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SAN FRANCISCO - Decidere di lavorare da casa in pianta stabile potrebbe tradursi in una busta paga meno opulenta per i dipendenti di Google. A confermarlo un recente scoop di Reuters che ha analizzato il calcolatore di retribuzioni dell'azienda hi-tech dopo il suo annuncio durante la pandemia di permettere a tutti i dipendenti di fare home office, per sempre.
Il risultato evidenzia come chi, deciderà di lavorare in remoto, abitando in aree più periferiche e meno care per quanto riguarda le spese, riceveranno un salario più basso rispetto ai colleghi che preferiranno recarsi in ufficio.
Questo perché Google paga i suoi dipendenti in base ad analisi di mercato locali, dipendenti da stato e città di residenza. Se potrebbe anche sembrare logico alcuni casi evidenziati dall'agenzia di notizie ben evidenziano il disagio di alcuni dipendenti solitamente pendolari.
L'esempio di uno di loro solito a recarsi al lavoro agli uffici di Seattle da una Contea limitrofa con un viaggio di circa 2 ore e che - secondo il nuovo modello - dovrebbe costargli il 10% della paga. Un po' troppo per decidere di rinunciare al lavoro in presenza: «Avevo pensato al lavoro da casa, ma così perdo tutto quello che ho ottenuto facendo carriera».
Sempre stando al calcolatore di Google, continua Reuters che prende come riferimento l'area urbana di New York, il taglio alla busta paga per circa un'ora di treno (dal vicino Connecticut alla Grande Mela) si attesterebbe attorno al 15% per chi decide per il remoto. Una percentuale che si alza al 25% se si prende in considerazione l'assai inflazionata area di San Francisco, in confronto a una più periferica ma non per questo meno cara come quella a ridosso del Lago Tahoe.
«Una cosa è abbastanza chiara, non è che Google debba fare questa cosa per forza di cose», ha commentato il professore in sociologia di St. Louis Jake Rosenfeld, «fino a ora ha pagato i suoi dipendenti al 100% senza grandi problemi, possono permetterselo. Quindi perché cambiare?».
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