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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 25.11.2020</b></p><p><b>Il Consiglio federale adotta il messaggio sulla riforma della previdenza professionale </b></p><p><b>Con la riforma della previdenza professionale (LPP 21) si intende mantenere il livello delle rendite, rafforzare il finanziamento e migliorare la copertura assicurativa dei lavoratori a tempo parziale, e quindi in particolare delle donne. Nella sua seduta del 25 novembre 2020 il Consiglio federale ha adottato e trasmesso al Parlamento il messaggio concernente la riforma. </b></p><p>A causa dell'aumento della speranza di vita e del basso livello dei tassi d'interesse, la situazione delle rendite della previdenza professionale è già da tempo precaria. Dopo la bocciatura della riforma della previdenza per la vecchiaia nel settembre del 2017, una riforma della previdenza professionale, e in particolare la riduzione dell'aliquota di conversione, è indispensabile per garantire a lungo termine il finanziamento delle rendite.</p><p>Nel suo messaggio al Parlamento, il Consiglio federale propone di riprendere il modello elaborato su sua richiesta dalle parti sociali, ovvero Unione svizzera degli imprenditori (USI), Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse. Questo modello prevede una riduzione dell'aliquota minima di conversione al 6 per cento. Se si considerano l'evoluzione demografica e il basso livello dei tassi d'interesse, l'aliquota attualmente applicata per convertire il capitale risparmiato in rendita, pari al 6,8 per cento, è troppo alta.</p><p></p><p>Introduzione di un supplemento di rendita</p><p>Per il Consiglio federale è fondamentale mantenere il livello delle prestazioni. Per attenuare la riduzione delle rendite dovuta all'abbassamento dell'aliquota di conversione, il progetto prevede parallelamente un meccanismo di compensazione. I futuri beneficiari di rendite di vecchiaia e d'invalidità riceveranno un supplemento di rendita mensile per tutta la vita. Per un periodo transitorio di 15 anni, il suo importo sarà fisso e verrà sancito nella legge: le classi d'età che acquisiranno il diritto alla rendita nei primi cinque anni dall'entrata in vigore riceveranno un supplemento di 200 franchi al mese, le cinque classi d'età successive 150 franchi al mese e le ultime cinque classi d'età 100 franchi al mese. Successivamente il Consiglio federale fisserà l'importo di anno in anno. Questo supplemento, indipendente dall'importo della rendita, sarà finanziato con un contributo pari allo 0,5 per cento del reddito annuo soggetto all'AVS fino a 853 200 franchi (nel 2020).</p><p></p><p>Riduzione della deduzione di coordinamento</p><p>Per migliorare la previdenza delle persone con redditi modesti, il progetto prevede anche una riduzione della deduzione di coordinamento dagli attuali 24 885 a 12 443 franchi. In questo modo sarà assicurato un salario più elevato. Gli assicurati con redditi modesti, in particolare le donne e i lavoratori a tempo parziale, beneficeranno così di una migliore sicurezza sociale per la vecchiaia e l'invalidità.</p><p></p><p>Adeguamento degli accrediti di vecchiaia</p><p>Il progetto prevede inoltre la riduzione della differenza tra i contributi degli assicurati giovani e quelli dei più anziani. I nuovi accrediti di vecchiaia saranno meno graduati rispetto a oggi. In futuro, nella fascia d'età compresa tra i 25 e i 44 anni si applicherà un'aliquota del 9 per cento sul salario soggetto alla LPP e a partire dai 45 anni un'aliquota del 14 per cento. In questo modo gli oneri salariali per i lavoratori anziani diminuiranno. Attualmente gli accrediti di vecchiaia per gli assicurati a partire dai 55 anni ammontano al 18 per cento del salario soggetto alla LPP.</p><p>La riforma LPP 21 del Consiglio federale permetterà di mantenere il livello complessivo delle prestazioni della previdenza professionale obbligatoria e persino di migliorarlo per le persone con redditi modesti, il che andrà in particolare a favore di molte donne. L'Esecutivo ritiene che la proposta alternativa elaborata da diversi attori (ASIP, USAM e ASA) non consenta di raggiungere uno dei principali obiettivi della riforma, ovvero il mantenimento del livello delle rendite.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2021</b></p><p><b>Secondo pilastro</b></p><p><b>Dopo aver concluso il dibattito sull'AVS, che passa agli Stati per l'esame delle divergenze, il Consiglio nazionale si è gettato a capofitto nella riforma della LPP. Il progetto è stato elaborato dal Consiglio federale assieme ai datori di lavoro e ai sindacati. Punto chiave della riforma: la riduzione del tasso minimo di conversione dal 6,8 al 6%. Questo punto, che non è contestato, non è ancora stato votato, lo sarà domani mattina.</b></p><p>Per evitare una diminuzione eccessiva delle rendite - l'abbassamento dell'aliquota comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 12% - il Nazionale ha già adottato oggi misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento. Tra queste figura il dimezzamento della deduzione di coordinamento, ossia della soglia d'entrata al Secondo pilatro. Dagli attuali 25'095 franchi si passerà a 12'443. In questo modo i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio.</p><p>L'UDC era contraria: questa riduzione, accoppiata all'aumento delle deduzioni sul salario, genererà non pochi problemi per le persone a basso reddito, ha sostenuto Albert Rösti (UDC/BE). L'abbassamento della deduzione di coordinamento va invece proprio a beneficio delle persone che lavorano a tempo parziale, che spesso sono donne, ha replicato Katharina Prelicz-Huber (Verdi/ZH).</p><p>Bocciata invece la proposta di Melanie Mettler (PVL/BE) di sopprimere completamente la deduzione di coordinamento: "andrebbe a discapito dei redditi molto bassi che devono disporre di un minimo per vivere senza che vengano loro imposte deduzioni elevate", ha sottolineato il relatore commissionale Benjamin Roduit (Centro/VS). Da notare che la Camera ha previsto una mozione che chiede di calcolare la deduzione di coordinamento sommando tutti i salari di una persona che ha più impieghi. Attualmente vengono contabilizzati singolarmente.</p><p>Altra novità della riforma del Secondo pilastro: i lavoratori inizieranno a versare accrediti vecchiaia già a 20 anni. "È sì una misura a lungo termine ma permetterà di contribuire con 700 milioni di franchi all'anno", ha sostenuto Thomas de Courten (UDC/BL) a nome della commissione. Flavia Wasserfallen (PS/BE) avrebbe voluto restare al limite attuale - 25 anni - per non penalizzare eccessivamente i giovani che dovranno già fare i conti con l'aumento delle deduzioni. La proposta è stata respinta con 126 voti a 67.</p><p>Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età. Qui l'intenzione è non più penalizzare i lavoratori anziani sul mercato del lavoro con tassi elevati che pesano anche sui datori di lavoro, ha precisato Roduit.