Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/175345

<h2>SubmittedText<h2><p>Ai contadini svizzeri sono versati pagamenti diretti da un lato come compensazione finanziaria dell'orientamento dei prezzi alla produzione al mercato, dall'altro a indennizzo di prestazioni concrete (protezione dell'ambiente e degli animali, promozione della biodiversità, ecc.). Con la Politica agricola 2014-2017 sono state abolite diverse restrizioni nell'ottenimento dei pagamenti diretti, segnatamente i limiti di reddito e sostanza nonché la regressione dei contributi per aziende con terreni estesi o effettivi di animali elevati. La soppressione di questi limiti ha fatto sì che dal 2013 al 2015 la quota delle aziende beneficiarie di oltre 150 000 franchi in pagamenti diretti aumentasse del 30 per cento circa, salendo a 1366 unità, e quella delle aziende che percepiscono più di 200 000 franchi in pagamenti diretti crescesse addirittura dell'80 per cento, toccando 149 unità.</p><p>Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il principio generale di economia per cui aumentando la produzione diminuiscono i costi può essere applicato anche all'agricoltura? Le aziende con superfici estese e un elevato effettivo di animali possono, in media, produrre e fornire prestazioni a costi più bassi rispetto alle piccole e medie aziende? Su quali studi si basa il Consiglio federale a tal proposito?</p><p>2. In caso di risposta affermativa: come giustifica il fatto che le grandi aziende oggi percepiscono dallo Stato 150 000 se non 200 000 franchi e oltre in pagamenti diretti anche se producono molto di più e a costi più bassi riuscendo anche a fornire le prestazioni auspicate in relazione alla protezione degli animali e dell'ambiente? Per la Politica agricola 2022 più è prevista l'opzione di ripristinare i limiti di sostanza e i contributi regressivi per le grandi aziende?</p><p>3. Ritiene equi pagamenti diretti così ingenti considerati l'onere fiscale e il reddito di altre fasce della popolazione, ma anche i contadini con piccole e medie aziende? Non pensa vi sia il rischio che ciò mini il livello di accettazione del sistema dei pagamenti diretti? Come si esprime rispetto a una limitazione dei pagamenti diretti a un massimo di 150 000 franchi? A quanto ammonterebbe a grandi linee in franchi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Stazione federale di ricerca agronomica Agroscope analizza a cadenza annuale i dati contabili delle aziende agricole. Le aziende con una superficie agricola utile superiore a 50 ettari realizzano profitti per ettaro maggiori rispetto a quelle con una superficie agricola utile di 10 a 20 ettari. Agroscope ha inoltre condotto diversi studi che confermano le economie di scala nel primario. Nella media, le aziende con superfici più estese, dunque, gestiscono l'attività in maniera più efficiente. In queste aziende la detenzione del bestiame è generalmente più estensiva rispetto a quella nelle piccole aziende, in altre parole il numero di unità di bestiame grosso per ettaro è più basso.</p><p>2. Anche nella Politica agricola 2014-2017, in virtù della legge sull'agricoltura il Consiglio federale ha fissato limiti e graduazioni dei contributi. Le dimensioni dell'azienda sono tenute in considerazione nel sistema dei pagamenti diretti; il contributo di base per la sicurezza dell'approvvigionamento (900 franchi per ettare), ad esempio, viene ridotto progressivamente a partire da 60 ettari e annullato a partire da 140 ettari. Per i pagamenti diretti vige inoltre un limite di 70 000 franchi per unità standard di manodopera. Per il contributo di transizione, poi, sono applicate restrizioni in base a reddito e sostanza. Il Parlamento non ha invece previsto alcuna base legale che consentisse di stabilire un massimo assoluto per i pagamenti diretti per azienda. Come indicano le analisi dei dati sulle strutture e sui contributi delle aziende agricole negli anni 2014-2016, le grandi aziende percepiscono pagamenti diretti per ettaro di superficie agricola utile inferiori rispetto a quelle di piccole dimensioni. La diminuzione è costante, tanto che le aziende con una superfice di 10 ettari al massimo beneficiano di circa 2800 franchi l'ettaro, quelle con una superficie superiore a 60 ettari di meno di 2300 franchi l'ettaro. Questi risultati evidenziano che mediante il sistema dei pagamenti diretti si tiene conto, almeno in parte, delle economie di scala positive correlate alle dimensioni dell'azienda. Il Consiglio federale fornirà un'analisi più dettagliata in adempimento del postulato von Siebenthal 15.4180, "Correzione delle indennità nel quadro della Politica agricola 2014-2017", e in base ad essa deciderà sul da farsi.</p><p>3. L'accettazione sociale del sistema dei pagamenti diretti è molto importante per il Consiglio federale. Tuttavia, i pagamenti diretti di un'azienda agricola non possono essere paragonati al salario o al reddito di altre fasce della popolazione. Si tratta di entrate dell'azienda da cui va dedotto il dispendio per le prestazioni da fornire. Le aziende agricole che ricevono pagamenti diretti elevati sono generalmente più grandi dell'azienda agricola svizzera media e vi lavorano più persone. Le aziende con oltre 150 000 franchi di pagamenti diretti possiedono in media circa sei unità standard di manodopera. Circa un quarto di esse è costituito da comunità aziendali composte da due o più aziende individuali. Il Consiglio federale ritiene giustificato che le grandi aziende fornitrici di più prestazioni auspicate ricevano anche più pagamenti diretti. In linea di principio tale evoluzione non è in contrasto con la politica agricola. I pagamenti vengono ridotti già oggi applicando diverse graduazioni e limitazioni, in particolare per grandi aziende.</p><p>A seconda degli adeguamenti aziendali, se venisse applicata una limitazione di 150 000 franchi per azienda, la Confederazione sarebbe sgravata di 40 a 60 milioni di franchi l'anno. Ponendo un tetto massimo di 150 000 franchi di pagamenti diretti per azienda verrebbero tuttavia fortemente pregiudicate le aziende gestite secondo principi imprenditoriali e in crescita. Inoltre, l'esperienza insegna che un limite assoluto determina adeguamenti indesiderati a livello aziendale, ad esempio una divisione.</p>  Risposta del Consiglio federale.