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E pensare che Euripide fu accusato d’immoralità, quando scrisse la tragedia dell’amore impossibile tra una donna adulta e un giovane inesperto. Qui, a dirla tutta, non c’è nulla di tragico né di immorale. Resta piuttosto un romanzesco clima cinematografico anni ottanta. Breve storia di Emmanuel Macron e Brigitte Trogneux
“Perché siamo ossessionati dai 24 anni di differenza tra Emmanuel Macron e Brigitte Trogneux? La differenza di età è la stessa tra Donald Trump e Melania, non mi sembra che ciò abbia generato tante discussioni” saggio (e provocatorio) tweet, quello di Edith Bowman, giornalista e conduttrice radiofonica. E poi si parla di parità di sessi, quando l’uomo può permettersi una partner più giovane, mentre il viceversa fa scalpore. Verissimo, per carità, ma c’è di più.
Brigitte è nonna di sette nipotini, Macron non ha ancora 40 anni. Lei ha figli grandi, lui probabilmente non ne avrà. Non da lei, perlomeno. Aveva più dell’età di lui oggi quando, allora, fascinosa professoressa, incontrò un timido ma talentuoso allievo del suo corso di teatro, Emmanuel, per l’appunto. Aveva tre figli, di cui una, Laurence, dell’età di lui. Una famiglia benestante e una produzione di cioccolatini. Iniziarono ad uscire, a frequentarsi, clandestinamente. I genitori di Emmanuel credettero che il loro biondo pargolo uscisse con la figlia di un’insegnante, non con l’insegnante stessa. Eppure fu il suo primo e unico amore.
Terminò gli studi a Parigi, per evitare che si divulgasse lo scandalo. Emmanuel consegui il diploma all’Ena, prestigiosa scuola nazionale d’amministrazione, senza mai smettere di tenersi in contatto con la sua antica e sempre nuova fiamma: Brigitte, che nel frattempo (guarda caso) era stata trasferita come insegnante in un altro liceo cattolico, proprio a Parigi. Nel 2006, quando la furba insegnante giunse sulla soglia della cinquantina, divorziò dal suo ormai monotono marito e l’anno seguente convolò a nozze col suo ventiseienne banchiere biondo. Lui progredisce con la carriera e sei anni dopo viene chiamato da Hollande a fare il ministro. Ci riesce bene, molto bene, sino a fondare un partito con le sue inziali, En Marche, per poi arrivare primo al ballottaggio delle Presidenziali. A 39 anni. Giovane, per l’età media dei politici d’oggigiorno.
Perché Macron piace? Poiché è attraente, giovane, intraprendente. Ma nell’inconscio popolare, c’è qualcos’altro, a cui il popolo non è abituato: la fedeltà. Macron non è Hollande, che si infuoca con le attrici piantando la pur giovane fidanzata, né Sarkozy, che lascia la moglie per la più giovane modella (pressoché identica a questa) italiana. Macron è l’uomo fedele da venticinque anni alla stessa donna, per giunta più anziana. Potrebbe avere tutte le donne che vorrebbe, eppure si presenta come il virtuoso marito fedele. E questa presunta monotonia, altro non fa che virare a suo vantaggio.
Le malelingue non mancano. C’è chi lo accusa di stare con una donna “attempata” per camuffare la sua presunta omosessualità, e chi accusa Brigitte d’essere una ruffiana ambiziosa. Eppure insieme coniugano la Francia del futuro con la Francia romantica che guarda indietro. Ad ogni modo nulla è sicuro a questo mondo. Nemmeno che il presunto vincitore delle presidenziali affidi per sempre la Marianne a Brigitte. Forse, in futuro, tra le Marianne, potrebbe spuntarne un’altra.