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Berna ha intenzione di rafforzare ulteriormente l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico.
KEYSTONE/GAETAN BALLY(sda-ats)
Berna ha intenzione di rafforzare ulteriormente l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico. Misure più severe ed efficaci sono necessarie, ha spiegato all'ats Richard Ballaman, responsabile della sezione Aria dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
Lo scorso mese, le città svizzere hanno registrato un aumento della concentrazione di polveri fini a causa del freddo, con valori superiori alla media. Il Ticino in particolare ha vissuto una situazione d'emergenza, provocata anche dalla sua vicinanza con Milano.
Le ultime modifiche all'ordinanza in materia risalgono all'ottobre 2015. Il recente picco d'inquinamento non è l'unica motivazione all'origine della revisione in cantiere: quella di gennaio è ritenuta da Ballaman una condizione "non rara in inverno e nemmeno allarmante".
L'esperto ha sottolineato inoltre che, sebbene l'aria respirata dagli svizzeri non possa essere considerata come pura, la situazione non è preoccupante come nel 2006. In questi ultimi dieci anni infatti, il tasso di polveri sottili è nettamente sceso. Le autorità intendono comunque proseguire gli sforzi per ridurre quelle emanate da veicoli e sistemi di riscaldamento, tramite costanti miglioramenti tecnici.
L'inquinamento non è solo imputabile al grande freddo. Le concentrazioni di polveri fini aumentano anche durante prolungati periodi di siccità, in quanto le particelle non vengono eliminate dalla pioggia.
Il limite fissato dalla legge - 50 microgrammi al metro cubo di media giornaliera - viene così superato in diversi giorni, anche se norme fissate nel 1998 stabiliscono che il tetto massimo possa essere oltrepassato solo una volta all'anno. Tuttavia, Ballaman ha rassicurato che i valori attuali non rappresentano un pericolo per la salute della popolazione.
SDA-ATS