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Il PS spiega le proprie divisioni: "uniti contro l'iniziativa"
BERNA - Il PS è diviso sulla strategia per combattere l'iniziativa dell'UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati", ma non sull'obiettivo. I vertici del partito hanno spiegato oggi alla stampa le divergenze in casa socialista.
Domenica scorsa, il congresso del Partito socialista aveva deciso, a due contro uno, di sostenere il duplice "no" in vista della votazione del 28 novembre sull'iniziativa popolare dell'UDC. Una minoranza, che ha nel frattempo costituito un proprio comitato, sostiene invece il controprogetto del Parlamento. I fautori delle due correnti hanno presentato le rispettive posizioni.
"Le due posizioni che rappresentiamo sono razionali, accettabili, comprensibili e legittime. Ciò che ci unisce, ossia la bocciatura del progetto dell'UDC, è di gran lunga più importante del disaccordo dei nostri membri sul controprogetto", ha sottolineato il presidente del PS Christian Levrat, che sostiene la parola d'ordine "due volte no".
Secondo la maggioranza del partito, il diritto vigente è sufficiente. Non occorre dunque inasprirlo. Occorre tuttavia risolvere i problemi concreti che si pongono attualmente nell'eseguire un rinvio, ha affermato il consigliere nazionale friburghese. Levrat ha quindi dato prova di serenità di fronte ai sondaggi d'opinione. "Non sono d'accordo nell'affermare che l'iniziativa sarà in ogni caso accolta".
L'iniziativa ha comunque grosse possibilità d'essere accettata e il mezzo per combatterla consiste nell'approvare il controprogetto, ha sostenuto il consigliere nazionale zurighese Daniel Jositsch. Egli ha menzionato una "differenza culturale" per spiegare perché questa opzione è sostanzialmente sostenuta in Romandia.
Sia Levrat che Jositsch hanno richiamato i partiti di centro-destra alle loro responsabilità. "Il controprogetto - ha ricordato Jositsch - è farina del loro sacco. Se non ci fosse stata l'iniziativa, lo schieramento di sinistra non lo avrebbe sostenuto".
Dal canto suo, Levrat ha espresso stupore per il fatto che "non vi è traccia di campagna efficace" del centro-destra contro l'iniziativa. Per il presidente socialista, la posizione di PLR e PPD spiega anche il cambiamento di scelta di certi socialisti, in particolare romandi, tra il voto in Parlamento (favorevole al controprogetto) e quello relativo alla parola d'ordine del PS (contraria), espressa in occasione del recente congresso di Losanna. Il cambiamento ha coinvolto lo stesso presidente, ha ammesso Levrat.
Alle Camere - ha ricordato il deputato friburghese - si trattava di sapere se occorreva far causa comune con l'UDC nel silurare il controprogetto. Il centro-destra aveva allora sottolineato che, in assenza di un controprogetto, la base del PLR e del PPD avrebbero potuto anche sostenere l'iniziativa democentrista.