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È quanto chiede un postulato di Michel Matter (Verdi liberali) che il Consiglio federale di dice disposto ad accogliere
BERNA - L'ammontare dei premi malattia dovrebbero basarsi su calcoli diversi dagli attuali che tengano maggiormente conto della realtà. È quanto chiede un postulato di Michel Matter (Verdi liberali/GE) che il Consiglio federale di dice disposto ad accogliere.
Per il deputato, è necessario un cambiamento di paradigma e passare da stime ipotetiche a un sistema basato sulla riscossione di acconti che vengono corretti dopo aver contabilizzato in modo trasparente i costi effettivi.
Stando al consigliere nazionale ginevrino, dal 1996 i premi sono aumentati più dei costi della salute. A suo dire, il principio secondo cui «i premi devono coprire i costi previsti» non corrisponde alla realtà.
A detta del deputato verde-liberale, i premi dell'assicurazione malattie si fondano su previsioni errate. Il calcolo basato su una stima dei costi dell'anno seguente ha mostrato i suoi limiti. Un esempio? «Nel settembre del 2019, gli assicuratori-malattie avevano spiegato agli assicurati le previsioni per il 2020 sulla scorta di cifre ipotetiche. La crisi sanitaria ha colto in flagrante le carenze di questo metodo di calcolo», secondo Matter.
Per questo, secondo Matter è «ora di pensare a un modo diverso di calcolare i premi dell'assicurazione malattie e di utilizzare i collaudati metodi applicati a livello fiscale o nelle assicurazioni sociali per il calcolo delle imposte o della previdenza». A suo parere, «occorre calcolare acconti sulla base dell'effettivo andamento dei costi e procedere in seguito a una restituzione o a una fatturazione complementare in funzione dei costi reali determinati a posteriori e nella massima trasparenza».
Questo sistema - a detta del consigliere nazionale - presenta il vantaggio di non generare più riserve del necessario, evitandone quindi un eccesso endemico. In questo modo non sarebbero necessarie compensazioni, a carico degli assicurati, dei magri risultati dei mercati azionari al fine di ricostituire le riserve, come avviene nel sistema attuale.