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LA PAZ - Pur essendosi strenuamente impegnato nella campagna elettorale, il presidente boliviano Evo Morales, nelle regionali e comunali di ieri, ha vinto ma non stravinto come pretendeva per supportare meglio il suo potere centrale.
Secondo gli exit poll dei media statali e privati, il suo partito, il Movimento al socialismo (Mas), si è imposto in sei governatorati. Ma gli altri tre, nelle regioni ricche della zona orientale del paese, sono rimasti nelle mani delle destre.
Per quanto riguarda le comunali, il Mas ha vinto soprattutto nelle zone rurali, ma nelle grandi città hanno prevalso nettamente gli oppositori. In particolare a La Paz dove, pur se il candidato di Morales si è aggiudicato il governatorato, come sindaco è stato eletto Luis Revilla, in corsa per il Movimento senza paura (Msm), un partito di sinistra moderata che, fino allo scorso dicembre, era un alleato del capo dello Stato.
Sul piano nazionale, il Mas che, dopo le elezioni di dicembre in cui Morales ha ottenuto il 64% dei voti, controlla senza problemi il parlamento, si conferma il più importante partito, seguito dal Msm e dalle destre. Queste ultime, pur mantenendo i bastioni delle zone ricche, restano però più frammentate che mai, tanto che il rieletto governatore di Santa Cruz, Ruben Costas, ha proposto "l'unità di tutti i boliviani, ovunque siano nati e qualsiasi sia il colore della loro pelle".
Morales, invece, si è limitato a dirsi "soddisfatto". Anche perché, secondo il politologo Roger Tuero, alla luce dei risultati di ieri "non dovrà misurarsi con un'opposizione politica, ma bensì con molte opposizioni regionali".
SDA-ATS