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Poco più di sessant'anni fa, il 17 aprile 1958, apriva i battenti l'Esposizione Universale e Internazionale di Bruxelles. Erano passati diciannove anni dall'edizione precedente. Un conflitto mondiale aveva distrutto buona parte dell'Europa, poi la ricostruzione aveva riportato ottimismo nonostante la guerra fredda. L'evento belga ebbe un impatto mediatico eccezionale e tentò di promuovere l'idea di un mondo nuovo, votato alla pace e al progresso.
L'industria orologiera rispose alla sfida. Furono lanciati orologi con un
richiamo alla manifestazione, come il Technos con l'inconfondibile simbolo
dell'Atomium.
Nel padiglione della Svizzera apparvero quattro giganteschi
pannelli dipinti da Hans Erni e dedicati alla misura del tempo.
Eccone due
riproduzioni parziali nelle immagini a colori: una è la copertina del numero
speciale dedicato all'Esposizione dalla rivista La Suisse Horlogère.
Nella foto
in bianco e nero si vede Hans Erni al lavoro, su una scala. Da molti anni, i
pannelli sono esposti presso il Museo Internazionale dell'Orologeria, a La
Chaux-de-Fonds.