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Interrogazione che mi ha fatto impallidire
I contenuti dell'interrogazione in merito al Gay Pride che si terrà a Lugano nel 2018 mi hanno fatta impallidire. Le posizioni espresse in tv da Sara Beretta Piccoli, ancor di più.
Parlare del Gay Pride nazionale come una manifestazione non tradizionale è pericoloso, anche perché il primo si tenne a Berna nel 1979. Dopo 39 anni è, per la Svizzera, un evento tradizionale. Inoltre non è di nicchia una manifestazione che, per la sola parata, ha sempre attirato molti partecipanti. Se durante il primo Gay Pride romando hanno sfilato solo 2'000 persone (1997), due anni dopo a Friburgo erano 15'000. Una quantità non indifferente.
Per quel concerne i termini è stato fatto un pasticcio; infatti non bisogna confondere il Gay Pride con la Gay Parade, con il quale si indica la marcia dell'orgoglio sessuale. Per quanto il cammino per l'ottenimento dei diritti e della parità sia ancora lungo, la sfilata occuperà poche ore della giornata di sabato, mentre il Gay Pride ha un'accezione più ampia.
A chi mi chiede se la parata è il modo migliore per esprimere l'orgoglio omosessuale, rispondo dicendo che è uno dei tanti e non di certo l'unico, ma ricordiamoci che da un punto di vista storico assume un ruolo molto importante, poiché richiama quanto successo allo Stonewall Inn di New York il 27 giugno 1969, dove vi fu la rivolta che diede origine al movimento di liberazione omosessuale. Chi reputa che la parata non sia il modo migliore per esprimere l'orgoglio omosessuale è libero di non partecipare. Il Gay Pride proporrà, durante gli altri giorni, molti altri momenti di riflessione sulla tematica LGBTQ.
A chi dice che la Gay Parade mostra delle persone seminude e con delle piume e queste non sono messe in una luce positiva, rispondo che chi partecipa alla Street Parade o al Carnevale – solo per citare alcuni eventi – non è da meno. Cercare l'immagine corretta di una persona quando questa partecipa ad un evento ha senso? Per me è il ritratto di un momento che va contestualizzato.
Articolo pubblicato su "La Regione" il 7 aprile 2017