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BERNA - L'Unione democratica di centro coinvolge anche i cantoni nella sua battaglia contro il prospettato accordo quadro istituzionale con l'Unione europea. Progetti di iniziative cantonali, da sottoporre alle Camere federali, saranno presentati nei parlamenti di tutti i cantoni da deputati dell'UDC.
Una "iniziativa modello" è già stata depositata al Gran Consiglio di Zugo dal capogruppo UDC di quel cantone, Manuel Brandenberg: la segreteria generale del partito a Berna ha confermato oggi a Keystone-ATS la notizia, riportata dai giornali Tamedia. Il parlamento del cantone della Svizzera centrale dovrebbe occuparsene nella seduta del prossimo 7 marzo. Anche la sezione ticinese ha già annunciato l'inoltro di un testo simile.
Nel progetto modello di iniziativa cantonale si argomenta tra l'altro che l'accordo quadro ridurrebbe parecchio l'autonomia della Svizzera, perché vieterebbe o limiterebbe molto i sussidi statali.
Secondo l'UDC ciò varrebbe in particolare per le partecipazioni dello Stato a ospedali, aziende elettriche, assicurazioni degli stabili e banche cantonali. Queste ultime non potrebbero più beneficiare di una garanzia statale.
L'UDC svizzera rileva in una presa di posizione inviata a Keystone-ATS che l'accordo quadro è attualmente il tema più importante di politica estera e che il Consiglio federale si comporta in modo "esitante". Secondo l'UDC il prospettato accordo istituzionale con l'Ue metterebbe fine alla democrazia diretta e in tal modo all'autodeterminazione della Svizzera.
Grazie alle iniziative i membri di governi e parlamenti cantonali saranno obbligati a prendere posizione sull'accordo quadro, afferma ancora l'UDC. Il partito si propone di allestire una lista, da rendere pubblica, di coloro che si saranno espressi a favore dell'accordo con Bruxelles, prestando una particolare attenzione agli esponenti di PLR e PPD.
Il partito non ha voluto esprimersi sulle possibilità di successo delle iniziative cantonali. Spera tuttavia che saranno approvate in diversi cantoni. Le iniziative dovranno essere inoltrate al più presto, rileva l'UDC, poiché il Consiglio federale vuole decidere sulla questione in maggio.
Il governo ha posto in consultazione lo scorso 7 dicembre l'accordo istituzionale, che prevede un'adozione "dinamica" della legislazione europea. Eventuali divergenze con l'Ue in merito alle differenti interpretazioni del diritto comunitario verrebbero trattate da uno speciale Tribunale arbitrale.
L'accordo quadro prevede anche modifiche alla regola degli otto giorni, che obbliga le imprese europee a notificare alle autorità elvetiche con tale preavviso l'invio di manodopera. Tale lasso di tempo dovrà essere ridotto a quattro giorni, una modifica che ha scatenato le ire sindacali.