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L’ACSI, in collaborazione con i colleghi dell’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori (FRC e SKS), ha preteso e ottenuto da Swisscom una modifica della sua prassi sulla garanzia per alcuni prodotti Apple. Da questa primavera, Swisscom ha creato confusione chiedendo un pagamento per il secondo anno di garanzia. Secondo l’Alleanza, si tratta di una prassi illegale. Risultato: i clienti saranno rimborsati e la garanzia sarà di due anni per tutti, gratuitamente.
Il 6 ottobre scorso ACSI, FRC e SKS hanno intimato a Swisscom di modificare la sua prassi sulla garanzia di certi prodotti Apple (in particolare iPhone, IPad, Apple Watch e altri accessori Apple) e di rimborsare le persone che hanno pagato per un’estensione di garanzia. Molti consumatori dubbiosi sulla legalità della prassi di Swisscom, hanno contattato i servizi di consulenza di ACSI, FRC e SKS per denunciare di essere stati costretti a pagare 29 franchi per beneficiare della garanzia di due anni sul loro nuovo iPhone.
Quando si acquista un prodotto Apple, viene offerta gratuitamente una garanzia supplementare (detta contrattuale) di un anno, con possibile estensione a un secondo anno dietro pagamento di 29 franchi. Questa estensione è facoltativa. La legge obbliga il venditore, in questo caso Swisscom, a concedere una garanzia del venditore di due anni. Non è possibile ridurre questa garanzia. Per sottrarsi ai suoi obblighi legali, il venditore dovrebbe escludere espressamente la sua garanzia, cosa che non è avvenuta.
Dopo essere stata interpellata una prima volta quest’estate dall’Alleanza, Swisscom ha aggiornato il suo sito e la sua documentazione, riconoscendo un errore di formulazione. C’era in effetti una confusione fra la garanzia del venditore (due anni), e quella contrattuale (offerta gratuitamente da Apple per il primo anno). Queste misure si sono però dimostrate insufficienti. In seguito a controlli in incognito in 24 Swisscom Shop (2 dei quali in Ticino), l’Alleanza ha constatato che la netta maggioranza degli impiegati di Swisscom parlava di una garanzia di un anno. Solo nella Svizzera tedesca i due anni previsti dalla legge sono stati menzionati. Come se non bastasse, gli scontrini raccolti in Svizzera romanda e Ticino indicano effettivamente una garanzia di un anno per quei clienti che non si fossero lasciati convincere dai discorsi del venditore per fargli sottoscrivere l’inutile garanzia supplementare a pagamento.
Swisscom si difende affermando che all’origine del problema ci sarebbe proprio Apple che avrebbe imposto nuove condizioni questa primavera. In ogni caso, di fronte ai suoi clienti, Swisscom è tenuta ad offrire una garanzia di due anni e non può nascondere questo fatto per spingerli a sottoscrivere un’estensione di garanzia a pagamento.
Una cosa è certa: Swisscom si impegna ora a offrire i due anni di garanzia a tutti senza alcuna eccezione, anche se sullo scontrino di cassa figura un anno. Coloro che hanno pagato 29 franchi verranno rimborsati! Un bel successo per l’Alleanza: coloro che avessero stipulato un abbonamento, si vedranno automaticamente accreditato il montante in questione in una delle prossime fatture. Se così non fosse, l’ACSI invita i consumatori a reclamare tramite la nostra lettera modello.
In ogni caso, l’ACSI invita i consumatori a denunciare eventuali ulteriori casi in cui i collaboratori dei negozi non menzionino la garanzia di due anni prevista dalla legge, sia che questo avvenga presso Swisscom, sia che avvenga presso i suoi concorrenti. Ci sono stati segnalati casi anche riguardanti altri operatori, in particolare Salt.