Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/185679

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della svolta energetica, dal 2009 le lampadine classiche sono progressivamente sostituite da nuove lampadine, che tuttavia non sono inoffensive o perché contengono mercurio (che dovrebbe essere ritirato dal commercio secondo la Convenzione di Minamata) o perché possono causare problemi di salute. I rischi dell'attuale tecnologia LED, particolarmente controversa, sono elencati in una scheda informativa dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP 2016). Il divieto delle lampadine alogene, previsto per l'autunno 2018, accentua il problema.</p><p>I rischi per la salute della tecnologia LED sono già stati ripetutamente oggetto di discussione nelle Camere federali (p. es. interrogazione Recordon 15.1030 o interpellanza Gilli 13.3339). Le risposte del Consiglio federale fanno trasparire una certa insicurezza. Nel 2012, il Consiglio federale indicava ancora, nel parere in risposta alla mozione Estermann 12.3935, che in futuro le lampadine tradizionali non sarebbero state sostituite unicamente dalla controversa tecnologia LED, ma anche da lampadine a risparmio energetico e lampadine alogene:</p><p>"Per l'illuminazione domestica i consumatori possono infatti scegliere tra lampade fluorescenti (di regola lampadine a risparmio energetico), lampade alogene e lampade LED, opzione sempre più interessante e conveniente. Le lampade alogene che adempiono i criteri di efficienza energetica sono offerte nelle classi C e B."</p><p>Nell'autunno del 2018, tuttavia, anche le lampadine alogene saranno ritirate dal commercio. Si pongono quindi le seguenti domande:</p><p>1. Di quali alternative non pericolose per la salute disporranno i consumatori dopo la messa al bando delle lampade alogene attualmente disponibili?</p><p>2. Dal punto di vista del Consiglio federale, ha senso ritirare dal mercato un prodotto innocuo per la salute prima che siano state sviluppate alternative paragonabili altrettanto innocue? </p><p>3. Con il divieto sarà necessario smaltire molte lampadine alogene. Il Consiglio federale può fare una stima di quanti rifiuti elettrici saranno prodotti nei prossimi anni a causa di questo divieto? </p><p>4. La popolazione e le imprese (p. es. amministrazioni immobiliari), sono sufficientemente informate del divieto delle lampade alogene e delle sue conseguenze?</p><p>5. Il Consiglio federale è pronto a rivedere la sua decisione di vietare le lampadine alogene?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./5. Nel 2011, accogliendo la mozione Noser 11.3376, "Standard d'efficienza energetica per apparecchi elettrici. Elaborare una strategia per i migliori apparecchi in Svizzera", il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di adeguare gli standard di efficienza per gli apparecchi elettrici contemplati nell'ordinanza sull'energia (oggi OEEne). L'autore della mozione chiedeva inoltre il recepimento, per quanto possibile simultaneo, degli standard della direttiva europea sulla progettazione ecocompatibile (direttiva 2009/125/CE). Per quanto riguarda i dispositivi di illuminazione e le lampade, le richieste del Parlamento sono state attuate sistematicamente e i requisiti in fatto di efficienza energetica corrispondono oggi a quelli in vigore nell'UE. I requisiti applicabili ai dispositivi di illuminazione omnidirezionale (luce diffusa) saranno resi più severi dal 1° settembre 2018, ma non si arriverà a un divieto delle lampadine alogene, che potranno restare in commercio a condizione di soddisfare i requisiti della classe di efficienza energetica B. Le nuove norme non sono peraltro applicabili ai prodotti per i quali non ci sono ancora alternative efficienti, per esempio le lampadine con attacco R7s e G9. Sul mercato sono inoltre disponibili alternative conformi alla legislazione in materia di sicurezza dei prodotti, quali le lampadine a risparmio energetico e le lampadine a LED. Anche in futuro la Svizzera armonizzerà le proprie disposizioni con quelle dell'UE.</p><p>3. Non trattandosi di un divieto di utilizzo, le lampadine alogene saranno sostituite dai consumatori al termine della loro normale durata di vita e non ci si attende quindi un aumento dei rifiuti elettrici.</p><p>4. Nel quadro del programma "Svizzera Energia" sono già disponibili varie pubblicazioni, in particolare gli opuscoli "Illuminazione efficiente nelle economie domestiche" e "Illuminazione efficiente nelle piccole imprese", che intendono aiutare i consumatori nella scelta di soluzioni appropriate. La Confederazione sostiene inoltre numerosi progetti nel campo dell'illuminazione, ad esempio i siti internet toplicht.ch e led-know-how.ch. In tale ambito, l'Ufficio federale dell'energia collabora strettamente con l'Associazione svizzera per la luce.</p><p>Per il commercio al dettaglio sono organizzati corsi gratuiti rivolti al personale di vendita, nell'intento di favorire la divulgazione dei requisiti di efficienza e delle caratteristiche qualitative degli apparecchi elettrici e di garantire un'efficace trasmissione delle informazioni dai rivenditori ai consumatori.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che sia i rivenditori sia i consumatori siano oggi sufficientemente informati sull'attuazione e le ripercussioni dei requisiti di efficienza energetica riguardanti le lampade e le lampadine.</p>  Risposta del Consiglio federale.