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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo le informazioni fornite dalla SSR, nell'ambito di uno studio relativo ai bisogni di locali, la Schweizer Radio DRS (SR DRS) ha preso in considerazione la possibilità di spostare a Zurigo una parte dello studio di Berna. In merito, il Comitato del Consiglio centrale della DRS ha incaricato il direttore di SR DRS di definire come riuscire a produrre programmi e ad utilizzare l'infrastruttura in modo più efficiente sotto il profilo organizzativo, tecnico ed economico; il tutto prendendo in considerazione l'insieme degli aspetti giuridici, politici e mediatici. Finora, gli organi responsabili della SSR non hanno preso alcuna decisione. Secondo la SSR, tuttavia, l'attuale struttura degli studi radiofonici regionali della Svizzera tedesca non dovrebbe in linea di massima subire modifiche. </p><p></p><p>La SSR gode di un grande margine discrezionale per quanto concerne la produzione di programmi. La legge e la concessione la obbligano a considerare, nell'insieme dei suoi programmi, le particolarità del Paese e le necessità dei Cantoni (art. 26 cpv. 2 della legge sulla radiotelevisione; LRTV), e a produrre i programmi nelle regioni linguistiche (art. 4 della concessione SSR del 18 novembre 1992). Né la legge né la concessione contengono prescrizioni più esplicite quanto ai luoghi di produzione o all'allestimento degli studi.</p><p></p><p>Quale emittente del servizio pubblico, la SSR deve tuttavia essere consapevole che strutture di produzione federaliste e una ripartizione regionale equilibrata dei posti di lavoro contribuiscono al fenomeno d'identificazione. Centralizzare gli studi o la produzione può avere conseguenze sia sulla società sia sulla cultura e compromettere il servizio pubblico. Di conseguenza, in materia di produzione, la SSR non deve lasciarsi guidare unicamente da aspetti economici, ma prendere anche in considerazione gli interessi e le situazioni locali e regionali. </p><p></p><p>Dunque, relegare l'attuale studio di Berna a uno studio regionale comporterebbe determinati problemi. Infatti, il servizio pubblico deve coprire sul posto e in modo appropriato gli eventi politici e sociali che si svolgono nella capitale, il che richiede l'impiego adeguato di personale e risorse tecniche nella regione di Berna. Il Consiglio federale è convinto che i problemi di spazio a cui è confrontato lo studio di Berna possono essere risolti; infatti, le autorità comunali e cantonali hanno garantito alla SSR il loro aiuto nella ricerca di nuovi locali.</p><p></p><p>Punto 1:</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che la struttura federalista della "SRG SSR idée suisse" quale impresa globale non sia in discussione. Invece, le singole strutture delle società regionali e delle imprese di produzione non sono immutabili; è dunque possibile apportare delle modifiche fintanto che rispettino le condizioni giuridiche e aiutino la SSR a meglio adempiere il suo mandato di prestazioni.</p><p></p><p>Punto 2: </p><p>L'art. 93 cpv. 2 della Costituzione federale descrive il mandato che devono adempiere la radio e la televisione e dunque la SSR. L'art. 26 cpv. 2 LRTV si rivolge direttamente alla SSR cui incombe un obbligo costituzionale di considerare le particolarità del Paese e le necessità dei Cantoni. Tuttavia, né questa norma, né le disposizioni organizzative di cui all'art. 29 LRTV possono obbligare la SSR a tenere operativo a Berna uno studio che disponga di concrete strutture di produzione; la questione di sapere dove e in che misura devono essere creati i programmi riguarda maggiormente il servizio pubblico.</p><p></p><p>Punti 3 e 4:</p><p></p><p>Per il Consiglio federale, l'essenziale è che la SSR soddisfi al meglio le condizioni stabilite dalla legge e dalla concessione in materia di servizio pubblico. Il Collegio rispetta dunque l'autonomia della SSR in materia di produzione di programmi. Inoltre, è stato informato del fatto che, in seno alla SSR, la soppressione di uno o più studi radiofonici non è all'ordine del giorno. </p><p></p><p>Punto 5:</p><p></p><p>Un eventuale spostamento della produzione si ripercuoterebbe anche sui rapporti di lavoro tra la SSR e i vari collaboratori. Quale datore di lavoro, la SSR è tuttavia senz'altro in grado di risolvere questo problema in modo tale che non sorgano difficoltà intollerabili per il personale in questione.</p><p></p><p>Tuttavia, non spetta al Consiglio federale intromettersi nelle singole questioni concrete riguardanti il personale della SSR. </p><p></p><p>Punto 6:</p><p></p><p>Nel decidere su eventuali spostamenti della produzione, la SSR deve tuttavia considerare in primo luogo gli obiettivi del servizio pubblico. Il DATEC e la SSR discutono regolarmente sulla portata e la preparazione del servizio pubblico. Tuttavia, non vi è attualmente motivo d'intervenire concretamente presso la SSR.</p>  Risposta del Consiglio federale.