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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Secondo il Consiglio federale gli editori specializzati in scienze sociali svolgono un ruolo importante per la vita sociale e politica del nostro Paese?</p><p>2. Ritiene che il passaggio alla pubblicazione digitale sia stata oggetto di un'attenta riflessione e non metterà in pericolo la sopravvivenza delle case editrici con conseguente perdita di posti di lavoro?</p><p>3. Non è del parere che l'attuazione di una nuova politica di sostegno alla pubblicazione di libri di scienze sociali dovrebbe essere preceduta da una riflessione di più ampio respiro che tenga conto per esempio anche delle esperienze fatte in Francia?</p><p>4. Non pensa che, prima di prendere una decisione, il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica dovrebbe condurre una discussione aperta con gli editori sui diversi modelli in vigore negli altri Paesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza 07.3340, "Accesso ai lavori di ricerca pubblica. Open Access", e nel parere sulla mozione 08.3199, "Archiviare e rendere accessibili i risultati della ricerca", il Consiglio federale si è occupato a fondo della tematica dell'Open Access (OA).</p><p>Secondo la convenzione sulle prestazioni per gli anni 2013-2016 con la Confederazione svizzera, il Fondo nazionale svizzero (FNS) è tenuto a rendere accessibili le pubblicazioni scientifiche in tutto il mondo, gratuitamente e nel modo più immediato possibile.</p><p>Tanto nelle scuole universitarie quanto nelle organizzazioni di promozione della ricerca, l'Open Access sta incontrando sempre maggiore consenso. L'attenzione, concentrata in passato soprattutto sugli articoli delle riviste liberamente accessibili, si rivolge ora anche ai libri digitali. Inoltre, si osserva una tendenza sempre più marcata verso la "Open Science", di cui Open Access e Open Data sono due componenti importanti. </p><p>In sintonia con gli sviluppi internazionali e d'intesa con le scuole universitarie, il FNS ha introdotto il 1° ottobre 2013 una misura di promozione dell'accesso aperto, limitata in un primo momento alla fine del 2016. Nei limiti dei bilanci di progetto approvati, i ricercatori finanziati dal FNS possono farsi rimborsare i costi sostenuti per la pubblicazione dei loro lavori in riviste esclusivamente di tipo open access.</p><p>Inoltre, il FNS ha precisato la sua politica in materia di Open Access relativamente alla cosiddetta via verde (autoarchiviazione da parte degli autori in archivi istituzionali o disciplinari o sui propri siti web), dichiarando di ritenere appropriato un termine d'attesa massimo di sei mesi tra pubblicazione e accesso aperto. Nel contempo, il FNS ha riconcepito la promozione delle pubblicazioni per monografie ed edizioni rilevanti per le scienze umane al fine di tener conto delle tendenze internazionali verso la digitalizzazione e l'accesso aperto:</p><p>- applicazione della politica OA del FNS a monografie ed edizioni con un termine d'attesa massimo di 24 mesi;</p><p>- sostegno finanziario alla pubblicazione di libri esclusivamente digitali;</p><p>- due modalità di promozione: (i) la pubblicazione di libri scritti nell'ambito dei progetti di ricerca del FNS viene considerata un costo computabile e integrata nei contributi versati a favore di tali progetti; (ii) i contributi vengono limitati alle pubblicazioni indipendenti (ricerca non finanziata dal FNS). Entrambe le modalità promuovono esclusivamente le tesi di qualifica, le monografie e le edizioni che, al termine del periodo d'attesa, sono rese liberamente accessibili in formato digitale;</p><p>- indennizzo delle prestazioni editoriali.</p><p>Alla luce di quanto esposto e sulla base delle analisi del FNS, il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. Soprattutto nelle scienze umane il libro stampato è tuttora la principale forma di pubblicazione e riveste una grande importanza sia per la reputazione che per la carriera dei ricercatori attivi nelle discipline umanistiche. A livello internazionale ed europeo le organizzazioni di promozione della ricerca - riunite nel Global Research Council - sono concordi nell'affermare che la pubblicazione digitale e l'accesso aperto e gratuito apportano molti vantaggi alla comunità scientifica, migliorando la qualità della ricerca. Pertanto, il comitato scientifico di Science Europe sollecita proprio le scienze umane ad avvalersene. Numerose case editrici stanno rivedendo i propri modelli commerciali adeguandoli alle nuove esigenze del mondo scientifico.</p><p>2./3. Le basi e gli standard della politica in materia di OA vengono elaborati e approvati a livello internazionale ed europeo dalle organizzazioni di promozione della ricerca come il Global Research Council e Science Europe. A maggio 2013, ad esempio, è stato approvato il "Global Research Council Action Plan to Open Access". Dal 22 ottobre 2003, data di pubblicazione della Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica, il FNS segue da vicino gli sviluppi in materia. Conformemente al suo regolamento sui sussidi e alle convenzioni sulle prestazioni stipulate con la Confederazione, il FNS è tenuto a garantire l'accesso aperto ai risultati delle ricerche da lui finanziate.</p><p>4. Le novità che il FNS introdurrà il 1° luglio 2014 si ispirano agli standard definiti nell'ambito di Science Europe. Inoltre, stando alle informazioni fornite dal FNS, si sono svolti degli incontri con i rappresentanti dell'editoria. Il FNS si sta adoperando per venire incontro alle esigenze delle case editrici, nella misura in cui ciò risulta compatibile con i suoi obiettivi di promozione. Ad esempio, il periodo d'attesa per la pubblicazione di libri digitali la cui stesura è stata cofinanziata dal FNS viene fissato a 24 mesi. In Austria il fondo per la ricerca scientifica (Fonds zur wissenschaftlichen Forschung, FWF) taglia i contributi se i libri che finanzia non vengono pubblicati contemporaneamente nella sua libreria digitale in modalità liberamente accessibile. Anche l'organizzazione di promozione olandese NWO sostiene soltanto le pubblicazioni scaturite da progetti autofinanziati e pubblicate in Open Access.</p>  Risposta del Consiglio federale.