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L'Unione sindacale svizzera propone un modello di riforma del sistema previdenziale, in maniera da garantire una rendita minima di 3’000 franchi.
Secondo l’associazione, oltre la metà delle rendite pensionistiche non arrivano alla cifra minima richiesta e un pensionato su quattro deve cavarsela con meno di 2'000 franchi.
L'Unione sindacale svizzera (USS) ha presentato lunedì un proprio modello di riforma del sistema previdenziale, che prevede il rafforzamento dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) a scapito della cassa pensione obbligatoria.
L'obiettivo è quello di garantire ad ogni pensionato una rendita minima di almeno 3’000 franchi. I maggiori costi sono stati calcolati in 3,7 miliardi di franchi.
Oltre il 50 % delle rendite pensionistiche non arrivano a tremila franchi mensili: un pensionato su quattro deve inoltre cavarsela con meno di duemila franchi e solo una minoranza della popolazione beneficia dei tre pilastri previdenziali, ha detto in una conferenza stampa a Berna Otto Piller, già direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e membro del gruppo di esperti che l'USS ha incaricato di elaborare il modello pensionistico.
Coprire «in modo appropriato»
L'AVS – come precisa la Costituzione federale – «deve coprire in modo appropriato i bisogni vitali»: questa la premessa degli esperti, ha spiegato Pierre Gilliand, professore onorario dell'Università di Losanna e coautore dello studio. Inoltre secondo gli esperti, l'AVS si adegua meglio ai cambiamenti sociali e genera una più equa ridistribuzione delle risorse. La cassa pensione, invece, si rivela insignificante per i redditi modesti. Il primo pilastro è anche meno dispendioso dal punto di vista amministrativo.
Per quanto concerne la stabilità economica e finanziaria, i due sistemi offrono garanzie simili, afferma lo studio: entrambi conoscono costi supplementari per la popolazione attiva a causa dell'invecchiamento.
Gli esperti preconizzano il riequilibrio dei due tipi di assicurazione. L'AVS, basata sulla ripartizione, dovrebbe passare a un minimo di 3000 franchi al mese per le persone sole e di 4'500 per le coppie. Questo obiettivo impone tra l'altro una riduzione dello scarto tra rendita minima (attualmente 1'500 franchi) e massima (2'500). Per garantire un reddito a chi non ha potuto pagare le proprie quote tutta la vita sarebbero mantenute le prestazioni complementari.
Donne favorite
I dati statistici a disposizione sul sistema pensionistico sono relativamente lacunosi, ha affermato Colette Nova, coautrice della ricerca e segretaria all'USS. Le simulazioni forniscono dunque solo cifre approssimative, ma danno un'idea dell'ordine di grandezza del cambiamento. I reddditi più modesti (fino a 3'500-4'000 franchi) trarrebbero grande vantaggio da una tale riforma, ha detto Gilliand.
Tra 4'000 e 6'000 franchi il reddito dopo il pensionamento risulterebbe praticamente immutato. Risulterebbero penalizzati da questo modello in particolare i redditi al di sopra di 7'000-8'000 franchi. «Ma questa categoria può disporre del terzo pilastro e non soffrirebbe troppo», ha detto Piller.
Tra i maggiori beneficiari della riforma vi sarebbero le donne, ha spiegato Colette Nova. Attualmente le pensionate hanno ad esempio un reddito mensile medio di 2'500 franchi, 750 in meno degli uomini. Gli scarti di reddito sono particolarmente flagranti nel secondo pilastro, dove solo il 22 % della somma delle rendite va nelle tasche delle donne. L'altra categoria avvantaggiata è quella di persone con attività lucrativa discontinua.
Gli esperti non si sono espressi sui metodi di finanziamento della riforma. Per coprire i 3,7 miliardi di costi preventivati hanno considerato vari modelli comprendenti prelievi sui salari, aumento dell'IVA e tasse ecologiche. Tuttavia la scelta è una questione politica, ha affermato Piller.
swissinfo e agenzie
In breve
L'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS), entrata in vigore nel 1948, è il pilastro centrale della previdenza sociale svizzera. L'AVS deve permettere di far fronte, perlomeno in parte, alla diminuzione o all'interruzione dell'entrata salariale causata dalla vecchiaia o dalla morte.
L'AVS è una componente della rete di assicurazioni sociali basata sul concetto dei cosiddetti tre pilastri. L'AVS e l'assicurazione per l'invalidità, unitamente alle prestazioni complementari, costituiscono il primo pilastro. Esso deve garantire un minimo esistenziale ed è obbligatorio.
La previdenza professionale (cassa pensioni), anch'essa obbligatoria, costituisce il secondo pilastro, mentre la previdenza personale facoltativa, ovvero il risparmio, rappresenta il terzo pilastro.