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Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha inaugurato lunedì nella città israeliana di Rishon leZion una via dedicata a Paul Grüninger (1891-1972), il comandante della polizia cantonale sangallese che salvò migliaia di profughi dalla persecuzione nazista.
Tra il 1938 e il 1939, l’allora comandante della polizia sangallese Paul Grüninger permise a migliaia di profughi ebrei e perseguiti politici – 3'000 secondo alcune fonti Link esterno- di sottrarsi alla minaccia nazista in Austria e rifugiarsi in Svizzera. Lo fece ignorando il decreto del 19 agosto 1938, con il quale il governo elvetico decise la chiusura della frontiera con l’Austria, e falsificando i documenti e le liste sui quali venivano registrati i profughi.
Sollevato dall’incarico nel maggio 1939, Grüninger fu condannato dal tribunale distrettuale per abuso «violazione dei doveri d’ufficio e falsificazione di documenti»Link esterno. Morì nel 1972 in povertà e privato del diritto alla pensione.
È soltanto nel 1994, grazie anche all’emozione suscitata dal libro dello storico Stefan Keller, che Paul Grüninger fu politicamente riabilitato dal governo e l’anno successivo il tribunale del canton San Gallo riaprì il caso, annullando la sentenza di condanna. Nel 1998, il parlamento cantonale accordò un risarcimento ai famigliari. Il caso Grüninger ebbe inoltre un ruolo importante nel dibattito degli anni Novanta sul ruolo della Svizzera nella Seconda guerra mondiale.
La politica d’asilo restrittiva praticata dalla Svizzera tra il 1938 e il 1942 è «probabilmente uno dei capitoli più bui della nostra storia», ha dichiarato Johann Schneider-Ammann. In visita in Israele, il ministro svizzero ha inaugurato lunedì una targa commemorativa dedicata a Grüninger nella città israeliana di Rishon leZion, a sud di Tel Aviv.
L’ex capo della polizia sangallese continua ad essere una grande fonte d'ispirazione, ha proseguito Schneider-Ammann. «Chi, confrontato col crimine e l'ingiustizia, sceglie di disobbedire, salva delle vite».