Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01192.jsonl.gz/1206

BOGOTÀ - Il viadotto della Chirajara se ne stava lì, monco e sospeso nel vuoto, come un’istantanea della tragedia in cui il 15 gennaio scorso nove operai avevano perso la vita. Ora, con un boato, l’imponente costruzione mai completata è stata demolita, cancellando un errore di progettazione che era stato tanto fatale.
Grazie a 200 kg di esplosivo, 3’000 metri di cavi, 30 detonatori e il lavoro di 300 persone, il moncone del ponte è stato fatto implodere mercoledì con un fragore che ha invaso la valle. Come riporta El Tiempo, una nube di polvere è stata visibile sopra al sito dell’implosione per una decina di minuti.
Il viadotto, che era in costruzione a Guayabetal, a una sessantina di chilometri da Bogotà, doveva collegare la capitale colombiana con Villavicencio. Avrebbe dovuto svettare a 286 metri di altezza sopra la gola di Chirajara e raggiungere i 446 metri di lunghezza. Il costo dell’opera era di circa 24 milioni di franchi.
La sua costruzione era iniziata nel 2014, ma, il 15 gennaio scorso, una parte della struttura era crollata uccidendo nove operai e ferendone altri otto. In aprile, un’indagine aveva stabilito che il crollo era dovuto a un errore di progettazione della ditta Coviandes. Le autorità hanno preferito demolire il solo pilone rimasto in piedi e ricominciare la progettazione dell’opera.