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La Federazione internazionale di calcio (FIFA) ha confermato martedì a Zurigo che il Brasile, unico candidato in lizza, organizzerà i Mondiale del 2014.
Presente sulle rive della Limmat, il presidente brasiliano Lula non ha nascosto la sua gioia.
Cinque volte campione del mondo, il Brasile aveva ospitato finora un'unica volta la fase finale del torneo, nel 1950.
Il comitato esecutivo della FIFA ha comunicato la sua decisione martedì pomeriggio. Il paese sudamericano era l'unico in lizza per l'edizione 2014.
Per il momento del progetto si conoscono solo le grandi linee. Diciotto città sono candidate per accogliere le partite. Nel progetto finale dovrebbero restarne solo tra 8 e 13.
Già fin d'ora vi sono comunque alcune certezze: dopo essere stato teatro della mitica finale del 1950, quando il Brasile fu sconfitto dall'Uruguay davanti a 200'000 persone, il Maracanà di Rio de Janeiro ospiterà sicuramente l'ultimo atto della competizione. Lo stadio, ormai fatiscente, sarà completamente rinnovato.
Nel nord-est del paese – una delle regioni più povere del Brasile – saranno inoltre costruiti quattro nuovi stadi.
Grandi promesse
Secondo il presidente della Federazione brasiliana di calcio Ricardo Teixeira, per finanziare il mondiale si farà appello soprattutto a fondi privati.
I campionati del mondo – ha pure sottolineato Teixeira – "avranno un impatto sia a livello economico che sociale" e lasceranno un'eredità permanente con delle migliorie nel settore dei trasporti, della sanità e della sicurezza.
Il governatore dello stato dell'Amazzonia Eduardo Braga, presente a Zurigo, ha dal canto suo promesso che i mondiali "contribuiranno a dare una spinta allo sviluppo sostenibile". Il torneo – ha sottolineato – "sarà il primo mega avvenimento mondiale che riunirà miliardi di persone attorno al tema della conservazione dell'ambiente e dei cambiamenti climatici".
Dichiarazioni di circostanza o promesse sincere? Solo il futuro potrà dirlo.
Alloggio e sicurezza
Il paese dovrà compiere diversi sforzi per migliorare le sue capacità alberghiere. La FIFA prevede un minimo di 55'000 camere per 1,5 milioni di pernottamenti. Il paese dispone di "un'incredibile capacità in materia di infrastrutture alberghiere, ma almeno quattro città avranno grosse difficoltà per l'organizzazione", osserva la FIFA.
Un altro punto dolente è la sicurezza. Il Brasile ha infatti un elevato tasso di criminalità.
Il gruppo d'esperti che ha analizzato il dossier rileva però che "la realtà non è così terribile come spesso crede l'opinione pubblica".
Arrivato martedì mattina a Zurigo, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva non ha nascosto la sua gioia quando Joseph Blatter – patron della FIFA – gli ha teso il trofeo della Coppa del Mondo.
"Per noi brasiliani il calcio non è solo uno sport, è una vera e propria passione nazionale", ha dichiarato Lula.
Il presidente brasiliano ha poi promesso che il suo paese "adempierà ai suoi doveri con una grande fierezza", prima di concludere: "E se tutto andrà bene, vinceremo ancora una Coppa del Mondo".
swissinfo e agenzie
In breve
Il Brasile aveva presentato la sua candidatura per l'edizione 2014 nel dicembre 2006. Il torneo dovrebbe disputarsi in un massimo di 13 città.
L'Argentina è stato nel 1978 l'ultimo paese sudamericano ad aver organizzato una Coppa del Mondo.
Nel 2010 il torneo verrà disputato in Sudafrica.
Lunedì la FIFA ha deciso di abbandonare il sistema di rotazione tra continenti. Ciò significa che tutte le federazioni nazionali possono portarsi candidate a condizione che la loro confederazione non abbia già accolto una delle ultime due edizioni.
La Federazione australiana ha fin d'ora annunciato che si candiderà per l'organizzazione della Coppa nel 2018.
Partenariato strategico
In occasione della sua visita a Zurigo, il presidente brasiliano ha incontrato pure la sua omologa svizzera Micheline Calmy-Rey.
Dall'incontro è scaturita l'intenzione di accrescere i contatti a livello politico e di intensificare la collaborazione in settori come l'economia, la scienza, la tecnologia e le energie rinnovabili, ad esempio il bioetanolo.
In un primo tempo i due paesi concluderanno un partenariato strategico, che nel 2008 dovrebbe sfociare in un accordo.
Il Brasile è uno dei paesi prioritari della politica economica esterna della Svizzera.