Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01070.jsonl.gz/500

Il desiderio di migliorare le prestazioni nella corsa ha portato il nostro autore a praticare jogging. Quando frequentava la scuola gli ci volevano dieci minuti buoni per una corsa di due chilometri. Poi ha iniziato ad allenarsi e oggi non riuscirebbe più a rinunciare al jogging.
Reto E. Wild (49 anni) è redattore del Migros-Magazin e da circa 30 anni appassionato corridore di fondo.
In realtà ciò che mi ha indotto a fare jogging è il mio talento non proprio eccezionale nella corsa di resistenza: durante la giornata sportiva alla scuola secondaria, nello sprint e nel salto in alto avevo risultati in linea con le altre persone, ma per fare due chilometri di corsa campestre ci mettevo almeno dieci minuti buoni. Questa situazione doveva cambiare! E così l'anno successivo iniziai ad allenarmi nel corso delle settimane che precedevano la giornata sportiva. 8:16 fu il mio primo traguardo, 7:36 quello del terzo anno di scuola secondaria.
E improvvisamente mi resi conto di essere più portato per gli sport di resistenza di quanto non immaginassi. La mia passione per gli allenamenti cresceva sempre più, a volte andavo con mio padre e di sabato anche con mio nonno. Cominciai a leggere tutto ciò che riguardava la corsa. Seguii la carriera del mio idolo, Markus Ryffel, e non riuscii quasi a trattenere le lacrime di gioia quando l'atleta di Uster vinse la medaglia d'argento nei 5000 metri a Los Angeles nel 1984.
Ovviamente, in seguito, il mio sogno divenne quello di partecipare ai Giochi Olimpici; nel club di atletica leggera dovetti però riconoscere che andare a correre con il nonno era ben diverso dal praticare un allenamento tosto sul tartan. (continua a leggere qui di seguito...)
Tuttavia, ero affascinato da come miglioravo di anno in anno grazie a un allenamento mirato e tutto questo insieme ad altri atleti, che oggi continuano a far parte della mia cerchia di amici.
Allora come oggi apprezzo molto la possibilità di correre con poco sforzo. Mi metto le scarpe e mi addentro in un mondo tutto mio nel bosco o lungo il fiume Limmat, in cui per una volta faccio una pausa dallo stress del lavoro, magari conversando con i colleghi o scoprendo da solo nel weekend una zona a me ancora sconosciuta. Ecco perché le scarpe da corsa non mancano mai nel mio bagaglio; fare jogging è la mia forma di yoga, il balsamo per la mia anima.