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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel numero 4/2009 dello "Schweizer Krebsbulletin", del 26 novembre 2009, è pubblicato un articolo in cui Claudio Knüsli, Hagen Scherb e Martin Walter si interrogano sulla validità dello studio Canupis attualmente in corso. Questo, lo ricordiamo, è finanziato direttamente o indirettamente anche mediante fondi pubblici ed è stato lanciato a seguito della preoccupazione suscitata dallo studio epidemiologico tedesco sul cancro dei bambini residenti nelle vicinanze delle centrali nucleari (studio KiKK, "Kinderkrebs in der Umgebung von Kernkraftwerken").</p><p>Gli autori criticano sia l'esiguità del numero di centrali e di coorti prese in considerazione, sia la parzialità di alcuni dei ricercatori coinvolti:</p><p>Maria Blettner, membro del comitato consultivo scientifico, è accusata da numerosi esperti di aver interpretato lo studio tedesco KiKK in modo poco scientifico affermando che le emissioni delle centrali nucleari non sono responsabili dell'aumento dei casi di cancro e leucemia osservati nei loro dintorni.</p><p>Tutta da dimostrare è anche l'imparzialità di Felix Niggli, membro del gruppo di studio gruppo d'oncologia pediatrica svizzera e membro attivo del "Forum medicina ed energia", apertamente favorevole al nucleare.</p><p>Ho inoltre appreso che il progetto e i protocolli di studio non sono liberamente accessibili. Mi chiedo infine se nella ricerca si terrà conto dell'influsso delle radiazioni nucleari sul feto, come pure dei venti dominanti e del deflusso delle acque attorno alle centrali.</p><p>Per evitare future contestazioni dei risultati dello studio, non sarebbe opportuno che:</p><p>1. il Consiglio federale esigesse la presenza, sia nel gruppo di studio che nel comitato consultivo scientifico, di epidemiologi più critici nei confronti del nucleare, per garantire che siano presi in considerazione fin da subito i diversi punti di vista?</p><p>2. il progetto e i protocolli di studio fossero liberamente accessibili e trasmessi, su richiesta, alle associazioni mediche interessate?</p><p>3. lo studio tenesse conto anche della fase prenatale, nella quale il feto è particolarmente sensibile alle radiazioni?</p><p>4. lo studio tenesse conto anche dei venti dominanti e del deflusso delle acque attorno alle centrali nucleari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta alla mozione Rechsteiner-Basel 07.3838, "Cancro e centrali nucleari. Chiarimenti", nel frattempo accolta dal Parlamento, il Consiglio federale si è detto disposto a commissionare uno studio sulla leucemia contratta dai bambini che vivono in prossimità delle centrali nucleari, basato sui dati del registro svizzero dei tumori pediatrici. L'istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Berna, cui è annesso il registro svizzero dei tumori pediatrici, e il gruppo d'oncologia pediatrica svizzera, l'organizzazione che gestisce il registro, hanno presentato un progetto di studio alla Lega svizzera contro il cancro e all'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP. Dopo una valutazione scientifica da parte di un gruppo di esperti internazionalmente riconosciuti, la Lega svizzera contro il cancro e l'UFSP hanno garantito il loro sostegno finanziario e conferito formalmente il mandato per lo studio. L'istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Berna è un'istituzione accademica indipendente e in quanto tale gode di un'ottima reputazione scientifica. </p><p>1. Il Consiglio federale non si intrometterà nella procedura di selezione degli scienziati partecipanti allo studio. Sia la direzione del gruppo di studio che i membri del comitato consultivo sono stati scelti sulla base di criteri scientifici. Nell'équipe di ricerca, il gruppo di oncologia pediatrica svizzera è rappresentato dal presidente, dal vicepresidente e dal segretario. Il comitato consultivo è composto di scienziati di fama internazionale scelti senza tenere conto della loro posizione nei confronti del nucleare.</p><p>2. Gli aspetti principali dello studio possono essere consultati sul sito Internet www.canupis.ch. Come di consueto, l'istituto presenterà la descrizione tecnica dettagliata in una rivista scientifica quando pubblicherà i risultati dello studio. </p><p>3. I dati rilevati nel quadro dello studio Canupis non permettono di considerare la fase prenatale. Per i controlli, ossia per i bambini sani, non è possibile raccogliere questi dati. Lo studio tiene invece conto con grande precisione del luogo di residenza dei bambini malati. Diversamente dalle precedenti ricerche, lo studio attuale ricostruisce i luoghi di residenza dei bambini dal momento della diagnosi di cancro fino alla nascita. In questo modo è possibile tenere conto anche dell'eventuale influsso del luogo di residenza durante i primi mesi e anni di vita del bambino.</p><p>4. La direzione del gruppo di studio è disposta a prendere in considerazione in un'analisi aggiuntiva anche le condizioni di vento ed eventualmente la qualità delle acque.</p>  Risposta del Consiglio federale.