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”Come si spiega che due progetti in procedura di approvazione finale sono fermi da diversi anni all'Ufficio federale dell'ambiente?”. È la domanda posta al Consiglio federale da un'interpellanza del consigliere nazionale Fabio Regazzi in relazione a quanto (non) sta succedendo all'aeroporto di Locarno. Unitamente a quella di Regazzi, l'atto reca le firme di Martin Cardinas, Rocco Cattaneo, Lorenzo Quadri e Marco Romano.
Le opere, in fase di approvazione federale finale, sono la sostituzione delle luci della pista principale (installate negli anni 70 dello scorso secolo) ed il progetto cantonale di miniallungamento ad est (lontano dal lago) della stessa pista, nonché alcuni altri aggiornamenti delle vie di rullaggio e dell'area di stazionamento degli aeromobili.
Partendo dal presupposto che “l'aeroporto di Locarno ha una chiara valenza nazionale e che ciò è confermato da tutte le decisioni pianificatorie del Consiglio federale e del Consiglio di Stato ticinese”, i firmatari dell'interpellanza chiedono innanzitutto se vi siano “elementi nuovi che rimettono in discussione questa consolidata situazione”; e se sì, quali. Poi, nel merito dei singoli progetti, quello di sostituzione delle luci pista non ha ancora il preavviso dell'Ufam: “Come si spiega che un progetto semplice come questo, che non modifica in alcuno modo le attività di volo di Locarno e che contribuisce a migliorare la sicurezza, rimanga bloccato per anni? Il Consiglio federale lo ritiene accettabile?”, è il quesito posto al Consiglio federale.
Quanto all'allungamento della pista principale, “è stato ridotto al solo miniallungamento ad est ed appesantito da una serie di nuove limitazioni alle attività di volo. La procedura di approvazione di progetto è iniziata a fine 2019. Come mai a più di un anno e mezzo l'Ufam non si è ancora determinato?”. L'ultima domanda è se il Consiglio federale sia “disposto a tollerare che su progetti perfettamente coerenti con le pianificazioni federale e cantonale, un suo servizio settoriale agisca in questo modo”.