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Può capitare (e ad alcuni accade spesso) di continuare a svolgere le proprie mansioni oltre l’orario lavorativo. I motivi possono essere svariati: una pratica da consegnare al più presto, scadenze e timeline, momento di concentrazione e creatività, eccetera.
Le ore extra possono essere imposte dal dipendente stesso oppure dal datore di lavoro, a dipendenza del motivo per cui è necessario svolgerle. Tuttavia, è bene ricordare che, stando a quanto riporta il sito della Confederazione Svizzera, il lavoro straordinario è motivato solo se realmente necessario, ovvero se risponde a un’urgenza o a un accumulo straordinario di lavoro; se serve per completare un inventario, chiudere i conti o procedere a una liquidazione; se serve per prevenire o correggere un cattivo funzionamento aziendale; se non eccede di due ore al giorno straordinarie; se durante l’anno non supera le 170 ore.
Il lavoro straordinario dovrebbe essere compensato con un supplemento salariale di almeno il 25%, secondo l’articolo 13 della legge sul lavoro (per il personale d’ufficio, il supplemento salariale non è dovuto per le prime 60 ore di lavoro straordinario). Eventualmente, è possibile anche convenire un congedo della stessa durata entro 14 settimane o entro un periodo di tempo stabilito con il datore di lavoro (al massimo 12 mesi).
Oltre al lavoro straordinario, regolato appunto sulla legge del lavoro, esistono anche le ore supplementari e si applicano quando un dipendente supera la durata del lavoro stabilita contrattualmente. In questo caso, le ore supplementari sono giustificate solo in caso di necessità: esse cioè devono essere necessarie (es. volume di lavoro notevole o urgente). Qualora la condizione di necessità non sussista, le ore supplementari non sono giustificate. Le ore supplementari non devono gravare né sollecitare eccessivamente le capacità fisiche e psichiche del lavoratore e devono poter essere pretese dal lavoratore in buona fede (condizione di esigibilità).
Anche in questo caso, il lavoratore deve essere retribuito se le ore supplementari sono ordinate dal datore di lavoro o se sono necessarie. Non sono retribuite, invece, se la retribuzione è esclusa mediante un accordo scritto tra le parti o da un eventuale CCL o CNL applicabile.
Tuttavia, è giusto chiedersi – sia come datore di lavoro, sia come dipendente – se è realmente indispensabile lavorare oltre le ore previste dal contratto/dalla legge sul lavoro. Un dipendente che lavora spesso oltre il tempo può anche essere sintomo di una dipendenza da lavoro. D’altro canto, il datore di lavoro deve anche considerare, qualora ce ne fosse la necessità, la mole di lavoro: è giusto che un dipendente debba sempre uscire dall’ufficio più tardi per riuscire a finire tutto? Il carico di lavoro è veramente adeguato alle sue responsabilità oppure è eccessivo?
Sicuramente una situazione in cui un lavoratore che macina ore ed ore supplementari è un campanello d’allarme ed è bene che entrambe le parti coinvolte si interroghino sulla reale necessità e sul motivo per cui è inderogabile la presenza oltre l’orario lavorativo regolato o concordato.
È bene ricordare che ore supplementari e lavoro straordinario devono essere giustificati e devono rappresentare solo casi eccezionali e non devono essere la regola, altrimenti potrebbero essere anche sintomo di disorganizzazione (del dipendente e/o dell’azienda).