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Il controllo sulla validità delle iniziative popolari in futuro dovrebbe essere più severo: andrebbe fatto prima della raccolta delle firme e dovrebbe contemplare un maggiore rispetto dei principi fondamentali, ma quest'ultimo punto rimane ancora molto controverso.
Divieto di costruire minareti, rinvio dei criminali stranieri, pena di morte: la compatibilità delle iniziative con i diritti fondamentali viene regolarmente rimessa in causa. Per trovare una via d'uscita a fine marzo il Consiglio federale aveva fatto due proposte che non si escludono a vicenda e alle quali il Consiglio nazionale ha dato oggi il suo benestare, con 99 voti a 59, approvando una mozione della propria commissione delle istituzioni politiche.
Si tratta da una parte di introdurre un esame sulla validità delle iniziative prima che parta la raccolta delle firme. Attualmente la Cancelleria federale si limita a un controllo formale, verificando ad esempio che il titolo dell'iniziativa non sia ingannevole. L'esame potrebbe venir raddoppiato con un controllo di fondo, che non sarebbe però costringente.
I promotori dell'iniziativa riceverebbero un parere giuridico che permetterebbe loro di adeguare il testo; la conclusione dell'esame verrebbe poi menzionata sulla lista delle firme in modo che il cittadino ne sia informato. Questa soluzione, che richiede una modifica legislativa, ha già ricevuto il sì del Consiglio degli Stati.
Non così invece per la seconda proposta governativa, che richiederebbe una modifica costituzionale e quindi di fatto una votazione con la doppia maggioranza di popolo e cantoni. Si tratta in questo caso di ampliare la lista delle condizioni sulla base delle quali il parlamento dichiara nulla un'iniziativa.
Attualmente le iniziative devono soltanto rispettare le regole imperative del diritto internazionale (divieto di genocidio, di tortura o di schiavitù, niente pena senza legge). Il Consiglio federale propone di annullare anche le iniziative che non rispettano il "nucleo duro, inviolabile" dei diritti fondamentali costituzionali.