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Fino al 77% dei bambini e giovani che hanno transitato sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale hanno affrontato abusi, sfruttamento e sono stati oggetto di traffico. I minori dell'Africa subsahariana sono stati i più presi di mira, in assoluto.
È quanto emerge da "Viaggi strazianti", il nuovo rapporto di UNICEF e Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), che raccoglie le testimonianze di 22'000 migranti, di cui 11'000 tra bambini e minori, e in cui si chiede all'Europa di aprire vie legali sicure per i minori migranti; di lottare contro traffico e sfruttamento; e combattere xenofobia e razzismo.
"Se cerchi di fuggire, ti sparano. Se smetti di lavorare, ti picchiano. Come gli schiavi, alla fine della giornata, ci chiudevano a chiave": l'esperienza di Aimamo, 16 anni, arrivato dal Gambia all'Italia, da solo, a bordo di un barcone è solo una delle atroci esperienze raccontate nel rapporto dai minori, che per compiere il loro viaggio pagano tra i mille ed i cinquemila euro, arrivando a destinazione spesso ancora in debito, e per questo rimanendo esposti ad ulteriori rischi.
3,5 milioni di bambini profughi non vanno a scuola
Circa 3,5 milioni di bambini profughi non vanno a scuola. È l'allarme lanciato oggi a Bonn dall'agenzia dell'Onu per i rifugiati Unhcr. Si tratta di 1,5 milioni di bambini che dovrebbero frequentare le elementari, e due milioni di bambini che dovrebbero invece sedere fra i banchi di scuole medie e superiori. Soprattutto nei paesi ospitanti più poveri, mancano insegnanti istruiti, spazi fisici per le lezioni, e materiale scolastico.
(Ats)