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Se si vuole negoziare per la pace in Siria bisogna negoziare "anche con Assad". Se si deve, "si negozia anche con il diavolo" perché "l'importante è che si ottenga la pace, un cessate il fuoco". Lo ha detto oggi a Ginevra Carla Del Ponte, membro della commissione Onu di inchiesta sulla Siria.
Nello stesso senso si era espresso nei giorni scorsi il segretario di Stato americano John Kerry e le sue affermazioni sono state criticate soprattutto dalla Turchia, ma anche dal ministro degli esteri francese Laurent Fabius.
Carla Del Ponte, ex procuratrice generale della Confederazione ed ex procuratrice capo del Tribunale penale internazionale sull'ex Jugoslavia, ha ricordato che nel caso dell'ex Jugoslavia si è negoziato con il presidente serbo Slobodan Milosevic a Dayton e che il presidente siriano Bashar al Assad controlla ancora buona parte del territorio e della popolazione in Siria.
Carla Del Ponte si inoltre detta pronta a partire in Siria. "Se l'invito del governo di Damasco è ancora valido, sono pronta a partire in Siria in qualsiasi momento", ha affermato a margine della presentazione dell'ultimo rapporto della commissione di inchiesta al Consiglio Onu dei diritti umani di Ginevra.
La Siria ha sempre negato alla Commissione di inchiesta l'accesso al Paese, ma l'anno scorso Damasco aveva invitato Carla Del Ponte a titolo personale. Se l'invito è sempre valido, l'ex magistrata svizzera è ora pronta a partire "con l'obiettivo di ottenere il maggiore numero di informazioni possibili. Ho molte domande da fare", ha detto. "È anche nell'interesse della Siria", ha aggiunto.
SDA-ATS