Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/242139

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel suo rapporto esplicativo sull'apertura della procedura di consultazione relativa al pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475, il Consiglio federale afferma che "Il grado di autoapprovvigionamento lordo nel 2026 ammonterà al 54,2 per cento con una crescita demografica stabile (riferimento: 57,6 %). Ciò è riconducibile essenzialmente al calo delle rese campicole dovuto alla crescente partecipazione al contributo per i sistemi di produzione per la rinuncia a prodotti fitosanitari...".</p><p>Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Nell'attuale contesto di crisi è opportuno adottare delle misure che ridurranno il grado di autoapprovvigionamento?</p><p>2. La Svizzera dovrà compensare questo calo della produzione indigena con delle importazioni. Il nostro Paese non ha anche il dovere morale di evitare di contribuire all'aumento della domanda e dei prezzi sui mercati internazionali, sapendo che per altri Paesi con un potere d'acquisto più basso vi è il rischio di carestia?</p><p>3. Il Consiglio federale come intende mantenere un grado di autoapprovvigionamento elevato, garante della sicurezza alimentare della Svizzera, considerato l'attuale incremento demografico del Paese?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sessione primaverile 2021, il Parlamento ha deciso di concretizzare determinate disposizioni concernenti i prodotti fitosanitari e le eccedenze di sostanze nutritive contenute nella Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), temporaneamente sospesa, nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi" (Iv.Pa. 19.475). Questa decisione è stata presa tenendo conto delle ripercussioni illustrate nel messaggio sulla PA22+. Con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475, il Consiglio federale applica le pertinenti disposizioni di legge conformemente al mandato conferito dal Parlamento.</p><p>1. L'articolo 104a della Costituzione federale esige che in Svizzera la sicurezza alimentare sia garantita a lungo termine. Sicurezza alimentare significa che la popolazione ha accesso in qualsiasi momento a un quantitativo sufficiente di derrate alimentari di elevata qualità e a prezzi ragionevoli. Al momento in Svizzera la sicurezza alimentare non è compromessa. Le misure varate con il pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 concorrono a preservare a lungo termine le basi essenziali per la produzione indigena come i suoli fertili e la biodiversità, affinché anche in futuro l'agricoltura svizzera possa dare un contributo fondamentale all'approvvigionamento alimentare della popolazione. A breve termine le misure volte a preservare le basi di produzione possono limitare la produzione di calorie, ma a medio-lungo termine rafforzano la produzione indigena, riducendo la dipendenza dalle importazioni di derrate alimentari.</p><p>2. Il volume delle importazioni di derrate alimentari in Svizzera dipende, tra le altre cose, dalla protezione doganale, dall'incremento demografico, dalle evoluzioni dei prezzi sui mercati interni ed esteri e dalla domanda dei consumatori all'interno del Paese. Sul fronte dell'offerta, anche le fluttuazioni dei raccolti riconducibili alle condizioni meteorologiche possono incidere notevolmente. L'impatto delle misure del pacchetto di ordinanze concernente l'attuazione dell'Iv.Pa. 19.475 sulle importazioni di derrate alimentari è, al confronto, esiguo. È importante ricordare che la causa principale del problema della fame nel mondo non è la produzione alimentare globale troppo bassa, bensì l'impossibilità di accedere al cibo a causa della povertà e di problemi logistici. Anche le restrizioni alle esportazioni sono dannose. Nell'ambito della cooperazione internazionale la Svizzera s'impegna pertanto a favore dello sviluppo economico nei Paesi colpiti dalla povertà e contro le restrizioni alle esportazioni. Nella sua risposta all'interpellanza Badertscher (22.3309 "Crisi alimentare mondiale. Che cosa fa la Svizzera?"), il Consiglio federale ha illustrato gli sforzi che sta compiendo per superare l'attuale crisi. Per quanto riguarda i Paesi d'importazione occorre sottolineare che le derrate alimentari importate in Svizzera provengono principalmente da Paesi dell'UE che non sono a rischio di carestia.</p><p>3. Alla luce dell'incremento demografico in atto in Svizzera e del progressivo calo delle superfici gestite a scopo agricolo, il grado di autoapprovvigionamento può essere mantenuto soltanto se i terreni permanentemente inerbiti vengono gestiti con un'intensità di utilizzazione adeguata alle condizioni locali per la produzione di latte e carne e se sulle superfici coltive vengono coltivate più colture destinate al consumo umano diretto. È altresì importante che i cambiamenti a livello della produzione avvengano in modo sincrono con gli adattamenti a livello del consumo. È altresì necessario ridurre le perdite alimentari e preservare i terreni agricoli dal profilo quantitativo e qualitativo. Per quanto concerne le perdite alimentari, il 6 aprile 2022 il Consiglio federale ha varato un piano d'azione con l'obiettivo di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030 rispetto al 2017. Il grado di autoapprovvigionamento non consente di valutare in modo esaustivo la sicurezza alimentare, poiché non tiene conto di fattori importanti come l'elevata dipendenza dalle importazioni per quanto riguarda i mezzi di produzione agricoli (energia, concimi, sementi, prodotti fitosanitari, macchine, ecc.) o la sopportabilità ecologica della produzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.