Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/145590

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale ribadisce regolarmente la centralità della lotta all'impunità nella sua politica estera e penale. Anche il Ministero pubblico della Confederazione persegue tale obiettivo e ha difatti potenziato le risorse organizzative, senza però creare un'apposita divisione speciale.</p><p>La Svizzera ha esercitato pressione a livello politico affinché i crimini di guerra e contro l'umanità commessi nell'ambito del conflitto siriano siano giudicati dinnanzi alla Corte penale internazionale.</p><p>In questo contesto appare necessario, ai fini dell'applicazione dello Statuto di Roma e della lotta all'impunità, che il Ministero pubblico della Confederazione potenzi ulteriormente questo settore dal punto di vista organizzativo.</p><p>1. Il Ministero pubblico della Confederazione condivide l'opinione secondo cui la lotta internazionale all'impunità deve essere potenziata?</p><p>2. Quali passi ha intrapreso a tal fine negli ultimi anni?</p><p>3. In che modo intende rafforzare la sua strategia e le risorse organizzative e umane per potenziare la sua influenza e migliorare le possibilità di successo al fine di arrestare i criminali e condannarli ai sensi dello Statuto di Roma?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è del parere che la lotta contro l'impunità internazionale per i crimini più gravi, appena agli albori nella maggior parte delle giurisdizioni nazionali, debba essere condotta in modo efficace, adeguato e coordinato. Questa strategia non solo si inserisce nel solco degli apprezzamenti che il MPC ha ricevuto a livello nazionale per le procedure condotte finora in materia di crimini di guerra e/o crimini contro l'umanità, ma anche nel solco tracciato dai suoi omologhi dell'Unione europea nell'ambito di una riflessione in corso, della quale il MPC è peraltro l'unico paese osservatore associato, che mira a proporre a chi opera sul campo misure concrete per perseguire meglio questi crimini della massima gravità.</p><p>2. Dall'entrata in vigore della legge in data 1° gennaio 2011, il MPC ha trattato una trentina di casi, di varia importanza, con procedura nazionale e di assistenza giudiziaria. Il dispositivo organizzativo in materia è stato rafforzato, a luglio 2012, con la creazione di un'unità specializzata denominata Centro di competenze Diritto penale internazionale (in tedesco abbreviato CC V) facente capo alla Divisione del terrorismo del MPC. Il CC V è composto da 4 unità a tempo pieno ripartite tra due procuratori (il responsabile del CC V al 100 per cento e il suo sostituto al 90 per cento), due collaboratrici giuridiche (ognuna all'80 per cento) e un collaboratore amministrativo (al 50 per cento) in grado di occuparsi delle cause nelle tre lingue ufficiali. Per le procedure, il CC V ha ricevuto il supporto di quattro inquirenti con formazione specifica, assegnati in funzione delle esigenze. Dopo una prima fase di insediamento, il CC V è pienamente operativo dal 2013 e attualmente conduce 7 istruzioni relative a 6 fattispecie diverse distribuite su una trentina d'anni.</p><p>3. Il dispositivo organizzativo attualmente implementato è sufficiente a soddisfare le esigenze dei casi trattati nell'ambito del MPC. È intenzione di quest'ultimo attendere almeno tre anni di esistenza del CC V per fare un primo bilancio della sua attività e valutarne in particolare l'organizzazione e le risorse umane. Fino ad allora, il CC V continuerà a portare avanti ciò che ha intrapreso da due anni ormai, ossia: il rafforzamento della rete di partner a livello sia nazionale che internazionale, dedicando il tempo necessario a questo compito strategico; il rafforzamento delle proprie competenze specializzate, formando il personale di conseguenza; la promozione della propria attività presso il pubblico; e, ovviamente, a livello operativo, il monitoraggio costante dei procedimenti attualmente pendenti, nonché la vigilanza regolare degli eventi di attualità che potrebbero dare luogo a genocidi, crimini di guerra o crimini contro l'umanità, con conseguente apertura di istruzioni, d'ufficio o a querela di parte, in Svizzera.</p></text>