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Il Consiglio federale ha deciso di prolungare nuovamente il blocco dei fondi dell'ex dittatore zairota Mobutu in Svizzera. I circa 7,7 milioni di franchi saranno congelati per altri due mesi, il tempo necessario al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per pronunciarsi sulla denuncia inoltrata recentemente dalla Repubblica democratica del Congo (RDC).
Il blocco, inizialmente previsto fino al 28 febbraio, si estende dunque al prossimo 30 aprile. «Lo studio del dossier comporta una notevole mole di lavoro», precisa il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato giustificando la decisione governativa.
Il 23 gennaio la RDC ha sporto querela penale presso la procura federale contro alcuni membri sia del regime sia della famiglia del defunto Mobutu rimproverandoli di aver partecipato a un'organizzazione criminale. Se il MPC entrerà in merito, un tribunale potrà «eventualmente» pronunciare il sequestro dei fondi, aveva precisato la portavoce della procura Walburga Bur.
Il governo aveva deciso a fine 2008 di prolungare - per l'ultima volta - fino a fine febbraio il provvedimento. Gli averi Mobutu sono congelati dal 1997. Il blocco era stato rinnovato una prima volta nel 2006, con scadenza a metà dicembre 2008.
Berna e Kinshasa stanno tentando di trovare una soluzione che permetta di restituire i soldi allo Stato africano e non al clan Mobutu. In dicembre, la responsabile della diplomazia elvetica Micheline Calmy-Rey aveva proposto al presidente della RDC Joseph Kabila di ricorrere ai servizi di un legale svizzero specializzato nella restituzione di averi. Cosa poi avvenuta. I costi della procedura e gli onorari saranno a carico della Direzione dello sviluppo e cooperazione (DSC).