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Patrimonio bovino
Il patrimonio bovino è un indicatore importante delle emissioni di gas serra provenienti dall’agricoltura e rappresenta la fonte di gran lunga più importante di emissioni di metano. A quantità equivalenti, il metano ha un potenziale di riscaldamento globale 25 volte superiore rispetto al CO2. Tuttavia è nettamente meno presente del CO2 nell’atmosfera.
Fra il 1990 e il 2004, il patrimonio bovino ha registrato una diminuzione in Svizzera. Fino al 2008 si è constatato un leggero aumento, mentre negli anni successivi si è verificata di nuovo una leggera diminuzione. L’evoluzione del patrimonio bovino dipende principalmente dalle condizioni quadro politico-agrarie e macroeconomiche. Con la Politica agricola 2014–2017, viene a mancare il sostegno diretto ai consumatori di foraggio grezzo. Di conseguenza, il numero di animali sta diminuendo leggermente anche se in misura contenuta a causa di lievi aumenti dei prezzi dovuti al calo della produzione.
Dato che le emissioni di metano dipendono dal numero di animali, una riduzione del patrimonio bovino avrebbe ripercussioni positive sul bilancio dei gas serra della Svizzera. Tuttavia, in questo caso occorrerebbe importare più carne e latticini per poter coprire la domanda. Le relative emissioni si produrrebbero quindi all’estero. Rinunciamo di conseguenza a una valutazione dello stato e dell’evoluzione di questo indicatore.
L’indicatore consente un raffronto internazionale, anche se sarebbe più adatto considerare il numero di bovini pro capite. L’Unione svizzera dei contadini (USC) raccoglie i dati e li trasmette alla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations, faostat.fao.org). I dati delle due istituzioni differiscono leggermente poiché l’Unione dei contadini esegue piccole correzioni a posteriori.
Il patrimonio bovino è un indicatore che prende in considerazione il numero di vacche da latte e di vacche nutrici nonché di vitelli. I dati sono rilevati dall’Ufficio federale di statistica in collaborazione con l’Ufficio federale dell’agricoltura e gli uffici cantonali dell’agricoltura. La raccolta dei dati avviene annualmente nell’ambito del censimento delle aziende agricole e ogni tre–cinque anni nel quadro di quello agricolo. Si tratta in entrambi i casi di rilevazioni esaustive. Il conteggio si riferisce sempre a una data precisa e non tiene conto delle variazioni intervenute nel corso dell’anno. Tutti i bovini sono marchiati individualmente in modo da garantirne la tracciabilità dalla nascita alla macellazione.
Per garantire una serie temporale coerente e completa, Agroscope (ART) e la Scuola superiore di scienze agronomiche, forestali e alimentari (HAFL) hanno consolidato i dati.
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