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La Camera bassa del parlamento svizzero ha accolto definitivamente lunedì la cosiddetta 'Lex Duvalier', che permetterà di restituire più facilmente i soldi bloccati in Svizzera di ex dittatori ed evitare che finiscano di nuovo in mani criminali.
La necessità di legiferare è emersa dopo vari casi in cui gli Stati richiedenti non erano in grado di svolgere i dovuti passi penali, a causa delle lacune nel loro sistema giudiziario. La Svizzera, in questi casi, poteva essere costretta a restituire gli averi illeciti dei potentati ai loro familiari. Nel 2009, i fondi dell'ex presidente zairese Mobutu sono così stati restituiti agli eredi e non alla popolazione.
I primi a beneficiare della nuova legge dovrebbero essere gli haitiani. Sette milioni di franchi dell'ex dittatore Jean-Claude Duvalier sono infatti ancora bloccati su conti svizzeri. Il 12 gennaio, prima del terremoto sull'isola, il Tribunale federale aveva decretato che i fondi non potevano essere restituiti allo Stato haitiano a causa dei termini di prescrizioni e avrebbero dovuto essere consegnati ai parenti di 'Baby Doc'. Il governo aveva in seguito reagito, bloccando nuovamente gli averi in attesa di un cambiamento legislativo.
Un cambiamento che da lunedì è ormai realtà, poiché il Consiglio nazionale ha approvato con 114 voti contro 49 la nuova Legge sulla restituzione degli averi di provenienza illecita.
È in gioco la reputazione della piazza finanziaria elvetica, ha dichiarato in apertura di dibattito la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, rispondendo alle obiezioni dei rappresentanti dell'Unione democratica di centro (destra nazional-conservatrice). Ogni fondo dirottato corrisponde ad altrettanti soldi che non verrebbero investiti nelle infrastrutture locali e che non potrebbero essere impiegati per curare le persone, ha aggiunto.
La legge prevede tre tappe nella restituzione degli averi. Dapprima, nei casi in cui l'assistenza amministrativa internazionale non funziona, il governo blocca il denaro contestato e apre una procedura di confisca dei beni presso il Tribunale amministrativo federale (TAF). In un secondo tempo il TAF sentenzia la confisca dei beni e infine, grazie ai meccanismi previsti dalla nuova legge, la restituzione viene accelerata. La riconsegna dei fondi avverrà tramite il finanziamento di programmi di interesse pubblico.
swissinfo.ch e agenzie
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