Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/136298

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il consigliere federale Alain Berset ha annunciato diverse riforme - dolorose ma in parte necessarie - in materia di rendite. Tra le altre cose, propone di aumentare a 65 anni l'età pensionabile delle donne. Quanto a una riforma della sua di rendita, però, il consigliere Berset non sembra decisamente disposto a voler rinunciare a determinati privilegi. Secondo il "Tages-Anzeiger", infatti, i consiglieri federali continueranno a beneficiare di una rendita annua di 220 000 franchi (circa la metà del salario percepito durante il periodo di carica).</p><p>1. Perché il Consiglio federale non mostra il buon esempio tagliando anche le proprie rendite?</p><p>2. Nella maggior parte dei cantoni, i membri del governo sono affiliati a una cassa pensione, al pari di qualsiasi altro lavoratore. Il Consiglio federale abbandonerà anch'esso il proprio modello di rendita fissa per affiliarsi a una cassa pensione?</p><p>3. Se il matrimonio è durato almeno due anni, il coniuge superstite di un consigliere federale ha diritto a una rendita di 133 000 franchi all'anno. Si giustificano ancora privilegi così eccessivi?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>L'ordinanza del 6 ottobre 1989 concernente la retribuzione e la previdenza professionale dei magistrati (RS 172.121.1) è stata emanata dall'Assemblea federale. Il Consiglio federale ritiene la responsabilità del Parlamento in questo ambito opportuna e incontestata.</p><p>1. Secondo gli articoli 3, 7 e seguenti dell'ordinanza menzionata, la pensione e la rendita per superstiti sono calcolate in percentuale della retribuzione di un magistrato in carica. Nel corso degli ultimi dodici anni, la retribuzione dei consiglieri federali è stata adeguata al rincaro alla stregua degli stipendi del personale federale ma, a differenza di questi ultimi, non ha subito alcun aumento reale. Il Consiglio federale ritiene che i vertici del potere esecutivo e giudiziario dello Stato debbano poter esercitare la propria funzione in base a motivazioni di carattere politico-istituzionale e nella più totale indipendenza. La decisione di esercitare la funzione di magistrato, ma anche quella di porvi fine, deve poter prescindere da qualunque considerazione di carattere economico o pensionistico, per sé stesso o per i propri eventuali superstiti. La riforma "Previdenza per la vecchiaia 2020" non prevede tagli delle rendite di vecchiaia per gli affiliati alla previdenza professionale. Al contrario, diverse misure intendono garantire che il livello delle prestazioni resti sostanzialmente invariato. I consiglieri federali, inoltre, sottostanno alle disposizioni della LAVS come qualunque altro cittadino.</p><p>2. Nell'agosto 2006 la CIP-S ha rinunciato espressamente a perseguire l'obiettivo di affiliare i membri del Tribunale federale al sistema di previdenza professionale ordinaria di Publica e ad integrare il progetto nella revisione totale della legge sulla Cassa pensioni della Confederazione. Va sottolineato che l'attuale regolamentazione non si applica solo ai membri del Consiglio federale, bensì anche alla cancelliera (o cancelliere) della Confederazione e ai membri del Tribunale federale. Poiché le persone nominate ad una carica di magistrato hanno percorsi professionali eterogenei, la loro affiliazione a una cassa pensioni ordinaria solleverebbe nuovi interrogativi.</p><p>3. Viste le considerazioni di cui al punto 1 e la funzione espletata dai magistrati, il Consiglio federale ritiene che le condizioni e l'importo delle rendite per superstiti siano adeguati.</p></text>