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Salo Muller ha vinto la sua battaglia: a più di settant'anni dell'Olocausto, le ferrovie olandesi hanno deciso di risarcire i parenti degli ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti.
È da tempo che Muller, olandese 82enne ex fisioterapista dell'Ajax, chiede un indennizzo alla compagnia nazionale Nederlandse Spoorwegen (Ns), che con i suoi treni deportò migliaia di ebrei verso il campo di transito di Westerbork nel nord dell'Olanda. Tra questi anche i suoi genitori, che da Westerbork furono poi deportati ad Auschwitz dove morirono nelle camere a gas.
Le ferrovie olandesi guadagnarono denaro deportando migliaia di ebrei per conto degli occupanti nazisti. "Una pagina nera per la storia del Paese e della nostra compagnia", si legge in una nota diffusa dalla Ns. Anche Anna Frank fu deportata a Westerbork, prima di morire nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
La Ns ha annunciato che il compito di stabilire chi avrà diritto ai rimborsi per ragioni morali sarà affidato a una commissione, ma il portavoce della compagnia, Erik Kroeze, ha precisato che non ci sono ancora dettagli sulle tempistiche. Non è chiaro quante persone saranno risarcite, né quando la commissione - che deve ancora essere formata - arriverà a delle conclusioni.