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<h2>SubmittedText<h2><p>Ogni anno, circa 66 miliardi di franchi di contributi salariali affluiscono nella previdenza professionale, 22 dei quali sotto forma di versamenti unici. Questi versamenti unici sono elementi del salario esenti dal pagamento di imposte e di contributi AVS. Inoltre la LPP prevede la possibilità (anche per le fondazioni collettive) di proporre ai quadri una copertura assicurativa nettamente migliore rispetto a quella degli altri dipendenti, il che offre a questi lavoratori con redditi molto elevati opportunità di ottimizzazione fiscale e permette loro di evitare il pagamento di una parte dei contributi AVS. A tale proposito, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. I dati summenzionati sono corretti? Se non lo sono, quali sono le cifre giuste?</p><p>2. A quanto ammontano le perdite fiscali dovute ai versamenti unici?</p><p>3. A quanto ammontano le perdite di contributi AVS dovute ai versamenti unici?</p><p>4. I revisori AVS verificano periodicamente presso tutte le imprese che non siano stati versati salari occulti (p. es. sotto forma di prestazioni in natura oppure di azioni od opzioni su azioni cedute sottoprezzo). Perché gli elevati versamenti unici non vengono considerati come salari occulti?</p><p>5. Qual è la quota dei cosiddetti piani per i quadri nei contratti LPP in cui una determinata categoria di dipendenti riceve contributi di risparmio nettamente più elevati? Il Consiglio federale può quantificare le perdite fiscali e di contributi AVS in quest'ambito?</p><p>6. Finora nell'ambito della previdenza professionale sono stati accumulati circa 1100 miliardi di franchi. Come sono ripartiti i patrimoni nella LPP, suddivisi per decili? Se non è possibile fornire questi dati, per quale motivo non è possibile? Il Consiglio federale non ritiene fondamentale sapere dove vadano a finire questi 66 miliardi di contributi salariali e quali siano le ripercussioni sull'ammontare delle rendite?</p><p>7. Anche il Consiglio federale ritiene importante che i fondi provenienti dai contributi salariali che affluiscono nella previdenza per la vecchiaia (AVS, LPP) producano rendite elevate al minor costo possibile? Pensa che attualmente i fondi dei primi due pilastri siano gestiti con la necessaria massima efficienza ed efficacia? Se non è così, cosa si dovrebbe cambiare?</p><p>8. Quanti dei 66 miliardi di franchi sono effettivamente riversati agli assicurati dopo la deduzione delle spese di amministrazione e di amministrazione del patrimonio occulte e dichiarate, degli utili non distribuiti e dei versamenti unici? E come sono poi ripartiti gli averi di vecchiaia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La statistica delle casse pensioni (disponibile all'indirizzo www.statistica-svizzera.ch &gt; Trovare statistiche &gt; 13 - Sicurezza sociale &gt; Previdenza professionale) attesta per il 2021 "contributi e versamenti ordinari ed altro" per circa 61 miliardi di franchi (2020: 66 mia. fr.; 2019: 59 mia. fr.). Di questo importo, 51 miliardi di franchi (2020: 50 mia. fr.; 2019: 49 mia. fr.) erano costituiti da contributi regolamentari e 8,5 miliardi di franchi (2020: 15,2 mia. fr.; 2019: 8,8 mia. fr.) da versamenti unici e somme di riscatto. Mentre i riscatti vengono accreditati al patrimonio di previdenza di un singolo assicurato, i versamenti unici sono conferimenti del datore di lavoro che confluiscono nel patrimonio di previdenza dell'istituto di previdenza e vanno quindi a beneficio di tutti gli assicurati attivi e i beneficiari di rendita. La statistica delle casse pensioni non fa tuttavia una distinzione tra questi due tipi di conferimenti. Va però anche detto che l'elevato importo dei versamenti unici e delle somme di riscatto registrato nel 2020 è dovuto a versamenti unici effettuati a titolo straordinario da datori di lavoro di diritto pubblico. Questi versamenti servono al rifinanziamento di istituti di previdenza delle corporazioni di diritto pubblico, conformemente al modello di finanziamento entrato in vigore il 1° gennaio 2012.