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Se le violenze e le uccisioni non cesseranno in Libia, un'azione militare non è da escludere, anche se rimane remota. Lo ha indicato la segretaria di Stato americana Hillary Clinton in un'intervista alla BBC, di cui il Dipartimento di Stato ha diffuso ieri sera il testo.
"Sappiamo che questa violenza deve cessare. E se possiamo avviare un'azione che possa accelerarne la fine, dobbiamo prenderla in considerazione", ha detto la Clinton.
La segretaria di Stato rispondeva a Ginevra ad una domanda di Kim Ghattas della BBC, che le chiedeva "a quale livello la forza militare diventa necessaria?". Con la dovuta prudenza, la Clinton inizia a rispondere così: "è una decisione molto difficile da prendere per diverse ragioni. Innanzitutto, nessuno dei paesi con i quali mi sono consultata oggi ha messo (questa opzione) in cima alla lista perché è piena di incertezze. E in un paese come la Libia, dove non abbiamo informazioni sufficienti per sapere con precisione quello che sta succedendo sul terreno, potrebbe essere particolarmente difficile".
Intanto la "Voce della Libia libera", una radio che trasmette da Bengasi, ieri sera ha lanciato un appello per una manifestazione popolare "da un milione di persone" da tenere oggi nella città simbolo della ribellione contro il regime di Gheddafi. La trasmissione è stata captata dal "monitoring service" della BBC, che ne ha diffuso alcuni estratti nella sezione "blog" del suo sito.
SDA-ATS