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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro nel settore finanziario (LRD) </p><p>è una nuova legge che disciplina per la prima volta nel nostro Paese il settore non bancario. </p><p>Alla scadenza del termine transitorio d'adattamento di due anni (31 marzo 2000), </p><p>l'applicazione di questa legge ha incontrato difficoltà che non sono inusuali in un tale </p><p>processo.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è cosciente di queste difficoltà, alle quali presta la massima attenzione. </p><p>Esso si tiene informato segnatamente sull'evoluzione della situazione in seno all'Autorità di </p><p>controllo in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro (autorità di controllo).</p><p></p><p>Per quel che concerne le differenti domande, la posizione del Consiglio federale è la </p><p>seguente:</p><p></p><p>1. Le dimissioni sono dovute in parte a motivi d'ordine personale e all'offerta salariale </p><p>più attrattiva da parte del settore privato. Esse sono anche la conseguenza della </p><p>situazione esposta in cui si trova l'autorità di controllo, della pressione dovuta ai </p><p>numerosi incarti in sospeso nonché dei problemi giuridici sollevati a livello </p><p>d'interpretazione della legge a seguito delle prime decisioni dell'istanza di ricorso.</p><p></p><p>2. Non si può parlare di mancanza di disponibilità alla cooperazione da parte degli organismi </p><p>di autodisciplina (OAD). È vero, per contro, che il progresso nell'applicazione degli </p><p>obblighi che la legge impone agli OAD varia sensibilmente da un organismo all'altro, ciò </p><p>che talvolta comporta alcune difficoltà specifiche nelle relazioni con l'autorità di controllo. I </p><p>responsabili di questi OAD sono tuttavia generalmente animati dalla volontà di risolvere i </p><p>problemi incontrati nonché da uno spirito costruttivo.</p><p></p><p>La qualità delle relazioni tra l'autorità di controllo e gli OAD non costituisce uno dei criteri </p><p>decisivi all'origine delle dimissioni registrate in seno all'autorità di controllo.</p><p></p><p>3. Il gruppo d'esperti incaricato della vigilanza dei mercati finanziari, diretto dal professor </p><p>Jean-Baptiste Zufferey, ha pubblicato nel mese di novembre 2000 il suo rapporto su "La </p><p>regolamentazione e la sorveglianza dei mercati finanziari in Svizzera". Questo rapporto </p><p>suggerisce in particolare di creare un'autorità di vigilanza integrata che riprenda i compiti </p><p>oggi assegnati alla Commissione federale delle banche (CFB) e all'Ufficio federale delle </p><p>assicurazioni private (UFAP). Inoltre, tre tipi di prestatori di servizi finanziari (gestori di </p><p>patrimonio indipendenti, introducing broker, commercianti in valuta) dovrebbero d'ora in </p><p>avanti essere sottoposti a un'ampia vigilanza cautelare. Il rapporto consiglia di affidare la </p><p>vigilanza di questi tre tipi di prestatori di servizi finanziari, anche per quanto concerne il </p><p>rispetto degli obblighi definiti dalla LRD, all'autorità di vigilanza integrata. Se queste </p><p>raccomandazioni dovessero essere realizzate, si ridurrebbe la cerchia degli intermediari </p><p>finanziari sottoposti alla vigilanza dell'autorità di controllo.</p><p></p><p>A parte i summenzionati punti, il rapporto del gruppo d'esperti affronta solo marginalmente </p><p>il principio dell'autodisciplina. Il Consiglio federale e le Camere esamineranno tuttavia se e </p><p>in che misura i compiti attualmente assunti dall'autorità di controllo e dagli organismi di </p><p>autodisciplina dovranno essere affidati all'autorità di vigilanza integrata di cui si </p><p>preconizza la creazione. Fino al termine dei lavori legislativi che fanno seguito al rapporto </p><p>del gruppo d'esperti, ossia fino al 2005 circa, l'autorità di controllo e gli organismi </p><p>d'autodisciplina continueranno verosimilmente a esercitare la loro attività nelle condizioni </p><p>attuali.