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Dopo il decesso di un cliente la Banca Migros blocca provvisoriamente i suoi conti e depositi, per tutelare gli interessi degli eredi. I familiari si trovano regolarmente confrontati con numerose domande in proposito.
1. Come viene a sapere la Banca Migros del decesso del titolare di un conto?
La banca viene di solito informata dai familiari. Ma può provvedere anche un esecutore testamentario, un rappresentante degli eredi o un amministratore dell’eredità, se viene nominato.
2. Che cosa succede se la Banca Migros viene a conoscenza del decesso del titolare di un conto?
La Banca Migros blocca provvisoriamente la relazione (fa eccezione il conto congiunto, v. domanda 9), ma i pagamenti rimangono possibili entro certi limiti.
3. Fino a che punto gli eredi hanno accesso al conto?
Con il decesso del titolare di un conto tutti i beni patrimoniali depositati presso la banca passano ai suoi eredi, che fino alla definitiva divisione ereditaria costituiscono una comunione ereditaria, autorizzata a disporre del lascito solo congiuntamente. Per esempio, i prelevamenti sull’eredità o l’estinzione del conto esigono il consenso di tutti gli eredi. D’altro canto la Banca Migros consente anche a uno solo degli eredi di presentare le fatture che sono in rapporto con il decesso.
4. Fino a che punto hanno accesso al conto anche i conviventi e altre persone?
Il convivente può essere nominato erede dal testatore con un testamento o un contratto successorio. In tal modo ottiene tuttavia soltanto lo status di legatario, quindi non fa parte della comunione ereditaria che dispone congiuntamente del lascito. La comunione ereditaria non può neppure attribuire al convivente del testatore la facoltà di disporre dei conti (per possibili alternative di accesso al conto v. domande 7 e 9).
Oltre ai membri della comunione ereditaria, altre persone possono essere autorizzate a disporre del lascito, in particolare l’esecutore testamentario (nominato dal testatore quando era ancora in vita), il rappresentante degli eredi (nominato dalla comunione ereditaria, se necessario) o l’amministratore dell’eredità (nominato dall’autorità, per esempio se non tutti gli eredi sono noti).
5. Quali diritti d’informazione vantano gli eredi nei confronti della banca?
In caso di decesso i diritti contrattuali d’informazione del titolare del conto passano ai suoi eredi. Questi diritti possono essere fatti valere da ogni erede singolarmente e indipendentemente dagli altri eredi. Sono inoltre intitolati a chiedere informazioni l’esecutore testamentario, il rappresentante degli eredi e l’amministratore dell’eredità.
Il diritto d’informazione non si riferisce soltanto alla situazione patrimoniale nel giorno del decesso. La banca fornisce informazioni anche su tutti i fatti e le situazioni fino al decesso del testatore, se hanno ripercussioni sul lascito e, quindi, potrebbero toccare gli interessi degli eredi.
6. Esistono elementi su cui la banca non deve fornire informazioni?
I diritti d’informazione degli eredi sono limitati qualora violino i diritti della personalità del defunto titolare del conto. Questo succede se il titolare del conto aveva espresso la volontà di tenere segrete determinate questioni ai suoi eredi, ad esempio se avesse frequentato locali a luci rosse, avesse avuto un amante o un figlio al di fuori del matrimonio. Se gli eredi chiedono i dettagli dei pagamenti, la banca li rimanda al giudice competente, che valuta da un lato i diritti d’informazione degli eredi e dall’altro i diritti della personalità del defunto titolare del conto.
7. Il partner superstite può continuare a disporre del conto se è titolare di una procura presso la banca?
La procura bancaria non si estingue con la morte di chi l’ha conferita, ma viene in un certo senso «congelata» per tutelare gli interessi della comunione ereditaria. Di conseguenza, fino all’avvenuta divisione ereditaria la Banca Migros autorizza solo limitatamente pagamenti che attingono al lascito da parte del procuratore, ad esempio per le spese di sepoltura, le spese mediche e delle cure a domicilio, gli affitti, l’elettricità e l’acqua, le spese per il fabbisogno quotidiano ecc.
8. La procura generale legalizzata da un notaio ha una maggiore forza di legge rispetto alla procura bancaria nelle relazioni con la banca?
No. In linea di massima il settore bancario accetta soltanto procure proprie. Riconoscendo soltanto le procure bancarie depositate presso di essa, nell’interesse del cliente la banca garantisce che nessuno possa eseguire operazioni finanziarie a svantaggio del testatore con una procura eventualmente datata e, nel frattempo, revocata. Inoltre le procure bancarie sono concepite appositamente per le operazioni bancarie, quindi evitano formulazioni e contenuti equivoci.
9. Esistono alternative alla procura bancaria per salvaguardare la capacità finanziaria del partner superstite?
La soluzione più semplice per i due conviventi è tenere due conti separati, ognuno intestato a proprio nome. Una seconda alternativa è rappresentata dal conto congiunto, che consente al partner superstite di disporre dell’intero patrimonio. Fino alla conclusione della divisione ereditaria rimane tuttavia soggetto all’obbligo d’informazione nei confronti degli altri membri della comunione ereditaria.
10. Sarebbe opportuno nominare esecutore testamentario il partner superstite?
A seconda della complessità della struttura familiare, ad esempio in presenza di figli nati da precedenti matrimoni, può essere un problema se funge da esecutore testamentario il partner superstite invece di una terza persona. Occorre inoltre osservare che la funzione dell’esecutore testamentario comporta notevoli obblighi, che possono superare le competenze di una persona non esperta.
2 commenti Se un familiare muore all’improvviso
con molto interessante intendevo l’articolo: se un familiare muore improvvisamente.
Molto interessante !
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