Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/251219

<h2>SubmittedText<h2><p>Con la pandemia e le temperature in aumento, molti si sono avvicinati all'escursionismo, praticandolo tuttavia spesso senza la dovuta preparazione e l'equipaggiamento adeguato. Si sono così moltiplicati gli interventi dei soccorritori di montagna e sempre più spesso per incidenti con esito fatale. Sebbene vi siano già campagne di informazione in atto, sembra che non ci siano effetti tangibili.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale se non ritiene di intensificare la sensibilizzazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI) e gli altri assicuratori gestiscono un'istituzione di diritto privato chiamata "Ufficio svizzero di prevenzione degli infortuni" (DPI) il cui campo d'attività si estende a tutto il territorio nazionale. L'UPI mira a ridurre il numero degli infortuni gravi in Svizzera. L'UPI ha dichiarato il trekking e gli sport di montagna un tema prioritario. Inoltre, l'UPI sta conducendo una ricerca su questo tema. Attualmente ha in atto una campagna di sensibilizzazione riguardando il trekking e gli sport di montagna, poiché è vero che gli infortuni in montagna siano in aumento. Se agii inizi degli anni 2000 si verificavano circa 17 700 infortuni l'anno negli sport di montagna e nel trekking, oggi se ne contano in media 33 000. In primo luogo, la campagna tratta il trasferimento di conoscenze riguardando l'atteggiamento in montagna e la valutazione dei rischi. L'UPI raccomanda specialmente di pianificare accuratamente l'escursione, di usare un equipaggiamento adatto e di restare vigile. Pure l'INSAI e altre assicurazioni sono impegnate in attività di prevenzione sul tema. Il Consiglio Federale è dell'avviso che la prevenzione in questo. ambito è sulla strada giusta e anche una intensificazione della sensibilizzazione non sostituirebbe la dovuta responsabilità personale di chi pratica alpinismo.</p>