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Inviata alla Cancelleria federale per esame una nuova iniziativa contro la sperimentazione, dopo quella bocciata lo scorso febbraio
Lo scorso anno in Svizzera circa 575’000 animali sono stati utilizzati per esperimenti scientifici, il 3% in più rispetto al 2020. È la prima volta in cinque anni che il loro numero aumenta. Circa il 93% degli esperimenti di grado 3 sono stati effettuati nel contesto della ricerca sulle malattie umane. Quasi la metà di questi test riguardava la ricerca sul cancro e sulle malattie neurologiche come la demenza o la sclerosi multipla.
Dal 2014 si è registrato un forte aumento di questo tipo di esperimenti, cioè quelli che provocherebbero una grave sofferenza agli animali. Lo scorso anno il Consiglio federale ha lanciato il Programma nazionale di ricerca "Advancing 3R – Animali, ricerca e società" con l’obiettivo di ridurre il numero di esperimenti sugli animali nella ricerca e di affrontare le questioni etiche e sociali.
La Lega svizzera contro la sperimentazione animale e per i diritti dell’animale ha definito "uno scandalo" il forte aumento degli esperimenti sugli animali con il massimo livello di stress. "Questa crudeltà nei confronti degli animali non ha alcun riscontro nell’applicazione pratica e non porta benefici medici", ha aggiunto la Lega. Anche il comitato che ha lanciato l’iniziativa popolare per il divieto di sperimentazione animale, respinta dalla popolazione a febbraio, ha reagito con indignazione. Ha inoltre annunciato di aver già inviato alla Cancelleria federale per esame una nuova iniziativa contro la sperimentazione animale, meno severa rispetto alla precedente.