Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/217786

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella città di Zurigo vivono attualmente oltre 10 000 sans-papiers. A Ginevra sarebbero 13 000, stando a una stima della Segreteria di Stato della migrazione. Con la "Züri-City-Card" il Municipio di Zurigo ha ora introdotto una sorta di carta d'identità. Si pongono pertanto le domande seguenti.</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale l'utilità di una tale carta per sans-papiers? Sarebbe realmente utile?</p><p>2. La città di Zurigo elude in tal modo il diritto federale?</p><p>3. In che misura le città possono allestire autonomamente questo tipo di carte d'identità fattuali?</p><p>4. Come intende la Confederazione affrontare sul piano nazionale la problematica dei sans-papiers?</p><p>5. I servizi d'identificazione elettronica (Ie) possono contribuire a migliorare la situazione in questo ambito?</p><p>6. Quali standard in materia di protezione dei dati deve soddisfare una carta di questo tipo, che permetterebbe di ricorrere anche a servizi di e-government?</p><p>7. Quali esperienze ha maturato la Confederazione in relazione al progetto "Papyrus" della città di Ginevra?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-3. Secondo le disposizioni della Costituzione federale (Cost.; RS 101) la legislazione sull'entrata, l'uscita, la dimora e il domicilio degli stranieri nonché sulla concessione dell'asilo compete alla Confederazione (art. 121 cpv. 1 Cost.). L'esecuzione del diritto in materia di stranieri è compito dei Cantoni. Di norma gli stranieri ricevono una carta di soggiorno se le condizioni legali di rilascio sono adempiute (art. 41 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI; RS 142.20). Le persone che dimorano illegalmente in Svizzera sono in linea di massima tenute a lasciare il nostro Paese. I Cantoni sono responsabili dell'esecuzione degli allontanamenti. </p><p>La "city card" è un'iniziativa della città di Zurigo che non si fonda sul diritto federale. Come menzionato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Hess (19.3933) del 21 giugno 2019 "Le city-card violano il diritto vigente?", i Comuni o i Cantoni non hanno la competenza di disciplinare in maniera vincolante secondo il proprio diritto il soggiorno dei sanspapiers accordando loro un titolo di soggiorno. Secondo il Consiglio federale, permessi di questo tipo non sono quindi giuridicamente vincolanti e non possono legittimare un soggiorno in Svizzera. L'introduzione di una carta di questo tipo quale documento d'identità è pertanto contraria al diritto federale.</p><p>4. Nel suo rapporto del 21 dicembre 2020 in adempimento del postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale "Per un'ampia analisi della problematica dei sanspapiers" (18.3381), il Consiglio federale ha presentato un'analisi dettagliata della situazione delle persone che soggiornano illegalmente in Svizzera. Ha confermato il principio dell'esame individuale delle domande di rilascio di un permesso in gravi casi di rigore. A suo parere, il diritto vigente ha dato buoni risultati, poiché lascia il necessario margine di manovra ai Cantoni e alla Confederazione. Ha respinto una regolarizzazione collettiva o una regolarizzazione parziale che si limita a un determinato gruppo di sanspapiers poiché non permette di trovare una soluzione durevole al problema del soggiorno illegale. </p><p>5 e 6. </p><p>Le disposizioni d'esecuzione relative alla legge federale sui servizi d'identificazione elettronica (LSIe; FF 2019 5419), sulla quale si voterà il 7 marzo 2021, sono attualmente in fase di elaborazione. Le procedure e le condizioni di identificazione saranno disciplinate più in dettaglio (art. 3 cpv. 2 LSIe). Si tratterà anche di esaminare a quali categorie di stranieri è possibile rilasciare un'Ie e a quale livello di sicurezza. L'Ie non disciplina tuttavia lo status di soggiorno degli stranieri, limitandosi ad agevolare l'identificazione della persona.</p><p>7. Nel suddetto rapporto del 21 dicembre 2020, il Consiglio federale ha pure preso atto dei risultati dell'operazione Papyrus, che si è conclusa il 31 dicembre 2018. Ha indicato che questo progetto si è svolto nel quadro delle vigenti disposizioni di diritto degli stranieri, che prevedono il margine di manovra necessario a tal fine.</p>  Risposta del Consiglio federale.