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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'ammoniaca è un composto azotato. Le emissioni di ammoniaca sono riconducibili prevalentemente all'agricoltura e contribuiscono all'acidificazione e all'iperconcimazione di ecosistemi sensibili, segnatamente anche dei boschi.</p><p>Su incarico del DFI e del DFE, già nel 1994 è stata elaborata una strategia per ridurre le emissioni di azoto rilevanti dal profilo ambientale, illustrata nel numero 273 della serie di articoli Ambiente (UFAFP, 1996). La strategia contempla pure l'ammoniaca e prevede obiettivi di riduzione delle emissioni a lungo termine dettati da motivi di natura ecologica nonché un calendario fisso di obiettivi parziali in vista del raggiungimento di quello primario. Nel rapporto del 23 giugno 1999 sui provvedimenti di igiene dell'aria adottati da Confederazione e Cantoni (FF 1999 6638), il Consiglio federale si esprime in merito alla riduzione a lungo termine delle emissioni. Esso sostiene che per limitare le immissioni eccessive di ammoniaca è necessario ridurre le emissioni del 40-50 per cento rispetto al livello del 1995. A tal fine, a livello svizzero vanno introdotte tecniche che consentano di ridurre le emissioni in relazione all'immagazzinamento del liquame, alla distribuzione dei concimi aziendali e ai sistemi di stabulazione. In regioni con un livello di emissioni molto elevato possono rendersi necessari provvedimenti supplementari. Al tema dell'ammoniaca è riservata particolare attenzione anche nel messaggio del Consiglio federale del 29 maggio 2002 relativo all'ulteriore sviluppo della politica agricola (PA 2007). Concretamente, l'obiettivo intermedio per il 2005 è la riduzione delle emissioni di ammoniaca del 9 per cento rispetto al 1990, ovverosia di circa 4'800 tonnellate di azoto l'anno.</p><p>Nel quadro della Convenzione ECE/ONU sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero, con il Protocollo di Göteborg (1999) la Svizzera si è impegnata, in una prima fase, a ridurre le emissioni di ammoniaca del 13 per cento rispetto al volume d'emissioni del 1990 entro il 2010. Secondo i risultati di ricerche svolte da esperti su incarico congiunto dell'UFAFP e dell'UFAG (Emissioni di ammoniaca in Svizzera, FAL e FAT, 1996; Strategia per la riduzione delle emissioni di azoto, Gruppo di progetto Bilancio di azoto Svizzera, 1996), gli obiettivi prefissati sono raggiungibili. Tuttavia è noto che per proteggere gli ecosistemi sensibili da un eccessivo carico di azoto a lungo termine è necessario ridurre ulteriormente le emissioni. L'applicazione delle prescrizioni contro l'inquinamento vigenti in Svizzera può contribuire in misura sostanziale al raggiungimento dell'obiettivo di riduzione delle emissioni.</p><p></p><p>Risposte alle singole domande:</p><p></p><p>1. L'UFAG non ha promesso di istituire un nuovo gruppo di lavoro, bensì ha fatto riferimento a uno esistente. Dalla fine del 2000, questo gruppo di lavoro, composto da rappresentanti di diversi ambiti (Uffici federali, Cantoni, esperti nei settori dell'agricoltura e della protezione dell'ambiente), collabora con l'UFAG allo sviluppo di un sistema per la valutazione della dimensione ecologica della sostenibilità in agricoltura. Finora questo gruppo di lavoro non si è espresso concretamente sulla questione della riduzione delle emissioni di ammoniaca.</p><p></p><p>2. Il diritto svizzero contro l'inquinamento atmosferico (legge sulla protezione dell'ambiente; RS 814.01 e ordinanza contro l'inquinamento atmosferico; RS 814.318.142.1), prescrive che, indipendentemente dal carico inquinante esistente, le emissioni, nell'ambito della prevenzione, devono essere limitate nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d'esercizio e dalle possibilità economiche. Ciò comprende pure l'utilizzazione di una tecnica di distribuzione del liquame che consenta di ridurre le emissioni (p.es. barre di distribuzione con tubi flessibili). Studi mostrano che in numerosi casi l'utilizzazione di barre di distribuzione con tubi flessibili è interessante dal profilo economico in quanto permette di ridurre il volume di azoto. Alla luce di ciò non vi sono elementi contrari a un'esecuzione coerente delle prescrizioni contro l'inquinamento atmosferico.