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Doccia fredda per gli iniziativisti
BERNA - L'iniziativa popolare "Contro gli F-35 (Stop F-35)" non potrà essere sottoposta al popolo prima della scadenza dell'offerta, il 31 marzo 2023.
Lo afferma oggi il Consiglio federale ricordando come le «iniziative popolari federali non hanno alcun effetto giuridico anticipato».
Le firme erano state depositate lunedì, sei mesi prima della scadenza fissata per la raccolta. Gli iniziativisti - Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), Partito socialista e Verdi - vogliono ancorare nella Costituzione il divieto di acquistare i jet da combattimento F-35 Lightning II, del produttore statunitense Lockheed Martin.
Gli iniziativisti hanno stilato un calendario che dovrebbe permettere un voto popolare entro il 12 marzo dell'anno prossimo. Ciò presuppone un calendario strettissimo, con il Consiglio federale che dovrebbe licenziare il messaggio sull'iniziativa già nei prossimi giorni, in modo che il Parlamento possa occuparsene durante la sessione di settembre. Oggi la doccia fredda da Berma: «la tabella di marcia richiesta non può essere rispettata nemmeno se le procedure usuali dell’Amministrazione federale venissero snellite».
Prima di licenziare il messaggio, il Governo deve infatti attendere che il Parlamento concluda i dibattiti, ancora in corso, in merito al credito d'impegno per l'acquisto dei nuovi aerei da combattimento nel quadro del messaggio sull'esercito 2022. A seconda delle scelte che le Camere effettueranno, le ripercussioni dell'iniziativa popolare varieranno.
Insomma, «le regole del gioco nella gestione delle iniziative popolari sono note e pubblicamente legittimate». Nel caso specifico, inoltre, un ritardo avrebbe gravi conseguenze per la Svizzera su piano della politica di sicurezza. Il Governo teme infatti che la fornitura degli F-35 da parte del costruttore sia a rischio, dato che altri Paesi europei hanno effettuato ordini che potrebbero passare davanti a quello svizzero in caso di tergiversazioni. A partire dal 2030 la popolazione non sarebbe più protetta da minacce e pericoli provenienti dallo spazio aereo.
Saremo protetti se gli attacchi arriveranno nei giorni lavorativi, la notte e il fine settimana i piloti sono liberi.
tutto commercio. Visto che i danari ci sono e se non prendono aerei prenderanno qualcosa d'altro, avanti con i contratti. Qualcosa all'economia svizzera resterà attaccata
Sì, bravo qualcosa resterà in Svizzera come nel caso dei Mirage e dei Tiger dove c'erano accordi di compensazione mai rispettati se non in una misura minima, ben al di sotto del contratto. Sarà così anche questa volta!
Chissà quante forme di sbrinz ed emmenthal passeranno oltre oceano