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Il prezzo del petrolio inverte la rotta e dopo essere arrivato a guadagnare l'1%, cede circa lo 0,5% prima di tornare sulla parità.
Il motivo risiede nelle parole del ministro dell'energia dell'Arabia Saudita, Khalid al-Falih, il quale ha dichiarato che i produttori membri dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) e no sono indirizzati ad una estensione dei tagli alla produzione per nove mesi, ma mantenendo la riduzione dell'output ai livelli attuali.
Il Wti viaggia a 51,32 dollari, in lieve calo dopo aver toccato un massimo di 51,93, mentre il Brent scende a 53,95, contro i 54,45 dollari di stamani.
A novembre del 2016, l'Opec e altri undici Paesi produttori, fra cui la Russia, hanno accettato di ridurre la produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno dal primo gennaio fino al 30 giugno. Ma l'impatto di tale decisione ha finora prodotto pochi risultati, a causa dell'aumento dell'offerta dei Paesi che non hanno siglato l'intesa (come la Libia) e della rinnovata crescita della produzione di shale oil da parte degli Usa.
SDA-ATS