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GINEVRA - Berna accetta di rinviare la consegna di un milione di dosi di vaccino Moderna in modo che Covax, il dispositivo internazionale che mira a garantirne l'accesso anche ai paesi più poveri, possa distribuirle entro la fine di dicembre. La Svizzera è il primo paese a compiere un gesto di questo tipo.
In cambio, la Confederazione prenderà il posto di Covax nella fila d'attesa e riceverà le sua dosi nel 2022, annuncia oggi a Ginevra l'Alleanza Mondiale per Vaccini e Immunizzazione (GAVI), sottolineando come si tratti di «un esempio» di come sia facile migliorare la consegna di questi preparati ai paesi in via di sviluppo.
GAVI invita anche gli altri governi ad agire allo stesso modo. Con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) chiede da mesi ai paesi ricchi, che dispongono di dosi in eccesso, di condividere le loro scorte con Covax o di ritardare di qualche mese la loro fornitura.
La Svizzera ha già promesso quattro milioni di dosi a Covax del preparato AstraZeneca, non omologato da Swissmedic. Le prime sono state inviate in Sierra Leone in ottobre. Dopo aver disposto un sostegno finanziario, il Consiglio federale ha deciso a fine giugno di mettere a disposizione queste dosi, seguendo le richieste dell'OMS.
Ci sono però voluti quasi due mesi prima che i documenti fossero firmati da GAVI e dal produttore. A livello finanziario, Berna ha promesso 20 milioni di franchi l'anno scorso, più altri 125 milioni quest'anno, per aiutare ad acquistare dosi per i paesi poveri.
A livello internazionale, diversi paesi hanno già promesso a Covax centinaia di milioni di dosi. Il dispositivo si aspetta di ottenerne 1,5 miliardi entro la fine dell'anno e 2 miliardi entro il mese di marzo. Covax ha finora distribuito oltre 500 milioni di dosi in quasi 150 paesi.