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LOSANNA - La polizia deve informare le persone sottoposte ad interrogatorio di tutte le sfaccettature del loro diritto a non rispondere: lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), che ha annullato la condanna contro un uomo riconosciuto colpevole di pedofilia per aver fatto circolare foto da lui scattate di una bambina nuda.
La moglie era stata interrogata dalla polizia bernese come persona informata dei fatti: le era stato detto che, come tale, non era tenuta a fare affermazioni che avrebbero potuto incolparla. La donna era però anche una testimone: gli agenti avrebbero quindi dovuto farle presente che non era nemmeno costretta a fornire elementi a carico del marito.
Stando al TF la condanna pronunciata dalla giustizia bernese - 12 aliquote giornaliere da 30 franchi, sospese con la condizionale - si basava essenzialmente sulle dichiarazioni della donna. Asserzioni che non potevano essere impiegate, visto che non le era stato fatto presente il diritto di tacere per non incolpare il coniuge.