Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01114.jsonl.gz/1268

Il presidente della Confederazione da New York: ‘Prima il dialogo politico, poi metteremo tutto sul tavolo: anche i 20 miliardi di Alptransit’.
New York/Berna – La Svizzera e l’UE devono avviare un dialogo politico ad alto livello: è l’appello fatto dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, oggi davanti ai media a New York, in reazione alle dichiarazioni di Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione UE e da oggi responsabile del dossier sui rapporti con la Svizzera.
Ieri Šefčovič aveva affermato che prima che qualcosa si sblocchi dopo il fallimento dell’accordo quadro istituzionale tra Berna e Bruxelles, è importante che la Confederazione paghi i suoi debiti in cambio della sua partecipazione al mercato interno europeo. Ossia il secondo contributo svizzero al fondo di coesione europeo, pari a 1,3 miliardi di franchi su dieci anni. Šefčovič ha pure evocato contributi regolari della Svizzera all’Ue.
“Una volta avviati questi incontri, possiamo mettere sul tavolo tutto ciò che abbiamo fatto a favore dell’Unione Europea”, ha detto Parmelin. La Svizzera, per esempio, ha investito più di 20 miliardi di franchi solo per costruire la Nuova trasversale ferroviaria attraverso le Alpi (Neat), di cui beneficia tutta l’Europa.
Il Consiglio federale spera di mostrare buona volontà per trovare una soluzione al quadro di relazione con l’UE liberando il cosiddetto miliardo di coesione, attualmente in discussione in parlamento.