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Raymond Eduard Gerber è stato uno dei primi piloti d’elicottero in Svizzera. La sua tuttavia fu una breve carriera: perse infatti prematuramente la vita in un banale quanto tragico incidente.
Raymond Gerber era originario di Fontainemelon, una località del comune di Val-de-Ruz, nel Canton Neuchâtel, ma nacque a Biel/Bienne il 2 luglio 1918.
Terminate le scuole dell’obbligo ottenne un diploma quale tecnico di macchine presso il Technikum (oggi Berner Fachhochschule Technik und Informatik).
Appassionatosi al mondo dell’aviazione, dopo aver conseguito nel 1943 la licenza di pilota d’aliante, ottenne la licenza di pilota privato d’aeroplano ed in seguito quella commerciale. Era pure in possesso dell’estensione per effettuare voli per il traino di alianti, evoluzioni acrobatiche, voli notturni nonché in possesso della qualifica di istruttore per la formazione di piloti privati.
Gerber venne assunto dall’Alpar, un’impresa di trasporto e servizi aerei basata all’aeroporto di Belp. Per conto di quest’ultima svolse per una decina d’anni le funzioni di capo-tecnico e pilota commerciale. In quest’ultima funzione compì molti voli con destinazione all’estero, voli sulle alpi e voli fotografici.
Gerber partecipò anche a meeting aviatori vincendo tra l’altro il 1° circuito aereo delle Isole organizzato sull’aeroporto di Ascona nel settembre 1949.
Pilota d’elicottero
All’inizio degli anni Cinquanta l’elicottero fece la sua apparizione in Svizzera e l'Alpar seguì con vivo interesse questa fase. L’avvenire sembrava essere promettente, anche se non privo di incognite.
Tra il 16 febbraio ed il 6 marzo 1952 la Air Import organizzò all’aeroporto di Belp il secondo corso per piloti d’elicottero. Gerber vi prese parte insieme ad Albert Müller, funzionario dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC). I due vennero formati da Sepp Bauer su Hiller 360.
Il 6 marzo 1952, superato l’esame finale, l’UFAC rilasciò a Raymond Gerber la licenza di pilota privato d’elicottero nr. 4. E’ interessante notare che gli elevati costi per la sua formazione di elicotterista furono finanziati con un importo di Frs. 16'000.-- messo a disposizione da una fondazione creata per promuovere lo sviluppo dell’aviazione civile in Svizzera (Stiftung zur Förderung des schweizerische Luftverkehrs).
Nel corso del 1952 non ci furono avvenimenti di rilievo, mentre l’anno seguente dal 25 gennaio al 1° febbraio 1953 Gerber si recò insieme a Walo Hörning e Hermann Aeschbacher (presidente del consiglio d’amministrazione rispettivamente direttore dell’Alpar) in Inghilterra per acquisire di prima mano informazioni sugli elicotteri prodotti dai britannici. Il 26 gennaio il trio visitò gli stabilimenti della Westland Aircraft Ltd a Yeovil, il 28 ci fu una visita presso la British European Airways (BEA) Helicopter Unit e infine il 29 gennaio ci fu la visita presso la Bristol Aeroplane a Filton.
Per completare la formazione pratica necessaria all’ottenimento di una licenza di pilota professionale d’elicottero (all’epoca erano richieste almeno 50 ore di volo) Gerber grazie ad un accordo con la Westland Aircraft Ltd, seguì un corso di pilotaggio insieme al capo-pilota John Fay. Il 6 febbraio 1953 al termine del corso d’istruzione che durò complessivamente 10h30’ superò l’esame pratico sotto la vigilanza dello stesso Fay.
Durante il suo soggiorno nel Regno Unito il pilota elvetico ebbe anche l’occasione di volare in doppio comando con l’apparecchio Bristol Sycamore 171. Effettuò infatti alcuni voli con il capitano Jock Cameron, capo della Experimental Helicopter Unit della BEA.
Il 7 aprile 1953 dopo il suo rientro in Svizzera l'UFAC, vista l'esperienza di volo nel frattempo accumulata, rilasciò a Raymond Gerber la licenza di pilota professionale d’elicottero nr. 4.
