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This is a text translated from Italian to Rumantsch Grischun.
Salva la Cappella di Santa Maria Maddalena (Sontga Maria Madleina) a Gula nel Comune di Rueun

La Cappella dedicata a Santa Maria Maddalena è una delle quattro cappellette site nel Comune di Rueun. Negli anni 1983/84 si è proceduto al restauro della Cappella di San Francesco che sorge lungo la strada verso Pigniu/Panix. La Chiesa parrocchiale cattolica di San Andrea è stata oggetto di un'ampia ristrutturazione negli anni 1993-1995.

Qualche parola sulla storia della Cappella

La Cappella di Santa Maria Maddalena si trova nella ex borgata Gula sul versante destro del burrone torrentizio di fronte a Schnaus. Il pittore di monumenti nonché inventarista Erwin Poeschel presume l'esistenza di una precedente cappella, rasa al suolo, risalente al 16° secolo. Da nell'occhio che dal 1522 la nuova Chiesta del vicino Comune di Schnaus sia consacrata, oltre che a San Sebastiano e San Giorgio, soprattutto a Santa Maria Maddalena. Già quattro anni dopo la costruzione, ossia nel 1526, il Comune di Schnaus si convertì al protestantesimo. Forse i vicini di Gula, borgata al di là della Val da Mulin, ovvero altre la gora del mulino, costruirono una nuova Casa di Dio e quindi una nuova patria per Santa Maria Maddalena che nel frattempo era stata scacciata da Schnaus.

Il moncone di quella che era una traversa per campane, posta nello spazio sotto il tetto, al di sopra dell'arco del coro nella Cappella, lascia intendere che vi fu un restauro. Pure il massiccio spostamento della volta rinvia ad un intervento successivo. Entrambe le campane risalenti al 1643 e recanti l'incisione "SANCTA MARIA ET SS. FRANZISCE ET SANCTA MA. MAG. (Maria Maddalena) ORATE PRO NOBIS A. DO. 1643" sono conservate. La più grande si trova nella torre a Gula, la minore nella torretta campanaria della Cappella San Antonio a Rueun. La pittura della volta, che se pur non firmata riconduce, sulla base delle sue peculiarità formali e stilistiche, a Giovanni Battista Macholino o perlomeno al suo atelier, confermano l'anno 1643 quale data di un restauro o persino di una costruzione ex novo della Cappella. Macholino, che proveniva dalla Val San Giacomo nei pressi di Chiavenna, ha firmato e datato le sue opere nella Chiesa di Pigniu/Panix (1636) e nella Chiesa parrocchiale evengelica di Sagogn (1639). Verosimilmente anche la pittura meno riuscita della Cappella di San Francesco e forse anche quella nel coro della Chiesa parrocchiale di Rueun sono uscite dall'atelier di Macholino, che proprio a Rueun firmò il quadro sull'altare laterale destro recante l'immagine di Gesù crocifisso (1635). L'opera di Macholino più antica nota nella Regione è il colossale affresco su tela raffigurante la battaglia di Lepanto posto nella Chiesa di San Vincenzio di Pleiv (firmato e datato 1630).

Conservazione e restauro

Poco dopo il restauro della Chiesa parrocchiale si è manifestata l'urgenza d'intervenire su ampia scala per conservare e ristrutturare la Cappella Maria Maddalena a Gula. Di fatto la volta della navata riccamente dipinta minacciava di crollare. Il tetto in lamiera e gli allacciamenti fra tetto e torre erano danneggiati, mentre la crescente umidità metteva a dura prova la muratura e l'intonaco. Nuove scanalature e nuovi tubi di caduta come pure un canale di drenaggio attorno alla Chiesa provvedono ora all'evacuazione dell'acqua del tetto e contribuiscono a ridurre l'umidità nei muri. Nuovo è pure l'impianto parafulmini. Al posto della rovinato manto di copertura del tetto in banda stagnata si è provveduto a ricoprire la cupola della torre con scandole di larice spaccate a mano. Per contro la navata e il coro sono stati dotati di un tetto sfaccettato in lamiera d'acciaio uginox. Per sostituire il manto scandolato, la cui esistenza è stata storicamente comprovata, è stato scelto un moderno rivestimento in metallo, in quanto i pipistrelli trovavano rifugio scaldandosi sotto il metallo. Grazie al migliore isolamento della gronda il clima nello spazio sotto il tetto era tanto favorevole che in estate circa 2000 rinofoli minori lo utilizzavano per allevare i propri piccoli.

