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Diverse associazioni hanno presentato ricorso contro gli adeguamenti del sistema Tarmed decisi dal Consiglio federale. I ricorsi sono stati inoltrati al Tribunale federale (TF) e al Tribunale amministrativo federale (TAF), hanno confermato le stesse organizzazioni all'ats.
L'ordinanza viola la legge sulle assicurazioni malattia e la Costituzione, ha indicato all'ats Conrad Engler, membro della direzione dell'associazione degli ospedali svizzeri H+. Gli adeguamenti proposti hanno elementi arbitrari, non sono sostenibili economicamente e portano a un trattamento differente tra ospedali e cliniche.
L'organizzazione H+ e la Società svizzera di radiologia (SSR), che hanno inoltrato ricorso oggi, sottolineano per esempio il fatto che gli ospedali non possano fatturare supplementi per prestazioni di emergenza fornite in ospedale da medici di famiglia.
I radiologi lamentano poi che circa la metà della ridistribuzione tariffaria va a loro discapito. Attraverso gli adeguamenti decisi dal Consiglio federale, al settore della radiologia vengono a mancare 100 milioni di franchi, ha scritto la SSR in un comunicato di giugno. Ne consegue che l'acquisto di nuovi apparecchi a medio termine verrà rimandato o che addirittura non sarà possibile.
La Federazione dei medici svizzeri FMH si riserva a sua volta di impugnare l'ordinanza. Un'associazione affiliata all'FMH, la federazione delle società di chirurgia (fmCh), ha però già adito le vie legali, ha dichiarato Jürg Schlup, presidente della FMH.
Le associazioni chiedono un effetto sospensivo degli adeguamenti. Il Consiglio federale aveva deciso a fine giugno che le nuove tariffe devono entrare in vigore a partire dal primo ottobre 2014.
La misura è parte del piano direttore "medicina di famiglia e medicina di base", che ha contribuito in modo decisivo al ritiro dell'iniziativa sulla medicina di famiglia. Con gli adeguamenti il Consiglio federale vuole trasferire 200 milioni di franchi all'anno dagli specialisti ai medici di famiglia e ai pediatri.
L'amministrazione non sembra temere una vertenza giuridica. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ritiene infatti che i tribunali non entreranno neanche in materia, poiché contro un'ordinanza del Consiglio federale fondamentalmente non può essere inoltrato ricorso, ha affermato il portavoce dell'UFSP Daniel Bach.
In risposta alle critiche dell'associazione degli ospedali Bach dice: "è vero che gli ospedali contribuiscono tramite il pronto soccorso all'assistenza sanitaria di base, ma offrono uno spettro molto più ampio di prestazioni che va fino alla medicina altamente specializzata".