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Il 62% dei ginevrini è favorevole alle dimissioni del consigliere di Stato Pierre Maudet, sotto inchiesta per presunta accettazione di vantaggi. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto demoscopico M.I.S Trend su mandato di Rts, Le Temps e Radio Lac.
L'indagine, resa nota oggi ed effettuata interpellando 1032 cittadini tra il 29 gennaio e il 5 febbraio, mostra come il 26% vorrebbe che Maudet restasse in carica, mentre l'11,5% si dice indeciso.
Le percentuali restano simili tra i sostenitori del politico e del suo partito. Il 61,5% delle persone che hanno votato per il membro dell'esecutivo alle cantonali dell'aprile del 2018 spera in un suo addio e il tasso sale a quasi il 65% fra gli elettori del Plr, si legge sul sito della Rts.
La motivazione più frequente fornita da chi si augura di vedere Maudet lasciare il governo cantonale è che questi ha mentito alla popolazione. Il 40enne aveva in effetti affermato il falso in merito a un lussuoso viaggio ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, nascondendo in un primo momento il fatto che la trasferta fosse stata finanziata da un principe ereditario locale.
Buona parte degli interrogati dal sondaggio rimprovera inoltre a Maudet di non aver dato il buon esempio, mentre altri ne chiedono le dimissioni per rispetto dei suoi elettori e di tutti i cittadini. Tra i difensori del già candidato al Consiglio federale gli argomenti più sollevati sono l'accanimento mediatico nei suoi confronti, le sue capacità come politico e la presunzione d'innocenza.
Da notare come il 6% dei ginevrini sollecitati da M.I.S Trend non avesse mai sentito parlare del caso. Dal sondaggio affiora inoltre che l'immagine generale dei politici cantonali si è deteriorata (lo pensa il 68%). Più di metà della popolazione (55%) ritiene che il governo abbia avuto una gestione infelice della situazione.
In una dichiarazione pubblicata dalla Rts, il protagonista delle vicenda prende atto dei risultati dell'inchiesta, ma aggiunge che "si tratta più di un'informazione orientata che di una verità assoluta". Maudet critica ad esempio il modo in cui erano formulate le domande e la tempistica, che a suo avviso hanno influenzato i partecipanti al sondaggio.