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La licenza di rubare, bere, distenderti e giurare
Romani 4.1 – 5, 13 – 17
1 Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia ottenuto secondo la carne? 2 Poichè se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti a Dio; 3 infatti, che dice la Scrittura? ”Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia». 4 Ora a chi opera, il salario non é messo in conto come grazia, ma come debito; 5 mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede é messa in conto come giustizia…
13 Infatti, la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abraamo o alla sua discendenza in base alla legge, ma in base alla giustizia che viene dalla fede. 14 Perchè, se diventano eredi quelli che si fondano sulla legge, la fede é resa vana e la promessa é annullata; 15 poichè la legge produce ira; ma dove non c’é legge, non c’é neppure trasgressione. 16 Perciò l’eredità é per fede, affinchè sia per grazia; in modo che la promessa sia sicura per tutta la discendenza; non soltanto per quella che é sotto la legge, ma anche per quella che discende dalla fede d’Abraamo. Egli é padre di noi tutti 17 (com’é scritto: ”Io ti ho costituito padre di molte nazioni») davanti a colui nel quale credette, Dio, che fa rivivere i morti, e chiama all’esistenza le cose che non sono.
in tanti temi, il mondo si divide almeno in due parti. Per es., è diviso tra chi viaggia e chi no, tra chi pensa che viaggiare sia l’assaggio del cielo e chi quello dell’inferno. In mondo è diviso chi succhia la vita ogni giorno e chi se la lascia succhiare via. Il mondo è diviso chi ha un coraggio inamovibile e chi lo abbandona. Tra chi finisce ciò che ha iniziato e chi no. Il mondo è diviso tra chi divide il mondo in due tipi di persone e chi non lo fa. La lista si può continuare all’infinito.
Redatto da Antonio Di Passa – <email-pii>