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Economiesuisse è lievemente più pessimista riguardo alla congiuntura elvetica: per quest'anno punta su una crescita dello 0,9%, contro l'1,4% previsto in giugno.
Per il 2020 il pronostico, positivamente influenzato dai grandi eventi sportivi (mondiali di calcio e olimpiadi), rimane invece invariato all'1,2%, ha indicato oggi la federazione che riunisce associazioni di categoria, camere di commercio cantonali e alcune grandi aziende. La progressione del prodotto interno lordo sarà così più elevata del 2019, ma inferiore a quella del 2018, quando si è attestata al 2,8%.
Nonostante i timori relativi alle tensioni commerciali e alla Brexit una recessione globale appare improbabile, secondo gli economisti dell'organizzazione. Tuttavia le prospettive per l'industria d'esportazione svizzera si sono fatte "meno euforiche", poiché non sussistono più reali impulsi di crescita da parte dall'estero. "Molte aziende stanno lottando con le difficili condizioni dei mercati internazionali", constata l'associazione. Più un settore economico è orientato verso l'Europa, più le prospettive saranno moderate.
È vero che la fase peggiore dovrebbe essere già stata raggiunta e che nel 2020 si dovrebbe andare incontro a una stabilizzazione. Per molte imprese, tuttavia, la combinazione di una domanda internazionale debole e un franco forte rappresentano un problema. Economiesuisse teme che la valuta elvetica possa rafforzarsi ulteriormente, con gravi conseguenze. Migliore appare nel suo complesso la situazione dell'economia interna: cresce poco ma è stabile. Per la disoccupazione, è atteso un lieve aumento al 2,5%.
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