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Non c'è motivo di preoccuparsi: i bambini imparano da soli a gattonare
"E Max, gattona già?": i genitori sentono sempre ripetersi domande di questo tipo che spesso li mettono sotto pressione. Inutilmente. Perché ogni bambino impara a gattonare da solo e nel pieno rispetto del suo ritmo di sviluppo.
Informazioni utili
L'essenziale in breve
- La maggior parte dei bambini comincia a imparare a gattonare tra i sette e gli undici mesi di età.
- Ogni bambino ha un proprio ritmo di sviluppo. I genitori non possono insegnare al proprio figlio a strisciare carponi o a gattonare.
- Solo pochi bambini hanno bisogno di un sostegno professionale.
Già dopo sei mesi dalla nascita, tanti bebé sono sorprendentemente mobili. Pieni di curiosità e dinamismo cercano di accedere, stando sulla pancia, a oggetti e giocattoli lontani, allungandosi, arrampicandosi e strisciando carponi. È dunque giunto il momento di rendere l'appartamento a prova di bambino!
Ma da quando la maggior parte dei bambini comincia a strisciare carponi o a gattonare correttamente? Da uno studio del professor Remo Largo, celebre pediatra svizzero, si evince che l'80% dei bebé tra i sei e i dieci mesi di età riesce a spostarsi in avanti strisciando carponi sulla pancia. Generalmente un neonato impara a gattonare tra i sette e gli undici mesi. Il piccolo è dunque in grado di avanzare in quadrupedia appoggiandosi sui palmi delle mani e sulle ginocchia.
I genitori devono aver fiducia nello sviluppo del proprio bambino
Ogni cosa a suo tempo: i bambini non si sviluppano tutti allo stesso modo. Il 10% circa è più veloce, un altro 10% è più lento. Se il figlio dei vicini già striscia carponi o gattona per la stanza e il proprio giace ancora sulla coperta da gioco, ecco che i genitori si sentono subito confusi. Ma non deve essere così. Perché ogni bambino ha un suo ritmo individuale che gli fa bene. È importante che i genitori abbiano fiducia nel loro piccolo e lo sostengano in tutto il suo percorso di sviluppo personale. Il proprio bebé non deve per forza svilupparsi come quello dei vicini. Gattonerà quando sarà il momento. "La maggior parte dei bambini impara da sola a strisciare carponi e a gattonare", afferma la dottoressa Jessica Bonhoeffer, medico specialista in pediatria.
Per strisciare carponi e gattonare ci vuole forza
Quando i bambini nascono, sgambettano e agitano le braccia. Si muovono quindi in maniera ancora del tutto involontaria. A poco a poco imparano a controllare i loro movimenti. E così i bebé iniziano a usare mani e braccia per afferrare gli oggetti, per sorreggersi e per girarsi. E capiscono come controllare la testa. Quando strisciano carponi devono spostare il peso in maniera mirata, tendere le gambe e spingersi. Quando gattonano, devono addirittura allungare le braccia e la schiena nonché staccare una mano da terra. "Per farlo sono necessarie forza e coordinazione che devono prima essere acquisite", spiega la dottoressa Jessica Bonhoeffer.
Per imparare a strisciare carponi e a gattonare i bambini hanno bisogno di:
- tanta libertà di movimento. I bambini dovrebbero dunque passare quanto meno tempo possibile nei seggiolini per auto, nelle sdraiette e nelle carrozzine;
- una superficie stabile come, ad esempio, una coperta da gioco, perché i piccoli sperimentano la forza mediante la resistenza;
- un ambiente stimolante con qualche sonaglio e giochino da afferrare che servano al bebé come incentivo per impegnarsi e spostarsi in avanti.
Incoraggiare è superfluo
I genitori non devono quindi incoraggiare il bambino a imparare a strisciare carponi e gattonare. La dottoressa Jessica Bonhoeffer afferma a tal proposito: "Se un bambino si sviluppa in maniera sana, incoraggiarlo non serve a farlo diventare mobile prima o gattonare meglio" e ricorda le nozioni della pediatra ungherese Emmi Pikler (1902-1984), fondatrice dei corsi per bebé "Il primo anno di vita". Quest'ultima giudicava inutile la guida dei genitori, se non addirittura molesta.
Ogni cosa a suo tempo, anche per quando riguarda il gattonamento
"Nuovi studi confermano quanto affermato da Emmi Pikler. Perché ogni sequenza di movimenti si basa su quella precedente", spiega la dottoressa Jessica Bonhoeffer. E continua: "I genitori dovrebbero perciò concedere del tempo al proprio bambino e fargli fare il suo sviluppo. Questo è il modo per sostenerlo al meglio. Gli danno la possibilità di realizzare qualcosa con le proprie forze". Ciò rende fieri e crea fiducia in sé, "molto più di quando il bebé ha solo imparato quello che la mamma e il papà gli hanno mostrato a lungo".
Non è detto che chi inizia tardi a gattonare non diventi uno sportivo
Se un bambino impara tardi a gattonare, alcuni genitori credono che il piccolo forse non diventerà uno sportivo. Questa predizione è però dubbia. La dottoressa Jessica Bonhoeffer spiega: "Talvolta, l'inizio tardivo del gattonamento, se non è patologico, può sì essere un segnale che il bambino non sarà sportivo come gli altri e che forse poi camminerà e correrà un po' più lentamente. Ma alcuni bambini sono semplicemente pigri". La qualità dei movimenti è più importante del momento in cui ha inizio il gattonamento. I bebé che cominciano a gattonare più tardi potrebbero comunque rivelarsi successivamente degli assi dello sport.
Avanzamento creativo
Alcuni bambini non imparano mai a gattonare, ma sono comunque rapidissimi nello spostarsi. Scivolano ad esempio sul sedere, fino a quando un giorno si alzano e camminano. "È dannoso per un bambino non gattonare?", si chiedono spesso i genitori. "Gattonare richiede una coordinazione complessa e favorisce la buona comunicazione tra i due emisferi cerebrali", spiega la dottoressa Jessica Bonhoeffer e continua: "Ritengo però che a essere decisivo non sia il tipo di movimento, bensì la qualità dello stesso". Lei si sofferma pertanto sulle seguenti questioni: il bambino ha forza? Riesce a stabilizzarsi? La sua conclusione: "Un bambino che scivola sul sedere può in ogni caso svilupparsi correttamente".
Solo pochi bambini hanno bisogno di aiuto
Al dodicesimo mese di vita, il 10% dei bambini non riesce ancora a gattonare. "In questo gruppo possono esserci anche bambini che hanno bisogno di un aiuto professionale", sostiene la dottoressa Jessica Bonhoeffer. "Il pediatra dovrebbe accorgersene precocemente nel quadro delle visite di controllo": che il bambino non si sposti in avanti, infatti, spesso non è il primo segnale di una mancanza di forza o di coordinazione. La fisioterapia aiuta a poco a poco il bambino a mettersi in moto.
All'insegna della calma
I genitori non devono dunque preoccuparsi se il loro bambino comincia a gattonare tardi o se trova altri modi per spostarsi. È tuttavia importante sottoporlo alle visite pediatriche di controllo. Il pediatra può così riconoscere precocemente se il bebé rientra forse tra quei pochi bambini con problemi neurologici che possono beneficiare della fisioterapia o necessitano di ulteriori accertamenti.
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