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MINNEAPOLIS - Un giudice del Minnesota ha confermato le accuse di omicidio volontario di primo e secondo grado nei confronti di Derek Chauvin, l'ex agente della polizia di Minneapolis ritenuto responsabile, con altri tre colleghi, della morte di George Floyd, l'afroamericano morto lo scorso maggio dopo una prolungata stretta al collo.
Il giudice ha lasciato cadere solo l'accusa - meno grave - di omicidio di terzo grado sostenendo che può essere contestata solo nel caso in cui le azioni dell'accusato risultino estremamente pericolose anche per altre persone ma nel caso in questione lo furono solo per Floyd. Confermate anche le accuse nei confronti degli altri ex poliziotti.
La difesa degli agenti aveva chiesto di lasciare cadere tutte le accuse. Chauvin tenne premuto il ginocchio sul collo di Floyd per diversi minuti nonostante l'uomo non riuscisse a respirare. Secondo il procuratore generale del Minnesota Keith Ellison si tratta di una vittoria nel cammino della giustizia per Floyd e la sua famiglia.
Chauvin rischia 40 anni di carcere. Lo scorso 7 ottobre era uscito dalla Minnesota Correctional Facility dopo il versamento di una cauzione di un milione di dollari. Era detenuto dallo scorso 31 maggio dopo il suo arresto.