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BERNA - Amnesty International (AI) chiede al Consiglio federale, in una lettera aperta, una valutazione indipendente sulle conseguenze della pandemia di coronavirus sul personale sanitario e sulle misure adottate in quest'ambito. Il testo sarà consegnato al governo fra qualche settimana, dopo aver raccolto firme fra i professionisti del settore.
Almeno 3'000 professionisti della salute nel mondo hanno pagato con la vita i loro sforzi per lottare contro il coronavirus e oltre 230'000 sono stati contagiati, scrive AI in un comunicato. «Molti hanno dovuto e devono ancora lavorare senza adeguati dispositivi di protezione e con salari bassi. In diversi Paesi, gli operatori sanitari che hanno criticato la gestione della crisi da parte del governo sono stati puniti, licenziati o addirittura incarcerati», ha dichiarato Pablo Cruchon, Coordinatore della campagna di Amnesty International Svizzera, citato nella nota.
Anche nella Confederazione gli operatori sanitari sono stati particolarmente esposti al virus e hanno dovuto dimostrare impegno e flessibilità in un contesto di crisi e incertezza senza precedenti. Non esistono però ancora dati affidabili sull'impatto della pandemia sul personale sanitario, necessari per individuare misure di protezione efficaci.
«Dobbiamo sapere quanti operatori sanitari hanno contratto il virus sul posto di lavoro e se le persone sono morte per questo. Tali dati dovrebbero anche stabilire la misura in cui il coronavirus è stato considerato una malattia professionale quando è stato contratto sul posto di lavoro e rivelare la natura del sostegno fornito alle persone infette», si afferma nella lettera aperta.
Nel testo, firmato anche dai sindacati dei servizi pubblici (VPOD) e UNIA e dall'Associazione svizzera degli infermieri (ASI), Amnesty chiede al Consiglio federale di commissionare una valutazione indipendente della crisi del coronavirus. Per migliorare le misure di protezione degli operatori sanitari in caso di una nuova ondata d'infezioni nel nostro Paese, è necessario sapere quale è stato finora l'impatto della pandemia e far luce sulla gestione della crisi, affermano. Data la sovra rappresentazione di donne e stranieri in queste professioni, la valutazione dovrebbe includere anche una prospettiva di genere e di origine.