Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01283.jsonl.gz/888

Dopo le scuse espresse da Novak Djokovic due giornalisti australiani - pensando che le telecamere fossero spente - si sono lasciati andare ad opinioni personali. Il premier serbo ha ricordato che la violazione della legge viene punita pesantemente nel suo paese.
Le scuse fornite da Novak Djokovic sugli errori commessi nelle ultime settimane, prima per essersi concesso un'intervista con l'Equipe - invece di trovarsi in isolamento - sapendo di essere positivo al coronavirus e poi per lo sbaglio del suo agente nel compilare il formulario d'entrata per l'Australia - dove ha omesso il viaggio a Marbella - non convincono tutti.
Le opinioni forti - fuori onda - dei due giornalisti australiani
Le scuse espresse dal numero 1 non hanno certo convinto i due giornalisti dell'emittente australiana Channel 7, Rebecca Madens e Mike Amor, i quali si sono abbandonati a commenti forti e personali sul caso, pensando che le telecamere fossero spente.
«In qualsiasi modo lo si tagli, Novak Djokovic è uno * bugiardo e un traditore», ha detto la Madderns al suo collega negli studi di Melbourne.
Quest'ultimo si è unito ai commenti della collega dicendo: «Porta una scusa del * e poi inciampa nelle sue stesse bugie».
L'emittente non ha ancora commentato l'incidente, che nel frattempo è diventato virale. Inevitabile sarà la presa di posizione del campione serbo.
Le parole di una mamma, quella di Novak
Alle parole dei due giornalisti australiani fanno da contraltare quelle della mamma del tennista serbo, la signora Dijana, che a 7plus -altra emittente australiana - ha così difeso il figlio: «Non è un assassino dopo tutto. Neanche nei miei sogni più selvaggi avrei potuto immaginare quello che sta succedendo a nostro figlio. È reale o sto guardando un film?», ha detto la signora Djokovic, che non si capacita del fatto che un solo ministro possa decidere il destino di suo figlio.
«Non conosco le leggi del suo paese, ma non capisco come un solo uomo possa ancora scavalcare la decisione di un giudice».
Per Alex Hawke, il ministro in questione, la madre di Novak Djokovic ha un messaggio chiaro: «Non buttarlo fuori. Mio figlio non è un politico, non è un criminale, non è un assassino, è il miglior tennista del mondo».
L'opinione del primo ministro della Serbia
Intervistata sulla questione dalla BBC, la premier serba Ana Brnabić ha detto che se Novak Djokovic non fosse andato in isolamento nonostante un test positivo al coronavirus, questa sarebbe «una chiara violazione delle regole».
La pena massima in Serbia? fino a 3 anni di prigione.