Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187837

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale intende modificare i criteri per la messa fuori servizio delle centrali nucleari. A questo riguardo si pongono le seguenti domande: </p><p>1. Quali valori in millisievert sono rispettati dalle centrali nucleari svizzere per quanto riguarda il loro dimensionamento in relazione agli eventi naturali, in particolare ai terremoti aventi una probabilità di verificarsi pari a una volta ogni 1000, una volta ogni 5000 e una volta ogni 10 000 anni? Gli eventi con una probabilità di verificarsi compresa fra una volta ogni 1000 e una volta ogni 10 000 anni dovrebbero eventualmente essere calcolati in modo iterativo. </p><p>2. Le centrali nucleari svizzere sono in grado di resistere a eventi naturali, in particolare terremoti, aventi una probabilità di verificarsi pari a una volta ogni 100 000 e una volta ogni 1 000 000 di anni? Quali centrali sono ancora in grado di resistere, e a quali eventi? E quali dosi in millisievert risulterebbero in questi casi per ciascuna centrale nucleare svizzera?</p><p>3. Perché si intende modificare le attuali basi legali (legge e ordinanza), rendendo chiaramente meno severi i criteri per la messa fuori servizio?</p><p>4. Con l'accoglimento del ricorso pendente per la centrale di Beznau non verrebbe automaticamente soddisfatto un criterio per la messa fuori servizio dell'impianto? Non vi sarebbe quindi l'obbligo di metterlo fuori servizio?</p><p>5. Come valuta il Consiglio federale la coincidenza dei seguenti fattori: nella modifica dell'ordinanza si propone di rendere meno severi i criteri per la messa fuori sevizio delle centrali nucleari; nel contempo, si consente alla centrale nucleare di Beznau di proseguire l'esercizio, nonostante sia ancora pendente un ricorso in cui si chiede la sua immediata messa fuori servizio proprio a causa della violazione dei criteri in questione?</p><p>6. Approvando la rimessa in servizio dell'impianto in questo momento e con le incertezze esistenti, l'IFSN non è andato oltre il margine di manovra consentito? </p><p>7. Sulla base delle leggi e delle ordinanze vigenti, l'IFSN non avrebbe dovuto ordinare la messa fuori servizio precauzionale e il riequipaggiamento di Beznau II e di Leibstadt e vietare la riattivazione di Beznau I (per un adeguato riequipaggiamento e nell'ottica della prevenzione e della sicurezza)?</p><p>8. Perché questa modifica di ordinanza, che a quanto pare dovrebbe colmare una lacuna o chiarire incertezze esistenti, viene proposta proprio ora dal DATEC sebbene i fatti siano noti a quest'ultimo da anni?</p><p>9. Questo progetto di modifica dell'ordinanza messo in consultazione dal DATEC corrisponde a una decisione politica del Consiglio federale volta a evitare eventuali rivendicazioni di responsabilità civile dello Stato da parte degli esercenti in caso di accoglimento dei ricorsi in sede giudiziaria?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tutte le centrali nucleari svizzere rispettano ampiamente la dose di 100 millisievert (mSv) in caso di terremoto avente una probabilità di verificarsi pari a una volta ogni 10 000 anni. Inoltre, l'IFSN esige dagli esercenti la prova che in caso di terremoto avente una probabilità di verificarsi pari a una volta ogni 1 000 anni venga rispettata la dose di 1 mSv. Secondo la prassi in vigore e l'intenzione originaria del Consiglio federale in merito alla regolamentazione della materia, non devono essere considerate altre frequenze di accadimento degli eventi naturali: di conseguenza non sono disponibili prove al riguardo.</p><p>2. Le centrali nucleari svizzere devono dimostrare di essere in grado di controllare il rilascio di sostanze radioattive nel caso di un terremoto avente una probabilità di verificarsi pari a una volta ogni 10 000 anni rispettando il valore massimo di dose ammesso (100 mSv). Conformemente alla normativa svizzera e a una prassi pluriennale, non vengono richieste prove del rispetto di determinati valori di dose per eventi naturali ancora più rari.</p><p>Nessuna centrale nucleare svizzera sarebbe in grado di resistere a eventi naturali estremamente rari, come terremoti aventi una probabilità di verificarsi pari a una volta ogni 1 000 000 anni. In considerazione delle condizioni marginali conservative applicate nella tecnica nucleare, sarebbe praticamente impossibile anche fornire la prova che una centrale nucleare è in grado di resistere a un terremoto avente una probabilità di verificarsi pari a una volta ogni 100 000 anni.</p><p>3. Per quanto riguarda le prescrizioni di sicurezza per le centrali nucleari, non cambierà sostanzialmente nulla rispetto alla prassi attuale, che garantisce un buon livello di sicurezza ed è conforme alle norme internazionali. Solamente i criteri per la messa fuori servizio dovranno essere adeguati per ragioni di proporzionalità. Con le regole attuali, un impianto dovrebbe essere messo immediatamente fuori servizio se non è possibile dimostrare che i criteri di dose stabiliti sono rispettati in caso di evento naturale (terremoto), anche se il superamento del valore limite fosse di lieve entità e la dose potenziale per la popolazione rimanesse nell'ordine di grandezza della dose annua determinata dalla radiazione naturale. Il rispetto di questi livelli di dose molto bassi continua ad essere sorvegliato nell'ambito della normale procedura di vigilanza.</p><p>4. Il ricorso in questione è pendente presso il Tribunale amministrativo federale. Sarà poi compito di quest'ultimo decidere in merito alle conseguenze giuridiche in caso di accoglimento del ricorso.</p><p>5.-7. L'interpretazione giuridica dell'IFSN delle disposizioni concernenti l'analisi degli incidenti corrisponde alla prassi finora seguita e all'intenzione originaria del Consiglio federale in merito alla regolamentazione della materia. L'IFSN non ha quindi motivo di vietare il proseguimento dell'esercizio della centrale nucleare di Beznau II o di qualunque altra centrale nucleare svizzera. Per quanto riguarda il riavvio di Beznau I, la Axpo Power AG ha effettuato approfondite indagini e analisi. L'IFSN giunge alla conclusione che le misurazioni effettuate nel quadro di tali indagini dimostrano che le inclusioni di ossidi di alluminio riscontrate non hanno alcun influsso negativo sulle caratteristiche del materiale del recipiente a pressione e quindi sulla sua resistenza. Alla luce di queste indagini e delle relative conclusioni, i criteri per riavviare in sicurezza la centrale erano soddisfatti.</p><p>8./9. Già nel 2012 la Commissione federale per la sicurezza nucleare (CSN) aveva richiamato l'attenzione sul fatto che era necessario procedere ad un chiarimento. Tuttavia poiché la prassi dell'IFSN non era contestata e vi era certezza giuridica nonostante la scarsa chiarezza del testo normativo, la necessità di intervenire rapidamente si è manifestata solamente con l'avvio del procedimento contro l'IFSN e la Axpo in relazione alla centrale nucleare di Beznau. È quindi necessario che sulla questione sia ripristinata al più presto la certezza giuridica. Il fatto di evitare eventuali rivendicazioni di responsabilità civile non ha avuto alcun ruolo nell'elaborazione della revisione.</p>  Risposta del Consiglio federale.