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In espansione la presenza della variante B.1.526, la variante Iota, del virus SARS-CoV-2 che presenta una mutazione che potrebbe limitare l’attività degli anticorpi. A segnalarlo è uno studio guidato da ricercatori dell’università Columbia su Nature che indica che la variante Iota ha iniziato la sua ascesa nello stato di New York a inizio 2021 e ora si registra in tutti i 50 stati americani e anche all’estero.
Lo studio pubblicato attraverso una procedura di review ‘accelerata’ analizza la diffusione crescente negli Usa della cosiddetta variante Iota, catalogata come B.1.526. Motivo di preoccupazione relativo alla variante Iota, sottolineano i ricercatori, è la presenza della mutazione E484K che svolge un ruolo cruciale nella perdita dell’attività neutralizzante degli anticorpi. Questa variante, spiega lo studio, è parzialmente o completamente resistente a due anticorpi monoclonali e meno suscettibile alle terapie con il plasma.
Segnalata per la prima volta nello stato New York nel 2020, a inizio 2021 la variante ha avuto una rapida diffusione nello stato superando rapidamente la distribuzione della variante Alfa. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) considera la variante Iota di ‘interesse’ ma non ancora preoccupante e gli ultimi dati raccolti dallo studio indicano che la variante è ora presente in tutti e 50 gli stati Usa e ha fatto la sua comparsa anche in altre nazioni.
Fonte: Corriere del Ticino