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Preso atto del sì sorprendentemente chiaro alla modifica all'articolo costituzionale concernente la diagnosi preimpianto (DPI), il Partito evangelico (PEV) lancerà un referendum contro la legge, mettendo in atto la minaccia espressa nel corso di tutta la campagna.
"Nella legge il Parlamento si è spinto troppo lontano", ha detto oggi all'ats la consigliera nazionale e presidente del PEV Marianne Streiff. La Svizzera diventerebbe più liberale rispetto a certi paesi che autorizzano questo esame genetico sugli embrioni generati artificialmente prima di impiantarli nell'utero, solo nel caso di coppie portatrici di gravi malattie ereditarie.
Secondo la presidente del PEV, molti che hanno votato sì oggi, diranno no alla legge. L'articolo costituzionale appare ancora inoffensivo, per questo motivo molti lo hanno accolto oggi.
Una larga coalizione appoggerà il referendum, secondo Streiff. Sostenitori si troveranno praticamente in tutti i partiti e presso tutte le organizzazioni di difesa degli handicappati. Il PEV ha 100 giorni a partire dalla pubblicazione della legge nel Foglio federale per raccogliere le firme.
Il Consiglio federale aveva voluto restringere l'accesso alla DPI solo alle coppie portatrici di gravi malattie ereditarie. Il Parlamento ha esteso questo diritto alle coppie che non possono avere figli in modo naturale.
SDA-ATS