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Le dimissioni di Philipp Hildebrand rendono meno solida la piazza finanziaria svizzera, stando a diversi quotidiani esteri. I timori si concentrano sulla stabilità del franco. Alcuni però sottolineano che la Banca nazionale svizzera (BNS) non ha previsto di modificare la politica monetaria.
"La brutale uscita di scena di Hildebrand fa sorgere il dubbio sulle capacità della banca centrale di mantenere il tasso di cambio minimo di 1,20 franchi per euro fissato in settembre", scrive il Wall Street Journal sul suo sito internet. "La credibilità della piazza finanziaria elvetica è in gioco", aggiunge Le Figaro sottolineando che il corso del franco è in rialzo.
Il Financiel Times relativizza: il franco ha fatto un balzo al momento dell'annuncio delle dimissioni di Hildebrand, ma è ridisceso quando la BNS ha annunciato che non cambierà la sua politica monetaria. A suo avviso il tasso di cambio minimo non è minacciato.
"Questa decisione è stata una sorpresa", per il New York Times. La settimana scorsa Hildebrand sembrava ancora avere il sostegno del Consiglio di banca. "Stupore nella finanza elvetica", commenta il quotidiano francese Libération, che scrive "Philipp Hildebrand fugge dalla banca centrale".
"I populisti giubilano", titola lo Spiegel online. I sospetti sono bastati per offrire un bersaglio agli avversari del banchiere. "Hildebrand è stato dato in pasto senza difese" ai rimproveri e i suoi nemici ne hanno approfittato dimenticandosi anche alcuni principi che sventolano senza sosta, "come il segreto bancario ad esempio", conclude l'articolo.
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