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I risultati di un terzo circa dei 200 consigli locali, per il rinnovo dei quali si è votato nel Regno Unito, sono impietosi per il premier Boris Johnson. I conservatori del capo del Governo hanno perso in particolare a Londra nei loro feudi di Westminster, Barnet e Wardsworth, quest'ultimo il preferito dell'ex premier Margaret Thatcher.
"Una catastrofe", ha constatato Gavin Barwell, capo di gabinetto quando al numero 10 di Downing Street abitava Theresa May, mentre il sindaco della capitale Sadiq Khan festeggia la vittoria storica dei laburisti, i quali la spuntano anche a Southampton, nel sud. Nel resto del Paese il partito di Keir Starmer non fa comunque segnare progressi significativi, mentre si segnalano risultati positivi per formazioni minori come Verdi e liberal-democratici.
Sebbene tradizionalmente legate a temi locali e segnate da una partecipazione ridotta, queste elezioni che cadono a metà mandato vengono viste come un test per il Governo Johnson, penalizzato dal "partygate", lo scandalo delle feste tenute in barba alle restrizioni antipandemiche. Al potere da 12 anni, i conservatori devono inoltre fare i conti con l'accusa di non aver sostenuto a sufficienza le economie domestiche, confrontate a un'inflazione che quest'anno dovrebbe superare il 10%.
Il 57enne primo ministro ha finora resistito in sella, mettendo in evidenza il suo ruolo guida nel sostegno occidentale all'Ucraina e nelle sanzioni contro la Russia, ma se la sconfitta dovesse confermarsi a bocce ferme potrebbe uscire ulteriormente indebolito e perdere altri appoggi in seno al partito.
Un sorpasso in Irlanda del Nord?
Si votava anche in Galles e Scozia, ma fra gli esiti più attesi delle elezioni c'è quello - che bisognerà aspettare almeno fino a sabato - per il rinnovo dei 90 seggi dell'Assemblea nordirlandese. I sondaggi preannunciano un sisma di proporzioni storiche, perché per la prima volta in 100 anni di storia della provincia i sondaggi danno vincitore lo Sinn Fein. Il Governo in virtù degli accordi di pace del 1998 impone la partecipazione di entrambi i grandi schieramenti, ma sarebbe comunque vero e proprio terremoto politico suscettibile di rilanciare le discussioni per una ridefinizione del Regno. I nazionalisti, accanto a una sensibilità sociale più spiccata rispetto agli unionisti ultraconservatori, sono infatti favorevoli a una separazione da Londra per unirsi alla Repubblica di Irlanda.