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Studenti diplomati
anno 2013 - 2015
Sede dove si svolgono le lezione
ESTRATTOI DA UNA DISPENSA DELLA SCUOLABIBLICA
La beffa dell'uomo di Piltdown
Nell’intento di confermare la loro teoria, per fornire l'anello mancante, gli evoluzionisti hanno cercato i fossili di uomini primordiali nelle rocce, nella sabbia o nella ghiaia. Gli scienziati asseriscono che i ritrovamenti di alcuni fossili siano resti di uomini primordiali e preistorici che vivevano migliaia di anni fa. Hanno pure affermato che siano il presunto "anello mancante fra la bestia e l'uomo". La teoria dell'evoluzione si basa sull'autenticità di questi resti. Il periodo in cui si suppone che questi esseri vissero viene menzionato con certezza assoluta, benché fra gli evoluzionisti ci sia un divario sulla loro datazione.
Qual è la storia che si cela dietro questi "reperti"?
La storia li ha radicalmente smentiti. In almeno un clamoroso caso, l'evoluzionista, nel suo entusiasmo di trovare l'anello mancante, è rimasto vittima di un incredibile beffa. L'evidente inganno dell'uomo di Piltdown è stato scoperto alcuni anni fa.
La rivelazione della beffa dell'uomo di Piltdown ha contribuito alla demolizione della teoria dell'evoluzione, perché manca la prova convincente di fossili.
L'uomo di Piltdown fu "scoperto" da un certo Charles Dawson, un esperto amatore di fossili. Dichiarò di aver trovato i resti di un uomo "in una cava di ghiaia vicino a Piltdown in Sussex, Inghilterra". Portati al British Museum, i fossili furono accolti con giubilo da un paleontologo che li datò a mezzo milione di anni fa. Questi preziosi "reperti" furono chiamati "l'uomo Dawn" e ottennero un’insolita pubblicità. Da questi spurati reperti, frutto di un’ingannevole scoperta, fu ricostruito il modello di un uomo primordiale e mostruoso, che cominciò ad abbellire i testi di studio per le scuole elementari, superiori e universitarie. Gli evoluzionisti consideravano il "fossile" di Piltdown autentico e un’ulteriore prova che la razza umana era stata originata attraverso il processo dell'evoluzione. La resa dei conti venne ad ottobre del 1956, quando Readers Digest pubblicò la storia completa della "grande beffa dell'uomo di Piltdown". Il dr. Weiner di Oxford rifletté su alcune strane caratteristiche dell'uomo di Piltdown. I suoi denti risultarono essere denti umani, perché erano stati levigati con una lima, cosa che le scimmie non avrebbero mai fatto. La verità venne immediatamente a galla: qualcuno aveva appositamente limato i denti.
Lui e un altro scienziato andarono al British Museum. Un microscopio dimostrò che i denti erano stati limati davvero. Usarono una moderna tecnica di datazione, che non esisteva ancora al tempo in cui Charles Dawson aveva trovato la mascella nella cava di ghiaia, e stabilirono che il fossile non aveva 500.000, ma solo 50 anni e che era proveniente da una scimmia e non da un uomo! Dawson, ormai morto, aveva astutamente mutato la mascella colorandola di ocra con una miscela di ferro e bicromato per farla apparire antica. Così gli evoluzionisti diventarono vittime di una scandalosa beffa, vittime di un uomo che aveva ingannato l'umanità per farla credere che il resoconto biblico della creazione non fosse vera, e che invece, la teoria dell'evoluzione fosse giusta.