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L'iniziativa popolare dei Verdi "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)" solleva problemi reali, ma propone soluzioni troppo estreme.
È l'opinione del Consiglio nazionale che - come già fatto dagli Stati un anno fa - raccomanda alla popolazione, con 129 voti contro 61, di bocciare la proposta di modifica costituzionale.
Una sua eventuale accettazione avrebbe conseguenze negative per l'economia svizzera, ha spiegato Yannick Buttet (PPD/VS) a nome della commissione. Una minoranza ha invano chiesto di approvare l'iniziativa sostenendo che bisogna fermare le spreco di risorse naturali e salvaguardarle per le generazioni future.
L'iniziativa popolare dei Verdi intende favorire, mediante un nuovo articolo costituzionale, un'economia improntata alla sostenibilità e all'uso efficiente delle risorse. Vuole inoltre promuovere cicli dei materiali chiusi e garantire che le attività economiche non pregiudichino il potenziale di risorse naturali.
Il testo costituzionale chiede in particolare di portare entro il 2050 l'impronta ecologica (indicatore che valuta il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità del pianeta di rigenerarle) della Svizzera a un livello tale che, rapportata alla popolazione mondiale, non superi l'equivalente di un pianeta Terra.
Ritenendo che l'iniziativa avesse comunque alcuni punti interessanti, il governo aveva proposto un controprogetto indiretto. Questo è però stato bocciato dal Nazionale: l'affossamento è giunto nella votazione sul complesso, dopo che il plenum aveva già provveduto ad edulcorare parecchie disposizioni presenti nel disegno di legge originario presentato dal Consiglio federale.
SDA-ATS