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Nuovo giro di vite delle sanzioni europee per la crisi Ucraina. Tra le undici persone destinatarie delle nuove misure (divieto viaggi e blocco beni) figurano i leader pro-russi di Donetsk e Lugansk: il premier della repubblica autoproclamata di Donetsk (Rpd) Aleksandr Borodai ed il presidente del Consiglio supremo di Lugansk Alexiei Kariakin. Oltre a loro, il "ministro della sicurezza" della Rpd, Alexandre Khodakovski ed il "vice-premier" Alexandre Aleksandrovich.
Tra gli altri destinatari delle misure ci sono Alexander Khryakov, cosiddetto "ministro dell'informazione e delle comunicazioni di massa della Repubblica popolare di Donetsk"; Marat Bashirov e Vasil Nikitin, rispettivamente premier e vicepremier dell'autoproclamata Repubblica di Lugansk.
Figurano anche i ministri di Interno e Difesa dell'autoproclamata repubblica di Lugansk, Yuri Ivakin, Igor Plotnitsky, il comandante delle forze cosacche della regione di Donetsk Nikolay Kozitsyn e Oleksiy Mozgovy, uno dei leader dei gruppi armati nell'Ucraina orientale, responsabile dell'addestramento dei separatisti alla lotta contro le forze governative ucraine.
Sale così a 72 il totale degli individui sanzionati "per azioni che minano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina".