Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/218771

<h2>SubmittedText<h2><p>Dalle risposte alle domande 20.5911, 20.5912 e 20.5913 emerge che il Consiglio federale non ritiene necessario adottare programmi d'impulso espliciti e non intende procedere rapidamente a investimenti efficaci di natura ambientale. Contrariamente a molti altri Paesi, la Svizzera si lascia sfuggire l'occasione di investire durante la crisi in ambiti orientati al futuro e di sostenere quindi il cambiamento strutturale. </p><p>Allo stesso tempo, con la seconda ondata del coronavirus le aspettative di molti per una recessione a forma di V, ossia di una rapida ripresa dopo un brusco crollo, sono risultate chiaramente premature. Secondo gli osservatori, è difficile che alcuni settori (come l'aviazione) torneranno a impiegare lo stesso numero di persone come prima della crisi.</p><p>1. In base all'esperienza maturata durante la seconda ondata, secondo il Consiglio federale quali settori sono particolarmente esposti al rischio di una lunga fase di lavoro ridotto e di perdita di impieghi? Quali settori saranno caratterizzati da una perdita permanente di posti di lavoro?</p><p>2. Quali regioni rischiano di subire in maniera duratura le ripercussioni economiche della crisi del coronavirus?</p><p>3. In che modo il Consiglio federale intende reagire a questo cambiamento strutturale? In quali settori lo promuoverà e in quali lo contrasterà?</p><p>4. Attualmente il Consiglio federale non sta pianificando alcun programma d'impulso o di rilancio. Quando prenderà in considerazione un simile programma? In tal caso, si concentrerà sulla sostenibilità (Green New Deal)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1 e 2: In aprile 2020 circa un quarto dei dipendenti in Svizzera ha beneficiato di un'indennità per lavoro ridotto (ILR). Nell'estate 2020, con l'allentamento delle restrizioni, questa quota è diminuita significativamente. Nel mese di ottobre 2020 la percentuale più elevata di dipendenti in lavoro ridotto è stata registrata nel settore dell'aviazione (77%), seguito dalle agenzie di viaggio e dai tour operator (37%). La quota di lavoratori a orario ridotto è altresì aumentata notevolmente, raggiungendo il 15-21 per cento, anche nell'industria tessile e del cuoio, nell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica, nell'orologeria, nel settore dei trasporti e del magazzinaggio, nella ristorazione, nel settore alberghiero, nella locazione di beni materiali mobili, nel settore dei giochi d'azzardo e delle scommesse.</p><p>Nei mesi invernali è previsto un nuovo aumento, in particolare nei settori direttamente interessati dalle restrizioni imposte dalle autorità, come l'industria alberghiera e della ristorazione, il commercio al dettaglio o il settore dell'arte, dell'intrattenimento e delle attività ricreative.</p><p>Questo ricorso senza precedenti all'ILR ha finora permesso di evitare pesanti ripercussioni in termini di soppressioni di posti di lavoro e disoccupazione. Dopo un forte aumento nel secondo trimestre del 2020, il tasso di disoccupazione si è stabilizzato a un livello elevato. Il calo del lavoro ridotto non ha portato a un'impennata della disoccupazione. Nel mese di dicembre 2020, il tasso di disoccupazione ammontava al 3,5%, un punto percentuale in più rispetto all'anno precedente. In seguito all'estensione a 18 mesi della durata di riscossione dell'ILR, le imprese possono continuare a beneficiare di questa indennità per attenuare le perdite di lavoro. Non è ancora possibile stimare in quali casi il ricorso all'ILR permetterà di garantire i posti di lavoro anche a medio e lungo termine, nei vari settori e nelle varie regioni. Tuttavia, in base alle sue previsioni congiunturali del 15 dicembre 2020, il gruppo di esperti della Confederazione si attende una ripresa generalizzata dell'economia dopo la revoca delle misure di contenimento. Prevede quindi che la disoccupazione aumenterà all'inizio dell'anno per poi calare nel secondo semestre del 2021, raggiungendo una media annuale del 3,3%.</p><p>Ad 3: I principali fattori alla base del cambiamento strutturale in Svizzera sono stati negli ultimi decenni il progresso tecnologico (ad esempio la digitalizzazione) e l'integrazione nelle catene globali del valore. Anche i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori (per esempio a causa dell'evoluzione demografica o dei cambiamenti climatici) hanno probabilmente avuto un influsso. Negli ultimi mesi la pandemia di COVID-19 e le misure di contenimento del virus hanno intensificato il ricorso alle opportunità offerte dalla digitalizzazione, come il passaggio dal commercio al dettaglio fisico alla vendita online, l'uso delle videoconferenze al posto dei viaggi d'affari e delle riunioni in presenza nonché il crescente impiego dei sistemi di pagamento senza contanti. È tuttavia difficile stabilire se questi cambiamenti sono destinati a durare. Il Consiglio federale intende continuare a sostenere la digitalizzazione in corso migliorando in maniera mirata le condizioni quadro. Nell'ambito della promozione della piazza economica vi sono strumenti efficaci, come la Nuova politica regionale (NPR) e la politica del turismo, che aiutano gli operatori regionali a far fronte al cambiamento strutturale. Inoltre, l'11 novembre 2020 il Consiglio federale ha lanciato il programma d'impulso "Capacità d'innovazione Svizzera", che prevede condizioni agevolate per la promozione di progetti da parte di Innosuisse allo scopo di preservare la capacità innovativa delle aziende durante la pandemia e aiutarle a gestire il cambiamento strutturale.</p><p>Ad 4: Finché le misure di politica sanitaria limiteranno artificialmente l'economia e la libertà di consumo della popolazione, il Consiglio federale non ritiene opportuno avviare un programma d'impulso. Per attenuare le conseguenze economiche della pandemia, il Consiglio federale persegue piuttosto una strategia volta a ridurre in maniera rapida e specifica i casi di rigore nei settori economici direttamente colpiti e per i lavoratori dipendenti e indipendenti.</p><p>Inoltre, come spiegato nel suo parere alla mozione 20.3382 del Gruppo dei Verdi e nelle risposte all'interrogazione urgente 20.1038 del Gruppo dei Verdi, all'interpellanza 20.4310 del Gruppo dei Verdi, alla domanda 20.5913 Glättli nonché all'interrogazione urgente 20.1069 del Gruppo dei Verdi, per il Consiglio federale è importante, nonostante la crisi del coronavirus, continuare a investire nelle energie rinnovabili, nell'efficienza energetica, nella biodiversità e nella sostenibilità dell'economia. </p><p>A tal fine, nel 2021 verranno potenziati o sviluppati vari programmi con questo obiettivo. Pertanto, secondo il Consiglio federale un ulteriore programma d'impulso o di rilancio parallelo alle misure attuali e all'attuazione della revisione totale della legge sul CO2 (FF 2020 6901) sarebbe ridondante.</p>  Risposta del Consiglio federale.