Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01022.jsonl.gz/99

Il diffondersi della notizia secondo cui la Svizzera avrebbe superato i 10 milioni di abitanti nel 2050 ha suscitato parecchie discussioni, anche a livello politico. Le revisioni dell’Ufficio federale di statistica (Ufs) avevano modificato di parecchio le precedenti previsioni. Queste ultime davano comunque ragione a coloro che stimavano un aumento superiore a quanto l’Ufs avesse valutato. Lo scenario di riferimento prevedeva, nel 2005, un saldo migratorio annuo (entrate meno uscite) di 10mila persone, per cui la popolazione residente, nel 2050, sarebbe stata di circa 8 milioni di abitanti.
Nel frattempo, le proiezioni sono state corrette e nel 2020 si prospettava, per il 2050, una popolazione di 10,4 milioni. In altri termini, la soglia dei 10 milioni potrebbe essere raggiunta già nel 2040. Per i prossimi 15 anni la previsione media è stata quindi corretta di 2,3 milioni di persone e, per i prossimi 20, di ben 3,3. Gli scenari di riferimento pubblicati nel 2015 e nel 2020 hanno, quindi, leggermente sovrastimato la crescita demografica. Più recentemente la specialista immobiliare zurighese Wüest Partner ha però previsto che la popolazione residente dovrebbe aumentare già quest’anno di 148mila persone. Si tratterebbe di un record, che va ad aggiungersi ad altri primati demografici degli ultimi anni, come le 74mila registrate nel 2022.
Questi ritmi di crescita hanno già portato la popolazione residente a 8,8 milioni di abitanti, senza tener conto di profughi e richiedenti l’asilo. Il che avvicina ulteriormente il traguardo dei 10 milioni, anche più di quanto le previsioni annunciassero. Lo scenario di riferimento dell’Ufficio federale di statistica prevedeva per quest’anno un aumento di popolazione, ma limitato a 70mila persone. In realtà l’aumento potrebbe essere più che doppio, sulle ali di ‘circostanze eccezionali’, pandemia, disordini in Europa orientale…
Questi ritmi di crescita hanno già portato la popolazione residente in Svizzera a 8,8 milioni di abitanti, senza tener conto di profughi e richiedenti l’asilo. Il che avvicina ulteriormente il traguardo dei 10 milioni, anche più di quanto le previsioni annunciassero. Lo scenario di riferimento dell’Ufficio federale di statistica prevedeva per quest’anno un aumento di popolazione, ma limitato a 70mila persone. In realtà l’aumento potrebbe essere più che doppio
Indubbiamente, in Svizzera, uno dei maggiori fattori di attrazione di immigranti è il mercato del lavoro, come dimostra anche il netto aumento di forze lavoro. Il numero di occupati dovrebbe crescere, secondo la Wüest Partner, del 2%. Il modello indica, infatti, un aumento netto di ben 91mila occupati, dovuto soprattutto a un mercato del lavoro interno prosciugato e all’ormai cronica mancanza di personale specializzato. Un simile ritmo di crescita potrebbe creare problemi già sul mercato immobiliare, ma poi sulle infrastrutture in generale e sul traffico in particolare. Per quanto concerne il mercato immobiliare, l’indagine prevede un aumento del numero di abitazioni dell’ordine di 90/100mila appartamenti. Una cifra che potrebbe anche modificare l’aspetto di alcuni fra i maggiori agglomerati urbani. In un momento in cui l’attività edilizia nel settore delle abitazioni sta rallentando.
Gli esperti valutano per quest’anno un aumento di 42mila nuovi appartamenti. Si tiene, però, conto del fatto che i profughi dall’Ucraina comincino a tornare in patria e che la situazione economica potrebbe rallentare l’afflusso di mano d’opera estera. Fattori che potrebbero rimanere nel 2024, al pari di guerra e recessione, con conseguenze molto più imprevedibili. Secondo gli esperti zurighesi la Svizzera sarebbe poco preparata a far fronte all’aumento di popolazione previsto. Le stesse previsioni di crescita demografica sono sempre state troppo prudenti e hanno rinviato di parecchi anni il traguardo dei 10 milioni di abitanti. Così, se il primato storico di quest’anno dovesse confermarsi anche nei prossimi anni, il limite dei 10 milioni di abitanti potrebbe essere raggiunto molto prima del previsto.
Ma proprio di questi tempi si stanno applicando regole urbanistiche riduttive che impediscono una futura espansione del territorio edificabile e favoriscono, quindi, le concentrazioni e le edificazioni in altezza, soprattutto negli agglomerati urbani. Per questo le previsioni di sviluppo si basano sulla crescita di agglomerati urbani, generalmente vicini al maggior numero di posti di lavoro. Probabilmente l’Ufs ha sottovalutato l’immigrazione. In particolare non si era valutato correttamente l’effetto dell’allargamento dell’Ue e dell’applicazione delle norme sulla libera circolazione delle persone. Quindi, sulla base delle nuove valutazioni e del metodo di ricerca della Wüest Partner, è probabile che il traguardo dei 10 milioni di abitanti sia anche più vicino di quanto si pensi. Il che, sul piano politico e della preparazione delle infrastrutture, esige un rapido adeguamento.