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L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera,
visto l’articolo 122 capoverso 1 della Costituzione federale1; visto il messaggio del Consiglio federale del 28 giugno 20062,
decreta:
Art. 1 Oggetto
Il presente Codice disciplina la procedura dinanzi alle giurisdizioni cantonali per:
- a.
- le vertenze civili;
- b.
- i provvedimenti giudiziali di volontaria giurisdizione;
- c.
- le pratiche giudiziali in materia di esecuzione per debiti e fallimenti;
- d.
- l’arbitrato.
Art. 2 Relazioni internazionali
Sono fatte salve le disposizioni dei trattati internazionali e della legge federale del 18 dicembre 19871 sul diritto internazionale privato (LDIP).
Art. 3 Organizzazione dei tribunali e delle autorità di conciliazione
Salvo che la legge disponga altrimenti, l’organizzazione dei tribunali e delle autorità di conciliazione è determinata dal diritto cantonale.
Art. 4 Principi
1Salvo che la legge disponga altrimenti, il diritto cantonale determina la competenza per materia e la competenza funzionale dei tribunali.
2Se la competenza per materia dipende dal valore litigioso, quest’ultimo è determinato secondo il presente Codice.
Art. 5 Istanza cantonale unica
1Il diritto cantonale designa il tribunale competente a decidere, in istanza cantonale unica, nei seguenti ambiti:
- a.
- controversie in materia di proprietà intellettuale, comprese quelle relative alla nullità, alla titolarità, all’utilizzazione su licenza, al trasferimento e alla violazione di tali diritti;
- b.
- controversie in materia cartellistica;
- c.
- controversie vertenti sull’uso di una ditta commerciale;
- d.
- controversie secondo la legge federale del 19 dicembre 19861 contro la concorrenza sleale, in quanto il valore litigioso ecceda 30 000 franchi o in quanto la Confederazione eserciti il suo diritto d’azione;
- e.
- controversie secondo la legge del 18 marzo 19832 sulla responsabilità civile in materia nucleare;
- f.
- azioni giudiziali contro la Confederazione;
- g.
- designazione di un controllore speciale secondo l’articolo 697b del Codice delle obbligazioni3 (CO);
- h.4
- controversie secondo la legge del 23 giugno 20065 sugli investimenti collettivi, la legge del 19 giugno 20156 sull’infrastruttura finanziaria e la legge del 15 giugno 20187 sugli istituti finanziari;
- i.8
- controversie secondo la legge del 21 giugno 20139 sulla protezione degli stemmi, la legge federale del 25 marzo 195410 concernente la protezione dell’emblema e del nome della Croce Rossa e la legge federale del 15 dicembre 196111 concernente la protezione dei nomi e degli emblemi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e d’altre organizzazioni intergovernative.
2Questo tribunale è parimenti competente per l’emanazione di provvedimenti cautelari prima della pendenza della causa.
Art. 6 Tribunale commerciale
1I Cantoni possono attribuire a un tribunale specializzato il giudizio, in istanza cantonale unica, sul contenzioso commerciale (tribunale commerciale).
2Vi è contenzioso commerciale se:
- a.
- la controversia si riferisce all’attività commerciale di una parte almeno;
- b.
- la decisione del tribunale è impugnabile con ricorso in materia civile al Tribunale federale; e
- c.
- le parti risultano iscritte nel registro svizzero di commercio o in un analogo registro estero.
3Se soltanto il convenuto è iscritto nel registro svizzero di commercio o in un analogo registro estero, ma le altre condizioni risultano adempiute, l’attore può scegliere tra il tribunale commerciale e il giudice ordinario.
4I Cantoni possono altresì attribuire al tribunale commerciale il giudizio su:
- a.
- le controversie di cui all’articolo 5 capoverso 1;
- b.
- le controversie in materia di società commerciali e cooperative.
5Il tribunale commerciale è parimenti competente per l’emanazione di provvedimenti cautelari prima della pendenza della causa.
Art. 7 Tribunale per le controversie derivanti da assicurazioni complementari all’assicurazione sociale contro le malattie
I Cantoni possono designare un tribunale competente a decidere, in istanza cantonale unica, le controversie derivanti da assicurazioni complementari all’assicurazione sociale contro le malattie secondo la legge federale del 18 marzo 19941 sull’assicurazione malattie.
Art. 8 Azione diretta davanti all’autorità giudiziaria superiore
1Nelle controversie patrimoniali in cui il valore litigioso raggiunga almeno 100 000 franchi l’attore, con l’accordo del convenuto, può deferire la causa direttamente all’autorità giudiziaria superiore.
2L’autorità giudiziaria superiore giudica in istanza cantonale unica.
Art. 9 Foro imperativo
1Un foro è imperativo soltanto se la legge lo prescrive espressamente.
2Le parti non possono derogare a un foro imperativo.
Art. 10 Domicilio e sede
1Salvo che il presente Codice disponga altrimenti, le azioni si propongono:
- a.
- contro una persona fisica, al giudice del suo domicilio;
- b.
- contro una persona giuridica, enti o istituti di diritto pubblico oppure società in nome collettivo o in accomandita, al giudice della loro sede;
- c.
- contro la Confederazione, alla Corte suprema del Cantone di Berna o al tribunale cantonale del Cantone di domicilio, sede o dimora abituale dell’attore;
- d.
- contro un Cantone, a un tribunale del capoluogo cantonale.
2Il domicilio si determina secondo il Codice civile1 (CC). L’articolo 24 CC non è tuttavia applicabile.
Art. 11 Luogo di dimora
1Se il convenuto non ha un domicilio, è competente il giudice nel luogo della sua dimora abituale.
2La dimora abituale è il luogo in cui una persona vive per una certa durata, anche se tale durata è limitata a priori.
3Se il convenuto non ha una dimora abituale, è competente il giudice del suo ultimo luogo di dimora conosciuto.
Art. 12 Stabile organizzazione
Le azioni derivanti dalla gestione di un domicilio professionale o d’affari o di una succursale si propongono al giudice del domicilio o della sede del convenuto o al giudice del luogo di tale stabile organizzazione.
Art. 13 Provvedimenti cautelari
Salvo che la legge disponga altrimenti, per l’emanazione di provvedimenti cautelari è imperativo:
- a.
- il foro competente per la causa principale; oppure
- b.
- il foro del luogo dove il provvedimento deve essere eseguito.
Art. 14 Domanda riconvenzionale
1Al giudice territorialmente competente per l’azione principale si può proporre domanda riconvenzionale se le due sono materialmente connesse.
2Questo foro sussiste anche quando l’azione principale viene meno per qualsivoglia ragione.
Art. 15 Litisconsorzio e cumulo di azioni
1Se l’azione è diretta contro più litisconsorti, il giudice competente per un convenuto lo è anche per gli altri, eccetto che questo foro risulti soltanto da una proroga.
2Se contro un convenuto sono fatte valere più pretese materialmente connesse, il giudice competente per una di esse lo è anche per le altre.
Art. 16 Azione di chiamata in causa
Per l’azione di chiamata in causa è competente il giudice del processo principale.
Art. 17 Proroga di foro
1Salvo che la legge disponga altrimenti, le parti possono pattuire il foro per una controversia esistente o futura in materia di pretese derivanti da un determinato rapporto giuridico. Salva diversa stipulazione, l’azione può essere proposta soltanto al foro pattuito.
2Il patto deve essere stipulato per scritto o in un’altra forma che consenta la prova per testo.
