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di Giovanni Accadia
1. Contesto
Il brano che abbiamo letto si trova nel Nuovo Testamento.
Gesù rivolge le ultime parole ai Suoi undici discepoli; è una delle Sue ultime preghiere, alla fine della Sua vita.
In qualche modo i discepoli sono consapevoli che Gesù sta per essere sacrificato, anche se posso immaginare che per loro non fu così evidente la gravità di quanto stava per accadere.
Questa preghiera si trova in un punto storico centrale, perché essa fa luce su moltissimi aspetti della Parola di Dio:
la legge di Mosè, le profezie, le promesse di Dio, la redenzione dell’uomo e la vita di Cristo.
Quasi tutto sta per diventare realtà, o diventerà realtà in futuro, proprio grazie a questa preghiera.
Gesù sta per lasciare i Suoi, e sente il bisogno di affidarli a Suo Padre, affinché li custodisca.
Gesù sentiva la necessità di dar vita alla Sua chiesa e riponeva anche questa nelle mani del Padre.
Questa preghiera viene chiamata “sacerdotale” perché in essa Gesù intercede per i Suoi, come fa un mediatore.
Io personalmente non la chiamerei così, perche non c’è solo l’aspetto dell’intercessione di Gesù per i discepoli.
Infatti, in questi 26 versetti Gesù prega e parla anche di se stesso. Ho provato a suddividere la preghiera in quattro parti:
versetti 1-8: Gesù prega per se stesso;
versetti 9-19: Gesù prega per i Suoi discepoli; versetti 20-23: Gesù prega per la chiesa, per noi;
versetti 24-26: conclude pregando di nuovo per i Suoi discepoli.
Oggi ci soffermeremo solo sulla terza parte, quella che riguarda noi.
Sembra improprio estrapolare solo una piccola parte di questa preghiera, ma sarebbe troppo approfondire il resto.
Perché ho scelto questa parte?
Se considero il corso “Libertà in Cristo” che stiamo trattando in questi mesi, questa parte della preghiera mi sembra la più adeguata: Gesù che prega per noi!
Proviamo ad avvicinarci al contenuto della preghiera
2. Una preghiera esaudita
La richiesta di Gesù viene esaudita e vogliamo vedere perché e che effetto ha su di noi.
Giovanni 17:20 “… non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono per mezzo della loro parola …”
Gesù include nella preghiera quelli che crederanno alla parola dei discepoli, cioè anche noi.
Qual é la parola dei discepoli per noi oggi?
Il Nuovo Testamento: ciò che hanno detto e tramandato sotto la guida dello Spirito Santo.
Grazie a questa preghiera di Gesù si è formata la chiesa.
È sempre grazie ad essa che la chiesa è custodita dal Padre.
Gesù ha chiesto che diventassimo uno, che diventassimo perfettamente uno, che il mondo conosca che siamo uno e che siamo stati amati da Dio tramite Cristo.
Queste cose sono già avvenute, e continueranno ad avvenire finché la chiesa sarà nel mondo. In cielo poi ci saranno altre preghiere e promesse adempiute.
La richiesta di Gesù viene esaudita perché è Gesù stesso a pregare: Lui chiede le cose sempre in modo perfetto, cose che si allineano perfettamente alla volontà del Padre.
Giovanni 11:42 “… io sapevo che tu mi esaudisci sempre …”.
Il Figlio ha chiesto esattamente ciò che il Padre voleva; il Padre ha risposto esattamente alle richieste del Figlio.
Gesù chiese al Padre consapevole di una cosa: … “ li hai amati come hai amato me …”.
Il Padre rispose al Figlio consapevole anch’Egli dell’amore che il Figlio aveva per i suoi: versetto 22 … “ ho dato loro la gloria che tu hai dato a Me… “. Padre e Figlio usano la stessa intensità e la stessa passione per raggiungere lo stesso scopo: noi uniti a loro.
Ecco perché il Figlio viene esaudito; nessun altro poteva intercedere in questo modo per noi!
Come ti fa sentire il fatto che tu sei un frutto di questa preghiera esaudita? Personalmente mi fa sentire onorato tutto ciò.
Pensare che la nostra salvezza sia custodita da questa preghiera, ci rende stabili, perché è Dio stesso che ha pregato per me e per te che abbiamo creduto.
