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Un ex banchiere UBS sotto accusa dal 2011 negli Usa per complicità in evasione fiscale si è messo a disposizione della giustizia americana: lo riporta l'agenzia Bloomberg sulla base di documenti giudiziari in suo possesso. Secondo gli inquirenti l'uomo avrebbe aiutato facoltosi americani a nascondere i loro soldi al fisco statunitense, fra l'altro ricorrendo a conti presso la Banca cantonale di Basilea (BKB).
L'ex banchiere, attualmente consulente indipendente in investimenti, si è presentato agli U.S. Marshals - la polizia federale americana - il 14 ottobre e il giorno seguente è comparso davanti a un giudice federale. È stato rilasciato dopo aver corrisposto una cauzione di 750'000 dollari, di cui il 10% in contanti. Con l'assenso delle autorità è poi rientrato in Svizzera. Il processo nei suoi confronti dovrebbe aprirsi il 25 novembre a Fort Lauderdale, città della Florida.
Stando all'atto d'accusa, l'uomo si è reso complice di evasione fiscale per un periodo che va dall'inizio degli anni Novanta al 2010. Sino al 2003 ha lavorato presso UBS come manager con funzione dirigenziale nel Nord America, poi si è messo in proprio. Nell'ambito di questa attività avrebbe aiutato a trasferire denaro non dichiarato alla BKB quando, nel 2008, UBS ha messo fine alle sue relazioni di affari con gli evasori americani. L'istituto di Basilea è una delle quattordici banche svizzere al centro di un'inchiesta penale negli Usa.
Il consulente, insieme a un partner, avrebbe inoltre sconsigliato le persone non in regola con il fisco ad autodenunciarsi. La procura lo accusa ora di cospirazione nell'evasione fiscale: rischia sino a cinque anni di prigione e una multa di 250'000 dollari.
SDA-ATS