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(FOTO TATIANA SCOLARI)
Un utente di internet su tre è un bambino. Secondo un sondaggio dell'Unicef - riporta una nota in occasione del Safer Internet Day - oltre la metà (53%) degli adolescenti nel mondo crede che i bambini e gli adolescenti corrano il rischio di essere vittime di abusi sessuali o di essere sfruttati attraverso il web. Oltre la metà degli adolescenti pensa poi che i loro amici siano entrati in contatto con situazioni pericolose online, anche se circa 9 intervistati su 10 credono di poter evitare i pericoli del web.
Il 59% degli adolescenti, inoltre, ritiene che incontrare nuove persone online sia abbastanza o molto importante per loro, e il 90% pensa che socializzare e comunicare con i propri amici online sia altrettanto importante. Quando si sentono in pericolo sul web, gli adolescenti si rivolgono più ai propri amici che ai genitori o agli insegnanti, anche se meno della metà degli intervistati è convinta di poter aiutare un amico ad affrontare un pericolo sul web.
La convinzione secondo cui i bambini in Paesi ad alto reddito sarebbero più vulnerabili allo sfruttamento su internet - sostiene l'Unicef - non è più vera, vista la rapida espansione di un accesso alla rete internet economico e facile in Paesi a medio e basso reddito attraverso tecnologie mobili. Per esempio, alcuni bambini di comunità molto povere, come nelle Filippine, in Madagascar, in El Salvador e in Brasile, sono stati presi di mira da criminali adulti attraverso piattaforme online.
"L'utilizzo dei social network e di internet ha offerto ai giovani infinite opportunità - commenta il Presidente dell'Unicef Italia Giacomo Guerrera - Ma queste opportunità sono spesso accompagnate da rischi. Per questo motivo, dobbiamo fare squadra per rendere il web un posto più sicuro e migliore per tutti, soprattutto per i bambini e gli adolescenti. Dal cyberbullismo all'utilizzo di social network, ogni anno il Safer Internet Day vuole aumentare la consapevolezza su queste tematiche, anche coinvolgendo le persone a suggerire soluzioni per affrontare il problema. Vogliamo rendere gli adolescenti protagonisti della loro stessa sicurezza".
(Ats)