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Il Tribunale arbitrale per il settore principale della costruzione ha condannato il sindacato Unia a una pena convenzionale di 25'000 franchi per aver, in occasione della "giornata d'azione nazionale" nell'autunno 2011, intralciato il lavoro sui cantieri.
La corte ha giudicato che in quella occasione fu violata la pace del lavoro. Lo indica la sentenza trasmessa oggi alle parti.
Il 25 novembre 2011 i sindacati, nell'ambito dei negoziati in corso per un nuovo contratto collettivo di lavoro nel settore principale della costruzione, avevano condotto una "giornata d'azione" in cui il lavoro era stato impedito o intralciato su vari cantieri.
La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) aveva inoltrato una denuncia al tribunale per presunta violazione della pace assoluta del lavoro, previsto dal Contratto nazionale mantello dell'edilizia e del genio civile (CNM).
La SSIC, soddisfatta per il riconoscimento della propria posizione, deplora però la durata della procedura: "Ciò permette ai sindacati di continuare ad attirare l'attenzione dei media attraverso azioni illecite, senza che debbano mettere in conto sanzioni a breve termine. E quando queste sanzioni sono pronunciate dal tribunale, non se ne tiene più conto", afferma il presidente della SSIC Gian-Luca Lardi citato in una nota.
Nico Lutz, responsabile dell'edilizia in seno a Unia, è sorpreso dall'interpretazione della pace del lavoro da parte del tribunale. "Non ha senso che per far valere i loro diritti con azioni di protesta i lavoratori debbano aspettare che il contratto di lavoro non sia più valido". Il sindacalista fa notare che la "giornata d'azione" si è tenuta poco prima dello scadere del CNM.
La sanzione di 25'000 franchi è inferiore a quella auspicata dalla SSIC. I costi del procedimento, pari a 60'000 franchi, dovranno essere coperti in parti uguali da Unia e SSIC.
SDA-ATS