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Le urne in Egitto sono state aperte lunedì mattina, per tre giorni, al fine di favorire l'affluenza nel primo turno delle elezioni presidenziali, in cui è già certo che a vincere sarà l'attuale capo di Stato, Abdel Fattah al Sisi.
I risultati ufficiali sono previsti al più tardi per il 2 aprile, ma dopo tre ritiri dei candidati più noti e l'arresto o la condanna di due militari che volevano presentarsi alle elezioni, Sisi ha un unico sfidante semisconosciuto, Moussa Mostafa, che è stato pure un suo dichiarato sostenitore.
Come già nelle elezioni del 2014, vinte da Sisi - anche allora contro un unico sfidante che raccolse solo il 3% dei voti - pure quest'anno l'unico elemento di interesse sarà l'entità dell'affluenza (quattro anni fa fu del 47%).
Il capo dell'agenzia ONU per i diritti umani, Zeid Ra'ad al-Hussein, ha sostenuto che le elezioni egiziane si svolgono in un "diffuso clima di intimidazione", circostanza negata dal Governo che ha giustificato i ritiri con incapacità organizzative e gli arresti con violazioni della legge.
ATS/BRav