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Voli negli USA: intesa sui dati dei passeggeri
Le compagnie aeree elvetiche dovranno da subito comunicare alle autorità statunitensi più di una trentina di dati dei passeggeri diretti in Nordamerica.
Venerdì il Governo svizzero ha approvato un accordo in tal senso con gli Stati Uniti; identico all’intesa già raggiunta tra Washington e l’Unione Europea.
Il Consiglio federale ha approvato venerdì un accordo con gli Stati Uniti, che entra immediatamente in vigore, riguardante l'accesso ai dati personali dei passeggeri di aerei.
La Svizzera ha ottenuto in questo campo le stesse concessioni degli Stati membri dell'Unione Europea.
«Su tratta di un buon accordo che garantisce la protezione dei dati», ha dichiarato a swissinfo Célestine Perissinotto, portavoce dell’Ufficio federale dell’aviazione civile.
Un provvedimento in vigore dal 2003
Nel quadro della lotta contro il terrorismo, dal marzo 2003 gli Stati Uniti chiedono alle compagnie aeree che volano sul loro territorio l'accesso ai dati di tutti i passeggeri.
In caso di rifiuto, le autorità americane si riservano di revocare a queste compagnie i diritti d’atterraggio.
Finora, le società svizzere interessate (Swiss in primis, ma anche le compagnie charter) non accordavano ai servizi statunitensi l'accesso ai dati. Nell'estate 2003, a questo riguardo, c'era stata una prima consultazione Svizzera-Stati Uniti.
Nessuna rilevazione di dati sensibili
A fine maggio 2004, l'UE e gli USA hanno raggiunto un accordo secondo il quale le autorità americane rinunciano a rilevare dati sensibili come le abitudini alimentari o le condizioni di salute dei passeggeri.
Inoltre, il periodo d’archiviazione dei dati raccolti è stato ridotto a tre anni e mezzo, contro i 50 richiesti dagli USA. L'utilizzazione degli elementi anagrafici è stata circoscritta alla lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata.
A trasmettere le informazioni ai servizi competenti sono le compagnie aeree e le autorità americane non possono accedervi direttamente.
La Svizzera ottiene le stesse concessioni
Al termine delle consultazioni, nel novembre 2004, Washington si è detta disposta ad accordare alla Svizzera le stesse garanzie concesse all'Unione Europea in materia di protezione dei dati.
Le compagnie aeree che effettuano voli dalla Svizzera verso gli Stati Uniti dovranno comunicare ai propri passeggeri che i loro dati personali saranno trasmessi alle autorità americane.
I passeggeri avranno inoltre il diritto di chiedere alle autorità americane informazioni circa i dati rilevati nonché l'eventuale rettifica degli stessi. Al pari dell'accordo tra gli USA e l'UE, anche quello con la Svizzera è limitato in un primo tempo a tre anni e mezzo.
Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dei trasporti di avviare anche con il Canada trattative per raggiungere un accordo concernente i dati personali dei passeggeri.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Le compagnie aeree elvetiche e dell’UE devono fornire alle autorità americane, tra l’altro, il nome del passeggero
il suo indirizzo
i suoi recapiti telefonici
l’itinerario completo
le precedenti assenze all’imbarco
le modalità di pagamento
In breve
Dal 30 settembre del 2004, ogni viaggiatore che entra negli Stati Uniti è fotografato e le autorità prendono le sue impronte digitali.
La misura è applicata nei 115 aeroporti internazionali e nei 14 porti marittimi del paese.
Il provvedimento tocca i circa 13 milioni di viaggiatori che arrivano negli Stati Uniti ogni anno, compresi i cittadini di 27 paesi, tra cui la Svizzera, che vi potevano soggiornare per tre mesi senza visto.
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