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Lanciata da un'organizzazione romanda, propone misure per mantenere sotto controllo i premi dell'assicurazione malattie.
Riorganizzare la compensazione dei rischi e la gestione delle riserve delle casse malattia, per frenare l'aumento dei premi: è quanto propone un'iniziativa popolare, lanciata martedì dal «Rassemblement des Assurés et des Soignants» (RAS), un'organizzazione romanda apartitica che conta 30mila membri fra assicurati e professionisti della sanità. Secondo i promotori, infatti, l'attuale sistema va a vantaggio delle grandi compagnie e a scapito di quelle piccole e degli assicurati.
L'aumento dei premi dal 1990 in poi è stato nettamente superiore a quello dei costi della sanità, ha esordito in una conferenza stampa a Berna Nagib Sarraf, membro del comitato d'iniziativa e del comitato direttivo del RAS. Di fronte a tale discrepanza, il RAS ha ricercato le cause. «Dopo un'analisi approfondita», è giunto alla conclusione che l'impennata dei premi è dovuta a «difetti dei meccanismi» della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). Bisogna perciò intervenire a questo livello per bloccare l'esplosione dei premi.
Non ideologie, ma trasparenza
«Si tratta di un approccio tecnico, non ideologico», ha puntualizzato Sarraf. Secondo i promotori dell'iniziativa popolare «per premi dell'assicurazione malattie sotto controllo», non avrebbe senso «una revisione della LAMal sulla base di opzioni puramente politiche, finché non sono stati valutati con la trasparenza e il rigore necessari i problemi attuali e quindi imposto un risanamento delle modalità di funzionamento dell'assicurazione obbligatoria».
L'assenza di trasparenza nel calcolo dei premi è proprio il primo «difetto» dell'attuale sistema che il RAS intende correggere. Secondo il testo dell'iniziativa, essi dovranno essere «stabiliti in funzione dei costi effettivi delle cure coperti durante l'anno civile precedente, delle spese d'esercizio, dei flussi della compensazione e di un margine di fluttuazione dei costi».
Concretamente ciò significa ad esempio che i premi per il 2003 dovrebbero essere fissati in base ai costi effettivi del 2001 e non più su quelli dei primi sei mesi del 2002, come viene fatto attualmente. Le cifre del primo semestre non consentono una valutazione reale dei costi dell'anno in corso: l'incidenza delle franchigie in questo periodo è maggiore e d'altro canto le scadenze delle fatturazioni consentono al massimo di avere i dati completi solo dei primi tre mesi, ha osservato Nagib Sarraf.
Separare l'assicurazione obbligatoria dalle altre
L'iniziativa esige pure una separazione totale della contabilità e del patrimonio dell'assicurazione malattie obbligatoria dagli altri comparti della compagnia. Secondo Sarraf, «è infatti anormale che gli affiliati ad un'assicurazione obbligatoria debbano coprire, con i loro premi, ammortamenti di beni immobiliari che non perdono certamente valore e che permettono così la costituzione di riserve latenti per nulla giustificate».
Le riserve e gli accantonamenti costituiti nell'ambito della LAMal non dovranno più essere messi in comune con i fondi degli altri rami assicurativi, bensì utilizzati unicamente per garantire la liquidità necessaria «per la copertura dei costi effettivi delle cure medico-sanitarie e delle fluttuazioni dei costi».
La loro gestione sarà affidata a un Fondo indipendente, incaricato di gestire la compensazione dei costi e dei rischi dell'assicurazione malattie obbligatoria. L'operato del Fondo sarà sottoposto alla supervisione di una Commissione di vigilanza, che stabilirà i premi dell'assicurazione obbligatoria in base alle proposte delle casse.
Nel calcolo dei rischi non si dovrà inoltre più tenere conto unicamente del sesso e dell'età degli assicurati, ma anche di altri criteri che tengano conto dei «casi economicamente onerosi». Ad esempio, i malati di Aids o coloro che soffrono di problemi psichici generano costi elevati anche se sono giovani e di sesso maschile, spiegano i promotori dell'iniziativa.
swissinfo e agenzie