Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/106836

<h2>SubmittedText<h2><p>L'ordinanza del 24 settembre 2004 (OMSEDC) sull'obbligo di prestare servizio militare degli Svizzeri all'estero e delle persone con doppia cittadinanza discrimina de facto e de iure gli Svizzeri che possiedono anche la cittadinanza dello Stato in cui risiedono.</p><p>Quest'ordinanza è in contraddizione con quanto fissato dalla legge militare, si tratta quindi di ristabilire lo status quo ante, ossia di prevedere ancora il servizio militare volontario per i doppi cittadini residenti all'estero; oggi l'ordinanza si limita unicamente ai doppi cittadini residenti in Svizzera. </p><p>Il Consiglio federale è incaricato di rivedere l'OMSEDC al fine di agevolare il reclutamento degli Svizzeri e doppi cittadini residenti all'estero (possibilità di prestare servizio volontario, pagamento delle trasferte, informazioni proattive e termini temporali più ampi, etc.).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 59 della Costituzione federale della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (RS 101) stabilisce che "gli uomini svizzeri sono obbligati al servizio militare" e che "per le donne il servizio militare è volontario". Conformemente all'articolo 40 della Costituzione federale, "la Confederazione emana prescrizioni sui diritti e doveri degli Svizzeri all'estero, in particolare ... sull'adempimento dell'obbligo di prestare servizio militare". Gli Svizzeri all'estero e gli Suisseri con doppia cittadinanza domiciliati all'estero sono di principio soggetti all'ordinamento giuridico del rispettivo Stato di domicilio, mentre i cittadini con la doppia cittadinanza domiciliati in Svizzera sono soggetti all'ordinamento giuridico svizzero. Un cittadino con la doppia cittadinanza domiciliato in Svizzera e che, come ogni altro Svizzero, gode dei diritti civili in questo Paese, di principio deve pure adempiere i propri obblighi militari in Svizzera, anche se nell'altro Stato di cui possiede la cittadinanza non vi è più l'obbligo di prestare servizio militare. Un cittadino con la doppia cittadinanza non ha la libera scelta se e in quale Paese prestare servizio. È tuttavia fatta salva l'applicazione di convenzioni internazionali.</p><p>Secondo l'articolo 4 capoverso 1 della legge federale del 3 febbraio 1995 sull'esercito e sull'amministrazione militare (RS 510.10), in tempo di pace gli Svizzeri all'estero sono esentati dal reclutamento e dall'obbligo di prestare servizio militare. Tale articolo ammette tuttavia la possibilità di un reclutamento volontario. L'articolo 5 concede al Consiglio federale la facoltà di stipulare accordi con altri Stati sul reciproco riconoscimento dell'adempimento dell'obbligo militare da parte di persone con doppia cittadinanza.</p><p>Sulla base di queste disposizioni legali, da un lato, è stata emanata l'ordinanza del 24 settembre 2004 sull'obbligo di prestare servizio militare degli Svizzeri all'estero e delle persone con doppia cittadinanza (OMSEDC; RS 511.13) e, dall'altro, sono state concluse apposite convenzioni con Austria, Argentina, Colombia, Stati Uniti d'America, Francia, Italia e Germania (quest'ultima non ha però ancora ratificato la convenzione).</p><p>Alcune disposizioni dell'OMSEDC non sono nuove, per esempio la condizione che chi intende prestare servizio militare volontario in Svizzera non può possedere anche la cittadinanza dello Stato di domicilio (eccetto nel caso in cui tra i due Stati sia stata conclusa una convenzione che preveda il contrario). È pertanto corretto che i cittadini con la doppia cittadinanza domiciliati all'estero possono prestare servizio militare volontario in Svizzera soltanto se è stata conclusa una corrispondente convenzione con lo Stato di domicilio. Questa disposizione ha lo scopo di proteggere i cittadini con la doppia cittadinanza dalle conseguenze di una situazione che per le autorità dell'altro Stato di cui possiedono la cittadinanza e nel quale sono domiciliati configura un reato. Il motivo risiede nel fatto che ogni Stato di domicilio può trattare i cittadini con la doppia cittadinanza come se fossero esclusivamente suoi cittadini. I cittadini con la doppia cittadinanza possono quindi essere chiamati in servizio soltanto se non sono domiciliati nella loro seconda patria, ma in uno Stato terzo.</p><p>Vi sono numerosi casi particolari che si fondano sulle convenzioni internazionali concluse dal Consiglio federale. Gli Svizzeri che hanno anche la cittadinanza austriaca o francese prestano servizio nello Stato in cui hanno il loro domicilio permanente il 1° gennaio dell'anno in cui compiono 18 anni. Essi possono tuttavia scegliere di prestare servizio nell'altro Paese (vale a dire in Svizzera nel caso di domicilio all'estero) se lo richiedono prima di aver compiuto i 19 anni.</p><p>Gli Svizzeri che possiedono anche la cittadinanza italiana prestano servizio soltanto nello Stato in cui hanno il loro domicilio permanente il 1° gennaio dell'anno in cui compiono 18 anni. Possono scegliere anche l'altro Stato (ossia la Svizzera nel caso di domicilio all'estero) se possono effettivamente prestarvi servizio.</p><p>I costi del viaggio per recarsi al reclutamento e per il ritorno a casa dopo la conclusione della scuola reclute sono assunti dalla Confederazione. Tuttavia, se lo Svizzero all'estero desidera rientrare al suo domicilio prima di entrare in servizio alla scuola reclute, tali spese di viaggio supplementari non gli vengono rimborsate. Se, tra il reclutamento e l'inizio della scuola reclute rimane in Svizzera, deve organizzare e pagare personalmente l'alloggio e il vitto.</p><p>Sulla base delle considerazioni che precedono, il Consiglio federale non ritiene che vi siano motivi per modificare le disposizioni di legge menzionate in precedenza oppure l'OMSEDC.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.