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BERNA - Gli Svizzeri all'estero non avranno diritto di accedere ai servizi di PostFinance alle stesse condizioni dei loro compatrioti residenti nella Confederazione. Il Consiglio degli Stati ha infatti bocciato - con 30 voti contro 9 e 4 astensioni - una mozione della Commissione della politica estera del Nazionale che chiedeva una modifica dell'Ordinanza sulle poste.
La filiale del gigante giallo ha una responsabilità particolare nei confronti degli Svizzeri all'estero essendo la sua società madre - La Posta appunto - di proprietà della Confederazione. Per quel che concerne il rilascio delle carte di credito, non si tratta di privilegiare i connazionali domiciliati in un altro Paese ma di permettere loro di disporre di condizioni analoghe a quelle garantite in Svizzera, ha spiegato Didier Berberat (PS/NE) a nome della commissione.
Adottare questa mozione significherebbe creare una disparità di trattamento rispetto agli istituti bancari privati, ha replicato la consigliera federale Doris Leuthard. Significherebbe anche imporre a Postfinance impegni rischiosi, vietandogli nel contempo di effettuare investimenti finanziari su mercati stabili e conosciuti.
Inoltre, le carte di credito non fanno parte dell'offerta di base alla quale ogni cittadino residente in Svizzera può pretendere. La concessione di una carta di credito dipende infatti dalla situazione finanziaria e professionale e non c'è quindi ragione di privilegiare gli Svizzeri all'estero, ha spiegato Doris Leuthard convincendo il plenum.