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Il consiglio di amministrazione di SairGroup ha annunciato venerdì pomeriggio le dimissioni in blocco, con l'unica eccezione di uno dei suoi membri, Mario Corti. Il cambiamento ai vertici, da effettuare in due tappe, si concluderà entro la primavera del 2002. Intanto il presidente dimissionario, Honegger, promette che Swissair non sarà venduta.Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2001 - 10:47
«Assumiamo pienamente le nostre responsabilità e ci impegneremo al massimo per garantire il futuro dell'azienda e dei suoi collaboratori», ha dichiarato Eric Honegger, presidente del consiglio di amministrazione di SAirGroup.
Le modalità della decisione prevedono che l'importante mutamento ai vertici sia effettuato in due tempi: cinque membri lasceranno il Consiglio in occasione dell'assemblea generale del 25 aprile. Quattro altri si dimetteranno nel 2002 quando sarà convocata una nuova assemblea generale. Tre nuovi candidati, e poi quattro, saranno designati alle stesse date per succedere ai dimissionari.
Il Consiglio di SairGroup - si legge nella nota - vuole in questo modo creare le premesse per permettere al gruppo di ripartire su basi sane ed a Swissair di ritrovare il suo prestigio e risultati positivi.
I membri dimissionari già quest'anno - precisa il comunicato - sono Gerhardt Fischer (in carica dal mese di aprile del 2000), Paul- Antoine Hoefliger (membro dal 1978), Thomas Schmiheiny (1980), Vreni Spoerri (1988) e Gaudenz Staehlin (1984). Nell'assemblea generale del 25 aprile saranno proposti i nomi dei tre nuovi candidati alla loro successione.
Nella primavera del 2002 si dimetteranno l'attuale presidente Eric Honegger (membro dal 1993), Bénedict Hentsch (1989), Andres F Leunberger (1995) e Lukas Mühlemann (1995). Entro quella data - prosegue la nota - le partecipazioni ed il bilancio dell'azienda dovranno essere risanate e la strategia ridefinita.
Mario Corti, membro da aprile 2000, sarà l'unico a conservare l'incarico nel nuovo Consiglio.
Frattanto Eric Honegger, in un'intervista pubblicata venerdì dalla «Neue Zürcher Zeitung», ha assicurato che la compagnia ammiraglia del gruppo, Swissair, non sarà venduta. È però immaginabile che il gruppo accetti di allearsi con un partner che sia azionista di minoranza, ha precisato il presidente. Per il momento, la priorità è data alla soluzione delle difficoltà in Francia e in Belgio. In questo campo, il consiglio d'amministrazione aveva sottovalutato i problemi, che si sono avverati più costosi del previsto.
Le dimissioni del consiglio d'amministrazione sono l'ultimo atto, in ordine di tempo, della profonda crisi in cui si dibatte il gruppo, e che era scoppiata con la partenza, lo scorso gennaio, di Philippe Bruggisser, presidente della direzione, dopo i grossi problemi causati dalla sua strategia di partecipazioni in varie compagnie aeree internazionali, come la belga Sabena, e regionali, come le francesi AOM, Air Liberté, Air Littoral.
Due settimane dopo quelle di Bruggisser, erano giunte anche le dimissioni di Paul Reutlinger, che ha pagato per gli insuccessi della sua politica di risanamento della Sabena.
Mercoledì scorso, altro abbandono eccellente: Moritz Suter, il patron di Crossair, che era stato nominato alla testa delle compagnie aeree del gruppo dopo la partenza di Bruggisser, ha rinunciato all'incarico dopo sole sei settimane, in seguito a divergenze con la dirigenza circa la strategia del gruppo.
swissinfo e agenzie
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