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SWITCH è in piena innovazione della propria rete in fibra ottica. Relazione sulle fasi del progetto.
Il direttore del progetto presenta le singole fasi di questo progetto, chiamato ALPSTEIN, la filosofia alla base del suo approccio e i fattori di successo:
Quando più di dieci anni fa SWITCH creò la prima rete in fibra ottica, chiamata SWITCHlambda, dato che i sistemi ottici comportavano costi elevati tutti speravano in un'utilizzazione duratura. Si pensava nell'ordine di otto anni. La rete, invece, superato con successo questo periodo, ampliata e completata con aggiunte di componenti economiche, dopo dodici anni funzionava ancora senza problemi. Alla fine del 2011, con l'arrivo di una domanda per un progetto ambizioso, ci rendemmo conto per la prima volta che le riserve di capacità e la flessibilità della rete in fibra ottica non sarebbero più state in grado di far fronte a tutte le esigenze nel campo della ricerca. Era giunto il momento di assegnare la massima priorità al rinnovo dell'infrastruttura della rete. Il progetto fu battezzato ALPSTEIN.
In via preliminare ci parve utile analizzare in modo approfondito la struttura della rete:
I fabbricanti di sistemi di trasmissione ottici ci indicano lo stato della tecnica e il futuro. Ci presentano le loro soluzioni per una configurazione definita da noi e valutano i costi.
Il "Piano del concetto 100GLAN", un'opera comune del team Global-LAN, è pronto. Indichiamo come dovrà essere la rete, valutiamo i costi di costruzione e di gestione. Inoltriamo la domanda al Consiglio di fondazione.
Il Consiglio di fondazione autorizza il piano del progetto e accantona i mezzi necessari. Elaboriamo i dettagli delle specifiche tecniche come base per l'acquisto delle apparecchiature e la conversione dell'infrastruttura in fibra ottica.
Creazione del team per il progetto. È composto di persone dalle competenze più svariate. Curiamo attentamente i documenti per il bando di gara allo scopo di accelerare più tardi la valutazione delle offerte e di organizzare un processo decisionale trasparente.
Pubblicazione del bando di gara. Gli offerenti possono inoltrare domande, alle quali SWITCH risponde rapidamente, e che saranno inviate insieme alla risposta a tutti i partecipanti.
SWITCH ha studiato le dodici offerte ricevute. Il team del progetto si riunisce per tre giorni in seduta speciale. Infine si definisce una preselezione tra gli offerenti, che sono invitati a presentare la propria soluzione a SWITCH.
La decisione è presa, si firma il contratto con la ditta ECl. Comincia la messa in pratica. In primo luogo, la migrazione riguarda l'anello in fibra ottica Ginevra-Zurigo-Lugano per una lunghezza di 1000 km.
Dopo aver concepito nei particolari la prima fase di espansione e l'ordinazione del materiale è venuto il momento di creare le condizioni necessarie per la migrazione: approntamento di nuovi armadi rack in ogni sito, conversione dell'infrastruttura in fibra ottica per consentire l'uso con doppia fibra ottica - il tutto in condizioni di funzionamento. Durante questo periodo si sono organizzati formazioni sul nuovo sistema e collaudi nel laboratorio del fabbricante.
Innanzitutto ci occupiamo del percorso Zurigo - Lugano. Insieme agli istallatori vengono costruiti tutti i nodi di un percorso e configurati in modo da essere visibili nel sistema di gestione della rete. Poi, i tecnici del fabbricante intervengono per configurare la rete dal loro ufficio. L'ultimo passo, molto delicato, è la messa in funzione che deve avvenire "a caldo" a causa della mancanza di nuove tratte in fibra ottica. Tutti i clienti devono essere raggiungibili in qualsiasi momento, si può rinunciare soltanto alla ridondanza. Ogni volta si creano tre squadre composte ognuna da un tecnico del fabbricante, che procede all'introduzione del sistema ottico, e da un collaboratore di SWITCH, che si occupa dei commutatori locali. In tal modo è possibile commutare da tre a quattro percorsi parziali.
Gran parte delle funzionalità esigibili possono essere verificate soltanto durante la prima fase di collaudo. La fiducia nel nuovo sistema, tuttavia, è molto grande, poiché da mesi fornisce un servizio affidabile.
Entro il 2015 il sistema dovrebbe essere completamente in funzione. Grazie alla flessibilità del nuovo backbone sarà possibile realizzare un'espansione delle capacità in tempi brevissimi. Si potranno connettere nuovi siti di clienti con il backbone più vicino lungo il percorso più economico, se possibile utilizzando le fibre ottiche esistenti. Grazie alle fibre ottiche passive, sviluppate ed elucubrate di recente, è ormai possibile utilizzare le fibre ottiche in modi diversi, per il sistema backbone in contemporanea con i collegamenti locali. Possiamo soltanto immaginare quali saranno le esigenze della rete fra cinque o dieci anni, ma possediamo le condizioni migliori per costruire anche in futuro soluzioni efficienti.
Il 5 giugno all'università di Berna ebbero inizio i lavori per il progetto Alpstein. Fotodocumentazione.