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BERNA - La riforma riguardante l'imposizione del valore locativo avanza a fatica. Nel tentativo di abolire questo sistema, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha inviato in consultazione un progetto fortemente criticato dagli ambienti coinvolti, specie i Cantoni. Di fronte a questa ostilità, ha deciso di prendersi del tempo per ulteriori chiarimenti.
La CET-S ha chiesto all'amministrazione di esaminare tre punti in particolare, ha affermato oggi davanti ai media il presidente della commissione Pirmin Bischof (PPD/SO). Si tratta della questione delle case secondarie, della deduzione degli interessi passivi e dell'eventuale abolizione delle deduzioni per gli investimenti finalizzati al risparmio energetico e alla protezione dell'ambiente.
I chiarimenti non dovrebbero richiedere molto tempo: i risultati sono attesi per novembre, ha spiegato Bischof. La commissione aveva già faticato a trovare un accordo sulle modalità della riforma e ha sottoposto a consultazione cinque modelli.
La sinistra e l'Associazione svizzera degli inquilini respingono la riforma, mentre i Cantoni non ne vedono la necessità. La destra e i proprietari di immobili sono invece favorevoli, ma i termini per le compensazioni dovute a causa dell'abolizione del valore locativo sono contestati.