Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/32033

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In virtù dell'art. 32c cpv. 1 della legge sulla protezione dell'ambiente, dell'ordinanza del 26 agosto 1998 sul risanamento dei siti contaminati (ordinanza sui siti contaminati, OSiti) nonché dell'ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque, è compito dei Cantoni esaminare in primo luogo le discariche ad alto potenziale di pericolo e, nel caso di siti contaminati pericolosi, provvedere a un risanamento rapido. L'UFAFP, in veste di autorità competente, ha elaborato i necessari ausili per l'esecuzione al fine di stabilire le priorità in relazione all'indagine, di eseguire le indagini in modo competente e di controllarne i risultati, nonché per progettare e attuare i necessari risanamenti nel rispetto dell'ambiente, a costi contenuti e in base allo stato della tecnica.</p><p>Va aggiunto che discariche di rifiuti speciali ubicate sulle falde freatiche richiedono in linea di principio un'indagine (art. 5 cpv. 4 lett. b OSiti). È però di competenza delle autorità responsabili dell'esecuzione valutare quali siti richiedano un'indagine urgente e quali, fra di essi, vadano risanati.</p><p></p><p>2. L'UFAFP non solo ha fornito rapidamente ai Cantoni i necessari ausili per l'esecuzione, ma recentemente ha fornito una consulenza tecnica a singoli Cantoni </p><p></p><p>che ne avevano fatto richiesta (Giura, Argovia, Vallese). Il Consiglio federale è disposto a fornire tale sostegno anche ad altri Cantoni, se lo desiderano.</p><p></p><p>3. Nel settore dei siti contaminati, l'UFAFP ha allacciato da tempo contatti molto stretti con le autorità tedesche e con le autorità responsabili della protezione dell'ambiente del Baden-Württemberg. In relazione agli sforzi intrapresi per trovare una soluzione in merito alla discarica di Bonfol, di recente è stata intensificata anche la collaborazione con le autorità francesi e la procedura, ove necessario, coordinata. Infine, la Svizzera fa conoscere la propria politica finalizzata a un risanamento durevole dei siti contaminati anche in seno ai vari organi dell'Ue, della NATO e dell'ONU competenti in materia.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che le autorità regionali competenti siano in grado di coordinare, in collaborazione con l'industria, l'indagine e il risanamento dei siti contaminati nella regione di confine. Qualora le autorità interessate dovessero ritenerlo necessario, la Confederazione è disposta ad appoggiare e a coordinare le attività nel limite delle sue possibilità. Ai fini di un'individuazione tempestiva di eventuali problemi, il Consiglio federale, d'accordo con i Cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna, si informerà sulle discariche nel Baden meridionale e nell'Alta Alsazia, nelle quali sono stati depositati rifiuti dell'industria chimica basilese. </p><p></p><p>4. In passato un'impresa chimica basilese forniva di regola i propri rifiuti a un gestore di una discarica ubicata in un Paese confinante. In questi casi l'autorità responsabile della protezione dell'ambiente dello Stato nel quale si trova la discarica può chiedere al proprietario della stessa l'indagine e un eventuale risanamento. Conformemente alla Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale conclusa a Lugano il 16 settembre 1988, il gestore straniero della discarica ha la possibilità di far valere in Svizzera diritti derivanti da contratti o da attività illecite.</p><p>Se a gestire una discarica all'estero è stata un'impresa chimica basilese, l'autorità straniera competente non ha nessuna base giuridica per imporre in Svizzera, contro detta impresa, una decisione relativa all'indagine o al risanamento.</p><p>In base ai siti contaminati della Regio Basilensis finora noti, il Consiglio federale non ritiene necessario stabilire norme più severe. Qualora dovessero però presentarsi casi concreti, il Consiglio federale è del parere che dovrebbero essere risolti a livello bilaterale. È infine convinto che, come in altri casi, sia possibile trovare soluzioni di comune accordo con l'industria chimica.</p>  Risposta del Consiglio federale.