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LONDRA - Non sembra far breccia tra i falchi della maggioranza (Tory brexiteers ultrà e alleati unionisti nordirlandesi del Dup) la promessa fatta ieri dalla premier della Gran Bretagna Theresa May di garantire un "ruolo" di controllo al parlamento britannico sull'ipotetica attivazione futura del "backstop": il contestato meccanismo di garanzia preteso dall'Ue a tutela del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord invocato dai ribelli come una delle ragioni chiavi del loro no alla ratifica dell'accordo sulla Brexit raggiunto dalla premier con Bruxelles.
L'offerta della May è stata recepita in un emendamento destinato a essere presentato in aula entro lunedì da alcuni deputati lealisti, riporta oggi la Bbc. Ma Steve Baker, ex viceministro per la Brexit e portavoce degli euroscettici Tory più radicali, ha già fatto sapere che si tratta di una mossa disperata e che non basta.
Mentre la leader del Dup, Arlene Foster, ha ribadito il voto contrario dei suoi all'accordo May, affermando che «un emendamento alla legislazione nazionale non può cancellare il peso vincolante di un trattato internazionale» a suo dire «difettoso» e potenzialmente pericoloso per i legami futuri fra Irlanda del Nord e resto del Regno Unito.