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N. 530.2000.5 M Lugano, 16 agosto 2001 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________ sedente per statuire sull’istanza presentata il 30 luglio 2001 dalla Procuratrice Pubblica avv. __________, sede intesa ad ottenere la proroga di tre mesi, ovvero fino al 28 novembre 2001, del carcere preventivo cui è astretto __________, __________ (patrocinato dall’avv. __________) nel procedimento penale pendente a suo carico per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti; viste le osservazioni 8/9 agosto 2001 dell’accusato, che per il tramite del proprio difensore dichiara di opporsi alla proroga richiesta; letti ed esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________; ritenuto e considerato in fatto ed in diritto: che: - a seguito di notizia di reato pervenuta al Ministero Pubblico del Cantone Ticino nel contesto di una commissione rogatoria inoltrata dal Ministero di Giustizia degli Stati Uniti d’America, è stato aperto d’ufficio un procedimento penale nei confronti di __________, sospettato di aver partecipato ad un importante traffico di cocaina. Arrestato al proprio domicilio di __________ in data 28 agosto 2000 (inc. GIAR __________), ed assunto il medesimo giorno a verbale MP (allegato al rapporto d’arresto __________, inc. GIAR cit., doc. _), __________ ha chiamato in causa, quale correo, __________. Questi, a sua volta tratto in arresto in data 31 agosto 2000, dopo qualche esitazione ha di principio ammesso il proprio coinvolgimento nei fatti d’inchiesta (v. verbale di polizia 31 agosto 2000, ore 14.15, allegato al rapporto d’arresto, inc. GIAR __________ doc. _, p. 4-5). Il successivo 1° settembre 2000, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della promozione d’accusa per i reati menzionati in epigrafe (inc. GIAR cit., doc. _)(così, verbatim, già nella decisione di proroga 22 febbraio 2001, inc. Giar __________, consid. A); - nei confronti di __________, l’inchiesta si è progressivamente estesa: oltre al trasporto delle due tonnellate di cocaina sequestrate a fine maggio 1998 in Florida, è stato individuato prima un antecedente trasporto di 1,25 tonnellate di stupefacente nel corso degli anni 1991/1992, poi altri trasporti (marijuana nel corso degli anni ’80, ed ancora – asseritamente – kg. 800 di marijuana nel 1989: v. già decisione di proroga 22 febbraio 2001, cit., consid. B); - una prima istanza di libertà provvisoria, presentata dall’accusato a meno di due mesi dall’arresto (v. istanza 19 ottobre 2000, inc. Giar __________ doc. _), è stata respinta con decisione 25 ottobre 2000 in considerazione delle eminenti esigenze istruttorie allora sussistenti (loc. cit., consid. 3 p. 4); - con la già citata decisione 22 febbraio 2001, il GIAR ha prorogato una prima volta la carcerazione preventiva di __________, ribadendo le esigenze istruttorie, nonché il pericolo di collusione, desumibili dalla gravità dei reati e dalla connessione della posizione dell’accusato con personaggi latitanti (loc. cit., consid. 3 p. 4), ma aggiungendovi anche un marcato pericolo di fuga (loc. cit., consid. 4 p. 5-6); - con l’odierna istanza, il magistrato inquirente chiede un’ulteriore proroga della carcerazione preventiva cui è astretto __________, tale da permettere l’esecuzione dell’ultimo atto istruttorio ancora mancante, ossia la rogatoria negli Stati Uniti, sollecitata dagli stessi accusati __________ e __________ (v. istanza, inc. Giar __________ doc. _ p. 2; v. scritti difesa __________ al PP 15 e 21 maggio 2001). Agli atti figura l’accordo espresso delle autorità statunitensi per una missione dopo il 24 settembre 2001 (ibid.; v. anche fax 26 giugno 2001 di __________, assistente del Procuratore Pubblico del Distretto Sud della Florida, all’inc. MP, atti istruttori classatore 3 s.n.); - l’accusato si oppone alla proroga richiesta. Si legge nelle osservazioni 8/9 agosto 2001 che il pericolo di collusione e d’inquinamento delle prove é solo virtuale in quanto __________ non avrebbe avuto contatti consistenti con le persone da interrogare negli USA e, comunque, tali contatti sarebbero da ricondurre agli anni 1990/1991 (egli dimentica così le imputazioni relative a traffici ben più recenti di cui è accusato); inoltre, l’importanza