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"L'Academy non è razzista e sceglie il migliore": con questa frase Jeffrey Kurtland, organizzatore degli Oscar e vicepresidente dell'Academy of Motion Picture & Science, inizia l'intervista che ha rilasciato alla RSI, al Dolby Theatre di Hollywood, durante i preparativi della Notte degli Oscars.
Lo segue a ruota Paul Sorvino che ci dice: "Non è bello imporsi come è stato fatto quest'anno da alcuni attori di colore". Altri, invece, come Michale Madsen, protagonista di Hateful Eight di Quentin Tarantino, ci spiega che spesso la politica va a scapito dell'eccellenza mentre l'attrice americana Ciera Foster rincara la dose: "A Hollywood, credo che se sei di colore, sei una donna o se sei addirittura straniero la strada è tutta in salita, se non impossibile".
Le polemiche sulla mancaza di nominations di attori di colore per il secondo anno consecutivo agli Academy Award erano partite da un video denuncia della moglie di Will Smith, infuriata perchè il marito era stato escluso dalla nominations del 2016, tutto poi ritrattato dallo stesso Smith. A Hollywood gli attori di colore sono sul piede di guerra e parlano di problema di "diversity", ovvero della necessità di incrementare i posti di lavoro nel cinema per le minoranze etniche.
L'Academy però rimanda al mittente le accuse, sostenedo che deve vincere l'eccellenza e ricorda che nel lontano 1939 Hattie MacDaniel fu la prima donna di colore a ricevere l'Oscar come attrice non protagonista per "Via col Vento" e che il Presidente dell' Academy Awards è un afro-americana, Cheryl Boone Isaacs. Dall'ufficio stampa dell'Academy ci hanno fatto sapere che entro il 2018 saranno aumentati il numero dei membri che rappresenteranno le minoranza. Ad oggi i bianchi rappresentano il 94% sul totale dei 6000 membri aventi diritto al voto.
Daniele Compatangelo