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Svizzera e Unione europea sono intenzionate a migliorare le loro relazioni: un gruppo di lavoro sarà incaricato di valutare le varie opzioni. E' quanto emerso durante la visita a Bruxelles della presidente della Confederazione Doris Leuthard, che ha incontrato il presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy e il presidente della Commissione Manuel Barroso.
Al termine del colloquio, Van Rompuy ha affermato che l'importanza della Svizzera quale stretto partner dell'Ue è fuori discussione, in quanto "condividiamo frontiere e valori". Per prendere parte al mercato interno dei Ventisette, Berna dovrà però integrare maggiormente il diritto europeo nelle future trattative. Secondo il presidente del Consiglio europeo, l'ultima parola su come proseguire nelle relazioni bilaterali non è ancora stata detta. Ma occorrono rapporti "più fluidi e più semplici", per facilitare la gestione degli oltre 120 accordi bilaterali, considerati da Bruxelles troppo statici e di difficile adattamento all'evoluzione del diritto europeo. L'Ue non intende più soddisfare ogni desiderio particolare della Svizzera, la quale dovrebbe riprendere automaticamente le norme europee.
Da parte sua Doris Leuthard è rimasta prudente, limitandosi a commentare che sulla maniera di migliorare i rapporti bilaterali "la riflessione è opportuna, vedremo come riuscirci". Nel successivo incontro con il presidente della Commissione, Manuel Barroso, è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro, definito "uno strumento importante", con l'incarico di individuare le "soluzioni". Entro le fine dell'anno dovrebbero esserci i primi risultati, "poi vedremo quali tracce seguire, ha dichiarato la presidente della Confederazione. Dal gruppo di lavoro, composto di esperti, ci si attende una "discussione molto aperta", ha affermato Barroso.
Doris Leuthard ha inoltre sottolineato che Berna è interessata alla stabilità economica dei Ventisette, scossi nei mesi scorsi dalla crisi greca e dagli assalti della speculazione contro l'euro. "Noi siamo solidali e vogliamo un'Europa forte, economicamente credibile". A detta della presidente della Confederazione, i membri dell'Unione Europea dovrebbero prendere come esempio la Svizzera per quanto riguarda la disciplina di bilancio. "La Svizzera ha un livello di debito pubblico pari al 39% del Prodotto interno lordo (Pil) e rispetta i criteri di Maastricht, se esistono ancora", ha sottolineato, non senza ironia, la presidente della Confederazione. I criteri di Maastricht, che prevedono tra l'altro un tetto del 60% del debito rispetto al Pil, vengono ormai superati dalla maggior parte dei paesi europei.
swissinfo.ch e agenzie