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Il bilancio è positivo: questa la valutazione che il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha fatto della sua partecipazione al Forum economico di Davos, anche se non è riuscito ad organizzare un incontro con Angela Merkel.
Maurer ha indicato di aver cercato in ogni modo di fissare un appuntamento con la cancelliera tedesca, ma il colloquio è saltato in ragione del programma, eccessivamente carico per entrambe le parti.
Colpa delle critiche che Maurer ha rivolto alle grandi nazioni, accusate di esercitare pressioni sugli stati più piccoli? Non credo, ha detto il consigliere federale, sottolineando che le relazioni con la Germania sono migliorate, come dimostrano i contatti allacciati a Davos tra rappresentanti dei due governi.
Prima delle elezioni d'autunno in Germania, ha aggiunto, non vi saranno nuove discussioni in tema di accordi fiscali, nemmeno con l'Italia. Il premier Mario Monti ha assicurato a Maurer che l'Italia si impegnerà per una ripresa dei colloqui, ma il consigliere federale si è detto scettico, dato che il paese ha problemi ben più importanti da risolvere. Il presidente della Confederazione ha comunque precisato che i rapporti con Roma, raffreddatisi nel recente passato, si stanno "rivitalizzando".
Maurer non ha voluto esprimere commenti sulle dichiarazioni rilasciate al WEF dal primo ministro britannico David Cameron, secondo cui l'evasione fiscale va combattuta attraverso lo scambio automatico dei dati fiscali. Con Londra, così come con l'Austria - ha detto - la Svizzera ha già concluso un accordo, basato sull'imposta liberatoria.
Maurer ha incontrato a Davos capi di stato e di governo di Azerbaigian, Costarica, Georgia, Russia e di altri paesi ancora. Ha anche avuto colloqui con la direttrice generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde. Durante gli aperitivi, ha detto il consigliere federale, si parla con persone che di solito si vedono soltanto in televisione. I colloqui sono aperti e informali, si fanno conoscenze e l'atmosfera è più rilassata rispetto agli incontri e ai ricevimenti ufficiali. "È lo spirito di Davos", ha concluso.
SDA-ATS