Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01115.jsonl.gz/433

Lungo la via Appia i più importanti personaggi dell'antichità romana costruirono le loro tombe, affinché avessero una grande visibilità, perché mostravano a tutti la ricchezza e importanza della loro famiglia. Una delle tombe più imponenti è il Mausoleo di Cecilia Metella.
Nel 310 d.C. anche l'imperatore Massenzio scelse la prestigiosa via Appia per costruire la tomba del figlio Romolo Valerio, morto prematuramente a soli quindici anni. Il terreno apparteneva da tempo alla Casa imperiale e comprendeva l'antica villa di Erode Attico, il cosiddetto Triopio.
Vicino al Mausoleo l'imperatore fece costruire un grande Circo dove si svolgevano giochi funebri in onore del figlio. A quell’epoca il Calendario romano prevedeva ben sessantacinque giorni dedicati a diversi Ludi Circensi, ai quali l’imperatore assisteva da un palco a lui riservato, detto Pulvinar Imperiale, che esiste ancora.
Il Mausoleo di Romolo si trova all'interno di un grande recinto quadrato che era un "temenos
", cioè un recinto sacro. I muri perimetrali sono alti più di dieci metri, e all'interno aveva monumentale portico con pilastri, coperto da volte a crociera che sono crollate.
La forma del Mausoleo ricorda quella del Pantheon, perché aveva un edificio rettangolare con pronao a colonne che precedeva il Mausoleo vero e proprio, di forma circolare. Il pronao è scomparso e l'edificio fu trasformato in Casale dai Torlonia, dal quale si entra nella Cripta sepolcrale, che è rimasta praticamente intatta.
È una costruzione circolare di 33 m di diametro, che all'esterno doveva essere rivestita di blocchi di travertino come il Mausoleo di di Cecilia Metella.
All'interno ha un grande pilastro centrale che sostiene una volta a botte ad anello, che copre il corridoio che gira tutto intorno.
Nel pilastro sono ricavate otto nicchie rettangolari e semicircolari alternate, cui corrispondono sul muro perimetrale altrettante nicchie con finestre "a bocca di lupo" dalle quali entrano i raggi solari. Nelle nicchie erano sistemati i sarcofagi imperiali.L'ingresso principale del Mausoleo in corrispondenza del pronao era rivolto verso la via Appia ed è orientato astronomicamente, in modo che il Sole vi entri al tramonto del Solstizio invernale (come scoperto dal prof. Roberto Brunelli).
L'illuminazione aveva un preciso significato simbolico e religioso, legato al Sol Invictus, che nella tarda antichità divenne culto di Stato, soppiantando i Saturnalia nei rituali del Solstizio invernale.
Sol invictus di identificava con Romolo, che venne divinizzato dopo la morte. Essendo divino legittimava la successione imperiale di Massenzio, anche se il suo regno durò solo pochi anni.