Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01064.jsonl.gz/974

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Il Consiglio federale è costernato per quanto accaduto ad Adeline. È in questi termini che si è espressa oggi Simonetta Sommaruga nel corso dell'ora delle domande al Nazionale, in relazione alla vicenda della socioterapeuta recentemente assassinata nel canton Ginevra. La ministra di giustizia e polizia ha assicurato che il governo sta esaminando da vicino le cause che hanno portato al dramma e stilerà un rapporto sul controllo dell'esecuzione delle pene all'inizio del 2014.
La vicenda in questione e le conclusioni dell'esperto che ha indagato saranno naturalmente messe in evidenza nel documento, ha aggiunto Sommaruga. Quando accadono fatti di questo tipo ci si chiede sempre cosa non abbia funzionato e come sia possibile evitare che cose simili si ripetano in futuro, ha sottolineato rispondendo a diverse interrogazioni di deputati UDC, PPD e PLR.
L'esecuzione delle pene è di competenza cantonale, ha poi ricordato, assicurando che i suoi servizi sono in contatto costante con le autorità dei 26 cantoni. I direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia prevedono da parte loro l'istituzione di un centro di competenza nazionale. Una decisione in questo senso dovrebbe cadere nel corso di una riunione in novembre.
I cantoni hanno inoltre già preso diverse misure per armonizzare la pratica per quanto riguarda le uscite dei detenuti. Le nuove norme, che definiscono pure la nozione di pericolosità di un carcerato, saranno applicate a partire dal 31 ottobre dal concordato dei cantoni latini sulla detenzione penale, mentre sono già entrate in vigore nei cantoni che hanno sottoscritto gli altri due concordati.
SDA-ATS