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<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo un rapporto del SIC reso pubblico dalla stampa nell’autunno 2023, la diffusione di video sui social media che fomentano l’odio verso i migranti in piena campagna elettorale sarebbe riconducibile alla Russia. Una tale iniziativa è pienamente in linea con la strategia di destabilizzazione portata avanti dalla Russia e ben nota in numerosi Stati occidentali. Nel febbraio di quest’anno in Francia la direzione generale della sicurezza interna ha pubblicato un rapporto che illustra numerose possibili iniziative portate avanti da servizi di intelligence russi e volte a destabilizzare il dibattito e l’ordine pubblico. Altri Paesi dell’UE sono stati colpiti duramente per molti anni da simili iniziative. Anche se probabilmente ne è risparmiata più rispetto ad altre grandi potenze, la Svizzera non deve sottovalutare la gravità di questi attacchi rivolti contro uno dei suoi punti di forza principali, ossia la sua democrazia.</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale intende prestare particolare attenzione alle ingerenze da parte russa nei processi democratici in Svizzera nel suo rapporto in adempimento del postulato 22.3006 che si trova in fase di preparazione?</p><p>2. Quali sono le peculiarità dei metodi russi rispetto alle iniziative adottate da altri Stati o da gruppi criminali?</p><p>3. Quali misure ha adottato il Consiglio federale nell’intento di ridurre gli effetti di tali iniziative sul processo elettorale nel 2023?</p><p>4. Come intende la Confederazione tutelare la democrazia svizzera, compreso il dibattito pubblico che ha luogo online? Quali strumenti, quali mezzi e quale strategia intende adottare?&nbsp;</p>