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Pensare a corto termine minaccia la previdenza per la vecchiaia
Con la loro iniziativa sulle pensioni i Giovani liberali radicali vogliono garantire a lungo termine la previdenza per la vecchiaia. Nell'intervista con Daniel Schriber, Patrick Eugster (presidente del comitato d'iniziativa) e Matthias Müller (presidente dei Giovani Liberali Radicali Svizzeri) spiegano la loro visione.
Come valutate la situazione attuale della previdenza per la vecchiaia in Svizzera?
Matthias Müller: il sistema è a rischio. Nel primo pilastro si accumulano deficit di anno in anno. Per non parlare della crescente ridistribuzione all'interno del secondo pilastro a scapito dei giovani: ben sette miliardi di franchi confluiscono ogni anno dalle persone attive ai beneficiari di rendite! Ma i problemi esistono anche nel terzo pilastro: in questo ambito la politica fa di tutto per opporsi agli sforzi di innovazione che si impongono.
Oggi come oggi il sistema dei tre pilastri funziona ancora?
Patrick Eugster: il sistema di per sé continua a essere valido, ma non possiamo ostinarci a mantenere lo status quo. È come dice Matthias: si impongono riforme in tutti i settori. Tutti gli attori riconoscono questa necessità, ma purtroppo i problemi iniziano quando si tratta di concretizzare.
Lottano insieme a favore di una riforma della previdenza per la vecchiaia: Patrick Eugster e Matthias Müller dei Giovani liberali radicali svizzeri.
Nel 2019 il Consiglio federale ha approvato il messaggio sulla riforma dell'AVS («AVS 21»), che mira tra le altre cose all'età di pensionamento di 65 anni per uomini e donne. Questa novità non basta?
Eugster: assolutamente no! Purtroppo non basta limitarsi a un adeguamento. Così facendo, nel 2045 all'AVS mancheranno ancora circa 12 miliardi di franchi all'anno. Le riforme del Consiglio federale non sono dunque affatto sufficienti.
«Le riforme fallimentari degli scorsi anni hanno un denominatore comune: tutte miravano a garantire diritti supplementari a singoli gruppi di elettori.»
In effetti gli sforzi legati alle riforme nella previdenza per la vecchiaia sono da sempre particolarmente difficili. Per quale ragione gli attori politici non riescono a trovare soluzioni in grado di far fronte al futuro quando si parla di questo tema importante?
Müller: le riforme fallimentari degli scorsi anni hanno un denominatore comune: tutte miravano a garantire diritti supplementari a singoli gruppi di elettori. A tutte le misure adottate finora mancava inoltre un orientamento a lungo termine.
Per quale motivo?
Eugster: la politica vuole attuare gli interessi della maggioranza degli elettori. Purtroppo limitandosi a pensare a breve termine non è possibile risanare a lungo termine la previdenza per la vecchiaia.
L'approccio della vostra iniziativa è diverso?
Müller: sì! La nostra iniziativa mira a un risanamento strutturale della previdenza per la vecchiaia. In questo contesto abbiamo previsto tre passi concreti: età pensionabile di 66 anni per entrambi i sessi e una successiva correlazione all'aspettativa di vita. Questo è del resto il sistema già in vigore in molti Paesi dell'Europa occidentale. L'intero sistema deve essere sottoposto a riforme e svincolato dagli obblighi della politica in modo tale da garantire a lungo termine le nostre rendite.
Si tratta di adeguamenti importanti. Per quale motivo credete che la vostra iniziativa troverà una maggioranza?
Müller: la nostra iniziativa avrà successo perché affronta alla radice il problema del principale sistema sociale del nostro Paese. Aumentando gradualmente l'età di pensionamento iniziamo ad affrontare la ragione sostanziale della situazione finanziaria precaria del sistema. Il progetto prevede che i costi che saremo chiamati ad affrontare in seguito alla maggiore aspettativa di vita vengano distribuiti più equamente tra tutte le generazioni. Correlando l'età pensionabile all'aspettativa di vita, la nostra iniziativa offre inoltre una soluzione duratura poiché evita provvedimenti frettolosi – e spesso poco lungimiranti – per sistemare a breve termine i problemi strutturali legati al finanziamento.
