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La Svizzera può rifornirsi di elettricità in modo sicuro, economico ed ecologico senza centrali nucleari in 15-25 anni. L'uscita anticipata costerebbe circa 5 franchi per economia domestica all'anno. E' quanto hanno affermato oggi a Berna Greenpeace, Pro Natura, la Fondazione svizzera dell'energia, l'Associazione traffico e ambiente e il WWF spiegando cosa si potrebbe fare.
Tra le misure proposte vi è una tassa d'incitamento sull'elettricità, ma anche provvedimenti più severi per illuminazione, apparecchi elettrici e motori, come pure l'obbligo di sostituire gli impianti di riscaldamento o i boiler elettrici. Per quanto riguarda le energie rinnovabili, le organizzazione ambientaliste sostengono lo sviluppo della rimunerazione per l'immissione di energia a copertura dei costi (RIC), che darebbe impulso all'impiego di energia solare.
Fare tutto questo costerebbe nettamente meno che costruire nuovi impianti nucleari o a gas, affermano le organizzazioni ecologiste che parlano di 0,1 centesimo per kilowattora pari a 5 franchi per economia domestica all'anno. Inoltre l'economia nazionale trarrebbe vantaggio degli investimenti realizzati nel settore dell'approvvigionamento durevole in elettricità rispetto a quelli realizzati nelle grandi centrali, concludono.
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