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Politica in materia di asilo e di stranieri: quali saranno le prossime mosse?
Approvate le ordinanze relative alla nuova legge sugli stranieri e alla legge sull’asilo riveduta
Comunicati, DFGP, 24.10.2007
Berna. Alcune parti della legge sull’asilo riveduta sono già in vigore dal 1° gennaio 2007. La prima fase della revisione della legge sull’asilo è riuscita. Le altre disposizioni della legge sull’asilo, la nuova legge sugli stranieri e le pertinenti ordinanze entreranno in vigore il 1° gennaio 2008. L’applicazione risoluta di tali leggi e ordinanze permetterà alla Svizzera di migliorare la propria politica in materia di asilo e di stranieri e di combattere gli abusi con determinazione. Oggi il Consiglio federale ha approvato le pertinenti ordinanze di esecuzione e ha fissato al 1° gennaio 2008 l’entrata in vigore completa della legge sugli stranieri e di quella sull’asilo.
Il 24 settembre 2006 la legge federale sugli stranieri (LStr) e la revisione parziale della legge federale sull’asilo (LAsi) sono state accettate in votazione popolare. Parti della LAsi riveduta sono in vigore dal 1° gennaio 2007.
D’intesa con la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) e la Conferenza dei direttori cantonali degli affari sociali (CDAS), sono stati istituiti gruppi di lavoro misti della Confederazione e dei Cantoni per preparare le ordinanze di esecuzione. Le consultazioni in merito sono durate dal 28 marzo al 30 giugno 2007.
Gli interpellati hanno in prevalenza accolto favorevolmente le ordinanze di esecuzione delle due leggi. Alcune disposizioni sono state adeguate in base ai pareri pervenuti; non si tratta comunque di modifiche rilevanti.
Problemi 2004 - 2007:
- Sono troppe le domande d’asilo infondate.
- Le procedure d’asilo sono troppo lunghe.
- I richiedenti respinti non lasciano il Paese.
- L’integrazione e le conoscenze linguistiche dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse a titolo provvisorio sono carenti e il loro tasso di occupazione risulta basso.
- Il settore dell’asilo è troppo caro.
- Eritrei: dalla primavera 2006 è aumentato il numero dei richiedenti l’asilo dall’Eritrea.
- Iraq: a causa della guerra in Iraq sono aumentate le domande d’asilo presentate da cittadini iracheni.
- Nel primo semestre del 2007 ben 527 Rom rumeni hanno presentato una domanda d’asilo per beneficiare dell’aiuto al ritorno.
Misure adottate:
- 1.4.2004: blocco dell’aiuto sociale per le persone la cui domanda si è conclusa con una decisione di non entrata nel merito.
- Snellimento della procedura d’asilo.
- 1.1.2007: entra in vigore la prima parte della legge sull’asilo riveduta, comprendente la non entrata nel merito per persone prive di documenti, misure coercitive, nuove regole per i casi di rigore e nuova ammissione provvisoria che migliora l’accesso all’attività lucrativa per le persone ammesse provvisoriamente.
- Sono stati condotti progetti pilota, il cosiddetto "apprendistato per rifugiati".
- Tra il 2004 e il 2007 sono stati firmati accordi di riammissione con 13 Stati.
- All’inizio di maggio del 2007 l’UFM ha deciso che le persone provenienti da Stati dell’UE non hanno più diritto all’aiuto al ritorno.
Risultati raggiunti:
- È calato il numero delle nuove domande d’asilo.
- È calato il numero delle persone coinvolte nella procedura d’asilo.
- Sono state presentate meno domande infondate; la quota di riconoscimento è salita.
- È diminuito il numero delle persone la cui domanda è stata respinta e che devono lasciare la Svizzera.
- È diminuito il numero delle persone per le quali è stato necessario procurare documenti.
- I Rom rumeni sono rientrati in patria entro poco tempo.
- Non entrata nel merito per persone prive di documenti: nei primi otto mesi del 2007 ben 2 392 persone, pari al 35,3 per cento dei richiedenti, hanno fornito un documento di viaggio o d’identità. Nel 2006 tale quota era di soli 24,7 per cento.
- È stato possibile ridurre le spese del settore dell’asilo.
Problemi correnti:
- Qualità di rifugiato riconosciuta ai renitenti al servizio militare e disertori eritrei: secondo una decisione di principio della Commissione di ricorso in materia d’asilo (oggi Tribunale amministrativo federale), i disertori e i renitenti al servizio militare vanno riconosciuti come rifugiati. In seguito il numero delle domande d’asilo presentate da cittadini eritrei ha registrato un forte aumento rispetto al resto dell’Europa continentale.
