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A volte si usa la parola giocattolo per indicare una cosa di poco conto. Ma per i bambini non è così.
I bambini giocano più spesso e più a lungo degli adulti, ma gli adulti spesso si aspettano una ricompensa, in denaro o in gratificazione. Per gli adulti inoltre la fase del gioco è chiaramente e nettamente distinta dal lavoro e da tutti gli altri momenti della vita. Per i bambini non è così. Per loro i giochi sono fra le azioni più serie e il gioco fa pienamente parte della vita in modo determinante e non separabile. Tutto, anche mangiare, può essere un gioco e un bambino che non gioca può avere dei seri problemi.
In sintesi per i bambini non c'è nessuna differenza tra il gioco e quello che l'adulto considera lavoro. Solo crescendo, associano poi la ricompensa a un'attività, considerando i benefici che possono andare oltre la gratificazione immediata. Perché ciò avvenga è necessario che il bambino sia in grado di comprendere il legame causa effetto.
E' attraverso il gioco che il bambino impara a capire come funzionano le cose, che cosa si può fare con determinati oggetti, il rapporto tra caso e probabilità e come ci siano regole di comportamento. Impara ad avere fiducia nelle proprie possibilità e ad avere tenacia per riuscire e i giocattoli sono fondamentali per uno sviluppo equilibrato del corpo e della mente. Ma è l'adulto, e non il bambino, che può rendersi meglio conto di tutto ciò.
La Titolare de l'Angolino, Roberta Bianda
L'Angolino
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