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I muratori della Svizzera romanda si sono dati appuntamento oggi, martedì, a Losanna per una grande manifestazione: ieri avevano già scioperato nei rispettivi cantoni. Questa mattina, a Ouchy vi erano già circa 4'000 lavoratori, accolti a partire delle 9.30 in un enorme tenda allestita in Place de la Navigation.
Dopo diversi interventi, tra cui quello del presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Pierre-Yves Maillard, si sono riuniti in un'assemblea generale e verso le 13.00 circa 7'000 persone hanno sfilato in un grande corteo per le strade della città.
In un'atmosfera surriscaldata, gli operai hanno scandito più volte sotto la tenda il loro slogan preferito: "Capo, sei rovinato, i muratori sono in strada". A fare da sfondo alla mobilitazione del settore edile è il rinnovo del contratto nazionale di lavoro che scade alla fine dell'anno. Malgrado le sei tornate di negoziati, i partner sociali non sono ancora riusciti a trovare un accordo. Un fallimento provocherebbe un vuoto contrattuale.
"Insopportabile, inaccettabile"
"Le richieste dei datori di lavoro sono le più false possibili e il deterioramento delle condizioni di lavoro dei muratori è insopportabile e inaccettabile", ha dichiarato Maillard alla folla. "Tutti i sindacati della Svizzera sono molto fieri del vostro movimento (...) Non siete soli (...) Avete diritto a un riconoscimento. Grazie per il vostro impegno", ha detto.
I muratori denunciano l'intenzione dei datori di lavoro di voler rendere l'orario flessibile a oltranza, con giornate allungabili in estate e congedi forzati nei mesi invernali. Gli scioperanti non capiscono inoltre perché la Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC) si rifiuti di aumentare i salari, nonostante l'attuale contesto economico.
Già ieri migliaia di muratori romandi sono scesi in piazza per esprimere la loro collera e hanno riunito - secondo i sindacati - 4'000 lavoratori a Losanna e 2'000 a Ginevra. Manifestazioni si sono tenute anche a Delémont, Friburgo e La Chaux-de-Fonds (NE).
Sciopero illegale secondo la SSIC
La SSIC ritiene che lo sciopero violi l'obbligo di mantenere la pace del lavoro, dal momento che è stato organizzato quando il settimo round di negoziati tra i partner sociali deve ancora svolgersi. La questione è stata sottoposta alla Chambre des relations collectives de travail de Genève (CRCT).
Tuttavia, il giudice di Ginevra non è entrato in materia. I datori di lavoro peraltro non si arrendono. La SSIC esaminerà in particolare la possibilità di presentare una denuncia al tribunale arbitrale nazionale prevista dal contratto nazionale del settore principale dell'edilizia, secondo il suo portavoce Matthias Engel.
Secondo un comunicato dei sindacati Unia e Syna, che parlano di una partecipazione odierna a Losanna di 7000 edili, venerdì è prevista un'altra protesta a Zurigo, dove si trova la sede della SSIC. Per il momento - indica la nota - si tratta dell'ultima ondata di giornate di protesta organizzate in tutta la Svizzera. Migliaia di lavoratori dell'edilizia hanno già partecipato a mobilitazioni a Bellinzona, Basilea e nella Svizzera romanda. I lavoratori dell'edilizia sono già pronti a scioperare a gennaio in caso di assenza di contratto, viene aggiunto.