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L'Ospedale universitario di Ginevra (HUG) ha realizzato una "prima mondiale": un trapianto di fegato fra due persone sieropositive. A sei mesi dall'intervento, le condizioni del paziente ricevente sono buone.
"Senza questo dono forse non sarei più vivo", ha detto oggi alla stampa il paziente, esprimendo la propria riconoscenza nei riguardi dei familiari del donatore. Dal giorno dell'intervento, l'uomo ha preso 10 chili e dichiara di provare di nuovo il piacere di vivere.
Questa "prima" mondiale è resa possibile dalla legislazione elvetica, quasi unica nel mondo. Dal 2007, le disposizioni svizzere autorizzano le persone sieropositive a donare i loro organi alle persone che vivono anch'esse con il virus dell'Aids. In Sudafrica sono stati condotti finora trapianti di reni, ma essi sono sottoposti a condizioni molto restrittive.
Questo tipo di intervento è autorizzato da poco tempo anche negli Stati Uniti e un'operazione analoga si è svolta tre settimane fa. Il primario del servizio dei trapianti di HUG Thierry Berney spera che "la Svizzera pioniera permetta di aprire le porte".
La possibilità di effettuare trapianti fra persone sieropositive avrà un impatto sulle liste delle persone in attesa di un organo: in Svizzera sarà limitato a uno o due donatori in più, ma negli Stati Uniti potrebbero essere realizzati circa 500 trapianti supplementari all'anno, ha sottolineato dal canto suo Alexandra Calmy, medico responsabile dell'unità Aids dell'HUG.
Il lungo periodo di attesa fra la disposizione entrata in vigore nel 2007 e il primo trapianto nel 2015 si spiega con diverse ragioni, di cui la prima è la mancanza di informazioni al riguardo, sia presso i pazienti sieropositivi che fra i medici, secondo il dottore Christian Van Delden, responsabile dell'unità delle infezioni del trapianto all'HUG. Le triterapie contro l'Aids sono diventate più efficaci e adatte a numerosi casi.
Per il trapianto in questione, sia il donatore che il ricevente erano sieropositivi da lungo tempo. Il primo ha donato i suoi organi dopo il decesso, provocato da un'emorragia cerebrale. La squadra medica ha avuto pochissimo tempo per agire, senza peraltro poter appoggiarsi su esperienze precedenti condotte altrove.
Secondo i medici, l'operazione potrebbe essere effettuata anche con un donatore vivo. Il problema della mancanza di organi è particolarmente grave in Svizzera: attualmente più di 1300 persone sono in attesa di un donatore.
SDA-ATS