Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01110.jsonl.gz/473

Il consigliere nazionale basilese si afferma al terzo scrutinio con 134 voti come successore di Alain Berset
Jans è stato eletto al terzo turno con 134 voti su 245 schede valide. Il suo maggiore sfidante non è stato l'altro candidato ufficiale del partito socialista, il grigionese Jon Pult, ma il "senatore" zurighese socialista Daniel Jositsch, che ha ottenuto 68 voti.
Il fatto che un candidato "selvaggio" abbia ricevuto così tanti voti non corrisponde a una vera sorpresa. Diversi esponenti Udc avevano ad esempio criticato il ticket socialista definito troppo marcato a sinistra. Nel suo discorso pronunciato subito dopo l'elezione, ha promesso di svolgere l'incarico "al meglio delle sue possibilità". Jans ha aggiunto che si impegnerà "con tutta la sua energia e le sue convinzioni" nel nuovo incarico.
Il neo eletto consigliere federale ha poi tenuto ringraziare anche il suo "rivale" Pult sul ticket del Ps "per il suo fair-play e la tua empatia durante la campagna. Alla fine del discorso, visibilmente commosso, l'attuale presidente del Governo cantonale di Basilea Città ha dichiarato di accettare la sua elezione in Consiglio federale, suscitando una "standing ovation" in aula.
Il 59enne Jans è una personalità della politica locale e nazionale da oltre due decenni. Ha ottenuto il maggior numero di suffragi a Basilea Città sia alle elezioni del Consiglio nazionale del 2015 che a quelle del 2019. Nel 2020, l'agricoltore di formazione che in seguito ha studiato scienze ambientali al Politecnico federale di Zurigo, è entrato nel governo cantonale al primo turno di elezione.
In precedenza l'Assemblea federale ha proceduto con la rielezione dei membri del governo che si sono ripresentati. Le maggiori attenzioni erano concentrate sul seggio di Ignazio Cassis (Plr), che era stato attaccato dall'ecologista friburghese Gerhard Andrey.
Cassis è stato rieletto in governo al primo turno con 167 voti su 239 schede valide. Come quattro anni fa, ai Verdi non è quindi riuscito il tentativo di scalzare il ticinese dall'esecutivo, allora con la candidatura di Regula Rytz, oggi con quella di Gerhard Andrey. Che quest'ultimo non avesse alcuna chance lo si è capito durante il discorso del capogruppo socialista Samuel Bendahan, che ha detto come il Ps non lo avrebbe sostenuto.
L'Udc Thomas Aeschi e il Plr Damien Cottier hanno sottolineato l'importanza dell'equa rappresentanza delle regioni linguistiche in Governo. Ciò significa che un rappresentante della Svizzera italiana deve sedere nell'esecutivo, hanno sostenuto. Nel rivendicare il seggio, l'ecologista Aline Trede ha denunciato la sovra-rappresentazione dei liberali-radicali in governo. Per bocca di Philipp Matthias Bregy, il Centro ha detto che avrebbe sostenuto gli uscenti, ma che attaccherà in futuro uno dei due seggi del Plr, quando uno dei suoi membri si ritirerà.
Al voto, Cassis è stato - come detto - riconfermato con 167 voti (a Andrey ne sono andati 59). Prima di lui è stato brillantemente rieletto Guy Parmelin (Udc/Vd), con 215 voti. Oltre al vodese, solo Viola Amherd (Centro/Vs) è riuscita a superare la soglia dei 200 voti (ne ha ottenuti 201).
Il risultato meno onorevole è stato conseguito da Elisabeth Baume-Schneider (Ps/Ju), con 151 voti. Karin Keller-Sutter (Plr/Sg) ne ha ottenuti 176, Albert Rösti (Udc/Be) 189.
Ecco l'esito dello scrutinio:
Schede distribuite: 245
Schede rientrate: 245
Schede bianche: 0
Schede nulle: 0
Schede valide: 245
Maggioranza assoluta: 123
Beat Jans è eletto in Consiglio federale con 134 voti.
Hanno ottenuto voti: Daniel Jositsch 68, Jon Pult 43.