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La Spagna si è unita ai pochi paesi che hanno dichiarato l’emergenza climatica: la decisione è stata presa lunedì al Consiglio dei ministri ed è accompagnata da una serie di provvedimenti che devono essere approvati nei primi 100 giorni di governo del socialista Pedro Sanchez.
La misura fa seguito alla promessa fatta da Sanchez durante il discorso d’investitura, due settimane fa, di fare della transizione ecologica uno dei pilastri del suo mandato.
Tra i primi provvedimenti c’è una proposta di legge che si prefigge di azzerare le emissioni contaminanti entro il 2050, attraverso un sistema elettrico basato al 100% su fonti rinnovabili e a un sistema fiscale che accompagni il processo di transizione eliminando, per esempio, i sussidi ai combustibili fossili.
La Spagna è uno dei paesi che rischiano di essere i più colpiti dal cambiamento climatico: rispetto ai livelli dell’epoca pre-industriale, la temperatura media vi è aumentata di 1,7°C (a livello globale l’incremento è stato di circa 1°C). Il 70% della superficie del paese è inoltre a rischio di desertificazione.
RG/mrj