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Pansa racconta la vita di una maestra bella e coraggiosa, che per essersi schierata con il Duce venne umiliata e punita.
Pansa torna tra i vinti della guerra civile con un'opera che, tra Storia, memoria e letteratura, racconta la vicenda di Teresa. Nel 1945 l'autore ha dieci anni e in una piazza scalcinata assiste alla rapatura delle prigioniere repubblichine : "Tra le donne sottoposte a quel supplizio, una era molto giovane e bella. La sua figura è sempre rimasta nella mia memoria, tanto da ispirarmi il personaggio centrale di questo libro¿. Si tratta di Teresa, maestra elementare, che pur di lavorare in città prende la tessera del Partito fascista. Consigliata da una spregiudicata zia, usa la propria bellezza per arrivare dove vuole, conosce l'amore e il carcere, accetta compromessi e subisce minacce, attraversando la guerra e le rappresaglie senza mai perdere la propria umanità.
Giampaolo Pansa, nato a Casale Monferrato nel 1935, scrive su "La Verità" e ha pubblicato numerosi saggi e romanzi di grande successo. Tra gli ultimissimi ricordiamo : L'Italiaccia senza pace, Il rompiscatole, Vecchi, folli e ribelli, L'Italia non c'è più, Il mio viaggio tra i vinti e Uccidete il comandante bianco.
«Si è calato nella mente e nel corpo di una ragazza piemontese, inventata ma ispirata a fatti realissimi».
Pierluigi Battista, Corriere della Sera
Pansa racconta la vita di una maestra bella e coraggiosa, che per essersi schierata con il Duce venne umiliata e punita.