</p><p>In futuro i prelievi dalla busta paga ammonteranno al 9% del salario coordinato tra i 20 e i 45 anni e al 14% per gli over 45. Le altre quattro varianti esaminate sono state bocciate. Attualmente il tasso aumenta ogni 10 anni, inizia al 7% e finisce al 18%.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 08.12.2021</b></p><p><b>Riforma Secondo pilastro approvata in prima lettura</b></p><p><b>Via libera alla riforma del Secondo pilastro. Il Consiglio nazionale l'ha approvata con 126 voti contro 66 e una astensione. L'opposizione è giunta da sinistra, scontenta dalle misure adottate per compensare la riduzione del tasso di conversione. Il - corposo - dossier passa agli Stati.</b></p><p>In aula, l'abbassamento - dal 6,8% al 6,0% - dell'aliquota di conversione, che applicata al capitale pensionistico risparmiato permette di calcolare la rendita, era contestata da Stéfanie Prezioso (Solidarités/GE). Per la ginevrina, che voleva limitare il calo al 6,4%, una così forte riduzione non si giustifica visto il miglioramento della situazione delle casse pensione e il rallentamento dell'aumento della speranza di vita.</p><p>Per la maggioranza l'abbassamento di 0,8 punti è invece indispensabile, il centro-destra ha sottolineato che questa riduzione sarebbe in realtà anche insufficiente. "La demografia e lo sviluppo della speranza di vita indicano chiaramente che il tasso di conversione dovrebbe essere più basso", ha sostenuto Thomas Rechsteiner (Centro/AI). È necessario anche per limitare il trasferimento non auspicabile dei fondi dalle persone attive a quelle pensionate, ha aggiunto Albert Rösti (UDC/BE). Al voto la maggioranza del Nazionale ha optato per il calo più consistente, con 126 voti a 61.</p><p>Per scongiurare una eccessiva diminuzione delle rendite - l'abbassamento dell'aliquota comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 12% - il Nazionale già ieri ha approvato alcune misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento. Tra queste figura l'anticipo dell'età a partire della quale si inizia a versare gli accrediti vecchiaia: si passerà da 25 a 20 anni. Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età.</p><p>Altra novità: il dimezzamento della deduzione di coordinamento. In questo modo i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio. E in data odierna la camera ha anche approvato - tacitamente - una mozione che chiede di calcolare la soglia d'entrata al Secondo pilatro sommando tutti i salari di una persona che ha più impieghi. Attualmente vengono contabilizzati singolarmente.</p><p></p><p>Compensazioni: due modelli</p><p>Oggi la Camera del popolo era chiamata a decidere della compensazione per la generazione transitoria, vero pomo della discordia della riforma. Il Consiglio federale, che si è basato sul compromesso raggiunto tra i sindacati e l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), propone un supplemento di rendita per chi andrà in pensione nei 15 anni successivi all'entrata in vigore della riforma.</p><p>Concretamente, chi arriva all'età pensionabile nei 5 anni successivi l'entrata in vigore della riforma riceverebbe, per tutta la vita, un supplemento mensile di 200 franchi. Tale importo si ridurrebbe a 150 franchi per chi andrà in pensione nei cinque anni successivi e a 100 per il quinquennio seguente.</p><p>Il Consiglio federale ha poi previsto di riesaminare l'importo anno per anno per chi andrà in pensione a partire dal 16esimo anno dall'entrata in vigore delle nuove regole. Tali supplementi sarebbero finanziati mediante un contributo salariale dello 0,5% sui redditi fino a 853'200 franchi.</p><p>La commissione preparatoria del Nazionale ha modificato la proposta governativa allo scopo di compensare in modo mirato le risultanti diminuzioni delle rendite. Il calcolo del supplemento di rendita finale dovrebbe anche tener conto delle prestazioni sovraobbligatorie della cassa pensioni.</p><p>Il supplemento ammonterebbe al massimo a 2400 franchi l'anno per le prime cinque classi d'età, al massimo a 1800 franchi per le cinque successive e al massimo a 1200 franchi per le ultime cinque. Questo modello di compensazione ingloba il 35-40% circa dei pensionati.</p><p>Una persona facente parte della prima classe d'età, la cui rendita minima è di 4700 franchi, otterrebbe un supplemento di 2400 franchi, per un totale quindi di 7100 franchi. Se il regolamento della sua cassa pensione prevede una rendita superiore a 4700 franchi, il supplemento sarà ridotto in modo tale che la rendita rimanga pari a 7100 franchi.</p><p>Diversamente da quanto proposto dal governo, il supplemento di rendita andrebbe finanziato solidalmente da tutti gli assicurati soltanto nella misura in cui gli eventuali accantonamenti costituiti dalle singole casse pensioni non siano sufficienti. A tale scopo il fondo di garanzia potrà riscuotere dalle casse pensioni importi pari allo 0,15% dei salari assicurati secondo la LPP. Questa proposta costerebbe 800 milioni di franchi all'anno, contro gli 1,7 miliardi per quella del governo.</p><p>Durante le discussioni, la sinistra ha chiesto di restare sul modello del Consiglio federale: quello della commissione è stato dettato dagli assicuratori e penalizza le persone a basso reddito, ha sostenuto Manuela Weichelt-Picard (Verdi/ZG). Con la soluzione proposta gli alti salari non contribuirebbero in modo solidale al supplemento, ha aggiunto Pierre-Yves Maillard (PS/VD). Criticata è stata anche la volontà di limitare a 15 anni la generazione transitoria: "gli altri non otterranno nulla, anche se subiranno un calo delle rendite", ha deplorato il vodese.</p><p>"Il modello del Consiglio federale introduce aumenti generali delle rendite, anche per chi dispone di pensioni elevate, non è accettabile", ha replicato Regine Sauter (PLR/ZH). Questa variante aumenterebbe la ridistribuzione non auspicata dei fondi dagli attivi verso i pensionati. "Come spiegare a una venditrice che si vede aumentare i prelievi salariali per finanziare il supplemento di rendita di una persona facoltosa?", si è chiesta la zurighese. Al voto l'ha spuntata la versione della commissione con 125 voti contro 64.</p><p>Le discussioni sono poi proseguite su altri aspetti della riforma, come l'aumento dei contributi massimi che si possono versare al Secondo e al Terzo Pilastro. Per Philippe Nantermod (PLR/VS) si tratta di deduzioni intelligenti. "Ci si può solo rallegrare del fatto che c'è gente che risparmia in vista della pensione", ha sostenuto.</p><p>L'aumento delle deduzioni comporterà perdite fiscali per mezzo miliardo di franchi per il Terzo pilastro e alcune centinaia di milioni per il Secondo, ha replicato Maillard. Tenuto conto che solo il 10-15% più ricchi possono versare somme importanti, saranno le classi sociali meno favorite a pagarne le conseguenze, ha affermato il vodese.</p><p>Il consigliere federale Alain Berset ha avvertito che la proposta comporterà minori entrate per 340 milioni di franchi per i cantoni. Orbene, questi non sono stati consultati, ha fatto notare il ministro dell'interno convincendo la maggioranza che l'ha seguito con 112 voti contro 80.