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La pandemia del coronavirus ha accelerato il cambiamento delle attività professionali e dei mercati del lavoro. Lo rileva un'analisi del Forum economico mondiale (WEF).
La distruzione di posti di lavoro attraverso l'automazione e la digitalizzazione accelera, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro rallenta, ha dichiarato oggi Saadia Zahidi, managing director del WEF, in una conferenza online sul nuovo rapporto del WEF "Il futuro del lavoro 2020".
Il WEF continua tuttavia a ritenere che verranno creati più posti di lavoro di quelli distrutti, sottolineando che la parola chiave è la formazione dei dipendenti per i nuovi compiti.
Secondo le analisi del WEF, entro il 2025 saranno distrutti circa 85 milioni di posti di lavoro nelle medie e grandi imprese di 26 Paesi esaminati. L'inserimento dei dati, la contabilità e le attività amministrative saranno sempre più automatizzate e digitalizzate. Quasi la metà di tutti i dipendenti che mantengono il proprio posto di lavoro dovranno ampliare le proprie competenze. Al contrario, verrebbero creati 97 milioni di posti di lavoro ad esempio nell'assistenza, nell'intelligenza artificiale, nella tecnologia e nei contenuti multimediali creativi.