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Incarto n. 10.2002.22 Lugano, 17 febbraio 2003 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani segretaria: Chietti Soldati, vicecancelliera sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 26 luglio 2002 presentata da __________ (rappresentata dalla Commissione tutoria regionale __________) riguardante – la decisione del 5 marzo 1996 con cui il giudice tute­lare presso il Tribunal d'Instance di __________ l'ha sottoposta a tutela, – la decisione del 29 settembre 2000 con cui il consiglio di fami­glia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ le ha designato come tutrice __________, – e la decisione del 25 febbraio 2002 con cui il medesimo consiglio di famiglia ha autorizzato l'espa­trio della minorenne dalla Francia unitamen­te alla famiglia della tutrice; esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: che con ordinanza del 5 marzo 1996 il giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ ha sottoposto a interdizione __________, cittadina francese nata __________ 1987 a __________, i cui genitori __________ e __________ erano deceduti rispettivamente l'11 marzo 1995 e il 14 giugno 1990; che il consiglio di famiglia designato dallo stesso giudice tutelare ha nominato il 1° aprile 1996 __________, sorellastra della minorenne, in qualità di tutrice e __________, fratellastro di lei, in qualità di tutore sostituto, decidendo di affidare la minorenne in custodia ad __________; che entrambe le decisioni sono passate in giudicato; che con decisione del 29 settembre 2000 il nuovo consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ ha designato un altro tutore a __________, trasferitasi dal 1° luglio 2000 presso i coniugi __________ e __________, nella persona della stessa __________, mentre in qualità di sostituta è stata nominata la precedente tutrice __________; che il 25 febbraio 2002, accertata l'intenzione manifestata dai coniugi __________ di trasferirsi a Friburgo dal 1° luglio 2002, il medesimo consiglio di famiglia ha autorizzato l'espatrio della tutelata alla volta della Svizzera insieme con la famiglia affidataria; che queste due ultime decisioni sono pure passate in giudicato; che il 20 luglio 2002 la famiglia della tutrice ha preso domicilio a __________; che la Commissione tutoria regionale __ ha instato il 26 luglio 2002 davanti alla Camera civile di appello in rappresentanza di __________ per la delibazione della tutela e del­le due decisioni prese dal consiglio di famiglia il 29 settembre 2000 e il 25 febbraio 2002, in modo da evitare l'avvio di una nuova procedura di interdizione nel Cantone Ticino; che il giudice delegato di questa Camera ha invitato il 6 agosto 2002 la Commissione tutoria regionale a procurarsi un esemplare completo e autenticato delle decisioni emesse dalle autorità francesi, con le attestazioni del passaggio in giudicato; che il 2 ottobre 2002, accertato come nulla fosse pervenuto, il giudice delegato ha fissato alla Commissione tutoria regionale un termine di 60 giorni per produrre la documentazione citata; che il 4 novembre 2002 la Commissione tutoria regionale ha trasmesso gli atti richiesti; che, accertato ciò, con ordinanza del 6 novembre 2002 il giudice delegato ha impartito alla tutrice __________ un termine di 10 giorni per dichiarare se intendesse opporsi alla richiesta della Commissione tutoria, con l'avvertimento che il silenzio sarebbe stato interpretato come acquiescenza; che __________ è rimasta silente; che il 13 dicembre 2002, appurato come __________ (quindicenne capace di discernimento) non fosse stata sentita dall'autorità tutoria, il giudice delegato ha convocato lei medesima per un'audizione; che al colloquio, tenutosi il 28 gennaio 2002, __________ ha mostrato di capire perfettamente il significato della procedura di delibazione, precisando che nessun problema di alcun genere è mai insorto fra lei e la tutrice; che la tutrice, ascoltata dalla Camera subito dopo il colloquio, ha confermato la perfetta intesa personale con la tutelata; che nelle circostanze descritte nulla osta all'emanazione del giudizio; e considerando in diritto: che in materia di “tutela e altri provvedimenti protettivi” sul piano internazionale l'art. 85 cpv. 1 LDIP dichiara applicabile – sia per quanto riguarda la competenza e il diritto applicabile, sia per quanto attiene al riconoscimento di decisioni o provvedimenti stranieri – la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernen­te la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori (RS 0.211.231.01); che secondo l'art. 7 prima frase di tale convenzione, in effetti, le misure prese dalle autorità competenti “sono riconosciute in tutti gli stati contraenti”; che tra la Svizzera e Francia vigeva invero una convenzione bilaterale del 15 giugno 1869 (RS 0.276.193.491), il cui art. 10 sembrava prevalere – almeno in parte – sulla citata convenzione dell'Aia ( Dutoit/Knoepfler/Lalive/Mercier, Répertoire de droit international privé suisse, vol. 2, Berna 1983, pag. 83 n. 327 segg.), ma tale accordo è stato abrogato con l'entrata in vigore della convenzione di Lugano ( Berti/Schnyder in: Kommen­tar zum Schweizerischen Privatrecht, IPR, Basilea 1996, n. 19 ad art. 25 LDIP); che l' esecuzione di decisioni o provvedimenti stranieri relativi a tutele o altre misure protettive è disciplinata invece – ove la misura si riferisca a persone di età inferiore ai 16 anni – dalla convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e sul ristabilimento dell'affidamento, del 20 maggio 1980 (art. 1 lett. a), ratificata tanto dalla Svizzera quanto dalla Francia (RS 0.211.230.01); che sotto questo profilo le due convenzioni si integrano a vicenda: l'una disciplina l' exequatur del provvedimento estero, l'altra la messa in atto del provvedimento medesimo