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Il ridimensionamento della domanda dalla Cina impatta sulle esportazioni giapponesi, in calo al ritmo più sostenuto in due anni. In base ai dati del ministero delle finanze nipponico, nel mese di gennaio l'export è diminuito dell'8,4% a un valore di 50,2 miliardi di dollari (grossomodo la medesima somma in franchi): si tratta della massima contrazione dall'ottobre 2016.
Lo scambio commerciale con la Cina, il maggior partner asiatico del Giappone, ha registrato una flessione del 17,4%, a causa del rallentamento della crescita dell'economia a le frizioni sul commercio internazionale tra Pechino e Washington. La debolezza dell'export si manifesta in una fase della congiuntura che vede consumi ancora fiacchi nel Paese del Sol Levante.
Il prodotto interno lordo nel periodo da ottobre a dicembre è cresciuto dello 0,3%, beneficiando principalmente degli investimenti aziendali incentivati dal governo, dopo una serie di disastri naturali che hanno colpito il Paese la scorsa estate.