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Athos Fadigati è un medico appartenente all'agiata borghesia ferrarese che vede rovinosamente diminuire il suo prestigio a mano a mano che tra la sua clientela si diffondono le voci di una sua presunta omosessualità. Piano piano, malignità dopo malignità, il povero Fadigati finisce lentamente per identificarsi nel ruolo che gli è stato assegnato, fino all'estrema esclusione dalla società con il suicidio. Ne "Gli occhiali d'oro", romanzo pubblicato nel 1958, Giorgio Bassani descrive la condizione di solitudine del protagonista, scelto come capro espiatorio del male e della violenza, evidenziando la continua opposizione - e la loro inevitabile contiguità - tra la vita e la morte, tra la menzogna e la verità.