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Incarto n. 15.2001.00287 Lugano 11 gennaio 2002 CJ/fc/kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca segretario: Jaques, vicecancelliere statuendo sul “reclamo” 10 settembre 2001 di __________ contro l’operato dell’ Ufficiale __________, e meglio contro la sua decisione 17 agosto 2001, di nominare quale suo patrocinatore avv. __________ decisione resa nelle veste di autorità ex art. 609 CC preposta alla rappresentanza nella successione della madre di __________ la cui quota ereditaria è stata pignorata nell’ambito delle esecuzioni n. ________ (primo gruppo, pignoramento del 1. febbraio 2000), ______ (secondo gruppo, pignoramento del 14 aprile 2000), ______ (terzo gruppo, pignoramento del 10 luglio 2000), nonché ______ e ______ (quarto gruppo, pignoramento del 20 settembre 2000), promosse da: – __________ – __________ viste le osservazioni 17 settembre 2001 dell’avv. __________ 18 settembre 2001 di __________ 20 settembre 2001 di __________ 21 settembre 2001 della __________ e 6 novembre 2001 dell’UEF __________ esaminati atti e documenti ritenuto in fatto e considerando in diritto: che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di __________ nella successione di sua madre __________ che l’ufficiale di esecuzione e fallimenti __________ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC; che il ricorrente, __________ coerede dell’escusso __________, si aggrava contro la decisione dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti ___________ di nominare l’avv. __________ patrocinatore dell’escusso, quale suo rappresentante nelle sue veste di autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC; che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale; che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni); che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC; che la situazione in esame è invece simile a quella riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr. Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3); che il ricorso si rivela quindi irricevibile; che a titolo meramente abbondanziale va osservato che pur volendo ammettere la competenza di questa Camera il “reclamo” andrebbe comunque respinto; che infatti, il ricorrente non pretende di aver inoltrato alcuna esecuzione avverso __________ né di possedere un attestato di carenza di beni contro lo stesso, e nemmeno che la quota ereditaria del fratello gli sia stata ceduta; che l'autorità interveniente nella divisione ex art. 609 CC rappresenta sia l’escusso (risp. il cedente o il debitore) che i procedenti (risp. il cessionario o il creditore), in modo indipendente (cfr. Arnold Escher, Zürcher Kommentar, vol. III.2, Zurigo 1960, n. 12 e 17 ad art. 609; Tuor/Picenoni, Berner Kommentar, vol. III/2, Berna 1966, n. 12 ad art. 609), e deve vegliare a che l'erede rappresentato riceva quanto gli spetta (cfr. Tuor/Picenoni, n. 13 ad art. 609; ZBGR 32, 335 n. 80), tenendo in considerazione pure gli interessi dei creditori (cfr. Tuor/Picenoni, n. 13 ad art. 609 e SJ 1952, 497; cfr. pure ZBGR 28, 316) ; che invece l’autorità non deve ovviamente preoccuparsi degli interessi degli altri coeredi, che dispongono già di tutti i diritti consentiti dalla legge per difendere le proprie ragioni nella procedura di divisione; che i coeredi non hanno quindi alcun interesse giuridico degno di protezione per opporsi all’operato dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti fondato sull’art. 609 CC; che in particolare non possono aggravarsi contro la nomina di un patrocinatore dell’ufficiale, nello stesso modo che non è consentito ad una parte in un procedimento giudiziale criticare dal profilo materiale la designazione convenzionale del patrocinatore della controparte; che la sentenza pubblicata in DTF 110 III 24 citata dal ricorrente è d’altronde irrilevante nella fattispecie, poiché oggetto del gravame non è il pignoramento della quota ereditaria di __________ né di un altro attivo su cui il ricorrente vanterebbe un diritto; che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste. Richiamati gli art. 609 CC e 96 LAC pronuncia: 1. Il “reclamo” 10 settembre 2001 di __________ è irricevibile. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Intimazione a: – __________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Incarto n. 15.2001.00287 Incarto n. 15.2001.00287

