Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01044.jsonl.gz/560

Theresa May, al termine di sette ore di riunione di Governo martedì, ha teso la mano al capo dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn alla ricerca di un compromesso che faccia uscire il Regno Unito dallo stallo in cui si trova, a dieci giorni da una Brexit senza accordo. E Corbyn ha prontamente accettato di incontrarla, mentre si allarga la spaccatura fra i conservatori, con almeno quattro ministri ostili alle ultime mosse di Downing Street.
Nel suo discorso alla nazione, la premier non ha escluso l'ipotesi del "no deal", ma ha ribadito di ritenere più vantaggiosa l'opzione comprendente un'intesa con Bruxelles e ha confermato di voler chiedere all'UE un nuovo rinvio della scadenza di divorzio. Un divorzio che non dovrebbe essere comunque posticipato oltre il 22 maggio, per non dovere organizzare elezioni europee, e che verrebbe attuato non appena approvato un accordo.
Il Parlamento, lo ricordiamo, ha già detto "no" a tre riprese al testo frutto dei negoziati con l'Unione, ma ha anche respinto tutte le ipotesi alternative presentategli.