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BERNA - La federazione Impiegati Svizzeri non è sorpresa per i magri aumenti salariali concessi per il 2010 nell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (MEM). Per il sindacato si tratta di un "chiaro riflesso della crisi".
"I salari di diverse imprese aumenteranno solo di pochi decimi percentuali", afferma un comunicato diffuso oggi. "La media degli accordi comunicati a Impiegati Svizzeri finora raggiunge a malapena lo 0,5%". La situazione è migliore nell'industria farmaceutica, ma "visto che quest'ultima non è colpita dalla crisi, i risultati ottenuti non sono certo superlativi".
Il sindacato ricorda che fino al terzo trimestre 2009, il settore MEM ha perso oltre 21'000 posti di lavoro, pari al 40% degli impieghi creati dopo l'ultima crisi. Una tendenza che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. "I negoziati salariali raramente si sono svolti in un contesto così difficile", deplora Stefan Studer, direttore di Impiegati Svizzeri. "Si può considerare già un successo che i salari non diminuiscano".
Il sindacato precisa che quest'anno "un buon accordo è caratterizzato dal fatto che comprende più elementi variabili del solito". Questo tipo di intesa tiene conto della situazione finanziaria della imprese, ma anche dei bisogni dei dipendenti.
Ats
Foto Ti-Press Reto Albertalli