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ZURIGO - Il giovane delinquente zurighese noto alle cronache nazionali con il soprannome di Carlos, autore di numerosi atti di violenza, torna alla ribalta della cronaca, ma questa volta come vittima. Il ministero pubblico zurighese ha incriminato tre medici della clinica psichiatrica universitaria di Zurigo per sequestro di persona: quando avevano in cura nel 2011 il giovane, allora 16enne, lo avrebbero legato a un letto per tredici giorni.
L'atto d'accusa è stato inoltrato al tribunale distrettuale di Zurigo alla fine di marzo, ha confermato oggi a Keystone-ATS la procura, facendo riferimento a informazioni del radiogiornale regionale per Zurigo dell'emittente pubblica SRF. Il documento menziona il reato di sequestro di persona ed eventualmente di complicità in sequestro di persona in relazione a una «fissazione forzata della persona conosciuta con lo pseudonimo di "Carlos"», secondo quanto scritto dal ministero pubblico.
La procura non fornisce altre informazioni. Stando all'avocato dell'oggi 24enne Carlos, che ora preferisce essere chiamato con il suo nome di battesimo, ossia Brian, i tre medici lo hanno costretto in un letto per intere giornate. «Quando aveva 16 anni, lo hanno legato a un letto con una fissazione in sette punti per tredici giorni», ha affermato il legale durante il radiogiornale.
Secondo SRF, Brian era stato ricoverato in ospedale perché aveva tentato il suicidio in prigione, dove era detenuto perché aveva ferito gravemente un adolescente con un coltello durante una lite. A quella violenza ne seguirono altre con il loro corollario di incarcerazioni, ricoveri in cliniche e celebrazioni di processi.
Secondo l'avvocato, contro i tre medici la procura chiede pene detentive comprese tra sette e quattordici mesi. La data del processo non è ancora nota.