degli accertamenti da effettuare é dubbia vista (anche) la disponibilità del magistrato inquirente di rinunciarvi in caso di ulteriori ritardi e avendo le autorità statunitensi (sempre a dire di __________) confermato esplicitamente (come possibile) una sola audizione; il tentativo di comunicare con il coaccusato __________, messo in opera da __________ durante la detenzione, costituisce fatto unico dovuto a “goffaggine” e l’inchiesta è in fase conclusiva. Il pericolo di fuga é inesistente visti i legami con il Ticino (dove risiedono i famigliari), la collaborazione fornita durante l’indagine e l’assenza d’elementi concreti di preparazione di una fuga all’estero dove non ha relazioni. - l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381); - i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128); - si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP; - in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, si può rinviare a quanto già detto in sede di pronuncia 22 febbraio 2001 relativamente alle ammissioni di principio dell’accusato medesimo (loc. cit., consid. A p. 2), nonché al verbale 15 maggio 2001; - le esigenze istruttorie vantate dal Procuratore Pubblico, da lui dovutamente esposte in sede di istanza (loc. cit., p. 2), ovvero l’approfondimento dei fatti imputati agli accusati tramite acquisizione e studio di carte statunitensi ed audizione delle persone colà residenti (ed in parte detenute), appaiono di primo acchito rilevanti per il buon esito dell'inchiesta – e ciò, non solo dal punto di vista della pubblica accusa, ma anche della difesa (si veda l’esternazione di __________ nel verbale 12 marzo 2001 - primo capoverso della p. 2); - il fatto che __________, (v. ad es. scritti 15 e 21 maggio 2001, all’inc. MP, classatore 3 s.n.), faccia dire al proprio difensore di non condividere la particolare rilevanza attribuita alla rogatoria dal magistrato inquirente (v. scritto 27 luglio 2001, all’inc. MP, classatore 3 s.n.) e che i precedenti solleciti (v. ad es. scritti 15 e 21 maggio 2001, all’inc. MP, classatore 3 s.n.) erano da intendere unicamente quali richiami al principio di celerità dell’istruttoria, non inficia la rilevanza della rogatoria medesima e, di conseguenza, non costituisce argomento atto a porre in dubbio l’esistenza di preminenti esigenze istruttorie; contrariamente a quanto egli sembra affermare (con il suo costante riferimento agli anni 1990 e 1991); gli accertamenti concernono anche fatti ben più recenti e non sono limitati alle deposizioni di persone detenute e/o all’analisi di documenti già nelle mani delle autorità inquirenti (cfr. domanda d’assistenza del 2 novembre 2000 e complemento del 20 aprile 2001); ne consegue che un’influenza è tutt’altro che impossibile, come testimonia (e concretizza: cfr. RDAT 1988 no.24 ) il tentativo di concordare dichiarazioni con __________ già messo in opera dall’accusato, irrilevante essendo la pretesa goffaggine di quell’atto, comunque scoperto solo grazie a __________. Inoltre, è evidente la necessità di poter se del caso prospettare le risultanze della rogatoria a tutti e tre i coaccusati in assenza di possibili manovre collusive (REP 1988 p.414). Il tutto senza dimenticare che pericolo di collusione può sussistere anche fino al dibattimento. Irrilevante, a questo stadio e vista la comunicazione della competente autorità giudiziaria statunitense, l’eventuale disponibilità del magistrato inquirente a rinunciare alle prove da assumere in via rogatoriale qualora ciò risultasse, di fatto ed in considerazione del tempo trascorso dall’inoltro della richiesta, impossibile. - nei confronti di __________ permane pure pericolo di fuga così come già accertato nella precedente decisione di proroga (GIAR 22 febbraio 2001, cons. 4); le valutazioni espresse in quella sede mantengono tutta la loro validità : la possibilità di esercitare la sua attività professionale all’estero (come spesso fatto in passato), le frequenti e prolungate permanenze all’estero, l’assenza di una famiglia propria, i legami con l’organizzazione dedita al traffico non limitati ad un episodio, nonché la gravità dei reati che gli vengono imputati (reati contro la salute pubblica commessi sull’arco di oltre un decennio, ripetutamente ed ogni volta per quantitativi molto rilevanti, con