Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01126.jsonl.gz/1019

"Sarà ricordata come colei che ha saputo gestire crisi epocali". Alla vigilia del voto che sancirà il suo successore, le parole di Ralph Bollmann, giornalista e scrittore, chiudono l'era di Angela Merkel, dopo sedici anni alla guida della Germania.
"Resterà nella storia come la cancelliera delle grandi crisi: la crisi finanziaria del 2008, quella dell'euro, e poi l'Ucraina, i rifugiati, Donald Trump, il clima e naturalmente il Covid. Durante questi periodi ha garantito continuità e stabilità per la Germania e l'Europa, e anche in qualche misura a livello mondiale", sottolinea Bollmann, tracciando un bilancio del suo operato che evidenzia meriti innegabili.
Infatti, al termine del suo percorso lascia un Paese solido che rappresenta la quarta economia del mondo e terza potenza esportatrice. Inoltre, in questi anni, ha contribuito a sviluppare il proprio partito, portandolo alla vittoria in quattro elezioni consecutive. E infine, ha saputo mantenere coesa l’Unione europea, difendendone i valori.
A raccoglierne l'eredità, sarà uno tra il socialdemocratico Scholz, il candidato dell'Unione cristiano democratica Laschet e la verde Baerbock con il primo dato in vantaggio dagli ultimi sondaggi, anche se permane un certo equilibrio con i conservatori ancora in gara per la successione alla cancelleria.
Le urne si chiuderanno alle 18 e già in serata sanno disponibili le prime proiezioni.