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Meanwhile neither Schwarzwaldallee nor the invited artists never had clearly defined a common idea or a concept to finally realize the exhibition. Since the starting point, the common goal is to have 'X' built on the experiences the artists had together, and to have 'X' as a result based on the similar approaches they already shared. Well, 'X' means explicit. It is an intersection. 'X' is the unknown factor.
'X' is the exhibition.
With this project, the Swiss Italian art space Sonnenstube wants to showcase the Schwarzwaldallee’s activity and energy through a selection of artists already presented in different projects in the Swiss German artist-run space in 2016.
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Quando andavo in quella direzione, mi capitava di perdere dei frammenti di tempo, poi, quando ritornavo in me, impiegavo circa cinque secondi per capire quale strada stavo percorrendo. Mi mancava un pezzo di puzzle, ma a dire il vero, quel pezzo non era cosi necessario. Le traiettorie sono piene di buche che riempiamo con la prima cosa che ci viene in mente, l‘importante é che abbia una sorta di coerenza, un aspetto dignitoso, un equilibrio, tutto sommato dev‘essere una bella storia. La radio era sintonizzata sulla stessa frequenza da almeno tre mesi. La noia era tale che solo il movimento del braccio diventava un sforzo sovrumano. Era come piegare un pezzo di legno bagnandolo lentamente. Di solito capitava mentre ascoltavo programmi di cucina creativa, per esempio come utilizzare spezie e verdure esotiche nella cucina tradizionale, ma poteva succedermi anche durante le news, specialmente quando la voce del giornalista raggiunge quel tono simile ad una nenia atavica. Ero terrorizzato dall‘idea che questa cosa si ripetesse, di non tornare più in me, di perdermi nel limbo. Poi guardavo fuori, tiravo giù il finestrino per sentire l‘odore delle rovine, volevo solo aggrapparmi alle pietre come un polipo affamato di sabbia. Cercavo di tenere ben stretto il volante per evitare di uscire di strada, ma la noia era tale, che ogni movimento diventava uno sforzo sovrumano. Le mani si stavano assottigliando e i legamenti erano ormai cavi consumati. La radio iniziò a trasmettere „Don‘t stop‚ til you get enough“ e non mi restava che ballare e trascinare tutti a terra con me, come i ciechi nella tela di Bruegel.
Nicola Genovese