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Il presidente della Confederazione, Samuel Schmid, evoca l'idea di Consiglieri federali meno legati ai partiti e irrita Ueli Maurer, il capo del «suo» partito, l'UDC.
Per difendere il principio di collegialità, Schmid è incappato nell'ennesima divergenza d'opinione con i vertici dell'Unione democratica di centro
Tra sabato e domenica, i giornali svizzeri hanno dato ampio spazio alle dichiarazioni del presidente della Confederazione Samuel Schmid, dichiarazioni che, una volta di più, hanno dimostrato le divergenze esistenti tra Schmid e i vertici del suo partito, l'Unione democratica di centro (UDC, destra populista).
Schmid vedrebbe di buon occhio dei Consiglieri federali più indipendenti dai partiti e lo ha dichiarato in un'intervista pubblicata sabato dalla Berner Zeitung e dalla Neue Luzerner Zeitung. La reazione dell'UDC non si è fatta attendere.
Se la pensa in questo modo e continuerà ad allontanarsi dalla linea del suo partito, l'UDC dovrà chiedersi se egli sia l'uomo giusto per rappresentarla in governo: queste le considerazioni del presidente democentrista Ueli Maurer, apparse sulla SonntagsZeitung. Maurer accenna alla possibilità di togliere il sostegno a Schmid in occasione delle prossime elezioni del Consiglio federale (2007).
Lealtà: verso il governo o verso il partito?
Samuel Schmid ritiene che bisognerebbe valutare l'opportunità, per un consigliere federale in carica, di uscire dal suo partito e di guadagnare in questo modo più indipendenza.
Per il presidente della Confederazione, bisogna lottare contro il rischio di un sistema di collegialità sempre più fragile. La tendenza a fare i cavalieri solitari, come è stato il caso recentemente di Moritz Leuenberger e Christoph Blocher scontratisi sulla politica dei trasporti, riflette il cambiamento dei rapporti di forza in parlamento.
Il Consiglio federale, però, è tenuto a governare e non può funzionare con le stesse modalità del legislativo. «Non si tratta di tradire le proprie opinioni, ma un consigliere federale deve avere una certa distanza dal suo partito», ha affermato Schmid. Per rafforzare questa indipendenza si potrebbe chiedere ai membri del governo di uscire dal proprio partito al momento dell'elezione.
Schmid ha inoltre lanciato la discussione sul ruolo del presidente della Confederazione, le cui competenze andrebbero ridefinite. Si potrebbe pensare di estendere la durata del mandato presidenziale da uno a due anni, in modo da facilitare le relazioni con i capi di stato stranieri.
Gli osservatori non ritengono sia un caso se proprio Schmid si sia lasciato andare a questo tipo di riflessioni. Poco tempo fa, il presidente della Confederazione era stato aspramente criticato dall'UDC per aver votato no al ritiro della domanda svizzera d'adesione all'Unione europea. Si è trattato solo di uno dei tanti contrasti tra l'UDC e il ministro della difesa.
Visione sbagliata
Per Ueli Maurer, l'interpretazione dei ruoli di Samuel Schmid è «completamente sbagliata». Per il consigliere nazionale zurighese, i sette consiglieri federali sono eletti come rappresentanti dei partiti e hanno il dovere di mettere in atto la politica di quest'ultimi.
«Non deve poter essere possibile che qualcuno faccia carriera con l'aiuto del partito per poi abbandonarlo al momento decisivo», sostiene Maurer. A suo avviso il principio della concordanza mira proprio a vedere i partiti lottare per essere rappresentati.
«Esiste una fedeltà nei confronti del partito a cui si devono attenere anche i membri del governo: nelle questioni fondamentali anche il signor Schmid deve rappresentare l'UDC», conclude Maurer.
swissinfo e agenzie
In breve
Il governo elvetico è composto di sette membri eletti ogni quattro anni dalle due camere del parlamento riunite (Assemblea federale).
Il governo dovrebbe integrare i rappresentanti delle diverse regioni linguistiche e le principali forze politiche del paese (quattro partiti: socialisti, liberali, popolari democratici e democentristi).
Le questioni politiche vengono discusse in seno al governo. La decisione finale deve essere difesa da tutti i membri, anche se non corrisponde alla loro opinione (principio di collegialità).
Il ruolo di presidente della Confederazione viene assunto a rotazione dai membri del governo. La carica dura un anno. Non conferisce un'autorità particolare a chi la riveste. Il presidente è un «primus inter pares» con compiti di rappresentanza.