Eugster: non portiamo via niente a nessuno e non chiediamo più fondi – ciononostante ognuno di noi può e deve dare il proprio contributo per garantire le rendite a lungo termine.
Cosa motiva dei giovani politici come voi a occuparsi del tema dell'età di pensionamento?
Eugster: noi giovani dobbiamo assolutamente interessarci al tema della previdenza per la vecchiaia. Siamo una minoranza all'interno della società e abbiamo di conseguenza poca voce in capitolo, al contempo siamo però noi a risentire in modo maggiore dei problemi del sistema.
Müller: concordo pienamente. Se non ce ne occupiamo noi, chi altri lo farà? Vista la situazione i giovani sono obbligati ad affrontare le sfide future della nostra società. La nostra generazione più delle altre dipende da una previdenza per la vecchiaia funzionante anche tra 40 anni.
Chi lavora in un ufficio può forse aspettare un anno in più prima del pensionamento. La situazione è però ben diversa per chi svolge lavori pesanti, ad esempio sui cantieri. Oggi per queste persone esistono soluzioni d'eccezione. Se l'iniziativa sulle pensioni dovesse passare la situazione di queste persone sarà considerata?
Eugster: è un dato di fatto che non tutti possono lavorare fino a 65 anni od oltre. Nel settore edile i partner sociali si sono accordati su un'età pensionabile di 60 anni. Questo modello deve essere esteso anche ad altri settori con lavori pesanti dal punto di vista fisico. In questo contesto sono chiamati a trovare le soluzioni ideali i partner sociali e la politica.
«La stragrande maggioranza delle persone attive può lavorare più a lungo e in molti vogliono anche farlo.»
Un'altra critica mossa è che oggi chi ha 50 anni e non ha un lavoro di regola fa fatica a trovare una nuova occupazione. Aumentare l'età di pensionamento non aggrava ulteriormente questo problema?
Müller: La stragrande maggioranza delle persone attive può lavorare più a lungo e in molti vogliono anche farlo. Al contempo è giusto e anche importante offrire un aiuto concreto alle persone che non riescono a trovare un impiego e a cui serve sostegno. In questo contesto con un sostegno mirato sarà tuttavia possibile ottenere maggiori risultati rispetto al principio di aiuti a pioggia.
Eugster: per gli over 55 abbiamo due approcci: da un lato i datori di lavoro devono dare maggiore peso al potenziale dei lavoratori più anziani, creare appositi posti di lavoro e beneficiare così di conoscenze ed esperienza. Dall'altro lato dobbiamo incentivare ulteriormente i perfezionamenti professionali affinché con l'avanzare della digitalizzazione tutti riescano a trovare un impiego indipendentemente dall'età.
Gioventù socialista e sindacati sono contrari a un aumento dell'età di pensionamento per le donne. Una delle ragioni è la disparità salariale tutt'oggi esistente tra uomini e donne. Cosa pensate di questa posizione?
Eugster: anche noi abbiamo a cuore la parità di trattamento tra uomo e donna. Non è tuttavia sensato confondere tematiche diverse tra di loro. Non possiamo risolvere tutti i problemi in un colpo solo.
«Chi asserisce che il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più ampio non considera i fatti. In realtà negli ultimi 70 – 80 anni il divario è rimasto molto stabile.»
Le voci critiche temono una «graduale privatizzazione della previdenza per la vecchiaia». Come è possibile evitare che in futuro il divario tra ricchi e poveri diventi ancora più ampio?
Eugster: Chi asserisce che il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più ampio non considera i fatti. In realtà negli ultimi 70 – 80 anni il divario è rimasto molto stabile. È naturale che in singoli anni si registrino delle oscillazioni, di principio in Svizzera continuiamo tuttavia a disporre di un buon sistema.
Müller: la maggior parte dei beneficiari di rendita in Svizzera può mantenere lo stile di vita a cui è abituato anche dopo il pensionamento. Ciononostante anche in Svizzera esiste la povertà degli anziani: è un fenomeno che deve essere combattuto in modo efficace attraverso le prestazioni complementari.
Invece di aumentare l'età di pensionamento si potrebbe rafforzare il finanziamento dell'AVS; ad esempio aumentando l'imposta sul valore aggiunto o usando aiuti finanziari provenienti dagli utili della BNS. Per quale ragione non considerate questa opzione?
