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Il controllo degli armamenti, il disarmo e la lotta contro la non proliferazione sono priorità della politica di sicurezza della Svizzera, che mira a incrementare la sicurezza nazionale, riducendo gli arsenali mondiali, e ad aumentare la stabilità internazionale rafforzando la fiducia e la trasparenza tra gli Stati. La Svizzera si adopera anche per prevenire la diffusione delle armi di distruzione di massa e per eliminarle definitivamente.
In quanto Stato neutrale, la Svizzera ha un grande interesse a far sì che il rispetto del diritto internazionale abbia la precedenza sull’espressione della potenza politica o militare. In linea con la sua tradizione umanitaria, la Svizzera sostiene gli accordi multilaterali che mirano non solo a promuovere la sicurezza, la stabilità e la pace ma anche a consolidare il rispetto del diritto internazionale umanitario e i diritti umani, ad alleviare le sofferenze causate dai conflitti armati, a proteggere le popolazioni civili e, in generale, a favorire la sicurezza umana.
Principi d’azione
- La Svizzera s’impegna per costruire ponti tra tutti gli attori coinvolti al fine di identificare soluzioni pragmatiche e ambiziose alle sfide poste dalla corsa agli armamenti.
- La Svizzera attribuisce grande importanza alla capacità di agire delle organizzazioni internazionali e allo sviluppo del diritto internazionale.
- La Svizzera privilegia gli strumenti di diritto internazionale giuridicamente vincolanti agli impegni puramente politici, e partecipa alla definizione di nuovi strumenti per far fronte alle sfide del momento.
- La Svizzera si batte per accordi universali, verificabili e non discriminatori, secondo il principio dell’indivisibilità della sicurezza.
- La Svizzera insiste affinché la società civile venga inclusa nei processi di non proliferazione e di disarmo.
Obiettivi della Svizzera
La Svizzera persegue una politica attiva e pragmatica di controllo degli armamenti, di disarmo e di non proliferazione. Il nostro Paese intende salvaguardare le norme vigenti – sia gli accordi specifici sulle armi sia quelli legati al diritto internazionale in generale – e aderisce, con poche eccezioni, a tutti gli strumenti giuridicamente vincolanti a cui ha accesso, quali:
- la 1a Commissione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU)
- la Conferenza sul disarmo di Ginevra (CD)
- la Commissione per il disarmo delle Nazioni Unite (UNDC)
- il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP)
- il Trattato per la messa al bando degli esperimenti nucleari (CTBT)
- l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA)
- la Convenzione sulle armi chimiche (CAC) e l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC)
- la Convenzione sulle armi biologiche e tossiniche (BTWC)
- la Convenzione su alcune armi convenzionali (CCW)
- le misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza (CSBM) dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE)
- la Convenzione sul divieto mine antiuomo (Convenzione di Ottawa)
- la Convenzione sulle munizioni a grappolo (CCM)
- il Trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT)
In materia di non proliferazione, la Svizzera partecipa ai vari regimi di controllo delle esportazioni e ai codici di condotta seguenti:
- il Gruppo dei fornitori nucleari (NSG)
- il Gruppo Australia (AG)
- il Regime di controllo delle tecnologie missilistiche (MTCR)
- l’Accordo di Wassenaar (WA)
- il Codice di condotta dell’Aia contro la proliferazione dei missili balistici (HCOC)
La Svizzera accorda estrema importanza ai regimi di controllo multilaterali, in particolare a quelli negoziati nel quadro dell’ONU. Sostiene in particolare l’Agenda per il disarmo del segretario generale dell’ONU e attribuisce grande attenzione alla Ginevra internazionale come polo centrale e mondiale del disarmo.
I progressi scientifici e tecnologici hanno un impatto anche sul settore degli armamenti, e la Svizzera ritiene che sia indispensabile tener conto delle ripercussioni sul diritto internazionale, in particolare su quello internazionale umanitario. Per questo s’impegna nelle discussioni volte a definire un quadro normativo per i sistemi d’arma autonomi letali.
Nel campo delle armi convenzionali, la Svizzera si adopera in primis per il rispetto delle norme e degli strumenti del diritto internazionale umanitario che limitano o vietano l’uso di alcune armi convenzionali. Si batte inoltre per un controllo più efficace del commercio delle armi, in particolare nelle zone di crisi.
Gli strumenti e gli accordi relativi alle attività militari le rendono più trasparenti e prevedibili, e permettono quindi di consolidare la stabilità e la fiducia reciproca, contribuendo a prevenire l’acquisizione incontrollata di armamenti, che sono fonte di destabilizzazione. Su questo punto la Svizzera insiste in particolare nel contesto dell’OSCE.