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Il consigliere agli Stati PLR Thierry Burkart chiede a nome del gruppo, con una mozione depositata durante la scorsa sessione parlamentare, l'introduzione di un servizio civico obbligatorio per donne e uomini per ovviare alla carenza di personale nell'esercito e nella protezione civile.
Tale richiesta secondo Burkart appare particolarmente urgente oggi, all'indomani di un voto poco rassicurante, quello sui caccia, che mette in luce la necessità di intensificare il dialogo con la popolazione sulla politica di sicurezza svizzera. Il sistema proposto dal parlamentare, responsabile appunto della campagna per l'acquisto dei caccia, non è da concepire come concorrenziale rispetto al modello attuale. L'argoviese ritiene importante che tutti diano il proprio contributo alla società e rigetta la critica secondo la quale le donne, che già si assumono la maggior parte degli impegni domestici e di cura dei figli, non hanno bisogno di essere ulteriormente sollecitate.
"È vero, ha riferito Burkart, le donne svolgono già una parte molto importante del lavoro volontario in questo paese. Ciò va riconosciuto e apprezzato, essendo indispensabile. Ma anche gli uomini sono molto attivi nel volontariato. Ci sono doveri che devono essere compiuti dalle donne e dagli uomini. Questo è importante affinché le nostre istituzioni possano continuare a funzionare, ed è anche una questione di parità: stessi diritti significa anche stessi doveri". Di tutt'altro parere la consigliera agli Stati ecologista Lisa Mazzone, co-presidente di Civiva, la federazione svizzera per il servizio civile.
"Personalmente - riferisce - sono sempre stata a favore di un servizio scelto su base volontaria. Questa mozione resta però nel campo dell'obbligatorietà. Non è la giusta soluzione. Sarebbe invece un gran progresso se alle donne fosse reso possibile disporre di un accesso volontario diretto al servizio civile. Oggi non è il caso: le donne possono accedere direttamente solo all'esercito. Se vogliono svolgere il servizio civile, sono obbligate ad accedere all'esercito e a dire che hanno un conflitto di coscienza per potersi impegnare nel servizio civile".