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GINEVRA - Esistono barriere che impediscono alle persone di agire per salvaguardare l'ambiente. Tobias Brosch, professore di psicologia dell'Università di Ginevra (UNIGE), ha stilato una lista con cinque categorie di ostacoli che frenano l'individuo nelle sue azioni.
Il ricercatore ginevrino si è basato su oltre 400 studi in varie discipline, tra cui psicologia, neuroscienza ed economia comportamentale, indica l'UNIGE in una nota odierna.
Una delle difficoltà riguarda la percezione del problema. Il cervello umano fatica a riconoscere un fenomeno come il cambiamento climatico dal momento che non si può sentire, vedere e toccare direttamente. La realtà virtuale potrebbe aiutare a elaborare le conseguenze di un aumento delle temperature.
Tra le altre barriere citate da Brosch vi sono anche gli interessi immediati delle persone - che non traggono subito benefici da queste azioni - e l'aspetto sociale di rinunciare a qualcosa sapendo che non vi è la stessa mobilitazione da altre parti.
«L'effetto Greta Thunberg», per quanto sia influente per le nuove generazioni, non sarà sufficiente a provocare un grosso cambiamento, sostiene inoltre il ricercatore, aggiungendo che le autorità politiche dovrebbero comunicare meglio le possibili azioni da intraprendere a favore dell'ambiente.