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La Svizzera deve fare la sua parte per raggiungere l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali: lo sottolinea l'Accademia di scienze naturali (Scnat), nel giorno del rapporto dell'Ipcc, la commissione inter-governativa dell'Onu sui cambiamenti climatici.
"Limitando il riscaldamento globale a 1,5 gradi invece di 2 si possono prevenire molti degli effetti negativi del cambiamento climatico, come dimostrano studi recenti", afferma Sonia Seneviratne, ricercatrice presso il Politecnico federale di Zurigo (Eth), coautrice del rapporto e citata in un comunicato della Scnat, l'organismo che si occupa di coordinare gli enti scientifici.
"Oggi siamo confrontati con un riscaldamento di 1 grado e gli effetti sono già chiaramente visibili: lo ha mostrato anche l'estate 2018 in molte regioni del mondo e non da ultimo in Svizzera", prosegue Seneviratne.
In rapporto alla grandezza del paese la Confederazione può svolgere un ruolo importante per far fronte alla sfida."La Svizzera ha una lunga tradizione in materia di innovazione e un cambiamento di prospettiva offre notevoli chanches, come lo sviluppo di tecnologie rispettose del clima che possono essere esportate", sottolineano Seneviratne e Andreas Fischlin, professore all'Eth e pure coinvolto nel rapporto. Anche il settore finanziario può assumere un ruolo pionieristico, ad esempio diventando il primo a rendere trasparente l'impatto climatico degli strumenti finanziari.
"La direzione in cui l'intero mondo deve andare, se vuole fermare il cambiamento climatico, è chiaro: emissioni nette di CO2 pari a zero", afferma Reto Knutti, altro ricercatore all'Eth e presidente di ProClim, un forum elvetico che si occupa del tema. "Questo vale indipendentemente dal fatto che alla fine limiteremo il riscaldamento a 1,5, 2 o 3 gradi: più presto saremo a zero emissioni, meno forti saranno gli effetti dei cambiamenti climatici".