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Il «Pasquillus extaticus» di Celio Secondo Curione («Pasquino in estasi» nella sua versione italiana) è una delle più significative e influenti opere della dissidenza religiosa nel Cinquecento. Traendo spunto dallo sviluppo del genere della pasquinata in ambito riformato, Curione concepisce una grottesca visione oltremondana che gli permette di porre sotto accusa l’intero impianto dogmatico della Chiesa di Roma. La presente edizione, ricostruendo sulla base di nuovi documenti una vicenda editoriale particolarmente intricata, mette per la prima volta a disposizione del lettore il testo critico della prima redazione latina e volgare del dialogo, fornendo un apparato di varianti e un articolato commento. Le ricerche preparatorie all’edizione hanno tra l’altro permesso di portare alla luce ben sette codici apografi, testimonianza dell’intensa circolazione manoscritta dell’opera nell’Europa del Cinque e Seicento, e di individuare inoltre, tra le molte edizioni a stampa latine, quella cruciale per la prima fase redazionale, consentendo una significativa retrodatazione della princeps del «Pasquillus extaticus» al periodo anteriore alla fuga in Svizzera di Curione, avvenuta nel luglio del 1542.