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Il Parlamento ha optato per un controprogetto “light”, che non soddisfa gli iniziativisti.
Nonostante l’ampio sostegno di cui gode l’Iniziativa per multinazionali responsabili nell’opinione pubblica, il Parlamento ha deciso di non dare seguito alle richieste dei promotori. Che chiedono responsabilità alle multinazionali svizzere per i danni arrecati in altre parti del mondo, all’ambiente o alla salute delle persone. Secondo i promotori, il controprogetto del Parlamento, che obbligherebbe le multinazionali come Glencore e Syngenta semplicemente a “riferire” di eventuali violazioni dei diritti umani o danni all’ambiente arrecati dalle aziende da loro controllate, equivarrebbe a chiedergli di “pubblicare un opuscolo patinato una volta all’anno”.
Dick Marty, fra i promotori dell’Iniziativa, ha in effetti commentato:
“Il controprogetto alibi non ha alcuna efficacia. Sappiamo tutti che proprio le grandi multinazionali con meno scrupoli pubblicano con grande piacere i loro opuscoli patinati. Solo quando le violazioni dei diritti umani avranno anche delle conseguenze e sarà fatto obbligo di assumersene la responsabilità, tutte le multinazionali si comporteranno in modo corretto”.
L’Iniziativa, che gode del sostegno di oltre 120 organizzazioni per i diritti umani, per la cooperazione internazionale, per l’ambiente, per lo sviluppo economico ed organizzazioni dei consumatori (fra le quali l’ACSI), delle principali organizzazioni ecclesiastiche, ma anche di 190 imprenditori e di un ampio comitato di esponenti politici dei partiti borghesi, verrà probabilmente sottoposta al voto popolare nel mese di novembre.