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BERNA - Le FFS non negano alcuni problemi legati alla puntualità, anche se l'ex regia federale rimane «la più puntuale in Europa», come le piace ricordare. I dati mostrano però che la percentuale di treni che arrivano in stazione con meno di tre minuti di ritardo è scesa nel 2018 all'86% contro l'87,4% del 2017.
Consapevoli della frustrazione che questi inconvenienti possono causare, le FFS vogliono cambiare la loro politica legata agli indennizzi. Presto non ci sarà più nessun buono per un caffè in caso di ritardo di un'ora, o ancora il "Sorry-Railcheck" di 10 franchi per la seconda classe e 15 franchi per la prima classe nei viaggi a lunga distanza.
Metà del prezzo del biglietto - «A partire da un certo ritardo, metà del prezzo del biglietto potrebbe essere rimborsato, persino la totalità in casi gravi», ha ipotizzato il direttore delle FFS Andreas Meyer nell'intervista rilasciata al portale Watson. Se ciò si concretizzasse, le FFS si spingerebbero oltre le altre compagnie di trasporto pubblico, che compensano al massimo la metà del prezzo del biglietto.
Ad averne diritto sarebbero pure i titolari di un abbonamento generale. Grazie alla digitalizzazione, ad esempio con un'applicazione per smartphone, si potrebbe sapere chi era in viaggio su quale treno. Per riuscirci, le FFS dovranno però rispettare scrupolosamente le disposizioni sulla protezione dei dati, per non mettere a repentaglio la fiducia dei loro clienti.
Berna vuole i rimborsi - Le FFS darebbero in questo modo anche una risposta alla crescente pressione proveniente da Berna. Lo scorso autunno, entrambe le Camere hanno concordato un nuovo passaggio nella legge sui trasporti passeggeri, rendendo obbligatorio l'indennizzo.
Se un treno è parecchio in ritardo, o fosse cancellato del tutto, le ferrovie devono pagare un rimborso, che è però ancora da quantificare visto che il Parlamento ha lasciato i dettagli al Consiglio federale, non volendo ingaggiarsi in una regolamentazione giuridica precisa.
Mezzo milione all'anno - In tal senso, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) sta lavorando a un'ordinanza, che potrebbe essere oggetto di consultazione nel corso dell'anno e potrebbe entrare in vigore a metà del 2022. L'arrivo di Sommaruga alla testa del DATEC rassicura inoltre gli esperti, i quali sono convinti che l'ex presidente della Federazione dei consumatori fornirà una soluzione equa. Anche per i possessori di un abbonamento generale.
Il Consiglio federale si basa per la sua ordinanza sul sistema in vigore nell'Unione europea, che prevede un rimborso di un quarto del prezzo del biglietto per un ritardo superiore a un'ora e metà del prezzo per più due ore. Non c'è comunque pericolo che le FFS finiscano sul lastrico: secondo il governo, questi indennizzi dovrebbero raggiungere circa mezzo milione di franchi all'anno.