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PRAGA - La passione per l'eliski lo ha tradito. Il miliardario ceco Petr Kellner è morto a 56 anni in uno schianto dell'elicottero su cui viaggiava con alcuni amici tra le montagne dell'Alaska. L'incidente è avvenuto sabato, nei pressi del ghiacciaio Knik, a nord-est di Anchorage, per cause ancora da chiarire.
Sposato, quattro figli, era l'uomo più ricco della Repubblica Ceca e all'86esimo posto tra gli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio stimato di 15,8 miliardi di dollari. Noto in Italia per la partnership del suo Gruppo Ppf con Generali tra il 2007 e il 2014, quando poi cedette l'intera quota posseduta nel Leone di Trieste, Kellner aveva fatto fortuna nello scenario post comunista del suo Paese.
Laureato in economia, dopo la Rivoluzione di velluto del 1989, con l'apertura al mondo dell'ex Cecoslovacchia, aveva iniziato vendendo fotocopiatrici. Ma aveva capito ben presto che la grande opportunità era quella offerta dalla privatizzazione delle imprese statali. Fondò così la società Prvni Privatizacni Fond, poi conosciuta con l'acronimo Ppf, che cominciò a espandersi in finanza, telecomunicazioni, media, biotecnologie accumulando uno dopo l'altro asset che nel 2020 ammontavano a 44 miliardi di euro e diventando uno degli attori principali nel mercato delle telecomunicazioni nell'Europa centrale e orientale.
Ma Kellner, grazie a un fiuto quasi infallibile per gli affari, aveva scommesso anche sulla Cina. Con Home Credit entrò tra i primi, nel 2010, nel mercato cinese del credito al consumo e la sua reputazione era tale che partecipò nel 2014 a un incontro tra il presidente ceco Milos Zeman e il presidente cinese Xi Jinping. «Il presidente ha tenuto in grande considerazione Petr Kellner per il suo successo commerciale ed è immensamente dispiaciuto per la sua tragica morte», ha detto il portavoce di Zeman in un messaggio di condoglianze riportato dal Guardian. Ppf sta attualmente acquisendo una partecipazione in Moneta Money Bank e ha proposto di fonderla con la sua Air Bank e parti di Home Credit.
Annunciandone «con grande dolore» la morte, il Gruppo Ppf sottolinea che l'imprenditore era noto «per la sua incredibile etica del lavoro e per la sua creatività». «La sua vita privata appartiene però alla sua famiglia», precisa il gruppo annunciando funerali «in forma privata» e riservati solo «ai più stretti membri della famiglia» e chiedendo ai media di «rispettare la privacy della famiglia in questo momento difficile».