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Avvennero tra il 1474 e il 1477 e videro opposti la
Confederazione degli otto cantoni e il duca borgognone Carlo il Temerario. Si tratta delle
Guerre di Borgogna e videro muoversi
Berna (con mire espansionistiche verso occidente) contro il Vaud e, dunque, contro casa Savoia; la Borgogna (con altrettanti interessi espansionistici) si schierò chiaramente con il proprio alleato, iniziando così i primi scontri. I dissidi presero il via nella primavera e nell'autunno del 1475, quando Berna e Friburgo, appoggiate da Lucerna, decisero di inviare bande armate contro il Paese di Vaud, appartenente in gran parte appunto alla Savoia, alleata a sua volta di
Carlo il Temerario di Borgogna. In poco tempo le milizie irregolari conquistano sedici città e quarantatré fortezze, mentre gli altri Cantoni confederati disapprovarono tale azione e, nell'estate dello stesso anno, arrivarono persino a stringere un'alleanza particolare di breve termine contro Berna. I bernesi, tuttavia, difesero la loro posizione affermando di essere entrati in guerra contro la Savoia (e di conseguenza contro la Borgogna) solo in virtù del loro dovere di soccorso nei confronti degli altri partecipanti.
Banderuola Borgognona, un’insegna catturata dagli svizzeri.
L’inizio della guerra fu preceduto da una serie di vicende che portarono in seguito ad un coinvolgimento della Confederazione degli otto cantoni nella politica europea, a partire dal 1468, quando il duca austriaco Sigismondo d’ Asburgo avviò la ricerca di un potente alleato e protettore, per meglio difendersi dai Confederati. Quando il re di Francia Luigi XI rifiutò, Sigismondo si rivolse al suo rivale, il duca di Borgogna Carlo il Temerario, che promise il suo aiuto ottenendo quale contropartita i possedimenti dell’Austria anteriore in Alsazia, con il trattato di Saint-Omer (1469). Così facendo il
ducato di Borgogna divenne vicino diretto della Confederazione, con la quale aveva intrattenuto fino ad allora relazioni di cordiale distanza.
Ducato e Contea di Borgogna, XIV secolo.
Il ducato di Borgogna venne menzionato per la prima volta nel 1075 con il nome di
ducatus Burgundiae e comprendeva il territorio consolidato attorno ad un nucleo che comprendeva i castelli di Digione, Beaune, Autun, Avallon, Semur e Châtillon-sur-Seine. Il matrimonio di Filippo l'Ardito con Margherita, erede della casa di Fiandra (1369), rappresentò l'inizio di un vasto sviluppo territoriale che condusse alla formazione di un "interregno" fra il Sacro Romano Impero e la Francia; re Luigi XI riunì poi alla corona il vero e proprio ducato di Borgogna come feudo vacante, mentre la maggior parte dei possedimenti dei Valois di Borgogna passò agli Asburgo. Inizialmente le relazioni tra la Confederazione e in particolare la città di Berna -che ne determinava la politica occidentale- e il ducato dei Valois furono serene e contraddistinte sul piano economico dall'importazione del sale dalla Franca Contea. La crociata proposta dalla corte borgognona alla caduta di Costantinopoli nel 1453 destò però interesse anche nella Confederazione; nel 1466 Berna rifiutò poi una proposta di alleanza di Carlo il Temerario, schierandosi a favore di un semplice patto di amicizia con il ducato (al quale nel maggio del 1467 aderirono tuttavia soltanto Zurigo, Friburgo e Soletta) che garantiva la reciproca neutralità e prevedeva per i cantoni confederati facilitazioni negli scambi commerciali. La svolta decisiva si ebbe appunto nel 1469 con il trattato di Saint-Omer tra Carlo il Temerario e Sigismondo d'Austria: ricevendo in pegno dall'Austria l'Alsazia e i domini dell'alto Reno, il ducato di Borgogna divenne un vicino diretto della Confederazione. A ovest Berna, Friburgo, Soletta e Basilea si sentirono sempre più minacciate dalla politica borgognona nei confronti della Savoia e dunque il Paese di Vaud con Ginevra, come pure dal progressivo inserimento nella sfera d'influenza borgognona di numerosi signori confinanti. Nonostante ciò, Carlo il Temerario voleva mantenere la pace con i Confederati e non mosse loro guerra su ordine dell'Austria, motivo per cui a fine luglio del 1474 il duca austriaco si accordò a Costanza con degli inviati confederati per un progetto che ponesse fine alle annose ostilità tra gli Asburgo e i Confederati. Luigi XI, avversario di Carlo, fu designato da entrambe le parti quale arbitro per risolvere le questioni controverse; il trattato, chiamato in seguito
Pace Perpetua(1474), venne ratificato il 2 gennaio 1475. Ancora a Costanza, gli otto cantoni confederati, Soletta e le quattro città imperiali del Reno superiore (Strasburgo, Basilea, Colmar e Schlettstadt) stabilirono un'alleanza decennale con i vescovi di Strasburgo e Basilea nel marzo dello stesso anno; in seguito, le città imperiali alsaziane aiutarono il duca a liberare i territori dati in pegno alla Borgogna.
Ritratto di Carlo il Temerario, inciso da Nicolas de Larmessin da un’immagine di Jan van Eyck, Parigi, 1680.
