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Dopo il netto rifiuto, domenica scorsa, dell'iniziativa dell'UDC per un'immigrazione moderata, il Consiglio federale dovrebbe informare Bruxelles questa settimana sul proseguio delle discussioni relative all'Accordo quadro, anche se per il momento il Consiglio federale non ha ancora avuto molto da dire sulla questione.
La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga avrà questa settimana una conversazione telefonica con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per informarla in dettaglio sui risultati della votazione. Lunedì il vicecancelliere della Confederazione, André Simonazzi, valuterà i risultati della discussione.
Per quanto riguarda l'accordo istituzionale e il suo seguito, il portavoce del governo si è limitato alle generalità. "Il Consiglio federale determinerà la posizione della Svizzera nelle prossime settimane e riprenderà le discussioni con l'Unione europea su una soluzione per i punti dell'accordo ancora aperti", ha affermato nella sua risposta scritta.
Le parti sociali avevano già espresso la loro opposizione su tre punti controversi dell'accordo: l'abolizione delle misure di accompagnamento, la direttiva sui diritti dei cittadini europei e gli aiuti di Stato. Secondo La Tribune de Genève e 24 Heures, le trattative si stanno profilando come una corsa a ostacoli per la Svizzera.
Tuttavia, le aspettative sono diverse. Da parte delle associazioni economiche, il presidente di economiesuisse Heinz Karrer chiede che il Consiglio federale comunichi ora chiaramente quali adeguamenti si aspetta sulle questioni ancora aperte.
Swissmem, l'organizzazione mantello dell'industria meccanica, elettrica e metallurgica, vuole che il governo ratifichi l'accordo quadro anche senza l'accordo delle parti sociali, come ha detto lunedì il presidente uscente Hans Hess nella NZZ.
Fra i partiti l'UDC respinge l'accordo in toto con la motivazione che esso impone giudici stranieri e porta a una perdita inaccettabile della sovranità mentre il PS vi si oppone a causa della mancanza di garanzie per la tutela dei salari. I Verdi, dal canto loro, chiedono che la Svizzera intervenga in materia di dumping fiscale.
Fra i favorevoli all'accordo c'è il PLR anche se nelle scorse settimane l'ex consigliere nazionale Johann Schneider-Ammann lo aveva criticato perchè a suo avviso riduce eccessivamente la sovranità del paese. Il PPD si dice sostanzialmente d'accordo con l'accordo, ma osserva che non ha la maggioranza in Parlamento.
L'UE, da parte sua, auspica una firma "rapida" della bozza sul tavolo. "Mi aspetto ora che il Consiglio federale si adoperi rapidamente per firmare e ratificare l'accordo quadro", scriveva domenica sera Ursula von der Leyen. Questo documento è stato negoziato nel 2018.