Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17640

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole delle preoccupazioni della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale. Anticipando la risposta formale alla mozione, il DFAE ha chiesto all'Ambasciata di Svizzera in Germania (Ambasciata - Ufficio di Berlino) e alle Rappresentanze a Mosca e a Washington di esaminare la questione dell'accesso agli incartamenti della Stasi e della KOKO. Da detto esame è emerso quanto segue:</p><p></p><p></p><p></p><p>1. Fascicoli in Germania</p><p></p><p></p><p></p><p>Gli incartamenti della "Staatssicherheitsdienst" dell'ex RDT che si sono potuti salvare dopo il crollo della Germania dell'Est sono gestiti dalla cosiddetta "Gauck-Behörde" a Berlino. La legge del 20 dicembre 1991 sugli incartamenti dello "Staatssicherheitsdienst" dell'ex RDT ne disciplina l'utilizzazione. La Svizzera può accedere a questi archivi solo a fini di ricerca scientifica.</p><p></p><p></p><p></p><p>Con lettera del 13 agosto 1997 il Professor Christoph Graf, direttore dell'Archivio federale svizzero, ha chiesto alla Gauck-Behörde di poter consultare gli incartamenti ai fini della ricerca scientifica e la risposta del 9 settembre 1997 è stata affermativa. Da questo si può dedurre che la legge prevede l'accesso anche a un esperto indipendente svizzero se svolge lavori di ricerca.</p><p></p><p></p><p></p><p>2. Incartamenti a Mosca e a Washington</p><p></p><p></p><p></p><p>A Mosca e negli Stati Uniti, secondo le rispettive Ambasciate di Svizzera, la ricerca degli incartamenti di cui sopra ha maggiori difficoltà di riuscita. Le competenti autorità oppongono per principio un rifiuto alle richieste tese a consultare ambiti sensibili degli archivi. Nello stato attuale delle cose si può nondimeno ammettere che solo una parte insignificante degli incartamenti in questione si trovano effettivamente a Mosca e a Washington.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere la mozione di ruolo.