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Prima di un volo, i passeggeri in sedia a rotelle devono comunicare tramite un apposito modulo di quale tipo di assistenza necessitano da parte del personale della compagnia aerea. Il passeggero indica, ad esempio, se a bordo ha bisogno di una sedia a rotelle e se deve essere assistito al momento dell’imbarco e dello sbarco o per la sistemazione del proprio bagaglio a mano. Fino a poco tempo fa, le compagnie aeree svizzere richiedevano ai passeggeri in sedia a rotelle di presentare un certificato medico. Tale prassi rappresenta un atto discriminante, in quanto mette gli interessati nella condizione di rivelare informazioni personali sul proprio stato di salute che non risultano per nulla rilevanti in relazione al fatto che il viaggiatore si sposti o meno sulla sedia a rotelle. I passeggeri in grado di camminare non sono tenuti a presentare nessun certificato.
Le compagnie aeree chiedevano ai passeggeri in sedia a rotelle di comunicare ad es. se durante il volo avrebbero potuto verificarsi complicazioni respiratorie e polmonari: una domanda che tuttavia non veniva posta ad altri passeggeri, magari affetti dalle rispettive malattie, i quali a loro volta sarebbero incorsi in un rischio maggiore. Per questo motivo Inclusion Handicap ha deciso di chiedere l’intervento dell’Ufficio federale per l’aviazione civile (UFAC) che, per fortuna, ha indotto le compagnie aeree a modificare tale prassi. Ad oggi quindi, i passeggeri dei voli Edelweiss e Swiss non devono più presentare nessun certificato medico solo per il fatto che sono costretti a muoversi sulla sedia a rotelle.