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SARNEN - Il Governo obvaldese non vuole che la Svizzera sostenga i Paesi dell'Europa dell'Est con il cosiddetto "miliardo di coesione". Secondo Sarnen, Bruxelles deve dapprima fornire rassicurazioni vincolanti sulla risoluzione di problemi aperti con Berna, quali l'equivalenza tra Borsa svizzera e piazze europee o l'accordo sull'elettricità.
Fintanto che queste questioni non saranno risolte, la Confederazione non deve stanziare gli 1,3 miliardi di franchi quali contributo alla coesione dell'Unione europea, indica il governo obvaldese in una nota odierna. Altro motivo per respingere il "miliardo di coesione" è che gli oltre 250 progetti sin qui sostenuti in 13 Paesi sono nella maggioranza dei casi già stati ultimati. Quindi, secondo Sarnen, non v'è la necessità di dare un ulteriore contributo a Polonia, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Bulgaria.
Stando al progetto governativo in consultazione fino a settimana prossima, tali Paesi riceveranno annualmente circa 130 milioni sull'arco di dieci anni. Critiche sul "miliardo di coesione" sono già state mosse da Economiesuisse e partiti borghesi. Solo i socialisti ne hanno dato un giudizio positivo.