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Un anno di pausa basta. Lo dicono gli organizzatori del torneo di Wimbledon, che dopo essere stati costretti ad annullare l'edizione di quest'annoa causa della pandemia di coronavirus, faranno di tutto affinché il torneo possa svolgersi l'anno venturo. E in quest'ottica hanno già allestito tre possibili scenari circa il suo svolgimento, fra i quali quello di un'edizione a porte chiuse.
La decisione di cancellare l'edizione 2020 (storica: era la prima volta dopo la Seconda Guerra mondiale che il torneo non veniva disputato) era stata presa a inizio aprile, quando l'Europa si trovava nel pieno della prima ondata e chiudeva gradualmente le sue frontiere in uno scenario di incertezza generale. «Lo svolgimento dell'edizione 2021 è la nostra priorità numero 1; stiamo studiano con molta attenzione tutti gli scenari possibili per poterla confermare», siega Sally Bolto, presidente dell'All English Lawn Tennis Club (Aeltc), organizzatore della competizione. Ben consapevole delle difficoltà che avrebbe comportato spostare all'autunno il torneo (in primis dal profilo meteorologico), l'Aeltc aveva preferito rimborsare i biglietti venduti e rimandare la 143esima edizione della storia al 2021, dal 28 giugno all'11 luglio.
E per quella data, sono appunto tre gli scenari al vaglio degli organizzatori. Nella migliore delle ipotesi, gli incontri si svolgerebbero con le tribune piene. Qualora la situazione sanitaria non lo dovesse tuttavia permettere, «cè prevista la variante con capacità ridotta o quella a porte chiuse». Tutto dipenderà «da quelle che saranno le decisioni governative e delle autorità sanitarie», precisano gli organizzaztori. «Stiamo lavorando con le autorità competenti, così come il resto del mondo sportivo, per cercare di affrontare le sfide e i cambiamenti imposti da questa situazione».