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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua seduta del 17&nbsp;dicembre&nbsp;2021, il Consiglio federale ha confermato la sua intenzione di sviluppare ulteriormente la partecipazione della Svizzera al promovimento militare della pace. Nel novembre 2020 il DDPS aveva presentato un rapporto con otto raccomandazioni concrete. Dal canto suo il Consiglio federale aveva incaricato il DDPS e il DFAE di attuarle. Nel mese di dicembre del&nbsp;2021 il Consiglio federale ha preso atto dello stato dei lavori in corso e incaricato il DDPS, di sottoporgli entro il mese di ottobre 2022 un progetto da porre in consultazione per una revisione parziale della legge militare.&nbsp;</p><p>1. Il Consiglio federale continua a sostenere l’obiettivo di sviluppare ulteriormente la partecipazione della Svizzera al promovimento militare della pace e, come annunciato, di ampliarla e potenziarla? Perché l’elaborazione del progetto da porre in consultazione annunciato su una revisione parziale della legge militare è in ritardo? Il Consiglio federale può confermare la sua intenzione di ottenere la competenza di inviare fino a 10 persone singole armate per la legittima difesa e l’aiuto in caso di legittima difesa qualora ciò risultasse opportuno per motivi di sicurezza o lo stabilisse l’ONU? Quando intende porre in consultazione il progetto annunciato?&nbsp;</p><p>2. Secondo il rapporto del novembre&nbsp;2020 occorre innanzitutto ampliare il raggio d’azione del promovimento militare della pace sotto il profilo geografico. Quali sono le regioni prioritarie? Il Consiglio federale come giudica l’importanza dell’area MENA e dell’Africa per la pace, la sicurezza e la stabilità in Europa? Quali misure adotta per impedire una ridistribuzione del promovimento civile e militare della pace e della cooperazione internazionale della Svizzera dal Sud globale all’Ucraina e per rafforzare, invece, gli sforzi del nostro Paese in tutte le regioni geografiche?&nbsp;</p><p>3. Quali delle otto raccomandazioni del rapporto del novembre&nbsp;2020 sono già state attuate? Quali ancora no? Entro quando il Consiglio federale le attuerà?&nbsp;</p><p>4. Fino a quando la Svizzera potrà mettere a disposizione dell’ONU segnatamente capacità per il trasporto aereo con elicotteri e per l’esplorazione con droni?&nbsp;</p><p>5. Con la nuova carriera «internazionale» il Consiglio federale vuole permettere alle donne di prestare in modo più semplice più impieghi ONU. Quali altre misure adotta per implementare la direttiva ONU di aumentare la quota delle donne nelle missioni PSO al 25&nbsp;per cento entro il&nbsp;2028?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale intende continuare a rafforzare la partecipazione della Svizzera agli impieghi di promovimento militare della pace. Il rapporto del DDPS del 9&nbsp;novembre&nbsp;2020 sullo sviluppo del promovimento militare della pace contiene otto raccomandazioni destinate ai contributi dell’Esercito svizzero in favore delle missioni di pace. Il rapporto conferma che bisogna porre l’accento sulla qualità e sulle missioni condotte dall’ONU. Il DDPS è stato incaricato, in collaborazione con il&nbsp;DFAE, di attuare queste raccomandazioni.&nbsp;</p><p>Gli interessi in materia di sicurezza di Stati come la Svizzera sono sempre più influenzati dalle guerre, anche da quelle lontane. L’instabilità nel Medio Oriente e nel continente africano mostra infatti fino a che punto i conflitti al di fuori dell’Europa influenzano considerevolmente la situazione migratoria anche nel nostro Paese. L’accento posto in queste regioni dalla promozione civile della pace e dal promovimento militare della pace nonché dalla cooperazione internazionale non è messo in discussione dall’aiuto della Svizzera all’Ucraina.