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ZURIGO - L’economia svizzera sta attraversando la peggiore recessione degli ultimi 45 anni e non tornerà ai livelli precedenti alla crisi del coronavirus prima del 2022. È quanto afferma nelle sue ultime previsioni il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF).
Nel corso del secondo trimestre dell’anno, come riportato questa mattina dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), il prodotto interno lordo elvetico ha registrato un crollo storico, facendo registrare una flessione dell’8,2 e confermando a grandi linee quelle che erano le previsioni del KOF (-8,4%).
Secondo le attuali prospettive, il Centro congiunturale prevede un calo del PIL del 4,7% per l’anno attuale - rispettivamente del 6% nel caso di una seconda ondata della pandemia - e una crescita del 3.7% per il 2021. La situazione però, rimarcano gli esperti del KOF, è molto eterogenea tra i diversi settori. Nel secondo semestre ad aver sofferto particolarmente sono stati i trasporti e il settore alberghiero.
Le conseguenze della crisi sono evidenti anche per quanto riguarda il mercato del lavoro. Nel secondo quarto del 2020 sono stati registrati 58mila posti di lavoro in meno rispetto alla fine del 2019, mentre il numero di persone in disoccupazione ha raggiunto le 106mila nello stesso periodo.