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Tre anni e quattro mesi di detenzione da scontare oltre a una pena pecuniaria di 270 aliquote giornaliere di 50 franchi con la condizionale. È questa la condanna pronunciata lunedì dal Tribunale penale federale (TPF) a carico di un ex dipendente di UBS che aveva venduto dati di clienti alle autorità tedesche.
I giudici hanno ritenuto il 45enne colpevole di spionaggio economico aggravato nonché riciclaggio di denaro. È inoltre stato condannato per detenzione illegale di munizioni, trovate durante una perquisizione domiciliare. L'uomo – un banchiere di nazionalità svizzera che lavorava all'UBS di Basilea e che nel frattempo si è trasferito in Germania – è invece stato scagionato dall'accusa di violazione del segreto commerciale e bancario.
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), che aveva richiesto quattro anni di detenzione e una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere, si è detto soddisfatto della sentenza. L'avvocato difensore, che si era invece battuto per l'assoluzione del suo cliente, non si è ancora espresso.
Un'estradizione dalla germania dell'uomo che, secondo l'atto d'accusa dell'MPC, ha ceduto dati bancari di almeno 233 persone al Land tedesco della Renania settentrionale-Vestfalia per 1,45 milioni di euro – è tuttavia altamente improbabile. L'uomo avrebbe raccolto le informazioni consegnate alla Germania sul suo posto di lavoro, tra il 2005 e 2012.
Con i soldi intascati dalla vendita dei dati alle autorità fiscali tedesche avrebbe poi acquistato un'abitazione di vacanza in Spagna, poi rivenduta. Inoltre avrebbe comprato munizioni vietate e le avrebbe custodite nella sua abitazione.
Il processo era cominciato lo scorso 8 gennaio e si è svolto in assenza dell'imputato. Quest'ultimo non si è presentato all'udienza e nemmeno alla lettura del verdetto.