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Case: Svizzera senza bolle
Il mercato ipotecario e immobiliare elvetico è solido. Nonostante la crisi finanziaria non dovrebbero scoppiare bolle immobiliari.
Lo ha affermato a Zurigo Thomas Jordan, membro della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS). Jordan – che si è espresso in occasione del Congresso immobiliare svizzero – ha osservato che le misure di sostegno dell'istituto di emissione hanno svolto un ruolo importante.
Le economie domestiche e le imprese hanno beneficiato della forte riduzione dei tassi di interesse dall'autunno 2008. Nel contempo il taglio del tasso direttore ha permesso di evitare un crollo dell'edilizia e dei prezzi degli immobili.
La concessione di prestiti ipotecari è un'attività rilevante delle banche e i valori immobiliari rappresentano garanzie considerevoli nel sistema finanziario, ha proseguito Jordan. Una forte discesa dei prezzi immobiliari costituisce quindi una minaccia per la stabilità del sistema. Per questo, la politica monetaria delle banche centrali deve tener conto dell'evoluzione dei mercati immobiliari.
La BNS è d'altro canto consapevole che il livello storicamente basso dei tassi è un rischio per la stabilità finanziaria dell'economia elvetica. L'esperienza insegna che tassi di interesse esigui possono portare a eccessi. I crediti vanno quindi attribuiti con prudenza e il valore degli immobili deve essere valutato in modo realistico.
I prestiti ipotecari nella Confederazione da inizio del 2000 sono saliti in media del 4% all'anno, un'evoluzione diversa rispetto ad esempio a quanto verificatosi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. In tali regioni e in altri paesi dall'inizio del nuovo millennio si è assistito a un forte e lungo boom immobiliare, sostenuto dal facile accesso alle ipoteche. L'inversione di tendenza negli Stati Uniti ha poi sganciato la crisi dei subprime e destabilizzato il sistema finanziario mondiale.
swissinfo.ch e agenzie
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