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<h2>SubmittedText<h2><p>Di recente la situazione dei rapporti con l'Italia si è ulteriormente incrinata. Dopo lo "Scudo fiscale" e il monitoraggio delle dogane con i fiscovelox (telecamere che registrano le targhe delle auto in transito ai punti di confine Italia-Svizzera), oggi l'Italia - dopo l'inserimento questa estate della Svizzera in una nuova blacklist - ha aumentato le difficoltà per l'esercizio delle attività economica con imprese italiane per le aziende svizzere. Sinora la risposta svizzera è stata debole a livello istituzionale, se non nulla. Il gruppo di lavoro promosso dal già consigliere federale Rudolf Merz - con a capo Renzo Respini, - ha concluso il suo lavoro. Nel frattempo, il numero dei frontalieri ha raggiunto il massimo storico. Chiedo quindi al Consiglio federale:</p><p>1. A che punto sono le trattative per togliere la Svizzera dall'ennesima blacklist italiana?</p><p>2. Non ritiene che le ostruzioni al commercio attuate dalla Guardia di finanza italiana ledano gli accordi bilaterali?</p><p>3. Come valuta il lavoro svolto dal gruppo di lavoro Respini nel migliorare i rapporti con l'Italia, visto che la situazione è peggiorata per stessa ammissione della consigliere federale Eveline Widmer-Schlumpf in risposta al consigliere nazionale Cassis? A quali risultati concreti ha portato questo gruppo di lavoro?</p><p>4. Visto l'aumento dei frontalieri, ritiene di dover intervenire con il blocco del rimborso delle quote parte italiane dell'imposta alla fonte dei frontalieri, fintanto che la situazione sul fronte commerciale e fiscale sia regolarizzata?</p><p>5. Intende intervenire presso le autorità italiane al fine di annullare gli ostacoli al commercio applicati in forma unilaterale dall'Italia? Se no, intende denunciare gli accordi bilaterali con l'Italia?</p><p>6. E convito che i rapporti con l'Italia siano di strategica importanza, in particolare per la Svizzera italiana che subisce direttamente e unicamente i riflessi negativi della pressione italiana?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In generale, occorre innanzi tutto ricordare che il Consiglio federale ha più volte già espresso il suo sconcerto e la sua disapprovazione verso alcune misure fiscali adottate dall'Italia, in particolare l'iscrizione della Svizzera in diverse liste nere. Tutto ciò è spiacevole, ma dato che si tratta di norme di diritto interno è generalmente difficile dimostrare l'incompatibilità con il diritto internazionale. Nel quadro dei colloqui bilaterali con l'Italia, il Consiglio federale ha cercato in varie occasioni una soluzione globale comune per risolvere le questioni aperte nella materia. La presidente della Confederazione ha nuovamente ribadito questa posizione in occasione della visita ufficiale di lavoro che il ministro italiano degli affari esteri ha compiuto a Berna il 13 gennaio 2011.</p><p>1. Il Consiglio federale e i rappresentanti svizzeri hanno immediatamente reagito all'adozione, da parte dell'Italia, di una legge che prevede nuove misure in materia di IVA. In particolare essi sono intervenuti presso le autorità italiane e l'Unione europea per denunciare questa nuova misura discriminatoria e trovare una soluzione. Gli sforzi intrapresi dal governo svizzero in questo dossier proseguono.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che taluni ostacoli posti dall'Italia violino i principi del libero scambio applicati dalla Svizzera e dall'Unione europea e compromettano la corretta applicazione di alcuni accordi bilaterali. Da parte sua, la Commissione europea ha chiesto all'Italia di prendere posizione sulle misure restrittive che ha decretato nel settore degli acquisti pubblici.</p><p>3. Nel mese di ottobre del 2009 il signor Renzo Respini è stato nominato consulente politico a seguito delle pressioni esercitate dall'Italia nel quadro della relativa amnistia fiscale sulla piazza finanziaria ticinese. Egli era stato incaricato di coordinare il trattamento delle questioni politiche, fiscali e riguardanti la piazza finanziaria garantendo i collegamenti tra Confederazione, autorità ticinesi e piazza finanziaria del Ticino. Il mandato del signor Renzo Respini è terminato alla fine di ottobre del 2010. Il gruppo di lavoro intergovernativo, istituito poco dopo la nomina di Renzo Respini e del quale egli stesso era membro, ha effettuato un'analisi approfondita della situazione che serve da base nel quadro delle relazioni bilaterali con l'Italia.</p><p>4. Il Consiglio federale non è soddisfatto della situazione di stallo nella quale si trovano le discussioni bilaterali su queste questioni. Al riguardo ha chiesto all'Italia di riavviare le discussioni bilaterali. La proposta di bloccare il versamento della compensazione finanziaria a favore dei comuni italiani di confine, previsto dall'accordo del 1974 relativo all'imposizione dei lavoratori stipulato tra la Svizzera e l'Italia, viola gli obblighi internazionali della Svizzera. Questa misura non sarebbe nemmeno adatta a raggiungere l'obiettivo, dal momento in cui la via del dialogo è considerata la migliore per trovare soluzioni comuni alle difficoltà bilaterali in materia fiscale. Inoltre, essa si ripercuoterebbe sulla convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni.</p><p>5. Il Consiglio federale ha più volte chiaramente comunicato ai ministri italiani interessati la posizione svizzera in merito a questo dossier. Dato che l'Italia rappresenta il secondo partner commerciale della Svizzera, la denuncia di taluni accordi bilaterali, come ad esempio la convenzione per evitare le doppie imposizioni conclusa con l'Italia, sarebbe al momento attuale inopportuna e controproducente.</p><p>6. Come emerge dalle risposte alle domande più sopra, il governo ritiene che le relazioni con l'Italia siano strategiche e primordiali, segnatamente per la piazza finanziaria ed economica del cantone Ticino. Le attuali difficoltà dovranno essere superate. La Svizzera ha tradizionalmente intrattenuto buoni rapporti con l'Italia. Ciò ha permesso ai due Paesi di sviluppare stretti legami economici che vanno a beneficio sia dell'economia italiana che di quella svizzera. E proprio in questo senso che il Consiglio federale intende risolvere la problematica fiscale.</p>  Risposta del Consiglio federale.