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Amnesty International scende in campo in Svizzera nell'ambito dello sciopero delle donne: la sezione elvetica dell'organizzazione lo fa richiamando l'attenzione sulla - a suo avviso - scioccante portata della violenza sessuale; e lancia un appello a Consiglio federale e Parlamento.
Il 14 giugno le attiviste e gli attivisti di Amnesty saranno presenti in nove città svizzere - Berna, Zurigo, Ginevra, Losanna, Lucerna, Neuchâtel, Friburgo, Monthey e Winterthur - per dare voce alla richiesta di una riforma radicale del diritto penale svizzero in materia di reati sessuali, che "è ormai superato", si legge in un comunicato diffuso martedì.
Amnesty International si sta impegnando affinché, a seguito dello sciopero delle donne del 2019, in Svizzera venga applicata la Convenzione di Istanbul e per una riforma radicale della legge sui reati sessuali. Nel testo di legge rivisto, i rapporti sessuali non consensuali dovrebbero essere punibili come stupro. "Solo un sì è un sì: questo deve valere anche in Svizzera", sostiene l'ONG.
In una petizione, Amnesty invita la consigliera federale Karin Keller-Sutter a presentare delle proposte per una riforma del diritto penale in materia di reati sessuali affinché tutti gli atti sessuali non consensuali possano essere puniti.
ats/joe.p.