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BERNA - Le richiedenti asilo giunte in Svizzera vittime di violenze sessuali in patria o durante l'esilio devono essere protette meglio. Oggi in occasione dell'8 marzo, data della Giornata internazionale della donna, il collettivo "Appel d'elles" ha depositato una petizione a tal proposito.
Il testo, sottoscritto con oltre 8000 firme di personalità provenienti da svariati ambienti, è stato consegnato alla Cancelleria federale da 50 associazioni, informa un comunicato odierno.
In seguito, un coro di militanti ha intonato una canzone all'attenzione della ministra della giustizia Simonetta Sommaruga. Il collettivo si augura di essere ricevuto dalla consigliera federale per discutere della questione.
Secondo il collettivo, testimonianze di diverse donne toccate dal problema mostrano che una non entrata in materia costituisce un trattamento indegno da parte della Svizzera, che va a sommarsi alle aggressioni sessuali già subite. Espellendole dal territorio elvetico, l'amministrazione federale mette inoltre a rischio le loro vite e quelle dei loro bambini, lamenta "Appel d'elles".
Esso chiede dunque che le domande di asilo presentate dalle donne che hanno vissuto tali violenze siano esaminati in maniera approfondita, indipendentemente dal percorso che le ha portate nella Confederazione.