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BERNA - A partire da tre milioni di franchi, i bonus non dovrebbero più essere considerati come rimunerazioni, ma come parti di utili. Con 14 voti contro 12 la commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha espresso il suo sostegno ad un progetto in tal senso dell'omologa commissione degli Stati. Lo rendono noto oggi i servizi del Parlamento.
Con questa decisione, essendo la ripartizione del reddito variabile di competenza dell'assemblea degli azionisti, quest'ultima vedrebbe rafforzati i propri diritti decisionali. La parte degli utili potrebbe inoltre essere distribuita soltanto se l'impresa li realizza effettivamente. Infine, una società che riversa parti di utili non potrebbe più farli passare come oneri giustificati dall'uso commerciale, ma dovrebbe dichiararli come utili imponibili.
Forte dell'avallo da parte della commissione del Nazionale, la commissione degli Stati può ora sperare in una revisione concreta del diritto societario. Attende però ancora l'opinione della sua consorella degli affari giuridici, che si sta occupando di un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare contro i salari abusivi. A seconda della risposta che otterrà, la commissione dell'economia deciderà se elaborare un progetto di legge distinto.
La commissione del Nazionale ha inoltre proposto, per 18 voti contro 8, di ritirare due mozioni sullo stesso tema adottate dalla Camera dei cantoni nel corso della sessione estiva e un'iniziativa parlamentare di Marina Carobbio (PS/TI) che intende limitare l'ammontare delle indennità di partenza deducibili fiscalmente da parte delle aziende.
SDA-ATS