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Il 40% degli omicidi in Svizzera avviene all'interno della coppia, nel 90% dei casi le vittime sono donne
BERNA - La violenza domestica, di cui sono vittime soprattutto le donne, è un problema in Svizzera. Lo indica un comunicato governativo odierno in cui si sottolinea di voler togliere ancora spazio all'uso criminale delle armi e sensibilizzare gli specialisti del sistema sanitario al fenomeno.
Stando al comunicato, basato su un rapporto redatto da un team esterno di ricercatrici in risposta a un postulato e approvato oggi dall'esecutivo, benché il numero complessivo degli omicidi sia basso in Svizzera, ben il 40% di tali crimini è commesso all'interno della coppia. Nel 90% dei casi le vittime sono donne. Per il rapporto, la quota di omicidi nelle relazioni di coppia registrata nella Confederazione è alta anche nel confronto internazionale.
Le cause - La causa principale sono una separazione avvenuta o imminente o l'intenzione espressa di separarsi. Fattori di rischio elevato sono inoltre violenze domestiche pregresse, controllo ossessivo, gelosia e stalking. Altri fattori scatenanti sono il possesso d'armi, il consumo di alcol o droga e le difficoltà finanziarie. Il 43% degli autori e delle autrici, spiega una nota governativa odierna, avevano già commesso atti di violenza domestica in precedenza ed erano noti alla polizia, un terzo erano pregiudicati.
Gli autori - Nove omicidi su 10 sono stati perpetrati da uomini. Il 44% degli autori e delle autrici e il 37% delle vittime possedeva una cittadinanza straniera. Un quarto degli omicidi si sono conclusi con il suicidio dell'autore o dell'autrice (cosiddetti omicidi-suicidi).
Le cifre per la Svizzera mostrano che l'89% delle persone sospettate di omicidio nella sfera domestica - il 79% dei quali uomini - appartengono alla popolazione residente permanente e che l'11% non ha una residenza fissa nella Confederazione. La metà sono svizzeri e il 38% sono stranieri con residenza permanente in Svizzera. In relazione alla popolazione generale, la proporzione di stranieri è quindi molto più elevata di quella degli svizzeri, indica il rapporto.
Le contromisure in corso - Secondo il Governo, per combattere efficacemente gravi atti di violenza bisogna agire a più livelli. È necessario tra l'altro rafforzare la prevenzione e la rilevazione precoce, migliorare l'analisi dei rischi e il sostegno alle vittime di violenza domestica e togliere linfa alle concezioni della virilità che favoriscono la violenza.
Nel quadro dell'attuazione della Convenzione di Istanbul, il 30 aprile 2021 Confederazione, Cantoni e organizzazioni della società civile hanno adottato una roadmap per il rafforzamento della lotta alla violenza domestica e il miglioramento della protezione delle vittime. Da quest'anno, inoltre, la Confederazione ha a disposizione un credito annuo di tre milioni di franchi per il sostegno di progetti di prevenzione e lotta alla violenza sulle donne e alla violenza domestica.
Il prossimo futuro - Oltre alle misure già in corso o previste, l'esecutivo propone tra l'altro di togliere ulteriormente spazio all'uso criminale delle armi e di sensibilizzare gli specialisti e le specialiste del sistema sanitario sulla violenza domestica. Alcune di queste nuove misure sono accolte e concretizzate nel Piano d'azione nazionale per l'attuazione della Convenzione di Istanbul.
I numeri - Dalle statistiche criminali di polizia risulta che in Svizzera sono stati commessi nel complesso 479 omicidi tra il 2011 e il 2020. Delle persone uccise, 255 (53%) avevano un rapporto familiare o di partenariato con la persona imputata. Delle 147 persone uccise nel contesto di una relazione o dall'ex partner, 134 (91%) erano donne.
Nello stesso periodo, il mezzo più utilizzato per gli omicidi sono state le armi da fuoco (31%), seguite dalle armi affilate o appuntite (27%) e dalla violenza fisica (22%).
Col sostegno dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, l'Ufficio federale di statistica sta svolgendo una rilevazione supplementare sulle circostanze, i moventi e le cause degli omicidi e dei tentati omicidi i cui risultati saranno presumibilmente pubblicati nel 2025.
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