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<h2>SubmittedText<h2><p>Il comitato centrale della "SRG SSR idée suisse" ha emanato nello scorso mese di maggio delle direttive per il budget dell'anno 2000 e per l'aggiornamento del piano finanziario 2003 che mirano a mettere in evidenza il rapporto fra le attribuzioni finanziarie destinate in particolare alle tre regioni linguistiche e le entrate (per canone o pubblicità) attribuibili alle medesime regioni. La minor rispettivamente maggior attribuzione di mezzi finanziari rispetto alle entrate viene indicata sotto la voce "Finanzausgleich" (in italiano: "compensazione finanziaria"), l'opportunità del cui utilizzo mi pare molto discutibile. A parte il fatto che presumibilmente non si è tenuto conto della lingua dei radioascoltatori e telespettatori, ma solo di criteri geografici, per cui il 3 percento circa di popolazione italofona che non risiede nei cantoni di lingua italiana viene semplicemente trascurato, vi sono per lo meno due fattori importanti di cui le nuove linee direttive non tengono conto, che mi sembrano assai più degne di considerazione del sistema scelto dalla "SRG SSR idée suisse" per rendere trasparente quella che presumibilmente viene considerata dai vertici dell'azienda una sottrazione di mezzi finanziari dalla regione svizzera tedesca (SF e SR DRS) a favore di quella svizzera italiana (TSI/RSI).</p><p>Il primo elemento è che la "SRG SSR idée suisse", come ben spiega quest'ultima aggiunta fortemente voluta dal management, è un'azienda svizzera che deve produrre programmi in tre lingue: sono dunque i costi di questi programmi, televisivi e radiofonici, a determinare le esigenze finanziarie dei settori regionali dell'azienda che li devono produrre (o acquistare) e mettere in onda. Le cifre dicono allora che per produrre o acquistare programmi che occupano tempi di trasmissione sostanzialmente analoghi, per la televisione la regione svizzera tedesca spenderà nel 2000 oltre 330 milioni di franchi, quella svizzera francese 224 milioni mentre quella svizzera italiana solo 155 milioni, mentre che per la radio la regione svizzera tedesca spenderà 130 milioni, quella svizzera francese 91 milioni e quella svizzera italiana 61 milioni. La domanda che ne consegue è evidentemente se sono veramente tutte giustificate queste enormi differenze di costo e comunque come fanno i responsabili della regione svizzera italiana a fare costare così poco i loro programmi.</p><p>Il secondo elemento riguarda il canone: stando alla logica delle linee direttive volute dai vertici della "SRG SSR idée suisse", che vogliono vedere divisi per regioni i ricavi e le spese e ritengono di poter introdurre il concetto della compensazione finanziaria, la regione svizzera tedesca incasserà, oltre alla pubblicità (170 milioni), canoni per oltre 770 milioni di franchi per spenderne però per la produzione, l'acquisto e la messa in onda dei programmi solo circa 460 milioni: non è dunque la "SRG SSR idée suisse" che opera una compensazione finanziaria, bensì i pagatori del canone che abitano nella regione a maggioranza di popolazione di lingua tedesca. Se di compensazione finanziaria fosse giustificato parlare, allora si tratterebbe di una compensazione esterna e non interna alla "SRG SSR idée suisse", che ha a che vedere con l'idée suisse nella quale crede la popolazione svizzera, diversa da quella in cui apparentemente credono i vertici della "SRG SSR idée suisse": quell'idea per cui non esisterebbe la Svizzera se non esistessero le sue varie regioni linguistiche.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Ritiene che all'insistenza nell'uso del termine "idée suisse" da parte dei vertici aziendali corrisponda effettivamente un'impostazione nazionale e non regionalistica della gestione della "SRG SSR idée suisse"?</p><p>2. Quale giudizio politico da del nuovo modello d'attribuzione dei mezzi finanziari elaborato dai vertici di "SRG SSR idée suisse"?