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Secondo la leggenda, l'alphorn è un dono degli spiriti.
C'era una volta un giovane pastore di nome Res (Andreas) che custodiva le mucche sul Bahlisalp, nella Haslital. Una bella sera d'estate, mentre dormiva nel fienile, Res venne svegliato da tre stranieri che penetrarono nella capanna. Da sotto il tetto, il giovane scorse un uomo gigantesco tutto affaccendato accanto al calderone. Un altro pastore dai capelli dorati, pallido e gracilino, trasportava delle ciotole piene di latte. Vicino al fuoco, il terzo uomo, un cacciatore vestito di verde, scrutava torvo le fiamme. Quest'ultimo trasse una fiaschetta dal tascapane e versò nel latte bollente un caglio rosso come il sangue. Mentre il gigante iniziò a rimestare il latte con vigore, quello pallido impugnò un ramo di legno dalla forma strana e, davanti alla capanna, cominciò a suonare una melodia magica: suoni possenti e prolungati, tonalità cavernose e sonorità briose. Le bestie si svegliarono, i campanacci presero a tintinnare armonicamente, sovrapponendosi alle note dello strumento sconosciuto.
In quella notte stellata, Res venne invaso da mille emozioni di gioia e malinconia.
Il gigante, dopo aver versato la mistura in tre ciotole, invitò Res a berne una. Nella prima, il siero era rosso come il sangue, nella seconda verde come l'erba e nella terza bianco come la neve. Quella rossa ti darà vigore, coraggio e una forza gigantesca, disse il gigante. Bevi quella verde, suggerì il cacciatore, e potrai comprarti gli alpi più belli. Scegli quella bianca, soggiunse il pastore dai capelli dorati, e il corno sarà tuo. Ripensando a quel suono incantevole, Res bevve dalla ciotola bianca, dal sapore di latte purissimo. Ma subito dopo averla riposta, i tre spiriti erano scomparsi! La lingua del fuoco guizzò un'ultima volta, poi si spense e, vicino al focolare, apparve il corno delle Alpi. Res uscì nell'aria azzurrina del mattino e soffiò nel corno. Dopo le prime tonalità, rimase in silenzio e, da lontano, sentì rimbalzare l'eco – erano forse le voci degli spiriti?
Giù a valle, nell'Haslital, gli abitanti del villaggio si fermarono incantati ad ascoltare quella melodia meravigliosa, stupiti che le montagne avessero iniziato a cantare.