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Mandato del Consiglio federale per una preconsultazione su un sistema di incentivazione dell’energia
Berna, 04.09.2013 - In occasione della sua seduta odierna il Consiglio federale ha preso conoscenza del rapporto sul passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione nel settore dell’energia e ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di avviare una preconsultazione in merito. Il rapporto tratta le questioni in sospeso relative all’impostazione della fase di transizione e all’introduzione di un sistema di incentivazione. Esso presenta due varianti che illustrano come potrebbe essere compiuto un primo passo in direzione di un sistema di incentivazione, ossia come potrebbe essere impostato un vero e proprio sistema di incentivazione. Un sistema di incentivazione permetterebbe di raggiungere gli obiettivi energetici e climatici a costi economici più bassi rispetto alle misure di incentivazione e regolamentazione. Il rapporto deve ora essere sottoposto per parere alle cerchie interessate.
Nel quadro della Strategia energetica 2050, il Consiglio federale aveva già deciso di elaborare una seconda fase che a partire dal 2021 prevede di sostituire gradualmente il sistema di promozione con un sistema di incentivazione. Il 28 settembre 2012 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di concretizzare una riforma fiscale ecologica quale possibile impostazione per questo sistema di incentivazione. Il rapporto, elaborato tra l'altro con gli Uffici competenti del DATEC, compendia i risultati di questi lavori.
Varianti di un sistema di incentivazione
Le due varianti presentate nel rapporto illustrano l'ampio spettro dei possibili sistemi di incentivazione, che va da un aumento modesto di singole tasse di incentivazione a una riforma fiscale orientata all'ecologia. La prima variante si fonda sugli strumenti attualmente disponibili. La tassa sul CO2 rimane limitata ai combustibili. Quale sviluppo ulteriore dell'attuale supplemento rete, viene introdotta una tassa sul consumo. Le tasse vengono aumentate gradualmente, l'onere fiscale rimane nel complesso modesto e si rinuncia a un'imposizione dei carburanti. Di conseguenza, l'effetto di incentivazione non risulta sufficientemente elevato per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici. Al fine di garantire il raggiungimento di tali obiettivi, bisognerebbe mantenere almeno in parte le esistenti misure di regolamentazione e promozione previste. La parte dei proventi non utilizzata per la promozione è ridistribuita alla popolazione e all'economia.
Nella seconda variante l'attuale tassa sul CO2 applicata ai combustibili viene estesa anche ai carburanti e, analogamente alla prima variante, viene introdotta una tassa sul consumo di energia elettrica. Le aliquote della tassa sono più elevate rispetto a quelle previste nella prima variante. La tassa sul consumo di energia elettrica e la tassa sul CO2 possono essere riunite in un'unica tassa oppure, analogamente alla prima variante, mantenute separatamente. Dato che nella seconda variante le aliquote della tassa sono più elevate rispetto a quelle della prima variante, le misure di promozione possono essere costantemente ridotte. In una prima fase, la seconda variante è concepita come una mera tassa di incentivazione, i cui proventi vengono ridistribuiti alle economie domestiche private e alle imprese. Con l'aumentare delle aliquote della tassa, i proventi possono essere utilizzati anche per ridurre le imposte e le tasse esistenti.
Nella prima variante il raggiungimento degli obiettivi continua a essere garantito con misure di promozione e di regolamentazione, mentre la quota destinata all'incentivazione è modesta. Dal punto di vista dell'efficienza la seconda variante, che prevede riduzioni di imposte e tasse, rappresenta pertanto a medio e lungo termine la soluzione migliore per impostare un sistema di incentivazione definitivo.
Impostazione del sistema di incentivazione
Nella riscossione della tassa sull'energia si discute tra l'altro se, oltre all'energia elettrica e ai combustibili, occorra tassare anche i carburanti. Per quanto riguarda l'energia elettrica si pone inoltre la questione in quale misura quest'ultima possa essere tassata in modo differenziato in base al tipo di produzione, al fine di rafforzare le energie rinnovabili.
Grazie a un'utilizzazione adeguata dei proventi, la tassa sull'energia non dovrebbe incidere sulle finanze pubbliche e per quanto possibile nemmeno sulle aliquote fiscali, per cui lo Stato non dovrebbe disporre di maggiori mezzi rispetto a quelli che disporrebbe senza la tassa sull'energia. Di conseguenza, l'onere fiscale delle economie domestiche e delle imprese non dovrebbe nel complesso aumentare. Nel contempo, i proventi dovrebbero essere utilizzati in modo che la tassa sull'energia non gravi maggiormente le economie domestiche con un reddito basso rispetto a quelle con un reddito elevato. Per poter soddisfare questa esigenza si propone di ridistribuire almeno una parte dei proventi alle economie domestiche e alle imprese. Questa ridistribuzione può avvenire analogamente all'attuale sistema (per il tramite delle casse malati e in funzione della massa salariale AVS) o mediante crediti fiscali. Nella seconda variante possono essere previste anche riduzioni di imposte e tasse nel momento in cui i proventi della tassa sull'energia raggiungono un determinato importo. Secondo studi economici queste riduzioni conseguono risultati migliori in ordine ai loro effetti sulla crescita economica rispetto all'attuale sistema di ridistribuzione della tassa sul CO2.
È necessario evitare ripercussioni negative sulla competitività internazionale delle imprese. A questo scopo si propongono diverse misure di attenuazione per le imprese con un elevato consumo energetico e un'elevata emissione di gas serra.
Ulteriore modo di procedere
Il DFF svolge sino alla fine del 2013 presso i Cantoni, i partiti politici, le associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, nonché presso le associazioni mantello nazionali dell'economia e altri ambienti interessati una prima consultazione scritta. Nel primo trimestre del 2014 informerà il Consiglio federale sui risultati della presente preconsultazione e proporrà varianti per l'ulteriore modo di procedere. Sulla base di una decisione di principio del Consiglio federale sull'indirizzo del progetto, verrà successivamente elaborato un progetto da porre in consultazione. Al riguardo verranno effettuati ulteriori chiarimenti dettagliati.
Indirizzo cui rivolgere domande
Serge Gaillard, direttore dell’Amministrazione federale
delle finanze (AFF), tel. 031 322 60 05
Martin Baur, capo Analisi economica e consulenza, Amministrazione federale delle finanze (AFF),
tel. 031 32 26172
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