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Nessuna lista nera, ma entro due anni la Svizzera dovrà smantellare i regimi fiscali agevolati, nonostante il chiaro no popolare alla terza riforma dell'imposizione delle imprese.
Lo afferma in un articolo pubblicato oggi su Le Temps Pascal Saint-Amans, direttore del centro di politica e amministrazione fiscale dell'OCSE.
La Confederazione si è impegnata a sopprimere questi statuti fiscali speciali entro il 1° gennaio 2019 e secondo Saint-Amans "attualmente non c'è pericolo di ritardi, nessuna lista nera in preparazione e niente del genere. Ma ne va della credibilità della Svizzera. Se non dovesse attenersi ai tempi prestabiliti, la questione non passerà certo inosservata".
Per il direttore francese dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) "la riforma presentata in votazione andava ben oltre al rispetto degli impegni assunti dalla Confederazione nei confronti dell'OCSE e dell'UE". Non credo che il no degli svizzeri sia dovuto a questi impegni - ovvero alla soppressione dei regimi fiscali agevolati - ma piuttosto alle misure per accrescere la competitività fiscale inserite nella riforma per controbilanciare lo smantellamento.
Questa riforma avrebbe reso la Svizzera estremamente attrattiva sul piano fiscale. "È interessante notare che il popolo sovrano ha detto no a qualcosa percepito come troppo eccessivo", ha ammesso Saint-Amans.