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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a creare una gestione agile e capace di far evolvere la transizione digitale svizzera verso una governance ancora più reattiva.</p><p>L'avvento del digitale comporta una rivoluzione tecnologica inedita in quanto alla portata del suo impatto sulla società e l'economia. La Svizzera vi risponde in modo efficace: Strategia "Svizzera digitale" adottata in aprile 2016; "Dialogo Svizzera digitale" che permette degli scambi con gli attori chiave (economia, scienza, ricerca, società civile); gruppo interdipartimentale "Svizzera digitale" che coordina le attività in seno all'amministrazione federale; Conferenza nazionale sulla società dell'informazione, in preparazione. </p><p>La sfida è colossale: si tratta infatti di evolvere tanto rapidamente quanto Google, Amazon, Apple e le start-up del mondo digitale. In questa folle corsa chi non tiene il passo retrocede. La Svizzera è al secondo posto su scala mondiale in termini di competitività ma soltanto all'ottavo per quanto riguarda la digitalizzazione dell'economia (IMD 2017).</p><p>Per questo motivo occorrerebbe riconsiderare la modalità di governance. L'approccio classico, strutturato, gerarchico e top-down, affermatosi in passato, non è quello degli attori del mondo digitale. </p><p>A fronte di una tale rivoluzione tecnologica e della società, si impone una governance rivoluzionaria. Non si tratta di trasformare l'amministrazione federale in una start-up ma sarebbe opportuno ispirarsi alle pratiche che aumentano l'agilità e accelerano la circolazione delle idee. </p><p>Domani, ogni Paese di punta sarà un Paese che si trova a suo agio nel mondo digitale. I comportamenti umani devono adeguarsi come pure le modalità di governance.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per impostare la digitalizzazione, ad aprile 2016 il Consiglio federale ha adottato la strategia "Svizzera digitale". In questo modo si impegna a sfruttare appieno le opportunità offerte dalla digitalizzazione e definisce linee guida per gli interventi statali. La strategia mostra come le autorità, l'economia, la scienza, la ricerca e la società civile potrebbero collaborare affinché la Svizzera possa trarre il massimo beneficio dai processi di trasformazione che accompagnano la digitalizzazione. Il Consiglio federale è dell'opinione che lo scambio tra tutti gli attori (dialogo tra i gruppi multilaterali), i processi della democrazia diretta e la struttura federalistica vicina ai cittadini rappresentino un vantaggio per lo sviluppo della Svizzera digitale, poiché sostengono la ricerca di una soluzione comune a questioni legate alla transizione digitale. </p><p>Sul piano politico la presidente della Confederazione Doris Leuthard e il consigliere federale Schneider-Ammann hanno istituito il Comitato consultivo Trasformazione digitale. È composto da rappresentanti di imprese, istituti di formazione e associazioni e serve allo scambio di vedute tra la politica, l'economia e la scienza in merito alle questioni importanti della digitalizzazione. </p><p>Con le misure menzionate nel piano d'azione "Svizzera digitale" la Confederazione contribuisce concretamente a rispondere alle molteplici sfide della digitalizzazione. In tale contesto rafforzare la formazione e la ricerca ha un ruolo centrale. Il rapporto "Sfide della digitalizzazione per la formazione e la ricerca" del 5 luglio 2017 prevede a tal fine una serie di misure. Conformemente ai principi della politica svizzera della formazione e della ricerca, che pone al centro la sussidiarietà della Confederazione e l'autonomia degli attori, si mira innanzitutto a fare in modo che gli attori siano in grado di affrontare meglio le sfide con l'aiuto delle nuove tecnologie. </p><p>Nell'ambito dei servizi elettronici proposti dalle autorità, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni perseguono l'obiettivo comune di offrire alla popolazione, all'economia e all'amministrazione prestazioni trasparenti, economiche e interamente elettroniche. A tale proposito hanno definito progetti strategici che contribuiranno a rendere l'e-government in Svizzera qualcosa di ovvio. È pertanto chiaro che anche i processi operativi e le modalità di lavoro all'interno dell'amministrazione devono essere modernizzati. Il Consiglio federale ha deciso quindi d'introdurre forme di lavoro moderne e mobili come la "Work Smart Initiative", che promuove il lavoro flessibile e indipendente dal luogo. La strategia TIC e quella del personale della Confederazione sono orientate all'attuazione di forme di lavoro mobili. </p><p>Anche la digitalizzazione dell'economia viene portata avanti dalla Confederazione tramite provvedimenti mirati. Tra questi rientrano i progetti "Federazione svizzera delle identità" e "One-Stop-Shop" della Segreteria di Stato dell'economia SECO. Per quest'ultimo sarà creato entro la fine del 2019 un portale nazionale e-government che renderà interamente accessibili i dieci servizi amministrativi elettronici più richiesti per l'economia in modo semplificato e senza conoscere le autorità competenti.</p><p>La questione dell'impostazione della digitalizzazione nel nostro Paese sarà inoltre il tema centrale della Conferenza nazionale "Svizzera digitale" che si terrà il 20 novembre 2017 a Bienne. In quest'occasione, assieme agli attori importanti sarà tratto un bilancio intermedio sui lavori finora svolti e sarà valutato il bisogno concreto di attuare ulteriori misure. Il gruppo di coordinamento interdipartimentale "Svizzera digitale" è stato incaricato della preparazione e dell'organizzazione della Conferenza nonché dell'accompagnamento dei lavori di attuazione della Strategia "Svizzera digitale" all'interno della Confederazione. </p><p>Infine, per quanto riguarda l'assetto flessibile dell'organizzazione della digitalizzazione, quale richiesto dall'autore della mozione, almeno in relazione all'amministrazione federale centrale, occorre constatare quanto segue: se da una parte la sua organizzazione prettamente gerarchica è predefinita dalla legge sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione, dall'altra non è per niente chiaro se i tre principi organizzativi proposti darebbero dei buoni risultati in seno all'amministrazione, che deve rispettare il principio della legalità (secondo cui tutti gli interventi statali devono avere una base legale) ed essere impostata dalla politica. Gli attuali principi di gestione, ben funzionanti, non vanno abbandonati se non vi è la necessità. </p><p>Alla luce di tali constatazioni, il Consiglio federale considera che la richiesta dell'autore della mozione per un'impostazione efficiente della digitalizzazione in Svizzera è già oggi soddisfatta in modo adeguato. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.