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I presidenti di Russia e Bielorussia, Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko si incontrano oggi a Sochi, sul Mar Nero. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, tre giorni fa aveva annunciato che non si prevede la firma di documenti.
In Bielorussia da oltre un mese si registrano proteste di massa contro Lukashenko e la sua contestatissima vittoria elettorale alle presidenziali del 9 agosto, secondo molti osservatori frutto di brogli su larga scala. La Russia ha però riconosciuto il voto come valido, sostiene Lukashenko e si è detta pronta a intervenire con la forza in caso di necessità.
Secondo molti osservatori, il Cremlino punta ad accrescere il proprio peso nel Paese vicino e per questo, in cambio del suo appoggio politico ed economico, potrebbe chiedere a Lukashenko di aumentare l'integrazione tra Russia e Bielorussia rafforzando lo Stato dell'Unione, un organismo intergovernativo di cui fanno parte i due Paesi.
Il governo bielorusso ha finora cercato di soffocare le manifestazioni pacifiche con la violenza e con ondate di arresti. Quasi tutti i principali leader dell'opposizione sono stati incarcerati, portati all'estero contro la loro volontà o costretti a emigrare per non finire in manette.