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Montagne, monti, colline e clivi nei toponimi ticinesi
Rivista numero 75 – Marzo 2010
Montagne, monti, colline e clivi nei toponimi ticinesi
di Danilo Pagnutti
Generalmente si definisce montagna un rilievo della superficie terrestre con ripidi versanti ed una cima che supera i 600 metri d’altitudine sul livello del mare. Le montagne sono spesso riunite in gruppi o catene, con una serie di picchi montuosi inframmezzati da valli. Questi rilievi sono il prodotto di una serie di fenomeni endogeni, come i movimenti della crosta terrestre e il vulcanismo, accompagnati da fattori esogeni, come il modellamento dovuto all’erosione.
La teoria della tettonica a zolle ha facilitato la comprensione di questi processi. Secondo la tesi di Alfred Wegener, la crosta terrestre sarebbe costituita da una serie di vaste placche, o zolle, che si muovono molto lentamente, provocando la separazione o la collisione delle masse continentali. In seguito alla collisione la crosta terrestre si solleva, creando faglie e corrugamenti degli strati rocciosi. I movimenti risultanti dalla separazione delle placche causano invece lo sprofondamento degli strati sotto la crosta terrestre. Anche le eruzioni vulcaniche sono all’origine delle montagne. Alcune catene montuose non elevate, infine, sono state create da processi cosiddetti non tettonici, tra i quali quello predominante è l’erosione differenziale.
Il termine montagna, dicevamo, indica un rilievo che supera i 600 metri d’altitudine. Meno erto e selvaggio della montagna è il monte, appellativo accompagnato sempre da un nome proprio (per esempio, monte Tamaro). Un rilievo meno alto del monte è detto colle. Piú piccolo del colle, ma piú grande del dosso, è il poggio, un rialzo della superficie terrestre che può anche essere artificiale. La collina si contrappone alla pianura, mentre il clivio è un latinismo raro per definire un colle non molto alto.
Montagne, monti, colline e clivi hanno sempre esercitato una notevole influenza sulle attività umane, fornendo risorse minerarie, boschive e agricole ed esercitando un’influenza significativa sul clima. Inoltre le montagne, barriere naturali percorribili attraverso stretti passi, facilmente difendibili, hanno sempre avuto una notevole importanza politica e strategica. Ancora oggi, e non a caso, molte catene montuose segnano i confini tra varie nazioni.
Tutti questi rilievi hanno lasciato tracce nella toponomastica ticinese, come si evince dai seguenti esempi: nel Mendrisiotto vi è Monte, borgo documentato sin dal 1420. Questo toponimo ricalca l’identico sostantivo latino, che però in Ticino ha assunto il significato tecnico di pascolo mezzano con cascina o stallo tra l’abitato e l’alpe propriamente detto. Esso identifica il luogo di mezza montagna (600/700 m s/m) dove la proprietà dei prati è divisa, il pascolo è libero solo in autunno e il fieno è tagliato in maggio. Nel 2004 Monte e Casima si sono aggregati al comune di Castel San Pietro.
Nel Luganese abbiamo invece Montagnola, borgo già noto nel 1226, il cui nome deriva dal latino medievale montanea, composto dall’aggettivo montanus e dal suffisso diminutivo – olu, -ola. Detto per inciso, nel 2004 Montagnola, Agra e Gentilino si sono uniti per formare il nuovo comune di Collina d’Oro. A proposito di alture e rilievi, nel Malcantone vi è Monteggio, villaggio già documentato nel 1466, che deve il suo nome al latino monticulus, col significato di monticello o collina.
Salendo verso il Bellinzonese, troviamo Monte Carasso, toponimo composto che identifica un’altura appena marcata rispetto ad un’area pianeggiante limitrofa. Nel caso di Monte Carasso il termine Monte deve probabilmente la sua origine al tipo d’insediamento del comune, che si caratterizza per alcuni nuclei abitativi originari situati a notevole altitudine, in una fascia attualmente occupata da selve castanili, a circa 600-700 metri sul livello del mare. I villaggi di questo tipo rappresentano l’ultima tappa nella corsa all’occupazione e alla bonifica dei terreni montani, dopo che il piano venne saturato sotto la spinta dell’accrescimento demografico.
Se ora ci volgiamo verso Locarno e risaliamo la Valle Maggia, troviamo Cevio, borgo conosciuto sin dal 1200 col nome di Zeuio. Questo appellativo potrebbe derivare dal latino clivius (pendio), una variante di clivus (declivio, salita, altura o colle).
Ora non ci resta che dirigerci verso la Leventina dove troviamo Airolo, nome già noto nel 1210 nella forma Oriolo e per il quale vi sono numerose interpretazioni, la piú convincente delle quali lo fa derivare dal diminutivo latino orium (orlo, margine). In effetti, la forma Ör è molto frequente nella toponomastica ticinese ed indica rilievi come ciglione, rialzo, poggio o colle.
Da questo breve esame appare chiara l’influenza che montagne, monti, colline e clivi hanno sempre avuto nella genesi dei toponimi ticinesi.
Fonte
Bristol, Andrei (direttore). Dizionario toponomastico dei comuni svizzeri, Centro di dialettologia dell’Università di Neuchâtel, Verlag Huber Frauenfeld, Édition Payot, Lausanne, 2005.