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PORTO (Portogallo) - La Svizzera è una big del calcio mondiale?
Oltre a mettere in palio un trofeo, la Final Four di Nations League serve anche per definire quanto - appunto - grande è il gruppo guidato da Vlado Petkovic. Lasciate stare il ranking FIFA, nel quale siamo comunque appollaiati su un prestigioso ottavo posto; la reale forza di una squadra, di una selezione, viene definita dai risultati ottenuti nei grandi tornei. Nel Mondiale, nell'Europeo e, da questo giro, pure dalla Nations League.
Nata per esigenze puramente commerciali - fuori le poco redditizie e televisivamente vendibili amichevoli, dentro una kermesse ufficiale - la manifestazione pensata dalla UEFA ha fin qui visto i rossocrociati raccogliere solo applausi. Inserita in un gruppo con Belgio e Islanda, la Nazionale pareva destinata a lottare per evitare la retrocessione nella Lega B. Invece, a suon di prestazioni convincenti - l'ultima quella che ha portato al 5-2 rifilato ad Hazard e compagni - ha addirittura primeggiato, guadagnando l'accesso alla Final Four.
Ora si tratta di fare l'ultimo passo in avanti. Se Xhaka e soci si limitassero a partecipare allo show, confermerebbero il loro status di gruppo buono ma non eccelso. Se invece, partendo dalla sfida di questa sera al Portogallo, riuscissero a raccoglier successi; ecco che tutto cambierebbe. Intanto potrebbero mettere in bacheca un trofeo. Poi guadagnerebbero credibilità. Incrociandoli, qualsiasi avversaria smetterebbe di considerarli rivali ostici ma battibili e comincerebbe a temerli. Davvero. E magari modificherebbe - a nostro vantaggio - l'approccio al gioco. Ma per essere rispettati si deve dimostrare di valere. Si deve vincere.
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