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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera ha scelto di non costruire più nuove centrali nucleari. Di conseguenza, in ambito nucleare bisognerebbe concentrare gli investimenti della ricerca sulle scorie e sullo smantellamento delle centrali. Però con Euratom non sta succedendo questo.</p><p>Ricordo che la Svizzera ha votato un credito di 244 milioni di franchi per il programma Euratom dal 2013 al 2020 contro un credito di 235 milioni di franchi per tutte le energie rinnovabili nello stesso periodo. A parte questa incoerenza politica, si potrebbe supporre che questi soldi vengano investiti almeno per trovare una soluzione alle scorie nucleari e allo smantellamento delle centrali. Il rapporto intitolato "Interim evaluation of the Euratom Research and Training Programme 2014-2015" del 1° dicembre 2017 non va in questa direzione.</p><p>Questo rapporto dimostra che il programma Euratom diventa la lobby dell'industria nucleare; indica espressamente che Euratom deve permettere all'Europa di essere all'avanguardia delle nuove tecnologie nucleari, per continuare a proporre l'energia nucleare in un pacchetto energetico globale. Addirittura, chiede che in futuro questo programma possa anche comportare il trasferimento di sapere nelle politiche energetiche dei Paesi membri! Hanno persino il coraggio di affermare che intendono impegnarsi negli obiettivi di sviluppo sostenibile a lungo termine, mentre tutti sanno che nel nucleare l'unica cosa a lungo termine sono le scorie.</p><p>1. Euratom sostiene progetti di ricerca nel campo della trasmutazione?</p><p>2. Euratom sostiene progetti che cercano un'alternativa al seppellimento delle scorie nucleari?</p><p>3. Quale percentuale dedica Euratom alla ricerca di nuovi reattori nucleari a fissione?</p><p>4. Euratom finanzia progetti che permettono di prolungare la durata di vita dei reattori nucleari a fissione? Se sì, qual è la percentuale di imprese private in questi programmi di ricerca?</p><p>5. Il rapporto intermedio afferma che il programma Euratom è coerente con gli obiettivi politici dei suoi membri. Sapendo che numerosi Paesi membri hanno deciso di abbandonare l'energia nucleare, quale significato attribuire a questa frase?</p><p>6. Alla luce della nuova Strategia energetica sostenuta dal popolo svizzero, il Consiglio federale intende confermare la propria partecipazione al programma fissione di Euratom? Se sì, a quali condizioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel settore nucleare gli esperti fanno la distinzione tra due tecniche: fusione e fissione. Per la produzione di energia attualmente si utilizza solo quest'ultima.</p><p>Nel periodo 2014-2020, per l'ottavo programma di ricerca "Orizzonte 2020", il quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea prevede un budget complessivo di 79,4 miliardi di euro (cifra al 2018), di cui 1,6 miliardi per il programma di ricerca Euratom nel periodo 2014-2018. La quota di fondi per la ricerca sulla fissione nucleare ammonta a 0,3 miliardi di euro, vale a dire lo 0,4 per cento del totale. In termini di paragone la parte del programma di "Orizzonte 2020" dedicata alle energie sicure, pulite ed efficienti dispone di un budget di 5,9 miliardi di euro, vale a dire il 7,5 per cento dei fondi. A ciò si aggiunge, per quanto riguarda la fusione nucleare, il contributo europeo al progetto sul reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER), che ammonta a 3 miliardi di euro.</p><p>1. Euratom sostiene progetti nel campo della trasmutazione, come per esempio il progetto del futuro reattore Myrrha. Anche altri progetti legati ai reattori a neutroni rapidi potrebbero servire alla trasmutazione delle scorie nucleari.</p><p>2. La trasmutazione mira a trasformare le scorie nucleari già prodotte in materiali a radioattività bassa/nulla o con un tempo di dimezzamento più breve. In base allo stato attuale delle ricerche, con la trasmutazione non si eviterà interamente il ricorso ai depositi geologici, che continuerebbero a essere necessari per alcune scorie ad alta, media e bassa attività.</p><p>3. La percentuale dedicata alla sicurezza dei sistemi, che comprende la ricerca sui futuri reattori ma anche la sicurezza di quelli attuali, ammonta al 45 per cento dei contributi versati a coloro che partecipano ai programmi nel campo della fissione nucleare. Non è nota la ripartizione tra queste due attività.</p><p>4. Euratom finanzia anche progetti che permettono di prolungare e garantire la sicurezza delle centrali attuali (vedi risposta 3). A livello europeo le aziende ricevono il 6,9 per cento dei contributi versati ai partecipanti dei progetti Euratom di ricerca sulla fissione.</p><p>5. Anche per i Paesi che hanno deciso di uscire dal nucleare le ricerche di Euratom sono estremamente utili. Questi Paesi infatti continuano, oltre a depositare scorie a lungo termine, a gestire centrali nucleari destinate allo smantellamento. I due obiettivi principali del programma sulla fissione, vale a dire la sicurezza delle centrali (vedi risposta 3) e una migliore gestione delle scorie, assorbono complessivamente il 69,5 per cento dei fondi di ricerca.</p><p>6. La legge sull'energia adottata il 21 maggio 2017 non riguarda la ricerca nucleare. Con decreto federale del 10 settembre 2013 il Parlamento ha deciso di finanziare la partecipazione della Svizzera al programma Euratom fino al 2018-2020 (FF 2013 6759). Devono essere garantite la ricerca e la formazione in questo ambito per proseguire lo sfruttamento sicuro delle centrali esistenti e la gestione delle scorie nonché per valutare nuovi sviluppi tecnologici.</p><p>Inoltre il programma Euratom sostiene le attività di ricerca nel campo della radioprotezione ben oltre il settore nucleare in quanto tale, soprattutto nel campo della medicina. La partecipazione al programma di ricerca Euratom contribuisce al raggiungimento di questi obiettivi. Il Consiglio federale intende quindi proseguire la partecipazione al programma Euratom fino al 2020. Le modalità della futura partecipazione della Svizzera a tale programma sono ancora da definire.</p>  Risposta del Consiglio federale.