Art. 18 Costituzione in giudizio del convenuto
Salvo che la legge disponga altrimenti, il giudice adito è competente dal momento in cui il convenuto si esprime nel merito senza sollevare l’eccezione d’incompetenza.
Art. 19 Volontaria giurisdizione
Salvo che la legge disponga altrimenti, in materia di volontaria giurisdizione è imperativamente competente il giudice o l’autorità amministrativa del domicilio o della sede del richiedente.
Art. 20 Protezione della personalità e protezione dei dati
Per le seguenti azioni e istanze è competente il giudice del domicilio o della sede di una delle parti:
- a.
- azioni per lesione della personalità;
- b.
- istanze nell’ambito del diritto di risposta;
- c.
- azioni di protezione del nome e di contestazione del cambiamento di nome;
- d.
- azioni e istanze secondo l’articolo 15 della legge federale del 19 giugno 19921 sulla protezione dei dati.
Art. 21 Dichiarazione di morte e di scomparsa
Per le istanze di dichiarazione di morte o di scomparsa (art. 34–38 CC1) è imperativo il foro dell’ultimo domicilio conosciuto della persona scomparsa.
Art. 22 Rettificazione dei registri dello stato civile
Per le azioni di rettificazione di registri dello stato civile è imperativo il foro del circondario in cui i dati anagrafici sono stati registrati o avrebbero dovuto esserlo.
Art. 23 Istanze e azioni di diritto matrimoniale
1Per le istanze e azioni di diritto matrimoniale, incluse le istanze di provvedimenti cautelari, è imperativo il foro del domicilio di una parte.
2Per le istanze di separazione dei beni proposte dall’autorità di vigilanza in materia di esecuzione per debiti è imperativo il foro del domicilio del debitore.
Art. 24 Istanze e azioni nell’ambito dell’unione domestica registrata
Per le istanze e azioni nell’ambito dell’unione domestica registrata, incluse le istanze di provvedimenti cautelari, è imperativo il foro del domicilio di una parte.
Art. 25 Accertamento e contestazione della filiazione
Per le azioni di accertamento o contestazione della filiazione è imperativo il foro del domicilio di una parte.
Art. 26 Azioni di mantenimento e di assistenza
Per le azioni di mantenimento indipendenti proposte dal figlio contro i genitori e per le azioni per violazione dell’obbligo di assistenza fra parenti è imperativo il foro del domicilio di una parte.
Art. 27 Pretese della madre nubile
Per le pretese della madre nubile è imperativo il foro del domicilio di una parte.
Art. 28
1Per le azioni di diritto successorio, nonché per quelle di liquidazione del regime dei beni in caso di morte di uno dei coniugi o dei partner registrati è competente il giudice dell’ultimo domicilio del defunto.
2Per le misure in relazione alla devoluzione dell’eredità è imperativamente competente l’autorità dell’ultimo domicilio del defunto. Se la morte non è avvenuta nel luogo di domicilio, l’autorità del luogo del decesso ne avvisa quella del domicilio e prende le misure necessarie per la conservazione dei beni che si trovano nel luogo del decesso.
3Le azioni indipendenti concernenti l’attribuzione ereditaria di un’azienda o di un fondo agricoli possono essere proposte anche al giudice del luogo di situazione della cosa.
Art. 29 Fondi
1Per le seguenti azioni è competente il giudice del luogo in cui il fondo è o dovrebbe essere intavolato nel registro fondiario:
- a.
- azioni reali;
- b.
- azioni contro la comunione dei proprietari per piani;
- c.
- azioni di costituzione di diritti di pegno legali.
2Le altre azioni che si riferiscono a diritti su fondi possono essere proposte anche al giudice del domicilio o della sede del convenuto.
3Se l’azione concerne più fondi oppure se il fondo è stato intavolato nel registro fondiario in più circondari, è competente il giudice del luogo di situazione del fondo di maggiore estensione, rispettivamente quello dove si trova la parte più estesa del fondo.
4Nelle cause di volontaria giurisdizione concernenti diritti su fondi è imperativo il foro del luogo in cui il fondo è o dovrebbe essere intavolato nel registro fondiario.
Art. 30 Cose mobili
1Per le azioni in materia di diritti reali mobiliari o di possesso di cose mobili e per le azioni in materia di crediti garantiti da pegno mobiliare è competente il giudice del domicilio o della sede del convenuto o il giudice del luogo di situazione della cosa.
2Nelle cause di volontaria giurisdizione è imperativo il foro del domicilio o della sede del richiedente o il foro del luogo di situazione della cosa.
Art. 31 Principio
Per le azioni derivanti da contratto è competente il giudice del domicilio o della sede del convenuto oppure il giudice del luogo in cui dev’essere eseguita la prestazione caratteristica.
Art. 32 Contratti conclusi con consumatori
1In materia di controversie derivanti da contratti conclusi con consumatori è competente:
- a.
- per le azioni del consumatore, il giudice del domicilio o della sede di una delle parti;
- b.
- per le azioni del fornitore, il giudice del domicilio del convenuto.
2Sono contratti conclusi con consumatori quelli su prestazioni di consumo corrente destinate al fabbisogno personale o familiare del consumatore e offerte dall’altra parte nell’ambito della sua attività professionale o commerciale.
Art. 33 Locazione e affitto di beni immobili
Per le azioni in materia di locazione e di affitto di beni immobili è competente il giudice del luogo di situazione della cosa.
Art. 34 Diritto del lavoro
1Per le azioni in materia di diritto del lavoro è competente il giudice del domicilio o della sede del convenuto o il giudice del luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente il lavoro.
2Per le azioni fondate sulla legge del 6 ottobre 19891 sul collocamento, proposte da una persona in cerca di impiego o da un lavoratore, oltre al giudice di cui al capoverso 1 è competente anche il giudice del luogo del domicilio d’affari del collocatore o del prestatore con cui è stato concluso il contratto.
Art. 35 Rinuncia ai fori legali
1Non possono rinunciare ai fori secondo gli articoli 32–34, né a priori, né mediante costituzione in giudizio:
- a.
- il consumatore;
- b.
- il conduttore o affittuario di locali di abitazione o commerciali;
- c.
- l’affittuario agricolo;
- d.
- la persona in cerca d’impiego o il lavoratore.
2Rimane salva la proroga di foro pattuita dopo l’insorgere della controversia.
Art. 36 Principio
Per le azioni da atto illecito è competente il giudice del domicilio o della sede del danneggiato o del convenuto o il giudice del luogo dell’atto o dell’evento.
Art. 37 Risarcimento in caso di provvedimenti cautelari ingiustificati
Per le azioni di risarcimento del danno in caso di provvedimenti cautelari ingiustificati è competente il giudice del domicilio o della sede del convenuto o il giudice del luogo in cui il provvedimento è stato emanato.
Art. 38 Incidenti di veicoli a motore e di cicli
1Per le azioni in materia di incidenti di veicoli a motore e di cicli è competente il giudice del domicilio o della sede del convenuto o il giudice del luogo dell’incidente.
2Se l’azione è diretta contro l’Ufficio nazionale di assicurazione (art. 74 della LF del 19 dic. 19581 sulla circolazione stradale, LCStr) o contro il Fondo nazionale di garanzia (art. 76 LCStr), oltre al giudice di cui al capoverso 1 è competente anche il giudice del luogo di una delle loro succursali.
Art. 39 Azione in via adesiva nel processo penale
È fatta salva la competenza del giudice penale per il giudizio delle pretese civili fatte valere in via adesiva.
Art. 40 Diritto societario
Per le azioni di responsabilità in materia di diritto societario è competente il giudice del domicilio o della sede del convenuto o il giudice della sede della società.
