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Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente la Convenzione in materia d'imposte sulle successioni con la Francia
Berna, 04.09.2013 - In occasione della sua seduta odierna il Consiglio federale ha licenziato all'attenzione delle Camere federali il messaggio concernente la nuova Convenzione tra la Svizzera e la Francia intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia d'imposte sulle successioni. Questa convenzione permette di evitare un vuoto giuridico a danno dei contribuenti. Essa costituisce pure un primo passo concreto nel dialogo fiscale con la Francia.
L'11 luglio 2013, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e il ministro dell'economia e delle finanze francese Pierre Moscovici hanno deciso a Parigi di avviare un dialogo sulle questioni fiscali bilaterali ancora in sospeso in materia fiscale e finanziaria. In questa occasione hanno firmato la nuova Convenzione intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia d'imposte sulle successioni.
La Convenzione entrerà in vigore dopo l'approvazione da parte dei Parlamenti di entrambi gli Stati e una volta scaduto il termine di referendum in Svizzera. La Francia ha rinunciato alla richiesta di applicare il nuovo testo dal 1° gennaio 2014. Il disegno segue, sul piano formale e materiale, i principi previsti dall'OCSE e la prassi svizzera in materia di convenzioni.
La vigente Convenzione è del 1953 e non è mai stata oggetto di revisione. Essa riflette i principi allora applicati dai due Stai contraenti ma non corrisponde più all'attuale politica francese in materia. Nel 2011 la Francia ha comunicato alla Svizzera la sua intenzione di denunciare la Convenzione del 1953. Dal canto suo la Svizzera ha informato le autorità francesi di essere più favorevole a una revisione che a un vuoto giuridico, visto il rischio di doppia imposizione. I due Stati hanno in seguito avviato i negoziati.
La nuova Convenzione aumenta in particolare l'onere fiscale dei contribuenti domiciliati in Francia. Tuttavia, rispetto a una situazione senza convenzione, essa garantisce la certezza del diritto ed evita il rischio della doppia imposizione. In effetti, in caso di vuoto giuridico, i contribuenti subirebbero automaticamente qualsiasi evoluzione del diritto interno dei due Stati, rischierebbero la doppia imposizione e non beneficerebbero di nessun dispositivo che permetta loro di regolare in via di amichevole composizione eventuali contestazioni in materia di imposte sulle successioni. Inoltre, l'imposizione degli eredi residenti in Francia avverrebbe a condizioni peggiorate e determinate società immobiliari detenute dal defunto o dai suoi congiunti non beneficerebbero di eccezioni.
Indirizzo cui rivolgere domande
Anne Césard, Comunicazione Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI)
+ 41 31 322 62 91, <email-pii>
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