Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/57710

<h2>SubmittedText<h2><p>La promozione della cultura è attualmente al centro di dibattiti molto controversi.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Non ritiene che la cultura debba anzitutto soddisfare le aspettative della società e pertanto tenere conto dell'offerta e della domanda?</p><p>2. Non ritiene che i sussidi culturali dello Stato debbano andare primariamente a favore degli operatori culturali che non dispongono di sufficienti mezzi finanziari per mettere in risalto il loro talento?</p><p>3. Che cosa pensa del sostegno a un artista di fama mondiale che indirettamente riceve dallo Stato circa 180 000 franchi per una mostra allestita a Parigi (costi amministrativi non inclusi), mentre, per fare un esempio, il salone del libro di Ginevra non viene affatto sostenuto (ragione indicata: carenza di fondi)?</p><p>4. Non ritiene, di conseguenza, che Pro Helvetia non dovrebbe più dipendere direttamente dal budget della Confederazione? In questo modo si potrebbe svincolare un credito annuo di oltre 30 milioni di franchi che potrebbe essere impiegato per finanziare singole attività di promozione a favore della cultura in tutte le sue forme.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In alcuni settori della produzione culturale il mercato è indubbiamente in grado di disciplinare l'offerta e la domanda in modo soddisfacente, senza che lo Stato debba intervenire. Questo vale segnatamente per i prodotti culturali che puntano ai gusti del grande pubblico e per i quali esiste una buona domanda. L'intervento dello Stato è giustificato invece quando il mercato non funziona. Molti prodotti che rientrano nella produzione artistica e culturale denotano cosiddetti effetti positivi esterni, ossia la loro utilità non si rispecchia del tutto nel prezzo. Di conseguenza tali prodotti non potrebbero essere disponibili senza l'intervento dello Stato. Si pensi, per esempio, alla conservazione di edifici storici preziosi, che possiedono un valore intrinseco esistenziale e patrimoniale quali testimonianze del passato. Il mercato, da solo, non è in grado di garantire adeguatamente la conservazione degli edifici di valore storico. È compito dello Stato intervenire in questi casi creando degli incentivi (sia per l'offerta che per la domanda). Detto questo, il Consiglio federale ritiene che i prodotti culturali, a differenza di altri prodotti o servizi, non possano essere lasciati in balia delle forze di mercato.</p><p>2. La promozione culturale dello Stato dovrebbe, come sottolineato al punto 1, correggere il mancato funzionamento del mercato creando degli incentivi. Tale promozione è incentrata sul prodotto e non sulla situazione finanziaria del produttore. </p><p>3. Per quanto riguarda la mostra "Swiss-Swiss-Democracy" al Centro culturale svizzero di Parigi (CCSP) bisogna tenere presente che i costi complessivi sono ammontati a 180 000 franchi, incluse le spese per il programma collaterale con film, teatro ecc. per la durata di due mesi. La mostra stessa è costata circa 80 000 franchi. In questi costi sono comprese le spese di manodopera per l'allestimento e le spese per il materiale dell'esposizione. L'artista Thomas Hirschhorn non ha percepito alcun compenso. </p><p>Quanto al salone del libro di Ginevra, il Consiglio federale riconosce che esso svolge un importante ruolo in termini sia culturali sia economici. Questa manifestazione di rilievo, che si tiene nella Svizzera romanda, promuove l'immagine e la popolarità dei libri e avvicina alla letteratura il grande pubblico che la segue ogni anno con grande interesse. Il Consiglio federale è consapevole anche dell'utilità commerciale e della valenza economica del salone del libro per il settore editoriale. Pro Helvetia lo sostiene da molti anni in vario modo e vi ha partecipato, in passato, regolarmente con un proprio stand a pagamento. Recentemente la fondazione ha adeguato il suo impegno a favore del salone del libro alle altre attività che non prevedono più la partecipazione diretta a fiere commerciali. In cambio Pro Helvetia sostiene il programma letterario collaterale del salone del libro di Ginevra. Affermare quindi che non appoggi la manifestazione ginevrina è falso. Dal 1998 il salone del libro ha beneficiato a più riprese anche di fondi dall'utile di coniatura erogati dall'Ufficio federale della cultura (UFC) per un ammontare complessivo di 700 000 franchi. Attualmente l'UFC non dispone né delle basi legali necessarie né dei fondi per sostenere regolarmente il salone del libro. Questa possibilità è all'esame nel quadro dei lavori per l'attuazione dell'articolo 69 Cost. (emanazione di una legge sulla promozione della cultura). Il Consiglio federale intende mettere in consultazione il disegno di legge sulla promozione della cultura nella primavera del 2005.  </p><p>4. Negli ultimi cinque anni la partecipazione della Confederazione al budget di Pro Helvetia è oscillata tra il 98 e il 99,7 per cento. Sopprimendo i sussidi federali la Fondazione verrebbe di fatto sciolta. Allo stato attuale delle informazioni questa soluzione non rappresenta un'opzione per il Consiglio federale. L'elaborazione in corso della legge sulla promozione della cultura è tuttavia l'occasione adatta per verificare la ripartizione dei compiti tra i differenti attori della promozione culturale a livello federale e, dove necessario, per correggerla e impostarla in modo più coerente. La promozione culturale, per ottenere risultati tangibili, deve essere fondata su strategie sistematiche per lo meno a medio termine. Finanziando unicamente iniziative sporadiche non è possibile promuovere la cultura in modo efficace e duraturo.</p>  Risposta del Consiglio federale.