Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01110.jsonl.gz/178

Le regole servono per vivere come società e come singoli. I genitori lo sanno bene: per far crescere e vivere i loro figli servono delle regole. Le regole servono per proteggere i figli quando sono piccoli dai pericoli: “non ti sporgere dalla finestra, attento che il forno è caldo…” ma non è solo per i pericoli immediati, anche per aiutare a crescere, a comprendere limiti e responsabilità, servono delle regole.
Nella Bibbia, la parola del Signore come lampada al nostro piede, ci sono regole che il Signore ci dà per crescere, e farci divenire cristiani (ma direi che serve più in generale per farci crescere come esseri umani responsabili) e anche per non farci naufragare in un nonsenso esistenziale… appunto per darci gioia nel vivere.
Però solo le regole non bastano, anzi, le regole intese in maniera acritica, moralistica, che non guardano alla realtà ma sono solo ad un dovere staccato dalla loro obiettivo, divengono contro la vita stessa di chi li segue. Ecco allora il passo di oggi:
In un giorno di sabato egli passava per i campi, e i suoi discepoli, strada facendo, si misero a strappare delle spighe. I farisei gli dissero: «Guarda! Perché fanno di sabato quel che non è lecito?» Ed egli disse loro: «Non avete mai letto quel che fece Davide, quando fu nel bisogno ed ebbe fame, egli e coloro che erano con lui? Com’egli, al tempo del sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani di presentazione, che a nessuno è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a quelli che erano con lui?» Poi disse loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato; perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».Marco 2:23-28
La risposta di Gesù al rimprovero dei farisei è triplice:
1) Nella prima parte ci mostra che nella stessa Scrittura ci sono raccontate delle eccezioni, quando ad esempio c’è un pericolo di vita o una situazione eccezionale come quella di Davide. Ciò non era ignoto all’ebraismo, ma i farisei erano inflessibili o così volevano apparire e in certi casi volevano essere più rigorosi della stessa Legge (e questo è indice di una certa superbia).
C’è quindi da considerare con attenzione la realtà in cui le prescrizioni della Legge vengono calate. Qualcosa che non si fa con una legge civile, ma per un credente assume importanza, alle volte anche nel senso di andare oltre.
1b) Detto questo forse nelle parole di Gesù (non avete letto) c’è un implicito rimprovero: forse i farisei sono così rigorosi verso i suoi discepoli rispetto agli altri, forse è un modo per attaccarlo.
Tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri, come ci ricorda la “Fattoria degli animali” di Orwell.
C’è da riflettervi anche in chiave moderna ci sono delle trasgressioni che vengono giudicate con più indulgenza di altre, oppure due pesi e due misure in base a chi le commette… siamo spesso tentati di essere come quei farisei.
2) Il Sabato è umanitario. È fatto per l’essere umano. È una regola per favorire la vita umana, tutti coloro che lavorano hanno diritto al riposo, per non morire schiacciati dal lavoro e dalla fatica.
Nel comandamento notiamo sempre con gioia, direi, l’attenzione ai servi e agli stranieri, come anche agli animali. Sì il Signore è Signore di tutto e di tutti.
Nella nostra attualità, ci sono ambiti di superlavoro. Qualcosa di legato al denaro, al prestigio sociale, anche al pericolo di perdere lavoro, per il quale si accettano straordinari… e d’altra parte disoccupati che non riescono a trovare lavoro.
Nella tradizione riformata il lavoro è fondamentale per realizzare la propria vocazione (data dal Signore) nel mondo. Ma non è solo il lavoro una vocazione al servizio degli altri, e non può divenire un assoluto. Infatti, abbiamo vocazioni come genitori, amici, come coloro che portano gioia e pace intorno al loro.
Questo sguardo umanizzante al comandamento riprende il tema delle regole che dicevo all’inizio, qualcosa per permetterci di vivere meglio, non peggio. Qualcosa per noi e non un sacrificio richiesto dal Signore, che invece ci fa anche questo dono. La Legge è infatti sempre vista nella Scrittura come un dono del Signore al suo popolo per rimanere libero e prosperare ed essere gioioso.
3) Infine, Gesù Cristo afferma che ha autorità sul “Sabato”, sullo “Shabbat”. Un’affermazione importante, un annuncio cristologico, infatti il sabato caratterizza il popolo di Israele, il sabato è qualcosa di fondamentale per riconoscersi come il popolo che il Signore ha scelto.
Quest’affermazione significa allora due cose strettamente correlate: che Gesù è il Signore e che Egli fornisce il corretto uso / la corretta interpretazione del comandamento. Proprio Gesù Cristo, che è vero uomo e quindi conosce per esperienza i bisogni umani, e che è vero Dio, ha autorità sui comandamenti e fornisce la giusta interpretazione di questi.
Gesù Cristo quindi vuole ridonare il sabato, che per i cristiani diviene la domenica di festa, al suo popolo. Infatti, nella Creazione il sabato era fatto per l’essere umano ed è il riposo del Creatore stesso.
Come stiamo messi al riguardo in questa nostra società?
Ci prendiamo tempo per noi come singoli e come famiglie. Non solo per riempirlo di attività ludiche e sportive, oppure per fare acquisti e non solo per il solo riposo o di essere in famiglia, ma anche per riflettere sulla nostra esistenza e sulle nostre relazioni umane agli occhi della Parola del Signore?
Riusciamo come cristiani a trasmettere agli altri quanto questo dono che il Signore ci ha fatto sia prezioso? Oppure sempre più spesso siamo travolti dalle cose da fare e dalle frenesie della società?
Non è certo facile in questo mondo così pieno di incombenze e in cui la fede viene marginalizzata vivere pienamente il giorno del riposo. Però è uno degli esempi della cura che Dio ha per noi e per il nostro benessere: fisico, mentale e spirituale. È una delle cose in cui si vede la provvidenza di Dio per tutto il Creato.
Guardando a Gesù Cristo che ce lo ridona, il giorno del riposo può essere la maniera per trovare il bandolo della matassa della nostra vita e sentire come il Signore ci è vicino in maniera benigna.
E per i cristiani, la domenica, è il giorno festoso della speranza della resurrezione, della sconfitta di ogni male e della morte.
È il momento di fermarsi un attimo, perché in mezzo a tutte le voci del mondo possiamo sentire la voce di Dio che ci mostra la via della vita in cui ci sono gioie a sazietà Amen