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Nato il 9 novembre 1959, Guy Parmelin di professione è agricoltore-viticoltore. È entrato in Consiglio nazionale nel 2003.
Quando è iniziata la campagna per la successione di Eveline Widmer-Schlumpf, l’esponente dell’Unione democratica di centro non godeva dei favori del pronostico. Più consensuale, più «malleabile» secondo alcuni rispetto al suo principale avversario Thomas Aeschi, Parmelin ha potuto contare mercoledì sui voti provenienti dalla sinistra.
Aeschi, spinto dal leader del partito Christoph Blocher, ha probabilmente intimorito molti parlamentari per il suo profilo di stampo spiccatamente neoliberale.
Accettando l’elezione, Parmelin si è detto «felice e fiero che il suo cantone sia di nuovo rappresentato in Consiglio federale» e in un discorso pronunciato nelle quattro lingue nazionali, ha promesso che difenderà con forza anche gli interessi della Svizzera centrale e della Svizzera italiana.
Con l’elezione di Parmelin, la Svizzera francese ha ora tre rappresentanti in Governo, una situazione che si era prodotta per l’ultima volta tra il 1999 e il 2006. La Svizzera italiana, dal canto suo, non ha più nessun rappresentante dal 1999.
Il profilo smartvote del neoeletto: