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PECHINO - L'Unione europea ha espresso la sua «inquietudine» circa l'ondata di arresti della polizia cinese contro i dissidenti. Lo ha detto stamattina a Pechino il rappresentate dell'UE in Cina, che ha parlato di «uso di detenzione arbitraria». L'ultimo a cadere nella rete della polizia è stato domenica l'artista Ai Weiwei. Nel comunicato diffuso stamattina a Pechino da Markus Ederer, rappresentante permanente dell'Ue in Cina, l'Unione Europea si dice «preoccupata per l'aumento dell'uso della detenzione arbitraria contro difensori dei diritti umani, avvocati e attivisti». Ederer, nel riferire l'inquietudine dell'Ue scrive che «la nostra attenzione è stata indirizzata recentemente al caso di Ai Weiwei, un famoso artista che è ritenuto scomparso nel week end dopo che cercava di imbarcarsi su un volo per Hong Kong».
Il rappresentante dell'Unione europea chiede, quindi, al governo cinese, di «astenersi dall'usare la detenzione arbitraria in qualsiasi circostanza».
Ai Weiwei, 53 anni, è un artista di successo e un severo critico del governo di Pechino. Il suo fermo si inserisce in un'ondata di repressione che ha visto centinaia di arresti e di detenzioni extra- giudiziali. Più di venti personalità, tra cui alcuni degli avvocati maggiormente in vista di Pechino, sono scomparse da quasi due mesi dopo essere state bloccate da uomini in borghese, probabilmente agenti di polizia.