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La seconda puntata è ambientata nel passato. In una città devastata da una guerra civile, nella quale il re, monarca assoluto e tiranno spietato, è stato fatto prigioniero dal popolo e sta per essere processato, un giovane matematico si aggira in segreto per le strade, rischiando la vita, per andare a parlare con un illustre maestro, autorità indiscussa nel campo del pensiero matematico. Riesce a farsi ricevere, grazie alla sua insistenza, per mostrare al maestro i risultati della sua scoperta, ovvero il fatto che il quinto postulato di Euclide non ha validità universale, per tutti i tipi di spazio, ma solo per alcuni, e che quindi si possono pensare spazi nei quali il quinto postulato non sia valido. Si tratta di una scoperta rivoluzionaria, capace di minare le fondamenta del pensiero matematico occidentale, vista l'autorità indiscussa di cui la geometria euclidea godeva dai tempi antichi fino al diciottesimo secolo. Una scoperta scomoda, per la quale il mondo forse non era ancora pronto, e che quindi, anche se vera, andava tenuta nascosta, soprattutto in un momento come quello, in cui l'autorità del passato veniva messa in discussione. L'alternativa sarebbe stata un mondo senza più regole, preda di rivoluzioni del pensiero così come sociale, un inferno anarchico come quello che, in quel momento, si permetteva di detronizzare un re, e processarlo, nonostante il re avesse natura divina. Un mondo che nessuno, forse, era ancora disposto ad accettare.