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Iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive"
Votazione popolare del 3 marzo 2013
L’iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive" è stata depositata il 26 febbraio 2008. Intende imporre restrizioni alle imprese quotate in borsa affinché non possano continuare a remunerare i vertici aziendali con somme spropositate. A tal fine, l’iniziativa propone tre nuove disposizioni: le retribuzioni del consiglio d’amministrazione e della direzione devono essere imperativamente autorizzate dall’assemblea generale degli azionisti; il mandato dei membri del consiglio d’amministrazione è limitato a un anno; alcune tipologie di retribuzioni, per esempio le liquidazioni e i premi per le acquisizioni di aziende, sono vietate. Inoltre, chi contravviene a queste regole può essere punito.
Il Consiglio federale respinge l’iniziativa. Le prescrizioni vincolanti, i divieti e le disposizioni penali previste dall’iniziativa metterebbero in discussione i principi liberali alla base del diritto societario svizzero. L’iniziativa limita in modo eccessivo il margine di manovra delle imprese quotate in borsa, che devono poter usufruire di tale margine anche nell’ambito delle retribuzioni. Diverse disposizioni dell’iniziativa sarebbero inoltre difficilmente attuabili nella prassi, ad esempio la regola secondo cui le casse pensioni devono votare esclusivamente nell’interesse degli assicurati. Tali interessi sono tuttavia a volte molto divergenti e difficilmente individuabili. Inoltre, l’iniziativa prescrive la durata di un anno del mandato dei membri del consiglio d’amministrazione, il che è sfavorevole a una direzione sostenibile dell’impresa. Invece di dedicarsi all’organizzazione a lungo termine dell’impresa il consiglio d’amministrazione sarebbe costretto dopo breve tempo a occuparsi della sua rielezione.
Il controprogetto indiretto adottato dal Parlamento rafforza in modo consistente i diritti degli azionisti. Concretizza con una modifica di legge le principali rivendicazioni dell’iniziativa, rinunciando tuttavia a regole troppo rigide e a una sanzione penale eccessiva. Anche il controprogetto stabilisce i principi per retribuzioni adeguate e pone dei limiti a remunerazioni esorbitanti. Nel complesso consente però agli azionisti di scegliere soluzioni più flessibili. Il Consiglio federale ritiene che il controprogetto sia la soluzione migliore. Quest’ultimo entrerà in vigore se l’iniziativa sarà respinta e se non riuscirà il referendum.
Il Parlamento ha deciso di non esprimere alcuna raccomandazione di voto.
Risultati ufficiali
- Partecipazione: 46,74%
- Totale: 2'378'159
- Sì: 1'616'184 (67,96%)
- No: 761'975 (32,04%)
Informazioni complementari
Conferenza stampa del 3 marzo 2013
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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 03.03.2013