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Incarto n. 12.2016.120 Lugano 11 ottobre 2016 /jh In nome della Repubblica e Cantone Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Fiscalini, presidente, Bozzini e Balerna vicecancelliere: Bettelini sedente per statuire nella causa - inc. n. SO.2014.1529 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 4 aprile 2014 da AO 1 contro AP 1 chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della convenuta priva dell’organo di revisione (art. 727 CO); nell’ambito della quale il Pretore, con decisione 22 agosto 2016, ha pronunciato lo scioglimento della società e ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento; appellante la convenuta con reclamo ( recte : appello) 26 agosto 2016, con cui ha dichiarato di opporsi alla decisione impugnata; letti ed esaminati gli atti ed i documenti di causa; ritenuto in fatto e in diritto: che con istanza 4 aprile 2014 AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, la società AP 1, chiedendo che nei confronti della stessa, priva dell’organo di revisione a seguito della cancellazione del suo revisore __________ (cfr. doc. A) e invano diffidata sia con raccomandata del 7 ottobre 2013 (doc. B) sia tramite pubblicazione sul FUSC del 23 gennaio 2014 (doc. C) a ripristinare entro 30 giorni la situazione legale (art. 154 cpv. 1 ORC), fossero adottate le misure necessarie (art. 154 cpv. 3 ORC, art. 731b cpv. 1 e 941a cpv. 1 CO); che il 9 aprile 2014 il Pretore ha assegnato alla convenuta un termine di 30 giorni per ripristinare la situazione legale (convocare un’assemblea generale allo scopo di designare un nuovo organo di revisione e richiedere la sua iscrizione al registro di commercio, oppure produrre al giudice una dichiarazione di rinuncia, a condizione che fossero adempiuti i presupposti dell’art. 727a cpv. 2 CO), pena l’adozione delle misure necessarie indicate nei considerandi ivi compreso (se del caso) lo scioglimento della società e la sua liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento; che a seguito delle decisioni ordinatorie 5 maggio, 5 giugno e 1° luglio 2014, emanate a seguito di tre richieste della convenuta (datate 29 aprile, 4 giugno e 30 giugno 2014) volte a disporre di un periodo di tempo più ampio per ripristinare la situazione legale, il termine in questione è stato prorogato fino al 31 luglio 2014; che il termine prorogato essendo scaduto infruttuosamente, il 23 marzo 2016 il Pretore ha assegnato alla convenuta un ultimo termine di 15 giorni per ripristinare la situazione legale (convocare un’assemblea generale allo scopo di designare un nuovo organo di revisione e richiedere la sua iscrizione al registro di commercio, oppure produrre al giudice una dichiarazione di rinuncia, a condizione che fossero adempiuti i presupposti dell’art. 727a cpv. 2 CO), pena l’adozione delle misure necessarie indicate nei considerandi ivi compreso (se del caso) lo scioglimento della società e la sua liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento; che, preso atto che la convenuta aveva lasciato trascorrere infruttuosamente il termine, con decisione 22 agosto 2016 il Pretore, in applicazione dell’art. 731b cpv. 1 n. 3 CO, ha pronunciato lo scioglimento della società e ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento; che con appello 26 agosto 2016 la convenuta ha dichiarato di opporsi alla decisione impugnata, rilevando che la situazione legale era stata nel frattempo ripristinata con la nomina del nuovo ufficio di revisione, come risultava dall’istanza da lei già inoltrata al registro di commercio (cfr. l’istanza d’iscrizione prodotta contestualmente al gravame con i relativi allegati); che nel caso di specie la decisione del Pretore di pronunciare lo scioglimento della convenuta e di ordinarne la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento era ineccepibile: l’istruttoria ha in effetti permesso di accertare che la società, in modo del tutto inspiegabile e incomprensibile, non aveva reagito né alle richieste dell’AO 1 di ripristinare la situazione legale formulate in due diversi momenti, con la raccomandata del 7 ottobre 