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Il Dipartimento di giustizia americano ha confermato, martedì, di aver raggiunto un accordo con Royal Bank of Scotland per chiudere un contenzioso legato alla crisi subprime. RBS dovrà pagare 4,9 miliardi di dollari e, già a metà maggio, aveva avvisato i mercati che presto avrebbe dovuto far fronte a una spesa legale di circa 5 miliardi.
L’istituto era accusato di aver venduto ad alcuni investitori di RMBS, tra il 2005 e il 2008, titoli finanziari legati a crediti immobiliari accordati in massa negli anni 2000 a famiglie in difficoltà. Il mancato pagamento dei prestiti ha portato a una cascata di debiti nel settore finanziario mondiale e, quindi, alla crisi del 2008.
Uno dei ministri aggiunti della giustizia americana, Jesse Panuccio, dichiara in un comunicato che quest’accordo ritiene RBS responsabile delle malversazioni che hanno contribuito alla crisi e invia un importante messaggio secondo cui il DoJ perseguirà tutte le istituzioni finanziarie che hanno operato illecitamente danneggiando l’economia americana e i consumatori.
RBS è già stata multata negli Usa per le sue pratiche pre crisi: nel 2017 ha dovuto pagare una multa di 5,5 miliardi alla Federal Housing Finance Agencye nel 2016 una penalità di 1,1 miliardi alla National Credit Union Administration.