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I luoghi
Riva S. Vitale, Tempio di S. Croce
Il Tempio di Santa Croce fu edificato tra il 1580 e il 1584 per volere di Giovanni Andrea della Croce, arciprete di Riva San Vitale dal 1553 al 1563.
Il vescovo di Como Filippo Archinti lo consacrò solennemente il 30 maggio 1599.
Giovanni Andrea Della Croce volle che il Tempio fosse dedicato alla Santa Croce per onorare il nome della Famiglia.
I Della Croce si erano trasferiti a Riva San Vitale sulla fine del Quattrocento e Giovanni Antonio Della Croce, castellano ducale a Bellinzona dal 1479 al 1499 ai tempi del duca Galeazzo Maria Sforza, dopo il matrimonio con Giacomina Pianta, stabilì la sua dimora in una villa di proprietà del casato dei Pianta.
Nel testamento Della Croce dotò la chiesa di una cospicua rendita proveniente da fondi ed edifici di sua proprietà situati nei territori di Mendrisio e Riva San Vitale. Il Rettore del Tempio, che aveva il compito di garantire le funzioni liturgiche quotidiane, era nominato direttamente dai Della Croce.
Il Tempio custodisce il sepolcro di Giovanni Andrea Della Croce.
L’architetto Giovan Antonio Piotti, detto il Vacallo, molto attivo in quegli anni nel territorio di Como, realizzò l’edificio secondo i canoni della maniera rinascimentale, ispirandosi a Pellegrino Tibaldi.
Sulla pianta centrale ottagonale in stile greco bizantino si aprono l'altar maggiore, in asse con il portale d'ingresso principale e due cappelle, sui due bracci della croce greca e quattro nicchie angolari. Il tutto è sovrastato dal volume della cupola che ripropone la maestosità dei mausolei classici ed evoca il valore simbolico della resurrezione attribuito all’ottagono.
In facciata il portale è definito da due colonne d’ordine tuscanico che sorreggono un timpano mistilineo.
Le paraste laterali, il fregio decorato con metope e triglifi di gusto classico e il tiburio riprendono i motivi dell’architettura rinascimentale.
Un'imponente cupola in rame con lanterna sovrasta il tiburio ottagonale su cui si aprono otto ampie finestre che danno luce all'interno.
Quello che più colpisce di questo monumento è lo sviluppo verticale dello spazio, che attira lo sguardo verso l’alto.
Nelle nicchie angolari i motivi a grotteschi e mascheroni, che racchiudono paesaggi e vedute dei possedimenti dei Della Croce, sono la cifra evidente di un programma decorativo unitario, che vide l’avvicendarsi di artisti diversi.
L'intero programma decorativo evoca il passaggio dalla caducità della vita all’eternità dello spirito.
L’altare maggiore è dedicato alla Leggenda della Vera Croce. Sull’altare Sant'Elena, madre dell’Imperatore Costantino porta la croce a Gerusalemme, sul luogo dove sarà eretta Basilica del Santo Sepolcro; Il Ritrovamento della Vera Croce, sulla grande tela di destra; Il Sogno di Costantino con l'apparizione della Vera Croce prima della Battaglia di Ponte Milvio, sulla tela di sinistra. Sulla volta affreschi della scuola del Procaccini
Il campanile ha tre campane. Due furono realizzate nel 1588, mentre la terza fu fusa nel 1590. Nel 1946 la fonderia Barigozzi di Milano rifuse le campane.
Tra il 1967 e il 1975 il Tempio fu restaurato dall'architetto Aurelio Galfetti.
Nel 2010 dalla chiesa furono trafugati dieci dipinti delle predelle delle pale d'altare attribuite agli allievi di Camillo Procaccini.