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Il DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) colloca la disprassia nel quadro del disturbo evolutivo della coordinazione motoria, il cosidetto DCD (Development Coordination Desorder). L’ ICD-10 (International Classification of Diseas) inserisce la Disprassia fra i Disturbi Evolutivi Specifici della Funzione Motoria (F 82).
DCD= Termine oggi più utilizzato nella clinica, usato in relazione a difficoltà di coordinazione generale del movimento, ma che include anche il termine Disprassia; (DSMIV, ICD10)
Ad oggi queste definizioni risultano però poco esaustive in quanto la disprassia abbraccia diversi aspetti, sia quelli strettamente legati alla coordinazione motoria, sia aspetti che investono le diverse funzioni adattive durante i vari stadi dello sviluppo, che possono determinare serie difficoltà nelle Attività della Vita Quotidiana, come: il vestirsi e svestirsi, l’allacciarsi e slacciarsi le scarpe, l’usare gesti espressivi per comunicare particolari stati d’animo o veri e propri deficit durante le attività scolastiche; tra questi possiamo evidenziare difficoltà di scrittura (disgrafia ) o di lettura (spesso per lentezza e difficoltà di decodifica a causa di deficit della coordinazione dei movimenti di sguardo).
I soggetti colpiti da questi disturbi non riescono a compiere movimenti intenzionali in serie o in sequenza per programmare e portare a termine un’azione, secondo degli obbiettivi predefiniti; essi hanno bisogno di pensare alla pianificazione dei movimenti che hanno difficoltà ad automatizzare….(continua a leggere)
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