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La prima banca svizzera ha realizzato un utile netto di 2,005 miliardi di franchi nel secondo trimestre di quest'anno, contro una perdita di 1,402 miliardi nel 2009. Un risultato che va ben oltre le previsioni degli analisti.
Dopo un anno di perdite, l'UBS ha registrato il suo terzo trimestre consecutivo all'insegna delle cifre nere. «È un buon risultato, realizzato in condizioni di mercato volatili», ha dichiarato il direttore generale Oswald Grübel nel comunicato. Tra aprile e maggio la principale banca elvetica ha registrato un utile di oltre 2 miliardi, leggermente inferiore ai 2,202 miliardi segnati nel primo trimestre.
Le uscite nette di fondi sono tuttora considerevoli, ma inferiori a quelle dei mesi precedenti. Si sono fissate a 5,5 miliardi di franchi nella gestione patrimoniale e nel segmento "banca svizzera" (Wealth Management & Swiss Bank) e a 2,6 miliardi di franchi nella gestione patrimoniale americana (Wealth Management Americas). Nel periodo gennaio-marzo 2010 queste uscite erano state rispettivamente di 8,2 e 7,2 miliardi di franchi.
I risultati trimestrali dell'UBS hanno ampiamente superato le previsioni degli analisti, che - stando ad un'inchiesta realizzata dall'agenzia finanziaria AWP - avevano stimato un utile a 1,1 miliardi di franchi.
Rispetto ai primi tre mesi dell'anno, l'utile netto è in calo solo del 9%: un risultato nettamente migliore del concorrente Credit Suisse, che nel periodo aprile-giugno ha segnato una contrazione del 22%.
Quanto alle prospettive future l'UBS resta prudente. «I timori relativi alla viabilità della ripresa economica mondiale potrebbero continuare ad alimentare la volatilità dei mercati e impedire loro di prendere una direzione precisa, ciò che potrebbe rallentare l'attività della clientela in vari settori», si legge nella nota. L'istituto di credito però «conta su nuovi progressi nei prossimi trimestri».
Contenzioso fiscale
Al di là dei risultati trimestrali, martedì l'UBS si è espressa anche sul contenzioso fiscale con gli Stati Uniti, che considera praticamente concluso.
«In seguito all'approvazione dell'accordo tra il governo svizzero e quello americano, l'UBS ritiene di poter risolvere in modo esaustivo entro ottobre tutte le questioni ancora in sospeso relative alle attività transfrontaliere negli Stati Uniti», scrive la banca.
L'accordo - che il Parlamento svizzero ha avallato in giugno - prevede la consegna alle autorità americane dei dati bancari di 4'450 presunti evasori fiscali con conti all'UBS.
swissinfo.ch e agenzie