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Il Consiglio degli Stati ha tolto ogni mordente alla proposta della sua commissione!
Come è noto, nella seduta del 28 agosto 2020, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-CS) ha incluso nella sua iniziativa parlamentare " Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi" alcuni degli articoli che il Consiglio federale aveva proposto come "Pacchetto di misure acqua potabile" per la Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+). Questi articoli riguardavano la progressiva riduzione delle sostanze nutrienti, i requisiti per la verifica delle prestazioni ecologiche e la comunicazione trasparente relativa alle forniture di sostanze nutrienti. In questo modo, la CET-CE ha voluto rafforzare la componente ecologica dell'agricoltura e fornire risposte alle richieste dell'iniziativa sull'acqua potabile e sui pesticidi. Abbiamo accolto con favore questa decisione, perché è stato un passo importante nella giusta direzione.
Come avrete probabilmente già appreso, il Consiglio degli Stati, nella riunione del 14 settembre 2020, ha tolto il mordente a questa proposta della CET-CS, a parte l'indiscusso percorso di riduzione dei pesticidi. In particolare, ora manca il percorso vincolante di riduzione per azoto e fosforo. È stato eliminato il passaggio cruciale che richiedeva di ridurre le dispersioni di azoto e fosforo in agricoltura del 10% entro il 2025 e del 20% entro il 2030 rispetto al valore medio degli anni dal 2014 al 2016.
Riteniamo questa decisione del Consiglio degli Stati inaccettabile e ci aspettiamo che il Consiglio nazionale corregga la decisione del Consiglio degli Stati e adotti almeno il percorso di riduzione proposto dalla CET-CS. Tuttavia, anche questo percorso di riduzione è estremamente moderato e lontano da una politica agricola conforme alla legislazione ambientale vigente. A titolo di esempio, secondo varie leggi e accordi internazionali le emissioni di ammoniaca dall'agricoltura dovrebbero essere del 45% inferiori rispetto a quelle attuali. La Svizzera - notabene, un paese alpino - è il secondo Paese europeo per emissioni di questo veleno ambientale, subito dietro ai Paesi Bassi. A differenza di quasi tutti gli altri Paesi che presentavano valori altrettanto eccessivi - e che hanno ottenuto una forte riduzione attraverso misure mirate - il nostro Paese non è stato in grado di ridurre le proprie emissioni negli ultimi 15 anni. Si tratta di una prova di incapacità della politica agricola svizzera, che investe 5-10 volte più fondi pubblici nell'agricoltura rispetto ai Paesi vicini.
Il problema delle emissioni di azoto e fosforo fortemente eccessive da parte dell'agricoltura è noto da tempo. Già a metà degli anni novanta il Gruppo di progetto Bilancio di azoto Svizzera aveva sviluppato, su incarico della Confederazione, strategie per la riduzione graduale delle emissioni di azoto rilevanti per l'ambiente, che sono state incluse anche negli obiettivi ecologici della Politica agricola 2007. Su tutto il territorio svizzero era prevista la riduzione entro il 2005 di circa il 23% dell'inquinamento complessivo dell’aria e delle acque da composti azotati ambientalmente rilevanti provenienti dall'agricoltura, rispetto alle quasi 100’000 tonnellate di azoto del 1994. L'obiettivo ecologico a lungo termine era una riduzione del 50% per raggiungere circa 50’000 tonnellate di azoto. La triste realtà, tuttavia, è che le dispersioni di azoto non sono diminuite negli ultimi 20 anni e continuano ad ammontare a circa 100'000 tonnellate all'anno (Ufficio federale di statistica).
Le eccessive emissioni di nutrienti non vengono percepite dall’opinione pubblica in modo altrettanto dirompente come le concentrazioni di pesticidi nelle acque. Tuttavia, sia dal punto di vista ecologico che da quello della salute, sono indiscutibilmente di pari importanza.
Gli inquinanti atmosferici contenenti azoto hanno effetti nocivi su ecosistemi naturali quali boschi, prati naturali ricchi di specie e prati secchi, brughiere alpine, torbiere e paludi. Gli effetti sulla vegetazione possono avvenire direttamente attraverso i composti gassosi (principalmente attraverso l'ammoniaca) o attraverso l'eccessiva deposizione di composti azotati reattivi (tra cui ammoniaca, ammonio, biossido di azoto, nitrato). L'ammoniaca è anche una sostanza precursore per la formazione di polveri fini secondarie. Inoltre, indagini in Svizzera e all'estero dimostrano che un eccessivo deposito di azoto nei boschi ostacola la crescita degli alberi e ne riduce la resistenza alla siccità e agli agenti patogeni.
I problemi di eccessiva dilavazione dei nitrati nelle acque sotterranee sono ben noti. Molti pozzi di acqua sotterranea forniscono ancora acqua potabile con livelli di nitrati superiori al valore limite di 25 mg/l fissato dalla legislazione sulla protezione delle acque sotterranee, e altri hanno addirittura dovuto essere abbandonati perché è stato superato il valore massimo di 40 mg/l fissato dalla legislazione alimentare.
Quest'estate, i titoli dei giornali riportavano nuovamente fatti legati ai cianobatteri (alga azzurra), che secernono varie tossine problematiche per l'uomo e gli animali. Nell'uomo possono causare vomito, diarrea e irritazione cutanea. Oltre alle temperature calde, le elevate concentrazioni di nutrienti favoriscono la proliferazione esplosiva di questi batteri.
Taluni laghi svizzeri (tra cui il Baldeggersee e l’Hallwilersee) devono ancora essere aerati perché un'eccessiva concimazione con il fosforo stimola una forte crescita di alghe.
Numerosi piccoli corsi d'acqua presentano ancora un'eccessiva concentrazione di azoto.
Chiediamo quindi urgentemente una politica agricola che affronti finalmente con forza, nel prossimo futuro, i problemi ambientali e idrici che sono stati rinviati per ben 20 anni. Un cambiamento di sistema è inevitabile, per questo motivo continuiamo il nostro impegno per l'iniziativa sull'acqua potabile!