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Il diritto all'oblio va limitato all'Unione europea. È questo il succo delle conclusioni del rapporto del comitato di esperti incaricato da Google di esaminare gli effetti della sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue del 13 maggio 2014, che ha sancito il diritto dei cittadini europei di chiedere l'eliminazione di link giudicati "inadeguati o irrilevanti". Google ha rimosso oltre 200mila link.
Del comitato di esperti fanno parte, tra gli altri, Jimmy Wales di Wikipedia, Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica dell'informazione all'università di Oxford, e Sylvie Kauffmann, direttore editoriale del quotidiano francese "Le Monde".
Per redigere le conclusioni del rapporto, il comitato ha tenuto consultazioni in tutta Europa, in cui ha ascoltato istituzioni, aziende, media, mondo accademico, settore tecnologico, le organizzazioni che si occupano di tutela dei dati "al fine di far emergere e approfondire le relazioni complesse che intercorrono tra il diritto di sapere e il diritto alla privacy".
David Drummond, capo dell'ufficio legale di Google, ha dichiarato che "è stato molto utile ascoltare in questi mesi una molteplicità di punti di vista diversi in tutta Europa e terremo questo rapporto in considerazione. Nello svolgere le attività volte ad ottemperare alla decisione della Corte di Giustizia Europea stiamo anche attentamente considerando le indicazioni fornite dai Garanti europei".