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Il Consiglio degli Stati ha adottato oggi tacitamente una mozione in tal senso.
La stessa era già stata promossa dal Nazionale a giugno.
BERNA - La lingua dei segni sarà riconosciuta giuridicamente mediante una norma ad hoc. Dopo il Nazionale in giugno, oggi anche il Consiglio degli Stati ha adottato - tacitamente - una mozione in tal senso.
L'obiettivo dell'atto parlamentare è di fornire pari opportunità alle persone sorde o con difficoltà uditive, in particolare nei settori dell'accesso all'informazione, alla comunicazione, alla partecipazione politica, ai servizi, all'istruzione, al lavoro, alla cultura e alla salute.
Per la Federazione svizzera dei sordi (FSS) l'elaborazione di una legge federale sulla lingua dei segni è l'unico modo per darle uno statuto ufficiale e promuovere i diritti dei sordi. Una tale legge permetterà di proporre tutta una serie di misure che coprono in modo centralizzato le aree fondamentali della vita quotidiana come il diritto all'informazione, alla comunicazione, al lavoro, alla salute, all'istruzione o alla cultura, ha spiegato la relatrice commissionale Marianne Maret (Centro/VS).
Durante le discussioni, Jakob Stark (UDC/TG) ha espresso il timore che una legge specifica crei discriminazioni. Per questo motivo avrebbe preferito aggiungere una disposizione concernente la lingua dei segni nella legge sui disabili.
La reazione della FSS - La FSS esprime ovviamente il proprio «entusiasmo» per la scelta del Consiglio degli Stati. «Con questo voto - ha sottolineato la Federazione in una nota - i Consiglieri agli Stati non solo riconoscono la particolare situazione delle persone sorde che hanno una propria lingua e cultura, ma anche la necessità di mettere in atto misure concrete per combattere la discriminazione di cui sono ancora quotidianamente vittime».