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L'Unione Europea si unirà al G7 nell'imporre un tetto al prezzo del petrolio russo via mare. Lo fa sapere la presidenza ceca su Twitter. Il tetto è stato fissato a 60 dollari al barile. La Polonia, che spingeva per un tetto più basso, ha ritirato la sua obiezione alla proposta europea. Allo stato attuale, la posizione della Russia è che non venderà petrolio ai Paesi che aderiranno ad un price cap. Lo aveva ribadito anche il 27 novembre l'addetto stampa presidenziale russo Dmitry Peskov, citato da Interfax.
Alla richiesta di commentare la posizione del Cremlino sui piani di alcuni Paesi di imporre un price cap alle esportazioni russe di petrolio e gas, e se la Russia venderà risorse energetiche a tali Paesi, Peskov ha detto che "per ora siamo guidati dalla dichiarazione del presidente Vladimir Putin secondo cui non venderemo petrolio, prodotti petroliferi e gas a tali Stati".
Peskov ha precisato che "questa è attualmente la nostra posizione. Ma ovviamente vediamo alcune cifre che vengono svelate. C'è una moltitudine di sfumature che dobbiamo analizzare. Pertanto, avendo una politica principale, per così dire, che è stata fissata dal presidente, è possibile allo stesso tempo esprimere fiducia sul fatto che nessuno nel nostro Paese si sparerà ai piedi. Abbiamo già imparato ad essere ragionevoli e a farci guidare esclusivamente dai nostri interessi", aveva affermato il portavoce del Cremlino.