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Gli effetti del surriscaldamento climatico avranno conseguenze terribili sulla società, non solo per quel che concerne l'accesso al cibo, all'acqua e a una casa, ma anche e soprattutto per la democrazia e lo stato di diritto. A farne le spese saranno i più poveri, mentre i ricchi riusciranno a sfuggire alla fame e ai cataclismi. Proprio per questo motivo, è stato coniato il termine "apartheid climatico".
A dirlo è un rapporto dell'ONU, che sarà presentato nei prossimi giorni a Ginevra. Secondo questa analisi, le future catastrofi colpiranno milioni di persone e circa il 75% della popolazione dei paesi in via di sviluppo pagherà i costi dei cambiamenti climatici, nonostante la metà della popolazione più povera sia responsabile della produzione di appena il 10% dell'anidride carbonica totale.
Philip Alston, relatore speciale delle Nazioni unite sulla povertà estrema e i diritti umani, ha criticato le misure adottate fin qui dalla stessa ONU, dal alcune nazioni, dalle ONG e dalle grandi industrie. Secondo l'esperto, i cambiamenti climatici potrebbero causare 120 milioni di nuovi poveri entro il 2030, con il forte rischio di cancellare i progressi fatti negli ultimi 50 anni in ambito di sviluppo, salute globale e riduzione della povertà.