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Gli svizzeri Astrath hanno dimostrato, anno dopo anno, una buona coerenza musicale e sicuramente una certa indipendenza nelle scelte stilistiche e compositive. Unendo delle melodie efficaci ad un impatto violento e senza compromessi, hanno realizzato lavori forse non perfetti, ma molto promettenti e di sicuro valore. In particolare, l'ultimo "Flow Of Nature" conferma il percorso in crescita di questi ragazzi. E' pertanto con piacere che presento gli Astrath ai lettori di Shapeless Zine. Asteria ha risposto alle mie domande via e-mail.
Salve Asteria! Complimenti per il vostro nuovo lavoro, "Flow Of Nature". Quali sono state le reazioni della critica musicale, e dei vostri fan, nei suoi confronti? Siete totalmente soddisfatti di questo promo, o secondo voi avrebbe potuto essere migliore? Salve Hellvis, grazie per i tuoi complimenti. Per quanto riguarda "Flow Of Nature", abbiamo ricevuto nel complesso delle buone critiche musicali. Ciò nonostante, ci viene sempre riconosciuto di avere i piedi in due scarpe diverse. In effetti, la nostra musica non è abbastanza "true" per essere black, ma non è nemmeno così "leggera" per essere altro. Come risultato, gli estremisti di questi due partiti hanno delle difficoltà nell'ascoltarci. Al tempo stesso, precisiamo che si tratta di una scelta della quale ci assumiamo completamente la responsabilità. Meno male che delle persone più aperte sembrano apprezzare questo nuovo lavoro, una cosa che ci riempie di gioia! "Flow Of Nature" ha richiesto molto lavoro e noi siamo soddisfatti del nostro ultimo album. Avrebbe potuto essere migliore? Certamente! Noi pensiamo che un buon gruppo sia un gruppo in grado di progredire e che riesca, grazie alle sue qualità, a sorprendere gli ascoltatori con ogni suo nuovo album. Noi cerchiamo dunque di essere un buon gruppo!
Torniamo un po' indietro nel tempo. Dopo aver distribuito l'ottimo "Immortal Lands" del 2007, avete cercato un'etichetta disponibile a mettervi sotto contratto. Invece, la formazione si è disgregata, e siete restati solo tu ed Aganoth. Come avete reagito a questa situazione? Perchè gli altri musicisti non fanno più parte degli Astrath? E come mai non siete riusciti ad accordarvi con qualche etichetta? Nell'estate del 2009, avremmo dovuto registrare tutti e quattro in uno studio professionale di Ginevra, ma la vita ha deciso diversamente. Abbiamo cominciato con l'allontanare Rasalom (chitarra solista) dal nostro gruppo, nonostante il fatto che egli fosse e sia un nostro caro amico ed una persona con la quale ci troviamo molto bene, però crudelmente priva di serietà, ed il contributo che forniva agli Astrath risultava davvero insufficiente. Poi, come conseguenza, per delle ragioni legate a questo licenziamento, siamo stati costretti a registrare nuovamente per conto nostro. E, nel bel mezzo delle registrazioni, Azael ci ha consegnato la sua lettera di dimissioni per delle ragioni comprensibili, di carattere personale. Alla fine, siamo rimasti Aganoth ed io. Certi gruppi sarebbero finiti, ma noi no! Noi abbiamo riunito tutte le nostre forze e ci siamo messi a registrare. Ho dovuto suonare gli strumenti mancanti (basso e chitarra solista) ed operare come ingegnere del suono (registrazione, missaggio, eccetera). E' stato davvero sfiancante, siamo stati sotto l'effetto di una pressione sempre presente, la pressione del tempo! Ma abbiamo dato prova di essere un duo perseverante e quasi fraterno! Non siamo ancora riusciti a metterci d'accordo con un'etichetta, per il semplice motivo che non cerchiamo veramente di farlo. Non si dice: "Si va a fare del black metal"; si fa qualche cosa, e solo in seguito si potrà dire: "Vedi? Abbiamo fatto del black metal!".
