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Epidemia
Mascherine e guanti dalla Cina per il Ticino
Un aereo in provenienza dalla Cina, con 92 tonnellate di materiale di protezione medico nelle stive, giungerà la settimana prossima a Ginevra.
Tale operazione mira a rispondere ai bisogni degli ospedali ticinesi e romandi in piena crisi legata al coronavirus.
Tre altri voli dello stesso tipo dovrebbero seguire, hanno fatto sapere oggi i responsabili della Camera di commercio Cina-Svizzera e della Camera di commercio, industria e servizi di Ginevra (CCIG), confermando una notizia in tal senso della radio romanda RTS.
Questi due organismi sono stati sollecitati da nove strutture ospedaliere cantonali e quattro federazioni di farmacisti della Svizzera latina. Queste ultime erano pronte a finanziare l'acquisto di materiale di protezione medico, mascherine e guanti in primis, ma non avevano la rete per entrare in contatto con i produttori di questi beni in Cina.
La risposta della Camera di commercio Cina-Svizzera e della CCIG è stata immediata. Una cellula è stata creata per questa richiesta d'aiuto, ha spiegato il direttore della CCIG Vincent Subilia. L'ambasciatore di Cina in Svizzera, Geng Wenbing, è stato così avvicinato e lui stesso ha contattato il ministero del commercio cinese.
«Non volevamo lanciarci in tale operazione senza ottenere garanzie statali» in Cina, ha sottolineato dal canto suo Christophe Weber, presidente della Camera di commercio Cina-Svizzera (sezione romanda). Il ministero del commercio cinese ha rapidamente designato un'impresa per fabbricare il materiale di protezione medica necessario.
Pronti per la spedizione
Attualmente mascherine, guanti, camici, occhiali e termometri sono in un deposito vicina a un aeroporto di Shanghai. La SGS si è incaricata gratuitamente del controllo del materiale che verrà spedito in Svizzera.
L'aereo, un Boeing 747, dovrebbe atterrare la settimana prossima allo scalo di Ginevra-Cointrin, anche se per il momento Subilia preferisce utilizzare il condizionale. A causa della crisi sanitaria senza precedenti, i tempi di sdoganamento sono giganteschi. Lo spazio aereo è inoltre completamente saturo per i voli cargo.
Il costo dell'ordinazione ammonta a circa 10 milioni di franchi, senza contare le spese di trasporto. Le autorità cantonali ticinesi e romande hanno sostenuto finanziariamente questa operazione. La Confederazione, invece, è stata un po' più lenta a reagire. Alla fine ha dichiarato che ogni iniziativa in tal senso era da accogliere positivamente.Tornare alla home page
ATS