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Le finanze federali nel 2023: le cifre rosse impongono priorità
- Introduction L’essenziale in breve | Posizione di economiesuisse
- Chapter 1 Riassunto delle finanze federali
- Chapter 2 Preventivo 2023 e piano finanziario 2024-2026
- Chapter 3 Concetto di adeguamento per il budget federale
- Chapter 4 La posizione di economiesuisse
La posizione di economiesuisse
1) Il budget e il piano finanziario devono rispettare il freno all’indebitamento, ciò che richiede necessario un risanamento del budget
In occasione della sessione invernale, il Parlamento adotterà il budget federale per il 2023. Se il Parlamento si attenesse alle direttive del Consiglio federale, il budget sarebbe conforme al freno all’indebitamento. Per l’anno prossimo non è necessaria nessun’altra misura.
A partire dal 2024, i mezzi finanziari della Confederazione non basteranno però a finanziare tutti i progetti decisi dalle Camere. Parallelamente, il Parlamento discute di altri progetti dalle conseguenze finanziarie talvolta importanti (cf. tabella «Possibili oneri supplementari per il budget federale»). Se venissero decise nuove spese, gli oneri supplementari rischierebbero di essere ancora più importanti. Il freno all’indebitamento vieta - giustamente – che si verifichi una simile situazione. Sono dunque necessarie da subito misure di risanamento, affinché il piano finanziario rispetti il freno all’indebitamento a partire dal 2024.
Oltre al piano finanziario già deficitario, sono all’ordine del giorno a corto e medio termine numerosi progetti non ancora finanziati. Considerata la situazione del budget, è imperativo prevedere un finanziamento per questi progetti.
L'accumulo massiccio di debiti degli anni ‘90 e dell’inizio di questo periodo ha mostrato a cosa porta una politica di spese senza freno. A tal proposito anche l’esperienza della pandemia non è stata rassicurante. In modalità crisi, il Parlamento ha speso miliardi in brevissimo tempo. Questo modo di spendere sembra proseguire. Il budget federale è al punto in cui s’impone una discussione di fondo. Nuovi compiti sono realmente necessari e qualsiasi estensione dei compiti è indispensabile? È possibile fare dei tagli in ciò che esiste già e se sì dove? Siamo pronti ad andare davanti al popolo per ottenere maggiori compiti statali e chiedere imposte e tasse più elevate?
Per determinare se la Confederazione debba effettivamente assumere nuovi compiti o aumentare quelli esistenti, si possono ad esempio valutare le seguenti considerazioni:
- La realizzazione è possibile sul piano tecnico e temporale?
- Il federalismo è rispettato (in particolare la ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni prevista dalla Costituzione)?
- Una nuova soluzione è efficace (poco costosa) e sostenibile in termini di impatto e di ulteriori costi?
- Esistono soluzioni più vantaggiose, eventualmente private?
- Infine, il finanziamento può essere garantito sulla base di ipotesi realiste e, se sì, come?
2) Senza finanziamento assicurato, occorre rinunciare a nuove spese
La questione di come la Confederazione impieghi il denaro dei contribuenti è innanzitutto una questione politica. Per l'economia sono prioritari i compiti che favoriscono la crescita e il benessere. Le decisioni dovrebbero inoltre essere guidate da criteri d’efficienza, di sostenibilità e di rispetto dell’ordine federale. Ma ciò che dovrebbe essere evidente, è che bisogna mostrare come saranno finanziati o compensati i nuovi compiti. È del resto ciò che precisa il Consiglio federale nel rapporto complementare di ottobre 2022 che afferma: «Gli eventuali nuovi compiti devono essere coperti sia da entrate supplementari, sia compensati da risparmi in altri settori». E, in ultima analisi, è ciò che chiede il freno all’indebitamento: le spese devono essere finanziate dalle entrate esistenti. Colui che vuole spendere di più deve procurarsi nuovi fondi. Gli assegni in bianco non esistono – a giusta ragione.
