Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/209977

<h2>SubmittedText<h2><p>Rispondendo a svariati interventi parlamentari (19.3752, 18.3580, 17.3736 e 14.4148) il Consiglio federale ha ribadito che la Svizzera non riconosce la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale. Questa posizione è conforme alla prassi seguita a livello internazionale, secondo cui il Sahara occidentale è un territorio non autonomo ai sensi dell'articolo 73 dello Statuto delle Nazioni Unite. Di conseguenza si riconosce il principio della preminenza degli interessi degli abitanti di tali territori.</p><p>Tuttavia il programma svizzero di promozione delle importazioni SIPPO (Swiss Import Promotion Programme) - un'iniziativa della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) - sostiene il settore della pesca, anche se almeno l'80 per cento del pescato nel Mediterraneo proviene dalle acque costiere del Sahara occidentale. Nel giugno 2018, l'allora consigliera federale Doris Leuthard ha visitato il Marocco accompagnata da circa 20 rappresentanti delle imprese svizzere, tra cui la multinazionale con sede in Svizzera Lafarge-Holcim Maroc, che gestisce un cementificio nel Sahara occidentale occupato (El Ayoun). In quell'occasione non si è discusso della questione relativa allo status giuridico del Sahara occidentale.</p><p>Invito perciò il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In futuro come si potrà garantire che i progetti della cooperazione internazionale della Svizzera rispettino lo status giuridico internazionale del Sahara occidentale?</p><p>2. Nel quadro del SIPPO verrà mantenuto il sostegno al settore della pesca marocchino, nonostante la maggior parte del pescato provenga dalle acque del Sahara occidentale?</p><p>3. Il Consiglio federale come garantisce che nel quadro del SIPPO e delle attività delle imprese svizzere che operano nel Sahara occidentale e in Marocco, vengano rispettate le direttive del piano d'azione relativo alla responsabilità sociale delle imprese per ciò che concerne lo status giuridico internazionale del Sahara occidentale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p align="both">Il Consiglio federale rileva che la Svizzera riconosce l'impegno delle Nazioni Unite e l'importanza del loro ruolo nel processo concernente il Sahara occidentale. In questo contesto si impegna per una soluzione conforme al diritto internazionale e allo Statuto delle Nazioni Unite nonché alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza. Il Consiglio federale rimane dell'opinione che soltanto un approccio negoziale consenta una soluzione equa, duratura e condivisa da entrambe le Parti. Ribadisce inoltre l'importanza di operare in modo serio e credibile per raggiungere una soluzione basata sul compromesso.</p><p align="both">Sulla scorta di queste considerazioni, il Consiglio federale risponde alle tre domande come segue: </p><p align="both">1. La Svizzera si attiene alla prassi internazionale delle Nazioni Unite. I progetti di cooperazione internazionale della Svizzera in Marocco sono disciplinati dall'Accordo quadro del 6 settembre 2013 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo del Regno del Marocco concernente la cooperazione tecnica e l'aiuto umanitario (RS 0.974.254.9). La cooperazione internazionale della Svizzera proseguirà conformemente alle direttive dell'accordo suddetto, al diritto internazionale e alla strategia di cooperazione per il Nordafrica.</p><p align="both">2. Il SIPPO viene attuato secondo le linee guida e la strategia summenzionate. Si svolge d'intesa con le agenzie di promozione delle esportazioni e le organizzazioni settoriali marocchine. Come già rilevato dal Consiglio federale nelle risposte alle interpellanze 19.3752 e 18.3580, nel quadro della cooperazione con dette agenzie e organizzazioni il SIPPO segue un codice di condotta fondato sulle disposizioni vigenti in materia commerciale. </p><p align="both">3. In collaborazione con il network svizzero del Patto mondiale delle Nazioni Unite, le camere di commercio e le associazioni di settore, l'Amministrazione federale organizza periodicamente eventi di informazione e formazione sull'applicazione delle procedure di valutazione della diligenza in materia di diritti umani, allo scopo di coadiuvare le imprese nell'attuazione del piano d'azione concernente la responsabilità sociale e del piano d'azione nazionale relativo all'economia e ai diritti umani. Inoltre le imprese possono usufruire degli strumenti messi loro a disposizione sul portale CSR (Corporate Social Responsibility)  della Confederazione <a href="http://www.csr.admin.ch">www.csr.admin.ch</a> e sul portale <a href="http://www.nap-bhr.admin.ch">www.nap-bhr.admin.ch</a>, dedicato specificamente agli aspetti inerenti all'economia.</p><p align="both"></p>  Risposta del Consiglio federale.