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Ultimo, e decisivo, atto oggi al Consiglio nazionale per la petizione dell'UDC ticinese, corredata di 5488 firme, consegnata lo scorso febbraio dal granconsigliere ticinese Eros Mellini alla Cancelleria federale con cui si chiedeva al Consiglio federale di denunciare gli accordi di Schengen. Come proposto dalle commissioni per gli affari esteri dei due rami del parlamento, il plenum ha deciso di non trasmettere la proposta democentrista all'esecutivo.
Per la maggioranza dei membri delle due commissioni, i vantaggi della partecipazione elvetica a Schengen superano gli inconvenienti.
Al pari del governo federale, la maggioranza dei commissari crede che una denuncia di tale accordo sarebbe controproducente, soprattutto in termini di sicurezza. Oggi il plenum ha confermato in toto questa opinione.
Nonostante il fallimento, ampiamente prevedibile, di questa petizione, la questione non è archiviata. Nell'aprile scorso, i delegati dell'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente hanno incaricato il comitato direttivo di elaborare, entro la fine di settembre, un'iniziativa popolare "per la salvaguardia dell'autonomia della Svizzera". Alla base del testo vi è la volontà di sbarazzarsi della libera circolazione delle persone e di Schengen.
SDA-ATS