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Niente diritto di voto a livello comunale per gli stranieri nel canton Berna: lo ha deciso martedì il parlamento, bocciando di misura due mozioni in tal senso formulate dalla sinistra.
Una delle proposte è stata bocciata con 77 voti contro 73 e 5 astensioni, l'altra con 78 voti contro 73 e 4 astensioni.
Per la seconda volta in due anni il legislativo cantonale bernese ha rifiutato di accordare ai comuni la libertà di introdurre il diritto di voto agli stranieri.
Due mozioni in tal senso proposte dalla sinistra socialista e verde sono infatti state bocciate di misura: una con 77 voti contro 73 e 5 astensioni, l'altra con 78 voti contro 73 e 4 astensioni.
Ago della bilancia è stato il gruppo liberale radicale, schieratosi con la destra nazionalconservatrice (UDC) e con l'Unione democratica federale sul fronte del no.
Per gli oppositori al diritto di voto occorre infatti accordare la priorità all'integrazione degli stranieri e alla loro naturalizzazione. Solo chi ha acquisito la cittadinanza elvetica godrebbe quindi di diritti politici.
Collera della sinistra
L'opinione della maggioranza borghese ha suscitato la collera della sinistra socialista e verde, promotrice delle mozioni.
Particolarmente deluso il deputato socialista di Bienne, Ricardo Lumengo, secondo cui "chi ha instaurato un forte legame con la sua nuova patria dovrebbe poter partecipare ai dibattiti che la concernono".
Anche il Consiglio di Stato bernese si era espresso a favore ed aveva raccomandato l'adozione delle due mozioni. Di maggioranza rosa-verde, il governo cantonale ritiene infatti che questo diritto popolare possa favorire l'integrazione e quindi anche la "coabitazione pacifica" con la popolazione autoctona.
Un'opinione condivisa pure da Andreas Ladner, professore di amministrazione svizzera e politiche istituzionali presso l'Istituto superiore di studi in amministrazione pubblica (Idheap) di Losanna, secondo il quale "è chiaro che chi ha la possibilità di dire la sua su un determinato argomento si sente maggiormente implicato di chi invece non ha questa possibilità. Il diritto di voto può quindi essere un valido strumento d'integrazione", dice a swissinfo.
Reticenze nella Svizzera tedesca
Negli ultimi decenni la possibilità per i comuni di introdurre il diritto di voto per gli stranieri a livello locale è stata più volte tema di discussione nel canton Berna. L'ultimo tentativo risale al 2005, quando il parlamento non era tuttavia entrato in materia.
Ladner non è affatto stupito dall'ennesimo rifiuto bernese di accordare il voto agli stranieri: "Questo diritto è particolarmente contestato nella Svizzera tedesca, dove ogni proposta in tal senso è puntualmente bocciata", afferma.
Attualmente la facoltà di lasciar votare gli stranieri a livello comunale esiste solo nei cantoni Giura, Neuchâtel, Vaud, Appenzello Esterno, Grigioni, Friburgo, Ginevra e Basilea città.
Sono quindi soprattutto i cantoni romandi ad accordare questo diritto. Per Andreas Ladner ciò è dovuto a una differenza culturale fra Svizzera tedesca e Svizzera romanda.
"Le culture politiche sono diverse da una regione linguistica all'altra", spiega. "Nei comuni della Svizzera tedesca l'autodeterminazione e la codecisione sono più importanti rispetto a quello che accade in terra romanda. Inoltre la Svizzera francese è più favorevole all'integrazione degli stranieri".
swissinfo e agenzie
Diritti politici agli stranieri
Il diritto di voto agli stranieri è da tempo rivendicato soprattutto dalla sinistra.
Neuchâtel, pioniere nel settore, è stato il primo cantone ad accordare il diritto di voto agli stranieri a livello comunale nel 1850.
Alla sua creazione nel 1978, il canton Giura ha accordato agli stranieri il diritto di voto a livello comunale e cantonale, nonché il diritto d'eleggibilità a livello comunale.
La tendenza si è in seguito sviluppata soprattutto a partire dal 2000 anche in altri cantoni.
Diritto di voto a livello comunale: Neuchâtel, Giura, Appenzello Esterno (solo in tre comuni su venti), Vaud, Grigioni (ma nessun comune lo accorda), Friborgo, Ginevra e Basilea Città.
Diritto di voto a livello cantonale: Giura, Neuchâtel e Friborgo.
A livello federale, per contro, gli stranieri non godono di alcun diritto politico.