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Cosa fareste se disponeste di 26 milioni di franchi? Per la stragrande maggioranza della gente, una tale somma di denaro è quasi inimmaginabile. Per le 50'000 persone più ricche della Svizzera invece, questi milioni fanno parte delle vita quotidiana! Attualmente, l'1% più ricco della popolazione possiede quasi il 43% della fortuna totale del paese. Possiedono imprese, immobili e appartamenti, terreni agricoli e forestali e con tutto ciò fanno affari. I dividendi e i redditi da locazioni fruttano un sacco di soldi – in quattro e quattr'otto fino a un milione di franchi di reddito all'anno.
Il boom delle azioni e il boom immobiliare hanno reso i più ricchi ancora più ricchi. Il divario di ricchezza e di reddito nella popolazione aumenta costantemente dagli anni 1990. All’inizio degli anni ’90, l'1% più ricco possedeva “solo” il 33% dell’intera fortuna del paese. Oltre al boom dei mercati finanziari, i ricchi hanno beneficiato anche delle vigenti politiche fiscali. Molti cantoni hanno abbassato considerevolmente le imposte sul reddito. Certi le hanno addirittura dimezzate. Altri hanno abolito le imposte di successione per i discendenti diretti.
Ben diversa è la situazione per noi che guadagniamo poco o che abbiamo salari normali. Certo, grazie a numerose campagne sindacali sia i salari in generale che i salari minimi sono gradualmente aumentati. Purtroppo però non si può che constatare che la politica non è mai stata dalla nostra parte. Che sia a livello federale o a quello cantonale, i governi hanno sempre preferito abbassare le tasse ai più agiati invece di cercare soluzioni per ridurre, per esempio, il costo della cassa malati al resto della popolazione. Senza riduzioni di premi più elevate da parte dei governi, i costi dell'assicurazione malattia sono diventati vieppiù problematici per le famiglie, fino al punto che oggigiorno divorano spesso più del 10% dei loro redditi. Anche gli affitti continuano ad aumentare e c'è carenza di alloggi nei centri urbani. Le famiglie e nuclei familiari che faticano ad arrivare a fine mese con i loro stipendi o le loro pensioni si moltiplicano.
I rappresentanti delle classi sociali più ricche e i rappresentanti del mondo degli affari, che siedono in Consiglio Nazionale e in Consiglio degli Stati, questo non l’hanno ancora capito. Anzi, stanno progettando ulteriori riduzioni fiscali per azionisti e investitori. Chi possiede obbligazioni non sarà più tenuto a pagare l’imposta riscossa alla fonte. La tassa sull’emissione di azioni verrà abolita (abolizione completa delle tasse di bollo). A completare il quadro, una riduzione delle rendite della previdenza per la vecchiaia – affinché chi guadagna di più possa pagare meno contributi. L’USS lotta contro queste intenzioni politiche con un referendum.
L'iniziativa 99% va oltre però, e chiede anche un'inversione di tendenza a favore della popolazione ordinaria. L’inversione che si attende da tempo. Vuole tasse più elevate sui redditi da capitale di chi guadagna di più e vuole che queste entrate fiscali supplementari vadano a beneficio della popolazione. Per esempio, aumentando finalmente le riduzioni dei premi dell'assicurazione malattia e aumentando di nuovo le rendite dell’AVS. Ecco perché l’Unione sindacale svizzera sostiene questa iniziativa.
Daniel Lampart, capo economista dell’USS