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L'Unione europea ha rettificato le sue stime sul numero di militari russi lungo il confine con l'Ucraina, riducendoli a "oltre 100'000" dagli "oltre 150'000" rispetto alle stime diffuse ieri, lunedì. Ciò non di meno il rappresentante per la politica estera UE Josep Borrell, nella nota, ribadisce che l'aumento delle truppe russe al confine è "molto preoccupante" e che "il rischio di un'ulteriore escalation è evidente".
Anche gli Stati Uniti si dicono "molto preoccupati" per la presenza di truppe russe al confine con l'Ucraina, la maggiore concentrazione militare in zona dal 2014. Lo afferma il portavoce del Dipartimento delle Difesa, John Kirby, senza comunque fornire dati precisi sul numero delle truppe dispiegate. "I russi dicono che si tratta di un'esercitazione. Ma non è chiaro ai nostri occhi che questo sia l'obiettivo".
Timore è stato inoltre espresso dal Dipartimento di Stato americano per "i piani della Russia di bloccare navi straniere in parte del Mar Nero, incluso vicino alla Crimea occupata", stando a quanto dichiarato dal portavoce Ned Price. La mossa rappresenta "un'altra escalation della campagna di Mosca per destabilizzare l'Ucraina", osserva Price. Preoccupazione per le azioni russe sono espresse anche da altri Paesi e oggi, martedì, è in programma un incontro del gruppo trilaterale per la pace in Ucraina composto da Russia, Ucraina e OSCE.
ATS/ANSA/Swing