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Rappaz sia nutrito con la forza, ordina giustizia Vallese
BERNA - La giustizia vallesana scende in campo e ordina a sua volta l'alimentazione forzata di Bernard Rappaz, il canapaio condannato a cinque anni e otto mesi di carcere per violazione grave della legge federale sugli stupefacenti, che da 72 giorni osserva lo sciopero della fame.
Il giudice Jean-Bernard Fournier, vice presidente della Corte plenaria del Tribunale cantonale, ha infatti inviato ieri una lettera al responsabile dell'unità carceraria dell'Ospedale universitario ginevrino (HUG), intimando a tutto il corpo medico di nutrire con la forza Rappaz senza lasciarsi influenzare da considerazioni etiche.
La notizia, rivelata da "Le Temps", è stata confermata oggi dall'avvocato del canapaio, Aba Neeman. La lettera, di cui il legale ha ricevuto copia, fa riferimento all'articolo 292 del Codice penale e minaccia sanzioni in caso di "disobbedienza a decisioni dell'autorità".
Già giovedì la consigliera di stato vallesana Esther Waeber-Kalbermatten, responsabile del dipartimento della sicurezza, aveva chiesto all'Ospedale di intraprendere tutto quanto è possibile per salvaguardare la vita di Rappaz, se necessario ricorrendo all'alimentazione forzata.
I medici ginevrini oggi non hanno voluto rilasciare commenti: hanno tuttavia ricordato la loro presa di posizione di due giorni fa in cui affermano che non nutriranno Rappaz contro la sua volontà. Il canapaio ha presentato una richiesta di grazia, sulla quale il parlamento vallesano si pronuncerà, a porte chiuse, il 18 novembre.