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Ad Abu Dhabi si decide il testa a testa tra Hamilton e Verstappen, con il caraibico e la Mercedes leggermente favoriti sull’olandese e la Red Bull.
Dobbiamo essere onesti con il pubblico: anche se in molti sognano un cambio sul trono del Mondiale con la vittoria di Verstappen, proprio per dare un senso di novità a una noiosa dominazione Mercedes che dura ormai dal 2014 (sempre con Hamilton a parte in un 2016 che aveva incoronato Rosberg), è il caraibico quello che con maggior probabilità sarà campione del mondo. Se avete (anche) osservato alcuni dei suoi comportamenti paraverbali al momento della vittoria in Arabia Saudita, il sette volte campione è in forma come non lo era da tempo. Aveva bisogno di un avversario, di una presa, di una sfida per tornare brillante e capace. E tutto il team lo ha sostenuto, regalandogli costanti migliorie a una Mercedes-Benz che gli dava qualche pensiero, ma che sembra tornata il bolide di sempre.
L’olandese non è da meno, ma la solidità di carattere e ovviamente l’esperienza giocano un fattore determinante in una lotta così serrata. A tal proposito, certi muscolosi e giovanili comportamenti tenuti in pista una settimana fa sono parte del percorso che l’olandese deve compiere per essere il migliore. La proporzione corretta a nostro modo di vedere è di due terzi a favore della Mercedes-Benz e un terzo per Red Bull.
La pista di Yas Marina ha subìto alcuni significativi cambiamenti di percorso che rendono il tracciato un poco più fluido e con curvoni veloci che sono molto apprezzati dai piloti. Si sono trovate non a loro agio le Ferrari, in particolare Sainz, che ha lamentato ripetutamente il fatto che la sua monoposto non fosse bilanciata. Ha pure precisato di esserne sorpreso, visto che di solito la Rossa pur non riuscendo mai ad andare al massimo rispetto ai primi due team, proprio nella capacità di leggere i tracciati ha trovato un suo punto di forza per tutta la stagione.
I team si sono molto dedicati al cosiddetto “long run”, che è il vero strumento di preparazione alla gara. Verstappen si è detto sereno trovandosi molto vicino alla Mercedes-Benz in questa situazione, mentre con sincerità ha ammesso di vedere complessa la conquista della pole position. Questa è una pista sulla quale sorpassare fortunatamente non ha il livello di complessità di sette giorni fa in Arabia Saudita e quindi possiamo attenderci, specie nei primi giri, molta lotta. Sarà decisiva la posizione e il supporto che i due scudieri Perez e Bottas sapranno dare ai loro rispettivi capitani. Il messicano ha precisato che volutamente le Red Bull hanno girato con setting opposti per verificare i limiti e le possibilità di performance a cui aspirare per vincere questo Mondiale. Che ricordiamo, in caso di un ritiro di entrambi i contendenti al titolo, vincerebbe Verstappen per la differenza di Gran Premi ottenuti, 9 a 8 per l’olandese. Vengono in mente le lotte Prost-Senna, Schumacher-Villeneuve, ma il tempo dei commissari e dei regolamenti è oggi assai diverso e quindi certi comportamenti al limite non trovano tolleranza.
Tempo di ritiri o cambi di casacche: è in primis il caso dell’icona Raikkonen, all’ultimo Gp di una lunga luminosa carriera. Alla domanda di quanto gli dispiaccia, il finlandese ha risposto che “la F1 non è mai stata la mia vita”. Parole perfette per alimentare il mito del personaggio, ma in realtà quando a Hinwil lo hanno festeggiato con una lunga standing ovation, la sua commozione era visibile. Iceman è fatto così, passa dal mutismo all’ilarità più completa. Bottas lascia Mercedes-Benz, Giovinazzi va a correre in Formula E, il cambiamento fa parte di questo sport. Molte le celebrazioni, i caschi speciali, le frasi applicate alle fiancate delle monoposto.
E un finale da brivido. Sì, Yas Marina è davvero qualcosa di speciale quest’anno: il dono di una F1 come la intendiamo nel senso migliore, e arrivare all’ultimo Gran Premio con due campioni, uno maturo e uno giovane, a giocarsi il titolo è quanto di meglio potevamo chiedere. Alle 14 di domani andrà in scena l’essenza dello sport motoristico, la lotta alla corda migliore, alla partenza più rapida, alla staccata al limite. Uno spettacolo.