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I cantoni di Ginevra e del Vallese hanno chiuso il 2011 con i conti in attivo, ma il futuro non sarà roseo, hanno avvertito oggi i rispettivi governi. A Ginevra destano particolare preoccupazione il debito cantonale e il risanamento delle casse pensioni degli statali, mentre il Vallese teme un rallentamento congiunturale consecutivo al voto sulle residenze secondarie.
Grazie a introiti straordinari per circa 390 milioni di franchi, Ginevra presenta un utile di 193 milioni di franchi. "Questa situazione non si ripeterà tuttavia nei prossimi anni", ha sottolineato il "ministro" delle finanze David Hiler.
Per la prima volta da tempo, il Cantone non sarà più in grado di autofinanziare i propri investimenti - che saranno limitati ad un massimo di 600 milioni all'anno - e sarà costretto ad aggravare il debito pubblico, che ammonta attualmente ad oltre 11 miliardi di franchi.
Per il risanamento delle casse pensioni, il Cantone dovrà accantonare "svariate centinaia di milioni di franchi". Attualmente la copertura integrale delle future rendite dei pensionati non è più garantita.
Il Vallese, dal canto suo, ha registrato introiti per 2,85 miliardi di franchi, mentre la spesa è stata limitata a 2,65 miliardi, grazie ad un'applicazione rigorosa del principio del freno alle spese e all'indebitamento, ha indicato il responsabile delle finanze Maurice Tornay.
Le restrizioni che saranno imposte alle residenze secondarie - ha aggiunto - provocheranno probabilmente un deterioramento del consumo e si ripercuoteranno negativamente sugli introiti fiscali.