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WASHINGTON - La Casa Bianca avrà un nuovo o una nuova portavoce. Sarah Huckabee Sanders, dopo due anni, lascerà il suo incarico a fine mese.
Ad annunciarlo su Twitter lo stesso presidente Donald Trump, augurando alla sua fedelissima consigliera un futuro in politica e incoraggiandola a candidarsi alla poltrona di governatrice dell'Arkansas: «Sarebbe fantastica».
Il presidente perde così una delle persone più leali al suo fianco: Sanders, infatti, insieme a Kellyanne Conway, è una delle pochissime superstiti della squadra iniziale che entrò alla Casa Bianca nel gennaio 2017, dopo la vittoria di Trump alle elezioni presidenziali del 2016, sopravvissuta a tutte le purghe degli ultimi tre anni.
Assunse il ruolo di portavoce nel luglio del 2017, prendendo il posto di Sean Spicer, di cui fino ad allora era stata la vice. Ma è nel team di Trump fin dalla campagna elettorale del 2015.
Il suo rapporto con i media non è stato per nulla facile, costellato da mille tensioni, con gran parte della stampa che l'ha spesso accusata di difendere a spada tratta il presidente ricorrendo anche a risposte e spiegazioni fuorvianti e contraddittorie. Per molti anche a falsità.
Talmente tese sono state le relazioni con i giornalisti che Sanders passerà alla storia come la portavoce della Casa Bianca che ha di fatto abolito il briefing quotidiano con la stampa, una tradizione mai messa in discussione. L'ultimo briefing risale all'11 marzo, ben 94 giorni fa. Una rivoluzione in base alla quale il rapporto con i media lo tiene direttamente il presidente, che con grande frequenza, molto di più rispetto ai suoi predecessori, si concede alle domande dei corrispondenti della Casa Bianca.
Sanders ha avvertito i suoi collaboratori poco prima che il presidente annunciasse la sua uscita di scena. «La nostra meravigliosa Sarah lascerà la Casa Bianca alla fine del mese e tornerà a casa nel grande Stato dell'Arkansas», ha scritto Trump tessendone le lodi: «È una persona molto speciale, con straordinario talento e che ha fatto un incredibile lavoro! Spero decida di correre per il posto di governatore dell'Arkansas, sarebbe fantastica. Sarah, grazie per il tuo lavoro ben fatto!».
Che Sanders possa davvero correre per la poltrona di governatrice del suo Stato di origine è una voce che gira da tempo e un'ambizione che lei stessa avrebbe confidato ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori. L'endorsement del presidente lo ha già ottenuto, ora bisognerà vedere se davvero deciderà di scendere in prima persona in politica. Non c'è ancora, invece, il nome del sostituto, colui che la dovrà sostituire nel delicatissimo periodo che porta verso le elezioni presidenziali del 2020, con Trump impegnato nella campagna per la rielezione. Una scelta che il presidente non può sbagliare.