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BERNA - La proposta avanzata oggi dalle piccole e medie imprese di flessibilizzare gli orari di lavoro non è piaciuta all'Unione sindacale svizzera (USS), che ha preannunciato battaglia.
L'Unione svizzera delle arti e mestieri, si legge in una nota , «vuole che i salariati lavorino di più e si riposino meno». L'USS «si batterà contro questi attacchi alla protezione dei lavoratori con ogni mezzo a disposizione».
La flessibilizzazione è un'iniziativa che va controcorrente, in particolare per quanto riguarda la necessità di conciliare vita professionale e privata. Non si tiene conto degli impegni famigliari, afferma l'USS. La proposta di aumentare - da 45 a 50 ore - la durata settimanale lavorativa porterà inoltre all'abolizione delle indennità per le ore supplementari.
Commenti analoghi da parte del sindacato Unia, secondo cui le misure presentate dalle piccole e medie imprese equivalgono a «uno schiaffo». In Svizzera i tempi lavorativi sono i più lunghi d'Europa e per i salariati stress e sovraccarico di lavoro sono già oggi realtà. Tali misure servono solo gli interessi del padronato: per i lavoratori si tradurrebbero in un deterioramento delle condizioni di lavoro e della protezione della salute. Il sindacato Travail.suisse si dice disposto a discutere sulla legge su lavoro, ma a una condizione: gli orari lavorativi non devono in nessun modo essere aumentati.