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Incarti n. 10.2008.29 10.2008.233 DA 170/2008 DA 1990/2008 Bellinzona 19 giugno 2008 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Giudice della Pretura penale Damiano Stefani sedente con il segretario Marco Agustoni per statuire nelle procedure penali avviate nei confronti di ACCU 1, difeso da: DI 1 prevenuto colpevole di: ripetuto abuso di carte-chèques o di credito, ripetuta truffa commessa e, in parte, mancata, ripetuta falsità in documenti; fatti avvenuti a Zurigo, Mendrisio, Chiasso, Lugano e Viganello ed in Italia nel periodo dal 19 marzo 2002 al 3 maggio 2002, a Chiasso, Glattbrugg, Viganello, Lugano ed in Italia nel periodo dal 16 maggio 2002 al 31 maggio 2002, nonché a Chiasso e Glattbrugg, in data 16 maggio 2002, 27 maggio 2002 e 31 maggio 2002; reati previsti dagli art. 148 cpv. 1, 146 cpv. 1 e 251 cifra 1 CPS; perseguito con decreto d’accusa n. 170/2008 di data 15 gennaio 2008 del AINQ 1, che propone la condanna dell’accusato: 1. Alla pena pecuniaria di 90 (novanta) aliquote giornaliere da fr. 140.—(centoquaranta) cadauna (art. 34 e segg. CPS), corrispondenti a complessivi fr. 12'600.--. L’esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni (art. 42 e segg. CPS). Pena interamente aggiuntiva a quella inflittagli dal G.U.P del Tribunale di Como con sentenza 15 febbraio 2005, rispettivamente a quella decretata dal Ministero pubblico del Cantone Ticino con decreto d’accusa n. 4083/2006 del 30 ottobre 2006. 2. Alla multa di fr. 1'000.--, con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 10 (art. 106 cpv. 2 CPS). 3. Al versamento alla parte civile CIVI 1, __________, dell’importo di fr. 33'798.80 a titolo di risarcimento (art. 208 cpv. 1 lett. b CPP). 4. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--. 5. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo fissato dall’art. 369 CPS; ed inoltre prevenuto colpevole di: grave infrazione alle norme della circolazione; fatti avvenuti a Paradiso il 31 dicembre 2007; reato previsto dall’art. 90 cifra 2 LCStr, in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1, 34 cpv. 2, 35 cpv. 2 LCStr, 3 cpv. 1, 7 cpv. 1, 10 cpv. 1 ONC; perseguito con decreto d’accusa n. 1990/2008 di data 2 giugno 2008 del,, che propone la condanna dell’accusato: 1. Alla pena pecuniaria di 60 (sessanta) aliquote giornaliere da fr. 130.--(centotrenta) cadauna (art. 34 e segg. CPS), corrispondenti a complessivi fr. 7'800.--. L’esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni (art. 42 e segg. CPS). 2. Alla multa di fr. 1'000.--, con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 10 (art. 106 cpv. 2 CPS). 3. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 300.--. 4. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo fissato dall’art. 369 CPS; viste le opposizioni interposte tempestivamente dall’accusato in data 17 gennaio 2008, rispettivamente in data 11 giugno 2008; considerato che, giusta l’art. 207 cpv. 1 CPP, il decreto d’accusa formalizza il deferimento dell’accusato al giudice della Pretura penale in materia di contravvenzioni, come pure per i delitti e i crimini, nei casi di lieve entità, quanto il Procuratore pubblico ritiene adeguata la pena detentiva fino a tre mesi, la pena pecuniaria fino a novanta aliquote giornaliere o il lavoro di pubblica utilità fino a 360 ore; che la competenza della Pretura penale è regolata nel senso di quanto sopra dall’art. 41 LOG; che la pena complessiva proposta dall’accusa è pertanto di 150 aliquote giornaliere, che si vanno ad aggiungere a quella di cui al decreto d’accusa n. 4083/2006 di data 30 ottobre 2006, confermata da questa Pretura con sentenza 16 agosto 2007, regolarmente cresciuta in giudicato dopo essere stata invano impugnata sino al Tribunale federale; che di conseguenza la fattispecie esula dalla competenza di questo giudice; che gli atti vanno quindi ritornati al Ministero pubblico, affinché proceda all’emanazione di un atto d’accusa ai sensi degli art. 199 e segg. CPP; pronuncia: 1. E’ accertata l’incompetenza della Pretura penale. § Alla crescita in giudicato di questo giudizio gli atti saranno ritrasmessi al Ministero pubblico, affinché proceda nei suoi incombenti. 2. Il dibattimento fissato per il 15 luglio 2008 è annullato (inc. 10.2008.29). 3. Non si prelevano né tasse di giustizia né spese. 4. Intimazione a: Il giudice: Il segretario: Avvertenza: contro il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione e revisione penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice della Pretura penale, in triplice esemplare, entro venti giorni dalla notificazione della sentenza, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese.

