Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01024.jsonl.gz/490

Di Daniele Scarabel
In una grande casa non ci sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche vasi di legno e di terra; e gli uni sono destinati a un uso nobile e gli altri a un uso ignobile. Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona. Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore, la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro. (2 Timoteo 2:20-22)
Quando sono arrivato 15 anni fa per servire come pastore in questa chiesa, c’era una signora molto anziana che andavo regolarmente a visitare. Quasi ogni volta mi citava questi versetti dicendo: “Io sono un vaso a uso ignobile, non servo a niente, non so fare niente, non ho mai potuto fare grandi cose per il Signore”.
Il suo problema era che faceva veramente molta fatica a pensare a sé stessa come a qualcuno che avrebbe potuto essere usato da Dio in un qualche modo. Anche se in realtà era stata d’aiuto e di esempio per molte persone. Mi ricordo le ore che ho passato con lei, cercando di farle capire che ogni credente ha un grande valore ed è prezioso agli occhi di Dio.
Dio vuole usare ogni credente per l’edificazione del suo regno, a prescindere dalle sue capacità, dalla sua esperienza o da quanto già maturo sia nella fede. A ognuno di noi ha dato i doni necessari per poter essere buoni amministratori di tutto quello che ci ha affidato. Il punto però è che se vuoi essere un vaso a uso nobile – fra poco vedremo che cosa significa – devi dapprima essere fedele nelle piccole cose che il Signore ti chiede di fare ogni giorno.
Il tipo di vaso che usa il Signore
In una grande casa non ci sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche vasi di legno e di terra; e gli uni sono destinati a un uso nobile e gli altri a un uso ignobile. (2 Timoteo 2:20)
Paolo usa come illustrazione l’esempio di una grande casa, di una famiglia ricca e benestante, nella quale sono presenti vari tipi di vasi per usi diversi. In quella casa c’erano vasi d’oro e d’argento. Erano vasi belli, preziosi e presentabili. Venivano utilizzati per servire il cibo, per decorare la casa o per occasioni speciali, ad esempio quando arrivava un ospite particolare. Erano quindi destinati “a un uso nobile”.
C’erano naturalmente anche vasi di altro tipo, di legno e di terracotta, meno preziosi e che venivano usati per scopi molto più comuni. Si rompevano più facilmente e venivano quindi frequentemente rimpiazzati. Alcuni venivano ad esempio utilizzati per la spazzatura o come vasi da notte, o per utilizzare la terminologia di Paolo erano destinati “a un uso ignobile”.
Prima di continuare nell’interpretazione di questa illustrazione, è importante osservare bene il contesto per evitare due errori. Il primo sarebbe quello di pensare che i vasi a uso nobile sono i veri credenti, mentre i vasi a uso ignobile sono i falsi credenti, o persone che si dichiarano credenti, ma in realtà non lo sono.
È vero che in altre parti del Nuovo Testamento leggiamo chiaramente che la chiesa visibile è composta sia da veri credenti, sia da non credenti oppure da persone che dichiarano di esserlo, pur non essendolo veramente. Ma non è a questa distinzione che si riferisce Paolo.
Descrivendo alcuni vasi come destinati a un uso ignobile, mente altri come ad uso nobile, Paolo sta parlando dei credenti che fanno tutti parte della chiesa ma che, per vari motivi, possono essere più o meno utili al Signore.
Un altro errore sarebbe quello di pensare che in fin dei conti tutti i tipi di vasi sono utili per qualcosa. Insomma, c’è bisogno anche di contenitori per la spazzatura e di vasi nei quali fare i propri bisogni. Ma non è nemmeno questo il punto.
Ciò che Paolo vuole dire a Timoteo è che nessun credente dovrebbe essere un vaso a uso ignobile. Dio non userà delle persone non purificate, non dedicate pienamente a Lui e non desiderose di servirlo con tutto il cuore, per far crescere il suo regno.
