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Il presidente del partito del Centro Gerhard Pfister propone che gli svizzeri siano tassati per le loro emissioni di CO2 secondo il principio “chi inquina paga”. Pfister ha presentato una proposta, menzionata di recente nel "Tages-Anzeiger": secondo lui, la Confederazione dovrebbe riscuotere una tassa d'incentivazione a partire dal 2030 su tutte le emissioni di gas serra in tutto il Paese, nonché su tutti i voli in partenza dal paese. L'importo dell'imposta verrebbe adattato dalla Confederazione in base alla diminuzione delle emissioni, in modo che la Svizzera raggiunga la neutralità climatica al più tardi entro il 2050.
Inoltre, tutti i prodotti importati sarebbero soggetti a un'imposta a seconda del livello di emissioni di CO2 rilasciate. Le entrate derivanti da questa tassa verrebbero quindi completamente reimmesse nell’economia del paese. Alla fine dell’anno coloro che hanno il minor impatto sul clima riceveranno un indennizzo da parte della Confederazione.
Gli altri, invece, in particolare chi vola molto, guida un’auto a benzina anziché elettrica o fa affidamento sul riscaldamento a gasolio, verrebbe penalizzato finanziariamente: “Se la Svizzera vuole rimanere credibile, deve intraprendere nuove strade per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050”, afferma Gerhard Pfister.
Ma la commissione competente del Consiglio degli Stati non ha apprezzato molto il piano del presidente del Centro. Su un totale di 13 membri, solo 3 hanno votato a favore, 3 erano contrari e 2 si sono astenuti. Il piano di Gerhard Pfister è stato infine sventato dal voto del presidente della commissione, nonchè collega di partito di Pfister, Beat Rieder.
L’idea di una tassa sul clima è sicuramente un approccio interessante, ammette Rieder nel suo rapporto della commissione. Ma va contro “la revisione in corso della legge sul CO2, sia nei tempi che nei contenuti”. E ha aggiunto che, seguendo una “politica pragmatica”, la Commissione si sforza di sviluppare le misure esistenti e respinge un simile cambiamento di sistema.
Beat Rieder non vuole però chiudere del tutto la porta al dialogo ed è aperto ad esaminare diverse opzioni per lo sviluppo futuro della politica climatica. Una parte della Commissione vorrebbe inoltre portare avanti il progetto, sperando che l’applicazione sistematica del principio chi inquina paga consenta di compiere notevoli progressi nel raggiungimento degli obiettivi climatici fissati. Ma la proposta di Gerhard Pfister sembra per ora non avere molte possibilità di riuscita.