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giovedì 4 settembre 2014
[Recensione] L'oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman
Non mi aspettavo grandi cose da questa lettura, invece devo proprio dire che è stata una piacevole sorpresa e che d'ora in avanti terrò d'occhio questo autore, se ne avrò la possibilità.
TITOLO: L'oceano in fondo al sentiero
TITOLO ORIGINALE: The Ocean at the End of the Lane
AUTORE: Neil Gaiman
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2013
PAGINE: 191
TRAMA
"Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l'uomo è irresistibilmente attrato dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune- Lettie Hempstock-, sua madre e sua nonna. Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno ( quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino.
Quarant'anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L'orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero... La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang.
Questo attesissimo romanzo di Gaiman è una storia poetica, commovente, terrificante ed elegiaca che ci parla dei ricordi e della magia che si nasconde negli angoli meno frequentati della realtà.
Ci sono libri che leggi. Poi ci sono i libri che ti piacciono. Ma raramente capita di imbattersi in un libro come questo che ti inghiottisce anima e corpo fin dalla prima pagina".
Non conoscevo Neil Gaiman prima d leggere questo libro, che tra l'altro ho scelto di inserire tra le mie letture per semplice curiosità, perché avevo voglia di qualcosa di diverso dal solito e quindi sono andata a scegliere un po' di libri tra quelli di mia sorella. Il suo giudizio era stato negativo, per cui ero preparata a trovarmi a storcere il naso più volte, e invece non è stato affatto così. Anzi, L'oceano in fondo al sentiero mi è proprio piaciuto, perché mi ha riportata dritta dritta all'infanzia.
Non appena ho terminato questo libro, mi è venuto spontaneo fare un paragone con la fiaba di Cappuccetto Rosso, anche se in realtà non c'entra minimamente. Ma per la prima volta dopo vent'anni che conosco la storia, mi sono resa conto che il cacciatore, dopo aver aperto la pancia del lupo, tira fuori Cappuccetto Rosso e la nonna vive e vegete. E prima di leggere questo libro, forse voi non ci crederete, avevo sempre accettato la storia così come viene raccontata, senza pormi problemi sulla possibilità o meno che uscendo dalla pancia di un lupo qualcuno possa essere ancora intero.
Ecco, questa è la sensazione che ho provato leggendo il libro: è stato come riascoltare una vecchia fiaba per bambini, in cui tutto ciò che avviene, pur al di fuori della logica comune, può sussistere senza complicazioni proprio per il fatto che si tratta di una fiaba, e che il protagonista è un bambino. Quello che gli succede è a dir poco assurdo, eppure questa assurdità diventa parte integrante e essenziale, diventa il succo stesso della storia. In questo romanzo ho trovato proprio quel tocco surreale che che stavo cercando.
Ho ammirato la capacità immaginativa dell'autore, l'abilità nel gestire la storia e tirare tutti i fili al momento giusto, il suo stile di scrittura, con l'uso di immagini a volte persino poetiche.
Visti attraverso gli occhi di un bambino di sette anni, anche gli eventi più strani, come quello di trovare un giorno un buco nella pianta del piede con dentro un verme, oppure di entrare in un secchio d'acqua che, secondo Lettie, contiene un oceano, e di trovarsi sommersi fin sopra i capelli, diventano pienamente accettabili e normali.
Le tre donne Hempstock diventano personaggi assolutamente fuori dal comune, per i quali le regole normali non valgono, ma questo per loro è normale e determina il loro comportamento bizzarro.
Anche la storia di per sè mi ha affascinato molto, l'ho trovata originale: credo che questo libro abbia tutti i requisiti per piacere sia ad un pubblico giovane, che ad uno più adulto.
Sono grata a Gaiman - e penso sia la prima volta che scrivo una cosa simile in una recensione - per avermi fatto ricordare la serena accettazione dei fatti più incredibili e impensabili che solo i bambini, e qualche fortunato adulto, possiedono.