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<h2>SubmittedText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica del sistema di imposizione degli utili derivanti dalle partecipazioni dei collaboratori nelle start up. L’obiettivo della modifica è promuovere l’innovazione e rendere la Svizzera più competitiva rispetto ai sistemi vigenti all’estero, creando così posti di lavoro in Svizzera. Il Consiglio federale è invitato a proporre le misure alternative indicate di seguito.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore"> </span></p><ol type="1" style="margin:0pt; padding-left:0pt"><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>Considerare le partecipazioni dei collaboratori di start up acquisite al valore del capitale proprio (valore intrinseco) come se fossero acquisite al valore venale, in modo che questi collaboratori possano beneficiare dello stesso trattamento fiscale dei fondatori.</span></li><li style="margin-left:33.5pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; padding-left:2.5pt; font-family:Arial; font-size:11pt"><span>In alternativa, assoggettare gli utili summenzionati, ai fini dell’imposta federale diretta e delle imposte dirette cantonali e comunali, al regime separato e privilegiato applicabile alle prestazioni in capitale provenienti dagli istituti di previdenza.</span></li></ol></div><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial">Il Consiglio federale fa osservare innanzitutto che la modifica della prassi menzionata nella mozione non ha comportato alcun peggioramento per l’imposizione delle partecipazioni dei collaboratori. Di fatto la prassi attuale non è stata modificata, bensì precisata. Sulla base di tale precisazione e secondo quanto espressamente indicato nella circolare n.</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">37 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, a partire dal 1°</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">gennaio 2021 i diritti di partecipazione acquisiti nell’ambito della costituzione di un’impresa (le quote dei fondatori) non sono considerati partecipazioni dei collaboratori, neanche nel caso in cui i loro detentori vengano assunti successivamente. All’atto dell’assegnazione, quindi, il valore di una quota dei fondatori non è calcolato come reddito da attività lucrativa. In caso di alienazione di tale quota, l’eventuale utile in capitale privato è esente dall’imposta. Questa precisazione è stata effettuata a seguito dell’adozione, da parte del Parlamento, della mozione 17.3261 «Imposizione fiscale concorrenziale delle start-up, comprese le loro partecipazioni di collaboratore».</span><span style="font-family:Arial; -aw-import:spaces">&#xa0; </span><span style="font-family:Arial; -aw-import:spaces">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:spaces">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial">L’autore della mozione richiede l’introduzione di un trattamento fiscale privilegiato per le partecipazioni dei collaboratori all’interno delle start-up. Come già esposto dal Consiglio federale nel 2017 in risposta alla suddetta mozione, l’introduzione di norme particolari per singoli tipi aziendali sarebbe problematica nell’ottica del principio dell’uguaglianza giuridica e provocherebbe difficoltà di delimitazione e incertezza del diritto. L’introduzione di un trattamento fiscale particolare per determinate forme di retribuzione può inoltre comportare distorsioni, dato che inciterebbe le imprese a cambiare la loro politica salariale in vista di un’ottimizzazione fiscale.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial">Nel contesto in esame occorre distinguere tra i diritti di partecipazione summenzionati, acquisiti nell’ambito della costituzione di un’impresa (le quote dei fondatori), e quelli assegnati dal datore di lavoro a un collaboratore sulla base di un contratto (le partecipazioni dei collaboratori).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial">Le partecipazioni dei collaboratori vengono assegnate agli stessi nel quadro di un rapporto di lavoro, e quindi sulla base di un contratto di lavoro. All’atto dell’assegnazione tali partecipazioni vengono quindi considerate come stipendio e costituiscono un reddito imponibile da attività lucrativa, il cui ammontare è determinato sulla base del valore venale della partecipazione stessa. Nel caso di un’impresa non quotata in borsa, il valore della partecipazione viene determinato mediante una formula appropriata e riconosciuta dal datore di lavoro (in questi casi si parla di «valore matematico»). Considerare tali partecipazioni al valore intrinseco, come richiesto dall’autore della mozione, o assoggettarle a un’aliquota privilegiata in caso di utilizzazione della formula succitata comporterebbe numerosi casi d’imposizione ridotta. Il Consiglio federale si esprime dunque a sfavore di tale richiesta.</span><span style="font-family:Arial; -aw-import:spaces">&#xa0; </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial">Di norma le partecipazioni dei collaboratori comportano periodi di attesa durante i quali non possono essere alienate. Ai fini dell’imposta sul reddito si tiene conto di questa circostanza con una riduzione del valore venale. Tuttavia, nel caso in cui la partecipazione del collaboratore venga alienata in un secondo momento, l’eventuale utile in capitale privato è già oggi esente dall’imposta, proprio come nel caso dell’utile in capitale derivante dall’alienazione di una quota del fondatore. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:spaces">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; font-size:12pt"><span style="font-family:Arial">La sola differenza tra le quote dei fondatori e le partecipazioni dei collaboratori risiede quindi nelle conseguenze fiscali derivanti dalla loro assegnazione o acquisizione. </span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.