L'orditura del tetto sopra la navata era in cattivo stato, cosa che ha reso necessario l'inserimento di una nuova traversa arcuata in metallo. Il soffitto a botte nella navata, maltato e minacciato da crollo, è stato puntualmente fissato a numerose barre d'acciaio e attaccato all'orditura del tetto rispettivamente alla nuova traversa. Un metodo ben sperimentato per la fissazione del soffitto, al quale l'architetto progettista Jürg Buchli aveva già fatto ricorso per la ristrutturazione della Chiesa del Convento di Pfäfers nonché della Chiesa parrocchiale di Disentis.

Nel corso dei più recenti lavori di rinnovo della Cappella, effettuati circa 60 anni or sono, si è tentato di porre rimedio all'umidità interna all'edificio con un pavimento in cemento. Questo pavimento è stato fresato lungo le pareti in modo tale garantire lo scambio d'aria e d'umidità. Il pavimento in cemento, che mal si presenta, è stato ricoperto di lastre di Vals spaccate nella parte superiore. I banchi in legno di abete rosso, introdotti durante l'ultimo restauro, sono stati soltanto sverniciati. Le modesti finestre in pioli di legno, situate nella navata e provviste di un prezioso vetro soffiato a bocca, datano degli inizi del 20° secolo, quelle nel coro potrebbero essere persino di 100 più vecchie. È stato possibile riparare accuratamente le finestre della parete sud, mentre quelle della parete ovest dotate di intelaiature riccamente dipinte erano così danneggiate che è stato necessario ricostruire una copia del telaio in legno. Si è optato per un'invetriatura con vetro a tondi del 17° secolo che ben si concilia con i telai dipinti.

Gli stipiti in pietra e sabbia del portale d'entrata in sasso Verrucano verde, originario del luogo, sono adornate con riempitivi e rosette; il restauratore Jörg Joos ha potuto conservare gli stipiti grazie all'impiego di eteri silicici. Una volta restaurata, la porta barocca a doppio battente è stata completata con un catenaccio forgiato.

Il retablo dell'altare, costruito in legno in stile barocco, è dipinto con effetto marmo e in parte rivestito d'oro. Due colonne scanalate guarnite con capitelli reggono un frontone con travatura riccamente profilata. Il frontespizio è un cartoccio con stemmi Cappuccini plasticamente intagliati e incastonati (Gesù Cristo crocifisso e Francesco con le stigmate). Il retablo dell'altare proviene dal medesimo atelier di quello ubicato nella Cappella di San Francesco che, sulla scorta della data posta sul dipinto, risale al 1642. Particolare sorpresa suscita il quadro, dipinto su tela, sull'altare della Cappella della Maddalena. Esso raffigura Gesù crocifisso accompagnato da Maria e Giovanni, ai piedi di Cristo vi è inginocchiata Maddalena, la patrona della Cappella, la quale abbraccia i piedi di Gesù, Francesco è inginocchiato accanto a lei. La pittura di questo quadro, che se paragonata a quella della soffitta della Cappella risulta qualitativamente scarsa e dipinta con mano maldestra, ha un che di estraneo e fastidioso. Come le ricerche del restauratore hanno comprovato, essa è una copia malriuscita della rappresentazione originale di stampo barocco sul retro della tela. La sostituzione di immagine si spiega con un danno importante, vale a dire una lacuna nella parte superiore del corpo di Cristo dovuto ad un'infiltrazione d'acqua.

