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Furti, aggressioni a scopo di rapina, stupri, accoltellamenti: gli episodi di violenza sono all’ordine del giorno. Molti svizzeri non si sentono più al sicuro nel loro paese. La maggioranza dei delinquenti è di origine straniera. La cosiddetta iniziativa per l’attuazione permette di correggere la versione annacquata della legge d’applicazione relativa all’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri elaborata dal parlamento.
Uno sguardo alle statistiche criminali fornisce ragguagli interessanti sui reati penali. Per i furti con scasso, il 73% dei colpevoli è di origine straniera; per gli stupri la proporzione è del 61% e per gli omicidi del 58%. Nel 2014, il 73% dei detenuti non aveva un passaporto svizzero. Ricordiamo che in Svizzera gli stranieri rappresentano il 24% della popolazione.
L’UDC ha affrontato questo problema con l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri. Essa si prefiggeva di inasprire la prassi, facendo in modo che i delinquenti stranieri – condannati per determinati delitti – fossero costretti a lasciare la Svizzera, senza possibilità di farvi ritorno.
Lanciata nell’estate del 2007, l’iniziativa è stata approvata da popolo e cantoni nel 2010. Nello stesso tempo, un controprogetto che prevedeva una clausola di rigore e una pena minima a partire dalla quale una persona poteva essere espulsa, è stato respinto in tutti i cantoni.
Punti di vista
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Popolo e cantoni hanno così indicato una direzione chiara: il nostro ordinamento giuridico va applicato alla lettera. I criminali stranieri che si sono resi colpevoli di un delitto grave e hanno messo in pericolo l’ordine e la sicurezza nel nostro paese devono essere espulsi.
Prassi lassista
Oggi l’espulsione è uno dei possibili provvedimenti di polizia contemplati dalla legge sugli stranieri. Il margine di discrezionalità lasciato ai giudici è però ampio. In molti cantoni la prassi è lassista e non vi è uniformità. Con l’iniziativa per l’attuazione questa situazione dovrà cambiare definitivamente: in futuro l’espulsione non sarà più solo una misura di polizia degli stranieri, ma sarà direttamente correlata alla pena. Bisogna porre un freno alle pratiche lassiste.
Conclusione: l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri voleva far cambiare la prassi. In tutta la Svizzera avrebbero dovuto essere valevoli gli stessi criteri. Se qualcuno commette un determinato reato, la conseguenza è anche l’espulsione, senza che nessun giudice possa sovvertire una simile misura.
Una legge d’applicazione annacquata
Perché il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati abbiano adottato, malgrado la volontà del popolo, una legge che prevede una clausola di rigore è un mistero. Durante il dibattito in Consiglio nazionale nel marzo del 2015, la deputata del Partito popolare democratico (PPD) Ruth Humbel ha toccato il nocciolo della questione: l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri «non è più un’esigenza dell’UDC, bensì una norma costituzionale e un mandato conferito dal popolo». Si deve perciò applicarla, piaccia o no ai parlamentari. Appena qualche mese prima il PPD, il Partito liberale radicale (PLR) e il Partito socialista (PS) avevano sostenuto il contrario, votando una legge d’applicazione annacquata.
Il fatto è che introducendo nei regolamenti una clausola di rigore, che consente deroghe a seconda del caso, il parlamento ha rimesso in discussione l’obiettivo centrale dell’iniziativa. La nuova iniziativa per l’attuazione è stata lanciata quando si andava delineando questa situazione.
L’iniziativa per l’attuazione vuole rimuovere i punti deboli contenuti della legge d’applicazione votata dal parlamento. Formula delle regole d’applicazione che si ispirano fortemente al testo della prima iniziativa accettata cinque anni fa. Gli articoli proposti dall’iniziativa per l’attuazione sono direttamente applicabili: saranno integrati nelle disposizioni transitorie della Costituzione federale. Se il popolo quindi approverà l’iniziativa, non sarà più necessario che le due camere del parlamento emanino una legge d’applicazione.
Un catalogo dei delitti preciso
Il catalogo dei delitti è differenziato con precisione. Comprende molti reati gravi, per i quali l’espulsione è imposta, ad esempio assassinio, lesioni personali gravi, violenza carnale, rapina, ecc.
Vi sono poi dei delitti per i quali verrà pronunciata l’espulsione in caso di recidiva. Fanno parte di questa categoria le lesioni personali semplici, il rapimento, la pornografia, gli atti sessuali con fanciulli o la violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari.
In caso di condanna, tutti questi reati comportano l’espulsione immediata dalla Svizzera una volta espiata la pena. Un provvedimento simile era già contemplato nel vecchio codice penale, ad esempio in caso di lenocinio.
L’iniziativa prevede anche il nuovo reato di abuso di prestazioni sociali. Nei casi più gravi, è pure prevista pure l’espulsione. Ciò permette di lottare contro il crescente ricorso al sistema sociale.
Più di 10'000 espulsioni all’anno
Durante la campagna di votazione del 2010 si partiva dal presupposto che annualmente il numero delle espulsioni sarebbe stato compreso tra 500 e 1'500. Dal rapporto presentato dalla commissione di esperti del Dipartimento federale di giustizia e polizia emerge in realtà che il numero di criminali toccati dal provvedimento sarebbe sensibilmente più alto. In base al catalogo di reati contemplato dall’iniziativa, ogni anno circa 16'000 delinquenti stranieri dovrebbero lasciare il nostro paese. Circa la metà si troverebbe in Svizzera in situazione illegale.
Queste cifre fanno riflettere e mostrano quanto l’iniziativa sia urgente e importante. Anche nel 2014 i dati non sono sostanzialmente cambiati. Se si sommano tutte le condanne per i delitti menzionati nell’iniziativa, ogni anno dovrebbero essere espulsi dalla Svizzera oltre 10'000 stranieri.
Migliorare la sicurezza
L’iniziativa per l’attuazione crea sicurezza, rinforzando l’ordinamento giuridico, combatte la criminalità straniera e permette di frenare i casi di recidiva. L’iniziativa è importante anche per la nostra piazza economica. Una piazza economica attrattiva non dipende solo dalla sicurezza del diritto, da una buona infrastruttura e da un clima propizio per gli investimenti, bensì anche dalla sicurezza pubblica.
L’iniziativa è rilevante anche in materia di politica migratoria. Chi vive in Svizzera deve rispettare le nostre regole. È un messaggio importante da trasmettere ai migranti che vogliono venire nella Confederazione. In questo modo, l’iniziativa per l’attuazione ha un valore di prevenzione in ambito migratorio: la Svizzera non è un paese per i turisti del crimine.
Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente la posizione di swissinfo.ch.
Traduzione di Daniele Mariani