Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01058.jsonl.gz/775

BRACKLEY - Soltanto alcune settimane fa l'accordo tra Lewis Hamilton e la Mercedes sembrava una formalità. L'annuncio del nuovo matrimonio tra le parti è però slittato e ancora non c'è stato. La "colpa" sarebbe da attribuire allo stesso britannico che, per restare con le Frecce d'Argento, avrebbe avanzato delle pretese.
Ad ogni modo nei prossimi giorni - forse già ad inizio settimana prossima - l'inglese si legherà al team di Brackley per il Mondiale 2021 (più un'opzione per quello successivo). Il patto, secondo indiscrezioni, prevederebbe che su casco e tuta Hamilton potrà mettere i suoi sponsor personali. Inoltre il diretto interessato avrebbe messo il veto a un eventuale arrivo di Max Verstappen per il 2022 (nonostante sia stimato da Toto Wolff). Insomma sorge il dubbio che in Mercedes sia proprio il campione del mondo in carica a comandare e non la scuderia.
«Se io fossi la Mercedes lo porrei di fronte ad un ultimatum: o accetti queste condizioni o arrivederci perché qui comando io - le parole a F1-insider.com. dell'ex patron della F1 Bernie Ecclestone - Nel 1983 vincemmo il campionato con Piquet e la Brabham. Dovevo decidere chi affiancargli nel 1984 e sostenemmo un ottimo test con un giovane promettente brasiliano, un certo Ayrton Senna. Naturalmente Nelson Piquet si infuriò perché non lo voleva, reagì come un bambino. Aveva subito riconosciuto il valore di Senna. A me non importava, ma il nostro sponsor principale Parmalat non voleva due piloti brasiliani. Ho soppesato tutto e alla fine ho deciso che la pace in seno al team sarebbe stata più importante di tutto. Sono comunque riuscito a trovare un buon sedile a Senna alla Toleman, perché sapevo che sarebbe stato la superstar del futuro e lo volevo in F1».