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BERNA - La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) chiede di ridurre le misure di compensazione proposte dal Consiglio federale per alleviare le conseguenze del previsto aumento dell'età pensionabile per le donne contenuto nella riforma dell'AVS. La CSSS-S vuole invece un incremento delle rendite per le coppie sposate.
In un comunicato, la Commissione afferma di aver discusso «oltre due dozzine» di varianti di misure di compensazione a favore della generazione transitoria di donne colpite dall'aumento dell'età di pensionamento da 64 a 65 anni (misura che permetterà di sgravare l'AVS di 1,4 miliardi di franchi nel 2030).
Con 6 voti contro 4 e 3 astensioni, ha adottato il modello proposto dal governo che si concentra sulla riscossione anticipata della rendita e sulla formula delle rendite. La CSSS-S vuole però che a beneficiarne siano solo le donne che andranno in pensione nei sei anni successivi all'adozione della riforma, invece dei nove auspicati dall'esecutivo.
In questo modo i costi delle misure di compensazione scenderanno da 700 a 440 milioni di franchi nel 2030. Al plenum verranno proposte diverse minoranze che chiedono soluzioni più generose (e costose).
La commissione, con 9 voti contro 4, propone anche che la rendita AVS possa essere riscossa al più presto a partire dai 63 anni, ossia un anno più tardi di quanto proposto dal Consiglio federale. A coloro che hanno guadagnato meno di 56'880 franchi all'anno la rendita riscossa anticipatamente sarà ridotta del 40% in meno.
Buone notizie invece per le coppie sposate: la commissione propone - con 6 voti contro 3 e 4 astensioni - di innalzare il tetto per le rendite dei coniugi dal 150 al 155% della rendita massima. In questo modo, spiega la CSSS-S, «sarà possibile ovviare parzialmente a un'ingiustizia». I relativi costi ammontano a 650 milioni di franchi.
La commissione non si è ancora occupata della questione del finanziamento della cosiddetta riforma AVS 21. Lo farà nella prossima seduta in modo che l'oggetto possa essere trattato già durante la sessione primaverile di marzo. Il progetto del Consiglio federale prevede l'incremento di 0,7 punti percentuali dell'IVA.
«Una riforma a scapito delle donne»
Il progetto di riforma presentato oggi è stato criticato dal Partito socialista. «E un attacco frontale alle donne di questo paese. «Le donne ci rimettono tre volte: l'età di pensionamento viene innalzata, si riducono le misure di compensazione e la flessibilità dell'età di pensionamento passa da 3 a 2 anni».
«Questa riforma viene semplicemente portata avanti sulle spalle delle donne», ha detto la "senatrice" ticinese Marina Carobbio Guscetti, descrivendola come «una provocazione, soprattutto nell'anno dell’anniversario del suffragio femminile. Se il progetto non verrà migliorato significativamente dal Consiglio Nazionale, esso non avrà alcuna possibilità in votazione popolare».