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BERNA - In Svizzera la seconda causa di mortalità a seguito di un infortunio in casa o nel tempo libero è il soffocamento, con circa 120 decessi l'anno. È quanto emerge da "Status 2020", la statistica sugli infortuni non professionali dell'Upi.
Ogni anno oltre un milione di persone domiciliate in Svizzera subiscono un infortunio non professionale: circa 37'000 riportano gravi ferite, quasi 2400 perdono la vita e 1350 casi sfociano in una rendita d'invalidità, si legge in un comunicato odierno dell'Ufficio prevenzione infortuni (Upi). L'85% dei decessi è imputabile a un infortunio occorso in casa o nel tempo libero.
La prima causa di mortalità in questi due ambiti è la caduta, con circa 1'680 vittime l'anno, seguita dal soffocamento con oltre 120 decessi. Sei volte su dieci, l'infortunio si verifica quando la vittima sta mangiando e in quasi il 75% dei casi quest'ultima ha più di 65 anni, sottolinea l'Upi.
Due terzi dei soffocamenti avvengono sotto gli occhi di terzi, ma solo uno su dieci è identificato come tale sul momento. È quinti importante identificare alcuni sintomi: la vittima non riesce a respirare e a parlare, si stringe la gola, è in panico, si agita e la pelle assume un colore bluastro. In tali casi, occorre chiamare immediatamente i soccorsi e seguire le istruzioni.
Per ridurre il rischio di soffocamento, l'Upi raccomanda di mangiare con calma e in posizione seduta. Bisogna poi prestare attenzione ai bambini, in particolare quelli sotto i quattro anni. Possono infatti soffocare con il cibo, ma anche con oggetti di piccole dimensioni come pile a bottone, calamite o corpi estranei appuntiti.