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La Spagna esce dalle quarte elezioni in quattro anni ancora senza una maggioranza chiara in Parlamento. I socialisti di Pedro Sanchez ottengono più deputati di tutti, 120 (in lieve calo rispetto ai 123 uscenti) ma non sono sufficienti per governare da soli, mentre i popolari recuperano dal tonfo storico della primavera scorsa passando da 66 a 87.
Ma è l'ultradestra di Vox a segnare il boom, passando a 52 rappresentanti dai 24 ottenuti il 28 aprile . La formazione di sinistra Podemos è ridimensionata (scende da 42 deputati a 35) mentre Ciudadanos crolla al sesto posto (da 57 seggi a 10) cedendo il passo anche a Esquerra Republicana che si ritrova quinta forza nel Legislativo con 13 deputati.
A Madrid, quindi, il rebus per formare il Governo si presenta pressoché identico a quello prodotto dalle elezioni di sette mesi fa. La strada di Sanchez per restare alla Moncloa con una maggioranza chiara appare in salita, ma il premier uscente ha promesso, subito dopo il termine dello scrutinio, di volersi impegnare per la creazione di un Governo progressista (verosimilmente con Podemos) aprendo così alle alleanze, cosa che finora non era mai stata presa davvero in considerazione, per sbloccare l'impasse che si trascina dallo scorso aprile.
ANSA/Swing
Rivera lascia Ciudadanos e la politica
"Lascio la politica": Albert Rivera si è dimesso dalla presidenza del partito spagnolo Ciudadanos e da deputato dopo la sconfitta elettorale nel voto di domenica, dal quale il partito è uscito ridimensionato in Parlamento. "Mi dimetto affinché un congresso nazionale elegga il futuro del progetto", ha dichiarato durante un incontro coi media. Rivera ha ribadito che si assume "tutta la responsabilità personale" della sconfitta. Era in carica da 13 anni alla guida della formazione di centro-destra.
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