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BERNA - La Confederazione si assumerà, per una durata limitata, parte dei costi dei Cantoni per il controllo dell'obbligo di annunciare i posti vacanti. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 120 voti contro 56. La pertinente modifica legislativa - già adottata dagli Stati - è pronta per le votazioni finali.
L'obbligo di annunciare i posti vacanti nelle categorie professionali in cui il tasso di disoccupati ha raggiunto un determinato valore soglia è in vigore dal primo luglio 2018. Si tratta di una misura adottata dopo l'approvazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa". Lo scorso ottobre il Consiglio federale ha accolto una richiesta dei Cantoni decidendo di assumersi parte dei costi dei controlli, ha ricordato il relatore commissionale Marco Romano (PPD/TI).
Con 127 voti a 49, la camera ha anche deciso di limitare la validità di tale legge alla fine del 2023. In questo modo tra quattro anni il Parlamento potrà valutare il sistema e decidere di una eventuale proroga del sostegno, ha detto Romano. La sinistra ha invano chiesto di non introdurre tale clausola: «Nel 2023 l'obbligo di annunciare i posti vacanti non sparirà», ha affermato Cédric Wermuth (PS/AG).
Da notare che l'UDC si è opposta alla nuova legge. L'obiettivo dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" era di privilegiare lavoratori indigeni limitando l'immigrazione, non di creare nuovi costi per Confederazione e Cantoni, ha sostenuto Thomas Burgherr (UDC/AG). La proposta democentrista di non entrata in materia è però stata bocciata con 116 voti a 55.