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<h2>SubmittedText<h2><p>A partire dai primi di giugno alla stazione internazionale di Chiasso si registra una crescita marcata di migranti in arrivo, la grande maggioranza in treno. La situazione internazionale è nota e la pressione nei prossimi mesi non è certamente destinata a ridursi. L'elevato numero di arrivi impone di approfondire la situazione al fine di poter giudicare le misure appropriate da prendere. Nello specifico, anche per poter valutare il lavoro svolto dai Paesi circostanti, risulta importante comprendere alcuni dettagli relativi ai migranti.</p><p>1. Con riferimento alle registrazioni effettuate dal corpo delle guardie di confine dal 1° al 15 giugno 2016 presso la stazione internazionale di Chiasso:</p><p>1.1 Quante persone sono arrivate?</p><p>1.2 Quale cittadinanza (le cinque principali) hanno questi migranti?</p><p>1.3 In percentuale quanti migranti disponevano di un documento di identificazione ufficiale e valido?</p><p>1.4 Quante - in cifre reali e in percentuale al globale - persone hanno chiesto asilo?</p><p>1.5 Quante delle persone che hanno chiesto asilo in stazione nel citato periodo sono poi ancora in procedura d'asilo a fine giugno?</p><p>2. In base ai dati rilevati dal centro federale di registrazione del Segretariato di Stato per la migrazione a Chiasso, quanti dei migranti (cifra reale e percentuale) giunti a Chiasso nel periodo citato, risultavano già registrati in Italia, segnatamente in un altro Paese dello spazio Schengen? </p><p>3. L'Italia riprende direttamente e sistematicamente le persone non registrate che giungendo in treno a Chiasso provengono senza dubbio dalla Penisola? Se la risposta è negativa, perché no?</p><p>4. È possibile determinare se le persone provenienti dall'Italia e non registrate sono giunte sulla Penisola da poche settimane o da lungo tempo?</p><p>5. Considerato che la quasi totalità degli arrivi avviene in treno, da parte delle autorità italiane di frontiera c'è collaborazione nella tratta ferroviaria di competenza comune fra Como e Lugano?</p><p>6. È ipotizzabile un controllo sistematico dei treni a Milano o Como, con il sostegno svizzero, al fine di fermare in Italia i migranti non registrati?</p><p>7. Alla luce della necessità di una crescente collaborazione operativa tra Svizzera e Italia - anche per garantire la credibilità delle autorità elvetiche - quali azioni diplomatiche può e vuole intraprendere la Confederazione nei confronti dell'Italia per aumentare il grado di collaborazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.1. Tra il 1° e il 15 giugno 2016, alla stazione di Chiasso il corpo delle guardie di confine (Cgcf) ha registrato 1633 persone che soggiornavano illegalmente. Di esse, 141 sono state riconsegnate direttamente all'Italia.</p><p>1.2. I principali Paesi di provenienza erano Eritrea (729 persone), Gambia (185), Somalia (177), Etiopia (119) e Nigeria (96). Tuttavia, dato che gran parte dei migranti e delle persone in cerca di protezione è sprovvista dei documenti di viaggio, il Cgcf non può stabilire la nazionalità di tutte le persone. Nella statistica sull'asilo della Segreteria di Stato della migrazione per i mesi di gennaio a maggio 2016, l'ordine delle nazionalità è diversa (Afghanistan, Eritrea, Siria, Iraq, Somalia).</p><p>1.3. Questo dato non figura nella statistica del Cgcf in quanto nessun migrante soddisfaceva le condizioni d'entrata di cui all'articolo 5 della legge federale sugli stranieri. Ciò significa che nessuno disponeva di un documento di viaggio valido per l'entrata in Svizzera.</p><p>1.4. Delle 1633 persone fermate, 1492 (pari al 91 per cento) hanno chiesto l'asilo. Questa cifra riflette tuttavia solo la situazione nelle prime due settimane di giugno a Chiasso, e non è quindi rappresentativa né per altri periodi dell'anno né per tutta la Svizzera.