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Le migliaia di tonnellate di munizioni che l'esercito svizzero ha gettato nei laghi di Thun, Brienz e dei Quattro Cantoni fino agli anni 1960 non saranno recuperate. Come nel 2008, il ministero della difesa è infatti giunto alla conclusione che le munizioni non inquinano le acque e che il loro recupero sarebbe problematico ed avrebbe un impatto notevole sull'ecosistema acquatico.
Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha spiegato in una conferenza stampa oggi a Berna che, malgrado in basso rischio residuo, i Cantoni interessati effettueranno comunque un monitoraggio regolare che permetterà di reagire tempestivamente a qualsiasi mutamento della situazione.
Da un'indagine storica commissionata nel 2004 è emerso che l'esercito svizzero ha scaricato sui fondali dei laghi oltre 8000 tonnellate di munizioni e di residuati esplosivi, per lo più provenienti dalle fabbriche di Thun (BE) e Altdorf (UR). Circa un terzo erano vecchie munizioni della Seconda Guerra mondiale, ha ricordato la segretaria generale del DDPS Brigitte Rindisbacher.
Nel lago di Thun ne sono state gettate 4600 tonnellate, in quello di Brienz 280 t, nel ramo urano dei Quattro Cantoni 2800 t e in quello svittese (Gersauerbecken) 530 t. Gli ultimi affondamenti sono avvenuti nel 1963 a Thun e nel 1967 nel Urnersee. La quantità di munizioni sui fondali, le richieste di recuperarle e le anomalie riscontrate nei pesci del lago di Thun hanno indotto il DDPS a disporre accertamenti approfonditi per determinare l'effettiva minaccia.
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