Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0240.jsonl.gz/251

Incarto n. 16.2000.00007 Lugano 24 marzo 2000 /rf In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 12 gennaio 2000 presentato da __________ contro la sentenza 27 dicembre 1999 del Giudice di pace del circolo di Taverne nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 21 aprile 1999 nei confronti di __________ con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 1'933.- oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice, letti ed esaminati gli atti considerato in fatto e in diritto: che con istanza 21 aprile 1999 __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 1'933.-, quale risarcimento dei danni subiti dal proprio motoveicolo a dipendenza di un incidente causato dalla presenza di ghiaccio sul sedime stradale, ghiaccio la cui formazione sarebbe da addebitare all'anomala fuoriuscita di acqua dal cantiere della convenuta; che con il querelato giudizio il giudice di pace ha respinto l'istanza non ritenendo provata una responsabilità della convenuta in relazione al danno subito dall'istante; che con atto ricorsuale 12 gennaio 2000 __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento; che secondo l'art. 74 LOG in caso di sostituzione di un funzionario, "se il dibattimento orale era già cominciato o compiuto e la sentenza non è ancora redatta ed approvata dai funzionari usciti di carica, la causa dev'essere chiamata per un nuovo dibattimento salvo diverso accordo fra le parti"; che il principio sancito da questa norma è quello secondo il quale solo il giudice che ha presieduto alla discussione della causa è legittimato a deliberare sulla stessa ( Rep. 1988, 380; 1981, 199; CCC 26 ottobre 1995 in re. G. c. R.; Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 1, m. 51); che sebbene la sanzione della nullità non sia espressamente prevista dalla norma sopra citata, ne sono dati i presupposti dal momento che la sentenza risulta emanata in urto con l'art. 29 cpv. 2 Cost. ( Rep 1989, 518); che nel caso concreto, come evidenziato dal ricorrente medesimo, tutta l'istruttoria è stata condotta dal supplente (ciò che è di per sé conforme con l'art. 4 LOG), mentre la sentenza dedotta in cassazione è stata prolata dal giudice di pace titolare; che quindi, non avendo il giudice di pace partecipato all'istruzione della causa e tantomeno al dibattimento finale, ne discende la nullità del giudizio con il conseguente rinvio degli atti alla Giudicatura affinché proceda a un nuovo giudizio ad opera del giudice di pace supplente oppure alla riconvocazione delle parti al dibattimento finale da parte del giudice titolare; che a prescindere da quanto sopra esposto, la sentenza dedotta in cassazione sarebbe comunque nulla non avendo il giudice proceduto alla convocazione delle parti al dibattimento finale (art. 297 CPC); che simile formalità è necessaria in caso di assunzione di prove, sia che queste vengano proposte dalle parti o da lui assunte d’ufficio ( Cocchi/Trezzini, op.cit., ad art. 297, m. 2) -come avvenuto in concreto con l'audizione dei testi __________, __________ e __________ o con l'assunzione all'incarto di nuova documentazione- in quanto destinata a permettere alle parti di esprimere le loro conclusioni in merito a quanto è emerso nella fase istruttoria, e ciò al fine di garantire -ancora una volta- il loro diritto di essere sentite (art. 29 cpv. 2 Cost.); che, rilevata d’ufficio l’irregolarità del giudizio, la notifica del ricorso alla controparte per eventuali osservazioni perde significato e il ricorso può essere evaso senz’altro ( CCC 23 giugno 1993 in re P./S.); che in considerazione della particolarità del caso non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio. Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 12 gennaio 2000 di __________ è accolto. 2. La sentenza 27 dicembre 1999 del Giudice di pace del circolo di Taverne è nulla. § Di conseguenza gli atti sono rinviati alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne affinché proceda ai sensi dei considerandi. 3. Non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio. 4. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 16.2000.00007 Incarto n. 16.2000.00007