Incarto n. 15.2001.00287 Lugano 11 gennaio 2002 CJ/fc/kc Lugano

Lugano 11 gennaio 2002

11 gennaio 2002 CJ/fc/kc

CJ/fc/kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca

Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca segretario: segretario:

segretario: Jaques, vicecancelliere Jaques, vicecancelliere

Jaques, vicecancelliere statuendo sul “reclamo” 10 settembre 2001 di

statuendo sul “reclamo” 10 settembre 2001 di __________ __________

__________ contro contro

contro l’operato dell’ Ufficiale __________, e meglio contro la sua decisione 17 agosto 2001, di nominare quale suo patrocinatore

l’operato dell’ Ufficiale __________, e meglio contro la sua decisione 17 agosto 2001, di nominare quale suo patrocinatore avv. __________ avv. __________

avv. __________ decisione resa nelle veste di autorità ex art. 609 CC preposta alla rappresentanza nella successione della madre di

decisione resa nelle veste di autorità ex art. 609 CC preposta alla rappresentanza nella successione della madre di __________ __________

__________ la cui quota ereditaria è stata pignorata nell’ambito delle esecuzioni n. ________ (primo gruppo, pignoramento del 1. febbraio 2000), ______ (secondo gruppo, pignoramento del 14 aprile 2000), ______ (terzo gruppo, pignoramento del 10 luglio 2000), nonché ______ e ______ (quarto gruppo, pignoramento del 20 settembre 2000), promosse da:

la cui quota ereditaria è stata pignorata nell’ambito delle esecuzioni n. ________ (primo gruppo, pignoramento del 1. febbraio 2000), ______ (secondo gruppo, pignoramento del 14 aprile 2000), ______ (terzo gruppo, pignoramento del 10 luglio 2000), nonché ______ e ______ (quarto gruppo, pignoramento del 20 settembre 2000), promosse da: – __________

– __________ – __________

– __________ viste le osservazioni 17 settembre 2001 dell’avv. __________ 18 settembre 2001 di __________ 20 settembre 2001 di __________ 21 settembre 2001 della __________ e 6 novembre 2001 dell’UEF __________

viste le osservazioni 17 settembre 2001 dell’avv. __________ 18 settembre 2001 di __________ 20 settembre 2001 di __________ 21 settembre 2001 della __________ e 6 novembre 2001 dell’UEF __________ esaminati atti e documenti

esaminati atti e documenti ritenuto in fatto e considerando in diritto:

ritenuto in fatto e considerando in diritto: che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di __________ nella successione di sua madre __________

che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di __________ nella successione di sua madre __________ che l’ufficiale di esecuzione e fallimenti __________ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC;

che l’ufficiale di esecuzione e fallimenti __________ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC; che il ricorrente, __________ coerede dell’escusso __________, si aggrava contro la decisione dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti ___________ di nominare l’avv. __________ patrocinatore dell’escusso, quale suo rappresentante nelle sue veste di autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC;

che il ricorrente, __________ coerede dell’escusso __________, si aggrava contro la decisione dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti ___________ di nominare l’avv. __________ patrocinatore dell’escusso, quale suo rappresentante nelle sue veste di autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC; che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale;

che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale; che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni);

che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni); che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC;

che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC; che la situazione in esame è invece simile a quella riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr. Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3);

che la situazione in esame è invece simile a quella riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr. Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3); Cometta che il ricorso si rivela quindi irricevibile;

che il ricorso si rivela quindi irricevibile; che a titolo meramente abbondanziale va osservato che pur volendo ammettere la competenza di questa Camera il “reclamo” andrebbe comunque respinto;

che a titolo meramente abbondanziale va osservato che pur volendo ammettere la competenza di questa Camera il “reclamo” andrebbe comunque respinto; che infatti, il ricorrente non pretende di aver inoltrato alcuna esecuzione avverso __________ né di possedere un attestato di carenza di beni contro lo stesso, e nemmeno che la quota ereditaria del fratello gli sia stata ceduta;

