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A decidere chi può avere il passaporto elvetico non dovrebbe più essere il popolo ma una commissione di nove membri, designata dagli elettori.
Il comune lucernese di Emmen è fermamente intenzionato a rivedere la procedura di naturalizzazione, che dal giugno del 1999 - dopo l'accettazione di un'iniziativa popolare - è sistematicamente sottoposta al voto decisivo degli elettori.
L'esecutivo del comune lucernese ha posto in consultazione il nuovo progetto mercoledì: esso prevede che la speciale commissione incaricata di decidere chi può ottenere la nazionalità non dovrebbe limitarsi a studiare unicamente i dossier degli aspiranti svizzeri, ma dovrebbe anzi entrare in contatto e conoscere personalmente i singoli candidati.
Le autorità municipali sono giunte alla conclusione che in un comune come Emmen - che conta 26mila abitanti, di cui 7mila stranieri - il voto popolare non è un sistema idoneo: l'elettore chiamato alle urne spesso non conosce il candidato e a dipendenza dell'attualità tende persino a fare un amalgama tra residenti stranieri e criminalità. Pregiudizi di questo genere, afferma l'esecutivo, non devono sussistere.
L'iniziativa che ha introdotto l'obbligatorietà del voto popolare, ricordano le autorità di Emmen, è stata approvata di strettissima misura: 3546 voti favorevoli contro 3343. Nei due anni scorsi, l'elettorato comunale ha sistematicamente respinto le candidature presentate da residenti provenienti dai Balcani (48 nel marzo del 2000 e 12 nel dicembre del 2001): solo una ragazzina jugoslava di 11 anni si è vista concedere il passaporto. Le istanze presentate da italiani, portoghesi, marocchini e filippini erano invece state accolte.
swissinfo e agenzie