Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/150365

<h2>SubmittedText<h2><p>Prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Concorda con la valutazione secondo cui non si possa escludere che in questo caso sia stato importato in Svizzera oro acquisito illegalmente o associato a gravi violazioni dei diritti umani?</p><p>2. Secondo l'articolo 168a dell'ordinanza sul controllo dei metalli preziosi (OCMP), una raffineria può accettare oro soltanto da persone che ne siano entrate in possesso in maniera legittima ed è tenuta a presentare denuncia in caso di dubbi. L'Ufficio centrale, conformemente all'articolo 181 OCMP, ha avviato un'inchiesta o almeno lo farà ora?</p><p>3. Metalor ha adottato direttive per l'adempimento degli obblighi di diligenza (due diligence) lungo l'intera filiera basate su standard internazionali (linee guida dell'OCSE). A quanto pare, non basta promuovere simili standard internazionali per escludere che in Svizzera giunga oro correlato a gravi violazioni dei diritti umani. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per assicurare che ciò non accada in futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto delle conseguenze negative del boom dell'estrazione di oro in Burkina Faso e dei conflitti d'interessi tra l'attività estrattiva industriale e l'estrazione artigianale per lo più illegale. Il lavoro infantile e le precarie condizioni di vita nelle zone di scavo informali sono oggetto di campagne informative da parte di organizzazioni internazionali.</p><p>Anche se non esistono indizi concreti al riguardo, non si può escludere che in Svizzera sia stato importato oro proveniente da una regione del Burkina Faso che è stata teatro di un conflitto tra cercatori d'oro indipendenti e imprese concessionarie. Da parte sua la ditta Metalor ha dichiarato che la Somika non fa parte dei suoi partner in Burkina Faso.</p><p>Il Consiglio federale si aspetta dalle imprese del settore minerario attive sullo scacchiere internazionale un comportamento responsabile riguardo al rispetto dei diritti dell'uomo, delle disposizioni legali vigenti nei Paesi in cui operano nonché dei principi internazionali di una gestione imprenditoriale responsabile. Dalle imprese ci si attende l'adempimento degli obblighi di diligenza nelle loro relazioni d'affari nel campo dell'estrazione e del commercio di materie prime, in particolare di metalli preziosi. Per l'attuazione di questo obbligo di diligenza l'OCSE ha redatto una guida all'attenzione delle imprese che si riforniscono di minerali in zone ad alto rischio (OECD Due Diligence for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas). Le direttive, elaborate con il sostegno della Svizzera, sono intese a evitare che le imprese siano coinvolte in conflitti e a far sì che garantiscano una catena di approvvigionamento "pulita".</p><p>2. Ai sensi degli articoli 168a e 168b dell'ordinanza sul controllo dei metalli preziosi (OCMP; RS 941.311) i titolari di una patente sono tenuti a chiarire in modo particolarmente accurato la provenienza delle materie da fondere. Questo articolo ha lo scopo di impedire la fusione di oro acquisito illecitamente. Secondo gli articoli citati in precedenza non sussiste alcun obbligo di chiarire da quale regione del mondo proviene l'oro oppure se è stato estratto nel rispetto dei diritti dell'uomo.</p><p>Conformemente all'articolo 168d OCMP, l'Ufficio centrale effettua controlli amministrativi presso i titolari di una patente di fonditore verificando a campione, nel quadro di suoi compiti di vigilanza, se questi adempiono i loro obblighi ai sensi degli articoli 168a a 168c OCMP. Finora l'Ufficio centrale non ha riscontrato alcun indizio che metta in dubbio la regolarità dell'attività della ditta Metalor e non è stata avviata alcuna inchiesta ai sensi dell'articolo 181 OCMP.</p><p>3. Il Consiglio federale appoggia l'adesione delle raffinerie svizzere a iniziative e organizzazioni che regolano il settore, quali la Responsible Gold Guidance, basata sulle raccomandazioni dell'OCSE in materia di obbligo di diligenza, e la Chain of Custody Certification del Responsible Jewellery Council (RJC) che mira ad assicurare l'osservanza di pratiche in linea con i diritti dell'uomo lungo l'intera catena di approvvigionamento. Metalor ha aderito a questa iniziativa ed ha ottenuto la certificazione.</p><p>Attraverso la piattaforma sulle materie prime adottata nel quadro del rapporto di base sulle materie prime del Consiglio federale del 27 marzo 2013, l'amministrazione federale intrattiene contatti regolari con l'Associazione dell'industria svizzera dei metalli preziosi (ASFCM), della quale Metalor è membro.</p>  Risposta del Consiglio federale.