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"A Babij Jar
Il burrone ripido
È come una lapide
Ho paura
Oggi mi sento vecchio come
Il popolo ebreo"
Una delle poesie più famose di Evgenij Evtushenko dedicata a Babi Jar, la località alla periferia di Kiev, capitale dell’Ucraina, teatro di una delle pagine più tetre del Novecento. Il poeta la visita nel 1961, accompagnato dal coetaneo Anatolij Kuznecov, suo compagno di studi all’Istituto di Letteratura che gli racconta ciò che ha visto con i suoi occhi di bambino. Tolik ha solo 12 anni quando il 21 settembre 1941 i tedeschi occupano la capitale abbandonata dall’Armata rossa. Poco dopo le mine lasciate dai fuggiaschi distruggono diversi edifici provocando un gran numero di morti tra i tedeschi e la popolazione civile. Il 28 settembre in città compaiono manifesti che intimano agli ebrei di presentarsi con documenti, oggetti, capi di vestiario.