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La minaccia del referendum da parte di Roadcross (l'associazione delle vittime degli incidenti della circolazione), ha spinto lunedì il Consiglio degli Stati, come già il Nazionale, a fare parziale marcia indietro circa le punizioni inflitte ai "pirati della strada", le cui pene devono rimanere dissuasive e non vanno quindi eccessivamente edulcorate (come deciso in precedenza dalle Camere). Il dossier ritorna ora alla Camera del popolo, per alcune divergenze minori.
Gli Stati, dunque, hanno accettato di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i reati di pirateria stradale. L'articolo va però adeguato in modo da poter scendere sotto la pena minima, qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale per violazioni della circolazione o se il superamento della velocità massima avvenga per motivi validi (per esempio il trasporto di una donna con le doglie all'ospedale).
- RG 7.00 del 13.09.2022 - Il servizio di Alessio Veronelli