La mano esperta, ma soprattutto le iniziali J.R.S. poste sulla parte inferiore della cornice, confermano che si tratta di un'opera di Johann Rudolf Sturn, il pittore di corte di Coira. In seguito fu presa la decisione di restaurare la pittura, purtroppo danneggiata, sul retro della tela. Il restauratore completò la parte mancante, con tecnica irreversibile, secondo il modello dell'altare laterale di Cabbiolo (dipinto nel 1645 da J.R. Sturn)

I dipinti sulla volta

Il gioiello più prezioso di questa modesta Cappella barocca sono le pitture del soffitto molto ben conservate. Le pareti nella navata e nel coro sono imbiancate a calce, tuttavia sul profilo della cornice che si snoda tutt'intorno alla volta i soffitti sopra la navata e il coro sono integralmente dipinti come pure l'arco trionfale e la parete dell'arco sopra l'entrata. Nella volta regna un vero e proprio "horror vacui", ossia la "paura delle superfici vuote". La volta è ricoperta di scene metaforiche con fiori variopinti e viticci nonché adornata di cornici in stucco dipinte in grisaille.

In occasione dei precedenti restauri, operati all'inizio del 20° secolo, si è proceduto ad inserire tre tiranti nella navata e ricoprire con malta la pericolosa crepa apertasi nella sommità della volta della navata, del coro e dell'arco trionfale. Il riempimento della fessura è riuscito solo in parte e i sensibili dipinti del soffitto, posti su entrambi i lati della crepa, sono stati coperti e parzialmente distrutti.

I restauratori della ditta Joss di Andeer hanno rimosso i maldestri intonaci in esubero, tappato con sassi e malta di calce la fessura e laddove necessario l'hanno piombata. Per concludere le parti di dipinto mancanti sono state completate con la tecnica del tratteggio. Il vertice della volta ospita un quadro rettangolare di Maria Maddalena sollevata dagli angeli mentre tiene nella mano destra un vaso di unguento in alabastro. Come per la pittura sulla volta della navata, anche questo dipinto è inserito in una cornice di cartoccio dipinta con la tecnica a grisaille. Da entrambe le parti la cornice del dipinto è puntellata da pilastri a scaglie dipinti. Gli spazi fra i pilastri sono ornati con variopinti calici di fiori e pitture con viticci alla maniera del 17° secolo.

I due maggiori campi in fiore della metà nord erano stati in parte distrutti da infiltrazioni d'acqua. Sul modello della parte sud il restauratore ha completato, firmato e datato, utilizzando una tecnica di pittura in piano, le aggiunte.

La sottostruttura dell'arco trionfale e l'arco di volta dipinto sulla volta della navata presentano, da entrambe le parti della bordatura, un nastro rosso e colorate pitture di fioriture e viticci.

All'inizio dello strato inferiore dell'arco entrambi i lati sono adornati con ricchi mazzi di fiori inseriti in dorate brocche ad ansa, simili ai rigogliosi fiori che guarniscono i tasselli della volta del coro anteriore a Sagogn e l'arco trionfale a Pigniu.

Anche sulla volta della navata tutte le scene metaforiche sono incastonate in cornici a grisaille. Chiara l'intenzione del ben riuscito dipinto a grisaille con ombreggiatura di simulare lo stucco plastico, per contro effettivamente utilizzato in forma semplificata nella Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea a Rueun e in forma più ricca nella Chiesa di Santa Maria a Sagogn.

Lungo il muro frontale dell'arco trionfale nella Cappella di Santa Maddalena è stato scoperto riportato alla luce dopo aver rimosso l'intonaco di calce e ritoccato lo stemma dell'ordine dei Cappuccini, lo stesso procedimento è avvenuto per gli spigolosi viticci cirri laterali. Anche questi viticci e lo stemma hanno i propri modelli in stucco nella Chiesa parrocchiale di Sagogn.

Sulla parete occidentale della cappella si apre l'unica finestra posta al di sopra del cornicione, la quale illumina direttamente la volta della navata. La finestra è inserita in una cornice riccamente dipinta. Il tutto è completato da una bordatura di color rosso e ocra su cui sono dipinti putti, maschere e ghirlande di piante. Sui tasselli dell'arco perimetrale della parete occidentale è raffigurata l'Annunciazione a Maria; sul lato sinistro Maria s'inginocchia sul poggiamani dell'inginocchiatoio con le mani incrociate sul petto; sul lato destro l'Arcangelo Gabriele s'inginocchia su un banco di nuvole. Nell'iscrizione a specchio compare il saluto "AVE MARIA". Si tratta di un gioco di parole, in quanto l'espressione "AVE" riflessa si trasforma in "EVA"; vengono quindi fra loro contrapposte la progenitrice e fonte del peccato originale (Eva) e la Madre di Dio nonché redentrice dal peccato originale (Maria).

