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<h2>SubmittedText<h2><p>In un'intervista rilasciata alla "NZZ am Sonntag" nell'agosto del 2016, il consigliere federale Burkhalter affermava ancora che, se gli Svizzeri dovessero votare oggi su un accordo quadro istituzionale con l'Unione europea (UE), l'accordo non passerebbe. Difficile stabilire se ciò corrisponda o meno alla verità, soprattutto perché il contenuto dell'accordo quadro non è ancora stato reso noto. Tuttavia, secondo gli obiettivi annuali del Consiglio federale, l'adozione del messaggio concernente un accordo istituzionale con l'UE è prevista già nel 2017. A questo proposito chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. L'accordo quadro istituzionale con l'UE è già stato negoziato ed è pronto per essere firmato?</p><p>2. In caso negativo: è possibile rendere noti sin da ora i punti già definiti e quelli ancora controversi?</p><p>3. In futuro sono previsti finanziamenti, sotto qualsiasi forma, a determinati Stati dell'UE per contribuire a ridurre le disparità economiche e sociali nell'Unione? Oppure il Consiglio federale prevede di accordare finanziamenti di questo tipo a Stati membri dell'UE, soprattutto dell'Est europeo, al di fuori dell'accordo quadro istituzionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale si è espresso sullo stato di avanzamento dei negoziati nelle risposte alle domande Köppel 16.5231 e Chiesa 16.5247 nonché, l'ultima volta, il 5 dicembre 2016 nella risposta alla domanda Köppel 16.5509. Si rimanda dunque alle suddette risposte. Il Consiglio federale intende portare avanti e, se possibile, concludere i negoziati sull'accordo nel 2017. Tuttavia non sarà lo scadenzario bensì il mandato negoziale e la qualità degli esiti dei negoziati a decidere, in ultima istanza, se e quando sarà possibile concludere i negoziati e sottoscrivere l'accordo. È possibile fare progressi se anche l'UE compie dei passi avanti in merito ad alcuni punti decisivi. A tal proposito occorre determinare in primis quali questioni giuridiche possono essere sottoposte alla Corte di giustizia dell'Unione europea nel caso di una controversia e quali sarebbero le conseguenze se le parti, nell'eventualità di una futura situazione di contenzioso, non riuscissero a trovare un accordo.</p><p>3. Il contributo svizzero all'allargamento (anche contributo alla coesione) è attuato dal 2007. I progetti realizzati nei dieci Stati dell'UE che ricevono questo contributo saranno conclusi entro giugno 2017, quelli in Romania e in Bulgaria al più tardi entro la fine del 2019 e quelli in Croazia entro la fine del 2024. Il contributo alla coesione è un contributo autonomo della Svizzera ed è attuato in collaborazione diretta con gli Stati partner. Promuove lo sviluppo economico e sociale negli Stati che hanno aderito all'UE dal 2004 e rafforza così la stabilità del continente europeo - il che è anche nell'interesse della Svizzera - consolidando al contempo le nostre relazioni bilaterali con questi Paesi. Il contributo è pertanto in linea anche con gli interessi economici e politici della Svizzera. In funzione della situazione delle relazioni complessive Svizzera-UE, il Consiglio federale deciderà in merito a un rinnovo del contributo e sottoporrà eventualmente al Parlamento una proposta di credito quadro. A tal proposito, il 30 settembre 2016 il Parlamento ha già creato la base legale necessaria con il rinnovo della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est.</p>  Risposta del Consiglio federale.