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L’ASNI sull’odierna decisione del Consiglio federale di non firmare per il momento l’accordo-quadro con l’UE:
L’ASNI prende atto che il Consiglio federale non sottoscrive per il momento l’accordo-quadro con l’UE. Evidentemente, riconosce che l’attuale bozza non supererebbe l’ostacolo di una votazione popolare.
Ma la decisione odierna dimostra pure che le gravi lacune da tempo indicate dall’ASNI sono oggi riconosciute anche da altre forze politiche. L’ASNI si rammarica che il Consiglio federale intenda unicamente ottenere dei chiarimenti nei settori della “protezione dei salari”, della direttiva sulla cittadinanza europea” e degli “aiuti statali”. Il Consiglio federale deve esigere dalla Commissione UE che rinunci alla clausola ghigliottina ingiusta e lesiva della nostra sovranità prevista dall’articolo 22 (Cessazione dell’accordo-quadro e di tutti gli accordi a esso assoggettati in caso di litigio), come pure all’idea di subordinare all’accordo-quadro il trattato di libero scambio del 1972, modernizzandolo secondo le disposizioni dell’UE (fra le altre cose, il divieto degli aiuti statali e la coordinazione delle assicurazioni sociali).
L’attuale progetto di accordo-quadro non è una via percorribile per la Svizzera e per la sua democrazia diretta.