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Fallito a Ginevra l'accordo che avrebbe permesso ai paesi più poveri di ottenere a prezzi ridotti medicamenti contro malattie come l'Aids, la tubercolosi e la malaria.
La Svizzera deplora, ma rimane sulle sue posizioni.
La Svizzera «deplora» che non sia stato possibile trovare un accordo in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sul sistema per favorire l'acquisto, da parte dei paesi poveri, di medicine contro malattie contagiose a prezzi ridotti.
Pur essendo dell'idea che bisogna trovare una rapida soluzione, Berna resta comunque sulle sue posizioni.
Berna come Washington, Ottawa e Tokyo
Dopo un'ultima maratona di discussioni, i paesi membri del WTO si sono lasciati venerdì sera a Ginevra senza trovare un'intesa. Il fallimento delle trattative è da imputare al rifiuto di USA, Canada, Giappone e Svizzera di estendere le deroghe per numerose malattie, come chiesto dai paesi in via di sviluppo.
«Il problema delle malattie da includere nell'accordo è di primaria importanza per la Svizzera», sottolinea in una nota il Segretariato di stato dell'economia (seco).
In qualità di grosso esportatore di prodotti farmaceutici in tutto il mondo, la Confederazione appoggia - in linea con il compromesso raggiunto nella riunione ministeriale di Doha (Qatar), nel novembre dello scorso anno - la lista che comprende malattie quali l'Aids, la tubercolosi, la malaria e «altre epidemie di dimensione analoga».
Berna è invece contraria a una facilitazione dell'accesso - allentando le restrizioni imposte dal brevetto farmaceutico - per altre malattie non contagiose. La posizione è analoga a quella di Washington, Ottawa e Tokyo.
Pericolo di una concorrenza sleale
Berna teme che i medicamenti esportati a basso prezzo verso i paesi del Terzo mondo vengano in realtà rivenduti a prezzo concorrenziale sui mercati occidentali. Secondo la Svizzera è possibile evitare che ciò avvenga «contrassegnando in maniera specifica i farmaci e i loro imballaggi», prosegue il seco.
La Confederazione ritiene inoltre che «i paesi membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altre nazioni economicamente favorite vengano esclusi dall'accordo».
Per i passi futuri, Berna ritiene «che non ci sia nessuna urgenza» di trovare un consenso sul meccanismo di facilitazione dell'accesso ai farmaci. Ma auspica comunque che si arrivi a una rapida conclusione, per permettere il proseguimento del processo avviato in occasione del vertice di Doha.
swissinfo e agenzie