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Sorto nell'ultimo quarto del XIX sec., il movimento per la moralità si proponeva di lottare contro la Prostituzione, considerata una minaccia per la fam. e sintomo della disgregazione dell'ordinamento borghese. Fondata nel 1875 a Ginevra dall'inglese Josephine Butler, la Federazione abolizionista intern. (FAI, Abolizionismo) rifiutava la regolamentazione legislativa della prostituzione e la tolleranza delle case chiuse, misure introdotte nel corso del XIX sec. in molti Paesi europei per contenere la diffusione delle malattie veneree. La FAI si batté in particolare contro i controlli unilaterali nei confronti delle prostitute e la contemporanea tolleranza verso i clienti. Come rimedio contro la prostituzione si proponeva l'astinenza fuori del matrimonio per uomini e donne, la fine della doppia morale e il miglioramento della posizione sociale della donna (Movimento femminista).
Alcune soc. romande (Dames de l'oeuvre de secours, Dames de la Fédération) si allinearono in larga parte a questo indirizzo e nel 1875 si unirono nel Comitato intercant. delle donne sviz. Le soc. della Svizzera ted. chiesero invece anche misure repressive contro le prostitute e nel 1901 si separarono dalla FAI per fondare la Federazione delle donne svizzeroted. per la promozione della moralità, che entro il 1912 divenne la maggiore ass. femminile del Paese (25'772 aderenti). Il movimento per la moralità era radicato nei com. parrocchiali rif. e nei circoli delle Chiese libere. Le ass. maschili aderenti al movimento annoveravano soprattutto pastori, insegnanti, medici, giuristi e funzionari; mogli e sorelle militavano in quelle femminili. Gli uomini agivano sul piano politico, mentre le donne erano impegnate piuttosto nella raccolta di fondi e nella promozione di petizioni. Entrambi erano spesso attivi anche nei movimenti per la temperanza e nelle soc. femminili di utilità pubblica. Nelle regioni catt. le soc. femminili, il clero ed esponenti del mondo politico conservatore e cristiano-sociale collaborarono nella fondazione di Ass. per la protezione delle giovani.
Fino al 1900 ca. il movimento per la moralità lottò soprattutto per ottenere la chiusura delle case di tolleranza e, spec. nella Svizzera ted., per il controllo e la repressione sul piano penale della prostituzione di strada. Si chiedeva infatti di estendere il reato di lenocinio al settore delle locazioni, l'espulsione delle prostitute straniere e l'avvio di una collaborazione con la polizia e le autorità sanitarie. Dal 1900, in seguito al successo di alcune campagne elettorali, come quella condotta nel 1897 nel cant. Zurigo per la chiusura dei postriboli, si diede maggior peso all'assistenza pubblica e alla prevenzione attraverso l'organizzazione di conferenze e la stampa di opuscoli. Una serie di provvedimenti di carattere educativo fu rivolta spec. alle donne: si istruirono le madri provenienti dai quartieri proletari con incontri informali, si rieducarono le donne a rischio o le cosiddette "cadute" in appositi ist. attraverso lavori domestici e di giardinaggio e si ospitarono le senzatetto nei ricoveri o presso fam. cristiane. Le donne appena giunte in città venivano aiutate a trovare un alloggio e un lavoro (Amiche della giovane), quelle appena uscite di prigione assistite, mentre quelle ritenute "senza speranza" venivano rinchiuse in case di correzione (Istituti sociali) e i loro bambini (per lo più illegittimi) sistemati presso fam. affidatarie.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale le ass. femminili e maschili orientarono i loro sforzi verso l'informazione dei soldati e della pop. in generale (ad esempio con l'introduzione dell'ora di chiusura dei pubblici esercizi, la limitazione dell'apertura delle sale da ballo e dei locali, il controllo sulle pubblicazioni, nonchè la censura cinematografica e pubblicitaria). Il movimento per la moralità insieme ad altre org. femminili ottenne i primi successi a livello fed. con il Codice civile sviz. del 1912, che prese in considerazione la richiesta di innalzare a 18 anni l'età del matrimonio per le donne e a 20 la tutela dei minori. Collaborando nella commissione per l'elaborazione del Codice penale, approvato nel 1938, esse riuscirono a innalzare a 18 anni l'età di protezione dei giovani. Nel 1921 la Federazione delle donne svizzeroted. per la promozione della moralità assunse il nome di Unione sviz. per il soccorso femminile e nel 1947 aderì alla Federazione svizzera delle donne protestanti.
Bibliografia
– B. Mesmer, Ausgeklammert - Eingeklammert, 1988, 157-168
– A.-M. Käppeli, Sublime croisade, 1990
– D. Puenzieux, B. Ruckstuhl, Medizin, Moral und Sexualität, 1994
– S. Janner, Mögen sie Vereine bilden, 1995
– B. Mesmer, «Pflichten erfüllen heisst Rechte begründen», in RSS, 1996, 46, 332-355
– D. Brodbeck, Hunger nach Gerechtigkeit, 2000
Autrice/Autore: Elisabeth Joris / ato