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SION - Il consigliere nazionale Yannick Buttet (PPD/VS) si è autosospeso oggi dalla vicepresidenza del Partito popolare democratico (PPD) svizzero a causa di una procedura penale in corso nei suoi confronti. Questa è legata a presunte molestie sessuali, in parte riconosciute dal politico.
Gerhard Pfister, presidente del PPD svizzero, ha accettato la sospensione, che avviene con effetto immediato, indica stamani in una nota il partito, precisando che il vallesano ha informato ieri i vertici del partito sulla situazione.
Per il PPD «qualsiasi sopruso nei confronti dell'integrità di altre persone è inaccettabile», si legge nel comunicato.
Stando a media romandi, la procedura penale è stata avviata in seguito a fatti avvenuti domenica 19 novembre verso le 2.00 di notte a Sierre (VS). Buttet avrebbe molestato una donna, che ha reagito chiamando la polizia.
Il giornale ginevrino Le Temps, che riporta l'informazione sul proprio sito internet sin da ieri sera dopo aver potuto consultare non meglio definiti "documenti", indica che il quarantenne sindaco di Collombey-Muraz (VS) ha suonato una ventina di volte il campanello all'entrata dell'immobile in cui la donna vive con due bambini. Giunti sul posto, gli agenti della comunale hanno fermato il politico, in evidente stato di ebbrezza, che avrebbe tentato di nascondersi nel giardino.
Sempre secondo il quotidiano, la donna avrebbe avuto una relazione extraconiugale con il consigliere nazionale per un anno e mezzo. Da un anno, dalla fine della loro avventura, Buttet l'avrebbe perseguitata con sms, email e telefonate, talora fino a 50 volte al giorno.
Interrogate sulla vicenda dal foglio romando, numerose giornaliste e politiche attive a Berna descrivono altri atti inappropriati, ma tutte lo fanno in modo anonimo.
Contattato dal giornale, l'ex vicepresidente del PPD riconosce i fatti per iscritto in una email: «Esco da una grave crisi coniugale che ha compromesso il mio discernimento e il mio comportamento. Questa crisi era legata in particolare a una donna. Tutto ciò concerne esclusivamente la mia sfera privata che, spero, sarà rispettata. Oggi mi rendo conto che talvolta mi è successo, di sera e sotto l'effetto dell'alcol, e in particolare in questo periodo di dubbi, di aver avuto gesti inappropriati che possono aver disturbato e urtato certe persone. Considero che sarebbe inopportuno associare questi comportamenti con i fatti avvenuti a Sierre».
Buttet mostra rammarico: «Rivolgo le mie scuse a tutte le persone che ho potuto involontariamente ferire, a mia moglie, ai miei figli, alla mia famiglia, alle persone direttamente toccate e a tutti coloro che mi sostengono».
Il presidente del PPD del Vallese romando (PDCVR), Serge Métrailler, si dice «profondamente scioccato» dalle rivelazioni di stampa, che non riflettono in alcun modo l'immagine di Buttet nel PDCVR. Come il PPD svizzero, anche Métrailler giudica i fatti «ingiustificabili» se provati. Per il momento l'esclusione del consigliere nazionale dalla sezione non è all'ordine del giorno: deve prevalere la presunzione d'innocenza.
Sposato e padre di due figli, esponente dell'ala conservatrice del PPD, Buttet combatte il matrimonio e l'adozione per le coppie dello stesso sesso e difende la famiglia tradizionale.
Non è la prima volta che un esponente del PPD vallesano è confrontato con contraddizioni tra comportamento e posizioni politiche. Circa un anno fa l'ex presidente del PPD svizzero e consigliere nazionale, oggi consigliere di Stato, Christophe Darbellay, aveva annunciato ai media la nascita di un figlio da una relazione adulterina.