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ZURIGO - L'emergenza coronavirus colpisce in modo particolare le persone vulnerabili, come i tossicodipendenti. A Zurigo, i vari centri di accoglienza hanno dovuto chiudere perché la sicurezza di clienti e dipendenti non poteva più essere garantita.
Le autorità hanno quindi dovuto trovare un'alternativa. Da qualche settimana è stato aperto un centro di accoglienza temporaneo per tossicodipendenti nell'area solitamente dedicata alla prostituzione a ovest della città. Una soluzione pragmatica poiché i "sexbox" dovevano comunque chiudere a causa delle misure decise dal Consiglio federale per arginare la diffusione del coronavirus.
I "box" in cui le prostitute normalmente accolgono i loro clienti sono quindi stati trasformati in sale d'iniezione dove i tossicodipendenti possono consumare le loro droghe. Devono tuttavia rispettare alcune regole come mantenere una distanza sufficiente, lavare e disinfettare le mani. E tutti i tossicodipendenti devono misurare la loro temperatura per assicurarsi che non abbiano la febbre.
Florian Meyer, direttore dei centri di accoglienza per tossicodipendenti di Zurigo, afferma che i clienti sono contenti della soluzione. Brigitte, tossicodipendente da molti anni, conferma che questi luoghi ti consentono di socializzare e sentirti al sicuro.
Per Meyer l'area della prostituzione è una buona soluzione di ripiego, ma specifica tuttavia che non può esserlo sul lungo termine. Le persone che vi si recano infatti non sono protette dal freddo e dalla pioggia. Teme anche che la situazione possa dare vita a nuove scene aperte di droga.