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Un taglio nel Regno Unito alla corporate tax, l'imposta sulle società, dal 20 al 15%: è la mossa che il governo britannico sta studiando per trattenere le aziende sulla piazza di Londra e nel Paese malgrado l'incertezza della Brexit dopo il referendum.
Lo annuncia al Financial Times il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, titolare del Tesoro nella compagine del dimissionario David Cameron.
Osborne, pur schierato in campagna referendaria nel fronte dei contrari alla Brexit, prova ora a ridimensionare l'allarme sul divorzio da Bruxelles e a guardare avanti: "Dobbiamo concentrarci sull'orizzonte e sul viaggio", dice annunciando una serie di misure per far fronte alla situazione e incrementare la competitività dell'economia britannica.
Fra queste, appunto, la possibile riduzione di 5 punti della corporate tax, fino a uno dei livelli più bassi del mondo occidentale, vicino al 12,5% dell'Irlanda. Un taglio che tuttavia, nota Ft, può danneggiare altri paesi Ue, alimentandone l'irritazione proprio mentre Londra si prepara a negoziare l'attuazione della Brexit.