modalità tutt’altro che amatoriali) e, non da ultimo, la precedente condanna contumaciale che, seppur lontana nel tempo (ma comunque preceduta e seguita da altri reati – pur se in parte oggi prescritti- cfr. verbale 15 maggio 2001) non può essere banalizzata (SJ 1980 p.585), neppure se __________ fosse effettivamente “presente” in Ticino il giorno del processo (cfr. N. Schmid, Strafprozessrecht, Zurigo 1997, p.208 nota 701). Altri elementi, in parte emersi successivamente, si aggiungono a quelli già indicati e rafforzano la conclusione circa l’esistenza di un serio pericolo di fuga: da un lato la constatazione che __________ è (o perlomeno era) titolare di (almeno una) relazioni bancarie all’estero (cfr. documentazione allegata al complemento di rogatoria data 20 aprile 2001), dall’altro quella che i legami famigliari a sostegno di necessità/volontà di rimanere in Ticino sono limitati al rapporto con la sorella “…unica famigliare rimasta vicino al fratello” (cfr. richiesta di concessione del gratuito patrocinio 19 aprile 2001, inc. GIAR __________). Quanto sopra, associato con l’oggettiva gravità del reato che già a questo stadio permette di non escludere, bensì di ritenere altamente verosimile, una pena importante da espiare (la comminatoria è della reclusione) impone constatazione di sussistenza di concreto pericolo di fuga ai sensi della dottrina e della giurisprudenza in materia (SJ 1981 p. 135; DTF 26 giugno 1981 in re V.; DTF 30 aprile 1997 in re G.B; DTF 117 Ia 69; CEDU Serie A, no. 9, § 15). - ci si potrebbe chiedere, nell’ottica della proporzionalità della proroga richiesta, se il lungo tempo trascorso fra l’inoltro della rogatoria e il suo accoglimento da parte delle autorità statunitensi (quasi sette mesi) non osti ad un’ulteriore proroga della carcerazione preventiva di __________, tanto più che anche per l’evasione della rogatoria dovranno trascorrere almeno altri quattro mesi dal suo accoglimento. Tenuto conto che l’incarto non è comunque stato fermo in attesa della risposta statunitense, che gli stessi difensori hanno caldeggiato l’inoltro e l’esecuzione della rogatoria, ma soprattutto che il procedimento penale contro __________ sfocerà certamente in una condanna ad un’importante pena privativa della libertà, di durata comunque ben superiore alla carcerazione preventiva già subita ed ancora prospettabile, è giustificato ritenere che la proroga richiesta sia considerata rispettosa del principio di proporzionalità, tanto con riferimento alla durata complessiva del carcere preventivo che con riguardo ai tempi tecnici necessari per l’assunzione delle prove prospettate nonché per la chiusura dell’istruttoria formale; - resta ovviamente impregiudicato l’obbligo del magistrato inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102 e 176 cpv. 3 CPP), così come deve restare riservata la discussione di un’ulteriore proroga se dall’evasione dei prossimi passi istruttori dovesse scaturire la necessità di assumere (d’ufficio oppure su istanza di parte) ulteriori mezzi di prova; - in conclusione, l’istanza di proroga appare giustificata in considerazione delle incombenze ancora da evadere, di un connesso pericolo di collusione (e inquinamento delle prove) di un marcato pericolo di fuga, già ritenuto in occasione della precedente decisione 22 febbraio 2001. Essa è pure adeguata nella durata, e deve dunque essere accolta, con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 lit. f TG e contrario ) e suscettibile d’impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP). * * * * * P.Q.M visti gli artt. 19 cifra 2 LFStup, 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP, 10 CF, 5 CEDU; decide 1. L’istanza 30 luglio 2001 di proroga del carcere preventivo cui è astretto __________ è accolta. §Di conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata sino al prossimo 28 novembre 2001 compreso. 2. Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. 3. Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione. 4. Intimazione: - Avv. __________, per sé e per l’accusato __________; - Procuratore Pubblico avv. __________, sede, con copia delle osservazioni dell’accusato resistente e l’inc. MP __________ di ritorno; - Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro. giudice __________

