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La Svizzera si è impegnata a pagare in franchi svizzeri il suo contributo all’allargamento. In tal modo non corre alcun rischio di cambio. Se la Svizzera avesse deciso di effettuare i versamenti ad esempio in euro o zloty polacchi, in caso di deprezzamento della valuta elvetica avrebbe dovuto effettuare pagamenti aggiuntivi.
Considerato che negli ultimi anni il franco svizzero ha subìto un apprezzamento rispetto alle valute dei Paesi partner, il budget di molti progetti non è stato impiegato interamente ed è stato dunque possibile risparmiare notevoli somme (fino al 30 %). I vantaggi valutari conseguiti finora nella valuta locale nei Paesi dell’EU-10 potrebbero ammontare a 100 milioni di franchi. Ulteriori risparmi sono derivati da acquisti effettuati a un costo inferiore rispetto a quello previsto. Di conseguenza, la Svizzera e le istituzioni responsabili nei Paesi partner hanno concordato i seguenti principi per l’utilizzo dei risparmi:
1. La Svizzera si impegna a impiegare tutti i fondi del contributo all’allargamento per ridurre le disparità sociali ed economiche.
2. A meno che l’accordo di progetto non disponga altrimenti, i risparmi dovrebbero essere impiegati nel progetto in questione in modo ragionevole. Qualora ciò non fosse possibile, la Svizzera non accetta i rispettivi adeguamenti dell’accordo.
3. L’utilizzo dei risparmi deve corrispondere agli obiettivi iniziali del progetto.
4. L’attuazione dell’ampliamento del progetto non può compromettere la conclusione del progetto entro i termini stabiliti.
5. Il Paese partner deve garantire il cofinanziamento (almeno il 15 %) dell’ampliamento del progetto.
6. Il Paese partner si assume il rischio di cambio nel caso di un deprezzamento del franco svizzero.
Applicando tali principi la Svizzera può ad esempio sostenere maggiormente il settore sanitario in Lituania. La DSC può rifornire i reparti maternità di altri 5 ospedali (nel complesso 27) con apparecchiature mediche moderne e la SECO può risanare sotto il profilo energetico altri 8 nosocomi (nel complesso 24). Dal 1994 con il sostegno della Svizzera è stato possibile ridurre i tassi di natalità e di mortalità infantile dell’80% circa.
Nonostante le parti si siano impegnate a utilizzare i risparmi in modo ragionevole, è probabile che, alla fine, la Svizzera non verserà l’intero contributo all’allargamento per l’UE-10. I motivi sono diversi. In vari progetti le possibilità di utilizzare i risparmi in modo adeguato sono limitate o inesistenti. In altri casi, invece, non c’è tempo a sufficienza per ampliare i progetti o garantire il cofinanziamento.