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La Svizzera perde posti nella classifica di impegno per la tutela del clima. Ora figura al 14° rango nell'ultimo rapporto annuale stilato da Climate Action Network e presentato alla Conferenza mondiale sul clima di Parigi.
La graduatoria stilata dall’organizzazione Climate Action NetworkLink esterno, che riunisce 950 associazioni non governative, tiene conto delle emissioni di CO2 per abitante e la politica climatica di 58 paesi.
Le prime tre posizioni non sono state attribuite poiché nessuno dei paesi ha raggiunto la necessaria performance per contrastare in maniera efficace i cambiamenti climatici in corso e contribuire a mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia critica dei 2 C°. In testa, al quarto posto, si conferma ancora una volta la Danimarca, seguita da Regno Unito, Svezia, Belgio, Francia e Cipro.
La Svizzera, quattordicesima, non prende misure sufficienti a favore del clima al suo interno, ma anche a livello internazionale, secondo lo studio. Mentre altri paesi progrediscono nel campo delle energie rinnovabili, la Confederazione marcia sul posto e ne consegue l’arretramento su piano planetario.
La discesa in classifica della Confederazione non è da collegare a cattivi dati ambientali, quanto piuttosto al fatto che altri paesi hanno avuto maggior successo nell'ambito delle energie rinnovabili e allo scarso contributo elvetico al finanziamento della politica climatica internazionale, spiega l'esperto climatico del WWF Patrick Hofstetter.
Per il periodo 2015-2017, il governo svizzero ha previsto di investire 100 milioni di dollari nel Fondo verde per il climaLink esterno, uno strumento destinato alla protezione dell'ambiente nei paesi in via di sviluppo che dovrebbe essere costituito da 100 miliardi di dollari. Il contributo tecnico e finanziario stabilito da Berna non corrisponde alle capacità della Svizzera, paese economicamente forte, e dovrebbe piuttosto ammontare ad un miliardo, sostiene Patrick Hofstetter.
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG dell'8.12.15)