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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump torna ad attaccare via Twitter i giocatori di football americano che per protesta contro razzismo e discriminazioni si inginocchiano durante l’esecuzione dell’inno nazionale e li esorta a "stare in piedi con fierezza o saranno sospesi senza compenso!". Ieri sera durante diverse partite ci sono state nuove proteste: a Filadelfia due giocatori degli Eagles, Malcolm Jenkins e De’Vante Bausby, hanno alzato il pugno durante l’inno; a Miami Kenny Stills e Albert Wilson dei Dolphins si sono inginocchiati nascosti dai compagni in piedi. Le proteste sono arrivate nonostante la lega del football (Nfl) avesse cercato di gettarsi alle spalle le polemiche approvando una nuova norma, lo scorso maggio, che richiedeva agli atleti di alzarsi e mostrare rispetto sia alla bandiera che all’inno, ma restano discussioni in corso nella Lega. "Siamo tutti in attesa delle decisioni della Lega – ha detto Malcolm Jenkins dei Philadelphia Eagles –. Noi non ci faremo fermare e terremo fede a ciò in cui crediamo". La protesta dell’inno fu avviata nel 2016 dal quarterback dei San Francisco 49ers, Colin Kaepernick.