Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/126286

<h2>SubmittedText<h2><p>Stando ai risultati provvisori dell'Ufficio federale di statistica relativi all'evoluzione demografica della Svizzera nel 2011, la popolazione residente permanente della Svizzera è aumentata di 82 400 persone rispetto al 2010. Alla fine del 2011, il nostro Paese contava in totale 7 952 600 abitanti. Dall'introduzione della libera circolazione delle persone con l'UE nel 2007, la popolazione residente permanente, pari a 7 508 739 abitanti, è quindi aumentata di 443 861 persone, cioè del 5,91 per cento.</p><p>Alla luce di questa premessa, si pongono le seguenti domande:</p><p>1. Questa crescita demografica di 443 861 persone dal 2007 quali costi supplementari, in termini di infrastrutture, ha occasionato per la Confederazione, i cantoni e i comuni nei settori trasporti pubblici, costruzione di strade, acqua e smaltimento acque luride, rete elettrica, approvvigionamento di gas e smaltimento dei rifiuti?</p><p>2. Quali ulteriori costi infrastrutturali, riconducibili sempre a questa crescita demografica, ricadranno presumibilmente nei prossimi tre anni (fine 2015) su Confederazione, cantoni e comuni?</p><p>3. A quanto ammontano i mezzi finanziari già messi a disposizione dalla Confederazione per far fronte a questi investimenti infrastrutturali supplementari dovuti alla crescita demografica nel periodo summenzionato?</p><p>4. Quanto suolo è stato consumato per queste nuove infrastrutture?</p><p>5. Quanta superficie è stata edificata per far fronte alla crescita demografica (partendo dal presupposto che ogni persona in più necessita della medesima superficie abitativa del resto della popolazione)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'evoluzione dei costi delle infrastrutture non può essere ricondotta direttamente alla crescita demografica e in tale contesto deve essere interpretata con cautela. Da un lato la gestione delle reti, una volta effettuati gli investimenti, genera costi marginali relativamente contenuti (almeno fintantoché non vengono raggiunti i limiti di capacità). D'altro lato, gran parte delle infrastrutture viene finanziata secondo il principio che chi usufruisce di un servizio paga. Per quanto attiene alle acque di scarico e allo smaltimento dei rifiuti, ad esempio, i costi supplementari non gravano in modo particolare sulla popolazione già attualmente residente in Svizzera, in quanto vengono coperti da chi causa le spese. Negli anni a venire, nell'ambito dell'elettricità sono previsti importanti investimenti nell'infrastruttura di rete. Questi ultimi hanno tuttavia poco a che fare con la crescita demografica. I costi principali sono legati al trasporto di energia e all'alimentazione sempre più decentralizzata. Recenti studi nel quadro della strategia energetica 2050 rivelano una necessità di potenziamento delle reti di trasporto nell'ordine di grandezza di 700 milioni di franchi (oltre all'investimento pari a circa 2 miliardi di franchi per la rete entro il 2020). I necessari investimenti nelle reti di distribuzione spaziano dai 3,9 ai 12,6 miliardi di franchi a seconda delle varianti. I gestori delle reti, tuttavia, riverseranno i costi sui clienti. Nel campo dell'approvvigionamento di gas, la capacità dei gasdotti ad alta pressione svizzeri sarà sufficiente a soddisfare il bisogno dei prossimi anni. Tra il 1998 e il 2003 il volume di trasporti del gasdotto di transito è raddoppiato da 9 a 18 miliardi di metri cubico all'anno, ovvero cinque volte il consumo della Svizzera. Le sfide maggiori dovute alla crescita demografica risiedono negli ambiti dei trasporti e dello sviluppo degli insediamenti. I punti sviluppati di seguito saranno pertanto incentrati su questi temi. In tale contesto è opportuno menzionare il rapporto sulle conseguenze della libera circolazione delle persone e dell'immigrazione pubblicato dal Consiglio federale il 4 luglio 2012.