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Verso la ristrutturazione l’edificio che ospitava il Caffè Federale, sulla cui facciata c’è la più vecchia insegna di caffetteria della piazza
Fa un certo effetto, in centro città, passeggiando attraverso la piazza della Riforma, quel vuoto lasciato dall’interruzione dell’attività del ristorante attivo nello storico edificio che ospitò il Caffè Federale, perlomeno dalla metà dell’Ottocento. L’ultimo gerente dell’esercizio pubblico ha dovuto chiudere i battenti e gli altri inquilini dell’immobile hanno lasciato gli appartamenti, perché il proprietario delle mura ha optato per una ristrutturazione totale.
Gli interventi conservativi hanno subito un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista. La licenza edilizia rilasciata dalla Città di Lugano risale infatti a qualche anno fa, quando c’era ancora la commissione del nucleo (da qualche tempo denominata commissione urbanistica). Il progetto è stato attentamente esaminato, soprattutto per quanto riguarda l’intervento sul tetto e gli adattamenti programmati per l’ultimo piano. Il cantiere durerà parecchi mesi, visto che l’edificio è rimasto cosi com’è per tanti anni. Presumibilmente i ponteggi verranno mascherati. Sulla facciata dell’edificio, nella forma originaria, compare la più vecchia e tradizionale insegna di caffetteria della piazza che risale al 1855, come si legge su www.ristorantefederale.ch.
Però, secondo le considerazioni dello storico Angelo Brocca, si presume che le sue origini possano essere antecedenti. Lo stesso Brocca ricorda come Virgilio Chiesa, fanatico ricercatore della storia minuta di Lugano, gli confidò che il Caffè Federale, che diventò il bar dei conservatori, aprì i suoi battenti intorno agli inizi dell’Ottocento, e comunque al più tardi verso il 1840, anno in cui il Municipio cittadino iniziò a pensare di acquistare l’allora Palazzo Vescovile che comprendeva anche l’Osteria Grande.