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Lo sfruttamento dell'energia solare ha ricevuto oggi un importante sostegno da parte del Consiglio nazionale. Con 109 voti contro 66 il plenum ha infatti modificato la legge sulla pianificazione del territorio abolendo le autorizzazioni necessarie per realizzare impianti fotovoltaici o termici sui tetti.
La revisione legislativa dovrebbe fungere da controprogetto all'iniziativa popolare denominata "Spazio per l'uomo e la natura (Iniziativa per il paesaggio)", che mira a introdurre una moratoria di 20 anni sulle zone edificabili.
Per essere installati senza autorizzazione gli impianti fotovoltaici non dovranno però superare la cima, la base o i bordi del tetto e il loro spessore non dovrà essere superiore a 20 centimetri. Basterà allora informare l'autorità competente. In pratica, ha spiegato Jacques-André Maire (PS/NE), i proprietari guadagneranno tempo e risparmieranno alcune migliaia di franchi in spese procedurali.
Il Nazionale ha chiaramente precisato nella legge che l'interesse per l'impiego di energia solare deve essere considerato superiore a ragioni di ordine estetico. Gli impianti solari non dovranno tuttavia arrecare un pregiudizio serio a beni culturali o siti naturali d'importanza cantonale o nazionale.
Una minoranza borghese si è battuta contro la modifica, ritenendola eccessiva. La commissione all'origine della proposta si è lasciata coinvolgere dall'entusiasmo per le energie rinnovabili scaturito dall'incidente nucleare di Fukushima, ha affermato Roberto Schmid (PPD/VS). Abolire la procedura di autorizzazione creerà insicurezza, ha aggiunto.
Quale compromesso, Schmid ha proposto invano di introdurre una semplificazione della procedura: un minimo di controllo è comunque necessario, ha spiegato. Il Nazionale non l'ha però appoggiato: PLR, UDC, alcuni deputati socialisti e verdi hanno accettato l'abolizione dell'autorizzazione.
Il Consiglio degli Stati, favorevole allo statu quo in questo ambito - così come il Consiglio federale - dovrà esaminare questa, come diverse altre divergenze. Adottata con 92 voti contro 62 e 20 astensioni, la versione del Nazionale si discosta di molto da quella della Camera dei cantoni, che si avvicina maggiormente al testo dell'iniziativa.
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