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Il Premio Nobel per la pace 2015 è stato attribuito a titolo collettivo alle organizzazioni appartenenti al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino, per il "contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralistica dopo la rivoluzione dei gelsomini" nel 2010-2011. Lo ha annunciato la presidentessa del comitato norvegese Kaci Kullmann Five. La ricompensa sarà consegnata a Oslo il 10 dicembre.
Il Quartetto tunisino, che comprende l'UGTT (il primo sindacato del paese), l'Utica (il padronato), l'ordine degli avvocati e la Lega tunisina per i diritti umani, era stato formato nel 2013 "quando il processo di democratizzazione era in pericolo, a causa di assassini politici e disordini sociali", stando alla motivazione. Ha reso possibile "un lungo e difficile dialogo fra islamisti e oppositori", costringendoli a un'intesa per uscire dalla paralisi istituzionale. "Il paese era sull'orlo di una guerra civile", ha ricordato ancora il comitato, ma si è trovata una soluzione pacifica.
I laureati odierni per il 2015 succedono alla pachistana Malala Yousafzai e all'attivista indiano Kailash Satyarthi, vincitori insieme lo scorso anno.
Le reazioni
Il Quartetto ha ricevuto le immediate congratulazioni dell'ONU: il portavoce a Ginevra Ahmed Fawzi ha detto che la Tunisia "è un brillante esempio per la regione" del ruolo che può svolgere la società civile, "il paese in cui la transizione dopo la primavera araba è riuscita meglio". "Hanno mostrato la strada per uscire dalle crisi regionali", ha commentato dal canto suo l'Unione Europea. Houcine Abassi, uno dei premiati in quanto segretario generale dell'UGGT, ha parlato di "un omaggio ai maritiri della rivoluzione".
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pon/Reuters/ANSA