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"Parità, autodeterminazione e partecipazione per le persone con disabilità - adesso!” è stata lanciata oggi a Berna.
BERNA - «Sotto molti aspetti la nostra società non è ancora inclusiva». Una considerazione che ha spinto un comitato composto di rappresentanti della società civile a lanciare oggi a Berna un’iniziativa per l’inclusione: “Parità, autodeterminazione e partecipazione per le persone con disabilità - adesso!”. In Svizzera 1,7 milioni di persone con disabilità incontrano quotidianamente numerose barriere che rendono difficile o addirittura impossibile, secondo i promotori dell’iniziativa, la loro partecipazione alla vita sociale.
La gamma di ostacoli e discriminazioni è ampia: ad esempio, le persone con disabilità spesso devono vivere in istituti di cura. Oppure, pur volendo lavorare, non ottengono un impiego. Poiché non vengono effettuati gli adattamenti architettonici o tecnici necessari, l'accesso ai trasporti pubblici, alla formazione, agli ambulatori medici o ai ristoranti, ad esempio, è difficile se non addirittura impossibile. Le persone con disabilità sono anche limitate nell'esercizio dei loro diritti politici.
Le persone con disabilità devono poter decidere autonomamente dove e con chi vivere, essere libere di lavorare e di utilizzare i trasporti pubblici, stando al comitato. Devono insomma poter partecipare alla società in modo paritario.
Ciò richiede misure di sostegno necessarie, sotto forma di assistenza, ausili o altri adattamenti. In particolare, è necessario rivedere le aree coperte dal contributo di assistenza. Attualmente, tale contributo non copre per esempio quegli ausili di cui una persona con disturbi del linguaggio potrebbe aver bisogno per svolgere una professione. O non paga i servizi di un interprete per una persona sorda che vorrebbe lanciarsi in politica.
Tra le organizzazioni che sostengono l'iniziativa figurano l'organizzazione di tutela delle persone con disabilità, Agile.ch, e Inclusion Handicap. A queste si aggiungono la Federazione svizzera dei sordi, Amnesty International Svizzera, la Fondazione per la democrazia diretta e l'associazione di lingua tedesca Tatkraft.