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Per evitare seccature al confine...
Myriam Holzner, UFV
Dal mese di giugno dello scorso anno, è vietato importare cani con le orecchie o la coda recisi. Tuttavia, persone domiciliate in Svizzera continuano a presentarsi al confine accompagnate da cani con queste caratteristiche. Si tratta di animali acquistati all'estero, in un Paese limitrofo, allo scopo di aggirare il divieto in vigore in Svizzera, e che inevitabilmente vengono bloccati al confine. Problemi nascono anche quando cani e gatti provenienti dall'estero, portati con sé da chi rientra dalle vacanze, non sono stati vaccinati contro la rabbia come invece è necessario, oppure non soddisfano altre condizioni d'importazione.
Per motivi legati alla protezione degli animali, in Svizzera il taglio di orecchie e coda è vietato già da anni. In effetti si tratta di interventi dolorosi per il cane, che li deve subire unicamente per ragioni di natura estetica. Inoltre, il taglio delle orecchie comporta il rischio di infezioni e di successive complicazioni (relative alla cicatrizzazione, ad esempio). Accorciando la coda fino a renderla una sorta di corto moncherino, si priva inoltre il cane di un organo importante per la comunicazione animale, nonché di una parte anatomica essenziale al mantenimento dell'equilibrio. Per queste ragioni, nel 1981 il divieto di tagliare le orecchie è stato fissato nella legislazione in materia di protezione degli animali; nel 1997 è stata la volta del divieto di recidere la coda.
Nel medesimo tempo, si trattava di impedire che cani con le orecchie recise venissero semplicemente acquistati all'estero, o che cani svizzeri fossero condotti all'estero allo scopo di sottoporli a questo tipo di intervento. Per questo motivo, è stata vietata l'importazione di cani con orecchie e/o coda recise [1], ad eccezione degli animali di età superiore a cinque mesi. Tale limite era stato fissato nell'ipotesi che le persone intenzionate ad acquistare un cane preferissero scegliere animali con meno di cinque mesi di età.
Con il tempo è però risultato evidente che gli acquirenti si limitavano semplicemente ad aspettare un po' più a lungo: una volta raggiunta l'età di cinque mesi, il giovane cane con le orecchie e/o la coda recise veniva importato in Svizzera. In altri termini, l'obiettivo di porre fine in Svizzera al malcostume di tagliare le orecchie e la coda dei cani, non era stato raggiunto.
I cani con orecchie e/o coda recise devono "provare la propria identità"
Ciò ha indotto l'anno scorso il Consiglio federale ad abolire il limite di età presente nell'ordinanza concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali (OITE) – infatti, dal 1° luglio 2002 vige il divieto di importare cani con orecchie e coda recise, indipendentemente dalla loro età [2]. Si consiglia perciò a chi si reca all'estero con l'intenzione di fare poi ritorno in Svizzera, di munirsi dei documenti necessari a provare alle autorità doganali che l'animale posseduto proviene dalla Svizzera e/o che, a suo tempo, è stato sottoposto ad un intervento di recisione oppure importato conformemente alle norme allora vigenti.
Nel caso in cui non venga fornita una prova in tal senso, il cane viene respinto al confine e rinviato nel paese di provenienza. I costi di tale operazione sono a carico del proprietario. Se quest'ultimo non è disposto ad assumersi i costi del provvedimento, si cerca di sistemare il cane in un Paese limitrofo (ad esempio: in un rifugio per animali). Nel caso in cui non venga trovata una soluzione, la decisione in merito all'ulteriore procedura spetta all'ufficio federale.
Cani e gatti come "ricordo delle vacanze": rischio di rabbia!
Non sono soltanto i cani con le orecchie e/o la coda recise a causare dei grattacapi alla dogana: anche cani e gatti raccolti o acquistati all'estero durante le vacanze e non vaccinati, possono essere all'origine di difficoltà. Infatti, gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia in modo conforme alle prescrizioni: vale a dire che la vaccinazione deve essere stata effettuata almeno 30 giorni prima e al massimo 12 mesi dopo il loro transito al confine (certificato veterinario); gli animali giovani non possono essere vaccinati prima di aver raggiunto l'età di 3 mesi. I cani di età compresa tra 3 e 5 mesi non possono essere importati senza autorizzazione. Nel caso in cui il cane o il gatto in questione provengano da un Paese dove la cosiddetta "rabbia urbana" è presente, le condizioni sono ancora più severe. Si parla di rabbia urbana quando i casi di questa malattia non si manifestano soltanto in animali selvatici ("rabbia selvatica"), bensì riguardano in gran parte anche animali domestici o, comunque, animali che possono entrare in contatto con l'uomo (per es.: cani, volpi che vivono in città, martore, tassi, orsi, procioni, ecc.). La malattia è presente soprattutto nei Paesi dell'Africa del Nord, in Asia, nell'Europa dell'Est e nell'America del Sud: un elenco dettagliato dei Paesi immuni da rabbia urbana può essere richiesto all'Ufficio federale di veterinaria (UFV).
Importazione da Paesi dove la rabbia urbana è presente:

[1] Nell’ordinanza concernente l’importazione, il transito e l’esportazione di animali e prodotti animali (OITE) – vedi riquadro.
[2] Non sottostanno a questo divieto i cani importati in Svizzera titolo di trasloco di masserizie, o i cani appartenenti a stranieri che vengono in Svizzera per un breve soggiorno (ad esempio: per delle vacanze).
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