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Anche oggi tra gli equipaggi della Germanwings c'è chi si è rifiutato di volare sugli aerei della flotta, dopo la catastrofe definita "incomprensibile" dal numero uno della compagnia madre Lufthansa.
E anche oggi si è avuta l'impressione che vi possano essere delle riserve, nel personale, sulla sicurezza.
Una sensazione tuttavia ridimensionata dalla compagnia tedesca - che comunque non fornisce i numeri dei velivoli rimasti a terra - con un argomento: piloti e assistenti di volo sono rimasti in molti casi personalmente coinvolti dal disastro aereo di ieri, in cui sono morte 150 persone, fra cui 6 membri dell'equipaggio.
Germanwings è una piccola compagnia, in cui si conoscono tutti. È normale che alcuni colleghi più vicini alle vittime non se la siano sentita di riaffrontare subito i cieli. E dunque le motivazioni di chi oggi non ha voluto volare sono "pienamente comprensibili sul piano psicologico ed emotivo".
Quanti aerei siano rimasti a terra non è dato sapere. "Alcuni", è la risposta data. Germanwings cita invece i rinforzi arrivati da 11 compagnie aeree, fra cui Lufthansa, Air Berlin, TuiFly.
Non ci sono cifre neppure su quanti clienti abbiano disdetto i voli, sull'onda emotiva di una tragedia collettivamente non ancora elaborata: non si tratterebbe di un numero significativo di casi, si limita ad affermare la filiale della compagnia di bandiera tedesca.
Non hanno disdetto il loro aereo di ritorno a casa, invece, diversi alunni di un progetto di interscambio linguistico rientrati da Barcellona ad Amburgo. Lo hanno affrontato il giorno dopo il disastro che ha seppellito 16 ragazzi di un ginnasio di Haltern am See.
Tornando alle compagnie di volo che stanno affrontando i giorni "più neri" della loro storia, Lufthansa e Germanwings, statement regolari nel corso della giornata, fino a un incontro congiunto tenuto a Barcellona con la stampa internazionale, stanno caratterizzando la gestione del disastro.
Con la continua assicurazione di voler chiarire il prima possibile le cause dell'accaduto. Il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, ha definito incomprensibile l'incidente. Ma si è anche detto fiducioso di poter ottenere risultati chiarificatori dall'inchiesta in corso sull'incidente "velocemente".
Il ritrovamento della scatola nera che, sia pur danneggiata, è risultata utilizzabile, per ascoltare le voci registrate in cabina, lascia ben sperare. Spohr ha ribadito che l'aereo caduto era in condizioni tecniche perfette, nelle mani di due piloti esperti.
Incontrando poi i parenti delle vittime a Duesseldorf ha affermato: "Ho vissuto il momento peggiore della mia esperienza nel settore, da venti anni a questa parte". Si è espresso anche sul nodo critico della sicurezza: "Non è scontata nel volo. Bisogna lavorarci giorno e notte". Ma Lufthansa ha standard altissimi al riguardo: una di quelle convinzioni di fondo nell'immaginario comune che rendono ancor più difficile la comprensione di questa tragedia dalla dinamica per ora misteriosa.
SDA-ATS