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Il Natale è passato, ma le feste hanno lasciato il segno. Tornare lentamente a una routine equilibrata è ora una priorità per molti. A tal fine è fondamentale una buona colazione: ecco perché il müesli, da sempre protagonista di una colazione ricca e varia, sta vivendo oggi un periodo di forte rinnovamento.
Per birchermüesli si intende oggi un preparato di fiocchi d'avena e altri prodotti a base di cereali con frutta fresca o secca da gustare con latte, yogurt o succo di frutta. Parte integrante della colazione continentale, il birchermüesli trova spazio in tavola e al banco del buffet in diverse varianti. Ma a chi è venuta la curiosa idea di unire tutti questi ingredienti in una ciotola? E cosa è cambiato da allora?
Il birchermüesli originale è stato inventato intorno al 1900 dal medico argoviese Oskar Bircher-Brenner, che consigliava di mescolare 1 c. di fiocchi d'avena, 3 c. d'acqua, 1-2 mele (di cui anche la buccia e il torsolo grattugiati) con il succo di mezzo limone e 1 c. di latte condensato zuccherato e arricchire infine con 1 c. di noci grattugiate. Si dice che si sia imbattuto in questa ricetta per caso durante un'escursione sulle Alpi, quando gli fu servita da un'alpigiana: infatti, i pastori in questi luoghi mangiavano il müesli originale già da oltre 100 anni.
La società borghese del XIX secolo considerava la carne la più importante fonte di energia, mentre non dava molto valore alle verdure e all'insalata. Nella classe lavoratrice, che non poteva permettersi la carne, la malnutrizione era molto diffusa. Ma anche la borghesia aveva problemi di alimentazione a causa della dieta poco variata. Bircher era critico nei confronti delle abitudini alimentari dell'epoca e mise in dubbio la predominanza della carne, delle salse pesanti e la loro preponderanza nella dieta. Supponendo che i vegetali crudi e non lavorati contenessero più sostanze nutritive, tentò di avvicinare i propri pazienti a una dieta completa che prendesse in considerazione anche la frutta. Inoltre era convinto che i vegetali crudi e non lavorati contenessero "fotoni attivi biologicamente", in grado di conferire vitalità all'organismo. Il müesli era una componente della cosiddetta "terapia dell'ordine" di Bircher e costituiva anche la prima portata di ogni pasto. La terapia prescriveva anche di alzarsi alle sei del mattino e andare a letto alle nove. Al fine di interiorizzare la propria terapia, Bircher aprì un sanatorio in cui i pazienti venivano assistiti praticamente durante tutta la giornata. Tra questi vi erano anche famosi contemporanei, come Thomas Mann.
All'inizio il birchermüesli divenne noto soprattutto in Svizzera, dove negli anni '40 e '50 veniva regolarmente consumato a cena. Con la diffusione nel resto del continente europeo arrivarono anche nuove ricette: il latte condensato venne sostituito per esempio con yogurt, latte o panna. Oggi il nome müesli indica spesso una miscela pronta di cereali e fiocchi di cereali, frutta secca e noci, talvolta arricchita con vitamine e sali minerali. Gli ultimi anni hanno visto il müesli cambiare continuamente: oggi esistono versioni per vegetariani e vegani, per persone che soffrono di intolleranze alimentari o semplicemente per chi è curioso di sperimentare nuove creazioni. Ma il successo che il müesli conosce oggi è meritato? È davvero un alimento prezioso dal punto di vista nutrizionale?
Se consideriamo la ricetta originale possiamo affermare quanto segue: l'avena contiene il cosiddetto beta-glucano che, se integrato in un pasto, aiuta a mantenere basso il livello di zucchero nel sangue dopo aver mangiato. Inoltre i beta-glucani contribuiscono a regolare il livello di colesterolo. I fiocchi d'avena sono anche un'importante fonte di fibre alimentari, mentre mela e limone forniscono all'organismo vitamina C. L'assunzione di ca. 2 dl di latte o 180 g di yogurt costituisce una delle 3 porzioni di latticini raccomandate per il consumo giornaliero dalla piramide alimentare. 1 cucchiaio di nocciole grattugiate contiene circa 2,6 mg di vitamina E, coprendo così il 21% del fabbisogno giornaliero di questa vitamina importante per proteggere le cellule dallo stress ossidativo.
Da anni Coop riduce il tenore di zucchero dei cereali preservandone il gusto. I müesli e i cereali sono sottoposti a costanti controlli e la composizione dei prodotti viene continuamente adattata. Coop si assume così le proprie responsabilità e contribuisce attivamente alla riduzione del consumo di zucchero.