Ridurre i compiti esistenti o rinunciarvi totalmente è politicamente difficile da attuare. Ma questa via non deve essere esclusa a priori. Ciò che era importante 30 anni fa non lo è più forzatamente oggi. Altri temi o nuovi temi possono essere divenuti più importanti in quanto compiti dello Stato. Se nulla di ciò che è vecchio non deve mai essere rimesso in discussione, ogni nuovo compito o ampliamento dello Stato significa uno sviluppo dello Stato. Non è sicuro che il popolo (e l’economia) siano pronti a sostenere uno sviluppo continuo dei compiti dello Stato se ciò si traduce in un aumento delle imposte. Di fronte a un numero così importante di progetti, generalmente costosi, come quelli attualmente in discussione, dev’essere possibile, nel senso di un cambiamento di priorità, rimettere in discussione ciò che esiste o, almeno, rivedere nuovamente la crescita dei mezzi verso nuovi compiti. Se ciò non dovesse bastare, non vi è altra soluzione che rinunciare a progetti e rivedere i conti, anche per le recenti decisioni. Il Consiglio federale afferma in modo chiaro lo stesso concetto «Rivedere le spese appena decise o rinunciarvi» (ad es. controprogetto all’«Iniziativa per premi meno onerosi»).
3) Entrate supplementari attraverso l’aumento delle imposte non sono una soluzione a breve termine; questo sviluppo dello Stato dovrebbe dapprima essere confermato dal popolo
Anche il Consiglio federale smorza le speranze. Le opzioni realistiche sembrano molto limitate. Per quanto concerne l'imposta sulle persone giuridiche (imposta sull’utile), si tratterà nei prossimi anni di mantenere le entrate al loro livello attuale, dopo che l’imposizione minima dell’OCSE (secondo il calendario a partire dal 2024) avrà provocato un peggioramento delle condizioni quadro in un settore sensibile. Le eventuali entrate supplementari generate dall’imposizione minima non contribuiranno a risolvere i problemi finanziari della Confederazione. Esse devono invece essere utilizzate per misure che favoriscano l’attrattività economica, nell’ottica di garantire le attuali entrate fiscali.
Per quanto concerne l'imposta sul reddito, si parla attualmente piuttosto di sgravi fiscali che di aumenti d’imposta (aumento della deduzione fiscale per l'assicurazione malattia, la soppressione del valore locativo e della penalizzazione del matrimonio o l’introduzione dell’imposizione individuale). Questi ultimi devono essere accuratamente esaminati e soppesati in funzione delle loro conseguenze finanziarie per il budget federale. Un aumento dell’IVA destinato al budget generale della Confederazione sarebbe una novità. Finora presenti, simili aumenti sono sempre stati legati ad un obiettivo (ad esempio per l’AVS o l'AI). Inoltre, il popolo ha appena deciso un nuovo aumento dell’IVA a partire dal 2024 a favore dell’AVS. Un nuovo aumento sarebbe dunque malvisto in un prossimo futuro.
Gli aumenti d’imposta richiedono in ogni caso una votazione popolare e le votazioni popolari celano sempre un rischio politico. Ma esse mostrano chiaramente ciò che la maggioranza vuole o non vuole – ossia sostenere un nuovo compito dello Stato e pagare per questo.
4) Le spese possono essere trasferite al budget straordinario solo a condizioni restrittive; aggirare il freno all’indebitamento è una violazione della Costituzione.
In caso di crisi, la Confederazione può spendere più denaro di quanto non disponga effettivamente – questa misura urgente del freno all’indebitamento è giusta e, durante la pandemia, per la prima volta è stata utilizzata ampiamente. Ma si tratta di una misura straordinaria: una soluzione dell’ultimo minuto in una situazione particolarmente difficile. Affinché il freno all’indebitamento non possa essere aggirato attraverso la via del budget straordinario, i criteri sono stati definiti in modo restrittivo.
Ad ogni modo, è obbligatorio ammortizzare i disavanzi del budget straordinario. È ciò che è avvenuto con i debiti Covid. La loro riduzione è obbligatoria, ma è possibile che ci voglia tempo. La necessità di costi straordinari non deve diventare una soluzione pratica per evitare le restrizioni nel budget ordinario. Non è ciò che ha voluto il popolo adottando il freno all’indebitamento.
I criteri d’eccezione che erano in vigore durante il primo e il secondo anno del Covid sono attualmente validi per le persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. Essi non possono però essere utilizzati né per un disindebitamento parziale delle FFS, né per ammortizzare l’aumento dei prezzi, dei costi dell’energia o dei premi della cassa malati. L'applicazione inflazionistica di una regolamentazione concepita unicamente per le crisi estreme metterebbe in gioco la credibilità finanziaria e la stabilità della Confederazione. Essa condurrebbe inoltre la Svizzera, a più o meno lungo termine, in una situazione che ben si conosce se si guarda al di là delle nostre frontiere: un indebitamento elevato in costante aumento, una diminuzione delle possibilità d’azione e, quale contropartita, un aumento dei rischi economici a scapito della popolazione e dell’economia.