Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218331

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Ministero degli Esteri svizzero e quello italiano hanno trovato un accordo che consentirà ai cittadini di Campione d'Italia di continuare ad utilizzare le targhe elvetiche. Con l'entrata nello spazio doganale europeo di Campione d'Italia, i cittadini dell'enclave dal prossimo gennaio avrebbero dovuto stargare i propri mezzi e rinnovare l'immatricolazione in Italia, con i costi del caso.</p><p>Contemporaneamente però l'Italia ha rimandato per l'ennesima volta la sottoscrizione del "nuovo" accordo sulla fiscalità dei frontalieri, dichiarando di avere "altre priorità".</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- Gli accordi con l'Italia vengono conclusi solo quando sono a vantaggio dell'Italia?</p><p>- Per quale motivo la Svizzera continua a fare concessioni all'Italia senza ricevere nulla in cambio?</p><p>- In che misura l'annosa diatriba sulla fiscalità dei frontalieri è stata presa in considerazione nella trattativa sulle targhe campionesi?</p><p>- L'assicurazione contro la disoccupazione (AD) svizzera paga le indennità agli ex dipendenti del Casinò e del Comune di Campione d'Italia residenti in Ticino (permessi B compresi) malgrado questi ultimi non abbiano mai pagato i relativi contributi. Quanto è costata alle casse dell'AD elvetica questa operazione, in considerazione del fatto che, come ha ammesso lo stesso Consiglio federale nella risposta all'interpellanza 19.3629 "Le indennità di disoccupazione erogate dalla Svizzera agli ex dipendenti del Casinò e del Comune di Campione d'Italia possono (...) essere identiche o persino superiori ai salari netti prima della disoccupazione"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera e l'Italia hanno potuto risolvere diverse questioni in sospeso, alcune delle quali aperte da tempo. Tra queste va in particolare annoverato l'accordo relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri, firmato a Roma lo scorso 23 dicembre 2020, particolarmente caro al Cantone Ticino. Esso sarà sottoposto prossimamente al Parlamento svizzero per approvazione. Una volta entrato in vigore, sostituirà l'accordo del 1974, migliorando significativamente il vigente regime d'imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri. Ciò contribuirà a mantenere le buone relazioni tra i due Paesi. Le autorità dei cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese sono state associate ai lavori ed hanno sostenuto la conclusione dell'accordo.</p><p>Per quanto riguarda il Comune di Campione d'Italia è doveroso dapprima menzionare il rimborso da parte italiana dei debiti comunali nei confronti di enti pubblici e privati del Canton Ticino. Lo Scambio di note del 18 dicembre 2020 relativo al mantenimento dell'immatricolazione svizzera per i veicoli attualmente in uso a Campione d'Italia è di natura meramente informativa e non fa che riportare le disposizioni giuridiche attualmente in vigore. Va ricordato che nessun veicolo di stanza a Campione d'Italia può essere nuovamente immatricolato in Svizzera, visto che tali veicoli sono in un territorio che non fa oramai più parte dello spazio doganale svizzero. Tale scambio di note non costituisce un accordo internazionale, né stipula alcun nuovo obbligo giuridico per la Svizzera. Per quanto concerne i veicoli di stanza a Campione d'Italia sdoganati in precedenza secondo le norme svizzere, e pertanto tuttora immatricolati nel nostro Paese, la situazione resta invariata fintanto che tali veicoli manterranno la licenza di circolazione e la rispettiva targa svizzera. Il termine dettato dal diritto italiano, entro il quale tali veicoli dovranno essere immatricolati in Italia, è il 31 dicembre 2022.</p><p>La questione dell'indennità di disoccupazione erogate dalla Svizzera agli ex dipendenti del Casinò e del Comune di Campione d'Italia è già stata ampiamente trattata nelle risposte del Consiglio federale alle Interpellanze 18.3728 e 19.3629. Va ricordato che la Svizzera versa le indennità di disoccupazione soltanto alle persone che soddisfano le disposizioni di legge. Per le prestazioni versate dalla Svizzera nei primi tre a cinque mesi è già stato chiesto il rimborso all'Italia. </p>  Risposta del Consiglio federale.