Ogni credente può essere un vaso destinato ad uso nobile. Tutto dipende dalla sua fedeltà e disponibilità nel compiere ciò che il Signore gli chiede di fare, di qualunque cosa si tratti. Anzi, potremmo andare anche oltre affermando che in realtà ogni credente dovrebbe aspirare ad essere un vaso destinato a uso nobile, alla gloria di Dio.
Un vaso di legno o di terra non può improvvisamente diventare un vaso d’oro o d’argento, ma ogni credente può essere modellato da Dio per diventare un vaso prezioso nelle sue mani. Se tu desideri essere usato da Dio, non devi temere di non essere all’altezza o che la tua vita non sia stata abbastanza buona da poter essere importante per il regno di Dio.
Eri già consapevole che la scelta spetta a te? Potresti dire con tutto il tuo cuore che il tuo più grande desiderio è essere usato da Dio?
Puro, santificato e preparato
Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona. (2 Timoteo 2:21)
In questo versetto Paolo ci presenta un concetto molto importante: Dio non metterà mai da parte la volontà dell’uomo e non lo userà mai per un buon scopo senza la sua volontà di essere usato.
Quando Dio ci ha salvati, ci ha anche preparati per poterlo servire. Agli Efesini, infatti, Paolo scrive che “siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10).
Se crediamo e confidiamo in Gesù Cristo, allora abbiamo già ricevuto da Dio tutto il necessario per renderci suoi degni servitori. Abbiamo lo Spirito Santo che abita in noi, che ci guida e ci dà potenza. Abbiamo la Bibbia che ci dà le indicazioni necessarie. Abbiamo ricevuto doni, talenti e capacità da Dio. Ognuno di noi può dunque potenzialmente essere un vaso ad onore.
Ma Dio non costringerà mai un credente a compiere contro la sua volontà le opere che lui ha precedentemente preparato. Scrivendo “se dunque uno si conserva puro da quelle cose”, Paolo vuole dirci che abbiamo la responsabilità di lasciare agire lo Spirito Santo in noi per tenerci lontani dal peccato.
Penso che oramai sappiamo tutti che uno dei modi migliori per proteggerci dal Coronavirus è di lavarci regolarmente le mani. Probabilmente hai a casa del disinfettante o sicuramente hai acqua e sapone. Ma è tua responsabilità lavarti le mani. Si può andare in bagno con le mani sporche, ma se ci si rifiuta di usare acqua e sapone, si esce altrettanto sporchi di come si è entrati. Non si può dare la colpa al bagno per questo. La colpa è tua.
Allo stesso modo uno può anche venire ogni domenica in chiesa e ascoltare la verità della Parola di Dio, ma se non la mette in pratica non ne trarrà beneficio. Non puoi aspettarti di essere usato da Dio in modi belli e meravigliosi, se non sei disposto a purificarti.
Per poter servire Dio in modo da portar frutto, dobbiamo anche metterci la nostra volontà sincera e senza riserve di sottometterci al suo Spirito, di usare i doni e i talenti che ci ha dato per la crescita del suo Regno e di ubbidire alla sua volontà. Questo è il primo passo per poterci considerare “un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona”.
Ti sei mai arrabbiato con te stesso, quando ti rendi conto che avresti avuto l’opportunità di testimoniare per Cristo, ma non lo hai fatto perché sapevi di non essere pronto? Forse perché non saresti stato credibile a motivo del tuo stile di vita, o perché ti saresti sentito un’ipocrita?
O ti è mai capitato di aver detto qualcosa di completamente fuori luogo, quando hai incontrato un fratello o una sorella che in quel momento avrebbe avuto bisogno di una parola di incoraggiamento? Forse non ti eri nemmeno accorto del suo bisogno e non avresti nemmeno avuto la prontezza di spirito per rispondere nel modo giusto.
Io personalmente mi rendo conto che se curo la mia comunione quotidiana con il Signore, sono anche più sensibile alle indicazioni e alla guida dello Spirito Santo. Mentre se non lo faccio mi accorgo di non essere pronto per servire il Signore e per fare le opere buone che lui ha preparato per me.
