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È considerato tra i migliori arbitri di tennis al mondo, se non il migliore. Ed è conosciuto per il suo modo di fare che non passa inosservato e che talvolta sfocia in un certo protagonismo. Ma sulla sua professionalità nessuno avere da ridire. Fino a ieri. Quando Mohamend Lahyani è sceso dal seggiolone per parlare a Nick Kyrgios durante una pausa di cambio campo.
Cosa insolita già di per sé, è diventata oggetto di grosse discussioni per le (poche) frasi catturate dai microfoni che hanno scatenato una bufera. “Voglio aiutarti – si sente l'arbitro svedese dire all'australiano –. Io vedo le tue partite e sei qualcuno di formidabile per questo sport. Questo qui non sei tu, lo so”. Si era sul campo 17, Kyrgios stava facendo... il Kyrgios; ossia facendo giocare la parte scialba di sé che si aggira sul terreno con atteggiamento svogliato, ed era sotto di un set e di un break (0-3) con il francese Pierre-Hugues Herbert. Qualche gioco più tardi il 'bad boy' del circuito ha piazzato il break, ha vinto il tie-break e sullo slancio ha fatto suoi anche gli altri due set. Guadagnandosi così un terzo turno contro Roger Federer, che qualche ora più tardi ha battuto l'altro francese Benoît Paire.
Un arbitro “non può scendere per parlare a questo modo”, ha commentato lo svizzero, interrogato sulla questione in conferenza stampa –. “Non è il suo ruolo, quello di scendere dalla sedia. In quanto arbitro, è da lì, dalla sedia, che deve prendere le decisioni. Non so cosa abbia detto a Nick e nemmeno mi interessa. Il fatto è che non è stato semplicemente uno scambio del tipo 'Come ti senti? Oh, non sto molto bene' e poi è tornato sul seggiolone. No: l'arbitro è rimasto giù troppo a lungo”.
L'episodio più unico che raro è ovviamente stato oggetto di discussione nelle conferenze stampa dopo partita, durante le quali i due protagonisti hanno espresso opinioni divergenti. Nick Kyrgios ha affermato che “Lahyani non mi aiutato per nulla. Non mi ha dato parole di incoraggiamento, mi ha solamente detto che il mio scarso impegno profuso in campo non contribuiva a dare un bello spettacolo. Mi era già capitato altre volte, a Shanghai, dove l’arbitro mi aveva parlato più o meno negli stessi termini usati da Mohamed. Non va bene per l’integrità dello sport, non è un bello spettacolo. Non si può certo dire che Mohamed mi abbia dato dei consigli da allenatore”.
Di tutt'altro avviso Pierre-Hugues Herbert, che il capo degli arbitri aveva avvicinato prima della sua conferenza stampa suggerendogli moderazione (“Me l’hanno chiesto, ma non devono prendermi per un coglione” ha detto senza mezzi termini): “Quello che è certo è che fino a quel momento Nick stava giocando e non giocando, non era concentrato sul match al 100 per cento. Poi qualcosa è cambiato e da lì è stato il giocatore migliore in campo e ha vinto meritatamente. Ho visto che Mohamed è sceso dalla sedia, fatto piuttosto insolito, ma ho cercato di rimanere concentrato sul mio gioco. Non ho sentito quel che diceva lì per lì. Dopo invece sì. È un fatto che Mohamed ha parlato a Nick e non sappiamo cosa sarebbe successo se lui non gli avesse parlato. L’arbitro non ha il dovere di parlargli scendendo dalla sua sedia. L’unica cosa che può semmai dirgli è di fare attenzione, perché in caso di scarso impegno si può incorrere in sanzioni disciplinari. Non deve scendere dalla sedia, non deve dire le parole che gli ho sentito dire nel video. Questo non è il suo lavoro, è andato oltre, è un arbitro e dovrebbe rimanere sulla sedia”. Il francese non sa spiegarsi l'intervento di Lahyani, «che è un ottimo arbitro. Conosce tutti, credo che volesse impedire a Nick di incorrere in critiche e sanzioni. Ed era forse anche preoccupato della qualità dello spettacolo. La gente aveva cominciato ad andarsene già dopo il primo set e dopo il 3-0 ancor di più. Lahyani è uno dei suoi migliori amici, lo sanno tutti, è molto comprensivo con i problemi di noi tutti. Però se fuori poteva parlarci, sul campo invece no”.
In serata l’Usta (Associazione tennis Usa) ha diramato un comunicato che ha contribuito a gettare ulteriore benzina sul fuoco. Vi si legge che “sullo 0-3 Mohamed Layani è sceso dalla sedia per controllare le condizioni di Kyrgios. Ha lasciato la sua postazione per poter comunicare in maniera efficace con Kyrgios, visto il livello di rumore nello stadio durante il cambio di campo. Lahyani era preoccupato che Kyrgios avesse bisogno di cure mediche e ha detto che poteva richiedere l’intervento del medico. Lahyani ha anche comunicato a Kyrgios che se avesse continuato con il suo scarso impegno sarebbero stati presi provvedimenti disciplinari”.
Al successivo cambio di campo Kyrgios ha effettivamente ricevuto la visita del medico del torneo: “Ho chiesto dei sali per reintegrare quelli persi a causa della sudorazione”. Pierre-Hugues Herbert, visto il comunicato Usta, su Twitter non ha avuto peli sulla lingua: “La federazione statunitense ci sta chiaramente prendendo per stupidi. Abbiamo sentito tutti, nel video, quello che l’arbitro ha detto a Nick“.
In poco tempo il video del 'discorsetto' di Lahyani ha fatto il giro dei social; e reazioni e polemiche non si sono fatte attendere. Richard Ings, ad esempio, ex responsabile dei regolamenti Atp, su Twitter ha commentato che si stava “spremendo le meningi per individuare una situazione che richieda che il giudice di sedia parli in quel modo con un giocatore. Ho arbitrato migliaia di incontri, sono stato responsabile degli ufficiali di gara dell’ATP, ma non me ne viene in mente nemmeno una”.
Tuttavia, la questione pare non èessere affatto chiusa. Direttore degli Us Open, 'referee' e responsabile degli ufficiali di gara la starebbero esaminando attentamente, per valutare se prendere provvedimenti nei confronti di Mohamed Lahyani. Possibilità che non sarebbe così remota.