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Gli effetti del cambiamento climatico si sentono anche a 2'800 metri: «Nel 2012 il ghiaccio era ancora spesso 15 metri».
Secondo un ricercatore l'estate del 2022, che segue un inverno avaro di precipitazioni, è «catastrofica» per i ghiacciai.
SION - Il passo del Tsanfleuron, piccola porzione di terra che collega Vaud e Vallese a 2800 metri di quota, è riemerso dai ghiacci e tornato parzialmente sgombro dopo almeno 2000 anni.
La zona in questione collega per la precisione il ghiacciaio Scex Rouge, che scende sul versante vodese del massiccio di Les Diablerets, e il ghiacciaio Tsanfleuron, essenzialmente posto nel territorio del comune vallesano di Savièse. Fra qualche settimana, il passo sarà «interamente libero», ha indicato oggi la società locale degli impianti di risalita Glacier 3000 in un comunicato.
Nel 2012, lo spessore del ghiaccio nello stesso punto era ancora di 15 metri. Il passo potrebbe essere rimasto sepolto per più tempo ancora, ma senza studi più approfonditi è impossibile affermarlo con certezza.
L'estate 2022, che segue un inverno avaro di precipitazioni, è catastrofica per i ghiacciaci, ha spiegato Mauro Fischer, ricercatore dell'Università di Berna, citato nella nota. A detta dell'esperto, la perdita di spessore nella regione di Les Diablerets «sarà in media tre volte superiore quest'anno rispetto agli ultimi dieci anni».
Secondo uno studio pubblicato a metà luglio dalla squadra del glaciologo Daniel Farinotti del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), in Svizzera potrebbero crearsi più di 600 nuovi laghi glaciali nel corso del secolo a causa del riscaldamento climatico. Quasi la metà sarà però già scomparsa entro il 2100, riempita da materiale di erosione.
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