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SOCHI (Russia) - È considerato, a ragione, la versione russa di Zlatan Ibrahimovic. Artëm Dzyuba infatti ha il carattere più forte dello spogliatoio degli Orsi: durante il periodo trascorso da Unai Emery sulla panchina dello Spartak Mosca, al termine di una cocente sconfitta per 5-1, l’attaccante definì il proprio allenatore “trenerishka”, un insulto che si potrebbe tradurre con “allenatore da quattro soldi”. Emery fu esonerato il giorno stesso, ma Dzyuba attirò su di sé delle dure critiche e venne a sua volta etichettato come “igrochiska”, ovvero “giocatore da quattro soldi”. Artëm però ci rise sopra, persino quando, negli anni successivi, Emery andava a conquistare trofei in giro per l’Europa mentre lui, rimbalzando da un prestito all’altro, non trovava il giusto feeling con nessun allenatore. Fabio Capello non lo convocò per i Mondiali del 2014, mentre Leonid Slutsky, uno dei pochi ct col quale andava d’accordo, si dimise prima di Euro 2016.
Con l’attuale ct, Stanislav Cherchesov, le cose sembravano andare bene fino all’ultimo giorno di preparazione alla Confederations Cup dell’anno scorso, quando Dzyuba venne improvvisamente rispedito a casa. Il giorno successivo all’eliminazione della Russia dalla fase a gironi, il giocatore pubblicò su Instagram un video nel quale, insieme al compagno di squadra Kokorin, sbeffeggiava il tecnico imitandone gli iconici baffi.
Gli ultimi prolifici mesi nell’Arsenal Tula gli sono comunque valsi la convocazione per Russia 2018 e, a suon di prestazioni Dzyuba si è (ri)conquistato la maglia da titolare e la fiducia del ct: due gol nelle prime due gare con Arabia Saudita ed Egitto, poi il penalty che ha costretto la Spagna ai calci di rigore e il rimpianto per essere stato sostituito prima dei supplementari con la Croazia.
«Tutti i giornalisti lo adorano» ha detto recentemente il giornalista russo Filipp Papenkov. «Quando lo incontri in mixed-zone sei sempre sicuro di raccogliere qualche dichiarazione gustosa. Non è mai banale, gli piace scherzare e spesso questa sua esuberanza gli si è ritorta contro». Grazie a questo Mondiale vissuto da protagonista, Dzyuba è senz’altro riuscito a “ripulire” la propria immagine e chissà, forse anche a ottenere la considerazione che merita da parte di qualche club prestigioso.