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La Segretaria del Tesoro Yellen ha recentemente dichiarato che negli Stati Uniti (USA) è necessaria un’ulteriore regolamentazione delle stablecoin.
Durante un’udienza con i legislatori, ha sottolineato la necessità che un regolatore federale abbia il potere di determinare se a un emittente di stablecoin debba essere impedito di emettere tale asset.
Vediamo di seguito tutti i dettagli.
Summary
USA: maggiore regolamentazione sulle stablecoin per garantire sicurezza e stabilità
Come anticipato, la Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti (USA) , Janet Yellen, ha comunicato ai legislatori che le autorità di vigilanza finanziaria del governo desiderano stabilire un livello minimo di regolamentazione federale per gli emittenti di stablecoin.
Tale sistema mirerebbe a istituire standard di conformità universali al di là delle attuali regolamentazioni applicate da stati come New York e il Texas.
Parlando davanti alla Commissione per i Servizi Finanziari della Camera, Yellen ha indicato che il consiglio dei regolatori finanziari ritiene cruciale l’implementazione di un piano normativo federale che abbracci tutti gli stati.
Ha inoltre sottolineato che un regolatore federale dovrebbe avere l’autorità di determinare se agli emittenti di stablecoin debba essere impedito di emettere tali asset.
Dispute in merito alle normative sulle stablecoin
La questione della regolamentazione delle stablecoin è diventata un punto di conflitto significativo nella legislazione statunitense.
Mentre i repubblicani hanno sostenuto una maggiore autorità per i regolatori statali, i democratici e il Dipartimento del Tesoro di Yellen hanno mantenuto la posizione a favore dell’autorità federale.
Nonostante tale spaccatura, la commissione ha precedentemente approvato un disegno di legge sulle stablecoin con il sostegno di alcuni democratici, in attesa di votazione alla Camera.
Il presidente della commissione, Patrick McHenry (R-N.C.), ha guidato questa iniziativa legislativa, sollevando la questione durante un’audizione incentrata sul lavoro del Financial Stability Oversight Council.
Yellen ha anche affrontato la proposta della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti di limitare ulteriormente la custodia degli asset dei clienti da parte delle società di investimento, inclusi quelli in criptovalute.
La norma proposta, in fase di valutazione da parte dell’agenzia, ha suscitato preoccupazioni e critiche da diverse parti, compresi banchieri, legislatori e altre autorità di regolamentazione.
La Segretaria al Tesoro ha indicato che sono state sollevate preoccupazioni sull’impatto della norma sulle banche durante l’audizione.
Infine, Yellen ha fatto riferimento alle avvertenze dell’FSOC al Congresso e all’industria delle criptovalute.
In particolare sottolineando che, in assenza di nuove normative, il consiglio potrebbe essere costretto a intervenire autonomamente, anche attraverso l’imposizione della supervisione della Federal Reserve su alcuni aspetti del settore.
E’ in arrivo il rinascimento delle stablecoin?
Il rapporto recente di JPMorgan ha evidenziato un notevole incremento della capitalizzazione di mercato delle stablecoin. Nello specifico segnalando un potenziale impulso positivo per l’intero ecosistema crypto.
Dopo una fase di declino, con la capitalizzazione delle stablecoin che ha toccato il minimo nell’ottobre 2023, il settore ha mostrato una ripresa significativa. In particolare accumulando un aumento di 9 miliardi di dollari entro gennaio 2024.
Questo recupero è avvenuto in seguito a un periodo tumultuoso segnato dal crollo della rete Terra e da un effetto di contagio che ha messo in difficoltà altre stablecoin e prestatori di criptovalute.
Da sempre, la crescita delle stablecoin è spesso interpretata come un segnale positivo di fiducia e interesse da parte degli investitori nel mercato delle criptovalute.
Tuttavia, le incertezze rimangono. Episodi come le repressioni normative che hanno coinvolto stablecoin come Binance USD (BUSD) e USD Coin (USDC) evidenziano le sfide del settore.
La vicenda di USD Coin, in particolare, ha subito intoppi legati alla Silicon Valley Bank, sollevando domande sulla sua stabilità legata al dollaro USA e contribuendo al quadro normativo in evoluzione.
Tether (USDT), dominatore delle stablecoin, è sotto i riflettori per la sua opacità e la questione della conformità normativa. Le critiche sollevate alimentano dubbi sulla sostenibilità del suo predominio.
Al contrario, l’USDC sembra ora barcamenarsi bene attraverso le sfide normative, proiettando una possibile rivoluzione nella gerarchia delle stablecoin.
Negli Stati Uniti, le complessità legislative coinvolgono la senatrice Cynthia Lummis, determinante nella guida della legislazione sulle stablecoin attraverso negoziati intricati.
Il dialogo, che coinvolge tutto lo spettro politico, riflette il delicato equilibrio tra innovazione e supervisione. L’ottimismo di sostenitori della politica cripto nel Senato suggerisce prospettive di una legislazione sulle stablecoin con possibili sviluppi in arrivo.