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Perché e come i pulcini maschi di razze ovaiole vengono uccisi?
L’allevamento di pulcini di razze ovaiole non è considerato redditizio perché, non appartenendo a razze selezionate per la produzione di carne (a rapido accrescimento e con caratteristiche specifiche), presentano una crescita lenta e una massa muscolare inferiore (non sono “adatti” all’ingrasso).
La selezione degli animali da reddito ha portato a una tale specializzazione ed efficienza di settore da considerare l’animale un mero oggetto di produzione.
Per questi motivi i pulcini maschi vengono abbattuti il giorno stesso del sessaggio dei pulcini.
In Svizzera, dal 1° gennaio 2020, è proibito uccidere i pulcini triturandoli vivi, pratica che prende il nome di omogeneizzazione (v. legge OPAn, sezione 3, art. 20). La morte deve essere data per gassificazione (diossido di carbonio, CO2), senza però che sia obbligatoria alcuna forma di stordimento. I pulcini muoiono all’interno di locali (o di appositi sacchi), per lento (e doloroso) soffocamento.
La pratica (indiscussa nel corso degli ultimi 50 anni) di procedere all’abbattimento massivo di animali sani e giovani pone, anzitutto, un serio dilemma etico e un problema pratico dovuto alla non applicazione della legge sulla protezione degli animali (OPAn).
In Svizzera ogni anno sono abbattuti tra i 2 e i 3 milioni di pulcini maschi. In Italia il dato è di circa 25 milioni di pulcini ogni anno e in tutta Europa sono circa 300 milioni.