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Incarto n. 14.2006.58 Lugano 23 agosto 2006 /B/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 12 aprile 2006 presentata da AO 1 rappr. dall’ RA 1 contro AP 1 rappr. dall’ RA 2 sulla quale istanza la Pretore __________, con sentenza 21 giugno 2006 ha così deciso: “1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00. 2./3./4. Omissis.” Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 27 giugno 2006 ne postula l’annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 27/28 giugno 2006 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto in diritto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'198.65 oltre accessori, dedotti eventuali acconti. B. All’udienza di contraddittorio del 17 maggio 2006 la convenuta ha dichiarato di voler saldare il suo debito mediante pagamenti rateali. C. Con sentenza 21 giugno 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00. D. Con l’atto d’appello la AP 1 ha dichiarato di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 23 giugno 2006 __________ relativa al versamento di fr. 797.70 (doc. B). L’appellante ha poi inoltrato un estratto 22 giugno 2006 (doc. C) delle sue esecuzioni, rilevando che nei suoi confronti sono pendenti 24 procedure per un importo complessivo di fr. 29'569.20, esclusa l’esecuzione in oggetto ed un’ulteriore procedura promossa per lo stesso credito. Contro 9 di queste ha interposto opposizione, mentre altre tre beneficiano di una dilazione di pagamento. La debitrice ha poi dichiarato di volere ottenere la cancellazione di altre 7 procedure come pure dell’esecuzione n. __________ che si trova allo stadio del pignoramento, mentre le procedure promosse da __________, già in parte pagata, rispettivamente da __________ verranno in breve completamente saldate. Considerato In diritto: 1. a ) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). c) Dalla ricevuta __________ (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 23 giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 22 giugno 2006 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 26 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 33'448.05, da cui va esclusa quella in oggetto. Nel caso di specie determinante è, a prescindere da tre comminatorie di fallimento emesse nel 1999 rispettivamente nel 2004, che in tempi più recenti, ossia il 17 febbraio 2006 per due esecuzioni rispettivamente il 21 giugno 2006 per tre, sempre per importi modesti, è stato eseguito il pignoramento di beni dell’appellante. Ciò porta a concludere che la debitrice non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In merito all’intenzione espressa dall’appellante di volere ottenere la cancellazione di sette esecuzioni rispettivamente di volerne saldare due altre, va osservato che la cancellazione rispettivamente il saldo di procedure esecutive devono essere resi verosimili entro il termine d’appello. Il presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1AP 1 non può essere annullato. 2. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1 va respinto. Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato. La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF). Per questi motivi, richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF pronuncia: 1. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1, __________, è respinto. 1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da m artedì 29 agosto 2006 alle ore 10.00. 2. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità. 3. Intimazione a: RA 1AP 1. __________, __________; –AO 1avv. __________, __________; – Ufficio __________ – Ufficio dei registri __________. Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretario:

Incarto n. 14.2006.58 Incarto n. 14.2006.58

Incarto n. 14.2006.58 Lugano 23 agosto 2006 /B/sc/fb Lugano

Lugano 23 agosto 2006 /B/sc/fb

23 agosto 2006 /B/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser Chiesa, presidente,

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

Pellegrini e Walser segretaria: segretaria:

segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera Baur Martinelli, vicecancelliera

Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 12 aprile 2006 presentata da

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 12 aprile 2006 presentata da AO 1 rappr. dall’ RA 1 AO 1

AO 1 rappr. dall’ RA 1

rappr. dall’ RA 1 contro contro

contro AP 1 rappr. dall’ RA 2 AP 1

AP 1 rappr. dall’ RA 2

rappr. dall’ RA 2 sulla quale istanza la Pretore __________, con sentenza 21 giugno 2006 ha così deciso:

sulla quale istanza la Pretore __________, con sentenza 21 giugno 2006 ha così deciso: “1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00.

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00. 2./3./4. Omissis.”

2./3./4. Omissis.” Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 27 giugno 2006 ne postula l’annullamento;

che con atto 27 giugno 2006 ne postula l’annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 27/28 giugno 2006 all’appello è stato

rilevato che con ordinanza presidenziale 27/28 giugno 2006 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;

concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto

ritenuto in diritto:

in diritto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'198.65 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'198.65 oltre accessori, dedotti eventuali acconti. B. All’udienza di contraddittorio del 17 maggio 2006 la convenuta ha dichiarato di voler saldare il suo debito mediante pagamenti rateali.

B. All’udienza di contraddittorio del 17 maggio 2006 la convenuta ha dichiarato di voler saldare il suo debito mediante pagamenti rateali. C. Con sentenza 21 giugno 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00.

C. Con sentenza 21 giugno 2006 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 21 giugno 2006 alle ore 14.00. D. Con l’atto d’appello la AP 1 ha dichiarato di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 23 giugno 2006 __________ relativa al versamento di fr. 797.70 (doc. B). L’appellante ha poi inoltrato un estratto 22 giugno 2006 (doc. C) delle sue esecuzioni, rilevando che nei suoi confronti sono pendenti 24 procedure per un importo complessivo di fr. 29'569.20, esclusa l’esecuzione in oggetto ed un’ulteriore procedura promossa per lo stesso credito. Contro 9 di queste ha interposto opposizione, mentre altre tre beneficiano di una dilazione di pagamento. La debitrice ha poi dichiarato di volere ottenere la cancellazione di altre 7 procedure come pure dell’esecuzione n. __________ che si trova allo stadio del pignoramento, mentre le procedure promosse da __________, già in parte pagata, rispettivamente da __________ verranno in breve completamente saldate.

