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GOLDAU - Quello che nel 1806 fu un dramma per le persone, oggi è una benedizione per le specie animali in estinzione: la frana di Goldau. Nell'area un tempo colpita dalla frana, il Parco Naturale e Faunistico Goldau offre agli animali selvaggi un habitat perfetto immerso in un paesaggio suggestivo.
Successe il 2 settembre 1806: circa 40 milioni di metri cubi di roccia precipitarono tuonanti dal Rossberg di Svitto, distruggendo tre villaggi e uccidendo 457 persone. Oggi nell'area della frana di roccia vivono circa 100 specie selvatiche sui 34 ettari del Parco Naturale e Faunistico Goldau. Diversi tipi di cervi e mufloni su una vasta area all'aperto, lupi, linci, cinghiali e gatti selvatici in ampi recinti.
Animali rari quali l'orso bruno siriano, il bisonte europeo o uccelli come l'ibis eremita e l'avvoltoio degli agnelli si riproducono allegramente sotto l'egida dei programmi di selezione di mantenimento del parco faunistico. Le visite guidate, le mostre e i workshop trasmettono le conoscenze sugli animali e sui loro habitat.
L’attrazione è ovviamente l’orso bruno siriano: si tratta di una sottospiece dell’orso originario di una vasta area dell'Asia occidentale, ma la sua popolazione sta declinando, a causa della distruzione dell'habitat, del bracconaggio e della frammentazione delle popolazioni. Gli orsi bruni siriani in tempi storici si trovavano in Anatolia (Turchia), Siria, Libano, Israele, Iraq, Iran e in parte dell'Afghanistan. Con un peso massimo di 150 kg nei maschi (spesso però si ferma ai 100 kg) e 90 nelle femmine (la media è però compresa nei 70 kg), questa è la sottospecie di orso bruno più piccola. Le minute dimensioni sono probabilmente dovute all'ambiente desertico in cui vive, con una minor disponibilità di cibo.
Testo a cura di Claudio Rossetti
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