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In un’intervista sul portale GoldSilverWorlds.com, l’economista svizzero Marc Faber dà la sua opinione sull’economia, i metalli preziosi e la situazione geopolitica.
L’attuale situazione geopolitica, secondo Faber, è il risultato dello stesso maldestro intervenzionismo che prevale sui mercati. Ad agire sono le stesse persone incompetenti che gestiscono l’economia e la politica estera degli Stati Uniti nei confronti di paesi come Libia, Siria, Irak, Egitto o Afghanistan. Tutto quello che toccano diventa caos.
Gli Stati Uniti seguono la dottrina Wolfovitz, che non tollera nessun’altra potenza maggiore, come la Cina o la Russia. Più questi paesi acquisiscono potere e più cresce la tensione.
Per Faber questo non significa che gli americani entreranno in guerra. Non hanno i soldi né le risorse umane per condurre questi conflitti. Per contro, Faber prevede il peggioramento delle tensioni in Medio Oriente e soprattutto la disintegrazione dell’Irak in diversi stati.
Riguardo alla perdita di potenza del dollaro, Faber ritiene che l’accordo sul gas fra Cina e Russia sia uno dei sintomi dell’emergere dell’Oriente sulla scena internazionale. La crescita delle società europee si farà sempre più in queste regioni.
Provocando i disordini in Ucraina, gli Stati Uniti hanno mostrato tutta la loro incompetenza, pensando che i russi non avrebbero reagito. Il dollaro come moneta di riserva internazionale si avvia verso il declino.
Faber ritiene che a lungo termine l’attuale ordine monetario non è più sostenibile. Le economie occidentali sono troppo indebitate, le politiche monetarie creano sempre più distanza fra i ricchi e i poveri perchè favoriscono chi possiede degli attivi. Per ritrovare un equilibrio si dovrebbero avere tassi d’interesse che non favoriscono l’attuale inflazione degli attivi. La creazione di moneta può aiutare a rinviare il disastro ma non può impedirlo.