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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Convenzione internazionale del 2 dicembre 1946 che regola la caccia alla balena (ICRW) non è uno strumento finalizzato unicamente alla protezione di questi animali, bensì esso si prefigge di rendere possibile uno sfruttamento sostenibile delle popolazioni di balene. Esso prevede la loro protezione unicamente allo scopo di permettere alle popolazioni di ricostituirsi, affinché possa realizzarsi "un aumento del numero delle balene catturabili" (citazione dal preambolo dell'accordo). Per raggiungere tale obiettivo, la Commissione internazionale per la caccia alle balene (IWC) ha messo a punto diversi strumenti, di cui la moratoria temporanea sulla caccia a questi animali è il più conosciuto.</p><p></p><p>La Convenzione del 3 marzo 1973 sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (CITES) disciplina il traffico transfrontaliero di determinate specie animali e vegetali, nonché dei prodotti da esse derivati. Essa protegge le specie animali e vegetali nei casi in cui il commercio internazionale costituisce una minaccia. Inoltre, nell'ottica di uno sviluppo sostenibile, da qualche tempo la CITES cerca di sfruttare le possibilità offerte dal commercio stesso per promuovere la protezione delle specie in pericolo. La CITES non è però in grado di assicurare una protezione globale delle specie in questione nei loro habitat.</p><p></p><p>1. Il Consiglio federale è sempre stato favorevole alla partecipazione del pubblico e delle organizzazioni non governative (ONG). Durante la fase preparatoria delle conferenze, sia dell'IWC, sia di quelle degli Stati contraenti la CITES, ha sempre tenuto conto delle fondate opinioni espresse dalle ONG nazionali ed internazionali, svizzere o straniere. Ciononostante, a volte tali organizzazioni propugnano interessi particolari diversi, che necessitano di un'ulteriore valutazione da parte del Consiglio federale, il quale deve tener conto anche di altri punti di vista (ad esempio: le disposizioni degli Stati contraenti e i criteri supplementari di valutazione) al momento in cui elabora il relativo mandato della delegazione.</p><p></p><p>2. Durante la fase preparatoria delle sessioni dell'IWC come pure delle conferenze degli Stati contraenti la CITES, il competente Ufficio federale di veterinaria (UFV) viene di regola contattato personalmente o per iscritto da rappresentanze di altri Stati contraenti nonché da diverse ONG, ed è sempre pronto a rispondere a domande, fornire informazioni o scambiare opinioni. Anche nel corso delle sessioni, la delegazione stabilisce contatti e discute con i membri delle diverse delegazioni degli Stati contraenti, come pure delle ONG nazionali ed internazionali.</p><p>In vista delle conferenze, il DFE informa l'opinione pubblica mediante comunicati stampa concernenti gli obiettivi della sessione e la posizione assunta dalla Svizzera: a tale proposito, mette a disposizione una documentazione circostanziata. Durante, e soprattutto in seguito alle sessioni, il Consiglio federale pubblica informazioni aggiuntive concernenti lo svolgimento, i risultati e la valutazione di questi ultimi.</p><p></p><p>3. Di conseguenza (cfr. la risposta alla domanda 2), il Consiglio federale considera raggiunti gli obiettivi posti nel suo rapporto del 27 marzo 2002 "Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002", in ambito di collaborazione con le ONG e nel quadro delle sessioni dell'IWC nonché delle conferenze degli Stati contraenti la CITES. </p><p></p><p>4. La moratoria temporanea sulla caccia alla balena a scopi commerciali, istituita nel 1986 dall'IWC, è tuttora in vigore. Inoltre, da allora sono state aggiunte due nuove aree destinate alla protezione dei cetacei. Perciò, secondo il Consiglio federale, attualmente nel quadro dell'ICRW non sono necessarie ulteriori misure in favore della protezione delle balene dalla caccia effettuata dall'uomo. Inoltre, esso è del parere che le attuali attività di cattura delle balene non rappresentino più la minaccia principale per le popolazioni di questi animali. La loro esistenza corre infatti i rischi maggiori a causa della messa in pericolo dei loro habitat, la cui protezione si situa però al di fuori delle competenze dell'ICRW. Tale problematica viene affrontata dal Consiglio federale nel quadro di altre convenzioni ed organizzazioni.</p><p></p><p>5. Tra i molti fattori in grado di minacciare l'esistenza delle specie animali e vegetali, la CITES prende in considerazione unicamente quelli legati al commercio internazionale. L'organo di esecuzione svizzero rilascia annualmente nell'ambito della CITES circa 50'000 tra autorizzazioni d'importazione, permessi d'esportazione e certificati di riesportazione (si tratta soprattutto di prodotti di origine animale), mentre al confine gli organi di controllo verificano la conformità di migliaia di invii. Nel medesimo tempo, gli animali e i prodotti di origine animale sono controllati dal servizio veterinario di confine dell'UFV anche in merito alla prevenzione delle epizoozie e della protezione dei consumatori. Il commercio di tali prodotti è legale ed ha una notevole importanza per l'economia nazionale. Esso interessa diversi rami economici, tra cui soprattutto l'industria orologiera: basti pensare, ad esempio, all'utilizzazione dei cinturini in pelle di rettile. A livello internazionale, l'esecuzione in Svizzera della CITES viene considerata esemplare: pertanto non sussiste alcun motivo per modificare l'attuale distribuzione di competenze.</p><p>Diverse disposizioni della CITES e numerose risoluzioni dell'IWC e della CITES presuppongono l'esistenza di una relazione stretta tra CITES e ICRW. Per questo motivo, risulta ovvio e opportuno attribuire la responsabilità di entrambe le convenzioni alla medesima autorità federale.</p><p></p><p>6. L'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) è l'istanza responsabile e il centro di competenze per quanto concerne la politica ambientale esterna sostenuta dalla Svizzera. In particolare, l'UFAFP è competente in materia di collaborazione della Svizzera all'UNEP, programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, che gestisce il segretariato della CITES, come pure ad altri programmi internazionali per la salvaguardia della biodiversità. Però, come ricordato nella risposta alla domanda 5, vi sono diversi motivi a sostegno del fatto che l'esecuzione della CITES sia di responsabilità dell'UFV. Il Consiglio federale nel suo insieme, dopo aver consultato gli uffici, assegna i mandati di negoziazione concernenti le relative conferenze: in questo modo viene garantito che la posizione assunta dalla Svizzera sia coerente con i principi su cui si basa la politica ambientale sostenuta dalla Svizzera, al suo interno come pure nel quadro di altri organi internazionali. In tale ambito, l'UFV svolge un'opera di coordinazione, collaborando strettamente con l'UFAFP. Tale collaborazione finora ha dato buoni risultati.</p>  Risposta del Consiglio federale.