Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01257.jsonl.gz/422

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Sebbene lo shock legato all'apprezzamento del franco si è rivelato meno forte del previsto, il turismo svizzero non dovrebbe ancora tornare a crescere durante la stagione invernale 2015/2016, ritiene il Centro di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo (KOF).
I pernottamenti dovrebbero stagnare.
A causa della revoca a metà gennaio del tasso di cambio minimo per l'euro da parte della Banca nazionale svizzera (BNS), il numero degli ospiti provenienti dall'Eurozona dovrebbe diminuire quest'inverno, afferma il KOF in una nota odierna. Una parte di questa contrazione potrebbe essere compensata, in particolare con turisti provenienti da Gran Bretagna, Stati Uniti e altri mercati lontani.
Ciò nonostante alla fin fine il numero dei visitatori stranieri risulterà in calo. Al contempo, grazie alle prospettive congiunturali un po' più favorevoli per la Svizzera, la domanda interna dovrebbe progredire, permettendo di mantenere stabile il numero complessivo dei pernottamenti.
Per la stagione estiva che si è da poco conclusa il KOF evoca pure una stagnazione delle notti. Il fenomeno riflette pure la diminuzione dei soggiorni di ospiti della zona euro, mentre gli svizzeri che hanno trascorso le vacanze in patria sono stati più numerosi, complici le buone condizioni meteorologiche.
La situazione dovrebbe migliorare nei prossimi anni: complessivamente nel 2016 i pernottamenti dovrebbero progredire dell'1,6%, nel 2017 del 2,0%.
SDA-ATS