Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01193.jsonl.gz/739

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
SYDNEY - Un esercito di volontari, nei cui ranghi militano camionisti, lavoratori edili, elettricisti e carpentieri, a fianco di chiunque sappia usare una pala, ha risposto all'appello della premier del Queensland Anna Bligh e ha dato il via oggi ad un'operazione di sgombero e riparazione "dalle proporzioni da dopoguerra", a Brisbane e nelle altre città devastate da un'alluvione che ha sommerso tre quarti dello stato.
Dopo la punta massima di ieri mattina nel fiume Brisbane che attraversa la capitale, le acque si stanno finalmente ritirando, portando alla luce strade e case coperte da uno spesso strato di putrida melma. Trentamila case e negozi sono stati inondati e circa 65'000 rimangono senza elettricità. Il bilancio dei morti accertati dopo l'ondata di piena di questa settimana è salito a 16, con una sessantina di dispersi, per una dozzina dei quali si nutrono gravi timori.
Nelle cittadine a monte di Brisbane lo scenario da "zona di guerra" è completato dalla presenza di centinaia di soldati che cercano vittime sotto il fango e fra i detriti.
Le inondazioni che durano da settimane hanno sommerso decine di cittadine e villaggi, alcuni per tre volte, sommergendo un'area grande quanto Francia e Germania messe insieme. Strade, ferrovie e ponti sono stati inondati o distrutti. A Brisbane, terza città d'Australia con due milioni di abitanti, le autorità avvertono i residenti che potranno passare giorni prima che si possa tornare nei quartieri inondati, e che molte case potranno non essere mai più abitabili.
SDA-ATS