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NEUCHÂTEL - «La situazione sanitaria è migliore nella Svizzera romanda rispetto alla Svizzera tedesca, ma il numero di contaminazioni è rimasto a un livello elevato, che rimane pericoloso», così Alain Berset, oggi, in occasione di un incontro nel canton Neuchâtel per discutere sulla situazione pandemica.
Il problema principale di questa seconda ondata, ha sottolineato, resta l'alta pressione sugli operatori sanitari. Berset ha poi fatto notare come le misure prese abbiano lo scopo di evitare di trovarsi «di fronte a un muro» entro poche settimane e di dover «chiudere tutto». «Non dobbiamo adagiarci sugli allori», ha sottolineato.
Nel corso della giornata Alain Berset ha discusso della situazione attuale con il personale e i dirigenti delle unità di terapia intensiva a Neuchâtel. Ha poi incontrato le future infermiere in formazione e ha discusso con loro del futuro del sistema sanitario. Il suo obiettivo, ha dichiarato, è «che il tasso di riproduzione scenda al di sotto di 0,8. Ciò ridurrebbe notevolmente il numero di nuovi contagi».
Il consigliere federale si è quindi detto lieto di vedere che «si avvicina il momento della vaccinazione». «Swissmedic sta lavorando alle approvazioni - ha aggiunto -. Non ci sono compromessi per quanto riguarda la qualità e la sicurezza dei vaccini».
«La campagna di vaccinazione rappresenta un'enorme sfida logistica. Questa campagna guadagnerà slancio nel 2021. Tuttavia - ha concluso - è necessario continuare a rispettare le misure di sicurezza sanitaria nonostante l'arrivo dei vaccini. La campagna di vaccinazione richiederà molto tempo».