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Negli Stati Uniti è materiale da streaming, distribuito dalla piattaforma Hulu. Da noi invece, visto che Hulu (proprietà Disney) non è ancora arrivato, esce nelle sale il documentario che racconta come Greta Thunberg sia diventata un'icona mondiale. Con una formula talmente semplice che sembra incredibile: la fondatrice dei Fridays for future in un giorno qualsiasi dei suoi sedici anni si è detta qualcosa tipo “Oggi non vado a scuola come al solito, vado davanti al parlamento svedese, sciopero. Non vado a scuola perché voglio che il governo si occupi del cambiamento climatico e di quello che sta succedendo al mondo”. L'ha fatto un giorno, Greta. E il giorno dopo, e quello dopo ancora. Era lì da sola, con il suo cartello, e l'unica compagnia del regista Nathan Grossman.
Grossman, anche lui di Stoccolma, aveva sentito che c'era una ragazza che da qualche giorno protestava davanti al parlamento, conosceva un amica della famiglia Thunberg. Ha cominciato a filmare Greta pensando che avrebbe avuto delle immagini interessanti, per raccontare una piccola storia che nessuno aveva notato. Le cose sono andate diversamente: né lui, né soprattutto Greta Thunberg, avrebbero potuto essere preparati per i mesi successivi della vita di Greta. Qui c'entra poco Warhol e il quarto d'ora di celebrità: Greta da un giorno all'altro è diventata un'icona internazionale, capace di muovere milioni di persone. Nel 2019 era sulla copertina di Time magazine come persona dell'anno: negli ultimi dieci anni, quella stessa copertina ha ospitato Barack Obama, Donald Trump, Vladimir Putin, Angela Merkel, Papa Francesco.
Basterebbe questo per fare di "I am Greta" un documento fondamentale per capire i nostri tempi, in cui la velocità dei media è massima. E le parti più interessanti del film sono proprio quelle che mostrano la fragilità di una ragazza che si trova improvvisamente appesantita da una responsabilità enorme. Una ragazza che crede fermamente nella sua battaglia, e la vive sulla pelle in modo intenso. Vediamo il modo in cui il padre (che tra l'altro ha un passato da attore) e la famiglia cercano di proteggere e sostenere questa figlia che si è caricata il mondo sulle spalle. Francamente meno interessanti sono invece le sezioni che cercano di convincere lo spettatore che Greta ha ragione, e che gente tipo Donald Trump ha torto: probabilmente chi va a vedere questo film non ha bisogno di essere convinto che la verità stia nelle parole degli scienziati, e non in quelle dei negazionisti del cambiamento climatico.