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Il Parlamento si dovrà esprimere prossimamente in merito a un divieto nazionale del burqa. Il Consiglio federale si oppone a tale misura e chiede di respingere questa iniziativa popolare, preferendo puntare sull'obbligo di rimuovere il velo quando è necessario identificarsi. E di lasciare che i cantoni legiferino come loro ritengono opportuno.
Il governo ha ridotto venerdì la portata del controprogetto indiretto all'iniziativa "Sì al divieto di dissimulare il viso". Poiché l'esercizio della coercizione è già punibile con il codice penale, ha rinunciato a una nuova disposizione rivolta a chi costringe una persona a indossare un burqa.
Questa modifica è stata criticata durante la procedura di consultazione, in particolare dal PLR che ritiene che abbia solo un carattere simbolico. Per il resto, i partiti sono piuttosto propensi all'idea di un contro-progetto, a parte l'UDC, più favorevole all'iniziativa, e i Verdi, che ritengono che non sia necessario legiferare in materia.
Il Consiglio federale conserva quindi solo la seconda parte del controprogetto, che introduce l'obbligo di mostrare il proprio volto a fini identificativi nei settori dei trasporti, della migrazione e dell'assicurazione sociale.
Il velo, il niqab o il burqa, devono essere temporaneamente rimossi quando un rappresentante di un'autorità deve verificare, secondo la legge federale, l'identità di una persona. Il viso dovrebbe essere visibile dalla fronte al mento.
Ad esempio, un viaggiatore deve essere identificato per verificare che sia il titolare dell'abbonamento che presenta. Se non ha un biglietto valido, deve certificare la sua identità e pagare il prezzo della sua corsa e un supplemento. In questi casi, il controllore deve essere in grado di vedere il suo volto per verificare il documento di identità presentato.
L'ingiunzione di mostare il viso dovrà essere data almeno due volte. Se l'interessato si rifiuta, sarà punito con una multa fino a 10'000 franchi. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, la multa non dovrebbe superare le poche centinaia di franchi.
Il controprogetto entrerebbe in vigore solo se l'iniziativa sarà ritirata o respinta. Quest'ultima è stato lanciato dal comitato di Egerkingen, già promotrice dell'iniziativa che ha introdotto il divieto di costruire minareti. L'obbiettivo è di proibire la dissimulazione del volto negli spazi pubblici, in luoghi accessibili a tutti (eccetto i luoghi di culto) o in cui sono forniti servizi accessibili a tutti.
Eccezioni potrebbero essere fatte per ragioni di sicurezza, salute, clima o abitudini locali. L'iniziativa proibisce anche di costringere una persona a nascondere il viso a causa del suo sesso.