Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/43647

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Visto il numero sempre elevato di persone che ogni anno restano gravemente ferite o addirittura perdono la vita in incidenti stradali (anno 2001: 6194 feriti gravi, 544 deceduti; fonte: UST) e vista l'entità cospicua dei costi di cui deve farsi carico la collettività, nel 2000 il DATEC ha incaricato l'USTRA di elaborare le basi per una politica federale della sicurezza stradale secondo i principi di "Visione Zero". Nell'ambito di questo mandato, l'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (upi), in collaborazione con ulteriori esperti e l'USTRA, ha svolto un lavoro di ricerca. La relazione finale è stata presentata all'inizio di quest'anno al DATEC. Tra l'altro, essa contiene un ampio catalogo di misure volte al raggiungimento degli obiettivi realistici. Le misure riguardano settori quali l'educazione, la formazione, la psicologia, la comunicazione, il diritto, la sorveglianza, l'infrastruttura, la gestione, la tecnica dei veicoli, la telematica e il soccorso. Non si tratta soltanto di misure destinate a limitare il traffico motorizzato individuale. </p><p></p><p>È opportuno sottolineare che nel 2001 l'alcool e l'eccesso di velocità sono stati fattori determinanti, rispettivamente in 94 e 219 incidenti con esito mortale (fonte: UST). </p><p>Nel confronto con altri mezzi di trasporto è da osservare che nel trasporto ferroviario e in quello aereo non è ammessa tolleranza in materia di incidenti: ogni incidente è reputato inaccettabile. </p><p></p><p>Il Consiglio federale intende ridurre ulteriormente i rischi connessi con la circolazione stradale. L'obiettivo intermedio da perseguire consiste nel ridurre, entro il 2010, a meno di 300 il numero dei morti in incidenti stradali (Rapporto del Consiglio federale del 27.3.2002 Strategia per uno sviluppo sostenibile). Il 3 luglio 2002 ha preso atto di un documento interlocutorio del DATEC e ha incaricato quest'ultimo di proseguire i lavori volti a definire la nuova politica della circolazione stradale secondo i principi di "Visione Zero".</p><p></p><p>In un processo ispirato alla partecipazione di tutti gli attori, si tratta ora di formulare la politica della sicurezza stradale della Confederazione a partire dai propositi del Consiglio federale: visione, obiettivi, strategie e disposizioni fondamentali. Solo in seguito, su questa base, le singole misure concrete saranno discusse e a seconda delle competenze deliberate e attuate. </p><p></p><p>Risposte alle singole domande:</p><p></p><p>Ad domanda 1:</p><p>Il citato rapporto preliminare è stato pubblicato a fine agosto 2002 e presentato ai media e alle cerchie interessate in occasione di una conferenza stampa organizzata dall'USTRA.</p><p></p><p>Ad domanda 2:</p><p>Il lavoro di ricerca non ha ancora preso in considerazione la collettività. La prossima fase, che consiste nella formulazione della nuova politica della sicurezza stradale e nell'attuazione di misure, si articolerà in modo trasparente e con la partecipazione delle cerchie interessate.</p><p></p><p>Ad domanda 3:</p><p>Già oggi la statistica degli incidenti stradali compilata dall'UST mostra gli incidenti del tipo bicicletta-bicicletta, bicicletta-treno, bicicletta-pedone come pure incidenti provocati singolarmente da ogni categoria. Gli incidenti che vedono coinvolti i mezzi di trasporto pubblico e gli utenti non motorizzati non figurano nella statistica degli incidenti della circolazione stradale. La Polizia non registra tali incidenti. Tuttavia figurano in una statistica compilata dai trasporti pubblici, aggiornata però solo al 1995. Da allora i suddetti incidenti non sono più contemplati. </p><p></p><p>Attualmente, gli utilizzatori di skateboard che causano incidenti sono equiparati ai pedoni. Le autorità competenti stanno attualmente valutando se l'inserimento della nuova categoria "attrezzi simili ai veicoli", distinta da quella dei pedoni, consentirebbe di adeguare il protocollo degli incidenti alla realtà degli incidenti.</p><p></p><p>I conducenti deceduti prima di un incidente (p. es. a causa di un infarto) non sono considerati vittime della strada e pertanto non sono contemplati nella statistica ufficiale degli incidenti stradali. È necessario tuttavia che ciò risulti chiaro dalla perizia effettuata dalla Polizia sul luogo dell'incidente. Lo stesso dicasi per i conducenti con intenzioni suicide.</p><p></p><p>Quanto alla statistica degli incidenti, va precisato che contiene i dati effettivamente denunciati. In essa figurano soltanto gli incidenti registrati dalla Polizia e le caratteristiche da essa rilevate.</p><p></p><p>Ad domande 4 e 5:</p><p>Anche nei settori dello sport, delle attività domestiche e del tempo libero, da anni vengono intrapresi numerosi e svariati sforzi tesi a limitare il numero dei morti e dei feriti gravi. L'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (upi) attivo in questo ambito attua anno dopo anno, in modo mirato e in funzione delle priorità, programmi nuovi o già collaudati (p. es. direttive per gli offerenti di eventi di sport estremi, campagne volte a incentivare l'impiego di equipaggiamenti di protezione nelle attività sportive, informazioni riguardanti le protezioni che consentono di ridurre le fratture del collo del femore nelle persone anziane presso il loro domicilio, promozione della sicurezza nelle scuole). Inoltre, dall'inizio del 2001 una conferenza di coordinamento posta sotto la presidenza dell'UFAS si prefigge di intensificare il coordinamento congiunto e l'armonizzazione delle attività e dei progetti degli organismi di prevenzione e di promozione della salute, il che consente di fissare priorità anche al di fuori della circolazione stradale. </p><p></p><p>Nell'ambito della prevenzione dei suicidi, l'Ufficio federale della sanità pubblica è affiancato da diversi servizi sociali e sanitari sia cantonali che comunali.</p><p></p><p>Nel complesso, si tratta di continuare a promuovere in modo durevole le misure di prevenzione attuali, già sperimentate e continuamente sviluppate. Anche se alla circolazione stradale spetta senza ombra di dubbio la massima priorità (nel panorama mondiale, la Svizzera si pone tra il 5° e il 10° posto e dunque può fare di più), nei settori delle attività domestiche, del tempo libero e dello sport continueranno ad essere adottate adeguate misure di prevenzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.