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Riunito in seduta oggi (20.09.2016), il gruppo UDC ha esaminato in dettaglio l’applicazione dell’articolo sull’immigrazione. Esso mantiene all’unanimità il suo concetto d’applicazione basato su dei tetti massimi, dei contingenti e sulla preferenza nazionale, conformemente alla norma costituzionale. Inoltre, i parlamentari UDC sostengono le proposte dei consiglieri nazionali Portmann e Pfister, benché non costituiscano che delle modifiche superficiali. Questi emendamenti non cambiano per nulla il fatto che il progetto della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche non risponda all’articolo costituzionale sulla gestione dell’immigrazione. I deputati UDC hanno inoltre discusso il programma di stabilizzazione e definito dei tagli supplementari alle spese federali. All’unanimità, il gruppo ha respinto la legge federale sul lavoro in nero che è un nuovo mostro burocratico. Procedendo a delle elezioni complementari, i parlamentari UDC hanno poi eletto Michaël Buffat, Manfred Bühler, Hans Egloff e Franz Ruppen nel comitato del gruppo.
Il gruppo UDC ha discusso il programma di stabilizzazione 2017-2019 che il Consiglio degli Stati esaminerà durante la terza settimana di sessione. Esso si rammarica che questo progetto causi, in confronto pluriennale, solo dei risparmi reali nel settore agricolo, mentre che negli altri settori d’attività della Confederazione si limita a ridurre l’aumento previsto delle spese. I parlamentari UDC sono di principio favorevoli al programma di stabilizzazione, ma respingono assolutamente delle misure di risparmio ingiuste e unilaterali sulle spalle dell’agricoltura. Essi hanno deciso all’unanimità di chiedere un taglio supplementare di 100 milioni di franchi nell’aiuto allo sviluppo. Le spese in questo settore hanno registrato in questi anni una crescita superiore alla media, per cui un risparmio supplementare è oggi giustificato. Altrettanto all’unanimità, il gruppo s’è pronunciato a favore di uno sforzo di risparmio supplementare di 250 milioni di franchi nel settore della formazione, della ricerca e dell’innovazione (FRI).
Infine, il gruppo ha discusso la legge federale istituente delle misure contro il lavoro in nero. Questo fenomeno ha certamente delle conseguenze economiche negative, ma gli inconvenienti di questa legge, in particolare la pesante burocrazia che crea per la stragrande maggioranza delle imprese che si comportano correttamente, pesano molto di più dei suoi eventuali effetti positivi. Di conseguenza, il gruppo UDC ha deciso all’unanimità di non entrare in materia su questo progetto di legge e di respingerlo nel voto finale. Questa revisione di legge provocherebbe degli oneri amministrativi insopportabili, aumenterebbe le spese del personale a livello della Confederazione e imporrebbe una pesante burocrazia alle imprese, senza che la sua efficacia contro il lavoro in nero sia provata. Il gruppo UDC si batte affinché si smetta di imporre senza tregua nuove regolamentazioni alle imprese e affinché la riduzione promessa da tempo della burocrazia divenga infine realtà.
Berna, 20 settembre 2016