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PECHINO - La governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, vicina al governo di Pechino, sollecita «rispetto reciproco» sull'ipotesi di sanzioni e accusa gli Usa di applicare un «doppio standard» su come le rispettive amministrazioni hanno risposto alle proteste.
«Abbiamo visto più chiaramente nelle recenti settimane i doppi standard che ci sono. Sapete che ci sono rivolte negli Usa - ha detto Lam in conferenza - e vediamo come i governi locali hanno reagito. Anche a Hong Kong, quando abbiamo avuto simili rivolte, abbiamo visto quali posizioni loro hanno adottato allora».
Hong Kong, da giugno 2019, ha visto proteste anche molto violente partite dalla contestata legge sulle estradizioni in Cina e finite per sostenere la richiesta di riforme democratiche o ad alimentare manifestazioni antigovernative: finora, sono state arrestate oltre 9000 persone.
Gli Usa sono stati molto critici su come il governo dell'ex colonia ha gestito gli eventi fino a quando, dopo la legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino, il presidente Donald Trump ha ventilato il ritiro dello status speciale di cui la città gode dal 1992 nei rapporti con Washington.
«Non c'è semplicemente alcuna giustificazione per qualsiasi governo ed economia di imporre sanzioni a Hong Kong di fronte al risultato di un processo legittimo del governo centrale e delle autorità centrale che è stato quello di prendere una decisione per promulgare leggi a favore di Hong Kong per meglio proteggere la sicurezza nazionale», ha continuato Lam, secondo cui con le sanzioni «colpiranno i loro interessi a Hong Kong».
Lam, nella conferenza stampa del martedì che precede la riunione del suo gabinetto, ha parlato delle circa 1300 società statunitensi basate nell'ex colonia che generano il più ampio surplus commerciale mai vantato con qualsiasi altro Paese o territorio.
La governatrice ha affermato poi che molte persone di Hong Kong vivono nella paura, spiegando perché la città ha un bisogno urgente della sicurezza nazionale elaborata da Pechino, osservando di considerare un «fatto oggettivo» che molti residenti rispettosi della legge hanno paura dei disordini.
«Il governo centrale è molto preoccupato per ogni cittadino. Non c'è modo che possa chiudere un occhio», ha detto Lam citando le parole dell'ex leader cinese Deng Xiaoping secondo cui ci sarebbero state situazioni a Hong Kong che non avrebbero potuto essere risolte senza l'intervento del governo di Pechino. «Questa qui è una di quelle occasioni», ha concluso.
La governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, vicina al governo di Pechino, sollecita «rispetto reciproco» sull'ipotesi di sanzioni e accusa gli Usa di applicare un «doppio standard» su come le rispettive amministrazioni hanno risposto alle proteste.