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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2016 Postfinance SA (PF) ha annunciato la transformazione dell'azienda da operatore finanziario classico a Digital Powerhouse. Entrata in vigore il 1° luglio scorso, solo di recente i dipendenti hanno ricevuto comunicazione in merito alla consultazione relativa alle quattro misure pianificate per il 2018: elaborazione automatizzata attraverso digitalizzazione e robotica, chiusura di superfici per uffici, outsourcing a Swiss Post Solutions SA (SPS) e ottimizzazione di rete di vendita clienti privati. È previsto un taglio di circa 45 unità di personale, modifiche dei regolamenti contrattuali per 250 collaboratori e il trasferimento del settore d'esercizio per 120 collaboratori. In particolare, l'unità che si occupa del traffico dei pagamenti legati ai giustificati cartacei per PF e altre banche verrà trasferita a SPS, li erogherà verosimilmente nelle sedi PF di Netstal/Zofingen e nelle sedi SPS di Kriens/Zurigo. I collaboratori di Bellinzona, si presume, saranno "costretti" a trasferirsi oltre Gottardo per continuare il proprio lavoro. Il Ticino, da anni, è severamente toccato da fattori esogeni che hanno minato alla radice la sua passata prosperità. Basti pensare agli scudi fiscali italiani e alla recente decisione di Roma di obbligare l'apertura di una succursale in Italia al fine di poter operare nel Paese, cosa che obbligherebbe i nostri consulenti a spostarsi all'estero. All'interno di questo quadro preoccupante, le misure preventivate da PF suonano come un nuovo piccolo ma significativo segno di disattenzione nei confronti del Cantone. Alla luce di quanto sopra e del fatto che la Confederazione stabilisce gli obiettivi strategici che la Posta è tenuta a osservare chiediamo:</p><p>1. Non ritiene che il Ticino abbia patito e stia ancor oggi patendo più di altre regioni della Svizzera una pressione sul settore bancario e finanziario, in particolare proveniente dall'Italia?</p><p>2. Ragionare in termini di nuova contrazione professionale in Ticino operata da parte di PF non significa punire ulteriormente il Cantone?</p><p>3. Non sarebbe opportuno e solidale nei confronti della Svizzera italiana sviluppare una presenza radicata e forte di PF sfruttando le competenze presenti anche a sud delle alpi?</p><p>4. È disposto a fissare un obiettivo di sviluppo di attività professionali di PF nella Svizzera italiana?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. L'avanzare della digitalizzazione ha un effetto tangibile sul settore postale. Il volume annuo delle lettere è da anni in diminuzione e anche i pagamenti allo sportello si stanno progressivamente riducendo. Inoltre Postfinance deve far fronte ai bassi tassi d'interesse e a una maggiore concorrenza.</p><p>La Posta è tenuta a finanziare autonomamente il servizio universale concernente le prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti. In tale contesto, è costretta anche a verificare costantemente le proprie strutture interne e a procedere ad adeguamenti.</p><p>Il settore Operations Services esegue per conto di Postfinance e di banche terze i processi concernenti il traffico dei pagamenti legati ai giustificati cartacei e il trattamento dei documenti. Questi compiti sono assicurati da circa 120 collaboratori distribuiti nelle sedi di Bellinzona, Berna, Bulle, Netstal, San Gallo e Zofingen. Nel quadro di un piano di ristrutturazione, entro il 1° marzo 2018 Postfinance trasferirà i compiti summenzionati a Swiss Post Solutions AG (SPS), società del gruppo specializzata nella gestione dei documenti. Secondo la pianificazione attuale, in futuro SPS fornirà le prestazioni presso le sedi di Postfinance di Netstal e Zofingen come pure nelle attuali sedi di Kriens e Zurigo. I posti di lavoro presso le attuali sedi di Bellinzona, Berna, Bulle e San Gallo verranno dunque soppressi. A Bellinzona, questa riorganizzazione riguarda sette persone a cui si proporrà di lavorare in un'altra sede. Per i collaboratori che rifiutano l'offerta, ad esempio perché il nuovo tragitto verso il posto di lavoro non risulta praticabile, verrà messo in atto un piano sociale. Allo scopo di definire adeguate misure di compensazione la Posta sta attualmente conducendo trattative con i propri partner sociali.</p><p>Alla fine del 2016, la Posta contava 1482 unità di personale nel Cantone Ticino. Dal 2008 sono stati soppressi circa 120 posti di lavoro a tempo pieno. Rispetto al resto della Svizzera, il Cantone Ticino non è colpito oltre misura dalla riduzione degli impieghi della Posta, dovuta in particolare alla trasformazione della rete di uffici postali e al calo del volume della posta/lettere.</p><p>Postfinance conta circa 135 unità di personale in Ticino, ripartite in particolare tra il centro di contatto per clienti privati e commerciali e le quattro filiali di Postfinance.</p><p>La Posta è pienamente consapevole dell'importanza del Cantone Ticino in quanto regione periferica della Svizzera. Così, a Cadenazzo ha aperto uno dei sei sottocentri per il trattamento delle lettere mentre a Chiasso si trova la centrale degli oggetti smarriti della Posta.</p><p>Il Consiglio federale dirige la Posta attraverso obiettivi strategici. Nello specifico esige che, a livello organizzativo, prenda in considerazione le esigenze delle diverse regioni del Paese, assumendo anche le proprie responsabilità sociali ed ecologiche. La valutazione di un obiettivo più ampio, secondo cui la Posta sviluppi ulteriormente la proprie attività commerciali nella Svizzera italiana, non è tema di discussione in Consiglio federale. Infatti, gli obiettivi strategici si riferiscono a tutta la Svizzera e non vi sono prescrizioni specifiche per singoli Cantoni o singole regioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.