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Per l'ottava volta nella storia il titolo di campione svizzero verrà assegnato al termine di gara 7, che finora ha premiato più spesso la squadra ospite
Dopo 52 partite di regular season e tre turni di playoff, si saprà quale delle due squadre che hanno espresso il miglior hockey da settembre in avanti è la più meritevole. Domani sera alle Vernets una tra Ginevra Servette e Bienne solleverà la Coppa di National League e, come sempre, la gara 7 della finale si preannuncia essere un evento indimenticabile, ma la storia è leggermente dalla parte del Bienne. Infatti da quando la finale si è decisa al meglio di sette incontri, cioè dal 1998, sette volte si è arrivati alla bella e quattro volte si è imposta la squadra in trasferta. L'ultima volta è accaduto nel 2018, quando lo Zurigo festeggiò a Lugano (come accadde nel 2001 con il gol decisivo al supplementare di Morgan Samuelsson). Nel 2012 invece il Berna fu beffato ancora dallo Zurigo a due secondi dal termine, per colpa del gol di Steve McCarthy. Allora sulla panchina degli Orsi sedeva Antti Törmanen (rifattosi l'anno seguente contro il Friborgo), oggi sulla panchina del Bienne. Il quarto trionfo esterno è quello del Davos a Kloten nel 2009. L'anno scorso invece, rimontando dallo 0-3 nella serie contro gli Zsc Lions, lo Zugo è diventato la terza squadra a vincere la bella sul ghiaccio di casa, dopo il Davos contro il Berna nel 2007 e gli stessi giallo-rosso-neri nel 2010, contro il Ginevra Servette, che vuole ora rimettere in parità la statistica.
Al di là dei numeri però designare un favorito è impossibile, visto che una gara 7 ha regole tutte sue e tutti i giocatori evitano certo di fare follie, riflettendo più del solito su ogni gesto e soprattutto evitando di penalizzare la propria squadra con un fallo stupido.
«Puoi essere preparato quanto vuoi, ma quando arrivi a gara 7 qualcosa nella testa e nella pancia succede – confida il capitano dei bernesi Gaetan Haas – riposarsi è difficile, con l'impressione che dentro tutto si muova. Devi riuscire a mettere tutto da parte, la pressione è su tutti, devi riuscirla a sconfiggerla nello spogliatoio e uscire a fare il tuo gioco».
Nel 2010 (così come nel 2012) militava nel Berna e domani concluderà la carriera, nella speranza di fare un nuovo sgarbo al Ginevra, stiamo parlando di Etienne Froidevaux: «Se hai vissuto la conquista di un titolo o una finalissima non te lo dimentichi più. Sono esperienze bellissime, ma in fondo è solo una partita, non bisogna dunque cambiare troppe cose, poi bisogna godersi il momento». Ovvero, rendere una partita eccezionale, una banalità.