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Germania; varato prolungamento vita centrali nucleari
ROMA - Il parlamento tedesco ha approvato il prolungamento della vita delle 17 centrali nucleari in Germania che rimarranno in servizio in media per 12 anni più a lungo di quanto finora previsto. L'approvazione da parte del Bundestag ha riguardato un provvedimento varato a fine settembre dall'esecutivo cristiano-liberale (Cdu/Csu-Fdp) della cancelliera Angela Merkel.
La vita delle sette centrali atomiche costruite prima del 1980, riferisce l'agenzia tedesca Dpa, sarà prolungata di otto anni e quella delle restanti dieci viene protratta di 14 anni.
Il prolungamento, apporvato con 308 voti favorevoli, 289 contrari e due astensioni (la coalizione di governo ha 332 deputati), modifica la legge varata dal passato governo rosso-verde del socialdemocratico Gerhard Schroeder (alla guida del paese tra il 1998 ed il 2005).
Secondo i piani originari, la Germania sarebbe dovuta uscire dal nucleare al più tardi nel 2025: con la decisione odierna l'ultima centrale dovrebbe invece chiudere nel 2040.
La Merkel ha già sostenuto che con questa misura l'approvvigionamento energetico della Germania diventerà "il più efficiente ed eco-compatibile al mondo" ed il prezzo dell'energia rimarrà abbordabile per i privati e le imprese.
L'opposizione, soprattutto quella dei Verdi, considera il prolungamento "un regalo miliardario" ai grandi gruppi energetici Rwe, Eon, EnBw e Vattenfall e ha già annunciato un ricorso alla Corte costituzionale. Base del ricorso è il fatto che la legge dovrà essere varata senza l'avallo della Camera dei rappresentanti regionali, il Bundesrat controllato dall'opposizione socialdemocratica e verde. Contro il rinvio dell'uscita dal nucleare sono gran parte della popolazione, ecologisti organizzati e nove Regioni (Laender).