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.06.2022</b></p><p><b>Riforma Secondo pilastro, dossier rispedito in commissione</b></p><p><b>Non c'è consenso in merito alla riforma del Secondo pilastro. Oggi il Consiglio degli Stati non ha voluto discutere le proposte della sua commissione preparatoria: dopo essere entrato in materia sulla revisione ha rispedito il dossier alla Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS-N) con l'incarico di esaminare una proposta di compromesso elaborata da Josef Dittli (PLR/UR).</b></p><p>Il punto centrale della riforma - che non è contestato - è la riduzione del tasso di conversione dal 6,8% al 6,0%. Per scongiurare una eccessiva diminuzione delle rendite - l'abbassamento dell'aliquota comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 12% - il progetto prevede alcune misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento.</p><p>Il vero pomo della discordia è però rappresentato dalle misure di compensazione destinate alla generazione transitoria. La CSSS-N propone che a beneficiarne siano le prime 20 classi d'età che andranno in pensione dopo l'entrata in vigore della riforma. La compensazione sarebbe versata sotto forma di supplemento di rendita. Il costo? 25,2 miliardi di franchi.</p><p>In questo modo, spiega la commissione, il 70% circa degli assicurati della generazione di transizione riceverebbe il supplemento pieno e il 18% quello ridotto. Nel modello proposto dal Consiglio federale ne avrebbero beneficiato tutti gli assicurati, mentre in quello del Nazionale - che costerebbe 9,1 miliardi - solo il 35-40% delle prime 15 classi d'età.</p><p>Per Dittli la soluzione della commissione è però troppo costosa: "non ha alcuna possibilità di essere approvata oggi dal plenum", ha sostenuto l'urano. "Non avevamo i dettagli di tutte le cifre al momento delle discussioni in commissione", ha aggiunto Johanna Gapany (PLR/FR).</p><p>Per questo motivo Dittli ha chiesto, tramite una proposta individuale, di limitare alle prime 15 classi d'età il supplemento di rendita. Quest'ultimo, inoltre, non sarebbe versato a chi beneficerebbe in tal modo di una rendita superiore a quella che otterrebbe con il sistema attualmente in vigore. Secondo l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), la proposta del "senatore" urano costerebbe 11,9 miliardi e interesserebbe il 37-47% degli assicurati della generazione transitoria.</p><p>Il siluramento della proposta della maggioranza della commissione da parte del rappresentante di questa stessa maggioranza commissionale ha fatto storcere il naso ad alcuni deputati: "in commissione abbiamo smarrito la strada", ha criticato Hannes Germann (UDC/SH) dicendo di non aver mai visto una cosa simile. Alex Kuprecht (UDC/SZ) ha da parte sua chiesto al plenum di decidere ora: "non emergeranno nuove cifre inviando il dossier in commissione", ha sostenuto.</p><p>"La complessità della proposta Dittli non permette una discussione in seduta plenaria", ha però replicato Hans Stöckli (PS/BE). "Le differenze tra i modelli sono di miliardi di franchi, la maggior parte di noi ha scoperto questa proposta di compromesso sul tavolo questa mattina e non ne conosce le conseguenze", ha aggiunto Pirmin Bischof (Centro/SO). Con 28 voti a 15 e 2 astenuti, la Camera ha così deciso di rispedire il dossier alla CSSS-N con l'incarico di studiare a fondo la proposta Dittli.</p><p>In precedenza, durante il dibattito di entrata in materia, il relatore commissionale Erich Ettlin (Centro/OW) ha definito la riforma urgente e necessaria. La previdenza professionale ha un problema demografico, di ridistribuzione e di modernizzazione, ha aggiunto sostenendo come il diritto attuale si basi sul mercato del lavoro degli anni Settanta.</p><p>Per Maya Graf (Verdi/BL), la riforma avvicina la Svizzera alla parità nella previdenza professionale. Per molte donne, oggi le pensioni sono spesso insufficiente, ha sostenuto la basilese. La riforma, così com'è, è tuttavia ancora insufficiente per rispondere ai bisogni dei futuri pensionati e delle donne in particolare, ha aggiunto Marica Carobbio (PS/TI) deplorando il fatto che sia stata scartata la proposta originaria del Consiglio federale, che riprendeva il compromesso delle parti sociali.</p><p>C'è però anche chi, come Ruedi Noser (PLR/ZH), vorrebbe lo status quo: "il sistema attuale è migliore della revisione proposta", ha dichiarato. La burocrazia esploderebbe e ci sarebbe per trent'anni una ridistribuzione dei costi dall'AVS alle casse pensioni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.11.2022</b></p><p><b>Approvata riforma del Secondo pilastro</b></p><p><b>Il Consiglio degli Stati ha iniziato oggi a esaminare il corposo dossier della riforma del Secondo pilastro. Tra le decisioni già prese figura la riduzione del tasso di conversione dal 6,8% al 6,0% e l'abbassamento della soglia d'entrata nel sistema allo scopo di assicurare anche i bassi salari. Le discussioni, interrotte alle 13.00, riprenderanno un altro giorno, quando saranno discusse le compensazioni per la generazione transitoria.</b></p><p>La riduzione dell'aliquota di conversione, elemento centrale della riforma, è stata approvata da entrambe i rami del Parlamento senza grosse obiezioni. Per scongiurare una eccessiva diminuzione delle rendite - l'abbassamento dell'aliquota comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 12% - il progetto prevede alcune misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento.</p><p>Tra queste figura l'abbassamento della soglia d'entrata nel sistema, che passerà a 17'208 franchi (dagli attuali 21'510 franchi). In tal modo sarebbero assicurati in una cassa pensione 140'000 lavoratori supplementari con salari modesti, principalmente donne. Il Nazionale vorrebbe diminuire tale soglia in modo più marcato (a 12'548 franchi) e assicurare così 320'000 lavoratori a basso reddito.</p><p>Altra novità: la deduzione di coordinamento, ovvero della parte inferiore del salario che non è assicurata, sarà ridotta. Attualmente è fissata a 25'095 franchi (7/8 della rendita massima AVS, ndr.); Consiglio federale e nazionale propongono di dimezzarla.</p><p>Gli Stati oggi hanno invece deciso (34 voti a 10) che questa corrisponderà al 15% della parte di salario compresa tra 0 e 85'320 franchi (in tutte le varianti la parte di salario che supera quest'ultima soglia non è assicurabile).</p><p>Questa soluzione, ha spiegato il relatore commissionale Erich Ettlin (Centro/OW), permetterà di meglio assicurare i bassi salari e chi ha più di un impiego. Inutile l'opposizione di Damian Müller (PLR/LU) che, giudicando la versione proposta troppo costosa per salariati e datori di lavoro, proponeva di restare alla versione uscita dal Nazionale.</p><p>Questa misura e la precedente comporteranno un aumento dei prelievi salariali, dal momento che i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio. Il capitale LPP risparmiato sarà però più corposo, consentendo così di compensare il previsto calo del tasso di conversione.