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BERNA - Le multe, le pene pecuniarie e le sanzioni amministrative inflitte all'estero alle società elvetiche sono sovente motivate politicamente. Per questo motivo, secondo la Commissione dell'economia e dei tributi degli stati (CET-S), le aziende elvetiche devono poter dedurre dalle imposte simili ammende.
Secondo la CET-S, che ha rivisto al ribasso un progetto del Consiglio federale, l'esperienza «avrebbe mostrato che queste sanzioni sarebbero molto spesso legate ad aspetti politici e che solo in pochi casi le aziende interessate violerebbero volontariamente il diritto straniero».
In pratica, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, «queste ultime sarebbero doppiamente penalizzate: dalla multa in sé e dal fatto che in Svizzera essa non è deducibile fiscalmente».
La deduzione deve tuttavia continuare a essere esclusa per i versamenti di bustarelle e le spese finalizzate a rendere possibili reati, nonché per le multe e le sanzioni inflitte in Svizzera.
Una minoranza della CET-S propone invece di attenersi al disegno del Governo che propone la non deducibilità delle sanzioni «indipendentemente dal fatto che sono state inflitte in Svizzera o all'estero». Secondo questa variante sarebbero deducibili soltanto le multe che incidono sull'utile, nella misura in cui non perseguono alcuno scopo penale.
La minoranza crede che trattare in modo diverso le ammende inflitte in Svizzera da quelle inflitte all'estero contravvenga al principio della parità di trattamento e leda il senso di giustizia.