Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/30437

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è già stato invitato più volte a esaminare diverse forme di garanzia di un reddito minimo. Così ha fatto segnatamente in occasione del rapporto sui tre pilastri della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (DFI, Rapporto concernente la struttura attuale e l'evoluzione futura della concezione svizzera dei tre pilastri della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, UFAS, 1995). La conclusione a cui era giunto vale ancora oggi: nessuno dei modelli esaminati offre una alternativa preferibile al sistema attuale.</p><p>Questa conclusione trova conferma in uno studio successivo dell'amministrazione (IDA FiSo 2 : "L'efficience des assurances sociales et des modèles de couverture de base", UFAS, 1998 d/f). Su richiesta della Commissione della sicurezza sociale e della sanità pubblica del Consiglio degli Stati è stata esaminata l'efficienza delle assicurazioni sociali e dei modelli di copertura di base. Il rapporto analizza i sistemi che andrebbero a sostituire le assicurazioni sociali (imposta negativa sul reddito, indennità universale) quanto alla loro efficacia (capacità di raggiungere lo scopo di integrazione economica, professionale e sociale) e efficienza (micro e macro)economica e amministrativa. </p><p>Questi sistemi garantirebbero certo un minimo di risorse, ma, per rimanere finanziariamente sostenibile, il livello di queste dovrebbe essere molto basso e quindi quanto garantito sarebbe nettamente inferiore alle prestazioni delle assicurazioni tese a mantenere il tenore di vita. Le principali critiche rivolte a questi sistemi di prestazioni finanziarie riguardano anche il fatto che non presentano alcun tentativo di integrazione professionale o sociale (contrariamente, per esempio, alle misure dell'AI o dell'assicurazione contro la disoccupazione). Si temono inoltre le alterazioni che essi implicherebbero per la disponibilità al lavoro, il quale risulterebbe meno interessante. Lo snellimento amministrativo che un'indennità universale versata senza condizioni comporterebbe non è garantito invece con l'introduzione dell'imposta negativa che necessiterebbe di un rapido e frequente riesame della situazione fiscale dei beneficiari. Infine, l'accettazione e la legittimità di un sistema che si allontana fondamentalmente dal principio fortemente radicato di assicurazione (sociale) sono da prendere con beneficio d'inventario.</p><p>Poiché la valutazione ex ante dei modelli di copertura di base non lascia trasparire vantaggi determinanti rispetto al sistema attuale, il Consiglio federale non ritiene necessario procedere a un esame più approfondito. Un'analisi scientifica di questi modelli è comunque prevista nel quadro del Programma nazionale di ricerca 45 "Problèmes de l'Etat social".</p><p>Per quanto concerne i modelli volti a completare, e non a sostituire, le assicurazioni sociali (prestazioni complementari, prestazioni di reinserimento versate a condizione vi siano le risorse), il Consiglio federale non esclude a priori la possibilità di esaminarli, non però nel loro complesso, ma limitandosi solo ad applicazioni precise.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.