Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/157815

<h2>SubmittedText<h2><p>Non passa giorno senza che scopriamo nuovi effetti collaterali della decisione della BNS di abbandonare la soglia minima di cambio tra la nostra moneta e l'euro.</p><p>Attualmente s'iniziano a vedere le conseguenze del franco forte in termini di calo del gettito delle tasse sui carburanti a causa del "turismo del pieno al contrario" (da 250 a 350 milioni in meno nel 2015). Questa situazione rimette in questione la validità della strategia del Consiglio federale in materia di finanziamento dell'infrastruttura stradale e la pertinenza dei suoi progetti di fiscalità ecologica. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Alla luce di questa nuova situazione, come intende il Consiglio federale realizzare la quadratura del cerchio, ossia sbloccare i fondi necessari per l'infrastruttura stradale senza dare il colpo di grazia a interi settori della nostra economia, già strapazzata, soffocandoli con nuove tasse?</p><p>2. Come pensa il Consiglio federale di integrare nella sua strategia globale in materia di tassazione degli oli minerali questi nuovi parametri, ossia il franco forte e il livello persistentemente basso del prezzo dei carburanti?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a quantificare il più esattamente possibile le conseguenze di un aumento delle tasse sui carburanti così come previsto per finanziare il Fostra, eventualmente combinato con varianti di tasse climatiche:</p><p>a. sull'economia svizzera in generale?</p><p>b. sulle entrate dell'imposta federale diretta e delle assicurazioni sociali (disoccupazione, AVS, ecc.) correlate alla perdita di posti di lavoro?</p><p>c. sulle entrate dell'IVA in seguito all'aumento del turismo del pieno al contrario?</p><p>4. Oltre alla flessione già stimata dei proventi delle tasse sui carburanti, il Consiglio federale ha quantificato le perdite relative all'IVA dovute a questa inversione del turismo del pieno e all'erosione delle vendite di articoli nei negozi delle stazioni di servizio?</p><p>5. Il Consiglio federale dispone già di una stima delle perdite a livello di vendite di tabacchi nei negozi delle stazioni di servizio e delle conseguenze finanziarie per l'AVS?</p><p>6. Come valuta il Consiglio federale la proposta di ridurre di 6 centesimi al litro l'imposta sui carburanti per contrastare l'inversione di tendenza del turismo del pieno nelle regioni di confine?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a rivedere i suoi progetti di fiscalità ecologica, essendo evidente che una soluzione unilaterale rischia di portare al collasso l'economia del nostro Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le misure proposte nell'ambito del messaggio Fostra (FF 2015 1717) per colmare il deficit di finanziamento dovrebbero entrare in vigore soltanto a partire dal 2018. Secondo il rapporto per la procedura di consultazione relativa a una disposizione costituzionale su un sistema d'incentivazione nel settore del clima e dell'energia (SICE), il passaggio dal sistema di promozione a quello d'incentivazione nella politica climatica ed energetica dovrebbe avvenire dal 2021. Poiché il messaggio Fostra propone già un aumento del supplemento fiscale sugli oli minerali, in una prima fase non si prevede alcuna tassa d'incentivazione sui carburanti. Il Consiglio federale ritiene che l'attuale calo del gettito dell'imposta sugli oli minerali legato al turismo del pieno e al franco forte sia un fenomeno passeggero, provocato non da ultimo dalle reazioni del mercato. Per il resto si rimanda alle risposte all'interpellanza 15.3271.</p><p>1. Infrastrutture di trasporto efficienti sono un tassello essenziale dell'attrattiva economica di un Paese: senza gli investimenti necessari, si hanno ripercussioni negative nel lungo termine, anche sull'economia. Le misure proposte per garantire il finanziamento delle infrastrutture di trasporto (stradali) contribuiscono ad assicurarne l'efficienza anche in futuro. Il Consiglio federale ha spiegato nel messaggio Fostra perché ritiene necessario e accettabile un aumento del supplemento fiscale sugli oli minerali e rimanda alle considerazioni ivi esposte. Oltretutto, i prezzi dei carburanti più bassi rispetto al periodo 2010-2014 riducono attualmente la pressione finanziaria sia sui consumatori sia sull'economia.