Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/150415

<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce delle presenti circostanze, il Consiglio federale è incaricato di denunciare la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) per poi riaderirvi immediatamente con la seguente importante riserva: sono fatti salvi il settore dell'immigrazione (asilo incluso) e quello della naturalizzazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è espresso in merito alla CEDU e alle sue ripercussioni per la Svizzera nel rapporto del 19 novembre 2014 in adempimento del postulato Stöckli 13.4187 (FF 2015 355). Come fatto a suo tempo nella risposta all'interpellanza Brunner 13.3237 del 22 marzo 2013, ha preso posizione anche in merito a una denuncia della CEDU, motivando in dettaglio i motivi per cui scarta tale opzione. Il Consiglio federale rinvia a tali argomentazioni, che restano integralmente valide.</p><p>Nel presente caso occorre precisare soltanto quanto segue: l'autore della mozione vorrebbe denunciare la CEDU per poi riaderirvi immediatamente formulando riserve concernenti due ambiti. La denuncia non si propone pertanto di porre fine agli obblighi contrattuali, bensì serve manifestamente ad eludere la regola dell'articolo 57 CEDU sulle riserve. Il Tribunale federale ha ritenuto tale modo di procedere abusivo e incompatibile con lo spirito della CEDU (DTF 118 Ia 473 segg., consid. 7 c; cc). È peraltro lecito presumere che le riserve globali relative all'immigrazione e alla naturalizzazione chieste dall'autore della mozione verrebbero considerate riserve di carattere generale, vietate dall'articolo 57 paragrafo 1 CEDU. I diritti fondamentali della nostra Costituzione federale valgono del resto anche per gli stranieri in Svizzera; una tale riserva non sarebbe quindi giustificabile nemmeno sul piano costituzionale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.