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(25.06.2014) Avere un comportamento contrario all’etica sul proprio posto di lavoro è un fenomeno frequente in Svizzera. Secondo uno studio sulla frode e l’etica nelle imprese elvetiche realizzato da KPMG, il 64% degli impiegati interpellati ha dichiarato di aver agito in maniera inappropriata.
Lo studio di KPMG, denominato "Fraud & Ethics at the Workplace in Switzerland", è stato condotto presso 428 persone nella Svizzera tedesca. