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Pare sia irrinunciabile nella nostra società dei consumi smettere per qualche tempo di fare shopping. Intendiamoci, non ci riferiamo all'approvvigionamento necessario (come l'acquisto di cibo e medicinali); scriviamo di quegli acquisti che non hanno nulla a che vedere con la parola indispensabile.
Lo shop online non sembra per il momento accusare i contraccolpi che subiscono i commerci fisici, prova ne sia Amazon che, come riporta il Wall Street Journal, ha dovuto assumere centomila persone fra addetti a magazzini e consegne. Assunzioni fatte per far fronte alle crescenti richieste di consegna a casa per il coronavirus (immaginiamo ci siano anche, fra le comande, generi di prima necessità).
Il colosso di Jeff Bezos si impegna anche a investire 350 milioni di dollari a livello globale per aumentare gli stipendi di "due dollari l'ora negli Stati Uniti, 2 sterline l'ora nel Regno Unito e circa 2 euro l'ora in molti paesi europei".
L'annuncio arriva fra i ripetuti contatti fra Bezos e la Casa Bianca: secondo indiscrezioni infatti il patron di Amazon avrebbe un filo diretto con l'amministrazione in questo periodo. Lo conferma anche Donald Trump: "So che è vero. Per quanto ne so, alcuni dei miei stanno trattando con loro o con lui", osserva il presidente americano che per Bezos, il proprietario del Washington Post, non ha mai avuto una particolare simpatia.
"Stiamo sperimentando un significativo aumento della domanda", spiega Amazon in una nota annunciando l'apertura di 100'000 nuove posizioni a tempo pieno e part-time negli Stati Uniti per far fronte alla domanda di coloro che si rivolgono ad Amazon "in questo periodo, soprattutto per i più deboli". Il colosso di Bezos raccoglie il 39% di tutti gli ordini online negli Stati Uniti, secondo i dati di eMarketer. Amazon quindi assicura il suo massimo impegno sul fronte "sanitario e della sicurezza. Continuiamo a consultarci con gli esperti e attuare tutte le precauzioni raccomandate".
Le assunzioni arrivano in un momento difficile per il settore delle vendite al dettaglio, con molte catene costrette a rivedere le loro politiche di vendita nei negozi ai tempi del coronavirus e molte altre invece che hanno chiuso i battenti.
Allo stesso tempo però, i lavoratori dell'hub di Amazon a Castelsangiovanni (Piacenza) sono in sciopero. I sindacati hanno proclamano lo stato di agitazione e lo sciopero immediato, dal turno notturno iniziato alle 20 dopo aver riscontrato "la mancata integrale applicazione da parte di Amazon" del Protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.