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GINEVRA - Nel corso delle tre settimane di lavoro della 43esima sessione del Consiglio dell'ONU per i diritti umani, la Svizzera ha ribadito che la promozione e la tutela di tali diritti sono una condizione indispensabile per la pace, la prevenzione dei conflitti e lo sviluppo economico e sociale sostenibile. Anche qui lo spettro del coronavirus si è fatto sentire: la sessione è infatti stata interrotta oggi per evitare eventuali contagi.
La 43esima sessione è iniziata lo scorso 24 febbraio con presenza, tra gli altri, anche del consigliere federale Ignazio Cassis come rappresentante dello Stato ospite. Al cosiddetto «segmento di alto livello» hanno preso parte anche il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, l'Alta commissaria delle nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, il presidente dell'Assemblea generale Tijjani Muhammad-Bande e un centinaio di alti dignitari, tra cui oltre 50 ministri degli affari esteri, indica stasera il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in una nota.
Cassis ha ricordato il ruolo centrale dei diritti umani negli sforzi delle Nazioni Unite per promuovere la pace e lo sviluppo sostenibile. Ha sottolineato che l'ONU, anche nel quadro della Ginevra internazionale, offre le piattaforme necessarie per affrontare congiuntamente le sfide attuali, come il cambiamento climatico e la digitalizzazione, e il loro impatto sui diritti umani.
Nel corso di questa sessione, la Svizzera ha attribuito particolare importanza alla difesa dei diritti alle libertà d'espressione, di riunione pacifica e di associazione. A tal fine, ha coordinato con il Costa Rica una dichiarazione comune a nome di 53 Stati, ricordando che le manifestazioni costituiscono una forma essenziale per l'esercizio di questi diritti.
La Svizzera ha inoltre riconosciuto l'importante contributo delle donne difensori dei diritti umani nella promozione della pace e dello sviluppo sostenibile e nella lotta contro le discriminazioni e le disuguaglianze. A questo proposito, ha invitato tutti gli Stati a promuovere un ambiente sicuro per le donne che difendono i diritti umani.
Per quanto riguarda la situazione dei diritti umani in determinati Paesi, la Svizzera ha reagito alla grave situazione umanitaria in Siria, in particolare nel nordest (Aleppo e Idlib), con una dichiarazione congiunta letta a nome del gruppo quadrilaterale (Austria, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera). Inoltre, ha portato avanti il suo impegno nella lotta contro l'impunità fornendo il suo sostegno agli strumenti e ai meccanismi del Consiglio dei diritti umani e chiedendo di svolgere indagini sull'uso eccessivo della forza nel contesto delle manifestazioni.
La 43esima sessione è stata oggi interrotta e riprenderà i lavori in una data successiva, non ancora fissata, precisa il DFAE. Nel frattempo, tutti i mandati e le attività che stanno per concludersi vengono automaticamente rinnovati e saranno formalmente adottati in occasione della ripresa della sessione.