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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche il Consiglio federale ritiene che il massiccio del Monte Bianco assuma, quale "Tetto d'Europa ", un significato particolare e debba quindi essere protetto in maniera adeguata. Congiuntamente alle istanze francesi e italiane corrispondenti (3 livelli), la Confederazione, il Cantone del Vallese e i Comuni interessati si stanno impegnando in tal senso ormai da alcuni anni.</p><p>In merito alle singole domande il Consiglio federale si pronuncia come segue:</p><p>Alla domanda 1</p><p>In seguito al vertice dei tre Ministri dell'ambiente a Champéry (1991), è stata istituita la "Conférence transfrontalière Mont Blanc" (CTMB), composta dai rappresentanti dei tre Stati e presieduta dal Ministro dell'ambiente francese. La CTMB aveva l'obiettivo di "elaborare per detta regione un piano di valorizzazione attiva della montagna destinato a riunire, nell'ambito di uno sviluppo in armonia con i principi dello sviluppo sostenibile, la protezione del paesaggio, degli ambienti naturali e il promovimento delle attività socioeconomiche". Dal 1992 al 1997 è stato effettuato un primo studio di fattibilità per lo sviluppo sostenibile, rimasto, almeno per ora, lettera morta. In ogni caso, la collaborazione a livello regionale fra i tre Paesi ha permesso di ottenere diversi risultati concreti e positivi, quali la segnalazione dei sentieri, l'informazione, ecc. (cfr. Bilancio delle attività 1995-1997), nonché di acquisire una presa di coscienza dei problemi vigenti. La CTMB ha analizzato alcune aree campione dal profilo dell'agricoltura di montagna, dell'ecoturismo e degli ambienti sensibili e ha studiato i problemi causati dal traffico. Essa ha inoltre promosso attività d'informazione e di sensibilizzazione delle popolazioni di tutta la regione del Monte Bianco. Infine ha preparato progetti di strutture giuridiche, sulle quali però non è ancora stato deciso nulla. Il Consiglio federale ritiene che vada sostenuto il principio della collaborazione fra le varie entità regionali dei tre Paesi che circondano il Monte Bianco.</p><p>Alla domanda 2</p><p>La cooperazione transfrontaliera in materia di sviluppo sostenibile non è un compito facile e di routine. Senza una struttura giuridica confezionata su misura per la CTMB, le decisioni di natura politica, tecnica e finanziaria devono essere prese, in linea di principio, dai Ministri dell'ambiente dei tre Paesi promotori della CTMB, oppure, in loro assenza, dai Ministeri interessati. Una proposta di struttura giuridica è stata trasmessa ai Ministri nel 1997, ma non vi è stata alcuna eco. L'unico dei tre Paesi a proporre un progetto è stata la Svizzera, la quale ha proposto un accordo interregionale fra la Valle d'Aosta (I), la regione di Chamonix (F) e il Cantone del Vallese, da stipulare nell'ambito della Convenzione quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o delle autorità territoriali (Madrid 1980). Detto progetto avrebbe beneficiato del sostegno finanziario degli Stati, in armonia con le disposizioni giuridiche nazionali. La Commissione permanente ("Bureau") della CTMB sta attualmente esaminando il documento a livello dei tre Paesi. Inoltre, nel 1998, i rappresentanti dei Ministeri hanno deciso di ridefinire le attività promosse nell'area del Monte Bianco. Per l'occasione è stato istituito, sotto l'egida della CTMB, un "Comitato direttore", incaricato di gestire la realizzazione di un "piano di sviluppo sostenibile" per la regione. Ciò dovrebbe permettere di definire gli obiettivi e le strategie di conservazione, di valorizzazione e di cura sostenibili da attuare nelle diverse zone del perimetro provvisorio dell'area del Monte Bianco. Il progetto del mandato e il suo finanziamento sono attualmente al vaglio dei Ministeri.</p><p>Alla domanda 3</p><p>Come indicato nelle risposte precedenti, in questi ultimi anni la cooperazione in favore del Monte Bianco fra la Svizzera, l'Italia e la Francia ha conosciuto uno sviluppo notevole, sia a livello regionale (Cantoni, Comuni, programmi di ricerca Interreg, ecc.) sia a livello nazionale. La Confederazione intende mantenere il suo impegno in favore dello sviluppo sostenibile della regione e sostenere la collaborazione fra le entità regionali dei tre Paesi che circondano il Monte Bianco. </p><p>Alla domanda 4</p><p>Dal 1991, la Confederazione ha partecipato finanziariamente alla realizzazione di uno studio di fattibilità per un "Parco internazionale del Monte Bianco". È dal 1994 che l'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) versa a tale proposito un contributo annuale di 150'000 franchi, al quale vanno aggiunti 16'000 franchi versati dal Cantone del Vallese in favore del progetto dell'area del Monte Bianco. Una somma equivalente viene stanziata anche da ciascuno degli altri due Paesi. Inoltre nel 1997 i tre Paesi hanno beneficiato anche di sussidi elargiti nel quadro di Interreg II. In linea di principio, il finanziamento del "piano di sviluppo sostenibile" dovrebbe essere garantito dai crediti che le singole parti hanno concesso alla CTMB. </p><p>Alla domanda 5</p><p>Ci si è resi conto dell'importanza che assumerebbe un segnale simbolico di natura culturale, quale la richiesta di porre il massiccio del Monte Bianco sotto la protezione del marchio "Patrimonio mondiale dell'UNESCO". Detta richiesta contribuirebbe a sostenere, almeno per quanto riguarda la parte centrale del massiccio, la creazione di un futuro parco internazionale del Monte Bianco. Il progetto di mandato per l'istituzione di un "piano di sviluppo sostenibile" contempla l'esame degli effetti che avrebbe la proposta di inserire l'area del Monte Bianco nell'elenco del patrimonio naturale dell'umanità, giusta la Convenzione dell'UNESCO in materia di protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale (1972), ratificata dalla Svizzera il 17 settembre 1975.</p>  Risposta del Consiglio federale.