Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/230505

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Secondo il CF è opportuno che, vista la crescente importanza dei social media per i dibattiti politici, anche per le piattaforme digitali vengano fissate regole ed esigenze minime in materia di trasparenza per quanto riguarda la pubblicità politica? </p><p>2. Il CF prevede, nell'ambito dei lavori relativi al controprogetto all'iniziativa sulla trasparenza, di adottare anche delle misure che migliorerebbero la trasparenza della pubblicità politica online? </p><p>3. Il CF è in contatto con le imprese dei social media (in particolare quelle di un certo rilievo come Google/Youtube, Facebook incl. Instagram, Twitter) allo scopo di discutere possibili regolamentazioni volontarie o governative? </p><p>4. Il CF ritiene opportuno applicare anche in Svizzera approcci che hanno dato buone prove (come ad esempio l'EU Code of Practice against Disinformation o il Code of Conduct against political advertising dei Paesi Bassi)? </p><p>5. Secondo il CF è opportuno rendere vincolanti regolamentazioni in materia di trasparenza per le inserzioni pubblicitarie a sfondo politico sui social media (si pensi alla libreria inserzioni di Facebook)? Ciò dovrebbe avvenire sul piano legislativo oppure a titolo volontario (come nel Code of Conduct di cui sopra)? </p><p>6. Come valuta il CF il pericolo che i dibattiti politici sui social media si svolgano sempre più lontano dalla sfera pubblica (ad esempio attraverso la pubblicità politica mirata e personalizzata, tuttora possibile in assenza di una libreria inserzioni obbligatoria)? </p><p>7. Come valuta il CF il pericolo dettato dal fatto che in Svizzera al momento non si possa accertare se organizzazioni estere intacchino i dibattiti facendo pubblicità politica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In risposta alle domande 1-7</p><p>Sulle piattaforme di comunicazione digitale come Facebook, YouTube o Twitter, persone e organizzazioni possono pubblicare i propri contenuti e discutere e diffondere i contenuti altrui. Anche in Svizzera queste piattaforme svolgono un ruolo sempre più importante e nel 2019 sono state utilizzate dal 71% della popolazione. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che tali piattaforme rivestono un ruolo sempre più importante nella formazione delle opinioni. Per questo ha commissionato all'Ufficio federale delle comunicazioni (DATEC) un rapporto in collaborazione con la Cancelleria federale che riassuma le opportunità e i rischi delle piattaforme in relazione alla comunicazione pubblica, raccolga i risultati empirici esistenti, identifichi necessità d'intervento e, se necessario, proponga misure. Il rapporto sarà intitolato "Intermediari e piattaforme di comunicazione. Effetti sulla comunicazione pubblica e approcci di governance".</p><p>Quale controprogetto indiretto all'iniziativa sulla trasparenza, il 18 giugno 2021 il Parlamento ha approvato la modifica della legge sui diritti politici. Tuttavia, tale modifica non concerne la trasparenza della pubblicità politica sui media sociali. La tematica sarà però trattata nel citato rapporto che il Consiglio federale ha commissionato all'UFCOM. La pubblicazione del rapporto è prevista per fine 2021. Nell'ambito di questi lavori, l'UFCOM ha dialogato con diversi gestori di piattaforme digitali, affrontando anche il tema della trasparenza della pubblicità politica. Sarà oggetto della discussione politica valutare, attraverso i risultati del rapporto, l'opportunità di eventuali prescrizioni in materia di trasparenza per le piattaforme nell'ambito della pubblicità politica e valutare l'efficacia dei singoli approcci di regolamentazione.</p><p>La personalizzazione della pubblicità politica digitale da parte dei nuovi intermediari costituisce un potenziale negativo di questi attori, come illustrerà il rapporto di cui sopra, i risultati emersi dalle ricerche attuali documentano però che al momento le eventuali ripercussioni negative sulla formazione dell'opinione pubblica dovrebbero essere trascurabili. Parimenti, secondo lo stato delle conoscenze attuale, la quota di pubblicità politica proveniente da organizzazioni estere nel periodo di elezioni e votazioni è da ritenere piuttosto ridotta.</p>  Risposta del Consiglio federale.