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Mosca "non aspira al titolo di superpotenza, intesa come ambizione per l'egemonia globale e regionale" né "a insegnare agli altri come si vive": lo ha detto, con una velata critica agli Usa, il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso alla nazione, sottolineando però che "nel mondo moderno cresce la responsabilità storica della Russia non solo come uno dei garanti chiave della stabilità globale ma anche come Stato che difende coerentemente i suoi approcci e le sue valutazioni nei rapporti internazionali".
"Nessuno deve illudersi - ha poi aggiunto il presidente russo, senza nominare esplicitamente gli Stati - sulla possibilità di avere la superiorità militare sulla Russia, non lo consentiremo mai, la Russia risponderà a tutte le sfide in modo politico e tecnologico perché le potenzialità per farlo ci sono".
A questo proposito, il leader del Cremlino, riferendosi allo scudo missilistico americano, ha osservato che esso "è difensivo solo formalmente, ma in realtà è parte sostanziosa di un potenziale strategico offensivo".
"Ci preoccupa anche la progettazione dei nuovi sistemi di armamento: gli ordigni nucleari di piccola potenza, i missili strategici non nucleari, i sistemi non nucleari ipersonici di alta precisione che sono destinati a colpi rapidi a lungo raggio", ha proseguito, riferendosi, sempre senza citare direttamente Washington, alle nuove frontiere tecnologiche militari americane.
SDA-ATS