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In materia di protezione dei consumatori dalla concorrenza sleale, il Consiglio nazionale non intende spingersi lontano come governo e Consiglio degli Stati. Sotto la pressione dell'UDC e del PLR, la Camera del popolo ha respinto stamane per la seconda volta l'inasprimento delle norme sugli abusi in materia di condizioni generali di contratto.
Con 91 voti contro 60, il Nazionale ha rifiutato il compromesso proposto dagli Stati e sostenuto da sinistra e governo. La maggioranza ha ritenuto che intervenendo sulle disposizioni vincolanti, scritte in piccolo, che il cliente talvolta omette di leggere, si sarebbe limitata eccessivamente la libertà contrattuale.
La Camera dei cantoni intende semplicemente limitare i controlli ai contratti firmati tra consumatori, ha ricordato invano il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann. "Le aziende non sarebbero toccate dalla misura", ha specificato.
Il progetto del Consiglio federale, approvato dagli Stati, chiedeva di considerare sleale il fatto di non indicare in grassetto, in un posto ben visibile e con un linguaggio comprensibile, i dati concernenti la durata del contratto e il prezzo totale.
La revisione della legge sulla concorrenza sleale intende proteggere meglio i consumatori dalle false promesse di guadagno, dalle truffe telefoniche e da altri metodi di vendita piramidale. Il testo torna agli Stati.
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