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Diciotto mesi sospesi a un 64enne comparso davanti alle Assise correzionali di Lugano. L'uomo si è reso colpevole anche di una truffa Covid
Diciotto mesi sospesi per un periodo di prova di due anni. È questa la condanna inflitta dalla Corte delle Assise correzionali di Lugano a un 64enne cittadino italiano domiciliato nel Mendrisiotto accusato di ripetuta complicità in appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti ed esercizio abusivo della professione di fiduciario. Con procedura di rito abbreviato, il giudice Amos Pagnamenta ha ritenuto adeguato l'accordo proposto dal procuratore pubblico Daniele Galliano e dall'avvocato difensore Riccardo Balmelli.
I fatti risalgono al periodo compreso tra il 21 maggio 2019 e il 3 marzo 2020. L'imputato, in qualità di amministratore unico di una società oggi radiata, ha aiutato una seconda persona ad appropriarsi indebitamente di 8 vetture e un motoveicolo immatricolati a nome della società, la cui ultima sede era a Pregassona, causando un danno di 353'189 franchi. «Sono stato raggirato ma ho le mie responsabilità – ha spiegato il 64enne rispondendo alle domande del giudice –. Adesso sono in pensione: non intraprenderò più nulla di professionale e starò con la mia famiglia». Come indicato nell'atto d'accusa, agendo su richiesta dell'altra persona l'imputato ha sottoscritto sette nuovi contratti di leasing per almeno sei macchine e un motoveicolo pur sapendo che gli accordi contrattuali non potevano essere rispettati dato che la società non aveva le capacità economiche per far fronte al pagamento delle rate.
Nell'aprile 2020 l'imputato si è reso colpevole, in correità con un'altra persona che verrà giudicata separatamente, anche di una truffa Covid per un importo complessivo di 100mila franchi. Nel formulario per la richiesta del prestito è stata indicata una cifra d'affari fittizia della società beneficiaria pari a 1,2 milioni di franchi, quando la stessa era inferiore ai 100mila franchi.