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La richiesta di un commissione di inchiesta internazionale, ma anche l'annuncio di una interna palestinese. La leadership di Ramallah, sotto pressione, dopo le rivelazioni del rapporto dei ricercatori di Losanna su una "significativa" presenza di polonio nei resti del capo carismatico dell'Olp, scende in campo nel tentativo di chiarire il mistero della morte di Yasser Arafat. E domani annuncia una conferenza stampa alla Muqata - il palazzo presidenziale di Abu Mazen (Mahmoud Abbas) - per spiegare i suoi passi.
Israele, chiamato in causa già da ieri, ha ribadito anche oggi di non avere alcuna responsabilità nella morte del leader e ha definito "un tempesta in un bicchier d'acqua" gli ultimi sviluppi della vicenda.
Dopo le anticipazioni di ieri dei media e della vedova del leader Suha Arafat, gli esperti svizzeri autori del rapporto hanno chiarito oggi in una conferenza stampa a Losanna che sul corpo di Arafat è stata riscontrata una quantità "significativa" di polonio. Ma - hanno avvertito - non si può confermare né escludere che la causa della morte sia da attribuire proprio al polonio. "I nostri risultati sostengono sia ragionevole la tesi dell'avvelenamento", ha detto però Francois Bochud dell'Università di Losanna, aggiungendo subito che la presenza di polonio presuppone "necessariamente l'intervento di un terzo" attore.
Su questo intende lavorare la dirigenza palestinese: "Nello stesso modo in cui è stata istituita una commissione d'inchiesta internazionale sull'assassinio di Rafiq Hariri (l'ex premier libanese, ucciso in un attentato a Beirut nel 2005, ndr) - ha proposto Wassel Abu Yussef, membro del Comitato esecutivo dell'Olp - ci deve essere una commissione internazionale per indagare sulla morte del presidente Arafat".
E il portavoce della presidenza di Ramallah, Ramzi Tawell, ha fatto sapere che l'Anp sta pensando ad una Commissione di inchiesta interpalestinese sulla morte di Arafat. Della commissione, ha spiegato Tawell, dovrebbero far parte il ministro della Giustizia Ali Mohanna, Abdullah Al Bashir, medico personale di Arafat, e Tawfiq al-Tirawi, capo dell'intelligence palestinese.
Israele - dopo le prime risposte di ieri alla morte di Arafat - ha replicato anche oggi: l'attuale ministro dell'Energia Silvan Shalom che nel 2004 (l'anno della morte a Parigi di Arafat) era il titolare degli Esteri e membro del gabinetto di sicurezza che ha definito il tutto "una tempesta in un bicchier d'acqua". Non prima di aver sottolineato che Israele non "ha mai preso la decisione di far male fisicamente" al capo dell'Olp. "Ma anche se fosse stato avvelenato, certamente - ha ammonito Shalom - non è stato Israele".
Poco prima il portavoce del ministero degli Esteri Ygal Palmor ha reclamato che il tutto "è più una soap opera che scienza". Poi, dopo aver ricordato l'età e lo stile di vita "insano" di Arafat, ha aggiunto che i nuovi sviluppi della vicenda sono "l'ultimo episodio della soap che oppone la moglie Suha ai successori di Arafat".
SDA-ATS