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La politica monetaria deve concentrarsi sul suo mandato iniziale di stabilizzazione dei prezzi: il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan ha criticato oggi negli USA le misure a breve termine per controllare il tasso d'inflazione.
"In un contesto di sconvolgimenti maggiori a livello mondiale, le piccole economie aperte devono accettare di vivere temporaneamente con una inflazione sub-ottimale. È attualmente il caso in Svizzera", ha affermato Jordan in occasione della 39esima riunione dei rappresentanti delle principali banche centrali del pianeta a Jackson Hole, in Wyoming.
Jordan ha sottolineato, secondo la versione scritta del suo discorso, le "dimostrate" capacità delle imprese svizzere ad affrontare simili situazioni, grazie alla loro "forza innovativa".
Il presidente della BNS non esclude tuttavia la possibilità di ricorrere a strumenti non convenzionali nel caso in cui la valuta fosse sopravvalutata e che gli strumenti usuali non bastassero più. Ma queste misure - ha detto - devono essere utilizzate con precauzione e per una durata limitata. "Devono inoltre servire l'obiettivo primario" di "una stabilizzazione dei prezzi a medio termine".
Jordan faceva riferimento al corso minimo di 1,20 franchi per euro, di cui ha ancora una volta giustificato l'abbandono all'inizio dell'anno. La difesa di questo corso era diventata "insostenibile", ha affermato. Era infatti evidente che l'Eurozona avrebbe ammorbidito la sua politica monetaria, proprio in un momento in cui si precisavano i segni di un prossimo aumento dei tassi negli USA.