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Claude Everlé (n. 1935-2015) ha cominciato a interessarsi di arte africana nel 1960, anno del suo definitivo trasferimento a Dakar. Dal 1962 al 1984 ha percorso il Sahel, l’Africa occidentale e l’Africa centrale, dedicando circa 15 giorni al mese ai suoi incessanti viaggi, nei quali ha associato le esigenze di lavoro come responsabile commerciale della società americana 3M in Africa centro-occidentale, con la raccolta e l’acquisto di opere d’arte e cultura materiale. Dal 1985 al 1995, i viaggi sono stati esclusivamente dedicati alla sua attività di mercante d’arte. Nel 1972, insieme alla moglie Marthe, che aveva da anni iniziato a collezionare e studiare le opere raccolte nei viaggi, Claude Everlé decide di aprire al pubblico una Galleria d’arte africana, al n. 9 di rue Félix Faure, a due passi dall’Hotel Téranga, meta preferita dei viaggiatori occidentali, nel cuore del distretto amministrativo e residenziale di Dakar. Da allora, la Galerie Antenna ha funzionato ininterrottamente, sino ad oggi, vendendo al pubblico oltre 25.000 manufatti e svolgendo un’importante azione di divulgazione del valore dell’arte africana tradizionale e contemporanea. La sezione di opere della Collezione Everlé che è stata esposta all’Heleneum nel 2013 è quella del teatro sogo bó (o nyènajè) del Mali. Si tratta di una trentina di coloratissime e iper-espressioniste maschere e marionette adoperate nel corso di esuberanti rappresentazioni che mettono in scena i tipi e le situazioni della commedia umana, con una marcata vena di ironia e critica sociale. A realizzare gli spettacoli del teatro sogo bó sono ancora oggi particolari confraternite di villaggio il cui compito principale è quello di preservare il patrimonio mitico e i valori dell’immaginario dei popoli Bamana e Bozo.