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<h2>SubmittedText<h2><p>Alla vigilia della votazione popolare del 27 settembre 2009 sul finanziamento aggiuntivo, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha informato l'opinione pubblica sulla lotta agli abusi sistematici commessi ai danni dell'AI all'estero. I risultati fanno riflettere e sollevano una serie di interrogativi che avrebbero dovuto essere chiariti prima della votazione. La situazione appare particolarmente grave in Kosovo, dove la lotta agli abusi è miseramente fallita, poiché i collaboratori della società incaricata di sorvegliare potenziali truffatori sono stati minacciati di morte e hanno quindi dovuto sospendere le indagini. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Cos'è successo esattamente in Kosovo? Cosa ha indotto la società incaricata dall'UFAS di svolgere la sorveglianza a sospendere completamente la sua attività?</p><p>2. Come intende procedere il Consiglio federale per impedire la riscossione abusiva delle prestazioni AI anche in Kosovo e in altri Paesi problematici?</p><p>3. Il fatto che i beneficiari di rendita AI kosovari cerchino di sottrarsi alla sorveglianza con minacce o persino con atti di violenza non dimostra che in quel Paese vi è un tasso di abusi ben superiore alla media?</p><p>4. Il Consiglio federale intende procedere sistematicamente a simili operazioni di lotta agli abusi anche in altri Paesi in cui la Svizzera versa una quantità superiore alla media di rendite AI (secondo la statistica dell'AI 2009, pag. 29, ai primi posti vi sono gli Stati dell'ex Jugoslavia e la Turchia)? Se sì, in quali?</p><p>5. Ritiene che vi sia un nesso tra l'elevato rischio di abusi e il fatto che a tutt'oggi le prestazioni non vengono adeguate al potere d'acquisto del Paese di domicilio dei beneficiari?</p><p>6. Sta pensando di rivedere le convenzioni di sicurezza sociale concluse con Paesi che hanno un potere d'acquisto molto inferiore al nostro, per introdurvi una clausola sull'adeguamento al potere d'acquisto al fine di ridurre la tentazione all'abuso?</p><p>7. È cosciente del fatto che un gran numero di beneficiari di rendita AI stranieri mantiene il domicilio in Svizzera soltanto pro forma, per poter beneficiare anche delle prestazioni complementari? Cosa fa per impedire questi abusi?</p><p>8. Pensa che sia possibile impiegare le truppe svizzere stazionate in Kosovo per garantire la sicurezza dei detective dell'AI e, in questo modo, contribuire direttamente alla difesa degli interessi svizzeri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./3./8. Fatta oggetto di serie minacce e impossibilitata a garantire l'anonimato e l'incolumità dei suoi collaboratori, la società investigativa incaricata dall'assicurazione invalidità di svolgere operazioni di sorveglianza in Kosovo si è vista costretta a rinunciare a un incarico che non era più in grado di onorare.</p><p>In caso di sospetti fondati di frode, impossibili da confutare senza un'operazione di sorveglianza, l'ufficio AI decide sulla sospensione delle prestazioni in base agli atti in suo possesso.</p><p>Secondo i dati in nostro possesso, il Kosovo è effettivamente un Paese ad alto potenziale di frode assicurativa. Se è stato scelto per il progetto pilota dell'AI, è anche per questo motivo.</p><p>La Svizzera riesaminerà le convenzioni di sicurezza sociale concluse con i Paesi dell'ex Jugoslavia al fine di introdurvi disposizioni sulla lotta alle frodi o, laddove necessario, rimettere in discussione l'intero accordo. Lo stesso vale per le convenzioni attualmente in fase di negoziato. Il Consiglio federale intende inoltre sospendere dal 2010 l'applicazione al Kosovo della convenzione a suo tempo conclusa con la Repubblica popolare federativa di Jugoslavia.</p><p>Per avere successo, un'operazione di sorveglianza deve svolgersi a completa insaputa del soggetto osservato. Il ricorso all'esercito, segnatamente alle truppe svizzere stazionate in Kosovo, rischierebbe di comprometterne la discrezione e quindi l'efficacia.</p><p>4. Lo svolgimento di operazioni di sorveglianza in altri Paesi dell'ex Jugoslavia e in Turchia nel quadro delle convenzioni di sicurezza sociale bilaterali in vigore è un obiettivo prioritario. Tuttavia, qualora una lotta efficace si rivelasse impossibile, il Consiglio federale dovrà prendere in considerazione la possibilità di rescindere l'accordo, sopprimendo così l'esportazione delle nuove rendite nel Paese in questione. Allo scopo vanno introdotte clausole per la lotta alle frodi. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ne ha informato i Paesi interessati e ha già ricevuto riscontri positivi. Con diversi Paesi saranno intavolati negoziati ancora entro la fine dell'anno.</p><p>La lotta alle frodi e in particolare le operazioni di sorveglianza in caso di sospetti fondati saranno inoltre estese a Paesi paragonabili alla Thailandia. Sotto questo aspetto sono particolarmente interessanti il Brasile e la Repubblica dominicana, Paesi in cui risiede un numero relativamente elevato di cittadini svizzeri che beneficiano di una rendita dell'assicurazione invalidità.</p><p>5./6. Delle 59 000 rendite AI esportate, 43 000 sono versate a cittadini di Stati dell'UE. Un adeguamento di queste rendite è escluso in ragione dell'accordo sulla libera circolazione concluso dalla Svizzera con l'UE. Le rendite versate all'estero al di fuori dell'UE sono destinate a cittadini svizzeri (9000) o a cittadini di Stati che hanno concluso con la Svizzera una convenzione di sicurezza sociale (7000). Anche queste rendite non possono essere adeguate, a meno di denunciare le convenzioni interessate. In tal caso si risparmierebbe qualche milione di franchi. Le rendite versate in Stati dove il potere d'acquisto è simile a quello svizzero, ovviamente, non potrebbero essere ridotte. I risparmi conseguiti sarebbero tuttavia vanificati dall'aumento dei costi amministrativi dovuto al calcolo del rapporto tra i poteri d'acquisto e alla verifica periodica (nonché agli eventuali adeguamenti) delle rendite interessate. L'obiettivo prioritario del Consiglio federale è di concedere prestazioni unicamente a chi ne ha diritto. La lotta agli abusi non ha quindi nulla a che vedere con l'adeguamento delle rendite al potere d'acquisto del Paese in cui sono versate.</p><p>7. La lotta alle frodi ai danni dell'AI tiene già conto di questo aspetto. Nel quadro delle revisioni delle rendite, per esempio, è dedicata particolare attenzione al luogo di residenza dichiarato e alle eventuali attività svoltevi. In caso di dubbi sul reale domicilio dell'assicurato si procede ad appositi accertamenti ed eventualmente a operazioni di sorveglianza. Secondo le risultanze degli accertamenti sono quindi avviate le misure necessarie (sospensione della rendita e, se del caso, delle prestazioni complementari, eventuale denuncia penale).</p>  Risposta del Consiglio federale.