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Hanspeter Uster, presidente e membro dell’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC), lascerà la carica a fine anno.
Uster, ex consigliere di Stato ed avvocato, crede che il momento per andarsene sia quello giusto in seguito all’elezione di Stefan Blättler quale nuovo procuratore generale della Confederazione e al processo avviato dal Parlamento per la revisione delle basi giuridiche del Ministero pubblico della Confederazione e dell’AV-MPC.
Durante il suo mandato come presidente, si legge in una nota odierna dell’AV-MPC, Hanspeter Uster è riuscito a guidare e rafforzare eticamente l’autorità di vigilanza “in tempi molto difficili”. Oltre all’impegnativa gestione del procedimento disciplinare riguardante l’ex procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, dimessosi per essere rimasto invischiato nello scandalo FIFA, l’AV-MPC ha potuto continuare a svolgere l’attività di vigilanza e professionalizzarla ulteriormente.
Secondo la legge l’AV-MPC si costituisce autonomamente. A tempo debito informerà sulla persona che succederà a Hanspeter Uster come presidentessa/presidente. La preparazione dell’elezione di un nuovo membro dell’AV-MPC da parte dell’Assemblea federale plenaria è compito della Commissione giudiziaria del parlamento, informata nel frattempo delle dimissioni dell’attuale presidente.
Il caso Lauber, citato nella nota, è stato all’origine della partenza nel maggio 2020 del giurista bernese Rolf Grädel dall’AV-MPC. L’ex procuratore del canton Berna aveva motivato il suo ritiro spiegando come il rapporto tra l’autorità di vigilanza e il MPC fosse in quel momento “molto difficile”.
In un rapporto pubblicato nel marzo 2020, l’autorità di vigilanza aveva concluso che Michael Lauber aveva infranto diversi doveri d’ufficio, affermando ripetutamente il falso, agendo in modo sleale e violando il codice di condotta dell’MPC in modo “gravemente negligente”.
L’AV-MPC aveva quindi deciso di imporre a Lauber - quale sanzione disciplinare - una riduzione salariale dell’8% per un anno (il massimo consentito ammonta al 10%) pari a un taglio di 23’827 franchi su uno stipendio annuo di 297’844 franchi. Il procuratore generale aveva però deciso di fare ricorso al Tribunale amministrativo federale, accusando - tra le altre cose - di parzialità l’Autorità di vigilanza.
Nel marzo scorso, lo stesso Uster aveva preso posizione sulla vicenda Lauber, mettendo in guardia contro una politicizzazione della procura federale. Reintegrare l’istituzione nell’amministrazione avrebbe comportato, a suo dire, una concentrazione di potere non in linea con il sistema elvetico.
“Sarebbe esattamente la lezione sbagliata da trarre dal caso Lauber, che come procuratore generale ha convogliato su di sé troppe competenze”, aveva affermato Uster in un’intervista apparsa sui giornali del gruppo CH Media. Più l’MPC si avvicina alla politica, più aumentano i rischi di schierarsi o di trattamenti preferenziali, aveva sottolineato.
I risultati dell’inchiesta disciplinare avevano in effetti mostrato come Lauber avesse accentrato sulla sua persona molti ruoli. A seguito di ciò, è stata avviata una riflessione su come organizzare in futuro i vertici dell’MPC. Le proposte vanno da tre procuratori capi a un modello con un primo procuratore.
L’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione, un’autorità collegiale indipendente, è composta da sette membri eletti dall’Assemblea federale plenaria per un mandato della durata di quattro anni. Secondo la legge, l’AV-MPC è composta di un giudice federale, un giudice penale federale, due avvocati iscritti al registro degli avvocati e tre specialisti. I membri dell’AV-MPC sono sostenuti nelle loro attività da una segreteria permanente.
Hanspeter Uster, presidente e membro dell’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC), lascerà la carica a fine anno.