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Il medico francese Prospero Ménière fu il primo a descrivere la triade sintomatica della malattia: un ronzio improvviso nell’orecchio, un’ipoacusia improvvisa e un attacco improvviso di vertigini. Spesso l’ipoacusia è associata ad una diplacusia, che significa che nell’orecchio malato i toni sono avvertiti ad una frequenza più alta. La durata delle vertigini può variare da pochi minuti a diverse ore e gli episodi vertiginosi possono ripetersi ad intervalli regolari di giorni, settimane o mesi. Nel 90% dei casi l’affezione è monolaterale, nel 10% dei casi è bilaterale.
La causa è imputata a una idropisia endolinfatica dell’orecchio interno che può provocare la rottura della membrana di Reissner o un’alterazione della permeabilità dello spazio perilinfatico-endolinfatico, con la conseguenza che il liquido perilinfatico si mescola con il liquido endolinfatico ricco di potassio. Si pensa che attraverso il potassio si danneggino le cellule dell’udito e dell’equilibrio (stereocilia e dendriti).
Nella fase acuta il paziente è costretto a letto. In caso di crisi vertiginosa sarà necessario un trattamento farmacologico sintomatico a base di dimenidrinato o meclozina. Successivamente si procede a una stimolazione dell’irrorazione sanguigna e ad una riduzione dell’apporto di sodio con una dieta iposodica per influire sulla distensione idropica. In un secondo tempo sarà somministrata betaistina, ma sono consigliati anche estratti di Gingko-biloba.
Come profilassi contro il ripetersi di nuovi attacchi si è dimostrato utile:
- evitare situazioni di stress psichico
- evitare la nicotina, ridurre il consumo di caffé e di alcool e seguire una dieta iposodica
Nella fase acuta della malattia il paziente non può guidare l’automobile, mentre in casi recidivanti la facoltà di condurre una vettura sarà limitata. In casi gravi si deve intervenire chirurgicamente.
La malattia di Ménière può essere accompagnata dall’insorgere di paure. La persona affetta può sviluppare la sensazione di “perdere la terra sotto i piedi”. La malattia in questo caso diventa difficile da capire, sembra inspiegabile. Non solamente il corpo, ma anche l’anima può perdere l’equilibrio e sbilanciarsi. In questi casi e di fronte ad acufeni di grado medio e grave è consigliabile una psicoterapia.
Letteratura consigliata :
Helmut Schaaf: Die Ménièresche Krankheit. Springer Verlag (2000)
Helmut Schaaf: Gleichgewicht und Schwindel der Seele. Profil Verlag (2003)