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Il PS svizzero si è detto favorevole alla conclusione di un accordo istituzionale con l'Unione europea. "Il progetto d'accordo messo in consultazione dal Consiglio federale lascia troppe domande senza risposta, a cominciare da quelle sulla protezione dei salari", afferma il Partito socialista in una nota stampa.
"Il governo ha posto in consultazione un documento minimalista di 30 pagine che non basta a rendere conto della portata e della complessità dell'accordo". Il PS gli sottoporrà dunque, nella sua risposta, una lista dettagliata di domande, che esigono risposte chiare se si vuole superare lo scoglio del referendum.
Cruciale" è per il PS la "questione dei salari". Quali minacce pesano su questi ultimi e sulle condizioni di lavoro? Come garantire l'attuale livello di protezione? Altra questione carica d'incognite sono gli aiuti statali. Che conseguenze implicherà il nuovo regime per le società di trasporti pubblici, le banche cantonali, le aziende elettriche, gli ospedali, la politica pubblica dell'alloggio o per la Posta?
Ancora da chiarire, secondo il PS, anche la procedura in caso di divergenze con l'Ue. "È possibile ottenere un compromesso in materia di protezione dei salari in cambio di concessioni sulla direttiva riguardante il diritto dei cittadini dell'unione?". Il PS si aspetta che il Consiglio federale "coordini le sue risposte con l'Ue al fine di evitare qualsiasi malinteso o divergenze d'interpretazione". Tutte le incertezze prevedibili devono essere eliminate il più presto possibile in vista di una probabile votazione popolare, sostiene il partito presieduto da Christian Levrat.