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92 I 437
Chapeau
92 I 437
73. Estratto della sentenza 23 novembre 1966 nella causa Scapozza contro Officine idroelettriche di Blenio SA
Regeste
IndemnitÚ d'expropriation.
Art. 16, 19 LEx .
Pour fixer l'indemnitÚ, il faut tenir compte non seulement du droit expropriÚ, mais aussi des avantages de fait connexes, dont le titulaire aurait continuÚ Ó bÚnÚficier si l'expropriation n'Útait pas intervenue.
4. Secondo le disposizioni in vigore, e anche se si tien conto soltanto del quantitativo d'acqua effettivamente utilizzato e non di quello disponibile, l'esercizio del diritto d'acqua dell'espropriato permetterebbe di ottenere, mediante impianti moderni, una forza idraulica di 24 HP effettivi.
Una indennitÓ calcolata sulla base d'una potenza di 24 HP non corrisponderebbe tuttavia ancora alla "piena indennitÓ" cui l'espropriato ha diritto in virt¨ dell'art. 16 LEspr. e che, giusta l'art. 19 LEspr. comprende, in particolare, oltre all'intero valore venale del diritto espropriato anche l'ammontare di tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato come una conseguenza dell'espropriazione.
In seguito all'alluvione del 1927, gli impianti di presa e di adduzione, che ne rimasero distrutti, dovettero essere completamente rifatti. I lavori di ricostruzione furono eseguiti dal
BGE 92 I 437 S. 438Consorzio Alta Blenio (cioŔ da una corporazione di diritto pubblico), con sussidi cantonali e sotto la direzione dell'Ufficio cantonale delle acque. Le quote di presa e di resa non furono modificate, ma la ricostruzione permise al titolare del diritto d'acqua di utilizzare, pacificamente, un quantitativo maggiore di acqua, ed una relativa potenza di 30 HP. Si deve senz'altro ritenere che, se non fosse intervenuta l'espropriazione, il titolare del diritto d'acqua avrebbe continuato a disporre del maggior quantitativo d'acqua e della relativa maggiore potenza, vale a dire avrebbe continuato a godere dei benefici che i lavori diretti e sussidiati dallo Stato avevano apportato. Ragione e buona fede impongono anzi di ritenere che, se il decreto cantonale 30 marzo 1954 concernente il riordino del catasto delle acque pubbliche non fosse rimasto lettera morta, i dati del catasto delle acque sarebbero stati corretti sulla base della nuova situazione di fatto creata dallo Stato. L'indennitÓ d'espropriazione, che deve compensare tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato, non pu˛ nel presente caso prescindere dalla forza idraulica di cui il titolare del diritto ha potuto beneficiare indisturbato e, per le particolari circostanze della fattispecie, non illegalmente e non per propria illecita iniziativa. ╚ ci˛ anche se questa forza Ŕ superiore a quella desumibile dai dati contenuti nel catasto, la cui necessitÓ d'aggiornamento Ŕ stata esplicitamente riconosciuta dallo Stato.
La maggiore potenza di cui l'espropriato, nelle circostanze della fattispecie, beneficia dal 1929, rappresenta insomma un vantaggio di fatto che non pu˛ essere ignorato nella determinazione dell'indennitÓ (art. 19 lett. c LEspr.; cfr. inoltre RU 51 I 365).