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Ha avuto luogo, domenica 10 luglio 2016, in una caldissima giornata d'estate, il triathlon di Sempach. Questa gara fa parte del circuito svizzero per la categoria Youth League A e Juniore.
Con un po' di ragazzi in vacanza o infortunati, il TriUnion si è presentato alla manifestazione con Alice, Sasha, Elisa, Noah, Michela, Alex, Adele e Matteo.
La partenza avveniva dalle 10:15 a distanza di 30 secondi gli uni dagli altri (i ragazzi arrivati primi al triathlon di Zugo, partivano per ultimi).
Le distanze delle tratte erano così messe: 750 metri a nuoto nel lago di Sursee, 23 km in bici (il giro del lago con piccoli sali-scendi) e 5 km a corsa (2 giri) che terminavano all'interno della pista di atletica di Nottwil.
La prima a partire è stata Adele che è stata raggiunta da Michela alla partenza della bici, la quale è stata presa a sua volta da Elisa durante la tratta in bici. In queste gare bisogna lottare contro sè stessi e dare il meglio fino alla fine: se si viene sorpassati si sa già di aver perso delle postazioni, ma se si riesce a prendere qualche avversario si guadagna una posizione.
Se Elisa è stata quella che ha nuotato il più veloce di tutta la categoria, bisogna dire che Michela ha corso veramente molto forte (è stata la seconda migliore della sua categoria, riprendendo Elisa).
Solo quando tutte sono giunte al traguardo, si sa il verdetto finale e cioè la classifica! E quei minuti di attesa sono molto snervanti, perché c'è un elenco provvisorio che viene modificato man mano. Alla fine Elisa si è guadagnata meritatamente la sua medaglia d'argento (era anche il suo prognostico). Michela, che sperava in un TOP 5, è rimasta delusa e arrabbiata del suo 4. posto, ma perché a distanziarla dal podio c'era solo 1 secondo!!! Adele ha concluso le sue fatiche al 13simo posto in 1:26:42 ora.
Nel gruppo dei maschi il primo ad entrare in acqua è stato Noah. Dopo una buona tratta a nuoto, uscito 8avo, non è riuscito a dimostrare il meglio di sè e a corsa ha faticato a mantenere un ritmo costante. Ha terminato al 17simo posto. Forza!
Alex, invece, ha stupito un po' tutti, visto che in questa gara ha cercato di mantenere un buon ritmo aumentandolo sul finale. Infatti ha fatto una tratta a nuoto come meglio ha potuto, in bici ha recuperato delle postazioni e ha corso veramente molto bene (8avo tempo di categoria), concludendo la gara al 13simo posto! Bravo!
Matteo era preoccupato sin dall'inizio. Vedendo le boe in acqua gli parevano lontanissime, sapere di dover pedalare 23 km gli sembravano tantissimi, 5 km a corsa sotto la stecca del sole di mezzogiorno gli sembravano un forno! Ma alla fine è arrivato al traguardo pure lui, in 1:17:40 ora, al 18simo posto!
Sasha, partito tra gli ultimi, era preoccupato di non farsi recuperare da Pierre Moraz (partito 30 secondi dopo) e da Maxime (1:30 minuti dietro di lui). Dopo una buona tratta a nuoto, ha dato il meglio di sè durante la bici (2. tempo migliore di categoria) anche se è stato ripreso da Pierre, e ha cercato di mantenere la sua postazione durante la corsa. Ha concluso con un'ottima medaglia di bronzo!
L'ultima a partire, perché l'unica della categoria Juniore, è stata Alice! La nostra atleta ha nuotato molto bene, in bici ha cercato di spingere in continuazione e durante la corsa di non farsi sorpassare. È così riuscita a finire la gara al 6. posto, in 1: 20:02 ora.
Alle 13:25 è scattata l'ora per i piccoli. Del nostro club Futura avevamo Samuele e Giada. Il primo, più grande, ha nuotato 50 m a nuoto, 1,8 km in bici (dove diversi avevano già la bici da strada, mentre il nostro atleta si è fatto le ossa con la montain bike) e 400 m a corsa, durante la quale è riuscito a recuperare altre 2 postazioni, finendo così al 9. posto (su 18), terzo del suo anno. Ottimo.
