Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/165121

<h2>SubmittedText<h2><p>Il numero delle persone fermate dal corpo delle guardie di confine (Cgcf) al momento del passaggio illegale del confine è aumentato notevolmente nelle ultime settimane. Stando ai media, l'afflusso dei migranti in Italia è ancora molto elevato o è addirittura destinato ad aumentare. Di conseguenza, la pressione al confine meridionale della Svizzera è destinata a salire.</p><p>In tale contesto si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Visto l'elevato numero di migranti, il personale del Cgcf è sufficiente per adempiere a lungo termine il mandato legale (passaggi illegali del confine e richiedenti l'asilo)? Come si delinea la situazione se le cifre continueranno ad aumentare? Quali misure vengono adottate?</p><p>2. L'infrastruttura è sufficiente per affrontare la situazione attuale? Sarebbe necessario ampliarla in caso di un ulteriore aggravamento della migrazione di popoli verso l'Europa? Eventuali misure edilizie al confine (come quelle adottate in Austria) possono sgravare il Cgcf?</p><p>3. Come funziona la collaborazione tra il Cgcf e gli altri partner e attori, in particolare la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), le autorità cantonali in loco nonché Italia e Germania?</p><p>4. Stando a dei rapporti, alcune organizzazioni non governative (ONG) aiutano i migranti a entrare illegalmente in Svizzera. Come vanno valutate simili azioni? Il comportamento di queste ONG è rilevante dal punto di vista penale?</p><p>5. È vero che alcune persone provano più volte a entrare nel Paese? Vengono indicati nomi falsi e presentati documenti contraffatti? Questi inganni hanno conseguenze giuridiche o procedurali?</p><p>6. È vero che i migranti che prima vivevano in Italia vengono ora in Svizzera per richiedere asilo? Quali sono i motivi e come reagisce la Confederazione?</p><p>7. Negli ultimi mesi come si è sviluppata la situazione al confine? Quali informazioni possono essere fornite sul numero, sull'età, sul sesso e sui Paesi di provenienza dei migranti?</p><p>8. Stando alle affermazioni dei media, dopo il passaggio illegale del confine e la presentazione di una domanda d'asilo molti migranti fanno perdere le loro tracce. Di quanti migranti si tratta? È vero che molti proseguono verso la Germania? Com'è possibile che riescano a dileguarsi? Come sono regolate procedure e competenze? Come reagisce la Germania?</p><p>9. Come intende agire il Consiglio federale se sempre più migranti illegali rimangono in Svizzera come clandestini anziché proseguire verso altri Paesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tra luglio e agosto 2016 il Cgcf si è occupato giornalmente in media di alcune centinaia di migranti. Se le cifre dovessero aumentare in modo tale che il Cgcf non riesca più ad adempiere i compiti soltanto con le proprie forze, in una prima fase chiederebbe il supporto della polizia cantonale competente. In caso di necessità, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) chiederebbe inoltre al Consiglio federale di autorizzare un impiego sussidiario dell'esercito. A tale proposito il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport e il DFF hanno elaborato una pianificazione previsionale. Nel suo rapporto in adempimento del postulato 16.3005, il Consiglio federale ha illustrato le prospettive del Cgcf a lungo termine. Vi sono spiegate in maniera dettagliata le sfide che il corpo deve affrontare e con quali mezzi adempirà il proprio mandato anche il futuro.</p><p>2. Nel periodo invernale, in particolare alla stazione di Chiasso, è stata messa a disposizione un'ulteriore infrastruttura in locali più grandi, che si è rivelata utile in estate. Anche a Buchs/SG vengono adottate misure cautelari. Visto che oltre l'85 per cento dei migranti attraversa il confine in treno, misure edilizie come quelle apportate in Austria non porterebbero vantaggi. Tuttavia, in caso di cambiamenti sarebbe necessario rivalutare la situazione.</p><p>3. La collaborazione funziona molto bene con tutti i partner e il Cgcf lavora a stretto contatto con diversi organi.</p><p>4. Ai sensi dell'articolo 116 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr; RS 142.20), è punibile chi facilita o aiuta a preparare l'entrata o il soggiorno illegali di uno straniero, anche senza fine di lucro. La punibilità di un comportamento deve essere valutata nei singoli casi dall'autorità competente.</p><p>5. Da giugno si constata che alcune persone hanno provato più volte a entrare in Svizzera. Questo è uno dei motivi del calo percentuale delle cifre relative all'asilo rispetto ai fermi, effettuati dal Cgcf, di persone che soggiornano illegalmente. La maggior parte dei migranti si presenta senza documenti. I migranti che tentano più volte di entrare nel Paese indicano un nome falso o un'età inferiore a quella effettiva. Soltanto pochi viaggiano con documenti contraffatti. Simili casi possono essere scoperti grazie all'accertamento dell'identità mediante ricerca nel sistema automatico d'identificazione delle impronte digitali (AFIS). Le informazioni acquisite vengono quindi utilizzate nelle procedure del Cgcf e della SEM.</p><p>6. Simili casi non sono una novità. Tuttavia alla SEM non risulta un aumento del numero di domande d'asilo da parte di persone che hanno vissuto dapprima per diverso tempo in Italia. I criteri del regolamento Dublino per stabilire le competenze prevedono, in caso di regolamentazione del soggiorno o di soggiorno illegale prolungato in uno Stato Dublino, la possibilità di presentare allo Stato interessato una domanda di ammissione o di ripresa. La SEM effettua sistematicamente richieste secondo il regolamento Dublino.</p><p>7. Negli ultimi mesi, la situazione al confine meridionale della Svizzera si è sviluppata secondo gli schemi noti dagli anni precedenti. Le condizioni meteorologiche favorevoli sulla rotta del Mediterraneo comportano un aumento degli sbarchi in Italia. Di conseguenza, due a tre settimane più tardi si registra un incremento dei fermi presso il confine meridionale svizzero. La maggior parte dei migranti proviene da Eritrea, Gambia, Etiopia, Nigeria e Somalia. L'82 per cento delle persone fermate dal 1° maggio 2016 è di sesso maschile. Stando alle loro indicazioni, il 69 per cento non ha ancora compiuto 25 anni. Anche quest'anno solo una piccola parte dei rifugiati siriani e afgani è arrivata in Europa attraverso la rotta del Mediterraneo. Solo l'1,1 per cento dei migranti fermati dal 1° maggio 2016 proviene dalla Siria e il 2,4 per cento dall'Afghanistan.</p><p>8./9. Tra giugno e agosto 2016, il 40 per cento dei richiedenti l'asilo ha fatto perdere le proprie tracce prima del completamento della registrazione della domanda d'asilo e dell'interrogatorio in un centro di registrazione e di procedura (CRP). Il 10 a 20 per cento interrompe la procedura d'asilo dopo il completamento della registrazione della domanda, allontanandosi senza controllo e anticipatamente dal CRP nel corso dei primi giorni di soggiorno. I CRP non sono impianti chiusi e i richiedenti l'asilo possono uscire a determinate condizioni. Probabilmente la grande maggioranza dei richiedenti l'asilo partiti non si trova più in Svizzera, ma ha proseguito il proprio viaggio verso un altro Stato. I casi di stranieri senza titolo di soggiorno fermati in Svizzera vengono comunicati alle autorità cantonali. Finora in Svizzera non è stato constatato un aumento di migranti irregolari. Per quanto riguarda l'osservazione della situazione, la SEM è in stretto e costante contatto con gli uffici cantonali, soprattutto con le autorità di sicurezza, nonché con le autorità partner dei Paesi limitrofi.</p>  Risposta del Consiglio federale.