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STOCCOLMA - Il direttore del servizio sanitario di Stoccolma, Bjorn Eriksson, ha fatto un appello alle autorità nazionali per inviare infermieri e altro personale sanitario, poiché la regione si trova in difficoltà a fronteggiare una seconda ondata che ha riempito i reparti di terapia intensiva della capitale.
La Svezia, nota per aver adottato una strategia senza lockdown durante la prima ondata, ha registrato molti più morti pro capite di coronavirus rispetto ai suoi vicini nordici, con un totale di quasi 7'300 decessi.
«Abbiamo bisogno di aiuto», ha detto Eriksson durante una conferenza stampa, ripresa dall'agenzia Reuters. Secondo l'esperto, più o meno tutti i letti per la terapia intensiva che la città ha a disposizione normalmente sono occupati. Eriksson ha quindi chiesto un intervento più rigoroso da parte del governo per contribuire ad alleviare la pressione sul sistema sanitario.
«Quando è troppo è troppo», ha poi detto il Direttore, «Semplicemente non ne vale la pena, (tenere aperto, ndr) per avere un drink dopo il lavoro o per la frenesia dello shopping dei regali di Natale ... Le conseguenze sono orribili», ha spiegato.
Di fronte all'emergenza, il governo svedese ha inasprito le restrizioni sugli incontri pubblici, mentre alle scuole superiori è stato ordinato di passare a remoto per il resto del semestre. Oggi, il governo ha poi annunciato la probabile attuazione di misure più rigide, come la chiusura di centri commerciali e palestre.