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Il Consiglio federale specifica che con il matrimonio un uomo e una donna si impegnano a creare una comunione di vita stabile, approvata dalla legge e caratterizzata da diritti e doveri reciproci. Non è compatibile con questa concezione del matrimonio che un coniuge possa unilateralmente imporre all'altro per via giudiziaria un divorzio non preceduto da un periodo di separazione oppure notificato soltanto entro un "termine di disdetta" relativamente breve. Inoltre, il coniuge che ha profondamente modificato il proprio modo di vita a causa del matrimonio e cui non sono imputabili motivi gravi che rendono insopportabile una separazione preventiva deve almeno poter disporre di un lasso di tempo sufficiente per riorganizzarsi.
Il Consiglio federale rammenta che le opinioni sul periodo di separazione adeguato divergevano già in occasione delle deliberazioni parlamentari relative al nuovo diritto del divorzio. Viste le esperienze fatte con il nuovo diritto del divorzio e l'attuale giurisprudenza, il Consiglio federale non si oppone alla riduzione del periodo di separazione da quattro a due anni. Fa tuttavia rilevare che il coniuge desideroso di divorziare considererà relativamente lungo qualsiasi termine di separazione. Comunque anche un periodo di separazione più breve non modifica in alcun modo i doveri postmatrimoniali e il coniuge desideroso di divorziare prima della scadenza del termine di separazione rischia di essere costretto a fare concessioni durante la procedura di divorzio.
Ultima modifica 02.07.2003