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I partiti non nascondono la soddisfazione e giudicano «logica» la ripartizione dei dipartimenti così come è emersa dalla riunione governativa di domenica.
La sinistra e il centro attendono comunque di vedere come i due nuovi ministri si muoveranno.
Il Consiglio federale ha tenuto conto delle competenze delle persone e dei loro rispettivi partiti», ha commentato Guido Schommer, segretario generale del Partito liberale radicale: «È una buona base di lavoro per affrontare i difficili compiti che li attendono. Merz è competente in materia finanziaria e anche porre un giurista come Blocher al DFGP è corretto».
Yves Bichsel, portavoce dell'UDC, si rallegra del fatto che Blocher avrà l'occasione di far passare nel Dipartimento federale di giustizia e polizia le soluzioni del suo partito sulle questioni dell'asilo e degli stranieri. Per quanto concerne la finanze a Merz, l'UDC si attende una politica «più borghese» di quella portata avanti da Kaspar Villiger.
Previsioni confermate
Jean-Philippe Jeannerat, portavoce del PS, ritiene importante che i cinque ministri uscenti abbiano potuto esprimere le loro preferenze senza venir ostacolati. «La ripartizione corrisponde alla attese del PS», ha affermato.
Per il segretario del PPD, Reto Nause, è avvenuto quel che si prevedeva: «i signori Blocher e Merz saranno ora messi duramente alla prova». I problemi importanti ai quali il governo deve far fronte sono ora sotto la responsabilità del blocco di destra e il PPD attende di vedere i risultati.
Per Serge Gaillard, segretario dell'Unione sin sindacale svizzera, la soluzione scelta è «assai logica»: Attendiamo con interesse di vedere come Blocher condurrà le trattative per gli accordi bilaterali bis e saremo attenti al rispetto delle convenzioni internazionali in materia di asilo.
swissinfo e agenzie