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"Non è stata la Commissione Ue a chiedere la chiusura della tv pubblica greca ERT, una decisione pienamente autonoma che va vista nel contesto di modernizzazione dell'economia greca per rendere efficiente il settore pubblico": così la Commissione Ue in una nota.
"La decisione deve essere vista nel contesto dei grandi e necessari sforzi delle autorità greche per modernizzare l'economia, che comprendono l'efficienza e l'efficacia del settore pubblico", scrive la Commissione che "non mette in discussione il mandato del governo di gestire il settore".
"La Commissione comprende la difficile situazione dello staff ERT e si aspetta che i licenziamenti vengano fatti rispettando le leggi", prosegue la nota.
Bruxelles "sostiene il ruolo della tv pubblica come parte integrante della democrazia europea", ma "il Trattato chiarisce che le scelte strategiche sulle tv pubbliche stanno agli Stati membri".
Quindi "mentre la Commissione non può prescrivere agli Stati come organizzare le loro emittenti, ci tiene a sottolineare il ruolo di un canale pubblico in tutte le circostanze economiche per il bene del pluralismo, della libertà dei media e dell'espressione della diversità".
Perciò "accoglie con favore l'impegno del governo a lanciare un altro mezzo che sia economicamente sostenibile e si faccia carico del ruolo importante del servizio pubblico".
Intanto oggi il governo ellenico ha annunciato a sorpresa un disegno di legge (ddl) per ristrutturare i media.
"Un disegno di legge su una nuova radio, internet e televisione greca è stato depositato oggi presso il Segretariato generale del governo e sarà discusso nel corso di una riunione pomeridiana dall'apposita commissione", è detto in un breve comunicato diffuso dal governo.