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Presa di posizione della Cancelleria federale in merito ai due articoli pubblicati giovedì 4 gennaio 2024 dal Tages-Anzeiger «Witwenrenten: Bundesbern will sparen, nur nicht bei sich selbst» (Rendite vedovili: Berna vuole risparmiare ma non su sé stessa) e «Bundesrat lässt eigene Renten unangetastet» (Il Consiglio federale non tocca le proprie rendite).
In entrambi gli articoli non viene fatta una corretta distinzione tra le rendite del primo pilastro e quelle del secondo pilastro. Il quotidiano dà quindi l’impressione che il Consiglio federale abbia posto in consultazione una modifica delle rendite per vedove e vedovi che risparmia i membri del Consiglio federale stesso e i loro parenti. Tale impressione non è corretta. La revisione riguarda tutti i beneficiari dell'AVS, compresi i membri del Consiglio federale e i loro parenti.
È importante fare una distinzione tra AVS (primo pilastro) e previdenza professionale (secondo pilastro).
Per quanto concerne l’AVS, la legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) vale per tutte le persone che esercitano un’attività lucrativa in Svizzera, quindi anche per i membri del Consiglio federale e gli altri magistrati. Con l’adeguamento delle rendite per vedove e vedovi posto in consultazione l’8 dicembre 2023, il Consiglio federale intende eliminare
la disparità di trattamento tra vedove e vedovi rilevata nell’ambito dell’AVS dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) e adeguare il sistema delle rendite per superstiti all’evoluzione della società. Questo adeguamento si applicherebbe anche alle rendite AVS (incluse le rendite per vedove e vedovi) dei membri del Consiglio federale e dei loro parenti.
Nel contesto della previdenza professionale, vi sono anche rendite per vedove e vedovi. Tuttavia, la legge sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP) non riconosce alcuna disparità di trattamento tra vedove e vedovi. La prevista modifica della legge sull'AVS non cambierà nulla per quanto riguarda le rendite per vedove e vedovi del secondo pilastro. Per tale ragione, non è previsto alcun adeguamento della previdenza professionale nemmeno per i membri del Consiglio federale e gli altri magistrati.
La previdenza professionale per i membri del Consiglio federale e gli altri magistrati è disciplinata dal Parlamento,
concretamente nella legge federale concernente la retribuzione e la previdenza professionale dei magistrati nonché nell’ordinanza concernente la retribuzione e la previdenza professionale dei magistrati. In particolare, le pensioni dei magistrati e le rendite per superstiti che ne derivano sono disciplinate nelle sezioni 2 e 3 della citata ordinanza, che rientra nella sfera di competenza dell’Assemblea federale. È quest’ultima, e non il Consiglio federale, a stabilire le pensioni dei magistrati.
L’articolo 10 capoverso 3 della citata ordinanza tiene anche in considerazione un’eventuale attività lucrativa del beneficiario di una pensione vedovile: fintantoché il beneficiario di una pensione vedovile ottiene un reddito da attività lucrativa o sostitutivo che, sommato all’importo di questa pensione, supera la metà della retribuzione annua di un magistrato in carica, la sua pensione è ridotta dell’eccedenza. Nell’ambito della previdenza professionale, le pensioni e le rendite per superstiti dei magistrati sottostanno quindi a una logica diversa rispetto alle rendite per vedove e vedovi dell’AVS e non possono essere paragonate a esse.