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La fotografia rappresenta la città vecchia stretta attorno agli spazi ampi di Piazza Grande e Largo Zorzi. Verso il margine sinistro dell’immagine, al limite tra la Piazza Grande e il Largo Zorzi, è ancora visibile l’area che sarà trasformata per accogliere la costruzione del nuovo edificio postale di Livio Vacchini, costruito tra il 1992 e il 1995.
Locarno, ottobre 1961. La città inquadrata da ovest.
L’immagine ritrae in primo piano parte dei quartieri Saleggi e Rusca, seguiti a nord dalla città vecchia. Sullo sfondo il massiccio della Cima dell’Uomo. Sulla sinistra si distinguono chiaramente la Chiesa e l’ex convento di San Francesco seguiti dal Castello Visconteo, mentre, a destra di quest’ultimi, si riconosce lo slargo di Piazza Castello che sarà trasformato nel 2000 su progetto di Aurelio Galfetti.
Bellinzona, agosto 1961. L’area di viale Officina.
Al centro dell’immagine si staglia l’ottocentesco tracciato rettilineo di Viale Officina, che collega la città vecchia all’area delle Officine di riparazione delle ferrovie del Gottardo (e successivamente delle Ferrovie Federali Svizzere). Sulla destra, si riconosce il quartiere residenziale di San Giovanni, edificato tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento per accogliere gli impiegati delle ferrovie. Secondo recenti accordi tra la il Cantone, la Città e le Ferrovie Federali, l’area delle Officine dovrebbe essere riconvertita in parco tecnologico.
Al centro dell’immagine emerge Castelgrande. Ai suoi piedi, l’area della città vecchia adiacente a Piazza del Sole nella conformazione che precede il rifacimento eseguito tra il 1996 e il 1999 su progetto di Livio Vacchini.
Bellinzona, ottobre 1961. Veduta della città da sudovest verso nordest.
Questa veduta inquadra la città tra Castelgrande e il Castello di Montebello. Al centro è riconoscibile il tracciato di Viale della Stazione con in testa la Chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Stefano. Sullo sfondo la valle del fiume Ticino e il territorio del comune di Arbedo-Castione.
Le aree a sinistra dell’immagine, oltre il Castelgrande, appaiono ancora scarsamente edificate. Dagli anni Sessanta, saranno gradualmente occupate da edifici residenziali, commerciali e da infrastrutture sportive.
Lugano, agosto 1961. L’area adiacente alle vie Pretorio e Stefano Franscini.
Nella parte inferiore dell’immagine si riconoscono Via Bossi, l’area delle macerie dell’ottocentesco Palazzo del Pretorio e il vecchio penitenziario cantonale, dove oggi sorge il Palazzo di Giustizia. Sulla destra è possibile identificare Villa Saroli con il suo parco.
L’area sarà completamente trasformata da massicci interventi di sostituzione edilizia al punto da renderla quasi irriconoscibile rispetto ad un’immagine dei primi anni Sessanta.
Lugano, agosto 1961. Viganello e Cassarate.
Nella parte bassa dell’inquadratura è possibile riconoscere il tracciato delle contigue vie al Chioso e Molinazzo che separano i quartieri di Viganello e Cassarate. Si riconoscono pure l’edificio principale del complesso dei Molini Bernasconi e più lontano la chiesa di Santa Teresa.Anche quest’area ha subito considerevoli interventi di sostituzione edilizia, non ultimo quello della demolizione del complesso dei Molini per far posto a nuovi edifici commerciali.
Lugano, agosto 1961. Viale Castagnola e Cassarate visti dal lago.
In primo piano il fronte lungo la riva del lago. Si distinguono gli edifici dei cantieri navali sulla sinistra e lo stabile dell’Hotel Seegarten a destra. Tra di essi spicca l’edificio residenziale La Torre, progettato da Rino Tami e costruito nel 1958.
Sullo sfondo, tra le colline allora ancora scarsamente edificate, si intravede il castello di Trevano, che sarà demolito proprio nel 1961. Sull’area che aveva ospitato il suo parco, sorge attualmente il campus della SUPSI.
L’inquadratura offre una visione d’insieme delle aree dei quartieri di Lugano centro e di Cassarate. Sullo sfondo si staglia la sagoma del Monte Brè. Si riconoscono l’area verde del parco Ciani con l’omonima villa neoclassica realizzata dall’architetto milanese Luigi Clerichetti tra il 1840 e il 1843, attraverso una cospicua trasformazione del precedente palazzo Farina; dal tetto della villa fa capolino nell’immagine il belvedere ottagonale e la torretta sovrastante. Proseguendo con lo sguardo vero il monte Brè, si distinguono il Palazzo degli Studi disegnato alla maniera Beaux-Arts dagli architetti Augusto Guidini e Otto Maraini nei primi del Novecento, e l’edificio residenziale La Torre, progettato da Rino Tami e costruito nel 1957.
Ritraendo lo sguardo di nuovo verso la stazione, si incontra quella parte del parco che ospitava una volta le scuderie, e su cui insiste oggi il Palazzo dei Congressi progettato dallo studio dell’architetto Rolf Georg Otto e realizzato nel 1975. Si riconosce in seguito il grande caseggiato che sarà trasformato negli anni Ottanta dallo studio di architettura CBS (Camenzind, Brocchi e Sennhauser) nel nuovo Quartiere Maghetti.
Indietreggiando ancora con lo sguardo, si riconosce la torretta d’angolo del palazzo della Posta e sulla sinistra l’ex convento di Santa Margherita, sulla cui area sorge oggi la stazione degli autobus denominata «La pensilina TPL», opera dell’architetto Mario Botta, realizzata nel 2002.