</p><p>Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età. Contrariamente alla Camera del popolo, gli Stati non hanno invece voluto modificare l'età a partire della quale si inizia a versare gli accrediti vecchiaia. Il Nazionale vorrebbe portarla da 25 a 20 anni.</p><p></p><p>Compensazioni per la generazione transitoria</p><p>Oggi i "senatori" non hanno invece avuto il tempo di votare le compensazioni per la generazione transitoria, vero pomo della discordia della riforma. Il Consiglio federale, che si è basato sul compromesso raggiunto tra i sindacati e l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), propone un supplemento di rendita per chi andrà in pensione nei 15 anni successivi all'entrata in vigore della riforma.</p><p>Il Nazionale ha modificato la proposta governativa allo scopo di compensare in modo mirato le risultanti diminuzioni delle rendite. Il calcolo del supplemento di rendita finale dovrebbe così anche tener conto delle prestazioni sovraobbligatorie della cassa pensioni.</p><p>Diversamente da quanto proposto dal Governo, il supplemento di rendita andrebbe finanziato solidalmente da tutti gli assicurati soltanto nella misura in cui gli eventuali accantonamenti costituiti dalle singole casse pensioni non siano sufficienti. A tale scopo il fondo di garanzia potrà riscuotere dalle casse pensioni importi pari allo 0,15% dei salari assicurati secondo la LPP.</p><p>La Commissione della sicurezza sociale degli Stati (CSSS-S) propone al plenum di confermare il fatto che la generazione di transizione consideri le prime 15 classi d'età che andranno in pensione dopo l'entrata in vigore della riforma. Diverso, rispetto al Nazionale, sarebbe però il metodo di calcolo per determinare il supplemento di rendita: la CSSS-S vuole prendere in considerazione anche l'ammontare del capitale LPP risparmiato.</p><p>Il finanziamento delle rendite supplementari è simile alla proposta del Nazionale. L'aliquota che il fondo di garanzia potrebbe riscuotere dalle casse pensioni sarebbe però portata allo 0,24% dei salari assicurati secondo la LPP. </p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2022</b></p><p><b>"Sì" alla riforma del Secondo pilastro</b></p><p><b>Il Consiglio degli Stati ha terminato oggi le discussioni - iniziate due settimane fa - sulla riforma del Secondo pilastro, dossier approvato con 25 voti contro 10 e 4 astensioni. La revisione prevede in particolare la riduzione del tasso di conversione e l'abbassamento della soglia d'entrata nel sistema allo scopo di assicurare anche i bassi salari. Oggi si è discusso anche delle compensazioni per la generazione transitoria. Il dossier torna al Nazionale per l'esame delle divergenze.</b></p><p>Le misure destinate alla generazione transitoria sono il vero pomo della discordia della riforma. Il Consiglio federale, che si è basato sul compromesso raggiunto tra i sindacati e l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), propone un supplemento di rendita per chi andrà in pensione nei 15 anni successivi all'entrata in vigore della riforma.</p><p>Il Nazionale ha modificato la proposta governativa allo scopo di compensare in modo mirato le risultanti diminuzioni delle rendite. Il calcolo del supplemento di rendita finale dovrebbe così anche tener conto delle prestazioni sovraobbligatorie della cassa pensioni.</p><p>Diversamente da quanto proposto dal governo, il supplemento di rendita andrebbe finanziato solidalmente da tutti gli assicurati soltanto nella misura in cui gli eventuali accantonamenti costituiti dalle singole casse pensioni non siano sufficienti. A tale scopo il fondo di garanzia potrà riscuotere dalle casse pensioni importi pari allo 0,15% dei salari assicurati secondo la LPP.</p><p>Oggi gli Stati hanno confermato il fatto che la generazione di transizione concerne le prime 15 classi d'età che andranno in pensione dopo l'entrata in vigore della riforma. Diverso, rispetto al Nazionale, è però il metodo di calcolo per determinare il supplemento di rendita: i "senatori" hanno voluto prendere in considerazione anche l'ammontare del capitale LPP risparmiato.</p><p>In questo modo dovrebbe ricevere un supplemento di rendita circa la metà della popolazione appartenente alla generazione transitoria. Concretamente, chi al momento del pensionamento disporrà di un avere di vecchiaia fino a 215'100 franchi avrà diritto all'intero supplemento. Per un capitale LPP compreso tra 215'100 e 430'200 franchi è previsto un supplemento decrescente. Oltre tale soglia non si riceverà nulla.</p><p>Gli emendamenti avanzati dalla sinistra, che miravano ad aumentare queste soglie, sono stati respinti. Non hanno avuto miglior fortuna le altre minoranze che chiedevano rispettivamente di allinearsi alle proposte del Nazionale e del Consiglio federale.</p><p>Il finanziamento delle rendite supplementari adottato oggi è simile alla proposta del Nazionale. L'aliquota che il fondo di garanzia potrebbe riscuotere dalle casse pensioni andrebbe però portata allo 0,24% dei salari assicurati secondo la LPP.</p><p></p><p>Giù il tasso di conversione</p><p>L'elemento centrale della riforma è la diminuzione dell'aliquota di conversione dal 6,8% al 6,0%. Riduzione approvata oggi con 30 voti a a 12. Inutile l'opposizione di Paul Rechsteiner (PS/SG) secondo cui le compensazioni decise sono assolutamente insufficienti per giustificare tale calo.</p><p>"Un'aliquota del 6,8% è possibile solo con un rendimento del capitale del 5%, un tasso oggi obiettivamente irrealistico", ha replicato il consigliere federale Alain Berset. La riduzione al 6% è anche necessaria per limitare la ridistribuzione indesiderata che sussiste a carico degli assicurati attivi. Il ministro dell'interno, con un occhio alla futura votazione popolare, ha però ammesso che al momento le compensazioni previste non sono sufficienti.</p><p>A parità di capitale LPP risparmiato, l'abbassamento dell'aliquota comporta una contrazione di circa il 12% delle rendite pensionistiche. Per scongiurare una loro eccessiva diminuzione, la riforma prevede alcune misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento.</p><p></p><p>Decisioni prese due settimane fa</p><p>Tra questi provvedimenti, già adottati due settimane fa nella prima parte del dibattito, figura l'abbassamento della soglia d'entrata nel sistema, che passerà a 17'208 franchi (dagli attuali 21'510 franchi). In tal modo sarebbero assicurati in una cassa pensione 140'000 lavoratori supplementari con salari modesti, principalmente donne. Il Nazionale vorrebbe diminuire tale soglia in modo più marcato (a 12'548 franchi) e assicurare così 320'000 lavoratori a basso reddito.</p><p>Altra novità: la deduzione di coordinamento, ovvero della parte inferiore del salario che non è assicurata, sarà ridotta. Attualmente è fissata a 25'095 franchi (7/8 della rendita massima AVS, ndr.); Consiglio federale e nazionale propongono di dimezzarla. Gli Stati hanno invece deciso che questa corrisponderà al 15% della parte di salario compresa tra 0 e 85'320 franchi (in tutte le varianti la parte di salario che supera quest'ultima soglia non è assicurabile).