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L’organo Hammond di Jimmy Smith ha segnato un’epoca. Il musicista, originario della Pennsylvania dove nacque nel 1925, contribuì in maniera decisiva alla popolarità dello strumento, fino ad allora quasi esclusivamente relegato nelle chiese americane dove non era disponibile uno strumento canonico.
Fu uno dei jazzisti di maggior successo commerciale e la sua sterminata discografia, in parte, lo sta a dimostrare: non meno di 15 album pubblicati tra il suo debutto nel ’56 e la fine del decennio, e una lotta infinita (che il musicista abilmente sfruttò) tra le due major Blue Note e Verve per accaparrarselo.
Alla seconda fu legato con continuità dal 1963 ai primi anni ’70, pubblicando accanto agli album tutta una serie di singles di successo, specifico repertorio dell’organista qui ricordato da Riccardo Bertoncelli.