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BERNA - Il nuovo ambasciatore dell'Unione europea in Svizzera, il greco Petros Mavromichalis, ha ribadito oggi dalle colonne del quotidiano zurighese Tages-Anzeiger la volontà di Bruxelles di firmare l'accordo quadro con Berna.
«Dove c'è la volontà, c'è la strada», ha aggiunto il diplomatico, in carica dallo scorso settembre. «L'Ue è pronta a fare un passo, se il Consiglio federale dice chiaramente cosa si aspetta», ha sottolineato, precisando che l'Unione europea «è già stata molto accomodante nei confronti della Confederazione in numerosi settori».
Bruxelles, in particolare, accetta l'introduzione di misure di accompagnamento, anche se svantaggiano le imprese europee, ha detto Mavromichalis. I 27 hanno inoltre concesso alla Svizzera la possibilità di non adottare tutte le norme Ue nell'ambito del principio della ripresa dinamica del diritto europeo.
Eccezioni uniche - «Se i cittadini dicessero 'no' alle nuove regole del mercato interno, l'intero trattato non cadrebbe, ma ci sarebbero piuttosto misure di compensazione», ha spiegato il rappresentante dell'UE. Nessuno Stato membro dell'Ue ha tali eccezioni, ha sottolineato, ribadendo che l'accordo quadro consentirà alla Svizzera di partecipare in futuro ai processi decisionali dell'UE, pur senza diritto di voto.
In merito alla Corte di giustizia europea, il diplomatico greco ha precisato che essa interviene solo quando si tratta di interpretare il diritto comunitario. «Anche nell'UE ha giurisdizione solo in queste situazioni». L'ambasciatore ha poi invitato la Svizzera a non proseguire sulla strada attuale, proponendo sempre nuove idee. «L'accordo mira a stabilizzare le relazioni bilaterali, in particolare attraverso il meccanismo di risoluzione delle controversie. Un'eventuale esclusione della Corte di giustizia europea nell'interpretazione del diritto comunitario non è prevista e non è possibile», ha detto.