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Le Leggi suntuarie (dal lat. sumptus, spesa) erano disposizioni che nei cant. della vecchia Conf. miravano a disciplinare i costumi morali e la vita quotidiana. In modo analogo alle norme di polizia varate in altre parti d'Europa, erano volte a regolare i comportamenti sessuali (Lussuria) e sociali (Disciplinamento sociale). Nella Svizzera ted. le leggi suntuarie venivano definite come "ordinamento e statuto" (Ordnung und Satzung), ma più frequente era il termine "mandato" (Mandat), spesso associato a concetti come monito/diffida (Mandat und Vermahnung), matrimonio (Ehemandat), ammenda (Grosses Bussmandat), polizia (Polizeimandat), costumi e spese (Sitten- und Aufwandmandat), sabato (Sabbatsmandat), città (Stadtmandat) o altra entità territoriale (Landmandat); di qui anche le numerose fonti in lingua it. che attestano mandati urbani o cant. in riferimento alla Svizzera.
Emanate dal XIV al XVIII sec., le leggi suntuarie conservarono uno stretto legame con il potere ecclesiastico dei singoli cant. La Dieta fed. esercitò un influsso soltanto marginale, per esempio nella lotta (senza successo) contro il fumo. Nel solco della Riforma e della confessionalizzazione (Confessionalismo), le norme suntuarie si trasformarono da singoli provvedimenti isolati in insiemi organici di misure politiche. Le leggi non venivano applicate solo a un particolare ceto o a una determinata sfera d'intervento delle autorità ma anche a un intero territorio; erano uno strumento di affermazione del potere centrale e costituirono il primo corpus legislativo di una certa portata. Si fondavano sulla preoccupazione "paterna" del governo di educare la pop. in senso cristiano, di incitarla al lavoro e impedire ogni lusso che potesse essere fonte d'indigenza. Alle motivazioni politiche, economiche e sociali si aggiungevano quelle religiose: le leggi suntuarie emanate dall'autorità cristiana riflettevano la mentalità escatologica coeva. La diffusione delle leggi suntuarie fu favorita dall'irrigidimento degli apparati amministrativi, dall'avvento della stampa e dalla Riforma. A Zurigo le norme suntuarie effettivamente promulgate, complessivamente 757, risultano ripartite come segue: tre nel XIV sec., 23 nel XV, 201 nel XVI, 272 nel XVII, 97 nel XVIII.
Fino al 1530 ca. i testi vennero compilati a mano e conservati in appositi registri, in seguito vennero stampati, prima su singoli fogli e poi in forma di opuscoli (anche di 90 pagine); questi ultimi recavano un frontespizio decorato ed erano strutturati in modo chiaro (introduzione con motivo e scopo delle norme, disposizioni e comminatoria di ammende, moniti agli organi di esecuzione e di controllo). Fra il 1530 e il 1798 i contenuti subirono modifiche dovute a nuove circostanze e priorità, derivate dai mutamenti in atto in campo socioculturale, nella morale cristiana e in ambito politico: nel XVI sec. l'accento venne posto sugli aspetti religiosi, nel XVII sui controlli delle spese, nel XVIII sugli articoli sull'ostentazione.
Spesso le disposizioni erano determinate da un preciso avvenimento: dopo eventi sismici o in seguito a proposte e lagnanze del clero (ad esempio sulle spese per il carnevale), il Consiglio decideva di emanare un'apposita norma (o di aggiornarne una già esistente) e incaricava un apposito comitato di redigerla (a Zurigo, dal 1650, la Camera della Riforma). Dopo l'approvazione del Consiglio, le norme venivano stampate e fatte pervenire ai balivi del contado, i quali le trasmettevano ai parroci o pastori locali. Questi ultimi erano tenuti, come quelli delle città, a leggerli dal pulpito prima o dopo le funzioni religiose. Frutto della stretta collaborazione fra Stato e Chiesa, in sede di stesura e applicazione, le leggi suntuarie si collocavano in posizione intermedia tra le norme statali e i precetti ecclesiastici.
