Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/144890

<h2>SubmittedText<h2><p>Un recente studio dell'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (EAWAG) ha rivelato che la qualità delle acque dei corpi idrici svizzeri è condizionata principalmente dagli scarichi delle acque di scarico depurate e dagli apporti di sostanze dal settore agricolo. Il Parlamento è già intervenuto per contrastare l'impatto dei microinquinanti contenuti nelle acque reflue, potenziando gli impianti di depurazione. Lo studio dimostra tuttavia la presenza, nelle acque svizzere, di un vero e proprio cocktail di pesticidi. Su circa 300 sostanze autorizzate e rilevabili, sono oltre 100 quelle rinvenute nei campioni d'acqua analizzati. Nel 78 per cento di questi ultimi, la concentrazione cumulativa di pesticidi supera il microgrammo per litro. 31 sostanze sono addirittura presenti in quantità superiori al limite fissato dall'ordinanza sulla protezione delle acque. L'indagine dell'EAWAG, condotta su cinque corsi d'acqua di medie dimensioni, giunge alla conclusione che non possono essere esclusi danni a organismi acquatici dovuti a prodotti fitosanitari.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Uno dei requisiti relativi alla prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER) è il rispetto dell'articolo 18 dell'ordinanza sui pagamenti diretti (OPD), che impone l'utilizzo mirato dei pesticidi. Il Consiglio federale come spiega il fatto che, 16 anni dopo l'introduzione della PER, nelle acque si registrano apporti così elevati di pesticidi provenienti dal settore agricolo?</p><p>2. Secondo lo studio dell'EAWAG, in Svizzera non esistono soglie ecotossicologiche a partire dalle quali la concentrazione di una sostanza è da ritenersi nociva per la flora e la fauna acquatica. Il Consiglio federale come pensa di colmare questa lacuna?</p><p>3. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dallo studio dell'EAWAG?</p><p>4. Qual è lo stato di avanzamento dell'attuazione del postulato Moser 12.3299, in cui si chiede un piano d'azione volto a ridurre al minimo i rischi e a promuovere un utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari? </p><p>5. Conformemente alla revisione dell'OPD e all'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim), le distanze dalle acque vengono ora misurate a partire dalla linea di sponda e non più dal ciglio di scarpata. Per i corsi d'acqua di piccole dimensioni con una scarpata molto marcata, ciò comporta una riduzione del margine (di 6 metri) entro il quale è vietato utilizzare prodotti fitosanitari. Pertanto, vi è il rischio che quantità ancora maggiori di prodotti fitosanitari finiscano nelle acque. A fronte dell'attuale livello di inquinamento da pesticidi delle nostre acque, qual è la posizione del Consiglio federale in merito a questa regolamentazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Tra il 1994 e il 2005 l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) ha valutato l'utilizzo mirato dei pesticidi, imposto dall'articolo 18 dell'ordinanza sui pagamenti diretti (OPD), e altre misure introdotte nel 1993 quali per esempio la quota minima di superfici per la promozione della biodiversità (SPB) o ancora la restrizione della gamma di insetticidi utilizzabili nella coltivazione di cereali e patate (rapporto Agrarökologie und Tierwohl 1994-2005, ed.: Ufficio federale dell'agricoltura, Berna, 2005). Da questo studio è emerso che, nonostante l'attuazione delle misure sopraindicate e l'esecuzione dei relativi controlli, le misure ecologiche non influiscono molto sugli apporti di sostanze come i prodotti fitosanitari nelle acque. Analogamente, anche le misure aggiuntive introdotte dopo il 2005, come per esempio l'ampliamento da 3 a 6 metri della fascia tampone entro la quale è vietato utilizzare prodotti fitosanitari, il controllo periodico delle irroratrici utilizzate per lo spandimento di prodotti fitosanitari e l'obbligo di dotare queste ultime di un serbatoio di acqua per la pulizia del macchinario sul campo, non hanno consentito di ridurre in misura significativa le immissioni di prodotti fitosanitari nelle acque. Se non verranno adottate misure nuove ed efficienti, l'inquinamento delle acque dovuto ai prodotti fitosanitari continuerà a essere elevato.</p><p>2. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha incaricato il centro Ecotox di EAWAG e PFL di definire dei criteri di qualità ecotossicologici per i principali microinquinanti, da impiegare quale base per un'adeguata valutazione della qualità delle acque. L'obiettivo del mandato era una valutazione uniforme e conforme agli standard internazionali degli effetti nocivi di sostanze quali per esempio i residui di farmaci provenienti dalle acque di scarico comunali o i prodotti fitosanitari utilizzati nel settore agricolo. Al momento è in corso una verifica per stabilire se questo metodo di valutazione possa sostituire quello previsto dalla legislazione vigente in materia di protezione delle acque.</p><p>3./4. Delle 200 sostanze analizzate dall'EAWAG, 19 sono presenti in quantità superiori ai criteri di qualità ecotossicologici stabiliti dal centro svizzero di ecotossicologia applicata. Pertanto, non possono essere esclusi danni a organismi acquatici. Si tratta di una conclusione che va presa sul serio. Nel quadro della verifica dell'omologazione di prodotti fitosanitari, per 9 di queste sostanze sono già state introdotte ulteriori misure di riduzione dei rischi. Sono previsti controlli anche per le altre sostanze, seppur venga attribuita la priorità a quelle che superano con maggiore frequenza la relativa soglia. Le misure che contribuiscono a ridurre sensibilmente gli apporti diffusi di prodotti fitosanitari nelle acque sono numerose. Sulla base del rapporto in adempimento del postulato Moser 12.3299, il Consiglio federale ha deciso di elaborare un piano d'azione, analogo a quello previsto dall'UE, volto a ridurre ulteriormente i rischi dei prodotti fitosanitari e a promuoverne l'utilizzo sostenibile. In tal modo si intende garantire l'ulteriore diminuzione dell'inquinamento provocato in particolare nelle acque da detti prodotti in Svizzera.</p><p>5. È effettivamente possibile che, a causa della nuova ampiezza delle fasce tampone per la protezione delle acque, in alcuni corsi d'acqua di piccole dimensioni finiscano quantità maggiori di pesticidi. Tuttavia, tenuto conto dell'inquinamento attuale, si può affermare che i casi in cui ciò comporterà un peggioramento notevole della situazione sono isolati.</p>  Risposta del Consiglio federale.