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Il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso dell'azienda, che dovrà bloccare il potenziamento della rete
«Siamo convinti che il nostro comportamento sia corretto e leale sul piano della concorrenza e ora vaglieremo il da farsi», ha dichiarato il Ceo di Swisscom, Urs Schaeppi
BERNA - Swisscom deve temporaneamente bloccare il potenziamento della sua rete di fibre ottiche con la nuova tecnologia annunciata nel febbraio 2020. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato le misure provvisorie ordinate dalla Commissione della concorrenza (COMCO).
In una sentenza pubblicata questa sera, il TAF ritiene che la strategia di Swisscom di ampliare la sua rete in fibra ottica con una nuova tecnologia rappresenta un comportamento abusivo da parte di un'impresa dominante.
La strategia di Swisscom
Secondo le considerazioni del Tribunale amministrativo federale, Swisscom si discosta dallo standard della fibra ottica, che prevede un modello a quattro fibre. Ciò significa che vengono posate quattro fibre ottiche indipendenti dal centro di connessione alla connessione del consumatore.
Le aziende del settore delle telecomunicazioni avevano concordato questo modello nell'ambito di una tavola rotonda negli anni 2008-2012. Questo aveva lo scopo di dare alla concorrenza l'accesso alla fibra indipendente e quindi rendere possibile una libera concorrenza.
Nel febbraio 2020, Swisscom ha presentato la sua nuova strategia per la costruzione della sua rete di fibre ottiche. L'obiettivo era quello di estendere la sua rete con un modello monofibra entro il 2025 e aumentare così la quota di famiglie e imprese connesse dall'attuale 32% a circa il 60%, ha spiegato questa sera in un comunicato il TAF. Contro la deviazione dallo standard concordato, la società Init7, con sede a Winterthur (ZH), ha presentato una denuncia alla COMCO nel settembre dello scorso anno.
«Abuso di una posizione dominante»
Nel dicembre 2020, la Commissione della concorrenza ha aperto un'inchiesta sulla nuova strategia. A questo stadio la COMCO ritiene verosimile che, con il suo comportamento, Swisscom abusi di una posizione dominante sul mercato e ha quindi ordinato una misura provvisoria vietando a Swisscom di rifiutare ai suoi concorrenti l'accesso ininterrotto alle fibre ottiche nell'ambito dell'ampliamento della rete. Nel gennaio 2021, Swisscom ha fatto ricorso al TAF contro questa misura. Il Tribunale amministrativo federale ha ora respinto il ricorso di Swisscom in una sentenza di oltre 200 pagine.
I giudici di San Gallo non sono stati convinti dall'argomentazione di Swisscom sull'esistenza di ragioni tecnologiche o economiche per discostarsi dall'attuale standard della fibra ottica.
Secondo il tribunale, le considerazioni di servire le regioni periferiche con reti a banda molto larga non giustificano una restrizione della concorrenza. Al contrario, i giudici ritengono che la nuova strategia di costruzione di Swisscom, nel suo stato attuale, costituisce una pratica abusiva da parte di un'impresa in posizione dominante.
«Rammarico» per Swisscom
Swisscom, che ha espresso il proprio «rammarico» con un comunicato stampa, ritiene che le misure cautelari siano errate: «La sentenza rischia di rallentare l’estensione della rete in fibra ottica fino nelle abitazioni e negli spazi commerciali (FTTH) a danno dell’economia e della società».
Secondo l'azienda, «l'architettura impiegata per l’estensione della rete in fibra ottica si è imposta e ha dimostrato la sua validità a livello internazionale». In Svizzera, tuttavia, «è oggetto di critiche da parte di un esiguo gruppo di concorrenti e, per effetto di ciò, il potenziamento della rete rischia di essere ritardato nel peggiore dei casi di alcuni anni».
«La concorrenza è presente oggi a tutti i livelli e all’estensione della rete partecipano numerosi partner di cooperazione con investimenti dell’ordine di miliardi di franchi», ha dichiarato Urs Schaeppi, CEO di Swisscom. «Siamo convinti che il nostro comportamento sia corretto e leale sul piano della concorrenza e ora vaglieremo il da farsi».
Attualmente la COMCO continua le sue indagini. Emetterà la sua decisione dopo aver completato la sua inchiesta. La decisione del Tribunale amministrativo federale non è definitiva e può essere impugnata davanti al Tribunale federale.
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