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Attualmente due miliardi di persone devono convivere con gli effetti ecologici, economici e sociali della desertificazione. Pur non subendone le dirette conseguenze, la Svizzera s'impegna a favore dell'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla desertificazione (UNCCD) nei numerosi Paesi colpiti da questo fenomeno. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) gestisce oltre 70 progetti e programmi concreti destinati a combattere la desertificazione, equivalenti a un investimento totale di circa 46 milioni di franchi all'anno.
Alla decima Conferenza dei Paesi firmatari dell'UNCCD, che si apre lunedì nella Repubblica di Corea, la Svizzera è rappresentata da una delegazione composta di cinque membri appartenenti a DSC, Direzione Politica V del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e Centro per lo sviluppo e l'ambiente (CDE) dell'Università di Berna. In occasione della conferenza si svolgeranno importanti dibattiti sulla realizzazione della Convenzione, in particolare sulle possibili sinergie fra le tre Convenzioni di Rio (clima, biodiversità e desertificazione). Consapevole della necessità di accordare maggiore importanza alle grandi sfide ambientali oggetto di queste tre convenzioni, la Svizzera sostiene gli sforzi per rafforzarne le sinergie allo scopo di consentire un approccio globale delle problematiche.
L'ordine del giorno della Conferenza prevede anche colloqui sui rapporti con il Fondo mondiale per l'ambiente (GEF), sull'equa ripartizione geografica delle risorse messe a disposizione per l'attuazione dell'UNCCD e sulla suddivisione dei compiti tra il Segretariato della Convenzione e il Meccanismo Mondiale (MM), l'organizzazione incaricata di mobilitare le risorse finanziare per l'UNCCD. In tutti questi dossier la Svizzera adotterà un approccio pragmatico in grado di assicurare un impiego efficace dei fondi disponibili.
L'adesione della Svizzera all'UNCCD, nel 1996, è in linea con le sue priorità in materia di politica internazionale a favore dello sviluppo, della lotta alla povertà e alle diseguaglianze e della tutela dell'ambiente globale. La cooperazione svizzera è attiva da molti anni nei Paesi più poveri. Molti di loro, come il Niger, il Mali, il Ciad, il Burkina Faso, la Tanzania, la Mongolia e il Kirghizistan, soffrono di gravi disagi dovuti alla siccità e alla desertificazione. L'impegno della Svizzera s’inserisce in una prospettiva a lungo termine volta a incoraggiare lo sviluppo sostenibile di questi Paesi.
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