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Il quarto di finale di Baku, in programma il prossimo sabato, vedrà competere due protagoniste inattese, Repubblica Ceca e Danimarca. A Budapest, Soucek e compagni hanno confezionato la prima, vera sorpresa di questi Europei, ponendo prematuramente fine alla marcia dei Paesi Bassi. Gli Oranje - in 10 dal 55' e lontani parenti di quelli sempre vittoriosi ammirati nella fase a gironi - sono incappati nella classica giornata no: il 2-0 è così parso punizione giusta, alla luce soprattutto della scarsa freschezza palesata in fase offensiva.
Dimenticati i ritmi compassati del primo tempo, marcato dalla generale penuria di occasioni da gol, la gara si è accesa di colpo nelle fasi iniziali della ripresa. Dapprima Malen, lanciato da un preziosismo del collega Depay, si è clamorosamente fatto ipnotizzare dall'ex Basilea Vaclik; in seguito De Ligt, reo di aver sventato con la mano un potenziale uno contro uno avversario (infrazione punita col rosso soltanto dopo richiamo al VAR), ha condannato i suoi a 35’ di inferiorità numerica. L'ingenuità del centrale juventino è stata ben presto sfruttata da Holes, libero di insaccare a porta sostanzialmente sguarnita, e dal solito Schick, giunto alla rete numero quattro del presente torneo. Di autentica festa ceca, allora, gli istanti conclusivi, i quali hanno proiettato i ragazzi di Silhavy verso un traguardo insperato, proprio come nel 2004.