Alle 13:45 è stato il turno di Giada. Lei ha dovuto nuotare 25 m uscendo alla seconda posizione, dopo una tratta in bici di 800 m ha corso al massimo delle sue forze per 100 m arrivando al 5. posto su 14. Eccezionale le nostre nuove leve! Complimenti
Ora ci sarà un po' di pausa estiva. Il prossimo appuntamento agonistico è fissato per il 6 agosto a Nyon per la Youth League B e alcuni ragazzi della RegioCup, prima dei campionati svizzeri del 20 agosto a Losanna.
C'è stata, per me, una grandissima differenza tra la preparazione del primo Ironman (Zurigo 2015) e quella di quest'anno...ovvero la tranquillità mentale. Avevo grande piacere, durante gli allenamenti, nel pensare alla gara che mi aspettava, in quanto non avevo più il tormentosissimo e continuo pensiero "ce la farò?", piuttosto ricordavo l'esperienza dell'anno prima e già mi rallegravo di vivere e godermi quella giornata.
Ci siamo recati a Nizza già il venerdì sera, così da iniziare con calma a respirare l'aria del mare :)....o più che l'aria del mare...l'aria di Ironman (sì, esiste)! Il sabato, infatti, abbiamo sgranchito le gambe con una leggera corsetta sul lungomare dov'era già stato allestito il villaggio Ironman e...l'adrenalina era già presente!
Dopo aver ritirato il pacco gara e aver fatto un po' di shopping all'Ironman Store (ovviamente), abbiamo potuto piazzare le nostre bici e i sacchi in zona cambio. Nelle gare Ironman è tutto organizzato nel dettaglio: c'è un orario ben preciso per fare il check-in ed è necessario fare già il check-in anche del sacco blu per la transizione nuoto-bici e del sacco rosso per la transizione bici-corsa. É necessario essere lucidi nella preparazione di questi sacchi dato che il giorno della gara non è più possibile accedervi. Fortuna che noi eravamo in 3 a partecipare, quindi abbiamo potuto fare il triplo controllo :).
É il giorno della gara. Sveglia ore 3:30, controllo e preparazione delle ultime cose e poi colazione ore 4:00. Alle 4:45 partiamo dall'hotel in direzione zona cambio per dare l'ultima gonfiata alle ruote della bici. É buio e in giro ci sono solo ragazzi che hanno fatto tardi la sera precedente o atleti (e alcuni, pochi, supporters incalliti). Il nervosismo inizia un po' a farsi vivo....ma è una cosa positiva.
Dopo aver gonfiato le ruote e tappezzato la bici di barrette e gel ci infiliamo la muta e andiamo a "sentire l'acqua". Inizialmente sembra fredda, ma è talmente bella azzurra che tentiamo di non pensarci. Il cielo inizia a diventare chiaro. Anche per questo Ironman, come è abitudine ultimamente, hanno optato per il nuovo sistema di entrata a nuoto, il "Rolling Start", ovvero l'entrata in acqua attraverso una lunga coda sezionata per tempi. In questo modo ognuno si mette in fila secondo una propria stima di tempo e gli atleti entrano in acqua gradualmente (in una quindicina di minuti tutti i 2'885 atleti sono in acqua). Noi decidiamo di partire tutti e 3 insieme non guardando troppo i tempi. Questa avventura la vogliamo vivere insieme. Durante l'attesa l'emozione si fa sentire e gli occhi si fanno lucidi per un mix intensissimo tra felicità e paura. L'ambiente è caldo, le persone a noi care sono già sugli "spalti" per assistere all'inizio di questa nostra impresa. Viene dato il via, e piano piano il serpentone avanza verso il mare. Ok, tocca a noi, ultimi abbracci e poi via con le prime bracciate!! Che emozione!
Il percorso si snoda su due "rettangoli", uno grande e uno più piccolo. Lo spazio per nuotare c'è, anche se alcuni scontri sono chiaramente inevitabili. Una certa corrente mi fa allungare un po' il percorso ma più o meno riesco a rimanere in linea. Esco dall'acqua, guardo l'orologio e....WOW....1h07min...il mio record :)!! Mi esalto e corro in zona cambio, una barretta al volo, tolgo la muta, metto il casco e infilo le scarpe. Mia sorella mi raggiunge e mi dice che sto andando alla grande, e così mi esalto ancora di più. Corro verso la mia compagna di viaggio per le prossime ore...la bici. Cosciente che il percorso in bici con dislivello di 2'200m sia uno dei più duri degli Ironman in Europa (secondo solo a Lanzarote), e cosciente del fatto che la bici sia per me la parte più difficile, parto con tranquillità e decido di mantenere un ritmo a me comodo, senza troppi sforzi in modo da mantenermi in forze per la frazione a corsa.
