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L’editoriale di Antonio Paolillo
Ritratto di Immanuel Kant accompagnato dalla citazione «Fa la cosa giusta perché essa è giusta»
Dallo scorso lunedì è stato esteso dal consiglio federale l’obbligo del certificato COVID. Chiaramente le opinioni sulla correttezza di questo provvedimento sono divergenti, ma chissà cosa avrebbe pensato della questione uno dei più grandi filosofi del passato come Immanuel Kant. Proviamo ad immaginarlo.
Perché Kant? Perché alcune argomentazioni a sostengono dell’obbligo vaccinale potrebbero trovare un certo riscontro – anche se non totale – nel suo sistema etico.
Nella Critica della Ragion Pratica (1788), Kant ci dice che il vero comportamento morale si ha quando si agisce in conformità con l’imperativo categorico. Esso, in una delle sue formulazioni, prescrive che bisogna agire autoimponendosi una regola che si voglia, al tempo stesso, che valga come regola universale, ovvero: oggettiva, condivisa da tutti. Perché ciò avvenga è necessaria una condizione fondamentale: la libertà. La volontà infatti deve essere libera di aderire alla legge morale, altrimenti che valore avrebbe compiere il proprio dovere se non si potesse fare a meno di farlo? Quindi, perché un’azione sia morale bisogna che essa si conformi alla legge morale; quest’ultima è dettata dal soggetto ma ha la formula dell’universalità; e bisogna obbedirle in quanto liberi di farlo. Come si vede, sembra che il binomio «obbligo-libertà» possa esistere, almeno nella misura in cui l’obbligo viene autoimposto dallo stesso soggetto per mezzo della sua fondamentale libertà.
Sulla base di questo, sembra che Kant possa suggerirci che il vaccinarsi, per il bene della propria persona e della comunità, possa essere un imperativo categorico della ragione, perché l’oggettività del suo contrario significherebbe desiderare che nessuno si vaccini, il ché non si può dire che sia desiderabile. E dato che - potrebbe aggiungere - quella del vaccinarsi è una norma che il soggetto che voglia comportarsi moralmente si autoimpone, in realtà dovrebbe rendersi inutile la sua imposizione da parte di un ente esterno (come lo Stato). Anzi, quest’ultima ne toglierebbe il carattere di azione morale perché essa non è più autoimposta dal soggetto libero ma imposta – per l’appunto - da un ente esterno.
Se avesse vissuto ai giorni nostri, (probabilmente) Kant sarebbe stato un fortissimo sostenitore della vaccinazione, tanto da considerarla un dovere morale, offrendo delle argomentazioni solide contro i no-vax e rendendo ancora più interessante il dibattito.
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