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In Svizzera esistono diverse organizzazioni musulmane (mantello) attive in tutto il Paese. Tra queste vi sono le organizzazioni mantello linguistico-culturali, le cui associazioni affiliate provengono da vari cantoni, nonché la Federazione delle organizzazioni islamiche svizzere (FOIS), che funge da organizzazione mantello nazionale dell’Islam organizzato e i cui membri sono per lo più organizzazioni mantello cantonali. Vi sono inoltre un certo numero di associazioni attive a livello sovraregionale, alcune rappresentanti un gruppo destinatario specifico (come le donne o i/le giovani), altre che godono di un’elevata presenza mediatica per via delle loro posizioni e dichiarazioni antitetiche, etichettate come “liberali” o “strettamente normative”. La seguente panoramica delle organizzazioni attive in tutta la Svizzera non pretende di essere esaustiva, ma vuole fungere da chiave di lettura per conoscere le attività che svolgono e le visioni che difendono.
La Federazione delle organizzazioni islamiche svizzere (FOIS)
La necessità di coordinare e rappresentare le associazioni musulmane non si esaurisce a livello cantonale. Nel 2006 è stata quindi fondata la Federazione delle organizzazioni islamiche svizzere (FOIS), come organizzazione mantello nazionale. Ad affiliarsi alla FOIS non sono direttamente le associazioni locali, bensì sono le organizzazioni cantonali o linguistico-culturali. La FOIS ha un comitato direttivo, composto attualmente da sette persone, le quali rappresentano le regioni linguistiche della Svizzera e le varie associazioni affiliate alla FOIS. Nelle assemblee generali, ogni associazione affiliata ha un diritto di voto proporzionale al numero di associazioni locali che rappresenta. Nel 2021, la FOIS annoverava sette associazioni cantonali e cinque associazioni linguistico-culturali. Questo significa che la FOIS rappresenta circa 225 associazioni locali, 171 delle quali dispongono di una sala di preghiera o di una moschea (cfr. Schneuwly Purdie & Tunger-Zanetti, 2023, pag. 682). La FOIS è quindi l’organizzazione più rappresentativa delle persone musulmane in Svizzera. In veste di organizzazione mantello nazionale, la FOIS promuove in primo luogo la rappresentanza congiunta degli interessi e delle preoccupazioni delle persone musulmane organizzate in associazioni nei confronti delle autorità e delle varie istituzioni in Svizzera. La FOIS rappresenta inoltre le organizzazioni mantello nella vita pubblica, per esempio con prese di posizione congiunte, e lavora per rafforzare le relazioni tra le organizzazioni affiliate.
Dal cambio di presidenza nel 2015, la FOIS ha ampliato e intensificato le proprie attività. L’organizzazione ha acquisito importanza come attore mediatico dell’Islam in Svizzera. Da un lato cura una rassegna stampa sugli eventi attuali relativi all’Islam in Svizzera. Dall’altro, i membri del suo comitato direttivo prendono regolarmente posizione su questioni sociali. Nel 2017, la FOIS ha creato un ufficio antidiscriminazione che gestisce un’applicazione web per la segnalazione di casi di discriminazione e un centro di consulenza. Un’esperta legale fornisce assistenza alle persone che ne sono vittime e le indirizza alle autorità competenti. Secondo la FOIS, questa offerta completa i servizi statali in questo settore.
In passato, la Koordination Islamischer Organisationen Schweiz (KIOS), ossia il Coordinamento delle organizzazioni islamiche in Svizzera (COIS), fondato nel 2000, è stato ripetutamente considerato la seconda organizzazione mantello nazionale. Oggi, però, il COIS non è praticamente più attivo e non rappresenta più alcuna organizzazione cantonale o linguistico-culturale.
Organizzazioni mantello linguistico-culturali
Alcune delle comunità musulmane locali, per lo più organizzate a livello linguistico-culturale, hanno fondato organizzazioni mantello per rappresentarle a livello nazionale. In primo luogo, queste organizzazioni fungono da interlocutore per le comunità affiliate. Alcune di esse mantengono pure intense relazioni transnazionali con i rispettivi Paesi d’origine e con le loro autorità religiose e universitarie. Dato che gli imam provengono ancora prevalentemente da Paesi esteri, queste relazioni sono inoltre importanti per determinare le loro qualifiche, selezionarli o assumerli. Cinque delle organizzazioni linguistico-culturali sono affiliate all’organizzazione mantello nazionale FOIS. A differenza delle organizzazioni mantello cantonali e nazionali, queste organizzazioni non sono tuttavia partner diretti dei Cantoni e della Confederazione per quanto riguarda le questioni politiche o sociali che le riguardano. Per contro, si occupano anche di dibattiti pubblici e domande sull’Islam e sulle persone musulmane in Svizzera. Alcune di queste organizzazioni mantello dichiarano anche le rispettive prese di posizione.
