Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/68172

<h2>SubmittedText<h2><p>La "Maison Deillon", edificio situato sul territorio del comune di Romont (cantone di Friburgo) e parte di un complesso architettonico costruito tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, figura nell'inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere, il quale attribuisce a tali oggetti un obiettivo di salvaguardia prioritario. Il bene culturale in questione è però appena stato raso al suolo .... dall'esercito! Finalmente sappiamo qual è uno dei compiti del nostro esercito: distruggere il patrimonio culturale svizzero! L'esercito svizzero ha così dimostrato di essere ancora più devastante del "gruppo Bélier" ....</p><p>Alla luce di quanto esposto, chiedo al Consiglio federale se la Confederazione ha avviato un'inchiesta nei confronti dell'esercito e dei suoi responsabili, e se saranno adottate sanzioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si rammarica profondamente del fatto che il cantone di Friburgo, in seguito alla demolizione dell'edificio situato all'Impasse de la Belle-Croix a Romont, abbia perso un bene culturale meritevole di protezione. Dopo essere venuto a conoscenza dell'accaduto, il DDPS ha pertanto commissionato un accertamento dei fatti, il quale ha avuto l'esito seguente:</p><p>La demolizione è avvenuta su domanda del proprietario ed è stata eseguita dalle truppe di salvataggio dell'esercito svizzero. Queste ultime, per scopi d'istruzione, devono poter demolire edifici e abitazioni. Se non sono a disposizione oggetti per l'istruzione, le truppe di salvataggio, a richiesta, eseguono anche incarichi di demolizione di oggetti divenuti inutili.</p><p>Nel presente caso, l'esercito ha concluso con il proprietario un contratto ordinario, basato sull'autorizzazione di demolizione del summenzionato edificio. Tale autorizzazione è stata rilasciata il 13 aprile 2006 dal prefetto del distretto della Glâne. In seguito, i preparativi per la demolizione sono stati seguiti, conformemente alle prescrizioni, dalla polizia locale e dalla prefettura, in qualità di rappresentanti del governo cantonale e detentori dei poteri pubblici.</p><p>Dopo che la polizia locale - poco prima della demolizione - si è ritirata dai lavori preparatori, il responsabile delle truppe di salvataggio si è personalmente informato il 30 maggio 2006 presso la prefettura sui motivi di tale decisione. A quel momento, egli poteva partire dal presupposto che l'autorizzazione di demolizione fosse passata in giudicato. La prefettura ha preso atto della domanda di informazioni in questione, ma ha omesso di comunicare alle truppe di salvataggio che nel frattempo era stato presentato un ricorso.</p><p>Dopo un'ulteriore consultazione con il proprietario, il 1° giugno 2006 è stata eseguita la demolizione.</p><p>Il Consiglio federale rinuncia ad adottare sanzioni nei confronti dell'esercito, dal momento che quest'ultimo, in ultima analisi, era unicamente responsabile dell'esecuzione. Il Consiglio federale esorta tuttavia l'esercito, in occasione di futuri accordi con autorità locali, a insistere ogni volta per avere risposte precise ed esaurienti nonché a discutere eventuali incarichi di demolizione con l'Ufficio federale della cultura ogni qualvolta dovessero essere interessati insediamenti d'importanza nazionale meritevoli di protezione.</p>  Risposta del Consiglio federale.