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BERNA - Nel 2017 il Consiglio svizzero della stampa ha ricevuto 127 reclami, un record dalla sua creazione nel 1977. Da lungo tempo infatti la media si situava a 80 all'anno. L'istituzione ha anche modificato il suo regolamento.
L'anno scorso, il Consiglio svizzero della stampa ha preso posizione su 53 reclami e complessivamente 90 casi sono stati liquidati, ha comunicato oggi l'istituzione.
L'istanza di sorveglianza si felicita del fatto che tutti i media "rimproverati", senza eccezione, abbiano pubblicato la sua presa di posizione. L'obbligo per un media "criticato" di pubblicare un breve riassunto della decisione è iscritto nella "Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista".
In passato alcune redazioni non hanno tuttavia trasmesso la decisione ai loro lettori, ricorda il Consiglio svizzero della stampa. Per questo un anno fa esso ha deciso che avrebbe pubblicato i nomi dei media che non avessero rispettato tale obbligo.
Dall'inizio dell'anno, le organizzazioni, le imprese e le istituzioni come anche coloro che inoltrano un reclamo assistiti da un avvocato dovranno pagare una tassa di 1000 franchi. Per i privati ricorrere al Consiglio della stampa resta invece gratuito. Il Consiglio della stampa ha adottato questa modifica a causa delle persistenti difficoltà finanziarie, spiega l'istituzione.