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Per il governo è giustificata la richiesta di risarcimento dei clienti SSR che non ricevono i programmi in tutte le lingue nazionali.
L'irricevibilità via etere dei canali della televisione svizzerotedesca e romanda in Ticino e della Televisione svizzera di lingua italiana (TSI) a nord delle Alpi è «giustificata dal punto di vista politico»: questo il tenore della risposta del Consiglio federale ad un'interrogazione del deputato ticinese Meinrado Robbiani. Per attenuare i disagi, la Confederazione potrà imporre alla SSR di risarcire i clienti insoddisfatti.
Nel suo atto parlamentare del 12 dicembre 2001, il consigliere nazionale del PPD, riferendosi alla disattivazione dei ripetitori della seconda e terza rete della SRG SSR idée suisse (SSR) in vista dell'introduzione di una nuova tecnologia digitale, chiedeva al governo se il provvedimento fosse compatibile con la «promozione della coesione interna, la tutela del servizio pubblico e la parità di trattamento tra gli abitanti degli agglomerati e quelli delle vallate».
Entro la fine di giugno nelle diverse regioni del paese sarà possibile vedere unicamente i programmi della «propria» rete SSR. La società di radiotelevisione cesserà infatti di diffondere gli altri canali in vista dell'introduzione di una nuova tecnologia - Digital Video Broadcasting (DVB) - più efficace.
Nella sua risposta odierna, il Consiglio federale relativizza la dimensione degli inconvenienti affermando che saranno «al massimo 10 000» le economie domestiche toccate. Inoltre, scrive il governo, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) «imporrà alla SSR l'obbligo, in caso di richiesta fondata, di fornire un sostegno finanziario per l'acquisto di un impianto di ricezione satellitare (che permette di captare tutti i canali SSR)».
Sistema digitalizzato
«Vista la situazione, il Consiglio federale ritiene che, per ragioni legate alla politica dei media, sia necessario rinunciare temporaneamente alla diffusione terrestre degli altri programmi SSR e che ciò sia giustificato dal punto di vista politico», si legge nella risposta.
Il governo ricorda appunto che i disagi sono limitati nel tempo: non appena la rete televisiva digitale sarà messa a punto, la SSR potrà nuovamente diffondere tutti i suoi programmi ovunque nel paese.
Heinz Tschäppät, responsabile degli aspetti tecnici del progetto, ha affermato che è impossibile stabilire quando la nuova tecnologia sarà operativa e rinvia ad un documento del settore «Tecnica & Informatica» della SSR.
L'introduzione capillare in Svizzera del nuovo metodo di diffusione dovrà avvenire in modo coordinato con i paesi limitrofi: la Germania pianifica la fine dei lavori per il 2010, la Francia entro il 2012 e l'Italia, secondo una valutazione ancora provvisoria, entro il 2006, indica il documento. Il passggio dalla tecnologia analogica a quella numerica nella Confederazione potrebbe dunque essere realizzato in una decina d'anni.
swissinfo e agenzie