Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/211023

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una normativa che vieti alle imprese a partire da una certa dimensione che percepiscono indennità per lavoro ridotto a causa dell'emergenza legata al coronavirus di versare dividendi nel 2020 e nel 2021. Il Consiglio federale è inoltre invitato a elaborare un disciplinamento analogo per le imprese che hanno già stabilito o distribuito dividendi nell'anno in corso.</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Dobler, Mäder, Moret, Nantermod, Sauter) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI, RS 837.0) non impone alle imprese di rinunciare a distribuire i dividendi per poter ricorrere allo strumento dell'indennità per lavoro ridotto (ILR). In mancanza di una base giuridica formale, il Consiglio federale può emanare ordinanze urgenti per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti, che riguardano in particolare l'ordine pubblico. La validità di tali ordinanze dev'essere limitata nel tempo (art. 185 cpv. 3 della Costituzione federale [Costituzione, RS 101]). In questo caso lo scopo della mozione non è quello di prevenire un turbamento imminente che andrebbe a minare un principio fondamentale dello Stato quale ad esempio l'ordine pubblico. Si tratta di una questione di principio di politica economica. Di conseguenza la richiesta non può essere accolta facendo valere la presente disposizione costituzionale.</p><p>Inoltre, l'approvazione di tale richiesta avrebbe conseguenze disastrose sia per il nostro mercato del lavoro che per la nostra economia.</p><p>L'ILR rappresenta uno strumento di aiuto ai lavoratori, il cui obiettivo primario è quello di proteggere gli impieghi oggi direttamente minacciati. Si tratta quindi di una prestazione assicurativa finanziata dai contributi dei dipendenti e dei datori di lavoro e non di una sovvenzione il cui versamento può essere subordinato al pagamento di dividendi.</p><p>Nel caso di un abbinamento ILR/dividendi, le strutture aziendali le cui entrate sono strettamente legate alla distribuzione di dividendi potrebbero subire gravi conseguenze ed essere costrette a licenziare. Questo scenario è contrario all'interesse del mercato del lavoro svizzero.</p><p>Istituire un abbinamento tra ILR e divieto di distribuzione dei dividendi nel 2020 sarebbe incoerente anche da una prospettiva cronologica.</p><p>I dividendi in questione corrispondono a entrate di capitale relative all'anno di esercizio finanziario 2019, che potrebbe essere stato positivo.</p><p>Tuttavia, l'ILR si percepisce nell'anno fiscale in corso. Se è plausibile che le attuali difficoltà delle aziende si ripercuoteranno sui dividendi nel 2021, diventa superfluo regolamentare il versamento dei dividendi per l'anno d'esercizio in corso.</p><p>Il divieto di versamento dei dividendi rappresenta una sfida anche dal punto di vista della sua attuazione. Un divieto imposto a metà anno d'esercizio porta inevitabilmente a grandi incertezze giuridiche e a disparità di trattamento. Oltre all'impegno amministrativo che implica, la cancellazione dei dividendi già versati si rivela problematica anche dal punto di vista giuridico e cronologico. Infatti, in mancanza di retroattività, il divieto produrrebbe disparità di trattamento tra le singole aziende, in base al momento dell'anno in cui viene fissata e si svolge l'assemblea generale. Come se non bastasse, l'incertezza giuridica potrebbe indurre i futuri investitori a esigere un rendimento maggiore per i loro investimenti. Ciò comporterebbe un aumento dei costi di finanziamento per le imprese coinvolte, con ripercussioni negative sulla competitività delle imprese svizzere.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.