</p><p>2. La Confederazione non dispone dei dati necessari per effettuare una stima attendibile delle ripercussioni fiscali dei versamenti unici. Per poter rispondere a questa domanda si dovrebbe sapere quali e quanti contribuenti, con quali redditi, effettuano versamenti unici e quando. Per le imposte cantonali e comunali occorrerebbe inoltre un collegamento ai dati relativi al domicilio. Infine sarebbero necessari dati sulla successiva imposizione fiscale (al momento in cui è versata una liquidazione in capitale o una rendita).</p><p>3./4. I riscatti finanziati personalmente dai salariati sono esenti dai contributi AVS. Se i fondi utilizzati per i riscatti provengono da redditi lavorativi, tuttavia, su di essi sono già stati prelevati contributi. Tali fondi possono però anche provenire da eredità o donazioni, che non sono soggette all'obbligo di versare contributi AVS. In questo caso l'AVS non subisce perdite. I riscatti finanziati dal datore di lavoro sono per principio considerati quale salario determinante e sono dunque soggetti all'obbligo contributivo. È prevista un'eccezione per somme di riscatto versate dal datore di lavoro che sono previste obbligatoriamente nel regolamento dell'istituto di previdenza e la cui entità è stabilita in anticipo (art. 8 lett. a dell'ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti; RS 831.101). Tali riscatti obbligatori sono presumibilmente rari, ragion per cui non c'è da attendersi che causino grandi perdite di contributi all'AVS.</p><p>5. Non è disponibile una statistica nazionale sul numero di contratti di affiliazione che prevedono piani di previdenza per i quadri. Dalla statistica delle casse pensioni si evince però che la maggioranza degli istituti di previdenza ha un solo piano di previdenza: nel 2021 soltanto 512 dei 1389 istituti di previdenza avevano più piani di previdenza. Tuttavia, a 416 di questi 512 istituti erano affiliati più datori di lavoro, il che è probabilmente la causa più frequente della presenza di più di un piano di previdenza in questi istituti.</p><p>6. I riscatti possono essere effettuati al massimo fino a concorrenza delle prestazioni regolamentari, nel rispetto dei principi di adeguatezza, collettività, parità di trattamento, pianificazione previdenziale e assicurazione. È soprattutto il principio dell'adeguatezza dei piani di previdenza che permette di evitare possibili abusi. Nel caso dei salari eccedenti il limite superiore fissato nella LPP, per esempio, le prestazioni di vecchiaia della previdenza professionale, aggiunte a quelle dell'AVS, non possono superare l'85 per cento dell'ultimo salario assicurato conseguito prima del pensionamento (art. 1 cpv. 3 dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità; RS 831.441.1). Le disposizioni legali impediscono dunque un eccessivo squilibrio tra le prestazioni dei vari assicurati. Una ripartizione statistica degli averi di previdenza e dei capitali di copertura delle rendite tra i singoli assicurati è impossibile, poiché non esiste un registro con dati individuali al riguardo.</p><p>7. I fondi della previdenza per la vecchiaia provenienti da contributi e altre fonti di finanziamento (in particolare il contributo della Confederazione e l'IVA) vanno amministrati nel modo più efficiente possibile e impiegati per le prestazioni destinate agli assicurati e ai beneficiari di rendita. La legislazione e la vigilanza provvedono a che questo accada. Tuttavia i parametri di entrambi i pilastri vanno regolarmente adeguati ai continui cambiamenti della situazione economica, demografica e sociale. Nella previdenza professionale obbligatoria è da molti anni che l'aliquota minima di conversione è troppo elevata, il che provoca distorsioni e sovvenzionamenti trasversali a scapito degli assicurati attivi e a vantaggio dei beneficiari di rendita. Una parte considerevole dei contributi degli assicurati attivi e dei rendimenti generati dal loro patrimonio di previdenza non va ad alimentare il loro avere di vecchiaia, il che limita l'efficacia e l'efficienza del sistema. La riforma LPP 21 (FF 2020 8591) ha lo scopo di risolvere questo problema.</p><p>8. Tutti i contributi di risparmio, i versamenti unici e le somme di riscatto degli assicurati attivi sono accreditati interamente agli averi di previdenza di questi ultimi. I contributi regolamentari (51 mia. fr. nel 2021) sono costituiti principalmente da contributi di risparmio. Nel 2021 i versamenti unici e le somme di riscatto degli assicurati attivi sono ammontati a 7,3 miliardi di franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.