Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/62662

<h2>SubmittedText<h2><p>L'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE), entrata in vigore nel 1998, deve assicurare che gli apparecchi elettrici ed elettronici siano smaltiti rispettando l'ambiente. Tale smaltimento è finanziato mediante una tassa di smaltimento anticipata, prelevata dagli importatori al momento della vendita di nuovi apparecchi. Tuttavia, i prezzi sono nel frattempo talmente sotto pressione da far sorgere dubbi su uno smaltimento rispettoso dell'ambiente degli apparecchi.  La selezione delle componenti contaminate da sostanze tossiche è notevolmente pregiudicata. Ciò non danneggia soltanto l'ambiente, ma comporta pericoli anche per la salute delle persone che, soprattutto in Asia, selezionano i metalli non ferrosi dopo un primo trattamento meccanico dei rifiuti.</p><p>Per tale ragione mi permetto di porre al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Dall'entrata in vigore dell'ORSAE l'ammontare della tassa di smaltimento riscosso è diminuito del 25 per cento e, a medio termine, si prevede un calo complessivo di oltre il 40 per cento. Dal 1996 al 2003 la percentuale di inquinanti nocivi selezionati nelle aziende di riciclaggio è scesa dall'1,3 allo 0,2 per cento. Di fronte a tale scenario quali sono le soluzioni che il Consiglio federale propone per garantire che i rifiuti elettronici siano smaltiti rispettando l'ambiente?</p><p>2. Al momento, oltre il 90 per cento degli apparecchi è riciclato tramite due sole organizzazioni: SWICO e SENS. Quali misure sono state adottate per impedire che dette organizzazioni abusino della loro posizione dominante sul mercato per acquisire vantaggi nei confronti delle aziende di riciclaggio?</p><p>3. Il trattamento meccanico dei rifiuti elettronici, che in Svizzera sembra sempre più imporsi a scapito della separazione manuale, genera quantità sempre più importanti di metalli non ferrosi. Tali quantità sono poi inviate in Asia, dove vengono selezionate in condizioni materiali e sanitarie catastrofiche. Il Consiglio federale ritiene che tale modo di procedere sia ammissibile dal punto di vista etico ed ecologico?</p><p>4. Il Consiglio federale ha fatto analizzare la composizione dei residui di metalli non ferrosi che scaturiscono dal trattamento meccanico degli apparecchi elettrici e, in particolare, il loro tenore di inquinanti pericolosi?</p><p>5. Quali misure può adottare il governo per indurre i fabbricanti a rinunciare all'uso di sostanze altamente tossiche che, come denunciato recentemente da Greenpeace, utilizzano tuttora?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera è stato uno dei primi Paesi ad adottare prescrizioni concernenti lo smaltimento rispettoso dell'ambiente di apparecchi elettrici ed elettronici. L'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici stabilisce i principi relativi al riciclaggio di tali rifiuti ed esige che le aziende di smaltimento dispongono di un'autorizzazione del cantone. Per impedire esportazioni verso Paesi del Terzo mondo problematiche dal punto di vista ecologico e dell'igiene del lavoro sono stati introdotti controlli. Le esportazioni vengono autorizzate soltanto se lo smaltimento previsto avviene nel rispetto dell'ambiente e il Paese di destinazione è membro dell'OCSE.</p><p>1. I progressi tecnici di smontaggio e di allestimento dei vecchi apparecchi hanno comportato la riduzione dei costi di smaltimento permettendo tuttavia di mantenere l'alto livello di protezione dell'ambiente. Dato che in seguito alle norme adottate a livello internazionale, gli apparecchi più recenti sono stati costruiti senza utilizzare PCB nei condensatori o mercurio negli interruttori. Per questo motivo, a lungo termine è lecito attendersi un calo delle componenti particolarmente inquinanti. Se il calo osservato può essere attribuito anche a una rimozione meno accurata di simili componenti è attualmente oggetto di indagine.</p><p>2. Le due organizzazioni sono nate dall'intenzione del settore dell'economia di trovare soluzioni settoriali su base volontaria, come espressamente previsto dall'articolo 41a della legge sulla protezione dell'ambiente. Ambedue le organizzazioni mettono a concorso lo smaltimento degli apparecchi provenienti dal loro settore, favorendo l'intervento regolatore delle forze di mercato. Inoltre, la legge sui cartelli prevede norme specifiche atte a regolare le attività di aziende che monopolizzano il mercato.</p><p>3. Dopo lo smontaggio manuale e la rimozione delle loro componenti particolarmente inquinanti, gli apparecchi provenienti dalla Svizzera vengono frazionati meccanicamente. Dai residui frazionati si recupera il ferro mediante l'impiego di magneti. I metalli non ferrosi vengono invece recuperati con apposite macchine. La Svizzera non esporta frazioni miste verso l'Asia.</p><p>4. Per conto dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio vengono stilati dettagliati bilanci dei flussi di sostanze. La composizione media dei rottami d'origine elettronica e la distribuzione degli inquinanti su varie frazioni sono conosciute e sono state pubblicate (vedasi la pubblicazione "Metallische und nichtmetallische Stoffe im Elektronikschrott. Stofflussanalyse. 2004/Schriftenreihe Umwelt Buwal", in lingua tedesca, disponibile in formato PDF).</p><p>5. La maggior parte degli apparecchi elettrici ed elettronici viene importata. Per tale ragione è necessario armonizzare la legislazione internazionale volta a ridurre gli inquinanti. In tal ambito, l'Unione europea ha emanato norme molto avanzate, fatte sue dalla Svizzera nell'ambito della recente revisione del diritto in materia di prodotti chimici.</p>  Risposta del Consiglio federale.