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Testo depositato
La società Emmi vuole investire 40 milioni di franchi in un caseificio nel Wisconsin, Stati Uniti, per produrre un formaggio che dovrebbe venir chiamato "Gruyère".
Questo progetto è contrario agli interessi dei produttori svizzeri di Gruyère e della Confederazione, poiché Emmi beneficia del sostegno per il latte trasformato in formaggio nonché di quello per la promozione dei formaggi svizzeri all'estero.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Questo progetto non è in contraddizione con la strategia della qualità votata dal Parlamento?
2. Quali misure può adottare il Consiglio federale in tempi brevi contro tale progetto?
3. Il Consiglio federale introdurrà in tempi brevi disposizioni complementari per proteggere tutti i produttori di DOP e IGP registrate secondo le disposizioni legali vigenti?
Risposta del Consiglio federale del 15.08.2012
La Confederazione disapprova qualsiasi impiego della denominazione di origine protetta (DOP) "Gruyère" per prodotti non conformi all'elenco degli obblighi, sia in Svizzera che all'estero. L'utilizzo del termine "Gruyère" per un formaggio prodotto negli Stati Uniti rappresenta una minaccia per la reputazione del prodotto originale e per il suo posizionamento sui mercati esteri e non può che nuocere a tutta la filiera, Emmi compresa, essendo anch'essa attiva nella commercializzazione della DOP "Gruyère". Inoltre, commercializzando negli Stati Uniti due prodotti molto diversi con la medesima designazione, Emmi agisce come se la denominazione "Gruyère" fosse generica in tale Paese, affievolendo considerevolmente qualsiasi tentativo di ottenere una protezione della denominazione "Gruyère" negli Stati Uniti e in altre regioni del mondo.
La Confederazione deplora questa situazione poiché si scontra con gli sforzi profusi dalla Svizzera in vista di proteggere, a livello internazionale, le indicazioni geografiche (IG è il termine che ingloba le DOP e le IGP), segnatamente il Gruyère. In effetti la Svizzera difende strenuamente le IG in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Si è altresì impegnata molto per la protezione del Gruyère svizzero sul territorio dell'UE. Tale protezione è nel frattempo garantita dall'accordo sulla protezione delle DOP e delle IGP concluso con l'UE nel 2011. In generale, la Svizzera fa tutto il possibile per concludere accordi con Paesi terzi in materia di IG, com'è stato il caso recentemente con la Russia.
1. L'usurpazione delle DOP e delle IGP non è soltanto in contraddizione con la strategia della qualità e il posizionamento dei prodotti svizzeri sui mercati d'esportazione, bensì indebolisce la posizione della Svizzera nel quadro dei suoi negoziati sulle IG con Paesi terzi.
2. Secondo il principio di territorialità, il diritto svizzero non è applicabile all'estero. Tuttavia, la promozione delle DOP e delle IGP è cofinanziata dalla Confederazione attraverso la promozione delle vendite. Pertanto, indirettamente sarebbe il caso di esaminare se la Confederazione potrebbe ridurre o negare gli aiuti finanziari (in Svizzera e all'estero) alle persone che non rispettano le DOP e le IGP.
3. L'accordo TRIPS (accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio) protegge le IG a livello mondiale. Secondo il principio di territorialità, la questione della protezione di un'IG è valutata da ciascun membro dell'OMC. Un membro può tuttavia accordare una protezione specifica alle IG di un Paese terzo seguendo la via bilaterale, come fa appunto la Svizzera. A questo proposito, il 1° settembre 2011 è entrato in vigore un accordo tra la Svizzera e la Russia concernente le IG di tutti i prodotti. Il 1° dicembre 2011 è entrato in vigore l'accordo concluso con l'UE, completando così gli allegati 7 (vino) e 8 (bevande spiritose) dell'Accordo agricolo. La Svizzera rivendica sistematicamente una protezione delle sue IG nel quadro dei negoziati di libero scambio ed è sempre interessata a concludere con altri partner accordi riguardanti in maniera specifica le IG.
Anche nella legge sull'agricoltura (RS 910.1; art. 16b) è stata integrata una disposizione sulla difesa delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche sul piano internazionale. In virtù di tale disposizione, la Confederazione sostiene le interprofessioni in questo ambito e può assumersi una parte delle spese procedurali delle filiere.
Inoltre, il progetto Swissness (messaggio del 18 novembre 2009 concernente la modifica della legge sulla protezione dei marchi e una legge federale sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici) propone, tra le altre cose, la creazione del cosiddetto marchio geografico per le IG protette in Svizzera. Questo strumento potrebbe rendere più semplice ottenere la protezione per determinate IG in Paesi nei quali esse sono protette tramite marchi.
Le basi legali esistenti e previste sono pertanto sufficienti e potrebbero al massimo essere completate in maniera indiretta nel quadro della promozione delle vendite.