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Siete consulenti presso un ufficio di collocamento e state assistendo una persona trans nella ricerca di lavoro? Abbiamo raccolto per voi le domande e le risposte più rilevanti sul tema trans@work! Se le vostre domande personali non dovessero figurare nella nostra lista, non esitate a inviarcele tramite la scheda di contatto.
Domande frequenti
Perché le persone trans hanno esigenze particolari delle quali l’ufficio di collocamento deve tenere conto?
Le persone trans non hanno esigenze particolari. Spesso i_le candidati_e trans si trovano ad affrontare discriminazioni durante la fase di reclutamento. Per garantire la parità di trattamento tra persone trans e non trans è necessario svolgere un lavoro di sensibilizzazione.
Per le persone trans che si trovano nel processo di transizione non è meglio candidarsi con il vecchio nome ufficiale?
Nella parte scritta del reclutamento in casi eccezionali questa strategia può risultare vincente, poiché impedisce una discriminazione dovuta all’essere trans. Essa richiede tuttavia che la persona sia d’accordo a calarsi ancora una volta nei «vecchi panni». Ma la vita nel ruolo sbagliato rappresenta per molti un peso insostenibile.
I vecchi certificati possono essere modificati?
Sì. I certificati possono essere modificati ancora prima del cambiamento ufficiale del nome. Tale procedura è ammessa, poiché la persona interessata ha realmente eseguito le prestazioni riportate nel certificato.
È opportuno menzionare l’identità trans nella candidatura?
Vi sono due casi in cui è opportuno farlo: primo, se l’essere trans rappresenta un vantaggio per il posto a concorso. In tal caso il_la candidato_a può decidere se menzionare la sua identità trans. Secondo, è opportuno dare una breve spiegazione se nei certificati e nella candidatura risultano due nomi diversi.
Come è meglio spiegare le divergenze tra i nomi riportati in curriculum, certificati e indirizzo?
Aggiungere una breve frase che si riferisce esclusivamente al cambiamento di nome si è rivelato un approccio valido. («Nei certificati è in parte riportato il mio vecchio nome, che nel frattempo è stato/a breve sarà cambiato in nome cognome.»)
Il nome ufficiale della persona è Paolo Rossi, ma vuole essere chiamata con il suo nome da donna. Posso farlo?
Certamente. Rivolgersi a una persona con il nome desiderato è un segno di rispetto nei suoi confronti. Anche nelle lettere è opportuno rivolgersi alla persona con «Gentile signora Rossi», salvo nella comunicazione con gli enti dove occorre usare il nome ufficiale.
Vi sono mestieri che non sono adatti per le persone trans?
Pochissimi. Vi sono tuttavia professioni inopportune. Poiché ogni persona trans è diversa, è necessario valutare il singolo caso. Vi sono ad esempio donne trans che fanno carriera nel settore edile. Tuttavia, va detto che la maggior parte di loro sceglierebbe un ambito meno sessista e meno dominato dal sesso maschile.
E chi svolge un mestiere a contatto con i_le clienti, come deve comportarsi durante il processo di transizione? Vi sono particolari sfide?
Ciò dipende dalla persona trans. Le persone trans sicure di sé possono svolgere il loro mestiere anche durante la transizione. Altre invece preferiscono non incontrare troppe persone sconosciute durante questa fase.
Posso fare domande su interventi chirurgici o altre misure di adattamento del sesso?
Fare domande di curiosità è inopportuno. Le persone trans hanno diritto alla privacy come tutte le altre persone. Nei rari casi in cui il corpo è un elemento rilevante la domanda può essere posta anche diversamente. Come ad esempio se assistite un_a ex nuotatore_trice di salvataggio, potreste chiedergli_le se al momento può immaginarsi di tornare a lavorare in questo ambito.
La ricerca di lavoro per le persone trans che si trovano nella fase di transizione e per quelle riconoscibili come trans, è una questione complessa. Contattateci per una consulenza individuale! Scrivete all’indirizzo <email-pii>