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NEW DELHI - La Corte Suprema indiana ha deciso di riaprire oggi la causa legale contro i responsabili della tragedia di Bhopal avvenuta 25 anni fa. Il massimo organo giudiziario indiano ha infatti accolto una petizione del governo che chiedeva di processare gli ex dirigenti della Union Carbide per il reato di omicidio colposo, che prevede una pena fino a 10 anni di carcere.
Lo scorso giugno sette manager, tra cui l'ultraottantenne Keshub Mahindra, fondatore di uno dei principali gruppi industriali indiani, erano stati condannati a due anni di carcere e a una multa irrisoria per "negligenza" nella fuga del terribile gas che aveva causato la morte immediata di migliaia di abitanti della città di Bhopal.
Nel 1996 la Corte aveva infatti deciso di "diluire" i capi di imputazione a carico dei rappresentanti della fabbrica di pesticidi appartenente alla filiale indiana dell'americana Union carbide (oggi Dow Chemicals).
La sentenza, giunta dopo tanto tempo, aveva sollevato una ondata di indignazione tra i parenti delle vittime che aspettano ancora un risarcimento adeguato. Il governo aveva deciso quindi di nominare uno speciale comitato ministeriale per Bhopal che prevede anche di chiedere agli Usa l'estradizione di Warren Anderson, l'allora presidente della Union Carbide, ancora oggi considerato latitante per la giustizia indiana.
SDA-ATS