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PARIGI - Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, sta incontrando a Parigi i 211 elettori chiamati domani a rieleggerlo al vertice per il prossimo quadriennio, visto che il dirigente italo-svizzero si presenta come unico candidato.
Infantino partecipa a una serie di incontri bilaterali con i delegati dell'Uefa (Europa), Conmebol (Sudamerica), Caf (Africa), Afc (Asia), Concacaf (Nordamerica) e Ofc (Oceania). Per l'occasione, i vertici della federcalcio asiatica hanno intanto deciso che sarà la Cina ad ospitare l'Asian Cup 2023.
Ieri, intanto, Infantino ha dovuto subire gli attacchi di Michel Platini, secondo il quale l'italo-svizzero «è un ottimo giurista, un ottimo segretario generale, ma non ha nessuna legittimità, non è credibile come presidente della FIFA».
Infantino, ha detto Platini, «ha vomitato per 10 anni sulla Fifa. Quando dico "vomitato" esagero un po', ma tutti sanno che criticava in continuazione la FIFA. Come può venire a promuovere il calcio femminile mentre lo ha sempre preso in giro? Non ci ha mai creduto».
Platini è poi tornato sulle circostanze attraverso le quali l'italo-svizzero si presentò, al suo posto, alla carica di presidente FIFA: «Venne da me, nel mio ufficio, con Vilar (Angel Maria Vilar, allora vicepresidente UEFA ndr.) per spiegarmi che si sarebbe presentato candidato. In precedenza aveva fatto di tutto perché diventassi io presidente della FIFA e lavorò molto perché ottenessi le lettere di sostegno dei presidenti delle federazioni, poiché con me alla testa della FIFA lui si vedeva presidente UEFA. Ma quando ha capito che io ero "morto" per i miei problemi, ha deciso di presentarsi al mio posto per la FIFA. Forse ha anche visto l'ammontare del bonus... io avrei visto piuttosto un "ticket" Salman (Al Khalifa) presidente e Infantino segretario generale».
Nell'intervista, Platini non scarta completamente l'ipotesi, da lui mai avanzata chiaramente, di un ruolo dell'italo-svizzero nei suoi problemi giudiziario-sportivi: «So che Infantino - ha detto - ha visto Michael Lauber (procuratore generale della Confederazione, ndr) nel luglio 2015, ma potrebbero aver parlato di un'ammenda... sono tutti amici, fra Zurigo e Berna. Ma dopo tutto quello che ho fatto per Infantino non immagino che abbia potuto agire contro di me. Scrivete che lo dico sorridendo. Non ho alcuna accusa contro Gianni Infantino per quello che ha fatto, ma so, tuttavia, quello che non ha fatto affinché io rientrassi nel calcio. Quando fui scagionato dalla giustizia svizzera, nel maggio 2018, avrebbe potuto chiedere alla commissione etica della FIFA di sospendere la mia condanna, e non l'ha fatto».
Michel Platini esaurirà il prossimo ottobre la sua condanna a 4 anni di sospensione ma resta vago sul suo futuro: «Sarò contento di non essere più al bando - dice - perché io in fondo non mi ci sono mai sentito. Ma per il mondo del calcio, torno in auge, se la FIFA non trova qualcosa per prolungare la sanzione...non so quello che farò. Voglio soltanto che il mio nome non sia più infangato e che chi mi ha fatto del male paghi».