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NEW YORK - Nove grandi banche, fra cui UBS e Credit Suisse, hanno dovuto presentare alle autorità americane un piano di sopravvivenza nell'ipotesi di un dissesto. Nel loro "testamento", i due giganti elvetici preconizzano in caso di insolvenza la cessione alla concorrenza delle attività statunitensi, secondo un estratto pubblicato ieri dalla Fed e dalla FDIC, l'assicurazione dei risparmi.
Il piano di rilancio e di soluzione delle crisi (Recovery and Resolution Plan), pubblicato in grandi linee, identifica i comparti e le operazioni chiave che possono essere ceduti. Le indicazioni mirano a preservare il valore potenziale di tali attività nell'eventualità della vendita, osserva UBS nel suo riassunto.
"Viste le dimensioni delle operazioni del gruppo UBS, gli acquirenti potenziali si limitano ai grandi istituti finanziari", prosegue la banca, aggiungendo che "i candidati più probabili sarebbero i concorrenti del gruppo in diversi settori chiave d'attività".
Fra i compratori - secondo il rapporto - potrebbero entrare in considerazione Bank of America, Morgan Stanley o Wells Fargo per la gestione patrimoniale (Wealth Management Americas). Per l'investment banking sono menzionati Citigroup, Goldman Sachs, Barclays Capital, Citigroup, JP Morgan Chase o perfino il Credit Suisse.
Dal canto suo il Credit Suisse espone due scenari per risanare le operazioni americane "nell'eventualità improbabile di fallimento del gruppo". Le opzioni avanzate dal numero due bancario elvetico consistono da un lato nella vendita delle sue entità giuridiche o settori d'attività in difficoltà, dall'altro nella loro progressiva eliminazione. Le due strategie non si escludono mutualmente e possono essere combinate, indica la banca.
In caso di cessione, individuale o raggruppata, delle sue unità o delle sue operazioni, gli acquirenti potenziali potrebbero essere "altre grandi banche, società di brokeraggio o hedge fund", aggiunge il Credit Suisse. Il "testamento" è stato presentato su richiesta della Federal Reserve, la banca centrale americana, e della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), nel quadro del "Dodd-Frank Act", adottato nel 2010 dopo il dissesto dell'americana Lehman Brothers.
Le altre banche che erano state invitate a presentare i loro piani entro il primo luglio sono la Deutsche Bank, la britannica Barclays, e le statunitensi Bank of America, Morgan Stanley, Goldman Sachs, JPMorgan e Citigroup.
Ats