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L'azienda in questione svolgeva compiti di subappalto sulla base di contratti di servizio conclusi con aziende della regione. L'azienda aveva sede all'estero e impiegava cittadini brasiliani, italiani e polacchi. Le sei persone controllate in loco dagli ispettori del mercato del lavoro non avevano i permessi di soggiorno e di lavoro richiesti e le autorità cantonali ne hanno nel frattempo ordinato l' allontanamento dalla Svizzera.
Il divieto è stato ordinato immediatamente e provvisoriamente dagli ispettori, e la misura provvisoria è stata poi confermata da una decisione amministrativa emessa dalla stessa Sezione del lavoro e, dato che non è stato presentato alcun ricorso, la decisione è entrata in vigore a metà gennaio. Il caso è ora nelle mani del Ministero pubblico per le indagini.
Questa misura di divieto preventivo fa parte dei nuovi strumenti messi in atto nel cantone per intensificare la lotta contro il lavoro nero con l'entrata in vigore nel gennaio 2020 della revisione della legge sull'impiego e sul mercato del lavoro. Questa riforma ha dato allo stato di Friburgo nuovi strumenti per rintracciare gli abusi e lo rende un precursore in Svizzera, si legge nel comunicato delle autorità cantonali.
Secondo le stime, il lavoro nero costa al cantone di Friburgo un miliardo di franchi all'anno. Si tratta di denaro che sfugge al sistema di sicurezza sociale, a causa della mancanza di contributi.