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Per monsignor Bonnemain la Chiesa svizzera deve battersi a favore degli omosessuali
COIRA - Il vescovo di Coira Joseph Bonnemain intende battersi affinché gli omosessuali possano uscire allo scoperto senza timori.
"È un peso, in fondo, se una persona non osa parlare di ciò che prova", afferma il 73enne in un'intervista pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag". "Mi batto affinché tutti possano sostenere i propri sentimenti, anche se sono omosessuali. Questa è una liberazione. E in questo dovremmo sostenere le persone", afferma il responsabile della diocesi dal febbraio 2021.
Stando al domenicale Bonnemain - che oltre ad aver seguito studi in teologia ha anche un dottorato in medicina conseguito a Zurigo - si è inimicato una parte dei sacerdoti conservatori per aver apposto la sua firma su un nuovo codice di condotta che, tra le altre cose, richiede ai pastori di sostenere i credenti nel loro coming out.
Il codice vieta anche di indagare sulla vita intima dei fedeli e del personale della Chiesa cattolica. "È semplicemente un principio di buona assistenza spirituale", afferma . "Ho nominato decine di operatori pastorali negli ultimi quattordici mesi e non ho mai posto domande su tali questioni".
Il vescovo si esprime anche su una sorta di potenziamento di Zurigo, la cui comunità cattolica come noto spesso in passato ha scalpitato, dovendo sottostare alle indicazioni di Coira, non raramente di tendenza più conservatrice. "Posso immaginare la nomina di un vescovo ausiliare per Zurigo. E sarei lieto se una chiesa di Zurigo venisse dichiarata concattedrale" (cioè una chiesa con stessi privilegi di una cattedrale, ma con precedenza minore). "Il mio desiderio sarebbe che questo succeda per la St. Joseph Kirche". Bonnemain dice di avere progetti in tal senso, ma "non è nemmeno la mia priorità assoluta". A suo avviso costituire a Zurigo una diocesi a sé stante non sarebbe invece una soluzione.
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