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Un'istruzione preparatoria è stata aperta nei confronti di un membro del Corpo delle guardie di confine per accertare responsabilità nella vicenda della donna siriana vittima di un aborto lo scorso luglio durante le procedure di rinvio in Italia. Lo indica una nota odierna della Giustizia militare, che si occupa del caso.
L'11 luglio era stata avviata un'assunzione preliminare delle prove nei confronti di ignoti, nel frattempo conclusa, si legge nella nota. L'uditore in capo ha ora ordinato un'istruzione preparatoria nei confronti di una delle 15 guardie che hanno preso parte al rinvio della donna dalla Francia verso l'Italia attraverso la Svizzera.
L'indagine sarà condotta da un giudice istruttore militare e dovrebbe durare diversi mesi. Fino alla sua conclusione non saranno comunicate altre informazioni su singoli provvedimenti investigativi.
La 22enne faceva parte di un gruppo di 36 migranti che il 4 luglio scorso era partito con un treno notturno da Milano diretto a Parigi. Al confine franco-elvetico di Vallorbe (VD) era stata respinta assieme agli altri dalle autorità francesi e affidata a quelle svizzere per il rinvio in Italia, lo Stato dello Spazio Dublino dove i migranti avevano inoltrato la prima richiesta d'asilo. Dopo l'arrivo a Domodossola (I) aveva dato alla luce una bambina morta.
SDA-ATS