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Sembra un paradosso: il 2003, proclamato dall'ONU "Anno internazionale dell'acqua", ha avuto l'estate più torrida e asciutta mai registrata.
Ma proprio la siccità ha drammaticamente fatto riscoprire anche in Svizzera l'importanza dell'acqua - presentata in tutti i suoi aspetti con una serie di progetti e manifestazioni.
Anche in Svizzera, l'Anno internazionale dell'acqua è stato marcato da tutta una serie di avvenimenti. Sull'arco di tutto il 2003, un centinaio di città e comuni hanno proposto incontri, esposizioni itineranti e manifestazioni di vario genere per sensibilizzare gli svizzeri sulle varie problematiche legate all'acqua.
Tutte queste attività, unitamente alla quarantina di progetti lanciati dalle autorità federali, hanno suscitato grande interesse tra la popolazione.
Risorsa limitata
Da un sondaggio rappresentativo, effettuato per conto dell'Ufficio federale dell'ambiente, risulta che il 51% degli svizzeri si preoccupa del fatto che l’acqua è una risorsa limitata e, quindi, preziosa. Mentre il 50% ritiene che i corsi d’acqua e i laghi, con i relativi ecosistemi, debbano essere protetti.
Secondo un quinto degli interrogati, bisogna pure proteggere la popolazione dai pericoli causati dall’acqua e sostenere attivamente i progetti per un'equa distribuzione dell'acqua nel Terzo mondo.
Un bene da proteggere
Queste preoccupazioni, espresse dalla popolazione svizzera, sono largamente riprese nelle future priorità della politica idrica svizzera, che prevede innanzitutto di proteggere e utilizzare in modo sostenibile gli ecosistemi, non da ultimo per garantire l’approvvigionamento idrico.
Altri importanti obiettivi sono la lotta ai cosiddetti micro-inquinamenti da residui di pesticidi o farmaci, dalle conseguenze ancora sconosciute, e il contenimento dei pericoli naturali, come inondazioni, frane e cadute di massi.
Un diritto per tutti
Le autorità si propongono pure di far riconoscere l’accesso all’acqua quale diritto fondamentale dell’uomo: quasi un miliardo e mezzo di persone non ha accesso né ad acqua potabile né ad impianti sanitari.
E, non da ultimo, c'è pure l'impegno di promuovere l’approvvigionamento idrico per garantire la sicurezza alimentare, obiettivo di primaria importanza nell’ambito della lotta alla povertà.
Campagna riuscita
In conclusione, l'Anno internazionale dell'acqua ha fatto registrare un notevole successo in Svizzera.
Secondo il sondaggio dell'Ufficio dell'ambiente, l'interesse per la tematica è nettamente aumentato e lo svizzero medio ritiene che non la si debba archiviare, anzi: gli sforzi finora compiuti per la salvaguardia del bene prezioso devono essere continuati e incrementati.
swissinfo, Fabio Mariani
Fatti e cifre
Mondo: 1,4 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile né ad impianti sanitari.
Mondo: la carenza d'acqua potabile uccide ogni anno 4 milioni di persone.
Svizzera: il consumo medio d'acqua si aggira sui 400 litri al giorno per abitante.
Svizzera: ogni anno, i confederati bevono in media 106 litri d'acqua minerale a testa.
In breve
L'Anno internazionale dell'acqua è stato marcato, in Svizzera, da una campagna nazionale comune dell’Ufficio federale delle acque e della geologia (UFAEG), dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) e della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), con un proprio sito internet.
Inoltre, su tutto l'arco dell'anno, si sono svolte numerose manifestazioni, come i progetti «Scuola sull’acqua» e «Scuola sulle acque del lago Bodanico», accompagnate da un apposito sito Internet dedicato agli strumenti didattici.
Pure molto seguite dal pubblico le mostre itineranti, come «Acque sotterranee: un tesoro in viaggio» e «Circuito dell’acqua», allestite in una settantina di località della Svizzera.