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Il coronavirus fa un'altra vittima tra i grandi eventi su suolo elvetico rompendo le uova nel paniere anche agli organizzatori delle Universiadi invernali 2021, costretti a gettare la proverbiale spugna.
La più grande competizione polisportiva al mondo dopo le Olimpiadi si sarebbe dovuta tenere nella Svizzera centrale il prossimo gennaio.
Se non ci fosse stata di mezzo l'epidemia, la manifestazione, aperta come si intuisce dal nome agli studenti, avrebbe avuto luogo nella Confederazione per la seconda volta nella storia, a distanza di quasi 60 anni dall'edizione di Villars (VD) del 1962. Il programma prevedeva gare dal 21 al 31 gennaio, divise in dieci discipline tra cui hockey su ghiaccio, sci alpino e pattinaggio.
Il comitato organizzativo ha però comunicato oggi che le trentesime Universiadi invernali non ci saranno: troppi i rischi per i partecipanti, la cui salute è considerata la priorità numero uno.
Per altro, oltre alla situazione strettamente epidemiologica, la rassegna sarebbe stata praticamente irrealizzabile a causa delle restrizioni ai confini in vigore proprio per contrastare la diffusione del virus. Allo stato attuale, circa il 40% degli atleti si sarebbe visto negare l'entrata in Svizzera, tra cui delegazioni importanti e numerose come quella statunitense, russa e cinese.
Le gare erano state assegnate a sette località: Andermatt-Realp (UR), Engelberg (OW), Lenzerheide (GR), Lucerna, Stoos (SZ), Sursee (LU) e Zugo. Erano attesi 2500 giovani sportivi provenienti da 50 Paesi e più di 500 università.
Da capire ora se le Universiadi 2021 verranno spostate o cancellate del tutto. Gli organizzatori cercheranno di esaminare la fattibilità di un rinvio, valutando le varie date possibili con i partner. L'evento, che come i Giochi olimpici ha anche un "cugino" estivo, si tiene ogni due anni: l'ultima edizione invernale è stata a Krasnoyarsk (Russia) nel 2019, mentre quella del 2023 è in calendario a Lake Placid, villaggio nel nordest degli Usa.