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Cinquanta anni fa, l'11 ottobre del 1968, partiva l'Apollo 7, il primo volo spaziale con equipaggio del programma americano Apollo.
Gli astronauti Walter Marty Schirra, Donn Fulton Eisele e Ronnie Walter Cunningham passarono 11 giorni nello spazio, mentre orbitavano attorno alla Terra per testare il modulo di comando che era stato progettato per portare l'uomo sulla Luna. Fu un passo cruciale nell'intento di portare l'uomo sulla Luna entro la fine di quel decennio, come aveva promesso il presidente John Kennedy.
Lanciata dalla base dell'Air Force di Cape Canaveral che allora si chiamava Cape Kennedy, la missione dell'Apollo 7 fu un successo ingegneristico: tutti i sistemi, rileva la Nasa, funzionarono in modo soddisfacente e gli obiettivi dei test furono soddisfatti, nonostante il raffreddore che colpì gli astronauti e un po' di tensione tra l'equipaggio e il personale di terra.
Quel volo servì a testare tutte le procedure e anche le prestazioni dell'equipaggio e avvenne in un clima di grande emozione, a 21 mesi dalla tragedia dell'Apollo 1, nella quale morirono tre astronauti della Nasa, a causa dell'incendio del veicolo sulla rampa di lancio, durante una esercitazione. L'incidente aveva portato la Nasa a modificare la capsula, per migliorarne la sicurezza, e a programmare tre lanci senza equipaggio per testare il razzo Saturn V, il modulo lunare e il modulo di comando.