Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/96018

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica di legge che permetta di versare gli assegni familiari alla persona che vive in misura preponderante con il figlio che vi dà diritto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale sugli assegni familiari (LAFam), in vigore dal 1° gennaio 2009, disciplina in modo chiaro, a livello nazionale, la questione del concorso di diritti. L'articolo 7 capoverso 1 lettera a LAFam dà la precedenza alla persona esercitante un'attività lucrativa. Questa disposizione si rifà al sistema di finanziamento degli assegni familiari, che si fonda sui contributi versati dai datori di lavoro alle casse di compensazione per assegni familiari. Prima di procedere a un'eventuale modifica, è necessario maturare esperienze per valutare la disposizione.</p><p>La mozione chiede di proporre una modifica di legge affinché, nel caso di genitori separati o divorziati, la precedenza sia data alla persona che ha la custodia del figlio, anche se questa non esercita alcuna attività lucrativa. Prima dell'entrata in vigore della LAFam, questa soluzione era applicata nel cantone di Ginevra. Poiché gli assegni familiari versati a persone senza attività lucrativa sono principalmente a carico dei cantoni, la modifica proposta causerebbe loro costi supplementari.</p><p>Quanto richiesto dalla mozione non si giustifica però nemmeno dal punto di vista materiale. Secondo le disposizioni vigenti, il caso menzionato nella mozione, in cui il genitore esercitante un'attività lucrativa si rifiuta di presentare la richiesta di assegni familiari, non causa alcun problema. L'altro genitore (o il figlio maggiorenne) può infatti inoltrare la richiesta al posto suo. Secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari possono essere richiesti da chi è legittimato a ricorrere. In occasione dell'ultimo aggiornamento del 17 giugno 2009, nelle direttive concernenti la legge federale sugli assegni familiari è stato inserito esplicitamente un apposito passo per chiarire la situazione agli organi d'esecuzione (numero marginale 801a). La legge disciplina anche i casi in cui l'avente diritto alle prestazioni non trasferisce gli assegni. Secondo l'articolo 9 capoverso 1 LAFam vi è la possibilità di inoltrare alla competente cassa di compensazione per assegni familiari una richiesta motivata affinché gli assegni siano versati a terzi. Dunque, i casi menzionati non dovrebbero più dar luogo a problemi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.