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"Una bella festa che contribuisce alla coesione sociale e che è un simbolo di integrazione". Queste le parole del presidente del Consiglio Nazionale, Stéphane Rossini, pronunciate sabato nel corso del gay pride vallesano di Sion a cui hanno partecipato 3'000 persone.
"Sono felice di rompere il tabou secondo il quale l'omosessualità sarebbe una malattia o una debolezza", ha poi continuato Rossini. Parole che rimandano alle affermazioni del Vescovo di Sion, Jean-Marie Lovey, convinto che gli omosessuali "possano essere guariti attraverso la preghiera".
Per la parata, svoltasi in un clima disteso, sono stati spesi 150'000 franchi, in gran parte destinati alla sicurezza.
ATS/CaL
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