Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0245.jsonl.gz/388

RE 1 Incarto n. 14.2023.38 Lugano 7 agosto 2023 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello composta del giudice: Jaques, presidente vicecancelliera: Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.2 (rigetto definitivo dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo della Melezza promossa con istanza 13 gennaio 2023 dallo Stato del Cantone Ticino, Bellinzona (rappr. dall’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, Bellinzona) contro RE 1 giudicando sul reclamo del 3 aprile 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 14 marzo 2023 dal Giudice di pace; ritenuto in fatto: A. Con decisioni del 21 dicembre 2021 (inc. 52.2021.494), 8 febbraio 2022 (inc. __________), 18 marzo 2022 (inc. 52.2022.40) e 4 maggio 2022 (inc. 52.2022.107) il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) ha respinto un ricorso di RE 1 e dichiarato irricevibili due sue istanze di revisione e un altro suo ricorso, ponen­do a suo carico le tasse di giudizio rispettivamente di fr. 600.–, fr. 500.–, fr. 500.– e fr. 250.–. B. Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 6 dicembre 2022 dalla sede di Locarno dell’Ufficio d’esecuzione, lo Stato del Can-tone Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso delle quattro tas­se di giudizio appena menzionate, di complessivi fr. 1'850.–. C. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 13 gennaio 2023 lo Stato del Cantone Ticino ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo della Melezza. Nel termine prorogato dal giudice, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 10 marzo 2023. D. Statuendo con decisione del 14 marzo 2023, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 140.– e un’indennità di fr. 25.– a favore dell’istante. E. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Came ra con un reclamo del 3 aprile 2023 per ottenere l’annulla­­mento dell’istanza, delle spese e dell’indennità di prima sede, chiedendo inoltre di dispensarlo dal pagamento delle spese giudiziarie di seconda sede. Stan te il prevedibile esito dell’odierno giudizio il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­­sizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. 1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 22 marzo 2023, il termine d’impugnazione è scaduto sabato 1° aprile 2023, salvo essere prorogato per legge fino al 3 aprile (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF), durante le ferie pasquali (dal 2 al 16 aprile: art. 56 n. 2 LEF [DTF 143 III 149 consid. 2.4.1.1]), sicché si è protratto sempre per legge fino al terzo giorno utile dopo la fine delle stesse (art. 63 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC; DTF 108 III 49), ossia mercoledì 19 aprile. Presentato già il 3 aprile 2023 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. 1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’ac­­certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). 1.3 Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC) – ciò che la Camera verifica d’ufficio – nel senso che dal memoriale deve evincersi per quali ragioni la sentenza di primo grado è contestata (DTF 142 I 94 consid. 8.2 con rinvii). Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Spetta al reclamante confrontarsi con la motivazione addotta nella sentenza impugnata, indicando dove e in che cosa consisterebbe lo sbaglio del primo giudice (sentenza del Tribunale federale 4A_621/2021 del 30 agosto 2022 consid. 3.1, i cui principi valgono anche per i reclami: 5D_190/2014 del 12 maggio 2015 consid. 2). Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resiste alla critica. 1.3.1 Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha accolto l’istanza tenuto conto delle decisioni giudiziarie passate in giudicato prodotte dall’istante e del fatto che il convenuto non ha sollevato nessuna delle obiezioni ammissibili giusta l’art. 81 cpv. 1 LEF. 1.3.2 Nel reclamo RE 1 ribadisce la stessa identica censura già sollevata in prima sede, secondo cui le decisioni del TCA sarebbero il risultato di un inganno e il contenuto dei suoi ricorsi sarebbe stato “raggirato” così da evitare di prendere atto delle violazioni delle norme di legge. 1.3.3 In tal modo egli omette di confrontarsi con la motivazione del pri­mo giudice secondo cui la sua censura non costituisce una valida eccezione giusta l’art. 81 cpv. 1 LEF, motivo per cui, a fronte di decisioni passate in giudicato, l’istanza non poteva ch’essere accolta. Insufficientemente motivato, il reclamo si avvera quindi irricevibile (v. sopra consid. 1.3). 1.3.4 Ad ogni modo, la sentenza impugnata risulta corretta. Non spetta infatti al giudice del rigetto verificare né la fondatezza della prete­sa vantata dall’istante né la correttezza delle decisioni invocate come titoli di rigetto, ma per legge il suo compito si limita ad accertare l’esistenza di un titolo esecutivo giusta l’art. 80 LEF, ossia una decisione esecutiva che obbliga il convenuto a pagare la som­ma posta in esecuzione, e a vagliare eventuali eccezioni liberatorie sollevate dall’escusso in base all’art. 81 LEF, verificando se costui ha dimostrato l’estinzione, la dilazione o la prescrizione del­la pretesa posta in esecuzione (per tutte: DTF 139 III 446, consid. 4.1.1). RE 1 avrebbe quindi dovuto contestare i pretesi errori commessi dal TCA con un ricorso al Tribunale federale e ntro il termine di trenta giorni indicato su lle decisioni del TCA. Non avendolo fatto, egli non ha permesso all’unica autorità competente di esaminare le sue censure nel merito e di eventualmente modificare le decisioni in questione, ormai passate in giudicato (tra tan­te, sentenze della CEF 14.2022.86 del 18 novembre 2022, consid. 1.3.3 e 14.2022.57 del 28 settembre 2022 consid. 1.3.3). 2. La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). La (ricorrente) richiesta di esenzione dal pagamento delle spese processuali formulata dal reclamante va infatti respin­ta perché il reclamo appariva fin dall’inizio privo di probabilità di successo ( nel senso dell’art. 117 lett. b CPC ), tanto da non essere stato notificato alla controparte. Al reclamante è del resto già stato ricordato più volte l’eccezionalità della dispensa dal pagare le spese processuali (sentenze della CEF 14.2022.143 del 12 aprile 2023 consid. 2 e 14.2022.57 del 28 settembre 2022 consid. 3). Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede. 3. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'850.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Per questi motivi, pronuncia: 1. Il reclamo è irricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio sono poste a carico del reclamante. 3. Notificazione a: – ; – Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia, Residenza governativa, Bellinzona. Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo della Melezza. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

