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Materiale & quantità
Siero, 1ml
Informazioni cliniche
L’agente eziologico della tularemia (febbre del coniglio) è la Francisella tularensis, un bacillo gram-negativo. Serbatoi dell’infezione sono lepri, conigli, ratti, topi, scoiattoli e animali domestici. Come vettori possono fungere anche zecche, pulci, pidocchi, acari e mosche. L’agente penetra nel corpo attraverso la pelle, il sacco congiuntivale, la cavità orale e le vie respiratorie. Dopo un periodo di incubazione di 3 – 10 giorni la malattia presenta un esordio improvviso, privo di sintomi prodromici, caratterizzato da febbre, ingrossamento dei linfonodi con suppurazione e formazione di fistole cutanee. A seconda dello stadio di generalizzazione la tularemia si può manifestare anche a livello viscerale. Titoli anticorpali significativi sono riscontrabili non prima della 2a – 4a settimana della malattia. Il tasso di mortalità in Eurasia si aggira sull’1%. Dopo un’infezione rimane un’immunità a lungo termine, ma non assoluta.
Nota aggiuntiva: Si possono avere reazioni crociate con ceppi di Brucella e con Yersinia enterocolitica