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Il fascismo ha fatto il suo ingresso nella storia 100 anni orsono con la Marcia su Roma del 28 ottobre 1922. La manifestazione fu organizzata dal Partito nazionale fascista, fondato l’anno prima da Benito Mussolini, che ne fece lo strumento di propaganda di un'ideologia espressa esteticamente in modo efficace e suggestivo attraverso un sistema di credenze, miti e simboli, che sarebbe divenuto parte essenziale e integrante dello stato fascista e della politica di massa del partito unico. Il 29, mentre la manovra eversiva si allargava ad altre città, Vittorio Emanuele III affidò l’incarico a Mussolini. Questi, partito da Milano la sera stessa, giunse a Roma il 30 mattina per ricevere formalmente l’incarico. Con la formazione del suo governo – di cui facevano parte, con i fascisti, esponenti liberali, popolari, democratici e nazionalisti – iniziava il lungo ventennio della dittatura fascista.
Ne parliamo con due storici del fascismo: Giulia Albanese, che insegna Storia contemporanea all’Università di Padova (tra i suoi libri segnalo "La marcia su Roma" e "Dittature mediterranee", editi da Laterza) e Marco Palla, già ordinario di Storia contemporanea all’Università di Firenze, autore dei saggi "Mussolini e il fascismo" (Giunti) e "Il fascismo dalle mani sporche" (Laterza).