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Niente da fare per le due iniziative popolari sottoposte al popolo per questa domenica alle urne. Entrambe - e il dato ha iniziato a delinearsi già dal primo pomeriggio - sono state infatti respinte dalla maggioranza dei cantoni. Il testo "Per imprese responsabili" ha tuttavia incassato il 50,7% dei consensi e si è imposta in Ticino, come pure nel canton Zurigo, a Basilea Città e nel canton Berna. Una vittoria di misura a livello popolare che risulta tuttavia irrilevante ai fini del risultato definitivo. Trattandosi infatti di una proposta di modifica della Costituzione federale, si rendeva necessario, per l'approvazione del testo, il doppio sì di popolo e cantoni.
Ê stato invece perentorio il "no" all'iniziativa per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico. Il progetto, sostenuto soltanto da 4 cantoni, è stato respinto da quasi il 57,5% dei votanti.
Nuova vittoria per il Consiglio federale
L'esito delle votazioni ha sancito una nuova vittoria per il Governo, che in vista delle votazioni aveva raccomandato il "no" per ambo i progetti. Dopo la bocciatura dell'iniziativa sulle imprese, potrà entrare in vigore il controprogetto indiretto elaborato in materia dal Parlamento e il Governo definirà rapidamente le disposizioni esecutive, ha dichiarato la ministra Karin Keller-Sutter.
La Svizzera continuerà a impegnarsi per una piazza finanziaria più sostenibile, ha per parte sua assicurato il consigliere federale Guy Parmelin commentando la bocciatura del testo relativo al materiale bellico. Non lo farà tuttavia per mezzo di divieti, come voleva l'iniziativa, ma attraverso il dialogo e la creazione di condizioni ottimali.
Le reazioni degli sconfitti
Sul versante dei sostenitori della prima iniziativa, si segnala in particolare la reazione di Dick Marty. “Non abbiamo vinto perché non abbiamo avuto la maggioranza dei cantoni. Però, se noi non abbiamo vinto, il Consiglio federale ed il Parlamento hanno perso. E hanno perso perché la maggioranza della popolazione accetta il concetto dell’iniziativa e pertanto respinge il controprogetto", ha affermato l'ex consigliere agli Stati.
"C'è comunque un'approvazione di circa il 40%. Una parte della popolazione ci ha ascoltati", ha invece dichiarato Thomas Bruchez, segretario del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) dopo il "no" al testo concernente il materiale bellico, sostenendo che gli iniziativisti si sono trovati confrontati al Consiglio federale e a lobby economiche "estremamente potenti".
La partecipazione al voto, attestatasi al 46,5%, è risultata nella media.
ARi