Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01105.jsonl.gz/129

L'esercito svizzero sarà trasformato e i suoi obiettivi prioritari modificati. L'appoggio alle autorità civili avrà la precedenza sulla difesa classica del territorio.
La misura comporta risparmi annuali nell'ordine di circa 150 milioni di franchi. Ciononostante gli obiettivi del piano di risparmio 2004 della Confederazione non sono raggiunti.
Gli effettivi dell'esercito - ossia 220 mila uomini - resteranno tuttavia immutati. Questo cambiamento è giustificato dalla riduzione dei mezzi finanziari e dall'analisi dei nuovi rischi.
La minaccia del terrorismo è reale, mentre è poco probabile che in Europa, in un futuro prossimo, possa scoppiare una guerra classica, ha spiegato giovedì alla stampa il ministro della difesa Samuel Schmid, presentando il piano di sviluppo dell'Esercito XXI nel periodo 2008- 2011, adottato mercoledì dal governo.
Di conseguenza, in futuro le truppe di fanteria saranno essenzialmente impegnate in missioni di sicurezza come la protezione di infrastrutture, edifici o conferenze internazionali. Al fine di disporre di effettivi a sufficienza, una parte dei battaglioni di blindati e dell'artiglieria sarà addestrata per questo genere di impieghi.
Difesa classica
Le forze attribuite alla difesa militare classica del territorio saranno dimezzate. Soltanto circa 18'500 soldati saranno assegnati a questo compito, ha indicato il capo dell'esercito Christophe Keckeis.
Nonostante l'adattamento delle priorità dell'esercito - ha sottolineato Samuel Schmid - le sue missioni non cambiano. L'obiettivo resta la difesa del paese.
Gli effettivi complessivi dell'esercito saranno mantenuti a 220'000 uomini. Si suddividono in 120'000 attivi, 20'000 reclute e 80'000 riservisti. Quest'ultimi non saranno dunque smantellati. Lo stesso dicasi per il sistema di milizia e per l'obbligo di servire.
Per le operazioni di mantenimento della pace all'estero, a partire dal 2008 l'esercito dovrebbe poter impiegare simultaneamente 500 militi. La partecipazione a questo genere di missioni continuerà a svolgersi su base volontaria per i soldati di milizia. I professionisti saranno invece tenuti ad accettare la partecipazione a queste missioni se le necessità lo esigono.
Economie insufficienti
In tutto, questi cambiamenti in seno all'esercito comporteranno risparmi per circa 150 milioni di franchi all'anno. Per contro, l'aumento degli effettivi assegnati alle missioni di mantenimento della pace determinerà costi supplementari dell'ordine di 35-45 milioni di franchi.
Il governo ha preso atto che questi risparmi non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi stabiliti per il Dipartimento della difesa (DDPS) nel programma di risparmi 2004. Di conseguenza sono necessari risparmi supplementari per altri 145 milioni di franchi che saranno realizzati sugli investimenti.
Anche dopo questa tappa di sviluppo - ha detto Samuel Schmid – all'esercito occorrerà un budget annuo di circa 4 miliardi di franchi. «Non è infatti possibile avere sicurezza a un prezzo più basso», ha aggiunto il ministro della difesa. Altrimenti occorre rivedere le missioni dell'esercito, i suoi obiettivi o il livello tecnologico, ha precisato.
Se inizialmente Esercito XXI doveva disporre di un bilancio annuo di 4,3 miliardi di franchi, il risanamento delle finanze federali ha costretto il DDPS a correggere questa somma verso il basso. Così, dal 2007 i mezzi finanziari a disposizione ammonteranno a 3,85 miliardi.
In parlamento nel 2006
Le misure prese dal governo non comportano alcuna revisione legislativa. Questo significa che non potranno essere oggetto di un referendum. Il parlamento dovrà tuttavia pronunciarsi sulla modifica di un'ordinanza. Lo farà nel 2006, affinché i cambiamenti d'indirizzo possano essere applicati a partire dal 1. gennaio 2008 e realizzati entro il 2011.
swissinfo e agenzie
In breve
All'epoca della guerra fredda, l'Esercito 61 poteva mobilitare tra gli 600'000 e gli 800'000 uomini, vale a dire oltre il 10% della popolazione. Il servizio militare durava complessivamente 317 giorni, da adempiere tra il 20° e il 50° di età.
Dopo la fine della guerra fredda, Esercito 95 ha ridotto gli effettivi a 400'000 uomini. La durata è scesa a 300 giorni, l'età massima di servizio a 42 anni.
I cambiamenti politici degli anni 90 hanno condotto ad una nuova riforma, chiamata Esercito XXI. La nuova armata comprende 140'000 attivi e 80'000 riservisti, meno del 3% della popolazione.
Eserciti XXI comprende dei soldati professionisti e la possibilità di svolgere tutto il servizio militare in un solo blocco (ferma continuata). Il servizio, obbligatorio tra i 20 e i 30 anni, è ridotto a 260 giorni.