Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01256.jsonl.gz/93

We Knead To Bake, il gruppo panificatore di Aparna di My Diverse Kitchen, creato lo scorso gennaio con la bella idea di cuocere un pane diverso ogni mese, ha già fatto metà del suo viaggio nel mondo dei lievitati.
Nel 1917, l'Esercito della Salvezza femminile, tutte volontarie, ha sfornato migliaia di doughnuts (ciambelle) per coccolare i giovani soldati americani che combattevano in Francia durante la prima guerra mondiale. Pare i soldati li amassero così tanto, da guadagnarsi il soprannome di doughboys. In seguito, nel 1938, la prima festa nazionale della ciambella è stata organizzata per raccogliere fondi per l'Esercito della Salvezza. Non ci è sorprende che ancora oggi che gli Stati Uniti si continui a dedicare un giorno all'anno per celebrare i doughnuts, considerando anche il fatto che l'industria americana delle ciambelle valga qualcosa come 3,6 milioni di dollari all'anno!
Si dovrebbe scrivere Doughnut, ma anche la forma abbreviata Donut è ormai ampiamente accettata e può essere trovata nei dizionari insieme alla parola più lunga.
Ci sono storie piuttosto interessanti, alle volte quasi inverosimili che raccontano come è nata la ciambella americana. Una prima teoria ha a che fare con un capitano di mare del 19° secolo, Hansen Gregorio. Sembra che la sua mamma usasse fare un impasto fritto con le spezie che il figlio le portava dai suoi carichi (noce moscata e cannella) e scorza di limone.
Li dava poi al figlio e al suo equipaggio per i loro lunghi viaggi. La signora Gregorio metteva nocciole o noci al centro della ciambella, dove la pasta faticava a cucinare bene, ed è per questo che si suppone derivi il nome doughnut (dough=impasto nut=noce).
Tuttavia, il buco della ciambella pare sia dovuto ad Hansen. Alcune versioni dicono che stava mangiando una ciambella (senza buco) mentre navigava in una tempesta. All'improvviso, la nave ha una brusca e violenta scossa e la sua ciambella si impala un piolo del timone, creando il ben noto buco.
Altre versioni dicono che Hansen era un po' tirchio e cercava di risparmiare sui costi del cibo, anche facendo un buco nelle ciambelle. Un'altra versione altamente improbabile dice di essere stato visitato da un angelo che gli disse che si doveva eliminare l'impasto dal centro delle ciambelle e fare i buchi
Resta il fatto che sia stato Gregorio Hansen a segnare il buco nel nei Doughnuts odierni, anche se poi fece una brutta fine: fu bruciato sul rogo per essere stato tacciato di stregoneria a metà del 19° secolo.
Oggi sono tutti d-accordo nell'affeermare che sono stati gli olandesi a portare i Doughnuts negli Stati Uniti nel 1800 come Olykoeks, o torte all-olio dato che erano palline fritte di pasta. Si dice anche che siaa stato un caso fortuito l'aver scoperto la Olykoek quando una mucca prese a calci una pentola piena di olio bollente che cadde sopra un impasto dolce, trasformandolo in qualcosa di un bel colore dorato!
- assicurarsi inoltre che le ciambelle non perdano la loro forma quando vengono trasferite dal piano di lavoro alla teglia
- assicurarsi inoltre che qualunque cosa si usi per tagliare le ciambelle sia abbastanza affilata in modo da evitare ogni minimo movimento di torsione durante il taglio che potrebbe rovinare la forma delle ciambelle.
Per il momento tutti i pesi sono in tazze, ma una volta a casa riusciro' a pesare gli ingredienti e sostituire i valori.
Non ho usato tutta la farina prevista, ne ho avanzata mezza tazza abbondante.