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«Più donne nelle operazioni di pace»
La consigliera federale Viola Amherd auspica che in futuro ci siano più donne nelle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato oggi a New York, aggiungendo che le tecnologie emergenti avranno un ruolo sempre più importante nelle missioni.
Queste due componenti possono essere utili «per coinvolgere parti della società» e stabilire legami tra «la società e le forze di pace», ha affermato la ministra elvetica in un discorso pronunciato all'Istituto internazionale per la pace (IPI).
Possono anche contribuire a «una migliore valutazione della situazione, a fornire un allarme tempestivo e, di conseguenza, a una pace duratura», ha aggiunto Amherd, in occasione del 75° anniversario del mantenimento della pace da parte dell'ONU.
Ieri la consigliera federale ha incontrato la direttrice esecutiva di Onu Donne, Sima Bahous. Oggi anche il primo svizzero a capo di una missione di pace delle Nazioni Unite, il maggiore Patrick Gauchat, ha sottolineato il ruolo «molto importante» delle donne quali osservatrici militari.
Nell'Organismo delle Nazioni Unite per la Supervisione dell'Armistizio (UNTSO), esse forniscono un migliore collegamento con le donne locali. Gauchat vorrebbe aumentare il numero di osservatrici, che attualmente rappresentano solo il 21% in ambito militare e oltre il 40% in quello civile.
Amherd ha infine ribadito la posizione della Svizzera secondo cui la protezione dei civili deve essere al centro delle operazioni di pace. «Tutti i soggetti coinvolti concordano su questo obiettivo fondamentale», ha sottolineato, pur ammettendo che si tratta di una sfida enorme in alcuni Paesi, come il Mali, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e la Repubblica Centrafricana.