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Una ventina di richiedenti l'asilo provenienti dalla Grecia sono arrivati in Svizzera nella giornata di sabato. Il loro arrivo fa seguito a un appello lanciato da diverse ONG a Pasqua, appello in cui si chiedeva ai governi occidentali di aprire le porte ai migranti presenti in Grecia, dove la situazione nei centri di accoglienza si fa sempre più difficile.
Berna aveva quindi manifestato la sua disponibilità ad accogliere una ventina di migranti, minorenni e con legami famigliari in Svizzera. Il Segretariato di Stato per la migrazione (SEM) ha confermato queste informazioni ma non ha fornito ulteriori dettagli sull'identità dei richiedenti accolti, "per rispetto della loro privacy". Da notare, che la foto in copertina si riferisce all'arrivo di 50 migranti "minorenni" arrivati nel Regno Unito lo scorso 12 maggio.
Per le ONG all'origine dell'appello di Pasqua, tuttavia accogliere 23 minori non è un atto umanitario ma semplicemente "un obbligo della Svizzera" ai sensi degli accordi di Dublino che prevedono il ricongiungimento familiare.
Secondo queste ONG, "data la tradizione umanitaria della Svizzera, le risorse disponibili e le condizioni in Grecia, questo piccolo numero di bambini è vergognoso". Un'evacuazione dei campi greci è tanto più necessaria, ai loro occhi, perché non sono pronti ad affrontare l'attuale pandemia di coronavirus.
SEM aveva già indicato in aprile di aver ricevuto e approvato 21 richieste di accoglienza da parte delle autorità greche relative ai richiedenti l'asilo. Ha anche affermato che il loro numero non era esaustivo e che le autorità greche potevano sempre raccomandare altri casi.