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Mentre che PLR e PS si sono inchinati oggi di fronte all’UE accettando una legge d’applicazione che viola crassamente l’articolo costituzionale voluto dall’iniziativa contro l’immigrazione di massa, la maggioranza del Consiglio federale anche il Consiglio federale non si vergogna di mostrare la sua vera faccia al popolo svizzero. Il governo ha infatti deciso di ratificare il protocollo concernente la Croazia, mentre che questo testo è in chiaro contrasto con l’art. 121a della Costituzione federale e con una condizione emessa dal Parlamento.
Ecco il giuramento prestato dai membri del Parlamento federale. Una maggioranza di popolo e cantoni ha approvato nel 2014 l’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” e, con essa, un articolo costituzionale che esige la gestione autonoma e la riduzione dell’immigrazione mediante contingenti e tetti massimi annuali. Dopo che il Consiglio nazionale ha già rifiutato a maggioranza di applicare questo mandato di popolo e cantoni, il Consiglio degli Stati ha oggi definitivamente fatto sua la via del rifiuto della volontà popolare. Conclusione: la maggioranza delle due Camere legislative federali viola apertamente il mandato costituzionale imposto da popolo e cantoni, calpestando la democrazia diretta della Svizzera.
L'UDC prende atto con soddisfazione del voto delle cittadine e dei cittadini a favore di un approvvigionamento energetico vantaggioso, sicuro e sufficiente, e contro un divieto precipitoso e sconsiderato della tecnologia nucleare. L’UDC si concentrerà ora sul referendum contro la funesta legge sull’energia. Gli argomenti che sono serviti a combattere l’iniziativa per l’abbandono del nucleare si applicano a maggior ragione alla legge sull’energia.
Il Consiglio federale vuole prolungare di tre anni l’impegno dell’esercito svizzero in Kosovo, ma rifiuta di decidere che sarà l’ultima proroga. Il proseguimento di questa avventura militare senza scopo e di dubbia utilità in Kosovo, rispettivamente la sua proroga oltre questi tre anni, è un grave errore. I nostri soldati devono finalmente essere rimpatriati. Le risorse che si libereranno dovranno essere investite direttamente nella sicurezza del nostro paese e della sua popolazione.
Il gruppo UDC ha confermato ancora una volta all’unanimità il suo sostegno al concetto del consigliere agli Stati Peter Föhn per la gestione e la riduzione dell’immigrazione. Per contro, si oppone al mostro burocratico del consigliere agli Stati Philipp Müller che non solamente è inefficace, ma oltretutto non applica assolutamente l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Durante la loro seduta a Berna, i parlamentari UDC hanno in particolare esaminato i progetti finanziari all’ordine del giorno di questa sessione invernale. È evidente che l’UDSC è il solo partito della Berna federale che s’impegna ancora attivamente per delle finanze equilibrate e per il mantenimento del freno all’indebitamento.
L'UDC ha depositato il 12 agosto 2016 la sua iniziativa “Il diritto svizzero, anziché giudici stranieri (iniziativa per l’autodeterminazione)", con 116'709 firme. Il suo obiettivo è di ristabilire il popolo e i cantoni svizzeri nel loro ruolo di legislatore supremo del paese. Di fronte a parlamento, Consiglio federale, amministrazione e giustizia che pongono sistematicamente il diritto e i giudici stranieri al di sopra delle leggi svizzere, l’iniziativa per l’autodeterminazione veglia a che la Costituzione federale ridivenga la fonte suprema del diritto svizzero e che il regime giuridico iscritto nella Costituzione si applichi senza restrizioni – a eccezione del diritto internazionale cogente.