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Il presidente del PS Christian Levrat.
KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE(sda-ats)
Aprendo l'assemblea dei delegati, oggi a Castione, il presidente del PS Christian Levrat ha difeso il progetto di "voto generale", ossia esteso a tutti i membri del partito, sul progetto di Previdenza per la vecchiaia 2020.
Levrat, che è anche consigliere agli Stati (FR), ha affermato che la riforma, adottata nell'ultima sessione dalle Camere federali e su cui si esprimeranno anche popolo e Cantoni, costituisce "un progresso". Ha però aggiunto che rappresenta "un compromesso parzialmente contestato, persino a sinistra". È per questo che un voto generale - sarebbe il terzo in assoluto nella storia del PS - è legittimo.
Nel 1921 i membri del partito votarono sull'adesione all'Internazionale comunista, ha ricordato Levrat. Poi nel 1995 fu proprio per il tema del pensionamento che si chiese il parere di tutti i "compagni".
"Abbiamo deciso di ricorrere più spesso al voto generale, ciò che permette di rafforzare l'attrattiva di un'adesione al PS", ha proseguito, sottolineando il valore democratico e la legittimità di tale strumento. E nel caso specifico, ha fatto notare, "l'AVS è parte del DNA del nostro partito".
SDA-ATS