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Bambini nella parte orientale di Gutha
KEYSTONE/EPA/MOHAMMED BADRA(sda-ats)
Il personale della Mezzaluna rossa siriana e il Cicr hanno concluso oggi l'evacuazione dall'area della Ghuta orientale alle porte di Damasco, controllata da forze ribelli e assediata dall'esercito governativo, di 29 malati gravi e delle loro famiglie.
L'operazione, durata tre giorni, è avvenuta dopo una missione effettuata di recente a Damasco dal presidente della Federazione delle società della Croce rossa e Mezzaluna rossa (Ifrc), Francesco Rocca, che vi ha incontrato tra gli altri il presidente Bashar al Assad, chiedendo l'accesso senza limiti alle popolazioni delle aree assediate.
“Spero che questa evacuazione sia seguita da molte altre consegne di generi di prima necessità e assistenza medica alle popolazioni che ne hanno bisogno", ha detto in un comunicato Rocca.
In un comunicato ricevuto dall'agenzia di stampa ANSA dalla Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (Ifrc) si afferma che "i volontari della Mezzaluna Rossa Siriana (Sarc), insieme ai delegati del Comitato Internazionale di Croce Rossa (Cicr), hanno trasferito con successo 29 persone in gravi condizioni di salute" dalla Ghuta orientale a Damasco.
"I pazienti e le loro famiglie sono stati trasferiti negli ospedali di Damasco dove saranno curati", prosegue il comunicato.
L'operazione, durata in tutto tre giorni, è stata resa possibile grazie a un accordo raggiunto tra governo e opposizioni mediato dalla Sarc. E prevede che oltre all'evacuazione di 29 civili affetti da gravi malattie vengano liberate 29 persone tenute prigioniere da miliziani anti-governativi della Ghuta.
Tra i 29 civili evacuati figurano 17 bambini, insieme a sei donne e sei uomini, afferma la Federazione. "Abbiamo organizzato questa operazione in attesa di un accesso sicuro", ha dichiarato Khaled Hboubati, presidente di Sarc e citato dal comunicato della Federazione.
Dal canto suo, Marianne Gasser, capo delegazione del Cicr in Siria, ha affermato che "l'evacuazione è stato un passo positivo per porre fine all'immensa sofferenza di alcune persone a Ghuta orientale, in particolare i bambini che hanno accesso limitato a cure mediche salvavita. Ma c'è ancora molto da fare. I bisogni dei civili dovrebbero venire prima, sia a Ghuta che altrove in Siria, e l'accesso agli aiuti dovrebbe essere consentito su base più regolare e senza condizioni".
SDA-ATS