Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/205009

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Cosa ne pensa il Consiglio federale dell'idea di creare condizioni quadro a favore di un mercato di investitori terzi per il risanamento degli edifici?</p><p>2. Come si potrebbero creare condizioni quadro interessanti per un simile mercato?</p><p>3. Come si può creare un simile mercato tutelando al contempo il più possibile i diritti dei proprietari fondiari?</p><p>4. Quali problemi/ostacoli devono essere presi in considerazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1 e 3 </p><p>Oltre al consolidato mercato ipotecario, che comprende anche speciali "ecoprestiti" a condizioni vantaggiose, esiste il contracting del risparmio energetico, un'ulteriore strumento dell'economia di mercato che permette a terzi di investire nel risanamento energetico degli edifici: un soggetto terzo, di norma un fornitore di energia, finanzia il risanamento, mentre il proprietario dell'immobile (mutuatario) gli corrisponde un interesse pari ai costi energetici risparmiati grazie alla ristrutturazione. Un contracting del risparmio energetico può essere interessante anche nel caso della proprietà per piani: spesso, infatti, se più parti devono accordarsi per effettuare un risanamento energetico, la ripartizione dei relativi costi è un ostacolo, che un contracting del risparmio energetico può ridurre. Inoltre, anche i proprietari di case unifamiliari, ad esempio all'interno di un quartiere, possono unirsi per un contracting del risparmio energetico: in tal modo possono beneficiare, oltre che del finanziamento di terzi (fornitore di energia), anche dell'effetto scala dovuto alle dimensioni del progetto. Per rendere interessante il contracting del risparmio energetico anche per gli immobili in affitto, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) sta attualmente riflettendo su una revisione dell'ordinanza del 9 maggio 1990 concernente la locazione e l'affitto di locali d'abitazione o commerciali (OLAL; RS 221.213.11). La revisione dovrebbe permettere di addebitare agli inquilini, includendoli nelle spese accessorie, gli interessi dovuti al mutuante per un importo pari al risparmio energetico conseguito. Attualmente è possibile addebitare agli inquilini, includendola nel canone d'affitto, solo la quota del risanamento energetico che ha prodotto un valore aggiunto per l'immobile. La revisione prevista dovrebbe portare a un aumento degli interventi di risanamento energetico negli immobili in affitto. </p><p></p><p>Considerate le opportunità d'investimento già esistenti, il Consiglio federale non ritiene attualmente necessario intervenire per gli adeguamenti richiesti nella mozione. </p><p></p><p>Ad 4 </p><p>I maggiori ostacoli al risanamento energetico degli edifici sono la mancanza di know-how o l'insufficienza di incentivi economici. Il programma SvizzeraEnergia della Confederazione vuole porre rimedio a questa situazione. Attualmente questo programma sta mettendo un forte accento sul tema del fabbisogno di calore e informa la popolazione, attraverso diverse campagne, sulle possibilità esistenti, e relativi vantaggi, per il risanamento energetico degli edifici e per la sostituzione dei sistemi di riscaldamento. Inoltre, nel quadro dell'attuale revisione della legge sul CO2 si sta discutendo, oltre che sul Programma Edifici, anche di altre misure di promozione. Tra queste citiamo i contributi erogati a favore della sostituzione degli impianti di riscaldamento a combustibili fossili o i contributi per la copertura dei rischi a lungo termine legati agli investimenti per interventi di ristrutturazione degli edifici a basso impatto sul clima. </p>  Risposta del Consiglio federale.