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LONDRA - «La storia ha dimostrato che con la malaria non bisogna fermarsi, o si va avanti o rischiamo di tornare indietro». A dirlo è Bill Gates, che ha partecipato a Londra al Malaria Forum conference.
Per questo ha promesso lo stanziamento, attraverso la Bill & Melinda Gates Foundation, di un miliardo di dollari fino al 2023. Lo scopo è quello di contribuire a finanziare la ricerca su questa malattia che ancora miete vittime come una guerra, con 445 mila morti nel solo 2016. È quanto riporta il sito web della Reuters sottolineando come il fondatore della Microsoft punti sulle tecnologie di modifica genetica.
Si celebra il 25 aprile la Giornata mondiale della malaria e quest'anno coincide anche con le attività per commemorare il 70/mo anniversario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che in queste sette decadi ha fatto della lotta a questa malattia uno degli obiettivi principali.
«Dalla sua nascita, nel 1948, l'Oms ha lottato contro questa malattia» e nel 1955 ha lanciato il Global Malaria Eradication Program, «il primo tentativo nella storia di sradicare una malattia dal pianeta», spiega il direttore del programma globale per la malaria dell'Oms Pedro Alonso. Ma «gli sforzi di eradicazione sono stati interrotti nel 1969».
Dal 2000 gli Obiettivi di sviluppo del millennio dell'ONU hanno portato avanti un rinnovato sforzo per combattere la malattia e, da allora, grazie più risorse finanziarie e a nuovi strumenti, come test diagnostici rapidi e terapie combinate, c'è stata una nuova svolta. Tanto che, dal 2000 a oggi quasi 7 milioni di vite sono state salvate.
Ma di recente, dopo anni di retrocessione, il numero dei contagi è tornato a salire, passando dai 211 milioni del 2015 ai 216 del 2016. In questa lotta Bill Gates, che da anni finanzia ricerca e cure attraverso la sua fondazione, spiega che le armi su cui puntare dovrebbero essere il vaccino e le tecnologie di modifica del DNA delle zanzare. «Se l'editing genetico solleva domande legittime», ha detto, ciò non dovrebbe mettere a repentaglio l'esplorazione di strumenti come l'editing del gene Crispr, che è un «tipo di innovazione che dobbiamo sostenere».