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Una richiesta di aiuto per l'Afghanistan alle autorità svizzere è giunta dall'Associazione privata "Afghanistanhilfe", con sede a Sciaffusa e da trenta anni attiva in varie regioni dell'Afghanistan, dove ha costruito scuole, orfanotrofi, centri sanitari gestiti da personale locale. C'è grande apprensione per i collaboratori, soprattutto per le giovani donne che, grazie ai progetti avviati, finora potevano ricevere un'istruzione.
"Siamo in stretto contatto con i nostri partner locali - ha spiegato Michael Kunz, presidente di "Afghanistanhilfe", ai microfoni della RSI - Hanno grande paura dei talebani e di cosa capiterà. Soprattutto le donne hanno tantissima paura di perdere le loro libertà. Negli ultimi giorni, nelle ultime ore si è visto che le donne già vengono ricacciate nelle case, in certe regioni non possono più studiare all'università, devono portare il burqa, non possono più prendere il taxi da sole."
"Per ora i progetti vengono mantenuti e teniamo aperti i nostri centri sanitari e le scuole - prosegue Kunz - I talebani sono arrivati e hanno detto ai nostri rappresentanti che possono continuare e che apprezzano quanto si fa. Speriamo che sia così, ma il timore è che i talebani nei prossimi giorni, settimane o mesi, mostreranno il loro vero volto. Dovremo allora vedere cosa sarà ancora possibile fare."