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In mezzo al caos politico che da varie settimane ha colpito il Brasile, quella di ieri è stata una giornata favorevole al governo di Dilma Rousseff: migliaia sono scesi in piazza in tutti gli Stati del Paese per manifestare contro l'impeachment della presidente.
I cortei, avvenuti nell'anniversario dei 52 anni dal golpe militare, hanno portato in strada circa 150 mila persone in 75 città, secondo calcoli delle forze dell'ordine.
Alla 'Giornata nazionale di mobilitazione in difesa della democrazia', com'è stata battezzata dagli organizzatori (soprattutto movimenti sociali e sindacati vicini al Partito dei lavoratori di Rousseff), hanno partecipato anche nomi di spicco del mondo della cultura e dello spettacolo, come il compositore Chico Buarque, che all'evento di Rio de Janeiro ha preso la parola difendendo il mandato di Dilma.
Nel mirino dei dimostranti, stavolta, sono entrati soprattutto il magistrato simbolo della lotta alla corruzione, Sergio Moro (grande accusatore dell'ex presidente Lula), e il vicepresidente della Repubblica, Michel Temer, chiamato "traditore" in vari striscioni.
SDA-ATS