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Per la prima volta nella storia dell'insegnamento in Svizzera sono stati fissati obiettivi comuni per tutti gli scolari. Essi stabiliscono quali competenze debbano avere nella lingua del posto, nelle lingue straniere, in matematica e in scienze naturali.
I responsabili cantonali della pubblica educazione, riuniti lo scorso 16 giugno, hanno approvato questo progetto con oltre i due terzi dei voti, vale a dire la maggioranza necessaria a farlo entrare in vigore, ha annunciato oggi la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE).
Concretamente, gli insegnanti dei diversi cantoni avranno un piano di studi comune. In Ticino i lavori per rivedere i programmi scolastici sono ancora in corso, mentre il piano di studi romando è già pronto e sarà introdotto a partire dall'autunno. Nella Svizzera tedesca si deciderà invece nel 2014.
Questa armonizzazione è parte del concordato intercantonale HarmoS. Quindici cantoni, che rappresentano in totale il 76,4% della popolazione svizzera, hanno già ratificato il testo, sette l'hanno rifiutato e quattro hanno rinviato la decisione. Nel 2015, la CDPE valuterà i risultati raggiunti e deciderà se chiedere l'intervento della Confederazione, come previsto dall'articolo costituzionale.
Per il momento i direttori cantonali non ritengono sia necessario far intervenire Berna, visto che l'armonizzazione procede bene. Anche nei cantoni che non hanno ancora ratificato il concordato o che l'hanno respinto, la maggior parte dei parametri è conforme ad HarmoS, secondo la CDPE.