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TALLINN - Sarebbero emerse delle nuove informazioni «significative» sul disastro del traghetto MS Estonia, affondato nel mar Baltico nel 1994, che ha causato la morte di 852 persone.
Svezia, Finlandia ed Estonia starebbero ora pensando di valutare congiuntamente le nuove informazioni sull'incidente, uno dei disastri europei più ampi e più tragici, a livello marittimo, in tempo di pace.
Il tutto è nato da un documentario televisivo trasmesso in Estonia in concomitanza con il 26° anniversario dell'affondamento della MS Estonia, nel quale è possibile vedere delle immagini del relitto (filmate da un robot subacqueo), che mostrano una buca di 4 metri su un lato dello scafo.
Tutto normale? No. Il problema sorge perché nelle conclusioni finali del rapporto sull'incidente, stilato nel 1997, si concludeva che il traghetto era affondato a causa del guasto di alcune serrature delle porte di prua, dannegiatesi durante una tempesta. Nel rapporto non era contemplata la teoria di un buco nello scafo, anzi, era respinta categoricamente, nonostante ci siano state diverse speculazioni, in passato, su una possibile esplosione a bordo del traghetto.
«Non si può escludere che il buco abbia avuto un ruolo importante nel processo di affondamento», ha spiegato nel documentario Jørgen Amdahl, professore di tecnologia marina a Trondheim, come riporta il Guardian.
Margus Kurm invece, ex capo del gruppo investigativo del governo estone, ha dichiarato in un'intervista che la nave potrebbe essere affondata dopo una collisione con un sottomarino. Infatti, considerando la posizione del buco, e considerando che nessuno abbia mai menzionato un'altra nave nelle vicinanze, «la causa più probabile è una collisione con un sottomarino», ha detto Kurm alla TV locale.
I Ministri degli Esteri di Svezia, Finlandia ed Estonia hanno dichiarato che la verifica delle nuove informazioni presentate nel documentario sarà effettuata in conformità e nel pieno rispetto di un accordo del 1995 adibito a proteggere il relitto come luogo di riposo finale per le vittime del disastro. Infatti, sono tuttora sepolti nel traghetto 758 corpi, appoggiati sul fondale marino a 80 metri sotto la superficie.
Il relitto è considerato un cimitero, il che gli conferisce una protezione legale, e l'accordo criminalizza le attività che lo profanano. Tuttavia, la guardia costiera non può fermare del tutto le operazioni d'immersione, perché il relitto si trova in acque internazionali.
Sarebbero emerse delle nuove informazioni «significative» sul disastro del traghetto MS Estonia, affondato nel mar Baltico nel 1994, che ha causato la morte di 852 persone.