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I beni dell'oligarca ed ex parlamentare ucraino in Svizzera ammontano a oltre 100 milioni di franchi
L'ex politico era fuggito in Russia nel 2014 dopo essere stato accusato di corruzione e appropriazione indebita.
BERNA - Il Consiglio federale ha deciso di avviare un procedimento amministrativo di confisca di valori patrimoniali, bloccati in Svizzera a seguito della rivoluzione ucraina del febbraio 2014.
Esso riguarda la fortuna di Yuriy Ivanyushchenko - vicino all'ex presidente Viktor Janukovyč - e della sua famiglia, che ammonta a oltre 100 milioni di franchi.
Il caso - Nel 2014, pochi giorni dopo la destituzione di Janukovyč, il Consiglio federale aveva ordinato il blocco di tutti gli eventuali valori patrimoniali dell’ex presidente, come pure delle persone a lui vicine, in Svizzera. Nei mesi successivi, l’Ucraina ha avviato dei procedimenti penali per confiscare tali averi congelati in Svizzera e ha presentato alle autorità svizzere diverse richieste di assistenza giudiziaria. Da allora la Svizzera ha fornito all’Ucraina numerosi documenti e prove.
Tuttavia, nonostante tale cooperazione, sin dall’avvio dei procedimenti penali le autorità ucraine hanno incontrato diverse difficoltà nei loro tentativi di confiscare questi averi depositati in Svizzera e, ad oggi, non sono state in grado di emanare sentenze che ordinassero la confisca dei valori patrimoniali interessati. Inoltre, con lo scoppio della guerra in Ucraina, le difficoltà sono ulteriormente aumentate in modo drastico. Alla luce di questi elementi, il Consiglio federale ha quindi ritenuto che l’avvio di un procedimento di confisca in Svizzera fosse ormai possibile e opportuno.
Differenze rispetto alle sanzioni contro la Russia - Le sanzioni adottate dalla fine di febbraio 2022 contro la Russia prevedono, tra le altre cose, il congelamento degli averi di determinate persone. Tali sanzioni si basano sulla legge sugli embarghi e hanno lo scopo di esercitare una pressione politica su uno Stato affinché rispetti il diritto internazionale. Si tratta di una situazione che non è paragonabile a quella degli averi dell’ex presidente ucraino Viktor Janukovyč e delle persone a lui vicine. In quest’ultimo caso, infatti, gli averi sono bloccati dal 2014 secondo la LVP e l’obiettivo della confisca basata sulla LVP è quello di determinare, in casi molto specifici, se gli averi in questione sono di origine illecita e se possono quindi essere confiscati.
Una figura controversa - La figura di Ivanyushchenko è piuttosto controversa. Nel 2011, la rivista ucraina "Correspondent" lo classificava al secondo posto tra i primi 100 ucraini più influenti.
Pochi anni dopo, per l’esattezza il 15 dicembre del 2014, spariva dai radar delle autorità ucraine dopo essere stato accusato di corruzione e appropriazione indebita.
Ivanyushchenko avrebbe trovato quindi riparo in Russia. Successivamente è stato inserito nella lista dei ricercati dell'Interpol, anche se dal 22 gennaio 2016 non appare più in questo elenco.
Il 28 febbraio 2017 la Corte suprema dell'Ucraina ha chiuso tutti i procedimenti penali contro l'oligarca. Secondo il deputato Serhiy Leshchenko, Hryhoriy Surkis, suo socio in affari di lunga data, e Borys Lozhkin, ex capo dell'amministrazione del presidente ucraino, avrebbero svolto un ruolo significativo nel porre fine alla persecuzione dell'ex parlamentare.
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