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GERUSALEMME - L'archeologo israeliano Ehud Netzer, a cui si deve la scoperta della tomba di Erode il Grande, è morto ieri all'ospedale Haassah Ein Kerem di Gerusalemme all'età di 76 anni. L'annuncio della scomparsa è stato pubblicato oggi dalla stampa israeliana, precisando che Netzer, archeologo di fama mondiale, era rimasto vittima lunedì scorso di una caduta accidentale proprio all'Herodium, il luogo da lui scavato e portato alla luce.
Professore emerito dell'Istituto di Archeologia dell'Università Ebraica di Gerusalemme, Netzer iniziò a fare indagini archeologiche sul Monte Herodium nel 1972 con la speranza di individuare la tomba di Erode, il re che governò la Giudea dal 37 a.C al 4 d.C., citato anche nei Vangeli come il sovrano regnante al tempo della nascita di Gesù Cristo.
Dopo 35 anni, la ricerca ha avuto termine nel 2007 con la sensazionale scoperta dei resti della tomba di Erode, del suo sarcofago e del suo mausoleo sulle pendici nord-orientali del Monte Herodium, nelle vicinanze di Betlemme, circa 12 chilometri a sud di Gerusalemme. La maggior parte degli studiosi ha sempre dato credito alla notizia fornita da Giuseppe Flavio secondo cui Erode era sepolto nella fortezza che prende il nome proprio da lui, l'Erodion. Gli scavi, tuttavia, non ne avevano mai dato nessun riscontro. Nonostante ciò, Netzer, con grande caparbietà, concentrò il suo intervento tra la parte superiore della fortezza e i due palazzi fatti costruire da Erode e poi distrutti dai Romani nel 71 d.C. Nel corso del trentennio di scavi ha portato alla luce molti reperti archeologici fino alla clamorosa scoperta della tomba di Erode annunciata al mondo nel 2007.
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