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Tra le quattro mura domestiche si continua a consumare violenza fisica e sessuale da parte della persona più intima con cui si convive, il partner, con un impatto fisico e psichico enorme non solo per la vittima, ma anche per i familiari testimoni della violenza.
Nel mondo, oltre una donna su 4 (il 27%) subisce una qualche forma di violenza fisica o sessuale dal partner nel corso della propria vita, una su sette negli ultimi 12 mesi; spesso già a 15 anni si fanno le prime esperienze di questo tipo, con quasi una giovane su 4 (24%) che ha già subito un’esperienza di questo tipo.
Sono le stime che emergono da uno studio dell’Organizzazione mondiale della salute (Oms) che ha sfruttato il database globale sulla prevalenza della violenza sulle donne, un’indagine con dati che riguardano il periodo 2000-2018 e che comprende un campione di donne rappresentativo del 90% della popolazione mondiale. E poiché i dati si basano sull’autodenuncia da parte delle donne, sono quasi certamente una sottostima del reale fenomeno; senza contare che la pandemia ha di certo esacerbato il problema, con il carnefice che si è fatto spesso scudo dell’omertà generata da lockdown e altre misure di isolamento.
È emerso che la prevalenza delle violenze subite per mano del partner è massima in Oceania (49%), e Africa Centrale subsahariana (44%). La diffusione minore si registra in Asia Centrale (18%), ed Europa Centrale (16%). In particolare in Oceania si registrano i dati peggiori, con oltre la metà delle donne che hanno riferito una violenza da parte del partner in Kiribati (53%), Isole Solomon (51%) e Papua Nuova Guinea (50%). Armenia e Georgia sono i Paesi con meno violenza domestica da parte del partner (10%).
A livello globale si stima che il 27% delle donne di 15-49 anni abbia subito una violenza fisica e/o sessuale per mano del partner (marito, convivente o comunque partner di lungo corso); le stime suggeriscono che per il 2018, ultimo anno dell’indagine, fino a 492 milioni di donne di 15-49 anni hanno subito una violenza perpetrata dal partner nei 12 mesi precedenti, pari al 13%, ovvero una donna su 7.
"La violenza da parte del partner colpisce la vita di milioni di donne, bambini, famiglie e intere società nel mondo" – afferma il coordinatore del lavoro Claudia García-Moreno dell’Oms. Sebbene questo studio riguardi dati precedenti al Covid-19 – sottolinea –, i numeri sono allarmanti e diverse ricerche hanno evidenziato che con la pandemia il problema della violenza domestica è aumentato, esacerbato ulteriormente da isolamento, abuso di alcol, depressione e ansia".
"È particolarmente allarmante l’elevato numero di giovani donne che hanno subito una violenza da parte del partner in quanto l’adolescenza e la prima età adulta sono fasi della vita importantissime in cui si costruiscono i fondamenti di una relazione sana – afferma l’autrice principale del lavoro Lynnmarie Sardinha, dell’Oms. La violenza contro le giovani ha un impatto a lungo termine sulla loro salute e sul loro benessere. Ma questa violenza si può prevenire e molto resta da fare investendo in interventi efficaci nella comunità e nelle scuole per promuovere l’uguaglianza di genere", conclude.