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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione e i Cantoni hanno interesse, in ragione di considerazioni macroeconomiche e di politica sociale, a mantenere e a creare posti di tirocinio. Negli ultimi anni la Confederazione ha preso vari provvedimenti: il 1° e il 2° decreto sui posto di tirocinio e il varo di una nuova legge sulla formazione professionale. Mediante la task-force "Posti di tirocinio 2003" i promotori di posti di tirocinio ricevono assistenza, le reti di aziende di tirocinio ricevono un finanziamento iniziale e viene intensificata l'attività di collocamento e di mentorato a beneficio dei giovani.</p><p>Al Consiglio federale sta particolarmente a cuore offrire condizioni quadro ottimali alle aziende che curano la formazione. I costi che un'impresa sostiene per la formazione di apprendisti rientrano tra le spese d'esercizio e possono essere detratti sia dalle imposte federali sia da quelle cantonali.</p><p>Aggiungere un'altra forma generalizzata di detrazione fiscale per le aziende formatrici sarebbe però un sistema di sgravio sbagliato e ciò per motivi economici e politico-istituzionali. Il Consiglio federale lo ha già affermato in risposta alla mozione Bangerter (00.3334) e studi recenti confermano questa posizione.</p><p>La creazione di posti di tirocinio implica una serie di costi e obblighi per l'impresa. Circa il 90 percento delle spese corrisponde al costo salariale dei tirocinanti e dei responsabili della formazione. Il restante dieci percento è dato da spese di materiale, costi d'avviamento e altro. Le imprese possono riportare le spese nel calcolo dell'imposta. Ai costi per la formazione si contrappone il beneficio delle prestazioni produttive degli apprendisti. In molte professioni esse stesse superano le spese. Le aziende operanti in rami nei quali è necessaria una formazione approfondita dispongono comunque, dopo il periodo di formazione, di forza lavoro qualificata e già avviata, il che consente loro di ridurre i costi di reclutamento di personale. Complessivamente, l'attività di formazione professionale ha la sua convenienza per le imprese, come dimostra il recente studio "Kosten und Nutzen der Lehrlingsausbildung aus der Sicht Schweizer Betriebe" condotto dall'Università di Berna. Nel 2000, per 4,8 miliardi di franchi di costi lordi si sono registrate prestazioni produttive pari a 5,2 miliardi di franchi. Una detrazione generale d'imposta favorirebbe dunque ulteriormente le aziende già attive nella formazione.</p><p>Essa penalizzerebbe invece le aziende che, per motivi oggettivi, non possono operare nella formazione. Si tratta in particolare delle piccole imprese che producono, per esempio, prodotti altamente specializzati o che forniscono servizi sofisticati. Una detrazione d'imposta generalizzata potrebbe addirittura avere ripercussioni strutturali indesiderate. Nelle aziende in cui la formazione di tirocinanti è proficua già durante il periodo di tirocinio verrebbero formate più persone di quelle che il mercato del lavoro è in grado di assorbire. Inoltre, una detrazione fiscale generalizzata per le imprese che offrono posti di tirocinio - in Svizzera se ne contano 66'000 - pone il problema del minore gettito fiscale. Potrebbe eventualmente essere necessario compensare le minori entrate con un aumento delle imposte, anche a carico delle imprese beneficiarie degli incentivi. Un effetto distorsivo si produrrebbe infine per la necessità di concedere agevolazioni fiscali solo a determinati settori. Lo Stato si troverebbe nel grave dilemma di decidere quali professioni incentivare. Si tratta di un dilemma cui solo il mercato, in fin dei conti, può rispondere, come hanno dimostrato ancora una volta i recenti sviluppi nel ramo informatico. Inoltre, questa distribuzione comporterebbe un notevole onere burocratico.</p><p>Spetta alle organizzazioni del mondo del lavoro, non allo Stato, definire le qualificazioni professionali da impartire. In questo modo esse determinano in larga misura la qualità della formazione e i requisiti per le imprese e dunque hanno la possibilità di sfruttare lo spazio di manovra esistente a favore delle aziende formatrici. Oltre tutto, partecipando alla formazione professionale, le aziende si assicurano un vivaio di professionisti qualificati, rispondenti alle loro esigenze. Questo sistema assicura contemporaneamente ai giovani di avere un primo contatto al termine della formazione. Grazie ad esso la disoccupazione giovanile in Svizzera è a un livello basso rispetto ad altri paesi europei. Un sistema di formazione professionale funzionante non è però da solo garanzia di una bassa disoccupazione giovanile; sono necessari anche altri provvedimenti riferiti al mercato del lavoro.</p><p>La nuova legge sulla formazione professionale, entrata in vigore all'inizio del 2004, è stata concepita come una normativa quadro aperta. Essa ammette le innovazioni e funge da base per una formazione professionale moderna. Le maggiori esigenze nei confronti delle aziende formatrici non sono di per sé un male. Al maggiore onere può senza dubbio corrispondere un maggiore beneficio: verso la fine del periodo di formazione le imprese dispongono di tirocinanti sempre meglio qualificati e, per esempio con la riduzione della componente scolastica, sempre più presenti in azienda.</p><p>Le associazioni di categoria svolgono inoltre attività collettive di vario genere per garantire ai loro membri l'efficienza della formazione professionale. Nella nuova legge sulla formazione professionale, a quest'idea dell'auto-aiuto si è aggiunta la possibilità di dichiarare obbligatoria la partecipazione a un fondo a favore della formazione professionale per tutte le aziende del ramo. Quindi anche quelle che non partecipano attivamente alla formazione si fanno carico di parte della responsabilità. I loro contributi vanno direttamente a finanziare la formazione professionale.</p><p>La nuova legge sulla formazione professionale contempla altri modi per permettere alle imprese di offrire una formazione efficiente. Anche durante le prossime revisioni nel campo della formazione professionale, in particolare quella delle ordinanze in materia di formazione, il Consiglio federale si adopererà specificamente, di concerto con i Cantoni e con le organizzazioni del mondo del lavoro, per assicurare condizioni generali ottimali per una formazione di alto livello qualitativo. Verificherà inoltre anche altre possibilità esulanti dalla legge sulla formazione professionale: nel quadro della revisione continua del settore degli appalti pubblici si sta considerando se, in presenza di offerte equivalenti, non debba ricevere l'appalto l'impresa che si assume la sua responsabilità economica sotto tutti gli aspetti (cfr. al riguardo l'iniziativa parlamentare Lustenberger 03.445).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.