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Brutto colpo a Londra per la Volkswagen, condannata oggi in primo grado dall'Alta Corte del Regno Unito nell'ambito della prima class action portata avanti in terra britannica per lo scandalo globale dei dispositivi truccati sulle emissioni diesel.
La causa, promossa da 90.000 automobilisti d'oltremanica proprietari di modelli Volkswagen, Audi, Seat e Skoda, aveva preso le mosse fin da 2016 con la richiesta di risarcimenti: e stamane i giudici di prima istanza hanno emesso un verdetto che dichiara la casa tedesca colpevole d'aver inserito nelle vetture "meccanismi di manipolazione".
Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati dei ricorrenti, secondo i quali il cosiddetto 'dieselgate' ha ormai provato chiaramente come VW abbia "barato" sui limiti di emissioni stabiliti dagli standard dell'Ue, di cui all'epoca il Regno faceva parte.
Il colosso automobilistico si è riservato di fare appello. Lo scandalo esplose nel 2015 col ritiro da parte dell'azienda di 11 milioni di veicoli. E ha poi costretto VW a pagare solo di multe più di 30 miliardi di euro.
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