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Negli anni Sessanta non era inusuale abbandonare le autovetture non più utilizzate nei boschi o lungo il bordo delle strade, ricorda in una nota il Dipartimento del territorio (Dt). La legge concernente la loro eliminazione è stata introdotta nel 1968 e nel primo articolo cita: “È vietato abbandonare autoveicoli inservibili sulle aree di dominio pubblico”.
La proposta di modifica della legge si prefigge di “ridurre le problematiche ambientali e di decoro generate dal deposito provvisorio di veicoli usati presso garage, officine, piazzali sterrati e altre proprietà private”. L'obiettivo può essere raggiunto rivedendo la definizione di ‘veicolo inservibile’, “che viene collegata sia all’inattitudine alla locomozione sia alla conformità alle norme della circolazione, sia alla presenza nel veicolo di parti inservibili che devono essere rimosse dallo stesso e conservate in maniera conforme alle norme del diritto della pianificazione territoriale, della protezione dell’ambiente e del paesaggio, oltre che in modo da garantire il decoro del fondo”.
In Svizzera, afferma il Dt, vengono annualmente tolti dalla circolazione circa 200mila veicoli, gran parte dei quali ancora in buone condizioni e considerati prodotti usati. Spesso vengono esportati e immessi sui mercati dell’usato all’estero secondo la procedura del normale scambio delle merci. Tutti gli altri veicoli sono ritenuti veicoli fuori uso e rientrano nella categoria dei rifiuti soggetti a controllo, che devono essere consegnati a imprese di smaltimento autorizzate dai Cantoni, oppure possono essere esportati per lo smaltimento o lo smontaggio di pezzi di ricambio previa autorizzazione dell’Ufficio federale dell'ambiente (Ufam).