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La consigliera di Stato nidvaldese Michèle Blöchliger si candida per la successione del consigliere federale.
BERNA - Finalmente anche una donna, la consigliera di stato nidvaldese Michèle Blöchliger, dell'UDC, si candida alla successione del ministro delle finanze Ueli Maurer che lascerà la carica a fine dicembre, dopo 14 anni in governo. Se eletta, sarebbe la prima rappresentante del suo cantone in Consiglio federale dal 1848.
Il seggio lasciato libero dalle dimissioni di Maurer dovrebbe essere occupato da un altro esponente dell'UDC, anche se domani i Verdi potrebbero annunciare di voler lanciare un loro candidato nella corsa per l'elezione del sette dicembre. Le probabilità di successo, tenuto conto dei numeri in campo, sono scarse, se non nulle.
Lunga esperienza politica
Di fronte ai media, convocati per l'occasione, Michèle Blöchliger ha dichiarato di essersi decisa a presentare la propria candidatura, che dovrà essere avallata dalla sezione nidvaldese dell'UDC il 19 di ottobre (una semplice formalità come lasciato intendere dal presidente della sezione Roland Blättler, n.d.r) dopo aver ricevuto il sostegno dei figli e del marito, nonché di altre personalità fuori e dentro il suo partito.
Svizzera centrale: è ora di governare
Questo sostegno ampio e trasversale l'hanno convinta a mettersi in lizza, ha aggiunto la ministra nidvaldese, che può vantare una lunga carriera politica in seno all'UDC sia a livello di legislativo che di esecutivo (Blöchliger ha contribuito a creare la sezione cantonale nel 1999, diventandone la prima presidente).
Oltre a ciò, ha spiegato, è tempo che la Svizzera centrale torni a essere rappresentata in governo. Qualora venisse eletta sarebbe la prima volta che un rappresentante di questo "piccolo" cantone accede a tale magistratura (Obvaldo ha avuto il suo, Ludwig von Moos, PPD, dal 1959 al 1971). Il fatto di essere finora l'unica donna UDC ad aver rotto gli indugi, ha puntualizzato, non ha influenzato la sua decisione: sarebbe semplicemente fantastico che un esponente della Svizzera centrale tornasse in governo, ha spiegato.
Pur essendo consapevole della sfida che rappresenta un'elezione in Consiglio federale, «una mansione che incute rispetto», Blöchliger si è detta convinta di avere le qualità per una simile responsabilità: un'ampia esperienza politica, corroboratasi in frangenti difficili come la pandemia, cui si aggiunge una carriera quale giurista in diversi studi legali e al servizio di una grande banca. Per non parlare del suo impegno in diverse aziende del luogo.
Inoltre, oltre alle conoscenze linguistiche - è bilingue tedesco/inglese e si esprime anche in francese e italiano - che aiutano, specie in un momento dove i negoziati internazionali sono sempre più spesso condotti in inglese, Blöchliger ha sostenuto di aver dimostrato, nel corso degli anni, di saper gestire la cosa pubblica cercando soluzioni pragmatiche in grado di raccogliere consenso oltre gli steccati politici.
Maurer? «Un esempio»
Se eletta, porterà senz'altro in governo le idee del suo partito, ma s'impegnerà anche a cercare soluzioni di compromesso nel rispetto della collegialità e delle minoranze, ha sottolineato.
Quanto a Ueli Maurer, che conosce da tempo, Michèle Blöchliger ne ha tessuto le lodi, sottolineandone l'abnegazione e le capacità, specie quale responsabile delle finanze, ma anche e soprattutto la lealtà e la vicinanza alla gente. Per la ministra nidvaldese, Maurer ha fatto un lavoro eccezionale e, per quanto la riguarda, rappresenta «un esempio».
Alcuni dati biografici
Michèle Blöchliger, nata nel 1967, attinente di Basilea e domiciliata a Hergiswil (NW). I suoi passatempi preferiti? Fitness, viaggiare, l'arte, ma non disdegna nemmeno un buon bicchiere di vino o di whisky, accompagnato da un sigaro, si legge nel suo sito web. «Felicemente» sposata, è madre di tre figli (due maschi e una femmina, nati tra il 2002 e il 2006).
Carriera professionale/politicaÈ attiva in politica per l'UDC da oltre un ventennio ed è stata per anni in Gran consiglio, prima di venir eletta nel 2018 in governo. Dapprima responsabile del dicastero della sanità e socialità, in seguito ha assunto la direzione delle finanze. Tra i punti forti della sua politica figurano finanze in equilibrio e un cantone economicamente attrattivo. Sugli altri temi forti del partito, ossia gli stranieri, è a favore di una migrazione controllata e un'integrazione riuscita, «affinché la nostra Svizzera rimanga Svizzera, anche a Nidvaldo» e per l'allontanamento dei migranti economici.
Gli altri candidati
Michèle Blöchliger, seguendo l'esempio del consigliere nazionale Albert Rösti (BE) - dato tra i favoriti - ha voluto annunciare la «buona novella» convocando i media per una conferenza stampa a Stans, capoluogo del cantone. Si tratta della prima donna a volersi lanciare nella corsa, dopo la rinuncia, la settimana scorsa, della sangallese Esther Freidli: quest'ultima, spiazzando un po' tutti, ha sì convocato i media, ma per annunciare di voler strappare il seggio lasciato libero da Paul Rechsteiner (PS) al Consiglio degli Stati.
La procedura
Le sezioni cantonali dell'UDC avranno ora tempo fino al 21 di ottobre per inoltrare le candidature alla commissione "cerca"; quest'ultima sottoporrà il 18 di novembre al parlamento le persone considerate più idonee. Entro il 21 di ottobre potrebbe spuntare anche una candidatura zurighese: a prescindere da quanto accadrà nei prossimi giorni, chi prenderà il posto di Maurer sarà probabilmente uno svizzero tedesco: l'altro UDC in governo, Guy Parmelin, rappresenta già la Svizzera francese.
Gli statuti dell'UDC prevedono che la scelta del parlamento debba cadere su uno dei candidati scelti dal gruppo. Se così non fosse, la persona eletta, qualora dovesse accettare il risultato della votazione, verrebbe esclusa ipso facto dal partito (articolo 9). Tale clausola è stata introdotta negli statuti dopo la mancata conferma in governo di Christoph Blocher nel 2007 e l'elezione al suo posto della grigionese Eveline Widmer-Schlumpf, già figlia di un consigliere federale.
Quella elezione, frutto di un «intrigo» politico volto a eliminare politicamente l'allora uomo forte dell'UDC, aveva portato a una spaccatura interna ai democentristi, con la costituzione del Partito Borghese democratico (PBD); tale formazione è lentamente scomparsa dal panorama politico federale dopo la partenza dal governo della stessa Widmer-Schlumpf nel 2015; i "sopravvissuti" si sono poi uniti al PPD creando l'attuale Alleanza del Centro.