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I conservatori britannici hanno ottenuto una storica vittoria elettorale conquistando la maggioranza assoluta. Boris Johnson torna primo ministro con 365 seggi su un totale di 650, la più alta maggioranza conservatrice da quando Margaret Thatcher vinse il terzo mandato nel 1987.
Per il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, un risultato davvero deludente. Con soli 203 seggi parlamentari ottenuti, ha perso roccaforti tradizionalmente di sinistra di lunga data come quelli delle Midlands, dell’Inghilterra nord-orientale e del Galles. La maggiore perdita dal 1935, la quarta in nove anni, la seconda di fila per Corbyn. La Brexit, a suo parere, ha messo in ombra altre questioni del paese.
Deve ancora tenere un discorso sulla sconfitta, ma ha fatto sapere che non si dimetterà immediatamente e che comunque non guiderà i laburisti in nessuna futura campagna elettorale. Il partito ha bisogno di un periodo di riflessione su questo risultato, è ovvio che una transazione verso una nuova leadership del partito è iniziata.
Johnson è tornato a Downing Street dopo aver visitato Buckingham Palace e chiesto alla regina il permesso di formare il nuovo governo dopo averla informata che aveva abbastanza sostegno in parlamento. La sua scommessa di abbinare il voto sulla Brexit nei seggi elettorali ha pagato in modo spettacolare. Il primo ministro si è rivolto alla nazione questa mattina presto, affermando che la Brexit era ormai una decisione inconfutabile. “Guiderò un governo popolare”, ha pronunciato con tono trionfale, “Le miserabili minacce di un secondo referendum sulla Brexit sono finite”, ha aggiunto.
Ora può spingere il suo accordo sulla Brexit in parlamento con una seconda lettura già prima di Natale, sfruttando la nuova libertà di operare senza il sostegno dli altri partiti.
Queste elezioni hanno ridisegnato in maniera significativa anche la mappa elettorale della Scozia. La leader dei Liberali Democratici Joanne Kate Swinson, propagandata addirittura come un primo ministro alternativo a Johnson e Corbyn, ha perso il suo seggio alla Camera dei Comuni a favore di Amy Callaghan del dilagante Partito nazionale scozzese (SNP). I Democratici liberali hanno ottenuto 11 seggi.
Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese e leader dell’SNP, è riuscita ad ottenere 48 seggi a Westminster. Già la prossima settimana cercherà di trovare in parlamento scozzese il pieno appoggio per indire un altro referendum sull’indipendenza esponendo la causa legale in un nuovo documento. La nuova maggioranza conservatrice suggerisce che la Brexit è ormai una certezza, quindi la Scozia verrà trascinata fuori dall’Unione europea contro la sua volontà. “Boris Johnson ha un mandato per portare l’Inghilterra fuori dall’UE. Deve accettare il fatto che io abbia un mandato per offrire un futuro alternativo per la Scozia”, ha detto Sturgeon.
Nell’Irlanda del Nord il leader del Partito sindacalista democratico pro Brexit, Nigel Dodds, ha perso il suo seggio a North Belfast. Una vittoria degli elettori che volevano rimanere nell’Unione europea. Sparito con zero seggi invece il partito di Nigel Farage, assorbito totalmente dal partito conservatore di Johnson dopo le europee di maggio.
Le prime reazioni della maggior parte dei leader mondiali sono state quelle di dare importanza alle relazioni future con il Regno Unito. Il presidente Donald Trump si è congratulato con Johnson e ha affermato che adesso Stati Uniti e Regno Unito sono liberi di stipulare un nuovo accordo commerciale che dopo la Brexit sarà molto più redditizio di qualsiasi accordo che potrebbe essere fatto con l’UE. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato di attendere con impazienza l’ulteriore cooperazione verso l’amicizia e una stretta collaborazione.
Il Primo ministro irlandese Leo Varadkar, ha dichiarato di rammaricarsi profondamente per il fatto che il Regno Unito stia lasciando l’Unione Europea. Si tratta ora di ratificare un accordo di recesso che non includa frontiere rigide offrendo allo stesso tempo protezione per il popolo britannico in Irlanda e il popolo irlandese in Gran Bretagna oltre a negoziare un accordo commerciale globale.
Mosca ha sempre sperato che le elezioni portassero al potere politici a favore dei “buoni rapporti” con la Russia. Il Cremlino ha espresso incertezze quindi sui risultati per tale aspettativa
La vittoria dei conservatori metterà senz’altro fine allo stallo politico e istituzionale che ha tenuto bloccato il parlamento inglese negli ultimi anni. Il programma elettorale di Boris Johnson di ispirazione liberale, influenzerà le scelte economiche del paese con progetti molto più austeri di quanto abbia detto.
Tutto è nelle mani di Boris Johnson con una responsabilità ora ancora più grande nel modellare il futuro della politica britannica. Una bella sfida, ma potrebbe avere difficoltà a tenere unito il Regno Unito con alcune delle sue parti che stanno andando in diverse direzioni.