Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/72116

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad adeguare l'ammontare del minimo vitale applicato dagli uffici di esecuzione e fallimento all'ammontare applicato per le prestazioni complementari. </p><p>Il Consiglio federale è pregato di proporre alla conferenza degli ufficiali di esecuzione e fallimento della Svizzera di prendere come base uniforme di calcolo delle norme quella delle prestazioni complementari, che costituiscono già una base unificata di presa in considerazione del minimo esistenziale.</p><p>Il Consiglio federale è inoltre invitato a precisare chiaramente che non è possibile includere gli assegni familiari nel calcolo del minimo vitale.</p><p>Le autorità cantonali d'esecuzione potranno quindi prendere in considerazione le differenze regionali sulla base di tale minimo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione chiede che per il calcolo del minimo esistenziale da parte degli uffici di esecuzione e fallimento valgano le stesse basi applicate per le prestazioni complementari dell'AVS/AI. Chiede inoltre di precisare l'impignorabilità delle prestazioni delle casse di compensazione familiari.</p><p>Non è possibile applicare automaticamente il minimo esistenziale previsto per le prestazioni complementari al diritto in materia d'esecuzione e fallimento. Nel caso delle prestazioni complementari, sono determinanti le esigenze dell'avente diritto: questa persona e la sua famiglia devono poter partecipare in modo adeguato alla vita sociale. La situazione è diversa nel calcolo del minimo in materia di esecuzione e fallimento: in tal caso le esigenze del debitore si contrappongono all'interesse del creditore a che la pretesa posta in esecuzione sia soddisfatta. L'interesse del creditore rende necessarie e legittime restrizioni supplementari per il debitore - altrimenti l'esecuzione sarebbe illusoria. L'articolo 93 della legge sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) lascia il calcolo del minimo esistenziale in materia di esecuzione e fallimento al giudizio dell'ufficio d'esecuzione. Per permetterne un'applicazione uniforme, la conferenza degli ufficiali di esecuzione e fallimenti ha emanato delle direttive. Queste ultime sono rivedute a intervalli periodici e gli importi vengono aumentati di volta in volta a favore del debitore e della sua famiglia, segnatamente per compensare il rincaro. Ciò si ripercuote direttamente sulla quota pignorabile del reddito, che diventa sempre più esigua, a svantaggio del creditore. Dal 1° gennaio 2007 il Consiglio federale esercita l'alta vigilanza in materia di esecuzione e fallimento. Esso provvederà affinché nella prassi si continui a tenere adeguatamente conto degli interessi contrapposti di creditori e debitori. Una modifica della LEF non è per contro necessaria.</p><p>L'impignorabilità delle prestazioni delle casse di compensazione familiari risulta chiaramente dal tenore della LEF (art. 92 cpv. 1 lett. 9a LEF). A tale riguardo, la mozione è già adempiuta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.