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Giro di vite del parlamento per la pubblicità a favore del piccolo credito. Rinunciando a punire le infrazioni commesse per negligenza, ed eliminando così l'ultima divergenza col Consiglio nazionale, gli Stati hanno approvato oggi un inasprimento delle regole in vigore che vietano, in particolare, le pratiche aggressive in materia. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
Gli Stati, al pari del Consiglio federale ma in opposizione al Nazionale, avrebbero voluto sanzionare con una pena fino a 50'000 franchi chiunque avesse aggirato il divieto di pubblicità aggressiva per negligenza.
Per 20 voti a 19, i "senatori" hanno tuttavia deciso di fare marcia indietro su questo punto; solo chi infrange in modo intenzionale il divieto dev'essere punito con un sanzione di 100'000 franchi al massimo.
Il mantenimento delle sanzioni per negligenza è stato sostenuto dal campo rosso-verde, secondo cui sarebbe facile per chi contravviene a queste disposizioni sostenere di non aver fatto apposta ad infrangere il divieto.
La revisione della legge - scaturita da un'iniziativa parlamentare della ex consigliera nazionale Josiane Aubert (PS/VD) - lascia al settore l'onere di definire quale pubblicità è considerata aggressiva. Se l'autoregolamentazione dovesse fallire, il governo dovrà agire per via d'ordinanza.
Tra le altre modifiche apportate alla legge sul credito al consumo, figura anche la possibilità concessa al creditore di esigere dal potenziale cliente un estratto del registro dell'ufficio esecuzione e fallimenti e un attestato di salario, o altri documenti per gli indipendenti.
Altra disposizione restrittiva: i crediti che devono essere rimborsati entro un anno in quattro rate al massimo saranno ugualmente sottoposti alla legge e necessiteranno di un esame della solvibilità del consumatore. Il parlamento crede infatti che simili crediti "express" possano rappresentare il primo passo verso un indebitamento fatale.
SDA-ATS