Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/18558

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Risposta del Consiglio federale</p><p></p><p>Il progetto del PF di Zurigo (PFZ) prevede una progressiva integrazione di questioni tradi-zionalmente umanistiche nella formazione tecnico-scientifica. Già nella legge federale sulla fondazione del PFZ del 7 febbraio 1854 erano previste "materie d'insegnamento filosofiche ed economico-giuridiche". La lungimiranza d'allora si è potuta mantenere fino ad oggi. </p><p></p><p>Il PFZ si trova in tal modo in accordo con i piani di studio di altre autorevoli università di nazioni paragonabili. Anche l'economia desidera una combinazione di approfondimento specialistico e ampiezza culturale nel profilo formativo dei laureati presso il PFZ.</p><p></p><p>Il Consiglio dei PF approva le intenzioni del PFZ. Nell'ambito della pianificazione strategica 2000-2003 questi ha stabilito per il settore del PF, in accordo con le università cantonali interessate alla cooperazione, di garantire nel ramo delle scienze umane una propria offerta d'insegnamento e ricerca. D'altro canto, in altri rami simili, in particolare nella gestione aziendale, si farà ricorso, a dipendenza della disponibilità, all'offerta di altre università e istituzioni, ciò al fine di sviluppare sinergie a livello nazionale. Il Collegium Helveticum si deve collocare in questo quadro di collaborazione.</p><p></p><p>La delegazione finanziaria delle Camere federali ha incaricato nell'autunno 1997 il Consiglio del PF di riesaminare il posto dei ricercatori umanisti del PFZ. In questo contesto la Direzione scolastica del PFZ dovrà tener conto della posizione del Collegium Helveticum in collega-mento con altri progetti.</p><p></p><p>Riguardo alle singole domande:</p><p></p><p>1. Tra i rappresentanti delle discipline umanistiche e sociali del PFZ non vi è stata alcuna divergenza riguardo a una migliore integrazione delle loro discipline nell'insieme del politecnico, mentre ve ne sono state sulla via da imboccare. Questo conflitto è stato composto. La Direzione scolastica del PFZ ha deciso di dare la priorità alla forma del collegio accademico (Graduiertenkolleg). Nel frattempo dovrebbero essere messi alla prova anche altri temi e indirizzi lasciandoli confluire al momento opportuno nella concezione del Collegium Helveticum.</p><p></p><p>2. Il Collegium Helveticum sottostà direttamente al rettore del PFZ. La responsabilità operativa ricade sul direttore (direttrice) scelto dalla Direzione scolastica. Il rettore nomina inoltre un consiglio che stabilisce il contatto con le facoltà del PFZ. In questo consesso di dieci persone sono oggi rappresentati, quale segno della collaborazione, a fianco di diverse personalità del politecnico, i responsabili della facoltà di scienze sociali e del dipartimento di  scienze umane. Il consiglio è determinante per tutte le importanti decisioni programmatiche e personali, in particolare pure nella nomina dei membri del collegio (Kollegiaten).</p><p></p><p>3. I membri del collegio che provengono dall'PFZ percepiscono il salario abituale, versato grosso modo in egual misura dal Collegium Helveticum e dall'istituto a cui si è apparte-nuto. Dottorandi esterni che approdano al PFZ come membri del collegio ricevono una borsa di studio per dottorandi, che corrisponde grosso modo al livello di quelle del Fondo nazionale svizzero.</p><p></p><p>Il pranzo in comune, pagato dagli stessi partecipanti, non costituisce solo un'opportunità per un collegio accademico, ma pure una questione di disciplina. Sia in ambito acca-demico che nell'economia privata è usanza organizzare i cosiddetti "lunch di lavoro".</p><p></p><p>4. Nel novembre 1995 la Direzione della scuola del PFZ ha incaricato il Prof. Dr. Adolf Muschg di preparare il Collegium Helveticum. A tal scopo, nel semestre invernale 1996/1997 questi è stato lasciato libero da impegni, dopo che aveva già impiegato per i lavori preparatori gran parte del suo "Sabbatical Leave" (Semestre senza dovere d'insegnamento), che gli spettava regolarmente, il semestre estivo precedente.</p>  Risposta del Consiglio federale.