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L'uomo che uccise Marie a Payerne nel 2013 dovrà passare almeno sei mesi nel carcere bernese prima di poter eventualmente essere mandato in una prigione ordinaria
BERNA - Claude D., l'uomo che nel maggio 2013 uccise la 19enne Marie nei pressi di Payerne (VD), è stato sconfessato dal Tribunale federale (TF) riguardo al suo ricorso contro il trasferimento al penitenziario di Thorberg (BE). In questo carcere l'uomo deve essere sorvegliato in sicurezza per sei mesi prima di poter eventualmente essere mandato in una prigione ordinaria.
L'uomo ha affermato di non essere stato sentito prima del suo trasferimento dalla prigione di La Croisée (VD) a Thorberg e che ciò viola il suo diritto di essere ascoltato. Claude D. contesta tale trasferimento motivandolo con la sua mancata conoscenza del tedesco e con il fatto che il penitenziario sia troppo lontano dalla sua famiglia.
In una sentenza pubblicata oggi il TF ha dichiarato che l'uomo non aveva precisato quale argomento avrebbe presentato alle autorità di esecuzione delle pene per ottenere una decisione differente. Inoltre, non aveva sufficientemente motivato il suo ricorso.
Secondo il TF l'appello era stato vano fin dall'inizio. L'assassino deve quindi pagare le spese processuali di 1200 franchi. La richiesta di assistenza giudiziaria è stata respinta.
Claude D. il 13 maggio 2013 - quando si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato rilasciato di prigione - costrinse la giovane Marie, conosciuta a suo dire su internet, a salire sulla propria automobile e la portò in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne (VD), dove la strangolò nottetempo. L'uomo venne arrestato il giorno seguente dopo un inseguimento da parte della polizia.
Nel settembre del 2018, il tribunale cantonale vodese ha condannato l'uomo all'ergastolo per assassinio, privazione della libertà, sequestro, coazione sessuale e altri reati. Inoltre è stata ordinata la detenzione ordinaria.