Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01245.jsonl.gz/686

Ad esempio LafargeHolcim
Come altre imprese multinazionali, anche il produttore di cemento LafargeHolcim con sede a Rapperswil-Jona (SG) suscita regolarmente critiche sui media.
Il bilancio è vergognoso: nel 2016, 86 dipendenti di Holcim hanno perso la vita sul lavoro, nel 2017 le vittime sono state 65 e anche nel 2018 sono stati registrati vari decessi. I numerosi infortuni con lesioni gravi non rientrano nella statistica. In occasione dell'assemblea generale del 2019, attivisti di federazioni sindacali internazionali hanno denunciato le mancanze della multinazionale, rivendicando rispetto per le dipendenti e i dipendenti del gruppo in tutto il mondo.
I più colpiti sono i lavoratori interinali
Le vittime sono spesso lavoratori interinali, che vengono assunti in India e in Indonesia come forza lavoro a buon mercato per svolgere i lavori più pericolosi. E quanto accade in maggio a un lavoratore impiegato nello stato indiano di Chhattisgarh, costretto a caricare da solo il nastro trasportatore diretto alla fabbrica. Il lavoratore rimane impigliato nel nastro ed è trascinato per tre chilometri, perdendo la vita lungo il percorso.
Sicurezza sul lavoro? Una beffa!
In un’altra fabbrica in India (Chandrapur), all’inizio del 2018, un trentaduenne viene schiacciato tra una pesante macchina di carico e un vagone. Dopo l’incidente, i lavoratori protestano – inutilmente. Solo tre giorni più tardi, la stessa macchina presenta un nuovo problema tecnico – solo per pura fortuna non ci sono vittime.
Il gruppo fa saltare l’accordo previsto
Da anni i sindacati rivendicano dei miglioramenti in materia di sicurezza sul lavoro e di protezione delle lavoratrici e dei lavoratori. All’inizio del 2018 era prevista la sottoscrizione di un accordo quadro globale tra i sindacati e il gruppo. Ma Jan Jenisch, il nuovo CEO di Holcim, ha fatto saltare l’accordo all’ultimo minuto. È considerato un sostenitore della linea dura e ha l’incarico di raddoppiare il valore delle azioni, come richiesto da Thomas Schmidheinys, l’azionista principale, dopo la fusione con Lafarge.
Lavoro minorile in Africa
Due anni fa si è scoperto che una società affiliata di LafargeHolcim in Uganda ha impiegato per oltre 10 anni circa 150 bambini e adolescenti. Quando lo scandalo è venuto alla luce, l’impresa ha cambiato fornitore e dal 2017 acquista solo ancora materie prime provenienti da cave meccanizzate in cui lavora manodopera adulta.
Riparazione? Parola sconosciuta
Benché i bambini abbiano trascurato la scuola per svolgere questi lavori pericolosi, mettendo a repentaglio la propria salute, ad oggi LafargeHolcim non vuole saperne di riparazione. In una scuola ha costruito un paio di servizi igienici e ha lanciato dei programmi volti a fornire consulenza in materia di salute e ad accrescere il reddito delle famiglie. Agli ex lavoratori bambini non sono finora stati offerti né aiuto né prospettive per il futuro.
L’assoluta necessità dell’iniziativa per imprese responsabili
Le misure volontarie adottate dalle imprese non bastano per adempiere al loro obbligo di diligenza, rispettare i diritti umani e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e provvedere alla riparazione dei danni causati. Ecco perché l’iniziativa per imprese responsabili è assolutamente necessaria. Essa crea regole vincolanti che tutti devono rispettare.