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BERNA - In Svizzera sette mamme su dieci, che lavorano a tempo parziale, vorrebbero aumentare il loro tempo di lavoro se le condizioni fossero migliori, indica un sondaggio effettuato da Pro Familia Svizzera e la società Empiricon. Tuttavia, una su tre non cambierebbe il suo tasso d'attività.
A spingere le madri a voler aumentare la percentuale sarebbero soprattutto una maggior flessibilità sul posto di lavoro (e la possibilità di telelavoro da casa), l'incentivo finanziario, un minor carico di lavoro domestico e un calo dei prezzi delle strutture di custodia di bambini, indica una nota odierna di Pro Familia. Lo studio è stato pubblicato oggi da alcune testate di Tamedia.
Valérie Piller Carrard, presidente dell'organizzazione, sui domenicali chiede che gli asili nidi siano meno cari oppure gratuiti. «La presa a carico dei bambini in età prescolare deve essere un compito dello Stato, come la scuola dell'obbligo», sostiene la consigliera nazionale (PS/FR).
Secondo il sondaggio, effettuato a inizio marzo su oltre 500 lavoratrici con almeno un figlio, tre quarti delle intervistate hanno ridotto il loro tasso di attività in seguito all'arrivo del bimbo. Il 63% si dice "contenta" della riduzione del tempo di lavoro, mentre il 20% vorrebbero ridurre ulteriormente la percentuale lavorativa.
In Ticino si vuole ridurre il tasso - Tra i risultati dell'indagine emerge che le donne con un'istruzione di grado terziario - ovvero con una formazione professionale superiore - vorrebbero ridurre il loro tasso di attività. La volontà di ridurre la percentuale di lavoro è più elevata in Ticino, rispetto alla Svizzera romanda e tedesca, rileva il sondaggio.
Tuttavia, se tutte le condizioni quadro fossero migliori, in particolare la conciliabilità famiglia-lavoro, circa un terzo delle mamme sarebbe disposto a lavorare a una percentuale uguale o superiore al 70%. In Ticino, esse sarebbero oltre 4 su 10.