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La Svizzera va controcorrente con la sua decisione di equiparare le terapie complementari alla medicina convenzionale. La volontà del popolo prevale sulla scienza?
«Assurdo», «inaccettabile», «sorprendente», «uno sperpero dei soldi dei contribuenti». Questi sono alcuni dei commenti apparsi su Facebook dopo che swissinfo.ch aveva pubblicato, a fine marzo, la notizia che il governo vuole equiparare le prestazioni di medicina complementare alle altre specialità mediche.
Una decisione condivisa dalle principali organizzazioni mediche del paese. Al termine di una consultazione cha ha coinvolto partiti politici ed esperti, la Società svizzera di medicina interna generale (SSMIG) e la Federazione dei medici svizzeri (FMH) hanno sostenuto la decisione del Dipartimento federale dell’internoLink esterno.
Non più di un placebo?
Tra le medicine complementari e alternative, l’omeopatia è il trattamento più diffuso in SvizzeraLink esterno. Secondo un rapportoLink esterno pubblicato dall’Ufficio federale della sanità pubblica e dalla Segreteria di Stato dell’economia, i costi annuali dei trattamenti e dei medicamenti omeopatici ammontano rispettivamente a 50 e a 31 milioni di franchi. La tendenza è al rialzo.
Omeopatia in Svizzera
Nel 1999, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) ha annunciato che i costi di alcuni trattamenti alternativi (comprese la medicina tradizionale cinese e l’omeopatia) sarebbero stati inclusi nell’assicurazione malattia di base per un periodo di prova di sei anni.
Nel 2005, queste terapie sono state stralciate dalla lista siccome non soddisfacevano i requisiti legali in materia di efficacia.
In risposta a un’iniziativa popolare in favore della medicina complementare e alternativa, il parlamento ha presentato un controprogetto, accettato in votazione popolare nel 2009.
Nel 2012, i costi delle terapie alternative sono stati nuovamente inclusi nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per un periodo di prova.
Il 29 marzo 2016, il DFI ha annunciato la decisione di equiparare quattro specialità di medicina complementare (omeopatia, medicina tradizionale cinese, medicina antroposofica e fitoterapia) alla medicina convenzionale, a partire dal maggio 2017.Fine della finestrella
«Il segreto dell’omeopatia è il suo effetto placebo», ritiene Luojin Lyu, un medico che scrive per diversi media cinesi. Luojin Lyu ha lavorato in Cina, Giappone e Stati Uniti. In caso di malattia o di fragilità, sostiene, la gente è così disperata da voler provare qualsiasi cosa.
Il medico cinese ha studiato il rapporto qualità-prezzo dell’omeopatia. «Il costo medico dell’omeopatia è estremamente basso. Negli Stati Uniti, il trattamento medico d’urgenza di un bambino con la febbre costa 600-700 dollari. Con al massimo 20 dollari si può invece acquistare una scatola di pastiglie omeopatiche al supermercato».
La medicina omeopatica non comporta quasi alcun effetto secondario. «L’elemento di base è semplicemente l’acqua. L’unico effetto secondario è che la malattia rischia di non essere curata a tempo debito». È quanto è successo a uno dei famigliari di Luojin Lyu, affetto da una grave malattia: dopo essersi rivolto alla medicina alternativa, i sintomi sono peggiorati siccome il trattamento è stato ritardato. «Quando prescrivono dei farmaci a un paziente, i medici devono tener presente che il criterio più importante non sono i suoi effetti secondari, bensì la sua efficacia».
Come migliorare l’efficacia?
Le meta-analisi e le ricerche sull’efficacia dell’omeopatia sono in corso. In un rapporto svizzero pubblicato nel 2012, si conferma che l’omeopatia è «una valida aggiunta nel panorama medico convenzionale». Le conclusioni dello studio sono però state criticate da ricercatori medici in altri paesi, che hanno deplorato grosse lacune scientifiche ed etiche. In particolare, il rapporto elvetico non si basa sugli stessi criteri di valutazione e di verifica adottati per le terapie convenzionali.
