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Un’economia piccola, come la Svizzera, non può soddisfare tutte le esigenze della popolazione e al tempo stesso garantire un livello di benessere molto elevato. Questo livello può essere raggiunto solo se si decide di specializzarsi e concentrarsi su prodotti ad alto valore aggiunto, ma così facendo la Svizzera si ritrova costretta a importare diversi beni di consumo nonché a procurarsi all’estero gran parte delle materie prime di cui necessita la sua economia industriale, altamente sviluppata.
Mantenere buoni rapporti con le altre nazioni esportatrici e con i produttori di materie prime è dunque fondamentale per il nostro Paese, che ha inoltre bisogno di trovare mercati in cui vendere i propri prodotti. Per garantire queste fondamentali relazioni economiche a livello internazionale e ridurre i costi per le imprese in Svizzera, è stata creata una vasta rete di accordi commerciali, di protezione degli investimenti e fiscali, che viene inoltre costantemente ampliata. Si tratta di accordi che riducono le tariffe doganali, eliminano ostacoli tecnici al commercio, impediscono la doppia imposizione, proteggono gli investimenti all’estero e regolano la procedura in caso di conflitti. La responsabilità degli accordi commerciali spetta principalmente al DEFR.
Il DEFR rappresenta la Svizzera anche in importanti organizzazioni economiche multilaterali come l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), l’Associazione europea di libero scambio (AELS), la Banca Mondiale e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Ultima modifica 24.12.2021
« In un Paese avanzato come il nostro non ha senso fabbricare beni a basso valore aggiunto.
Al contrario: dobbiamo rafforzare la collaborazione con i nostri partner per rendere le catene del valore mondiali il più possibile immuni da riflessi nazionalisti e, allo stesso tempo, sviluppare ulteriormente la rete di accordi di libero scambio cercando nuovi partner con cui condividere vantaggi reciproci. »
Guy Parmelin
Consigliere federale
2.6.2020