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<h2>SubmittedText<h2><p>Sei mesi fa la Svizzera si è affrettata a riconoscere il Kosovo e ad aprirvi un'ambasciata in contraddizione con la risoluzione 1244 dell'ONU. Mi permetto pertanto di porre al governo le domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale prevede di riconoscere al più presto, analogamente a quanto fatto per il Kosovo, l'indipendenza dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia per accordare in maniera equa il diritto dei popoli all'autoderterminazione invocato per il Kosovo?</p><p>2. In caso di mancato riconoscimento dell'indipendenza di questi due Paesi, il governo non teme di mettere in pericolo la nostra neutralità praticando il principio dei "due pesi e due misure"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il diritto dei popoli all'autoderterminazione è solo uno dei punti che il Consiglio federale ha preso in considerazione quando ha deciso di riconoscere il Kosovo. L'integrità territoriale di tutti gli Stati era ed è la base dell'ordinamento giuridico internazionale. I diritti individuali e collettivi quale la protezione delle minoranze e il diritto all'autodeterminazione hanno assunto maggiore importanza a partire dal XX° secolo, ma non c'è assolutamente un diritto generale di secessione.</p><p>Il diritto di secessione può essere fatto valere solo come ultima ratio e questo era il caso del Kosovo. Prima della sua dichiarazione di indipendenza del 17 febbraio 2008, il Kosovo ha vissuto per più di otto anni sotto mandato internazionale. La dichiarazione di indipendenza è stata preceduta da un iter lungo e complesso sotto il patrocinio delle Nazioni Unite e dunque dell'intera comunità internazionale. Questo processo era basato sulla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza, con la quale si è cercata una soluzione politica per lo statuto definitivo del Kosovo. Nella dichiarazione di indipendenza, le autorità kosovare si sono tra l'altro impegnate a rispettare gli obblighi contenuti nella proposta globale di regolamento recante statuto del Kosovo dell'inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Marti Ahtisaari. Questo comprende la protezione delle minoranze e la supervisione dell'indipendenza da parte di una presenza internazionale civile e militare.</p><p>2. La questione del riconoscimento di uno Stato non ha nulla a che vedere con il diritto della neutralità. Esso disciplina unicamente gli obblighi di uno Stato neutrale in caso di un conflitto armato internazionale. La neutralità politica non impedisce alla Svizzera di esercitare il suo diritto supremo di riconoscere o meno uno Stato. La prassi svizzera si ispira al diritto internazionale e alle scelte degli Stati che hanno gli stessi punti di vista. La neutralità della Svizzera non è stata messa in dubbio neppure durante la guerra fredda, quando, nel 1951, il Consiglio federale ha riconosciuto la Repubblica federale tedesca ma non la Repubblica democratica tedesca (riconosciuta poi solo nel 1973).</p>  Risposta del Consiglio federale.