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Il patto-beffa sulla migrazione danneggia la Svizzera
Grazie all’UDC, la maggioranza di centro-sinistra del Consiglio federale non deciderà da sola in merito al patto globale ONU sulla migrazione. Il Parlamento potrà dire la sua sul tema, tuttavia, il Consiglio federale impedisce attivamente che il Popolo svizzero possa avere voce in capitolo. Un passo invece assolutamente necessario, poiché questo trattato è una chiara presa in giro sul tema della migrazione:
– Il Consigliere federale Cassis non ha apportato alcun miglioramento in termini di contenuto. Il patto migratorio resta dannoso per il nostro paese poiché prevede la libera circolazione delle persone in tutto il mondo.
– Con questo patto migratorio, la Svizzera avrebbe ancora meno controllo sull’immigrazione.
– Il patto di migrazione confonde deliberatamente le categorie di stranieri e il loro status di residenza, e parla di “migranti” in termini generali. L’intenzione è chiara: si vuole limitare la politica svizzera in materia di stranieri e d’immigrazione.
– La Svizzera è un paese piccolo e prospero con una forte immigrazione. Siamo colpiti dalla migrazione in modo molto diverso rispetto alla maggior parte dei paesi aderenti al patto. A determinare però l’ulteriore sviluppo del trattato sono proprio quest’ultimi.
– Il Consiglio federale sottolinea il fatto che il patto non è giuridicamente vincolante per il nostro Paese, annoverando le sue indicazioni all’interno della cosiddetta “soft law”. Si tratta di affermazioni false. In realtà l’esperienza ci dimostra che spesso i giudici stranieri, come quelli della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), utilizzano le rivendicazioni giuridiche derivanti dalla “soft law” per interferire nelle questioni nazionali relative agli stranieri.
– Il Consiglio federale sottopone il patto migratorio alle Camere federali, tuttavia, lo fa con la certezza che il Parlamento, chiaramente più a sinistra dopo le “elezioni climatiche” del 2019, lo approverà. Il Consiglio federale usa inoltre un trucco per bypassare la popolazione svizzera e impedirle di avere voce in capitolo, inviando il trattato al Parlamento sotto forma di un semplice decreto federale, sul quale non è possibile indire un referendum.
Il patto globale ONU sulla migrazione è un trattato internazionale ideologicamente trasfigurato, al di fuori dalla realtà e avrebbe conseguenze di vasta portata per il nostro paese. Esso renderebbe molto più facile per i migranti economici di tutto il mondo, indipendentemente dalle loro qualifiche, ottenere l’accesso al paese di loro scelta. Ciò non è compatibile con la gestione indipendente dell’immigrazione e quindi con l’autodeterminazione della Svizzera.
Ecco alcuni esempi di queste richieste assolutamente fuori dal mondo derivanti dal patto ONU, sui quali la maggioranza di centro-sinistra del Consiglio federale vuole impegnarsi:
- I requisiti attualmente applicabili per il ricongiungimento familiare devono essere semplificati, in particolare per quanto riguarda il reddito, le competenze linguistiche, la durata della residenza e la ricezione dell’assistenza sociale.
- Si dovrebbe proibire alle agenzie di collocamento di far pagare ai migranti delle commissioni di collocamento.
- I crimini contro i migranti dovrebbero essere specificamente perseguiti e la protezione delle vittime migranti dovrebbe essere rafforzata.
- La legalizzazione dei residenti illegali (Sans-Papiers) deve essere semplificata.
- La detenzione in attesa di espulsione deve essere rimessa in discussione, e la consulenza legale in materia di diritto dell’immigrazione deve essere fornita gratuitamente da avvocati indipendenti.
- Lo scambio di informazioni tra le istituzioni di assistenza sociale e simili e le autorità migratorie non deve violare la privacy dei migranti.
- Organizzazioni indipendenti e non governative dovrebbero esaminare e monitorare regolarmente i servizi governativi relativi ai migranti.
- I media, compresi i portali internet, dovrebbero essere monitorati e valutati per capire se riportano le questioni relative alla migrazione in modo equilibrato. In caso contrario, il sostegno statale non sarebbe più consentito. Inoltre, i giornalisti dovrebbero essere addestrati in modo specifico nel trattare i temi relativi alla migrazione.
- Prestiti semplificati dovrebbero essere messi a disposizione dei migranti per promuovere la creazione di imprese e simili.
- Nel paese d’origine dei migranti, in collaborazione con le autorità locali, si dovrebbero appontare campagne d’informazione specifiche per genere così come formazioni che comprendono già, tra l’altro, dei corsi di lingua.
L’UDC rifiuta fermamente il patto globale ONU sulle migrazioni. Quello che il Consiglio federale, sotto la guida del responsabile degli affari esteri Ignazio Cassis, ha inoltrato oggi al parlamento è una farsa sotto ogni punto di vista.