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AMBRÌ - Sono passati tre giorni dalla conclusione della corsa leventinese. E nonostante la sconfitta patita alla Tissot Arena, l'Ambrì è uscito tra gli applausi convinti e incessanti della sua tifoseria. Un riconoscimento per l'ottima annata disputata dalla squadra biancoblù che - seguendo la strada imboccata l'anno scorso - è riuscita ad andare oltre tutti gli obiettivi prefissati. La salvezza anticipata e la qualifica ai playoff derivano da quel processo di crescita intrapreso proprio un anno fa. Questa stagione, poi, si è ricucito il rapporto tra supporter e squadra. Un connubio fondamentale per l'Ambrì del futuro. Andiamo a rivivere questa intensa cavalcata in 26 punti. Lettera dopo lettera. Ecco l'alfabeto biancoblù.
Applausi - La squadra che esce fra gli applausi scroscianti della propria tifoseria dopo l'eliminazione dai playoff a Bienne. Un'immagine emblematica della stagione dei sopracenerini. Una stagione praticamente perfetta in cui è stata seguita la "strada maestra" imboccata l'anno precedente. Con evidenti passi in avanti in ogni ambito. La classifica infatti non mente. I 79 punti (+22 rispetto al 2018) e le 27 vittorie (contro le 19 dello scorso anno) sono solo due dati che certificano un'annata che è andata oltre ogni più rosea previsione.
Benjamin (Conz) - Campionato ottimo per il portiere giurassiano, che sembra essere tornato quello di un tempo. Dopo una prima stagione in biancoblu non perfetta, in cui era comunque riuscito ad alzare il proprio livello nella finale di playout contro il Kloten, quest'anno Conz ha avuto un rendimento costante e ha spesso aiutato la squadra ad ottenere punti pesanti. Ben spalleggiato da Manzato, il cerbero ha fatto registrare buone statistiche sia durante la regular season (2.47 di gol incassati a partita e 91.83% di parate effettuate) che nei playoff (2.46 - 92.26%). Il suo rinnovo (come quello di Manzato) rappresenta una bella sicurezza per la gabbia leventinese.
Cereda - Il coach di Sementina è sicuramente uno dei principali artefici della splendida stagione leventinese. La sua concezione di hockey è stata chiara e semplice fin dal primo allenamento: dinamismo, velocità, aggressività e tanto pattinaggio a tutta pista. Una via fatta di lavoro, lavoro e ancora lavoro che alla fine ha dato i propri frutti e ha portato a risultati concreti. La qualifica ai playoff e la conseguente salvezza conquistata in anticipo portano (anche) la sua firma.
Duca - Sembra faccia il direttore sportivo da sempre e con i (limitati) mezzi a disposizione costruisce una rosa competitiva e affamata. Parlano per lui l'ennesima scommessa vinta, quel Fabio Hofer pescato nel campionato di EBEL, e gli ottimi innesti di Fischer e Guerra in difesa. Reattivo sul mercato nell'andare a prendere Novotny al posto dello sfortunato Bryan Lerg, gli unici colpi parzialmente mancati da Duca sono gli acquisti di Kienzle e Kneubuehler, entrambi piuttosto deludenti e spesso confinati in tribuna. Ma d'altronde non tutte le ciambelle riescono con il buco. Trovare un sostituto a Kubalik sarà la sua sfida del futuro.
Emozioni - Da due stagioni a questa parte ad Ambrì sono tornate le emozioni. Sul ghiaccio come sugli spalti. Emozioni positive che nascono dal ritorno alle origini voluto dal club che ha ritrovato come per incanto la propria identità. Un'identità in cui si rispecchia e che rafforza tutto l'ambiente.
Fora - Andata e ritorno. Il sogno americano di Fora è durato solo qualche mese. Prima di trasformarsi in incubo. Il difensore è infatti stato spedito (senza pietà) prima in AHL e poi nella terza lega da Carolina. Allora l'ex capitano ha deciso di tornare a casa. E il club biancoblù lo ha accolto a braccia aperte, come si fa con il figliol prodigo. Il suo rientro ha ulteriormente rafforzato la difesa dell'Ambrì. Anche se - bisogna dirlo - le sue prestazioni non hanno raggiunto le vette toccate nel 2018. Fora chiude la stagione con 5 reti (tra cui la bordata in powerplay che ha deciso gara-4) e 11 assist, ma pure con un -13 di bilancio personale.
Guerra - Toccata e fuga per Samuel Guerra. Il difensore - rilanciato dalla cura Cereda - ha infatti deciso di lasciare la Leventina dopo una sola stagione per fare ritorno a Davos. Una scelta complicata dettata dal cuore. E una partenza pesante per la retroguardia biancoblù. Il ticinese ha infatti disputato la sua migliore stagione della carriera. Ha ricevuto responsabilità e ha ripagato la fiducia con prestazioni solide, impreziosite pure da 20 punti (4 gol).
