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Il blocco dei giochi d’azzardo online non autorizzati dalle autorità svizzere è conforme alla legge. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto il ricorso di quattro società maltesi.
In seguito all’approvazione alle urne della legge federale sui giochi in denaro (LGD) il 10 giugno 2018, nel settembre dell’anno seguente la Commissione federale delle case da gioco (CFCG) ha pubblicato una lista nera comprendente diverse decine di gestori di portali di giochi d’azzardo non autorizzati. Gli operatori di servizi di telecomunicazione sono stati invitati a bloccare l’accesso a tali offerte.
Diversi gestori hanno inoltrato ricorso presso la CFCG; dopo essere state sconfessate, quattro società maltesi si sono quindi rivolte al TAF, chiedendo che la Corte deliberi che la decisione del settembre 2019 non fosse conforme alla Costituzione, che sia annullata, che le proprie offerte vengano stralciate dalla lista nera e che sia tolto il blocco ai rispettivi siti.
Nelle sue sentenze pubblicate oggi, il TAF ricorda che la revisione totale della LGD è stata accolta con il 72,9% dei favori al termine di una campagna accesa. Oltre alla protezione della popolazione il suo obiettivo è di garantire la sicurezza e la trasparenza dei giochi in denaro.
Deve inoltre assicurare che gran parte degli utili non vada a gestori all’estero ma sia consacrata al bene comune in Svizzera. Infine la legge è pure volta a lottare contro la criminalità. Per questi motivi persegue un interesse pubblico.
Invocando la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), i ricorrenti hanno sottolineato che delle restrizioni sono accettabili solo se la loro efficacia è dimostrata. Come la CFCG, anche il TAF ha respinto ora questa argomentazione: la competenza della Corte di giustizia dell’AELS, come quella dell’Unione europea, riguarda solo il diritto fondamentale e i trattati sottoscritti dalla Svizzera.
I giudici sangallesi sottolineano inoltre che la LGD persegue diversi obiettivi di interesse pubblico, che hanno spinto il legislatore e il popolo a impedire che in Svizzera siano proposti giochi d’azzardo che non rispettano le condizioni d’autorizzazione.
Il blocco deciso dalla Svizzera è quindi conforme al diritto internazionale e proporzionato, anche se i ricorrenti sostengono che può essere facilmente aggirato. Secondo il TAF studi dimostrano invece che le visite ai siti bloccati diminuiscono del 70-90%. La Corte conclude che la misura spinge i giocatori verso offerte consentite.
Infine i giudici respingono l’argomento secondo cui le società straniere sono di fatto escluse a causa dell’esigenza di una buona reputazione: così come voluta dal legislatore questa condizione non è rispettata se un operatore propone giochi dall’estero in maniera mirata verso il mercato elvetico senza disporre di un’autorizzazione.
Le sentenze del TAF non sono definitive e possono essere contestate presso il Tribunale federale.