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La singolare esperienza di Mario Ferro viene qui descritta dalla sua stessa voce: la tradizione risorgimentale che lo spinge all'antifascismo, la militanza comunista, l'esilio, la lotta partigiana, l'esecuzione di Mussolini.
Nella pacata ma lucida voce di Mario Ferro l'epopea di una parte d'Italia che non si piegò mai al fascismo.
Mario Ferro nasce a Rovigo nel 1919. A Milano nel 1935 (appena sedicenne), collabora con “Soccorso Rosso”, impegnandosi negli espatrii clandestini verso la Svizzera dei compagni in difficoltà con la dittatura. Arrestato con i fratelli Giovanni e Sisto, una volta liberato, è costretto a riparare in Francia, dove diventa uno dei principali attori nella vita del Pci clandestino. All’inizio della guerra, con il nome di copertura di “Romagnosi”, raggiunta Tolone per sviare la polizia, dopo aver attraversato l’intera Francia centrale occupata dai nazisti. Diventa partigiano e ritorna in Italia, dove però viene arrestato nel 1942. Il 20 agosto 1943 è scarcerato dal carcere di San Giminiano e fugge in Svizzera, nel Canton Ticino. Giunge a Como nell’aprile del 1945 e, assieme ad altri partigiani comunisti, assiste all’esecuzione di Mussolini e degli altri gerarchi fascisti a Dongo.
(1) Per scaricare le tracce premere con il tasto destro del mouse l'immagine "Download" a fianco e selezionare "Salva destinazione con nome...".
(2) Accanto alla testimonianza di Mario Ferro si possono ascoltare in questa pagina alcuni documenti sonori originali: il messaggio radiofonico di Badoglio in cui si proclama l'armistizio dell'8 settembre, l'insurrezione di Firenze e la dichiarazione di Radio Milano Liberata nell'aprile del 1945.
(3) Nello speciale "La Guerra e la Svizzera" sono disponibili materiali didattici sulla testimonianza di Mario Ferro e sulla Resistenza.