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BELLINZONA - E' anticostituzionale l'iniziativa parlamentare del 23 giugno del 2010, in cui si chiedeva la soppressione dell'obbligo di notifica al Vescovo dell'apertura di un procedimento penale a carico degli ecclesiastici da parte dell'autorità giudiziaria.
Infatti, come indica la costituzione cantonala all'articolo 24 capoverso 1, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana e la Chiesa evangelica riformata godono dello statuto di personalità giuridica di diritto pubblico.
Il Consiglio di Stato ha deciso quest'oggi di approvare il rapporto proposto dal Dipartimento delle Istituzioni e di confermare l'impostazione attuale.
Il Governo Cantonale ricorda che "l’obbligo di notifica dell’apertura del procedimento penale all’autorità di nomina o di vigilanza è la regola quando è coinvolto un dipendente cantonale o comunale, un membro del municipio o dell’ufficio patriziale, un magistrato, un avvocato, un notaio, un fiduciario o un operatore sanitario. Poiché, dal profilo giuridico, anche la Diocesi è una corporazione di diritto pubblico, si giustifica mantenere la regolamentazione vigente".
"Inoltre - conclude la nota - poiché lo statuto giuridico della Chiesa evangelica riformata e delle sue comunità regionali è simile a quella della Chiesa cattolica e delle sue parrocchie, il Governo reputa opportuno prevedere in modo esplicito anche riguardo alla Chiesa evangelica riformata l’obbligo di notifica agli organi della stessa nel caso dell’apertura di un procedimento penale nei confronti dei pastori e dei diaconi".