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La Cina ha nominato un monaco buddista tibetano di 16 anni come membro della Commissione per il Tibet della Conferenza del popolo cinese, un importante organo consultivo in Tibet. Lo riferisce la stampa locale.
Suonam Phuntso, considerato l'incarnazione di Reting Rinpoche, un titolo detenuto dagli abati del Monastero di Reting, un influente centro buddista nel Tibet centrale, è stato nominato alla importante carica, diventando così il più giovane membro della commissione.
Secondo alcuni analisti la decisione di Pechino va vista in un'ottica anti Dalai Lama, come tentativo ulteriore, cioè della Cina di dire la sua nella fase post Dalai Lama e di avere sempre maggiore voce in capitolo nelle questioni anche religiose tibetane. Già nel 2010 il governo cinese aveva chiamato il Panchen Lama, allora 22/enne, a far parte del CPPCC (Chinese Peoplè. Political Consultative Conference). Anche se il Panchen Lama di Pechino non è quello voluto dai Tibetani.
Il giovane Rinpoche, secondo le informazioni disponibili, ama la tecnologia, l'iPhone, navigare sul web e i microblog che usa per interagire con la gente. In uno dei suoi ultimi post online ha scritto che "non importa chi è il leader, ma importa chi tratta la gente bene". In un altro suo commento si legge che "i Buddha viventi devono frequentare il popolo. Senza le persone, non ci sono leader, nè Buddha viventi".
Descritto come uno sportivo ma anche amante dello studio delle lingue, ha detto di aver imparato oltre al tibetano anche il cinese e l'inglese. Sono in totale 115 le figure religiose che sono state elette membri del Comitato della CCPPC in Tibet. Hanno ottenuto 63 seggi in più rispetto allo scorso anno e rappresentano il 18% del totale. Molti i giovanissimi, nati negli anni Ottanta e Novanta.
SDA-ATS