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Un catasto delle condotte documenta la superficie dello spazio occupato dalle condotte. Sono incluse le infrastrutture aeree e sotterranee delle reti per acqua, acqua di scarico, gas, elettricità, comunicazioni, riscaldamento urbano, ecc. I committenti si basano sulle informazioni del catasto delle condotte per la progettazione e l’esecuzione dei lavori di costruzione nel sottosuolo, non ultimo per ridurre i rischi, quali il danneggiamento di una condotta esistente. Il Consiglio federale intende ora raggruppare e armonizzare i dati catastali a livello federale. Per questo catasto si devono creare la base giuridica appropriata e una nuova ordinanza nella legge federale sulla geoinformazione.
Il Consiglio federale ha affidato al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) l’incarico di preparare entro la fine del 2022 le basi legali per l'introduzione di un catasto delle condotte come nuovo compito comune in Svizzera. I lavori si basano sul rapporto «Visione, strategia e concezione del catasto delle condotte svizzero (CCCH)», in merito al quale la SSIGA ha preso posizione nell’ambito della consultazione.
In linea di principio la SSIGA è favorevole agli sforzi di armonizzazione dei contenuti e dei dati per un catasto delle condotte svizzero (CCCH), ma le responsabilità della Confederazione, dei Cantoni e delle associazioni professionali devono essere regolamentate con chiarezza. Le associazioni devono rimanere responsabili della gestione dei contenuti dei modelli professionali. Secondo il rapporto, la Confederazione dovrebbe assicurare la gestione, il coordinamento e l'accesso al CCCH e i Cantoni dovrebbero garantire l'attuazione delle specifiche. Resta in sospeso per la SSIGA la questione di chi sia responsabile dei dati del CCCH.
Per esempio, non è chiaro di chi sia la responsabilità in caso di danni causati da dati incompleti o errati nel CCCH. Gli impianti non possono assumersi alcuna responsabilità per i dati del CCCH. L'uso delle informazioni del CCCH fornite a terzi deve essere chiaramente regolamentato e controllato di conseguenza. Mentre un CCCH consente una pianificazione approssimativa, solo gli impianti possono fornire informazioni vincolanti e giuridicamente sicure. Dal punto di vista della SSIGA è quindi imperativo che le aziende di distribuzione rimangano le uniche proprietarie delle informazioni sugli impianti. Nella sua presa di posizione la SSIGA ha anche manifestato le proprie preoccupazioni in merito all'accesso al CCCH, in quanto i dati sono informazioni estremamente sensibili sulle infrastrutture rilevanti del sistema. Tuttavia, il rapporto rimane vago in questo ambito. Nella «zona d’ombra tra trasparenza e sicurezza» i requisiti di sicurezza devono essere presi in considerazione «in modo adeguato». Resta da vedere come il DDPS terrà conto dell'aspetto della sicurezza a livello legislativo e di ordinanza.
In linea di principio, secondo il rapporto la Confederazione vuole sostenere solo i costi che sono scaturiti e causati dal suo intervento. Essa presuppone che i dati per il CCCH sarebbero stati raccolti comunque e che l’onere supplementare sarebbe nato solo dalla predisposizione e dalla consegna di questi dati nella qualità richiesta. Per la SSIGA non è chiaro chi debba finanziare il lavoro per la raccolta e la digitalizzazione dei dati esistenti. Non tutti gli impianti hanno digitalizzato i loro dati e dovrebbero prima elaborarli in forma digitale. Il presente rapporto sostiene che i «costi per la digitalizzazione delle informazioni sugli impianti, che saranno sostenuti da alcuni dei proprietari degli impianti» non sarebbero scaturiti dal CCCH. Piuttosto, è un lavoro di digitalizzazione che dovrebbe essere fatto comunque.
In proposito esistevano già alcune basi legali. La Confederazione non vuole nemmeno sostenere i costi per l’istituzione e la gestione del sistema. Invece, secondo il rapporto, questi costi dovrebbero essere sostenuti dai Cantoni, poiché lo sforzo aggiuntivo - scaturito dal CCCH - consisterebbe solo nell'aggregare e fornire i dati e i Cantoni posseggono già i sistemi necessari. Allo stesso tempo, il rapporto presuppone che non solo la Confederazione, ma anche i Cantoni e i Comuni, così come i proprietari degli impianti, beneficerebbero «considerevolmente» di un CCCH, il che deve essere dimostrato con uno studio di fattibilità economica realizzato dalla società Interface.
Su incarico del Consiglio federale, il DDPS, insieme a un gruppo di lavoro paritetico - in cui è rappresentata anche la SSIGA - elaborerà ora entro la fine del 2022 un progetto di legge e un'ordinanza sulla legge sulla geoinformazione, con cui verranno create le basi del CCCH. Questo progetto andrà a sua volta in consultazione e dovrà poi essere approvato dal Parlamento. La SSIGA continuerà a impegnarsi per le questioni del settore Acqua, Gas e Teleriscaldamento, sia con prese di posizione sulle consultazioni sia con il dialogo diretto con autorità e parlamentari.