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<h2>SubmittedText<h2><p>L'agricoltura svizzera gestisce un metro quadrato su cinque come superfici per la promozione della biodiversità. Inoltre, quasi l'80 per cento delle SPB sono interconnesse.</p><p>L'impegno dell'agricoltura per la biodiversità è quindi già considerevole. Il fatto che ora la limitazione della quota di superfici per la promozione della biodiversità del livello qualitativo 1 venga abolita e che il 3,5 per cento della superficie coltiva debba essere utilizzato per la biodiversità, comporterà un'ulteriore estensivazione dell'agricoltura e un indebolimento della produzione.</p><p>1. Come giustifica il Consiglio federale questo continuo anelare all'estensivazione in una fase in cui l'approvvigionamento alimentare dovrebbe avere la priorità nella politica mondiale?</p><p>2. Come giustifica il Consiglio federale il fatto che con l'abolizione della limitazione delle superfici per la promozione QI le aziende sono incoraggiate in pratica a rinunciare alla produzione?</p><p>3. Quale valore e priorità attribuisce il Consiglio federale all'approvvigionamento con derrate alimentari indigene se la pressione sulle superfici agricole diventa sempre maggiore e aumenta sempre più il fabbisogno a causa della crescita demografica?</p><p>4. In caso di inasprimento della penuria di derrate alimentari a livello mondiale non sarebbe opportuno promuovere la qualità delle SPB disponibili invece di sottrarre preziose terre coltive alla produzione alimentare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sessione primaverile 2021, il Parlamento ha deciso di concretizzare determinate disposizioni concernenti i prodotti fitosanitari e le eccedenze di sostanze nutritive contenute nella Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), temporaneamente sospesa, nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi" (Iv.Pa. 19.475). Questa decisione è stata presa tenendo conto delle ripercussioni illustrate nel messaggio sulla PA22+. Con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475, il Consiglio federale applica le pertinenti disposizioni di legge.</p><p>1. e 4. Mediante le superfici per la promozione della biodiversità (SPB) sulla superficie coltiva si mira, tra le altre cose, a preservare a lungo termine la biodiversità e la fertilità del suolo essenziali per la produzione. Al contrario di quanto accade con l'edificazione, nella gestione della superficie agricola utile sotto forma di SPB non viene sottratta alcuna superficie coltiva alla produzione alimentare; anzi, il suo potenziale di produzione viene rafforzato a lungo termine. Queste superfici promuovono gli organismi utili che fungono da antagonisti dei parassiti, come la criocera del frumento o gli afidi. Considerata la quota minima del 3,5 per cento, il fabbisogno supplementare di SPB sulla superficie coltiva ammonta a circa 9400 ettari. Con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 viene introdotto il tipo di SPB produttivo "cereali in file distanziate", grazie al quale è possibile soddisfare metà della quota minima del 3,5 per cento producendo cereali in file distanziate. Come emerge dai calcoli di Agroscope, questo metodo di coltivazione è interessante dal profilo economico. Circa 4300 ettari delle SPB supplementari sulla superficie coltiva potrebbero essere gestiti con cereali in file distanziate. Le restanti SPB, ovvero circa 5100 ettari, equivalgono all'incirca allo 0,5 per cento della superficie agricola utile. Dato che si può partire dal presupposto che per predisporre queste SPB non verranno delimitate le superfici coltive più redditizie o non si soppianteranno dei prati artificiali, nel complesso gli effetti sulla produzione sarebbero esigui.</p><p>Per quanto concerne la situazione alimentare globale è importante ricordare che la causa principale del problema della fame nel mondo non è la produzione alimentare globale troppo bassa, bensì l'impossibilità di accedere al cibo a causa della povertà e di problemi logistici. Anche le restrizioni alle esportazioni sono dannose. Pertanto nell'ambito della cooperazione internazionale la Svizzera s'impegna a favore dello sviluppo economico nei Paesi colpiti dalla povertà e contro le restrizioni alle esportazioni. In Svizzera le importazioni di derrate alimentari provengono principalmente dai Paesi dell'UE che non sono a rischio di carestia. Le tipologie e i volumi di derrate alimentari importati in Svizzera dipendono, tra le altre cose, dalla protezione doganale, dall'incremento demografico, dalle evoluzioni dei prezzi sui mercati interni ed esteri e dalla domanda dei consumatori all'interno del Paese. Sul fronte dell'offerta, anche le fluttuazioni dei raccolti riconducibili alle condizioni meteorologiche possono incidere notevolmente. Le ripercussioni della quota minima del 3,5 per cento di SPB sulla superficie coltiva sulle importazioni di derrate alimentari sono, al confronto marginali. Inoltre, la nuova norma entra in vigore nel 2024.</p><p>2. Dal monitoraggio sulla limitazione delle SPB del livello qualitativo I, introdotta nel 2016, è emerso un effetto molto esiguo. Nel complesso, i contributi non versati a causa di tale limitazione ammontano a circa 500 000 franchi l'anno. A esserne interessate erano circa 600 aziende e una superficie di circa 1100 ettari. Il Consiglio federale ha pertanto deciso di revocare questa limitazione dispendiosa dal punto di vista amministrativo e priva di effetto significativo.</p><p>3. Le misure varate con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 concorrono a preservare a lungo termine le basi essenziali per la produzione indigena come i suoli fertili e la biodiversità. A breve termine le misure volte a preservare le basi di produzione possono limitare la produzione di calorie in Svizzera, ma siccome promuovono servizi ecosistemici come la fertilità del suolo, l'impollinazione e gli organismi utili, a medio-lungo termine rafforzano la produzione indigena.</p><p>Tra il 2018 e il 2020, il grado di autoapprovvigionamento lordo si è attestato in media al 57 per cento. Il lieve calo degli ultimi anni è da ricondurre al fatto che la popolazione svizzera è aumentata più della produzione di calorie all'interno del Paese. Alla luce dell'incremento demografico in atto in Svizzera e del progressivo calo delle superfici gestite a scopo agricolo, il grado di autoapprovvigionamento della Svizzera può essere mantenuto soltanto se i terreni permanentemente inerbiti vengono gestiti con un'intensità di utilizzazione adeguata alle condizioni locali per la produzione di latte e carne e se sulla superficie coltiva vengono coltivate più colture destinate al consumo umano diretto. È importante che i cambiamenti a livello della produzione avvengano in modo sincrono con gli adattamenti a livello del consumo. Inoltre è necessario ridurre le perdite alimentari e preservare i terreni agricoli dal profilo quantitativo e qualitativo. Per quanto concerne le perdite alimentari, il 6 aprile 2022 il Consiglio federale ha varato un piano d'azione con l'obiettivo di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 rispetto al 2017. Il grado di autoapprovvigionamento non consente di valutare in modo esaustivo la sicurezza alimentare, poiché non tiene conto di fattori importanti come l'elevata dipendenza dalle importazioni per quanto riguarda i mezzi di produzione agricoli (energia, concimi, sementi, prodotti fitosanitari, macchine, ecc.) o la sopportabilità ecologica della produzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.