Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/134058

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 14 marzo 2012 ho depositato l'interpellanza 12.3164, "Prezzi dei giornali e dei periodici stranieri in Svizzera", alla quale il Consiglio federale ha risposto il 9 maggio 2012 e che il Consiglio degli Stati ha trattato in data 30 maggio 2012.</p><p>Nella sua risposta l'esecutivo ha affermato innanzitutto che le differenze di prezzo tra la Svizzera e l'estero per le stesse pubblicazioni sono difficilmente giustificabili. Nel suo intervento del 30 maggio 2012 in merito a questa interpellanza, il consigliere federale Schneider-Ammann ha addirittura definito "inaccettabili" tali differenze.</p><p>Un anno dopo questo intervento la situazione non è cambiata, il divario resta scandaloso e la Svizzera subisce in questo settore, come in altri, il problema del caroprezzi.</p><p>Nella sua risposta il Consiglio federale ha affermato di non poter intervenire contro questo fenomeno e che, eventualmente, avrebbe preso in considerazione il varo di una legge speciale sulla vendita dei periodici. Tale opzione, tuttavia, non ci sembra adeguata considerando il precedente della regolamentazione del prezzo dei libri.</p><p>L'esecutivo federale ha dunque dichiarato che l'intervento del sorvegliante dei prezzi e della Commissione della concorrenza potrebbe contrastare tali abusi. È stato inoltre precisato che, se l'impegno del sorvegliante dei prezzi non avesse sortito alcun effetto, le autorità della concorrenza avrebbero deciso se adottare o meno altre misure.</p><p>In questa situazione di stallo sarebbe quindi opportuno che il Consiglio federale, il sorvegliante dei prezzi e la Commissione della concorrenza si riunissero attorno a un tavolo per discutere la problematica, rispettando ovviamente le competenze e l'indipendenza conferite loro dalle leggi federali.</p><p>Sulla base di quanto precede rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande.</p><p>1. Dopo il mese di maggio 2012 il Consiglio federale ha preso contatto, tramite il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, con il sorvegliante dei prezzi e con la Commissione della concorrenza per procedere a un coordinamento?</p><p>2. A che punto è il lodevole impegno del sorvegliante dei prezzi per convincere gli editori stranieri e il grossista Valora ad abbassare i prezzi dei giornali e dei periodici stranieri nel nostro Paese?</p><p>3. La Commissione della concorrenza ha intenzione di adottare misure in tal senso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua risposta del 9 maggio 2012 all'interpellanza Berberat 12.3164 il Consiglio federale ha specificato che il sorvegliante dei prezzi e la Commissione della concorrenza hanno coordinato le rispettive attività, concordando che la problematica dei prezzi dei periodici importati fosse in un primo momento affrontata dal sorvegliante dei prezzi. Dato che il sorvegliante dei prezzi partecipa per legge alle riunioni della Commissione della concorrenza con voto consultivo, il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le due autorità è assicurato. Non è quindi necessario che il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca svolga a sua volta un lavoro di coordinamento. Inoltre, la Commissione della concorrenza e il sorvegliante dei prezzi sono indipendenti nell'applicazione delle leggi di loro competenza.</p><p>2./3. L'anno scorso il sorvegliante dei prezzi ha continuato a impegnarsi a livello informale per ridurre le differenze di prezzo dei periodici importati estendendo il proprio impegno anche alla Svizzera romanda, con il risultato che alcuni editori francesi hanno leggermente ridotto i prezzi di varie testate. Di contro, per quanto riguarda i periodici provenienti dalla Germania, l'esito è stato meno positivo e a nulla sono valse le visite del sorvegliante dei prezzi presso alcune società editoriali tedesche quali la DPV Deutscher Pressevertrieb GmbH (Gruner + Jahr, Amburgo), la Bauer Vertriebs KG (Amburgo), l'Axel Springer Verlag (Berlino) e la Burda GmbH (Monaco di Baviera). Tenuto conto della particolare situazione valutaria diversi editori si sono comunque dichiarati disposti a non applicare in Svizzera per ora eventuali aumenti decisi per il proprio territorio nazionale.</p><p>Anche Valora Schweiz AG (Valora), grossista per la Svizzera tedesca, ha dato un segnale seppur timido lanciando una promozione durata da maggio a dicembre 2012: ogni acquisto di periodici tedeschi importati di grande tiratura con un prezzo superiore ai 7 franchi dava diritto a un buono di 1 franco presso i punti vendita Valora. Il 28 marzo 2012 il sorvegliante dei prezzi aveva concordato con Valora un parziale aumento degli sconti sul prezzo di vendita sia per i dettaglianti del gruppo sia per quelli esterni. Tuttavia, essendo i dettaglianti tenuti ad applicare i prezzi al pubblico fissati dagli editori, né la promozione e né la redistribuzione dei margini di guadagno tra commercio all'ingrosso e commercio al dettaglio hanno permesso di ridurre gli alti prezzi di vendita al pubblico.</p><p>Il sorvegliante dei prezzi sta portando avanti una procedura informale sui prezzi dei periodici. Poiché sembrano esaurite tutte le possibilità di giungere a un risultato soddisfacente per questa via, il sorvegliante dei prezzi e la Commissione della concorrenza stanno valutando altre opzioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.