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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Osservazioni generali</p><p></p><p>La Fondazione Pro Helvetia è, con l'Ufficio federale della cultura (UFC), la principale fautrice della promozione culturale della Confederazione ed ha il mandato legale di preservare la cultura del nostro paese, di promuovere la produzione e l'interscambio culturali, la comprensione tra le regioni linguistiche nonché di curare i rapporti culturali con l'estero. Pro Helvetia rappresenta la varietà culturale elvetica e fornisce al riguardo, in Svizzera e all'estero, un contributo prezioso e apprezzato da più parti. L'apprezzamento dell'attività di Pro Helvetia si è manifestato anche nel dibattito parlamentare sul messaggio relativo al finanziamento delle attività della fondazione dal 2000 al 2003: i sussidi federali in suo favore sono stati aumentati di circa 15,5 milioni di franchi raggiungendo complessivamente l'importo di 130 milioni.</p><p></p><p>È innegabile che Pro Helvetia abbia bisogno di riforme. Da tempo ormai si criticano specificamente le sue procedure e strutture complesse. Sarebbero poi da verificare il mandato e la posizione della fondazione nel contesto della promozione culturale nazionale e, di riflesso, la ripartizione dei compiti con l'UFC ed altre istituzioni di promozione culturale. A questi aspetti si è dato un certo peso sia nel Messaggio sul finanziamento delle attività della Fondazione Pro Helvetia negli anni 2000-2003 (FF 1999 VII 6677 segg. e 6686 segg.) sia nel dibattito parlamentare che ne è scaturito.</p><p></p><p>Da alcuni mesi la fondazione ha avviato le dovute riforme. Dopo vari lavori preliminari, tra cui rientra anche la decisione presa dal consiglio di fondazione il 1° luglio 1999, citata del resto nell'interrogazione ordinaria, è stato possibile discutere di questioni fondamentali nell'ambito di due ulteriori assemblee plenarie del consiglio di fondazione. Il 6 luglio scorso il consiglio di fondazione ha concordato quale impostazione dare alla riforma e, detto succintamente, ha optato per un procedimento scaglionato: in una prima fase si tratta di ristrutturare il consiglio di fondazione e singole procedure interne, poi di chiarire i compiti e la posizione della fondazione nel contesto della promozione culturale svizzera (inclusa la ripartizione dei compiti con altre istituzioni) e infine di adeguare le strutture della sede (segreteria) alle nuove esigenze (cfr. in merito anche la risposta del Consiglio federale, più dettagliata, alla Mozione Zbinden 00.3321 del 22 giugno 2000). </p><p></p><p>In merito alle singole domande</p><p>1. Pro Helvetia, fondazione di diritto pubblico operante a nome della Confederazione nell'ambito del mandato sancito per legge, sotto la sorveglianza del Dipartimento federale dell'interno e l'alta vigilanza del Consiglio federale, agisce in modo autonomo. Il Consiglio federale prende atto ogni anno del programma, del preventivo, del rapporto di gestione e del bilancio di Pro Helvetia. Pertanto è senz'altro aggiornato sull'andamento dei lavori e sulle attività previste. Occorre tenere conto di questo principio comprovato e riconosciuto anche in tempi di riforme. In particolare Pro Helvetia deve essere libera, ai sensi di un primo orientamento, di discutere apertamente al suo interno delle possibili impostazioni di una riforma. Un'ingerenza da parte delle autorità federali non è opportuna in questa fase. </p><p></p><p>La decisione presa dal consiglio di fondazione il 1° luglio 1999, di concentrarsi eventualmente sulla promozione artistica, citata nell'interrogazione ordinaria, è da vedere quale elemento del dibattito interno di Pro Helvetia. Il Consiglio federale non ha avuto motivo di rilevare formalmente, a tutt'oggi, un'eventuale restrizione del compito chiave di Pro Helvetia, pur essendone costantemente informato. </p><p></p><p>Considerata la sua risoluzione del 6 luglio scorso, resta aperta la questione se Pro Helvetia intenda concentrarsi effettivamente sulla promozione artistica. La fondazione verificherà approfonditamente la sua posizione e i suoi compiti all'interno del contesto culturale svizzero e, sulla base dei risultati, formulerà delle conclusioni. Successivamente il Consiglio federale si occuperà dei futuri compiti di Pro Helvetia prendendo spunto da proposte concrete.</p><p></p><p>A questo proposito si rimanda al messaggio citato del 12 maggio 1999, in cui il Consiglio federale illustra le attività principali e le strategie di promozione prospettate da Pro Helvetia per gli anni 2000 - 2003 appoggiandole in larga misura con le sue richieste. La restrizione ad un unico compito non figura tuttavia nei documenti citati. Ci si limita a segnalare che i fondi a disposizione nel periodo appena concluso non sono bastati, nonostante un impiego parsimonioso delle risorse (solo il 5 % di spese amministrative) per soddisfare il mandato legale a tutti gli effetti. Di fronte alle sfide future (rafforzamento della coesione nazionale, ricerca di un'identità e nuovo posizionamento della Svizzera nel mondo, presenza più massiccia all'estero), nel messaggio il Consiglio federale traccia quali possibilità esistono per migliorare le condizioni quadro e aumentare l'efficienza e l'effettività delle misure di promozione culturale grazie a una ripartizione dei compiti più chiara tra i differenti promotori culturali e una collaborazione consolidata (sfruttamento di effetti sinergici). Questa esigenza è soddisfatta dal procedimento deciso il 6 luglio scorso da Pro Helvetia.</p><p></p><p>2. Per le ragioni esposte, il Consiglio federale non si pronuncia in merito all'eventuale restrizione del compito chiave di Pro Helvetia.</p><p></p><p>Tantomeno ha verificato, se una tale impostazione coincide con il mandato stabilito dalla legge e confermato nel messaggio del 12 maggio 1999.</p><p></p><p>3. Di fronte all'ulteriore procedimento deciso da Pro Helvetia il 6 luglio scorso, è inutile al momento occuparsi delle eventuali conseguenze che un'eventuale nuova impostazione discussa al suo interno potrebbe avere per la promozione culturale concreta e dei progetti che potrebbero risultare compromessi. La questione dovrà d'altra parte essere esaminata dettagliatamente e giudicata dal Consiglio federale, se i prossimi passi di riforma dovessero effettivamente sfociare nella nuova impostazione discussa tempo fa all'interno di Pro Helvetia.</p>  Risposta del Consiglio federale.