Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/242274

<h2>SubmittedText<h2><p>Si stima che ogni anno 3,2 milioni di tonnellate di microplastiche finiscano nell'ambiente. Queste piccole particelle di plastica si trovano ovunque: negli oceani, sulle cime delle montagne e persino nell'Antartico.</p><p>Attualmente, con l'alimentazione, una persona assume in media 5 g di micro e nanoplastiche alla settimana. Ciò può comportare cambiamenti dell'apparato digerente, i quali sono stati associati a malattie del metabolismo, diabete, obesità e malattie epatiche croniche (DOI: 10.1007/s12403-022-00470-8. doi.org/10.1007/s12403-022-00470-8). Inoltre, gli effetti delle micro e nanoplastiche sullo sviluppo dei bambini è sempre più oggetto di preoccupazione tra i medici (DOI: 10.1289/EHP9086). Sono in aumento anche le indicazioni riguardo un effetto dannoso delle nanoplastiche sul sistema immunitario (D01: 10.1016/j.jhazrnat.2021.127508).</p><p>Alcuni ricercatori dei Paesi Bassi sono riusciti a dimostrare per la prima volta che le microplastiche possono essere rilevate anche nel sangue umano. Queste nuove conoscenze sono state pubblicate nella rivista scientifica "Science of The Total Environment". I ricercatori temono che le microplastiche possano depositarsi negli organi e causare ulteriori danni.</p><p>Nella risposta a numerosi interventi parlamentari, il Consiglio federale sottolinea i propri sforzi e quelli proferiti a livello internazionale per la riduzione delle microplastiche e, circa quattro anni fa, ha preso posizione in merito a possibili conseguenze dannose per la salute: "La plastica è generalmente considerata biologicamente inattiva e quindi innocua per la salute umana." (Interpellanza Gysi, 18.3132)</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nonostante le nuove conoscenze provenienti dai Paesi Bassi, il Consiglio federale rimane dell'idea che le microplastiche vadano ancora classificate come innocue per la salute umana? In caso affermativo, su quale base scientifica si fonda tale valutazione? In caso negativo, il Consiglio federale è disposto ad adottare misure per portare avanti la ricerca in questo ambito, comprese possibili soluzioni, al fine di proteggere la salute?</p><p>2. Quali sforzi sta compiendo il Consiglio federale per ridurre le microplastiche e adottare le misure previste nell'area UE (p. es. riduzione dell'uso di bottiglie in PET, riciclaggio)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il numero di pubblicazioni scientifiche sul rapporto fra microplastiche e salute umana è notevolmente cresciuto nel periodo dal 2016 al 2021. Negli ultimi tempi è quindi stato possibile acquisire nuove conoscenze scientifiche sull'esposizione dell'uomo alle microplastiche, sulla loro ingestione nel tratto digestivo e nei polmoni come pure sui possibili effetti concernenti la salute umana. Lo studio dei Paesi Bassi citato nell'interpellanza costituisce un primo accertamento sulla presenza di microparticelle plastiche nel sangue di adulti. Lo studio ha analizzato cinque polimeri (PET, PE, PP, PS e PMMA), fabbricati in grandi quantità e utilizzati in numerosi prodotti di consumo o medicinali, con cui le persone hanno un contatto diretto quotidiano. Dai risultati dello studio si può trarre la conclusione che in seguito all'esposizione alle particelle di plastica, l'uomo le assorbe nella circolazione del sangue e le elimina dal sangue attraverso la cistifellea o i reni o trasferendole in altri organi, probabilmente con velocità inferiore a quella del loro assorbimento nel sangue. Allo stato attuale delle conoscenze, una valutazione sovraordinata, volta ad accertare se e quali microplastiche sono da considerarsi nocive alla salute umana, non è ancora possibile. Gli uffici federali interessati seguono gli sviluppi della ricerca a livello internazionale relativa all'esposizione di ambiente ed esseri umani alle microplastiche e sugli effetti che queste esercitano sulla salute umana, promuovendo al contempo anche progetti di ricerca mirati in questi settori. Inoltre è in fase di preparazione anche uno studio svizzero sulla salute, in cui sono previste misurazioni di prodotti chimici in campioni umani. Tali misurazioni includeranno analisi di microplastiche, purché fattibili sul piano metodologico.</p><p>2. Nella sua decisione del 23 febbraio 2022 sulla modifiche dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81), il Consiglio federale ha emanato un divieto di messa in circolazione e di utilizzazione di plastica oxo-degradabile, la cui entrata in vigore è stata decretata al 1° aprile 2022. Nell'UE è in fase di preparazione una regolamentazione volta a limitare l'uso di microplastiche nei diversi prodotti come materiale da lettiera per campi in erba artificiale, cosmetici, detersivi, detergenti e altri prodotti per la casa, fertilizzanti e pesticidi, pitture e vernici. Il DATEC esaminerà la normativa dell'UE e, se del caso, sottoporrà al Consiglio federale una proposta di regolamentazione.</p><p>La Svizzera dispone di un sistema di gestione dei rifiuti ben funzionante. Le materia plastiche sono completamente riciclate o incenerite nel quadro di uno smaltimento allo stato della tecnica. Nel nostro Paese i rifiuti che possono essere inceneriti (tra cui la plastica) non vengono più conferiti in discarica dal 2000. Nella raccolta e nel riciclaggio delle bottiglie per bevande in PET, con un tasso di riciclaggio di oltre l'80 per cento, la Svizzera ha già superato gli obiettivi dell'UE. Queste raccolte su base volontaria corrispondono a principio secondo cui l'economia e il commercio detengono la responsabilità di allestire sistemi di raccolta efficienti. In considerazione di ciò, il Parlamento ha trasmesso le mozioni (20.3695) "Promozione dell'economia circolare. La Svizzera deve riciclare più plastica" e CAPTE-N (18.3712) "Meno rifiuti plastici nelle acque e nei suoli". Al momento la piattaforma Economia circolare, integrata nell'associazione mantello Swiss Recycling, sta allestendo nell'ambito del progetto "Raccolta 2025" un sistema di raccolta a livello nazionale per imballaggi in plastica e cartoni per bevande. Come si evince dagli accordi settoriali nel commercio al dettaglio relativi ai sacchetti di plastica, per i prodotti monouso in plastica ci si affida anche alle responsabilità dei fabbricanti, affinché adottino di loro iniziativa misure utili.</p>  Risposta del Consiglio federale.