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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Parlamento svizzero e il Consiglio federale si sono più volte espressi a favore del libero scambio e degli accordi di libero scambio. Sul partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP) si è però già abbattuta un'ondata di critiche. Poiché il partenariato non è ancora in essere e la Svizzera non siede al tavolo dei negoziati, le critiche sono numerose e la polemica soffoca i fatti. A maggior ragione è importante che il Consiglio federale presenti e valuti tutti i dati a disposizione. In linea di massima i verdi liberali sono convinti dei vantaggi di una zona di libero scambio Stati Uniti-Europa, Svizzera inclusa. Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono secondo il Consiglio federale i vantaggi e gli svantaggi economici di una (non) adesione della Svizzera al TTIP? Sebbene non tutti i contenuti dell'accordo siano noti, invitiamo il Consiglio federale a fare una valutazione sulla base degli studi già esistenti e a formulare i risultati attesi in materia di uniformità degli standard, soppressione delle barriere doganali e regole d'origine.</p><p>2. Quali sono i risultati del gruppo di lavoro interdipartimentale annunciato dal Consiglio federale nel 2014?</p><p>3. Quali settori trarrebbero profitto oppure verrebbero danneggiati da una (non) adesione? Quale sarebbe la portata di tali vantaggi e svantaggi?</p><p>4. Qual è la posizione del Consiglio federale riguardo ai seguenti punti critici del TTIP:</p><p>a. pollo al cloro e ingegneria genetica: l'UE non ha già ribadito a più riprese che questi settori non verranno toccati?</p><p>b. carne agli ormoni: considerando che l'importazione di carne agli ormoni è già autorizzata, per la Svizzera la situazione non dovrebbe restare invariata?</p><p>c. cultura: il settore audiovisivo non viene escluso dai negoziati? Le attività culturali non restano pertanto invariate?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide il risultato dello studio "TTIP and the EU Member States" (WTI, Università di Berna), stando al quale il TTIP non comporterebbe l'indebolimento della tutela dei consumatori?</p><p>6. Il Consiglio federale considera i tribunali arbitrali una soluzione valida nelle controversie tra un investitore e uno Stato? Vi sarebbero eventualmente alternative migliori?</p><p>7. Il Consiglio federale si prepara a una possibile adesione al TTIP? Quali ritiene che siano le riforme politiche che potrebbero rivelarsi necessarie in quest'ottica?</p><p>8. Secondo il Consiglio federale il risultato dei negoziati sul TTIP sarà determinante per i successivi negoziati in seno all'OMC? In quale misura?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3./6.-7. L'UE e gli Stati Uniti sono i principali partner commerciali della Svizzera. Se dovessero concludere un accordo in cui ciascuna parte concede all'altra condizioni d'accesso ai propri mercati più favorevoli di quelle concesse alla Svizzera, l'economia svizzera ne risulterà discriminata. Con ogni probabilità ciò avverrebbe in caso di riduzione o soppressione delle barriere doganali tra l'UE e gli Stati Uniti. Nonostante nel settore agricolo vi siano ancora divergenze d'opinione, UE e Stati Uniti hanno già annunciato di essersi accordati sulla liberalizzazione del 97 per cento della linea tariffaria. Le esportazioni di prodotti finiti e di beni intermedi svizzeri verso i settori interessati dei mercati di UE e Stati Uniti, come ad esempio quello dell'industria automobilistica, ne risentirebbero negativamente. Per quanto riguarda invece standard e regole d'origine non si sa ancora quale sarà il risultato dei negoziati tra le due parti. La riforma del meccanismo di protezione degli investimenti proposta dall'UE, ripresa nella sua nuova forma anche nel CETA (Corte permanente di arbitrato, tribunale d'appello), rappresenta un'ulteriore evoluzione del sistema attuale, che la Svizzera e i suoi partner AELS dovrebbero in ogni caso esaminare. Di questi sviluppi si discute, con la partecipazione attiva della Svizzera, anche a livello internazionale (p. es. OCSE e CNUCES).</p><p>Prima della conclusione dei negoziati tra UE e Stati Uniti non sarà possibile valutare nel dettaglio le potenziali conseguenze del TTIP sulla Svizzera. Per il momento è fondamentale che la Svizzera continui a seguire da molto vicino gli sviluppi dei negoziati. Il gruppo di lavoro interdipartimentale diretto dalla SECO, nel quale sono rappresentati tutti i dipartimenti e gli uffici interessati, continua a sondare i potenziali effetti del TTIP sulla Svizzera. A tal riguardo, i contatti regolari che la Svizzera e i suoi partner intrattengono a vari livelli con l'UE e il dialogo sulla politica commerciale degli Stati Uniti (Trade Policy Dialogue) nell'ambito dell'AELS rivestono massima importanza.</p><p>Quando il risultato dei negoziati sarà noto verranno presi in esame l'impatto sulla Svizzera nonché le possibili opzioni. Tra queste figurano l'adesione al TTIP oppure un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. In entrambi i casi per la Svizzera ne deriverebbero sia opportunità economiche che incombenze, in particolare nel settore agricolo. Nell'analisi delle opzioni si terrà conto della situazione economica della Svizzera, di quella dei vari settori economici nonché dell'impatto sociale e ambientale dell'accordo. Scopo del Consiglio federale sarà mantenere la competitività dell'economia svizzera e, in adempimento al postulato Pfister Gerhard 14.4186 adottato nel febbraio 2016, definire la strategia della Svizzera.</p><p>4./5. La Svizzera non partecipa ai negoziati sul TTIP. Pertanto il Consiglio federale non è in grado di fornire ragguagli sul contenuto dell'accordo; tuttavia, UE e Stati Uniti hanno fatto notare a più riprese, anche ai massimi livelli politici nonché alla fine dell'ultima tornata di negoziati, che la promozione del commercio non verrà conseguita tramite l'abbassamento del livello di tutela dei consumatori e dell'ambiente e nemmeno a scapito delle norme sul lavoro stabilite dalle parti. L'UE ha già espresso chiaramente la sua posizione su temi come gli organismi geneticamente modificati e la carne bovina prodotta con sostanze ormonali per aumentare le prestazioni. Inoltre, ha ribadito che in questo ambito il TTIP non apporterà alcuna modifica alla legislazione europea. A tal proposito va anche aggiunto che la Svizzera, a differenza dell'UE, di fatto già permette l'importazione di carne bovina prodotta con sostanze ormonali per aumentare le prestazioni, a patto che la carne non contenga residui di tali sostanze e sia dichiarata come tale. Per quanto riguarda il settore dei servizi audiovisivi, quest'ultimo non rientra nel mandato negoziale pubblicato dall'UE nel 2014.</p><p>8. A negoziati TTIP ancora in corso non si lasciano intravedere i risultati raggiunti dalle due parti. Non è pertanto possibile prevedere in quale misura il TTIP potrà servire da modello per negoziati attuali e futuri in seno all'OMC.</p>  Risposta del Consiglio federale.