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I cantoni potranno autorizzare l'apertura domenicale dei negozi per quattro giorni l'anno. Lo ha stabilito il parlamento accettando una modifica della legge federale sul lavoro.
Finora era necessario stabilire l'esistenza di un bisogno urgente per infrangere temporaneamente il principio secondo il quale la domenica va considerata un giorno festivo.
I cantoni saranno liberi di autorizzare l'apertura dei negozi per quattro domeniche all'anno. Dopo il Nazionale (camera bassa del parlamento), anche il Consiglio degli Stati ha accettato mercoledì di modificare la legge sul lavoro.
La revisione, che concretizza un'iniziativa del defunto consigliere nazionale liberale radicale Kurt Wasserfallen, è stata approvata con 23 voti a 9. Essa mira ad autorizzare il lavoro domenicale fino a quattro volte ogni anno senza che sia necessario stabilire l'esistenza di un bisogno urgente.
«In questi limiti i cantoni sono liberi di decidere quante vendite domenicali intendono autorizzare sul loro territorio», ha detto il senatore democentrista Hannes Germann. Non sarà invece modificata la regola del supplemento salariale (+50% per chi lavora la domenica) e del consenso del lavoratore.
«L'apertura domenicale corrisponde a un bisogno dei consumatori, in particolare durante le feste natalizie», ha commentato dal canto suo il popolare democratico Bruno Frick.
Sinistra scettica
Per la ministra dell'economia Doris Leuthard la soluzione scelta è «moderata e ragionevole». A suo parere, la sicurezza giuridica sarà migliorata. Inoltre, nessun cantone (così come nessun negozio) sarà obbligato ad accettare le vendite domenicali controvoglia.
La sinistra si è al contrario detta scettica: questa nuova liberalizzazione colpirà chi lavora nella vendita, una categoria mal retribuita e raramente protetta da contratti collettivi di lavoro, ha affermato il socialista Ernst Leuenberger.
La sua proposta di obbligare i cantoni ad elaborare una legge specifica che determini le condizioni per l'apertura domenicale dei negozi, con il rispetto di un contratto collettivo, è stata tuttavia bocciata dai colleghi in parlamento.
La soluzione adottata dal parlamento, ha reso noto il sindacato UNIA, è insostenibile e negativa per il personale attivo nella vendita.
Consumo in disaccordo con la famiglia
Prendendo atto della decisione odierna, la Conferenza svizzera dei vescovi (CVS) e la Federazione delle chiese evangeliche della Svizzera (FCES) hanno chiesto di non relativizzare ulteriormente la protezione del giorno festivo.
Le abitudini consumistiche non rispettano l'importanza della domenica per l'equilibrio tra lavoro e riposo, si legge in una nota congiunta. «Chi deve lavorare manca»: in famiglia, nella cerchia degli amici, in chiesa, nello sport. Ad essere interessate dalle aperture domenicali, hanno sottolineato, sono soprattutto le persone socialmente deboli con bassi redditi.
Respingendo ogni ulteriore liberalizzazione, CVS e FCES hanno invitato i cantoni ad applicare le aperture domenicali in maniera restrittiva.
Differenze cantonali
Al di fuori della Svizzera romanda, 19 cantoni già autorizzano le vendite domenicali, in generale durante il periodo dell'Avvento. Sette cantoni prevedono quattro domeniche all'anno, mentre gli altri si limitano a due. Tuttavia, la regolamentazione diverge notevolmente.
Nel novembre 2005 il popolo aveva accettato con una risicata maggioranza (50,6 %) l'apertura domenicale dei negozi nelle stazioni e negli aeroporti. Dopo tale risultato, nel dicembre dello stesso anno il parlamento aveva detto di no al progetto che mirava alla generalizzazione dell'apertura domenicale.
swissinfo e agenzie
In breve
I sindacati svizzeri considerano la domenica senza lavoro come una delle più importanti conquiste sociali della storia. Il lavoro domenicale nelle fabbriche è stato proibito nel 1877.
L'Unione sindacale svizzera ha sempre mantenuto una linea inflessibile su questo punto, considerando che una liberalizzazione, seppur parziale, aprirebbe la strada alla settimana di sette giorni lavorativi.
I sindacati non hanno ancora comunicato se lanceranno un referendum contro l'apertura dei negozi per quattro domeniche l'anno.