Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/246995

<h2>SubmittedText<h2><p>Nello svolgimento del proprio lavoro il Corpo delle guardie di confine (CGCF) è obbligato a rispettare i diritti dell'uomo e i diritti fondamentali della popolazione civile. Singoli casi mostrano però che non è sempre così. Ad esempio, nel 2014 un capo impiego, omettendo di cercare assistenza medica, ha causato lesioni corporali a una donna incinta che lamentava dolori acuti. In seguito la donna ha subito un aborto. Nel 2017 la guardia di confine in questione è stata giudicata colpevole di lesioni corporali. A novembre 2022 alla donna è stata accordata una riparazione pari a 12 000 franchi. Un altro procedimento per minaccia, sequestro di persona, coazione, vie di fatto e abuso d'ufficio è pendente nel Canton Ticino contro più guardie di confine. Dalle indicazioni dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) non è desumibile se e in che modo le guardie di confine sono formate per quel che riguarda i comportamenti penalmente rilevanti e il rispetto dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali. </p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sforzi vengono intrapresi per prevenire violazioni dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali da parte dei membri del CGCF e per sensibilizzare le guardie di confine in materia, in particolare mediante formazioni e perfezionamenti? </p><p>2. Quali direttive interne vi sono o sono state emanate a partire dal 2014 per quanto concerne il rispetto dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali? </p><p align="left">3. È stata valutata la possibilità di incaricare, da gennaio 2023, il Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) di effettuare una verifica della conformità con i diritti dell'uomo della prassi del CGCF (art. 10b cpv. 2 della legge federale del 19 dicembre 2003 su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo; RS 193.9)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'UDSC è consapevole della propria responsabilità per quanto riguarda la tutela dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali sanciti nella Costituzione federale (Cost.) e nelle garanzie internazionali (p. es. Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali [CEDU], Patto II ONU) e si impegna a rispettarli e a prevenirne le violazioni. Il tema dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali nel contesto della protezione dei confini è ampiamente trattato nell'ambito della formazione e del perfezionamento dell'UDSC; di conseguenza i collaboratori sono sensibilizzati in merito. L'UDSC collabora inoltre con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) nel quadro del perfezionamento e del lavoro con i migranti. Attualmente, infatti, circa 150 collaboratori dell'UDSC stanno svolgendo una formazione come "Conversation Leader Migration" e, di conseguenza, vengono formati anche nella comunicazione interculturale nonché nel colloquio specifico con i migranti. Nel quadro dei lavori in corso nell'ambito dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali, l'UDSC esamina anche quali delle misure di sensibilizzazione finora attuate si sono dimostrate particolarmente efficaci nella pratica e identifica in maniera proattiva l'ulteriore potenziale di ottimizzazione.</p><p>2. L'UDSC attribuisce grande importanza al tema dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali e dispone di diverse disposizioni di servizio interne contenenti direttive chiare e uniformi per la protezione dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali, come la tutela della dignità, il trattamento di persone vulnerabili o l'uso proporzionato della coercizione diretta. Le disposizioni di servizio sono sottoposte continuamente a revisione e vengono adattate se necessario. I collaboratori dell'UDSC sono inoltre regolarmente sensibilizzati sui temi attuali relativi ai diritti dell'uomo e ai diritti fondamentali attraverso lettere informative e formazioni. In relazione al summenzionato caso verificatosi nel 2014, sono stati redatte due lettere informative sul tema dell'assistenza medica e sanitaria. In aggiunta sono stati elaborati e implementati piani d'emergenza. Dal 2014 sono inoltre state rielaborate le disposizioni di servizio interne sull'applicazione della coercizione diretta, per illustrare il principio della proporzionalità in modo più chiaro e uniforme. Vi è stato inoltre un adeguamento per quanto riguarda l'idoneità al trasporto. Ai fini della sensibilizzazione e per garantire il rispetto dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali nell'ambito delle perquisizioni personali e del rilevamento dei dati personali sono inoltre stati aggiunti dei capitoli nelle disposizioni di servizio. L'ultima volta che le direttive rielaborate sono state comunicate ai collaboratori dell'UDSC è stato nel 2022, in occasione di una formazione online.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che l'UDSC adempia alla sua responsabilità per quanto riguarda la tutela dei diritti dell'uomo e dei diritti fondamentali, e che esamini e adegui continuamente la sua prassi sulla base di meccanismi di controllo interni ed esterni. Naturalmente l'UDSC è disposto a collaborare con l'Istituzione nazionale per i diritti umani (INDU) o con altri attori indipendenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.