2013 prima (doc. B) e con la pubblicazione sul FUSC del 23 gennaio 2014 poi (doc. C), né tanto meno alla diffida pretorile 23 marzo 2016 con cui, preso atto del mancato ossequio del termine scadente il 31 luglio 2014, le era stato assegnato un ultimo termine (con tra l’altro l’esplicita comminatoria di scioglimento) per agire in tal senso, per cui da questo comportamento il giudice di prime cure poteva senz’altro presumere che la società neppure avrebbe ossequiato ad eventuali provvedimenti meno severi, quali la nomina dell’organo mancante, se del caso previa assegnazione di un termine per anticipare le spese del revisore (TF 29 luglio 2013 4A_706/2012 consid. 2.2.2, 8 luglio 2013 4A_158/2013 consid. 2.1.6);. che resta da esaminare se la convenuta abbia nondimeno provveduto a ripristinare la situazione di legalità nelle more della causa, anche solo nella procedura ricorsuale, ciò che in base alla dottrina e alla giurisprudenza sarebbe idoneo ad evitare lo scioglimento della società che presentava lacune nell’organizzazione (Lorandi, Konkursverfahren über Handelsgesellschaften ohne Konkurseröffnung - Gedanken zu Art. 731b OR, in: AJP 11/2008 p. 1386; Lorandi, Organisationsmängel von Gesellschaften mit tückischen Folgen, in: ST 2009 p. 91; DTF 136 III 369 consid. 11.4.3; II CCA 16 dicembre 2011 inc. n. 12.2011.206); che questa ipotesi si è effettivamente realizzata, visto e considerato che, come del resto risulta dalle prove allegate all’appello (ricevibili siccome si tratta di documenti allestiti dopo l’emanazione della decisione impugnata e con ciò di “ nova autentici” ai sensi dell’art. 317 cpv. 1 CPC), il 25 agosto 2016 la convenuta aveva provveduto a notificare all’AO 1 il nuovo organo di revisione - nella persona di __________, che aveva accettato il mandato - nominato in occasione dell’assemblea generale straordinaria di pari data; che in tali circostanze l’istanza chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della convenuta priva dell’organo di revisione (art. 727 CO) deve ora essere respinta; che le spese giudiziarie della procedura di appello (per il giudizio di primo grado non ne sono state assegnate) vanno calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 100'000.-, pari al capitale sociale della convenuta (doc. A; TF 19 agosto 2010 4A_315/2010 consid. 2, 8 luglio 2010 4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010 4A_106/2010 consid. 6, SJ 132 I p. 541; ZSR 2011 p. 86; II CCA 25 agosto 2011 inc. n. 12.2011.133), e dovrebbero di principio seguire la soccombenza (art. 106 CPC); che nel caso concreto ricorrono tuttavia giusti motivi per derogare a questo principio; che la presente procedura - come del resto già quella dinnanzi al Pretore - avrebbe in effetti potuto essere evitata se l’appellante avesse ripristinato tempestivamente la situazione legale, anziché rimanere passiva di fronte alle ingiunzioni che ha ricevuto, di modo che, in applicazione dell’art. 108 CPC, si giustifica di porre a suo carico le spese processuali da essa inutilmente causate e di non riconoscerle ripetibili (cfr. per analogia TF 22 novembre 2012 4A_411/2012 consid. 3, 1° marzo 2013 4A_560/2012 consid. 4; II CCA 24 giugno 2013 inc. n. 12.2013.57, 28 giugno 2013 inc. n. 12.2013.62, 27 novembre 2013 inc. n. 12.2013.165, 19 dicembre 2014 inc. n. 12.2014.197, 29 gennaio 2015 inc. n. 12.2014.221, 12 febbraio 2015 inc. n. 12.2014.189), da lei per altro nemmeno protestate; che in definitiva l’appello può essere accolto solo parzialmente, nel senso dei considerandi che precedono. Per questi motivi richiamati, per le spese, l’art. 108 CPC nonché la LTG decide: I. L’appello 26 agosto 2016 di AP 1 è parzialmente accolto. § Di conseguenza la decisione 22 agosto 2016 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, è così riformata: 1. L’istanza 4 aprile 2014 dell’AO 1 è respinta. II. Le spese processuali di fr. 1'500.-, da anticiparsi dall’appellante, rimangono a suo carico. Non si attribuiscono ripetibili. III. Notificazione: -; -. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1. Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 12.2016.120 Incarto n. 12.2016.120

