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La democrazia svizzera. Un unicum in via di sparizione.
Nella sua evoluzione centenaria, la Svizzera ha sempre fatto fiducia al popolo, che ha la competenza di scrivere le leggi.
Il popolo svizzero ha cavalcato le idee democratiche della rivoluzione francese del 1789 già con la costituzione nel 1848 che istituiva il potere centrale (Consiglio federale di 7 membri e Assemblea federale bicamerale) e garantiva la libertà di stampa e di religione. La costituzione 1878 ha trasformato la Svizzera da una Confederazione di Stati a uno Stato federale e ha aumentato i diritti del popolo di partecipare direttamente alla formazione delle leggi.
I diritti popolari sono stati ripresi in maniera ancora più ampia nella nuova costituzione del 18 aprile 1989. L’autorità è al servizio del cittadino, il quale ha diritto di essere trattato senza arbitrio e secondo il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost e art. 9 Cost). Tramite le iniziative popolari e i referendum (art. 138 a art. 142 Cost.), il popolo svizzero può proporre riforme costituzionali, entrare e uscire dalle organizzazioni internazionali, abolire leggi nefaste adottate dalle Camere federali. Nella sua evoluzione centenaria, la Svizzera ha sempre fatto fiducia al popolo, che non è soltanto chiamato alle urne ogni quattro anni per eleggere i suoi rappresentanti, bensì ha la competenza di scrivere le leggi. Nel corso dei secoli, il popolo ha plasmato uno Stato speciale, scegliendo gli stranieri che aderiscono ai nostri valori di libertà e limitando l’accesso di coloro che non farebbero altro che importare povertà dei loro paesi, mettendo a rischio il benessere dei nostri lavoratori.
Tutto questo sta per finire. Infatti PPD PLR e PS vogliono obbligare la Svizzera a firmare l’accordo quadro con l’Unione Europea, cioè a sciogliere la Svizzera nell’Unione Europea. I Merlini, i Regazzi, le Marine Carobbio, i Lombardi e i Bombardi di turno, vogliono tutti, chi in maniera diretta e chi in maniera strisciante, portarci dentro l’Unione Europea. La Svizzera sta per finire. Per questo alle elezioni nazionali di ottobre, anche gli elettori Liberali, Pipidini e Socialisti devono assolutamente votare UDC.
L’UDC è il solo partito contro l’adesione all’Unione Europea, senza se e senza ma.
Tuto Rossi, Candidato UDC al Consiglio nazionale