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Il Consiglio federale ha posto in consultazione le modifiche legislative per disciplinare diverse misure esistenti per contrastare una situazione di penuria energetica e promuovere in modo mirato la produzione di energia elettrica durante la stagione invernale. L’obiettivo è quello di garantire l’approvvigionamento energetico della Svizzera, soprattutto in situazioni di emergenza, come quella verificatasi nel 2022, quando il rischio di penuria energetica è stato elevato a causa delle ripercussioni della guerra in Ucraina sull’approvvigionamento di gas in Europa e ai problemi tecnici in molte centrali nucleari francesi.
La riserva di energia elettrica consta di una riserva di energia idroelettrica e una riserva complementare costituita da centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione forza-calore (impianti di cogenerazione) aggregati. L’ordinanza sulla riserva invernale e le relative riserve di energia elettrica rimarranno in vigore sino alla fine del 2026.
Per garantire l’approvvigionamento energetico, il Parlamento creerà la base legale per la costituzione di una riserva di energia idroelettrica obbligatoria nella legge sull’approvvigionamento elettrico (LAEl). Il Consiglio federale integrerà la base legale con normative concernenti una riserva formata da centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione. A questo proposito, l’Esecutivo definirà una base legale di durata illimitata per le diverse capacità di riserva allo scopo di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Le modifiche legislative proposte dal Consiglio federale includono i seguenti punti principali:
- Il Consiglio federale può proporre valori obiettivo per il dimensionamento delle singole parti della riserva. La Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) stabilisce il dimensionamento concreto.
- La riserva complementare dovrebbe, in linea di principio, essere messa a disposizione mediante gare pubbliche, mentre per i gruppi elettrogeni di emergenza e gli impianti di cogenerazione deve essere possibile applicare anche un’altra procedura.
- Per partecipare alla riserva, i gestori degli impianti ricevono un compenso per la disponibilità. Se vengono prelevate le loro riserve, essi ricevono anche un indennizzo per il prelievo.
- Per non gravare sul bilancio dei gas serra, il Consiglio federale può adeguare il diritto in materia di CO2, segnatamente l’obbligo di partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni. Può inoltre prevedere agevolazioni proporzionate e a termine per il diritto in materia di protezione dell’ambiente e per le prescrizioni d’esercizio cantonali, se risulta indispensabile per l’esercizio dell’impianto.
- Gli esborsi rientrano sostanzialmente tra i costi d’esercizio computabili della rete di trasporto e saranno quindi sostenuti dai consumatori finali.
Con le modifiche alla legge sull’energia e alla legge sul CO2 si promuovono gli impianti di cogenerazione. Ciò trae origine da una mozione della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (23.3022 Mo. CAPTE-N). Vanno promossi impianti di cogenerazione che funzionano a pilotaggio termico inseriti in reti termiche nuove o esistenti, se sostituiscono o completano le caldaie per il carico di punta a energia fossile. Gli impianti di cogenerazione devono utilizzare il calore, funzionare prevalentemente durante la stagione invernale, essere alimentati con combustibili rinnovabili, partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni oppure compensare le emissioni. Viene così prodotta energia elettrica durante l’inverno e migliorato il bilancio del CO2.
Le risorse per i contributi d’investimento sono limitate a 20 milioni di franchi all’anno per dieci anni. Questa misura contribuirà a promuovere gli impianti di cogenerazione che rappresentano una soluzione sostenibile per l’approvvigionamento energetico.