Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/140094

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di istituire un progetto pilota che consenta a persone colpite dalla povertà, soprattutto in Africa, di lavorare a tempo determinato in Svizzera, per poi far ritorno in patria una volta scaduto il termine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito del sistema di ammissione in vigore, i lavoratori provenienti da Paesi terzi possono ottenere un permesso di lavoro soltanto in misura limitata e in caso di comprovato bisogno; l'accesso al mercato del lavoro è in linea di massima limitato ai lavoratori qualificati (art. 18 a 24 della legge federale sugli stranieri, LStr). È possibile derogare a tali principi ad esempio per soggiorni limitati nel tempo nel quadro di programmi di aiuto e di sviluppo o di un perfezionamento professionale (art. 30 cpv. 1 lett. f e g LStr). Tali perfezionamenti sono svolti già oggi nel settore dell'agricoltura, alberghiero e della ristorazione, nonché in quello della sanità e dell'istruzione. Le persone da formare provengono da diversi Paesi in via di sviluppo africani, asiatici o dell'Europa orientale.</p><p>Il Consiglio federale promuove inoltre partenariati bilaterali in materia di migrazione al fine di intensificare la cooperazione con Paesi di origine e di transito tenendo adeguatamente conto degli interessi di tutte le parti. In tale contesto sostiene anche programmi che prevedono un soggiorno temporaneo in vista di un perfezionamento professionale. Con la Nigeria e il Kosovo sono già stati concretizzati programmi temporanei di formazione e perfezionamento pratici (cfr. anche la risposta dell'8 maggio 2013 al postulato dei Verdi 13.3015). L'attuazione di tali progetti presuppone in particolare l'interesse dei datori di lavoro e non può essere garantita soltanto dalla politica.</p><p>Il Consiglio federale ritiene incontestata l'importanza di questi partenariati migratori per tutti gli interessati (migranti, Paesi d'origine, Svizzera). A suo avviso non occorre tuttavia suscitare nei Paesi partner attese quanto a ulteriori possibilità di immigrazione legale la cui realizzazione sarebbe in contrasto con la politica migratoria svizzera. Agli effetti sostanzialmente positivi delle rimesse degli immigrati ("remittances") si contrappongono inoltre anche svantaggi: a seconda del Paese d'origine, la migrazione per motivi di lavoro può comportare la partenza di lavoratori urgentemente necessari. Le rimesse possono essere correlate anche all'indebolimento del settore dell'istruzione e ad altri costi sociali.</p><p>Soggiorni pratici di formazione e perfezionamento nel contesto della cooperazione allo sviluppo sono importanti e vanno portati avanti nell'ambito delle attuali condizioni quadro. Per i motivi citati, il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre visti di lavoro speciali per persone colpite dalla povertà provenienti da Paesi in via di sviluppo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.