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Documentario di Hansjürg Zumstein
L'opera ingegneristica progettata per attraversare il cuore delle Alpi, nelle profondità del San Gottardo, è considerata ancora oggi una meraviglia della tecnica.
Alla fine del XIX secolo alcuni imprenditori e ingegneri visionari iniziarono un progetto audace: volevano costruire la più lunga galleria ferroviaria al mondo, effettuando il traforo attraverso strati rocciosi sconosciuti, servendosi delle più moderne tecnologie. Per completare l'opera in tempi record, gli ingegneri si accordarono su un procedimento particolarmente rischioso: iniziarono a traforare la montagna da due versanti contemporaneamente. Per farlo si affidarono alla tecnologia di misurazione più all’avanguardia dell’epoca, che doveva assicurare che le due gallerie si incontrassero al centro.
L'impresa quasi fallì, ma il 29 febbraio 1880, circa otto anni dopo l'inizio dei lavori, avvenne l'incredibile: i due tubi, lunghi sette chilometri l'uno, si incontrano. Un successo ottenuto però a caro prezzo: quasi 200 minatori persero la vita, mentre migliaia si ammalarono a causa delle pessime condizioni lavorative. I lavoratori abitavano in miseri alloggi, le condizioni igieniche erano catastrofiche. La popolazione locale però ne trasse vantaggio: affittarono le loro case ai lavoratori della galleria a prezzi eccessivi, con condizioni simili a quelle della corsa all'oro nel Far West.
Questo traforo ha segnato il passaggio alla modernità. Oggi, a oltre cent'anni di distanza, è la galleria di base del San Gottardo "il tunnel ferroviario più lungo del mondo ad alta velocità" a offrire nuove opportunità di sviluppo. In occasione delle celebrazioni legate all'apertura del tunnel di base, il documentario svela molti retroscena di questa impresa colossale con interviste a storici svizzeri sui luoghi degli eventi, fotografie d'epoca, immagini d'archivio e alcuni estratti della fiction Gottardo, la più grande produzione televisiva svizzera di tutti i tempi, diretta da Urs Egger.