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È forse la sagoma fotografata più famosa di sempre. Nel 1984, Jacobus Rentmeester fotografò per la rivista «Life» la giovane promessa Michael Jordan mentre eseguiva una schiacciata. Lo scatto ritrae l’atleta con le gambe divaricate come quelle di un ballerino e un braccio teso che sembra voler toccare le stelle. È un’immagine bellissima, ma che molto probabilmente sarebbe finita nel dimenticatoio. Se non fosse che la Nike creò poi un logo per il marchio della giovane star in cui sembra proprio di riconoscere quella fotografia.
La Nike versò al fotografo 150 dollari per usare per due anni quelle immagini, che avrebbero ispirato il logo delle Air Jordan. Poco tempo dopo, il Jumpman apparve su scarpe, vestiti e poster, diventando una delle immagini iconiche di maggior successo di sempre. Nel 2017, il marchio Air Jordan valse alla Nike guadagni per 3,1 miliardi di dollari: il 13% più dell’anno prima.
Una trentina d’anni dopo il lancio del marchio, Rentmeester ha trascinato la Nike in tribunale, accusandola di aver copiato la sua foto per la Air Jordan I e di averne in seguito fatto un logo che apparse per la prima volta nel 1988 sulle Air Jordan III. Il tribunale gli ha dato torto nel 2015 e nel 2018 è stato ribadito che le fotografie sono sì somiglianti, ma la posa non è sufficientemente simile. Sta ora a Rentmeester pagare tutte le spese giudiziarie.