Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214612

<h2>SubmittedText<h2><p>Se la perdita di terre coltivabili è causata principalmente dall'urbanizzazione, la rivitalizzazione delle acque e la creazione di zone inondabili lungo i corsi d'acqua causano una perdita parziale o integrale di produzione su queste terre coltivabili, che devono sovente essere utilizzate in modo estensivo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già affermato nella risposta all'interpellanza Grin (14.3252) "Rivitalizzazione dei corsi d'acqua e perdita di terre coltive", la preoccupazione riguardante la perdita di terre coltivabili quale potenziale pregiudizio per la sicurezza dell'approvvigionamento a lungo termine è fondata.</p><p>Tuttavia, tale perdita è imputabile principalmente alla continua crescita degli insediamenti. In Svizzera, tra il 1985 e il 2009, sono andati persi circa 85 000 ettari di terre coltive, pari a una media nazionale di 3500 ettari all'anno o 1,1 metri quadrati al secondo. Circa due terzi di questi suoli persi si sono trasformati in nuove superfici insediative e un terzo in boschetti, foreste e altre aree naturali. I risultati dell'ultimo rilevamento sono disponibili per circa tre quarti della superficie del Paese e indicano che tra il 2009 e il 2018 la superficie agricola è ulteriormente diminuita di oltre 22 000 ettari. Ne consegue che la perdita di terre coltivabili continua quasi incontrollata.</p><p>Dal 2014 lo spazio riservato alle acque non ha praticamente sottratto terreni alla produzione agricola intensiva. L'attuale delimitazione dello spazio riservato alle acque, vincolante per i proprietari fondiari, è in piena fase di attuazione. Le modifiche del 2016 e del 2017 dell'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; SR 814.201) hanno accelerato questa delimitazione.</p><p>La delimitazione dello spazio riservato alle acque implica che una parte delle terre coltivabili venga sfruttata in modo estensivo. Per tale motivo, il budget annuale per i pagamenti diretti è già stato aumentato di 20 milioni di franchi dal 2011 a oggi, così da compensare le minori rese agricole. La superficie agricola può a volte trarre beneficio dalle rivitalizzazioni, in quanto generalmente viene migliorata anche la sicurezza contro le piene e si riducono così le inondazioni dei suoli agricoli. Gli spazi riservati alle acque sfruttati in modo estensivo e le rivitalizzazioni sono essenziali anche per la resilienza dei corpi idrici ai cambiamenti climatici. I corpi idrici sono infatti di fondamentale importanza per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Biodiversità Svizzera, poiché le specie presenti negli ambienti acquatici sono tra le più minacciate in Svizzera. Inoltre, i tratti di corsi d'acqua rivitalizzati e lo spazio riservato alle acque sono indispensabili come aree di svago di prossimità per la popolazione.</p><p>Secondo il rapporto del 12 agosto 2008 della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) concernente l'iniziativa parlamentare 07.492 "Protezione e utilizzo dei corsi d'acqua", in futuro circa 20 000 ettari di terre coltivabili dovranno essere utilizzate in modo estensivo a causa dello spazio riservato alle acque. La cifra effettiva sarà disponibile quando la delimitazione dello spazio riservato alle acque sarà completata in tutta la Svizzera e le superfici saranno state registrate. Questo processo richiederà probabilmente ancora alcuni anni. Va inoltre sottolineato che l'utilizzo estensivo del suolo non distrugge né compromette la sua funzione produttiva. In caso di crisi di approvvigionamento, queste terre sarebbero disponibili per la coltivazione di cibo. Tuttavia, una parte dei suoli nello spazio riservato alle acque andrà effettivamente perduta a fini agricoli a causa di misure edili e dell'ampliamento dei corsi d'acqua nell'ambito di progetti di rivitalizzazione. Questa superficie non è attualmente quantificabile. È comunque probabile che sia marginale rispetto alle perdite dovute allo sviluppo degli insediamenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.