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VIENNA - C'è un caso sospetto di coronavirus a Vienna. Si tratta di un'assistente di volo cinese che il 24 gennaio è arrivata nella capitale austriaca e che nei giorni precedenti è stata a Wuhan. La donna si trova ora in isolamento nell'ospedale Kaiser Franz Josef dopo essere stata ricoverata ieri sera con sintomi influenzali.
«Non possiamo escludere che si tratti di coronavirus», comunica il direttore medico degli ospedali viennesi Michael Binder in una nota.
Le analisi, che saranno effettuate all'Istituto di virologia dell'università di Vienna, sono attese entro 48 ore. Nel frattempo vengono controllate anche le persone che a Vienna sono state in contatto con l'assistente cinese prima del suo ricovero. «Non c'è motivo di preoccupazione, gli ospedali viennesi sono preparati al meglio a situazioni del genere», ribadisce l'assessore comunale alla sanità Peter Hacker.
Altre aziende giapponesi vietano viaggi a Wuhan - Aumenta il numero delle aziende giapponesi che vietano ai propri impiegati di recarsi in visita a Wuhan, la città della Cina considerata il focolaio del corona virus. Altre imprese, racconta l'agenzia Jiji Press, hanno deciso di interrompere le attività nella regione dell'Hubei, dove è situata la metropoli, per via delle difficoltà provocate dalla parziale interruzione del trasporto pubblico nel centro metropolitano.
In Giappone, nel frattempo, alcuni dei centri commerciali più famosi hanno autorizzato i propri dipendenti a indossare la mascherina in concomitanza con l'arrivo dei turisti provenienti dalla Cina, previsti in gran numero per le festività del Capodanno cinese.
Il canale pubblico Nhk parla di numerose cancellazioni avvenute nel settore alberghiero in Giappone e delle preoccupazioni dei grandi gruppi del settore per un ulteriore ridimensionamento delle presenze di turisti durante il principale periodo di vacanze dell'anno.
La fuga del turista - Intanto il governo di Tokyo tenta di mitigare i timori della popolazione dopo la diffusione su Twitter, nei giorni scorsi, di false notizie che riguardavano la fuga di un turista cinese sospettato di essere portatore del coronavirus dopo i controlli all'aeroporto del Kansai di Osaka, e sfuggito alle autorità ospedaliere.
La fonte, spiegano le autorità nipponiche, era un'immagine presa del sito cinese Sina Weibo, l'equivalente di Twitter, in cui veniva riferito che l'uomo dopo essere scappato, si sarebbe recato a Kyoto e all'Universal Studios di Osaka, con il concreto pericolo di contagiare altre persone. Il messaggio, con il nome dell'utente oscurato, era stato tradotto dal cinese al giapponese diventando in poco tempo virale.
Un rappresentante della prefettura di Osaka ha riferito che la situazione non si è mai verificata, specificando che «per ogni persona sospetta di aver contratto il virus in arrivo all'aeroporto del Kansai sarà contattato il ministero della Salute, che si occuperà prontamente del caso».
Giappone pronto a evacuare i cittadini da Wuhan - Il premier giapponese Shinzo Abe ha annunciato che il governo si incaricherà di evacuare in aereo i cittadini nipponici che desiderano lasciare la città cinese di Wuhan, considerata il centro dell'epidemia del coronavirus, per fare ritorno in Giappone. La stessa misura era stata annunciata ieri dagli Stati Uniti.
Parlando alla stampa, Abe ha detto che il ministero degli Esteri è in contatto con le autorità centrali di Pechino per ottenere l'autorizzazione all'invio di un aereo charter appena possibile. Circa 700 cittadini giapponesi risiedono a Wuhan, dove tutti i voli aerei, assieme ai viaggi in treno, sono stati sospesi da giovedì.
Abe ha aggiunto che l'esecutivo sta coordinando le attività degli altri ministeri preposti per prepararsi all'arrivo dei cittadini giapponesi dalla Cina in un determinato scalo aeroportuale del Paese.