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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La LAFE (Lex Friedrich) sottopone l'acquisto di abitazioni di vacanza da parte di persone all'estero al regime dell'autorizzazione e contestualmente prevede diverse restrizioni. L'articolo 12 LAFE stabilisce pertanto anche, quale motivo generale di diniego di un'autorizzazione, che la superficie del fondo da acquistare non debba essere superiore a quanto necessario per lo scopo dell'utilizzazione. Fondandosi su quanto precede il Consiglio federale ha fissato, nella pertinente ordinanza, limitazioni relativi ai fondi: 1'000m2 per la superficie totale del fondo e 100m2 per la superficie abitabile netta delle abitazioni di vacanza (art. 10 cpv. 2 e 3 OAFE).</p><p></p><p>Con il messaggio del 23 marzo 1994 il Consiglio federale proponeva al Parlamento un'apertura controllata della Lex Friedrich. Era pure prevista tutta una serie di alleviamenti nell'ambito delle abitazioni di vacanza. S'intendeva pure delegare ai Cantoni la competenza d'emanare limitazioni di superficie (FF 1994 II 491 e 501 ; FF 1994 III 1643). Tuttavia nel giugno del 1995 la votazione sul referendum sfociò nel rigetto del progetto e l'analisi VOX, realizzato successivamente, mostrò chiaramente che il rifiuto andava sostanzialmente addebitato alla prevista liberalizzazione nell'ambito delle abitazioni di vacanza. Il sondaggio ha addirittura palesato che l'87% di coloro che hanno espresso un voto favorevole ritenevano giustificata una limitazione per quanto attiene all'acquisto di abitazioni di vacanza da parte di persone all'estero.</p><p></p><p>Già poco tempo dopo la consultazione popolare venivano depositate diverse iniziative cantonali nonché interventi parlamentari tendenti ad attuare una cantonalizzazione più o meno estesa della Lex Friedrich. Il Consiglio federale si è opposto a tale richiesta esortando nel contempo al rispetto delle decisioni prese democraticamente. Il Consiglio federale si è pure ispirato a simili considerazioni di natura politica statuale in occasione della sua proposta, presentata nel quadro del programma d'investimenti 1997, di aprire parzialmente il mercato immobiliare per le persone all'estero (FF 1997 II 1047): la circostanza che tale revisione della Lex Friedrich, entrata in vigore il 1° ottobre 1997, non abbia pressoché incontrato opposizione, è da attribuire al fatto che le disposizioni in materia d'assoggettamento al regime dell'autorizzazione e di contingentamento delle autorizzazioni per abitazioni di vacanza non sono state intaccate. Anche per quanto attiene ai negoziati bilaterali con l'UE, il Consiglio federale ha tenuto conto del contesto politico interno precedentemente menzionato e di conseguenza un alleviamento delle limitazioni d'acquisto di abitazioni di vacanza non è stato fatto oggetto di negoziato. </p><p></p><p>Con l'emanazione nel 1984 dell'OAFE il Consiglio federale aveva proposto una limitazione della superficie abitabile netta delle abitazioni di vacanza di 200m2. Tuttavia nella procedura di consultazione la maggioranza dei Cantoni sollecitò il dimezzamento di tale superficie. Tale circostanza comportò la conseguente adozione della superficie regolamentare oggi in vigore di 100m2. Le autorità federali e cantonali preposte all'esecuzione non si limitarono però ad applicare tale prescrizione in modo ottuso e restrittivo, bensì sovente tenevano conto delle circostanze concrete dei singoli casi; con il passare degli anni si è dunque sviluppata una prassi a livello di tutta la Confederazione che, in casi giustificati, ammette una superficie abitabile netta di 180m2. In questo modo è pur sempre possibile acquistare un'abitazione di vacanza di ampie dimensioni costituita da cinque a sei locali. La medesima flessibilità è pure applicata per quanto riguarda i limiti della superficie totale dei fondi.</p><p></p><p>Certo, la richiesta intesa ad abrogare la limitazione della superficie abitabile netta e a prendere quale base soltanto la superficie totale del fondo nonché l'indice di sfruttamento (IS) fissato conformemente al diritto di superficie e di pianificazione cantonale, può effettivamente apparire convincente. Tuttavia analizzando approfonditamente la questione emerge che con un IS di 0.4 fino 0.6, abituale per regioni con una elevata presenza di abitazioni di vacanza, e una superficie totale del fondo di 1'000m2 ne risulterebbe una superficie abitabile netta da 400 a 600m2. In località turistiche con caratteristiche in parte quasi urbane - come per esempio Davos - sarebbe perfino possibile acquistare fino a 1'500m2 di superficie abitabile netta (IS massimo di 1.5). Perlomeno in caso di acquisto di terreno edificabile si potrebbero acquisire di norma da quattro a cinque e, nei casi eccezionali menzionati in precedenza, fino a quindici appartamenti di ampie dimensioni. Il controllo e l'attuazione degli intenti principali della Lex Friedrich, vale a dire che una persona all'estero possa acquistare soltanto una abitazione di vacanza, si troverebbe così vanificata, ciò che equivarrebbe a una violazione del rigoroso divieto d'investimento di capitale nel mercato immobiliare.</p><p></p><p>Per i motivi di natura politica statuale precedentemente addotti e parimenti per motivi tecnici d'esecuzione il Consiglio federale respinge la richiesta di abrogare la limitazione relativa alla superficie abitabile netta per le abitazioni di vacanza. Se tuttavia eventuali altri passi verso l'integrazione della Svizzera nell'UE dovessero condurre a una diminuzione supplementare delle restrizioni poste agli stranieri sul mercato immobiliare svizzero, si dovrà allora esaminare la domanda del mozionante. Per questa ragione il Consiglio federale è disposto a sottomettere al Parlamento un rapporto in materia quando i lavori di adeguamento del trattato bilaterale saranno completati. Esso propone quindi di trasformare la mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.