&nbsp;</p><p>Nel&nbsp;2023 la flessibilizzazione delle condizioni d’impiego per le funzioni speciali ha permesso di firmare un primo contratto di lunga durata. Inoltre anche il programma per le donne idonee al servizio volontario è stato realizzato. Dal&nbsp;2020, circa 50&nbsp;donne che non avevano prestato servizio militare sono entrate nell’esercito dopo aver partecipato a impieghi nella&nbsp;KFOR. Una parte di queste 50&nbsp;volontarie ha deciso di seguire formazioni di avanzamento. Le prime hanno concluso la scuola di ufficiali e vogliono seguire la carriera internazionale per altre missioni all’estero. Il fatto che possano lasciare l’esercito dopo tre impieghi all’estero è ancorato nelle ordinanze che disciplinano questi aspetti. Questo programma è inteso a permettere di aumentare la quota delle donne impiegate nelle missioni&nbsp;ONU.</p><p>L’annuncio dei contingenti militari nel sistema di preparazione dell’ONU è stato effettuato nel&nbsp;2021. Per quanto riguarda la partecipazione alle missioni di formazione dell’UE, è stata fatta un’analisi giuridica da cui è emerso che l’esercito potrebbe partecipare in linea di principio a queste missioni in relazione a mandati dell’ONU. Una partecipazione sarà tuttavia presa in considerazione dopo aver esaminato le priorità della Svizzera in materia di politica estera e di politica di sicurezza e tenendo conto del diritto e della politica di neutralità.&nbsp;</p><p>Due raccomandazioni richiedono una revisione della legge sull’esercito (LM; RS&nbsp;510.10). Alla luce delle incertezze sorte dallo scoppio della guerra in Ucraina e delle conseguenze che questa potrebbe avere sulle future operazioni di pace, il DDPS ha deciso di integrare la revisione parziale prevista per il&nbsp;2024 nella revisione generale della&nbsp;LM del&nbsp;2026. La prima raccomandazione prevede di concedere al Consiglio federale la competenza di autorizzare l’armamento per la legittima difesa di militari impiegati individualmente nelle missioni di mantenimento della pace. La seconda permetterebbe a esperti militari in uniforme di effettuare un servizio d’appoggio nel&nbsp;DFAE (ad es. nel quadro dei buoni uffici della Svizzera come nel caso del Mozambico) o al di fuori del mandato dell’ONU o dell’OSCE, ma con l’autorizzazione del Paese ospitante (ad.&nbsp;es. a favore di organizzazioni regionali come l’Unione africana o l’ECOWAS). Queste due raccomandazioni saranno concretizzate con l’attuazione della revisione della legge sull’esercito del 1°&nbsp;gennaio&nbsp;2026. Questo termine non impedisce di inviare esperti militari a operazioni se l’ONU ne fa richiesta.&nbsp;</p><p>L’impiego dei droni nel quadro del promovimento militare della pace sarà tematizzato nel rapporto che il Consiglio federale presenterà in risposta al postulato&nbsp;23.3209 «Acquisto di droni per l’impiego militare. Esiste necessità d’intervento?».&nbsp;Un impegno di questo tipo sarà valutato in funzione delle esigenze dell’ONU, che recentemente ha annunciato, più che altro, un fabbisogno di specialisti capaci di analizzare i dati raccolti con i droni. Di conseguenza l’esercito esaminerà se specialisti svizzeri in questo campo potranno essere impiegati presso altre forze nel quadro della loro partecipazione a missioni di pace internazionali.&nbsp;</p><p>Per quanto riguarda gli elicotteri di trasporto, la pianificazione degli investimenti dell’esercito dal 2023 fino al 2035 prevede la sostituzione dei Super Puma e dei Cougar a partire dal&nbsp;2032. La capacità di evacuazione sanitaria (CASEVAC) richiesta dall’ONU e di cui gli apparecchi svizzeri sono attualmente privi sarà esaminata al momento dell’acquisto secondo i futuri bisogni delle operazioni&nbsp;ONU.</p><p>&nbsp;</p>