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Ivanka Trump, 37 anni, figlia maggiore di Donald Trump e della sua prima moglie, potrebbe essere a breve alla guida dell’organismo che sin dalla sua fondazione, dopo la Seconda guerra Mondiale, è per tradizione guidato da un americano: la Banca Mondiale.
Ivanka non ha esperienza nel campo del commercio, ma è una donna d’affari con esperienze sia autonome che da vicepresidente della Trump Organization.
Dopo le dimissioni del presidente Jim Yong Kim, 59 anni, che si è unito al fondo di investimento Global Infrastructure Partners, la gestione del Fondo Monetario Internazionale sarà vacante, dal 1 febbraio.
Secondo quanto rivelato dal Finacial Times, papà Trump potrebbe affidare all’amata figlia la poltrona del palazzo di Vetro. Non sono assenti le voci già levatesi che accusano Trump di nepotismo, ma Ivanka, dal 2017 coinvolta nel lancio di un fondo per un’Istituzione per donne imprenditrici, è una donna che sa e sa fare. La sua catena Women Entrepreneurs Finance Initiative (We-FI) da lavoro a qualche decina di centinaia di donne. Non poco per una donna, madre, e figlia del presidente. Nepotismo o adulazione?
Tra gli altri possibili candidati vi sono l’ex ambasciatore statunitense all’Onu, Nikki Haley e Mark Green, presidente dell’Usaid (agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale).