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L'avvenire dei cani di San Bernardo è salvo. La fondazione «Barry» assicurerà il loro allevamento, mentre un mecenate investirà 4 milioni per un museo.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2004 - 18:42
Una buona nuova per tutti gli amanti di questi cani, il cui allevamento non può più essere assicurato dai monaci dell'ospizio di San Bernardo.
L'allevamento dei cani San Bernardo proseguirà in Vallese. Gli storici quadrupedi disporranno persino di un museo, ricavato nel vecchio arsenale di Martigny (VS). L'annuncio, due mesi fa, della vendita dell'allevamento da parte dei frati dell'Ospizio San Bernardo ha mobilitato numerosi mecenati.
L'allevamento dei cani sarà affidato alla fondazione «Barry», che sarà creata in gennaio grazie al contributo finanziario fornito da un'artista basilese. La fondazione acquisterà pure il canile di Martigny nel quale gli animali trascorrono l'inverno. Per finanziarie le sue attività future, la fondazione solleciterà il sostegno delle collettività pubbliche.
Museo dei San Bernardo
La fondazione «Barry» collaborerà con la fondazione «Bernard et Carole de Watteville», istituita giovedì allo scopo di aprire a Martigny un museo dedicato ai cani. Il museo dovrebbe aprire i battenti nella primavera del 2006.
La costruzione sarà interamente finanziata dalla coppia de Watteville, che si è impegnata a coprire gli eventuali disavanzi per i prossimi dieci anni. In entrambi i progetti sono coinvolti anche Léonard Gianadda, fondatore della Fondazione Pierre Gianadda, nonchè il comune di Martigny.
Due mesi fa, i frati dell'Ospizio del San Bernardo avevano annunciato di essere costretti a vendere l'allevamento, perché non riescono più ad occuparsene.
I religiosi hanno posto quale condizione alla vendita che gli animali siano presenti sul passo del San Bernardo tutta la stagione estiva, in modo da permettere ai 10'000 turisti che vi si fermano di ammirare gli animali, simbolo della Svizzera nel mondo intero.
swissinfo e agenzie
In breve
Tra il 1660 e il 1670 i primi cani fanno la loro apparizione all'ospizio del Gran San Bernardo. All'inizio si tratta di cani da guardia. Già allora si parlava di animali di grandi dimensioni, ma all'epoca erano probabilmente più piccoli dei San Bernardo odierni.
Il famoso cane "Barry" detiene il record di 41 salvataggi, effettuati all'inizio del XIX secolo. Fino ad oggi, i cani hanno soccorso più di 2000 persone perse nella neve o investiti da valanghe.
I cani di San Bernardo non hanno mai portato delle botticelle al colo. Si tratta di un'invenzione degli artisti e scrittori del XIX secolo.
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