Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01174.jsonl.gz/364

Il mantello dei bovini di questa razza è nero (tipo Tux) o rossiccio scuro (tipo Zillertal), con una fascia bianca sul petto e sul ventre. Particolarmente ricercati sono i capi con una chiazza a forma di penna sul dorso.
Capace di un ottimo rendimento pur se nutrita con foraggio molto frugale, questa razza impressionò persino gli zar russi, così che venne esportata fino in quelle lontane contrade: oltre 3000 km a piedi per tutti, animali e pastori!
Un ex-voto che testimonia la gratitudine dei pastori per il loro ritorno incolume dalla Russia dopo avervi condotto il bestiame. Dipinto offerto alla chiesa dell’abbazia austriaca di St.Georgenberg-Fiecht presso Schwaz nel 1848.
(Fonte: www.meinbezirk.at)
Una caratteristica che la Tux-Zillertal condivide con la Hérens è l’animo combattivo. In passato, quando le suddivisioni di proprietà sui pascoli alpini non erano così chiaramente regolamentate, si ricorreva alla forza di questi bovini battaglieri. Gli allevatori tenevano sovente una Tux-Zillertal per proteggere dagli attacchi di altri bovini i pascoli migliori sui quali si trovava il resto della mandria. Le Tux-Zillertal erano considerate solitarie e occupavano una posizione dominante rispetto al gruppo.
Una più chiara divisione della proprietà all’inizio del XX secolo e una migliore alimentazione degli animali hanno reso obsolete le battaglie per i pascoli e la Tux-Zillertal è progressivamente scomparsa dalle Alpi tirolesi. La Seconda Guerra mondiale e varie malattie l’hanno quasi estinta. A metà degli anni Settanta, il numero di Tux-Zillertal nel mondo era sceso a soli 30 capi. Ma grazie all’impegno di alcuni appassionati, questa razza è riuscita a sopravvivere e trova oggi molti estimatori, soprattutto tra gli allevatori di vacche madri.