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Il legno è un vettore energetico indigeno e a impatto zero sul clima. Presenta tuttavia un inconveniente: dopo il settore dei trasporti è la seconda maggiore fonte di polveri fini cancerogene. Per tale motivo, la Confederazione intende limitare i carichi di polveri fini promuovendo un piano d’azione e altre misure supplementari.
Dopo l'energia idroelettrica, il legno costituisce per importanza la seconda fonte energetica indigena e rinnovabile della Svizzera. Il legno è considerato a impatto zero dal punto di vista delle emissioni di CO2, poiché la sua crescita assorbe la stessa quantità di CO2 che verrebbe emessa in caso di sua combustione. Il suo valore aggiunto è superiore a quello delle energie non rinnovabili per il fatto che il capitale viene investito nella regione e rimane quindi entro i confini nazionali.
Gli impianti di combustione a legna emettono tuttavia notevoli quantità di polveri fini cancerogene, pari a circa il 16 per cento delle emissioni complessive della Svizzera.
Durante l'inverno, quando detti impianti funzionano a pieno regime, possono persino diventare la fonte più importante di emissioni di polveri fini. L'inversione delle condizioni meteorologiche, molto frequente nel periodo invernale, causa una concentrazione degli inquinanti atmosferici negli strati d'aria inferiori. Lo smog invernale così prodotto rende necessari degli interventi.
Gli impianti a combustione a legna emettono anche composti organici volatili (COV), i quali, in combinazione con altri inquinanti atmosferici, formano considerevoli quantità di polveri fini secondarie.
Le misure volte a ridurre le emissioni di polveri fini generate dagli impianti di combustione a legna sono pertanto prioritarie, anche se occorre tenere conto delle differenze esistenti tra i diversi combustibili e i tipi di impianti.
Con l'elaborazione della presa di posizione da parte dell'Ufficio federale dell'ambiente, il Piano d'azione contro le polveri fini proposto dal Consiglio federale e la conseguente modifica, nel 2007, dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico sono state adottate misure importanti:
Nel rapporto «Strategia concernente i provvedimenti di igiene dell'aria adottati dalla Confederazione» dell'11 settembre 2009, il Consiglio federale ha fissato l'obiettivo di ridurre di circa la metà rispetto al 2005 le emissioni di polveri fini. In tal ambito, si prevede di esaminare fino a che punto i valori limite di emissione debbano essere adeguati allo stato della tecnica.
La tematica degli impianti di combustione a legna è periodicamente all'ordine del giorno in Parlamento ed è al centro di numerosi interventi politici.
L'associazione Energia Legno Svizzera adeguerà, a partire dal gennaio 2012, i requisiti necessari al conseguimento del marchio di qualità per i riscaldamenti a legna. Gli impianti di riscaldamento cui viene conferito questo label devono rispettare, oltre a requisiti più severi, dei valori limite di emissione di polveri fini più rigorosi di quelli fissati dall'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico.
Nel marzo 2010, la Germania ha modificato l'ordinanza concernente i piccoli impianti di combustione (1. Bundesimmissionsschutz-Verordnung, BImSchV), inasprendo i requisiti per tali tipi di impianti e introducendo valori limite più severi di quelli applicati in Svizzera.
A livello europeo, il comitato di normazione per caldaie a legno (EN 303-5) sta esaminando l'adozione di nuove classi di emissioni più severe. Nella serie di norme relative alle specifiche tecniche per biocombustibili solidi (EN 14961) vengono inoltre definiti i requisiti posti alle qualità dei carburanti, compresi i valori limite per diverse sostanze inquinanti.
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