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Il gruppo tecnologico ABB ha concluso il suo programma di disimpegno, cedendo la filiale Lummus Global alla Chicago Bridge and Iron Company (Paesi Bassi) per 1,15 miliardi di franchi.Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2007 - 16:47
L'azienda ha inoltre comunicato che assumerà i costi risultanti da eventuali sanzioni legate a transazioni sospette recentemente individuate proprio in relazione a Lummus Global.
Il gruppo tecnologico elvetico-svedese ABB ha deciso di vendere la filiale americana Lummus Global per 950 milioni di dollari (1,15 miliardi di franchi) alla Chicago Bridge & Iron Company, con sede nei Paesi Bassi.
La transazione, già preannunciata a inizio febbraio, concerne tutte le attività e i circa 2'400 dipendenti dell'azienda specializzata in installazioni per l'industria petrolchimica. L'operazione – sottolinea ABB nel comunicato diffuso lunedì– si inserisce nella strategia di concentrazione delle attività nei settori delle tecnologie legate all'energia elettrica e all'automazione.
La prima fase di dismissioni del settore petrolchimico era terminata nel 2004 con la cessione delle attività «upstream» (produzione ed esplorazione). La Lummus Global è invece attiva nel comparto «downstream», che comprende la raffinazione di petrolio e la trasfomazione in prodotti derivati nonché la distribuzione e il marketing.
L'ombra dell'amianto
La filiale americana era stata al centro dell'ultima denuncia collettiva da parte di vittime dell'amianto negli Stati Uniti, conclusasi a fine agosto 2006 con un accordo approvato dal tribunale dei fallimenti dello Stato del Delaware.
I giudici avevano segnatamente approvato un piano di riorganizzazione della Lummus Global, deciso nell'ambito della protezione fornita dalla legge statunitense sui fallimenti.
Complessivamente, la questione dell'amianto era costata ad ABB – comprese le spese di giustizia e gli onorari giuridici – quasi 2 miliardi di dollari (circa 2,4 miliardi di franchi).
Mossa avveduta
«Ancora una volta ABB ha dato prova di saper gestire in maniera ottimale questo tipo di operazioni, che soltanto due o tre anni fa si sarebbero concluse con una perdita importante» ha commentato Panagiotis Spiliopoulos, analista presso la Banca Vontobel, in merito alla cessione.
Sempre secondo gli analisti, il prezzo concordato per la cessione della Lummus è interessante. Dal canto loro, gli esperti della Banca cantonale di Zurigo avevano pronosticato un prezzo attorno agli 800 milioni di dollari.
«Transazioni sospette»
In relazione a Lummus Global, ABB ha recentemente scoperto transazioni sospette in alcuni paesi. Il gruppo elvetico-svedese ha avviato indagini interne ed ha annunciato il fatto alle autorità giudiziarie e borsistiche statunitensi, assicurando piena collaborazione.
Eventuali sanzioni risultanti dagli accertamenti da parte delle autorità sarebbero assunte dal gruppo zurighese, è stato precisato nel comunicato diffuso lunedì.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Le società del Gruppo ABB impiegano circa 111.000 dipendenti in oltre 100 Paesi
Cifra d'affari nel primo semestre 2007: 13,4 miliardi di dollari.
Risultato operativo netto: 1,85 miliardi di dollari.
Utile netto: 1,27 miliardi di dollari.
Il guppo è quotato presso le borse di New York (NYSE), Zurigo (Virt-X) e Stoccolma (Stockholm Exchange).
Contesto
Nel 1990, ABB ha acquistato l'azienda statunitense Combustion Engineering e le relative filiali, tra cui Lummus Global, che fornisce impianti per le imprese dei settori del petrolio, del gas e petrolchimico.
L'aumento del numero di cause legate all'amianto intentate nel corso degli anni Novanta ha costretto Combustion Engineering a chiedere, nel 2003, di essere tutelata dalla legge americana sui fallimenti.
L'accordo finale concluso nel 2006 da ABB ha causato al gruppo elvetico-svedese costi pari a 1,2 miliardi di dollari per Combustion Engineering e 40 milioni di dollari per Lummus Global.
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