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Tra il 1947 e il 1972, i PCB venivano impiegati come plastificanti in diversi leganti (soprattutto clorocaucciù, copolimeri di PVC) per la fabbricazione di prodotti anticorrosivi.
La lacche di clorocaucciù contenevano fino al 10 per cento di PCB ed erano impiegate soprattutto come rivestimento anticorrosione in costruzioni di acciaio esposte all'azione dell'acqua (come briglie di trattenuta, chiuse, ponti). I prodotti contenenti PCB venivano utilizzati sia per gli strati di fondo sia per quelli intermedi e di finitura.
La lunga durata di vita di questi rivestimenti fa sì che ancora oggi si trovano vecchie lacche contenenti PCB. Pertanto, prima di un risanamento, è opportuno procedere in tempo utile all'esame dei rivestimenti in clorocaucciù per rilevare l'eventuale presenza di PCB e di metalli pesanti.
I lavori anticorrosione effettuati su una superficie di risanamento di oltre 50 m2 sono soggetti all'obbligo di notifica presso l'autorità cantonale competente. La rimozione dei vecchi rivestimenti contenenti PCB deve essere eseguita in base a metodi di lavoro appropriati e con adeguate misure di protezione, per evitare per quanto possibile la contaminazione da PCB del personale addetto e l'inquinamento dell'ambiente. Al fine di evitare la formazione di diossine e furani altamente tossici come conseguenza di un surriscaldamento, occorre evitare l'impiego di procedimenti termici (ad es. cannelli da taglio) prima di rimuovere vecchi rivestimenti contenenti PCB.
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Ultima modifica 28.03.2018