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Già 73.000 anni fa l'uomo era capace di pensare e di mettere mano a un disegno astratto. Il più antico artefatto di questo tipo è stato trovato in Sudafrica, e il merito della scoperta va all'archeologo Luca Pollarolo, ricercatore presso le università di Ginevra e di Witwatersrand a Johannesburg.
Lo studio che è seguito al ritrovamento, di un team internazionale guidato da Christopher Henshilwood dell'università sudafricana, è pubblicato online questa settimana sulla rivista Nature.
È lo stesso Pollarolo a spiegare l'origine della scoperta: "Durante uno dei miei soggiorni di ricerca presso il laboratorio distaccato a Città del Capo avevo incentrato la mia ricerca sullo studio meticoloso di tutti gli artefatti in pietra, con dimensioni a partire da pochi millimetri in su, rinvenuti nel livello Still Bay del sito sudafricano di Blombos Cave. Durante l'analisi di migliaia di pezzi mi sono ritrovato ad osservare una scheggia di pietra lunga 38,6 millimetri, larga 12,8 e spessa 15,4 millimetri, con delle evidenti linee rosse sulla piattaforma, cioè la zona della scheggia che ha ricevuto il colpo da un percussore per essere staccata dal suo nucleo originario. Ho subito pensato alla barretta di ocra incisa con linee simili ritrovata anni prima nello stesso livello archeologico".
Lo studio espone infatti la scoperta di una scaglia di silicio levigata sulla quale è stato intenzionalmente dipinto in rosso e ocra un disegno di sei linee per tre incrociate. "Grazie ad una precisa sperimentazione - prosegue Pollarolo - si è escluso che si tratti di linee createsi accidentalmente all'interno del livello archeologico in cui si è trovata la scheggia durante 73 mila anni circa. Inoltre, siamo certi che la realizzazione sia stata opera di uomini moderni, dell'Homo Sapiens, perché nello stesso livello, oltre a resti umani come denti, sono stati trovati negli anni passati altri sorprendenti oggetti come ad esempio conchiglie intenzionalmente forate per la realizzazione di una collana".
Si tratta della più antica testimonianza di disegno astratto mai fatta. Finora le più antiche erano quelle degli scavi di Chauvet in Francia, El Castillo in Spagna, Maros Caves in Indonesia e Apollo 11 in Namibia. "Si tratta di un disegno astratto perché non raffigura niente di figurativo, come per esempio un animale - conclude Pollarolo -. Non si esclude la possibilità di un uso simbolico, ma al momento resta un'ipotesi tutta da provare".