Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01211.jsonl.gz/700

I ristorni dei frontalieri fanno discutere il Canton Ticino. La quota prevista nel nuovo accordo é del 30 per cento contro il 38,8 per cento oggi in vigore con l’accordo sottoscritto nel 1974. I ristorni, idealmente, dovrebbero essere utilizzati per progetti a ridosso della frontiera. Ad esempio per migliorare la viabilità, diminuire il traffico veicolare e l’impatto ecologico degli spostamenti. Tutto questo però resta lettera morta e i progetti stentano a decollare.
Nella continua tensione tra il Canton Ticino e la vicina penisola, alla luce della evidente volontà di non sottoscrivere il nuovo accordo sui frontalieri, qualora il Governo ticinese dovesse decidere di bloccare i ristorni delle imposte alla fonte il prossimo 30 giugno 2019, la Confederazione, essendo lei parte attrice dell’accordo del 1974 sui lavoratori frontalieri, assicurerà il versamento dell’importo dei ristorni all’Italia al posto del Canton Ticino? La Confederazione é disposta a collaborare col Canton Ticino per mettere pressione sulla controparte al fine di assicurare l’utilizzo di questi importi per progetti di interesse comune?