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Il ministro della Giustizia Jeff Sessions rilancia la "guerra contro le droghe" ordinando ai pubblici ministeri federali di rendere più severi i capi di imputazione per chi compie reati legati agli stupefacenti anche se non fa parte di organizzazioni criminali.
Un inversione della politica adottata durante l'amministrazione Obama che porterà a pene detentive più lunghe per i criminali ribaltando il recente calo nel numero dei detenuti nelle prigioni federali.
Con un memorandum datato 10 maggio, Sessions ha annullato due ordini firmati dal suo predecessore Eric Holder sulla depenalizzazione dei reati minori per droga. Secondo l'amministrazione Obama la severità delle pene avevano portato a incarcerazioni di massa soprattutto nelle comunità più disagiate.
Ora, invece, Sessions ha ordinato ai procuratori federali di "perseguire reati seri e facilmente provabili", sostenendo che si tratta di "un principio fondamentale" del Dipartimento di Giustizia. "Questa politica afferma la nostra responsabilità di far rispettare la legge, è morale e giusta", ha aggiunto il ministro.
Sessions ha sempre avuto un approccio aggressivo sui crimini legati alla droga, a partire da quando è stato procuratore dell'Alabama dal 1981 al 1993. E ha anche condannato fortemente il consumo di marijuana contribuendo a bloccare un disegno di legge del 2016 che avrebbe attenuato le condanne federali per chi ne fa uso.
SDA-ATS