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Il Ministero pubblico della confederazione (MPC) ha contestato all'ex segretario generale della FIFA, Jerôme Valcke, di essersi reso colpevole di corruzione passiva, di amministrazione infedele e di falsità in atti, in relazione all’aggiudicazione dei diritti di trasmissione per diversi mondiali di calcio e per la FIFA Confederations Cup. L'MPC accusa anche il presidente del Paris Saint-Germain e direttore del BeIN Media Group, Nasser Al-Khelaifi, e un terzo un uomo d’affari di istigazione all’amministrazione infedele commessa da Valcke.
Da segnalare il fatto che la FIFA ha comunicato all'MPC, a fine gennaio 2020, il ritiro della querela contro Valke. Pertanto, a febbraio 2020 il MPC dovrà di conseguenza abbandonare il procedimento in relazione a questo sospetto. Il ritiro parziale non riguarda i rimproveri di corruzione attiva e passiva tra Valcke e il terzo imputato, che vengono ora contestati. Inoltre, il ritiro parziale non ha alcuna ripercussione sul procedimento penale legato ai reati perseguibili d’ufficio, ossia il sospetto dell’amministrazione infedele, l’istigazione all’amministrazione infedele e la falsità in atti, ora altresì contestati.
Dalle indagini è emerso, tra l'altro, che Valcke ha ricevuto vantaggi indebiti da entrambi gli altri due coimputati. A Valcke, infatti, è stato restituito un acconto di circa 500’000 euro da lui versato a terzi per una villa in Sardegna, dopo che Al-Khelaifi l’aveva acquistata al posto di Valcke attraverso una società. In seguito, Valcke ha ricevuto da Al-Khelaifi il diritto esclusivo di godimento della villa per un periodo complessivo di 18 mesi – fino alla sua sospensione dalla FIFA – senza per questo dover pagare una pigione (per un equivalente valore stimato tra circa 900’000 euro e circa 1.8 milioni di euro). Dal terzo imputato, Valcke ha ricevuto tre pagamenti per un valore complessivo di 1.25 milioni di euro, versati alla sua azienda Sportunited S.r.l.
Il rimprovero dell’accusa relativo all’amministrazione infedele risulta dal fatto che Valcke non ha comunicato alla FIFA i vantaggi sopramenzionati e così facendo, nel quadro della sua attività come segretario generale, ha violato i suoi doveri e si è procacciato un indebito profitto. In questo contesto, l’accusa contesta ad Al-Khelaifi e al terzo imputato di essersi resi colpevoli della relativa istigazione.
Per quanto riguarda la falsità in atti, l’accusa rimprovera Valcke di aver elaborato i bilanci della Sportunited S.r.l. per gli anni 2013 e 2014 in modo non conforme alla realtà, contabilizzando falsamente i tre pagamenti del terzo imputato come prestiti.
I rimproveri relativi alla corruzione attiva e passiva sono dovuti al fatto che, tra il 2013 e il 2015, Valcke ha esercitato la sua influenza in qualità di segretario generale della FIFA per influire sulle procedure di aggiudicazione di diritti di trasmissione per l’Italia e la Grecia per diversi mondiali di calcio e FIFA Confederations Cup nel periodo tra 2018 e il 2030 a favore di partner mediatici che godevano del suo favore. In cambio, il terzo imputato ha promesso ed erogato a Valcke i tre pagamenti summenzionati per un valore complessivo di 1.25 milioni di euro.