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Il Consiglio Svizzero degli Anziani (CSA) accoglie con stupore l’intenzione espressa dal Consiglio Federale di rendere flessibile e di ridurre il contributo all‘AVS. In generale, il CSA si allinea alla procedura adottata dall‘Esecutivo in materia. Per contro, si oppone all’estrapolazione prematura di singoli elementi dal progetto. Il CSA sostiene la riforma nella sua globalità solo nella misura in cui rispetta i valori alla base di „Previdenza per la vecchiaia 2020“, presentato dal Governo in data 21 giugno 2013, ma esprime alcune riserve puntuali.
Il CSA è tuttavia molto sorpreso per la preferenza data dall’Esecutivo al progetto di riduzione e di flessibilizzazione del contributo federale all’AVS, contenuto nel pacchetto „Previdenza per la vecchiaia 2020“. Come se non bastasse, Governo e Parlamento, sostengono pure l’introduzione di „un freno all’indebitamento dell’AVS.“
Tutto ciò perchè l’AVS sarebbe sulla via dell’indebitamento e con il pretesto di voler aumentare la sicurezza delle rendite. Questo è contraddittorio e rischioso. Da una parte si giustifica la necessità della riforma dell’AVS con la minaccia di un deficit incombente, dall’altra parte si vuole ridurre e flessibilizzare il contributo federale ai costi dell’AVS. La Confederazione spera con ciò di evitare alle finanze federali gli effetti indesiderati prodotti dal freno all’indebitamento già in vigore.
Il CSA si oppone a che questa manovra di politica esclusivamente finanziaria, sia operata a spese dei pensionati e si impegna per il mantenimento del contributo federale ai costi dell’AVS, in ragione del 19.55%.