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Sessione primaverile del Consiglio nazionale: nuovo attacco al sistema salariale della Confederazione
L’UDC vuole imporre una cura radicale contro assegni e supplementi salariali
La maggioranza borghese in Consiglio nazionale ha presentato nuovamente due mozioni contro il personale federale – contro il parere del Consiglio federale. Durante il dibattito Ueli Maurer si è schierato in favore del personale: «Permettetemi prima di tutto di rilevare che l’Amministrazione federale può contare su un personale molto impegnato e motivato.» E questo ha un costo. Purtroppo, hanno prevalso una volta ancora le argomentazioni della destra borghese. Ormai conosciamo la litania: il personale federale guadagna troppo e percepisce troppi assegni rispetto all’economia privata.
Tuttavia, anche il Consiglio federale intende apportare alcuni cambiamenti al sistema salariale e attende, entro metà 2018, proposte in tal senso dal DFF.
Il 28.02.2018 il Consiglio nazionale ha accolto con 115 sì, 78 e un’astensione la seguente mozione depositata dall’UDC:
16.3973: Rielaborazione del sistema salariale basato sulle prestazioni del personale federale
Franz Grüter, UDC/LU, oltre a sferrare i soliti attacchi globali – ad esempio contro gli aumenti «automatici» del salario, gli assegni e i premi – deplora che il 90% dei dipendenti federali ricevano il livello di valutazione 3. A suo parere, sarebbero troppi e invita ad allineare la Legge sul personale federale al CO.
Nella stessa direzione si è mossa anche Sandra Sollberger, UDC/BL: il titolo del suo intervento parla da sé.
Il 28.02.2018 il Consiglio nazionale ha accolto con 99 sì, 93 no e due astensioni la seguente mozione depositata dall’UDC:
16.3974: No a salari e prestazioni sociali esagerate per il personale federale
Questi interventi verranno ora discussi dal Consiglio degli Stati.