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Sembrano complicarsi per il presidente statunitense Joe Biden i problemi legati a documenti classificati non restituiti come previsto dalla legge. I suoi legali hanno infatti trovato un secondo lotto di documenti dopo la scoperta di un primo plico denunciata nei giorni scorsi. Una vicenda che rievoca quella in cui è implicato l'ex presidente Donald Trump, ma con sostanziali differenze.
Nel frattempo, la Casa Bianca non ha ancora confermato la scoperta del secondo plico di documenti classificati. La notizia arriva però dai media statunitensi che citano una fonte anonima. Non si sa dove, quando e che tipo di documenti siano.
Si sa solo che sono stati trovati in un posto diverso da quello in cui i legali del presidente avevano trovato in novembre un primo lotto di circa 10 documenti in un ufficio di Washington usato da Biden al termine della sua vicepresidenza nel 2017.
Allora i documenti furono subito consegnati agli Archivi di Stato e sono attualmente nelle mani del Dipartimento di Giustizia. La nuova scoperta giunge a qualche ora dalle scarne informazioni fornite dalla portavoce della Casa Bianca riguardo il primo plico, a proposito del quale non aveva voluto chiarire perché si sono attesi più di due mesi per rivelare la scoperta avvenuta qualche giorno prima delle elezioni di midterm.
Sta di fatto che per l'amministrazione Biden diventa ora più complicato far perseguire il predecessore Donald Trump, che si è portato nel suo resort in Florida più 10’000 file, 300 dei quali riservati, ai quali si è giunti nel corso di un'indagine e con un mandato di perquisizione.
Vedremo, come notano gli osservatori, quanto la scoperta dei documenti negli uffici di Biden peserà sulla decisione che il Dipartimento di giustizia dovrà prendere sull'opportunità o meno di denunciare Trump.