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BERNA - I programmi cantonali d'integrazione per le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati, istituiti nel 2014, continuano anche per il periodo 2018-2021. Al momento il bilancio è considerato positivo e la Confederazione ha concluso accordi sul tema con tutti i Cantoni.
Anche se la maggioranza della popolazione straniera in Svizzera è ben integrata, grazie fra l'altro alla qualità della formazione e del mercato del lavoro, non tutti riescono a impiegare pienamente il loro potenziale, spiega la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) in un comunicato odierno.
Le sfide sono di vario genere: alcuni devono prima di tutto perfezionare le conoscenze linguistiche, mentre ad altri mancano delle informazioni o conoscenze tecniche necessarie. Si tratta di fattori che rischiano di ostacolare la formazione o la ricerca di un lavoro.
Proprio di questi temi si occupano i programmi d'integrazione cantonali (PIC). Gli elementi centrali sono la prima informazione dopo l'entrata in Svizzera, l'integrazione professionale e linguistica, la tutela dalla discriminazione e la promozione precoce. Tutti i Cantoni propongono offerte per l'infanzia volte a promuovere l'apprendimento linguistico e la salute.
Per il 2018 la Confederazione e i Cantoni hanno preventivato circa 146,8 milioni di franchi per l'attuazione dei PIC. Di questi, 83,6 milioni provengono da una somma forfettaria a favore dell'integrazione.