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Una volta tornato a casa, il bambino riprende poco a poco le sue attività. Dopo alcune settimane, può riprendere a praticare sport non violenti e, dopo circa tre mesi, può tornare a scuola.
Schema riassuntivo delle visite mediche, dei trattamenti e della ripresa delle attività:
Consultare la sezione “Domande e risposte”per ulteriori informazioni sulla vita di tutti i giorni.
Quando si svolgono i consulti di follow-up?
Verrà consegnato un piano di follow-up personalizzato al momento delle dimissioni dall’ospedale. Il piano prevede visite di controllo settimanali nei primi tre mesi, e successivamente appuntamenti più distanziati: una volta al mese, poi ogni tre mesi, sei mesi ecc. In base alle necessità, i consulti possono essere più frequenti. Sono condivisi tra il medico curante del bambino e il Centro.
I controlli presso il Centro richiedono nella maggior parte dei casi di trascorrere una giornata a Ginevra.
Il bambino viene ricoverato nel reparto di chirurgia pediatrica o ricevuto ai fini del consulto presso l’unità di chirurgia ambulatoriale (UCA) o in ambulatorio.
Questo follow-up si svolge in collaborazione con i genitori, il bambino, il pediatra o il gastroenterologo.
Perché è richiesta una valutazione annuale presso il centro?
Lo scopo di questa valutazione annuale è di valutare le condizioni del fegato del bambino e di identificare precocemente eventuali problemi.
Indipendentemente dal luogo di residenza del bambino, la valutazione si svolge presso il Centro e comprende un’ecografia epatica per visualizzare il trapianto, i suoi vasi e le vie biliari. Questa visita si svolge a Ginevra intorno alla data anniversario del trapianto, fino all’età adulta, e successivamente nei pressi del luogo di residenza.
Perché gli esami del sangue sono importanti?
Permettono di adattare il trattamento. Gli esami del sangue sono frequenti durante il primo mese successivo al trapianto.
La loro ripetizione varia in base ai risultati e ai possibili sintomi del bambino. Come i consulti di follow-up, la frequenza di questi esami si riduce progressivamente.
Se il luogo di residenza del bambino è lontano da Ginevra, gli esami possono essere effettuati vicino a casa ed essere interpretati dal medico curante del bambino.
Quali precauzioni bisogna adottare prima del prelievo di sangue?
Il giorno del prelievo, il bambino non deve assumere il farmaco antirigetto al mattino. Il prelievo si svolge all’orario abituale di assunzione di questo farmaco.
Una volta concluso l’esame, è possibile somministrargli il farmaco, sapendo che uno scarto di pochi minuti non comporta alcun rischio.
Quali sono gli altri esami previsti e le loro finalità?
I farmaci antirigetto (immunosoppressori) sono indispensabili per il successo del trapianto.
Tuttavia, si consideri che tali farmaci possono alterare il funzionamento di reni e cuore.
Al fine di identificare possibili problemi il più presto possibile, vengono prescritti altri esami al bambino.
Questi controlli consentono di adattare in modo ottimale i trattamenti:
I bambini che soffrono di malattie epatiche presentano spesso una crescita e una densità ossea più basse.
Una radiografia della mano consente di valutare se la maturazione ossea corrisponde all’età del bambino.
Dall’età di 5 anni, viene proposta una mineralometria (esame radiologico indolore e non invasivo) per valutare la necessità di prescrivere un integratore alimentare.
Che tipo di follow-up psicologico è previsto per il bambino?
Durante la valutazione pre-trapianto, i genitori e il bambino incontreranno regolarmente lo psicologo specialista del Centro. Questi consulti consentiranno di evidenziare i bisogni della famiglia e di offrire un supporto psicologico adeguato.
Quest’ultimo continuerà durante il periodo post-trapianto.
Inoltre, al fine di garantire lo sviluppo adeguato del bambino, verrà proposta anche una valutazione specifica periodica.
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Che cos’è?
L’organismo del bambino può percepire l’organo trapiantato come un corpo estraneo e tentare di attaccarlo.
Questo non significa necessariamente che il trapianto non sia riuscito.
I farmaci antirigetto, come Prograf®, Cellcept® o Neoral®, diminuiscono l’attività del sistema immunitario del bambino e aiutano a prevenire un rigetto.
Quanto prima il rigetto viene identificato, tanto più facilmente potrà essere trattato.
È frequente?
Sì, soprattutto durante i primi tre mesi. Il rischio persiste per tutta la vita.
Tutti i giovani pazienti che hanno subito un trapianto sono interessati da almeno un episodio di rigetto.
Quando bisogna contattare il Centro?
Non esistono sintomi specifici di rigetto. Tuttavia, si consiglia di contattare il Centro nei seguenti casi:
Consultare la sezione “Domande e risposte” per trovare informazioni pratiche e utili.