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"Il Consiglio federale includerà i media nell'aiuto accordato all'economia?". È questa la domanda d'attacco dell'articolo pubblicato da letemps.ch ieri sera, che si interroga sul futuro degli organi d'informazione. Questione, che per il momento, rimane aperta.
Ieri, Simonetta Sommaruga, a capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e della comunicazione (Datec), non è riuscita a convincere i suoi colleghi ad accettare il pacchetto di aiuti ai media di circa 80 milioni di franchi.
Durante una prima discussione, i consiglieri federali non hanno raggiunto un accordo, che verrà deciso nei prossimi giorni.
Una situazione paradossale: da un lato i media non hanno mai avuto così tanta audience, dall'altro soffrono delle conseguenze della pandemia sull'economia.
Lo scorso 27 marzo, l'associazione tedesca degli editori (Schweizer Medien) ha suonato l'allarme; 'Le Temps' riporta le parole di Andreas Häuptli, segretario dell'associazione: "Un'ecatombe minaccia il paesaggio dei giornali se la crisi perdurasse. Bisogna agire velocemente, con creatività e volontà politica".
L'associazione ha stimato una perdita in pubblicità fino a 400 milioni di franchi, sino alla fine del 2020, in uno studio applicato su scala nazionale.
Gli editori non hanno perso tempo e in più occasioni si sono rivolti all'Ufficio federale della comunicazione (Ufcom) al fine di cercare delle soluzioni in queste ultime settimane. Secondo gli esperti, l'aiuto è urgente e lo spazio di manovra è esiguo, perciò il sostegno ai media è necessario abbia una base solida, ancorata o nella Costituzione, o in una legge.