Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01198.jsonl.gz/390

Il Consiglio federale si è espresso oggi contro l'iniziativa popolare di Gastrosuisse, che chiede un'aliquota IVA inferiore per la ristorazione, al pari di quella applicata per la vendita di alimenti. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) è stato incaricato di elaborare il messaggio all'attenzione del Parlamento.
Con l'iniziativa "Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione", l'associazione dei ristoratori vuole ottenere che i cibi pronti al consumo e le bevande analcoliche siano tassate in modo identico indipendentemente dal luogo in cui vengono consumati. In questo modo i ristoranti potrebbero usufruire di un'aliquota IVA inferiore (2,5% contro l'8% attuale), come già avviene ad esempio per i "take away".
Indipendentemente dal progetto, si legge in un comunicato odierno, il governo deve adempiere al mandato parlamentare per un modello con due aliquote IVA, secondo cui è già previsto che la ristorazione venga assoggettata ad un tasso ridotto.
Allo stato attuale, spiega il Consiglio federale, l'applicazione di un'aliquota ridotta alla ristorazione comporterebbe minori entrate di 700 fino a 750 milioni di franchi all'anno. Per compensare queste perdite, si renderebbe necessario aumentare l'aliquota ridotta dall'attuale 2,5% al 3,8%.
Nell'ambito della riforma dell'IVA (tasso unico), parzialmente rinviata dal Consiglio nazionale al governo, il DFF è stato incaricato di sottoporre un ulteriore messaggio, che illustri un modello con due aliquote che sia neutro per il bilancio.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>