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Il premio Oscar George Clooney ha trovato ulteriore sostegno dopo il suo appello al boicottaggio degli hotel di lusso di proprietà del sultano del Brunei. Aziende come Deutsche Bank, Financial Times e varie società immobiliari hanno annunciato che stanno evitando i nove hotel della catena. La metropolitana e gli autobus di Londra non esporrano più materiale pubblicitario relativo alle vacanze nel piccolo stato dell'isola del Borneo, nel sud-est asiatico.
Il motivo del boicottaggio è un'intensificazione delle leggi penali che per gli omosessuali in Brunei ora prevedono la pena di morte per lapidazione. L'attore, regista e produttore statunitense esorta, quindi, a evitare in futuro degli hotel appartenenti al Sultano del Brunei, uno dei monarchi più ricchi del mondo. Di fronte a uno degli alberghi, il "Dorchester" di Londra, centinaia di persone avevano protestato contro le nuove leggi durante il fine settimana.
Alla base di tutto ciò, la sharia, che regola le norme religiose e legali nell'islam in senso lato. Il governo autoritario ha iniziato a introdurre la legge nel 2014. I gay e le lesbiche sono stati a lungo oppressi nella ex colonia britannica.