(Una simile scena dell'Annunciazione è stata dipinta da Giovanni Battista Macholino nella Chiesa di Pigniu/Panix. Di questo affresco si conserva soltanto l'Arcangelo Gabriele che, dopo essere stato staccato dal muro orientale della navata (1984), è stato e posto sulla parete sud. A Pigniu Macholino ha firmato la sua opera e l'ha datata 1636.)

Sulla volta della navata sono raffigurate sei importanti stazioni della vita di Maria Maddalena, Tutte sono provviste di "tituli", fvale a dire di citazioni in lingua latina estrapolate dai Vangeli.

Nel dipinto rotondo anteriore situato nella volta è rappresentato l'incontro di Maria Maddalena con il Cristo risorto, il cosiddetto "Noli me tanghere". Cristo porta un panno attorno ai fianchi, un ondeggiante mantello rosso e un cappello a falda larga. Egli appare in veste di giardiniere con la pala nella mano sinistra a Maria, inginocchiata dinanzi a lui. La scena si svolge in un giardino barocco di stile italiano, in cui vi è raffigurato un palazzo, delle aiuole fiorite rettangolari, un asse mediano, una nicchia e una staccionata.

Il dipinto rotondo inferiore situato nella parte occidentale della navata mostra la cena in casa di Simone; Maria Maddalena si è gettata a terra asciugando con i suoi lunghi capelli i piedi di Cristo.

L'immagine rettangolare a sinistra davanti rappresenta il risveglio di Lazzaro. L'immagine di fronte rappresenta Maria Maddalena penitente in atteggiamento di preghiera in eremitaggio nella Grotta di Ste. Baume presso Marsiglia. Maria Maddalena inginocchiata tiene un crocifisso intenta a leggere dal Vangelo aperto, accanto al quale giace un teschio, che simboleggia la fugacità di tutte le cose terrene.

Nell'immagine sotto a sinistra Maria Maddalena si separa dai suoi beni terreni. Ella è davanti ad un tavolo e strappa una collana di corallo a tre giri e con l'altra mano allontana dal tavolo un medaglione raffigurante un uomo. Sul pavimento vi sono già degli orecchini, delle perle di corallo e spille. Pesanti tende di broccato rosse sono ricamate in oro come la tovaglia verde e mostrano l'interno sfarzoso in cui si trova la peccatrice pentita.

L'immagine sotto a destra riproduce la visita di Cristo presso le due sorelle. Marta serve in piedi il Signore, Maria Maddalena è seduta ai suoi piedi, scegliendo così "la parte migliore".

Questa pittura murale e del soffitto è fluida e dipinta in modo sicuro, ma non emana tuttavia l'audacia degli scorci e delle prospettive dei dipinti realizzati da Macholino nel 1639 a Sagogn; la pittura nella Cappella di Santa Maria Maddalena è comunque meglio riuscita di quella nella Chiesa di Rueun.

Grazie all'iniziativa del Comune parrocchiale di Rueun e alla direzione lavori dell'architetto Bruno Indergand si è riusciti a preservare per l'avvenire questa interessante opera d'arte sacrale tardobarocca in stato ormai di avanzato degrado.

Hans Rutishauser, Sovrintendente ai monumenti storici

Organo: Ufficio monumenti dei Grigioni

Quelle: it ufficio monumenti dei Grigioni

Data: 19.09.2000

La chaplutta Sontga Maria Madleina a Gula sper Rueun è salvada

La chaplutta Sontga Maria Madleina è ina da las quatter chapluttas da la vischnanca da Rueun. 1983/84 è succedida la restauraziun da la chaplutta Sogn Francestg ch'è situada sper la via vers Pigniu. La baselgia parochiala da Sogn Andriu è vegnida restaurada cumplettamain ils onns 1993 fin 1995.

