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L'esercizio del diritto di voto tramite corrispondenza da parte degli Svizzeri all'estero funziona generalmente bene. Il voto elettronico continua tuttavia a rappresentare l'opzione migliore. È quanto indica un rapporto adottato oggi dal Consiglio federale. Per preparare il documento, redatto in adempimento ad un mandato del Parlamento, sono stati interrogati svizzeri all'estero originari dei cantoni Lucerna, Friburgo, Argovia, Ginevra e Ticino. È stato loro chiesto di indicare la data in cui hanno ricevuto il materiale di voto relativo alla votazione popolare federale del 28 novembre 2021.
Nel 2% dei casi si riceve la busta a votazione avvenuta
I risultati, indica un comunicato governativo, mostrano che la stragrande maggioranza ha ricevuto la scheda di voto sufficientemente in anticipo. Soltanto chi risiede in Paesi lontani - come ad esempio Australia, Nuova Zelanda, Filippine, Sudafrica e Uruguay - ha ricevuto il materiale di voto tardivamente o addirittura - nel 2% dei casi - a votazione già avvenuta. Insomma, la consegna del materiale di voto non pone problemi per la maggioranza degli svizzeri all'estero (sono complessivamente 214'000 gli elvetici iscritti nel cataloghi elettorali). In Europa in molti casi essi ricevono il materiale addirittura prima dei loro connazionali in Patria. Detto ciò, anche se è possibile anticipare la data della spedizione o ricorrere al servizio di corriere del Dipartimento federale degli affari esteri, per l'esecutivo "il voto elettronico continua a rappresentare la soluzione più promettente per facilitare la partecipazione degli Svizzeri all'estero confrontati con tempi di consegna postale lunghi". Nel comunicato il governo ricorda anche che a inizio mese ha autorizzato tre cantoni - BS, SG, TG - a sperimentare l'e-voting.