Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/169756

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Si potrebbe promuovere la pluralità del panorama mediatico autorizzando le aziende mediatiche private a utilizzare gratuitamente le produzioni SSR disponibili nella sua mediateca, integrandole con approfondimenti personali e ridiffondendole?</p><p>2. Un approccio open content riuscirebbe ad ampliare il bacino di utenza delle produzioni mediatiche finanziate dal canone, permettendone l'accesso a nuovi gruppi target?</p><p>3. Per ampliare il bacino di utenza del servizio pubblico, sarebbe immaginabile attribuire alle produzioni mediatiche finanziate con il canone, nonché alle relative colonne sonore e immagini, un tipo di licenza che ne agevoli la rivalorizzazione da parte dei media privati in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La ripresa gratuita delle produzioni SSR metterebbe sì a disposizione delle aziende mediatiche private un ampio ventaglio di contenuti da integrare nell'elaborazione del proprio programma ma, in certi casi, non le stimolerebbe a investire in approfondimenti e produzioni proprie, il che potrebbe ripercuotersi negativamente sulla pluralità mediatica. Bisogna oltretutto considerare che la SSR reinveste nei propri programmi gli introiti pubblicitari realizzati grazie alle produzioni finanziate dal canone. In caso di ripresa dei contenuti da parte di terzi, trattandosi di emittenti prive di mandato pubblico, non vi sarebbe alcuna garanzia di un reinvestimento nel programma dei proventi pubblicitari realizzati mediante le produzioni finanziate dal canone. Inoltre, l'Agenzia telegrafica svizzera prevede di ampliare il proprio servizio di base con un'offerta video.</p><p>2. Allo stato attuale non si può affermare con sicurezza che un approccio open content sarebbe in grado di aumentare l'indice di ascolto, permettendo di raggiungere nuovi gruppi di destinatari, perché ciò presupporrebbe un'analisi dei contributi e dei programmi interessati.</p><p>3. L'utilizzazione a titolo gratuito delle produzioni SSR da parte di aziende mediatiche private sarebbe sottoposta a vincoli giuridici: l'articolo 1 della legge federale sul diritto d'autore e sui diritti di protezione affini (RS 231.1; LDA) sancisce la protezione dell'autore di opere letterarie o artistiche, dell'artista interprete, del produttore di supporti audio o audiovisivi nonché degli organismi di diffusione nel settore della radiotelevisione. Una riutilizzazione agevolata delle produzioni mediatiche finanziate dal canone, come auspicato dall'autore dell'interpellanza, sarebbe quindi possibile unicamente con l'assenso del titolare dei diritti oppure, eventualmente, previa modifica della LDA o delle tariffe vigenti per il settore. Data la moltitudine degli aventi diritto coinvolti e i diversi interessi da soppesare, il legislatore dovrebbe creare le necessarie basi legali, senza dimenticare che bisognerebbe tenere in debito conto gli accordi internazionali riguardanti gli aventi diritto esteri.</p><p>Sarebbe inoltre necessario verificare gli aspetti seguenti:</p><p>- le modalità di trattamento della rielaborazione giornalistica dei contenuti che esulano dalle vigenti disposizioni legali sulla citazione;</p><p>- quali soggetti sarebbero autorizzati a utilizzare liberamente i contenuti;</p><p>- come garantire l'assenza di distorsioni del mercato derivanti dalla disparità di trattamento dei diversi potenziali fruitori;</p><p>- in che misura il sovvenzionamento trasversale di altri media, che risulterebbe dalla ripresa gratuita delle produzioni SSR, si potrebbe conciliare con l'obbligo legale della SSR di operare secondo criteri economici (art. 35 cpv. 1 LRTV).</p><p>Il Consiglio federale è in linea di principio favorevole alla cooperazione tra aziende mediatiche, anche destinata allo scambio di contenuti. Alla luce di quanto illustrato, l'approccio open content si potrebbe realizzare piuttosto autorizzando le imprese mediatiche private a effettuare la seconda diffusione di certe produzioni proprie della SSR finanziate dal canone.</p>  Risposta del Consiglio federale.