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A Ginevra i funzionari pubblici continueranno a non poter indossare simboli religiosi fino a nuovo avviso. La Camera amministrativa della Corte di giustizia ha rifiutato di accordare l'effetto sospensivo a un ricorso depositato dal movimento di sinistra SolidaritéS e diverse donne musulmane contro la nuova legge cantonale sulla laicità. La decisione è stata comunicata oggi da SolidaritéS. Il ricorso, presentato lo scorso mese, metteva prioritariamente l'accento sulla questione legata al divieto di lavorare nell'amministrazione pubblica con un velo islamico. Una delle ricorrenti è direttamente interessata dalla legge. SolidaritéS deplora il verdetto della corte, in particolare dal punto di vista dell'uguaglianza di trattamento. In effetti lo stesso organo, ad aprile, ha dato il via libera allo sfoggio di simboli religiosi per gli eletti nei parlamenti comunali o in Gran consiglio, concedendo l'effetto sospensivo a un ricorso dei Verdi. Il movimento resta tuttavia fiducioso per il proseguimento della procedura. La sua speranza è che la giustizia riconosca che la legge sulla laicità comporta delle gravi violazioni costituzionali e che dunque verranno stralciati gli articoli contestati.