Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/128025

<h2>SubmittedText<h2><p>L'impennata dei prezzi dei prodotti alimentari rilevata in questi ultimi anni ha dato origine a numerosi interventi statali nel tentativo, senza grande successo, di attenuarne le conseguenze sui consumatori. Questa volatilità dei prezzi contribuisce altresì a scalfire la fiducia della popolazione nel fatto che solo il mercato permetta di fissare i prezzi dei beni di prima necessità.</p><p>È evidente che nonostante tutta la buona volontà dimostrata per contenere la volatilità dei prezzi delle derrate alimentari, le misure prese finora sono state vane, tant'è che una nuova crisi alimentare è imminente. La siccità estrema negli Stati Uniti e i cattivi raccolti in Russia hanno fatto lievitare i prezzi di granoturco, frumento e soia a livelli da primato. Diverse agenzie delle Nazioni Unite fanno sapere che questa impennata dei prezzi nei prossimi mesi potrebbe trasformarsi in una catastrofe per milioni di persone.</p><p>Vista la situazione disastrosa e onde garantire una certa sicurezza alimentare a tutte le popolazioni, segnatamente a quelle più povere, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Sapendo che circa la metà della produzione cerealicola è destinata all'alimentazione animale, il Consiglio federale è disposto ad approntare mezzi per promuovere un'alimentazione meno incentrata sul consumo di carne?</p><p>2. Considerato che vengono gettati il 40 per cento del pesce catturato e quasi il 50 per cento della frutta e verdura raccolte, il Consiglio federale intende prendere dei provvedimenti per limitare lo spreco di generi alimentari?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione del relatore speciale dell'ONU secondo cui l'assenza di regolamentazione dei mercati finanziari ha un impatto sui prezzi degli alimenti? Se così fosse, è disposto a impegnarsi concretamente e con determinazione per regolamentare tale mercato?</p><p>4. Il Consiglio federale s'impegnerà accanto ad altri Paesi per costituire scorte di derrate alimentari allo scopo di frenare la speculazione e contenere la volatilità dei prezzi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Circa due terzi del foraggio impiegato nella produzione svizzera di latte e carne si basa su foraggio grezzo indigeno. Questa quota è elevata rispetto all'Europa. La produzione di latte e carne basata sul foraggio grezzo è un modo adeguato di trasformare una risorsa non direttamente utilizzabile nell'alimentazione umana. Attraverso la Politica agricola 2014-2017, il Consiglio federale vuole ulteriormente potenziare la produzione indigena di latte e carne basata sulla superficie inerbita mediante contributi per i sistemi di produzione.</p><p>Nell'ambito dell'economia verde il Consiglio federale sostiene un consumo sostenibile. L'UFAM promuove l'approntamento di informazioni migliori sul carico ambientale dei prodotti onde consentire decisioni di acquisto rispettose delle risorse. Attraverso la Politica agricola 2014-2017, il Consiglio federale propone che gli venga data la facoltà di emanare prescrizioni sulla designazione facoltativa delle derrate alimentari e dei prodotti agricoli ottenuti tenendo particolarmente conto dei criteri di uno sviluppo sostenibile (art. 14 cpv. 1 lett. f LAgr). Queste informazioni aiutano i consumatori a prendere decisioni di acquisto rispettose dell'ambiente anche nella scelta delle fonti di proteine.</p><p>2. Come menzionato nella risposta all'interpellanza Chevalley 12.3085, "Sprechi alimentari", il Consiglio federale è consapevole del problema dei rifiuti alimentari. Nel quadro di un gruppo di progetto, UFAM, UFSP, UFV e UFAG hanno analizzato il tema. È stato avviato un dialogo con gli attori del sistema alimentare sulle modalità di ridurre o valorizzare meglio i rifiuti alimentari in Svizzera. Il Consiglio federale ritiene che sia importante anche sensibilizzare i consumatori, essendo questi responsabili di una parte significativa dei rifiuti. In occasione della giornata mondiale dell'alimentazione 2012, il comitato nazionale svizzero della FAO, con il sostegno della DSC e dell'UFAG, ha mosso un primo passo in tal senso, organizzando una mostra su questo tema, mettendo a confronto aspetti nazionali e internazionali.</p><p>3. Secondo la maggior parte degli studi, l'evoluzione dei prezzi delle materie prime agricole rilevata nell'ultimo decennio è riconducibile prevalentemente a influssi dell'economia reale (domanda globale, lenta reazione dell'offerta, influssi climatici, restrizioni all'esportazione). Tuttavia, recentemente il dibattito internazionale si è spostato anche sul ruolo dei mercati dei derivati delle materie prime e sul loro disciplinamento. I mercati delle operazioni a termine sulle merci, anche quelli per le materie prime agricole, sono, in linea di massima, strumenti adeguati per gli attori di una filiera del valore. Sono utili sia per la definizione sia per il consolidamento dei prezzi. Per quanto concerne i lavori in atto in vista di giungere a una regolamentazione nel settore dei derivati delle materie prime vanno segnalati in particolare i principi per la regolamentazione e la vigilanza dei mercati dei derivati delle materie prime elaborati dall'Organizzazione internazionale delle commissioni titoli (IOSCO) sotto l'egida del G-20 e del Financial Stability Board (FSB). La IOSCO, tra i cui membri figura anche l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, fornirà un resoconto entro fine 2012 sulla concretizzazione dei suoi impegni in questo ambito.</p><p>4. Attualmente la Banca mondiale, la FAO e altri partner stanno vagliando il ruolo che può avere lo stoccaggio fisico delle derrate alimentari nella lotta alle crisi alimentari e alla volatilità dei prezzi e la sua efficacia ed efficienza rispetto ad altri approcci di politica agricola. A questo proposito sarà elaborato anche un codice di condotta per le scorte alimentari a scopo umanitario. Il Consiglio federale caldeggia tale iniziativa. Le scorte dovrebbero avere un chiaro orientamento umanitario e non mirare al mantenimento di prezzi massimi predefiniti.</p>  Risposta del Consiglio federale.