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Il bambino di nove anni intrappolato nel pozzo in Afghanistan è morto: lo hanno annunciato funzionari talebani. Il piccolo era ancora vivo quando i soccorsi lo hanno raggiunto, ma le sue condizioni non erano "buone" e aveva bisogno di "un trattamento locale", aveva detto Ahmadullah Wasiq, un vice portavoce del governo talebano.
Il nonno del piccolo, Haji Abdul Hadi, 50 anni, ha detto all’agenzia di stampa Afp che Haidar era caduto nel buco mentre cercava di "aiutare" gli adulti a perforare un nuovo pozzo nel villaggio devastato dalla siccità.
L’intero villaggio di Shokak, nella provincia afghana di Zabul, si era mobilitato per dare una mano a salvare il bambino che si trovava ormai da oltre due giorni nella voragine profonda 25 metri e rimasto incastrato a 10 metri dalla superficie.
I soccorritori avevano aperto una grande trincea inclinata nella terra con degli escavatori per accedere alla zona dove era intrappolato. Ma hanno dovuto procedere con cautela quando si sono avvicinati al pozzo e sono stati rallentati dal terreno roccioso.
Haidar "ci ha lasciati per sempre", ha twittato Anas Haqqani, consigliere anziano del ministero dell’Interno. "Questo è un altro giorno di lutto e dolore per il nostro Paese", ha aggiunto.
L’incidente ricorda quello avvenuto in Marocco all’inizio di febbraio con Rayan, 5 anni, caduto sul fondo di un pozzo asciutto e trovato senza vita dopo cinque giorni di sforzi incessanti da parte dei soccorritori. La tragedia ha provocato un’emozione notevole, amplificata dalle reti sociali, in Marocco e in tutto il mondo.