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Il vaccino Pfizer, basato sulla tecnologia mRna, sarebbe efficace solo del 60-80% sulla variante Delta e non del 95% come sulla variante originaria del virus. Lo riporta uno studio dell’Università ebraica di Gerusalemme, ripreso dal Jerusalem Post che riferisce anche come, secondo gli esperti, questo spiegherebbe l’aumento dei contagi in Israele, saliti sopra le 300 unità per la seconda volta da aprile. Un dato che, sempre secondo l’Università, potrebbe salire fino a 1’000 unità nel giro di qualche settimana.
Il risultato sembra mettere in guardia sui rischi di una futura diffusione del virus, finora drasticamente ridotta dalla campagna vaccinale, anche se tranquillizzano i dati sulle ospedalizzazioni e sui decorsi gravi della malattia: come affermato dal professor Eran Segal infatti, biologo computazionale del Weizmann Insitute of Science, nel paese mediorientale al momento solo da 3 a 5 persone su 1’000 contagiati sviluppano una forma grave del Covid-19, dato molto inferiore a quello del picco della pandemia dove erano da 20 a 30 ogni 1’000 contagi.
Un altro studio testimonierebbe invece come durante il contagio da variante Delta il corpo produca fino a due volte meno anticorpi neutralizzanti rispetto alla variante base del virus. Tuttavia, sempre secondo l’autore della ricerca, il vaccino continua a generare una “sostanziale” reazione a livello di anticorpi. Ad ogni modo, per ridurre ulteriormente il rischio di una nuova ondata, riporta il Post, sembra in Israele si stia considerando l’ipotesi di una terza inoculazione nelle fasce a rischio, al di là del reinserimento di alcune misure.