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Un tribunale bosniaco ha condannato in primo grado due alti funzionari statali a dure pene detentive per reati di corruzione ed estorsione ai danni di pellegrini italiani a Medjugorje.
Secondo quanto riferiscono i media a Sarajevo, Boris Kordic e Josip Kvesic - il primo responsabile dell’Ufficio operativo del Servizio per gli stranieri, il secondo ispettore in tale Servizio - sono stati condannati rispettivamente a 14 e 10 anni di carcere per abuso d’ufficio, estorsione e criminalità organizzata.
I due, stando ai giudici, hanno commesso tali reati fra il 2012 e il 2014 in collusione con Vlatka Puljic, direttrice della società "Vlamon" di Citluk, ai danni principalmente di cittadini stranieri. Il Tribunale ha disposto al tempo stesso la confisca di beni acquisiti illegalmente per un valore di 60’000 marchi convertibili bosniaci (KM), pari a circa 30’000 euro.
I media sottolineano come si tratti della sentenza più pesante emessa negli ultimi cinque-dieci anni in Bosnia-Erzegovina per tale tipo di reati.