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4.536 tra opere d’arte e reperti archeologici, molti dei quali di epoca etrusca e romana, provenienti in gran parte da scavi illegali in Italia, sono stati restituiti all’Italia da Basilea Città che li ha consegnato ai Carabinieri del comando Tutela Patrimonio Culturale a conclusione di una procedura di assistenza giudiziaria durata diversi anni. La Svizzera ha così voluto ribadire di non voler essere sfruttata come rifugio e piazza di scambio del commercio illegale di opere d’arte.
Il fatto risale al 2001 quando la giustizia penale italiana aveva presentato una domanda di assistenza giudiziaria al Ministero pubblico di Basilea Città nell’ambito di un’inchiesta penale per associazione a delinquere, trasferimento illegale di opere d’arte, ricettazione e omessa denuncia di reperti archeologici nei confronti di un commerciante d’arte e altre persone, chiedendone il sequestro dei beni archeologici.
Dal 27 aprile 2008 é in vigore tra la Svizzera e l’Italia una convenzione bilaterale sull’importazione e il rimpatrio dei beni culturali, per tutelare ancora di più il patrimonio culturale. La normativa rafforza la cooperazione tra i due Paesi nella lotta contro il trasferimento illecito di beni culturali e la conservazione del patrimonio culturale.
Sono state anche restituite, alle autorità elleniche, cinque icone rubate in Grecia.