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BERNA - Gli stranieri extracomunitari diplomatisi in una scuola universitaria elvetica dovrebbero poter installarsi più facilmente in Svizzera per lavorarvi. Con 104 voti contro 36, il Consiglio Nazionale ha approvato oggi una revisione in tal senso della Legge federale sugli stranieri.
In futuro, i cittadini di Stati terzi titolari di un diploma elvetico potranno quindi essere ammessi sul mercato del lavoro, "se la loro attività lucrativa riveste un interesse scientifico o economico preponderante". Non dovranno più provare che il posto non è stato occupato da uno svizzero, né da un cittadino dell'AELS o dell'UE.
Obbligati a lasciare la Confederazione alla fine della formazione, i diplomati extracomunitari non ritornano nel loro paese d'origine, ma vanno a lavorare in altri paesi industrializzati, in particolare negli Stati Uniti.
"È uno spreco di cervelli ma anche di soldi dei contribuenti che devono versare somme colossali per co-finanziare la formazione di giovani dotati di talento che eserciteranno la loro professione altrove", ha affermato a nome della commissione la consigliera nazionale Isabelle Moret (PLR/VD).
Il progetto prevede pure di lasciare ai diplomati in Svizzera un periodo di sei mesi dopo la fine degli studi per trovare lavoro.
La revisione concretizza un'iniziativa parlamentare di Jacques Neyrinck (PPD/VD). Ora, il dossier passa al Consiglio degli Stati.
SDA-ATS