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La storia del percorso a indovinelli inizia nel 1872 con la costruzione della galleria del San Gottardo. Più precisamente, con la storia di Davide Cippolata, un minatore della prima ora, che, dall’Italia, aveva parte-cipato alla costruzione della galleria a partire dal 1872. Nel 1875 David aveva convertito il salario suo e di altri cinque suoi compagni di lavoro in oro. Nel 1875 i lavoratori del cantiere della galleria entrarono in sciopero. Durante i disordini dello sciopero, che furono repressi in modo sanguinoso, Davide si dileguò tra i sentieri di montagna per tornare in Piemonte, portando con sé tutto l’oro. Uno dei suoi compagni di la-voro, però, decise di inseguirlo, lo raggiunse, lo catturò, ma purtroppo successe un incidente. Davide scivolò da un pendio, con tutto l’oro, e morì. L’oro sembrava perduto. Un anno dopo, però, un macchinis-ta della ferrovia del San Gottardo rinvenne l’oro e lo tenne per sé. Questo macchinista è il bisnonno di uno degli accompagnatori che lavorano presso la SOB. Adesso che la SOB viaggia con il Treno Gottardo verso Bellinzona e Locarno, l’accompagnatore ritiene sia giunto il momento di restituire il tesoro del San Gottardo alla clientela della SOB. Solo chi scoprirà dov’era nascosto l’oro riceverà il tesoro. Chi trova l’oro dei minatori?
La nascita di un «Escape Game»
Qual è la principale sfida nello sviluppo di un gioco? La sfida più difficile consiste nella creazione di un indovinello con il giusto livello di difficoltà a un elevato fattore divertimento- indovinello-fortuna. Vogliamo che tutti i giocatori si divertano. Lei è la creatrice del gioco «Treno Mistero ». Quanto tempo ci ha investi-to? Sviluppare un gioco è un processo creativo che non può essere forzato. L’ispirazione non si manifes-ta solo durante l’orario di lavoro. Esistono delle fasi di sviluppo del gioco che le piacciono particolarmen-te? Mi piace soprattutto la fase di ideazione e progettazione. Ovvero quando posso essere creativa al massimo e riesco a trovare risposta a domande come: «Dove si svolge il gioco? Quale tema viene trat-tato? Quanto deve essere difficile il gioco e quali elementi dell’ambiente del gioco voglio inserire?» Qual è il suo gioco preferito? Penso di non averne. Gioco volentieri e molto, soprattutto con mia figlia, che ha 9 anni. Sul nostro tavolo da gioco passa un po’ di tutto, dai classici giochi da tavola o con le carte fino ai nuovi giochi di logica e indovinelli. Naturalmente anche lei ha giocato a tutte le mie Family URBANmissi-on.