Incarti n. 10.2008.29 10.2008.233 DA 170/2008 DA 1990/2008 Incarti n. 10.2008.29

Incarti n. 10.2008.233

DA 170/2008

DA 170/2008 DA 1990/2008

DA 1990/2008 Bellinzona 19 giugno 2008 Bellinzona

Bellinzona 19 giugno 2008

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Giudice della Pretura penale Il Giudice della Pretura penale

Il Giudice della Pretura penale Damiano Stefani Damiano Stefani

sedente con il segretario Marco Agustoni per statuire nelle procedure penali avviate nei confronti di

ACCU 1, difeso da: DI 1 ACCU 1,

difeso da: DI 1

prevenuto colpevole di: ripetuto abuso di carte-chèques o di credito, ripetuta truffa commessa e, in parte, mancata, ripetuta falsità in documenti;

fatti avvenuti a Zurigo, Mendrisio, Chiasso, Lugano e Viganello ed in Italia nel periodo dal 19 marzo 2002 al 3 maggio 2002, a Chiasso, Glattbrugg, Viganello, Lugano ed in Italia nel periodo dal 16 maggio 2002 al 31 maggio 2002, nonché a Chiasso e Glattbrugg, in data 16 maggio 2002, 27 maggio 2002 e 31 maggio 2002;

reati previsti dagli art. 148 cpv. 1, 146 cpv. 1 e 251 cifra 1 CPS;

perseguito con decreto d’accusa n. 170/2008 di data 15 gennaio 2008 del AINQ 1, che propone la condanna dell’accusato:

1. Alla pena pecuniaria di 90 (novanta) aliquote giornaliere da fr. 140.—(centoquaranta) cadauna (art. 34 e segg. CPS), corrispondenti a complessivi fr. 12'600.--.

L’esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni (art. 42 e segg. CPS).

Pena interamente aggiuntiva a quella inflittagli dal G.U.P del Tribunale di Como con sentenza 15 febbraio 2005, rispettivamente a quella decretata dal Ministero pubblico del Cantone Ticino con decreto d’accusa n. 4083/2006 del 30 ottobre 2006.

2. Alla multa di fr. 1'000.--, con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 10 (art. 106 cpv. 2 CPS).

3. Al versamento alla parte civile CIVI 1, __________, dell’importo di fr. 33'798.80 a titolo di risarcimento (art. 208 cpv. 1 lett. b CPP).

4. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--.

5. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo fissato dall’art. 369 CPS;

ed inoltre

prevenuto colpevole di: grave infrazione alle norme della circolazione;

fatti avvenuti a Paradiso il 31 dicembre 2007;

reato previsto dall’art. 90 cifra 2 LCStr, in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1, 34 cpv. 2, 35 cpv. 2 LCStr, 3 cpv. 1, 7 cpv. 1, 10 cpv. 1 ONC;

perseguito con decreto d’accusa n. 1990/2008 di data 2 giugno 2008 del,, che propone la condanna dell’accusato:

1. Alla pena pecuniaria di 60 (sessanta) aliquote giornaliere da fr. 130.--(centotrenta) cadauna (art. 34 e segg. CPS), corrispondenti a complessivi fr. 7'800.--.

L’esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni (art. 42 e segg. CPS).

2. Alla multa di fr. 1'000.--, con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 10 (art. 106 cpv. 2 CPS).

3. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 300.--.

4. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo fissato dall’art. 369 CPS;

viste le opposizioni interposte tempestivamente dall’accusato in data 17 gennaio 2008, rispettivamente in data 11 giugno 2008;

considerato che, giusta l’art. 207 cpv. 1 CPP, il decreto d’accusa formalizza il deferimento dell’accusato al giudice della Pretura penale in materia di contravvenzioni, come pure per i delitti e i crimini, nei casi di lieve entità, quanto il Procuratore pubblico ritiene adeguata la pena detentiva fino a tre mesi, la pena pecuniaria fino a novanta aliquote giornaliere o il lavoro di pubblica utilità fino a 360 ore;

che la competenza della Pretura penale è regolata nel senso di quanto sopra dall’art. 41 LOG;

che la pena complessiva proposta dall’accusa è pertanto di 150 aliquote giornaliere, che si vanno ad aggiungere a quella di cui al decreto d’accusa n. 4083/2006 di data 30 ottobre 2006, confermata da questa Pretura con sentenza 16 agosto 2007, regolarmente cresciuta in giudicato dopo essere stata invano impugnata sino al Tribunale federale;

che di conseguenza la fattispecie esula dalla competenza di questo giudice;

che gli atti vanno quindi ritornati al Ministero pubblico, affinché proceda all’emanazione di un atto d’accusa ai sensi degli art. 199 e segg. CPP;

pronuncia: 1. E’ accertata l’incompetenza della Pretura penale.

§ Alla crescita in giudicato di questo giudizio gli atti saranno ritrasmessi al Ministero pubblico, affinché proceda nei suoi incombenti.

2. Il dibattimento fissato per il 15 luglio 2008 è annullato (inc. 10.2008.29).

3. Non si prelevano né tasse di giustizia né spese.

4. Intimazione a:

Il giudice: Il segretario:

Avvertenza: contro il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione e revisione penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice della Pretura penale, in triplice esemplare, entro venti giorni dalla notificazione della sentenza, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese.