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Gli onorari elevati hanno attirato moltissime critiche al piano per la ripartizione degli 1,25 miliardi di dollari, che UBS e Credit Suisse hanno versato quale indennizzo per i fondi in giacenza negli istituti di credito elvetici.Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2000 - 16:33
Il giudice Edward Korman del tribunale federale di Brooklyn a New York, incaricato di stilare il piano di ripartizione tra i diversi aventi diritto, ha ricevuto finora centinaia di lettere, ha dichiarato all'ats Paula Suse, collaboratrice del magistrato. Se l'ultima audizione, prevista per il 20 novembre alla corte di cassazione di Brooklyn, dovesse concludersi positivamente, Korman darà il via libera alla distribuzione degli indennizzi.
Sia il giudice Korman che l'avvocato Judah Gribetz - responsabile della pubblicazione del piano avvenuta l'11 novembre scorso - hanno rifiutato qualsiasi commento, prima dell'incontro previsto fra due settimane. È difficile prevedere ora, ha specificato la Suse, «se i rilievi o le proposte formulate nelle missive avranno ripercussioni sull'applicazione del piano».
Il piano di Gribetz non tiene conto degli onorari dovuti agli avvocati. Tra le parti lese vi è chi ha minacciato di adire le vie legali come risposta alle richieste avanzate dai rispettivi legali. Il Congresso ebraico mondiale (WJC), ha detto il suo direttore Elan Steinberg, «pur approvando il piano di ripartizione, aborrisce le pretese degli avvocati, che globalmente supererebbero i 25 milioni di dollari - 44 milioni di franchi -, il 2,5 percento della somma globale».
Particolarmente esosi si sarebbero dimostrati Edward Fagan e Robert Swift, i quali pretendono onorari da 800 dollari l'ora secondo Steinberg. «Non è normale - ha detto questi all'ats - che dei legali approfittino in tal modo della vertenza».
Di tutt'altro tenore le considerazioni degli avvocati: Burt Neuborne ha fatto notare come le richieste globali non superino l'1 percento della somma pattuita tra le parti. Si tratta di una percentuale assai più bassa di quella normalmente praticata negli Usa, ha dichiarato.
Il piano prevede che ai sopravvissuti dell'Olocausto, o agli eredi delle vittime, che possedevano conti in banche svizzere vadano 800 milioni di dollari. Altri 400 serviranno per indennizzare gli ex lavoratori forzati e i profughi respinti alle frontiere elvetiche.
swissinfo e agenzie
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