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Il sommergibile ha respinto l'invito ad allontanarsi. Quindi Mosca ha usato mezzi non esplicitati per farlo allontanare
KIEV / WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno deciso di ritirare la quasi totalità dei loro soldati rimanenti in Ucraina. Lo ha annunciato oggi il Pentagono. Ma stamattina un sottomarino statunitense era nelle acuqe territoriali di Mosca.
Il Dipartimento della difesa ha «ordinato il temporaneo riposizionamento dei soldati della Guardia Nazionale della Florida fuori dall'Ucraina», ha twittato John Kirby, il portavoce del Pentagono, sottolineando che la decisione è stata presa per precauzione in quanto la «sicurezza del nostro personale» è la priorità. Sono stati ritirati circa 160 addestratori militari - la maggior parte della Guardia nazionale della Florida e una ventina di Berretti Verdi - che operavano in Ucraina in una base vicino al confine con la Polonia.
Se da un lato si parla di sicurezza, dall'altro un sottomarino classe Virginia della Marina Usa è stato intercettato dalle forze di Mosca nelle acque territoriali russe nel Pacifico. Lo riporta la Tass che cita il ministero della Difesa di Mosca. Il sottomarino americano ha respinto l'invito ad allontanarsi ed è stato successivamente costretto con «mezzi» non esplicitati a «lasciare le acque territoriali russe a tutta velocità», afferma il ministero, spiegando che l'episodio è avvenuto stamani.
Frattanto, stando a quanto riferito dall'Eliseo, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto un colloquio telefonico di un'ora e 40 minuti oggi con l'omologo russo Vladimir Putin nel tentativo di far calare la tensione nella crisi russo-ucraina.
«Lo scambio ha consentito di proseguire le discussioni fra i due capi di stato avviate a Mosca lunedì 7 febbraio», ha fatto sapere l'Eliseo: «I due presidenti hanno discusso delle strade per progredire nell'applicazione degli accordi di Minsk, e hanno proseguito la discussione sulle condizioni della sicurezza e della stabilità in Europa. Hanno entrambi espresso la volontà di proseguire il dialogo su questi due punti».
L'Eliseo conclude annunciando che Macron «si è fatto portavoce presso il suo interlocutore delle preoccupazioni dei suoi partner europei e dei suoi alleati» e ha detto a Putin che «un dialogo sincero non è compatibile con un'escalation».
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