Art. 42 Fusioni, scissioni, trasformazioni e trasferimenti di patrimonio
Per le azioni fondate sulla legge del 3 ottobre 20031 sulla fusione è competente il giudice della sede di uno dei soggetti giuridici coinvolti.
Art. 43 Ammortamento di titoli di credito e di polizze assicurative; divieto di pagamento
1Per l’ammortamento di titoli di partecipazione è imperativo il foro del luogo di sede della società.
2Per l’ammortamento di titoli di pegno immobiliare è imperativo il foro del luogo in cui il fondo è intavolato nel registro fondiario.
3Per l’ammortamento degli altri titoli di credito come pure delle polizze assicurative è imperativo il foro del domicilio o del luogo di sede del debitore.
4Per il divieto di pagamento in materia di cambiali e assegni bancari e per il loro ammortamento è imperativo il foro del luogo del pagamento.
Art. 44 Prestiti in obbligazioni
Per l’autorizzazione a convocare l’assemblea degli obbligazionisti la competenza per territorio è retta dall’articolo 1165 CO1.
Art. 45 Investimenti collettivi
Per le azioni degli investitori e del rappresentante della comunità degli investitori è imperativo il foro del luogo di sede del titolare dell’autorizzazione interessato.
Art. 46
Per le azioni fondate sulla legge federale dell’11 aprile 18891 sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) la competenza per territorio è determinata dal presente capitolo, in quanto la LEF non preveda un altro foro.
Art. 47 Motivi
1Chi opera in seno a un’autorità giudiziaria si ricusa se:
- a.
- ha un interesse personale nella causa;
- b.
- ha partecipato alla medesima causa in altra veste, segnatamente come membro di un’autorità, patrocinatore di una parte, perito, testimone o mediatore;
- c.
- è o era unito in matrimonio, vive o viveva in unione domestica registrata oppure convive di fatto con una parte, il suo rappresentante o una persona che ha partecipato alla medesima causa come membro della giurisdizione inferiore;
- d.
- è in rapporto di parentela o affinità in linea retta, o in linea collaterale fino al terzo grado incluso, con una parte;
- e.
- è in rapporto di parentela o affinità in linea retta, o in linea collaterale fino al secondo grado incluso, con il rappresentante di una parte o con una persona che ha partecipato alla medesima causa come membro della giurisdizione inferiore;
- f.
- per altri motivi, segnatamente a causa di amicizia o inimicizia con una parte o il suo rappresentante, potrebbe avere una prevenzione nella causa.
2Non è in sé motivo di ricusazione segnatamente la partecipazione:
- a.
- alla decisione circa il gratuito patrocinio;
- b.
- alla procedura di conciliazione;
- c.
- al rigetto dell’opposizione secondo gli articoli 80–84 LEF1;
- d.
- all’emanazione di provvedimenti cautelari;
- e.
- alla procedura a tutela dell’unione coniugale.
Art. 48 Obbligo di comunicazione
Chi opera in seno a un’autorità giudiziaria e si trova in un caso di possibile ricusazione lo comunica tempestivamente e si astiene spontaneamente se ne ritiene dato il motivo.
Art. 49 Domanda di ricusazione
1La parte che intende ricusare una persona che opera in seno a un’autorità giudiziaria deve presentare al giudice la relativa domanda non appena è a conoscenza del motivo di ricusazione. Deve rendere verosimili i fatti su cui si fonda la domanda.
2Il ricusando si pronuncia sulla domanda.
Art. 50 Decisione
1Se il motivo di ricusazione è contestato, decide il giudice.
2La decisione del giudice è impugnabile mediante reclamo.
Art. 51 Conseguenze della violazione delle norme sulla ricusazione
1Gli atti ufficiali ai quali ha partecipato una persona tenuta a ricusarsi sono annullati e ripetuti se una parte lo richiede entro dieci giorni da quello in cui è venuta a conoscenza del motivo di ricusazione.
2Le prove già esperite ma non più ripetibili possono essere nondimeno prese in considerazione.
3Se il motivo di ricusazione è scoperto soltanto dopo la chiusura del procedimento, si applicano le disposizioni sulla revisione.
Art. 52 Comportamento secondo buona fede
Tutte le persone che partecipano al procedimento devono comportarsi secondo buona fede.
Art. 53 Diritto di essere sentiti
1Le parti hanno il diritto di essere sentite.
2Le parti hanno segnatamente il diritto di consultare gli atti e di farsene rilasciare copia, sempre che preponderanti interessi pubblici o privati non vi si oppongano.
Art. 54 Pubblicità del procedimento
1Le udienze e l’eventuale comunicazione orale della sentenza sono pubbliche. Le decisioni sono rese accessibili al pubblico.
2Il diritto cantonale determina se anche la deliberazione della sentenza dev’essere pubblica.
3Il giudice può ordinare che il procedimento si svolga, in tutto o parzialmente, a porte chiuse, se l’interesse pubblico o l’interesse degno di protezione di un partecipante al processo lo richiedano.
4I procedimenti nelle cause del diritto di famiglia non sono pubblici.
Art. 55 Principio dispositivo e riserva del principio inquisitorio
1Le parti devono dedurre in giudizio i fatti su cui poggiano le loro domande e indicare i mezzi di prova.
2Sono fatte salve le disposizioni di legge concernenti l’accertamento dei fatti e l’assunzione delle prove d’ufficio.
Art. 56 Interpello
Se le allegazioni di una parte non sono chiare, sono contraddittorie o imprecise oppure manifestamente incomplete, il giudice dà alla parte l’opportunità di rimediarvi ponendole pertinenti domande.
Art. 57 Applicazione d’ufficio del diritto
Il giudice applica d’ufficio il diritto.
Art. 58 Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato e riserva della non vincolatività delle conclusioni delle parti
1Il giudice non può aggiudicare a una parte né più di quanto essa abbia domandato, né altra cosa, né meno di quanto sia stato riconosciuto dalla controparte.
2Sono fatte salve le disposizioni di legge secondo le quali il giudice non è vincolato dalle conclusioni delle parti.
Art. 59 Principio
1Il giudice entra nel merito di un’azione o istanza se sono dati i presupposti processuali.
2Sono presupposti processuali segnatamente:
- a.
- l’interesse degno di protezione dell’attore o instante;
- b.
- la competenza per materia e per territorio del giudice;
- c.
- la capacità di essere parte e la capacità processuale;
- d.
- l’assenza di litispendenza altrove;
- e.
- l’assenza di regiudicata;
- f.
- la prestazione degli anticipi e della cauzione per le spese giudiziarie.
Art. 60 Esame dei presupposti processuali
Il giudice esamina d’ufficio se sono dati i presupposti processuali.
Art. 61 Patto d’arbitrato
Se le parti hanno pattuito di sottoporre ad arbitrato una controversia compromettibile, il giudice statale adito declina la propria competenza, eccetto che:
- a.
- il convenuto si sia incondizionatamente costituito in giudizio;
- b.
- il giudice statale accerti la manifesta nullità o inadempibilità del patto d’arbitrato; oppure
- c.
- il tribunale arbitrale non possa essere costituito per motivi manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale.
Art. 62 Inizio della pendenza della causa
1Il deposito dell’istanza di conciliazione, della petizione, dell’istanza introduttiva del giudizio o della richiesta comune di divorzio determina la pendenza della causa.
2Alle parti è data conferma del ricevimento dell’atto.
