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Per rendere più efficace il suo operato, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione annuncia una riduzione dei suoi paesi d'intervento prioritari.
Nel 2007 l'agenzia governativa d'aiuto allo sviluppo si impegnerà in particolare in favore dello stanziamento di crediti a tassi d'interesse favorevoli per i paesi poveri.
Riforma dell'aiuto allo sviluppo delle Nazioni Unite, lotta alla corruzione e crediti a un tasso d'interesse favorevole. Sono alcune delle priorità sulle quali intende concentrarsi nel 2007 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), che ha tenuto giovedì a Berna la sua conferenza stampa annuale.
Oltre a ciò, la DSC si è prefissata di ridurre entro il 2010 la sua lista di paesi prioritari a Sud, dagli attuali 17 a 14. "Attualmente, la cooperazione svizzera copre sette paesi in Africa, quattro in America latina e sei in Asia. Intendiamo ritirarci dall'Ecuador e ridurre i nostri programmi in Bhutan e in India", ha annunciato il direttore della DSC Walter Fust.
La riduzione dei paesi prioritari era già stata auspicata anche dalla Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (camera alta), che lo scorso mese di dicembre aveva presentato un rapporto sulle attività della DSC. Un rapporto nel quale - pur non criticando il modo in cui vengono spesi i soldi - la commissione consigliava alla DSC di concentrare i propri mezzi finanziari sui paesi più poveri, in particolare l'Africa.
Maggiore efficacia
La DSC - ha detto Fust - intende poi cooperare attivamente in ambito multilaterale all'attuazione della riforma in corso del sistema dell'ONU.
Quest'ultima si prefigge di migliorare notevolmente la coerenza e l'efficacia delle Nazioni Unite nei settori dello sviluppo, dell'aiuto umanitario e dell'ambiente. Saranno in particolare semplificati i processi e le strutture locali dell'ONU nei Paesi in via sviluppo.
"Applicheremo diversi strumenti che ci permetteranno di essere più efficaci in tutti i settori e al contempo migliorare la comunicazione", ha indicato a swissinfo Fust.
Tassi d'interesse favorevoli
Fra le priorità dell'Agenda multilaterale dell'anno corrente vi è pure la garanzia della disponibilità di crediti a tassi d'interesse favorevoli ai Paesi in via sviluppo.
In primavera inizieranno i negoziati per la ridotazione dei fondi dell'Agenzia internazionale di sviluppo della Banca mondiale (IDA) e del Fondo africano di sviluppo (FAD) destinati alla concessione di crediti. Ambedue queste organizzazioni accordano ai Paesi più poveri mutui e anticipi a tassi d'interesse vantaggiosi e li sostengono prestando loro aiuto tecnico.
La Svizzera partecipa a entrambe le tornate negoziali che dovrebbero protrarsi sino a dicembre 2007, precisa la DSC in un comunicato.
Europa dell'Est
"Anche l'attuazione della Legge federale sulla cooperazione con i paesi dell'Est, base legale per il "miliardo di coesione" a favore dei nuovi membri dell'Unione europea, sarà un altro elemento centrale dell'attività della DSC del 2007", ha sottolineato Walter Fust.
I programmi in favore di Romania e Bulgaria (dal 1. gennaio 2007 membri dell'Ue), si termineranno entro la fine di quest'anno.
Il processo volto a concentrare le forze e le risorse della DSC a livello sia tematico sia commerciale proseguirà dal canto suo anche nel 2007. Fra i temi privilegiati ci saranno lo Stato di diritto, le risorse naturali, l'ambiente e la formazione. In quest'ultimo settore la DSC sta sviluppando una "nuova strategia incentrata sulla formazione di base, l'alfabetizzazione e la formazione professionale".
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
I paesi prioritari della DSC attualmente sono: Benin, Burkina Faso, Mali, Niger, Ciad, Mozambico, Tanzania, Bolivia, Ecuador, Perù, Nicaragua/America centrale, Bangladesh, Bhutan, India, Nepal, Pakistan, Vietnam/Mekong.Fine della finestrella
Cifre
La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) dovrebbe poter disporre quest'anno di un budget di 1,3 miliardi di franchi. Si tratta all'incirca della stessa cifra degli anni scorsi.
La DSC impiega circa 500 svizzeri a Berna e all'estero oltre a 1150 collaboratori locali.
La Svizzera consacra 0,4% del suo prodotto interno lordo allo sviluppo. Una cifra ben inferiore allo 0,7% auspicato dall'ONU.