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Roma, 3 feb. (Adnkronos Salute) - Negli ormoni delle donne in attesa si cela il segreto per conoscere quali future mamme rischiano di incappare nel baby blues, una forma di depressione post-parto che colpisce il 10-15% delle donne. Uno studio condotto dai ricercatori dell'università della California (Usa) su 100 future mamme, pubblicato sugli 'Archives of General Psychiatry', rivela infatti che i livelli dell'ormone CRH (ormone di liberazione della corticotropina) - misurati a 25 settimane di gravidanza - permettono di prevedere ben tre quarti delle donne che svilupperanno il baby blues. Se questo risultato sarà confermato da ulteriori ricerche, potrebbe aprire la strada a un semplice test per lo screening della depressione post-parto.
Questo disturbo in genere inizia da quattro a sei settimane dopo la nascita del bebè, e spesso colpisce donne che hanno subito eventi stressanti o luttuosi nei nove mesi, o sperimentano una bassa autostima, ansia o stress in gravidanza. Dopo aver eseguito una serie di controlli in vari momenti della gravidanza, i ricercatori hanno scoperto che proprio i livelli dell'ormone alla 25.ma settimana permettono di prevedere il futuro arrivo del baby blues. Al centro di tutto c'è il cortisolo, che aiuta l'organismo a fronteggiare lo stress. Dopo il parto i livelli di CRH crollano drammaticamente portando a un calo del cortisolo. La teoria è che, nelle donne in cui in gravidanza i livelli dell'ormone chiave sono più alti, il crollo del cortisolo sia più pronunciato e difficile da gestire senza contraccolpi.