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L’impegno è di quelli gravosi, e le difficoltà non sono certo quelle della Super League nella quale dominano da qualche stagione, tuttavia lo Young Boys, opposto domani per l’andata dei sedicesimi di finale alla quinta forza della Bundesliga, il Bayer Leverkusen, è autorizzato a crederci. L’ultima volta che i gialloneri presero parte alla fase a eliminazione diretta di Europa League fu cinque anni fa. L’avversario fu l’Everton, realtà più o meno paragonabile a quella della squadra tedesca di scena oggi allo Stade de Suisse. Gli inglesi si imposero 4-1 e 3-1. Ma erano gli anni in cui l’Yb si stava confermando quale prima forza del panorama. Oggi, dopo tante stagioni all’ombra del Basilea, quello statuto è ormai assodato. La squadra di Gerardo Seoane ha ormai acquisito un’identità tale da farne una rivale insidiosa per il Leverkusen, finalista di Champions League nell’incredibile stagione 2001/02 (fu sconfitto 1-0 dal Real Madrid), prima squadra a raggiungere l’ultimo atto senza mai aver vinto un titolo nazionale.
La compagine dell’olandese Peter Bosz nel gruppo E di Europa League si è fatta largo con cinque vittorie in sei partite. In campionato, pur dovendo fare fronte a cessioni illustri (Havertz su tutti) non è lontana dalle posizioni che qualificano alla Champions, ma il suo rendimento non è costante. L’impresa, insomma, è possibile. «Ma solo a patto di sfoderare due prestazioni superlative», ha ricordato Seoane.