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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In occasione del suo discorso del 5 marzo 1997 davanti all'Assemblea federale, il Presidente della Confederazione Arnold Koller ha annunciato, a nome del Consiglio federale, il progetto di una Fondazione svizzera di Solidarietà, il cui scopo è di valorizzare la tradizione umanitaria e di solidarietà del nostro Paese. Per i 150 anni della Costituzione federale, il Consiglio federale intende confermare e consolidare questa tradizione mediante uno strumento che guardi al futuro e che vada ben oltre la questione delle vittime dell'Olocausto. Questa volontà esiste indipendentemente dalla questione concernente la responsabilità morale della Confederazione per la politica perseguita prima e durante la Seconda Guerra mondiale. Va quindi sottolineato che l'istituzione della Fondazione di Solidarietà non è direttamente legata agli avvenimenti storici della Seconda Guerra mondiale.</p><p></p><p>Gli obiettivi della Fondazione proposta dal Consiglio federale si differenziano in alcuni punti essenziali da quelli della mozione presentata due giorni prima del summenzionato discorso del presidente della Confederazione Koller. A differenza della predetta mozione, il Consiglio federale non mira assolutamente a una riparazione morale per la politica seguita dal nostro Paese all'epoca del regime nazionalsocialista. Con questa Fondazione, il Consiglio federale vorrebbe piuttosto rinsaldare per l'avvenire i valori fondamentali di umanità e solidarietà della Svizzera. Di conseguenza, le prestazioni della fondazione non vanno limitate a determinati gruppi di beneficiari o a scopi precisi, ma sostanzialmente devono potere essere utilizzate per alleviare ogni forma di sofferenza umana. Conformemente al concetto del Consiglio federale, il sostegno alle vittime della persecuzione razziale nazista, designato come prioritario nella mozione, spetta invece soprattutto al Fondo speciale in favore delle vittime dell'Olocausto/Shoa che si trovano in stato di bisogno, Fondo che inizierà ben presto a essere operativo. Il Fondo speciale sarà alimentato da contributi delle banche e di altri settori dell'economia, e il [25 giugno 1997] il Consiglio federale  ha approvato, all'indirizzo del Parlamento, il messaggio sul decreto federale di obbligatorietà generale relativo alla partecipazione della Banca nazionale svizzera al Fondo speciale per un ammontare di 100 milioni di franchi. Per finanziare la Fondazione di Solidarietà, il Consiglio federale non intende impiegare i soldi dei contribuenti, bensì il ricavato della rivalutazione delle riserve auree della Banca nazionale svizzera.</p><p></p><p>La concezione e l'orientamento della Fondazione proposta dal Consiglio federale si differenziano così fondamentalmente dall'impostazione della mozione presentata. In questo senso il Consiglio federale respinge la mozione. Prescindendo tuttavia da questa decisione, nel quadro dei lavori preparatori relativi alla Fondazione di Solidarietà potranno essere esaminate alcune richieste avanzate nella mozione, qualora e nella misura in cui siano conciliabili con la concezione del Consiglio federale. Questo riguarda in particolare la possibilità di una partecipazione finanziaria di terzi alla Fondazione (numeri 2 e 3 della mozione) e la destinazione del denaro della Fondazione (numero 4 della mozione)</p><p></p><p>Con una procedura accelerata, il Consiglio federale intende preparare le basi giuridiche necessarie all'istituzione della Fondazione di Solidarietà per sottoporle il più rapidamente possibile al Parlamento.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.