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BERNA - La Confederazione precisa le misure da adottare contro la presenza di prodotti fitosanitari nell'acqua contenenti clorotalonil. Una nuova direttiva, pubblicata oggi, impone ai Cantoni di intervenire nel caso in cui venisse superato il valore limite di 0,1 microgrammi al litro (μg/l).
Le autorità devono cercare di tenere il livello al di sotto di questa soglia, indica una direttiva emessa oggi dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e pubblicata sul proprio sito internet. Le misure sono da applicarsi «al più tardi entro un mese dalla contestazione» per far tornare i valori nella norma. Nel caso in cui l'acqua di rubinetto non soddisfi le esigenze imposte, è necessario che la popolazione venga informata.
Il clorotalonil è una sostanza attiva ammessa dagli anni '70 nei prodotti fitosanitari in qualità di fungicida ed è utilizzato nella coltivazione di patate, cereali, verdura, uva e piante ornamentali. I prodotti di degradazione possono giungere nelle acque sotterranee e dunque anche nell'acqua potabile. In questi casi, un rischio per la salute non è da escludere, per questo motivo è importante evitare la contaminazione, precisa l'USAV. A rischio sono anche i pesci e gli invertebrati acquatici.
A fine luglio, l'Ufficio federale dell'agricoltura ha avviato una consultazione per il ritiro dell'autorizzazione di 15 fungicidi - attualmente ancora sul mercato - contenenti la sostanza incriminata. La decisione è attesa per l'autunno.
Lo scorso giugno il comune friburghese di Belmont-Broye ha interrotto l'erogazione di acqua potabile nella sua frazione di Domdidier dopo che vi è stata riscontrata una quantità eccessiva di clorotalonil.