Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/96683

<h2>SubmittedText<h2><p>In virtù del divieto di discriminazione di cui all'articolo 8 della Costituzione federale e sullo sfondo dell'inasprimento della crisi economica, il Consiglio federale è incaricato di adottare un programma di costruzione di accessi senza ostacoli nel senso di una piena sostenibilità.</p><p>In una prima fase devono essere messi a disposizione contributi di investimento pari a 100 milioni di franchi per gli accessi agli edifici e agli spazi pubblici.</p><p>Si dovranno presentare misure complementari per ulteriori programmi, in particolare nei settori della costruzione di abitazioni e dei trasporti pubblici (anticipazione di impegni a medio termine già esistenti).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale sostiene la richiesta di base di garantire accessi senza ostacoli a edifici pubblici. Per i seguenti motivi egli respinge tuttavia la mozione:</p><p>essa sfonda infatti porte aperte; nella propria sfera di competenza la Confederazione bada affinché in occasione di ristrutturazioni e trasformazioni siano sempre attuate le relative prescrizioni della legge sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili (LDis; RS 151.3). Già oggi gran parte degli immobili della Confederazione è accessibile senza ostacoli. Per quel che concerne i trasporti pubblici, con il decreto federale del 18 giugno 2002 il Parlamento ha inoltre stanziato un limite di spesa di 300 milioni di franchi per adeguamenti anticipati al di fuori delle ristrutturazioni e delle trasformazioni previste. Nel 2008 ad esempio, con poco più di 20 milioni di franchi, sono stati realizzati 20 progetti infrastrutturali a favore dei disabili (accessi a livello e innalzamento di marciapiedi) e 39 progetti concernenti i veicoli (ad es. acquisto anticipato di materiale rotabile con pianale ribassato). </p><p>Buona parte delle costruzioni e degli impianti pubblici è tuttavia di proprietà di cantoni e comuni. In questi casi la Confederazione può fissare requisiti minimi soltanto tramite disposizioni di legge, come ha peraltro fatto nel quadro della LDis (art. 5 LDis). Per il sovvenzionamento di progetti di trasformazione manca per contro la base legale. </p><p>Inoltre, sotto il profilo congiunturale l'intervento è poco adeguato. Da un lato, l'economia edilizia è già stata al centro della prima e della seconda tappa delle misure di stabilizzazione congiunturale; altre misure di sostegno per questo settore non avrebbero più grandi effetti sull'economia svizzera. Secondariamente, come emerge dalle esperienze nel campo dei trasporti pubblici, la misura non potrebbe essere effettuata per tempo. Dei 300 milioni del limite di spesa del 2002 per ristrutturazioni e trasformazioni anticipate summenzionato, fino alla fine del 2008 sono stati utilizzati soltanto circa 60 milioni e negli anni passati la relativa rubrica di credito presentava regolarmente residui di credito. Pertanto, i 100 milioni di franchi richiesti nella mozione per una prima tranche di progetti di trasformazione non potranno praticamente essere usati nell'anno in corso e nel prossimo.</p><p>Infine, nei prossimi anni sono previsti deficit strutturali dell'ordine di miliardi. Nell'ottica finanziaria non vi è pertanto spazio per la creazione nuovi tipi di sussidi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.