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Robin Nicolet, neocastellano che di mestiere fa il farmacista, ha dovuto affrontare un vero e proprio calvario dal momento che si è ritrovato senza lavoro. Non potendosi più permettere di pagare l’affitto si è visto costretto ad abitare nella sua auto per gran parte del 2017 arrivando addirittura a dover rovistare nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare. Intervistato dal giornale neocastellano Arcinfo, che riferisce della triste vicenda, gli viene chiesto perché non si sia rivolto ai servizi sociali. “Mi hanno risposto che avevano sì due-tre stanze per i casi urgenti ma che in quanto svizzero non rientravo nei loro criteri perché, stando a loro, avrei potuto trovare aiuto altrove” risponde il giovane che racconta di essere stato costretto in certi periodi a bere acqua zuccherata e cercare cibo nei cestini della spazzatura. Ammette inoltre di aver avuto tremendamente vergogna a farsi vedere in pubblico e che evitava il più possibile le città per non farsi eventualmente riconoscere da conoscenti. La polizia e i servizi sociali, interpellati, negano vi sia un problema di senzatetto nel cantone. “Le città del canton Neuchâtel sono troppo piccole per creare fenomeni come quelli che si possono vedere a Ginevra o a Losanna” assicura il portavoce della polizia neocastellana. Il caso di Robin Nicolet sarà quindi solo un caso isolato o quello della povertà estrema è un fenomeno che le autorità non riescono a monitorare?