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Il Consiglio federale riceve il sostegno della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) in merito alle misure adottate per attenuare le conseguenze economiche derivanti dalla pandemia di coronavirus. Tuttavia la commissione chiede un intervento supplementare a favore degli indipendenti che non hanno ancora ricevuto alcun sostegno da parte della Confederazione. D'altro canto invita il governo a definire una strategia per una rapida uscita dal lockdown e per una graduale ripresa delle attività economiche al momento vietate.
Il Consiglio federale dovrebbe esaminare regolarmente se alcune misure di politica sanitaria potrebbero essere allentate o revocate, si legge in una nota dei servizi parlamentari. Ciò anche per permettere una ripresa dei lavori nei tribunali e nelle amministrazioni a livello cantonale e comunale.
Al momento, inoltre, sono ancora troppi gli indipendenti, ad esempio tassisti e fotografi, appartenenti ai gruppi professionali interessati indirettamente che non possono beneficiare degli aiuti da parte della Confederazione, rileva la CET-N. La commissione invita dunque il governo a mettere a punto strumenti adeguati per eliminare gli attuali svantaggi degli autonomi rispetto ai lavoratori dipendenti dello stesso settore.
In particolare, a preoccupare la CET-N, è la situazione degli indipendenti nel settore sanitario, ad esempio i fisioterapisti, che non possono lavorare a causa delle misure adottate dal Consiglio federale che vietano loro di esercitare la professione e che finora non hanno ricevuto nessun indennizzo.
Inoltre, la commissione ritiene che "l'indennità per i collaboratori titolari di una società anonima o di una società a garanzia limitata debba essere portata al livello dei lavoratori indipendenti", per un massimo di 5'880 franchi. Deve inoltre essere stabilita un'indennità per le persone indirettamente interessate che, pur non avendo dovuto chiudere la loro attività, non hanno più un reddito durante questo periodo a causa del crollo della domanda.
Inoltre, la CET-N richiama l'attenzione del Consiglio federale sulla situazione particolarmente difficile di alcuni settori come quello agroalimentare che rischiano di perdere gran parte del loro fatturato a causa del carattere stagionale delle loro attività.
La CET-N si è inoltre chinata sulla questione degli affitti commerciali, ribadendo l'incertezza del diritto sulla risoluzione delle controversie tra il locatario e il locatore.
Gli affittuari che, in seguito a misure prese dalle autorità, hanno dovuto chiudere i loro oggetti locativi e non possono più utilizzarli allo scopo stabilito per contratto, sono ora tenuti a negoziare individualmente riduzioni dell'affitto con i rispettivi locatori, con il risultato che l'esito dipende fortemente dalla solidarietà di questi ultimi, nota la commissione, che chiede al Consiglio federale di proporre "una soluzione chiara" per evitare fallimenti di imprese che non hanno ottenuto riduzioni di affitto.
Secondo la Commissione, "il mercato del lavoro svizzero dovrebbe essere reso flessibile e moderno per affrontare tempi di crisi, in particolare la registrazione dell'orario di lavoro dovrebbe essere resa più flessibile e l'autonomia dovrebbe essere rafforzata".
Inoltre, i disoccupati devono essere impiegati nei settori in cui vi è carenza di manodopera, adeguando i criteri affinché il collocamento possa avvenire in modo pertinente.