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Una quota allarmante di adolescenti aborigeni giudica il proprio consueto stato mentale come 'molto triste', indicando il minimo su una scala da zero a dieci. Lo dichiara un ragazzo su 10 e una ragazza su 20, contro appena uno su 100 fra i loro coetanei non indigeni.
È il risultato di una vasta ricerca dell'organizzazione benefica "Mission Australia", che per il suo rapporto annuale sui giovani indigeni ha chiesto a 1162 di loro, età da 15 a 19 anni, di misurare lo stato generale di contentezza tra zero e dieci, in cui zero era 'molto triste' e cinque era 'scontento'.
È emerso inoltre che il tasso di suicidi fra le persone indigene tra 15 e 24 anni è quattro volte maggiore dei coetanei non indigeni. Sotto i 14 anni è addirittura nove volte maggiore.
La ricerca è stata condotta su 18.727 persone per il 6,2% indigene. In questo gruppo era maggiore la probabilità di avere una vita familiare instabile: il 30% ha dichiarato di aver trascorso tempo fuori casa negli ultimi tre anni perché non si sentiva di restare, contro il 15% degli intervistati non indigeni. Il 36% dei giovani indigeni ha detto di essere andato via di casa più di 10 volte in tre anni, contro il 25% dei non indigeni. Gli indigeni hanno inoltre mostrato alti livelli di preoccupazione riguardo a gioco d'azzardo, droghe, discriminazione, suicidio e sicurezza personale.
Secondo la direttrice di "Mission Australia", Catherine Yeomans, i dati mostrano la necessità di un ripensamento urgente su come realizzare i programmi e i servizi per le popolazioni indigene. "L'Australia ha un dovere morale, sociale ed economico di sostenere tutti i giovani a realizzare il proprio potenziale", ha detto. "Tristemente, questo rapporto mostra un misero fallimento, con troppi giovani condannati a restare ai margini. Non è una maniera sostenibile di avanzare come nazione", ha aggiunto.