Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01130.jsonl.gz/538

In conformità al regime svizzero too big to fail (TBTF), le banche di rilevanza sistemica orientate al mercato interno sono tenute ad allestire un piano d’emergenza attuabile entro tre anni dalla classificazione quale banca di rilevanza sistemica. Scaduti i termini originariamente fissati per PostFinance (2018), Raiffeisen (2017) e Banca Cantonale di Zurigo (ZKB) (2016), la FINMA ha concesso alle banche una proroga dei termini, anch’essi giunti a scadenza al momento della valutazione nel 2021.
Tutte e tre le banche presentano piani plausibili in cui spiegano in che modo intendono colmare integralmente le lacune nel capitale gone concern nei prossimi anni. In conformità all’Ordinanza sui fondi propri, la presentazione deve avvenire entro il 2026 al più tardi. Attualmente Raiffeisen e ZKB dispongono già di sufficienti fondi propri di base liberamente disponibili per adempiere i requisiti del piano d’emergenza. Finora entrambe le banche non hanno provveduto alla ridistribuzione necessaria del capitale gone concern riservato in caso di emergenza. Raiffeisen intende costituire il capitale gone concern necessario mediante fondi propri di base e bail-in-bond. ZKB prevede di costituire i fondi gone concern mancanti mediante l’emissione di strumenti di bail-in in conformità alla Legge sulle banche sottoposta a revisione. Il piano di PostFinance concernente la costituzione dei fondi per la ricapitalizzazione è invece strettamente correlato alla revisione attualmente in corso della Legge sull’organizzazione della Posta e alla prevista garanzia di capitalizzazione da parte della Confederazione.
Le banche di rilevanza sistemica orientate al mercato interno hanno compiuto progressi sotto altri aspetti del piano d’emergenza. Tutte e tre le banche soddisfano inoltre i particolari requisiti in materia di liquidità definiti dalla FINMA per un piano d’emergenza credibile.
Di seguito viene spiegato lo stato di attuazione dei piani d’emergenza e delle strategie di resolution di PostFinance, Raiffeisen e ZKB.
A gennaio 2021 il Consiglio federale ha deciso che la Confederazione, quale proprietaria indiretta di PostFinance, debba garantire temporaneamente una copertura sufficiente del capitale mancante in caso di resolution. La garanzia di capitalizzazione prevista per l’approntamento del capitale gone concern necessario, limitata nel tempo e nella portata, viene corrisposta dalla Posta alle usuali condizioni di mercato. La relativa base legale verrà creata nel quadro della revisione in corso della Legge sull’organizzazione della Posta (LOP). Inoltre, nel quadro della revisione della LOP una commissione di esperti è stata incaricata di elaborare le basi per la prossima discussione politica sul servizio universale nel settore postale e del traffico dei pagamenti. Un eventuale adeguamento del servizio universale del traffico dei pagamenti potrebbe influire sull’assetto della strategia di resolution alternativa di PostFinance, attualmente ancora insufficiente.
La prevista garanzia di capitalizzazione della Confederazione e la costituzione di ulteriore capitale gone concern consentono anche a PostFinance di disporre di una strategia di resolution plausibile. Il piano d’emergenza non è tuttavia ancora considerato applicabile fino alla costituzione integrale del capitale gone concern e all’entrata in vigore della predetta garanzia. Inoltre, il piano d’emergenza deve essere migliorato anche negli ambiti «dipendenze operative» e «strategia di resolution alternativa».
La strategia di resolution primaria del gruppo Raiffeisen per la ricapitalizzazione e il mantenimento dell’attività bancaria è caratterizzata dalla sua particolare natura di società cooperativa. In caso di rischio di insolvenza, la FINMA dovrebbe svolgere procedure di risanamento separate per le oltre 200 banche Raiffeisen autonome, senza misure supplementari. Al fine di evitare che ciò si produca, in uno scenario di crisi la FINMA ha la competenza di riunire le banche Raiffeisen in un’unica società e di risanare l’intero gruppo con un’unica procedura. Qualora i creditori siano chiamati a coprire le perdite (bail-in), l’unità creata nel quadro della procedura risanamento potrà inoltre essere trasformata in un’altra forma giuridica. In futuro, le attuali competenze della FINMA dovranno essere disciplinate espressamente dalla Legge sulle banche.
Inoltre, Raiffeisen ha migliorato il proprio piano d’emergenza anche negli ambiti «dipendenze operative» e «strategia di resolution alternativa». Con l’emissione di bail-in-bond nel 2020 e nel 2021, le lacune per soddisfare le esigenze di capitale del piano d’emergenza sono state ulteriormente ridotte. Il piano d’emergenza non è tuttavia ancora considerato applicabile fino alla costituzione integrale del capitale gone concern.
Il Cantone di Zurigo è proprietario unico della Banca Cantonale di Zurigo (ZKB) e risponde di tutti gli impegni non subordinati dell’istituto, qualora i suoi fondi propri non risultino sufficienti. In caso di crisi spetterebbe quindi in primo luogo al Cantone stanziare i mezzi necessari per la ricapitalizzazione della banca. Nel piano d’emergenza è fissato l’ammontare dei fondi necessari per ricapitalizzare adeguatamente la banca in caso di crisi. Affinché il piano d’emergenza possa essere giudicato attuabile, ZKB deve preventivamente stanziare almeno la metà del capitale attraverso gli strumenti previsti nell’Ordinanza sui fondi propri. Attualmente possono essere computati come fondi propri supplementari in grado di assorbire le perdite le riserve di capitale di dotazione previste a tale scopo e il prestito di capitale tier 2.
Con questi strumenti la ZKB non soddisfa ancora integralmente le esigenze in materia di capitale gone concern necessarie per la ricapitalizzazione, pertanto il piano d’emergenza continua a essere considerato non attuabile. Nel quadro della revisione della Legge sulle banche è stata creata la base legale per l’emissione di strumenti di debito (bail-in bond) da parte delle banche cantonali con una garanzia dello Stato. ZKB intende avvalersi di questi strumenti per apportare il capitale gone concern mancante.