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<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni gli abusi alla libera circolazione delle persone stanno suscitando incomprensione e rabbia nella popolazione. Spesso le PMI si ritrovano inermi davanti a imprese straniere che - violando la legge - riescono a presentare offerte sottocosto. È vero che il Parlamento ha varato provvedimenti mirati e incisivi, ma dal punto di vista dei lavoratori e dei datori di lavoro coinvolti spesso l'esecuzione di quelle misure non funziona, nonostante il problema sia noto da anni e che già nel 2011 la CdG-N avesse chiesto di provvedere con urgenza. Questi abusi e problemi sul piano dell'esecuzione sono ormai al centro dell'attenzione, anche in vista della prossima votazione sulla libera circolazione.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale condivide l'opinione che è urgente eliminare questi problemi sul piano esecutivo e che ciò avrà un influsso sulla votazione?</p><p>2. Dove funziona l'esecuzione, segnatamente nei casi di dumping salariale e di pseudo-indipendenza? Dove si blocca? Perché?</p><p>3. È vero che in certi rami fino al 27 per cento delle aziende straniere distaccanti non rispetta le disposizioni svizzere sugli stipendi?</p><p>4. È vero che da quando è stata introdotta la responsabilità solidale le catene dei subappaltatori si sono accorciate?</p><p>5. Entro quando verranno attuate le 23 misure adottate il 7 novembre 2013 dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica? Da chi? C'è la possibilità di accelerare?</p><p>6. Il Consiglio federale ha segnatamente l'intenzione e, se sì, quando e come:</p><p>a. di aumentare massicciamente l'ammenda, oggi di 5000 franchi al massimo, che appunto incita le aziende straniere a violare la legge in proporzioni gigantesche?</p><p>b. di introdurre cauzioni per le aziende straniere onde bloccare l'aggiramento del pagamento dell'ammenda, nonostante le perplessità dell'UE?</p><p>c. di introdurre la competenza per gli ispettori paritetici, a fronte di palesi e gravi violazioni della legge, di vietare temporaneamente il prosieguo dei lavori su un cantiere?</p><p>d. di adottare altri provvedimenti esecutivi, rapidamente efficaci?</p><p>7. È possibile che il Consiglio federale risponda alle suddette domande, almeno nella sostanza, prima della votazione del 9 febbraio 2014?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'esecuzione delle misure collaterali funziona sempre meglio e sta dando gli effetti corrispondenti, ma il Consiglio federale è consapevole che servono miglioramenti, come ha già osservato nella sua presa di posizione sul rapporto della CdG-N, e sta mettendo in pratica i provvedimenti suggeriti. L'esecuzione delle misure collaterali spetta da un lato alle commissioni tripartite cantonali e dall'altro alle commissioni paritetiche. Il legislatore ha scelto questo sistema, duale e decentrato, perché le autorità preposte all'esecuzione conoscono perfettamente la situazione sul mercato del lavoro cantonale e nel rispettivo ramo d'attività. Detto questo, considerata la complessità della struttura esecutiva, è vero che esistono anche modalità operative specifiche a ciascun cantone o ramo e che in alcuni settori sarebbe necessaria un'armonizzazione. Per questo motivo le misure collaterali sono oggetto di valutazioni e miglioramenti constanti.</p><p>2. Le nuove misure per combattere il fenomeno della pseudo-indipendenza sono state poste in vigore il 1° gennaio 2013, ma i primi dati concreti sul numero di controlli effettuati e sui provvedimenti adottati saranno disponibili nei primi mesi del 2014. Il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) sono costantemente in contatto con gli organi d'esecuzione. Stando appunto ai riscontri avuti finora, già ora è lecito affermare che i nuovi strumenti a disposizione vengono utilizzati.</p><p>Non tutte le commissioni paritetiche dispongono delle strutture necessarie per assicurare una perfetta esecuzione delle misure collaterali. Per questo motivo il DEFR e la SECO, insieme a cantoni e partner sociali, hanno lanciato nel 2012 un progetto - attualmente in fase di attuazione - per migliorare il modus operandi delle commissioni paritetiche e per ottimizzare la collaborazione tra le autorità di esecuzione cantonali e paritetiche.</p><p>3. È vero che alcuni settori fanno registrare una percentuale di violazioni elevata (ad es. 43 per cento nella falegnameria), ma siccome le decisioni o le sanzioni delle commissioni paritetiche non sempre sono già passate in giudicato al momento della stesura del rapporto annuale - e magari possono dare adito a un ricorso - le violazioni possono essere soltanto "presunte" nei vari rapporti. Di queste ultime, solo un terzo viene effettivamente sanzionato dalle commissioni paritetiche e trasmesso ai cantoni affinché pronuncino le sanzioni amministrative. Nel 2012, nell'8 per cento delle sanzioni pronunciate dalle commissioni paritetiche, i cantoni hanno comminato, in più, una sanzione amministrativa all'azienda inadempiente che distacca lavoratori; negli ultimi quattro anni la percentuale è stata in media del 5 per cento. Si osservi, inoltre, che una parte dei controlli avviene sulla base di sospetti, il che aumenta la percentuale di violazioni.</p><p>4. La "responsabilità solidale dell'appaltatore primario" è entrata in vigore il 15 luglio 2013 e dunque è prematuro esprimersi sugli effetti del nuovo sistema. Alla luce di numerose segnalazioni provenienti dal settore edile, il DEFR e la SECO ritengono che la misura stia avendo un effetto preventivo.</p><p>5. Alcune misure sono già in fase di attuazione oppure se ne sta occupando il gruppo di lavoro diretto dalla SECO, istituito in luglio 2013 a richiesta dei capi del DEFR e del DFGP e nel quale sono rappresentati i cantoni (Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica, CDEP; Associazione degli uffici svizzeri del lavoro) e i partner sociali. Diverse misure, inoltre, riguardano i cantoni e dunque devono essere attuate dalle autorità cantonali. Alla fine del 2014 la CDEP informerà sui risultati dell'attuazione e se necessario proporrà nuove misure.</p><p>6.a. Il suddetto gruppo di lavoro se ne sta occupando adesso. Il rapporto del gruppo di lavoro sarà presentato al Consiglio federale probabilmente a fine febbraio 2014.</p><p>b. La legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio al contratto collettivo di lavoro prevede che le cauzioni possono essere dichiarate di obbligatorietà generale. Per le richieste delle commissioni paritetiche esistono già oggi cauzioni di obbligatorietà generale. Se un'azienda tenta di aggirare il pagamento di un'ammenda gli organi di esecuzione possono decretare il divieto di offrire servizi. Dal rapporto sulle misure collaterali del 26 aprile 2013, però, risulta che la maggior parte delle aziende paga le ammende.</p><p>c. Il Consiglio federale ritiene che non è possibile delegare a privati una tale restrizione della libertà economica, ma che bisogna invece disporla in modo sovrano.</p><p>d. Il gruppo di lavoro di cui sopra sta facendo il punto delle misure collaterali ed esaminando eventuali altre misure di esecuzione. Inoltre, il progetto per migliorare il modus operandi delle commissioni paritetiche e ottimizzare la collaborazione tra le autorità di esecuzione cantonali e paritetiche proseguirà.</p><p>7. Il Consiglio federale lo ha fatto con la presente risposta.</p>  Risposta del Consiglio federale.