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In Qatar, il fischio finale è arrivato dopo 100 minuti o anche più, nel totale delle partite finora disputate. Per Collina, capo degli arbitri della FIFA, tuttavia, i lunghi tempi di recupero sono giustificati.
Nella trasmissione notturna della RSI andata in onda al termine della seconda giornata del Mondiale, qualcuno ha scherzato chiedendo: «Cosa ne pensate della nuova regola?» Quale? «Quella del terzo tempo».
Una battuta, che mette al centro gli interminabili tempi di recupero, che si sono visti durante le prime partite della Coppa del Mondo.
Dieci minuti nella partita inaugurale tra Qatar ed Ecuador, ben 27 minuti nel trionfo dell'Inghilterra sull'Iran per 6-2, 12 minuti nella partita dell'Olanda contro il Senegal e 14 minuti tra Stati Uniti e Galles. La sfida tra Argentina e Arabia Saudita, terminata con l'inaspettata sconfitta die sudamericani per 2-1, ha conosciuto circa 20 minuti di recupero.
Nelle cinque partite della Coppa del Mondo finora disputate, sono stati giocati più di 80 minuti di recupero. Tutte le partite sono durate più di 100 minuti.
Non è un caso. La FIFA ha deciso di arginare il problema dei tempi morti, in cui non si gioca.
Collina: «Un'esultanza per un gol segnato dura più di un minuto ...»
«Calcoleremo con attenzione il tempo degli infortuni e cercheremo di compensare il tempo perso a causa degli incidenti», afferma Pierluigi Collina, capo degli arbitri della FIFA.
L'ex fischietto italiano ha infatti annunciato l'intenzione di compensare i ritardi causati dagli interventi del VAR, per il trattamento degli infortuni, le sostituzioni, le espulsioni o i rigori alla fine di un tempo.
«È facile perdere tre, quattro o cinque minuti. Questo deve essere compensato alla fine», ha ribadito Collina.
«Se vuoi più tempo attivo, dobbiamo essere pronti ad aggiungere più recupero. Pensa a una partita con tre gol segnati. Normalmente un'esultanza dura un minuto, un minuto e mezzo, quindi con tre gol segnati si perdono cinque o sei minuti», così ancora il capo degli arbitri della FIFA.
Inghilterra- Iran, 120 minuti di gioco
Il tempo di intervento per prestare aiuto ad un infortunato dura a lungo, lo sappiamo. L'esempio migliore riguarda la sfida tra Inghilterra e Iran. Dopo che il portiere iraniano ha dovuto essere curato a lungo in seguito a uno scontro con un suo compagno difensore, sono stati aggiunti 14 minuti di tempo addizionale al termine del primo tempo. Nella stessa partita, al termine del secondo tempo viene segnalato un recupero di 10 minuti, corretto in seguito a 13, perché il VAR è dovuto poco prima della fine dell'incontro concedendo un rigore all'Iran.
La partita è durata così addirittura quasi 120 minuti in totale, quasi quanto una partita a eliminazione diretta con i tempi supplementari.
«Vogliamo più gioco attivo»
«Vogliamo evitare di avere solo 42 o 43 minuti di gioco attivo in una partita. Questo non è accettabile», ha spiegato ancora Collina.
Ci vorrà pazienza dunque. Sette, otto o nove minuti di recupero saranno quindi la norma durante i Mondiali in Qatar.