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Donald Trump, prima di giurare come nuovo presidente degli Stati Uniti, ha deciso di chiudere, con un accordo per 25 milioni di dollari di risarcimenti, tre cause legali lanciate contro di lui con l'accusa di frode. Tutte e relative all'ormai defunta 'Trump University', ovvero un ateneo privato che l'imprenditore aveva messo su offrendo corsi e lezioni con la promessa di rivelare il 'segreto del suo successo' a studenti di business.
Il procuratore generale di New York ha reso noto oggi che il presidente eletto ha acconsentito all'accordo in particolare per due class action in California e un caso portato avanti dal procuratore generale di New York Eric Schneiderman. Le vittime sostengono di essere state ingannate dalla Trump University dalla quale avrebbero dovuto apprendere i segreti del magnate nel campo del settore immobiliare, pagando rette fino a 35mila dollari.
Trump ha sempre obiettato che non è stato lui a scegliere i corsi e che le lezioni sono state comunque giudicate ottime dalle valutazioni degli stessi studenti. Non solo, quando veniva pressato a riguardo, spesso dai suoi rivali durante la campagna elettorale, scrollava le spalle, affermava di non aver alcuna intenzione di piegarsi ad un accordo, che piuttosto sarebbe stato lui a fare causa e che comunque la Trump University avrebbe potuto anche riaprirla un giorno.
E invece al momento sembra un capitolo chiuso. Necessariamente del resto, in quanto le cause in corso avrebbero potuto portare Trump a dover comparire in aula per testimoniare. Il processo per una delle cause, per esempio, si sarebbe dovuto tenere il prossimo 28 novembre a San Diego in California, ma l'annuncio dell'accordo oggi, a 10 giorni da quella data - in base al quale tra l'altro non è richiesto che Donald Trump si dichiari colpevole - sgombera il campo da quella che sarebbe stata più di una distrazione durante il delicato periodo di transizione presidenziale.
(Ats)