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BERNA - Quattro cantoni, fra cui i Grigioni, hanno avviato procedure di vigilanza contro medici che eludono o si oppongono alle misure di protezione adottate dalla Confederazione o dai Cantoni per combattere la diffusione del coronavirus, riferisce la NZZ am Sonntag. I medici sono accusati in particolare di rilasciare dispense per l'uso di mascherine senza un valido motivo medico.
Oltre ai Grigioni, anche Lucerna, Argovia e San Gallo sorvegliano alcuni professionisti della salute. Non si sa esattamente di cosa siano accusati perché il segreto d'ufficio e la protezione della personalità hanno la precedenza.
Gildo Da Ros, segretario generale del Dipartimento della sanità di San Gallo, ha però spiegato al domenicale che i medici sono obbligati a essere affidabili e devono inoltre rispettare vari obblighi professionali. «Nella situazione attuale, ciò include l'attuazione di misure ufficiali di protezione dal coronavirus».
Se vi è il sospetto che alcuni medici stiano violando i loro doveri professionali, le autorità sanitarie cantonali possono avviare procedure di vigilanza nei loro confronti che possono comportare un ammonimento, un rimprovero, una multa o addirittura la revoca del permesso o un divieto a esercitare la professione.
Secondo la NZZ am Sonntag diverse decine di medici fanno parte di una rete chiama "Aletheia - Medicina e Scienza per la Proporzionalità". In agosto il gruppo ha scritto una lettera al direttore della Schweizerische Ärztezeitung nel quale sostiene che «l'efficacia di molte misure non è sufficientemente provata, contraddittoria dal punto di vista medico e sproporzionata».
Il numero crescente di medici critici ha spinto anche l'FMH, la Federazione dei medici svizzeri, a scrivere ai suoi 42'000 membri per esprimere il suo pieno sostegno alle misure federali e cantonali di protezione contro il coronavirus.