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Ridurre il sovraccarico del sistema dei trasporti svizzeri e le sovvenzioni che accrescono la domanda di mobilità attraverso il cosiddetto "mobility pricing", ossia l'applicazione rigorosa di meccanismi di mercato che obbliga i viaggiatori a pagare in funzione delle spese causate. Questa la ricetta di Avenir Suisse, che in un documento presentato oggi a Zurigo propone tra l'altro l'introduzione di un pedaggio nel tunnel autostradale del San Gottardo.
Per il "think tank" dell'economia, l'aumento delle domanda di mobilità è una conseguenza diretta dell'offerta fortemente sovvenzionata, sia sulle strade che sulla rotaia. Occorre perciò che "gli utilizzatori siano maggiormente implicati nel finanziamento, i prezzi stabiliti secondo gli orari e le tratte percorse, e le decisioni di investimento prese sulla base di un'analisi dei costi e dei benefici", scrive l'organizzazione in una nota.
Quale premessa alle sue conclusioni, Avenir Suisse osserva che fra il 2000 e il 2010 la popolazione è cresciuta in Svizzera del 10% e il prodotto interno lordo è progredito del 21%. Molto più importante è invece stato l'aumento del traffico: quello sulle strade nazionali è cresciuto del 41% e quello su rotaia addirittura del 54%.
Avenir Suisse si batte per una maggiore trasparenza dei costi attraverso il "mobility pricing": un sistema che ha già provato la sua efficacia in diversi Paesi. L'organizzazione cita ad esempio il caso dell'Austria, che ha introdotto un pedaggio per i tunnel autostradali lunghi più di cinque chilometri.
"In Svizzera il tunnel del San Gottardo potrebbe rappresentare un progetto pilota per l'introduzione di un analogo pedaggio", ha sottolineato davanti alla stampa Daniel Müller-Jentsch. Si potrebbero così prendere due piccioni con una fava: finanziare il risanamento del tunnel e ridurre i frequenti disagi sulla tratta.
L'organizzazione si dice peraltro convinta che il "mobility pricing" può essere applicato in Svizzera senza distinzioni fra strada e ferrovia e che "la sua introduzione può avvenire gradatamente". Questo principio dell'economia permetterebbe in definitiva "di ridimensionare la domanda di mobilità, di migliorare l'utilizzazione di capacità, di limitare le congestioni del traffico, di ridurre gli enormi costi del sistema dei trasporti e di garantire maggior fair-play nel consumo di mobilità, poiché chi consuma deve pagare".
SDA-ATS