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ZURIGO - «Sono giovane e sano, il Coronavirus non può farmi del male». Questa è tra le affermazioni che più facilmente ricorrono sui social media. Ma non è corretta.
Le persone giovani e sane hanno effettivamente un rischio inferiore di morire per Covid-19 rispetto alle persone anziane e a quelle con patologie preesistenti. Ma la morte non è l'unica conseguenza negativa che può seguire a un'infezione da Coronavirus.
La ricercatrice austriaca Sylvia Kerschbaum-Gruber lo sottolinea con fermezza: «Un virus non deve necessariamente ucciderti per avere un impatto negativo e duraturo sulla tua vita».
Piuttosto andrebbero considerati i seguenti fattori quando si valuta se vaccinarsi o meno:
1. Un minor rischio di long-Covid: la vaccinazione contro il Covid-19 riduce il rischio di long-Covid in due modi. Da un lato, riduce la probabilità di essere infettati da Sars-CoV-2, dall'altro, fa calare fino al 50% il rischio di long-Covid in coloro che sviluppano un'infezione. Inoltre, la vaccinazione può alleviare i sintomi se si contrae la malattia.
2. Fattori di rischio sconosciuti: non sono solo l'età e le malattie precedenti a rappresentare un rischio con il Covid-19. Anche fattori quali il fumo o l'obesità possono aumentare significativamente il rischio di un decorso grave.
3. Reazione immunitaria uniforme: quanti anticorpi e cellule T il corpo riesce a produrre dopo un'infezione dipende dalla gravità della malattia. Al contrario, dopo la vaccinazione la risposta è abbastanza standard ed elevata senza passare da un malattia che potrebbe essere anche grave.
4. Interruzione della catena dell'infezione: è ormai noto che le persone che sono state vaccinate possono trasmettere il virus, ma in misura molto minore. Tra l'altro sono meno contagiose per lungo tempo. Ciò è in linea con i risultati dello studio prodotto dai ricercatori dell'Università Humboldt di Berlino. Secondo questi calcoli, le persone non vaccinate sono responsabili fino al 91 percento delle infezioni.
5. Ridotta formazione di varianti: la vaccinazione contro il Covid-19 aiuta a ridurre il numero di varianti di Sars-CoV-2 in quanto in grado di prevenire completamente le infezioni o perché gli anticorpi che genera assicurano una guarigione più veloce. Questo concede meno tempo al virus per dare vita a nuove mutazioni.
6. Un aiuto al sistema sanitario: mentre nella prima ondata sono finiti negli ospedali soprattutto gli anziani e chi aveva patologie pregresse, con la comparsa della variante Delta sono sempre di più i giovani toccati dal virus. Tuttavia, la vaccinazione può aiutare anche in questo caso. Lo dimostrano, tra gli altri, i dati provenienti dalla Gran Bretagna: maggiore è il tasso di vaccinazione, minore è il tasso di ospedalizzazione.
7. Prevenzione dagli effetti a lungo termine: gli esperti escludono gli effetti a lungo termine dopo la vaccinazione. Sono invece ancora sconosciuti, almeno in parte, gli strascichi possibili derivanti da un'infezione da Covid-19. Il virus è ancora troppo recente per permettere risposte definitive in questo senso. Vi sono tuttavia prove che dimostrano come il virus possa stabilirsi nel cervello e nelle cellule nervose.