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Epatite C
Riassunto sull’epatite C
L’epatite C è una malattia infettiva causata da un virus (HCV) che colpisce il fegato provocando un’infiammazione. L’epatite C può portare alla cirrosi epatica (20% dei casi nei portatori del virus) o a un carcinoma epatocelluare (5% dei casi nei portatori del virus). È importante sapere che l’epatite C non provoca solo un’infiammazione del fegato ma anche numerose altre patologie (manifestazioni extra-epatiche).
L’epatite C è spesso asintomatica (senza sintomi chiari), rendendo così difficile la diagnosi: si stima che il 75% degli americani portatori dell’ HCV non sappia di avere l’epatite C. La fatica può essere un sintomo dell’epatite C.
La trasmissione del virus HCV si effettua principalmente per trasfusione sanguigna e/o attraverso iniezioni nei tossicomani.
Il trattamento standard attuale per l’epatite C si basa sulla combinazione di due farmaci: l’interferone alfa e la ribavirina, ma nuovi farmaci molto promettenti come il telaprevir, il boceprevir e il sofosbuvir sono già disponibili in molti paesi. Questi farmaci migliorano in modo significativo la possibilità di cura dell’epatite C.
La prevenzione dell’epatite C si basa soprattutto sul fatto di non condividere siringhe e aghi nel caso dei tossicomani (primo gruppo di rischio per l’epatite C).
E’ importante sapere anche che la maggior parte dei tossicomani colpiti dal virus dell’aids (HIV) sono colpiti anche dall’epatite C.
Definizione
L’epatite C è una malattia infettiva spesso cronica (nel 75-85% dei casi) che colpisce il fegato provocando un’infiammazione ed è causata dal virus dell’epatite C (VHC). La popolazione dei tossicomani è particolarmente colpita.
Si distingue l’epatite C acuta (minoritaria) che dura meno di 3 mesi, dall’epatite C cronica (più del 70% dei casi) che dura più di 6 mesi. Maggiori informazioni alla sezione sintomi epatite C.
Statistiche
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 3% della popolazione mondiale (più di 170 milioni di persone) è infetto dal virus dell’epatite C.
Comunque esistono grandi differenzetra i paesi: in Francia, per esempio, questo tasso è più basso ed è di circa l’1% (circa 600.000 persone).
Dati recenti mostrano che il virus HCV (epatite C) rappresenta tra tutte le epatiti (A, B, C,…) il 20% dei casi di epatite acuta, il 70% dei casi di epatitecronica, il 40% dei casi cirrosiepatica, il 60% dei casi di carcinoma epatocellulare e il 30% dei casi di trapianto di fegato nei paesi sviluppati (si parla anche di paesi industrializzati, in genere, il Nord America, l’Europa e il Giappone).
Numero di decessi in tutto il mondo relativi all’epatite C
Spesso rilevatomolti anni dopo la trasmissione, l’epatite C progredisce verso la cirrosi o cancro del fegato e si traduce in 350.000 decessi all’anno in tutto il mondo.
Si stima che negli Stati Uniti il numero di decessi legati al virus dell’epatite C sia di circa 15.000 l’anno, cioè più che il numero di morti causati dall’AIDS (HIV), che raggiunge in questo paese circa 12.700 casi all’anno. [Statistiche di Febbraio 2012]
Circa 4 milioni di americani sarebbero portatori del virus dell’epatite C (HCV))e si stima che il 75% di essi non sappia di avere contratto la malattia (soprattutto perché la malattia spesso non presenta sintomi evidenti).
Cause
L’epatite C è causata da un virus chiamato HCV, si tratta di un virus RNA (tipo C), della famiglia dei Flaviridae e del genere Hepacivirus.
Esistono diversi genotipi (sottotipo) di questo virus, numerati da 1 a 6. Il genotipo di tipo 1 è la forma maggioritaria in Europa e in Francia (50% dei pazienti). Negli Stati Uniti, il genotipo di tipo 1 rappresenta circa il 70% dei 3,2 milioni di americani con l’epatite C.
