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Anche Ginevra, Lucerna e Sciaffusa hanno chiesto oggi l'aiuto dell'esercito per affrontare la crisi del coronavirus. In totale, aumentano quindi a 15 i cantoni che hanno sollecitato il sostegno dei militari.
Lo ha indicato il portavoce dell'esercito Daniel Reist all'agenzia Keystone-ATS. Fino a ieri il Ticino, i due Basilea, Grigioni, Neuchâtel, Turgovia, Vallese, Berna, Vaud, Soletta, Appenzello Esterno e Nidvaldo avevano chiesto aiuto alla truppa per far fronte all'epidemia.
Lunedì il Consiglio federale aveva deciso di mettere a disposizione fino a 8 mila militi per sostenere le autorità civili. Si tratta di soldati che hanno terminato il loro periodo di istruzione.
Per quanto riguarda l'acquisto di nuovi respiratori e dispositivi di monitoraggio, Reist ha precisato che 900 nuove unità saranno acquisite in Svizzera oltre alle 100 già a disposizione. Il nuovo materiale sarà consegnato da domani in modo scaglionato e verrà impiegato dagli ospedali civili.
Intanto, martedì 303 soldati non avevano risposto all'ordine di marcia, il che rappresenta circa il 29% dei militi convocati. Le unità mobilitate ieri e che devono ancora entrare in servizio non sono ancora state contabilizzate. I motivi dei rifiuti non sono per ora stati forniti. Chi non dà seguito all'ordine di marcia rischia un processo davanti alla giustizia militare e una pena fino a 18 mesi di reclusione.
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