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WELLINGTON - Mentre l'attenzione è tutta sul dibattito tra Biden e Trump per eleggere il nuovo Presidente USA, anche in Nuova Zelanda si è svolta una sfida analoga.
Il leader laburista e primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern, ha infatti discusso con la leader del partito nazionale, Judith Collins. Il dibattito è stato molto animato, con promesse e ammissioni che non erano mai state fatte in precedenza. Le elezioni, lo ricordiamo, saranno il 17 ottobre.
Da un lato, Ardern ha promesso che se fosse eletta per un altro mandato dichiarerà lo stato d'emergenza climatica, oltre a sradicare con ogni mezzo la piaga della povertà infantile e sovvenzionare i prodotti sanitari femminili.
La Collins, da parte sua, ha promesso più protezione ai bambini vittime di maltrattamenti, una migliore regolamentazione delle armi e a fare in modo che ogni scuola del paese abbia una toilette neutra, dal punto di vista del genere.
Nonostante i piani di entrambi i leader abbiano obbiettivi simili, le modalità sono differenti: ad esempio come affrontare la crisi immobiliare, come stimolare l'economia o come affrontare il cambiamento climatico.
Gang e cannabis - Alla domanda su come avrebbero reagito alla crescita dei membri delle bande negli ultimi tre anni, Collins ha risposto che avrebbe creato una «squadra anti-gang» specializzata, mentre Ardern ha detto che è più importante andare alla causa dell'alienazione dei giovani, e investire in tal senso.
Il primo ministro ha poi scelto di non rivelare come avrebbe votato nel referendum sulla legalizzazione della cannabis. Collins ha detto che avrebbe votato no, spiegando che non ne ha mai fatto uso, mentre Ardern - per la prima volta - ha detto di averlo fatto: «Molto tempo fa».
Ministri o celebrità - Uno dei momenti clou della serata è stato l'ammissione da parte di Collins di voler apparire sulla copertina di Vogue, come ha fatto Ardern nel 2018.
Collins ha poi criticato Ardern per essere una «celebrità» che eccelle nella comunicazione, ma che non riesce a mantenere le sue promesse.
Anche qualche battuta - Anche l'umorismo ha avuto un ruolo, così come l'irritazione. Ardern ha infatti rimproverato a Collins qualche interruzione di troppo, e poi le ha consigliato di respirare, quando la leader parlava della crescita economica.
Quando Ardern ha interrotto Collins, invece, la leader del partito nazionale è scattata: «Le buone maniere!», con in volto un sorriso sfacciato. In più di un'occasione, poi, è scoppiata in una risata mentre ascoltava Ardern, guadagnandosi sguardi di scontento da parte della rivale.
Alla fine, Collins ha dichiarato di essersi goduta il dibattito, dichiarandolo «robusto» e «una vittoria per la politica».
I sondaggi più recenti danno il partito laburista di Ardern vincente alle elezioni del 17 ottobre, ma è tutto ancora da vedere.
Mentre l'attenzione è tutta sul dibattito tra Biden e Trump per eleggere il nuovo Presidente USA, anche in Nuova Zelanda si è svolta una sfida analoga.