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2012
Dieci anni fa il presidente Hildebrand lasciò la BNS fra mille polemiche
Dieci anni or sono, il 9 gennaio 2012, l'allora presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Philipp Hildebrand lasciò la carica, travolto dall'accusa di aver sfruttato conoscenze privilegiate in operazioni private sul mercato delle divise.
All'epoca la vicenda fece parecchio scalpore, arrivando a interessare anche Consiglio federale e parlamento. Legalmente, tuttavia, quanto successo non ha avuto conseguenze per l'ex presidente della BNS.
La procura di Zurigo ha chiuso un'indagine sul caso: le operazioni di cambio non rientravano nell'ambito del reato di insider.
Sono stati invece successivamente condannati l'allertatore civico (whistleblower) che con le sue rivelazioni aveva fatto scoppiare il caso – un dipendente di Sarasin, la banca di Hildebrand – nonché un politico locale UDC che è stato considerato suo complice.
Mezzo milione di dollari
I controversi acquisti di valuta estera erano stati eseguiti dall'allora moglie del presidente della BNS, la gallerista ed ex esperta di finanza Kashya Hildebrand.
Solo poche settimane prima dell'introduzione a sorpresa del tasso di cambio minimo dell'euro da parte della BNS la donna aveva acquistato circa mezzo milione di dollari attraverso la banca Sarasin: soldi che avevano visto il loro valore salire dopo la misura di politica monetaria decise dall'istituto del marito. Secondo Philipp Hildebrand la coniuge aveva agito a sua insaputa.
Un'indagine avviata in fretta e furia nel dicembre 2011 non aveva potuto inizialmente stabilire nessuna transazione non autorizzata da parte di Hildebrand. Ma dopo che vennero rese note le e-mail di Hildebrand con il suo consulente bancario, che avevano fatto apparire le sue dichiarazioni come contraddittorie, il presidente della BNS non ebbe altra scelta che dimettersi.
«Dimissioni inevitabili»
Da un punto di vista puramente giuridico, né Philipp Hildebrand né sua moglie potevano essere accusati di nulla, afferma a posteriori Peter V. Kunz, professore di diritto commerciale all'Università di Berna.
Tuttavia, le dimissioni erano inevitabili. «Gli eventi erano semplicemente incompatibili con l'importante funzione di un presidente della Banca nazionale», spiega all'agenzia Awp. Vi era infatti il pericolo di danneggiare la BNS in quanto istituzione.
Caso politicizzato
Il fatto che all'epoca si siano levate molte voci, sia nel mondo politico che sui media, che prendevano le difese di Hildebrand, aveva anche a che fare con la politicizzazione dell'affare.
L'allertatore civico aveva infatti prima passato le sue informazioni a un avvocato e politico UDC turgoviese che conosceva personalmente, il quale si era poi rivolto a Christoph Blocher. L'allora consigliere nazionale UDC ed ex ministro della giustizia aveva informato il Consiglio federale nel dicembre 2011 e successivamente era finito a sua volta sotto tiro a livello politico e giuridico.
Oggi più sensibilità di allora
Ancora oggi, il comportamento di Hildebrand e di sua moglie probabilmente non avrebbe conseguenze legali, osserva Kunz. Le regole relative alle operazioni insider non sono mai state modificate negli ultimi dieci anni, il che secondo l'esperto è piuttosto sorprendente.
Dopo tutto la sensibilità per i passi falsi dei rappresentanti delle autorità e dell'economia è aumentata notevolmente negli ultimi anni: il comportamento di Hildebrand all'epoca sarebbe «probabilmente ancora più inaccettabile oggi», si dice convinto il professore.
Più controlli
La BNS ha però imparato la lezione dal caso: nella primavera del 2012 ha rafforzato i controlli sulle transazioni finanziarie private dei suoi dipendenti. Il successore di Hildebrand, Thomas Jordan, dichiarò all'epoca che non era più possibile che sorgessero tali problemi.
Mentre Hildebrand e Blocher sono usciti legalmente indenni dalla vicenda, l'informatore e l'avvocato sono stati condannati. Per Kunz, il caso legale era chiaro: l'impiegato di Sarasin aveva chiaramente violato il segreto bancario. Non aveva inoltre seguito la procedura corretta, che sarebbe stata quella di rivolgersi al servizio giuridico della sua banca.
Cosa fa ora Philipp Hildebrand?
Nel frattempo l'ex presidente della BNS ha continuato la sua carriera professionale fuori dalla Svizzera. Nell'autunno 2012 si è trasferito a Londra come vicepresidente del gigante dell'amministrazione patrimoniale Blackrock.
All'inizio del 2021, la Svizzera lo ha messo in corsa per la carica di segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse); tuttavia, ha ritirato la sua candidatura a causa della mancanza di un ampio sostegno tra i membri dell'Ocse.
Anche un ritorno al mondo degli affari elvetico non è affatto fuori discussione. Il nome di Hildebrand viene regolarmente menzionato per posizioni di alto profilo quali le presidenze dei consigli di amministrazione delle grandi banche UBS e Credit Suisse.
hm, ats