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OCSE vede l'inflazione in Svizzera oltre il 2%: calerà solo nel 2024
L'inflazione in Svizzera supererà quest'anno quanto la Banca nazionale svizzera (BNS) considera stabilità dei prezzi, vale a dire un incremento pari al 2%, costringendo l'istituto a inasprire la sua politica monetaria: lo afferma l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) nel suo rapporto, pubblicato oggi, sulle prospettive mondiali.
Nel documento diffuso a ritmo trimestrale l'organismo con sede a Parigi pronostica un'inflazione nella Confederazione del 2,4% quest'anno e dell'1,2% nel 2023, vale a dire gli stessi dati ipotizzati in giugno.
«La politica monetaria dovrà essere nuovamente inasprita per garantire che l'inflazione torni nella sua fascia obiettivo», affermano gli esperti dell'OCSE, in una valutazione che arriva a due giorni dal prossimo esame della situazione promosso dalla BNS: la gran parte degli analisti si aspetta che l'istituto guidato da Thomas Jordan rialzi il suo tasso guida di 0,25 punti, dall'1,75% al 2,00%.
Intanto l'OCSE conferma anche le sue stime sull'andamento della congiuntura elvetica: il prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe aumentare dello 0,6% nel 2023 e dell'1,2% nei dodici mesi successivi.«L'inasprimento delle condizioni finanziarie, il calo della fiducia e l'aumento dell'inflazione peseranno sui consumi delle famiglie e sugli investimenti privati», argomentano gli economisti dell'entità che vede la Confederazione fra i suoi stati fondatori. «Le tensioni geopolitiche e l'elevata incertezza freneranno gli scambi commerciali».