Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/125986

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a valutare la fattibilità e i costi supplementari che risulterebbero dall'obbligo di sottoporre a un processo di ozonizzazione tutti gli effluenti degli IDA contenenti acque di scarico provenienti da ospedali e, se necessario, includere tale problematica nelle proprie riflessioni in occasione della prossima modifica dell'ordinanza sulla protezione delle acque.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 25 aprile 2012 il Consiglio federale ha avviato l'indagine conoscitiva relativa alla modifica della legge sulla protezione delle acque. Con tale progetto si intende introdurre una tassa sulle acque di scarico con l'obiettivo di finanziare misure contro i microinquinanti negli impianti centrali di depurazione delle acque (IDA). Un centinaio su un totale di 700 IDA presenti in Svizzera saranno equipaggiati con una fase di depurazione supplementare che consentirà di ridurre di oltre l'80 per cento i microinquinanti nelle acque di scarico. Non viene prescritta la tecnologia da applicare. Attualmente sono privilegiate soprattutto l'ozonizzazione e il trattamento delle acque di scarico con carbone attivo in polvere. Il previsto potenziamento degli IDA svizzeri consentirà la depurazione supplementare di poco più della metà delle acque di scarico e la protezione efficace dai microinquinanti delle acque con una forte percentuale di acque di scarico depurate.</p><p>È assodato che, oltre ai microinquinanti, l'ozonizzazione elimina al contempo anche gran parte dei germi patogeni presenti nelle acque di scarico. Il numero di germi patogeni nelle acque di scarico può essere ridotto in modo sensibile anche con altri metodi o combinazioni di metodi. È quanto si evince dai risultati, pubblicati di recente, delle sperimentazioni pilota effettuate presso l'IDA di Losanna con carbone attivo in polvere e successiva filtrazione con membrane. Sono anche in corso sperimentazioni relative all'eliminazione dei germi patogeni mediante altri procedimenti. È inoltre opportuno evidenziare il fatto che a seconda delle sostanze contenute nelle acque di scarico (p. es. quelle provenienti dalle aziende commerciali allacciate) sarà necessario scegliere un metodo di depurazione diverso dall'ozonizzazione.</p><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore del postulato che la resistenza agli antibiotici nelle acque, evidenziata da recenti studi realizzati dalla Eawag, rappresenterà un'importante sfida per il futuro. Secondo tali studi, gli ospedali e le cliniche veterinarie svolgono un ruolo determinante in questo ambito. Da altri studi si evince per contro che anche la resistenza agli antibiotici proveniente da altre fonti (p. es. case per anziani) può essere rilevante. In Svizzera e all'estero sono inoltre in corso studi sui batteri resistenti.</p><p>In base allo stato attuale delle conoscenze in merito alla ricerca sui batteri resistenti e all'eliminazione dei germi patogeni attraverso diversi procedimenti di trattamento sarebbe ancora troppo presto concentrarsi esclusivamente sull'ozonizzazione delle acque di scarico presso gli IDA che trattano quelle provenienti dagli ospedali. In Svizzera, le acque di scarico dei 427 ospedali vengono depurate in complessivamente 177 IDA. Allo stato attuale delle conoscenze, il ricorso all'ozonizzazione in questi impianti costituirebbe una promozione unilaterale di una tecnologia di depurazione e farebbe letteralmente esplodere il quadro del pacchetto di potenziamento di 100 IDA.</p><p>Nella pianificazione futura è tuttavia importante considerare un'adeguata interazione fra l'obiettivo di eliminazione dei microinquinanti e l'utilità supplementare fornita dalla fase di depurazione delle acque di scarico nell'ambito dell'eliminazione dei germi patogeni (in particolare quelli resistenti agli antibiotici).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.