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La prima Conferenza dei Paesi firmatari della Convenzione internazionale antitabacco si è conclusa venerdì nella città di Calvino.
La Conferenza ha deciso la creazione di un Segretariato permanente del Trattato presso la sede dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulle rive del Lemano.
"La Conferenza si è chiusa con un grande successo. L'impegno dei governi e della società civile a ridurre il consumo di tabacco è molto forte", ha dichiarato l'ambasciatore del Cile Juan Martabit, presidente della Conferenza.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il tabacco uccide la metà dei suoi fumatori regolari ed è all'origine di 5 milioni di decessi all'anno.
Detto in altre parole, un morto ogni 6,5 secondi.
Nel mondo, quasi 1,3 miliardi di persone fumano e la consumazione continua ad aumentare, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Allo studio due protocolli
Il segretariato permanente della Convenzione avrà un budget per il 2006 e il 2007 di 10,5 milioni di franchi.
Esso coopererà con l'iniziativa contro il tabacco dell'OMS, ha precisato Dennis Aitken, capo sezione presso la direzione generale dell'OMS.
I 113 Paesi firmatari della Convenzione si sono inoltre pronunciati a favore della creazione di gruppi di lavoro per la stesura di due protocolli addizionali al Trattato, nei settori della pubblicità transfrontaliera e del contrabbando.
"La pubblicità transfrontaliera del tabacco è problematica quando ha origine da uno Stato non firmatario della Convenzione", ha spiegato Aitken.
A titolo di esempio ha menzionato la pubblicità su internet e quella via satellite, che limitano gli effetti delle legislazioni nazionali.
Il problema dei paesi in via di sviluppo
Nel corso della Conferenza è pure stato deciso di elaborare delle direttive per aiutare i paesi in via di sviluppo a regolamentare i prodotti a base di tabacco.
Un gruppo di lavoro ad hoc sarà inoltre creato al fine di studiare delle alternative alla cultura del tabacco e per diversificare l'economia dei paesi che ne sono fortemente dipendenti.
Per quanto concerne la creazione di un fondo speciale, chiesto dai paesi in via di sviluppo, la decisione è stata rinviata alla prossima Conferenza.
Fino ad allora verranno studiati diversi metodi per rafforzare i meccanismi finanziari esistenti, ha indicato Aitken.
Una Convenzione per salvare delle vite
Adottata nel maggio 2003 ed entrata in vigore il 27 febbraio 2005, la Convenzione antitabacco dovrebbe permettere di salvare 200 milioni di vite entro il 2050, secondo le stime dell'OMS.
I paesi firmatari hanno tre anni a partire dalla data di entrata in vigore del trattato per far figurare degli avvertimenti sanitari sui pacchetti di sigarette e sugli altri prodotti contenenti tabacco.
Cinque anni di tempo invece per interdirne completamente la pubblicità, la promozione e lo sponsoring.
La Svizzera ha firmato la Convenzione nel giugno del 2004, ma non l'ha ancora ratificata. Berna deve adattare le proprie leggi, in particolare quella sulle derrate alimentari, prima di poterla applicare.
A Ginevra, le Organizzazioni non governamentali (ONG) hanno lanciato un appello agli Stati che non hanno ancora ratificato l'accordo – tra questi gli Stati Uniti – esortandoli ad aderirvi al più presto.
Hanno inoltre annunciato l'intenzione di controllarne l'applicazione attraverso la stesura di rapporti regolari.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Nel mondo si stima che i fumatori siano 1,3 miliardi.
L'84% vive nei paesi in via di sviluppo.
Ogni anno sono 4,9 milioni le persone che perdono la vita a causa di malattie legate al consumo di tabacco.
In Svizzera vi sono circa due milioni di fumatori.
Ogni anno a causa del fumo muoiono 8'000 persone, secondo le cifre dell'Ufficio federale della sanità pubblica.
In breve
La Convenzione antitabacco è stata adottata nel 2003 e ratificata da 113 paesi. È entrata in vigore il 27 febbraio 2005.
Berna l'ha firmata ma non ancora ratificata. Deve adattare le proprie leggi, in particolare quella sulle derrate alimentari, prima di poterla applicare.
Questa Convenzione è il primo trattato multilaterale dell'OMS che impegna giuridicamente gli stati firmatari.
Essa li obbliga a lottare contro il contrabbando di sigarette e a limitare la promozione dei prodotti a base di tabacco.