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La sindrome del colon irritabile (SCI) è la malattia gastrointestinale più comune nel mondo. Colpisce circa una persona su sette e interessa prevalentemente le donne. Le cause della SCI non sono ancora note. Si tratta di un disturbo multifattoriale che coinvolge un’interazione tra il sistema digestivo, i batteri intestinali, il sistema nervoso e fattori esterni come lo stress. La SCI può esordire nell’infanzia, nell’adolescenza o nell’età adulta, e può scomparire inaspettatamente per alcuni periodi durante la vita di una persona, e riapparire a qualsiasi età.
Diversi metodi hanno dimostrato di essere efficaci nel ridurre i sintomi della sindrome del colon irritabile, tra cui il rilassamento, la dieta povera di FODMAP* e l’uso di alcuni farmaci. In relazione alla SCI sono stati studiati anche alcuni integratori alimentari. Ecco i principali integratori che sono stati studiati clinicamente per il loro effetto sui sintomi della SCI. Vogliamo ricordare che questo articolo non fornisce raccomandazioni per nessun integratore. La persona migliore per discutere le vostre esigenze riguardo agli integratori è un nutrizionista, un medico o un farmacista che può fornire consigli personalizzati per la vostra situazione.
Il principale ingrediente attivo nell’olio di menta piperita è l’l-mentolo. Può avere effetti antispasmodici, antimicrobici, antinfiammatori e antiossidanti. Per maggiori informazioni, potete leggere questo articolo.
Iberogast è una miscela di diverse erbe che può agire esercitando proprietà antispasmodiche ed effetti sulla sensibilità viscerale. Diversi studi clinici hanno esaminato gli effetti di questo integratore in persone affette da SCI, indicando che può essere efficace nel ridurre il dolore allo stomaco così come la gravità dei sintomi generalmente associati con la SCI. Va notato che questo integratore può interferire con alcuni farmaci (ad esempio Acetaminofene, Diazepam, Codeina) e che sono stati riportati rari casi di tossicità in seguito alla sua assunzione.
La melatonina è un neurormone rilasciato dalla ghiandola pineale in base al ritmo circadiano. È strutturalmente simile alla serotonina e può favorire il sonno. La concentrazione di melatonina nei tessuti gastrointestinali è da dieci a cento volte superiore a quella presente nel sangue, suggerendo che può avere un ruolo importante nel sistema digestivo. Effettivamente la melatonina ha effetti analgesici e di regolazione della motilità intestinale (velocità di digestione), che potrebbero aiutare ad alleviare il dolore addominale e la sensazione di distensione addominale (gonfiore), oltre a migliorare la frequenza delle feci in chi soffre di SCI. La melatonina può anche avere effetti benefici aiutando a regolare l’umore e lo stress. La melatonina può colpire sia le componenti psicologiche della SCI (stress, ansia, depressione e disturbi del sonno) sia gli elementi periferici (sensazioni intestinali anomale e disturbi della motilità).
Sono stati condotti alcuni studi clinici per valutare gli effetti dell’integrazione di melatonina per la SCI. Questi studi hanno incluso un piccolo numero di pazienti (18-60 adulti con SCI) che hanno preso un integratore di melatonina (3-5 mg) al momento di coricarsi per un breve periodo di tempo (da due settimane a sei mesi). Nel complesso, gli studi suggeriscono che la melatonina può aiutare a ridurre il dolore nei pazienti con SCI, ma i suoi effetti su altri sintomi della SCI non sono chiari e sono necessari ulteriori studi. Gli integratori di melatonina sono relativamente sicuri e poco costosi.
La glutammina è un aminoacido non essenziale, ossia viene prodotto dal corpo in base alle necessità. È stato suggerito che la glutammina può aiutare a migliorare la permeabilità intestinale, cioè a ottimizzare il controllo del materiale assorbito dall’intestino per evitare che sostanze indesiderate entrino nel flusso sanguigno e causino infiammazioni.
Uno studio clinico di due mesi ha valutato l’efficacia e la sicurezza dell’integrazione di glutammina (dose di 5g, tre volte al giorno) in 106 pazienti con SCI post-infettiva con componente di diarrea (SCI-D) (sviluppata dopo un’intossicazione alimentare) con una maggiore permeabilità intestinale. L’assunzione di glutammina ha ridotto la gravità dei sintomi e la frequenza giornaliera delle feci, e ha migliorato la consistenza delle feci e la permeabilità intestinale rispetto al placebo. Non sono stati osservati effetti avversi gravi, ma sono necessari ulteriori studi clinici per convalidare questi risultati.
