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Christian Marazzi commenta le dimissioni di Philipp Hildebrand. "Hildebrand non era controllabile a sufficienza"
LUGANO - Philipp Hildebrand, malgrado il sostegno del Consiglio federale e di tutti i partiti politici, tranne dell'UDC, alla fine ha ceduto alle pressioni mediatiche ed ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato. Si può considerare che abbia pagato per i suoi errori, o le sue leggerezze che dir si voglia, ma c'è chi invece sostiene che abbia pagato per il suo impegno nel tentare di imporre delle regole alle due grandi banche elvetiche.
Tra questi troviamo l'economista Christian Marazzi, che non usa mezzi termini per commentare le dimissioni dell'oramai ex presidente della Banca Nazionale Svizzera. "L'hanno fatto fuori" sostiene Marazzi. "È stata un'operazione politica delle due grandi banche contro un uomo che non era considerato un loro amico, in un periodo in cui questi istituti vogliono assicurarsi che la BNS garantisca loro tutta la liquidità che desiderano."
In effetti i giornali stranieri, dall'Economist al Financial Times, erano molto scettici sulle critiche fatte a Hildebrand. Uno che è alla direzione della BNS perché dovrebbe rischiare il posto e il prestigio per 60'000 franchi? "Certo, c'è stata una goffaggine da parte della famiglia" prosegue Marazzi, "ma non tale da compromettere la posizione di uno che comunque si era rivelato tra le persone più lucide sulla necessità di imporre delle regole dopo la crisi della Lehman Brothers. E infatti la Svizzera è stato il primo paese al mondo a far passare le leggi sul too big to fail."
Marazzi si interroga poi sul ruolo giocato da Blocher: ha agito per conto delle due grandi banche elvetiche? "Da questa operazione sporca, Blocher esce indubbiamente come vincitore. Ma perché un attacco del genere è arrivato da Blocher che era contro la vendita di dischetti a Francia e Germania? Blocher si è fatto portavoce degli interessi delle due grandi banche svizzere per avere un nuovo presidente della BNS che sia loro amico. Altrimenti per quale altro motivo avrebbe dovuto mettere a repentaglio il segreto bancario?"
"Le grandi banche vogliono una Banca Nazionale dalla loro parte. È fondamentale in una situazione di crisi finanziaria come quella attuale" continua Marazzi. "Se si verificasse un'altra situazione come quella famosa del 2008 e la BNS tentennasse a intervenire a favore delle banche in difficoltà, per loro sarebbero problemi gravi. C'è un elemento di vendetta, che riguarda il passato, ma per quanto riguarda il futuro i grossi centri finanziari vogliono avere qualcuno che possono controllare." Ed evidentemente Hildebrand non era controllabile a sufficienza.
Con il loro attacco a Hildebrand, le grandi banche hanno anche portato un duro colpo al segreto bancario, secondo Marazzi. "Il segreto bancario è morto, il danno alle istituzioni bancarie svizzere è enorme da questo punto di vista. È stato violato il segreto bancario per degli interessi politico-finanziari."
"Al netto di tutto ne esce completamente danneggiata la Svizzera dal punto di vista del segreto bancario" conclude Marazzi. "Siamo in un periodo in cui i capitali fuggono da Eurolandia. Una vicenda del genere in questo frangente può essere un danno enorme per la Svizzera, nel senso che i soldi non verranno più qui ma andranno a finire da un'altra parte. Hanno prevalso degli interessi partigiani sugli interessi della Svizzera. E questo da parte di uno che si propone come il difensore della Svizzera."