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Questa circolare, firmata da Stefano Franscini come molte altre del periodo, è una sorta di promemoria per gli ispettori per le loro visite.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 67-70)
Questa circolare, firmata da Stefano Franscini come molte altre del periodo, è una sorta di promemoria per gli ispettori per le loro visite.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 67-70)
Questa circolare mette a punto un altro tassello molto importante nella costruzione del sistema scolastico ticinese: l’organizzazione in scuole elementari minori e maggiori. La circolare definisce però anche con dovizia di particolari doveri e ruoli dei vari attori della scuola pubblica di quegli anni (parroci, ispettori, municipi) e definisce una serie di aspetto fondamentali per il funzionamento delle scuole (calendario scolastico, tirocinio dei docenti appena formati, esami, libri di testo).
L’autore del documento era anche responsabile dei corsi di metodica per i maestri del Cantone. Frutto di un concorso della Società Demopedeutica, l’opera non solo descrive nel dettaglio lo stato dell’istruzione nel Ticino degli anni fransciniani, ma contiene anche una dettagliata critica dei piani di studio e delle pratiche e formula una serie di proposte per migliorare la scuola ticinese. Luigi Alessandro Parravicini era un Imperial-regio direttore scolastico di Como e rinomato esperto di pedagogia, autore tra molti altri documento di un libro scolastico, il Giannetto, che probabilmente è stato il testo scolastico italiano più letto di tutto l’Ottocento.
La legge scolastica del 10 dicembre 1864 è, dopo quella sull’istruzione del 1831, la prima legge organica sulle scuole e in questo senso il punto culminante degli sforzi legislativi del periodo “di fondazione” del sistema d’istruzione pubblica in Ticino.
La legge viene pubblicata nella raccolta sistematica delle leggi nel 1865 (pp. 2-27).
Questa circolare fa riferimento ai libri di premio, invitando i docenti, ispettori e municipalità al rispetto della legge del 4 ottobre 1879 (art. 177).
Gli elenchi dei libri di testo prescritti o approvati per le scuole primarie e per le scuole maggiori (grado di scuola primario e secondario I). Questi elenchi esistono praticamente sin dagli albori della scuola ticinese, spesso li si trova in appendice ai programmi scolastici. Questa pratica di una rigida prescrizione dei libri da adottare fu mantenuta, con più o meno rigore, fino al primo decennio del Novecento. In certi casi si poteva arrivare anche al divieto di libri di testo, come ad esempio con la circolare del 7 ottobre 1879 che proibisce tre libri di testo. Qui sotto riproduciamo un elenco del 1884 e uno dell’inizio del Novecento.
Una svolta si ebbe con il decreto sui libri di testo del 29.4.1914, che sostituì la pratica del libro di testo prescritto per ogni materia e grado scolastico con il principio della libera scelta dei docenti su un elenco di libri autorizzati.
Inizialmente questo elenco veniva steso dalla Commissione cantonale degli studi, dopo gli anni ’30 invece il compito passò al Collegio degli ispettori.
Qui riproduciamo una serie di elenchi che permettono di farsi un’idea di quelle politiche.
Avviso riguardante i libri di testo del 1884
Indicazioni sulla situazione all’inizio del Novecento
Elenco del 1931 in versione PDF
Elenchi del secondo dopoguerra (1945, 1959, 1968) in pdf
Ci si può fare un’idea della produzione di libri di testo in Ticino consultando il catalogo, stilato nel 1994, dei libri di testo conservati al Centro didattico cantonale di Massagno. (I testi menzionati in quel catalogo si trovano oggi all’Archivio di Stato di Bellinzona.)
Attraverso l’emanazione di questo Decreto, a partire dall’anno scolastico 1914-1915, i docenti sono invitati a scegliere i libri di testo per le scuole primarie e per le scuole maggiori da una lista approvata dal Dipartimento di Pubblica Educazione.
Il tema importante della circolare è l’abuso dei libri di testo.
La circolare del 1839 (grado scolastico primario) è una sorta di appello generale alla collaborazione di municipi, docenti, sacerdoti e famiglie nel processo di costruzione del sistema di istruzione pubblica. Di particolare interesse è il modo in cui si affronta la questione della formazione dei maestri, che sono invitati a formarsi anche attraverso forme di intervisione e contatti con altri maestri, idealmente quelli che hanno già seguito i corsi di metodica. Molto chiaramente si vede qui l’applicazione ticinese del modello austriaco di formazione dei docenti. Forte è anche l’insistenza sull’offerta di formazione da prevedere per le bambine, sul rispetto del calendario scolastico, la frequenza delle scuole da parte di tutte le bambine e tutti i bambini, la necessità di libri di testo, i compiti degli ispettori e il buon uso del materiale scolastico.
La circolare del 30.10.1844 non prescrive libri di testo, ma reclama l’uniformità di quest’ultimi. I temi importanti della circolare sono i seguenti: uniformità dei libri di testo, creazione di scuole femminili, durata delle scuole, contratti dei maestri, collaborazione dei municipi, tassa scolastica.