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ZURIGO - Ikea non scherza con l'obbligo d'indossare la mascherina nei suoi negozi. Un grande cartello, installato all'ingresso della filiale di Dietlikon (ZH), lo spiega chiaramente: «Nessun ingresso senza mascherina. Questa regola si applica anche alle persone in possesso di un certificato medico». E così una trentenne, presentatasi con il padre per l'acquisto di un tavolo, non ha avuto altra scelta che voltarsi e tornare a casa a mani vuote.
Secondo il "Blick", la donna si sta riprendendo lentamente da una polmonite. E dal momento che fa fatica a respirare quando indossa la mascherina, il suo medico l'ha dispensata per due mesi.
Contattata, Ikea ricorda che la protezione dei dipendenti e dei clienti è la sua massima priorità. «Non possiamo riconoscere un vero certificato medico da uno falso», sottolineano dal negozio. Viene inoltre spiegato che questa regola è applicata in tutti i luoghi in cui è obbligatorio indossare la protezione, vale a dire a Dietlikon (ZH), Aubonne (VD) e Vernier (GE).
Certificati falsi, certificati veri - Il problema è complesso. Anche perché non circolano solo certificati falsi acquistati su internet, ma ve ne sono anche di veri, che hanno però motivazioni più ideologiche che mediche.
Giusto domenica, la "NZZ am Sonntag" rilevava come nella Svizzera tedesca siano state avviate diverse procedure di controllo nei confronti dei medici di base. Il motivo? Alcuni di questi si sono schierati pubblicamente contro l'obbligo d'indossare la mascherina e sono sospettati di aver firmato un abbondante numero di certificati medici per esentare i pazienti dall'indossare la protezione.