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Il gruppo industriale Bucher ha registrato nei primi tre trimestri dell'anno un significativo aumento del fatturato, ma anche un calo dei nuovi ordini che riflette un'erosione della domanda nella maggior parte delle attività aziendali.
Le vendite nette si sono attestate a 2,36 miliardi di franchi, con un incremento del 4,9% rispetto ai primi nove mesi del 2018, grazie ad un portafoglio ordini particolarmente elevato all'inizio dell'anno. Rettificato in funzione degli effetti valutari, la crescita è stata del 7,8%, indica Bucher in un comunicato odierno.
I nuovi ordini sono invece diminuiti del 6,0% a poco meno di 2,22 miliardi. Il calo ha riguardato le tre principali divisioni del conglomerato zurighese e in particolare il gruppo Kuhn (macchine agricole), le cui nuove commesse sono scese del 6,4% a causa della minore domanda registrata negli Stati Uniti.
I dati pubblicati oggi sono in linea con le proiezioni degli analisti consultati dall'agenzia AWP. Per il resto dell'anno il management si aspetta condizioni di mercato difficili, caratterizzate da un'ulteriore erosione della domanda. A incidere negativamente anche la forza del franco svizzero. Il fatturato annuo dovrebbe mantenersi al livello del 2018, ma il risultato operativo e l'utile netto potrebbero "non essere esattamente sugli stessi livelli dell'anno precedente".
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