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BAGHDAD - Il ministro della Pianificazione iracheno, Salman Al Jumaily, ha detto che ammontano a circa 47 miliardi di dollari i danni subiti, solo dalle infrastrutture, per la guerra che ha opposto l'Isis e le forze governative a partire dal 2014.
Nel conto delle perdite, contenute in un rapporto finito in questi giorni dal ministero, non sono inclusi i danni subiti dai privati, in termini di distruzione di case, negozi e altre attività economiche, che saranno illustrati in una prossima relazione.
Jumaily, sottolinea un comunicato del ministero per la Pianificazione, presenterà lo studio durante una conferenza di Paesi donatori in programma in Kuwait nel prossimo febbraio.
Durante un incontro con l'ambasciatore svizzero a Baghdad, il ministro ha detto che il governo sta lavorando ad un piano di ricostruzione e sviluppo economico da realizzare nei prossimi dieci anni, stimando che il costo totale sarà di «circa 100 miliardi di dollari».
«Il processo di ricostruzione - ha sottolineato Jumaily - dipenderà da quello che potrà essere stanziato nel bilancio dello Stato, dall'afflusso degli investimenti stranieri e dai programmi di aiuto delle organizzazioni internazionali».