Ecco una panoramica delle organizzazioni linguistico-culturali presenti in Svizzera: 50 delle circa 75 comunità locali di lingua albanese sono affiliate alla Dachverband der Albanisch-Islamischen Gemeinschaften in der Schweiz (DAIGS), ossia l’organizzazione mantello delle comunità islamico-albanesi in Svizzera. Quest’organizzazione, fondata originariamente nel 2012, si è fusa nel 2020 con l’Albanisch Islamischen Dachverband der Schweiz (AVIS), ossia l’organizzazione mantello islamico-albanese della Svizzera, fondata nel 2005. Le circa 20 comunità di lingua bosniaca sono affiliate alla Dachverband Islamische Gemeinschaft der Bosniaken (IGB), ossia l’organizzazione mantello della comunità islamica delle persone bosniache. Le comunità turcofone si sono raggruppate in varie strutture in funzione dei loro diversi orientamenti: 46 comunità locali appartengono alla Türkisch Islamischen Stiftung für die Schweiz (TISS), ossia la Fondazione islamico-turca per la Svizzera, costituita nel 1987, che è sostenuta dallo Stato turco e collabora con il Direttorato degli affari religiosi (Diyanet) per il reclutamento degli imam. I comitati direttivi delle singole associazioni sono tuttavia costituiti indipendentemente dalla fondazione (TISS) e sono composti da persone radicate nel contesto locale. Il Verband islamischer Kulturzentren (VIKZ), ossia l’associazione dei centri culturali islamici, fondata nel 1979, gestisce 14 moschee e tre residenze studentesche. Il VIKZ presenta un profilo fortemente ortodosso con elementi mistici e si fonda sugli insegnamenti di Süleyman Hilmi Tunahan (1888-1959). La Schweizerische Islamische Glaubensgemeinschaft (SIG), ossia la comunità religiosa islamico-svizzera, che comprende 16 comunità locali, è vicina al movimento Milli-Görüş nato in Germania ed affonda le sue radici in un’interpretazione politica dell’Islam. Con il cambio generazionale, questo movimento si è però avvicinato maggiormente ai Paesi d’immigrazione. Esistono inoltre altre comunità turcofone che non appartengono a nessuna di queste associazioni. Le comunità di lingua araba non hanno un’organizzazione mantello. Esiste però la Liga der Muslime der Schweiz (LMS), ossia la Lega delle persone musulmane della Svizzera. Quest’associazione, fondata nel 1997, rappresenta una rete sovraregionale di associazioni particolarmente attiva nella Svizzera romanda e in Ticino. Alcuni dirigenti della LMS sono vicini alla Fratellanza Musulmana.
Young Swiss Muslim Network (YSMN)
Lo Young Swiss Muslim Network (YSMN), ossia la rete delle giovani e dei giovani musulmani svizzeri, è una piattaforma creata da questi ultimi per promuovere lo scambio e il networking. Dal 2015 lo YSMN organizza incontri annuali per gruppi di giovani musulmani e associazioni studentesche di tutta la Svizzera. Propone inoltre workshop su temi quali la mediazione e la risoluzione dei conflitti, la gestione di progetti o il lavoro con i media, così come viaggi culturali. Lo YSMN si propone di fornire un contributo alla società svizzera e di trattare su più livelli temi legati all’Islam e ai musulmani. I suoi membri esprimono così il loro desiderio di partecipazione e coinvolgimento, due elementi centrali dell’attuale dibattito sull’Islam e sulle persone musulmane in Svizzera.
