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2.1.1-1 Un’immagine ripresa da una videocamera di sorveglianza è un’opera protetta?
No, non si tratta di una creazione dell’ingegno umano perché l’immagine è stata prodotta automaticamente, senza intervento dell’uomo.
Un’opera protetta dal diritto d’autore deve essere un’espressione della mente umana. Di conseguenza, tutto ciò che non è stato creato dall’uomo non costituisce un’opera protetta dal diritto d’autore.
Quindi non sono opere protette, ad esempio, le pure manifestazioni naturali (pietre, piante ecc.) o i risultati di un’elaborazione esclusivamente meccanica o informatica. Da evidenziare: si può tuttavia parlare di opera quando, da oggetti di questo tipo, si ottiene qualcosa di nuovo grazie a un intervento umano (come un dipinto o una fotografia di una pianta oppure un oggetto progettato dall’uomo e realizzato con una stampante 3D).
L’opera in questione, inoltre, deve essere una creazione dell’ingegno, da intendersi come «espressione di un’idea umana». Spesso, tuttavia, la definizione non è utile dal punto di vista pratico. È più opportuno domandarsi se la persona in questione abbia creato volontariamente una cosa che prima non esisteva. In questi casi si può parlare di creazione dell’ingegno. La valutazione si complica se, in precedenza, già esisteva qualcosa di simile o se la persona ha utilizzato o riutilizzato modelli, forme, stili ecc. In questi casi occorre domandarsi se l’opera precedente sia stata semplicemente riprodotta o imitata oppure se sia stata data espressione creativa a idee e pensieri nuovi basati sull’opera precedente. Un chiaro esempio sono le serigrafie di Andy Warhol (come quelle di Marilyn Monroe e Mao) o la fotografia di Bob Marley con i dreadlock al vento, scattata da un fotografo svizzero a un concerto all’aperto. Entrambi i casi sono espressione di una volontà creativa umana, del desiderio di creare qualcosa di nuovo o di «trasporre anche su carta qualcosa che ha già preso forma in testa» (cfr. DTF 130 III 168, 175). Lo stesso si può dire, ad esempio, per le sculture-macchinari di Jean Tinguely che, con la loro giocosità, riflettono i pensieri dell’artista.