Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218816

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Governo israeliano ha recentemente deciso di approvare la costruzione di un nuovo insediamento con 1357 unità abitative nella zona occupata della Cisgiordania. Non si tratta di una zona qualsiasi, ma di quella che da molti anni anche l'UE e gli USA definiscono una linea rossa tra Gerusalemme e Betlemme.</p><p>In qualità di cofirmataria della quarta Convenzione di Ginevra, la Svizzera si è impegnata a rispettarla e a farla rispettare in ogni circostanza.</p><p>Già nel 2014 il Consiglio federale si era detto "preoccupato" dall'approvazione dei piani di costruzione dell'insediamento israeliano di Givat Hamatos. Ora il Governo israeliano sta cercando di sfruttare il poco tempo rimasto prima dell'insediamento del presidente americano Biden per creare ancora una volta un "fatto compiuto".</p><p>Finora il DFAE non si è pronunciato pubblicamente su questa nuova violazione degli obblighi assunti secondo il diritto internazionale pianificata da Israele.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali azioni diplomatiche ha intrapreso il Consiglio federale contro questa ulteriore violazione della quarta Convenzione di Ginevra prevista da Israele, dato che il suo richiamo formale indirizzato al Governo israeliano nel novembre del 2014 in merito allo stesso progetto di insediamento è rimasto lettera morta?</p><p>2. Il comunicato stampa del DFAE del 29 novembre 2020 sulla visita del consigliere federale Cassis al ministro degli esteri israeliano Gabi Ashkenazi non lascia trasparire in alcun modo che questa ulteriore violazione della quarta Convenzione di Ginevra possa essere inaccettabile per la Svizzera. </p><p>Possiamo dedurne che il Consiglio federale è ancora solo "diplomaticamente preoccupato" e non è disposto a fare pressione su Israele?</p><p>3. Perché il Consiglio federale non ha condannato pubblicamente questo progetto e non ha invitato Israele a rispettare il diritto internazionale umanitario?</p><p>4. Come reagisce il Consiglio federale al rapporto pubblicato di recente "Highway to Annexation - Israeli Road and Transportation Infrastructure Development in the West Bank"? Questo documento non lascia dubbi sul fatto che Israele non voglia permettere una soluzione a due Stati che sia accettabile anche per la parte palestinese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-2-3-4. Il Consiglio federale è del parere che gli insediamenti israeliani non siano conformi al diritto internazionale e costituiscano un ostacolo all'attuazione di una soluzione a due Stati. La Svizzera esorta regolarmente tutte le parti coinvolte a rispettare il diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario. Nel caso specifico di Givat Hamatos sono state intraprese recentemente le seguenti azioni diplomatiche: il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha espresso le preoccupazioni della Svizzera riguardo agli insediamenti israeliani e al progetto Givat Hamatos in occasione dell'incontro ufficiale con il suo omologo, il ministro Gabi Ashkenazi, tenutosi in Israele il 29 novembre 2020, e ha incoraggiato le autorità israeliane a riprendere il dialogo; inoltre, l'Ufficio di rappresentanza svizzero, insieme ai rappresentanti di altri 14 Stati e dell'Unione europea, ha visitato Givat Hamatos nel novembre del 2020. In tale occasione i diplomatici, anche tramite una dichiarazione a mezzo stampa, hanno ribadito la non conformità del progetto in questione al diritto internazionale. Il DFAE continua a seguire con attenzione questi sviluppi e ha preso atto del rapporto "Highway to Annexation - Israeli Road and Transportation Infrastructure Development in the West Bank" menzionato nel testo dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.