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Il Governo belga fa retromarcia e, sulla base di un parere medico, ha negato l'assistenza al suicidio assistito avanzata da un ergastolano sulla cinquantina, in carcere da 26 anni per una serie di condanne per stupro e omicidio. La richiesta era stata in un primo tempo accolta, tanto che la data della morte era stata fissata per l'11 gennaio nella prigione di Bruges.
L'uomo sarà ora trasferito in un centro di Gand specializzato nel trattamento di persone affette da gravi turbe psichiche. Il detenuto, non in grado di resistere alle sue pulsioni e che si considera lui stesso un pericolo per la società, non desidera essere rimesso in libertà. Ritiene però disumane le condizioni della sua carcerazione. Aveva quindi in un primo tempo chiesto di essere spostato in Olanda e solo dopo la risposta negativa si era deciso a chiedere la morte.
Il Belgio è stato più volte condannato dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo per le sue carenze nella presa a carico degli internati con gravi problemi psichici.
pon/ATS
Dal TG20:
- RG 18.30 del 06.01.2015 La corrispondenza di Tomas Miglierina