RE 1 RE 1

Incarto n. 14.2023.38 Incarto n. 14.2023.38

Incarto n. Lugano 7 agosto 2023 Lugano

Lugano 7 agosto 2023

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente vicecancelliera: vicecancelliera:

vicecancelliera: Bertoni Bertoni

Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.2 (rigetto definitivo dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo della Melezza promossa con istanza 13 gennaio 2023 dallo

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.2 (rigetto definitivo dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo della Melezza promossa con istanza 13 gennaio 2023 dallo Stato del Cantone Ticino, Bellinzona (rappr. dall’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, Bellinzona) Stato del Cantone Ticino, Bellinzona

Stato del Cantone Ticino, Bellinzona (rappr. dall’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, Bellinzona)

(rappr. dall’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, Bellinzona) contro contro

contro RE 1 RE 1

RE 1 giudicando sul reclamo del 3 aprile 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 14 marzo 2023 dal Giudice di pace;

giudicando sul reclamo del 3 aprile 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 14 marzo 2023 dal Giudice di pace; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Con decisioni del 21 dicembre 2021 (inc. 52.2021.494), 8 febbraio 2022 (inc. __________), 18 marzo 2022 (inc. 52.2022.40) e 4 maggio 2022 (inc. 52.2022.107) il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) ha respinto un ricorso di RE 1 e dichiarato irricevibili due sue istanze di revisione e un altro suo ricorso, ponen­do a suo carico le tasse di giudizio rispettivamente di fr. 600.–, fr. 500.–, fr. 500.– e fr. 250.–. in fatto: A. Con decisioni del 21 dicembre 2021 (inc. 52.2021.494), 8 febbraio 2022 (inc. __________), 18 marzo 2022 (inc. 52.2022.40) e 4 maggio 2022 (inc. 52.2022.107) il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) ha respinto un ricorso di RE 1 e dichiarato irricevibili due sue istanze di revisione e un altro suo ricorso, ponen­do a suo carico le tasse di giudizio rispettivamente di fr. 600.–, fr. 500.–, fr. 500.– e fr. 250.–. B. Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 6 dicembre 2022 dalla sede di Locarno dell’Ufficio d’esecuzione, lo Stato del Can-tone Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso delle quattro tas­se di giudizio appena menzionate, di complessivi fr. 1'850.–.

B. Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 6 dicembre 2022 dalla sede di Locarno dell’Ufficio d’esecuzione, lo Stato del Can-tone Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso delle quattro tas­se di giudizio appena menzionate, di complessivi fr. 1'850.–. C. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 13 gennaio 2023 lo Stato del Cantone Ticino ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo della Melezza. Nel termine prorogato dal giudice, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 10 marzo 2023.

C. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 13 gennaio 2023 lo Stato del Cantone Ticino ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo della Melezza. Nel termine prorogato dal giudice, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 10 marzo 2023. D. Statuendo con decisione del 14 marzo 2023, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 140.– e un’indennità di fr. 25.– a favore dell’istante.

