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Il superacceleratore di particelle del CERN di Ginevra va in pausa per due anni. Gli operatori del Centro di controllo hanno spento lunedì i fasci del Large Hadron Collider (LHC) per la pausa programmata chiamata Long Shutdown 2 (LS"), in cui fisici, tecnici e ingegneri dovranno realizzare un processo di ammodernamento dell'LHC e dei suoi grandi esperimenti, ATLAS, CMS, ALICE e LHCb.
Dopo quattro anni di attività, l'LHC ha prodotto una ricca mole di dati, equivalente a quella contenuta in un video della durata di 1000 anni. Analizzando queste informazioni, i ricercatori hanno potuto approfondire la loro conoscenza della fisica fondamentale e la loro comprensione dell'Universo.
Grazie ai dati raccolti i i fisici hanno cominciato a delineare un ritratto accurato del bosone di Higgs. "Negli ultimi anni, il lavoro delle collaborazioni scientifiche che conducono gli esperimenti all'LHC ha consentito un enorme progresso nella nostra comprensione delle proprietà del bosone di Higgs e del Modello Standard (la teoria di riferimento della fisica delle particelle, ndr)", sottolinea Fabiola Gianotti, direttrice generale del CERN.
Durante questa pausa di due anni, osserva Nadia Pastrone, che coordina l'attività di ricerca dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) nella fisica delle alte energie, "l'intero complesso dell'acceleratore e degli esperimenti sarà potenziato e aggiornato per il prossimo Run di LHC, anticipando in parte il futuro progetto High Luminosity LHC (Hi Lumi), che inizierà a raccogliere dati dopo il 2025". Aumentare la luminosità dell'LHC significa produrre molti più dati, consentendo lo studio di eventi più rari.
"Durante questi due anni di stop - precisa Mirko Pojer del CERN - si modificherà uno degli elementi di protezione dei potenti magneti di LHC, intervento grazie al quale il campo magnetico potrà essere aumentato e con esso l'energia della macchina".
ATS/M. Ang.