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Nel suo rapporto alla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N), il Dipartimento federale dell'economia sottolinea che non sono tuttora ravvisabili segnali di una stretta creditizia. L'evoluzione del volume dei crediti e dei limiti di credito non permettono di concludere che esistano difficoltà sistematiche nell'approvvigionamento creditizio. Dalla scorsa primavera si constata anzi una distensione delle condizioni di credito. Un'indagine condotta dalla Banca nazionale svizzera evidenzia un leggero inasprimento degli standard creditizi, ma finora questa (normale) tendenza dovuta alla congiuntura non ha avuto ripercussioni né sul volume dei crediti né sui tassi d'interesse in Svizzera.
Negli ultimi mesi le imprese più grandi hanno avuto accesso al mercato dei capitali a condizioni piuttosto favorevoli. Anche imprese industriali fortemente orientate all'esportazione con un rating modesto hanno potuto rinnovare il loro finanziamento. Questa situazione relativamente distesa è in parte riconducibile al fatto che la BNS ha notevolmente e rapidamente allentato la sua politica monetaria assicurando sufficiente liquidità al settore bancario.
La futura evoluzione dell'approvvigionamento creditizio sarà seguita con attenzione dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e da rappresentanti della Banca nazionale svizzera (BNS), dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), di Swissmem, di Economiesuisse, dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF) e dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) nell'ambito di incontri che si tengono regolarmente dalla fine del 2008.