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AARAU - Il funambolo Freddy Nock, 56 anni, è stato assolto in appello dall'accusa di aver tentato di uccidere la moglie in un episodio che risale al 2013. Il Tribunale cantonale argoviese ha stabilito che non esistono prove oggettive.
Quella fra il funambolo e la moglie - oggi 45enne - è stata una «relazione tossica», ha detto il presidente del tribunale presentando la sentenza. In assenza di testimonianze dirette è praticamente impossibile stabilire come si siano effettivamente svolti i fatti.
L'11 dicembre di un anno fa, il Tribunale distrettuale di Zofingen (AG) aveva condannato Nock a 30 mesi di prigione - dieci mesi da scontare e altri 20 sospesi con la condizionale - per l'accusa di tentato omicidio intenzionale della moglie.
A causa del rischio di fuga e di recidiva, la corte aveva anche ordinato la carcerazione di sicurezza dell'imputato. Otto giorni dopo, il noto funambolo è tuttavia ritornato a piede libero grazie a un ricorso accolto dal Tribunale cantonale.
Contro la sentenza di primo grado hanno fatto appello sia il Ministero pubblico, che chiedeva per Freddy Nock una condanna a sette anni e mezzo, sia la difesa, che si era battuta per l'assoluzione da tutte le accuse.
Nock era accusato di diversi episodi di violenza domestica che risalgono agli anni 2008, 2013 e 2014. La moglie non aveva sporto denuncia all'epoca dei fatti, ma soltanto dopo aver chiesto il divorzio e nell'ambito della vertenza legale per la custodia del figlio. Nock e la donna si sono sposati nel 2013 e dal 2017 sono separati. La coppia ha avuto un figlio che oggi ha 9 anni e vive con la madre.
Come spesso accade nei casi di violenza coniugale, il procedimento si è basato sulle dichiarazioni contrapposte delle parti in causa. Soltanto per l'episodio per il quale è stato giudicato colpevole dalla prima istanza, che risale al marzo del 2013, esistevano testimoni indiretti: ossia i figli nati dalle precedenti relazioni dei due, che si trovavano in una camera attigua e udirono le urla della coppia.
Quella notte, la famiglia "allargata" soggiornava in un hotel di Zurigo, dopo aver preso parte alla cerimonia di premiazione dello Swiss Award. La coppia, che all'epoca non era ancora sposata, litigò, come spesso accadeva.
Secondo l'atto d'accusa, l'imputato avrebbe più volte sbattuto la testa della donna contro il muro. E quando lei si sdraiò sul letto, lui premette con entrambe le mani un cuscino sul volto della donna per soffocarla, lasciando la presa soltanto dopo che la compagna si finse morta. In un'altra occasione, Nock avrebbe sollevato la donna sulla ringhiera delle scale di casa, minacciando di farla cadere.
Freddy Nock si è fatto conoscere dagli anni '90 per le sue gesta entrate nel Guinness dei primati. Nel 2015, ha ad esempio percorso in 39 minuti i 347 metri che separano il Pizzo Bianco e il Piz Prievlus, camminando su un cavo teso tra le due cime grigionesi sopra uno strapiombo di 1000 metri.