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Con l'abbandono di gran parte delle restrizioni volte a rallentare la trasmissione da Coronavirus, il turismo riprende piede
PECHINO - La Cina ha registrato domenica oltre 250'000 arrivi internazionali, nel primo giorno di riapertura delle frontiere dopo l'abbandono di gran parte delle politiche restrittive della "tolleranza zero" al Covid.
La cifra, che rimane ben al di sotto dei flussi pre-pandemia, si è attestata per la precisione a quota 251'045 passeggeri in entrata, in base a quanto ha riferito l'agenzia ufficiale Xinhua citando i dati doganali. Nel primo trimestre del 2019, invece, la media giornaliera si era attestata a circa 945'300 arrivi, secondo le statistiche elaborate dalla "National Immigration Administration".
Ma non dalla Corea del Sud - Come ritorsione per il rafforzamento dei controlli sanitari verso i passeggeri in arrivo dalla Cina, l'ambasciata di Pechino a Seul ha deciso di bloccare il rilascio dei visti d'ingresso di breve periodo ai cittadini sudcoreani.
«L'ambasciata cinese e i consolati sospenderanno l'emissione dei visti di breve periodo ai cittadini sudcoreani», si legge in una nota postata sull'account WeChat della rappresentanza diplomatica, in base «alle istruzioni» ricevute da Pechino. La misura colpirà «i cittadini sudcoreani che visitano la Cina per affari, turismo, cure mediche, transito e per affari privati «in generale».
Appena ieri, nel briefing quotidiano, il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin aveva ribadito la promessa sull'adozione di «contromisure reciproche nei confronti di alcuni Paesi che hanno imposto restrizioni di ingresso discriminatorie ai viaggiatori provenienti dalla Cina», esortando gli Stati Uniti «a essere trasparenti e aperti nella condivisione di informazioni e dati sulla variante Omicron XBB attualmente prevalente negli Usa».
Alla fine di dicembre, la Corea del Sud ha annunciato i test anti-Covid per tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina, insieme alla limitazione provvisoria dei visti a breve termine ai cittadini cinesi, unendosi al gruppo di Paesi che aveva introdotto restrizioni di viaggio a causa dell'ondata di infezioni nel Dragone e alle accuse di scarsa trasparenza sulla reale situazione sanitaria. I viaggiatori dalla Cina devono fornire un tampone Pcr negativo entro le 48 ore dalla partenza (lo stesso che Pechino continua a richiedere agli arrivi) o un test antigenico rapido effettuato entro le 24 ore, seguito da uno Pcr dopo l'arrivo.