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La Commissione della concorrenza ha portato alla luce diversi accordi tra banche nell'ambito del commercio delle valute e concluso due inchieste con conciliazioni che comportano multe per circa 90 milioni di franchi. A un primo cartello, denominato "Three way banana split" hanno preso parte fra il 2007 e il 2013 operatori di Barclays, Citigroup, JPMorgan, Royal Bank of Scotland e UBS, che comunicavano attraverso una chat room, mentre a quello chiamato "Essex Express" dipendenti di MUFG e di nuovo Barclay, RBS e UBS. Quest'ultima è esente da sanzioni perché per prima si è autodenunciata, portando alla luce il caso.
L'indagine a carico del Credit Suisse prosegue in base alla normale procedura, mentre è archiviata la posizione di Julius Bär e Banca cantonale di Zurigo. La decisione può essere impugnata davanti al Tribunale amministrativo federale.
Sempre giovedì, la COMCO ha pure reso noto di aver chiuso un'altra inchiesta, concernente invece le transazioni di metalli preziosi. Il sospetto di illeciti,. che pesava su diversi istituti svizzeri e stranieri, non ha potuto essere provato in questo caso.