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Biografia
Remo Rossi nasce a Locarno il 27 settembre del 1909 e muore a Berna il 30 dicembre 1982. Suo padre Ettore e suo nonno Gualtiero, provenienti da una famiglia di intagliatori di pietre di Arzo, erano attivi come marmorini, mentre la madre, originaria di Intra, apparteneva alla famiglia Jacometti. Terminate le scuole dell’obbligo a Locarno nel 1924, il giovane Remo si trasferisce nel collegio St.Michel di Zugo e l’anno seguente è tra gli allievi del professor Joseph von Moos alla Kunstgewerbeschule di Lucerna.
Tappa fondamentale del suo percorso di formazione è sicuramente il periodo di studio trascorso a Milano: iscrittosi all’Accademia di Brera nel 1926, segue i corsi di disegno di Contardo Barbieri e quelli di anatomia del professor Biaggi. Lavora contemporaneamente presso l’atelier privato di Ernesto Bazzaro e frequenta la scuola superiore di architettura al Castello Sforzesco, seguendo i corsi del professor Mariani. In seguito a numerosi viaggi di studio a Bologna, Firenze, Roma e Napoli nel 1929, a Venezia e dintorni nel 1930, nel 1932 si trasferisce per un anno a Parigi. Va ad abitare nel quartiere di Rue d’Alésia, nei pressi del Boulevard Montparnasse. Segue i corsi di Landowski all’Académie Nationale des Beaux-Arts e le lezioni di Charles Despiau all’Académie Scandinave, che lo invita a lavorare presso il proprio studio.
Dal 1934 si stabilisce nuovamente a Locarno e farà della sua città natale la sede prediletta in cui lavorare, salvo frequenti ma brevi soggiorni di studio a Monaco, Norimberga, Berlino e un ritorno all’Académie Nationale e all’Académie Scandinave nel 1935. Nel 1943 si sposa con Bianca Bernasconi e l’anno seguente nasce il figlio Giancarlo. Nel 1948 diviene membro della Commissione Federale delle Belle Arti; sei anni dopo ne diviene vice presidente fino al 1968 e presidente dal 1969 al 1979. Dal 1950 al 1972 compie numerosi viaggi di studio in Spagna, Egitto, Grecia, Belgio, Inghilterra, Turchia, Francia, Austria, Ungheria e Russia.
Risale al 1959 la creazione da parte di Rossi di un complesso di atelier, situati accanto al suo studio privato, nella zona tranquilla dei Saleggi. Qui trovarono ospitalità artisti quali Jean Arp, Hans Richter, Italo Valenti, Ingeborg Lüscher, Gudrun Müller e altri ancora, i quali poterono lavorare indisturbati in un ambiente adatto alla produzione artistica.
Dal 1962 al 1972 assume la carica di commissario per la Svizzera alla Biennale di Venezia. Nel 1965, grazie alla donazione dei coniugi Arp ai quali era legato da profonda amicizia, promuove la fondazione del Museo d’arte contemporanea al Castello Visconteo di Locarno, situato proprio accanto alla sua abitazione privata. Le opere ivi conservate sono uno dei beni culturali più importanti della città.
Nel 1966 entra nel Consiglio della Fondazione Pro Arte e nel 1969 diventa membro della Commissione della Fondazione Gottfried Keller.
Innumerevoli le sue partecipazioni a mostre collettive, sia in Svizzera che all’estero, così come moltissimi furono i riconoscimenti e i premi che gli furono assegnati in cinquant’anni di carriera.
È sepolto nel cimitero di Locarno, nella tomba di famiglia sovrastata dalla “Croce fiorita” da lui scolpita nel ’68 e che, in dimensioni assai ridotte, la Confederazione aveva donato a papa Paolo VI in occasione della sua visita a Ginevra del 1969.