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La Svizzera deve dotarsi di obiettivi climatici concreti per raggiungere la neutralità riguardo alle emissioni di CO2 entro il 2050. È quanto prevede il controprogetto indiretto alla cosiddetta "iniziativa dei ghiacciai" che è stato adottato oggi, mercoledì, dal Consiglio nazionale. A favore del testo hanno votato 134 deputati, contro 56. Le astensioni sono state quattro. Esso prevede che edifici e trasporti riducano a zero le proprie emissioni, mentre l'industria dovrà tagliarle del 90%. La quota restante andrà compensata. Un obiettivo intermedio - con orizzonte il 2040 - è quello di una riduzione del 75% rispetto ai livelli del 1990, intervenendo il più possibile all'interno del Paese.
L'iniziativa vuole raggiungere il medesimo traguardo finale del controprogetto, ma con strumenti giudicati troppo estremi dalla Camera bassa, ovvero il divieto puro e semplice dei carburanti e combustibili fossili. In marzo era stata quindi raccomandata la sua bocciatura.
Mercoledì il dibattito non si era concluso per motivi di tempo. È ripreso con il voto sulle ultime di una serie di proposte avanzate da una parte dall'UDC, che voleva un progetto meno costoso eliminando per esempio il sostegno pubblico alla sostituzione dei vecchi sistemi di riscaldamento con energie fossili, e dall'altra dei Verdi, più ambiziosi. Tutte le modifiche sono state respinte.
Il dossier, che prevede lo stanziamento complessivo di oltre 3 miliardi di franchi per il risanamento energetico degli edifici e per sostenere l'industria nella fase transitoria, passa ora agli Stati. Se il controprogetto dovesse essere adottato in una versione identica, i promotori - che si dicono piuttosto soddisfatti - potrebbero anche decidere di ritirare la loro iniziativa, depositata nel 2019 con 113'824 firme valide.