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La Camera penale d’appello e di revisione ha accolto il ricorso dell’ex consigliere di Stato ginevrino
La Corte d’appello del canton Ginevra ha assolto in seconda istanza l’ex consigliere di Stato Pierre Maudet dall’accusa di accettazione di un vantaggio riguardo al suo controverso e lussuoso viaggio ad Abu Dhabi nel 2015.
La notizia rivelata dalla Tribune de Genève è stata confermata all’agenzia Keystone-ATS dai tre legali di Maudet, Grégoire Mangeat, Fanny Margairaz e Yaël Hayat. Il Ministero pubblico ha ancora la possibilità di impugnare la sentenza davanti al Tribunale federale.
Lo scorso febbraio, in prima istanza, il Tribunale di polizia di Ginevra aveva condannato Maudet a una pena pecuniaria di 300 aliquote giornaliere da 400 franchi con la condizionale. A suo avviso accettando una lussuosa vacanza ad Abu Dhabi nel 2015, di un valore di 50’000 franchi interamente pagata dalle autorità dell’Emirato, l’ex consigliere di Stato ginevrino aveva assunto il rischio di essere influenzato nell’esercizio delle sue funzioni.
Convinto della sua innocenza, l’ex politico aveva fatto ricorso contro la sentenza, così come il Ministero pubblico ginevrino, che aveva chiesto una pena di 14 mesi di prigione con la condizionale.
Prima di commentare il nuovo verdetto di assoluzione, gli avvocati di Maudet vogliono leggere attentamente la sentenza di 90 pagine. Hanno sempre affermato, durante il procedimento, che si potevano fare tutti i rimproveri al loro cliente, ma che la linea rossa del diritto penale non era mai stata superata in questo dossier.
Stando alla Tribune de Genève l’ex capo dello staff di Pierre Maudet, Patrick Baud-Lavigne, che aveva pure partecipato al viaggio ad Abu Dhabi per assistere al Gran Premio di Formula 1 che si svolgeva negli Emirati, è pure stato assolto dall’accusa di accettazione di un vantaggio. Ma è stato condannato per violazione del segreto d’ufficio, secondo il quotidiano ginevrino.
Anche i due amici imprenditori di Maudet, Magid Khoury e Antoine Daher, che si trovavano sul banco degli accusati, sono stati assolti. In prima istanza, erano stati giudicati colpevoli di accettazione di vantaggi e condannati rispettivamente a 240 e 180 aliquote giornaliere con la condizionale. Avevano organizzato il soggiorno nell’emirato allo scopo, secondo la sentenza di primo grado, di assicurarsi la benevolenza dell’allora consigliere di Stato del Plr.