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Svizzera e Gambia hanno firmato oggi due accordi di cooperazione in materia di aviazione civile e di migrazione in occasione della vista a Berna della vicepresidente del paese africano, Isatou Touray.
Con la consigliera federale Karin Keller‐Sutter, la vicepresidente e la sua delegazione hanno discusso le questioni legate alla migrazione. L'accordo firmato oggi e approvato dal Consiglio federale lo scorso 7 ottobre apre nuove vie di collaborazione in questo settore, precisa un comunicato.
Per quanto riguarda i rimpatri, l'intesa disciplina l'organizzazione pratica del rinvio in Gambia di cittadini in situazione irregolare, in particolare le modalità d'identificazione e il rilascio di documenti sostitutivi. Fino a oggi, la Svizzera ha concluso otto accordi di cooperazione in materia di migrazione analoghi, in particolare con l'Angola, il Camerun, il Benin e la Tunisia nel continente africano.
Dopo un picco nel 2016, il numero di domande d'asilo di cittadini gambiani in Svizzera è notevolmente diminuito. La Segreteria di Stato alla migrazione (SEM) intende sostenere maggiormente le autorità del paese africano nella gestione della migrazione, anche mediante l'attuazione di progetti concreti in loco, precisa ancora la nota.
Il consigliere federale Ignazio Cassis e la vicepresidente Touray hanno entrambi espresso la volontà di intensificare le relazioni tra i rispettivi paesi. L'accordo che hanno firmato riguarda i servizi aerei regolari e consente alle compagnie di proporre ai viaggiatori e agli spedizionieri prezzi competitivi sul mercato, assicurando nel contempo un elevato grado di sicurezza. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha inoltre ringraziato la vicepresidente per l'apertura di un'ambasciata con doppio accreditamento a Ginevra.
Durante la visita di Stato non si è discusso invece del caso dell'ex ministro interno del Gambia, Ousman Sonko, detenuto in Svizzera dal 2017, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) all'agenzia di stampa Keystone-ATS. Attualmente è in corso un procedimento penale contro Sonko e non si tratta di una questione politica, ha spiegato.
Lo scorso agosto il Tribunale federale ha negato per l'ennesima volta la scarcerazione all'ex ministro degli interni del Gambia, sospettato di crimini contro l'umanità commessi nel paese dell'Africa occidentale.
Sonko, comandante della guardia presidenziale gambiana nel 2003 e poi ministro dell'Interno tra il 23 ottobre 2006 e il 19 settembre 2016, si era rifugiato nel novembre 2016 in Svizzera. Il 26 gennaio 2017 è stato arrestato a Lyss (BE), dove soggiornava in un centro di transito per richiedenti l'asilo, su denuncia di Trial, la Ong con sede a Ginevra che si occupa di lottare contro l'impunità per crimini internazionali.