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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Nel dicembre del 2020 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiesto il rilascio dell'ex leader del Partito democratico dei popoli (HDP) Selahattin Demirtas. Qual è la posizione del Consiglio federale su questa sentenza e come contribuisce alla sua applicazione?</p><p>2. Solo otto giorni dopo la decisione dei giudici di Strasburgo, la procura turca ha messo sotto accusa l'ex sindaco di Kars, Ayhan Bilgen, per aver preso parte alle proteste contro l'offensiva dello Stato islamico nella città di confine siro-curda di Kobane nel 2014 e aver incitato alla violenza. Quando Bilgen si è candidato alle elezioni del 2019, le autorità hanno controllato i suoi precedenti penali e i casi in corso. In quel momento non è emerso nulla contro di lui. Che cosa pensa il Consiglio federale dell'accusa mossa nel dicembre del 2020 contro Bilgen e altri 107 imputati? La ritiene compatibile con gli obblighi internazionali della Turchia in materia di Stato di diritto?</p><p>3. Secondo i media, meno di due anni dopo le elezioni locali del marzo del 2019, solo sei dei 65 sindaci appartenenti all'HDP sono ancora in carica. Il Consiglio federale può confermare questa informazione? Ha ricordato alla Turchia i suoi obblighi internazionali, sia a livello bilaterale che nei forum multilaterali pertinenti?</p><p>4. La Turchia ha ratificato tutte le otto convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), che in quanto norme fondamentali in questo ambito hanno lo statuto di strumenti giuridici internazionali vincolanti. Come valuta il Consiglio federale il rispetto di queste norme da parte della Turchia, in particolare per quanto riguarda la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva nonché il divieto di discriminazione in materia di impiego e di professione? Il Consiglio federale sa se le filiali di aziende svizzere in Turchia rispettano pienamente le norme dell'OIL?</p><p>5. Quanti membri del Parlamento turco rischiano di essere messi sotto accusa? A quali partiti appartengono?</p><p>6. Come membro dell'ONU, del Consiglio d'Europa e dell'OSCE, in quanto candidata all'adesione all'UE e attraverso la ratifica di numerosi accordi la Turchia ha assunto molti obblighi internazionali. La Svizzera contribuisce politicamente e finanziariamente alla stesura di rapporti che forniscano informazioni sulla misura in cui la Turchia viola i suoi obblighi in materia di diritti umani, Stato di diritto e divieto di aggressione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Gli Stati membri del Consiglio d'Europa sono obbligati ad applicare le sentenze definitive della Corte europea dei diritti dell'uomo. La Svizzera si adopera per il rispetto di tale obbligo nel Comitato dei Ministri e appoggia pienamente le decisioni di quest'ultimo in simili casi. In occasione della prima discussione del caso Demirtas contro la Turchia all'inizio di marzo, il Comitato ha esortato la Turchia a rilasciarlo immediatamente. In caso contrario, il Comitato tornerà a occuparsi del caso a giugno.</p><p>2./3./5. Come già affermato dal Consiglio federale nei suoi pareri precedenti (cfr. <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20184389">Ip.</a><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20184389"> 18.4389</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20193526">Ip.</a><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20193526"> 19.3526</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20193527">Ip.</a><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20193527"> 19.3527</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20194026">Ip.</a><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20194026"> 19.4026</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203557">Ip.</a><a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20203557"> 20.3557</a>), la Svizzera fa regolarmente appello alla Turchia affinché rispetti i diritti umani e lo Stato di diritto, compresa l'indipendenza del potere giudiziario, conformemente ai suoi obblighi internazionali, e osservi il principio di proporzionalità. Ciò avviene sia nel quadro di un dialogo bilaterale critico ma costruttivo a livello politico sia nel contesto multilaterale.</p><p>Tuttavia, non spetta al Consiglio federale tenere statistiche degli atti di accusa emanati in altri Paesi. In linea di principio, il Governo non prende posizione sui procedimenti giudiziari in corso. L'Ambasciata di Svizzera ad Ankara e il Consolato generale a Istanbul sono in stretto contatto con persone e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani, e monitorano regolarmente i processi in loco.</p><p>4. L'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) è responsabile di vigilare sull'applicazione delle norme internazionali del lavoro. Nel quadro dei relativi meccanismi di sorveglianza, la Svizzera si impegna a garantire il rispetto delle convenzioni ratificate. Attualmente è pendente una denuncia contro la Turchia per violazione della Convenzione n. 87 sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale. La Svizzera ha rappresentato i membri governativi dell'OIL in questo processo tripartito. Il Consiglio federale non è a conoscenza di aziende svizzere che violano le convenzioni fondamentali dell'OIL in Turchia.</p><p>6. Attraverso il suo sostegno politico e finanziario alle pertinenti istituzioni, la Svizzera contribuisce al monitoraggio degli obblighi di diritto internazionale. Esamina i rapporti di attuazione di altri Stati in seno agli organismi competenti e utilizza i risultati di tali valutazioni nel contesto della sua politica dei diritti umani a livello bilaterale e multilaterale.</p>  Risposta del Consiglio federale.