</p><p>3. Cosa ne pensa (e quali giustificazioni ritiene di poter dare) delle notevoli differenze di costo di produzione, acquisto e messa in onda dei programmi dei tre settori regionali della "SRG SSR idée suisse"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La ripartizione dei canoni all'interno della SSR menzionata dall'autore è un elemento fondamentale della nozione di servizio pubblico. La cosiddetta compensazione finanziaria in seno alle società regionali o meglio le unità aziendali permette alla SSR di adempiere il suo mandato di prestazioni in egual misura in tutte le regioni del paese. Ciò significa che la Svizzera tedesca, che dispone di solide risorse finanziarie, contribuisce con i suoi proventi delle tasse e la pubblicità ad assicurare una diffusione di base ai sensi della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) e della concessione SSR del 18 novembre 1992 anche nella Svizzera romanda e in Ticino. </p><p>Il Consiglio federale fissa i canoni in funzione dei bisogni finanziari della SSR e in base a una valutazione globale. Poiché i mezzi finanziari devono essere impiegati in modo da garantire l'adempimento del mandato di prestazioni, spetta in primo luogo alla SSR definirne l'utilizzazione. Dunque, è importante che la chiave di ripartizione utilizzata garantisca la produzione di programmi di uguale valore in tutte le lingue ufficiali. Queste considerazioni orientate al successo stanno alla base della LRTV e della concessione SSR: </p><p>L'articolo 27 della LRTV obbliga la SSR ad allestire programmi radiofonici specifici per ognuna delle regioni nelle quali si parla una lingua nazionale (cpv. 1) e programmi televisivi specifici per ognuna delle regioni nelle quali si parla una lingua ufficiale (cpv. 2); il Consiglio federale ha stabilito dei principi atti a tenere conto della Svizzera romancia (cpv. 2). La concessione SSR concretizza quest'incarico esigendo (art. 3 cpv. 1) che la SSR assolva il proprio mandato con programmi di uguale valore in tutte le lingue ufficiali. Inoltre, la SSR deve diffondere programmi televisivi in romancio per completare l'offerta di programmi radiofonici esistenti in questa lingua. </p><p>Risposte alle domande:</p><p>1. Nella sua presa di posizione in relazione all'interpellanza, la SSR precisa che il Comitato del Consiglio centrale e la direzione hanno deciso per consenso e all'unanimità il nuovo modello di ripartizione interna delle tasse. In entrambi gli organi, i rappresentanti della Svizzera tedesca costituiscono una minoranza.</p><p>Il Consiglio federale ritiene importante che la SSR prenda le sue decisioni in base a considerazioni nazionali e non regionali. Il concetto scelto dalla SSR "idée suisse" parla da sé.</p><p>2. Spetta in primo luogo alla SSR ripartire i mezzi finanziari alle società regionali o meglio alle unità aziendali. Nell'ambito della sorveglianza finanziaria, il DATEC verifica che i proventi delle tasse vengano utilizzati in modo appropriato; tuttavia, le autorità di sorveglianza non sono ancora dovute intervenire per quanto concerne la ripartizione interna alla SSR di tali mezzi finanziari. </p><p>Occorre aggiungere che nell'adempiere il suo mandato di prestazioni, la SSR deve tenere conto di criteri legati all'economia e alla gestione dell'impresa; in particolare questo significa che deve utilizzare in modo economico le risorse finanziarie e massimizzare i proventi della pubblicità e della sponsorizzazione, nella misura in cui ciò è conciliabile con l'adempimento del mandato di prestazioni. </p><p>3. Giusta l'articolo 13 capoverso 1 della concessione, la SSR deve sottoporre annualmente per approvazione al DATEC il preventivo e il piano finanziario, entro il 30 novembre. I costi di produzione previsti per l'anno 2000 saranno presi in considerazione durante la procedura di sorveglianza. </p><p>Tuttavia, i costi di produzione delle unità aziendali della SSR hanno sempre variato molto da regione a regione. Il mandato stabilito dalla concessione di diffondere dei programmi di uguale valore non deve essere inteso in senso assoluto, ma in relazione alla grandezza della regione linguistica e delle relative condizioni di mercato. </p><p>Decisivi sono lo sviluppo dell'infrastruttura di produzione e di trasmissione, la portata della produzione, l'evoluzione dei prezzi di mercato e dei prezzi per l'acquisizione dei diritti, la quota di produzioni proprie, ecc. Questi costi sono logicamente più elevati nelle grandi regioni linguistiche che in quelle più piccole; tuttavia, per quanto concerne i costi relativi (spese per telespettatore/radioascoltatore) questo rapporto è invertito. Secondo il Consiglio federale nulla fa pensare che i programmi della SSR siano in qualche modo svantaggiati nella Svizzera italiana e romanda.</p>  Risposta del Consiglio federale.