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Nel settembre 2012 si è tenuta a Leopoli (Lviv), in Ucraina, una conferenza internazionale sullo sviluppo di un'economia verde per le foreste dei Paesi dell’Asia settentrionale e centrale. L'evento, organizzato sotto l'egida del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste e con la partecipazione attiva dell’Ufficio della cooperazione svizzera a Kiev, ha riunito 130 esperti di 34 Paesi, principalmente dell'Europa dell'Est. Al termine dei dibattiti è stata emanata una Dichiarazione che propone una serie di misure concrete.
Signor Blaser, è stato grazie a lei che questa conferenza ha visto la luce. Come è nato questo progetto?
Da oltre 20 anni le foreste e le risorse forestali rivestono un ruolo cruciale nel programma di cooperazione della DSC con l'Europa dell'Est e l'Asia centrale. Nell'ambito di un portafoglio integrato di sviluppo rurale, le foreste svolgono una funzione importante della strategia economica dei Paesi in transizione - per le risorse in legname che offrono, nelle strategie locali per alleviare la povertà, per l'occupazione o come fonte di energia (legname da combustibile) o di alimenti. Nel piano di sviluppo più ampio della «green economy», le foreste occupano un posto di primo piano poiché forniscono risorse abbondanti, rinnovabili e accessibili.
L'aspetto più importante è che consentono un utilizzo sostenibile a impatto zero. Le foreste sono uno strumento essenziale della strategia globale della Svizzera nell'ambito della politica del cambiamento climatico, in quanto possono mitigare questo fenomeno e ridurre l'impatto negativo del surriscaldamento globale. Per questa ragione, in stretta collaborazione con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), la DSC sostiene gli sforzi internazionali per promuovere il ruolo delle foreste come motore dello sviluppo e della crescita verde. I Paesi dell'Europa dell'Est e dell'Asia settentrionale e centrale serbano un enorme potenziale di valorizzazione delle foreste in questo più ampio contesto di sviluppo.
Nell'ambito delle iniziative messe in atto dalla comunità internazionale, per esempio, mediante le organizzazioni ONU, la Svizzera ha assunto il ruolo di leader nella promozione delle foreste entro il quadro di un'economia verde. Pochi altri Paesi donatori sono in grado di eguagliare l'attivo e dinamico portafoglio di sviluppo della Svizzera nei Paesi con economia di transizione. La Svizzera è perciò un leader naturale in grado di dimostrare come le foreste consentano di sviluppare un'economia verde in queste zone. La partnership tra la Svizzera e l'Ucraina è basata su una collaborazione pluriennale nel settore forestale ucraino e punta alla valorizzazione dei beni e servizi forestali nella regione montuosa dei Carpazi.
Perché ha scelto di organizzare questo incontro a Leopoli, una città di provincia dell'Ucraina? È rimasto sorpreso dal numero e dal livello dei partecipanti?
La vasta eco suscitata dall’evento non è stata una grande sorpresa. Esiste una forte domanda da parte dei professionisti in tutta la regione desiderosi di acquisire conoscenze su argomenti nuovi ed emergenti come quello dell’economia verde. Grandi speranze sono riposte nelle iniziative che superano i confini iniziali e creano nuovi contesti per il settore forestale. Tradizionalmente questo è considerato un settore chiuso, in ritardo e ancorato al passato. Per tali motivi l’evento ha risvegliato enorme interesse. Volevamo attirare partecipanti in egual misura sia dai Paesi target sia da Paesi al di fuori dell’Europa dell’Est e dell'Asia settentrionale e centrale, al fine di rafforzare la comprensione dei processi decisionali della regione. La decisione di ospitare questo evento a Leopoli non è stata presa a caso.
Volevamo tenere il forum in una cornice vicina a un ambiente naturale in cui si attuano i progetti. Dobbiamo superare gli stereotipi che ci impongono di tenere tutti gli eventi importanti nelle capitali. Inoltre, in tal modo abbiamo potuto organizzare tre escursioni sulla catena dei Carpazi che non sarebbero state possibili da Kiev.L'aspetto logistico è stato affidato a FORZA, una solida ONG con sede nell’Ucraina occidentale. Va menzionato che FORZA è stata inizialmente creata dalla DSC per l’attuazione del progetto forestale svizzero-ucraino e oggi è in grado di operare senza il sostegno della DSC come ONG e partner per l’attuazione di progetti nazionali e internazionali.
Nell’opuscolo «The Lviv Forum on Forests in a Green Economy», che presenta i risultati della conferenza di Leopoli, quali sono le sfide evidenziate e quali sono le soluzioni da lei proposte?
Sono stati individuati dieci campi d’azione, illustrati da una serie di attività volte a dimostrare come sia possibile integrare le foreste in un più ampio approccio basato sull’economia verde. Lo scopo è di fornire un quadro strategico per gli organi decisionali dei Paesi nella regione, in funzione della loro situazione specifica, che consenta loro di affrontare uno o più campi in grado di svolgere un ruolo essenziale nello sviluppo dell’economia verde. Tale quadro può essere focalizzato su un Paese o una regione le cui foreste racchiudono un vasto potenziale.
