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La previdenza professionale dei collaboratori dell'Amministrazione, dei Servizi del Parlamento, delle unità amministrative decentralizzate e di altre organizzazioni è garantita dalla Cassa pensioni della Confederazione PUBLICA. Quest'ultima è nata dalla Cassa pensioni della Confederazione (CPC) che a sua volta è sorta dalla Cassa federale di assicurazione (CFA).
Sinora PUBLICA versava le rendite secondo il primato delle prestazioni. Dal 1° luglio 2008 è avvenuto il passaggio al primato dei contributi. Il passaggio di primato è un elemento della nuova impostazione di PUBLICA, che sarà completata con la revisione della legge federale sulla Cassa pensioni della Confederazione (legge sulla CPC) approvata nel dicembre del 2006.
L'obiettivo della nuova impostazione è anche il consolidamento finanziario di PUBLICA. Con l'avvio dell'attività operativa da parte di PUBLICA nel mese di giugno del 2003, la Confederazione ha assunto, in base all'articolo 26 della legge sulla CPC, il disavanzo accumulato dalla CPC di oltre undici miliardi. L'assunzione di questo disavanzo e l'integrazione avvenuta nel 2003 dei beneficiari di rendite delle ex aziende della Confederazione FFS, La Posta e RUAG hanno messo PUBLICA di fronte a oneri finanziari straordinari già all'atto della sua costituzione.
Il cambiamento di sistema nella previdenza professionale dovrebbe in prima linea creare maggiore trasparenza rispetto al vecchio primato delle prestazioni. Uno degli obiettivi è di eliminare le false solidarietà. Con il primato delle prestazioni poteva ad esempio succedere che gli impiegati delle classi di stipendio inferiori, che raggiungevano il massimo della loro classe relativamente presto, cofinanziassero le rendite degli impiegati in classi di stipendio superiori le cui promozioni a livello di carriera avvenivano in età piuttosto avanzata. Infine, il rapporto di previdenza nel primato dei contributi è più adeguato ai nuovi e flessibili rapporti di lavoro come il lavoro a tempo parziale o i congedi sabbatici. Non da ultimo il nuovo sistema previdenziale tiene altresì conto dell'evoluzione demografica. Dato che con un lungo periodo di contribuzione anche le rendite risultano automaticamente più elevate, i collaboratori sono incentivati a rimanere più a lungo attivi professionalmente.
In Svizzera si registra un aumento dell'aspettativa di vita e una diminuzione del tasso di nascita. Nuovi modi di concepire la vita e il lavoro come pure falsi incentivi dell'attuale sistema di previdenza hanno condotto a un comportamento in materia di pensionamento che non corrisponde più a questa evoluzione demografica. Per poter garantire anche le rendite delle future generazioni, bisogna adottare provvedimenti di consolidamento. Uno di questi provvedimenti è l'aumento dell'età di pensionamento attuariale dai 62 ai 65 anni di età, che sarà attuato contemporaneamente all'introduzione del primato dei contributi.
Al riguardo occorre distinguere tra l'età di pensionamento definita dalla legge e l'età di pensionamento attuariale. La prima è definita in Svizzera dalla legge federale su l'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (art. 21). Per gli uomini è fissata a 65 anni e per le donne a 64 anni. Dal punto di vista attuariale, invece, l'età di pensionamento può essere fissata in modo più libero.
Il primato dei contributi garantisce che le prestazioni vengano finanziate in modo indipendente dall'età di pensionamento scelta individualmente. Il nuovo sistema di previdenza rende flessibile l'età di pensionamento tra il 60° anno di età e il 70° anno di età compiuti. Diversamente da quanto accade oggi, il primato dei contributi incentiva a rimanere attivi professionalmente il più a lungo possibile, in quanto ogni mese supplementare le rendite aumentano. I contributi di risparmio versati durante la carriera professionale contribuiscono a costituire la rendita fino all'età di 70 anni.