Art. 63 Pendenza della causa in caso di incompetenza e di errato tipo di procedura
1Se l’atto ritirato o respinto per incompetenza del giudice o dell’autorità di conciliazione aditi è riproposto entro un mese davanti al giudice o all’autorità competenti, la causa si considera pendente dal giorno in cui l’atto fu proposto la prima volta.
2Lo stesso vale se l’azione fu promossa in errato tipo di procedura.
3Sono fatti salvi gli speciali termini legali d’azione previsti dalla LEF1.
Art. 64 Effetti della pendenza della causa
1La pendenza della causa produce segnatamente i seguenti effetti:
- a.
- impedisce tra le parti la creazione altrove di una litispendenza sull’oggetto litigioso;
- b.
- mantiene inalterata la competenza per territorio.
2Per l’osservanza dei termini legali di diritto privato fondati sulla data del deposito della petizione, dell’inoltro della causa o di un altro atto introduttivo del giudizio fa stato la pendenza della causa ai sensi del presente Codice.
Art. 65 Effetti della desistenza
La parte che desiste davanti al giudice competente non può avviare contro la controparte un nuovo processo inerente allo stesso oggetto litigioso se il giudice adito ha già notificato la petizione al convenuto e questi non acconsente al ritiro dell’azione.
Art. 66 Capacità di essere parte
Ha capacità di essere parte chi gode dei diritti civili o è legittimato ad essere parte in virtù del diritto federale.
Art. 67 Capacità processuale
1Ha capacità processuale chi ha l’esercizio dei diritti civili.
2Chi non ha l’esercizio dei diritti civili agisce per mezzo del suo rappresentante legale.
3Se capace di discernimento, chi non ha l’esercizio dei diritti civili può:
- a.
- esercitare autonomamente i diritti inerenti alla sua personalità;
- b.
- in caso di pericolo nel ritardo, svolgere provvisoriamente lui stesso gli atti necessari.
Art. 68 Rappresentanza contrattuale
1Ogni parte con capacità processuale può farsi rappresentare nel processo.
2Sono autorizzati a esercitare la rappresentanza professionale in giudizio:
- a.
- in tutti i procedimenti, gli avvocati legittimati ad esercitare la rappresentanza dinanzi a un tribunale svizzero giusta la legge del 23 giugno 20001 sugli avvocati;
- b.
- dinanzi all’autorità di conciliazione, nelle controversie patrimoniali in procedura semplificata, nonché nelle pratiche evase in procedura sommaria, i commissari e agenti giuridici patentati, se il diritto cantonale lo prevede;
- c.
- nelle pratiche evase in procedura sommaria secondo l’articolo 251 del presente Codice, i rappresentanti professionali a tenore dell’articolo 27 LEF2;
- d.
- dinanzi al giudice della locazione e al giudice del lavoro, i rappresentanti professionalmente qualificati, se il diritto cantonale lo prevede.
3Il rappresentante deve legittimarsi mediante procura.
4Il giudice può ordinare la comparizione personale delle parti rappresentate.
Art. 69 Parte incapace di condurre la propria causa
1Se una parte non è manifestamente in grado di condurre la propria causa, il giudice può ingiungerle di far capo a un rappresentante. Se la parte non ottempera a tale ingiunzione entro il termine impartito, il giudice le designa un rappresentante d’ufficio.
2Il giudice avvisa l’autorità di protezione degli adulti e quella di protezione dei minori se reputa che si debbano adottare misure protettive.1
1 Nuovo testo giusta l’all. 2 n. 3 della LF del 19 dic. 2008, in vigore dal 1° gen. 2013 (RU 2010 1739; FF 2006 6593; RU 2011 725; FF 2006 6391).
Art. 70 Litisconsorzio necessario
1Più persone devono agire o essere convenute congiuntamente se sono parte di un rapporto giuridico sul quale può essere deciso solo con unico effetto per tutte.
2Gli atti processuali tempestivi di un litisconsorte vincolano anche i litisconsorti rimasti silenti; sono eccettuate le impugnazioni.
Art. 71 Litisconsorzio facoltativo
1Più persone possono agire o essere convenute congiuntamente se si tratta di statuire su diritti o obblighi che si fondano su fatti o titoli giuridici simili.
2Il litisconsorzio facoltativo è escluso se alle singole azioni non è applicabile lo stesso tipo di procedura.
3Ciascun litisconsorte può condurre la propria causa indipendentemente dagli altri.
Art. 72 Rappresentante comune
I litisconsorti possono designare un rappresentante comune, altrimenti le notificazioni sono fatte a ciascuno di loro.
Art. 73
1Chi afferma di avere sull’oggetto litigioso un diritto totalmente o parzialmente preclusivo rispetto a quelli di entrambe le parti può proporre azione contro di esse davanti al giudice presso cui è pendente il processo in prima istanza.
2Il giudice può sospendere il processo fintanto che l’azione dell’interveniente principale non sia passata in giudicato oppure riunire i due procedimenti.
Art. 74 Principio
Chi rende verosimile un interesse giuridico a che una controversia pendente venga decisa a favore dell’una o dell’altra parte può in ogni tempo intervenire nel processo a titolo adesivo e a tal fine farne istanza al giudice.
Art. 75 Istanza
1L’istanza di intervento deve indicare le ragioni dell’intervento e la parte a sostegno della quale si interviene.
2Il giudice decide sull’istanza dopo aver sentito le parti. La sua decisione è impugnabile mediante reclamo.
Art. 76 Diritti dell’interveniente
1L’interveniente può, a sostegno della parte principale, intraprendere tutti gli atti processuali ammissibili secondo la fase della procedura; può segnatamente far valere qualsivoglia mezzo d’azione e di difesa, nonché proporre mezzi d’impugnazione.
2Gli atti processuali dell’interveniente che contrastino con quelli della parte principale sono processualmente ininfluenti.
Art. 77 Effetti dell’intervento
L’esito sfavorevole del processo per la parte principale ha effetto anche nei confronti dell’interveniente, eccetto che:
- a.
- in conseguenza dello stato di avanzamento del processo al momento dell’intervento o di atti od omissioni della parte principale, egli sia stato impedito di proporre mezzi d’azione o di difesa; oppure
- b.
- la parte principale abbia omesso, scientemente o per negligenza grave, di proporre mezzi di azione o di difesa di cui egli non era a conoscenza.
Art. 78 Principi
1Ogni parte che intenda rivalersi su un terzo o ne tema la rivalsa in caso di soccombenza nel processo può denunciargli la lite ingiungendogli di assisterla nel processo.
2Il terzo può a sua volta denunciare la lite ad altri.
Art. 79 Posizione del terzo denunciato
1Il denunciato può:
- a.
- intervenire senz’altro a favore della parte che gli ha denunciato la lite; oppure
- b.
- col consenso della parte che gli ha denunciato la lite, condurre la causa in sua vece.
2Se il denunciato rifiuta di intervenire o resta silente, il processo continua nondimeno il suo corso.
Art. 80 Effetti della denuncia della lite
Si applica per analogia l’articolo 77.
Art. 81 Principi
1La parte che denuncia la lite può far valere davanti al giudice adito con l’azione principale le pretese che in caso di soccombenza ritiene di avere contro il terzo chiamato in causa.
2Il terzo non può a sua volta chiamare altri in causa.
3L’azione di chiamata in causa è improponibile in procedura semplificata o sommaria.
Art. 82 Procedura
1La parte che intende proporre azione di chiamata in causa deve farne istanza nell’ambito della risposta alla petizione o nell’ambito della replica nel processo principale. Le conclusioni ch’essa si propone di opporre al terzo denunciato devono essere indicate e succintamente motivate.
