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A Mosca, ultima tappa del suo viaggio in Slovenia, Georgia e Russia, la responsabile della diplomazia elvetica Micheline Calmy-Rey si è intrattenuta domenica con il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov. Al centro delle discussioni, le relazioni bilaterali e il conflitto russo-georgiano del 2008.
Nella sua funzione di presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, Micheline Calmy-Rey ha espresso tra l'altro la sua soddisfazione alle autorità russe per la ratifica da parte della Duma (camera bassa del parlamento) del 'Protocollo 14' del Consiglio d'Europa, che apre la strada alla riforma della Corte europea dei diritti umani.
Il protocollo permetterà un più rapido ricorso al giudizio della Corte europea dei diritti dell'uomo e rappresenta uno degli elementi più importanti del progetto di riforma dell'istituzione del Consiglio d'Europa. A bloccare l'entrata in vigore della riforma era proprio la posizione della Russia, che aveva ritardato da tempo la ratifica del protocollo.
La ministra svizzera degli affari esteri si è inoltre intrattenuta sulle relazioni tra la Russia e la Georgia, che non sono ancora sfociate in un accordo di pace dopo il conflitto che aveva opposto i due paesi nell'agosto del 2008. La Svizzera ha assunto l'anno scorso l'incarico di rappresentare gli interessi georgiani a Mosca e quelli russi a Tbilisi, dal momento che i rispettivi governi non hanno ancora ripristinato le relazioni diplomatiche.
In occasione della tappa a Tbilisi, sabato e domenica, Calmy-Rey ha ricordato al ministro degli esteri georgiano Grigol Vachadze che il Consiglio d'Europa continua a sostenere la riforma della giustizia in Georgia, come pure il rafforzamento delle istituzioni democratiche.
La responsabile della diplomazia elvetica si è inoltre intrattenuta a Tbilisi con il presidente Mikhail Saakachvili e con alcuni rappresentanti dell'opposizione georgiana su temi di competenza del Consiglio d'Europa.
swissinfo.ch e agenzie