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Vent'anni fa veniva introdotta in Svizzera la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). Lo ricorda oggi l'Iniziativa delle Alpi che parla di un "modello di successo" che potrebbe però essere ulteriormente migliorato.
I criteri di calcolo della TTPCP - peso, distanza percorsa e categoria d'emissione - favoriscono il trasferimento del traffico delle merci dalla strada alla rotaia, ricorda l'associazione in una nota. Sebbene la quantità di merci trasportate attraverso le Alpi sia aumentata costantemente negli ultimi due decenni, il numero di camion in transito è infatti diminuito. Ciò significa che la maggior parte della crescita è stata assorbita dalla ferrovia, che oggi ha una quota di mercato del 71%.
La TTPCP ha portato anche ad altri effetti positivi sull'ambiente: gli autotrasportatori rinnovano costantemente le loro flotte di veicoli per beneficiare della categoria di emissioni più economica. Oltre il 60% dei camion in circolazione sulle strade elvetiche soddisfa oggi lo standard Euro VI.
La tassa sul traffico pesante è stata anche modello d'esportazione in Europa: diversi paesi, come l'Austria e la Germania, hanno adottato soluzioni simili. Nonostante tutto ciò, l'obiettivo di limitare a 650'000 all'anno il numero di transiti attraverso le Alpi svizzere, contenuto nella Legge sul trasferimento del traffico merci, non è raggiunto.
Per l'Iniziativa delle Alpi ciò è anche dovuto al fatto che la TTPCP non è sufficientemente elevata: il balzello massimo negoziato con l'UE per il transito sull'asse di riferimento Chiasso-Basilea è di 325 franchi, ma tale importo viene sempre mancato di circa 30-50 franchi.
Un altro motivo è da ricercare nel fatto che il traffico su strada scarica, malgrado la TTPCP, buona parte (1,6 miliardi all'anno) dei costi esterni sulla comunità e, in definitiva, sui contribuenti. "Questo è un chiaro svantaggio competitivo per la ferrovia".
In vista dell'imminente revisione della TTPCP - il Consiglio federale dovrebbe presentare le sue proposte a fine anno - l'Iniziativa delle Alpi chiede quindi un aumento "significativo" delle tariffe. Oggi, infatti, la tassa copre solo circa un terzo dei costi reali, sostiene l'associazione.
L'Iniziativa delle Alpi domanda inoltre misure per promuovere camion a propulsione alternativa. Tali veicoli non dovrebbero però essere esentati del tutto della tassa poiché anche loro consumano spazio e emettono emissioni nocive come rumore, microplastiche (abrasione dei pneumatici) e polveri sottili (dovute alle frenate).