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<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui si dovrebbe agire contro l'imminente penuria di medici di famiglia?</p><p>2. Cosa pensa dell'idea di vincolare a precise condizioni l'esercizio di attività mediche specialistiche a carico dell'assicurazione malattie?</p><p>3. Non si potrebbe esigere un praticantato di sei mesi nello studio di medicina generale quale condizione per ottenere l'autorizzazione ad aprire un gabinetto medico specialistico?</p><p>4. I posti di praticantato così messi a disposizione dai medici di famiglia sarebbero sufficienti?</p><p>5. La suddetta regolamentazione potrebbe essere sancita nella legge sulle professioni mediche (LPMed)?</p><p>6. L'ente pubblico sarebbe disposto a finanziare almeno la metà dei costi di questi posti di praticantato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale considera la medicina di famiglia importante per l'assistenza di base. Nel suo rapporto del 23 novembre 2011 in adempimento della mozione Fehr Jacqueline 08.3608, "Una strategia per combattere la mancanza di medici e promuovere la medicina di base", analizza il corpo medico, nonché i fatti e gli sviluppi che ne fanno prevedere una carenza. Pur non essendovi ad oggi indizi di deficit nella copertura delle cure né nel settore ospedaliero né in quello ambulatoriale, è tuttavia necessario premunirsi: la Svizzera dipende infatti in misura considerevole da medici (e infermieri) formati all'estero, che colmano le lacune in tutti campi della medicina e delle cure. In questo senso, il rapporto contraddice la diffusa impressione che l'incombente carenza di medici concerna solo la medicina di famiglia. In considerazione di quanto detto, il Consiglio federale auspica l'aumento del numero dei medici formati in Svizzera. Il tema è trattato da un gruppo di lavoro della piattaforma "Futuro della formazione medica", sotto l'egida del Dialogo sulla politica nazionale della sanità. Occorre tuttavia rammentare che la gestione strategica del numero di laureati in medicina è di competenza dei cantoni.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene ipotizzabile introdurre differenti criteri di ammissione per medici di base e specialisti. Il disciplinamento che vincola al fabbisogno l'ammissione all'esercizio della professione a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, vigente dall'inizio del 2010 alla fine del 2011, era infatti previsto unicamente per gli specialisti. In un messaggio (FF 2004 3837), il Consiglio federale prevedeva inoltre già di stabilire, sulla base di una media nazionale, parametri nazionali di densità per le diverse categorie di fornitori di prestazioni. La fissazione di un minimo e di un massimo avrebbe permesso ai cantoni di tener conto delle particolarità locali.</p><p>3. L'organizzazione responsabile del perfezionamento e le organizzazioni professionali devono vegliare a che la struttura dei corsi postlaurea sia ragionevolmente adeguata al fabbisogno di cure. Ecco perché il nuovo programma di medicina interna generale prevede la possibilità, ma non l'obbligatorietà, di assolvere un praticantato in uno studio medico. Questa possibilità esiste anche per i pediatri che intendono aprire uno studio. Per contro, l'introduzione di un obbligo di questo genere per tutti gli specialisti richiederebbe una motivazione specifica e potrebbe essere presa in considerazione unicamente ai fini della garanzia della qualità. Si dovrebbe cioè dimostrare che un tale praticantato consente di aumentare la qualità delle prestazioni degli specialisti. L'obbligatorietà del praticantato non è per altro opportuna anche perché ostacolerebbe l'apertura degli studi medici.</p><p>4. Tutti i cantoni hanno attuato programmi e progetti pilota per mettere a disposizione posti di praticantato negli studi medici. Inoltre, la Fondazione per la promozione della formazione in medicina di famiglia sostiene diversi progetti e contribuisce al finanziamento di questi posti. Attualmente, a livello nazionale l'offerta di posti di praticantato in studi medici soddisfa la domanda. Non solo: in certe regioni, i posti disponibili non sono tutti occupati. Occorre invece affrontare con maggiore cautela l'eventualità di prevedere posti di praticantato per gli specialisti. In effetti, sarebbe necessario mettere a disposizione un numero maggiore di posti, il che creerebbe concorrenza tra i medici di famiglia e gli altri specialisti. Inoltre andrebbe disciplinato il finanziamento di questi posti.</p><p>5. La legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11) definisce obiettivi per il perfezionamento. Tuttavia non prescrive il contenuto o la struttura dei programmi, che devono essere stabiliti dall'organizzazione responsabile e dalle organizzazioni professionali. Va notato che il nuovo programma di medicina interna generale permette fino a tre anni di praticantato in uno studio medico. Introdurre una normativa specifica nella LPMed è superfluo dato che questa possibilità è già prevista.</p><p>6. Attualmente, la grande maggioranza dei cantoni finanzia il 75 per cento dei salari dei medici che assolvono un praticantato messo a disposizione nel quadro dei programmi e progetti pilota cantonali. L'ente pubblico è dunque disposto a contribuire al finanziamento di questi posti. Tuttavia, trattandosi di programmi e progetti pilota, le modalità di finanziamento non sono state ancora decise in via definitiva.</p>  Risposta del Consiglio federale.