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Il termine insegnante designa i docenti di una determinata disciplina attivi sia privatamente sia in vari ordini di scuole. Nella Svizzera ted. il suo corrispondente, Lehrer, se non è seguito da alcuna specificazione indica gli insegnanti della scuola dell'obbligo, in particolare di Scuola elementare. Il termine franc., instituteur, nell'accezione di maestro di scuola elementare, per lo più pubblica, entrò in uso in Francia nel 1792 e nella Svizzera franc. all'inizio del XIX sec. Per molto tempo affiancato da maître d'école e régent, non veniva invece utilizzato per designare i membri delle Congregazioni o degli ordini religiosi attivi nell'insegnamento. Fino alle recenti riforme scolastiche gli insegnanti delle scuole secondarie (ufficialmente maîtres secondaires) venivano correntemente definiti professeurs.
Ricercare nell'epoca medievale e moderna gli antecedenti dell'insegnante contemporaneo indurrebbe a vedere quest'ultimo come la fase finale dell'evoluzione di questa figura sociale e i suoi predecessori semplicemente come sue prefigurazioni imperfette o incompiute, una concezione che legittimerebbe i paragoni sfavorevoli di cui troppo spesso essi sono oggetto nella storiografia e nell'opinione comune.
È quindi più corretto considerare innanzitutto le esigenze di istruzione elementare presenti nelle società del passato e domandarsi come venivano soddisfatte. Leggere, scrivere e far di conto erano competenze di base che si potevano acquisire per conto proprio, in fam., o con l'aiuto di una persona sufficientemente istruita, retribuita o meno (Precettori). Nel ME questo ruolo era svolto da un parente, un sacerdote o un conoscente, privi di una formazione didattica specifica. Dal XIII sec. un numero crescente di città, e poi anche di com. rurali, affidò l'istruzione collettiva dei bambini a maestri, spesso itineranti e occasionali, che venivano retribuiti poiché il loro compito era ritenuto di utilità pubblica.
Durante l'epoca moderna la funzione di insegnante intesa come servizio pubblico si affermò ulteriormente (Scuola). Con la Riforma e la Controriforma il programma di insegnamento venne riveduto e integrato con nuove materie: catechismo, preghiere, storia sacra. D'altra parte, con la crescente diversificazione della vita professionale e sociale si avvertì la necessità di ampliare le nozioni di base. Nel XVII sec. furono introdotti il calcolo e la "bella scrittura", nel XVIII sec. l'ortografia e la grammatica. Il costante aumento del numero di allievi comportò per i maestri crescenti difficoltà nella gestione delle classi, inducendoli ad abbinare metodi di insegnamento individuali e collettivi.
L'aumento delle esigenze che gli insegnanti dovevano soddisfare e, di conseguenza, delle necessarie competenze intellettuali e pedagogiche contribuì a trasformare il loro lavoro in una professione. Tuttavia tale attività non era circoscritta all'incarico assunto in seno al com.: l'insegnante poteva essere maestro in un convitto o cancelliere; spesso era assistente del prete o del pastore, talvolta anche un artigiano o contadino. Con poche eccezioni, la formazione si svolgeva direttamente sul posto di lavoro, per imitazione. Le prime Scuole magistrali vennero aperte nella seconda metà del XVIII sec. (a Losanna nel 1757, nel convento di Sankt Urban nel 1780). Già nel ME erano attive nell'insegnamento anche le donne, alle quali venivano affidati gli allievi più giovani. Si formarono anche alcune vere e proprie dinastie di insegnanti.
