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La defunta compagnia aerea italiana si era assicurata aiuti di Stato che violavano le norme sulla concorrenza nell’Ue. Ora che la società è fallita sarà la nuova ITA a dover ripagare? Cosa succede con la vendita a Lufthansa?
Alitalia, il predecessore della compagnia aerea italiana di proprietà statale ITA Airways, dovrà rimborsare un prestito di 400 milioni di euro al governo italiano. Il trasferimento di denaro avrebbe violato le norme dell’Unione europea (Ue) in materia di aiuti di Stato, secondo quanto dichiarato lunedì dalle autorità di concorrenza dell’Ue.
La cattiva gestione di Alitalia
Il prestito in questione, era stato concesso dallo Stato italiano nel 2019, a distanza di due anni da un sostegno di 900 milioni di euro elargito per mantenere la società in vita. Tuttavia, la compagnia aerea, poi fallita, non ha mai rimborsato il denaro. La violazione sul primo aiuto da 900 milioni era già stata sentenziata nel 2021, mentre l’illegalità del secondo è stata ufficializzata lunedì.
Dal 2007, i governi che si sono succeduti hanno sostentato Alitalia con circa 10 miliardi di euro per tenerla a galla. Dopo anni di crisi finanziaria, la compagnia ha cessato le operazioni nel 2021, quando venne costituita una nuova società, ITA Airways, che ha sostituito Alitalia acquisendone il marchio.
Aiuti di Stato illegali
La Commissione europea, che agisce come autorità di vigilanza della concorrenza nei 27 Paesi, ha successivamente stabilito che entrambi i prestiti violavano la normativa europea sugli aiuti di Stato, e quindi da considerarsi illegali: «Nessun investitore privato avrebbe concesso il prestito alla società all’epoca e il prestito ha dato ad Alitalia un vantaggio economico sleale rispetto ai suoi concorrenti sulle rotte nazionali, europee e mondiali», ha dichiarato l’esecutivo dell’UE in un comunicato.
La portavoce della Commissione Arianna Podestà ha dichiarato in conferenza stampa che il prestito può essere registrato come passività nell’ambito della procedura di insolvenza della defunta compagnia aerea statale: «I 400 milioni saranno rimborsati da Alitalia entro i limiti delle entrate ottenute dalla vendita delle attività della compagnia e del valore di eventuali attività rimanenti».
Sarà ITA a dover pagare?
In molti si chiedono ora se il debito ricadrà sulla nuova ITA Airways, la quale si trova in pieno iter di vendita per il passaggio di proprietà al gruppo Lufthansa. La risposta è no, il prestito non sarà ripagato dalla nuova compagnia aerea statale, dato che nel 2021 era stata garantita una discontinuità economica tra le due società, scongiurando il passaggio di debiti.
Come chiarisce la Commissione nel comunicato, non sarà ITA a doversi fare carico della restituzione, proprio per il presupposto di discontinuità economica con cui è stata creata. «L’esclusione di Ita dalle richieste di restituzione del prestito ponte ad Alitalia è la dimostrazione che siamo nel giusto e continueremo su questa strada. Le conclusioni della Commissioni Ue erano attese e ampiamente previste», ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’agenzia Ansa.
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