Davart l'istorgia da la chaplutta

La chaplutta Sontga Maria Madleina en l'anteriur aclaun Gula sa chatta da la vart dretga da la val envers Schnaus. Erwin Poeschel, l'inventarisader dals monuments d'art suppona ina chaplutta antecessura cun tetg plat dal 16avel tschientaner. I dat en egl che la baselgia da la vischnanca vischina construida da nov è consecrada dapi 1522 ultra a Sogn Bistgaun e Sogn Gieri en emprima lingia a la Sontga Maria Madleina. Gia quatter onns suenter la construcziun nova ha Schnaus acceptà 1526 la refurmaziun. Forsa è vegnida construida lezza giada ina chaplutta dals vischins a Gula, da l'autra vart da la Val da Mulin ed uschia ina nova patria per la sontga Maria Madleina bandischada da Schnaus. Il stumbel d'ina anteriura trav en il palantschin sur l'artg dal chor en la chaplutta lascha supponer ina midada da construcziun. Mademamain pudess il moviment da l'arvieut inditgar ina montascha posteriura. Domadus zains da l'onn 1643 (or da la construcziun nova?) cun l'inscripziun "SANCTA MARIA ED SS. FRANZISCE ET SANCTA MA. MAG. (maria Madleina) ORATE PRO NOBIS A. DO. 1643" èn mantegnids. Il pli grond en il clutger construì pli probabel da nov lezza giada a Gula, il pli pitschen en il clutgeret da la chaplutta Sogn Antoni a Rueun. L'onn 1643 sco data per ina midada u schizunt per ina construcziun nova da la chaplutta vegn affirmada tras las picturas en l'arvieut che n'èn betg segnadas, che nus vulessan dentant tuttina attribuir sin fundament da lur particularitads formalas e stilisticas a Giovanni Battista Macholino u a ses lavuratori. Macholino da la Val San Giacomo sper Clavenna ha segnà e datà sias frescas, e quai 1636 en la baselgia da Pigniu e 1639 en la baselgia evangelica da Sagogn. Pli probabel deriva er la pictura main perfetga en la chaplutta Sogn Francestg e forsa er quella en il chor da la baselgia parochiala da Rueun or dal lavuratori da Macholino ch'ha segnà là il maletg da l'altar dretg cun il crucifitgà l'onn 1635. L'ovra la pli veglia da Macholino en la regiun è il maletg colossal da la battaglia da Lepanto en la baselgia Sogn Vintschegn a Pleif ch'è segnà e datà 1630.

Conservar e restaurar

Ina conservaziun e restauraziun cumplessiva da la chaplutta Maria Madleina a Gula è stada inditgada curt suenter la restauraziun da la baselgia parochiala, perquai che l'arvieut da la nav cun bleras picturas era sin dar ensemen. Il tetg da stuors era en in nausch stadi e l'umiditad donnegiava ils mirs e la liadira. Novas chinettas, novs stanschains ed in conduct d'aua da sfundrada enturn la baselgia procuran per ina deflussiun da l'aua da tetg e duain minimar l'umiditad dal fundament. Da nov è er montà in parachametg. Enstagl dal tetg da stuors donnegià è vegnì fatg in tetg da schlondas larisch, la nav ed il chor vegnan cuvrids d'in tetg en muster romboid or d'unigox-stuors d'itschal. Il tetg modern da metal è vegnì elegì enstagl dal tetg istoric da schlondas, perquai che utschels-mezmieur avevan chattà refugi sut il tetg da metal. Grazia a la meglra isolaziun en il sectur dal tetg è il clima daventà uschè bun che las femellas dals utschels-mezmieur rinolof pitschen han utilisà la stad 2000 il palantschin per trair si lur pitschens.

La tetgaglia sur la nav era en in nausch stadi. Quai ha pretendì da montar in purtader traversal da metal. L'arvieut sur la nav ch'era sin il precint da dar ensemen è vegnì fixà cun numerus fists d'atschal vi da la tetgaglia resp. è vegnì pendì vi dal nov purtader traversal. Quai è ina metoda cumprovada per segirar il palantschieu sura che l'inschigner planisader Jürg Buchli aveva gia applitgà en la baselgia claustrala da Faveras ed en la baselgia parochiala da Mustér.

