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La Svizzera potrebbe aumentare il suo prodotto interno lordo del 2% liberalizzando i suoi servizi. Lo afferma un rapporto del Segretariato di Stato dell'economia.
Il documento, pubblicato poco dopo l'annuncio del governo di voler privatizzare Swisscom, evidenzia il ritardo della Confederazione rispetto ad altri Paesi europei.
In pieno dibattito sul leader elvetico delle telecomunicazioni Swisscom e sull'apertura del mercato dell'elettricità, un rapporto del Segretariato di stato dell'economia (seco) porta acqua al mulino della liberalizzazione e denuncia quello che considera un ritardo della Svizzera.
Secondo il documento del seco, di cui il Consiglio federale ha preso atto venerdì, il ritardo è «importante» e persino «considerevole» nel settore dell'approvvigionamento in energia elettrica.
È invece meno netto nelle telecomunicazioni, nei servizi postali, nel trasporto ferroviario e nelle prestazioni assicurative.
Imparare dagli altri
Il rapporto, ordinato dal governo nel febbraio 2004 nell'ambito del pacchetto di misure per rilanciare la crescita, confronta il grado di liberalizzazione del settore terziario tra la Svizzera e i 15 primi paesi dell'Unione europea (Ue).
«La Svizzera deve imparare dalle esperienze degli altri Paesi in materia di liberalizzazione dei servizi», indica Aymo Brunetti, responsabile della direzione della politica economica al seco.
Confrontando la Confederazione con gli Stati dell'Ue che più hanno liberalizzato i loro servizi, il PIL potrebbe crescere a lungo termine del 2% circa.
Rispetto a Paesi particolarmente liberali (come Danimarca, Svezia e Gran Bretagna), la Svizzera è particolarmente in ritardo nel campo delle telecomunicazioni, nei servizi postali, nei trasporti ferroviari delle persone e nel settore dell'elettricità. È invece in testa nei servizi bancari.
Una liberalizzazione, accompagnata da un'armonizzazione delle regolamentazioni con gli Stati vicini, permetterebbe - spiega il rapporto - di crescere l'efficacia grazie a una migliore utilizzazione delle risorse e a un arricchimento dell'offerta dei servizi.
Swisscom ed elettricità
La partecipazione maggioritaria della Confederazione in Swisscom e il monopolio dell'operatore sull'ultimo chilometro sono tra i fattori che contribuiscono al ritardo della Svizzera nelle telecomunicazioni, attualmente nel pieno dell'attualità politica.
Il Consiglio federale ha infatti annunciato la volontà di privatizzare totalmente il «gigante blu». La fine del monopolio sul «last mile» sta invece per essere regolata dal parlamento.
Per quanto concerne l'elettricità, lo scarto tra la Confederazione e il Regno Unito - unico paese dell'Ue ad aver privatizzato il suo mercato - si spiega soprattutto con l'assenza della libera scelta del fornitore.
La nuova struttura del fornitore di energia Atel, recentemente acquistato da un consorzio guidato dal romando EOS e dal francese EDF, rafforza tuttavia la partecipazione del settore privato, indica il rapporto. Un nuovo progetto di liberalizzazione del mercato dell'elettricità è attualmente in discussione in parlamento.
Nel commercio, assicurazioni, salute e formazione il ritardo è modesto. La Svizzera è poi nella media europea per quanto concerne il trasporto ferroviario delle merci e i servizi alle imprese.
Un rapporto da prendere con le pinze
Gli autori del rapporto sono comunque prudenti: la liberalizzazione – sottolineano – richiede una normativa dettagliata in modo da garantire il servizio pubblico, quando questo è retto sulla base di concessioni.
Accanto a ciò, «a causa di elementi imponderabili legati alle statistiche e alle tecniche di formulazione dei modelli, i risultati delle simulazioni vanno interpretati con prudenza».
Lo studio non confronta inoltre l'impatto delle liberalizzazioni sulla qualità dei servizi e sulla soddisfazione degli utenti.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Nella Confederazione il settore terziario concerne oltre il 70% degli impieghi e genera più del 70 % del PIL.
Il numero di persone attive vi è più che raddoppiato negli ultimi 30 anni.
In breve
Nel febbraio 2004, il governo ha chiesto al Segretariato di Stato dell'economia di redigere un rapporto sulla liberalizzazione dei servizi per alimentare la riflessione sulle misure a rilancio della crescita economica.
Il documento, consegnato venerdì al Consiglio federale, giunge alla conclusione che la Svizzera potrebbe aumentare il suo PIL del 2% liberalizzando i suoi servizi in 5 settori: telecomunicazioni, elettricità, posta, ferrovia e assicurazioni.
Dopo aver paragonato la situazione elvetica a quella dei primi 15 Stati dell'Unione europea, gli autori del rapporto hanno concluso che la Svizzera è in ritardo.