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"Dall'11 dicembre la sigaretta sarà bandita su tutti i mezzi di trasporto pubblici: chi verrà beccato a fumare riceverà una multa di 25 franchi". Il lancio di agenzia è di dieci anni fa e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ricorda oggi la ricorrenza.
Con questa misura le FFS e l'Unione dei trasporti pubblici "hanno assunto un ruolo precursore importante nella lotta al tabagismo".
Il forte segnale dato da questi due enti, scrive l'UFSP in un comunicato, "è stato subito recepito in modo molto positivo e ha aperto le porte all'adozione della legge federale concernente la protezione contro il fumo passivo. Questa semplice misura ha permesso di migliorare sensibilmente la salute della popolazione".
"Treni e stazioni senza fumo rispecchiavano lo spirito del momento e la decisione si è affermata senza grandi problemi", secondo Toni Häne, direttore del settore Lunga percorrenza delle FFS. "La società era pronta a fare questo passo. Ciò che oggi appartiene a lontana memoria, ossia fumare sui treni, nei ristoranti e negli uffici, era prassi comune fino alla fine del secolo scorso, quando è intervenuto un cambiamento di mentalità". "A lasciarmi stupito, afferma Häne citato nel comunicato, è stata la velocità con cui l'abbandono del fumo è stato accettato in modo così naturale".
Molti Cantoni, afferma l'UFSP, hanno seguito l'esempio delle FFS: il Ticino è stato il primo a introdurre, nell'aprile del 2007, il divieto di fumare nei luoghi pubblici, nei ristoranti e nei bar. Tale divieto si è esteso a tutta la Svizzera nel maggio del 2010. Nel 2006, ricorda ancora l'UFSP, il 27% dei non fumatori era esposto al fumo passivo per almeno un'ora al giorno. Nel 2013 questa percentuale è drasticamente scesa al 6%.
SDA-ATS