Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01039.jsonl.gz/610

Il prossimo mese di gennaio, pandemia permettendo, l'appuntamento di Coppa del mondo con le gare del Lauberhorn andrà in scena regolarmente. La disputa tra gli organizzatori delle gare del Lauberhorn e Swiss-Ski è risolta. Urs Lehmann, presidente della Federazione svizzera di sci, e Urs Näpflin, capo del Comitato organizzatore di Wengen, hanno seppellito l'ascia di guerra. L'accordo è stato raggiunto in un incontro organizzato a Palazzo federale dalla Consigliera federale e ministro dello sport Viola Amherd, anche alla presenza del presidente del governo bernese Christoph Ammann.
Tutte le parti hanno dovuto scendere a compromessi sul piano finanziario. Swiss-Ski non intendeva assumere una quota troppo elevata del deficit strutturale delle gare del Lauberhorn, mentre gli organizzatori bernesi si sono rammaricati che la Federazione non fosse disposta a cedere parte dei proventi dei diritti televisivi. Urs Lehmann ha suggerito che in futuro il sostegno finanziario del Cantone di Berna sarà più importante. Da parte sua, il comitato organizzatore ha approvato la commercializzazione del "marchio" Hundschopf. All'altezza di questo mitico salto, ha detto Urs Näpflin, sarà dispiegato un arco pubblicitario.
Ci è voluta quindi poco più di una settimana per risolvere una disputa che stava bollendo dal 2016. Il 20 gennaio Swiss-Ski aveva annunciato di aver fatto domanda alla Federazione internazionale per la cancellazione delle gare del Lauberhorn dal calendario della Coppa del mondo a partire dalla stagione 2021/22. Quattro giorni dopo, la Federazione ha ritirato la richiesta.
La donazione di 300'000 franchi da parte dello sponsor Jörg Moser per le gare organizzate dalla località dell'Oberland bernese e i segnali positivi ricevuti dagli ambienti politici hanno indotto Swiss-Ski a giocare la carta dell'acquiescenza in questa vicenda. La Federazione aveva voluto provocare un shock con l'annuncio di non includere il Lauberhorn nel calendario 2021/2022.
Swiss-Ski, dal canto suo, non intende farsi carico del deficit strutturale delle gare del Lauberhorn. Con il suo annuncio la federazione ha voluto provocare un elettroshock in tutto l'ambiente dello sci alpino.