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La misteriosa donna moldava era in plancia nei momenti cruciali dell’affondamento della Concordia? E come mai non aveva una cabina come tutti gli altri passeggeri? Sarà mica stata un’amichetta del comandante? Sarà mica stato per fare colpo su di lei che il comandante ha fatto un “inchino” troppo azzardato?
Ma perché le donne sono sempre dei misteri? E che dire della donna che si è presentata all’hotel Bahamas per occuparsi del famigerato comandante alle prese con una busta rossa contenente, forse, un computer che, forse, è scomparso e che, forse, era molto importante? Che fine ha fatto questa donna e qual era il suo reale compito?
Tra la donna e la navigazione c’è sempre stato un rapporto difficile. Dice un’antica superstizione che invitare una donna a bordo di una nave porta sfortuna. E una versione ancora più estrema dice che mai una donna dovrebbe salire su una nave da guerra. La Concordia non era una nave da guerra, tranquilli.
Ma l’altro giorno ho saputo che una nave cisterna che trasporta acqua per dissetare gli abitanti delle Eolie aveva a bordo anche quella che veniva definita dalle autorità intervenute “un soggetto di natura femminile di nazionalità straniera.”
Il soggetto è stato sbarcato, il comandante della nave cisterna denunciato. Una cosa è certa: non si trattava della moldava della Concordia.
Ma sarebbe meglio dare retta alle antiche superstizioni sulla donna e la nave. Anche se è una nave cisterna.
Claudio Sabelli Fioretti, giornalista e scrittore
(Pubblicato il 4 febbraio su Io Donna, supplemento del Corriere della Sera – per gentile concessione dell’autore)