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John Bell, professore di Oxford che ha lavorato allo sviluppo del vaccino, accusa politici e scienziati
LONDRA - È un durissimo atto d'accusa quello pronunciato dal professor John Bell, scienziato di Oxford che ha lavorato sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca, nel corso di un documentario della Bbc. Il danneggiamento dell'immagine del preparato, a opera di politici e scienziati, «ha probabilmente ucciso centinaia di migliaia di persone» e i responsabili «non possono esserne fieri».
Il legame con rari casi di coaguli di sangue ha stroncato la reputazione del prodotto anglo-svedese e ha portato alla sua sospensione in moltissimi paesi europei, e non solo. La Svizzera non ne ha mai autorizzato l'uso. Nello stesso Regno Unito i consulenti del governo Johnson hanno raccomandato di offrire un'alternativa a coloro con un'età inferiore ai 40 anni. Il risultato? Dopo i buoni numeri iniziali sono stati preferiti i vaccini a mRna di Pfizer-BioNTech e Moderna e solo 48mila degli oltre 37 milioni di dosi di richiamo sono stati somministrati con Vaxzevria (il nome del vaccino di Oxford-AstraZeneca).
Quello che doveva essere «il dono della Gran Bretagna al mondo» come era stato pubblicizzato in fase di sviluppo - più economico da produrre e più semplice da trasportare e immagazzinare - si è rivelato essere un clamoroso insuccesso. E la colpa, attacca Bell, è tutta di una cattiva campagna mediatica che si è fondata sul rifiuto da parte di politici e consiglieri scientifici. «Non credo che sia stato più facile per le relazioni con l'Europa che sia stato promosso come il vaccino britannico», ha aggiunto Bell.
Il documentario "AstraZeneca: A Vaccine for the World" sarà trasmesso martedì sera sulla Bbc.