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Riforma AVS 21: stabilizzare oggi le rendite di domani
- Introduction L’essenziale in breve | Posizione di economiesuisse
- Chapter 1 Finanziamento dell’AVS: una sfida demografica continua
- Chapter 2 Il progetto nel dettaglio
- Chapter 3 Finanziamento dell’AVS
- Chapter 4 Un’AVS garantita per tutti
Finanziamento dell’AVS
I fondi dell’AVS provengono da varie fonti. I tre quarti delle sue entrate sono generati da prelievi sui salari della popolazione attiva. Oltre ai contributi salariali, anche i poteri pubblici forniscono il loro contributo, finanziato dalle entrate fiscali.
Contributi salariali
Nel 2020, i contributi salariali hanno superato i 34 miliardi di franchi. La quota dell’8,7% del salario lordo è finanziata in parti uguali dai salariati e dai datori di lavoro. Circa nove centesimi di ogni franco guadagnato sono versati all’AVS.
Mentre il contributo salariale viene prelevato in maniera illimitata sul reddito, le prestazioni versate dall’AVS sono limitate. La rendita massima – attualmente 2'390 franchi al mese – viene versata a partire da un reddito annuo medio di 86’040 franchi, indipendentemente dai contributi. Ciò significa che a partire da un determinato reddito, i contributi salariali versati non sono più rilevanti nel calcolo per l’ammontare della rendita di vecchiaia. Al contempo, tutti gli attivi che guadagnano in media meno di 14'340 franchi all’anno e hanno sempre pagato il minimo di 413 franchi all’anno all’AVS ricevono una rendita minima garantita di 1'195 franchi al mese. Questo importo supera il loro contributo durante il periodo di contribuzione. A ciò va aggiunto l’effetto della formula di rendita che, in occasione del calcolo, concede maggior peso ai contributi dei redditi più bassi.
I contributi salariali sui redditi superiori a 86'040 franchi, che non sono più formatori di rendite, servono a cofinanziare le rendite più basse. I redditi più elevati forniscono un contributo detto di solidarietà. Secondo il calcolo e l’anno, circa il 10% delle persone con redditi più elevati sovvenzionano in ragione di almeno cinque fino a sei miliardi di franchi le rendite delle persone che, sulla base del loro reddito, non hanno potuto versare contributi all’AVS. Questi contributi di solidarietà rappresentano tra il 15 e il 17% delle entrate provenienti dai contributi salariali, il 12% delle entrate totali.
Una parte importante degli assicurati non finanzia dunque la propria rendita, ma beneficia del principio di solidarietà instaurato nell’AVS (e delle sovvenzioni dei poteri pubblici, vedi sotto). Oltre ai meccanismi inerenti al sistema tra giovani e anziani o tra alti e bassi redditi, vale a dire voluti dai politici, svolge anche un ruolo la componente meno manifesta di solidarietà tra i sessi e legata allo stato civile.
In generale, le donne ricevono più prestazioni AVS di quanto non ne finanzino. Ma ciò è dovuto anche al fatto che l'AVS si basa sull'immagine familiare tradizionale ed è responsabile di determinate condizioni di vita solidali attraverso assegni per l'educazione dei figli, separazione dei redditi dei coniugi o rendite per vedove.
Oltre al sesso, anche lo stato civile è dunque determinante. Le donne che, ad esempio, non hanno potuto svolgere un’attività professionale durante il matrimonio raggiungono grazie alla separazione dei redditi una rendita AVS che le persone sole non sempre ricevono, anche dopo molti anni di lavoro. Sebbene una coppia di coniugi riceva al momento del pensionamento non due ma una pensione massima (tetto massimo), il salario medio annuo determinante è notevolmente inferiore a quello delle donne e degli uomini single.
Più di un quarto delle rendite è finanziato dal settore pubblico. Il Governo contribuisce alle spese dell'AVS con una quota finanziata dalle imposte (20,2%), che aumenta ogni anno.
Poteri pubblici
Oltre ai contributi dei salariati e dei datori di lavoro, anche i poteri pubblici contribuiscono al finanziamento delle spese legate alle rendite di vecchiaia. Queste sovvenzioni, finanziate dalle entrate fiscali, hanno totalizzato 12,4 miliardi di franchi nel 2020 e rappresentano un quarto delle entrate totali dell’AVS. Oltre al punto di IVA percepito a favore dell’AVS e del provento dell’imposta sulle case da gioco, la Confederazione fornisce un contributo essenziale.
Contributo della Confederazione
Il contributo della Confederazione è in funzione delle spese dell’AVS che, nel sistema di ripartizione, corrispondono alle entrate. Dopo l’adozione della riforma fiscale dell’AVS, la Confederazione prende a proprio carico il 20,2% delle spese. Ciò ha rappresentato nel 2020 9,3 miliardi di franchi, ossia un buon decimo delle entrate totali della Confederazione versate all’AVS.
Almeno un quarto del contributo della Confederazione è finanziato dalle entrate dell’imposizione del tabacco e degli alcolici, i tre quarti rimanenti dalle risorse generali della Confederazione. Queste ultime provengono da due fonti principali: l’imposta federale diretta (IFD) e l’IVA.
- L’IFD impone da una parte i redditi delle persone fisiche e dall’altra gli utili netti delle imprese. L’imposizione dei redditi a livello federale equivale allora ad un’imposta sui ricchi, poiché il 50% dei redditi meno elevati non vi contribuiscono, mentre il 5% dei salari più elevati generano due terzi delle entrate. Anche per l’imposta sull’utile, la provenienza delle entrate è diversa. Oltre la metà delle imprese realizzano solo poco, o niente utili e non pagano quindi l’IFD. Dall’altra parte, un po’ più del 3% delle imprese con un utile che supera il milione di franchi finanziano il 90% delle entrate dell’imposta sull’utile. Le risorse generali della Confederazione per finanziare il suo contributo all’AVS provengono dunque principalmente dai contribuenti con redditi elevati e dalle grandi imprese che realizzano ingenti utili.
- Le entrate dell’IVA rappresentano un’altra fonte importante delle risorse generali della Confederazione. L’IVA è prelevata sul consumo e l’utilizzo di beni e di servizi, indipendentemente dall’età, dal reddito o dal sesso. Tutti i consumatori partecipano dunque, in funzione del loro consumo, al finanziamento del contributo della Confederazione a favore dell’AVS.
IVA e imposta sulle case da gioco
Dal 1999, l’AVS riceve non solo indirettamente una parte delle entrate dell’IVA sotto forma di contributo della Confederazione, ma anche il percento detto demografico, che gli viene versato direttamente. L’IVA era espressamente stata aumentata a tale scopo. All’inizio, l’AVS riceveva l’83% delle entrate così generate, il resto andava alle casse federali. Dopo il 2020, il percento demografico viene integralmente riversato all’AVS (2'861 miliardi di franchi nel 2020). Infine, i redditi dell’imposta sulle case da gioco alimentano integralmente e direttamente i conti dell’AVS (274 milioni di franchi nel 2020)