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WASHINGTON - I due dipendenti della Banca cantonale di Zurigo (ZKB) accusati negli Stati Uniti di reati fiscali si sono dichiarati colpevoli. I due svizzeri rischiano una pena massima di un anno di carcere. Lo si legge in un'informazione del ministero pubblico del Distretto Sud di New York in relazione all'accordo raggiunto dalla banca e reso noto ieri.
I due collaboratori di 53 e 60 anni, di cui uno nel frattempo è andato in pensione, erano stati messi sotto accusa insieme a un altro collega nel 2012. Veniva loro rimproverato di aver aiutato clienti americani a nascondere al fisco oltre 420 milioni di dollari. La pena sarà fissata il 30 novembre da un giudice distrettuale. Il terzo dipendente, che al momento dell'incriminazione aveva già lasciato la ZKB, viene definito fuggitivo dalla procura.
La messa sotto accusa dei consulenti alla clientela ha giocato un ruolo nella determinazione dell'ammontare della multa nei confronti del quarto istituto più importante della Svizzera, si apprende dalle indicazioni del ministero pubblico. Difatti la ZKB aveva sconsigliato fino al 2015 ai due dipendenti di collaborare con le autorità americane. Essi avrebbero anche dovuto temere che in caso di cooperazione la banca non avrebbe più pagato le spese legali correnti.
Ieri la ZKB aveva reso noto la conclusione di un accordo - un "Deferred Prosecution Agreement" - che prevede il pagamento di una multa da 98,5 milioni di dollari. Stando alla procura l'istituto ha aiutato dal 2002 al 2009 clienti americani ad evadere il fisco e ha tenuto complessivamente 2'000 conti non dichiarati, direttamente o attraverso gestori patrimoniali indipendenti, o ha permesso a questi ultimi di aprire simili conti. L'apice - viene aggiunto - è stato raggiunto nel 2008 quando la banca ha amministrato fondi non dichiarati per circa 794 milioni di dollari.
Quando quell'anno UBS si è separata dai clienti americani che non avevano notificato i loro averi, una parte del denaro è finito alla ZKB, soprattutto tramite gestori patrimoniali esterni. Inoltre, viene affermato, l'istituto proponeva ai clienti statunitensi la tenuta di conti con parole in codice così come la possibilità di celare di esserne il proprietario attraverso aziende di copertura e fondazioni.
Complessivamente tali clienti hanno evaso il fisco per circa 39 milioni di dollari, sostiene il ministero pubblico. Al contempo la ZKB ha realizzati utili per circa 21 milioni di dollari con i conti non dichiarati. Tuttavia, viene ammesso, la banca ha deciso a partire dal 2009 l'abbandono di questi affari e nel 2012 aveva chiuso praticamente tutti i conti di clienti americani.