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LOS ANGELES - Wonder woman' colpisce ancora. Secondo Yediot Ahronot la attrice israeliana Gal Gadot, che la interpreta, minaccia ora di non partecipare al secondo film della serie se nel suo finanziamento sarà coinvolto il produttore Brett Ratner - che è noto per tenere un comportamento aggressivo e sopra le righe sul set - di recente è stato accusato di molestie sessuali da parte di alcune donne. Ratner, dal canto suo, ha sempre negato le accuse.
«L'ultimatum di Wonder Woman» titola vistosamente in prima pagina Yediot Ahronot, mentre anche Maariv la presenta con una spada dardeggiante in mano sotto al titolo: «Gal combatte contro le molestie». Questi giornali rilevano che già il mese scorso Gadot ha espresso solidarietà alle «donne coraggiose che si confrontano con le loro paure ed ora parlano. Siamo tutte unite - ha aggiunto - in questo periodo di cambiamento».
Adesso, secondo informazioni del New York Post riprese dalla stampa israeliana, la parola spetta alla Warner Brothers che dovrà decidere se rispettare gli accordi con la società di Ratner o rischiare di dover rinunciare a Gadot per il nuovo episodio di "Wonder Woman".
In seguito alle varie storie emerse su Ratner, soprattutto quelle condivise dalle dalle attrici e "X-Women" Olivia Munn e Ellen Page, Warner Bros. ha deciso di recidere i rapporti lavorativi con il produttore.