Fino alla fine dell'ancien régime la disuguaglianza tra i com. costituì un aspetto determinante. L'evoluzione delineata concerne pertanto soprattutto i centri più ricchi e popolosi. Gli altri com. dovevano accontentarsi di assumere insegnanti con minore esperienza e conoscenze talvolta lacunose, che venivano retribuiti male o mediocremente. I fondatori della scuola contemporanea concentrarono le loro critiche su questa categoria di maestri, offuscando in modo duraturo l'immagine dell'insegnante dell'ancien régime. In Svizzera esistevano inoltre sensibili differenze cant. e regionali. L'inchiesta svolta da Philippe Albert Stapfer nel 1799 consentì di delineare per la prima volta un quadro statistico di questa differenziazione. Nei decenni successivi, per impulso dei cant. e dell'opinione pubblica sviz. più illuminata, nacque la figura dell'insegnante moderno.
Autrice/Autore: Pierre Caspard / gbp
La storia degli insegnanti nel XIX e XX sec. è caratterizzata da un lento processo di professionalizzazione, articolato in diverse fasi, che attorno al 2000 si è temporaneamente concluso con la costituzione delle alte scuole pedagogiche e la conseguente integrazione della formazione degli insegnanti in un contesto univ. (Pedagogia).
Con la creazione degli ist. magistrali nel decennio 1830-40 e il graduale prolungamento della durata degli studi, che verso la fine del XIX sec. passò da due o tre anni a tre o quattro, la categoria degli insegnanti acquisì in Svizzera una reputazione più solida; da occupazione secondaria, in molti luoghi esercitata solo in inverno, il "dare scuola" si trasformò progressivamente in un'attività professionale, che per decenni tuttavia consistette prevalentemente nell'insegnare, nell'esaminare e valutare le prestazioni scolastiche e nel selezionare gli allievi in grado di proseguire gli studi. Mentre le concezioni pedagogiche del XIX sec., sia di singoli insegnanti sia derivate dalla consapevolezza professionale che si andava gradatamente sviluppando, si fondavano sull'analisi delle raccomandazioni di Johann Heinrich Pestalozzi e dei suoi sostenitori, le linee metodico-didattiche si basavano sul sistema pedagogico herbartiano, sviluppato in Germania e all'epoca ampiamente diffuso anche in Svizzera, che era considerato un punto di riferimento professionale per gli insegnanti (Congresso scolastico sviz. del 1896).
In particolare il passaggio dalle forme individuali di apprendimento all'insegnamento frontale, alla metà del XIX sec., portò gli insegnanti ad acquisire una nuova consapevolezza del loro ruolo di responsabili di un gruppo di bambini (percepito sempre più come una "classe"), costituito dapprima in base alle capacità dei singoli allievi e poi in funzione della loro età. Agli insegnanti erano richieste ora nuove competenze: dovevano essere in grado di "condurre una classe" intera (e non tanto di impartire lezioni individuali ai singoli allievi) e di garantire la disciplina in classe e una progressiva e costante assimilazione della materia. Con l'assunzione di ulteriori compiti aumentò il prestigio dei maestri. Si specializzarono nell'organizzazione di percorsi formativi, che elaboravano tuttavia senza tenere conto dei processi di apprendimento degli alunni, il che diede luogo a reazioni critiche. A metà del XIX sec. in Svizzera si sperimentarono, senza avere duraturo successo, metodi didattici collaudati con esito favorevole all'estero, tra cui il Mutuo insegnamento (metodo Lancaster). Dopo di allora gli insegnanti, in misura differente a seconda della formazione seguita, si profilarono come esponenti di una categoria semiprofessionalizzata, ma suddivisa in gruppi di diverso orientamento. Sul piano economico la loro situazione migliorò notevolmente nella seconda metà del XIX sec. anche perché i cant. prescrissero ai com. stipendi minimi per i maestri elementari, in parte garantiti da contributi statali (a Berna dal 1870); le insegnanti percepivano tuttavia salari inferiori. Gli aumenti di stipendio nei primi decenni del XX sec. consentirono agli insegnanti di accedere alla classe media. Nella maggior parte dei cant. gli insegnanti si organizzarono con fini pedagogici e a tutela dei propri interessi in ass. di categoria, confluite in parte dopo breve tempo in org. sovraregionali (Soc. sviz. degli insegnanti, oggi Ass. mantello dei docenti sviz., già nel 1849; Société des instituteurs romands, oggi Sindacato degli insegnanti romandi, derivato dalla Soc. pedagogica romanda, nel 1864).
