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Il ticinese Fausto Cattaneo ha inoltrato una richiesta di risarcimento per danni e torto morale per aver subito le "illegalità dello Stato".
Tre i punti principali contestati dall'ex commissario, secondo quanto ha reso noto il suo avvocato Niccolò Salvioni: "il mobbing e la mancanza di appoggio subiti dal 1989 da parte del corpo di polizia e della magistratura ticinese, che hanno portato Cattaneo a grave malattia e nel dicembre del 1994 al prepensionamento".
Anche Carla del Ponte nel mirino di Cattaneo
Il fatto che il cantone del Ticino e le sue autorità lo abbiano progressivamente abbandonato al suo destino nonostante fosse minacciato dalle organizzazioni criminali che ha contribuito a smascherare e infine "le irregolarità commesse ai suoi danni dal Ministero pubblico della Confederazione, nel 1995 ad opera dell'ex procuratrice Carla del Ponte e nel 2000 ad opera del suo successore Valentin Roschacher".
L'ex commissiario denuncia anche responsabilità da parte del Consiglio della magistratura ticinese, del Consiglio di Stato e dell'Ufficio presidenziale del parlamento cantonale.
"È giunta l'ora di fare chiarezza su di un'odissea indegna di uno Stato di diritto", ha commentato l'avvocato Salvioni. Cattaneo dal canto suo ha detto di sperare che "questa volta venga svolta una inchiesta seria ed approfondita, in particolare sull'operato della signora Del Ponte".
Fausto Cattaneo è autore di un libro in cui racconta le sue attività di agente infiltrato contro i cartelli del narcotraffico. Nei suoi confronti e a sua insaputa venne aperta nel 1995 un'inchiesta segreta per presunto spionaggio economico e politico su iniziativa dell'allora procuratice Del Ponte.
Cattaneo apprese dell'esistenza dell'inchiesta soltanto nel giugno di sei anni più tardi, quando il Ministero pubblico della Confederazione gli rese nota l'archiviazione del procedimento.
swissinfo e agenzie