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In fatto di espulsioni coatte di stranieri dalla Svizzera sono stati fatti passi in avanti, ma ci sono ancora cose da correggere. Lo afferma il apporto della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT), pubblicato oggi.
Il rapporto fa un bilancio dei 41 trasferimenti all'aeroporto e dei 41 rimpatri in aereo coatti tra marzo 2014 e aprile di quest'anno. La Commissione valuta positivamente l'applicazione più frequente di misure coercitive differenziate e gli sforzi per evitare l'inasprimento dei conflitti, ma critica l'immobilizzazione, in presenza dei figli, di quei genitori che non oppongono resistenza. Sebbene siano stati fatti degli sforzi per armonizzare le misure coercitive, la CNPT ritiene che in questo campo siano "necessari ulteriori progressi".
Di regola - rileva la commissione - si è fatto ricorso all'immobilizzazione integrale in modo differenziato e in alcuni casi si è potuto persino rinunciare completamente a quella parziale. Tuttavia, in singoli casi di persone particolarmente vulnerabili si è ricorso all'immobilizzazione totale preventiva. Questa pratica viene criticata e si raccomanda alle autorità di limitarne l'uso soltanto ai casi di evidente resistenza fisica. Ad esempio, il casco andrebbe usato "soltanto in casi eccezionali e per la minor durata possibile".
I 41 trasferimenti hanno riconfermato che la prassi dei corpi di polizia cantonali per quanto riguarda l'applicazione di misure coercitive in caso di fermo e trasferimento non è omogenea. La Commissione afferma di apprezzare gli sforzi intrapresi e le misure attuate dalla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, resta però dell'opinione che non siano ancora sufficienti per armonizzare le pratiche.
SDA-ATS