Il Consiglio Centrale Islamico della Svizzera (CCIS)
Il Consiglio Centrale Islamico della Svizzera (CCIS) è stato fondato nel 2009, in piena campagna anti-minareti, dai due convertiti Nicola Blancho e Abdelazziz Qaasim Illi. A suo dire, il CCIS conta circa 40 membri attivi che partecipano al lavoro dell’associazione e alle reti sociali, nonché circa 4’200 membri passivi senza diritto di voto e di elezione. Dopo l’accettazione dell’iniziativa contro l’edificazione di minareti, il CCIS si è profilato come difensore dei diritti delle persone musulmane in Svizzera e allo stesso tempo ha criticato il silenzio delle organizzazioni musulmane, in particolare delle organizzazioni mantello. I suoi fondatori miravano a diventare la voce dell’Islam in Svizzera. Abili dal punto di vista linguistico e mediatico, i rappresentanti del CCIS sono stati spesso invitati in trasmissioni televisive o intervistati dai media. Il CCIS è noto per le sue tendenze neo-salafite e ha ripetutamente compiuto azioni controverse e provocatorie che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e contribuito a dare una certa immagine delle persone musulmane, fortemente influenzata dai discorsi e dalla perfomatività delle persone convertite. Fino al 2015, il CCIS aveva quindi una forte influenza sui dibattiti pubblici, che però è poi diminuita notevolmente. Ciò è dovuto anche ai vari procedimenti penali che il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato nei confronti di esponenti di spicco del CCIS.
Il Forum per un Islam Progressista (FIP)
Il Forum per un Islam Progressista (FIP) è stato fondato nel 2004 da Saida Keller-Messahli. L’associazione sostiene di rappresentare “la voce della maggioranza silenziosa” delle persone musulmane e di difendere un Islam “liberale”. Anche se il numero di membri dell’associazione è probabilmente piuttosto esiguo (secondo la sua presidente, circa 200 persone), Saida Keller-Messahli ha contribuito a dare forma a un dibattito sulle persone musulmane in Svizzera. Nelle sue interviste e pubblicazioni, la presidente del FIP mette in guardia soprattutto dai predicatori radicali e dall’influenza transnazionale dei movimenti salafiti. Accusa le autorità di una certa ingenuità nei loro rapporti con gli imam, le comunità musulmane locali e le organizzazioni mantello musulmane. Le sue opinioni hanno avuto una risonanza mediatica, ma sono pure state criticate dai rappresentanti del mondo accademico, governativo e mediatico. Anche le associazioni musulmane respingono con forza le accuse mosse nei loro confronti.
La Moschea aperta Svizzera
La Moschea aperta Svizzera è un’iniziativa che conta 15-20 membri attivi, i quali si sforzano da alcuni anni di creare una moschea aperta e inclusiva, in cui il genere e l’orientamento sessuale non svolgono alcun ruolo. Inoltre, donne e uomini dovrebbero poter pregare fianco a fianco, e le donne dovrebbero poter dirigere le preghiere rituali. Tre di queste preghiere, accessibili al grande pubblico, si sono tenute rispettivamente nella Chiesa aperta di Elisabethen a Basilea nel 2016, nella Cappella di Sant’Anna a Zurigo nel 2018 e nella Chiesa ecumenica di Halden a San Gallo nel 2019. Inoltre, l’associazione partecipa anche a preghiere interreligiose. Il modello su cui si basa l’idea di fondare una “moschea aperta” in Svizzera è l’Inclusive Mosque Initiative (IMI), nata a Londra. Negli ultimi cinque anni sono state organizzate alcune iniziative di questo tipo pure in Indonesia, Europa e negli Stati Uniti. Anche se le promotrici ed i promotori criticano per lo più le strutture patriarcali delle comunità musulmane, finora la loro offerta ha avuto un’eco limitata. Ciò è dovuto anche al fatto che un cambiamento nella pratica religiosa, per esempio la pregheria in comune tra uomini e donne o la direzione di quest’ultima da parte di una donna, disorienta ancora.
L’associazione Al-Rahman: con ragione e devozione
L’associazione “Al-Rahman: con ragione e devozione”, fondata nel 2017, conta attualmente più di 60 membri. Anch’essa afferma di impegnarsi per una moschea aperta e inclusiva. A questo proposito, l’associazione ha pure sostenuto le preghiere della Moschea aperta Svizzera e ha partecipato a preghiere interreligiose nelle regioni di Olten, Zurigo e San Gallo. Secondo le sue stesse dichiarazioni, una parte essenziale dell’attività dell’associazione è il lavoro di risveglio e di educazione in materia di Corano. Le cosiddette ore comunitarie sono dedicate al la preghiera comune e allo studio del Corano con successiva meditazione.
Bibliografia
Letteratura
Schneuwly Purdie, M., & Tunger-Zanetti, A. (2023). Switzerland. Country report 2021. In S. Akgönül, J. Nielsen, A. Alibasic, S. Müssig, & R. Egdunas (Éds.), Yearbook of Muslims in Europe (Brill, Vol. 14, p. 667‑683).