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ZURIGO - UBS prevede che la Banca nazionale svizzera (BNS) manterrà i tassi negativi invariati a -0,75% nel 2016, ma rimarrà pronta ad abolirli non appena le circostanze lo consentiranno.
La BNS abbasserà ulteriormente i tassi negativi solo se eventuali interventi per tenere il cambio franco/euro oltre la soglia critica di 1,05 non dovessero produrre risultati sostenibili.
L'abbandono del tasso di cambio minimo ha frenato la crescita economica, ferma a circa l'1% nel 2015. "Quest'anno il franco svizzero dovrebbe rimanere sopravvalutato, soprattutto nei confronti dell'euro. Per il 2016 prevediamo una crescita limitata delle esportazioni e una crescita economica dell'1,4%", commenta Daniel Kalt, capo economista di UBS Svizzera, citato in un comunicato.
La forza del franco si ripercuote anche sull'economia interna. Per il 2016 gli economisti di UBS prevedono una stagnazione degli investimenti in nuove attrezzature. La fiacca crescita economica dovrebbe portare il tasso di disoccupazione medio dal 3,3% del 2015 al 3,5% nel 2016.
L'incremento dei salari reali, dovuto all'ulteriore calo dei prezzi al consumo previsto del -0,4%, dovrebbe compensare l'effetto negativo dell'aumento della disoccupazione sui redditi delle famiglie. UBS prevede per il 2016 una crescita moderata dei consumi privati, pari all'1,4%. Nonostante i tassi d'inflazione negativi, il rischio di una spirale deflazionistica sembra comunque limitato.
Quanto all'evoluzione del cambio con l'euro l'accelerazione della crescita economica nell'Eurozona e ulteriori rialzi dei tassi della Federal Reserve dovrebbero riportare il tasso di cambio in direzione di 1,10 nei prossimi dodici mesi. Il tasso di cambio con il dollaro dovrebbe restare attorno alla parità.