Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/113811

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale afferma che la conciliazione tra vita familiare e vita professionale è una priorità politica. Constatiamo però che i programmi finora attuati fanno quasi esclusivamente riferimento alle questioni concernenti le responsabilità dei genitori nei confronti dei figli. Pur approvando questi programmi, ne deploriamo le lacune. Un altro aspetto problematico della conciliazione tra famiglia e lavoro, su cui intendiamo interrogare il Consiglio federale, è quello della cosiddetta generazione sandwich, ovvero la generazione che non appena terminato di occuparsi dei figli deve iniziare a badare ai genitori, a volte per anni.</p><p>Al riguardo invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Con quali misure si può aiutare la generazione in questione?</p><p>- Sono già stati condotti studi per circoscrivere il fenomeno? Se così non fosse, il Consiglio federale è disposto a commissionarne la realizzazione?</p><p>- Di fronte alle crescenti pressioni sul mercato del lavoro e all'invecchiamento della popolazione, l'esecutivo ritiene di prendere sufficientemente in considerazione la situazione dei salariati che hanno genitori bisognosi di cure, malati o in fin di vita (congedi, cure a domicilio, strutture di accoglienza, aiuti finanziari, ecc.)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella nostra società le famiglie si addossano gran parte del lavoro di assistenza e di cura di bambini, familiari malati e in particolare di familiari anziani - il cosiddetto lavoro di cura. Le donne continuano a svolgere larga parte di questo lavoro non retribuito, anche se gli uomini vi dedicano sempre più tempo. In generale si prevede che in futuro il fenomeno del doppio onere derivante dall'attività lucrativa e dal lavoro di cura aumenterà.</p><p>Come esposto dal Consiglio federale nella risposta al postulato Schenker Silvia 11.4001, "Work and care. Analisi e piano di misure", e nel parere in risposta al postulato Teuscher 11.4011, "Riconoscimento del lavoro dei nonni", sono state condotte o sono in corso di svolgimento diverse inchieste sulla situazione delle persone che dispensano cure ai loro familiari e sull'entità di queste prestazioni. Oltre agli studi pubblicati nel 2010 da organizzazioni private quali Spitex svizzera e l'Associazione Alzheimer svizzera, va menzionata la pubblicazione dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) "Reconnaissance et revalorisation du travail de care - Agir pour l'égalité" (disponibile in francese su <a href="http://www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=fr">www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=fr</a> e in tedesco su <a href="http://www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=de">www.ebg.admin.ch/themen/00008/00465/index.html?lang=de</a>), in cui sono raccolti gli ultimi dati statistici relativi al 2010. Le indicazioni si basano su diverse statistiche allestite e regolarmente aggiornate dall'Ufficio federale di statistica (UST). Vanno citati in particolare il modulo "Lavoro non remunerato" della Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera, che fornisce regolarmente dati sulle prestazioni di assistenza non retribuite dispensate dalle persone nell'economia domestica propria o di terzi, e la statistica sulle persone con disabilità. L'indagine sulla salute in Svizzera raccoglie ogni cinque anni dati sull'aiuto ricevuto e prestato in caso di problemi di salute. In generale diverse statistiche allestite nel settore sanitario, quali la statistica Spitex, possono fornire importanti informazioni sul tema.</p><p>Inoltre, l'UST ha già pubblicato diverse analisi sul tema della conciliabilità tra professione e famiglia. Sul suo portale Statistica svizzera, alle rubriche "Uguaglianza tra donna e uomo" e "Famiglie ed economie domestiche", sono disponibili diversi indicatori in merito, cui se ne aggiungeranno altri nei prossimi anni. Nel 2013 l'UST prevede di svolgere il microcensimento "Famiglie e generazioni", che tratterà tra l'altro dei rapporti interfamiliari e intergenerazionali e della conciliabilità tra professione e famiglia. Inoltre, il 29 giugno 2011 il Consiglio federale ha approvato il rapporto "Soins palliatifs, prévention du suicide et assistance organisée au suicide" (disponibile in francese e tedesco) e incaricato il Dipartimento federale dell'interno di istituire un gruppo di lavoro interdipartimentale che avrà il compito di proporre misure per una migliore conciliabilità tra attività lavorativa e assistenza ai parenti affetti da malattie incurabili. Dal canto suo, l'UFU ha commissionato uno studio sul tema della sicurezza sociale per il lavoro di cura non retribuito prestato da donne e uomini, che sarà pubblicato presumibilmente nella primavera del 2012.</p><p>Il Consiglio federale ritiene quindi che le basi esistenti o in preparazione siano sufficienti.</p><p>Attualmente diversi strumenti permettono di sostenere le persone che assistono i familiari, ad esempio gli accrediti dell'AVS per compiti educativi e assistenziali. Inoltre, con il nuovo finanziamento delle cure in vigore dal 1° gennaio 2011, anche le persone con un leggero bisogno di cure che vivono a casa possono ricevere un assegno per grandi invalidi. L'UFU sostiene inoltre progetti che promuovono la conciliazione tra vita professionale e lavoro di cura concedendo aiuti finanziari secondo la legge federale sulla parità dei sessi. Anche il lavoro volontario prestato da organizzazioni quali Pro Senectute, la Croce Rossa Svizzera e l'Associazione Alzheimer svizzera permette di aiutare le persone che si prendono cura dei familiari. La Confederazione sostiene queste organizzazioni mediante sussidi ai sensi dell'articolo 101bis LAVS finanziati tramite il fondo AVS. Spetta tuttavia ai cantoni creare servizi per sgravare queste persone. Va infine ricordato che il lavoro di cura non retribuito è oggetto delle iniziative parlamentari Meier-Schatz 11.411, "Assegno di accompagnamento alle persone che assistono i propri familiari", e 11.412, "Condizioni quadro per sgravare le persone che prestano cure a loro familiari". Al momento, il Consiglio federale non ritiene dunque necessario intervenire ulteriormente.</p>  Risposta del Consiglio federale.