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I due consiglieri federali, intervenuti all'assemblea dei delegati PLR, hanno smorzato le polemiche
ANDERMATT - Ignazio Cassis e Karin Keller-Sutter oggi ad Andermatt (UR) hanno provato a smorzare le polemiche all'indirizzo del Governo. I due rappresentanti del PLR in Consiglio federale da un lato hanno relativizzato le critiche all'Esecutivo, dall'altro hanno mostrato comprensione di fronte alla stanchezza della gente, duramente provata dalla crisi del coronavirus e ora dagli effetti dell'invasione russa in Ucraina. Il presidente della Confederazione è poi tornato a parlare delle relazioni con l'Unione europea.
I due ministri del PLR hanno difeso l'operato del Governo. Per Cassis, il Consiglio federale è adatto a una crisi e il 70-80% della popolazione ha fiducia in esso, nonostante le «critiche brutali» dei media. «È un valore record e dobbiamo prenderci cura di questo capitale», ha sottolineato il ticinese. Keller-Sutter è invece dell'avviso che criticare l'Esecutivo sia attualmente di moda, a tal punto da diventare, stando alle sue parole, uno «sport popolare in Svizzera».
In occasione dell'assemblea dei delegati del PLR, Cassis e Keller-Sutter hanno poi discusso delle crisi che si stanno accavallando. A causa della guerra in Ucraina e degli effetti della pandemia, il presidente della Confederazione «percepisce una grandissima stanchezza» tra la popolazione. Per la ministra sangallese, il clima nella società si è deteriorato a causa della crisi del coronavirus, lasciando forse «qualche crepa». A suo avviso, è inaccettabile che le minacce personali siano aumentate. «Le persone - ha sottolineato - devono essere libere di esprimere le proprie opinioni».
Nel Consiglio federale, Keller-Sutter vorrebbe vedere una «cultura più forte del dibattito». Cassis, dal canto suo, ha invece parlato di una «cultura pacifica della disputa» che ha finora prevalso nelle riunioni di governo.
Cassis: «Avanti con il dossier Ue»
Cassis, nel suo discorso davanti ai delegati del PLR, è tornato a parlare dei rapporti con l'Unione europea. Il ticinese ha espresso la volontà del Consiglio federale di andare avanti nel dossier, ma anche l'Ue deve fare la sua parte. Il divario che rimane da colmare nei negoziati non può essere colmato dalla sola Svizzera.
Dopo il fallimento dell'accordo quadro, il Governo era disposto a discutere nuovamente delle relazioni con Bruxelles, ma ancora non è chiara la strada che si vuole intraprendere. Anche perché «il Consiglio federale non è il re, ha bisogno del popolo per un accordo», ha aggiunto Cassis.
Al momento, tutti si lamentano e scrivono lettere, spiega il presidente della Confederazione, criticando però il fatto che non sia stata proposta alcuna soluzione. «Se qualcuno ha riconosciuto un problema ma non contribuisce alla sua soluzione, è lui stesso parte del problema», ha affermato.
Il PLR, durante l'assemblea odierna, discuterà in merito a una presa di posizione sulla politica europea. Cassis ha definito la proposta «un buon documento», anche se non coincide al 100% con quanto sta facendo il Consiglio federale.
Keller-Sutter: «Politica migratoria severa ma giusta»
Keller-Sutter si è espressa a favore di una politica migratoria «severa ma giusta», nell'interesse della Svizzera e delle persone interessate. «Lo status S dovrebbe rimanere una protezione temporanea ed essere limitato ad alcune situazioni eccezionali», ha dichiarato ad Andermatt la titolare del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Attualmente tale permesso - accordato in seguito all'invasione russa in Ucraina - è stato concesso a circa 60'000 persone. «Ma non può essere esteso a tutti i gruppi di rifugiati», ha tenuto a precisare la sangallese.
Il Permesso S è stato concepito come una protezione temporanea, ha sottolineato Keller-Sutter. «Se hanno bisogno della protezione della Svizzera, la ottengono. Ma se non ne hanno bisogno, devono lasciare la Confederazione». Chi cerca una protezione permanente dalle persecuzioni in Svizzera deve continuare a seguire una procedura di asilo individuale anche in futuro. «Altrimenti potremmo anche abolire il sistema di asilo. Inoltre, il diritto d'asilo non può risolvere il problema generale della migrazione», ha aggiunto la consigliera federale.
I delegati oggi hanno adottato all'unanimità un documento di posizione sulla politica migratoria svizzera, che mira a una riforma del Permesso S, al fine di orientarlo maggiormente verso un futuro rientro nel Paese delle persone interessate. Oltre a ciò, vuole regolare il ricongiungimento familiare, il rimpatrio dei rifugiati economici e i contingenti in base alle esigenze dell'economia.
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