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Malgrado tutti gli sforzi che stiamo compiendo da anni qui a Berna in Parlamento per promuovere il plurilinguismo, oggi il Consiglio federale risponde picche alla mia protesta volta a fare revocare la decisione del Fondo nazionale della ricerca FNR (presieduto da un Ticinese!) di imporre l’inglese quale lingua di ricerca in scienze politiche e necessaria per la sottomissione di progetti di ricerca.
Non avrei eccepito per le scienze naturali o esatte, ma affermare, come fa il Consiglio federale, che “i progetti del FNR non hanno la vocazione di risolvere problemi specifici di uno specifico contesto elvetico o di sviluppare un discorso in relazione diretta con la politica attuale della Svizzera”, mi pare non solo pretestuoso ma anche difficilmente spiegale alla popolazione che finanzia, con le proprie imposte, il FNR. A chi dovrebbe servire la ricerca in scienze politiche? Solo ai desideri di carriera accademica di chi la compie? Insomma, una risposta che l’ascia dell’amaro in bocca.
Ricordo che al proposito è in corso anche una petizione http://languefns.wesign.it/fr che sarebbe bene segnalare agli utenti dei portali online.
Testo depositato
Il Fondo nazionale di ricerca svizzero (FNRS), finanziato dai contribuenti svizzeri, ha annunciato di voler imporre la lingua inglese per le richieste di finanziamento di progetti di ricerca in scienze politiche. Sembra che sia difficile trovare esperti di scienze politiche che conoscono le lingue nazionali.
– Condivide il Consiglio federale questa motivazione?
– Come valuta il Consiglio federale la decisione, ritenuto che il plurilinguismo è elemento strategico, proprio in politica?
– Intende agire il Consiglio federale e in tal caso come?