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La CET-N, dopo aver discusso nella sua precedente seduta con i rappresentanti del comitato promotore dell‘iniziativa popolare «Moneta intera» (cfr. comunicato stampa del 25 ottobre 2017), ha ora sentito in merito anche il presidente della Direzione generale della Banca nazionale svizzera (BNS), Thomas Jordan. La maggioranza della Commissione ritiene che il fatto di riservare alla sola BNS il diritto di emissione di moneta non permetterebbe di raggiungere l’obiettivo perseguito dall’iniziativa. Al contrario, questa misura provocherebbe un indebolimento della stabilità dei mercati finanziari, poiché da un lato le banche commerciali opterebbero su varianti più rischiose per la concessione di crediti (p. es. crediti in valute estere), mentre d’altro lato la BNS dovrebbe assumere un ruolo considerevole quale creditrice in franchi svizzeri, con tutti i rischi che ciò comporterebbe. La Commissione, come la sua omologa del Consiglio degli Stati, osserva inoltre che l’iniziativa non avrebbe permesso di evitare le crisi dei mercati finanziari (cfr. comunicato stampa della CET-S del 1 settembre 2017).
Una minoranza è favorevole a un controprogetto diretto, che prevede che la quota di capitale proprio non ponderata delle banche di rilevanza sistemica ammonti almeno al 10 per cento del totale di bilancio. A suo avviso, questa misura permetterebbe di migliorare sensibilmente la stabilità dei mercati finanziari. La maggioranza della Commissione sottolinea da parte sua che la legislazione «too big to fail» è già una delle più restrittive nel confronto internazionale. L’oggetto verrà trattato durante la sessione invernale 2017.
2. Nessun sostegno all’iniziativa popolare «Per la sovranità alimentare»
L’iniziativa popolare «Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti» (17.023) chiede di orientare la politica agricola verso un’agricoltura contadina responsabile dell’approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo attraverso l’inserimento nella Costituzione federale di numerosi nuovi provvedimenti. Vari membri della Commissione sono coscienti dell’importanza di alcune delle istanze formulate nell’iniziativa, quali il rafforzamento della produzione locale, un’attenzione per la protezione delle superfici coltivabili e la promozione di un'agricoltura esente da ingegneria genetica. La Commissione ritiene invece che l’iniziativa si spinga troppo oltre in altri punti, come quelli riguardanti una gestione statale dei prezzi e dei quantitativi e le prospettate limitazioni all’importazione. Contro l’iniziativa è stato proposto un controprogetto diretto, che rinuncia a questi elementi assai restrittivi e pone l’accento sull’adozione di provvedimenti intesi a rafforzare la produzione locale. La maggioranza della Commissione ritiene che l‘articolo 104 (Agricoltura) e il nuovo articolo 104a (Sicurezza alimentare) della Costituzione federale costituiscano una buona base per la politica agricola. Tale base offre al Parlamento uno spazio di manovra sufficiente per partecipare alla realizzazione di questa politica e di prevedere, se necessario, l’adozione sul piano legale di ulteriori provvedimenti. Con 13 voti contro 4 e 5 astensioni, la Commissione ha pertanto deciso di non entrare in materia sul controprogetto e con 7 voti contro 0 propone di raccomandare la reiezione dell’iniziativa popolare. 12 membri della Commissione hanno invece deciso di astenersi, esternando in tal modo la loro delusione per l'Analisi globale dell'evoluzione a medio termine della politica agricola, presentata dal Consiglio federale il 1° novembre 2017.
