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NEW YORK - I fitness tracker, i braccialetti che monitorano i parametri vitali usati per l'attività fisica, possono salvare la vita. Lo dimostra il caso di Patricia Lauder, descritto sulla propria rivista dall'università del Connecticut, che ha scoperto grazie al dispositivo di avere dei coaguli nei polmoni.
A mettere in allarme la donna, di 73 anni, è stato il dato sul battito cardiaco a riposo, che risultava in aumento di cinque punti al giorno per diversi giorni consecutivi, accompagnato ad un senso di affaticamento e a difficoltà a respirare. Quando la cifra ha superato i 140 la donna ha chiamato un'ambulanza, e all'ospedale i medici hanno scoperto che aveva un'embolia polmonare, cioè l'ostruzione di alcune arterie nei polmoni, che è stata trattata con i farmaci e con un catetere che ha riaperto i vasi.
«Se non avesse osservato la frequenza cardiaca forse la paziente avrebbe trascurato gli altri sintomi - conferma JuYong Lee, il medico che ha curato la paziente -, e non sarebbe venuta in ospedale».