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Ursula Piffaretti
Fondatrice di diverse istituzioni e imprese. Durante molti anni, lavorò in Svizzera come membro del consiglio di amministrazione di un’impresa commerciale, come membro di un consiglio di fondazione, come membro del Comitato direttore della Società antroposofica in Svizzera. Ha vissuto 33 anni in Ticino, è sposata e madre di cinque figli, oggi adulti. Un anno fa ha rilevato la libreria Beer a Zurigo. Desidera promuovere l’antroposofia in quanto impulso culturale moderno.
Il denaro donato rappresenta un potente fattore d’impulso
« Impara a dividere ! » Dare quel che ci appartiene : sin dall’infanzia, siamo invitati a offrire volontariamente, certe volte anche non proprio volontariamente. Quali sono le conseguenze di un dono?
In genere, non siamo veramente coscienti di ciò : ogni volta che i genitori danno ai propri figli quel di cui hanno bisogno per vivere, crescere, svilupparsi, offrono loro qualche cosa. Ciò non è considerato come una virtù particolare, ma come qualcosa di perfettamente naturale e logico.
Regalare del denaro significa « accordare dell’interesse a »
Possiamo facilmente capire che il fatto di donare da parte dei genitori abbia un aspetto economico produttivo : i bambini di oggi non sono forse i futuri attori dell’economia e perciò i garanti del processo che abbiamo iniziato ?
Al centro del dono c’è un impulso che ha origine nella nostra sensibilità : sentiamo che in un posto ben preciso, esiste un bisogno insistente di denaro, che rende possibile il presente immediato o l’avvenire. Il denaro di cui non abbiamo bisogno immediatamente chiede in realtà di essere investito e diventare attivo.
« Regalare » suppone che si capisca ciò di cui altre persone hanno bisogno : del pane, dei vestiti, del denaro, un piccolo momento di felicità, dell’attenzione. Ciò significa pure che accordiamo dell’interesse a questa altra persona o a quello che desidera intraprendere o servire. Donare suppone che il donatore disponga di un bene che potrebbe essere necessario o utile a un’altra persona. Donare soldi va di pari passo con l’interesse che si porta a colui che riceve il regalo o agli impulsi ai quali vuole dare – e darà – corpo con questo denaro.
Il denaro donato è un catalizzatore
Se invece sono quello che riceve il denaro, i miei impulsi e i miei atti finora bloccati possono prendere vita grazie a questi doni. Il denaro donato genera sempre un’attività immediata, qualsiasi essa sia.
Il denaro sparisce, delle possibilità emergono
Il dono fa parte della nostra economia. Quel che il denaro rende è soltanto una piccola parte dell’economia. In compenso, che energia, che fecondità rivolta verso l’avvenire nel gesto che fa « sparire » il denaro dalla vista del suo vecchio detentore e lo fa rinascere sotto forma di impulsi e di molteplici possibilità, completamente nuove e impreviste : il dono !
Ursula Piffaretti