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Dopo il monito della Fed più segnali sembrano indicare che il periodo di forte crescita delle borse mondiali potrebbe interrompersi, forse anche bruscamente. Il Financial Time riporta che per quanto riguarda le banche, nonostante gli inviti degli analisti a comprare titoli, manager e dirigenti vari sono intenti a "sbarazzarsi" delle azioni delle loro aziende, ad indicare che si aspettano che il o valore diminuisca.
Perlomeno questa volta, dovessimo andare incontro a uno "shock" come quello del 2007, nessuno potrà dire che la crisi era imprevedibile.
23 agosto
La Federal reserve, la banca centrale americana, lancia il monito, per la seconda volta. Già ad aprile la Fed avvisava che i titoli azionari sui mercati sono sopravvalutati. Ora rincara la dose. “Dopo la valutazione di aprile, le vulnerabilità dovute alle pressioni sulle valutazioni dei titoli erano passate da notevoli a elevate, mentre i corsi azionari erano rimasti elevati o erano aumentati ulteriormente, gli spread di rischio si erano assottigliati e la volatilità prevista ed effettiva era rimasta sottotono in diversi mercati finanziari", si legge nel verbale della riunione di luglio. In pratica la Fed sostiene che nonostante l'avviso di aprile i titoli azionari hanno continuato a crescere di valore. Secondo John Hussman, presidente del fondo Hussman Investment Trust, citato da Business Insider, le valutazioni attuali dei titoli sono le più alte della storia, se si esclude il picco del 2000, appena prima dello scoppio della bolla delle dot.com. Se si guardano i singoli settori, sarebbero addirittura più "gonfiate" rispetto ad inizio millennio, dove la bolla era concentrata nei titoli tecnologici.