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L'Ufficio federale della sanità pubblica vuole incrementare il tasso d'immunità alle malattie infettive con una campagna di vaccinazione dei bambini.
La diffidenza nei confronti dei vaccini potrebbe provocare un'aumento del tasso di mortalità.
"Le vaccinazioni sono il mezzo più efficace ed economicamente più efficiente per proteggere i bambini contro le malattie infettive troppo spesso considerate benigne." Lo ha affermato l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) che, in collaborazione con la Federazione svizzera dei medici (FMH), ha lanciato una campagna di promozione a favore della vaccinazione.
L'iniziativa vuole ricordare alla popolazione che il premunirsi contro le malattie infettive contribuisce a debellare patologie infantili che hanno spesso gravi conseguenze. Grazie a campagne di vaccinazione condotte su vasta scala, una malattia come la poliomielite potrebbe essere sconfitta completamente entro il 2010.
La medicina ha fatto molti progressi, ma non è il caso di abbassare la guardia
I progressi della medicina e l'ampia diffusione dei vaccini in Svizzera hanno contribuito in modo decisivo alla diminuzione delle malattie infantili e delle loro conseguenze.
Gli stessi progressi hanno però provocato - secondo l'UFSP - una "banalizzazione e sottovalutazione dei rischi legati a queste infezioni".
Negli ultimi anni si è constatata una certa resistenza nei confronti delle vaccinazioni. I vaccini presentano alcuni rischi di complicazioni, un fatto che ha spinto molti genitori verso soluzioni alternative. Ma, ed è questa la convinzione dell'UFSP, non ci sono alternative in grado di rimpiazzare i vaccini.
Informare è meglio che curare
La FMH ritiene importante che i medici - soprattutto coloro che esercitano in proprio oppure i medici scolastici e i pediatri - informino attivamente la popolazione sui danni alla salute causati da malattie come la rosolia, il morbillo, la pertosse, l'epatite e la meningite.
Il morbillo, spesso considerato una malattia benigna, può causare danni irreversibili (encefaliti, paralisi e ritardi mentali); la parotite può provocare, occasionalmente, una sordità e l'epatite può diventare cronica con il rischio di essere trasmessa ad altre persone e di sviluppare una cirrosi o un cancro al fegato.
Non bisogna dimenticare - ha detto la consigliera federale Ruth Dreifuss in una conferenza stampa - che prima dell'introduzione delle vaccinazioni la rosolia era ogni anno all'origine dei 25-35 casi di malformazioni alla nascita e di centinaia di interruzioni di gravidanza. Infezioni come difterite, poliomielite e meningite che solo due generazioni fa facevano ancora molta paura, sono quasi sparite in Svizzera.
Le vaccinazioni sono misure preventive che permettono di evitare l'apparizione di diverse malattie infettive imitando un'immunità naturale. Le reazioni ai vaccini sono generalmente di debole intensità e non provocano praticamente mai i sintomi e le complicazioni della malattia vera e propria. Di conseguenza i rischi legati alle vaccinazioni sono nettamente inferiori a quelli delle malattie infettive.
80% di bambini vaccinati
Attualmente in Svizzera l'80% dei bambini è vaccinato contro le principali malattie infettive come il morbillo, il tetano o la rosolia. Questo percentuale non è in calo, ma, come dice Jean-Louis Zürcher, portavoce dell'UFSP, "sempre più persone si pongono delle domande in merito all'opportunità di vaccinarsi". Da qui la necessità di una campagna d'informazione.
Una diminuzione del numero di bambini vaccinati rappresenta un rischio molto serio per la salute pubblica. Negli ultimi anni, la Svizzera - e con lei tutta l'Europa - è stata confrontata con epidemie di morbillo che hanno avuto gravi conseguenze, tra le quali alcuni decessi.
Un atto volontario
"In Svizzera la vaccinazione è una scelta volontaria: non esiste nessuna misura obbligatoria a livello nazionale", ha sottolineato Jean-Luis Zürcher.
"La vaccinazione dei bambini", ha spiegato la consigliera federale Dreifuss, "dipende unicamente dalla decisione dei genitori che devono quindi essere informati in modo completo".
A tale proposito L'Ufficio federale della sanità pubblica ha messo a disposizione dei genitori e dei professionisti del settore un opuscolo informativo, un sito internet e una linea telefonica gratuita. "Vaccinarsi non è solo un atto di protezione individuale, è anche un atto di solidarietà per lottare contro gli agenti infettivi e proteggere gli altri", ha ricordato Ruth Dreifuss.
Va ricordato che prima dell'introduzione dei vaccini, in Svizzera ogni anno si contavano 3000 casi di difterite, 700 casi di poliomielite e 200 casi di meningite: malattie che oggi sono praticamente scomparse.
"Banalizzare le malattie infettive sarebbe un grave errore", conclude Ruth Dreifuss "una regressione della copertura ottenuta grazie alle vaccinazioni comporterebbe una recrudescenza delle malattie infettive".
swissinfo e agenzie
In breve
Ci sono malattie infettive, come il vaiolo, che possono dirsi debellate. Altre resistono: morbillo, rosolia e orecchioni sono malattie troppo spesso sottovalutate che negli ultimi anni, complice una maggiore reticenza della popolazione nei confronti dei vaccini, hanno colpito in modo serio l'Europa. Vaccinare i bambini è la parola d'ordine dell'Ufficio federale della sanità pubblica.Fine della finestrella