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Petizione inoltrata al Consiglio Federale
Il plurilinguismo fu instaurato nel 1848 dai padri della Costituzione della Confederazione Svizzera ed era considerato come irrinunciabile per la coesione del Paese.
I partecipanti alle giornate d’incontro L’italiano in Svizzera: lusso o necessità?, che si sono svolte dal 16 al 17 novembre 2012 a Basilea, sono preoccupati del lento ma progressivo deprezzamento dell’italiano in Svizzera. Si tratta di una netta violazione della Costituzione della Confederazione Svizzera ai sensi dell’Art. 4, 18 e 70 e della nuova Legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (gennaio 2010). Le giornate di Basilea hanno sottolineato anche l’importanza della presenza di oltre mezzo milione di italofoni che si aggiungono a quelli della Svizzera Italiana.
Sollecitiamo perciò con insistenza il Consiglio Federale a intraprendere le misure necessarie per combattere contro questo inquietante sviluppo. In modo particolare è da garantire che le lingue nazionali abbiano una chiara prevalenza rispetto ad altre, perfino nelle scuole. L’inglese non può sostituire una delle lingue nazionali. Di particolare interesse è l’immediata reintegrazione di un delegato addetto al plurilinguismo, il quale deve possedere appropriate competenze ed essere sostenuto con adeguate risorse finanziarie.
- Leggi la lettera inviata alla Presidente del Consiglio Federale Eveline Widmer-Schlumpf
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