Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01018.jsonl.gz/227

GINEVRA - Il viticoltore vallesano Dominique Giroud è stato condannato oggi a una pena di sei mesi di prigione con la condizionale dal Tribunale di polizia di Ginevra. È colpevole di aver voluto "piratare" i computer dei giornalisti che indagavano su di lui.
La presidente del tribunale, Sabina Mascotto, ha sottolineato il sentimento di onnipotenza che animava Giroud. Le sue colpe sono gravi e la sua presa di coscienza inesistente, ha aggiunto.
Giroud non si è espresso al termine dell'udienza. Il suo avvocato, Yannis Sakkas, ha indicato che farà appello. Il viticoltore ha sempre negato di aver ordinato l'azione contro i computer dei giornalisti.
Il tribunale di polizia ha invece ritenuto di disporre di elementi sufficienti per affermare che il viticoltore nel 2014 ha effettivamente tentato di entrare nel computer di un giornalista di Le Temps e di un suo collega della Radiotelevisione della Svizzera romanda che pubblicavano informazioni sul suo conto. Il viticoltore 50enne voleva sapere chi informava i media dei suoi problemi con il fisco.
L'operazione era stata attuata con tre complici: un informatico, un detective privato e un ex ufficiale dei servizi segreti federali.
Il primo procuratore ginevrino Stéphane Grodecki aveva chiesto una pena di dieci mesi di prigione, di cui sei da scontare, mentre la difesa chiedeva l'assoluzione.
Giroud è stato condannato lo scorso ottobre dal Tribunale cantonale vallesano per truffa in materia di tasse, frode fiscale e altri reati fiscali a una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 300 franchi.