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Sarbbero tre e non sei, come precedentemente annunciato dal governo libico, i morti causati dai raid della Nato di questa mattina sul complesso residenziale di Muammar Gheddafi a Tripoli.
Il bilancio delle vittime è stato rivisto al ribasso dal portavoce del governo libico Ibrahim Moussa, che ha precisato che due dei morti erano giornalisti mentre la terza vittima era una guida che li stava aiutando a realizzare un documentario sulla "resistenza" del popolo libico contro la Nato.
Il portavoce libico, in una conferenza stampa nel complesso di Bab al-Aziziya, ha riferito inoltre che i feriti dalle bombe dell'Alleanza sono 27.
I reporter uccisi sarebbero Ali al-Graw e Ismail al-Charif. Il primo sarebbe libico, mentre sul secondo non sono state fornite informazioni. Né Ibrahim Moussa ha detto per quale testata i due lavorassero. Il nome della guida uccisa è invece Abdel Salam Massoud Mohammed, di 25 anni.
La conferenza stampa del portavoce del governo libico si è tenuta accanto ad un cratere provocato, a suo dire, da una delle bombe che hanno colpito Bab al-Aziziya.
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