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Chiamati per la prima volta alle urne per elezioni comunali nei cantoni Vaud e Friburgo, gli stranieri non hanno modificato gli equilibri politici.
Solo pochi membri delle comunità straniere hanno preso parte allo scrutinio. E il loro voto è solo leggermente più a sinistra di quello degli svizzeri.
"Non conosco nessun studio su questo tema", risponde René Knüsel, interrogato da swissinfo su eventuali spostamenti degli assi politici nei cantoni che hanno introdotto il diritto di voto per gli stranieri.
"Finora si è soltanto constatato che generalmente votano un po' più a sinistra rispetto ai cittadini svizzeri", osserva il politologo dell'Università di Losanna.
Resta ancora da verificare in che misura la loro partecipazione al voto abbia contributo, questa fine settimana, al successo di socialisti ed ecologisti in diverse cittadine del canton Vaud. Oppure, una settimana fa, allo slittamento a sinistra dell'esecutivo della città di Friburgo.
Fattore integrazione
Secondo René Knüsel, di solito le preferenze degli stranieri assomigliano molto a quelle degli svizzeri. "Gli stranieri che votano sono piuttosto integrati e quindi conformi al resto della società svizzera".
Nel canton Vaud, hanno potuto partecipare soltanto gli stranieri che risiedono già da dieci anni in Svizzera e da almeno tre anni sul territorio cantonale.
A Friburgo, il diritto di voto è stato concesso soltanto a coloro che dispongono di un permesso fisso di residenza e che vivono da almeno 5 anni nel cantone bilingue.
"Con queste restrizioni si dimostra la volontà di accordare il diritto di voto agli stranieri veramente integrati. E, con il loro voto, costoro dimostrano di esserlo veramente", sottolinea René Knüsel.
Inizi piuttosto timidi
Rimane il fatto che il diritto di voto, spesso conquistato grazie ad iniziative popolari e battaglie epiche, fatica a sedurre coloro che ne hanno diritto.
Nel canton Friburgo, la partecipazione al voto degli stranieri è stata del 15%, mentre quella globale ha raggiunto il 31%. Nel canton Vaud, dove non si conoscono ancora le cifre definitive dell'ultimo scrutinio, si stima che tra il 20 e il 25% degli stranieri abbiano preso parte al voto.
René Knüsel ricorda però che anche le donne non si sono precipitate alle urne quando hanno ottenuto il diritto di voto a livello federale e cantonale. Lo stesso vale per i giovani, quando la maggiore età civile è stata abbassata da 20 a 18 anni.
Mentre i giovani stentano ancora oggi ad interessarsi alla vita politica, la quota delle donne che votano ha ormai raggiunto quella degli uomini.
Il buon esempio
Il politologo è quindi convinto che, col passare degli anni, anche gli stranieri si recheranno più numerosi nei locali di voto.
"Diventeranno sicuramente più coscienti di questa opportunità. Alcuni di loro daranno il buon esempio, entrando a far parte di partiti o consigli comunali", prevede René Knüsel.
Si è potuto notare in passato che una donna eletta attira altre rappresentanti femminili negli esecutivi comunali o cantonali.
"La loro presenza ha dimostrato che la politica non è riservata agli uomini tra i 50 e i 60 anni di età. Un aspetto positivo per la democrazia", aggiunge l'esperto.
swissinfo, Armando Mombelli
In breve
Dei 26 cantoni e semi-cantoni svizzeri, nove accordano dei diritti politici agli stranieri.
A Neuchâtel, il diritto di voto (ma non di eleggibilità) è stato introdotto dal 1850 a livello comunale. Nel 2000 gli stranieri hanno ottenuto anche il diritto di voto cantonale.
Nel Giura, il diritto di voto e di eleggibilità in ambito comunale e solo di voto sul piano cantonale sussistono dalla creazione del cantone nel 1978.
Nei cantoni Vaud e Friburgo, il diritto di voto e di eleggibilità per gli scrutini comunali sono stati introdotti rispettivamente nel 2002 e 2004.
Tra il 1995 e il 2005, i cantoni Grigioni, Soletta e i semicantoni Appenzello esterno e Basilea città hanno accordato ai loro comuni la competenza di introdurre il diritto di voto per gli stranieri. Solo una parte dei comuni ne hanno dato seguito.
Fatti e cifre
Il 16% della popolazione del canton Friburgo è di nazionalità straniera.
Nelle elezioni del 5 marzo scorso, il tasso di partecipazione è stato del 31% per gli svizzeri e del 16% per gli stranieri.
Nel canton Vaud, gli stranieri costituiscono il 27% della popolazione.
Si stima che nelle elezioni del 13 marzo il 20-25% degli stranieri aventi diritto hanno preso parte al voto.