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Israele: sondaggio, sì quasi unanime a protesta sociale
Le manifestazioni di protesta per il costo degli alloggi e quella dei medici per le condizioni della sanità pubblica hanno in Israele un appoggio plebiscitario, mentre il premier, Benyamin Netanyahu, è in forte perdita di consensi, secondo un sondaggio d'opinioni pubblicato oggi dal quotidiano Haaretz, giornale solitamente su posizioni di forte critica all'attuale governo.
L'87% degli interpellati inclusi in un campione rappresentativo della popolazione ha detto di appoggiare i manifestanti; nella convinzione dell'81% la protesta ha infatti motivi fondati. L'85% si è pure detto solidale con la protesta dei medici per migliorare le loro condizioni di lavoro e la sanità pubblica.
Il fermento sociale ha colpito il premier la cui percentuale di consensi è precipitata dal 51% di due mesi fa al 32% adesso.
La protesta ha anche riflessi sulla percentuale di consensi che va ai diversi partiti. Rispetto a un sondaggio di due mesi fa, nel caso di elezioni anticipate sia il Likud, il partito di Netanyahu, sia Kadima, il partito di maggioranza relativa all' opposizione, perderebbero quattro seggi alla Knesset, scendendo da 31 a 27. Attualmente in Parlamento il Likud ha 27 seggi e Kadima 28.
I laburisti, che si sono scissi alcuni mesi fa, passerebbero da 6 a 12 seggi; lo Shas (religiosi ultraortodossi sefarditi) salirebbe da 10 a 13 seggi.
Israel Beitenu (estrema destra) perderebbe un seggio mentre Meretz (sinistra sionista) ne guadagnerebbe uno. I partiti arabi manterebbero l'attuale numero di seggi. Atzmaut, il partito di recente formazione dell'ex leader laburista e attuale ministro della difesa Ehud Barak, nato dalla scissione laburista, non supererebbe la soglia minima di accesso alla Knesset.
Il sondaggio ha incluso 493 adulti israeliani; il margine d'errore del campione è del 4,5%.