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Più di 35 milioni di spagnoli sono chiamati alle urne da questa mattina per le elezioni regionali e amministrative ritenute le più incerte della storia recente del paese.
I due grandi partiti tradizionali, il Pp del premier Mariano Rajoy e il Psoe del giovane leader Pedro Sanchez sono sottoposti all'assalto di due formazioni eredi del movimento degli indignados del 2011 Podemos e Ciudadanos. I sondaggi, che segnalano un elettorato indeciso fra 'nuovo' e 'vecchio', danno molto incerto l'esito del voto a Madrid e Barcellona.
Ma il risultato è incerto anche nella maggior parte delle altre grandi città e nelle 13 regioni su 17 in cui si vota oggi. Le liste appoggiate da Podemos sono date al testa a testa a Madrid con quella del Partido Popular di Rajoy ed a Barcellona con il sindaco uscente nazionalista catalano Xavier Trias.
I primi risultati reali attendibili sono previsti verso le 22.30. Secondo diversi analisti il voto di oggi potrebbe segnare la fine del bipartitismo che ha governato il paese dalla fine del franchismo e del modello delle maggioranze assolute, che hanno finora garantito la stabilità politica spagnola.
Si prevedono difficili negoziati da domani per formare le maggioranze che governeranno città e regioni. Un milione e mezzo di giovani elettori, molti dei quali ritenuti più vicini ai nuovi movimenti, voteranno oggi per la prima volta.
SDA-ATS