Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/127145

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 14 giugno 2011, richiamandomi alle critiche già indirizzate all'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), mi sono rivolto con un'interpellanza (11.3520, "Non sarebbe ora che la presidenza dell'IFSN fosse affidata a un antinucleare?") al Consiglio federale, proponendo di nominare al vertice dell'autorità un antinucleare che, in quanto tale, potesse garantire lo spirito critico indispensabile alla credibilità dell'IFSN.</p><p>Il 17 agosto 2011, il Consiglio federale ha respinto la mia proposta asserendo che "l'atteggiamento personale nei confronti dell'energia nucleare è ininfluente" e che "a essere determinanti sono, piuttosto, la competenza tecnica, l'integrità e l'indipendenza dei membri di tale organo".</p><p>Ciononostante, da quando questa interpellanza è stata depositata, ci sono state diverse dimissioni che confermano i grossi problemi di credibilità dell'IFSN. Peter Hufschmied, allora presidente del consiglio dell'IFSN, si è dimesso perché "i membri del consiglio dell'IFSN non sono autorizzati a esercitare un'attività commerciale né ad assumere mandati a livello federale o cantonale che potrebbero pregiudicare la loro indipendenza".</p><p>Poi è stata la volta di Tanja Manser che ha lasciato la Commissione federale per la sicurezza nucleare (CSN). Nel mese di luglio 2012 anche Marcos Buser ha lasciato la CSN in segno di protesta contro la mancata distanza tra il controllore e il controllato ("Le Temps", 14 luglio 2012).</p><p>All'inizio di agosto, Walter Wildi si è dimesso dal comitato consultivo per lo smaltimento con la motivazione che i "fondamenti della sicurezza nucleare" non sono stati "presi in considerazione nella maniera dovuta" nell'ambito della gestione delle scorie radioattive ("Le Temps", 17 agosto 2012).</p><p>In questo contesto si inserisce il rapporto pubblicato dall'IFSN nel mese di luglio 2012, in cui si afferma che le quattro centrali nucleari svizzere sono in grado di resistere a un sisma di eccezionale potenza e che non ci sarebbero pericoli per gli abitanti e l'ambiente. Queste affermazioni hanno giustamente suscitato molto scetticismo.</p><p>Di fatto, come si fa realmente a credere a questa informazione se ancora poco tempo fa sulle pagine in tedesco e in francese del sito Internet dell'IFSN si poteva leggere la seguente dichiarazione: "Su quale ipotesi poggia la nostra funzione di vigilanza? Due sono le possibilità: o le centrali nucleari svizzere sono per principio sicure oppure non sono sicure ... Noi partiamo dalla prima ipotesi ..."</p><p>Spiace constatare che, praticamente nello stesso momento, in Giappone, il rapporto della commissione d'inchiesta sulla catastrofe di Fukushima giungeva alla conclusione che la catastrofe era dovuta all'eccessiva fiducia negli impianti e nella reticenza a porre domande scomode all'autorità.</p><p>Dinanzi all'entità del rischio nucleare e considerato che l'IFSN ha perso credibilità, il Consiglio federale non può più continuare ad accettare un atteggiamento così poco critico.</p><p>Il Consiglio federale cosa intende fare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Diversamente dall'autore dell'interpellanza, il Consiglio federale non ritiene che l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) abbia perso la credibilità.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che le dimissioni dell'ex presidente del Consiglio dell'IFSN il 24 giugno 2011 e il successivo adeguamento, da parte del Consiglio federale, delle disposizioni esecutive relative all'indipendenza dei membri del Consiglio dell'IFSN non abbiano indebolito la credibilità dell'IFSN ma che, al contrario, l'abbiano rafforzata.</p><p>Il competente Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sta approfondendo le questioni legate alle critiche che di recente i membri dimissionari della Commissione federale per la sicurezza nucleare (CSN) e del comitato consultivo per lo smaltimento hanno mosso pubblicamente nei confronti di diversi attori nel settore della sicurezza nucleare. Il Consiglio federale osserva che non si tratta di critiche espresse dalla CSN e che quest'ultima non condivide le valutazioni del suo ex membro nella forma in cui sono state rese.</p><p>Non è compito del Consiglio federale esprimersi sulle dichiarazioni dell'IFSN riguardanti il contenuto della vigilanza in materia di sicurezza nucleare. Secondo la volontà del legislatore, l'IFSN esercita la vigilanza in modo autonomo e indipendente. Il Consiglio federale è tuttavia convinto che l'IFSN svolga i suoi compiti nel rispetto delle esigenze giuridiche e conformemente allo stato attuale della scienza e della tecnica.</p><p>La credibilità dell'IFSN come autorità specializzata vincolata a un obiettivo di protezione di livello superiore dipende non tanto dall'atteggiamento personale dei suoi responsabili nei confronti dell'energia nucleare, bensì dalla loro competenza tecnica, integrità e indipendenza. Ai fini della nomina dei membri del Consiglio dell'IFSN, il Consiglio federale reputa pertanto determinanti questi tre requisiti. Il Consiglio federale parte dal presupposto che anche il Consiglio dell'IFSN applica gli stessi criteri nella scelta del direttore e dei membri della direzione dell'IFSN.</p>  Risposta del Consiglio federale.