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Kosovo: Nato rinvia riduzione truppe per tensione nel nord
La Nato ha deciso di rinviare la prevista ulteriore riduzione delle proprie truppe in Kosovo (Kfor) a causa del persistere della difficile situazione nel nord del paese, a maggioranza di popolazione serba. Lo ha detto oggi a Pristina il segretario generale dell'Alleanza, Anders Fogh Rasmussen.
"Abbiamo deciso per ora di rinviare l'ulteriore riduzione delle truppe Kfor", ha detto Rasmussen, secondo il quale "fino a quando la situazione nel nord del Kosovo resterà volatile e instabile, come lo è ora, verrà mantenuto il livello attuale di truppe, fra 5 mila e 6 mila militari".
Negli ultimi anni la Nato, per il graduale miglioramento della situazione in fatto di sicurezza e di confronto interetnico fra serbi e albanesi, ha fortemente ridotto il numero delle sue truppe in Kosovo, passate dal 2010 da oltre 15 mila a circa 6 mila.
All'inizio della missione, subito dopo la fine della guerra nel 1999, gli effettivi della Kfor erano oltre 40 mila. La popolazione serba, sopratutto quella concentrata nel nord del Kosovo, non accetta l'indipendenza del Kosovo e la sovranità delle autorità albanesi di Pristina, con Belgrado che sostiene strutture di governo parallele serbe al nord, dove persiste una situazione di tensione e instabilità fra le due comunità. Dei circa 2 milioni di abitanti del Kosovo, i serbi sono poco più di centomila.