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Spesso gli scienziati faticano a commercializzare le loro scoperte. I Founding Angels si propongono di sostenerli in questo compito, spiega Gunter Festel, cofondatore della FoundingAngels Initiative.
A differenza dei Business Angels, i quali propongono soltanto un sostegno finanziario, i FoundingAngels partecipano attivamente alla creazione d'impresa e ne divengono comproprietari. Fondata a Fürigen (NW) nel 2008 da Gunter Festel e da cinque altri ricercatori e uomini d'affari, la FoundingAngels Initiative ha già contribuito al lancio di sette start-up, attive in particolare nel settore delle biotecnologie.
Cos'è un FoundingAngel?
Gunter Festel: I FoundingAngels sono persone alla ricerca di tecnologie innovatrici sviluppate in seno alle università o a istituzioni di ricerca, in attesa di essere commercializzate. Il loro obbiettivo consiste nel fondare delle start-up in partenariato con gli scienziati che stanno alla base di queste tecnologie. Contrariamente ai Business Angels, che investono generalmente in società pre-esistenti, i FoundingAngels partecipano in effetti a tutto il processo di fondazione della società e prendono poi parte al suo sviluppo.
Come prende forma concretamente questa collaborazione?
Festel: Per quanto mi concerne, comincio recandomi nelle università per incontrarvi dei ricercatori dotati di una tecnologia interessante che desiderano creare un'impresa. Nella maggior parte dei casi, questa volontà da sola non basta in quanto gli scienziati hanno raramente le competenze necessarie per abbordare gli aspetti commerciali. Come FoundingAngel, il mio ruolo è quindi di apportare questa competenza e di operare tra la tecnologia esistente ed il prodotto commercializzabile.
Quale tipo di aiuto fornite?
Festel: Il mio compito principale è la ricerca del denaro. Non soltanto per lo sviluppo del prodotto, ma anche per acquisire tutti i brevetti utili alla sua commercializzazione. In generale, le università non dispongono delle somme necessarie per costituire un catalogo di brevetti. Si accontentano di acquisire le patenti di base per proteggere le loro scoperte. Ma nel settore dell'alta tecnologia è fondamentale possedere un vasto ventaglio di brevetti che coprano diversi aspetti del prodotto per poter essere competitivi.
Cosa vi guadagnate finanziariamente?
Festel: Agiamo come partner e diventiamo comproprietari dell'impresa che contribuiamo a fondare. Per quanto concerne l'estensione della società, ci occupiamo della strategia commerciale e delle finanze. Gli scienziati con i quali ci associamo si occupano della ricerca e delle sviluppo tecnologico del prodotto.
Come li selezionate?
Festel: Parlo con un gran numero di persone. È fondamentale l'alchimia esistente tra i partner. Si tratta di una questione di feeling. Inoltre, si deve saper porre le domande giuste: le persone con cui desidero associarmi saranno in grado di gestire il lancio di un'impresa e sono abbastanza flessibili per condurre a buon fine tale progetto?
Appunto, quali sono gli aspetti più difficili da gestire al momento del lancio di una start-up?
Festel: La cosa più complessa rimane la ricerca dei fondi. Soprattutto attualmente. È necessario anche riuscire ad attrarre investitori che corrispondano al profilo dell'impresa. Gli aspetti legati alla tecnologia del prodotto rappresentano anch'essi delle sfide importanti. Per riprendere l' esempio, i brevetti sono un elemento molto complesso da gestire al momento delle creazione di una start-up. Se si hanno dei concorrenti in Asia o in Nord America, questo può rivelarsi piuttosto costoso. Infine, è necessario formare un' equipe competente e compatta.
A chi attribuisce il divario esistente tra la ricerca scientifica ed il mondo degli affari?
Festel: La differenza tra i due settori è dovuta al fatto che la ricerca fondamentale si concentra sulle scoperte grezze, mentre l'industria si interessa alle tecnologie sufficientemente affinate per poter essere commercializzate. Nel caso dei brevetti, si constata che tutti gli aspetti legati alla realizzazione o all'esecuzione del prodotto sono generalmente trascurate e che vengono acquisiti soltanto i brevetti direttamente legati alla scoperta. Quanto non è strettamente affine al campo scientifico non viene preso in considerazione.
Vi è una forte richiesta per i FoundingAngels?
Festel: Sì, esistono diverse possibilità. Fino ad ora, ho già cofondato sette società. E sto lavorando al lancio di almeno cinque start-up supplementari. La maggior parte delle richieste che mi sono fatte provengono dall'industria e dal mondo accademico. Per il momento mi concentro soprattutto sulla Svizzera e la Germania, ma collaboro anche con partner del resto dell'Europa.
Quanto risentite della crisi economica?
Festel: Diventa sempre più difficile trovare finanziamenti. Tuttavia, l'impatto della crisi sulla mia attività di FoundingAngel è limitato, dato che fondare un'impresa è un lavoro che si protrae a lungo termine.
Quale consiglio darebbe ad un giovane imprenditore?
Festel: Gli consiglierei innanzitutto di formare un'equipe qualificata e di esperienza al fine di evitare di commettere i classici errori di gioventù.