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Sondaggio
Un approvvigionamento elettrico sicuro è la priorità degli svizzeri
La sicurezza dell'approvvigionamento elettrico è la priorità assoluta degli svizzeri in ambito energetico. La maggioranza sarebbe disposta ad accettare costi maggiori e a fare concessioni in materia di ambiente.
Secondo un sondaggio condotto dall'istituto gfs.bern per conto dell'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES), il 56% della popolazione è d'accordo con l'attuale orientamento della politica energetica.
Il 53% degli intervistati ha indicato la sicurezza dell'approvvigionamento come priorità assoluta, davanti alla produzione di energia neutrale dal punto di vista climatico (25%) e a prezzi accessibili dell'elettricità (21%).
Per aumentare la produzione nazionale di energia rinnovabile, il 67% sarebbe disposto a fare concessioni in termini di tutela ambientale. Al contempo il 59% vorrebbe che le superfici non edificate venissero usate con parsimonia.
Energia idroelettrica e fotovoltaica
Tra le opzioni tecnologiche rilevanti per i prossimi decenni, l'energia idroelettrica e il fotovoltaico sono le più gettonate, con quasi il 100% di consensi ciascuna. Quasi tre quarti degli intervistati considera anche l'energia eolica una tecnologia chiave.
I partecipanti al sondaggio ritengono che altre fonti di energia rinnovabile, come l'energia geotermica, il biogas e l'idrogeno, acquisteranno importanza in futuro. Sono però indecisi quanto all'uso delle centrali a gas in casi di emergenza. L'opzione di rendere nuovamente possibile la costruzione di centrali nucleari invece non ha raccolto una maggioranza di consensi.
Promozione delle energie rinnovabili
La sicurezza dell'approvvigionamento dovrebbe essere raggiunta promuovendo le energie rinnovabili. Quasi tutti gli intervistati (97%) considerano questa opzione «piuttosto» o «molto sensata» in Svizzera.
L'85% ritiene che le energie rinnovabili rappresentino una protezione attiva dell'ambiente. Il 70% sarebbe addirittura favorevole a limitare i diritti di ricorso per accelerarne lo sviluppo. Una percentuale simile di intervistati si è detta però scettica sulla possibilità di soddisfare il fabbisogno di elettricità con le sole rinnovabili.
Le opinioni divergono sul luogo in cui dovrebbero essere costruiti gli impianti. Le istallazioni solari su infrastrutture esistenti come autostrade, dighe, facciate o tetti suscitano l'unanimità. La costruzione di impianti solari su larga scala in montagna, su prati aperti, è invece sostenuta dal 51%.
Per quanto riguarda le dighe, il 65% della popolazione è d'accordo con la costruzione in luoghi dove un tempo c'erano ghiacciai o dove questi si stanno sciogliendo a causa del riscaldamento globale. Sebbene le pale eoliche siano per lo più considerate necessarie, solo una piccola maggioranza (55%) approverebbe la loro costruzione in un luogo visibile dal proprio balcone.
Per gli incentivi, contro i divieti
Stando al sondaggio, un'ampia maggioranza della popolazione è favorevole alle misure di promozione per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica. Molti consumatori (89%) ritengono «sensato» o «piuttosto sensato» investire in prima persona nella produzione di energia.
Anche gli incentivi fiscali e le tasse di incentivazione che prevedono rimborsi per i consumatori più attenti sono misure popolari (rispettivamente 82% e 70%). Al contrario, i regolamenti e i divieti sono molto meno apprezzati (46%).
L'indagine è stata condotta online e per telefono tra 1'016 persone che parlano almeno una delle tre lingue ufficiali.
tl, ats