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BERLINO - Un gruppo che punta al massimo rendimento per i propri azionisti, ma soprattutto a massimizzare il proprio "controllo sulle risorse energetiche globali". Viene descritto così, dai diplomatici americani a Mosca, il colosso russo dell'energia Gazprom, una società "caotica" e "corrotta".
Il 'profilo' della Gazprom emerge da alcuni cablo dell'ambasciata americana a Mosca ottenuti da Wikileaks e pubblicati dalla stampa internazionale, incluso il settimanale tedesco Der Spiegel.
La Gazprom, scrive il giornale, doveva ridare alla Russia il ruolo di superpotenza globale ma, almeno secondo i diplomatici Usa, ha fallito la sua missione a causa della corruzione, del modo di pensare stile sovietico e di un management non all'altezza della situazione.
La Gazprom, scrivono i funzionari americani, è quello che chiunque si aspetterebbe da un "monopolio statale seduto sopra un'enorme fortuna: inefficiente, guidato da obiettivi politici e corrotto".
Fino al maggio del 2008 il presidente del gruppo, Alexei Miller, sosteneva che la Gazprom sarebbe diventata rapidamente ".a compagnia più valutata del mondo", con una capitalizzazione di mercato che avrebbe toccato i mille miliardi di dollari. Un anno più tardi, però, il colosso russo valeva 75 miliardi di dollari e nei loro cablo i diplomatici Usa scrivevano che probabilmente i problemi della Gazprom non erano soltanto dovuti alla crisi, ma erano di "più lungo periodo".
SDA-ATS