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Parlamento e governo vogliono rinnovare la flotta di caccia delle Forze aeree svizzere, con una spesa di 6 miliardi di franchi. Questo progetto viene combattuto da un referendum e saranno quindi gli elettori a decidere in merito il prossimo 27 settembre.Questo contenuto è stato pubblicato il 14 agosto 2020 - 14:59
Di cosa si tratta? I caccia F/A-18 delle Forze aeree svizzere dovranno essere messi fuori servizio verso il 2030. Il Consiglio federale ha pertanto sottoposto al Parlamento l'acquisto di nuovi velivoli sotto forma di decisione programmatica. Questa decisione è soggetta a referendum facoltativo, che è stato effettivamente impugnato dagli oppositori.
L'elettorato si esprime sul principio dell’acquisto, in particolare il credito. In caso di fallimento del referendum, il Consiglio federale deciderà in un secondo tempo sul tipo e sul numero dei velivoli da acquistare. Tale decisione sarà successivamente sottoposta al Parlamento per approvazione.
L'elettorato si esprime sul principio dell’acquisto, in particolare il credito. In caso di fallimento del referendum, il Consiglio federale deciderà in un secondo tempo sul tipo e sul numero dei velivoli da acquistare. Tale decisione sarà successivamente sottoposta al Parlamento per approvazione.
Cosa dicono gli oppositori al progetto adottato dal Parlamento? Sostenuto da partiti e organizzazioni di sinistra, il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSoA) è riuscito a raccogliere le 50’000 firme necessarie per il referendum facoltativo.
Gli oppositori sostengono che i nuovi aerei sono troppo costosi, ecologicamente discutibili e non necessari per la Svizzera. La sicurezza aerea della Svizzera potrebbe essere garantita anche con alternative meno costose.
Cosa dicono i sostenitori di questo progetto? Praticamente tutti gli altri maggiori partiti sono favorevoli al rinnovo della flotta. Per loro è una decisione fondamentale: se non vengono acquistati nuovi aerei, la Svizzera rischia di essere privata di una difesa aerea indipendente.
I sostenitori affermano che l'acquisto e i susseguenti costi d’esercizio verrebbero finanziati esclusivamente attraverso il budget dell'esercito. Il denaro non verrebbe quindi dirottato altrove. Inoltre, i nuovi jet sarebbero più economici rispetto a servizi acquistati esternamente per garantire la sicurezza aerea.
Qual è la controversia? Dopo il fallimento del voto sul Gripen nel 2014, l'esercito e il Consiglio federale hanno cambiato strategia. Ora il dibattito non riguarda un tipo specifico di aereo, ma il futuro delle Forze aeree svizzere. I preparativi sono stati più completi, la comunicazione è più professionale e il messaggio è chiaro: o tutto o niente. La Svizzera potrebbe rimanere senza aeronautica militare a partire dal 2030.
La nuova proposta è molto più difficile da combattere per la sinistra, mentre i ranghi dei partiti borghesi sono più compatti. Inoltre, il Dipartimento della difesa è ora diretto da Viola Amherd, che non è solo popolare ma anche membro del PPD. È la prima volta dopo tanto tempo che questo dipartimento non è più in mano all'UDC.