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I migranti adulti che si muovono da Sud a Nord rappresentano il 40% del totale mondiale (circa 230 milioni) mentre circa il 33% dei migranti si muove tra paesi del Sud. Sono invece circa il 22% dei migranti a muoversi tra paesi del Nord e il 5% dal Nord al Sud del mondo. Lo afferma l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) nel suo rapporto annuale sulla migrazione nel mondo.
Il rapporto si sofferma in primo luogo sul benessere dei migranti e lo sviluppo, soffermandosi anche sulle condizioni di vita. Sulla base dei risultati di un sondaggio realizzato dall'Istituto Gallup - che ha intervistato più di 25.000 migranti in oltre 150 paesi - il rapporto afferma che nel complesso, la migrazione migliora il benessere soprattutto per coloro che si trasferiscono al Nord. Sono i migranti che si spostano da Nord a Nord (tra paesi ad alto reddito), piuttosto che da Sud a Nord, a segnalare maggiori benefici. I migranti Sud-Nord risultano infatti meno propensi a sentirsi soddisfatti della loro vita rispetto a chi è nato nei paesi di destinazione.
La migrazione Sud-Sud tra paesi a basso o medio reddito è in gran parte una questione di sopravvivenza, porta a pochi miglioramenti e i migranti continuano a dover affrontare grandi difficoltà, alla stessa stregua della popolazione locale. Secondo il rapporto, anche se circa i due terzi dei migranti internazionali sono originari del Sud, le persone provenienti da paesi del Nord sono più propense a migrare. In effetti, le persone emigrate costituiscono tra il 3,6 % e il 5,2 % della popolazione del Nord, mentre nel Sud, gli emigrati rappresentano circa il 3 % della popolazione. Per il direttore generale dell'Oim Willaim Lacy Swing, alla luce di questi dati, "è necessario guardare a migrazione e sviluppo con un approccio più globale".