Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245961

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 17 maggio 2003 la Svizzera ha ratificato la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, che mira a ridurre al minimo la loro immissione nell'ambiente.</p><p>In particolare, prodotti fitosanitari e biocidi (pesticidi) vengono immessi nell'ambiente in quantità elevate nonostante molti diano origine a metaboliti persistenti la cui degradazione richiede anni o secoli (cfr. le risposte a 21.3873 e 22.3790). Molti di questi metaboliti e le loro ripercussioni su uomo, suolo, acque e biodiversità sono persino sconosciuti.</p><p>Una sostanza molto persistente è l'acido trifluoroacetico (TFA), che secondo un'indagine della SRF è già diffuso nelle acque potabili dell'intero territorio svizzero. Il TFA deriva da un miscuglio di diverse dozzine di pesticidi omologati. Allo stato attuale delle conoscenze sembra essere poco problematico per l'uomo, ma altamente tossico per alcune piante acquatiche.</p><p>L'utilizzo continuo di pesticidi che si degradano in sostanze persistenti ne comporta l'arricchimento nell'ambiente. Un altro esempio è costituito dai metaboliti del fungicida clorotalonil, vietato tre anni fa. La sua presenza ha indotto a vietare in alcune regioni, probabilmente per molti anni a venire, l'estrazione di acqua potabile.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1.Quali problemi possono sorgere a medio e lungo termine per l'agricoltura se metaboliti persistenti si accumulano nei suoli e nelle acque?</p><p>2.Quali problemi possono causare all'uomo, agli animali e all'ambiente?</p><p>3. Che ruolo ha la persistenza dei metaboliti nell'omologazione dei prodotti chimici, in particolare dei prodotti fitosanitari e dei biocidi?</p><p>4. Con quanto rigore è applicato il principio di precauzione previsto dal diritto ambientale?</p><p>5. Alla luce dei cambiamenti climatici e del conseguente inaridimento dei suoli, nonché delle precipitazioni intense più frequenti che si riversano rapidamente nei corpi idrici, non occorre forse prestare maggiore attenzione ai metaboliti persistenti?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto a garantire l'attuazione delle misure necessarie relative all'omologazione e all'esecuzione?</p><p>7. In occasione della conferenza internazionale sui prodotti chimici e i rifiuti, tenutasi a Ginevra, il Consiglio federale ha chiesto una procedura di omologazione più rigorosa per i prodotti chimici persistenti e i metaboliti? In caso negativo, per quale motivo? In caso affermativo, cosa è stato chiesto e quali conseguenze concrete vi sono per la loro omologazione in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. L'acido trifluoroacetico (TFA) è un prodotto di degradazione di diversi precursori. Tra le possibili fonti di TFA vi sono alcuni principi attivi di pesticidi e biocidi come pure altri precursori utilizzati in particolare in prodotti refrigeranti e propellenti, solventi e in prodotti e processi. A seconda delle loro specifiche proprietà chimiche ed (eco)tossicologiche, i metaboliti di principi attivi di prodotti fitosanitari possono, proprio come le loro sostanze iniziali, avere effetti negativi sull'uomo, sugli animali e sull'ambiente e compromettere la fertilità del suolo, danneggiando gli organismi del suolo od ostacolando processi microbici del suolo. Di conseguenza, può risentirne anche la produzione agricola. A causa della maggiore mobilità di alcuni metaboliti rispetto alle sostanze iniziali, esiste anche la possibilità che essi penetrino nelle acque sotterranee e finiscano in mangimi e alimenti attraverso l'acqua potabile e i raccolti stoccati. Se non si riducono le immissioni nell'ambiente di metaboliti persistenti, a lungo termine i loro tenori nell'ambiente aumenteranno. Nel quadro dell'omologazione e del controllo dell'autorizzazione di prodotti fitosanitari si tiene conto della formazione di residui nelle acque sotterranee come pure in alimenti e mangimi. I residui comprendono principi attivi come pure i loro metaboliti e i prodotti di degradazione o di reazione. Nel diritto sulle derrate alimentari sono prescritti livelli massimi per i residui di metaboliti negli alimenti come pure valori massimi per l'acqua potabile, i quali non possono essere superati.</p><p>3. Sulla base delle prescrizioni del diritto svizzero sui prodotti chimici e sull'agricoltura, ampiamente armonizzate con quelle dell'UE, i biocidi, i prodotti fitosanitari e alcuni fertilizzanti sono soggetti all'obbligo di omologazione. Altri prodotti chimici (prodotti chimici industriali) devono sottostare, se del caso, a prescrizioni speciali di divieto e sono essenzialmente soggetti all'autocontrollo da parte del fabbricante, ma non all'obbligo di omologazione.</p><p>Nell'omologazione di biocidi e prodotti fitosanitari, la persistenza dei metaboliti è parte integrante della valutazione dei rischi. Se i modelli utilizzati a questo scopo prevedono valori superiori alle concentrazioni ritenute sicure, l'omologazione è rifiutata o concessa solo con adeguate misure di riduzione dei rischi.</p><p>Il divieto di spargere fanghi di depurazione a scopo fertilizzante consente di evitare che prodotti chimici industriali finiscano nei terreni coltivati. Fanno eccezione gli apporti di sostanze volatili e persistenti e dei loro prodotti di degradazione provenienti dall'atmosfera. La legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) consente al Consiglio federale di imporre, se necessario, limitazioni e divieti per tali sostanze.</p><p>4. Nell'emanazione di prescrizioni sull'omologazione di sostanze e prodotti chimici, in particolare biocidi e prodotti fitosanitari (pesticidi), il Consiglio federale rispetta il principio di precauzione. Con la legge federale del 19 marzo 2021 sulla riduzione dei rischi associati all'impiego di pesticidi (FF 2021 665) è stato inoltre sancito per legge un percorso di riduzione con valori obiettivo per la riduzione dei rischi nell'uso di pesticidi. Entrerà in vigore il 1° gennaio 2023.</p><p>5. e 6. Con la citata legge federale del 19 marzo 2021, il Parlamento ha integrato la legge sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20). Ora l'omologazione di un pesticida deve essere controllata se il prodotto in questione o i suoi metaboliti superano ripetutamente e ampiamente i valori limite stabiliti nelle acque. Se necessario, devono essere imposte condizioni d'uso supplementari o addirittura revocata l'omologazione del prodotto fitosanitario o l'approvazione del principio attivo. In tal senso, il Consiglio federale raccomanda l'adozione della mozione 22.3929 Maret "Definire nelle ordinanze dei valori specifici per i PFAS".</p><p>7. Alla decima Conferenza delle Parti della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (Convenzione POP; RS 0.814.03), tenutasi nel giugno 2022, la delegazione svizzera si è impegnata attivamente per includere l'acido perfluoroesano sulfonico (PFHxS) e i suoi composti precursori nell'allegato A della Convenzione. Per questo gruppo di sostanze, il Consiglio federale ha posto in vigore, a partire dal 1° ottobre 2022, una corrispondente norma di divieto nell'allegato 1.16 dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81).</p>  Risposta del Consiglio federale.