</p><p>Questa misura e la precedente comporteranno un aumento dei prelievi salariali, dal momento che i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio. Il capitale LPP risparmiato sarà però più corposo, consentendo così di compensare il previsto calo del tasso di conversione.</p><p>Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età. Contrariamente alla Camera del popolo, gli Stati non hanno invece voluto modificare l'età a partire della quale si inizia a versare gli accrediti vecchiaia. Il Nazionale vorrebbe portarla da 25 a 20 anni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 28.02.2023</b></p><p><b>riforma LPP, accordo su misure compensatorie</b></p><p><b>C'è intesa tra le due Camere in merito alle misure destinate alla generazione transitoria nella riforma del Secondo pilastro. Rimangono invece divergenze per quel che concerne la soglia d'entrata nel sistema e il calcolo della deduzione di coordinamento.</b></p><p>Consiglio nazionale e degli Stati sono comunque d'accordo nel ritenere che la deduzione di coordinamento, ovvero della parte inferiore del salario che non è assicurata, vada ridotta. Attualmente è fissata a 25'725 franchi (7/8 della rendita massima AVS, ndr.).</p><p>Il Governo e in prima lettura anche il Nazionale hanno proposto di dimezzarla, a 12'863 franchi. Gli Stati lo scorso dicembre hanno invece chiesto che questa corrispondi al 15% della parte di salario compresa tra 0 e 85'320 franchi (in tutte le varianti la parte di salario che supera quest'ultima soglia non è assicurabile).</p><p>E oggi la Camera del popolo ha fatto un passo verso gli Stati decidendo che la deduzione di coordinamento dovrà corrispondere al 20% del salario (fino a 85'320 franchi). Tale proposta permette di meglio tener conto dei bassi salari e dei lavoratori a tempo parziale, ha sostenuto Céline Amaudruz (UDC/GE). Il problema, ha replicato invano Benjamin Roduit (Centro/VS) a nome della commissione, è che tale proposta peserebbe troppo sui bassi redditi che verrebbero le deduzioni salariali aumentare notevolmente.</p><p>Questa misura comporterà un aumento dei prelievi salariali, dal momento che i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio. Il capitale LPP risparmiato sarà però più corposo, consentendo così di compensare almeno in parte il previsto calo del tasso di conversione - dal 6,8% al 6,0% - già deciso nelle sedute precedenti.</p><p>Oggi il Nazionale ha poi cambiato idea per quel che concerne la soglia d'entrata nel sistema, chiedendo che resti immutata a 22'050 franchi. In un primo tempo la Camera del popolo avrebbe voluto diminuirla a 12'863 franchi. Gli Stati hanno chiesto di portarla a 17'640 franchi.</p><p>"La proposta di abbassarla a 12'863 franchi comporta notevoli costi amministrativi, e molti lavoratori saranno quindi sottoposti alla LPP per una rendita pensionistica relativamente bassa", ha sottolineato Amaudruz. Anche la sinistra e i Verdi liberali hanno respinto l'abbassamento, temendo che le persone a basso reddito contribuiscano troppo rispetto a quanto potrebbero effettivamente ricevere in termini di rendita.</p><p>Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età. Oggi la Camera del popolo ha seguito quella dei cantoni è rinunciato a modificare l'età a partire della quale si inizia a versare i contributi.</p><p>In prima lettura in Nazionale avrebbe voluto portarla da 25 a 20 anni. I giovani in questa fascia d'età sono spesso ancora in formazione e gli altri hanno ancora dei salari relativamente bassi, ha però sostenuto il consigliere federale Alain Berset. Gli effetti sul sistema di un abbassamento a 20 anni sono insomma assai limitati.</p><p>Come detto, non ci sono più divergenze tra le due Camere neppure per quel che concerne le misure destinate alla generazione transitoria, vero pomo della discordia della riforma. Oggi il Nazionale ha confermato il fatto che la generazione di transizione concerne le prime 15 classi d'età che andranno in pensione dopo l'entrata in vigore della riforma.</p><p>Queste persone riceveranno un supplemento di rendita, che sarà calcolato anche tenendo in considerazione l'ammontare del capitale LPP risparmiato. In questo modo dovrebbe ricevere il supplemento circa la metà della popolazione appartenente alla generazione transitoria.</p><p>Concretamente, chi al momento del pensionamento disporrà di un avere di vecchiaia fino a 220'500 franchi avrà diritto all'intero supplemento. Per un capitale LPP compreso tra 220'500 e 441'000 franchi è previsto un supplemento decrescente. Oltre tale soglia non si riceverà nulla. Per finanziare queste rendite supplementari l'aliquota che il fondo di garanzia potrebbe riscuotere dalle casse pensioni andrà portata allo 0,24% dei salari assicurati secondo la LPP.</p><p>"È un compromesso che ha una possibilità di successo alle urne", ha commentato il relatore commissionale Roduit. "Non è perfetto, ma è preferibile allo status quo, soprattutto per i lavoratori a basso reddito e le donne", ha aggiunto.</p><p>La sinistra avrebbe preferito il modello di compromesso elaborato dalle parti sociali e presentato dal Consiglio federale. "È l'unico che mantiene gli impegni presi", ha sostenuto Pierre-Yves Maillard (PS/VD) ricordando che questa soluzione è stata sostenuta da Unione svizzera degli imprenditori (USI), Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.03.2023</b></p><p><b>LPP, eliminata divergenza su deduzione coordinamento</b></p><p><b>Nuovo passo avanti in vista dell'adozione della riforma del Secondo pilastro. Oggi il Consiglio degli Stati ha adottato la soluzione immaginata dal Nazionale per quel che concerne la deduzione di coordinamento; resta invece la divergenza sulla soglia d'entrata nel sistema.</b></p><p>Martedì la Camera del popolo, con l'idea di non aumentare troppo i prelievi salariali ai bassi redditi, aveva deciso di mantenere a 22'050 franchi la soglia d'entrata nel sistema. Gli Stati hanno invece oggi ribadito che questa va abbassata a 17'208, per permettere a un numero maggiore di persone di essere assicurate presso la LPP.</p><p>"Non si può parlare di riforma del Secondo pilastro se tale soglia rimane immutata", ha sottolineato il relatore commissionale Erich Ettlin (Cetnro/OW). Con la modifica proposta si potrà assicurare un numero maggiore di lavoratori. Si tratta di 140'000 persone, essenzialmente a basso reddito, ha aggiunto il consigliere federale Alain Berset.</p><p>La proposta comporta notevoli costi amministrativi per benefici tutto sommato modesti, ha replicato Damian Müller (PLR/LU). I prelievi salariali priveranno inoltre di risorse importanti le persone a basso reddito, proprio coloro che hanno bisogno di ogni franco, ha aggiunto il lucernese. Il plenum non si è però lasciato convincere e, con 30 voti a 12, ha mantenuto la divergenza che l'oppone alla Camera del popolo.</p><p>Circa la deduzione di coordinamento, ovvero della parte inferiore del salario che non è assicurata, i "senatori" oggi hanno invece seguito il Nazionale (con 25 voti a 17). A onor del vero, occorre ricordare che la soluzione proposta da quest'ultima camera si avvicina molto a quella adottata dagli Stati in prima lettura.