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Soppressione dei premi di prestazione
Lettera della CNPC al Consiglio federale datata 1° ottobre 2010
La soppressione dei premi di prestazione così come presentata non è accettabile né da garaNto né dall’intera Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNCP), composta da garaNto, APC, SSP/VPOD e personale Fedpol. Le ragioni sono spiegate chiaramente in questo scritto al Consiglio federale.
Onorevole Presidente della Confederazione
Onorevoli Consigliere e Consiglieri federali
Con il programma di consolidamento 2011/2013 i Dipartimenti e gli uffici sono stati chiamati a ridurre i costi per il personale dell’1% nel 2011 e nel 2013. Il Consiglio federale è partito dal presupposto che queste disposizioni possano essere applicate senza particolari difficoltà nell’ambito della normale fluttuazione.
Ciò non sembra tuttavia essere il caso. Ci permettiamo pertanto di attirare la vostra attenzione sulla problematica seguente: numerosi uffici non sono in grado di applicare la direttiva per il 2010 dato che sono confrontati con degli effettivi soprannumerari dovuti a ristrutturazioni o al basso tasso di licenziamenti per effetto della recessione. Inoltre, nel 2009 si sono registrati meno pensionamenti quale conseguenza diretta del cambiamento di primati alla cassa pensioni Publica e delle riduzioni delle rendite.
Per rispettare comunque le direttive di risparmio, alcuni uffici hanno deciso di ridurre o di sopprimere la massa salariale per l’evoluzione degli stipendi (art. 39. OPers) e il versamento dei premi di prestazione (art. 49), in particolare in seno al Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e all’Amministrazione federale delle dogane (AFD). Queste misure interessano interi gruppi di personale. Nell’AFD sono stati soppressi premi di prestazione per un importo pari a 3 milioni di franchi. Ciò evidenzia l’assurdità dei risparmi lineari decisi dal Parlamento.
Questa procedura viola l’art. 15 cpv. 1 della legge federale sul personale (LPers), secondo cui lo stipendio dipende dalla funzione, dall’esperienza e dalla prestazione. Non è ammesso sopprimere singole componenti salariali per motivi di risparmio. Ciò mette di fatto fuori gioco il sistema di valutazione (art. 15. cpv. 3 OPers): la valutazione del personale perde la sua ragion d’essere, se non è più rilevante nell’ottica salariale.
I tagli e i risparmi nell’ambito dell’evoluzione degli stipendi e dei premi di prestazione non sono solo illegali ma anche ingiusti. I collaboratori devono pagare per le conseguenze di una politica di risparmio per la quale non hanno alcuna responsabilità. Ciò riduce ulteriormente la soddisfazione sul posto di lavoro.
Non a caso la Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNCP) si è sempre pronunciata contro lo stipendio al merito. Dal punto di vista della politica del personale ci sta a cuore una migliore soddisfazione con salari fissi e temiamo la scarsa disponibilità del Consiglio federale ad aumentare adeguatamente e a garantire la massa salariale. Le ripercussioni delle misure di risparmio sono peggio di quanto temuto: la massa salariale disponibile viene ridotta, in parte massicciamente, come evidenzia l’esempio dell’AFD.
Il Consiglio federale ribadisce spesso il proprio impegno a favore di una politica del personale equa e affidabile. Le misure di risparmio attuali si contrappongono tuttavia diametralmente a queste affermazioni. La Confederazione quale datore di lavoro deve accettare la critica di non essere affidabile. Ricordiamo inoltre che il 27 maggio u.s. il consigliere federale Merz in occasione dei negoziati sui salari con le associazioni del personale ha assicurato di voler mantenere il potere d’acquisto.
Invitiamo pertanto il Consiglio federale a provvedere alla corretta applicazione della legge federale del personale. I Dipartimenti e i servizi interessati devono essere dotati delle risorse finanziarie necessarie per adempiere i loro impegni.
Cordiali saluti
Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC), Berna