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Un’indiscrezione riportata da un libro rivela che nel 2018 Donald Trump abbia letteralmente detto a Steven Mnuchin di essere contrario a Bitcoin.
Lo riferisce Nick Chong su Forbes, secondo cui nel libro ancora da pubblicare, scritto dall’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ed intitolato “The Room Where It Happened”, questa sarebbe stata la prima volta che l’attuale Presidente degli USA abbia parlato di Bitcoin.
Bolton è stato nominato proprio da Trump consigliere per la sicurezza nazionale nel marzo del 2018, ma nel settembre del 2019 lo stesso Trump annunciò via Twitter di averne chiesto ed ottenuto le dimissioni.
Pertanto la conversazione citata nel libro, avvenuta presumibilmente nel maggio 2018, potrebbe in effetti essere avvenuta in sua presenza.
Steven Mnuchin invece è il Segretario del tesoro, stretto collaboratore del Presidente fin dal febbraio 2017 (Trump è in carica dal 20 gennaio 2017).
La storia raccontata da Chong su Forbes parte dal Washington Examiner, che avrebbe ottenuto un estratto del libro che contiene la citazione di Trump su Bitcoin del maggio 2018.
La cosa curiosa è che il famoso tweet di Trump contro Bitcoin, ovvero la prima volta che abbia trattato pubblicamente l’argomento, è del luglio 2019, ovvero più di un anno dopo la presunta citazione.
Tanto per intenderci, nel maggio 2018 il prezzo di bitcoin si aggirava sui 7.000 $, dopo lo scoppio dell’ultima grande bolla speculativa avvenuto tra fine dicembre 2017 e febbraio 2018.
A luglio 2019 invece aveva superato i 10.000 $, e si stava dirigendo verso il picco massimo dell’anno, ad oltre 13.000 $.
Dopo aver raggiunto il picco massimo del 2019 il prezzo tornò a scendere, tanto che a fine settembre era tornato attorno agli 8.000 $.
Proprio a settembre 2019 Trump affermò che sarebbe stato intenzionato a bannare Bitcoin qualora il suo prezzo avesse raggiunto i 100.000 $.
In merito alla citazione del maggio 2018 l’unica altra informazione rivelata da Chong è che sarebbe avvenuta nel contesto di una conversazione con Mnuchin in merito alle sanzioni commerciali ed ai dazi contro la Cina.
Lo stesso Mnuchin a dicembre del 2019 si è pronunciato esplicitamente contro Bitcoin, quando il prezzo di BTC toccò i minimi annuali, sotto quota 7.000 $.
Da queste tempistiche sembra emergere un certo interesse di Trump e Mnuchin per gli sbalzi di prezzo di bitcoin, con un particolare interesse per quei momenti in cui l’attenzione in merito, soprattutto dei mass media, è elevata.
La cosa curiosa però è che durante tutto il corso del 2017, quando sia Trump che Mnuchin erano già in carica, non pare si siano interessati a Bitcoin nemmeno durante il periodo di picco massimo storico assoluto dell’hype, ovvero mentre si stava gonfiando l’ultima grande bolla speculativa tra ottobre e dicembre 2017.
Quest’ultima considerazione fa sorgere qualche dubbio sulle loro reali intenzioni, e soprattutto sul reale interesse di Donald Trump nei confronti di Bitcoin. È molto difficile immaginare quali realmente siano, ma è improbabile che tutto si possa ridurre a quella singola frase del maggio 2018.
Anche perchè sono in circolazione da un po’ di tempo delle ipotesi sul fatto che Trump in realtà possegga BTC, sebbene ufficialmente non vi sia alcuna conferma in merito.