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La petizione è conclusa. Le 14’000 firme raccolto sono state consegnate alla Banca Nazionale Svizzera il 28 aprile 2021.
La Banca Nazionale Svizzera (BNS) continua però a non prendersi le sue responsabilità in materia di politica climatica. All’assemblea generale online del 30 aprile 2021, in risposta alla petizione promossa da Pane per tutti e Azione Quaresimale, ha semplicemente dichiarato di partecipare allo «scambio internazionale di esperienze» nel quadro di una rete di banche centrali, senza però nominare alcuna misura concreta per ridurre il suo impatto sul clima.
Mercoledì 28 aprile 2021 le due organizzazioni di cooperazione allo sviluppo hanno presentato alla banca una petizione firmata da 14.000 persone che chiedono alla BNS di abbandonare gli investimenti nei combustibili fossili. La BNS ha dichiarato di non essere soggetta all’Accordo di Parigi e che la legge svizzera sul CO2 non contiene alcuna regolamentazione per i suoi investimenti. Ha anche sottolineato che mira a un’ampia diversificazione degli investimenti. Sebbene la BNS affermi di lavorare intensamente sulla questione del cambiamento climatico da tempo, finora ha fatto poco: la BNS ha escluso dal suo portafoglio le aziende che gestiscono principalmente miniere di carbone. Queste rappresentano solo lo 0,1% degli investimenti in energia fossile della BNS.
La BNS è in ritardo rispetto ad altre banche centrali che stanno rinunciando agli investimenti in energia fossile per ragioni climatiche e di rischio – come la Banque de France e la Banca di Svezia, che stanno uscendo completamente da carbone, petrolio e gas naturale. Uno studio pubblicato dall’ONG “Positive Money” conferma il ritardo della BNS in materia di protezione del clima.