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È ulteriormente aumentato il bilancio dell'attacco iraniano contro una base statunitense in Iraq avvenuto a inizio di gennaio, al culmine delle tensioni tra Teheran e Washington. Lo rivelano nuovi dati pubblicati ieri sera dal Pentagono.
In totale 50 soldati americani, 16 in più di quanto annunciato la scorsa settimana, sono stati vittime di commozioni cerebrali in seguito al raid contro la base aerea di Ain al-Assad, ha dichiarato in un comunicato stampa il ministero della Difesa americano.
Tra questi, secondo la stessa fonte, 31 sono stati curati sul posto e hanno già reintegrato le loro unità, mentre 18 sono stati evacuati in un ospedale militare americano in Germania e un altro in Kuwait.
Il presidente statunitense Donald Trump affermò in un discorso televisivo all'indomani dell'attacco iraniano che nessun americano era stato ferito. Teheran lanciò missili contro due basi Usa nella notte tra il 7 e l'8 gennaio in rappresaglia per la morte del generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso in un raid americano mirato.
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