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WASHINGTON - Jared Kushner, genero di Donald Trump e consigliere alla Casa Bianca, ha evocato un possibile rinvio delle elezioni presidenziali americane di novembre a causa della pandemia di Covid-19, anche se la decisione non rientra tra i poteri del presidente, ma spetta al Congresso.
Kushner non ha escluso che il voto possa slittare: «Per ora il piano è di votare a novembre, ma non sono sicuro», ha risposto a chi gli chiedeva se si andrà alle urne il 3 novembre.
I democratici temono che Trump possa approfittare della crisi del coronavirus per forzare la mano su un rinvio, soprattutto se i sondaggi continueranno a dare il tycoon dietro a Joe Biden.
In seguito alla polemica subito scaturita dalle sue parole, Kushner ha spiegato di non essere «mai stato coinvolto in discussioni sulla possibilità di cambiare la data delle elezioni presidenziali, né di essere a conoscenza di discussioni di questo tipo».
Ma l'uscita del genero di Trump ha suscitato dei mal di pancia anche a destra. «Le parole di Kushner dimostrano la sua incredibile ignoranza su quello che prevedono la Costituzione e la legge e rivelano tutta la sua l'arroganza», ha twittato il noto critico e commentatore politico conservatore Bill Kristol.
Un eventuale rinvio delle elezioni permetterebbe a Trump di guadagnare tempo per la sua campagna elettorale, ma non gli consentirebbe di restare alla Casa Bianca fino a un nuovo voto. Il suo mandato scade infatti inevitabilmente il 20 gennaio 2021 e, come ricostruito dalla BBC, l'incarico di presidente ad interim sarebbe a quel punto assunto dal presidente pro tempore del Senato, l'86enne repubblicano Chuck Grassley.