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Tre persone si trovano in stato di fermo. Sarebbe stata abbandonata la pista di una fuga di gas accidentale
PERPIGNANO - Il 14 febbraio scorso un'esplosione e poi un incendio colpivano alcuni edifici. Nelle fiamme sono decedute otto persone, tra cui un'intera famiglia. Inizialmente si era ipotizzato che si fosse trattato di un incidente, ora però si delinea in modo netto l'ipotesi di dolo.
Tre persone sono state poste in stato di fermo questa mattina. Una di queste è il proprietario dell'attività commerciale da cui è partita l'esplosione. All'interno del negozio erano state infatti rinvenute nei giorni successivi all'esplosione diverse bombole di gas. Queste erano state quindi sottoposte ad analisi e, con l'arresto di tre individui, pare che l'ipotesi di evento accidentale, dettato da una possibile fuga di gas, sia stata scartata.
Da subito, riferisce LeParisien, erano circolate diverse voci: una vedeva celarsi dietro l'attività commerciale un traffico di stupefacenti, che era quindi stata presa di mira per una sorta di vendetta. Un'altra considerava l'incendio un modo per aggiudicarsi i soldi dell'assicurazione.