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Hermann Hesse e il Ticino - di Mattia Mantovani
Il primo incontro di Hermann Hesse col Ticino risale al 1901. Per il giovane 24enne proveniente dalla Germania e diretto verso l’Italia il Ticino è un semplice luogo di passaggio, ma l’impressione che il paesaggio a sud del Gottardo esercita sul giovane scrittore è molto forte, al punto che nei tredici anni successivi, fino allo scoppio della prima guerra mondiale, Hesse compie ben sette viaggi in Ticino. E dal 1919 in poi il Ticino diventerà la sua seconda patria, una patria d’elezione alla quale Hesse ha reso omaggio con le parole e coi colori, definendola tra l’altro «il versante giusto delle montagne». Al «versante giusto delle montagne» Hermann Hesse ha dedicato molte pagine tutte raccolte in un volume dell’editore Suhrkamp intitolato Tessin e in parte tradotte anche in italiano in un volume pubblicato da Giampiero Casagrande col titolo Ticino. La serie di questa settimana, a cura di Mattia Mantovani, è dedicata appunto al «versante giusto delle montagne» e agli oltre quarant’anni che Hesse trascorse a sud delle Alpi, anni nel corso dei quali il grande scrittore ha vissuto non solo l’idillio del paesaggio ticinese ma anche la sua trasformazione.
07.02.11 La patria d’elezione
08.02.11 Ticino o Berlino?
09.02.11 L’estate al Sud
10.02.11 Un fragile idillio
11.02.11 Quarant’anni a Montagnola
10.02.2011