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È stato consegnato oggi alle autorità italiane il secondo membro della cellula calabrese della 'ndrangheta, arrestato in Vallese l'8 marzo scorso.
Lo ha reso noto l'Ufficio federale di giustizia (UFG) precisando di aver autorizzato l'estradizione verso l'Italia di un italiano presumibilmente membro della cellula ́'ndranghetista di Frauenfeld (TG).
L'uomo ha 30 giorni di tempo per impugnare la decisione presso il Tribunale penale federale. Era stato arrestato in vista di estradizione l'8 marzo insieme ad altri dodici presunti membri della cellula 'ndranghetista di Frauenfeld, nei Cantoni di Turgovia e Zurigo. Tutti erano stati scarcerati su cauzione: l'UFG giudica infatti minimo il rischio di fuga e collusione.
L'UFG aveva ordinato gli arresti sulla base delle richieste d'estradizione italiane presentate tra febbraio 2015 e gennaio 2016 e fondate sugli ordini di arresto per associazione criminale emessi dal Tribunale di Reggio Calabria, precisa la nota.
Nella sua decisione, l'UFG ha stabilito che sono adempiute tutte le condizioni per un'estradizione, in particolare il criterio della doppia punibilità, in base al quale i fatti esposti nella rogatoria italiana devono essere punibili anche in base al diritto svizzero.
Secondo la giurisprudenza, la 'ndrangheta calabrese costituisce un'organizzazione criminale ai sensi dell'articolo 260ter del Codice penale (CP) diffusasi come associazione mafiosa anche al di fuori della Calabria e dell'Italia.
Secondo le indagini, il cittadino italiano oggetto del presente caso sarebbe da anni un affiliato della 'ndrangheta e avrebbe svolto compiti particolari all'interno della cellula di Frauenfeld. Nella rogatoria per l'estradizione, le autorità italiane hanno illustrato la sua affiliazione all'organizzazione criminale riportando in particolare la sua partecipazione a incontri e la sua accettazione di rituali tipici, delle strutture e delle gerarchie della 'ndrangheta, precisa la nota.
La decisione di estradizione dell'UFG non è ancora passata in giudicato e l'interessato ha tempo 30 giorni per ricorrere presso il Tribunale penale federale. Nelle prossime settimane sono attese altre decisioni. Poiché i fatti concreti divergono caso per caso, l'UFG deve verificare di volta in volta se sono soddisfatti i presupposti per l'estradizione, spiegano le autorità.
SDA-ATS