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Autorità civili e militari argentine, e famigliari dei marinai a bordo, hanno ricordato oggi, non senza polemiche, la scomparsa nell'Oceano Atlantico del sottomarino ARA San Juan, con un equipaggio di 44 persone, avvenuta un anno fa.
Secondo una delle ipotesi più probabili su quanto accaduto, dopo che nell'ultima comunicazione via radio si segnalava alla base un guasto alle batterie, è che all'interno dell'unità sia avvenuta una esplosione che l'ha fatto affondare. L'incidente sarebbe avvenuto quando il sottomarino era in viaggio fra Ushuaia e Mar del Plata, all'altezza del Golfo di San Jorge.
Nelle prime due settimane si sono svolte intense ricerche a cui hanno partecipato 15 Paesi di tutto il mondo. Poi, quando la speranza di ritrovare il sommergibile con l'equipaggio vivo è svanita, il governo ha contattato una impresa americana (Ocean Infinity) che ha utilizzato una nave norvegese ultramoderna, la 'Seabed Constructor', che per due mesi ha cercato di localizzare l'ARA San Juan, senza però ottenere per ora risultati concreti.
La cerimonia ufficiale si è svolta nel pomeriggio nella base navale di Mar del Plata, presieduta dal presidente Mauricio Macri, con la partecipazione del capo dello Stato maggiore della Marina, vice ammiraglio José Villán. Ad essa hanno partecipato solo parte dei famigliari, perché altri si sono rifiutati, non soddisfatti dalla versione offerta dal governo sulle cause dell'incidente, e anche dal tentativo di addossare all'equipaggio la responsabilità del naufragio.