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MOSCA - Domenica scorsa, circa 6'000 metri cubi di liquido, utilizzato per trattare i minerali, sono stati scaricati nella tundra artica.
Lo ha riferito il giornale indipendente Novaya Gazeta, che ha anche pubblicato dei video dell'accaduto, che mostrano dei grandi tubi di metallo che trasportano le acque reflue dal serbatoio e le scaricano tra gli alberi della tundra. Il processo è durato diverse ore.
Il gigante minerario russo Norilsk Nickel ha ammesso lo svolgersi dei fatti, annunciando la sospensione immediata dei lavoratori dell'impianto metallurgico coinvolto che hanno scaricato l'acqua in ciò che è stata una «flagrante violazione delle regole operative».
L'incidente si è verificato presso l'impianto di arricchimento Talnakh vicino alla città artica di Norilsk.
La portavoce della fabbrica coinvolta, Tatiana Egorova, aveva in precedenza risposto ai giornalisti che accusavano la volontarietà del gesto (alcuni reporter avrebbero visto gli addetti rimuovere rapidamente le tubature coinvolte all'arrivo degli investigatori), spiegando all'AFP che i dipendenti avrebbero in realtà pompato dell'«acqua depurata».
La notizia arriva circa un mese dopo il disastro ambientale avvenuto in Siberia, ovvero la perdita di carburante senza precedenti in uno degli impianti sussidiari della società vicino a Norilsk, che aveva spinto il Presidente Vladimir Putin a dichiarare lo stato di emergenza.
L'agenzia russa per le risorse naturali ha affermato che la decisione è stata presa per evitare una situazione d'emergenza ancor più grave: a causa delle forti piogge sembrerebbe che il livello delle acque nei serbatoi fosse al limite.
I servizi locali di emergenza non hanno potuto determinare l'ampiezza e l'estensione delle acque inquinate, tuttavia, sembrerebbe che le acque di scarico non abbiano fortunatamente raggiunto il fiume Kharayelakh.
La polizia, che ha ricevuto la segnalazione di «scarico non autorizzato di rifiuti liquidi nella tundra» ha dichiarato di aver aperto un'inchiesta.
Domenica scorsa, circa 6'000 metri cubi di liquido, utilizzato per trattare i minerali, sono stati scaricati nella tundra artica.