nello Stato richiesto ( Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, op. cit., n. 58 ad art. 85 LDIP; Greiner in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, pag. 966, n. 105 sul diritto internazionale privato; si veda anche l'art. 7 seconda frase della citata convenzione dell'Aia); che la convenzione europea del 20 maggio 1980 prevede, certo, un'autorità centrale – in Svizzera: l'Ufficio federale di giustizia – pre­posta a ricevere le richieste (e a trasmettere all'estero le richieste elvetiche), ma tale autorità non esegue direttamen­te le misure estere, limitandosi essa a selezionare le domande, a cooperare con le altre autorità straniere e a vigilare sul rapido svolgimento dell'azione (FF 1983 I pag. 111, n. 5); che, ciò premesso, la competenza funzionale della Camera civile di appello è data in ossequio ai combinati disposti degli art. 29 cpv. 1 prima frase LDIP (secondo cui un'istanza di riconoscimen­to o di esecuzione dev'essere proposta all'autorità competente del Cantone in cui è fatta valere la decisione straniera) e 511 cpv. 1 e 2 CPC; che nel caso specifico si tratta, in sostanza, di riconoscere e di dichiarare esecutivi tre provvedimenti esteri: l'interdizione di __________ pronunciata il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________, la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ e l'autorizzazione all'espatrio insieme con la nuova tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal medesimo consiglio di famiglia; che provvedimenti del genere, per essere delibati, devono emanare dai tribunali o dalle autorità competenti dello Stato in cui sono stati emessi, devono avere acquisito carattere definito e devono rispettare l'ordine pubblico svizzero (art. 25 e 28 LDIP); che tutte e tre le decisioni in esame emanano senza dubbio dall'autorità competente, __________ essendo cittadina francese e avendo mantenuto la dimora abituale in Francia fino all'espatrio (art. 1 e 3 della convenzione dell'Aia, art. 7 della convenzione europea); che tutte e tre le decisioni hanno acquisito carattere definitivo, non essendo state oggetto di ricorso, come attestano il Tribunal d'Instance di __________ e il Tribunal d'Instance di __________ con dichiarazioni del 15 e del 17 ottobre 2002; che, salvo quanto si dirà in appresso, nessuna delle tre decisioni risulta contraria all'ordine pubblico svizzero (art. 16 della convenzione dell'Aia, art. 9 e 10 della convenzione europea), nemmeno per i motivi enunciati all'art. 27 LDIP o per le riserve apportate dalla Svizzera alle due convenzioni e nemmeno dopo l'audizione della minorenne, avvenuta il 28 gennaio 2002 in ossequio all'art. 15 lett. a della convenzione europea; che nelle circostanze descritte l'interdizione decisa il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva come decisione di tutela a norma dell'art. 368 cpv. 1 CC; che la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instan­ce di __________ può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva come nomina di tutore a norma dell'art. 379 cpv. 1 CC; che non può essere riconosciuta invece la designazione della tutrice sostituta, figura ignota al diritto svizzero (il quale prevede, se mai, più tutori agenti in comune: art. 379 cpv. 2 CC) e non compatibile con l'ordine pubblico interno, una persona domiciliata all'estero – per di più a grande distanza – potendo essere designata in veste di tutrice solo per motivi assolutamente ecce­zionali ( Schnyder/Murer in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 50 ad art. 379 CC), in concreto neppure prospettati dalla Commissione tutoria; che l'autorizzazione all'espatrio insieme con la nuova tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instan­ce di __________ non ha portata propria in Svizzera, essendo destinato anzitutto a legittimare la partenza della minorenne davanti alle autorità francesi; che nondimeno l'autorizzazione potrebbe eventualmente tornare utile – nel Ticino – per questioni legate a permessi in materia di polizia degli stranieri, onde l'opportunità di riconoscerla e di dichiararla esecutiva, anche per agevolare l'opera della tutrice; che in concreto non risultano sussistere formali decisioni delle autorità francesi, per converso, sull'affidamento della minorenne alla famiglia della tutrice, tranne quella presa il 1° aprile 1996 dal consiglio di famiglia designato del giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instance di __________ (or­mai superata), sicché al riguardo statuirà – dandosi il caso – la Commissione tutoria; che le spese del giudizio odierno andrebbero a carico dell'istante, nessuno potendosi reputare “soccombente” nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC in mancanza di qualsiasi opposizione alla domanda; che l'istante tuttavia non chiede la delibazione dei tre provvedimenti a suo esclusivo vantaggio, ma anche nell'interesse pubblico, per evitare l'avvio di una nuova procedura nel Cantone Ticino avente il medesimo scopo; che in tali circostanze si giustifica equitativamente di rinunciare al prelievo di oneri processuali; pronuncia: 1. L'istanza è accolta, nel senso che: a) l'interdizione di __________ pronunciata il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva come decisione di tutela a norma dell'art. 368 cpv. 1 CC; b) la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva come nomina di tutore a norma dell'art. 379 cpv. 1 CC; c) l'autorizzazione all'espatrio insieme con la famiglia della tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal medesimo consiglio di famiglia è a sua volta riconosciuta e dichiarata esecutiva. 2. Non si riscuotono tasse né spese. 3. Intimazione: – __________; – Commissione tutoria regionale __________; – __________. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello La presidente La segretaria

