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L’UDC è costernata dal progetto del Consiglio federale di dichiarare parzialmente irricevibile l’iniziativa popolare che impone l’espulsione degli stranieri criminali. Questo intervento riportato da diversi articoli nella stampa è perfettamente in linea con la politica del governo, che rifiuta ostinatamente di applicare l’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali approvata dal popolo. Si tratta di una concezione a dir poco preoccupante della democrazia. In mancanza di argomenti oggettivi, il Consiglio federale cerca di reprimere, con cavilli giuridici, il ricorso ai diritti democratici. Questo caso dimostra ancora una volta quanto sia importante chiarire il rapporto fra il diritto nazionale e quello internazionale.
L’UDC a raccolto in tempo record le firme necessarie all’iniziativa d’attuazione, mirante a garantire l’applicazione dell’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali. Recentemente, la commissione competente del Consiglio nazionale ha incaricato il Consiglio federale di presentare un progetto di legge sulla base dell’iniziativa d’attuazione. I commissari, nella stessa occasione, hanno respinto l’inadeguato progetto di legge proposto dal DFGP. Sembra che la maggioranza del Parlamento cominci finalmente a capire che l’applicazione dell’iniziativa per l’espulsione è più urgente che mai.
Ma il Consiglio federale s’intestardisce nel suo rifiuto di applicare questo articolo costituzionale approvato da popolo e cantoni. Il disprezzo della volontà popolare non ha più limiti presso i consiglieri federali. Ponendo il governo e il Tribunale federale il diritto internazionale – anche quello non cogente – al di sopra del diritto nazionale, essi accordano quindi una maggiore importanza agli interessi dei criminali stranieri rispetto a quelli della popolazione svizzera. L’UDC dovrà intervenire per chiarire la situazione. Inoltre, il divieto di respingimento (art. 25) invocato, pare, dal Consiglio federale, è perfettamente regolato sia nel testo dell’iniziativa, sia ella Costituzione federale. Non esiste perciò, a questo livello, alcuna contraddizione con il diritto internazionale cogente e l’iniziativa non chiede alcuna modifica del diritto costituzionale svizzero in questo settore. L’argomentazione dell’amministrazione federale è perciò assurda.
Ampiamente influenzato dal Dipartimento degli affari esteri, stando agli articoli apparsi nella stampa, il Consiglio federale rileva che bisogna chiarire rapidamente il rapporto fra il diritto nazionale e quello internazionale. L’UDC ha fatto a questo proposito delle proposte chiare e nette, attualmente in consultazione presso le sezioni cantonali. Il lancio di un’iniziativa popolare è all’esame. La priorità del diritto svizzero legittimato dal sovrano per rapporto al diritto internazionale deve assolutamente essere ristabilita.
UDC Svizzera