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Gli studenti protestano contro i tagli alla formazione. Nel canton Lucerna è stata introdotta una settimana in più di vacanza per ridurre le spese. Anche in altri cantoni la mannaia dei risparmi ha colpito la scuola.
Mercoledì 5 aprile, alcune centinaia di studenti hanno marciato lungo le strade di Lucerna per urlare la loro rabbia contro i tagli alla scuola. Per loro era un déjà vu. In passato erano già saliti sulle barricate per protestare contro l'introduzione di una settimana di vacanza in più, misura adottata per ridurre la spesa pubblica destinata alla formazione.
I liceali sono scesi in piazza anche in altre quattro città svizzere: Zurigo, Argovia, Ginevra e Basilea. L'associazione mantello degli insegnanti sostiene le manifestazioni studentesche. «È importante che si ribellino coloro che devono pagare il prezzo più alto delle misure di risparmio», ha indicato Franziska Peterhans, segretaria centrale dell'associazione LCH. Ai microfoni della SRF, Peterhans ha ricordato che se da una parte le uscite per l'educazione pubblica siano aumentate negli ultimi 15 anni, dall'altra anche i compiti affidati alla scuola sono cresciuti e sono molto più complessi. «Si può parlare di una riduzione delle prestazioni», continua la segretaria generale. «Gli insegnanti, i bambini e i genitori hanno condizioni peggiori rispetto al passato». Nella sola Svizzera tedesca, i tagli ammonterebbero a circa un miliardo di franchi.