</p><p></p><p>4. Il Consiglio federale è determinato ad adottare tutte le disposizioni che permettono di </p><p>applicare efficacemente la LRD. Nel mese di novembre del 2000, il Dipartimento federale </p><p>delle finanze (DFF) ha decretato una serie di provvedimenti volti a rinforzare l'autorità di </p><p>controllo e a meglio inquadrare le sue attività. Questi provvedimenti sono stati presentati </p><p>in maniera circostanziata in seno alla Commissione di gestione del Consiglio nazionale </p><p>prima di essere portati a conoscenza dei mass media e del pubblico (vedi comunicato </p><p>stampa del DFF del 29 novembre 2000).</p><p></p><p>La realizzazione di questi provvedimenti è attualmente in pieno svolgimento. In </p><p>particolare sono stati ottenuti primi risultati concreti:</p><p></p><p>- Dal 1° gennaio 2001 l'autorità di controllo è stata rivalutata gerarchicamente </p><p>con il passaggio al rango di divisione e l'aumento del numero dei posti di lavoro </p><p>accordati. È stato possibile assumere nuovi collaboratori; fino alla loro entrata in </p><p>servizio e al termine della loro fase d'introduzione, il potenziamento dell'autorità </p><p>di controllo è assicurato da giuristi provenienti da altri servizi del DFF.</p><p></p><p>- Differenti questioni d'interpretazione della legge in relazione con la sua </p><p>applicazione sono state oggetto di chiarimenti; d'altra parte è stato affidato un </p><p>mandato per esaminare l'eventualità dell'introduzione di valori soglia per le </p><p>attività rientranti nel campo d'applicazione della legge; il DFF informerà, nel </p><p>corso del secondo trimestre del 2001, sui risultati di questa perizia e sul seguito </p><p>che vi intenderà dare.</p><p></p><p>- A titolo di organo di consiglio indipendente è stata creata una commissione di </p><p>esperti per sostenere e consigliare l'autorità di controllo, segnatamente </p><p>nell'elaborazione e nella realizzazione della sua strategia.</p><p></p><p>5. È importante che l'immagine della piazza finanziaria svizzera non si deteriori all'estero. A </p><p>questo scopo, il Consiglio federale ha l'intenzione di completare il più rapidamente </p><p>possibile l'applicazione dei summenzionati provvedimenti. Problemi iniziali </p><p>nell'applicazione delle norme relative al riciclaggio di denaro non vi sono solo in Svizzera. </p><p>Nel confronto internazionale vantiamo di un certo vantaggio in materia; è innegabile che la </p><p>Svizzera sta facendo opera di pioniere nel settore non bancario.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è persuaso che gli sforzi intrapresi dal nostro Paese nella lotta </p><p>contro il riciclaggio di denaro non saranno screditati all'estero, se i provvedimenti </p><p>decisi lo scorso mese di novembre saranno realizzati in modo globale e coerente.</p><p></p><p>6. Il numero importante di prestatori di servizi finanziari (almeno 6000) nonché la loro </p><p>diversità figuravano tra le ragioni essenziali che hanno indotto il legislatore a pronunciarsi </p><p>a favore del principio dell'autodisciplina. A meno di un anno dalla scadenza del termine </p><p>transitorio d'adattamento previsto dalla LRD, sarebbe prematuro rimetterne in causa il </p><p>principio in maniera radicale. Da un lato, l'esperienza accumulata fino ad oggi con la </p><p>nuova legge è ancora insufficiente, dall'altro, rimane irrisolta la questione di un'alternativa </p><p>credibile all'autodisciplina.</p><p></p><p>In attesa del dibattito politico e delle conseguenze che scaturiranno dal rapporto Zufferey, </p><p>il Consiglio federale non ha l'intenzione, nella situazione attuale, di rimettere in causa il </p><p>sistema dell'autodisciplina.</p>  Risposta del Consiglio federale.