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Per questo scopo, il governo chiede al parlamento di un nuovo protocollo della Convenzione europea sull'assistenza giudiziaria.
Per rafforzare e combattere efficacemente la criminalità internazionale, la Svizzera deve aderire al secondo protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea sull'assistenza giudiziaria in materia penale. Ne è convinto il Consiglio federale, che ha approvato il testo e invitato il parlamento a firmarlo.
In un comunicato, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) precisa che il secondo protocollo non modifica l'essenza della Convenzione, ma ne agevola l'applicazione adeguandola «alle necessità della prassi attuale». Si tratta in pratica di adattare «gli strumenti di assistenza giudiziaria alle nuove condizioni politiche, sociali e tecnologiche», si spiega nella nota.
Le disposizioni del protocollo in questione riprendono quelle della Convenzione europea del 29 maggio 2000 sull'assistenza giudiziaria e della Convenzione d'applicazione del 19 giugno 1990 dell'accordo di Schengen, ricorda il DFGP. Sono tuttavia eccettuate quelle riguardanti la fiscalità, ha puntualizzato il capo della sezione dei trattati internazionali all'Ufficio federale della giustizia, Mario Affentranger.
Vengono invece riprese dalla Convenzione le disposizioni riguardanti «l'audizione mediante videoconferenza o conferenza telefonica, lo scambio spontaneo di informazioni, la restituzione dei proventi di reato, il trasferimento temporaneo di detenuti alla parte richiesta, l'osservazione, la consegna controllata, l'indagine mascherata, le squadre investigative comuni, nonché la responsabilità penale e civile dei funzionari».
Il secondo protocollo aggiuntivo è stato depositato l'8 novembre 2001 per la firma.
swissinfo e agenzie