Uno dei miei timori più grandi, era quello che gli Astrath avrebbero potuto risentire del cambio di line-up. Invece "Flow Of Nature" ha dimostrato che gli Astrath sono addirittura migliorati. Quali sono le differenze principali tra "Flow Of Nature" ed "Immortal Lands"? Vi sembra di essere effettivamente migliorati, o pensate che i due lavori si equivalgano? Le differenze principali tra questi due album sono assai grandi, anche se potrebbe non sembrare a prima vista. "Flow Of Nature" segue una trama ben precisa a livello delle canzoni e del tema generale della composizione, mentre "Immortal Lands" è una sorta di collage che raggruppa composizioni vecchie e nuove. "Flow Of Nature" è probabilmente più personale e profondo a mio modo di vedere, e questa impressione nasce sicuramente dal fatto che l'abbiamo concepito in due soltanto, c'è dunque una maggiore intimità. Quanto al riconoscere i nostri miglioramenti, penso che sì, ci siano stati. Che si siano avuti a livello della strumentazione, della composizione o anche solo della produzione, resta il fatto che comunque questo CD ha richiesto molto più lavoro e che è oltretutto costruito meglio. Ma la pressione esercitata dal rispetto dei tempi, e di altri fattori, ci ha impedito alcune possibilità che avremmo potuto mettere in pratica in modo migliore.
Quando descrivo la vostra musica, tendo a definirla "black metal melodico". E' una definizione vaga, lo sò. Ma secondo voi quale potrebbe essere il modo più adeguato per spiegare la vostra musica ai lettori? E che cos'è il black metal, per gli Astrath? Come ti ho sempre detto, preferiamo non cristallizzarci dietro un'etichetta. Attaccarsi ad un'etichetta come "black metal", è già un modo di restringere il proprio campo visuale e di vedere le proprie possibilità estremamente diminuite. Dunque, io compongo qualche cosa senza un grande preavviso, e poi vado dove mi porta l'ispirazione. Ma se noi dovessimo tentare di definire la nostra musica, potremmo dire che abbia a che fare col metal melodico. I nostri primi demo erano probabilmente più black metal, ma crediamo che "Flow Of Nature" non abbia più molto a che fare con quello. Più che black, noi preferiamo "estremo" , che è un termine più vasto e allo stesso tempo molto mirato. In fondo, tutto dipende dalle parti o semplicemente dalla gente che l'ascolta. Non tutti abbiamo la stessa concezione di estremo. Il black metal per noi? Della musica!
Cosa state facendo attualmente? State soltanto promuovendo "Flow Of Nature", o avete composto altre canzoni? In caso abbiate scritto qualcosa di nuovo, pensate che la vostra musica stia subendo un'ulteriore evoluzione? Noi siamo studenti in due università diverse. Uno è a Ginevra, l'altro a Glasgow. Siamo dunque in una fase "amministrativa", calma. Cioè, ci concentriamo a promuovere la nostra musica attraverso la rete (che, tra l'altro, ha appena subito una risistemata a livello di grafica). Ma questo non ci impedisce di continuare con gli Astrath da un punto di vista più materiale, in quanto delle nuove composizioni sono già pronte. Evoluzione è il nostro motto, ogni opera deve essere qualcosa di diverso, altrimenti non ci sarebbe interesse alcuno nell'ascoltare due CD differenti. Tutto ciò che possiamo dire, è che il prossimo album sarà più purificato. Resterà sempre molto melodico, ma sarà sicuramente più accessibile e meno pregno di linee melodiche "barocche".
