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MADRID (Spagna) – Quando sei numero 1 al mondo della classifica Atp, difficilmente lo sei per puro caso. Se ti chiami Rafael Nadal e un paio di anni fa in tanti ti davano per finito… ma a fine 2019 occupi ancora una volta la vetta della graduatoria internazionale del tennis, vuol dire che effettivamente hai completato un anno pazzesco. E la Coppa Davis (piaccia o non piaccia la nuova formula) portata a casa domenica con la sua Spagna è stata la ciliegina sulla torta di una stagione incredibile.
Nadal, oltre a vincere ancora una volta il Roland Garros e far suo anche gli US Open, è stato l’unico tennista a raggiungere almeno le semifinali in ogni Slam disputato: a Melbourne si è arreso in finale a Djokovic (che invece a New York si era arreso al quarto turno a Wawrinka), mentre a Wimbledon aveva dovuto concedere il passo a uno stratosferico Roger Federer (il renano in America è stato eliminato a Dimitrov nei quarti di finale, mentre a Melbourne fu Tsitsipas a estrometterlo al quarto turno). Una costanza incredibile, una crescita importante anche in alcuni colpi che nella prima parte della sua carriera non gli permettevano di incidere in maniera considerevole: primo di tutto il servizio, in seguito la volé.
Non considerando solamente gli Slam, il neo sposo maiorchino ha conquistato un totale di 4 titoli, alla pari di Roger Federer e Daniil Medvedev, battuto soltanto da Novak Djokovic che ha chiuso il 2019 con ben 5 trofei in bacheca. Una particolarità: l’iberico, il serbo e il russo Medvedev sono stati gli unici a conquistare 2 Masters 1000 in stagione. Thiem, Fognini e Federer hanno trionfato, invece, una volta a testa.
Nadal, che non esce dalla Top 10 della classifica Atp dal lontano 2005, ovvero quando era ancora un giovane emergente, ha infine compiuto un’impresa pazzesca, trascinando la sua Spagna, una nazionale non certo irreprensibile e stratosferica, ad alzare al cielo la nuova Coppa Davis, battendo domenica in finale il Canada a Madrid. Rafa è stato il vero e proprio mattatore, prendendo per mano i suoi compagni fino a portarli sull’Olimpo.
Come dire: un anno stellare difficilmente ripetibile. Non solo per la presenza dei soliti noti, Federer e Djokovic, ma per l’arrivo delle nuove stelle che finalmente stanno iniziando a macinare gioco e vittorie. Il futuro di Tsitsipas, Thiem e Medvedev potrebbe essere roseo e questi tre, più di molti altri, potrebbero far divertire a breve tutti gli appassionati del tennis.