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Servono con urgenza 8 milioni di dollari per aiutare i contadini nepalesi colpiti dal terremoto a ripristinare gli input agricoli distrutti e a riprendere i preparativi per l'imminente stagione della semina del riso.
La richiesta giunge dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao).
Difatti - sottolinea l'Agenzia dell'Onu -, contadini costretti a saltare la stagione della semina, il cui inizio è previsto per fine maggio, non saranno in grado di avere raccolti di riso - principale alimento base del paese - fino a fine 2016. Questo, insieme alle probabili perdite di scorte alimentari e di grano e mais, potrebbe ridurre gravemente la produzione alimentare nonché i redditi nel paese asiatico - dove circa i due terzi della popolazione dipende dall'agricoltura per la propria sussistenza.
Prima del terremoto, le stime della Fao per la produzione di grano nel 2015 in Nepal erano di 1,8 milioni di tonnellate - circa il 5% in meno del raccolto record dell'anno scorso. Ma il danno alle coltivazioni e l'impossibilità degli agricoltori di avere un raccolto nelle aree colpite dal terremoto - osserva la Fao - modificheranno probabilmente tali previsioni.
Inoltre, l'interruzione delle operazioni di semina del riso e del mais potrebbero ridurre notevolmente le aree seminate per queste colture nelle zone maggiormente colpite. In tutto, la Fao fornirà aiuto a 20'000 agricoltori in grave stato di necessità, per ripristinare i loro mezzi di sussistenza. Questi interventi tempestivi a sostegno dell'agricoltura - conclude l'Agenzia dell'Onu - sono essenziali per rafforzare la resilienza delle famiglie contadine colpite e ridurre notevolmente i tempi e i costi della ripresa.
SDA-ATS