Va notato che gli integratori di glutammina sono costosi, e le dosi giornaliere suggerite sulle etichette dei prodotti sono spesso inferiori alle dosi utilizzate negli studi clinici. È improbabile che una dose inferiore sia sufficiente a fornire benefici. Inoltre, la glutammina è ampiamente disponibile negli alimenti ricchi di proteine (carne, pollame, pesce, uova, tofu, ecc.) Una volta assorbita, non c’è garanzia che svolga le sue funzioni nell’intestino, poiché il corpo la utilizzerà dove è necessario.
I probiotici sono batteri o lieviti vivi che, se ingeriti in quantità sufficiente, possono avere effetti benefici sulla salute. Diversi studi clinici indicano che alcuni ceppi di probiotici possono aiutare ad alleviare i sintomi della sindrome del colon irritabile. Tuttavia, ci sono molti ceppi diversi di probiotici. È importante sapere che ogni ceppo di probiotici ha i suoi effetti specifici. Infatti, ogni ceppo ha un genere, una specie e una denominazione. Gli effetti benefici di un ceppo probiotico possono essere attribuiti solo ai ceppi testati, non alla specie o all’intero gruppo di batteri. Inoltre, per essere efficaci, i probiotici devono raggiungere il colon vivi e in numero sufficiente. Non devono essere degradati dopo aver attraversato lo stomaco e devono essere in grado di resistere all’acidità gastrica e ai succhi pancreatici. Diversi fattori come la temperatura di conservazione e la presenza di additivi alimentari possono influenzare la crescita e la sopravvivenza dei probiotici. È quindi importante scegliere un integratore probiotico che abbia dimostrato di essere efficace per la SCI attraverso studi clinici. In Italia sono numerosi i prodotti a base di probiotici, ma non tutti sono adatti alla sindrome da intestino irritabile. E’ bene fare attenzione, inoltre, perché molti probiotici contengono dei FODMAP (per esempio inulina) e potrebbero, quindi, aumentare la sintomatologia dolorosa e il gonfiore. Tra i prodotti che potremmo consigliarvi troviamo Probactiol Plus o Probactiol HMO Combi o Kijimea Colon Irritabile e Kijimea Colon Irritabile Pro, la cui composizione in termini di ceppi batterici è stata studiata in maniera mirata per questa problematica.
I prebiotici sono un tipo di fibra alimentare che beneficia il microbiota e la salute gastrointestinale promuovendo selettivamente la crescita di batteri buoni. Va notato che non tutte le fibre sono prebiotiche. I prebiotici si trovano in molti alimenti. Per le principali fonti alimentari di prebiotici, potete leggere questo articolo. In commercio esistono vari integratori di fibre prebiotiche che possono essere efficaci per migliorare la consistenza delle feci e ottimizzare la salute digestiva in chi soffre di sindrome del colon irritabile, che si tratti di stitichezza o diarrea. I principali tipi di integratori di fibre prebiotiche raccomandati per la SCI sono quelli a base di psyllium, gomma di guar parzialmente idrolizzata (PHGG), metilcellulosa, fibra di acacia, destrina di grano o calcio policarbofilico. La scelta dell’integratore dipende, tra l’altro, dal tipo di sintomi (stitichezza, diarrea o entrambi) e dalla tolleranza personale di ogni individuo.
Gli enzimi digestivi sono molecole che scompongono il cibo in particelle più piccole per aiutare il corpo ad assorbire i nutrienti che contiene. Le persone con SCI possono essere limitate nella loro capacità di digerire alcuni tipi di cibo, compresi alcuni zuccheri fermentabili, ossia i FODMAP. Si raccomanda di adottare una dieta a basso contenuto di FODMAP per due o sei settimane, seguita da test di reintroduzione per identificare quale famiglia di FODMAP è mal tollerata e le soglie di tolleranza. In seguito, si può prendere in considerazione l’assunzione di un integratore enzimatico specifico per le famiglie di alimenti in questione.
Gli integratori enzimatici lattasi (Lactaid), alfa-galattosidasi (Beano) e xilosio isomerasi (Fructaid) aiutano a facilitare rispettivamente la digestione delle famiglie FODMAP lattosio, GOS e fruttosio. Di recente sono comparsi in commercio alcuni integratori enzimatici progettati per la SCI, che includono Fodmate, Fodzyme e Intoleran. Contengono una serie di enzimi tra cui lattasi, alfa-galattosidasi, glucosio isomerasi, inulinasi, pectinasi e poliolo ossidasi. Gli enzimi inulinasi e poliolo ossidasi sono nuovi enzimi che vengono attualmente studiati per aiutare a digerire rispettivamente i fruttani e i polioli. Questi prodotti sono pensati per ridurre il disagio digestivo quando si consumano alimenti contenenti FODMAP, ma sono necessari ulteriori studi per dimostrare la loro efficacia.
*I FODMAP sono dei glucidi che fermentano nell’intestino, in parte responsabili dei sintomi nelle persone che soffrono di colon irritabile. Per maggiori informazioni, leggete quest’articolo.