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BERNA - La Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) sta indagando sugli ospedali psichiatrici in Svizzera. Secondo il SonntagsZeitung, ci sono cliniche che non riescono ad ospitare separatamente uomini e donne. Stessi problemi nelle docce, che in alcuni istituti sono condivise. In alcuni casi, i minori vengono persino messi in stanza con degli adulti.
Peccato che la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e la commissione anti-tortura del Consiglio d'Europa richiedano formalmente una sistemazione separata, come spiega Sandra Imhof, che dirige la CNPT.
La direttrice spiega che l'organismo di prevenzione ha iniziato la sua indagine a seguito di un caso preoccupante. Durante una visita all'Ospedale Psichiatrico dell'Università di Zurigo, una minorenne ha ammesso di essere stata molestata da due uomini. È stata anche riconosciuta la natura sessuale di questi atti. Il caso non era isolato. Una circostanza simile si era verificata a Basilea. Qui un dodicenne era stato aggredito all'interno dell'ospedale universitario.
I servizi psichiatrici del Canton Argovia hanno segnalato altri due casi di violenza sessuale durante l'anno passato.
Werner Tschan, direttore dell'istituto di psico-traumatologia di Basilea, vede degli aspetti positivi nel mettere assieme uomini e donne durante la terapia: «Dal punto di vista terapeutico può avere un senso. Ma la convivenza apre anche la porta alla violenza sessuale», aggiunge. Questi luoghi diventano quindi «aree ad altissimo rischio».
Un altro medico assicura anche che sono ancor più numerosi i casi che, semplicemente, non vengono riportati. Le prove sono spesso insufficienti e i pazienti psichiatrici sono in una posizione debole «perché sanno di non essere creduti a causa della loro malattia».