Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/61834

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di garantire, mediante un adeguamento della legislazione svizzera, che il diritto svizzero dei consumatori raggiunga almeno il livello del diritto dell'Unione europea.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue con molta attenzione l'evolversi del diritto europeo dei consumatori. È pure disposto a riprenderne le norme, se queste si rivelano essere nell'interesse sia dei consumatori che della piazza finanziaria svizzera (cfr. ad es. la legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo). Secondo il Consiglio federale, tuttavia, questo presupposto non è dato ad esempio per quel che concerne il diritto della vendita, ambito a cui si riferisce principalmente la mozione. Nel contesto del diritto della vendita vi è il rischio che le regole comunitarie causino unicamente un rincaro della produzione e dello smercio, senza vantaggi corrispondenti per i consumatori. Per questo motivo alla fine del 2005 il Consiglio federale ha anche deciso di sospendere i lavori concernenti la legge federale sul commercio elettronico e di rinunciare a una modifica del Codice delle obbligazioni in materia di condizioni generali. Per i dettagli si rinvia al parere del Consiglio federale del 21 dicembre 2005 in merito al rapporto della Commissione di gestione del Consiglio nazionale sulla protezione del consumatore nel commercio elettronico e sugli aspetti contrattuali e protezione dei dati (FF 2006 649). Non vi sono motivi per opporsi a un adeguamento del diritto svizzero a quello dell'Unione europea, nella misura in cui tale adeguamento sia vantaggioso. Ci si deve invece astenere dal procedere a un adeguamento qualora esso non presentasse alcun vantaggio o fosse addirittura sconveniente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.