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Si è spento a Verscio nella notte il celebre clown Dimitri, all’età di 80 anni, in seguito ad un breve malore.
Dimitri aveva iniziato la sua carriera artistica a Parigi negli anni cinquanta, sotto la guida di maestri quali Étienne Decroux e Marcel Marceu. Debuttò ad Ascona nel 1959, mentre al 1971 avviene la fondazione del teatro di Verscio, assieme alla moglie Gunda. Nel 1975 fondò la “Scuola Teatro Dimitri” e nel 1978 la l’omonima compagnia teatrale.
Risale al 2000 la creazione a Verscio del Museo Comico ad opera di Dimitri, assieme ad Harald Szeeman. Tra le molte onorificenze, Dimitri era stato insignito del Swiss Award per la cultura nel 2009 e del Swiss Award per la carriera nel 2013.
In un’intervista rilasciata a swissinfo.ch in occasione del suo ottantesimo compleanno, il celebre clown aveva dichiarato di non essere direttamente impegnato in politica, ma di essere spinto da “compassione”, ad esempio nei confronti dei rifugiati. Egli si era inoltre espresso positivamente a proposito della solidarietà manifestata dalla Germania in un momento di grave crisi migratoria.
Aveva poi di recente destato clamore la presa di posizione e in seguito il repentino cambio di rotta di Dimitri a proposito del raddoppio del Gottardo. Il clown si era infatti in un primo tempo detto favorevole, allineandosi alle posizioni del comitato socialista a favore del secondo tubo autostradale, per motivi ecologici e di sicurezza. In seguito, tuttavia, Dimitri aveva fatto marcia indietro e dichiarato che avrebbe votato no. Dimitri aveva spiegato questo cambiamento nella sua posizione con l’aver approfondito maggiormente il tema ed essersi reso conto che il no nella votazione avrebbe permesso di valutare con più calma le diverse alternative a disposizione. Il secondo rapporto dell’USTRA, in particolare, l’aveva convinto del fatto che il risanamento non fosse così urgente come si credeva e che il nuovo tunnel ferroviario avrebbe potuto trasportare le merci su rotaia, riducendo l’immediata necessità di un raddoppio autostradale.
Infine, Dimitri aveva condannato l’attentato a Charlie Hebdo, dichiarando che un comico non dovrebbe mai offendere, ma che quanto accaduto è orribile e ingiustificabile.