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Chiunque venda o trasmetta dati bancari a terzi va punito, anche col carcere fino a tre anni. Ne è convinto anche il Consiglio federale, che condivide le finalità di un progetto di legge in tal senso approvato dalla commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale nel maggio scorso sulla base di un'iniziativa parlamentare del PLR.
In una nota odierna del Dipartimento federale delle finanze (DFF), si sottolinea che simile progetto migliora "la protezione dei diritti della personalità dei clienti e rafforza la fiducia nel mercato finanziario svizzero".
Per l'Esecutivo, prosegue la nota, le modifiche di legge proposte non "risulteranno superflue al momento dell'introduzione dello scambio automatico di informazioni (SAI), poiché non è da ritenere che tutti gli Stati concluderanno un accordo con la Svizzera in questo ambito".
Oltre a ciò, puntualizza il comunicato, in Svizzera il rapporto tra cliente e banca non viene toccato dallo scambio automatico di informazioni.
Il tema sarà verosimilmente all'ordine del giorno della sessione autunnale 2014. Il progetto prevede sanzioni fino a tre anni di carcere. In commissione, una minoranza di sinistra ha giudicato le pene troppo pesanti e proporrà la non entrata nel merito. Per la sinistra, inoltre, con l'entrata in vigore tra qualche anno dello scambio automatico di informazioni, una simile modifica legislativa è del tutto inutile.
SDA-ATS