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NEW YORK - Ci vogliono più investimenti privati per la lotta contro la povertà, lo ha dichiarato Joseph Deiss, presidente dell'assemblea generale ONU. "Abbiamo bisogno di maggiore sostegno sia dal pubblico che dal privato", ha continuato l'ex consigliere federale oggi all'apertura del Vertice del Millennio delle Nazioni Unite a New York.
"Molte, molte persone al mondo ripongono tante speranze in questo vertice, noi dobbiamo trasformare queste speranza in realtà. Vogliamo, possiamo e dobbiamo aiutare", ha detto Deiss. "Stati e capi di governo non possono deludere il mondo".
Intervenendo al Summit, Robert Zoellick, numero uno della Banca Mondiale, ha sottolineato che la crisi ha fatto registrare, solo l'anno scorso, 64 milioni di poveri in più, mentre il numero di coloro che soffre la fame è salito di 40 milioni. Insieme al Fondo Monetario Internazionale, Zoellick ha lanciato un appello alla ripresa. Perchè senza la crescita dei paesi più ricchi gli obiettivi del millennio, entro il 2015, rischiano di essere disattesi.
"Questi numeri sono dovuti alla crisi" e segnano un passo indietro per raggiungere gli Obiettivi del Millennio, ha sottolineato Zoellick.
"Senza una crescita globale - gli ha fatto eco il direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Khan - gli sforzi per aiutare i Paesi in via di sviluppo rischiano di non essere efficaci". Strauss-Kahn ha poi sottolineato che "da qui al 2020, per via della crisi, ci saranno 70 milioni di persone in meno che riusciranno ad uscire dalla povertà rispetto alle previsioni che avevamo fatto".
Strauss-Kahn ha poi spiegato che, oltre alla ripresa economica, per combattere fame e povertà bisogna rafforzare e rendere più efficaci gli aiuti ed aprire gli scambi commerciali.
Strauss-Khan e Zoellick sono intervenuti dopo il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, che ha invitato i leader riuniti a New York a "mantenere la promessa" di dimezzare la povertà. Ricordando che "il bilancio dei Paesi ricchi non può essere disegnato sulle spalle dei poveri", il segretario generale ha detto che "la ripresa non può riportarci sul sentiero di prima, ingiusto e sbilanciato".
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