- Francesco Cerea
Carlo il Temerario, impegnato nell'assedio della cittadina basso renana di Neuss (presso Düsseldorf) dall'agosto del 1474 al giugno del 1475, continuava in realtà a volere mantenere la pace con i Confederati. Intanto però a Berna, il partito di Niklaus von Diesbach ebbe il sopravvento sui moderati di Adrian I von Bubenberg; a seguito di questi sviluppi Berna e Friburgo, appoggiati da Lucerna, inviarono nella primavera e nell'autunno del 1475 bande armate contro il Paese di Vaud; in breve tempo le milizie irregolari conquistarono 16 città e 43 fortezze e la popolazione dovette giurare sudditanza ai nuovi signori. Gli altri cantoni confederati disapprovarono tale azione, arrivando nell'estate del 1475 perfino a stringere un'alleanza particolare e di breve termine contro Berna, che continuava la sua devastante avanzata verso ovest. Parallelamente alla campagna di autunno nel Paese di Vaud, e dopo aver sconfitto le truppe savoiarde nella battaglia di Planta presso Conthey nel novembre del 1475, gli alto-Vallesani sulla base del trattato perpetuo di comborghesia con Berna avvenuto nel settembre precedente, conquistarono il basso Vallese savoiardo fino alla gola di Saint-Maurice, avvalendosi dell'aiuto di mercenari della regione di Saanen, del Simmental, di Friburgo e Soletta. Il basso Vallese fu da allora sottoposto alla signoria del vescovo di Sion e alle sette decanie dell'alto Vallese.
Battaglia di Grandson, 2 marzo 1476.
All'inizio del 1476 il duca borgognone scese in campo contro Friburgo e Berna per rispondere alle spedizioni vodesi, soccorso all’ultimo momento anche dai suoi alleati confederati e alsaziani. Carlo il Temerario, dopo avere assediato
Grandson, fu costretto alla fuga nella
Battaglia di Grandson, avvenuta il 2 marzo del 1476, abbandonando per altro anche l’intero bottino. Allo stesso modo, il tentativo di rivincita con l'assedio di Morat si concluse con un fallimento: il suo esercito mercenario fu annientato nella
Battaglia di Morat del giugno 1476; il terzo tentativo, infine, gli costò persino la vita, dopo la
Battaglia di Nancy nel gennaio dell’anno successivo, in cui i Confederati corsero in aiuto del duca di Lorena, loro alleato.
La battaglia di Grandson in una incisione del XIX secolo.
- Francesco Cerea
Le guerre di Borgogna costituirono dunque un punto di svolta tanto nella storia elvetica, quanto in quella europea, infatti con la caduta del regno borgognone si aprì la strada alla dualità del potere tra Francia e Impero, favorendo l'affermazione della supremazia degli Asburgo in Europa e consolidando la posizione della monarchia francese; ciò permise poi alla Confederazione, anche se per breve tempo, di assurgere a potenza militare continentale. Guerre che sono poi state oggetto di una nuova lettura, grazie a Karl Bittmann che fu il primo a confutare, nella sua opera incompiuta del 1964, le posizioni precedenti: sulla base di atti e documenti dell'epoca, poté dimostrare come Berna avesse mosso guerra contro Carlo il Temerario sotto la guida di Niklaus von Diesbach, e con Berna anche Strasburgo e Basilea. Recentemente si è poi anche dimostrato come durante la propaganda bellica le città avessero rappresentato il duca borgognone quale "cattivo turco di Borgogna", dunque quale omologo occidentale del sultano turco Mehmed II. L'impresa contro Carlo il Temerario poté pertanto essere giustificata come crociata laica nel nome della "nazione tedesca", dando così, almeno in apparenza, soddisfazione all'imperatore che desiderava una partecipazione al conflitto contro gli Ottomani e fu per questa ragione che le truppe antiborgognone indossarono croci bianche. Le città confederate e del Reno superiore poterono dunque risolvere il problema della cosiddetta "imposta del turco", così come fecero le altre città imperiali, che passarono davanti a Neuss per lottare contro il "turco in occidente".
Dal punto di vista delle ripercussioni, indubbiamente le guerre di Borgogna incisero pesantemente sulla struttura sociale confederale: le vittorie di Grandson e Morat spinsero i principi europei ad assicurarsi i Confederati. Arruolatori e mercenari che percepivano una pensione, divennero così delle figure abituali nella politica svizzera, tanto che molti servi abbandonarono i loro padroni e tentarono la sorte quali soldati di ventura. I successi delle città belligeranti mutarono anche l'equilibrio di forze fra cantoni cittadini e rurali: Friburgo, a cui la Savoia rinunciò definitivamente nel 1477, e Soletta avevano partecipato alle guerre di Borgogna e speravano pertanto di venire integrati nella Confederazione. Tuttavia, contro la supremazia cittadina si ribellarono i cantoni della Svizzera centrale e, in diverse insurrezioni, si espresse lo scontento verso la politica delle città (spedizione della Folle vita). Una crisi che si aggravò nel maggio del 1477 a causa della rinuncia della duchessa Iolanda di Savoia ai propri diritti su Friburgo, che dunque ottenne l'immediatezza imperiale. Nel 1481, in occasione della convenzione di Stans, Friburgo poté così aderire alla Confederazione grazie al sostegno di Berna e nonostante l'opposizione dei cantoni rurali; non ottenne però i medesimi diritti dei cantoni più vecchi: non poteva concludere alleanze senza l'assenso dei Confederati e non beneficiava in maniera incondizionata del loro sostegno militare nel caso in cui fosse stato attaccato (da notare che pure Soletta venne ammessa alle medesime condizioni).
Tavola proveniente dalla Amtliche Luzerner Chronik del 1513, di Diebold Schilling il Giovane. In alto: Heini Amgrund si reca da Nicolao della Flüe. In basso: Amgrund torna alla Dieta di Stans con il messaggio di Nicolao, che mette d'accordo i delegati e salva la Svizzera da una guerra civile. Amgrund è mostrato mentre blocca un balivo che vuole correre a dare la buona notizia.