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Salvare le vite perché l’Europa non lo fa!
La critica arriva da Amnesty International
Il codice di condotta proposto per le Ong che salvano vite in mare è “immorale” e “potrebbe mettere in pericolo altre vite”. La bozza del documento, proposto per la prima volta in occasione di una riunione informale del Consiglio europeo di giustizia e affari interni inizio luglio, è stata esaminata da Amnesty International e Ong Human Rights Watch.
Questi credono che il codice di condotta possa in alcuni casi ostacolare le operazioni di salvataggio e ritardare gli sbarchi in un luogo sicuro entro un lasso di tempo ragionevole, violando gli obblighi che entrambi gli stati e i comandanti delle navi devono rispettare in base al diritto internazionale del mare.
Secondo Amnesty International, qualsiasi codice di condotta, se necessario, dovrebbe:
avere l’obiettivo di rendere le operazioni di salvataggio in mare più efficaci per salvare vite umane;
essere concordato previa consultazione con i gruppi coinvolti nella ricerca e nel salvataggio;
essere applicato a tutte le imbarcazioni che effettuano salvataggi nel Mediterraneo e non dovrebbe essere legato allo sbarco.
La bozza del documento include la minaccia di rifiuto alle navi delle Ong di sbarcare in Italia se non sottoscrivono il codice o non ne rispettano alcune disposizioni.
“Le Ong sono là fuori nel Mediterraneo per salvare le persone perché l’Unione europea non lo fa”, ha dichiarato Judith Sunderland, direttrice associata di Human Rights Watch per l’Europa e l’Asia centrale. “Data l’entità delle tragedie in mare e degli orribili abusi che migranti e richiedenti asilo subiscono in Libia, l’Unione europea dovrebbe lavorare con l’Italia per rafforzare la ricerca e il salvataggio nelle acque libere di fronte alla Libia, piuttosto che limitarla”.
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foto: Ansa