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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2017 il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha pubblicato la prima strategia per l'uguaglianza di genere e i diritti delle donne. Uno dei sei obiettivi strategici riguarda la promozione dei diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva (obiettivo 4). Riguardo alla concreta attuazione di questo obiettivo strategico chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo i dati dell'UNFPA, 225 milioni di donne che desiderano ricorrere a metodi di pianificazione familiare efficaci e sicuri non hanno accesso a informazioni e servizi adeguati. Quali misure concrete adotta la Svizzera per far sì che i diritti di queste donne in materia di salute sessuale e riproduttiva vengano rispettati?</p><p>2. La Svizzera si basa sul programma d'azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (CIPS). Nel contesto dell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, il Consiglio federale è disposto a promuovere i diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva anche a livello nazionale e a migliorare l'accesso dei gruppi vulnerabili ai mezzi contraccettivi anche in Svizzera? Dove ritiene sia necessario intervenire a tal proposito?</p><p>3. In che modo si tiene concretamente conto dell'obiettivo strategico 4 nell'elaborazione di programmi e progetti di cooperazione bilaterale?</p><p>4. In che modo si tiene concretamente conto dei diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva nell'ambito dell'aiuto umanitario?</p><p>5. Quali mezzi finanziari stanzia la Svizzera nell'ambito della cooperazione bilaterale e multilaterale per realizzare l'obiettivo strategico 4?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La salute sessuale e riproduttiva e il rispetto dei diritti connessi sono sanciti nell'obiettivo 4 della strategia del DFAE per l'uguaglianza di genere e i diritti delle donne e nel messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005). Secondo gli ultimi dati del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), il numero delle donne che non hanno ancora accesso a mezzi contraccettivi è sceso da 225 milioni nel 2014 a 214 milioni del 2017. Per continuare su questa strada, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE fornisce un sostegno mirato al Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (Unaids), al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e all'International Planned Parenthood Federation (IPPF). Tramite le organizzazioni aderenti, nel 2017 l'IPPF ha aiutato 6,1 milioni di persone in più rispetto al passato ad accedere a metodi di pianificazione familiare in oltre 160 Paesi.</p><p>2. La salute sessuale e riproduttiva in Svizzera è di competenza cantonale e solo alcuni suoi settori specifici sono gestiti a livello nazionale dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Un gruppo a rischio è costituito dalle donne richiedenti l'asilo. Nell'ambito di uno studio cofinanziato dalla Confederazione, la Scuola universitaria professionale di Berna ha analizzato l'assistenza sanitaria in campo sessuale e riproduttivo dei richiedenti l'asilo e ha formulato varie raccomandazioni rivolte agli interlocutori politici competenti. In adempimento al postulato Feri 16.3407 sulla situazione delle donne rifugiate, sono in corso attente valutazioni sulla necessità o meno di intervenire.</p><p>3. I programmi della DSC sulla promozione del diritto alla salute sessuale e riproduttiva si concentrano sull'Africa meridionale, la regione in cui si registra la maggiore incidenza di casi di HIV nel mondo. Nel periodo compreso tra il 2013 e il 2016 la DSC ha permesso a 18,5 milioni di giovani di approfondire tematiche quali le infezioni sessualmente trasmissibili o la prevenzione di gravidanze indesiderate. La Svizzera sostiene inoltre molti altri programmi che promuovono la parità tra donne e uomini, l'istruzione di base delle bambine e buoni sistemi sanitari di base. Anche gli uomini e i ragazzi vengono sempre più coinvolti nelle questioni relative alla salute riproduttiva.</p><p>4. Per tutelare la salute sessuale e riproduttiva in situazioni di emergenza umanitaria, l'Aiuto umanitario della Svizzera ha sviluppato lo strumento "madre e bambino", che garantisce l'assistenza medica mirata a madri e bambini e grazie al quale, ad esempio, dopo il terremoto di Haiti nel 2010, il personale medico del Corpo svizzero di aiuto umanitario ha assistito 300 partorienti ed effettuato oltre 790 interventi medico-chirurgici. Nell'attuale messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020, anche la prevenzione e la lotta alla violenza di genere figurano tra le priorità dell'Aiuto umanitario della Svizzera.</p><p>5. Nel 2017 la DSC ha finanziato la promozione della salute sessuale e riproduttiva e il rispetto dei diritti connessi conformemente al Programma d'azione del Cairo con un importo di 93,9 milioni di franchi. Nonostante i tagli al budget effettuati nel 2017, la DSC non ha ridotto i contributi in questo settore, sottolineandone così l'importanza fondamentale.</p>  Risposta del Consiglio federale.