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BERNA - Due giorni dopo la dolorosa eliminazione dai Mondiali russi - per mano della Svezia negli ottavi di finale - l'ASF (Associazione svizzera di calcio) si è interrogata sui giocatori che possiedono la doppia nazionalità in Svizzera. Uno statuto che comprende la bellezza di 15 giocatori sui 23 selezionati da Vladimir Petkovic. «Gli incidenti hanno messo in evidenza una problematica», è intervenuto il segretario generale dell'ASF, Alex Miescher, riferendosi ai gesti dell'aquila bicefala - simbolo dell'Albania - di Xherdan Shaqiri, Granit Xhaka e Stephan Lichtsteiner contro la Serbia.
Miescher è anche un politico a livello regionale (PPD) e ha proposto una soluzione radicale, mai discussa ufficialmente, che avrebbe come scopo di impedire ai tanti talenti di approfittare del sistema di formazione svizzero, prima di scegliere di giocare per un altro paese: Ivan Rakitic e Mladen Petric scelsero per esempio la Croazia, Zdravko Kuzmanovic la Serbia, anche se negli ultimi anni la maggior parte ha optato per la Svizzera (Embolo, Mvogo e Akanji).
«La Federazione potrebbe aprire le porte del programma di formazione solamente ai giovani giocatori che rinunciano alla loro doppia nazionalità», sono state le parole del segretario generale dell'ASF che pretende garanzie per il futuro. «Sentiamo molte promesse, ma poi quando il ragazzo raggiunge i 21 anni di età decide di giocare per un altro paese, poiché ha più possibilità di mettersi in mostra a livello internazionale. Trovo imbarazzante non essere in una posizione di forza».