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La presenza della zanzara tigre, già trovata in diversi cantoni, è ora stata accertata anche in quello di Friburgo e nel limitrofo Berna. In Ticino l'insetto è attestato dal 2003, mentre la prima presenza certa nella Svizzera nordalpina è del 2011, a Holderbank (AG).
Finora la presenza era stata rilevata nei cantoni Ticino, Grigioni, Basilea, Zurigo, Sciaffusa, Ginevra e Vallese.
Trasportata dai veicoli, la specie Aedes albopictus si trova molto spesso in aree autostradali, come quella denominata La Gruyère, tra Bulle e Friburgo, spiega lo specialista Peter Lüthy in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Liberté. "Praticamente non si nuove dall'area dove è giunta. Durante la sua vita (da 4 a 6 settimane), si sposta di 100-150 metri dal luogo di nascita. Così quando la si cerca, la si trova, come nel caso di Friburgo", dice il professore emerito del Politecnico federale di Zurigo (ETH).
L'insetto nero con striature bianche, originario del Sudest asiatico, è molto aggressivo, e punge ripetutamente, prevalentemente di giorno. È un potenziale portatore di malattie virali tropicali, come la febbre dengue e chikungunya, ma alle nostre latitudini il rischio è quasi nullo. In Svizzera, allo stato attuale delle conoscenze, non ci sono popolazioni infettate e quindi nemmeno potenziali vettori della malattia.
Secondo Peter Lüthy "non bisogna farsi prendere dal panico, ma è importante che ci sia una sorveglianza e che le informazioni circolino fra medici, cantoni e Paesi. Così le autorità possono adottare le misure appropriate". Lo specialista aggiunge che la popolazione di zanzare tigre sarà certamente "sempre più densa". "L'aumento delle temperature allunga il periodo riproduttivo - spiega. Inoltre, essendo sempre meno esposta alle basse temperature, potrebbe trascorrere l'inverno alle nostre latitudini".
Intanto l'Ufficio federale dell'ambiente controlla la diffusione ed è stato istituito lo scambio di informazioni con i partner a livello cantonale e nazionale.
Dalle regioni asiatiche tropicali, la Aedes albopictus o Stegomyia albopicta negli ultimi trent'anni si è diffusa in tutto il mondo con i trasporti di piante e di gomme usate, adattandosi anche a zone climatiche più fredde. Il Centro per il controllo delle malattie europeo (ECDC) l'ha trovata oramai in una ventina di Paesi del continente.
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