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In caso di lievi infrazioni stradali, si dovrebbe differenziare meglio tra ambito privato e professionale nel ritirare la patente a un conducente professionale.
Lo chiede una mozione approvata oggi tacitamente dal Consiglio degli Stati e già accolta dal Nazionale lo scorso giugno. Una seconda mozione, inoltrata dall'ex consigliere nazionale Ulrich Giezendanner (UDC/AG), volta ad ottenere distinzioni nella sanzioni anche per chi commette infrazioni gravi è stata respinta per 22 a 20, dopo che quest'ultima era stata invece approvata dal Nazionale.
Secondo la mozione di Edith Graf-Litscher (PS/TG) accolta dal plenum, le patenti di guida sono revocate principalmente in base alla gravità del pericolo per la circolazione e solo in misura minore in base alla colpa personale.
È però innegabile che la sanzione abbia ripercussioni più gravi per chi conduce un veicolo a titolo professionale rispetto a chi lo fa nel tempo libero, e questo perché l'autista rischia di perdere il posto di lavoro. Per questo, nei casi in cui la colpa risulta lieve, l'autorità preposta dovrebbe poter differenziare fra le categorie di veicoli che l'autista è autorizzato a condurre e stabilire di conseguenza la durata della revoca.
Come anticipato, su raccomandazione della sua commissione, il plenum ha invece respinto la seconda mozione. Per Giezendanner, proprietario di una ditta di trasporti, se un conducente di mezzi pesanti o autobus si fa ritirare la patente durante il tempo libero, a causa per esempio di un eccesso di velocità commesso in moto, questi deve poter continuare a svolgere la sua attività lavorativa. Al momento, è prevista soltanto una revoca "generale" della patente, anche per i conducenti professionali.
Questa prassi viene ritenuta molto severa da Giezendanner, secondo cui una norma simile può essere giustificata in caso di recidiva, ma in occasione della prima infrazione si deve poter procedere altrimenti. Un'interpretazione difesa oggi in aula da Hans Wicki (PLR/NW), secondo cui privare un autista della patente vuol dire né più né meno privarlo del suo lavoro.
In aula, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha sostenuto che se a un autista senza precedenti viene ritirata la patente ciò significa che l'infrazione commessa non è di lieve entità. Non si tratta insomma di una bagatella, ha spiegato. Inoltre, gli autisti dovrebbero essere sensibilizzati in modo particolare al rispetto delle norme stradali, ha aggiunto, la consigliere federale bernese.
Riferendosi alla mozione Graf-Litscher, secondo la ministra dei trasporti, inoltre, le autorità cantonali hanno già oggi la possibilità di tenere conto dei casi particolarmente penalizzanti (per esempio scontando la sanzione durante le vacanze) anche se non è possibile annullare un divieto di circolazione.
Sommaruga ha tuttavia rinunciato a combattere la mozione Graf-Litscher, anche se non ha nascosto la difficoltà di metterla in pratica in particolare quando ad essere colpiti da un divieto di condurre sono persone obbligate a guidare per necessità come il proprietario di una piccola ditta di spazzacamino.
Sommaruga ha però chiesto, con successo, la bocciatura della mozione Giezendanner, che a suo dire va troppo lontano poiché comprende anche le infrazioni gravi al codice della strada. In questi casi, non è possibile fare alcunché.
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