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La Posta e le imprese di telecomunicazioni dovranno conservare i dati delle conversazioni fra criminali per un massimo di 6 mesi.
Lo ha deciso il Consiglio nazionale durante l'esame delle divergenze della Legge sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni. Le informazioni però dovranno essere conservate in Svizzera.
Finora il Nazionale si era sempre attenuto a un periodo di 12 mesi per i dati marginali (mittente, destinatario, momento, punto di partenza, ma non il contenuto della conversazione), invece dei 6 difesi dal Consiglio degli Stati. Oggi, seguendo la maggioranza della sua commissione, ha invece deciso di allinearsi alla Camera dei cantoni.
Anche su altri aspetti il Nazionale ha seguito gli Stati: ha rinunciato a regolamentare il coinvolgimento dell'Incaricato federale della protezione dei dati in caso di lacune nella sicurezza del sistema di trattamento delle informazioni. Ha limitato a 6 mesi la conservazione e la fornitura di indicazioni utili a un'identificazione da parte di un fornitore di servizi di telecomunicazione e ha abbandonato l'idea di una certificazione preventiva all'acquisizione di programmi informatici governativi (GovWare usati per spiare persone sospettate di crimini gravi) da parte della Confederazione.
Diversamente dagli Stati, però la Camera del popolo ha deciso - con 114 voti contro 72 - di mantenere l'obbligo per i fornitori di servizi di telecomunicazione di conservazione in Svizzera dei dati marginali del traffico delle telecomunicazioni. Solo PPD, PLR e PBD hanno criticato questa disposizione sottolineando che tutte le imprese attive in Svizzera sono tenute a rispettare la legislazione elvetica indipendentemente da dove conservano i dati.
L'oggetto torna ora agli Stati.
SDA-ATS