Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/25176

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli scorsi mesi e anni il Consiglio federale ha avuto più volte occasione di esprimersi davanti alle Camere federali in merito a questioni inerenti l'edilizia di protezione civile in generale e la realizzazione di rifugi in particolare, vale a dire:</p><p>- nella sua presa di posizione del 16 settembre 1996 alla mozione 96.3298 Baumberger, "Rinuncia alla costruzione di rifugi soprannumerari", rinviata dal Consiglio degli Stati quale postulato delle due Camere il 13 marzo 1997;</p><p>- nella sua risposta del 9 settembre 1998 all'interrogazione ordinaria Leumann, 98.1119, "Verifica dell'Ordinanza sull'edilizia di protezione civile";</p><p>- nella sua presa di posizione del 18 novembre 1998 alla mozione Weber Agnes, 98.3386, "Soppressione dell'obbligo di costruire rifugi di protezione", rinviata dal Consiglio Nazionale il 18 dicembre 1998 sotto forma di postulato. Da notare che i contenuti di questa mozione sono in gran parte identici a quelli della mozione qui trattata.</p><p>Nelle sue prese di posizione il Consiglio federale ha evidenziato che la realizzazione di nuovi rifugi, che in media comportano meno del due per cento dei costi di costruzione complessivi, è attualmente ridotta ad un minimo, poiché limitata a colmare le lacune ancora esistenti localmente. Inoltre, nell'ambito del progetto "Protezione della popolazione" in corso, è prevista una verifica dei principi che reggono la regolamentazione relativa all'obbligo di costruire. Il Consiglio federale rimane pertanto dell'opinione che una revisione anticipata della legislazione in materia di protezione civile (RS 520.2, RS 520.21 e RS 520.23) non sia giustificata e quindi neppure necessaria.</p><p>In merito alle riserve espresse dall'autore della mozione per quanto attiene all'efficacia della protezione offerta dai rifugi va detto quanto segue:</p><p>Il risultato di numerosi studi scientifici come pure le esperienze raccolte in occasione di conflitti armati (per es. guerra del Golfo o nei Balcani), comprovano che i rifugi come li conosciamo in Svizzera, seppur non garantendo una protezione assoluta, forniscono un elevato grado di protezione in caso d'impiego di armi convenzionali. Va inoltre tenuto conto del fatto che i circa 250'000 rifugi sparsi sul territorio nazionale, della capienza media di 30 posti protetti, difficilmente sono esposti al rischio di attacchi diretti. I rifugi, equipaggiati con porte blindate e filtri antigas, si rivelano particolarmente efficaci contro gli effetti di onde d'urto, scosse telluriche, calore, radioattività e di tutte le armi biologiche e chimiche oggi conosciute. Queste caratteristiche rivestono particolare importanza non da ultimo in presenza della minaccia latente di un attacco missilistico, evidenziata dalla Commissione di studio sulle questioni strategiche (Rapporto Brunner del 26 febbraio 1998).</p><p>Nonostante i rifugi siano stati concepiti principalmente nell'ottica di conflitti armati, e, di conseguenza, di tempi di preallarme relativamente lunghi, oltre a prestarsi ad un uso quotidiano quali cantine, depositi, ecc., essi rappresentano un luogo sicuro dove offrire riparo alla popolazione colpita da catastrofi o altre situazioni d'emergenza. I rifugi forniscono infatti una buona protezione in caso di aumento della radioattività e in seguito a terremoti quanto in zone minacciate da valanghe o in caso di incendi di ampia portata (vedi Vevey non molto tempo fa). Non va inoltre dimenticato che l'obbligo di mettere a disposizione un'infrastruttura di protezione equilibrata a livello nazionale, previsto dalla Costituzione e ancorato nelle leggi, non può semplicemente basarsi su sviluppi a breve termine, ma necessita di una pianificazione lungimirante che ne permetta la realizzazione e la salvaguardia.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.