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Mentre il Consiglio federale ci aiuta, le grandi aziende ci mettono in difficoltà, prolungando unilateralmente i loro termini di pagamento: il rimprovero arriva da Swissmechanic, l'associazione delle piccole e medie imprese (PMI) attive nell'industria delle macchine.
Molte PMI si trovano alle prese con problemi di liquidità in seguito alla crisi del coronavirus, ricorda l'organizzazione in un comunicato odierno. Il governo ha ideato rapidamente e in modo non burocratico un aiuto attraverso prestiti ponte: le aziende si dicono "sollevate e grate" per questo aiuto e per la solidarietà dimostrata.
Nel contempo però i grandi gruppi industriali e commerciali ritardano i pagamenti. Negli ultimi giorni molte PMI sono state informate che in futuro dovranno aspettare più a lungo - cioè non 30, bensì 60 giorni - per incassare il dovuto, una volta consegnati i prodotti.
Swissmechanic deplora questo atteggiamento e auspica che non faccia scuola. Altrimenti saranno ancora una volta le piccole imprese a vedere minacciata la loro situazione finanziaria. "Le grandi aziende e le PMI devono lavorare insieme in questo momento difficile", si legge nella nota.
Swissmechanic è la principale associazione dei datori di lavoro delle PMI attive nel settore MEM. L'organizzazione con sede a Weinfelden (TG) ha 1400 membri in rappresentanza di 70'000 dipendenti, fra cui 6000 apprendisti, che generano un volume d'affari di circa 15 miliardi di franchi. L'organismo è diviso in 15 sezioni regionali, fra cui una ticinese e una grigionese.
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