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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che il reclutamento del personale è diventato piú difficile in diversi settori, specialmente nell'agricoltura. Egli conosce i problemi e prova una certa comprensione. Ma non è però disposto a scostarsi dai suoi principi in materia di politica degli stranieri prima che tutte le possibilità restanti di reclutamento siano state esaminate e prima dell'entrata in vigore dell'accordo con l'UE sulla libera circolazione delle persone. Per quel che concerne la situazione giuridica e le condizioni nell'agricoltura nulla è fondamentalmente cambiato dalla primavera scorsa. La posizione di rifiuto del Consiglio federale del 4 aprile 2001 alla mozione Fattebert del 4 ottobre 2000 (Contratti di lavoro di breve durata, 00.3506) è sempre valida. Rimandiamo perciò alla sua presa di posizione dettagliata. </p><p></p><p>1. I competenti uffici federali hanno ricevuto l'estate scorsa l'Unione Svizzera dei Contadini USC e altre associazioni interessate e mostrato loro per quali vie e con quali possibilità reclutare attualmente manodopera agricola. Su iniziativa dell'USC una delegazione si è recata questa primavera in Portogallo per informarsi sul posto delle possibilità di reclutamento. A quanto sembra, rispetto alle cifre citate recentemente, le associazioni professionali responsabili hanno sottovalutato il fabbisogno supplementare di manodopera estera per la stagione in corso. </p><p></p><p>Contrariamente a certe affermazioni fatte, si è costatato durante la campagna di assunzione che con un reclutamento professionale e tempestivo sarebbe stato possibile trovare la manodopera portoghese stagionale o per il solo raccolto, di cui ha bisogno l'agricoltura svizzera se si fossero offerte condizioni salariali e lavorative corrette e concorrenziali. </p><p></p><p>Dopo una selezione accurata Agroimpuls (ufficio di collocamento dell'USC) si è impegnato a mettere queste forze lavorative in contatto con le aziende agricole. Sorprendentemente non c'è stato però grande interesse per questi lavoratori. Solo ad alcune decine di essi si è potuto finalmente offrire un contratto di lavoro. È quindi difficilmente comprensibile che i nostri datori di lavoro di questo ramo abbiano rinunciato a una simile offerta seria di lavoro. </p><p></p><p>2. In base alle circostanze citate, agli argomenti in risposta alla mozione Fattebert nonché al principio dell'uguaglianza di diritto, il Consiglio federale non devierà dalle norme in materia di stranieri a favore di una parte minoritaria delle aziende. Ciò sarebbe ingiustificabile rispetto ai datori di lavoro che fronteggiano correttamente condizioni di lavoro difficili, e rispetto al popolo svizzero al quale il Consiglio federale ha ribadito, in occasione della votazione sugli accordi bilaterali e sull'iniziativa "18%", di condurre una politica degli stranieri coerente riguardo ai cittadini di paesi terzi (limitazione alla manodopera qualificata e a persone altamente qualificate). </p><p></p><p>3. Anche se è ormai tardi, il Consiglio federale raccomanda ai datori di lavoro interessati di assumere i lavoratori portoghesi disponibili e di mettersi in contatto con gli uffici di collegamento. Inoltre è possibile far ricorso, specialmente per lavori a breve scadenza, a un insieme di altre possibilità (ad es. scolari, studenti, lavoratori a tempo parziale, casalinghe, persone parzialmente o completamente disoccupate). Sarebbe utile che in questa situazione le competenti associazioni professionali garantiscano un coordinamento. Gli uffici regionali di collegamento devono pure essere coinvolti. In ogni caso si devono organizzare squadre itineranti in diverse regioni per lavori di raccolto a scadenze successive. I contadini sono pure invitati ad aiutarsi nei momenti di punta del raccolto. Com'è noto è possibile in principio autorizzare anche richiedenti l'asilo e persone provvisoriamente ammesse ad esercitare un'attività remunerata; ai primi, dopo tre o al massimo sei mesi di soggiorno in Svizzera, alle seconde, senza periodo di attesa. Alle autorità cantonali in materia di mercato del lavoro si raccomanda perciò di autorizzare provvisoriamente persone abilitate a lavorare, e sottoposte alla legislazione sull'asilo, il cui rimpatrio è, a breve termine, fuori discussione, alle condizioni ordinarie, soprattutto nell'agricoltura, nel periodo del raccolto. </p><p></p><p>Fintantoché nelle associazioni regionali del ramo ci sono le condizioni e la volontà di trovare soluzioni conformi alla legge il Consiglio federale è disposto a dare una mano permettendo ulteriori soggiorni di formazione, da 2 a 18 mesi, a cittadini di giovane età, provenienti da Stati non UE, alla stregua di quanto fa già attualmente Agroimpuls con aziende situate soprattutto nella Svizzera tedesca. Il Consiglio federale ribadisce che già attualmente si possono ritirare autorizzazioni di soggiorno di breve durata, non oltrepassanti i 4 mesi, senza metterle sul conto del contingentamento, per lavoratori non qualificati, cittadini dell'UE. </p><p></p><p>4. Per il Consiglio federale è importante costatare che le autorità competenti hanno tempestivamente mostrato le vie per smorzare i problemi concernenti il personale anche nel settore agricolo. Egli sa che la maggior parte delle aziende di questo ramo sa trovare, nonostante una situazione non facile sul mercato del lavoro, soluzioni corrette con piena responsabilità imprenditoriale.</p><p></p><p>Il Consiglio federale sottolinea il fatto che il diritto vigente ha da esser rispettato anche in una situazione difficile; un comportamento contrario equivarrebbe a sfidare i principi dello Stato di diritto, creando disparità giuridiche aprendo cosí la porta all'incoerenza giuridica. Perciò il Consiglio federale disapprova qualsiasi disobbedienza pubblica e condanna gli appelli in tal senso. Il disprezzo manifesto delle disposizioni in materia di stranieri è una violazione delle norme di uno Stato di diritto e non giustifica nessuna eccezione, neanche in questo caso. Al Consiglio federale sta a cuore il buon andamento dell'agricoltura, la quale però deve regolarsi secondo la legislazione vigente in materia di stranieri, come del resto le altre branche dell'economia.</p>  Risposta del Consiglio federale.