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La pandemia ha aggravato le disuguaglianze ed è stata strumentalizzata per permettere alle nazioni più ricche di garantirsi più vaccini rispetto ad altri Paesi. Amnesty International mercoledì ha invitato la comunità internazionale a correggere "immediatamente" la situazione, poiché si è detta preoccupata per le conseguenze del fallimento della capacità di cooperazione del mondo.
L’ONG nel suo rapporto 2020/2021 ha redatto una severa valutazione di un anno sconvolto dalla pandemia da Covid-19. Un anno in cui si è evidenziato un “ognuno per sé” generalizzato, penalizzando gli Stati più vulnerabili e aggravando le disuguaglianze. E come se non bastasse, è anche accresciuta la repressione in alcuni Paesi per motivi di salute.
"La pandemia ha gettato una luce dura sull'incapacità del mondo di cooperare in modo efficace ed equo", ha sottolineato la francese Agnès Callamard, nominata a fine marzo segretario generale dell'organizzazione. "Gli Stati più ricchi hanno stabilito un monopolio virtuale sulla fornitura mondiale di vaccini, lasciando le nazioni con le minori risorse ad affrontare le peggiori conseguenze sulla salute e sui diritti umani, generando così gravi e prolungate perturbazioni economiche e sociali", ha aggiunto Agnès Callamard.
Amnesty International chiede quindi "un impegno immediato per accelerare produzione e consegna di vaccini per tutti", considerando tale aspetto "il test più importante, per quanto rudimentale, della capacità di cooperazione del mondo".