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Sanguinosi scontri sono in corso da domenica scorsa a Kadugli, capitale dello stato petrolifero del Sud Kordofan, nel centro del Sudan, tra l'esercito del Nord e una branca dell'Esercito popolare di liberazione del Sudan (Spla), mentre migliaia di civili in fuga - hanno riferito le Nazioni Unite - hanno cercato la protezione dell'Onu.
"Sappiamo che diverse persone sono state uccise stamani e la notte scorsa, ma non disponiamo finora di un bilancio preciso", ha dichiarato all'Afp Hua Jiang, la portavoce della Missione dell'Onu in Sudan (Unmis). Ieri, l'Unmis aveva parlato di almeno sei morti - quattro poliziotti del governo sudanese e due civili - in scontri sempre a Kadugli.
Gli scontri, secondo la portavoce, sono i più violenti scoppiati nella capitale dello stato. L'esercito di Khartoum bombarda inoltre le posizioni dei combattenti del sud nelle montagne.
Un altro portavoce dell'Onu, Kouider Zerrouk, ha reso noto che circa 6/7 mila civili si sono diretti verso il complesso dell'Unmis vicino all'aeroporto, dove da lunedì è ripiegato tutto il personale delle agenzie dell'Onu a Kadugli, che hanno sospeso le loro operazioni.
Mentre si avvicina la data del 9 luglio, quando il Sud Sudan sarà proclamato Stato indipendente, cresce la tensione nel Sud Kordofan, unico stato petrolifero del Nord, situato al confine con il Sud.
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