Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/60542

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il giorno dopo il referendum del 5 giugno 2005 sull'associazione della Svizzera agli accordi di Schengen/Dublino la Commissaria europea alle relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, ha dichiarato che l'UE avrebbe ratificato l'accordo soltanto in caso di approvazione da parte del nostro Paese dell'estensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE nella votazione del 25 settembre 2005. Considerando le dichiarazioni successive di certi alti dirigenti europei è possibile constatare che il commento della Commissaria europea non riflette l'opinione dell'insieme delle istituzioni comunitarie. In ogni caso il Popolo svizzero si esprimerà in modo sovrano nell'ambito della prossima votazione sull'estensione della libera circolazione delle persone. Non esiste infatti nessun legame giuridico tra i due pacchetti di accordi (Accordi bilaterali I e Accordi bilaterali II).</p><p>È tuttavia necessario rammentare che la reiezione dell'estensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone avrebbe gravi conseguenze sulle relazioni politiche ed economiche del nostro Paese con l'UE. Il Consiglio federale l'ha sottolineato in varie occasioni, segnatamente nel suo messaggio del 1° ottobre 2004 concernente l'approvazione del Protocollo aggiuntivo all'Accordo di libera circolazione delle persone tra la Svizzera e la Comunità europea (FF 2004 5203, in particolare 5228).</p><p>1./2. Dopo l'allargamento dell'UE del 1° maggio 2004 i negoziati sul protocollo relativo all'estensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri si sono svolti contemporaneamente ai negoziati sui Bilaterali II. Per questo i due oggetti sono stati presentati nello stesso momento alle Camere federali. Il Consiglio federale ha deciso di sottoporli separatamente al voto del Popolo - sempre che i referendum abbiano successo - in modo da permettere una chiara espressione della volontà popolare: anche se entrambi gli oggetti concernono le relazioni tra la Svizzera e l'UE, il loro contenuto è diverso; se fossero stati sottoposti simultaneamente al voto avrebbero potuto occasionare confusioni in merito alla loro portata politica e pratica. La via scelta dal Consiglio federale era intesa a migliorare la trasparenza necessaria alla formazione di un'opinione fondata.</p><p>3.-5. Nessuna informazione è stata dissimulata. Il Consiglio federale è sempre stato chiaro per quanto concerne il contenuto e l'importanza dei vari oggetti nonché le conseguenze dell'eventuale vittoria del no il 25 settembre 2005 sulle relazioni Svizzera-UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.