Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/187227

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 1° gennaio 2017 sono entrate in vigore le modifiche delle disposizioni concernenti l'uso dell'indicazione di provenienza Svizzera nella legge sulla protezione dei marchi (LPM). Da allora per provenienza di un prodotto alimentare ai sensi del diritto di contrassegno si intende il luogo da cui proviene almeno l'80 per cento delle sue materie prime. Quelle il cui grado di autoapprovvigionamento è inferiore al 20 per cento possono essere escluse dal calcolo della quota minima in virtù dell'articolo 48b capoverso 2 LPM. In tal modo nella legislazione si è tenuto conto del fatto che ai fini della trasformazione in derrate alimentari sono necessarie anche materie prime non reperibili in Svizzera o non in quantità sufficiente. Il disciplinamento delle singole fattispecie è stato delegato al Consiglio federale. Questi, nel suo messaggio, aveva sottolineato che il termine materie prime va interpretato in senso ampio in quanto comprende anche i prodotti naturali trasformati e i semilavorati. Questo concetto è ribadito anche dalla dottrina pubblicata nel frattempo (cfr. Noth, Bühler, Thouvenin (Hrsg.), Markenschutzgesetz, 2017).</p><p>Il Consiglio federale ha affidato al DEFR il mandato legislativo di fissare i gradi di autoapprovvigionamento. Il DEFR ha pubblicato nell'allegato 1 dell'ordinanza sull'utilizzo di indicazioni di provenienza svizzere per le derrate alimentari (OIPSDA) una lista con il grado di autoapprovvigionamento di vari prodotti. La lista è aggiornata annualmente, ma riporta, fatte salve poche eccezioni, soltanto meri prodotti naturali. Per le altre materie prime non disponibili in Svizzera vanno inoltrate richieste di concessione di un'eccezione all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG).</p><p>Le basi per la richiesta di concessione di un'eccezione sono date dagli articoli 8 e 9 OIPSDA. Questi sanciscono che i prodotti naturali temporaneamente non disponibili in Svizzera o temporaneamente non disponibili in Svizzera per determinati scopi di utilizzo possono essere esclusi dal calcolo della quota minima dell'80 per cento. Il testo di questa disposizione si riferisce ai prodotti naturali. Tuttavia, onde tener conto della praticabilità della nuova legislazione, il DEFR a inizio 2017 ha pubblicato in un'ordinanza dipartimentale decine di eccezioni che nella maggior parte dei casi non sono prodotti naturali nel senso stretto del termine. Le eccezioni hanno validità temporaneamente limitata fino a fine 2018. Per prorogarle l'UFAG ha recentemente rivisto la sua Guida per l'inoltro di richieste di concessione di un'eccezione. Le novità introdotte comportano una prassi decisamente più restrittiva. Per i semilavorati, ad esempio, possono essere concesse eccezioni soltanto se sono costituiti da un unico prodotto naturale. Non è chiaro il motivo per cui non è possibile prorogare le eccezioni relative a semilavorati costituiti da più prodotti naturali.</p><p>Con l'annuncio di un inasprimento della prassi apparentemente arbitrario, l'UFAG ha creato incertezza tra i produttori di derrate alimentari. L'annuncio è anche in contraddizione con le ripetute affermazioni del Consiglio federale di prendere sul serio le richieste giustificate dei produttori svizzeri di derrate alimentari e di tenerne per quanto possibile conto nell'ambito della legge. </p><p>Alla luce di quanto esposto il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale è tuttora interessato ad attuare in maniera praticabile le norme Swissness per i prodotti alimentari?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione che le eccezioni vigenti per le materie prime, prodotti naturali e semilavorati inclusi, vadano prorogate se le materie prime continuano a non essere reperibili in Svizzera o se il rispettivo grado di autoapprovvigionamento è insufficiente?</p><p>3. Come pensa il Consiglio federale di garantire in futuro l'attuazione del mandato legislativo in base al quale le materie prime, prodotti naturali e semilavorati inclusi, con un grado di autoapprovvigionamento insufficiente devono essere escluse dal calcolo della quota minima Swissness?</p>