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Per la Svizzera è prioritario evacuare immediatamente i collaboratori locali dell’ufficio di coordinamento della Direzione dello sviluppo e della cooperazione di Kabul che corrono un pericolo immediato e i loro familiari stretti. Inoltre è in primo piano l’aiuto in loco, in particolare il sostegno dei Paesi limitrofi dell’Afghanistan nell’alloggiare e assistere i profughi. Per garantire che le prestazioni di sostegno siano coordinate a livello internazionale, la Svizzera è in contatto con l’UE e con le organizzazioni internazionali competenti, in particolare l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Le persone direttamente e seriamente minacciate hanno infine la possibilità di chiedere un visto umanitario presentandosi di persona presso una rappresentanza svizzera in uno Stato limitrofo dell’Afghanistan. Per i familiari più stretti esiste inoltre la possibilità di un ricongiungimento familiare secondo le disposizioni ordinarie.
Questione se a causa della situazione attuale in Afghanistan la Svizzera dovrebbe prevedere il rilascio agevolato del visto a cittadini afghani con parenti in Svizzera, analogamente a quanto fatto nel 2013 in occasione del conflitto siriano:
1. Differenze tra la situazione di allora e quella odierna
- Le situazioni in Siria nel 2013 e in Afghanistan nel 2021 non sono comparabili.
- - Nel 2013 in Siria imperversava la guerra civile e vi erano notizie di attacchi alla popolazione civile con gas tossici. Vari milioni di persone sono fuggite negli Stati limitrofi.
- - Nel 2021 in Afghanistan non vi sono al momento conflitti armati importanti. Lasciare il Paese è molto difficile, per cui non vi sono grandi flussi migratori verso i Paesi limitrofi.
- In occasione dell’agevolazione del rilascio dei visti per cittadini siriani nel 2013, circa 2700 persone (naturalizzate o con permesso di soggiorno o di dimora, ma non quelle ammesse provvisoriamente) residenti in Svizzera hanno potuto usufruire di tale agevolazione per i propri familiari. In seguito sono state autorizzate 5000 entrate in Svizzera di parenti vicini e lontani.
- Se oggi si applicassero per l’Afghanistan gli stessi criteri come nella crisi siriana, circa 11 000 persone residenti in Svizzera potrebbero far valere le agevolazioni per il rilascio dei visti a favore di parenti afghani vicini e lontani. Sarebbe quindi prevedibile l’ammissione di un numero molto più alto di persone rispetto a quanto successo durante la crisi siriana e inoltre ne approfitterebbero soprattutto persone che vivono da molti anni in Iran e Pakistan, la cui vita e integrità non sono minacciate.
2. Esperienze tratte dal caso della Siria nel 2013
- L’attuazione delle agevolazioni per il rilascio dei visti per 5000 persone è stata complicata sotto il profilo logistico e ha condotto a un sovraccarico presso le rappresentanze svizzere all’estero. Ciò ha comportato tempi di attesa di vari mesi per gli interessati, il che era in contraddizione con il carattere immediato e temporaneo dell’intervento di allora. Per ciascuna persona residente in Svizzera si erano annunciati per un visto d’entrata fino a 80 parenti.
- La problematica della sicurezza si è rivelata difficile e onerosa. Sono stati necessari accertamenti per garantire che le persone in questione non rappresentassero un pericolo per la sicurezza della Svizzera.
- Nella procedura agevolata per i visti, la verifica di rapporti di parentela lontani si è rivelata difficile.
3. Conclusione
- Non sono previste agevolazioni temporanee del rilascio di visti come nel 2013.
- Per il DFGP è al momento prioritario l’aiuto in loco: la protezione e l’assistenza ai profughi in Afghanistan e negli Stati limitrofi. A tal fine la Svizzera lavora in stretto contatto con organizzazioni internazionali.
- Le circa 11 500 persone ammesse provvisoriamente di origine afghana non hanno, come già nel 2013, un diritto al rilascio agevolato del visto.
4. Cittadini siriani in Svizzera prima dell’azione umanitaria in Siria
5. Cittadini afghani in Svizzera oggi
Ultima modifica 20.08.2021