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I ministri degli Esteri dei Ventisette hanno concordato la sospensione per almeno un anno della maggior parte delle sanzioni adottate a suo tempo dall'Ue contro il regime militare di Birmania.
Lo hanno riferito in via riservata fonti diplomatiche comunitarie, secondo cui tra i provvedimenti che resteranno invece in vigore a tutti gli effetti è compreso in particolare l'embargo sulle forniture di armi. La decisione Ue costituisce un riconoscimento nei confronti del nuovo corso riformistico varato dal governo birmano in carica.
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