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«Imparare la lingua locale è importante per lavorare e partecipare alla vita sociale», sottolinea la SEM.
BERNA - I Cantoni vanno sostenuti negli sforzi profusi per insegnare una lingua nazionale ai profughi ucraini con un contributo pari a 3'000 franchi per persona all'anno. È quanto propone la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) che ha avviato oggi una consultazione in merito (fino al 1° aprile).
«Imparare la lingua locale è importante affinché i profughi dall'Ucraina possano assumere rapidamente un'attività lavorativa e partecipare alla vita sociale», afferma la SEM in un comunicato.
Il 12 marzo il Consiglio federale ha attivato lo statuto di protezione S per le persone in cerca di protezione provenienti dall'Ucraina. Questo garantisce l'accesso completo al mercato del lavoro e all'educazione scolastica. I titolari di questo permesso potranno tra l'altro viaggiare senza autorizzazione.
La Confederazione già indennizza le spese sostenute dai Cantoni per l'alloggio, il sostentamento e le cure mediche di queste persone versando una somma forfettaria globale di circa 18'000 franchi annui. Visto che lo statuto S sottintende a termine un ritorno in patria del migrante, la legge sull'asilo non prevede il versamento ai Cantoni di somme destinate all'integrazione.
Nel caso dei rifugiati ucraini, tuttavia, «esiste un certo bisogno di supporto, in particolare per l'apprendimento della lingua locale», afferma la SEM. È infatti solo imparando la lingua che queste persone «potranno partecipare in modo adeguato alla vita sociale e lavorativa conformemente all'obiettivo del Consiglio federale». A tale scopo Berna vorrebbe sostenere i Cantoni con 3000 franchi all'anno e a persona. La decisione definitiva spetta al Consiglio federale.
L'11 marzo, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) aveva incaricato la SEM di valutare con i Cantoni se occorrano misure per incentivare l'apprendimento delle lingue. «Si potrà discutere prossimamente di una partecipazione finanziaria della Confederazione a questi corsi, ma ora non è una priorità», aveva affermato la consigliera federale Karin Keller-Sutter.
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