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PECHINO - Il Wall Street Journal avrebbe ammesso il proprio errore nell’ambito della vicenda che ha portato all’espulsione dalla Cina di tre giornalisti, colpevoli secondo Pechino di aver pubblicato un editoriale che riportava un titolo considerato razzista in un’edizione del mese di febbraio.
Il ministro degli Esteri - riferisce Reuters - ha spiegato che la testata americana è stata in costante contatto con le autorità cinesi. Un portavoce del ministero ha però puntualizzato che i tre giornalisti non hanno ancora presentato le proprie scuse personali.
L’articolo al centro della polemica, intitolato “La Cina è il vero malato dell’Asia”, metteva in guardia contro le potenziali conseguenze sui mercati finanziari di una crisi dell’economia cinese. Sulla questione si è espresso ieri anche il presidente americano Donald Trump, annunciando una «decisione rapida» sul dossier.