A chaschun da la davosa renovaziun da la chaplutta avant circa 60 onns avevan ins empruvà da dar damogn a l'umiditad en l'intern da la chaplutta cun in palantschieu da cement culà. Quest palantschieu da cement è vegnì resgià si uss per lung da las paraids, per garantir l'equiliber tranter aria ed umiditad. Il palaschieu da cement pauc bel è vegnì cuvrì cun plattas da Val S. Pieder fendidas. Ils bancs da lain pign da la davosa renovaziun han ins sulettamain bugadà. Las simplas fanestras trapartidas en lain dateschan pli probabel da l'entschatta dal 20avel tschientaner, quellas dal chor pudessan esser anc tschient onns pli veglias. La fanestra da la paraid vers sid ha pudì vegnir reparada, quella vers vest cun las numerusas picturas en la vieuta era donnegiada uschè ferm che sulettamain ina copia dal rom è stada pussaivla. En adattaziun al rom picturà han ins elegì qua per las fanestras las rudellas dal 17avel tschientaner ch'èn tipologicamain pli veglias.

Las paraids dal portal en verucan verd dal conturn èn decoradas cun emplenidas e rosettas. Ellas èn vegnidas conservadas dal restauratur Jörg Joos cun acid silicat. La porta dubla dal temp baroc ha obtegnì suenter la restauraziun entras il scrinari puspè in schlegn da fier battì.

Il retabel da l'altar baroc da lain è picturà cun imitaziuns da marmel e per part surdorà. Duas colonnas canneladas cun capitels cumposits portan ina culmaina cun travs profiladas. Il frontispizi è ina cartutscha cun la vopna dals chaputschins entagliada ed enromada plasticamain (ils mauns cruschads da Cristus e Sogn Francestg cun las plajas). Il retabel deriva dal medem lavuratori sco quel en la chaplutta da Sogn Francestg ch'è vegnì creà pli probabel a listess mument sco ils maletgs ch'èn datads 1642. Ina surpresa speziala è stada la tavla da l'altar malegiada sin taila da glin da la chaplutta da Sontga Madleina. Ella mussa il crucifitgà en cumpagnia da Maria e Sogn Gion, als pes da Cristus stat en schanuglias la patruna da la chaplutta Madleina ed ha embratschà ils pes dal Segner, dasperas stat en schanuglias Sogn Francestg. Questa pictura malinschignaivla e senza qualitad da l'altar, en cumparegliaziun cun las illustraziuns da l'arvieut, ha adina disturbà. Ella è, sco quai che las examinaziuns dal restauratur han demussà, ina trida copia pli nova da l'illustraziun originala barocca da la vart davos da la taila da glin. Il motiv per quest remplazzament è stà in donn considerabel, numnadamain in donn d'aua, da l'illustraziun dal corp da Cristus.

Questa tecnica da malegiar da buna qualitad, mo oravant tut las inizialas J.R.S a l'ur dal maletg affirman ch'i sa tracta d'ina ovra da Johann Rudolf Sturns, il pictur da la curt da Cuira. Quai ha manà a la decisiun da restaurar la pictura donnegiada. En quest connex ha il restauratur cumplettà il donn cun la tecnica reversibla tenor l'exempel da l'altar lateral da Cabbiolo (malegià 1645 da J. R. Sturn).

Picturas da l'arvieut

La decoraziun la pli preziusa da questa modesta chaplutta barocca èn las picturas da l'arvieut ch'èn mantegnidas fitg bain. Sin las paraids da la nav e dal chor èsi dà si chaltschina alva, dentant sur il profil da la curnisch che circundescha l'entira chaplutta èn ils arvieuts sur la nav e sur il chor, dentant er l'artg da triumf e l'artg sur l'entrada malegiads dal tuttafatg. En la zona da l'arvieut exista per propi in "horror vacui", pia la "tema dal vid". L'arvieut è cuvrì cun scenas figurativas da fluras e frastgas sgiagliadas sco er cun in rom da stuc malegià en grisaglias.

