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BERNA - Il presidente del Consiglio degli Stati, Hansheiri Inderkum (PPD/UR), ritiene che l'unica chance per il suo partito e il PLR, confrontati a un calo di consensi, sia la fusione. Il paese ha bisogno di un centro forte, altrimenti si frantuma in interessi parziali.
Gli altri partiti, in particolare Verdi, Verdi liberali e UDC, non si occupano di tutti i temi, ha dichiarato Inderkum in un'intervista alla "Zentralschweiz am Sonntag". I primi si concentrano sull'ecologia, i democentristi sugli stranieri e l'Europa.
Sarebbe un errore se anche il PPD e il PLR si impegnassero su un solo tema: come generalisti devono approfondire la loro collaborazione, poiché sono i partiti di centro quelli che elaborano le soluzioni, ha affermato il 64enne. Una fusione assicurerebbe il centro.
Con fusione Inderkum non intende il rilevamento di un partito da parte dell'altro, ma la creazione di una nuova forza politica con un nuovo nome, ha spiegato. In cantoni come Soletta, Lucerna o San Gallo, dove sussiste ancora lo "scontro delle culture", l'idea susciterà poco entusiasmo. Tuttavia i due partiti devono riflettere su questa opzione, perché un giorno potrebbe essere troppo tardi. Inderkum non è contrario all'idea di una semplice collaborazione al centro: a breve termine ciò rappresenta una possibilità, tuttavia alla fine è necessaria un'unione.
Attualmente democristiani e liberali-radicali non sono molto unanimi, ammette il 64enne, secondo cui vi è l'impressione che i due partiti siano ai ferri corti. I litigi non vanno però sopravvalutati, in quanto non aiutano né il PPD né il PLR.
Il presidente del Consiglio degli Stati, che non si ripresenta alle elezioni di ottobre, lascia peraltro aperta la porta a una collaborazione del Partito borghese democratico (PBD) e dei Verdi liberali con il nuovo partito che nascerebbe dalla fusione.
Ats
Foto Keystone Urs Flueeler