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Il testo, promosso da ambienti antiabortisti, intende sopprimere, con rare eccezioni, il rimborso delle interruzioni di gravidanza da parte dell'assicurazione malattia. "I risparmi, dell'ordine di otto milioni di franchi all'anno, pari allo 0,03% dei costi a carico dell'assicurazione obbligatoria, non giustificano le conseguenze giuridiche, sociali e sanitarie di una soppressione di questa prestazione", ha detto il consigliere federale Alain Berset nella consueta conferenza stampa governativa del mercoledì.
Secondo il governo, se venisse accolta, l'iniziativa creerebbe una situazione di incertezza tra le donne, che non saprebbero più, prima di decidere di sottoporsi a un'interruzione di gravidanza, se l'intervento sarà rimborsato o meno. Per l'esecutivo l'iniziativa definisce in modo vago le eccezioni previste per il rimborso e toccherà quindi agli assicuratori stabilire caso per caso se assumersi i costi.
"L'aborto è una questione molto delicata in cui intervengono elementi morali, religiosi, etici e umani". È opportuno che una donna decida su un eventuale aborto riferendosi solo a questi aspetti ed escludendo il più possibile la dimensione economica, ha detto il ministro della sanità.
"L'iniziativa invece crea un legame tra la decisione e le disponibilità economiche: la rinuncia all'aborto potrebbe risultare solo dalla mancanza dei mezzi finanziari" per interrompere la gravidanza.
Il Consiglio federale teme che la situazione di incertezza generata in caso di accettazione dell'iniziativa possa nuovamente condurre ad aborti praticati in modo non conforme alla legge. Eventuali danni alla salute riportati dalle donne in seguito a questi interventi sarebbero nuovamente a carico dell'assicurazione malattie.
Il governo deplora anche il fatto che questi aborti illegali per definizione avverrebbero "senza il dovere di ascolto, informazione e prevenzione".
Attualmente la pratica dell'aborto è regolata da una legge adottata nel giugno 2002 da oltre il 72% dei votanti, ha ricordato Berset. Con la normativa vigente sono state abbattute le barriere legali e finanziarie alle interruzioni di gravidanza e fissati i requisiti necessari affinché questi interventi siano effettuati in condizioni di sicurezza e soltanto su richiesta scritta delle gestanti. Se questi requisiti non sono soddisfatti, la cassa malati non rimborsa i costi.
L'accettazione dell'iniziativa rimetterebbe in discussione la possibilità di un'interruzione della gravidanza sicura e accessibile, come raccomandato dal Parlamento europeo, indica un comunicato del Consiglio federale.
Berset ha anche fatto notare che in Svizzera il tasso delle interruzioni di gravidanza non è solo nettamente inferiore rispetto a quello degli altri Paesi europei, ma è anche stabile dal 2004 e in calo nelle donne d'età compresa tra i 15 e 19 anni.
ATS