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SAVIÈSE - Il comandante della polizia vallesana Christian Varone - arrestato in Turchia per tentato furto di beni culturali (vedi suggeriti) - ha detto oggi in una conferenza stampa a Savièse, nel Vallese, che per la sua liberazione non ha dovuto versare nessuna cauzione.
Durante lo stesso incontro, il comandante ha anche raccontato alcuni dettagli circa il suo arresto, "provocato" da un sasso raccolto nei pressi di scavi archeologici poi scoperto nei suoi bagagli dalle autorità doganali turche: "Era sporco, di circa 20 centimetri e non portava iscrizioni. Sono stato io, e non mio figlio, a raccoglierlo. Non ero consapevole che quell'oggetto potesse avere un valore e che raccoglierlo potesse costituire reato. Sinceramente non sapevo che stavo commettendo un errore".
La pietra, ha poi raccontato Varone, è stata prelevata lungo la strada principale della città di Side, ma ben al di fuori dai siti archelogici che aveva visitato assieme alla famiglia: "Sono stato attratto dalla forma del sasso e l'ho raccolto ma non ho fatto nulla per nasconderlo: so come si svolgono in controlli all'aeroporto e se avessi voluto trafugare un oggetto di valore avrei agito diversamente".
Varone - ora in attesa di documenti in cui si attesti che tutti i capi di imputazione nei suoi confronti sono stati abbandonati - ha ammesso che quelli della detenzione "sono stati momenti difficili, sopportati grazie all'amore dei familiari" e al "proprio ottimismo naturale". Ha poi precisato che i contatti con la polizia turca si sono svolti "nel rispetto più totale".