Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/257575

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali affinché sia introdotto un obbligo di dichiarazione per le applicazioni dell'intelligenza artificiale e dei sistemi decisionali automatizzati. Questo obbligo di dichiarazione dovrebbe valere per le applicazioni sia nel settore pubblico che in quello privato. Ciò garantisce standard uniformi e crea fiducia sia per i cittadini che per le imprese che utilizzano le tecnologie IA.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione della trasparenza nell'uso dei sistemi di IA è attualmente discussa sia nel contesto dei lavori dell'UE sull'AI Act, sia nei negoziati per un accordo vincolante sull'IA in seno al Consiglio d'Europa, presieduti dalla Svizzera. La trasparenza e la tracciabilità sono componenti importanti di entrambe le normative che si basano su un principio del rischio, che prevede requisiti normativi diversi in funzione dei rischi delle varie applicazioni. A seconda del contesto, si applica un approccio normativo graduale e differenziato. Attualmente l'UE non prevede l'obbligo di dichiarazione per le applicazioni per le quali sono previsti solo rischi minimi. Le modalità esatte secondo cui il Consiglio d'Europa formulerà tale approccio graduale sono attualmente ancora oggetto di negoziati. Tuttavia, si può ipotizzare che verrà concordato un obbligo di dichiarazione per le applicazioni che superano un certo livello di rischio (ma non per tutte le applicazioni di IA).&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Per la Svizzera, vale la pena sottolineare che la nuova legge sulla protezione dei dati (nLPD), che entrerà in vigore il 1° settembre 2023, prevede già l'obbligo di informare in caso una decisione si basi esclusivamente sul trattamento di dati personali automatizzato (art. 21 nLPD). La disposizione riguarda le decisioni che hanno un certo grado di complessità ed effetti giuridici o conseguenze significative sulla persona interessata. Si applica sia nel settore pubblico che in quello privato. L'art. 25 capoverso. 2 lettera f nLPD obbliga inoltre il responsabile del trattamento dati a comunicare alla persona interessata, nell'ambito del diritto di accesso, la logica su cui si fonda la decisione individuale automatica. Devono essere specificate anche la quantità e la natura dei dati utilizzati, nonché la rispettiva ponderazione. Queste informazioni consentono alla persona interessata di comprendere la decisione ed eventualmente di contestarla.</p><p>&nbsp;</p><p>Nella sua risposta al postulato Dobler (<a href="https://www.parlament.ch/de/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20233201"><span style="color:windowtext;">23.3201</span></a>), il Consiglio federale ha già annunciato che entro la fine del 2024 elaborerà uno schema politico con possibili opzioni per misure normative settoriali e, se necessario, trasversali nel campo dell'IA. Le analisi verranno effettuate in seno a organi esistenti (in particolare la Piattaforma tripartita e il suo comitato amministrativo, il gruppo di coordinamento interdipartimentale per la politica digitale dell’UE, il monitoraggio delle linee guida della Confederazione sull’IA, e la CNAI), con il coinvolgimento di tutti gli enti federali interessati. Affronteranno anche la questione della misura in cui in Svizzera sia appropriato un regolamento relativo all'obbligo di dichiarazione dei sistemi di IA che vada oltre le regolamentazioni già previste dalla nLPD.</p>