Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01148.jsonl.gz/766

Un esercito svizzero "per tutti", che sia aperto alle donne e, chissà, anche ai cittadini stranieri. "Sono convinta che abbiamo bisogno di persone in gamba nell'esercito, adeguate a difendere la popolazione e ad aiutare la difesa nazionale. Per questo ritengo valida l'opzione di aprire in futuro l'esercito agli stranieri, perché tutto dipende dalle capacità e dalle personalità". Ad affermarlo è stata la consigliera federale Viola Amherd a margine della conferenza stampa tenuta a Berna per lanciare la campagna in vista della votazione del 27 settembre sull'acquisto dei nuovi caccia da combattimento.
Sulla stessa scia il capo dell'esercito Thomas Süssli che si è detto a favore di "Un esercito svizzero per tutti. Aperto anche agli stranieri. C'è un posto nell'esercito per tutti coloro che vogliono contribuire alla sicurezza della Svizzera, qualunque sia la loro religione, lingua o genere", spiega.
Il capo dell'esercito non esclude che in futuro potrebbero anche esserci imam di eserciti per i musulmani. Attualmente la costituzione esclude gli stranieri e la cittadinanza svizzera è un prerequisito per il servizio militare. Il sig. Süssli potrebbe ritenere che questo problema venga riesaminato a lungo termine.
Di recente, ha avvertito che entro il 2030 l'esercito potrebbe perdere circa 30.000 soldati, un quarto dei suoi effettivi.