N. 530.2000.5 M Lugano, 16 agosto 2001

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________

sedente per statuire sull’istanza presentata il 30 luglio 2001 dalla

Procuratrice Pubblica avv. __________, sede

intesa ad ottenere la proroga di tre mesi, ovvero fino al 28 novembre 2001, del carcere preventivo cui è astretto

__________, __________

(patrocinato dall’avv. __________)

nel procedimento penale pendente a suo carico per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti;

viste le osservazioni 8/9 agosto 2001 dell’accusato, che per il tramite del proprio difensore dichiara di opporsi alla proroga richiesta;

letti ed esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto e considerato

in fatto ed in diritto:

che:

- a seguito di notizia di reato pervenuta al Ministero Pubblico del Cantone Ticino nel contesto di una commissione rogatoria inoltrata dal Ministero di Giustizia degli Stati Uniti d’America, è stato aperto d’ufficio un procedimento penale nei confronti di __________, sospettato di aver partecipato ad un importante traffico di cocaina. Arrestato al proprio domicilio di __________ in data 28 agosto 2000 (inc. GIAR __________), ed assunto il medesimo giorno a verbale MP (allegato al rapporto d’arresto __________, inc. GIAR cit., doc. _), __________ ha chiamato in causa, quale correo, __________. Questi, a sua volta tratto in arresto in data 31 agosto 2000, dopo qualche esitazione ha di principio ammesso il proprio coinvolgimento nei fatti d’inchiesta (v. verbale di polizia 31 agosto 2000, ore 14.15, allegato al rapporto d’arresto, inc. GIAR __________ doc. _, p. 4-5). Il successivo 1° settembre 2000, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della promozione d’accusa per i reati menzionati in epigrafe (inc. GIAR cit., doc. _)(così, verbatim, già nella decisione di proroga 22 febbraio 2001, inc. Giar __________, consid. A);

- nei confronti di __________, l’inchiesta si è progressivamente estesa: oltre al trasporto delle due tonnellate di cocaina sequestrate a fine maggio 1998 in Florida, è stato individuato prima un antecedente trasporto di 1,25 tonnellate di stupefacente nel corso degli anni 1991/1992, poi altri trasporti (marijuana nel corso degli anni ’80, ed ancora – asseritamente – kg. 800 di marijuana nel 1989: v. già decisione di proroga 22 febbraio 2001, cit., consid. B);

- una prima istanza di libertà provvisoria, presentata dall’accusato a meno di due mesi dall’arresto (v. istanza 19 ottobre 2000, inc. Giar __________ doc. _), è stata respinta con decisione 25 ottobre 2000 in considerazione delle eminenti esigenze istruttorie allora sussistenti (loc. cit., consid. 3 p. 4);

- con la già citata decisione 22 febbraio 2001, il GIAR ha prorogato una prima volta la carcerazione preventiva di __________, ribadendo le esigenze istruttorie, nonché il pericolo di collusione, desumibili dalla gravità dei reati e dalla connessione della posizione dell’accusato con personaggi latitanti (loc. cit., consid. 3 p. 4), ma aggiungendovi anche un marcato pericolo di fuga (loc. cit., consid. 4 p. 5-6);

- con l’odierna istanza, il magistrato inquirente chiede un’ulteriore proroga della carcerazione preventiva cui è astretto __________, tale da permettere l’esecuzione dell’ultimo atto istruttorio ancora mancante, ossia la rogatoria negli Stati Uniti, sollecitata dagli stessi accusati __________ e __________ (v. istanza, inc. Giar __________ doc. _ p. 2; v. scritti difesa __________ al PP 15 e 21 maggio 2001). Agli atti figura l’accordo espresso delle autorità statunitensi per una missione dopo il 24 settembre 2001 (ibid.; v. anche fax 26 giugno 2001 di __________, assistente del Procuratore Pubblico del Distretto Sud della Florida, all’inc. MP, atti istruttori classatore 3 s.n.);

