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È accaduto a Teramo, in Abruzzo, al cimitero comunale di Pineto. Qui giaceva un uomo, deceduto nella seconda metà degli anni Ottanta, e padre di una donna 61enne. La salma, secondo le norme che richiedono il trasferimento dopo un tot di anni, doveva essere traslata all’ossario. Così la donna contatta i servizi cimiteriali. Ma nel momento in cui i resti del caro vengono portati nel luogo della sua ‘seconda’ dimora si viene a sapere che la tomba sulla quale ha pregato per 33 anni non era quella del familiare ma di un perfetto sconosciuto.
Il magistrato, chiamato in causa dalla donna, è arrivato alla conclusione che lo scambio degli estinti è avvenuta fra la sepoltura e la posizione della lapide definitiva. Ma l’anziano custode nel frattempo è deceduto. C’è però un problema: la figlia non sa dov’è finito il padre e ha così intentato una causa volta a chiarire il mistero e a ottenere un maxi risarcimento di danni.