Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/175595

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In che misura è aumentato l'onere statistico a carico delle imprese nel corso degli ultimi dieci anni?</p><p>2. Secondo il Consiglio federale, quanto costano ogni anno alle imprese le rilevazioni statistiche e, in particolare, le continue modifiche e aggiunte?</p><p>3. Negli ultimi dieci anni, quali criteri, variabili e domande sono state aggiunte alle rilevazioni condotte tra le imprese? Quali sono state soppresse?</p><p>4. Come giustifica il Consiglio federale l'elevato ritmo con cui si aggiungono nuovi criteri, variabili e domande alle indagini?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale la riduzione dell'onere statistico a carico delle imprese e dei costi della regolamentazione costituisce un compito permanente importante (si veda, tra l'altro, il rapporto in adempimento del postulato Föhn 15.3787 del 19 giugno 2015). Pertanto si impegna a limitare il più possibile l'onere statistico delle imprese e a garantire che sia ampiamente compensato dall'utilità che ne trae l'economia. Negli ultimi anni l'Ufficio federale di statistica (UST) si è focalizzato per quanto possibile sulle rilevazioni basate sui registri. In futuro assumerà inoltre ancora di più il ruolo di ente di coordinamento della statistica federale che la legge gli conferisce.</p><p>Le rilevazioni statistiche contribuiscono sia a formare l'opinione pubblica e a prendere decisioni politiche sia a controllare l'impatto dell'operato statale previsto dalla Costituzione. In altre parole, servono a monitorare il raggiungimento di determinati obiettivi sociali, ecologici ed economici. I vantaggi che generano comportano tuttavia anche dei costi per imprese, economia e società.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:</p><p>1. In dieci anni (tra il 2005 e il 2015), gli oneri delle rilevazioni condotte tra le imprese per la statistica federale non sono aumentati, bensì diminuiti. Nel parere in risposta alle mozioni Giezendanner 15.3433 e Schibli 15.3439, il Consiglio federale illustra gli alleggerimenti, in parte considerevoli, dell'onere per le imprese (circa un milione di franchi, principalmente per effetto della rinuncia al censimento delle aziende).</p><p>2. Nel rapporto del Consiglio federale sui costi della regolamentazione, presentato nel dicembre del 2013 in adempimento dei postulati Fournier 10.3429 e Zuppiger 10.3592, è precisato che la statistica federale, e in particolare le rilevazioni economiche e quelle tra le imprese (obbligatorie), generano costi di regolamentazione di 7,3 milioni di franchi, pari allo 0,07 per cento dei costi complessivi delle principali regolamentazioni riguardanti l'economia secondo una stima realizzata per la prima volta in modo uniforme. Questa stima non tiene conto dei costi delle rilevazioni realizzate da associazioni, Cantoni, istituti di sondaggi, università, ecc., ma unicamente di quelle svolte per la statistica federale.</p><p>3. Le modifiche apportate alle rilevazioni negli ultimi dieci anni non sono state monitorate in modo così dettagliato come auspicato dall'autrice dell'interpellanza. Nel parere in risposta alle mozioni Giezendanner e Schibli sono comunque menzionate le principali modifiche. Il censimento delle aziende, ad esempio, basato su un questionario inviato a circa 380 000 imprese, è stato sostituito dalla statistica strutturale delle imprese, che si fonda principalmente sui dati dell'AVS. Altre statistiche prodotte dall'UST si basano essenzialmente su fonti amministrative. L'ampliamento della statistica delle cifre d'affari degli "Altri servizi", avvenuto gradualmente, ha permesso di limitare l'onere a carico delle imprese. Inoltre, la statistica del valore aggiunto è stata allestita sulla base del piano contabile delle PMI. Sempre per le PMI, si è fatto ricorso a un sistema di ripartizione che riduce la probabilità che un'impresa debba partecipare regolarmente a varie rilevazioni.</p><p>4. Le imprese, i destinatari e i produttori di statistiche auspicano una certa stabilità nelle rilevazioni, in modo che sia possibile paragonare le informazioni nel tempo e nello spazio. Talvolta sono tuttavia necessari adeguamenti, ad esempio per tenere conto dei cambiamenti di definizioni, metodi, esigenze degli utenti, tecnologie, quadro legale, fonti di dati o contesto delle rilevazioni. Sono questi i motivi che determinano il ritmo degli adeguamenti. Per rallentarlo il più possibile, ci si interroga sul rapporto costi/utilità degli adattamenti. Nel caso della statistica del valore aggiunto, ad esempio, si è appositamente evitato di rilevare dati che non figurano nel piano contabile delle PMI.</p>  Risposta del Consiglio federale.