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ATTO PRIMO
Aschenbach, un celebre scrittore, sente la sua creatività affievolirsi; un misterioso viaggiatore, incontrato presso il cimitero di Monaco, lo incoraggia a partire per il Sud. Sul battello che lo conduce a Venezia, Aschenbach incontra un vecchio mascherato da giovane (seconda incarnazione del destino), personificazione di tutto ciò che egli detesta. Preceduto da una ouverture che descrive Venezia, Aschenbach giunge all’Hotel del Lido, trasportato da un vecchio gondoliere che immediatamente si dilegua. Il direttore dell’hotel accompagna lo scrittore nella sua camera; più tardi Aschenbach vedrà nella sala da pranzo il bel Tadzio, circondato dalla sua famiglia polacca. Sulla spiaggia Aschenbach ammira Tadzio giocare con gli altri fanciulli. Infastidito dallo scirocco che soffia su Venezia, dai venditori ambulanti e dai mendicanti, lo scrittore decide di abbandonare la città, ma un contrattempo nella spedizione dei bagagli lo costringe a tornare all’hotel. Sulla spiaggia Aschenbach identifica Tadzio e i suoi compagni di giochi con gli antichi adepti al culti di Apollo.
ATTO SECONDO
Nella bottega del barbiere Aschenbach scopre che un misterioso morbo sta dilagando nella città; apprendendo dai giornali tedeschi la verità sull’epidemia di colera lo scrittore, teme che la famiglia polacca abbandoni la laguna. Gli ospiti dell’hotel assistono a un volgare spettacolo di musicisti ambulanti; solo Tadzio e Aschenbach non partecipano al divertimento generale. Nell’agenzia di viaggio i turisti, spazientiti, cercano di abbandonare Venezia; Aschenbach ha così un’ulteriore conferma dei suoi sospetti. Lo scrittore decide di avvertire del morbo la madre di Tadzio, ma all’ultimo momento si trattiene. Durante un sogno Aschenbach partecipa a un’orgia in onore di Dioniso. Sulla spiaggia deserta lo scrittore, ormai conscio del proprio desiderio nei suoi confronti, osserva il fanciullo giocare. Nel negozio del barbiere, Aschenbach si tinge i capelli e si trucca il viso per apparire più giovane. Così imbellettato, Aschenbach insegue per le calli di Venezia la famiglia polacca; quindi, esausto, disperato e lucidamente conscio della propria passione, Aschenbach muore contemplando per un’ultima volta Tadzio sulla spiaggia.