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A causa dell'emergenza coronavirus, da lunedì almeno ai consiglieri nazionali sarà consentito di votare da casa durante i lavori parlamentari, qualora fossero infetti o malati, oppure in quarantena.
Una revisione legislativa in tal senso è stata adottata oggi in votazione finale sia dal Consiglio nazionale, con 124 voti contro 64 e 4 astenuti, sia dal Consiglio degli Stati, per 25 a 7 e 5 astenuti. Prima di questo voto, il Parlamento aveva concesso la clausola d'urgenza alla disposizione.
All'origine della proposta un'iniziativa parlamentare della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) che, dopo aver preso atto del "niet" della sua omologa degli Stati (CIP-S) circa la proposta di consentire a tutti i membri dell'Assemblea federale di votare da casa, è ritornata alla carica affinché almeno al Nazionale ciò sia permesso.
Per la CIP-S e la Camera dei cantoni, la presenza "fisica" dei deputati alle sedute parlamentari è necessaria per poter votare sui dossier. Per questo motivo l'idea di concedere tale diritto anche ai "senatori" assenti a causa della pandemia, è stata scartata.
Per venire incontro al Consiglio degli Stati, la CIP-N ha pertanto deciso di lasciar cadere la sua iniziativa originale e di rimpiazzarla con una nuova iniziativa parlamentare volta ad autorizzare le votazioni a distanza soltanto per la Camera del popolo.
Visto che è stata approvata con procedura urgente, tale disposizione consentirà ai consiglieri nazionali di esprimersi da remoto già durante i cinque giorni finali della sessione in corso.