Incarto n. 10.2002.22 Incarto n. 10.2002.22

Incarto n. 10.2002.22 Lugano, 17 febbraio 2003 /rgc Lugano,

Lugano, 17 febbraio 2003 /rgc

17 febbraio 2003 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani Epiney-Colombo, presidente,

Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani

G. A. Bernasconi e Giani segretaria: segretaria:

segretaria: Chietti Soldati, vicecancelliera Chietti Soldati, vicecancelliera

Chietti Soldati, vicecancelliera sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 26 luglio 2002 presentata da

sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 26 luglio 2002 presentata da __________ (rappresentata dalla Commissione tutoria regionale __________) __________

__________ (rappresentata dalla Commissione tutoria regionale __________)

(rappresentata dalla Commissione tutoria regionale __________) riguardante – la decisione del 5 marzo 1996 con cui il giudice tute­lare presso il Tribunal d'Instance di __________ l'ha sottoposta a tutela, – la decisione del 29 settembre 2000 con cui il consiglio di fami­glia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ le ha designato come tutrice riguardante

riguardante – la decisione del 5 marzo 1996 con cui il giudice tute­lare presso il Tribunal d'Instance di __________ l'ha sottoposta a tutela,

– la decisione del 5 marzo 1996 con cui il giudice tute­lare presso il Tribunal d'Instance di __________ l'ha sottoposta a tutela, – la decisione del 29 settembre 2000 con cui il consiglio di fami­glia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ le ha designato come tutrice

– la decisione del 29 settembre 2000 con cui il consiglio di fami­glia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ le ha designato come tutrice __________,

__________, – e la decisione del 25 febbraio 2002 con cui il medesimo consiglio di famiglia ha autorizzato l'espa­trio della minorenne dalla Francia unitamen­te alla famiglia della tutrice;

