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Secondo Didier Burkhalter la Svizzera è riuscita a porre le giuste priorità nel corso dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il presidente della Confederazione e dell'OSCE, che torna oggi da New York, ha fra le altre cose organizzato un vertice sulla crisi in Ucraina.
L'incontro fra 35 dei 57 Paesi dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) è andato bene e in molti hanno cercato il dialogo, con l'obiettivo di ricostruire un ponte fra Stati dell'est e dell'ovest del continente. È importante che si collabori e si eviti di accusarsi a vicenda, ha dichiarato Burkhalter.
Il presidente dell'Organizzazione si è impegnato in favore del rafforzamento del cessate il fuoco, e ha sottolineato l'importanza del dialogo con la Russia. Isolare Mosca non risolverebbe infatti alcun problema, ma ne creerebbe di nuovi.
Nel corso della 69esima assemblea, Burkhalter ha avuto occasione di effettuare diversi incontri bilaterali, come quello con il presidente iraniano Hassan Rohani. I rapporti con l'Iran sono importanti, prima di tutto perché Berna rappresenta gli interessi consolari e diplomatici per gli Stati Uniti a Teheran, secondariamente perché un accordo sul nucleare potrebbe essere trovato e ratificato a Ginevra. L'obiettivo finale è far tornare l'Iran nella comunità internazionale.
Durante il suo discorso, tenuto mercoledì, il presidente della Confederazione ha poi duramente condannato gli atti compiuti dallo Stato islamico (Is) in Iraq e Siria. Bisogna evitare in tutti i modi che altri giovani si uniscano alla causa degli jihadisti, bisogna dare ai ragazzi alternative all'estremismo, ha detto Burkhalter.
L'Assemblea ha dimostrato come la Svizzera abbia posto le giuste priorità, ha detto Burkhalter, e questo è particolarmente importante poiché "l'evoluzione della politica di sicurezza dei prossimi mesi e anni, deciderà sull'evolversi della pace nel mondo".