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Gli impiegati svizzeri confermano la loro forte propensione verso la mobilità professionale. Secondo l'ultimo barometro delle risorse umane dell'Università di Zurigo e dell'ETH, una persona su tre si dichiara propensa a cambiare domicilio per ragioni professionali, mentre il 40% prevede una riconversione.
Queste intenzioni contrastano con la realtà: in pratica, l'80% degli impiegati elvetici fa parte dei "job-keepers". Nell'arco di un anno, solo il 10% delle persone che lavorano per un'impresa dichiara di aver cambiato la propria funzione. Sono ancora meno ad aver cambiato datore di lavoro o professione.
Questi risultati mostrano come i cambiamenti di domicilio e di datore di lavoro vengano presi in considerazione, ma messi in pratica unicamente in caso di vero bisogno. Questo spiega, da un lato, il fatto che la realtà del mercato del lavoro non richiede sempre disponibilità verso la mobilità e, dall'altro lato il fatto che un gran numero di impiegati è soddisfatto del proprio posto di lavoro e dell'ambiente lavorativo.
Le ragioni più spesso evocate al momento di un cambiamento del posto di lavoro sono: delle mancanze a livello di ambiente dell'impresa o della varietà del lavoro, così come l'incompatibilità con il percorso o i progetti della vita privata. Il salario è presente, ma ha un ruolo di secondo ordine.
Il barometro svizzero delle relazioni umane è pubblicato ogni anno. Quest'anno si basa su circa 1'443 interviste realizzate per telefono tra marzo e maggio 2008.
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