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La denominazione "Stade de Suisse" non equivale a "Stadio nazionale". È quanto indica il Consiglio federale in risposta a un'interpellanza di Yannick Buttet (PPD/VS).
Il governo precisa di non ravvedere la necessità di intervenire affinché la finale di calcio di Coppa svizzera torni ad essere giocata nella città federale.
Per il consigliere nazionale vallesano, invece, Berna dovrebbe assumere pienamente il proprio ruolo di capitale anche nello sport, accettando come in passato che la finale di Coppa svizzera, uno degli avvenimenti più attesi dai tifosi, torni ad essere giocata nello "Stade de Suisse", struttura che ha preso il posto del vetusto Wankdorf (demolito), già teatro di una finale mondiale (Germania-Ungheria del 1954).
A parere del Governo, invece, "la scelta del nome - dello stadio, n.d.r - non implica alcun obbligo a svolgervi la finale di coppa". Inoltre, "la Coppa svizzera di calcio è una questione di sport retta dal diritto privato ed è organizzata dall'Associazione svizzera di football (ASF). In seguito alle divergenze sorte con la città di Berna, l'Associazione ha designato Basilea come nuova località che ospiterà la finale di coppa".
La decisione di spostare la competizione a Basilea è dovuta ai disordini degli anni scorsi a margine delle finali giocate nella capitale. Sia nel 2013 che nel 2014, la festa sportiva è stata "rovinata" dalle intemperanze dei tifosi, con danni e feriti. L'anno scorso, le autorità cittadine hanno detto basta, anche a causa delle divergenze con l'ASF circa l'assunzione dei costi per la sicurezza.
Anche quest'anno, tuttavia, si sono verificati scontri all'esterno dello stadio di Basilea. Stando a dati pubblicati l'anno scorso, l'Ufficio federale di statistica registrava una recrudescenza degli atti di violenza dal 2011 durante le manifestazioni sportive, con un aumento preoccupante di violenze contro le forze dell'ordine.
SDA-ATS