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Rapporto 2020
Servizio attività informative: «C'è margine di miglioramento»
Presso il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) c'è margine di miglioramento, in particolare in tre settori: l'informazione al Consiglio federale, la gestione delle autorizzazioni e il trattamento delle richieste di informazioni da parte dei cittadini, indica l'organismo di controllo.
«La volontà del SIC di adempiere al suo mandato nel miglior modo possibile nel quadro previsto dalla legge è percepibile», ha indicato l'Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-AIn) nel suo rapporto per il 2020. Tuttavia sono necessari ulteriori sforzi.
In particolare, i rapporti al Consiglio federale possono essere migliorati per quanto riguarda servizi partner, chiarimenti operativi e ricerca di informazioni da parte degli informatori. Anche la complessità della gestione delle autorizzazioni per i sistemi e le applicazioni continua ad essere una sfida.
Disparità nel trattamento delle richieste
Un ultimo problema è il trattamento delle richieste di informazione da parte dei cittadini. Secondo la Legge federale sulla protezione dei dati (LPD), ogni persona ha il diritto di ricevere gratuitamente le informazioni registrate su di lei entro 30 giorni. In realtà, però, i politici e i giornalisti ottengono una risposta più rapida e dettagliata dei cittadini comuni. Agli occhi della AVI-AIn, ciò è contrario al requisito della parità di trattamento stabilito dalla Costituzione federale.
Anche la pratica del rinvio viene messa in discussione dall'autorità di vigilanza. In caso di interessi preponderanti, il SIC può rifiutare, limitare o differire la fornitura di informazioni. Dal primo gennaio al 22 ottobre 2020, l'intelligence elvetica ha rinviato 444 richieste su un totale di 527; nel 2019, 746 su 853.
L'autorità di controllo ha forti dubbi sull'adeguatezza della pratica. Elaborare una richiesta due volte provoca un carico amministrativo significativo. Inoltre, l'informazione differita non è ben accettata dal pubblico ed è percepita come una mancanza di trasparenza.
Una semplice spiegazione del perché il SIC differisca la consegna di informazioni migliorerebbe la comprensione da parte dei cittadini, indicano i supervisori, che suggeriscono anche di evitare riferimenti ad articoli di legge e di fornire invece informazioni direttamente sulle diverse categorie di dati e sul periodo della loro conservazione.
Nel vicenda Crypto, società di Zugo controllata segretamente dalla agenzia di spionaggio civile statunitense CIA e dai servizi segreti tedeschi, la AVI-AIn, per la prima volta, ha effettuato un'ispezione senza preavviso degli archivi del SIC, ma si è astenuta dal fare raccomandazioni.
Rischio di fuga di informazioni
Dal canto suo, l'intelligence militare dovrebbe controllare la standardizzazione dei suoi prodotti e dati. L'obiettivo è quello di essere in grado di scambiare informazioni tra diverse piattaforme, sia all'interno dell'esercito che con i partner.
L'autorità di controllo ha inoltre rilevato rischi nell'ambito della gestione dei fornitori sia per il Centro operazioni elettroniche che per il SIC. A causa del piccolo numero di fornitori disponibili, c'è poco spazio di manovra. Tuttavia, il rischio di fuga di informazioni può essere minimizzato da chiarificazioni indipendenti più approfondite, nel quadro delle possibilità legali.
L'autorità di vigilanza ha proseguito l'esame della cooperazione tra il SIC e i Cantoni. Ha ispezionato i servizi segreti di Friburgo, Zurigo, Ticino, Soletta e San Gallo. La cooperazione è migliorata grazie ai maggiori sforzi degli 007 federali e all'aumento delle risorse.
Complessivamente lo scorso anno l'AVI-AIn ha effettuato 17 ispezioni. Ha rivolto 55 raccomandazioni alla responsabile del Dipartimento federale della difesa Viola Amherd.
gd, ats