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La Svizzera ha trasmesso alla Francia i risultati delle indagini su Didier Schuller, il personaggio chiave del nuovo scandalo politico francese.
Fin dall'inizio del caso Didier Schuller - l'ex politico gollista protagonista della «Tangentopoli sulla Senna», l'uomo che potrebbe distruggere le chance di un secondo mandato di Jacques Chirac all'Eliseo - la Francia ha sollecitato l'assistenza giudiziaria della Svizzera. Dal 1975 ad oggi Friburgo ha già eseguito cinque commissioni rogatorie e raccolto informazioni in vari cantoni.
Inchieste concluse
Le cinque richieste di assistenza sono state ultimate il 6 gennaio 2000, ha detto mercoledì il giudice istruttore friburghese Jean- Luc Mooser; il suo cantone ha svolto una funzione guida in questa vicenda, ma il giudice non ha voluto esprimersi sulle indagini in altri cantoni.
Mooser ha precisato che l'inchiesta friburghese ha portato in particolare a Ginevra, Zurigo, Lucerna e Zugo: gli inquirenti francesi hanno essenzialmente chiesto gli estratti di conti bancari delle persone coinvolte nella vicenda, tra cui Didier Schuller, la moglie Christel Delaval ed uno dei suoi amici, Jean-Paul Schimpf. Mooser non ha voluto dire se nei dossier dell'inchiesta siano emersi nomi di politici francesi. Ha tuttavia affermato che non compare quello del presidente Jacques Chirac.
Mina vagante
Didier Schuller, vip gollista rifugiatosi in esilio dorato a Santo Domingo per un grosso giro di tangenti e rientrato martedì in Francia dopo sette anni, sta suscitando allarme nella destra francese.
«Non rientro per far la spia su questo o quello. Non cerco un ruolo nelle elezioni presidenziali», ha assicurato. Ma i capi del Rassemblement pour la République (Rpr), il partito di Chirac, non gli credono malgrado l'appartenenza alla stessa parrocchia politica: parlano di «manipolazione della sinistra» a smaccato sostegno della candidatura presidenziale del premier socialista Lionel Jospin.
Cinquantaquattro anni, ex-consigliere provinciale dell'Rpr, Schuller nel 1994 fu incriminato per vorticosi giri di bustarelle versate dai costruttori edili per gli appalti delle case popolari. Sembra aver avuto un ruolo importante nella raccolta di tangenti per il partito di Chirac, ma insiste che lui (all'epoca direttore dell'ufficio Case Popolari nel dipartimento di Hauts-Seine, ad ovest di Parigi) era un pesce piccolo: il finanziamento occulto era orchestrato «molto più in alto». La fuga a Santo Domingo sarebbe avvenuta in obbedienza ad «istruzioni politiche».
swissinfo e agenzie