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«Qualsiasi forma di disinformazione deve essere respinta», ha twittato il Dipartimento federale degli affari esteri.
BERNA - La Svizzera condanna le restrizioni imposte ai media in Russia e rifiuta qualsiasi forma di disinformazione, ha detto il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) su Twitter. Berna è preoccupata anche per gli attacchi ai giornalisti in Ucraina.
Lo scorso fine settimana, un giornalista freelance svizzero è stato ferito nella regione di Mykolaiv, nel sud dell'Ucraina, e ricoverato in ospedale. Secondo il giornale online "Ukrajinska Prawda" è stato colpito dal fuoco russo, nonostante il fatto che l'auto sulla quale viaggiava portasse la dicitura "Presse".
Lo svizzero ha riportato ferite al viso e all'avambraccio. Dopo un controllo gli sarebbero stati sequestrati anche il passaporto, 3'000 euro in contanti, effetti personali, un casco, materiale fotografico e un laptop.
In un tweet odierno, il DFAE ha dichiarato: «La Svizzera condanna l'ulteriore massiccio inasprimento delle restrizioni alla libertà di espressione e alla libertà dei media in Russia - compreso il blocco dei social media e dei siti web dei media indipendenti. Qualsiasi forma di disinformazione deve essere respinta».
E ancora: «La Svizzera è anche preoccupata per gli attacchi ai professionisti dei media in Ucraina e chiede il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani».
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato venerdì sera diverse leggi che limitano ulteriormente la libertà di espressione in Russia, precedentemente approvate dal parlamento, la Duma.
Sono previsti fino a 15 anni di prigione per chi diffonde presunte "fake news" sulle forze armate russe e usa determinate parole come "guerra" in relazione all'invasione russa dell'Ucraina.
Diversi media stranieri hanno interrotto la copertura dalla Russia, tra cui le emittenti svizzere SRF, RSI e RTS e l'agenzia di stampa italiana Ansa.