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Banche private svizzere sotto pressione: per la prima volta dal 2011 hanno infatti registrato una flessione delle entrate. Il calo ha riguardato in particolare l'afflusso di nuovi capitali.
Lo afferma uno studio della società di consulenza Roland Berger: nel 2011, i 54 istituti privati svizzeri presi in considerazione dalla ricerca, tra cui UBS e Credit Suisse, avevano messo a segno un afflusso di capitali freschi pari a 110 miliardi franchi, importo che cinque anni più tardi si è ridotto a 32 miliardi.
Non tutte le banche hanno sofferto in egual misura: gli istituti più grandi, con oltre 100 miliardi di franchi di patrimoni amministrati, così come i più piccoli (da 10 a 25 miliardi) hanno persino registrato un aumento degli afflussi, mentre i deflussi hanno interessato le banche di medie dimensioni (da 25 a 100 miliardi) e gli istituti con meno di 10 miliardi di capitale in gestione.
Uno scenario in flessione si profila anche sul piano degli utili operativi, scesi del 2,5% su base annua a 7,8 miliardi, con flessioni del 30,6% per gli istituti privati di medie dimensioni, mentre le grandi banche hanno registrato incrementi. Sull'arco dei cinque anni le cifre sono invece rimaste più o meno stabili.
Per quanto riguarda il personale lo studio rileva un calo sullo stesso arco di tempo da 70'000 a 64'000 effettivi: il taglio occupazionale ha interessato in particolare gli istituti più grandi.
SDA-ATS