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Capo degli affari giuridici delle Nazioni Unite dal 2004, il giurista elvetico lascerà le funzioni alla fine d'agosto.
Nicolas Michel si rammarica che con le sue dimissioni la Svizzera non avrà più alcun rappresentante ai massimi livelli delle Nazioni Unite.
"Rimpiangerò sicuramente l'ONU. Se c'è sempre una frustrazione a causa di quello che occorrerebbe fare e quello che si può fare, ho almeno contribuito a una nuova cultura, quella della fine dell'impunità", dichiara il consigliere del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon in un colloquio.
A suo parere, non c'è contraddizione fra riconciliazione e giustizia. "È sbagliato dire che la giustizia impedisce la pace", sostiene il professore di diritto internazionale ed ex direttore della divisione del diritto internazionale al Dipartimento federale degli affari esteri.
"La sfida è quella di articolare correttamente i due elementi in ogni contesto. Ma sono convinto che non ci sia pace duratura senza che sia fatta giustizia", prosegue Nicolas Michel. "L'assenza di giustizia torna a galla anche molti anni dopo", spiega.
Tribunale sul Libano
Responsabile all'ONU della creazione del tribunale speciale sul Libano, lo svizzero si rallegra della rapidità dell'operazione. Un accordo per l'installazione è stato firmato con l'Olanda, i giudici e i cancellieri sono stati nominati.
Ban Ki-moon dovrà fissare la data d'inizio dei lavori, d'intesa con il governo libanese, appena sarà garantito il finanziamento e in funzione dei progressi della commissione d'inchiesta, indica Nicolas Michel.
Riguardo al rifiuto di cooperare da parte di Beirut, l'alto funzionario dell'ONU afferma che "occorre fare capire ai libanesi che l'impunità è inaccettabile e che il tribunale sarà un organo giudiziario indipendente e imparziale, non uno strumento politico nelle mani di una parte".
Il giurista sottolinea che per la prima volta il tribunale sul Libano incaricato di giudicare gli autori dell'assassinio dell'ex primo ministro Hariri prevede la sentenza in contumacia. Il procedimento può dunque aver luogo in assenza degli imputati.
Rammarico per la Svizzera
Nicolas Michel precisa che ritornerà all'insegnamento a Ginevra dal prossimo autunno. Spiega che la sua partenza, allorché era stato riconfermato nelle sue funzioni nel febbraio 2007, con "motivi familiari e amministrativi".
Un sistema pensionistico penalizzante per i mandati a breve termine, l'alto costo di vita a New York e la scolarizzazione dei figli l'hanno indotto a non sollecitare un anno supplementare di mandato.
"Il segretario generale dell'ONU ritiene che le funzioni di questo genere non possano durare più di cinque anni", osserva l'elvetico, smentendo le voci di dissensi con il successore di Kofi Annan.
D'altra parte, Nicolas Michel si rammarica che con il suo ritiro la Svizzera non abbia più alcun rappresentante di alto rango nelle istituzioni delle Nazioni Uniti. L'anno scorso c'erano già state le partenze di Carla Del Ponte e d'Adolf Ogi.
"Mi dispiace, tanto più che il contributo della Svizzera è apprezzato all'ONU", afferma il friburghese, aggiungendo che "ggi la diplomazia multilaterale è il luogo per eccellenza per far valere i propri interessi".
swissinfo e Blaise Lempen, ATS
Nicolas Michel
Nato a Friburgo nel 1949, giurista di formazione, è stato professore di diritto all'Università di Friburgo dal 1987 al 1998.
È quindi stato nominato direttore della divisione del diritto internazionale del Dipartimento federale degli affari esteri.
Dal 2004 è segretario generale aggiunto agli affari giuridici dell'ONU, funzione che lascerà nell'agosto 2008 per tornare all'insegnamento.
Nicolas Michel ha svolto un ruolo attivo nell'inchiesta sull'assassinio dell'ex primo ministro libanese Hariri, avvenuto il 14 febbraio 2005.
Una serie di partenze
Con Nicolas Michel, la Svizzera perde uno degli ultimi alti rappresentanti all'ONU. Il mandato della procuratrice generale del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia Carla Del Ponte era giunto a scadenza l'anno scorso.
L'ex ministro Adolf Ogi ha pure lasciato alla fine del 2007 le funzioni di consigliere speciale del segretario generale dell'ONU per lo sport al servizio dello sviluppo e della pace.
Jean Ziegler lascerà alla fine di marzo il mandato di relatore dell'ONU per il diritto all'alimentazione.
Il giurista bernese Walter Kälin è invece uno dei rari "superstiti" elvetici. Il suo mandato di rappresentante del segretario generale dell'ONU per i profughi interni è stato recentemente rinnovato dal Consiglio dei diritti umani.