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NEW YORK - È «probabile» che le persone avranno bisogno di un'altra «dose di richiamo» di vaccino contro il Covid «entro 12 mesi» dalla seconda inoculazione.
È quanto ha detto l'amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, in alcune esternazioni espresse ad aprile e che sono state rese pubbliche solo ora.
«Uno scenario probabile è che ci sarà bisogno di una terza dose, da qualche parte tra 6 e 12 mesi dopo la seconda, e poi da lì ci sarà una "rivaccinazione" annuale», ha detto Bourla, sottolineando però che si tratta di un'ipotesi: «Ciò deve essere ancora confermato. E di nuovo, le varianti giocheranno un ruolo chiave», ha spiegato all'emittente CNBC.
«È estremamente importante diminuire il numero di persone che possono essere suscettibili al virus», ha poi ribadito Bourla.
Anche il responsabile scientifico dell'amministrazione Biden, David Kessler, ha detto che i cittadini americani dovrebbero aspettarsi che ci saranno delle dosi «di richiamo», volte in particolare a proteggere «dalle varianti del coronavirus».
«Non sappiamo tutto in questo momento», ha chiarito Kessler, «La durata della risposta anticorpale sembra buona, ma un declino si nota, e senza dubbio le varianti fanno lavorare di più questi vaccini. Quindi pensando alla pianificazione, dovremmo aspettarci che una dose di richiamo sarà necessaria».
In ogni caso, come detto dallo stesso Kessler, gli studi sono ancora in corso: i ricercatori non sanno ancora per quanto tempo duri la protezione contro il virus in seguito a una vaccinazione completa.