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La Banca nazionale ha registrato una perdita di quasi 23,3 miliardi di franchi nel 2015, contro un utile di 38,3 miliardi nel 2014. Lo ha annunciato oggi l'istituto, confermando le cifre già pubblicate l'8 gennaio, in cui parlava di 23 miliardi.
Una perdita di 19,9 miliardi viene dalle posizioni in valute estere (contro un utile di 24,5 miliardi nel 2014), altri 4,2 miliardi sono dovuti alla perdita di valore dello stock aureo, mentre le posizioni in franchi hanno generato un utile di 1,2 miliardi.
Perdite annuali e accantonamenti - in totale circa 24,6 miliardi - risultano comunque inferiori alle riserve per le distribuzioni future, pari a 27,5 miliardi. Confederazione e Cantoni potranno così ricevere il loro contributo ordinario pari a un miliardo di franchi: un terzo per la Confederazione e due terzi per i Cantoni, da ripartire tra questi ultimi secondo la rispettiva forza demografica.
Nel 2013 la Banca nazionale, per la prima volta dal 1907, aveva rinunciato a versare dividendi, mentre nel 2014 aveva distribuito un miliardo supplementare in conseguenza dei lauti guadagni realizzati, pari a 38,3 miliardi.
Per quanto riguarda le posizioni in monete estere, l'apprezzamento del franco - dopo l'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro il 15 gennaio 2015 - ha causato perdite di cambio di 26,4 miliardi di franchi in totale, indica la banca. Il prodotto degli interessi è stato di 7,4 miliardi e quello dei dividendi di 2,2 miliardi, mentre i corsi di azioni e obbligazioni sono evoluti in modo divergente: le prime hanno portato un guadagno di 1,6 miliardi, le seconde una perdita di 5,1 miliardi.
Dal canto suo il prezzo del chilo d'oro è sceso nel giro di un anno dell'11%, da 38'105 a 34,103 franchi. Ne è risultato un minus-valore di 4,2 miliardi per lo stock di 1040 tonnellate, contro un plusvalore di 4,1 miliardi nel 2014.
Gli 1,245 miliardi di utile generati dalle posizioni in franchi sono dovuti per l'essenziale agli interessi negativi prelevati dal 22 gennaio 2015 sui conti-giro (1,163 miliardi), cui si aggiungono 66,5 milioni di interessi e 24,4 milioni di guadagni sui corsi.
Come era stato annunciato in gennaio la BNS ha realizzato nel terzo trimestre 2015 un utile di 16,2 miliardi e nell'ultimo trimestre di 10,9 miliardi, non sufficienti però a compensare le cifre negative del disastroso primo semestre, pari a 50,1 miliardi. Il parziale recupero della seconda metà dell'anno è da ricondurre all'indebolimento del franco dopo il repentino e massiccio rafforzamento successivo all'abbandono della soglia di cambio con l'euro.
SDA-ATS