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I consumatori approfittano con ritardo dei vantaggi derivanti dall'apprezzamento del franco. È quanto ha indicato la Commissione della concorrenza (COMCO) che ha presentato oggi a Berna il bilancio della sua attività per il 2011. Poiché le differenza di prezzo tra la Svizzera e il resto dei paesi confinanti sono ancora grandi, la COMCO intende moltiplicare gli sforzi affinché tale situazione venga mitigata.
Queste segnalazioni hanno portato all'apertura di sei inchieste, di cui una già chiusa, ha indicato la COMCO. Tra le società o i settori presi di mira figurano il costruttore di automobili BMW, la vendita di musica, il produttore di macchine da caffè Jura, i prodotti cosmetici nonché il commercio all'ingrosso di impianti sanitari.
Nell'anno in rassegna, il costruttore di macchine fotografiche Nikon è stato multato di 12,5 milioni di franchi per aver intralciato le importazioni parallele di suoi prodotti. Sempre in merito alla questione del franco forte, la COMCO ha avviato sei inchieste preliminari e quattordici osservazioni di mercato, due delle quali riguardano i produttori di articoli sportivi Adidas e Nike.
L'apertura di tali dossier si basa su circa 400 reclami relativi al franco forte. Tra questi, 56 riguardavano il prezzo di vestiti, 47 quello delle riviste e 42 il costo delle automobili. La COMCO ha liquidato o trasmesso alla Sorveglianza dei prezzi il 95% dei casi, molti dei quali riguardanti le riviste. Numerose segnalazioni pervenute si sono rivelate infondate, come quella sulla crema Nivea, le cui differenze di prezzo, come risulta dal rapporto, sono risultate inferiori a quanto fatto valere.