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Tra sanzione e spese procedurali dovrà sborsare quasi 4 mila franchi.
La procura l'ha accusata di aver violato il divieto di assembramento. La donna può ora ricorrere.
ZURIGO - Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha condannato oggi una donna che, nel maggio 2020, si era recata a una manifestazione contro le misure anti-Covid. La 41enne, cittadina svizzera, dovrà pagare una multa di 800 franchi così come spese giudiziarie e procedurali dell'ordine di 2900 franchi.
La psicologa, residente nel canton Argovia, aveva partecipato il 23 maggio dell'anno scorso a una sorta di veglia di protesta in relazione ai provvedimenti presi dalle autorità per contrastare la pandemia. La dimostrazione non autorizzata si era svolta sulla Sechseläutenplatz, la più grande piazza di Zurigo, alla presenza di qualche decina di persone.
La donna aveva ricevuto in un primo momento un'interdizione verbale da parte delle forze dell'ordine riguardo a quella zona della città. Poco dopo però, dato che si trovava ancora nei paraggi, è stata fermata e portata in una stazione di polizia.
La procura l'ha accusata di aver violato il divieto di assembramento, all'epoca in vigore causa Covid. Chiedeva quindi per l'imputata una pena pecuniaria di 15 aliquote giornaliere da 100 franchi l'una, più una multa di 500 franchi.
Il giudice ha però stabilito che una pena pecuniaria non era possibile. Questo perché l'ordinanza Covid-19 allora valida considerava la violazione del divieto di assembramento come un reato minore, punibile di conseguenza solo con una multa.
La donna può ora ricorrere in appello contro la sentenza. Il legale aveva chiesto l'assoluzione della sua assistita, lamentando l'assenza di una base giuridica per una condanna.
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