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BERNA - La futura legge sul tabacco, attualmente in discussione al Consiglio nazionale, dovrebbe includere un divieto di vendita ai minorenni a livello svizzero e restrizioni circa la pubblicità e lo sponsoring.
L'obiettivo è chiaro: sensibilizzare maggiormente la popolazione sui pericoli per la salute e ridurre il consumo di prodotti a base di questa pianta essiccata, specie tra i giovani, che causa ogni anno migliaia di decessi, dovuti a tumori ai polmoni e altre gravi patologie polmonari.
Il dibattito, cominciato stasera, toccherà i punti salienti della legge solo domani, come le restrizioni alla pubblicità. Su questi aspetti ci sarà senz'altro battaglia tra gli schieramenti politici, con la destra che tenterà laddove possibile di limitare la portata dei divieti e il campo rosso-verde che cercherà invece d'introdurre regole ancor più restrittive.
A tale riguardo, la commissione preparatoria si è in gran parte allineata a quando già stabilito dal Consiglio degli Stati, ma propone adeguamenti. La pubblicità deve essere ad esempio consentita nella stampa e su pagine Internet non destinate ai minori. Vanno invece vietate le pubblicità nei cinema e negli spazi pubblici, nonché quelle su manifesti visibili su suolo pubblico.
È ora di agire - La prima parte del dibattito odierno è stata meno combattuta, anche se l'UDC ha tentato, invano, di rinviare il dossier al Consiglio federale affinché il governo studiasse una regolamentazione ad hoc per i prodotti di sostituzione, come le sigarette elettroniche.
Il rifiuto del plenum non è stato una sorpresa: dopo la bocciatura della prima revisione legislativa risalente a quattro anni fa, la Svizzera ha bisogno, è stato ricordato in aula, di una legge riveduta che gli consentirebbe di ratificare la Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità per la lotta al tabagismo, entrata in vigore nel 2005, un obiettivo a lungo perseguito dal Governo. No insomma a tattiche dilatorie.
No imballaggi "neutri" - Durante l'esame dei primi articoli della legge, il Nazionale ha respinto tutte le proposte di minoranza volte ad allentare o inasprire certe disposizioni.
Il plenum ha, per esempio, bocciato la proposta della sinistra che avrebbe voluto vietare l'uso di filtri sigarette non biodegradabili, adducendo che causano grandi danni all'ambiente, come anche l'idea che le sigarette venissero vendute in pacchetti neutri.
Stando alla maggioranza della commissione non vi sono ancora elementi per dire che simile disposizione, già in vigore in diversi Paesi, abbia portato a una diminuzione del tabagismo. Con la parola "neutro" s'intendono pacchetti di sigarette con forma, dimensioni, colore e tipografia uguali dove il marchio è visibile, ma in forma ridotta e di piccole dimensioni. Si tratta di una novità invisa alle grandi multinazionali del tabacco, come Philipp Morris, che ha il proprio centro operativo mondiale e la sede del comparto ricerca e sviluppo in Svizzera.
Il plenum ha tuttavia disposto che i prodotti a base di tabacco non debbano contenere ingredienti volti ad aumentare la dipendenza, anche se vanno consentiti gli aromi. Le informazioni sui prodotti apposte sugli imballaggi dovranno essere abbreviate e semplificate. Non sarebbero più consentite denominazioni come "leggero", "mild", "naturale", "bio", "senza additivi", che possono far credere al consumatore che il prodotto sia meno nocivo.