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L'hockey, per Sami Kapanen, è molto semplice: l'importante è "giocare per la squadra". Quattro parole che riassumono un sistema, quello che vuole portare il coach finlandese in riva al Ceresio, fatto di sudore, sacrificio e tanto pattinaggio. Ma l'hockey, per Sami Kapanen, è molto di più di uno sport, siccome è entrato a far parte della sua vita già in tenera età: "Ho imparato a camminare a nove mesi appoggiandomi ad un bastone. I primi pattini li ho invece ricevuti ad un anno e mezzo, quando non ero ancora in grado di pattinare".
"La mia carriera è iniziata prendendo spunto da mio padre. Replicavo tutto quello che lui faceva, è così che sono diventato un professionista", ha proseguito il finlandese prima di lanciarsi nella sua avventura in NHL, iniziata in maniera decisamente sfortunata. "Durante il primo allenamento sono caduto e un giocatore mi ha colpito alla testa con una ginocchiata. Dopo qualche settimana i medici mi hanno comunicato che c'era stato un riversamento di sangue nel cranio e nella spina dorsale. Sono ripartito dalla AHL, poi, col passare degli anni, si può dire che è andata decisamente meglio".
- Il servizio con Sami Kapanen (Rete Uno Sport 09.09.2019, 12h30)