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Gli azionisti del Credit Suisse, riuniti in assemblea straordinaria mercoledì, hanno dato luce verde a un aumento di capitale da 4 miliardi di franchi. L'operazione permette l'ingresso della Saudi National Bank nel capitale del secondo istituto di credito svizzero e anche di ricostituire i fondi propri e di finanziare l'annunciata ristrutturazione, che nei prossimi anni porterà alla soppressione di circa 9'000 impieghi, 2'000 dei quali nella Confederazione dove verranno chiuse anche 14 filiali. La banca mercoledì ha pure anticipato una nuova perdita trimestrale, che fra ottobre e dicembre del 2022 dovrebbe attestarsi a 1,5 miliardi di franchi.
L'istituto di Riad punta a un controllo del 9,9% della banca. I sauditi si erano impegnati in anticipo ad acquistare le nuove azioni al prezzo di 3,82 franchi.
Il via libera dell'assemblea è stato sottoscritto ad ampissima maggioranza. Formalmente si è trattato di due voti distinti: il 91,97% ha detto "sì" all'emissione di un massimo di 462,04 milioni di titoli del valore nominale di 0,04 franchi l'uno e destinato a nuovi investitori designati, mentre il 98,31% ha approvato l'emissione di 1,767 miliardi di azioni del medesimo valore riservata agli azionisti esistenti. Nel primo caso era richiesto un quorum dei due terzi, nel secondo bastava la maggioranza assoluta.
- Notiziario 08.00 del 23.11.22: continua il periodo nero di Credit Suisse