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Durante il loro scambio di informazioni su biotecnoligia e clima, il consigliere federale Moritz Leuenberger e la ministra francese Dominique Voynet hanno affrontato anche la questione della discarica chimico-industriale di Bonfol, nel canton Giura.
La Francia vede nella discarica, definita una «bomba chimica» dagli ecologisti, un pericolo di inquinamento per la falda freatica alla frontiera. Il governo giurassiano, sostenuto dalla Confederazione, è favorevole a un risanamento del luogo di scarico usato dalle multinazionali basilesi.
«Quello di Bonfol è un tema importante, ma non ha costituito l'unico soggetto delle nostre discussioni», ha spiegato alla stampa il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Il governo francese non intende immischiarsi nei dossier della Confederazione o dei Cantoni, ha messo in evidenza la Voynet.
"Ma i due Paesi" ha continuato "devono portare avanti i loro scambi d'informazioni. Ci siamo trovati d'accordo sulla strategia da adottare». La Francia desidera conoscere le conseguenze della discarica sulle acque francesi. A questo fine sono necessari appositi studi, ha spiegato la ministra.
«La situzione in Svizzera non è differente da quella dell'Esagono», ha specificato. «La Francia, come la Svizzera, possiede migliaia di siti sul tipo di quello giurassiano». Sul suolo elvetico si contano 50 000 luoghi inquinati, di cui 3-4000 da risanare.
La discarica di Bonfol, aperta nel 1961 dalla Ciba e chiusa nel 1976, contiene 114 000 tonnellate di rifiuti industriali. Vi si trovano residui di fabbrica prodotti da sette imprese dell'industria chimica basilese.
Lo scorso marzo si è tenuto un primo incontro fra il Raggruppamento delle industrie chimiche basilesi (BCI) - Novartis, Ciba Specialità Chimiche, Clariant, Roche, Rohner (Pratteln/BL), Saürefabrik (Schweizerhalle/BL) e Henkel (Pratteln) - e un gruppo di lavoro designato dalle autorità giurassiane per studiare il suo risanamento. Un nuovo incontro è previsto per maggio.
In occasione dell'incontro nella capitale federale, Leuenberger e la Voynet hanno affrontato altre problematiche franco-elvetiche riguardanti l'ingegneria genetica, il trasporto di rifiuti nucleari ed eventuali progetti di parchi naturali nella zona di frontiera.
swissinfo e agenzie
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