Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/242089

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare in un rapporto dettagliato la situazione di fatto sui temi della precarietà, della parità e delle nuove leve accademiche (temi tutti correlati fra loro) a livello del corpo intermedio di tutte le scuole universitarie svizzere. Esso dovrà in particolare esaminare se è possibile creare un numero considerevole di posti stabili per ricercatori post dottorandi e rispondere nell'ambito del messaggio ERI 2025-28 in primo luogo alle seguenti domande:</p><p>-con quali misure si può ovviare concretamente ed efficacemente alla precarietà a livello del corpo intermedio delle scuole universitarie e nel contempo promuovere la parità nella politica relativa alle nuove leve accademiche?</p><p>-Il Consiglio federale pensa di seguire le raccomandazioni contenute in numerosi rapporti, in cui sono illustrate la situazione di fatto concernente la precarietà a livello del corpo intermedio delle scuole universitarie e la necessità di intervenire in questo settore?</p><p>-In che misura la Svizzera può ispirarsi al modello anglosassone che prevede una diversa struttura dei posti accademici? </p><p>-Quali modifiche di legge e altre misure andrebbero previste a livello della Confederazione e dei Cantoni allo scopo di ristrutturare i posti per il personale accademico e creare diversi tipi di posti stabili (professorati Tenure-Track, incaricati di corsi e ricerca, Third Space ecc.) garantendoli a lungo termine? Entro quando potrebbero essere concretizzate queste modifiche e altre misure? </p><p>-Come potrebbero essere finanziate al meglio queste misure di stabilizzazione dei posti? Sarebbe più ragionevole un finanziamento per il tramite del finanziamento di base delle scuole universitarie o vi sarebbero altre possibilità?</p><p>-Quali misure potrebbero adottare le autorità federali per indurre i Cantoni ad associarsi a questi sforzi e prevedere una diversa ripartizione fra posti stabili e posti precari?</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Wasserfallen Christian, de Montmollin, Gafner, Haab, Herzog Verena, Huber, Keller Peter, Nantermod, Tuena, Umbricht Pieren) propone di respingere il postulato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è d'accordo con la Commissione sull'importanza delle nuove leve accademiche e delle loro condizioni di lavoro, nonché delle pari opportunità. Sottolinea che questo settore è di competenza delle scuole universitarie, dei loro rispettivi enti responsabili e del Consiglio dei PF. Questi istituti hanno il compito di formare personale qualificato per la società, l'economia, l'amministrazione e la scienza svizzere ed è loro responsabilità creare le condizioni affinché i ricercatori possano sviluppare il loro potenziale per una carriera scientifica all'interno o all'esterno delle scuole universitarie. Nel quadro dei suoi messaggi ERI, la Confederazione li ha sempre sostenuti con un solido finanziamento di base, con contributi mirati per progetti e con i programmi del Fondo nazionale svizzero (FNS).</p><p>Questo sostegno sta dando i suoi frutti: negli ultimi anni, sulla base di un'analisi approfondita e delle raccomandazioni del Consiglio federale (rapporto in adempimento del postulato CSEC-S; 12.3343), le scuole universitarie hanno intrapreso numerose misure per ottimizzare la situazione delle nuove leve introducendo la posizione di professore assistente tenure-track. Alla fine del 2020, secondo swissuniversities, queste persone rappresentavano il 7,5 % del personale docente, una cifra che si avvicina all'obiettivo del 10 % sancito nel Messaggio ERI 2017-2020. Le università hanno anche aumentato il numero di posti di lavoro permanenti a livelli inferiori rispetto alle cattedre, hanno perfezionato profili come quello degli incaricati di corsi e ricerca (maître d'enseignement et de recherche) e creato nuove posizioni nel cosiddetto third space, l'interfaccia tra ricerca e amministrazione, hanno adottato misure per promuovere le pari opportunità (piani d'azione, buone pratiche di assunzione, ecc.) e hanno standardizzato o migliorato le condizioni di nomina e di lavoro dei dottorandi (p. es. durata minima del dottorato, tempo riservato alla ricerca, supervisione e formazione ottimizzate) e dei post-dottorandi (p. es. tempo riservato alla ricerca e durata massima del post-doc). La grande maggioranza dei giovani non potrà intraprendere una carriera accademica, ma avrà un ruolo importante come specialista per la società, l'economia e l'amministrazione. Per questo motivo, le università hanno adottato misure per l'orientamento professionale generale, ad esempio i Graduate campus di Losanna e Ginevra, e per l'affinamento delle competenze trasversali. Vi sono infine anche i programmi del FNS per promuovere i giovani e le pari opportunità ("Prima", "Ambizione", "Eccellenza Professorial Fellowships").</p><p>Bisogna continuare a tutti i livelli con la promozione delle nuove leve. Questo aspetto è stato esplicitamente incluso nei mandati conferiti dalla Confederazione al settore dei PF e al FNS e dalla Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) a swissuniversities per lo sviluppo dei piani strategici 2025-2028. A febbraio 2022 la CSSU ha nuovamente sensibilizzato al riguardo i vari attori. Nel corso di quest'anno swissuniversities elaborerà un rapporto sulle misure adottate finora e presenterà le misure previste per il periodo 2025-2028, se possibile coordinate con il FNS.</p><p>In vista della preparazione del messaggio ERI 2025-2028, la Confederazione esaminerà la situazione in collaborazione con gli organi competenti. Per i motivi esposti, il Consiglio federale non ritiene necessario uno studio più approfondito.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.