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Peter O’Higgins, CFO di Revolut, ha rassegnato oggi le sue dimissioni e lasciato la società probabilmente a causa di uno scandalo che ha coinvolto l’azienda e i controlli relativi al riciclaggio di denaro.
La startup stessa ha ammesso che la vicenda potrebbe essere collegata alla pubblicazione di un rapporto del Daily Telegraph pubblicato ieri, che ha rivelato che la società avrebbe disattivato il suo sistema anti-riciclaggio che contrassegna le transazioni sospette perché generava troppi falsi positivi.
L’accusa è quella di aver violato le regole bancarie del Regno Unito non riuscendo a bloccare migliaia di transazioni potenzialmente sospette sulla sua piattaforma.
I documenti in possesso del Telegraph mostrerebbero infatti che tra luglio e settembre 2018 Revolut disattivò il sistema automatizzato progettato per fermare trasferimenti di denaro sospetti. Pertanto, in que tre mesi, potrebbero essere state autorizzate transazioni illegali attraverso il sistema di digital banking della startup londinese.
Verso la fine dell’anno Revolut ha avviato un’indagine interna, ma senza avvisare la Financial Conduct Authority.
Il CFO O’Higgins non ha ammesso che le sue dimissioni siano legate a questa vicenda, ma afferma:
“Poiché Revolut inizia a scalare a livello globale e si applica per diventare una banca in più giurisdizioni, è giunto il momento di passare le consegne a qualcuno che abbia esperienza di vendita al dettaglio globale a questo livello. Il mio tempo in Revolut è stato di valore inestimabile e sono così orgoglioso di ciò che io e il team abbiamo raggiunto. Non c’è dubbio nella mia mente che Revolut continuerà a costruire una delle più grandi e affidabili istituzioni finanziarie del mondo”.
Il CEO di Revolut Nik Storonsky ha comunque negato qualsiasi illecito, affermando che la società a luglio 2018 avrebbe sospeso l’uso di “un sistema di screening delle sanzioni più avanzato” ripristinando però quello precedente.
“In nessun momento durante questo periodo non siamo riusciti a soddisfare i nostri requisiti legali o regolamentari. Abbiamo condotto una revisione approfondita di tutte le transazioni che sono state elaborate durante questo periodo, il che ha confermato che non vi sono state violazioni. Sfortunatamente, questo fatto non è stato incluso nella notizia originale. Questo roll-out non ha comportato la violazione di eventuali sanzioni o leggi e requisiti di riciclaggio di denaro, pertanto non abbiamo inviato una notifica formale al regolatore”.
I problemi per per la startup non sembrano essere finti. Infatti, un altro rapporto di Wired la accusa di stressare eccessivamente i propri lavoratori tanto che il tasso di abbandono dei dipendenti sarebbe particolarmente alto.