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ZURIGO - Hassan Kiko, il siriano evaso una anno fa dalla prigione di Dietikon (ZH) con l'aiuto di una secondina, dovrà verosimilmente rispondere della sua fuga davanti al Tribunale distrettuale della località zurighese. Il Tribunale cantonale considera infatti che un processo sia necessario anche se potrebbe concludersi con un'assoluzione.
Il ministero pubblico chiedeva che il 28enne venisse condannato a una pena detentiva di sei mesi da scontare per aver istigato la secondina Angela Magdici a fuggire con lui. In ottobre il Tribunale distrettuale ha però emanato un decreto d'abbandono, contro cui la procura ha fatto ricorso, sostenendo che una simile "istigazione all'autofavoreggiamento" non rappresenta un reato punibile.
Stando a una nota odierna il Tribunale cantonale ha ora accolto il ricorso del ministero pubblico e ordina al Tribunale distrettuale di riprendere in mano il caso: la corte di Dietikon è andata al di là delle sue competenze, viene affermato. Un abbandono è opportuno solo se il comportamento rimproverato è palesemente non punibile.
Nel caso concreto vi sono effettivamente argomenti considerevoli a favore di una simile supposizione, tuttavia la situazione non è tanto evidente da poter rinunciare a un processo, viene spiegato. Il Tribunale distrettuale deve pertanto giudicare materialmente la punibilità nell'ambito di un procedimento principale e poi eventualmente decidere l'assoluzione.
Kiko, che in dicembre si è visto confermare in seconda istanza la condanna a 4 anni di prigione per lo stupro di una ragazza di 15 anni, dovrà ora verosimilmente rispondere di "istigazione all'aiuto all'evasione di detenuti". La decisione del Tribunale cantonale può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale.