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BERNA - Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa popolare "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)". A suo avviso, una decisione basata sul caso pregiudicherebbe la credibilità del tribunale e delle sue sentenze.
L'iniziativa vuole rendere la giustizia più indipendente dalla politica di partito. Attualmente i giudici del Tribunale federale sono eletti dal Parlamento e per essere scelti occorre de facto essere membro di un partito politico e avere le giuste relazioni, sostengono i promotori dell'iniziativa, tra cui il politologo ticinese Nenad Stojanovic.
Stando al testo, spetterebbe a una commissione peritale decidere chi ammettere al sorteggio. In linea di massima il mandato dei giudici cesserebbe cinque anni dopo il raggiungimento dell'età ordinaria di pensionamento. I giudici potrebbero essere destituiti unicamente mediante una procedura di destituzione.
In una nota odierna il Consiglio federale rileva che il Parlamento tiene conto di criteri linguistici, regionali e di specializzazione. Rispetta inoltre, a suo dire, la rappresentanza proporzionale dei grandi partiti. In tal modo, secondo l'Esecutivo, si garantisce che il tribunale sia composto in modo rappresentativo sotto il profilo socio-politico e che l'elezione sia democraticamente legittimata.
Secondo il Governo invece la procedura mediante sorteggio introdurrebbe uno strumento non radicato nella tradizione svizzera. La scelta dei giudici sarebbe lasciata al caso e indebolirebbe la legittimazione democratica della giustizia e quindi anche la credibilità delle sentenze presso la popolazione, aggiunge l'Esecutivo.
Il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere l'iniziativa senza proporre un controprogetto diretto o indiretto. Riconosce comunque che determinate questioni possono essere discusse e, all'occorrenza, affrontate anche a prescindere dall'iniziativa. Il pertinente messaggio sarà elaborato entro il 26 agosto del 2020.