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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo studio in questione illustra le ripercussioni che la liberalizzazione dei servizi pubblici (telecomunicazioni, posta, trasporti pubblici regionali, elettricità) ha avuto sulla competitività delle imprese site nelle regioni di montagna svizzere. Per quanto concerne la liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, dallo studio risulta che le sue ripercussioni sono state recepite in modo positivo dalle imprese interpellate. Secondo il rapporto, questa liberalizzazione ha provocato un crollo dei prezzi, in particolare per l'utilizzo di prestazioni di base nel settore della telefonia vocale e della trasmissione dati. Le conseguenze dell'apertura del mer-cato non sono state diverse in funzione della zona geografica; solo nelle regioni periferiche di singoli Cantoni si sono osservati effetti inferiori alla media. Lo studio rivela che quasi all'unanimità le imprese ritengono che le offerte di servizi di telecomunicazione siano di buona o addirittura ottima qualità. La domanda di servizi è soddisfatta ovunque con presta-zioni di qualità sufficiente. Secondo le imprese site nei tre Cantoni presi in esame, l'offerta è di qualità nettamente migliore negli agglomerati delle regioni di montagna rispetto alle regioni periferiche. Lo studio costata che nelle zone periferiche le nuove tecnologie (ad es. l'ADSL) sono in ritardo oppure non sono ancora disponibili, pur essendolo nei centri regionali.</p><p>In uno studio commissionato dall'UFCOM, la società Infras ha esaminato nel 2003 le difficoltà che incontrano le piccole imprese delle regioni periferiche ad utilizzare Internet e in particolare la comunicazione a banda larga (ad es. ADSL). Oltre ad illustrare il potenziale di miglioramento dell'infrastruttura a banda larga, lo studio rileva la necessità d'intensificare la diffusione dell'informazione e del know-how per permettere un utilizzo efficace dei servizi a banda larga. Se si vuole agevolare l'introduzione di servizi innovativi a banda larga, occorre concentrarsi più sulla domanda e sugli utenti che sull'offerta. Bisogna innanzitutto migliorare l'accesso all'informazione, facendo conoscere agli utenti potenziali delle regioni periferiche le possibili applicazioni e trasmettendo loro il know how informatico. </p><p>Il Consiglio federale solleva la questione della fornitura di servizi di telecomunicazione nelle regioni periferiche anche in relazione alla politica regionale generale. Nel 2004, il Governo lancerà una procedura di consultazione in merito al nuovo orientamento della politica regio-nale. Il nuovo progetto si baserà sulle raccomandazioni formulate da una commissione d'esperti nel febbraio 2003. Una delle colonne portanti di questa politica consiste nell'aumentare dal punto di vista quantitativo e qualitativo le capacità degli attori regionali  per permettere loro di accedere alle conoscenze e all'informazione e di poterle metterle in pratica.</p><p>Alcuni progetti pilota mostrano che nel settore delle telecomunicazioni la soluzione non va cercata tanto nel migliorare l'accesso alla rete quanto nel fornire le necessarie infrastrutture a livello regionale così da permette un utilizzo efficace di queste tecnologie e delle conoscenze acquisite. In merito citiamo ad esempio MovingAlps, un'iniziativa promossa dalla Confederazione nell'ambito delle misure d'accompagnamento volte a fronteggiare le conseguenze della liberalizzazione nelle regioni e che da alcuni anni è in corso nelle valli a meridione delle Alpi (Valle di Poschiavo, Valle Bregaglia, Val di Münster, Valle Maggia, Valle d'Anniviers). </p><p>Per quanto concerne il servizio universale sancito nella legge sulle telecomunicazioni, il Collegio ha la possibilità di adattarne il contenuto periodicamente in base ai bisogni della società, dell'economia e allo stato d'avanzamento della tecnica. Secondo il messaggio relativo alla LTC, l'Esecutivo federale può decidere di ampliarlo se vi è effettivamente un bisogno corrispondente, ossia se nuovi servizi sono ampiamente diffusi e hanno un'incidenza concreta sulla partecipazione alla vita sociale ed economica. In previsione del rilascio di una nuova concessione per il servizio universale, dal 31.10.2001 il servizio ISDN è inserito nell'obbligo di fornire un servizio universale. Il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente l'evoluzione della tecnica e a tempo debito si occuperà dell'eventuale inclusione di servizi (ad es. l'ADSL) nel servizio universale. Occorre tuttavia considerare i costi aggiuntivi che questo provvedimento cagionerà. Se ampliando il servizio universale rimangono scoperti costi in materia d'infrastruttura, conformemente alla LTC questi ultimi sono addossati a tutto il settore delle telecomunicazioni. Questo potrebbe provocare un aumento dei prezzi fatturati ai clienti finali, una conseguenza da  non trascurare.</p><p>I bisogni delle regioni periferiche quanto alla politica regionale generale e alla fornitura dei servizi di telecomunicazione previsti nel servizio universale hanno grande importanza agli occhi del Consiglio federale. La prossima volta che la concessione per il servizio universale sarà messa a concorso, il Collegio vaglierà in particolare la possibilità d'inserire l'obbligo di offrire servizi a banda larga in tutte le regioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.