Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/175995

<h2>SubmittedText<h2><p>Il mandato britannico sulla Palestina del 1922 per l'attuazione della dichiarazione Balfour, approvato anche dalla Svizzera, riconobbe espressamente il legame storico tra il popolo ebraico e la Palestina e gettò le basi per la ricostituzione di un focolare nazionale del popolo ebraico in questo territorio. Si trattava del territorio compreso tra il fiume Giordano e il Mediterraneo. Nel 1948, alla scadenza del mandato amministrativo britannico, fu proclamato lo Stato di Israele. Il Piano di ripartizione della Palestina del 1947, proposto dall'ONU e fallito a causa del rifiuto da parte degli Arabi, prevedeva una Gerusalemme sotto controllo internazionale; si trattò solo di un breve intermezzo. Infatti il Piano non modificò le basi giuridiche dello Stato di Israele del 1920-1922, tutelate dall'articolo 80 dello Statuto delle Nazioni Unite. Gerusalemme era ed è la capitale storica di Israele, ospita il luogo più sacro per gli Ebrei, viene menzionata oltre 800 volte nella Bibbia, e questo vale anche dal punto di vista giuridico. Neanche l'occupazione illegale giordana del 1948-1967, che ha riguardato tra l'altro Gerusalemme Est, cambiò questo stato di cose. L'annessione di Gerusalemme a Israele nel 1980 fu legittima. Inoltre, l'unico testo vigente in inglese della risoluzione nr. 242 del Consiglio di sicurezza dell'ONU non chiede il ritiro di Israele da tutti i territori occupati nel 1967. Gli Accordi di Oslo fallirono poiché non riuscirono a frenare il terrorismo palestinese. Pertanto nulla è cambiato per quanto riguarda Gerusalemme. Quest'anno Gerusalemme celebra il 50° anniversario della riunificazione quale capitale dello Stato ebraico di Israele.</p><p>Con il trasferimento dell'ambasciata di Svizzera a Gerusalemme si potrebbe lanciare un segnale per lo Stato democratico di Israele e i suoi diritti, per un Paese circondato da potenze inconciliabili che vogliono la sua distruzione. Tra queste potenze rientrano anche l'Autorità nazionale palestinese e Hamas, per i quali una Gerusalemme Est palestinese sarebbe solo una mossa tattica in questa direzione. La Svizzera, per quanto libera di esprimersi sul conflitto in Medio Oriente, non deve intromettersi illecitamente e unilateralmente nelle questioni territoriali. Il trasferimento dell'ambasciata rappresenterebbe anche un segnale di solidarietà contro la stigmatizzazione di Israele da parte di Paesi e istituzioni come l'ONU, il Consiglio dei diritti umani dell'ONU, l'OMS, l'Unesco, ecc.</p><p>Per questo motivo chiedo al Consiglio federale di rispondere alla seguente domanda:</p><p>La Svizzera è disposta a seguire l'esempio degli Stati Uniti e a trasferire la sua ambasciata a Gerusalemme, tanto più che si tratterebbe di un'azione giuridicamente ammissibile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera s'impegna per una pace tra Israeliani e Palestinesi giusta, duratura, raggiunta attraverso trattative e che si basa su una soluzione a due Stati, sostenendo la creazione di uno Stato palestinese sovrano, stabile e unito con Gerusalemme Est quale capitale.</p><p>Conformemente alla risoluzione nr. 242 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, la Svizzera riconosce lo Stato di Israele sulla base dei confini fissati prima della Guerra dei sei giorni del 5 giugno 1967 ("Linea verde"). Gli organi delle Nazioni Unite, compresi la Corte internazionale di giustizia e il Consiglio di sicurezza, hanno sempre sottolineato che tutti i territori controllati o annessi da Israele che si trovano al di fuori dalle frontiere del 1967 vengono considerati territori occupati ai sensi del diritto internazionale umanitario. Questa affermazione vale anche per Gerusalemme Est, che è parte integrante del Territorio palestinese occupato. Giusta l'articolo 47 della quarta Convenzione di Ginevra - e come menzionato anche nella risoluzione 478 del Consiglio di sicurezza dell'ONU - l'annessione da parte di Israele non ha alcuna influenza sull'attuazione del diritto internazionale umanitario.</p><p>La Svizzera ritiene che ogni soluzione al conflitto in Medio Oriente debba poggiare su una composizione globale negoziata sullo status finale di Gerusalemme, conforme alla summenzionata risoluzione nr. 478 del Consiglio di sicurezza dell'ONU e rispettosa dei diritti e delle richieste di tutte le parti coinvolte.</p><p>La Svizzera riconoscerà le modifiche della linea di confine del 1967 solo se saranno il risultato di un accordo negoziato dalle parti coinvolte. Questa posizione è stata confermata anche nella risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza dell'ONU.</p><p>Il Consiglio federale è quindi del parere che il trasferimento dell'ambasciata di Svizzera interferirebbe con la questione dello status finale di Gerusalemme. Ritiene pertanto che la Svizzera debba mantenere la propria ambasciata a Tel Aviv fino a quando lo status di Gerusalemme non sarà regolato da un accordo internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.