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Sull'onda della crescita dell'economia svizzera registrata nel terzo trimestre, BAK Economics rivede al rialzo le sue aspettative.
Il tasso di espansione quest'anno dovrebbe attestarsi allo 0,8%, rispetto allo 0,7% della precedente stima, nel 2020 è attesa una progressione dell'1,5% (1,3%) e nel 2021 dell'1,3% (1,1%).
La crescita del terzo trimestre, più solida di quanto pronosticato, "porta un barlume di speranza nell'orizzonte economico", scrive giovedì l'istituto basilese. È vero che si è ancora in attesa di progressi reali nella controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina, ma i rischi di un'ulteriore escalation si sono recentemente attenuati. Insieme ad altri economisti, gli specialisti di BAK Economics credono che la probabilità di una recessione sia diventata ancora più remota.
Oltre ai particolari effetti generati dalle esportazioni di prodotti chimici e farmaceutici, tra luglio e fine settembre l'economia svizzera ha beneficiato di consumi e investimenti in beni strumentali solidi. Sono segnali che dimostrano come l'economia rimanga sulla via della crescita, nonostante una situazione internazionale caratterizzata da conflitti commerciali e dalla Brexit.
Questi fattori di incertezza continueranno comunque a pesare sull'economia svizzera per un certo periodo di tempo, in particolare in settori sensibili alle variazioni cicliche come l'industria meccanica. Anche la forza del franco, afferma BAK Economics, rimane una sfida importante da affrontare.
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