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La Grecia, il Portogallo, l’Italia, la Spagna e ogni altro paese del Sud devono essere contenti di disporre di euro e di poterli spendere. Ma deve trattarsi di euro meritati e non regalati o prestati dai paesi del Nord. I flussi di soldi pubblici che non sono strettamente limitati ai fondi strutturali europei boicottano questo principio, creando uno scarto tra donatori e sottoscrittori e alimentando il disgusto e i dubbi fra i popoli.
Se un paese non può o non vuole vivere con la disciplina della moneta unica, deve essere libero di far ritorno in qualsiasi momento alla sua moneta nazionale.
(tratto da “Europa braucht den Euro nicht”, di Thilo Sarrazin)
L’ex presidente della Banca centrale tedesca Thilo Sarrazin ha pubblicato un libro dal titolo “L’Europa non ha bisogno dell’euro”, dove se la prende con la moneta unica e sostiene che la Germania vuole salvare l’euro solo per farsi perdonare gli orrori dell’Olocausto.
Sarrazin è un maestro del risentimento perchè i suoi argomenti hanno un fondo di verità, commenta il quotidiano tedesco Frankfurter Rundschau : “E’ vero che la Germania non ha introdotto l’euro solo per i vantaggi che questa moneta rappresentava per la sua economia… Il Cancelliere Kohl aveva accettato di entrare nell’unione monetaria anche per calmare la paura degli Stati vicini. E anche questo, va sottolineato, è stato fatto nell’interesse della Germania.
Purtroppo, all’epoca Kohl non lo aveva detto chiaramente. L’aspetto tenuto nascosto di questa decisione ha formato la base della polemica di Sarrazin.
Sarebbe stato meglio se Kohl avesse sottoposto l’introduzione dell’euro a un referendum. Sul lungo termine questo avrebbe evitato ogni teoria di complotto. Si tratta di una lezione che gli europei devono imperativamente ricordare per le occasioni future.”