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Tre condanne e un proscioglimento per il crollo avvenuto nella galleria autostradale del San Salvatore, fra Melide-Grancia, l'8 giugno 2017. È la decisione comunicata oggi alle parti dal Tribunale penale cantonale al termine del processo celebrato a partire da mercoledì 23 a Lugano. La Corte delle assise correzionali presieduta dal giudice Mauro Ermani ha riconosciuto colpevoli del reato di violazione delle regole dell’arte edilizia per negligenza un 53enne ingegnere (responsabile della direzione locale dei lavori), un 67enne impresario costruttore (vice responsabile della direzione locale dei lavori) e un 35enne (assistente alla direzione dei lavori). I tre sono per contro stati prosciolti dalle imputazioni di franamento per negligenza (descritto nel primo punto dell’atto d’accusa) e di perturbamento della circolazione per negligenza (punto 3). È stato invece prosciolto da tutte le imputazioni un 67enne ingegnere civile, accusato dei medesimi reati.
Di conseguenza sono state pronunciate le seguenti condanne: per il 53enne ingegnere una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere di 200 franchi; per il 67enne impresario costruttore una pena di 30 aliquote giornaliere di 50 franchi (pena totalmente aggiuntiva a quella contenuta in un precedente decreto d’accusa del Ministero pubblico del giugno 2014); per il 35enne assistente alla direzione dei lavori una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere di 100 franchi. L’esecuzione delle pene pecuniarie è stata posta al beneficio della sospensione condizionale e ai condannati è stato accordato un periodo di prova di due anni.
Agli occhi dell'accusa, la procuratrice pubblica Chiara Borelli, il crollo è stato provocato da errori progettuali e professionali compiuti negli interventi di risanamento realizzati fra il 2011 e l'anno successivo. Secondo i difensori tutti e quattro gli imputati andavano invece assolti. Non è esclusa a questo punto una seconda puntata davanti alla Corte di appello e revisione penale.