Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/69327

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto e una proposta sugli sviluppi intervenuti dall'adesione della Svizzera, nel 1977, al Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), in particolare per quanto riguarda la situazione della politica in materia di sicurezza e del diritto costituzionale quale si è verificata ed è venuta sviluppandosi dalla proroga illimitata, avvenuta nel 1995, del medesimo, che è un trattato finalizzato alla sicurezza collettiva (www.solami.com/NPT.htm).</p><p>Quale organizzazione di sicurezza collettiva, il TNP - e gli organismi internazionali preposti alla sicurezza, alla sorveglianza e al controllo delle esportazioni (Club di Londra) a esso connessi - vincola la Svizzera in virtù del diritto internazionale e delle disposizioni costituzionali in materia di referendum (art. 140).</p><p>Il Consiglio federale è inoltre invitato, unitamente ai partiti interessati, ad appurare se esistono i presupposti per convocare una manifestazione successiva alla conferenza, tenutasi a Ginevra nel 1968, degli Stati non-nucleari. Lo scopo è di rispondere costantemente, in modo affidabile ed efficace, alle esigenze regionali e globali di stabilità e sicurezza che, con i mezzi e i metodi di non proliferazione attualmente disponibili, sono palesemente per lo più disattese. Questi ultimi dovrebbero essere completati o sostituiti da strumenti appropriati, motivo per cui occorre prendere o ordinare provvedimenti che, a seconda delle circostanze, risultino adeguati ed efficaci. A tal fine, il Consiglio federale può avvalersi in primo luogo dei pertinenti principi e diritti di sovranità, dell'ormai collaudata neutralità armata della Svizzera e dei suoi tradizionali buoni uffici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale si è già espresso più volte sugli sviluppi in materia di politica della sicurezza connessi al Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), da ultimo nel rapporto del 30 agosto 2000 sulla politica di controllo degli armamenti e di disarmo della Svizzera 2000 e nel rapporto dell'8 settembre 2004 sulla politica di controllo degli armamenti e di disarmo della Svizzera 2004.</p><p>2. Per quanto riguarda le questioni di diritto costituzionale, il Consiglio federale ha espresso il proprio parere nel messaggio del 30 ottobre 1974, dove si afferma che, conformemente all'articolo X capoverso 1 TNP, ogni Parte può recedere dal Trattato previo preavviso di tre mesi. Secondo le disposizioni costituzionali allora vigenti, il decreto federale del 14 dicembre 1946 che approva il trattato di non proliferazione nucleare non sottostava al referendum in materia di trattati internazionali.</p><p>3. Né il messaggio né il decreto federale contengono indicazioni secondo cui il Consiglio federale intenderebbe indire un referendum obbligatorio dopo il decreto del 1995 per il rinnovo del TNP al fine di stabilire se la Svizzera debba o meno continuare ad aderire al trattato. Il referendum obbligatorio per trattati internazionali è previsto in caso di adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità sopranazionali (art. 140 cpv. 1 lett. b Cost.). Il trattato in oggetto non istituisce alcuna organizzazione di sicurezza collettiva. Non sussistono pertanto i presupposti costituzionali per indire un referendum.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che in questo momento non sia opportuno riunire nuovamente gli Stati non-nucleari. Questi Stati si consultano già con frequenza assidua in seno a vari organismi internazionali. Inoltre, i problemi della sicurezza internazionale non possono essere risolti senza coinvolgere i Paesi provvisti di armamenti nucleari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.