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Tempi difficili per Volkswagen che dovrà affrontare cause in tutta Europa in merito al noto scandalo Dieselgate. Infatti, come conferma una sentenza della Corte europea diffusa giovedì "un costruttore di automobili i cui veicoli illecitamente manipolati in uno Stato membro dell'UE sono rivenduti in altri Stati membri, può essere convenuto dinanzi agli organi giurisdizionali di questi ultimi".
Il tutto è partito dopo che il Verein für Konsumenteninformation (VKI), un'associazione austriaca di tutela dei consumatori, ha proposto dinanzi a un tribunale di Klagenfurt un'azione risarcitoria contro il costruttore tedesco a causa dei danni derivanti dall'incorporazione nei veicoli acquistati da consumatori austriaci di un software che manipola i dati relativi alle emissioni dei gas di scarico.
L'ente aveva chiesto che Volkswagen fosse condannata a versare un risarcimento, ma il colosso automobilistico ha contestato la competenza dei giudici austriaci, che si sono rivolti alla Corte di Giustizia. La decisione odierna metterà presumibilmente l'azienda di fronte a diverse cause.