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Il governo svizzero ha forse commesso errori nella gestione della vicenda UBS, ma il risultato finale è positivo. È l'opinione della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, che difende così i colleghi dopo la pubblicazione del rapporto molto critico delle Commissioni di gestione.
Eveline Widmer-Schlumpf giudica molto soddisfacente il rapporto delle Commissioni di gestione delle Camere federali sulla vicenda UBS, anche se nel testo lei stessa viene criticata.
Il rapporto di 300 pagine spiega in modo molto chiaro le ragioni della crisi, ha detto la ministra in un'intervista alla NZZ am Sonntag. La consigliera federale è stata interrogata due volte in maniera approfondita ma corretta da parte delle commissioni, ha riferito Widmer-Schlumpf.
La presidente della Confederazione Doris Leuthard aveva invece giudicato esagerate le critiche contro il Consiglio federale contenute nel testo. Anche Moritz Leuenberger non accetta le critiche di passività rivolte al governo: «Appena tutti i membri sono stati informati - ha detto il ministro al SonntagsBlick - sono iniziate intense discussioni e presentate proposte sul da farsi».
La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, che aveva sostituito Hans-Rudolf Merz in piena crisi UBS (Merz era stato ospedalizzato per un malore), è aperta all'idea di una commissione parlamentare d'inchiesta per approfondire la questione. A suo avviso però i risultati non sarebbero eclatanti.
Widmer-Schlumpf è convinta che l'accordo su UBS sarà accettato anche dal Consiglio nazionale (camera bassa), dopo l'approvazione da parte del Consiglio degli Stati. Se però non dovesse essere così, avverte la ministra, l'UBS rischierebbe una denuncia civile, ciò che avrebbe conseguenze per l'intera economia elvetica.
In una lettera indirizzata alle commissioni di gestione e alla presidente della Confederazione, UBS si dice pronta ad incontrare le autorità al più alto livello. Stando alla stampa dpmenicale, la banca sarebbe disposta a discutere della creazione di una commissione di esperti indipendenti.
swissinfo.ch e agenzie