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La Svizzera auspica maggiori trasparenza e controllo nel settore del nucleare militare: lo ha detto lunedì la presidente della Confederazione Doris Leuthard.
«Il terrorismo è una minaccia che supera le frontiere», ha affermato la ministra elvetica dell’economia a Washington dove si tiene il vertice sulla sicurezza nucleare voluto dal presidente degli Stati uniti Barack Obama.
L’obiettivo del summit è di sottoporre le scorte di uranio altamente arricchito a rigide misure di sicurezza entro quattro anni. Inoltre, la due giorni di Washington intende fissare le linee guida volte a limitare la proliferazione nucleare e a impedire a gruppi terroristici di entrare in possesso di materiale o tecnologia nucleare.
Doris Leuthard fa parte dei rappresentanti di quasi 50 stati che a fine giornata firmeranno questo piano d'azione. Secondo la presidente della Confederazione, in campo civile esistono già regole molto severe mentre in quello militare i controlli sono ancora insufficienti.
Stando alla ministra elvetica dell’economia, l’invito della Confederazione da parte di Obama si spiega con il fatto che Berna gode di una buona reputazione nella conduzione di trattative e di grande credibilità. Inoltre, la Svizzera rappresenta gli interessi americani in Iran, paese che da anni sta sviluppando un controverso programma nucleare.
Il vertice, voluto dal presidente americano, riunisce al palazzo dei Congressi di Washington 46 capi di stato e di governo e ricorda, per dimensione e partecipazione, il summit organizzato da Franklin Delano Roosevelt nel 1945 per disegnare il nuovo ordine dopo la Seconda guerra mondiale e per fondare l’Onu.
swissinfo.ch e agenzie