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La Svizzera firmerà la convenzione dell'OCSE sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale, che prevede uno scambio spontaneo di informazioni. Il Consiglio federale ha incaricato oggi la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf di preparare un progetto in tal senso che sarà posto in consultazione. Il governo ha peraltro elaborato una bozza di mandato per negoziare la revisione dell'Accordo sulla fiscalità del risparmio con l'UE.
La convenzione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico prevede numerose forme di collaborazione in ambito fiscale, tra cui lo scambio di informazioni su richiesta e lo scambio spontaneo di informazioni. È stata sinora sottoscritta da 56 Stati ed è già in vigore in 28 Paesi, ha sottolineato Widmer-Schlumpf in una conferenza stampa a Berna.
Lo scambio automatico non è obbligatorio e necessita di un accordo supplementare tra gli Stati contraenti. Firmando la convenzione, il Consiglio federale intende ribadire l'impegno della Svizzera nella lotta alla frode fiscale e la sottrazione d'imposta e tutelare la reputazione della piazza finanziaria elvetica a livello internazionale. Dal mese di marzo del 2009, la Confederazione si impegna già a rispettare lo standard dell'OCSE.
Effetto retroattivo
La convenzione sull'assistenza amministrativa rispetta le legislazioni nazionali e garantisce un trattamento confidenziale dei dati dei contribuenti scambiati. Contiene tuttavia due prescrizioni che la Svizzera ancora non applica.
Il testo prevede infatti che gli Stati si scambino informazioni spontaneamente quando i contribuenti hanno commesso intenzionalmente un reato fiscale. Inoltre, esso comporta un effetto retroattivo: i Paesi dovranno accordare l'assistenza amministrativa durante i tre anni che precedono la sua entrata in vigore.
La convenzione dovrà ora seguire la procedura ordinaria di approvazione: ovvero consultazione delle cerchie interessate, messaggio del Consiglio federale al Parlamento, approvazione da parte delle Camere ed eventuale referendum. In questo caso, il popolo avrà l'ultima parola.
Discussione soltanto se accesso a mercato europeo
Dal canto suo, il progetto di mandato di negoziazione con Bruxelles mira a rispondere alla volontà dell'Unione europea di adeguare l'accordo con Berna alla nuova direttiva sulla fiscalità del risparmio. Il Consiglio federale è disposto a discutere una revisione del trattato soltanto se si troverà una soluzione soddisfacente concernente l'accesso al mercato europeo per i fornitori di servizi finanziari svizzeri. La situazione attuale non deve essere peggiorata, ha rilevato la ministra delle finanze.
L'accordo bilaterale sulla fiscalità del risparmio, entrato in vigore il primo luglio 2005, aveva introdotto a beneficio dei paesi dell'UE una ritenuta alla fonte ("euroritenuta") sugli interessi prodotti dai fondi depositati in Svizzera dai loro cittadini. Inizialmente del 15%, essa era passata al 20% nel 2008 e aveva raggiunto il 1. luglio 2011 il 35%, tasso in vigore per l'imposta preventiva elvetica, destinata a scoraggiare l'evasione fiscale dei cittadini svizzeri.
Mandato confidenziale
Il progetto di mandato, elaborato dal Dipartimento federale delle finanze d'intesa con quello degli affari esteri, sarà sottoposto alle competenti commissioni parlamentari e ai cantoni. Widmer-Schlumpf auspica che il Consiglio federale adotti entro la fine dell'anno il mandato definitivo, che consentirà alla Svizzera di avviare i negoziati con l'UE.
Secondo la ministra delle finanze, il contenuto del mandato - che per il momento rimane confidenziale - non concerne lo scambio automatico di informazioni, ma unicamente la fiscalità del risparmio. Tuttavia 17 Stati membri dell'Ue hanno l'intenzione di sviluppare una norma internazionale uniforme che dovrebbe fondarsi sull'accordo FATCA. La Svizzera preferisce invece collaborare all'elaborazione di una norma internazionale nel quadro dell'OCSE. Dovrà esserci un solo standard, ha ribadito oggi Widmer-Schlumpf.
SDA-ATS