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Hans-Jürg Fehr, consigliere nazionale e presidente del Partito socialista svizzero (PS).
swissinfo: Quali sono i valori difesi dal partito socialista?
Hans-Jürg Fehr: Voglio citare soltanto i cinque più importanti: giustizia sociale, solidarietà, pari opportunità, sostenibilità e democrazia.
swissinfo: Su quali temi prioritari avete impostato la vostra campagna elettorale?
H.-J.F.: Abbiamo posto tre accenti: la socialità, l'ecologia e l'apertura al mondo. Sotto il tetto di questi tre grandi argomenti disponiamo di tutta una serie di progetti concreti.
Per quel che riguarda l'ecologia in Svizzera, combattiamo ad esempio contro l'energia atomica e chiediamo un maggior ricorso alle energie rinnovabili.
Al proposito della socialità, ribadiamo il nostro classico impegno in difesa delle assicurazioni sociali e delle rendite sicure.
Ci preoccupiamo tuttavia anche di temi più moderni, quale ad esempio una migliore coordinazione tra famiglia e lavoro. Oppure, dell'integrazione degli stranieri, della violenza nelle scuole o tra le mura domestiche. Si tratta dunque di un concetto di politica sociale moderno.
swissinfo: Quali sono gli accenti principali dei socialisti in materia sanitaria e di sicurezza sociale?
H.-J.F.: Dobbiamo prestare attenzione a che non si verifichino riduzioni di prestazioni nell'assicurazione di base. Vogliamo inoltre che il finanziamento di queste prestazioni diventi più sociale rispetto al sistema attuale, che prevede dei premi personali indipendenti dalla capacità finanziaria dei singoli.
In ambito di sicurezza sociale, ritengo fondamentale riuscire a evitare le riduzioni delle rendite minacciate dai partiti borghesi. È altrettanto importante applicare degli adattamenti mirati dello Stato sociale, ad esempio per quel che riguarda l'età di pensionamento flessibile.
swissinfo: E come si posizionano i socialisti in materia d'integrazione degli stranieri?
H.-J.F.: Siamo dell'opinione che occorrerebbe praticare una politica d'integrazione molto più attiva. Molti dei cosiddetti problemi legati agli stranieri hanno a che fare con il fatto che la nostra politica d'integrazione è insufficientemente sviluppata.
swissinfo: Cosa ci dice per quel che riguarda il tema "asilo e rifugiati"?
H.-J.F.: Siamo convinti che il diritto d'asilo figuri tra i diritti umani più importanti. Coloro che fuggono hanno il diritto di veder chiariti i motivi per i quali sono fuggiti.
Non bisogna sospettare preventivamente ognuno di essere un falso rifugiato, bensì occorre verificare e analizzare, nei sensi della legge, la giustificazione della richiesta d'asilo.
Quando, alla fine della procedura, il tutto viene chiarito si agisce di conseguenza: un vero rifugiato può restare, uno falso deve partire.
swissinfo: Veniamo alla questione delle future relazioni tra Svizzera e Unione europea (UE). Cosa vogliono i socialisti?
H.-J.F.: L'Unione europea è nettamente il partner principale della Svizzera. Siamo circondati dall'Europa unita. Per il partito socialista, il nostro paese dovrebbe quindi aderire all'UE.
Ciò per difendere i nostri interessi economici. Ma, più passa il tempo, più ciò riguarda anche i nostri interessi politici. La nostra auto-esclusione dall'UE si traduce in una costante perdita di sovranità.
swissinfo: Infine, ci spieghi che importanza attribuite alle problematiche legate al clima e all'energia.
H.-J.F.: Si tratta di questioni molto importanti, ma non perché sono divenute di moda. Ci occupiamo intensamente di politica ambientale ed energetica da almeno 15 anni.
Purtroppo abbiamo spesso dovuto constatare quanto è difficile radunare delle maggioranze per applicare una politica ambientale seria ed incisiva. I partiti borghesi non hanno mai voluto fare la loro parte.
Ora, a causa del rilancio delle discussioni sul surriscaldamento climatico, anche il clima politico potrebbe scaldarsi nuovamente. Esistono dunque nuove speranze in vista dell'attuazione di una buona politica energetica.
swissinfo, intervista a cura di Christian Raaflaub
(traduzione: Marzio Pescia)
Il partito socialista
Il partito socialista svizzero (PS) fu fondato nel 1888 e rimase per diversi decenni all'opposizione.
Nel 1943 il PS diventò il principale partito elvetico ed ottenne il suo primo seggio in Consiglio federale (governo). Nonostante il secondo seggio ottenuto nel 1959, il PS continuò a fare opposizione nei confronti degli altri tre partiti governativi.
Il PS si posiziona sulla sinistra dello scacchiere politico con temi quali la giustizia sociale, la solidarietà ed una migliore qualità di vita.
Dal 1999, il PS è il secondo partito più rappresentato il parlamento. Continua a disporre di due ministri in governo.