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Nel primo trimestre di quest’anno, per contenere l’apprezzamento del franco, la Banca nazionale svizzera (Bns) ha riacquistato 5,74 miliardi di franchi di valuta estera. È quanto emerge dalle statistiche pubblicate oggi.
I dati mostrano che gli acquisti di valuta estera sono rallentati rispetto al quarto trimestre del 2021, quando la Bns aveva riacquistato 12,6 miliardi di franchi. Per l’intero 2021, la Bns ha acquistato valuta estera per 21,1 miliardi di franchi. Questa cifra è ben al di sotto del valore record registrato nel 2020, al culmine della pandemia, quando fu spesa una somma pari a circa 110 miliardi di franchi per limitare l’apprezzamento del franco.
A metà giugno, in occasione dell’ultima valutazione di politica monetaria, la Bns ha spiegato di non considerare più il franco una valuta sopravvalutata. La banca rimane attiva sul mercato dei cambi ed è pronta ad acquistare valuta estera in caso di "apprezzamento sproporzionato", secondo quanto affermato dal suo presidente, Thomas Jordan. Al contrario, se il franco si deprezza, la banca si dice pronta a vendere valute.