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GINEVRA - Il gigante del lusso Richemont ha registrato risultati contrastanti nel primo semestre dell'esercizio aziendale in corso. Il fatturato è aumentato, grazie alla gioielleria e alle vendite online, ma l'utile netto è diminuito, perlopiù a causa di effetti eccezionali.
Da aprile a settembre, il volume d'affari è aumentato del 9% a 7,40 miliardi di euro e del 6% al netto delle variazioni di cambio, indica il gruppo in un comunicato odierno. Le vendite verso Hong Kong e la Cina hanno subito una flessione "a due cifre" a causa di effetti valutari negativi e dell'ondata di proteste che ha investito l'ex colonia britannica.
L'utile operativo (Ebit) è cresciuto del 3% a 1,17 miliardi di euro, mentre il relativo margine è risultato pari al 15,7%, rispetto al 16,6% di un anno fa. L'utile netto è invece diminuito del 61% a 869 milioni di euro. Parte di questa diminuzione è attribuibile ad un effetto eccezionale che aveva gonfiato i profitti dell'esercizio precedente.
Nel segmento della gioielleria, che comprende i marchi Cartier e Van Cleef & Arpels, le vendite sono aumentate dell'8% a 3,74 miliardi di euro. La divisione Specialist Watchmakers, con i marchi IWC e Piaget, ha registrato un incremento di soltanto l'1% a 1,57 miliardi, mentre la nuova unità Online Distributors ha messo a segno una progressione del 32% a 1,18 miliardi.
I risultati del primo semestre dell'esercizio 2019/2020 sono inferiori al consensus di AWP: gli analisti intervistati dall'agenzia finanziaria avevano previsto in media un utile di 948 milioni di euro, un fatturato di 7,44 miliardi e un Ebit di 1,24 miliardi.