Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/75891

<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della trattazione della mozione 07.3288 presentata dalla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S), "Prescrizioni sul consumo energetico per gli apparecchi preposti alla diffusione della televisione digitale", alla domanda posta il 1° ottobre 2007 in Consiglio nazionale - se il Consiglio federale, conformemente al testo della mozione, intendesse emanare speciali norme svizzere oppure applicare le norme europee vigenti in materia - il consigliere federale Leuenberger aveva risposto che, nel caso degli apparecchi importati, le norme svizzere da emanare non possono, per motivi pratici, essere più severe delle norme europee e che vanno armonizzate con queste ultime.</p><p>L'Ufficio federale dell'energia (UFE) partecipa molto attivamente ai lavori in corso nell'Unione europea sullo "european code of conduct on energy efficiency of digital TV service systems". Nell'UE, questo codice di condotta è volontario; diventa vincolante soltanto per le ditte e organizzazioni che lo sottoscrivono. Secondo quanto si dice, l'operato del rappresentante dell'UFE è perfettamente in sintonia con il ruolo pionieristico in Europa che l'UFE si è autoattribuito, comunicandolo apertamente d'altronde (cfr. intervista rilasciata al bollettino del 16 novembre 2006 dell'associazione per l'elettrotecnica, la tecnica energetica e l'informatica, SEV). Nel relativo gruppo di lavoro dell'UE, il delegato UFE insiste su definizioni e condizioni di utilizzazione molto ambiziose che, da un lato, combaciano con le intenzioni dell'ufficio, ma dall'altro non incontrano affatto l'approvazione incondizionata dell'UE.</p><p>Se le ambiziose aspettative dell'UFE dovessero imporsi nel codice di condotta europeo, vi sarebbe un forte rischio che parte degli attuali firmatari europei prendano le distanze dal documento. In tal modo le norme, che risultano obbligatorie soltanto in Svizzera in virtù di un'ordinanza, finirebbero in pratica per non essere quasi più applicabili nemmeno da noi, se non con pesanti ostacoli al commercio.</p><p>Qual è la posizione del Consiglio federale in merito a questo problema?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è lieto che le posizioni espresse dai rappresentanti svizzeri in seno agli organi europei godano di credito, anche se spesso la Svizzera può partecipare a questi gruppi di lavoro a titolo puramente consultivo.</p><p>Il Parlamento ha espresso a più riprese la volontà politica di incrementare l'efficienza energetica, tant'è che - contrariamente alla proposta del Consiglio federale - le due Camere hanno accolto la mozione CAPTE-S su questo tema ("Prescrizioni sul consumo energetico per gli apparecchi preposti alla diffusione della televisione digitale"). Il governo e l'amministrazione federale intendono da un lato dare seguito alla volontà politica del Parlamento e dall'altro mantenere una buona conformità con le norme in vigore nei Paesi circostanti. La partecipazione della Svizzera ai lavori degli organi internazionali consente di raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica senza dover mettere in conto ostacoli tecnici al commercio.</p><p>I codici di condotta europei hanno carattere facoltativo e corrispondono agli accordi settoriali su base volontaria previsti dalla nostra legge sull'energia. Nel quadro delle misure a favore dell'efficienza energetica adottate dall'Unione europea, è molto probabile che i dati tecnici contenuti nei codici di condotta diventino anche la base dei futuri requisiti minimi applicabili nell'UE.</p><p>Gli apparecchi per la televisione digitale, specialmente i cosiddetti set-top-box, sono una categoria di prodotti ancora relativamente nuovi. Nella prima fase di sviluppo di questi dispositivi, l'attenzione è rivolta in primo luogo alla funzionalità; altri aspetti, come l'efficienza energetica in modalità di esercizio e il consumo in modalità standby, non sono sufficientemente presi in considerazione. Per questo motivo è importante che i criteri di efficienza energetica siano regolarmente adeguati allo stato della tecnica. Nel caso del codice di condotta europeo menzionato dall'autore dell'interrogazione ("european code of conduct on energy efficiency of digital TV service Systems"), un adeguamento di questo tipo è previsto ogni due anni. Nel dibattito sulla definizione delle norme è naturale che vi siano opinioni diverse. Dato che i firmatari europei prendono parte al processo decisionale, il rischio che le imprese si ritirino dal succitato codice di condotta è praticamente inesistente. A tale proposito occorre ribadire che la Svizzera esprime il suo parere a titolo puramente consultivo. Inoltre non vi è motivo di temere che - a causa del codice di condotta europeo di cui sopra e di eventuali requisiti minimi - il mercato di simili prodotti venga limitato nel nostro Paese al punto tale da avere ripercussioni sulla clientela.</p>  Risposta del Consiglio federale.