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Binjamin Wilkomirski, autore della falsa autobiografia «Frammenti» che narra le memorie di un bambino ebreo sopravvissuto al lager di Auschwitz, si è visto ritirare il riconoscimento letterario assegnatogli nel 95 dalla città di Zurigo.Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2000 - 18:33
Un rapporto commissionato allo storico zurighese Stefan Mächler ha fugato ogni dubbio sulla falsità della biografia, ha reso noto oggi la cancelleria cittadina.
Il «caso Wilkomirski» è scoppiato nel 1998, in seguito alle ricerche dello scrittore Daniel Ganzfried, che in una serie di articoli pubblicati sulla «Weltwoche» è riuscito a ricostruire la vera identità dell'autore di «Frammenti».
Il libro è uscito nel 1995 ed ha avuto un grande successo in America e in Europa, ricevendo vari premi. Nel testo, il sedicente Wilkomirski racconta di essere stato adottato da genitori svizzeri dopo la guerra e di avere passato i primi anni di vita nel ghetto di Riga e nei lager di Auschwitz e Majdanek.
Il realismo del libro è stato apprezzato da critici e sopravvissuti all'Olocausto, ma ha anche insospettito alcuni storici a causa dell'estrema precisione delle descrizioni fatte dall'autore, all'epoca dei fatti ancora in fasce.
Gli studiosi che si sono occupati della vicenda sono riusciti a dimostrare che l'autore del libro si chiama in realtà Bruno Doessekker. Nato a Bienne il 12 febbraio 1941, con il nome di Bruno Grosjean, non ha passato i primi anni di vita ad Auschwitz, ma presso la benestante famiglia adottiva, i Doessekker di Zurigo.
Dopo queste rivelazioni la casa editrice «Suhrkamp» ha ritirato il libro dagli scaffali delle librerie, mentre nel novembre scorso, l'avvocato Manfred Kuhn ha inoltrato due denunce alla procura zurighese.
swissinfo e agenzie