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In futuro gli stranieri che commettono reati potranno essere espulsi dalla Svizzera con maggior facilità rispetto a quanto avviene oggi. Questo grazie a una legge severa, che riprende – temperandolo però con una clausola per i casi di rigore che sancisce il margine di apprezzamento dei giudici – il ‘principio’ dell’automatismo dell’espulsione contenuto nella prima iniziativa dell’Udc approvata da popolo e cantoni nel novembre del 2010. Al termine di una campagna infuocata e per certi versi inedita, che ha visto la cosiddetta 'società civile' compatta contro un'Udc più che mai isolata, l’iniziativa-bis democentrista ‘per l’attuazione’ è stata respinta in modo netto.Il Ticino, in compagnia di una manciata di altri cantoni della Svizzera centrale, ha votato in controtendenza.
Per il presidente del Ppd Christophe Darbellay il risultato odierno potrebbe rappresentare la fine di un'era per l'Udc. Ma resta da tutto da vedere. Il partito di Toni Brunner (oggi assente; si è visto soprattutto il suo successore Albert Rösti) ha già pronte altre cartucce da sparare: il referendum contro la revisione della legge sull'asilo (5 giugno), per non parlare della prossima iniziativa popolare denominata 'il diritto svizzero anziché i giudici stranieri'.