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<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandosi sullo studio dell'agenzia BASS "Effetti di genere delle misure statali per combattere il COVID-19", pubblicato nel marzo 2022, la Commissione federale per le questioni femminili (CFQF) raccomanda una serie di misure da adottare per rafforzare la resilienza della società svizzera di fronte alle crisi future e spiega qual è il ruolo delle donne in questo contesto. La Commissione constata che le donne sono state più colpite dalla crisi e dalle maggiori disparità di reddito. Ne hanno particolarmente risentito quelle con salari bassi, che rappresentano circa i due terzi dei lavoratori della fascia salariale inferiore e che hanno maggiori probabilità di vivere in economie domestiche a basso reddito. La CFQF ritiene che siano necessarie misure per consentire soprattutto a queste donne di accedere a situazioni occupazionali sostenibili. A tal fine menziona sia iniziative di formazione continua che una migliore protezione salariale garantita in caso di crisi. La Commissione aggiunge che la digitalizzazione, la cui importanza è ulteriormente aumentata in seguito alla pandemia, dovrebbe essere un tema centrale di queste formazioni. In proposito il "Gender Report 2021" del World Economic Forum rileva che le donne sono sottorappresentate in molte professioni promettenti. Si presume che la pandemia di COVID-19 e la digitalizzazione possano pregiudicare le opportunità di lavoro delle donne e comportare perdite di reddito.</p><p>Per rendere la società più resiliente alle crisi future, la CFQF raccomanda l'introduzione del diritto di ridurre il grado di occupazione alla nascita di un figlio, compreso il diritto di tornare al grado di occupazione originario. Questa richiesta non è nuova: il Consiglio federale l'ha indicata nel suo rapporto "Familienpolitik: Auslegeordnung und Handlungsoptionen des Bundes" (Politica familiare: valutazione e opzioni d'azione della Confederazione), pubblicato nel 2015, come opzione da approfondire. </p><p>1. In che misura la Strategia Parità 2030 tiene conto delle esigenze delle donne appartenenti alla fascia salariale bassa? </p><p>2. In che modo il Consiglio federale intende conformarsi alle misure richieste dalla CFQF per quanto riguarda le donne di questa fascia salariale? </p><p>3. Quali misure e obiettivi persegue per migliorare la loro integrazione professionale? </p><p>4. In vista di future crisi: come intende agire per tutelarle meglio? </p><p>5. Cosa fa per garantire che rimangano al passo con lo sviluppo digitale? </p><p>6. Qual è la sua posizione sull'introduzione di un diritto alla riduzione del grado di occupazione per padri e madri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I campi d'azione "vita professionale e pubblica" e "conciliabilità e famiglia" della Strategia Parità 2030, con i loro obiettivi e le loro misure, puntano a rafforzare l'indipendenza economica delle donne, a ripartire più equamente il volume dell'attività professionale tra donne e uomini e a migliorare le condizioni quadro per una maggiore conciliabilità tra lavoro e famiglia. Le misure sono riportate in un piano d'azione dettagliato, regolarmente aggiornato (<a href="https://parita2030.ch/it/">www.parità2030.ch</a>). La strategia mira a una ripartizione equilibrata dei sessi nella formazione, in tutti i gruppi professionali e a tutti i livelli di responsabilità, e questo anche a beneficio delle donne con redditi modesti.</p><p>2. Per migliorare la situazione delle donne che lavorano in settori a bassi salari, la CFQF raccomanda di promuovere in modo mirato la riqualificazione delle donne, di rivalutare il lavoro a basso reddito e di garantire una migliore protezione salariale in caso di crisi. Questi aspetti vengono trattati nelle risposte 4 e 5.</p><p>3. Nel 2023 il Consiglio federale prevede di adottare, d'intesa con i Cantoni, una strategia per agevolare la conciliabilità tra lavoro e famiglia. A tal fine stilerà un bilancio delle attività in corso per individuare eventuali ambiti che richiedono un intervento e stabilire quali misure adottare. In risposta al postulato Arslan 20.4327, la Confederazione sta elaborando una strategia globale per facilitare il reinserimento professionale delle donne. Il piano d'azione per la Strategia Parità 2030 prevede inoltre una misura finalizzata a individuare i fattori di povertà delle famiglie monoparentali, in modo da consentire una migliore integrazione nel mercato del lavoro.