Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/196833

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 38 capoverso 1 lettera a della nuova legge sull'energia (RS 730.0) è da modificare in modo tale che anche i nuovi impianti eolici, i nuovi piccoli impianti idroelettrici, i nuovi impianti di biogas, i nuovi impianti geotermici e i nuovi impianti fotovoltaici con una potenza di almeno 100 chilowatt ricevano a condizioni ben definite una rimunerazione unica, simile a quella che ottengono i piccoli impianti idroelettrici considerevolmente ampliati o rinnovati con una potenza di almeno 300 chilowatt, i nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti, i nuovi impianti a gas di depurazione delle acque, nonché le nuove centrali elettriche a legna di importanza regionale.</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa della commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia Consiglio nazionale del 20.04.2021</b></p><p><b>La Commissione dell'energia del Consiglio nazionale ha accolto all'unanimità un progetto che prevede la prosecuzione del sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità, in scadenza a fine 2022, con contributi d'investimento per tutti i tipi di impianti. Riceveranno un sostegno supplementare per l'attuale produzione di elettricità gli impianti a biomassa e le grandi centrali idroelettriche. Questa soluzione transitoria consente di evitare lacune nella promozione in attesa che entri in vigore una revisione della legge sull'energia di più ampia portata. </b></p><p>La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha approvato all'unanimità un progetto di modifica della legge sull'energia nell'ambito dell'iniziativa parlamentare <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20190443">19.443</a>. Il sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità, in scadenza a fine 2022, deve essere rimpiazzato e dotato di nuovi strumenti. In tal modo è possibile colmare per tempo una lacuna che incombe nella promozione. Il progetto è da intendersi come soluzione transitoria volta a garantire la sicurezza per gli investimenti e la prosecuzione dell'incremento. Dovrebbe consentire di aumentare entro il 2030 di 11 TWh la produzione annuale di elettricità da energie rinnovabili (di cui 75% di fotovoltaico, 11% idrico e 7% biomassa). Il progetto sarà tuttavia completato o rimpiazzato prima della scadenza delle misure da una revisione di più ampia portata della legge sull'energia nel quadro dell'atto mantello annunciato dal Consiglio federale lo scorso mese di novembre.</p><p>Il progetto prevede contributi d'investimento per tutte le tecnologie di generazione. Per i grandi impianti fotovoltaici i contributi di promozione saranno ora aggiudicati mediante aste. Gli impianti a biomassa, oltre al contribuito d'investimento, possono anche beneficare di un contributo d'esercizio al fine di contenere gli elevati costi d'esercizio di questi impianti.</p><p>Rispetto al diritto vigente, le risorse a disposizione per i grandi impianti idroelettrici sono raddoppiate (0,2 cts./kWh al posto degli attuali 0,1 cts./kWh secondo l'art. 36 LEne). Le risorse non richieste non possono essere riservate e sono pertanto utilizzate per altri strumenti di promozione. Anche il sostegno delle centrali idroelettriche esistenti mediante premi di mercato va prorogato fino alla fine del 2030 (il fabbisogno di mezzi è stato fissato a 0,2 cts./kWh provenienti dal supplemento rete), invece di essere lasciato scadere nel 2022 come previsto dal diritto vigente. Le risorse non richieste per i premi di mercato confluiscono negli impianti idroelettrici esistenti nell'anno seguente, per esempio per ampliamenti, rinnovamenti o per risanamenti ecologici di tali impianti (ai sensi dell'art. 34 LEne). Dopo quest'anno le risorse non utilizzate saranno a disposizione degli altri strumenti di promozione. Infine i costi di produzione per l'elettricità da produzione indigena rinnovabile saranno conteggiati nella tariffa per consumatori finali nel servizio universale a partire dal 2022 (art. 6 cpv. 5bis LAEl).