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Il presidente del Partito socialista (PS) Christian Levrat auspica che la Svizzera adotti un atteggiamento più duro nei confronti dell'Ungheria.
Data la situazione dei diritti dell'uomo che vi prevale e il comportamento nei confronti dei profughi, il consigliere agli Stati friburghese chiede che al premier Viktor Orban sia negato il diritto di ingresso nella Confederazione e che il contributo elvetico alla coesione versato a Budapedst sia bloccato.
Fintanto che Orban non rispetterà i diritti dell'uomo, "la Svizzera dovrebbe versare i soldi per l'Ungheria su un conto bloccato", afferma Levrat in un'intervista pubblicata oggi dal SonntagsBlick. I fondi elvetici dovrebbero invece andare a organizzazioni che si battono per la sicurezza dei migranti.
La Confederazione complessivamente versa 1,3 miliardi di franchi quale contributo all'allargamento dell'Unione europea. Questa somma serve al finanziamento di circa 300 progetti in Paesi dell'est per smussare le disparità economiche e sociali con gli altri Paesi europei.
"Gran parte del caos che regna sulla rotta che i profughi utilizzano attraverso i Balcani è da addebitare all'Ungheria", dichiara il presidente del PS, secondo cui Berna non dovrebbe, come prevede invece l'accordo di Dublino, rinviare in questo Paese i richiedenti asilo che vi hanno inoltrato la prima domanda.
Anzi: "Le frontiere svizzere vanno aperte, la capacità di accoglienza della Confederazione va potenziata", afferma Levrat che ritiene di essere in sintonia con la popolazione, sempre molto generosa e solidale in queste situazioni.
SDA-ATS