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BSI verserà 211 milioni di dollari (203 milioni di franchi al cambio attuale) per mettere fine alla vertenza con il fisco degli Stati Uniti. Lo ha annunciato oggi il Dipartimento della Giustizia (DoJ) statunitense.
L'istituto ticinese è la prima banca svizzera di categoria 2 a firmare un accordo di regolarizzazione con gli USA. Nella categoria 2 rientrano quelle banche che hanno motivi fondati per credere di aver violato il diritto fiscale statunitense.
BSI ha sottoscritto un accordo di non perseguimento penale (Non-Prosecution Agreement), ha indicato il DoJ questa sera (ora svizzera) in una conferenza stampa telefonica. La banca si dice pronta a pagare 211 milioni di dollari e a instaurare controlli interni.
Dal 2008 la BSI deteneva 3000 conti di clienti in rapporti fiscali con gli Stati Uniti, per la maggior parte non dichiarati. L'istituto ticinese non solo ha aiutato i clienti americani a nascondere la loro identità al fisco americano (IRS), ma anche a rimpatriare denaro in contante, secondo il DoJ. L'istituto finanziario ha riconosciuto che i suoi consulenti alla clientela e i clienti americani avevano utilizzato codici nella loro corrispondenza.
Nell'ambito del programma di regolarizzazione fiscale la BSI ha collaborato con le autorità americane e incoraggiato un centinaio di americani ad autodenunciarsi. Secondo il DoJ, l'accordo dimostra che il programma di regolarizzazione funziona.
Intese con altre banche elvetiche annunciatesi nella categoria 2 saranno presto rese note, afferma il dipartimento.
BSI ha parallelamente annunciato i risultati 2014: l'utile netto si è attestato a 2,2 milioni di franchi contro una perdita netta di 722 milioni nel 2013. Sul risultato netto dell'anno scorso ha "fortemente pesato" il regolamento con Washington, ha sottolineato l'istituto bancario.
BSI è stata rilevata l'anno scorso dal gruppo bancario brasiliano BTG Pactual, che l'ha acquistata dall'assicuratore italiano Generali per 1,5 miliardi di franchi.
Generali ha chiuso il 2014 con un utile in calo a 1,67 miliardi di euro, dagli 1,91 miliardi del 2013, dopo oneri straordinari per 400 milioni legati all'attesa multa negli Usa di BSI.
Il programma imposto dagli USA prevede quattro categorie di classificazione degli istituti, in base alla loro attività. Oltre alla categoria 2 vi è la categoria 1 che comprende le banche contro le quali è già stata aperta un'inchiesta penale da parte della giustizia americana, tra cui Credit Suisse, le banche cantonali di Zurigo e Basilea e la Julius Bär. La categoria 3 comprende quegli istituti che ritengono di non avere violato il diritto fiscale statunitense, la categoria 4 le banche che svolgono un'attività locale (il 98% della clientela è svizzera).
SDA-ATS