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L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (HCR) ha denunciato venerdì a Ginevra i rinvii forzati di iracheni da parte di paesi europei: tale misura è ritenuta prematura e pericolosa.
Mercoledì, un aereo con 61 persone a bordo – segnatamente iracheni provenienti da Svezia, Norvegia, Danimarca e Gran Bretagna – è atterrato a Baghdad. Secondo l'HCR, la situazione in Iraq continua invece a giustificare la protezione delle persone in questione: «Siamo molto preoccupati», ha affermato il portavoce Adrian Edwards.
Alla luce delle violazioni dei diritti umani e dei frequenti incidenti, l'HCR invita infatti gli Stati europei a non espellere i cittadini iracheni provenienti dalle province di Baghdad, Diyala, Kirkuk, Ninive et Salah Ad Din. I rifugiati di queste zone continuano infatti a essere protetti dalla Convezione del 1951. L'HCR teme inoltre che il rinvio dei rifugiati in questione costituisca un esempio negativo per Siria e Giordania, dove vivono centinaia di migliaia di iracheni.
Per quanto concerne la Svizzera, entro il 31 luglio erano stati rinviate in Iraq 22 persone; altre 97 avevano scelto di rientrare volontariamente, beneficiando di aiuti finanziari fino a 6'000 franchi per progetti di reinserimento.
swissinfo.ch e agenzie