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BERNA - La Commissione della concorrenza (COMCO) ha inflitto alla Posta una multa di 22,6 milioni di franchi per abuso di posizione dominante. La sanzione è relativa al mercato degli invii in grandi quantità di lettere sopra i 50 grammi di clienti commerciali. Il gigante giallo respinge le accuse e rimanda la decisione al Tribunale amministrativo federale (TAF).
La Posta ha ostacolato il concorrente Quickmail e discriminato certi clienti utilizzando «un sistema di prezzi non trasparente», ha comunicato questa mattina la COMCO.
Nel corso dell'inchiesta condotta è emerso che l'ex regia federale non applicava uniformemente ai suoi clienti contrattuali né il sistema tariffario 2009, in vigore dal primo luglio 2009 al 31 marzo 2011, né il sistema CAPRI valido dal primo aprile 2011.
La Posta accorda ai clienti commerciali condizioni contrattuali speciali per invii postali di valore annuo pari o superiore a 100'000 franchi. Malgrado ciò, prosegue la COMCO, l'azienda ha trattato in modo diverso clienti con caratteristiche simili.
Per un gran numero di contratti sono stati concordati sconti inferiori a quelli stipulati nei sistemi tariffari. Alcuni clienti hanno quindi dovuto pagare prezzi più elevati di altri.
Oltre a ciò, l'ex regia ha introdotto uno sconto supplementare con il sistema CAPRI. I clienti venivano premiati se raggiungevano o superavano l'obiettivo di fatturato mensile concordato con la Posta, ma venivano penalizzati se non lo raggiungevano.
I rimproveri della COMCO nei confronti della Posta rappresentano una novità: mai prima d'ora la Commissione della concorrenza aveva sanzionato l'ex regia federale per posizione dominante. La COMCO si era attivata a causa di reclami da parte della concorrenza e di clienti.
Immediate le reazioni della Posta che ha respinto le accuse della Commissione rimandando la decisione al TAF. Convinta di aver sempre agito in modo legittimo nei confronti dell'utenza e dei concorrenti, l'ex regia federale - in un comunicato - ha affermato di ritenere la sanzione inflittale ingiustificata.
«La Posta crede fermamente di aver sempre agito in modo legittimo nei confronti dei clienti e del mercato e rimanda pertanto la decisione al Tribunale amministrativo federale», si legge nella nota.
Il gigante giallo ha sottolineato che i sistemi tariffari in questione sono stati sviluppati e impiegati nel rispetto della Legge sulle poste. La concorrenza non è mai stata ostacolata dai prezzi applicati. Poiché la COMCO non ha ancora giustificato la sua decisione, la Posta non è in grado di esprimersi sui dettagli.
La Posta - nella nota - ha sostenuto di aver interamente modernizzato nell'aprile 2011 il suo sistema tariffario rendendolo consapevolmente calcolabile e orientato ai costi. I prezzi per i clienti commerciali con un fatturato annuo superiore ai 100'000 franchi non vengono calcolati soltanto in base al volume di lettere previsto ma anche in base alle abitudini di spedizione, precisa il gigante giallo nel comunicato. Più un cliente contribuisce, con la propria pianificazione, le proprie abitudini e la preparazione degli invii, a ridurre i costi della Posta, maggiore sarà lo sconto a lui accordato.