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In materia energetica, lo status quo non è sostenibile. Lo afferma oggi il comitato interpartitico favorevole alla Strategia energetica 2050, in votazione il 21 maggio, ricordando l'attuale forte dipendenza dall'estero.
La Svizzera assicura il 75% del suo fabbisogno energetico con le importazioni, due terzi delle quali sono costituite da energie fossili. Ogni anno sono così 10 i miliardi di franchi che finiscono nei Paesi arabi e in Russia per l'acquisto di petrolio, gas e uranio.
I prezzi all'importazione sono imposti da altri e l'approvvigionamento non è garantito. Con l'import la creazione di ricchezza si fa all'estero e non in patria. È un'assurdità economica, sostiene il compitato composto da 150 parlamentari dei principali partiti (UDC escluso), secondo il quale è meglio puntare sull'energia rinnovabile indigena. (ats)