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Il debito straordinario causato dalla pandemia di coronavirus, pari a 26 miliardi di franchi, deve venir assorbito per gradi entro il 2035 senza aumentare le imposte o elaborando programmi di risparmio e, soprattutto, senza ricorrere alle eccedenze di bilancio degli anni scorsi.
Lo ha deciso mercoledì il Consiglio degli Stati, approvando il progetto del governo. Il dossier ritorna al Consiglio nazionale per le divergenze.
Attualmente, la legge federale sulle finanze della Confederazione prevede che la riduzione dell’indebitamento supplementare venga eseguita sull’arco di sei anni. Tuttavia, è stato ricordato in aula, un simile obiettivo potrebbe essere raggiunto solo aumentando le tasse o prevedendo tagli alle spese.
Per evitare una simile eventualità, l'esecutivo ha proposto di allungare il lasso di tempo per assorbire il debito portandolo al 2035, impiegando le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della Confederazione (circa 1 miliardo l'anno) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera (circa 1,3 miliardi l'anno).
Il Nazionale, che ha esaminato il disegno governativo lo scorso giugno, ha deciso di modificarlo in alcuni punti: in particolare intende dimezzare il disavanzo del conto di ammortamento ricorrendo al conto di compensazione (23,5 miliardi a fine 2021), a condizione che quest’ultimo abbia un saldo sufficientemente elevato. In cambio, ha optato di prolungare il termine per la compensazione del disavanzo solo fino al 2031, e non fino alla chiusura dei conti del 2035, giacché rimarrebbero solo 12,5 miliardi di debito Covid da assorbire.
Agendo in questo modo il disavanzo del conto di ammortamento diminuirebbe drasticamente; in tal modo si avrebbe un maggiore margine di manovra per affrontare le grandi sfide del futuro. Una variante simile a quella accolta dal Nazionale è stata difesa oggi in aula, anche se invano, dal campo rosso-verde.