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È polemica nel mondo cattolico elvetico: dopo la decisione della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) di riorganizzare il segretariato generale e fare risparmi in diverse commissioni, i quattro membri di Giustizia e Pace hanno deciso di dimettersi per protestare contro la ristrutturazione.
La vicenda è stata rivelata oggi dalla "Reformierte Presse", organo della Chiesa riformata svizzerotedesca. Interrogato dall'agenzia di stampa cattolica apic, il presidente della commissione, il frate cappuccino ticinese Martino Dotta, ha confermato le dimissioni in blocco, dovute all'assenza di dialogo che ha preceduto la decisione della CVS.
Con la riorganizzazione, la percentuale di posti di lavoro di Giustizia e Pace passerà infatti dall'attuale 220% a un massimo di 80%, il che vuol dire che due posti di collaboratori scientifici saranno aboliti, deplora Fra Martino Dotta. Inoltre, il segretariato della commissione sarà trasferito da Berna a Friburgo, sede nazionale della Conferenza dei vescovi.
Secondo il frate cappuccino, l'autonomia della commissione viene così rimessa in discussione e il lavoro di base sarà reso impossibile. Intervistato da Radio Vaticano, il presidente designato della CVS, monsignor Markus Büchel, ha dichiarato dal canto suo che "discuterà ancora una volta delle misure con il comitato di Justitia et Pax".
La commissione è stata fondata nel 1969 ed ha per mandato di favorire la giustizia e la pace in Svizzera e nel mondo. In passato, si era a volte mostrata critica nei confronti della Chiesa cattolica, in particolare nella vicenda dell'Apartheid in Sudafrica.