</p><p>Concretamente, la deduzione di coordinamento non sarà più fissa (oggi è pari a 25'725 franchi, significa che la parte di salario fino a questa soglia non è assicurata - non vengono quindi prelevati i contributi). In futuro essa ammonterà al 20% del salario (fino a 85'320 franchi). Tale soluzione ha il vantaggio di meglio tener conto dei bassi salari e dei lavoratori a tempo parziale, ha spiegato Ettlin.</p><p>Altra misura faro di questa riforma è l'abbassamento del tasso di conversione, dal 6,8% al 6,0%. Misura già decisa nelle scorse sedute.</p><p>Con tale riduzione, per un capitale risparmiato di 100'000 franchi, la rendita pensionistica annua sarà di 6000 franchi, invece degli attuali 6800. Grazie a soglia d'entrata nel sistema più bassa e alla nuova definizione di deduzione di coordinamento, il capitale risparmiato sarà però più elevato, permettendo di compensare almeno in parte il calo del tasso di conversione.</p><p>Queste due misure comporteranno tuttavia un aumento dei prelievi salariali, dal momento che i contributi alla cassa pensioni saranno riscossi su una parte maggiore dello stipendio.</p><p>L'abbassamento del tasso di conversione pone però un problema alle persone vicine all'età pensionabile. L'aumento dei contributi salariali non sarà per loro sufficiente per accumulare un capitale LPP che permetta di compensare la riduzione del tasso di conversione.</p><p>Per loro il Consiglio nazionale e degli Stati nelle scorse sedute hanno adottato delle misure compensatorie. Queste concernono le prime 15 classi d'età che andranno in pensione dopo l'entrata in vigore della riforma.</p><p>Queste persone riceveranno un supplemento di rendita, che sarà calcolato anche tenendo in considerazione l'ammontare del capitale LPP risparmiato. In questo modo dovrebbero ricevere il supplemento circa la metà della popolazione appartenente alla generazione transitoria.</p><p>Concretamente, chi al momento del pensionamento disporrà di un avere di vecchiaia fino a 220'500 franchi avrà diritto all'intero supplemento. Per un capitale LPP compreso tra 220'500 e 441'000 franchi è previsto un supplemento decrescente. Oltre tale soglia non si riceverà nulla. Per finanziare queste rendite supplementari l'aliquota che il fondo di garanzia potrebbe riscuotere dalle casse pensioni andrà portata allo 0,24% dei salari assicurati secondo la LPP.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 13.03.2023</b></p><p><b>Secondo pilatro, proposto compromesso su soglia d'entrata</b></p><p><b>Nelle discussioni sulla riforma del Secondo pilastro, oggi il Consiglio nazionale ha fatto un passo verso gli Stati approvando una riduzione della soglia d'entrata nel sistema, attualmente pari a un salario annuo di 22'050 franchi. La Camera del popolo chiede ora di portarla a 19'845 franchi.</b></p><p>Durante le discussioni Philippe Nantermod (PLR/VS) ha chiesto di seguire la decisione del Consiglio degli Stati, che hanno proposto di abbassarla a 17'208. "Ciò permetterebbe di rafforzare la credibilità e la popolarità del Secondo pilastro", permettendo a 140'000 persone in più di essere assicurate presso la LPP. Si tratta in particolare di persone a basso reddito, o che hanno più di un lavoro, ha sottolineato il vallesano.</p><p>La proposta degli Stati comporta notevoli costi amministrativi, e molti lavoratori saranno quindi sottoposti alla LPP per una rendita pensionistica relativamente bassa, ha replicato Céline Amaudruz (UDC/GE). Per fare un passo verso la Camera dei cantoni, la commissione preparatoria ha proposto un compromesso - ad appunto 19'845 franchi -, ha poi aggiunto il relatore Thomas de Courten (UDC/BL), convincendo il plenum che ha adottato la proposta con 98 voti contro 83 e 4 astenuti.</p><p>Gli altri aspetti principali della riforma già stati adottati nelle sedute precedenti. Il Parlamento ha in particolare approvato l'abbassamento del tasso di conversione, dal 6,8% al 6,0%, vera misura faro di questa riforma.</p><p>Adottata anche una nuova definizione della deduzione di coordinamento, ovvero la parte inferiore del salario che non è assicurata (oggi è pari a 25'725 franchi, significa che la parte di salario fino a questa soglia non è assicurata - non vengono quindi prelevati i contributi). In futuro non sarà più fissa, ma ammonterà al 20% della busta paga (fino a 85'320 franchi).</p><p>Quest'ultima misura, congiuntamente con l'abbassamento della soglia d'entrata (il cui ammontare è ancora da decidere), permetteranno ai lavoratori di accumulare un capitale pensionistico più elevato, che permetterà di compensare almeno in parte il calo del tasso di conversione.</p><p>L'abbassamento del tasso di conversione pone però un problema alle persone vicine all'età pensionabile. L'aumento dei contributi salariali non sarà per loro sufficiente per accumulare un capitale LPP che permetta di compensare la riduzione del tasso di conversione. Per loro il Consiglio nazionale e degli Stati nelle scorse sedute hanno adottato delle misure compensatorie.</p><p>Da notare che oggi il Nazionale si è allineato agli Stati rinunciando a prevedere misure speciali per i lavoratori interinali (142 voti a 47). Con un solo voto di scarto (95 a 94 e nessun astenuto) ha anche seguito la Camera dei Cantoni per quel che concerne l'articolo 33a sul mantenimento della previdenza al livello del precedente guadagno assicurato, che resterà immutato.</p><p>Il dossier torna al Consiglio degli Stati. Oltre alla divergenza sulla soglia d'entrata nel sistema ne rimangono altre, di minore importanza, sui beneficiari delle misure transitorie e sul riscatto di prestazioni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.03.2023</b></p><p><b>Secondo pilastro, si va in conciliazione</b></p><p><b>Sarà necessario ricorrere alla Conferenza di conciliazione per appianare le divergenze tra i due rami del Parlamento in merito al progetto di riforma del Secondo pilastro. Il pomo della discordia è l'ammontare della soglia d'entrata nel sistema.</b></p><p>Attualmente per essere soggetti alla LPP occorre disporre di un salario annuo di 22'050 franchi. Oggi gli Stati hanno ribadito - con 32 voti contro 8 - la necessità di abbassare tale soglia a 17'208 franchi, allo scopo di assicurare un numero maggiore di lavoratori.</p><p>Ieri il Nazionale ha detto di non essere disposto a scendere al di sotto di 19'845 franchi. Per la maggioranza della Camera del popolo, la proposta degli Stati comporta notevoli costi amministrativi, e molti lavoratori saranno quindi sottoposti alla LPP per una rendita pensionistica relativamente bassa.</p><p>Gli altri aspetti principali della riforma sono già stati adottati nelle sedute precedenti. Il Parlamento ha in particolare approvato l'abbassamento del tasso di conversione, dal 6,8% al 6,0%, vera misura faro di questa riforma.