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Le pressioni politiche ed economiche dall'estero sono le più grandi minacce per la Svizzera. Jürg Bühler, vicedirettore del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), non crede invece che il terrorismo rappresenti al momento un pericolo.
Il vicedirettore dell'"intelligence" elvetica ha parlato oggi a Zurigo su invito dell'Istituto per la collaborazione e il dialogo. "In rapporto agli spazi di manovra di un piccolo paese come la Svizzera le pressioni economiche sono molto grandi", ha detto Bühler.
Un altro problema è rappresentato dallo spionaggio economico, che "indebolisce la concorrenzialità delle società insediate in Svizzera e mette in pericolo la piazza finanziaria e la produttività".
Bühler non crede invece che il terrorismo rappresenti una minaccia diretta per la Confederazione. Lo stesso vale per i movimenti migratori. "Ci concentriamo sulle persone che creano problemi e sono pochissime", ha detto Bühler in proposito. La piccolezza della Svizzera può rappresentare anche un vantaggio: "da noi non c'è il rischio che si formino dei ghetti, come nelle periferie parigine".