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Incarto n. 14.2004.98 Lugano 4 novembre 2004 /B/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall'istanza 9 luglio 2004 presentata da AO 1Gastrosuisse, contro AP 1 sulla quale istanza la Pretore del Distretto di __________, con sentenza 14 settembre 2004 ha così deciso: "1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 14 settembre 2004 alle ore 14.00. 2./3./4. Omissis." Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto 15 settembre 2004 ne postula l'annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 17 settembre 2004 all'appello è stato concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto in fatto: A. Nell'ambito dell'esecuzione n. __________ dell'__________ di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 120.90 oltre accessori e dedotti eventuali acconti. B. All'udienza di contraddittorio dell'8 settembre 2004 nessuno è comparso. C. Con sentenza 14 settembre 2004 la Pretore del Distretto di __________, ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 14 settembre 2004 alle ore 14.00. D. Con atto d'appello 15 settembre 2004 la AP 1 ha prodotto una ricevuta 16 settembre 2004 dell'__________ __________ relativa al pagamento di fr. 185.90 a saldo dell'esecuzione n. __________ promossa dall'istante AO 1 che ha portato alla dichiarazione di fallimento. L'appellante ha poi affermato di avere pagato ratealmente diverse delle esecuzioni pendenti nei suoi confronti e di essere intenzionata a saldare le rimanenti. Considerato In diritto: 1.a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). c) Dalla ricevuta 16 giugno 2004 dell'__________ __________ si evince che l'appellante con il versamento di fr. 185.90 ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall'estratto delle esecuzioni 3 novembre 2004 dell'__________ __________ risultano pendenti nei confronti della debitrice 13 procedure per un importo complessivo di fr. 13'274.30, di cui tre promosse nel 2003 e le rimanenti nel corso del 2004. Di queste esecuzioni 3 sono già giunte alla domanda di realizzazione, in 2 è già stato eseguito il pignoramento e per una il 19 agosto 2004 è stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene l'elevato numero delle esecuzioni promosse nei confronti dell'appellante per un importo complessivo non indifferente, il fatto che nel corso di quest'anno le procedure esecutive siano aumentate, la constatazione che 5 siano già giunte al pignoramento rispettivamente alla domanda di realizzazione e che per una sia già stata emessa la comminatoria di fallimento, indicano che la debitrice non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza può essere ritenuto che la AP 1 si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante reso verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può trovare applicazione. Il fallimento della AP 1 va quindi confermato. 2. L'appello 15 settembre 2004 della AP 1 va quindi respinto. Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato. La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF). Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF). Per questi motivi, richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF pronuncia: 1. L'appello 15 settembre 2004 della __________ è respinto. 1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 10 novembre 2004 alle ore 10.00. 2. La tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano indennità. 3. Intimazione a: – RA 1; – AO 1; – Ufficio __________ – Ufficio __________; – Ufficio dei registri di __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto __________, __________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: La segretaria:

Incarto n. 14.2004.98 Incarto n. 14.2004.98

Incarto n. 14.2004.98 Lugano 4 novembre 2004 /B/sc/fb Lugano

Lugano 4 novembre 2004 /B/sc/fb

4 novembre 2004 /B/sc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser Chiesa, presidente,

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

Pellegrini e Walser segretaria: segretaria:

segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera Baur Martinelli, vicecancelliera

Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall'istanza 9 luglio 2004 presentata da

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall'istanza 9 luglio 2004 presentata da AO 1Gastrosuisse, AO 1Gastrosuisse,

AO 1Gastrosuisse, contro contro

contro AP 1 AP 1

AP 1 sulla quale istanza la Pretore del Distretto di __________, con sentenza 14 settembre 2004 ha così deciso:

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di __________, con sentenza 14 settembre 2004 ha così deciso: "1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 14 settembre 2004 alle ore 14.00.

"1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da martedì 14 settembre 2004 alle ore 14.00. 2./3./4. Omissis."

2./3./4. Omissis." Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP 1 che con atto 15 settembre 2004 ne postula l'annullamento;

15 settembre 2004 ne postula l'annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 17 settembre 2004 all'appello è stato

rilevato che con ordinanza presidenziale 17 settembre 2004 all'appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;

concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto

ritenuto in fatto:

in fatto: A. Nell'ambito dell'esecuzione n. __________ dell'__________ di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 120.90 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

A. Nell'ambito dell'esecuzione n. __________ dell'__________ di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 120.90 oltre accessori e dedotti eventuali acconti. B. All'udienza di contraddittorio dell'8 settembre 2004 nessuno è comparso.

B. All'udienza di contraddittorio dell'8 settembre 2004 nessuno è comparso. C. Con sentenza 14 settembre 2004 la Pretore del Distretto di __________, ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 14 settembre 2004 alle ore 14.00.

C. Con sentenza 14 settembre 2004 la Pretore del Distretto di __________, ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 14 settembre 2004 alle ore 14.00. D. Con atto d'appello 15 settembre 2004 la AP 1 ha prodotto una ricevuta 16 settembre 2004 dell'__________ __________ relativa al pagamento di fr. 185.90 a saldo dell'esecuzione n. __________ promossa dall'istante AO 1 che ha portato alla dichiarazione di fallimento. L'appellante ha poi affermato di avere pagato ratealmente diverse delle esecuzioni pendenti nei suoi confronti e di essere intenzionata a saldare le rimanenti.

D. Con atto d'appello 15 settembre 2004 la AP 1 ha prodotto una ricevuta 16 settembre 2004 dell'__________ __________ relativa al pagamento di fr. 185.90 a saldo dell'esecuzione n. __________ promossa dall'istante AO 1 che ha portato alla dichiarazione di fallimento. L'appellante ha poi affermato di avere pagato ratealmente diverse delle esecuzioni pendenti nei suoi confronti e di essere intenzionata a saldare le rimanenti. Considerato

Considerato In diritto: 1.a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

In diritto: 1.a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. Giroud, II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). Amonn/ Walther Brönnimann c) Dalla ricevuta 16 giugno 2004 dell'__________ __________ si evince che l'appellante con il versamento di fr. 185.90 ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. c) Dalla ricevuta 16 giugno 2004 dell'__________ __________ si evince che l'appellante con il versamento di fr. 185.90 ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall'estratto delle esecuzioni 3 novembre 2004 dell'__________ __________ risultano pendenti nei confronti della debitrice 13 procedure per un importo complessivo di fr. 13'274.30, di cui tre promosse nel 2003 e le rimanenti nel corso del 2004. Di queste esecuzioni 3 sono già giunte alla domanda di realizzazione, in 2 è già stato eseguito il pignoramento e per una il 19 agosto 2004 è stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene l'elevato numero delle esecuzioni promosse nei confronti dell'appellante per un importo complessivo non indifferente, il fatto che nel corso di quest'anno le procedure esecutive siano aumentate, la constatazione che 5 siano già giunte al pignoramento rispettivamente alla domanda di realizzazione e che per una sia già stata emessa la comminatoria di fallimento, indicano che la debitrice non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza può essere ritenuto che la AP 1 si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante reso verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può trovare applicazione. Il fallimento della AP 1 va quindi confermato.

Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall'estratto delle esecuzioni 3 novembre 2004 dell'__________ __________ risultano pendenti nei confronti della debitrice 13 procedure per un importo complessivo di fr. 13'274.30, di cui tre promosse nel 2003 e le rimanenti nel corso del 2004. Di queste esecuzioni 3 sono già giunte alla domanda di realizzazione, in 2 è già stato eseguito il pignoramento e per una il 19 agosto 2004 è stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene l'elevato numero delle esecuzioni promosse nei confronti dell'appellante per un importo complessivo non indifferente, il fatto che nel corso di quest'anno le procedure esecutive siano aumentate, la constatazione che 5 siano già giunte al pignoramento rispettivamente alla domanda di realizzazione e che per una sia già stata emessa la comminatoria di fallimento, indicano che la debitrice non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza può essere ritenuto che la AP 1 si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante reso verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può trovare applicazione. Il fallimento della AP 1 va quindi confermato. 2. L'appello 15 settembre 2004 della AP 1 va quindi respinto.

2. L'appello 15 settembre 2004 della AP 1 va quindi respinto. Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato. La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante

La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

(art. 49 OTLEF). Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata

Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF). presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF). Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF pronuncia: 1. L'appello 15 settembre 2004 della __________ è respinto. pronuncia: 1. L'appello 15 settembre 2004 della __________ è respinto. 1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da

1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 10 novembre 2004 alle ore 10.00. mercoledì 10 novembre 2004 alle ore 10.00. 2. La tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1.

2. La tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano indennità.

Non si assegnano indennità. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: – RA 1;

– RA 1; – AO 1;

– AO 1; – Ufficio __________ – Ufficio __________;

– Ufficio __________ – Ufficio __________; – Ufficio dei registri di __________.

– Ufficio dei registri di __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto __________,

Comunicazione alla Pretura del Distretto __________, __________

__________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: La segretaria:

Il presidente: La segretaria: