Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/259430

<h2>SubmittedText<h2><p>Da anni le aziende svizzere si impegnano con successo per la parità salariale. L’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) intende abbassare dal 1° gennaio 2024 il valore target per l’analisi della parità salariale al 2,5 per cento. Questo lascia presumere che presto la medesima sorte toccherà anche al valore limite vincolante. L’UFU abolisce inoltre il test di significatività. In questo modo, in futuro, più aziende che agiscono correttamente verranno pertanto accusate ingiustamente di discriminazione salariale e messe alla gogna.</p><p>L’analisi della parità salariale non potrà mai fornire un quadro assolutamente preciso della situazione: le qualifiche rilevanti per il salario, l’esperienza dei dipendenti e le loro attività concrete sono troppo diverse e sfaccettate. A questo si aggiunge che proprio lo strumento standardizzato della Confederazione (Logib) presenta grandi lacune: tra l’altro, non tiene conto dell’esperienza professionale, delle conoscenze di lingue straniere né dei salari minimi previsti dai contratti collettivi di lavoro.</p><p>&nbsp;</p><p>Per compensare le imprecisioni dovute al sistema, l’analisi della parità salariale prevede attualmente una soglia di tolleranza del 5 per cento. Il test di significatività permette inoltre di calcolare la probabilità che il divario osservato sia dovuto al caso.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Su quale base legale si fonda il Dipartimento federale dell’interno per abbassare il valore target e abolire il test di significatività?</p><p>2. Come giustifica il Consiglio federale il fatto che per questa modifica di rilievo siano state sentite soltanto brevemente numerose parti interessate (tra cui le organizzazioni mantello), ma non siano stati consultati i settori interessati?</p><p>3. Può assicurare che il valore limite non sarà abbassato fino alla scadenza della legge?</p><p>4. Perché l’UFU non tiene conto di determinati standard scientifici fondamentali come un’adeguata soglia di tolleranza e il necessario test di significatività?</p><p>5. Come giustifica il Consiglio federale la decisione di rendere arbitrariamente più severi i requisiti dell’analisi della parità salariale quando è ancora in corso l’applicazione della legge e come garantisce la certezza del diritto?</p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 4. Come previsto dall’articolo 13<i>c</i> capoverso 2 della legge federale del 24 marzo 1995 sulla parità dei sessi (LPar; RS 151.1), la Confederazione mette a disposizione dei datori di lavoro uno strumento di analisi standardizzato gratuito (Logib). Conformemente all’articolo 5 capoverso 4 lettera a dell’ordinanza del 28 giugno 2000 sull’organizzazione del Dipartimento federale dell’interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) è responsabile dello strumento Logib. In adempimento del postulato 20.4263 della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di esaminare nell’ambito della «Strategia per il rafforzamento della Carta per la parità salariale» l’opportunità di adeguare la soglia di tolleranza. L’incarico è adempiuto dall’UFU. L’attuale soglia di tolleranza è ribattezzata «valore limite», ma rimane invariata al 5 per cento. Il test di significatività è inoltre mantenuto, ma non viene più combinato con un secondo test di significatività per questo valore limite. Sarà invece introdotto un valore target facoltativo e non vincolante del 2,5 per cento, non associato ad alcuna sanzione e destinato a fungere da supporto orientativo e da incentivo per i datori di lavoro nel cammino verso la parità salariale. Per lo strumento Logib continuerà a restare determinante il valore limite del 5 per cento.</p><p>2. L’obbligo di eseguire un’analisi della parità salariale previsto dall’articolo 13<i>a</i> LPar si applica ai datori di lavoro che impiegano 100 o più lavoratori e riguarda tutti i settori allo stesso modo. Lo strumento Logib ha conosciuto un’evoluzione negli ultimi vent’anni e tutte le sue componenti sono regolarmente oggetto di controllo da parte dell’UFU. Per poter esaminare l’opportunità di un adeguamento della soglia di tolleranza, oltre ad avere commissionato diversi rapporti, l’UFU ha fatto realizzare studi di simulazione econometrica complementari. Nel quadro dell’esame è stata organizzata un’audizione con rappresentanti del mondo accademico, della consulenza, del partenariato sociale, dei Cantoni e dei Comuni e della società civile. Nella Confederazione, il DFI (UFU) è stato accompagnato da un gruppo di lavoro interdipartimentale. Sulla base dei risultati degli studi e dell’audizione, il DFI ha pertanto deciso di mantenere al 5 per cento la soglia di tolleranza / il valore limite nello strumento Logib, di rinunciare a combinare un primo con un secondo test di significatività per questo valore e di introdurre un valore target facoltativo e non vincolante del 2,5 per cento a titolo di informazione complementare.</p><p>3. Al momento non è previsto un abbassamento del valore limite del 5 per cento.</p><p>5. Gli adeguamenti dello strumento Logib non modificano in alcun modo i requisiti legali vigenti per quanto riguarda l’obbligo di effettuare un’analisi della parità salariale. Le analisi della parità salariale previste dall’articolo 13<i>a</i> LPAr si potevano e si possono tuttora eseguire mediante lo strumento Logib, ma anche con altri metodi scientifici e conformi al diritto (art.&nbsp;13<i>c</i> cpv. 1 LPAr). I risultati delle analisi non devono essere notificati alle autorità e la LPar non prevede alcun tipo di sanzione. Le analisi della parità salariale già eseguite con lo strumento Logib mantengono la loro validità.</p>