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La Commissione ha discusso come ripetere la votazione sull’iniziativa popolare «Per il matrimonio e la famiglia – No agli svantaggi per le coppie sposate» potrebbe eventualmente ripercuotersi sulla tabella di marcia prevista per l’attuazione del «Matrimonio civile per tutti». L’iniziativa popolare definisce il matrimonio, a livello costituzionale, come durevole convivenza di un uomo e di una donna. Il Consiglio federale deve ripetere la votazione al più tardi il 27 maggio 2020 se l’iniziativa popolare non è stata ritirata fino a quel momento. Indipendentemente da questo fatto, la Commissione ha deciso di proseguire con l’attuazione dell’iniziativa «Matrimonio civile per tutti» (risultati della procedura di consultazione).
Dopo aver discusso approfonditamente la variante, con 13 voti contro 12 la Commissione ha deciso di rinunciare, nel progetto, a consentire l’accesso al seme di un donatore nel caso delle coppie omosessuali femminili coniugate. La Commissione ritiene che il progetto non sarebbe in grado di ottenere una maggioranza. Vorrebbe trattare le questioni concernenti la medicina della riproduzione soltanto in un secondo tempo.
La minoranza ritiene che soltanto la variante sia in grado di garantire la completa parità tra coppie omosessuali ed eterosessuali. Con 14 voti contro 4 e 5 astensioni la Commissione ha inoltre deciso, nell’ambito della presente revisione, di stralciare dal Codice civile le pretese civili di risarcimento per scioglimento del fidanzamento (art. 92 CC), ritenendo tale disposizione socialmente obsoleta. Nella votazione sul complesso, con 17 voti contro 7 e 1 astensione la Commissione ha approvato il progetto rielaborato. Una minoranza propone di non entrare in materia e di mantenere il diritto vigente. Dopo averlo rielaborato, la Commissione approverà il rapporto esplicativo in occasione della sua prossima riunione e sottoporrà il progetto per parere al Consiglio federale. Il dibattito in Consiglio nazionale si terrà probabilmente nella sessione primaverile del 2020.
Il contributo di solidarietà non deve causare perdite finanziarie
In alcuni Cantoni, le persone che hanno ottenuto un contributo di solidarietà secondo la legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) si sono viste ridurre le loro prestazioni complementari. La Commissione ritiene che questo non corrisponda alla volontà del legislatore. Con 20 voti contro 0 e 1 astensione ha adottato una mozione commissionale (19.3971) in cui invita il Consiglio federale a prendere le misure del caso.
Diritto della società anonima: persistono numerose divergenze
La Commissione ha proceduto a eliminare le divergenze relative al progetto di legge sulla revisione del diritto sulla società anonima (16.077, progetto 1). Propone al proprio Consiglio di mantenere le sue decisioni relative alla maggioranza dei punti ancora in sospeso. Ha deciso segnatamente di mantenere la sua posizione concernente la possibilità per le imprese di fissare il capitale azionario in valuta estera e di consentire la fondazione semplificata. Ha deciso infine di riesaminare alcuni punti che non sono più oggetto di divergenze tra le due Camere. E' il caso, in particolare, delle disposizioni relative all'assunzione di beni, per il quale occorre giungere a un accordo con la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati. L'oggetto sarà dunque trattato in Consiglio nazionale durante la sessione invernale 2019.
Per un’estensione dello Statuto di Roma
Con 19 voti contro 0 e 15 astensioni la Commissione ha approvato il decreto federale che approva gli emendamenti del 14 dicembre 2017 allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (19.028). La Commissione ritiene che, approvando gli emendamenti che consentono di punire l’utilizzo di tre nuovi tipi di armi da guerra, la Svizzera contribuirà a prevenire i crimini di guerra e a migliorare la protezione sia dei civili sia dei combattenti. L’approvazione degli emendamenti confermerà anche la lunga tradizione svizzera in materia di protezione della popolazione in caso di guerra.
Attesa di una panoramica generale delle pene detentive a vita
La Commissione si è occupata di due iniziative parlamentari simili il cui obiettivo era di aumentare considerevolmente la durata massima dell’esecuzione di una pena detentiva rispetto a quanto avviene oggi. L’intento sarebbe realizzabile triplicando la durata massima odierna di 20 anni per portarla a 60 anni (18.435 n Iv. Pa. Stamm. Aumentare sensibilmente la durata massima delle pene detentive) o sancendo il principio secondo cui, in caso di una pena detentiva a vita, la liberazione condizionale del colpevole possa essere concessa al più presto dopo 30 anni (18.433 n Iv. Pa. Glarner. Pena detentiva perpetua in caso di crimini particolarmente gravi, poiché anche il trauma delle vittime e dei famigliari resta per tutta la vita!). Anche se la Commissione mostra una certa comprensione per la richiesta, vorrebbe attendere il rapporto del Consiglio federale sulle pene detentive a vita previsto per il prossimo anno (Rapporto in adempimento dei postulati 18.3530 e 18.3531). Con 15 voti contro 9 e 1 astensione e con 15 voti contro 10 respinge perciò le iniziative. Una minoranza ritiene necessario intervenire subito e fa presente che pene detentive troppo brevi contraddicono il senso di giustizia.
Ordinanza sull'indicazione dei prezzi
Con 16 voti contro 7 e 1 astensione la Commissione ha accolto la mozione 17.4211 «Per un'ordinanza sull'indicazione dei prezzi più vicina ai consumatori». La mozione incarica il Consiglio federale di modificare l'ordinanza sull'indicazione dei prezzi in modo tale che le indicazioni obbligatorie nella pubblicità per l'indicazione dei prezzi e le specificazioni non debbano più essere comunicate singolarmente su ogni mezzo pubblicitario. L'autore della mozione ha ritirato il punto 2 della stessa. La Commissione ritiene di soddisfare in modo più efficace la richiesta della protezione dei consumatori se determinate indicazioni obbligatorie non appaiono in caratteri minuscoli sui mezzi pubblicitari, ma si possono scaricare per via elettronica risultando così più leggibili per i consumatori. Una minoranza teme invece che ne risenta la trasparenza e propone di respingere la mozione.
Presieduta dal consigliere nazionale Pirmin Schwander (UDC/SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 29 e 30 agosto 2019.