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BERNA - La Svizzera si è candidata per diventare uno dei dieci membri non permanenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU per il prossimo biennio, con le elezioni che sono previste nel giugno del 2022.
Una candidatura che dovrebbe essere ritirata al più presto, secondo il Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri.
«Le Nazioni Unite prendono le proprie decisioni non certo in base a principi di equità e di democrazia, bensì in ossequio a logiche di potere. Le politiche "onusiane" sono, di conseguenza, partigiane e faziose», ha scritto l'esponente leghista in una nota a corredo della mozione.
Oltre a spiegare che la Svizzera disporrebbe «di un'influenza alquanto limitata» nel gremio, Quadri sostiene che la Svizzera «vista la sua lunga tradizione di neutralità ed indipendenza», debba stare lontana «da simili organismi sovrastatali». In particolare perché «aderire al Consiglio di sicurezza dell’ONU costringerebbe il nostro Paese a schierarsi in situazioni di conflitto; ciò equivarrebbe a svuotare di significato la neutralità elvetica ed a privare di autorevolezza e credibilità i celebrati “buoni uffici” della nostra diplomazia».
Anzi, invece di «asservirsi all'ONU, la Svizzera dovrebbe semmai pensare ad uscire dalle Nazioni unite e dalle sue agenzie» ha concluso il municipale luganese.