Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/211138

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel contesto della crisi del coronavirus, ma non solo, il Consiglio federale (CF) è invitato a rispondere alle seguenti domande fondamentali sul tema della gestione dei rischi: </p><p>1. Il CF ritiene che il gruppo di lavoro parlamentare "Reporting sui rischi" sia uno strumento di condotta adeguato per gestire concretamente i rischi? </p><p>2. Come si spiega che oggi, durante la crisi del coronavirus, ci sia un'insufficienza di mascherine di protezione, disinfettanti e materiale medico? </p><p>3. In questo contesto, sono stati effettuati dei controlli per monitorare l'attuazione del mandato conferito agli ospedali su base federalista? </p><p>4. Il CF ha valutato quali imprese di produzione rilevanti per il sistema della sanità devono rimanere imperativamente in Svizzera, almeno in parte, per garantire un'adeguata gestione dei rischi? </p><p>5.Il CF è consapevole del fatto che l'approccio "monotematico" orientato esclusivamente al coronavirus di "salvare e proteggere vite a tutti i costi" potrebbe essere insufficiente?</p><p>6. In quale misura il CF ha considerato le ampie ripercussioni sociali, sanitarie ed economiche? </p><p>7. Il CF ha affrontato in modo esauriente e sistematico la questione di quanti anni di vita ha salvato a breve termine grazie alle sue misure e di quanti anni di vita saranno persi a breve, medio e lungo termine come conseguenza diretta o indiretta del lockdown? </p><p>8.Il CF ha analizzato a fondo quali imprese del settore privato e del servizio pubblico nonché quali compiti dello Stato devono essere considerati di "rilevanza sistemica" e come devono essere tutelati?  </p><p>9. Nella sua ultima presa di posizione, il CF si è espresso molto vagamente sulla sua strategia di uscita dalla crisi. Significa che il CF ha imposto il confinamento senza comprendere il possibile impatto di questa strategia e dunque senza un'equilibrata valutazione costi-benefici? </p><p>10. Come si assicura efficacemente che la task force sia composta in modo equo da scienziati di diverse discipline e scuole di pensiero (economisti, esperti di finanza, biologi, medici, statistici, ecc.)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Occorre distinguere la gestione dei rischi dalla gestione delle crisi. Se la gestione dei rischi prepara in vista di una crisi, per esempio mettendo a punto un piano pandemico, la gestione delle crisi serve a gestire sul breve termine una situazione straordinaria improvvisa. Le Commissioni della gestione hanno deciso nell'ambito delle proprie competenze che la vigilanza parlamentare sullo strumento di lungo termine rappresentato dalla gestione dei rischi della Confederazione sarà garantita da un gruppo di lavoro.</p><p>2. All'inizio della crisi la Confederazione disponeva di una riserva di 13 milioni di mascherine igieniche e contratti per la costituzione di scorte obbligatorie per oltre 168 400 mascherine di protezione FFP, che sono state distribuite immediatamente ai Cantoni. Dall'inizio della crisi, la Confederazione si è procurata a ritmo continuo nuovo materiale con cui rifornire il settore sanitario. Un magazzino centrale con oltre cento milioni di mascherine per la popolazione non sarebbe gestibile e le mascherine andrebbero regolarmente distrutte e sostituite. Le difficoltà di approvvigionamento del disinfettante era dovuta al massiccio aumento della domanda. Scorte di altro materiale medico non erano previste. Il Consiglio federale intende riesaminare il piano pandemico e la gestione delle scorte alla luce degli insegnamenti tratti dalla crisi del coronavirus. Nell'ottica di una pandemia analizzerà anche se, oltre alla costituzione di scorte obbligatorie, siano necessarie anche altre misure in materia di approvvigionamento.</p><p>3. Le prescrizioni dettagliate in materia di scorte sono state elaborate dalla Confederazione, in stretta collaborazione con i fornitori di prestazioni, e formulate di comune accordo come raccomandazioni nel piano pandemico nazionale del 2018. Il piano pandemico nazionale costituisce le basi della preparazione cantonale nell'ottica di una pandemia. L'attuazione delle raccomandazioni sottostà alla responsabilità individuale di ogni istituzione; un controllo da parte della Confederazione non era previsto.</p><p>4. La sicurezza dell'approvvigionamento deve essere ottimizzata in prima linea attraverso la verifica della costituzione di scorte, la garanzia della consegna della merce mediante contratti a livello statale e la cooperazione internazionale (coordinamento della capacità di produzione, divieto di restrizioni all'esportazione ecc.). Occorre tenere conto degli insegnamenti tratti dalla crisi del COVID-19. Per quanto concerne i medicamenti e i vaccini, nel parere alla mozione 20.3166 il Consiglio federale ha annunciato che presenterà un rapporto. Una diversificazione geografica della catena di distribuzione tiene conto anche degli interessi degli operatori economici.</p><p>5.-7. All'inizio della crisi, sulla base delle conoscenze disponibili in quel momento, la strategia perseguita dal Consiglio federale consisteva nel tentare di mantenere la curva epidemiologica il più piatta possibile. Il tempo così guadagnato doveva servire a conoscere meglio le modalità di contagio e il meccanismo di propagazione del virus, oltre che a effettuare i test. Inoltre, tra la popolazione dovevano consolidarsi norme comportamentali come lavarsi accuratamente le mani e mantenere la giusta distanza interpersonale. Il fine ultimo era evitare un sovraccarico degli ospedali. In quel momento non era infatti possibile stimare la durata e l'intensità della crisi. Si era alla costante ricerca di un equilibrio tra la necessità di tutelare la salute pubblica, da un lato, e l'impatto che ogni misura volta a contenere il virus avrebbe avuto sulla società e sull'economia, dall'altro. Allo stato attuale è ancora troppo presto per stilare un bilancio finale degli anni di vita "salvati" o "persi" con le misure ordinate o non ordinate.</p><p>8. Il Consiglio federale si occupa regolarmente di temi associati alla rilevanza sistemica, come ha fatto, ad esempio, nel rapporto "Investimenti transfrontalieri e controlli degli investimenti". Oggi il concetto di "rilevanza sistemica" è applicato solo nel settore finanziario alle imprese dotate di una regolamentazione specifica. In un'ottica più ampia di infrastrutture critiche, saranno attuate nell'ambito della "Strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche 2018-2022" 17 misure per il mantenimento e il miglioramento della sicurezza dell'approvvigionamento.</p><p>9. Il Consiglio federale ha già potuto allentare numerose misure di protezione contro il coronavirus grazie a una rallentata diffusione del virus in Svizzera e all'attuazione coerente delle misure di contenimento da parte della popolazione. La progressione delle fasi di allentamento si fonda su un'analisi del rischio (incidenza su particolari categorie di persone a rischio, effetti sul numero di contatti interpersonali e sui flussi di persone, aspetti socio-economici).</p><p>10. La "Swiss National COVID-19 Science Task Force" è composta attualmente da dieci gruppi di esperti provenienti da discipline e con preparazioni scientifiche diverse. Oltre alle discipline medico-scientifiche, i gruppi sono rappresentati anche da esperti di etica, sociologia ed economia. A seconda delle questioni trattate possono essere coinvolti anche altri specialisti. Il gruppo di esperti della "Science Task Force" non è quindi un pool di esperti permanente.</p>  Risposta del Consiglio federale.