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Una corte d'appello di New York ha condannato Credit Suisse a versare un risarcimento di 400 milioni di dollari (337 milioni de franchi) a STMicroelectronics per un contenzioso sui prodotti finanziari.
Il tribunale ha confermato una sentenza di prima istanza che dava ragione a STMicroelectronics: l'azienda italo-francese attiva nei settori di semiconduttori accusava la banca elvetica di averle venduto, invece dei titoli garantiti dallo stato, prodotti ARS ("Auction Rate Securities"). Alla luce della successiva crisi finanziaria l'investimento effettuato nel 2006 si rivelò disastroso.
"Abbiamo minuziosamente esaminato le critiche di Credit Suisse al risarcimento e le giudichiamo senza fondamento", affermano i giudici in un documento pubblicato oggi. Da parte sua la banca ha fatto sapere di aver già provveduto ai necessari accantonamenti: il giudizio della corte non inciderà quindi sui risultati del secondo trimestre. Alla borsa di Zurigo stamane il titolo della banca perde circa l'1%, in linea con il listino principale.
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