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<h2>SubmittedText<h2><p>La legge federale sulla parità dei sessi è in vigore dal 1996 e la sua efficacia è stata valutata nel 2005. </p><p>In determinati ambiti è stata un successo. Per quanto concerne alcuni indicatori centrali (disparità salariali, quota femminile tra i top manager, percentuale di uomini che lavorano a tempo parziale) i progressi sono invece minimi, anche se sono stati profusi sforzi importanti (p. es. con il dialogo sulla parità salariale tra Confederazione e partner sociali). In Svizzera il modello tradizionale di suddivisione dei ruoli nella famiglia è tuttora la norma. In tal modo all'economia sfugge un enorme potenziale lavorativo femminile. </p><p>Ci si chiede se la legge sulla parità dei sessi, incentrata sulla vita lavorativa, intervenga laddove necessario. La legge è impregnata dello spirito degli anni 1980 e 1990, secondo cui la parità dei sessi consiste in primo luogo nella promozione della donna, da attuare anzitutto nell'ambito della parità salariale. Dato che le realtà di vita di uomini e donne sono tuttavia altrettanto indissolubilmente legate e variabilmente interdipendenti quanto l'ambito lavorativo e quello privato, nelle discussioni scientifiche e politiche degli ultimi anni si chiede con maggiore insistenza un "paradigma relazionale della parità dei sessi", ossia la definizione di una politica in materia di parità che consista in strategie parziali specifiche al genere ma anche indipendenti da quest'ultimo. In Germania e in Austria tale approccio è già stato attuato su scala federale. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Alla luce di quanto illustrato in precedenza, condivide l'opinione secondo cui occorre vagliare un nuovo approccio nella politica e nella legislazione in materia di parità dei sessi?</p><p>2. È disposto a commissionare una valutazione della legge sulla parità dei sessi che ne esamini l'efficacia in particolare per quanto concerne il coinvolgimento di entrambi i sessi, valutando a fondo anche questioni specificatamente maschili?</p><p>3. È disposto a commissionare l'elaborazione di una strategia per i lavori preliminari necessari affinché a partire dalla legislatura 2016-2020 la politica svizzera in materia di parità dei sessi raggiunga il livello conseguito nei Paesi vicini germanofoni per quanto concerne il coinvolgimento di ragazzi, padri e uomini?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale del 24 marzo 1995 sulla parità dei sessi mira a promuovere l'uguaglianza effettiva fra donna e uomo nella vita professionale. La valutazione della legge sulla parità dei sessi, effettuata a dieci anni dalla sua entrata in vigore, si prefiggeva un'esaustiva analisi qualitativa e quantitativa della sua efficacia nonché la verifica di un'eventuale necessità di riforma. Sulla scorta dei risultati della valutazione, nel 2006 il Consiglio federale è giunto alla conclusione che la legge sulla parità dei sessi è sostanzialmente efficace e non va riveduta urgentemente. Si è tuttavia detto disposto a cercare altre soluzioni per concretare la parità effettiva fra donna e uomo nella vita professionale, tra cui il dialogo sulla parità salariale citato dall'autore dell'interpellanza e lo studio commissionato sugli strumenti di controllo e applicazione.</p><p>1. In materia di parità dei sessi il Consiglio federale persegue già una politica incentrata non soltanto sugli incentivi per le donne, bensì sulle pari opportunità per entrambi i sessi. Oltre alla legge sulla parità dei sessi, che promuove esplicitamente le pari opportunità per donne e uomini nella vita professionale, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo ha ad esempio lanciato nel 2012 l'iniziativa "Make it work. Progetti destinati agli uomini per una maggiore uguaglianza nella vita professionale". Questa iniziativa intende evidenziare gli aspetti specificatamente maschili dell'uguaglianza nel mondo del lavoro e mostrare come realizzare, grazie agli aiuti finanziari, progetti destinati agli uomini. Rientrano in tale ambito in particolare anche le sfide prettamente maschili legate alla conciliabilità tra famiglia e lavoro e alla carriera professionale. Anche il nuovo indirizzo politico, integrato nel programma di legislatura 2011-2015 per volere del Parlamento, non mira soltanto a incentivare le donne, bensì a realizzare l'uguaglianza di diritto e di fatto fra uomo e donna, soprattutto per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro, nonché l'età pensionabile.</p><p>2. La legge sulla parità dei sessi, formulata in un linguaggio neutrale dal punto di vista del genere, è stata appena valutata nel 2006. Dato che i risultati di tale valutazione hanno mostrato che la legge è efficace e non urge una riforma, il Consiglio federale ritiene che attualmente non sia opportuna una nuova valutazione.</p><p>3. Da vari anni il Consiglio federale persegue una politica integrativa, incoraggiando il lavoro a tempo parziale, il congedo paternità o ancora l'orientamento professionale non sessista. Anche l'iniziativa "Make it work" (cfr. n. 1) è concepita all'insegna della parità relazionale. Il Consiglio federale preferisce questo approccio globale a una strategia specifica incentrata su ragazzi, uomini e padri.</p>  Risposta del Consiglio federale.