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Ci vorrà una conferenza di conciliazione per liquidare le ultime differenze tra i consigli in merito alla legge Covid-19, norma che dovrà consentire al Consiglio federale di intervenire per mitigare le conseguenze della pandemia di coronavirus.
A dividere le due Camere è la definizione di casi di rigore riguardanti quei settori come il turismo e i lavoratori indipendenti costretti a limitare l'attività lavorativa in caso di provvedimenti restrittivi adottati dal governo.
Il Consiglio degli Stati e il Nazionale sono d'accordo su un punto: chi ha dovuto limitare in maniera considerevole la propria attività ha diritto a un sostegno finanziario.
Indipendenti
La Camera dei cantoni ha precisato oggi le condizioni per accedere a un aiuto: a suo avviso si tratta soltanto di quelle "persone la cui cifra d'affari è calata almeno del 60 per cento rispetto a quella degli anni 2015–2019 (...). Le persone la cui cifra d'affari ha subito una diminuzione compresa tra il 60 e il 65 per cento possono chiedere l'indennità se negli anni 2015–2019 il loro reddito medio determinante ai fini del calcolo dei contributi dell’AVS non ha superato 90000 franchi. Se il reddito medio determinante è superiore a tale importo, è preso in considerazione un reddito di 90000 franchi". Per coloro che guadagnano di più il calcolo comincia da 90 mila franchi.
La versione del Nazionale stabilisce che il Consiglio federale può prevedere il versamento dell'indennità per perdita di guadagno per le persone che devono interrompere o limitare in modo considerevole l'attività lucrativa a causa di provvedimenti adottati per far fronte all'epidemia. Il Governo adotta provvedimenti per attenuare le conseguenze degli effetti soglia.
Turismo e viaggi
Per quanto attiene a quelle aziende attive nei rami del turismo, delle manifestazioni e dei viaggi, per i "senatori" un caso di rigore è dato quando la cifra d'affari annuale è inferiore al 60 per cento della cifra d'affari media pluriennale. Sono prese in considerazione la situazione patrimoniale e la dotazione di capitale complessive".
Finora il Nazionale ha definito in maniera meno rigida i casi di rigore. Durante una discussione precedente si era limitato all'unico criterio della perdita di fatturato e del rischio di insolvenza, senza insomma formulare percentuali o cifre precise.