A chaschun da reparaturas anteriuras, probablamain a l'entschatta dal 20avel tschientaner, n'han ins betg mo tratg suenter las curnischs en la nav, mabain er cuvrì las sfessas privlusas en il center da l'arvieut da la nav, dal chor e da l'artg da triumf cun largias stritgas da molta. Cun questa metoda n'han ins strusch emplenì las sfessas, mabain implastrà ils maletgs sin il palantschieu sura da domiduas varts da la sfessa e ruinà quels per part.

Questas implastradas maladestras han allontanà ils restauraturs da la firma Joos, Andeer. Els han emplenì las sfessas cun crappa e molta da chaltschina e sch'igl era anc necessari las han els anc culadas ora supplementarmain. Silsuenter han ins cumplettà las parts dals maletgs mancantas cun tecnica da stritgins (tratteggio).

L'arvieut en il chor mussa en il center il maletg rectangular da Maria Madleina che vegn purtada dad anghels e che tegna in vasch da crisam or d'alabaster en ses maun dretg. Enromà è quest maletg (sco er quel sin l'arvieut da la nav) cun in rom da cartuscha picturà en tecnica da grisaglias e cun ina vieuta che cuntegna curnischs da feglias e da fists da perlas sco imitaziun d'in stuc plastic. Da domiduas varts vers la curnisch vegn il rom dal maletg sustegnì da mintgamai trais pitgas malegiadas cun stgaglias. Ils spazis tranter las pitgas èn decorads cun chaleschs da flurs sgiagliadas e cun frastgas malegiadas en la maniera dal 17avel tschientaner.

Ils dus chomps da flurs pli gronds a la mesadad vers nord èran vegnids destruids quasi dal tuttafatg da l'aua, là nua ch'il clutger entschaiva. Las cumplettaziuns da questa mesadad ha il restauratur fatg en la moda da picturar sin l'entira surfatscha e tenor il model da la mesadad vers sid. El las ha segnadas e datadas.

La vista da sut ensi da l'artg da triumf e l'artg en furma da tschinta malegià sin il palantschieu sura da la nav èn urlads domidus cun in bindel cotschen e medemamain decorads cun chaleschs da flurs sgiagliadas e cun frastgas.

L'entschatta da la vista da sut ensi da l'artg da triumf embelleschan da domaduas varts ritgs matgs da flurs en bellas vasas d'aur cun manetschas. Talas vasas decoreschan a moda sumeglianta ils cugns da l'arvieut da l'avantchor a Sagogn e da l'artg da triumf a Pigniu.

Er sin il palantschieu sura da la nav enromeschan urs cun vieutas en grisaglias tut las scenas figurativas. La fitg buna pictura en grisaglias cun umbrivas duai evidentamain simular stuc plastic. In stuc plastic è per propi vegnì applitgà en ina furma pli simpla en la baselgia parochiala Sogn Andriu a Rueun ed en ina furma pli ritga en la baselgia Sontga Maria a Sagogn.

Vi da la paraid da mir da l'artg da triumf en la chaplutta da Sontga Madleina è vegni scuvrì sut ina vetta da chaltschina en il center la vopna dals chaputschins. Quella è medemamain vegnida deliberada e retuschada sco las frastgas da feglias da la vart. Er questas frastgas e la vopna possedan lur models plastics en la baselgia parochiala da Sagogn.

En la paraid vers vest da la chaplutta s'avra la suletta fanestra sur la curnisch ed illuminescha directamain il palantschieu sura da la nav. La fanestra è enromada cun in larg ur ritgamain malegià. En tuns sgiagliads cotschens ed ochers è picturada ina vieuta che cuntegna sisum in putto e mascras en profil sco er frastgas. Sin ils cugns da l'artg en furma da scut che sa chatta sin la paraid al vest vegn illustrada l'annunziaziun da Maria. A sanestra stat Maria en schanuglias a l'oratori cun ils mauns cruschads davant il brust, a dretga stat l'archanghel Gabriel en schanuglias sin in banc da nivlas cun il maun dauzà per l'Anghel dal Segner. Cuntrariamain a la direcziun da la scrittira a sanestra ed en scrittira spievlada statti scrit "AVE MARIA". In profund gieu cun bustabs, perquai ch'il "AVE" spievlà vul dir "EVA", uschia che la mamma originala sco causa dal putgà vegn opponida a Nossadunna Maria sco salvadra dal putgà.