– e la decisione del 25 febbraio 2002 con cui il medesimo consiglio di famiglia ha autorizzato l'espa­trio della minorenne dalla Francia unitamen­te alla famiglia della tutrice; esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che con ordinanza del 5 marzo 1996 il giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ ha sottoposto a interdizione __________, cittadina francese nata __________ 1987 a __________, i cui genitori __________ e __________ erano deceduti rispettivamente l'11 marzo 1995 e il 14 giugno 1990;

in fatto: che con ordinanza del 5 marzo 1996 il giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ ha sottoposto a interdizione __________, cittadina francese nata __________ 1987 a __________, i cui genitori __________ e __________ erano deceduti rispettivamente l'11 marzo 1995 e il 14 giugno 1990; che il consiglio di famiglia designato dallo stesso giudice tutelare ha nominato il 1° aprile 1996 __________, sorellastra della minorenne, in qualità di tutrice e __________, fratellastro di lei, in qualità di tutore sostituto, decidendo di affidare la minorenne in custodia ad __________;

che il consiglio di famiglia designato dallo stesso giudice tutelare ha nominato il 1° aprile 1996 __________, sorellastra della minorenne, in qualità di tutrice e __________, fratellastro di lei, in qualità di tutore sostituto, decidendo di affidare la minorenne in custodia ad __________; che entrambe le decisioni sono passate in giudicato;

che entrambe le decisioni sono passate in giudicato; che con decisione del 29 settembre 2000 il nuovo consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ ha designato un altro tutore a __________, trasferitasi dal 1° luglio 2000 presso i coniugi __________ e __________, nella persona della stessa __________, mentre in qualità di sostituta è stata nominata la precedente tutrice __________;

che con decisione del 29 settembre 2000 il nuovo consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ ha designato un altro tutore a __________, trasferitasi dal 1° luglio 2000 presso i coniugi __________ e __________, nella persona della stessa __________, mentre in qualità di sostituta è stata nominata la precedente tutrice __________; che il 25 febbraio 2002, accertata l'intenzione manifestata dai coniugi __________ di trasferirsi a Friburgo dal 1° luglio 2002, il medesimo consiglio di famiglia ha autorizzato l'espatrio della tutelata alla volta della Svizzera insieme con la famiglia affidataria;

che il 25 febbraio 2002, accertata l'intenzione manifestata dai coniugi __________ di trasferirsi a Friburgo dal 1° luglio 2002, il medesimo consiglio di famiglia ha autorizzato l'espatrio della tutelata alla volta della Svizzera insieme con la famiglia affidataria; che queste due ultime decisioni sono pure passate in giudicato;

che queste due ultime decisioni sono pure passate in giudicato; che il 20 luglio 2002 la famiglia della tutrice ha preso domicilio a __________;

che il 20 luglio 2002 la famiglia della tutrice ha preso domicilio a __________; che la Commissione tutoria regionale __ ha instato il 26 luglio 2002 davanti alla Camera civile di appello in rappresentanza di __________ per la delibazione della tutela e del­le due decisioni prese dal consiglio di famiglia il 29 settembre 2000 e il 25 febbraio 2002, in modo da evitare l'avvio di una nuova procedura di interdizione nel Cantone Ticino;

che la Commissione tutoria regionale __ ha instato il 26 luglio 2002 davanti alla Camera civile di appello in rappresentanza di __________ per la delibazione della tutela e del­le due decisioni prese dal consiglio di famiglia il 29 settembre 2000 e il 25 febbraio 2002, in modo da evitare l'avvio di una nuova procedura di interdizione nel Cantone Ticino; che il giudice delegato di questa Camera ha invitato il 6 agosto 2002 la Commissione tutoria regionale a procurarsi un esemplare completo e autenticato delle decisioni emesse dalle autorità francesi, con le attestazioni del passaggio in giudicato;

che il giudice delegato di questa Camera ha invitato il 6 agosto 2002 la Commissione tutoria regionale a procurarsi un esemplare completo e autenticato delle decisioni emesse dalle autorità francesi, con le attestazioni del passaggio in giudicato; che il 2 ottobre 2002, accertato come nulla fosse pervenuto, il giudice delegato ha fissato alla Commissione tutoria regionale un termine di 60 giorni per produrre la documentazione citata;

