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La politica monetaria, di bilancio ed estera degli Stati Uniti dà a volte l’impressione che questo paese faccia di tutto per distruggere la sua moneta. Si tratta forse della strategia perseguita, allorchè sempre più economisti americani ritengono che lo statuto del dollaro presenti più inconvenienti che vantaggi.
Jared Bernstein, economista dell’amministrazione Obama dal 2009 al 2011, è fra coloro che hanno preconizzato la fine del dollaro quale prima moneta di riserva internazionale.
I recenti sviluppi rilevano che questo titolo non è più un privilegio. E’ diventato un inconveniente che nuoce all’impiego, alimenta i deficit di bilancio e quelli commerciali, gonfia le bolle finanziarie.
Per far ripartire l’economia nel modo giusto, il governo di Washington deve abbandonare il ruolo di moneta di riserva per il dollaro.
Le motivazioni sono state spiegate da Kenneth Austin, economista del Tesoro statunitense, in un recente articolo sul Journal of Post Keynesian Economics.
“E’ noto che numerosi paesi come la Cina, Singapore e la Corea del Sud fanno scendere il valore della loro moneta rispetto al dollaro per aumentare le esportazioni verso gli Stati Uniti e ridurre le importazioni in provenienza da questo paese – spiega Austin nel suo articolo – Acquistano molti dollari, il che aumenta il valore di questa moneta rispetto alla loro, rende le loro esportazioni meno care e le importazioni americane più care.
Nel 2013 il deficit commerciale americano era di circa 475 miliardi di dollari. Di questi, ben 318 miliardi riguardavano il deficit nei confronti della Cina.
Gli Stati Uniti non sono una vittima di una politica economica, ma contribuiscono volontariamente a questo stato di cose per mantenere il dollaro nella posizione di prima moneta di riserva internazionale.
Quando un paese vuole aumentare le esportazioni rendendole meno care, la sua banca centrale accumula divise.
Per sostenere questo processo, il paese diminuisce il consumo e aumenta il risparmio.
Dato che i conti globali devono equilibrarsi, quando gli accumulatori di divise risparmiano di più e consumano meno di quanto producono, gli altri paesi (i produttori di divise, come gli Stati Uniti), devono diminuire il loro risparmio e consumare più di quanto producono. Il che crea un deficit commerciale.
Fino a quando il dollaro rimarrà moneta di riserva internazionale, il deficit commerciale americano potrà solo peggiorare, anche se gli Stati Uniti non sono coinvolti direttamente negli scambi.”
(Fonte : zerohedge.com/or-argent.eu)