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Papa Francesco continua nella sua strategia di rimozione di vescovi riconosciuti responsabili di coperture nei casi di abusi sessuali. Il Pontefice ha infatti accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi americana di Crookston, nel Minnesota, presentata da monsignor Michael J. Hoeppner e ha nominato amministratore apostolico 'sede vacante' della medesima diocesi mons. Richard Edmund Pates, vescovo emerito di Des Moines.
Una notizia apparentemente come tante altre pubblicate ogni giorno dal Bollettino della Sala stampa della Santa Sede, se non fosse che monsignor Hoeppner, oggi 71enne (quindi non in età da pensione), nel maggio 2017 è stato il primo vescovo a essere citato in giudizio individualmente per coercizione, dopo essere stato accusato di avere fatto pressioni su un candidato al diaconato affinché tacesse una passata accusa di abuso da parte di un sacerdote. La vittima affermò che la coercizione di Hoeppner era stata come "subire di nuovo abusi".
Il 20 settembre del 2017 è stato raggiunto un accordo tra il ricorrente e il vescovo Hoeppner, con quest'ultimo che ha pubblicato la copia di una lettera che il candidato al diaconato avrebbe dovuto firmare impegnandosi a mantenere riservato l'abuso subito. L'avvocato Mike Finnegan afferma che questa lettera prova la colpevolezza del vescovo Hoeppner nel forzare la ritrattazione della denuncia di abuso. Nel settembre del 2019, poi, è stato annunciato che il vescovo Hoeppner sarebbe stato il primo vescovo al mondo a essere indagato per insabbiamento di abuso ai sensi del motu proprio di papa Bergoglio 'Vos Estis Lux Mundi', riguardante l'obbligo di denuncia da parte dei chierici e le responsabilità giuridiche dei vescovi sulle proprie omissioni. Un testo che tra l'altro stabilisce le procedure per condurre le indagini preliminari contro i presuli accusati di abusi sessuali o di insabbiamento.
Se Hoeppner è stato il primo vescovo a essere indagato in base alle nuove norme introdotte da papa Francesco, non è il primo, né sarà l'ultimo ad essere allontanato per comportamenti omissivi o insabbiatori nella gestione degli abusi sessuali. Una tematica questa, che tra l'altro è pienamente al centro del processo in corso in Vaticano, e di cui per domani è attesa una nuova udienza, riguardante gli abusi avvenuti negli anni recenti nel Pre-seminario San Pio X, quello dei "chierichetti del Papa": abusi che secondo le testimonianze processuali avrebbero goduto di presunte protezioni e coperture da parte dei superiori.