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Lo svolgimento dei Giochi olimpici di Tokyo non è in discussione. Lo ha ribadito il Comitato internazionale olimpico, pur ammettendo che un «grosso lavoro di comunicazione» dovrà essere svolto nei prossimi mesi di avvicinamento all'appuntamento. L'informazione in merito all'epidemia di coronavirus che ha già causato la morte di 1'400 persone dovrà essere gestita nel modo migliore. Il Giappone ha conosciuto ieri il decesso del primo paziente infetto, una donna di 80 anni di una regione vicina alla capitale. Con 33 casi conclamati e più di 200 persone in quarantena su una nave al largo di Yokohama, il Giappone risulta essere il paese più toccato dall'epidemia, ovviamente dopo la CIna.
«Il consiglio ricevuto dall'Organizzazione mondiale della salute (Oms) è che non esiste alcuna ragione per predisporre un piano d'urgenza per l'annullamento o lo spostamento dei Giochi – ha affermato John Coates, presidente del comitato di coordinamento del Cio –. Di sicuro, però, occorrerà svolgere un importante lavoro a livello di comunicazione».
A cominciare dal possibile timore di alcuni atleti nell'affrontare avversari provenienti dalla Cina. Pechino dovrebbe inviare a Tokyo una delegazione forte di circa 600 sportivi... «Il Cio distribuirà dei kit informativi a tutti i comitati olimpici nazionali per spiegare ciò che avverrà quando in gara vi saranno atleti cinesi».
John Coates ha pure affermato che il Cio ha fatto tesoro da quanto era successo a Rio de Janeiro. Quattro anni fa, come si ricorderà, i Giochi avevano dovuto fare i conti con il virus Zika che aveva portato al forfait di alcuni atleti, tra cui i golfisti Jason Day e Rory McIlroy. Ieri il presidente del comitato organizzatore Yoshiro Mori aveva criticato le «voci irresponsabili», ribadendo di non avere alcuna intenzione di annullare o posticipare i Giochi: «Vorremmo lavorare a stretto contatto con i governi nazionali e agire senza panico». Nel corso della riunione con i responsabili del Cio, la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, ha promesso di dispiegare «misure rigorose» per proteggere la popolazione da qui alla fine dei Giochi.