Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/105201

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a procedere ad una modifica dell'attuale normativa sulla radiotelevisione che esoneri completamente le imprese dall'obbligo di pagare i canoni di ricezione radiotelevisiva.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da quando è stato introdotto il sistema di riscossione dei canoni, le economie domestiche e le imprese che utilizzano apparecchi per la ricezione radiofonica o televisiva hanno l'obbligo di versare la relativa tassa. L'assoggettamento delle imprese all'obbligo di pagare il canone non è quindi una novità. All'origine di queste disposizioni vi è la scelta del legislatore di designare economie domestiche e imprese come unici soggetti dell'obbligo di pagare il canone. La ragione va ricercata nel fatto che sia le une che le altre sono composte da individui che consumano programmi. L'esempio evocato dall'autore della mozione, relativo al traffico pesante e alla segnalazione di eventuali code, testimonia inoltre che anche il consumo di programmi può comportare un plusvalore per le imprese interessate.</p><p>Il canone radiotelevisivo permette di finanziare il servizio pubblico nel settore della radiodiffusione, un compito pubblico di primaria importanza fissato nella Costituzione federale. I programmi radiofonici e televisivi finanziati attraverso i proventi del canone contribuiscono alla formazione delle opinioni, alla diversità culturale, all'istruzione e alla coesione fra le diverse regioni linguistiche. Sono prestazioni da cui tutti traggono un beneficio diretto o indiretto, a prescindere che si tratti di persone fisiche o imprese. </p><p>Se tutte le imprese assoggettate all'obbligo di pagare il canone ai sensi del diritto in vigore ne fossero esonerate, come richiesto nella mozione, il numero di coloro che contribuiscono a finanziare il servizio pubblico risulterebbe considerevolmente ridotto. L'intero carico ricadrebbe sulle sole spalle delle economie domestiche private, che di conseguenza dovrebbero pagare somme maggiori rispetto a oggi.</p><p>La soluzione proposta nella mozione presentata dalla CTT-N il 23 febbraio 2010 e intitolata "Nuovo sistema di riscossione dei canoni radiotelevisivi" (10.3014) è un'altra: la commissione sostiene l'introduzione di una tassa generale per tutte le economie domestiche e le imprese, con possibilità di esonero delle economie domestiche per ragioni di politica sociale nonché di determinate imprese. La risposta alla presente mozione non vuole in alcun modo anticipare il risultato dei lavori in questo senso.</p><p>Per quanto riguarda il riferimento ai collaboratori di Billag SA, è bene ricordare che essi non rientrano nella categoria di persone esonerate dal pagamento dei canoni ai sensi dell'ordinanza sulla radiotelevisione. Nel loro caso, però, Billag SA preleva l'importo del canone dallo stipendio, indicando l'operazione sul certificato di salario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.