(Ina scenza d'annunziaziun cumparegliabla ha Giovanni Battista Macholino picturà er en la baselgia da Pigniu. Da quella annunziaziun è mantegnì be anc l'archanghel Gabriel ed el è vegni transferì sin la paraid al sid suenter esser stà dissolvì da la paraid da la nav a l'ost l'onn 1984. A Pigniu ha Macholino segnà e datà sia ovra 1636.)

Sin il palantschieu sura da la nav vegnan preschentadas sis staziuns impurtantas da la vita da Maria Madleina, tuttas èn tituladas cun citats latins or dals evangelis.

Sin il maletg panoramic davant en il center da l'arvieut vegn mussada la scuntrada da Maria Madleina cun il Cristus resustà, il "Noli me tangere". Cristus è vestgì cun il sdratsch enturn ils flancs, in mantì cotschen undegiant e cun in grond chapè. El cumpara davant Maria Madleina che stat en schanuglias avant el, sco ortulan cun ina pala en ses maun sanester. La scena ha lieu en in iert baroc d'in uvestg talian, preschentada vegn ella cun in palazzo, rabattas rectangularas da flurs, ina axa centrala, saivs vivas e cun ina saiv da lattas.

Il maletg panoramic sut a la part vest da la nav mussa la tschaina en la chasa da Simon, Maria Madleina è sa prosternada e sienta ils pes da Cristus cun ses chavels lungs.

Il maletg rectangular davant a sanestra illustrescha la leventada da Lazarus. Il maletg visavis reproducescha la penitenta Maria Madleina en oraziun en l'eremitagi, la grotta da Ste. Baume tar Marsiglia. Maria Madleina tegna en schanuglias in crucifix e legia or d'in evangeli avert, dasper il qual ina chavazza signifitga la caducitad da tut il terrester.

Sin il maletg sut a sanestra sa separa Maria Madleina da tut ses bains terresters. Ella stat avant ina maisa e rumpa ina tripla culana da curals. Cun l'auter maun stauscha ella in medagliun cun in purtret d'in um giu da maisa. Sin maisa sa chattan in spievel, ina forsch, cliniez, in anè, in vasch cun in viertgel ed ina vasa da flurs sco attributs dal luxus. Giu per terra en gia ureglins, perlas da curals e broschas. Grevas tendas da brocat cotschen han in ur d'aur sco la cuverta verda da maisa ed illustreschan il local luxurius, en il qual sa chatta la putganta plain ricla.

Il maletg sut a dretga reproducescha la visita da Cristus tar las duas soras. Marta serva en pe il Signur, Maria Madleina stat tschantada a ses pes e taidla. Cun quai ha ella "tschernì la meglra part".

Questas frescas sin las paraids e sin il palantschieu sura èn picturads en ina furma fluida e segira. Ellas na disponan betg da l'ardiment, da las scursanidas e da las perspectivas dals maletgs picturads 1639 da Macholino a Sagogn, ma la pictura en la chaplutta Sontga Madleina è dentant pli professiunala che quella en la baselgia parochiala da Rueun. Surtut ils roms da stuc imitads en maniera da grisaglias cun puttos e fraschlas da fritga èn malegiads a moda uschè virtuosa che nus vulessan attribuir las frescas da la chaplutta Maria Madleina a Gula al maister Macholino u almain a ses lavuratori.

En in stadi d'ina periclitaziun fermamain progredida èsi reussì, grazia a l'iniziativa dal cumin-baselgia da Rueun e grazia al manader da construcziun architect Bruno Indergand, da salvar per il futur questa preziusa ovra d'art sacrala dal temp baroc.

Gremi: tgira da monuments dal Grischun

Funtauna: rg tgira da monuments dal Grischun

Data: 19.09.2000