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La missione di osservatori europei (Osce e Consiglio d'Europa) ha criticato oggi le presidenziali russe vinte da Putin sostenendo che le elezioni sono state "chiaramente alterate" a favore del premier e contrassegnate da "numerose irregolarità" che vanno accertate.
Gli osservatori hanno rilevato nel loro rapporto finale che "tutti i candidati avevano accesso ai media, ma al premier è stato dato un chiaro vantaggio sui rivali in termini di presenza sui media". Inoltre, prosegue la nota, "le risorse statali sono state mobilitate a livello regionale in suo sostegno" e "i requisiti eccessivamente restrittivi per la registrazione dei candidati hanno limitato una competizione autentica".
Se il voto nel giorno delle elezioni è stato "valutato positivamente nel suo complesso", il processo si è "deteriorato durante lo scrutinio, che è stato valutato negativamente in almeno un terzo dei seggi osservati per irregolarità procedurali".
Per gli osservatori queste elezioni "dimostrano un chiaro vincitore con una maggioranza assoluta, che ha evitato un secondo turno". "Tuttavia - spiegano - la scelta degli elettori era limitata, la competizione elettorale mancava di correttezza ed è mancato un arbitro imparziale". "Non c'è stata vera competizione e l'abuso delle risorse governative ha garantito che il vincitore definitivo delle elezioni non fosse mai in dubbio".
L'Unione Europea si limita per ora a "prendere nota" del risultato preliminare delle elezioni in Russia, "condivide" pienamente le questioni sollevate dagli osservatori elettorali e "incoraggia" le autorità russe ad affrontare le "lacune" emerse.
Incontrando fuori Mosca tre dei suoi quattro sfidanti nella corsa al Cremlino, il premier Vladimir Putin ha detto che tutti gli abusi elettorali devono essere esaminati a fondo e i responsabili delle violazioni devono essere puniti. Il capo del governo ha assicurato che lui stesso "trarrà le conclusioni" se emergeranno responsabilità di funzionari pubblici sotto la competenza del governo.
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