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Le particelle nere generate dai combustibili fossili fanno scurire la neve, che in questo modo assorbe più calore solare
VILLA LAS ESTRELLAS - L'inquinamento in Antartide potrebbe avere effetti ben peggiori rispetto a quanto avviene nel resto del mondo. È quanto ha evidenziato uno studio che ha esaminato l'inquinamento proveniente dal turismo e dalle attività di ricerca tra i ghiacci, che contribuisce allo scioglimento precoce della neve. In particolare è stato calcolato che ogni visitatore può accelerare lo scioglimento estivo di 83 tonnellate di neve.
Gli studiosi hanno analizzato il carbone nero (black carbon) che viene prodotto dalle navi, dagli aerei e dai generatori diesel, arrivando alla conclusione che la sostanza provoca lo scioglimento di 23 mm di neve aggiuntivi ogni estate nelle aree più visitate.
«Quello che il black carbon sta facendo è rendere la neve più scura, che è quindi in grado di assorbire maggiori radiazioni solari» ha dichiarato il coautore dello studio Raùl Cordero dell'Università di Santiago del Cile al Guardian. «Ed è proprio questa energia in più che sta accelerando lo scioglimento della neve».
I ricercatori hanno stimato che tra il 2016 e il 2020 53'000 turisti hanno visitato l'Antartide ogni anno. Un numero che in nome del clima dovrebbe essere ridotto, anche se la ricerca ha mostrato che i maggiori inquinatori sono i ricercatori: il loro impatto è ben dieci volte maggiore rispetto a quello del singolo turista. Ecco perché, sottolinea lo studio, è necessario investire nelle fonti di energia rinnovabile.
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