Autrice/Autore: Peter Ziegler / vfe
I divieti relativi a bestemmie, imprecazioni, giuramenti, spergiuri e contumelie orali o scritte, le norme contro la Superstizione, l'obbligo di frequentare la messa o di seguire la predica, e le rigide prescrizioni (come l'astensione da attività lavorative per santificare la domenica) dovevano consentire una vita moralmente ineccepibile, radicata nella fede cristiana e basata sul Lavoro e l'operosità; l'ozio e la sregolatezza andavano proibiti. Le spese eccessive in occasione di Battesimi, Nozze e banchetti funebri o commemorativi (Consuetudini alimentari), le lunghe soste all'osteria, il consumo di alcol, le vacanze termali, l'Abbigliamento costoso e altre forme di Lusso potevano portare all'indigenza e perciò gravare sul bilancio statale, quindi venivano vietati o limitati. Il ballo sfrenato e troppo frequente era considerato immorale, come certi Giochi d'azzardo; altre restrizioni riguardavano i traffici legati a Sagre e mercati, fonti di attrazione per i girovaghi e le donne di malaffare. Improntate al senso morale e a considerazioni di ordine sociale, le disposizioni sul vestiario e contro lo sfoggio eccessivo tutelavano gli artigiani locali dai concorrenti forestieri, consolidavano le differenze fra i sessi o fra i ceti ed erano volte a contenere i Consumi, che dovevano essere adeguati al tenore di vita dei singoli ceti; nel XVIII sec. norme sempre più particolareggiate vietarono perfino mobili, arredamenti e accessori come monili, orologi o tabacchiere. Di matrice tradizionalista, le leggi suntuarie miravano altresì a tenere lontane le nuove mode, come ad esempio, nel XVIII sec., le gite in slitta o l'uso di prodotti voluttuari (caffè, tè, cioccolata).
Sul rispetto delle norme vigilavano Stato e Chiesa. In varie città (per esempio a Zurigo dal 1627, a Ginevra dal 1646, a Berna dal 1676) esisteva una Camera della Riforma che sorvegliava gli ab. del nucleo urbano e dei dintorni, punendoli in caso di violazioni. Nelle campagne zurighesi il compito era affidato ai balivi, nei villaggi al vicebalivo, al pastore rif. e al fabbriciere (Stillständer); membri dell'autorità e osti erano tenuti a denunciare le infrazioni. A Berna e a Ginevra l'organo competente era il locale Concistoro (Chorgericht, Consistoire), nei Grigioni sia il Konsistorium ecclesiastico sia il tribunale locale di bassa giustizia. Se si eccettua il caso di Lucerna, mancano studi sull'importanza delle leggi suntuarie nella Svizzera centrale catt.
Fino alla fine del XVIII sec. le autorità continuarono a lamentare uno scarso rispetto delle norme, che venivano disattese in misura crescente. Solo i ceti superiori potevano permettersi feste smodate e lussi eccessivi. Molte volte erano gli stessi membri dei Consigli a violare le disposizioni, in particolare quelle sull'ostentazione, e si assumevano il rischio di incorrere in un'ammenda. Poiché l'applicazione e l'interpretazione delle leggi suntuarie davano sovente luogo a incertezze, gli articoli venivano costantemente completati e formulati con maggiore precisione. Spesso la pop. si sottraeva alle direttive rispettandone il tenore letterale ma agendo in modo contrario al significato e allo scopo della norma: le disposizioni modificavano soltanto la condotta esteriore, influendo in misura limitata sull'atteggiamento interiore. Le delazioni creavano un clima di diffidenza; il diffondersi di nuove mode poteva venire ritardato ma non arrestato; vari divieti, inoltre, erano divenuti comunque obsoleti. Già nel XVIII sec. repubblicani e patrioti, affrontando temi di politica e di filosofia morale, discussero la questione delle norme suntuarie e la loro ammissibilità. Nonostante l'abolizione delle leggi suntuarie con la fine dell'ancien régime (1798), alcune disposizioni furono accolte - in altra forma - dalla legislazione ottocentesca.
Autrice/Autore: Peter Ziegler / vfe
Autrice/Autore: Peter Ziegler / vfe