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Il carattere di un cane e i problemi che può sviluppare da adulto sono legati in maniera indissolubile al suo addio alla famiglia d’origine, ovvero alla madre, al padre, ai fratelli. Ogni cucciolo appena nato, infatti, ha bisogno di vivere per un periodo insieme a questo nucleo familiare prima dello “svezzamento psichico”: parliamo più o meno di 2 mesi durante i quali il cane incamera una enorme serie di informazioni, “imparando a fare il cane”.
Per esempio, se morde troppo forte un fratello durante il gioco viene rimproverato in maniera severa (con un ringhio) dalla mamma, oppure viene sgridato dal padre se tocca un oggetto di proprietà di un adulto (una pallina, un osso, etc..): grazie ai comportamenti dei genitori, il cucciolo imparerà a dosare la forza del morso e a rispettare la proprietà di un oggetto, nozioni che poi rafforzerà successivamente nel corso della sua vita. Toglierlo ai genitori prima dei 2 mesi significa privare il cucciolo di due “insegnanti” insostituibili: l’uomo parla una “lingua” più difficile da comprendere per il piccolo cane, che dunque faticherà a capire come si deve comportare.
Ciò gli provocherà danni con la crescita: potrebbe non saper gestire il rapporto con gli altri cani (ad esempio su argomenti come la proprietà), o avere un rapporto poco chiaro con il padrone, risultando troppo timido o troppo aggressivo. Per questo motivo, quando si prende un cane, è bene optare per animali pronti per lo svezzamento psichico. Ovviamente parliamo di cuccioli cresciuti con la famiglia d’origine: un cagnolino privo di madre non ha alcun vantaggio nel rimanere in canile o presso l’allevatore fino ai 2 mesi di vita.