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Gli eventi che si svolgono nella Svizzera italiana e in Romandia hanno una risonanza quasi nulla sulle stazioni della radio svizzero tedesca Srf. Dal 2014 infatti, rappresentano solo il 2% ogni anno dell’insieme delle informazioni trasmesse. Cinque delle sei stazioni della Srf si concentrano praticamente in esclusiva sulla Svizzera tedesca e romancia, indica oggi Publicom in un’analisi dei programmi realizzata su mandato dell’Ufficio federale delle comunicazioni (Ufcom). Unica eccezione Srf 4, che dedica alle regioni linguistiche latine il 4% dei propri contenuti.
Nemmeno l’elezione in Consiglio federale del ticinese Ignazio Cassis nel settembre del 2017 è riuscita ad alzare la percentuale, dato che parallelamente l’attenzione per la Romandia è calata. Tolto questo avvenimento, la Svizzera italiana è stata largamente ignorata. Publicom, in una nota, loda la grande qualità degli argomenti trattati, ma critica i doppioni. L’informazione attuale è prodotta in modo centralizzato e il 55% delle tematiche sono ridondanti, essendo ripetizioni di altri programmi della Ssr, si legge nel comunicato. Le radio della Srf hanno ottenuto invece buoni voti per la "promozione dell’identità culturale", riferisce Publicom. In effetti, l’anno scorso più di un quarto della musica diffusa è stata svizzera. Grande contributo arriva da Srf Musikwelle, stazione specializzata in brani popolari elvetici, che ha mandato in onda un pezzo su due di produzione svizzera.