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La comandante della Sea Watch, Carola Rackete, agì correttamente, entrando nel porto di Lampedusa perché "l'obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell'atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l'obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro". Così la Corte di Cassazione, organo supremo della magistratura ordinaria italiana, nelle motivazioni depositate oggi (giovedì).
Secondo i giudici, dunque, Rackete agì in maniera "giustificata" dal rischio di pericolo per le vite dei migranti a bordo della sua nave. E la motovedetta italiana che si opponeva all'ingresso in porto della nave Sea Wacht non può essere considerata "nave da guerra" perché al comando non c'era un ufficiale della Marina militare, come prescrivono le norme, ma un maresciallo della Guardia di finanza
Una sconfitta per il leader leghista Matteo Salvini. Un mese fa la Corte aveva annullato l'ordine di arresto per Rackete per le accuse di aver forzato il blocco navale di una presunta (dall'allora ministro dell'interno italiano) "nave da guerra". Divieto di ingresso firmato dallo stesso Salvini.
Le motivazioni della Cassazione arrivano nello stesso giorno in cui la Procura di Catania ha depositato la richiesta di fissare l'udienza per il caso Gregoretti. Il 12 febbraio, lo ricordiamo, il Senato italiano ha dato il via libera al processo per Salvini sul caso della nave Gregoretti. Il leader leghista dovrà rispondere dell'accusa di sequestro di persona per i 131 migranti bloccati a luglio, per 4 giorni, sulla nave militare prima di poter sbarcare ad Augusta.