Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01195.jsonl.gz/246

I banchieri ribadiscono la loro opposizione all'obbligo di dichiarazione fiscale per i clienti. In un documento strategico inviato al Consiglio federale - di cui la radio della Svizzera tedesca DRS è in possesso - si precisa che devono essere gli istituti di credito a decidere quali clienti controllare e come. Una posizione che ha suscitato aspre critiche.
Di principio i clienti dovrebbero essere responsabili di quanto dichiarano al fisco e non spetta alle banche verificare sistematicamente che abbiano pagato le imposte dovute, ha spiegato Thomas Sutter, responsabile del dipartimento comunicazione e membro del comitato esecutivo dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB). Se esiste un sospetto di evasione fiscale, dev'essere la banca a decidere come effettuare le verifiche e solo se è accertato che i soldi sono stati sottratti al fisco la relazione di clientela dev'essere interrotta.
"Siamo favorevoli a una strategia dei soldi puliti, ma ci opponiamo all'obbligo di dichiarazione", precisa il portavoce aggiungendo che neppure Germania, Francia e Gran Bretagna hanno adottato quet'obbligo. Per l'ASB bisognerebbe applicare regole di comportamento simili a quelle in vigore in caso di sospetto di riciclaggio di denaro.
Il Consiglio federale ha intenzione di presentare misure concrete per restaurare la fiducia nella piazza finanziaria elvetica prima di Natale. In febbraio, quando aveva presentato il rapporto sulla strategia per la piazza finanziaria, il governo aveva proposto che le banche effettuassero maggiori controlli sul denaro che viene depositato, per prevenire che giungano negli istituti elvetici averi non dichiarati.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>