Possiamo essere sicuri che le nostre preghiere imperfette sono custodite in questa preghiera perfetta fatta da Gesù per i Suoi!
Vogliamo vedere più da vicino questa preghiera che viene esaudita.
3. Unità verticale
Le parole, le frasi che più si ripetono in questi passi, sono: uno, unità, affinché il mondo conosca.
Questi versetti sono stati usati da tanti cristiani e movimenti cristiani, per sottolineare l’importanza di essere uniti.
Quest’ unità vuole che tutti i rami della chiesa cristiana, tutti cioè che si “autodefiniscono cristiani”, fraternizzino, collaborino, pure al costo di rinunciare alla propria convinzione teologica. Convinzioni e dottrine vengono azzittite e accantonate, perché sono viste come un ostacolo all’unità e dividono.
Così, i cristiani riuniti da qualche evento e attività, vogliono porre un fronte comune ai nemici del cristianesimo.
Questa sì che è unità! Questa è una vera testimonianza al mondo.
Non metto in dubbio che sia giusto essere uniti.
Ma troppo spesso ci si serve di passi come questo per argomentare questo tipo di approccio.
Di che tipo di unità parla invece Gesù?
Gesù prega per unità e sta parlando di qualcosa che già subito dopo la Sua risurrezione avverrà.
Versetto 21 “… Che siano tutti uno… ”
Questo è quello che è avvenuto, che sta ancora avvenendo e che avverrà.
Vorrei subito dire e fissare un punto: Gesù, prima di parlare di unità, mette una base; nei versetti 7, 8 e 20 è scritto che coloro che hanno creduto alla Sua Parola, coloro che hanno accettato gli insegnamenti degli apostoli, quelli sono uniti.
Pertanto, per essere uniti, diventa indispensabile una base teologica.
L’unità di cui parla Gesù è perfetta perché di natura perfettamente divina. Gesù la paragona addirittura all’unità che Lui ha col Padre.
Versetto 21- 22: “… che siano tutti uno, come sei in me ed io sono in te … affinché siano uno, (come?) Come noi siamo uno, io in loro e tu in me …”. Non viene menzionata nessuna unità tra uomini, nessuna coalizione tra cristiani, né accordi dottrinali tra chiese. Ma qualcosa di gran lunga più profondo e glorioso, su un piano verticale tra uomo e Dio!
Qualcosa che è già presente.
Gesù ne parlava già qualche capitolo prima:
Giovanni 14:21, 23 “… in quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me ed io in voi, il Padre mio lo amerà e Noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui”…
Non è forse quello di cui parla anche Pietro in 1 Pietro 1:4: “… voi diventaste partecipi della natura Divina … ”?
Nella Bibbia non troviamo che dobbiamo cercare di creare unità, a questo ha già pensato Dio.
Ci viene detto di conservare l’unità già esistente tra i figli di Dio.
Come possiamo conservare l’unità? Ricercando l’unione a Cristo.
Noi possiamo creare unità fra noi come anche il mondo può fare, ma sarà unità apparente, fisica, logistica, formale e a cui può partecipare chiunque ha il piacere della compagnia cristiana.
Ma non potremo mai creare un’unità spirituale con l’impegno umano!
L’unità spirituale è caratterizzata dalla presenza dello Spirito di Dio, che ha trasformato le vite e che dimora solo nei figli di Dio.
Perciò la nostra unità dipende dal fatto che siamo uniti al nostro Signore!
Personalmente tutto ciò è molto consolante. Dio ha pensato a un’unità perfetta per me, per te, e lo siamo già adesso perfettamente uniti a Lui. Anche se non lo percepiamo appieno, abbiamo la certezza che niente e nessuno ha la potenza di distruggere la nostra unione con Dio; nessun peccato, né il mondo né Satana potranno neutralizzare la preghiera che Gesù fece per noi Suoi fratelli.
Pertanto, quando penso all’unità che Dio ha scelto per l’uomo, non posso ignorarla, cercando di sostituirla con un’unità su un piano umano, orizzontale. Collaborare, incontrarsi, pianificare eventi e condividere convinzioni dottrinali possono darci piacere e soddisfazione umana che ci accontenta per un tempo, ma non sono sinonimi di unità cristiana e non mi permettono di sperimentare l’unità gloriosa di cui parla Gesù.
