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Ampliamento delle sanzioni nei confronti della Siria
Berna, 30.09.2011 - Il 30 settembre 2011 il Consiglio federale ha deciso un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro la Siria e vietato nuovi investimenti nel settore petrolifero. Ha inoltre vietato la fornitura alla Banca centrale della Siria di nuove banconote e monete siriane. In tal modo la Svizzera aderisce ai provvedimenti varati il 24 settembre 2011 dall’Unione europea contro questo Paese. Le nuove misure entrano in vigore il 1° ottobre 2011.
Considerato il perdurare della repressione della popolazione da parte delle forze armate e di sicurezza siriane, il Consiglio federale ha deciso, di concerto con l'UE, di inasprire ulteriormente le sanzioni nei confronti della Siria.
È vietata la concessione di prestiti o crediti a persone o organizzazioni siriane che partecipano all'attività di prospezione, estrazione e raffinazione di petrolio. È inoltre vietato acquisire o aumentare partecipazioni in tali persone fisiche od organizzazioni siriane e costituire joint venture con esse. I divieti non si applicano ai contratti stipulati prima del 1° ottobre 2011. È stato anche sancito il divieto di fornire o vendere alla Banca centrale della Siria nuove banconote e monete siriane.
L'impatto economico delle nuove misure dovrebbe essere contenuto. Non sono noti investimenti svizzeri nel settore petrolifero in Siria. Già prima non venivano esportate in Siria banconote e monete siriane stampate o coniate in Svizzera. Le nuove misure, tuttavia, mirano a evitare che le sanzioni dell'UE possano essere aggirate attraverso la Svizzera.
Finora i provvedimenti a carico della Siria comprendevano l'embargo sul materiale d'armamento, il divieto d'importazione di beni utilizzabili a scopi repressivi, il divieto d'importazione di petrolio e prodotti petroliferi nonché sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio nei confronti di 54 persone fisiche e 12 imprese e organizzazioni. In seguito alle sanzioni finanziarie, in Svizzera sono stati congelati valori patrimoniali per circa 45 milioni di franchi.
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Antje Baertschi, capo della Comunicazione, SECO,
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tel. +41 31 322 40 20
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Ultima modifica 05.01.2016