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Accelerare e centralizzare le procedure: queste le direttrici principali cui si orienta la ristrutturazione del settore dell'asilo approvata oggi dal Consiglio degli Stati per 35 voti a 3 e 5 astenuti. Il dossier va al Nazionale.
In futuro, stando al testo uscito dalla deliberazioni, la maggioranza delle domande, per le quali non sono necessari ulteriori accertamenti, dovrebbero essere trattate e concluse in una procedura celere (al massimo 140 giorni) con una protezione giuridica più ampia.
Durante questo processo, i richiedenti saranno alloggiati in centri regionali della Confederazione fino al loro eventuale allontanamento dalla Svizzera. Un centro simile è in funzione da oltre un anno nel canton Zurigo con risultati incoraggianti.
Nel corso dei dibattiti, il plenum ha confermato in buona parte il progetto governativo nelle sue linee essenziali e seguito quasi in tutto e per tutto le proposte della commissione preparatoria su aspetti specifici della legge, forte anche dell'appoggio della consigliera federale Simonetta Sommaruga.
Benché d'accordo con gli obiettivi del progetto governativo - specie per quanto attiene all'accelerazione delle procedure - la sinistra ha tentato su alcuni punti di edulcorarlo, anche se con poca fortuna.
Luc Recordon (Verdi/VD), tra i pochi "senatori" ad aver inoltrato una proposta di minoranza, ha tentato di reintrodurre nella legge la possibilità per le persone in fuga o perseguitate, di inoltrare una domanda d'asilo in una rappresentanza svizzera all'estero. La sua richiesta è stata tuttavia respinta per 33 voti a 8.
SDA-ATS