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Il presidente Jürg Grossen considera il PLR «da tempo sovrarappresentato» e invita a rivedere la "formula magica"
BERNA - A poco più di un anno dalle elezioni federali del 2023, il presidente dei Verdi liberali Jürg Grossen non nasconde le sue ambizioni. Se la sua formazione ottiene il 10% dei suffragi, «rivendicheremo un seggio in Consiglio federale», dichiara.
Il PVL è legittimato ad entrare in Governo, sottolinea Grossen in un'intervista pubblicata dal domenicale svizzero-tedesco NZZ am Sonntag. Il consigliere nazionale bernese fa lo stesso ragionamento per i Verdi, se questi ultimi manterranno lo score delle elezioni del 2019, ovvero il 13,2% di suffragi al Consiglio nazionale. «Vi sarà allora posto per un consigliere federale verde e un consigliere federale verde-liberale».
Il presidente del PVL respinge invece l'idea di avere un ministro ecologista comune per Verdi e Verdi liberali. «Nessuno esige dal PS e dai Verdi di avere 'un consigliere federale sindacale' o dal PLR e dall'UDC di avere un "consigliere federale automobilista"». A suo avviso, «Verdi liberali e Verdi sono alleati nella politica energetica e ambientale. Tutto qui».
Il PVL ambisce a un seggio del PLR, precisa Grossen. Questo partito «è da tempo sovrarappresentato» in Consiglio federale. Il parlamentare bernese invita a rivedere completamente la «formula magica» dell'esecutivo federale. Solo l'UDC avrebbe diritto a due seggi e cinque altri partiti (PS, PLR, Alleanza di Centro, Verdi e PVL) a uno solo, spiega. «Sarebbe più equo dal punto di vista matematico».
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Per la consigliera nazionale dei Verdi, invece, ha giocato un ruolo anche il particolare contesto storico-economico.