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Il progetto di legge sui prodotti del tabacco rappresenta una minaccia per l'esistenza del settore in Svizzera: lo sostiene Heinrich Villiger, presidente del consiglio di amministrazione del fabbricante lucernese di sigari Villiger.
"Se il consumo crolla si può temere la scomparsa dell'industria del tabacco in Svizzera", afferma Villiger in un'intervista pubblicata oggi da Le Temps. La nuova normativa aumenterebbe i costi dell'industria, ridurrebbe il gettito fiscale per gli enti pubblici e provocherebbe licenziamenti.
Alla legge trasmessa a inizio mese dal Consiglio federale al parlamento il fratello dell'ex consigliere federale Kaspar Villiger rimprovera la mancanza di proporzionalità. A suo avviso "tutto quanto è consumato in eccesso è malsano": si può dissertare su tutto, dal tabacco all'alcol, passando dalla carne e dallo zucchero.
Sul piano economico il settore genera oltre 2 miliardi di entrate fiscali. Fino al 2013, la coltivazione del tabacco era incoraggiata in Europa: ma la soppressione dei sussidi non ha avuto alcun effetto sulla produzione, fa presente Villiger. L'unica conseguenza è stata una delocalizzazione, senza alcun vantaggio in termini di salute pubblica.
Sempre secondo l'imprenditore 85enne le opportunità di espansione sono limitate a causa della Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la cui direttrice Margaret Chan si è posta come obiettivo l'annientamento dell'industria del tabacco entro il 2040. Il settore occupa 30 milioni di coltivatori, per lo più piccoli agricoltori, che perderanno il loro sostentamento se l'OMS raggiungerà i suoi scopi, sostiene Villiger.
Il gruppo Villiger ha attualmente 1450 dipendenti, di cui 145 nella sede di Pfeffikon, nel canton di Lucerna. Produce 1,5 miliardi di sigari e ha un fatturato annuo di circa 220 milioni di franchi. La società era famosa anche per la produzione di biciclette, attività che è però stata ceduta nel 2003.
SDA-ATS