È questo che Paolo desiderava per Timoteo e per tutti noi, che fossimo dei vasi “santificati”. Essere santificati significa lasciarci mettere da parte per servire il Signore. Significa desiderare sempre di più assomigliare a Cristo che, pur avendo vissuto in questo mondo, aveva sempre un solo desiderio: fare la volontà del Padre.
Unisciti ad altri dal cuore puro
Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore, la pace, con quelli che invocano il Signore con un cuore puro. (2 Timoteo 2:22)
Anche se Paolo stava scrivendo a Timoteo, che era sulla trentina e dunque relativamente giovane, non significa che possiamo ignorare i suoi consigli se siamo già più anziani. L’esortazione che Paolo rivolge a Timoteo riguardo le “passioni giovanili”, vale per tutti noi credenti.
La parola tradotta con “passioni” può riferirsi a qualsiasi desiderio, anche se di solito si riferisce in generale a desideri peccaminosi. Anche se la tentazione sessuale è certamente inclusa nelle “passioni giovanili” non è l’unica cosa che Paolo aveva in mente.
È più probabile che Paolo pensasse anche ad altre cose, come ad esempio alla propensione di chi è giovane a perdere il controllo o a lasciarsi coinvolgere in un’accesa discussione, con più facilità e imprudenza di quanto non farebbe una persona più matura. Oppure all’orgoglio, al desiderio di ricchezza e potere, all’ambizione incontrollata, alla gelosia, all’invidia, all’impazienza e a tante altre passioni peccaminose che possono essere tipiche di chi è ancora giovane.
C’è una qualche “passione giovanile” alla quale pensi di essere particolarmente vulnerabile? Quali pensi che potrebbero essere altri peccati particolari, contro i quali i più anziani dovrebbero stare in guardia? Il consiglio di Paolo è: fuggi da tutte queste cose!
A Timoteo viene però data anche una lista di cose da “ricercare”: giustizia, fede, amore e pace. Non è qualcosa che dobbiamo produrre noi, sono tutte caratteristiche che Dio ci dona tramite lo Spirito Santo, ma che non otteniamo se non le ricerchiamo con tutto il cuore.
La prima è la “giustizia”, che indica un comportamento corretto nei confronti di Dio e del mondo. La seconda è la fede, che in questo contesto è forse meglio tradotta con “fedeltà” e indica la nostra integrità, la lealtà e l’affidabilità nei confronti di Dio, della sua Parola e della sua chiesa.
La terza è l’”amore”, che indica la determinazione e uno sforzo costante di amare il prossimo come noi stessi. E infine abbiamo la “pace”. Ricercare la pace non significa evitare ogni conflitto. Non è sempre possibile andare d’accordo con tutti, ma per quanto ci riguarda dovremmo promuovere relazioni armoniose con tutti gli uomini (Romani 12:18).
Voler fare tutto questo da soli è impossibile. Per questo Paolo, nella seconda metà del versetto, ci dice che dobbiamo farlo “con quelli che invocano il Signore con un cuore puro”. Dobbiamo fuggire dal peccato e ricercare Cristo insieme ad altri credenti, che come noi stanno anche attivamente fuggendo dal peccato e ricercando le caratteristiche di Cristo.
Avere un cuore puro non significa essere senza peccato, ma significa andare sempre di nuovo da Gesù per ricevere guida, forza e saggezza per vivere a suo onore. Non vuol dire essere perfetti, ma vuol dire confidare in Dio con tutto il nostro cuore.
Oltre ad avere un rapporto personale con Gesù, tutti noi abbiamo bisogno di trovare dei compagni spirituali con i quali pregare, leggere la Bibbia e invocare il nome del Signore Gesù. Con i quali condividere la nostra lotta per il Signore, la nostra crescita nel Signore e la nostra esperienza quotidiana con Cristo.
Da soli non possiamo competere con Satana, il suo sistema mondiale e la nostra carne decaduta. Ma se lo facciamo “con quelli che invocano il Signore con un cuore puro” saremo rafforzati e incoraggiati a ricercare attivamente e positivamente Cristo e tutto ciò che Egli vuole essere per noi. Allora potremo essere dei vasi nobili nelle mani del Signore.
Amen