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Il Consiglio federale adotta il messaggio concernente la modifica della legge federale sulle Ferrovie federali svizzere
Berna, 15.09.2023 - Nella seduta del 15 settembre 2023, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente due modifiche della legge federale sulle Ferrovie federali svizzere (LFFS) e una modifica della legge sul traffico pesante (LTTP). Gli adeguamenti sono intesi a rafforzare la situazione finanziaria e la capacità d’investimento delle Ferrovie federali svizzere (FFS) nonché a chiarire gli strumenti di finanziamento a disposizione della Confederazione. Inoltre contribuiscono a garantire la liquidità del Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF) e quindi l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria.
La situazione finanziaria e il livello d’indebitamento delle FFS rimangono preoccupanti, sebbene i risultati dell’impresa stiano migliorando dopo la revoca dei provvedimenti COVID-19 e la struttura di bilancio sia sana. Per garantire il finanziamento duraturo delle FFS, in passato il Consiglio federale aveva deciso di adottare varie misure (v. comunicati stampa del 17.12.2021 e del 19.10.2022). Su questa base, il 16 dicembre 2022 è stata avviata una procedura di consultazione. Il progetto è inteso a rafforzare la capacità d’investimento dell’impresa e a chiarire gli strumenti a disposizione della Confederazione per finanziare le FFS. Un altro obiettivo del progetto è garantire l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria mediante un sufficiente apporto di liquidità al FIF.
Tre misure per stabilizzare la situazione finanziaria delle FFS
La stabilità finanziaria delle FFS è un obiettivo ampiamente condiviso dai partecipanti alla consultazione, che a grande maggioranza hanno accolto le modifiche di legge proposte nell’avamprogetto. Nel suo messaggio, il Consiglio federale propone le tre misure indicate di seguito, che rendono necessari adeguamenti della LFFS e della LTTP.
- Finanziare le FFS nel rispetto del freno all’indebitamento: dal 2004 la Confederazione concede alle FFS mutui di tesoreria rimborsabili, destinati a coprire il loro fabbisogno di finanziamento. Questi mutui non sottostanno alle direttive del freno all’indebitamento. Tuttavia, il rifinanziamento e la successiva alimentazione di tali mutui utilizzati per finanziare gli investimenti necessari nel settore dei trasporti hanno determinato un aumento di quasi 6 miliardi di franchi del debito lordo della Confederazione. La modifica della LFFS consente di scongiurare il rischio di eludere le direttive del freno all’indebitamento. A partire da un determinato livello d’indebitamento, le FFS non potranno più ricorrere ai mutui di tesoreria, ma il Consiglio federale dovrà chiedere all’Assemblea federale di stanziare mutui nel quadro del preventivo. Si prevede che una siffatta richiesta non sarà presentata prima del 2030.
- Ridurre l’indebitamento tramite un apporto unico di capitale: per attuare la mozione 22.3008 «Sostenere l’esecuzione degli investimenti delle FFS e una visione a lungo termine in tempi di Covid-19», l’Esecutivo propone di versare alle FFS un contributo di 1,15 miliardi di franchi; questo importo corrisponde alle perdite subite nel traffico a lunga distanza durante gli esercizi 2020–2022. Ciò consentirà all’impresa di ridurre l’indebitamento e di migliorare la propria capacità d’investimento. Per effettuare l’apporto di capitale è necessaria una modifica di legge.
- Garantire la liquidità e le riserve del FIF: il Consiglio federale intende garantire la liquidità del FIF e, in tal modo, assicurare il finanziamento dei progetti di infrastruttura ferroviaria. Propone che la quota massima della Confederazione, pari a due terzi dei proventi della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni, confluisca nel FIF finché le riserve di quest’ultimo non avranno raggiunto un livello sufficiente. Ciò permetterà anche di compensare il maggior fabbisogno finanziario del FIF in caso di un’eventuale riduzione del prezzo di traccia per il traffico a lunga distanza, chiesta dalle FFS all’Ufficio federale dei trasporti. Il progetto prevede quindi che la quota massima della Confederazione venga versata al FIF fino a quando le riserve di quest’ultimo non avranno raggiunto i 300 milioni di franchi.
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