3. Le convenzioni di doppia imposizione devono continuare a sottostare a referendum facoltativo
La Commissione propone, con 19 voti contro 0 e 6 astensioni, di approvare il decreto concernente la modifica della Convenzione con la Lettonia per evitare le doppie imposizioni (17.045), che introduce in particolare lo scambio di informazioni su domanda conformemente al modello di Convenzione dell’OCSE. La Commissione propone invece all’unanimità di stralciare dal decreto l’articolo proposto dal Consiglio federale, che prevede che le prossime convenzioni di doppia imposizione che disciplinano in modo analogo gli stessi ambiti della Convenzione con la Lettonia non siano più sottoposte a referendum facoltativo. La Commissione ritiene che vada mantenuta la prassi attuale, la quale corrisponde, a suo avviso, a quanto prevede l’articolo 141 capoverso 1 lettera d numero 3 della Costituzione federale. Essa rammenta che il Parlamento aveva già respinto una proposta analoga che era stata avanzata dal Governo nel quadro del messaggio concernente l'Accordo di libero scambio con la Georgia (17.025).
4. Protezione giuridica individuale in materia di scambio automatico di informazioni relative ai conti finanziari
Nell’ambito dell’esame dell’oggetto 17.040 («Introduzione dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con 41 Stati partner dal 2018/2019»), la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha depositato una mozione (17.3973) con la quale chiede al Consiglio federale di rafforzare la protezione giuridica individuale delle persone che potrebbero essere perseguite in taluni Paesi a causa dell’introduzione dello scambio automatico di informazioni (si veda il comunicato stampa del 3 novembre 2017). La CET-S ha invitato la Commissione a depositare una mozione identica, in modo che i due interventi possano venire trattati durante la sessione invernale conformemente all’articolo 121 capoverso 5 lettera b della legge sul Parlamento.
Con 15 voti contro 10, la Commissione ha respinto la proposta della CET-S di depositare una mozione identica. Secondo la maggioranza, le basi legali previste nell’articolo 19 capoverso 2 della legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali e nell’articolo 25a della legge federale sulla procedura amministrativa forniscono sufficienti garanzie a una persona per la quale la trasmissione dei dati comporta uno svantaggio non sostenibile dovuto all’assenza di garanzie dello Stato di diritto. Stando alle spiegazioni fornite dal capo del Dipartimento, in casi individuali di questo genere le autorità svizzere non trasmetteranno alcun dato, indipendentemente dal fatto che la Svizzera abbia introdotto lo scambio automatico di informazioni con il Paese interessato e che abbia riconosciuto che, in linea generale, tale Stato offre garanzie sufficienti in materia di Stato di diritto.
5. La FINMA deve concentrarsi sul suo compito principale
L’iniziativa parlamentare Heer (16.466) chiede che la FINMA venga integrata direttamente nell’Amministrazione federale. In tal modo la FINMA non godrebbe più di quell’autonomia che, secondo l’autore dell’iniziativa, la porta spesso a prendere decisioni di natura politica.
La Commissione è concorde nel ritenere che la legislazione è di competenza del Parlamento, mentre alla FINMA è assegnato l’incarico di vigilare sui mercati finanziari. Una maggioranza ritiene che questo incarico possa essere svolto al meglio da un istituto di diritto pubblico con personalità giuridica propria. Per questa ragione la Commissione ha deciso, con 16 voti contro 9, di non dare seguito all’iniziativa. Una minoranza ritiene che l’integrazione della FINMA nell’Amministrazione federale sia una misura ragionevole, in quanto ciò consentirebbe al Consiglio federale di influire attivamente sulle disposizioni esecutive.
Con 18 voti contro 7, la Commissione ha deciso d’altro canto di depositare una mozione (17.3976) che chiede una modifica del diritto vigente, in modo che venga precisato che la regolamentazione nel settore dei mercati finanziari spetti esclusivamente al Parlamento e al Consiglio federale. La Commissione ritiene che la FINMA debba concentrarsi sul suo compito principale, ossia l’attività di vigilanza (controllo), esercitata segnatamente tramite lo strumento delle circolari. Una minoranza reputa che l’attuazione di questa mozione limiterebbe in maniera eccessiva l’attività della FINMA, indebolendo in tal modo la vigilanza sui mercati finanziari.
