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Almeno 10 persone sono morte e 27 sono rimaste ferite ieri sera nello scoppio di una granata lanciata contro un orfanotrofio nella città di Myitkyina, nel nord della Birmania, nello stato Kachin dove negli ultimi mesi si sono verificati intensi scontri tra esercito e ribelli separatisti.
Secondo l'agenzia Mizzima, due uomini a bordo di una motocicletta hanno lanciato l'ordigno attorno alle 21 locali (le 15.30 in Italia), provocando un incendio che ha coinvolto tre case. Non è chiaro chi sia l'autore dell'attentato contro il complesso, che ospitava 30 persone tra cui orfani, bambini rifugiati e studenti di arti marziali. All'ora dell'attacco, si trovavano tutti all'interno per una sessione di studio.
I giornali statali birmani oggi non hanno riportato espressamente l'accaduto, limitandosi a riferire la notizia dell'esplosione di un ordigno e del disinnesco di un altro a Myitkyina. A una quindicina di chilometri dalla città, capitale dello stato Kachin, quest'anno le milizie dell'omonima etnia si sono scontrate ripetutamente con i militari.
Nella regione è diffuso il risentimento per la costruzione di alcune dighe sul fiume Irrawaddy, che secondo la popolazione e diversi esperti rischiano di ridurre la portata del corso d'acqua con devastanti conseguenze ambientali. In settembre, il primo ministro Thein Sein ha annunciato la sospensione dei lavori per l'enorme impianto di Myitsone, che avrebbe dovuto produrre energia idroelettrica per la Cina, perché "contrario alla volontà della popolazione"
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