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L’obiettivo di questo studio è quello di trovare una risposta alla seguente domanda: quando mi trovo in una situazione nella quale sarebbe meglio coreografare la musica in un modo che differisce da quello espresso nella partitura, sono libero di fare questa scelta, anche se così facendo non realizzo le istruzioni espresse dalla notazione?
Trovare una risposta a questa domanda rappresenta uno sforzo che prende in considerazione la doppia natura dell’esperienza musicale, valutando tale esperienza sia dal punto di vista dell’interprete che da quello dell’ascoltatore.
Al centro di questo studio vi sarà un rapporto analitico delle mie esperienze di pianista (il ché include alcuni studi sperimentali) supportato da quello di altri pianisti. Inoltre la ricerca si avvarrà di fonti letterarie provenienti da altre discipline (quali psicologia della musica, filosofia della musica, fisiognomia della musica) che promettono approcci significativamente importanti su questo tema.