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Nuovi sviluppi nella vicenda fiscale che oppone l'UBS alle autorità USA. La giustizia americana ha infatti chiesto giovedì sera che il numero uno bancario elvetico riveli al fisco l'identità di circa 52'000 clienti statunitensi titolari di "conti segreti illegali" per un totale di 14,8 miliardi di dollari (17,35 miliardi di franchi).
Il Dipartimento di giustizia ha annunciato in un comunicato di aver sporto denuncia contro l'UBS a Miami, in Florida, affinché un giudice costringa la banca a consegnare tali informazioni. Secondo il comunicato, sui 52'000 conti, 32'000 sarebbero composti da liquidità, 20'000 da titoli.
"Nel momento in cui milioni di americani perdono il loro impiego e la loro casa, si apprende che oltre 50'000 di nostri ricchi concittadini hanno cercato attivamente di sottrarsi al loro dovere civico e legale di pagare le imposte", sottolinea nella nota John A. Di Cicco, del Dipartimento di giustizia.
La portata di questa notizia è ancora tutta da verificare, perché appare a prima vista in contrasto con l'accordo firmato con le autorità americane in cui quest'ultime si impegnano a non perseguire UBS per almeno 18 mesi. In cambio la banca - su ordine della FINMA - ha fornito i dati di un "numero limitato" di clienti (250/300 secondo il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz).
In serata, UBS ha già fatto sapere che si rifiuta di trasmettere informazioni supplementari. La maggiore banca elvetica ritiene di disporre di mezzi di difesa considerevoli e ha intenzione di contestare vigorosamente tale richiesta, ha aggiunto UBS in un comunicato.