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Locarnese
Gli organi del cuoco morto a Vira salveranno cinque persone
Era salito da Arbus (Sardegna) fino in Svizzera pur di trovare un lavoro, come cuoco. Ma è...
Era salito da Arbus (Sardegna) fino in Svizzera pur di trovare un lavoro, come cuoco. Ma è rimasto ucciso dopo un incidente in sella alla sua moto, avvenuto nella prima serata di mercoledì. Ora la moglie del 45enne - e madre di un ragazzo di 15 anni - ha autorizzato la donazione degli organi: cuore, reni, pancreas e fegato dell'uomo consentiranno a cinque persone di continuare a vivere.
"Così è come se non se ne fosse mai andato", ha dichiarato al quotidiano 'L'Unione Sarda' la sorella Paola. Patrizia, l'altra sorella, ha aggiunto: "Difficile descrivere il momento in cui abbiamo visto decollare l'aereo con i suoi organi: pensare che una parte di lui continuerà a vivere nel corpo di qualcun altro mi riempie di speranza e di sollievo, e mi fa credere che le persone che abbiamo amato non ci lasciano mai per davvero. Per questo diciamo: fate un gesto d'amore e donate gli organi".
Il cuoco - residente a Varese - è deceduto sabato, dopo alcuni giorni trascorsi in fin di vita a causa di un violento incidente avvenuto il mercoledì precedente. L'uomo circolava sulla strada cantonale in direzione di Magadino. Stando ad una prima ricostruzione e per cause che l'inchiesta di polizia dovrà stabilire, ha dapprima frenato per evitare di tamponare una vettura ferma in colonna. Successivamente, a seguito della sbandata, è andato a cozzare anteriormente contro la stessa vettura, per poi essere sbalzato sulla corsia opposta dove ha urtato la fiancata di un veicolo che giungeva in senso inverso. A causa di questo secondo urto è caduto a terra, dove è stato investito da un terzo veicolo che giungeva anch'esso in direzione opposta.
Locarno, false fatturazioni: viceprimario a processo
C’era stato un accordo, fra l’ex viceprimario di chirurgia della Carità di Locarno e l’Ente ospedaliero cantonale. Prevedeva che il medico si dimettesse,...
C’era stato un accordo, fra l’ex viceprimario di chirurgia della Carità di Locarno e l’Ente ospedaliero cantonale. Prevedeva che il medico si dimettesse, rinunciasse al posto di primario al quale aspirava visto l’imminente pensionamento del superiore in carica, e che lasciasse il Ticino per cercare qualcos’altro fuori cantone. In cambio, l’Eoc «non avrebbe fatto trapelare informazioni alla stampa» (secondo la formulazione del giudice Mauro Ermani).
Il singolare antefatto è emerso ieri mattina durante il processo per truffa qualificata (consumata e tentata) e ripetuta falsità in documenti a carico del professionista, autore di 83 fatturazioni su cui figurava il suo nome come chirurgo operativo – anche se non lo era stato – per favorire finanziariamente i due giovani capiclinica del suo team che si “ammazzavano” di ore di lavoro (non retribuite) e, in sala operatoria, svolgevano impeccabilmente il suo stesso lavoro ma sarebbero stati pagati meno in quanto non ancora in possesso della certificazione Fmh.
Eppure, nonostante l’accordo e il risarcimento del dovuto, le informazioni alla stampa erano arrivate ugualmente. E proprio su quella base era scattata l’inchiesta penale – perciò definita «un po’ anomala» da Ermani – condotta dal sostituto procuratore generale Andrea Pagani; magistrato che a carico di tutti gli altri inchiestati (i due capiclinica e 3 impiegate amministrative) ha già pronunciato dei decreti di abbandono. Stessa sorte sarebbe dovuta toccare all’imputato, secondo i suoi difensori Francesca Nicora e Marco Broggini.
Quest’ultimo ha infatti più volte ribadito, in arringa, che un procedimento penale in un caso simile non si giustifica. «La premessa è che lo stesso Eoc si era ben guardato dal voler avviare un procedimento. Poi va detto che gli unici ad aver incassato qualcosa sono i due capiclinica, e sono stati prosciolti alla grande. Il nostro cliente aveva inoltre un movente nobile e sapeva che Oltralpe quella prassi è quasi una regola. Se sono ravvisabili dei reati, sono di una gravità meno che minima perché il danno è inesistente (al limite parliamo di 9’300 franchi di prestazioni per pazienti autopaganti) e comunque il medico ha già da tempo risarcito e ammesso la sue colpe. In più, è stato messo alla gogna mediatica per un’intera estate». Quindi, per la difesa, «il procedimento va abbandonato» e il medico «va esentato da ogni pena». Questo considerando inoltre, come fatto presente da Nicora, che il chirurgo «sui referti operatori non aveva mai omesso di indicare chi era il vero autore degli interventi».
Specializzandi sotto pressione
Di tutt’altro avviso il fronte accusatorio, costituito da Pagani e dall’avvocato Mario Molo, legale di Eoc. Il primo ha riconosciuto che l’agire dell’imputato non era finalizzato all’arricchimento personale. Tuttavia, spiegando nel dettaglio il complesso sistema di fatturazione in vigore all’Eoc e le modalità utilizzate dal chirurgo per favorire i due assistenti, è giunto alla conclusione che gli estremi per la truffa e la falsità in documenti ci siano tutti e siano tali da giustificare una pena pecuniaria di 300 aliquote giornaliere da 350 franchi, sospesa per due anni. L’avvocato Molo ha sottolineato che «la truffa si prefigura anche solo se il patrimonio del truffato viene messo in pericolo».
