Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/178262

<h2>SubmittedText<h2><p>Le radio locali e regionali si sono professionalizzate e inserite nel paesaggio delle nostre regioni. Hanno il compito di mettere un accento particolare sull'attualità sociale, economica, culturale, artistica e religiosa nelle diverse regioni, di dare una voce alle minoranze linguistiche e culturali, rispondendo sempre alle aspettative degli ascoltatori della loro zona di diffusione. </p><p>Il mandato di concessione rilasciato dall'UFCOM a numerose emittenti private, impone anche degli obblighi: per poter beneficiare di una quota di partecipazione al canone, le radio hanno il compito di fornire un servizio pubblico su scala regionale. </p><p>Ora per economizzare, sempre più radio locali diffondono delle colonne sonore, ad esempio Radio Cité a Ginevra, o della musica in conserva acquistata presso consorzi. Queste pratiche non sono conciliabili con la missione delle radio regionali e locali, ossia la diffusione di programmi vicini alla popolazione locale.</p><p>Cosa intraprende il Consiglio federale per vegliare sulla filosofia delle radio regionali e locali, che consiste nel diffondere programmi in relazione con l'"anima" di una regione o città?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per le radio OUC private, la legge sulla radiotelevisione (LRTV) prevede un mandato di servizio pubblico regionale. La LRTV attribuisce alle radio commerciali e a quelle complementari non commerciali mandati diversi. Per le radio locali commerciali è regolamentato unicamente il settore dell'informazione durante le fasce orarie di maggiore ascolto: le radio devono diffondere informazioni rilevanti a carattere regionale e locale relative alla politica, all'economia, alla società, alla cultura e allo sport. Le radio complementari non commerciali, come ad esempio l'emittente ginevrina Radio Cité summenzionata, hanno il mandato di promuovere la partecipazione attiva del pubblico alla creazione e all'allestimento del programma. Inoltre sono tenute a contribuire all'integrazione di diversi gruppi della popolazione a livello locale coinvolgendo maggiormente nei loro programmi in particolare le minoranze linguistiche e culturali. Per le radio OUC commerciali, la musica non è oggetto del mandato di prestazioni. Dal punto di vista normativo, è loro permesso acquistare o diffondere interi programmi o liste musicali ideati da un fornitore di servizi esterno. Il profilo musicale delle radio complementari deve distinguersi da quello delle emittenti commerciali della stessa regione di copertura. Questo obbligo non esclude tuttavia la diffusione di programmi musicali acquistati. </p><p>Nel suo "Rapporto sulla verifica della definizione e delle prestazioni del servizio pubblico della SSR in considerazione dei media privati elettronici" del 17 giugno 2016, il Consiglio federale ha anche stilato un bilancio sulle prestazioni delle radio private commerciali e indicato che la portata delle informazioni regionali in particolare presso le radio senza partecipazione al canone tende ad essere esigua e a calare col tempo. A causa dell'assenza di studi in merito, non si è però espresso sulle prestazioni delle radio complementari. </p><p>In vista di una futura legge sui media elettronici, il Consiglio federale si adopera affinché il mandato di servizio pubblico regionale sia definito in modo che le prestazioni di tutti i fornitori con mandato di prestazioni siano fornite secondo la portata desiderata. </p>  Risposta del Consiglio federale.