Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01173.jsonl.gz/429

Nella notte dal 2 al 3 settembre 1998 un aereo della Swissair precipita al largo delle coste canadesi, provocando la morte delle 229 persone a bordo.
Una catastrofe che segnerà irrimediabilmente la compagnia nazionale. Cinque anni dopo, molti punti sono ancora oscuri.
Il velivolo della compagnia di bandiera Swissair è in volo da New York a Ginevra.
Un’ora dopo il decollo dall’aeroporto John F. Kennedy il pilota segnala la presenza di fumo nella cabina di pilotaggio e tenta un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Halifax, in Canada.
Un quarto d’ora dopo l’aereo precipita ad una velocità di oltre 500 km nelle acque dell’Atlantico.
Ancora una cinquantina di chilometri e l’MD-11 avrebbe raggiunto lo scalo di Halifax….
215 passeggeri e 14 membri d’equipaggio perdono la vita. La catastrofe aerea, la peggiore dell’aviazione civile svizzera, sconvolge il Paese.
Un lavoro da certosino
L’indagine sulle cause dell’incidente del volo 111 viene condotta dai responsabili dell’aviazione civile canadese.
Un compito che si presenta difficile fin dall’inizio per le migliaia di pezzi di velivolo sprofondati nell'Atlantico. Prima di poter analizzarli bisogna ricuperarli.
Un lavoro da certosino che si concluderà solo 15 mesi dopo la tragedia.
Una tragedia inevitabile
Fin dall’inizio si parla di un possibile incendio all’origine del disastro.
Con il passare del tempo gli inquirenti scoprono che molto probabilmente una scintilla si è sprigionata nei cavi del sistema di intrattenimento elettronico di bordo, situati dietro al cockpit.
La scintilla provoca un incendio che in poco tempo si estende alla cabina di pilotaggio e agli strumenti di bordo, mettendoli rapidamente fuori uso.
Meno di un quarto d’ora dopo che i piloti hanno segnalato la presenza di fumo, la cabina di pilotaggio è in preda al fumo e alle fiamme. Comandante e co-pilota non possono più fare nulla.
Proprio questo è l’unico dato certo e la commissione d’inchiesta ha voluto sottolinearlo nel suo rapporto finale dello scorso marzo, smentendo così chi accusava i piloti di non aver fatto abbastanza per evitare il disastro.
Una tragica concatenazione
Per quanto riguarda l’incendio, un unico cavo in fiamme non avrebbe certo provocato una catastrofe di queste dimensioni.
La propagazione delle fiamme è da attribuire in primo luogo ai pannelli isolanti, altamenti infiammabili.
D’altronde, sei mesi dopo la tragedia essi sono stati banditi dagli aerei di tutte le più grandi compagnie.
Ma anche questa spiegazione è lacunosa. “Le cause esatte della tragedia”, dice Vic Gerden, responsabile canadese dell’inchiesta, “non saranno mai note”.
Non si può comunque affermare che le 229 persone, fra cui 41 svizzeri, siano morte a causa di un cavo o di un isolamento difettoso.
“E’ stata una tragica concatenazione di fattori”, dichiara Gerden.
I risarcimenti
La tragedia del volo 111 segna la Swissair. Anche se subito dopo il disastro la compagnia viene lodata per il suo atteggiamento ineccepibile nei confronti dei media e delle famiglie delle vittime, con la catastrofe di Halifax inizia il lento declino di quella che era stata una delle più brillanti compagnie aeree e che cesserà di esistere nell’ottobre del 2001.
Per quanto riguarda l’indennizzo dele famiglie delle vittime solo una richiesta di risarcimento è ancora in sospeso. In questo caso, le trattative fra gli avvocati e le assicurazioni sono ancora in corso.
Le parti che hanno già raggiunto un accordo hanno concordato di non rivelare l’identità della somma versata.
swissinfo, Elena Altenburger
Fatti e cifre
Nell'incidente muoiono 215 passeggeri e 14 membri d’equipaggio
La commissione d’inchiesta ricostruisce il 98% del velivolo
Ricupera due milioni di pezzi d’aereo e 275 km di cavi
Il rapporto finale di 338 pagine esce nel marzo 2003
L’inchiesta costa 30 milioni di dollari