Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01203.jsonl.gz/519

A meno di due settimane dalla nomina, Kurt Grüter, il presidente del gruppo di esperti esterni istituito dalla Posta per far luce sulla vicenda di AutoPostale, ha dato le dimissioni. Negli ultimi giorni diverse voci critiche avevano denunciato un conflitto d'interessi.
Kurt Grüter era stato nominato il 7 marzo scorso dal consiglio di amministrazione della Posta, in base alla sua esperienza di direttore del Controllo federale delle finanze (CDF) fino al 2013. Per taluni politici e lo stesso CDF, tale carica avrebbe potuto influenzare la sua neutralità nella vicenda degli illeciti compiuti da AutoPostale, scrive Grüter in una presa di posizione trasmessa oggi all'ats.
Accettando il mandato, "ero e rimango convinto che l'indipendenza dell'inchiesta e dei suoi risultati sarebbe stata garantita", ha dichiarato. "Ma le indagini devono svolgersi nella calma e ciò non sarebbe stato possibile dal momento che la mia neutralità e la mia credibilità sono state messe in discussione", ha precisato l'ex direttore del CDF. Secondo Grüter, le conclusioni dell'inchiesta non devono essere "macchiate" da interrogativi legati alla sua persona.
In un'altra presa di posizione, il presidente del CdA della Posta Urs Schwaller si è detto dispiaciuto della partenza di Grüter: "In qualità di ex direttore della più alta istanza di sorveglianza delle finanze della Confederazione, era la persona giusta per svolgere tale mandato". "Il comitato è composto da tre specialisti qualificati e non da uno solo, ciò che garantisce la sua indipendenza", ha sottolineato Schwaller.
Accanto a Grüter nel gruppo indipendente di esperti erano stati nominati due professori di diritto dell'Università di Zurigo: Andreas Donatsch e Felix Uhlmann. I tre specialisti hanno il compito di supervisionare e valutare l'indagine esterna condotta dallo studio legale Kellerhals Carrard e dal revisore dei conti di Ernst & Young.
"I due membri restanti del comitato proseguiranno i loro lavoro e l'inchiesta non dovrebbe subire ritardi", secondo Schwaller. La Posta è ora alla ricerca di una terza persona.
Tutta la vicenda è venuta allo scoperto dopo che una revisione ordinaria dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha constatato come AutoPostale, tra il 2007 e il 2015, avesse realizzato utili nel traffico regionale viaggiatori grazie a sovvenzioni e li avesse trasferiti verso altri settori. In sostanza: sovvenzioni federali e cantonali era state ottenute con trucchi contabili. La filiale della Posta si è vista concedere indennizzi per un totale di 78,3 milioni di franchi, che ora rimborserà a Confederazione e Cantoni.
(Ats)