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I fornitori di dispositivi medici stabiliti in Svizzera non beneficiano più dal 26 maggio 2021 delle agevolazioni previste dal MRA. A questa data, il MRA avrebbe dovuto essere aggiornato per tenere conto dell’attuazione completa della legislazione rivista in Svizzera e nell'UE. L'UE ha rifiutato di aggiornare l'accordo a causa del contesto politico.
Su richiesta della Svizzera, si è tenuta una riunione del Comitato misto del MRA per discutere le divergenze relative all’applicazione dell'accordo per i dispositivi medici che derivano da questa situazione. Ciò riguarda in particolare le disposizioni esistenti sul riconoscimento dei certificati dell'organismo svizzero di valutazione della conformità e l'etichettatura dei prodotti che sono contemplati dalla vecchia legislazione. Inoltre, la Svizzera ha ricordato che tutte le condizioni erano soddisfatte per l'aggiornamento completo del capitolo sui dispositivi medici dell'accordo e ha ribadito la sua richiesta di evitare collegamenti improduttivi tra i dossier. La Svizzera ha anche ricordato la sua disposizione a continuare le discussioni con l'UE.
Accesso facilitato al mercato
Il MRA, concluso nel quadro degli «Accordi bilaterali I», si fonda sul principio dell’equivalenza tra le prescrizioni svizzere e quelle dell’UE. Oltre a contribuire all’eliminazione degli ostacoli al commercio, l’Accordo consente di evitare doppioni nelle certificazioni e la fabbricazione di serie di prodotti diverse per il mercato svizzero e per quello dell’UE. Questo accesso facilitato al mercato riduce i costi e rafforza il commercio bilaterale.
I settori contemplati dal MRA costituivano nel 2020 circa due terzi degli scambi di prodotti industriali tra la Svizzera e l’UE-27. I venti settori di prodotti contemplati dall’Accordo rappresentavano nel 2020 un volume di esportazioni dalla Svizzera verso l’UE di oltre 76 miliardi di franchi e un volume di importazioni dall’UE di oltre 71 miliardi di franchi. Queste cifre includono i prodotti farmaceutici e chimici, per i quali l’Accordo copre solo una parte della valutazione della conformità («Buone prassi di fabbricazione» e «Buone prassi di laboratorio»).
La delegazione svizzera era guidata da Christophe Perritaz, caposettore Misure non tariffarie presso la SECO.
Indirizzo per domande:
Antje Baertschi, Caposettore Comunicazione e portavoce SECO, tel. +41 58 463 52 75; <email-pii>