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Potrebbe essere stata un trapano armeggiato da una mano esitante, e non lo scontro con un micrometeorite, a causare il buco di pochi millimetri che mercoledì scorso ha provocato una piccola perdita di pressione sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), prontamente riparata dagli astronauti dell’equipaggio. Ad avanzare questa nuova ipotesi, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass, è Dmitry Rogozin, direttore generale dell’agenzia spaziale russa Roscosmos nonché politico di spicco già sanzionato dall’amministrazione Obama in seguito all’annessione della Crimea nel 2014.
"Stiamo considerando ogni ipotesi", afferma Rogozin alla luce delle prime indagini tecniche condotte sulla falla, individuata nella parte superiore della navicella Soyuz attraccata lo scorso giugno al segmento russo della Stazione spaziale. L’ipotesi "dell’impatto del meteorite è stata respinta, perché lo scafo della navicella è stato evidentemente colpito dall’interno", continua Rogozin. "È troppo presto per dire esattamente cosa sia accaduto. Comunque sembra che il buco sia stato fatto da una mano esitante... un errore tecnico da parte di uno specialista. È stato fatto da una mano umana, ci sono segni di un trapano che sembra essere scivolato sulla superficie. Non escludiamo alcuna ipotesi".