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Quattro lettere autografe di Giacomo Leopardi (1798-1837) vanno all'asta da Sotheby's a Londra domani, mercoledì 28 novembre, ognuna delle quali stimate tra 7'000 e 12'000 euro. Le missive originali, di cui due al padre, non sarebbero mai state esaminate dagli studiosi, anche perché per oltre 80 anni avrebbero fatto parte della raccolta privata del leggendario direttore d'orchestra Arturo Toscanini. E ora sono in vendita tra gli 88 lotti del catalogo di asta interamente dedicato ai cimeli di Toscanini.
La prima lettera, scritta da Recanati il 14 novembre 1817, è indirizzata al cardinale e filologo Angelo Mai, al quale tre anni più tardi il poeta avrebbe dedicato una celebre ode. La seconda lettera, scritta da Bologna il 20 febbraio 1826, è indirizzata al conte Monaldo Leopardi e Giacomo ringrazia il padre per l'invio di una vasetto di fichi sott'olio, poi discute di vino e formaggi e quindi affronta il tema del suo cagionevole stato di salute.
In data 31 maggio 1826, da Bologna, nella terza lettera in asta, Leopardi scrive all'amico Antonio Fortunato Stella, tipografo ed editore milanese, con il quale parla delle sue "Operette morali" e della poetica di Francesco Petrarca. Infine nella quarta lettera, scritta da Pisa il 3 dicembre 1827, l'autore di "L'infinito" e "A Silvia" scrive al "carissimo signor padre" esprimendo rammarico per non aver mai ricevuto da tempo lettere dal conte Monaldo. La missiva al padre è firmata "il suo Giacomo".