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Ecco finalmente la nuova sede principale dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni. In quel momento, tuttavia, non vi era modo di pensare all'inaugurazione. L'Europa stava sprofondando nel caos della Prima guerra mondiale, e così l'edificio monumentale costruito sullo sperone roccioso della Fluhmatt fu dapprima usato come ospedale militare.
«Un'attrazione per la città. Un monumento alla fratellanza federale.» Municipio di Lucerna, 1914
L'intento di conferire al nuovo edificio amministrativo un carattere monumentale era programmatico. Sin dalla fondazione dello Stato federale, Lucerna venne più volte ignorata da Berna quando si trattava di eleggere una sede diversa dalla capitale per le istituzioni federali. La città accolse con amarezza la decisione di assegnare a Zurigo prima il Politecnico federale e poi il Museo nazionale. Con il nuovo edificio della Suva, che caratterizza profondamente l'immagine della città, Lucerna riuscì tuttavia ad affermarsi come «capitale svizzera delle assicurazioni».
Per trasmettere l'idea di «fratellanza federale», la sede fu edificata su uno sperone roccioso che domina la città. La Suva divenne un soggetto molto apprezzato per le cartoline illustrate.
All'inizio del Novecento Lucerna era una città in piena espansione: nel 1913 contava 45 000 abitanti, per questo la contesa per l'assegnazione della sede della Suva era decisamente forte.
Tra i quartieri della città si scatenò una vera lotta per aggiudicarsi la sede dell'istituto. Alla fine la Fluhmatt si impose su «Vögeligärtli», che oggi ospita la Biblioteca centrale.
In origine la Suva non intendeva modificare l'immagine urbanistica della città. Si pensava che fosse sufficiente costruire «un edificio adeguato al compito e alla finalità dell'istituto, ma non lussuoso o simile a un palazzo». Solo in un secondo tempo ci si rese conto che si trattava di un'occasione unica. Alla fine, 30 architetti provenienti da tutta la Svizzera parteciparono al concorso per la presentazione di un progetto.
«Wahrzeichen»: il nome del progetto vincitore elaborato dai fratelli Pfister di Zurigo significa «emblema» ed è già di per sé un programma. Otto e Werner Pfister si ispirarono alle forme e allo stile degli edifici federali di Berna. Per la Suva progettarono una cupola sormontata da una statua presente fino agli anni Trenta, nonché una sala del Consiglio di amministrazione capace di offuscare persino la Sala del Consiglio federale a Berna.
A Zurigo i fratelli Pfister avevano già realizzato gli edifici St. Annahof e St. Peterhof sulla Bahnhofstrasse e avevano ottenuto l'incarico di costruire il nuovo palazzo del Credito svizzero (SKA) sulla Bärengasse. La torre e la cupola, entrambe molto imponenti, sono ispirate alla sede principale dell'Università di Zurigo, ultimata nel 1914.
La Suva era un istituto di rilevanza nazionale e il suo edificio, di forte impatto sull'assetto urbanistico, doveva competere con il PF di Zurigo.
La sede principale della Suva fu costruita tra maggio 1914 e dicembre 1915: un'impresa non da poco, considerati «gli ostacoli della guerra che stava insanguinando l'Europa». Il volume dell'edificio era pari a 38 700 metri cubi.
Malgrado l'inflazione e una serie di modifiche al progetto, il budget venne sforato solo di poco. La spesa eccedente ammontò a 45 429.08 franchi, il 3,3 per cento del preventivo pari a 1 361 897 di franchi (circa 11 milioni di franchi calcolati in base ai parametri attuali).
Con il susseguirsi degli eventi bellici, l'inaugurazione venne continuamente rimandata. Per contro, giunsero richieste di aiuto da Berna, soprattutto dall'esercito. L'edificio in gran parte vuoto, situato sulla Fluhmatt, si trovò a svolgere un importante ruolo umanitario. Fu convertito in uno «stabilimento sanitario militare» nel quale venivano internati i feriti di guerra dei Paesi confinanti.
L'attività della Suva iniziò ufficialmente il 1° aprile 1918, un lunedì dell'Angelo, senza grandi celebrazioni. Si rinunciò a una cerimonia pubblica, vista e considerata la situazione mondiale. Solo i circa 200 dipendenti dell'Istituto, qualche giorno più tardi, resero omaggio a questo momento storico in occasione di una cerimonia sobria ma allegra, presso l'hotel Monopol di Lucerna.
Tutti ne erano consapevoli: ora si iniziava a lavorare sul serio, poiché lo scetticismo del pubblico nei confronti del nuovo Istituto monopolistico era onnipresente.