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BERNA - In Svizzera sono trecento le persone che dal 2010 si sono fatte avanti per abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica. Ma soltanto negli ultimi anni è aumentato il numero dei casi trattati dalla Giustizia. Lo rivela l’odierna edizione della SonntagsZeitung: dei 65 episodi che nel 2017 sono stati segnalati alle autorità ecclesiastiche, dieci erano tali da essere affidate alle autorità giudiziarie. Si tratta quasi di un caso su sette.
Se si tiene invece conto del periodo dal 2010, sinora 21 segnalazioni sono state inoltrate alla Giustizia. Ma sono soltanto tre i chierici condannati, come emerge da un rilevamento interno della Conferenza episcopale. Come scrive ancora il domenicale, nel dieci per cento dei casi le informazioni non sarebbero sufficienti per chiarire la questione, tre presunti autori di abusi sarebbero «introvabili o ignoti» e 111 accusati sarebbero morti.
Oggi le vittime sarebbero comunque maggiormente disposte a intraprendere dei provvedimenti contro gli autori degli abusi. Non era così nel 2010, quando su 116 segnalazioni, 56 vittime avevano preferito fermarsi al confronto con l'autorità ecclesiale.
All’inizio del 2017 anche in Ticino la Chiesa si è attivata nella lotta contro gli abusi sessuali, invitando le vittime a farsi avanti. Un’iniziativa che per ora ha portato a quattro segnalazioni. E in un solo caso la persona che si è fatta viva è arrivata alla fine della procedura, ottenendo un risarcimento economico.