Nel XIX sec. in Svizzera i compiti degli insegnanti erano quasi analoghi per tutti i livelli di insegnamento. Ciononostante nei sistemi scolastici cant. si svilupparono varie tipologie di insegnante, che si differenziavano per il grado di professionalizzazione, la durata e il genere di formazione, lo statuto e il prestigio professionale. Nelle classi inferiori della scuola primaria insegnavano il maestro elementare, l'Elementarschullehrer (o Primarschullehrer), il régent, l'instituteur, il maître d'école, lo scolast (sursilvano) o il magister (ladino); in quelle superiori l'Oberschullehrer, il Sekundarlehrer (equivalente all'it. professore, termine utilizzato ufficiosamente nel Ticino per gli ordini di scuola successivi alle elementari). Nella Svizzera ted. docenti di Scuola secondaria erano i Sekundarlehrer, i Bezirkslehrer, insegnanti delle scuole distr., o i Reallehrer, insegnanti delle Scuole reali. Nella Svizzera franc. il termine maître o professeur à l'école secondaire designava sempre un insegnante di scuola media (Scuole superiori).
Durante il XIX sec. in Svizzera si formarono pertanto profili professionali ben distinti in base all'età degli alunni, al tipo di scuola e ai contenuti dell'insegnamento. Benché gli insegnanti abbiano continuato ad avere l'insegnamento al centro della loro attività, il che avrebbe dovuto consentire loro di superare le differenziazioni, essi non hanno mai costituito, fino a oggi, un gruppo omogeneo, capace di agire in quanto tale. Sempre nel XIX sec., per contro, gli insegnanti acquisirono uno statuto vicino a quello dei funzionari, poiché ricoprivano un incarico pubblico. Si distinguevano tuttavia da questi ultimi sul piano giur.-amministrativo: se è vero che devono attenersi ai programmi scolastici e non godono quindi della libertà di insegnamento (ad eccezione dei professori univ.), sono però liberi di scegliere il loro metodo di insegnamento, sulla base di considerazioni pedagogico-didattiche.
Nel XIX sec. il numero di donne attive nell'insegnamento aumentò costantemente. Già all'inizio del XX sec. si registrava una forte presenza di donne insegnanti nelle classi del ciclo inferiore, mentre la loro percentuale diminuiva nella misura in cui aumentava l'età degli alunni. Per le giovani donne la professione di insegnante ha da sempre rappresentato un'opportunità di indipendenza economica, anche se ancora per buona parte del XX sec. alle insegnanti che si erano sposate si consigliava di abbandonare la professione.
In Svizzera le riforme pedagogiche dell'inizio del XX sec. hanno promosso il dibattito metodologico e didattico sui compiti, tradizionali e nuovi, degli insegnanti. All'inizio del XXI sec. i docenti sono percepiti come specialisti sia dell'insegnamento sia dei processi di formazione e il loro mandato contempla un'ampia gamma di attività: insegnamento e pianificazione del programma, valutazione degli allievi, orientamento e consulenza, riunioni con i colleghi e incontri con i genitori, formazione continua e impegno per lo sviluppo della scuola. Le esigenze professionali sono aumentate soprattutto poiché le classi sono divenute più eterogenee e oggi viene richiesto un insegnamento individualizzato, adattato alle capacità di ciascun allievo. Vista la molteplicità dei compiti affrontati dagli insegnanti, oggi la professione, anche se ha perso una parte della sua attrattiva, gode di maggiore prestigio rispetto al passato.
Autrice/Autore: Hans-Ulrich Grunder / sma