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Nel 1999, nel pieno del regime dei Talebani, nessuna donna in tutto l'Afghanistan andava alla scuola superiore, perché era vietato, e in tutto il Paese solo 9'000 andavano alle elementari. In altre parole, nella stragrande maggioranza, le donne, anche le bambine, erano relegate a casa ed erano analfabete. Ora, sono 3 milioni e mezzo le ragazze che vanno a scuola e circa un terzo di tutti gli studenti delle università pubbliche e private afghane è costituito da donne.
E se nel 2003 - due anni dopo l'intervento militare occidentale che cacciò gli integralisti da Kabul - il 6% delle ragazze andava alla scuola superiore, nel 2017 quella cifra era salita al 39%, secondo le cifre della Banca Mondiale riprese in un'analisi della Bbc. Numeri che evidenziano i progressi dovuti all'assenza dei Talebani degli ultimi 20 anni. Ma molto resta ancora da fare per l'istruzione in Afghanistan, in particolare quella femminile. Specialmente nelle zone rurali, in questi decenni i talebani hanno cercato più volte di dissuadere le ragazze dall'andare a scuola con atti di terrorismo.
Secondo Unicef, quasi 4 milioni di bambini del Paese non vanno a scuola. La metà, sono bambine. E solamente il 5% delle donne afgane studia presso un college o all'università. Ma le cifre parlano anche di donne che svolgono lavori anche ben pagati e partecipano anche all'economia del Paese.
La Banca Mondiale svela infatti che il 22% delle donne ha un lavoro e oltre 1'000 erano le imprese di proprietà femminile nel 2019. Non solo l'economia: anche la macchina pubblica afghana dipende sempre più dalle donne, che in 20 anni sono arrivate a occupare il 20% dei dipendenti statali o provinciali e perfino il 27% degli scranni in parlamento.
Tutto questo ora rischia di essere annullato. Se infatti i vincitori si sono affrettati a dire che le donne in futuro avrebbero goduto di diritti, seppure nei confini della sharia, fra cui quello all'educazione, le notizie che in questi ultimi mesi provengono dalle aree provinciali del Paese già controllate da tempo dai Talebani raccontano una storia molto diversa.