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Macchine e software
L'automazione aumenta le disuguaglianze di reddito
L'"eccessiva automazione» è responsabile dell'aumento delle disuguaglianze: la metà o più dell'aumento del divario salariale fra i lavoratori americani negli ultimi 40 anni è attribuibile all'automazione di compiti e lavori in precedenza svolti da esseri umani.
È quanto emerge dagli studi di Daron Acemoglu, influente economista del Massachusetts Institute of Technology, riportati ieri dal New York Times.
Acemoglu spiega come la globalizzazione e l'indebolimento dei sindacati hanno giocato un ruolo nell'aumento delle disparità, ma «il fattore più importante è l'automazione». Le disuguaglianze alimentante dalle macchine e dai software «non sono un atto di Dio o della natura: sono il risultato di scelte che le aziende e noi come società abbiamo compiuto su come usare la tecnologia».
Acemoglu non è l'unico economista a sostenere che l'automazione, con l'aiuto della politica, ha contribuito significativamente all'aumento delle disparità nei redditi degli americani. Lo hanno fatto anche i premi Nobel Paul Romer e Joseph Stiglitz, così come l'economista di Stanford Erik Brynjolfsson parlando di «trappola di Turing». Il riferimento è al test di Alan Turing, pioniere britannico dell'intelligenza artificiale il cui obiettivo è quello di consentire a un programma per computer di dialogare in modo talmente convincente da poter essere scambiato per un essere umano.
I timori degli economisti stanno attirando l'attenzione di Washington, dove i giganti di Big Tech sono già sotto attacco su diversi fronti.
SDA