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Presente in nuce già dagli anni 1920-30 sotto il nome di Ordine e Tradizione, la Lega vodese sviluppò un progetto politico neotradizionalista basato su concezioni tomiste e ispirato al pensiero di Charles Maurras. Il suo leader Marcel Regamey propose per il cant. Vaud, considerato una comunità storicamente fondata e nazione autonoma, istituzioni quali un governatore e delle camere corporative (Corporativismo). Costituito ufficialmente nel 1933, il movimento nacque per unire le forze federaliste nella lotta contro una tassa sui vini indigeni e in reazione ai gruppi frontisti, con cui tentò invano di allearsi. Da allora la Lega vodese lottò contro ogni forma di centralismo, percepito come una minaccia per l'identità vodese, e a favore di un federalismo integrale. Org. interpartitica che raccoglieva consensi nella classe media e tra le professioni liberali, nel 1940 contava un migliaio di aderenti, dieci deputati nel Gran Consiglio vodese, un Consigliere di Stato e due Consiglieri nazionali appartenenti al partito liberale e a quello radicale; all'epoca attorno al suo organo La Nation raccoglieva un centinaio di collaboratori. Nel 1938 la Lega vodese si schierò contro il Codice penale fed., mentre nel 1945 sostenne il ritorno alla democrazia diretta. Dopo aver dimostrato simpatia per i regimi autoritari prima e durante la seconda guerra mondiale, nel contesto anticomunista degli anni 1950-60 orientò la sua azione verso la difesa dei valori tradizionali e dell'indipendenza della Svizzera. Si oppose tra l'altro all'adesione all'ONU (1986 e 2002) e allo Spazio economico europeo (1992).
Bibliografia
– R. Butikofer, Le refus de la modernité, 1996
Autrice/Autore: Roland Butikofer / gbp