Pilota della Schweizerische Helikopter AG (Heliswiss)
Il 17 aprile 1953 venne ufficialmente costituita a Berna la Schweizerische Helikopter AG (SHAG). Tra i principali azionisti vi fu la già citata Alpar AG. Vista la sua esperienza nel campo aviatorio Raymond Gerber venne scelto quale pilota. Quest'ultimo nel corso dell’estate contribuì all’organizzazione dei primi voli organizzati dalla SHAG per testare vari modelli di elicotteri. In giugno venne infatti presentato l’apparecchio Sikorsky S-55 F-BGOY, mentre in settembre venne testato il Bristol Sycamore 171 G-AMWI.
Il consiglio d’amministrazione della neofondata Schweizerische Helikopter AG in data 3 settembre 1953 decise infine di acquistare un elicottero Bell 47G. Raymond Gerber perciò si recò in Francia presso la società Fenwick insieme al capo-meccanico dell’Alpar Jean Seydoux. Qui seguì un corso di pilotaggio sugli elicotteri Bell 47D1 e G, mentre Seydoux seguì un corso specifico per meccanici. Al termine del corso durante il quale il pilota elvetico effettuò complessivamente 6h30’ di volo, Jean Moine capo-pilota della Fenwick rilasciò un attestato che lo abilitava a pilotare questi modelli.
Il 3 ottobre 1953 Gerber rientrò in Svizzera pilotando il Bell 47G che la Schweizerische Helikopter AG aveva acquistato d’occasione per Frs. 180'000.— e che poi ricevette l’immatricolazione HB-XAG.
Una fatale imprudenza
Nei giorni successivi l’arrivo dell’elicottero a Belp/BE Gerber effettuò vari voli dimostrativi e passeggeri. Il 17 e 18 ottobre l’apparecchio venne ufficialmente presentato al pubblico, mentre il 24 ottobre fu presentato ai vertici dell’Ufficio federale dell’aviazione civile.
Lunedì pomeriggio 26 ottobre 1953 Raymond Gerber, accompagnato da due passeggeri, decollò dall’aeroporto di Berna-Belpmoos diretto verso Gurten per effettuare un breve volo panoramico.
Qualche minuto dopo il pilota rientrò all’aeroporto, ma anziché atterrare passò a bassa quota sopra il terreno ed effettuò una virata a destra in direzione del fiume Aar che scorre poco distante. Dopo aver superato la cima degli alberi che costeggiano il fiume l’HB-XAG sorvolò il greto a bassissima quota. Qualche istante dopo l’apparecchio urtò una linea elettrica da 16'000 volt che attraversava l'Aar. La collisione con due dei tre cavi d’acciaio del diametro di 5mm avvenne a circa 10 metri di quota. I testimoni osservarono una serie di lampi.
L’elicottero ormai fuori controllo precipitò nel greto del fiume poco distante dal punto della collisione. A nulla valsero i soccorsi giunti poco dopo sul posto. I tre occupanti a bordo vennero infatti folgorati, mentre l’elicottero riportò gravi danni.
Le ragioni per le quali Gerber scelse di sorvolare il corso d'acqua a bassa quota non vennero mai chiarite. E’ comunque verosimile che intendesse semplicemente mostrare ai due passeggeri la grande maneggevolezza dell’elicottero.
Molto probabilmente doveva essere al corrente della presenza di quei cavi dal momento che per lavoro frequentava l’aeroporto e i suoi dintorni da una decina d’anni.
In occasione delle indagini si scoprì comunque che qualche giorno prima, nel corso di un altro volo, Gerber aveva già sorvolato l'Aar a bassa quota ed era passato sotto il ponte “Halenbrücke”.
Il 14 maggio 1957 la commissione d’inchiesta sugli infortuni aeronautici pubblicò il rapporto dell’incidente.
Raymond Gerber contava un’esperienza di 930 ore di volo su aeroplani e 70 ore di volo su elicotteri, di cui 18h30min su Bell 47D1/G. Nella sua licenza erano iscritti i modelli Hiller 360, Sikorsky S-51, Bell 47D1 e 47G.
L’incidente ebbe varie ripercussioni negative sulla Schweizerische Helikopter AG, soprattutto di carattere finanziario oltre che di immagine. Nessun inizio poteva essere peggiore di quello che il destino riservò alla neofondata società di elitrasporto che poi è divenuta la più importante società d’elicotteri svizzera.
L’attività riprese solo la primavera successiva grazie ad un nuovo pilota (Leo Kunz) e ad un nuovo elicottero (Bell 47G HB-XAE).
HAB 08/2014