Il genotipo del virus è importante nel trattamento dell’epatite C, si veda la sezione trattamenti.
Trasmissione epatite C – Contagio epatite C
Il principale metodo di trasmissione del virus dell’epatite C è per via sanguigna, quando il sangue è infetto.
Persone a rischio
Le principali persone a rischio per quanto riguarda l’epatite C sono:
– I tossicomani che usano siringhe e aghi non nuovi (compresi quelli infetti dal virus dell’Aids o HIV)
– Le persone che si sottopongono a trasfusioni (sangue), anche se ai giorni nostri il rischio di contagio nei paesi sviluppati è estremamente raro
– I pazienti che si sottopongono a emodialisi, anche se ai giorni nostri il rischio di contagio nei paesi sviluppati è estremamente raro
– Le persone con un comportamento sessuale a rischio (anche se la trasmissione per via sessuale è rara o molto rara)
– I professionisti del settore sanitario a contatto diretto con il sangue e altri fluidi corporei
– Le persone che devono sottoporsi a un’endoscopia o a un’operazione chirurgica, anche se ai giorni nostri il rischio di contagio nei paesi sviluppati è estremamente raro
– Le persone alcolizzate,sono in modo particolare a rischio di sviluppare cirrosi
Sintomi
Tempi di incubazione del virus dell’epatite C
Il periodo di incubazione varia da 30 a 100 giorni.
Sintomi epatite C (epatite C cronica – epatite C acuta)
A differenza delle epatiti A e B, l’epatite C provoca nella maggior parte dei pazienti (oltre il 70% dei casi), uno sviluppo lento e cronico della malattia (si parla di epatite C cronica). È importante sapere che, nei pazienti affetti da epatite C cronica, la malattia, nell’85-90% dei casi, è asintomatica (senza sintomi) o presenta sintomi non specifici come sonnolenza, dolori articolari, nausea, affaticamento, …
Circa il 15% delle persone colpite dal virus sviluppano un’epatite acuta che comporta ittero, febbre, dolori addominali, malessere, diarrea e affaticamento. Dopo alcuni mesi, questi pazienti guariscono spontaneamente.
Nei pazienti affetti da epatite C cronica, il 40% sviluppa rapidamente una cirrosi che porta alla morte, il 25% sviluppa una cirrosi che porta alla morte nell’arco di 10 anni e il 35% muore dopo 20 anni. Il cancro del fegato (carcinoma epatocellulare) si presenta di solito nel 5% dei casi,30 anni più tardi.
Diagnosi
Diagnosi epatite C acuta
Notiamo anzitutto che la diagnosi dell’epatite C acuta è rara, tuttavia questo tipo di epatite è altamente curabile, che alla fine non pone troppi problemi o complicazioni (leggi anche: sintomi epatite C).
Per quanto riguarda l’epatite C cronica, dato che la sua evoluzione è molto lunga generalmente con sintomi non specifici, la diagnosi può essere fatta dopo anni da un medico. I pazienti tossicodipendenti sono particolarmente a rischio, fattore che può spingere il medico a ricercare l’epatite C in modo più sistematico.
Diagnosi epatite C cronica
Il medico fa una diagnosi che si basa sulla ricerca di anticorpi contro il virus dell’epatite C. Si può ad esempio utilizzare il metodo ELISA e/o l’immunoblotting. E’ possibile anche effettuare una ricerca dell’RNA del virus (si tratta di un virus a RNA) mediante PCR. Ciò permette quindi di identificare il genotipo del virus.
Complicazioni
Oltre ai sintomi già descritti nella sezione sintomi dell’epatite C, il virus dell’epatite C può portare a manifestazioni extra-epatiche, quali linfoma non-Hodgkin, fibrosi, ulcere della cornea, problemi alla tiroide, stanchezza cronica (sintomo molto comune), mialgie, artralgia, neuropatie, ecc.
