Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01103.jsonl.gz/1458

Al-Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi) ha reclamato alla Francia un riscatto "di almeno 90 milioni di euro" per liberare i quattro ostaggi francesi sequestrati nel settembre 2010 in Niger. Una somma che è superiore ai fondi speciali annuali votati dal Parlamento francese e che vengono attribuiti ai servizi segreti per le loro operazioni.
Oltre al pagamento del riscatto, l'Aqmi chiede la liberazione di tutti i loro prigionieri detenuti in diversi paesi, tra cui anche la Francia, è stato riferito all'agenzia AFP da una fonte incontrata nel nord del Mali.
Aqmi ha rivendicato in febbraio il sequestro di sette persone, quasi tutti dipendenti del gruppo francese Areva, tre dei quali erano stati liberati il 24 febbraio (un cittadino togolese, un malgascio e la moglie di un dipendente di Areva). Secondo una fonte vicina al dossier, questa liberazione era stata possibile grazie ad un riscatto pagato da Areva.
Per il 2011, la somma stabilita, che va quasi interamente alla Direzione della sicurezza esterna (Dgse), ovvero agli 007 francesi, è di 53,9 milioni di euro.