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Il secondo sondaggio SSR realizzato dall’istituto gfs.bern evidenzia che l’esito dell’iniziativa popolare "A favore del servizio pubblico" rimane incerto. Le iniziative "Per un reddito di base incondizionato" e "Per un equo finanziamento dei trasporti" dovrebbero invece essere respinte. La revisione della Legge sull’asilo dovrebbe dal canto suo superare lo scoglio delle urne.
Se il voto si fosse svolto tra il 13 e il 21 maggio 2016, l’iniziativa “A favore del servizio pubblico” avrebbe ottenuto il 46% di voti favorevoli e il 41% di voti contrari. Rispetto al primo sondaggio, realizzato nella seconda metà di aprile, si osserva «un cambiamento significativo», afferma il politologo Claude Longchamp, responsabile dell’istituto gfs.bern.
Un mese fa, l’iniziativa era ancora sostenuta dal 58% delle persone interrogate e respinta dal 26%. Il fronte del sì si è quindi ridotto del 12%, mentre gli oppositori sono cresciuti del 15%, ciò che fa una differenza totale del 27%.
«Questa evoluzione è più marcata rispetto al solito», sottolinea Claude Longchamp. La sua collega, la politologa Martina Mousson, spiega questa forte variazione con l’effetto della campagna degli avversari all’iniziativa. «L’iniziativa in favore del servizio pubblico ha suscitato all’inizio parecchia simpatia. Ma ora che gli avversari mettono sul tavolo i loro argomenti, questa simpatia è in calo».
Il clima è cambiato, ma la formazione dell’opinione su questo tema non è ancora a uno stadio avanzato, ritengono i ricercatori. Il 13% delle persone intervistate non sa infatti ancora come voterà.
L’iniziativa chiede che in materia di prestazioni di base, la Confederazione non deve agire con scopi di lucro. Secondo il testo, eventuali benefici devono essere reinvestiti nelle imprese che li hanno generati e non nelle casse federali. Inoltre, i dirigenti delle grandi aziende a partecipazione statale (Ferrovie Federali Svizzere, Swisscom e La Posta) non devono guadagnare più dei membri del governo svizzero.
Interessante notare alcune differenze tra le regioni linguistiche del paese. Mentre tra il primo e il secondo sondaggio il sostegno all’iniziativa è fortemente regredito nella Svizzera tedesca, nella Svizzera italiana è leggermente cresciuto. Malgrado quest’evoluzione insolita in Ticino, «i contrari all’iniziativa hanno chiaramente maggiori probabilità di vincere alle urne», commenta Martina Mousson.
Nessuna chance per il reddito di base
L’esito dell’iniziativa che chiede un reddito di base incondizionato per tutti - una proposta che ha suscitato parecchio interesse all’estero - appare dal canto suo scontato. «In modo del tutto inatteso», il campo dei sostenitori è riuscito a guadagnare un 2% di preferenze ed è ora al 26%. I contrari hanno perso un punto percentuale, ma continuano a rappresentare il 71% dei voti. Su questo tema, la formazione dell’opinione è avvenuta molto presto, rammentano i ricercatori dell’istituto demoscopico. Lo evidenzia il tasso estremamente basso di persone indecise, che era del 4% durante il primo sondaggio ed è ora del 3%.
Il lieve aumento dei favorevoli all’iniziativa è da collegare a un effetto di protesta, spiega Martina Mousson: siccome è chiaro che l’oggetto verrà respinto alle urne, alcuni ritengono che un voto a favore non avrà alcuna conseguenza importante.
Da notare che tra gli intervistati con un reddito basso, ovvero meno di 3'000 franchi al mese, il sostegno all’iniziativa ha perso il 10% dei voti ed è ora al 31%. «È difficile stabilirne il motivo. Evidentemente, questo gruppo della popolazione non crede che l’iniziativa migliorerà la sua situazione», osserva Martina Mousson.
