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Giovedì 23 settembre si è svolto il Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari (United Nations Food Systems Summit UNFSS). Contrariamente all'intenzione iniziale del segretario generale dell'ONU António Guterres di promuovere un'ampia partecipazione della società civile, il vertice si è presentato come un evento esclusivo guidato dal Forum Economico Mondiale (World Economic Forum WEF). Le questioni chiave come i diritti umani, la partecipazione delle comunità agricole e le relazioni di potere inique nella produzione non sono state messe in agenda. Numerose associazioni contadine e molte ONG hanno quindi deciso di non partecipare al vertice.
In passato, i vertici mondiali sull’alimentazione erano coordinati dalle organizzazioni multilaterali competenti come l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e il Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare (CFS). Per il 2021, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha delegato questo compito al Forum Economico Mondiale (WEF) e alle organizzazioni partner, vicine alle multinazionali agricole: il tema del vertice è stato l’agricoltura industriale con soluzioni ad alta tecnologia e non l’agricoltura sostenibile e su piccola scala. Ancora una volta, l’attenzione si è concentrata sulle strategie che sono in parte responsabili di fame e povertà nel mondo. I temi dei diritti umani e delle relazioni di potere inique nelle catene di produzione non figuravano all’ordine del giorno, anche se, sono proprio queste le tematiche da affrontare per assicurare il cibo alle popolazioni toccate da fame e povertà. Le comunità di agricoltori, pastori e pescatori e le popolazioni rurali più povere subiranno maggiormente la pressione dell’agricoltura industriale, così come prevista dal WEF. Il loro diritto al cibo sarà ignorato.
La società civile non è ascoltata
Tutte le parti presenti al vertice, Stati, associazioni economiche, multinazionali e organizzazioni della società civile, avrebbero dovuto parteciparvi con lo stesso potere decisionale. Invece, coloro che dispongono di maggiori mezzi finanziari hanno avuto più influenza rispetto a coloro che soffrono la fame e la povertà. Già durante la preparazione del vertice, era chiaro che ampie parti della società civile, ed in particolare i piccoli produttori, i lavoratori agricoli e i popoli indigeni, non sarebbero stati in grado di esprimere le loro principali preoccupazioni. La società civile aveva il permesso di essere presente alle discussioni, ma sono stati gli altri a gestire il tutto. Questo approccio mina il concetto di multilateralismo dell’ONU, secondo il quale gli Stati e le organizzazioni multilaterali che ha creato, come la FAO e il CFS, sarebbero responsabili dei processi internazionali.
Azione Quaresimale ha firmato la dichiarazione
Centinaia di organizzazioni della società civile, di ricercatori ed esperti indipendenti delle Nazioni Unite in tutto il mondo, compreso il Relatore speciale sul diritto all’alimentazione, hanno criticato il processo di preparazione e il contenuto della conferenza del vertice. I diritti umani e la partecipazione delle agricoltrici e degli agricoltori devono essere centrali nella definizione di un’agricoltura e di un’alimentazione che prenda in considerazione la giustizia sociale e climatica, e non sono gli interessi delle multinazionali a dover essere prioritari in questo ambito. Ecco perché Azione Quaresimale ha cofirmato la dichiarazione mondiale di critica delle organizzazioni della società civile.
Ulteriori informazioni:
FIAN Svizzera (in tedesco) https://fian-ch.org/de/news/un-ernaehrungssysteme-gipfel-wirtschaftsinteressen-statt-recht-auf-nahrung/13042/
Relatore speciale sul diritto all’alimentazione (in inglese) https://www.ohchr.org/Documents/Issues/Food/Policy_brief_20210819.pdf