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Schweizer Journalist Nr. 10 + 11, 2007, 74Fino ad ora, i media americani erano visti come l’esempio più brillante nel campo delle correzioni: ogni quotidiano che volesse essere preso sul serio doveva avere un “angolo delle correzioni” – uno spazio regolare nel quale le redazioni potessero rettificare quotidianamente gli errori commessi il giorno precedente.
Il ricercatore Scott R. Maier (University of Oregon) tramite un recente studio ha però tolto brillantezza a questa immagine. Per stimare quanto frequentemente gli articoli inaccurati restassero senza correzione, ha analizzato l’operato dei dieci maggiori quotidiani regionali degli Stati Uniti ripercorrendo le notizie fino a raggiungere la fonte primaria menzionata nell’articolo. Maier ha così scoperto che il 98 percento degli errori commessi, in realtà, restano senza alcuna correzione. I risultati di questo studio portano a chiedersi se gli “angoli delle correzioni” abbiano ancora un senso e se siano davvero utili ad un miglioramento della qualità giornalistica. Le correzioni sembrerebbero, al contrario, essere solo operazioni di cosmetica.
Lo studio sembra dare ragione a tutte quelle redazioni che in Europa si ostinano a non volere fare correzioni volontarie. Ma questa può essere una conclusione affrettata: lo studio di Maier deve essere visto nel contesto di altre ricerche che confermano chiaramente che i lettori dei quotidiani americani apprezzano le correzioni e le percepiscono come un mezzo per riguadagnare la credibilità giornalistica. Sembra quindi che la sfida per il management delle redazioni debba essere ridefinito: dare ulteriore prova della fallibilità del giornalismo e cercare, da entrambe le parti dell’Atlantico, di fare uno sforzo maggiore per correggere in modo efficiente almeno gli errori più gravi, ossia quelli che causano gravi fenomeni di disinformazione.
Fonte: Scott Maier: Tip of the Iceberg: Published Corrections Represent Two Percent of Factual Errors in Newspapers, presentazione presso l’asseblea annuale della AEJMC a Washington, agosto 2007