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<h2>SubmittedText<h2><p>A Ginevra si sta svolgendo il Forum ONU sui rifugiati che, secondo la NZZ (edizione del 17 dicembre 2019), in futuro potrebbe tenersi a intervalli regolari. Nel caso di decisioni di questo tipo, i costi sembrano passare in secondo piano. Parallelamente, il 3 dicembre 2019 il Parlamento ha deciso di non versare il contributo di coesione ad alcuni Stati dell'UE fino a quando l'UE discriminerà la Svizzera. Tuttavia, sembra che i progetti per il secondo contributo svizzero siano già in fase di pianificazione, sebbene i fondi non potranno essere concessi fino a quando l'UE rifiuterà di riconoscere l'equivalenza borsistica della Svizzera. Anche in questo settore si generano costi che non riflettono la volontà del Parlamento. Pertanto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura la Svizzera finanzia il Forum sui rifugiati a Ginevra - direttamente con contributi e prestazioni in qualità di Paese che ospita l'evento, e indirettamente attraverso la sua adesione a organizzazioni internazionali? A quanto ammontano questi costi (incl. le spese per il personale) e in quale voce di bilancio sono indicati?</p><p>2. L'ONU dispone di un freno ai costi per l'organizzazione di conferenze, forum e altri eventi internazionali? Chi decide se un evento viene svolto una tantum oppure se si terrà periodicamente? E chi se ne assume le spese? La Svizzera, in qualità di Paese ospitante, ha un potere decisionale particolare per quanto riguarda il finanziamento o il luogo in cui svolgere questi progetti? In quali voci di bilancio sono indicati i costi che ricadono sulla Svizzera per questo tipo di eventi?</p><p>3. Quali progetti, finanziati attraverso il secondo contributo svizzero all'UE, sono in fase di pianificazione? A quanto ammontano i costi per questa pianificazione e in quale voce di bilancio sono indicati? Come giustifica il Consiglio federale la sua sollecitudine nel pianificare i progetti che il Parlamento ha deciso di bloccare fino a quando perdurerà la discriminazione da parte dell'UE?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua seduta del 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha deciso di accettare il Patto globale dell'ONU sui rifugiati che, poco dopo, il 17 dicembre 2018, è stato adottato dall'Assemblea generale dell'ONU con il voto favorevole di 181 Stati. Il primo Forum globale sui rifugiati è stato organizzato un anno dopo l'adozione del Patto per discutere della sua attuazione. I costi del primo Forum globale sui rifugiati sono stati sostenuti dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR). In qualità di Paese ospite, la Svizzera si è assunta i costi per la sicurezza dei partecipanti di alto livello, che sono coperti con il budget della polizia ginevrina. In qualità di co-ospite del Forum, la Svizzera, insieme alla Città e al Cantone di Ginevra, ha offerto un ricevimento per circa 1200 delegati nel quadro del Forum. Il budget del DFAE per questo evento ammontava a 20 000 franchi. Nell'ambito del programma collaterale del Forum, il DFAE, insieme all'ACNUR, ha organizzato un torneo di calcio - aperto al pubblico - a cui hanno partecipato profughi, delegati e calciatori della regione. Per questo evento sono stati stanziati circa 22 500 franchi. I costi per il ricevimento e il torneo di calcio sono stati finanziati con i fondi destinati alla politica dello Stato ospite 2016-2019 conformemente al messaggio concernente le misure per rafforzare il ruolo della Svizzera quale Stato ospite (FF 2014 7963).</p><p>2. Non si pratica un "freno ai costi" in questo ambito. Nella cornice dell'ONU sono gli Stati membri a decidere i mandati, nel cui contesto si può anche stabilire che vengano organizzati una conferenza internazionale, un forum o un altro evento. Il Forum globale sui rifugiati si basa su una proposta contenuta nel rapporto dell'Alto Commissariato per i rifugiati (A/73/12, parte II, paragrafi 17-19) e adottata dall'Assemblea generale dell'ONU il 17 dicembre 2018 (risoluzione A/RES/73/151). Di solito gli Stati membri decidono anche il formato delle manifestazioni, compresa la durata, e precisano se si tratta di un evento unico o ricorrente. Nella citata risoluzione è stato convenuto che il Forum sui rifugiati si terrà ogni quattro anni. Gli Stati membri decidono anche le modalità di finanziamento: o tramite il budget ordinario dell'ONU, che viene approvato e pagato da tutti gli Stati membri secondo un metodo proporzionale attraverso il pagamento dei contributi obbligatori, o mediante i versamenti volontari di singoli Stati membri. Il DFAE può esercitare un'influenza sulla negoziazione sia del mandato per una conferenza internazionale sia del budget dell'ONU. I contributi obbligatori della Svizzera sono a carico del bilancio del DFAE. Il contributo complessivo della Svizzera all'Alto Commissariato per i rifugiati (per tutti i programmi e le attività) è stato di circa 40 milioni di franchi nel 2019. La base giuridica del contributo della Svizzera è costituita dalla legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali (RS 974.0). I mezzi stanziati vengono prelevati dal credito quadro per il finanziamento della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo secondo il decreto federale del 26 settembre 2016 (FF 2016 7257).</p><p>3. Non sono ancora in fase di pianificazione progetti del secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'Unione europea. Innanzitutto la Svizzera dialogherà con ogni Paese partner interessato al fine di individuare possibili ambiti di cooperazione di interesse per entrambi. Il Consiglio federale assumerà obblighi giuridici solo dopo la conclusione, con i Paesi partner, degli accordi bilaterali sull'attuazione del secondo contributo svizzero. Il Consiglio federale non firmerà tali accordi finché l'UE applicherà misure discriminatorie. La pianificazione e l'elaborazione dettagliate dei progetti saranno avviate soltanto quando si sbloccherà questa situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.