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Il Consiglio federale rinuncia all’aumento dell’interesse moratorio
Comunicati, Il Consiglio federale, 04.04.2012
Berna. Il Consiglio federale non intende aumentare l’interesse moratorio. Lo ha deciso mercoledì proponendo al Parlamento di stralciare la mozione "Morale di pagamento: porre un freno all’andazzo attuale". Un motivo alla base di questa decisione è la difficile situazione economica.
Nel 2008 il Parlamento aveva trasmesso al Consiglio federale la mozione del gruppo liberale radicale "Morale di pagamento: porre un freno all’andazzo attuale". La mozione chiedeva di aumentare l’interesse di mora, attualmente del cinque per cento, in modo tale da coprire i costi dei creditori. L’avamprogetto posto in consultazione prevedeva pertanto di innalzare al 10 per cento il tasso dell’interesse di mora per le transazioni commerciali e di mantenerlo al cinque per cento per gli altri contratti. In sede di consultazione, conclusasi alla fine di novembre 2010, l’avamprogetto ha riscontrato in parte pareri favorevoli, sollevando tuttavia anche critiche.
Vista la difficile situazione economica, il Consiglio federale intende ora rinunciare all’aumento dell’interesse moratorio. Inoltre, un tasso d’interesse moratorio pari al 10 per cento sarebbe completamente sproporzionato rispetto ai tassi d’interesse attuali sul mercato dei capitali e significherebbe introdurre un risarcimento penale dei danni, sinora del tutto estraneo al diritto svizzero. D’altronde non vi è alcuna garanzia che l’aumento del tasso d’interesse moratorio migliori la morale di pagamento e permetta ai creditori di recuperare prima le somme non restituite.
Il Consiglio federale riconosce che lo Stato non deve aggravare la già difficile situazione in cui versano svariate aziende non rispettando i termini di pagamento. Gli sforzi della Confederazione di migliorare i ritardi nei pagamenti danno buoni risultati.