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L’artrite reumatoide ha meno segreti, grazie a uno studio internazionale coordinato dagli esperti dell’Università di Manchester (Gran Bretagna), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista JAMA. Da tempo, infatti, si sospettava che la gravità della malattia dipendesse almeno in parte anche dai geni. A farlo ipotizzare era il fatto che la progressione della malattia è caratterizzata da tratti comuni e da tratti specifici per i diversi gruppi etnici. Finora mancavano però prove convincenti del coinvolgimento del corredo genetico nella determinazione della gravità dei sintomi. A fornirle ha provveduto un gruppo internazionale di reumatologi che ha analizzato il genoma di oltre 4 mila individui con artrite reumatoide, arrivando a individuare varainte del gene più strettamente associato alla malattia - HLA-DRB1 - a loro volta strettamente associate a un decorso peggiore.
La scoperta è importante sia perché conferma che l’esistenza di una predisposizione genetica alla malattia sia perché potrebbe consentire, in futuro, di progettare farmaci specifici per le singole sottopopolazioni di pazienti, di individuare tempestivamente quelli a rischio di andare incontro a un’evoluzione peggiore della malattia e, in questi ultimi casi, di intervenire in modo mirato e più aggressivo.
A.B.
Data ultimo aggiornamento: 28 maggio 2015