Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/11068

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha sempre respinto, per le seguenti ragioni, le proposte che miravano a una limitazione generale dell'importazione di legno tropicale:</p><p></p><p>- Le ragioni principali della distruzione delle foreste tropicali non sono dovute all'utilizzazione del legname ai fini dell'esportazione, bensì al fatto che le superfici boschive vengano incendiate per procurarsi terreni coltivabili oppure sfruttate per soddisfare le necessità locali (soprattutto in materia di legna da ardere).</p><p></p><p>- Dal punto di vista dello sviluppo economico e della conservazione delle foreste a lungo termine nei Paesi tropicali, è più indicato promuovere il commercio di legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile anziché vietarlo. Infatti, se il legno perdesse il suo valore commerciale a causa delle limitazioni imposte dal mercato, non vi sarebbe più alcun interesse a proteggere le foreste.</p><p></p><p>- Dato che le nostre importazioni di legno tropicale sono molto basse, misure unilaterali risulterebbero poco efficaci a livello globale e potrebbero addirittura compromettere i nostri sforzi per instaurare un dialogo con i Paesi produttori.</p><p></p><p>- Limitazioni commerciali unilaterali sono incompatibili con i nostri impegni internazionali, in particolar modo nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO).</p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale ha esposto queste e altre considerazioni nelle risposte all'interpellanza del Gruppo ecologista del 9 marzo 1988 "Importazione di legno tropicale ed economia forestale indigena" e all'analoga mozione "Obbligo di dichiarazione per d legname tropicale", presentata dal Consigliere nazionale Wick e dal Consigliere agli Stati Simmen il 16 dicembre 1992.</p><p></p><p></p><p>Risposta aHe singole domande</p><p></p><p>1. Nel foglio d'informazione "Erfa/Info" 3/93, l'Ufficio delle costruzioni federali (UCF) - in collaborazione con l'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), l'Ufficio federale dell'economia esterna (UFEE), la Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) e il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (LPMR) - ha esposto i motivi secondo cui non è opportune rinunciare indiscriminatamente all'importazione di legno tropicale. In vista di una futura introduzione (profilatasi già tempo fa) di una certificazione delle foreste e di un marchio per il legno, è stata lasciata aperta di proposito la possibilità di impiegare legno tropicale proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile1. Citazione: "Sosteniamo l'introduzione di un marchio ecologico destinato a tutti i tipi di legno. Quando un marchio di qualità proverà che il legno tropicale proviene da foreste gestite in modo sostenibile, sarà possibile riprendere a utilizzare maggiormente tale tipo di legname". Poiché fornire questo genere di prova potrebbe risultare difficile, nello stesso foglio d'informazione è stata ventilata anche la possibilità di sostituire il legname tropicale con tipi di legno indigeno.</p><p></p><p></p><p>2. Contrariamente a quanto affermato nell'interpellanza, per il nuovo immobile dell'LPMR a San Gallo sono stati impiegati 15 m3 e non 41,6 m3 di legno tropicale: 12 m3 per le porte e le chiusure del pozzo, 3 m3 quale legno di supporto per i rinforzi delle tende da sole sulla facciata nordovest dell'edificio in cui si trova il laboratorio. Vi si aggiungono inoltre 1,6 m3 di legno "Oekume" per i tavoli destinati al locale utilizzato a vari scopi e quello per le pause.</p><p></p><p>Le esigenze dal punto di vista della protezione antincendio autorizzano per le porte e le chiusure del pozzo rifinimenti in legno di quercia o in un legno tropicale equivalente. Per quanto riguarda il legno di quercia, l'offerta implicava un sovrapprezzo di fr. 76'500.-.</p><p></p><p>Per quanto concerne invece il legno tropicale utilizzato, un certificato d'origine firmato dal Ministero per la protezione dell'ambiente, il rispetto della natura e il turismo dello Zaire il 14 marzo 1994 attesta che esso proviene da foreste gestite in modo sostenibile.</p><p></p><p></p><p>3. Il Consiglio federale è dell'opinione che le raccomandazioni contenute nell'"Erfa/Info" 3/93 (pubblicato dall'UCF, dalle PTT e dalle FFS) siano tuttora sufficienti e non ritiene pertanto necessario adottare disposizioni più restrittive. Per quanto possibile, si preoccuperà in maniera esaustiva di un controllo completo sul posto.</p><p></p><p></p><p>4. Nel 1995 sono state impiegate 8188 t di legno tropicale sotto forma di legname tondo e altre 7846 t sotto forma di legname segato, pillaccio e compensato, per un totale di 16'034 t. Rispetto al 1993 (tot. 11'320 t), le importazioni sono di fatto salite, ma in un confronto effettuato sull'arco di più anni, la tendenza è chiaramente al ribasso. Ad esempio, negli anni 1976-1980 si registrano importazioni per una media annua di 43'400 t per il legname tondo e di 18'300 t per i prodotti semilavorati in legno tropicale.</p><p></p><p>Secondo uno studio commissionato dall'International Tropical Timber Organisation (ITTO; Stiching Bos en Hout, Wageningen NL, 1995), nel 1993 il consumo finale di legno tropicale in Svizzera ammontava a circa 22'000 m3 ed era ripartito come segue: 4000 m3 per porte esterne, 1000 m3 per porte interne, 1300 m3 per finestre, 2000 m3 per scale, 1060 m-5 per mobili e rifiniture interne, e 12'570 m3 per compensato destinato a scopi diverse. Da queste cifre si possono trarre le seguenti relazioni per il 1993:</p><p></p><p>- la quantità di legno tropicale impiegata nei prodotti legnosi per il consumo finale (ad eccezione della carta, del cartone, del legno rimanente dalla lavorazione del legname e del legno utilizzato per fini energetici) rappresenta appena lo 0,9% di un totale che si aggira sui 2,6 milioni di m3 (1991: 1,8%);</p><p></p><p>- la quantità di legno tropicale rapportata al consumo globale di legno rappresenta lo 0,4% di un totale che si aggira sui 6,2 milioni di m3 di legname tondo e simili (1991: 0,6%).</p><p></p><p></p><p>5. In ragione delle succitate cause di distruzione delle foreste e in considerazione delle importazioni relativamente contenute di legno tropicale in Svizzera nonché dei nostri impegni contrattuali con il commercio estero, il Consiglio federale non vede l'opportunità di limitare l'impiego di legno tropicale. Inoltre, la Confederazione continuerà come sinora la sua attività in seno alle organizzazioni internazionali (p. es. nell'ambito della cooperazione allo sviluppo o dei lavori che fanno seguito al Vertice della Terra di Rio), in modo da poter trasmettere costantemente le sue conoscenze in materia di gestione sostenibile delle foreste. Il nostro Paese si impegna nel quadro dell'ITTO per il promovimento di una gestione sostenibile delle foreste tropicali. In questo senso ha collaborato attivamente, sul piano politico, alla negoziazione di linee direttrici e, dal 1987, ha cofinanziato 33 progetti forestali. La Svizzera si è pure impegnata efficacemente nell'ambito dell'"Intergovernmental Panel on Forests" che si occupa di applicare le decisioni a carattere forestale prese a Rio. Le due sedute del Panel, che si tengono quest'anno a Ginevra, rappresentano un'ottima possibilità per presentare - con riferimento all'esempio dei boschi svizzeri - gli orientamenti in favore di una gestione sostenibile delle foreste.</p><p></p><p></p><p>1 Grazie a una gestione sostenibile, la foresta può continuare a svolgere le sue funzioni e in modo duraturo e illimitato.</p>  Risposta del Consiglio federale.