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Secondo l'etimologia popolare crèfli deriva dal tedesco "Kraft" (forza) e sta ad indicare la virtù nutritiva di questo dolce alimento.
La tradizione airolese ripresa su una locandina da un provetto fornaio di Airolo per presentare il suo prodotto, vuole infatti che "già nel secolo scorso i postiglioni che transitavano sul Passo del San Gottardo in giornate dredde e di bufera, mettevano sotto i denti un crèfli.
In effetti i crèfli si sciolgono lentamente in bocca e, essendo confenzionati con molto miele e zucchero, riforniscono in modo continuo l'organismo di sostanze zuccherine, le quali, notoriamente, danno forza."
Anche i cusciadoo (gli spalatori di neve airolesi incaricati di mantenere aperto il Paddo del San Gottardo durante tutto l'inverno), praticamene scomparsi nell 1882 con l'apertura della linea ferroviaria del San Gottardo, usavano rifocillarsi, di crèfli per poter assolvrer, anche nei momenti in cui le fortze della natura sembravano voler sopraffare l'uomo, il loro difficile compito.
Secondo le informazioni raccolte dai curatori dell'"Atlante del folclore svizzero", i crèfli si sono diffusi a partire dalla Svizzera centrale verso est fino alla regione dei laghi di Zurigo e di Walenstadt, attraverso i Cantoni di Svitto e di Zugo, verso ovest, attraverso il Brünig, fino a Brienz e nella valle di Goms, e così pure in Val Leventina e in qualche località del Canton Grigioni.