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Sono oltre 33 milioni, ovvero il 60% su 55 milioni di elettori potenziali, coloro che che hanno votato ieri nelle elezioni per il nuovo Parlamento iraniano e la nuova Assemblea degli Esperti, organismo giuridico-religioso che nomirà la prossima Guida Suprema.
Lo riferiscono fonti del Ministero degli Interni precisando che il conteggio non è comunque ancora terminato.
È iniziato anche lo spoglio nei primi seggi e, sulla base di dati assolutamente parziali, risulta che a Teheran ci sarebbe una buona affermazione dei riformisti nell'Assemblea degli Esperti, da cui emergerà il successore di Khamanei. L'ayatollah Rafsajani e il presidente moderato Rohani si contendono il primo posto nelle preferenze per l'organismo composto solo da religiosi.
Il portavoce del Ministero degli Interni, Hossein Ali Amiri, ha spiegato ai giornalisti che il conteggio dei voti è terminato in 40 mila dei 52 mila seggi elettorali sparsi in tutto il Paese.
I candidati in corsa per i 290 seggi del Majlis sono 4844, di cui quasi 500 donne, mentre quelli in lizza per gli 88 posti dell'Assemblea degli esperti sono 161, di cui nessuna donna, benchè vi fossero 19 aspiranti.
In realtà ad aver fatto domanda per partecipare alla sfida elettorale erano stati in 12 mila per il Majilis e quasi 300 per l'Assemblea degli esperti. Ma i candidati, specie quelli riformisti, sono stati decimati dal Consiglio dei Guardiani, l'organismo nominato dalla Guida Suprema, che sovrintende al Parlamento e all'attività elettorale, e che dovrà confermare anche i nomi dei vincitori di questa tornata elettorale.
Quello di ieri è stato il primo voto dopo l'accordo sul nucleare iraniano e la fine dell'embargo e rappresenta un test sulla politica riformista e di apertura al mondo seguita finora dal presidente Hassan Rohani. La cosiddetta 'lista della speranza', alleanza di riformisti-moderati filo-Rohani spera di scalzare l'attuale maggioranza fondamentalista almeno nel Parlamento.
SDA-ATS