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SAN PAOLO - Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha dato oggi ufficialmente il via alla costruzione della controversa diga di Belo Monte, sul fiume amazzonico Xingù, terzo sbarramento più grande del mondo dopo quello delle Tre Gole in Cina e quello di Itaipù, fra Brasile e Paraguay.
La cerimonia della firma della concessione dei lavori è avvenuta a Brasilia, a oltre 3.000 km dalle contestazioni degli indios e dei nativi, i quali affermano che la nuova diga significa la morte dello Xingù, fiume che ospita una miriade di riserve indigene.
Il cantiere dell'opera, il cui costo è valutato a oltre 8,6 miliardi di euro, sarà aperto il mese prossimo. La costruzione è stata affidata al consorzio Norte Energia, a capitale prevalentemente (49,9%) pubblico, che utilizzerà 20 mila operai per la realizzazione della diga. Si calcola che Belo Monte inonderà 500 chilometri quadrati di foreste e campi coltivati, obbligando circa 16 mila persone a spostarsi.
SDA-ATS