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Un consulente finanziario svizzero è stato incriminato oggi negli Stati Uniti aver aiutato alcuni suoi clienti a evadere il fisco. L'annuncio è stato fatto dal Dipartimento di giustizia americano, riporta l'agenzia di stampa Afp.
L'uomo, un 57enne residente a Zurigo, è accusato di "complicità con diversi contribuenti degli Stati Uniti e di altre operazioni destinate a nascondere oltre 184 milioni dollari all'estero, in diverse banche svizzere". I fatti sarebbero avvenuti tra il 1998 e il 2009, afferma un comunicato.
Secondo l'accusa, il cittadino svizzero "dirigeva una società di gestione patrimoniale". Il 57enne avrebbe poi creato "fondazioni" in Liechtenstein e società fantasma a Hong Kong per nascondere i veri beneficiari dei conti.
L'uomo è pure accusato di aver aiutato le banche svizzere a comunicare per iscritto all'agenzia americana delle entrate fiscali (IRS, Internal Revenue Service) che i proprietari dei loro conti non dichiarati non erano contribuenti degli Stati Uniti, mentre hanno sostenuto il contrario alle autorità fiscali elvetiche.
Infine, secondo il Dipartimento di giustizia, il 57enne avrebbe consigliato ai suoi clienti di trasferire i propri conti dall'UBS verso altre banche quando, nel 2008, gli Stati Uniti hanno rivelato che il colosso bancario era sotto esame per complicità in evasione fiscale.
L'uomo rischia cinque anni di prigione e una multa che può essere 250'000 dollari o il doppio dei guadagni intascati grazie alle attività illecite o due volte l'ammontare della perdita della parte lesa, in questo caso l'IRS.
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