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Il Consiglio federale ha reso più severe le disposizioni per concedere l'appoggio dell'esercito ad attività non militari, dopo i casi di abuso relativi all'indennità di perdita di guadagno (IPG). Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) metterà a disposizione meno mezzi e i beneficiari dell'appoggio dovranno assumersi le spese supplementari.
La modifica dell'ordinanza, che entrerà in vigore il primo ottobre, prevede che l'esercito appoggerà attività civili solo se queste hanno un influsso positivo sull'istruzione e l'allenamento dei militari. Gli avvenimenti devono essere di importanza nazionale o internazionale o d'interesse pubblico. I militari saranno disarmati e non potranno svolgere compiti di polizia.
L'autorizzazione sarà rilasciata dallo Stato maggiore di condotta dell'esercito o, nel caso di eventi di particolare importanza politica, dal DDPS. Nel caso di manifestazioni sportive, prima della decisione le domande dovranno essere trasmesse all'Ufficio federale dello sport (UFSPO).
Secondo un portavoce del DDPS, con la revisione dell'ordinanza l'esercito potrà continuare ad appoggiare alcune manifestazioni, ma i costi risulteranno ridotti.
La vicenda degli abusi IPG, emersi nel 2010, ha suscitato vive reazioni. A seguito di un controllo è emerso che i militi impegnati in appoggio in occasione di manifestazione pubbliche sono stati indennizzati per mezzo delle IPG. In pratica le indennità sono state utilizzate per anni come semplice mezzo per promuovere lo sport, finanziare attività fuori del servizio e per risparmiare sui costi salariali in seno all'Aggruppamento Difesa.
Il DDPS ha dovuto rimborsare 8 milioni all'Ufficio federale delle assicurazione sociali (UFAS) per riparare gli abusi e si è dovuto già procede alla modifica di alcune leggi.