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La capèle da Vili
La
capèle da Vìli si trova sul sentiero per i monti che parte da Muraduri e,
attraverso il bosco, arriva a Usc.
Come nel caso di Campì, si tratta di una cappella abbastanza particolare, con
un lungo tetto in piode che copre una specie di portico. La nicchia che ospita
gli affreschi è protetta da una cancellata di legno. Purtroppo qualcuno era
riuscito a rendere vana questa protezione e a rovinare le figure della Modonna e
dei santi con graffi e scritte.
La
costruzione della strada carrozzabile e l'abbandono dei monti da parte dei
contadini hanno fatto dimenticare un po' il sentiero, che è diventato "la
strada vège". Non si è nemmeno più provveduto alla manutenzione,
eseguita un tempo in primavera da buona parte degli abitanti di Sobrio che
lavoravano in gruppo per conto del Patriziato.
L'AASS, fra i cui soci molti hanno vissuto di persona i tempi del lavoro sui
monti, ha promosso e finanziato il restauro dell'edifico, terminato nel 1990 con
il ripristino dei dipinti originali da parte della restauratrice Sarah Gros di
Cavigliano.
Il tetto è stato rifatto dallo specialista del ramo signor Almo Rodoni di
Biasca, aiutato da un gruppo di volontari, utilizzando delle piode vecchie
provenienti da cascine diroccate. Il trasporto è stato effettuato con
l'elicottero. Un folto gruppo di aiutanti ha partecipato a questa operazione.
Gli affreschi rappresentano Sant'Ambrogio, Santa Caterina, la Madonna,
Sant'Antonio da Padova e San Lucio.