Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/118391

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una revisione del Codice penale per poter condannare chiunque venda droghe pesanti a una pena detentiva senza beneficio della condizionale, invece che al pagamento di aliquote giornaliere.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sugli stupefacenti (LStup; RS 812.121) vieta qualsiasi commercio non autorizzato di stupefacenti. Secondo l'articolo 19 capoverso 1 lettera c LStup, la violazione del divieto è punita con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Ai fini della protezione dei giovani, la legge prevede che chi, per mestiere, offre stupefacenti in centri di formazione destinati principalmente ai minori o nelle immediate vicinanze è punito con una pena detentiva non inferiore a un anno, che può essere cumulata con una pena pecuniaria (art. 19 cpv. 2 lett. d LStup). Il criterio determinante non è il tipo di droga (leggera o pesante) venduta, bensì la violazione del divieto di commerciare in stupefacenti.</p><p>Secondo il Consiglio federale, il commercio non autorizzato di stupefacenti può già oggi essere punito in modo appropriato con una pena detentiva fino a tre anni.</p><p>Secondo la mozione, invece, qualsiasi commercio di droghe pesanti dovrebbe essere punito con una pena detentiva senza beneficio della condizionale. Tale pretesa è in contrasto con il principio imprescindibile del diritto penale, secondo cui la pena è commisurata alla colpa dell'autore ed è determinata secondo il grado di lesione del bene giuridico offeso (art. 47 del Codice penale svizzero). Un disciplinamento che prevedesse la commisurazione della pena unicamente al tipo di droga (leggera o pesante) venduta, senza tener conto anche della quantità, sarebbe in contrasto con i principi stessi della commisurazione della pena e va pertanto respinto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.