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NEW YORK - Facebook nel corso degli anni ha stretto diverse partnership con altre aziende tecnologiche come Apple, Amazon, Netflix e Spotify, ma «nessuna di queste ha dato alle aziende l'accesso alle informazioni senza il permesso degli utenti». Lo precisa Facebook sul suo blog a seguito della pubblicazione dell'inchiesta del New York Times.
Gli accordi sono stati di due tipi. Il primo è servito a consentire agli utenti di accedere all'account o a funzioni del social network su vari dispositivi e piattaforme di compagnie come Apple, Amazon, Blackberry e Yahoo. Il secondo ha permesso di incrementare l'esperienza social, ad esempio vedendo le raccomandazioni degli amici di Facebook, su altre app e siti popolari come Netflix, Spotify e lo stesso New York Times.
Il social network spiega di essere stato chiaro, negli anni, su queste partnership e funzioni, che tuttavia al momento, in gran parte, non sono più in essere.
Nel post si conferma che alcune aziende hanno avuto accesso ai messaggi, ma solo dopo l'azione esplicita degli utenti. L'esempio è l'utente che accede all'account Facebook all'interno dell'applicazione di Spotify per scambiarsi messaggi senza dover uscire da quella app.