Significative, infine, le parole dell’imputato in chiusura di dibattimento. Il chirurgo si è detto «rattristato da quanto successo e anche per aver fatto soffrire la mia famiglia durante il periodo formativo, con le mie assenze. Ciò che è successo a me capita tuttora a chi si forma. Come primario di chirurgia avrei cambiato le cose. Il procedimento è stato strumentalizzato. Il problema vero è che non si riesce a vedere oltre e a rendere merito ai giovani medici che giornalmente danno anima e cuore per il loro lavoro». La sentenza è attesa non prima della prossima setti
Monte Verità, il futuro è garantito
Un aumento di capitale di un milione di franchi, un contributo di mezzo milione per copertura del deficit e un prestito senza interessi di otto milioni per risanare gli stabili (...
Un aumento di capitale di un milione di franchi, un contributo di mezzo milione per copertura del deficit e un prestito senza interessi di otto milioni per risanare gli stabili (mantenere le tre stelle nel celebre albergo Bauhaus). È l’impegno del Cantone per risanare la situazione finanziaria della Fondazione Monte Verità e garantire il futuro delle attività alberghiere, museali e seminariali. Ieri il Gran consiglio ha approvato questa strategia, non senza raccomandazioni – raggiungere il pareggio dei conti in breve tempo per non creare nuovi deficit – e consigli – coinvolgere maggiormente i privati – all’indirizzo del Consiglio di Stato e in particolare di Manuele Bertoli, che dal 2012 è presidente dell’omonima Fondazione. I due relatori dei rapporti della Commissione della gestione...
'Sì' del Parlamento agli 11,7 ..."
'Sì' del Parlamento agli 11,7 milioni chiesti per il rinnovo delle funivie Verdasio-Rasa e Intragna-Pila-Costa, nelle Centovalli. Il Cantone pagherà i lavori di ammodernamento, Comune e Fart garantiranno la gestione futura.
'Sì' del Parlamento agli 11,7 milioni chiesti per il rinnovo delle funivie Verdasio-Rasa e Intragna-Pila-Costa, nelle Centovalli. Il Cantone pagherà i lavori di ammodernamento, Comune e Fart garantiranno la gestione futura.
Eritreo accusato di violenza carnale prosciolto
È stato prosciolto dalle Corte d’appello e di revisione penale il giovane eritreo che era stato accusato di coazione sessuale e di una tentata violenza carnale ai...
È stato prosciolto dalle Corte d’appello e di revisione penale il giovane eritreo che era stato accusato di coazione sessuale e di una tentata violenza carnale ai danni di una connazionale, all’ex caserma di Losone.Le prove non sono sufficienti, stando a quanto anticipato dalla RSI, per corroborare la tesi della pubblica accusa, secondo cui, il 3 novembre 2014, il ragazzo – che a quel momento era minorenne e richiedente l’asilo – avrebbe abusato sessualmente della giovane. La donna si è contraddetta spesso e su questioni essenziali, in contrasto con i riscontri medici. I giudici hanno quindi prosciolto l’imputato che in prima istanza, il 19 gennaio 2016, era stato condannato alla pena detentiva di nove mesi e a un risarcimento di tremila franchi. Il ragazzo, che si è sempre professato innocente, era fuggito in Svezia sul finire dell’inchiesta. Ma il paese scandinavo ha respinto la sua richiesta d’asilo. Era rientrato in Svizzera, dove era stato arrestato, condannato e ora prosciolto.
Per il pp è pena pecuniaria. Per la difesa va abbandonato il procedimento
Il procuratore pubblico Andrea Pagani ha concluso la sua requisitoria chiedendo di condannare il vice primario di chirurgia dell'...
Il procuratore pubblico Andrea Pagani ha concluso la sua requisitoria chiedendo di condannare il vice primario di chirurgia dell'ospedale La Carità di Locarno a una pena pecuniaria di 300 aliquote da 350 franchi l'una, per un totale di 105mila franchi, sospesa per un periodo di 2 anni. Dal canto loro i legali della difesa hanno replicato domandando di abbandonare il procedimento. Il medico, hanno concluso nella loro arringa, va esentato da ogni pena.
'Chiedevo una seconda chance. Mi hanno buttato fuori dalla Svizzera dopo oltre 30 anni'
«Se sei straniero non ti danno una seconda possibilità. Ti mandano la polizia a casa e ti rispediscono al tuo Paese. Non...
«Se sei straniero non ti danno una seconda possibilità. Ti mandano la polizia a casa e ti rispediscono al tuo Paese. Non basta aver voglia di rifarti una vita e di lavorare. Non guardano in faccia a nessuno». È un 50enne amareggiato (la cui identità è nota alla redazione) quello che ha deciso di raccontarci la sua storia, documenti alla mano. Per lui, nei giorni scorsi il foglio di via, ma ancora fa fatica a comprendere perché si deve reinventare una vita in Italia, da dove è assente da quasi 35 anni.
La sua è una vita come tante, fra alti e bassi. «Sono arrivato in Svizzera poco più che adolescente e ho sempre vissuto e lavorato qui, tranne una pausa di quattro anni. Mi sono sposato una prima volta con una donna svizzera, dalla quale ho avuto due figli, oggi maggiorenni, entrambi con il passaporto rossocrociato».
