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Nato a Locarno alla fine dell'Ottocento, Nesto Jacometti si è ben presto trasferito a Parigi e poi, scoppiata la guerra, a Ginevra. Ma è a Locarno che decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita, lasciando alla Città la propria collezione di oltre 1500 opere grafiche. E proprio a questa collezione è dedicata la nuova mostra del Museo Casorella di Locarno, soffermandosi in particolare sull’attività di editore di Jacometti, promotore di due importanti progetti: la 'Guilde Internationale de la Gravure' (Gilda internazionale dell’incisione) e 'L’Oeuvre Gravée' (L’opera incisa).
La prima parte dell’esposizione è dedicata alla Guilde, nella quale sono coinvolti artisti già conosciuti, come Rufino Tamayo e Jean Lurçat, ma anche nuove figure come Antoni Clavé, Zao Wou-Ki, Alfred Manessier, Gustave Singier e Zoran Music. Jacometti ha la funzione di direttore artistico dell’operazione, che riesce a portare al successo e ad affiancare a pubblicazioni che documentano gli artisti rappresentati. La sua abilità letteraria viene premiata alla Biennale di Venezia nel 1953, con il Gran Premio della critica.
Nel 1955 Jacometti sceglie di impegnarsi autonomamente in una nuova iniziativa editoriale, L’Oeuvre Gravée, alla quale sono legate le opere della seconda parte della mostra. Notevole la sua capacità, nonostante l’assenza di Cailler, di riuscire a legare a sé di nuovo nomi prestigiosi sulla scena artistica parigina. Inoltre molti artisti che devono a lui l’iniziazione all’arte dell’incisione: tra questi Marino Marini, Massimo Campigli, Zao Wou-Ki, Johnny Friedlaender. Si distinguono in questa nuova esperienza anche Corneille, Max Ernst e Alberto Magnelli.