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Il 4 marzo di quest'anno il popolo svizzero ha deciso di mantenere il canone radiotelevisivo. Le economie private e le imprese continueranno quindi a contribuire al finanziamento delle radio e delle televisioni locali, regionali e nazionali. A partire dal 1° gennaio 2019, la maggior parte di loro pagheranno di meno grazie all'introduzione di un nuovo sistema di riscossione più semplice ed efficace. Qui di seguito vi spieghiamo come e perché.
Caroline Sauser, Comunicazione
Per più di 9 economie domestiche su 10, l'introduzione del nuovo sistema di riscossione del canone radiotelevisivo, che avverrà il 1° gennaio 2019, corrisponderà a un risparmio annuo di 86 franchi poiché l'ammontare del nuovo canone è stato fissato a 365 franchi invece dei 451 attuali. Questa diminuzione è il risultato della completa riforma del sistema svizzero del canone radiotelevisivo, accolta in votazione popolare in occasione del referendum del 14 giugno 2015.
I cambiamenti principali per le economie domestiche
- In linea di principio, devono pagare tutte le economie domestiche. Solo coloro che dimostrano di non avere alcun apparecchio in grado di ricevere programmi radiotelevisivi possono chiedere di esserne esentati, da un anno all'altro e per un massimo di cinque anni.
- I controlli, e i costi che ne derivano, vengono quindi praticamente eliminati. Potranno ancora essere controllate soltanto le economie domestiche che chiedono di non pagare il canone perché non hanno alcun apparecchio per guardare la televisione o ascoltare la radio.
- La raccolta dei dati viene semplificata: i Cantoni o i Comuni forniscono all'organo di riscossione le informazioni necessarie.
- L'importo fatturato diminuisce a 365 franchi per ogni singola economia domestica. A partire dal 1° gennaio 2019 la fattura è emessa dal nuovo organo di riscossione Serafe, e non più dalla Billag.
- Le persone che vivono in una collettività, come una casa per anziani, un istituto educativo, un'istituzione specializzata o un internato, non pagano più individualmente. La nuova fattura unica per ogni collettività ammonta a 730 franchi all'anno.
- Il canone per un'abitazione di vacanza è soppresso.
I cambiamenti principali per l'esenzione delle economie domestiche
- Un'economia domestica in cui uno dei membri riceve delle prestazioni complementari AVS/AI non paga il canone a condizione che la persona interessata faccia richiesta in tal senso. Con il nuovo sistema, è ormai possibile chiedere un'esenzione retroattiva per un massimo di cinque anni ma unicamente nel periodo a partire dal 1° gennaio 2019.
- Le economie che non hanno alcun apparecchio per guardare la televisione né ascoltare la radio possono essere esentate dal pagamento del canone. Basta che attendano la prima fattura e compilino il modulo messo a disposizione da Serafe. Questa possibilità è limitata a cinque anni.
- L'esenzione del personale diplomatico è estesa al personale delle organizzazioni internazionali che godono dello statuto diplomatico.
- Le economie domestiche costituite unicamente da persone sordocieche non pagano il canone.
I cambiamenti principali per le imprese
- Le imprese pagano il canone in funzione della cifra d'affari a condizione che questa sia di almeno 500'000 franchi.
- La fattura è emessa dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e non più dalla Billag.
- Siccome il canone è dovuto indipendentemente dalla possibilità di ascoltare la radio o guardare la televisione, non è più necessario adottare delle misure tecniche o emanare direttive per vietare al personale di fruire dei programmi.
- Se almeno 30 imprese fanno parte di uno stesso gruppo, queste possono aggregarsi. In questo caso pagheranno il canone in funzione della cifra d'affari totale del gruppo e non individualmente. Possono quindi ridurre l'ammontare della loro fattura. Questa possibilità si applica anche ai diversi servizi di una collettività pubblica (Confederazione, Cantoni o Comuni), indipendentemente dal loro numero.
- Un'impresa con una cifra d'affari tra 0,5 e 1 milione di franchi può chiedere il rimborso del canone se ha realizzato una perdita o un guadagno inferiore a dieci volte l'importo del canone.
Il passaggio dal vecchio al nuovo sistema
Il passaggio del testimone tra la Billag e Serafe avverrà alla fine di quest'anno. Dal 1° gennaio 2019 le fatture per il pagamento del canone 2019 saranno emesse unicamente da Serafe, la nuova impresa incaricata della riscossione del canone. La Billag continuerà a riscuotere l'attuale canone fino alla fine del 2018. Le economie domestiche e le imprese non ricevono più fatture annuali ma pro rata, calcolate in funzione del tempo rimanente sino alla fine dell'anno. Ad esempio: un'economia domestica che pagava il canone annuale per il periodo dall'inizio di agosto fino alla fine di luglio dell'anno seguente riceverà a luglio 2018 una fattura per 5 mesi, ossia per il periodo da agosto a dicembre.
Il termine per il pagamento del canone è stato eccezionalmente ridotto per il 2018. Durante quest'anno, le economie domestiche dispongono infatti di 30 giorni per saldare la propria fattura, permettendo così alla Billag di chiudere il maggior numero di dossier.
L'articolo sull'ultima fattura della Billag, pubblicato nell'infomailing dell'UFCOM del 18 dicembre 2017, fornisce informazioni supplementari a riguardo.
Ultima modifica 22.02.2019