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La Svizzera per la prima volta nella sua storia ha in un solo giorno due nuove donne in Governo. L'Assemblea federale ha infatti eletto contemporaneamente l'altovallesana Viola Amherd (PPD) e la sangallese Karin Keller-Sutter (PLR) in sostituzione dei dimissionari Doris Leuthard e Johann Schneider-Ammann.
Se il successo della seconda era dato per scontato fin da prima... che si candidasse, sorprende la netta vittoria della vicecapogruppo popolare-democratica, che con 148 voti su 240 schede valide ha sbaragliato già al primo turno la concorrenza della consigliera di Stato urana Heidi Z'graggen (60 schede). Quest'ultima, anche se sostenuta dall'UDC, ha probabilmente pagato il fatto di essere una quasi sconosciuta in Parlamento a Berna.
La rappresentante del PLR l'ha invece spuntata con 154 voti, anche lei al primo turno, lasciando a 56 il suo rivale nidvaldese Hans Wicki. Otto anni fa, quando sedeva nel Governo del suo cantone, era stata sconfitta da Schneider-Ammann al momento della sostituzione di Hans-Rudolf Merz. È stata un'elezione rapida: alle 10.06 precise entrambe prestavano giuramento alzando tre dita della mano destra davanti alla presidente del Nazionale Marina Carobbio. La socialista ticinese come preannunciato ha diretto i lavori in italiano, inaugurando una nuova formulazione per l'annuncio dei risultati degli scrutini: non "è eletto/a", che avrebbe tradito subito il genere del vincitore, ma "l'Assemblea federale ha eletto".
Nel suo discorso davanti alle Camere riunite, Keller-Sutter ha affermato di accettare l'incarico "con grande piacere e grande rispetto". Keller-Sutter ha parlato di concordanza: "occorre collaborazione in seno al Consiglio federale per ottenere maggioranze in Parlamento e davanti al popolo".
E di "compromessi" ha parlato anche Viola Amherd. San Gallo torna in Governo dopo 32 anni (l'ultimo a rappresentarlo fu Kurt Furgler), il Vallese dopo 9 (il tempo passato dall'addio di Pascal Couchepin).
Prima delle due elezioni, il Parlamento si è accomiatato dai due dimissionari. Nel suo discorso di addio, Leuthard ha definito il suo mandato un periodo appassionante e intenso. Visibilmente commossa, la ministra partente ha messo in guardia da un indebolimento del multilateralismo e ha difeso una maggior cooperazione tra gli Stati. "I problemi globali non possono essere risolti a livello nazionale".
- RG 12.30 del 05.12.18 - Il servizio di Monica Fornasier
Johann Schneider-Ammann ha sottolineato invece l'importanza dell'economia nella politica e nella società elvetica. Il ministro dimissionario ha spezzato una lancia in favore di una società liberale. "Bisogna osare di più", ha affermato sostenendo che non bisogna mai guardare indietro. "Chi agisce non arriva mai in ritardo all'obiettivo". E ha chiuso con una battuta (non la prima del suo intervento) che ha suscitato ilarità: "Sono stati otto anni di emozioni, anche quando non si vedeva sul mio volto", ricordando l'allocuzione per la giornata del malato del 2016, quando con tono serissimo aveva parlato dell'importanza... della risata.