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Aggiornamento delle proiezioni finanziarie dell’AVS
Berna, 28.01.2009 - Il Consiglio federale ha approvato il rapporto “Aggiornamento delle basi di calcolo per le proiezioni dell’AVS”, adempiendo così un postulato inoltrato dal consigliere nazionale Louis Schelbert nel 2007. Le nuove proiezioni, basate su un modello di calcolo che tiene conto delle esperienze maturate negli ultimi anni e sulle più recenti ipotesi concernenti l’evoluzione economica, confermano che, anche nel più ottimistico dei tre scenari, le attuali fonti di entrata non garantirebbero il finanziamento dell’AVS a medio e a lungo termine.
Il postulato del consigliere nazionale Louis Schelbert chiedeva al Governo di presentare alle Camere federali nuove proiezioni basate su modelli di calcolo aggiornati. L’autore motivava la richiesta osservando che, alla fine del 2006, il Fondo AVS presentava un attivo molto più elevato di quello stimato nel primo messaggio sull’11a revisione dell’AVS del febbraio 2000. Il rapporto del Consiglio federale spiega i motivi della differenza, valutando a posteriori la correttezza delle ipotesi formulate.
Prendere maggiormente in considerazione l’evoluzione economica e la migrazione
In merito alle finanze dell’AVS sono possibili soltanto proiezioni, non previsioni precise. In particolare, è impossibile prevedere in modo preciso l’evoluzione economica, che incide notevolmente sulle entrate dell’AVS, come mostra del resto il recente e inatteso crollo congiunturale. Le proiezioni sono quindi costantemente adeguate ai più recenti dati statistici e agli ultimi risultati del conto d’esercizio. A causa dell’attuale crisi economica, a partire dal 2009 le entrate dell’AVS saranno inferiori a quanto previsto finora. Le più recenti proiezioni erano troppo ottimistiche. Negli scorsi anni, invece, l’economia ha fatto registrare un’evoluzione più favorevole del previsto, permettendo così maggiori entrate - le proiezioni erano quindi troppo pessimistiche. L’analisi delle proiezioni precedenti mostra che i modelli di calcolo non rispecchiavano con precisione il nesso tra evoluzione economica ed evoluzione dei salari. Finora si è pensato che i contributi salariali versati all’AVS aumentassero allo stesso ritmo dell’indice svizzero dei salari, ma in realtà il loro incremento è stato più forte. Questo è riconducibile principalmente alle variazioni del grado di occupazione (incidenza sul tasso di attività equivalente a tempo pieno) e ai cambiamenti strutturali nel mondo del lavoro. Il modello di calcolo per le proiezioni dell’AVS (ma anche dell’AI, delle IPG e delle PC) è stato quindi affinato. Il rapporto analizza inoltre le ipotesi sul numero di persone tenute a versare i contributi. Queste poggiano su scenari demografici, che a loro volta dipendono da ipotesi concernenti tre parametri: la natalità, la speranza di vita e il saldo migratorio. Poiché in passato il saldo migratorio ha subìto forti fluttuazioni, quando verranno elaborati i prossimi scenari demografici le ipotesi al riguardo dovranno essere riesaminate in modo approfondito. Le proiezioni vengono realizzate con l’ausilio di tre scenari sull’evoluzione demografica ed economica: uno medio, uno più ottimistico e uno più pessimistico. Ne risultano i limiti entro i quali oscilleranno probabilmente le finanze dell’AVS.
Anche i calcoli aggiornati evidenziano un finanziamento insufficiente dell’AVS
Le proiezioni dell’AVS sono state adeguate in base alle constatazioni fatte e poggiano su dati aggiornati che tengono conto anche delle recenti ipotesi sull’evoluzione economica. Esse confermano sostanzialmente che le attuali fonti di entrata non garantiscono il finanziamento dell’AVS a medio e a lungo termine. Secondo lo scenario medio, già a partire dal 2013 si dovranno prevedere risultati di ripartizione (differenza tra le entrate e le uscite dell’AVS senza tenere conto dei proventi da investimenti) costantemente molto negativi, mentre in quello più ottimistico questo succederebbe a partire dal 2017.
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Werner Gredig
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