Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/170503

<h2>SubmittedText<h2><p>In certi piani direttori cantonali l'energia prodotta dagli impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) è considerata energia rinnovabile di alto valore e le viene quindi data la precedenza rispetto ad altre forme di energia rinnovabile, come ad esempio quella generata utilizzando il legno svizzero. Il Consiglio federale è incaricato di ri-spondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quante migliaia di tonnellate di CO2 proveniente dall'incenerimento di rifiuti organici fossili e non rinnovabili emettono gli IIRU all'anno in Svizzera? Con che percentuale contribuiscono al volume complessivo di CO2 derivante dall'incenerimento di rifiuti organici non rinnovabili?</p><p>2. In che misura gli IIRU sono soggetti agli obblighi cui sottostanno altri emettitori di CO2 derivante da combustibili e carburanti fossili? Si prega di contestualizzare facendo riferimento alla legislazione in materia di CO2.</p><p>3. Quali incentivi sono previsti dal Consiglio federale al fine di ridurre i rifiuti organici non rinnovabili, il loro incenerimento e le conseguenti emissioni di CO2?</p><p>4. Come fa il Consiglio federale a garantire che l'energia prodotta dagli IIRU con l'incenerimento di rifiuti organici non rinnovabili non venga "spacciata" come energia rinnovabile?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto a dare la precedenza alle fonti di energia indigena effettivamente rinnovabili rispetto all'energia derivante da rifiuti organici non rinnovabili. Se no: esplicitare il motivo; se si: con quali misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Secondo l'inventario dei gas serra, nel 2014 le emissioni di CO2 fossile generate dagli impianti d'incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) erano pari a 1,97 milioni di tonnellate. Ciò corrisponde a circa il 5,3 per cento delle emissioni di CO2 dovute all'energia. Dal 1990 le emissioni di CO2 fossile prodotte dagli IIRU sono aumentate di circa 0,7 milioni di tonnellate; tuttavia negli ultimi anni sono rimaste relativamente stabili.</p><p>Secondo l'articolo 10 dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR; RS 814.600) gli IIRU hanno l'incarico di svolgere attività di smaltimento. Le emissioni di CO2 dipendono direttamente dalla quantità di rifiuti sottoposti a trattamento termico. Ne consegue che le opzioni di cui dispongono gli IIRU per ottenere una riduzione diretta di tali emissioni sono limitate. Sulla base dell'articolo 3 capoverso 4 della legge sul CO2 (RS 641.71), nel 2014 la Confederazione ha concluso un accordo settoriale con gli IIRU. Con tale accordo gli IIRU si impegnano a ridurre le loro emissioni di CO2 entro il 2020 di 200 000 tonnellate rispetto al 2010. A tale scopo possono tuttavia computare anche riduzioni indirette derivanti dalla produzione di calore ed elettricità come pure dal recupero di metalli dalle scorie dell'incenerimento. In questo modo si mira soprattutto a raggiungere un utilizzo dell'energia più efficiente da parte degli IIRU. Al contempo, così facendo, gli IIRU contribuiscono, malgrado le restrizioni citate e nei limiti delle loro possibilità, alla riduzione delle emissioni CO2. Oltre a ciò, l'UFAM sta chiarendo, in collaborazione con alcuni Cantoni e altri attori del settore, se dal punto di vista ecologico ed economico sia ragionevole effettuare nuove raccolte di plastica (il vettore più importante di carbonio fossile) in vista di una valorizzazione.</p><p>4. Durante l'incenerimento di rifiuti negli IIRU vengono rilasciati gas serra che sono messi a bilancio nell'inventario dei gas serra e classificati nella categoria del settore della trasformazione dell'energia (produttori di elettricità e calore a distanza). Il metodo di classificazione dell'inventario dei gas serra prevede che le emissioni vengano registrate dove sono state prodotte, ovvero dall'incenerimento dei rifiuti e non presso il destinatario dell'elettricità e del calore a distanza. In questa classificazione il calore a distanza derivante da IIRU è libero da emissioni di CO2 e può contribuire al raggiungimento di una riduzione di emissioni nel quadro di strumenti di politica energetica e climatica.</p><p>5. La politica dei rifiuti ha l'obiettivo di evitare i rifiuti e chiudere, nella misura del possibile, i cicli dei materiali. Inoltre, deve utilizzare i rifiuti esistenti il meglio possibile, valorizzandoli in modo sensato dal punto di vista materiale o energetico. L'utilizzo del calore residuo derivante dalle attività di smaltimento e dell'energia rinnovabile prodotta da IIRU è auspicabile in termini di politica climatica. In questa maniera si possono sostituire agenti energetici fossili come l'olio da riscaldamento o il gas naturale. Questo potenziale va sfruttato il meglio possibile; se è presente calore residuo sul posto, il suo utilizzo ha la precedenza rispetto a una nuova produzione di calore da energie rinnovabili. Il potenziale è però limitato. Il primo pacchetto di misure della Strategia energetica, adottato dal Parlamento il 30 settembre 2016, conferisce un ruolo importante alle altre energie rinnovabili sul medio e lungo termine. La nuova legislazione prevede ad esempio prestazioni di sostegno e contribuiti d'investimento per piccole centrali idrauliche come pure impianti fotovoltaici e impianti alimentati a biogas.</p>  Risposta del Consiglio federale.