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BERNA - Tre mesi dopo aver assunto le redini del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), il consigliere federale Guy Parmelin stila un primo bilancio. Dicendo di non voler essere un ministro interventista ha annunciato per il 1° gennaio 2020 «una prima serie di semplificazioni» per affrontare il problema dell'eccesso normativo.
«Tutti si lamentano del sovraccarico delle regolamentazioni», ha dichiarato in un'intervista ai giornali 24 heures e Tribune de Genève. Parmelin riconosce tuttavia che risolvere il problema è «un processo piuttosto complicato»: «Dal momento in cui si effettuano pagamenti diretti per delle prestazioni, è normale che ci siano dei controlli».
Per quanto riguarda la formazione e la ricerca, il consigliere federale UDC dice di voler «ottimizzare i finanziamenti»: ogni franco investito deve esserlo «nel modo più efficiente». Parmelin chiede anche più trasparenza: «Bisogna mostrare meglio ciò che si fa con questi soldi».
In merito alla mobilitazione dei giovani per il clima, il consigliere federale ritiene che sia «legittimo» esprimere la propria preoccupazione e interesse per la politica. Ma ricorda che votare è anche «un modo semplice per far passare le proprie idee». A tal proposito ha deplorato la scarsa partecipazione alle recenti elezioni cantonali di Zurigo, dove solo il 32% degli aventi diritto si è recato alle urne.