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Oltre ai due temi federali su cui la popolazione svizzera si esprimerà questo finesettimana, vi è un'altra votazione che non mancherà di suscitare l'attenzione di diversi cantoni. I cittadini del canton Berna dovranno infatti voare su un taglio delle prestazioni assistenziali deciso dal Gran consiglio, su cui la sinistra ha lanciato con successo un referendum. E dal momento che l'esplosione dei costi dell'assistenza è un problema che tocca la maggior parte dei cantoni. Come si esprimeranno i votanti bernesi avrà quindi verosimilmente il valore di un test per il resto del paese. Tanto più che sarà alla popolazione bernese sarà sottoposto anche un controprogetto che invece di tagli chiede che le prestazioni assistenziali vengano aumentate.
Il cantone ha dovuto affrontare negli ultimi dieci anni un aumento significativo della spesa relativa all'assistenza. Essa è aumentato dai 303 milioni di franchi del 2006 per arrivare ai 469 milioni nel 2017. Durante questo periodo il numero dei beneficiari non è aumentato, ma anzi è diminuito leggermente, passando da 48'800 a 46 '000, il che dimostra che le persone tendono rimanere più a lungo in assistenza. La spesa è suddivisa a metà tra il cantone e i comuni.
Per frenare questo aumento, la maggioranza del Gran Consiglio propose di rendere l'assistenza sociale meno attraente decidendo per un taglio linera dell'8% per tutti i beneficiari. Per le persone tra i 18 ei 25 anni, questo taglio è ancora maggiore, pari al 15%. Può raggiungere il 30% per coloro che non seguono una formazione o non intraprendono un'attività lucrativa dopo sei mesi di assistenza. L'obiettivo è far in modo che le persone in assistenza, specialmente i giovani, non siano dipendenti dall'aiuto pubblico troppo a lungo. "Perché il lavoro ne vale la pena", recita lo slogan dei sostenitori di questa riforma.
Nel canton Berna l'assistenza sociale è attualmente di 977 franchi al mese e, secondo il progetto del Gran Consiglio, sarebbe ridotta a 907 franchi. Berna, tuttavia, è già al di sotto dello standard proposto dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (CSIAS), che attualmente si attesta a 986 franchi al mese e sarà portata a 997 franchi nel 2020 (maggiori dettagli sulle direttive della CSIAS sono disponibili qui).
Il progetto del Gran Consiglio bernese, come detto, ha provocato il lancio di un referendum di sinistra, sotto forma di un "progetto popolare", che raccolse oltre 16'000 firme. Oltre a richiedere che il cantone segua le direttive della CSIAS essa chiede che le persone sopra i 55 anni e alla fine del diritto alla disoccupazione possano ricevere a determinate condizioni ulteriori benefici come prestazioni AVS o AI.