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Mancando l'unanimità, il Consiglio dei ministri interni dell'Unione Europea ha approvato a maggioranza qualificata il documento sui migranti della presidenza dell'UE. Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria hanno votato contro. La Finlandia si è astenuta.
Il totale di 120'000 rifugiati da ricollocare nel giro di due anni "è stato accettato dagli stati membri su base volontaria" e "le chiavi di ripartizione proposte dalla Commissione non sono più nel testo legislativo", ha indicato il ministro degli esteri lussemburghese, Jean Asselborn, a nome della presidenza di turno dell'UE.
"Avremmo preferito prendere una decisione per consenso, ma alcuni paesi hanno fatto valere altri punti di vista. Non dubito che metteranno in atto le decisioni", prese da "una maggioranza molto più grande di quanto previsto dai Trattati", ha aggiunto Asselborn. "Si potrebbe dire che l'Unione Europea è divisa, ma - ricordando che era accusata di non agire - se non avessimo preso questa decisione, l'UE sarebbe stata ancora più divisa e la sua credibilità sarebbe stata minata".
"Ogni paese deve accettare il numero di migranti che gli è stato attribuito" e "nessuno ha il diritto di rifiutare", ha precisato il ministro lussemburghese a nome della presidenza di turno dell'UE, specificando che il voto contrario non implica la non partecipazione alla ridistribuzione di "un totale di 160'000" rifugiati perché quella presa oggi "è una decisione legale dell'UE".
Intanto però il premier slovacco, Robert Fico, parlando in Parlamento ha ribadito che la Slovacchia non rispetterà la decisione di introdurre le quote obbligatorie per la redistribuzione dei migranti nell'UE ed è pronta ad intraprendere una causa contro Bruxelles.
"Preferisco entrare nella procedura di infrazione piuttosto che rispettare questo diktat della maggioranza che non è capace di arrivare al consenso nell'ambito dell'UE", ha dichiarato Fico criticando il voto e la decisione dei ministri degli interni dell'UE.
SDA-ATS