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Il Tribunale federale ha ridotto la pena di un uomo condannato per stupro perché l'atto era durato "poco", una decisione in cui conferma che la durata di uno stupro può influenzare la pena della persona che lo ha commesso.
La sentenza è stata pubblicata il 22 novembre scorso ma ha colto l'attenzione dei media svizzeri solo ieri, dopo che il portale francese RTL ne aveva riferito. Il Tribunale federale ha quindi seguito in parte un prima decisione in questo senso della Corte d'appello di Basilea che, nel 2021, aveva ridotto la pena di un uomo condannato per stupro sulla base del fatto che il crimine era durato "solo 11 minuti" e che la vittima aveva "giocato con il fuoco" e "ha dato "segnali sbagliati" avendo avuto rapporti sessuali consensuali poco prima la sera nei bagni di un bar.
L'imputato, di nazionalità portoghese, è stato condannato in primo grado a 51 mesi di reclusione e a otto anni di espulsione dal territorio svizzero. In appello la sua pena è stata ridotta a 36 mesi di reclusione, di cui 18 pene detentive e sei anni di interdizione dal territorio svizzero. Una decisione che ha provocato, nell’estate del 2021, un’ondata di proteste nel semi-cantone.
Il Tribunale federale svizzero ha annullato la decisione della Corte d'appello di Basilea, stabilendo che la vittima non poteva essere incolpata per il suo primo incontro sessuale consensuale, ma ha stabilito che tenere conto della durata dello stupro "era conforme alla legge federale".