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SOLETTA - Il Ministero pubblico solettese accusa un 46enne di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, ripetuti atti sessuali con persone incapaci di discernimento e pornografia dura. L'uomo aveva precedenti penali per reati simili ed era stato rilasciato dalla giustizia nel 2016 malgrado il rischio di recidiva.
Il suo nuovo arresto, avvenuto nel novembre del 2018, aveva creato grande scalpore. Oltre a reati sessuali commessi negli anni '90, il tribunale distrettuale di Olten-Gösgen lo aveva condannato per aver stuprato una bambina di 8 anni nel 2006.
Egli era rimasto in carcere dieci anni anni e aveva seguito 239 sedute di terapia. Queste non avevano avuto successo perché rifiutate dall'uomo, definito pedofilo dagli esperti. Il rischio di recidiva era stato classificato "medio-alto".
L'uomo si era opposto a un'estensione della terapia e il tribunale d'appello di Soletta aveva revocato le misure disposte nei suoi confronti. L'Ufficio cantonale per l'esecuzione delle pene aveva in seguito presentato una domanda di detenzione ulteriore, ma per motivi giuridici formali non c'era stata nessuna udienza in tribunale.
Nel 2016 era stato rilasciato in seguito a una decisione del tribunale d'appello. Dopo il nuovo arresto del 2018 il comportamento delle autorità solettesi era stato molto criticato e il governo cantonale aveva aperto un'inchiesta per chiarire se ci fossero state lacune.
L'indagine aveva rivelato che la procura e l'Ufficio per l'esecuzione delle pene avevano agito in modo corretto. Il rapporto stilato in merito sottolineava che i dipendenti avevano adempiuto i loro obblighi legali e la cooperazione con le autorità aveva «funzionato bene».