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Nyse Euronext e Deutsche Börse rinunciano ufficialmente al proprio matrimonio, accantonando il piano di fusione annunciato il 15 febbraio scorso e che avrebbe creato la maggiore piazza finanziaria al mondo. La decisione è stata concordata fra le due parti dopo la bocciatura della Commissione europea, secondo la quale l'unione avrebbe creato un "quasi-monopolio" sul mercato dei derivati del Vecchio Continente.
La doccia fredda della bocciatura europea ha costretto le due società a gettare la spugna e a rinunciare al loro sogno di creare un gigante finanziario in grado di competere con altri colossi americani e asiatici. La rottura dell'accordo del febbraio scorso non implica il pagamento di penali.
Il Commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, nello spiegare la decisione ha precisato che le autorità hanno cercato un compromesso ma senza successo. "I rimedi offerti non sono riusciti a fugare i nostri dubbi", ha detto. Il Dipartimento di Giustizia americano aveva dato lo scorso dicembre il via libera condizionato all'operazione. Le autorità americane avevano chiesto a Deutsche Börse di vendere il 31,5% di Direct Edge per preservare la concorrenza fra le piattaforme di scambio.
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