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Il presidente yemenita Alì Abdallah Saleh, ha annunciato che si rimetterà al piano elaborato dai paesi del Golfo per una transizione pacifica, che prevede, tra l'altro, la sua uscita di scena.
Saleh, in convalescenza a Ryad dopo due mesi di ricovero in seguito ad una ferita durante un attacco contro il suo palazzo presidenziale a Sana'a, ha ricevuto ieri sera i membri del governo e del suo partito. Ed ha affermato che "bisogna continuare ad affrontare positivamente l'iniziativa del Consiglio di cooperazione del Golfo e trovare il meccanismo appropriato per la sua attuazione per assicurare un trasferimento dei poteri pacifico nel rispetto della costituzione".
Il presidente, fortemente contestato con manifestazioni di massa organizzate dalla popolazione per chiedere che lasci il potere, aveva fin'ora rifiutato di appoggiare il piano, nonostante le forti pressioni nazionali e internazionali.
Elaborato con l'appoggio degli Stati Uniti, il piano di transizione prevede la formazione da parte dell'opposizione di un governo di riconciliazione e le dimissioni, un mese più tardi, di Saleh, in cambio dell'immunità per lui e la sua famiglia, dopodiché le elezioni presidenziali entro 60 giorni.
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