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BERNA - La direttrice generale della Posta, Susanne Ruoff, sotto pressione dopo le rivelazioni sulle manipolazioni contabili presso AutoPostale (vedi Suggeriti), riconosce di aver commesso degli errori. Non intende tuttavia dimettersi.
In un'intervista pubblicata oggi dal SonntagsBlick spiega di aver preso una serie di misure non appena è stata informata dei fatti. "Non ho né mentito, né compiuto qualcosa di falso", dichiara, aggiungendo di voler chiarire la vicenda. Ruoff afferma di essere venuta a sapere in novembre che la prassi adottata da AutoPostale fosse illegale. È il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ad averla informata su conti e fatture fittizie, rileva.
"Ho immediatamente reagito, poiché volevo chiarimenti completi", precisa la direttrice della Posta, aggiungendo di aver istituito un gruppo di lavoro con esperti esterni, che hanno confermato come il meccanismo usato da AutoPostale fosse illecito. In seguito è diventato chiaro che avremmo rimborsato i soldi e informato il pubblico, sostiene.
Ruoff respinge le insinuazioni in base alle quali fosse al corrente almeno dal 2013 di queste astuzie contabili. "Abbiamo fatto ciò che fa ogni azienda: riflettere come e dove realizzare utili e in che modo utilizzarli. Ogni direzione deve trovare soluzioni a tal proposito ed è normale discutere di varianti."
Ruoff riconosce comunque di aver commesso degli errori. Avrebbe dovuto trattare più rapidamente e a fondo la questione degli utili di AutoPostale, anche se nessun revisore interno ed esterno aveva rilevato irregolarità. Non intende infine fare il nome di eventuali colpevoli. "Mi oppongo ai giudizi affrettati", aggiunge, sostenendo di godere ancora della fiducia della direzione e del presidente del consiglio di amministrazione, Urs Schwaller.