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BERNA - È fallito il referendum lanciato da alcuni esponenti UDC contro la rendita ponte per i disoccupati di oltre 60 anni. In una nota, il comitato referendario indica di non essere riuscito a raccogliere le 50'000 firme necessarie entro oggi, termine ultimo, ma di esserci andato vicino.
In totale sono state accumulate 48'400 sottoscrizioni non convalidate. I promotori motivano l'insuccesso con la mancanza di grandi eventi, fiere e mercati, che non hanno potuto essere organizzati a causa della pandemia.
Secondo i referendisti, la rendita ponte creerà un numero ancora maggiore di persone a carico dello Stato. A loro avviso essa rappresenta un attacco contro la classe media. I limiti fissati in termini patrimoniali puniranno inoltre tutti coloro che hanno risparmiato durante la loro la vita, avevano affermato al momento del lancio, aggiungendo che la nuova prestazione sociale non è nient'altro che un invito a licenziare lavoratori anziani.
La misura, adottata all'inizio di giugno dal Parlamento, prevede un aiuto per quei lavoratori disoccupati vicini alla pensione. Il costo previsto è di 150 milioni di franchi all'anno e dovrebbero beneficiarne circa 3'400 persone. Le economie domestiche con più di una persona dovrebbero ricevere una rendita ponte di 65'644 franchi all'anno, mentre le persone sole di 43'762 franchi. In Parlamento l'UDC è stato l'unico partito a opporsi a questa nuova assicurazione sociale.
Il comitato referendario era presieduto dal presidente della sezione zurighese dell'UDC Benjamin Fischer dai consiglieri nazionali UDC Manuel Strupler (TG), Jean-Luc Addor (VS), Mike Egger (SG), Monika Rüegger (OW) e Jakob Stark (TG).