Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01272.jsonl.gz/479

BERNA - Ogni mese in Svizzera si ricevono oltre 18 milioni di telefonate pubblicitarie indesiderate. Il problema principale delle chiamate illegali non sono le norme vigenti, ma il fatto che l'inosservanza dell'apposito asterisco a fianco del numero telefonico di solito non ha conseguenze.
Lo scrive la Fondazione svizzerotedesca per la protezione dei consumatori (SKS) in una lettera inviata a metà gennaio alla commissione parlamentare competente, dato che il tema è oggetto di discussioni nell'ambito della revisione della legge sulle telecomunicazioni.
Nello scritto si sottolinea che soprattutto i call center operanti all'estero non possono quasi mai essere perseguiti dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Spesso è infatti difficile identificare chi chiama, poiché può far apparire un numero di telefono qualunque e quindi falso.
Inoltre, anche se l'identificazione ha successo, la SECO non può intervenire direttamente, ma deve operare attraverso richieste di assistenza legale ad altri Stati. Ciò complica e ritarda la pratica e la procedura è anche molto costosa rispetto all'infrazione. La conseguenza è che il procedimento di solito viene archiviato senza multa.
Secondo la SKS, l'intervento della SECO e delle procure sarebbe molto più facile se si potesse perseguire sia il committente che chi trae profitto dalle chiamate pubblicitarie illegali. In tal modo attraverso il cliente - di solito residente in Svizzera - si potrebbero identificare e punire i call center che hanno commesso l'infrazione.
Così tutte le aziende sarebbero costrette a cessare la collaborazione con società poco serie che effettuano chiamate illegali. E non sarebbero più svantaggiati gli imprenditori che rispettano la legalità dell'asterisco che mostra il rifiuto della pubblicità, aggiunge la SKS.
L'organizzazione dei consumatori sottolinea che già oggi Swisscom offre la possibilità di bloccare le chiamate pubblicitarie indesiderate su richiesta degli utenti.
Secondo la compagnia telefonica il sistema di filtraggio da lei utilizzato è in grado di distinguere il telemarketing dalle chiamate legittime, senza intervenire su quelle effettuate da rinomati istituti di ricerca di mercato e sociali nonché da inserzionisti legali.
La proposta del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati per la revisione della legge sulle telecomunicazioni consentirebbe al governo di obbligare altre imprese di telecomunicazione ad offrire un filtro del genere per le chiamate pubblicitarie.