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Perù, il Parlamento boccia le elezioni anticipate
Respinta l'ipotesi avanzata dalla presidente Boluarte per porre fine alle manifestazioni antigovernative nel Paese
Il Parlamento peruviano in sessione plenaria ha bocciato l'ipotesi di anticipare le elezioni generali alla fine del 2023. La proposta era stata avanzata dalla presidente Dina Boluarte, in difficoltà dopo le proteste che nelle ultime settimane sono scoppiate in tutto il Paese. In aula i voti favorevoli sono stati 45, 65 quelli contrari e due le astensioni. Le elezioni sono previste, al momento, nell'aprile 2024.
La presidente Dina Boluarte aveva chiesto, ieri venerdì, di anticipare le elezioni generali entro la fine di quest'anno. Secondo media locali Boularte si era dapprima consultata sulla questione "con il ministro della Giustizia e con il presidente del Consiglio", affinché si possa rispondere alle esigenze di quanti stanno protestando nel Paese da sei settimane.
Boluarte aveva pure rilevato che partiti di destra e di sinistra hanno manifestato la loro disponibilità ad accompagnare l'anticipo del voto, anche se, a suo avviso, la proposta di Peru Libre (il partito dell'ex presidente Pedro Castillo) di far votare anche un referendum per un'assemblea costituente, non avrebbe altro risultato che "radicalizzare e insanguinare" il Perù. Il Parlamento, però, ha deciso altrimenti.
Sempre ieri il presidente del Consiglio dei ministri del Perù, Alberto Otárola, aveva sottolineato che "nei prossimi giorni" i ministeri della Difesa e dell'Interno valuteranno il quadro normativo per procedere allo sblocco di strade e autostrade a livello nazionale, con l'aiuto della polizia e dell'esercito, con una azione "in difesa della legalità".
Nel frattempo crolla il turismo nel Paese sudamericano. Negli ultimi mesi il settore ha subito perdite di 5,7 milioni di euro al giorno. La rivolta contro il Governo, che già causato una cinquantina di morti, si concentra a Cuzco, capitale inca e meta principale per chi visita il Paese.