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NEW YORK - Gli obiettivi del Millennio non sono stati raggiunti; per farlo è necessario correggere il tiro: lo ha detto la consigliera federale Micheline Calmy-Rey nel suo discorso all'Assemblea generale dell'ONU, a New York.
"Non abbiamo ancora raggiunto quel che volevamo; i progressi nella riduzione del numero dei poveri nel mondo, l'accesso all'educazione primaria e all'acqua potabile, la parità tra i sessi... sono insufficienti", ha esclamato la ministra elvetica degli esteri. Bisogna meditare sul mancato raggiungimento di risultati, "forse ci siamo prefissi un compito impossibile", ha detto ancora Calmy-Rey. Quando sono stati fissati gli Obiettivi "l'economia era fiorente e tutto pareva possibile, perfino l'accettazione della sfida mondiale più grande, ossia ridurre la povertà".
Per la consigliera federale una delle cause dell'attuale fallimento risiede forse nel fatto che il mondo ricco si è troppo concentrato sui sintomi e non abbastanza sulle cause della povertà e della miseria. Ha quindi insistito sulla necessità di mettere in atto misure per assicurare "servizi di base e una pace duratura" in questi paesi che hanno strutture statali fragili.
Calmy-Rey ha anche evocato l'idea di porre la questione dei diritti umani nel cuore degli Obiettivi del Millennio, la cui realizzazione "esige lo sforzo per integrare tutti i gruppi sociali. In molti casi invece numerose persone sono escluse e marginalizzate, specialmente le donne e le minoranze".
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