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Promossa l’accusa contro ex dipendente civile della polizia cantonale di Svitto
Berna, 05.11.2020 - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha promosso l’accusa dinanzi al Tribunale penale federale nei confronti di un ex collaboratore civile della polizia cantonale di Svitto. I reati contestati includono tra l'altro la ripetuta infrazione alla legge sulle armi e la ripetuta violazione del segreto d’ufficio.
L’imputato è un cittadino svizzero di 57 anni che lavorava per la polizia cantonale di Svitto come responsabile della logistica. Il procedimento penale nei suoi confronti è stato aperto dal MPC nel febbraio 2018 in seguito a una domanda di assistenza giudiziaria presentata dalle autorità di perseguimento penale tedesche. Inoltre, alla fine di marzo 2018, la polizia cantonale di Svitto ha sporto denuncia contro l’imputato per infedeltà nella gestione pubblica in relazione a ordinazioni di munizioni e altro materiale.
Dopo vaste indagini svolte in collaborazione con fedpol, il MPC ha promosso l’accusa contro l’imputato per ripetuta infedeltà nella gestione pubblica (art. 314 CP), ripetuta infrazione alla legge sulle armi (art. 33 LArm) e relativo tentativo, ripetuta falsità in documenti (art. 251 cpv. 1 CP) e ripetuta violazione del segreto d’ufficio (art. 320 cpv.1 CP).
Ripetuta infedeltà nella gestione pubblica
Nella fattispecie, l’imputato è accusato principalmente di aver più volte recato danno, attraverso l’ordinazione di munizioni, agli interessi pubblici della polizia cantonale di Svitto, che doveva salvaguardare nella sua allora funzione di responsabile della logistica, e di essersi procurato un indebito profitto di circa CHF 180’000. A questo scopo avrebbe ordinato munizioni per il suddetto importo a nome e a spese della polizia cantonale di Svitto, ma le avrebbe poi utilizzate a proprio profitto.
Ripetute infrazioni alla legge sulle armi e tentativo di violazione della stessa
Secondo l’accusa, tra il 2012 e il 2013 l’imputato ha effettuato più volte vendite illecite di armi e creato un account sul Darknet, attraverso il quale ha offerto illegalmente in vendita queste armi e munizioni. Questi atti sono stati compiuti assieme a una persona che per motivi di competenza è stata perseguita separatamente in Germania, dove è stata nel frattempo condannata. L’imputato ha venduto illegalmente diverse armi anche a questa persona. Tutte queste vendite sono state svolte senza le necessarie autorizzazioni e documentazioni, cioè senza diritto. All’imputato viene inoltre contestato di aver detenuto senza diritto diverse armi e munizioni che conservava nella propria abitazione.
Se nell’ambito di queste infrazioni siano state vendute eventualmente anche armi e munizioni appartenenti alla polizia cantonale di Svitto non è rilevante ai fini dei capi d’accusa penali.
Ripetuta falsità in documenti
All’imputato viene contestata anche la ripetuta falsità in documenti. Secondo l’accusa ha tra l'altro falsificato un documento indirizzato alla Base logistica dell’esercito (BLEs) nel contesto dell’ordinazione di munizioni e ne ha fatto uso a scopo di inganno. A tal fine ha compilato un mandato di lavoro e lo ha fatto vistare dal suo superiore; una volta ottenuto il visto, ha modificato gli articoli e i quantitativi ordinati e ha poi inoltrato l’ordinazione alla BLEs nella forma modificata. Ha fatto pagare queste munizioni dalla polizia cantonale di Svitto e le ha poi usate a scopi privati.
Ripetuta violazione del segreto d’ufficio
L’imputato è inoltre accusato, nella sua allora funzione di responsabile della logistica della polizia cantonale di Svitto, di aver trasmesso alla persona condannata in Germania informazioni interne della polizia che riguardavano il procedimento penale allora in corso in Germania contro il suo complice tedesco (vedi precedente paragrafo sulle infrazioni alla legge sulle armi).
Svolgimento del procedimento penale
Il MPC ha posto l’imputato in carcerazione preventiva per circa due mesi e mezzo e in seguito lo ha scarcerato. Inoltre il MPC ha svolto diverse perquisizioni domiciliari nel Cantone di Svitto con il sostegno di fedpol e della polizia cantonale di Zurigo. Nell’abitazione dell’imputato ha messo al sicuro e sequestrato circa 80 armi e diverse decine di migliaia di cartucce.
Il MPC ringrazia fedpol, la polizia cantonale di Zurigo e le autorità di perseguimento penale tedesche per la preziosa collaborazione in questa vicenda. Tutte le richieste di informazioni relative alla persona condannata in Germania devono essere rivolte all’autorità competente, cioè al pubblico ministero di Costanza.
Come di consueto il MPC rende note le querele in sede di dibattimento dinanzi al Tribunale penale federale. Con la deposizione dell’atto d’accusa, la competenza di fornire ulteriori informazioni ai media passa al Tribunale penale federale di Bellinzona. Fino al passaggio in giudicato della condanna vale la presunzione di innocenza.
Indirizzo cui rivolgere domande
Servizio di comunicazione del Ministero pubblico della Confederazione, T +41 58 464 32 40, <email-pii>
Pubblicato da
Ministero pubblico della Confederazione
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