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BERNA / BERLINO / DÜSSELDORF - Sono trascorsi circa otto anni dalla confisca della collezione d'arte di Cornelius Gurlitt. Le ricerche da parte tedesca sulla provenienza delle circa 1500 opere è quasi conclusa, ma per oltre 1000 di queste non è stato possibile determinare con certezza l'origine.
«C'è un'area grigia molto ampia», ha precisato lo storico dell'arte Gilbert Lupfer, direttore del Centro tedesco per i beni culturali di Magdeburgo, che dal 2016 lavora sulla collezione trovata in possesso di Cornelius Gurlitt (1932-2014). Tutti i documenti sulle ricerche sono raccolti in un volume intitolato "Kunstfund Gurlitt. Wege der Forschung", dedicato al padre di Cornelius, Hildebrand Gurlitt, che dopo la Seconda Guerra mondiale divenne direttore del Kunstverein di Düsseldorf e prima fu uno dei principali acquirenti di Adolf Hitler nella Francia occupata.
Gli esperti internazionali hanno lavorato anni per determinare la provenienza, ma solo 14 opere di artisti come Max Liebermann, Henri Matisse, Thomas Couture o Adolph von Menzel sono state finora chiaramente identificate come arte saccheggiata dai nazisti e sono state restituite ai legittimi proprietari.
Dopo la morte di Gurlitt, avvenuta il 6 maggio 2014, il Kunstmuseum di Berna è stato nominato unico erede e ha accettato il lascito. In base a un accordo concluso con la Germania, solo le opere di provenienza certa sono giunte a Berna. Quelle di dubbia origine sono state passate al vaglio di una speciale task force istituita a suo tempo in Germania. Berna si è impegnata a dare un contributo sostanziale alle ricerche.