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IL CENTENARIO DELL?AUTOPOSTALE
IL CENTENARIO DELL?AUTOPOSTALE
Testo di Danilo Pagnutti
Foto di Luca Bettosini
AutoPostale Svizzera compie cent?anni! Da ormai venti lustri l?autopostale giallo col clacson a tre toni, icona dell?efficienza e della puntualit? elvetiche, percorre le strade della Confederazione, valicando passi alpini e raggiungendo i luoghi pi? remoti.
Un po? di storia
La storia di AutoPostale comincia poco pi? di un secolo fa, esattamente nel 1903, anno nel quale le Poste svizzere decisero di utilizzare i veicoli a motore come mezzo di trasporto generico. Nel 1906, l?amministrazione postale acquist? tre vetture sperimentali costruite da altrettante case automobilistiche svizzere, scelte fra le settantuno esistenti all?inizio del secolo: erano la Martini di Frauenfeld e Neuch?tel, la Saurer di Arbon e la Berna di Olten. Gli autobus avevano quattordici posti ciascuno, un motore da 30 cavalli vapore, gomme piene, fanali ad acetilene e raggiungevano la velocit? massima di venti chilometri l?ora con un consumo di quaranta litri di benzina ogni cento chilometri! Le carrozze avevano il soffitto molto alto, un?unica porta d?accesso posteriore e un arredamento spartano, costituito da due panche di legno collocate lateralmente, lungo la fiancata della vettura.
I veicoli ricevettero il nome di ?autopostali?, termine scelto per indicare le due principali caratteristiche di quelle automobili adibite al servizio postale. Il nome automobile, strana commistione di greco e latino, era stato coniato alcuni anni prima in Francia per descrivere la vettura semovente, non trainata da animali poich? mossa da un apparecchio interno. I veicoli destinati al trasporto pubblico furono chiamati omnibus (dal latino per tutti), ma automobili omnibus era un nome troppo lungo per un?epoca che cominciava ad amare la rapidit?. Fu, quindi, compresso in autobus, esteso ancora in autobus postale per contrarsi, infine, in autopostale.
Il 1? giugno 1906 le Poste svizzere inaugurarono le prime due linee di autopostali, la Berna-Wohlen-Detlingen e la Berna-Papierm?hle. Due omnibus a motore sostituirono allora le vecchie ippomobili, cio? le diligenze trainate da cavalli. La Posta aveva previsto anche una terza linea, la Berna-Boll-Utzigen, ma, dopo alcune corse di prova, decise d?abbandonarla poich? il percorso era difficile e la strada troppo dissestata. I risultati dei primi viaggi parve incoraggiante: il tragitto fra Berna e Detlingen era compiuto in un?ora ed un quarto, alla velocit? media di quindici chilometri orari, con un risparmio di circa un?ora sul tempo impiegato dalla diligenza. Tuttavia, i guasti erano frequenti e costringevano i viaggiatori a soste prolungate, mentre il conducente riparava il motore o cambiava una ruota. Nel 1909 questi inconvenienti indussero la Posta a sospendere la corsa Berna-Papierm?hle, reintroducendo il servizio a cavallo. Nel 1911 la Posta acquist? un quarto veicolo, un omnibus Berna, che diede prestazioni migliori, anche se non ancora sufficienti. Le cose cambiarono con lo scoppio della Grande Guerra: le potenze belligeranti contribuirono allo sviluppo tecnico dell?industria automobilistica e anche le ditte svizzere Saurer, Berna e Martini trassero vantaggio da ci?, riuscendo a produrre mezzi pi? potenti ed affidabili, che per? alla fine del conflitto rimasero inutilizzati negli arsenali.
In Ticino, una delle prime linee di autopostali entr? in funzione nel 1910 tra Locarno e Brissago. Affidata in appalto ad un concessionario, fu integrata nei servizi della Posta nel 1916.
