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SOLETTA - Lo scultore solettese Schang Hutter si è spento lunedì all'età di 86 anni. Lo rende noto oggi la "Solothurner Zeitung", precisando che l'artista è morto in seguito a una grave malattia.
Con le sue sculture Hutter desiderava mostrare ciò che le persone devono sopportare per colpa della gente.
L'ex sindaco di Berna, Alexander Tschäppät, descrisse una volta il lavoro dell'artista di Soletta come «segnato fin dai suoi inizi dall'esperienza esistenziale che l'uomo è minacciato, ferito, torturato, schiavo degli uomini».
Nato l'11 agosto del 1934 a Soletta, Hutter si trasferì presto a Monaco di Baviera dove visse fino al 1961.
Fra le sue sculture più note lo "Sterbender Häftling" (prigioniero morente, 1964-1972), uno dei monumenti più importanti dedicato alle vittime dei campi di concentramento nonché "Shoah", un cubo d'acciaio di 156 cm di lato con imprigionata una piccola figura d'uomo, che è stato esposto negli anni '90 in diverse piazze svizzere.
L'arte politica di Hutter è legata a un umanesimo fortemente pronunciato. Il suo lavoro è stato insignito di diversi premi, tra cui le borse di studio dello Stato libero di Baviera e dello Stato polacco, il premio di promozione e il premio d'arte del Canton Soletta, e il premio della Fondazione per l'arte grafica in Svizzera.