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Accolta perlopiù favorevolmente l’agevolazione del risanamento aziendale
Il Consiglio federale prende atto dei risultati della consultazione
Comunicati, DFGP, 20.01.2010
Berna. La maggior parte dei partecipanti alla consultazione ha accolto con favore le proposte per agevolare il risanamento aziendale. Mercoledì il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della consultazione, incaricando il Dipartimento federale di giustizia e polizia di elaborare un messaggio sulla revisione parziale della LEF. Nonostante le critiche, il Consiglio federale intende mantenere la proposta secondo cui in caso di cessione aziendale i contratti di lavoro non devono essere automaticamente trasferiti. In compenso intende introdurre un obbligo generale di elaborare un piano sociale.
Molti partecipanti alla consultazione condividono il parere del Consiglio federale secondo cui, per quanto riguarda il risanamento aziendale, il diritto svizzero in materia di insolvenza è utile e appropriato e quindi non va sottoposto a revisione totale. Ciononostante, la proposta di revisione parziale della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) è stata accolta con favore dalla maggior parte dei partecipanti alla consultazione. Tuttavia, per motivi divergenti, due grandi partiti la respingono: l’UDC la ritiene inutile e non equa, mentre secondo il PS la revisione intacca in maniera inaccettabile gli interessi dei lavoratori.
Il diritto vigente non stabilisce chiaramente se in caso di cessione aziendale per insolvenza i contratti di lavoro siano trasferiti automaticamente. Per eliminare tale incertezza l’avamprogetto posto in consultazione esclude il trasferimento automatico. Il Consiglio federale intende confermare questa novità, in parte criticata, perché a suo parere costituisce un elemento importante di un diritto in materia di risanamento efficace.
In compenso intende introdurre nel Codice delle obbligazioni un obbligo generale di elaborare un piano sociale con cui stabilire misure atte a evitare o limitare i licenziamenti e mitigarne le conseguenze. Il nuovo obbligo di elaborare un piano sociale esplica i suoi effetti anche in caso di licenziamento di un gran numero di lavoratori al di fuori di una procedura d’insolvenza. Se la procedura d’insolvenza è già stata avviata, nella maggior parte dei casi l’elaborazione di un piano sociale sarebbe illusoria a causa dei mezzi finanziari carenti e tenderebbe piuttosto a ostacolare la ricerca di una soluzione. In tal caso, contrariamente a quanto propone l’avamprogetto, è previsto che i lavoratori usufruiscano di un diritto di essere consultati, affinché possano proporre agli organismi preposti alla procedura d’insolvenza misure per attenuare le conseguenze del licenziamento.
I pareri in merito all’introduzione della possibilità di liquidare con effetto immediato i rapporti obbligatori di durata (ad es. contratti di locazione o di leasing) sono controversi. È stato criticato soprattutto che in tal modo si interviene in modo incisivo in rapporti obbligatori esistenti e si creano incentivi per affidarsi a una procedura concordataria al fine di sciogliere contratti indesiderati. Il Consiglio federale intende mantenere la proposta dell’avamprogetto perché una rinuncia a questa novità renderebbe meno efficace l’intera revisione.
Inoltre, nonostante le critiche di alcune cerchie interessate, il Consiglio federale intende confermare l’abrogazione del diritto di ritenzione del locatore di locali commerciali. La proposta è stata in linea di massima accolta con favore e contribuisce anch’essa ad agevolare il risanamento aziendale. Infine, il Consiglio federale intende verificare se sia necessario – come più volte richiesto – un disciplinamento specifico per i prestiti di risanamento e se occorra mantenere il privilegio nel fallimento ai sensi della nuova legge sull’IVA.