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Per il 2023 il prezzo della corrente di trazione salirà a 13,5 cts per chilowattora
L'aumento andrà a colpire le tasche dei viaggiatori?
BERNA - Come anticipato negli scorsi giorni, l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha deciso di andare incontro alle FFS, che chiedevano di poter aumentare il prezzo della corrente ferroviaria che vendono. Per l'anno prossimo (dal primo gennaio) l'energia in questione verrà portata attuali 10,5 a 13,5 centesimi per chilowattora.
Tra le motivazioni, l'ufficio federale ha citato il «massiccio rincaro dei costi dell'energia», dovuto principalmente alla siccità dell'estate, alla chiusura degli impianti nucleari francesi e alla guerra in Ucraina. Per questi motivi, FFS energia si aspetta quest'anno un disavanzo di 180 milioni.
In ogni caso, tenendo conto delle capacità finanziarie dei singoli settori, l'UFT prevede di far ripercuotere tale aumento (corrispondente a circa 70 milioni di franchi l'anno) «in maniera differenziata sui diversi settori di trasporto: nel traffico a lunga distanza sarà applicato totalmente (3 centesimi), nel trasporto regionale e merci parzialmente (1 centesimo)».
L'anno prossimo l'UFT deciderà di ulteriori adeguamenti da attuare a fine 2023, in funzione dell'evoluzione dei prezzi dell'energia. Se questi ultimi permarranno ai livelli attuali, occorrerà valutare per il 2024 su quali settori di trasporto nel traffico ferroviario far ricadere gli alti prezzi della corrente di trazione.
Seppur ci siano timori che l'aumento di questi prezzi possa gravare sulle tasche dell'utenza, il Consiglio federale continua a sostenere che ciò non deve accadere.