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L'imputato è stato ritenuto colpevole di undici incendi dolosi, tra cui quello all'amministrazione comunale di Wolhusen.
Secondo il Tribunale penale di Lucerna, l'uomo ha agito per «frustrazione» e «motivi xenofobi» contro i servizi d'assistenza sociale che gli avevano ridotto gli aiuti.
LUCERNA - Un 44enne svizzero è stato condannato dal tribunale penale del canton Lucerna a tre anni e sei mesi di prigione per una serie d'incendi dolosi. Aveva in particolare appiccato il fuoco all'edificio che ospita l'amministrazione comunale di Wolhusen (LU).
L'imputato ha agito per «frustrazione» e anche per motivi «xenofobi», stando alla sentenza pubblicata oggi. Era in conflitto con i servizi dell'assistenza sociale che gli avevano ridotto l'aiuto finanziario di cui beneficiava da anni.
L'imputato è stato riconosciuto colpevole d'incendio doloso in undici casi, nonché di tentato incendio doloso, danneggiamento e infrazione alla legge federale sugli stupefacenti. I fatti si sono verificati tra il mese di ottobre 2018 e febbraio 2019.
Prigione e pena pecuniaria - Oltre che a tre anni e mezzo di reclusione, l'imputato è stato condannato a una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere di 30 franchi (5'400 franchi). Gli è stata pure inflitta una multa di 200 franchi. Il procuratore aveva chiesto una condanna di tre anni e sei mesi di prigione, mentre la difesa aveva domandato una pena di 16 mesi di reclusione con la condizionale. La sentenza non è ancora passata in giudicato.
Nell'ottobre 2018, due incendi erano scoppiati nello spazio di alcuni giorni nei pressi dell'amministrazione comunale di Wolhusen, poi un terzo all'interno dell'edificio. L'imputato ha ammesso di aver versato della benzina vicino all'ingresso dell'amministrazione comunale prima di appiccare il fuoco. Le fiamme si sono quindi propagate all'interno dell'edificio e hanno provocato danni materiali stimati in 30'000 franchi.
Gomme bucate - Nel febbraio 2019, l'imputato ha bucato una decina di volte le gomme dell'auto del responsabile dell'assistenza sociale. Ha anche dato fuoco alla casa dei suoi vicini. In quest'ultimo caso, il peggio ha potuto essere evitato grazie a un uomo che consegna i giornali a domicilio il quale ha rapidamente dato l'allarme.
Per il tribunale, l'imputato non è un piromane patologico. Non ha quindi ordinato alcuna misura particolare. Il 44enne non ha più commesso reati dal febbraio 2019. Ha nel frattempo seguito una terapia di disintossicazione e trovato un lavoro.
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