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Donald Trump, nelle ultime ore del suo mandato presidenziale, ha deciso di graziare 73 persone, tra le quali come preannunciato anche Steve Bannon, lo stratega che gli era stato accanto nella vittoriosa campagna del 2016, prima di essere messo alla porta. Bannon, 66 anni, è accusato di frode, sospettato di aver stornato fondi donati da cittadini in favore della costruzione del muro al confine con il Messico. Potrà quindi approfittare del perdono presidenziale se condannato.
In precedenza, Trump aveva già accordato la sua clemenza ad altri alleati politici, come Paul Manafort e Roger Stone, che erano stati condannati in relazione al caso Russiagate, e il padre del genero Jared Kushner (tutti la vigilia di Natale), oltre all'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, già in novembre.
Nel suo ultimo giorno alla Casa Bianca, il presidente uscente ha inoltre firmato un ordine esecutivo che sospende le espulsioni di venezuelani sul territorio degli Stati Uniti per 18 mesi, tenendo conto della crisi del Paese.
«Ho deciso che è nell'interesse della politica estera degli Stati Uniti rinviare l'espulsione di qualsiasi cittadino del Venezuela, o straniero senza nazionalità che ha recentemente risieduto in Venezuela», si legge nell'ordine esecutivo firmato da Trump.
La misura è stata incoraggiata dagli alleati repubblicani del presidente in Florida, dove molti venezuelani si sono stabiliti dopo essere fuggiti dal loro Paese in preda a una grave crisi economica e politica. Secondo il Miami Herald, il decreto potrebbe riguardare fino a 200.000 venezuelani minacciati di arresto ed espulsione.