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Università della Svizzera Italiana. Architetto: Aurelio Galfetti, J. Könz, Michele e Giorgio Tognola, Lorenzo Martini, Donatella Fioretti, Sandra Giraudi, Felix Wettstein, Michele Christen.
Durante il semestre 1997-1998 l'atelier dell'architetto Peter Zumthor (Accademia di Architettura) ha elaborato una proposta per l'ampliamento dell'Università della Svizzera Italiana (USI) nella sede Centro Civico a Lugano. Da questa proposta scaturirono 5 aree d'intervento specifiche con i seguenti contenuti: Aula polivalente e entrata del Campus, Biblioteca (ampliamento di Casa Rezzonico), Facoltà di Teologia, Laboratorio e complesso di aule. Di queste cinque aree quattro furono messe a concorso pubblico, mentre il progetto dell'Aula polivalente fu affidato all'architetto Aurelio Galfetti. Il concorso, bandito nel 1998, fu aperto ad architetti sotto i quarant'anni i quali hanno dovuto, oltre ad eseguire il progetto di uno specifico tema, presentare una proposta d'assieme. La giuria era composta dall'architetto Giorgio Giudici (sindaco di Lugano e presidente), Renzo Respini, (per la Fondazione), Leandro Ferrari (per la Facoltà di Teologia), l'architetto Aurelio Galfetti, l'architetto Livio Vacchini, l'architetto Sergio Pagnamenta e l'architetto Gianfranco Rossi.
Al di la dei valori di ogni singolo progetto, il Campus USI √® specchio del nostro territorio, un territorio che si degrada dal punto di vista architettonico per la sua incommensurabile eterogeneit√†. Scriveva Heinrich Tessenow " ... ci ispirassimo a quegli elementi essenziali che come tali, si ripetono e rinunciassimo quindi alle soluzioni pi√Ļ individuali e pi√Ļ originali nella costruzione e nella distribuzione delle nostre case per ripetere invece pochi tipi edilizi sempre uguali, certo il nostro tenore di vita ne risentirebbe un vantaggio non indifferente rispetto alla situazione attuale;" Forse una critica che si pu√≤ fare alla positiva iniziativa fatta dall'USI a proposito del Campus √® che non c'√® una significativa visione d'assieme, in effetti tutto appare come fossero diverse soluzioni nel tempo; non c'√® una "sottile linea rossa" che unisce un progetto con l'altro.
«Prevedibilit√† dell'oggetto, imprevedibilit√† della vita.» Paulo Mendes da Rocha