Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/115356

<h2>SubmittedText<h2><p>Incarico il Consiglio federale di verificare in che modo è possibile offrire agli immigrati del Maghreb queste prospettive economiche e di sottoporre al Parlamento un rapporto in merito, che concentri l'attenzione sui seguenti punti:</p><p>- le aziende con sede in Nordafrica, in particolare in Tunisia, Egitto, Libia e Marocco;</p><p>- le aziende svizzere con sede in quei Paesi;</p><p>- i settori d'occupazione in quei Paesi;</p><p>- la possibilità per le aziende svizzere di assumere in loco profughi e migranti;</p><p>- la possibilità di sostenere mediante fondi dell'aiuto allo sviluppo le aziende svizzere che assumono profughi e migranti per un determinato periodo di tempo;</p><p>- l'avvio della cooperazione con le organizzazioni internazionali presenti in Nordafrica già impegnate nella creazione di posti di lavoro e prospettive economiche;</p><p>- l'avvio di altre forme di cooperazione con vari soggetti locali;</p><p>- la promozione di un incontro tra Consiglio federale, associazioni economiche e rappresentanti di aziende svizzere di livello internazionale per discutere e concordare con le aziende misure adeguate.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue attentamente gli sviluppi in Nordafrica ed è consapevole dell'importanza, per la popolazione locale, di migliorare le prospettive economiche. Per questo motivo, il Consiglio federale ha esaminato varie linee d'intervento e l'11 marzo 2011 ha infine adottato una strategia globale intesa a sostenere la transizione in Nordafrica, portata avanti da vari organi federali. Il Consiglio federale ritiene pertanto che tale strategia risponda alla richiesta avanzata nel postulato. </p><p>L'Egitto è uno dei Paesi prioritari del programma economico di cooperazione allo sviluppo della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Nel periodo quadriennale di finanziamento in corso la SECO sta già finanziando lo sviluppo economico in Egitto con un contributo che sfiora i 60 milioni di franchi. Con l'obiettivo di generare nuove prospettive economiche, la SECO sostiene progetti finalizzati alla fondazione e alla promozione di piccole e medie imprese e incentrati sul rafforzamento della competitività e sulla creazione di posti di lavoro. Inoltre, vengono attuati progetti a sostegno di riforme nell'amministrazione pubblica delle finanze e dello sviluppo infrastrutturale nei settori pubblici dell'acqua e della sanità. La SECO intende continuare a sostenere l'Egitto in quanto Paese prioritario e sta valutando di estendere le proprie attività anche in Tunisia e Marocco. </p><p>Entro la fine del 2012, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE metterà a disposizione una somma compresa tra i 20 e i 30 milioni di franchi a sostegno della transizione in Nordafrica. La DSC, in collaborazione con la Direzione politica, prevede di impegnarsi nei seguenti ambiti: transizione democratica, protezione/migrazione, creazione di posti di lavoro e gestione delle risorse idriche. La Direzione politica del DFAE, da parte sua, metterà a disposizione 5 milioni di franchi a sostegno di progetti di transizione democratica nell'ambito della sicurezza umana. </p><p>Nell'ambito del messaggio concernente la proroga e il finanziamento della cooperazione svizzera allo sviluppo per il periodo 2013-2016, il Parlamento deciderà in merito alla proroga dell'impegno della SECO in Egitto, all'estensione delle attività in altri Paesi del Nordafrica e all'impegno della DSC nella regione. Per l'attuazione di questi programmi si cercherà, come fatto finora, di coinvolgere tutti i principali attori statali, privati e internazionali come, ad esempio, le banche multilaterali di sviluppo. Le misure adottate dalla SECO e in alcuni settori del DFAE perseguono esattamente lo stesso obiettivo indicato nel postulato, ovvero la creazione di prospettive economiche in Nordafrica. Tuttavia, affinché un Paese possa progredire economicamente è necessaria una certa stabilità sul piano politico.</p><p>Per quanto riguarda il reclutamento di manodopera locale, i profili formativi hanno una grande importanza. La Confederazione non dispone delle basi legali necessarie per intervenire sulla politica del personale delle imprese svizzere. Il finanziamento diretto dei posti di lavoro con i fondi della cooperazione economica allo sviluppo, infatti, non è conforme al mandato legale e provocherebbe una disparità di trattamento tra le imprese nonché una distorsione della concorrenza. </p><p>Per la gestione dei flussi migratori esistono già da tempo meccanismi di coordinamento a livello interdipartimentale. Nel rapporto sulla collaborazione internazionale in materia di migrazione, di cui il Consiglio federale ha preso atto il 16 febbraio 2011, si spiega come gestire con successo le sfide e le opportunità legate al fenomeno migratorio. In quest'ambito, la Svizzera ha a disposizione vari strumenti e possibilità come ad esempio condurre un dialogo sulla migrazione, creare partenariati o avviare di programmi di protezione dei profughi nella loro regione d'origine.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.