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"Confermo che abbiamo ricevuto le notifiche per il prolungamento dei controlli temporanei alle frontiere per altri sei mesi da parte di Austria, Danimarca, Francia, Germania, Svezia e Norvegia. Ora la commissione dovrà valutare con attenzione le notifiche ricevute. Ma il messaggio politico è chiaro: non possiamo andare avanti così". Lo ha affermato il commissario Ue per la Migrazione Dimitris Avramopoulos.
"Se andiamo avanti di questo passo, qualche governo nel futuro sarà ritenuto responsabile nel caso qualcosa vada storto, non solo per quanto riguarda Schengen, ma tutta l'Europa", aggiunge.
"Se Schengen crolla sarà l'inizio della fine dell'Ue", avverte Avramopoulos.
"Ci sono preoccupazioni sulla sicurezza che riguardano la gestione dei flussi migratori" spiega il commissario, aggiungendo: "Ma come vado dicendo agli Stati membri da un po' di tempo, invece di introdurre i controlli temporanei alle frontiere, possono fare i controlli di polizia. Ho sollevato la questione" anche "con la Germania, ed ho ricevuto rassicurazioni che torneremo presto ad una Schengen normale. Dobbiamo andare avanti con gli sforzi per tornare ad una situazione di normalità".