Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01171.jsonl.gz/415

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Johann Schneider-Ammann
KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT(sda-ats)
Il Consiglio federale sarà probabilmente costretto ad attuare l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" tramite ordinanza. Lo ha affermato il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung.
L'articolo costituzionale lascia tempo fino al 9 febbraio 2017 per trovare una soluzione, ma secondo Schneider-Ammann non ci sarebbe abbastanza tempo per raggiungere un accordo con l'Ue. Se si considerano i tempi delle procedure parlamentari e dell'eventuale referendum, appare chiaro che la scadenza difficilmente potrà essere rispettata, ha affermato il presidente della Confederazione.
Secondo le disposizioni transitorie dell'articolo 121a, il Consiglio federale deve emanare le norme d'esecuzione tramite ordinanza se la legge d'attuazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" non è entrata in vigore entro tre anni dal voto. "Forse non ci rimarrà altra scelta", ha detto Schneider-Ammann. In dicembre l'esecutivo aveva proposto l'introduzione di una clausola unilaterale di salvaguardia in caso di mancato accordo con l'UE.
Il Consiglio federale non ha perso tempo, si sapeva fin dall'inizio che i tempi erano stretti, ha sostenuto il presidente della Confederazione. Ciò che conta è raggiungere un buon accordo che risponda a tutte le questioni ancora in sospeso. "La qualità ha la precedenza sui tempi", ha aggiunto.
Già lo scorso anno, sostenendo che il termine di tre anni per attuare l'iniziativa non sia "scolpito nella pietra", il ministro degli esteri Didier Burkhalter aveva affermato che "una buona soluzione è più importante di una scadenza".
L'iniziativa prevede il principio di preferenza agli svizzeri e l'introduzione di contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un'attività lucrativa nella Confederazione. Queste due clausole sono incompatibili con la libera circolazione delle persone. Il Consiglio federale è tuttavia alla ricerca di una soluzione amichevole con l'UE.
Fino a quando si terrà in Gran Bretagna il referendum sull'uscita dall'Unione europea, il prossimo 23 giugno, non c'è da aspettarsi alcuna concessione da parte di Bruxelles. Dopo il voto inizierà per la Svizzera "una corsa contro il tempo". Secondo Schneider-Ammann probabilmente non ci sarà tempo per raggiungere un accordo dettagliato in estate, ma si dovrebbe riuscire a tracciate le linee direttive dell'intesa.
SDA-ATS