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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di vietare quanto prima possibile tutte le scioline contenenti PFAS (scioline fluorurate).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) includono un gran numero di sostanze utilizzate per molti processi e prodotti molto differenti, ad esempio nel settore dell'aeronautica e nel volo spaziale, nei tessili, nel cuoio e nell'abbigliamento, nei prodotti edili e ad uso domestico, nell'elettronica, nella lotta antincendio e negli articoli medici. Per le scioline si utilizzano determinati PFAS che consentono di ridurre l'attrito fra gli sci e la superficie a contatto con la neve. Tutti gli PFAS e i loro prodotti di degradazione sono molto persistenti, ossia gli PFAS rilasciati nell'ambiente non vengono degradati. Alcuni PFAS possono accumularsi per anni nell'uomo e negli animali e causare diversi effetti dannosi. L'OCSE e il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente si impegnano pertanto per la graduale sostituzione degli PFAS nelle applicazioni non essenziali. La Svizzera partecipa attivamente a questi lavori. Due importanti sottogruppi di PFAS, segnatamente l'acido perfluorottano sulfonato (PFOS) e l'acido perfluorottanoico (PFOA) e i relativi composti precursori sono stati recentemente disciplinati nella Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti con l'obiettivo di arrestare a medio termine la produzione e l'utilizzo di queste sostanze a livello mondiale.</p><p>Il 17 aprile 2019, il Consiglio federale ha approvato una modifica dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81), la quale a partire dal 1° giugno 2021 vieta l'immissione sul mercato dell'acido perfluorottanoico e dei suoi composti precursori (detta più semplicemente "chimica del fluoro con catena C8") e di prodotti contenenti tali sostanze. Queste disposizioni corrispondono a quelle vigenti nell'Unione europea. A livello europeo sono inoltre in preparazione delle disposizioni volte a limitare altri sottogruppi di PFAS nel regolamento REACH, comprendenti l'acido da perfluorononanoico a perfluorotetradecanoico e i loro composti precursori ("chimica del fluoro con catena da C9 a C14") e l'acido perfluoroesanoico e i suoi composti precursori ("chimica del fluoro con catena C6"). Secondo le informazioni disponibili, queste limitazioni concernono anche le scioline contenenti PFAS attualmente in commercio.</p><p>Il Consiglio federale si attiene alla sua scelta di armonizzare per quanto possibile le disposizioni relative alle restrizioni e ai divieti nel diritto in materia di prodotti chimici con il diritto comunitario. In questo modo si raggiunge un livello di protezione comparabile per la salute e l'ambiente e si evitano ostacoli al commercio. Nel caso degli PFAS si prevede di mantenere l'approccio normativo esistente secondo il quale vengono esaminati altri divieti generali per l'immissione sul mercato e l'utilizzo di determinate sostanze o gruppi di sostanze con deroghe specifiche per le applicazioni irrinunciabili. Un divieto puntuale delle scioline contenenti PFAS, non armonizzato con il diritto europeo, non sarebbe pertanto compatibile con detto approccio.</p><p>Anche senza un divieto, nel quadro dell'autocontrollo i fabbricanti di scioline sono tenuti ad adottare misure per proteggere la salute degli utilizzatori dei loro prodotti e l'ambiente al fine di evitare rischi di esposizione rilevati a sostanze pericolose quali gli PFAS. L'iniziativa della FIS è un apprezzabile "catalizzatore" per mettere a disposizione prodotti rispettosi dell'ambiente e della salute anche nello sport di base.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.