Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01018.jsonl.gz/739

Notte afosa. Sonno. Un caffè
turco greco bello forte per cercare di non cedere subito al sonno e leggere ancora qualche pagina di Kelsen (Il problema della giustizia).
A pagina 52, il caldo e il sonno hanno la meglio, e gli occhi si chiudono. La caffeina, tuttavia, continua a stimolare il cervello, che rielabora quanto Kelsen ha scritto sull’uguaglianza di fronte alla legge:
Se dunque non di deve prendere in considerazione alcuna diseguaglianza, allora tutti gli uomini sono eguali e tutto è uguale. Nella norma «non si deve uccidere alcun uomo» tutti gli uomini sono trattati in modo eguale. Quest’uguaglianza però si riferisce soltanto al «non-venir-ucciso», e non a tutti i possibili tipi di trattamento. Nei riguardi dell’applicazione della pena si deve assolutamente tener conto della differenza fra l’uomo che commette un reato e l’uomo che non lo commette.
Continua a leggere “La legge è uguale per tutti”
Ora, anche se diamo per scontato che il vincolo coniugale riguarda la legge divina, è chiaro che la maggior parte delle questioni concernenti il matrimonio è di competenza del diritto convenzionale, per quanto riguarda le procedure, gli impedimenti e le separazioni. E le decisioni in merito non ci sono state tramandate da sinodi riuniti in seduta solenne e per quanto sembrava loro giusto, ma da risposte personali dei pontefici con le quali soddisfacevano alle richieste di questo o di quello, a seconda delle circostanze e sempre in linea con il proprio modo di vedere.
Erasmo da Rotterdam, Paraphrasis in epistolas Pauli ad Corinthios (trad. it. in Del matrimonio e del divorzio, Passigli, 2000)
Eugenia Roccella, in un articolo su Avvenire del 7 novembre 2006, cita un racconto di Philip K. Dick:
Coraggio: stiamo entrando nel terrorizzante universo descritto in un vecchio racconto fantascientifico di Philip Dick, Le pre-persone, in cui l’autore immaginava una società in cui i bambini erano considerati pienamente persone solo quando in grado di risolvere un’equazione algebrica. Solo allora entravano nel cerchio privilegiato di coloro la cui esistenza ha valore sociale.
Quale sconvolgente evento faccia presagire l’avvento di un terrorizzante universo è spiegato, oltre che nell’articolo originale, in un interessante post di Bioetica. Continua a leggere “Personalità algebriche”