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In pochi se lo ricordano, Ibrahim Maaroufi. Una meteora del calcio interista, anche di quello bellinzonese, che probabilmente passerà alla storia, più che per le prodezze sul campo, per il suo collegamento negli attentati terroristici di Bruxelles.
Khalid El Bakraoui, uno degli attentatori della metro belga, ha usato l'identità dell'ex calciatore dell'Inter Ibrahim Maaroufi per affittare un appartamento divenuto un covo del commando delle stragi di Parigi.
Maaroufi, calciatore belga nato a Bruxelles il 18 gennaio 1989 naturalizzato marocchino, è cresciuto nelle giovanili del PSV. Il primo luglio 2006 è passato nella Primavera dell'Inter. Fu Roberto Mancini, il 25 ottobre, a farlo esordire a soli 17 anni in Serie A nel match contro il Livorno a San Siro, schierandolo al posto di Dejan Stankovic al 38' del secondo tempo. Una manciata di minuti giocati al fianco di calciatori del calibro di Ibrahimovic, Figo, Crespo, Samuel e Vieira.
Sempre con l'Inter, tra il 2007 e il 2008, ha collezionato cinque presenze in Coppa Italia e convocazioni in amichevoli di lusso come quella al Camp Nou contro il Barcellona nell'estate del 2007. Con la 'giovane Inter' ha vinto lo scudetto di categoria firmato dal rigore decisivo di Mario Balotelli. Palcoscenici che gli hanno permesso di essere chiamato anche dalla Nazionale Under 21 del Belgio.
Dopo l'esperienza nerazzurra, però, la sua carriera non è decollata: ha giocato nel Twente, nel Vicenza, nel Bellinzona (dall'agosto del 2009 al febbraio del 2010), nell'MVV Maastricht e nella Paganese in Lega Pro.
"Me lo ricordo come un buon centrocampista: veniva dalle giovanili del PSV, con grandi qualità tecniche e geometriche, un bravo ragazzo che si distingueva per dedizione e impegno, fu uno dei motivi del suo impiego", il ricordo di Roberto Mancini.
Ora, 26enne, dal primo dicembre 2015 è in forza al Fc Schaerbeek, la squadra del quartiere in cui vivevano i fratelli El Bakraoui.
SDA-ATS