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La conservazione-restauro si fonda sul riconoscimento di un valore, sulla coscienza della sua irriproducibilità e insostituibilità, e sulla fiducia nella possibilità di trasmetterlo alle generazioni future traendone insegnamento. Nel pianificare l'intervento di conservazione-restauro si fa riferimento innanzitutto al concetto di integrità, intesa come presa di coscienza del duplice aspetto caratterizzante ogni bene culturale materiale e cioè delle sue peculiarità materiali e delle informazioni che la materia veicola.
Rispettare l'integrità di un bene vuol dire innanzitutto riconoscere l'intangibilità della materia che lo costituisce, applicare una visione il meno selettiva possibile delle singole parti componenti il bene stesso, lasciare indenne la materia da tutti quegli interventi che possono limitare le future tecniche sia di intervento che di lettura. Partendo da questo assunto si ha poi il compito di conservare il bene, cioè di garantirne la perennità in vista della trasmissione di quest'ultimo alle generazioni future. Non è difficile comprendere che assicurare la perennità di un bene rispettandone integralmente l'integrità è spesso un'operazione complessa.
Il Laboratorio del MUSEC si propone di operare su entrambi i fronti che caratterizzano la corretta gestione delle collezioni museali:
- la conservazione-restauro, i cui mezzi agiscono direttamente sull'opera;
- la conservazione preventiva, che punta alla tutela dell'opera agendo indirettamente, cioè intervenendo unicamente sull'ambiente ad esso circostante.
Ciò è possibile pianificando interventi di conservazione-restauro su singole opere o su intere collezioni occupandosi parallelamente di individuare ed eliminare dal loro ambiente d'origine quei fattori di degrado che ne hanno compromesso l'integrità.