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Qual è l’approccio dell’UE in materia di test sugli animali per la ricerca dell’infezione da SARS-CoV-2?
Attualmente, non vi è motivo di giustificare test di laboratorio su animali domestici o altre specie domestiche per la ricerca dell’infezione da SARS-CoV-2, pertanto non è necessario eseguire test di laboratorio al di fuori degli appropriati studi scientifici o delle indagini nelle condizioni controllate richieste. Sono importanti gli studi scientifici intesi a comprendere il potenziale serbatoio e le specie ospiti intermedie, compresi gli animali domestici, la fauna selvatica, gli animali d’allevamento o le dinamiche della Covid-19 come potenziale zoonosi (da uomo ad animale e viceversa). I test sugli animali devono essere limitati agli studi scientifici sul virus SARS-CoV-2 o all’approfondimento di sospetti diagnostici o clinici. I test sugli animali malati possono essere indicati in via eccezionale in presenza di un paziente Covid-19 confermato nella famiglia, e se tutte le altre diagnosi differenziali sono state esaurite e le Autorità hanno ritenuto opportuno avviare un’indagine su tali animali. L’UE e l’OIE incoraggiano indagini scientifiche ben pianificate e approfondite che favoriranno una migliore comprensione dell’epidemiologia della Covid-19. I Servizi Veterinari, i veterinari liberi professionisti e quelli ufficiali stanno svolgendo un ruolo attivo nella pianificazione tecnica e nel coordinamento dei suddetti studi sul virus SARS-CoV-2, evitando il più possibile la duplicazione e la distrazione delle scarse risorse verso test meno significativi al di fuori del contesto di ricerca.
(Fonte: Commissione Europea e OIE)