Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01164.jsonl.gz/68

NEW YORK - Dimenticate Wall Street e i grattacieli di Manhattan, ora la partita della finanza si gioca in piccole città americane come Jacksonville, in Florida, o Salt Lake City, in Utah. Secondo quanto riporta il quotidiano New York Times, per risparmiare alcune delle maggiori banche e società di investimento stanno fuggendo da quello che è da sempre considerato il cuore finanziario del Paese, spostandosi dal Financial District di New York in centri più piccoli, dove gli affitti e gli stipendi dei dipendenti sono molto più bassi rispetto alla Grande Mela.
Senza contare i vantaggi sul fronte del fisco. Un primo assaggio della possibilità di economizzare fu offerto nel 2001 quando, dopo la tragedia dell'11 settembre, la zona di Wall Street fu inagibile per mesi. Così molti grandi aziende si spostarono temporaneamente in New Jersey, apprezzando tuttavia l'enorme risparmio rispetto a Manhattan. Per gli esperti, tuttavia, oggi si è oramai in presenza di un vero e proprio trend, che riflette il nuovo volto della crisi a stelle e strisce, e minaccia la metà delle posizioni di alto livello che costituiscono la spina dorsale del lavoro a Wall Street.
"Luoghi come New York o Londra rimarranno centri finanziari, ma la maggior parte delle società sta cercando di trasferire un numero elevato di persone in città più convenienti", spiega al Nyt James Malick, partner del gruppo Boston Consulting, che si occupa della delocalizzazione delle banche d'affari. Dalla fine del 2009, per esempio, la forza lavoro di Deutsche Bank nella zona di New York è scesa da 7.400 a 6.900 persone, mentre sono quasi raddoppiate le unità a Jacksonville, passando da 600 a 1.000. Stessa cosa per Credit Suisse, che negli ultimi anni ha tagliato 500 membri del personale a Manhattan, ma ne ha assunti 450 in Nord Carolina, anche grazie agli incentivi statali offerti per trasferire i propri dipendenti, in questo caso pari a circa 14 milioni di dollari. A puntare sugli incentivi è anche il Delaware, che nel mese di aprile ha attirato 1.200 ex trader di JP Morgan Chase pagando alla banca 10,1 milioni in contanti.
In molti casi a non apprezzare la novità sono invece gli stessi operatori, che non vogliono subire una decurtazione dello stipendio o trasferirsi da una metropoli come New York a piccoli centri nel cuore dell'America. E questa tendenza ha sicuramente profonde implicazioni per l'economia di tutto lo Stato di New York: lo scorso anno, del resto, l'industria di Wall Street ha contribuito al 14% delle entrate fiscali dello Stato, e una fuga in massa dei trader potrebbe avere conseguenze pesanti sul bilancio.
ATS