Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01221.jsonl.gz/253

In Svizzera, i salari degli amministratori e dei manager di tutte le società quotate in borsa dovranno essere resi pubblici.
Lo ha deciso mercoledì il Consiglio degli Stati, che si è così allineato all'altra camera del parlamento, il Consiglio nazionale.
Il Consiglio degli Stati ha approvato definitivamente la revisione del Codice delle obbligazioni che fissa la trasparenza delle indennità salariali.
Stando al senatore Eugen David, portavoce della commissione dell'economia e dei tributi, le differenze con il Nazionale riguardavano ormai soltanto dei dettagli. La Camera dei cantoni si è così allineata tacitamente al Nazionale, accettando d'abolire una clausola che gli Stati avevano introdotto in precedenza.
Le società non dovranno quindi inserire nei loro statuti alcuna disposizione sulla fissazione d'indennità del loro Consiglio d'amministrazione.
Una simile misura, secondo il Nazionale, sarebbe risultata un alibi e avrebbe posticipato di due anni l'entrata in vigore della nuova normativa.
300 aziende riguardate
In seguito a questa revisione, le circa 300 società quotate in Borsa dovranno essere maggiormente trasparenti circa le remunerazioni dei loro quadri.
In futuro, le aziende dovranno pubblicare in un annesso al loro bilancio tutte le indennità percepite direttamente o indirettamente dai loro amministratori.
Per indennità s'intendono onorari, salari, bonifici, buoni, tantièmes ed ogni tipo di partecipazione agli utili della società o ai capitali di altri aziende.
A livello di direzione, dovrà invece essere pubblicata soltanto la somma globale distribuita e il salario più alto. Il parlamento ha rinunciato a esigere la pubblicazione delle remunerazioni individuali di ogni membro della direzione.
Oggi, generalmente, le aziende si accontentano di applicare il codice di condotta fissato dalla Borsa svizzera, che prevede unicamente la pubblicazione della somma globale delle remunerazioni dei membri del Cda.
Ridurre i conflitti d'interesse
Grazie a questa riforma, il Consiglio federale intende ridurre i conflitti d'interesse che possono sorgere dal fatto che i Consigli d'amministrazione determinano liberamente le indennità dei propri membri.
Il governo voleva inoltre agire nell'interesse degli azionisti e fornire loro gli strumenti per un migliore controllo dei manager aziendali.
Infine si avrà una maggiore chiarezza sugli interessi personali dei membri dei Consigli d'amministrazione e sulle relazioni tra i diversi gruppi d'interesse.
Milioni, milioni, milioni
Un recente numero del settimanale Handelszeitung aveva rivelato che lo scorso anno la retribuzione media degli amministratori delle aziende svizzere era cresciuta del 7%.
Il giornale aveva realizzato un sondaggio presso 317 compagnie, tra loro le grandi aziende e quelle inserite nei listini borsistici.
Stando al rilevamento, gli amministratori mediamente meglio pagati sono quelli del Credit Suisse, la seconda banca elvetica.
Il Credit Suisse offre infatti ai propri manager una retribuzione media di 680'000 franchi, contro i 510'400 franchi di Novartis ed i 430'300 franchi di Nestlé.
Il presidente di Consiglio d'amministrazione meglio pagato è invece Marcel Ospel dell'UBS con più di 21 milioni di franchi all'anno.
Alle sue spalle si piazzano Daniel Vasella di Novartis con 20'786'300 franchi e Walter Kielholz di Credit Suisse con 12 milioni di franchi.
Il sondaggio ha infine rilevato che tre aziende su quattro pagano i proprio amministratori in cash e che molto raramente le retribuzioni sono legate ai risultati della società.
swissinfo e agenzie
In breve
I manager meglio pagati della Svizzera:
UBS, Marcel Ospel: 21'273'000 franchi all'anno.
Novartis, Daniel Vasella: 20'786'300 franchi.
Credit Suisse, Walter Kielholz: 12 milioni di franchi.
Vontobel, Peter Wagner: 4'800'500 franchi.
Schindler, Alfred Schindler: 4'599'400 franchi.