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La Procura federale potrà avere i soldi pagati dal Nordreno-Vestfalia per cd con dati bancari rubati.
Keystone/EPA/OLIVER BERG(sda-ats)
Il Ministero pubblico della Confederazione può incassare gran parte dei soldi versati dal Land tedesco del Nordreno-Vestfalia ad un austriaco, nel frattempo suicidatosi, che aveva consegnato dati bancari di clienti di Credit Suisse. Lo ha deciso il Tribunale federale.
Nel febbraio 2010, per entrare in possesso dei dati - rubati da un dipendente della banca e consegnati per la vendita all'austriaco - il ministero delle finanze del Nordreno-Vestfalia aveva versato 2,5 milioni di franchi. Questo denaro spetta al Ministero pubblico della Confederazione (MPC): la Procura federale ha confermato all'ats la notizia pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung" (NZZ). La sentenza del Tribunale federale (TF) è esecutiva.
Per nascondere le tracce dei pagamenti, il Land tedesco aveva versato i soldi su conti bancari in Germania, Austria e Repubblica Ceca. Sei mesi dopo, l'austriaco venne arrestato in Svizzera. Lo stesso anno l'uomo si tolse la vita in una cella del carcere regionale di Berna, dove si trovava in detenzione preventiva. Di conseguenza, emerse una disputa tra la Procura federale e gli eredi del defunto, che reclamavano i valori patrimoniali provento della vendita dei dati.
Poiché si tratta di ricavi ottenuti mediante un reato, il MPC è autorizzato ad incassarli, conferma il TF. Un comportamento criminale non può portare profitti, sostengono i giudici di Losanna. Tuttavia, una parte dei soldi è andata persa poiché la Germania - a differenza dell'Austria e della Repubblica Ceca - non aveva bloccato i conti su cui erano stati versati. La procura non ha quindi più accesso a circa un terzo dei 2,5 milioni di euro.
Il caso ha un legame con gli attuali fatti di sospetto spionaggio che coinvolgono Svizzera e Germania. Secondo il mandato d'arresto emesso nel 2012 dal MPC - basato su informazioni fornite dal collaboratore elvetico dei servizi segreti sospettato di spionaggio in Germania - tre investigatori tedeschi sono accusati di aver indotto l'austriaco e il dipendente di Credit Suisse a realizzare il cd.
Accordo di non spionaggio
Oggi è intanto emerso da informazioni di stampa che tra Svizzera e Germania è stato recentemente concluso un accordo reciproco di No-Spy (non spionaggio).
I due stati avrebbero firmato un contratto segreto in cui si impegnano a rinunciare ad attività d'intelligence nell'altro paese. L'informazione è stata pubblicata ieri e oggi da "Tages-Anzeiger" e "Der Bund" nonché dalla "Süddeutsche Zeitung" e dai canali regionali NDR e WDR della televisione pubblica tedesca. L'accordo sarebbe stato realizzato nel 2016 e sottoscritto nel gennaio del 2017. Per ora non vi è alcuna conferma ufficiale al riguardo.
SDA-ATS