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L'avvocato Stefano Ghiringhelli è morto all'età di 86 anni. Notaio, docente universitario, giudice supplente al Tribunale federale, era nato a Bellinzona nell'ottobre del 1931.
Frequentate le scuole elementari e le prime due ginnasiali a Brescia, ha concluso la formazione obbligatoria nella capitale ticinese. Poi, ottenuta la maturità al liceo di Lugano nel 1950, ha studiato giurisprudenza dapprima all'Università di Friburgo in Brisgovia e poi a quella di Berna dove ha conseguito il dottorato nel 1958.
Nel 1961 ha aperto il suo studio a Bellinzona proseguendo parallelamente la carriera universitaria insegnando nella capitale federale (fino al 1968 come lettore di diritto ticinese e diritto privato svizzero, in lingua italiana, poi quale professore onorario) e di giudice federale supplente.
Stefano Ghringhelli nel 1975 è entrato nel comitato della CORSI, la Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, quale membro designato dal Consiglio di Stato. Nel 1981 ne ha assunto la presidenza, subentrando a Carlo Speziali. Ha mantenuto la carica fino al 1996 (il suo successore è stato Claudio Generali).
Sarà ricordato anche quale presidente di Telethon Ticino e vicepresidente a livello nazionale. Nel 2009, al momento di lasciare la fondazione, è stato nominato membro onorario della stessa.
Diem/CSI/RG 12.30
In ricordo di Stefano Ghiringhelli, presidente CORSI dal 1981 al 1996
L'ho conosciuto anzitutto da giovane giurista, avendo avuto la fortuna immensa di svolgere la pratica di avvocato e notaio presso il suo studio di Bellinzona. Un vero maestro, quello che ricordi con ammirazione per una vita intera. A me, come a molti altri praticanti, ha permesso non solo di rubare i segreti e le finezze del mestiere, ma anche di approfondire e mettere in pratica le nozioni teoriche imparate all’università. Giurista finissimo, conoscitore come pochi, ai tempi in cui non si potevano ancora scaricare da internet, di riferimenti della dottrina del diritto o di stralci delle sentenze del Tribunale federale (che lui citava a memoria), sapeva sempre individuare al meglio vie giuridiche da percorrere a tutela degli interessi del cliente. Gli allegati processuali da lui redatti, frutto di conoscenze profonde e di una proverbiale lucidità, erano dei veri e propri trattati di diritto che suscitavano ammirazione e che mettevano a dura prova i giudici chiamati a decidere. Proprio in quel periodo della mia pratica di avvocatura, e meglio nel 1981, Stefano Ghiringhelli assunse la presidenza della Corsi, di cui era membro di comitato dal 1976, subentrando a Carlo Speziali. Entrò a far parte del Comitato centrale della SSR, dove fu un interlocutore autorevole, sempre ben documentato e perciò ascoltato e apprezzato. Soprattutto seppe battersi a favore dell’allora RTSI, non da ultimo per assicurarle entrate adeguate grazie alla difesa di una chiave di riparto dei proventi del canone particolarmente generosa per la Svizzera italiana quale minoranza culturale e linguistica. In quel periodo gli statuti della SSR e della Corsi conobbero sensibili cambiamenti che permisero, fra l’altro, di costituire una prima Assemblea generale dei delegati quale organo nazionale di discussione e di controllo democratico dell’azienda da parte dei rappresentanti delle società regionali che compongono la SSR. Ebbe sicuramente un ruolo importante nel cambiamento dell’acronimo della RTSI, che è opportunamente diventato espressione di Radio televisione “svizzera di lingua italiana”. Sotto la sua presidenza si sono succeduti come direttori della RTSI Cherubino Darani e Marco Blaser, mentre alla direzione generale della SSR sedevano Leo Schürmann e Antonio Riva. Con tutti questi direttori egli seppe intrattenere un ruolo di costante dialogo, nell’interesse delle produzioni della nostra radiotelevisione. La Corsi e la SSR hanno potuto beneficiare a piene mani dell’intelligente e costruttiva attività di Stefano Ghiringhelli, che ha contribuito non poco alla loro crescita, grazie alla capacità di adattarsi con lungimiranza alle nuove esigenze dei tempi. Di uomini di questo spessore, intellettuale e morale, il Ticino avrà impellente bisogno anche in futuro.
Gabriele Gendotti, a nome del Comitato del Consiglio regionale della CORSI