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A metà ottobre 2011 l'Ambasciata di Svizzera a Tripoli è stata riaperta. Una rapida riapertura, che la Svizzera ha attuata dando la massima priorità alla sicurezza del personale e dell'edificio dell'ambasciata, si è resa necessaria per salvaguardare gli interessi della Svizzera in loco e per normalizzare i rapporti bilaterali con la Libia. Per questo motivo in una prima fase è stata incaricata temporaneamente una società di sicurezza privata già presente sul luogo e con buone conoscenze della situazione. Il contratto con tale società privata si conclude a gennaio 2012.
In una seconda fase è previsto l'intervento da parte di un distaccamento dell'esercito svizzero. A tale proposito il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in collaborazione con il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), di adottare le misure necessarie. Tale decisione si basa sul relativo piano d'intervento elaborato dal DDPS conformemente all'ordinanza concernente l'impiego di truppe per la protezione di persone e beni all'estero (OPBE).
Si prevede che la durata dell'intervento superi quella della prossima sessione del Parlamento. Per questo motivo il Consiglio federale sottoporrà un messaggio al Parlamento. Nel frattempo la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey e il capo del DDPS Ueli Maurer hanno informato i presidenti delle Commissioni parlamentari competenti di entrambe le Camere (Commissioni della politica di sicurezza e Commissioni della politica estera), conformemente all'articolo 6 dell'OPBE.
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