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Nuovi motivi d'imbarazzo per Boris Johnson a causa di una vecchia vicenda, rispolverata dal Sunday Times, di presunti trattamenti di favore riservati a un'imprenditrice "amica", l'ex modella americana Jennifer Arcuri, quando il primo ministro era sindaco di Londra.
Johnson ha glissato oggi sulla questione, al suo arrivo a New York per i lavori dell'assemblea generale dell'Onu, sfuggendo alle domande dei giornalisti britannici che gli rinfacciavano il sospetto - sollevato in particolare dall'opposizione laburista - di un potenziale "conflitto d'interessi".
E ha rifiutato di rispondere anche a chi gli chiedeva se all'epoca avesse avuto una relazione con la platinata Arcuri. Secondo il Sunday Times, l'ex modella - convertitasi in businesswoman nel settore dell'hi tech - avrebbe incassato negli anni 126.000 sterline fra sussidi e commesse pubbliche nel Regno Unito, incluso un incentivo da 100.000 destinato al sostegno di aziende "basate in Inghilterra": salvo riportare il suo intero business negli Usa all'inizio del 2019.
Quanto a Johnson, da sindaco l'avrebbe inclusa in una delegazione commerciale durante una missione del Comune all'estero. Di qui la richiesta del Labour di un'inchiesta parlamentare sulle ombre di un possibile conflitto d'interessi da parte dell'allora primo cittadino.
Il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha difeso l'attuale premier definendo "perfettamente normale" la partecipazione di imprenditori a missioni commerciali pubbliche. Mentre il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, successore di BoJo, ha ordinato un'indagine interna sull'accaduto in seno al Municipio.
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