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Dopo il Vallese, la zona intorno a Basilea è la regione svizzera che presenta la più elevata pericolosità sismica. Nella storia di Basilea e dell’area circostante, i terremoti sono documentati sin dal XIV secolo. Già intorno al 250 si era probabilmente verificato un forte terremoto presso la colonia romana di Augusta Raurica. A Basilea si è verificato anche il terremoto più forte avvenuto in Svizzera di cui si abbia notizia: correva l’anno 1356 e fu raggiunta una magnitudo par a 6.6.
A causa dell’elevata pericolosità sismica, della densità demografica e dei numerosi edifici particolarmente vulnerabili, la città di Basilea è caratterizzata dal maggiore rischio sismico di tutta la Svizzera. Se si ripetesse il terremoto di magnitudo 6.6 avvenuto a Basilea nel 1356, in Svizzera si dovrebbe fare i conti con circa 3000 morti e danni agli edifici per circa 45 miliardi di franchi. Nella regione di Basilea, un terremoto di questo tipo si verifica prevedibilmente una volta ogni 2000-2500 anni. Non è tuttavia possibile prevedere quando di preciso si verificherà la prossima scossa di questa intensità.
La città di Basilea si trova all’estremità meridionale della fossa renana, confina in direzione nord-est con il massiccio della Foresta Nera e verso sud con il Giura tabulare e il Giura corrugato. A essere responsabile per il forte sisma di Basilea è principalmente la struttura geologica della fossa renana.
La maggiore scossa naturale finora registrata nel Cantone di Basilea Città si è verificata nell’aprile del 1996 a una profondità di circa dodici chilometri, raggiungendo una magnitudo pari a 2.8. I sismi più forti nella regione sono avvenuti a nord ovest di Basilea, sul lato francese della fossa renana.
Nel luglio 1980, nei pressi di Sierentz in Alsazia si verifico una sequenza sismica il cui terremoto principale raggiunse una magnitudo pari a 4.4. A quest’ultimo seguirono numerose scosse di assestamento, tra l’altro anche con magnitudo di 4.0 e 3.8. Nel settembre 2022, sempre nella regione di Sierentz (F) c’è stato un terremoto di magnitudo 4.7 con epicentro a circa 15 chilometri a nord di Basilea. Il sisma ha avuto luogo a una profondità di 12 chilometri circa. Le scosse del terremoto sono state avvertite nettamente in tutta la Svizzera settentrionale. Già dieci minuti circa dopo la scossa principale, alle 18.07 (ora locale) si è verificata una prima replica di magnitudo 2.8, che è stata anch’essa avvertita nelle vicinanze dell’epicentro. Le scosse sono collegate alla fossa renana, una struttura tettonica attiva sismicamente che si estende tra i Vosgi e la Foresta Nera in direzione nord-sud. In questa regione i sismi non rappresentano niente di insolito; tuttavia, un terremoto di questa magnitudo si verifica qui solo una volta ogni 10-20 anni.
A nord-est di Basilea, inoltre, nel maggio 2009, si verificò un sisma di magnitudo 4.2 con epicentro nei pressi della località di Steinen nella Foresta Nera: questa è la dimostrazione che anche il vicino massiccio tedesco può essere interessato da scosse notevoli. Ciò vale allo stesso modo per il Giura a sud-est di Basilea, in particolare per la zona della Fricktal.
Una caratteristica della sismicità nella regione di Basilea, tipica anche di ampie parti delle Prealpi settentrionali, è che la profondità di queste scosse si estende lungo l’intero spessore della crosta terrestre. La distribuzione in profondità contraddice il consueto comportamento reologico della crosta terrestre e potrebbe dipendere dai processi tettonici precedentemente citati nell’area delle Alpi Centrali.
|Magnitudo||Numero|
|ML ≥ 2.0||326|
|ML ≥ 2.5||118|
|ML ≥ 3.0||30|
|ML ≥ 4.0||6|
Il 18 ottobre 1356 alcuni violenti terremoti scossero la città di Basilea e le regioni circostanti. La serie sismica iniziò verso mezzogiorno e un terremoto piuttosto forte causò i primi danni attorno alle 18. Si ritiene che a fronte di queste scosse la popolazione fuggì per la maggior parte all’aperto. Molte persone rimasero probabilmente lì visto che i terremoti, in parte intensi, continuarono. Verso le 22 si verificò poi la scossa maggiore della serie, con una magnitudo pari a 6.6 circa: si tratta del terremoto più forte storicamente documentato in Svizzera. A seguire, le scosse di assestamento continuarono a far tremare la città ancora per molti mesi.