2Il giudice dà alla controparte e al terzo denunciato l’opportunità di presentare le proprie osservazioni.
3Se l’azione di chiamata in causa è ammessa, il giudice determina il momento e l’estensione del pertinente scambio di scritti; è fatto salvo l’articolo 125.
4La decisione circa l’ammissibilità dell’azione è impugnabile mediante reclamo.
Art. 83
1Se l’oggetto litigioso è alienato durante il processo, l’acquirente può subentrare nel processo al posto dell’alienante.
2La parte subentrante risponde per tutte le spese giudiziarie. La parte che si ritira risponde tuttavia solidalmente per le spese giudiziarie già maturate.
3In casi motivati, su richiesta della controparte la parte subentrante deve prestare una garanzia per l’esecuzione della decisione.
4Se non vi è alienazione dell’oggetto litigioso, la sostituzione di parte può avvenire solo con il consenso della controparte; sono fatte salve le disposizioni speciali di legge in materia di successione legale.
Art. 84 Azione di condanna a una prestazione
1Con l’azione di condanna a una prestazione l’attore chiede che il convenuto sia condannato a fare, omettere o tollerare qualcosa.
2Se la prestazione consiste nel pagamento di una somma di denaro, la pretesa va quantificata.
Art. 85 Azione creditoria senza quantificazione del valore litigioso
1Se non è possibile o non si può ragionevolmente esigere che l’entità della pretesa sia precisata già all’inizio del processo, l’attore può promuovere un’azione creditoria senza quantificare il valore litigioso. Deve tuttavia indicare un valore minimo quale valore litigioso provvisorio.
2L’attore deve precisare l’entità della pretesa appena sia in grado di farlo dopo l’assunzione delle prove o dopo che il convenuto ha fornito informazioni in merito. Il giudice adito rimane competente anche se il valore litigioso eccede la sua competenza per materia.
Art. 86 Azione parziale
Se una pretesa è divisibile, può essere proposta azione anche soltanto per una parte della medesima.
Art. 87 Azione costitutiva
Con l’azione costitutiva l’attore chiede che venga pronunciata la costituzione, la modifica o la soppressione di un diritto o di un rapporto giuridico determinato.
Art. 88 Azione d’accertamento
Con l’azione d’accertamento l’attore chiede che sia accertata giudizialmente l’esistenza o l’inesistenza di un diritto o di un rapporto giuridico determinato.
Art. 89 Azione collettiva
1Le associazioni ed altre organizzazioni d’importanza nazionale o regionale autorizzate dagli statuti a difendere gli interessi di determinati gruppi di persone possono proporre azione in proprio nome per lesione della personalità degli appartenenti a tali gruppi.
2Con tale azione collettiva si può chiedere al giudice di:
- a.
- proibire una lesione imminente;
- b.
- far cessare una lesione attuale;
- c.
- accertare l’illiceità di una lesione che continua a produrre effetti molesti.
3Sono fatte salve le disposizioni speciali di legge concernenti le azioni collettive.
Art. 90 Cumulo di azioni
L’attore può riunire in un’unica azione più pretese contro una medesima parte se:
- a.
- per ciascuna di esse è competente per materia il giudice adito; e
- b.
- risulta applicabile la stessa procedura.
Art. 91 Principio
1Il valore litigioso è determinato dalla domanda. Gli interessi e le spese del procedimento in corso o di un’eventuale pubblicazione della decisione, nonché eventuali conclusioni subordinate non sono computati.
2Se la domanda non verte su una determinata somma di denaro e le parti non si accordano in merito oppure le loro indicazioni in proposito sono manifestamente errate, il valore litigioso è determinato dal giudice.
Art. 92 Rendite e prestazioni periodiche
1Le rendite e prestazioni periodiche hanno il valore del capitale che rappresentano.
2Se la loro durata è incerta o illimitata, è considerato valore capitalizzato l’importo annuo della rendita o della prestazione moltiplicato per venti o, se si tratta di rendite vitalizie, il valore attuale del capitale corrispondente alla rendita.
Art. 93 Litisconsorzio facoltativo e cumulo di azioni
1In caso di litisconsorzio facoltativo e di cumulo di azioni le pretese dedotte in giudizio vengono sommate, eccetto che si escludano vicendevolmente.
2In caso di litisconsorzio facoltativo permane applicabile la stessa procedura anche qualora i valori litigiosi vengano sommati.
Art. 94 Domanda riconvenzionale
1Se all’azione è contrapposta una domanda riconvenzionale, il valore litigioso è determinato dalla più elevata delle due pretese.
2Per la determinazione delle spese giudiziarie, i valori litigiosi vengono sommati, eccetto che azione e domanda riconvenzionale si escludano vicendevolmente.
Art. 95 Definizioni
1Sono spese giudiziarie:
- a.
- le spese processuali;
- b.
- le spese ripetibili.
2Sono spese processuali:
- a.
- gli esborsi forfettari per la procedura di conciliazione;
- b.
- gli esborsi forfettari per la decisione (tassa di giustizia);
- c.
- le spese dell’assunzione delle prove;
- d.
- le spese di traduzione e interpretariato;
- e.
- le spese per la rappresentanza del figlio (art. 299 e 300).
3Sono spese ripetibili:
- a.
- le spese necessarie;
- b.
- le spese per la rappresentanza professionale in giudizio;
- c.
- in casi motivati, un’adeguata indennità d’inconvenienza qualora una parte non sia rappresentata professionalmente in giudizio.
Art. 96 Tariffe
I Cantoni stabiliscono le tariffe per le spese giudiziarie.
Art. 97 Informazione circa le spese giudiziarie
Il giudice informa la parte non patrocinata da un avvocato sull’importo presumibile delle spese giudiziarie, nonché sul gratuito patrocinio.
Art. 98 Anticipazione delle spese
Il giudice può esigere che l’attore anticipi un importo a copertura parziale o totale delle spese processuali presumibili.
Art. 99 Cauzione per le spese ripetibili
1Su richiesta del convenuto, l’attore deve prestare cauzione per le spese ripetibili se:
- a.
- non ha domicilio o sede in Svizzera;
- b.
- risulta insolvente, segnatamente se nei suoi confronti è stato dichiarato il fallimento o è in corso una procedura concordataria o a suo carico vi sono attestati di carenza beni;
- c.
- è ancora debitore delle spese giudiziarie relative a una precedente procedura; oppure
- d.
- per altri motivi il pagamento delle ripetibili risulta seriamente compromesso.
2In caso di litisconsorzio necessario occorre prestare cauzione solo se tutti i litisconsorti si trovano in una delle situazioni di cui al capoverso 1.
3Non vi è obbligo di prestare cauzione:
- a.
- nella procedura semplificata, tranne nelle controversie patrimoniali secondo l’articolo 243 capoverso 1;
- b.
- nella procedura di divorzio;
- c.
- nella procedura sommaria, eccettuata la tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257).
Art. 100 Genere e entità della cauzione
1La cauzione può essere prestata in contanti o tramite una garanzia di una banca con stabile organizzazione in Svizzera o di una compagnia d’assicurazioni autorizzata ad esercitare in Svizzera.
2La cauzione può in seguito essere aumentata, ridotta o soppressa dal giudice.
Art. 101 Prestazione dell’anticipo e della cauzione
1Il giudice impartisce un termine per la prestazione dell’anticipo e della cauzione.
2Possono essere ordinati provvedimenti cautelari già prima della prestazione della cauzione.
