Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01141.jsonl.gz/1276

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Possibile cambiamento in vista nella donazione di organi: contro il parere del Consiglio federale, il Consiglio nazionale ha accettato oggi - con 102 voti contro 65 - una mozione di Laurent Favre (PLR/NE) che incarica il governo di passare dalla prassi attuale del "consenso in senso lato" al modello del "consenso presunto", che autorizza il prelievo di organi in assenza di un esplicito rifiuto. Il dossier passa ora agli Stati.
I dati sono allarmanti, ha spiegato Favre. A fine giugno, 1'208 persone in Svizzera erano in attesa di una donazione d'organi e una cinquantina sono decedute lo scorso anno, a causa dell'indisponibilità di organi da trapiantare.
Nel difendere la posizione governativa, il consigliere federale Alain Berset ha sottolineato come il sistema del "consenso presunto" sia problematico per i diritti della personalità e non è detto che faccia aumentare il numero dei donatori.
Il ministro della sanità ha spiegato che questo modello era in vigore nella maggior parte dei cantoni prima dell'introduzione della nuova legge sui trapianti nel luglio 2007, ma le donazioni non erano più numerose. Anzi, il tasso di donatori di organi più elevato si registrava in Ticino, dove era già allora necessario il consenso esplicito.
Berset ha citato anche l'esempio della Spagna dove vige il modello del "consenso presunto", ma nella prassi viene per lo più applicato il modello del "consenso in senso lato". Nel Paese iberico il tasso di donazioni era rimasto basso anche dopo l'introduzione del "consenso presunto" e soltanto l'introduzione di un piano d'azione nel settore della donazione di organi ha portato a un sensibile aumento. Inoltre, in Irlanda e negli Stati Uniti si raggiungono tassi elevati anche con il sistema del consenso esplicito, ha ricordato invano Berset.
SDA-ATS