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Gli Stati Uniti hanno iniziato la procedura all'Onu per la reimposizione delle sanzioni all'Iran (il cosiddetto "snapback").
L'ambasciatrice americana Kelly Craft ha trasmesso una lettera all'ambasciatore indonesiano Dian Triansyah Djani, presidente di turno del Consiglio di sicurezza, presentando il reclamo sul mancato rispetto da parte di Teheran dell'accordo sul nucleare del 2015. Nella lettera la Craft "ha notificato al Consiglio di Sicurezza Onu" una "significativa inosservanza da parte dell'Iran dei suoi impegni".
La missiva è stata consegnata personalmente dal segretario di stato americano Mike Pompeo all'ambasciatore indonesiano Dian Triansyah Djani, presidente di turno del Consiglio.
La procedura formale attivata dagli Stati Uniti per chiedere il ripristino delle sanzioni a Teheran ha esito incerto: gli Usa sostengono di poter far scattare lo "snapback" anche se si sono sfilati dall'accordo perché la risoluzione che lo recepisce li nomina ancora come partecipanti.
Fonti diplomatiche delle Nazioni Unite, invece, ritengono che Russia, Cina e altri paesi probabilmente ignoreranno la mossa americana e non faranno scattare nuovamente le sanzioni contro l'Iran. Pompeo, da parte sua, ha già avvertito Mosca e Pechino di non ignorare la reimposizione delle misure restrittive.