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I resti di 751 persone, in gran parte bambini nativi, sono stati trovati giovedì nel sito di una ex scuola nella provincia occidentale di Saskatchewan, in Canada. Lo riferisce ai media la comunità indigena Cowessess, meno di un mese dopo il ritrovamento dei corpi di 215 minori a Kamloops, nella British Columbia, in un'altra "residential schools", ovvero i collegi per nativi voluti dal Governo canadese e gestiti dai cattolici.
"L'ex scuola Marieval non è una fossa comune, ma sono tombe senza lapide - spiega il capo dei Cowessess - i missionari della Chiesa cattolica le hanno lasciate senza nome".
Dal 1899 al 1998 circa 150'000 bambini indigeni sono stati strappati alle loro famiglie, con la forza, per essere rieducati alla "cultura dominante" in 140 istituti gestiti dalla Chiesa cattolica in tutto il Paese. Secondo una commissione d'inchiesta, molti di loro hanno subito maltrattamenti e abusi sessuali e oltre 4'000 sono morti perché ritenuti "diversi".
Il premier canadese, Justin Trudeau, commentando il ritrovamento, ha sottolineato come la Nazione debba riconoscere il suo passato di discriminazione contro le popolazioni native per "costruire un futuro migliore". "Insieme dobbiamo ammettere questa verità e camminare il sentiero condiviso della riconciliazione", ha dichiarato ai media locali. Il Governo canadese aveva presentato le sue scuse formali alle comunità native già nel 2008.
Anche Papa Francesco aveva espresso il suo dolore durante la scoperta degli oltre 200 corpi, dedicando la preghiera dell'Angelus a tutti i bambini ritrovati.