Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/88322

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è lo stadio attuale dei negoziati tra Svizzera e Germania volti a trovare un accordo sulla questione dell'aeroporto di Zurigo?</p><p>2. È risaputo che l'UE chiede continuamente alla Svizzera concessioni in merito a diverse questioni. Basti pensare alla libera circolazione delle persone, ai contributi alla coesione e alla concorrenza fiscale. In previsione di ulteriori concessioni che la Svizzera potrebbe in futuro accordare all'UE, il Consiglio federale ha mai chiesto all'UE di andare incontro alle sue richieste, per esempio a quelle che riguardano la regolamentazione delle procedure d'avvicinamento e di decollo all'aeroporto di Zurigo? </p><p>3. Visti la libera circolazione delle persone e l'accordo di Schengen, il Consiglio federale non è anch'esso del parere che sia un fatto di grave discriminazione che la Germania, per ragioni puramente egoistiche, vieti alla Svizzera in determinati orari le procedure d'avvicinamento e di decollo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'indice zurighese del rumore (ZFI) è uno strumento del cantone di Zurigo con il quale il governo zurighese determina le necessarie misure di protezione della popolazione dall'inquinamento fonico causato dagli aerei. La Confederazione non ha un obbligo diretto di adottare misure sulla base dell ZFI. Per la Confederazione continuano a valere, senza variazioni, le consuete basi legali (per es. ordinanza contro l'inquinamento fonico). Indipendentemente da ciò, tuttavia, il Consiglio federale continua a lavorare affinché le misure tedesche, svantaggiose per l'aeroporto di Zurigo, siano sostituite da una regolamentazione migliore.</p><p>1. Il 29 aprile 2008, in occasione dell'incontro fra la cancelliera tedesca Angela Merkel il presidente della Confederazione Pascal Couchepin a Berna, la cancelliera ha respinto le proposte della Svizzera tendenti a considerare la problematica dell'aeroporto di Zurigo nel quadro complessivo delle relazioni transfrontaliere. In quella sede si è tuttavia deciso di analizzare e calcolare insieme, sulla base di procedure comunemente adottate a livello internazionale, l'inquinamento fonico complessivo determinato dall'aeroporto di Zurigo. Sulla base di ciò, la Svizzera dovrà presentare alla Germania una proposta concreta in merito al futuro regime di avvicinamento, nell'ottica dell'utilizzazione dello spazio aereo della Germania meridionale. Il Consiglio federale ha quindi incaricato il DATEC di proseguire i colloqui con il Ministero dei trasporti tedesco in merito a una nuova regolamentazione dell'utilizzazione dello spazio aereo della Germania meridionale e di preparare ed effettuare insieme i calcoli relativi al livello di rumore.</p><p>Da allora un gruppo di lavoro composto di esperti svizzeri e tedeschi si sta occupando dei dettagli di questi calcoli. Essi dovranno essere effettuati dall'istituto "Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt (DLR)" sulla base della nuova legge tedesca sulla protezione contro il rumore provocato dal traffico aereo e sotto la vigilanza di un gruppo di accompagnamento misto svizzero e tedesco. I risultati dei calcoli saranno disponibili fra alcuni mesi e saranno sottoposti ad una valutazione complessiva. Sulla base dei risultati della valutazione comune, saranno impostate, dal punto di vista del contenuto, le ulteriori trattative con la Germania.</p><p>2./3. Contro le misure ordinate nel 2003 dalla Germania, la Svizzera aveva presentato ricorso alla Commissione europea, motivandolo con il fatto che queste misure limitavano in modo inammissibile il libero accesso al mercato europeo del trasporto aereo da parte delle compagnie aeree. Il 5 dicembre 2003, la Commissione ha dato torto alla Svizzera. Contro questa decisione, all'inizio del 2004 la Svizzera ha presentato un ricorso di annullamento alla Corte europea di Lussemburgo. A tutt'oggi non è ancora stata emessa una sentenza al riguardo. Essendo in corso un procedimento presso le istanze europee, il Consiglio federale non ha voluto collegare questo tema ad altri dossier in discussione con l'UE. Nonostante il fatto che sia stata adita la via legale, il Consiglio federale intende continuare a cercare una soluzione attraverso colloqui diretti con la Germania.</p>  Risposta del Consiglio federale.