Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01117.jsonl.gz/587

L'azienda di Mark Zuckerberg considererebbe la Svizzera un mercato troppo piccolo per implementare gli strumenti di trasparenza adottati per le elezioni europee.
A due mesi delle elezioni europee del 25 maggio, Facebook e Google stanno aumentando le loro misure contro la disinformazione e le fake-news: il metodo del fact checking negli Stati membri dell'Ue dovrebbe identificare le campagne di disinformazione e renderle innocue e i requisiti di documentazione per le campagne pubblicitarie dovrebbero impedire che il denaro proveniente dall'esterno dell'Unione europea venga destinato alla campagna elettorale. La pressione della Commissione europea e dell'opinione pubblica ha avuto un certo effetto. Ciò non vale tuttavia per la Svizzera. Come riporta oggi un articolo di "Der Bund" sembra improbabile a questo punto che Facebook aumenti le misure di sicurezza per le elezioni federali dell'ottobre 2019. Il Cancelliere federale Walter Thurnherr ha comunicato questa settimana al Consiglio nazionale che la Confederazione non ha ricevuto da Facebook la garanzia che ci saranno restrizioni alla pubblicità elettorale.
Secondo Thurnherr, tra l'Ufficio federale delle comunicazioni e Facebook hanno luogo solo "contatti informali". L'Incaricato federale della protezione dei dati, Adrian Lobsiger, verrebbe addirittura semplicemente ignorato da Facebook: "Le richieste scritte di nominare una persona di contatto in Svizzera sono rimaste senza risposta", ha risposto al giornale l'ufficio in questione. Dei colloqui vi sarebbero con Google.
L'esperto di campagne Daniel Graf, citato da "Der Bund" non si aspetta che Facebook soddisfi le richieste Svizzera. La Svizzera è un mercato minimo, anzi irrilevante, spiega Graf: "Quando Macron o Merkel alzano la voce, ha un significato completamente diverso". Secondo Graf è tuttavia basso anche il pericolo di un'influenza forte e coordinata sulle elezioni federali. Anche secondo Thurnherr, la situazione di partenza della Svizzera, con la sua organizzazione elettorale decentrata, non è facilmente paragonabile a quella delle altre democrazie occidentali.
Di opinione diversa il capogruppo dei Verdi alle Camere federali Balthasar Glättli: "Influenzare l'opinione pubblica in Svizzera è probabilmente possibile quanto lo è negli Stati Uniti", ha detto. Anche qui alcuni gruppi di elettori potrebbero essere mobilitati o smobilitati con messaggi specifici. "Inoltre", aggiunge Glättli, nella campagna elettorale in Svizzera si investe più denaro per elettore che negli Stati Uniti".