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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi mesi il Comitato internazionale della Croce rossa (CICR) è stato criticato varie volte dalla stampa americana, segnatamente in un documento del 13 giugno 2005 di un organo consultivo del partito repubblicano. Il 17 giugno 2005 il presidente del CICR, Jakob Kellenberger, ha risposto pubblicamente anche alle critiche mosse in tale documento. Kellenberger ha infatti replicato che il documento è volto a screditare il CICR poiché contiene asserzioni false e accuse ingiustificate. Questi ha asserito che il CICR resta fedele ai suoi principi e che continua a godere di prestigio presso il governo americano in virtù della qualità e dell'efficacia del proprio lavoro, nonché del senso di responsabilità dimostrato nella gestione dei contributi finanziari. Kellenberger ha inoltre precisato che anche quest'anno il governo USA resta il maggior contribuente del CICR.</p><p>Il CICR ha ricevuto dalla comunità internazionale, in particolare per il tramite delle Convenzioni di Ginevra del 1949, un mandato ampiamente riconosciuto. I suoi principi umanitari di neutralità, indipendenza, imparzialità, così come la regola della confidenzialità, gli consentono di svolgere efficacemente la sua missione.</p><p>In occasione della sua visita a Washington nel giugno 2005, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey si è informata delle ragioni di quest'attitudine nei confronti del CICR da parte di un membro repubblicano del congresso. Il Dipartimento federale degli affari esteri continua a seguire attentamente l'argomento. Conformemente alla sua tradizione umanitaria, la Svizzera conferisce grande importanza alla missione e alle attività del CICR. La capacità d'azione e la forza del CICR risiedono tuttavia nella sua indipendenza nei confronti degli Stati, Svizzera compresa. Il nostro Paese è nondimeno disposto a intervenire in ambiti ben definiti, su richiesta del CICR, presso altri Paesi o attori. La Svizzera può nondimeno agire soltanto nel rispetto dell'indipendenza del CICR. Essa continuerà inoltre a sostenerlo energicamente in altri modi. Il nostro Paese prende molto sul serio i suoi impegni quale Parte contraente delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei Protocolli aggiuntivi del 1977, che impongono di adoperarsi per l'attuazione e il rispetto del diritto internazionale umanitario nonché per la protezione delle popolazioni civili, sia nei conflitti armati che nelle situazioni di violenze interne, dappertutto nel mondo.</p>  Risposta del Consiglio federale.