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MENDRISIO - Ieri Franco Ambrosetti, ex industriale ed ex presidente della Camera Ticinese di Commercio (Cc-Ti), ai microfoni della Rsi si è espresso sullo sciopero alla Exten S.A. di Mendrisio. Ha dichiarato che il taglio dei salari del 26% degli operai frontalieri della Exten SA, nonché del 16% per quelli residenti sarebbe "una misura di emergenza, ed è presa a malincuore". Un'altra affermazione di Ambrosetti, secondo cui vi sarebbe "la possibilità di una restituzione parziale dei soldi tolti ai dipendenti quando la situazione migliorerà", è giudicata "assolutamente azzardata".
Unia critica le dichiarazioni del consigliere di amministrazione di Exten S.A., soprattutto quella in cui il consigliere d'amministrazione della Exten S.A. afferma che "l'aggiunta al contratto individuale dei lavoratori della Exten SA, che prevede i tagli salariali citati (2.590 franchi contro i 3.500 franchi per i frontalieri), non contempla in alcun modo "una data di scadenza". La modifica - osserva Unia nel sito denunciamoli.ch, "è permanente oppure, se si preferisce, resterà in vigore fino a quando lo vorrà la proprietà del gruppo".
Una somma sottratta che, secondo Unia, non verrà mai restituita. Il sindacato invita Franco Ambrosetti a "dimostrare se il concetto di "imprenditoria etica" è solo fumo o c'è almeno una fettina d'arrosto". "Se il suo modo di fare impresa è diverso da quello dei dirigenti della Exten S.A., è giunto il momento di dimostrarlo".