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PARIGI - Scandalo in seno all'Arche, organizzazione che accoglie in tutto il mondo persone con handicap mentali: secondo un'inchiesta interna, il suo fondatore canadese, Jean Vanier, morto nel 2019, ha commesso abusi sessuali su diverse donne.
L'inchiesta, secondo quanto si apprende, ha consentito di raccogliere le testimonianze «sincere e concordanti, riguardanti il periodo 1970-2005» di 6 donne adulte, non affette da handicap, con le quali Vanier «aveva avuto rapporti sessuali, in genere nel quadro di un accompagnamento spirituale, e in seguito ai quali alcune hanno ancora tracce profonde». Fra le vittime, secondo l'indagine condotta da un organismo indipendente, non sono state identificate persone disabili.
Le azioni «indicano un potere psicologico e spirituale di Vanier sulle donne» coinvolte e mettono in luce «un'adesione ad alcune delle teorie e pratiche devianti di padre Thomas Philippe», rende noto l'Arche. Il domenicano Thomas Philippe, padre spirituale di Jean Vanier e figura dominante nell'organizzazione, è stato sospettato di violenze sessuali su alcune donne.
«Siamo sconvolti da queste scoperte e condanniamo in modo assoluto queste azioni, completamente contrarie ai valori che Vanier rivendicava», scrivono i responsabili de L'Arche Internationale, Stephan Posner e Stacy Cates Carney, in una lettera ai membri dell'organizzazione.