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WASHINGTON - La media giornaliera dei contagi di coronavirus negli Stati Uniti ha superato quota 100mila al giorno per la prima volta dallo scorso febbraio.
Lo riferiscono i media Usa, che sottolineano che si tratta di un livello superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. I dati arrivano in concomitanza con l'allarme lanciato dai funzionari sanitari: i ritardi nella campagna vaccinale in alcuni Stati stanno permettendo l'avanzata del virus, in particolare della variante Delta.
Sale, insieme al numero dei positivi, anche la media dei ricoveri ospedalieri su scala settimanale: la percentuale è aumentata di oltre il 40% rispetto ai sette giorni precedenti. I reparti di terapia intensiva stanno ricevendo di nuovo un alto numero di malati di Covid-19, come nelle precedenti ondate della pandemia: i sanitari non hanno nascosto la loro frustrazione e l'esaurimento dopo mesi di fatiche nel contrastare il contagio.
Si tratta in gran parte, come ha dichiarato Rochelle Walensky, direttrice del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, di persone non vaccinate. Lo stesso vale per i decessi, ha aggiunto.
Circa il 50% delle nuove infezioni proviene da soli sette Stati meridionali - Florida, Texas, Missouri, Arkansas, Louisiana, Alabama e Mississippi – che, messi insieme, contano meno di un quarto della popolazione del Paese. Già nei scorsi giorni avevamo riferito di come la campagna vaccinale Usa proceda a macchia di leopardo e il suo andamento sia legato a quello delle elezioni presidenziali.
La media giornaliera dei contagi di coronavirus negli Stati Uniti ha superato quota 100mila al giorno per la prima volta dallo scorso febbraio.