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Alla fine del 2010, un quinto (20,1%) della popolazione residente in Svizzera dichiarava di essere senza appartenenza confessionale: ciò significa che un numero sempre maggiore di individui sceglie liberamente di dimettersi dal gruppo religioso di appartenenza, con percentuali assai rilevanti sia per la Chiesa cattolica che per la Chiesa evangelica-riformata (le quali perdono rispettivamente, rispetto al 2000, un numero di membri pari a 3,7 e 3,2 punti percentuali). Non è però possibile calcolare con certezza in che misura questo trend negativo per le Chiese di maggioranza sia da attribuirsi alla volontà di ripudiare totalmente la fede cristiana ricevuta con il battesimo, ovvero a quella che Eugenio Corecco chiamava “apostasia fiscale”, dovuta alla scelta di non versare ad alcuna Chiesa l’imposta di culto pur continuando a credere nei dogmi del cristianesimo e ad utilizzare i servizi pastorali predisposti dalla Comunità ecclesiale.
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