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Tre a uno: è questo il risultato provvisorio della partita che si sta giocando per la costruzione di una seconda galleria stradale del Gottardo. Sarà il voto del popolo a far pendere la bilancia.
Tre partiti di governo su quattro non escludono l'eventualità di raddoppiare, perlomeno sul lungo periodo, la galleria autostradale del San Gottardo: ultimo in ordine di tempo a pronunciarsi è stato il Partito popolare democratico, che sabato ha approvato una risoluzione in cui chiede al Consiglio federale di pianificare la costruzione di un secondo tunnel. Solo i socialisti sono decisamente contrari: dal profilo politico giudicano questa mossa totalmente inadeguata.
Moneta di scambio con l'UE
Il PPD, riunito a Baden per l'assemblea dei delegati, ha detto di «no» - come già il Consiglio federale - all'iniziativa «Avanti» del Touring Club Svizzero, che oltre al raddoppio del San Gottardo chiede l'estensione a sei corsie dell'A1 tra Ginevra e Losanna e lungo l'arteria Berna-Zurigo. La pianificazione - e a precise condizioni la costruzione - di un secondo tunnel, secondo il PPD, potrebbe costituire una carta vincente, soprattutto per ottenere concessioni in futuri negoziati con l'Unione europea.
Il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger presenterà una sua controproposta all'iniziativa del TCS, che probabilmente si limiterà all'allargamento «mirato» di alcuni tratti autostradali. Nessuna concessione, invece, per quanto riguarda la galleria. Il controprogetto governativo dovrebbe essere noto entro il 27 maggio. Nel frattempo la commissione dei trasporti del Consiglio Nazionale esaminerà nuovamente la già accettata iniziativa parlamentare del deputato UDC Ulrich Giezendanner, il primo ad aver rivendicato la pianificazione immediata di un secondo tunnel autostradale. I due temi saranno discussi dal parlamento al più tardi nella sessione estiva.
Maggiore sicurezza e viabilità?
I partiti «borghesi» sono convinti che l'eventuale raddoppio del San Gottardo porterebbe sicuri benefici dal profilo della sicurezza e della viabilità, in particolare nei collegamenti tra il Ticino e il resto della Svizzera. «Già nel 1998 abbiamo chiesto al parlamento un secondo traforo sotto il San Gottardo», ha dichiarato all'ats il segretario generale dell'UDC Gregor Rutz. «È ora che vengano prese misure concrete». L'Unione democratica di centro è il solo partito di governo a sostenere sia l'iniziativa Giezendanner, sia l'iniziativa «Avanti».
Favorevole al secondo tunnel anche il partito radicale. «È chiaramente provato che il traffico unidirezionale offre maggiore sicurezza», ha spiegato il segretario generale Guido Schommer. Il PLR ha presentato al Consiglio federale una sua controproposta all'iniziativa del TCS: se il governo non dovesse entrare nel merito della questione, ha detto Schommer, le proposte radicali saranno illustrate direttamente al parlamento.
Opposizione dei socialisti
Decisamente contrario al raddoppio sono invece i socialisti: «dal profilo politico - ha commentato il portavoce del PS Jean-Philippe Jeannerat - è irragionevole decidere già oggi quanto alla costruzione di un secondo traforo». «Bisogna mantenere il sangue freddo» e concedersi il tempo per attuare il trasferimento dei trasporti dalla strada alla ferrovia.
I socialisti vogliono che il controprogetto governativo all'iniziativa «Avanti» escluda l'ipotesi di un secondo tunnel. La risoluzione approvata dal PPD, per il PS, costituisce un «pericoloso slalom»: è contraria agli imperativi di protezione dell'arco alpino e non è linea con gli obiettivi di una politica dei trasporti sostenibile.
Gli autotrasportatori chiedono la revoca divieto notturno
La linea seguita da Moritz Leuenberger e soprattutto i punti di «dosaggio» del traffico pesante introdotti lungo la A2 sono intanto presi di mira dai camionisti. Carlo Schmid, consigliere agli Stati (PPD/AI) e presidente dell'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG), ha ribadito in un'intervista al «SonntagsBlick» che il traffico alternato nella galleria del San Gottardo provoca ore di colonna, che danneggiano soprattutto i camionisti svizzeri. Gli autotrasportatori elvetici dovrebbero quindi avere la precedenza su quelli stranieri; oppure bisognerebbe introdurre una netta distinzione: il traffico pesante interno circolerebbe di giorno e quello di transito durante la notte. Il divieto di circolazione durante le ore notturne andrebbe di conseguenza revocato.
La settimana entrante sono intanto annunciate agitazioni degli autotrasportatori italiani, che mercoledì si faranno sentire alla dogana commerciale italo-svizzera di Chiasso-Brogeda. Protesteranno per i disagi provocati dalle restrizioni imposte dalle autorità svizzere per la riapertura della galleria dopo l'incendio divampato lo scorso 24 ottobre.
swissinfo e agenzie