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Berna – L'F-35A è "perfettamente" adeguato a svolgere missioni di polizia aerea. Specialisti di Armasuisse e del Dipartimento federale della difesa (DDPS) hanno spiegato oggi a Berna davanti alla stampa le ragioni della scelta di questo nuovo caccia.
I punti di forza del velivolo prodotto dalla Lockheed Martin sono la sua grande riserva di carburante, la lunga durata di volo e la buona manovrabilità nel volo lento, ha affermato Bernhard Berset, pilota responsabile dei test presso Armasuisse. È un vantaggio quando si tratta di garantire la sicurezza di eventi come le grandi conferenze a Ginevra o il World Economic Forum (WEF) a Davos (GR). L'aereo è per contro più lento dei suoi concorrenti.
A una domanda sui punti deboli dell'F-35A, Darko Savic, responsabile del progetto presso Armasuisse, ha sottolineato che la Confederazione è a conoscenza del rapporto del Pentagono che indica 871 carenze nell'aereo. Savic ha però aggiunto di non essere preoccupato dato che i difetti principali dovrebbero essere riparati.
Egli ha pure ribadito che il caccia della Lockheed Martin era il più economico dei candidati, con un costo totale stimato in 15,5 miliardi di franchi in 30 anni, due miliardi in meno rispetto al secondo classificato.
Offerte vincolanti per 10 anni
Le offerte sono vincolanti per i primi dieci anni, soprattutto per quanto riguarda i costi operativi, ha precisato Savic. Il contratto da firmare con il governo americano prevede una stretta supervisione del programma da parte di Washington.
Non sarebbe serio cifrare i costi operativi per i prossimi 20 anni, ha aggiunto, riconoscendo che non esiste "nessuna garanzia". Ma le stime degli esperti sono "realistiche", basate su elementi fattuali e sull'esperienza maturata con l'F/A-18. Includono anche un fattore come l'invecchiamento dei sistemi.
Risultati ‘molto chiari’
I risultati delle valutazioni sono stati "molto chiari" e hanno lasciato "poco spazio" a considerazioni politiche, ha da parte sua rilevato Pälvi Pulli, responsabile della politica di sicurezza presso il DDPS. Il Consiglio federale aveva tutti gli elementi in mano e ha preso in considerazione "tutti i punti importanti" nella sua decisione.
Secondo Pulli, i risultati dell'analisi costi-benefici erano disponibili alla fine di marzo e sono stati poi convalidati da uno studio legale di Zurigo. In giugno l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha per altro pubblicato un'analisi secondo la quale i criteri politici dovrebbero essere presi in considerazione solo per scegliere tra offerte molto vicine tra loro, ciò che non è stato necessario.
Parallelamente alle valutazioni tecniche, si sono tenute discussioni politiche con gli Stati Uniti, la Germania e la Francia sulla futura cooperazione in materia di politica di sicurezza "e oltre". La ministra della difesa Viola Amherd ne ha parlato con le sue controparti e si sono tenuti incontri fra esperti.
Non sono attese misure di ritorsione
La Confederazione era consapevole che due dei tre paesi ne sarebbero usciti "delusi", ha riconosciuto Pulli, ma Berna non si aspetta alcuna misura di ritorsione. Parigi e Berlino rimangono partner importanti con i quali la Svizzera ha da tempo una cooperazione "stretta e varia". C'è la volontà di estendere questa cooperazione nei prossimi anni, ha aggiunto.
Il fatto che diversi paesi europei (Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Regno Unito) abbiano acquistato l'F-35A potrebbe dare "una nuova dimensione" alla cooperazione, ha affermato il comandante delle forze aeree Peter Merz.
Gli attuali F/A-18 sono di stanza a Payerne (VD), Meiringen (BE) e Emmen (LU). Dovrebbe essere il caso anche degli F-35A, ha precisato. I quattro simulatori acquistati dalla Confederazione avranno sede a Payerne.