Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/133948

<h2>SubmittedText<h2><p>In Birmania (Myanmar), Paese con un mercato strategico ricco di materie prime e provvisto di un'abbondante manodopera, si sta assistendo a una vera e propria corsa all'oro e non vi è nulla che garantisca che a beneficiarne sarà la popolazione (una delle più povere al mondo) e neppure che porterà a uno sviluppo sostenibile ed equilibrato.</p><p>Durante un viaggio effettuato nel mese di febbraio nel quadro della mia attività di parlamentare, ho potuto constatare che non soltanto le organizzazioni della società civile e le comunità di base, ma anche i rappresentanti del padronato locale sono molto preoccupati per i rischi connessi a un afflusso incontrollato di capitali. Invocano investimenti e uno sviluppo rispettosi dei diritti umani, delle norme sociali e degli standard ambientali. </p><p>È chiaro che un simile sviluppo sarà possibile soltanto con la cooperazione tra le diverse parti coinvolte e il rafforzamento delle loro capacità. Nel quadro delle sue relazioni con i potenziali investitori (in Svizzera) e del suo progetto pilota di ambasciata integrata (in loco), la Svizzera può rivestire in quest'ottica un ruolo non trascurabile.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Intende sviluppare e approfondire gli scambi su queste questioni con i rappresentanti dell'economia svizzera? In caso affermativo, in che modo e con quali tempi?</p><p>2. Come intende fare la Svizzera per prendere in debita considerazione le preoccupazioni delle diverse parti interessate (autorità politiche, associazioni economiche, organizzazioni non governative, comunità di base, ecc.) e coordinare la loro azione per agevolare l'attuazione in loco di una politica di sviluppo che inglobi il rispetto dei diritti umani e sociali, come pure gli standard ambientali?</p><p>3. Il Consiglio federale ha previsto collaborazioni con altri Stati, sensibili a queste preoccupazioni (Stati Uniti, Unione europea, ecc.), in cui hanno la sede le società degli investitori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale garantisce la coerenza della politica estera svizzera conformemente agli obiettivi della Costituzione come, a livello di valori, la lotta contro la povertà, il rispetto dei diritti dell'uomo, la promozione della democrazia, la conservazione delle risorse naturali nonché, a livello di interessi, il perseguimento della prosperità, in particolare attraverso la tutela degli interessi dell'economia svizzera all'estero. Dalle imprese svizzere il Consiglio federale si aspetta che in caso di attività commerciali all'estero si assumano le loro responsabilità sociali e ambientali.</p><p>In Myanmar, l'ambasciata svizzera ha istituito una piattaforma volta ad assicurare contatti regolari con le imprese svizzere, nell'ambito della quale sottolinea l'importanza di uno sviluppo economico che rispetti i diritti dell'uomo nonché gli standard sociali e ambientali. Il 26 gennaio 2013, inoltre, il DEFR e il Ministero della pianificazione nazionale e dello sviluppo del Myanmar hanno firmato una dichiarazione d'intenti per l'avvio di un dialogo economico bilaterale, il cui obiettivo è di sostenere la transizione del Myanmar nonché favorire una crescita economica sostenibile e un accesso agevolato delle imprese svizzere ai mercati del Myanmar. La dichiarazione d'intenti menziona espressamente i diritti del lavoro, la responsabilità sociale delle imprese e la crescita economica sostenibile. La prima tornata di colloqui è prevista per la fine del 2013.</p><p>A medio termine viene inoltre esaminata la possibilità di creare una struttura, in Svizzera e/o in Myanmar, che riunisca i vari attori svizzeri che operano in Myanmar (attori pubblici e privati, organizzazioni).</p><p>2. La Svizzera sostiene la ferma volontà del Myanmar di perseguire una crescita economica sostenibile. In occasione dei colloqui con le autorità del Myanmar la Svizzera attira sistematicamente l'attenzione sul fatto che lo sviluppo deve essere in sintonia con i diritti dell'uomo, gli standard sociali e l'ambiente. Nell'ambito del Consiglio dei diritti dell'uomo, nel marzo 2013 la Svizzera ha ottenuto l'inserimento nella risoluzione sulla situazione dei diritti degli uomini in Myanmar di un appello, rivolto sia alle imprese nazionali che a quelle internazionali, al rispetto delle linee guida dell'ONU per l'economia e i diritti dell'uomo. Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti dellll'uomoi in Myanmar ha inoltre accolto una richiesta presentata dalla Svizzera nel dialogo interattivo, che esorta il governo del Myanmar a indicare le misure concrete con cui può garantire che il quadro giuridico e regolamentare per gli investimenti e la costituzione di nuove imprese entro i suoi confini sia conforme ai diritti dell'uomo.</p><p>La Svizzera sosterrà la creazione di un centro di competenze per un'economia responsabile, guidato dall'Institute for Human Rights and Business e dal Danish Institute for Human Rights. Le due organizzazioni collaboreranno strettamente con un partner locale, che entro il 2015 assumerà gradualmente la gestione del centro di competenze.</p><p>3. Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi in Myanmar ed esamina possibilità di impegni pertinenti in collaborazione con altri Paesi. Per promuovere uno sviluppo sostenibile nei Paesi partner, la Svizzera sostiene non solo iniziative bilaterali, bensì anche programmi regionali o globali realizzati da organizzazioni multinazionali. Tra di essi figurano ad esempio programmi volti a migliorare le condizioni di lavoro, a ottimizzare il sistema fiscale mediante una maggior efficienza delle risorse nonché a lottare contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Anche in Myanmar vengono già attuati alcuni programmi del genere, finanziati dalla Svizzera o da altri donatori. La SECO ne esamina anche altri, ad esempio dell'Organizzazione internazionale del lavoro o dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale. In generale la Svizzera si sforza di indurre le organizzazioni multinazionali, come l'Organizzazione internazionale del lavoro, ad adottare una posizione costruttiva nei confronti del Myanmar.</p>  Risposta del Consiglio federale.