Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/210332

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sfruttare al massimo le capacità dei centri federali e cantonali d'asilo e di portare direttamente in Svizzera le persone bloccate sulle isole greche affinché possa loro essere garantita una procedura d'asilo corretta. Dovrà inoltre esortare altri Stati europei volenterosi a seguire il suo esempio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La flessibilità in termini di capacità che caratterizza il sistema svizzero d'asilo è prevista esplicitamente in modo da poter reagire in maniera rapida e adeguata alle fluttuazioni del numero di domande. Non è escluso che l'attuale situazione in Grecia, in Turchia e in altre regioni del mondo comporti un aumento delle domande d'asilo in Svizzera. Inoltre, l'attuazione delle misure per combattere il COVID-19 nei centri federali d'asilo risulta in una necessità di posti raddoppiata. Le riserve esistenti e l'attuale esiguo numero di domande d'asilo hanno permesso di mettere rapidamente a disposizione ulteriori capacità. Uno sfruttamento completo delle strutture andrebbe a scapito della protezione dei richiedenti l'asilo in Svizzera. Al di là della situazione attuale, occorre mantenere la possibilità di reagire in maniera flessibile alle fluttuazioni.</p><p>Il Consiglio federale continua tuttavia a seguire con attenzione l'evolversi della situazione nel settore migratorio in Turchia e in Grecia. Si adopera in maniera sistematica, sul piano bilaterale ed europeo, in favore del rispetto del diritto internazionale. In base alle vigenti disposizioni Dublino il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha inoltre proposto alla Grecia di ammettere richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati con legami familiari in Svizzera. Avvalendosi di questa opzione, la Grecia ha già presentato 22 di domande di ricongiungimento familiare, tutte accolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Inoltre, se la SEM stessa viene a sapere, ad esempio da parenti in Svizzera, che un minore non accompagnato si trova in Grecia, ne informa le competenti autorità greche affinché possano presentare una domanda. La Svizzera sfrutta pertanto il margine di manovra offerto dalle disposizioni di Dublino in favore dei richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati. Al momento i trasferimenti nel quadro di Dublino sono bloccati a causa della situazione legata al coronavirus. La SEM cerca tuttavia attivamente, in collaborazione con le autorità greche, di trovare soluzioni che consentano di eseguire rapidamente i ricongiungimenti familiari.</p><p>Prioritario resta tuttavia l'aiuto in loco. Già dal 2015 la Svizzera aiuta la Grecia a migliorare le strutture di accoglienza e alloggio, in particolare per i richiedenti minorenni non accompagnati. Nel quadro dell'aiuto umanitario sostiene le strutture di accoglienza sulle isole. Oltre che sullo sviluppo di un sistema d'asilo funzionante, intende concentrarsi soprattutto sulla rapidità d'intervento dell'aiuto umanitario, sulla promozione dei ritorni volontari e sulla protezione dei richiedenti l'asilo vulnerabili. Condizioni quadro dignitose per i campi profughi sono essenziali sia per garantire i diritti umani delle persone fuggite sia per arginare la pandemia COVID-19.</p><p>A livello europeo, il Consiglio federale chiede da tempo, oltre a una protezione efficace delle frontiere esterne, una riforma sostenibile del sistema Dublino, che comporti una ripartizione più equa delle responsabilità e anche della solidarietà. Deplora che questo obiettivo non sia finora stato conseguito. La Commissione europea ha preannunciato la presentazione, per la primavera 2020, del Patto per la migrazione e l'asilo, che dovrebbe contenere nuove proposte e rilanciare il dibattito sulla riforma di Dublino.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.