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BERNA - Le finanze pubbliche dei Comuni e delle Città in Svizzera potrebbero essere messe a dura prova dalla crisi del coronavirus. Gli aumenti di imposte dovranno però essere evitati per quanto possibile, secondo un sondaggio effettuato dall'Unione delle città svizzere su una settantina dei 131 membri, tra cui Lugano, Bellinzona, Locarno e Chiasso.
Confrontati con un calo dei redditi da locazione e dei guadagni delle aziende comunali, oltre a una futura diminuzione delle entrate fiscali a partire dal 2021, i Comuni elvetici intendono superare questa situazione di crisi aumentando il debito, riducendo le spese e utilizzando i fondi esistenti, indica l'Unione in una nota odierna, aggiungendo che i danni provocati dal Covid-19 sono tutt'ora difficilmente quantificabili.
Tra le 70 città che hanno risposto al sondaggio, circa l'80% nell'ultimo periodo ha preso misure a favore degli inquilini commerciali e il 60% ha risposto di aver dato una mano - a livello finanziario - ad artigiani e indipendenti. In generale, molti Comuni si sono attivati in vario modo per sostenere la popolazione e le entità attive sul territorio.
Tuttavia, i mancati introiti a causa della crisi del coronavirus si aggiungeranno agli effetti della riforma fiscale e del finanziamento dell'AVS (RFFA), avverte l'Unione delle città svizzere. L'organizzazione invita i Cantoni ad applicare la "clausola dei Comuni", in base alla quale i cantoni devono accordare a questi ultimi una compensazione adeguata.