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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'autore del postulato secondo il quale gli sforzi in favore dell'Albania e della Macedonia nel quadro degli aiuti al Kosovo non devono far dimenticare la Bosnia Erzegovina, ma è persuaso di agire correttamente e di non lasciare nulla al caso.</p><p></p><p>La Svizzera partecipa sin dall'inizio degli anni Novanta alle misure d'aiuto e agli sforzi di ricostruzione nella ex Iugoslavia con sostanziali contributi in conformità della ripartizione degli oneri deciso a livello internazionale. L'aiuto svizzero concesso alla Bosnia Erzegovina dal 1996 al 1999 supera i 230 milioni di franchi ed è il più importante programma d'aiuto allestito dalla Svizzera. Inoltre l'alloggio e la sistemazione di circa 9 000 rifugiati bosniaci in Svizzera costa circa 100 milioni di franchi annui.</p><p></p><p>Il Consiglio federale non ignora che le ostilità nel Kosovo e le loro molteplici conseguenze non favoriscono la già tesa situazione economica e il fragile equilibrio tra le diverse comunità culturali della Bosnia Erzegovina. L'Amministrazione ha esaminato alcune soluzioni ai fini di misure di sostegno supplementare da destinare alla Federazione della Bosnia Erzegovina e alla Repubblica serba (Republika Srpska). Si è pensato di ampliare il programma "Cash for Shelter" alla Bosnia Erzegovina. Dopo attento esame si è però deciso di non estendere detto programma per le seguenti ragioni:</p><p></p><p>Il territorio della Bosnia Erzegovina accoglie attualmente circa 880 000 rifugiati o persone trasferite rimaste all'interno del confine. Gran parte di esse vivono presso famiglie, amici o presso persone che a loro volta hanno subito il contraccolpo delle ostilità. Recare ora un aiuto unicamente alle famiglie di accoglienza rafforzerebbe la tesi secondo cui il conflitto nel Kosovo ha distolto dalle sofferenze e dalla povertà della popolazione bosniaca. Bisognerà evitare assolutamente che si instauri un simile dubbio per solidarietà anche verso i rifugiati iugoslavi con i quali la popolazione bosniaca rischierebbe di non essere solidale. </p><p></p><p>Il programma "Cash for Shelter" è stato creato appositamente per aiutare inizialmente i Paesi confinanti con il Kosovo ossia l'Albania, la Macedonia e il Montenegro dove hanno trovato rifugio i Kosovari in fuga. Al momento di lanciare il programma si pensava di estenderlo anche ad altri Paesi. Con la pacificazione nel Kosovo viene offerta la priorità al ritorno in patria delle persone trasferite. Ci si chiede se non fosse il caso di estendere il programma "Cash for Shelter" al Kosovo per consentire a vicini, parenti o amici di alloggiare coloro che facendo ritorno in patria non ritrovano più la propria abitazione perché andata distrutta.</p><p></p><p>Dagli esempi dell'Albania, della Macedonia e del Montenegro è emerso che "Cash for Shelter" necessita di importanti investimenti in materia di ricerca e di pianificazione. Si dovranno adeguare i criteri esistenti alle condizioni tipiche di questi Paesi e la sistemazione di infrastrutture per quantificare i costi e non da ultimo effettuare i versamenti necessari.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è tuttavia pienamente consapevole che la Bosnia Erzegovina, al pari di altri Paesi della regione, è particolarmente colpita dalla guerra nel Kosovo e necessita di un aiuto supplementare. Nel 1999 il Consiglio federale ha stanziato 33 milioni di franchi che consentiranno alla Svizzera, nel quadro del Patto di Stabilità, di partecipare rapidamente ed efficacemente alla copertura del finanziamento esterno a breve termine degli Stati del sud est dell'Europa coinvolti nel conflitto del Kosovo. Parte di questa somma è riservata alla Bosnia Erzegovina e sarà destinata soprattutto al settore sociale per far fronte al massiccio afflusso di rifugiati. La Svizzera contribuirà ad attenuare gli oneri supplementari dei Paesi che subiscono indirettamente la crisi verificatasi nel Kosovo se non a livello individuale, almeno con un sostegno strutturale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.