Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01197.jsonl.gz/412

18 ricercatori chiedono nuove indagini sull’origine del SarsCov2. “Le teorie del rilascio accidentale da un laboratorio e dello spillover zoonotico rimangono entrambe praticabili”.
Sono necessarie nuove indagini per individuare con certezza le origini del SarsCoV2, in quanto quelle fino ad ora svolte non hanno portato a certezze, perché capire come sia emerso questo virus può aiutare a combattere minacce simili in futuro. A sostenerlo, in un articolo pubblicato sulla rivista Science 18 ricercatori attivi presso i principali centri di ricerca e atenei di Stati Uniti ed Europa, che presentano un appello in tal senso.
Dalla prima notifica della presenza del SarsCov2 il 30 dicembre 2019 a Wuhan “gli scienziati hanno fatto notevoli progressi nella comprensione dell'agente causale, il coronavirus 2 della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV-2), la sua trasmissione, la patogenesi e la mitigazione con vaccini, terapeutici e interventi non farmaceutici”, scrivono i ricercatori. “Tuttavia, sono ancora necessarie ulteriori indagini per determinare l'origine della pandemia”. Allo stato attuale, scrivono, “le teorie del rilascio accidentale da un laboratorio e dello spillover zoonotico rimangono entrambe praticabili”.
Gli scienziati non lesinano qualche critica alla missione congiunta Oms-Cina che ha indagato le origini del virus e che ha giudicato molto probabile l’ipotesi del passaggio dall’animale all’uomo e estremamente improbabile quella del rilascio accidentale da un laboratorio. “Le informazioni, i dati e i campioni per la prima fase dello studio sono stati raccolti e riassunti dalla metà cinese del team; il resto del team ha costruito su questa analisi. Sebbene non ci fossero risultati a chiaro sostegno di una ricaduta naturale o di un incidente di laboratorio, il team ha valutato una ricaduta zoonotica da un ospite intermedio come "probabile a molto probabile", e un incidente di laboratorio come "estremamente improbabile, spiegano l’articolo di Science. “Inoltre, le due teorie non sono state considerate in modo equilibrato. Solo 4 delle 313 pagine del rapporto e dei suoi allegati hanno affrontato la possibilità di un incidente di laboratorio”.
“Come scienziati con competenze rilevanti, siamo d'accordo con il direttore generale dell'OMS, gli Stati Uniti e altri 13 paesi, e l'Unione Europea che una maggiore chiarezza sulle origini di questa pandemia è necessaria e fattibile da raggiungere”, scrivono. “Dobbiamo prendere sul serio le ipotesi sulle ricadute sia naturali che di laboratorio finché non avremo dati sufficienti. Un'indagine adeguata dovrebbe essere trasparente, obiettiva, basata sui dati, comprensiva di ampie competenze, soggetta a una supervisione indipendente e gestita in modo responsabile per ridurre al minimo l'impatto dei conflitti di interesse”.
I ricercatori invitano anche però a non trasformare l’indagine in una vertenza anti-cinese. “In questo periodo di sfortunato sentimento anti-asiatico in alcuni paesi, notiamo che all'inizio della pandemia, sono stati medici, scienziati, giornalisti e cittadini cinesi a condividere con il mondo informazioni cruciali sulla diffusione del virus - spesso a grande costo personale. Dovremmo mostrare la stessa determinazione nel promuovere un discorso spassionato basato sulla scienza su questa difficile ma importante questione”.