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Il numero di persone che usufruiscono di prestazioni sociali è leggermente aumentato nel 2010 in tredici città della Svizzera tedesca e francese. L'incremento è tuttavia meno rilevante del previsto dopo la crisi economica e la revisione dell'Assicurazione per l'invalidità (AI).
Sulle tredici città analizzate, otto - Berna, Bienne (BE), Losanna, Lucerna, Sciaffusa, Schlieren (ZH), Winterthur (ZH) e Zugo - hanno registrato un aumento dei casi. A Zurigo la situazione è rimasta pressoché invariata, mentre a Basilea, San Gallo, Uster (ZH) e Wädenswil (ZH) le richieste sono diminuite, si legge in un rapporto dell'organizzazione Iniziativa delle città pubblicata oggi.
"La percentuale di popolazione che dipende dagli aiuti sociali è leggermente aumentata in buona parte delle città, ma ancora di più è cresciuto il numero totale, visto che molti centri urbani hanno registrato un incremento della popolazione", viene spiegato nel rapporto.
I tassi variano fortemente fra una città e l'altra: si situa al 10,9% a Bienne e al 9,9% a Losanna, mentre scende all'1,3% a Uster e all'1,7% a Zugo. Si tratta di differenze spiegabili con la dimensione, la situazione, il mercato immobiliare e le condizioni economiche di ogni comune.
Le statistiche mostrano che bambini e giovani sono fortemente rappresentati fra i casi di aiuto sociale: dal 26 al 35% degli usufruenti ha meno di 18 anni.
Per evitare che la povertà dei genitori si trasmetta ai figli, le città hanno sviluppato differenti misure dirette ai bambini, in alcuni casi ancora prima che entrino in età scolastica. Si tratta ad esempio di visite a domicilio, di programmi di apprendistato o di incoraggiamento per le famiglie più svantaggiate.
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