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<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Condivide la preoccupazione riguardo alla criminalità degli stranieri, sproporzionata rispetto alla quota di cittadini stranieri in Svizzera? Quali misure intende adottare?</p><p>2. Come giudica il Consiglio federale la sempre più frequente violenza giovanile? Non condivide il parere secondo cui l'immigrazione da Paesi non europei ha contribuito in modo determinante all'insorgere di questa problematica? Quali conseguenze trae?</p><p>3. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che la prassi permissiva in materia di naturalizzazioni e l'attuale rinuncia al rilevamento di cittadini naturalizzati autori di reati, al pari della semplice distinzione, nell'ottica della statistica criminale di polizia, tra stranieri e svizzeri, non fanno che dissimulare la problematica? È disposto a provvedere affinché in futuro gli autori di reati non vengano distinti unicamente tra cittadini svizzeri e stranieri, ma anche in funzione della loro nazionalità e della data di un'eventuale naturalizzazione?</p><p>4. Anche il Consiglio federale è dell'avviso che si ricorre troppo di rado all'espulsione di cittadini stranieri autori di reati? È disposto ad agire per via di ordinanza al fine di migliorare la situazione o preferisce proporre una revisione del Codice penale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Da tempo la statistica criminale di polizia della Svizzera (SCP) è considerata insufficiente. La Confederazione e la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia prevedono pertanto per il 2009 una nuova formula migliorata. La nuova SPC sarà modernizzata ed ampliata, così da consentire statistiche più differenziate anche per quel che concerne le persone straniere sospette. Inoltre, l'Ufficio federale di statistica sta completando i dati statistici relativi alle condanne penali per il 2003, in modo da analizzare in modo approfondito la registrazione dei reati commessi da stranieri. La pubblicazione è prevista per l'anno prossimo. Questioni come quelle sollevate dall'autore dell'interpellanza potranno così essere verificate in base a dati affidabili.</p><p>2. Nella statistica della criminalità giovanile del 2004 sono registrate circa 13 000 persone (su un totale di 945 000 minori tra i 7 e i 17 anni), di cui 4000 di cittadinanza straniera con permesso di dimora o di domicilio in Svizzera. Il 14 per cento di tutte le condanne sono state pronunciate per reati violenti, il 45 per cento per reati contro il patrimonio e il 36 per cento per infrazioni alla legge sugli stupefacenti. La proporzione di minorenni stranieri oggetto di condanne penali è quasi il doppio rispetto alla quota relativa ai loro coetanei svizzeri (2 rispetto all'1 per cento). Il Consiglio federale è preoccupato da questa situazione. In tale contesto sono già state adottate misure. L'ordinanza sull'integrazione degli stranieri prevede ad esempio la possibilità, dal 1° febbraio 2006, di appoggiare progetti volti a prevenire la violenza e la criminalità, segnatamente tra i giovani stranieri. La revisione del diritto penale minorile, che entrerà verosimilmente in vigore nel 2007, prevede pene più severe per i delitti gravi. Inoltre, secondo il nuovo diritto, ogni comportamento colpevole sarà oggetto di condanna, anche se essa sarà pronunciata unitamente a una misura educativa o terapeutica. In tal modo si spera tra l'altro di ottenere un effetto preventivo presso i giovani recidivi. La legge federale sugli stranieri, approvata dal Parlamento il 16 dicembre 2005 e sottoposta al voto popolare il 24 settembre 2006, prevede di conferire maggior peso, al momento dell'ammissione di cittadini di Stati terzi, al fattore dell'integrazione sostenibile.</p><p>3. Il fatto di conformarsi all'ordine pubblico è un presupposto importante in vista della naturalizzazione. Prima della decisione sulla naturalizzazione è appurato se la persona richiedente è oggetto di condanne anteriori non radiate, di un procedimento penale pendente o di una procedura di assistenza giudiziaria o di estradizione pendente. In caso affermativo non è concessa la naturalizzazione. In caso di reato commesso da una persona naturalizzata, a motivo della parità di trattamento non dev'essere operata una distinzione rispetto a una persona d'origine svizzera. È il motivo per cui le condizioni che giustificano una naturalizzazione devono essere ampiamente esaminate prima della naturalizzazione stessa. Una volta pronunciata la naturalizzazione, il naturalizzato è un cittadino svizzero, e tutti i cittadini svizzeri vanno trattati allo stesso modo.</p><p>4. Nel quadro della revisione della parte generale del Codice penale è stata abolita l'espulsione giudiziaria. Tale modifica entrerà verosimilmente in vigore il 1° gennaio 2007. In avvenire vi sarà unicamente la possibilità dell'espulsione secondo il diritto in materia di stranieri, che tiene sufficientemente conto delle esigenze dal profilo della sicurezza. Con circolare del 21 luglio 2003, l'Ufficio federale della migrazione ha attirato l'attenzione delle autorità cantonali su tale cambiamento, rilevando segnatamente che per le persone straniere detenute occorrerà vagliare l'eventualità di misure amministrative di allontanamento. Per il momento non è dato un ulteriore bisogno d'intervento.</p>  Risposta del Consiglio federale.