Incarto n. Lugano 11 ottobre 2016 /jh Lugano

Lugano 11 ottobre 2016 /jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Fiscalini, presidente, Bozzini e Balerna Fiscalini, presidente,

Fiscalini, presidente, Bozzini e Balerna

Bozzini e Balerna vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Bettelini Bettelini

Bettelini sedente per statuire nella causa - inc. n. SO.2014.1529 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 4 aprile 2014 da

sedente per statuire nella causa - inc. n. SO.2014.1529 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 4 aprile 2014 da AO 1 AO 1

AO 1 contro contro

contro AP 1 AP 1

AP 1 chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della convenuta priva dell’organo di revisione (art. 727 CO);

nell’ambito della quale il Pretore, con decisione 22 agosto 2016, ha pronunciato lo scioglimento della società e ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

appellante la convenuta con reclamo ( recte : appello) 26 agosto 2016, con cui ha dichiarato di opporsi alla decisione impugnata;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti di causa;

ritenuto

in fatto e in diritto:

che con istanza 4 aprile 2014 AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, la società AP 1, chiedendo che nei confronti della stessa, priva dell’organo di revisione a seguito della cancellazione del suo revisore __________ (cfr. doc. A) e invano diffidata sia con raccomandata del 7 ottobre 2013 (doc. B) sia tramite pubblicazione sul FUSC del 23 gennaio 2014 (doc. C) a ripristinare entro 30 giorni la situazione legale (art. 154 cpv. 1 ORC), fossero adottate le misure necessarie (art. 154 cpv. 3 ORC, art. 731b cpv. 1 e 941a cpv. 1 CO);

che il 9 aprile 2014 il Pretore ha assegnato alla convenuta un termine di 30 giorni per ripristinare la situazione legale (convocare un’assemblea generale allo scopo di designare un nuovo organo di revisione e richiedere la sua iscrizione al registro di commercio, oppure produrre al giudice una dichiarazione di rinuncia, a condizione che fossero adempiuti i presupposti dell’art. 727a cpv. 2 CO), pena l’adozione delle misure necessarie indicate nei considerandi ivi compreso (se del caso) lo scioglimento della società e la sua liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

che a seguito delle decisioni ordinatorie 5 maggio, 5 giugno e 1° luglio 2014, emanate a seguito di tre richieste della convenuta (datate 29 aprile, 4 giugno e 30 giugno 2014) volte a disporre di un periodo di tempo più ampio per ripristinare la situazione legale, il termine in questione è stato prorogato fino al 31 luglio 2014;

che il termine prorogato essendo scaduto infruttuosamente, il 23 marzo 2016 il Pretore ha assegnato alla convenuta un ultimo termine di 15 giorni per ripristinare la situazione legale (convocare un’assemblea generale allo scopo di designare un nuovo organo di revisione e richiedere la sua iscrizione al registro di commercio, oppure produrre al giudice una dichiarazione di rinuncia, a condizione che fossero adempiuti i presupposti dell’art. 727a cpv. 2 CO), pena l’adozione delle misure necessarie indicate nei considerandi ivi compreso (se del caso) lo scioglimento della società e la sua liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

che, preso atto che la convenuta aveva lasciato trascorrere infruttuosamente il termine, con decisione 22 agosto 2016 il Pretore, in applicazione dell’art. 731b cpv. 1 n. 3 CO, ha pronunciato lo scioglimento della società e ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

che con appello 26 agosto 2016 la convenuta ha dichiarato di opporsi alla decisione impugnata, rilevando che la situazione legale era stata nel frattempo ripristinata con la nomina del nuovo ufficio di revisione, come risultava dall’istanza da lei già inoltrata al registro di commercio (cfr. l’istanza d’iscrizione prodotta contestualmente al gravame con i relativi allegati);

che nel caso di specie la decisione del Pretore di pronunciare lo scioglimento della convenuta e di ordinarne la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento era ineccepibile: l’istruttoria ha in effetti permesso di accertare che la società, in modo del tutto inspiegabile e incomprensibile, non aveva reagito né alle richieste dell’AO 1 di ripristinare la situazione legale formulate in due diversi momenti, con la raccomandata del 7 ottobre 2013 prima (doc. B) e con la pubblicazione sul FUSC del 23 gennaio 2014 poi (doc. C), né tanto meno alla diffida pretorile 23 marzo 2016 con cui, preso atto del mancato ossequio del termine scadente il 31 luglio 2014, le era stato assegnato un ultimo termine (con tra l’altro l’esplicita comminatoria di scioglimento) per agire in tal senso, per cui da questo comportamento il giudice di prime cure poteva senz’altro presumere che la società neppure avrebbe ossequiato ad eventuali provvedimenti meno severi, quali la nomina dell’organo mancante, se del caso previa assegnazione di un termine per anticipare le spese del revisore (TF 29 luglio 2013 4A_706/2012 consid. 2.2.2, 8 luglio 2013 4A_158/2013 consid. 2.1.6);

