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La comunità LGBT si dice soddisfatta del "forte segnale" lanciato dal popolo oggi alle urne e vuole cavalcare l'onda del successo per avanzare nuove rivendicazioni, in particolare per il matrimonio per tutti.
"Oggi, non sono solo i diritti di lesbiche, omosessuali e bisessuali a essere rafforzati, ma quelli di tutte le minoranze", ha indicato Salome Zimmermann, co-presidente dell'Organizzazione svizzera delle lesbiche (LOS), citata in una nota odierna del comitato a favore del testo.
"Il risultato è un segnale di fiducia", ha aggiunto, sostenendo che il popolo svizzero non vuole odio, ma una società aperta. Un concetto ribadito alla SRF anche da Florian Vock, dell'associazione Pink Cross.
Tra le rivendicazioni formulate dalla comunità LGBT emerge il matrimonio civile per tutti, che deve essere la "prossima tappa", ma anche la donazione di sperma a coppie lesbiche e la protezione delle persone transgender e intersessuali.
Secondo Vock, il nuovo articolo deve essere integrato in modo concreto: "Polizia e procuratori devono sapere come viene applicata la legge". Dal canto suo, il co-presidente del comitato dei favorevoli Matthias Erhardt ha ribadito nel comunicato che ora "bisogna mettere in atto l'estensione della norma e registrare sistematicamente i crimini d'odio nelle statistiche".
Soddisfatta anche l'organizzazione Amnesty, secondo cui il "sì" odierno rappresenta "un passo importante verso una protezione estesa dei diritti della comunità LGBTI*".
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