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Il giorno successivo, il quotidiano vallesano Nouvelliste pubblicò sull'evento articoli ditenore contrapposto. In prima pagina, l'inaugurazione fu definita una festa per la Svizzera e il genio umano, e anche il resoconto di Erix Eisner a pagina 35 si poneva sulla stessa linea. Sempre a pagina 35, il commentatore pf. si scagliava verbalmente contro le «Cassandre ecologico-sociali» della Svizzera tedesca, esaltando per contro il coraggio e l'inventiva dei costruttori svizzeri, rinomati a livello internazionale.
Tali critiche si riferivano all'articolo Das Ereignis der Woche, pubblicato a pagina 31. Il suo autore, firmatosi con lo pseudonimo Victor, definiva la galleria autostradale un costoso regalo alla lobby del Gottardo avulso da un piano globale dei trasporti.
Già molti anni prima dell'inaugurazione di questo tunnel Peter Püntener, ingegnere attivo presso l'Istituto delle costruzioni stradali del Politecnico federale di Zurigo, aveva messo in dubbio la capacità di smaltimento del traffico di una simile opera. In un articolo apparso sulla Schweizerische Bauzeitung il 18 maggio 1967, riferendosi al messaggio del Consiglio federale del 22 dicembre 1964 relativo alla costruzione di una galleria stradale sotto il Gottardo pronosticò quanto segue: «L'apertura della galleria stradale del Gottardo comporterà un aumento massiccio del traffico. Molti automobilisti che in precedenza evitavano questo itinerario a causa della situazione viaria precaria ora torneranno a percorrerlo; inoltre il tunnel attirerà in particolare il traffico pesante». Secondo Püntener, la galleria era quindi destinata a raggiungere presto la saturazione, specialmente in caso di rinuncia al servizio di treni navetta all'epoca ancora in funzione.
In effetti, circa 30 anni dopo alcuni politici del Cantone di Uri, situato sul versante settentrionale del San Gottardo, chiesero a gran voce di ampliare la capacità di traffico: Kampf dem Stau: Urner Politiker fordern zweite Röhre, titolava il Beobachter nella sua edizione del 15 maggio 1998.