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<h2>SubmittedText<h2><p>Le città svizzere sono in pieno sviluppo ed è pertanto palese quanto sia importante conservare spazi non edificati che garantiscano un'elevata qualità di vita.</p><p>Attualmente, la politica degli agglomerati prevede finanziamenti soltanto per misure legate alla mobilità. I cantoni sono spesso nella difficile situazione di dover trovare compromessi tra lo sviluppo delle infrastrutture, la costruzione di alloggi e la conservazione di spazi non edificati. Questi ultimi rivestono svariate funzioni: fungono da luoghi di svago e attrazioni turistiche e garantiscono l'approvvigionamento di prodotti locali, la conservazione della biodiversità e un'elevata qualità paesaggistica.</p><p>Nel progetto territoriale Svizzera, peraltro, la Confederazione, i cantoni e i comuni sottolineano la necessità di migliorare la qualità delle aree urbanizzate creando al loro interno spazi non edificati.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come intende conservare detti spazi non edificati?</p><p>2. Quale tipologia di spazi prevede e mediante quali criteri intende definirli?</p><p>3. È ipotizzabile la creazione di uno strumento specifico quali i parchi d'agglomerato o altri spazi non edificati all'interno degli agglomerati?</p><p>4. Quali mezzi sono necessari per la loro realizzazione?</p><p>5. In virtù di quali basi legali vigenti possono essere finanziati sin d'ora?</p><p>6. Quali modifiche intende proporre per trovare i finanziamenti necessari (ad es. revisione della legge sulla pianificazione del territorio)? Entro quali termini?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La conservazione degli spazi non edificati spetta in primo luogo alle città, ai comuni e ai cantoni. La Confederazione è consapevole dell'importanza di tali spazi, in particolare in relazione a uno sviluppo centripeto degli insediamenti rispettoso dei principi dello sviluppo sostenibile.</p><p>Dal 2011 le autorità federali contribuiscono pertanto a promuovere gli spazi non edificati, incentivando la cooperazione e lo scambio di esperienze tra la città e gli agglomerati in merito a questa tematica. Esistono già primi approcci, sotto forma di progetti modello (Aarepark, Birstalstadt, Limmattal, i programmi d'agglomerato di Ginevra e Yverdon), che sinora hanno dato ottimi risultati.</p><p>In merito a un eventuale sostegno più significativo da parte della Confederazione, si ricorda che in data 20 aprile 2011 il Consiglio federale si era espresso a favore della continuazione e dello sviluppo della politica federale degli agglomerati. L'ARE e la SECO, i due uffici federali responsabili della politica degli agglomerati, sono stati tra l'altro incaricati di esaminare se, e in che modo, tale politica possa essere integrata con le aree tematiche "sviluppo degli spazi non edificati" e "competitività generale". La Confederazione sta valutando se la tematica "sviluppo degli spazi non edificati" possa essere rivalutata, a breve termine, emanando una guida, a medio termine attraverso progetti modello "sviluppo degli spazi non edificati" e, sul lungo periodo, dando maggiore peso al tema nel quadro dei programmi d'agglomerato.</p><p>2. La tipologia dei paesaggi svizzeri mette a disposizione delle unità competenti della Confederazione, ma anche dei cantoni, delle città e dei comuni, uno strumento di pianificazione territoriale che consente di tenere conto tempestivamente, e in senso lato, degli aspetti legati al paesaggio. La Confederazione non ricorre tuttavia ad altri criteri o tipologie per esaminare gli spazi non edificati.</p><p>3. Nell'ambito del mandato, conferito dal Consiglio federale all'ARE e alla SECO, di presentare una proposta per l'orientamento della politica degli agglomerati a partire dal periodo di legislatura 2016-2019, si potrà ad esempio analizzare se, e in che modo, i parchi d'agglomerato possano svolgere in futuro un ruolo più importante nella politica degli agglomerati. In primo piano vi è però la proposta di accordare maggiore importanza al tema degli "spazi non edificati" nel quadro degli attuali strumenti di politica degli agglomerati della Confederazione (cfr. risposta 1).</p><p>4. I mezzi necessari alla realizzazione dei parchi d'agglomerato devono essere stanziati in primo luogo dai comuni e dai cantoni. Attualmente la Confederazione non ha la possibilità di finanziare simili progetti nel quadro dei programmi d'agglomerato. Attraverso i progetti modello, a titolo sussidiario essa può sostenere finanziariamente e idealmente progetti innovativi in fase pilota.</p><p>A lungo termine si analizzerà in che modo sia possibile rivalutare maggiormente il tema "sviluppo degli spazi non edificati" nel quadro dei programmi d'agglomerato. Si cercheranno nuove fonti di finanziamento sia per i nuovi progetti modello che per l'incentivazione dei programmi d'agglomerato dedicati alla tematica "sviluppo degli spazi non edificati".</p><p>5. Le basi legali vigenti consentono di sostenere soltanto progetti pilota innovativi per lo sviluppo degli spazi non edificati nonché vie di comunicazione del traffico lento necessarie per l'accesso e lo sfruttamento di questi spazi.</p><p>6. Attualmente la Confederazione non dispone di mezzi speciali atti a sviluppare globalmente gli spazi non edificati in aree a carattere urbano o in altre zone. Qualora nell'ambito dei programmi d'Agglomerato trasporti e insediamento in futuro la Confederazione intendesse finanziare parzialmente anche misure di sviluppo degli spazi non edificati, occorrerebbe emanare una nuova legge. La legge sul fondo infrastrutturale attualmente non consente questo genere di finanziamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.