che il 2 ottobre 2002, accertato come nulla fosse pervenuto, il giudice delegato ha fissato alla Commissione tutoria regionale un termine di 60 giorni per produrre la documentazione citata; che il 4 novembre 2002 la Commissione tutoria regionale ha trasmesso gli atti richiesti;

che il 4 novembre 2002 la Commissione tutoria regionale ha trasmesso gli atti richiesti; che, accertato ciò, con ordinanza del 6 novembre 2002 il giudice delegato ha impartito alla tutrice __________ un termine di 10 giorni per dichiarare se intendesse opporsi alla richiesta della Commissione tutoria, con l'avvertimento che il silenzio sarebbe stato interpretato come acquiescenza;

che, accertato ciò, con ordinanza del 6 novembre 2002 il giudice delegato ha impartito alla tutrice __________ un termine di 10 giorni per dichiarare se intendesse opporsi alla richiesta della Commissione tutoria, con l'avvertimento che il silenzio sarebbe stato interpretato come acquiescenza; che __________ è rimasta silente;

che __________ è rimasta silente; che il 13 dicembre 2002, appurato come __________ (quindicenne capace di discernimento) non fosse stata sentita dall'autorità tutoria, il giudice delegato ha convocato lei medesima per un'audizione;

che il 13 dicembre 2002, appurato come __________ (quindicenne capace di discernimento) non fosse stata sentita dall'autorità tutoria, il giudice delegato ha convocato lei medesima per un'audizione; che al colloquio, tenutosi il 28 gennaio 2002, __________ ha mostrato di capire perfettamente il significato della procedura di delibazione, precisando che nessun problema di alcun genere è mai insorto fra lei e la tutrice;

che al colloquio, tenutosi il 28 gennaio 2002, __________ ha mostrato di capire perfettamente il significato della procedura di delibazione, precisando che nessun problema di alcun genere è mai insorto fra lei e la tutrice; che la tutrice, ascoltata dalla Camera subito dopo il colloquio, ha confermato la perfetta intesa personale con la tutelata;

che la tutrice, ascoltata dalla Camera subito dopo il colloquio, ha confermato la perfetta intesa personale con la tutelata; che nelle circostanze descritte nulla osta all'emanazione del giudizio;

che nelle circostanze descritte nulla osta all'emanazione del giudizio; e considerando

e considerando in diritto: che in materia di “tutela e altri provvedimenti protettivi” sul piano internazionale l'art. 85 cpv. 1 LDIP dichiara applicabile – sia per quanto riguarda la competenza e il diritto applicabile, sia per quanto attiene al riconoscimento di decisioni o provvedimenti stranieri – la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernen­te la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori (RS 0.211.231.01);

in diritto: che in materia di “tutela e altri provvedimenti protettivi” sul piano internazionale l'art. 85 cpv. 1 LDIP dichiara applicabile – sia per quanto riguarda la competenza e il diritto applicabile, sia per quanto attiene al riconoscimento di decisioni o provvedimenti stranieri – la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernen­te la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori (RS 0.211.231.01); che secondo l'art. 7 prima frase di tale convenzione, in effetti, le misure prese dalle autorità competenti “sono riconosciute in tutti gli stati contraenti”;

che secondo l'art. 7 prima frase di tale convenzione, in effetti, le misure prese dalle autorità competenti “sono riconosciute in tutti gli stati contraenti”; che tra la Svizzera e Francia vigeva invero una convenzione bilaterale del 15 giugno 1869 (RS 0.276.193.491), il cui art. 10 sembrava prevalere – almeno in parte – sulla citata convenzione dell'Aia ( Dutoit/Knoepfler/Lalive/Mercier, Répertoire de droit international privé suisse, vol. 2, Berna 1983, pag. 83 n. 327 segg.), ma tale accordo è stato abrogato con l'entrata in vigore della convenzione di Lugano ( Berti/Schnyder in: Kommen­tar zum Schweizerischen Privatrecht, IPR, Basilea 1996, n. 19 ad art. 25 LDIP);

