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MOSCA - Le discariche in Russia occupano a oggi la superficie della Svizzera. Lo ha calcolato l'Economist: il settimanale britannico ha dedicato un servizio al problema, poco conosciuto ma preoccupante, definendolo ormai «una questione politica».
Attualmente la raccolta differenziata in Russia è quasi assente: nel paese (il più grande al mondo per estensione) viene riciclato soltanto il 4 per cento dei rifiuti. Il motivo? Vista l'enorme abbondanza di spazio, si è sempre preferito ricorrere a discariche a cielo aperto. Ma queste ultime hanno ormai raggiunto dimensioni problematiche.
Il governo di Mosca non parla volentieri della questione, ma è stato costretto a intervenire. Secondo il Financial Times, in tutto il paese si sono già svolte diverse manifestazioni di protesta, a cui «hanno partecipato decine di migliaia di persone». Il Cremlino ha provato a fare qualcosa, chiudendo alcune discariche controverse e aumentando le tasse sui rifiuti. Ma - a giudicare dalla stampa internazionale - non sarebbe bastato.
In una decina di regioni, le discariche sarebbero state soggette a preoccupanti traboccamenti (nella città di Klin, vicino a Mosca, la massa di rifiuti ha raggiunto la mole di un palazzo alto sei piani). Si stima che circa 17 milioni di russi siano esposti a rischi per la salute. Il portale d'informazione Politico ha calcolato che, entro il 2030, il territorio russo occupato dalle discariche è destinato a raddoppiare, in assenza di contromisure efficaci.