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Dal 2011 il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) partecipa alla sorveglianza delle frontiere esterne dell'UE collaborando con l'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex). Queste attività fanno parte della strategia di gestione delle frontiere della Svizzera. Oltre a partecipare a programmi di formazione, a collaborare in gruppi di lavoro e nella creazione di analisi dei rischi, l'impegno include lo svolgimento di operazioni presso le frontiere esterne degli Stati Schengen.
Ogni anno il Cgcf invia circa 40 collaboratori presso le frontiere esterne europee maggiormente interessate dalla pressione migratoria. In tal modo le guardie di confine prestano circa 1200 giorni d'impiego all'anno nella lotta alla migrazione illegale e alla criminalità transfrontaliera.
Tra le guardie di confine di stanza all'estero figurano consulenti in materia di documenti, esperti di veicoli, conducenti di cani di servizio, specialisti nella sorveglianza dei confini e debriefer. Questi ultimi conducono interviste con i migranti nei centri di accoglienza per rifugiati su base volontaria, al fine di ottenere informazioni sui Paesi di provenienza, sugli itinerari, sulle bande di passatori e via di seguito.