Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01098.jsonl.gz/480

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Urs Rohner e Tidjane Thiam, rispettivamente presidente e CEO di Credit Suisse (foto d'archivio)
KEYSTONE/ENNIO LEANZA(sda-ats)
Il compenso che ricevono i manager è spesso indipendente dalle loro prestazioni. Questa la conclusione di uno studio reso noto oggi a cui ha collaborato il professore di economia Ernst Fehr.
In interviste alla televisione svizzerotedesca SRF e al domenicale "NZZ am Sonntag", Fehr critica il fatto che una grande quantità di aziende ricompensa spesso persino cattive performance.
Lo studio Pay for Performance Report 2017 ha rivelato che esistono molte imprese "in cui la retribuzione in base alle prestazioni non è molto delineata o manca del tutto", afferma Fehr alla "NZZ am Sonntag".
Alla SRF ha aggiunto: "Spesso per i top manager viene usato un indicatore che non comprende prestazioni obiettive, ma che è intriso di valutazioni soggettive o semplicemente false". Ad esempio il corso di un titolo azionario è un "cattivo indicatore", poiché influenzato da vari fattori, secondo il professore.
Per determinare questi compensi bisogna tener conto della performance effettiva: se il manager si muove allo stesso livello dei concorrenti avrà una prestazione nella norma. Se invece si muove più velocemente, riceverà un bonus, infine se sarà più lento avrà una retribuzione più bassa, spiega Fehr.
Per esempio, nel caso di Tidjane Thiam, CEO di Credit Suisse, il professore di economia ritiene "ragionevole" che guadagni oltre 10 milioni di franchi, anche se la sua banca nel 2016 ha registrato una perdita di 2,7 miliardi di franchi. Questo poiché tale deficit risale ai tempi del predecessore di Thiam.
È chiaro che qualcuno deve prendersi la responsabilità delle perdite causate in passato. "Il CS deve chiedersi chi o quale gruppo dovrebbe essere", spiega Fehr.
Perciò il professore plaude per dei bonus a lungo termine, che vengano ripartiti ai manager su diversi anni e non vengano automaticamente pagati l'anno successivo. Questi bonus dovrebbero "essere valutati anno per anno sulla base delle performance raggiunte". Il sistema, proposto da Fehr, "si basa su indicatori obiettivi, facilmente comprensibili e comunicabili".
Lo studio Pay for Performance Report 2017 è stato redatto dall'ufficio di consulenze Fehr Advice, diretto dal fratello del professore, Gerhard Fehr.
Ernst Fehr è professore all'Università di Zurigo e direttore dell'UBS International Center of Economics in Society. Fehr, secondo la NZZ, è l'economista più influente in Germania, Austria e Svizzera.
SDA-ATS