che tra la Svizzera e Francia vigeva invero una convenzione bilaterale del 15 giugno 1869 (RS 0.276.193.491), il cui art. 10 sembrava prevalere – almeno in parte – sulla citata convenzione dell'Aia ( Dutoit/Knoepfler/Lalive/Mercier, Répertoire de droit international privé suisse, vol. 2, Berna 1983, pag. 83 n. 327 segg.), ma tale accordo è stato abrogato con l'entrata in vigore della convenzione di Lugano ( Berti/Schnyder in: Kommen­tar zum Schweizerischen Privatrecht, IPR, Basilea 1996, n. 19 ad art. 25 LDIP); Dutoit/Knoepfler/Lalive/Mercier Berti/Schnyder che l' esecuzione di decisioni o provvedimenti stranieri relativi a tutele o altre misure protettive è disciplinata invece – ove la misura si riferisca a persone di età inferiore ai 16 anni – dalla convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e sul ristabilimento dell'affidamento, del 20 maggio 1980 (art. 1 lett. a), ratificata tanto dalla Svizzera quanto dalla Francia (RS 0.211.230.01);

che l' esecuzione di decisioni o provvedimenti stranieri relativi a tutele o altre misure protettive è disciplinata invece – ove la misura si riferisca a persone di età inferiore ai 16 anni – dalla convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e sul ristabilimento dell'affidamento, del 20 maggio 1980 (art. 1 lett. a), ratificata tanto dalla Svizzera quanto dalla Francia (RS 0.211.230.01); che sotto questo profilo le due convenzioni si integrano a vicenda: l'una disciplina l' exequatur del provvedimento estero, l'altra la messa in atto del provvedimento medesimo nello Stato richiesto ( Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, op. cit., n. 58 ad art. 85 LDIP; Greiner in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, pag. 966, n. 105 sul diritto internazionale privato; si veda anche l'art. 7 seconda frase della citata convenzione dell'Aia);

che sotto questo profilo le due convenzioni si integrano a vicenda: l'una disciplina l' exequatur del provvedimento estero, l'altra la messa in atto del provvedimento medesimo nello Stato richiesto ( Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, op. cit., n. 58 ad art. 85 LDIP; Greiner in: Schwenzer, Schwander Greiner Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, pag. 966, n. 105 sul diritto internazionale privato; si veda anche l'art. 7 seconda frase della citata convenzione dell'Aia); che la convenzione europea del 20 maggio 1980 prevede, certo, un'autorità centrale – in Svizzera: l'Ufficio federale di giustizia – pre­posta a ricevere le richieste (e a trasmettere all'estero le richieste elvetiche), ma tale autorità non esegue direttamen­te le misure estere, limitandosi essa a selezionare le domande, a cooperare con le altre autorità straniere e a vigilare sul rapido svolgimento dell'azione (FF 1983 I pag. 111, n. 5);

che la convenzione europea del 20 maggio 1980 prevede, certo, un'autorità centrale – in Svizzera: l'Ufficio federale di giustizia – pre­posta a ricevere le richieste (e a trasmettere all'estero le richieste elvetiche), ma tale autorità non esegue direttamen­te le misure estere, limitandosi essa a selezionare le domande, a cooperare con le altre autorità straniere e a vigilare sul rapido svolgimento dell'azione (FF 1983 I pag. 111, n. 5); che, ciò premesso, la competenza funzionale della Camera civile di appello è data in ossequio ai combinati disposti degli art. 29 cpv. 1 prima frase LDIP (secondo cui un'istanza di riconoscimen­to o di esecuzione dev'essere proposta all'autorità competente del Cantone in cui è fatta valere la decisione straniera) e 511 cpv. 1 e 2 CPC;

che, ciò premesso, la competenza funzionale della Camera civile di appello è data in ossequio ai combinati disposti degli art. 29 cpv. 1 prima frase LDIP (secondo cui un'istanza di riconoscimen­to o di esecuzione dev'essere proposta all'autorità competente del Cantone in cui è fatta valere la decisione straniera) e 511 cpv. 1 e 2 CPC; che nel caso specifico si tratta, in sostanza, di riconoscere e di dichiarare esecutivi tre provvedimenti esteri: l'interdizione di __________ pronunciata il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________, la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ e l'autorizzazione all'espatrio insieme con la nuova tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal medesimo consiglio di famiglia;

