Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/257935

<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente sono in vendita numerose sigarette elettroniche monouso il cui volume di liquido supera di gran lunga i limiti autorizzati. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Intende intervenire affinché tutti i prodotti che superano i volumi massimi autorizzati siano immediatamente ritirati dal mercato e i contravventori vengano perseguiti?</p><p>- L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini effettua controlli sistematici della conformità delle sigarette elettroniche importate prima che vengano immesse in commercio, come fa, su mandato di Swissmedic, per i medicamenti?</p><p>- Quali controlli vengono effettuati sulle sigarette elettroniche monouso dopo la loro immissione in commercio?</p><p>- Considerato il rischio concreto che questi prodotti presentano per la salute e l’ambiente, non ritiene che l’interesse pubblico sarebbe meglio tutelato vietando le sigarette elettroniche monouso in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera le sigarette elettroniche saranno disciplinate dalla nuova legge federale sui prodotti del tabacco e sulle sigarette elettroniche (LPTab; FF 2021 2327), che entrerà in vigore a metà del 2024. Attualmente le sigarette elettroniche contenenti nicotina possono essere immesse in commercio in Svizzera sulla base del principio "Cassis de Dijon". Ciò significa che oggi è già possibile vendere in Svizzera solo le sigarette elettroniche conformi alle prescrizioni tecniche della direttiva 2014/40/UE (qui di seguito direttiva UE sui prodotti del tabacco) e legalmente immesse in commercio nello spazio UE/SEE (art. 16a cpv. 1 della legge federale del 6 ottobre 1995 sugli ostacoli tecnici al commercio; RS 946.51). La direttiva UE sui prodotti del tabacco stabilisce, tra l’altro, la quantità massima di nicotina (20 mg/ml) e il contenuto massimo di liquido (2 ml per le sigarette elettroniche, 10 ml per i contenitori di ricarica). La LPTab pone anche alle sigarette elettroniche questi requisiti tecnici. Pertanto, i requisiti rimarranno gli stessi anche dopo l’entrata in vigore della LPTab.</p><p>&nbsp;</p><p>Il controllo sulla commerciabilità delle sigarette elettroniche spetta all’autorità di esecuzione competente (chimico cantonale) che svolge test a campione basati sul rischio. È previsto uno scambio con queste autorità per sensibilizzarle al problema e specificare le disposizioni giuridiche da applicare.</p><p>&nbsp;</p><p>Come sottolineato nel parere in risposta risposta alla mozione Clivaz Christophe 23.3109 "Vietare le sigarette elettroniche monouso", questi prodotti hanno effetti nocivi sulla salute e l’ambiente.</p><p>&nbsp;</p><p>In materia di salute sono già state adottate numerose misure. La LPTab vieta infatti la vendita di questi prodotti ai minorenni, prevede nuove restrizioni alla loro pubblicità e limita il tenore di nicotina. Inoltre, il 16 giugno 2023 il Parlamento ha adottato una modifica della legge federale sull’imposizione del tabacco (FF 2023 1525) che reintroduce un’imposta sui prodotti che possono essere consumati con le sigarette elettroniche. La tariffa d’imposta sarà cinque volte più elevata per i prodotti utilizzati nelle sigarette elettroniche monouso rispetto a quella per i prodotti utilizzati nelle sigarette ricaricabili contenenti nicotina.</p><p>&nbsp;</p><p>In materia ambientale, l’ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (RS 814.620) prevede infatti che gli apparecchi elettrici ed elettronici, di cui le sigarette elettroniche fanno parte, debbano essere restituiti dai consumatori e ripresi gratuitamente dai fabbricanti.</p><p>&nbsp;</p><p>Tuttavia, nel parere in risposta alla succitata mozione Clivaz Christophe il Consiglio federale ha fatto riferimento all’articolo 30a della legge sulla protezione dell’ambiente (RS 814.01), in base al quale può vietare i prodotti destinati ad essere impiegati una sola volta, se i vantaggi del loro impiego non giustificano il carico che ne deriva per l’ambiente. In tale contesto occorre esaminare la fattibilità di misure meno restrittive e la conciliabilità di un divieto con gli obblighi internazionali della Svizzera, in particolare in riferimento all’Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (RS 0.632.21).</p>