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Gas naturale
Come il petrolio e il carbone, anche il gas naturale fa parte dei combustibili fossili che si sono formati nel sottosuolo. Al tempo dei dinosauri, la Terra era un luogo decisamente selvaggio: c'erano foreste ovunque, molti più animali di oggi e quasi quotidianamente eruzioni vulcaniche e terremoti contribuivano a disegnare i 5 continenti così come li conosciamo ora.
Man mano che morivano, le piante e gli animali venivano ricoperti da nuovi strati di terra e roccia. Sotto terra (in particolare sotto i fondali marini), le sostanze chimiche che componevano tali esseri viventi si disgregarono per il grande peso del materiali che li ricopriva trasformandosi in petrolio e gas (il legno si trasformò per lo più in carbone). Fu così che nacquero tutti i grandi giacimenti di combustibili fossili che ora sfruttiamo per produrre energia.
Tali combustibili si chiamano fossili, proprio perché derivano dalla fossilizzazione di vegetali e animali.
Per la ricerca di giacimenti di gas naturale e la valutazione della loro estensione si ricorre alla sismica.
Una volta individuata la presenza di un giacimento sfruttabile, vengono costruiti gli impianti di estrazione necessari e si procede alla trivellazione di numerosi pozzi. I singoli pozzi vengono collegati a un collettore principale con una rete di condotte.
Date le grandi pressioni del gas, intrappolato nel sottosuolo, è sufficiente, dopo la trivellazione, incanalarlo in condotte per il trasporto. La pressione iniziale viene addirittura ridotta per il trasporto e il gas naturale viene immesso nel gasdotto. Più complessa e dispendiosa risulta invece l'estrazione nei giacimenti al largo in mari e oceani. A seconda della profondità del mare e delle condizioni ambientali vengono utilizzate navi e piattaforme di trivellazione.
Date le grandi pressioni del gas, intrappolato nel sottosuolo, è sufficiente, dopo la trivellazione, incanalarlo in condotte per il trasporto. La pressione iniziale viene addirittura ridotta per il trasporto e il gas naturale viene immesso nel gasdotto. Più complessa e dispendiosa risulta invece l'estrazione nei giacimenti al largo in mari e oceani. A seconda della profondità del mare e delle condizioni ambientali vengono utilizzate navi e piattaforme di trivellazione.
Le distanze che separano i giacimenti di gas naturale dalle aree di consumo sono talvolta elevate, dell'ordine di migliaia di chilometri (185'000 km). Il trasporto avviene mediante i grandi gasdotti nazionali ed internazionali e le navi metaniere. Il trasporto del metano tramite gasdotti presenta una serie di vantaggi importanti: vengono evitati dannosi inquinamenti, creati dal traffico in superficie e il paesaggio delle località attraversate viene mantenuto intatto, essendo il metanodotto interrato lungo tutto il tracciato.
Il sistema di gasdotti interconnesso europeo, in continua espansione, si estende dal Mare del Nord e dal Baltico fino al Mediterraneo e dall'Atlantico fino all'Europa orientale e alla Siberia. Consente di sfruttare le riserve provenienti dalle diverse aree di estrazione, di diversificare le vie di trasporto e di operare scambi quantitativi a livello internazionale in caso di difficoltà di fornitura. I metanodotti sono formati da una rete di tubi saldati gli uni agli altri con tecnologie particolari al fine di evitare perdite nel trasporto e garantendo la sicurezza alle persone e per l’ambiente.
Per i grandi gasdotti di trasporto, ogni 100-200 chilometri vengono installate stazioni di compressione con lo scopo di ristabilire la pressione del gas lungo l'intero percorso.
I nostri fornitori, per i loro approvvigionamenti, fanno capo, a tre grandi gasdotti internazionali che convogliano il gas proveniente dall'Olanda, dalla Russia e dall'Algeria.
Il gas proveniente dall'Olanda percorre 862 chilometri prima di giungere al confine italiano, quello proveniente dalla Russia viene convogliato da un gasdotto lungo 774 chilometri, mentre quello algerino sfrutta un gasdotto lungo complessivamente 2'500 chilometri.
