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MENDRISIO - Non ha il volto della classica delinquente la pensionata 71.enne comparsa ieri davanti alla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio con l'accusa di appropriazione indebita ripetuta, riferita alla scomparsa di oltre 150.000 franchi appartenuti al patrigno. Ma che talvolta l'apparenza inganni è ormai cosa nota: l'anziana residente nella regione non ha infatti convinto della sua innocenza il giudice Mauro Ermani che l'ha condannata ad una pena di dodici mesi, sospesi con la condizionale per un periodo di due anni.
L'atto d'accusa, redatto dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, concerneva fatti avvenuti tra il 2010 e il 2013. In questo lasso di tempo, la signora avrebbe ripulito il patrigno, classe 1930, per giocarsi probabilmente il denaro al casinò.
L'uomo, che si trovava in casa anziani, le aveva affidato l'amministrazione ordinaria delle proprie spese ma, dopo tre anni, il conto è rimasto vuoto. Del patrimonio scomparso, l'imputata dice di non saper niente.