</p><p>2. Poiché l'imposta e il supplemento fiscale sugli oli minerali sono fissati in franchi per litro di carburante, i prezzi più bassi non si ripercuotono direttamente sul relativo gettito. Negli scorsi anni, una parte delle entrate dell'imposta sugli oli minerali proveniva dal turismo del pieno attivo, ossia da veicoli stranieri, soprattutto dalle regioni di confine, che venivano in Svizzera a fare rifornimento attirati dai prezzi inferiori. La valutazione del franco svizzero da gennaio 2015 comporta inevitabilmente dei mancati introiti in questo ambito. Siccome la maggior parte delle entrate sulla vendita dei carburanti è tuttavia generata da consumatori domiciliati in Svizzera ("vendita ai residenti"), un aumento del supplemento produce complessivamente maggiori entrate, malgrado gli effetti collaterali negativi per il turismo del pieno. Anche in questo caso il Consiglio federale rimanda alle considerazioni esposte nel messaggio Fostra. In linea di massima, la tassazione dei carburanti fossili per finanziare le infrastrutture di trasporto (stradali) costituisce una forma di finanziamento collaudata anche a medio e lungo termine. La crescente quota di veicoli a propulsione non fossile (p. es. auto elettriche) e di veicoli sempre più efficienti dal punto di vista energetico riduce tuttavia il substrato fiscale. Alla fine di maggio 2015, il Consiglio federale ha preso atto della bozza del "piano strategico mobility pricing" e avviato un'indagine conoscitiva. Sebbene il mobility pricing non persegua alcun obiettivo di finanziamento a lungo termine, a seconda della sua impostazione potrebbe comunque ridurre la dipendenza dalle imposte sugli oli minerali.</p><p>3. Nel messaggio Fostra sono state descritte anche le ripercussioni di un aumento del supplemento fiscale sugli oli minerali. Oltre ai calcoli menzionati non sono previste altre analisi. Bisogna tener presente che le entrate supplementari, stimate a 300 milioni di franchi, nel 2014 avrebbero rappresentato solo lo 0,05 per cento del prodotto interno lordo (PIL). Inoltre questi fondi non sono sottratti al circuito economico svizzero, bensì impiegati per investimenti nelle infrastrutture di trasporto (stradali), generando una ricaduta occupazionale. Nell'ambito della già menzionata consultazione relativa a una disposizione costituzionale su un SICE, sono stati pubblicati approfonditi rapporti di ricerca, tra cui uno studio sulle possibili ripercussioni nel 2030, nel quale si descrivono tra l'altro anche le conseguenze di una tassa d'incentivazione su benessere, PIL e occupazione (per il PIL, per esempio, si stima una perdita di crescita massima pari a circa meno 0,05 per cento all'anno).</p><p>4. Ipotizzando una flessione dei proventi dell'imposta sugli oli minerali tra 250 e 320 milioni di franchi, la riduzione delle entrate derivanti dall'IVA nel 2015 sarebbe compresa tra 19 e 25 milioni di franchi. Questo calo rispetto all'anno precedente va ricondotto in particolare al crollo del turismo del pieno. Non sono disponibili cifre sui fatturati dei negozi delle stazioni di servizio e sulla loro evoluzione dall'inizio dell'anno.</p><p>5. È prevedibile che nel 2015 il gettito dell'imposta sul tabacco diminuirà sensibilmente rispetto all'anno precedente (2257 mio. di franchi). Tra le cause ipotizzabili figurano, oltre al numero di fumatori in costante diminuzione, il franco svizzero forte e il conseguente turismo degli acquisti a ridosso della frontiera. Il Consiglio federale presenterà le proiezioni del risultato annuo a metà agosto 2015.</p><p>6. La maggior parte delle entrate sulla vendita dei carburanti è generata da consumatori domiciliati in Svizzera ("vendita ai residenti"). Aliquote fiscali più basse determinano nel complesso una riduzione del gettito dell'imposta sugli oli minerali; le eventuali entrate supplementari provenienti dal turismo del pieno non potrebbero compensare le perdite fiscali legate alla "vendita ai residenti".</p><p>7. L'attuale forza del franco svizzero si ripercuote sull'economia svizzera e sul gettito dell'imposta sugli oli minerali, ma non rimette in questione le intenzioni del Consiglio federale in materia di politica climatica ed energetica. Le misure proposte per garantire il finanziamento delle infrastrutture di trasporto (stradali) rappresentano una decisione che indica la via da seguire nei prossimi decenni, una decisione che va portata avanti a prescindere dalle condizioni congiunturali.</p>  Risposta del Consiglio federale.