Più avanti c’è stato il divorzio e più avanti ancora il licenziamento per la cessazione dell’attività di un noto locale pubblico in Piazza Grande, presso il quale lavorava a tempo pieno da sette anni. «Sono andato in disoccupazione e sfortuna vuole che dopo pochi mesi mi sono ammalato, perdendo l’indennità dovuta ai senza lavoro. Mi è toccato rivolgermi all’assistenza. Un periodo nero. Tra cassa malati, assegni di mantenimento per i figli e altre spese ho accumulato debiti». Il totale per le prestazioni assistenziali è elevato: circa 60mila franchi. Più una lunga serie di attestati carenza beni. Una situazione allarmante, della quale l’intervistato è cosciente. Vorrebbe uscirne in qualche modo. Perciò decide di voler mantenere il permesso B di dimora. Mentre la procedura per l’esame della richiesta è in corso, il nostro interlocutore si risposa; un secondo matrimonio, sempre con una cittadina svizzera.
Trova pure un lavoro a metà tempo, con un reddito (attorno ai 1'700 franchi netti al mese) che tuttavia non gli concede molti spazi di manovra. La volontà di rialzare la testa c’è, assieme al sostegno – che non è mai mancato – dei suoi molti amici locarnesi. Tante persone che, con la moglie e gli altri suoi familiari, costituiscono il centro dei suoi affetti racchiuso all’interno dei confini ticinesi.
Tutto ciò non basta. Le buone intenzioni non riempiono il conto in banca, che resta vuoto, e la doccia fredda non tarda ad arrivare. Il permesso B gli viene negato a causa dei debiti e un ricorso non dà i frutti sperati. Il 3 agosto scorso gli è stato comunicato l’ordine di lasciare il Paese entro il 3 ottobre, abbandonando lavoro e moglie. Moglie che, economicamente, non naviga in buone acque e che quindi non può garantire per lui. Il 4 ottobre la polizia si presenta sulla porta di casa e, gentilmente, gli intima il foglio di via. Lo stesso giorno la partenza e lo spostamento del domicilio a casa di un fratello in Italia. Ora, a 50 anni suonati, deve ricominciare tutto da capo.
L’Ufficio della migrazione, nella lettera del 3 agosto scorso, non gli aveva concesso sconti: “Rileviamo che lei presenta una grave situazione debitoria e che la prognosi per il futuro relativamente alla sua situazione finanziaria dev’essere pertanto negativa”. Una frase pesante.
«Come faccio a provare che non è così?», è la domanda conclusiva. «Come faccio a far capire che, essendo abile al cento per cento, vorrei poter svolgere un impiego a tempo pieno, saldando il debito accumulato, un po’ per volta, giorno per giorno? Ora che sono tornato in Italia non avrò più possibilità di rimborsare nemmeno un franco di quei soldi anticipatimi dall’assistenza. Se avessi potuto restare, sarebbe stato meglio anche per lo Stato, che qualcosa avrebbe incassato». Ma così non sarà, perché lo Stato ha già deciso e tagliato corto: “La prognosi per il futuro dev’essere negativa”.
Ascona, morto il magnate alberghiero Kipp
È morto l'11 ottobre ad Ascona il magnate tedesco (naturalizzato svizzero) Karl-Heinz Kipp. Aveva 93 anni. A darne notizia sono stati i famigliari insieme al gruppo...
È morto l'11 ottobre ad Ascona il magnate tedesco (naturalizzato svizzero) Karl-Heinz Kipp. Aveva 93 anni. A darne notizia sono stati i famigliari insieme al gruppo alberghiero da lui fondato. Le esequie si svolgeranno il 19 ottobre alle ore 14 presso la chiesa evangelica di Ascona, in viale Monte Verità.
"Generoso e di buon animo": così la famiglia ha definito il patron dello Tschuggen Hotel Group in un necrologio apparso oggi sulla Neue Zürcher Zeitung. Il gruppo controlla, fra gli altri, lussuosi hotel quali l'Eden Roc e lo Tschuggen Grand Hotel di Ascona.
Imprenditore tessile dal 1948, Kipp aveva poi diversificato le sue attività, e negli ultimi quarant'anni circa aveva costruito un importante impero alberghiero, stimato dalla rivista di business statunitense Forbes a quasi 5 miliardi di franchi.
Rino Bassi della Tricomix: 'Finalmente giustizia, dopo tanti torti'
«Finalmente il campanile è stato messo un po’ più al centro del paese, dopo tutti i torti che ho dovuto subire erroneamente. Il Tram mi aveva...
«Finalmente il campanile è stato messo un po’ più al centro del paese, dopo tutti i torti che ho dovuto subire erroneamente. Il Tram mi aveva infatti già dato torto in diversi altri casi”. Rino Bassi, titolare della Tricomix di Cadenazzo, da noi raggiunto ieri pomeriggio, è comprensibilmente molto soddisfatto dopo la sentenza con cui il Tribunale federale – come abbiamo anticipato sabato sera sul nostro sito internet (www.laregione.ch) – gli ha reso giustizia accogliendo il suo ricorso (patrocinato dall’avvocato Filippo Gianoni) contro l’aggiudicazione di un appalto triennale (2017/19) deciso dalla Città di Locarno a favore della Compodino Sa. Un appalto, ricordiamo, da oltre 300mila franchi. «Grazie alla sentenza – considera Bassi – Locarno dovrà smaltire gli scarti vegetali nel...
Festeggiati gli 80 anni di Armando Dadò
Da semplice apprendista tipografo sceso titubante da Cavergno a Locarno a editore affermato e riconosciuto a livello internazionale, con all’attivo un migliaio di libri all’...
