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«Molte persone non vogliono più bere»
Pubblicato
05.01.2023
Maria Brehmer ha rinunciato all'alcol e ora intende aiutare chi desidera fare altrettanto. Ci spiega perché gli astemi vengono ancora guardati male.
Dal gennaio 2021 Maria Brehmer non beve più niente di alcolico. Come è arrivata a questa decisione? C'è stato un momento chiave?
Veramente si è trattato di più momenti, nel corso degli anni. Soffrivo regolarmente degli effetti delle sbornie e spesso pensavo: sarebbe così bello se non bevessi più. Già nel 2020 mi ero ripromessa con il nuovo anno di iniziare a provare a smettere. E poi è diventata una rinuncia totale.
Era considerata un'alcolista secondo la definizione medica?
Non rispondevo a tutti i criteri, per esempio non manifestavo mai sintomi fisici da astinenza se per un po' di tempo non bevevo. Ero una "bevitrice di zona grigia". Ma a un certo punto notai che ero psicologicamente ed emotivamente dipendente, ovvero in determinate situazioni sentivo il bisogno dell'alcol. Per questo non collegherei necessariamente un problema di alcolismo al fatto che ci si sveglia al mattino con sudorazione e tremori.
Quanto beveva in quel periodo?
Da due a tre bicchieri, tre, quattro sere a settimana, in una bevevo fino a provare un notevole senso di ebbrezza. Circa una volta al mese mi prendevo una sbornia.
Non è poi così tanto.
Vero, ed è proprio questo che inganna. Molti pensano che diventi davvero preoccupante a partire da una bottiglia al giorno, ma se tanti pensieri ruotano intorno all'alcol, c'è già qualcosa che non quadra, indipendentemente dalla quantità consumata. Per esempio sentivo che avrei bevuto volentieri di più, ma la ragione mi diceva: non ti fa bene! Per questo iniziai a darmi delle regole, tipo «solo tre volte alla settimana due bicchieri di vino», oppure «alcol solo una volta, ma senza limiti». È andata così negli ultimi anni prima che smettessi, ma non riuscivo mai controllarne realmente il consumo.
Giornalista e coach per smettere di bere
Maria Brehmer (37) è giornalista e scrive per CH Media la rubrica in tedesco «Liebes Leben, wir müssen reden.» (Cara vita, dobbiamo parlare.) Nel maggio 2021, in un articolo su Watson raccontò della sua astinenza. È al suo terzo anno di formazione come coach e attualmente segue le persone che vogliono rinunciare all'alcol. Nel suo blog Maria Brehmer racconta apertamente della sua vita precedente e di quella attuale. Maria Brehmer vive ad Aarau.
Poi ha deciso di lasciare più spazio alla ragione.
Soprattutto non volevo più far fronte agli estenuanti conflitti interiori. E avevo capito che per liberarmi dalla sensazione di lacerazione, dovevo abbandonare l'alcol del tutto. Trovo che sia piacevole godersi ogni tanto un bicchiere di vino, ma non sono più disposta a pagarne il prezzo.
Ha avuto sintomi fisici?
Anche. Ma i sintomi da astinenza come irritabilità, ansia, irrequietezza interiore – sempre quando avevo bevuto diciamo «troppo poco» - sono stati anche peggio. Era sempre una continua attesa della successiva occasione per bere. Quando invece succedeva che bevessi «abbastanza» allora arrivava la sbornia. In quei casi soffrivo di tachicardia e palpitazioni, incubi, sudorazione, a volte per cinque giorni. Spesso avevo la nausea. Mi sono resa conto di stare troppo male per i pochi momenti di euforia.
Ma come è arrivata a bere più alcol di quanto fosse bene per lei?
Sotto l'effetto dell'alcol molte persone spazzano via stress e nervosismo, si sentono più rilassate. E io, sin dalla mia giovinezza, avevo imparato che con l'alcol potevo migliorare il mio stato emotivo. È anche assolutamente umano volersi sentire meglio. Ecco perché non condannerei mai il consumo di alcol. Tuttavia porta a non sviluppare più altri progetti per sentirsi meglio.