D. Statuendo con decisione del 14 marzo 2023, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 140.– e un’indennità di fr. 25.– a favore dell’istante. E. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Came ra con un reclamo del 3 aprile 2023 per ottenere l’annulla­­mento dell’istanza, delle spese e dell’indennità di prima sede, chiedendo inoltre di dispensarlo dal pagamento delle spese giudiziarie di seconda sede. Stan te il prevedibile esito dell’odierno giudizio il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

E. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Came ra ra con un reclamo del 3 aprile 2023 per ottenere l’annulla­­mento dell’istanza, delle spese e dell’indennità di prima sede, chiedendo inoltre di dispensarlo dal pagamento delle spese giudiziarie di seconda sede. Stan te il prevedibile esito dell’odierno giudizio il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. Stan Considerando

Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­­sizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­­sizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. 1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 22 marzo 2023, il termine d’impugnazione è scaduto sabato 1° aprile 2023, salvo essere prorogato per legge fino al 3 aprile (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF), durante le ferie pasquali (dal 2 al 16 aprile: art. 56 n. 2 LEF [DTF 143 III 149 consid. 2.4.1.1]), sicché si è protratto sempre per legge fino al terzo giorno utile dopo la fine delle stesse (art. 63 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC; DTF 108 III 49), ossia mercoledì 19 aprile. Presentato già il 3 aprile 2023 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.

1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 22 marzo 2023, il termine d’impugnazione è scaduto sabato 1° aprile 2023, salvo essere prorogato per legge fino al 3 aprile (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF), durante le ferie pasquali (dal 2 al 16 aprile: art. 56 n. 2 LEF [DTF 143 III 149 consid. 2.4.1.1]), sicché si è protratto sempre per legge fino al terzo giorno utile dopo la fine delle stesse (art. 63 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC; DTF 108 III 49), ossia mercoledì 19 aprile. Presentato già il 3 aprile 2023 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. 1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’ac­­certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’ac­­certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). 1.3 Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC) – ciò che la Camera verifica d’ufficio – nel senso che dal memoriale deve evincersi per quali ragioni la sentenza di primo grado è contestata (DTF 142 I 94 consid. 8.2 con rinvii). Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Spetta al reclamante confrontarsi con la motivazione addotta nella sentenza impugnata, indicando dove e in che cosa consisterebbe lo sbaglio del primo giudice (sentenza del Tribunale federale 4A_621/2021 del 30 agosto 2022 consid. 3.1, i cui principi valgono anche per i reclami: 5D_190/2014 del 12 maggio 2015 consid. 2). Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resiste alla critica.

1.3 (art. 321 cpv. 1 CPC) – ciò che la Camera verifica d’ufficio –. 1.3.1 Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha accolto l’istanza tenuto conto delle decisioni giudiziarie passate in giudicato prodotte dall’istante e del fatto che il convenuto non ha sollevato nessuna delle obiezioni ammissibili giusta l’art. 81 cpv. 1 LEF.

1.3.1 Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha accolto l’istanza tenuto conto delle decisioni giudiziarie passate in giudicato prodotte dall’istante e del fatto che il convenuto non ha sollevato nessuna delle obiezioni ammissibili giusta l’art. 81 cpv. 1 LEF. 1.3.2 Nel reclamo RE 1 ribadisce la stessa identica censura già sollevata in prima sede, secondo cui le decisioni del TCA sarebbero il risultato di un inganno e il contenuto dei suoi ricorsi sarebbe stato “raggirato” così da evitare di prendere atto delle violazioni delle norme di legge.

1.3.2 Nel reclamo RE 1 ribadisce la stessa identica censura già sollevata in prima sede, secondo cui le decisioni del TCA sarebbero il risultato di un inganno e il contenuto dei suoi ricorsi sarebbe stato “raggirato” così da evitare di prendere atto delle violazioni delle norme di legge. 1.3.3 In tal modo egli omette di confrontarsi con la motivazione del pri­mo giudice secondo cui la sua censura non costituisce una valida eccezione giusta l’art. 81 cpv. 1 LEF, motivo per cui, a fronte di decisioni passate in giudicato, l’istanza non poteva ch’essere accolta. Insufficientemente motivato, il reclamo si avvera quindi irricevibile (v. sopra consid. 1.3).

