Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01108.jsonl.gz/212

Scoperto a Zurigo l'interruttore che spegne l'ansia
Ricercatori dell'Università e del Politecnico di Zurigo hanno individuato il recettore chimico che modula l'ansia nel cervello dei mammiferi. La scoperta apre la strada a una nuova generazione di farmaci ansiolitici.
L'ansia è un fenomeno fisiologico, una strategia difensiva messa in atto dall'organismo quando si prepara a far fronte ad una minaccia. Se, però, la sensazione di pericolo è immotivata e non c'è nessuna minaccia reale a giustificare le crisi di panico, l'ansia diventa una patologia, un disturbo serio, capace di rovinare l'esistenza di chi ne soffre.
I farmaci più usati oggi per controllare l'ansia patologica sono quelli a base di benzodiazepine, come il diazepam. Le molecole di diazepam agiscono sulle cellule della corteccia cerebrale e amplificano l'effetto calmante di un neurotrasmettitore che è naturalmente presente nel sistema nervoso, il GABA.
Le benzodiazepine, però, hanno fastidiosi effetti collaterali. Provocano sonnolenza, problemi di memoria e difficoltà nel coordinare i movimenti.Questo accade perché le molecole del farmaco non agiscono in modo mirato: si legano a un recettore situato sulla superficie delle cellule cerebrali,che è formato da varie subunità.
Ciascuna di queste subunità svolge un ruolo diverso. Solo una controlla l'ansia. Il diazepam le occupa tutte.Ora un gruppo di ricercatori dell'Università e del Politecnico di Zurigo ha individuato la specifica regione del recettore che modula l'ansia, l'interruttore capace di spegnere l'agitazione e la paura immotivata.
La notizia della scoperta è apparsa sull'ultimo numero della rivista Science. Uwe Rudolph e i suoi colleghi hanno condotto i loro esperimenti su topi a cui erano state disattivate diverse subunità del recettore. Hanno somministrato del diazepam ai roditori. Osservandole reazioni degli animali al farmaco, hanno identificato la subunità responsabile degli effetti ansiolitici.
La scoperta dei ricercatori svizzeri apre le porte a una nuova generazione di farmaci mirati,efficaci e privi degli effetti collaterali delle benzodiazepine.
Maria Cristina Valsecchi
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Partecipa alla discussione!