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<h2>SubmittedText<h2><p>Prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quale misura ritiene sensata una fusione dell'UFT e dell'USTRA per risolvere il problema sotto esposto dello spreco di risorse?</p><p>2. Vede altre possibilità per fare in modo che nei due Uffici federali si pensi in termini di sistemi di trasporto alternativi, con la collaborazione dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) e tenendo conto di costi e benefici esterni?</p><p>3. L'UFT, l'USTRA e l'ARE hanno sviluppato una strategia comune per frenare a lungo termine la crescita della mobilità in Svizzera? Se sì, quale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Oltre agli uffici competenti per i due vettori di trasporto via terra (rotaia e strada), ossia l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) e l'Ufficio federale delle strade (USTRA), all'interno del DATEC esiste la Conferenza di coordinamento trasporti (CCT). La CCT è gestita dal segretario generale del DATEC, riunisce i rappresentanti della segreteria generale DATEC, dell'UFT, dell'USTRA, dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale, dell'Ufficio federale dell'aviazione civile, dell'Ufficio federale dell'ambiente e dell'Ufficio federale dell'energia, e garantisce l'adozione di un approccio trasversale ai diversi temi. La struttura organizzativa e l'attribuzione dei compiti in vigore permettono di pensare "in termini di sistemi di trasporto alternativi" e sono adeguate per raggiungere gli obiettivi generali di politica dei trasporti. Un approccio esteso a tutti i vettori di traffico per i progetti sia stradali sia ferroviari rappresenta già oggi lo standard ed è parte integrante della pianificazione (cfr. anche i rapporti per la consultazione del 10 aprile 2013 sul decreto federale concernente il secondo programma per l'eliminazione dei problemi di capacità sulla rete delle strade nazionali e la liberazione del credito e del 26 giugno 2013 sul decreto federale che libera i crediti per il programma Traffico d'agglomerato a partire dal 2015). Non si riscontra quindi alcuna "assurda situazione di concorrenza" tra i due vettori di trasporto.</p><p>Per affrontare ancora più efficacemente le sfide in materia di politica dei trasporti e di pianificazione territoriale, ma anche di politica energetica e ambientale, occorre proseguire e intensificare gli sforzi volti ad armonizzare e integrare tra loro le politiche settoriali. Il Consiglio federale è perciò disposto ad accogliere il postulato Regazzi 13.3608, "Una o un segretario di Stato per la politica dei trasporti svizzera", per verificare se il coordinamento a livello nazionale e internazionale della politica dei trasporti può essere migliorato istituendo una tale carica.</p><p>3. La politica dei trasporti svizzera è orientata al principio della sostenibilità. Pertanto in futuro l'offerta, tanto nell'ambito delle infrastrutture ferroviarie quanto di quelle stradali, dovrà essere strutturata in modo tale da rendere la mobilità necessaria economicamente efficiente e sostenibile. Tutte le fasce di popolazione e tutte le regioni del Paese hanno diritto a un sistema di trasporti funzionante. La politica deve quindi fare in modo che le basi naturali della nostra vita rimangano intatte, nonostante la mobilità e gli inconvenienti ad essa collegati, e che la sicurezza dei traporti possa aumentare. Il DATEC e gli uffici che ne fanno parte sono orientati a questo principio e si impegnano affinché sia garantita la mobilità necessaria, ma anche affinché i singoli vettori di trasporto siano utilizzati in modo ottimale e sostenibile. In questo quadro si inseriscono altresì le riflessioni sul possibile influsso di lungo periodo esercitato dal mobility pricing sui comportamenti in materia di mobilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.