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Sette dirigenti, presunti corrotti, della Federazione internazionale di calcio e di organizzazioni affiliate sono stati arrestati oggi a Zurigo su richiesta americana. La Procura federale ha avviato dal canto suo un procedimento contro ignoti.
È relativo all'assegnazione dei Campionati mondiali di calcio 2018 e 2022. I due procedimenti - separati, ma coordinati - avviati negli USA dal Ministero pubblico del Distretto Est di New York e in Svizzera dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) risparmiano, almeno per ora, Joseph 'Sepp' Blatter, capo indiscusso del calcio mondiale dal 1998. Venerdì il Congresso della Fifa dovrebbe riconfermarlo alla presidenza.
Il 79enne vallesano non è "assolutamente implicato" nella vicenda, in cui la Fifa "è parte lesa", perché è stata la stessa Federazione a sporgere denuncia penale contro ignoti lo scorso novembre, ha puntualizzato davanti ai media a Zurigo il portavoce Walter de Gregorio.
Fra gli arrestati ci sono due vicepresidenti della Fifa: l'uruguayano Eugenio Figueredo, che è anche vicepresidente della Confederazione sudamericana di calcio (Conmebol), e il britannico Jeffrey Webb, presidente della Confederazione di football dell'America del Nord, dell'America centrale e dei Caraibi (Confacaf).
Gli altri sono Eduardo Li, presidente della Federazione costaricana di calcio (Fedefutbol), José Maria Marin, membro esecutivo della Conmebol, Julio Rocha, ex presidente della Federazione di football del Nicaragua, Costas Takkas, ex segretario della Federazione di calcio delle isole Cayman, e Rafael Esquivel, presidente della Federazione calcistica del Venezuela (FVF) e membro esecutivo della Conmebol.
I sette sono stati prelevati stamane presto dall'albergo di lusso Baur au Lac in cui alloggiavano, nel corso di un vero e proprio blitz-retata. Negli Stati Uniti sono incriminati insieme ad altri due colleghi e cinque responsabili di marketing sportivo, in tutto 14 persone.
Secondo il Dipartimento di giustizia americano (DoJ) gli imputati rischiano fino a 20 anni di carcere per associazione a delinquere, estorsione, truffa, riciclaggio e altri reati, avvenuti su un periodo di 24 anni e per una somma "ben al di sopra dei 150 milioni di dollari".
I dirigenti calcistici avrebbero ricevuto tangenti e provvigioni da rappresentanti di media sportivi e imprese di commercializzazione dello sport in cambio dei diritti di trasmissione, commercializzazione e sponsorizzazione di tornei di calcio negli Stati Uniti e nell'America del Sud.
Tutti e sette gli arrestati sono stati posti in detenzione in vista della loro estradizione, ha precisato l'Ufficio federale di giustizia (UFG), che ha anche fatto bloccare, sulla base di tre rogatorie americane, i conti in diverse banche elvetiche per i quali sarebbero transitati i fondi oggetto dell'inchiesta.
SDA-ATS