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“Solo una minoranza di chi è candidato cerca di aggirare le regole della trasparenza”
La segretaria esecutiva del Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d'Europa, Hanne Juncher, è convinta che il modo in cui la classe politica si finanzia non è una questione privata, nemmeno in un sistema di milizia come quello in Svizzera. Intervista*.
Il 22 ottobre il popolo svizzero rinnoverà il Parlamento federale. Per la prima volta a livello nazionale, la campagna elettorale è soggetta a regole di trasparenza. Le donazioni superiori a 15’000 franchi dovevano essere rese note entro il 7 settembre, così come i bilanci delle campagne elettorali superiori a 50’000 franchi. Per quanto riguarda la trasparenza del finanziamento ai partiti, la Svizzera è sempre stata in ritardo rispetto al resto dell’Europa.
SWI swissinfo.ch: È da oltre un decennio che chiedete alla Svizzera di introdurre una maggiore trasparenza nel finanziamento delle campagne elettorali. Quest’anno, per la prima volta in un’elezione federale, sono state stabilite delle regole. La pressione del GRECO ha finalmente dato i suoi frutti?
Hanne Juncher: Questa maggiore trasparenza non è solo il risultato delle pressioni del GRECO, ma esso è certamente un elemento chiave. Il GRECO ha adottato il suo primo rapporto sull’argomento, con le relative raccomandazioni, nel 2011. A questo hanno fatto seguito una dozzina di altri rapporti che esaminano l’attuazione di queste raccomandazioni.
Ognuno di questi rapporti ha ricevuto un’ampia copertura da parte della stampa svizzera. Riteniamo che i nostri rapporti, insieme alla pressione mediatica e all’importante iniziativa popolare sulla trasparenza del 2017 [depositata da diversi partiti di sinistra e di centro], che rifletteva in grandi linee le nostre raccomandazioni, siano i fattori determinanti di questa modifica legislativa.
Questa nuova legislazione è sufficiente o sono necessari ulteriori miglioramenti?
Spetterà al GRECO rispondere a questa domanda nel suo prossimo rapporto di monitoraggio, che sarà adottato nel marzo 2024.
Perché in una democrazia come la Svizzera è così importante sapere chi finanzia partiti, le persone candidate e le campagne elettorali?
In qualsiasi democrazia, è importante per gli elettori e le elettrici sapere chi finanzia i partiti politici e i candidati alle elezioni, perché questi finanziamenti possono contribuire a spiegare le posizioni di alcuni partiti o candidati su questioni politiche o sociali.
Ciò è forse ancora più importante in Svizzera dove, a differenza della maggior parte degli Stati europei, il Governo federale non finanzia i partiti politici e i candidati alle elezioni. Essi dipendono quindi in larga misura dai finanziamenti privati e i donatori possono quindi avere un’influenza ancora maggiore.
Le donazioni superiori a 15’000 franchi devono ora essere dichiarate, così come i bilanci delle campagne elettorali superiori a 50’000 franchi. Potremmo immaginare che ci saranno donazioni di 14’999 franchi. C’è il rischio che le regole vengano aggirate?
Ci sono sempre dei rischi e degli effetti soglia. A prescindere dalle regole e dalle soglie stabilite, abbiamo osservato in diversi Stati membri che alcune persone cercano di frazionare le loro donazioni per aggirare le regole di trasparenza. Ma si tratta di una minoranza.
Non tutti i donatori cercheranno di aggirare le regole, quindi la trasparenza sarà inevitabilmente rafforzata rispetto al passato. D’altra parte, è compito dell’autorità di controllo della trasparenza – in Svizzera, il Controllo federale delle finanze – verificare che le regole non vengano aggirate e sanzionare eventuali violazioni.
Nonostante questi progressi nel finanziamento delle campagne politiche, in maggio avete pubblicato un rapporto severoCollegamento esterno sulla Svizzera. Avete scritto che non c’è stato “alcun progresso nell’attuazione delle raccomandazioni” volte a combattere la corruzione dei parlamentari e dei giudici svizzeri. Il GRECO si sta accanendo contro la Svizzera?
Questo rapporto non riguardava il finanziamento della vita politica, ma la prevenzione della corruzione di parlamentari, giudici e procuratori federali nell’ambito di un altro ciclo di valutazione del GRECO. Questo è iniziato per la Svizzera nel 2016 e ha dato luogo a raccomandazioni diverse da quelle sulla trasparenza del finanziamento politico.
Il GRECO sta ora valutando come la Svizzera applica queste raccomandazioni, come fa per tutti i suoi Stati membri. Si tratta del normale processo di follow-up delle valutazioni del GRECO, al quale la Svizzera si impegna a partecipare in qualità di membro della nostra organizzazione.
“Quando un uomo o una donna sceglie di ricoprire un mandato politico, diventa un personaggio pubblico che deve accettare alcune restrizioni sulla protezione della propria vita privata.”
In questo rapporto criticate il fatto che i parlamentari non siano ancora obbligati a dichiarare quanto guadagnano con i loro mandati extraparlamentari. Ma in un sistema di milizia, queste informazioni non appartengono alla sfera privata?
Quando un uomo o una donna sceglie di ricoprire un mandato politico, diventa un personaggio pubblico che deve accettare alcune restrizioni sulla protezione della propria vita privata rispetto ai cittadini non eletti. Il sistema di milizia della Svizzera non cambia le cose.
Così come la trasparenza del finanziamento politico permette di evidenziare alcune influenze o legami con le posizioni di partiti e candidati, è importante conoscere i legami di interesse dei rappresentanti eletti, che possono contribuire a spiegare alcune loro posizioni – e incoraggiare gli elettori e le elettrici a rieleggerli o meno.
Il Parlamento non ha ancora adottato un codice etico per i suoi membri, contrariamente alle vostre raccomandazioni. In che modo questo potrebbe contribuire a rendere la democrazia svizzera più trasparente?
Questa raccomandazione fa parte della valutazione del GRECO sulla prevenzione della corruzione dei membri del Parlamento. Quindi non mira direttamente a rendere la vita politica più trasparente, ma a rafforzare l’integrità dei rappresentanti eletti a livello federale.
Detto questo, alcuni elementi di un codice etico, come una maggiore trasparenza nei contatti tra parlamentari e lobbisti e altre terze parti, contribuiscono sicuramente a una maggiore trasparenza della democrazia.
>> Rileggi la nostra intervista al direttore dell’ONG Transparency International Svizzera, che sottolinea le carenze nel controllo di queste nuove regole di trasparenza:
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“Una democrazia moderna deve avere regole di trasparenza”
*L’intervista è stata realizzata per iscritto
Traduzione di Luigi Jorio
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