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Dopo un acceso dibattito, il Gran Consiglio retico ha bocciato un primo credito del piano di salvataggio della più grande segheria della Svizzera, la Mayr-Melnhof Swiss Timber di Domant/Ems (GR). L'impianto potrebbe quindi chiudere già alla fine dell'anno.
I deputati hanno bocciato di misura, con 59 voti contro 57, un credito a fondo perso di 6,75 milioni di franchi destinato alla realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di pellet. Accolto invece, per 57 voti a 55, un secondo credito di 7,5 milioni da utilizzare come incentivi per le forniture di legname da parte dei comuni.
Il gruppo austriaco Mayr-Melnhof aveva ribadito in vista della decisione odierna che senza i crediti del cantone si sarebbe visto costretto a chiudere la segheria e a licenziare i suoi 130 dipendenti già alla fine di quest'anno. Il gruppo intende fornire domani altre informazioni.
Il piano di salvataggio prevede investimenti complessivi per quasi 40 milioni di franchi da parte del cantone. La somma comprende anche la rinuncia al rimborso di 9,6 milioni di franchi che i Grigioni accordarono al momento dell'apertura della segheria, nel 2005. Il mega-impianto è stato realizzato dalla società austriaca Stallinger ed è stato rilevato nel 2008 da Mayr-Melnhof, un altro gruppo austriaco attivo sul mercato internazionale del legno.
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