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Ogni anno cinque milioni di bambini e giovani si aggiungono al flusso migratorio in partenza dall’Africa occidentale e settentrionale, sono spesso non accompagnati e quindi esposti a notevoli rischi. Nella sua seduta del 30 marzo il Consiglio federale ha pertanto deciso di stanziare dei fondi per i prossimi quattro anni allo scopo di proteggerli e di migliorare le loro prospettive nei Paesi di origine.
Nell’ambito della sua politica estera in materia di migrazione la Svizzera sostiene i Paesi di origine e di transito allo scopo di migliorare la protezione e l’integrazione delle e dei migranti sul posto e, allo stesso tempo, per agire a lungo termine sulle complesse cause della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati. L’Africa settentrionale, l’Africa centrale e l’Africa occidentale sono, insieme al Medio Oriente, ai Balcani occidentali e al Corno d’Africa, aree prioritarie delle attività della Svizzera in materia di politica migratoria.
La migrazione all’interno del continente africano è un fenomeno marcato nell’Africa occidentale e settentrionale. La povertà, la mancanza di prospettive economiche, i conflitti armati, il cambiamento climatico, ma anche le tradizioni e gli usi e costumi sociali, molto rigidi soprattutto per le ragazze, sono motivi frequenti che inducono le persone a lasciare il loro Paese. La pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze sociali ed economiche hanno ulteriormente aggravato la pressione migratoria nella regione e reso ancora più pericolose le rotte seguite dalle e dai migranti. Secondo le stime delle Nazioni Unite, oltre 45 milioni di persone vivono al di fuori del loro Paese d’origine. Di questi, più di cinque milioni sono bambini e adolescenti – in parte non accompagnati – e quasi la metà sono ragazze e giovani donne, che spesso rischiano di essere vittime della tratta di esseri umani, di cadere nelle reti dei trafficanti di droga e di altre organizzazioni criminali, o di essere reclutate da organizzazioni estremiste legate al terrorismo.
La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) avviano quindi un progetto comune per migliorare le prospettive di vita di bambini e giovani, tutelare i loro diritti, proteggerli dagli abusi e dar loro la possibilità di accedere all’istruzione di base. Allo stesso tempo, crea opportunità affinché bambini e giovani possano integrarsi meglio nei loro Paesi e nelle loro regioni di origine e non intraprendano il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo per raggiungere l’Europa.
In una prima fase, il progetto si concentrerà su Tunisia, Marocco, Guinea, Mali e Niger. La maggior parte dei fondi è destinata all’assistenza e all’integrazione dei bambini e dei giovani nella regione. Il progetto rientra nella priorità tematica «Migrazione» della Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024 e integra un progetto gemello realizzato lungo la rotta migratoria dell’Africa orientale, già finanziato dalla Svizzera.
fonte: admin.ch