Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01060.jsonl.gz/1014

Digitale & Lifestyle
Annebbiamento mentale: a causarlo può essere un’infiammazione
I ricercatori hanno rilevato una forte associazione tra uno stato infiammatorio e la «prontezza» del cervello.
L’infiammazione può avere un impatto particolarmente negativo sulla capacità del cervello di raggiungere e mantenere uno stato d’allerta.
Lo riportano i ricercatori delle Università di Birmingham in collaborazione con gli scienziati dell’Università di Amsterdam, secondo cui una condizione di infiammazione cronica causerebbe al cervello di rallentare, creando una specie di «nebbia» mentale.
«Gli scienziati sospettano da tanto tempo l’esistenza di un'associazione tra infiammazione e cognizione, ma è assai difficile fare chiarezza su causa ed effetto», spiega dottor Ali Mazaheri, co-autore dello studio. «Per esempio, le persone che vivono con una condizione medica o che sono gravemente sovrappeso possono lamentare un problema dal punto di vista cognitivo, ma è difficile capire se questo sia dovuto all’infiammazione associata a queste condizioni oppure se vi sono altre ragioni. La nostra ricerca ha identificato un processo critico specifico all’interno del cervello, che risulta chiaramente influenzato dalla presenza di un’infiammazione».
Per lo studio è stato preso un campione di 20 giovani volontari a cui è stato impiantato un batterio temporaneo, causa di un’infiammazione con pochi effetti collaterali. I partecipanti, tutti di sesso maschile, hanno effettuato un test al computer dopo qualche ora dall’iniezione, mentre i ricercatori monitoravano la loro attività cerebrale e le loro abilità cognitive, in particolare la capacità di controllare l’attenzione. Qualche tempo dopo, i ricercatori hanno chiesto agli stessi partecipanti di rifare il test, ma questa volta a seguito di un’iniezione placebo. Dal monitoraggio dell’attività cerebrale e dalle analisi del sangue dei partecipanti è stato rilevato un difetto in una specifica regione del cervello, associata ad uno stato di prontezza e allerta, mentre l’infiammazione non ha inciso su altri processi legati all’attenzione.
«Questi risultati dimostrano piuttosto chiaramente che esiste una parte del cervello molto specifica che viene influenzata dall’infiammazione», continua dottor Mazaheri. «Questo potrebbe spiegare il problema dell’annebbiamento mentale».
La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica Neuroimage.Tornare alla home page
CoverMedia