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La riproduzione, in un acquario casalingo, dei Pterophyllum scalare conosciuti comunemente come pesci scalari non è una impresa difficile; qui ti spiego quello che è stata la mia esperienza.
Prima di tutto le caratteristiche di base del mio acquario: Juwel 450 vision, ben piantumato con impianto di CO2, PH 7, temperatura 27 gradi; quattro scalari, e gruppi di neon, bentosi, rasbore
La fortuna ha voluto che dei quattro scalari si formasse una coppia stabile; a quel punto la femmina ha iniziato a deporre le uova con una certa frequenza, mediamente ogni 15 giorni. Vediamo passo passo i vari step che hanno portato alla nascita degli scalari.
Deposizione uova
Gli scalari prediligono deporre le uova su piante con foglie larghe o in mancanza di queste anche lungo le pareti del filtro; se non si interviene difficilmente le uova arriveranno alla schiusa, la maggior parte delle volte verranno mangiate da altri pesci. Io in acquario ho delle Echinodorus con foglie grandi che i miei scalari prediligono per la deposizione. Qualche giorno prima si assiste alla pulizia delle foglie da parte della coppia; a quel punto la femmina inizia a deporre centinaia di uova sulla foglia scelta e il maschio le feconda passandoci sopra ripetutamente.
La copia quindi inizierà a ventilare le uova con le pinne e contemporaneamente a difenderle, cacciando aggressivamente tutti i pesci che cercheranno di avvicinarsi; tutte le uova che non sono state fecondate dal maschio ammuffiranno diventando bianche e gli scalari si preoccuperanno di toglierle dalla foglia.
A questo punto, dopo diversi tentativi in cui non sono intervenuto e le uova sono poco a poco scomparse, ho deciso di procedere utilizzando una vasca di supporto in cui sposare la foglia con le uova.
Vasca di supporto
Per isolare le uova dal resto dei pesci ho deciso di recidere la foglia, e poi metterla in una vaschetta Nido 5 come la seguente:
La foglia non va mai tolta dall’acqua durante il passaggio dall’acquario alla vaschetta, per questo può essere utile ad esempio immergere la foglia in un bicchiere durante il travaso; poi si può fissare la foglia sul fondo aiutandosi con una delle divisioni della vaschetta. La Nido 5 è fatta per essere appesa all’esterno dell’acquario e tramite un tubo collegato ad un aeratore assicura la circolazione dell’acqua che entrerà appunto tramite un tubo e uscirà verso l’acquario tramite una apposita feritoia. Questa vaschetta l’ho trovata ideale perché pur essendo esterna all’acquario permette la circolazione dell’acqua dell’acquario stesso con quindi tutti i parametri ottimali; ne avevo provate anche altre, ad esempio ad immersione con telaio rigido e tela ma i girini rimanevano incastrati e morivano tra il telaio e la tela. All’interno della Nido 5, fino a che tutte le uova non si sono staccate dalla foglia, sistemo un piccolo diffusore di aria, collegato ad un aeratore, che permette di mantenere le uova aerate. In questo modo nel giro di un paio di giorni le uova iniziano a schiudersi.
La Nido 5 ha delle griglie per l’uscita dell’acqua, che però purtroppo sono troppo grandi e così si rischia che i girini finiscano nell’acquario principale; per ovviare a questo copro la griglia con una piccola spugna, facendo attenzione che comunque l’acqua esca regolarmente e il livello della stessa all’interno della vaschetta resti sempre corretto.
Schiusa uova e primi giorni
Se tutto procede per il meglio dopo un paio di giorni si iniziano a vedere delle piccole codine, che si muovono freneticamente, spuntare dalle uova; nei giorni successivi poco a poco i girini si staccano e cadono sul fondo muovendosi inizialmente senza riuscire a nuotare, ancora attaccati a quello che era l’uovo iniziale, da cui si nutrono per qualche giorno. In questa fase faccio anche attenzione che non rimangano uova ammuffite, eventualmente togliendole delicatamente per non uccidere le larve. Nel giro di un paio di giorni inizieranno timidamente a nuotare liberamente nella vaschetta! La fase successiva è quella di iniziare a preparare un piccolo allevamento di artemie saline che saranno il nutrimento dei girini per diverse settimane.
Artemie Saline
Per far schiudere le artemie che utilizzerò come mangime per i girini di scalare, utilizzo questo schiuditoio
Si tratta di sciogliere del sale per artemie in acqua, versarlo nello schiuditoio e aggiungere delle uova di artemia; dopo ca. 24 ore si inizieranno a vedere le piccole artemie nel foro centrale; io le aspiro con una siringa senza ago e le immetto nella vaschetta con le larve di scalare; questo per ca. 3 / 4 volte al giorno. A questo punto si tratta solo di aspettare che gli scalari crescano.
La vaschetta di supporto sarà sufficiente per i primi mesi, poi quando gli scalari inizieranno a crescere e a prendere forma, li sposto in un piccolo acquario di 60 litri che nel frattempo ho allestito e che mi servirà solo per qualche mese, ovvero il tempo necessario per trovare una sistemazione definitiva per gli scalari.
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