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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere dei promotori della mozione secondo cui, con l'allargamento e le riforme istituzionali, l'Unione europea si trova attualmente in un processo di trasformazione importante, i cui risultati si ripercuoteranno anche sulla Svizzera. </p><p>Le proposte di riforme istituzionali contenute nel progetto di Trattato costituzionale dell'UE, presentato dalla Convenzione sul futuro dell'Europa al Consiglio europeo di Salonicco, serviranno da base per determinare il funzionamento dell'UE di domani. Tali proposte avranno conseguenze per l'architettura politica, economica, sociale e di sicurezza dell'Europa, motivo per cui il Consiglio federale ha seguito con la massima attenzione i lavori della Convenzione europea, ai quali la Svizzera - in quanto Stato terzo non membro dell'UE - non ha potuto partecipare formalmente. È chiaro che soltanto un'adesione all'UE permetterà alla Svizzera di partecipare a pieno titolo al processo decisionale dell'UE. È segnatamente per questa ragione che il Consiglio federale persegue a lungo termine l'obiettivo dell'adesione, come ha già esposto nel suo rapporto del 15 novembre 2000 sulla politica estera (FF 2001 201).</p><p>Ora, allo stato attuale, le condizioni necessarie a un'adesione rapida della Svizzera all'UE non sono date. In occasione della votazione del 4 marzo 2001 sull'iniziativa popolare "Sì all'Europa!", una larga maggioranza di cittadini svizzeri e tutti i Cantoni si sono pronunciati contro l'avvio immediato di negoziati d'adesione con l'UE, seguendo così la raccomandazione del Consiglio federale. Vi è attualmente un vasto consenso - evidenziato anche dal rapporto del 18 marzo 2002 della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati - sul fatto che a breve e medio termine le relazioni con l'UE dovranno essere approfondite mediante la conclusione di accordi bilaterali. Gli accordi settoriali conclusi con l'UE nel 1999, oltre alla loro importanza precipua per la difesa degli interessi della Svizzera, hanno pure contribuito a migliorare il quadro generale delle relazioni della Svizzera con l'UE. Gli accordi bilaterali attualmente in corso di negoziazione tra la Svizzera e l'UE perseguono i medesimi obiettivi.</p><p>Le condizioni che devono essere adempiute per l'avvio di negoziati d'adesione sono definite nel Rapporto sulla politica estera 2000:</p><p>- in primo luogo, occorre valutare le prime esperienze fatte con l'attuazione degli accordi bilaterali del 1999; va rilevato che la prima valutazione, dopo un anno di attuazione, presenta un bilancio positivo;</p><p>- in secondo luogo, occorre esaminare le conseguenze di un'adesione all'UE per alcuni settori politici centrali (federalismo, diritti popolari, organizzazione del governo, ordinamento finanziario, politica economica e monetaria, politica in materia di stranieri e migrazione, agricoltura nonché politica estera e di sicurezza) e, se necessario per modernizzare il funzionamento delle istituzioni, avviare riforme appropriate;</p><p>- in terzo luogo, la politica europea del Consiglio federale deve poggiare su un ampio sostegno politico interno.</p><p>Attualmente queste condizioni non sono adempiute. Nella sua dichiarazione del 7 marzo 2003 relativa al postulato Rennwald (02.3730), il Consiglio federale ha già annunciato che una decisione sull'avvio di negoziati per l'adesione verrà presa sulla base di un rapporto che sarà presentato nel corso della prossima legislatura (2003-2007).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.