Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01218.jsonl.gz/546

FRIBURGO - Il Tribunale cantonale di Friburgo ha in parte ribaltato oggi in appello la sentenza di condanna contro due imputati, accusati di aver commissionato a un terzo uomo l'incendio doloso di un albergo. Il proprietario è stato assolto, mentre il suo associato si è visto aggravare la pena detentiva da quattro anni e mezzo a cinque anni.
L'incendio aveva quasi completamente distrutto nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 2015 l'hotel-ristorante Kaiseregg a Plaffeien, nella regione tedescofona del cantone, che non era occupato da anni.
Il 22 marzo 2018, il Tribunale penale della Sarine ha condannato il proprietario, un portoghese oggi 62enne, a 30 mesi di carcere, di cui 6 mesi da scontare e il resto con la condizionale per tre anni. L'altro imputato, 40enne, è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione da scontare per aver organizzato l'incendio doloso e per altri reati. Contro la sentenza hanno presentato ricorso sia il procuratore generale sia la difesa dei due condannati.
Secondo quanto emerso dall'inchiesta, l'intenzione dei due era di truffare l'Istituto cantonale di assicurazione degli immobili (ECAB), che però si è subito insospettito, ha rifiutato ogni indennizzo e al processo si è costituito parte civile. Secondo l'accusa gli imputati volevano distruggere l'albergo, assicurato per 2 milioni di franchi, per lanciare con i soldi dell'assicurazione un nuovo progetto immobiliare.
Nel processo d'appello, cominciato ieri, tutte le parti hanno chiesto una modifica della sentenza di primo grado. La difesa del proprietario ha domandato il proscioglimento, tentando di screditare i testimoni chiave e di dimostrare che l'uomo era pienamente impegnato nella trasformazione del suo albergo e che quindi non ha mai voluto cercare di mandarlo in fumo.
La corte ha seguito le sue argomentazioni, giudicando che sussistono dubbi sulla reale implicazione del portoghese nell'istigazione all'incendio doloso. L'uomo riceverà anche un indennizzo di 70'000 franchi quale riparazione per torto morale e per coprire le spese giudiziarie.
Non ha invece convinto i giudici la difesa del suo associato, secondo la quale la pubblica accusa avrebbe fatto del suo cliente il colpevole ideale, creando una immagine di "nemico pubblico numero uno". Essa ha pure denunciato la procedura abbreviata riservata all'esecutore materiale, un 34 friburghese reo confesso, condannato già il 7 dicembre 2017 dal Tribunale penale della Gruyère a una pena detentiva di 33 mesi, 6 da scontare e 27 con la condizionale per quattro anni.
Il procuratore generale Fabien Gasser voleva per l'imputato una pena di cinque anni e mezzo. La corte ha ritenuto credibile la testimonianza fornita dal 34enne e ha optato per una pena di cinque anni, pur scagionando l'imputato da due capi d'accusa minori relativi alle sue multiple attività commerciali.
Secondo il pubblico ministero il proprietario dell'albergo aveva rinunciato a ristrutturarlo e voleva costruire immobili locativi. Non aveva però ricevuto l'autorizzazione a demolire lo stabile, perché ritenuto monumento da proteggere. Nell'autunno 2014, persa ormai ogni speranza di realizzare il suo progetto, sarebbe entrato in relazione con il futuro associato, un uomo d'affari dal casellario giudiziario già ben fornito, tra l'altro per truffa e falsità in documenti, che si interessava allo stabile.
Questi è stato riconosciuto colpevole di aver incaricato il terzo individuo di dar fuoco all'hotel promettendogli una ricompensa di 20'000 franchi, che costui non ha peraltro mai ricevuto. L'uomo è stato pure accusato di coazione nei suoi confronti: nel 2016 gli aveva inviato dal carcere una lettera in cui lo spingeva a ritrattare, un tentativo tuttavia rimasto infruttuoso.
Nell'incendio non era rimasto ferito nessuno ma diverse auto parcheggiate nei pressi erano andate distrutte. Sul posto erano intervenuti una sessantina di pompieri che avevano potuto perlomeno impedire che il fuoco si estendesse alle case vicine.