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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Una politica in materia di rifugiati e di asilo che garantisca rifugio alle persone perseguitate e bisognose di protezione è parte integrante della tradizione umanitaria svizzera e richiede per la realizzazione una stretta cooperazione internazionale con gli altri Stati. La collaborazione a livello europeo diventa quindi sempre più importante. I problemi legati alla migrazione come quelli in materia di rifugiati e d'asilo sono sempre più difficili da risolvere a livello di Stato nazionale.</p><p></p><p>L'UE fa grandi sforzi per coordinare tutto il settore dell'asilo fra i membri e sviluppare una legislazione europea in materia di rifugiati. Finora non è stato possibile realizzare una ripartizione degli oneri (burden-sharing) in caso di massicci movimenti di fuggiaschi neanche negli Stati dell'UE. </p><p>Finora ci si è accordati su un disciplinamento delle competenze come provvedimento compensativo al mercato interno europeo e allo smantellamento dei controlli di frontiera ai confini interni, il qual disciplinamento definisce quale paese membro è competente per il trattamento di una domanda d'asilo (il così detto Accordo di Dublino). Con detto strumento deve esser impedito che un richiedente l'asilo possa avviare più procedure parallele o successive per essere riconosciuto come rifugiato in diversi Stati contraenti. Se uno Stato membro ha respinto una domanda d'asilo, la persona cui si riferisce la decisione non può presentare un'altra domanda d'asilo nello spazio UE.</p><p>In pratica e negli ordinamenti di diritto nazionale degli Stati UE esistono attualmente ancora differenze rilevanti. Allo scopo di sviluppare un diritto europeo in materia di rifugiati, sono state introdotte diverse misure d'armonizzazione fra cui l'armonizzazione del concetto di rifugiato e l'introduzione di uno standard minimo nelle procedure d'asilo.</p><p>Con l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, diversi ambiti della collaborazione interstatale sono stati posti sotto la competenza della Comunità europea. Con questa azione collettiva nell'ambito dell'asilo lo sviluppo del diritto europeo riguardante i rifugiati acquisisce un nuovo impulso. Per una prevenzione comunitaria della migrazione negli Stati d'origine come anche di transito, la commissione può quindi ricorrere agli strumenti della politica di commercio e sviluppo.</p><p></p><p>Dall'inizio degli anni Novanta la Svizzera ha chiesto di aderire alla Convenzione di Dublino, entrata in vigore il 1° settembre 1997. Come già menzionato per l'interpellanza Müller Erich (97.3598) e altri interventi parlamentari, per quanto concerne la ripresa dei colloqui su un accordo parallelo a quello di Dublino è stato fatto valere recentemente alla Svizzera il fatto che esso dipende fra l'altro dalla conclusione positiva di accordi settoriali bilaterali. Dopo la firma di sette trattati, il Consiglio federale deve impegnarsi affinché abbia successo la ripresa immediata delle trattative. Ma anche la conclusione di un accordo parallelo non legherebbe la Svizzera, in quanto Stato non membro dell'UE, a un'esaustiva politica europea dell'immigrazione. </p><p>Il Consiglio federale si preoccupa di condividere una politica a livello europeo in materia di rifugiati e pertanto persegue da tempo, nell'ambito della politica di migrazione e d'asilo, un avvicinamento alla politica degli altri Stati dell'Europa occidentale. Tuttavia dalla metà degli anni 90, la Svizzera è esclusa dal gruppo europeo rilevante per i rifugiati che si raduna nel quadro dell'UE.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha già preso diverse misure al fine di contrastare per quanto possibile le probabili conseguenze negative nell'ambito dei rifugiati e dell'asilo dovute alla mancata condizione di membro dell'UE. Una di queste misure è la conclusione di accordi bilaterali sulla riaccettazione con i paesi limitrofi quali Francia, Germania, Italia e Austria. Il recente accordo con la Germania è entrato in vigore il 1° febbraio 1994. I relativi accordi con Francia e Italia sono stati firmati e sottoposti alle Camere federali per approvazione. Verosimilmente le trattative con l'Austria si concluderanno fra poco. Scopo di questi accordi è quello di contrastare i movimenti migratori illegali. Trattasi soprattutto di uno strumento per ovviare ai flussi migratori illegali. Nell'ambito della revisione totale della legge sull'asilo il Consiglio federale e il Parlamento hanno in proposito dato grande importanza al fatto che ci sia concordanza con la politica dell'asilo e dei rifugiati dei Paesi dell'UE. </p><p>La Svizzera si occupa di perseguire una politica migratoria in accordo con gli altri paesi europei. Partecipa a diversi livelli a importanti gruppi multilaterali (Consiglio d'Europa, OSCE, ACNUR ecc.). Uno scambio con numerosi Stati membri dell'UE avviene in incontri informali quali l'Inter-Governmental Conculations on Asylum, Refugee, and Migration Policies (IGC) e il Gruppo di Budapest.</p><p></p><p>Il Consiglio federale continua ad approfittare di tutte le possibilità a sua disposizione per partecipare a una politica migratoria europea. Siccome quest'ultima concerne prevalentemente il campo di competenze del Consiglio federale, la mozione deve essere trasformata in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.