6. Elevato livello dei prezzi in Svizzera: c’è disaccordo sulle misure da adottare
La Commissione ha trattato vari interventi riguardanti la questione dell’elevato livello dei prezzi in Svizzera. Facendo riferimento ai lavori svolti dalla CET-S sull’iniziativa parlamentare Altherr (14.449), che si prefigge di contrastare quella che è ritenuta l’ingiustificata applicazione dei cosiddetti supplementi Svizzera all’importazione di prodotti esteri, la CET-N propone, con 14 voti contro 5 e 4 astensioni, di non dare seguito all’iniziativa depositata dal Cantone di Sciaffusa (16.301). Nel contesto dell‘iniziativa parlamentare Altherr, il Consiglio degli Stati ha accolto due mozioni commissionali della CET-S (17.3623 e 17.3624) che mirano a una riduzione degli ostacoli tecnici al commercio. Con 14 voti contro 4 e 5 astensioni, la CET-N ha deciso di respingere la mozione 17.3623 («Non scostarsi dal principio Cassis de Dijon per quanto riguarda l'aspetto visivo delle dichiarazioni dei prodotti»). Nel farlo si è allineata al parere del Consiglio federale, per il quale la prassi attuale soddisfa già la richiesta formulata dalla mozione. Con 12 voti contro 10 e 3 astensioni, la CET-N propone di respingere anche la mozione 17.3624 («Riconoscimento dei test di prodotto effettuati nell’UE»). La maggioranza nutre riserve di fondo in merito al principio del «Cassis de Dijon» o è contraria a un allentamento degli obblighi di omologazione. Una minoranza ritiene che la mozione 17.3624 offra l’opportunità di intraprendere qualcosa di concreto contro l’elevato livello dei prezzi in Svizzera. Le mozioni saranno trattate in Consiglio nazionale durante la sessione invernale, l’iniziativa cantonale soltanto in occasione della sessione primaverile 2018.
7. La legge sui cartelli deve essere più favorevole alle PMI
La CET-N propone che vengano accolti i punti 1 e 4 della mozione Fournier denominata «Migliorare la situazione delle PMI nei procedimenti in materia di concorrenza» (16.4094), dato che le PMI si trovano spesso oberate a causa dell’attuale regolamentazione. Da un lato si chiede che vengano semplificati e sveltiti i procedimenti giudiziari in questa materia (15 voti contro 7 e 1 astensione), dall’altro che le parti coinvolte in procedure amministrative vengano indennizzate per i costi sostenuti (16 voti contro 6 e 1 astensione). I punti 2 e 3 della mozione sono invece stati respinti dalla maggioranza della Commissione. Anche questa mozione verrà trattata in Consiglio nazionale durante la prossima sessione invernale.
8. Nessun adeguamento nell’imposizione fiscale delle famiglie
Senza opposizioni, la CET-N propone alla sua Camera di non dare seguito all’iniziativa depositata dal Cantone di Neuchâtel (15.317) che chiede che l’imposizione degli assegni alimentari venga adeguata all’evoluzione dei modelli familiari. La decisione è in linea con le posizioni della CET-S e del Consiglio degli Stati. La Commissione motiva la sua opposizione spiegando che il malcontento che regna in parte riguardo all’imposizione degli assegni alimentari si basa, a suo avviso, su un sentimento soggettivo di ingiustizia e non è giuridicamente fondato. Essa ritiene d’altronde che il sistema attuale abbia già dimostrato la sua validità pratica.
9. Revisione totale LAPub
Per ragioni di tempo, la Commissione riferirà in merito alla prosecuzione della deliberazione di dettaglio sulla revisione totale della legge federale sugli acquisti pubblici (17.019) in un comunicato stampa che sarà pubblicato soltanto nel pomeriggio del 15 novembre 2017 (verso le 16.30).
Presieduta dalla consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer (PS, BL), la Commissione si è riunita a Berna il 13 e 14 novembre 2017. A parte della seduta erano presenti anche i consiglieri federali Johann Schneider-Ammann e Ueli Maurer.