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Accordo fiscale costerà mezzo miliardo a banche svizzere
L'applicazione dell'accordo fiscale tra la Germania e la Svizzera non sarà indolore per le banche elvetiche che dovranno sborsare mezzo miliardo di franchi. È quanto ha dichiarato alla "Sonntagszeitung" il presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) Patrick Odier, secondo cui un'intesa analoga con Londra, sulla falsariga di quanto negoziato con Berlino, è in dirittura di arrivo.
Riferendosi alla Gran Bretagna, Odier ha detto di attendersi una notizia in tal senso nelle prossime settimane. Stando a Odier, le banche auspicano inoltre che trattati fiscali vengano firmati in breve tempo anche con altri importanti partner economici della Confederazione, ossia l'Italia - a lungo riluttante -, la Francia e, in particolare, gli Stati Uniti. L'ASB ha accolto con favore l'intesa con la Germania.
Al domenicale "Sonntag", il CEO dell'ASB Claude-Alain Margelisch ha espresso gli stessi desideri di Odier, ossia che Paesi membri dell'Ue firmino accordi simili a quello negoziato tra Berna e Berlino. "L'accordo con la Germania dovrà servire da modello di riferimento", ha dichiarato al settimanale. Il segreto bancario non dovrà più servire in futuro per nascondere averi frutto di evasione, ha poi sottolineato Margelisch.
In Germania non tutti sono entusiasti dell'accordo fiscale con la Svizzera. I socialdemocratici dell'SPD, per esempio, storcono il naso sostenendo che questa intesa è un regalo a coloro che frodano il fisco. L'SPD minaccia di far naufragare l'accordo in parlamento. All'agenzia Dpa, il vicepresidente del gruppo socialdemocratico al Bundestag, Joachim Poss, ha detto che al momento è assai poco probabile che il suo partito approvi questo "commercio delle indulgenze".