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La trasparenza dell'Ufficio federale della sanità pubblica sui contratti firmati dalla Confederazione per la fornitura dei vaccini anti-Covid è stata tanto scarsa da portare la rete di giornalisti investigativ.ch ad attribuire il premio "Freno d'oro" 2022 alla sua direttrice Anne Lévy. Ha avuto la meglio sugli altri due nominati: il direttore di Swisstransplant Franz Immer e il consigliere di Stato sciaffusano Walter Vogelsanger.
La pubblicazione dei contratti relativi ai vaccini Covid-19 è un "esempio" di ostruzione dell'accesso alle informazioni, afferma la rete in un comunicato nel quale rileva che "dovrebbe essere ovvio che il pubblico ha bisogno di informazioni precise in tempi di pandemia per potersi fidare delle autorità". Secondo investigativ.ch invece l'UFSP è stato "negligente nell'applicazione della legge sulla trasparenza".
Nei documenti, pubblicati dopo molte esitazioni, sono state oscurate molte informazioni. Inoltre le richieste dei giornalisti investigativi sono state spesso respinte dall'Ufficio ed alcuni attendono da più di due anni documenti decisivi sui prezzi dei farmaci.
Critiche che la diretta interessata ha respinto tramite una presa di posizione indirizzata a investigativ.ch che l'ha pubblicata sul suo sito con i dettagli della motivazione (è disponibile qui). Nella stessa Anne Lévy assicura che la pratica dell'UFSP è stata rispettosa della trasparenza.
Un premio per stimolare il dibattito
L'associazione Investigativ.ch fondata nel 2010 assegna il suo "goldener Bremsklotz" ogni anno dal 2014. La "ricompensa" (un cuneo fermaruota) ha lo scopo di stimolare il dibattito sulle condizioni di produzione dell'informazione e sul quadro giuridico. Tra i vincitori delle precedenti edizioni figurano il consigliere agli Stati Thomas Hefti (PLR/GL), l'Ufficio federale dell'agricoltura, il consulente per le pubbliche relazioni Sacha Wigdorovits, l'ex presidente del Consiglio nazionale Christa Markwalder (PLR/BE), il Tribunale penale federale, il consigliere nazionale Jean-Luc Addor (UDC/VS), l'industriale Jørgen Bodum e la Segreteria di Stato all'economia (SECO).