Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01075.jsonl.gz/172

SAN FRANCISCO - Forti emicranie, seguite magari da conati di vomito, possono incidere non poco sulla produttività dei lavoratori colpiti da questa patologia. I costi, secondo uno studio eseguito da Novartis assieme all'Alleanza europea contro il mal di testa, sono stimati in 21-32 miliardi di franchi per la sola Europa e 20 miliardi per gli stati Uniti.
Dallo studio, eseguito tra settembre 2017 e febbraio 2018 su un campione di 11 mila persone ripartite fra oltre trenta paesi, risulta che sei impiegati su dieci colpiti da emicrania sono assenti dal posto di lavoro in media per una settimana al mese.
La ricerca, i cui risultati sono stati presentati ieri a San Francisco (USA), rivela inoltre che tale patologia riduce della metà la produttività al lavoro. Tra i partecipanti al sondaggio si trovano persone che patiscono di attacchi di emicrania almeno quattro volte al mese. Il 90% fa ricorso anche a trattamenti preventivi, precisa una nota odierna di Novartis.
Ciò ha quindi effetti negativi tanto sulla produttività che sulla presenza al lavoro, con costi importanti per l'azienda. Si tratta insomma di una malattia invisibile e debilitante, secondo Elena Ruiz de la Torre, direttrice dell'Alleanza europea contro il mal di testa.
Nonostante gli effetti negativi sul lavoro, meno di un impiegato su cinque (18%) si è visto offrire un sostegno da parte del datore di lavoro, benché una maggioranza di quest'ultimi (63%) sia al corrente del problema che tocca il proprio dipendente.
Gli attacchi di emicrania coinvolgono soprattutto le persone tra i 35 e i 45 anni, secondo Novartis, ossia proprio nel periodo di maggiore produttività degli stessi. Le persone toccate dal problema possono patire le conseguenze di un'emicrania anche per giorni.