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Intervista ai Black Lips
Intervista del 14 settembre, a cura di Daniela Baiardi.
This has been my third week in University. The day I have a lesson from 5:30 – 8:15pm I get the news that I’ll be interviewing Black Lips at around 5:30-5:45 pm but we all know that in the music world it means an hour later… I tried my best to get myself ready for the interview with some interesting questions. When I got to the venue I saw them unloading their music gear and I freaked out, first time it has ever happened to me before interviewing a band (this is only my 4th interview). To calm myself down I went to get a coffee and review my questions… afterwards my colleague/friend came and reassured me, he told me that they should be scared of me because I have “the power” (as I am the interviewer). During their sound check we had a beer, again, to calm myself down, then finally they called us for the interview. By then I was confident and calm to interview the Black Lips, it went really smoothly, they were super nice and listened to every question carefully. A 3-4 hour work finished in 11 minutes, was it worth it? Hell yeah, because you never know when you get an opportunity like this again. Hopefully this interview will go down in the local history.
The big moment was during the concert, toilet paper thrown off everywhere giving the Black Lips vibe of mischievous kids and the classic mosh pit moreover the small crowd surfing. When the song “O Katrina” came on everybody was shaking their butts to the beat, even people in the 4th -5th row meaning the watchers and the so called older crowd. They went for an encore because everybody was going wild calling their name for more.
Before leaving I said goodbye to some of my friends, a few of them told me go to the after party, I was very reluctant because my friend was driving me back home so I asked her and my group of friends if they wanted to join so I wouldn’t be alone. At the end my friend ended up driving me to the after party and they didn’t join. I’m used to going alone to places but 10% times it overwhelms me, anyway the after party was fun, it was so surreal to have the Black Lips there.
Gwen traduce in italiano:
È la mia terza settimana all’università. Il giorno in cui ho lezione dalle 5:30 alle 8:15 mi arriva la notizia che avrei intervistato i Black Lips proprio intorno alle 5:30, ma sappiamo tutti che nel mondo della musica significa un’ora dopo… Ho fatto del mio meglio per preparare l’intervista con delle domande interessanti. Quando sono arrivata al Foce ho visto il gruppo scaricare il materiale per il palco e sono andata in paranoia, era la prima volta che mi succedeva prima di intervistare una band (questa è solo la mia quarta intervista). Per calmarmi sono andata a prendere un caffè e ricontrollare le mie domande, poi il mio collega/amico è arrivato e mi ha rassicurato dicendo che al massimo erano loro a dover temere me, perché io ho il potere (di gestire l’intervista). Durante il sound check ci siamo fatti una birra, sempre per tranquillizzarmi, e poi finalmente è arrivato il nostro momento. Ero molto più sicura e l’intervista è andata liscia, loro erano molto carini e hanno ascoltato ogni mia domanda con attenzione. Un lavoro di 3-4 ore volato via in 11 minuti, ne è valsa la pena? Abballa, perché non sai mai quando potrebbe capitarti di nuovo un’occasione come questa. Con un po’ di fortuna quest’intervista rimarrà nella storia locale.
Il grande momento è stato durante il concerto, quando rotoli di carta igienica volavano ovunque dando ai Black Lips l’aura di ragazzi dispettosi, il classico pogo e lo stage diving da parte del pubblico. Quando è partita “O Katrina” tutti agitavano i loro culi, anche la gente in quarta o quinta fila, i semplici spettatori e i più vecchi. Hanno concesso un Bis perché tutti inneggiavano il loro nome chiedendo altre canzoni.
Prima di andarmene ho salutato alcuni amici, e alcuni di loro mi hanno invitato all’after party. Ero molto restia perché un amica era disposto ad accompagnarmi a casa in auto, quindi ho chiesto al mio gruppo di amici se volevano unirsi in modo da non essere sola. Alla fine mi hanno accompagnato alla festa ma non si sono fermati con me. Sono abituata ad andare nei posti da sola ma il 10% delle volte mi spacca, comunque il party è stato divertente, era così surreale il fatto che i Black Lips fossero lì con noi.