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Domani il premier nipponico comunicherà le sue decisioni. Che potrebbero significare meno spettatori alle Olimpiadi
Sui Giochi di Tokyo tornano a incombere nubi grigie. Sono quelle del possibile quarto stato di emergenza da inizio pandemia. Uno spettro che potrebbe divenire realtà domani, quando il premier nipponico Yoshihide Suga comunicherà le sue decisioni in merito. E, qualora si dovesse andare in questa direzione, ci sarebbero inevitabili pesanti conseguenze sul numero di spettatori ammessi ai Giochi. La conferma del quarto stato di emergenza condizionerebbe infatti le disposizioni che regolano l'accesso degli spettatori alle manifestazioni sportive; misure che secondo i media potrebbero contemplare l'assenza del pubblico durante le gare notturne. Attualmente gli organizzatori prevedono un'affluenza massima alle gare di 10mila spettatori, o il 50% della capienza degli impianti; un provvedimento che però si basa sulla revoca del 'quasi stato di emergenza' l'11 luglio, come da programma iniziale.
Tuttavia, nelle ultime 24 ore Tokyo ha registrato 920 positività da Covid: il livello più alto da metà maggio, in rialzo per il diciottesimo giorno consecutivo in base alla media settimanale, e con 62 pazienti in terapia intensiva. Attualmente il 'quasi stato di emergenza' è in vigore nella capitale e in altre nove prefetture, mentre nell'isola di Okinawa, a sud ovest dell'arcipelago, le misure sono più rigide per via della criticità segnalate dal sistema ospedaliero. L'inaugurazione dei Giochi olimpici è prevista per il 23 luglio, dopo il rinvio di un anno deciso a marzo dello scorso anno, a causa della emergenza sanitaria globale.