Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01222.jsonl.gz/263

La grande riforma delle istituzioni è già in cantiere. L'unione politica dovrebbe portare ad una nuova geometria europea.
I lavori per la costruzione di una grande "casa comune europea" avanzano a ritmo sostenuto.
Gli accordi stipulati dall'UE negli ultimi 15 anni - dall'Atto unico europeo ai Trattati di Maastricht, Amsterdam e Nizza - hanno accelerato il processo d'integrazione europea, apportando cambiamenti giuridici, economici e sociali, considerati un'utopia ancora mezzo secolo fa.
Dopo l'apertura del mercato comune, la soppressione delle frontiere e l'introduzione della moneta unica, la nuova grande sfida europea è quella dell'unione politica.
Gigante economico e nano politico
Considerata a lungo un "gigante economico e un nano politico", l'UE deve poter assumere anche in campo politico un ruolo di primo piano a livello mondiale.
La grande riforma delle istituzioni è resa ancora più urgente dall'ambizioso progetto di allargamento ad est.
Concepita mezzo secolo fa per una Comunità di 6 Stati, la struttura istituzionale dell'UE va trasformata radicalmente per poter accogliere, come previsto, altri 12 membri dal 2004.
Convenzione per il futuro dell'Europa
Il compito di preparare il terreno dell'unione politica è stato affidato alla Convenzione per il futuro dell'Europa, diretta dall'ex-presidente francese Valery Giscard d'Estaing e formata da 105 rappresentanti dei governi e dei parlamenti nazionali, del parlamento europeo e della commissione dell'UE.
Tra i principali progetti di riforma vi è una nuova distribuzione delle competenze tra i poteri comunitari e quelli nazionali.
Negli ultimi due anni, svariati modelli di unione politica sono stati formulati dai leader europei - tra cui Joschka Fischer, Jacques Chirac, Lionel Jospin, Gerard Schröder e Carlo Azeglio Ciampi.
Costituzione europea
Quasi tutte centrate sull'idea di elaborare rapidamente una Costituzione europea, le visioni divergono invece sul futuro assetto politico: da un'unione intergovernativa rafforzata, alla federazione di Stati nazionali, fino alla creazione di uno Stato federale.
In un caso come nell'altro, la riforma istituzionale dovrebbe permettere di colmare l'attuale "deficit democratico": il parlamento europeo, in cui siedono i rappresentanti diretti dei popoli, non dispone praticamente di poteri rispetto alla Commissione e soprattutto al Consiglio dell'UE.
La Convenzione per il futuro dell'Europa, che ha già iniziato i suoi lavori questa primavera, dovrebbe presentare le proprie proposte di riforma all'inizio del 2003.
In seguito, i Quindici hanno previsto il lancio di una nuova Conferenza intergovernativa per scegliere il modello sul quale nascerà l'unione politica dell'Europa.
Armando Mombelli
In breve
Alla Convenzione per il futuro dell'Europa, presieduta dall'ex-presidente francese Valery Giscard d'Estaing, tocca il compito di preparare il terreno per un'unione politica dell'UE.
Ma le divergenze sul futuro assetto dell'Unione sono ancora molto forti.