Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/84925

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, nell'ambito della politica agricola 2015, di dare particolare rilievo al grado di autoapprovvigionamento netto del nostro Paese e di proporre misure volte a garantire un grado di autoapprovvigionamento di almeno il 60 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla questione della sicurezza alimentare e del grado di autoapprovvigionamento il Consiglio federale ha già risposto nel quadro della mozione Schibli del 20 dicembre 2006 (06.3880: Promozione della produzione indigena di derrate alimentari). Sostanzialmente si constata che:</p><p>- il grado di autoapprovvigionamento ammonta attualmente al 59 per cento (2004-2006);</p><p>- in Svizzera sono già stati rilevati gradi di autoapprovvigionamento più bassi (cfr. allegato);</p><p>- in Svizzera è stato registrato un grado di autoapprovvigionamento analogo nel 1950 con una popolazione nettamente più bassa (4,7 milioni contro i 7,5 milioni di abitanti attuali, ossia più 60 per cento);</p><p>- attualmente il consumo supera il fabbisogno calorico della popolazione (cfr. allegato);</p><p>- i Paesi con un grado di autoapprovvigionamento più alto rispetto alla Svizzera presentano una superficie agricola utile disponibile per abitante più elevata (Svizzera: 0,14 ha, Germania: 0,21 ha, Italia: 0,23, Austria: 0,4 ha e Francia: 0,45 ha);</p><p>- i Paesi con un grado di autoapprovvigionamento più basso rispetto alla Svizzera, come il Giappone (40 per cento) o la Norvegia (50 per cento), hanno una superficie agricola utile disponibile per abitante meno elevata;</p><p>- la produzione agricola non può essere aumentata ulteriormente a causa di determinati fattori ecologici. Rispetto ai Paesi confinanti, in Svizzera le superfici sono gestite in modo intensivo. Soltanto un utilizzo ragionevole del suolo consentirà di garantire una produzione sostenibile a lungo termine;</p><p>- nei Paesi industrializzati con elevato potere d'acquisto il grado di autoapprovvigionamento non è più l'unico fattore garante della sicurezza alimentare, visto che l'approvvigionamento può essere assicurato mediante scambi commerciali internazionali e le scorte;</p><p>- le riforme agrarie in atto permetteranno di adempiere anche in futuro il mandato costituzionale.</p><p>Anche in caso di una completa apertura del mercato rispetto all'UE, la sicurezza dell'approvvigionamento continuerà ad essere garantita. Vi saranno tuttavia mutamenti nell'ambito della produzione. Dai primi modelli di calcolo risulta che la produzione vegetale subirà un lieve calo, mentre quella animale, segnatamente la produzione lattiera, aumenterà. Secondo questi risultati provvisori, complessivamente si registrerà una flessione del 4 per cento delle calorie prodotte. A seconda dell'andamento della domanda sul piano indigeno, il grado di autoapprovvigionamento diminuirà di qualche punto percentuale. Il grado di autoapprovvigionamento netto (produzione senza foraggi importati) subirà un calo leggermente maggiore. Per quanto riguarda l'aspetto della sicurezza dell'approvvigionamento è importante in primo luogo mantenere il potenziale produttivo e in secondo luogo gestire la superficie agricola utile in tutte le regioni della Svizzera. Un'agricoltura orientata verso le esigenze del mercato garantisce anche la disponibilità di mezzi di produzione, infrastrutture, cognizioni tecniche e aziende di trasformazione. Ciò permetterebbe di garantire un sufficiente approvvigionamento della popolazione svizzera anche in situazioni di crisi. Un ruolo importante al fine della tutela della sicurezza dell'approvvigionamento è svolto dal piano settoriale per l'avvicendamento delle colture (SAC) della Confederazione il quale impone ai cantoni di garantire permanentemente un'estensione minima di superfici agricole particolarmente idonee.</p><p>Il Consiglio federale ritiene dunque che a medio termine la sicurezza dell'approvvigionamento sia garantita. Le riforme agrarie in atto consentirebbero di adempiere il mandato costituzionale anche se venisse concluso un accordo di libero scambio con l'UE nel settore agroalimentare. In un caso simile si assisterebbe a una specializzazione verso forme di produzione ad elevato valore aggiunto senza tuttavia ridurre la superficie agricola gestita. La Svizzera manterrebbe una politica agricola autonoma e in caso di penuria, potrebbe incrementare la produzione alimentare indigena convertendo una fetta maggiore di superficie agricola utile alla campicoltura.</p><p>Proposta del Consiglio federale</p><p>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p><p>Allegato 1</p><p>Evoluzione del grado di autoapprovvigionamento in Svizzera (1908-2005), in quota di calorie (per cento)</p><p>1908-1912: 53,1</p><p>1934-1936: 52,2</p><p>1943-1945: 70,5</p><p>1946-1955: 55,7</p><p>1979-1981: 65,5</p><p>2003: 56,4</p><p>2004: 60,2</p><p>2005: 59,0</p><p>2006: 57,0</p><p>Divisione 2004-2006: 58,7 </p><p>Fonti: Die Schweizerische Landwirtschaft 1914 bis 1980, Hans Brugger, Verlag Huber Frauenfeld, 1985; Sesto rapporto sull'agricoltura; Settimo rapporto sull'agricoltura; Messaggio sulla PA 2011; 2005: stima UFAG</p><p>Il grado di autoapprovvigionamento attuale si riferisce a un consumo quotidiano medio per abitante di 3363 calorie, il quale è nettamente superiore al nostro fabbisogno energetico che è al massimo di 2500 calorie per un uomo e 2000 calorie per una donna con un lavoro sedentario e rispettivamente di 3600 e 2900 calorie al massimo in caso di lavoro fisico pesante.</p><p>L'evoluzione del grado di autoapprovvigionamento dopo la seconda guerra mondiale è l'espressione di un aumento considerevole della produzione agricola, visto che tra il 1950 e il 2004 la popolazione è cresciuta del 60 per cento passando da 4,7 a 7,5 milioni di abitanti e il grado di autoapprovvigionamento si è stabilizzato sul livello del 60 per cento circa. All'inizio degli anni Ottanta esso aveva addirittura superato il livello del 65 per cento ed è proprio in questo periodo che la Confederazione aveva dovuto adottare provvedimenti volti a limitare le eccedenze nella produzione animale (contingentamento lattiero, limitazione della produzione di carne e uova, moratoria delle costruzioni).</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.