Due anni dopo la fine della guerra, l?esercito cedette gratuitamente alla Posta cento telai di camion, usciti dalle officine delle tre principali case produttrici svizzere. L?amministrazione postale decise allora di montare sui Saurer una carrozzeria aperta, trasformandoli in carri alpini, capostipiti della posta delle Alpi; invece, i Berna e i Martini, dotati di una sovrastruttura chiusa, furono destinati al trasporto interurbano. Questi nuovi mezzi di trasporto avevano un motore da quattro cilindri con 40-45 cavalli vapore, che consumava cinquanta litri di benzina ogni cento chilometri. La disponibilit? di veicoli e la maggiore potenza dei loro motori permisero di creare nuove linee attraverso i valichi alpini: nel 1919 gli autopostali raggiunsero il Sempione, nel 1920 il San Bernardino e lo Julier e, in seguito, il Grimsel, il Furka e il Gottardo. Sette anni dopo, nel 1927, le vetture della Posta svizzera valicarono il passo pi? discosto, quello dell?Umbrail, al confine con l?Austria. La diligenza a cavalli, l?ippomobile, era ormai stata sostituita su tutte le principali linee alpine e interregionali e la Posta trasportava pi? di 350’000 passeggeri l?anno su una rete lunga 4749 chilometri.
Tuttavia, gli omnibus militari erano poco adatti alle strade di montagna. Presto ci si avvide della necessit? di avere un veicolo con un motore pi? potente ed uno sterzo pi? maneggevole per superare i tornanti delle strade alpine senza dover eseguire pericolose manovre di retromarcia. Erano anche necessari freni migliori per garantire una maggiore sicurezza in discesa. L?industria svizzera si mise all?opera: nel 1921 la Saurer cominci? a produrre il Car alpin 2a con un motore da 55 cavalli. Aveva tre freni, uno a mano, uno a pedale ed un freno motore. Nei carri alpini i passeggeri sedevano nella direzione di marcia su sedili imbottiti. In tutti i veicoli di produzione svizzera il conducente sedeva a destra; il posto di guida a sinistra fu introdotto solo nel 1971 con i primi veicoli prodotti all?estero. All?inizio degli anni ?20 la Posta introdusse un?ulteriore innovazione, dotando i propri veicoli di pneumatici, che sostituirono le gomme piene. Il consumo di carburante scese allora del 50% e i danni alle strade diminuirono considerevolmente; ma, nonostante questi progressi, fino al 1922 i motori si avviavano ancora con la manovella, i guasti erano frequenti e gli autisti dovevano spesso improvvisarsi meccanici, mentre i passeggeri approfittavano delle soste impreviste per passeggiare nelle vicinanze. Se l?avaria era grave, l?autopostale doveva essere rimorchiato, ritornando ad essere ? anche se solo temporaneamente – un?ippomobile.
Nel 1924 sulle tratte alpine si registrarono 28 guasti, quattro dei quali imputabili ai pneumatici; ci? nonostante, i viaggi in autopostale erano relativamente sicuri e gli incidenti rari. Il primo accadde nel 1921, dopo quindici anni d?esercizio, sulla linea Les Ponts-Travers. Nell?incidente, causato dal malfunzionamento dei freni, morirono tre passeggeri e quattro altri furono feriti. In quello stesso anno ai conducenti di automobili fu imposto il divieto assoluto di bere alcolici durante il servizio. La proibizione era tassativa e riguardava tutte le bevande alcoliche, anche quelle offerte dai passeggeri.
?Nel primo dopoguerra il turismo in Svizzera conobbe un grande sviluppo. I carri alpini ? che la Posta pubblicizzava con ogni mezzo ? diffondevano nel mondo un?immagine idilliaca della Svizzera, quella di un paese dalle incomparabili bellezze naturali. Il manifesto dell?autopostale con il ghiacciaio del Rodano ? ormai famoso: l?autopostale si trova sul tornante vicino all?Hotel Belvedere, mentre sullo sfondo s?intravede la superficie frastagliata del ghiacciaio eroso. Esso rappresenta la quintessenza della posta delle Alpi, che trasporta i passeggeri senza fatica, in maniera comoda e sicura fino alle sommit? dei monti dove regna una natura incontaminata e romantica?.[1]
Nel 1924 vi fu un ulteriore sviluppo tecnico, che contribu? ad accrescere la sicurezza del viaggio. In quell?anno i veicoli furono dotati dei primi freni anteriori, che permisero d?avere un impianto frenante sulle quattro ruote. Tuttavia, la loro efficacia era limitata poich? inizialmente anch?essi erano meccanici; pertanto, la pressione del freno dipendeva dalla forza fisica del conducente. Solo in seguito apparvero i primi freni a depressione ed idraulici, che garantivano una maggiore sicurezza. Nel 1931 la Saurer cre? i primi autopostali con motori diesel e freni ad aria compressa; il nuovo motore consentiva di ridurre del 65% il consumo di carburante. Poi, nel 1954, la FBW, casa automobilistica di Wetzikon creata dall?artista croato Franz Bozincevic, lanci? sul mercato il motore piatto sotto cassa, che contribu? alla diffusione dei veicoli a cabina avanzata. Nel 1972 gli autopostali furono dotati di cambio completamente automatico e, in seguito, di sospensioni pneumatiche.