3Se l’anticipo o la cauzione non sono prestati nemmeno entro un termine suppletorio, il giudice non entra nel merito dell’azione o dell’istanza.
Art. 102 Anticipo per l’assunzione delle prove
1Ogni parte deve anticipare le spese processuali per le assunzioni di prove da lei richieste.
2Ciascuna parte deve anticipare la metà delle spese per l’assunzione di prove richieste da entrambe.
3L’anticipo non prestato da una parte può essere versato dall’altra; nel caso contrario, l’assunzione delle prove decade. Sono fatte salve le controversie in cui il giudice esamina d’ufficio i fatti.
Art. 103 Impugnazione
Le decisioni in materia di anticipazione delle spese e di prestazione della cauzione sono impugnabili mediante reclamo.
Art. 104 Decisione sulle spese giudiziarie
1Il giudice statuisce sulle spese giudiziarie di regola nella decisione finale.
2In caso di decisione incidentale (art. 237) possono essere ripartite le spese giudiziarie insorte fino a tal momento.
3In caso di provvedimenti cautelari la decisione sulle relative spese giudiziarie può essere rinviata al giudizio sul merito.
4In caso di giudizio di rinvio l’autorità giudiziaria superiore può decidere di lasciare alla giurisdizione inferiore la ripartizione delle spese giudiziarie della procedura di ricorso.
Art. 105 Determinazione e ripartizione delle spese giudiziarie
1Le spese processuali sono fissate e ripartite d’ufficio.
2Il giudice assegna le ripetibili secondo le tariffe (art. 96). Le parti possono presentare una nota delle loro spese.
Art. 106 Principi di ripartizione
1Le spese giudiziarie sono poste a carico della parte soccombente. In caso di non entrata nel merito o di desistenza si considera soccombente l’attore; in caso di acquiescenza all’azione, il convenuto.
2In caso di soccombenza parziale reciproca, le spese giudiziarie sono ripartite secondo l’esito della procedura.
3Se al processo partecipano più persone come parti principali o parti accessorie, il giudice ne determina la rispettiva quota di spese giudiziarie. Può anche decidere che tutte rispondano solidalmente.
Art. 107 Ripartizione secondo equità
1Il giudice può prescindere dai principi di ripartizione e ripartire le spese giudiziarie secondo equità se:
- a.
- l’azione è stata sostanzialmente accolta, ma non nell’entità delle conclusioni, e l’ammontare della pretesa dipendeva dall’apprezzamento del giudice o era difficilmente quantificabile;
- b.
- una parte aveva in buona fede motivo di agire in giudizio;
- c.
- si tratta di una causa del diritto di famiglia;
- d.
- si tratta di una causa in materia di unione domestica registrata;
- e.
- la causa è stralciata dal ruolo in quanto priva di oggetto e la legge non prevede altrimenti;
- f.
- altre circostanze speciali fanno apparire iniqua una ripartizione secondo l’esito della procedura.
2Per motivi d’equità, le spese processuali non causate né da una parte né da terzi possono essere poste a carico del Cantone.
Art. 108 Spese giudiziarie inutili
Le spese giudiziarie inutili sono a carico di chi le ha causate.
Art. 109 Ripartizione in caso di transazione giudiziaria
1In caso di transazione giudiziaria, ogni parte si assume le spese giudiziarie secondo quanto pattuito nella transazione medesima.
2Le spese sono ripartite secondo gli articoli 106–108 se:
- a.
- la transazione è silente in merito;
- b.
- la ripartizione pattuita grava unilateralmente una parte cui è stato concesso il gratuito patrocinio.
Art. 110 Impugnazione
La decisione in materia di spese è impugnabile a titolo indipendente soltanto mediante reclamo.
Art. 111 Liquidazione delle spese giudiziarie
1Le spese processuali sono compensate con gli anticipi prestati dalle parti. L’eventuale scoperto è a carico di chi è condannato a pagare le spese.
2La parte condannata a pagare le spese deve rimborsare all’altra gli anticipi prestati e pagarle le ripetibili assegnate dal giudice.
3Sono fatte salve le disposizioni sul gratuito patrocinio.
Art. 112 Dilazione, condono, prescrizione e interessi delle spese processuali
1Per il pagamento delle spese processuali il giudice può concedere una dilazione o, in caso di indigenza permanente, il condono.
2I crediti relativi alle spese processuali si prescrivono in dieci anni dalla chiusura del procedimento.
3L’interesse di mora è del 5 per cento.
Art. 113 Procedura di conciliazione
1Nella procedura di conciliazione non sono assegnate ripetibili. È fatta salva l’indennità di gratuito patrocinio a carico del Cantone.
2Nella procedura di conciliazione non sono addossate spese processuali per le controversie:
- a.
- secondo la legge federale del 24 marzo 19951 sulla parità dei sessi;
- b.
- secondo la legge del 13 dicembre 20022 sui disabili;
- c.
- in materia di locazione e affitto di abitazioni e di locali commerciali come pure di affitto agricolo;
- d.
- derivanti da un rapporto di lavoro come pure secondo la legge del 6 ottobre 19893 sul collocamento, fino a un valore litigioso di 30 000 franchi;
- e.
- secondo la legge del 17 dicembre 19934 sulla partecipazione;
- f.
- derivanti da assicurazioni complementari all’assicurazione sociale contro le malattie secondo la legge federale del 18 marzo 19945 sull’assicurazione malattie.
Art. 114 Procedura decisionale
Nella procedura decisionale non sono addossate spese processuali per le controversie:
- a.
- secondo la legge federale del 24 marzo 19951 sulla parità dei sessi;
- b.
- secondo la legge del 13 dicembre 20022 sui disabili;
- c.
- derivanti da un rapporto di lavoro come pure secondo la legge del 6 ottobre 19893 sul collocamento, fino a un valore litigioso di 30 000 franchi;
- d.
- secondo la legge del 17 dicembre 19934 sulla partecipazione;
- e.
- derivanti da assicurazioni complementari all’assicurazione sociale contro le malattie secondo la legge federale del 18 marzo 19945 sull’assicurazione malattie;
- f.6
- per violenze, minacce o insidie secondo l’articolo 28b CC7 o riguardanti la sorveglianza elettronica secondo l’articolo 28c CC.
Art. 115 Condanna alle spese
1In caso di malafede o temerarietà processuali, le spese processuali possono essere addossate a una parte anche nelle procedure gratuite.
2Per le controversie di cui all’articolo 114 lettera f le spese processuali possono essere addossate alla parte soccombente se contro di essa è stato ordinato un divieto secondo l’articolo 28b CC1 o una sorveglianza elettronica secondo l’articolo 28c CC.2
1 RS 210
2 Introdotto dal n. I 2 della LF del 14 dic. 2018 intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza, in vigore dal 1° lug. 2020 (RU 2019 2273; FF 2017 6267).
Art. 116 Esenzione dalle spese secondo il diritto cantonale
1I Cantoni possono prevedere altre esenzioni dalle spese giudiziarie.
2Le esenzioni che il diritto cantonale prevede a favore del Cantone medesimo, dei Comuni e di altri enti di diritto cantonale valgono anche per la Confederazione.
Art. 117 Diritto
Ha diritto al gratuito patrocinio chiunque:
- a.
- sia sprovvisto dei mezzi necessari; e
- b.
- la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo.
Art. 118 Estensione
1Il gratuito patrocinio comprende:
- a.
- l’esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni;
- b.
- l’esenzione dalle spese processuali;
- c.
