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Kiev sfida il boicottaggio di Euro 2012 da parte delle autorità europee e torna ad accusare la leader dell'opposizione ucraina, Iulia Timoshenko di vari reati, tra cui l'uccisione di un deputato nel 1996.
Unione Europea, Germania, Francia, Gran Bretagna e Svezia hanno deciso di protestare contro la detenzione dell'eroina della Rivoluzione arancione, che ritengono di matrice politica, non inviando nessun esponente di governo ad assistere alle partite di Euro 2012 in Ucraina.
Secondo il ministro delle Infrastrutture ucraino, Boris Kolesnikov, non si tratta però di una grossa perdita, perché ciò "non impedirà ai tifosi di visitare" l'ex Repubblica sovietica. Il governo di Kiev, anzi, ha recentemente rivisto al rialzo la stima degli appassionati di calcio che si recheranno in Ucraina per gli Europei: da una previsione iniziale di 800 mila persone si è passati a 1,2 milioni.
Intanto, il presidente ucraino, Viktor Ianukovich, acerrimo rivale politico della Timoshenko, sostiene che le accuse rivolte all'ex premier "non sono state inventate dalle autorità" e che reati sono stati "commessi con la partecipazione" della Timoshenko, "incluso l'omicidio" di Ievgheni Sherban, un deputato e uomo d'affari ucciso a colpi di pistola all'aeroporto di Donetsk nel 1996. "C'erano dei moventi", ha aggiunto Ianukovich. Secondo la procura, i killer hanno ricevuto più di due milioni di dollari da aziende controllate dalla Timoshenko e dall'allora premier Pavlo Lazarenko.