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La lezione di Mr. Happy Face, il cane più brutto del mondo
Testa storta, capelli grigi, andatura zoppia, respiro rantolante... È «Mr. Happy Face», vincitore del concorso per l'elezione del cane più brutto del mondo, il popolarissimo «World's Ugliest Dog», che dopo due anni di sospensione a causa della pandemia è tornato a Petaluma, in California. Ma tutte queste informazioni importano poco al nostro eroe a quattro zampe e dal nome particolarmente allegro. L'animale, dalla lingua costantemente penzoloni, ha raggiunto la competizione da Flagstaff, in Arizona, insieme alla proprietaria, la musicista 48enne Jeneda Benally, che ama autodefinirsi suo «umano di supporto emotivo».
«È incredibile come a questo concorso sia riconosciuta la vera bellezza interiore e questo è semplicemente straordinario. Quindi non so se mi sento come se avessi il cane più brutto del mondo. So di avere il cane più adorabile del mondo», ha detto esclamato Benally sabato di fronte alle telecamere della Reuters, aggiungendo come sia convinta che la nuova stella abbia 17 anni.
«Gli addetti del rifugio da cui l'ho preso mi avevano avvertita sul fatto che questa creatura potesse essere persino un cane di razza... perché era così brutto!», ha raccontato la donna in una dichiarazione riportata sul sito web Huffington Post. «Il personale ha cercato di prepararmi a ciò che stavo per vedere. Mi hanno detto: ‘Non sappiamo cosa ci sia di sbagliato in questo cane. Non sembra un cane, sembra un alieno!’. Avevano detto tutte queste cose diverse sul cane. E io ho detto: ‘Va bene, voglio vederlo’. E lui è uscito, zoppicando. Era la creatura più bella e felice che avessi mai incontrato in vita mia».
Era appena l'agosto scorso quando Banelly decise di adottarlo. «Aveva bisogno di una seconda possibilità e meritava di essere amato». Meno di un anno dopo, eccolo qua a esultare sul palco (a modo suo): Mr. Happy Face, infatti, è diventato famoso.
Nonostante gli avvertimenti del rifugio, Banelly ha capito subito che era il cane che faceva per lei. «Quando l'ho incontrato per la prima volta, era la creatura più felice che avessi mai conosciuto. Si è avvicinato a me zoppicando e mi ha scelta», ha raccontato. «Ho giurato che quel giorno sarebbe stato così amato che non avrebbe mai ricordato quanto fosse stata terribile la sua vita precedente». Mr. Happy Face, la cui biografia non specifica la razza, non avrebbe vissuto a lungo dopo la sua adozione. Per quanto riguarda la sua longevità, Banelly la attribuisce in parte all'«amore» e alla «gentilezza» che ha ricevuto. I suoi passatempi, dice, includono «essere impavidamente adorabile», invocare il suo «privilegio di anziano» rispetto agli altri animali domestici e «mangiare cose puzzolenti».
E tutti questi «talenti» del nostro hanno letteralmente sbalordito i giudici e il pubblico. Acclamato dal pubblico, è stato il chiaro vincitore. «È meraviglioso. Mi piace la sua testa storta, il suo corpo senza capelli. È tutto brufoloso! È adorabile ma allo stesso tempo brutto...», ha dichiarato il dottor Dave Rupiper, uno dei giudici e veterinario locale dell'East Petaluma Animal Hospital.
Un cane di nome «Josie», dal pelo simile a quello del personaggio del Doc Brown del film «Ritorno al futuro» si è classificato secondo parimerito con «Wild Thang», un pechinese di sei anni con più pelo che corpo e senza denti per tenere la lingua in bocca. Mentre un Blue Factor Brussels Griffon di 12 anni, chiamato «Monkey», si è portato a casa il terzo posto.
Tra gli altri concorrenti, c'era anche un messicano senza pelo di nome «Morita», trovato per le strade di Puerto Penasco, in Messico, e portato negli Stati Uniti dall'organizzazione di soccorso di Santa Rosa, Compassion without Borders. Hanno gareggiato anche una coppia di carlini, entrambi salvati separatamente dall'Asia e che ora vivono al Pug Hotel Senior Sanctuary di Sonoma County.
La bellezza interiore conta più di quella esteriore? A sentire la giuria e la vincitrice di un concorso all'apparenza superfluo, sembra proprio di sì. Un vero e proprio «insegnamento» a opera del cane più brutto del mondo: la bellezza interiore è ciò che conta davvero nel lungo periodo, sono le cose che abbiamo dentro che contano. Insomma... la filosofia consiste nell'abbracciate tutte le stranezze e le imperfezioni. Queste rendono unici e belli, proprio come il cane più brutto del mondo. Al di là del «bombardamento di immagini» di quanto la società ci dice sia l'aspetto «ideale». L'invito di una manifestazione del genere è chiaro: facciamo un passo indietro e guardiamo alla bellezza sotto una luce diversa. Il cane più brutto del mondo, secondo la sua proprietaria, è un esempio perfetto di bellezza interiore. Oltre che un nuovo fenomeno della rete. A quanto pare, sembra proprio che il pubblico si sia innamorato del suo aspetto unico.