Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/266895

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 3&nbsp;marzo nel Cantone di Zurigo è stato accolto il controprogetto a un’iniziativa contro i facinorosi (la cosiddetta «Anti-Chaoten-Initiative»). Con questa modifica di legge, il Cantone introduce un obbligo generale di autorizzazione per le dimostrazioni e impone agli organizzatori e ai partecipanti di assumere i costi di interventi straordinari di polizia. Nella campagna precedente la votazione, alcuni esperti in materia di diritti fondamentali hanno messo in guardia da un progetto illegale con un effetto intimidatorio.</p><p>Zurigo è solo un esempio, anche a Basilea sono state lanciate due iniziative che limitano la libertà di dimostrare e intendono addossare i costi di polizia e i danneggiamenti. Pure Lucerna e Berna hanno introdotto la possibilità di addossare i costi.</p><p>&nbsp;</p><p>In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>&nbsp;</p><p>1. Ritiene che il diritto alla libertà di riunione costituisca un pilastro di una società libera e di una democrazia viva?</p><p>&nbsp;</p><p>2. Il Comitato dell’ONU per i diritti umani ritiene che un obbligo generale di autorizzazione sia contrario al diritto internazionale e affossi l’idea che riunioni pacifiche siano un diritto fondamentale. Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui un obbligo generale di autorizzazione è problematico in relazione alla libertà di riunione sancita nel diritto internazionale e nella Costituzione (art.&nbsp;16 e 22 Cost.) e che il diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica non debba dipendere da un’autorizzazione delle autorità?</p><p>&nbsp;</p><p>3. Oltre all’obbligo di autorizzazione, si tratta anche dell’assunzione dei costi cagionati da danneggiamenti o da interventi di polizia. Secondo il Comitato dell’ONU per i diritti umani, la Corte europea dei diritti dell’uomo e le linee guida dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), i partecipanti a manifestazioni sono responsabili soltanto dei danni causati o incitati direttamente. Il Consiglio federale condivide i principi delle linee guida dell’OSCE secondo cui gli organizzatori non possono essere tenuti ad assumersi i danni causati da altri partecipanti, tranne se li hanno incitati o direttamente provocati in altro modo?</p><p>&nbsp;</p><p>4. Le linee guida dell’OSCE rinviano anche al cosiddetto effetto «chilling», l’effetto deterrente. Il Consiglio federale ritiene che l’effetto «chilling» generato dalla crescente tendenza di alcuni Cantoni a inasprire le leggi rischi di influire negativamente sulla partecipazione democratica?</p>