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La Camera alta ha approvato la mozione di Filippo Lombardi che intende istituire un mediatore incaricato di promuovere l'italiano e il francese all’interno dell’Ufficio federale del personale.
Il senatore ticinese, con la sua mozione ha chiesto che venga creata una nuova figura che vigili sull’adeguata rappresentanza della componente italofona nell’amministrazione federale. Mercoledì, il Senato svizzero ha dato il suo nullaosta alla mozione e ha invitato il testo alla Camera bassa.
Dal canto suo, il governo si è detto favorevole all'istituzione di un "ombudsman", carica che non dovrebbe dare oneri supplementari, in quanto ottenuta da compensazioni interne. «L'Amministrazione federale cerca di rispettare le quote linguistiche, ma non è sempre facile reclutare francofoni e italofoni", ha affermato il ministro delle finanze Hans- Rudolf Merz.
Filippo Lombardi ha ricordato invece che la legge federale sulle lingue e sulla comprensione tra le comunità sancisce il plurilinguismo e ha perorato la sua causa affermando che i dipendenti federali devono poter pensare, parlare e scrivere in italiano.
La realtà al momento ci consegna un quadro nel quale i posti chiave dell’amministrazione federale rimangono nelle mani di quadri di lingua madre tedesca: sono l’82% dei capi del personale, del 95% dei responsabili delle finanze o addirittura del 100% dei segretari generali.
swissinfo.ch e agenzie