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WASHINGTON - Multe alle società che riconoscono alle donne salari più bassi ed esclusione dagli appalti federali: è quanto prevede un progetto presentato dalla senatrice Kamala Harris, candidata democratica alla Casa Bianca, per colmare il divario salariale di genere, che negli Stati Uniti è ancora molto alto e che colpisce in particolare le donne nere e ispaniche.
La Harris vuole che le compagnie con oltre 100 dipendenti ottengano la "Equal Pay Certification" e dichiarino sul proprio sito internet se ne sono in possesso o no. Le eventuali differenze salariali dovranno essere giustificate sulla base del merito, delle prestazioni e dell'anzianità.
In caso di violazione, le aziende saranno multate dell'1% dei loro profitti giornalieri per ogni 1% di divario salariale ingiustificato nel corso dell'esercizio: sanzione che, secondo le stime, genererebbe 180 miliardi di dollari in un decennio. Se diventasse presidente, la senatrice bandirebbe con un ordine esecutivo i fornitori federali che non ottengono entro due anni il certificato di salario uguale, per contratti dai 500'000 dollari in su.