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Senza accordo quadro non c'è status quo possibile nelle relazioni tra Svizzera e Unione europea. Lo afferma l'ambasciatore dell'Ue a Berna, Petros Mavromichalis, che avverte: non ci saranno nuovi accordi di accesso al mercato europeo e quelli in scadenza non saranno rinnovati.
Mavromichalis, in una intervista al quotidiano Le Temps in edicola oggi, afferma: "è la cronaca di una morte annunciata". La Svizzera può certamente respingere l'accordo istituzionale, "ma anche noi siamo sovrani e possiamo dire 'no' al proseguimento dell'attuale via bilaterale", precisa l'ambasciatore.
Citando il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, Mavromichalis ricorda che l'Ue non intende più "svendere l'accesso al suo mercato interno" ai Paesi che vogliono abbandonarlo o avvicinarsi ad esso. Tuttavia, l'Ue sta facendo tutto il possibile per trovare una soluzione ai punti controversi dell'accordo istituzionale quadro, aggiunge l'ambasciatore in un'altra intervista pubblicata da Schweiz am Wochenende.
"Serve una base istituzionale per partecipare al nostro mercato interno", prosegue Mavromichalis. La Svizzera deve rispettarlo, aggiunge, sottolineando che il clima delle discussioni "migliorerebbe sicuramente" se Berna dovesse versare il cosiddetto secondo miliardo di coesione.
Il diplomatico ricorda che gli accordi bilaterali erano nati come soluzione transitoria dopo il rifiuto elvetico nel 1992 dello Spazio economico europeo (See). "A quel tempo la Svizzera era un candidato all'adesione", osserva, sottolineando che Bruxelles rispetta il fatto che per Berna l'adesione non sia più un tema attuale.