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I contribuenti che trascorrono le loro vacanze in Svizzera non dovrebbero beneficiare di una deduzione fiscale per le loro spese di soggiorno. Il Consiglio federale propone di respingere due mozioni UDC che chiedono un gesto per incoraggiare il turismo elvetico.
La prima mozione, depositata dal consigliere agli Stati Marco Chiesa (UDC/TI), esige la deduzione delle spese d'albergo. La seconda del consigliere nazionale Franz Ruppen (UDC/VS) reclama la detrazione, per un periodo limitato, dei costi dei soggiorni turistici in Svizzera.
Per il Consiglio federale, i due interventi parlamentari non sono opportuni per contenere le ripercussioni della crisi legata al coronavirus. In una risposta pubblicata oggi, il Governo ricorda che sono state prese tutta una serie di misure per preservare gli impieghi, garantire i salari e sgravare gli indipendenti.
Il Parlamento ha già dato il via libera a un credito di 40 milioni per una campagna di marketing destinata a rilanciare la domanda e promuovere l'offerta turistica. A causa dell'epidemia, le possibilità di soggiorno all'estero resteranno nel complesso limitate e numerosi Svizzeri dovrebbero rimanere nel Paese per le vacanze. Quindi, secondo l'esecutivo, un incitamento supplementare è superfluo.
Il vantaggio sarebbe inoltre minimo per le famiglie con redditi bassi che pagano già poche imposte. A beneficiare della deduzione sarebbero soprattutto le famiglie che ne hanno meno bisogno. Infine, la misura giungerebbe troppo tardi, poiché necessiterebbe di una modifica della legge, il che prenderebbe un certo lasso di tempo, conclude il Governo.