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Il governo greco ha ribadito oggi la propria intenzione di concludere un accordo con la Svizzera allo scopo di tassare i circa 200 miliardi di euro che la Banca Centrale di Grecia ritiene siano stati occultati da grossi evasori fiscali greci in conti bancari della Confederazione. Lo riferisce oggi il diffuso quotidiano "Kathimerini".
"Abbiamo chiesto al governo elvetico di riattivare la procedura tesa alla firma di un accordo tra i due Paesi per la tassazione di conti bancari e altri beni depositati da cittadini greci nelle banche svizzere", afferma un comunicato diffuso dal ministero ellenico delle Finanze secondo il quale, nei soli ultimi due anni, i greci hanno esportato legalmente 16 miliardi di euro, dei quali meno del 10% è finito in Svizzera.
La Banca di Grecia, ha riferito oggi il quotidiano Ta Nea, ha reso noto di avere informazioni di circa 403 cittadini greci che nel 2010 hanno portato all'estero ciascuno almeno 100.000 euro pur dichiarando di essere nullatenenti. In tutto, sempre nello stesso anno, 731 greci hanno trasferito un miliardo di euro in banche straniere.
I colloqui tra autorità elleniche ed elvetiche per giungere ad un accordo per la tassazione dei conti dei cittadini greci in Svizzera erano stati avviati lo scorso ottobre dall'allora ministro delle Finanze socialista Evangelos Venizelos, ma si sono poi fermate a causa della crisi di governo greca. Da parte elvetica vi è comunque piena disponibilità: "siamo pronti a continuare le trattative", ha detto oggi il portavoce del Dipartimento federale delle finanze, Roland Meier.
L'intesa alla quale i responsabili di Atene puntano dovrebbe essere sulla falsariga di quelle già firmate dalla Svizzera con Germania, Gran Bretagna e Austria.