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Lo scorso 15 maggio il Dipartimento degli affari esteri ha diffuso un comunicato stampa in cui afferma che: la Svizzera segue con inquietudine la manifestazioni in corso nella striscia di Gaza in occasione della “Marcia del Ritorno” e condanna l’uso della forza da parte di Israele che ha causato la morte di molte decine di persone, tra cui dei bambini, e migliaia di feriti.
La Confederazione chiede che venga rispettato il diritto internazionale ed in particolare il diritto alla vita ed il diritto a manifestazioni pacifiche.
In un contesto teso, legato, come noto, all’apertura della nuova ambasciata americana, la Svizzera richiama tutte le parti in causa a smorzare le tensioni; questo il messaggio che ha comunicato, il 14 maggio, agli Ambasciatori degli Stati Uniti e di Israele a Berna.
La Svizzera invita anche le autorità a Gaza ad assumersi le proprie responsabilità affinché queste manifestazioni si svolgano in modo pacifico.
Alla vista dell’alto numero di feriti e della situazione drammatica degli ospedali della striscia di Gaza, la Svizzera chiede ad Israele di garantire un accesso umanitario rapido e senza ostacoli a tutte le persone in condizione di necessità.
Il 31 marzo, la Svizzera si è associata all’appello del segretario generale delle Nazioni Unite perché sia fatta una inchiesta indipendente e trasparente sugli avvenimenti di queste ultime settimane a Gaza. Oggi ricorda questa necessità.
Il 15 maggio i palestinesi con la Marcia del Ritorno ricordano le decine di migliaia di uccisi e i circa 800.000 profughi che, nel 1948 dopo la sconfitta nella prima guerra arabo-israeliana, furono costretti dagli israeliani a lasciare le loro case. Quest’anno ricorre il 70° anniversario della Nakba, “la Catastrofe”, che li rese profughi.
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