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Un'eventuale abolizione del segreto bancario potrebbe essere all'origine di parecchie difficoltà per la piazza finanziaria svizzera.
Secondo rappresentanti degli istituti di credito, gli impieghi in pericolo sarebbero migliaia.
Negli ultimi mesi sono già stati cancellati migliaia di posti di lavoro nel settore bancario in Svizzera.
Il numero dei dipendenti del settore dovrebbe scendere al di sotto della soglia dei 100'000 entro fine anno, contro 106'000 nel dicembre 2001, secondo l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB).
«Ma ciò che viviamo attualmente non è nulla rispetto a ciò che succederebbe se il segreto bancario dovesse essere abolito», rileva François Gilliéron, delegato del consiglio della Fondazione Ginevra Piazza Finanziaria.
Banche estere in prima fila
Se la Confederazione dovesse cedere alle pressioni dell'Ue, il volume dei patrimoni in gestione in Svizzera diminuirebbe in «modo sostanzioso», visto che la clientela estera non avrebbe più molto interesse a collocare i propri fondi a migliaia di chilometri da casa, ha aggiunto Gilliéron.
Ciò decreterebbe la morte in particolare di numerose succursali di banche estere in Svizzera, che rappresentano ad esempio i due terzi dei circa 120 istituti di credito ginevrini. Una simile decisione colpirebbe tuttavia in pieno anche le banche elvetiche.
Un esercito di gestori patrimoniali
Attualmente la Svizzera custodisce un terzo dei patrimoni privati mondiali collocati all'estero.
La massa totale dei fondi privati e istituzionali amministrati nel paese - di origine estera ed elvetica - oltrepassa i 3'000 miliardi di franchi. La gestione patrimoniale occupa tra 40'000 e 50'000 persone in Svizzera.
Sono in pericolo migliaia di impieghi, in particolare a Ginevra e a Lugano, piazze orientate soprattutto alla gestione patrimoniale.
«La questione è sapere se si vuole giocare con il fuoco e sacrificare tale asso nella manica», rileva Gilliéron. A Ginevra la piazza finanziaria genera il 27 per cento delle entrate del Cantone, circa il doppio della media svizzera.
Non solo discrezione
L'ASB indica di non volere speculare sulle conseguenze di un'eventuale rinuncia al segreto bancario. Ma il portavoce James Nason insorge contro le accuse che tale strumento serva essenzialmente a facilitare l'evasione fiscale.
La stragrande maggioranza dei cittadini stranieri colloca i patrimoni in Svizzera tenuto conto delle capacità dei banchieri e della stabilità politica e monetaria del paese, osserva Nason.
Se tanti fondi giungono in Svizzera è perché i clienti non hanno fiducia nel proprio paese, aggiunge il portavoce.
Nuove amnistie?
Marie-France Goy, segretaria centrale dell'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB), teme dal canto suo che nuove amnistie fiscali siano decise nei paesi vicini, sulla scia dello scudo fiscale italiano.
Il personale attivo nella gestione patrimoniale deve essere pronto a riciclarsi in altri settori bancari, secondo la segretaria centrale dell'ASIB. Ma numerosi dipendenti rischiano di rimanere senza occupazione o di dover cambiare completamente attività.
"Le banche hanno dormito sugli allori"
Per Peter Vonlanthen, direttore della Società zurighese degli impiegati di commercio, le banche svizzere hanno dormito troppo a lungo sugli allori.
«Non sono state abbastanza innovative, accontentandosi di fare acquisizioni in tutte le direzioni, che attualmente si ritorcono verso di esse», rileva Vonlanthen.
Indipendentemente da un'eventuale abolizione del segreto bancario - che in ogni caso non si verificherà prima del 2010 - Vonlanthen s'aspetta la cancellazione di 15'000 impieghi nel settore finanziaro nei prossimi anni.
Per attutire lo choc, Vonlanthen suggerisce alle banche di esplorare nuovi campi di attività, ad esempio la gestione patrimoniale per la clientela di paesi musulmani.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Settore bancario: fine 2001: 106'000 dipendenti;
fine 2003: al di sotto dei 100'000;
Nella sola gestione patrimoniale: 40'000-50'000 impieghi;
La Svizzera custodisce un terzo dei patrimoni privati mondiali collocati all'estero;
Le difficoltà principali potrebbero riguardare le piazze di Ginevra e Lugano.