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Un impiegato di banca è stato licenziato per aver utilizzato più volte la sua carta di credito aziendale per aver pagato delle prostitute. Licenziato in tronco, l'uomo ha fatto ricorso al Tribunale del lavoro del canton Zurigo, che ha però confermato la decisione dell'azienda.
L'impiegato era stato assunto nel giugno 2018 con uno stipendio annuo di 160’000 franchi. Tuttavia, dopo soli sette mesi era stato licenziato senza preavviso, a metà febbraio. Già ammonito in precedenza, si era offerto diverse avventure erotiche con la carta di credito aziendale, come ha riferito il Tages-Anzeiger con che cita una sentenza del Tribunale del lavoro di Zurigo.
Poco dopo il periodo di prova di tre mesi si è verificato il primo utilizzo abusivo della carta, il cui utilizzo è chiaramente descritto nel regolamento della banca. Fino alla mattina del 3 novembre 2018 si era divertito con delle prostitute in un bar di Zurigo, una serata che è costata 3'215 franchi e addebitata per intero sulla carta di credito aziendale. Pochi minuti dopo l'ultimo pagamento, alle 7:38 del mattino, ha scritto un SMS per annunciare la sua assenza dal lavoro perchè sarebbe stato ammalato di influenza.
Già ammonito per questa prima serata e la conseguente assenza, l'uomo si ripete a metà febbraio, quando ha speso altri 1700 franchi in "servizi di appuntamenti", cioè sesso a pagamento. Adesso la banca ne aveva finalmente abbastanza e lo licenzia senza preavviso quello stesso giorno. Da notare che, in seguito al licenziamento, aveva tentato di prelevare denaro con la carta.
Poiché non voleva accettare il licenziamento, il banchiere ha intentato una causa presso il Tribunale del lavoro di Zurigo. Ma il tribunale non l'ha seguito e ha confermato il licenziamento, con la motivazione che aveva violato in modo “palese” il suo dovere di lealtà come dipendente della banca. Il tribunale non ha creduto che avesse confuso di nascosto la carta di credito con la sua carta privata, soprattutto perché sono registrati altri undici tentativi di utilizzo della carta aziendale per scopi privati. Considerato tale comportamento, la richiesta di risarcimento da parte dell'uomo è stata ritenuta come “piuttosto scandalosa” e quindi respinta.