Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01192.jsonl.gz/550

A due settimane dalla clamorosa decisione del Tribunale federale che aveva annullato la votazione del 9 febbraio dello scorso anno sull’iniziativa “Le vittime di aggressione non devono pagare i costi di una legittima difesa”, gli iniziativisti hanno scritto una lettera al Consiglio di Stato nella quale chiedono - in vista della votazione del prossimo 26 settembre quando si andrà a rivotare sullo stesso oggetto - di poter visionare le argomentazioni contrarie all’oggetto prima di redigere quelle a favore. Inoltre chiedono pure che venga nominato "un organo di vigilanza neutrale chiamato a prender posizione su eventuali contestazioni
dei testi considerati da una parte o dall’altra 'manifestamente contrari alla verità', e ciò nell’interesse del diritto dei cittadini a farsi liberamente una propria opinione".
Come si ricorderà la votazione popolare cantonale sulla legittima difesa era stata annullata dal Tribunale federale a seguito di un ricorso presentato dal movimento Il Guastafeste di Giorgio Ghiringhelli. Secondo l'alta corte di diritto pubblico l'opuscolo informativo accompagnato al materiale di voto conteneva informazioni inesatte. Da qui la richiesta di Ghiringhelli - "in virtù degli accertati torti subiti dagli iniziativisti" - di poter visionare le argomentazioni contro l’iniziativa prima di dover presentare quelle a favore. E aggiunge: "In caso di risposta negativa, chiedo che il CdS informi gli iniziativisti se intende ancora riproporre (stavolta in forma dubitativa) le contestate argomentazioni su una possibile violazione del diritto federale o sulla possibile creazione di disparità di trattamento illecite e arbitrarie, da parte dell’iniziativa".