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Malattia di Lyme
Definizione
La malattia di Lyme, chiamata anche borreliosi, Lyme-borreliosi o borreliosi di Lyme, è un’infezione causata dal batterio Borrelia burgdorferi. Questo batterio è principalmente trasmesso all’uomo dalle zecche (consulta anche la nostra scheda completa sulle zecche).
La malattia di Lyme può causare una varietà di problemi dermatologici e articolari. Questa malattia inizia spesso con un’eruzione cutanea intorno al punto del morso.
Attualmente non c’è nessun vaccino disponibile sul mercato, anche se alla fine del XX e all’inizio del XXI secolo era presente un vaccino chiamato Lymerix (nome commerciale) sul
mercato per prevenire la malattia di Lyme. Per saperne di più sulla vaccinazione, consultare la sezione Trattamenti.
In alcune regioni, come la Svizzera, il tasso di infezione delle zecche con il batterio Borrelia burgdorferi èstimato intorno al 50%.
Le zecche possono trasmettere altre malattie come la temuta encefalite virale da zecca (chiamata anche FSME, dal nome in lingua tedesca). Nella maggior parte delle regioni e dei paesi, la malattia di Lyme è più comune dell’encefalite virale da zecca.
Malattia di Lyme: il caso Justin Bieber (2020)
Lasuperstar canadese Justin Bieber ha dichiarato sul suo account Instagram il giorno mercoledì 8 gennaio 2020 di essere affetto dalla malattia di Lyme (borreliosi). Justin Bieber, se ci affidiamo alle ricerche su Google, è probabilmente il cantante più famoso degli anni 2010, almeno in Occidente. L’artista ha dichiarato di soffrire della malattia di Lyme da anni, ma gli è stata diagnosticata solo di recente, secondo proprio il suo post su Instagram.
Epidemiologia
– In Svizzera circa 10.000 persone contraggono la malattia di Lyme ogni anno, secondo i dati di marzo 2017 dell’UFSP.
– Negli Stati Uniti, nel 2013 i Centers for Disease Control and Prevention hanno stimato che 300.000 persone soffrono della malattia di Lyme ogni anno. Negli Stati Uniti, nel 2013 è stata la seconda malattia infettiva più comune dopo la clamidia.
Cause
La malattia di Lyme è causata dal batterio Borrelia burgdorferi che viene trasmesso dalle zecche agli esseri umani. Solo alcune zecche sono però infettate dal batterio.
Per essere più precisi, la malattia di Lyme è causata da spirochete appartenenti al complesso Borrelia burgdorferi, in senso lato. Questo complesso comprende diverse specie che sono patogene per l’uomo: Borrelia burgdorferi sensu stricto, B. afzelii, B. garinii, B. bavariensis, B. spielmanii, B. valaisiana e B. lusitaniae, come rilevato dall’Istituto Pasteur in un comunicato stampa pubblicato nel settembre 2018. I batteri sono trasmessi dal morso di una zecca dura del genere Ixodes. In Europa, è trasmessa principalmente dalle zecche Ixodes ricinus. Le zecche possono parassitare una vasta gamma di ospiti, sempre secondo l’Istituto Pasteur.
Morso delle ninfe
Esistono diversi stadi di sviluppo della zecca (larva, ninfa e adulto) in cui questa specie può mordere l’uomo. Tuttavia, le trasmissioni di batteri sono maggiormente dovute a morsi di ninfe, la cui densità è maggiore e che a causa delle loro piccole dimensioni passano più facilmente inosservate, sempre secondo l’Istituto Pasteur.
