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BERNA - Il sistema di fideiussioni destinate alla flotta mercantile svizzera d'alto mare dev'essere oggetto di un'indagine più approfondita. Lo hanno deciso oggi le commissioni parlamentari della gestione dopo aver analizzato il rapporto d'inchiesta amministrativa stilato dal Controllo federale delle finanze (CDF).
Un gruppo di lavoro è stato istituito a inizio luglio, dopo che le commissioni avevano notato che diverse mancanze erano state segnalate nel sistema di fideiussioni per la flotta in questione.
Il gruppo esaminerà quindi i punti non delucidati dalla CDF, ossia la sorveglianza esercitata dal Dipartimento dell'economia sull'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese, come pure dal Dipartimento degli esteri sull'Ufficio svizzero della navigazione marittima, indica una nota odierna dei Servizi del parlamento.
Nel maggio scorso il Consiglio federale ha chiesto al Parlamento un credito di 215 milioni di franchi per affrontare i problemi di cui è oggetto la flotta elvetica d'alto mare. La fattura è stata presentata alle Camere solo all'ultimo momento, obbligandole praticamente ad accettare la spesa.
Questo denaro mira a coprire le fideiussioni di 13 battelli destinati alla vendita. La navigazione marittima sta attraversando una crisi acuta a livello mondiale. La Confederazione ha dovuto intervenire per soccorrere i gruppi SCL e SCT dal fallimento. Nonostante i provvedimenti di risanamento avviati, l'unica soluzione rimasta è stata la vendita della flotta.