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La Svizzera sostiene di essere un'allieva modello in materia di restituzione di fondi illeciti. Le autorità spiegano questo ruolo di primo piano con il rafforzamento delle relative leggi negli ultimi anni. Ma c'è chi pensa che semplicemente nelle banche in Svizzera ci sono più beni illeciti che altrove. Qual è la vostra opinione?
Sui circa 5 miliardi di dollari restituiti negli ultimi quindici anni a livello mondiale, la Svizzera da sola ha contribuito con più di un terzo (1,7 miliardi di dollari). Durante questo periodo, le leggi elvetiche anti-riciclaggio sono state decisamente rafforzate, così come quelle sulla restituzione di averi di provenienza illecita.
Per i critici, che citano l'esempio tunisino, di fatto queste leggi non hanno impedito a certe banche svizzere di continuare ad accettare fondi di dubbia provenienza da "persone politicamente esposte" (PEP). Le nuove leggi sono dunque un'ipocrisia? Oppure, al contrario, la Svizzera è ingiustamente attaccata, mentre le altre piazze finanziarie tirano per le lunghe la ricerca e la restituzione dei fondi di dittatori? Dite la vostra!
strumenti anti-riciclaggio
La Svizzera ha già introdotto nel 1990 disposizioni penali contro il riciclaggio di denaro sporco (art. 305 bis e 305 ter del Codice penale svizzero).
Con la legge sul riciclaggio di denaro, nel 1998, la Confederazione ha introdotto obblighi di diligenza per tutti gli intermediari finanziari: banche, assicurazioni, gestori patrimoniali indipendenti, ecc. Costoro hanno anche il dovere di segnalare alle autorità preposte i loro sospetti in caso di transazioni dubbiose.
Il 1° febbraio 2009 sono entrati in vigore vari miglioramenti del dispositivo di lotta contro il riciclaggio di denaro, che tengono conto dei nuovi standard internazionali.Fine della finestrella