Dunque, a una festa si beve un bicchiere di champagne e ci si sente più rilassati. E oggi com'è per lei?
Un po’ più difficile. Vado volentieri agli eventi, ma sopporto male il rumore eccessivo e tante persone insieme. L'alcol in quelle occasioni creava sempre una sorta di filtro, che oggi a volte mi manca. Oggi se vado a un evento bevo una birra analcolica, un'acqua tonica o minerale ed esco ogni tanto all’aria aperta. Il più delle volte rimango anche meno a lungo perché lo trovo più faticoso di prima.
Lei ha affermato: «Un giorno senza alcol non è la stessa cosa di una vita senza alcol.» Cosa intendeva dire?
Dopo la mia decisione, ho subito provato tranquillità e soddisfazione interiori. Ma questo è possibile solo se si è consapevoli che non ci sarà un prossimo bicchiere, nessuna attesa della prossima occasione per bere. Non devo più riflettere sul mio consumo. Prima volevo sempre compensare il bere con lo sport, le cure detox, i giorni di soli succhi, il digiuno, lo yoga e così via. Mi imponevo così tanto che era diventata una vita stressante. (ride)
Non lo fa più?
Faccio sempre ancora gli esercizi di mindfulness, ma, diversamente da prima, mangio senza sensi di colpa patatine e cioccolato e a volte anche più di due piatti di pasta se ne ho voglia. E ciononostante ho perso cinque chili, anche se pratico meno sport. Inoltre ho la pelle più bella, dormo decisamente meglio, rendo di più, sono più concentrata e non mi sento stanca di giorno. Il mio ragazzo a volte mi dice che sono insopportabilmente di buon umore. Ovviamente vuole essere un complimento ed è vero. Mi sento anche più creativa.
Sembra tutto così bello, ma sinceramente niente può sostituire quella piacevole sensazione di lieve ebbrezza che si prova dopo un bicchiere di vino a stomaco vuoto.
È vero, ma la mia qualità di vita è talmente migliorata che non sento più il bisogno di quella lieve ebbrezza.
Si delinea un'inversione di tendenza nel consumo di alcol?
Effettivamente ci sono sempre più bevande analcoliche come vino rosso senza alcol e alternative ai cocktail alcolici o al gin. Sempre più giovani trovano che sia forte non bere alcol. Anche su Netflix ho notato due serie in cui le persone, quando hanno dei problemi, invece di andare dritte al bar, vanno nei boschi. Non so più dove ho letto che con il bere succede come con il fumo: ci si complimenta con chi smette. Al momento però io sento piuttosto che mi guardano ancora storto.
Ora so che non bere mi dà forza, bere invece no.
Cambiano anche le amicizie?
Per lo più in meglio. Ho scoperto ad esempio che le mie migliori amiche praticamente non bevono. Prima ero io che cercavo di spingerle a bere, quindi adesso sono molto contente che non insisto più. A volte litigavo anche con il mio ragazzo, perché sotto l'effetto dell'alcol diventavo più emotiva. Questo non succede più. Il mio ragazzo beve ancora ogni tanto un bicchiere e non mi dà assolutamente fastidio. Anche quando abbiamo ospiti è consentito bere. La maggior parte delle persone che conosco beve alcolici. È qualcosa che si deve accettare, non ci si può certo rinchiudere in una stanza da soli.
Come si potrebbe facilitare la rinuncia agli alcolici per ancora più persone?
Smettendo di trattare gli astemi come se fossero stati dei forti bevitori. Infatti non lo si deve necessariamente essere per decidere di smettere di bere. Così potremmo facilitare a tanti la decisione di passare a uno stile di vita senza alcolici.
Ha mai avuto una ricaduta?
Mai. Ammetto che vedere un bicchiere di fresco rosé mi attira. Perché lo collego a una bella sensazione: la Provenza! Vacanze! Ma subito dopo scatta il nuovo schema di pensiero che dice: no, non ne vale la pena e mi godo uno sciroppo alla menta.
Cosa dovrebbe succedere per farla riprendere a bere?
Non riesco a immaginarlo. Ora so che non bere mi dà forza, bere invece no.
Abbi cura di te e del tuo fegato!
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Foto/scena: © Severin Bigler