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Il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) ha bocciato il ricorso con il quale il giornalista Matteo Cheda chiedeva di invalidare la votazione del 23 settembre 2012, quando i ticinesi avevano dato il via libera con il 50,81% dei voti al semisvincolo autostradale di Bellinzona. Lo scrivono i quotidiani stamane.
Cheda denunciava un uso improprio di denaro pubblico: secondo la contestazione la campagna del comitato "Via libera Bellinzona" favorevole alla realizzazione del semisvincolo sarebbe stata finanziata in maniera occulta (50.000 franchi versati dalla Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese (CRTB) ed altri 30.000 da alcuni comuni della regione).
"Anziché insorgere subito dopo avere avuto conoscenza dei finanziamenti pubblici a favore del comitato "Via libera Bellinzona", Matteo Cheda ha scientemente atteso lo svolgimento della votazione per poi contestarne l'esito avverso alle sue intenzioni", scrive il TRAM, sottolineando che, per questo motivo, non può ottenere una revisione del risultato della votazione "a prescindere dal benfondato degli argomenti addotti a questo fine". Ora Cheda ha un mese di tempo per appellarsi al Tribunale federale.
Red.MM/M.Ang.
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