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Cinquant'anni fa la prova generale per il primo sbarco sulla Luna: il 18 maggio 1969 partiva l'Apollo 10, la missione che ha aperto la strada all'Apollo 11 appena due mesi dopo. Protagonisti dell'impresa furono 3 astronauti tutti veterani del programma Gemini della NASA che portarono il modulo lunare, soprannominato Snoopy, fino a 15,6 chilometri dalla superficie del nostro satellite.
Un anniversario che la NASA celebra guardando al futuro, preparandosi a riportare l'uomo sulla Luna entro il 2024. "Questa volta, quando andremo sulla Luna, ci resteremo. E useremo quello che avremo imparato per il prossimo grande salto: mandare gli astronauti su Marte", si legge sul sito dell'Agenzia americana.
A tal fine ha appena selezionato le 11 aziende che svilupperanno il prototipo del futuro lander che farà atterrare di nuovo un equipaggio sulla superficie lunare nell'ambito del programma Artemis. Il programma porta infatti il nome della dea greca della Luna, sorella di Apollo, per creare una sorta di filo rosso con le missioni di 50 anni fa.
Lanciata da Cape Canaveral, che allora si chiamava Cape Kennedy, Apollo 10 è stata la quarta missione con equipaggio nel programma spaziale Apollo della NASA, e la seconda (dopo Apollo 8) ad entrare nell'orbita lunare. È stata una vera e propria prova generale finalizzata a testare tutti i componenti e le procedure, in vista del primo atterraggio sulla Luna, con l'ordine di avvicinarsi alla superficie con il modulo lunare ma senza atterrare.
E l'Agenzia spaziale statunitense non è la sola a voler compiere questa impresa: Jeff Bezos, numero uno di Amazon, ha presentato una settimana fa ai media e ai vertici delle principali industrie spaziali il modulo lunare ed il nuovo razzo propulsore BE-7 prodotti dalla sua società Blue Origin. "Questo veicolo porterà gli astronauti sulla luna", ha affermato l'uomo più ricco al mondo".
- RG 07.00 del 10.05.2019: il servizio di Thomas Paggini