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Giovedì 28 giugno, 19:28
Barack Obama, visibilmente soddisfatto, ha ringraziato la Corte suprema per una decisione che permette alla riforma sanitaria avviata nel 2010 di andare avanti. In una conferenza stampa tenuta in serata alla Casa Bianca, ha espresso rispetto “per le preoccupazioni di molti cittadini americani”, precisando però che non ci sono vincitori e vinti. Al contrario, ha ribadito che la decisione è “buona per tutto il popolo americano”.
Il principio caro al Presidente è il seguente: “chi si può permettere l'assicurazione
sanitaria, avrà ora la responsabilità di acquistarla”. E allo stesso tempo le fasce di popolazione più debole saranno maggiormente tutelate.
Infine ha aggiunto che “le assicurazioni non potranno più alzare i premi sulla base delle aspettative di vita e circa 13 milioni di americani godranno di uno sconto sulle polizze”.
"Se sarò eletto presidente, il mio primo atto sarà quello di abolire l'Obamacare". Così il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Mitt Romney, ha commentato la decisione della Corte Suprema di promuovere la riforma sanitaria dell'amministrazione Obama.
Romney ha definito la riforma "inaccettabile" dal punto di vista sia dei conti che della violazione della libertà personale. "Se vogliamo abolire questa riforma - ha detto il candidato repubblicano alla Casa Bianca lanciando un appello agli elettori - dobbiamo mandare via Obama"
La decisione della Corte Suprema sulla riforma sanitaria non sembra aver scosso la determinazione dei repubblicani ad affossare la legge: “La decisione mostra l'urgenza di abrogare questa legge dannosa nella sua interezza”, hanno affermato lo speaker della Camera John Boehner e il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell.
L'attuale Congresso ha una Camera dei Rappresentanti a maggioranza repubblicana, mentre il Senato è controllato dai Democratici di Barack Obama. Al momento modificare la legge appare quindi virtualmente impossibile.