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BERNA - Il 41% degli svizzeri ritiene che Berna debba rinegoziare alcuni punti dell'accordo istituzionale con Bruxelles, secondo un sondaggio Tamedia pubblicato oggi. Un'opinione condivisa dal consigliere federale Guy Parmelin.
Il 32% di coloro che sono favorevoli a nuove trattative vuole che la protezione dei salari venga migliorata. Per il 27% è la direttiva sulla cittadinanza dell'Unione europea, ossia il rischio di dover pagare più prestazioni sociali per gli europei residenti in Svizzera, che deve essere chiarita.
In un'intervista al SonntagsBlick, il ministro dell'Economia, Guy Parmelin, ha precisato che «la Svizzera deve rinegoziare con l'Unione europea perché il testo nella forma attuale non ha la maggioranza». «Possiamo fare una controfferta a Bruxelles! Allora vedremo cosa è possibile ottenere. Questo è il nostro lavoro». La Svizzera vuole relazioni stabili con l'UE, ma «quando un trattato non è appropriato, deve essere adattato», ha aggiunto.
La settimana scorsa, il portavoce della Commissione europea ha ribadito che l'UE non intende dimostrare maggiore flessibilità per quanto riguarda l'accordo quadro. Non vediamo «quello che potremmo ancora negoziare». Tutti gli Stati membri dell'UE sostengono questa posizione.
Secondo il sondaggio, pubblicato da Le Matin Dimanche e dalla SonntagsZeitung, il 26% degli svizzeri ritiene che l'attuale progetto di accordo quadro debba essere respinto mentre il 20% si dichiara a favore di una firma rapida del documento.
Il sondaggio è stato condotto online tra il 17 e il 19 maggio su un campione di 14'670 persone provenienti da tutta la Svizzera. Il margine di errore è del 2,1%.
A fine marzo, un sondaggio condotto dall'istituto gfs.bern per conto dell'organizzazione delle industrie farmaceutiche ha concluso che il 60% degli svizzeri è più o meno fortemente a favore dell'accordo.