che nel caso specifico si tratta, in sostanza, di riconoscere e di dichiarare esecutivi tre provvedimenti esteri: l'interdizione di __________ pronunciata il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________, la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ e l'autorizzazione all'espatrio insieme con la nuova tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal medesimo consiglio di famiglia; che provvedimenti del genere, per essere delibati, devono emanare dai tribunali o dalle autorità competenti dello Stato in cui sono stati emessi, devono avere acquisito carattere definito e devono rispettare l'ordine pubblico svizzero (art. 25 e 28 LDIP);

che provvedimenti del genere, per essere delibati, devono emanare dai tribunali o dalle autorità competenti dello Stato in cui sono stati emessi, devono avere acquisito carattere definito e devono rispettare l'ordine pubblico svizzero (art. 25 e 28 LDIP); che tutte e tre le decisioni in esame emanano senza dubbio dall'autorità competente, __________ essendo cittadina francese e avendo mantenuto la dimora abituale in Francia fino all'espatrio (art. 1 e 3 della convenzione dell'Aia, art. 7 della convenzione europea);

che tutte e tre le decisioni in esame emanano senza dubbio dall'autorità competente, __________ essendo cittadina francese e avendo mantenuto la dimora abituale in Francia fino all'espatrio (art. 1 e 3 della convenzione dell'Aia, art. 7 della convenzione europea); che tutte e tre le decisioni hanno acquisito carattere definitivo, non essendo state oggetto di ricorso, come attestano il Tribunal d'Instance di __________ e il Tribunal d'Instance di __________ con dichiarazioni del 15 e del 17 ottobre 2002;

che tutte e tre le decisioni hanno acquisito carattere definitivo, non essendo state oggetto di ricorso, come attestano il Tribunal d'Instance di __________ e il Tribunal d'Instance di __________ con dichiarazioni del 15 e del 17 ottobre 2002; che, salvo quanto si dirà in appresso, nessuna delle tre decisioni risulta contraria all'ordine pubblico svizzero (art. 16 della convenzione dell'Aia, art. 9 e 10 della convenzione europea), nemmeno per i motivi enunciati all'art. 27 LDIP o per le riserve apportate dalla Svizzera alle due convenzioni e nemmeno dopo l'audizione della minorenne, avvenuta il 28 gennaio 2002 in ossequio all'art. 15 lett. a della convenzione europea;

che, salvo quanto si dirà in appresso, nessuna delle tre decisioni risulta contraria all'ordine pubblico svizzero (art. 16 della convenzione dell'Aia, art. 9 e 10 della convenzione europea), nemmeno per i motivi enunciati all'art. 27 LDIP o per le riserve apportate dalla Svizzera alle due convenzioni e nemmeno dopo l'audizione della minorenne, avvenuta il 28 gennaio 2002 in ossequio all'art. 15 lett. a della convenzione europea; che nelle circostanze descritte l'interdizione decisa il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva come decisione di tutela a norma dell'art. 368 cpv. 1 CC;

che nelle circostanze descritte l'interdizione decisa il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva come decisione di tutela a norma dell'art. 368 cpv. 1 CC; che la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instan­ce di __________ può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva come nomina di tutore a norma dell'art. 379 cpv. 1 CC;

che la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instan­ce di __________ può essere riconosciuta e dichiarata esecutiva come nomina di tutore a norma dell'art. 379 cpv. 1 CC; che non può essere riconosciuta invece la designazione della tutrice sostituta, figura ignota al diritto svizzero (il quale prevede, se mai, più tutori agenti in comune: art. 379 cpv. 2 CC) e non compatibile con l'ordine pubblico interno, una persona domiciliata all'estero – per di più a grande distanza – potendo essere designata in veste di tutrice solo per motivi assolutamente ecce­zionali ( Schnyder/Murer in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 50 ad art. 379 CC), in concreto neppure prospettati dalla Commissione tutoria;

che non può essere riconosciuta invece la designazione della tutrice sostituta, figura ignota al diritto svizzero (il quale prevede, se mai, più tutori agenti in comune: art. 379 cpv. 2 CC) e non compatibile con l'ordine pubblico interno, una persona domiciliata all'estero – per di più a grande distanza – potendo essere designata in veste di tutrice solo per motivi assolutamente ecce­zionali ( Schnyder/Murer in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 50 ad art. 379 CC), in concreto neppure prospettati dalla Commissione tutoria; Schnyder/Murer che l'autorizzazione all'espatrio insieme con la nuova tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instan­ce di __________ non ha portata propria in Svizzera, essendo destinato anzitutto a legittimare la partenza della minorenne davanti alle autorità francesi;

