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Scagionato definitivamente da ogni accusa l'agente di polizia denunciato al Ministero pubblico per favoreggiamento, abuso di autorità e violazione del segreto d'ufficio dal giurista e fiduciario 54enne Paolo Clemente Wicht tuttora indagato per reati finanziari. Lo ha reso noto il Comando della Polizia cantonale che ha preso atto con soddisfazione della sentenza pronunciata dalla Corte dei reclami penali (Crp) ha confermato il decreto di abbandono deciso in prima istanza nei confronti di un suo agente. Come già avvenuto nel giugno 2020, quando era stato emanato un decreto di abbandono, sono ora venute nuovamente a cadere le contestazioni avanzate nelle varie sedi giudiziarie dal fiduciario, che metteva in particolare in discussione l'operato dell'agente. La Corte composta dai giudici Mauro Mini (presidente), Raffaele Guffi e Giovan Maria Tattarletti ha confermato che l'agire dell'ispettore principale non ha configurato i reati di favoreggiamento, abuso di autorità e violazione del segreto d'ufficio. In particolare è stato ritenuto che non c'è alcun elemento per sostanziare indizi di colpevolezza a carico del denunciato e che l'agente abbia agito nell'ambito delle sue competenze, senza travalicarle. Queste conclusioni pongono ora fine al procedimento penale, dal momento che contro la sentenza della Corte dei reclami penali non è stato interposto ricorso.