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Buone condizioni di lavoro per i consulenti religiosi quale contributo contro la radicalizzazione
Berna, 18.08.2021 - Gli imam e altri consulenti religiosi moderati possono fornire un contributo importante all’integrazione e quindi alla prevenzione della radicalizzazione. L’assenza di prospettive professionali ostacola tuttavia la professionalizzazione e lo sviluppo di offerte di formazione continua. Il Consiglio federale non ritiene però opportuna una formazione statale per imam. È questa la conclusione cui giunge nel rapporto adottato nella seduta del 18 agosto 2021.
Con il postulato 16.3314 "Gli imam moderati sono persone chiave contro la radicalizzazione di giovani musulmani", il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di illustrare le misure volte a disciplinare la formazione degli imam per prevenire il "proselitismo fondamentalista" e mettere a frutto il ruolo integrativo che queste persone possono svolgere, in particolare nel contatto con i giovani. Il rapporto del Consiglio federale estende il campo anche ad altri consulenti religiosi quali insegnanti di religione, consulenti spirituali, responsabili di gruppi per donne e giovani nonché membri comunali con compiti speciali. Le conclusioni tratte non sono limitate soltanto all'Islam, tante di esse concernono anche altre comunità religiose.
Una formazione statale per imam viola la neutralità religiosa dello Stato
La Costituzione federale impone allo Stato la neutralità religiosa, che gli vieta di adottare misure specificamente destinate a una religione o di fissare condizioni formative per una comunità religiosa. Da un'analisi di diritto comparato di otto Paesi dell'Europa occidentale è inoltre emerso che in nessuno di essi si è affermata una formazione statale per imam. Secondo il Consiglio federale, una simile soluzione non costituisce quindi un approccio adeguato per affrontare il problema dei predicatori estremisti e della radicalizzazione a loro riconducibile.
Sostenere la professionalizzaione dei consulenti religiosi
I consulenti religiosi moderati possono svolgere un ruolo integrativo e quindi fornire un importante contributo alla prevenzione del radicalismo, come mostra uno studio dell'Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW). Questo potenziale integrativo può essere sfruttato in particolare coinvolgendo comunità religiose organizzate secondo il diritto privato in istituzioni pubbliche quali l'esercito, gli ospedali, i penitenziari o gli alloggi per richiedenti l'asilo. In questi casi possono essere prescritte e fatte applicare condizioni in materia di formazione e formazione continua. Buone condizioni di lavoro e prospettive professionali favoriscono inoltre la domanda di formazioni continue di qualità, il che contribuirebbe parimenti alla professionalizzazione degli imam e di altri consulenti religiosi. In seno all'esercito, la Confederazione farà presto capo a consulenti di diverse comunità religiose per l'assistenza spirituale. Il Consiglio federale esamina ora la possibilità di introdurre questa prassi anche in tutti i centri federali d'asilo.
Il rapporto non copre tutti gli aspetti che si pongono in relazione all'attività degli imam in Svizzera. Per questo motivo il Consiglio federale ha raccomandato di accogliere il postulato 21.3451 "Imam in Svizzera", depositato dalla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati il 16 giugno 2021. In tal modo è stato incaricato di esaminare quali possibilità permettono di controllare meglio le persone che diffondono idee estremistiche durante le prediche religiose.
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