</p><p>Il finanziamento di questi strumenti di promozione avverrà ancora attraverso il supplemento di rete, il cui ammontare deve restare a 2,3 cts./kWh. Rispetto al sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità, i nuovi contributi d'investimento e le aste consentono di ottenere un maggiore incremento con gli stessi mezzi di promozione. Tutte le misure di promozione previste nel progetto della legge sull'energia scadranno nel 2030. </p><p></p><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 02.06.2021</b></p><p><b>Parere del Consiglio federale concernente l'iniziativa parlamentare 19.443 "Promuovere in maniera uniforme le energie rinnovabili. Rimunerazione unica anche per biogas, piccoli impianti idroelettrici, energia eolica e geotermia" </b></p><p><b>Il 1 giugno 2021, il Consiglio federale ha adottato per via di circolazione il proprio parere sul rapporto della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) concernente l'iniziativa parlamentare Girod 19.443 "Promuovere in maniera uniforme le energie rinnovabili. Rimunerazione unica anche per biogas, piccoli impianti idroelettrici, energia eolica e geotermia". </b></p><p>Il Consiglio federale constata con soddisfazione che la CAPTE-N ha confermato la necessità d'intervento a livello legislativo in merito a un ulteriore potenziamento delle energie rinnovabili. Ciononostante ha proposto al Parlamento di non entrare in materia sul progetto della Commissione. Il Collegio ha motivato la decisione affermando che il progetto elaborato dalla CAPTE-N per una revisione della legge sull'energia non è sufficiente a rafforzare a lungo termine la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico della Svizzera e a integrare le energie rinnovabili in modo efficiente e sicuro nel sistema elettrico. A tale scopo sono necessarie misure più incisive, come quelle previste nella "legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili". Il Consiglio federale adotterà il messaggio relativo alla legge federale summenzionata, un atto mantello che comprende una revisione della legge sull'energia e della legge sull'approvvigionamento elettrico, presumibilmente poco dopo la conclusione della sessione estiva.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.06.2021</b></p><p><b>Promozione energie rinnovabili, sostegno anche dopo 2022</b></p><p><b>È necessaria una soluzione transitoria, fino al 2030, che permetta di garantire la promozione delle energie rinnovabili oltre la data di scadenza fissata per fine 2022, senza aspettare la revisione della legge sull'energia. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 187 voti contro 3 e 3 astenuti - una modifica legislativa in materia, che prevede contributi d'investimento per tutti i tipi di impianti, nonché quelli a biomassa, mentre le grandi centrali idroelettriche riceveranno un sostegno supplementare. Il dossier passa agli Stati.</b></p><p>Con questa modifica della Legge federale sull'energia (LEne) si vuole proseguire nella promozione delle energie rinnovabili, che finora sono state sostenute principalmente mediante la cosiddetta rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC). </p><p>Attualmente, gli impianti eolici, fotovoltaici, geotermici, a biogas e le piccole centrali idroelettriche sono sostenuti fino a dicembre 2022. Tuttavia, la revisione della legge sull'energia è ancora in fase di elaborazione. Per evitare che tra 18 mesi vengano a mancare gli strumenti di promozione, il progetto - che concretizza un'iniziativa parlamentare di Bastien Girod (Verdi/ZH) - vuole colmare le lacune che rischiano di crearsi fra le scadenze.</p><p>C'è il rischio di pregiudicare la sicurezza degli investimenti nelle energie rinnovabili, poiché l'attuazione della revisione proposta dal governo potrebbe richiedere ancora molto tempo, ha spiegato Roger Nordmann (PS/VD), a nome della commissione, precisando che la soluzione transitoria - nell'attesa dell'entrata in vigore della legge "mantello" - è pensata fino al 2030. </p><p>Per i grandi impianti fotovoltaici i contributi di promozione saranno aggiudicati mediante aste. Quelli a biomassa, oltre al contribuito d'investimento, potranno beneficiare anche di un contributo d'esercizio.