Siccome il consumo di gas naturale varia durante l'arco dell'anno ed i contratti contengono clausole di prezzo che favoriscono un prelievo costante, è necessario prevedere gli stoccaggi per modulare le forniture. Gli stoccaggi rappresentano una riserva; a questo scopo vengono normalmente riutilizzati giacimenti in via di esaurimento dove viene immesso il gas nei periodi di basso consumo per poi essere estratto quando la richiesta aumenta.
Il gas naturale puro è inodore e insapore. Prima che venga avviato alla rete di distribuzione cittadina, però, il gas naturale viene arricchito con sostanze che lo fanno puzzare un po'. Il motivo è la sicurezza di chi lo usa: se il gas naturale non avesse quel tipico odore che tutti sappiamo distinguere, non potremmo accorgerci, ad esempio, di un rubinetto lasciato aperto o di una fuga imprevista.
Queste sostanze odorizzanti sono ad esempio, il tetraidrotiofene (THT) che non danneggia tubazioni e bruciatori ed é ininfluente dal punto di vista della resa energetica. Periodicamente le AIL controllano che il gas naturale sia odorizzato in modo adeguato cosicché se ne possa facilmente avvertire la presenza.
Il gas è il vettore energetico per eccellenza per quanto riguarda la produzione di calore poiché oltre ad essere molto meno inquinante dell'olio da riscaldamento, garantisce al consumatore altri vantaggi interessanti, come per esempio:
- Rifornimento al punto d'applicazione tramite condotte, evitando i problemi dello stoccaggio (spazio per il serbatoio, acquisto del serbatoio, controllo periodico del serbatoio, fuoriuscite di olio…).
- Rifornimento assicurato in base ai fabbisogni individuali senza problemi di gestione del combustibile stoccato (sorveglianza del livello, rifornimento su comanda,…).
- Il consumatore paga a posteriori la quantità d'energia prelevato dalla rete.
- È sicuramente economicamente vantaggioso rispetto al prezzo dell'energia elettrica e tenendo conto di tutti gli aspetti sopra elencati paragonabile al prezzo dell'olio da riscaldamento, di cui inoltre non subisce le repentine variazioni.
- È indubbiamente più ecologico e con un minore impatto ambientale rispetto al gasolio.
Pile a combustibile
Le pile (o celle) a combustibile trasformano il gas naturale e l'ossigeno in elettricità e calore attraverso un processo elettrochimico silenzioso e praticamente privo di emissioni inquinanti.
Pompe di calore
In Svizzera sono da poco disponibili anche pompe di calore a gas naturale (con motore a gas o ad assorbimento) in grado di riscaldare e anche di raffreddare. Nelle pompe di calore con motore a gas, soltanto una parte dell'energia in entrata viene effettivamente immessa nel circuito; il resto è calore residuo del motore. Sia le pompe di calore con motore a gas, sia le pompe di calore ad assorbimento a gas erogano temperature di mandata di 70 – 75 °C e possono dunque essere utilizzate anche produrre acqua calda a 60 °C, ineccepibile sotto il profilo batteriologico.
Idrati di metano
Gli idrati di metano sono presenti in grandi quantità nei fondali marini a notevoli profondità. Nel 1996 si è riusciti per la prima volta a riportarne in superficie un blocco spumeggiante, bianco come la neve e simile al ghiaccio del peso di 50 chilogrammi. Se in futuro si riuscisse a estrarre e a utilizzare anche solo un'esigua percentuale di questi idrati di metano, ciò basterebbe per superare tutte le riserve di gas naturale attualmente disponibili.
Gas naturale liquefatto (GNL)
Il gas naturale liquefatto assume un'importanza sempre maggiore anche in Europa. Nelle aree di estrazione non collegate alla rete di gasdotti, il gas naturale viene raffreddato a una temperatura di –162 °C che ne riduce il volume di 600 volte. Il gas naturale così liquefatto può essere trasportato via mare con navi speciali (metaniere) e in seguito riportato allo stato gassoso. Nuove metaniere e nuovi impianti di liquefazione sono in fase di realizzazione.
Ulteriori dettagli presenti su: www.gas-naturale.ch
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