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ZURIGO - Kevin Klein è un personaggio straordinario. Fuori dall'hockey è infatti un ragazzo divertente e molto cordiale: «Mi piace divertire e divertirmi», ha ammesso proprio il canadese.
Il divertimento finisce quando si scende sul ghiaccio: lì il possente difensore usa la barba poco rassicurante, i capelli "selvaggi" e lo sguardo severo per spaventare gli avversari. Quando fa buio un uomo così lo eviteresti. E come avversario in pista... pure.
Klein sa perfettamente quel che può trasmettere la sua immagine: «Ecco perché mi sto facendo nuovamente crescere i capelli: quando erano corti secondo mia moglie sembravo più gentile - ha aggiunto ridendo il nordamericano - e questo, sul ghiaccio, non aiutava di certo».
Il difensore è anche uno dei leader dei Lions e lo è stato fin dal primo giorno in cui, lo scorso agosto, è arrivato all'Hallenstadion. La nomina di assistente capitano... «Mi sono sentito molto onorato quando mi è stato proposto, anche se posso davvero essere un leader pure senza la "A" sul petto».
A inizio stagione Klein ha faticato per le dimensioni della pista, più grandi che in Nord America. «Per fortuna, le difficoltà sono durate solo un mese e non tre, altrimenti sarebbe stato un problema. Con il tempo poi mi sono innamorato delle piste più grandi: dovessi tornare indietro probabilmente finirei sempre contro le balaustre».
Decisivo in questi playoff, il canadese è pronto a chiudere la propria carriera tra pochi giorni. Il suo addio lo ha già comunicato ai dirigenti dei Lions, che per il futuro hanno ingaggiato Noreau. «Non si dovrebbe mai dire mai, ma in realtà la mia decisione è presa. Di conseguenza mi godrò ogni momento di questa finale e poi finirò con l'hockey. E devo dire che non è tanto male mollare quando si è ancora al miglior livello».
La famiglia chiama: dopo 700 partite di NHL e l'anno in Svizzera il 33enne è pronto a dedicare più tempo a moglie e figli. «Abbiamo cambiato città quattro volte negli ultimi cinque anni, ora i miei cari hanno bisogno di stabilità. I miei bambini dovrebbero avere l'opportunità di coltivare le amicizie, piuttosto che doverle lasciare costantemente». Ed è a Collingwood, in Ontario, che la truppa Klein si stabilirà, in una piccola fattoria...
D'altronde il canadese ha ammesso che mai l'hockey è stato il suo unico interesse: «Ci sono giocatori la cui intera vita è focalizzata sul disco e sul bastone; per me non è mai stato così. Quando sono a casa, non penso al mio sport, a praticarlo o seguirlo; dedico anzi il mio tempo ad altre questioni, come la riparazione di automobili. E ci sono molte altre cose che mi piacerebbe fare; anche se per ora non ne ho avuto la possibilità».
È appena arrivato e ripartirà presto. Alla National League mancherà senza dubbio il personaggio Klein.