Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/215371

<h2>SubmittedText<h2><p>A seguito della pandemia di COVID-19 la Svizzera si trova a dover affrontare una grave crisi. Questa situazione potrebbe perdurare e causare il taglio di moltissimi posti di lavoro a breve e medio termine. Le cifre sono già in salita - in agosto la SECO ha annunciato un aumento delle persone in cerca d'impiego del 52,6 per cento rispetto allo stesso periodo nel 2019 - e continueranno molto probabilmente ad aumentare nei prossimi mesi e, forse, nei prossimi anni. </p><p>Le conseguenze rischiano di ricadere sugli uffici regionali di collocamento (URC).</p><p>Questi ultimi sono già sotto pressione e potrebbero non essere in grado di rispondere in tempo utile a tutte le domande dei nuovi disoccupati, se non viene adeguato il numero di consulenti del personale. Il sistema d'indennità con il suo "effetto di economie di scala forzate" peggiorerà ancora la situazione. </p><p>Senza un sostegno efficace, il reinserimento nel mondo del lavoro potrebbe rivelarsi ancora più complicato del previsto per migliaia di persone. Questa situazione va a discapito sia dei disoccupati, sia dell'assicurazione contro la disoccupazione. L'assistenza ai disoccupati non deve limitarsi a un semplice controllo, anzi: occorre migliorarla per tener conto delle difficoltà specifiche legate alla crisi economica.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>a. Qual è stato il grado di assistenza ai disoccupati, vale a dire il numero, la frequenza e la durata dei colloqui con i consulenti del personale, e come è evoluta la situazione fino all'inizio della crisi dovuta alla COVID?</p><p>b. Quali sono le conseguenze delle misure sanitarie sull'organizzazione degli URC e sull'assistenza dei disoccupati e, in particolare, sul numero, la durata e la frequenza dei colloqui?</p><p>c. Quali misure sono state prese dagli URC, dal punto di vista organizzativo, per garantire un'assistenza e un sostegno almeno pari a quelli esistenti prima della pandemia?</p><p>d. Il Consiglio federale non ritiene che la crisi giustifichi l'impiego di maggiori mezzi, ossia l'assunzione di consulenti del personale aggiuntivi?</p><p>e. Il Consiglio federale intende stanziare risorse finanziarie supplementari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La consulenza dei disoccupati da parte degli uffici regionali di collocamento (URC) è garantita. In base all'ordinanza in vigore, i tetti massimi cantonali per il servizio pubblico di collocamento aumentano automaticamente all'aumentare del numero di persone in cerca d'impiego e, per il 2020, risultano molto più elevati rispetto all'anno precedente. Il budget di circa 500 milioni di franchi per il servizio pubblico di collocamento, previsto nel 2019 per il 2020, viene ora stimato a circa 600 milioni di franchi.</p><p>L'aumento del personale di un URC richiede ovviamente un po' di tempo. Fra marzo e giugno 2020 gli URC hanno creato almeno 160 nuovi posti e i Cantoni continuano a consolidare le loro risorse. Stando alle stime della SECO, rispetto allo scorso anno il numero di collaboratori nel settore del servizio pubblico di collocamento verrà aumentato di oltre il 20 per cento entro la fine dell'anno.</p><p>Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande.</p><p>a. Nel 2019 il rapporto fra consulenti del personale URC e persone in cerca d'impiego era di circa 1/100. In media, ogni mese e mezzo viene svolto un colloquio di un po' più di mezz'ora con le persone in cerca d'impiego. Già prima della crisi sanitaria erano stati avviati numerosi progetti per valutare e migliorare la frequenza e la qualità della consulenza presso gli URC.</p><p>b. Le misure di protezione aziendali vengono decise presso gli URC in modo decentralizzato (p. es. in base ai locali). Gli oneri particolari che ne derivano possono essere conteggiati separatamente a titolo di spese d'esecuzione. Fra marzo e agosto 2020 la SECO ha istituito mediante direttiva le seguenti agevolazioni a livello di esecuzione: lavoro a domicilio per i collaboratori URC, consulenza e annuncio al telefono per le persone in cerca d'impiego, prolungamento della durata massima fino al primo colloquio e fra i singoli colloqui. Le prime due agevolazioni continuano ad essere applicate. La frequenza dei colloqui, leggermente diminuita nel periodo marzo-agosto 2020, è di nuovo regolare. Va tuttavia rilevato che, nella media nazionale, anche nel suddetto periodo l'intervallo legale di due mesi fra i colloqui è stato rispettato, in particolare grazie alla possibilità di svolgere i colloqui al telefono.</p><p>c. Il servizio pubblico di collocamento è organizzato in modo decentralizzato e, per tenere conto delle peculiarità regionali, le misure organizzative sono diverse da Cantone a Cantone. Da settembre 2020 valgono perlopiù le disposizioni usuali, ma la consulenza telefonica continua ad essere possibile. I disoccupati devono ricevere lo stesso sostegno che ricevono solitamente.</p><p>d / e. Come accennato, in base all'ordinanza sull'indennizzo delle spese d'esecuzione della LADI, con l'aumento delle persone in cerca d'impiego aumentano anche i tetti massimi cantonali per gli URC. In questo modo è possibile accrescere rapidamente le risorse per la consulenza e il collocamento. Per l'indennizzo delle maggiori spese d'esecuzione menzionate in apertura non è quindi necessario che il Consiglio federale prenda nuove decisioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.