Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01234.jsonl.gz/896

In due terzi dei casi la procedura è stata applicata a persone di colore
MINNEAPOLIS - Sarebbero almeno 428 le persone che dal 2012 a oggi a subire una presa al collo durante un intervento della polizia di Minneapolis. Lo afferma la Cnn, sulla base di una ricerca compiuta analizzando i dati del dipartimento di polizia cittadino.
Almeno 58 persone avrebbero perso conoscenza a causa della pressione esercitata dall'agente. La procedura, divenuta tristemente famosa in seguito alla morte di George Floyd, non sarebbe quindi occasionale ma largamente utilizzata dagli uomini in servizio nella città del Minnesota - mentre altri dipartimenti hanno scelto di metterla al bando.
Un altro dato viene messo in risalto dalla Cnn: circa due terzi delle persone che hanno subito l'immobilizzazione sono afroamericane, mentre la comunità nera conta circa il 19& degli abitanti di Minneapolis.
L'agente che ha compiuto il fermo di Floyd non avrebbe agito secondo quelle che sono le procedure accettate dal manuale delle forze di polizia, che permette ai poliziotti di comprimere «uno o entrambi i lati del collo di un individuo con un braccio o gamba, senza applicare una pressione diretta sulla trachea o le vie respiratorie». Il manuale, che è stato aggiornato per l'ultima volta nel 2012, la considera «un'opzione non letale di uso della forza».
L'uomo ha abusato di minori che avevano tra gli uno e i dodici anni.
«Non ha riconosciuto la loro dignità umana. Gli piaceva giocare al dottore e non ha ancora capito quanto li ha fatti soffrire», così la procuratrice pubblica Pamela Pedretti.
Flavio Briatore si è espresso in merito ad alcuni disagi avvenuti nel GP di Singapore: «Bisogna assolutamente cambiare».
L'ex team manager di F1: «Quanto visto non fa bene né allo sport né allo spettacolo».