Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01182.jsonl.gz/1095

La Svizzera eliminerà le bombe a grappolo in suo possesso. Il Consiglio nazionale ha adottato oggi per 146 voti contro 26 una modifica della legge sul materiale bellico che permetterà alla Svizzera di ratificare una convenzione internazionale in tal senso.
Il trattato in questione è la Convenzione sulle munizioni a grappolo (Convention on Cluster Munitions, CCM) che stabilisce il principio di un divieto completo di queste armi e del finanziamento della loro produzione, anche per vie indirette.
La decisione odierna non è stata semplice: in un primo momento, la Commissione della politica di sicurezza del Nazionale aveva invitato il plenum a non entrare in materia. La destra temeva un indebolimento dell'esercito svizzero. Oggi hanno però prevalso i motivi umanitari.
Le conseguenze sulla popolazione civile della disseminazione di bombe a grappolo sono enormi. Un divieto di questo tipo di arma non avrà invece conseguenze per l'artiglieria elvetica, ha affermato Hugues Hiltpold (PLR/GE) a nome della commissione. L'esercito potrà far capo ad altri tipi di munizioni, gli ha fatto eco il ministro degli affari esteri Didier Burkhalter.
Berna si impegna dunque a distruggere in un periodo di otto anni le scorte di munizioni a grappolo in possesso dell'esercito (200'000 pezzi). Si tratta di ordigni prodotto negli anni Ottanta e Novanta e costati 652 milioni di franchi.
La Svizzera conserverà comunque alcune centinaia di proiettili. La Convenzione, in effetti, autorizza eccezioni per esercitazioni e ricerca: si tratta, in particolare, di permettere la formazione di personale e sviluppare materiale di sminamento (progetti a cui Berna dedica annualmente oltre 16 milioni di franchi).
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>