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Caso Abacha: decisa la trasmissione alla Nigeria degli atti inerenti alla rogatoria
L'UFG ha emanato nove decisioni finali
Parole chiave: Assistenza giudiziaria
Gli atti oggetto della rogatoria sono costituiti principalmente dalla documentazione bancaria, relativa a dieci persone, acquisita dall'Ufficio dei giudici istruttori ginevrini su mandato dell'UFG. Tali persone – l'ex capo di Stato Sani Abacha, taluni suoi congiunti e rappresentanti del regime – sono sospettate di avere per anni "sistematicamente saccheggiato" la banca centrale di Nigeria. Le autorità nigeriane contestano loro una serie di reati patrimoniali, tra cui appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti e riciclaggio di denaro. Le decisioni finali dell'UFG possono essere impugnate entro 30 giorni con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale. Soltanto una volta scaduto inutilizzato tale termine o respinti eventuali ricorsi, l'UFG potrà trasmettere alle autorità nigeriane la documentazione in questione.
Permarrà nel frattempo in vigore il blocco dei valori patrimoniali, per un ammontare complessivo di 80 milioni di dollari, che l’UFG ha decretato a Ginevra e Zurigo nell'ambito della procedura di assistenza giudiziaria. Nel contesto di un procedimento penale aperto dall'Ufficio dei giudici istruttori ginevrini per riciclaggio di denaro e concernente sempre il caso Abacha, sono poi stati complessivamente bloccati circa 535 milioni di dollari (nei quali sono compresi anche gli 80 bloccati nel contesto della procedura d'assistenza). Il destino di tale denaro sarà stabilito dall'UFG e dalle autorità ginevrine in una fase ulteriore. Perché il denaro possa essere consegnato in via rogatoriale è necessaria una decisione definitiva ed esecutiva dello Stato richiedente.
Secondo la domanda di assistenza giudiziaria nigeriana, tra il 1993 e il 1998 l'organizzazione criminale costituita da Sani Abacha avrebbe depredato le casse dello stato di oltre 2,2 miliardi di dollari. Nell'esercizio delle loro funzioni, più persone si sarebbero indebitamente appropriate di fondi statali che avrebbero poi espatriato. Le autorità nigeriane presumono che soltanto una parte di tali beni si trovi in Svizzera e hanno pertanto rivolto una domanda di assistenza giudiziaria a vari altri Paesi (Gran Bretagna, Lussemburgo, Liechtenstein, Germania, Jersey e Stati Uniti).
Info complementari
Dossier
15.10.2014 - UFG
20.02.2013 - UFG
15.07.2010 - UFG
Comunicati
24.11.2015 - UFG
05.06.2015 - UFG
15.04.2015 - UFG