Io personalmente devo stare attento a non separarmi dagli altri per questioni dottrinali secondarie, cioè da persone salvate e unite a Dio che però non la vedono come me in tutti gli aspetti.
Non potremo mai raggiungere un’unità dottrinale perfetta nella chiesa, come non potremo mai unire tutti i cristiani.
Eppure Gesù parla di unità perfetta: Giovanni 17:23 “… affinché siano perfetti nell’unità, …
Fa forse riferimento al futuro in cielo? No.
Gesù parla di unità fra Lui e il Padre, e unità con Lui e il Padre, quindi in modo verticale.
Un’unione perfetta dei Suoi discepoli e della Sua chiesa a Dio tramite il Figlio. Non è qualcosa che possiamo creare umanamente, ma possiamo notarla, gustarla ed esserne incoraggiati.
La vera unione la sento e la vedo nella misura in cui tu ed io siamo uniti a Dio.
Più ci avviciniamo a Dio, più ci sentiremo uniti a qualcosa che Dio stesso ha già unito.
Piuttosto di cercare di creare unità, dobbiamo preoccuparci che il fratello e la sorella siano con Dio, che vivano questa unità, e viceversa il fratello deve preoccuparsi per me.
Sei veramente preoccupato della mia salute spirituale?
O ti accontenti che collaboro benissimo e concordo con te su tutto quello che vuoi dirmi?
È molto bello se ci sono accordo e collaborazione.
Non voglio essere frainteso!
Ma quando per troppo tempo ci si limita a questo e non ci si prende cura e non si prega per la salute spirituale del fratello, si crea negli anni solo un’unità di facciata, apparentemente bella.
La collaborazione e l’intesa reciproca sono elementi umani che si trovano anche nel mondo, e non è questo che il mondo ha bisogno di vedere.
Il mondo ha bisogno di vedere un’unità fuori dalla norma, stravolgente, quasi incredibile, perché umanamente impossibile!
Il mondo ha bisogno di vedere un miracolo concreto: giovani e vecchi, ricchi e poveri, stranieri e non, che sono uniti a Dio e da Dio.
Devono vedere che quello che ci unisce non è un’attività che ci piace fare, o la forma di spiritualità che viviamo, o la simpatia verso gli altri membri della chiesa.
Siamo uniti dal fatto che Dio ha perdonato i nostri peccati, siamo uniti dal fatto che eravamo nella stessa disperata condizione spirituale e dal fatto che abbiamo creduto nel sacrificio di Cristo, che ci ha salvati dalla morte, e che un giorno, per la Sua volontà, saremo uniti per sempre in cielo.
Dobbiamo realmente amare i fratelli, la chiesa di Dio.
Gesù ha tanto amato il mondo, ma prima di tutto ha amato il Suo popolo, i Suoi fratelli.
Mi rattrista quando sento da certi credenti che preferiscono stare da soli, senza coinvolgersi in una chiesa, vivendo la loro fede in casa, in modo privato e basta… o ancora peggio, quando credenti disprezzano una chiesa. Il mondo quando ci osserva, deve vedere che siamo discepoli di Cristo. Come può avvenire questo quando trascuriamo la comunione?
Gesù esorta i Suoi dicendo che il mondo conoscerà che sono Suoi discepoli … da cosa?
Parlando di Gesù a tutti?
Collaborando nella chiesa?
No, amandovi gli uni gli altri, ricercando nell’altro quell’unità verticale di cui accennavo prima.
Tu e Dio, io e Dio, io e te uniti in Lui.
Questo ci rende unici perché abbattiamo le barriere di culture, età, classi sociali, ecc, cercando nell’altro ciò che ci accomuna realmente: Cristo.
La Bibbia è piena di esortazioni ad amarci gli uni gli altri, più che di evangelizzare o di molti altri impegni, e non è a caso che proprio in questo facciamo più fatica.
Chiediamo a Dio di abbattere, di demolire quei modi di fare che ci bloccano, che sempre di nuovo impediscono la comunione.
Sono convinto che Lui può rinnovare la nostra comunione e riaprire i nostri occhi per farci vedere la bellezza di un popolo unito a Lui.
4. Unità conosciuta dal mondo
Versetto 23: “… affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, perché li hai amati come hai amato me …”
Sostanzialmente noi siamo l’unico strumento capace di rivelare concretamente l’amore di Dio e l’amore per Dio.
