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BERLINO - Dai successi di Wimbledon alla bancarotta: e' la parabola di Boris Becker, l'ex campione tedesco del tennis che sull'erba di Londra ha vinto tre volte il torneo più glamour del mondo e che oggi ha subito un duro colpo dai tribunali della capitale britannica.
Oggi 49enne, Becker era coinvolto in una disputa giudiziaria per il rimborso di una cifra consistente ad alcuni banchieri privati londinesi - sei milioni di euro, secondo indiscrezioni - della Arbuthnot Latham.
Gli avvocati dell'ex tennista, non presente nell'aula del tribunale, avevano chiesto altre quattro settimane di tempo per completare la vendita di una proprieta' a Maiorca, ma i giudici hanno rivelato che si trattava di un debito «storico, contratto due anni fa, di fronte al quale il signor Becker sembra aver nascosto la testa sotto la sabbia». E hanno dichiarato l'insolvenza di Becker. «E' una decisione che prendo con rammarico - ha detto Christine Derrat, cancelliere della corte - Ricordo di aver visto Becker giocare sul campo centrale di Wimbledon, e questo la dice lunga sulla mia eta'...».
Dopo essersi ritirato dal tennis, Becker ha a lungo lavorato come coach di tennisti professionisti, tra i quali Novak Djokovic dal 2013 al 2016, ed e' attualmente commentatore tv per la Bbc del torneo di Wimbledon.
Pagherò il mio debito - «Sono davvero sorpreso dalla sentenza di oggi: sono assolutamente in grado di pagare il mio debito, e lo pagherò». Cosi' Boris Becker, in una nota, ha replicato alla condanna del tribunale di Londra che lo ha dichiarato in 'bancarotta'.
«Si tratta di un vecchio debito su cui c'era da discutere, che io avrei dovuto rifondere entro un mese. E' sconcertante che non sia stata accolta la mia richiesta di rinviare di 28 giorni l'udienza».
«I miei guadagni sono ben pubblicizzati - ha poi ironizzato l'ex tennista tedesco - ed e' chiaro che ho tutte le possibilità di ripagare il debito. Il valore dell'asset in questione - ha concluso Becker, riferendosi alla casa di Maiorca al centro della disputa - è molto superiore al debito. Ora però voglio concentrarmi sul mio lavoro di commentatore di Wimbledon».