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Diamo nuova vita all'Australia
All'inizio del 2020 ci sono giunte immagini di violenti incendi boschivi dall'Australia, dove è andata in fiamme una superficie pari a circa 19 milioni di ettari. Grazie al tuo sostegno, il WWF e i suoi partner sono stati in grado di intervenire tempestivamente e sviluppare progetti di rimboschimento.
Le immagini che abbiamo ricevuto dall'Australia nel gennaio 2020 erano sconvolgenti: una superficie pari a circa 19 milioni di ettari, di cui 12,6 milioni di bush e foreste, è stata divorata dal fuoco. Circa 3 miliardi di animali selvatici, compresi canguri e koala, sono morti nelle fiamme, hanno perso il loro habitat o sono stati in qualche modo colpiti. In un tempo brevissimo, il WWF ha lanciato una campagna di raccolta fondi di emergenza che prevede tra l’altro aiuti per la fauna selvatica e il rimboschimento delle foreste bruciate.
Assistenza di emergenza per gli animali feriti
Il WWF ha sostenuto diversi ospedali locali per la fauna selvatica che hanno accudito gli animali superstiti in loco, evacuandoli, ove necessario, dalle zone interessate dagli incendi e prendendosi cura di quelli feriti negli ambulatori, quali ad esempio l'Australian Wildlife Health Centre (AWHC) nel Victoria, la Native Animal Rescue Foundation nell’Australia occidentale e il Bonorong Wildlife Sanctuary in Tasmania.
Un ospedale mobile per la fauna selvatica
Grazie al sostegno del WWF, a fine novembre 2020 è stato ultimato il più grande ospedale mobile di tutta l’Australia per la fauna selvatica, in tempo per far fronte alla stagione degli incendi 2021. In futuro, gli animali selvatici feriti nella regione di Byron Bay potranno venire soccorsi rapidamente in loco. “Per molti animali feriti, cure immediate di alto livello faranno la differenza tra la vita e la morte”, spiega Darren Grover di WWF Australia.
Cibo per gli animali selvatici sopravvissuti
Agli animali selvatici sopravvissuti agli incendi in natura sono mancati cibo e aree in cui abbeverarsi. Grazie al sostegno del WWF, nei territori andati in fiamme del Parco Nazionale di Tallaganda (NSW) è stato ad esempio possibile distribuire per via aerea carote e patate dolci e installare punti di abbeveraggio.
Cani da ricerca appositamente addestrati
Due cani da ricerca appositamente addestrati hanno rintracciato i koala sopravvissuti nelle foreste bruciate in prossimità di Maryvale, Queensland. Sono più veloci e più efficienti rispetto agli umani.
L’esempio di Maryanne
Non sappiamo esattamente come Maryanne, una femmina di koala, sia sopravvissuta all’incendio del bush di Wivenhoe Pocket, nel Queensland. Di sicuro è stata molto fortunata. È stata portata gravemente ferita all’ospedale per animali selvatici RSPCA, dove è stata curata per poi venire nuovamente rilasciata in natura. Da quando gli incendi del bush infuriano, l'ospedale per animali selvatici RSPCA Queensland si è preso cura di 150 koala al mese, tre volte più del normale.
Koala: un triste bilancio
Nel dicembre 2020, il WWF ha dovuto stilare un triste bilancio: secondo uno studio, circa 60 000 koala sono morti tra le fiamme o sono stati altrimenti colpiti dai devastanti incendi del bush. Una cifra spaventosamente alta! Il numero di koala negli stati del Nuovo Galles del Sud e del Queensland era già diminuito rapidamente prima degli incendi del 2019/2020: nell’intera regione colpita dalle fiamme, il numero di koala è diminuito di circa il 71%. “Sessantamila koala colpiti sono una cifra assolutamente inquietante per una specie già in difficoltà”, afferma Dermont O'Gorman, CEO di WWF Australia. Il WWF mira quindi a raddoppiare il numero di koala nell'Australia orientale entro il 2050.
Dopo le fiamme: piantare alberi grazie ai droni
“La natura ha una resistenza incredibile. Se creiamo le giuste condizioni, le foreste distrutte possono ricrescere e contribuire ad assorbire il CO2 rilasciato dagli incendi.”
Non è solo il numero di koala a dover aumentare nuovamente: si dovrebbe anche ripristinare e proteggere il paesaggio boschivo e del bush australiano. Già prima dei catastrofici incendi del 2019/2020, l'Australia costituiva una zona ad alto rischio di deforestazione, paragonabile all'Amazzonia. E anche se le foreste australiane di eucalipto sopravvivessero alle fiamme, ci vorranno decenni prima che riescano a riprendersi del tutto e a fornire nutrimento e habitat a flora e fauna. Probabilmente alcune foreste non ritorneranno mai più al loro stato precedente. Pertanto, insieme alle popolazioni locali e indigene, vogliamo attuare un piano ambizioso e piantare o proteggere fino a due miliardi di alberi.
A questo scopo, il WWF Australia sta ricorrendo per la prima volta a dei droni, sui quali vengono caricati fino a 25 chilogrammi di semi. I semi sono inseriti in speciali baccelli per impedire, da un lato, agli animali di mangiarne il contenuto, e dall'altro per fornire alle piante importanti nutrienti, in modo da permetterne una crescita più rapida. Con i metodi convenzionali ciò richiede molto tempo: ogni giorno, a seconda del numero di persone che prestano aiuto, si riescono a interrare circa 800 piantoni, mentre con ogni singolo drone si arrivano a piantare fino a 40 000 semi. Un solo pilota riesce a controllare cinque droni contemporaneamente.
Il WWF si impegna inoltre a proteggere le foreste esistenti minacciate dalla deforestazione e sostiene infine misure volte a migliorare le prospettive future del Paese, quali soluzioni innovative per ridurre le emissioni di CO2 o interventi di adattamento ai cambiamenti climatici per le specie animali e vegetali.
Cosa puoi fare tu
Le foreste australiane e di tutto il mondohanno ancora bisogno del tuo aiuto. Sostieni il nostro lavoro per proteggere le foreste con una donazione, oppure diventa socio del WWF per dare ancora più peso alla nostra voce nella lotta contro la deforestazione globale, l'estinzione delle specie e il cambiamento climatico.