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LOS ANGELES - Il sequel di "Borat" si è aggiudicato ben due premi durante la premiazione dei Golden Globe, per il miglior film musical o commedia, e per il migliore attore nella stessa categoria.
Durante il discorso di premiazione c'è chi spende parole gentili verso la moglie, i figli o il regista. Sacha Baron Cohen, vincitore del premio, ha invece voluto ringraziare la sua guardia del corpo, per avergli salvato la vita in due occasioni. «Sai chi sei, non posso dire il tuo nome» ha commentato l'attore, spiegando che la guardia del corpo gli ha impedito di essere colpito in due occasioni da alcuni spari. «Grazie a tutta la troupe, che è stata incredibilmente coraggiosa, ha corso il rischio di essere arrestata più volte, e di prendere il coronavirus» ha aggiunto.
Nel suo discorso di ringraziamento non poteva mancare un riferimento a Rudy Giuliani, ex sindaco di New York, finito nel film contro la sua volontà. «Questo film non sarebbe stato possibile senza il mio co-protagonista, un nuovo talento, venuto dal nulla, che si è poi rivelato un genio della commedia» ha dichiarato, ironicamente, l'attore.
Infine l'attore ha speso due parole anche per la compagna: «Grazie alla mia incredibilmente paziente moglie, che ha sopportato tutta la mia follia».
Apparizione a sorpresa - Ai Golden Globe ha partecipato anche l'attrice (ignara) Jeanise Jones, che ha interpretato la babysitter nel sequel di Borat. «Un anno fa ero una nonna qui in Oklahoma, attiva nella mia chiesa, poi un uomo di nome Borat mi ha chiesto di fare da babysitter a sua figlia di 15 anni. Ho fatto del mio meglio per insegnarle che in America le donne possono essere tutto ciò che vogliono» ha dichiarato l'attrice in diretta da una chiesa.
Ma l'attrice è stata "reclutata" in vero stile Borat. Jeanise Jones non sapeva infatti che stava girando un film, ma credeva di partecipare ad documentario in cui una ragazzina rischiava di sposarsi con un uomo molto più grande. E come ogni nonna che si rispetti, ha dispensato consigli per evitare l'imposizione dettata dal padre, interpretato da Cohen. L'attrice ha dichiarato in un'intervista al New York Times di non aver assolutamente capito di trovarsi al centro di un film, e che pensava che la storia fosse vera. Per la sua interpretazione è stata pagata 3'600 dollari, ma Cohen ha poi deciso di devolvere alla sua comunità 100'000 dollari.
Ultimo Borat? - Girare questo genere di film è diventato sempre più impegnativo per tutta la troupe, che ha rischiato spesso di essere arrestata o denunciata. Pertanto Cohen ha deciso di mettere nel cassetto eventuali progetti futuri. «È diventato troppo pericoloso. In più di una occasione ho dovuto indossare un giubbotto antiproiettile, e non è una cosa che fai volentieri. Sono stato fortunato ad uscirne vivo questa volta, ma non voglio rischiare ancora».