Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01104.jsonl.gz/817

I medici dell'ospedale Charité di Berlino hanno scoperto "tracce di avvelenamento" nei test clinici a cui è stato sottoposto l'oppositore russo Alexei Navalny.
Non escludono inoltre "effetti a lungo termine" dovuti al veleno. Stando all'ospedale Charité di Berlino, tuttavia, Navalny non è in pericolo di vita.
I loro loro colleghi russi di Omsk, dove era stato ricoverato Navalny dopo aver sofferto un malore mentre era in volo verso Mosca, avevano escluso questa possibilità, prima del suo trasferimento in Germania.
Navalny è stato avvelenato con una sostanza tossica della famiglia degli inibitori della colinesterasi che agiscono sul sistema nervoso, hanno reso noto i medici dell'ospedale Charité di Berlino, in cui l'oppositore russo è ricoverato da sabato. In pratica una potente neurotossina.
I medici precisano tuttavia che la sostanza specifica deve ancora essere identificata e hanno dunque iniziato "un nuovo set di analisi". Navalny, che è in coma farmacologico, è in condizioni gravi ma non in pericolo di vita, viene curato con l'atropina, un farmaco usato per curare gli agenti nervini.
I medici non si azzardano a fare previsioni sulle conseguenze dell'avvelenamento, ma non escludono che possano esserci danni a lungo termine, in particolare del sistema nervoso.
Le anticolinesterasi possono assumere molte sembianze. Come farmaci anestetici o nel trattamento dell'Alzheimer. Oppure si possono trovare nei disinfestanti. Ma non solo. Molti inibitori sono prodotti da alcuni serpenti velenosi. Data la loro efficacia, sono anche alla base di diversi gas nervini, come il Sarin.
Il 'Novichok' - la sostanza a quanto pare usata per avvelenare l'ex agente del Kgb riparato in Gran Bretagna Serghei Skripal - rientra in questa categoria di sostanze e sarebbe stato prodotto nell'Unione Sovietica e poi in Russia tra il 1971 e il 1993.