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Scheda tecnica funicolare monte San Salvatore
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Premessa:
La linea di 1660 metri di lunghezza è divisa in due tratte separate di 830 m, ciascuna con un’inclinazione diversa, la prima tratta (sezione 1) raggiunge il 37% e la seconda tratta (sezione 2) il 61%. Per via delle pendenze diverse,
le due vetture sono costruite differentemente ma godono della medesima capienza (68 +1 persone), viaggiano in moto “a va e vieni contrapposto” rispetto alla fermata intermedia di metà tragitto, senza incrociarsi.
Si affiancano in posizione livellata per ca.10 metri alla stazione intermedia di Lugano- Pazzallo.
Sin dall’inizio della costruzione dell’impianto nel luglio 1888, la stazione motrice con la sala macchine, si trova alla stazione intermedia.
Questo affinché la stazione risulti raggiungibile via strada e al tempo stesso per agevolare il cambio di vettura. La linea non è elettrificata e le due carrozze sono collegate tramite un’unica fune traente di acciaio di 1650 metri di lunghezza e di 33 millimetri di diametro, che permette il funzionamento dell’impianto di risalita.
Descrizione del funzionamento:
Per capire meglio il meccanismo supponiamo dapprima che la stazione motrice sia in vetta. Immaginiamo inoltre che la vettura 1 si trovi nella stazione a valle (Paradiso) e la vettura 2 in quella a monte (vetta San Salvatore). Le due cabine sono collegate l’una con l’altra mediante la fune che è avvolta alla ruota motrice. Quando quest’ultima gira, la vettura 1 viene trainata verso monte, mentre la vettura 2 scende per gravità verso valle.
Una volta raggiunta la stazione intermedia di Pazzallo, se la ruota motrice è mossa nell'altra direzione, il moto delle vetture s’inverte. La vettura 2 è trainata verso la vetta e la vettura 1 scende per gravità verso Paradiso.
Dato che la lunghezza delle due tratte è uguale, le vetture arriveranno nuovamente e contemporaneamente alle rispettive stazioni di testa.
Capito questo meccanismo, basta sostituire la ruota motrice, immaginata precedentemente a monte, con una semplice ruota di rinvio, portarla alla stazione intermedia, collegarla con un motore elettrico da 200 kW di potenza ed il gioco è fatto! Questa configurazione dell’impianto è unica nel panorama delle funicolari tutt’ora in esercizio. La sala macchine è inoltre dotata di un motore ausiliario diesel idrostatico che, in caso di mancata erogazione di energia elettrica, permette comunque l’esercizio della funicolare ma a velocità ridotta.