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LAS VEGAS - Marilou Danley, la compagna di Stephen Paddock, autore della strage di Las Vegas, ha rilasciato ai media una dichiarazione.
«Sono devastata per i morti e per i feriti che ci sono stati, e le mie preghiere vanno alle vittime e alle loro famiglie, e a tutti coloro che sono stati colpiti da questi orrendi eventi. Ho fede in Dio, e continuerò a pregare per tutti che sono stati feriti o danneggiati. Sono una madre e una donna, e il mio cuore è spezzato per tutti coloro che hanno perso una persona cara».
Danley parla quindi del compagno: «Lo Stephen Paddock che ho conosciuto è una persona gentile, affettuosa e tranquilla. Lo amavo e speravo in un futuro sereno insieme a lui. Non mi ha mai detto nulla o fatto qualcosa di cui fossi a conoscenza o che mi facesse pensare che qualcosa di orribile stava per accadere».
La donna passa poi a spiegare come mai non fosse negli Stati Uniti: «Poco più di due settimane fa, Stephen mi disse che aveva trovato un biglietto aereo a basso costo per le Filippine e che voleva che andassi a casa per rivedere la mia famiglia. Come tutti i filippini che si trovano all'estero, ero eccitata dall'idea di ritornare a casa e trovare la famiglia e gli amici. Mentre ero laggiù mi ha inviato dei soldi, spiegandomi che avrei dovuto usarli per comprare una casa per me e la mia figlia. Mi sono preoccupata pensando che prima il viaggio, poi il denaro, fossero un modo per rompere il nostro legame. Non ho mai realizzato che stesse pianificando un atto violento contro qualcuno».
Come mai questa dichiarazione arriva soltanto ora? «Non l'ho fatta prima perché stavo collaborando con le autorità, e sono tornata spontaneamente negli Stati Uniti, perché sapevo che l'Fbi e la polizia di Las Vegas volevano parlare con me, e io volevo parlare con loro. Collaborerò in pieno alle loro inchieste. Qualsiasi cosa potrò fare per lenire le sofferenze ed essere d'aiuto, la farò. Per favore rispettate la mia privacy e quella della mia famiglia».