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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il costante aumento dei debiti impedisce allo Stato di assumere nuovi compiti urgenti. Tale aumento diminuisce la disponibilità dei privati ad investire, ciò che pregiudica la crescita economica. Con un'economia deficitaria perdurante dopotutto non si fa altro che trasferire gli oneri sulle generazioni future. Di conseguenza, il Consiglio federale è consapevole che finanze sane costituiscono un fattore importante per una crescita economica sostenibile nonché un elemento essenziale della solidarietà con le generazioni future.</p><p>Da questo lato, il Consiglio federale è stato obbligato a reagire rapidamente al massiccio inasprimento della situazione di bilancio, elaborando in breve tempo un ampio programma di sgravio. Esso ha tenuto conto della difficile situazione economica attuale, rinunciando a bruschi tagli in favore di uno sgravio progressivo. Nel contempo il Consiglio federale ha comunque evidenziato che tutti i settori di compiti dovranno contribuire al programma di sgravio e che si dovrà evitare, per quanto possibile, trasferimenti di oneri ai Cantoni. Questo modo di procedere non dovrebbe tuttavia mettere in pericolo l'adempimento dei compiti dello Stato; inoltre dovrebbe essere mantenuta la possibilità di fissare priorità in materia di spese. Il risultato conseguito è un pacchetto di misure relativamente ponderato, conforme agli obiettivi di politica finanziaria non solo in materia di crescita economica e di occupazione bensì anche in materia di stabilità politica e di coesione politica.</p><p>Come giustamente sostiene l'interpellante, il programma di sgravio non basta a consolidare in modo duraturo le finanze federali nel senso del freno all'indebitamento, e questo anche se si tien conto del piano di abbattimento che ammette fino al 2006 un aumento del limite massimo delle uscite. Per conseguire l'obiettivo del freno all'indebitamento, nel 2007 saranno necessari, secondo dati attuali, ulteriori sgravi per circa 2,5 miliardi di franchi. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante secondo cui una parte importante del disavanzo strutturale rimanente dopo il programma di sgravio 2003 va eliminata con misure sul fronte delle uscite.</p><p>Il Consiglio federale concretizzerà i suoi propositi per ulteriori misure di sgravio nel quadro del programma di legislatura 2003-2007. È tuttavia già sin d'ora sicuro che per un consolidamento duraturo delle finanze federali sono necessarie profonde riforme del sistema, segnatamente nei settori di compiti particolarmente dinamici a livello di crescita e/o a livello di uscite (previdenza sociale, formazione, trasporti). Di fronte alla necessità di operare tagli alle uscite che siano mirati e abbiano un effetto immediato è necessario analizzare anche gli altri settori di compiti. Inoltre, il Consiglio federale prende in considerazione un piano di rinuncia sistematica dei compiti con successivo esame dell'organizzazione. Infine anche le usuali appurazioni del budget dovranno servire ad adottare misure di risparmio efficaci a breve termine.</p><p>2. L'invito a una verifica e riduzione dei compiti nell'amministrazione non è una novità. Le aspettative circa questo strumento costantemente chiamato in causa ma poco sperimentato (anche a livello internazionale) sono probabilmente troppo alte. La focalizzazione rivolta ai compiti centrali praticata dalle imprese private può essere applicata allo Stato soltanto con alcune riserve.</p><p>Come già illustrato dal Consiglio federale in alcune sue risposte a interventi parlamentari (ad es. mozione Epiney 02.3736, interpellanza Walker Felix 02.3258), ogni preventivo o piano finanziario comprende già una verifica delle uscite della Confederazione nonché un piano di rinunce. Il Consiglio federale ha inoltre già intrapreso negli anni Novanta diversi sforzi importanti concernenti la verifica dei compiti, ad esempio nell'ambito del programma di stabilizzazione 1998 e del progetto per una nuova perequazione finanziaria. </p><p>Dall'introduzione dello strumento del freno all'indebitamento si sono però resi necessari sforzi ancora più importanti in materia di verifica dei compiti, poiché compiti nuovi o maggiori sono ormai possibili soltanto entro il limite massimo di spesa considerato ammissibile. Pertanto, il Consiglio federale, nell'ambito dell'elaborazione del programma di sgravio 2003 ha analizzato criticamente tutti i settori di compiti della Confederazione, esaminandone la necessità e valutando le opportunità di approntare le prestazioni in modo che siano più efficienti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene tuttavia ragionevole che un ulteriore pacchetto di sgravio si fondi almeno in parte su un piano sistematico di rinunce alle spese e su una successiva verifica delle strutture e dei processi amministrativi. Nell'ambito di questi sforzi saranno attentamente esaminate anche le proposte avanzate dall'interpellante. Questi lavori devono essere inoltre coordinati con l'imminente esame dei sussidi (2004-2005) secondo la pertinente legge. Nel contempo occorre cercare anche le sinergie con la nuova impostazione della perequazione finanziaria, che dovrebbe portare a un miglior adempimento dei compiti nello Stato federale svizzero.</p><p>3. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che le possibilità del Parlamento in termini di tempo e di conoscenze specifiche sono limitate. L'attuale situazione di bilancio ha però indotto il Consiglio federale ad agire rapidamente. Da una parte esso mira a esercitare una politica finanziaria credibile indirizzata a un equilibrio di bilancio duraturo, dall'altra ha anche un obbligo costituzionale di ridurre i deficit strutturali esistenti in virtù del freno all'indebitamento. Le esperienze del programma di sgravio 2003 mostrano tuttavia come il Parlamento, benché sotto pressione, sia in grado di adottare pacchetti di misure nonché di assumersi le proprie responsabilità. L'istituzione di una commissione speciale in questa situazione ha dato buoni frutti e contribuisce in maniera determinante alla buona riuscita dei dibattiti parlamentari. Non va dimenticato che tali esercizi di risparmio causano anche all'amministrazione elevati oneri supplementari.</p><p>Come già sostenuto dal Consiglio federale nel suo parere alla mozione Pfisterer (00.3713), se da una parte la politica finanziaria deve tener conto delle priorità della politica corrente, dall'altra le prospettive finanziarie ne limitano il margine di manovra. Segnatamente il freno all'indebitamento, ma anche il rafforzamento della pianificazione finanziaria e la rigida disciplina in materia di uscite sono il risultato degli sforzi intrapresi dal Consiglio federale d'intesa con il Parlamento per migliorare la situazione finanziaria e il suo controllo. Anche se nei prossimi tre anni il freno all'indebitamento non sarà tradotto in pratica in modo rigido, il Consiglio federale ritiene questo meccanismo di regolazione un valido sistema di controllo delle finanze federali. Soltanto in questo modo è possibile coinvolgere sufficientemente il Parlamento nella responsabilità di mantenere l'equilibrio tra uscite ed entrate della Confederazione.</p><p>Nell'ambito del progetto "Nuovo modello contabile della Confederazione" (NMC) attualmente in elaborazione, un punto centrale è costituito dal rafforzato orientamento della regolamentazione a breve termine del bilancio in funzione dei settori di compiti nonché dal carattere più vincolante della pianificazione finanziaria. Il piano finanziario è lo strumento di gestione strategico finanziario del Consiglio federale. A differenza del preventivo, esso si basa sul medio termine e di conseguenza deve poter essere adeguato. Ciononostante, è importante coordinare i piani finanziari con il freno all'indebitamento nonché adottare le misure necessarie, affinché i propositi siano di regola realizzabili nell'ambito delle usuali appurazioni del budget e senza misure legali urgenti.</p><p>Una suddivisione della pianificazione finanziaria in funzione dei dipartimenti e dei gruppi specifici è poco adatta, non potendo fornire alcun contributo alla discussione in Parlamento su come spendere i soldi dei contribuenti, su come imporre tagli a determinati settori rispettivamente su come valutare l'opportunità di alcuni compiti esistenti. Per una discussione del genere occorre effettuare una suddivisione in funzione dei settori di compiti, poiché un esame del genere fornisce - insieme al freno all'indebitamento - un elemento importante per una migliore interdipendenza tra affari politici correnti e politica finanziaria.</p><p>Con la nuova legge sul Parlamento (LParl), che entrerà in vigore il 1° dicembre 2003, si estenderà anche il carattere vincolante della pianificazione finanziaria. In virtù dell'articolo 146 LParl, il Consiglio federale dovrà sottoporre al Parlamento un rapporto sul programma di legislatura e il disegno di decreto federale semplice sugli obiettivi del programma medesimo. Il programma di legislatura consta delle direttive della politica governativa e del piano finanziario di legislatura. Il piano finanziario di legislatura stesso non è oggetto del decreto federale semplice, ma gli obiettivi concernenti il piano finanziario di legislatura possono essere inseriti nelle direttive e quindi nel decreto federale semplice.</p><p>Attraverso il NMC dovrebbe essere mantenuta anche la conduzione dell'amministrazione orientata sulla gestione. La redditività dell'impiego dei mezzi e il margine di manovra delle direzioni degli uffici in seno all'amministrazione federale centrale dovrebbero essere accresciuti. Tra le misure previste vi sono l'allentamento mirato della specificazione dei crediti e il decentramento della responsabilità in materia di crediti. In proposito occorre migliorare anche la trasparenza in materia di costi tramite un impiego generalizzato di standard nel rilevamento dei costi e dei mandati.</p><p>Dall'autunno 2001 infine, il Consiglio federale presenta periodicamente in forma condensata al Parlamento una panoramica degli affari imminenti rilevanti dal profilo politico-finanziario. L'obiettivo è quello d'inquadrare in maniera sistematica nel contesto generale di politica finanziaria i progetti in fase di preparazione, gli interventi presentati e le richieste importanti dal profilo finanziario, che non hanno ancora trovato riscontro nel piano finanziario, nonché di valutare la dinamica complessiva di questi oneri supplementari. Il Parlamento dispone così in ogni momento delle necessarie basi decisionali per coordinare i piani degli affari politici correnti e quelli di politica finanziaria, nonché per rinunciare ai compiti non finanziati.</p>  Risposta del Consiglio federale.