Da semplice apprendista tipografo sceso titubante da Cavergno a Locarno a editore affermato e riconosciuto a livello internazionale, con all’attivo un migliaio di libri all’insegna della qualità e della cultura. E’ l’intensa parabola di vita di Armando Dadò, che ieri sera ha festeggiato in grande stile il traguardo degli 80 anni, con un banchetto offerto all’albergo Losone. Oltre 120 gli invitati, fra cui numerose autorità: dal presidente emerito della Confederazione Flavio Cotti (amico d’infanzia di Dadò) ai consiglieri di Stato Christian Vitta e Paolo Beltraminelli, al sindaco di Locarno Alain Scherrer e a molti altri vip. “Cerimoniere” della serata – introdotta dai suggestivi canti e dalle musiche della Vox Blenii – è stato Michele Fazioli, che ha in particolare posto l’accento sulla passione per i libri che l’accomuna all’editore locarnese. Una passione, unitamente a quella della politica (Dadò è stato presidente del Gran Consiglio nel 1987) sottolineata anche nei saluti di Mauro Baranzini, dei due consiglieri di Stato e del sindaco Scherrer. Il festeggiato ha ripercorso brillantemente alcune significative tappe della propria vita professionale, politica e famigliare, con alcuni gustosi aneddoti che hanno divertito i commensali. E’ stata l’occasione per l’annuncio della pubblicazione di un libro sulla sua vita, che uscirà nei prossimi mesi. Ai presenti è stato infine distribuito il volumetto “Le dita rosse e blu – La pittura di Hermann Hesse” di Cesare de Seta, finito di stampare il 20 maggio di quest’anno, proprio il giorno del compleanno di Armando Dadò.
Successo per la Maratona Ascona-Locarno Run 2017
Grazie anche alle ottime condizioni meteorologiche, ha avuto un buon successo lo scorso fine settimana la terza edizione dell’Ascona-Locarno Run 2017, con la...
Grazie anche alle ottime condizioni meteorologiche, ha avuto un buon successo lo scorso fine settimana la terza edizione dell’Ascona-Locarno Run 2017, con la partecipazione di un crescente numero di appassionati della corsa. Sabato in Piazza Grande ha avuto luogo la Kids Run mentre ieri sono state disputate le gare: dalla Maratona (con partenza alle 9) alla mezza maratona (9.30) e alla 10 km (12.30). Il percorso è stato reso più lineare rispetto a quello della passata edizione: i partecipanti, esperti e dilettanti, hanno corso tra Piazza Grande, Castello Visconteo, Lungolago di Muralto, Piazza e vicoli di Ascona, lungo gli argini del fiume Maggia e attorno al Golf patriziale di Ascona, in riva al lago.
I Verdi: 'Questa sentenza non ci coglie di sorpresa'
I consiglieri comunali dei Verdi di Locarno Francesca Machado e Pierluigi Zanchi hanno diffuso una lunga presa di posizione in merito alla sentenza con cui il...
I consiglieri comunali dei Verdi di Locarno Francesca Machado e Pierluigi Zanchi hanno diffuso una lunga presa di posizione in merito alla sentenza con cui il Tribunale federale ha annullato l'appalto alla Compodino.
"Questa sentenza – affermano – non ci coglie di sorpresa, dal momento che non fa che sottolineare quanto da anni mettiamo in evidenza tramite i nostri atti parlamentari e gli interventi in Consiglio comunale. In questo caso, Municipio e Consiglio comunale hanno deciso di proseguire delle attività, pur sapendo che sono illegali e dunque illecite perché non rispettano disposizioni superiori. È come se lo stesso Municipio, per i propri funzionari fumatori si procurasse sigarette al mercato nero per soddisfare i loro bisogni. La stessa cosa era già avvenuta nell’ambito della discussione sullo smaltimento degli scarti vegetali per i preventivi 2017, dove 23 CC su 37 votarono contro il nostro emendamento, e indirettamente quindi contro il rispetto delle normative pianificatorie e dunque a favore dell’illegalità. Proposta che verteva appunto a far smaltire presso Tricomix (arrivata seconda alla gara di appalto, ma a norma) gli scarti vegetali del Comune. Ora questa decisione del TF fa sentenza; DT, Cantone, Comuni, ditte e privati dovranno modificare il loro modo di lavorare. Staremo a vedere se si metteranno a norma. Ma non è la prima volta che il Consiglio comunale voti contro i nostri emendamenti e approvi situazioni che non solo non rispettano delle disposizioni superiori, ma che vanno a scapito del benessere della nostra collettività, della nostra città. È il caso, ad esempio, dell’uso dei terreni agricoli in territorio comunale ai mappali 4050, 4060, 5528, 4492, 4430, 4582, dove vengono svolte attività (illecite) perché non rispettano le norme pianificatorie. Purtroppo queste attività proseguono indisturbate, nonostante noi Verdi del Locarnese abbiamo riportato il fatto in sede di CC, documentandola con tanto di foto. Tutto ciò risulta assurdo se pensiamo che lo stesso Consiglio comunale aveva votato tre anni fa a favore della protezione e salvaguardia delle zone agricole SAC (le migliori e più fertili per la sicurezza alimentare nazionale); una parte di queste sono riferite ai mappali sopraccitati".
