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La procuratrice capo della Corte penale internazionale (Cpi), con sede all'Aja, Fatou Bensouda ha annunciato di avere aperto un'inchiesta "per crimini di guerra" nei territori palestinesi.
"Sono convinta che vi sia una base ragionevole per avviare un'indagine sulla situazione in Palestina ai sensi dell'articolo 53-1 dello Statuto", ha scritto. "In sintesi, sono convinta che crimini di guerra sono stati o vengono commessi in Cisgiordania, in particolare a Gerusalemme est, e nella Striscia di Gaza".
Immediata la reazione di Israele: la decisione costituisce "un giorno nero per la verità e la giustizia", ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo cui è "una decisione senza basi e oltraggiosa".
Una mossa che "ignora la storia e la verità quando sostiene che l'atto stesso che gli ebrei vivano nella loro patria ancestrale, la terra della Bibbia, sia un crimine di guerra". Netanyahu ha ribadito che "la Palestina non è mai stata uno Stato". "Non rimarremo in silenzio", ha concluso.
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