Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01236.jsonl.gz/326

Alcune persone hanno giustificato la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche in quanto tradizione. Non mi è chiaro se la tradizione sia il cristianesimo, il crocifisso o la presenza del crocifisso in un’aula scolastica, ma poco importa.
In molti hanno criticato questo argomento sostenendo che l’appello alla tradizione non è un argomento.
Io credo sia più corretto dire che l’appello alla tradizione sia un argomento incompleto.
Tralasciando il valore simbolico e affettivo che una tradizione può avere (tralasciamo perché una novità può avere un valore simile, anche se credo sia un fenomeno più raro), una tradizione è una pratica che esiste da molto tempo.1
Il fatto che qualcosa esista da molto tempo significa che è da molto tempo che questa pratica è se non la migliore disponibile, quantomeno tra le migliori alternative disponibili. Se non lo fosse, verosimilmente sarebbe già stata sostituita da altre pratiche più adatte.
Difendere una pratica in quanto tradizione è quindi un argomento accettabile. Se si soddisfano le seguenti condizioni: a) non conosciamo con precisione il funzionamento del contesto nel quale si inserisce quella pratica (la tradizione è una sorta di esperimento senza laboratorio: se ho modo di condurre esperimenti in laboratorio, oppure se già conosco il fenomeno, l’appello alla tradizione non ha più senso); b) il contesto sociale è rimasto relativamente costante; c) non si sono sviluppate nuove pratiche.
Al lettore capire quali di questi requisiti soddisfa la tradizione del crocifisso nelle aule scolastiche.
- Quanto tempo? Non credo si possa identificare un valore preciso: molto dipende dal contesto nel quale si sviluppa la pratica che aspira a diventare tradizione. Bastano pochi giorni perché bere il caffè in un determinato bar diventi una tradizione, mentre per un evento più elaborato occorrono anni se non decenni. [↩]