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Il DNA è una catena di piccole molecole, allineate come lettere che compongono il lungo testo del genoma.
Fino a poco tempo fa, gli esperti chiamavano queste successioni di basi "DNA spazzatura" e ritenevano che non servissero a nulla.
Alcune di queste lettere sono raggruppate a formare delle parole, i geni, responsabili della sintesi di specifiche proteine. Molte altre, invece, non fanno parte di alcun gene.
Stylianos Antonarakis e i suoi colleghi dell'Università di Ginevra hanno confrontato le due regioni di DNA, dell'uomo e del topo, base per base e hanno individuato 3.491 segmenti in comune.
Con loro grande sorpresa, hanno scoperto che solo 1.229 di questi segmenti fanno parte di geni. Gli altri sono frammenti di "DNA spazzatura".
"Se la stessa sequenza di basi compare nel genoma di due specie che hanno una comune origine evolutiva", spiega Antonarakis, "significa che quella sequenza svolge una funzione importante: per questo si è conservata lungo entrambi i cammini dell'evoluzione.
Il confronto tra il genoma umano e quello del topo sembra indicare che anche il cosiddetto "DNA spazzatura" ha un ruolo importante, anche se per il momento ignoriamo quale sia."
Lo studio delle regioni non geniche del DNA potrebbe fornire informazioni utili sull'origine e lo sviluppo di numerose patologie ereditarie.
Maria Cristina Valsecchi