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CAPRIASCA - Può una statua commemorativa urtare la sensibilità dei cittadini e istigare al suicidio? Se lo chiede il Municipio di Capriasca. E la risposta che si dà pare essere affermativa.
Da alcuni mesi, infatti, dopo che nel contesto dei lavori di riqualifica del nucleo di Sala Capriasca il Comune ha deciso di commemorare Alfonsina Storni (poetessa argentina nata a Sala Capriasca nel 1892), con la posa di una statua a lei dedicata nell’omonima piazza, è sorta una «campagna politica e mediatica avversa a questa iniziativa».
Stando all'Esecutivo cittadino, sarebbe stata criticata prima la scelta dell’artista, poi «insinuato che la statua possa rappresentare un pericolo per i bambini che giocano in Piazza». Fino a «ostacolarne la posa» con un ricorso al Consiglio di Stato, nel quale oltre a sollevare alcuni degli aspetti appena esposti, si è «cavalcata la tesi secondo cui una statua sarebbe equiparabile a una costruzione edile, o meglio ad un edificio, e quindi dovrebbe rispettare le normative ad esso correlate».
È stato infine contestato l’inserimento paesaggistico dell’opera, «misconoscendo la natura intrinsecamente estetica di un’opera d’arte e tentando per l’appunto di relegarla al rango di mero oggetto inespressivo e privo di significato».
Il Municipio si rammarica per quanto accaduto: «Ciò - sottolinea - avrà la conseguenza di ritardare la posa di una scultura commissionata ed eseguita oltre un anno orsono e che, al pari della poetessa che raffigura, rischia di venir sopraffatta da un oceano, in questo caso di infamie, prima d’esser ammirata per la sua pregevolezza».
Può una statua commemorativa urtare la sensibilità dei cittadini e istigare al suicidio? Se lo chiede il Municipio di Capriasca. E la risposta che si dà pare essere affermativa.