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La posizione è stata espressa da Ursula von der Leyen durante un viaggio in Cechia.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che ciascuno Stato membro ha il diritto di determinare autonomamente il proprio percorso verso la neutralità climatica. Come riporta il sito di informazione Euronews la presidente ha evidenziato un esempio concreto durante un viaggio in Cechia: questo Paese ottiene oltre un terzo della sua elettricità dalle centrali nucleari. Von der Leyen ha sottolineato che la decisione riguardante il mix energetico rimane una competenza nazionale e ha espresso la disponibilità della Commissione europea a considerare gli aiuti di Stato, sempre che siano coerenti con le condizioni appropriate.
Aiuti di Stato
In qualità di principale custode delle norme sulla concorrenza, la Commissione europea ha il potere di approvare o respingere gli aiuti di Stato proposti dai governi, che possono assumere diverse forme come sovvenzioni, agevolazioni fiscali o riduzioni delle imposte. La Commissione deve garantire che tali interventi statali non compromettano il mercato unico europeo o danneggino altri paesi dell’UE, in linea con i principi di equità sanciti dal diritto comunitario.
Regole sulla concorrenza
Tuttavia, le regole sulla politica di concorrenza stanno subendo una pressione crescente a causa dei costi in aumento legati alla transizione ecologica e digitale. Alcuni Stati membri hanno richiesto maggiore flessibilità per sostenere le proprie industrie nazionali e prevenire la deindustrializzazione. In risposta a ciò, la Commissione ha recentemente allentato le regole per l’approvazione dei sussidi in sei settori chiave della transizione verde, tra cui batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e tecnologia di cattura del carbonio. Inoltre, il Net-Zero Industry Act proposto dalla Commissione dovrebbe notevolmente incrementare la produzione nazionale in questi settori.
Sostegno al nucleare
È importante notare che la proposta originale della legge non includeva la tecnologia nucleare tra i "progetti strategici" e faceva solo brevemente riferimento alle "tecnologie avanzate che producono energia da processi nucleari con scorie minime" e ai "piccoli reattori modulari" ancora in fase di sviluppo. Tuttavia, la presidente von der Leyen ha dichiarato il suo sostegno alle tecnologie nucleari avanzate nel contesto della legge sull’industria a zero emissioni, allo scopo di promuovere l’innovazione e la cooperazione transfrontaliera.
Posizioni contrastanti
La legislazione sull’energia nucleare continua a dividere profondamente gli Stati membri dell’Unione europea. Da un lato, ci sono i "nuclearisti" guidati dalla Francia, che basa una significativa parte della sua produzione di energia elettrica su reattori nucleari, insieme a Cechia, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia. Questi paesi sostengono che il nucleare rappresenti un’opzione a basse emissioni di carbonio, con la capacità di generare energia ininterrottamente e ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche esterne.
Dall’altro lato, la Germania ha adottato una posizione "antinucleare" senza compromessi, sostenuta da Spagna, Portogallo, Austria, Danimarca e Lussemburgo. Questi paesi ritengono che promuovere l’energia nucleare sia un tentativo di "greenwashing" a causa dell’impatto ambientale legato all’estrazione dell’uranio e alla gestione delle scorie radioattive a lunga durata.
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