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I dipendenti della Swissair rischiano di perdere non solo il loro posto di lavoro, ma anche i risparmi affidati alla cassa dell'impresa, che al momento attuale dovrebbero ammontare a 90 milioni di franchi. Aspre critiche sono rivolte a Credit Suisse, che amministra il denaro per Swissair e non permette prelievi superiori a 5000 franchi per persona. Secondo fonti giornalistiche chi ha tardato a svuotare il conto potrebbe subire una perdita netta, in media di 20 000 franchi.
Come altre grandi imprese, anche la Swissair dispone di una banca interna, di cui beneficiavano sia l'impresa - credito a basso costo- sia i dipendenti, che ricevono un tasso-risparmio privilegiato. Già la settimana scorsa gli impiegati, preoccupati sul futuro della compagnia, hanno cominciato a presentarsi allo sportello per ritirare i loro averi. Con il precipitare degli avvenimenti, la fila è diventata sempre più lunga.
Da martedì però il Credit Suisse, la banca che gestisce il traffico pagamenti per Swissair, ha bloccato i conti e lascia prelevare solo 5000 franchi per persona, spiega René Zurin, della sezione trasporti aerei presso il Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD). «È uno scandalo che il CS tolga i soldi alla nostra gente», afferma Zurin. «Chiediamo che siano immediatamente sbloccati».
Ai tempi d'oro la cassa amministrava 200 milioni di franchi. Secondo le stime di Adrian Wagner, dirigente del sindacato dei piloti Aeropers, attualmente vi sarebbero ancora 90 milioni di franchi. Ieri «Kassensturz», la trasmissione per i consumatori della televisione svizzero tedesca DRS, ha affermato che questi soldi - in media 20 000 franchi per ogni dipendente che non ha ancora svuotato il conto - finiranno nella massa fallimentare.
Una prospettiva che fa arrabbiare Hans-Jacob Heitz, l'avvocato che presiede l'associazione per la protezione dei piccoli azionisti di Swissair. «Il CS ha amministrato il denaro a titolo fiduciario. Se non lo lascia prelevare, i suoi organi si rendono penalmente perseguibili, per esempio per appropriazione indebita e amministrazione infedele», ha detto Heitz, che invita i dipendenti a chiedere al più presto l'intervento di un giudice per sbloccare i fondi. Stando a René Zurin, un avvocato si sta già occupando della cosa.
swissinfo e agenzie
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