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La diatriba sull'ordine di nascita che influenzerebbe le scelte professionali in età adulta è stata affrontata. La domanda spontanea arriva in merito alla condizione dei figli unici alla quale risponde uno studio cinese condotto dal professor Jiang Qiu della Southwest University di Chongqing. Il professore che è anche direttore del Key Laboratory of Cognition and Personality presso il Ministero dell’Istruzione, ha tentato di appurare se tra il cervello dei figli unici e quello dei bambini con fratelli e sorelle ci fossero differenze e se la crescita in entrambe le condizioni potesse influire sulla struttura del cervello. I risultati hanno evidenziato l'assenza di diversificazioni quanto al quoziente intellettivo, ma livelli di flessibilità maggiori e di disponibilità più bassi.
Sui figli unici, comunque, esistono numerosi luoghi comuni difficili da sradicare. Già il pedagogista Granville Stanley Hall nel 1896, in seguito ad uno studio, affermava che «essere figli unici fosse una malattia di per sé», mentre il professor Toni Falbo, docente di psicologia educativa presso l'Università del Texsas di Austin grazie ad una ricerca condotta con Denise Polit, esperta di metodologia della ricerca, ha evidenziato che i figli unici non hanno personalità multiple, ma al pari dei primogeniti e di quanti hanno un solo fratello, ottengono punteggi più alti nei test di intelligenza. Un unico filo conduttore nella definizione dei figli unici si trova nella loro scarsa capacità di relazione e di adattamento. Nulla che l'amore e gli insegnamenti di una madre non possano correggere.
TMT (ti.mamme team)