che l'autorizzazione all'espatrio insieme con la nuova tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instan­ce di __________ non ha portata propria in Svizzera, essendo destinato anzitutto a legittimare la partenza della minorenne davanti alle autorità francesi; che nondimeno l'autorizzazione potrebbe eventualmente tornare utile – nel Ticino – per questioni legate a permessi in materia di polizia degli stranieri, onde l'opportunità di riconoscerla e di dichiararla esecutiva, anche per agevolare l'opera della tutrice;

che nondimeno l'autorizzazione potrebbe eventualmente tornare utile – nel Ticino – per questioni legate a permessi in materia di polizia degli stranieri, onde l'opportunità di riconoscerla e di dichiararla esecutiva, anche per agevolare l'opera della tutrice; che in concreto non risultano sussistere formali decisioni delle autorità francesi, per converso, sull'affidamento della minorenne alla famiglia della tutrice, tranne quella presa il 1° aprile 1996 dal consiglio di famiglia designato del giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instance di __________ (or­mai superata), sicché al riguardo statuirà – dandosi il caso – la Commissione tutoria;

che in concreto non risultano sussistere formali decisioni delle autorità francesi, per converso, sull'affidamento della minorenne alla famiglia della tutrice, tranne quella presa il 1° aprile 1996 dal consiglio di famiglia designato del giudice tutelare presso il Tribu­nal d'Instance di __________ (or­mai superata), sicché al riguardo statuirà – dandosi il caso – la Commissione tutoria; che le spese del giudizio odierno andrebbero a carico dell'istante, nessuno potendosi reputare “soccombente” nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC in mancanza di qualsiasi opposizione alla domanda;

che le spese del giudizio odierno andrebbero a carico dell'istante, nessuno potendosi reputare “soccombente” nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC in mancanza di qualsiasi opposizione alla domanda; che l'istante tuttavia non chiede la delibazione dei tre provvedimenti a suo esclusivo vantaggio, ma anche nell'interesse pubblico, per evitare l'avvio di una nuova procedura nel Cantone Ticino avente il medesimo scopo;

che l'istante tuttavia non chiede la delibazione dei tre provvedimenti a suo esclusivo vantaggio, ma anche nell'interesse pubblico, per evitare l'avvio di una nuova procedura nel Cantone Ticino avente il medesimo scopo; che in tali circostanze si giustifica equitativamente di rinunciare al prelievo di oneri processuali;

che in tali circostanze si giustifica equitativamente di rinunciare al prelievo di oneri processuali; pronuncia: 1. L'istanza è accolta, nel senso che:

pronuncia: 1. L'istanza è accolta, nel senso che: a) l'interdizione di __________ pronunciata il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva come decisione di tutela a norma dell'art. 368 cpv. 1 CC;

a) l'interdizione di __________ pronunciata il 5 marzo 1996 dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instance di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva come decisione di tutela a norma dell'art. 368 cpv. 1 CC; b) la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva come nomina di tutore a norma dell'art. 379 cpv. 1 CC;

b) la sostituzione della tutrice decisa il 29 settembre 2000 dal consiglio di famiglia designato dal giudice tutelare presso il Tribunal d'Instan­ce di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva come nomina di tutore a norma dell'art. 379 cpv. 1 CC; c) l'autorizzazione all'espatrio insieme con la famiglia della tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal medesimo consiglio di famiglia è a sua volta riconosciuta e dichiarata esecutiva. c) l'autorizzazione all'espatrio insieme con la famiglia della tutrice rilasciata il 25 febbraio 2002 dal medesimo consiglio di famiglia è a sua volta riconosciuta e dichiarata esecutiva. 2. Non si riscuotono tasse né spese.

2. Non si riscuotono tasse né spese. 3. Intimazione:

3. Intimazione: – __________; – Commissione tutoria regionale __________; – __________. – __________;

– __________; – Commissione tutoria regionale __________;

– Commissione tutoria regionale __________; – __________.

– __________. Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello La presidente La segretaria

La presidente La segretaria