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Per il presidente di economiesuisse "a meno di un miracolo" la Grecia uscirà dall'euro: si tratta di un ulteriore test per la tenuta del tasso minimo di cambio di 1,20 franchi per un euro voluto dalla Banca nazionale svizzera (BNS), avverte Gerold Bührer, che in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag lancia un pressante invito alla politica affinché si batta per sostenere la politica dell'istituto di emissione.
La probabilità che Atene rimanga in Eurolandia si affievolisce: "a meno di un miracolo, temo che l'uscita sia inevitabile", dice. Il presidente della Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse) ritiene pure che l'instabilità sociale e politica in Europa sia destinata a crescere. È importante che il fondo di soccorso europeo di 800 miliardi di euro impedisca l'estensione della crisi all'Italia e alla Spagna.
Con l'uscita di Atene dall'euro e la persistente crisi in Europa, per gli investitori la Svizzera, paese sicuro, acquisirà ancora più valore, prevede Bührer. "Per questo è estremamente importante che non solo i vertici della BNS, ma anche il Consiglio federale e tutto il mondo della politica sostengano indefettibilmente, come fosse granito del San Gottardo, il tasso minimo di cambio".
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