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Il PPD dovrebbe "avere il coraggio di decollare". Lo sostiene il suo presidente Gerhard Pfister, che oggi all'assemblea dei delegati di Baden (AG) ha illustrato gli obiettivi a lungo termine del partito.
Il consigliere nazionale di Zugo ha ribadito più volte il concetto di "centro", presentando nuovamente la proposta del cambio di nome da Partito Popolare Democratico ad "Alleanza del Centro", che tuttavia dovrà prima essere accolto dalla base.
"Vogliamo rimanere la forza politica nazionale del centro e aprirci a tutti coloro che condividono i nostri valori", ha aggiunto Pfister di fronte ai circa 200 delegati muniti di mascherina.
C'è un numero considerevole di elettori elvetici che sostengono la politica del partito ma non votano perché non sono né cattolici né particolarmente religiosi, ha rilevato il presidente del PPD, sostenendo che potenziali sostenitori percepiscono negativamente il riferimento cristiano - che in italiano è tuttavia stata abbandonato da tempo - presente nel nome.
Alleanza del Centro
Il processo per il cambiamento di denominazione deve essere "il più trasparente e il più equo possibile", ha ribadito il presidente, ricordando gli obiettivi che il Partito Popolare Democratico vorrebbe raggiungere nei prossimi anni.
La futura Alleanza del Centro, ha spiegato Pfister, vuole raggiungere la quota del 20% di consensi e recuperare nel 2027 il secondo seggio in Consiglio federale, perso da Ruth Metzler nel 2003 a favore dell'UDC Christoph Blocher. Secondo un sondaggio, il partito ha un potenziale decisamente maggiore rispetto all'11% raccolto nelle elezioni federali dello scorso autunno.
Covid-19 come il muro di Berlino
Nel suo discorso, Pfister ha sostenuto che la pandemia di coronavirus rappresenta un "Game-Changer", così come la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e gli attentati dell'11 settembre 2001 a New York.
"Il Covid è una svolta, poiché la pandemia innesca un cambiamento di paradigma. Ciò che era inamovibile sta impazzendo", ha affermato il presidente del PPD, aggiungendo che i parametri fondamentali della vita economica e lavorativa dovrebbero essere messi in discussione. L'economia è diventata dipendente dalla globalizzazione, rendendola "vulnerabile", ha sottolineato.