Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231470

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella maggior parte delle stazioni FFS il regolamento vigente (art. 2) prevede un divieto di circolazione per le biciclette e i mezzi simili a veicoli (MSV) quali monopattini, skateboard e pattini in linea. Nell'imporre tale divieto le FFS si rifanno alla norma VSS 640-246a. </p><p>Nelle città e nei Comuni, però, i sottopassi delle stazioni offrono importanti quando non uniche possibilità di attraversamento, sia per i ciclisti sia per chi si sposta in MSV. </p><p> L'esempio del sottopasso pedonale della Langstrasse a Zurigo dimostra che, nonostante non sia rispettata la norma VSS, un'utilizzazione mista con segnaletica orizzontale è possibile e si è anche dimostrata efficace poiché genera meno conflitti tra pedoni e ciclisti. Invece di pianificare e realizzare dispendiosi sottopassi totalmente separati per le biciclette, le città e i Comuni dovrebbero sfruttare i margini giuridici ed essere autorizzati a non dover rispettare i requisiti definiti nelle rispettive norme,</p><p>se ciò è realizzabile in sicurezza grazie alla segnaletica orizzontale o tramite piccoli interventi di costruzione, con costi decisamente più contenuti.  </p><p>1. Il Consiglio federale sostiene misure per il traffico misto nei sottopassi nell'ambito del Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF)? Sono cofinanziate misure (segnaletica orizzontale, cartelli "veicoli a passo d'uomo" o semplici interventi costruttivi) nel quadro dei programmi d'agglomerato? </p><p>2. È vero che, in linea di principio, è possibile non rispettare le norme VSS? E a quali condizioni il Consiglio federale e le FFS immaginano si possa farlo? </p><p>3. Quanti sottopassi di stazione a uso esclusivo delle biciclette sono stati cofinanziati dalla Confederazione nell'ambito del FIF o dei piani d'azione e a quanto ammontavano le rispettive partecipazioni federali? </p><p>4. Il Consiglio federale e le FFS sarebbero disposti a consentire, a Burgdorf, la compresenza di pedoni e ciclisti nel sottopassaggio esistente all'altezza della Kirchbergstrasse/Poststrasse, mediante segnaletica orizzontale e nonostante un mancato rispetto delle norme, come previsto da una proposta trasmessa dai Liberali al consiglio comunale di Burgdorf? </p><p>5. A seguito di detta proposta, a Burgdorf si è provveduto a una "legalizzazione" semplificata per i pattini in linea, ai quali è ora consentito circolare a passo d'uomo. Il Consiglio federale è a conoscenza di altri sottopassi delle FFS nei quali circolano pattini in linea, nonostante di per sé ciò sarebbe vietato? Se sì, si attiverebbe per una loro legalizzazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel pianificare gli accessi alla ferrovia si considera anche il contesto globale, cercando una soluzione adeguata per tutti i gruppi d'interesse. Queste misure di accesso alle ferrovie, sia esso realizzato attraverso sottopassi esclusivamente pedonali o misti per il traffico lento, possono essere cofinanziate nell'ambito del FIF come in quello dei programmi d'agglomerato. Le basi giuridiche allo scopo sono gli articoli 58b della legge federale sulle ferrovie (Lferr) e 35 dell'ordinanza sulle concessioni, sulla pianificazione e sul finanziamento dell'infrastruttura ferroviaria (OCPF), secondo i quali, su richiesta dei Comuni, è possibile attuare misure supplementari o alternative con la partecipazione finanziaria di terzi. Le concrete possibilità di ampliamento devono essere approfondite per ogni progetto e analizzate tenendo conto delle specificità del luogo e dei gruppi di utenza nonché considerando, in particolare, il fattore sicurezza dei singoli utenti. Nell'ambito dei programmi d'agglomerato vengono finanziate misure di questo tipo in tutte le generazioni. A partire dalla terza generazione sono possibili il cofinanziamento e il conteggio semplificato mediante provvedimenti con contributi federali forfettari secondo l'articolo 21a dell'ordinanza concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata e di altri mezzi a destinazione vincolata per il traffico stradale (OUMin).</p><p>2. In linea di principio, per la progettazione di nuove costruzioni e di trasformazioni devono essere applicate le norme riportate nelle prescrizioni federali. In singoli casi sono consentite deroghe motivate, se le specificità locali lo giustificano e se è provato che la sicurezza può essere garantita con misure compensatorie.</p><p>3. Nell'ambito del FIF non sono cofinanziati i sottopassi di stazioni a uso esclusivo dei ciclisti, che servono soltanto per il collegamento all'interno alle città. Per i programmi d'agglomerato non è possibile eseguire un'analisi con tale grado di dettaglio. Tuttavia numerosi sottopassi o sovrapassi, sia pedonali che ciclabili, sono cofinanziati nell'ambito di rivalutazioni di piattaforme dei trasporti (ad es. trasformazioni di stazioni) o di progetti per il traffico lento. In questi casi la partecipazione della Confederazione dipende dalla valutazione del rispettivo programma d'agglomerato. Finora il finanziamento è stato dell'ordine del 30-40 per cento dei costi computabili dei rispettivi provvedimenti.</p><p>4. L'utilizzo condiviso dei sottopassi da parte dei ciclisti è possibile se non causa conflitti tra i diversi utenti e se può essere garantita la sicurezza. L'aumento delle biciclette elettriche e, di conseguenza, la tendenziale maggiore velocità di marcia, lascia supporre che ci saranno sempre più dispute tra ciclisti e pedoni. Siccome nella pratica la misura compensatoria "veicoli a passo d'uomo" è di difficile applicazione, in caso di dubbio la sicurezza dei pedoni deve essere garantita mediante un divieto di circolazione. La perdita di tempo per il ciclista, che deve spingere la propria bici invece che andare a passo d'uomo, è trascurabile. Queste situazioni vanno chiarite di volta in volta in modo approfondito; ciò vale anche per il caso di Burgdorf, citato dall'autrice dell'interpellanza.</p><p>5. Il Consiglio federale non ha una visione d'insieme così particolareggiata. Neanche i pattini in linea vanno a passo d'uomo per tutta la lunghezza di un sottopasso. Un utilizzo condiviso è pertanto possibile solo se il sottopasso è progettato in modo tale da evitare conflitti tra i diversi utenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.