Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/69262

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Per affrontare in modo approfondito e trasparente il dibattito sull'indipendenza di chi è stato eletto alle Camere federali, pongo agli uffici delle stesse le domande seguenti:</p><p>1. È per confondere i nostri concittadini che gli uffici delle Camere federali hanno scelto di affrontare la questione dell'influenza sui parlamentari soltanto dal punto di vista aneddotico degli inviti a viaggi informativi?</p><p>2. Gli uffici delle Camere federali ritengono che l'indipendenza dei parlamentari legati per mandato o contratto di lavoro ad associazioni economiche, sindacati, grandi imprese sia sufficientemente garantita e compatibile con gli articoli 322ter e seguenti del Codice penale?</p><p>3. Gli uffici delle Camere federali ignorano che alcuni parlamentari beneficiano da parte del loro datore di lavoro, o gruppo di interessi, di un sostegno logistico che può comprendere la messa a disposizione di consiglieri personali, segretari, automobili o altre prestazioni materiali importanti? Tali parlamentari sono in grado di prendere decisioni che vanno nella direzione opposta agli interessi di coloro che li appoggiano?</p><p>4. In un contesto di globalizzazione e di sempre maggiore interdipendenza tra gli Stati sono necessari un'apertura politica e contatti interparlamentari frequenti. Gli uffici delle Camere federali non pensano che la tirchieria di cui fanno prova nell'accordare crediti per viaggi informativi di delegazioni di commissioni parlamentari o per accogliere delegazioni parlamentari estere non possa che incentivare i membri delle camere ad accettare inviti personali?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Se gli uffici si sono occupati della questione dei viaggi che i parlamentari effettuano su invito di organizzazioni private, è perché una lettera del 26 giugno 2005 della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati li ha invitati a trattare questo argomento.</p><p>Inoltre, la discussione in seno all'ufficio ha mostrato che i parlamentari conoscono male i loro diritti e i loro obblighi rispetto a questo tipo di viaggi. Di conseguenza, dato che avevano già fornito, in una lettera del 26 febbraio 2003, informazioni dettagliate sulle norme penali entrate in vigore il 1° maggio 2000 in materia di lotta contro la corruzione, gli uffici hanno ritenuto opportuno rivolgere ai deputati spiegazioni complementari specificatamente inerenti alla problematica dei viaggi.</p><p>2. La natura stessa della democrazia rappresentativa comporta che i parlamentari si trovino a rappresentare in un modo o nell'altro interessi di determinati gruppi (DTF 123 I 108). L'ufficio condivide questo parere del Tribunale federale. Secondo il principio del sistema di milizia, i membri dell'assemblea federale svolgono il loro mandato parlamentare a titolo accessorio, esercitando parallelamente un'attività professionale. Questo sistema vuole fare in modo che l'esperienza professionale privata del deputato sia messa a frutto nello svolgimento del mandato parlamentare. Che si tratti di un'attività indipendente o di un'attività salariata, la situazione è la stessa conformemente al principio dell'uguaglianza dei diritti. Di conseguenza, l'ufficio reputa che la relazione contrattuale di un parlamentare con un'organizzazione o un'azienda del settore privato non possa da sola metterne i in dubbio l'indipendenza. L'essenziale è che il principio della trasparenza sia rispettato, come previsto dall'obbligo di indicare le relazioni d'interesse (art. 11 della legge sul Parlamento).</p><p>3. L'ufficio non ignora che taluni parlamentari beneficino di un sostegno logistico, ma non sa se tale sostegno ostacoli il libero esercizio del loro mandato. È responsabilità di ogni parlamentare esercitare il proprio mandato in modo indipendente, conformemente alla Costituzione e alla legge.</p><p>4. L'ufficio condivide il parere dell'autore dell'interpellanza secondo cui i contatti interparlamentari sono indispensabili in un contesto di globalizzazione e di interdipendenza sempre maggiore tra gli Stati. La delegazione amministrativa ha d'altronde pubblicato, il 13 febbraio 2004, direttive che permettono all'Assemblea federale di coordinare la sua politica in materia di viaggi.</p><p>Tali direttive sono destinate a prevenire i doppioni, a evitare che le visite si concentrino solo su determinati Paesi e a garantire il rispetto degli obblighi di bilancio. Dato che gli uffici accordano le autorizzazioni di viaggi parlamentari sulla base dei crediti stanziati nel quadro del preventivo, il rafforzamento dei contatti interparlamentari richiederebbe che i crediti in questione vengano aumentati.</p></text>