</p><p>L'obiettivo è che anche i nuovi impianti eolici, piccoli impianti idroelettrici, impianti di biogas, impianti geotermici e impianti fotovoltaici con una potenza di almeno 100 chilowatt ricevano, a condizioni ben definite, una rimunerazione unica (RIC), simile a quella che ottengono - tra gli altri - i piccoli impianti idroelettrici considerevolmente ampliati o rinnovati con una potenza di almeno 300 chilowatt o i nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti, ha detto dal canto suo Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG), a nome della commissione.</p><p><b></b></p><p>Bisogna garantire l'approvvigionamento</p><p>Sul tema si è espresso pure lo stesso Girod, il quale ha chiarito che "attualmente non è stato previsto nulla per garantire che non vi siano lacune nella promozione della produzione di elettricità da energie rinnovabili. Per questo si è resa necessaria l'iniziativa parlamentare". Ciò dovrebbe inoltre consentire di aumentare entro il 2030 di 11 terawattora (TWh) all'anno la produzione di elettricità da fonti rinnovabili, in particolare dal fotovoltaico.</p><p>Secondo Simonetta Sommaruga, a capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), "le energie rinnovabili hanno davvero bisogno di un'ulteriore spinta. Bisogna essere rapidi e garantire l'approvvigionamento - anche alla luce della situazione attuale con l'Ue - e la stabilità della rete, allontanandoci anche dai combustibili fossili". </p><p>Tuttavia, a detta della consigliera federale, il periodo della soluzione transitoria - fino al 2030 - è troppo esteso. Se la nuova revisione annunciata lo scorso novembre dall'Esecutivo dovesse concretizzarsi in breve tempo, gli investitori (che ora necessitano di avere prospettive per i prossimi anni) potrebbero ritrovarsi un cambio di regime dopo pochi anni.</p><p>Pensare che la revisione annunciata dal Consiglio federale arrivi in tempo è tuttavia "illusorio", ha ribattuto Vincenz-Stauffacher.</p><p><b></b></p><p>Due blocchi di discussione</p><p>La Camera del popolo ha approvato un primo blocco - legato alle misure per promuovere le nuove energie rinnovabili - riguardante in particolare i contributi d'investimento per impianti fotovoltaici, le aste per la rimunerazione unica (alle quali ha cercato di opporsi, invano, una minoranza formata attorno a Stefan Müller-Altermatt (centro/SO), nonché il contributo d'investimento per impianti eolici - che ammonta al massimo al 60% dei costi d'investimento computabili - e il contributo alle spese d'esercizio per impianti a biomassa.</p><p>Nel secondo blocco sono invece stati trattati più a fondo gli impianti idroelettrici: sarà ad esempio possibile godere di un contributo d'investimento per la costruzione di nuovi impianti idroelettrici con una potenza di almeno 1 MW, oppure per gli ampliamenti e i rinnovamenti considerevoli di impianti che - in seguito - avranno una potenza di 300 kilowatt (kW). Inoltre, le nuove centrali con una capacità di almeno un MW dovrebbero poter beneficiare di contributi agli investimenti per un massimo del 60% dei costi. Rispetto alla legge in vigore, le risorse a disposizione per i grandi impianti idroelettrici vengono raddoppiate (a 0,2 centesimi/kWh).</p><p>Dagli oratori di sinistra è emersa la necessità di trovare un equilibrio fra lo sfruttamento dell'idroelettrico e la salvaguardia dell'ambiente. Sul tema è intervenuta anche Sommaruga: "Sono responsabile, dell'energia e dell'ambiente e ci sono punti contrastanti", ha detto il capo del DATEC, insistendo sul bisogno di trovare soluzioni che ottengano il consenso dalle due parti. La Camera ha approvato tutte le proposte della maggioranza della sua commissione.</p><p>Il finanziamento di questi strumenti di promozione avverrà ancora attraverso il supplemento di rete, il cui ammontare rimarrà immutato a 2,3 centesimi/kWh.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.09.2021</b></p><p><b>Promozione energie rinnovabili, sostegno anche dopo 2022</b></p><p><b>Le energie rinnovabili potranno essere sostenute anche dopo il 31 dicembre 2022, data di scadenza dei mezzi di promozione attuali. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati con 39 voti favorevoli e 4 astenuti. Il dossier torna ora al Nazionale per l'esame delle divergenze.</b></p><p>La promozione delle rinnovabili, che finora sono state sostenute principalmente mediante la cosiddetta rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC), dovrebbe essere iscritta in una più ampia revisione della Legge federale sull'energia (LEne). Questa non è però ancora matura per l'esame parlamentare.