Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01214.jsonl.gz/240

Dopo Djokovic, ATP e WTA, anche il tennista spagnolo ha bollato la decisione di Wimbledon di bandire i giocatori russi e bielorussi dal torneo di quest'anno come «molto ingiusta».
Il primo pezzo grosso ad esporsi nei confronti del divieto presa dall'AELTCC (All England Lawn Tennis and Croquet Club) verso i tennisti russi e bielorussi era stato Novak Djokovic, il quale aveva definito la decisione come «fuori di testa».
«I tennisti e in generale gli atleti non hanno niente a che vedere con la guerra. Se la politica mette il naso nello sport non finisce bene», aveva aggiunto il numero uno mondiale, sei volte vincitore del torneo del Grande Slam inglese.
«Molto ingiusto»
A Madrid, ai margini del torneo casalingo su terra, si è espresso in merito anche Rafael Nadal, il quale ha bollato il divieto di Wimbledon ai giocatori russi e bielorussi come «molto ingiusto».
«Penso che sia molto ingiusto nei confronti dei miei colleghi di tennis russi. Non è colpa loro quello che sta succedendo in questo momento con la guerra».
Il divieto di partecipare a Wimbledon e ai precedenti tornei su erba gestiti dalla Lawn Tennis Association potrebbe includere la rimozione dei punti di classifica.
Nadal, che è membro del consiglio dei giocatori ATP, ha aggiunto: «I 2'000 punti, ogni volta che andiamo ai Grandi Slam, sono davvero importanti e non possiamo mancare questi tornei. Alla fine della giornata, quello che succede nel tennis non ha alcuna importanza, quando si vedono così tante persone morire e soffrire, quando si vede la brutta situazione che stanno avendo in Ucraina».
«Quando il governo impone delle restrizioni, devi solo seguirle», ha aggiunto il tennista vincitore di 21 tornei del Grand Slam. «In questo caso, il governo ha dato una raccomandazione, e Wimbledon ha semplicemente preso la sua decisione, la più drastica che potevano prendere - il governo (inglese ndr.) non li ha costretti a farlo».
Wimbledon fermo sulle sue decisioni
I funzionari di Wimbledon hanno ribadito la loro posizione la scorsa settimana, dicendo che una direttiva del governo riguardante l'invasione dell'Ucraina li ha lasciati senza alternative possibili, se non quella di rifiutare le iscrizioni dei giocatori dei due paesi (Russia e Bielorussia).
Un po' di sostegno alla posizione presa dagli organizzatori di Wimbledon è arrivato soprattutto da parte degli ucraini della racchetta, ma la reazione è stata in gran parte negativa, anche quella di ATP e WTA.
Per ATP e WTA si tratta di «discriminazione»
ATP e WTA hanno detto che il divieto «unilaterale» di Wimbledon costituisce una «discriminazione».
«Crediamo che la decisione unilaterale di Wimbledon e della LTA di escludere i giocatori di Russia e Bielorussia dall'erba britannica di quest'anno sia ingiusta e abbia il potenziale di creare un precedente dannoso per il gioco», ha detto in un comunicato l'ATP.
«La discriminazione basata sulla nazionalità costituisce anche una violazione del nostro accordo con Wimbledon, il quale afferma che l'ingresso dei giocatori è basato esclusivamente sul Ranking ATP».