. che resta da esaminare se la convenuta abbia nondimeno provveduto a ripristinare la situazione di legalità nelle more della causa, anche solo nella procedura ricorsuale, ciò che in base alla dottrina e alla giurisprudenza sarebbe idoneo ad evitare lo scioglimento della società che presentava lacune nell’organizzazione (Lorandi, Konkursverfahren über Handelsgesellschaften ohne Konkurseröffnung - Gedanken zu Art. 731b OR, in: AJP 11/2008 p. 1386; Lorandi, Organisationsmängel von Gesellschaften mit tückischen Folgen, in: ST 2009 p. 91; DTF 136 III 369 consid. 11.4.3; II CCA 16 dicembre 2011 inc. n. 12.2011.206);

. (Lorandi Lorandi che questa ipotesi si è effettivamente realizzata, visto e considerato che, come del resto risulta dalle prove allegate all’appello (ricevibili siccome si tratta di documenti allestiti dopo l’emanazione della decisione impugnata e con ciò di “ nova autentici” ai sensi dell’art. 317 cpv. 1 CPC), il 25 agosto 2016 la convenuta aveva provveduto a notificare all’AO 1 il nuovo organo di revisione - nella persona di __________, che aveva accettato il mandato - nominato in occasione dell’assemblea generale straordinaria di pari data;

che in tali circostanze l’istanza chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della convenuta priva dell’organo di revisione (art. 727 CO) deve ora essere respinta;

che le spese giudiziarie della procedura di appello (per il giudizio di primo grado non ne sono state assegnate) vanno calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 100'000.-, pari al capitale sociale della convenuta (doc. A; TF 19 agosto 2010 4A_315/2010 consid. 2, 8 luglio 2010 4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010 4A_106/2010 consid. 6, SJ 132 I p. 541; ZSR 2011 p. 86; II CCA 25 agosto 2011 inc. n. 12.2011.133), e dovrebbero di principio seguire la soccombenza (art. 106 CPC);

che nel caso concreto ricorrono tuttavia giusti motivi per derogare a questo principio;

che la presente procedura - come del resto già quella dinnanzi al Pretore - avrebbe in effetti potuto essere evitata se l’appellante avesse ripristinato tempestivamente la situazione legale, anziché rimanere passiva di fronte alle ingiunzioni che ha ricevuto, di modo che, in applicazione dell’art. 108 CPC, si giustifica di porre a suo carico le spese processuali da essa inutilmente causate e di non riconoscerle ripetibili (cfr. per analogia TF 22 novembre 2012 4A_411/2012 consid. 3, 1° marzo 2013 4A_560/2012 consid. 4; II CCA 24 giugno 2013 inc. n. 12.2013.57, 28 giugno 2013 inc. n. 12.2013.62, 27 novembre 2013 inc. n. 12.2013.165, 19 dicembre 2014 inc. n. 12.2014.197, 29 gennaio 2015 inc. n. 12.2014.221, 12 febbraio 2015 inc. n. 12.2014.189), da lei per altro nemmeno protestate;

che in definitiva l’appello può essere accolto solo parzialmente, nel senso dei considerandi che precedono.

Per questi motivi

richiamati, per le spese, l’art. 108 CPC nonché la LTG

decide:

decide: I. L’appello 26 agosto 2016 di AP 1 è parzialmente accolto.

I. L’appello di AP 1 è parzialmente accolto. § Di conseguenza la decisione 22 agosto 2016 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, è così riformata:

§ 1. L’istanza 4 aprile 2014 dell’AO 1 è respinta.

1. L’istanza 4 aprile 2014 dell’AO 1 è respinta. II. Le spese processuali di fr. 1'500.-, da anticiparsi dall’appellante, rimangono a suo carico. Non si attribuiscono ripetibili.

III. Notificazione:

-; -. -;

-; -.

-. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).