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Si è svolto nella serata di oggi, domenica, il tanto atteso "Triell", ossia il dibattito televisivo fra i 3 candidati alla cancelleria per le elezioni del prossimo 26 settembre. Stando ai risultati di un instant-poll diffusi dopo la trasmissione. Olaf Scholz è risultato il "più convincente" per il 41% degli spettatori. Il candidato della SPD si è imposto piuttosto nettamente sul candidato di CDU/CSU Armin Laschet, accreditato del 27%, e sull'esponente dei Verdi Annalena Baerbock (25%). Sempre stando a questo sondaggio, il ministro delle finanze uscente è stato percepito anche come "più competente" e "più credibile" rispetto ai due competitori.
Nel corso del confronto, andato in onda sulle due maggiori catene televisive della Germania, Scholz non ha escluso in termini definitivi la possibilità di un'alleanza con la sinistra più radicale, ma ha precisato che "può governare chi riconosce che la NATO sia irrinunciabile, chi si riconosce nell'obiettivo di un' Europa forte e sovrana e chi è disposto se necessario a mandare i soldati in missione in un altro Paese".
- RG 18.30 del 12.09.21 - L'inviata Bettina Müller in collegamento con Giuseppe Bucci
Armin Laschet ha accusato Scholz di essere stato "inopportuno", e con toni populisti, per aver criticato le perquisizioni disposte dalla magistratura nei giorni scorsi nel suo ministero. "Le sue domande mostrano quanto lei sia disonesto", ha replicato seccamente il candidato socialdemocratico, sostenendo che il leader della CDU avrebbe strumentalmente "sollevato l'impressione" di un suo coinvolgimento personale nelle indagini, con una interpretazione fuorviante dei fatti.
Laschet, sullo sfondo dei sondaggi che evidenziano lo svantaggio di CDU/CSU rispetto ai socialdemocratici, non ha escluso durante il dibattito lo scenario di un ruolo di minoranza del suo schieramento in una coalizione capeggiata dall'SPD. "Dopo il voto i partiti democratici devono parlare fra loro", ha dichiarato, per poi sottolineare "noi ci battiamo per il primo posto".
Per parte sua Annalena Baerbock è intervenuta mettendosi al centro della scena sulle politiche climatiche: la Germania deve uscire dal carbone prima del 2038, ha dichiarato, sostenendo che il prossimo sarà l'ultimo Esecutivo che potrà cambiare le cose.
Red.MM/ARi