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I richiedenti asilo devono essere collocati in aree protette nel loro Paese d'origine oppure nelle vicinanze. È quanto richiede un'iniziativa popolare presentata oggi a Berna da Luzi Stamm, consigliere nazionale UDC del canton Argovia.
Fra i promotori ci sono altri deputati dello stesso partito: Lukas Reimann (SG), Andrea Geissbühler (BE), Barbara Keller-Inhelder (SG) e Therese Schläpfer (ZH). Il comitato comprende anche privati.
Il testo, denominato "Aiuto in loco nel settore dell'asilo", intende aggiungere un nuovo articolo costituzionale 121b, secondo cui in futuro i richiedenti asilo saranno assistiti in patria, o comunque il più vicino possibile alla zona di crisi. A tal fine saranno istituiti dei centri di assistenza, sostenuti dalla Svizzera insieme ad altri Paesi.
L'aggiunta alla Costituzione prevede inoltre che i richiedenti non possano scegliere né il luogo in cui recarsi né il Paese di destinazione. Il denaro per l'asilo andrebbe utilizzato in linea di principio all'estero, con l'argomentazione che molte più persone possono essere aiutate localmente piuttosto che in Svizzera.
Chi non può essere espulso verso Stati terzi deve rimanere nella Confederazione in luoghi controllabili dalle autorità fino al termine della procedura d'asilo. Finché non sono in grado di finanziarsi da soli, devono ricevere unicamente prestazioni in natura come vitto e alloggio.
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