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Nei primi sei mesi sono state movimentate 2,3 milioni di tonnellate, il 18% in meno rispetto allo scorso anno
BASILEA - Nei porti renani svizzeri le merci movimentate nel primo semestre hanno subito un brusco calo: il 18% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Complice il rincaro energetico, non si è andati oltre i 2,3 milioni di tonnellate di merci.
Il calo è dovuto quasi esclusivamente all'aumento del prezzo dei prodotti petroliferi causato dalla guerra in Ucraina, che ha spinto gli operatori a far capo alle riserve diminuendo nettamente le importazioni, spiegano in un comunicato diffuso oggi gli Scali renani elvetici e l'Associazione svizzera per la navigazione e la gestione dei porti.
Concretamente la contrazione di flussi dirittamente legati al petrolio è stata del 43% (a 724'000 tonnellate). Per contro è in crescita il dato sullo spostamento dei container, che ha beneficiato di un incremento del 17%.
Secondo i due enti è molto difficile avanzare previsioni per l'insieme dell'esercizio 2022, viste le incognite legate al conflitto nell'est europeo.
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».