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Trentaquattro mesi di carcere, di cui 12 da scontare e gli altri 22 sospesi con la condizionale per un periodo di tre anni: è la condanna inflitta oggi dal Tribunale penale federale di Bellinzona a uno zurighese di 46 anni, finito sotto processo con l'accusa di aver commesso due attentati dinamitardi.
I giudici hanno seguito in gran parte la requisitoria del Ministero pubblico della Confederazione, che aveva chiesto una pena a tre anni e mezzo di prigione, pena poi leggermente ridotta in considerazione del fatto che gli attentati hanno provocato unicamente danni materiali, senza recare pregiudizio alle persone.
I fatti risalgono al gennaio del 2008, quando un ordigno di fabbricazione artigianale è esploso all'interno di un palazzo per uffici a Zurigo, e al giugno del 2007, quando è stato preso di mira un'autosalone di Schlieren (ZH): in quell'occasione era andata a fuoco una vettura nuova fiammante. Gli inquirenti sono riusciti a risalire al bombarolo grazie a tracce di DNA ritrovate sul posto.