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L'olandese ha vinto 9 delle ultime 11 gare in calendario, diventando campione già in Giappone, a cinque GP dalla fine.
Nel prossimo campionato di Formula 1 ci saranno 24 Gran Premi totali, due in più rispetto a questa stagione.
MILTON KEYNES - Max Verstappen, che ha chiuso il mondiale con la 15esima vittoria in 22 gare, restando in testa per 3¦166 chilometri dei 6¦515 percorsi quest’anno, ci lascia una domanda in sospeso alla quale soltanto a marzo dell’anno prossimo sapremo dare una risposta.
La Red Bull ha inaugurato un’era come quella vissuta ai tempi di Vettel? Il dominio di Max, che ad Abu Dhabi ha corso come chi viaggia in autostrada con il gomito fuori dal finestrino guardando il panorama, è destinato ad allungarsi come quello di Sebastian dal 2010 al 2013? Soltanto all’inizio del prossimo campionato, che sarà ancora più lungo di questo con 24 gare in calendario, avremo una risposta. Certo i presupposti ci sono perché da metà stagione in poi il dominio della Red Bull è stato totale. Max ha vinto 9 delle ultime 11 gare in calendario, diventando campione già in Giappone, a cinque GP dalla fine.
L’anno prossimo il regolamento non cambierà drasticamente come all’inizio di questa stagione ed è difficile che la limitazione delle ore di sviluppo in galleria del vento, dopo la condanna alquanto soft per aver infranto la barriera di spesa, possa tarpare le ali della Red Bull. Dovranno essere Ferrari e Mercedes a fare un salto avanti importante. A Maranello lo sanno anche se, come spesso capita da quelle parti, prima devono decidere che cosa fare di Mattia Binotto, messo sulla graticola dalla dirigenza e poi salvato con quattro righe di tweet. Se i punti fossero stati attribuiti al sabato dopo le qualifiche la Ferrari sarebbe rimasta in corsa per il campionato piloti fino in fondo e avrebbe vinto il Mondiale Costruttori con 660 punti rispetto ai 632 della Red Bull.
La Scuderia sa bene dove concentrarsi per completare la risalita cominciata in questa stagione (con 25,2 punti di media gara è stato il terzo miglior risultato dal 2010). Deve migliorare l’affidabilità, la gestione strategica delle gare, la velocità sulla distanza spesso limitata dall’eccessivo consumo delle gomme e sperare che i piloti (come Max) non commettano più errori. Tutte cose che non garantirebbero il titolo, ma almeno il restare in corsa fino in fondo in un 2023 dove anche la Mercedes potrebbe tornare a essere competitiva. «La Ferrari del 2023 non copierà Red Bull o Mercedes. Sarà un’evoluzione della Ferrari di questa stagione che è un ottimo punto di partenza», ha detto Binotto ad Abu Dhabi dopo aver festeggiato un secondo posto che mancava da anni e che contro la Red Bull di questa stagione era il massimo. La Ferrari non era ancora pronta per il titolo. Ci aveva illusi, ma poi sono emersi vecchi problemi che hanno lasciato fuggire via un Verstappen davvero perfetto.