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E ora tocca alla velocità. Annullate le gare nordamericane a causa della pandemia da coronavirus, gli specialisti di discesa e super-G esordiranno nel weekend a Val d’Isère; dove, viste le previsioni, è stato invertito il programma: sabato si disputerà il superG, domenica la discesa.
Lo svizzero Beat Feuz partirà alla conquista di quella che sarebbe la quarta coppa di discesa filata, mentre il compagno di squadra Mauro Caviezel proverà a fare il bis in superG. Per Feuz è l’occasione di entrare nella leggenda. Solamente l’austriaco Franz Klammer (1975-1978) si è aggiudicato la classifica per quattro stagioni consecutive; il rossocrociato Didier Cuche lo ha fatto in cinque anni. A 33 anni il bernese ha nella costanza nelle parti alte della classifica il maggiore atout. È salito sul posto ben venti volte, nelle ventisei discese delle tre stagioni passate (sei le vittorie) e non ha mai concluso oltre l’ottava posizione. A Val d’Isère ritroverà il suo rivale più accreditato, Dominik Paris, al rientro dopo il grave infortunio al ginocchio dello scorso gennaio, quando sembrava lanciato verso la 'coppetta'. Nel duello Feuz-Paris possono inserirsi gli austriaci Matthias Mayer e Vincent Kriechmayr, ma attenzione anche all’inossidabile norvegese Kjetil Jansrud.
Dopo il primo allenamento di discesa, Gilles Roulin ha uno sci in partenza. Con il sesto tempo lo zurighese è stato il più veloce degli svizzeri sulla pista "Oreiller Killy". Lo zurighese è in corsa per gli ultimi due posti in squadra, che si gioca con Stefan Rogentin (quindicesimo) e Ralph Weber (trentesimo). Il più rapido è stato il norvegese Alexander Kilde; mentre Beat Feuz, come spesso in prova, è rimasto prudente e ha chiuso ventesimo.
Diverso, per Feuz, il discorso in superG, in cui da qualche stagione ha ambizioni più contenute (un top-5 nell’inverno 2019-2020). Non per questo le chance di successo in campo elvetico sono minori, anzi. E non è neppure Mauro Caviezel il più atteso. Tutti gli sguardi sono rivolti su Marco Odermatt, al settimo cielo dopo la storica vittoria nel gigante di domenica scorsa a Santa Caterina. Il nidvaldese è peraltro il solo rossocrociato a essersi imposto in un superG l’anno scorso a Beaver Creek (suo primo successo in Coppa del Mondo). Odermatt sarà al via anche in discesa, disciplina nella quale non si è ancora piazzato nei primi dieci. Chissà che la fiducia incamerata in Valtellina, non gli permetta di farlo già a Val d’Isère, dove la Svizzera maschile non festeggia una vittoria dal 2008 (vittoria di Carlo Janka in gigante).
Dopo un weekend andato in bianco, quello di St. Moritz, a causa della troppa neve e delle condizioni meteo avverse, la Coppa del Mondo femminile torna in pista a Courchevel, dove verranno disputati due giganti. E sarà caccia alle italiane. L’ultima vincitrice sulla pista della Savoia è infatti Federica Brignone, mentre a imporsi nel primo gigante della stagione era stata Marta Bassino. Italiane che sembrano disporre di un piccolo margine sulla concorrenza, sebbene i ranghi si possono serrare: l’anno scorso, le prime dieci in classifica erano racchiuse in un secondo. Tra le favorite c’è anche Petra Vlhova. Vittoriosa sia negli slalom di Levi, che nel parallelo di Lech, l’attuale leader della classifica generale cercherà ovviamente di stare davanti alle stesse Brignone e Bassino.
In campo svizzero Michelle Gisin, capace di salire sul podio in tre circostanze, proverà a fare bene come a Sölden, dove finì ai piedi del podio. Wendy Holdener, ventiseiesima sul ghiacciaio austriaco a causa di un enorme errore nella seconda manche, torna sulla pista dove aveva festeggiato il primo podio in gigante. Era l’anno scorso, quando conquistò il terzo posto a 44 centesimi da Brignone.
E poi c’è Lara Gut-Behrami. La ticinese è reduce dalla bella terza posizione nel parallelo di Lech e, al di là dell’incoraggiante ottavo posto a Sölden, sembra mostrare cose migliori rispetto agli anni passati, in particolare nell'impostazione delle curve. Se riuscirà a correggere le ‘driftate’ ancora troppo marcate, ha di certo tutte le carte in regola per tornare a rivaleggiare con le migliori.
Tre volte vincitrice della coppa generale (2017, 2018 e 2019), Mikaela Shiffrin ha tenuto a stemperare le attese nei suoi confronti prima delle gare francesi. L'improvvisa morte del padre Jeff, la pandemia, i problemi alla schiena in ottobre: per la statunitense il 2020 è decisamente un anno assai complicato. A causa della crisi sanitaria, ha spiegato durante una conferenza stampa, «abbiamo avuto venti giorni sugli sci prima dell'avvio di stagione, invece degli abituali sessanta. È stato bello, ma nemmeno lontanamente sufficiente per preparare una stagione in modo competitivo. Non uso gli sci da discesa o superG da Bansko, a gennaio, e non prenderò parte a una gara veloce senza poter essere competitiva». Tenuto conto che le migliori sciatrici riescono a fare punti in quattro o cinque discipline, per Shiffrin la lotta alla generale si annuncia difficile. «Non mi fisso obiettivi irrealistici o irrispettosi verso le altre atlete. Petra Vlhova, Michelle Gisin, Federica Brignone: le ragazze molto forti sono diverse e io, al momento, non mi vedo una di loro».
E ora tocca alla velocità. Annullate le gare nordamericane a causa della pandemia da coronavirus, gli specialisti di discesa e super-G esordiranno nel weekend a Val d’Isère; dove, viste le previsioni, è stato invertito il programma: sabato si disputerà il superG, domenica la discesa.