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Utile in calo del 9% per l'azienda basata a Kyoto. E per l'anno in corso si stima un ulteriore ridimensionamento
La contrazione delle vendite della popolare console Switch, causate dall'insufficienza dei chips, pesano sui profitti della Nintendo per l'intero anno fiscale. Nel periodo terminato a fine marzo, l'azienda giapponese dei videogiochi ha fatto segnare un utile in calo del 9,4% a 432,8 miliardi di yen, pari a 2,92 miliardi di euro, comunque superando le stime degli analisti, mentre il risultato operativo segna una flessione del 14,9% a 504 miliardi di yen.
Diminuzione anche per il fatturato, nella misura del 5,5% a 1'600 miliardi di yen. La svalutazione dello yen ha favorito la distribuzione dei titoli di maggior successo, in particolare ‘The Super Mario Bros’, con oltre un miliardo di dollari di incassi al box office.
Sul fronte dell'hardware, l'azienda con sede a Kyoto ha venduto 18 milioni di Switch a cavallo tra il 2022 e il 2023: il 22% in meno rispetto al periodo di riferimento di un anno fa, quando i numeri scontavano una domanda ancora in crescita per il settore intrattenimento, assieme alla produzione di software e di nuovi titoli nel periodo post pandemia.
Per l'anno fiscale in corso Nintendo stima un utile in ridimensionamento del 21,4% a 340 miliardi di yen, e vendite in discesa del 9,5% a 1'450 miliardi di yen, con la presenza della Switch, introdotta nel 2017, considerata ormai alla fine del ciclo di produzione a livello commerciale.