Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01106.jsonl.gz/394

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Le città svizzere chiedono una migliore compensazione degli oneri elevati che sono chiamate a sopportare. Esse rivendicano i 112 milioni di franchi supplementari che la Confederazione intende riconoscere nell'ambito della correzione della perequazione finanziaria per il 2012-2015.
Questi mezzi dovrebbero essere interamente devoluti alla compensazione degli oneri socio-demografici, ha ribadito stamani l'Unione delle città svizzere (UCS), in una conferenza stampa a Berna. Due studi alla mano, l'UCS ha dimostrato che le spese che incombono sulle città di oltre 20'000 abitanti sono mediamente del 39% maggiori rispetto a quelle dei piccoli comuni. E le città assumono il 90% degli oneri.
Le Camere federali dovranno ancora pronunciarsi sulle correzioni della perequazione finanziaria per il periodo 2012-2015. Dopo un accordo raggiunto con i cantoni, il Consiglio federale - in un primo tempo riluttante - ha accettato di versare 112 milioni supplementari all'anno. Propone tuttavia di distribuire questi mezzi in vari fondi.
Nelle città e nei comuni urbani, la parte degli abitanti in situazione precaria è particolarmente elevata, ha ricordato la direttrice dell'UCS Renate Amstutz. Tra questi figurano persone anziane, disoccupati di lungo periodo e una parte della popolazione straniera. Tutto ciò spiega i costi relativamente elevati nelle città per quanto riguarda l'aiuto sociale, la sanità e la sicurezza pubblica.
SDA-ATS