Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01181.jsonl.gz/1293

I pastori furono i primi ad andare a trovare il neonato bambino Gesù. Le immagini dell'adorazione dei pastori spesso illustrano anche strumenti a fiato quali, ad esempio, le cornamuse ed i corni. In questo contesto, il vero strumento dei pastori, il corno delle Alpi, è stato sempre suonato a Natale nella chiesa di Rheinfelden, nel Canton Aargau e al mercato di Villingen (Germania).
Durante l'estate, sulle alpi si era soliti suonare il corno di sera, quale strumento che ispirava la preghiera. Al giorno d'oggi, i suonatori di corno delle Alpi utilizzano questo strumento a fini meditativi. E molte sono le persone che, nel sentirlo, pensano si tratti di musica sacra.
Si era soliti suonare il corno delle Alpi nelle funzioni religiose all'aperto, ma nel 1973 il suonatore di corno Anton Wicky cominciò a fare arrangiamenti agli inni in modo tale da poter essere suonati col corno delle Alpi o con corno e organo, in modo tale da poter portare questo strumento tipico dei pastori nelle chiese. Dal momento che il suono del corno delle Alpi ben si abbina all'organo e risuona in modo ottimale in locali dal tetto alto, la musica da chiesa venne orchestrata sempre di più per corno ed organo. Nel 1998 Jost Marty compose la prima messa con temi di jodel e con corno delle Alpi.
Recentemente sono state riscoperte ed interpretate le vecchie messe pastorali del XVIII secolo ad opera dei compositori Ignaz Jakob Holzbauer, Franz Xaver Brixi, Johann Chrysostomos Drexel e Franz Xaver Schnizer. Esse testimoniano il primo uso del corno delle Alpi nelle messe musicate.