Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/166823

<h2>SubmittedText<h2><p>Lo scorso febbraio il Consiglio federale ha risposto all'interpellanza Girod 15.4243 sulle misure da adottare in seguito allo scandalo Volkswagen, senza tuttavia fornire alcun riscontro diretto alla domanda 4, in cui si chiedeva se in Svizzera fosse già stata presentata una denuncia penale da parte della Confederazione e quali fossero le possibili conseguenze giuridiche. Questo è però un interrogativo importante: utilizzando un dispositivo per eludere le norme sui gas di scarico, Volkswagen ha infatti gravemente infranto le prescrizioni sulla tutela dell'ambiente e della salute pubblica. In Svizzera, i veicoli interessati sono 128 000 e le emissioni di ossidi di azoto sono da 10 a 40 volte superiori rispetto ai risultati dei test. È incontestabile che le manipolazioni effettuate da Volkswagen hanno causato danni ambientali e alla salute pubblica, nonostante il Consiglio federale sostenga di non poterli quantificare. In tale contesto occorre chiarire se le misure giuridiche debbano essere unicamente la prerogativa dei singoli ingannati durante l'acquisto del proprio veicolo. Non si tratta soltanto di una questione privata: su una tale scala è in gioco anche l'interesse pubblico. La Confederazione potrebbe pertanto intervenire a giusto titolo, per lo meno per lanciare un segnale agli operatori economici: è inaccettabile che un'impresa contravvenga alle nostre disposizioni ambientali e sanitarie in maniera così massiccia, sistematica e insolente.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il sistema giuridico svizzero permetterebbe, come avviene in altri Paesi, a enti della Confederazione (per es. l'USTRA o l'UFAM) o ai cantoni di sporgere querela o denuncia penale nel quadro dello scandalo Volkswagen?</p><p>2. In caso affermativo, il Consiglio federale sarebbe disposto a incaricare l'ente federale competente di intraprendere un'azione di questo tipo, allo scopo di difendere il rispetto delle nostre prescrizioni e l'interesse pubblico di fronte alle conseguenze delle manipolazioni di Volkswagen?</p><p>3. Il Consiglio federale sarebbe disposto a valutare i danni alla salute pubblica e all'ambiente legati alla frode per sostenere tale azione finalizzata a un risarcimento danni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Per quanto riguarda lo "scandalo Volkswagen", il sistema giuridico svizzero autorizza enti federali o cantonali a sporgere querela soltanto qualora siano essi stessi detentori dei veicoli in questione. I diritti privati dei proprietari di veicoli interessati devono essere fatti valere da questi ultimi secondo le norme del diritto privato e del codice di procedura civile.</p><p>3. Come evidenziato dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Girod 15.4243, "Danni all'ambiente. Multare il gruppo Volkswagen?", non è possibile quantificare i danni causati dalle emissioni superiori ai valori prescritti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che l'idea di compensare in denaro o in natura il maggiore impatto locale dei gas di scarico su uomo e ambiente non sia sostenibile. Le emissioni con effetto nocivo diretto vanno limitate alla fonte ed è per questo che sono soggette a valori limite. Introdurre un obbligo di contropartita relativizzerebbe il ruolo dei parametri definiti dando un segnale fuorviante.</p>  Risposta del Consiglio federale.