Trasmissione e durata di attaccamento della zecca (> 36 ore)
Si stima che le zecche infette trasmettano la malattia di Lyme agli esseri umani solo quando rimangono attaccate alla pelle per più di 36 ore1, alcune fonti parlano anche di una durata di più o meno 24 ore, in particolare sul continente europeo (si veda il paragrafo seguente). Da qui l’importanza di controllare la propria pelle dopo un’uscita in un luogo rischioso come boschi o foreste e, in caso di zecca, di rimuoverla rapidamente (consultare la sezione Trattamenti). Questo intervallo di 36 ore o più deriva dal fatto che la zecca quando morde inizia a succhiare il sangue che si accumulerà nel suo sistema digestivo (della zecca) poi è solo quando la zecca rigurgita, cioè dopo circa 36 ore, che può trasmettere il batterio all’uomo.
In Europa, anche meno di 24 ore
Uno studio dell’Istituto Pasteur pubblicato il 31 luglio 2018 sulla rivista scientifica Frontiers in Microbiology (DOI: 10.3389/fmicb.2018.01722) ha dimostrato grazie a ricerche condotte sui topi che la trasmissione del batterio potrebbe avvenire in meno di 24 ore dopo il morso. Infatti, a differenza dei ceppi americani, tutte le specie europee B. burgdorferi studiate dagli scienziati dell’Istituto Pasteur sono state rilevate nelle ghiandole salivari di zecche adulte prima che queste iniziassero a succhiare il sangue, suggerendo la possibilità di una rapida trasmissione dei batteri durante il morso. Dunque, l’infezione si verificherebbe entro le prime 24 ore dopo il morso della zecca adulta. Inoltre, l’analisi mostra che le ninfe infettate da specie europee di B. burgdorferi sono in grado di trasmettere questi patogeni entro 12 ore dall’attacco della stessa zecca. Questo studio dimostra che la trasmissione di B. burgdorferi può avvenire più rapidamente di quanto specificato nella letteratura. È quindi necessario rimuovere le zecche il prima possibile dopo il morso per prevenire l’infezione.
Riscaldamento globale
Un alto numero di persone affette da malattia di Lyme negli anni 2010, in particolare negli Stati Uniti, potrebbe essere dovuto al riscaldamento globale, causa di una diversa migrazione degli uccelli e quindi di uno sviluppo maggiore delle zecche.
Altre vie di trasmissione
La malattia di Lyme può anche essere trasmessa da madre a figlio in utero. Alcuni specialisti credono che la malattia possa pure essere trasmessa sessualmente.
Sintomi
La malattia di Lyme può portare a problemi dermatologici e articolari (artrite), ma va notato che in molti casi la malattia è detta asintomatica (senza sintomi).
Eruzione cutanea
Nel punto del morso, può comparire un’eruzione cutanea (rash in inglese), che di solito si manifesta con un piccolo rigonfiamento di colore rosso. Dopo diversi giorni, l’eruzione può aumentare di dimensioni. Va notato che solo circa il 10% delle persone morse da una zecca infetta svilupperà un’eruzione cutanea, almeno secondo le informazioni americane (Mayo Clinic).
Sintomi simil-influenzali (flu-like symptoms, in inglese)
Il paziente può anche sperimentare sintomi simil-influenzali come febbre, affaticamento, mal di gola, dolori muscolari e mal di testa.
Nota: in un paziente che non presenta eruzione cutanea ma ha sintomi simili all’influenza, è spesso difficile per il medico fare una diagnosi.
Sintomi diverse settimane dopo il morso (compresa la forma cronica)
Un paziente può anche sviluppare la malattia di Lyme cronica, cioè con sintomi che durano più di 6 mesi dopo il morso. Questa forma cronica si verifica principalmente quando la terapia antibiotica fallisce.
I sintomi specifici della malattia di Lyme cronica o sintomi che appaiono diverse settimane dopo il morso includono dolori articolari con segni infiammatori (rossore, calore, dolore, gonfiore) così come disturbi neurologici, che a volte possono portare alla perdita di memoria a breve termine.
Altri sintomi possono includere palpitazioni, fiato corto o vertigini.
Osservazioni sui morsi delle zecche:
– Un morso di zecca spesso passa inosservato perché questo aracnide veicola sostanze anestetiche che mascherano il dolore del morso.
