Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/19994

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Il miglioramento del coordinamento tra i diversi settori della politica sociale caldeggiato dal postulato va considerato da due distinti punti di vista. Da una parte, nell'interesse di assicurati e beneficiari di prestazioni, si tratta di migliorare la visione complessiva e garantire una coerenza politica a decisioni provenienti da organi diversi. Dall'altra il postulato affronta il problema della distribuzione degli oneri finanziari tra gli enti pubblici; in questo caso si vuole soprattutto evitare che vengano effettuati trasferimenti a scapito di Comuni ed agglomerazioni urbane.</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide la duplice preoccupazione dell'autrice del postulato: cosciente dell'aumento della richiesta di prestazioni sociali e della conseguente crescita della spesa pubblica cui le città sono state confrontate nel corso degli ultimi anni, riconosce che le caratteristiche del sistema sociale svizzero hanno spesso favorito un approccio frammentario alla protezione sociale.</p><p></p><p>Per il trasferimento degli oneri da una collettività all'altra non è necessario creare un nuovo organo di coordinamento: la separazione dei compiti e la distribuzione degli oneri tra Cantoni e Confederazione rientrano nei temi del progetto di nuova perequazione finanziaria. Quanto alla particolare situazione delle città-centro bisognerà prima di tutto trovare soluzioni nel contesto di un sistema cantonale o regionale che tenga in maggior conto le spese effettive delle collettività urbane. In questo caso un nuovo organo centrale sarebbe di dubbia utilità.</p><p></p><p>L'esistenza di un organo centrale potrebbe per contro essere un vantaggio dal punto di vista di un coordinamento di prestazioni e politica volto ad ottenere una migliore coerenza. L'istituzione di un tale organo non è tuttavia indispensabile. La collaborazione (questa sì indispensabile) può avvalersi - come già del resto avviene - di altri strumenti, meno rigidi ed adattabili alle esigenze contingenti. Tanto per fare un esempio, i recenti dibattiti sulle prospettive di finanziamento delle assicurazioni sociali si sono svolti in seno a gruppi interdipartimentali nei quali accanto ai Cantoni erano rappresentati anche i Comuni e le città. E le città partecipano anche ai lavori sulla nuova perequazione finanziaria.</p><p></p><p>Inoltre i Dipartimenti e gli Uffici competenti hanno contatti regolari con le conferenze in seno alle quali i Cantoni possono coordinare la loro politica, in special modo con la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali e con la sua omologa per la sanità. Anche con la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS) informazione e consultazioni circa i progetti sono garantite. Questi meccanismi di comunicazione meritano di essere sviluppati: pur avendo i propri limiti permettono infatti d'intrattenere un dialogo rispettando organizzazione ed autonomia di ciascuna entità coinvolta. Si può per altro avere il fondato timore che un nuovo organo di coordinamento non farebbe che riunire partner che già si incontrano nell'ambito di altre organizzazioni.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere il postulato di ruolo.