Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/72071

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 21 novembre 2006, nello Chablais vallesano è stato abbattuto un lupo per ordine del Consiglio di Stato, in contrasto con la decisione del tribunale cantonale, che aveva attribuito effetto sospensivo a un ricorso presentato dal WWF. Il caso solleva vari interrogativi, a cui chiedo al Consiglio federale di rispondere.</p><p>1. Dopo che il Comitato europeo della Convenzione di Berna ha respinto, il 27 novembre scorso, la domanda di declassamento del lupo presentata dalla Svizzera e di conseguenza questo animale resta assolutamente protetto, il Consiglio federale considera accettabile il fatto che un consigliere di Stato contravvenga alla decisione di un tribunale perché contesta la fondatezza della convenzione nonché della legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, ritenendo che il lupo non sia una specie minacciata di estinzione?</p><p>2. L'ordine di abbattere il lupo dello Chablais è stato dato in un momento in cui l'animale non poteva più fare danni, dato che le greggi di pecore erano ridiscese al piano. Ciò vale anche per l'autorizzazione di abbattimento di un lupo nella valle di Conches, rilasciata nell'agosto del 2006, ma eseguita alla fine di ottobre, quando il lupo non poteva ormai più attaccare le greggi. Il Consiglio federale non ritiene che in questi casi le condizioni definite all'articolo 9 della Convenzione di Berna, secondo cui l'abbattimento è autorizzato solo "per prevenire danni importanti alle colture, al bestiame" o "nell'interesse della sanità e della sicurezza pubbliche", non siano soddisfatte e che l'autorizzazione di abbattimento sia abusiva?</p><p>3. Già oggi vari lupi vagano sulle alture vallesane ed è probabile che il loro numero aumenterà ulteriormente. Non è quindi più possibile identificare con certezza l'animale all'origine dei danni in seguito ai quali è stata rilasciata l'autorizzazione di abbattimento. L'ordine di abbattimento del Consiglio di Stato vallesano riguardava infatti un lupo e non il lupo colpevole di aver sbranato le 31 pecore. Il Consiglio federale non ritiene pertanto che la "Strategia Lupo Svizzera" debba essere adattata per evitare il rischio di abbattere arbitrariamente animali che non soddisfano i criteri definiti in base a questa strategia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Sia le basi giuridiche internazionali (Convenzione di Berna) che quelle nazionali (legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici) permettono, a determinate condizioni, di adottare misure anche contro animali appartenenti a specie rigorosamente protette. La "Strategia Lupo Svizzera" del 21 luglio 2004, basata sull'articolo 10 dell'ordinanza federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, definisce tali condizioni. Gli attacchi particolarmente violenti sferrati da un lupo alle pecore nello Chablais durante la notte dal 26 al 27 settembre 2006 hanno soddisfatto i criteri per autorizzarne l'abbattimento. In seguito a tali attacchi, il canton Vallese ha rilasciato, di comune accordo con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), l'autorizzazione di abbattere tale lupo all'interno dell'area in cui si sono verificati i danni. L'esecuzione dell'abbattimento e, quindi, la questione relativa alla concessione dell'effetto sospensivo di un eventuale ricorso contro la decisione delle autorità sottostanno al diritto cantonale. Il Consiglio federale non interviene nelle questioni relative alle procedure cantonali.</p><p>2. Il lupo è un animale con un'elevata capacità di adattamento ed è pertanto in grado di vivere e di cacciare anche in prossimità di zone abitate. Benché la discesa delle greggi dai pascoli montani alla fine dell'estate comporti una riduzione del rischio di attacchi da parte dei lupi, non può essere escluso che le pecore subiscano attacchi anche sui pascoli invernali del fondovalle. Nell'autunno/inverno 1998/99, per esempio, un lupo ha effettuato dieci attacchi nei pressi di Brig-Glis uccidendo 31 animali da reddito. Inoltre, la "Strategia Lupo Svizzera" in vigore non prevede un perimetro differenziato a seconda della stagione o sulla base dei danni causati in una determinata area. Il Consiglio federale ritiene pertanto che il mantenimento dell'autorizzazione all'abbattimento fosse giustificato tanto nella regione del Goms quanto in quella del Chablais.</p><p>3. Se un territorio ospita più lupi, sussiste la possibilità che ciascun individuo presente abbia contribuito a causare i danni riscontrati. Tuttavia, la presenza di un individuo non può essere sempre provata con l'analisi genetica (mancanza di campioni) e sul campo non è sempre possibile distinguere un lupo dall'altro. Pertanto l'autorizzazione di abbattimento può essere rilasciata soltanto per l'abbattimento di un lupo in senso generale e non per eliminare un determinato individuo. Limitando l'autorizzazione all'area in cui si sono verificati i danni si tenta di aumentare la probabilità di abbattere proprio uno dei lupi che ha contribuito a causare danni.</p><p>Tuttavia, la revisione della "Strategia Lupo Svizzera" del 21 luglio 2004 è oggetto di discussione anche per altri motivi. La popolazione di lupi nella zona di confine tra l'Italia, la Francia e la Svizzera è in aumento, e in Svizzera ci si attende la formazione di un branco. All'inizio del febbraio 2007, l'UFAM ha inoltrato al gruppo di lavoro "Grandi predatori", in cui siedono i rappresentanti di uffici federali, cantoni e associazioni nazionali interessate, una proposta di revisione della "Strategia Lupo Svizzera". Dalla discussione interna al gruppo di lavoro emergeranno le modalità della modifica dell'attuale "Strategia Lupo Svizzera". La discussione interesserà anche la delimitazione dell'area in cui si sono verificati i danni o in cui è autorizzato un abbattimento.</p>  Risposta del Consiglio federale.