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Quali sono i campanelli d’allarme a cui dobbiamo prestare attenzione
Per cervicalgia si intende un dolore localizzato tipicamente alla parte posteriore del collo che talvolta può irradiarsi alla zona dorsale, spalle e braccia.
Il dolore alla cervicale è la quarta principale causa di disabilità, con circa una persona adulta su tre interessata.
Gli episodi d'indolenzimento si possono risolvere spontaneamente o dopo trattamenti specifici, ma circa la metà delle persone continua a percepire il sintomo per lungo tempo.
L'anamnesi e l'esame obiettivo condotti da uno specialista possono fornire indizi importanti riguardo la causa, spesso di natura neuropatica, meccanica, reumatica o infiammatoria; è importante identificare eventuali "segnali d'allarme" che necessitano di ulteriori esami di approfondimento.
La cervicalgia può derivare anche da svariati fattori come lo stress, ansia, scarso esercizio fisico, posture errate, ma anche da traumi in seguito a incidenti automobilistici (colpo di frusta).
Una volta accertata la natura del dolore è possibile pianificare un programma di allenamento mirato a ristabilire la funzionalità della parte superiore della colonna vertebrale e a diminuire la sensazione dolorosa.
Una ricerca dimostra che l'approccio più comune ed efficace per soggetti con dolore cervicale cronico non specifico è basato sulla terapia manuale e sull'esercizio terapeutico specifico.
Questo studio si propone di dividere e confrontare separatamente gli effetti delle due terapie (trattamento ed esercizi fisici) a breve e medio termine.
La terapia manuale raggiunge una riduzione della percezione del dolore più rapida rispetto all'esercizio terapeutico, mentre quest’ultimo migliora la mobilità più velocemente dell’approccio manuale.
In palestra è possibile eseguire gli esercizi di rinforzo della parte cervicale con pesi liberi e a corpo libero, stimolare la zona dorsale con macchine isotoniche, bilanciere e kettlebell per migliorare la postura, sempre guidati da un personal trainer.
Diversi corsi di gruppo come la panca posturale, il pilates e la ginnastica posturale aiutano la persona a prevenire e curare eventuali contratture nella colonna grazie a uno stretching “globale” che richiama diversi gruppi muscolari.
È molto importante che i muscoli cervicali siano tonici ed “elastici” al fine di poter funzionare al meglio durante la propria contrazione muscolare e permettere un range di movimento completo.
Il trapezio, lo scaleno e lo sternocleidomastoideo sono alcuni dei muscoli principali che spesso presentano degli stati tensivi.
Nel video vengono illustrati degli esercizi di stretching (da eseguirsi entrambi 3 volte per 20’’) e di rinforzo (3 serie per 10 ripetizioni).
Fatti consigliare dal tuo personal trainer di fiducia quali sono gli esercizi utili, sicuri ed efficaci per il tuo caso.
Bibliografia
A cura di Federico Ravizzini
Dottore in Scienze Motorie, Osteopata D.O., Personal Trainer e Istruttore Fitness presso il Centro A-Club di Savosa e Tecnico Allenatore di Ciclismo e BMX