- la designazione di un patrocinatore d’ufficio, se necessario per tutelare i diritti dell’interessato, segnatamente se la controparte è patrocinata da un avvocato; il patrocinatore può essere designato già per la preparazione del processo.
2Il gratuito patrocinio può essere concesso integralmente o in parte.
3Il gratuito patrocinio non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte.
Art. 119 Istanza e procedura
1L’istanza di gratuito patrocinio può essere proposta prima o durante la pendenza della causa.
2L’instante deve esporre la sua situazione reddituale e patrimoniale e pronunciarsi sul merito e sui mezzi di prova che intende proporre. Può indicare nell’istanza il nome del patrocinatore desiderato.
3Il giudice decide sull’istanza in procedura sommaria. La controparte può essere sentita. La controparte deve essere comunque sentita se il gratuito patrocinio comporta la dispensa dal prestare cauzione per le ripetibili.
4In casi eccezionali il gratuito patrocinio può essere concesso con effetto retroattivo.
5In sede di ricorso l’istanza di gratuito patrocinio può essere riproposta.
6Tranne in caso di malafede o temerarietà, nella procedura di gratuito patrocinio non vengono prelevate spese processuali.
Art. 120 Revoca del gratuito patrocinio
Il giudice revoca il gratuito patrocinio se le condizioni per la sua concessione non sono più o non sono mai state adempiute.
Art. 121 Impugnazione
Le decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito patrocinio sono impugnabili mediante reclamo.
Art. 122 Liquidazione delle spese giudiziarie
1Se la parte cui è stato concesso il gratuito patrocinio risulta soccombente, le spese giudiziarie sono liquidate come segue:
- a.
- il patrocinatore d’ufficio è adeguatamente remunerato dal Cantone;
- b.
- le spese processuali sono a carico del Cantone;
- c.
- alla controparte sono restituiti gli anticipi da essa versati;
- d.
- la parte cui è stato concesso il gratuito patrocinio deve pagare le ripetibili alla controparte.
2Se la parte cui è stato concesso il gratuito patrocinio risulta vincente e le ripetibili non possono o non potranno presumibilmente essere riscosse presso la controparte, il patrocinatore d’ufficio è adeguatamente remunerato dal Cantone. A pagamento avvenuto, la pretesa passa al Cantone.
Art. 123 Rifusione
1La parte cui è stato concesso il gratuito patrocinio è obbligata alla rifusione appena sia in grado di farlo.
2La pretesa del Cantone si prescrive in dieci anni dalla chiusura del procedimento.
Art. 124 Principi
1Il giudice dirige il processo. Prende le necessarie disposizioni ordinatorie onde preparare e attuare speditamente il procedimento.
2La direzione del processo può essere affidata a un solo membro del tribunale.
3Il giudice può tentare in ogni momento di conciliare le parti.
Art. 125 Semplificazione del processo
Per semplificare il processo il giudice può segnatamente:
- a.
- limitare il procedimento a singole questioni o conclusioni;
- b.
- ordinare la disgiunzione della causa nelle sue eventuali singole azioni;
- c.
- ordinare la congiunzione di più cause;
- d.
- rinviare la domanda riconvenzionale a un procedimento separato.
Art. 126 Sospensione del procedimento
1Il giudice può sospendere il procedimento se motivi d’opportunità lo richiedono. Il procedimento può essere in particolare sospeso quando la decisione dipende dall’esito di un altro procedimento.
2La decisione di sospensione è impugnabile mediante reclamo.
Art. 127 Rimessione in caso di connessione di cause
1Se davanti a giudici diversi sono pendenti più azioni materialmente connesse, il giudice successivamente adito può disporre la rimessione della causa pendente presso di lui a quello preventivamente adito, se questi vi acconsente.
2La decisione di rimessione è impugnabile mediante reclamo.
Art. 128 Disciplina nel processo e malafede o temerarietà processuali
1Chiunque, durante il procedimento dinanzi al giudice, offende le convenienze o turba l’andamento della causa è punito con l’ammonimento o con la multa disciplinare fino a 1000 franchi. Il giudice può inoltre ordinarne l’allontanamento.
2Per l’esecuzione di quanto da lui disposto, il giudice può far capo alla polizia.
3In caso di malafede o temerarietà processuali, la parte e il suo patrocinatore possono essere puniti con la multa disciplinare fino a 2000 franchi e, in caso di recidiva, fino a 5000 franchi.
4La multa disciplinare è impugnabile mediante reclamo.
Art. 129
Il procedimento si svolge nella lingua ufficiale del Cantone. In presenza di più lingue ufficiali i Cantoni emanano le necessarie disposizioni.
Art. 130 Forma
1Gli atti di causa devono essere trasmessi al giudice in forma cartacea o elettronica. Devono essere firmati.
2In caso di trasmissione per via elettronica, l’atto scritto deve essere munito di una firma elettronica qualificata secondo la legge del 18 marzo 20162 sulla firma elettronica. Il Consiglio federale disciplina:
- a.
- il formato dell’atto scritto e dei relativi allegati;
- b.
- le modalità di trasmissione;
- c.
- le condizioni alle quali può essere richiesta la trasmissione successiva di documenti cartacei in caso di problemi tecnici.
1 Nuovo testo giusta l’all. n. II 5 della L del 18 mar. 2016 sulla firma elettronica, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
2 RS 943.03
Art. 131 Numero delle copie
Gli atti e allegati allestiti in forma cartacea devono essere presentati in un numero di copie sufficiente per poter essere consegnati al giudice e a ciascuna delle controparti; altrimenti il giudice può assegnare un termine suppletorio per provvedere in tal senso o far approntare le necessarie copie a spese della parte.
Art. 132 Atti viziati da carenze formali o da condotta processuale querulomane o altrimenti abusiva
1Carenze formali quali la mancata sottoscrizione dell’atto o la mancanza della procura vanno sanate entro il termine fissato dal giudice. Altrimenti, l’atto si considera non presentato.
2Lo stesso vale per gli atti illeggibili, sconvenienti, incomprensibili o prolissi.
3Gli atti scritti dovuti a condotta processuale querulomane o altrimenti abusiva sono rinviati al mittente senz’altra formalità.
Art. 133 Contenuto
La citazione contiene:
- a.
- il nome e l’indirizzo della persona citata;
- b.
- l’oggetto della causa e le parti;
- c.
- la qualità nella quale la persona è citata;
- d.
- il luogo, la data e l’ora della prevista comparizione;
- e.
- l’atto processuale per il quale la persona è citata;
- f.
- le conseguenze in caso di mancata comparizione;
- g.
- la data della citazione medesima e la firma dell’autorità citante.
Art. 134 Termine
Salvo che la legge disponga altrimenti, la citazione deve essere spedita almeno dieci giorni prima della data della prevista comparizione.
Art. 135 Rinvio della comparizione
Il giudice può rinviare la comparizione per sufficienti motivi:
- a.
- d’ufficio; oppure
- b.
- su richiesta tempestiva.
Art. 136 Documenti soggetti a notificazione
Il tribunale notifica alle persone interessate segnatamente:
- a.
- le citazioni;
- b.
- le proprie ordinanze e decisioni;
- c.
- gli atti scritti della controparte.
Art. 137 In caso di rappresentanza
Se una parte è rappresentata, le notificazioni sono fatte al rappresentante.
Art. 138 Forma
1La notificazione di citazioni, ordinanze e decisioni è fatta mediante invio postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta.
2La notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive nella stessa economia domestica aventi almeno 16 anni. Sono fatti salvi i casi in cui il giudice dispone che un documento sia notificato personalmente al destinatario.
