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Nel 2009 gli svizzeri hanno pagato in media un terzo in più dei cittadini dell'Unione Europea per le stesse merci e servizi. La differenza è dovuta in gran parte al rafforzamento del franco.
Particolarmente cara nella Confederazione si è rivelata la carne, che con un indice di 197 costa quasi il doppio rispetto ai paesi dell'UE, stando ai dati pubblicati lunedì dall'Ufficio federale di statistica.
Forti differenze si registrano anche per gli oli e i grassi (168 punti in Svizzera), gli alimentari in generale (144) e il pesce (150). Le differenze di prezzo per la carne è dovuta ai costi di produzione più elevati, secondo un portavoce dell'Unione Professionale Svizzera della Carne (UPSC). L'importazione è inoltre soggetta a restrizioni. Le autorità fissano contingenti che vengono ripartiti con il sistema dell'asta.
Le trattative sul libero scambio dei prodotti agricoli tra la Svizzera e l'Unione europea potrebbero portare a una riduzione dei prezzi, ha aggiunto il portavoce. Un'intesa favorirebbe le importazioni e i contadini svizzeri potrebbero abbassare i costi di produzione grazie ai prezzi più bassi di mangimi e materie prime, ha osservato.
Per alcuni tipologie di prodotti la differenza con la media UE (=100) è meno rilevante. Ad esempio per i tabacchi (104), i mezzi di trasporto privati (101), le comunicazioni (96), le bibite analcoliche (112) e quelle alcoliche (112).
In Svizzera il livello dei prezzi è sceso tra il 2000 e il 2006, avvicinandosi alla media europea. La tendenza però ha subito un'inversione di tendenza negli ultimi due anni, a causa del rafforzamento del franco. Nel 2007 l'indice aveva raggiunto 120 punti, per poi salire a 127 nel 2008.
swissinfo.ch e agenzie