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LONDRA (Gbr) – “Cezanne censurato”. Apre così il ‘Telegraph’ attaccando il Museo Nazionale Britannico d’Arte Moderna, il Tate Modern. Il motivo? Alla presentazione alla stampa della mostra dedicata al pittore postimpressionista francese Paul Cezanne, l’opera “The Negro Scipio”, un olio su tela realizzato tra il 1866 e il 1868 e conservato a San Paolo in Brasile, è stata ribattezzata semplicemente “Scipio”.
Ovviamente è partita la polemica contro la “cancel culture”, forma moderna e di tendenza di ostracismo su persone e termini ritenuti “scorretti”. “Cezanne riadattato alla nostra epoca?”, si domanda il quotidiano britannico.
Anche perché il messaggio artistico di Cezanne era tutt’altro che razzista. Il quadro rappresenta un uomo di colore che riposa su uno sgabello e voleva denunciare l’oppressione subita dagli schiavi nelle colonie francesi anche dopo la seconda abolizione della schiavitù nel 1848, successiva alla decisione del 1815.
Stando agli organizzatori della mostra, l’obiettivo è accendere i riflettori sul contesto politico dell’artista nella sua Francia tra impero e repubblica, alle prese con l’affare Dreyfus.