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BRUXELLES - La Commissione Ue sostiene l'idea di una tassa sulle transazioni finanziarie a livello globale, per affrontare sfide come quelle dello sviluppo o la lotta ai cambiamenti climatici.
A livello europeo ritiene "preferibile" l'opzione di una tassa sulle attività finanziarie che, "se ben disegnata e applicata può generare entrate significative e aiutare ad assicurare una maggiore stabilità dei mercati, senza porre rischi eccessivi alla competitività".
È quanto emerge dalla comunicazione adottata oggi dall'esecutivo europeo, secondo cui "il settore finanziario deve contribuire al consolidamento delle finanze pubbliche", in un momento in cui "i governi hanno urgente bisogno di risorse per superare l'attuale situazione economica".
"Ci sono buone ragioni per tassare il settore finanziario - afferma il commissario Ue al fisco, Algirdas Semeta - e ci sono i modi per farlo". Bruxelles sostiene che "una tassa sulle attività finanziarie dovrebbe essere presa in considerazione" e "centrata sui profitti delle istituzioni finanziarie". Sarebbe anche "il migliore strumento - si spiega - per affrontare l'attuale sotto-tassazione del settore finanziario".
Secondo i calcoli degli esperti della Commissione Ue, le entrate di tale tassazione potrebbero ammontare fino a 25 miliardi di euro nella Ue, fissando un'aliquota fiscale del 5% su tutti i profitti delle banche e delle altre istituzioni finanziarie.
La comunicazione sarà ora presentata all'Ecofin del prossimo 19 ottobre e al Consiglio Ue di fine ottobre. Sarà messa anche sul tavolo del G20 di Seul a novembre.
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