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HOUSTON - La Nasa ha bacchettato la Cina per il caso del razzo Long March 5B, rientrato nell'atmosfera nelle scorse ore e i cui detriti sono caduti nell'Oceano Indiano, a non molta distanza dalle Maldive.
L'ex senatore e astronauta Bill Nelson, ora a capo dell'agenzia spaziale statunitense, ha dichiarato: «Le nazioni che esplorano lo spazio devono ridurre al minimo i rischi per le persone e le proprietà sulla Terra nel rientro di oggetti spaziali e massimizzare la trasparenza riguardo a tali operazioni». Nelson attacca i colleghi cinesi: «È chiaro che la Cina non riesce a soddisfare gli standard responsabili per quanto riguarda i detriti spaziali».
L'incertezza sull'esatto punto del rientro nell'atmosfera del razzo ha causato ansia nell'opinione pubblica, nonostante la possibilità che fosse interessata una zona abitata fosse molto bassa. «È fondamentale che la Cina e tutte le nazioni che viaggiano nello spazio e le entità commerciali agiscano in modo responsabile e trasparente nello spazio per garantire la sicurezza, la stabilità, la sicurezza e la sostenibilità a lungo termine delle attività nello spazio», ha ribadito Nelson.
Dopo il caso dello Skylab del 1979, con grossi pezzi che finirono in Australia, i designer dei velivoli spaziali sono attenti nell'evitare rientri incontrollati fin dalla fase di progettazione. Quanto accaduto con il Long March 5B «fa sembrare pigri i progettisti di missili cinesi», ha detto Jonathan McDowell, astrofisico di Harvard.
La Cina, da parte sua, ha criticato l'allarmismo occidentale sulla questione. «È pratica comune in tutto il mondo che gli stadi superiori dei razzi brucino mentre rientrano nell'atmosfera» ha dichiarato negli scorsi giorni un portavoce del ministero degli Esteri.
La Nasa ha bacchettato la Cina per il caso del razzo Long March 5B, rientrato nell'atmosfera nelle scorse ore e i cui detriti sono caduti nell'Oceano Indiano, a non molta distanza dalle Maldive.