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L'ex ristorante Bellariva è stato battuto all'asta per 28 milioni. Una storia lunga un secolo, finita con le ruspe
LUGANO - Era stato per anni un rifugio di vagabondi. Spettacolo decadente a due passi dai lussuosi hotel di Lugano. Ma anche prezioso esempio di architettura novecentesca, secondo la Società ticinese per l'arte e la natura (Stan) che l'anno scorso ha lanciato un appello al Consiglio di Stato per tutelare l'edificio.
Niente da fare. Oggi le ruspe hanno messo la parola fine alla storia dell'ex ristorante Bellariva a Lugano. La villetta e un edificio retrostante, entrambi appartenenti al medesimo sedime, sono stati demoliti per fare posto a un nuovo cantiere. Il progetto - spiegano i promotori - è di realizzare in loco una ventina di appartamenti di alto standing.
Il "Bellariva" aveva fatto parlare più volte di sé dopo la chiusura dell'esercizio, a fine 2015. I vicini illustri (l'hotel Bellevue, di cui un tempo la villa era dependance, e lo Splendide) si erano lamentati per la presenza di clochard e rumori notturni nello stabile. Un angolo di degrado nel salotto buono di Lugano, del valore di mercato stimato attorno ai 30 milioni di franchi. Nel 2019 era stato battuto all'asta per 28 milioni.