Questa flessibilità è accompagnata da una rendita transitoria che per le donne può essere percepita tra il 60° anno di età e i 64 anni compiuti. Per gli uomini il limite di età è fissato ai 65 anni compiuti. Affinché anche gli impiegati con redditi più esigui possano beneficiare del pensionamento anticipato, il datore di lavoro partecipa per almeno il 50 per cento al finanziamento della rendita transitoria. Quanto più inferiore è la classe di stipendio dell'assicurato e quanto più il pensionamento avviene in età avanzata, tanto più questa partecipazione è elevata arrivando fino al finanziamento intero della rendita transitoria.
Per poter consolidare PUBLICA in modo duraturo, il tasso d'interesse tecnico è stato ridotto dal 4,0 al 3,5 per cento sia per gli assicurati attivi sia per i beneficiari di rendite. Il tasso d'interesse tecnico è un interesse calcolatorio che dovrebbe riprodurre i redditi patrimoniali attesi a lungo termine. Esso serve a calcolare i contributi e le aliquote di conversione ed è fissato a lungo termine con un certo margine al di sotto del reddito patrimoniale effettivo. Con la riduzione del tasso d'interesse tecnico aumenta la probabilità di finanziare le riserve necessarie tramite i redditi conseguiti.
La riduzione del tasso d'interesse tecnico richiede tuttavia oltre un miliardo di capitale di copertura supplementare. Questo importo è finanziato in gran parte dai maggiori contributi degli assicurati e da minori prestazioni di vecchiaia. Inoltre, la Confederazione effettua un versamento unico di circa 900 milioni di franchi a PUBLICA a titolo di finanziamento della riduzione del tasso d'interesse tecnico per i beneficiari di rendite. Si tiene così conto del problema della quota elevata di pensionati. Quasi la metà dei circa 100 000 assicurati di PUBLICA sono beneficiari di rendite. Tenuto conto delle prestazioni attuali, il costo delle rendite è più del doppio dell'importo risparmiato dalle generazioni interessate.
Gli assicurati che al momento del passaggio di primato avevano più di 55 anni hanno potuto beneficiare di una garanzia di prestazione statica - definita con precisione di un franco - pari al 95 per cento dei diritti che avrebbero potuto far valere secondo il vecchio diritto all'età di 62 anni compiuti. Il giorno di riferimento di questa garanzia dei diritti acquisti era il 30 giugno 2008. Se al momento del pensionamento secondo le nuove disposizioni il diritto calcolato risulta più elevato del diritto garantito, la rendita è calcolata in base al nuovo diritto. I costi imputabili alla garanzia sono sostenuti da PUBLICA.
Per quanto riguarda gli assicurati la cui ètà al momento del passaggio di primato era compresa tra i 45 e i 55 anni, il datore di lavoro assume durante sette anni una parte del contributo di risparmio dell'impiegato. Per gli assicurati che avevano raggiunto i 45 anni ma non hanno ancora compiuto il 50° anno di età, questo sgravio ammonta a un punto percentuale. Per gli assicurati che avevano compiuto il 50° anno di età ma non ancora il 55° anno di età lo sgravio ammonta a due punti percentuali.
Nel primato delle prestazioni le rendite sono stabilite regolamentarmente in funzione di un tasso percentuale fisso dell'ultimo guadagno assicurato. Il loro finanziamento è pertanto orientato a questo importo (proiettato) ed è limitato a una durata fissa (ad es. 40 anni, tra il 22° anno di età e il 62° anno di età). Nel primato dei contributi invece non è stabilita a priori nessuna prestazione di vecchiaia. Sono definiti unicamente i contributi di risparmio individuali (da qui il nome di primato dei contributi). I contributi forniti dal datore di lavoro e dall'impiegato nonché gli interessi sono convertiti in una rendita al momento del pensionamento. Quanto più tardi avviene il pensionamento e quanto più lungo è il processo di pensionamento, tanto più elevata risulterà la rendita.
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