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BERNA - Il settore delle telecomunicazioni chiede al governo federale di spiegare meglio i rischi per la salute della nuova tecnologia mobile 5G, in modo da poter condurre una discussione più obiettiva con le autorità locali e gli oppositori.
Ci sono da 4000 a 5000 indagini sull'argomento; «perché nemmeno l'autorità competente comunica questi studi sulla salute?», ha detto oggi il presidente della direzione di Swisscom, Urs Schaeppi, in occasione di un evento organizzato dall'Associazione svizzera delle telecomunicazioni (Asut).
Le autorità comunali avrebbero così degli argomenti nei dibattiti con la «minoranza rumorosa» degli oppositori del 5G, ha osservato il CEO. «Se discuto delle questioni di salute, tutti mi accusano di parlare per interesse personale». «Non riusciamo a oggettivare la discussione, ed è qui che la Confederazione ha un ruolo da svolgere», ha aggiunto Schaeppi.
Gli ha fatto eco l'omologo di Sunrise UPC, André Krause, secondo il quale il governo dovrebbe spiegare chiaramente alla popolazione cosa è e cosa non è il 5G. «Molti fatti sono distorti. Ad esempio la rete 5G irradia molto meno della rete 4G e non lo fa in modo permanente», ha sottolineato. Così una minoranza rumorosa continua a diffondere argomenti falsi senza che ci sia una controparte e ribattere con fatti.
Il presidente della direzione di Salt, Pascal Grieder, ha detto di essere «relativamente pessimista sulla nostra capacità di convincere le masse con i fatti». Secondo lui, è improbabile che fra tre anni la qualità della rete sarà così buona come lo è oggi. «È come il cambiamento climatico: dobbiamo sentirlo prima di fare qualcosa», ha concluso.
Da parte sua, il direttore dell'Ufficio federale delle comunicazioni (Ufcom), Bernard Maissen, ha sottolineato che la situazione è complessa. La Confederazione ha il duplice ruolo, a volte conflittuale, di fornire licenze di frequenza e di garantire la tutela della salute pubblica. Inoltre, in base al principio di sussidiarietà, i permessi di costruzione non sono rilasciati dal governo federale ma dalle autorità comunali e cantonali.
«Si tratta - ha aggiunto - di persone vicine alla popolazione e forse meno audaci della stessa industria». E - ha sottolineato Meissen - non è compito del governo promuovere i vantaggi del 5G. In definitiva, sono i fornitori che devono dire quali sono i vantaggi, le applicazioni e i profitti della nuova tecnologia.