</p><p>In linea di massima, la Confederazione può sostenere finanziariamente l'acquisto in comune di macchine concedendo crediti d'investimento. Per motivi economico-aziendali l'acquisto in comune di macchine va sostenuto, soprattutto di quelle che promuovono tecniche di produzione rispettose dell'ambiente com'è il caso delle barre di distribuzione del liquame con tubi flessibili.</p><p>Considerata la politica in materia di sovvenzioni, il Consiglio federale ritiene invece problematica la questione del finanziamento generalizzato dell'acquisto di macchine da parte di singole aziende. Esistono infatti numerosi nuovi prodotti della tecnica che, in un modo o nell'altro, sono ben tollerati dal profilo ecologico e che potrebbero essere considerati meritevoli di un sostegno finanziario. Sarebbe quindi estremamente difficile distinguere fra macchine aventi diritto ai contributi e non.</p><p></p><p>3. La Confederazione è attiva su diversi fronti in vista di ridurre le emissioni di ammoniaca.</p><p></p><p>- Consulenza e ricerca:</p><p>Grazie alla consulenza, la Confederazione responsabilizza maggiormente gli agricoltori (LAgr; RS 910.1). Essa coadiuva i Cantoni elaborando basi mirate all'attenzione dei servizi cantonali preposti all'ambiente e all'agricoltura. A titolo d'esempio vanno citati i progetti: "Revisione del calcolo delle perdite di azoto rilevanti dal profilo ambientale", "Stima e valutazione delle perdite di ammoniaca a livello aziendale e regionale nonché raccomandazione per la loro riduzione", che comprende un'analisi dell'impatto dei provvedimenti sul piano economico, "Inventario dinamico delle emissioni di ammoniaca" nonché diversi progetti sul calcolo differenziato delle immissioni di azoto in ecosistemi sensibili (p.es. i boschi) e sull'analisi delle loro ripercussioni.</p><p></p><p>- Incentivi finanziari:</p><p>Gli agricoltori ricevono pagamenti diretti (OPD; RS 910.13) soltanto se forniscono la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER). La PER presuppone l'adempimento delle prescrizioni legali. </p><p>In virtù dell'articolo 62a LPAc, la Confederazione può assegnare indennità per provvedimenti presi dall'agricoltura nel quadro di progetti cantonali per prevenire il convogliamento e il dilavamento di sostanze. Tra questi provvedimenti può rientrare anche la distribuzione del liquame utilizzando barre con tubi flessibili. In questo caso, tuttavia, la Confederazione indennizza soltanto il maggior dispendio di lavoro legato all'uso di barre di distribuzione del liquame con tubi flessibili e non l'acquisto delle macchine. </p><p></p><p>- Prescrizioni:</p><p>Sulla scorta della legge sull'ambiente, nel 1986 il Consiglio federale ha messo in vigore l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) al fine di ridurre le emissioni di inquinanti da parte di impianti stazionari. L'OIAt, quale elemento del vigente diritto sull'ambiente, si applica anche per l'agricoltura. Nella comunicazione n. 13 dell'UFAFP (2002) concernente l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico "Riduzione dell'ammoniaca nell'ambito della detenzione di animali da reddito" viene spiegato in modo esauriente come dev'essere applicata l'OIAt. L'esecuzione dell'OIAt è di competenza dei Cantoni.</p><p>Le prescrizioni di polizia della legge sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20), ovverosia la limitazione dell'effettivo di animali da reddito per ettaro di superficie agricola utile, l'obiettivo di un bilancio delle sostanze nutritive equilibrato per le aziende che detengono animali da reddito e l'esigenza di disporre di strutture per l'immagazzinamento dei concimi aziendali nonché quelle dell'ordinanza sulle sostanze (RS 814.013) che impongono l'uso corretto dei concimi, sono ulteriori misure che contribuiscono a ridurre le emissioni di ammoniaca nell'aria.</p>  Risposta del Consiglio federale.