Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01276.jsonl.gz/1421

Forse non lo sapete, ma Darwin è il diretto responsabile della prima guerra mondiale, della seconda guerra mondiale, del comunismo, del fascismo e del materialismo. In totale sono 350 milioni di morti. Continua a leggere Forse non tutti sanno che
Sono molto tentato di andarci. Qualcuno mi vuole fare compagnia?
Da notare il collegamento in diretta con il famoso (famigerato?) Harun Yahya e gli interessanti temi che verranno affrontati: ingannevoli interpretazioni dei fossili; l’evoluzione di fronte al vicolo cieco della molecola; la termodinamica confuta l’evoluzione, la teoria dell’evoluzione: una predisposizione al materialismo.
Tra l’altro: qualcuno sa cosa sia il vicolo cieco della molecola?
Luca Massaro chiede un parere su un recente articolo di Desmond Morris a proposito del tradimento maschile.
Il titolo dell’articolo è «Io perdono Tiger Wood» (in prima pagina) e «Il richiamo della foresta. Ecco perché i maschi sono destinati a tradire» (nelle pagine interne).
Secondo Morris l’uomo è naturalmente portato all’infedeltà perché questa era evolutivamente necessaria, almeno a piccole dosi; così troviamo scritta nei nostri geni la propensione al tradimento anche adesso che (pare di capire) sarebbe più utile la fedeltà.
Un ragionamento decisamente semplicistico. Troppo semplicistico, anche per un articolo di giornale. Continua a leggere Il richiamo del tribunale: la responsabilità è scritta nei geni
Flock of Dodos, un documentario di Randy Olson.
In inglese, ovviamente. Ma da qualche parte dovrebbe esistere una versione con sottotitoli in italiano.
William Paley, nel 1802, immagina di camminare nella brughiera:
Supponi che, nell’attraversare la brughiera, io sbatta il mio piede contro una pietra, e mi chieda come la pietra sia arrivata lì; potrei rispondere che, fino a prova contraria, essa è stata lì da sempre: né sarebbe molto facile mostrare l’assurdità di tale risposta. Ma supponi che avessi trovato sul terreno un orologio e che debba essere indagato come è accaduto che l’orologio sia in quel posto; difficilmente penserei alla risposta che ho dato prima, cioè che, per quanto ne so, l’orologio potrebbe essere stato sempre lì. Ma perché questa risposta non dovrebbe andare più bene per l’orologio, così come per la pietra?
In crossing a heath, suppose I pitched my foot against a stone, and were asked how the stone came to be there; I might possibly answer, that, for any thing I knew to the contrary, it had lain there for ever: nor would it perhaps be very easy to show the absurdity of this answer. But suppose I had found a watch upon the ground, and it should be inquired how the watch happened to be in that place; I should hardly think of the answer which I had before given, that, for any thing I knew, the watch might have always been there. Yet why should not this answer serve for the watch as well as for the stone?
È il famoso argomento dell’orologio e dell’orologiaio: incontrare un sasso non pone problemi; un orologio, invece, mostra il suo essere stato creato da un orologiaio; gli esseri viventi sono ancora più complicati di un orologio, e quindi ancora di più dobbiamo pensare a un creatore. Continua a leggere Il geologo cieco
Posto che la consegna – riassumere il testo di Darwin in un centinaio, per quanto abbondante, di parole – è impossibile da rispettare, cosa ve ne pare di questo riassunto?
Come spiegare la varietà degli esseri viventi e il loro splendido adattamento all’ambiente? La tesi di Darwin è la famosa selezione naturale. Le risorse, in natura, sono limitate, e alcuni individui, per svariati motivi, risultano più avvantaggiati di altri: una pianta con delle radici che si spingono in profondità, una lumaca con il guscio più robusto, e così via. Questi individui avranno più discendenti degli altri, e questo porterà alla diffusione, all’interno della popolazione, di quelle caratteristiche. Tutto ciò, ovviamente, finché l’ambiente non muta e, ad esempio, le radici profonde e il guscio robusto diventano un inutile impiccio. Una spiegazione semplice, elegante e incredibilmente potente, talmente potente da modificare radicalmente la nostra visione del mondo.
Si accettano consigli, opinioni e anche insulti (se motivati).
Io non so se quella di Darwin sia davvero una idea pericolosa o no.
Quello che so è che è una idea terribilmente semplice eppure terribilmente difficile da capire.
Mi spiego meglio.
Per alcune settimane ho fatto il supplente di filosofia in una scuola superiore elvetica. Grazie alla libertà di un programma cantonale molto generico, ho deciso, in una classe, di parlare di evoluzionismo. L’intenzione era di limitarmi agli aspetti filosofici: mica mi hanno chiamato per una supplenza in biologia! Aspetti filosofici che certo non mancano: dall’abbandono delle cause finali al problema dell’eccezione umana passando per l’ordine della natura, senza dimenticare gli aspetti ontologici, etici e politici dell’evoluzionismo. Continua a leggere Darwin Rocks!
Il New York Post ha pubblicato la seguente vignetta (con riferimento alla vera uccisione di uno scimpanzé da parte della polizia):
Il secondo poliziotto dice al primo: «Adesso dovranno trovare qualcun altro per scrivere la prossima legge di sostegno all’economia». Continua a leggere Questioni di eredità
Grazie al sempre pacato Spaghetto Volante scopro vario materiale dell’associazione, tra cui spicca un volantino che recita:
Non ti scimmiare con l’evoluzionismo è solo una filosofia.
I testi nelle nostre scuole sono pieni di “false certezze”: i libri di scienze, infatti, insistono sul mai provato dogma dell’evoluzione dalla scimmia all’uomo, assunto come verità assoluta seppur mai provato.
Oggi è stato dimostrata da molti accreditati studiosi l’infondatezza scientifica dell’ipotesi evoluzionista, sotto un aspetto biologico, geologico e storico.