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Chi la dura la vince. Al suo terzo ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) un cittadino iraniano, patrocinato dall’avvocato Immacolata Iglio Rezzonico, è finalmente riuscito a ottenere ragione e quindi far annullare la propria espulsione dalla Svizzera.
L’uomo era giunto in Svizzera nel 2015 dicendo di essere fuggito dall’Iran a seguito delle persecuzioni subite dal fratello di una ragazza con cui aveva avuto una relazione sentimentale. Una motivazione che aveva spinto la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) a respingere la sua domanda d’asilo, nel giugno 2018, e a chiederne l’allontanamento della Svizzera. Lui fece ricorso ma già nell’agosto 2018 il TAF lo respinse, confermando la decisione della SEM.
Nell’ottobre 2018 l’iraniano presentò dunque una domanda di revisione, sostenendo di temere per la propria incolumità in caso di ritorno in patria e producendo nuovi mezzi di prova. La domanda di revisione fu stralciata.
Egli ha quindi presentato, tramite l’avvocato Immacolata Iglio Rezzonico, un’istanza di riesame. A questa istanza allegava una sentenza del 2019 del tribunale rivoluzionario di Esfahan che lo condannerebbe a 15 anni di carcere per “per cooperazione con governi stranieri ostili, compagna di propaganda contro la Sacra Repubblica islamica dell’Iran, insulti al fondatore della Repubblica islamica dell’Iran ed atti contro la sicurezza nazionale”.
La SEM ha espresso dubbi sulla veridicità della sentenza in questione e ha ribadito che in ogni caso non avrebbe modificato la sua prima decisione, quella del giugno 2018 con la quale respingeva la domanda d’asilo del giovane.
Ma il TAF - come si legge nella sentenza del 3 aprile, appena pubblicata - ha invece ritenuto che la SEM non avrebbe dovuto limitarsi a valutare la sentenza iraniana sotto il profilo della verosimiglianza, bensì avrebbe dovuto verificarne l’autenticità. Soprattutto perché, secondo i giudici federali, “la questione risultava potenzialmente rilevante ai fini della concessione dell’asilo”.
Il ricorso è quindi stato accolto e il dossier rinviato alla SEM. Affinché verifichi l’autenticità di una sentenza apparentemente emessa in Iran nel 2019, quattro anni dopo che il richiedente l’asilo era fuggito in Svizzera. Dove è rimasto per tutto questo tempo e dove per ora potrà continuare a restare.