D. Con l’atto d’appello la AP 1 ha dichiarato di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 23 giugno 2006 __________ relativa al versamento di fr. 797.70 (doc. B). L’appellante ha poi inoltrato un estratto 22 giugno 2006 (doc. C) delle sue esecuzioni, rilevando che nei suoi confronti sono pendenti 24 procedure per un importo complessivo di fr. 29'569.20, esclusa l’esecuzione in oggetto ed un’ulteriore procedura promossa per lo stesso credito. Contro 9 di queste ha interposto opposizione, mentre altre tre beneficiano di una dilazione di pagamento. La debitrice ha poi dichiarato di volere ottenere la cancellazione di altre 7 procedure come pure dell’esecuzione n. __________ che si trova allo stadio del pignoramento, mentre le procedure promosse da __________, già in parte pagata, rispettivamente da __________ verranno in breve completamente saldate. Considerato

Considerato In diritto:

In diritto: 1. a ) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1. a ) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1. a ) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). c) Dalla ricevuta __________ (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 23 giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. c) c) Dalla ricevuta __________ (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 23 giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Dalla ricevuta __________ (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata il 23 giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 22 giugno 2006 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 26 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 33'448.05, da cui va esclusa quella in oggetto. Nel caso di specie determinante è, a prescindere da tre comminatorie di fallimento emesse nel 1999 rispettivamente nel 2004, che in tempi più recenti, ossia il 17 febbraio 2006 per due esecuzioni rispettivamente il 21 giugno 2006 per tre, sempre per importi modesti, è stato eseguito il pignoramento di beni dell’appellante. Ciò porta a concludere che la debitrice non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In merito all’intenzione espressa dall’appellante di volere ottenere la cancellazione di sette esecuzioni rispettivamente di volerne saldare due altre, va osservato che la cancellazione rispettivamente il saldo di procedure esecutive devono essere resi verosimili entro il termine d’appello. Il presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1AP 1 non può essere annullato.

Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 22 giugno 2006 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 26 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 33'448.05, da cui va esclusa quella in oggetto. Nel caso di specie determinante è, a prescindere da tre comminatorie di fallimento emesse nel 1999 rispettivamente nel 2004, che in tempi più recenti, ossia il 17 febbraio 2006 per due esecuzioni rispettivamente il 21 giugno 2006 per tre, sempre per importi modesti, è stato eseguito il pignoramento di beni dell’appellante. Ciò porta a concludere che la debitrice non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In merito all’intenzione espressa dall’appellante di volere ottenere la cancellazione di sette esecuzioni rispettivamente di volerne saldare due altre, va osservato che la cancellazione rispettivamente il saldo di procedure esecutive devono essere resi verosimili entro il termine d’appello. Il presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1AP 1 non può essere annullato. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 22 giugno 2006 __________ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 26 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 33'448.05, da cui va esclusa quella in oggetto. Nel caso di specie determinante è, a prescindere da tre comminatorie di fallimento emesse nel 1999 rispettivamente nel 2004, che in tempi più recenti, ossia il 17 febbraio 2006 per due esecuzioni rispettivamente il 21 giugno 2006 per tre, sempre per importi modesti, è stato eseguito il pignoramento di beni dell’appellante. Ciò porta a concludere che la debitrice non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In merito all’intenzione espressa dall’appellante di volere ottenere la cancellazione di sette esecuzioni rispettivamente di volerne saldare due altre, va osservato che la cancellazione rispettivamente il saldo di procedure esecutive devono essere resi verosimili entro il termine d’appello. Il presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1AP 1 non può essere annullato. 2. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1 va respinto.

2. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1 va respinto. 2. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1 va respinto. Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato. Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato. La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).

La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF). La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF). Per questi motivi,

Per questi motivi, Per questi motivi, richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF pronuncia: 1. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1, __________, è respinto. pronuncia: pronuncia: 1. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1, __________, è respinto. 1. L'appello 27 giugno 2006 di AP 1, __________, è respinto. 1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da

1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da 1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da m artedì 29 agosto 2006 alle ore 10.00. m artedì 29 agosto 2006 alle ore 10.00. m artedì 29 agosto 2006 alle ore 10.00. 2. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

2. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità. 2. La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: 3. Intimazione a: RA 1AP 1. __________, __________;

RA 1AP 1. __________, __________; RA 1AP 1. __________, __________; –AO 1avv. __________, __________;

–AO 1avv. __________, __________; –AO 1avv. __________, __________; – Ufficio __________

– Ufficio __________ – Ufficio __________ – Ufficio dei registri __________.

– Ufficio dei registri __________. – Ufficio dei registri __________. Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati

Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretario:

Il presidente: Il segretario: Il presidente: Il segretario: