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Lo scorso ottobre, il tribunale di Ginevra ha dato ragione a tre ex impiegati della banca HSBC e del Credit Suisse. Le banche devono comunicare ai loro ex collaboratori il dossier che li riguarda e che hanno trasmesso alle autorità fiscali americane.
Nella loro grande lotta all’evasione fiscale, gli americani non se la prendono solo con le banche e i gestori patrimoniali ma anche con gli impiegati di banca, individualmente, sospettati di aver aiutato i clienti americani a evadere il fisco.
In virtù dei negoziati che dal 2012 prevalgono fra la Svizzera e gli Stati Uniti, le banche indagate dagli americani hanno consegnato liste di nomi e coordinate dei loro impiegati svizzeri.
Sinora questi ultimi non avevano libero accesso alle informazioni divulgate e rischiavano addirittura di essere arrestati durante spostamenti all’estero.
Gli Stati Uniti non hanno reso pubblica la lista con questi nomi ma 24 persone sarebbero già incolpate e altre potrebbero, senza saperlo, ritrovarsi sulle liste dei ricercati dell’Interpol.
I negoziati fra Svizzera e Stati Uniti assomigliano a un ricatto : con la benedizione del governo svizzero e per fare in modo che vengano abbandonati i procedimenti giudiziari, la banca consegna i nomi dei suoi impiegati agli Stati Uniti.
E’ quanto denunciato dall’avvocato ginevrino Douglas Hornung, che il 24 ottobre ha vinto la causa per tre suoi clienti e che commenta : “Il governo è sotto l’influenza dei grandi gruppi bancari. “
“Queste decisioni di principio sono importanti – prosegue l’avvocato – perché gli impiegati ed ex impiegati delle banche che hanno già comunicato agli Stati Uniti tutto quanto concerne i loro collaboratori, potranno chiedere una copia dei dati che li riguardano.
Questi impiegati non hanno fatto che il loro lavoro, quello che veniva chiesto loro di fare. E per questo oggi devono pagare.”
(Le Monde.fr)