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La prima cosa che fa il presidente cinese Xi Jinping ogni mattina è controllare lo stato dell'inquinamento a Pechino. Lo ha detto lo stesso Xi ai leader politici convenuti nella capitale della Cina per il vertice dell'Apec, l'associazione dei paesi dell'Asia/Pacifico.
"Spero che in questi giorni non sia a livelli troppo alti, in modo che i nostri illustri ospiti siano a loro agio mentre sono qui", ha affermato Xi ieri sera secondo i media cinesi. Parlando al banchetto offerto ai partecipanti, il numero uno cinese ha aggiunto di sperare che "si possano vedere tutti i giorni un cielo blu, montagne verdi e fiumi limpidi, non solo a Pechino ma in tutta la Cina".
In occasione della riunione annuale dell'Apec, che è iniziata la settimana scorsa e si conclude oggi col vertice dei capi di Stato e di governo, sono state impose misure drastiche per la riduzione dell'inquinamento nell'aria. Fabbriche, uffici e scuole sono state chiuse e il numero delle automobili in circolazione è stato drasticamente ridotto col sistema delle targhe alterne.
I risultati non sono stati quelli che si aspettavano. Per qualche giorno lo smog si è ridotto portando la popolazione a coniare l'espressione "un cielo blu-Apec", ma poi la situazione è di nuovo peggiorata. Il livello delle particelle inquinanti PM2, 5 per metro cubo d'aria è sceso dalle 400 di fine ottobre alle attuali 150-200, sempre nettamente al di sopra della quantità massima considerata tollerabile dagli esperti, che è di 60 per metro cubo.