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Si conclude con una vittoria lo straordinario 2014 di Eddie Cheever III nella NASCAR Whelen Euro Series
La stagione 2014 della NASCAR Whelen Euro Series di Eddie Cheever III si è conclusa con un’altra sonante vittoria. Il pilota della Chevrolet SS #51 Tender Capital del team CAAL Racing due settimane fa ha nuovamente sbaragliato la concorrenza nella gara conclusiva del campionato sullo storico tracciato di Le Mans. Dopo un vittorioso inizio di carriera in monoposto – suo il titolo italiano F3 2012 che gli valse il test premio su una Ferrari F1 -, Cheever III ha scelto quest’anno la serie europea per stock car ufficialmente sanzionata dalla NASCAR americana per il suo debutto con le ruote coperte, ottenendo fin da subito risultati strepitosi. La pole e la vittoria conquistati già al secondo appuntamento sul difficile circuito di Brands Hatch e l’altra pole position artigliata al debutto su un tracciato ovale a Tours, sono state le fondamenta del suo biglietto da visita per una regular season in cui ha vinto e convinto, riuscendo fin da subito a lottare per la vittoria con i migliori del lotto. Nella parte finale della stagione il pilota italiano ha poi dominato i playoffs, salendo per 4 volte sul podio e conquistando due vittorie e una pole. Al termine del suo primo anno targato NASCAR il bilancio è eccellente: il terzo posto assoluto in graduatoria generale conquistato da rookie, il dominio nel trofeo Jerome Sarran, riservato ai piloti under 25, e la conquista del “Race And Win Pole Award”, premio destinato al pilota che ha totalizzato il maggior numero di pole position nella stagione, possono essere considerati un ottimo punto di partenza. Risultati che sarebbero potuti essere anche migliori, senza due penalizzazioni post-gara che hanno precluso a Cheever punti fondamentali per la conquista del titolo europeo NASCAR al debutto.
Eddie, qual è il tuo bilancio stagionale?
“Sicuramente positivo, al mio debutto ho fatto più pole position di tutti e con 3 vittorie sono il secondo pilota più vincente del 2014. Ho conquistato il terzo posto nella classifica assoluta, ho vinto il trofeo Jerome Sarran, e a questo posso aggiungere anche di essere arrivato all’ultima gara ancora in lotta per titolo. Mi sarebbe piaciuto ottenere di più, ma alcuni episodi mi hanno penalizzato e ciò non è stato possibile. Tutta esperienza.”
Ripercorriamo la tua stagione, qual è stato il momento più alto e quello invece più basso di questo tuo 2014?
“Il momento più alto sono stati sicuramente i playoffs di fine stagione, dove ho vinto 3 gare su 4 in pista e sono sempre salito sul podio. E’ stato davvero esaltante, mentre tutti erano attenti a non fare errori, io sono riuscito a vincere senza sbavature, nonostante la pressione che avevo addosso. Dall’altra parte, probabilmente il momento più duro è stato quello tra la Sunday Race di Brands Hatch e le due gare di Tours, dove il mio distacco in classifica è arrivato a 40 punti dal leader. Sono stati giorni molto difficili, non ci siamo arresi, abbiamo lavorato sodo e le nostre prestazioni lo hanno dimostrato.”
Delle tante vittorie di quest’anno, qual è stata per te quella più significativa?
“Difficile scegliere, Brands Hatch è stata la prima e come il primo amore è difficile da dimenticare, Le Mans ha in sé un sapore particolare perché è stata il giusto riconoscimento al tanto lavoro che io e la CAAL Racing abbiamo fatto quest’anno, ma probabilmente quella che mi ha regalato qualcosa in più è stata quella di Magione. Era la pista di casa, davanti al mio pubblico, giunto numerosissimo tra l’altro, ed era anche il compleanno di mia madre, a cui voluto dedicare la mia vittoria, ma sopratutto è stata una vittoria decisamente sofferta, arrivata dopo una lotta infernale con Vilarino durata per tutto l’arco della gara. Proprio per come è maturata, per quanto è stata dura e difficile, per quanto l’ho voluta, è forse quella che più mi piace ricordare.”
La NASCAR Whelen Euro Series si corre sempre all’interno di eventi in cui il pubblico è messo al centro dell’attenzione, da questo punto di vista, qual è stata la gara che più ti è piaciuta?
“Domanda difficile: a Le Mans c’era effettivamente tantissima gente, si faceva fatica a spostarsi nel paddock e il calore del pubblico era superbo. Per fortuna la NASCAR europea è sempre riuscita a portare in pista moltissimi appassionati con eventi sempre diversi e decisamente ben organizzati. Mi ricordo il raduno Harley Davidson e i tanti padiglioni rigorosamente a tema americano di Tours, la nostra gara su ovale. A Brans Hatch invece c’erano le giostre, le gare di barbecue, uno sterminato raduno di auto USA e persone ovunque. Basti anche solo pensare alla folla di Magione: mai vista tanta gente così ad una gara in Italia che non fosse F1 o MotoGP. Le griglie di partenza aperte ai tifosi, poi, regalano emozioni difficili da descrivere. Per noi piloti è uno spettacolo correre tra tanti appassionati, sono la nostra forza.”
Lo straordinario 2014 di Eddie Cheever III annovera anche la conquista del titolo Junior dell’EuroV8 Series, ottenuto grazie ad una stratosferica dimostrazione di forza nella gara di Monza, dove il pilota italiano ha conquistato la pole position e la vittoria in entrambe le gare, nonostante la griglia invertita nella seconda frazione, a bordo di una Mercedes C63 AMG Coupè del team R.R.T. Cheever III è attualmente l’unico pilota a poter vantare il 100% di pole position e di vittorie nella serie V8 creata da Maurizio Flammini. Importante anche l’esperienza accumulata oltreoceano, dove a bordo della Ferrari 458 Italia dello Spirit of Racing, divisione americana della ben più nota AF Corse, ha condiviso l’abitacolo della rossa di Maranello con l’esperto Marco Cioci nelle difficili gare di Laguna Seca e di Road Atlanta del TUSCC, la probante serie endurance americana.
In attesa di conoscere i piani agonistici per la prossima stagione, Eddie Cheever III sarà protagonista il prossimo 13 dicembre della NASCAR Night of Champions Touring Awards, cerimonia che premia tutti i migliori piloti delle serie NASCAR e si terrà negli Stati Uniti a Charlotte nella storica sede della NASCAR Hall of Fame.