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Torre d'Attone
Sicuramente antecedente al Mille, mentre la prima notizia certa è contenuta in una pergamena del 18 ottobre 1311.
Il suo nome è legato a quello del nobile prelato Atto o Attone da Giornico, divenuto vescovo di Vercelli, la cui famiglia discendeva dall’ultimo re dei Longobardi ed era feudataria delle Tre Valli.Secondo la tradizione il vescovo Atto, a metà del 900, lasciò per testamento le Tre Valli Ambrosiane al Capitolo del Duomo di Milano.
La Torre di Atto ebbe un ruolo importante nei secoli successivi, quando vi si riuniva il Consiglio Generale della Valle (i delegati di ogni vicinanza) e il Podestà vi teneva le sedute.
La prima citazione della Torre con il nome di Atto si trova nella cartina geografica annessa allo Scandaglio Historico del prete Giovanni Rigolo di Anzonico (1640-1711).
Era probabilmente collegata a un sistema di torri di segnalazione e avvistamento presenti lungo tutta la Valle (Chironico, Chiggiogna, Faido, Prato Leventina). Il gruppo di costruzioni sorte attorno alla base del torrione segnala l’esistenza di un complesso abitativo fortificato.
Una descrizione accurata dell’edificio è dovuta, nel 1889, allo storico dell’arte zurighese Rudolf Rahn, che segnala il crollo del piano superiore avvenuto nel 1846. Pochi anni dopo la Torre venne ristrutturata, senza ripristinare il piano mancante (si presenta quindi a sei piani) e adibita dai proprietari ad abitazione.
Le indagini archeologiche condotte nel marzo 1994 dall’Ufficio cantonale dei Monumenti Storici dimostrarono che la costruzione originaria aveva una forma a trapezio isoscele, con la base maggiore rivolta verso est.
L’edificio, ora di proprietà del Comune, costituisce il più vetusto monumento delle Valli Lepontiche.