Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/146575

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di intervenire, sul piano multilaterale, per rafforzare a livello internazionale il carattere vincolante dei principi della Conferenza di Washington applicabili alle opere d'arte confiscate dai nazisti estendendone il campo di applicazione ai commercianti d'arte, alle fondazioni e ad altre istituzioni analoghe del settore privato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rinvia alla sua risposta all'interpellanza Aubert 13.4027.</p><p>Già nel 1998 la Confederazione ha istituito in seno all'UFC/DFI l'ente opere d'arte frutto di spoliazioni e adottato, insieme ad altri 43 Stati, i principi della Conferenza di Washington applicabili alle opere d'arte confiscate dai nazisti.</p><p>Nel mese di giugno del 2009, in occasione della Conferenza di Praga sui beni dell'era dell'Olocausto, la Svizzera ha sottoscritto, unitamente ad altri 45 Stati, la Dichiarazione di Terezin che rafforza i principi della Conferenza di Washington.</p><p>Anche per il settore privato i principi di Washington hanno oggi un'importante funzione segnaletica per l'identificazione delle opere d'arte trafugate dai nazisti e la ricerca di soluzioni corrette ed eque. Sia in Svizzera sia a livello internazionale questi principi sono considerati una buona prassi per la gestione di queste opere.</p><p>Per quanto noto, sul piano multilaterale non è in corso nessun'altra iniziativa interstatale per rafforzare il carattere vincolante dei principi di Washington. Se questa situazione dovesse mutare, il Consiglio federale sarebbe disposto a esaminare le richieste in tal senso. Al momento non vede però la necessità di un intervento solitario della Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.