"Anche all’ultimo Consiglio comunale – aggiungono – il 2 ottobre scorso, la nostra mozione inerente agli spazi di svago, da noi chiamata “Spazi verdi per i nostri figli” è stata bocciata dalla maggioranza del CC e sostenuta solo da 4 Consiglieri comunali sui 37 presenti. Essa chiedeva di votare il principio di attenersi alle disposizioni superiori riguardanti la Legge Edilizia cantonale, che chiede di garantire sufficienti aree di svago, soleggiate e discoste dal traffico, dove si edificano abitazioni con più di 5 appartamenti, al fine d’offrire benessere ai cittadini. La motivazione fornita dal CC per non aderire a questa disposizione, secondo noi, è poco credibile: ci è stato detto che occorrerebbe troppo tempo e lavoro per adempiere a tali disposizioni e che la cosa sarà presa in esame con il prossimo regolamento. Facciamo notare che sono 15 anni che attendiamo il regolamento sui rifiuti e ben 26 anni che esistono disposizioni cantonali di cui abbiamo chiesto l’implementazione (bocciata); possiamo ancora ragionevolmente solo pensare d’aver fiducia delle promesse fatte? Quando a Locarno sarà finalmente realizzata e messa in atto la Legge Edilizia Cantonale (Art. 27.) che non è stata inserita nelle modifiche di PR attuate negli ultimi due anni, non resterà più spazio per le aree di svago. Nel frattempo chi costruisce potrà farlo in modo indisturbato, senza preoccuparsi dell’importanza degli spazi verdi, di svago, di aree intergenerazionali, da condividere, per rafforzare la coesione sociale. Vi invitiamo a visitare i quartieri in cui la cementificazione orizzontale ha creato desolazione fra una costruzione e l’altra".
"Desideriamo far presente inoltre, che a causa del ritardo nella realizzazione del regolamento dei rifiuti (malgrado una mozione di Bergonzoli-Zanchi già rapportata ma mai evasa dal CC o altre mozioni votate ma mai implementate) ogni anno bruciamo inutilmente e al minimo Fr. 500 mila nell’inceneritore. Soldi di cittadini e di ditte che potrebbero essere utilizzati diversamente, per scopi ad esempio, atti a migliorare la nostra Città a forte vocazione turistica. Stessa cosa nel campo del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Da anni noi consiglieri comunali Verdi presentiamo proposte creative al CC per mantenere e migliorare non solo la qualità di vita dei cittadini e per rendere più efficiente l’uso di quanto versato dai contribuenti, ma anche per segnalare quando le disposizioni non sono a norma. Purtroppo in 10 anni di attività in CC, le nostre proposte vengono generalmente bocciate. Possiamo affermare che ogni tanto queste vengono accolte con anni di ritardo, facendoci perdere laute entrate o risparmi non indifferenti per la nostra collettività (solare, led, rifiuti urbani, ecc.). Recentemente due ex presidenti di Consiglio comunale ci hanno pure rimproverato di far perdere tempo e soldi al CC e Municipio con i nostri atti parlamentari. Ne siamo molto rammaricati perché per noi è importante rispettare le disposizioni in vigore, soprattutto quando vanno a favore del benessere dei cittadini di Locarno, del nostro territorio e delle nostre finanze".
"A noi risulta, inoltre, che se la maggioranza dei Municipali, Commissioni e Consiglio Comunale rispettassero le disposizioni in vigore nei vari ambiti (compresa quella di rispondere ed evadere gli atti parlamentari entro 6 mesi invece che aspettare 8 anni) e se avessero aderito alle proposte dei Verdi, i cittadini di Locarno avrebbero potuto beneficiare di risparmi o guadagni dell’ordine di circa 1 milione di franchi l’anno. Ricordiamo che 1 milione di franchi corrispondono a più di 3 punti del moltiplicatore d’imposta. Desideriamo segnalare ai cittadini di Locarno che la Sezione dei Verdi del Locarnese si ritroverà giovedì 19 ottobre alle 20 al ristorante Campagna a Locarno per discutere di come andare avanti in futuro. La serata è aperta a tutti, soprattutto per chi desidera sostenerci concretamente e in vari modi per il proseguo di un’attività politica coerente, ecologica, creativa e socialmente equa".
Morto il 45enne motociclista coinvolto mercoledì in un incidente nel Gambarogno
La Polizia cantonale comunica che il 45enne motociclista, coinvolto nell'incidente avvenuto mercoledì 11 ottobre poco prima delle...
La Polizia cantonale comunica che il 45enne motociclista, coinvolto nell'incidente avvenuto mercoledì 11 ottobre poco prima delle 18 nel Comune di Gambarogno, è deceduto a causa delle gravi ferite riportate. Riocordiamo che l'uomo, residente nella provincia di Varese, per cause da stabilire era andato a sbattere contro una vettura e, dopo aver urtato la fiancata di un'altra automobile che viaggiava nel senso opposto, era caduto per terra. Poi era stato poi investito da un'altra vettura. La vittima, Giuliano Saba, viveva da alcuni anni a Germignaga.
Il grazie di Giovanni e Gionata: 'È il successo di tutti'
Da Bergen, Norvegia, destinazione Losone. Più di 2'700 chilometri in bicicletta in circa venti giorni. Avevamo lasciato Giovanni Soldati e Gionata Graber...
Da Bergen, Norvegia, destinazione Losone. Più di 2'700 chilometri in bicicletta in circa venti giorni. Avevamo lasciato Giovanni Soldati e Gionata Graber nelle fredde acque norvegesi dell’Albergo Losone (un tuffo in piscina, biciclette incluse), accolti da Diego Glaus nella sua struttura-ambasciata. L’impresa sportiva correva parallela alla raccolta fondi per regalare ai bimbi di Katmandu una settimana di trekking. L’idea, sposata da Kam for Sud, aveva come slogan “Un franco per ogni chilometro”. E per ogni chilometro è arrivato quasi il doppio, grazie alla generosità di chi ha fatto confluire nelle casse della Ong del Locarnese non 2'700, bensì 4'500 franchi, consegnati nelle mani di Rajan Shrestha, coordinatore locale dei progetti Kam for Sud in Nepal.