Hofer - Ottima prima stagione in Svizzera per la guizzante ala austriaca. Il 28enne, dopo un breve periodo di ambientamento, ha infatti mostrato tutte le sue qualità tecniche e la sua notevole intelligenza hockeystica. Spesso al posto giusto al momento giusto, Fabio Hofer è stato il miglior marcatore di tutta la lega in powerplay con 10 segnature. In totale il suo bilancio recita 14 reti e 17 assist. È in scadenza, ma la sua permanenza in Leventina - vista l'opzione in mano alla società - appare scontata.
Identità - Dopo parecchie stagioni, l'anno scorso i biancoblù sono tornati a puntare sull'identità ticinese. Sono tornati a investire su giovani cresciuti nel vivaio. Una scelta chiamata a gran voce dai tifosi negli scorsi anni e che ha dato i suoi frutti grazie anche al progetto dei Ticino Rockets. D'altronde varie pedine dello scacchiere leventinese del presente (Trisconi, Incir, Dotti, ecc.) sono stati in passato rilanciati dai rivieraschi. E da Biasca è arrivato anche il giovane Rohrbach, che tramite buone prestazioni nella lega cadetta si è conquistato l'onore di esordire in NLA (4 reti e 1 assist).
Jiri (Novotny) - È arrivato a sostituire l'infortunato Lerg a settembre. Ed è subito diventato leader indiscusso sia nello spogliatoio che sul ghiaccio. Capo-curva aggiunto dopo ogni vittoria con il suo Geyser Sound, Jiri Novotny è stato il vero e proprio valore aggiunto di questo Ambrì. Formidabile agli ingaggi ed eccellente nel gioco difensivo, l'esperto ceco ha totalizzato 4 reti e 11 assist in 51 partite. Non un bottino trascendentale, certo, ma un giocatore come Novotny non va giudicato solo dai punti.
Kubalik - Il top-scorer ceco dell'Ambrì (e dell'intero campionato) è stato semplicemente il giocatore più spettacolare e concreto della lega. E i suoi (notevoli) numeri - 25 reti e 32 assist in regular season (ai quali vanno aggiunti i sei punti nei playoff) - mostrano solo in parte le enormi qualità dell'attaccante originario di Plzen. Devastante quando ha ghiaccio aperto davanti a sé, sfruttando la sua potenza e velocità, Kubalik dispone di un tiro chirurgico e ha una velocità di esecuzione che non ha eguali in Svizzera. Promesso sposo a Chicago, varcherà l'oceano quest'estate. Una meritata opportunità per lui. Una sicura perdita per l'Ambrì.
Lavoro - La classe operaia in paradiso. La parola "lavoro" è una delle più presenti nel vocabolario di Luca Cereda. Solo con il sudore la squadra può progredire. Solo lavorando può continuare sulla strada giusta. Non stupisce quindi che tra i protagonisti assoluti di questa stagione ci siano (anche) i combattenti. I cosiddetti portatori d'acqua. Perfetto esempio è la terza linea leventinese - quella formata da Kostner, Bianchi e Trisconi - che anche quest'anno si è resa protagonista di una stagione da incorniciare.
Müller - Passi da gigante. Sono quelli compiuti questa stagione da Marco Müller, che grazie a prestazioni sempre più convincenti si è pure guadagnato la prima convocazione in nazionale. Il solettese - centro della prima terribile linea leventinese- ha messo a referto 14 reti e 21 assist in regular season, ai quali ha aggiunto un gol e un assist nei playoff. Ma la sua crescita non si ferma qui. Migliorato sensibilmente negli ingaggi, il 25enne ha confermato di essere un attaccante completo sia in fase offensiva, che in quella difensiva. Unico neo: quest'anno ha preso qualche penalità evitabile di troppo.
Ngoy - Senza squadra e praticamente "pensionato" alla fine della scorsa stagione, è stato richiamato per sopperire alla partenza oltreoceano di Micheal Fora. Una scelta, quella della dirigenza leventinese, più che mai azzeccata. Perché Michael Ngoy ha estratto dal proprio cilindro una stagione semplicemente da incorniciare, portando tanta esperienza e tanta sostanza alla retroguardia sopracenerina.
Obiettivo - L'obiettivo di inizio stagione era chiaro: la salvezza. La speranza era quella di raggiungerla senza dover disputare la finale dei playout. Il sogno era quello di tornare a giocare per il titolo. Un sogno che si realizza alla 49esima giornata quando, pur perdendo a Zugo, i biancoblù sono matematicamente qualificati per i playoff. Oltre ad ogni più rosea previsione.
Playoff - I biancoblù ritrovano i playoff che mancavano dal 2014 e una vittoria che mancava addirittura dal 2006. Allora arrivarono addirittura tre successi filati, ai quali fecero seguito i quattro del Lugano.
Quinto - Quinto, Ambrì-Piotta. Sembra un gioco di parole a sfondo geografico. Ma così non è. Quinto è infatti il posto in classifica conquistato dai biancoblù alla fine della regular season. Un risultato insperato, ma ampiamente meritato. Per trovare un posizionamento migliore bisogna tornare indietro addirittura di 17 anni - nel 2001/02 - quando i leventinesi terminarono quarti.
