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L'elettorato svizzero ha votato a favore della tredicesima mensilità della rendita AVS e contro un graduale aumento dell'età pensionabile. Cosa significa?
Iniziative AVS - risultati della votazione del 3 marzo 2024
13a mensilità AVS: chi paga?
L'elettorato svizzero ha votato a favore della tredicesima mensilità della rendita AVS e contro un graduale aumento dell'età pensionabile. Cosa significa?
Al più tardi a partire dal 2026, i beneficiari di una rendita in Svizzera potranno godere di una mensilità aggiuntiva della rendita dell'Assicurazione vecchiaia e i superstiti (AVS). Chi ha diritto a una rendita di vecchiaia AVS la riceverà in futuro 13 volte all'anno anziché 12: ciò corrisponde a un aumento della rendita di vecchiaia annua dell'8.3 per cento. La rendita di vecchiaia minima annuale aumenterà di conseguenza di 1'225 franchi a 15'925 franchi e la rendita massima di 2'450 franchi a 31'850 franchi. In futuro, le coppie sposate riceveranno congiuntamente dall'AVS un massimo di 47'775 franchi all'anno. Poiché le rendite AVS vengono generalmente adeguate ogni due anni all'andamento dei prezzi e dei salari, gli importi concreti possono ancora cambiare prima dell'entrata in vigore della nuova legge.
L'aumento si applica unicamente alle rendite di vecchiaia AVS. Ciò significa che le rendite per superstiti per vedove, vedovi e orfani e le rendite dell'assicurazione per l'invalidità (AI) continueranno a essere erogate 12 volte all'anno. Anche il diritto alle prestazioni complementari (PC) rimane invariato.
Questo fa capire chi beneficerà in futuro di maggiori prestazioni dall'istituto delle assicurazioni sociali intergenerazionale della Svizzera. Tuttavia, non è chiaro chi finanzierà la spesa annua aggiuntiva di oltre 4 miliardi di franchi. La tredicesima mensilità della rendita AVS aggrava l'attuale problema di finanziamento dell'AVS. Secondo le prospettive finanziarie della Confederazione, già nell'anno 2026 le entrate annuali probabilmente non saranno più sufficienti a coprire le spese crescenti ogni anno. Esse rivelano anche che il deficit dell'AVS aumenterà rapidamente e che le riserve del fondo di compensazione dell'AVS scenderanno probabilmente al di sotto della spesa annua prescritta per legge già nel 2027.
La politica è quindi chiamata a varare al più presto delle riforme atte a garantire il finanziamento dell'AVS a lungo termine. Il Consiglio federale dovrà presentare al Parlamento un adeguato disegno di legge al più tardi entro la fine del 2026. Dalle misure adottate dipenderà chi sarà chiamato a versare di più. Una cosa è ovvia: la giovane generazione è interessata da tutte le misure e dovrà probabilmente sostenere il peso maggiore.
Possibili misure di finanziamento e chi le paga
Attualmente è impossibile prevedere quando e in quale forma verranno adottate le misure e tali decisioni sono anche scarsamente influenzabili. Tanto più importante diventa dunque la previdenza per la vecchiaia privata attuata autonomamente. Scoprite di più al riguardo nel primo numero della nostra «Guida alla previdenza».
Giorno di riferimento attuale: 1° gennaio 2024:
L’elettorato svizzero il 25 settembre 2022 ha detto «Sì» alla riforma dell'AVS. La data in cui la legge entrerà in vigore sarà decisa dal Consiglio federale. Attualmente è previsto il 1° gennaio 2024[1]. La modifica della legge non ha solo conseguenze finanziarie per i futuri pensionati, ma ha effetti anche su diversi settori della previdenza per la vecchiaia.
I punti principali dopo la riforma
Età di riferimento uniforme
Età di riferimento uniforme
Lavorare più a lungo o no?
Riscossione flessibile della rendita tra i 63 e i 70 anni
Altri effetti importanti sull'AVS
Effetti sul secondo pilastro
- Età di riferimento uniforme di 65 anni per donne e uomini
- Pensionamento parziale stabilito dalla legge
- Rinvio della prestazione di vecchiaia per persone che esercitano un'attività lucrativa
possibile fino ai 70 anni
- Rinvio del libero passaggio possibile solo per le persone che esercitano un'attività lucrativa
[1] I contenuti in questo articolo si basano sull'ipotesi che la legge entri in vigore il 1° gennaio 2024.