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La revisione della legge contro il riciclaggio di denaro rischia il naufragio: la Commissione degli affari giuridici del Nazionale (CAG-N) ha infatti respinto il progetto in votazione finale per 13 a 9 e 3 astensioni, voto che equivale a una non entrata in materia.
Il progetto è già stato esaminato, e accolto, lo scorso settembre dal Consiglio degli Stati. Quest'ultimo aveva però stralciato dagli obblighi di diligenza avvocati e consulenti, come invece auspicava il Consiglio federale. Proprio questo punto aveva spinto in primavera il Consiglio nazionale a non entrare in materia sull'intero progetto.
Col suo disegno, l'esecutivo vuole estendere le norme già in vigore per banchieri e commercianti anche a determinati servizi forniti in relazione alla costituzione, gestione o amministrazione di società o di trust. Il progetto è frutto dello scandalo dei Panama Papers, dai quali è emersa elusione fiscale e riciclaggio di denaro sporco su larga scala. Ciò ha spinto il Gruppo d'azione finanziaria (GAFI) ad intervenire, individuando delle lacune nella prassi svizzera e raccomandando di inasprire le regole.
Come precisa un comunicato odierno dei servizi parlamentari, la CAG-N, affrontando il progetto per la seconda volta, ha dapprima deciso, con 16 voti a 6 e 2 astensioni, di entrare in materia. Allineandosi al Consiglio degli Stati ha in seguito deciso di escludere i consulenti dal disegno di legge. A suo avviso, assoggettare questa categoria professionale alla legge sul riciclaggio di denaro equivarrebbe a rimettere seriamente in questione il segreto professionale degli avvocati. Una minoranza non concorda con questo punto di vista e sostiene l'introduzione di queste disposizioni, anche per tenere conto delle raccomandazioni del GAFI.
La CAG-N ha in seguito stabilito di rendere più restrittiva la nozione di sospetto fondato. Ha inoltre deciso - 13 voti a 12 - di non abbassare il valore soglia di 15'000 franchi in contanti per i commercianti di metalli preziosi e di pietre preziose.
Tuttavia, dopo la discussione particolareggiata del progetto, al voto decisivo la CAG-N ha respinto il disegno di legge (probabilmente grazie anche al voto negativo di qualche membro della minoranza contrario a una soluzione edulcorata). La CAG-N ha comunque deciso di sottoporre al plenum le soluzioni uscite dalla deliberazione di dettaglio quali eventuali proposte nel caso la camera del popolo dovesse esprimersi a favore dell'entrata in materia, ossia contro la raccomandazione della sua commissione preparatoria.