Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/124926

<h2>SubmittedText<h2><p>Il collegamento via bus Lugano-aeroporto Malpensa si fa sempre più affollato. In poco tempo, da una sola azienda di trasporti concessionaria, si è passati a tre, senza che - evidentemente - il mercato si sia triplicato.</p><p>Accanto alla Giosy Tours SA di Sant'Antonino, fino a poco tempo l'unica a disporre della concessione federale, negli ultimi tempi si sono affiancate la Lugano Services Ltd, filiale cittadina di una società di diritto britannico, e la Società privata trasporti (STP) Srl di Como, legata alla Società trasporti pubblici della capitale lariana.</p><p>L'"affollamento" si ripercuote negativamente sulla ditta ticinese che paga le imposte in Ticino.</p><p>Ora, tra gli addetti ai lavori circola la voce che alla tratta in questione sarebbe interessata anche una quarta società, pare italiana. E al proposito va rilevato che - come nel campo dei taxi - mentre le ditte italiane ottengono senza problemi le autorizzazioni necessarie ad esercitare in Svizzera, la reciprocità, come spesso accade nei rapporti con l'Italia, non è data.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Al Consiglio federale risulta che, per la tratta Lugano-aeroporto Malpensa, sia in corso una domanda per una quarta concessione?</p><p>2. Se sì, si tratta di una ditta italiana?</p><p>3. Non ritiene il Consiglio federale che tre concessioni siano già più che sufficienti per coprire le esigenze dell'utenza e che altre concessioni rilasciate, specialmente a società estere, non farebbero che mettere in pericolo l'esistenza e i posti di lavoro degli operatori ticinesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente il DATEC non ha in corso nessuna procedura di autorizzazione per un servizio regolare internazionale mediante autobus tra Lugano e l'aeroporto di Malpensa.</p><p>2. Le imprese di trasporto italiane presentano le loro domande di autorizzazione in Italia e l'autorità competente consulta quella svizzera nell'ambito della relativa procedura (art. 4 cpv. 1 dell'allegato 7 dell'accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea sul trasporto di merci e di passeggeri su strada e per ferrovia, cosiddetto accordo sui trasporti terrestri; RS 0.740.72). Nel caso delle imprese svizzere si procede analogamente: l'impresa presenta domanda in Svizzera dopodiché l'autorità competente trasmette la documentazione a quella italiana richiedendone il parere. L'autorizzazione è sempre rilasciata d'intesa tra le autorità competenti dei due Paesi.</p><p>3. I servizi regolari internazionali mediante autobus tra la Svizzera e l'Italia sono disciplinati dall'accordo sui trasporti terrestri. In linea di massima ogni trasportatore per conto terzi è ammesso ad effettuare servizi di trasporto, senza discriminazioni riguardo alla nazionalità o al luogo di stabilimento (cfr. art. 17 cpv. 1 dell'accordo). Le imprese con sede all'estero non possono quindi risultare svantaggiate rispetto a quelle svizzere.</p><p>L'accordo sui trasporti terrestri non contiene disposizioni che impongano o consentano di limitare il numero di servizi di trasporto identici o simili. L'articolo 4 capoverso 4 dell'allegato 7 dell'accordo elenca i motivi per cui una domanda di autorizzazione può essere respinta: secondo la lettera d l'autorizzazione è rilasciata a meno che sia dimostrato che il servizio che ne costituisce oggetto comprometterebbe direttamente l'esistenza dei servizi regolari già autorizzati, salvo nel caso in cui i servizi regolari in questione siano offerti da un solo trasportatore o gruppo di trasportatori. Tuttavia, ai sensi della lettera f, la sola circostanza che un servizio sia già offerto da un'altra impresa non autorizza a negare un'autorizzazione e finora né le autorità svizzere né quelle italiane lo hanno mai rifiutata per motivi di concorrenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.