classe 1987, Marco Andretti ha infatti debuttato con la scuderia del padre nel 2006 nella categoria Indy, ottenendo un incredibile secondo posto nella sua prima partecipazione alla Indianapolis 500.