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PECHINO - La Cina ha risposto oggi alle accuse di violazione della libertà religiosa mosse dal Vaticano dopo l'ordinazione di un nuovo vescovo non approvato dal Papa, affermando, attraverso un portavoce, che criticare la scelte dell'Associazione significa dimostrare "intolleranza".
Secondo il portavoce governativo Hong Lei, la nomina del vescovo di Chengde da parte dell'Associazione dei cattolici patriottici cinesi segue "la tradizione decennale di indipendenza e di autogoverno della Chiesa cinese", "ed è espressione della libertà di religione".
Criticare la scelte dell'Associazione significa dimostrare "intolleranza", ha aggiunto il portavoce. Sabato scorso l'Associazione patriottica, che risponde al governo di Pechino, ha nominato padre Giuseppe Guo Jincai vescovo della diocesi di Chengde, nel nord della Cina, nonostante il parere contrario del Vaticano.
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