Il sisma del 1356 fu il maggiore, ma di gran lunga non l’unico ad aver fatto tremare la regione di Basilea nel passato storico. Già intorno al 250 si era probabilmente verificato un forte terremoto presso la colonia romana di Augusta Raurica.
La città di Basilea si trova all’estremità meridionale della fossa renana, confina in direzione nord-est con il massiccio della Foresta Nera e verso sud con il Giura tabulare e il Giura corrugato. Dalle trivellazioni in profondità è emerso che il sottosuolo locale della città di Basilea è composto da un pacchetto sedimentario spesso all’incirca 2,5 chilometri e costituito da formazioni rocciose cenozoiche, mesozoiche e permiano-carbonifere. Tale pacchetto sedimentario relativamente spesso, la cui nascita dipende tra l’altro dall’estensione della crosta terrestre durante la formazione della fossa renana, ha effetti negativi in caso di terremoto poiché può produrre effetti di risonanza e promuovere l’amplificazione delle onde sismiche. Al di sotto di questo strato sedimentario si trova il basamento cristallino.
I terremoti sono generati dal brusco rilascio di energia lungo fratture presenti nella crosta terrestre. A causa del costante movimento delle placche tettoniche, enormi tensioni si accumulano continuamente nelle masse rocciose su entrambi i lati della frattura. Quando le tensioni raggiungono un livello critico, vengono scaricate sotto forma di un movimento brusco e improvviso. L’energia che viene rilasciata si propaga sotto forma di onde attraverso la terra e sulla superficie terrestre, causando scuotimenti che vengono percepiti come terremoti.
Nel passato geologico, la regione attorno a Basilea è stata interessata da diversi processi tettonici. La fossa renana, che cominciò a formarsi cinquanta milioni di anni fa, è parte di un sistema di fosse tettoniche europeo che si estende dal Mare del Nord alla Francia meridionale. In questa era geologica il continente europeo si trovava in una fase di estensione. Contemporaneamente, i blocchi di crosta ai margini della fossa si sollevarono, dando origine ai Vosgi a ovest della fossa e alla Foresta Nera a est della stessa. Nella regione questo processo portò alla formazione di numerose faglie, che si estendono prevalentemente in direzione NNE-SSO. Il secondo processo tettonico su vasta scala fu l’ultima fase dell’orogenesi alpina e il corrugamento del massiccio del Giura. Iniziato circa dieci milioni di anni fa, portò alla formazione di pieghe e sovrascorrimenti nel Giura a sud di Basilea.
Nell’attuale campo di tensioni nella regione di Basilea, i numerosi sistemi di faglie creatisi in questo modo – che comprendono anche fratture risalenti a fasi ancora precedenti – vengono generalmente riattivati come faglie trascorrenti. In una faglia trascorrente, le masse rocciose ai due lati della frattura scorrono lateralmente. Le tensioni che ne derivano, in parte collegate ai processi tettonici nel mantello terrestre sotto alle Alpi, causano regolarmente terremoti nella regione. Anche se le deformazioni odierne nelle Prealpi settentrionali sono relativamente ridotte, nel corso di centinaia o migliaia di anni possono accumularsi tensioni tettoniche sufficienti a dare origine a un sisma come quello del 1356. Un evento di questo genere si verifica prevedibilmente una volta ogni 2000-2500 anni.
