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Intervistato dal Blick l'ex coach del Lugano Guillermo Abascal 'scagiona' il presidente Renzetti.
La cacciata era avvenuta a fine settembre al termine del pareggio casalingo del Lugano con il Basilea. «È stato uno shock», ha raccontato l'ex allenatore dei bianconeri al quotidiano Blick.
«Prima della gara con il Basilea il presidente aveva chiesto dei punti. Abbiamo rimontato un ritardo di 0-2 e siamo andati vicini addirittura alla vittoria. La squadra era con me», ha continuato il tecnico spagnolo.
«Da qualche parte me lo potevo aspettare, perché all'interno del club c'è una persona che fin dall'inizio non voleva che io fossi lì. C'è qualcuno che mi ha tradito. Questa persona non è il presidente Renzetti, con il quale avevo un buon rapporto».
Ricordiamo che in occasione della sfida con il Basilea a Cornaredo il numero 1 del Lugano scese in panchina e a fine gara si rifiutò di stringere la mano al tecnico. «Eravamo entrambi nervosi».
Mi ha infastidito il suo atteggiamento, certo, e così poco dopo gli ho detto: «Presidente, noi due abbiamo lo stesso obiettivo. Lasci a me il mio lavoro».
Abascal non porta rancore nei confronti di Renzetti, anzi, lo ringrazia per la possibilità di aver potuto allenare una squadra di Super League.
«Qualcuno, da subito, mi ha reso il lavoro molto difficile - ha continuato lo spagnolo senza però far nomi - non sono stati acquistati i giocatori che avevo chiesto, e quelli che sono arrivati non rientravano tra i giocatori che ritenevo importanti per la squadra».
Il 29enne ha detto di aver seguito alcune partite del campionato spagnolo e di quello portoghese, ma crede fermamente di aver ancora qualcosa da dare al campionato svizzero.
Fabio Celestini ha preso il posto di Guillermo Abascal sulla panchina del Lugano.