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Dall'inviato a PyeongChang Marcello Ierace
Nel giorno del terzo, incredibile oro di Théo Gmür, Murat Pelit ha per la prima volta in questa Paralimpiade di PyeongChang varcato il traguardo. Due volte, in entrambe le manche di gigante, in cui ha colto però un 16o posto finale che non lo soddisfa pienamente. "Arrivare alla fine di una gara è sempre fantastico. Arrivare qui, in Corea, con undici amici è la mia medaglia d'oro - ci dice l'atleta di Stabio, che giovedì festeggerà il suo 36o compleanno - Ma comunque non sono molto soddisfatto di come è andata questa gara. La pista era un buco unico. Poi ero molto nervoso dopo due giorni di cadute, volevo fare bene oggi e questo mi ha condizionato molto soprattutto nella partenza".
Una certa delusione la sua, in qualche modo però addolcita dallo splendido successo del giovane compagno di squadra vallesano. "Si sta godendo tantissimo questo momento, è felicissimo, ma penso che realizzerà veramente tutto solamente quando saremo sull'aereo di ritorno - spiega Murat Pelit - Penso che Théo rappresenti davvero un bel ricambio generazionale per tutta la squadra, in un momento in cui forse tutti, me compreso, ci aspettavamo qualcosa di più da questi Giochi. Siamo dunque tutti felici che ci sia lui a tenere alta la bandiera svizzera".