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Chiamata ad esprimersi dal Dipartimento federale dell'interno (DFI), la Commissione nazionale d'etica in materia di medicina umana (CNE) approva la geolocalizzazione dei telefoni cellulari tramite apposite app quale misura di lotta al coronavirus.
Non ci sono "considerazioni etiche fondamentali" che lo impediscano se vengono rispettate rigorose condizioni, afferma la CNE. L'uso dell'app deve ad esempio essere volontario, afferma la commissione in una presa di posizione riferita in serata dalla Radio SRF. L'applicazione informa l'utente se ha avuto contatti con una persona infettata dal coronavirus. Lo scopo è interrompere la catena di trasmissione della malattia.
Per rendere l'app accettabile, la popolazione deve essere sempre informata in modo trasparente, completo e regolare. L'applicazione dovrebbe anche registrare i dati in forma anonima e non sarebbe inoltre ammissibile localizzare una persona infetta utilizzando la geolocalizzazione in tempo reale. La CNE auspica infine una coordinazione a livello internazionale.
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