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Natures en tête: vom Wissen zum Handeln
Esporre significa
comunicare un sapere con una scenografia il cui scopo è lo scambio di idee, la
discussione. Agganciandosi alle realtà vissute da ognuno, come anche
allimmaginario, al sapere e allazione, il titolo Natures en tête, vom
Wissen zum Handeln annuncia una riflessione su ciò che significe «costruzione
culturale». Gli ideatori della mostra si situano nella prospettiva di un'ecologia dello
spirito, intesa nel senso di discorso sul mondo vivente, un discorso che tiene conto delle
relazioni complesse tessute fra i sentimenti che luomo prova, le idee che concepisce
e gli oggetti che manipola.

Lo scopo principale della mostra è quello di esaminare la nostra percezione dellambiente scoprendo al tempo stesso altri punti di vista. Come durante un rito di passagio, siamo così spinti ad abbandonare momentaneamente le nostre convinzioni al fine di predisporci all'esperienza proposta. Solo il rito, infatti, è in grado di farci oltrepassare i limiti della nostra concezione ordinaria del mondo.
Passiamo innanzi tutto in rivista i quattro decenni durante i quali si è progressivamente consolidata lespressione «ambiente» coniata negli Stati Uniti (environment) intorno al 1965, per indicare il fascio di relazioni complesse e problematiche che unisce luomo al contesto nel quale vive. Sullo sfondo di quattro scenografie che evocano la colazione mattutina, momento nel quale vengono usualmente consumate anche le notizie del giorno, sfilano gli avvenimenti che hanno marcato in modo particolare ogni periodo come anche quelli di minore impatto. Nei carrelli vengono suggeriti i temi sui quali si è creata una coscienza ambientale, quelli che hanno provocato decisioni politiche e un impegno attivo nel campo delle ecologia, della sanità e dello sviluppo.
In che modo siamo influenzati dal contesto sociale in cui viviamo ? Quale è la nostra reazione alle influenze esterne ? Nello spazio chiamato disgregazione vengono presentate le tensioni emergenti dal coesistere di quattro sentimenti fondamentali: lamore, la paura, il rispetto e il desiderio di controllare. Tali sentimenti sono polarizzati intorno a quattro tipi di discorso: ordinario, scientifico, ecologico e animista. Abbiamo così la sensazione di essere come impigliati in una rete di contraddizioni, incapaci di liberarci dai condizionamenti del mondo in cui viviamo, coscienti tuttavia della necessità di una sua decomposizione per operare una successiva ricomposizione. Una serie di ritratti di personalità note per il loro impegno nel campo dell'ecologia, della sanità e dello sviluppo serve a rammentarci che le nostre rappresentazioni sono legate a presupposti ideologici e influenzate da pratiche sociali esemplari.
Il rito di passagio si prolunga in un viaggo nel paese dei sogni e delle visioni. In esso viene proposta una soluzione magica dei problemi che emergono dal nostro desiderio di soddisfare i bisogni detti fondamentali. Spostarsi, nutrirsi, curarsi, vestirsi, pulire, evocare, amore e comunicare creano tutta una serie di complicazioni nella nostra vita quotidiana. La proposta di una loro soluzione è illustrata da quattro visioni contrastanti: publicitarie, tecniche, idilliache, mitiche. Al di fuori di qualsivoglia proposta di tipo manicheista, moralizzatrice o gestionaria, tali visioni mirano a riscoprire nel profondo di noi stessi un luogo nel quale ricomporre il senso della nostra esistenza.
Impegnati a riscoprire il giusto cammino della nostra vita, meditabondi davanti allobbligo di ripensare le categorie di tempo e di spazio, prendiamo coscienza della necessità di costruire nuove piste, di prendere posizione, di agire e di innovare, convinti che la sola vera conoscenza è quella che costantemente dubita delle sue certezze.
|Mise à jour le 18.09.1998 [Webmaster]|