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La Schweiz am Wochenende riporta della vicenda dei sussidi per la fibra ottica ricevuti da Swisscom.
Swisscom potrebbe aver percepito sussidi pubblici per l'ampiamento della rete a fibra ottica anche dove il nuovo collegamento sarebbe stato reditizio e dunque il sussidio non necessario? A riportare della vicenda è la Schweiz am Wochenende, che riprende le lamentele di alcuni concorrenti sulla questione.
Andreas Waber, ceo di Swiss Fiber Net, è convinto che la compagnia federale potrebbe ampliare proficuamente la rete in fibra ottica anche senza sovvenzioni dai Comuni. Si basa sulle stime dei costi in uno studio di Ufficio federale delle comunicazioni sono "molto prudenti". Nel caso del Comune di Uster nel cantone di Zurigo, ad esempio, lo studio è giunto alla conclusione che l'espansione sussidiata dal Comune avrebbe dovuto essere redditizia. Ci si chede dunque in quanti altri casi possa essere avvnuto qualcosa di simile. Spesso, spiega la Schweiz am Wochenende, le autorità locali sono sotto pressione da parte dei loro residenti, che vogliono una rete veloce il prima possibile. E dunque pagano: "Non sono esperti di telecomunicazioni. Swisscom sfrutta l'ignoranza di alcune comunità", dice Waber.
Swisscom respinge tuttavia le accuse, sostendendo che il gruppo non chiede attivamente ai comuni la condivisione dei costi aggiuntivi, ma gestisce le sovvenzioni in modo molto restrittivo e solo su "richiesta esplicita". Inoltre ritiene che lo studio dell'Ufficio federale della comunicazione non può essere usato come riferimento valito. L'azienda tuttavia non ha precisato l'ammontare dell'importo totale percepito dalle casse pubbliche, ma unicamente che le sovvenzioni hanno riguardato lo lo 0,6% dei collegamenti.