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Il derby calcistico della settimana scorsa tra Grasshoppers e Zurigo, interrotto a causa dell'esuberanza dei tifosi, ha riportato alla ribalta il tema dell'hooliganismo. Attualmente, nella banca dati che registra i teppisti figurano 1188 nominativi, come indicano i domenicali "Sonntag" e "NZZ am Sonntag", dati confermati dal portavoce dell'Uffico federale di polizia (Fedpol) Stefan Kunfermann.
Secondo quest'ultimo, dall'inizio dell'anno sono state registrate 131 persone, la metà di quelle schedate l'anno scorso. Dal 2007, ossia da quando è entrata in funziona la banca dati ad hoc, il numero di nuove entrate è in costante diminuzione.
Presto, ha detto Kunfermann all'ats, verrà toccato un limite minimo. Se per cinque anni un soggetto non ricasca negli stessi errori, il suo nome viene cancellato dai file del computer.
Alla "Südostschweiz am Sonntag", Alex Miescher, segretario generale dell'Associazione svizzera di football (ASF), ha detto che il tipico teppista da stadio è un maschio tra i 15 e i 25 anni, di nazionalità svizzera e, sovente, di buona famiglia.
Come spiegare allora certi comportamenti sopra le righe? Secondo Miescher, dopo una settimana trascorsa dietro la scrivania in giacca e cravatta, la violenza del fine settimana funziona da valvola di sfogo.
Stando ai dati più recenti, 511 persone sono colpite da un divieto di entrata negli stadi, mentre 242 non possono avvicinarsi alle strutture. In 4 devono annunciarsi alla polizia prima delle partite. Il più delle volte queste persone si sono rese colpevoli di sommossa, violazione della legge sugli esplosivi e danneggiamenti.