3La notificazione è pure considerata avvenuta:
- a.
- in caso di invio postale raccomandato non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione;
- b.
- in caso di notificazione in mani proprie, quando il destinatario rifiuta la consegna e il latore ne attesta il rifiuto, il giorno del rifiuto.
4Se non si tratta di citazioni, ordinanze o decisioni, la notificazione può avvenire anche per invio postale ordinario.
Art. 139 Notificazione per via elettronica
1Con il consenso del diretto interessato, le citazioni, le ordinanze e le decisioni possono essere notificate per via elettronica. Devono essere munite di una firma elettronica secondo la legge del 18 marzo 20162 sulla firma elettronica.
2Il Consiglio federale disciplina:
- a.
- la firma da utilizzare;
- b.
- il formato delle citazioni, delle ordinanze e delle decisioni nonché dei relativi allegati;
- c.
- le modalità di trasmissione;
- d.
- il momento in cui la citazione, l’ordinanza o la decisione è considerata notificata.
1 Nuovo testo giusta l’all. n. II 5 della L del 18 mar. 2016 sulla firma elettronica, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
2 RS 943.03
Art. 140 Recapito
Il giudice può invitare le parti con domicilio o sede all’estero a designare un recapito in Svizzera.
Art. 141 Notificazione per via edittale
1La notificazione è fatta mediante pubblicazione nel Foglio ufficiale cantonale o nel Foglio ufficiale svizzero di commercio se:
- a.
- il luogo di dimora del destinatario è sconosciuto e non può essere individuato nemmeno con debite, ragionevoli ricerche;
- b.
- una notificazione è impossibile o dovesse comportare difficoltà straordinarie;
- c.
- una parte con domicilio o sede all’estero non ha designato un recapito in Svizzera nonostante l’invito rivoltole dal giudice.
2La notificazione è considerata avvenuta il giorno della pubblicazione.
Art. 142 Decorrenza e computo
1I termini la cui decorrenza dipende da una comunicazione o dal verificarsi di un evento decorrono a partire dal giorno successivo.
2Il termine fissato in mesi scade, nell’ultimo mese, il giorno corrispondente per numero a quello della decorrenza. Mancando tale giorno nell’ultimo mese, il termine scade l’ultimo giorno di detto mese.
3Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno che nel luogo del tribunale è riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente.
Art. 143 Osservanza
1Gli atti scritti devono essere consegnati al tribunale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera il più tardi l’ultimo giorno del termine.
2In caso di trasmissione per via elettronica, per l’osservanza di un termine fa stato il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione.1
3Il termine per un pagamento al tribunale è osservato se l’importo dovuto è versato alla posta svizzera, oppure addebitato a un conto postale o bancario in Svizzera, in favore del tribunale, il più tardi l’ultimo giorno del termine.
1 Nuovo testo giusta l’all. n. II 5 della L del 18 mar. 2016 sulla firma elettronica, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
Art. 144 Proroga
1I termini stabiliti dalla legge non possono essere prorogati.
2I termini stabiliti dal giudice possono essere prorogati per sufficienti motivi se ne è fatta domanda prima della scadenza.
Art. 145 Sospensione dei termini
1I termini stabiliti dalla legge o dal giudice sono sospesi:
- a.
- dal settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua incluso;
- b.
- dal 15 luglio al 15 agosto incluso;
- c.
- dal 18 dicembre al 2 gennaio incluso.
2Questa sospensione dei termini non vale per:
- a.
- la procedura di conciliazione;
- b.
- la procedura sommaria.
3Le parti sono rese attente alle eccezioni di cui al capoverso 2.
4Sono fatte salve le disposizioni della LEF1 sulle ferie e sospensioni.
Art. 146 Effetti della sospensione dei termini
1In caso di notificazione durante la sospensione dei termini, il termine decorre dal primo giorno successivo a quello della fine della sospensione.
2Durante la sospensione dei termini non si tengono udienze, eccetto che le parti vi acconsentano.
Art. 147 Inosservanza e sue conseguenze
1Vi è inosservanza di un termine quando una parte non compie tempestivamente un atto processuale oppure, benché citata, non compare.
2Salvo che la legge disponga altrimenti, la procedura continua il suo corso senza l’atto processuale così omesso.
3Il giudice rende attente le parti alle conseguenze dell’inosservanza di un termine.
Art. 148 Restituzione
1Ad istanza della parte che non ha osservato un termine, il giudice può concedere un termine suppletorio o fissarne uno nuovo se la parte rende verosimile di non aver colpa dell’inosservanza o di averne solo in lieve misura.
2La domanda deve essere presentata entro dieci giorni dalla cessazione del motivo dell’inosservanza.
3Se vi è è già stata pronuncia del giudice, la restituzione del termine non può più essere domandata trascorsi sei mesi dal passaggio in giudicato.
Art. 149 Procedura di restituzione
Il giudice dà alla controparte l’opportunità di presentare le proprie osservazioni e decide definitivamente.
Art. 150 Oggetto della prova
1Oggetto della prova sono i fatti controversi, se giuridicamente rilevanti.
2Possono pure essere oggetto della prova l’uso e gli usi locali e, in caso di controversie patrimoniali, il diritto straniero.
Art. 151 Fatti notori
I fatti di pubblica notorietà o comunque noti al giudice, come pure le nozioni di fatto della comune esperienza non devono essere provati.
Art. 152 Diritto alla prova
1Ogni parte può pretendere che il giudice assuma tutti i pertinenti mezzi di prova offerti tempestivamente e nelle forme prescritte.
2Il giudice prende in considerazione mezzi di prova ottenuti illecitamente soltanto se l’interesse all’accertamento della verità prevale.
Art. 153 Prove raccolte d’ufficio
1Il giudice provvede d’ufficio alla raccolta di prove nelle cause in cui i fatti devono essere accertati d’ufficio.
2Il giudice può, d’ufficio, raccogliere prove qualora sussistano notevoli dubbi circa un fatto non controverso.
Art. 154 Ordinanze sulle prove
Prima dell’assunzione delle prove sono emanate le necessarie ordinanze sulle prove. Nelle stesse sono segnatamente indicati i mezzi di prova ammessi ed è stabilito a quale parte incombe la prova o la controprova riguardo a dati fatti. Le ordinanze sulle prove possono essere modificate o completate in ogni tempo.
Art. 155 Assunzione delle prove
1L’assunzione delle prove può essere delegata a uno o più membri del tribunale.
2L’assunzione delle prove avviene tuttavia a cura dell’intero tribunale se una parte lo richiede per gravi motivi.
3Le parti hanno il diritto di partecipare all’assunzione delle prove.
Art. 156 Tutela di interessi degni di protezione
Se l’assunzione delle prove rischia di pregiudicare interessi degni di protezione di una parte o di terzi, come in particolare segreti d’affari, il giudice prende i provvedimenti necessari a loro tutela.
Art. 157 Libero apprezzamento delle prove
Il giudice fonda il proprio convincimento apprezzando liberamente le prove.
Art. 158 Assunzione di prove a titolo cautelare
1Il giudice procede all’assunzione di prove a titolo cautelare qualora:
- a.
- la legge autorizzi una parte a richiederla; oppure
- b.
- la parte instante renda verosimile che i mezzi di prova siano esposti a pericolo o che sussista un interesse degno di protezione.
2Si applicano le disposizioni in materia di provvedimenti cautelari.
Art. 159 Organi di persone giuridiche
Se una persona giuridica è parte, nella procedura probatoria i suoi organi sono trattati come una parte.