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BERNA - La Svizzera non intende trasferire i fondi destinati a Swisscoy in Kosovo alla promozione civile della pace. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, secondo cui si tratta di due tipi di impegno che rispondono a sfide diverse.
La questione è stata sollevata durante l'ultima proroga del mandato di Swisscoy - la compagnia di soldati elvetica attiva nel Kosovo per il mantenimento della pace - fino al 2020. In un rapporto al governo, il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha illustrato gli svantaggi di questa proposta.
Il trasferimento delle risorse disponibili dal DDPS è giustificato solo se esiste un'intenzione politica concreta di sviluppare la promozione civile della pace. La Svizzera è d'altronde impegnata da anni in questo settore.
La Confederazione mette a disposizione nell'ambito civile in media 100 milioni di franchi all'anno nei Balcani, di cui 23 milioni destinati al Kosovo. Per il momento, non si è deciso di fare di più. Non vi è alcuna necessità riconosciuta e concretamente espressa di aumentare l'impegno civile, sottolinea il rapporto.
L'impegno militare ammonta a circa 44 milioni all'anno, di cui 39 milioni per il Kosovo. Secondo il DDPS, è opportuno che l'esercito si impegni nella promozione militare della pace in linea di principio e che le risorse di altri dipartimenti siano impegnati con i rispettivi mezzi nella promozione civile.
I due settori sono complementari e coprono esigenze diverse sul terreno. Le truppe forniscono un livello di sicurezza propizio alla ricostruzione della società e dello Stato, mentre le componenti civili appoggiano la creazione di strutture dello Stato di diritto e le istituzioni democratiche.
La progressiva diminuzione degli effettivi di Swisscoy è il risultato dell'evoluzione delle esigenze della forza internazionale di pace KFOR. Non si tratta però di una reale contrazione delle prestazioni fornite dal contingente elvetico. Le riflessioni dovrebbero concentrarsi sul futuro dell'impegno militare della Svizzera in Kosovo. A tale proposito, il Consiglio federale prenderà una decisione l'anno prossimo.
Sono state elaborate varie possibilità per il trasferimento di risorse dal settore militare a quello civile. Il DDPS avrebbe potuto versare finanziamento al Dipartimento federale degli affari esteri. Ma ciò sarebbe stato in contraddizione con l'intenzione del Consiglio federale di destinare nel 2010 al DDPS un budget di 100 milioni per la promozione militare della pace. L'altra soluzione sarebbe stata quella di ricorrere all'esperienza maturata in seno all'esercito a favore della promozione civile della pace.