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A dichiararlo è stato l'ex segretario generale del Patto atlantico, Anders Rasmussen
KIEV - Alcuni paesi della Nato, a partire dalla Polonia, magari seguita dagli Stati baltici, sono pronti a inviare anche «truppe sul terreno» in Ucraina per combattere contro i russi, nel caso in cui Kiev non riceva adeguate garanzie di sicurezza nel vertice dell'Alleanza in programma a Vilnius il mese prossimo. L'avvertimento, lanciato dall'ex segretario generale del Patto atlantico, Anders Rasmussen, ha incontrato la dura e prevedibile risposta di Mosca.
Si tratta di affermazioni «pericolose» e una tale decisione «porterà a uno scontro militare diretto» fra la Nato e la Russia, ha avvertito una fonte citata dall'agenzia statale Ria Novosti.
Le dichiarazioni di Rasmussen, fatte al Guardian, vanno inquadrate tenendo conto del suo ruolo, che non è certo quello dell'osservatore indipendente. L'ex capo della Nato, infatti, è un consulente alle dirette dipendenze del governo di Kiev, per il quale ha elaborato un piano riguardante le garanzie di sicurezza che l'Ucraina ritiene irrinunciabili per difendersi dalla Russia anche se dovesse tornare la pace tra i due paesi. E tra queste garanzie c'è l'ingresso nella Nato.
Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba ha parlato in tandem con Rasmussen, riferendo di avere avuto un colloquio telefonico con l'attuale segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg. Tutti gli alleati dovrebbero fare «un passo decisivo» per l'ammissione dell'Ucraina nella Nato, afferma Kuleba, per poi aggiungere: «Non chiediamo truppe Nato sul terreno per mettere fine a questa guerra. Chiediamo le migliori garanzie per evitare guerre future».
L'avvertimento di Rasmussen e la puntualizzazione di Kuleba lasciano prevedere che a Vilnius non sarà facile la discussione tra gli alleati sul futuro ingresso di Kiev nel Patto atlantico. «Se la Nato non riesce a concordare un chiaro percorso per l'Ucraina, c'è una chiara possibilità che alcuni paesi individualmente possano agire», ha affermato l'ex segretario generale.
«Sappiamo - ha aggiunto - che la Polonia è molto impegnata nel fornire assistenza concreta a Kiev e non escluderei la possibilità che si impegni ancora di più in questo contesto su base nazionale e sia seguita dagli Stati baltici, magari includendo la possibilità di truppe sul terreno».