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Donald Trump contro Joe Biden: il presidente uscente e colui che lo sfiderà nelle elezioni del 3 novembre si affrontano per la prima volta faccia a faccia nella notte svizzera alla Case Western Reserve University di Cleveland. Il dibattito di 90 minuti, il primo di tre in calendario prima delle presidenziali, sarà moderato dal giornalista Chris Wallace di Fox News, che i democratici hanno invitato a correggere le informazioni inveritiere dell'attuale inquilino della Casa Bianca.
Sarà un confronto fra due stili molto diversi, infuocato quello del 74enne Trump, pacato quello del 77enne rivale, e importante nell'ottica della campagna: oltre un milione di statunitensi ha già votato per corrispondenza e il tempo stringe per convincere gli indecisi, che secondo un sondaggio sono il 9%. Biden è nettamente in vantaggio nelle intenzioni di voto a livello nazionale, ma i due candidati sono gomito a gomito in diversi "swing states" (Stati in bilico) dai quali dipenderà l'esito finale.
"Molti commentatori di recente hanno definito i dibattiti una perdita di tempo", afferma Craig LaMay, professore alla NorthWestern University e autore di un libro sul tema, "ma sono importanti, l'unica occasione in campagna elettorale in cui i candidati si esprimono in modo estemporaneo, in tempo reale e parlandosi a vicenda". Cosa aspettarsi? "Che Trump sia... Trump e che Biden cerchi di essere composto e focalizzato. Trump lo chiama Sleepy Joe, ritenendolo lento e stupido, e questo abbassa le aspettative". Più che spostare voti, tuttavia, LaMay si attende che (come confermato dai dati scientifici) il faccia a faccia confermi le convinzioni di chi ha già deciso e che i due sfidanti si sforzino di "galvanizzare i loro sostenitori", inducendoli a esprimere concretamente la loro preferenza.
Quattro temi, non c'è da dubitarne, non potranno mancare: la gestione della pandemia di coronavirus, che è già costata la vita a 200'000 persone e il lavoro a milioni di altre, la nomina della giudice Amy Coney Barrett alla Corte suprema, le manifestazioni contro le violenze della polizia nei confronti degli afroamericani e, da ultimo, lo scoop del New York Times che ha svelato come Trump abbia pagato solo 750 dollari di imposte nel 2016 e 2017 e niente del tutto in 10 dei 15 anni precedenti. L'uscente non dovrebbe sfuggire a una domanda nemmeno sul suo rifiuto di impegnarsi a una transizione senza scossoni in caso di sconfitta.