</p><p>Adottata anche una nuova definizione della deduzione di coordinamento. In futuro non sarà più fissa, ma ammonterà al 20% della busta paga. Quest'ultima misura, congiuntamente con l'abbassamento della soglia d'entrata (il cui ammontare è ancora da decidere), permetteranno ai lavoratori di accumulare un capitale pensionistico più elevato (i prelievi salariali saranno infatti maggiori, ndr.), che permetterà di compensare almeno in parte il calo del tasso di conversione.</p><p>L'abbassamento del tasso di conversione pone però un problema alle persone vicine all'età pensionabile. L'aumento dei contributi salariali non sarà per loro sufficiente per accumulare un capitale LPP che permetta di compensare la riduzione del tasso di conversione. Per loro il Consiglio nazionale e degli Stati nelle scorse sedute hanno stabilito delle misure compensatorie sotto forma di supplemento di rendita.</p><p>Da notare che oggi gli Stati hanno eliminato una divergenza minore concernente i beneficiari delle misure transitorie. Mantenuta invece quella sul riscatto di prestazioni.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.03.2023</b></p><p><b>LPP, approvate proposte Conferenza di conciliazione</b></p><p><b>Approvando oggi le proposte della Conferenza di conciliazione con 106 voti contro 57 e 24 astenuti, il Consiglio nazionale ha dato il suo benestare alla riforma del Secondo pilastro. Due erano le divergenze che ancora opponevano i rami del Parlamento, la principale concerneva la soglia d'entrata nel sistema.</b></p><p><b>Previdenza 2020</b></p><p>La legge adottata oggi trae origine dal progetto Previdenza per la vecchiaia 2020, che combinava una riforma del Primo e del Secondo pilatro. In seguito alla bocciatura di tale progetto in votazione nel settembre 2017, AVS e previdenza professionale hanno preso binari separati.</p><p>La riforma dell'AVS - denominata AVS 21 - è stata accolta dal sovrano lo scorso settembre. Essa prevede in particolare l'aumento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni e l'aumento dell'IVA. Scopo del progetto è garantire il finanziamento del Primo pilastro fino al 2030.</p><p>Per garantire a lungo termine il finanziamento delle rendite del Secondo pilastro, nel 2020 il Consiglio federale aveva elaborato un disegno di legge che si basava su un compromesso elaborato dalle parti sociali, ovvero Unione svizzera degli imprenditori (USI), Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse.</p><p>Durante le discussioni in Parlamento, quella che inizialmente si chiamava Riforma LPP 21, poi ribattezzata Riforma della previdenza professionale, è stata notevolmente modificata. L'obiettivo di fondo è però rimasto lo stesso: far fronte all'aumento della speranza di vita e ai rendimenti insufficienti degli investimenti, nonché migliorare la situazione di chi ha un reddito modesto.</p><p></p><p>Giù l'aliquota di conversione</p><p>Considerata la speranza di vita attuale e il cosiddetto tasso d'interesse tecnico, il Parlamento ha deciso di diminuire il tasso di conversione, dal 6,8% al 6,0%. Con tale riduzione, per un capitale risparmiato di 100'000 franchi, la rendita pensionistica annua sarà di 6000 franchi, invece degli attuali 6800.</p><p>Per mantenere il livello delle rendite, il Parlamento ha adottato delle misure che permetteranno di accumulare un capitale LPP superiore. Ciò passa da un aumento dei contributi sociali prelevati pagati da impiegati (tramite le deduzioni salariali) e datori di lavoro.</p><p></p><p>Cala la soglia d'entrata</p><p>In futuro, ad esempio, si entrerà a far parte del sistema quando il salario annuo supererà la soglia di 19'845 franchi. Attualmente per essere soggetti alla LPP occorre disporre di una busta paga di 22'050 franchi.</p><p>Il Consiglio degli Stati inizialmente voleva abbassare questa soglia a 17'208 franchi, allo scopo di assicurare un numero maggiore di lavoratori. La Conferenza di conciliazione ha però seguito il parere fin qui difeso dal Nazionale. Durante i dibattiti è stato sottolineato più volte che la proposta della Camera dei cantoni avrebbe comportato notevoli costi amministrativi, e molti lavoratori sarebbero quindi stati sottoposti alla LPP per una rendita pensionistica relativamente bassa.</p><p>La soluzione della conferenza di conciliazione, ha detto oggi Benjamin Roduit (Centro/VS), permette invece di rispondere alle preoccupazioni di contadini, ristoratori-albergatori e artigiani. Il modello scelto è finanziariamente sopportabile e porta reali progressi rispetto allo status quo, ha aggiunto il vallesano. Saranno infatti assicurate 100'000 persone supplementari, in particolare donne e chi ha più di un lavoro.</p><p></p><p>Nuova deduzione di coordinamento</p><p>Altra importante misura adottata dal Parlamento: una nuova definizione della deduzione di coordinamento, ovvero la parte inferiore del salario che non è assicurata (oggi è pari a 25'725 franchi, significa che la parte di salario fino a questa soglia non è assicurata - non vengono quindi prelevati i contributi). In futuro non sarà più fissa, ma ammonterà al 20% della busta paga (fino a 85'320 franchi).</p><p>Quest'ultima misura, congiuntamente con l'abbassamento della soglia d'entrata, permetterà ai lavoratori di accumulare un capitale pensionistico più elevato, che, come detto, consentirà di compensare almeno in parte il calo del tasso di conversione.</p><p></p><p>Generazione transitoria</p><p>L'abbassamento del tasso di conversione pone però un problema alle persone vicine all'età pensionabile. L'aumento dei contributi salariali non sarà per loro sufficiente per accumulare un capitale LPP che permetta di compensare la riduzione del tasso di conversione. Per loro il Consiglio nazionale e degli Stati hanno adottato delle misure compensatorie.</p><p>Queste persone - le prime 15 classi di età che andranno in pensione dopo l'entrata in vigore della riforma - riceveranno un supplemento di rendita, che sarà calcolato anche tenendo in considerazione l'ammontare del capitale LPP risparmiato. In questo modo dovrebbe ricevere il supplemento circa la metà della popolazione appartenente alla generazione transitoria.</p><p>Concretamente, chi al momento del pensionamento disporrà di un avere di vecchiaia fino a 220'500 franchi avrà diritto all'intero supplemento. Per un capitale LPP compreso tra 220'500 e 441'000 franchi è previsto un supplemento decrescente. Oltre tale soglia non si riceverà nulla. Per finanziare queste rendite supplementari l'aliquota che il fondo di garanzia potrebbe riscuotere dalle casse pensioni andrà portata allo 0,24% dei salari assicurati secondo la LPP.</p><p></p><p>Nuove aliquote</p><p>Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età. In futuro i prelievi dalla busta paga ammonteranno al 9% del salario coordinato tra i 25 e i 44 anni e al 14% per gli over 45. Attualmente il tasso aumenta ogni 10 anni, inizia al 7% e finisce al 18%.</p><p>Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati, che si esprimerà domani sulle proposte della conferenza di conciliazione. Se i "senatori" le approveranno, come tutto lascia presagire, l'incarto dovrà ancora passare lo scoglio delle votazioni finali di venerdì.</p><p></p><p>Referendum?