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Ticino, 10 ottobre 2020
Paranoico spagnolo arriva a Chiasso e chiede asilo: “Ricevo messaggi subliminali”
Si è presentato a Chiasso lo scorso 8 luglio e ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera dicendosi destinatario di messaggi subliminali: “Penso di essere perseguitato – ha spiegato ai funzionari della SEM - perché ho il telefono sotto controllo. Penso che ci siano delle telecamere nascoste e dei microfoni dentro casa mia e quando vado per strada vedo della gente che sta sempre casualmente parlando di alcune cose che ho appena fatto”.
L’uomo, cittadino spagnolo, ha contestualizzato i suoi timori affermando di aver precedentemente offerto una soluzione ad un problema debitorio a Bill Gates, il quale non gli avrebbe risposto; che si sarebbe pure prodigato per cercare di stabilire un contatto con la CIA; che avrebbe altresì avuto contatti con un funzionario dell’esercito degli Stati Uniti e con un ingegnere turco; che da ultimo, si sarebbe attivato per trovare una soluzione alla questione dell’indipendenza catalana; che a
seguito del fallimento del referendum si sarebbe recato in Australia per chiedere asilo, salvo rientrare nel proprio paese qualche mese dopo.
Una spiegazione che non ha convinto la SEM. Tantomeno i giudici del Tribunale amministrativo federale, che hanno respinto il ricorso del cittadino spagnolo contro la mancata concessione dell’asilo politico in Svizzera e hanno posto a suo carico le spese giudiziarie. “L’insorgente – si legge nella sentenza pubblicata oggi - si è limitato ad addurre congetture di natura puramente soggettiva, le quali, in assenza di elementi concreti che permettano di constatare l’esistenza di una situazione di persecuzione ingenerata da un motivo rilevante in materia d’asilo, non giustificano il riconoscimento dello statuto di rifugiato”.
Tuttavia, ricordano i giudici, l’uomo ha la facoltà di chiedere un permesso di soggiorno in Svizzera in qualità di cittadino UE.