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La Confederazione non interverrà a breve scadenza per attenuare le conseguenze della forza del franco. Con 16 voti contro 6, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale si è opposta oggi all'idea di un secondo "pacchetto" di provvedimenti per attenuare le conseguenze della forza del franco. Preferisce affidarsi alla BNS.
La Banca nazionale svizzera (BNS) dovrebbe nuovamente intervenire per garantire almeno un tasso di cambio dell'euro a 1,30 franchi svizzeri, ha dichiarato alla stampa il presidente della commissione Hansruedi Wandfluh (UDC/BE). L'attuale limite di 1,20 franchi, frutto di una precedente decisione del nostro istituto di emissione, non è sufficiente per la maggioranza della commissione.
Quest'ultima si è comunque limitata a esprimere un desiderio. Non ha infatti la competenza di dare un ordine alla BNS, che è indipendente. Con 13 voti contro 6 e 5 astenuti, la maggioranza non ha voluto incaricare il Consiglio federale di fare pressione in questo senso sulla Banca nazionale.