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(11.08.2010) Al 1° semestre 2010 l'andamento dell'economia svizzera è stato migliore del previsto. Secondo gli economisti di Credit Suisse, le politiche monetarie e fiscali adottate su scala mondiale per far fronte alla crisi sono uno dei fattori principali di tali risultati incoraggianti. A seguito del bilancio di metà anno, le loro previsioni sono state riviste al rialzo e la crescita economica attesa per l'anno 2010 è passata dallo 0,9% inizialmente previsto all'1,8%.
Secondo Credit Suisse, le misure che ambiscono a rimettere in piedi l'economia mondiale hanno tratto particolarmente vantaggio dalla Svizzera. Grazie ai loro effetti benefici sul mercato mondiale, le esportazioni svizzere hanno potuto riprendersi rapidamente e ottenere dei profitti.
Inoltre, la relativa stabilità sul mercato del lavoro e sui flussi di immigrazione ha permesso di sostenere il consumo. A questo si aggiunge il fatto che tutti gli attori economici hanno beneficiato di un tasso d'interesse che sfiora lo zero, in quanto la Svizzera non ha vissuto una forte contrazione del credito.
Secondo lo studio, le perdite dovute alla recessione erano già compensate per i tre quarti al primo trimestre 2010. Certi indicatori, come il Purchasing Managers' Index (PMI), hanno raggiunto valori record nel mese di giugno 2010.
In seguito alle buone performance dell'economia nel 2010, un rallentamento della crescita è tuttavia previsto per il 2011. Il risanamento che fa seguito alla crisi finanziaria non è terminato e sono già visibili alcuni segni di rallentamento. Ad esempio, la crisi dei debiti europei pesa su buona parte delle nazioni e limita i margini di manovra delle politiche fiscali e monetarie. Stimata attorno all'1,2%, la crescita per il 2011 sarà soltanto rallentata e non si prevede alcuna recessione.
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