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La maggioranza di governo francese è nella bufera dopo un voto contrario dei deputati a una proposta di legge centrista che voleva estendere i giorni di congedo a cui si ha diritto nel caso della morte di un figlio.
Nel mirino è soprattutto finita la ministra del lavoro, Muriel Penicaud, difesa oggi a spada tratta dal premier Edouard Philippe.
Tutto è nato dalla bocciatura, la settimana scorsa in Assemblea nazionale, della proposta che avrebbe portato da cinque a dodici giorni del congedo per lutto in caso di morte di un figlio: "probabilmente è stata anche colpa nostra, non siamo riusciti a spiegare collettivamente la nostra posizione, né ad adattarla. Le critiche ci hanno fatto molto male", ha ammesso Philippe, alle prese anche con la rabbia di molti esponenti della maggioranza che hanno avuto la sensazione di essere stati "inviati al fronte e poi abbandonati".
Molti deputati hanno rimproverato al premier l'imbarazzo in cui si sono trovati nel farsi trattare da "disumani" o da "portaborse". Un esponente della sinistra radicale de La France Insoumise, Adrien Quatennens, ha accusato i deputati della maggioranza di avere "un modulo Excel al posto del cervello e una calcolatrice al posto del cuore".
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