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"Per motivi di trasparenza" il Consiglio amministrativo della Città di Ginevra, ossia il municipio, ha reso pubblica oggi la lista esaustiva delle spese dei suoi membri tra il 2007 e il 2017. Al primo posto si piazza il socialista Manuel Tornare, con oltre 40mila franchi l'anno in media.
L'analisi degli ultimi dieci anni è stata chiesta dall'Ufficio del Consiglio municipale (vale a dire il consiglio comunale) alla Corte dei conti. In seguito a una fuga di notizie ieri alla radiotelevisione romanda Rts, la Città di Ginevra ha trasmesso oggi i documenti ai media, non senza sottolineare in un comunicato la sua "più viva disapprovazione" di fronte alle indiscrezioni.
Dai documenti si evincono le note spese degli otto municipali in carica tra il 2007 e il 2017. Tornare, che ha lasciato il Consiglio amministrativo nel 2011, ha speso in media 40mila franchi l'anno ed è stato il membro dell'esecutivo con i costi di trasporto più elevati.
Intervistato ieri sera dal telegiornale romando, Tornare, ora consigliere nazionale, ha sottolineato che le sue spese di trasporto sono state sottoposte a due controlli interni nel suo dipartimento e da parte del municipio e che sono state accettate.
Il 67enne ha spiegato di essersi dovuto recare a più riprese all'estero, in particolare a Shanghai nell'abito dell'Esposizione universale del 2010 per l'organizzazione del padiglione congiunto Ginevra-Basilea-Zurigo. Inoltre "non avevo una carta di credito e ho un vecchio coso come cellulare", ha sostenuto.
Bacchettato dalla Corte dei conti, Guillaume Barazzone (Ppd) segue al secondo posto con una media di 38mila franchi l'anno. Egli ha già rimborsato volontariamente oltre 50mila franchi alla Città. Terzo l'attuale sindaco Sami Kanaan (PS) con spese medie annue pari a 27mila franchi, e un picco di quasi 50mila franchi nel 2015 quando era già stato sindaco.
Quanto a Pierre Maudet, membro del Consiglio amministrativo prima di essere eletto in Consiglio di Stato nel 2012, la lista spese ammonta a 22mila franchi medi per anno. Anche nel suo caso si è avuto un picco nell'anno da sindaco, poco prima di passare all'esecutivo cantonale, con quasi 13mila franchi di costi di telefonia. Nel suo comunicato la Città ricorda che "gli anni da sindaco comportano costi professionali superiori."
I meno "spendaccioni" sono Rémy Pagani del partito Ensemble à gauche (19mila franchi annui in media) et Sandrine Salerno (PS, meno di 14mila franchi).
Ieri si è appreso che il Ministero pubblico ginevrino ha aperto un'inchiesta sui rimborsi per le spese professionali dei municipali: in seguito alla verifica effettuata dalla Corte dei conti è stato avviato un procedimento penale contro ignoti per infedeltà nella gestione pubblica. I cinque membri attuali dell'esecutivo devono restare a disposizione per fornire informazioni. Ieri si sono pure svolte delle perquisizioni.