Quale onore e che responsabilità nel contempo!
Le frasi del versetto 23 “li hai amati come hai amato me… ” sono per me alquanto sconvolgenti: mi hanno messo con le “ginocchia a terra”. Come può essere?
… li hai amati come hai amato me …
Nella Bibbia viene spesso detto che noi siamo a immagine di Cristo. Evidentemente è anche perché il Padre ci ha amati come Suo Figlio. Voglio spendere brevemente due parole riguardo a questo amore.
L’amore di Dio per noi in qualche modo è allo stesso standard di intensità e di profondità, cioè nella stessa sfera di eterno amore, che sussiste tra Padre e Figlio. Cioè ci tratta come Lui.
1 Giovanni 1:17 “perché quale egli è tali siamo anche noi …”
Siamo uniti a Dio con un amore grandioso, quello che echeggia tra il Padre e il Figlio.
Gesù è il primo a conoscere quell’amore e a sperimentare l’unità perfetta. Ma l’essenza di questo amore è identico verso di noi.
Dio con noi ha lo stesso amore che ha per il Figlio, espresso in modo diverso ma della stessa natura.
C’è qualcosa di cruciale però.
Dio ha rovesciato le cose per far sì che noi diventassimo figli.
Per amor nostro perfino l’amore per il Figlio a un certo punto nella storia è stato interrotto, mentre per noi no.
Gesù è diventato peccato, maledizione; l’amore del Padre è diventato disprezzo e ira, per lasciare che noi fossimo uniti al Suo amore perfetto. Infatti Cristo sulla croce per amor nostro ha subìto l’assenza di amore del Padre.
Gesù prega e vuole che facciamo conoscere al mondo che siamo uniti da questo tipo di amore, un amore eterno, che nasce nel cuore di Dio . Sicuramente Dio col Suo amore si rivela all’uomo in svariati modi: la creazione, la coscienza, la Sua Parola, lo Spirito santo, ecc…
Ma Dio si serve anche della chiesa per rivelarsi.
La chiesa è l’unica testimonianza dell’amore concreto di Dio per l’uomo.
Alla chiesa spetta l’onore di rappresentare l’amore che c’è fra il Padre e il Figlio.
È più facile parlare dell’amore di Dio per il mondo che essere l’amore di Dio per il mondo.
Ma abbiamo speranza di farcela, perché conosciamo l’amore che ha stravolto la nostra vita.
Chiediamo a Dio di vivere una vita vissuta come persone unite a Lui prima di tutto, amate in modo unico e speciale rispetto al mondo, rispetto a tutta la Sua creazione, e perfino rispetto agli angeli.
Ricordiamoci che è Gesù stesso a pregare per noi.
Versetto 24: ”… Padre voglio che dove sono io siano con me anche quelli che tu mi hai dati …”
Possiamo trovare pace e riposo nei nostri cuori, consapevoli che sarà Lui a portare a compimento questa unità.
Allora uniamoci anche noi alla preghiera di Gesù: vogliamo vedere e vivere questa unità!
Chiediamo a Dio di aprirci gli occhi affinché possiamo essere uno strumento efficace per nostro fratello e nostra sorella, per avanzare uniti in Lui. Chiediamo a Dio che possiamo essere sempre di nuovo una Sua lettera vivente davanti al mondo che ci osserva, una lettera su cui è scritto: siamo uniti a Dio perche ci ha amati come suo Figlio!
Forse stamattina c’è qualcuno che non è affatto unito a Dio. Cioè che non ha ancora dato la sua vita a Lui.
Questo sarebbe tragico e triste.
Ma Dio …
Attenzione! Quando dico “ma Dio” è perché sta per arrivare la bella notizia! Ma Dio, che è ricco in amore e bontà anche verso di te, Dio che non si impressiona neanche di ciò di cui tu magari ti vergogneresti, può fare di te una nuova creatura, un suo figlio!
Puoi semplicemente arrenderti a Lui e dargli la tua vita.
Potrai chiedergli di unirti, non a una chiesa, non a noi, ma a Lui direttamente! Così che Lui possa diventare una nuova realtà in te.
In questo caso, la preghiera di Suo Figlio farà effetto e sarà vera ancora oggi per te.