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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Contrariamente ai Paesi dell'UE, grazie a un programma di depistaggio applicato </p><p>da oltre due anni la Svizzera è in grado di documentare che la situazione </p><p>epidemiologica riguardo all'ESB è decisamente migliorata e che il numero di casi di </p><p>ESB è in calo. Inoltre, la protezione dei consumatori è garantita da oltre dieci anni </p><p>attraverso l'eliminazione sistematica degli organi a rischio. L'obbligatorietà del </p><p>depistaggio per tutti i bovini d'età superiore a 30 mesi non contribuisce ad accrescere </p><p>la sicurezza per i consumatori visto che i metodi disponibili attualmente non </p><p>consentono di escludere che animali risultati negativi alle analisi non siano affetti </p><p>subclinicamente da ESB. Con l'introduzione dell'obbligo del depistaggio vi è il rischio </p><p>che si affievolisca il dovere di diligenza a tutti i livelli, dal produttore al macello. Nella </p><p>maggior parte dei casi l'esistenza dell'infezione può essere accertata già sulla base </p><p>di osservazioni dell'animale nell'effettivo e dell'ispezione effettuata immediatamente </p><p>prima della macellazione. A tal riguardo, nel febbraio 2001 l'Ufficio federale di </p><p>veterinaria ha trasmesso una circolare a tutti gli allevatori, veterinari e organi preposti </p><p>all'ispezione delle carni invitandoli a sorvegliare in modo ineccepibile gli effettivi di </p><p>bestiame grosso onde accertare eventuali casi di ESB. Inoltre, il 28 febbraio 2001 il </p><p>Consiglio federale ha deciso di istituire un'unità di controllo per l'ESB incaricata di </p><p>coadiuvare i Cantoni nell'ambito dell'esecuzione. Essa è diretta dagli Uffici federali di </p><p>veterinaria, della sanità pubblica e dell'agricoltura. L'unità di controllo garantirà l'alta </p><p>sorveglianza in loco, individuerà eventuali lacune sul piano esecutivo ed assicurerà </p><p>quindi un'esecuzione uniforme di tutte le disposizioni inerenti all'ESB. In tal modo </p><p>s'intende garantire che i provvedimenti decisi per eradicare l'ESB e per proteggere i </p><p>consumatori vengano applicati coerentemente. Alla luce delle considerazioni </p><p>suesposte e considerato quanto espresso dagli esperti, il Consiglio federale respinge </p><p>la proposta di introdurre un depistaggio obbligatorio dell'ESB per il bestiame grosso.</p><p></p><p>2. Dall'inizio di novembre del 2000 la situazione sul mercato svizzero della carne </p><p>bovina è peggiorata considerevolmente in seguito ai casi di ESB verificatisi nei Paesi </p><p>limitrofi. Già a metà novembre erano state avviate azioni di immagazzinamento di </p><p>carne bovina finalizzate a sostenere i prezzi. A fine febbraio la quantità di carne </p><p>bovina immagazzinata ammontava a 1600 tonnellate circa. Nell'ora delle domande </p><p>del Consiglio nazionale dell'11 dicembre 2000 il Consiglio federale aveva dichiarato </p><p>che avrebbe vagliato ulteriori provvedimenti qualora fosse perdurata la situazione </p><p>negativa sul mercato della carne bovina. A sostegno dei produttori di carne bovina </p><p>colpiti, il 14 febbraio 2001 esso ha messo a disposizione della Direzione dello </p><p>sviluppo e della cooperazione un quantitativo di carne bovina del valore di 7 milioni di </p><p>franchi da destinare all'aiuto alimentare internazionale. Visto che in aprile i prezzi </p><p>hanno registrato un'ulteriore flessione, il 2 maggio 2001 il Consiglio federale ha </p><p>deciso di stanziare un importo supplementare di 8,5 milioni di franchi per l'acquisto di </p><p>carne bovina da destinare all'aiuto alimentare e per azioni d'immagazzinamento di </p><p>carne di vitello. La reazione alla situazione è quindi stata adeguata, anche in </p><p>considerazione del fatto che la recente pressione sui prezzi è per lo meno in parte </p><p>riconducibile a una maggiore offerta del 6,6 per cento di carne bovina e dell'11,4 per </p><p>cento di carne di vitello rispetto allo stesso periodo (gennaio - marzo) dell'anno </p><p>scorso. Il Consiglio federale ritiene che non siano necessari provvedimenti </p><p>d'indennizzo tanto più che diversi rami del primario, come ad esempio l'orticoltura, </p><p>sono perennemente colpiti da eventi inaspettati. L'esistenza del settore del carne </p><p>bovina, considerato nel complesso, non è in pericolo. Per le singole aziende che </p><p>incorressero in difficoltà finanziarie nonostante l'impiego ragionevole delle possibilità </p><p>di credito, vi è la possibilità di inoltrare ai Cantoni domande per l'ottenimento di mutui </p><p>nel quadro degli aiuti per la conduzione aziendale.</p><p></p><p>3. In relazione alla progressiva eliminazione delle proteine animali dalle razioni </p><p>somministrate al bestiame da reddito, viene richiesto un maggiore sostegno della </p><p>produzione di proteine vegetali. A tal riguardo è doveroso osservare che numerosi </p><p>produttori hanno rinunciato da tempo alle proteine animali. Nel 2000 la quota di </p><p>alimenti proteici di origine animale ammontava soltanto all'1-2 per cento. Onde </p><p>accrescere la competitività della produzione animale, il Consiglio federale ha deciso </p><p>di ridurre i prezzi soglia degli alimenti per animali di 5 franchi il quintale con effetto al </p><p>1o luglio 2001. Per evitare che la campicoltura indigena subisca i contraccolpi della </p><p>riduzione dei prezzi soglia, a partire dal 2001 è previsto un contributo supplementare </p><p>di 400 franchi per ettaro di superficie coltiva aperta e di colture perenni. Questo </p><p>contributo di superficie andrà a favore della produzione di semi oleosi (colza, soia e </p><p>girasole) e di leguminose a granelli. A ciò va aggiunto il contributo di coltivazione di </p><p>1260 franchi per ettaro per le leguminose a granelli e di 1500 franchi per ettaro per i </p><p>semi oleosi. Questi provvedimenti contribuiscono ad accrescere la competitività dei </p><p>semi oleosi e delle leguminose a granelli rispetto ai cereali. Affinché i contributi di </p><p>trasformazione per i semi oleosi, soia compresa, siano maggiormente conformi alle </p><p>esigenze del mercato, è all'esame l'eventualità di conferire un mandato di prestazioni </p><p>corrispondente all'organizzazione di categoria "swiss granum".</p>  Risposta del Consiglio federale.