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Dall'abrogazione dell'articolo sui gesuiti ed i conventi nel 1973, l'articolo sulle diocesi restava l'ultima disposizione speciale di carattere confessionale risalente all'epoca del Kulturkampf contenuta nella Costituzione federale. Questa disposizione, introdotta nel 1874, sottopone ad approvazione da parte della Confederazione l'istituzione di diocesi.
Dal 1964 numerose iniziative parlamentari chiedevano l'abrogazione dell'articolo sulle diocesi. Il Consiglio federale ha sempre sostenuto senza riserve queste iniziative. Inizialmente, si intendeva realizzare questa volontà nell'ambito della revisione della Costituzione. Ma poi, nelle deliberazioni sulla revisione della Costituzione federale, Consiglio federale e Parlamento si erano espressi contro l'immediata abrogazione dell'articolo sulle diocesi perché altrimenti si sarebbero oltrepassati i limiti dell'aggiornamento del diritto vigente. Il Parlamento, tuttavia, voleva abrogare il più presto possibile questa ultima disposizione speciale di carattere confessionale mediante una revisione parziale della Costituzione federale. L'iniziativa parlamentare della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 25 maggio 2000 tiene fede a questa assicurazione.
Discriminazione ingiustificata
Il Consiglio federale ha sostenuto senza riserve anche questa iniziativa parlamentare. Nel suo parere del 13 settembre 2000 ha addotto i seguenti motivi:
- L'articolo sulle diocesi limita la libertà religiosa, il diritto della Chiesa cattolica romana di organizzarsi autonomamente. L'istituzione e la modifica territoriale di diocesi sono questioni prettamente interne, che la Chiesa deve poter quindi definire da sola.
- L'articolo sulle diocesi discrimina un'unica chiesa e viola quindi l'eguaglianza di diritto. L'articolo sulle diocesi, disposizione speciale di carattere confessionale risalente al 1874, era diretto solamente contro la Chiesa cattolica romana.
- L'articolo sulle diocesi è contrario al diritto internazionale pubblico: esso viola il diritto fondamentale alla libertà di religione, che la Svizzera si è impegnata a garantire aderendo alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici.
Il Consiglio federale condivide parimenti le riserve della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale nei confronti di una mozione del Consiglio degli Stati. Quest'ultimo chiedeva innnanzitutto l'elaborazione di un articolo generale sulla religione e voleva abrogare l'articolo sulle diocesi solo in questo ambito. Tuttavia, l'elaborazione di un articolo sulla religione che riscuota un vasto consenso avrebbe incontrato difficoltà difficilmente sormontabili.
Lo Stato non può intromettersi negli affari interni della Chiesa
Vi sono anche ambienti cattolici contrari all'abrogazione dell'articolo sulle diocesi. In tal modo sperano di ottenere maggiori diritti di essere consultati nella scelta dei vescovi e nella determinazione dei confini delle diocesi. L'articolo sulle diocesi non è tuttavia un mezzo ammissibile per decidere conflitti interni alla Chiesa. Non è compito dello Stato intromettersi nell'organizzazione interna di una comunità religiosa - men che meno con una disposizione costituzionale che limita il diritto fondamentale di un'unica comunità religiosa.
Ultima modifica 15.12.2000