- La guerra in Iraq ha fatto lievitare il numero delle domande presentate da cittadini iracheni, cui viene generalmente concessa l’ammissione provvisoria. Alla fine di settembre del 2007 i cittadini iracheni erano, per numero, il secondo gruppo di persone coinvolte nella procedura d’asilo (3 583 persone) e il terzo tra gli stranieri ammessi a titolo provvisorio (2 571 persone).
- Resta troppo elevato il numero dei richiedenti l’asilo respinti che non lasciano la Svizzera (alla fine di settembre 2007 la procedura d’esecuzione riguardava 5 834 persone).
- Integrazione carente, insufficienti conoscenze linguistiche e tasso di occupazione troppo basso dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse a titolo provvisorio.
Misure previste:
- Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) preparerà un decreto federale urgente per modificare la legge sull’asilo (art. 3), di modo che i disertori e i renitenti al servizio militare non vengano più generalmente riconosciuti come rifugiati e non ottengano l’asilo. Nei casi specifici in cui l’allontanamento si dimostra impossibile, inammissibile e non ragionevolmente esigibile potrà essere ordinata, a titolo sostitutivo, l’ammissione provvisoria. Tale modifica della legge permette di ridurre l’attrattiva della Svizzera per disertori e renitenti.
- 1.1.2008: entreranno in vigore le rimanenti disposizioni della legge sull’asilo riveduta e le pertinenti ordinanze, comprendenti tra l’altro l’estensione del blocco degli aiuti sociali a tutti i richiedenti respinti e il nuovo sistema di rimborso per i Cantoni, che comporterà notevoli sgravi amministrativi, ad esempio con l’introduzione di somme forfettarie globali e della somma forfettaria per l’integrazione.
Problemi:
- Troppi lavoratori poco qualificati provenienti da Stati non membri dell'UE.
- Problemi d’integrazione di una parte della popolazione straniera: conoscenze linguistiche e formazione lacunose nonché tasso di disoccupazione più elevato rispetto ai cittadini svizzeri.
- Criminalità degli stranieri.
- Elevato tasso di disoccupazione degli stranieri, soprattutto tra i giovani.
Misure:
- Analisi dei problemi.
- Elaborazione e adozione di un rapporto sull'integrazione e di misure d'integrazione.
- Misure concernenti la criminalità giovanile: conclusione della consultazione.
- L'immigrazione da Stati non membri dell'UE è stata limitata alla manodopera qualificata
- 1.1.2008: entrata in vigore della nuova legge sugli stranieri
Nuova legge sugli stranieri:
- Miglioramento dell'integrazione delle persone che rimangono in Svizzera, ad esempio grazie a disposizioni particolareggiate per quanto concerne i diritti e i doveri delle persone straniere, al ricongiungimento tempestivo dei figli nonché alla promozione e all’esigenza dell'integrazione mediante numerose misure integrative e non da ultimo anche mediante la possibilità di concludere accordi sull'integrazione.
- Lotta agli abusi nel settore dell'asilo e degli stranieri, ad esempio grazie al rifiuto di celebrare matrimoni di compiacenza, all'inasprimento generale delle sanzioni penali, in particolare per passatori e matrimoni fittizi, e alla possibilità di revocare il permesso di soggiorno a chi commette reati o in caso di mancata integrazione.
Dal 2002 vige con l'UE l'Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone. I cittadini dell'UE beneficiano delle medesime condizioni relative al mercato del lavoro svizzero applicabili ai cittadini svizzeri - purché non siano esauriti i contingenti. Dal 1° giugno 2007 non ci sono più contingenti per i cittadini dei quindici "vecchi" Stati membri dell'UE. Dal canto loro, i cittadini svizzeri beneficiano già dal 1° giugno 2004 della libera circolazione totale delle persone nell'UE.
Nei primi tre mesi (giugno: 10'800, luglio: 7'200, agosto: 6'300) sono stati rilasciati complessivamente 24'300 permessi di soggiorno, di cui solo un terzo a nuovi arrivati; per i restanti due terzi si trattava di manodopera già ammessa sul mercato del lavoro svizzero (p.es. dimoranti di breve durata, frontalieri).
L'aumento del numero di permessi rilasciati è dovuto essenzialmente all'andamento economico favorevole.
È invece diminuito il numero di persone straniere provenienti da Stati non membri dell'UE (- 1,1 %).