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La Corte suprema indiana ha confermato oggi le condanne a morte inflitte a quattro imputati protagonisti nel dicembre 2012 di uno stupro collettivo selvaggio su un autobus in movimento a New Delhi che causò la morte fra atroci sofferenze di una studentessa.
L'incidente, per la sua brutalità, causò viva emozione nell'opinione pubblica indiana e internazionale e spinse il Parlamento ad inasprire le misure punitive per i responsabili di violenza sessuale.
I giudici hanno sostenuto che le circostanze aggravanti contro gli imputati, tutti ventenni, superano ampiamente quelle attenuanti costituite da povertà delle famiglie, età, buona condotta in prigione, ed esistenza di figli.
SDA-ATS