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La Borsa di Tokyo chiude la seduta con un tonfo del 2,17%: il Nikkei, scontando il nervosismo degli investitori sulla tenuta dell'economia globale e sulla crisi del debito sovrano di Eurolandia, "brucia" 186,13 punti e si attesta a quota 8.374,13, ai minimi degli ultimi 30 mesi.
Il Nikkei s'è attestato vicino ai minimi di seduta dopo aver aggiornato i livelli intraday più bassi (8.359,70 punti) dopo gli 8.227,63 punti del 15 marzo, nel pieno delle turbolenze post sisma/tsunami dell'11 marzo che ha devastato il nordest del Giappone.
Sui listini prevale l'incertezza: i capi finanziari del G20, il gruppo delle principali economie avanzate ed emergenti, non sono riusciti la scorsa settimana a rassicurare contro i timori di rallentamento dell'economia mondiale, malgrado l'impegno a "una forte azione per mantenere la stabilità finanziaria, ristabilire la fiducia e la crescita".
Le misure concrete, attese dai mercati, dovrebbero prendere la forma di un nuovo maxipiano dei Grandi contro la crisi del debito sovrano di Eurolandia del valore di 3.000 miliardi, già esaminato e discusso nel G20, anche se restano divisioni.
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