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Tre persone sono morte la scorsa notte nel Venezuela a causa di complicazioni per il virus portato dalle zanzara Aedes aegypti, vettore del virus. Nel paese sono stati registrati oltre 5000 casi sospetti da novembre, ma il numero reale è probabilmente molto più alto.
Un primo caso è stato confermato anche nel Maryland, Stati Uniti: si tratta di una persona che ha viaggiato in uno dei Paesi dove la trasmissione del virus è considerata attiva.
Nessuna buona notizia neanche sul fronte dei vaccini anche a causa della rapidità con cui si evolve la situazione, spiega l'Organizzazione Mondiale della Sanità: "si dovrà attendere almeno 18 mesi per le sperimentazioni su larga scala di possibili vaccini contro il virus Zika".
"Circa 15 compagnie o gruppi hanno avviato lavori su vaccini. Molti hanno appena cominciato", ha detto Marie-Paule Kieny, vice direttore generale dell'Oms per i Sistemi di salute e l'innovazione. Due candidati-vaccini sembrano più sviluppati, un vaccino del National Institute for Health (un'agenzia del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti) ed un prodotto della Bharat Biotech, in India, ha aggiunto Kieny precisando che l'attuale assenza di modelli animali e reagenti rallenta lo sviluppo.
Resta sempre il dubbio se esista o meno il legame con le microcefalie dei neonati. L'Oms fa sapere che sarà fatta chiarezza quanto prima sui probabili legami "entro alcune settimane". Nessuna dimostrazione anche tra sindrome di Guillain Barre e Zika, anche questo deve ancora essere dimostrato: "Abbiamo ancora alcune settimane per essere sicuri e dimostrare la causalità", ma il legame è probabile, ha detto l'esperta dell'Oms Kieny.
E intanto c'è un primo atleta contagiato dal virus Zika: "Ho avuto tutti i sintomi del virus della Zika. Mi è venuto prima di Natale, durante le gare delle Coppa del Brasile", ha detto la spagnola Marina Alabau, oro olimpico nella classe RS:X della vela a Londra 2012, intervistata dal quotidiano sportivo Marca.
SDA-ATS