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I casinò di Mendrisio e Lugano non potranno contare su ulteriori agevolazioni fiscali, oltre a quelle contemplate dalla legge. Lo ha spiegato il Consiglio federale, rispondendo a un'interpellanza del consigliere nazionale Pierre Rusconi (UDC).
Le due case da gioco, quindi, dovranno contare solo sulle proprie forze per uscire dall'attuale crisi degli affari, provocata dall'apprezzamento del franco e da una situazione economica globale precaria.
Secondo il Consiglio federale, la legge sulle case da gioco (LCG) prevede già una serie di agevolazioni fiscali per i casinò. Le aliquote possono essere abbassate per i primi anni di attività e se il Cantone preleva a suo volta imposte, come è il caso del Canton Ticino.
La legge prevede anche aliquote più basse per le case da gioco di tipo B, "sempreché i proventi siano utilizzati in misura preponderante per progetti di interesse pubblico regionale". Tale versamento, precisa il Governo, "è facoltativo". L'esecutivo ricorda inoltre che "i versamenti di pubblica utilità riducono la tassa sulle case da gioco, a svantaggio sia della Confederazione sia del Cantone". Mendrisio si è avvalso di questa possibilità fin dal 2004, "conseguendo una diminuzione significativa della tassa sulle case da gioco".
ATS/M.Ang.