Ricordiamo che le due principali complicanze dell’epatite C che possono portare alla morte sono la cirrosi (20%dei casi) e il carcinoma epatocellulare (5% dei casi).
Trattamento
Senza entrare troppo in dettagli complicati riguardanti in particolare la posologia, il trattamento dell’epatite C cronica si basa sull’uso di interferone alfa per iniezione una volta alla settimana e di un farmaco antivirale, la ribavirina. Questa è la terapia classica.
Sappiamo comunque che l’efficacia di questo trattamento combinato varia da persona a persona*, la durata del trattamento è stabilita dal medico (da 24 a 72 settimane). Si ritiene che il tasso di successo del trattamento vari dal 30 al 70%. Gli asiatici rispondono più favorevolmente al trattamento.
Si noti inoltre che questo trattamento provoca una serie di effetti collaterali*: depressione, anemia, problemi della tiroide,…
Nuovi trattamenti contro l’epatite C
I nuovi trattamenti telaprevir e boceprevir attivi contro il virus HCV di tipo 1 (virus prevalente in Europa) sono molto promettenti se combinati con gli altri due farmaci descritti sopra e sono già disponilibi per alcuni mercati (USA, in determinate condizioni).
Questi farmaci aumentano significativamente le possibilità di successo del trattamento (p. es. il 70-90% dei pazienti guarisce con il telaprevir in sei mesi invece che in un anno come prima).
Questi due nuovi farmaci sono, in effetti, degli inibitori della proteasi che permettono di aumentare la risposta virologica in modo sostenuto (con una correlazione alla guarigione clinica) rispetto alla sola terapia doppia tradizionale (interferone e ribavirina).
Negli Stati Uniti un nuovo farmaco con la molecola alispolivir è già stato approvato per il trattamento dell’epatite C e, a differenza dei trattamenti a base di telaprevir e boceprevir, l’alispolivir è attivo contro i tre principali genotipi del virus dell’epatite C e non solo contro il genotipo di tipo 1.
Nel dicembre 2013 l’agenzia di regolamentazione dei prodotti farmaceutici statunitense, la FDA (Food and Drug Administration) ha autorizzato l’immissione in commercio di Sovaldi (sofosbuvir), un nuovo farmaco per trattare l’infezione cronica da epatite C.
Fitoterapia
Come per le altre epatiti, la fitoterapia non è il trattamento di prima scelta per curare l’epatite, ma può essere una misura complementare utile principalmente per migliorare la condizione del fegato. Prima di iniziare il trattamento vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico.
Qui di seguito troverete le erbe che hanno un effetto positivo sul fegato (epatoprotettore,…) e che possono aiutare in caso di epatite:
– Il cardo mariano, da usare sotto forma di compresse o capsule.
Uno studio americano pubblicato nel 2012 ha mostrato, tuttavia, che questa pianta non ha mai dimostrato un’efficacia provata scientificamente contro l’epatite.
– Il carciofo, da usare sotto forma di compresse o capsule.
Buoni consigli
La raccomandazione principale per i pazienti affetti da epatite C è smettere di bere. Bere più di un bicchiere al giorno mina seriamente la prognosi vitale di epatite C, in quanto questo può portare più rapidamente l’insorgenza di una cirrosi.
– Evitare di assumere farmaci a base di paracetamolo, in quanto questi possono danneggiare il fegato.
Prevenzione
Ecco qualche misura preventiva contro l’epatite C:
– Uso di siringhe nuove e sterili nei tossicomani
– Uso del preservativo (per le persone a rischio)
– Lotta all’alcolismo

Come si dice epatite C nelle altre grandi lingue ?
|in inglese: hepatite C||in tedesco: hepatite C|
|in francese: hépatite C||in spagnolo: hepatitis C|
|in portoghese: hepatitis C|