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È andato in onda ieri sera il tanto atteso dibattito televisivo tra i due sfidanti al ballottaggio presidenziale di domenica in Tunisia, il giurista conservatore indipendente, Kaies Saied, e il magnate tv Nabil Karoui.
Quest'ultimo è uscito mercoledì scorso dal carcere dopo 7 settimane di custodia cautelare con le accuse di riciclaggio ed evasione fiscale. 90 minuti di domande e risposte moderate da due giornalisti, un uomo e una donna, nei quali i due candidati hanno potuto spiegare le loro visioni e i loro programmi nell'ottica di una loro elezione.
Il dibattito si è svolto in maniera pacata senza momenti di tensione, ed ognuno dei due personaggi "antisistema" si è confermato fedele a se stesso, esprimendosi nel suo arabo perfetto e senza inflessioni Saied e in dialetto tunisino, Karoui. Fa della legge il suo baluardo Saied, punta invece sulla lotta alla povertà Karoui.
Unico momento delicato quando Karoui ha chiesto al suo avversario come conta di poter mettere in atto la sua riforma di democrazia diretta, visto i problemi che potrebbe causare a livello locale, e Saied ha risposto che essa sarà comunque basata sull'elezione di rappresentanti locali scelti in base a programmi e che se necessario, presenterà una proposta di revisione della Costituzione.
Karoui ha dichiarato che nei primi suoi 100 giorni al Palazzo di Cartagine proporrà una legge per farla finita con la povertà che riunisca tutte le organizzazioni nazionali e metta in atto un programma triennale da rivedere periodicamente. Saied ha detto che in quel lasso di tempo proporrà leggi per restituire il ruolo sociale dello Stato. Entrambi hanno promesso di tornare in tv dopo 100 giorni dalla loro elezione per fare il punto sulla realizzazione di quanto promesso.