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È impasse al Senato degli Stati Uniti che, quando a Washington mancano poche ore alla mezzanotte che segna la scadenza di alcune parti del Patriot Act.
In particolare su quelle relative alla raccolta di dati telefonici nelle attività di sorveglianza volte a contrastare la minaccia terroristica non è stato raggiunto un accordo che permetta di estendere le norme vigenti scongiurando quindi il vuoto legislativo.
A meno di un accordo dell'ultimo minuto quindi, la conseguenza immediata sarà l'interruzione di quel programma governativo che ha permesso fino ad ora la raccolta indiscriminata di dati telefonici (metadati) con l'accesso diretto da parte delle agenzie di intelligence, come la Nsa al centro delle rivelazioni di Edward Snowden.
Il governo degli Stati Uniti potrà comunque accedere a quei dati, ma solo previa autorizzazione e quindi attraverso un processo non diretto. Non è chiaro inoltre quale sarà il destino di tutte le informazioni raccolte e e registrate dal 2006.
In vista di questa scadenza, la Casa Bianca aveva già chiarito che non intende perseguire un'estensione delle norme attuali senza l'approvazione del Congresso, aveva molto spinto però per il Freedom Act, testo passato alla camera dei Rappresentanti ma non al Senato, che avrebbe sostituito la parte in scadenza dando allo stesso tempo il via ad una riforma del sistema di sorveglianza.
SDA-ATS