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L'offerta è chiara: volo, trasporto in hôtel, spettacoli, attività sportive, escursioni, cibo e bevande a volontà: è tutto compreso! Questo in teoria, ma le promesse verranno davvero mantenute?
Le vacanze all'estero, spesso e volentieri in lontani Paesi tropicali, sono ormai entrate nelle nostre abitudini (nella speranza che l'emergenza sanitaria da pandemia termini al più presto). Tuttavia, per la maggior parte della gente, la spesa di una probabile vacanza da sogno in un lussuoso albergo sarebbe insostenibile.
In Francia, come un po' ovunque, la formula preferita dalla maggioranza dei turisti è quella del soggiorno in una struttura in cui tutte le spese sono comprese. Ogni anno, un milione e mezzo di francesi sceglie la nota formula "All Inclusive", ossia quella del "tutto compreso" e vola all'altro capo del mondo per soggiornare in immensi e confortevoli complessi alberghieri. Frotte di vacanzieri attratte dalla promessa che una volta pagato il viaggio, non dovranno più sborsare un centesimo.
L'offerta sembra chiara: volo, trasporto in hôtel, spettacoli, attività sportive, escursioni, cibo e bevande a volontà: è tutto compreso!
Questo in teoria, ma poi le agenzie di viaggio e gli alberghi manterranno davvero l'allettante promessa?