Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/75421

<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla scia del dibattito in merito al CO2, all'energia e alle scorie nucleari, desidero interpellare il Consiglio federale sulla seguente scoperta.</p><p>In linea di principio, si stima che un chilogrammo di combustibile nucleare esausto contenga, per trasmutazione, una quantità di energia pari a 1,99 milioni di franchi di elettricità.</p><p>La decisione di non lanciare alcuna discussione sull'utilizzazione di questa potenza è stata presa molto tempo fa dall'amministrazione federale senza che il Parlamento ne fosse informato, almeno secondo le mie conoscenze.</p><p>Gli stabilimenti nucleari che "distruggono" le scorie radioattive esistono già nelle simulazioni informatiche: sono il risultato del lavoro svolto da un laboratorio estero importante e molto reputato. Dato che la fase di ricerca scientifica è ormai conclusa, urge adesso passare alla fase di realizzazione industriale.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per finanziare congruamente e rapidamente il vaglio di queste nuove possibilità, quali sono gli adeguamenti legislativi o normativi che è necessario apportare al fondo per lo smaltimento delle scorie radioattive e al fondo per la disattivazione degli impianti nucleari?</p><p>2. È ipotizzabile, allo stato attuale dei trattati internazionali sull'impiego civile dell'energia nucleare, che un'industria svizzera ottenga l'autorizzazione per mettere a punto senza indugio gli stabilimenti per la trasmutazione?</p><p>3. Come intende assicurarsi il Consiglio federale che i metodi di stoccaggio del combustibile nucleare esausto permetteranno in futuro di riutilizzarlo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'interrogazione si fa riferimento alla trasmutazione di sostanze radioattive. Per trasmutazione si intende la trasformazione mirata di singoli radionuclidi a vita lunga per renderli a vita breve. Allo stato attuale della scienza, la trasformazione di nuclidi a vita lunga non è, per motivi tecnici, mai completa e neppure fattibile per tutti i nuclidi a vita lunga. La trasmutazione è una tecnica che si trova ancora allo stadio della ricerca; contrariamente a quanto esposto nell'interrogazione, non potrà essere utilizzata in un futuro immediato.</p><p>La trasmutazione non va confusa con il ritrattamento di elementi di combustibile esausti. In questo caso, gli elementi fissili (uranio, plutonio) sono separati dalle sostanze non recuperabili e riutilizzati in cosiddetti elementi di combustibile di ossidi misti (MOX) per la produzione di energia. </p><p>Conformemente all'articolo 106 capoverso 4 della legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu), con effetto dal 1° luglio 2006 è stata decretata una moratoria di dieci anni che vieta l'esportazione di elementi combustibili esausti a scopo di ritrattamento.</p><p>Il Consiglio federale prende posizione in merito alle singole domande nel seguente modo:</p><p>1. Secondo l'articolo 77 LENu, il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento hanno lo scopo di coprire i costi della disattivazione e dello smantellamento di impianti nucleari fuori uso, dello smaltimento delle scorie prodotte in tal modo, nonché dello smaltimento delle scorie radioattive d'esercizio e degli elementi combustibili esausti dopo la messa fuori esercizio degli impianti nucleari. I costi che gli esercenti degli impianti determinano conformemente alle basi legali e al metodo di smaltimento previsto sono verificati dalle autorità. I costi stimati servono in seguito da base per il calcolo dei contributi che gli esercenti devono versare in entrambi i fondi. Il Consiglio federale non ritiene necessario modificare la legislazione sull'energia nucleare per quanto concerne il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento.</p><p>2. I produttori di scorie sono liberi di investire nella tecnica di trasmutazione e di fare ricerca in questo settore. Gli stabilimenti per la trasmutazione di sostanze radioattive sottostanno alla LENu e necessitano in primo luogo di un'autorizzazione di massima e poi di una licenza di costruzione e di una licenza d'esercizio.</p><p>3. Un gruppo di esperti ha elaborato il modello dell'"immagazzinamento geologico controllato a lungo termine" che associa il deposito in strati geologici profondi alla possibilità della sorveglianza e del recupero. Prima della chiusura di un deposito, il modello prevede tra l'altro una fase di osservazione più lunga e l'impiego di un deposito pilota. La sorveglianza, il controllo e la manutenzione sono possibili per più generazioni. Questo modello è stato ripreso nella legislazione sull'energia nucleare (in particolare negli artt. 30, 31, 37-41 LENu e negli artt. 62-72 OENu). Fino alla chiusura del deposito in strati geologici profondi (durante la fase di osservazione) è possibile recuperare gli elementi combustibili esausti e le scorie radioattive senza dover affrontare oneri eccessivi. Il Consiglio federale non ritiene necessario modificare la legislazione sull'energia nucleare per quanto concerne l'aspetto dello smaltimento.</p>  Risposta del Consiglio federale.