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EVD: Commissione internazionale per la caccia alle balene (IWC): partecipazione della Svizzera alla 57a sessione annuale che si terrà a Ulsan
Berna (ots) - La 57a sessione annuale della Commissione
internazionale per la caccia alle balene (IWC) si terrà a Ulsan
(Corea del Sud) dal 20 al 24 giugno 2005. Oggi il Consiglio federale
ha conferito il mandato alla delegazione svizzera: il nostro Paese
intende impegnarsi affinché le decisioni prese in quella sede
poggino su basi scientifiche e vengano trovate soluzioni di comune
accordo.
La Convenzione internazionale che regola la caccia alla balena serve non soltanto a proteggere le popolazioni di specie minacciate di estinzione, ma mira anche a garantire lo sfruttamento sostenibile di altre popolazioni di balene, basandosi su moderni metodi di gestione. Questo principio di conservazione e sfruttamento sostenibile coincide con quello dell'Unione mondiale per la natura (IUCN) e della Dichiarazione di Rio. Ad ogni modo, in tutti i mari del mondo vige attualmente una moratoria dell'IWC sulla caccia alle balene.
In occasione della sessione annuale del 2005 verranno trattati i temi seguenti:
·stime recenti della dimensione delle diverse popolazioni di balene ·progressi nella revisione dello schema di gestione ·caccia alle balene a scopi scientifici ·caccia alle balene praticata dai nativi in Alaska, Groenlandia, Siberia e Saint Vincent ·metodi di uccisione ·impatto di fattori ambientali negativi sulle popolazioni di balene .aree di protezione.
La posizione della Svizzera può essere riassunta nel modo seguente:
.Per ciò che concerne le specie minacciate, la Svizzera si pronuncerà nuovamente in favore della prosecuzione delle misure di protezione; la Svizzera acconsentirebbe ad una ripresa della caccia alle balene a scopi commerciali, strettamente limitata e praticata in aree geografiche stabilite, unicamente se fosse provato scientificamente che il prelievo di esemplari dall'ambiente naturale non avrebbe conseguenze negative per l'esistenza della specie in questione e per l'ecosistema nel suo insieme; sarebbe inoltre necessario garantire mediante provvedimenti efficaci il controllo del rispetto delle quote di animali cacciabili; si dovranno perciò attendere i risultati dei lavori della commissione che si occupa di elaborare lo schema di gestione. Oltre a ciò, la Svizzera ritiene che anche la gestione dei cosiddetti "piccoli cetacei" (ad es.: narvalo, beluga, delfino maggiore) dovrebbe essere di competenza dell'IWC.
·La Svizzera appoggia la creazione di nuove aree di protezione per le balene, a condizione che le richieste siano scientificamente fondate e, in linea di principio, godano del sostegno di tutti i Paesi rivieraschi.
·La Svizzera sostiene i lavori di ricerca concernenti i fattori ambientali dannosi per le balene ed è pronta a fornire il suo contributo per la riduzione delle sostanze nocive.
La Svizzera continuerà, come ha fatto finora, a svolgere i suoi compiti in seno alla Commissione per la caccia alle balene conformemente alle disposizioni della Convenzione e riservando particolare attenzione al carattere scientifico delle decisioni prese. Il mandato conferito dal Consiglio federale alla delegazione svizzera corrisponde alla posizione assunta dal nostro Paese in seno ad altri organi internazionali di carattere ambientale, come pure ai principi che guidano l'azione politica in tale ambito all'interno della Svizzera. La Svizzera, Paese senza un accesso al mare, spera con ciò di poter continuare a svolgere un ruolo di interlocutore attendibile e di mediatore, qualora i punti di vista all'interno dell'IWC non appaiano più conciliabili.
La Svizzera verrà rappresentata a Ulsan da Bruno Mainini, dell'Ufficio federale di veterinaria, e da Martin Krebs, della Divisione politica III, sezione Ambiente, del DFAE.
Thomas Althaus, capo Conservazione delle specie, Ufficio federale di veterinaria, tel. 031 323 85 08 Opuscolo: Die Schweiz und das internationale Übereinkommen zur Regelung des Walfangs (pubblicato dall'UFV nel 1996)
Internet: www.iwcoffice.org/ (sito dell'IWC)