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Il Consiglio federale ha adottato oggi l'ordinanza d'applicazione della legge COVID-19 in merito ai prestiti senza interessi di 350 milioni di franchi per gli sport di squadra professionistici e semiprofessionistici negli anni 2020 e 2021.
Per attenuare gli effetti della pandemia, il governo aveva elaborato il relativo disegno di legge in maggio. Il parlamento in autunno aveva poi apportato alcune modifiche al progetto, in particolare quella che permette alla Confederazione di accordare prestiti direttamente ai club.
Per lo sport professionistico (calcio e hockey su ghiaccio) il parlamento ha deciso prestiti di 175 milioni di franchi per il 2020 e per il 2021 (in totale 350 milioni). Questi soldi servono esclusivamente a garantire la partecipazione dei club ai campionati.
"La liquidità deve essere garantita", ha sostenuto Viola Amherd, responsabile del Dipartimento federale dello sport (DDPS) in una conferenza stampa a Berna, ricordando la rilevanza dello sport non solo in termini sociali, ma anche economici, dato che il settore rappresenta 100'000 posti di lavoro.
L'Ordinanza sulle misure nel campo degli sport di squadra di livello professionistico e semiprofessionistico per l'attenuazione delle conseguenze dell'epidemia di coronavirus (Ordinanza COVID-19 sport di squadra) precisa ora le modalità di esecuzione dei prestiti.
Le condizioni
L'ordinanza prevede che la Confederazione può concederne senza interessi fino al massimo al 25% dei costi d'esercizio sostenuti dal club nella stagione 2018-2019. I club devono dal canto loro fornire garanzie per un importo pari ad almeno il 25% dell'importo del prestito.
I club che non potessero restituire il prestito entro tre anni, devono ridurre gli stipendi di al massimo un quinto. Ciò si limita agli stipendi che superano l'importo massimo del guadagno assicurato nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (attualmente circa 148'000 franchi), prevede però la norma. "La trasparenza è centrale, i salari andranno mostrati", ha detto Amherd. I club hanno al massimo dieci anni di tempo per restituire i prestiti.
La Confederazione concede retrocessioni a un grado posteriore per i prestiti se ciò può permettere di migliorare la situazione per la restituzione alla Confederazione. Il governo ha infatti voluto che le retrocessioni servano a stabilizzare la situazione finanziaria dei club.
Oltre alle società delle due leghe professionistiche di calcio e hockey su ghiaccio, anche le discipline sportive di squadra di livello semiprofessionistico possono ottenere un sostegno. Si tratta in particolare dei club di pallacanestro, unihockey, pallavolo come pure di calcio e hockey su ghiaccio femminile. Questi club devono però partecipare con una squadra alle competizioni della massima lega del rispettivo sport, indica la documentazione pubblicata dal governo.
Non esclusi contributi a fondo perso
Alla luce dell'attuale situazione relativa alla pandemia, secondo Amherd, anche nei prossimi mesi gli eventi sportivi si svolgeranno praticamente senza spettatori (visto il limite di 50 persone presenti simultaneamente). Di conseguenza verranno meno le entrate che generano sia nella biglietteria che nel consumo di cibi e bevande, provocando l'erosione della maggior parte della base economica dei club.
Il governo ha quindi incaricato il DDPS di sottoporgli entro il 15 novembre un documento concernente i parametri chiave di un sostegno allo sport professionistico e semiprofessionistico, tra cui anche la verifica della concessione di contributi a fondo perso.
Amherd ha assicurato che questi aiuti non restituibili , se accordati, saranno subordinati a "condizioni chiare". "Dobbiamo ricordare che sono soldi dei contribuenti". Comunque, se attribuiti, tali fondi dovranno essere elargiti rapidamente vista la mancanza di entrate a cui sono confrontati i club.
La consigliera federale ha anche ricordato le misure già adottate in primavera in favore dello sport popolare, a cui sono stati accordati contributi a fondo perso di 50 milioni per il 2020 e di 100 milioni per il 2021.
Promesse anche a mondo culturale
Amherd ha anche sottolineato il "clima costruttivo" della tavola rotonda virtuale a cui la settimana scorsa ha invitato esponenti del mondo sportivo e ha assicurato che il dialogo prosegue.
Alain Berset, capo del Dipartimento federale dell'interno, dal canto suo ha promesso discussioni con gli ambienti culturali che, come lo sport, conoscono grandi difficoltà.