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Cinque relatori speciali delle Nazioni Unite hanno espresso alle autorità federali la loro inquietudine in relazione al perseguimento nel 2020 e 2021 di attivisti per il clima, alcuni dei quali di Extinction Rebellion, arrestati durante manifestazioni non autorizzate. In una lettera di fine gennaio, resa pubblica oggi come previsto dal loro mandato, gli esperti indipendenti - che non si esprimono a nome dell'ONU - si dicono preoccupati di una possibile "restrizione indebita e ingiustificata dei loro diritti", in riferimento a dimostranti per il clima e a difensori dei diritti umani. Le manifestazioni "costituiscono degli atti di disobbedienza civile in linea con il diritto internazionale", sottolineano i relatori speciali. Questi ultimi si dicono pure inquieti per le detenzioni prolungate senza comparizione davanti a un procuratore, che possono durare anche più di due giorni, nonché per l'accesso limitato ad avvocati.
Processi ancora in corso
Il 20 giugno 2020 quattro difensori dei diritti umani e dell'ambiente, secondo quanto menzionato nella missiva, furono arrestati a Zurigo. In seguito vennero condannati a pene pecuniarie, contro le quali hanno presentato ricorso al Tribunale federale. Inoltre, dal 4 all'8 ottobre 2021 decine di attivisti furono arrestati durante una serie di sit-in sempre nella città sulla Limmat. Alcuni di essi si sono rivolti ai relatori speciali dell'ONU. Taluni sono stati assolti, altri condannati a pene pecuniarie, mentre certi processi sono ancora in corso.
La risposta delle autorità federali
Le autorità federali hanno risposto qualche giorno fa alla lettera ma le loro indicazioni non sono ancora state rese pubbliche dai relatori speciali. Da parte loro gli autori della denuncia presso gli esperti delle Nazioni Unite si dicono soddisfatti che questi ultimi abbiano espresso la propria inquietudine al Consiglio federale. A loro dire non si tratta della prima volta che la Svizzera viene presa di mira. Un membro della squadra legale degli attivisti parla di una "disfunzione del nostro sistema giudiziario". "È piuttosto inusuale - aggiunge un suo collega - che relatori speciali dell'ONU intervengano mentre vi è ancora un procedimento in corso."