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GINEVRA - Nel 2019 nel mondo ci sono stati 229 milioni di casi di malaria con 409 mila morti, cifre in stallo ormai da quattro anni e che rischiano di essere peggiorate dall'impatto del Covid-19 sui sistemi sanitari e sui programmi di prevenzione. Lo afferma l'Organizzazione mondiale della sanità, che ha pubblicato oggi il suo rapporto annuale sulla malattia.
La maggior parte del peso della malattia, sottolinea il documento, è sopportato dall'Africa, che ha più dell'80% dei casi e del 90% dei morti, che nel 67% dei casi avvengono in bambini sotto i 5 anni. sulla lotta alla malattia grava una carenza di fondi, che nel 2019 hanno raggiunto i 3 miliardi di dollari a fronte di 5,6 miliardi previsti per raggiungere gli obiettivi di eradicazione.
«È il momento - afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS - per i leader in Africa e in tutto il mondo di rinnovare l'impegno contro la sfida della malaria, come hanno fatto all'inizio del secolo».
Le difficoltà causate dal Covid, aggiunge l'Oms, rischiano di peggiorare molto questi numeri. Secondo il rapporto una diminuzione del 10% dell'accesso ai trattamenti nell'Africa sub sahariana può portare a 19 mila morti addizionali, mentre se si arriverà al 50% delle terapie in meno i morti in più saranno 100 mila.
«Anche se l'Africa ha mostrato che cosa si può ottenere se si uniscono gli sforzi, i progressi si sono fermati - sottolinea Matshidiso Moeti, direttore regionale dell'Oms - e il Covid-19 rischia di far deragliare ulteriormente le iniziative contro la malattia».