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BERNA - Cinque ricorsi sono stati inoltrati contro la decisione della prefetta del Giura bernese Stéphanie Niederhauser di invalidare il voto che sancisce il passaggio di Moutier dal canton Berna al Giura. Oltre al Municipio anche un gruppo di 138 giovani pro-giurassiani, nonché due gruppi rispettivamente di sei e tre ricorrenti e un singolo cittadino si sono rivolti al Tribunale amministrativo bernese.
Lo ha indicato oggi lo stesso tribunale all'agenzia Keystone-ATS, precisando che la decisione dovrebbe essere resa nota al più presto entro l'estate del 2019.
Il ricorso del gruppo di giovani cittadini è patrocinato dal movimento autonomista "Moutier, ville jurassienne" ed è diretto contro la decisione della prefetta «considerata inaccettabile alla luce della volontà democraticamente e regolarmente espressa dalla maggioranza dell'elettorato».
Dal canto suo l'esecutivo della cittadina bernese - da decenni a maggioranza autonomista - chiede l'annullamento della decisione della Prefettura del Giura bernese. Le autorità invitano il Tribunale cantonale a «constatare che il risultato del voto del 18 giugno 2017 è convalidato e del tutto effettivo».
Lo scorso 5 novembre Stéphanie Niederhauser ha invalidato il voto del giugno del 2017, nel quale il 51,72% dei cittadini di Moutier aveva scelto di lasciare il canton Berna per unirsi al Giura. La prefetta ha giudicato ricevibili i ricorsi depositati da cittadini antiseparatisti per asserite irregolarità, ritenendo in particolare che prima della votazione ci sia stata una propaganda inammissibile da parte delle autorità filoseparatiste di Moutier.
I separatisti e il governo cantonale giurassiano l'hanno accusata di aver preso una decisione politica su indicazione del Consiglio di Stato bernese. Hanno inoltre respinto in blocco gli argomenti avanzati da Niederhauser giudicandoli unilaterali.
La procedura giudiziaria rischia di protrarsi per le lunghe. Gli autonomisti, come anche gli antiseparatisti sul fronte opposto, hanno già lasciato intendere da tempo che sono pronti ad andare fino al Tribunale federale per ottenere ragione. Ancora prima della decisione della prefetta è stata evocata addirittura la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.