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Il governo vuole capire...
KEYSTONE/GAETAN BALLY(sda-ats)
In attesa della votazione del 21 maggio sulla Strategia energetica 2050, il Consiglio federale ha avviato oggi una consultazione - fino all'8 maggio - su una serie di ordinanze relative al primo pacchetto di misure.
Se il popolo darà ragione ai promotori del referendum, i lavori avviati saranno interrotti, altrimenti le nuove norme entreranno in vigore nel gennaio del prossimo anno.
La prima parte della strategia - approvata dal parlamento il 30 settembre scorso - contiene una revisione totale della legge sull'energia e adeguamenti di altre undici leggi, ricorda una nota del governo. Tali modifiche rendono necessari anche adattamenti di ordinanze.
In base alle nuove disposizioni, gli impianti idroelettrici nuovi saranno per esempio considerati di interesse nazionale a partire da una produzione media di 20 GWh/anno. Quelli esistenti lo saranno se attraverso l'ampliamento o il rinnovo raggiungono una produzione di almeno 10 GWh/anno. Le centrali ad accumulazione con pompaggio lo saranno se presentano una potenza installata di almeno 100 MW.
Gli impianti eolici o i parchi eolici (in Svizzera, due terzi della produzione degli impianti eolici si registra nel periodo invernale) saranno invece considerati di interesse nazionale se presentano una produzione media di almeno 10 GWh/anno.
In materia di finanziamento, verrà attribuito un trattamento prioritario ai grandi impianti idroelettrici: a loro potranno essere destinati fino a 0,3 centesimi del supplemento rete totale di 2,3 centesimi al chilowattora, precisa il governo.
Le nuove norme prevedono inoltre che solo gli impianti fotovoltaici più grandi, con una potenza di almeno 100 kW, siano ammessi nel sistema della rimunerazione per l'immissione di elettricità. I più piccoli, con una potenza di almeno 2 kW, potranno beneficiare solo di una rimunerazione unica. Secondo il Consiglio federale, in tal modo il mercato degli impianti fino a 30 kW potrà continuare a mantenere la vivacità che dimostra attualmente.
Le ordinanze riguardano anche il consumo proprio di elettricità autoprodotta, la garanzia di origine della corrente e fissano gli obiettivi in materia di emissioni di CO2 per le nuove vetture. Entro la fine del 2020 queste dovranno diminuire fino a un valore medio di 95 g CO2/km.
La Strategia energetica 2050 mira a una svolta verde. Nessuna nuova centrale nucleare dovrà essere costruita e l'energia atomica dovrà essere progressivamente sostituita da quella prodotta con vento, sole, acqua o rifiuti. Economie domestiche e imprese dovranno partecipare allo sforzo riducendo il consumo energetico del 43% rispetto all'anno 2000.
Per i fautori del referendum, l'UDC, è proprio qui che sta il problema. Secondo loro l'obiettivo non sarà realizzabile se non con uno sforzo economico pari a circa 200 miliardi di franchi. Questo equivale ad un esborso di 3200 franchi all'anno per ogni economia domestica.
SDA-ATS