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Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann alla conferenza stampa a Berna
Keystone/ANTHONY ANEX(sda-ats)
È necessario promuovere una filiera agroalimentare orientata al mercato, sostenibile e connessa sia a livello nazionale che internazionale.
Con queste argomentazioni, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha lanciato oggi la campagna in favore del decreto federale sulla sicurezza alimentare, in votazione popolare il prossimo 24 settembre.
"La sicurezza alimentare deve essere garantita anche alle generazioni future", ha sostenuto in conferenza stampa il ministro dell'economia. "Ciò vuol dire accessibilità in qualsiasi momento a una quantità sufficiente di alimenti sani a prezzi abbordabili."
La realtà svizzera rispecchia già questa situazione, ha ammesso il consigliere federale, ma il decreto consentirebbe di inserire nella Costituzione un nuovo articolo con le condizioni quadro per raggiungere questi obiettivi.
Sono cinque i pilastri su cui si fonda il decreto. In primo luogo chiede di garantire la conservazione delle basi per la produzione agricola, in particolare le terre coltive, ma anche l'acqua e le nozioni tecniche. Secondariamente, la produzione alimentare deve essere adeguata alle condizioni locali per non gravare eccessivamente sugli ecosistemi, impiegando in maniera efficiente le risorse disponibili, come il suolo, l'acqua e le sostanze nutritive.
In terzo luogo, bisogna consolidare la posizione di mercato della filiera agroalimentare svizzera, riducendo l'intervento statale e orientando maggiormente l'offerta alle esigenze del mercato. Quarto: migliorare le relazioni commerciali con l'estero, vista la dipendenza della Svizzera dalle importazioni alimentari, di macchinari agricoli, di diesel e concime. In tal modo, secondo il governo, si aumentano anche le opportunità per i contadini di esportare i loro prodotti. È infine importante ridurre i rifiuti, producendo alimenti nel rispetto delle risorse.
Il decreto in votazione è nato in parlamento come controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Per la sicurezza alimentare" dell'Unione svizzera dei contadini (USC), poi ritirata. Lanciata in reazione alla Politica agricola 2014-2017, aveva raccolto 147'812 firme valide in soli tre mesi e chiedeva di rafforzare l'approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari provenienti da una produzione indigena sostenibile, adottando provvedimenti contro la perdita di terreni coltivabili.
La maggioranza dei deputati ha però ritenuto che fosse formulata in modo non sufficientemente chiaro e troppo incentrato sulla produzione indigena. Secondo il parlamento avrebbe addirittura potuto causare un'involuzione della politica agricola, con una crescita della produzione a scapito dell'ambiente, un aumento dell'intervento statale e un più marcato isolamento economico.
Davanti al Consiglio nazionale, Schneider-Ammann si era speso a sostegno del controprogetto, sottolineandone l'approccio non protezionistico e non rivolto al passato.
SDA-ATS