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Un quarto di secolo fa la punizione del difensore brasiliano fu consegnata alla storia del calcio e diede il via a numerosi studi da parte di ricercatori in fisica. Imperdibile per ogni amante del gioco del pallone.
Prima di lui c'erano stati le roi Platini, Zico, Maradona e Baggio. Sopraffini giocatori, che tra i tanti trucchi del mestiere sapevano tirare le punizioni lì, nel 'sette', dove il portiere non arriva. Pallone morbidi, calibrati al millimetro che scavalcavano il muro di difensori per scendere quel poco che bastava per finire in rete. Il calcio da fermo, una prodezza che pochi hanno saputo confezionare con arte e delicatezza.
Poi, Il 3 giugno del 1997 - esattamente 25 anni fa - in occasione della partita inaugurale del tournoi de France 1997 tra i padroni di casa e il Brasile, successe l'irripetibile.
Uno strappo alle leggi della fisica e del calcio.
Il terzino destro Roberto Carlos pareggiò la prima rete francese con uno dei calci di punizione più spettacolari della storia del calcio, il più famoso nella pluridecorata carriera del brasiliano.
La palla distava quasi 36 metri dalla porta difesa da Bartez. Una distanza considerevole per pensare di superare un muro a quattro e un portiere d'esperienza e bravo come l'allora numero 1 della nazionale francese. Dopo aver sistemato con cura il pallone, Roberto Carlos prese una lunga rincorsa: chi guardava capì che il difensore ci voleva provare. Arroganza?
Forse. La palla partì come un missile e nei pressi del muro francese iniziò a piegare verso l'esterno, per poi rientrare, sempre velocissima. Andò a stamparsi sulla parte interna del palo. Bartez non ci voleva credere. Guardò il pallone sbucato alla velocità della luce scalfire il legno e finire in rete. Immortale.
«Non so come ho fatto»
«Ad essere sincero, fino ad oggi non so come ho fatto», disse lo stesso Roberto Carlos a ESPN Brasil nel 2017.
«È stato un gol bellissimo. Ha richiesto molto allenamento e duro lavoro durante tutta la mia carriera. Ma il duro lavoro è stato ripagato, perché sono riuscito a segnare un gol così bello, che è stato un momento speciale per me».
«Miracolo calcistico»
«A condizione che il tiro sia sufficientemente potente - un'altra caratteristica delle capacità di Roberto Carlos - la traiettoria della palla piega brutalmente verso la rete, a una velocità ancora sufficiente per sorprendere il portiere», fu la conclusione di ricercatori francesi che analizzarono la prodezza del brasiliano con tanto di formula matematica.
Dupeux, Le Goff, Quere e Clanet conclusero che se i calcoli fossero corretti e le distanze e le forze fossero ripetute, il famoso gol potrebbe essere replicato da un altro giocatore.
Questa opzione, tuttavia, è impossibile, secondo l'opinione di uno dei più importanti fisici brasiliani e di tutto il popolo del grande Paese sudamericano. Luis Fernando Fontanari ha descritto infatti il capolavoro di Roberto Carlos come un «miracolo calcistico».