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Dopo un decennio di lotte, analisi e dubbi l'atleta sudafricana Caster Semenya ha deciso di darsi al calcio.
Per anni la sua integrità di donna, di essere umano è stata messa in discussione. Per anni la ragazza sudafricana è stata spinta a prendere ormoni femminili per bilanciare ciò che madre natura le ha dato. Da più parti le è stato detto che non è una donna.
L'ultima goccia è stata la decisione del tribunale supremo federale che ha imposto alla Semenya ulteriori accertamenti e l'imposizione di assumere medicamenti. Mentre l'atleta continuerà a battersi in tribunale, sicuramente non potrà partecipare ai campionati del mondo di atletica che avranno luogo a Doha durante il mese di ottobre.
Sembra che per ora però, la campionessa sudafricana abbia deciso di averne abbastanza.
Nuovo viaggio nel mondo del calcio
La 28enne ha infatti firmato un contratto per un club calcisitico femminile sudafricano, con il quale giocherà la prossima stagione agonistica. La vincitrice di cinque medaglie d'oro - due olimpiche e tre mondiali - continuerà comunque ad allenarsi in vista dei Giochi Olimpici di Tokyo nel 2020, dove spera ovviamente di poter partecipare.
«Un viaggio diverso», così l'atleta sudafricana ha descritto la sua nuova avventura nel mondo del calcio.
«Giocare a calcio non significa che non correrò più», ha commentato la 28enne sudafricana sul suo profilo twitter.
La notizia riguardante la sua nuova avventura sportiva è arrivata poco dopo l'annuncio ufficiale che le proibisce di partecipare ai Campionati del Mondo in Qatar, almeno che non riesca a rientrare nei nuovi parametri internazionali riguardanti le atlete.
Troppo testosterone
La Federazione Internazionale di Atletica ha infatti diramato nuove regole per quel che riguarda il livello di testosterone presente nel corpo delle atlete.
'Essere una calciatrice non significa che non correrò più. Solamente per essere chiari.'
La IAAF ha stimato che sette atlete d'elite su 1000 presentano un livello di testosterone nel corpo di molto superiore alla media delle donne. Questo aspetto, secondo la Federazione Internazionale di Atletica, rappresenta un ingiusto vantaggio in quanto il testosterone è responsabile per lo sviluppo della massa muscolare è per la forza della stessa.
Assumere medicamenti o competere con i maschi
Le soluzioni proposte dalla IAAF alle atlete che presentano livelli troppo alti di testosterone sono due: assumere medicamenti che cambino la chimica ormonale oppure competere contro atleti maschi.
Semenya, che presenta spalle molto larghe e una struttura muscolare alquanto sviluppata, ha promesso che non smetterà di lottare per far sì che tutte le donne con la sua condizione abbiano la possibilità di competere contro altre atlete dello stesso genere.