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Numerosi ospedali si servono già oggi di sistemi intelligenti: i robot vengono impiegati soprattutto per le operazioni chirurgiche.
Un equipe dell'Università di Strasburgo ha realizzato un intervento chirurgico a 7500 chilometri di distanza, manovrando un robot.
Anche negli ospedali, la robotica ha già fatto da tempo il suo ingresso: endoscopie e operazioni chirurgiche vengono fatte tramite l'ausilio di un "braccio intelligente".
Nel corso della conferenza IROS 2002 di Losanna, il dottor Didier Mutter, chirurgo e docente presso l'Università di Strasburgo, si è detto convinto che in futuro il medico "effettuerà la maggior parte delle operazioni chirurgiche a qualche metro di distanza dal paziente".
Le mani del chirurgo non entreranno quindi più in contatto con il paziente. Sarà invece un robot ad eseguire gli interventi di estrema precisione, grazie ad impulsi telecomandati e strumenti microscopici.
L'equipe universitaria di Strasburgo ha già dimostrato tali potenzialità, realizzando l'anno scorso un intervento senza precedenti: il professor Jacques Marescaux ha operato un paziente da Nuova York, azionando un robot a 7500 chilometri di distanza.
L'operazione, come ha ammesso, il dottor Mutter non diventerà chiaramente un cosa comune: "Nessun paziente si reca a migliaia di chilometri di distanza per farsi operare da un medico". Ma potrebbe rivelarsi utile quando è necessario l'intervento di un chirurgo super specializzato, che non può spostarsi in capo al mondo per ogni operazione.
Si tratta, in ogni caso, di operazioni telecomandate (master-slave) che richiedono sempre una "guida umana" e che non vengono lasciate in mano a sistemi intelligenti. I robot in grado di sostituire il medico rimangono, almeno per ora, soltanto una visione da fantascienza.
Armando Mombelli, swissinfo