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Il Tribunale criminale della Broye e del Nord vodese ha definito «inconsistenti» i motivi addotti da Claude D.
LOSANNA - Potrà proseguire il processo cominciato stamani a Renens (VD) a carico di Claude D., accusato dell'assassinio della 19enne Marie nel maggio 2013 vicino a Payerne (VD): l'imputato non ha ottenuto la ricusazione del suo avvocato d'ufficio Loïc Parein. Qualora la domanda fosse stata accettata, ne sarebbe seguito un rinvio.
Il Tribunale criminale della Broye e del Nord vodese ha definito «inconsistenti» i motivi addotti da D. per rifiutare d'ora in poi di collaborare con il suo legale.
Claude D. ha provocato un colpo di scena in apertura del processo questa mattina chiedendo la ricusazione del suo legale, che lo assiste dal giorno in cui è stato arrestato, il 14 maggio 2013, dopo che la notte precedente aveva strangolato la giovane e l'aveva abbandonata in un bosco di Torny-Le-Grand (FR), vicino a Payerne. «Il rapporto di fiducia con il mio avvocato è rotto», ha spiegato il 39enne, indicando di aver presentato la domanda scritta la scorsa settimana.
Le sue ragioni sono però state definite «inconsistenti» dal presidente del Tribunale, secondo cui la giustizia potrà essere resa in modo «efficace ed equo» nonostante la domanda di ricusazione. Da una ventina di giorni, un secondo avvocato d'ufficio - la penalista ginevrina Yaël Hayat - è stato designato per difendere l'imputato.