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Pechino è stata stretta in una ferrea morsa dalle forze di sicurezza cinesi in vista del 18esimo congresso del Partito Comunista, che si aprirà giovedì 8 novembre nella Sala dell' Assemblea del Popolo, su piazza Tiananmen.
Testimoni oculari hanno riferito che oggi un uomo è stato fermato, ammanettato e portato via dagli agenti di polizia nel centro di Pechino, davanti all' ingresso di Zhongnanhai, il centro residenziale nei pressi della Città Proibita, dove vivono gran parte dei dirigenti politici cinesi.
Secondo il gruppo umanitario Amnesty International, 130 dissidenti sono stati allontanati dalla metropoli, tra cui l'attivista anti-Aids Hu Jia e il popolare blogger Li Huaping che, afferma AI, è scomparso dopo essere stato fermato dalla polizia il 25 ottobre.
Gli utenti di Internet della capitale si lamentano dell'estrema lentezza delle connessioni, mentre ai 60mila tassisti di Pechino è stato ordinato di impedire ai passeggeri di abbassare i finestrini, perchè potrebbero lanciare fuori dei volantini "contenenti slogan reazionari".
Tra gli altri divieti imposti in questi giorni ci sono quello di far volare i piccioni (uccelli che molti cinesi amano allevare) e quello di comprare aeroplani giocattolo e coltelli da cucina senza identificarsi.
Gli ambulanti che vendono di tutto ai turisti di Tiananmen - dalle cartine geografiche, all'acqua minerale, agli snack chiamati dai cinesi "xiao che" (piccole cose da mangiare) - è stato ordinato di allontanarsi e di non tornare per tutta la durata del Congresso.