Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01262.jsonl.gz/279

Organizzazioni per lo sviluppo, di protezione dei consumatori e degli animali e contadine si sono raggruppate in una coalizione per chiedere un'analisi di sostenibilità in vista di un accordo di libero scambio con il Mercosur, il mercato comune dell'America del Sud.
"Non siamo di principio contro un accordo, ma vogliamo criteri vincolanti di sostenibilità, inclusi meccanismi di sanzioni", hanno sostenuto oggi in una conferenza stampa a Berna rappresentanti della coalizione. Un simile accordo - è stato rilevato - avrà ripercussioni sulle famiglie contadine e l'ambiente nei Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), ma anche in Svizzera per l'agricoltura, gli impieghi nell'industria alimentare e i consumatori.
Alla coalizione aderiscono la comunità di lavoro Alliance Sud (Swissaid, Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti, Helvetas, Caritas, Aces), l'Unione svizzera dei contadini (USC), il sindacato contadino Uniterre, la Federazione romanda dei consumatori, la Protezione svizzera degli animali (PSA), Greenpeace e Public Eye (ex Dichiarazione di Berna).
Finora a criticare l'accordo, che la Svizzera sta negoziando dal giugno 2017 nell'ambito dell'Associazione europea di libero scambio (AELS/EFTA), erano state per lo più voci singole. Scettico in particolare il mondo agricolo: lo scorso gennaio, l'USC aveva rifiutato di partecipare a un vertice indetto per febbraio dal consigliere federale Johann Schneider-Ammann.