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Le richieste espresse nel progetto, che prendono le mosse da una mozione presentata dalla Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) (04.3439), vertono sull’abolizione del divieto della diagnostica preimpianto (DPI) e sulla conseguente modifica dell’articolo 119 della Costituzione federale sulla medicina riproduttiva e l’ingegneria genetica in ambito umano.
Prima di procedere alla fase delle deliberazioni, la Commissione ha consultato le cerchie interessate. Nella sessione primaverile, il Consiglio degli Stati aveva deciso di mantenere la versione del Consiglio federale respingendo tutte le proposte di modifica sostanziali presentate dalla sua Commissione a seguito di intensi lavori preparativi. Non sorprende dunque che la CSEC-N debba ora fare i conti con le stesse questioni.
La sessione odierna è stata dedicata interamente alla discussione della grande tematica dello screening dei cromosomi. Contrariamente al Consiglio federale e al Consiglio degli Stati, la CSEC-N vorrebbe che tutti gli embrioni generati in vitro possano essere esaminati quanto alle anomalie cromosomiche. All’ordine del giorno vi è stata inoltre l’abrogazione del limite di età entro il quale può presumibilmente manifestarsi una malattia ereditaria per poter essere cercata nell’embrione in vitro quale criterio di esclusione. La richiesta è stata respinta con 3 voti contro 16 e 4 astensioni.
Rimangono così in sospeso le decisioni in merito alle questioni della tipizzazione HLA e del limite massimo del numero di embrioni da sviluppare. La Commissione porterà avanti la discussione durante la seduta di maggio e presenterà il progetto in giugno al Parlamento riunito in assemblea plenaria.
La Commissione si è riunita sotto la presidenza del consigliere nazionale Matthias Aebischer (PS/BE) e alla presenza del consigliere federale Alain Berset.
Berna, 27 marzo 2014 Servizi del Parlamento