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La pavimentazione stradale è la superficie che ricopre le nostre strade, dove giornalmente circoliamo con i più svariati mezzi, auto, camion, motociclette e scarpe.
Il pavimento stradale deve resistere a grossi carichi concentrati (i veicoli che vi transitano quotidianamente), all'usura, al degrado da parte di agenti fisico-chimici, alle dilatazioni termiche e deve nel contempo consentire un'ottimale aderenza degli pneumatici.
Gli abili ingegneri romani svilupparono tecniche sulle quali si fonda ancora oggi la nostra tecnica delle costruzioni stradali; ai tempi le strade erano perlopiù lastricate in pietra o in terra battuta, con l’avvento di mezzi di locomozione sempre più veloci e con l’aumento dei volumi di traffico, agli inizi del 19° secolo si cominciarono ad utilizzare i bitumi per la pavimentazione stradale. Con questa tecnica di costruzione si è potuto costruire strade più resistenti e offrire un confort maggiore agli utilizzatori.
L’asfalto è un conglomerato composto, in cui il bitume impregna naturalmente la roccia calcarea porosa: si tratta della conseguenza dell’evaporazione del petrolio che era presente originariamente nella composizione.
Materiale bituminoso come la pece e il catrame viene estratto da giacimenti proprio come il petrolio da cui deriva.
Noto e utilizzato fin dall’antichità come legante, lubrificante e impermeabilizzante, soprattutto per carene d’imbarcazioni, il suo impiego estensivo è invece abbastanza recente.
In Europa, la prima scoperta di un giacimento d’asfalto avvenne nel 1710 nell’attuale cantone di Neuchâtel, ma solo dopo circa mezzo secolo iniziò lo sfruttamento dei ricchi giacimenti Savoiardi di Seyssel, in Francia, destinati principalmente alle coperture degli edifici.
Se il passaggio alle strade non sarebbe stato troppo lungo, divenne tuttavia conveniente soltanto con la disponibilità di grandi quantitativi di materiali più economici dei prodotti naturali, come ad esempio i catrami residui della produzione dei gas urbani, utilizzati la prima volta nel 1834 per eliminare polvere e fango dalle strade del distretto siderurgico di Winchester, in Inghilterra.
Tuttavia è ancora nei pressi di Neuchâtel, a Travers, che nel 1849 l’ingegnere francese, Marion, utilizzando una miscela di polvere d’asfalto naturale compattata e cilindrata a caldo con rulli su una fondazione di calcestruzzo, diede finalmente impulso a un uso estensivo di questo prodotto che avrebbe conquistato in breve tempo le simpatie dei tecnici per le sue straordinarie doti naturali.