Fino alla fine della seconda guerra mondiale, tutti gli autopostali svizzeri erano prodotti da case nazionali. Dopo la guerra, per?, la domanda di veicoli sal? enormemente e le case produttrici elvetiche non furono in grado di soddisfare la richiesta. Pertanto, nel 1947, la Posta, spinta dalla necessit?, acquist? i primi autobus prodotti all?estero, gli Alfa Romeo a cabina avanzata. Essi erano dotati di un buon motore e di un telaio resistente, ma avevano un difetto: la carrozzeria a lamiere ondulate si arrugginiva con una facilit? sorprendente. In seguito, con l?avvento degli accordi sul libero scambio commerciale, ogni produttore pot? partecipare alla gara d?appalto, sottoponendo un?offerta; pertanto, dal 1971 la Posta acquist? molti veicoli stranieri, soprattutto Mercedes, per usarli come autopostali. Nel 1997 l?azienda ricevette la certificazione ISO 9001:1994 e, tre anni dopo, la ISO 9001:2000. Nel 2003 le fu assegnato il sigillo Q livello III, il riconoscimento pi? elevato negli esami di qualit?.
Il clacson (il suono del clacson a tre suoni fa parte del marchio protetto)
Introdotto nel 1923, il clacson a tre suoni ? tipico dell?autopostale di montagna. ?Oggi i modelli originali sono custoditi e curati amorevolmente dal servizio di manutenzione delle autorimesse di AutoPostale. L?azienda AutoPostale riceve regolarmente domande da parte dei collezionisti svizzeri ed esteri, ma la risposta ? irremovibile: il corno a tre suoni dell?autopostale non ? in vendita, perch? costa troppo ed ? indistruttibile. Si racconta che un giorno un collezionista aveva chiesto se doveva comprare un intero autopostale per avere un clacson. Gli avevano risposto che poteva certo comprarsi un autobus, ma senza il clacson, perch? lo avrebbero smontato prima di consegnargli il veicolo?.[2]
Il giallo della Posta (il colore ?Giallo Posta? fa parte del marchio protetto)
Sembra che il giallo dei simboli postali provenga dal colore dello stemma degli Asburgo, che nel 17? secolo concessero la privativa della posta imperiale alle famiglie Torre e Tasso col diritto di usare il giallo come colore distintivo. Da allora, in molti Paesi europei, come Germania, Austria e Svizzera, il giallo ? associato alla Posta.
Il prezzo del biglietto
All?inizio del secolo scorso i viaggiatori pagavano tra i 10 e i 15 centesimi per chilometro sulle linee normali e tra i 20 e i 25 su quelle alpine. Il tragitto di diciassette chilometri tra Berna e Detligen costava un franco e settanta centesimi, solo andata, e tre franchi e dieci, andata e ritorno. Il prezzo era equivalente a quello del biglietto della diligenza, ma i vantaggi erano innegabili: l?ippomobile compiva il tragitto in due ore e dieci minuti, mentre l?autopostale impiegava solo un?ora ed un quarto. Dopo la Grande Guerra i prezzi subirono un?impennata: la tariffa chilometrica pass? dai 15 ai 35 centesimi e, perci?, il prezzo del biglietto per la tratta Berna-Detligen fu raddoppiato, salendo a tre franchi e quaranta centesimi. Le linee alpine furono sottoposte ad una tariffa di 40 centesimi il chilometro, cosa che rese il viaggio in autopostale pi? caro rispetto a quello con la diligenza a cavalli. Il biglietto per la tratta Briga-Ospizio del Sempione costava Fr. 9.30 in autopostale, ma solo Fr. 5.80 in diligenza. In seguito furono applicate le cosiddette tariffe regressive che, secondo il numero dei chilometri percorsi, concedevano riduzioni e sconti.
