Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/65277

<h2>SubmittedText<h2><p>Diverse regioni periferiche dipendono, dal punto di vista economico, in misura non irrilevante dall'esercito. In zone altrimenti strutturalmente deboli quali l'Oberland bernese, la valle di Hinterrhein, parte della Svizzera centrale e altre regioni, la presenza dell'esercito garantiva ancora fino a poco tempo fa un introito sicuro a molti lavoratori e artigiani locali. Le attuali e le imminenti riforme dell'esercito pregiudicano molti di questi posti di lavoro.</p><p>Allo stesso tempo, Armasuisse tenta di vendere all'estero materiale bellico radiato dal servizio, mettendo a repentaglio la neutralità militare della Svizzera. A questo proposito, alcuni esempi, quali la liquidazione, a partire da maggio 2005, dei carri armati 68 da parte di un'impresa svizzera specializzata, dimostrano che il materiale radiato dal servizio può essere eliminato in maniera proficua anche in Svizzera. Rottamando in Svizzera il materiale bellico radiato dal servizio, potrebbero essere creati nuovi posti di lavoro nei settori dell'eliminazione e della rivalorizzazione, in particolare nelle regioni strutturalmente deboli toccate dal ridimensionamento dell'esercito. Nello stesso tempo, la Confederazione potrebbe rinunciare all'esportazione di materiale bellico radiato dal servizio, esportazione problematica dal punto di vista della politica di neutralità.</p><p>A questo proposito, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Secondo le valutazioni del Consiglio federale, quanti posti di lavoro potrebbero essere creati tramite una politica coerente di eliminazione e rivalorizzazione dei beni militari radiati dal servizio?</p><p>2. Il Consiglio federale è anche disposto a sfruttare questo potenziale di nuovi posti di lavoro?</p><p>3. Quali possibilità vede il Consiglio federale, nel summenzionato settore dell'eliminazione e della rivalorizzazione, per le regioni strutturalmente deboli toccate dal ridimensionamento dell'esercito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In Svizzera, le aziende di eliminazione e di rivalorizzazione qualificate dispongono di grandi capacità. Le capacità esistenti sono state sufficienti per un'eliminazione qualificata del materiale obsoleto dell'esercito svizzero sino in data odierna. Si può pertanto partire dal presupposto che il materiale dell'esercito svizzero che risulterà obsoleto in futuro non porterà alla creazione di ulteriori posti di lavoro.</p><p>2. La risposta alla domanda 2 risulta superflua in considerazione della risposta alla domanda 1.</p><p>3. Le eccedenze di materiale dell'esercito risultanti dal ridimensionamento delle Forze armate saranno in gran parte eliminate entro un periodo che andrà dai tre ai cinque anni. In tale ambito è previsto che il materiale d'armamento in eccedenza moderno (come ad esempio il carro armato di combattimento Leopard) non sia rottamato, ma messo fuori esercizio e immagazzinato al minor costo in infrastrutture di proprietà dell'esercito. Perciò, l'eliminazione o la rivalorizzazione di materiale eccedente dell'esercito svizzero non genererà, a medio e lungo termine, opportunità promettenti per eventuali nuove aziende. Gli stabilimenti di eliminazione più moderni e più efficienti sono attualmente ubicati nelle vicinanze dei materiali destinati all'eliminazione. A causa dei sempre più alti costi dei trasporti, sono concorrenziali le aziende che possono contare su vie di comunicazione ottimali (raccordi ferroviari e autostrade). Il Consiglio federale ritiene che le località situate in regioni strutturalmente deboli siano meno idonee per le attività in questione.</p>  Risposta del Consiglio federale.