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BERNA - La Svizzera ha troppa poca terra per essere autosufficiente. Lo afferma il direttore dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), Christian Hofer, in un'intervista pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung", aggiungendo che «saremo sempre dipendenti dall'estero».
Per questa ragione, aggiunge, dobbiamo mantenere buone relazioni con gli altri Stati. Hofer ricorda per esempio che «il 100% dei nostri semi di ortaggi proviene dall'estero».
La crisi - aggiunge - ha dimostrato che la nostra strategia di sicurezza in materia di approvvigionamento funziona. «Dobbiamo prestare attenzione alla poca terra che abbiamo. Se l'agricoltura continua a produrre in modo intensivo come oggi, la sicurezza dell'approvvigionamento sarà a rischio a medio e lungo termine», rileva ancora Hofer, contraddicendo quanto sostenuto dal presidente dell'Unione svizzera dei contadini, Markus Ritter, secondo il quale in futuro in Svizzera si dovrà continuare a produrre tanto quanto oggi.
Secondo Hofer invece è pericoloso limitarsi a contare le calorie prodotte dall'agricoltura. «La sicurezza alimentare è molto di più: bisogna preservare le conoscenze agricole e mantenere buone relazioni con l'estero. Inoltre dobbiamo fare in modo che il suolo rimanga fertile».
Secondo Hofer la strada giusta per l'agricoltura elvetica è meno produzione di massa, e più qualità. In alcune aree può avere senso importare di più, perché in questo modo proteggiamo l'ambiente, sostiene, ricordando come la sovrapproduzione degli anni Ottanta abbia avuto pesanti conseguenze sull'ambiente, per esempio sui laghi.