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Un giocatore di hockey su due consuma nicotina
EPALINGES VD - Più della metà dei giocatori di hockey sono consumatori attivi di nicotina. Uno studio del Laboratorio svizzero di analisi sul doping (LAD) mette l'accento su prodotti come lo "snus", il tabacco ad uso orale che si posiziona sotto il labbro.
Il LAD, che dipende dal Centro universitario romando di medicina legale, ha analizzato 72 campioni di urina prelevati al termine di ognuna delle partite dei campionati del mondo di disco su ghiaccio che si sono tenuti nel 2009 in Svizzera.
In tutti i campioni sono state misurate tracce di nicotina. Nell'82% dei casi le quantità rilevate fanno pensare ad un'esposizione alla nicotina nei tre giorni che precedono gli incontri e nel 53% delle prove i tassi misurati indicano che c'è stato un consumo subito prima o durante le partite.
In due campioni le quantità di nicotina erano tali da far pensare che l'utilizzo di tabacco "senza fumo" - da masticare o da fiutare - aveva un effetto dopante, scrivono gli autori dello studio in un articolo pubblicato sul "Journal of Chromatography".
"La nicotina non è né sulla lista delle sostanze proibite né su quella dei prodotti messi sotto osservazione. Il suo caso è però oggetto di discussione all'interno Agenzia mondiale anti-doping", ha detto all'ATS François Marclay, principale autore dello studio.
I responsabili del laboratorio svizzero ritengono che il ricorso al tabacco "senza fumo" sia "massiccio" anche in altri sport. Il ricercatore cita lo sci, ma anche il calcio, il basket, la scherma e il tiro. Per il momento si tratta comunque di stime molto vaghe, riconosce Marclay. Sarebbero necessari studi più approfonditi.
Lo "snus", che viene venduto in sacchetti da posizionare fra la gengiva e il labbro superiore, è un prodotto svedese. A lanciare la moda sarebbero stati gli sportivi scandinavi.
I giocatori di hockey sembrano apprezzare gli effetti stimolanti della nicotina. "Un consumo regolare di 'snus' comporta tuttavia numerosi rischi", avverte François Marclay. La nicotina può indurre una dipendenza che potrebbe portare uno sportivo a diventare fumatore.
A lungo termine il tabacco da mettere in bocca aumento inoltre di molto il rischio di tumori al pancreas e alla cavità orale. "Proibire una sostanza non ha soltanto uno scopo repressivo, ma anche preventivo, in particolare per l'educazione delle giovani generazioni di sportivi", sottolinea il ricercatore.