Sul piano politico, i punti d’azione potrebbero rivestire una funzione cruciale nelle riforme del settore, dalle foreste come risorsa limitata al loro ruolo nell’ambito di un’agenda di sviluppo socio-economico più ampia. Molti servizi forestali nell’Europa dell’Est hanno assoluto bisogno di queste nuove idee per la loro sopravvivenza. In molti Paesi, il settore forestale tradizionale è sottofinanziato, sottovalutato e in via d'estinzione (con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano ecologico e macroeconomico). La «Green Economy» può fungere da motore trainante per un’agenda di sviluppo rurale più equilibrata e sostenibile.
Pensa che questo programma servirà a cambiare le cose?
Non ci attendevamo che questo evento avrebbe risolto tutti i problemi. Tuttavia, il primo passo in quella direzione è di definire le questioni impellenti con la massima precisione e proporre possibili azioni. Abbiamo applicato un approccio partecipativo, raccolto idee e suggerimenti di soluzioni da parte dei partecipanti. I dieci messaggi chiave del Forum di Leopoli rappresentano il risultato di discussioni avvenute tra i partecipanti e non un pacchetto di soluzioni pronte fornite da esterni. Credo che i partecipanti abbiano colto questo approccio. Ora spetta ai governi locali realizzare le attività in concreto basandosi su queste raccomandazioni. L’attuazione potrebbe rappresentare la sfida maggiore.
Lei ha collaborato con l’Ufficio federale dell’ambiente, in particolare la Divisione Foreste, e con la Segretaria di Stato dell’economia. Come si è svolta la collaborazione con questi due organi della Confederazione? Si può parlare di «whole of government approach»?
Nel contesto forestale internazionale siamo soliti collaborare fianco a fianco a livello di Uffici federali (DSC, SECO e UFAM). Oltre al lavoro di coordinamento per posizionare la Svizzera nell’agenda della politica forestale internazionale, abbiamo partecipato all’organizzazione di iniziative globali quali «Forests and Decentralization». Perciò il Forum di Leopoli sulle foreste in un'economia verde è la successione logica nell'ambito di un «whole government approach». Per Leopoli avevamo al nostro fianco la Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa (UNECE/FAO) come autorevole partner ONU. L’UNECE ha sede proprio in Svizzera (a Ginevra).
Tuttavia, sono stati necessari grande impegno e assiduità per portare a termine un processo così complesso. È sottinteso che il successo dell’evento è stato possibile grazie al ruolo svolto dalla Svizzera non solo come co-fondatore ma come modello. Le istituzioni svizzere sono state fondamentali nel determinare un riscontro positivo su scala così vasta nei confronti dell’evento. Possiamo quindi dire, pur con la dovuta modestia, che il Forum di Leopoli è stato un grande successo per la Svizzera a livello internazionale.
Il fatto che la Dichiarazione di Leopoli sia stata ripresa a Istanbul in occasione della 10a sessione mondiale delle Nazioni Unite sulle foreste dell’aprile 2013, cui ha partecipato il direttore della Divisione Foreste dell’Ufficio federale dell’ambiente, ne attesta la sua importanza. Quali progressi, se del caso, sono stati compiuti a Istanbul rispetto a Leopoli?
Più di 780 delegati hanno partecipato alla conferenza globale del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste, tra cui parecchie decine di ministri incaricati del settore forestale. Nell’ambito di questo grande meeting, l’evento collaterale organizzato dalla Svizzera e dall’Ucraina è stato un successo. Vi hanno partecipato oltre 60 persone di vari Paesi e organizzazioni internazionali. Tra i partecipanti era presente la Russia, il Paese con la più vasta superficie forestale del mondo, che ha inviato funzionari di alto livello dell’Agenzia federale delle foreste. L’argomento ha infine influenzato l’agenda decisionale principale del Forum. La Green Economy è stata riconosciuta come uno strumento importante per il finanziamento della gestione sostenibile delle foreste.
Pensa che la Svizzera potrà continuare a svolgere un ruolo di leader in questo importante settore in futuro? Quali sono secondo lei le condizioni necessarie a questo fine?
La Svizzera, al di là delle sue dimensioni e modeste risorse forestali (la Russia, p. es., ha un'area forestale 540 volte più estesa rispetto alla Svizzera), gode di ottima reputazione negli ambienti internazionali, dove il nostro parere su varie questioni in materia forestale è altamente considerato. La nostra storia ha mostrato che occorre valorizzare le foreste non solo per il legname. Il nostro Paese riconosce il ruolo più ampio che possono svolgere nella società. Grazie alla nostra esperienza possiamo offrire un contributo ai Paesi che non presentano un paradigma di sviluppo simile al nostro. Pertanto, la Svizzera deve rimanere attiva sulla scena forestale internazionale e continuare a svolgere un ruolo di leader.