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La denuncia è stata fatta dal consiglio provinciale di Anbar, dove si trova la città, una cinquantina di chilometri a ovest di Baghdad. "Dall'inizio del nuovo anno Falluja ha visto un aumento delle deformazioni congenite nei neonati, con decine di casi, gli ultimi due dei quali registrati ieri", ha detto il vice presidente del Consiglio provinciale, Sadun Shalaan. "È indubbio che la causa sia l'uso di armi chimiche da parte delle forze americane nel 2004 e nel 2005", ha aggiunto Shalaan.
Un medico dell'ospedale di Falluja, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha detto che le malformazioni registrate dall'inizio di quest'anno "sono in maggior parte localizzate nel viso e nella parte superiore del corpo, e includono rari casi di mancanza di arti, occhi, orecchie e bocca". "La maggior parte dei bambini sono morti", ha aggiunto il medico, lamentando "una carenza di sostegno da parte del governo, o del ministero della Salute, che ha scelto di vietare ai giornalisti di parlare di quanto succede".
Durante la feroce battaglia tra le forze americane e gli insorti, durata tre settimane e conclusasi con l'espugnazione di Falluja, furono uccisi migliaia di civili, almeno 2000 guerriglieri e un centinaio di militari americani. Se l'uso di bombe al fosforo bianco fu dato per acquisito dopo le prime resistenze di Washington, un esperto del ministero della Salute iracheno accusò in seguito gli americani di avere impiegato anche armi chimiche, "in particolare gas mostarda e gas nervini", oltre che ordigni all'uranio.
Le prime denunce sulla nascita di bambini deformi risalgono al 2009. Ma nel 2010 uno studio epidemiologico compiuto dall'università dell'Ulster rivelò che anche il numero dei tumori era cresciuto di quattro volte, con i casi di leucemia superiori di 38 volte a quelli di Giordania ed Egitto.