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La crescita economica rimane la grande incognita dei manager mondiali per il 2013. Essi temono che la ripresa auspicata non decolli affossata dal peso dei deficit pubblici e dalla crisi dell'euro, come indica il 16esimo Global Ceo Survey, l'analisi annuale realizzata da Pricewaterhouse Coopers diffuso oggi alla vigilia del World Economic Forum di Davos.
La ricerca fotografa il livello di fiducia nello sviluppo globale di 1330 capitani di industria provenienti da oltre 68 paesi. Secondo lo studio, soltanto il 36% dei Ceo del mondo è "molto fiducioso" sulla crescita della propria società nei prossimi 12 mesi contro il 40% dello scorso anno e il 48% del 2011.
A credere meno di tutti nella crescita del proprio fatturato nel breve periodo sono i CEO dell'Europa Occidentale. Con una recessione in corso, soltanto il 22% si dichiara ottimista, contro il 27% dell'anno scorso e il 39% del 2011.
Tra gli Europei più sfiduciati figurano gli Italiani di cui solo il 21% crede in una ripresa della propria attività. I manager del Belpaese considerano 'efficace' l'azione del governo - dimissionario - di Mario Monti, ma trovano insoddisfacenti le politiche di supporto all'innovazione e alla riduzione della complessità normativa.
SDA-ATS