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BERNA - La divulgazione da parte della stampa di documenti segreti non dovrebbe più essere punibile. Con 12 voti contro 9 e 2 astenuti, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale sostiene la soppressione di una disposizione controversa del Codice penale.
L'articolo 293 del Codice penale punisce con la multa chiunque, senza averne diritto, rende pubblici in tutto o in parte atti, istruttorie, deliberazioni di un'autorità, dichiarati segreti in virtù di una legge o di una decisione presa da un'autorità nei limiti della propria competenza. Il giudice può rinunciare alla pena se il segreto è di poca importanza.
L'iniziativa parlamentare approvata dalla commissione del Nazionale, e che dovrà ancora essere accolta da quella degli Stati, è stata depositata dai Verdi. I fautori dell'abrogazione dell'articolo ritengono che restringa eccessivamente la libertà di stampa. È contrario alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e a una sentenza della Corte di Strasburgo.
La commissione del Nazionale ha comunque ricordato che l'abrogazione dell'articolo 293 non significa necessariamente che qualsiasi violazione di un segreto non venga punita. Sussistono infatti altre disposizioni per punire l'autore di una fuga, colui che usurpa l'esercizio di una funzione con intenti illeciti o colui che pubblicasse dati concernenti infrastrutture militari od oggetti che concernono la difesa.