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WASHINGTON - Si riapre negli Usa il capitolo delle email dell'ex assistente personale di Hillary Clinton, Huma Abedin, che avrebbero contribuito alla sconfitta dell'ex segretaria di Stato nella corsa alla Casa Bianca contro Donald Trump: alcune delle missive virtuali incriminate, trovate come è noto nel computer portatile dell'allora marito di Abedin - oggi in carcere per una relazione online con una minorenne - sono state rese pubbliche dal Dipartimento di Stato.
Almeno quattro mail, tra il primo gennaio 2009 e il primo febbraio 2013, contengono informazioni "confidenziali". Tra queste una del 2010 che riguarda una telefonata al ministro degli Esteri saudita Saud al-Faisal per avvertirlo di un'imminente fuga di notizie - il cosiddetto Cablegate - da parte di WikiLeaks. Alcuni passaggi sono oscurati, ma emerge anche che la Clinton si occupava ancora del partito nonostante la sua posizione nel governo: ad aprile 2011 Abedin la informa che la parlamentare della Florida Debbie Wasserman Schultz era stata scelta come presidente del Comitato Nazionale Democratico.
Secondo quanto già emerso nei mesi scorsi, l'Fbi ha scoperto le email quasi per caso: la Abedin infatti le girava regolarmente al suo allora marito - l'ex parlamentare democratico Anthony Weiner - per farle stampare e per poi riconsegnarle alla Clinton. Ma Weiner era nel mirino dell'agenzia per una storia di messaggi di testo a luci rosse a una 15/enne e l'Fbi, passando al setaccio il computer portatile del politico - che ora sconta 21 mesi di prigione - ha scoperto le email incriminate verso la fine della campagna presidenziale del 2016.
Nel luglio dell'anno scorso, l'ex direttore dell'Fbi James Comey disse che Clinton era stata «estremamente negligente» nella gestione delle sue email classificate su un server personale.