Gli Astrath sono ancora un duo, oppure si sono aggiunti dei nuovi musicisti? In tal caso, avete organizzato qualche concerto? E, in generale, che cosa significa suonare dal vivo, per voi? Ora come ora, contiamo di rimanere un duo, ma non escludiamo l'integrazione di nuovi musicisti nell'avvenire. Dunque, nessun concerto attualmente. Di più, non abbiamo mai pensato che gli Astrath non suonassero veramente una musica per concerti. Ogni volta che ne facciamo uno, sembra che la gente sia lì per ascoltare la musica piuttosto che per muoversi al suo ritmo. Astrath è una musica da ascoltare, mica solo da sentire! Ciò nonostante, non è escluso che ne faremo in futuro, ma saranno sicuramente al di fuori di Ginevra. Non riusciamo proprio ad integrarci allo spirito metal di questa città, siamo sempre stati un po' esclusi dalla scena locale.
Tornando a "Flow Of Nature", di cosa trattano i suoi testi? A cosa si ispira Aganoth, quando li scrive? "Flow Of Nature" è un'idea che ha preso forma già due anni fa. All'interno di questo concept album, l'ascoltatore segue un viaggio, quello dell'acqua. Attraverso le diverse canzoni, si segue il fluire dell'acqua che, lungo le diverse tappe del suo cammino va a toccare alcune tematiche ambientali, filosofiche o semplicemente sulla contemplazione di certi fenomeni naturali.
Riguardo a te invece, Asteria, quali sono le tue fonti di ispirazione? Nel tuo songwriting ho notato tanto black, del pagan/black, dei riferimenti al metal classico ed anche alla musica classica. Tu stesso mi hai confermato, in una mail, di essere un appassionato del barocco e di Bach in particolare... Le mie ispirazioni sono numerose e dipendono soprattutto da ciò che ascolto, dai periodi, dagli avvenimenti o ancora dalle mie emozioni. A livello della musica, c'è palesemente un elemento principale: J.S. Bach. Devo dire che ho votato un culto a questo personaggio che è per me il più grande compositore che sia esistito. Altrimenti, del metal, black, death. Per citare dei gruppi ti dirò Hypocrisy, Arcturus, Tyr, Windir o ancora Ulver.
Cosa dobbiamo aspettarci dagli Astrath per il futuro? Per il prossimo anno, non penso che si dovranno aspettare grandi cose, a causa dei nostri rispettivi studi e soprattutto perché contiamo di prenderci un po' di tempo per fare pubblicità al gruppo. Per contro, gli Astrarh non si estingueranno e siamo convinti di poter riprendere i lavori per un buon album appena avremo del tempo a nostra disposizione!
Riguardo al tuo progetto solista, Asteria, c'è qualche novità in vista? Sei soddisfatto dei riscontri che stanno ottenendo i tuoi lavori? C'è qualche novità. Ho avuto dei ritardi nella registrazione di un CD con il mio batterista ospite, ma contiamo di rimetterci in carreggiata in agosto, dando così alle stampe un nuovo CD intitolato "Nil Sine Deo". Quest'album sarà molto speciale e assai lontano da quanto abbia fatto fino ad oggi, ma preferisco non aggiungere altro. Sono soddisfatto di ciò che faccio, ma devo ammettere che mi mancano un po' di mezzi, ci sono delle cose che mi piacerebbe fare ma che non posso metterle in atto. Un progetto solista garantisce da un lato ampia libertà nel processo creativo, che però va a scontrarsi con le difficoltà di metterlo all'opera. Devo dire che mi piace, perché dà luogo a delle sfide ed a nuove difficoltà da superare. Posso anche fare tutto ciò che voglio senza costrizioni, la qual cosa non è così malvagia di tanto in tanto.
Bene, questa breve intervista è finita. Augurandovi una buona fortuna, lascio a voi le ultime parole. Grazie mille per aver speso del vostro tempo per lasciarci parlare della nostra musica. Per tutti coloro che ci ascoltano, sappiate che noi mettiamo in scaricamento libero la nostra musica, sul nostro sito internet. I commenti sono sempre i benvenuti! Buona continuazione per il vostro giornale!