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L'ex "patron" dell'UBS Grübel, sulle pagine del domenicale "Sonntag", parla di un potenziale rischio per l'economia elvetica
La Banca Nazionale svizzera (BNS) dovrà rivedere la politica del tasso di cambio fisso con l'euro perché rappresenta un grande rischio potenziale per l'economia elvetica. Lo sostiene l'ex "patron" dell'UBS Oswald Grübel sulle pagine del domenicale "Sonntag".
Il franco si basa su una Svizzera economicamente stabile e relativamente poco indebitata, contrariamente all'euro che è indebolito dalla crisi del debito. Per Grübel l'euro è una "divisa di trasferimento artificiale". Con una tasso di cambio fisso, la Svizzera si accolla i rischi che gravano sulla zona euro a causa dell'indebitamento eccessivo di alcuni paesi.
Con la decisione di fissare il cambio a 1.20 franchi per un euro, presa lo scorso 6 settembre, la BNS ha ipotecato la sua indipendenza e deve adattare tutte le sue decisioni in funzione di questa misura, scrive Grübel. In realtà "un franco vale attualmente un euro".
"Per proteggere una moneta da una apprezzamento eccessivo bisogna normalmente agire sui tassi di interesse, sulla liquidità e ricorrere a numerose altre misure tecniche". Il prezzo che la Confederazione dovrà pagare per la politica del tasso fisso non farà che aumentare col tempo, conclude Grübel.