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Sostegno unanime dei partiti alla decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di intervenire fissando un corso minimo.
Per il Partito socialista, il fatto che la BNS si sia dichiarata pronta ad acquistare divise in quantità illimitata è un segnale inequivocabile contro le speculazioni sul franco "assurdamente sopravvalutato", scrive il PS in un comunicato.
Tuttavia è chiaro che la decisione della BNS è solo un primo passo che dovrà essere seguito da altri. Per la piazza economica elvetica è fondamentale che l'euro rimanga costantemente fra gli 1,40 e gli 1,45 franchi.
Dal canto suo, l'Unione democratica di centro (UDC) si aspetta ora dall'istituto di emissione delle decisioni coerenti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il segretario generale del partito Martin Baltisser ha dichiarato all'ats che l'UDC sostiene la BNS fin dalle prime contromisure attuate ad inizio agosto. Il cambio minimo non è stato commentato, in quanto di competenza della banca.
Anche il PPD sostiene la decisione della Banca nazionale. Per i popolari democratici, sebbene esista un pericolo di inflazione, la situazione dovrebbe essere gestibile.
La Svizzera è vittima della propria politica di successo in ambito economico e sul fronte del debito pubblico, ha comunicato oggi il partito. È nell'interesse della Confederazione curare i rapporti con nazioni alle prese con gli stesse difficoltà contingenti, come Cina, Canada, Australia e Brasile, sottolinea ancora il PPD.
Il PLR ribadisce dal canto suo la fiducia nella BNS, nonostante uno scetticismo di fondo nei confronti della decisione odierna. La banca centrale punta a un corso sopportabile per l'economia elvetica, indica in una nota odierna il partito di Fulvio Pelli. Secondo i liberali-radicali, è tuttavia auspicabile che non si comperino titoli di paesi europei con problemi finanziari.
Sostegno alla BNS anche da parte del Partito borghese democratico (PBD): il suo presidente Hans Grunder appoggia in pieno la decisione odierna della Banca centrale. Anche gli altri partiti di governo - UDC compresa - sono con la BNS, sottolinea Grunder. "In situazioni particolari, infatti, vanno prese misure particolari".
Secondo i Verdi, ora devono essere prese misure supplementari come per esempio una tassa sulle transazioni finanziarie, tassi di interessi negativi per gli stranieri e l'impegno in vista di uno stralcio dei debiti per gli Stati fortemente indebitati.
Infine, per i Verdi liberali - che alle Camere federali fanno gruppo con il PPD e gli Evangelici - la Banca nazionale è l'unica istituzione che possa attenuare la minaccia acuta che grava sull'economia svizzera e il rischio di uno sviluppo deflazionistico.
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