Ecco perché dopo ogni passeggiata nel bosco (nelle zone a rischio) è importante controllare le zone esposte della pelle per osservare la presenza o l’assenza di zecche e, se necessario, rimuoverle.
– Nella maggior parte dei casi (circa 80-90%) le zecche infette non causeranno alcuna complicazione, tuttavia in circa il 10% dei casi, ma ci possono essere variazioni da una regione all’altra, una persona può sviluppare FSME o malattia di Lyme.
Diagnosi
Oltre ai segni clinici (si veda la sezione Sintomi di cuisopra), la diagnosi si basa principalmente sulla rilevazione di anticorpi (contro il batterio Borrelia burgdorferi). L’individuazione di questi anticorpi non è sempre facile, soprattutto nelle prime fasi della malattia, perché il nostro organismo impiega del tempo per produrli.
Anche se Borrelia burgdorferi non è un virus ma un batterio, si comporta nel corpo in modo molto simile al virus HIV (virus dell’AIDS) avendo la capacità di “nascondersi” nel corpo. Questo è uno dei motivi per cui il trattamento della forma cronica della malattia di Lyme può essere difficile.
Possono essere eseguiti anche test del liquido sinoviale.
Trattamenti (farmaci)
Per i trattamenti preventivi, consultare la sezione Prevenzione e consigli utili
Farmaci per la malattia di Lyme
La malattia di Lyme è trattata con antibiotici. I medici di solito prescrivono una dose giornaliera di doxiciclina, 200 mg per 20 giorni.
Altri antibiotici utilizzati sono la cefuroxima o l’azitromicina.
Se la malattia colpisce il sistema nervoso centrale, il medico può prescrivere antibiotici per via endovenosa.
Gli antibiotici devono essere somministrati presto, cioè il prima possibile, al fine di trattare correttamente la malattia di Lyme ed evitare una forma cronica o complicazioni.
Malattia di Lyme cronica (Lyme arthritis in inglese)
– Se dopo un trattamento con antibiotici la malattia di Lyme non scompare e i sintomi durano per 6 mesi o più dopo il morso della zecca, si parla di malattia di Lyme cronica. È una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni che colpisce principalmente le ginocchia2.
– In alcuni pazienti, la malattia può essere particolarmente difficile da trattare, poiché i batteri possono rimanere “dormienti” nel corpo portando a potenziali danni.
Vaccinazione contro la malattia di Lyme:
Attualmente (aprile 2021, data di aggiornamento di questo documento), non vi è alcun vaccino disponibile sul mercato per prevenire la malattia di Lyme. Tuttavia, dal 1998 e per alcuni anni è stato presente un vaccino chiamato Lymerix (nome commerciale) sul mercato per prevenire la malattia di Lyme. Ma come riferito da un articolo di Le Figaro del giugno 2018, questo vaccino commercializzato all’epoca dalla SmithKline Beecham (oggi GSK) è stato ritirato dal mercato nel 2002. Le due ragioni principali erano le vendite troppo basse e i tantissimi processi “class action” a causa di presunti effetti collaterali gravi, secondo i vaccinati. Tuttavia, e ancora secondo Le Figaro, che fa riferimento ad alcuni studi, questo vaccino Lymerix era efficace e vittima del cosiddetto movimento “anti-vaccino”.
Nel 2018, il laboratorio franco-austriaco Valneva stava conducendo una ricerca avanzata per la commercializzazione nei prossimi anni di un vaccino contro la malattia di Lyme. Il vaccino di Valneva agisce in particolare sulla zecca e non solo sull’essere umano come la maggior parte degli altri vaccini. Infatti, dopo che la zecca morde un essere umano, il sangue viene risucchiato dalla zecca stessa e finisce nel suo sistema digestivo. È a questo punto che gli anticorpi, dalla reazione dell’uomo al vaccino, bloccano la proliferazione dei batteri nel sistema digestivo della zecca.
