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Il governo britannico ha messo al bando il cosiddetto "fracking", la contestata tecnica di fratturazione idraulica del sottosuolo per l'estrazione del petrolio e dello shale gas, o gas di scisto.
La decisione, riporta il "Guardian", ha effetto immediato e rappresenta una vittoria importante per gli ambientalisti e le comunità locali, che da anni chiedevano il divieto di queste operazioni.
Alla base della decisione c'è un nuovo studio scientifico secondo cui non è possibile escludere conseguenze "inaccettabili" per le persone che vivono vicino a questi siti. Il rapporto, realizzato dall'Autorità per il petrolio e il gas (OGA), sottolinea inoltre che è impossibile prevedere la potenza dei terremoti provocati dal fracking.
Lo scorso 12 ottobre un giudice dell'Alta Corte d'Inghilterra aveva invece respinto il ricorso presentato dall'attivista Bob Dennett a nome di un gruppo di ambientalisti e cittadini per fermare queste attività.
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