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Malgrado le proteste della diplomazia elvetica, per l'ex negoziatore americano, l'illustrazione scelta per il libro sulla Svizzera e l'oro nazista non è fuorviante.
Ma ci saranno delle conseguenze: le traduzioni previste in francese e tedesco avranno un'altra copertina.
"Sono dispiaciuto". Stuart Eizenstat, l'ex sottosegretario di stato americano durante l'amministrazione Clinton e mediatore per le questioni riguardanti l'olocausto, cerca di buttare acqua sul fuoco della polemica scoppiata in Svizzera.
L'agitazione era scoppiata quando i giornali hanno pubblicato l'immagine che illustra il suo libro: una bandiera svizzera con sopra una svastica formata da lingotti d'oro. La stessa immagine non sarà sicuramente usata per le versioni tedesca e francese del libro.
L'illustrazione scelta per la versione inglese ha indignato profondamente la Svizzera ufficiale. Al punto che il capo del dipartimento degli affari esteri, Joseph Deiss, alcuni giorni fa ha dato incarico all'ambasciata svizzera a Washington di appurare legalmente se sia possibile e in che modo far cambiare la tanto discussa copertina della pubblicazione.
Intitolato "Giustizia imperfetta", il libro parla del destino dei sopravvissuti all'olocausto e delle varie fasi dei negoziati per risarcirli.
Intenti e malintesi
Eizenstat sembra sorpreso dall'ondata di proteste, scoppiata intorno a questa immagine proprio alla vigilia della messa in circolazione del libro. Ufficialmente la pubblicazione sarà in vendita negli Stati Uniti a partire dal 7 di gennaio, ma è già possibile ordinarla via internet.
Il fatto lo sorprende perché - afferma - "la copertina era di dominio pubblico già da alcuni mesi". "Sono dispiaciuto per l'erronea interpretazione che si è fatta di questa immagine", si giustifica.
Secondo l'ex negoziatore americano, l'illustrazione scelta "è l'interpretazione di un semplice fatto: la Banca nazionale svizzera, che usa il simbolo della bandiera elvetica, ha accettato oro dai nazisti". Lo ha riciclato e convertito in moneta corrente permettendo alla Germania nazista di comprare materiale e quindi di alimentare la macchina da guerra.
"Con questa immagine - assicura l'ex sottosegretario americano - non vogliamo in nessuno modo insinuare che la Svizzera era un paese che simpatizzava per i nazisti. Non vogliamo accusare la Svizzera, il suo governo o la sua popolazione. Questa non era assolutamente la nostra intenzione e basta leggere il libro per capirlo".
Per Eizenstat tutto sarebbe quindi un malinteso. Per questo non internde scusarsi, ma semplicemente far conoscere la corretta interpretazione di quello che voleva trasmettere l'artista che ha fatto il disegno.
Conseguenze future
La protesta comunque ha dato qualche risultato. Ormai è chiaro che l'immagine contestata non sarà usata per illustrare le versioni in tedesco e in francese del libro, che dovrebbero essere in libreria nella seconda metà dell'anno prossimo.
Eizenstat spera così di calmare le acque e già si rallegra all'idea di poter presto ritornare in Svizzera. "In gennaio ho intenzione di prendere parte come ho già fatto in passato al simposio di Davos. Sono contento che questo convegno si tenga adesso di nuovo in Svizzera dopo la parentisi di New York" precisa poco preoccupato delle minacce dell'UDC, il partito di Blocher, che vorrebbe punirlo vietandogli di ritornare in Svizzera.
Anna Luisa Ferro Mäder, Washington