Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/109291

<h2>SubmittedText<h2><p></p><p>- Il Consiglio federale non ritiene che con le norme attuali la produzione integrata in agricoltura sia la migliore forma di adattamento tra produzione ed ecologia?</p><p>- Perché aumentare i vincoli tramite programmi d'efficacia delle risorse resi praticamente obbligatori?</p><p>- Perché inasprire le norme in materia di produzione svizzera se, con il principio "Cassis de Dijon", vengono liberalizzate le importazioni di prodotti agricoli trasformati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'introduzione della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER) quale presupposto per il versamento di pagamenti diretti ha comportato, negli anni 1990, una riduzione del carico ambientale. La PER si basa sui principi della produzione integrata. I progressi in ambito ecologico, però, non sono riconducibili a un'estensivazione della produzione, bensì innanzitutto a una maggiore efficienza nell'impiego delle risorse che ha consentito, nonostante la diminuzione delle superfici agricole, di aumentare la produzione di calorie. </p><p>Finora, gli obiettivi di politica agricola in ambito ecologico sono stati raggiunti solo parzialmente. Le perdite sono ancora troppo elevate soprattutto in relazione all'azoto, ma anche per quanto concerne il fosforo. Le concentrazioni di nitrati e fosforo, così come di prodotti fitosanitari, restano in diversi corsi d'acqua ben al di sopra dei valori a norma di legge. Per quanto concerne la qualità dell'aria sono soprattutto le emissioni di ammoniaca a essere rilevanti. Dopo un netto calo, dal 2004 hanno ripreso ad aumentare lievemente fino ad attestarsi, attualmente, a un livello pari quasi al doppio di quello consentito affinché gli ecosistemi sensibili come le foreste o le paludi non vengano danneggiati. Per far fronte a tali sfide, il sistema deve essere ulteriormente sviluppato.</p><p>1. Il Consiglio federale vuole far fronte alle sfide senza nuovi oneri ecologici restrittivi. Per tale motivo non vuole inasprire su tutto il territorio la PER, bensì aumentare l'efficienza delle risorse con incentivi finanziari mirati. I previsti contributi temporanei per l'efficienza delle risorse sono uno strumento di mercato che, rispetto a un inasprimento della PER, hanno il vantaggio di essere su base volontaria e, di conseguenza, tengono conto delle diverse strutture dei costi delle aziende. Tramite tali contributi, inoltre, è possibile dare slancio a nuove tecnologie. Il miglioramento dell'efficienza delle risorse, ad esempio attraverso la promozione dei tubi flessibili, può consentire di ridurre le perdite di concimi e di altre sostanze ausiliarie mantenendo la produzione a un livello uguale o addirittura aumentandola. Dai primi calcoli su modello emerge che con la Politica agricola 2014-2017 la produzione non diminuirà, bensì aumenterà ulteriormente.</p><p>2. Con la Politica agricola 2014-2017 il Consiglio federale non intende cambiare i requisiti della PER. Considerate la fattibilità tecnica e la sopportabilità economica, esso ha elaborato proposte di ottimizzazione per una maggiore efficienza nel raggiungimento degli obiettivi. Esse saranno presentate al vasto pubblico in una consultazione che avrà luogo probabilmente nel secondo trimestre 2011. Il Consiglio federale prevede di licenziare il messaggio sulla Politica agricola 2014-2017 per fine 2011, dopo di che il Parlamento potrà decidere in merito alle misure concrete. Per quanto concerne il principio "Cassis de Dijon" si rimanda alla risposta del Consiglio federale alla mozione von Siebenthal (10.3922).</p>  Risposta del Consiglio federale.