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Il presidente di Travail.Suisse propone di fare una pausa di «due o tre anni»
BERNA - Sarebbe più opportuno fare una pausa di due o tre anni nei negoziati sull'accordo quadro con l'Unione europea. È quanto ritiene il presidente di Travail.Suisse Adrian Wüthrich, il quale vede poco margine di manovra per fare compromessi.
I due campi dovrebbero muoversi per riuscire a trovare un'intesa sui tre punti ancora controversi, ovvero gli aiuti di Stato, la protezione dei salari e la direttiva sulla cittadinanza europea. Tuttavia, la Svizzera dovrebbe nuovamente definire con maggiore chiarezza le linee rosse da non oltrepassare, ha indicato oggi Wüthrich alla radio svizzero tedesca SRF.
Il sindacalista ha respinto ogni allentamento sulla protezione salariale. Un compromesso sulla direttiva concernente la cittadinanza dell'Ue potrebbe invece essere possibile. A suo avviso, la Svizzera ha i soldi necessari e l'adozione della direttiva non sarebbe così costosa.
Ma i negoziati sembrano in un vicolo cieco. Wüthrich ha detto di non temere ripercussioni da parte dell'Ue. La cooperazione è importante sia per la Svizzera che per il 27 Paesi membri dell'Unione europea. Il Parlamento deve tuttavia calmare le acque e sbloccare il miliardo di coesione per gli Stati dell'Europa dell'est.
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