Rinnovi - Il 28 gennaio 2019 è stato un giorno importante per il mercato biancoblù. Con un colpo ad effetto - tramite un riuscitissimo video - il club leventinese annuncia ben cinque prolungamenti di contratto. Manzato e Novotny firmano fino al 2020. Dotti fino al 2022. Ma le vere bombe sono i rinnovi triennali di Müller e Zwerger, giocatori su cui diverse squadre blasonate avevano già posato gli occhi.
Sud - Sono passati cinquanta minuti dall'epilogo di gara-5 a Bienne. L'Ambrì è uscito sconfitto dalla Tissot Arena e ha concluso la stagione. Ma i tifosi leventinesi sono ancora lì. Cantano. Ringraziano i giocatori. Il rapporto tra tifoseria e squadra, che negli anni bui si era un po' raffreddato, è tornato più caldo che mai. Un altro piccolo "miracolo" del nuovo percorso iniziato due anni or sono.
Tissot Arena - Il disperato assalto finale a sei attaccanti che non riesce. Il Bienne che si impone per 2-1 in gara-5 e fa sua la serie per 4-1. È il capolinea della stagione biancoblù. I bernesi - pur soffrendo - sono riusciti ad eliminare una squadra leventinese che partita dopo partita si è sempre più avvicinata, ma senza riuscire a spezzare il tabù rappresentato dalla Tissot Arena. L'unica pista di National League non ancora espugnata sotto la gestione Cereda.
Uomo in più - Spettacolare. Con diverse soluzioni. Una vera e propria sentenza. Stiamo parlando del powerplay orchestrato dalla squadra di Cereda, che durante questa stagione ha partorito ben 45 reti. E se il rendimento in regular season è stato ottimo - 40 reti segnate in 193 occasioni per un'efficacia del 20.73% - quello durante i playoff è stato addirittura stratosferico. Nella serie contro il Bienne i giocatori biancoblù hanno infatti tramutato in oro il 50% delle occasioni avute (5 gol).
Valascia - 22 dicembre 2018. Una data storica per il club. Quel giorno, infatti, è stata data la prima simbolica "badilata" del cantiere per la Nuova Valascia. La nuova casa biancoblù - fortemente voluta dal presidente Lombardi - ridisegnerà il volto della Valle e darà nuova linfa all'Ambrì. Nella speranza che i lavori comincino il prima possibile.
Westrum - Era dai tempi Erik Westrum (stagione 2007/08) che un giocatore biancoblù non riusciva a conquistare il titolo di top-scorer della lega. Allora il centro americano, nella sua prima stagione in Europa, aveva messo a referto addirittura 72 punti (33 reti). Oggi per issarsi sul trono dei bomber del campionato a Dominik Kubalik ne sono bastati "solo" 57, ovvero lo stesso bottino ottenuto dal top-scorer del 2017 Dustin Jeffrey.
X - X come 10. Come il decimo anno di Filippo Lombardi al timone del vascello biancoblù. Il presidente più longevo di sempre è un altro protagonista della rivoluzione che negli ultimi anni ha scosso il club leventinese. Quest'anno, oltre alla prima picconata per la Nuova Valascia, ha potuto festeggiare anche la sua prima vittoria nei playoff.
Yes we can - «È impossibile che l'Ambrì faccia i playoff», si diceva ad inizio stagione. «È impossibile che l'Ambrì batta anche solo una volta il BIenne nel post-season», sostenevano i più alla conclusione del campionato regolare. E invece, ancora una volta, l'Ambrì ha sorpreso tutti. E, dopo una gara-1 di stenti (e meritatamente persa), ha fatto sudare le proverbiali sette camice ai più quotati bernesi. Il lavoro quotidiano paga. Yes we can.
Zwerger - L'austriaco ha confermato quanto di buono aveva messo in mostra la scorsa stagione, quando aveva pure conquistato il premio di giovane dell'anno. Attaccante devastante e spettacolare, Dominic Zwerger ha fatto registrare 19 gol e 28 assist nelle 54 partite giocate tra regular season e playoff. Il suo rinnovo fino al 2022 è un autentico colpaccio, visto che il 22enne è sicuramente uno dei maggiori talenti arrivati alla Valascia negli ultimi vent'anni.
AMBRÌ - Sono passati tre giorni dalla conclusione della corsa leventinese. E nonostante la sconfitta patita alla Tissot Arena, l'Ambrì è uscito tra gli applausi convinti e incessanti della sua tifoseria. Un riconoscimento per l'ottima annata disputata dalla squadra biancoblù che - seguendo la strada imboccata l'anno scorso - è riuscita ad andare oltre tutti gli obiettivi prefissati. La salvezza anticipata e la qualifica ai playoff derivano da quel processo di crescita intrapreso proprio un anno fa. Questa stagione, poi, si è ricucito il rapporto tra supporter e squadra. Un connubio fondamentale per l'Ambrì del futuro. Andiamo a rivivere questa intensa cavalcata in 26 punti. Lettera dopo lettera. Ecco l'alfabeto biancoblù.