che infatti, il ricorrente non pretende di aver inoltrato alcuna esecuzione avverso __________ né di possedere un attestato di carenza di beni contro lo stesso, e nemmeno che la quota ereditaria del fratello gli sia stata ceduta; che l'autorità interveniente nella divisione ex art. 609 CC rappresenta sia l’escusso (risp. il cedente o il debitore) che i procedenti (risp. il cessionario o il creditore), in modo indipendente (cfr. Arnold Escher, Zürcher Kommentar, vol. III.2, Zurigo 1960, n. 12 e 17 ad art. 609; Tuor/Picenoni, Berner Kommentar, vol. III/2, Berna 1966, n. 12 ad art. 609), e deve vegliare a che l'erede rappresentato riceva quanto gli spetta (cfr. Tuor/Picenoni, n. 13 ad art. 609; ZBGR 32, 335 n. 80), tenendo in considerazione pure gli interessi dei creditori (cfr. Tuor/Picenoni, n. 13 ad art. 609 e SJ 1952, 497; cfr. pure ZBGR 28, 316) ;

che l'autorità interveniente nella divisione ex art. 609 CC rappresenta sia l’escusso (risp. il cedente o il debitore) che i procedenti (risp. il cessionario o il creditore), in modo indipendente (cfr. Arnold Escher, Zürcher Kommentar, vol. III.2, Zurigo 1960, n. 12 e 17 ad art. 609; Tuor/Picenoni, Berner Kommentar, vol. III/2, Berna 1966, n. 12 ad art. 609), e deve vegliare a che l'erede rappresentato riceva quanto gli spetta (cfr. Tuor/Picenoni, n. 13 ad art. 609; ZBGR 32, 335 n. 80), tenendo in considerazione pure gli interessi dei creditori (cfr. Tuor/Picenoni, n. 13 ad art. 609 e SJ 1952, 497; cfr. pure ZBGR 28, 316) Escher Tuor/Picenoni Tuor/Picenoni Tuor/Picenoni ; che invece l’autorità non deve ovviamente preoccuparsi degli interessi degli altri coeredi, che dispongono già di tutti i diritti consentiti dalla legge per difendere le proprie ragioni nella procedura di divisione;

che invece l’autorità non deve ovviamente preoccuparsi degli interessi degli altri coeredi, che dispongono già di tutti i diritti consentiti dalla legge per difendere le proprie ragioni nella procedura di divisione; che i coeredi non hanno quindi alcun interesse giuridico degno di protezione per opporsi all’operato dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti fondato sull’art. 609 CC;

che i coeredi non hanno quindi alcun interesse giuridico degno di protezione per opporsi all’operato dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti fondato sull’art. 609 CC; che in particolare non possono aggravarsi contro la nomina di un patrocinatore dell’ufficiale, nello stesso modo che non è consentito ad una parte in un procedimento giudiziale criticare dal profilo materiale la designazione convenzionale del patrocinatore della controparte;

che che la sentenza pubblicata in DTF 110 III 24 citata dal ricorrente è d’altronde irrilevante nella fattispecie, poiché oggetto del gravame non è il pignoramento della quota ereditaria di __________ né di un altro attivo su cui il ricorrente vanterebbe un diritto;

che la sentenza pubblicata in DTF 110 III 24 citata dal ricorrente è d’altronde irrilevante nella fattispecie, poiché oggetto del gravame non è il pignoramento della quota ereditaria di __________ né di un altro attivo su cui il ricorrente vanterebbe un diritto; che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste. che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste. Richiamati gli art. 609 CC e 96 LAC

Richiamati gli art. 609 CC e 96 LAC pronuncia: 1. Il “reclamo” 10 settembre 2001 di __________ è irricevibile. pronuncia: 1. Il “reclamo” 10 settembre 2001 di __________ è irricevibile. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: – __________

– __________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario