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LOSANNA - Ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) hanno sviluppato un nuovo metodo per analizzare l'inquinamento dell'aria utilizzando la spettroscopia infrarossa. L'obiettivo è di ottenere un dispositivo portatile che possa essere utilizzato in laboratorio, in misurazioni sul campo o in azienda.
Satoshi Takahama e Nikunj Dudani, ricercatori al Laboratorio dei processi atmosferici e dei loro impatti all'EPFL hanno messo a punto un sistema che potrebbe sostituire tutti gli strumenti solitamente utilizzati per misurare la qualità dell'aria con un unico dispositivo sufficientemente piccolo da stare in un bagaglio a mano.
Il metodo consiste nel proiettare luce sulle particelle per misurare le loro proprietà ottiche, rivelando informazioni sulla loro composizione, origine e altre caratteristiche. Il nuovo sistema si basa sulla spettroscopia infrarossa, o spettroscopia IR, per identificare i differenti composti, e lo fa per una frazione del costo degli strumenti attuali, indica l'EPFL in un comunicato.
La spettroscopia IR è già ampiamente utilizzata negli studi farmaceutici, nell'analisi della qualità degli alimenti e nell'industria delle costruzioni. «Poiché il nostro metodo analizza la composizione del particolato online, non occorre conservare e spedire i filtri, che possono indurre a errori di misurazione» ha detto Satoshi Takahama, citato nel comunicato.
La spettroscopia IR permette anche di analizzare il particolato in modo non distruttivo senza richiedere ulteriori fasi di trasformazione del campione, viene precisato.
Il nuovo sistema includerà un software di analisi dei dati per offrire ai clienti una soluzione chiavi in mano. L'obiettivo è che il dispositivo compatto possa essere utilizzato in esperimenti di laboratorio, misurazioni sul campo, sistemi di monitoraggio governativi e non, in fabbriche o in altri ambienti interni ed esterni. Potrebbe anche essere installato vicino ai sistemi di ventilazione degli edifici o acquistato dai produttori le cui operazioni generano grandi quantità di particelle fini, viene sottolineato.
Gli scienziati vedono un notevole potenziale per il loro dispositivo. L'Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione Innosuisse ha appena concesso loro una sovvenzione di 250'000 franchi per continuare il loro lavoro.