Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/189876

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che faccia luce sulla presenza di acrilamide negli alimenti per animali.</p><p>Il rapporto dovrà determinare:</p><p>1. se gli allarmanti risultati rilevati dalla Federazione romanda dei consumatori trovano riscontro anche in altri alimenti per animali;</p><p>2. se i valori limite per l'uomo (300 mg/kg) dovrebbero essere applicati anche agli animali;</p><p>3. se si devono adottare misure sul piano legale o in collaborazione con l'industria per fare abbassare i tassi d'acrilamide constatati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli alimenti per animali sono oggetto di controlli ufficiali regolari effettuati da un servizio specializzato dell'Ufficio federale dell'agricoltura. La presenza di acrilamide negli alimenti per animali concerne quelli trattati a temperature elevate, in particolare tramite il processo di estrusione (cottura a forte pressione), utilizzato principalmente per la fabbricazione di crocchette per animali da compagnia. La tecnologia utilizzata per gli alimenti destinati agli animali da reddito impiega questa tecnologia soltanto nei rari casi in cui gli alimenti sono riscaldati nel processo di granulazione o nel trattamento igienico a temperature che non comportano il rischio di formazione di acrilamide che potrebbe costituire un pericolo.</p><p>I valori massimi delle sostanze indesiderate negli alimenti per animali rispondono a criteri propri dell'alimentazione animale. Essa prende in considerazione le materie prime disponibili, la sensibilità delle specie animali considerate ai diversi contaminanti e, per gli animali da reddito, l'eventuale trasferimento nei prodotti animali. Un recepimento delle norme in vigore per l'alimentazione umana non rappresenta una soluzione adeguata. Attualmente non esiste un valore massimo per l'acrilamide nell'alimentazione animale.</p><p>Il tenore massimo di acrilamide recentemente pubblicato si situa, al livello più elevato, a 1500 microgrammi al chilogrammo di crocchette per gatti. Ciò equivale a una contaminazione di 90 microgrammi al giorno per un gatto di 4 chilogrammi la cui razione giornaliera ammonta a 60 grammi di crocchette. Secondo la letteratura, che considera i gatti come animali molto sensibili alla presenza di acrilamide nell'alimentazione, questo valore, inferiore al 3 per cento di una dose cronica considerata critica, non rappresenta un rischio.</p><p>Il servizio di controllo degli alimenti per animali segue da vicino l'evolversi della situazione. Ha preso contatto con il settore, i fabbricanti e gli importatori di alimenti secchi per animali da compagnia al fine di assicurare un monitoraggio della situazione e di definire, se necessario, i valori di riferimento per l'acrilamide negli alimenti per animali.</p><p>Le autorità competenti hanno già adottato delle misure che trattano il problema in modo adeguato. La situazione non richiede un rapporto dettagliato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.