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La Corte d'assise di Zurigo ha ridotto da 17 a 8 anni di reclusione la pena a carico dell'ecoterrorista Marco Camenisch. La condanna è stata rivista su decisione del Tribunale federale.
Per Camenisch, che nel 1989 aveva ucciso una guardia di confine a Brusio (Grigioni), il procuratore pubblico aveva invece chiesto l'internamento psichiatrico per una durata illimitata.
Dopo aver già trascorso 16 anni in carcere, l'ecoterrorista poschiavino Marco Camenisch dovrà rimanere dietro le sbarre fino al più tardi al 2018.
È questa la decisione annunciata martedì dalla Corte d'assise di Zurigo, che accogliendo le argomentazioni della difesa ha ridotto la pena da 17 a 8 anni di reclusione.
Nel 2004, lo stesso tribunale aveva riconosciuto Camenisch - attualmente detenuto nel penitenziario «Pöschwies» di Regensdorf (Zurigo) - colpevole dell'assassinio di una guardia di confine svizzera, uccisa nel 1989 nei pressi di Brusio (Grigioni).
La pena odierna è complementare ai 12 anni di reclusione inflitti dalla giustizia italiana, la quale lo ha condannato nel 1993 per lesioni corporali (ferimento di un agente) e per una serie di attentati ai tralicci dell'Enel, l'ente elettrico italiano.
Nessun internamento psichiatrico
Il tribunale zurighese era chiamato a fissare una nuova pena dopo che il Tribunale federale (TF) aveva accettato un ricorso per nullità del condannato. La più alta istanza giuridica del paese era giunta a questa decisione in quanto la somma delle due condanne a carico di Camenisch superava la pena massima di 20 anni prevista dal Codice penale svizzero.
Al dibattimento tenutosi lunedì in assenza del condannato, il procuratore Christian Weder ha invano ribadito la sua richiesta, già annunciata a sorpresa nelle scorse settimane, di internare Camenisch a tempo indeterminato. L'imputato continua a rappresentare «un serio pericolo» e non ha dato prova di nessun rimorso o pentimento, ha affermato il procuratore.
Nella sua arringa, il difensore Bernard Rambert ha invece chiesto per Camenisch una pena limitata nel tempo, conformemente alla decisione del TF.
Tenendo conto delle precedenti condanne, il poschiavino dovrebbe così uscire di prigione quando «avrà ormai compiuto 66 anni e non rappresenterà più un pericolo», ha affermato il difensore.
In aula erano presenti anche una trentina di suoi simpatizzanti, che all'inizio della requisitoria del procuratore hanno iniziato ad urlare slogan a sostegno di Camenisch. Non riuscendo a placare gli animi, il presidente della Corte ha temporaneamente sospeso l'udienza e fatto evacuare i dimostranti dalla polizia.
swissinfo e agenzie
Cronologia
1952: Marco Camenisch nasce nel canton Grigioni.
1979: è autore di un attentato contro un traliccio dell'alta tensione delle Centrali elettriche della Svizzera Nordorientale.
1981: il Tribunale cantonale girgionese lo condanna a 10 anni di prigione.
1981: Camenisch evade dal carcere di Regensdorf assieme ad altri prigionieri. Nella fuga viene ucciso un secondino.
1989: uccide una guardia di confine a Brusio, in Val Poschiavo.
1991: durante il suo arresto a Massa Carrara ferisce un agente di polizia.
1993: condannato da un tribunale italiano a 12 anni di reclusione.
2002: estradizione in Svizzera.
4 giugno 2004: nuovo processo a Zurigo e condanna a 17 anni per assassinio.
14 novembre 2006: il Tribunale federale accetta il ricorso di Camenisch.
13 marzo 2007: la Corte d'assise di Zurigo riduce la pena da 17 a 8 anni.