Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/134598

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di avviare una trattativa con i tre principali operatori telefonici (Swisscom, Sunrise, Orange) per trovare un accordo quadro per la fatturazione delle prestazioni nell'ambito della sorveglianza della posta elettronica e delle telecomunicazioni a favore di tutte le autorità di perseguimento penale. L'obiettivo è fissare tariffe standardizzate e a un prezzo "politico" di copertura dei costi correnti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il diritto vigente, i fornitori di servizi di telecomunicazione devono eseguire mandati di sorveglianza, ma in compenso ricevono un'"indennità appropriata per le spese" (art. 16 cpv. 1 della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni, LSCPT; RS 780.1). Nell'ordinanza sugli emolumenti e le indennità per la sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (RS 780.115.1) il Consiglio federale ha stabilito l'ammontare delle indennità a seconda delle singole prestazioni. La legge dà diritto soltanto a un'indennità appropriata, e non a una piena indennità a copertura di tutti i costi. I prezzi di mercato, che la mozione presuppone, sono pertanto irrilevanti. Le indennità vanno sostenute in primo luogo dall'autorità che ha disposto la sorveglianza delle telecomunicazioni, quindi perlopiù da un ministero pubblico (in media il 96 per cento delle sorveglianze è ordinato da quelli cantonali e il 4 per cento dal Ministero pubblico della Confederazione). In caso di condanna le indennità versate sono addossate all'imputato come spese procedurali (cfr. art. 422 seg. e 426 del Codice di procedura penale; RS 312.0).</p><p>A parere del Consiglio federale, questa normativa si è dimostrata efficace per i punti seguenti:</p><p>- Garantisce che anche i fornitori di servizi di telecomunicazione contribuiscano a far luce su reati, in quanto hanno diritto soltanto a un'indennità appropriata, ma non piena. Essi forniscono un contributo supplementare dovendo mettere a disposizione, a proprie spese, le attrezzature necessarie alla sorveglianza.</p><p>- Garantisce che la maggior parte dei costi di sorveglianza sia addossata a coloro che li hanno cagionati (l'autorità che ha ordinato la sorveglianza o la persona condannata).</p><p>- Comporta la parità di trattamento di tutti i fornitori di servizi di telecomunicazione, a prescindere dalle loro dimensioni.</p><p>Il Consiglio federale intende pertanto mantenere questa normativa e non prevede alcuna modifica materiale nell'ambito della revisione totale della LSCPT (cfr. messaggio concernente la LSCPT del 27.2.2013; FF 2013 2283). Ciò non significa tuttavia che gli emolumenti e le indennità resteranno invariati: in occasione dell'entrata in vigore della legge modificata andranno piuttosto esaminati uno per uno ed eventualmente adeguati in base ai risultati del rilevamento dei costi e tenendo conto del diritto internazionale comparato.</p><p>Con la mozione si chiede al Consiglio federale di concordare un'indennità forfettaria con i tre maggiori fornitori di servizi di telecomunicazione. Un tale modo di procedere non è possibile né secondo il diritto vigente né secondo la normativa proposta dal Consiglio federale nell'avamprogetto di revisione totale della LSCPT. Anche se fosse possibile istituire le basi legali necessarie, si dovrebbe tuttavia far fronte ad almeno le seguenti difficoltà:</p><p>- la Confederazione dovrebbe condurre negoziati con i fornitori di servizi di telecomunicazione; i cantoni andrebbero tuttavia coinvolti nelle trattative, poiché tutto sommato nella maggior parte dei casi sono loro a pagare le prestazioni;</p><p>- sarebbe probabilmente difficile determinare un'indennità forfettaria adeguata, in quanto il volume e il tipo delle sorveglianze effettuate dai fornitori di servizi di telecomunicazione possono variare considerevolmente, il che non permette di fondarsi sulle cifre dell'anno precedente;</p><p>- occorrerebbero nuove disposizioni legali per il caso in cui i negoziati con i tre maggiori fornitori di servizi di telecomunicazione dovessero fallire e in cui non si trovasse un accordo in merito alla ripartizione tra i cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.