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Con l'aumento delle temperature, in futuro la neve sarà sempre più rara. E l'innevamento artificiale sarà di conseguenza sempre più richiesto. Le infrastrutture necessarie per i cannoni hanno però un impatto ecologico non indifferente sul paesaggio alpino.
Qual è allora la possibile alternativa? Distribuire la neve sulle piste con la posa temporanea (e soltanto quando necessario) di lunghi, anzi lunghissimi tubi. Il sistema di nuova concezione è stato sviluppato dall'Istituto per il design, lo sviluppo e la costruzione di prodotti dell'Università di scienze applicate della Svizzera orientale (OST) con sede a Rapperswil-Jona (SG).
Produzione (o conservazione) centralizzata
Si tratta in sostanza di sfruttare il cosiddetto snowfarming (la conservazione di neve durante il periodo estivo) o di produrre la neve direttamente nei pressi di un serbatoio d'acqua. "E poi trasportarla attraverso semplici tubi o condotte fino all'area che necessita di innevamento" spiega il professor Albert Loichinger, responsabile del progetto, sentito dalla RSI. Insomma, una sorta di "nevedotto" che porta la neve da un posto all'altro.
Con tale sistema, i comprensori invernali come pure gli organizzatori di gare di sci avrebbero la possibilità di spostare grandi quantità di neve su lunghe distanze, senza dover installare impianti fissi. L'obiettivo è di raggiungere "una portata di uno-due chilometri e di trasportare tra le venti e le quaranta tonnellate all'ora" afferma ancora Loichinger. "Oltre a una certa distanza, il trasporto dovrà però avvenire a più stadi, altrimenti il costo dei soffiatori diventa troppo elevato".
Più efficiente del battipista
Un impianto del genere può funzionare in modo continuo e senza l'ausilio di un operatore, se non per un monitoraggio occasionale. "Può quindi restare attivo ventiquattro ore al giorno" sottolinea il responsabile del progetto. Tra le possibili applicazioni, si contano le stazioni sciistiche che possono così portare la neve in punti chiave delle piste - come tunnel, sottopassaggi o luoghi particolarmente esposti al sole - con una tubazione temporanea.
Rispetto allo spostamento della neve effettuato con il battipista, il trasporto attraverso i tubi avviene - secondo i ricercatori - in maniera più efficiente: "Soprattutto sulle distanze più lunghe, il sistema può ridurre sia la necessità di personale e infrastrutture che l'impatto finanziario".
Al momento si tratta comunque di un prototipo che lo scorso dicembre è stato testato nel canton Glarona, dove è stato dimostrato che la neve non si blocca nella condotta, nemmeno in presenza di curve strette. Ora i promotori sono in cerca di un partner per la creazione di un impianto vero e proprio. "Nell'ambito della ricerca non siamo in grado di gestire grandi quantità di neve e lavoriamo quindi su scala ridotta" osserva Loichinger.
Un futuro incerto per lo sci
Sotto i duemila metri, nei prossimi decenni la pratica di sport invernali durante le vacanze di Natale non sarà tuttavia più garantita, nemmeno con l'impiego dell'innevamento artificiale. È la conclusione a cui è giunto un recente studio condotto in seno al Dipartimento di scienze ambientali dell'Università di Basilea, che ha posto il focus sul comprensorio di Andermatt-Disentis-Sedrun.
L'innevamento artificiale consentirà una stagione invernale di cento giorni almeno nelle parti più alte della regione (oltre i 1'800 metri d'altitudine), ma è probabile che per le vacanze di Natale il provvedimento non sarà sufficiente a causa delle temperature troppo elevate. "Anche per l'innevamento artificiale sono necessarie determinate condizioni meteorologiche" sottolinea la ricercatrice Erika Hiltbrunner, citata in una nota. "Non deve essere troppo caldo e l'aria non deve essere troppo umida".
Fino alla fine del secolo, le piste più alte potranno comunque restare aperte almeno cento giorni grazie ai cannoni sparaneve. Ma il costo non sarà indifferente. Dallo studio emerge infatti che per l'innevamento artificiale il consumo di acqua aumenterà all'incirca dell'80% per l'intero comprensorio: nel 2100 serviranno circa 540 milioni di litri d'acqua, contro i 300 milioni odierni.
Cos'è lo snowfarming?
Lo snowfarming è una tecnica che consente di conservare della neve per la stagione invernale successiva. Verso la fine dell'inverno vengono realizzati dei grandi mucchi di neve che vengono poi ricoperti con uno strato isolante (segatura o cippato di legno). In questo modo si evita che la neve si sciolga completamente (la perdita di volume è compresa tra il 13 e il 50%, come spiega l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF). All'inizio dell'inverno successivo la neve conservata viene quindi utilizzata come base per la preparazione delle piste.