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Da non confondere con i mal di testa episodici, l’emicrania è una malattia cronica, molto invalidante, che si presenta sotto forma di crisi violente che perturbano la vita quotidiana. Nonostante i disturbi di cui soffrono, queste persone raramente ricorrono all’aiuto di uno specialista.
Il mal di testa o cefalea può assumere varie forme, di cui una è l’emicrania. Si manifesta con attacchi ricorrenti molto intensi, che possono durare da quattro a 72 ore. Una crisi di emicrania inizia spesso con un dolore da un lato della testa o localizzato accanto a un occhio, che viene percepito come delle pulsazioni nella scatola cranica e si acuisce con la luce e i rumori (e talvolta anche gli odori). Talvolta l’emicrania è accompagnata da nausea e vomito.
Le cause esatte dell’emicrania sono complesse. Tra i fattori scatenanti si annoverano i cambiamenti ormonali, lo stress, un ritmo di sonno irregolare, l’alcool e determinati alimenti. L’emicrania colpisce il 18% della popolazione, con una predominanza femminile. Questa forma di cefalea può avere un grave impatto sociale (un emicranico su dieci subisce più episodi settimanali) ma viene raramente considerata una malattia. Le persone che soffrono di questo disturbo si trovano spesso a dover lottare contro i pregiudizi, benché sia stato scientificamente dimostrato che l’emicrania risponde a meccanismi cerebrali biologici. Per formulare una diagnosi, il medico chiede al paziente di tenere un diario degli attacchi di mal di testa.
Nella donna, l’emicrania può essere legata ai cicli ormonali: gli attacchi compaiono con la pubertà e scompaiono con la menopausa. Queste emicranie denominate mestruali si manifestano puntualmente con il ciclo. Alcune donne tendono a minimizzare questi sintomi. Tuttavia si dice che le crisi di emicrania legate alle mestruazioni siano più invasive e più difficili da trattare. Certe donne soffrono di mal di testa prima o durante il ciclo, anche se non si tratta di emicrania. Ma non è facile distinguere le due forme. Trattare in modo corretto questi attacchi permetterebbe di migliorare sensibilmente la qualità di vita delle donne. Quindi, se il vostro ciclo è accompagnato da dolori di tipo emicranico, non soffrite più in silenzio, ma parlatene al vostro ginecologo.
“Lo stile di vita influisce sull’emicrania in molti pazienti.”
Per curare una crisi di emicrania si ricorre agli antinfiammatori (ibuprofene) e agli analgesici (paracetamolo con o senza caffeina). La terapia dell’emicrania ha fatto notevoli progressi con la comparsa dei triptani, farmaci dell’ultima generazione soggetti all’obbligo di ricetta medica. Ciò nonostante, l’emicrania rimane un disturbo troppo spesso mal curato e parecchi pazienti non si rivolgono mai a uno specialista. Esistono anche trattamenti preventivi per ridurre l’intensità o la frequenza delle crisi. Si tratta di medicinali che abbassano la pressione (betabloccanti), sostanze contro l’epilessia o antidepressivi. Se gli episodi sopravvengono in concomitanza con le mestruazioni, si può prendere in considerazione anche un trattamento ormonale.
In ogni caso, una vita equilibrata, il rilassamento e la soppressione di determinati alimenti (additivi alimentari, vino bianco…) possono migliorare la qualità di vita delle persone che soffrono di emicrania, poiché lo stile di vita influisce sull’emicrania in molti pazienti. Uno dei regimi alimentari più efficaci per le persone che soffrono di frequenti crisi di emicrania consiste nell’aumentare i tassi di omega-3 e abbassare quelli di omega-6. Il che equivale a ridurre il consumo di oli vegetali polinsaturi (mais, girasole, semi d’uva e soia) e aumentare l’olio di lino e i pesci grassi.
«Talvolta, le crisi di emicrania si presentano all’improvviso, violentissime. Non sopporto più la luce e ho una nausea fortissima. Un calvario. Non posso più fare nulla, impossibile occuparmi dei miei figli, il minimo rumore è insostenibile. Quando mi prende un attacco, devo isolarmi in un luogo tranquillo. L’emicrania mi rende la vita difficile».
Autore: Sophie Membrez