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Sotto la lente delle autorità le affermazioni che un granconsigliere UDC svittese ha fatto sabato a Rapperswil-Jona
RAPPERSWIL-JONA - La polizia sta esaminando il contenuto di un discorso pronunciato da un granconsigliere UDC del cantone di Svitto durante una manifestazione di oppositori alle misure sanitarie, sabato a Rapperswil-Jona (SG). Non si sa ancora se il pubblico ministero del canton San Gallo avvierà un procedimento legale.
Nel suo discorso, David Beeler ha sostenuto che il Consiglio federale «ha tradito il paese» e che in Svizzera vige la «legge marziale»: «I responsabili di questa pandemia dovrebbero essere portati davanti a una corte marziale» ha detto il rappresentante UDC, che si è lanciato in paragoni con il Terzo Reich e l'Olocausto. Ha pure affermato che la polizia «spara sui manifestanti e picchia le donne e gli anziani».
Sono in corso chiarimenti sulle affermazioni del deputato UDC, ha detto a Keystone-ATS Hanspeter Krüsi, portavoce della polizia cantonale sangallese, confermando una notizia diffusa dal portale 20min.ch. La polizia esaminerà il discorso e, a seconda dei risultati, informerà il pubblico ministero. Ci vorranno alcuni giorni prima di sapere se verrà aperto un procedimento.
Beeler aveva già creato scompiglio al parlamento di Svitto alla fine di settembre durante un dibattito sul personale sanitario. In quell'occasione aveva criticato le misure sanitarie contro il coronavirus. Il presidente del Parlamento alla fine lo ha interrotto. Per la manifestazione di sabato a Rapperswil-Jona, David Beeler ha annunciato di voler ripetere quello stesso discorso. Nella lista degli oratori dell'evento è stato presentato come membro del parlamento cantonale di Svitto con la menzione: "Da noi, nessuno toglie il microfono".