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Il governo del Venezuela condanna "decisamente" le nuove misure "coercitive e unilaterali" imposte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo la rielezione di Nicolas Maduro a presidente, definendo Washington una "minaccia alla pace del mondo".
In una nota il ministero degli Esteri di Caracas sostiene che "tali misure arbitrarie e unilaterali costituiscono un crimine contro l’umanità, impediscono il diritto allo sviluppo del Venezuela e ostacolano l’accesso della popolazione ai beni essenziali".
Il presidente degli Stati Uniti ha emesso ieri un ordine esecutivo con il quale ha proibito a qualsiasi cittadino, istituzione o società statunitense di acquistare il debito del Venezuela o beni appartenenti al governo del Paese sudamericano negli Stati Uniti, tra cui gli investimenti derivati della compagnia petrolifera venezuelana Pdvsa.
Il governo di Nicolas Maduro ha ribadito il rifiuto di queste "azioni illegali" e ha lanciato un appello al governo degli Stati Uniti a "desistere dalla violazione degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale".
"Il Venezuela respinge e condanna energicamente l’emanazione di un nuovo ordine esecutivo del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, il 21 maggio 2018, con il quale si propone di estendere nuove misure coercitive, unilaterali e arbitrarie, che intensificano il blocco finanziario criminale ed economico contro il Venezuela, in flagrante violazione del diritto internazionale", si legge nella nota del ministero degli Esteri venezuelano.