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Le norme antigay varate in Mississippi sono diventate legge. Il controverso provvedimento sulla libertà religiosa è stato infatti firmato dal governatore dello Stato, Phil Bryant. Consente di non prestare servizi alle coppie gay per motivi religiosi.
Il Mississippi si aggiunge così alla lista di altri Stati Usa che di recente hanno preso in considerazione leggi simili, come il North Carolina, la Georgia e il South Dakota. Negli ultimi due casi, però, i governatori in carica hanno posto il veto.
La firma del governatore Bryant, invece, è arrivata nonostante la ferma opposizione delle associazioni per la difesa dei diritti civili e della comunità Lgbt, nonché da parte di molte imprese che parlano apertamente di discriminazione.
L'obiettivo delle norme è quello di proteggere coloro che in virtù della propria fede credono che il matrimonio debba essere solo tra uomo e donna. E che le relazioni sessuali debbano essere solamente all'interno delle nozze tradizionali.
"La legge rafforza semplicemente diritti che già esistono e che riguardano l'esercizio della libertà religiosa come sancito nel primo emendamento della costituzione Usa", ha commentato il governatore Bryant. Nel dettaglio le controverse norme consentono alle chiese, alle organizzazioni di beneficenza religiose e alle imprese private di rifiutare ogni tipo di servizio alle persone il cui stile di vita - si legge - violi il loro credo religioso. Anche i dipendenti statali possono individualmente avvalersi della legge, anche se si sottolinea come gli uffici governativi debbano continuare a garantire il servizio a tutti i cittadini.
"È una vergogna", commenta l'American Civil Liberties Union, che parla di "un attacco ai cittadini dello Stato del Mississippi".
SDA-ATS