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L'Organizzazione degli svizzeri dell'estero (ASO) incoraggia le candidature dei nostri connazionali emigrati, per le elezioni federali del prossimo anno.
L'appello lanciato venerdì a Berna nel corso della sessione autunnale del Consiglio degli svizzeri dell'estero, in pratica il parlamento della Quinta Svizzera. Un centinaio circa i delegati presenti alla riunione, sui 150 che nel "legislativo" rappresentano poco meno di 600 mila connazionali emigrati.
Tra i diversi gli argomenti all'ordine del giorno, l'organo supremo dell'ASO si è in particolare occupata i di diritti politici e della presenza di svizzeri dell'estero sulle liste elettorali delle prossime elezioni federali, in programma nell'autunno del prossimo anno.
Il Consiglio degli svizzeri dell'estero si è inoltre pronunciato a favore della Fondazione Svizzera solidale, oggetto in votazione popolare il prossimo 22 settembre.
Dieci anni di diritto di voto
"Negli ultimi dieci anni gli svizzeri dell'estero hanno arricchito il dibattito politico - ha dichiarato il presidente dell'ASO Georg Stucky, aggiungendo che "i risultati di diversi scrutini mostrano che gli svizzeri dell'estero hanno un peso elettorale, e possono fare la differenza".
Un diritto di voto per gli scrutini e le elezioni federali stabilito il 1° luglio 1992. Il primo appuntamento con le urne aveva coninvolto 14 mila elettori. A distanza di dieci anni, gli svizzeri dell'estero iscritti nei registri elettorali sono oltre 82 mila. Un segno indicativo del legame, anche politico, che unisce gli emigranti alla madre patria.
AAA, candidati cercansi
Finora gli svizzeri dell'estero non sono riusciti a mandare nessun rappresentante a Berna. Il primo che ci ha tentato, quattro anni fa Pierre-Alain Bolomey domiciliato a Bruxelles, ha fallito l'obiettivo nella corsa al Consiglio nazionale solo per un paio di migliaia di schede.
L'obiettivo dell'ASO, per il rinnovo della Camera bassa, previsto per il 19 ottobre del prossimo anno, è dunque quello di riuscire a far eleggere un proprio membro. Una volontà che si esprime anche attraverso le rivendicazioni ai partiti politici, in primis quello di facilitare la partecipazione politica della Quinta Svizzera.
Sì alla solidarietà
In vista della votazione popolare del 22 settembre, il Consiglio degli svizzeri dell'estero ha espresso la propria raccomandazione di voto sull'utilizzo delle riserve auree della Banca nazionale a favore della Fondazione Svizzera solidale.
Per l'ASO, che ha paragonato le ricadute d'immagine della Fondazione Svizzera solidale a quelle della Croce Rossa, la solidarietà è un valore degli svizzeri dell'estero. La Quinta Svizzera partecipa da quest'anno alle collette organizzate dalla Catena della Solidarietà e la Fondazione Svizzera solidale potrebbe venire in aiuto anche degli emigranti in difficoltà.
40 anni di formazione
La sessione autunnale del Consiglio degli svizzeri dell'estero ha rappresentato inoltre l'occasione per festeggiare i quattro decenni d'attività dell'AJAS, l'Associazione per la formazione dei giovani svizzeri dell'estero.
Un'organizzazione che, come ha ricordato il suo presidente, il consigliere nazionale democristiano bernese Remo Galli "in quarant'anni ha aiutato decine di migliaia di giovani connazionali dell'estero a completare la formazione scolastica e professionale in Svizzera".
Arrivederci in Vallese
I lavori del parlamentino della Quinta Svizzera si sono conclusi con l'annuncio del prossimo congresso, che si terrà a Crans-Montana dal 29 al 31 agosto 2003. Significato e futuro della piazza finanziaria svizzera, il tema in agenda.
Un argomento quanto mai .d'attualità, viste le pressioni dell'Unione europea per l'abolizione del segreto bancario.
Sergio Regazzoni