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BERNA - Addio Billag. Dall'inizio del 2019 il canone radiotelevisivo per le economie domestiche sarà riscosso da una nuova società, la Serafe con sede a Fehraltorf nel canton Zurigo.
In una nota diramata stamane, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) annuncia di aver conferito il mandato a questa società, il cui "dossier si è distinto rispetto agli altri concorrenti grazie al migliore rapporto qualità-prezzo".
Meno di 54 milioni - La gara pubblica conclusasi con la vittoria della Serafe era stata lanciata nell'agosto 2016 dall'Ufficio federale delle comunicazioni e anche la impopolare Billag ha concorso per la propria successione. L'UFCOM aveva allora indicato che una volta aggiudicato l'appalto, la remunerazione sarebbe stata fissata mediante contratto ma per una cifra in ogni caso inferiore ai 54 milioni di franchi annui percepiti oggi dalla Billag. Il comunicato odierno non dà informazioni sulla nuova cifra pattuita.
Il mandato del nuovo percettore del canone inizierà il 1° luglio 2017 e scadrà il 31 dicembre 2025. L'avvio del nuovo sistema di riscossione è però previsto solo per il 1° gennaio 2019, quando scadrà il contratto attuale con la Billag. Contrariamente a quest'ultima la Serafe si occuperà solo delle economie domestiche, mentre il canone per le imprese sarà riscosso dall'Amministrazione federale delle contribuzioni.
Lavori preparatori - Il 1° luglio prossimo la Serafe comincerà ad allestire l'infrastruttura e il sistema informatico. I dati necessari provengono dai registri degli abitanti e sono forniti dai Cantoni e dai Comuni. Entro fine 2018 la società "deve intraprendere tutti i preparativi in collaborazione con le autorità competenti affinché il nuovo sistema di riscossione possa essere avviato entro i termini e in buona qualità", scrive il DATEC.
Nella sua nota il dipartimento rileva che la Serafe "ha saputo convincere con il suo concetto d'attuazione e ha proposto l'offerta economicamente più conveniente" nella gara pubblica.
«Grande esperienza» - La società prescelta è una filiale della Secon AG, fondata nel 1979, che ha a sua volta sede a Fehraltorf e che secondo il DATEC «dispone di grande esperienza in materia di incasso, così come di moderni sistemi e processi IT». La Secon si occupa infatti dell'incasso di numerosi clienti tra cui diversi assicuratori-malattie.
Conformemente alle disposizioni della legge sulla radiotelevisione (LRTV) - si rammenta nella nota - l'organo di riscossione non è autorizzato a esercitare altre attività economiche oltre all'incasso del canone radiotelevisivo per le economie domestiche. Ragion per cui nel settembre 2016 Secon AG ha fondato la filiale Serafe AG il cui unico compito è quello di riscuotere il canone.
Nuovo sistema - Il 14 giugno 2015 il popolo svizzero ha accettato di strettissima misura, ossia con il 50,08% di sì, la revisione della LRTV che prevede la sostituzione dell'attuale canone di ricezione con un canone generale, indipendente dagli apparecchi. «Poiché il finanziamento sarà ripartito su più soggetti e amministrativamente più semplice», il canone per le economie domestiche potrà essere abbassato a «nettamente meno di 400 franchi l'anno», rammenta il DATEC. Il Consiglio federale deciderà prima dell'entrata in vigore del nuovo sistema, l'importo del canone radiotelevisivo per le economie domestiche e le imprese.
Secondo il DATEC il nuovo sistema di riscossione è molto più semplice poiché vengono a cadere diversi compiti come il servizio esterno, i controlli, gli annunci e le disdette. L'organo di riscossione può inoltre basarsi sui dati dei Cantoni e dei Comuni.
Spada di Damocle "no Billag" - Sull'entrata in vigore di questo nuovo sistema pende ancora la spada di Damocle dell'iniziativa popolare "Abolizione del canone Billag", che il Consiglio degli Stati ha appena bocciato, mercoledì, all'unanimità. Il dossier passa ora al Nazionale, dove la società radiotelevisiva nazionale SSR gode di meno sostegno rispetto agli Stati.
Il testo, depositato dall'Associazione "No Billag" nel dicembre 2015 con 112'191 firme valide, prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive.
Se l'iniziativa venisse accettata, le attuali concessioni con partecipazione al canone verrebbero revocate senza indennizzo e il nuovo sistema di riscossione non entrerebbe in vigore. In tal caso la Confederazione dovrebbe «eventualmente risarcire le spese all'organo di riscossione per i lavori già intrapresi», scrive il DATEC.
Attualmente il canone radiotelevisivo ammonta a 451,10 franchi annui e viene riscosso riscosso dalla società Billag SA, che ha sede a Friburgo. Essa impiega quasi 250 dipendenti, i cui posti di lavoro rischiano ora di saltare.