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L'ambasciatrice degli Stati Uniti all'ONU, Nikki Haley, si è dimessa e il presidente Donald Trump ha accettato le sue dimissioni. Lo scrive il sito Axios, secondo il quale Haley, una dei falchi e delle voci più forti dell'amministrazione statunitense, avrebbe discusso le sue dimissioni con Trump la scorsa settimana, durante una visita alla Casa Bianca, lasciando sconcertati vari alti dirigenti della politica estera nell'amministrazione americana.
Ex governatrice della South Carolina, Haley era stata confermata quattro giorni dopo l'insediamento del tycoon alla Casa Bianca. Era considerata una grande sostenitrice del presidente, con cui però non erano mancate le divergenze.
"Credo nel limite dei mandati. Penso che bisogna essere abbastanza altruisti per capire quando farsi da parte per consentire a qualcun altro di fare quel lavoro", ha spiegato l'ambasciatrice, una delle poche donne dell'amministrazione. "Non ho piani per il futuro ma non correrò per la Casa Bianca nel 2020, farò campagna per Trump", ha poi assicurato, smentendo le voci di ambizioni presidenziali.
Non tutti le credono. Secondo chi la conosce bene, Haley punta alla Casa Bianca e si sarebbe dimessa per avere le mani libere e cominciare a scaldare i motori nel 2019. Il suo sogno sarebbe quello di riuscire con i repubblicani dove ha fallito Hillary Clinton con i democratci: diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti.
Un articolo dello scorso marzo sul magazine Foreign Policy, intitolato Candidate Haley, la ritraeva come "una politica al dettaglio che sta trasformando la diplomazia ONU in un ticket per la Casa Bianca". Del resto ha molte carte da giocarsi: la giovane età (46 anni), l'essere donna e figlia di immigrati indiani, carisma e forte popolarità, esperienza e alto gradimento nel partito.
ATS/M. Ang.