Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/179942

<h2>SubmittedText<h2><p>In una loro decisione, l'AI e il Tribunale federale hanno negato la concessione di una rendita AI a una donna con una diagnosi di depressione, poiché non era dimostrata la condizione di "resistenza alle terapie". Stando agli specialisti e ai diretti interessati, le persone che soffrono di una depressione medio-grave non hanno praticamente più alcuna possibilità di vedersi concessa una rendita AI. È molto difficile dimostrare che la patologia è "resistente alle terapie". Per quanto riguarda le prestazioni dell'AI, questa condizione discrimina le persone con disturbi psichici rispetto a quelle con disturbi somatici. Nel quadro di quanto riferito sulla citata decisione del Tribunale federale, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha menzionato un elenco di criteri per l'esame del diritto alla rendita.</p><p>Gli specialisti del settore e gli avvocati specializzati nelle assicurazioni sociali rilevano, sia da parte del Tribunale federale che degli uffici AI, un crescente inasprimento della prassi che fa sì che le persone con una depressione medio-grave non abbiano praticamente più alcuna possibilità di vedersi concessa una rendita AI.</p><p>Sulla scorta di questa situazione chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è stato l'andamento delle rendite AI concesse a persone con una depressione medio-grave negli ultimi anni?</p><p>2. Come si presenta concretamente il catalogo di criteri menzionato dall'UFAS? Qual è stato l'impatto di questi criteri sul numero delle nuove rendite?</p><p>3. Qual è la sua posizione riguardo al conseguente trattamento discriminatorio, per quanto riguarda la concessione di una rendita AI, delle persone con disturbi psichici (in particolare depressioni) rispetto a quelle con disturbi somatici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi anni il numero delle nuove rendite è complessivamente diminuito. Nel 2015 e nel 2016 si è però registrato un aumento del numero delle nuove rendite per malattie psichiche. In questa categoria rientrano anche le rendite per le quali è stata indicata una depressione quale danno alla salute invalidante. Sulla base dei dati statistici disponibili non è tuttavia possibile fornire indicazioni dettagliate relative alle depressioni medio-gravi e gravi.</p><p>2. Nella sua risposta all'interpellanza Graber Konrad 17.3366 "Garanzia della qualità in caso di adeguamento delle rendite per disturbi da dolore somatoformi"), il Consiglio federale si è già espresso dettagliatamente sull'evoluzione della procedura di accertamento e di quella probatoria in seguito alla decisione del Tribunale federale del 3 giugno 2015 (DTF 141 V 281) e quindi anche sul catalogo di criteri menzionato dall'autrice dell'interpellanza. Secondo detta giurisprudenza, nel caso dei disturbi psicosomatici la capacità di rendimento effettiva deve essere valutata caso per caso e senza pregiudizi attraverso una procedura probatoria strutturata (constatazione del danno alla salute e del grado di perdita della capacità funzionale, verifica della coerenza). L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali va oltre rispetto al Tribunale federale, prevedendo l'applicazione della nuova procedura probatoria a tutti i tipi di danni alla salute nell'ambito dell'AI, e quindi anche alle depressioni. A tal fine è stato elaborato un mandato peritale uniforme, basato sugli indicatori del Tribunale federale e contenente un questionario uniforme, per tutti i tipi di perizie mediche nell'ambito dell'AI (cfr. lettera circolare AI n. 339 del 9 settembre 2015). La versione riveduta della struttura delle perizie, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2018, si basa sulle più recenti linee direttive in materia di qualità per le perizie psichiatrico-assicurative della Società svizzera di psichiatria e psicoterapia e sugli indicatori del Tribunale federale.</p><p>La nuova procedura di accertamento orientata alle risorse, svolta senza pregiudizi per tutti i tipi di danni alla salute, è applicata da poco meno di due anni, ragion per cui non è ancora possibile fornire indicazioni sicure sulle sue ripercussioni. Come detto nella risposta alla domanda 1, tuttavia, le statistiche mostrano un andamento stabile della quota delle nuove rendite.</p><p>3. Un danno alla salute è considerato invalidante se la capacità al guadagno non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili e l'incapacità al lavoro è oggettivamente insormontabile. Dato il suo obbligo di ridurre il danno, l'assicurato deve pertanto sottoporsi a tutte le cure esigibili, indipendentemente dal fatto che soffra di una malattia somatica o psichica. La giurisprudenza del Tribunale federale parte da questo principio e considera quindi che le depressioni lievi e medio-gravi siano di regola ben curabili con una terapia. Dalle statistiche nazionali sulle rendite accordate dall'AI non risulta inoltre alcuna diminuzione della quota delle rendite concesse per danni alla salute psichica. Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che non si possa parlare di un trattamento discriminatorio delle persone con disturbi psichici (in particolare depressioni) rispetto a quelle con disturbi somatici.</p>  Risposta del Consiglio federale.