«I soldi sono in buone mani, sappiamo con quale serietà lavora Rajan». Sono parole di Giovanni, il cui primo pensiero va ai bambini nepalesi: «Immagino con quale gioia accoglieranno la notizia. Il trekking per noi è un’abitudine. Non per loro». Soldati sostiene che questo successo sia «di tutti, di chi ci ha sostenuto, moralmente, sposando la causa, anche semplicemente parlando di noi». Silvia Lafranchi Pittet, coordinatrice progetti di Kam for Sud, è doppiamente felice. «Il risultato è fantastico, questa somma garantisce il trekking a un numero ancor più elevato di bambini». Bimbi che non sanno ancora nulla: «Non volevo creare aspettative, ora posso parlargli di Giovanni e Gionata. Se poi, come sembra, i nostri ciclisti si uniranno a loro per il trekking, immagino la gioia». Di quest’idea riferisce Gionata: «Sarà la primavera prossima, prima della stagione dei monsoni. Spero che Giovanni si unisca a me, anche se per lui il 2018 è l’ultimo anno di scuola. Ma almeno uno di noi li accompagnerà».
Silvia, intanto, ha consegnato a Shrestha gli indirizzi di tutti i benefattori, in modo che da Katmandu possano partire le cartoline di ringraziamento firmate dai bimbi della capitale. Il sorriso di Rajan dice più delle parole: «Ringrazio tutti. Sarà una grande opportunità per i ragazzi uscire dalla città e vivere a contatto con la natura». Tutto quanto raccolto in questa nobile storia è stato donato. Al netto di ogni spesa, sia chiaro. Anzi, per non scontentare nessuno, nemmeno la natura, l’ultimo passo compiuto dai due amici è stato pagare tramite myclimate.org la quota di rimborso per l’inquinamento prodotto dall’aereo che li ha portati a Bergen. Un’occhiata a quel sito è l’ultimo suggerimento che ci viene dai due amici. Due dai quali, in questi ultimi mesi, abbiamo imparato qualcosa.
(Rivedi il viaggio di Giovanni Soldati e Gionata Graber cliccando qui)
'Strettoie da eliminare' in alta Vallemaggia
Mentre il Consiglio di Stato nel suo rapporto si è espresso negativamente, dalla Commissione della gestione e finanze (relatore Gabriele Pinoja, Udc) è giunto invece un...
Mentre il Consiglio di Stato nel suo rapporto si è espresso negativamente, dalla Commissione della gestione e finanze (relatore Gabriele Pinoja, Udc) è giunto invece un sì convinto – dopo aver effettuato un sopralluogo con Claudio Zali e constatato le effettive difficoltà che vi sono per la viabilità – all’eliminazione delle strettoie che permangono sulla strada cantonale in alta Vallemaggia, come richiesto nel 2015 in una mozione dai deputati valmaggesi Fiorenzo Dadò (Ppd) e Giacomo Garzoli (Plr). E lunedì prossimo in Parlamento vi sono quindi ottime possibilità che si dia finalmente luce verde ai lavori per migliorare la percorrenza di alcuni tratti problematici per il trasporto pubblico. “La Commissione, pur comprendendo che “tutto non può per ora essere fatto” invita il...
Incidente a Peccia, ferite serie per uno scooterista 18 enne
Un'auto che esce da un parcheggio e non si avvede dell'arrivo di uno scooter, una frenata e lo scontro: questa la dinamica dell'incidente in cui un 18...
Un'auto che esce da un parcheggio e non si avvede dell'arrivo di uno scooter, una frenata e lo scontro: questa la dinamica dell'incidente in cui un 18 enne ha riportato ferite giudicate serie.
Come comunicato dalla Polizia cantonale, oggi poco dopo le 16.15 a Peccia vi è stato un incidente della circolazione stradale. Un 41enne cittadino italiano residente in provincia di Verbania, a bordo della sua automobile era in fase di manovra in retromarcia per immettersi su via Vallemaggia. In quel momento è sopraggiunto il giovane scooterista domiciliato nella regione che ha frenato bruscamente, perdendo il controllo del mezzo ed è caduto a terra urtando l'autovettura.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori del SALVA e della Rega che dopo aver prestato le prime cure al giovane lo hanno trasportato in elicottero all'ospedale. Il 18enne ha riportato serie ferite.
Centovalli, deluso dalla poca ...
Centovalli, deluso dalla poca considerazione dei parlamentari e delle autorità locali, il Comitato che da oltre mezzo secolo si batte per la costruzione della strada Intragna-Pila annuncia la resa. Il futuro è della funivia.
Centovalli, deluso dalla poca considerazione dei parlamentari e delle autorità locali, il Comitato che da oltre mezzo secolo si batte per la costruzione della strada Intragna-Pila annuncia la resa. Il futuro è della funivia.
Ascona-Locarno Run: nel finesettimana la nuova edizione
È in programma questo fine settimana la terza edizione dell’Ascona Locarno Run 2017: evento podistico del territorio con un crescente numero di partecipanti...
È in programma questo fine settimana la terza edizione dell’Ascona Locarno Run 2017: evento podistico del territorio con un crescente numero di partecipanti e ormai punto di riferimento per molti appassionati di corsa.
