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Gli Zuckerberg staccano un assegno da 3 miliardi di dollari per aiutare a centrare l'obiettivo ambizioso di ''curare e prevenire tutte le malattie entro la fine del secolo''.
E il mondo scientifico e filantropico plaude all'iniziativa che, anche se ambiziosa, ha a sua disposizione la ''migliore piattaforma per realizzarla, Facebook''.
L'unico appunto che viene mosso a Mark Zuckerberg e alla moglie Priscilla Chan è ancora una volta sulla struttura della loro fondazione. La Chan Zuckerberg Initiative è una società a responsabilità limitata e questo se da un lato offre una maggiore flessibilità rispetto a una tradizionale associazione di beneficenza, dall'altra parte richiede meno trasparenza finanziaria.
''L'obiettivo di Zuckerberg è estremamente ambizioso ma ha la migliore piattaforma per raggiungerlo, Facebook'' afferma Jo Ensor, il direttore di Philantrophy Workshop, con il Financial Times.
La struttura societaria della Chan and Zuckerberg Foundation, molto diffusa nella Silicon valley, è pero ''poco trasparente - mette in evidenza Ensor -. Pubblicherà gli obiettivi centrati su Facebook e fino a che punto parlerà di cosa è andato male oltre a cosa è andato bene?''.
''Il fatto che abbiamo scelto una società a responsabilità limitata concede loro molta flessibilità e ritengo che sia questo motivo ad averli spinti'' precisa Fran Perrin, direttore di Indigo Trust. ''Mi auguro però che si spingano al di là di quello richiesto in termini di trasparenza e dimostrino cosa stanno facendo'' aggiunge Perrin.
Nell'annunciare l'obiettivo di mettere fine a tutte le malattie entro la fine del secolo. ''Vogliamo migliorare ogni vita. Investiremo nella ricerca di base con l'obiettivo di curare le malattie'' afferma Chan. L'iniziativa di Zuckerberg e Chan avrà l'impatto più immediato in California, dove sarà costruito un biohub da 600 milioni di dollari.
SDA-ATS