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Il concetto di incompatibilità indica il divieto fatto a membri di un'autorità di appartenere contemporaneamente ad altre autorità. Le norme sull'incompatibilità sono espressione della separazione dei poteri e hanno lo scopo di impedire conflitti di lealtà o di interessi. L'esistenza di un'incompatibilità non ha per conseguenza la nullità dell'elezione. La persona interessata deve però optare per l'una o l'altra carica.
La
Costituzione federale stabilisce che i membri del
Consiglio nazionale, del
Consiglio degli Stati, del
Consiglio federale e i giudici del
Tribunale federale non possono far parte contemporaneamente di altre autorità (art. 144 cpv. 1 Cost.). La
legge sul Parlamento stabilisce inoltre che i seguenti gruppi di persone non possono far parte dell'Assemblea federale (art. 14 LParl):
- le persone da essa
elette o
confermate in carica;
- i giudici da essa non eletti dei tribunali della Confederazione;
- il personale dell'Amministrazione federale centrale e decentralizzata, dei
Servizi del Parlamento, dei tribunali della Confederazione, della segreteria dell'autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione, del Ministero pubblico della Confederazione, nonché i membri delle commissioni extraparlamentari con competenze decisionali, sempre che leggi speciali non dispongano altrimenti;
- i membri della direzione dell'esercito;
- i membri degli organi direttivi di organizzazioni o persone di diritto pubblico o privato esterne all'Amministrazione federale alle quali sono affidati compiti amministrativi, sempre che la Confederazione vi abbia una posizione dominante;
- le persone che rappresentano la Confederazione in organizzazioni o persone di diritto pubblico o privato esterne all'Amministrazione federale alle quali sono affidati compiti amministrativi, sempre che la Confederazione vi abbia una posizione dominante.
L'osservanza delle regole di incompatibilità viene verificata periodicamente e anche in singoli casi: Dopo le elezioni integrali e in caso di entrata in carica di un nuovo parlamentare, la Camera in questione accerta, su proposta dell'Ufficio, se sussista incompatibilità. Se la questione si pone nel corso di una
legislatura, l'Ufficio può procedere in ogni tempo a una verifica e formulare una proposta alla Camera.
La persona eletta o confermata in carica dall'Assemblea federale deve scegliere una delle due funzioni e dichiarare per quale opta. Se subentra un altro motivo d'incompatibilità, il mandato parlamentare dell'interessato decade sei mesi dopo l'accertamento dell'incompatibilità, sempre che nel frattempo non abbia cessato di esercitare l'altra funzione.
Cenni storici e un confronto
L'incompatibilità tra il mandato parlamentare e la carica di giudice federale esiste dal 1874. La Costituzione federale del 1848 non prevedeva ancora un motivo d'incompatibilità nell'appartenenza contemporanea all'Assemblea federale e al Tribunale federale.
Fino al 1999 la Costituzione stabiliva che un funzionario nominato dal Consiglio federale non poteva sedere nel Consiglio nazionale e che l’accesso al Consiglio nazionale era riservato ai cittadini dello stato secolare (laici). Quest’ultima disposizione riguardava le condizioni di eleggibilità, eppure le Camere l’avevano sempre interpretata come una regola di incompatibilità.
Nella Costituzione del 1999 vennero sancite soltanto le incompatibilità fondamentali tra mandato parlamentare e una carica nelle più alte autorità federali. Il disciplinamento delle altre incompatibilità fu delegato al legislatore.
Le nuove disposizioni di legge entrarono in vigore all’inizio della sessione invernale 2007.
Fonti
- Scopo dell'obbligo di indicazione delle relazioni d'interesse, vedi: Katrin Nussbaumer, Art. 11, N5, in: Graf/Theler/von Wyss (ed.), Parlamentsrecht und Parlamentspraxis der Schweizerischen Bundesversammlung, Kommentar zum Parlamentsgesetz (ParlG) vom 13. Dezember 2002, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basel 2014, pag. 89
- Scopo dell'obbligo di ricusazione, vedi: Ines Stocker, Art. 11a, N4, in: Graf/Theler/von Wyss (ed.), Parlamentsrecht und Parlamentspraxis der Schweizerischen Bundesversammlung, Kommentar zum Parlamentsgesetz (ParlG) vom 13. Dezember 2002, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basel 2014, pag. 95