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BERLINO - Oltre 4'700 allevamenti di polli e suini sono stati chiusi temporaneamente in Germania a causa della contaminazione da diossina di uova e mangimi. Si allarga così lo scandalo alimentare nel Paese, che ha già portato a un drastico calo delle vendite di questi prodotti, infliggendo un duro colpo alla fiducia dei consumatori nel sistema di controlli del settore.
Proprio oggi, inoltre, è emerso che la società al centro dello scandalo - la Harles und Jentzch, dello Schleswig-Holstein (nord) - sapeva già dal marzo 2010 che i propri grassi alimentari contenevano elevati livelli di diossina.
E non è tutto. Non solo le uova, ma anche il latte potrebbe essere contaminato in Germania a causa della vendita di mangimi alla diossina a numerosi allevatori del paese.
Il tabloid tedesco "Bild" riporta che un allevatore di bovini potrebbe avere usato il mangime sotto accusa e secondo alcuni esperti è possibile che anche il latte contaminato - oltre alle uova, la carne di pollo e la carne di maiale - sia finito nei supermercati.
Il tabloid tedesco riporta il caso di Juergen Spreen-Ledebur, un allevatore di mucche dello Schleswig-Holstein: il suo allevamento è fermo da tre giorni e Spreen-Ledebur è costretto a buttare 1700 litri di latte al giorno.
In Svizzera non sono stati finora scoperti prodotti tedeschi contaminati, secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica.
SDA-ATS