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BELLINZONA / BERNA - Ridurre il parlato su Rete Due? Il progetto di “rifedinizione” dei programmi radiofonici RSI viola il mandato della concessione rilasciata alla SSR. È quanto afferma la consigliera agli Stati Marina Carobbio Guscetti in un'interpellanza inoltrata oggi al Consiglio federale.
«La seconda rete della RSI è molto importante per la Svizzera italiana, proprio per le specificità del suo territorio e della sua condizione di minoranza linguistica» scrive l'autrice dell'atto parlamentare. E ricorda che «la Rete Due ha assunto il fondamentale compito di diffondere e difendere l'italianità, sviluppando programmi di approfondimento sulla cultura italiana, tessendo reti di collaborazione sia con ricercatrici e ricercatori delle diverse università svizzere, sia con gli altri istituti di cultura e seguendo da vicino tutti gli avvenimenti più importanti a livello culturale in Svizzera e all'estero».
Il progetto avviato dalla direzione RSI prevede invece «una radicale ridefinizione dell'offerta culturale, lo smantellamento dei programmi d'approfondimento di Rete Due, con la chiara impossibilità di riversare tutti questi contenuti sugli altri vettori della RSI e il conseguente impoverimento qualitativo».
Carobbio Guscetti interroga quindi il Governo federale sull'importanza della seconda emittente radiofonica RSI, chiedendo se non intenda intervenire «per far rispettare il mandato della Concessione».