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Le catastrofi naturali causano enormi distruzioni. Gli assicuratori utilizzano dei modelli per valutare le conseguenze. Il riscaldamento globale non è rilevante ai fini della fissazione del prezzo. O meglio, non lo è ancora.
Articolo della rivista annuale View
Andrew iniziò come tempesta tropicale, devastando poi la Florida: nel 1992, l'uragano causò danni materiali nell’ordine di 26,5 miliardi di dollari. 7,3 miliardi di dollari furono coperti dagli assicuratori. Andrew ha dimostrato che gli uragani rientrano tra le catastrofi naturali più devastanti. Questo evento ha indotto gli assicuratori a sviluppare modelli di rischio per le catastrofi naturali.
Le traiettorie del vento
«Calcoliamo centinaia di migliaia di possibili uragani e le loro probabili traiettorie», afferma Lucia Bevere, Senior Catastrophe Data Analyst di Swiss Re. Con questi eventi ipotetici gli analisti generano modelli di scenari per il riassicuratore, al fine di stimare gli effetti sul portafoglio: quali sono i danni attesi e quali conseguenze finanziarie si possono prevedere? «In qualità di assicuratore dobbiamo fissare il prezzo del rischio», spiega Lucia Bevere. Il prezzo viene ricalcolato ogni anno. «Ogni anno adattiamo il prezzo alle nuove realtà e possiamo quindi definire il rischio attuale nel migliore dei modi», afferma. In questo processo confluiscono le più recenti scoperte nel campo della ricerca sul clima. Gli analisti considerano i cambiamenti climatici a breve termine, così come lo sviluppo dei sinistri a seguito di eventi catastrofici. Considerata la breve durata del periodo di un anno, i rischi a lungo termine legati ai cambiamenti climatici non hanno un ruolo diretto nella fissazione del prezzo. «Uno scenario di 0,5 gradi o di 5 gradi sulla base delle nostre previsioni è pressoché irrilevante ai fini della fissazione del prezzo nella prossima fase di rinnovo», afferma Thierry Corti, responsabile del Sustainability Risk Management presso il riassicuratore. Gli effetti differiscono solo leggermente per i due scenari nei prossimi 15 anni e divergono solo in seguito. «Questo perché lo sviluppo nei prossimi anni è determinato dalle emissioni degli anni passati.»
Danni immensi
I modelli degli assicuratori si basano su dati del passato, abbinati ai più recenti risultati della ricerca. «Consultiamo anche pubblicazioni e dati di molti anni fa», afferma Thierry Corti. «Disponiamo di valutazioni sui cambiamenti climatici sull'arco di decenni.» Tuttavia, ciò non significa che sia possibile quantificare i danni causati dal riscaldamento globale. È difficile isolare un fattore sulla base dell’andamento dei sinistri. Dieci anni fa, il mondo era diverso. «Da qualche anno, le persone si spostano sempre più in aree come le regioni costiere, particolarmente esposte agli elementi della natura. La cementificazione del territorio dovuta all’espansione urbana ha fatto sì che in caso di forti piogge, l’acqua non riesca più a defluire dalle strade», spiega Lucia Bevere. Anche lo sviluppo economico di una regione comporta valori patrimoniali più elevati. In caso di catastrofe, ciò influisce sull'ammontare del danno. Per tale ragione, l’aumento dell’importo dei danni non è imputabile semplicemente ai cambiamenti climatici. Sebbene la sua incidenza non sia traducibile in cifre per le catastrofi passate, gli enormi danni causati dalle catastrofi naturali hanno reso i cambiamenti climatici un tema rilevante per gli assicuratori.
Analisi delle catastrofi
Le catastrofi naturali sono un rischio. E il riscaldamento globale ha un effetto. «Il cambiamento climatico deve essere preso sul serio», dice Corti. «Non si può decidere di ignorarlo.» Dopo tutto, gli assicuratori sono in una situazione privilegiata: «L'analisi delle catastrofi è la nostra attività», dice. «Pensiamo al rischio e dove si potrebbero verificare eventi negativi.» Con i loro modelli gli assicuratori possono calcolare determinati eventi secondo vari scenari. Corti: «Possiamo affermare quali eventi ci si può attendere per un portafoglio, qualora il livello del mare, ad esempio, dovesse, salire di un metro.» Queste conoscenze rendono gli assicuratori i partner ideali per le questioni relative ai cambiamenti climatici. «Il nostro approccio è neutro, noi siamo coloro che si assumono il rischio», spiega Thierry Corti. Se una regione costiera non è più assicurabile, ciò può avere conseguenze fatali per i diretti interessati. «Per noi, invece, è un mercato che andrebbe perso». Questa distanza oggettiva ci consente di effettuare una valutazione equilibrata. «Con i nostri clienti consideriamo gli scenari a lungo termine, ma non possiamo scommettere su un particolare scenario», dice Corti. Ad esempio, dall’analisi può risultare un eventuale problema per il cliente poiché egli è troppo esposto in una regione costiera. In questi casi, i riassicuratori possono fornire la loro consulenza. Ad esempio, potrebbero rendersi necessarie misure edilizie per rendere un sito nuovamente assicurabile.
Esistono modelli di catastrofe anche per la Svizzera. «Disponiamo ad esempio di modelli per tempeste invernali o grandinate», afferma Corti. Perché anche la Svizzera sarà interessata da cambiamenti evidenti. «Estati asciutte», «forti piogge», «più giornate canicolari», «inverni poveri di neve»: gli scenari climatici CH2018 del National Centre for Climate Services NCCS, mostrano il possibile impatto dei cambiamenti climatici entro il 2060. In Svizzera è probabile che la temperatura aumenti ulteriormente di 0,5-1,5 gradi entro metà secolo. E questo è lo scenario più ottimista, prevedibile se si adotteranno efficaci misure di protezione del clima. Senza queste misure, si può ipotizzare un aumento della temperatura da 2,5 a 4,5 gradi.
Nuovi prodotti
Per l'economia e la società sarà importante che gli assicuratori continuino a sviluppare i loro modelli, anche in funzione di altri criteri come l'urbanizzazione. Il settore deve adattarsi alle nuove circostanze. Si è proceduto al lancio di nuovi prodotti. Oggi, gli Stati possono assicurarsi contro le catastrofi climatiche come la siccità. Con le assicurazioni parametriche si può fornire assistenza in modo rapido e senza lungaggini burocratiche. Il vantaggio di questi prodotti è di non dover procedere a una valutazione preventiva del danno. Il pagamento avviene in funzione di un parametro come, ad esempio, la quantità di precipitazioni. Per quanto attiene alle catastrofi pandemiche sappiamo che un'assistenza rapida può prevenire gravi danni. «La difficoltà è stata definire i parametri adeguati affinché il versamento venga effettuato quando è necessario», spiega Thierry Corti. «Eppure oggi fa parte della nostra offerta standard». Non potranno esistere, invece, le assicurazioni a lungo termine contro i cambiamenti climatici. Per Thierry Corti non ha senso: «Un'assicurazione del genere ridurrebbe la motivazione volta a contrastare il cambiamento climatico.»