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Non è un fatto molto risaputo, probabilmente nemmeno nella stessa Unione europea, che l'UE abbia non una, come praticamente tutti i paesi del mondo, ma bensì due sedi parlamentari. Una volta al mese parte da Bruxelles, sede di uno dei parlamenti e capitale dell'UE, un treno speciale diretto a Strasburgo, in Francia. Il suo carico è composto da parlamentari, impiegati, assistenti e una mole enorme di documenti. Questo viaggio, ripetuto una volta al mese, serve a spostare il parlamento europeo da Bruxelles a Strasburgo, circa 500 chilometri più a sud. Per tre giorni dall'arrivo di questo treno Strasburgo diventa la sede del parlamento europeo, mentre i giorni restanti la sua sede è a Bruxelles.
I compiti e le esigenze di coloro che lavorano nel Parlamento europeo sono le stesse. Ecco perché Bruxelles e Strasburgo hann uffici quasi identici per ogni cosa: ogni deputato ha due aule, due uffici, due sale per le riunioni del comitato parlamentare e così via. Funziona così da vent'anni e, a meno di grosse soprese, continuerà a funzionare così anche in futuro.
All'inizio la situazione era molto diversa. Poco dopo la seconda guerra mondiale, quando furono create le prime istituzioni europee, la capitale dell'Europa era Strasburgo, città che i politici di allora decisero di rendere il simbolo della riconciliazione postbellica. Il motivo è che tra il 1870 e il 1945, passò di mano diverse volte tra Francia e Germania finchè fu accorpata alla Francia alla fine dell'ultima guerra.
È proprio a Strasburgo che il Consiglio d'Europa, istituzione precedente l'Unione europea il cui obiettivo è la promozione dei diritti umani, ha tuttora la sua sede.
Le cose iniziarono a cambiare negli anni '60, poco dopo la creazione del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europeo, le cui sede furono assegnate a Bruxelles. I deputati hanno lavorato a stretto contatto con entrambe le istituzioni e hanno iniziato a visitare Bruxelles, dove il Parlamento aveva un ufficio di rappresentanza, molto più di Strasburgo. La situazione è stata poi stabilizzata dal trattato di Amsterdam del 1997, che recita come segue: "Il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo, dove in linea di principio si tengono 12 sessioni plenarie mensili, compresa la tornata di bilancio. Altre sessioni plenarie si svolgono a Bruxelles. Le commissioni del Parlamento europeo si riuniscono a Bruxelles".
Lavorare in due sedi diverse "è scomodo sotto ogni aspetto lavorativo" racconta un europarlamentare italiano al Post. "Io sono nella commissione Difesa e lavoro con la NATO che ha sede solo a Bruxelles". Una volta al mese ogni parlamentare deve trasferire a Strasburgo il materiale che gli serve, un servizio a cui provvede il Parlamento.
Strasburgo inoltre è molto più difficile da raggiungere rispetto a Bruxelles. Oltre a essere molto più piccola non è una capitale europea e i collegamenti aerei e ferriovari sono infinitamente da meno. Collegamenti diretti dall'Italia, per esempio, praticamente non ce ne sono.
La sede di Strasburgo ha anche dei lati positivi per i parlamentari che la frequentano. Essendo molto più piccola è più facile incontrarsi fra di loro, come è un vantaggio per giornalisti e lobbisti che possono entrare più facilmente in contatto con i deputati UE.
Ma avere due sedi con gli stessi identici compiti comporta ovviamente anche un costo. Secondo diverse stime l'Unione europea risparmierebbe da 103 a 114 milioni di euro all'anno. Fra i parlamentari la grande maggioranza, secondo un deputato italiano, è a favore di una sede unica. Più di cento europarlamentari di vari partiti, ad esempio, hanno aderito alla campagna Single Seat per trasferire tutti i lavori nella sede di Bruxelles.
Ma dal momento che la doppia sede è prevista in un trattato ufficiale, per cambiarla ci vuole il parere unanime di tutti gli stati e difficilmente la Francia accetterà di perdere la sua sede. Avere un parlamento europeo sul proprio territorio è anche un'importante fonte di indotto economico per la città alsaziana. Sulla posizione francese si è peraltro recentemente espressa anche il ministro francese agli Affari Europei, Nathalie Loiseau, "Strasburgo deve rimanere la sede della democrazia europea, dato che è anche un simbolo della riconciliazione franco-tedesca".
(Fonte e foto: ilpost.it)