Il percorso in bici, devo ammetterlo, mi sembra non finire mai. Per fortuna però, Chiara, Luca ed io avevamo fatto un giro di prova circa 1 mese prima della gara, il che mi aiuta molto mentalmente a sapere cosa mi aspetta e come gestire le forze. Vedo continuamente persone superarmi, e il mio morale piano piano cala. Decido di prendermi una "pausa di riflessione", allora mi fermo, mangio con calma una banana e bevo un po', dopodiché riparto molto più carica. Alle infinite salite per fortuna si alternano delle belle discese. Il tempo non è il massimo, in quanto inizia a fare freddo e il cielo minaccia pioggia. Infatti, dopo poco inizia a piovere, e decido di fermarmi per mettere la giacchetta. Riparto e continuo, sempre più carica perché so che il percorso in bici sta finendo e già non vedo l'ora di correre. Gli ultimi 30km mi sento ancora piena di forze, così decido di aumentare un po' il ritmo e inizia un gioco di rincorsa con altri due partecipanti (ps: ricordo che la scia non è permessa, e infatti non l'abbiamo fatta).
Manca poco, pochissimo, mi rallegro di vedere a "bordo pista" tutte le persone che sono venute a farci il tifo (genitori, parenti e amici)...e infatti così è: arrivo in bici e vedo che tutti mi guardano con occhi grandi e a forma di punto di domanda ("come mai è arrivata per prima Laura?" ahahaha nessuno ci avrebbe scommesso 1 chf, nemmeno io :)! ) Poso la bici e corro in zona sacchi per cambiare scarpe e poi....via per l'ultima (anche se lunga) tratta! É strano da dire ma...non vedevo davvero l'ora di correre! Già dai primi passi sento che le gambe vanno che è un piacere, e quindi...godiamoci questa corsa! Sono 4 giri da 10.5km (andata e ritorno sul lungomare). C'è un rifornimento ogni 1.7km, e questo, ricordando la gara di Zurigo dello scorso anno, mi rincuora molto in quanto so che quelle saranno le mie "isole della pausa". Decido infatti di fermarmi a OGNI rifornimento, anche solo a bere un bicchiere d'acqua. Questo mi servirà per fare delle pausa mentali. Sento che ne necessito. Vedo Luca e vedo Chiara, ci incrociamo ad ogni giro, e ad ogni giro ci diamo la carica a vicenda. È stupendo condividere questa esperienza con loro. La corsa, devo dirlo, è per me il tratto più bello, in quanto sento proprio quanto per me sia importante il sostegno dei miei cari. Quando vedo mia mamma con la mia cagnolina, mia sorella, il mio migliore amico, il mio allenatore e i miei compagni di squadra che si sono spostati apposta per noi, il mio cuore si riempie di immensa gioia e la carica che ricevo è infinita. Non potrò mai ringraziarli abbastanza per quello che mi hanno dato durante questa giornata. Li abbraccio tutti e vedo dai loro occhi e dai loro sorrisi che l'emozione e la gioia è ricambiata.
Continuo a correre, supero tantissime persone che camminano. Io invece corro, e riesco a mantenere un ritmo costante, un ritmo che mi fa stare bene, proprio bene. Continuo a correre e...ora mi manca solo un giro. Gli ultimi 10km. Devo dire che non ho MAI pensato al chilometraggio fino all'ultimo giro. E questo è segno che il mio pensiero è sempre positivo. Manca pochissimo, si affiancano a me mia sorella e il mio migliore amico, corrono un centinaio di metri con me e ridiamo e scherziamo. É bellissimo. Tutto sta andando alla grande e sto per concludere il mio secondo Ironman, il mio secondo sogno. Ora mancano 2 km, cerco di aumentare il ritmo ma ormai le gambe sono pesanti. Va bene così. Vedo la deviazione che porta alla “finish line”. Mi passano una bandiera svizzera e poi....poi....poi via verso la gloria. Finish line da paura...un corridoio pieno di gente che esulta. Emozione alle stelle e nodo in gola, sorrido e gli occhi brillano. La bandiera svizzera spiegata alle mie spalle. Bello. Proprio bello. Questo è quello che adoro fare.
