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Non sono i mutamenti climatici di per sé a gonfiare la fattura delle catastrofi naturali, è la crescita economica: lo afferma Christian Mumenthaler, presidente della direzione di Swiss Re, seconda compagnia di riassicurazione al mondo.
Il pericolo di grandi catastrofi è aumentato, spiega Mumenthaler in un'intervista pubblicata dall'agenzia finanziaria Awp. "Uno sguardo alle nostre statistiche mostra che l'entità dei danni è effettivamente raddoppiata negli ultimi 25 anni", osserva il CEO. "Il motore principale di questa evoluzione, tuttavia, non è il cambiamento climatico in sé, ma la crescita economica e il fatto che si costruisca sempre di più in zone a rischio, come ad esempio in Florida".
"Il cambiamento climatico esiste", puntualizza il manager svizzero 49enne con dottorato conseguito al Politecnico federale di Zurigo. "Meno chiaro è come i mutamenti influenzeranno le diverse regioni e le catastrofi naturali. Esistono diverse simulazioni e un'ipotesi largamente condivisa è, ad esempio, che temperature dell'acqua più calde nell'Atlantico daranno più energia alle tempeste. I ricercatori sul clima ritengono che gli uragani saranno più frequenti e più forti che in passato. Ma non si può dirlo con certezza assoluta".
Secondo Mumenthaler bisognava agire molto prima contro i cambiamenti del clima, ma i propositi si sono scontrati contro la realtà politica. "Come sappiamo dalla ricerca comportamentale, in genere le persone hanno difficoltà ad occuparsi di temi a lungo termine e che hanno conseguenze solo dopo molti anni".
Per quanto riguarda i danni coperti dagli assicuratori, il 2018 sino al terzo trimestre è stato in linea con gli scorsi anni. Il CEO aggiunge invece di non poter ancora avanzare previsioni per il quarto trimestre: "con catastrofi naturali come l'uragano Michael e i gravi incendi in California, l'anno potrebbe però entrare nelle statistiche con danni superiori alle media".
Visto quanto potrà accadere in futuro, le aziende del ramo non dovrebbero rafforzare i loro bilanci? "Il settore è generalmente ben capitalizzato e Swiss Re è persino estremamente ben capitalizzata", risponde Mumenthaler. "Lo si è potuto vedere nell'anno in corso, in cui il nostro capitale non è stato nemmeno scalfito, nonostante i danni piuttosto onerosi".