Eugster: e quale sarebbe il risultato? La nostra società diventa sempre più anziana, l'imposta sul valore aggiunto andrebbe quindi costantemente aumentata. La conseguenza logica è che prima o poi i conti non tornerebbero più. Aumentare le imposte comporta inoltre sempre degli svantaggi. Le imprese che devono pagare di più per l'imposta sul valore aggiunto potrebbero ad esempio creare meno impieghi.
Müller: anche usare gli utili della BNS risulta problematico. In questo modo la Banca nazionale perderebbe la propria autonomia. Se la BNS registrasse delle perdite, le finanze di tutti i sistemi sociali subirebbero inoltre un importante dissesto e la discussione riprenderebbe quindi dall'inizio. Dobbiamo fare attenzione a non confondere settori molto diversi tra loro.
Affinché l'iniziativa riesca dovete raccogliere 100'000 firme entro l'estate. Come procede la raccolta di firme ai tempi del coronavirus?
Müller: attualmente siamo a quota 67'000 firme. La situazione legata al coronavirus rende effettivamente tutto più complicato. Occorre uno sforzo di coordinamento e più forza di persuasione del solito. Anche se la situazione attuale è un ostacolo, siamo comunque sulla buona strada e la gente firma la nostra iniziativa. Ora più che mai la popolazione si aspetta soluzioni sostenibili dalla politica.
Eugster: riusciremo a raccogliere le firme necessarie entro il termine fissato. Nonostante le difficoltà, la situazione attuale comporta anche dei vantaggi: negli scorsi mesi abbiamo potuto sperimentare diverse misure creative e ora sappiamo cosa funziona e cosa è invece meglio evitare nella raccolta firme.
I vostri avversari politici sembrano avere meno difficoltà nella raccolta di firme.
Eugster: sì, è vero. Nella procedura dobbiamo recuperare terreno rispetto alla sinistra, ma le nostre iniziative sono migliori (ride)!
Ritratto:
Patrick Eugster è un dottorando in banking e finance dell'Università di Zurigo e lavora a tempo parziale come economista indipendente. Dal 2017 è vicepresidente dei Giovani liberali radicali del Cantone di Zurigo. A livello nazionale è responsabile della politica previdenziale dei Giovani liberali radicali svizzeri ed è presidente dell'iniziativa sulle pensioni.
Matthias Müller sta conseguendo il dottorato in diritto delle acquisizioni presso l'Università di Zurigo e al contempo lavora come assistente scientifico per la cattedra di diritto privato e societario. Nel tempo rimanente fornisce consulenza giuridica a imprese ed è attivo sulla scena politica in veste di presidente dei Giovani liberali radicali svizzeri.
Iniziativa sulle rendite: di cosa si tratta
L'iniziativa popolare federale «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni)» lanciata dai Giovani liberali radicali mira a risolvere a lungo termine e in modo sostenibile i problemi di finanziamento strutturali dell'AVS. La raccolta firme viene sostenuta anche dai Giovani UDC. Dal 2014 le entrate correnti della previdenza per la vecchiaia non coprono più le uscite correnti. Di questo passo, il fondo dell'AVS dovrebbe essere esaurito già nel 2034. Alla base di questo sviluppo vi sono cause demografiche peraltro già note da tempo: la diminuzione del tasso di natalità e l’aumento dell'aspettativa di vita. La disparità tra beneficiari di rendita e persone con attività lucrativa continuerà ad aumentare quando la generazione del baby boom, con i suoi alti tassi di natalità, raggiungerà l'età di pensionamento. Le persone con attività lucrativa pagherebbero a caro prezzo un risanamento dell'AVS incentrato unicamente sulle entrate. Con l'iniziativa sulle rendite l'età di pensionamento AVS dovrà essere portata a 66 anni per entrambi i sessi dapprima in scatti annuali bimensili e in seguito adeguata gradualmente – e in base a una formula prescritta – all'evoluzione dell'aspettativa di vita. Molti Paesi dell'Europa occidentale hanno correlato già oggi l'aspettativa di vita all'età pensionabile e prevedono un'età di pensionamento uniforme per entrambi i sessi.
L'ASA sostiene gli obiettivi dell'iniziativa sulle rendite e considera soprattutto l'aumento dell'età di pensionamento un passo inevitabile per una riforma sostenibile della previdenza per la vecchiaia.