</p><p>1./3. Oltre ad altri fattori quali le tariffe dei mezzi di trasporto, lo sviluppo economico o dei costi immobiliari, anche l'evoluzione della popolazione influisce sulla domanda legata al traffico ferroviario e stradale. L'aumento dell'immigrazione negli ultimi anni, tuttavia, non ha avuto un grande influsso sugli attuali problemi di capacità, i quali sono conseguenza in particolare di un aumento della domanda della popolazione già residente. Come si evince dal microcensimento mobilità e trasporti 2010, in quell'anno ogni abitante della Svizzera ha percorso circa 37 chilometri, distanza giornaliera di circa il 4 per cento superiore rispetto al 2005. L'aumento della mobilità della popolazione ha effetti anche sull'evoluzione dei prezzi. I mezzi finanziari che sono stati investiti nelle infrastrutture dei trasporti dal 2007 ad oggi a causa dell'aumento demografico non possono tuttavia essere distinti dagli investimenti totali. I dati che seguono illustrano di conseguenza l'evoluzione dei prezzi in generale dal 2007, basandosi sulle cifre disponibili al momento, ricavate dal conto stradale e ferroviario svizzero. I risultati del conto stradale del 2009 indicano delle spese per l'infrastruttura del traffico stradale di 7,1 miliardi di franchi. Nel 2007 tale importo era pari a 6,8 miliardi di franchi. Il conto ferroviario del 2010 registra spese (comprese quelle per interessi) di 16,75 miliardi di franchi contro i 15,63 del 2007. I costi esterni del traffico stradale e ferroviario non vengono presi in considerazione.</p><p>2. Stando ad alcune stime, entro il 2030 il traffico di viaggiatori su strada e su rotaia aumenterà complessivamente del 15 a 29 per cento. Oltre all'immigrazione sono fattori determinanti in particolare i comportamenti relativi alla mobilità, la politica degli insediamenti e la sempre maggiore suddivisione degli spazi lavorativi, abitativi e dedicati al tempo libero. L'immigrazione e la crescita demografica si concentreranno soprattutto nelle città e negli agglomerati. Ne conseguono sfide sempre maggiori nell'ambito dei trasporti all'interno degli agglomerati, in particolare nello spazio suburbano. Per quanto riguarda il traffico ferroviario, stando al programma di sviluppo strategico dell'infrastruttura ferroviaria, durante i prossimi trenta a quaranta anni sono da prevedere investimenti supplementari di oltre un miliardo di franchi all'anno. Nel quadro del fondo infrastrutturale, per misure connesse al traffico d'agglomerato il Parlamento ha stanziato 6 miliardi di franchi per il periodo 2008-2027, ovvero in media circa 300 milioni di franchi all'anno. Sempre nel quadro del Fondo infrastrutturale, per l'eliminazione dei problemi di capacità (PEB) sulle strade nazionali sono stati stanziati 5,5 miliardi di franchi, ossia in media circa 275 milioni di franchi. In che misura le esigenze in materia di PEB cresceranno in futuro sarà probabilmente chiaro a inizio 2014, con il secondo messaggio concernente il programma per l'eliminazione dei problemi di capacità sulla rete delle strade nazionali e lo sblocco dei crediti necessari.</p><p>4./5. Per quanto concerne l'utilizzazione del suolo, si può fare riferimento ad alcune tenenze e sfide. Oggi la popolazione aumenta soprattutto nei centri urbani e nei loro dintorni. La domanda di spazi abitativi è quindi alta proprio in quelle aree in cui le riserve di terreni edificabili sono già scarse. Oltre al marcato aumento demografico degli scorsi anni, sull'utilizzazione del suolo influiscono anche le differenti preferenze abitative degli svizzeri. Da decenni si registra infatti un consumo di superficie abitativa in continuo aumento: tra il 1980 e il 2000 la superficie abitativa media per persona è passata da 34 a 44 metri quadrati e oggigiorno potrebbe aggirarsi attorno ai 50 metri quadrati. Responsabili della domanda sono tra l'altro l'elevato livello di benessere e la diminuzione della grandezza delle famiglie dovuta all'invecchiamento della popolazione. Per quanto concerne invece l'offerta, gli agenti immobiliari e gli investitori contribuiscono a far aumentare il consumo di superficie abitativa estendendo continuamente le superfici abitative delle nuove abitazioni. Infine, nonostante si possa osservare che la crescita demografica aumenta effettivamente il bisogno di spazio, l'espansione disordinata degli insediamenti è da ricondurre alle preferenze della popolazione, ormai cambiate, e alla gestione delle zone edilizie fino a questo momento. Con la revisione della legge sulla pianificazione del territorio in merito al dimensionamento delle zone edificabili (testo sottoposto a referendum FF 2012 5289 segg.), in futuro la pianificazione deve orientarsi in modo più coerente alla creazione di insediamenti compatti e a un utilizzo migliore delle superfici inutilizzate o utilizzate in modo insufficiente all'interno delle zone edificabili esistenti.</p><p>Complessivamente risulta che la crescita demografica non è il fattore determinante per lo sviluppo nell'ambito delle acque, acque di scarico, smaltimento dei rifiuti, elettricità, approvvigionamento di gas, traffico e sviluppo degli insediamenti; tale crescita agisce unicamente da catalizzatore.</p>  Risposta del Consiglio federale.