Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/229615

<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alle ingenti perdite subite da Credit Suisse la FINMA ha avviato un procedimento sul caso "Archegos" e confermato l'esistenza di un procedimento sul caso "Greensill". Nel contempo ha ordinato vari provvedimenti d'urgenza, in particolare provvedimenti volti a ridurre i rischi, e supplementi di capitale. Questa situazione solleva la questione dello stato di attuazione delle norme "too big to fail". Il progetto di regolamentazione Basilea III affronta i punti deboli ormai noti dall'ultima crisi finanziaria ed è volto a rafforzare la solidità delle grandi banche. Tuttavia, 12 anni dopo la crisi finanziaria un'ultima e importante parte del pacchetto non è ancora stata attuata. Si tratta della copertura supplementare dei rischi legati agli immobili e alle ipoteche o della limitazione relativa all'uso di modelli interni alle banche per minimizzare il fabbisogno di capitale.</p><p>Le esigenze in materia di fondi propri previste per le banche svizzere sono definite principalmente in rapporto agli attivi ponderati in funzione del rischio ("Risk Weighted Assets", RWA). Il calcolo delle RWA assume quindi un'importanza fondamentale. La maggior parte delle banche applica l'approccio standard internazionale AS-BRI. Le due grandi banche calcolano le RWA utilizzando l'approccio basato sui rating interni (IRB), che è stato autorizzato dalla FINMA. Secondo l'approccio basato sui rating interni sono necessari meno fondi propri rispetto a quelli richiesti in caso di applicazione dell'approccio standard.</p><p>1. In che misura i modelli interni permettono attualmente di minimizzare i rischi rispetto al modello standard?</p><p>2. Quali provvedimenti adotta la FINMA per le banche che minimizzano eccessivamente i rischi?</p><p>3. Se UBS e CS calcolassero le RWA non secondo i loro modelli interni ma secondo l'approccio AS-BRI, quale sarebbe l'entità del fabbisogno in materia di fondi propri delle due grandi banche?</p><p>4. Entro quando il Consiglio federale intende attuare gli ultimi elementi di Basilea III ed emanare la relativa ordinanza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domande 1-3: Secondo lo standard di Basilea, le banche che determinano i loro RWA sulla base di modelli interni devono rispettare per la banca nel suo insieme almeno l'80 per cento dei requisiti in materia di fondi propri conformemente a Basilea I. Stando alle informazioni fornite dalle grandi banche, il limite minimo sarebbe rispettato. Le banche non sono per contro tenute a rendere nota la differenza tra RWA calcolati sulla base dei modelli interni e RWA calcolati sulla base dell'approccio standard; le informazioni al riguardo non vengono pertanto pubblicate. Su richiesta della FINMA, da diversi anni le due grandi banche mettono a confronto nel rapporto di gestione o in quello relativo agli obblighi di pubblicazione, perlomeno a livello qualitativo, i dati sugli RWA per i rischi di credito calcolati sulla base dei modelli interni e quelli calcolati sulla base dell'approccio standard. Inoltre, nel quadro dell'attività di vigilanza sulle grandi banche, già a fine 2012 la FINMA aveva deciso un innalzamento dei requisiti per gli RWA relativi ai crediti ipotecari per gli immobili d'abitazione ad uso proprio basati sui modelli interni e nel 2015 anche per gli immobili da reddito e per determinati crediti alle imprese nell'ambito dell'investment banking. La FINMA è intervenuta perché per questi portafogli gli RWA basati sui modelli interni erano troppo bassi e non corrispondevano al profilo di rischio; in questo modo ha contribuito anche al miglioramento dei modelli stessi. Quale ulteriore misura, ha introdotto una moratoria sui modelli, secondo cui le richieste di modifiche relative al modello da parte delle banche in linea di massima non vengono autorizzate se determinano un abbassamento netto dei fattori di ponderazione del rischio e non è ancora stato implementato un sistema di "floor". Con l'introduzione degli ultimi elementi di Basilea III, anche le grandi banche dovranno pubblicare dati dettagliati sugli RWA calcolati sia in base ai modelli interni sia in base all'approccio standard.</p><p>Ad domanda 4: A livello internazionale, il Comitato di Basilea per la vigilanza sulle banche (BCBS) ha adottato misure contro un'eccessiva variabilità degli RWA tra banche. Questi adeguamenti riguardano in particolare la definizione e la calibrazione del limite minimo ("output floor") degli RWA basati sui modelli interni. Dal 2028 l'"output floor" limiterà il livello minimo degli RWA complessivi calcolati sulla base dei modelli interni al 72,5 per cento di quelli calcolati sulla base dell'approccio standard. In questo modo si intende evitare un'eccessiva riduzione dei requisiti patrimoniali calcolati sulla base dei modelli interni rispetto all'approccio standard. Le misure adottate riducono la variabilità degli RWA tra le banche, migliorano la comparabilità dei coefficienti patrimoniali e rafforzano l'affidabilità dei modelli interni.</p><p>A seguito della pandemia da coronavirus il BCBS ha posticipato di un anno la data originaria di attuazione della versione finale dello standard di Basilea III (1.1.2022). Il Consiglio federale intende trasporre nel diritto svizzero per il 1° gennaio 2023, con un termine transitorio fino al 1° gennaio 2024, le misure adottate a livello internazionale in conformità con lo standard di Basilea III, compreso l'"output floor". L'entrata in vigore potrà essere posticipata qualora Giurisdizioni importanti (in particolare UE, Regno Unito e USA) non dovessero attuare gli standard entro i termini. In conformità con le prescrizioni dello standard di Basilea, il Consiglio federale prevede per l'"output floor" aggregato una fase introduttiva di 5 anni. Secondo la pianificazione attuale, l'avvio della consultazione è previsto per la prima metà del 2022.</p>  Risposta del Consiglio federale.