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<h2>SubmittedText<h2><p>"Impiegati di commercio 2022" è un progetto pilota della riforma Formazione professionale 2030 il cui scopo è far sì che la Svizzera mantenga la propria posizione di spicco a livello internazionale nel settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI). Stando all'associazione di categoria, dopo l'ultima riforma degli impiegati di commercio nel 2003, nel giro di tre anni sono scomparsi circa 1000 dei 9000 posti di tirocinio disponibili solo nell'area metropolitana di Zurigo. Molte aziende hanno avuto esperienze negative con la riforma e hanno scelto di non offrire più posti di formazione. La riforma del 2003 proposta dal Comitato di coordinamento nazionale (CCN) e imperniata sull'approccio educativo basato sui risultati (Outcome based education OBE), molto controverso negli USA, Paese di origine di questo approccio, aveva già introdotto le basi per la riforma in atto, di taglio molto più radicale. L'introduzione dell'orientamento alle competenze manderà in pensione le discipline fondamentali, gli indirizzi e le lingue straniere; le conoscenze dovranno cedere il passo alle "competenze". Con una sola lingua straniera e senza nozioni di finanza e contabilità, ai giovani mancheranno le basi per sostenere la maturità professionale e quindi anche per proseguire il proprio percorso formativo (p. es. maturità specializzata). Questa riforma incontra una fortissima opposizione. </p><p>1. Il processo della riforma "Formazione professionale 2030" si basa su organi creati ad hoc. Fra questi, solamente la Commissione federale della Formazione professionale (CFFP) è prevista dalla legge sulla formazione professionale (art. 69 &amp; 70 LFPr). Quali sono gli altri organi, su quale base giuridica si fondano, come si compongono e quali sono i loro compiti? Gli organi rappresentano tutte le organizzazioni del mondo del lavoro? Come sono coinvolte le aziende di tirocinio nelle riforme?</p><p>2. A livello scientifico, come si giustifica il passaggio dalla trasmissione del sapere all'orientamento alle competenze? Sono state considerate esperienze pregresse e altre conoscenze in materia di orientamento alle competenze? Concretamente, quali saranno i vantaggi del cambiamento di paradigma? Come si acquisiranno le conoscenze necessarie?</p><p>3. Quali materie obbligatorie diventeranno opzionali? Quali saranno i vantaggi di passare da tre profili scolastici a due?</p><p>4. Anche secondo il Consiglio federale "Impiegati di commercio 2022" costituisce un progetto pilota della riforma "Formazione professionale 2030"? La riforma interesserà in futuro anche altre professioni? Si prevede di valutare "Impiegati di commercio 2022" al fine di trarre utili insegnamenti per altre riforme? In caso affermativo, la valutazione verrà svolta da un'organizzazione indipendente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La formazione professionale è un compito di Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro (oml). Lo sviluppo professionale è disciplinato dalla legge sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10) e dai relativi atti normativi. Ne viene data una descrizione dettagliata anche nel manuale pratico "Il processo di sviluppo delle formazioni professionali di base". Lo sviluppo delle professioni e i contenuti sono di competenza delle oml. In seno alle Commissioni per lo sviluppo professionale e la qualità (Commissioni SP&amp;Q), l'economia, di concerto con Confederazione e Cantoni, si adopera affinché i contenuti e la qualità della formazione vengano periodicamente adeguati alle esigenze del mondo del lavoro. Le Commissioni SP&amp;Q hanno funzione consultiva; la loro composizione e i loro compiti sono riportati nelle ordinanze sulle singole formazioni professionali di base. Il progetto "Impiegati di commercio 2022" è stato impostato secondo il principio bottom-up, come avviene solitamente per tutti i progetti della formazione professionale: da un lato è stata condotta un'analisi approfondita sulle esigenze delle imprese, per rilevare le competenze importanti per il mercato del lavoro; dall'altro sono stati inclusi nei gruppi di lavoro tutti gli attori, scuole professionali comprese, per elaborare il piano di formazione in modo congiunto fin dall'inizio.</p><p>2. Lo sviluppo delle competenze operative costituisce un punto cardine dei piani di formazione sin dall'entrata in vigore della LFPr nel 2004. Per l'adeguamento periodico delle circa 240 formazioni professionali di base valgono i principi riportati nel summenzionato manuale "Il processo di sviluppo delle formazioni professionali di base". Il progetto "Impiegati di commercio 2022" è stato inoltre seguito da pedagogisti. Gli apprendisti devono essere messi in grado di affrontare situazioni e requisiti professionali in maniera autonoma, mirata e responsabile. Oltre alla formazione in azienda è necessario un insegnamento scolastico che metta in relazione le necessarie conoscenze teoriche con il mondo della pratica e consenta ai giovani di confrontarsi attivamente con le situazioni tipiche della professione. L'obiettivo è far sì che anche l'apprendimento scolastico compreso nella formazione professionale sia sempre inserito in un contesto pertinente e che vengano sviluppate competenze operative orientate alle esigenze del mercato del lavoro. In questo modo le persone in formazione ottengono un titolo che consente loro di inserirsi direttamente nel mercato del lavoro.</p><p>3. Non diventerà opzionale nessuna materia obbligatoria. Gli ambiti a scelta permettono di approfondire le competenze apprese in azienda, nella scuola professionale nonché nei campi Lingua nazionale del luogo in cui si trova la scuola professionale, Lingua straniera, Finanze e Tecnologia. Questo sistema tiene conto della diversità delle aziende di tirocinio. Già oggi i profili nella formazione professionale di base con AFC solo soltanto due, il profilo B e il profilo E. Il cosiddetto "profilo M" designa solitamente le classi di alunni con profilo E che intendono sostenere in contemporanea la maturità professionale. Gli attuali profili vengono trasformati, in parte, in nuovi ambiti a scelta. In questo modo è possibile adattare i contenuti e la didattica secondo le diverse esigenze, a vantaggio in particolare degli apprendisti che incontrano difficoltà nell'apprendimento di una seconda lingua straniera.</p><p>4. Il progetto "Impiegati di commercio 2022" si basa, come nel caso delle altre professioni, sullo sviluppo delle formazioni professionali di base. Quest'impostazione lascia un ampio margine di manovra per le esigenze specifiche di ogni professione. Come nel caso di altre riforme, anche questa verrà sottoposta a valutazione. La strategia da seguire e il relativo mandato verranno decisi dai partner della formazione professionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.