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Versando una cauzione di 100 mila franchi, Marco Tinner potrà lasciare la prigione: lo ha stabilito il Tribunale penale federale, respingendo un ricorso del Ministero pubblico della Confederazione.
L'ingegnere nucleare sangallese Marco Tinner, così come il fratello Urs e il padre Friedrich, sono sospettati di aver collaborato - tra il 2001 e il 2003 - con Abdul Qader Khan, il «padre della bomba atomica pachistana», responsabile di un programma segreto anche per conto della Libia.
In particolare, i Tinner avrebbero fornito tecniche per l'arricchimento dell'uranio. Tutti e tre erano stati arrestati nell'ottobre 2004 in Germania: il padre è stato rilasciato all'inizio del 2006, mentre Urs era uscito dal carcere in dicembre.
L'Ufficio del giudice dell'istruzione aveva deciso il rilascio di Marco Tinner previo versamento di una cauzione di 10 mila franchi, una cifra ritenuta però insufficiente dal Tribunale penale federale (Tpf), che l'ha portata a 100 mila, per evitare rischi di fuga e tenendo conto della situazione finanziaria dell'imputato.
L'istanza giudiziaria federale ritiene che la detenzione preventiva di Marco Tinner sia diventata «sproporzionata» e rammenta che sono passati 8 mesi dalla precedente decisione di respingere una domanda di rilascio; inoltre, osserva il Tpf, il caso non sarà verosimilmente chiuso in tempi brevi.