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Una delicata questione di branding davanti alla massima Corte di Losanna ha portato a un risultato inaspettato
LOSANNA - Le diciture "Qatar 2022" e "World Cup 2022", così come "Puma World Cup Qatar 2022" e "Puma World Cup 2022", non possono essere registrate come marchi.
Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF) accogliendo due ricorsi contrapposti depositati dalla FIFA e da Puma. L'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) dovrà ora stralciare le quattro denominazioni.
Nel dicembre 2018 la FIFA aveva fatto iscrivere "Qatar 2022" e "World Cup 2022" nel registro dei marchi svizzeri. Nell'ottobre 2018 e febbraio 2019 Puma aveva fatto lo stesso con "Puma World Cup Qatar 2022" e "Puma World Cup 2022".
La federcalcio mondiale e il fabbricante tedesco di articoli sportivi si erano denunciati a vicenda per contestare l'iscrizione dei marchi nel registro.
Il TF ha ora dato allo stesso tempo ragione e torto a entrambi, accogliendo i due ricorsi. I due marchi della FIFA, spiegano i giudici, non sono altro che una allusione a un evento sportivo che si svolgerà in Qatar.
Anche l'inserimento di un pallone da calcio nello zero di 2022 non basta a conferire alle diciture quel carattere distintivo necessario per poterle tutelare. Il pubblico assimila la denominazione all'evento stesso, non all'organizzatore.
I due marchi registrati da Puma vengono dal canto loro definiti ingannevoli dal TF. Suscitano nell'osservatore medio l'impressione errata che Puma sia uno dei principali sponsor dei Mondiali in Qatar. Secondo la Legge sulla protezione dei marchi (LPM), queste diciture non avrebbero dovuto essere ammesse al registro e pertanto vanno stralciate, conclude il tribunale.
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