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Swiss Life propone una riforma morbida della previdenza professionale in Svizzera. Ivo Furrer, direttore delle attività elvetiche dell'assicuratore vita zurighese, giudica difficile un rapido calo del tasso di conversione, come in parte richiesto dal settore.
La riforma del secondo pilastro deve avvenire con una politica dei piccoli passi. Ciò significa che tutti devono fare uno sforzo, in vista di un tipico compromesso svizzero, ha spiegato Furrer al domenicale "Sonntag".
Interrogato in proposito ritiene quindi che ci debbano essere leggeri ritocchi non solo del tasso di conversione, ma anche dei contributi e delle rendite. Bisogna anche poter immaginare di chiedere qualcosa ai pensionati, pur proteggendo i redditi più bassi, ha aggiunto. Swiss Life cerca il contatto con i sindacati e gli ambienti politici. "Sono convinto che potremo avanzare solo con il dialogo", ha affermato Furrer.
In maggio, il presidente della direzione di Swiss Life, Bruno Pfister, aveva proposto di aumentare di cinque anni - a 45 - l'obbligo di pagamento delle quote del secondo pilastro portando così la pensione a 70 anni per gli universitari che hanno concluso gli studi a 25 anni. Chi ha cominciato a lavorare a 18 potrebbe smettere già a 63 anni.
SDA-ATS