Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/133143

<h2>SubmittedText<h2><p>L'allocuzione del presidente della Confederazione Ueli Maurer del 27 gennaio 2013 per la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell'Olocausto è stata percepita da molte cittadine e da molti cittadini come assai acritica e pervasa da autocompiacimento. Le due organizzazioni delle comunità ebraiche in Svizzera - la Federazione svizzera delle comunità israelitiche e la Piattaforma degli ebrei liberali svizzeri - hanno rimproverato al presidente della Confederazione di aver ignorato gli aspetti antisemitici della politica di asilo svizzera, costati la vita a molte persone respinte alla frontiera. In una lettera inviatagli da esponenti delle comunità ebraiche svizzere, il presidente della Confederazione è stato invitato a un incontro di discussione sull'argomento. Anche tale invito è stato semplicemente ignorato dal presidente della Confederazione nella sua risposta alla lettera.</p><p>Chiedo al presidente della Confederazione Ueli Maurer se il summenzionato invito è semplicemente sfuggito alla sua attenzione o se lo ha consapevolmente ignorato nonché, se ciò fosse il caso, se intende riconsiderare la sua posizione e accettare l'invito al dialogo, ciò che non soltanto sarebbe conforme al tradizionale spirito di conciliazione elvetico, ma rappresenterebbe per il presidente della Confederazione anche un'occasione di arricchimento culturale e di approfondimento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore dell'interrogazione non fa riferimento a un'allocuzione, bensì a una comunicazione scritta del DDPS in data 27 gennaio 2013. Oggetto di tale messaggio per la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell'Olocausto era, per l'appunto, la Shoah e non l'intero complesso degli aspetti che hanno contrassegnato la storia della Svizzera nel periodo della Seconda guerra mondiale. La generazione del servizio attivo ha fornito globalmente prestazioni eccezionali, salvando la vita a decine di migliaia di rifugiati. Il presidente della Confederazione ha inteso onorare debitamente tale esemplare impegno. Il DDPS ha ritenuto che una trattazione differenziata e storicamente fondata di atti e omissioni inescusabili dal punto di vista odierno ed effettivamente documentati - si pensi ad esempio al ruolo della Svizzera nella chiusura delle frontiere dal 13 al 28 agosto 1942 - esulasse dal quadro ristretto di un simile messaggio. Per quanto concerne la lettera della Federazione svizzera delle comunità israelitiche e della Piattaforma degli ebrei liberali svizzeri, essa ha evidentemente ricevuto debita risposta e il summenzionato dialogo, contrariamente a quanto traspare dalle formulazioni equivoche dell'interrogazione, è in corso. L'8 maggio 2013, il presidente della Confederazione sarà lieto di poter assistere all'assemblea dei delegati della Federazione svizzera delle comunità israelitiche, sulla base di un invito pervenutogli molto prima.</p>  Risposta del Consiglio federale.