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Giorgia Bronzini campionessa del mondo
2.10.2010
Grazie alla volata più bella della sua vita, Giorgia Bronzini si è laureata in Australia campionessa del mondo su strada. Dopo un finale di corsa davvero elettrizzante, la piacentina ha preceduto in uno sprint a ranghi ristretti l'olandese Marianne Vos e la svedese Emma Johansson. Appena fuori dal podio la britannica Nicole Cooke e la tedesca Judith Arndt, autrici nel finale di una bellissima azione ripresa solo negli ultimissimi metri di corsa.
Giorgia Bronzini ha regalato all'Italia un'altra esaltante maglia iridata, la terza negli ultimi quattro anni dopo i successi di Marta Bastianelli nel 2007 e di Tatiana Guderzo l'anno scorso a Mendrisio. Vittoria sì in volata ad opera di una velocista, ma vittoria che la piacentina si è dovuta sudare assai stringendo i denti in salita, e riuscendo, nonostante i grandi sforzi, a sfoderare una potentissima volata che ha seccato proprio nel finale Marianne Vos. L'olandese, dopo il titolo iridato nel 2006, ha dovuto accontentarsi per il quarto anno consecutivo del secondo posto, argento sicuramente amaro, visto che Marianne era la più veloce ma è stata "costretta" a partire lunghissima in volata, cedendo inevitabilmente nel finale.
La corsa non ha regalato molte emozioni nella sua prima parte fino all'attaco solitario di Katheryn Curi Mattis. L'americana è partita nel corso del quarto giro ed ha raggiunto un vantaggio di quasi tre minuti prima di venire raggiunta nel corso del settimo giro dal plotoncino principale guidato principalmente dalle olandesi. Poco dopo il ricongiungimento, non appena la strada ha cominciato a salire, la scalatrice britannica Emma Pooley ha provato a forzare ma senza reale convinzione. Al termine del penultimo giro ci ha provato anche la russa Tatiana Antoshina, raggiunta all'inizio dell'ultimo giro. Si giunge alla salita più impegnativa del circuito ma nessuna sembra avere nelle gambe l'attacco decisivo, e si arriva così ai -8 chilometri dove Nicole Cooke tenta di andarsene via in discesa ma viene ripresa poco dopo. A circa sei chilometri dal traguardo è la tedesca Judith Arndt a prendere l'iniziativa, braccata subito dall'indomita Nicole Cooke, finalmente tornata ad esprimersi a livelli altissimi, e con la grinta e determinazione dei giorni migliori.
La coppia di testa collabora di comune accordo riuscendo a guadagnare una dozzina di secondi mentre dietro si tentenna. Da ancora più dietro rientrano però un bel po' di atlete e le cose si complicano per Arndt e Cooke. Dapprima le canadesi e poi le azzurre forzano a tutta riavvicinandosi notevolmente al duo di testa proprio in vista del vialone d'arrivo posto all'insù. Sembrerebbe fatta per Cooke ed Arndt ma Marianne Vos non ci sta e parte fortissimo da lontano trascinandosi alle sue ruote Johansson e Bronzini. Marianne sembra potercela fare ma Giorgia aspetta il momento perfetto per uscire e non lascia scampo all'olandese. Gioia immensa per la piacentina, che forse non moltissimi avrebbero pronosticato come possibile vincitrice ma che si è dimostrata in condizione eccezionale, forma già emersa al recente Giro di Toscana, e che è stata assistita al meglio dalle sue compagne di squadra. Anche questa volta la nazionale azzurra, ancor più che con le individualità, è riuscita a primeggiare grazie ad un gruppo veramente solido ed unito.
Queste le prime parole di Giorgia Bronzini poco dopo aver tagliato il traguardo.
"Ancora non ci credo e penso sia stata la volata più bella della mia vita. Le ragazze hanno creduto in me fino all'ultimo. Io ho tentato di resistere, ho detto a loro che mi sentivo bene e così le ho ripagate. Questa vittoria naturalmente in primis è dedicata a Franco Ballerini e a tutta la nazionale perché siamo veramente un grande gruppo."
L'ordine d'arrivo
- Giorgia Bronzini (Italia) 3:32.01
- Marianne Vos (Olanda)
- Emma Johansson (Svezia)
- Nicole Cooke (Gran Bretagna)
- Judith Arndt (Germania) 0.01
- Grace Verbeke (Belgio) 0.03
- Trixi Worrack (Germania)
- Rasa Leleivyte (Lituania)
- Elizabeth Armitstead (Gran Bretagna)
- Carla Swart (Sud Africa)
Davide Ronconi
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