</p><p>L'ultima parola dovrebbe comunque spettare al popolo. L'Unione sindacale svizzera (USS) ha già fatto sapere il primo febbraio - quando i contenuti della riforma non erano ancora del tutto definiti - di voler lanciare il referendum.</p><p>La raccolta delle firme potrebbe ricevere il sostegno di Verdi e socialisti, che oggi hanno bocciato le proposte uscite dalla Conferenza di conciliazione. In aula, Katharina Prelicz-Huber (Verdi/ZH) ha fortemente criticato la riforma, che, a suo dire, "causerà rendite inferiori per prelievi salariali superiori".</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.03.2023</b></p><p><b>LPP, approvate proposte Conferenza di conciliazione</b></p><p><b>Dopo ieri il Nazionale, oggi anche il Consiglio degli Stati ha approvato - con 32 voti contro 7 e 3 astensioni - le proposte della Conferenza di conciliazione in merito alla riforma del Secondo pilastro. Il dossier è pronto per le votazioni finali.</b></p><p>Due erano le divergenze che ancora opponevano i rami del Parlamento, la principale concerneva la soglia d'entrata nel sistema. Attualmente per essere soggetti alla LPP occorre disporre di un salario annuo di 22'050 franchi.</p><p>Gli Stati per ben tre volte hanno chiesto di abbassare tale soglia a 17'208 franchi, allo scopo di assicurare un numero maggiore di lavoratori. Il Nazionale ha però detto di non essere disposto a scendere al di sotto di 19'845 franchi, per non creare eccessivi costi amministrativi.</p><p>Alla fine la Conferenza di conciliazione si è allineata alla versione del Nazionale. Questa soluzione, ha detto oggi Erich Ettlin (Centre/OW) a nome della commissione, permetterà di assicurate 100'000 persone supplementari, in particolare donne e chi ha più di un lavoro.</p><p></p><p>Previdenza 2020</p><p>La legge adottata oggi trae origine dal progetto Previdenza per la vecchiaia 2020, che combinava una riforma del Primo e del Secondo pilatro. In seguito alla bocciatura di tale progetto in votazione nel settembre 2017, AVS e previdenza professionale hanno preso binari separati.</p><p>La riforma dell'AVS - denominata AVS 21 - è stata accolta dal sovrano lo scorso settembre. Essa prevede in particolare l'aumento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni e l'aumento dell'IVA. Scopo del progetto è garantire il finanziamento del Primo pilastro fino al 2030.</p><p>Per garantire a lungo termine il finanziamento delle rendite del Secondo pilastro, nel 2020 il Consiglio federale aveva elaborato un disegno di legge che si basava su un compromesso elaborato dalle parti sociali, ovvero Unione svizzera degli imprenditori (USI), Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse.</p><p>Durante le discussioni in Parlamento, quella che inizialmente si chiamava Riforma LPP 21, poi ribattezzata Riforma della previdenza professionale, è stata notevolmente modificata. L'obiettivo di fondo è però rimasto lo stesso: far fronte all'aumento della speranza di vita e ai rendimenti insufficienti degli investimenti, nonché migliorare la situazione di chi ha un reddito modesto.</p><p></p><p>Giù l'aliquota di conversione</p><p>Considerata la speranza di vita attuale e il cosiddetto tasso d'interesse tecnico, il Parlamento ha deciso di diminuire il tasso di conversione, dal 6,8% al 6,0%. Con tale riduzione, per un capitale risparmiato di 100'000 franchi, la rendita pensionistica annua sarà di 6000 franchi, invece degli attuali 6800.</p><p>Per mantenere il livello delle rendite, il Parlamento ha adottato delle misure che permetteranno di accumulare un capitale LPP superiore. Ciò passa da un aumento dei contributi sociali prelevati pagati da impiegati (tramite le deduzioni salariali) e datori di lavoro.</p><p></p><p>Cala la soglia d'entrata</p><p>In futuro, ad esempio, si entrerà come detto a far parte del sistema quando il salario annuo supererà la soglia di 19'845 franchi. Attualmente per essere soggetti alla LPP occorre disporre di una busta paga di 22'050 franchi.</p><p></p><p>Nuova deduzione di coordinamento</p><p>Altra importante misura adottata dal Parlamento: una nuova definizione della deduzione di coordinamento, ovvero la parte inferiore del salario che non è assicurata (oggi è pari a 25'725 franchi, significa che la parte di salario fino a questa soglia non è assicurata - non vengono quindi prelevati i contributi). In futuro non sarà più fissa, ma ammonterà al 20% della busta paga (fino a 85'320 franchi).</p><p>Quest'ultima misura, congiuntamente con l'abbassamento della soglia d'entrata, permetterà ai lavoratori di accumulare un capitale pensionistico più elevato che, come detto, consentirà di compensare almeno in parte il calo del tasso di conversione.</p><p></p><p>Generazione transitoria</p><p>L'abbassamento del tasso di conversione pone però un problema alle persone vicine all'età pensionabile. L'aumento dei contributi salariali non sarà per loro sufficiente per accumulare un capitale LPP che permetta di compensare la riduzione del tasso di conversione. Per loro il Consiglio nazionale e degli Stati hanno adottato delle misure compensatorie.</p><p>Queste persone - le prime 15 classi di età che andranno in pensione dopo l'entrata in vigore della riforma - riceveranno un supplemento di rendita, che sarà calcolato anche tenendo in considerazione l'ammontare del capitale LPP risparmiato. In questo modo dovrebbe ricevere il supplemento circa la metà della popolazione appartenente alla generazione transitoria.</p><p>Concretamente, chi al momento del pensionamento disporrà di un avere di vecchiaia fino a 220'500 franchi avrà diritto all'intero supplemento. Per un capitale LPP compreso tra 220'500 e 441'000 franchi è previsto un supplemento decrescente. Oltre tale soglia non si riceverà nulla. Per finanziare queste rendite supplementari l'aliquota che il fondo di garanzia potrebbe riscuotere dalle casse pensioni andrà portata allo 0,24% dei salari assicurati secondo la LPP.</p><p></p><p>Nuove aliquote</p><p>Il progetto prevede poi una modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia prelevati sul salario, con il passaggio a due sole categorie d'età. In futuro i prelievi dalla busta paga ammonteranno al 9% del salario coordinato tra i 25 e i 44 anni e al 14% per gli over 45. Attualmente il tasso aumenta ogni 10 anni, inizia al 7% e finisce al 18%.</p><p></p><p>Referendum?</p><p>L'ultima parola su questa riforma del Secondo pilastro dovrebbe spettare al popolo. L'USS ha già fatto sapere il primo febbraio - quando i contenuti della riforma non erano ancora del tutto definiti - di voler lanciare il referendum. La raccolta delle firme potrebbe ricevere il sostegno di Verdi e socialisti, che oggi agli Stati - e ieri al Nazionale - hanno in maggioranza bocciato le proposte uscite dalla Conferenza di conciliazione.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Votazioni finali, risultati, 17.03.2023</b></p><p><b>Come consuetudine al termine di una sessione, i due rami del Parlamento hanno proceduto alle votazioni finali. </b></p><p>Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (riforma LPP): </p><p>Nazionale 113:69 (15); Stati 29:8 (5).</p>