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La parola finale spetta alla riunione di creditori privati convocata per lunedì prossimo a Caracas. Ma i segnali della vigilia non sono tranquillizzanti: oggi è toccato all'azienda elettrica pubblica del paese dichiarare il default, per non aver pagato gli interessi su uno dei suoi bond.
Una mossa che ha contribuito a creare forti preoccupazioni dopo che il Wilmington Trust, agente fiduciario (trustee del bond Elecar 20 da 350 milioni di dollari) ha informato che la Corporazione Elettrica Nazionale (Corpoelec), non ha pagato 28 milioni di dollari, che doveva saldare entro ieri, di interessi sul titolo.
Il default della Corpoelec arriva al termine di sette giorni di tensione sui mercati, dopo che lo scorso 2 novembre Maduro ha annunciato che intende procedere a "un rifinanziamento, una ristrutturazione del debito estero e di tutti i pagamenti che deve effettuare il Venezuela".
Il governo venezuelano ha così convocato una riunione dei possessori di titoli dello Stato e dell'azienda petrolifera pubblica Pdvsa per lunedì prossimo a Caracas, per discutere sulla situazione dei bond per circa 60 miliardi di dollari in mano ai privati.
Durante la settimana si sono alternati segnali di segno opposto. Cina e Russia, i principali creditori nazionali del Venezuela, hanno espresso appoggio a Maduro, informando che i loro rapporti finanziari restano positivi. Con Mosca che ha perfino parlato di un accordo sui 3 miliardi di dollari che Caracas deve ancora pagare, senza però fornire dettagli precisi sull'intesa.
Dall'altra parte, però, le principali agenzie di rating hanno dimostrato molto meno fiducia nelle capacitò di pagamento del Venezuela: Moody's, per esempio, ha declassato i bond di Pdvsa dalla categoria Caa3 (credito a rischio) alla Ca (operazione altamente speculativa con possibile default).