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Mantenere buone condizioni quadro per l'educazione, la ricerca e l'innovazione
La Svizzera è leader mondiale nel campo della conoscenza, della ricerca e dell'innovazione grazie alla collaborazione in rete e alla cooperazione a livello europeo e mondiale. Da 30 anni il Programma quadro di ricerca europeo offre ai ricercatori svizzeri non soltanto l'accesso a finanziamenti ma anche l'opportunità di competere con i migliori scienziati. Un Sì all'Iniziativa per la limitazione limiterebbe il confronto con i cervelli più brillanti d'Europa e significherebbe la fine dell'accordo di ricerca con l'UE, con gravi conseguenze per la Svizzera come polo scientifico. Per questo motivo le Accademie svizzere delle scienze si impegnano a preservare le condizioni quadro favorevoli e mettono in guardia dalle conseguenze negative e gravi dell’Iniziativa popolare federale «Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)» per difendere il polo scientifico svizzero e promuovere il suo sviluppo, evitando danni che avrebbero ripercussioni dure a lungo termine.
Il 27 settembre 2020 il popolo svizzero voterà sull'Iniziativa popolare «Per un'immigrazione moderata» (Iniziativa per la limitazione). Questa iniziativa chiede al Consiglio federale di disdire l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea. Poiché tale accordo è legato ad altri sei accordi nell’ambito degli Accordi bilaterali I attraverso la cosiddetta «clausola ghigliottina», l'accettazione dell'«Iniziativa per la limitazione» segnerebbe la fine della via bilaterale con l'UE. L'accordo di cooperazione per la ricerca con l'Europa fa parte dei Bilaterali I e sarebbe quindi ugualmente compromesso dall'iniziativa. Sarebbe abrogato anche l'Accordo sulla libera circolazione delle persone, fondamentale per il soggiorno e l'impiego di ricercatori e studenti all'estero.
Rimanere competitivi con i migliori ricercatori
Il programma quadro di ricerca «Horizon Europe» offre ai ricercatori svizzeri non soltanto l'accesso a finanziamenti, ma anche l‘opportunità di competere con i migliori studiosi. Dopo 30 anni di cooperazione intensificata, è nell'interesse della Svizzera avere accesso a tutti i bandi di ricerca, alle attività dei programmi e alle iniziative a parità di condizioni con i suoi partner dell'UE e di altri Paesi associati e svilupparsi come parte del mercato unico europeo per la produzione e la diffusione del sapere. «L'offerta di «Horizon Europe» è unica al mondo. I ricercatori in Svizzera beneficiano in modo significativo del sostegno finanziario e della possibilità di partecipare a partenariati e consorzi per collaborare su sfide importanti o per sviluppare e coordinare progetti molto ampi e complessi» spiega Marcel Tanner, presidente delle Accademie svizzere delle scienze. «Ciò è particolarmente rilevante nell’attuale pandemia di CoV-2-/Covid-19, in cui siamo chiamati a studiare e sviluppare nuovi medicamenti per la cura della Covid-19 o un vaccino contro la Sars-CoV-2.»
Evitare incertezze e danni
L'esperienza dimostra che le incertezze giuridiche internazionali danneggiano la Svizzera in quanto polo dell'ERI (educazione, ricerca e innovazione). Nel 2014 la Svizzera è stata temporaneamente esclusa dal programma quadro di ricerca europeo in seguito all'adozione dell'«Iniziativa contro l'immigrazione di massa». Da settembre 2014 fino alla fine del 2016, la Svizzera è stata associata solo a determinate parti di «Horizon 2020». Il bilancio intermedio della SEFRI pubblicato a maggio 2020 (stato a febbraio 2020) mostra che l'incertezza giuridica che si è venuta a creare ha causato danni duraturi alla Svizzera come centro di ricerca: rispetto al 7° programma quadro, la quota di partecipazione della Svizzera è passata da 3,2% a 2,7%, a causa dell'esclusione temporanea e dell'associazione parziale. La quota di finanziamenti percepiti dalla Svizzera è diminuita dal 4.3% a 3.9% in relazione al totale. Per quanto riguarda il coordinamento dei progetti, la quota svizzera è diminuita dal 3.9% al 3.6%. Contrariamente all’Iniziativa contro l’immigrazione di massa, l'iniziativa contro gli accordi bilaterali non lascia al Consiglio federale alcun margine di manovra: un Sì alla proposta porterebbe inevitabilmente alla fine degli accordi bilaterali con l'UE entro 13 mesi.
Per eccellere, la Svizzera ha bisogno della libera circolazione delle persone
Per gli operatori dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione la libera circolazione delle persone con gli Stati dell'Unione Europea è un presupposto fondamentale per la competitività internazionale. Grazie all'Accordo sulla libera circolazione delle persone, le università e le altre organizzazioni svizzere di ricerca e innovazione possono impiegare le menti più brillanti dei paesi dell'UE in modo rapido e indipendente da quote. La libera circolazione delle persone permette ai giovani scienziati e studenti svizzeri di muoversi in Europa: essi possono ampliare le loro competenze ed esperienze all'estero senza grandi ostacoli. La mobilità transfrontaliera delle persone arricchisce la ricerca svizzera e rafforza il collegamento in rete delle università e delle istituzioni scientifiche in Svizzera. L'accettazione dell'Iniziativa per la limitazione significherebbe la fine della libera circolazione delle persone e quindi la distruzione di queste condizioni di base.
Evitare gravi conseguenze per la Svizzera come polo scientifico
Le Accademie svizzere delle scienze si impegnano a promuovere buone condizioni quadro per la Svizzera come polo scientifico. L’accettazione dell’Iniziativa per la limitazione avrebbe per un lungo periodo gravi conseguenze negative per la Svizzera, in quanto paese particolarmente attivo nei settori dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione, conseguenze che – in un contesto particolarmente critico come quello che stiamo vivendo – proprio devono essere evitate.