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La ministra degli esteri elvetica incontrerà nuovamente l'omologa statunitense Hillary Clinton. La vertenza tra l'UBS e il fisco americano sarà all'ordine del giorno.Questo contenuto è stato pubblicato il 19 luglio 2009 - 11:29
"C'è il rischio di collisione fra due ordinamenti giuridici. La Svizzera ha il dovere di difendere e proteggere il proprio", argomenta la stessa Micheline Calmy-Rey in un'intervista pubblicata dal settimanale zurighese "NZZ am Sonntag", spiegando che il caso UBS-IRS (l'autorità fiscale americana) si è trasformato in un caso Berna-Washington perché c'è in gioco la sovranità della Svizzera.
La responsabile della diplomazia elvetica precisa che si recherà negli Stati Uniti per discutere di "tutti i temi bilaterali attualmente pendenti". A Washington avrà colloqui con la Clinton "probabilmente il 31 luglio", indica la ministra. Per Berna, il Dipartimento di stato di Hillary Clinton è un importante interlocutore nel caso giudiziario dell'UBS negli Stati Uniti, puntualizza la Calmy-Rey.
L' Internal Revenue Service (IRS) ha denunciato l'UBS: esige che la grande banca elvetica consegni informazioni su 52mila clienti statunitensi sospettati di avere evaso il fisco americano. Il governo USA e l'istituto di credito, sostenuto dalle autorità svizzere hanno ottenuto l'aggiornamento, al 3 agosto, del processo, che si sarebbe dovuto tenere il 12 luglio. La sospensione è tesa a consentire alle parti di raggiungere un'intesa extragiudiziale.
La Calmy-Rey e la Clinton si erano già incontrate il 6 marzo scorso a Ginevra. Si erano dette concordi sulla necessità di evitare un'ulteriore escalation sul caso UBS-IRS, nell'interesse di entrambi i Paesi.
swissinfo.ch e agenzie
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