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LONDRA - Poteva avere conseguenze ben peggiori il lancio di una bottiglia da parte di un uomo ieri a pochissimi secondi dalla partenza dei 100 metri maschili. L’oggetto, che è finito nel corridoio dietro a Yohan Blake nella corsia 5, non ha però colpito nessuno. "Mi hanno detto di questo fatto, ma non ho visto niente", ha detto proprio Blake a fine gara.
L’uomo è stato prontamente arrestato dalle forze dell’ordine per aver messo in pericolo l’incolumità degli atleti e per il mancato rispetto delle regole avendo creato disordini di ordine pubblico: "Abbiamo sentito urlare insulti e poi ha gettato una bottiglia sulla pista", ha detto un portavoce della Scotland Yard. Chissà che in futuro il "lancio della bottiglia" non venga inserita come disciplina Olimpica, cosicchè anche quest'uomo possa esibirsi senza infrangere le regole.
Passando alla gara, Usain Bolt ha messo tutti in riga, come 4 anni fa a Pechino. Sulle orme di Carl Lewis, il figlio del vento, capace della doppietta a Los Angeles ('84) e 4 anni dopo a Seul primo dei non dopati dietro lo squalificato Ben Johnson.
Bolt nella storia dunque a riprendersi quello che la sorte e una partenza maldestra anticipata gli aveva tolto un anno fa ai campionato mondiali di Daegu. Ha battuto Yohan Blake che a Daegu aveva festeggiato l'oro e che un paio di mesi aveva messo nel mondo dell'atletica il tarlo del dubbio su chi fosse l'uomo più veloce al mondo dopo aver battuto Usain ai Trials giamaicani.
Proprio sulla "paura di perdere" comincia l'analisi del recordman sui 100 metri, l'uomo più veloce della terra: "Blake ha lavorato più di me, ma io sapevo cosa dovevo fare e ho un grande talento. Nella mia testa non ho mai avuto alcun dubbio che sarebbe andata a finire così. C'era un'atmosfera fantastica. I Trials mi hanno aperto gli occhi, mi hanno fatto capire che devo essere un po' più serio. Yohan farà meglio la prossima volta perché questa volta era un po' stressato".
Usain torna sulla gara: "Non avevo dubbi. Ma mi ero innervosito per la partenza e il mio coach mi ha detto di lasciar perdere e concentrarmi sulla fase di accelerazione. E' questo il mio punto forte. Anche in finale sono scivolato ai blocchi, ma ho pensato solo al traguardo e questa è stata la chiave". Dopo una serata di festeggiamenti Bolt è già proiettato sulla distanza doppia, i 200 metri dove è anche detentore del record del mondo, tempo che tutti gli chiedono di migliorare: "Non posso promettere che farò il record sui 200 metri ma voglio fare del mio meglio, ora questa è andata, penso ai 200 che sono la mia gara preferita. Queste Olimpiadi sono il mio campionato". (ITM/RED)