- l’accusato si oppone alla proroga richiesta. Si legge nelle osservazioni 8/9 agosto 2001 che il pericolo di collusione e d’inquinamento delle prove é solo virtuale in quanto __________ non avrebbe avuto contatti consistenti con le persone da interrogare negli USA e, comunque, tali contatti sarebbero da ricondurre agli anni 1990/1991 (egli dimentica così le imputazioni relative a traffici ben più recenti di cui è accusato); inoltre, l’importanza degli accertamenti da effettuare é dubbia vista (anche) la disponibilità del magistrato inquirente di rinunciarvi in caso di ulteriori ritardi e avendo le autorità statunitensi (sempre a dire di __________) confermato esplicitamente (come possibile) una sola audizione; il tentativo di comunicare con il coaccusato __________, messo in opera da __________ durante la detenzione, costituisce fatto unico dovuto a “goffaggine” e l’inchiesta è in fase conclusiva. Il pericolo di fuga é inesistente visti i legami con il Ticino (dove risiedono i famigliari), la collaborazione fornita durante l’indagine e l’assenza d’elementi concreti di preparazione di una fuga all’estero dove non ha relazioni.

- l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);

- i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

- si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;

- in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, si può rinviare a quanto già detto in sede di pronuncia 22 febbraio 2001 relativamente alle ammissioni di principio dell’accusato medesimo (loc. cit., consid. A p. 2), nonché al verbale 15 maggio 2001;

- le esigenze istruttorie vantate dal Procuratore Pubblico, da lui dovutamente esposte in sede di istanza (loc. cit., p. 2), ovvero l’approfondimento dei fatti imputati agli accusati tramite acquisizione e studio di carte statunitensi ed audizione delle persone colà residenti (ed in parte detenute), appaiono di primo acchito rilevanti per il buon esito dell'inchiesta – e ciò, non solo dal punto di vista della pubblica accusa, ma anche della difesa (si veda l’esternazione di __________ nel verbale 12 marzo 2001 - primo capoverso della p. 2);

- il fatto che __________, (v. ad es. scritti 15 e 21 maggio 2001, all’inc. MP, classatore 3 s.n.), faccia dire al proprio difensore di non condividere la particolare rilevanza attribuita alla rogatoria dal magistrato inquirente (v. scritto 27 luglio 2001, all’inc. MP, classatore 3 s.n.) e che i precedenti solleciti (v. ad es. scritti 15 e 21 maggio 2001, all’inc. MP, classatore 3 s.n.) erano da intendere unicamente quali richiami al principio di celerità dell’istruttoria, non inficia la rilevanza della rogatoria medesima e, di conseguenza, non costituisce argomento atto a porre in dubbio l’esistenza di preminenti esigenze istruttorie; contrariamente a quanto egli sembra affermare (con il suo costante riferimento agli anni 1990 e 1991); gli accertamenti concernono anche fatti ben più recenti e non sono limitati alle deposizioni di persone detenute e/o all’analisi di documenti già nelle mani delle autorità inquirenti (cfr. domanda d’assistenza del 2 novembre 2000 e complemento del 20 aprile 2001); ne consegue che un’influenza è tutt’altro che impossibile, come testimonia (e concretizza: cfr. RDAT 1988 no.24 ) il tentativo di concordare dichiarazioni con __________ già messo in opera dall’accusato, irrilevante essendo la pretesa goffaggine di quell’atto, comunque scoperto solo grazie a __________. Inoltre, è evidente la necessità di poter se del caso prospettare le risultanze della rogatoria a tutti e tre i coaccusati in assenza di possibili manovre collusive (REP 1988 p.414). Il tutto senza dimenticare che pericolo di collusione può sussistere anche fino al dibattimento. Irrilevante, a questo stadio e vista la comunicazione della competente autorità giudiziaria statunitense, l’eventuale disponibilità del magistrato inquirente a rinunciare alle prove da assumere in via rogatoriale qualora ciò risultasse, di fatto ed in considerazione del tempo trascorso dall’inoltro della richiesta, impossibile.

