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La Confederazione non è tenuta a partecipare ai costi di costruzione della "Casa delle religioni", un centro di dialogo interreligioso che riunirà a Berna cinque diverse confessioni sotto lo stesso tetto. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha bocciato in via definitiva un ricorso della fondazione che promuove il progetto, che aveva chiesto un contributo di un milione di franchi all'Ufficio federale della cultura (UFC). Per i giudici di San Gallo l'interreligiosità non è un fatto culturale.
Il TAF ha confermato la precedente decisione dell'UFC. Questo nel gennaio 2011 aveva argomentato il rifiuto di concedere una sovvenzione con il fatto che la Casa non può essere considerata un'"istituzione culturale" come quelle per cui l'ufficio federale prevede la promozione. Pratiche confessionali e il dialogo interreligioso e interculturale non possono essere considerati "prodotti artistici" per cui è ammessa l'attribuzione di sussidi.
La prima pietra della struttura è stata posata ufficialmente alla fine dello scorso mese di giugno. Situata all'Europaplatz di Ausserholligen, alla periferia ovest di Berna, la Casa comprenderà cinque sale di preghiera destinate a cristiani, musulmani, induisti, buddisti ed aleviti (un'eterodossia islamica presente in Turchia). Gli ebrei, in un primo tempo interessati ad essere integrati, hanno alla fine rinunciato. Il budget del progetto è stimato a circa dieci milioni di franchi.
SDA-ATS