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WASHINGTON - Tra due mesi gli Stati Uniti dovrebbero trasferire la sede dell'ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, come deciso dal presidente Donald Trump, ma il terreno sul quale dovrebbe sorgere la rappresentanza non rientra completamente in territorio israeliano. A riportarlo è il New York Times.
Il giornale sottolinea che una parte attraversa la zona conosciuta come 'No Man's Land', terra di nessuno, contesa tra giordani e israeliani dopo la guerra del 1948-49. Israele ne ha conquistato il controllo nella guerra del 1967, e per l'Onu fa parte dei 'territori occupati', dove non si può costruire.
Il sito provvisorio dell'ambasciata, nel quartiere di Arnona, «è stato ininterrottamente in uso da Israele dal 1949», ha affermato il Dipartimento di Stato Usa in un comunicato, «oggi è un quartiere misto residenziale-commerciale». Di tutt'altra opinione sono i palestinesi: «La No Man's Land è un territorio occupato - ha detto Ashraf Khatib, del dipartimento per i negoziati del Palestine Liberation Organization's - Qualsiasi status permanente per quel territorio dovrebbe essere parte di un negoziato sullo status finale».