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La firma fa seguito all’approvazione del trattato quadro con l’IGAD da parte del Consiglio federale il 6 giugno 2014. Questo partenariato consente alla Svizzera di condurre un dialogo politico con l’IGAD e i suoi Stati membri nel Corno d’Africa e di incrementare l’efficacia dell’intervento svizzero nella regione, per esempio nel settore della sicurezza alimentare.
I territori aridi del Corno d’Africa sono abitati da più di 50 milioni di persone. Negli ultimi decenni queste terre, afflitte da siccità ricorrenti, sono diventate sinonimo di penuria alimentare cronica.
La sicurezza alimentare della popolazione non è minacciata solo dalle catastrofi naturali. Gli spazi vitali degli allevatori di bestiame che si spostano, di stagione in stagione, con le loro greggi per sfruttare al meglio i pascoli e le fonti di acqua sono pesantemente ridotti. L’infrastruttura, l’agricoltura estensiva e l’incertezza dei diritti fondiari sono spesso catalizzatori di conflitti violenti per la conquista dei terreni da pascolo rimanenti. Nel delicato settore tematico dei diritti agrari, la Svizzera e l’IGAD hanno in programma una collaborazione più stretta, in particolare per l’attuazione delle direttive relative alle riforme agrarie approvate dall’Unione africana.
L’IGAD, costituita da otto Paesi situati nel Corno d’Africa, sta acquisendo un ruolo sempre più importante ai fini della stabilità e dello sviluppo nella regione. Nel Corno d’Africa, la cooperazione transfrontaliera e coordinata è centrale per eliminare le tensioni e consolidare la sicurezza per la popolazione.
In risposta all’ultima catastrofica siccità, gli Stati membri hanno concordato una strategia che ha l’obiettivo di rafforzare la capacità di adattamento della popolazione attraverso misure di emergenza e di sviluppo in tal senso, per far sì che in futuro i periodi di siccità non si trasformino più in emergenze alimentari. Accesso sicuro ai pascoli, pianificazione dell’uso della terra, sfruttamento sostenibile del suolo e delle acque, ma anche formazione professionale e accesso ai mercati sono tra gli aspetti dei progetti avviati e sostenuti dalla Svizzera nella regione per migliorare la sicurezza alimentare.
Secondo la strategia per il Corno d’Africa 2013-2016 del Consiglio federale, la Svizzera fa fronte alle inveterate cause di conflitto e di povertà alla base della fragile situazione nella regione promuovendo di riflesso anche la trasformazione dei conflitti e l’integrazione regionale. La Svizzera è attiva soprattutto in Somalia, Kenia, Etiopia, Sudan e Sudan del Sud.
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