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La Brexit rimane in alto mare in Gran Bretagna e le cose si fanno sempre più complicate per Theresa May. La premier lunedì ha nuovamente affrontato l’aula parlamentare. In primo luogo ha escluso un secondo referendum sull’uscita dall’UE poiché "significherebbe tradire la fiducia del popolo britannico e dividere il Paese ulteriormente". Poi ha fissato alla seconda settimana di gennaio il dibattito sull’accordo con Bruxelles ("torneremo a discuterne il 7 gennaio e lo voteremo la settimana successiva", ha detto).
Avuta nei giorni scorsi la conferma del sostegno da parte della maggioranza dei deputati del suo partito, ora deve far fronte alla spallata dei laburisti. Il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn, al termine del dibattito alla Camera dei comuni, ha presentato una mozione di sfiducia contro la premier britannica.
I commentatori politici del Regno Unito sottolineano che l’atto non è contro il Governo, ma solo contro la prima ministra. Non sarà legalmente vincolante, anche se avrà un forte valore politico.