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Sono mancati i controlli e ciò ha fatto in modo che oltre la metà degli alloggi sussidiati nella città di Berna fossero occupati da persone che non ne avevano diritto. L'inchiesta condotta sul caso emerso all'inizio dell'anno nella città federale ha adesso stabilito che effettivamente il sistema ha fallito. Nessuno sarà comunque punito, ma le autorità intendono ora condurre controlli annuali.
A Berna persone con redditi modesti hanno la possibilità di affittare alloggi sovvenzionati. I beneficiari hanno l'obbligo di informare le autorità quando la loro situazione finanziaria migliora, ma visto che non vi erano controlli, non tutti l'hanno fatto. E così da uno studio effettuato l'anno scorso è emerso che su 560 alloggi esaminati oltre 230 non erano in regola.
Il fenomeno era noto e per questo nel 2011 era entrato in vigore un nuovo regolamento: prevede per ogni alloggio due pigioni, una sovvenzionata e una a prezzo di mercato. In questo modo se il redditto della persona migliora può continuare ad abitare nella casa, ma pagando di più.
Nel 2013 sono stati effettuati controlli a tappeto e dopo aver scoperto la situazione il governo cittadino ha incaricato l'ex giudice federale Lorenz Meyer di condurre un'inchiesta esterna.
I risultati sono stati presentati oggi ai media. Fin dall'inizio i controlli erano posti "sotto una cattiva stella" e "non sono mai avanzati con impegno", ha affermato l'esperto. Il responsabile dell'inchiesta ha ammesso che ci sono ragioni comprensibili per cui in passato non sono stati fatti gli accertamenti dovuti, ma complessivamente si deve parlare di un sistema che ha fallito, ha aggiunto.
Nessuno comunque sarà punito perché molte delle persone responsabili non lavorano più per la città, hanno precisato il responsabile delle finanze Alexandre Schmidt e il sindaco Alexander Tschäppät. Dall'inchiesta non sono poi emersi elementi di natura penale.
Meyer raccomanda adesso di adottare vari provvedimenti, tra i quali un controllo annuale che il governo intende applicare. La vicenda ha portato alla luce anche il caso del figlio di Tschäppät, che vive in un alloggio sovvenzionato dalla Confederazione in base alla legge federale che promuove l'accesso alla proprietà, ha precisato il sindaco. L'assegnazione è avvenuta in modo corretto, ha concluso Meyer.
Da notare che solo tre dei casi irregolari scoperti sono ancora pendenti, ma anche che solo in tre casi la città può chiedere retroattivamente il rimborso delle eccessive sovvenzioni ottenute.