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ZURIGO - Dal veganesimo al crudismo. E' la moda del mangiar sano che, partita dall'Europa centro-settentrionale, ultimamente si è estesa all'Europa meridionale e al Ticino.
Il portale 20min.ch ha ripreso oggi un articolo della rivista tedesca "Spiegel", sulla quale si legge di una nuova patologia, comunque non riconosciuta dalla comunità scientifica, dal nome "ortoressia". L'Associazione degli endocrinologi tedeschi ha lanciato l'allarme: l'ossessione del mangiar sano può far diventare malati. Ammalati di ortoressia, che viene definita come una forma di attenzione abnorme alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche.
Ufficialmente, come detto, la diagnosi di "ortoressia" non esiste ancora, ma secondo una statistica risalente al 2010, elaborata dall'Ufficio federale della salute, quasi il 16% degli intervistati è risultata colpita "in modo evidente" da questo comportamento alimentare. Secondo il nutrizionista David Fäh il problema si è acuito nel corso degli ultimi anni. "Dieci anni fa le persone cercavano di ridurre il più possibile l'apporto di grassi nella loro alimentazione. Oggi ci si spinge molto più in là", ha dichiarato il medico.
Niente zuccheri, molte proteine, pochi carboidrati. La mania di mangiare soltanto quegli alimenti considerati sani, secondo Fäh si è diffusa in modo importante nella società di oggi, che viene bombardata quotidianamente da pubblicazioni di studi in cui vengono dati consigli sui comportamenti da adottare per mantenere in forma e in salute il proprio corpo. E tra questi consigli vi è il comportamento alimentare. "Persone che soffrono di ortoressia si occupano costantemente di cosa possono mangiare e di cosa non possono mangiare". E non appena avviene lo sgarro ecco sorgere i sensi di colpa. "L'alimentazione sana - ha dichiarato il nutrizionista Fäh - diventa una sorta di religione sostitutiva".
Stando a Erika Toman, presidente della rete di esperti di disturbi alimentari, è difficile riconoscere e quindi fare una distinzione tra la patologia e la sanità mentale. Anche perché le persone colpite da questo disturbo non sono riconoscibili esteriormente. In tutti i casi è considerato "malato" colui che durante il 40% della durata totale di una giornata pensa in modo ossessivo al mangiare sano.
Iris Cook-Müller, direttrice dell'associazione di lavoro contro i disturbi alimentari, non ha dubbi: "Le persone che soffrono di questo disturbo non mangiano neppure più un orsetto di gomma perché credono che la gelatina faccia male". La rinuncia al mangiare cattivo, porta anche ad un accresciuto sentimento di orgoglio personale: "Si sentono migliori degli altri e guardano dall'alto in basso i loro simili che non mangiano come loro".
Fare troppa attenzione al cibo sano può causare patologie come, per esempio, l'anoressia. Lo ha detto Fäh, che ha anche messo in guardia sul pericolo di isolamento sociale. "Mangiare al ristorante, la pausa pranzo in ufficio, la festa con amici possono diventare delle sfide troppo grandi per loro e causare delle reazioni negative". Iris Cook porta l'esempio di un uomo che a causa della sua ortoressia ha perso il lavoro ed è stato ricoverato per tre mesi in una clinica.