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Cosa fare per salvaguardare la diversità linguistica
La ricetta è un disegno di legge che si propone di salvaguardare il quadrilinguismo della Svizzera e promuovere il plurilinguismo individuale.
L'incoraggiamento delle quattro lingue nazionali è un investimento importantissimo in favore della «fragile» Svizzera, per evitare che ogni comunità linguistica vada per la propria strada, ha indicato venerdì la consigliera federale Ruth Dreifuss. In particolare - ha aggiunto - in riferimento alla forte avanzata della «lingua franca internazionale» che è l'inglese.
Cantoni, partiti, organizzazioni e ambienti interessati si pronunceranno sul progetto, che prevede tra l'altro la promozione della competenza linguistica nelle lingue nazionali, l'aumento degli scambi di allievi e insegnanti, la creazione di un centro di competenze per il plurilinguismo e la promozione del romancio e dell'italiano in Ticino e nei Grigioni. Attualmente Berna investe già circa 35 milioni di franchi all'anno per questi scopi.
Nei lavori preliminari - condotti dal Gruppo di lavoro paritetico per la preparazione della legge sulle lingue presieduto dall'ex consigliere agli Stati Andreas Iten (PLR/ZG) - si è tenuto conto di tutti gli aspetti del mandato di politica linguistica assegnato alla Confederazione e ai cantoni, ridefinito grazie all'articolo 70 della Costituzione e a numerosi interventi parlamentari. «Non sono mancate le discussioni, e non in tutti i casi si è trovata una soluzione unanime. In generale l'atteggiamento è stato però estremamente costruttivo», ha indicato Iten.
La Svizzera ha tre lingue ufficiali, iscritte nella Costituzione: il tedesco, il francese e l'italiano. Il romancio è la quarta lingua nazionale ed è attualmente usato ufficialmente nei rapporti tra le autorità e cittadini del canton Grigioni. Il progetto di legge prevede una modifica, che permetterà ai romanci di indirizzarsi alla Confederazione nella loro lingua e di ricevere una risposta in rumantsch grischun.
Nel disegno di legge sono fissati numerosi contributi finanziari di Berna, destinati ad esempio agli scambi linguistici di allievi e insegnanti, allo sviluppo di mezzi didattici e al sostegno di agenzie di stampa attive nelle diverse lingue del paese. Sono previsti anche fondi per l'istituzione di corsi di lingua per persone immigrate in Svizzera e per il sostegno dei quattro cantoni plurilingue: Berna, Friburgo, Grigioni e Vallese.
Il progetto di legge non affronta invece in maniera esaustiva il problema dell'insegnamento precoce dell'inglese: il gruppo di lavoro aspetta che il Consiglio federale prenda posizione al termine della procedura di consultazione, ha indicato Iten. «Il governo non rimarrà in silenzio», ha assicurato la ministra Dreifuss, precisando però che la gestione dell'insegnamento delle lingue rimane comunque di competenza dei cantoni.
Progetto valido, ma attenzione alla burocrazia
«Il progetto presentato costituisce una buona base di discussione», indica la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) in una nota. «La CDPE farà di tutto affinché la futura politica delle lingue della Confederazione venga elaborata in stretta collaborazione con i cantoni e le regioni linguistiche».
Per la CDPE, però, il progetto è un «ampio catalogo di sovvenzioni» che rischia di naufragare nella burocrazia: chiede quindi che le misure adottate in materia di politica linguistica siano ridotte all'essenziale. Priorità dovrà essere data al sostegno dei cantoni plurilingue, al mantenimento e incoraggiamento di italiano e romancio, agli scambi tra gruppi linguistici e alla creazione del centro di competenze.
swissinfo e agenzie
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