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PARIGI - La divisione francese di UBS è stata ufficialmente posta sotto esame nell'ambito dell'inchiesta condotta dalle autorità francesi nei confronti della grande banca elvetica. È stata anche fissata una cauzione di 40 milioni di euro, ha comunicato ieri sera UBS, annunciando l'intenzione di contestare tale decisione.
"Dopo tre anni di inchiesta con la nostra più completa collaborazione, riteniamo che non ci sia nel dossier nessun indizio di reati criminali", precisa la banca. Per questo motivo "troviamo sconvolgente essere oggetto di una cauzione che consideriamo come una penalità".
Finora UBS era coinvolta nell'inchiesta, avviata il 12 aprile 2013 dalla procura parigina per riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale, con lo statuto di "testimone assistito".
L'istituto elvetico è accusato di aver consentito per diversi anni - dal 2004 al 2012 - ad alcuni suoi agenti commerciali di recarsi dai più facoltosi clienti in Francia, in violazione della legge, per proporre loro meccanismi con cui occultare parte dei loro depositi oltre frontiera. Per nascondere le transazioni sarebbe stata messa in campo anche una doppia contabilità.
Alla fine dello scorso anno UBS ha già dovuto pagare una cauzione di 1,1 miliardi di euro (1,3 miliardi di franchi).