Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01264.jsonl.gz/447

David Cameron non intende dimettersi da premier comunque vada il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea da lui stesso concesso agli euroscettici e atteso nei prossimi mesi.
Lo ha detto alla BBC, insistendo di considerare "sbagliata" la Brexit se Londra potrà rimanere in un'Europa "riformata", e indicando d'altronde come "vicino" un possibile accordo con Bruxelles sulle riforme.
Al contempo, ha precisato d'esser deciso a restare al suo posto anche in caso di Brexit per "fare il necessario per far funzionare le cose".
Uscire dall'UE non è "la risposta giusta", ha sottolineato Cameron incalzato dall'intervistatore, Andrew Marr, aggiungendo tuttavia che laddove gli elettori britannici scegliessero la Brexit il governo farà "il necessario per farla funzionare".
Il premier conservatore ha insistito in ogni modo sulla volontà di puntare in questa fase a un accordo con Bruxelles sulle riforme e, pur tenendosi le mani libere fino a quando il negoziato non andrà in porto, ha detto di "sperare" in un'intesa già "a febbraio". Nel caso, il referendum si potrà tenere entro l'estate. Se invece la trattativa con i partner europei si prolungasse, la consultazione verrà convocata "più tardi": a settembre o un po' oltre.
L'ipotesi di dimissioni di Cameron di fronte a "una sconfitta referendaria" era stata avanzata nei giorni scorsi dall'interno del suo stesso governo da sei ministri dell'ala più euroscettica del Partito Conservatore, citati in forma anonima dal Times. Ma è poi di fatto rientrata dopo che il premier ha annunciato di voler dare libertà di voto e di campagna elettorale ai suoi ministri, cedendo alle pressioni del fronte anti-UE.