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Il Tribunale distrettuale di Winterthur ha condannato oggi a nove anni e mezzo di carcere per lesioni gravi plurime un padre 47enne accusato di aver sottoposto per anni a pesanti punizioni e terrorizzato le sue due bambine. Il pubblico ministero aveva chiesto ieri una condanna a 12 anni di prigione e l'internamento.
Quello conclusosi oggi era il rifacimento di un primo processo tenutosi nel dicembre 2010. Anch'esso si era concluso con una condanna a nove anni e sei mesi di reclusione, ma era stato annullato dalla Corte di cassazione zurighese, con una sentenza poi confermata un anno fa dal Tribunale federale. Motivo: il procuratore aveva omesso di elencare nel suo atto d'accusa alcuni degli episodi per il quale l'uomo era stato condannato.
L'imputato, un cittadino britannico, viveva assieme a due donne e alle due figlie avute da relazioni precedenti in una casa isolata a Wila, nell'Oberland zurighese, in una comunità che si ispirava al Vecchio Testamento e agli scritti del mistico sloveno Jakob Lorber (1800-1864).
Il caso era venuto alla luce nel maggio del 2006 quando una delle due bambine, che non aveva ancora cinque anni, era stata portata in ospedale ed era morta. Il padre raccontò che era caduta dalle scale. Soltanto in seguito si scoprì che la piccola, già fortemente denutrita - una delle punizioni inflitte dal padre consisteva nel lasciare le figlie a digiuno - era stata scossa violentemente dalla compagna oggi 28enne dell'uomo.
La giovane donna è stata condannata in un processo separato nel settembre 2011 a dieci anni di reclusione per omicidio e lesioni colpose gravi, la donna più anziana, oggi 65enne, a sette anni nel processo del dicembre 2010. Per loro le sentenze sono passate in giudicato. L'uomo ha invece presentato ricorso con successo, ottenendo il processo bis.
La sorellastra della vittima, di tre anni più grande, gravemente traumatizzata per le pene passate, vive attualmente in una famiglia d'accoglienza.