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La commissione istituita dal governo sui costi della fuoriuscita dal nucleare ha proposto all'unanimità che le quattro imprese che gestiscono impianti atomici in Germania versino 23,3 miliardi di euro (25,4 miliardi di franchi) in un fondo statale.
I soldi serviranno a finanziare la gestione dei depositi temporanei e definitivi per lo smaltimento delle scorie nucleari.
La cifra comprende anche un cosiddetto costo aggiuntivo di rischio, che i 19 esperti della commissione guidata dall'ex ministro dell'ambiente verde Juergen Trittin valutano intorno ai 6,1 miliardi.
Su questo costo aggiuntivo si appuntano le critiche dei quattro colossi energetici, che per il momento sembrano rifiutare la proposta: la cifra "va oltre le nostre capacità economiche", scrivono in una nota comune i quattro rappresentanti di Eon, RWE, Vattenfall ed EnBW.
Tra i 19 membri della commissione c'è anche il presidente dell'industria tedesca Ulrich Grillo che ha votato a favore: "La quota di rischio aggiuntivo è alta per le aziende, ma lo Stato può così far conto di un tesoretto nel caso in cui i costi risultassero più alti".
Per il governo, la proposta della commissione è un buon compromesso. Lo hanno dichiarato i ministri alla cancelleria Peter Altmeier, all'economia Sigmar Gabriel e all'ambiente Barbara Hendricks. Anche la borsa ha reagito positivamente e le azioni di Eon e Rwe hanno fatto registrare una robusta impennata.
sda-ats