Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01037.jsonl.gz/226

Accalappiandosi i migliori talenti russi si potrebbe infliggere a Putin un "colpo potenzialmente fatale".
È quanto ritiene il think tank statunitense "Atlantic Council". Tuttavia, i politici e gli esperti in Svizzera sono critici al riguardo.
ZURIGO - A quattro settimane dall'invasione russa dell'Ucraina, dieci milioni di persone, per lo più donne e bambini, sono in fuga. Quasi la metà ha cercato riparo nei paesi limitrofi e nell'Europa occidentale. Finora la Svizzera ha accolto 16.520 profughi dall'Ucraina. Di questi, 9.982 hanno ricevuto lo statuto di protezione S.
Non solo gli ucraini, ma anche decine di migliaia di russi stanno attualmente lasciando il proprio paese. Soprattutto le persone ben istruite - specialisti informatici, ricercatori, artisti o giornalisti - temono che il regime di Putin arrivi a distruggere i loro mezzi di sussistenza, prospettive di carriera e libertà individuali.
Promuovere «l'esodo dell'élite» - Al momento, i russi fuggiti in Svizzera non usufruiscono dello statuto S, ma devono presentare una normale domanda di asilo. Il think tank statunitense "Atlantic Council" chiede però all'Occidente di promuovere «l'esodo dell'élite». L'asilo dovrebbe essere concesso ai lavoratori altamente qualificati, provenienti dalla Russia, con la stessa semplicità con cui è concesso ai rifugiati ucraini.
La Russia è tra i paesi leader nelle discipline della fisica, dell'ingegneria, della matematica e della chimica. Il paese detiene anche una posizione di spicco nei settori dell'intelligenza artificiale e della robotica. «L'accoglienza di questi rifugiati influenzerebbe anche l'economia russa, vedendo rallentare le fiorenti industrie tecnologiche del paese».
In questo modo i paesi ospitanti potrebbero anche minare la propaganda di Putin che demonizza l'Occidente. «L'ondata di emigrati russi potrebbe fungere da ponte tra l'Occidente e una Russia del futuro», ritiene il think tank.
«Bisogna dare protezione a chi ne ha bisogno» - «Tutti i rifugiati in fuga dalla repressione politica devono ovviamente ricevere asilo», sottolinea Balthasar Glättli, consigliere nazionale e presidente dei Verdi. In Russia, le risicate libertà sono state massicciamente limitate nelle ultime settimane. Basta definire il conflitto in Ucraina una "guerra" per rendersi passibili di persecuzione.
«È importante accogliere gli attivisti per la pace russi e i critici di Putin», ha affermato Glättli. Tuttavia, un programma di protezione specifico per i russi ben istruiti contraddirebbe l'idea di base del diritto di asilo. «Bisogna garantire protezione a coloro che ne hanno bisogno, non a chi beneficia maggiormente del paese ospitante o la cui fuga è capace di indebolire il paese di origine».
Come ricorda il presidente del PLR Thierry Burkart, coloro che cercano protezione dalla Russia possono presentare una domanda di asilo. Nella procedura ordinaria, il caso viene poi esaminato individualmente. «La Svizzera garantirà protezione ai perseguitati che hanno un motivo per chiedere asilo».
Secondo il leader dell'Udc, Thomas Aeschi, occorre invece una chiara distinzione tra i profughi di guerra ucraini e i russi che lasciano il proprio paese per motivi economici. «Specialisti russi qualificati possono cercare lavoro presso un'azienda svizzera e ottenere un permesso di soggiorno tramite la quota per i cittadini di Stati terzi». Per Aeschi, tuttavia, al momento non è opportuno aumentare questo contingente: «L'economia in Svizzera si sta indebolendo, ci sono tendenze inflazionistiche e stiamo vedendo anche segnali di recessione. Sarebbe sbagliato accogliere migliaia di russi adesso».
Lo dice la Casa Bianca. Putin: «Le regioni annesse sono per sempre nostre». Kiev chiede di entrare nella Nato
Il presidente ucraino Zelensky: «Non negozieremo finché Putin sarà presidente». La Nato: «Supportiamo Kiev, ma sull'ingresso serve l'unanimità»
Dopo quattordici anni di Governo, il consigliere federale lascerà la carica a fine anno. «È il momento giusto».
«Ho preso questa decisione nell'estate di un anno fa», ha precisato durante la conferenza stampa indetta per annunciare l'addio.
L'olandese, dopo il pasticcio nelle qualifiche di Singapore, è pessimista: «Gara compromessa. Non siamo a Spa o Monza».
L'olandese parte dall'ottava piazza: «Sorpassare è molto difficile, finirò facilmente per restare bloccato dietro agli altri». Semaforo verde alle 15.00.
I biancoblù tornano al successo: Rapperswil sconfitto 4-3 alla Gottardo Arena.
Passati per la prima volta in vantaggio al 50' con una magia di Pestoni, i leventinesi - riacciuffati al 58’ da Jensen - si sono infine imposti al supplementare, dove Hedlund è andato "all in" richiamando Nyffeler.