Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/109261

<h2>SubmittedText<h2><p>1. La Svizzera fa parte dei Paesi donatori che concedono aiuti all'Etiopia? Se sì, qual è l'entità degli importi concessi e a quali programmi sono destinati?</p><p>2. Il Consiglio federale subordina gli aiuti concessi al rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani che l'Etiopia ha riconosciuto?</p><p>3. Quali misure intende adottare o ha già adottato il Consiglio federale per sostenere popolazione civile e difensori dei diritti umani e per evitare lo sviamento degli aiuti concessi dalla Svizzera per fini diversi?</p><p>4. L'ambasciata svizzera di Addis Abeba ha contribuito a proteggere persone minacciate o determinate ONG?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Etiopia non è uno dei Paesi prioritari della cooperazione allo sviluppo svizzera. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione non realizza programmi propri di sviluppo in Etiopia. Tuttavia, concede contributi generici a diverse ONG svizzere specializzate nella cooperazione allo sviluppo e sostiene anche programmi di organizzazioni umanitarie internazionali che operano in Etiopia. Il contributo annuo concesso nel 2010 ammonta a 6 milioni di franchi svizzeri.</p><p>Il sostegno è concesso a ONG svizzere che operano a favore del pubblico sviluppo nel settore dell'agricoltura e dell'infrastruttura rurale, dell'educazione, della sicurezza alimentare, dell'approvvigionamento di acqua potabile e del rafforzamento della società civile in Etiopia.</p><p>La Svizzera sostiene inoltre le attività di diverse organizzazioni internazionali e ONG operanti nel campo dell'aiuto umanitario, segnatamente nei settori della sicurezza alimentare, degli aiuti urgenti e della protezione della popolazione nelle regioni in conflitto. Il quadro dell'aiuto indiretto della Svizzera è inoltre completato dall'invio di due esperti svizzeri a sostegno del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia e dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari. </p><p>2. Nel proprio rapporto del 19 luglio 2010 concernente l'attuazione della condizionalità nel settore della politica estera, il Consiglio federale si è detto contrario a un'applicazione rigida e negativa della condizionalità in materia di aiuto allo sviluppo. Per la Svizzera, la cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario servono prima di tutto a sostenere le fasce più povere e disagiate della popolazione. Nelle situazioni in cui si verificano violazioni dei diritti umani può dunque essere giustificato continuare l'impegno in favore della popolazione e per il miglioramento delle sue condizioni esistenziali. Un'interruzione dei programmi avrebbe spesso come conseguenza un ulteriore peggioramento delle sofferenze in cui già versa la popolazione.</p><p>3. La Svizzera segue gli sviluppi della situazione in Etiopia dal profilo dei diritti umani e negli anni scorsi ha ripetutamente invocato il rispetto di tali diritti chiedendo anche un rafforzamento del processo democratico e la possibilità per le organizzazioni umanitarie di accedere alla popolazione nel bisogno.</p><p>L'indipendenza delle organizzazioni sostenute rispetto agli interessi dei governi svolge un ruolo importante.</p><p>4. Per ora presso l'ambasciata svizzera di Addis Abeba non si sono annunciate ONG o persone, svizzere o altro, per le quali l'ambasciata sarebbe potuta intervenire - o sarebbe dovuta intervenire qualora fossero stati lesi interessi svizzeri - per casi di violazione dei diritti umani.</p>  Risposta del Consiglio federale.