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La sindaca di Zurigo, la socialista Corine Mauch, vorrebbe che le grandi città svizzere contassero di più in politica. Dalle pagine del domenicale "Matin Dimanche" propone che quelle che contano oltre centomila abitanti abbiano un seggio nel Consiglio degli Stati.
"Il sistema politico elvetico non è mutato dal 1848; la regione zurighese rappresenta il 20% del Pil nazionale, certi quartieri hanno più abitanti di Uri e tuttavia il Cantone ha soltanto due seggi al Consiglio degli Stati", afferma in un'intervista la Mauch.
Ma non è soltanto una questione economica: "la maggior parte dei cambiamenti sociali cominciano nelle città", aggiunge, e cita come esempio il modello dei quattro pilastri in materia di di droghe. Concepito negli anni '90 partendo da un problema spiccatamente zurighese, il modello "ha acquisito una risonanza nazionale e internazionale".
La sindaca della metropoli elvetica riconosce che in questo momento non vi è alcuna maggioranza politica che appoggi la sua idea di aprire la Camera dei cantoni alle città, ma non per questo si arrende e ricorda che c'è voluto del tempo prima che in Svizzera il suffragio femminile venisse accettato (solo nel 1971).
La richiesta della Mauch di dare alle grandi città un seggio agli Stati non è comunque nuova e viene sollevata regolarmente. L'ultima volta nel 2010, quando il Nazionale bocciò un'iniziativa parlamentare in modo secco, 113 no contro 41 sì.
SDA-ATS