Il programma prevede la Kids' Run, sabato 14 ottobre a partire dalle ore 17, nella cornice di Piazza Grande. Domenica 15 si disputeranno le gare: si inizierà con la Maratona (partenza alle 9:00) per continuare con la mezza maratona (start alle 9.30) e con la 10 km prevista alle 12.30. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.ascona-locarno-run.ch
Marco Olmo, l’ultramaratoneta italiano testimonial dell’evento, parteciperà alla mezza maratona e racconterà di sé, delle sue esperienze nelle corse estreme, in una serata a lui dedicata in programma sabato 14 alle ore 20.
Gli iscritti alle gare, ad oggi, sono numerosissimi e con la meteo favorevole si prevede un gran numero di iscrizioni anche nelle due giornate di manifestazione. Il percorso, reso ancora più lineare rispetto a quello della passata edizione, vedrà i partecipanti, esperti edilettanti correre tra Piazza Grande, Castello Visconteo, Lungolago di Muralto, Piazza e vicoli di Ascona, lungo gli argini del fiume Maggia e attorno al Golf patriziale di Ascona, in riva al lago.
Una manifestazione di carattere popolare: l’Ascona Locarno Run vuole continuare ad evolversi rimanendo però fortemente legata al proprio territorio di cui desidera promuovere la bellezza e la capacità di accogliere i turisti, che vogliono visitarlo e tutti coloro che lo vivono quotidianamente.
Molti sono anche i partecipanti ai concorsi lanciati per questa terza edizione: il concorso video, con divertenti, ironiche e riflessive riprese dei più creativi e il concorso di disegno, dedicato ai più piccoli, con le più svariate rappresentazioni dell’idea di “corsa”.
Navigazione Lago Maggiore: verso il business plan
Saranno necessarie altre sedute per ascoltare i vagiti del neonato Consorzio. Si è tenuto nella mattinata di ieri a Palazzo delle Orsoline il primo di più incontri...
Saranno necessarie altre sedute per ascoltare i vagiti del neonato Consorzio. Si è tenuto nella mattinata di ieri a Palazzo delle Orsoline il primo di più incontri sul costituendo Consorzio che dovrebbe assicurare l’attività di linea e turistica sul bacino svizzero del Lago Maggiore. Un piano aziendale ancora incompleto, allestito dallo studio di revisione e consulenza Bdo di Lugano, è stato preso in analisi dal Consiglio di Stato (rappresentato dal presidente Manuele Bertoli e dal Consigliere di Stato Claudio Zali) insieme all’Ufficio federale dei trasporti (rappresentato da Barbla Etter), Gestione Navigazione Laghi Italia (Alessandro Acquafredda) e Società Navigazione Lugano (Agostino Ferrazzini e Alen Vukic).
Prove di business plan, dunque, fulcro e unica via d’uscita di una vicenda apertasi all’inizio dell’estate con il licenziamento dei dipendenti della Nlm, continuata con un lungo sciopero, prima di uno “stallo costruttivo” culminato lo scorso luglio nelle garanzie di riassunzione del personale all’interno di una collaborazione fra Gestione governativa Laghi e Società Navigazione Lugano. Da questo primo round tra le parti in causa emerge soltanto – parola del Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli – «la riconferma di quanto sottoscritto in luglio, e cioè che l’operazione prevede la riassunzione di tutto il personale, sia quello a tempo indeterminato che quello stagionale, fatta eccezione evidentemente per chi dovesse essere andato in pensione o chi avesse fatto altre scelte». Invariati «i 200mila franchi messi a disposizione dallo Stato e dal Comune di Locarno per lasciare intatte le cose dal punto di vista salariale per il 2018, in modo da avere il tempo di fare una trattativa per un contratto collettivo».
Dal Governo l’auspicio per ‘un clima di dialogo e apertura’
In vista della futura negoziazione con le parti sociali, il Governo auspica un clima di dialogo e apertura. «Il clima di questi incontri – sottolinea Bertoli – è come sempre diretto e franco, ci si parla in maniera piuttosto chiara perché l’operazione deve riuscire da tutti i punti di vista. Credo che sia giusto che avvenga in questo modo, affinché l’operazione abbia un esito positivo». Da parte del Consiglio di Stato è prevista una presa di posizione entro la fine di ottobre. Il clima iniziale fa intuire il rispetto dei tempi? «Come ogni agenda – conclude Bertoli – ci si dà un termine per arrivarci. Ci sono ancora tre sedute di Governo e se le cose sono preparate bene, come immagino siano, potremo arrivare alle decisioni necessarie e da qui la nascita del Consorzio in novembre.
Sindacati: 'siamo solo ai piedi della scala'
Di dichiarazione ufficiale in dichiarazione ufficiale, il tanto atteso 11 ottobre è proseguito nel pomeriggio con la replica delle organizzazioni sindacali, giunta a poche ore dal comunicato del Governo sulla discussione del business plan. Nel comunicato di Sev, Unia e Ocst – il cui ‘Siamo solo ai piedi della scala’ è parere congiunto e abbastanza chiaro sullo stato di avanzamento lavori – si sottolinea come “la volontà di integrare nel nuovo Consorzio l’attuale personale della Nlm residente in Svizzera” corrisponda a “una delle rivendicazioni dei sindacati, che hanno da subito chiesto la piena occupazione dei dipendenti licenziati”.
