Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/138438

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione affinché l'imposta federale diretta delle persone fisiche sia ridotta, soprattutto a beneficio del ceto medio e in seguito secondo una tariffa scalare degressiva, in modo da raggiungere una riduzione globale pari al 10 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riduzione globale delle tariffe dell'imposta federale diretta del 10 per cento con sgravio focalizzato sul ceto medio proposta dall'autore della mozione provocherebbe sulla base del gettito previsto dell'imposta federale diretta delle persone fisiche per l'anno fiscale 2012 minori entrate di 1030 milioni di franchi. Sotto il profilo del fabbisogno di finanziamento rappresenterebbe pertanto un'importante riforma fiscale, che si scontrerebbe con le priorità di politica fiscale del Consiglio federale.</p><p>Per i prossimi anni, il Consiglio federale riconosce necessità d'intervento di tipo politico-fiscale soprattutto in due settori:</p><p>- Analogamente alla presente mozione, anche il Consiglio federale ritiene che sia necessario sgravare determinati gruppi di economie domestiche. Da un punto di vista del diritto costituzionale, la priorità risiede tuttavia nell'eliminazione dell'esistente penalizzazione fiscale dei coniugi rispetto ai concubini. Il 29 maggio 2013, il Consiglio federale ha pertanto deciso di raccomandare di accogliere l'iniziativa popolare "per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate", depositata il 5 novembre 2012, che intende eliminare questa disparità. Il governo ha licenziato il pertinente messaggio il 23 ottobre 2013. Tuttavia, visto l'ampio ventaglio delle varianti ipotizzabili, non è ancora possibile esprimersi in modo concreto sull'attuazione dell'iniziativa. In ogni caso l'iniziativa comporterebbe considerevoli minori entrate.</p><p>- Per quanto riguarda le persone giuridiche, la riforma dell'imposizione delle imprese III in fase di elaborazione dovrebbe permettere di smorzare la critica internazionale indirizzata al sistema fiscale attuale, di aumentare il consenso internazionale nei confronti del sistema svizzero d'imposizione delle imprese nonché di rafforzare la concorrenza fiscale della Svizzera. Questa riforma non è prioritaria solo da un punto di vista della politica fiscale, ma anche per motivi di politica finanziaria ed economica.</p><p>A prescindere da queste priorità, il Consiglio federale non può condividere la richiesta dell'autore della mozione di sgravare soprattutto il ceto medio dall'imposta federale diretta. La struttura della tariffa dell'imposta federale diretta è progressiva conformemente al principio costituzionale dell'imposizione secondo la capacità economica. Ciò significa che già oggi economie domestiche con redditi deboli e un'ampia fetta del ceto medio non pagano l'imposta federale diretta o ne sono gravati in misura esigua. Il gettito fiscale si concentra quindi soprattutto sulle classi di reddito superiori. Nel 2010, l'1 per cento dei contribuenti più facoltosi versava il 39,9 per cento del gettito dell'imposta federale diretta delle persone fisiche e il 20 per cento delle economie domestiche con il reddito imponibile più elevato procurava l'87,1 per cento delle entrate fiscali. Il gruppo che rappresenta il 60 per cento delle economie domestiche, ossia quelle di livello medio e spesso definite comunemente ceto medio, ha versato solo il 12,7 per cento dell'imposta federale diretta, mentre i più poveri solo lo 0,2 per cento. Occorre inoltre menzionare che già oggi il 50 per cento di tutte le famiglie con figli non paga l'imposta federale diretta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.