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La baronessa Antoinette de Saint Léger, di origine russa, è la figura storica delle Isole di Brissago. Nel lontano 1885 trasforma l'Isola Grande in un bellissimo giardino esotico.
La dimora diventa il centro di intense attività culturali e fanno tappa sulle Isole pittori, scultori, musicisti e scrittori.
Abbandonata, nel 1897, dal marito Richard Fleming, la baronessa Antoinette de Saint Léger intrattiene una fitta rete di relazioni con personaggi di spicco del mondo della cultura, che ospita alle Isole.
Amante della cultura e aperta a nuove idee, la baronessa si lancia però anche in avventure finanziarie fallimentari.
In questo modo dilapida molto presto il suo patrimonio. E così, caduta in poverà, nel 1927 è costretta a vendere le Isole ad un ricco commerciante germanico, Max James Emden, e a trasferirsi ad Ascona.
L'uomo d'affari fa radere al suolo la chiesa e la casa della baronessa per costruirvi l'attuale palazzo, il bagno romano, "l'orangerie" e la darsena. All'insegna del motto "Anche vivere è un'arte", Emden organizza nel suo palazzo grandi festini.
Dimenticata da tutti
Intanto la baronessa finisce i suoi giorni all'ospizio San Donato di Intragna, sola, abbandonata da tutti. Lucida e vivace intellettualmente, come riferisce lo storico Romano Broggini che l'ha conosciuta personalmente, vive però in un mondo tutto suo.
Muore nel 1948 lasciando un'immensa eredità: le Isole di Brissago e un saggio scientifico - "The vegetation of the Island of St.Léger in Lago Maggiore" pubblicato nel 1913 su "The Journal of the Royal Horticultural Society".
Nel 1949 le Isole vengono acquistate in comproprietà dal Cantone Ticino, dai comuni di Ascona, Brissago e Ronco s/Ascona, dalla Lega Svizzera per la protezione dei beni culturali (Heimatschutz) e dalla Lega Svizzera per la protezione della natura (Pro Natura) e vengono aperte al pubblico come Parco Botanico del Cantone Ticino.
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