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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha già avuto l'occasione di rispondere a diversi interventi parlamentari relativi a Taiwan, segnatamente all'interrogazione ordinaria Schüle del 15 giugno 1989, all'interpellanza Cotti del 19 settembre 1991 e all'interrogazione ordinaria Zwygart del 3 ottobre 1994. Le risposte a tali interventi sono in gran parte ancora valide.</p><p></p><p>Considerata l'evoluzione recente delle relazioni tra la Repubblica popolare cinese e Taiwan, il Consiglio federale risponde come segue all'interpellanza del consigliere nazionale Zwygart del 22 settembre 1999:</p><p></p><p>1) Dal momento che la Cina popolare ha sempre considerato Taiwan una provincia cinese, non sorprende che le autorità di Beijing si oppongano - talvolta minacciando ritorsioni - a qualsiasi tentativo di rimettere in discussione l'idea di una Cina unica.</p><p></p><p>Sino all'inizio degli anni Novanta, il Governo insediato a Taiwan contendeva a Beijing il titolo di unico rappresentante della Cina e continuava a considerarsi quale Governo legittimo della "Repubblica della Cina nazionale" (RCN), proclamata nel 1912 e sostituita sul continente (nel 1949) dalla "Repubblica popolare cinese" (RPC). La risoluzione n. 2758 (XXVI), adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1971, precisa tuttavia che i rappresentanti del Governo della Repubblica popolare cinese sono gli unici rappresentanti legittimi della Cina presso l'ONU. Nel 1991 Taiwan ha approvato una modifica costituzionale in cui si limitava il campo d'applicazione della Costituzione e il potere politico delle autorità taiwanesi alle isole di Taiwan, Penghu, Kinmen e Matsu e si riconosceva espressamente la sovranità della RPC sul continente. </p><p>Il 9 giugno 1999 il presidente taiwanese Lee Teng-hui ha infine dichiarato che dalla modifica costituzionale del 1991 le relazioni tra Beijing e Taipei devono essere considerate "relazioni tra Stati" ("a state to state relationship) o perlomeno "relazioni speciali tra Stati" ("a special state to state relationship"). Inoltre, secondo Lee le circostanze attuali non richiederebbero che Taiwan si proclami indipendente e le autorità taiwanesi sarebbero sempre intenzionate a impegnarsi per un'unificazione della Cina fondata su principi democratici. Taiwan ritiene che la situazione dal 1991 a questa parte possa essere riassunta con la formula "una nazione, due Stati".</p><p></p><p>Alla stessa stregua della stragrande maggioranza degli Stati, la Svizzera ha riconosciuto (il 17 gennaio 1950) la RPC quale unico rappresentante della Cina. Il Consiglio federale ha preso atto con interesse delle dichiarazioni del presidente Lee Teng-hui, segnatamente per quanto concerne la volontà delle autorità taiwanesi di impegnarsi per un'unificazione con il continente cinese fondata sui principi della democrazia e dello Stato di diritto. Esprime tuttavia soprattutto il desiderio che le relazioni tra Beijing e Taipei continuino a evolvere pacificamente e che le due parti rinuncino a ricorrere alla forza per risolvere le loro divergenze d'opinione.</p><p></p><p>2) Il riconoscimento da parte del Consiglio federale, nel mese di gennaio del 1950, della Repubblica popolare cinese proclamata da Mao Zedong ha avuto come conseguenza la rottura immediata delle relazioni diplomatiche intrattenute dalla Svizzera con le autorità della Repubblica della Cina nazionale, che sino ad allora era l'unico rappresentante della Cina.</p><p></p><p>Il quadro generale dei rapporti tra la Svizzera e la Cina è quindi definito da quasi cinquant'anni attraverso le nostre relazioni diplomatiche con la Repubblica popolare cinese. Entro i limiti di tale quadro, la Svizzera intrattiene soprattutto relazioni economiche con Taiwan. Tenuto conto della situazione attuale, riteniamo che queste relazioni siano soddisfacenti e non intendiamo pertanto apportarvi modifiche fondamentali in un prossimo futuro.</p><p></p><p>3) Per avere qualche probabilità di successo, una mediazione o un'offerta di buoni uffici deve essere desiderata e accettata da tutte le parti interessate, il che non è evidentemente il caso per quanto concerne le relazioni tra la Cina popolare e Taiwan. La Repubblica popolare cinese non intende affidare a un Paese terzo un ruolo in una questione che considera un affare interno. Le possibilità di mediazione della Svizzera sono quindi estremamente limitate.</p><p></p><p>4) La Svizzera intrattiene relazioni diplomatiche con la Cina dall'inizio di questo secolo: a partire dall'inizio degli anni Venti con la Repubblica della Cina nazionale, poi, dal 1950, con la Repubblica popolare cinese. Durante tutto questo secolo il nostro Paese ha sempre riconosciuto soltanto un'unica Cina.</p><p>Sotto il profilo meramente giuridico va rilevato che per lungo tempo non erano soddisfatte le condizioni per un ipotetico riconoscimento di Taiwan o di una "Repubblica della Cina nazionale", poiché il diritto internazionale pubblico non ammette l'esistenza di due Stati che rivendicano diritti sullo stesso territorio.</p><p>Questa situazione è mutata nel 1991, anno in cui le autorità di Taiwan hanno espressamente riconosciuto la sovranità della RPC sul continente e limitato l'esercizio del loro potere statuale alle isole Taiwan, Penghu, Kinmen e Matsu. Nel 1999 sono seguite le dichiarazioni del presidente Lee, che si è avvalso delle espressioni "relazioni speciali tra Stati" e "una nazione, due Stati" per descrivere le relazioni intercorrenti tra Taipei e Beijing.</p><p></p><p>Per un Paese che intrattiene relazioni diplomatiche con la RPC, il principio della Cina unica implica la rottura immediata delle relazioni diplomatiche con Beijing in caso di riconoscimento di Taiwan (quale Repubblica della Cina nazionale o con qualsiasi altra designazione). Una simile situazione non sarebbe auspicabile per la Svizzera. Di conseguenza, il Consiglio federale non intende modificare la sua politica nei confronti di Taiwan.</p><p></p><p>5) La Repubblica di Corea e la Repubblica popolare democratica di Corea sono due Stati riconosciuti dall'insieme della comunità internazionale. Entrambi i Paesi sono inoltre membri dell'ONU. Lo stesso valeva per le due Germanie; non è invece il caso della RPC e di Taiwan.</p>  Risposta del Consiglio federale.