Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01029.jsonl.gz/887

Totalmente abolita la pena di morte
Il Protocollo n. 13 alla CEDU entra in vigore il 1° luglio 2003
La politica in materia dei diritti dell'uomo è parte integrante della politica estera svizzera per due motivi: il primo si riallaccia alla lunga tradizione umanitaria della Svizzera, il secondo al fatto che la salvaguardia dei diritti dell'uomo giova alla pace e alla stabilità internazionale. Nell'ambito della sua politica in materia di diritti dell'uomo, la Svizzera si è sempre impegnata anche per l'abolizione della pena di morte. Occorre assolutamente preservare la Giustizia, che non è per nulla infallibile, dal rischio di condannare a morte persone innocenti e dal pericolo di sminuire il valore della vita umana. Per di più questa arcaica forma di pena non contribuisce affatto a ridurre la criminalità.
Il diritto di ogni uomo alla vita
La Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) del 1950 garantisce il diritto di ogni uomo alla vita. Ammette tuttavia come eccezione l'esecuzione di una sentenza di morte che sia stata pronunciata da un tribunale nel caso in cui la legge commini la pena di morte per un crimine. Da allora, nel diritto nazionale e internazionale si è delineata una tendenza verso l'abolizione della pena di morte. Un passo decisivo è stato fatto in Europa nel 1982 con l'accettazione del Protocollo n. 6 alla CEDU. Detto Protocollo, ratificato da quasi tutti gli Stati firmatari della CEDU, prevede l'abolizione della pena di morte in tempo di pace. Non esclude tuttavia la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o di pericolo imminente di guerra. Successivamente l'Assemblea parlamentare e il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa si sono impegnati a più riprese per una moratoria delle esecuzioni che finora è stata rispettata da tutti gli Stati firmatari.
L'ultimo passo
Con il Protocollo n. 13 del 2002, il Consiglio d'Europa ha fatto l'ultimo passo verso l'abolizione totale della pena di morte. Vieta agli Stati firmatari, anche in tempo di guerra o di pericolo imminente di guerra, di condannare chiunque alla pena di morte o di giustiziarlo. Oltre alla Svizzera, altri dieci Stati hanno finora ratificato il Protocollo: Andorra, Bulgaria, Danimarca, Irlanda, Croazia, Liechtenstein, Malta, Romania, Ucraina e Cipro. Tutta una serie di altri Stati ratificheranno il Protocollo fra breve.