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I numeri delle persone vaccinate in Israele continuano ad essere impressionanti: l'80% degli over 60 è stato vaccinato e sono quasi un milione e mezzo gli abitanti che hanno già ricevuto la seconda dose. Ogni giorno nel Paese il farmaco viene somministrato a 250'000 persone.
"Israele si è assicurata i vaccini già mesi fa e a sufficienza - spiega Nadav Davidovitch, direttore del dipartimento di salute pubblica della Ben Gurion University del Negev - abbiamo dato la priorità ai soggetti a rischio, ma andiamo molto veloci". Infatti lo Stato ha già iniziato anche con i più giovani.
Un altro fattore che ha aiutato Israele è l'esistenza dello "stato di emergenza" che ha permesso negli ultimi 10 anni di fare molte esercitazioni di vaccinazioni di massa sulla popolazione.
Nella Nazione, in totale, sono state immunizzate due milioni e mezzo di persone, nulla a che vedere con l'Europa e anche con la Svizzera dove negli ultimi giorni sono emersi ritardi nella consegna dei preparati.
L'azienda farmaceutica Pfizer ha voluto prendere Israele come modello: "Siamo un Paese relativamente piccolo, ma abbiamo una buona digitalizzazione dei dati medici, questo permette di seguire i problemi del vaccino e i dati sulla sua efficacia", conclude Nadav Davidovitch.