</p><p>Per evitare che tra 16 mesi vengano a mancare gli strumenti di promozione, il progetto in discussione oggi - che concretizza un'iniziativa parlamentare di Bastien Girod (Verdi/ZH) - colma le lacune che rischiano di crearsi fra le scadenze. Per farlo è stata escogitata una soluzione transitoria, che resterà in vigore fino al 2030.</p><p>Il progetto in discussione non si limita però a prolungare la situazione attuale. La RIC sarà ad esempio sostituita con contributi d'investimento. Le modifiche sono compatibili e anticipano la futura ampia revisione della LEne.</p><p>L'obiettivo è che anche i nuovi impianti eolici, piccoli impianti idroelettrici, impianti di biogas, impianti geotermici e impianti fotovoltaici ricevano, a condizioni ben definite, una rimunerazione unica. È inoltre previsto un sostegno supplementare alla produzione di energia elettrica da biomassa o da grandi impianti idroelettrici. Per i grandi impianti fotovoltaici i contributi di promozione saranno aggiudicati mediante aste.</p><p>Per quel che concerne gli impianti idroelettrici, sarà ad esempio possibile beneficiare di un contributo d'investimento per la costruzione di nuove installazioni con una potenza di almeno 1 MW, oppure per gli ampliamenti e i rinnovamenti considerevoli di impianti che - in seguito - avranno una potenza di 300 chilowatt (kW). Inoltre, le nuove centrali con una capacità di almeno 1 MW dovrebbero poter beneficiare di contributi agli investimenti per un massimo del 60% dei costi. Rispetto alla legge in vigore, le risorse a disposizione per i grandi impianti idroelettrici vengono raddoppiate (a 0,2 centesimi/kWh).</p><p>Su proposta della commissione, che ha fanno notare come in inverno in Svizzera si consumi più corrente di quanta se ne produca, gli impianti che dimostrano di avere una produzione elevata durante il semestre invernale potranno beneficiare - se anche il Nazionale darà il suo benestare - di un aumento del 20% dei contributi d'investimento.</p><p>Il finanziamento di tutti questi strumenti di promozione avverrà ancora attraverso il supplemento di rete, il cui ammontare rimarrà immutato a 2,3 centesimi/kWh.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 20.09.2021</b></p><p><b>Promozione energie rinnovabili, produzione invernale divide</b></p><p><b>Le energie rinnovabili potranno essere sostenute anche dopo il 31 dicembre 2022, data di scadenza dei mezzi di promozione attuali. Su questo principio li due rami del Parlamento si erano già messi d'accordo. Tra le due Camere permangono però delle divergenze. Una in particolare concerne la produzione di energia in inverno. Il dossier ritorna quindi agli Stati.</b></p><p>La scorsa settimana i "senatori" - su proposta della loro commissione preparatoria, che ha fatto notare come in inverno in Svizzera si consumi più corrente di quanta se ne produca - avevano deciso che gli impianti che dimostrano di avere una produzione elevata durante il semestre invernale potranno beneficiare di un aumento del 20% dei contributi d'investimento.</p><p>Oggi il Nazionale non ha però voluto fare un gesto in questo senso, almeno per il momento. La rivendicazione viene affrontata nel grande progetto di riforma dell'energia, ha sottolineato Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG) a nome della commissione. A suo avviso deve essere trattata in questo ambito.</p><p><b></b></p><p>Legge non ancora matura</p><p>La promozione delle energie rinnovabili, che finora sono state sostenute principalmente mediante la cosiddetta rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC), dovrebbe infatti essere iscritta in una più ampia revisione della Legge federale sull'energia (LEne). Questa non è però ancora matura per l'esame parlamentare.</p><p>Per evitare che tra 16 mesi vengano a mancare gli strumenti di promozione, il progetto in discussione oggi - che concretizza un'iniziativa parlamentare di Bastien Girod (Verdi/ZH) - colma le lacune che rischiano di crearsi fra le scadenze. Per farlo è stata escogitata una soluzione transitoria, che resterà in vigore fino al 2030.