Dal punto di vista della medicina occidentale, i test clinici su larga scala sono quelli che consentono di ottenere il risultato scientifico più solido. Gli studi sull’omeopatia svolti nel 2013 e nel 2015 dal Consiglio nazionale per la sanità e la ricerca medica (NHMRC)Link esterno del governo australiano sono considerati i più autorevoli.
Questo perché gli studi hanno incluso una quantità considerevole di campioni e hanno coperto un ampio spettro di regioni, secondo Luojin Lyu. «Lo studio ha tenuto conto di varie condizioni di salute, pazienti e nazioni». Le conclusioni del NHMRC: «La gente che sceglie l’omeopatia potrebbe mettere in pericolo la sua salute, nel caso rifiutasse o ritardasse i trattamenti per i quali sono state dimostrate sicurezza ed efficacia».
SantéSuisse, l’organizzazione ombrello degli assicuratori malattia, sostiene dal canto suo che i metodi standardizzati utilizzati per valutare i trattamenti convenzionali non possono essere applicati all’omeopatia. «Sarebbe ingiusto riprendere le metodologie convenzionali per valutare l’efficacia dell’omeopatia. Il rischio potenziale è che questi metodi di scienza biomedica riconosciuti internazionalmente vadano contro i principi di fondo dell’omeopatia», afferma Christophe Kämpf, portavoce di SantéSuisse.
La democrazia ha sconfitto la scienza?
Nel suo comunicatoLink esterno di fine marzo, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) scrive che «il rimborso delle prestazioni è provvisorio e a tempo determinato perché l’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle quattro specialità di medicina complementare dovevano ancora essere comprovate. Si è ora delineata l’impossibilità di attestarne la rispondenza globale a questi criteri». Le quattro terapie a cui fa riferimento l’ufficio sono l’omeopatia, la medicina tradizionale cinese, la medicina antroposofica e la fitoterapia.
Daniel Dauwalder, portavoce dell’UFSP, spiega che la decisione del governo «rispecchia la volontà del popolo» espressa in un referendum del 2009.
«Il sistema di assicurazione malattia coprirà i costi delle terapie alternative secondo il principio della fiducia», indica Daniel Dauwalder. Tuttavia, aggiunge, se gli standard di efficacia, idoneità ed economicità verranno rimessi in discussione, allora SantéSuisse avrà il diritto di rifiutare il rimborso.
Nei fatti, i trattamenti alternativi non verranno coperti incondizionatamente dall’assicurazione malattia di base, obbligatoria per tutti i residenti. A essere presi in considerazione saranno soltanto i costi dei trattamenti prescritti dai medici riconosciuti. Nel caso contrario, i costi potranno essere rimborsati soltanto se la persona ha stipulato un’assicurazione malattia complementare.
In quanto medico, Luojin Lyu ritiene che il pericolo latente non sia l’omeopatia in sé. Secondo lui, sarà più importante verificare le qualifiche dei medici e la corretta assunzione di medicamenti da parte dei pazienti. «La Svizzera può imparare dal Giappone. La medicina Kampo, un metodo tradizionale giapponese, è severamente controllata dal governo. Tutti i medicamenti Kampo inclusi in un’assicurazione malattia devono essere sottoposti a una lunga fase di test clinici su un vasto numero di pazienti. Sebbene esistano migliaia di medicamenti Kampo, sono soltanto un centinaio quelli inclusi nell’assicurazione malattia».
Omeopatia nel mondo
L’ampio ricorso a trattamenti omeopatici è diffuso in oltre 80 paesi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.
Più di 20 paesi riconoscono i metodi clinici alternativi. I costi di tali terapie sono rimborsati dall’assicurazione malattia in diverse nazioni, tra cui Gran Bretagna, Francia e Lussemburgo. Non è invece così in paesi quali il Belgio e l’Austria, a causa della mancanza di un efficacia comprovata.
L’Agenzia per gli alimenti e i medicinali (FDA) degli Stati Uniti consente la vendita di medicamenti omeopatici, anche quando non si hanno prove certe della loro sicurezza ed efficacia. Si tratta però esclusivamente di medicamenti per il trattamento di «malattie acute autolimitanti» quali distorsioni, raffreddori o allergie.Fine della finestrella
Traduzione dal cinese: Yi Dong e dall'inglese: Luigi Jorio