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Speculazioni sulle radici antiche
Sebbene in ambito massonico le radici ideali della massoneria vengano fatte risalire alla costruzione del tempio di Salomone e in termini storici alle corporazioni o gilde di muratori del Medioevo, nessuno storico dà valore alla tesi per cui l'associazione risalirebbe addirittura ai tempi di Salomone; e non esistono neppure documenti, storicamente accertati, che dimostrino la continuità tra le corporazioni medioevali e le logge massoniche di cui si è accertata l'esistenza solo dalla seconda metà del XVII secolo.
A causa della mancanza di documenti relativi alla massoneria sono sorte molte interpretazioni, mai dimostrate come vere, sulla sua origine. Tali interpretazioni, atte più a suggestionare che a documentare, non hanno valore storico. Come quella di una discendenza diretta dai cavalieri templari oppure da un ramo delle antiche scuole del segreto, o dei Collegia Fabrorum romani, o una conseguenza istituzionale delle corporazioni medievali di muratori, per il tramite di maestranze bizantine o italiche (tra queste, i cosiddetti Magistri comacini) operanti nell'Alto Medioevo.
Le origini: fine del XVII e inizio del XVIII secolo
Nel 1686 le logge massoniche, trasformandosi da operative a speculative, aprirono i portali della conoscenza iniziatica anche ai non appartenenti alla professione muratoria. A parte gli atti ufficiali della nascita della massoneria moderna nel 1717, sono conosciuti come sicuri solo dei rari documenti che precedono il 1717 e comunque non prima della seconda metà del XVII secolo. La vaghezza di questa documentazione è da addebitare alla segretezza che allora i massoni davano ai lavori di loggia. I più attendibili storici della massoneria non confermano che tale segretezza avesse motivazioni diverse da quella del carattere iniziatico di questa massoneria. Tale carattere non differisce da quello delle società iniziatiche anche antiche, essendo l'iniziazione un aspetto sostanzialmente comune a tutte le culture umane anche se con diversi scopi e cerimoniali.
Nei documenti della seconda metà del XVII secolo (atti amministrativi, elenchi di nomi, date e luoghi delle riunioni) relativi ad alcune logge della Scozia e dell'Inghilterra si trovano nomi di membri di corporazioni muratorie che sembra fossero ancora operanti, pur senza l'importanza economica e sociale dei secoli precedenti; mentre rimanevano operative certe forme organizzative legate alle corporazioni di sussidiarietà e assistenza ai meno abbienti. Questi membri «muratori» risultavano costituire, nelle liste degli affiliati alla loggia, sempre un'esigua minoranza rispetto agli altri, non «muratori». È più corretto affermare che le logge massoniche seicentesche ammettevano esponenti delle corporazioni muratorie, piuttosto che il contrario; considerato anche il fatto che la loggia, intesa come struttura associativa, non è un organismo interno alle corporazioni, ma così veniva chiamato solitamente il luogo o l'edificio interno ai cantieri di costruzione ove si svolgevano le riunioni tecniche ed organizzative del cantiere e dove, talora, si custodivano gli strumenti di lavoro più preziosi, mentre le attività amministrative e commerciali delle corporazioni si svolgevano in sedi urbane, spesso palazzi prestigiosi, non definite «logge».
Gli affiliati alle logge - durante il'600 ed il '700 - erano in gran maggioranza esponenti della nobiltà, delle libere professioni e del commercio. Non esistono documenti che possano spiegare i motivi per i quali queste persone si raggruppassero e che cosa facessero durante le riunioni. Da rari cenni documentali sembra accertato che le riunioni si svolgessero seguendo certe ritualità, di cui però non si sa nulla, per cui non è possibile affermare che ci fosse una continuità con le cerimonie svolte nelle corporazioni muratorie. Anche se alcuni documenti ufficiali delle corporazioni muratorie riportano, spesso dettagliatamente, delle cerimonie di accettazione di nuovi membri alla corporazione, nulla fa supporre che nelle logge massoniche seicentesche fossero riproposte le stesse forme cerimoniali. Infatti, mentre le cerimonie delle corporazioni erano ufficiali, quindi note a tutti, gli storici negano che esse avessero le caratteristiche della ritualità e ancor meno della segretezza o della riservatezza. Al contrario, le cerimonie massoniche erano, per il poco che se ne sa, prettamente rituali e segrete. La segretezza consisteva nel fatto che il cerimoniale (parole e azioni) era noto ai soli membri della loggia e che tutto ciò che faceva parte del cerimoniale, arredi, oggetti ed altro, veniva distrutto o conservato in modo inaccessibile alla fine delle riunioni. Per questo motivo nessuno, allora come oggi, sa che cosa avvenisse realmente durante le riunioni e ogni supposizione è pura fantasia.
Non ci sono prove che nei rituali massonici delle prime logge fossero presenti elementi esoterici però, considerato che l'esoterismo fa parte da sempre della cultura massonica, è possibile che ve ne fossero, mentre questi elementi non si rintracciano nei documenti conosciuti delle antiche corporazioni. L'interesse per le conoscenze in ambito esoterico che nel Rinascimento ebbe grande vivacità, continuò fino al XVII e al XVIII secolo ed appassionò le persone più colte. Si può quindi supporre che nei primi rituali massonici fossero presenti elementi esoterici appartenenti agli ambiti dell'ermetismo, dell'alchimia, della cabala, della magia, dell'astrologia e di molto altro ancora. Riferimento che sicuramente era generalizzato in tutte le «logge spontanee» sia della Scozia sia dell'Inghilterra. Alcune espressioni verbali e concettuali che si trovano in questi manoscritti vengono riprese nel lessico massonico. Interessante è notare che tutte queste logge sparse nel territorio della Gran Bretagna avevano aspetti che le accomunavano anche se non risulta che tra loro esistessero collegamenti stretti né, sicuramente, alcuna struttura federativa. Alcune tracce documentali sembrano confermare, però, che singoli membri di una loggia avessero contatti con membri di altre logge e che, talora, vi fossero scambi di visite.