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Per la prima volta in trent'anni di storia, le giornate letterarie di Soletta vedono un membro del governo nel ruolo di scrittore: Moritz Leuenberger.Questo contenuto è stato pubblicato il 03 maggio 2008 - 18:48
700 spettatori in sala e molti fuori dalla porta: tutto esaurito a Soletta per la presentazione del libro di Moritz Leuenberger «Lüge, List und Leidenschaft» (Bugie, astuzie e passione).
Noto per i suoi brillanti discorsi, il ministro della comunicazione si è intrattenuto con lo scrittore Peter Stamm sul rapporto tra letteratura e politica.
Alla domanda se gli scrittori debbano partecipare maggiormente alla vita politica, Leuenberger ha risposto dicendo che la letteratura è già di per sé politica. Il suo obiettivo è suscitare delle reazioni. Se ci riesce, il risultato ha delle ricadute sulla società e di conseguenza sulla politica.
I suoi colleghi di governo hanno letto il libro? Per il momento, Leuenberger ha raccolto solo le reazioni del ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz.
«Ma certo uno o l'altro dei consiglieri federali farà la sua apparizione tra le righe», ha insinuato Stamm. «Quell'UNO non c'è», ha risposto Leuenberger facendo riferimento, senza nominarlo, all'ex collega Christoph Blocher. Una battuta che allontana il ministro dal suo obiettivo dichiarato: essere meno ironico, perché – dice – l'ironia è spesso mal compresa.
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