Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/119516

<h2>SubmittedText<h2><p>La grande volatilità dei prezzi dei prodotti e dei mezzi aziendali agricoli genera insicurezza e rischi considerevoli per i produttori del settore. Ciò può nuocere alla compravendita di prodotti agricoli.</p><p>A questo proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono i motivi principali all'origine della volatilità dei prezzi nell'agricoltura?</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene possibile impegnarsi per ottenere margini e prezzi alla produzione ragionevoli e per contrastare i rischi della volatilità?</p><p>3. Esistono contromisure adeguate per impedire le speculazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le fluttuazioni di prezzo rilevate sui mercati internazionali negli ultimi anni sono state considerevoli sia per le materie prime agricole sia per i mezzi aziendali. Dopo il marcato aumento verificatosi negli anni 2007/08, nel 2008/09 i prezzi sono crollati a causa della crisi economica e a partire dal 2009 hanno nuovamente segnato una forte ripresa che ha toccato il suo apice a inizio 2011.</p><p>Le due impennate dei prezzi sono il risultato di particolari condizioni di ristrettezze sui mercati agricoli negli anni 2007/08 e 2010/11, cui hanno contribuito una domanda in forte crescita da anni (aumento della popolazione mondiale, cambiamento delle abitudini alimentari specie in determinati Paesi di recente industrializzazione, maggior impiego di materie prime agricole per la fabbricazione di biocarburanti) e un'offerta che in questi anni non è riuscita a soddisfare pienamente la domanda a causa delle perdite di raccolto dovute a eventi meteorologici in importanti regioni di coltivazione, combinata, in alcuni casi, con restrizioni all'esportazione. Anche il prezzo del petrolio, molto elevato in entrambe le fasi, ha esercitato un influsso significativo sui prezzi dei mezzi aziendali e delle materie prime agricole. In Svizzera, la protezione alla frontiera riduce gli effetti delle fluttuazioni internazionali sui prezzi del mercato interno. In entrambi i periodi, anche l'apprezzamento del franco ha contribuito all'attenuazione della volatilità dei prezzi elvetici.</p><p>2. Il Consiglio federale segue attentamente il tema da alcuni anni. Ritiene che spetti in primo luogo alla filiera agroalimentare stessa tutelarsi dalle fluttuazioni dei prezzi. Tuttavia, oltre alla protezione alla frontiera, vi sono diversi strumenti di politica agricola, con in parte un altro indirizzo di fondo, che contribuiscono ad attenuare gli effetti di tali fluttuazioni. La Confederazione, ad esempio, appoggia il settore creando trasparenza sul mercato (art. 27 della legge sull'agriculture, LAgr; RS 910.1) e permettendo, nell'ambito dell'autosostegno, di fissare prezzi indicativi (art. 8a LAgr) nonché di sostenere misure di solidarietà (art. 9 LAgr). Inoltre, per evitare il crollo dei prezzi, la Confederazione può partecipare, nel caso di un'evoluzione straordinaria, alle spese per provvedimenti temporanei intesi a sgravare il mercato (art. 13 LAgr). Infine, i pagamenti diretti rappresentano il sostegno di base per le entrate, contribuendo alla stabilità del reddito agricolo. Nel messaggio sulla Politica agricola 2014-2017, il Consiglio federale afferma che occorre sviluppare su base privata nuovi approcci per mitigare le fluttuazioni sui mercati e vagliare possibilità di sostegno sussidiarie della Confederazione. Per quanto concerne l'analisi delle esigenze concrete dell'agricoltura e lo sviluppo di nuovi strumenti privati è richiesta la collaborazione in particolare anche delle organizzazioni agricole.</p><p>3. Dal profilo economico, i mercati delle operazioni a termine sulle merci, anche quelli per le materie prime agricole, sono, in linea di massima, strumenti opportuni. Sono utili sia per la definizione sia per il consolidamento dei prezzi. Nel loro rapporto "Price Volatility in Food and Agricultural Markets: Policy Responses" del 2 giugno 2011 all'attenzione del G-20, diverse organizzazioni internazionali (tra le quali FAO, OCSE) non sono giunte a conclusioni definitive che permettano di stabilire se e in quale misura l'aumento del volume commerciale su tali mercati abbia contribuito alla volatilità dei prezzi rilevata in questi ultimi anni. Nonostante ciò, nella sua dichiarazione finale sul Vertice dal 3 al 4 novembre 2011, il G-20 chiede maggiore trasparenza sui mercati delle operazioni a termine e l'attribuzione di maggiori competenze alle autorità di vigilanza nella lotta agli abusi di mercato. Inoltre invita l'Organizzazione internazionale delle commissioni titoli, tra i cui membri figura anche l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, a fornire un resoconto entro fine 2012 sulla concretizzazione degli impegni in questo ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.