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È una macchia indelebile sul serio, quella sconfitta di dieci giorni fa in mondovisione sul ring del Madison Square Garden. Dove il campione inglese della boxe, lo statuario Anthony Joshua, vede il suo regno crollare sotto i colpi del corpulento americano di origine messicana Andy Ruiz, uno che non sembra avere il ‘physique du rôle’. Per Tyson Fury, già campione dei massimi Wba, Wbo, Ibf e Ibo, quella sconfitta segna la fine della carriera dell’illustre connazionale. «È finito: quand’è salito sul ring, ho visto subito che non avrebbe voluto esserci. E quand’è così, poi è dura tornare. Chiedete a qualsiasi allenatore», dice di Joshua il trentenne di Manchester. Che, tutt’ora imbattuto, torna sul ring sabato all’età di trent’anni, per sfidare il tedesco Schwarz. «Tutti dicevano che Joshua mi avrebbe battuto: e in che modo ci sarebbe potuto riuscire?».