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Nella conferenza stampa del 18 gennaio 2017 il Comitato civico ha spiegato le ragioni per il “no” ai giochi olimpici 2026 nei Grigioni. Per Barbara Wülser, Aixa Andreetta, Max Lüscher-Marty ed Enrico Bisaz è chiaro che le Olimpiadi sono insensate dal punto di vista economico-finanziario; ritengono inoltre che il Comitato olimpico internazionale sia un partner poco credibile, che non permetterà lo svolgimento di giochi olimpici sostenibili. Ricevere ordini dal CIO non è cosa per il Cantone dei Grigioni. Il popolo ha già di recente detto “no”: questa nuova votazione è perciò una forzatura.
La giornalista Barbara Wülser, di Malans, sottolinea che già la candidatura per il 2022 era stata dichiarata “sostenibile” e “irripetibile”. Con la candidatura 2026 tutto dovrebbe essere ancora più “sostenibile” e ancor più “irripetibile”. “Avevano mentito i promotori della prima candidatura? A cosa devo credere?”, si chiede Barbara Wülser. L’“Agenda 2020” elenca soltanto delle raccomandazioni. Le condizioni quadro del CIO non sono cambiate: esso non si fa carico del disavanzo e si riserva il diritto di modificare gli accordi unilateralmente e in ogni momento. I rischi restano sempre a carico delle casse pubbliche. “I Grigioni hanno tutte le infrastrutture per le discipline sportive più importanti”, scrivono i promotori. Dal dossier recentemente pubblicato emerge tuttavia che devono essere comunque costruite nuove infrastrutture temporanee. “Mi domando quali altre sorprese ci attendono”, osserva Wülser.
I giochi olimpici e l’“esuberanza irrazionale”
Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’economista ed esperto finanziario Max Lüscher-Marty. Da economista ha affermato che “chi è dipendente dal gioco è convinto che le regole delle probabilità non valgano per lui. In linea di principio i promotori delle Olimpiadi fanno la stessa cosa”. La classe politica grigione si è intestardita su questo progetto; nel mondo della finanza questo atteggiamento sarebbe definito “esuberanza irrazionale”, caratterizzata da una sopravvalutazione delle proprie possibilità, da una comportamento da branco e dall’illusione di avere tutto sotto controllo. Il dossier di candidatura “Grigioni e partner” presenta un preventivo in pareggio di 1’650 milioni di franchi. Un disavanzo a carico del Cantone dei Grigioni non è previsto. Le “garanzie necessarie” devono essere messe a disposizione dalla Confederazione. Da economista, Lüscher-Marty è giunto alla conclusione che il Cantone dei Grigioni non è in grado e non è pronto a farsi carico del rischio che i giochi olimpici comportano. “Se un investitore non è in grado o non vuole farsi carico di una perdita del 10%, è meglio che rinunci all’investimento”. In conclusione: “Chi investe fa attenzione a non puntare su un cavallo solo. È necessario diversificare. Il Cantone dei Grigioni dovrebbe concentrarsi su progetti più circoscritti. I campionati mondiali di sci 2017 a St. Moritz sono un esempio”.
La nostra economia locale non ne approfitta
La vicesindaca del comune di San Vittore Aixa Andreetta rileva che il progetto non tiene conto di tutte le regioni: progetti giganteschi come le Olimpiadi non servono a nulla per le piccole regioni periferiche. Per sostenere veramente queste regioni bisognerebbe fare degli sforzi in favore delle strutture alberghiere e delle infrastrutture già esistenti nonché del turismo su tutto l’arco dell’anno. In questo caso i giochi olimpici non portano nessun giovamento. “Bisogna smetterla con queste chiacchiere e con lo spreco di energia e di risorse per questi progetti”, dice Andreetta. Le risorse devono essere investite in progetti lungimiranti che promuovono la nostra ricchezza culturale e che sono realmente innovativi. Dopo tutte le sconfitte alle urne, le Olimpiadi sono tutto fuorché innovative.
Sì agli sport invernali, no alle Olimpiadi
Quale rappresentante dell’Engadina e medico a riposo, Enrico Bisaz ha messo in guardia dai giochi olimpici. Le Olimpiadi non hanno effetti positivi per la promozione dello sport tra la popolazione anche a causa della loro crescente commercializzazione. Per quanto riguarda l’Engadina Bisaz critica l’assenza di un concetto per la gestione della viabilità. “Se si mettono a disposizione così tante risorse per lo sport e per il turismo, che almeno si abbiano effetti immediati e a lunga durata”, aggiunge. Un esempio, a questo proposito, potrebbe essere la riduzione o l’azzeramento del costo per l’uso degli impianti di risalita per i giovani fino ai 16 anni.
Nella foto in alto da sinistra a destra: Aixa Andreetta (vicesindaca, San Vittore), Max Lüscher-Marty (economista, Zizers), Barbara Wülser (giornalista, Malans), Enrico Bisaz (medico, Zernez)
Comitato Civico “No” alle Olimpiadi 2026