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In Svizzera l'anno scorso 142 minorenni richiedenti asilo sono stati posti in detenzione in attesa di essere espulsi. Lo riferisce Terre des Hommes, che critica questa pratica e le disparità di trattamento tra cantoni.
Secondo quanto pubblicato oggi dall'organizzazione impegnata nella difesa dei diritti dei bambini, che si è basata sulle cifre della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), dodici dei giovani migranti posti agli arresti amministrativi nel 2015 non erano accompagnati da adulti.
In Svizzera possono essere detenuti in attesa di espulsione solo ragazzi che hanno superato i 15 anni di età. Negli ultimi cinque anni il loro numero è calato: nel 2011 sono stati sottoposti a tale misura 176 minori.
Benché possano sembrare pochi, ognuno di loro è di troppo, scrive Terre des Hommes. Mettendo agli arresti dei ragazzi in base al diritto sugli stranieri, la Svizzera non rispetta gli impegni presi nell'ambito della Convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia, aggiunge l'organizzazione umanitaria.
Oltre ai dati della SEM, Terre des Hommes ha raccolto informazioni anche presso i Cantoni, ma non tutti hanno risposto alle richieste. L'indagine pubblicata oggi critica in particolare la mancanza di notizie sulle differenze regionali di pratica delle misure amministrative, sulle condizioni di detenzione e sulle strutture in cui i minorenni vengono rinchiusi.
In base ai dati ottenuti, Terres des Hommes conclude che la legge federale viene applicata in maniera molto diversificata.
Negli ultimi quattro anni, dei ragazzi sono stati posti agli arresti in almeno sette cantoni in relazione al loro statuto in base alla legge sull'immigrazione o al diritto d'asilo. In nove cantoni non c'è stato alcun arresto e in dieci mancano indicazioni. In certi cantoni i minorenni sono posti assieme ad adulti, a volte di ambiente criminale, con i quali non hanno alcuna relazione di amicizia o parentela.
Lo studio pubblicato oggi porta come esempio positivo il cantone di Basilea Città, che alle misure privative della libertà predilige alternative quali l'assegnazione di un tutore e una famiglia di accoglienza.
Anche il comitato dell'ONU per la tutela dei diritti dei bambini all'inizio del 2015 ha criticato le forti differenze cantonali nel trattamento dei minorenni richiedenti asilo.
Terre des Hommes consiglia quindi di cambiare la legge federale in modo da escludere l'espulsione di bambini o ragazzi al disotto dei 18 anni di età. Dovrebbero inoltre essere trovate delle alternative alla detenzione e introdotto un sistema che preveda resoconti dettagliati e modalità di controllo.
SDA-ATS