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L'operazione di disinfezione dell'acqua di raffreddamento della della centrale nucleare di Leibstadt (AG), dove in giugno erano stati scoperti germi della legionella, ha provocato le proteste delle autorità tedesche.
Nell'operazione, eseguita fra il 28 e il 30 giugno scorsi, sono state impiegate dapprima 14 tonnellate di candeggina concentrata al 13% (ipoclorato di sodio) e successivamente 2,8 tonnellate del pesticida THPS (solfato Tetrakis-Idrossimetilico del fosfonio).
La candeggina e il pesticida sono stati in seguito trattati con delle sostanze apposite e rilasciate in modo controllato nel Reno. La disinfezione si è svolta "secondo i piani", ha indicato oggi l'ufficio stampa della centrale. Per sapere se ha avuto successo bisognerà aspettare fino a settembre, quando saranno disponibili i risultati delle analisi.
Una prima reazione è però giunta dal ministero dell'ambiente della Renania Settentrionale-Vestfalia, che in una nota si lamenta di non avere ricevuto per tempo le informazioni del caso e annuncia di aver chiesto a Berna di trasmettergli un rapporto dettagliato.
A circa una settimana dall'operazione di disinfezione, l'acqua con le scorie della candeggina e del pesticida ha raggiunto il Land tedesco e le centrali idriche hanno dovuto approntare misure di prevenzione. La Svizzera si è già scusata per l'informazione tardiva presso la Commissione internazionale per la protezione del Reno, precisa nella nota il ministero tedesco.
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