Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/231445

<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione è, da un lato, proprietaria di numerose grandi costruzioni (cfr. messaggi sugli immobili), sostiene finanziariamente progetti di costruzione importanti, ad esempio per impianti sportivi di rilevanza nazionale o per le organizzazioni internazionali a Ginevra, dall'altro è responsabile della salute della popolazione. Può influire in vario modo sulla struttura e l'attrezzatura tecnica delle costruzioni. </p><p>La pandemia di COVID-19 ha reso chiaro che gli agenti patogeni sono presenti ovunque e che possono essere trasmessi facilmente per via aerea in spazi chiusi. Per questo motivo, negli ultimi mesi si è dovuto limitare più volte manifestazioni, riunioni o eventi culturali. Tramite misure d'intervento nella ventilazione o nell'aerazione si potrebbe ridurre il rischio di contagio in edifici, in particolare quelli con un'alta o densa concentrazione di persone. Queste misure potrebbero attenuare le conseguenze sanitarie, economiche e sociali di future epidemie (ad es. influenza stagionale, varicella) o pandemie. A tale riguardo il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Come giudica il Consiglio federale l'attività di ricerca scientifica riguardo agli edifici anti-pandemia? In che modo la sostiene? </p><p>2. Esistono basi legali a livello federale che prevedono un piano di ventilazione o l'osservanza di specifiche norme di ventilazione, in particolare negli edifici con un'alta concentrazione di persone? Se sì, quali? </p><p>3. Se no, il Consiglio federale può considerarne l'introduzione, sulla base di sufficienti basi scientifiche? </p><p>4. La Confederazione ha intenzione di assumere un ruolo esemplare nell'adozione di soluzioni anti-pandemia nell'ambito del proprio parco immobiliare, tenendo conto degli obiettivi della Strategia energetica 2050?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>L'attività di ricerca scientifica riguardo agli edifici anti-pandemia si trova in fase di sviluppo. Alcuni progetti sono già stati avviati. Come, ad esempio, un progetto riguardante la ricerca virologica e le soluzioni tecniche per minimizzare il rischio di contagio dal virus SARS-COV-2 in caso di esposizioni critiche. La Confederazione sostiene la ricerca sia finanziariamente che attraverso la partecipazione diretta di singoli dipartimenti e servizi specializzati della Confederazione.</p><p>Domanda 2</p><p>Sì. A livello federale, la base legale è costituita dall'ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro (OLL 3; RS 822.113). Nell'OLL 3 sono tra l'altro disciplinati il clima dei locali, la ventilazione e l'inquinamento dell'aria sul posto di lavoro. I locali con posti di lavoro permanenti devono disporre di una ventilazione naturale o meccanica che garantisca un ricambio dell'aria sufficiente da adempiere le esigenze di tutela della salute. Il necessario volume di aria fresca dipende dall'occupazione e dall'impiego del locale.</p><p>A complemento, le Indicazioni della SECO relative all'OLL 3 rimandano alla Norma SN 546 382/1 (SIA 382/1) "Impianti di ventilazione e di climatizzazione - Basi generali ed esigenze", che regola in dettaglio la qualità dell'aria nei locali.</p><p>Domanda 3</p><p>Si veda la risposta alla domanda 2.</p><p>Il Consiglio federale considera l'OLL 3 sufficiente.</p><p>Domanda 4</p><p>La Confederazione ricopre già questo ruolo esemplare tenendo conto degli obiettivi della Strategia energetica 2050. Gran parte del parco immobiliare della Confederazione è già munita di impianti di ventilazione anti-pandemia. Questi impianti sono gestiti senza eccezioni con una quota di aria esterna del 100 per cento. L'aria dei locali viziata viene espulsa attraverso il tetto. In tal modo si evita un miscuglio di aria pulita e viziata. In caso di pandemia, il ricambio dell'aria può essere incrementato in modo da ridurre la concentrazione di aerosol nell'aria dei locali.</p>  Risposta del Consiglio federale.