Alcune persone che ci hanno seguiti hanno assistito al loro primo Ironman, per altri è stato il secondo. Ma tutti sono rimasti affascinati da questa maestosa impresa. Raccontando le loro emozioni ho capito che sono riusciti a capire in tutto e per tutto lo spirito dell'Ironman, che non si ferma all'impresa sportiva, ma che va molto oltre.
Qui di seguito le parole del mio migliore amico, che è riuscito, in poche frasi, ad esprimere tutto quello che un Ironman racchiude: "In effetti, riflettendoci ancora meglio, ho capito che in fondo pazzi lo sono. Quella follia in verità ce l'hanno davvero, devono avercela per forza. Ma sono pazzi di forza di volontà, di disciplina, di costanza e determinazione. Ecco di cosa sono pazzi. Lavorano duro per allenare il fisico nuotando, pedalando e correndo ma il lavoro più duro forse é quello che deve fare la testa. Il motore vero infondo, la vera protagonista e la più difficile da allenare, é lei. Ecco perché non tutti avevano gli addominali scolpiti, i pettorali gonfi o i quadricipiti enormi. Allora mi nasce spontaneo ribattezzarlo "Ironmind" più che "Ironman", perché quest'ultima rimane forse troppo generica. Ed é per questo che i partecipanti di queste competizioni godono della mia più profonda stima, perché sono cariche esplosive di forza di volontà, ognuna con una storia diversa. E questa trovo sia una cosa rara e grandiosa, trasmettono carica e magia. "
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno fatto parte di questa giornata magica.
Laura
Dall’Ungheria la Svizzera torna con ottime prestazioni. Nella staffetta a squadre gli elvetici chiudono quinti.
Agli Europei giovanili 16-17 anni in Tiszaujvaros (Ungheria), la delegazione svizzera si è presentata con 7 giovani atleti fra i quali anche i ticinesi Rachele Botti e Sasha Caterina, tutti e due classe 2000.
Una selezione svizzera plasmata nel corso dell’intera stagione: a maggio, all’Aquathlon di Basilea, erano stati scelti 11 atleti per la Coppa di Germania di categoria. E da questa ristretta rosa di candidati è poi scaturita la selezione deﬁnitiva dei 7 atleti per gli Europei giovanili, due romandi (Maxime Flury e Pierre Moratz), due ticinesi (Rachele Botti e Sasha Caterina) e tre svizzero-tedesche (Fiona Steffen, Leana Bissig e Delia Sclabas). Iscritti una novantina di atleti sia nella categoria femminile che in quella maschile a rappresentare tutte le Nazionali giovanili continentali; uniche grandi assenti la Germania e la Francia.
Il programma prevedeva un triathlon individuale sulla distanza di 500 metri a nuoto, 10 km in bicicletta e 3,6 km a corsa con dapprima tre batterie di semiﬁnali e ﬁnale per i primi 9 di ogni gruppo e il ripescaggio dei successivi tre migliori tempi, così come un triathlon a staffetta composto da 4 atleti, due ragazzi e altrettante ragazze.
Sasha Caterina ha saputo interpretare al meglio questo suo primo appuntamento a livello europeo, con un superlativo 6° rango in batteria delle semiﬁnali che gli ha spalancato le porte della prova per i titoli. In semiﬁnale Caterina ha saputo impostare la sua gara con determinazione uscendo dal nuoto al 3° rango e concludendo la parte a corsa con una media al km di 3’30”. Nella ﬁnale non ha purtroppo potuto ripetere la brillante frazione a nuoto vista in semiﬁnale, complice il fatto di non essere riuscito in una partenza veloce con la conseguenza di essere stato sommerso da altri partecipanti alla prima boa. Uscito 17° ha saputo tuttavia reagire effettuando una poderosa frazione in bicicletta a 40,5 km/h di media, realizzando il miglior tempo, per poi concludere i suoi 3,6 km a corsa con una media al km attorno ai 3’19”, cogliendo al termine un eloquente 11° rango in 38’31”, fallendo l’appuntamento con il podio per soli 47”.
