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William Ruto è stato dichiarato, ieri lunedì, vincitore delle elezioni presidenziali del 9 agosto in Kenya contro Raila Odinga, secondo i risultati annunciati dal presidente della Commissione elettorale ma respinti dalla maggioranza dei membri di questo organo indipendente (4 su 7 non hanno sottoscritto la decisione), già sotto tiro per la gestione della giornata elettorale. Wafula Chebukati ha annunciato che il vicepresidente in carica Ruto ha ottenuto più di 7,17 milioni di voti, pari al 50,49% dei consensi, contro i 6,94 milioni, pari al 48,85%, di Odinga, storica figura dell'opposizione (ma ora appoggiato dal potere), vincendo quindi una delle elezioni più combattute nella storia del Paese.
Dopo l’annuncio sono però scoppiati tafferugli e scontri con le forze dell’ordine in diversi parti del Paese e soprattutto nella capitale Nairobi dove in diversi quartieri in manifestanti hanno appiccato incendi soprattutto per bloccare le strade di diverse baraccopoli. A Kisumu (nell’ovest del Kenya), dove Odinga è molto popolare, la rabbia per la mancata elezione si è trasformata in lanci di pietre contro la polizia che ha risposto con i lacrimogeni, barricate e incendi.
Raila Odinga finora non si è espresso. Ma secondo alcuni esperti non si possono escludere strascichi legali nei prossimi giorni. I soli circa 233'000 voti che separano i due contendenti potrebbero aprire quindi la strada legale e portare, come fu già il caso nel 2007 (e ancora nel 2017) a una crisi post elettorale che aveva causato scontri inter etnici con centinaia di morti.
Eventuali ricorsi vanno presentati alla Corte suprema del Kenya entro sette giorni dall’annuncio dei risultati. La Corte ha poi 14 giorni per decidere se annullare le elezioni o considerarle valide, nonostante le proteste di piazza e le divisioni interne alla Commissione elettorale.