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"Le provocazioni della Serbia continueranno fino a quando Belgrado non riconoscerà l'indipendenza del Kosovo e non rinuncerà alla sua politica egemonica e nazionalistica".
Lo ha detto il presidente kosovaro Hashim Thaci con riferimento alla crisi generata lo scorso fine settimana dal 'treno della discordia'.
In dichiarazioni oggi al giornale di Pristina Zeri, Thaci ha ribadito che "il Kosovo è un Paese sovrano" che prende decisioni in modo autonomo. Agli appelli della Serbia alla guerra il Kosovo risponde pacificamente, ha ancora detto Thaci, secondo cui le "provocazioni di Belgrado" non sono casuali ma fanno parte di uno "scenario più ampio che ha l'obiettivo di dividere il Paese".
Pieno appoggio alle autorità di Pristina è arrivato dagli ambasciatori di Usa e Germania, secondo i quali il Kosovo è un Paese indipendente e sovrano e ha diritto a decidere su chi far entrare o meno nel suo territorio. Da entrambi i diplomatici è venuto al tempo stesso un invito al dialogo e a mettere da parte la pericolosa retorica nazionalista.
La Serbia si rifiuta di riconoscere l'indipendenza proclamata dalla sua provincia meridionale a maggioranza albanese il 17 febbraio 2008.
SDA-ATS