Rachele Botti ha dal canto suo mancato la ﬁnale per una manciata di secondi, raggiungendo un 11° rango nelle semiﬁnali, a soli 20 secondi dalla qualiﬁca.
Come da consuetudine, la sua è stata una gara equilibrata nelle tre discipline, 11ª dopo la frazione a nuoto ﬁno a rimontare al 7° rango prima della frazione a corsa dove ha concluso con una media di 4’14” al km in un tempo totale di 43’54”. Ottima la gara di Delia Sclabas, che ha regalato alla Svizzera un meritato 3° rango.
La neocampionessa mondiale di duathlon giovanile ha costruito il suo risultato soprattutto grazie alla sua estrema forza nella parte podistica, dove con un ritmo di 3’16” al km ha rimontato una a una le avversarie dopo essere uscita dall’acqua al penultimo posto, per poi chiudere la prova in 42’00”, ossia a soli 27” dall’oro. Per gli altri giovani triatleti svizzeri da elogiare il 5° rango di Maxime Fluri anche lui vicinissimo al podio, mancato per soli 13”. Da menzionare pure la ﬁnale raggiunta da Pierre Moratz (28°, in semiﬁnale 12°), Leana Bissig (in 43’55”) e Fiona Steffen (16ª in 46’55”).
Con le staffette, ultima prova in programma, la Svizzera (composta da Rachele Botti, Maxime Flury, Delia Sclabas e Sasha Caterina) ha realizzato un 5° rango dietro Russia, Ungheria, Italia e Portogallo, ma davanti a Paesi come Danimarca, Austria, Spagna, Inghilterra, Israele, Belgio, Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e tante altre ancora a siglare così un riuscitissimo Campionato europeo giovanile. Come dire che il triathlon svizzero può già contare sin d’ora su ottime leve per il futuro.
Sasha Caterina brillante nella semiﬁnale. Ma nella gara per le medaglie perde la sﬁda in acqua. L’acuto lo piazza Delia Sclabas, che regala alla Svizzera una meritata medaglia di bronzo
Tratto da La Regione, 07.07.16
Sasha Caterina e Rachele Botti alla Coppa Europa in Ungheria
L’impressione che si può ricavare dal primo scorcio di stagione è che il triathlon giovanile ticinese goda di buona salute. Elisa Cattaneo (classe 1999), Sasha Caterina (2000) e Rachele Botti (2000) sono stati selezionati a inizio giugno per rappresentare la Svizzera alla Coppa di Germania. Per Sasha Catterina e Rachele Botti, dopo una brillante prestazione sul suolo germanico, è poi giunta la selezione per la Coppa d’Europa di categoria che si svolgerà in Ungheria da sabato a martedì.
A Zugo, due settimane fa, era di scena il circuito Youth League A (16-17 anni), Youth League B (14-15 anni) e i Juniores (18-19 anni). Il Ticino era presente in massa in particolare con il TriUnion, che è stato quest’anno riconosciuto anche quale centro d’allenamento regionale.
Su tutti si è distinta Rachele Botti (A-Club Swimming Team), che ha colto una brillante vittoria nella categoria Youth League A, seguita al 4° rango da Elisa Cattaneo, al 6° da Michela Keller e al 9° rango da Adele Quadri. Nella categoria maschile sul podio pure Sasha Caterina che, dopo una partenza a nuoto sotto tono, ha saputo reagire e riprendere uno a uno gli avversari ﬁno a cogliere un meritato 3° rango. Nella Youth B grande soddisfazione per Andrea Alagona, che a sorpresa di tutti ha colto un insperato 3° rango dopo aver effettuato una gara in progressione, mentre fra le ragazze da rilevare il buon 7° rango di Nicole Buri. Nella categoria Juniores, 6ª Alice Fritsche. Al suo primo anno in questa disciplina, quest’ultima sta già dimostrando di essere competitiva. Il 3° appuntamento della Youth B è invece andato in scena sabato a Spiez. Qui, ancora una volta, si sono distinti Andrea Alagona (7°) e Nicole Buri (6ª) con una delegazione ticinese targata tutta TriUnion.
