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PECHINO - La Banca centrale cinese (Pboc) ha effettuato oggi una maxi iniezione di liquidità da 700 miliardi di yuan (100,9 miliardi di dollari, 91,5 miliardi di franchi) con finanziamenti di un anno attraverso le linee di credito a medio termine (medium-term lending facility, Mlf). L'istituto segnala così la volontà di allentamento monetario per aiutare l'economia dopo la pandemia del Covid-19.
Gli Mlf, collocati al tasso del 2,95%, furono lanciati nel 2014 per sostenere la liquidità delle banche commerciali grazie ai prestiti della Banca centrale usando titoli per collaterale.
L'iniziativa della Pboc, annunciata con un comunicato, ha spinto i listini azionari cinesi intorno ai massimi degli ultimi due anni, rassicurando le preoccupazioni dei mercati per le tensioni registrate sulla liquidità: l'indice Composite di Shanghai segna da inizio anno un guadagno di circa il 13%, il più alto tra i principali benchmark mondiali.
Allo stesso tempo, la Banca centrale ha iniettato 50 miliardi di yuan (poco più di 7 miliardi di dollari) attraverso l'uso dei reverse repo a 7 giorni con un tasso d'interesse del 2,2%. Il "riacquisto inverso" (reverse repo) comporta l'acquisto di asset con l'accordo sulla rivendita a un prezzo più alto in un futuro predeterminato. La Cina, come riaffermato più volte dalla Banca centrale, punta a «una politica monetaria prudente in un modo più flessibile e appropriato».