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La produzione delle spiegazioni di voto si conforma a una prassi costante e a chiari criteri legali. Tutti i comitati promotori di iniziative e referendum hanno gli stessi diritti. Anche per l’esposizione delle deliberazioni parlamentari vi sono prescrizioni legali:
- secondo la legge federale sui diritti politici (LDP), i comitati promotori trasmettono le proprie argomentazioni al Consiglio federale, il quale le riprende nelle spiegazioni (vedi art. 11: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19760323/index.html#a11);
- secondo la prassi costante, agli argomenti dei comitati referendari è dedicata 1 pagina;
- il comitato di sinistra che aveva indetto con successo il referendum contro la legge federale sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 ha pertanto avuto a disposizione 1 pagina;
- nei casi in cui non vi è un comitato d’iniziativa o referendario, manca anche la pagina corrispondente;
- sempre secondo la LDP, il Consiglio federale è obbligato a esporre le posizioni principali sostenute durante il processo decisionale parlamentare (vedi art. 10a: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19760323/index.html#a10a);
- tali posizioni sono riportate sulla pagina «Le deliberazioni in Parlamento»;
- questa prassi è stata seguita anche a proposito delle spiegazioni sulla riforma della previdenza per la vecchiaia.
Nelle spiegazioni di voto sono indicati tutti gli argomenti principali e i diversi oppositori della riforma:
- nel capitolo introduttivo delle spiegazioni sulla riforma della previdenza per la vecchiaia («L’essenziale in breve») si indicano i motivi del lancio del referendum da parte del comitato; dal paragrafo corrispondente si evince pure che la riforma è contestata anche da altri oppositori;
- in tale sede sono menzionati i principali argomenti di tutti gli oppositori della riforma.
Il contenuto delle spiegazioni del Consiglio federale è corretto:
- nell’articolo di giornale si afferma che le spiegazioni del Consiglio federale sono scorrette e incomplete: mancherebbe ad esempio l’indicazione che anche con la riforma delle rendite il risultato d’esercizio dell’AVS sarà negativo a partire dal 2029 e che pertanto saranno imprescindibili ulteriori riforme. Nelle spiegazioni sulla riforma della previdenza per la vecchiaia si dice tuttavia a più riprese che con i risparmi proposti e le entrate supplementari l’AVS sarà mantenuta in equilibrio soltanto fino alla fine del prossimo decennio: vedi p. es. pagine 13 e 19.