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Mentre agli Australian Open giocheranno solo giocatori completamente vaccinati, l'ATP propone multe salatissime a coloro che falsificheranno i certificati Covid.
È un periodo difficile per molti, quasi tutti, alle prese con il Covid, le sue varianti, le restrizioni e gli aggiustamenti che bisogna apportare alla vita di tutti i giorni.
Pure il grande tennis sta per varare nuove regole, draconiane per certi versi.
La proposta
Infatti l'ATP ha proposto di penalizzare pesantemente i giocatori che falsificano i loro certificati di vaccinazione al Covid-19.
Se la proposta verrà approvata, un giocatore trovato colpevole di falsificazione potrebbe ricevere una multa di 100.000 dollari o una sospensione per un periodo fino a tre anni.
Australian Open
L'Australian Open è il primo torneo che richiede ai giocatori di essere completamente vaccinati per potervi partecipare e altri eventi potrebbero seguire.
In base alla proposta, se un giocatore viene trovato a falsificare il suo certificato di vaccinazione, sarà «soggetto a una multa di 100.000 dollari e/o alla sospensione dal gioco nei tornei ATP Tour o ATP Challenger Tour per un periodo fino a tre (3) anni», si legge nella proposta dell'ATP.
È di settimana scorsa la conferma del direttore del torneo degli Australian Open, Craig Tiley, riguardante la vaccinazione obbligatoria al torneo Down Under. Tiley ha inoltre detto di sperare che il numero 1 del mondo Novak Djokovic possa giocare.
La posizione di Djokovic
«Abbiamo parlato con Novak e il suo team e hanno capito chiaramente che per venire a giocare agli Australian Open devono essere completamente vaccinati», ha detto il boss del primo Grand Slam della stagione. «Sanno che è una condizione per tutti, non solo per i giocatori, ma per i fan e tutto lo staff. Lui (Djokovic ndr.) ha replicato che è una decisione privata e al momento giusto ce lo dirà. So che vuole giocare, lo ha chiaramente indicato e conosce le condizioni a cui dovrebbe sottoporsi per poterlo fare».
«È l'unica direzione che si può prendere in questo momento - ha aggiunto Tiley - per garantire la sicurezza di tutti. Trovandosi in uno stato (Victoria n.d.r.) dove c'è più del 90% della popolazione completamente vaccinata, è la cosa giusta da fare».