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I medici dell'Ue che pensavano di esercitare in Svizzera in virtù degli accordi bilaterali potrebbero rimanere delusi.
Stando alla SonntagsZeitung, la ministra della sanità Ruth Dreifuss starebbe pianificando una moratoria triennale riguardante l'apertura di nuovi studi, ognuno dei quali costa mezzo milione di franchi l'anno agli assicurati.
Un decreto in tal senso dovrebbe conferire al Consiglio federale le competenze necessarie togliendole ai cantoni: la misura potrebbe entrare in vigore in autunno. Tale moratoria, specifica il domenicale svizzero-tedesco, non toccherà solo i medici Ue ma anche quelli svizzeri.
Arginare i costi della salute
Sarebbero infatti già centinaia gli stranieri con diploma che vorrebbero esercitare in Svizzera. In media vengono aperti 300 studi medici all'anno. Ma si tratta di una cifra destinata a gonfiarsi: Santésuisse - la federazione degli assicuratori - e la Federazione dei medici svizzeri (FMH) stimano che le richieste provenienti dall'estero dovrebbero oscillare tra le 300 e 400 l'anno. Una prospettiva che - stando al giornale - fa impallidire gli assicuratori e la Dreifuss, considerato l'incremento dei costi della salute.
Qualora le previsioni dovessero avverarsi, la Confederazione dovrebbe quindi avere il potere di promulgare una moratoria della durata di tre anni. Una recente lettera del direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) Otto Piller ai partiti governativi, nonché ai ministri cantonali della sanità, parla di un decreto che dovrebbe essere presentato al Consiglio federale ancora prima della pausa estiva.
Congelare le nuove richieste
Quanto al momento esatto dell'entrata in vigore di tale misura, commenta la SonntagZeitung, tutto lascia pensare che essa potrebbe diventare operativa in autunno, con effetto retroattivo al primo giugno, in modo da «congelare» da 100 a 150 richieste.
Rimangono da convincere i cantoni i quali dovranno rinunciare a una competenza finora da loro esercitata. Stando al giornale, giovedì prossimo la questione verrà discussa in seno alla Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), presente Ruth Dreifuss e il vice dell'UFAS Fritz Britt. Sempre stando al giornale, la gravità della situazione dovrebbe convincere gli scettici e la FMH, a lungo contraria a questa misura.
A tale proposito, dalle colonne della SonntagZeitung il presidente della FHM Hans Heinrich Brunner ha dichiarato che i medici non possono «semplicemente dire di no» alla proposta della Dreifuss. Tuttavia, quale misura compensatoria, la FMH chiede che vengano meglio pianificati i bisogni in nuovi studi medici a livello nazionale nonché una riforma della facoltà di medicina affinché si possa meglio reagire alle condizioni del mercato.
Le casse malattia non vedono l'ora, invece, che un simile provvedimento entri in vigore. Lunedì, in occasione dell'inizio della sessione estiva delle camere, il PLR dovrebbe presentare un'interpellanza sui costi della salute contenente una proposta di moratoria.
swissinfo e agenzie