</p><p>Il progetto in discussione non si limita però a prolungare la situazione attuale. La RIC sarà ad esempio sostituita con contributi d'investimento. Le modifiche sono compatibili e anticipano la futura ampia revisione della LEne.</p><p><b></b></p><p>Obiettivo</p><p>L'obiettivo è che anche i nuovi impianti eolici, piccoli impianti idroelettrici, impianti di biogas, impianti geotermici e impianti fotovoltaici ricevano, a condizioni ben definite, una rimunerazione unica. È inoltre previsto un sostegno supplementare alla produzione di energia elettrica da biomassa o da grandi impianti idroelettrici. Per i grandi impianti fotovoltaici i contributi di promozione saranno aggiudicati mediante aste.</p><p>Per quel che concerne gli impianti idroelettrici, sarà ad esempio possibile beneficiare di un contributo d'investimento per la costruzione di nuove installazioni con una potenza di almeno 1 MW, oppure per gli ampliamenti e i rinnovamenti considerevoli di impianti che - in seguito - avranno una potenza di 300 chilowatt (kW). Inoltre, le nuove centrali con una capacità di almeno 1 MW dovrebbero poter beneficiare di contributi agli investimenti per un massimo del 60% dei costi. Rispetto alla legge in vigore, le risorse a disposizione per i grandi impianti idroelettrici vengono raddoppiate (a 0,2 centesimi/kWh).</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.09.2021</b></p><p><b>CSt: energie rinnovabili, sostegno anche dopo 2022</b></p><p><b>Le energie rinnovabili saranno sostenute anche dopo il 31 dicembre 2022, data di scadenza dei mezzi di promozione attuali. Il Consiglio degli Stati ha tacitamente eliminato oggi le ultime due divergenze che ancora l'opponevano al Nazionale. Il dossier è ora pronto per le votazioni finali.</b></p><p>La promozione delle rinnovabili, che finora sono state sostenute principalmente mediante la cosiddetta rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC), dovrebbe essere iscritta in una più ampia revisione della Legge federale sull'energia (LEne). Questa non è però ancora matura per l'esame parlamentare.</p><p>Per evitare che tra 16 mesi vengano a mancare gli strumenti di promozione, il progetto in discussione oggi - che concretizza un'iniziativa parlamentare di Bastien Girod (Verdi/ZH) - colma le lacune che rischiano di crearsi fra le scadenze. Per farlo è stata escogitata una soluzione transitoria, che resterà in vigore fino al 2030.</p><p>Il progetto in discussione non si limita però a prolungare la situazione attuale. La RIC sarà ad esempio sostituita con contributi d'investimento. Le modifiche sono compatibili e anticipano la futura ampia revisione della LEne.</p><p>L'obiettivo è che anche i nuovi impianti eolici, piccoli impianti idroelettrici, impianti di biogas, impianti geotermici e impianti fotovoltaici ricevano, a condizioni ben definite, una rimunerazione unica. È inoltre previsto un sostegno supplementare alla produzione di energia elettrica da biomassa o da grandi impianti idroelettrici. Per i grandi impianti fotovoltaici i contributi di promozione saranno aggiudicati mediante aste.</p><p>Per quel che concerne gli impianti idroelettrici, sarà ad esempio possibile beneficiare di un contributo d'investimento per la costruzione di nuove installazioni con una potenza di almeno 1 MW, oppure per gli ampliamenti e i rinnovamenti considerevoli di impianti che - in seguito - avranno una potenza di 300 chilowatt (kW). Inoltre, le nuove centrali con una capacità di almeno 1 MW dovrebbero poter beneficiare di contributi agli investimenti per un massimo del 60% dei costi. Rispetto alla legge in vigore, le risorse a disposizione per i grandi impianti idroelettrici vengono raddoppiate (a 0,2 centesimi/kWh).</p><p>Il finanziamento di tutti questi strumenti di promozione avverrà ancora attraverso il supplemento di rete, il cui ammontare rimarrà immutato a 2,3 centesimi/kWh.</p><p>Da notare che in prima lettura gli Stati avevano anche introdotto una disposizione per sostenere la produzione di energia in inverno. Vista la netta opposizione del Nazionale oggi vi hanno rinunciato. I "senatori" hanno anche abbandonato l'idea dell'obbligo di risanamento ecologico per le centrali idroelettriche nel caso di grandi ampliamenti. Tali rivendicazione verranno affrontate nel quadro della futura ampia revisione della LEne, ha precisato Martin Schmid (PLR/GR) a nome della commissione.</p>