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Senza ingegneri non ci sarebbe la galleria di base del San Gottardo, è vero, ma non meno importante è il lavoro dei minatori che hanno scavato la roccia o quello dei muratori che hanno rivestito le pareti di calcestruzzo. Questi lavoratori hanno costruito complessivamente 115 chilometri di binari e rivestito in cemento armato le quasi 200 000 traversine che fissano le rotaie. È un lavoro duro che richiede precisione. Nella galleria il tasso di umidità è altissimo. A intervalli regolari una betoniera porta il calcestruzzo che gli operai, inginocchiati su supporti di schiuma, devono distribuire in modo uniforme e frattazzare tra i binari e le traversine. Le rotaie possono scostarsi dalla linea prevista al massimo di mezzo millimetro sia in verticale che in orizzontale. Il 31 ottobre 2015 viene posata l'ultima traversina, una traversina d'oro.
Tra roccia e calcestruzzo
30 ottobre 2014
Operaio sul treno betoniera, alle sue spalle la pompa per il calcestruzzo, 2012 (Archivio di Stato di Uri)
Ingegneri davanti al portale di Airolo, attorno al 1882 (Museo della comunicazione / Fotografo: Gabler, Interlaken)