Incarto n. 16.2000.00007 Lugano 24 marzo 2000 /rf Lugano

Lugano 24 marzo 2000 /rf

24 marzo 2000 /rf In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: segretaria:

segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera Petralli Zeni, vicecancelliera

Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 12 gennaio 2000 presentato da

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 12 gennaio 2000 presentato da __________ __________

__________ contro contro

contro la sentenza 27 dicembre 1999 del Giudice di pace del circolo di Taverne nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 21 aprile 1999 nei confronti di

la sentenza 27 dicembre 1999 del Giudice di pace del circolo di Taverne nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 21 aprile 1999 nei confronti di __________ __________

__________ con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 1'933.- oltre accessori a titolo di

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 1'933.- oltre accessori a titolo di risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice,

risarcimento danni, domanda respinta dal primo giudice, letti ed esaminati gli atti

letti ed esaminati gli atti considerato

considerato in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: che con istanza 21 aprile 1999 __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 1'933.-, quale risarcimento dei danni subiti dal proprio motoveicolo a dipendenza di un incidente causato dalla presenza di ghiaccio sul sedime stradale, ghiaccio la cui formazione sarebbe da addebitare all'anomala fuoriuscita di acqua dal cantiere della convenuta;

che con istanza 21 aprile 1999 __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 1'933.-, quale risarcimento dei danni subiti dal proprio motoveicolo a dipendenza di un incidente causato dalla presenza di ghiaccio sul sedime stradale, ghiaccio la cui formazione sarebbe da addebitare all'anomala fuoriuscita di acqua dal cantiere della convenuta; che con il querelato giudizio il giudice di pace ha respinto l'istanza non ritenendo provata una responsabilità della convenuta in relazione al danno subito dall'istante;

che con il querelato giudizio il giudice di pace ha respinto l'istanza non ritenendo provata una responsabilità della convenuta in relazione al danno subito dall'istante; che con atto ricorsuale 12 gennaio 2000 __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento;

che con atto ricorsuale 12 gennaio 2000 __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento; che secondo l'art. 74 LOG in caso di sostituzione di un funzionario, "se il dibattimento orale era già cominciato o compiuto e la sentenza non è ancora redatta ed approvata dai funzionari usciti di carica, la causa dev'essere chiamata per un nuovo dibattimento salvo diverso accordo fra le parti";

che secondo l'art. 74 LOG in caso di sostituzione di un funzionario, "se il dibattimento orale era già cominciato o compiuto e la sentenza non è ancora redatta ed approvata dai funzionari usciti di carica, la causa dev'essere chiamata per un nuovo dibattimento salvo diverso accordo fra le parti"; che il principio sancito da questa norma è quello secondo il quale solo il giudice che ha presieduto alla discussione della causa è legittimato a deliberare sulla stessa ( Rep. 1988, 380; 1981, 199; CCC 26 ottobre 1995 in re. G. c. R.; Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 1, m. 51);

che il principio sancito da questa norma è quello secondo il quale solo il giudice che ha presieduto alla discussione della causa è legittimato a deliberare sulla stessa ( Rep. 1988, 380; 1981, 199; CCC 26 ottobre 1995 in re. G. c. R.; Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 1, m. 51); che sebbene la sanzione della nullità non sia espressamente prevista dalla norma sopra citata, ne sono dati i presupposti dal momento che la sentenza risulta emanata in urto con l'art. 29 cpv. 2 Cost. ( Rep 1989, 518);

che sebbene la sanzione della nullità non sia espressamente prevista dalla norma sopra citata, ne sono dati i presupposti dal momento che la sentenza risulta emanata in urto con l'art. 29 cpv. 2 Cost. ( Rep 1989, 518); che nel caso concreto, come evidenziato dal ricorrente medesimo, tutta l'istruttoria è stata condotta dal supplente (ciò che è di per sé conforme con l'art. 4 LOG), mentre la sentenza dedotta in cassazione è stata prolata dal giudice di pace titolare;

che nel caso concreto, come evidenziato dal ricorrente medesimo, tutta l'istruttoria è stata condotta dal supplente (ciò che è di per sé conforme con l'art. 4 LOG), mentre la sentenza dedotta in cassazione è stata prolata dal giudice di pace titolare; che quindi, non avendo il giudice di pace partecipato all'istruzione della causa e tantomeno al dibattimento finale, ne discende la nullità del giudizio con il conseguente rinvio degli atti alla Giudicatura affinché proceda a un nuovo giudizio ad opera del giudice di pace supplente oppure alla riconvocazione delle parti al dibattimento finale da parte del giudice titolare;

che quindi, non avendo il giudice di pace partecipato all'istruzione della causa e tantomeno al dibattimento finale, ne discende la nullità del giudizio con il conseguente rinvio degli atti alla Giudicatura affinché proceda a un nuovo giudizio ad opera del giudice di pace supplente oppure alla riconvocazione delle parti al dibattimento finale da parte del giudice titolare; che a prescindere da quanto sopra esposto, la sentenza dedotta in cassazione sarebbe comunque nulla non avendo il giudice proceduto alla convocazione delle parti al dibattimento finale (art. 297 CPC);

che a prescindere da quanto sopra esposto, la sentenza dedotta in cassazione sarebbe comunque nulla non avendo il giudice proceduto alla convocazione delle parti al dibattimento finale (art. 297 CPC); che simile formalità è necessaria in caso di assunzione di prove, sia che queste vengano proposte dalle parti o da lui assunte d’ufficio ( Cocchi/Trezzini, op.cit., ad art. 297, m. 2) -come avvenuto in concreto con l'audizione dei testi __________, __________ e __________ o con l'assunzione all'incarto di nuova documentazione- in quanto destinata a permettere alle parti di esprimere le loro conclusioni in merito a quanto è emerso nella fase istruttoria, e ciò al fine di garantire -ancora una volta- il loro diritto di essere sentite (art. 29 cpv. 2 Cost.);

che simile formalità è necessaria in caso di assunzione di prove, sia che queste vengano proposte dalle parti o da lui assunte d’ufficio ( Cocchi/Trezzini, op.cit., ad art. 297, m. 2) -come avvenuto in concreto con l'audizione dei testi __________, __________ e __________ o con l'assunzione all'incarto di nuova documentazione- in quanto destinata a permettere alle parti di esprimere le loro conclusioni in merito a quanto è emerso nella fase istruttoria, e ciò al fine di garantire -ancora una volta- il loro diritto di essere sentite (art. 29 cpv. 2 Cost.); che, rilevata d’ufficio l’irregolarità del giudizio, la notifica del ricorso alla controparte per eventuali osservazioni perde significato e il ricorso può essere evaso senz’altro ( CCC 23 giugno 1993 in re P./S.);

che, rilevata d’ufficio l’irregolarità del giudizio, la notifica del ricorso alla controparte per eventuali osservazioni perde significato e il ricorso può essere evaso senz’altro ( CCC 23 giugno 1993 in re P./S.); che in considerazione della particolarità del caso non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio. che in considerazione della particolarità del caso non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio. Per i quali motivi,

Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC

richiamati gli art. 327 segg. CPC pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 12 gennaio 2000 di __________ è accolto. pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 12 gennaio 2000 di __________ è accolto. 2. La sentenza 27 dicembre 1999 del Giudice di pace del circolo di Taverne è nulla.

2. La sentenza 27 dicembre 1999 del Giudice di pace del circolo di Taverne è nulla. § Di conseguenza gli atti sono rinviati alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne affinché proceda ai sensi dei considerandi.

§ Di conseguenza gli atti sono rinviati alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne affinché proceda ai sensi dei considerandi. 3. Non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio.

3. Non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio. 4. Intimazione a:

4. Intimazione a: - __________

- __________ Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne.

Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria