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Oggi, a causa dei problemi finanziari in atto in Cina, i mercati sono in rosso, compresi quelli crypto.
Il problema principale è il possibile fallimento del colosso immobiliare Evergrande, causato da un eccesso di debito che la società non riesce a ripagare.
Evergrande in pericolo per la crisi finanziaria
In Cina ormai sembra scoppiata la bolla immobiliare che si era gonfiata negli ultimi anni, e sono anche in aumento i debiti inesigibili (NPL, non performing loans), quindi c’è il serio rischio che il caso Evergrande possa innescare un profonda crisi finanziaria nel Paese.
Ma secondo alcuni analisti la situazione sarebbe meno grave di quanto potrebbe apparire.
Il fatto è che sui mercati finanziari globali si aggira ancora lo spettro del fallimenti di Lehman Brothers, avvenuto a settembre di 13 anni fa, che innescò un vero e proprio crollo generalizzato dei mercati finanziari. Ma la situazione attuale cinese sembrerebbe essere differente.
Secondo quanto riferisce Barron’s, la Cina starebbe pianificando una sorta di “implosione controllata” per Evergrande, in modo da evitare il collasso dell’intero sistema finanziario.
L’ipotesi allo studio eviterebbe che il fallimento di Evergrande emulasse quello di Lehman Brothers, e circoscriverebbe il problema al settore immobiliare.
Evergrande ha 300 miliardi di dollari di debiti, e da un paio di settimane il crack sembra imminente. La società ha dovuto riprogrammare unilateralmente i pagamenti dei propri debiti, in accordo con i regolatori cinesi, in modo di fatto da ristrutturare il proprio debito, e questa mossa viene considerata una buona cosa, anche dagli stessi investitori preoccupati per i loro crediti.
Barron’s scrive:
“Le trattative sul debito compreranno tempo per una disintegrazione ordinata di Evergrande, piuttosto che un crack-up anarchico in un paese con pochi grandi precedenti di bancarotta”.
Secondo il lead manager per le obbligazioni societarie dei mercati emergenti di T. Rowe Price, Samy Muaddi, questa soluzione non minerebbe la stabilità finanziaria dell’intero Paese.
Se così fosse, il fallimento di Evergrande non sarà la Lehman Brothers cinese, ed i mercati finanziari non ne verranno travolti.
A fronte di una perdita di oltre l’84% del valore del titolo Evergrande alla borsa di Hong Kong da inizio anno, la stessa borsa nel suo complesso il 12%, pertanto perlomeno per ora sembra reggere all’urto di questo colossale fallimento.
Il mercato immobiliare cinese però potrebbe risentirne, e visto che è uno dei settori produttivi interni più importanti della Cina, i problemi potrebbero non terminare con l’implosione controllata di Evergrande.
Per ora però il contagio non sembra essersi esteso, come dimostra l’ETF immobiliare KHYB ad alto rendimento di KraneShares Asia Pacific, che ha guadagnato l’1,4% nelle ultime sei settimane.
È atteso comunque un “giro di vite” sul settore immobiliare cinese, con maggiori interventi governativi che potrebbero scongiurare il collasso dell’intero sistema.