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Corsa alle scorte e ai generatori? La metà dei cittadini elvetici per ora non ne ha alcuna intenzione
Come soluzione alla crisi dell'energia, la maggior parte degli svizzeri punterebbe poi sul nucleare. È quanto risulta dal secondo rilevamento di 20 minuti e Tamedia in vista delle elezioni federali 2023
BERNA - Circa due terzi degli svizzeri prevedono che in inverno avranno luogo carenze energetiche per quanto riguarda il gas o l'elettricità. Ciononostante, più di un cittadino su due non si è preparato in nessun modo (non ha fatto scorte di emergenza o pensato a fonti alternative).
È quanto emerge dal secondo sondaggio elettorale di 20 Minuti e Tamedia, che ha esplorato i temi più sensibili, al momento, per gli elettori elvetici.
Dai risultati si nota che il 64% degli elettori prevede che in inverno si verificheranno notevoli carenze energetiche per quanto riguarda la fornitura di gas o elettricità. D'altra parte, il 53% dei cittadini non si è preparato in nessun modo, anche perché il 65% delle persone interpellate ritiene che il Consiglio federale garantirà un approvvigionamento energetico sicuro, in Svizzera.
Ma quali soluzioni attuare? Si guarda al nucleare
Vista la possibile penuria energetica si guarda quindi alle energie rinnovabili, ma anche al prolungamento della vita operativa delle centrali nucleari esistenti.
Più nel concreto, il 65% delle persone interpellate si è detto favorevole a un'espansione delle energie rinnovabili, se necessario anche a spese della protezione del paesaggio. Un'altra misura che riunisce una maggioranza di favorevoli è l'aumento della durata di vita delle centrali nucleari (progetto sostenuto dal 54% dei cittadini svizzeri, soprattutto dagli elettori di PLR e UDC).
Seppur rallentato, l'abbandono graduale dell'energia nucleare rimane però un tema forte: il 58% delle persone interpellate è infatti favorevole (la maggior parte delle quali dalla sinistra e dai Verdi).
Premi malattia, inflazione
In generale è poi emerso che per l'elettorato i temi più urgenti al momento sono la previdenza e i costi della sanità, come era già d'altronde alla fine del 2021.
A livello di partito, gli elettori dei Verdi, dei Verdi liberali e del PS considerano invece il cambiamento climatico come la sfida più grande del momento. Per i simpatizzanti dell'UDC, la migrazione e l'immigrazione rimangono i temi principali, seppur non siano menzionati spesso dagli elettori degli altri partiti.
La questione della pandemia è quasi sparita dai radar, mentre il rapporto con l'Ue è ancora visto come un argomento piuttosto importante: si trova al quarto posto. Ciononostante, lo status quo rimane l'opzione più popolare: il 31% dei cittadini interpellati è favorevole al mantenimento dei trattati esistenti, senza modifiche.
Per circa un quarto degli elettori, infine, l'inflazione si fa già sentire, e hanno quindi già dovuto effettuare alcuni tagli a causa dell'aumento dei prezzi. Un altro 27% prevede di doverlo fare presto. Come misura contro l'inflazione, il 55% degli intervistati è dell'opinione che i premi di assicurazione sanitaria dovrebbero essere completamente deducibili dalle tasse, mentre il 48% chiede ulteriori riduzioni statali (sempre dei premi malattia).
Il sondaggio
Sono 26’298 le persone da tutta la Svizzera che dal 15 al 16 agosto 2022 hanno partecipato online al secondo rilevamento di 20 minuti e Tamedia in vista delle elezioni federali del 22 ottobre 2023. Il sondaggio è condotto in collaborazione con LeeWas, che pondera i dati in base a variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine d'errore si attesta all'1,1%.