Verso una modifica della Legge sull’asilo
Solitamente, le revisioni e gli inasprimenti della Legge federale sull’asilo sono combattuti dalla sinistra e sostenuti dalla destra. Ma questa volta succede esattamente il contrario. L’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) si è opposta tramite referendum alla modifica della legge, che prevede procedure d’asilo più rapide e meno costose.
Per questo oggetto, le posizioni di partenza sono rimaste stabili con il 60% (+ 1 punto) degli intervistati che sostiene la revisione e il 29% (- 1) che vi si oppone. «Il fronte dei contrari è diviso», annota Claude Longchamp. Le raccomandazioni dei partiti non sono sempre seguite: una frazione importante (43%) delle persone interrogate vicino all’UDC indica di non voler ascoltare il loro partito e di accettare la revisione.
Il sondaggio mostra che al momento «non c’è alcun argomento solido a sostegno del no», afferma il politologo. Inoltre, la situazione nel settore dell’asilo si è un po’ distesa, ciò ha un ruolo importante. La revisione dovrebbe quindi «normalmente» essere accolta.
Iniziativa della “vacca da mungere” respinta di poco
Gli avversari dell’iniziativa “Per un finanziamento equo dei trasporti”, detta “vacca da mungere”, la quale chiede che i proventi della tassa sugli oli minerali servano unicamente per il finanziamento delle strade, e non della ferrovia, continuano a essere in leggero vantaggio. Rispetto al primo sondaggio, sono aumentati di due punti percentuali al 49%. I sostenitori dell’iniziativa sono invece al 40% (-2%).
«Solitamente, il campo dei sostenitori avrebbe dovuto ridursi in modo più marcato», commenta Lukas Golder dell’istituto gfs.bern. Ma i politologi prevedono un aumento della tendenza al rifiuto durante la fine della campagna, «sebbene non vi siano argomenti realmente decisivi né tra i sostenitori né tra i contrari», aggiunge.
Ancora una volta, la Svizzera italiana si distingue dal resto del paese. I favorevoli all’iniziativa hanno guadagnato dieci punti dal primo sondaggio, mentre nel resto della Svizzera hanno perso terreno. «Potremmo parlare di un voto di protesta», secondo Lukas Golder.
In effetti, il canton Ticino vota anche sull’introduzione di una tassa sui parcheggi nelle aziende e nei centri commerciali che dispongono di più di 50 parcheggi. La misura, sostenuta dal governo, intende ridurre il traffico di transito e migliorare la qualità dell'aria.
Partecipazione superiore alla media
Il sondaggio mostra che la partecipazione potrebbe essere molto diversa nelle varie regioni linguistiche. A livello nazionale, il 48% delle persone interrogate indica di voler partecipare al voto, ciò che è leggermente superiore alla media. Ma questa media è «insolitamente» elevata in Svizzera francese con il 54%. Nella Svizzera tedesca, il 50% degli intervistati afferma di avere l’intenzione di votare, una percentuale che scende al 38% nella Svizzera italiana.
Il sondaggio
Per la seconda indagine demoscopica in vista della votazione federale del 5 giugno 2016, l'istituto gfs.bern ha intervistato 1'419 persone con diritto di voto, ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera, tra il 13 e il 21 maggio. Il margine di errore è di ±2,9 punti percentuali.
Il sondaggio - realizzato dall'istituto di ricerca bernese, su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, della quale fa parte anche swissinfo.ch - ha preso in esame quattro dei cinque oggetti sottoposti al voto.
La SRG SSR ha ritenuto superfluo sondare le opinioni sulla modifica della Legge federale sulla medicina della procreazione (che consente la diagnosi preimpianto), poiché questa ha potuto essere attuata in seguito all’approvazione, appena un anno fa, del relativo articolo costituzionale. Nello scrutinio popolare del giugno 2015, i sì sono stati il 61,9% e attualmente non sembrano esserci indizi di ribaltamenti della situazione.
Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio, swissinfo.ch