Preoccupa la questione salariale, uno dei “due punti che figurano chiaramente nell’intesa firmata con il Consiglio di Stato il 15 luglio scorso, il giorno dopo la fine dello sciopero”. Attualmente all’oscuro sui dettagli del business plan, i sindacati chiederanno “una presentazione plenaria del documento per quanto riguarda l’impiego del personale”, un incontro “in stile” 2 agosto, data d’illustrazione del costituendo Consorzio. Della riconferma complessiva degli accordi annunciataci da Bertoli, Angelo Stroppini di Sev – contattato dalla ‘Regione’ – prende atto, sottolineando però che la questione delle condizioni salariali «non è menzionata nel comunicato stampa». Stroppini garantisce che «lo spirito costruttivo c’è» anche da parte delle organizzazioni sindacali, lasciando l’ultimo pensiero «ai dipendenti, ancora a casa ad aspettare una comunicazione relativa al loro impiego per l’anno prossimo».
Parco Nazionale 'a misura d'uomo' per il Locarnese
«Qualcuno di voi è convinto che vi proponiamo un progetto di poca valenza o, addirittura, inutile? Qualcuno di voi è così convinto che vi proponiamo uno sperpero...
«Qualcuno di voi è convinto che vi proponiamo un progetto di poca valenza o, addirittura, inutile? Qualcuno di voi è così convinto che vi proponiamo uno sperpero di soldi pubblici»? Due interrogativi retorici posti martedì dal sindaco di Centovalli, Ottavio Guerra, al pubblico accorso nell’autosilo comunale di Intragna (una location un po’ particolare…) per seguire la prima serata di consultazione dedicata al progetto di Parco Nazionale del Locarnese.
All’invito dei promotori ha risposto parecchia gente, malgrado la concomitanza con la partita di calcio della nostra nazionale. Tra coloro che non hanno voluto perdersi la “prima” il consigliere di Stato, Claudio Zali. La serata è stata suddivisa in due momenti ben precisi. Nella prima parte i vari relatori hanno schizzato caratteristiche e contenuti di questa riserva verde; nella seconda, grazie ad una suddivisione in aree tematiche dei molteplici aspetti dell’iniziativa, i presenti hanno invece potuto curiosare tra i vari stand e approfondire ciò che ritenevano opportuno.
'Un parco di nuova generazione'
«Quello che siamo qui a presentarvi stasera è un parco di nuova generazione, volto a valorizzare l’ attività dell’uomo. Si distanzia nettamente dal Parco nazionale dell’Engadina, che è invece una riserva naturale integrale» – ha tenuto a sottolineare Guerra. Ribadendo più volte la necessità di cogliere questa “opportunità” (un termine ricorrente, impiegato da tutti i relatori, ndr) per «dare un forte rilancio alla nostra attuale fragile economia locale», il numero uno dell’Amministrazione centovallina ha messo sul tavolo alcune cifre legate alle ricadute: un indotto economico di 20 milioni di franchi (stima prudenziale), almeno 20 posti di lavoro diretti, occupati da gente del territorio (ai quali vanno aggiunti gli impieghi indiretti come quelli del settore turistico, dell’alloggio, della mobilità, ecc…); benefici finanziari per i patriziati (80mila franchi annui per gli enti centovallini che hanno messo a disposizione parte dei loro fondi); migliorie alla rete sentieristica. «Signori, non abbiate paura del nuovo che avanza, non abbiate paura di cogliere nuove sfide per il futuro, per le nuove generazioni, per il nostro bel territorio, per tutti noi (…) È un investimento e, come tutti i buoni investimenti, porterà benefici con gli interessi» – ha concluso il sindaco. Tiziana Zaninelli, espressasi nella duplice veste di presidente del progetto di Parco Nazionale e dell’Ente regionale di sviluppo, ha invece insistito sul lungo percorso di coinvolgimento di tutti gli attori toccati dall’iniziativa: enti pubblici, privati e cittadinanza. «Quanto fatto in questi 15 anni è frutto di un grande lavoro di coinvolgimento. Attraverso il sostegno dato a oltre un centinaio di progetti si è cercato di interpretare quelle che sono le esigenze della gente per arrivare a un Parco il più possibile corrispondente al volere dei suoi abitanti.
La parola alla popolazione
Proprio a costoro spetterà l’ultima parola. Attraverso gli incontri in programma la popolazione potrà presentare le proprie osservazioni che serviranno, poi, alla stesura definitiva della Carta del Parco». Dell’importante sostegno dato da Cantone e Confederazione all’iniziativa della riserva ambientale ha parlato, nel suo intervento, il direttore del Dipartimento del Territorio, Claudio Zali. «Questa è un’occasione importante per creare un unicum a livello nazionale, un Parco nel quale il concetto di protezione coincide con l’attività dell’uomo» – ha rimarcato. Soffermandosi sulle ricadute, in termini finanziari e di promozione dell’immagine, del progetto, Zali ha auspicato che «la votazione di giugno possa segnare la nascita di un’entità che contribuirà ad arricchire tutta la regione». Un supporto, quello dello Stato, che non si limita ai soli aspetti finanziari. Anche dal profilo della pianificazione, infatti, ci si è mossi per arrivare “pronti” alla scadenza di giugno. Marco Molinari, della Divisione sviluppo territoriale e mobilità, ha riferito al riguardo ricordando come il ruolo del Cantone sia quello di «interfaccia tra l’Ufficio federale dell’ambiente e i promotori del Parco». Ha rassicurato i presenti sul fatto che non sono in arrivo vincoli supplementari per le aree periferiche della riserva verde (le cose, da questo punto di vista, resteranno dunque come ora).