</p><p>4. Alcuni settori di servizi con un tasso di salari bassi superiore alla media, come l'industria alberghiera e della ristorazione, i servizi personali o il commercio al dettaglio, sono stati particolarmente colpiti dalla crisi di COVID-19. La Confederazione ha adottato diverse misure di stabilizzazione per attenuare in modo mirato l'impatto della pandemia sull'occupazione e sui redditi delle persone attive. I lavoratori dei settori più colpiti sono stati i principali beneficiari delle indennità per lavoro ridotto o per casi di rigore. Le prime sono state accordate anche per i rapporti di lavoro temporanei o il lavoro su chiamata e, a partire da dicembre 2020, queste indennità sono state ulteriormente aumentate per le persone a basso reddito. Le indennità di perdita di guadagno COVID-19 sono invece servite soprattutto a sostenere persone con responsabilità di assistenza familiare in assenza di soluzioni esterne di custodia dei figli. Nel complesso, queste misure hanno offerto un importante sostegno finanziario in particolare alle famiglie a basso reddito. Nell'eventualità di future crisi, il Consiglio federale potrà quindi ricorrere a una serie di misure mirate già collaudate.</p><p>5. Fra le persone prive di una formazione post-obbligatoria si registra il tasso di salari bassi nettamente più elevato. Insieme ai Cantoni, la Confederazione si impegna affinché gli adulti mantengano le loro competenze di base o acquisiscano quelle mancanti. La Confederazione persegue questo obiettivo anche in ambito lavorativo con il programma di promozione "Semplicemente meglio!... al lavoro", che prevede ad esempio un'istruzione sull'utilizzo delle tecnologie digitali. Gli adulti possono inoltre acquisire titoli della formazione professionale di base e aumentare così le loro possibilità di trovare un'attività meglio remunerata. Grazie al suo stretto rapporto con le aziende, la formazione professionale si distingue per l'adeguatezza delle sue offerte alle future esigenze dell'economia.</p><p>La digitalizzazione apre nuove opportunità lavorative non solo in campo informatico, ma anche in molti settori che non possono essere automatizzati tramite le nuove tecnologie. Anche la Conferenza svizzera degli uffici cantonali della formazione professionale (CSFP), la Piattaforma nazionale contro la povertà e gli organi nazionali della collaborazione interistituzionale (CI) si stanno attualmente occupando delle tematiche relative alla formazione professionale degli adulti, all'acquisizione e al mantenimento delle competenze di base e alla possibilità di raggiungere le persone povere o a rischio di povertà. Gli studi di ricerca previsti forniranno ulteriori informazioni sulle donne che lavorano in settori a bassi salari. I risultati di questi studi dovrebbero essere presentati in occasione di un congresso nazionale che si terrà nella primavera del 2023.</p><p>6. Il Consiglio federale si è pronunciato su questa misura nel suo rapporto del 20 maggio 2015 in adempimento del postulato Tornare 13.3135. Pur riconoscendo alcuni punti positivi, ne ha intravvisto anche i limiti, motivo per cui non vi ha dato seguito. Considerato che sono in competizione per assicurarsi personale qualificato, i datori di lavoro hanno interesse a fidelizzare a lungo termine i loro dipendenti, uomini e donne, che per un certo periodo vorrebbero dedicarsi maggiormente alla famiglia, consentendo loro di ridurre (temporaneamente) il proprio grado di occupazione. Nel quadro dell'iniziativa parlamentare Masshardt 19.461 è stata avanzata una proposta volta a istituire un diritto alla riduzione del grado di occupazione, che il Consiglio nazionale ha però respinto il 16 settembre 2020. L'iniziativa parlamentare Fivaz 21.413, presentata il 9 marzo 2021, chiede a sua volta l'introduzione di un diritto alla riduzione del tempo di lavoro nelle aziende medio-grandi. La maggioranza della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) propone di rifiutarla.</p>  Risposta del Consiglio federale.