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Comincia in malo modo la domenica spagnola di Lewis Hamilton. Dopo un sabato spettacolare, in cui il campione del mondo della Mercedes raggiunge quota cento pole position in carriera, piazzando la propria monoposto davanti a quella del focoso Max Verstappen. Che, appunto, dalla prima fila in corsa gli scippa subito il primo posto, passandolo alla prima curva. Mentre la Ferrari di Leclerc riesce a sorprendere l'altra Mercedes, quella di Valtteri Bottas, passandolo all'esterno. I primi due hanno un altro passo, e vanno a braccetto per chilometri e chilometri. Finché, al 25esimo giro, la Red Bull combina un pasticcio al cambio gomme, con Vertstappen che perde secondi preziosi, ma cinque giri dopo, quando anche Hamilton deve fermarsi ai box, il ventitreenne figlio d'arte riprende la testa della corsa.
E non ha certo l'intenzione di mollarla. Tanto che al 43esimo giro la Mercedes prova a forzare la situazione, richiamando in anticipo il britannico per un secondo cambio gomme. Alla Red Bull non rispondono, speculando sul fatto che il talento olandese riesca a risparmiare le sue gomme medie per venti giri. Tra Verstappen primo, e Hamilton terzo a quel punto ci sono più di venti secondi, ma nel mezzo c'è ancora Valtteri Bottas, il compagno dell'inglese, che a quattordici tornate dalla fine deve lasciar strada al più illustre collega, che si lancia alla rincorsa del successo. I minuti passano, Verstappen prova a difendersi ma Lewis Hamilton ha visibilmente qualcosa in più, e nel sessantesimo dei sessantasei giri in programma l'inglese riesce ad affiancare il giovane collega, passandolo subito all'esterno al primo tentativo. Per un trionfo in rimonta, il numero novantotto di un'incredibile carriera.