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Il difficile contesto economico non ha intaccato il sentimento di sicurezza degli svizzeri: è quanto risulta da uno studio del Politecnico federale di Zurigo presentato venerdì.
Nonostante i segnali di crisi economica, il 90% delle persone interpellate nel gennaio scorso afferma di sentirsi "molto sicuro" o "piuttosto sicuro". Inoltre la stragrande maggioranza degli svizzeri manifesta ancora fiducia nel futuro: il 69% si dichiara "piuttosto ottimista" per quanto riguarda le prospettive in Svizzera, una quota identica a quella emersa all'inizio dell'anno scorso. Il numero delle persone "molto ottimiste" è invece leggermente diminuito e si situa attualmente sul 7%.
Questi dati possono suscitare una certa sorpresa, tendendo conto dell'evoluzione economica, che ha subito un chiaro deterioramento dagli ultimi mesi dell'anno scorso. Secondo i ricercatori del Politecnico, questa apparente contraddizione è legata al fatto che molti cambiamenti, come l'aumento della disoccupazione, vengono generalmente percepiti con un certo ritardo.
Sempre stando al sondaggio, la popolazione ha invece perso fiducia nei confronti di diverse istituzioni. Il calo più netto concerne l'esercito, il cui indice di credibilità è sceso di 0,6 punti al 5,9, su una scala di 10 punti. Si tratta della percentuale più bassa registrata dall'esercito dal 1995. Le ragioni sarebbero da ricercare nella decrescente motivazione di soldati e nella vicenda legata alle dimissioni dell'ex-capo delle forze armate, che avrebbe intaccato l'immagine dell'esercito presso la popolazione.
La fiducia nei confronti del governo e del parlamento, che raccolgono rispettivamente 6,5 e 6,2 punti, si situa invece agli stessi livelli dell'anno scorso. Tra le principali minacce sentite dalla popolazione si ritrova l'ambiente, dinnanzi ai rischi di penuria energetica e alla crisi economica.