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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella lotta alla diffusione della COVID-19, il Consiglio federale è incaricato di puntare sui test rapidi per ridurre considerevolmente la durata dell'obbligo di quarantena.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione che i test rapidi, grazie alla facilità d'esecuzione e alla velocità con cui forniscono risultati, schiudano nuove prospettive nella lotta alla pandemia di COVID-19. La maggior rapidità dei test antigenici permette di testare la popolazione su più larga scala e quindi di identificare e isolare un maggior numero di persone positive. Per queste ragioni ha adeguato le basi legali affinché i test rapidi possano essere eseguiti, oltre che nei laboratori autorizzati, anche negli studi medici, nelle farmacie, negli ospedali e nei centri di test. L'adeguamento è in vigore dal 2 novembre 2020.</p><p>Il Consiglio federale segnala però che i test antigenici rapidi non rendono affatto inutile la quarantena. I sintomi possono infatti comparire fino a dieci giorni dopo il contagio. Tanto i test PCR quanto quelli antigenici rilevano il contagio soltanto da uno a due giorni prima della comparsa dei sintomi. Il risultato negativo di un test eseguito troppo a ridosso del contatto non è quindi una prova attendibile che la persona che vi si è sottoposta non sia contagiata. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) prevede perciò l'uso dei test antigenici in primo luogo su persone che secondo i suoi criteri vanno considerate sintomatiche e non appartengono a un gruppo particolarmente a rischio. Inoltre la comparsa dei sintomi deve risalire a meno di quattro giorni prima. L'UFSP esamina tuttavia la possibilità di un uso preventivo dei test antigenici rapidi, in particolare per proteggere gruppi professionali specifici (p. es. personale medico).</p><p>Per i motivi su esposti, la netta riduzione della quarantena richiesta dalla mozione non sarà possibile. Il Consiglio federale esaminerà tuttavia la possibilità di introdurre un modello di test e dimissione che potrebbe consentire di ridurre la durata della quarantena di qualche giorno. Nella sua valutazione terrà conto anche della capacità di test. Al momento, infatti, i test sono un bene richiesto in tutto il mondo e quindi limitato. Attualmente, le risorse disponibili sono utilizzate per individuare e interrompere le catene di contagio. L'esecuzione di test su più larga scala per ridurre la durata della quarantena non è quindi possibile. Inoltre, l'applicazione di un modello di questo tipo comporterebbe probabilmente un netto aumento degli oneri dei Cantoni, responsabili dell'attuazione della strategia di test.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.