A Winterthur domenica è stata la volta dei giovani 10-14 anni per una tappa della Regio Cup. Per loro ancora una forma di triathlon che comprende una parte di esercizi di equilibrio o coordinazione, prima della gara vera e propria. Per deﬁnire la griglia di partenza si è dunque proceduto con un “sur place” con la bicicletta; ai migliori è poi toccato il diritto di scattare per primi. Sul podio ci sono salite Letizia Martinelli (2ª fra le 12-13enni) e Tristan Knuper (3° fra i 10-11enni). Bene anche Nina Mros (4ª fra le 12-13enni) e Nicolas Tamburini (6° fra i 12-13enni).
Tratto da LaRegione, 30.06.16
Eccoci giunti ad un altro appuntamento del circuito svizzero. Questa volta a essere i principali attori, sono i nostri sei ragazzi della Youth League B: Nicole, Evelyne, Dario, Sebastian, Andrea e Fausto. E insieme a questo piccolo gruppetto anche Christophe e Laura sono partiti venerdì alle 17 per poter arrivare giusto in tempo per il check in, all'hotel Kreuz di Leissingen, nei pressi di Spiez. Il viaggio è stato veloce, calcolando che abbiamo deciso di viaggiare senza carrello (6 bici e 8 persone ci stanno comodamente nel furgone del Team Triathlon Capriasca!), e dopo una breve pausa-cena al solito Rattstätten dopo il Gottardo, siamo giunti, passando dal passo del Brunig, alla nostra destinazione.
Subito andati a dormire, abbiamo trascorso una notte un po' agitata: troppo caldo, cuscino immenso, un tuono fortissimo ci ha svegliati alle 4 di mattina,....ed eccoci alle 7 in punto in piedi, insieme ad una mandria di cinesi, fare colazione.
I nostri ragazzi iniziano a sentire l'agitazione pre-gara e dopo neanche un'ora ci troviamo sul furgoncino in viaggio per spostarci di quegli 8 km che ci separavano da Spiez e quindi dalla partenza della competizione. Velocemente prendiamo i pettorali, si mette la bici in zona cambio e si sta attenti al briefing.
Questa volta si parte con il nuoto in piscina (400 m), distanziati uno dall'altro di 15 secondi, non si può fare scia in bici e bisogna dare il massimo fino in fondo, visto che solo una volta che tutti hanno terminato la competizione si sapranno i veri risultati.
Alle 9:30.30, come terzo, ecco partire Fausto, seguito dopo 15 secondi da Sebastian. In ordine poi partiranno Dario, Andrea, Evelyne e Nicole. Tutti fanno un buon nuoto e appena usciti bisogna correre per raggiungere la zona cambio.
Durante la tratta in bici, 12,5 km che conteneva pianura, salita e discesa, la segnaletica non era ottimale e qualche ragazzo ha sbagliato strada per qualche pezzo (tra questi anche Sebastian).
Giunti alla partenza della corsa, anche qua non tutti i responsabili della gara erano a conoscenza delle varie tratte e così i primi due ragazzi, Fausto compreso, hanno seguito un percorso lungo il doppio: ben 5 km al posto dei 2,5!!
Ed eccoci giunti al traguardo ad aspettare con ansia l'arrivo dei nostri atleti. Il primo a varcare l'arco è stato Sebastian che si è posizionato al 22simo posto. Andrea, giunto dopo di lui anche perché è partito quasi 7 minuti dopo, si è piazzato al 7imo posto e per soli 7 centesimi non aveva la posizione precedente.
Ecco poi Dario che dopo una gara dove si è visto dare il massimo delle sue capacità, ha tagliato il traguardo al 24simo posto. Anche Nicole ha corso molto bene (con una media del 4.11 min/km) cercando di andare a prendere l'avversaria che ogni volta si trovava davanti. In questa maniera si è posizionata al 6. posto, ben seconda del suo anno (2002): brava!
Evelyne, con un po' di male alle ginocchia, è giunta a termine al 16simo posto. E per finire è arrivato Fausto che, come detto precedentemente, ha dovuto correre il doppio!
Velocemente carichiamo il furgone e ci mettiamo in viaggio per il rientro. Questi momenti insieme fanno sempre bene al gruppo per ritrovarsi, condividere attimi di emozioni, sostenersi e vivere esperienze nuove che possono aiutare nelle prossime competizioni. L'estate è appena iniziata, ma è proprio in questa stagione che ci sono la maggior parte delle gare. Il prossimo appuntamento è fissato fra 2 settimane a Sempach, questa volta solo con la Youth League A e i Futura. E via con gli allenamenti...