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Berna, 13.02.2013 – Negli ultimi anni è stato registrato un forte aumento della luce artificiale nell’ambiente. Questa fonte luminosa può causare notevoli disturbi alla fauna notturna e, in misura crescente, anche al benessere della popolazione. Il 13 febbraio 2013, il Consiglio federale ha approvato il rapporto relativo all’impatto della luce artificiale sulla diversità delle specie e gli esseri umani, rispondendo in tal modo a un postulato depositato nel 2009. Nel rapporto, il Consiglio federale propone di adeguare la legislazione e di intensificare la ricerca nel campo delle emissioni luminose.
Negli ultimi vent’anni, le emissioni luminose sono aumentate del 70 per cento. La luce artificiale può arrecare notevole disturbo agli habitat della fauna notturna. Ne consegue, ad esempio che gli uccelli migratori perdano il loro senso di orientamento, gli insetti vengano inceneriti e i pipistrelli siano scacciati dai loro quartieri diurni. Particolarmente sensibili sono le zone protette quali i biotopi d’importanza nazionale o le riserve di uccelli acquatici e migratori.
La luce artificiale notturna e la luce solare riflessa, ad esempio, da pareti vetrate, rivestimenti metallici o impianti fotovoltaici possono infastidire l’uomo. Le fonti luminose nell’ambiente illuminano inoltre gli spazi interni causando disturbi del sonno.
L’avvento dei diodi a emissioni luminose (LED) ha aperto una nuova era nella tecnologia di illuminazione. Questo genere di lampadine può contribuire a ridurre le emissioni luminose indesiderate in quanto possono essere orientate in modo più mirato e la loro intensità regolata più facilmente rispetto alle illuminazioni utilizzate fino ad allora.
Il 13 febbraio 2013, il Consiglio federale ha approvato il rapporto relativo all’impatto della luce artificiale sulla diversità delle specie e gli esseri umani, rispondendo in tal modo al postulato 09.3285 depositato nel 2009 dalla Consigliera nazionale Tiana Angelina Moser (Verdi liberali, ZH).
Nel rapporto, il Consiglio federale propone delle misure di gestione delle emissioni luminose. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) deve quindi verificare se è possibile completare l’ordinanza sulla protezione della natura e del paesaggio (OPN) con una disposizione che garantirebbe la protezione delle specie e degli habitat in relazione agli impianti di illuminazione fissi e mobili.
In base ai criteri menzionati nella legge sulla protezione dell’ambiente, il DATEC e il DFGP devono inoltre elaborare dei parametri che consentano di valutare il grado di dannosità della luce artificiale nell’ambiente per l’uomo. Tali parametri, voluti dai Cantoni, e un aiuto all’esecuzione aggiornato dovrebbero consentire agli attori interessati di considerare la protezione dell’uomo e dell’ambiente già in sede di pianificazione degli impianti di illuminazione.