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LUCERNA - Alcuni cantoni hanno deciso di introdurre misure più severe rispetto a quelle annunciate oggi dal Consiglio federale per contrastare la pandemia. Lucerna, Svitto, Nidvaldo e Zugo chiuderanno i loro comprensori sciistici dal 22 dicembre. Restano invece aperti gli impianti in Vallese, Berna e nel canton Vaud. Le autorità urane decideranno nel fine settimana, quelle grigionesi lunedì.
Le sette stazioni sciistiche che avevano richiesto un permesso di esercizio per i prossimi giorni hanno ricevuto una risposta negativa, ha indicato il Governo lucernese, aggiungendo che la situazione è «molto tesa» e sarebbe «irresponsabile» aprire le piste in questo cotesto. Nel cantone il tasso di riproduzione del virus è aumentato nell'arco di una settimana da 1,06 a 1,23.
La situazione è analoga a Svitto, che raggiunge addirittura quota 1,28. Ciò significa che 100 persone ne infettano 128. I due cantoni giustificano la chiusura anche con la situazione negli ospedali, dove le capacità sono praticamente esaurite. Rinunciare agli sport invernali dovrebbe contribuire a prevenire gli incidenti e a dare sollievo al personale sanitario, che lavora a pieno regime a causa di Covid-19.
Nel corso del pomeriggio anche le autorità di Zugo e Nidvaldo hanno annunciato la chiusura dei comprensori sciistici a partire dal 22 dicembre a causa dell'elevato numero di contagi.
La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) invita i Cantoni a «esaminare attentamente» se sono soddisfatte le condizioni per l'autorizzazione all'esercizio degli impianti di risalita. Questa può essere concessa «solo se il cantone o la regione hanno, tra l'altro, una capacità sufficiente per trattare sia i pazienti affetti da Covid-19 che altri».
Si aggiunge Obvaldo - In serata anche Obvaldo ha deciso di chiudere gli impianti sciistici. La misura avrà la durata di una settimana a partire da martedì e comprenderà piste da sci e slittino.