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Il nuotatore locarnese ha consegnato l'abbigliamento con cui ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo al Museo Olimpico di Losanna. blue Sport si è intrattenuto con il 21enne.
Hai fretta? blue News riassume per te:
- Noè Ponti ha donato al Museo Olimpico il suo equipaggiamento col quale ha conquistato la storica medaglia di bronzo nei 100 metri delfino alle Olimpiadi di Tokyo.
- In intervista a blue Sport il nuotatore ticinese ha parlato dei suoi prossimi appuntamenti, l'obiettivo principale sono le Olimpiadi di Parigi dell'anno prossimo.
Martedì pomeriggio, Noè Ponti ha donato il suo abbigliamento al Museo Olimpico di Losanna, luogo in cui sono raccolti cimeli di più di cent'anni di storia olimpica. Il ticinese ha consegnato il suo equipaggiamento col quale ha conquistato la storica medaglia bronzo nei 100 metri delfino alle Olimpiadi di Tokyo. Il nuotatore locarnese non era tuttavia l'unico atleta presente, in sua compagnia c'era anche Nina Christen, medaglia d'oro a Tokyo nella carabina a tre posizioni. La nidvaldese ha donato all'istituzione vodese la tuta utilizzata in pedana alle Olimpiadi del 2021.
«È decisamente un onore poter donare il mio abbigliamento con cui ho gareggiato a Tokyo al Museo Olimpico», ha commentato un raggiante Noè Ponti. «È un bel modo per ricordare la mia gara - ha proseguito il 21enne - si tratta di qualcosa di speciale vedere il mio abbigliamento vicino a quello di grandissimi campioni, i quali ho sempre ammirato e che sono i miei idoli. È bello fare quello che hanno fatto anche loro. È davvero un grandissimo onore».
«Questa estate avrò il campionato mondiale a Fukuoka ed è sicuramente l'appuntamento più importante di questa stagione. I cicli olimpici sono di quattro anni, questa volta, eccezionalmente, invece sarà solo di tre, a causa del posticipo delle Olimpiadi di Tokyo - ha raccontato il ticinese - ma appena finisce un Olimpiade si pensa già alla prossima perché è il massimo palcoscenico per uno sportivo e un atleta. Fortunatamente settimana scorsa mi sono già pre qualificato ai Giochi grazie ai risultati raggiunti ai campionati svizzeri nei 100 metri delfino».
«Stiamo già lavorando in vista delle Olimpiadi, cercheremo di dare il massimo anche a Parigi»
Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo
«Due settimane dopo la fine delle Olimpiadi di Tokyo sono partito per l'America, in Nord Carolina, dove avevo intenzione di nuotare e studiare. Questa esperienza non è funzionata come pensavo, anche perché dopo la medaglia di bronzo di Tokyo i miei obiettivi sono cambiati, così come le prospettive. Di conseguenza sono tornato in Svizzera dove avevo tutto: non mi è servito andare in America per trovare l’America, ce l'avevo già casa», ha poi di analizzato col senno di poi la decisione di lasciare l'università negli Stati Uniti per tornare ad allenarsi in patria.
«Adesso mi alleno al centro sportivo di Tenero tutti i giorni, a parte quando siamo ai campi di allenamento. Mi sveglio alle 6:00, un’ora dopo entro in acqua e nuoto fino alle 9:00. Dopodiché c'è tempo per andare a scuola, studiare o fare altre cose. Il pomeriggio vado in palestra, alle 15:00 e alle 16:00 ritorno in acqua fino alle 18:00. Al termine dell’allenamento mangio e quindi vado a dormire. Questa è la mia routine per almeno 340 giorni all'anno». Ecco dunque la giornata tipo di Noè Ponti, che scorre accompagnata da un obiettivo ben definito: Parigi 2024.