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«per aver offerto, nel corso della sua trentennale direzione dell’Antologia, un notevolissimo contributo al filone di studi e di ricerche aperti a Firenze, nel 1821, dal grande esule svizzero Giovanni Pietro Vieusseux e per aver assecondato, anche attraverso la sua esemplare opera di scrittore e di umanista, l’arricchimento e l’espansione del patrimonio culturale e linguistico comune all’ltalia e alla Svizzera, nonché la difesa dei valori di tolleranza e di libertà che hanno unito il primo e il secondo Risorgimento delle due nazioni vicine ed amiche».
Lugano, 10 giugno 1988