Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01054.jsonl.gz/53

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Il comandante della polizia vallesana Christian Varone è stato condannato oggi dal tribunale di Antalya (Turchia) a un anno e 15 giorni di detenzione con la condizionale, ha constatato l'ats sul posto. La pena diventerà effettiva solo in caso di recidiva nei prossimi cinque anni.
La pena non avrà effetto sul casellario giudiziale svizzero. Resterà in un registro interno destinato alla sola giustizia turca. L'avvocato di Varone in Turchia, Yasemin Mataraci, aveva recentemente dichiarato che il suo cliente andava "semplicemente e totalmente assolto".
Varone era stato arrestato il 27 luglio del 2012 mentre si apprestava a prendere l'aereo per tornare in Svizzera, dopo una vacanza con la famiglia in Turchia. Nei suoi bagagli era stata rinvenuta una pietra che sarebbe stata raccolta su un sentiero, ai margini di un sito archeologico.
La procura di Antalya lo aveva quindi accusato di tentato furto di beni culturali turchi e il comandante della polizia vallessana era stato liberato solo dopo qualche giorno di detenzione. Dopo alcune perizie, è stato constatato che la pietra trovata nei bagagli di Varone era parte di un capitello di epoca romana, un reperto archeologico di valore.
Il processo era stato rinviato a più riprese. Una prima volta il 25 settembre 2012, poiché il Ministero turco della cultura e del turismo non si era costituito parte civile. Una seconda volta il 27 novembre, a causa di perizie contrastanti sull'effettivo valore storico della pietra ritrovata dalle guardie di confine. E infine il 14 febbraio, su richiesta del procuratore che voleva presentare la propria arringa per iscritto.
SDA-ATS