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Nelle scuole elementari svizzere si dovrebbero effettuare più test, a causa della comparsa delle mutazioni del coronavirus molto più contagiose in Svizzera, e gli alunni più grandi dovrebbero tornare alla formazione a distanza. La richiesta è formulata dell'epidemiologo Marcel Tanner, della task force Covid del governo federale, in un’intervista sulle pagine della "Sonntagszeitung".
Finora non ci sono stati quasi mai grandi focolai nelle scuole. E non è ancora chiaro fino a che punto la trasmissione vada dalla scuola alla società o viceversa, ha detto Tanner. “Ciò che è certo, tuttavia, è che i giovani vengono infettati allo stesso modo degli adulti. E un nuovo studio condotto a Ginevra dimostra che anche i bambini più piccoli hanno più o meno lo stesso tasso di infezione degli adulti che li circondano”.
Nella nuova situazione con il virus mutato, è quindi imperativo ripensare la strategia di test, ha detto Tanner, che al contempo sconsiglia di chiudere le scuole elementari. "C'è un diritto all'istruzione. E mentre un ristorante può essere risarcito per i danni che le misure causano, questo non è possibile se c'è un deficit e conseguenze sociali a lungo termine nell'educazione dei bambini e dei giovani".
Per gli studenti delle scuole superiori e professionali, invece, Tanner chiede che l'insegnamento a distanza venga reintrodotto prima possibile. "Qualsiasi altra cosa sarebbe sbagliata da un punto di vista scientifico. Gli alunni delle scuole secondarie, a differenza degli alunni delle elementari, si trovano sui mezzi pubblici o nei negozi durante la pausa pranzo, ad esempio. Ora è però importante ridurre i contatti e quindi la mobilità".
Inasprimento in vista?
A questo proposito sempre oggi (domenica) e sempre secondo i domenicali, la Confederazione starebbe valutando un inasprimento delle misure di lotta al coronavirus negli istituti scolastici, un ambito in cui finora era stata data autonomia ai cantoni.
Stando alla NZZ am Sonntag la segreteria generale del Dipartimento dell'interno del consigliere federale Alain Berset ha richiesto alla task force scientifica per il coronavirus e alla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) rapporti sulle misure anti-Covid nelle scuole. Un portavoce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) lo ha confermato al giornale.
"Si tratta di studiare i possibili provvedimenti", afferma l'UFSP. Questi dovranno essere valutati sia dal punto di vista sanitario, sia da quello educativo, psicologico e sociale. Stando al settimanale in primo piano vi sarebbero proprio interventi nei licei e nelle scuole professionali. Si parla ad esempio di insegnamento con metà delle classi o della cancellazione di alcune materie, come educazione fisica, in cui sarebbe difficile rispettare i piani di protezione.
La scuola elementare è interamente sotto la sovranità dei cantoni, ma anche in questo caso il governo federale potrebbe adottare determinate misure nell'ambito dell'attuale situazione particolare, ha spiegato l'UFSP.
Grigioni, al vaglio mascherine alle elementari e test salivari regolari
Un cantone che già si sta muovendo è il Grigioni, dove le autorità stanno vagliando in questi giorni due misure per poter continuare a garantire l'insegnamento in presenza: le mascherine in classe anche alle elementari e l’introduzione di test regolari della saliva.
In terra retica il test salivare nelle scuole è già stato sperimentato e messo a confronto con altri modelli nell'ambito del monitoraggio effettuato tra il 6 e l'8 gennaio in 3 istituti con più di 700 gli allievi che vi hanno preso parte. “Funzionano bene – ha commentato sabato ai microfoni RSI il capo dello Stato maggiore cantonale di condotta Martin Bühler. Nel nostro screening a Malans e Schiers abbiamo riscontrato che è più affidabile del test rapido antigenico. Un esempio: sui 700 testati con l’esame antigenico abbiamo trovato un solo positivo, mentre con quello salivare ne abbiamo trovati altri due in più.”
Forte dei risultati ottenuti, il Governo grigionese ha stanziato 25 milioni di franchi per proseguire, tra l'altro, coi test a tappeto sull'intero territorio cantonale fino al prossimo mese di agosto. Questo dimostra che, secondo Bühler, il prelievo salivare potrebbe facilmente essere proposto in tutte le scuole della Svizzera.