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Nigeriano morto durante rinvio: proseguire inchiesta, chiede legale
L'inchiesta sulla morte del nigeriano di 29 anni deceduto nel marzo del 2010 all'aeroporto di Zurigo durante un rinvio forzato non va archiviata. A chiederlo è l'avvocato dei famigliari, secondo il quale i risultati della seconda perizia lasciano troppe questioni aperte.
La seconda perizia medico-legale, affidata all'Istituto di medicina legale dell'Università di Giessen, in Germania, è stata pubblicata alla metà di luglio. Come la prima, anch'essa arriva alla conclusione che il richiedente l'asilo soffriva di una grave disfunzione al miocardio molto difficile da diagnosticare ed è morto per un arresto cardiaco.
L'avvocato dei famigliari della vittima ha fatto esaminare anche la nuova perizia da un cardiologo. Quest'ultimo ritiene che le conclusioni sulle cause della morte non sono altro che "pura speculazione", indica oggi il legale in una nota.
Per il cardiologo è evidente che il decesso è stato causato dai metodi utilizzati dalle forze dell'ordine, che per caricare il 29enne su un volo speciale lo avevano legato con dei lacci alle mani e ai piedi e immobilizzato su una carrozzina. Un'altra possibile concausa era lo sciopero della fame che il nigeriano aveva iniziato da alcuni giorni.