Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/243889

<h2>SubmittedText<h2><p>In primavera, il Consiglio federale ha espresso l'intenzione di trasformare il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) in ufficio federale. La decisione è stata sorprendentemente celere, tanto più che all'inizio dell'anno l'Esecutivo aveva risposto con benevolenza ma senza particolare entusiasmo all'interpellanza 21.4389 in cui proponevo la stessa misura. </p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale come intende ripartire i compiti tra cibersicurezza civile e militare. Dal Parlamento si levano voci che richiedono un'unica autorità per la cibersicurezza, una soluzione che per diversi motivi non è certo opportuna, vista la complessità della questione. La cibersicurezza riguarda costantemente e anche in tempo di pace tutte le attività nello spazio digitale, sia a livello individuale, sia aziendale che politico. In risposta a interrogazioni parlamentari, il Consiglio federale ha in passato più volte ribadito la necessità di una ripartizione dei compiti. </p><p>1. La trasformazione dell'NCSC in ufficio federale modificherà la visione del Consiglio federale relativa alla ripartizione dei compiti tra autorità civili e autorità militari?</p><p>2. Nel panorama informatico, ci sono molti specialisti interessati ai diritti fondamentali, che difficilmente sarebbero motivati a lavorare per un'autorità militare. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che potrebbe esserci una carenza di personale qualificato, se troppi compiti venissero classificati come militari? </p><p>3. La ripartizione dei compiti è già abbastanza chiara da permettere di strutturare un ufficio federale per la cibersicurezza?</p><p>4. In caso contrario, il Consiglio federale è disposto a redigere un rapporto che presenti una ripartizione chiara dei compiti, riservando alle autorità civili una quota possibilmente elevata di compiti? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1: il 18 maggio 2022 il Consiglio federale ha deciso di trasformare il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) in un ufficio federale. La decisione si è basata su un'analisi preliminare dei diversi scenari che illustravano la modalità più adeguata di formalizzare l'NCSC a livello istituzionale, in modo da garantire al meglio l'espletamento delle sue mansioni nell'ambito della cibersicurezza.</p><p>Con la decisione di istituire un Ufficio federale per la cibersicurezza, il Consiglio federale ha segnalato la sua disponibilità a rafforzare l'organico nell'ambito della cibersicurezza civile a livello federale. Accettando il postulato 22.3368, il Consiglio federale ha dichiarato altresì la disponibilità a verificare se e in che modo potrà essere sviluppato, in futuro, il sostegno ausiliario dell'esercito nell'ambito della cibersicurezza civile.</p><p>Domanda 2: l'avanzamento dei lavori nell'ambito del Comando Ciber dell'Esercito svizzero mostra che l'esercito è competitivo ed è in grado di mobilitare un ampio ecosistema di specialisti. Tuttavia, il Consiglio federale è consapevole della potenziale eterogeneità dei profili di competenza degli specialisti in materia di cibersicurezza, lotta alla cibercriminalità e ciberdifesa.</p><p>Domanda 3: l'assegnazione concreta delle competenze del nuovo ufficio federale verrà stabilita entro la fine dell'anno e si baserà sulla ripartizione attuale, che verrà all'occorrenza adattata e riesaminata.</p><p>Domanda 4: il Consiglio federale informerà il Parlamento in merito ai risultati dei lavori organizzativi relativi al nuovo ufficio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.