- nei confronti di __________ permane pure pericolo di fuga così come già accertato nella precedente decisione di proroga (GIAR 22 febbraio 2001, cons. 4); le valutazioni espresse in quella sede mantengono tutta la loro validità : la possibilità di esercitare la sua attività professionale all’estero (come spesso fatto in passato), le frequenti e prolungate permanenze all’estero, l’assenza di una famiglia propria, i legami con l’organizzazione dedita al traffico non limitati ad un episodio, nonché la gravità dei reati che gli vengono imputati (reati contro la salute pubblica commessi sull’arco di oltre un decennio, ripetutamente ed ogni volta per quantitativi molto rilevanti, con modalità tutt’altro che amatoriali) e, non da ultimo, la precedente condanna contumaciale che, seppur lontana nel tempo (ma comunque preceduta e seguita da altri reati – pur se in parte oggi prescritti- cfr. verbale 15 maggio 2001) non può essere banalizzata (SJ 1980 p.585), neppure se __________ fosse effettivamente “presente” in Ticino il giorno del processo (cfr. N. Schmid, Strafprozessrecht, Zurigo 1997, p.208 nota 701). Altri elementi, in parte emersi successivamente, si aggiungono a quelli già indicati e rafforzano la conclusione circa l’esistenza di un serio pericolo di fuga: da un lato la constatazione che __________ è (o perlomeno era) titolare di (almeno una) relazioni bancarie all’estero (cfr. documentazione allegata al complemento di rogatoria data 20 aprile 2001), dall’altro quella che i legami famigliari a sostegno di necessità/volontà di rimanere in Ticino sono limitati al rapporto con la sorella “…unica famigliare rimasta vicino al fratello” (cfr. richiesta di concessione del gratuito patrocinio 19 aprile 2001, inc. GIAR __________). Quanto sopra, associato con l’oggettiva gravità del reato che già a questo stadio permette di non escludere, bensì di ritenere altamente verosimile, una pena importante da espiare (la comminatoria è della reclusione) impone constatazione di sussistenza di concreto pericolo di fuga ai sensi della dottrina e della giurisprudenza in materia (SJ 1981 p. 135; DTF 26 giugno 1981 in re V.; DTF 30 aprile 1997 in re G.B; DTF 117 Ia 69; CEDU Serie A, no. 9, § 15).

- ci si potrebbe chiedere, nell’ottica della proporzionalità della proroga richiesta, se il lungo tempo trascorso fra l’inoltro della rogatoria e il suo accoglimento da parte delle autorità statunitensi (quasi sette mesi) non osti ad un’ulteriore proroga della carcerazione preventiva di __________, tanto più che anche per l’evasione della rogatoria dovranno trascorrere almeno altri quattro mesi dal suo accoglimento. Tenuto conto che l’incarto non è comunque stato fermo in attesa della risposta statunitense, che gli stessi difensori hanno caldeggiato l’inoltro e l’esecuzione della rogatoria, ma soprattutto che il procedimento penale contro __________ sfocerà certamente in una condanna ad un’importante pena privativa della libertà, di durata comunque ben superiore alla carcerazione preventiva già subita ed ancora prospettabile, è giustificato ritenere che la proroga richiesta sia considerata rispettosa del principio di proporzionalità, tanto con riferimento alla durata complessiva del carcere preventivo che con riguardo ai tempi tecnici necessari per l’assunzione delle prove prospettate nonché per la chiusura dell’istruttoria formale;

- resta ovviamente impregiudicato l’obbligo del magistrato inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102 e 176 cpv. 3 CPP), così come deve restare riservata la discussione di un’ulteriore proroga se dall’evasione dei prossimi passi istruttori dovesse scaturire la necessità di assumere (d’ufficio oppure su istanza di parte) ulteriori mezzi di prova;

- in conclusione, l’istanza di proroga appare giustificata in considerazione delle incombenze ancora da evadere, di un connesso pericolo di collusione (e inquinamento delle prove) di un marcato pericolo di fuga, già ritenuto in occasione della precedente decisione 22 febbraio 2001. Essa è pure adeguata nella durata, e deve dunque essere accolta, con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 lit. f TG e contrario ) e suscettibile d’impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP).

* * * * *

# P.Q.M

visti gli artt. 19 cifra 2 LFStup, 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP, 10 CF, 5 CEDU;

decide

decide 1.

L’istanza 30 luglio 2001 di proroga del carcere preventivo cui è astretto __________ è accolta.

§Di conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata sino al prossimo 28 novembre 2001 compreso.

2.

Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.

Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.

Intimazione:

- Avv. __________, per sé e per

l’accusato __________;

- Procuratore Pubblico avv. __________, sede, con copia delle

osservazioni dell’accusato resistente e l’inc. MP __________ di ritorno;

- Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro. giudice __________