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Data la nostra distanza dalla sostenibilità ambientale non possiamo indugiare nell’azione: in media gli svizzeri hanno bisogno più di 3 pianeti Terra. Stiamo quindi mangiando dal piatto delle future generazioni.
L’iniziativa per un’economia verde permette di inserire nella Costituzione il concetto di sostenibilità e soprattutto la gradualità secondo la quale la Svizzera dovrebbe raggiungerla entro il 2050. Questo termine è più che ragionevole, anzi addirittura eccessivamente lontano, se solo pensassimo all’innovazione tecnologica avvenuta negli ultimi 20 anni. Le potenzialità della tecnologia andrebbero sfruttate meglio. Ecco alcuni esempi.
Oggi la Svizzera con 730 kg di riﬁuti pro capite all’anno è la seconda più grande produttrice di riﬁuti in Europa. Circa la metà di questi riﬁuti viene attualmente incenerita e le preziose materie prime contenute vengono distrutte. L’iniziativa intende fermare la distruzione di risorse con moderni sistemi di riutilizzazione e di rivalorizzazione.
Circa il 70 percento dell’inquinamento ambientale risultante dai consumi svizzeri è originato all’estero. L’introduzione di standard ecologici per i prodotti importati stimolerebbe lo sviluppo di prodotti ecologici e incoraggerebbe la produzione sostenibile indigena. Che si tratti di una rottura o di un guasto a un computer, a un cellulare o a un paio di scarpe molto spesso non vale più la pena ripararli. Promuovere un design intelligente permetterebbe di produrre e vendere prodotti duraturi, riparabili e anche più convenienti.
Con 1,5 metri quadrati di collettori solari posso produrre più del 90% dell’acqua calda che ho bisogno durante l’anno a emissioni zero. Con l’iniziativa un sistema che funziona diventerebbe standard.
Un convinto sì all’iniziativa per un’economia verde.