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Entro il 2030 nell'Unione europea mancheranno almeno 8 milioni di tecnici nell'Information and Communication Technology
All'Unione europea nel 2030 mancheranno almeno 8 milioni di specialisti nell'Information and Communication Technology, ragion per cui i Paesi membri dovrebbero preoccuparsi fin d'ora di promuovere la partecipazione delle donne allo studio delle discipline cosiddette Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), fin dalla tenera età: ne va della competitività dell'Unione. È quanto emerge da un rapporto preparato dalla Commissione europea sul settore digitale nell'Unione europea. Che vuole aumentare le competenze digitali di base di almeno l’80% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni e a raggiungere 20 milioni di specialisti Ict entro il 2030. Tuttavia, il rapporto mostra che entro il 2030 e nelle condizioni attuali, solo il 59% della popolazione padroneggerà almeno le competenze digitali di base e il numero di specialisti Ict non potrà superare i 12 milioni.
Per correggere questa tendenza, per la Commissione gli Stati membri "devono quindi dare priorità agli investimenti nell’istruzione e nelle competenze di alta qualità e promuovere la partecipazione delle donne alle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) fin dalla tenera età".