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Da ormai 57 anni gli Stati Uniti portano avanti l’embargo commerciale nei confronti di Cuba, rendendo in tal modo inattuabile lo sviluppo economico del Paese, e provocando malcontento tra la popolazione. Nel 1996 questa misura è stata inasprita, con l’introduzione della Legge Helms Burton. Il terzo paragrafo della stessa prevede che cittadine/i statunitensi possono chiamare in causa e chiedere un risarcimento a persone fisiche e giuridiche(vale a dire società) straniere attive sul territorio di Cuba, che facessero uso di proprietà venute in essere dopo l’espropriazione rivoluzionaria. Il risarcimento offerto dal Governo cubano per tali espropriazioni è stato rifiutato dal Governo degli Stati Uniti. Fino ad oggi tutti i Presidenti USA che si sono succeduti non hanno richiesto l’applicazione di questo paragrafo. Al contrario, in data 2 maggio 2019 il Presidente Trump ha preteso che la Legge Helms Burton sia applicata nella sua totalità.
Il Partito svizzero del lavoro condanna questa ennesima aggressione del Governo statunitense nei confronti di Cuba. Il paragrafo 3 contraddice il diritto internazionale ,e molti Paesi, come ad esempio Cina, Russia e Canada ,e Unione Europea, l’hanno condannato. Questi Paesi invitano le imprese toccate dalla misura a ribellarsi. Il nostro Partito saluta questa presa di posizione, ma si rammarica che non ve ne siano di più incisive.
E ancor di più ci rammarichiamo del silenzio in merito a ciò da parte del Governo svizzero. Tramite il nostro Consigliere nazionale Denis de la Reussille abbiamo presentato un’interpellanza chiedendo al nostro Esecutivo di opporsi fermamente ed esplicitamente all’applicazione del terzo paragrafo.
Tramite l’embargo si tenta di mantenere Cuba, un Paese libero e sovrano, sotto una specie di tutela coloniale. Questo non è accettabile.
Il Partito del lavoro auspica che sia posta fine all’embargo.
PsdL