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L'iniziativa popolare "Diritto svizzero anziché giudici stranieri", depositata il 12 agosto 2016 e sulla quale il popolo svizzero dovrà decidere verosimilmente a fine 2018, vuole sancire il primato della Costituzione federale sul diritto internazionale. Questa iniziativa, che abbiamo ribattezzata "iniziativa anti-diritti umani", ha come scopo la revoca della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), che garantisce la protezione dei nostri diritti fondamentali. Questo testo di legge indebolirebbe la democrazia, la sicurezza e lo Stato di diritto della Svizzera. In questo articolo e nel nostro argomentario ve ne chiariamo le ragioni.
Un attacco contro la protezione giuridica individuale
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CrEDU) a Strasburgo è composta da giudici nominati democraticamente e originari dei 47 Stati-membro del Consiglio d'Europa. Ogni persona che si sente lesa nei suoi diritti umani da una sentenza pronunciata da un tribunale svizzero può rivolgersi, dopo aver fatto appello alla più alta istanza svizzera, alla CrEDU. Se questa Corte stabilisce che la sentenza in questione viola i diritti umani garantiti dalla CEDU, questa sentenza dev'essere adattata dalla giurisdizione competente in Svizzera.
In passato la CEDU ha garantito in Svizzera dei progressi importanti per la protezione dei diritti umani individuali nei confronti dello Stato. Un esempio concreto: prima dell'entrata in vigore della CEDU era ancora possibile che una persona fosse "ricoverata a scopo di assistenza" senza potersi difendere davanti a un tribunale. Anche il diritto di voto alle donne è stato introdotto grazie alla CEDU. Inoltre ci sono state delle sentenze importanti che hanno rafforzato i diritti dei lavoratori, dei bambini e delle donne. Ancora oggi in Svizzera in alcuni casi i diritti umani vengono salvaguardati solo grazie alla CEDU.
L'obiettivo dell'iniziativa dell'UDC è di ottenere che la Svizzera non sia più obbligata a rivedere le sue sentenze secondo le decisioni della CrEDU, rimettendo così in questione tutto il sistema di Strasburgo. In questo modo verremmo privati della possibilità di difen¬dere i nostri diritti individuali contro lo Stato. Recentemente il popolo svizzero ha dovuto votare su una infrazione esplicita contro la CEDU nel caso della cosiddetta "iniziativa per I 'attuazione" e di altri trattati internazionali, p.e. gli accordi bilaterali. Dunque, l'iniziativa non corrisponde alla volontà popolare come gli inizianti amano affermare. Al contrario, con la votazione del 28 febbraio 2016 i votanti hanno detto chiaramente che chiedono il rispetto dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e della CEDU.
Un attacco contro i diritti umani volutamente camuffato
È particolarmente allarmante che l'UDC con la sua iniziativa non attacchi apertamente i diritti umani, che rappresentano regolarmente un ostacolo al suo programma politico. Consapevole che un attacco dichiarato contro questi diritti non sarebbe gradito alla popolazione, il partito, al solo scopo di indebolire i diritti umani, preferisce una strada traversa ponendo in primo piano il primato della Costituzione svizzera sulla legislazione internazionale. Gli inizianti sperano così di ottenere una decisione popolare contro i diritti fondamentali evitando un dibattito pubblico sulla loro importanza.
L'iniziativa minaccia la sicurezza e la pace in Europa
Se l'iniziativa venisse approvata, la Svizzera si troverebbe in cattiva compagnia: insieme alla dittatura della Bielorussia sarebbe l'unico Paese del continente europeo nel quale i cittadini non possono appellarsi alla CrEDU. La convenzione europea dei diritti dell'uomo è stata formulata dopo la Seconda guerra mondiale e definisce lo standard minimo dei diritti umani da rispettare per promuovere la democrazia e preservare la pace. Se la Svizzera, come prima nazione dell'Europa occidentale, dovesse abbandonare questo sistema, la protezione dei diritti umani sarebbe messa in questione e indebolita in tutta Europa.
L'iniziativa indebolisce la democrazia diretta
Se l'iniziativa venisse approvata, chi deciderebbe in futuro sulla revoca di trattati internazionali? Non il popolo, come qualcuno ci vorrebbe far credere, ma il Consiglio federale. Ad esso spetterebbe la decisione se fra la Costituzione svizzera e un trattato internazionale esista una contraddizione tale che quest'ultimo debba essere disdetto.
Il Consiglio federale potrebbe in pratica disdire alcuni trattati approvati con una votazione popolare, senza che il popolo stesso possa pronunciarsi in merito. L'esecutivo diventerebbe più forte a scapito del popolo e del Parlamento, quindi di fatto della democrazia diretta.
Desiderate approfondire la questione? Vi rimandiamo all' argomentario dettagliato: "Le 10 ragioni per cui l'iniziative popolare 'Diritto svizzero anziché giudici stranieri' daneggia la Svizzera" (solamente in tedesco e francese)
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