Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/175950

<h2>SubmittedText<h2><p>Nei dibattiti parlamentari la riforma della previdenza per la vecchiaia ha suscitato numerose e intense discussioni.</p><p>Se la situazione dei futuri pensionati è stata ampiamente trattata, quella degli attuali pensionati lo è stata poco, visto che questi ultimi sono toccati unicamente dall'aumento dell'IVA.</p><p>Attualmente il numero di pensionati residenti in Svizzera è di circa 1,6 milioni (di cui più di 120 000 nel Cantone di Vaud), ai quali vanno aggiunti gli oltre 720 000 che vivono all'estero.</p><p>Considerando che molti degli attuali pensionati non beneficiano di un secondo o di un terzo pilastro e vivono unicamente con la loro rendita AVS, in alcuni casi completata con prestazioni sociali che li aiutano a sbarcare il lunario, mi permetto d'interpellare le nostre autorità federali.</p><p>Per quanto riguarda i pensionati residenti in Svizzera, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. L'amministrazione federale è a conoscenza della situazione e del livello di precarietà degli attuali pensionati?</p><p>2. Cosa può intraprendere il Consiglio federale per aumentare il loro potere d'acquisto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In occasione dei lavori preliminari alla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, adottata dal Parlamento in votazione finale il 17 marzo 2017, il Consiglio federale ha esaminato la situazione economica dei pensionati, in particolare nel quadro dello studio concernente la situazione economica delle persone attive e dei pensionati (P. Wanner et al. "La situation économique des actifs et des retraités", in "Aspects de la sécurité sociale", rapporto di ricerca n. 1/08, Berna 2008; disponibile in francese e in tedesco, con riassunto in italiano). Analizzando i redditi e la sostanza di circa 1,5 milioni di persone di età compresa tra i 25 e i 99 anni grazie ai dati fiscali forniti da alcuni Cantoni, gli autori dello studio hanno constatato che il gruppo di persone tra i 55 e i 75 anni è quello che presenta la situazione finanziaria più favorevole: la stragrande maggioranza dei pensionati vive in condizioni economiche piuttosto buone e solo una minoranza è esposta al rischio della precarietà, in particolare in età avanzata.</p><p>La situazione economica dei pensionati può essere esaminata anche nell'ottica delle prestazioni complementari (PC) all'AVS e all'AI. Queste prestazioni servono infatti a coprire il fabbisogno vitale dei pensionati con redditi insufficienti e costituiscono quindi un valido strumento per evitare che i pensionati residenti in Svizzera siano colpiti dalla precarietà. Attualmente circa il 12 per cento dei beneficiari di rendita AVS dipende dalle PC, ma nella maggioranza dei casi questo avviene verso gli ottant'anni, in seguito all'ingresso in un istituto. Se si escludono i pensionati beneficiari di prestazioni dell'AI che avevano già diritto alle PC prima di andare in pensione, tra i nuovi beneficiari di rendita AVS quelli che hanno diritto alle PC sono quindi solo il 4 per cento.</p><p>Considerato quanto precede, nel quadro della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 il Consiglio federale non ha presentato misure specifiche tese ad aumentare il potere d'acquisto dei pensionati, ritenendo che il sistema della previdenza per la vecchiaia basato sui tre pilastri adempia la sua missione e che non sia dunque necessario adottare misure supplementari oltre a quelle volte alla stabilizzazione del sistema previdenziale e al mantenimento del livello delle prestazioni di vecchiaia, sia per gli attuali che per i futuri pensionati. D'altronde è esattamente quanto prevede la summenzionata riforma adottata dal Parlamento lo scorso mese di marzo. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che alcuni pensionati si trovano in una situazione finanziaria precaria. Va tuttavia rilevato che il regime delle PC ha proprio lo scopo di aiutare queste persone e che lo fa in modo mirato, per consentire a ogni pensionato domiciliato in Svizzera di condurre un'esistenza dignitosa.</p>  Risposta del Consiglio federale.