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È stato giudicato responsabile di appropriazione indebita e altri capi d’accusa. Anche il socio in affari Beat Stocker è stato riconosciuto colpevole.
Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha giudicato l’ex capo di Raiffeisen Pierin Vincenz colpevole di diversi capi d’accusa per appropriazione indebita, gestione infedele e ripetuta falsità in documenti. Tuttavia, è stato assolto per altre imputazioni.
Questa pena detentiva sarà eseguita, come indicato nella sentenza di questa mattina. La corte ha pure deciso una pena pecuniaria sospesa di 280 aliquote giornaliere da 3000 franchi e la restituzione di 236mila franchi a Raiffeisen.
Il socio in affari di Vincenz, Beat Stocker, che è stato anche riconosciuto colpevole, ha ricevuto una condanna a quattro anni di prigione, che deve scontare. Come pure una multa di 160 aliquote giornaliere di 3000 franchi sospesa.
Vincenz e Stocker avrebbero investito segretamente in aziende e poi abbiano fatto in modo che queste aziende fossero acquistate da Raiffeisen o dalla società di carte di credito Aduno. In queste transazioni e acquisizioni, i due sono accusati di aver rastrellato profitti illegali per milioni. Vincenz avrebbe inoltre accollato a Raiffeisen più di mezzo milione di franchi di spese per visite in locali a luci rosse e viaggi privati.
Nel corso del processo Vincenz si era detto cosciente del fatto che in vent’anni di carriera presso Raiffeisen può aver commesso errori, ma aveva assicurato di non aver mai fatto niente di proposito per danneggiare la banca per la quale lavorava. Proprio per questo chiedeva l’assoluzione.
Dura critica sulle spese negli strip club
Il tribunale ha duramente criticato il modo in cui sono state contabilizzate le spese di Vincenz. Le numerose visite a strip club e cabaret non erano "nell’interesse di Raiffeisen".
Questo modo di intendere che tutte le uscite andassero contabilizzate come spese va "chiaramente troppo lontano", ha detto il giudice. Ci sono limiti anche alla cura delle relazioni. Per il tribunale distrettuale, questo limite è di 1000 franchi per visita ad un ristorante, non di più. Da qui la condanna per ripetuta amministrazione infedele.
Vincenz ha pure "voltato le spalle alla sua funzione" in occasione di un appuntamento sull’app di incontri Tinder, che ha descritto come un "colloquio per una candidatura", e per la ristrutturazione di una stanza d’albergo messa a soqquadro. Si è quindi reso colpevole anche di ripetuta appropriazione indebita.
Colpa considerevole
Vincenz ha dimostrato un alto grado di energia criminale in merito alle partecipazioni segrete. Nel complesso, la sua colpa è "considerevole". Ha abusato della sua elevata posizione di fiducia. Tuttavia, bisogna dargli credito del fatto che nessun "cittadino comune" è stato danneggiato. Inoltre, Raiffeisen non disponeva di un adeguato meccanismo di controllo interno, ha detto il giudice.
L’ex Ceo è stato assolto su diversi punti perché il pubblico ministero non ha potuto presentare alcuna prova valida, ha detto il giudice. Il procuratore aveva chiesto una pena detentiva di sei anni.
Nel fissare la sanzione, il tribunale ha tenuto conto anche dell’intenso battage mediatico, che ha dato spazio anche ad atti segreti. Per questa ragione ha ridotto la pena detentiva di nove mesi.
La corte ha condannato Stocker in parte per gli stessi reati, più precisamente per ripetuta amministrazione infedele, istigazione all’amministrazione infedele, truffa, tentata truffa, corruzione passiva, violazione del segreto commerciale e falsità in documenti.
Stocker oggi ha ribadito la sua innocenza affermando di non essere assolutamente d’accordo con la sentenza. "È probabile che una seconda istanza esaminerà il verdetto", ha detto il suo avvocato Andreas Blattmann a Keystone-ATS. Prima, però, si analizzerà la sentenza.
Dei cinque coimputati che avrebbero aiutato Vincenz e Stocker nelle loro transazioni illegali, tre sono stati condannati a pene pecuniarie sospese. Uno è stato assolto e un caso è stato archiviato a causa delle cattive condizioni di salute dell’imputato.
Il procuratore Marc Jean-Richard-dit-Bressel è piuttosto soddisfatto dalla sentenza. La corte ha emesso un giudizio differenziato e critico. Nei punti essenziali gli argomenti dell’accusa sono stati accolti dal tribunale: la strategia del ministero pubblico in prima istanza si è dunque rivelata corretta.
Non è ancora deciso se farà appello chiedendo un inasprimento della pena. In un primo tempo sarà valutata la sentenza scritta e il comportamento delle altre parti.
Dal canto suo, il gruppo Raiffeisen ha preso atto della sentenza e annunciato un ricorso in via precauzionale. Quale accusatore privato, intende determinare come procedere dopo aver analizzato le ragioni scritte del verdetto.
La banca ha spiegato a Keystone-ATS che, tenendo conto del fatto che il procedimento non è chiuso, non intende rilasciare ulteriori dichiarazioni.