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Henrik Kristoffersen è tornato. Dopo un inizio di stagione difficile e caratterizzato da scarsi risultati, il norvegese si è imposto nello slalom di Madonna di Campiglio, battendo di 0”33 il connazionale Sebastian Foss-Solevaag e di 0”34 l'italiano Vinatzer. A poco più di 24 ore dal successo di Ramon Zenhäusern in Alta Badia, lo sci elvetico ha conosciuto la sua prima giornata storta della stagione. In campo maschile, infatti, non era mai successo (eccezion fatta per il parallelo di Lech) che uno svizzero non salisse sul podio. È successo ieri e tutti i rossocrociati sono finiti piuttosto lontani, dopo aver mal digerito il secondo tracciato. Sul primo, infatti, Zenhäusern e Daniel Yule si erano classificati al secondo e al quinto posto, seppure con un ritardo già piuttosto importante nei confronti di Solevaag. La replica, però, non è andata come sperato: Zenhäusern ha concluso al 13º posto a 0”80 e Yule addirittura al 22º a 1”26. Il migliore, tra i rossocrociati, è stato Loic Meillard che ha chiuso con l'undicesimo tempo, a 0”64 da un Kristoffersen che sul secondo tracciato ha messo lì un pezzo di alta scuola.
Infatti, il norvegese sul primo percorso aveva palesato tutte le incertezze che in queste prime settimane di competizione lo hanno più volte caratterizzato. Il 12º tempo a 1”25 da Solevaag sembrava tagliarlo fuori da ogni discorso per il successo finale. E invece, ha cavato dal cilindro una prova pressoché perfetta, su un tracciando che si è vieppiù deteriorato. Per lui si tratta della terza vittoria sul Canalone Miramonti. Anche le sue, però, come quelle di Alberto Tomba non sono consecutive. L'impresa dei tre successi di fila l'avrebbe potuta portare a termine proprio Yule, vincitore delle ultime due edizioni, ma come detto, il vallesano ha steccato la seconda manche. Poco male, gli elvetici sapranno rifarsi nel prosieguo della stagione, proprio come aveva fatto lo scorso anno Yule, 27º a Zagabria e poi vincitore dei tre dei successivi quattro slalom.