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Come aveva già annunciato in precedenza Hervé Falciani, l'ex informatico della banca HSBC a Ginevra all'origine di SwissLeaks, non si è presentato oggi davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.
Verrà quindi giudicato in contumacia. Il processo è stato aggiornato a domani.
Falciani è accusato di acquisizione illecita di dati (art. 143 del Codice penale), spionaggio economico (art. 273 CP), violazione del segreto commerciale (art. 162 CP) e violazione del segreto bancario (art. 47 della legge sulle banche).
All'apertura dell'udienza, alle 08.10, la Corte degli affari penali del TPF ha constatato l'assenza dell'ex informatico della HSBC. Dopo una prima interruzione, è stato formalmente avviato il processo in contumacia. L'avvocato d'ufficio, Marc Henzelin, assicurerà la difesa durante il processo che dovrebbe concludersi a fine settimana, ma ha precisato di non avere più contatti con il suo assistito.
In mattinata la Corte ha respinto una richiesta del Ministero pubblico della Confederazione che voleva aggiungere al dossier una chiave USB con l'intervista dell'imputato rilasciata a Divonne (F) mercoledì sera. Secondo il procuratore Carlo Bulletti, l'intervista contiene indicazioni interessanti, in particolare sulla situazione personale di Falciani. Ma per i giudici federali la richiesta non era sufficientemente motivata.
Da domani saranno chiamati alla sbarra i primi testimoni: un poliziotto che ha istruito l'inchiesta contro Falciani e un dipendente della banca HSBC. È stata chiamata a deporre anche l'ex amica del franco-italiano, domiciliata in Libano, ma la sua presenza non è certa.
Falciani, 43 anni, è accusato dal Ministero pubblico della Confederazione di aver sottratto e divulgato dati bancari. Il caso ha avuto una ripercussione internazionale che ha messo in imbarazzo la Svizzera e ha contribuito a far pressione sul segreto bancario.
I dati rubati hanno anche consentito a un consorzio di media di oltre 40 Paesi tra cui la Svizzera, in una operazione battezzata "SwissLeaks", di rivelare che non solo evasori fiscali, ma anche trafficanti di droga e finanziatori del terrorismo islamico figuravano fra i clienti della HSBC.
Secondo i dati ottenuti dal quotidiano francese "Le Monde" e poi condivisi con la rete del Consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta, 180,6 miliardi di euro sarebbero transitati, a Ginevra, sui conti HSBC di oltre 100'000 persone di circa 200 Paesi e di 20'000 società offshore, fra il 9 novembre 2006 e il 31 marzo 2007. Un periodo corrispondente a quello della cosiddetta "lista Falciani" fornita al fisco francese e poi circolata tra i servizi omologhi di mezzo mondo.
Lo scorso giugno, la HSBC ha accettato di versare 40 milioni di franchi alle autorità ginevrine, mettendo così fine a un procedimento per riciclaggio di denaro aggravato aperto contro la banca in febbraio.
Falciani aveva lasciato precipitosamente la Svizzera nel dicembre del 2008. Attualmente vive in Francia e in quanto cittadino di questo Paese non può essere estradato in Svizzera.
SDA-ATS