Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/258695

<h2>SubmittedText<h2><p>In passato, il Consiglio federale ha più volte espresso il desiderio di avviare negoziati con l’UE per regolamentare le modalità generali di partecipazione della Svizzera alle missioni di promozione della pace organizzate nell’ambito della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC). Trattative in tal senso non hanno però mai preso forma: circostanza assai curiosa, visti i segnali positivi lanciati dall’UE a partire dal 2004. In effetti, numerosi Paesi terzi partecipano in misura diversa alla PSDC.&nbsp;<br>Pur mancando un accordo, la Svizzera ha comunque partecipato a diverse missioni di promozione della pace al fianco dell’UE (in particolare nei settori del rafforzamento dello Stato di diritto e della riforma dei sistemi giudiziari e di polizia).<br>Va sottolineato tuttavia che tali partecipazioni sono state possibili solo grazie alla conclusione di diversi accordi distinti. La stipula di un accordo quadro accelererebbe i tempi e semplificherebbe anche gli aspetti legali, organizzativi e amministrativi legati alla partecipazione del nostro Paese alle missioni di pace. Inoltre, la Svizzera manterrebbe la possibilità di decidere ogni volta se partecipare o meno a una missione specifica. La PSDC si basa infatti su meccanismi decisionali tra Stati. Tale accordo non limiterebbe dunque in alcun modo l’autonomia della Svizzera, che continuerebbe a decidere liberamente in merito alla sua partecipazione, sulla base della legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo.&nbsp;<br>Considerato il notevole deterioramento della situazione della sicurezza in Europa nell’ultimo anno, sembra più che mai necessario che la Svizzera si impegni in maniera chiara, al fianco dell’UE, per contribuire alla pace e alla stabilità nel nostro continente e nel mondo intero.&nbsp;<br>Visto quanto sopra, il Consiglio federale è incaricato di avviare negoziati con l’UE al fine di concludere un accordo quadro sui contributi civili della Svizzera alle missioni di promozione della pace nel quadro della PSDC.&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Come indicato dall’autore della mozione, un accordo quadro di partecipazione (Framework Participation Agreement, FPA) è un accordo che definisce il quadro amministrativo (p.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">es. lo statuto giuridico del personale) su cui si fonda la partecipazione di Stati terzi a missioni e operazioni civili e militari di mantenimento della pace dell’UE. Molti Paesi hanno già concluso un accordo simile con l’UE (p.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">es. la Norvegia, il Perù e il Vietnam). Da diversi anni la Svizzera partecipa regolarmente a missioni e operazioni civili e militari dell’UE, ed è per questo che già dal 2004 si discute sulla conclusione di un accordo quadro di partecipazione. Alla fine del 2020 il Consiglio federale ha adottato un mandato negoziale per un tale accordo limitato al settore civile. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Tenuto conto della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e della situazione geopolitica e di sicurezza sempre più instabile, il Consiglio federale sta valutando di rafforzare la cooperazione internazionale in materia di politica di sicurezza, che comprende anche le missioni militari di mantenimento della pace. Di conseguenza, la conclusione di un accordo quadro di partecipazione con l’UE sarebbe anche un’opzione da considerare per i distaccamenti militari. La conclusione di un tale accordo con l’UE che copra sia il settore civile che quello militare richiederebbe un adeguamento del mandato negoziale adottato nel 2020. Al riguardo sono in corso lavori di chiarimento. </span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.