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BRUXELLES (ats ans) - Il fumo dei futuri papà fa più male di quello attivo delle future mamme. Infatti può far crescere il rischio di cardiopatie congenite, la principale causa di nati morti e che colpisce in tutto il mondo 8 bambini ogni mille. È quanto emerge da uno studio pubblicato sullo European Journal of Preventive Cardiology, una rivista della Società europea di Cardiologia.
L'analisi ha confrontato 125 lavori che hanno coinvolto 137'574 bimbi con difetti cardiaci congeniti. Tutti i tipi di fumo dei genitori (quello attivo e quello passivo, sia di lui sia di lei) sono stati associati al rischio di cardiopatie congenite dei loro piccoli. Rispetto a coppie non fumatrici, è stato riscontrato un aumento del 74% delle patologie nei piccoli che avevano il papà fumatore, del 124% per il fumo passivo respirato dalle mamme e del 25% per le mamme fumatrici.
Per quanto riguarda i tipi specifici di difetti cardiaci congeniti, l'analisi ha mostrato che rispetto ai genitori non fumatori il fumo materno era significativamente associato a un rischio maggiore del 27% di un difetto del setto atriale e un rischio maggiore del 43% di ostruzione del tratto di efflusso.
«I futuri padri dovrebbero smettere di fumare - ha detto l'autore dello studio Jiabi Qin, della Xiangya School of Public Health, di Changsha, in Cina - i padri sono una grande fonte di fumo passivo per le donne incinte». «Ciò - prosegue - sembra essere ancora più dannoso per i bambini non ancora nati rispetto alle donne che fumano».