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Lo stato himalayano dell'Uttarakhand non ha per ora ancora dichiarato morte quasi seimila persone scomparse nelle alluvioni di un mese fa, ma le autorità locali intendono avviare le procedure di risarcimento ai familiari. Lo ha detto oggi il "chief minister" Vijay Bahuguna in una conferenza stampa nel capoluogo di Dehradun secondo quanto riferito dalle tv locali.
Il limite di tempo per trovare i dispersi è scaduto oggi ad un mese dalla catastrofe, ma per ora i 5.748 dispersi ufficiali non saranno aggiunti al bilancio delle vittime che è di 842 morti.
Di questi soltanto oltre 900 sono abitanti locali, gli altri sono fedeli indù provenienti da tutta l'India per il pellegrinaggio del "Char Dham", che comprende le quattro sorgenti del Gange.
"Non possiamo dichiararli morti. Continueremo le operazioni di ricerca e se qualcuno sarà trovato vivo, la famiglia dovrà restituire i soldi dei risarcimenti", ha spiegato Bahuguna.
Si pensa che molti corpi potrebbero essere sotto i detriti e il fango in una vasta area che porta al tempio di Kedarnath, l'epicentro delle inondazioni, che non è stata ancora ripulita a causa della difficoltà di trasportare le ruspe nella remota vallata e di altre ondate di maltempo.
SDA-ATS