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Conobbi questa parola per la prima volta durante il mio percorso di studi: era il titolo/tema di alcune lezioni. Non mi suscitò molto interesse, forse perché ero impaziente di continuare ad approfondire la grande Materia Medica Omeopatica. D’altronde, con circa 200 rimedi da studiare e differenziare (solo a livello accademico) non c’era certo del tempo da perdere in strane parole di cui non conoscevo il significato.
Eppure, dopo aver frequentato le lezioni e aver approfondito a casa l’argomento, ne fui rapito completamente.
Nessuno fino a quel momento mi aveva mai parlato di Salutogenesi. È assurdo se ci penso in questo momento. Quindi sono molto felice di parlarne brevemente qui sul mio blog, con chi magari legge questa parola per la prima volta.
Tutto ebbe inizio in Israele, negli anni che seguono la Seconda Guerra Mondiale. Immaginate una fotografia di quell’epoca: tantissimi uomini, donne e bambini che, dopo essere stati prigionieri e vittime nei campi di concentramento, cercano di tornare alla normalità, anche se normalità non può essere più.
In quel periodo storico, il governo istraeliano, tra le altre cose, effettuò uno studio con l’obiettivo di valutare lo stato di salute delle donne anziane che risiedevano in Israele. Per questo incaricò un sociologo della salute americo israeliano, Aaron Antonovsky, che si era da poco trasferito.
Durante il suo studio, Antonovsky con grande stupore, notò che un gran numero delle donne, quelle sopravvissute all’Olocausto, erano in buone condizioni fisiche e psichiche. Approfondendo ulteriormente, osservò che non solo queste persone avevano affrontato il dramma dell’Olocausto con grande coraggio, ma che riuscivano ad affrontare gli stress successivi in modo migliore, rispetto a quelle che avevano avuto la fortuna di aver evitato questa sorte.
Si chiese quindi: se un agente stressante (un trauma, un microrganismo patogeno, un evento inaspettato) non fa sempre ammalare le persone, perché queste rimangono in buona salute? Cosa mantiene le persone sane?
Secondo Antonovsky le persone che rimangono in salute possiedono delle salde Risorse Generali di Resistenza, che permettono loro di adattarsi e rispondere efficacemente agli agenti stressanti della vita.
Le Risorse Generali di Resistenza dipendono molto dal senso di comprensibilità (comprendendo una situazione, si riesce ad affrontarla al meglio), dal senso di affrontabilità (la fiducia di poter fare qualcosa, riguardo una situazione) e dal senso di significatività (il poter dare un significato alle proprie esperienze).
La capacità di una persona di ammalarsi (o di rimanere sana) dipende quindi dalle proprie Risorse Generali di Resistenza.
Che ruolo svolge l’Omeopatia nella Salutogenesi?
L’Omeopatia, se applicata correttamente, consente al paziente di guarire, non eliminando l’agente stressante (approccio patogenetico), ma alzando il livello di resilienza (Risorse Generali di Resistenza) di tutto il sistema complesso del paziente (approccio salutogenico). Così facendo l’Omeopatia promuove un benessere più completo, con conseguente risoluzione del malessere.