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Il Tribunale cantonale di Appenzello Esterno ha condannato a pene tra i 14 e i 22 mesi di carcere, parzialmente con la condizionale, tre serbi che su commissione avevano massacrato di botte un contadino di 34 anni lo scorso 8 giugno a Rehetobel (AR). Secondo i giudici, che hanno pubblicato oggi la sentenza, si sono resi colpevoli solo di lesioni semplici, e non di lesioni gravi come sosteneva l'accusa.
I tre erano stati ingaggiati da un altro contadino del posto, che voleva "dare una lezione" al vicino, con il quale era in conflitto da tempo. La polizia aveva allora parlato di un'"aggressione brutale": il 42enne imputato principale e un altro dei serbi, un 31enne kickboxer alto quasi due metri, avevano pestato l'agricoltore causandogli una lesione cerebrale, la rottura del setto nasale, la frattura multipla di una mano e contusioni su tutto il corpo: l'uomo ha trascorso giorni in cure intensive e ha dovuto essere operato più volte. Il terzo complice, un 43enne, aveva fatto da palo.
Secondo la corte, non è però abbastanza per parlare di lesioni gravi, che secondo il codice penale richiedono la messa in pericolo della vita o una mutilazione. Il pubblico ministero aveva chiesto tre anni di reclusione per il primo, 30 mesi per il secondo in parte con la condizionale e 18 mesi con la condizionale per il terzo.
Il tribunale ha assegnato alla vittima un risarcimento di 10'000 franchi a carico degli imputati. Le motivazioni dettagliate della sentenza non sono state ancora pubblicate. Il contadino 56enne che aveva ingaggiato i serbi, come pure uno svizzero di 28 anni e un belga di 37 che avevano fatto da intermediari, saranno giudicati in un altro processo, previsto in autunno.
SDA-ATS