1.3.3 In tal modo egli omette di confrontarsi con la motivazione del pri­mo giudice secondo cui la sua censura non costituisce una valida eccezione giusta l’art. 81 cpv. 1 LEF, motivo per cui, a fronte di decisioni passate in giudicato, l’istanza non poteva ch’essere accolta. Insufficientemente motivato, il reclamo si avvera quindi irricevibile (v. sopra consid. 1.3). 1.3.4 Ad ogni modo, la sentenza impugnata risulta corretta. Non spetta infatti al giudice del rigetto verificare né la fondatezza della prete­sa vantata dall’istante né la correttezza delle decisioni invocate come titoli di rigetto, ma per legge il suo compito si limita ad accertare l’esistenza di un titolo esecutivo giusta l’art. 80 LEF, ossia una decisione esecutiva che obbliga il convenuto a pagare la som­ma posta in esecuzione, e a vagliare eventuali eccezioni liberatorie sollevate dall’escusso in base all’art. 81 LEF, verificando se costui ha dimostrato l’estinzione, la dilazione o la prescrizione del­la pretesa posta in esecuzione (per tutte: DTF 139 III 446, consid. 4.1.1). RE 1 avrebbe quindi dovuto contestare i pretesi errori commessi dal TCA con un ricorso al Tribunale federale e ntro il termine di trenta giorni indicato su lle decisioni del TCA. Non avendolo fatto, egli non ha permesso all’unica autorità competente di esaminare le sue censure nel merito e di eventualmente modificare le decisioni in questione, ormai passate in giudicato (tra tan­te, sentenze della CEF 14.2022.86 del 18 novembre 2022, consid. 1.3.3 e 14.2022.57 del 28 settembre 2022 consid. 1.3.3).

1.3.4 Ad ogni modo, la sentenza impugnata risulta corretta. Non spetta infatti al giudice del rigetto verificare né la fondatezza della prete­sa vantata dall’istante né la correttezza delle decisioni invocate come titoli di rigetto, ma per legge il suo compito si limita ad accertare l’esistenza di un titolo esecutivo giusta l’art. 80 LEF, ossia una decisione esecutiva che obbliga il convenuto a pagare la som­ma posta in esecuzione, e a vagliare eventuali eccezioni liberatorie sollevate dall’escusso in base all’art. 81 LEF, verificando se costui ha dimostrato l’estinzione, la dilazione o la prescrizione del­la pretesa posta in esecuzione (per tutte: DTF 139 III 446, consid. 4.1.1). RE 1 avrebbe quindi dovuto contestare i pretesi errori commessi dal TCA con un ricorso al Tribunale federale e ntro il termine di trenta giorni indicato su lle decisioni del TCA. Non avendolo fatto, egli non ha permesso all’unica autorità competente di esaminare le sue censure nel merito e di eventualmente modificare le decisioni in questione, ormai passate in giudicato (tra tan­te, sentenze della CEF 14.2022.86 del 18 novembre 2022, consid. 1.3.3 e 14.2022.57 del 28 settembre 2022 consid. 1.3.3). 2. La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). La (ricorrente) richiesta di esenzione dal pagamento delle spese processuali formulata dal reclamante va infatti respin­ta perché il reclamo appariva fin dall’inizio privo di probabilità di successo ( nel senso dell’art. 117 lett. b CPC ), tanto da non essere stato notificato alla controparte. Al reclamante è del resto già stato ricordato più volte l’eccezionalità della dispensa dal pagare le spese processuali (sentenze della CEF 14.2022.143 del 12 aprile 2023 consid. 2 e 14.2022.57 del 28 settembre 2022 consid. 3).

2. La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). La (ricorrente) richiesta di esenzione dal pagamento delle spese processuali formulata dal reclamante va infatti respin­ta perché il reclamo appariva privo di probabilità di successo ( ), tanto da non essere stato notificato alla controparte più volte l’eccezionalità della dispensa dal pagare le spese processuali (sentenze della CEF 14.2022.143 del 12 aprile 2023 consid. 2 e 14.2022.57 del 28 settembre 2022 consid. 3). Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede.

Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede. 3. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'850.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

3. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'850.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. Il reclamo è irricevibile. pronuncia: 1. Il reclamo è irricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio sono poste a carico del reclamante.

2. Le spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio sono poste a carico del reclamante. 3. Notificazione a:

3. Notificazione a: – ; – Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia, Residenza governativa, Bellinzona. – ;

– ; – Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione

– Ufficio dell’incasso e delle pene alternative della Divisione della giustizia, Residenza governativa, Bellinzona. della giustizia, Residenza governativa, Bellinzona. Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo della Melezza.

Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo della Melezza. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La vicecancelliera

Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).