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Palazzo federale a Berna
KEYSTONE/PETER SCHNEIDER(sda-ats)
L'anno scorso il Consiglio federale ha raggiunto solo parzialmente i suoi obiettivi strategici. Dei 16 che si era prefissato per il 2016, tre sono stati "totalmente" soddisfatti, quattro lo sono stati "in gran parte" e nove soltanto "in parte".
Le relazioni tra la Svizzera e l'UE, i costi della salute e la lotta contro il riscaldamento climatico sono gli ambiti di cui il governo è meno soddisfatto.
Berna ha saputo sviluppare soltanto in maniera ridotta i suoi rapporti con Bruxelles, pur salvaguardando il suo margine di manovra e i suoi interessi a lungo termine, si legge nel rapporto di gestione del Consiglio federale pubblicato oggi.
Per quanto riguarda la politica europea, "finora non è stata trovata alcuna soluzione consensuale nel quadro delle consultazioni con l'UE riguardo alla gestione dell'immigrazione", sottolinea il governo.
A causa delle questioni sulla libera circolazione delle persone, rimaste in sospeso fino alla sessione invernale delle Camere federali, altri ambiti non hanno potuto essere portati avanti come previsto: tra gli obiettivi raggiunti soltanto parzialmente vengono citati la partecipazione della Svizzera alla lotta contro i cambiamenti climatici e l'approvvigionamento in energia del Paese.
Costi della salute
Il Consiglio federale non è neppure riuscito a "contenere i costi della salute, migliorare le qualità delle cure e rafforzare la trasparenza nel settore sanitario". Anche in questo caso l'obiettivo è stato raggiunto solo in parte.
Un obiettivo è "soddisfatto" quando tutte le misure previste sono state realizzate. È "in gran parte soddisfatto" quando almeno il 75% delle misure sono state adottate e solo "in parte" se sono stati realizzati tra il 25% e il 74% dei provvedimenti. Al di sotto di questa percentuale l'obiettivo "non è soddisfatto".
Tra le priorità del 2016 figuravano il programma di stabilizzazione 2017-2019, la strategia "Svizzera digitale", il messaggio relativo all'incoraggiamento della formazione, della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2017-2020, il rapporto sulla definizione del servizio pubblico nel settore dei media, il messaggio sulla cooperazione internazionale 2017-2020, la riforma delle prestazioni complementari, il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera nonché la strategia di politica estera per gli anni 2016-2019.
Le commissioni della gestione del Consiglio nazionale e degli Stati esamineranno il rapporto nel corso della primavera. Il suo esame in Parlamento è invece previsto per la sessione estiva in giugno, precisa ancora la nota.
SDA-ATS