Prevenzione
– Prima cosa da fare dopo un morso di zecca:
Rimuovere la zecca con una pinzetta (modelli disponibili in farmacia o usare le classiche pinzette per epilazione) il prima possibile, disinfettare il morso e osservarne l’evoluzione. In caso di aumento delle dimensioni del morso o di febbre, consultare un medico. – Quando si cammina nei boschi o in foresta, in zone dove la malattia è endemica, utilizzare prodotti repellenti che sono efficaci contro le zecche (attenzione, però, perché non tutti i prodotti hanno un’efficacia provata, chiedere a uno specialista per trovare il repellente giusto). I prodotti a base di DEET o permetrina (in inglese permethrin) sono efficaci 3. Non c’è bisogno di applicare DEET o spray a base di permetrina sul viso4. Consultare anche la nostra scheda completa sulle punture di insetti per scoprire i diversi revulsivi disponibili
– Quando si esce per una passeggiata nel bosco in zone endemiche per le zecche, indossare camicie e maglioni dentro i pantaloni e coprire le calze con i pantaloni. Inoltre, è consigliabile indossare abiti chiari, perché le zecche si vedono meglio su uno sfondo chiaro.
Consigli utili
– Dopo una passeggiata in foresta (soprattutto nelle zone endemiche), verificare che non abbiate una zecca sulla pelle. Se è presente, si deve rimuovere il prima possibile, esistono pinze speciali in farmacia chiamate pinze togli-zecche (la zecca si attacca con una forma di colla alla pelle che richiede l’uso di pinze per staccarla). Per rimuovere le zecche, si può anche usare una pinzetta per epilazione. Se non è possibile o non si desidera farlo da soli, il farmacista o medico può sicuramente essere d’aiuto.
Bisogna essere veloci, perché le zecche infette trasmettono la malattia di Lyme solo quando rimangono attaccate alla pelle per un tempo relativamente lungo, probabilmente più di 24 o 36 ore (ma come abbiamo visto sopra alla sezione Cause, in Europa la durata potrebbe essere inferiore a 24 ore). Così si ha un margine di sicurezza. Non dimenticare di disinfettare il punto del morso, annotare la data dell’accaduto e osservare la sua evoluzione.
Osservazioni utili:
– L’uso di olio o etere sulla zecca e il suo morso sembra non avere alcun effetto sull’evoluzione negativa o positiva della malattia di Lyme. In breve, meglio non usare questi prodotti.
– Va notato che le zecche trovate sugli animali domestici (cani, gatti) non sono delle specie che possono portare virus o batteri (responsabili di problemi medici). Il rischio è quindi, secondo un medico svizzero intervistato dal giornale Astrea (giornale per le farmacie) nel settembre 2010, vicino allo zero di prendere una malattia (Lyme, FSME). Quindi non abbiate paura delle zecche dei vostri cani. Tuttavia, se andate per boschi con il vostro cane, dovreste anche controllare la pelle dell’animale per possibili morsi di zecca quando rientrate dalla passeggiata.
Fonti e riferimenti:
Mayo Clinic, Le Figaro, Istituto Pasteur, Frontiers in Microbiology (DOI: 10.3389/fmicb.2018.01722), “100 wichtigeMedikamente” – Infomed (2020).
A cura di:
Xavier Gruffat (farmacista)
Crediti fotografici e infografia:
Fotolia.com, PharmanetisSàrl (Creapharma.ch)
Ultimo aggiornamento:
29.04.2021
Note e riferimenti:
- Volume in inglese: Mayo Clinic Guide to Arthritis, Managing joint pain for an active life, Lynne S. Peterson, 2020, Mayo Clinic
- Libro in inglese: Mayo Clinic Guide to Arthritis, Managing joint pain for an active life, Lynne S. Peterson, 2020, Mayo Clinic
- Sito della Mayo Clinic, articolo del 13 maggio 2020 consultato il 14 maggio 2020
- Sito web della Mayo Clinic, articolo del 13 maggio 2020 consultato il14 maggio 2020