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Le elezioni cantonali svoltesi oggi a Ginevra si sono concluse con un'autentica "batosta" per il partito ecologista: i Verdi hanno perso 8 seggi in Gran consiglio e la loro "ministra" Michèle Künzler - giunta 18ma - rinuncia a presentarsi per il secondo turno il 10 novembre. La soddisfazione domina invece in seno al MCG: il partito che si autoproclama "né di destra, né di sinistra" sarà ormai il secondo per importanza del Cantone.
Oltre a guadagnare 4 seggi in parlamento - raggiungendo un totale di 21 deputati contro 24 per il PLR e 15 per il PS - il Mouvement Citoyens Genevois è riuscito a piazzare due suoi candidati fra i primi sette dell'elezione per il rinnovo del Consiglio di Stato, nell'ambito della quale nessuno dei 29 aspiranti in corsa - mentre era stato scrutinato il 96,47% delle schede - è riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta.
Il consigliere nazionale Mauro Poggia e il fondatore del MCG Eric Stauffer sono preceduti soltanto dai tre consiglieri di Stato PLR uscenti Pierre Maudet, François Longchamp e Isabel Rochat, nonché dai due PPD Serge dal Busco e Luc Barthassat, con una partecipazione al voto che sfiora il 39%.
Se il PLR può rallegrarsi per i risultati ottenuti dai suoi "ministri", il partito ha subito pesanti perdite in Gran consiglio, dove la sua deputazione è scesa di 7 unità. Se la cava invece con gli onori il PPD, a cui gli osservatori preannunciavano un'estromissione dal parlamento. Oltre a collocare i suoi due candidati ai primi cinque posti, il partito democristiano mantiene gli attuali 11 seggi.
Alleata del MCG, l'UDC ha anch'essa motivi di soddisfazione: il partito democentrista ha guadagnato 2 seggi e la sua rappresentante Céline Amaudruz - arrivata al 14mo posto oggi - sarà in corsa il 10 novembre.
Fra i vincitori dell'appuntamento odierno figura pure la coalizione di sinistra "Ensemble à gauche". Estromessa dal legislativo otto anni fa a causa delle sue lotte intestine, l'alleanza della sinistra alternativa ha ottenuto 9 seggi. Non hanno invece raggiunto il quorum del 7% il PBD, i Verdi liberali e il Partito Pirata.
Il Gran consiglio ginevrino sarà dunque composto per i prossimi cinque anni di 24 PLR, 21 MCG, 15 PS, 11 PPD e 11 UDC, 9 Verdi e 9 "Ensemble à gauche". In pratica coabiteranno tre blocchi equivalenti: 35 per PLR-PPD, 32 per MCG-UDC, 33 per PS-Verdi-EàG.
Per il governo, gli elettori saranno nuovamente convocati alle urne il 10 novembre. I partiti determineranno entro domani sera le rispettive strategie in vista del secondo turno.
Il Consiglio di Stato ginevrino è attualmente composto di 3 PLR, 2 Verdi, 1 PS, 1 PPD. Tre "ministri" non sollecitavano un nuovo mandato: il Verde David Hiler, il PPD Pierre-François Unger e il socialista Charles Beer.
Per la prima volta nella storia del cantone, l'esecutivo è eletto in base al sistema maggioritario e simultaneamente al Gran consiglio, mentre in precedenza i due scrutini erano separati nel tempo di cinque settimane. L'innovazione è stata introdotta dalla nuova Costituzione del cantone, entrata in vigore l'anno scorso.
Fra le altre novità: la futura legislatura durerà cinque anni contro quattro finora e il presidente del Consiglio di Stato rimarrà in carica per l'intera sua durata.