Regia e subappalto
L?azienda AutoPostale ? suddivisa in due comparti: regia e subappalto. Nel primo l?azienda effettua corse servendosi dei propri conducenti ed autoveicoli. Attualmente sono in funzione 39 esercizi di regia con oltre 900 conducenti. Nel secondo comparto operano 219 subappaltanti, i cosiddetti imprenditori AutoPostale, che svolgono i servizi di trasporto avvalendosi di oltre 1300 conducenti. Essi assumono e pagano autonomamente i propri dipendenti. Nei primi anni i veicoli degli imprenditori si distinguevano facilmente poich? non erano gialli, ma di colore crema; oggi, invece, assomigliano ai veicoli della regia, fatta eccezione per le targhe e la ragione sociale indicata accanto a quella della Posta.
L?autopostale oggi
Un secolo dopo la loro introduzione, i bus gialli di AutoPostale appartengono al sistema di trasporto pubblico della Svizzera proprio come le ferrovie. La tratta pi? lunga delle rete ? il ?Palm Express?, un percorso di 132 chilometri, che collega St. Moritz a Lugano in quattro ore. La linea pi? frequentata ? quella che porta alla piazza della stazione di San Gallo, dove ogni settimana arrivano a destinazione 579 corse. I circa 2000 autopostali svizzeri trasportano ogni anno pi? di cento milioni di passeggeri, percorrendo quotidianamente 89 milioni di chilometri, ossia sei volte il giro del mondo. Oggi, in Svizzera e all?estero, l?azienda AutoPostale ? sinonimo di affidabilit?, qualit? e sicurezza.
Riquadro
La Posta commemora AutoPostale con tre francobolli speciali
La Posta Svizzera celebra il centenario con tre francobolli speciali. I tre soggetti: un autobus da turismo, un bus cittadino e uno scuolabus, simboleggiano l?ampia offerta, sempre attenta alle esigenze della clientela, presente in modo capillare in tutta la Svizzera: AutoPostale conduce i turisti tranquillamente alla meta, i lavoratori puntualmente al lavoro e gli alunni in tutta sicurezza a scuola. I francobolli sono stati disegnati dal famoso grafico designer di Berna Daniel Dreier e dalla sua collaboratrice Anja G?ldi, sono autoadesivi ed il loro valore d?affrancatura ? rispettivamente di 85 centesimi, 1 franco e 1.30 franchi. Dal 7 marzo 2006 i francobolli speciali saranno in vendita presso tutti gli uffici postali e filatelici e, sempre dal giorno d?emissione, varranno come affrancatura per gli invii. Non solo: si potranno acquistare con l?annullo del giorno d?emissione, il 7 marzo, all?ufficio postale speciale di Detligen nei pressi di Berna. Fin da ora questi valori bollati possono essere ordinati anche online su: www.posta.ch/philashop. I francobolli speciali sono corredati da cartoline postali illustrate e da un opuscolo ricordo ricco di foto nel quale, oltre ad una quartina senza annullo, sono contenute diverse informazioni sulla storia di AutoPostale e le raffigurazioni di tutti i francobolli svizzeri dedicati al tema. Anche le cartoline e l?opuscolo saranno disponibili dal 7 marzo.
Riquadro
Le date pi? importanti della storia di AutoPostale
2006 ? AutoPostale Svizzera festeggia i suoi 100 anni di vita con una serie di eventi a livello nazionale e regionale
2005
AutoPostale Svizzera si aggiudica altri tre mandati nelle citt? francesi Obernai, Bourg-en-Bresse e Lons-le-Saunier.
2004
La Posta fonda AutoPostale Svizzera SA, che sar? operativa dal 1.7.2006
AutoPostale bandisce una gara d’appalto OMC per l’approvvigionamento di veicoli. AutoPostale riceve il mandato di gestire i trasporti pubblici urbani a Dole (F) per 6 anni a partire dal 1.1.2004.
2003
AutoPostale raggiunge la soglia dei 100 milioni di passeggeri trasportati.
AutoPostale ? la prima azienda di trasporti svizzera a ricevere il sigillo di qualit? di livello III assegnato dall’economia svizzera del turismo.
2002
La Posta introduce cinque sottomarchi che fanno capo al marchio principale ?LA POSTA?. D’ora in poi il nome AutoPostale verr? scritto con la ?A? maiuscola accanto al nuovo logo del sottomarchio.
2001
Le linee postali alpine, denominate ?Route Express Lines?, diventano un prodotto turistico d’interesse mondiale.
