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Il volantino, distribuito in circa 5’000 esemplari a Dallas e nei dintorni nei giorni precedenti la visita di John Fitzgerald Kennedy, il 22 novembre 1963, accusa il presidente di una serie di infrazioni, dall’essere permissivo con i comunisti al nominare degli anti-cristiani al potere federale, sino al mentire al popolo americano riguardo alla sua vita privata.
Il generale Edwin A. Walker, un texano che aveva servito durante la Seconda guerra mondiale e nella guerra di Corea, aveva dimissionato dall’esercito dopo che un’indagine ordinata da Kennedy aveva dimostrato che aveva violato la legge Hatch, la quale proibisce agli impiegati federali di ingaggiarsi in attività politiche durante il lavoro. Walker aveva distribuito scritti della John Birch Society (un’associazione conservatrice) alle sue truppe.
Walker si era trasferito a Dallas ed era diventato un leader dell’estrema destra. Dopo l’assassinio di Kennedy, per un breve tempo i sospetti si erano indirizzati verso il suo gruppo politico e l’indagine della commissione Warren aveva stabilito che l’autore dei volantini contro il presidente era Robert Surrey, l’assistente di Walker.
Surrey aveva supervisionato la distribuzione dei volantini nei giorni precedenti l’arrivo del presidente a Dallas.
Il gruppo di Walker era stato scagionato per quanto riguardava l’assassinio, ma la commissione Warren aveva fatto notare una bizzarra coincidenza. Il 10 aprile 1963, Warren era seduto nel suo ufficio, quando un proiettile sparato dall’esterno della sua casa aveva mancato di poco la sua testa.