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Il primo ministro nepalese, il maoista Baburam Bhattarai, ha sciolto ieri sera il suo governo in base a un accordo con l'opposizione nel tentativo di sbloccare lo stallo sulla stesura della nuova Costituzione. Lo riporta "The Himalayan Times". Secondo il giornale "tutti i ministri si sono dimessi eccetto il premier". Stando al quotidiano "The Kathmandu Post", Bhattarai formerà un governo di unità nazionale nei prossimi due giorni in base all'accordo raggiunto ieri con i partiti dell'opposizione.
Secondo quanto stabilito da un'intesa fra i tre partiti principali, ieri sera i 48 ministri dell'esecutivo si sono dimessi per permettere la formazione di un nuovo governo in cui parteciperanno tutte le formazioni politiche e che permetterà al parlamento provvisorio di approvare una nuova Costituzione entro il termine del 27 maggio.
L'accordo, in cinque punti, prevede poi che il potere passi a un premier dell'opposizione del Congresso nepalese e che il nuovo governo indìca elezioni generali entro un anno dall'entrata in vigore del nuovo ordinamento costituzionale.
Il nuovo governo dovrebbe facilitare il completamento del processo di pace della neo repubblica nata dopo la rivolta maoista del 2006 che ha portato alla caduta della secolare monarchia induista. Nel 2008 è stata eletta un'assemblea costituente con il compito di delineare il nuovo Stato, ma finora è stata bloccata dal disaccordo dei tre principali partiti. Il mandato, ripetutamente rinnovato, scade il 27 maggio e secondo quanto deciso dalla Corte Suprema nepalese non potrà essere più esteso.
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