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In Svizzera un bambino su sei è sovrappeso. Il problema è più frequente tra chi è meno abbiente. La storia di Bosko
ZURIGO - Secondo l'ultimo studio di Promozione Salute Svizzera - basato sui dati di 15'266 bambini raccolti nell'anno scolastico '21/'22 -, un bambino su sei è sovrappeso o obeso.
Stando all'indagine - che include i risultati del monitoraggio annuale dei servizi medici scolastici delle città di Basilea, Berna e Zurigo -, il background sociale è tra i fattori che influenzano il rischio di incorrere in problemi con la bilancia.
Un esempio: i figli di genitori senza istruzione post-obbligatoria hanno una probabilità tre volte maggiore di essere sovrappeso rispetto ai figli di genitori che hanno conseguito un diploma di scuola superiore o universitario. Le differenze sono ancora più marcate nel caso dell'obesità: qui i figli di genitori senza istruzione post-obbligatoria hanno una probabilità dieci volte maggiore di essere colpiti.
I genitori hanno un ruolo centrale
Secondo David Fäh, docente di nutrizione e prevenzione presso l'Università di Scienze Applicate di Berna, i genitori svolgono un ruolo centrale nell'educazione alimentare. Prima di tutto, infatti, deve essere appresa la capacità di valutare criticamente le informazioni sugli alimenti. «Se i genitori non hanno mai appreso questa abilità, una sana alimentazione avrà una priorità minore nella vita quotidiana», spiega l'esperto.
Le famiglie con un basso livello di istruzione sono più colpite perché, tra le altre cose, si informano meno e quindi non dispongono delle conoscenze necessarie. Inoltre, un basso livello di istruzione spesso va di pari passo con un basso reddito. «Le famiglie povere sono maggiormente costrette a vivere nelle periferie delle città o in aree industriali, che offrono pochi spazi verdi o opportunità di giocare e fare esercizio all'aperto. Di conseguenza ai bambini manca una sana quantità di esercizio fisico», aggiunge Fäh.
Per Daniel Frey, primario di chirurgia presso l'ospedale GZO di Wetzikon, i bambini di classe socio-economica inferiore sono inoltre spesso da soli, visto che entrambi i genitori devono lavorare a tempo pieno. «Quindi mangiano pasti pronti, vanno al chiosco o si siedono davanti alla TV con le patatine. Mancano i pasti regolari in famiglia e una dieta equilibrata». Oltre al contesto sociale, anche i fattori genetici e le predisposizioni familiari, nonché le malattie mentali come i disturbi alimentari, svolgono un ruolo nel sovrappeso di bambini e adolescenti.
Ecco le conseguenze
Il medico ricorda che l'obesità porta a conseguenze serie quali il diabete, la pressione alta, problemi alle articolazioni o malattie polmonari. Inoltre, possono verificarsi fenomeni di bullismo e isolamento sociale: «E così i bambini mangiano ancora di più per frustrazione», afferma l'esperto. Per le persone in sovrappeso fin dall'infanzia è particolarmente difficile cambiare questo stile di vita: «La maggior parte continua ad aumentare di peso per tutta la vita. Questo aumenta anche i problemi fisici e psicologici».
Cosa si può fare
Stando a Promozione Salute Svizzera, ogni bambino dovrebbe avere accesso a un ambiente che favorisca la salute, indipendentemente dal background. Le scuole, i Comuni e le Autorità cantonali hanno un ruolo importante in questo senso. In particolare, i gruppi svantaggiati dal punto di vista educativo e sociale hanno bisogno di programmi che supportino uno stile di vita favorevole alla salute. Fäh vede una possibile soluzione nell'introduzione di una materia scolastica che si occupi proprio di educare all'alimentazione.
«In questo modo sarebbe possibile ottenere un cambiamento nelle abitudini dei più piccoli». Ciò comporterebbe l'andare a fare la spesa con i bambini, imparare a cucinare e parlare dei diversi aspetti dell'alimentazione. «Nel migliore dei casi, i genitori verrebbero coinvolti a loro volta. Ad esempio mostrando quanto si potrebbe risparmiare semplicemente sostituendo, con l'acqua del rubinetto le bevande dolci durante i pasti».
Un'altra strada è poi quella dei cosiddetti campi di dimagrimento. Uno di questi è lo Zurich Obesity Camp for Children (ZACK), gestito dall'ufficio cantonale dello sport. «Ogni anno circa 20 partecipanti frequentano il campo estivo», spiega Angela Batschelet, responsabile della sezione sport di squadra dell'Ufficio cantonale sport. Il campo è rivolto a ragazzi di età compresa tra i 13 e i 16 anni. «In linea di massima, lo ZACK è un normale campo sportivo in cui i giovani si muovono molto e imparano a seguire un'alimentazione equilibrata», spiega Batschelet.
All'inizio i genitori sono presenti e ricevono indicazioni su come aiutare i loro figli a seguire una dieta equilibrata e a fare esercizio fisico regolare nella vita quotidiana. Secondo Frey, nei casi di obesità grave, anche il ricovero in un ospedale pediatrico può essere un'opzione: «Molti dei soggetti colpiti perdono peso grazie all'assistenza psicologica e a un'alimentazione adeguata».
Se i campi di dimagrimento e il cambiamento della dieta non funzionano, l'unica ratio è l'operazione allo stomaco. Il bypass gastrico viene eseguito anche su minori, ma non è certo una passeggiata.
La storia di Bosko
Ne sa qualcosa Bosko, 16enne di Uznach (SG). «Ero già grasso da bambino. Quasi tutta la famiglia è sovrappeso». La sua storia conferma il risultato dello studio. Figlio di madre single, infatti, era spesso da solo a casa: «Mangiavo dolci e piatti pronti, almeno finché non ho imparato a cucinare. Ma questo non ha fatto altro che alimentare ulteriormente la mia dipendenza».
A causa del suo peso è stato vittima di bullismo per anni. «Venivo insultato e deriso. Una volta mi hanno persino minacciato di violenza». Questo ha avuto un forte impatto sulla sua autostima: «Mi rintanavo a casa e cercavo di confortarmi con il cibo. È diventata un'abitudine. Ero molto infelice. Nessun bambino dovrebbe vivere un'esperienza del genere».
Inutili i tentativi di perdere peso: «Oltre a varie diete non mangiavo per giorni. L'esercizio fisico mi ha aiutato, ma non è stato sufficiente».
Da qui la decisione di ricorrere al bypass gastrico. La preparazione all'intervento è durata diversi mesi e ha incluso esami quali una gastroscopia e prelievi, oltre a diverse consulenze psicologiche. «Era l'ultima opzione».
L'intervento, effettuato nel gennaio 2022, è durato circa un'ora. «Dopo due giorni stavo già bene e non provavo più dolore», racconta il sedicenne. Da allora segue una dieta molto più equilibrata e fa sport. «Non è più possibile mangiare troppo, altrimenti sto male», aggiunge. Dopo il bypass gastrico, il sedicenne ha perso oltre 60 chili. Prima dell'operazione, pesava 172 chili per un'altezza di 188 centimetri.