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La carne creata in provovetta è il futuro degli amanti dell'hamburger? I colossi del cibo pensano di sì.
Nel 2013, Mark Post, docente di Ingegneria dei tessuti all’università di Eindhoven e Tecnologia biomedicale all’ateneo di Maastrich, presentò al mondo il primo hamburger creato in laboratorio, da lui realizzato partendo dalle cellule muscolari di una vacca e "coltivate" in laboratorio per 7 settimane. Gli chef chiamati ad assaggiarlo dissero che il gusto era simile a quello di qualsiasi altro hamburger, solo un po' più asciutto, visto l'assenza di grassi. il costo per la sua creazione era però stato di 300'000 dollari.
Oggi molti vendono nella carne "coltivata" in laboratorio una risposta sia alle questioni etiche sollevate dagli animalisti, sia al problema dell'eccessevo uso di antibiotici negli allevamenti, come pure alle ricadute ambientali degli allevamenti. Tanto più che il consumo modiale di carne sembrea essere destinato a crescere nei prossimi anni.
Numerose aziende stanno ora puntanto su questo business, che si prospetta particolarmente fruttuoso qualora si riescano a contenere i costi di produzione. Come riferisce Business Insider il colosso mondiale Cargill e npure dei pionieri dell'innovazione come Bill Gates e Richard Branson e il fondo di venture capital Atomico hanno acquistato azioni di Memphis Meats, azienda californiana che nel gennaio 2016 ha fritto la sua prima polpetta prodotta in laboratorio. Il costo di questa polpette era di 18mila dollari ogni 500 grammi e con le prime ali di pollo si è scesi a 3'000 dollari. Ora Memphis Meats dichiara che entro i prossimi tre anni sarà in grado di coltivare carne in laboratorio per 3-5 dollari. Ma non è la sola azienda che punta su questo settore: Finless Foods ah applicato la procedura in vitro alla carne di pesce, e Beyond Meat è in grado di produrre un surrogato della carne, con caratteristiche simili, a partire da cellule vegetali.