Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01048.jsonl.gz/1123

Usa: avvocati 73 banche svizzere scrivono a Dipartimento giustizia
Gli avvocati di 73 banche svizzere inseritesi nella cosiddetta categoria 2 del programma di regolarizzazione americano hanno scritto una lettera comune al Dipartimento di giustizia (DOJ) di Washington chiedendo modifiche alla bozza di contratto che dovrebbe mettere fine alla vertenza fiscale. Lo scrive oggi la "Neue Zürcher Zeitung" (NZZ), aggiungendo che stando ai giuristi degli istituti nella forma attuale l'intesa costringerebbe le società a violare normative svizzere e il diritto internazionale.
Al centro del dibattito figura il "Model-NPA", vale a dire il contratto modello, uguale per tutte le banche, che permetterà di evitare loro di essere perseguite (Non-Prosecution Agreement) e chiudere la vicenda.
La bozza avanzata dalle autorità americane prevede una cooperazione estremamente ampia: gli istituti sarebbero chiamati a fornire informazioni non solo al DOJ, ma anche all'autorità tributaria IRS, ad altre autorità federali, statali e locali, nonché addirittura ad "autorità estere". Con la loro lettera datata 21 ottobre - riferisce la NZZ - le banche chiedono che la cooperazione sia limitata al dipartimento di giustizia.
Il contratto prevede inoltre che ad informare siano non solo le banche, bensì anche tutte le società affiliate. Gli avvocati auspicano per contro una limitazione alle "banche svizzere" e a procedimenti legati a reati fiscali.
I legali delle banche - in una missiva che il giornale definisce dai toni cortesi ma chiari - chiedono anche che vengano fissati dei limiti temporali precisi alla cooperazione. Viene per esempio proposto un termine di due anni dopo l'avvio del rapporto.
Sempre stando alla NZZ, le banche richiedono complessivamente 12 cambiamenti del contratto, mentre in 6 punti viene proposta una formulazione più chiara. Questo perché a loro avviso allo stato attuale le richieste vanno al di là degli obiettivi del programma di regolarizzazione avviato nel 2013 e andrebbero contro il diritto svizzero.