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LUGANO - La notizia è di quelle che mettono in ambasce tutti, ma la Svizzera sopra gli altri. La deadline è un generico 2050: a quell'epoca il cioccolato potrebbe essere ormai scomparso dalla faccia della terra.
Colpa del clima, dell'umidità necessaria alle piante di cacao per proliferare, che al momento è garantita ancora a sufficienza da Costa d'Avorio e Ghana; ma fatale, si dice, sarà l'aumento di due gradi della temperatura, previsto nell'arco dei prossimi tre decenni. Addio fave, addio 11 kg di consumo pro capite ogni anno? A meno che la California non riesca a trovare la soluzione.
All'università di bioscienze, dipartimento di genomica vegetale, Myeong-Je Cho e il suo team sono al lavoro per modificare geneticamente le piante e renderle meno sensibili ai capricci del clima. Mars ha investito un miliardo di dollari su una ricerca in cui diversi produttori sperano. Altri, invece, guardano al Venezuela oppure al Madagascar, la Tanzania, il Perù, la Colombia, l'Ecuador: e a una nicchia di micropiantagioni, a gestione familiare, che potrebbero riuscire a preservare condizioni adatte. Quale che sia la via, insomma, al cioccolato nessuno pare disposto a rinunciare.