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Nel Cantone Vaud, una famiglia di nomadi parcheggia la propria roulotte su un terreno in accordo con il contadino suo proprietario. Poco dopo giunge la polizia, che comunica al contadino che i nomadi non possono restare sul suo terreno e minaccia sanzioni. I poliziotti giustificano la decisione con la violazione delle norme sulla pianificazione del territorio. L’allora rappresentante dei nomadi in seno alla CFR scrive una lettera al Comune per trovare una soluzione amichevole del contenzioso. Ma la risposta che riceve è di rivolgersi a un avvocato e adire le vie legali. Il contenzioso tra il Comune e i nomadi giunge così dinanzi al Tribunale amministrativo. Prima che sia pronunciata la decisione, il Comune revoca però il provvedimento. Il problema non può tuttavia dirsi risolto.
Il signor X è proprietario da diversi decenni di otto appartamenti in un caseggiato situato nel centro di una città di medie dimensioni. Si è rivolto alla CFR per denunciare l’operato, a suo dire razzista, del sindaco. Negli anni 1970 e 1980, X ha affittato le abitazioni a persone provenienti da Paesi dell’ex Jugoslavia: non ha mai avuto problemi con i locatari, ma ha dovuto fare i conti con l’ostilità razzista dei suoi concittadini. Lo scoppio della guerra nei Balcani ha innescato una serie di conflitti tra inquilini, incomprensibili agli occhi di X: «serbi, croati, bosniaci, tutti l’uno contro l’altro». Non vedendo altra soluzione, il proprietario ha disdetto in blocco tutti i contratti d’affitto. Da allora gli appartamenti sono occupati soltanto da famiglie tamil, che però sono viste dal sindaco come il fumo negli occhi. Recentemente il primo cittadino ha indirizzato a X una lettera in cui deplora la «ghettizzazione del quartiere» e gli intima addirittura di disdire i contratti. Il signor X ha chiesto alla CFR se un sindaco abbia diritto di formulare richieste di questo tipo e quali misure sia possibile adottare contro simili comportamenti razzisti. La segreteria della CFR ha confermato che il modo di agire del primo cittadino è di natura quantomeno xenofoba e ha chiarito i presupposti legali: il proprietario è libero di decidere a chi affittare i propri appartamenti. Il sindaco non ha alcuna possibilità di opporsi alla decisione, a meno che non sorgano conflitti seri con il vicinato. La segreteria ha indirizzato X a un centro di consulenza locale che può aiutarlo nella gestione del contenzioso.
Inizio paginaUltima modifica: 02.01.2019