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L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e il Gruppo dei 20 Paesi industrializzati ed emergenti più importanti (G20) vogliono adeguare le norme sull’imposizione dei grandi gruppi di imprese alla digitalizzazione e alla globalizzazione dell’economia. Nell’ottobre 2021 hanno quindi adottato un progetto comune in tal senso, in base a cui i grandi gruppi di imprese attivi a livello internazionale devono pagare almeno il 15 per cento di tasse sugli utili realizzati (imposizione minima), a prescindere dall’ubicazione della loro sede legale.
La Svizzera ha aderito a questo progetto insieme a circa 140 Stati. Il Consiglio federale e il Parlamento vogliono poter introdurre l’imposizione minima entro il 2024 e garantire così condizioni quadro stabili e assicurare posti di lavoro ed entrate fiscali in Svizzera.
Nel dicembre 2022 il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno accolto il progetto per l’attuazione dell’imposizione minima dell’OCSE e del G20. Il Consiglio nazionale lo ha approvato con 127 voti contro 59 e 10 astensioni, mentre il Consiglio degli Stati con 38 voti contro 2 e 4 astensioni.
L’imposizione minima dell’OCSE deve essere attuata in Svizzera mediante una modifica costituzionale. L’elettorato svizzero si esprimerà in merito nella votazione del 18 giugno 2023.