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Se il voto antiminareti non ha posto la Svizzera nel mirino dei terroristi islamici, il rapporto 2009 del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) rileva l'emergenza di un altro fenomeno preoccupante: una vivace attività spionistica a danno delle banche elvetiche.
Gli agenti segreti esteri non si accontentano più di osservare gli oppositori in esilio in Svizzera o i membri di organizzazioni internazionali, ma – complici la crisi finanziaria e le relative perdite di introiti fiscali – si procurano "attivamente" informazioni su patrimoni non dichiarati al fisco e custoditi in Svizzera, sostiene il SIC. Nell'ultimo anno, diversi paesi hanno rafforzato lo spionaggio per impedire la fuga di capitali e sostenere la loro piazza finanziaria.
Nonostante il voto antiminareti non abbia aggravato la minaccia terroristica a cui è esposta la Svizzera, il SIC sottolinea la necessità di non abbassare la guardia. Il terrorismo resta infatti "una delle minacce più attuali" per la Confederazione, ricordano gli agenti svizzeri.
Il SIC mette poi in evidenza l'emergenza di nuovi fenomeni preoccupanti, come le azioni di gruppi animalisti contro il direttore della Novartis, Daniel Vasella, o le ripetute aggressioni informatiche contro i computer dell'amministrazione federale.
Stabile per contro la situazione sul fronte politico: gli episodi significativi relativi all'estrema destra sono stati 85 (+9, ma dopo un calo l'anno prima), di cui 32 di carattere violento, mentre per l'estrema sinistra i casi rilevati sono stati 220 (+6, 127 violenti).
swissinfo.ch e agenzie