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I circa 11,5 miliardi di franchi previsti per la disattivazione delle centrali nucleari svizzere e la gestione delle scorie radioattive sono "realistici". È quanto emerge dalle conclusioni di uno studio condotto dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Alcuni punti devono tuttavia essere migliorati.
Nel 2011, l'IFSN aveva ricevuto il mandato per verificare l'attendibilità dei costi stabiliti da Swissnuclear, la lobby dei gestori degli impianti nucleari. In una presa di posizione odierna, l'IFSN ha trasmesso le sue osservazioni alla Commissione del fondo di disattivazione e del fondo di gestione, le quali dovranno coprire l'insieme dei costi.
Secondo l'IFSN, i costi sono stati valutati "correttamente e in modo completo". Le conclusioni a cui è giunto l'Ispettorato federale si basano sulle osservazioni di esperti esterni, che hanno esaminato la fattibilità, le tecniche previste e la quantità di rifiuti radioattivi.
Per lo spegnimento delle centrali, i costi effettivi si situano in una forbice tra il -15% e il +30% rispetto a quelli stabiliti da swissnuclear. Si tratta di una "precisione sufficiente" allo stato attuale della pianificazione, hanno segnalato gli esperti.