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Anche i genitori che adottano un bambino potrebbero beneficiare di un congedo pagato di due settimane. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi, con 123 voti a 70, un progetto in tal senso. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.
Il progetto prevede un congedo di due settimane durante l'adozione di un bambino per i genitori che esercitano un'attività lucrativa. Il congedo sarà finanziato dalle indennità per perdita di guadagno (IPG). Si tratta di un compromesso trovato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale rispetto all'iniziativa parlamentare di Marco Romano (PPD/TI) che ne chiedeva uno di dodici settimane, ha spiegato Benjamin Roduit (PPD/VS) a nome della commissione.
Il campo rosso-verde, sostenuto dai Verdi liberali, ha tentato invano di rinviare il progetto in commissione al fine di elaborare una variante di quattordici settimane, come avviene per il congedo maternità. Anche per i genitori adottivi è importante avere del tempo per costruire una relazione con il loro bambino, soprattutto se quest'ultimo proviene da un ambiente sociale e culturale diverso, ha sottolineato Barbara Gysi (PS/SG).
"Si tratta di soldi ben investiti. I bambini devono avere un buon inizio nella loro nuova famiglia", ha proseguito la sangallese.
Responsabilità individuale
UDC e PLR erano contrari al congedo. L'adozione è una decisione che rientra nell'ambito della responsabilità individuale, ha rilevato Regine Sauter (PLR/ZH). I genitori che adottano devono anche essere disposti ad organizzarsi e prendersi del tempo per accogliere il loro bambino. Non v'è alcun motivo per cui un'assicurazione sociale dovrebbe pagare un congedo.
Contrariamente alla maternità, l'adozione non è inoltre legata direttamente a un parto. Non v'è pertanto la necessità di proteggere la salute della madre, le ha fatto eco Therese Schläpfer (UDC/ZH). Ciò non le impedisce neppure di lavorare, ha aggiunto la democentrista zurighese.
L'intenzione è lodevole ma questa nuova assicurazione sociale non colma alcuna lacuna nella legge, ha dichiarato dal canto suo Philippe Nantermod (PLR/VS). Occorrerebbe piuttosto togliere gli oneri amministrativi legati all'adozione o alla procreazione medicalmente assistita. Non spetta allo Stato apportare un aiuto finanziario.
Stesse difficoltà
I genitori biologici o adottivi sono confrontati con le stesse difficoltà e devono quindi avere gli stessi diritti. Nei due casi, si tratta di un nuovo bambino che ha bisogno della stessa attenzione da parte dei genitori, ha sottolineato Flavia Wasserfallen (PS/BE).
Secondo Katharina Prelicz-Huber (Verdi/ZH), tutta la famiglia deve adattarsi alla nuova situazione. I genitori che si mettono al servizio dei loro bambini devono essere sostenuti, ha aggiunto Christian Lohr (PPD/ZH). Il bene del bambino deve essere al centro e le condizioni quadro per le famiglie migliorate. Un congedo pagato contribuisce a condizioni favorevoli alle famiglie. Conta tra le misure volte a meglio conciliare vita professionale e famigliare.
Nel 2019, soltanto 41 bambini di meno di quattro anni sono stati adottati in Svizzera, ha ricordato Roduit. Nel 2013 erano 173. Il progetto concerne pochi casi ma arreca un beneficio importante per loro, ha detto il consigliere federale Alain Berset.
Stando a stime dell'amministrazione, i costi sarebbero di 110'000 franchi all'anno. Non ci sarebbe bisogno di aumentare i contributi alle IPG, ha precisato M. Berset.
Il progetto prevede un congedo di due settimane qualora venga adottato un bambino di età inferiore a 4 anni, da prendere entro un anno dall'adozione. I genitori adottivi potranno scegliere chi dei due beneficerà del congedo o se preferiscono dividerlo. Non sono previste indennità per i genitori che adottano i figli del partner.