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Non si placano a Basilea le discussioni sul nuovo piano del traffico che dallo scorso 5 gennaio ha bandito le automobili dal centro. "La città si sta spopolando a vista d'occhio", afferma un ristoratore, Joseph Schüpfer, in dichiarazioni riportate dalla "Basler Zeitung". A suo avviso quelle che prima erano buone ubicazioni per avere un locale si stanno trasformando in posizioni svantaggiose.
Meno forte è il giudizio di Mathias F. Böhm, direttore della Pro Innerstadt, l'associazione dei commercianti, degli esercenti ristoratori e degli albergatori del centro. In alcune strade non si notano cambiamenti e la stagione non è quella giusta per esprime giudizi. Ma a suo avviso è vero che con la partenza delle vetture c'è meno movimento: "non è che la città di sera ora improvvisamente si animi".
Böhm si dice personalmente favorevole all'introduzione della zona pedonale, ma critica i modi in cui l'idea è stata applicata: i politici e i funzionari hanno messo il carro davanti ai buoi, sostiene. Si sarebbe dovuto dapprima risanare le strade e mettere alberi, panchine e nuovi lampioni: e solo dopo bandire le auto.
Dello stesso avviso è anche Maurus Ebneter, dirigente dell'associazione degli esercenti: le autorità hanno creato il fatto compiuto senza essersi preoccupate di creare prima le necessarie condizioni quadro, ha spiegato alla "Basler Zeitung". Anche la distanza fra gli autosili e il centro è considerata troppo grande. Ebneter fa comunque notare che la minore presenza di gente nella città potrebbe essere anche messa in relazione con l'improvviso rafforzamento del franco, che spinge i renani a fare acquisti oltre frontiera, mentre tiene lontani francesi e tedeschi.
SDA-ATS