</p><p>1.5. Le persone che presentano una domanda d'asilo alla stazione di Chiasso vengono in seguito suddivise tra tutti i centri di registrazione e di procedura (CRP). In tale ambito si rileva il luogo in cui il richiedente l'asilo entra in un CRP e viene registrato, ma non quello in cui egli ha depositato la domanda d'asilo (p. es. stazione di Chiasso). Non è pertanto possibile eseguire valutazioni statistiche sulle procedure riguardanti le persone che hanno presentato una domanda d'asilo alla stazione di Chiasso nella prima metà di giugno 2016. In questo periodo, nei CRP sono state registrate complessivamente 1129 entrate (CRP di Chiasso: 187). A fine giugno 2016, in 1014 casi (Chiasso: 141) le procedure non erano ancora concluse. Alcune domande d'asilo vengono revocate e le persone interessate non vengono accolte in alcun CRP.</p><p>2. Tra il 1° e il 15 giugno 2016 i dati di 996 persone sono stati confrontati con quelli in Eurodac. In 668 casi le persone erano già state registrate nella banca dati in uno o più Paesi, mentre nei restanti 328 esse non figuravano in Eurodac. Il 52,1 per cento dei casi (519 persone) riguardava l'Italia. Non è possibile eseguire una valutazione statistica separata concernente il CRP di Chiasso. Inoltre, le impronte digitali salvate in Eurodac non sono direttamente associabili alle domande d'asilo registrate, in quanto tra la presentazione di una domanda e il salvataggio dei dati in Eurodac intercorre un certo lasso di tempo. Se vi sono indizi che un caso compete a un altro Stato Dublino, la Svizzera chiede a tale Stato di prendere in consegna la persona. Oltre che per mezzo delle impronte digitali in Eurodac, la competenza di uno Stato può essere stabilita anche sulla base di altri indizi, quali rapporti di parentela, documenti di vario genere o dichiarazioni dei richiedenti l'asilo.</p><p>3. Se una persona viene fermata nella zona di confine senza permesso di soggiorno, è possibile presentare la domanda di riammissione nella procedura semplificata. Grazie all'accordo bilaterale di riammissione, nel 2015 il Cgcf ha potuto riconsegnare direttamente all'Italia nella procedura semplificata 4049 migranti irregolari (in particolare nel traffico ferroviario a Chiasso e a Briga).</p><p>4. Per principio non è possibile stabilire se una persona non registrata in Italia vi abbia o meno soggiornato per un periodo prolungato. Tuttavia, la durata del soggiorno può essere stimata di volta in volta sulla base delle dichiarazioni dei richiedenti l'asilo, degli indizi a disposizione o delle risposte delle autorità italiane a richieste di informazioni facenti capo al Regolamento Dublino. L'esperienza dimostra che spesso le persone del Corno d'Africa che giungono a Chiasso sono arrivate in Italia da poco tempo.</p><p>5.-7. Attualmente la collaborazione con l'Italia è buona: essa identifica e registra i migranti in arrivo sulle sue coste meridionali e ha migliorato il proprio sistema di accoglienza. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che questa situazione potrebbe cambiare se l'Italia si trovasse confrontata con un forte aumento della migrazione. Per questo motivo esso mantiene un dialogo regolare e proficuo con l'Italia, ricordando la necessità di rispettare gli impegni assunti nel quadro dell'acquis di Dublino.</p><p>Di regola, la collaborazione con le autorità italiane di controllo al confine è buona anche nel traffico ferroviario, e vengono trovati degli accordi. Le autorità italiane non effettuano controlli sui treni fino a Lugano. Il 14 ottobre 2013 la Svizzera e l'Italia hanno sottoscritto a Roma un accordo riveduto sulla cooperazione di polizia, approvato dall'Assemblea federale nel 2015. Il processo di ratifica da parte dell'Italia è tuttora in corso. Tale accordo disciplina, tra l'altro, la collaborazione diretta nel territorio di confine e comporta anche pattuglie miste. Al fine di regolamentare l'applicazione dell'accordo, per determinati ambiti (pattugliamenti congiunti, armamento e munizioni, scambio di informazioni) sono necessari accordi d'esecuzione separati, anch'essi tuttora in fase di negoziazione. In futuro, sulla base del nuovo accordo e degli accordi d'esecuzione, dovrebbero essere possibili pattugliamenti congiunti nel traffico ferroviario.</p>  Risposta del Consiglio federale.