2000
Su mandato della Fondazione di trasporti per disabili del Canton Berna, AutoPostale introduce a Thun due veicoli speciali adibiti al trasporto disabili. Il servizio ? denominato VivaCar. Nel quadro di una gara d?appalto OMC la Liechtenstein Bus Anstalt assegna ad AutoPostale Svizzera la gestione della rete di autobus del Principato per i prossimi dieci anni.
1999
AutoPostale in cooperazione con altri partner lancia il progetto pilota CityCar a Martigny.
1998
AutoPostale raccoglie le prime esperienze nell’ambito degli appalti cantonali e conferma la propria leadership nel mercato dei trasporti regionali su strada in Svizzera.
1996
Entra in vigore la nuova legge sulle ferrovie; d’ora in poi sono i Cantoni ad essere responsabili dei trasporti regionali.
1995
Istituzione del PubliCar, il servizio porta a porta, nella regione di Frauenfeld e Oron
1995
Creazione di 16 Centri regionali autopostali in modo da equipaggiarli per l’imminente libera concorrenza nell’ambito dei trasporti regionali.
1980
A Bellinzona AutoPostale gestisce il servizio di bus urbano.
1975
Introduzione dell’abbonamento di vacanza per corse in autopostale.
1971
Tutti gli autopostali e le fermate sono caratterizzate dal colore giallo con la striscia rossa.
1969
Entra in servizio il primo autopostale articolato.
1965
Inaugurazione della prima, moderna stazione di autopostali coperta al di sopra della stazione di Berna.
1961
Soppressa l’ultima posta a cavallo sulla linea Avers – Juf.
1959
Ai nuovi veicoli degli assuntori di autopostali viene attribuito un look unitario dal colore giallo ocra. Finora erano dipinti con i colori dei singoli assuntori.
1957
AutoPostale introduce i primi servizi di trasporto scolari.
1956
Centocinquanta autopostali vengono equipaggiati di un apparecchio di distribuzione automatica di ticket.
1954
Entrano in funzione 32 autopostali alpini nuovi di tipo IIIa, creando le premesse per viaggi di gruppo e corse speciali.
1949
AutoPostale assume in veste di assuntore di autopostali le linee di cui il Principato del Liechtenstein ? concessionario.
1946
Inaugurazione della strada del passo di Susten: ? l’inizio della grande epoca degli autopostali alpini e dei famosi viaggi, ancor oggi amati, attraverso tre o addirittura quattro passi di montagna.
1942
Con l’imperversare della guerra mondiale le corse autopostali alpine vengono sospese.
1935
Primo impiego di un autopostale con guida frontale.
1933
Circolano i primi autopostali con rimorchio passeggeri.
1931
Per la prima volta gli autopostali sono dotati di motori Diesel.
1928
La Posta impiega il primo spazzaneve sul passo del Maloja per assicurare anche i trasporti invernali.
1927
Gli autopostali viaggiano ora anche sul passo del Fl?ela e 39 strade di montagna sono designate ufficialmente tratte autopostali alpine.
1924
Una linea dopo l’altra passa ai trasporti motorizzati; i veicoli in dotazione della ?posta da viaggio? sono ora 169.
1923
Per la prima volta sulle strade alpine risuona il clacson degli autopostali con la melodia del corno a tre note.
1921
Nascita degli autopostali alpini e introduzione delle linee sui passi del Grimsel, Furka, San Bernardino e Oberalp.
1919/20
Conversione di autocarri dell’esercito in autopostali che, giunti ad una quantit? di 104 veicoli, entro il 1930 porteranno alla pressoch? definitiva estinzione della posta a cavallo.
1919
Inaugurazione della via del Sempione.
1906
Primo collegamento postale regolare motorizzato tra Berna e Detligen.
1849
Nascita della rete postale a cavallo.
Fonti
Ganz, Michael, Valance, Marc, e Steiner, Herbert. Viaggiare in giallo ? 100 anni di autopostale, Werd Verlag, Zurigo, 2006.Kronig, Karl. Notre voiture est jaune. Le car postal hier et aujourd?hui, Cahiers du Mus?e des PTT Suisses, Bern
[1] Ganz, Michael, Valance, Marc, e Steiner, Herbert. Viaggiare in giallo ? 100 anni di autopostale, Werd Verlag, Zurigo, 2006, p. 69.
[2] Ivi, p. 141.