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Facebook in crisi. A Wall Street, travolto dalle rivelazioni del New York Times, il social media scende ai minimi da un anno e mezzo, chiudendo la seduta a -3,00%. Cresce, al contrario, il tono delle voci che chiedono un cambio di leadership nella società, ovvero un passo indietro di Zuckerberg (che dovrebbe cacciare se stesso o cacciare il suo mentore Sheryl Sandberg). La flessione in borsa porta il totale delle perdite dall'inizio dell'anno a oltre il 21%.
Secondo il New York Times, Zukerberg e Sanders hanno ignorato i segnali di allarme sulle interferenze russe e sullo scandalo di Cambridge Analytica, per successivamente negarli e poi sviare l'attenzione dalla società con campagna dietro le quinte contro le rivali, arrivando anche a colpire il miliardario filantropo George Soros. Zuckerberg e Sandberg hanno smentito l'inchiesta del New York Times: "Non abbiamo assolutamente pagato nessuno per creare fake news" dice Sandberg alla Cbs, riferendosi all'assunzione da parte del social media di un'agenzia di consulenza repubblicana per fare campagna anche contro Soros.
Il Congresso americano chiede una nuova audizione, il senatore democratico Warner invoca nuove regole: "basta far west".