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Un rapporto della Commissione europea evidenzia come le tre autorità Ue di supervisione finanziaria si trovino con scarse risorse economiche. Si tratta dell'Autorità bancaria europea (Eba), dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (Eiopa) e dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma).
"Il finanziamento e le risorse delle autorità europee di supervisione devono essere proporzionate ai loro compiti e alle loro responsabilità in costante aumento - si legge nel rapporto -. L'attuale finanziamento, il 60% a carico dei paesi membri e il 40% a carico dell'Ue, è insufficiente per il controllo delle agenzie di rating e dei registri centrali sulle transazioni dei derivati".
Secondo la Commissione europea in gioco c'è la stessa "indipendenza" delle autorità di supervisione che potrebbero risultare non più affidabili agli occhi delle rispettive autorità nazionali.
Purtroppo, si ammette nel rapporto, da un lato aumentare le risorse finanziarie per gli Stati membri si potrebbe rivelare non facile visto il perdurare della crisi economica, dall'altro anche il budget europeo si trova sotto pressione.
Per questo nel rapporto si fanno alcune ipotesi di finanziamento alternativo, come ritoccare la ripartizione delle contribuzioni, introdurre un capitolo budgetario specifico per le autorità di supervisione o introdurre delle contribuzioni onorarie o forfettarie.
Tuttavia la Commissione europea precisa che al momento la performance delle tre autorità è soddisfacente anche se si potrebbe migliorare l'aspetto della protezione dei consumatori e degli investitori. A medio termine si ipotizza una modifica della governance delle tre autorità soprattutto alla luce dei progressi dell'unione bancaria europea.
SDA-ATS