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Dopo la sparatoria che causato la morte di 59 persone a Las Vegas, negli Stati Uniti si è riacceso il dibattito sulla necessità di inasprire i controlli sule armi. Dal canto suo, la Svizzera dovrà probabilmente rivedere la sua legge, adeguandola alla nuova direttiva dell’Unione europea.
Entro il 2019 tutti gli Stati dell’Unione europea dovranno adeguarsi alla nuova direttiva sulle armi, che prevede controlli più severi sull’acquisto e il possesso di armi, approvata dal parlamento europeo in marzo in risposta alla minaccia terroristica. Anche la Svizzera, in qualità di membro dello Spazio Schengen, dovrà adeguarsi. Le voci critiche però non mancano, soprattutto da parte delle associazioni di tiro, preoccupate che questa tradizione elvetica venga messa in pericolo.
Durante i negoziati con Bruxelles, la Svizzera ha però ottenuto delle deroghe. Una volta prosciolti dall'obbligo di prestare servizio militare, i cittadini potranno ancora tenere l'arma dell'esercito con il relativo caricatore da venti cartucce e continuare a utilizzarla per il tiro sportivo. Tuttavia, sarà necessario dimostrare di essere membri di una società di tiro e di esercitarlo con regolarità. Inoltre si è tenuti a fornire nuovamente l'una o l'altra prova a distanza di cinque o dieci anni.
Il Consiglio federale ha messo in consultazione in settembre un progetto di applicazione della direttiva europea. Gli ambienti interessati e i politici hanno tempo fino al 5 gennaio 2018 per esprimersi, mentre il governo sottoporrà un messaggio all'attenzione del Parlamento presumibilmente nella primavera del 2018.
swissinfo.ch con ATS