Questo paragrafo sul sottosuolo basilese è stato pubblicato con lievi modifiche all’interno dell’annuario cittadino (Basler Stadtbuch) del 2022 in un dossier intitolato «Basel bebt» (in tedesco).
Il programma «Deep Heat Mining» di Basilea è stato un innovativo progetto di ricerca svizzero di nel settore delle energie rinnovabili che prevedeva la costruzione di un impianto pilota per una centrale elettrica geotermica di tipo EGS («Enhanced Geothermal System», ossia sistema geotermico migliorato). Con questa tecnologia, un liquido freddo – nella maggior parte dei casi acqua – viene pompato a grande profondità negli strati di roccia calda, dove si riscalda, e successivamente viene riportato in superficie, dove viene utilizzato per produrre calore ed energia elettrica. L’obiettivo a medio termine del progetto era la produzione di energia pulita che fosse in grado di ridurre le importazioni di energia utilizzando fonti energetiche locali. Il sito scelto per accogliere la futura centrale elettrica geotermica era situato presso il centro di manutenzione della Industrielle Werke Basel a Kleinhüningen. Da lì, il calore ricavato avrebbe potuto essere facilmente distribuito attraverso la ben sviluppata rete di teleriscaldamento cittadina. Durante i mesi estivi, quando il fabbisogno di riscaldamento è minore, la centrale elettrica avrebbe prodotto prevalentemente energia elettrica.
Dopo una fase esplorativa, nel dicembre 2006 era prevista per due settimane l’iniezione di acqua ad alta pressione nel basamento cristallino. L’obiettivo era quello di aumentare la permeabilità della roccia a una profondità compresa tra i 4000 e i 5000 metri e quindi di realizzare un giacimento geotermico in cui l’acqua potesse circolare e riscaldarsi. Il processo di iniezione e i terremoti indotti in questo modo erano registrati tramite un fitto sistema di monitoraggio sismico.
Il tasso di iniezione (quantità di liquido) fu aumentato gradualmente fino a raggiungere il valore massimo il sesto giorno. Subito dopo si verificò una scossa con una magnitudo pari a 2.6. Il tasso di iniezione fu quindi ridotto, per poi essere interrotto completamente alcune ore dopo. Dopo circa cinque ore fu registrata una scossa di magnitudo 3.1. Con un’intensità pari a V, il sisma fu avvertito in un’area molto estesa, causando danni di lieve entità agli edifici. Fino a febbraio 2007 si verificarono ancora tre ulteriori terremoti avvertibili con magnitudo superiori a 3.0; oltre a ciò furono registrate oltre 200 scosse con magnitudo pari a 0.9 o superiore. In seguito a questi eventi la direzione decise di sospendere il progetto, per poi abbandonarlo definitivamente nel 2009 dopo una dettagliata analisi dei rischi. Le segnalazioni dei danni presentate riguardavano prevalentemente piccole crepe nell’intonaco degli edifici per un costo totale di diversi milioni di franchi, la maggior parte dei quali furono rimborsati.
Nel Cantone di Basilea Città, negli ultimi anni il tema della sismicità è stato in gran parte legato al progetto «Deep Heat Mining» del 2006. Le scosse, verificatesi a breve distanza dal punto di trivellazione, erano tuttavia relativamente deboli. La responsabile dei forti terremoti dannosi del passato, così come i possibili sismi futuri, è principalmente la struttura geologica della fossa renana, la cui estremità meridionale si trova nella regione. Dopo il Vallese, la zona intorno a Basilea è la regione svizzera con la maggiore pericolosità sismica. In Svizzera i terremoti piuttosto forti si manifestano solo raramente: un sisma di magnitudo 6 o superiore è previsto all’incirca una volta ogni 50-150 anni. L’evento potrebbe verificarsi in qualsiasi momento e in un qualsiasi luogo in Svizzera.
Questo paragrafo sui terremoti antropogenici nella regione di Basilea stato pubblicato con lievi modifiche all’interno dell’annuario cittadino (Basler Stadtbuch) del 2022 in un dossier intitolato «Basel bebt» (in tedesco).