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Il 6 novembre 2019 Adbul Mariga è stato rinviato in maniera coatta in Guinea dopo dieci anni di soggiorno in Svizzera. Il 17 ottobre 2020 è deceduto, solo, in un ospedale di Conakry, probabilmente in seguito a un'epatite B. L'allontanamento del signor Mariga è la conseguenza di una decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che si è rifiutata di rilasciargli un permesso di dimora in virtù dell'articolo 14 LAsi. Le autorità vodesi, tuttavia, sostenevano la domanda di regolarizzazione del giovane, che lavorava come cuoco al Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) e, come attestato dal suo datore di lavoro, era perfettamente integrato. In generale, il trattamento da parte della SEM delle domande di regolarizzazione secondo l'articolo 14 LAsi è poco trasparente, estremamente restrittivo e rivela importanti disparità tra i Cantoni, di cui non sembra considerare le raccomandazioni. (...)
Il Consiglio federale è invitato a vagliare l'istituzione di un servizio di mediazione indipendente nel settore dell'asilo che funga da interlocutore in caso di violenza, discriminazione e altri gravi problemi nei centri per richiedenti l'asilo.
Il Consiglio federale è incaricato di definire, per esempio modificando l'Ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) o di un altro testo legislativo pertinente, dei criteri chiari per i quali la situazione debitoria e/o economica di uno straniero possa essere definita "temeraria", al fine di rendere più restrittive le condizioni per risiedere in Svizzera per gli stranieri che non ossequiano ai propri obblighi finanziari, o che non dimostrano la volontà di risanare la propria situazione debitoria.
Messaggio del 26 agosto 2020 concernente la modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (Limitazioni per i viaggi all’estero e adeguamenti dello statuto dell’ammissione provvisoria) (FF 2020 6543)
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una base legale per reintrodurre la possibilità di presentare domande d'asilo presso le ambasciate analogamente a quanto previsto dal vecchio articolo 20 della legge del 26 giugno 1998 sull'asilo.
Il Consiglio federale è invitato a proporre soluzioni pragmatiche di sostegno e collaborazione con le organizzazioni di soccorso per venire in aiuto, in occasione di crisi come quella del Covid-19, alle persone senza status legale (senza documenti o senza permesso di soggiorno valido e/o che lavorano con status precari nell'economia domestica, nella ristorazione, nell'edilizia, ecc.) e che non hanno accesso né alle misure di compensazione salariale, né all'aiuto sociale ordinario, né al sistema sanitario.
Si chiede al Consiglio federale di convocare urgentemente il Comitato misto Svizzera - UE per cercare una soluzione per il mercato del lavoro delle regioni e dei Cantoni più colpiti dalla crisi.
L'obiettivo dovrà essere quello di permettere alle regioni e ai Cantoni economicamente più fragili di approfittare di una moratoria sull'applicazione della libera circolazione, fornendo chiari strumenti per reintrodurre provvisoriamente la preferenza indigena e il contingentamento dei permessi, fintanto che la situazione del mercato del lavoro tornerà a condizioni più "normali".
La legge federale sull'asilo garantisce un'accoglienza generalizzata e globale (art. 3 cpv. 1 della legge sull'asilo). Si stima che nel mondo più di 82 milioni di persone siano state costrette a fuggire (ACNUR). Inoltre, una decisione negativa in materia di asilo non significa di per sé che il richiedente debba obbligatoriamente lasciare la Svizzera ("ammissione provvisoria").
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
1. In passato le persone perseguitate per motivi politici si salvavano oltrepassando il confine. All'epoca la protezione e l'ammissione erano equivalenti. In un mondo globalizzato i richiedenti l'asilo attraversano diversi Stati terzi sicuri, in cui la loro vita e integrità fisica non sono minacciate, per raggiungere la Svizzera e presentare una domanda di asilo. Il Consiglio federale approva che nella vigente legge sull'asilo concetti quali aiuto, protezione e ammissione vengano confusi?
2. (...)
Secondo l'articolo 121a della Costituzione federale, la Svizzera gestisce autonomamente l'immigrazione degli stranieri. Questa disposizione prevede contingenti annuali stabiliti in funzione degli interessi globali dell'economia svizzera, attribuendo la priorità ai cittadini svizzeri come pure ai frontalieri. Attualmente il suddetto articolo non è attuato nella legislazione federale.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Ritiene che al momento la Svizzera gestisca l'immigrazione in maniera autonoma?
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al parlamento un progetto di legge per la creazione di centri asilanti in paesi extraeuropei, sul modello di quello appena votato dal legislativo danese.
Gli sbarchi di migranti in Italia si moltiplicano e anche in Svizzera, secondo i dati appena pubblicati dalla SEM, Segreteria di Stato della migrazione, le domande d'asilo sono chiaramente in crescita. La cifra di maggio 2021 (1029 domande) è superiore a quella di aprile (+179) ed in netto aumento rispetto a quella del maggio 2020 (+650).
Il Canton Ticino, quale porta sud della Svizzera e confinante con l'Italia, è particolarmente toccato dalla situazione.
Con tutta probabilità, anche a seguito della fine delle restrizioni da lockdown, i numeri sono destinati a salire in maniera importante nei prossimi mesi, quando si potrebbe configurare una nuova ondata di "caos asilo": il panorama internazionale lascia facilmente presagire un tale scenario.
Chiedo al Consiglio federale:
Il Consiglio federale è invitato a regolarizzare la situazione di tutti gli Afghani che vivono in Svizzera, comprese le persone in procedura di espulsione. A tutti loro deve essere rilasciato un titolo di soggiorno sicuro.
Nella sua risposta all'interpellanza 21.3105 "Insegnamento scolastico ai bambini e ai giovani nei centri federali d'asilo" il Consiglio federale indica, fortunatamente, di ritenere sensata una scolarizzazione nei CFA anche oltre i 16 anni di età. Il Consiglio federale osserva tuttavia anche che non in tutti i CFA i giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni possono frequentare le lezioni. Inoltre ai minorenni soggetti all'obbligo scolastico non è garantito in tutti i CFA un numero di giorni e ore di lezione settimanali adeguato alla loro età. (...)