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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare nella legge federale sulle banche (LBCR) opportune disposizioni che consentano alle banche costituite nella forma di cooperativa di emettere buoni di partecipazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legislazione too big to fail (TBTF) non ha introdotto soltanto precetti per il rafforzamento dei mezzi propri delle banche, bensì anche particolari possibilità di finanziamento per le banche stesse. In particolare, per le banche costituite in forma di società cooperativa, che non possono aumentare i mezzi propri tramite il capitale di partecipazione, l'articolo 11 capoverso 2 della legge sulle banche prevede appositamente i cosiddetti prestiti con rinuncia al credito mirati alla creazione di capitale di terzi in sostituzione dei fondi propri. Conformemente alle disposizioni sui fondi propri, tali prestiti possono essere conteggiati, a seconda della loro natura, come fondi propri di base supplementari (AT1) o come fondi propri complementari (T2). Inoltre, in base alla legge sulla fusione, le società cooperative possono trasformarsi in società anonime e quindi creare capitale di partecipazione. A tale proposito, nel suo messaggio concernente una revisione del Codice delle obbligazioni (diritto della società a garanzia limitata; adeguamento del diritto della società anonima, della società cooperativa, del registro di commercio e delle ditte commerciali) il Consiglio federale ha già chiarito che qualora si intendesse creare una partecipazione al capitale di rischio della società senza conferire il diritto di voto, conviene scegliere la forma giuridica più consona della società anonima (FF 2002 2935). Alla luce di queste possibilità, con riguardo alla legislazione TBTF nell'ambito del diritto vigente non sussiste alcuna distorsione della concorrenza per le banche costituite in forma di società cooperativa, poiché esistono sufficienti alternative per rafforzare la base di capitale proprio.</p><p>Come citato nella mozione, in un procedimento intentato da una banca costituita in forma di società cooperativa, il Tribunale federale ha recentemente dichiarato inammissibile, ai sensi del diritto vigente, l'emissione di buoni di partecipazione da parte delle società cooperative (DTF 4A_363/2013 del 28.4.2014). L'analisi compiuta dal Tribunale federale sull'ordinamento giuridico a cui sono assoggettate le società cooperative rispetto alle società anonime mostra che le prime presentano rispetto alle seconde fondamentali differenze sia dal punto di vista patrimoniale che da quello dei diritti sociali, per cui nell'ambito delle società cooperative il capitale di partecipazione non è possibile.</p><p>Secondo le considerazioni del Tribunale federale, occorrerebbero particolari disposizioni per tutelare i partecipanti dall'abuso e dal trattamento arbitrario da parte dei soci nonché effettuare una revisione di fondo delle disposizioni del diritto della società cooperativa nel Codice delle obbligazioni. Questa opinione è già stata già essenzialmente condivisa nel proprio rapporto del 24 settembre 1993 (pag. 61) dal gruppo di riflessione "diritto societario", istituito dal Consiglio federale. Di conseguenza non sarebbe opportuno, tramite la mera modifica della legge sulle banche, consentire la creazione di capitale di partecipazione alle sole banche costituite in forma di società cooperativa di rilevanza sistemica.</p><p>Una modifica legislativa riguardante le possibilità di capitalizzazione dovrebbe dunque avvenire anche per le società cooperative non appartenenti al settore bancario e, pertanto, nell'ambito di una visione complessiva, attraverso una revisione del Codice delle obbligazioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.