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Comunicati, DFGP, 25.10.2006
Il Consiglio federale respinge l'iniziativa popolare "per naturalizzazioni democratiche"
Parole chiave: Cittadinanza
L’iniziativa popolare "per naturalizzazioni democratiche" è stata lanciata in seguito alle due decisioni del Tribunale federale del 9 luglio 2003. Il Tribunale federale aveva statuito che una decisione sulla naturalizzazione non costituisce un atto puramente politico, bensì anche un atto di applicazione del diritto. In passato, la dottrina e la prassi abbracciavano perlopiù l'opinione secondo cui la naturalizzazione costituisce un atto politico che come tale non necessita ulteriore giustificazione e, non essendovi un diritto garantito per legge, non è impugnabile. Gli autori dell'iniziativa popolare "per naturalizzazioni democratiche" esprimono l'opinione secondo cui una decisione di tale portata non rientra nell’ambito della giustizia, bensì in quello politico.
L’iniziativa, presentata sotto forma di progetto elaborato, formula le richieste seguenti:
- i Comuni devono poter decidere autonomamente quale organo è autorizzato a concedere la cittadinanza comunale;
- la decisione sulla naturalizzazione emanata da tale organo competente è definitiva, ovvero non soggiace a verifica da parte di un'altra autorità.
Posizione del Consiglio federale circa la natura giuridica delle naturalizzazioni
Contrariamente all'iniziativa popolare, l'iniziativa parlamentare Pfisterer prevede che anche a livello comunale devono essere garantiti i principi dello Stato di diritto, segnatamente l'obbligo di motivare le decisioni e di garantire la via giudiziaria in caso di decisioni negative, nonché di salvaguardare la personalità del richiedente la naturalizzazione. Il Consiglio federale considera che tale regolamentazione va nella direzione giusta e propone pertanto il rigetto dell'iniziativa popolare. Nel messaggio, esso designa quale controprogetto indiretto all'iniziativa popolare il progetto di legge del Consiglio degli Stati relativo all'iniziativa parlamentare Pfisterer.
Problematiche dell’iniziativa popolare
Il Consiglio federale parte dall’idea che l’iniziativa in narrativa non viola il diritto internazionale cogente. Tuttavia, se l'iniziativa è interpretata conformemente agli obiettivi degli inizianti, ovvero se è esclusa qualsiasi verifica delle decisioni sulla naturalizzazione da parte di un'autorità giudiziaria, essa non è conciliabile con il diritto internazionale. Una tale esclusione contraddirebbe infatti singole disposizioni della Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici nonché della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. L'accettazione dell'iniziativa popolare causerebbe difficoltà anche ai Cantoni. Attualmente, nelle regolamentazioni in materia di cittadinanza, numerosi Cantoni riconoscono ai candidati alla naturalizzazione dei diritti garantiti per legge se sono adempiti determinati presupposti. In caso di approvazione dell'iniziativa popolare, tali agevolamenti non potrebbero più essere garantiti in tutta la loro portata.
Per questi motivi il Consiglio federale raccomanda di sottoporre l'iniziativa popolare al popolo e ai Cantoni senza controprogetto, raccomandandone il rigetto.
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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 25.10.2006