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In quanto tempo agiscono gli omeopatici?
In particolare per i disturbi acuti, i rimedi omeopatici sviluppano spesso un'azione rapida. Un bambino febbricitante o impaurito, p.e., riesce a tranquillizzarsi quasi all'istante. Una tosse stizzosa si calma poco dopo la somministrazione di una dose del rimedio. Un senso di oppressione nel petto o in gola sparisce rapidamente.
Nel corso della nostra decennale esperienza nella terapia omeopatica abbiamo constatato che, se il medicamento viene scelto correttamente, al momento della somministrazione riesce sempre a stimolare la reazione dell'organismo. Evidentemente in quel momento l'organismo potenzia lo sforzo di autoguarigione per eliminare i disturbi, cosa che si avverte rapidamente nel caso di malattie acute di recente insorgenza.
Per i disturbi cronici in genere è necessario attendere più a lungo il subentrare di effetti benefici evidenti. Anche in questo caso, però, con la scelta del rimedio corretto il processo di guarigione viene attivato perlopiù immediatamente, anche se inizialmente spesso il risultato non è né percettibile né visibile. Tipici casi che richiedono più tempo sono p.e. disturbi della crescita delle unghie, caduta dei capelli, ulcere alle gambe o certi tipi di eczemi.
La regola generale è
- In caso di disturbi acuti (di recente insorgenza) come p.e. influenza, tosse, raffreddore o irritazioni degli occhi, subentra un sensibile miglioramento nel giro di qualche minuto o di qualche ora. I disturbi di tipo acuto non richiedono generalmente un trattamento prolungato, perché dopo la scomparsa dei sintomi lo stato di salute è ristabilito e non si prevedono recidive.
- In caso di disturbi cronici (recidive continue, p.e. eczemi, caduta dei capelli, allergie, stipsi, sinusite e insonnia) il miglioramento si verifica progressivamente nell'arco di più giorni o settimane. I disturbi cronici richiedono perlopiù una terapia a lungo termine. Per la guarigione, il corpo ha bisogno di tanto in tanto degli stimolanti impulsi del farmaco omeopatico al fine di combattere i disturbi associati a predisposizione familiare o profondamente radicati.