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|'La donna velata' (Palazzo Pitti, Firenze)|
Chi conosce l'arte meglio di me, sa bene che da quel periodo in poi, nei vari dipinti e affreschi che Raffaello produce, la figura femminile "protagonista" delle sue opere appare rappresentata sempre nello stesso modo, e diversamente dal periodo precendente, come se l'ideale della bellezza femminile per Raffaello si fosse improvvisamente consolidato in quelle nuove caratteristiche.
Si vedano ad esempio la "Madonna sistina" (Dresda, Gemaldegalerie), la "Donna velata" (vedi foto a destra), la "Madonna della seggiola" (Firenze, Palazzo Pitti)...
Una romantica leggenda romana dà una spiegazione a questo fatto: si racconta infatti che Raffaello, durante una pausa nei lavori di Villa Farnesina, si trovasse lì vicino, a via di S.Dorotea e, volgendo lo sguardo verso l'alto, notasse una bellissima ragazza affacciata ad una finestra, intenta a pettinarsi i capelli. Egli, vedendola, se ne innamorò, e da quel momento in poi pretese sempre quella ragazza come modella per le sue opere.
La ragazza, che la tradizione vuole chiamata Margherita Luti (o Luzi), era la semplice figlia di un fornaio, e per questo era soprannominata da tutti "la fornarina".
Mi fa abbastanza piacere pensare all'idea che in molte chiese a Roma la gente va a pregare sotto l'immagine della Madonna... mentre è in realtà raffigurata l'umile figlia di un fornaio!
|La Fornarina|
Dal restauro di tale quadro, e da un rinnovato interesse verso la vita del pittore urbinate, sono emerse nuove ricerche e nuove ipotesi circa questa leggendaria donna, dapprima ritenuta frutto solo della fantasia popolare, mentre adesso alcuni ritengono realmente esistita e con un ruolo anche rilevante nella (breve) vita dell'artista.
Oggi, complice forse anche la possibilità di fotografare sempre e comunque e con poca spesa, siamo abituati ad un consumo "usa e getta" delle immagini, e riusciamo con molta più difficoltà a cogliere la valenza dei "simboli", delle metafore, insomma...dei "rebus" nascosti dietro le immagini.
D'altro canto, grandi artisti come Raffaello, ben consci del valore delle loro opere, si arrovellavano mesi, anche anni, dietro alla costruzione di figure che non dovevano rappresentare semplicemente la realtà, ma dovevano piuttosto nutrire l'intelletto. Il risultato quindi era che l'opera forniva molte, molte più informazioni della realtà, informazioni magari veramente ben nascoste.
|La Fornarina, particolare del gioiello con la perla|
Qui, come in altri quadri simili, la Fornarina compare con un gioiello alquanto inconsueto per il tempo e per la sua collocazione, cioè una perla sulla fronte (vedi foto del particolare). Perchè?
Beh...Raffaello, come Michelangelo, come Leonardo, come pure faceva il Petrarca (il suo poeta preferito) nel campo della poesia, sta nascondendo il nome della sua amata...e lo sta collocando proprio sulla fronte...in latino infatti "perla" è "margarita"!
|La finestra della Fornarina a via di S.Dorotea|
E sì, è la "finestra della Fornarina": sono passati i secoli, ma per amore di questa leggenda hanno lasciato questa finestra uguale a com'era quando si affacciò Margherita...
Da allora, le trasteverine godono la fama di essere le più belle fra le romane.
Via di Santa Dorotea è qui.