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Kaili: "I soldi in casa erano di Panzeri"
L'ex vicepresidente del Parlamento europeo, che sarà sentita giovedì in tribunale a Bruxelles, scarica le colpe sull'ex eurodeputato
"I soldi trovati erano di Antonio Panzeri". Ad una manciata d'ore dall'udienza che la vedrà giovedì alle 9 in tribunale a Bruxelles, Eva Kaili, attraverso il suo legale, prova a mettere giù uno schema di difesa. L'ex vicepresidente dell'Eurocamera, in carcere dallo scorso 9 dicembre, è il pezzo da novanta del Qatargate. Le sue dichiarazioni, in un modo o nell'altro, potrebbero imprimere una svolta ad un caso che rischia di allargarsi a macchia d'olio.
La tesi fornita dal suo avvocato, Michalis Dimitrakopoulos, è sensibilmente diversa dalle dichiarazioni che Kaili avrebbe fatto agli inquirenti. L'esponente socialista, secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, ha ammesso di aver incaricato il padre di nascondere le mazzette di denaro e di essere a conoscenza dell'attività portata avanti dal marito, Francesco Giorgi, con l'ex eurodeputato Antonio Panzeri. "La signora Kaili non ha mai ammesso di aver chiesto al padre di trasferire il denaro" ritrovato a casa sua "per nasconderlo".
L'eurodeputata ellenica, ha spiegato, sostiene di essere stata informata del denaro quando il suo compagno è stato arrestato vicino al garage della loro casa. In quel momento ha cercato di trovare il proprietario dei soldi, ovvero Panzeri, per consegnarglieli. "Un'opzione era quella di consegnare il suo compagno alla polizia, un'altra era quella di riportare il denaro al suo proprietario. Kaili non aveva l'obbligo di denunciare il marito secondo la legge europea", ha precisato l'avvocato.
Chalet a Cervinia in odor di riciclaggio
Intanto è stata sequestrata la casa a Cervinia acquistata da Niccolò Figà-Talamanca, il fondatore della Ong 'No peace without justice', anch'egli finito agli arresti nell'ambito del Qatargate: sull'appartamento, acquistato per 215mila euro nell'aprile scorso dalla Nakaz development sprl che fa capo a Figà Talamanca, la Procura di Aosta ha attivato delle verifiche, su richiesta di Bruxelles. Secondo gli inquirenti la compravendita dell'immobile potrebbe celare il riciclaggio di denaro ipotizzato dagli inquirenti belgi che indagano su un'organizzazione criminale che avrebbe corrotto membri del Parlamento europeo.
- RG 12.30 del 20.12.2022 - Il servizio di Elena Kanadiakis