Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/108961

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure concrete affinché le autorità di polizia federali, cantonali e comunali possano di nuovo accedere alla banca dati del sistema d'informazione sui documenti d'identità (ISA).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sistema d'informazione sui documenti d'identità (ISA) è stato uno degli elementi maggiormente discussi in occasione del referendum del 17 maggio 2009 riguardo alla nuova legge sui documenti d'identità. Già la versione precedente della legge sui documenti d'identità (LDI; RS 143.1), abrogata il 1° marzo 2010, autorizzava soltanto un uso chiaramente limitato dei dati registrati in ISA. Lo scopo di ISA è ben definito dall'articolo 11 capoverso 2 delle versioni sia abrogata sia vigente della LDI: ISA serve per rilasciare i documenti d'identità e per impedirne il rilascio non autorizzato e l'impiego abusivo. Come già illustrato nei due messaggi del Consiglio federale concernenti la legge sui documenti d'identità, non è consentito accedere ai dati contenuti in ISA per scopi di ricerca (FF 2000 4152 seg., FF 2007 4761). Per tener debitamente conto delle riserve espresse dai cittadini nei confronti di ISA in occasione della votazione popolare del 17 maggio 2009, il Consiglio federale ha adeguato l'ordinanza sui documenti d'identità (ODI; RS 143.11) e limitato l'accesso alle fotografie registrate in ISA. La richiesta dell'autrice della mozione di utilizzare le fotografie contenute in ISA nei casi delle persone segnalate di cui non sono ancora stati registrati i dati segnaletici costituirebbe, secondo il diritto vigente, un uso illecito dei dati di ISA per scopi di ricerca. Inoltre contrasterebbe con tutte le richieste finora avanzate dal Parlamento e dai cittadini di limitare l'uso dei dati di ISA.</p><p>L'accesso alle fotografie registrate in ISA è consentito soltanto nei casi in cui è indispensabile, come ad esempio per i controlli alle frontiere o le verifiche dell'identità in base all'esibizione di un documento. Per eseguire tali controlli il corpo delle guardie di confine (Cgcf) e le autorità di polizia dispongono dei medesimi diritti d'accesso. Per registrare correttamente le notifiche di perdita dei documenti i servizi competenti continuano ad avere accesso agli altri dati di ISA (p. es. cognome, nome, data e luogo di nascita, cognome dei genitori ecc.) di cui possono servirsi, in caso di dubbio, per fare domande di controllo. Per accertare l'identità di una persona che non può esibire un documento, l'articolo 12 capoverso 4 LDI permette di consultare la fotografia in ISA, a condizione che la richiesta avvenga con il nome e l'impronta digitale della persona in questione. Il Cgcf attualmente sta sviluppando questa modalità di richiesta che in un prossimo futuro sarà a disposizione di tutte le autorità competenti. Con la revisione della LDI è stato stabilito che i dati di ISA possono essere utilizzati anche per identificare vittime di incidenti, di catastrofi naturali e di atti violenti nonché persone scomparse. Nel messaggio (FF 2007 4761) concernente tale revisione, il Consiglio federale ha precisato che questa disposizione è stata inserita soprattutto per tener conto della catastrofe dello tsunami avvenuta nel dicembre del 2004; sono naturalmente ipotizzabili anche altri casi.</p><p>Non si tratta quindi di proteggere gli autori di reato, bensì di attuare in modo conforme alla legge la volontà politica del Consiglio federale, del Parlamento e del popolo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.