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BANGKOK - Il medico e sub australiano che ha svolto un ruolo chiave nel salvataggio dei 12 ragazzi thailandesi e del loro allenatore è riemerso da Tham Luang ieri sera - tra gli ultimi a farlo - per apprendere poco dopo che suo padre era morto in Australia mentre lui era nella grotta.
Lo ha rivelato un suo collega nella clinica dove lavora in patria senza specificare la causa della morte, ma aggiungendo che l'uomo non era malato al momento della partenza del figlio per la Thailandia.
L'anestesista Richard Harris (53 anni) si era unito alla missione di soccorso su esplicita richiesta di altri sub inglesi impegnati nelle operazioni, annullando vacanze già programmate. Ha avuto il compito di decidere l'ordine dell'uscita dei 12 giovani calciatori e dell'allenatore, in base a una valutazione delle loro condizioni di salute.
Harris è particolarmente ammirato nel settore per le sue esplorazioni di grotte in Australia e Nuova Zelanda. Nel 2011, piegato dal lutto, aveva compiuto l'impresa di ripescare una sua compagna di immersioni rimasta senza ossigeno in un'esplorazione in Australia, riportandone in superficie il suo corpo senza vita lungo l'estenuante risalita di 8 km.