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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Convenzione delle Alpi (convenzione quadro) è stata firmata dalla Svizzera il 7 novembre 1991 e ratificata il 28 gennaio 1999. Negli anni 1991-2000 sono stati elaborati complessivamente nove protocolli dalle parti contraenti della Convenzione (Germania, Ue, Francia, Italia, Liechtenstein, Monaco, Austria, Slovenia e Svizzera), che contengono misure concrete nei settori: pianificazione del territorio e sviluppo sostenibile, agricoltura di montagna, protezione della natura e del paesaggio, bosco di montagna, turismo, protezione del suolo, energia, trasporti e risoluzione delle controversie. Nella convenzione quadro sono stati sanciti ulteriori quattro temi, che in futuro potrebbero essere trattati sotto forma di protocolli, si tratta dei settori: popolazione e cultura, aria, acque e rifiuti. In occasione della VI Conferenza della Alpi tenutasi il 30/31 ottobre 2000 a Lucerna i ministri presenti hanno deciso di avviare i lavori preliminari per l'elaborazione di un eventuale protocollo "Popolazione e cultura". Se tale progetto è destinato a essere portato avanti, lo si deciderà in occasione della VII Conferenza delle Alpi nel novembre 2002. Secondo la posizione ufficiale della Svizzera, la priorità è accordata all'attuazione dei protocolli già conclusi. L'elaborazione dei protocolli spetta alle parti contraenti. La CIPRA (organizzazione mantello che riunisce oltre 100 organizzazioni private dell'intero Arco alpino) è un'organizzazione non governativa con lo statuto di osservatrice negli organi della Convenzione delle Alpi (si tratta di una delle 12 organizzazioni osservatrici). Essa non ha ricevuto né a livello nazionale né a livello internazionale un mandato per l'elaborazione di un protocollo. Le organizzazioni private sono tuttavia libere di riflettere sull'argomento sviluppo sostenibile nelle regioni di montagna e di esprimere il loro parere in pubblico. </p><p>In seguito all'incendio verificatosi nella galleria stradale del San Gottardo il 24 ottobre 2001, il 30 novembre 2001, su invito del Consigliere federale Moritz Leuenberger, si sono riuniti i ministri dei trasporti di Germania, Francia, Italia e Austria. Erano presenti anche la presidente della Conferenza dei ministri dei trasporti dell'Ue e la vicepresidente della Commissione Ue. Nella dichiarazione comune dei ministri dei trasporti dei Paesi alpini, su richiesta della Francia, si è fatto riferimento espressamente all'attuazione del protocollo "Trasporti" della Convenzione delle Alpi. Tutti i Paesi che hanno partecipato alla Conferenza di Zurigo, interessati direttamente dal traffico transalpino, sono al contempo parti contraenti della Convenzione delle Alpi, che in occasione della VI Conferenza delle Alpi il 30/31 ottobre 2000 hanno firmato il protocollo in questione. Il documento non contiene concetti contrari alla politica svizzera dei trasporti, confermata più volte dal Popolo elvetico in votazioni democratiche.</p><p>In merito alle singole domande:</p><p>1. I Governi di Italia, Germania, Liechtenstein e Austria nel periodo 7 febbraio - 21 marzo 2002 hanno approvato la ratifica di tutti i protocolli, trasmettendoli ai relativi Parlamenti. I Parlamenti di questi Paesi, come probabilmente anche quelli di Monaco e Slovenia, delibereranno ancora quest'anno sulla ratifica, prendendo una decisione definitiva; ciò significa che entro la fine dell'anno nel quadro dell'Anno Internazionale delle Montagne patrocinato dall'ONU, la maggioranza delle parti contraenti procederà alla ratifica dei protocolli relativi alla Convenzione delle Alpi. Inoltre, la ratifica dei protocolli relativi alla Convenzione delle Alpi non comporta alcuna modifica della legislazione vigente. </p><p>2. L'origine della Convenzione delle Alpi risiede risale ad un'iniziativa della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA). Dal 1989 i Paesi alpini e l'Ue si impegnano attivamente nell'ambito della protezione e dell'utilizzazione della regione alpina. In seno agli organi della Convenzione delle Alpi, la CIPRA gode dello statuto di osservatrice (insieme ad altre 11 organizzazioni, in maggioranza rappresentanti di enti territoriali). La CIPRA è un'organizzazione privata. E' suo diritto esprimere pubblicamente la sua disapprovazione o avanzare richieste alle parti contraenti della Convenzione. Va tuttavia sottolineato che il Consiglio federale non condivide la posizione della CIPRA. </p><p>Il direttore dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) non ha rilasciato dichiarazioni in contraddizione con il messaggio concernente la ratifica dei protocolli relativi alla Convenzione delle Alpi. </p><p>Il Consiglio federale ribadisce che la Convenzione delle Alpi e i relativi protocolli corrispondono alla legislazione svizzera e che non sarà necessario procedere a modifiche. Le disposizioni rientrano tutte nella sfera del diritto non direttamente applicabile, vale a dire che all'interno di un Paese non incidono direttamente sui diritti e sugli obblighi del singolo. La Convenzione e i relativi protocolli sono intesi a rendere più dinamica e più coerente la politica svizzera attuata nelle regioni di montagna e a promuovere la collaborazione con altri Paesi alpini. Rimane garantita la ripartizione di competenze all'intero del Paese.</p><p>La ratifica non ha ripercussioni finanziarie dirette. I costi menzionati nel messaggio, pari ad un massimo di 250'000 franchi per la futura Segreteria permanente, andrebbero comunque sostenuti, visto che con la ratifica della convenzione quadro la Svizzera è parte contraente della Convenzione delle Alpi. L'ammontare destinato all'attuazione della Convenzione a disposizione dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) è pari a 250'000 franchi all'anno e non è previsto di aumentarlo. </p><p>1. Il Consiglio federale non vede alcuna violazione delle proprie competenze o delle competenze del Parlamento nella preparazione e nell'adozione del messaggio concernente la ratifica dei protocolli. </p><p>2. In occasione della VI Conferenza della Alpi tenutasi il 30/31 ottobre 2000 a Lucerna i ministri presenti hanno deciso di avviare i lavori preliminari per l'elaborazione di un eventuale protocollo "Popolazione e cultura". L'incarico è stato affidato all'Italia, di turno alla Presidenza. Durante la VII delle Alpi, che si terrà nel novembre 2002, i ministri dei Paesi alpini prenderanno una decisione definitiva in merito all'elaborazione del protocollo, fissando eventualmente i temi. L'elaborazione dei protocolli compete alle parti contraenti e non ad un'organizzazione privata. Attualmente, presso l'ATEC non è in elaborazione nessun nuovo protocollo. Né l'ATEC né l'ARE hanno affidato alla CIPRA o ad un'altra organizzazione il mandato per la preparazione o l'elaborazione di un protocollo.</p><p>5. La ratifica dei protocolli relativi alla Convenzione delle Alpi non incide sulla ripartizione delle competenze delle parti contraenti all'interno dei rispettivi Paesi. Il principio alla base dell'ordinamento svizzero, ovvero la sussidiarietà, è stato ripreso tale e quale dalle altri parti contraenti, non da ultimo grazie alla tenacia elvetica, come anche il principio dello sviluppo sostenibile, vale a dire la ponderazione di interessi economici, sociali ed ecologici. Infine, l'attuazione della Convenzione delle Alpi e dei relativi protocolli avverrà nel quadro delle politiche settoriali che non si limitano all'Arco alpino.</p>  Risposta del Consiglio federale.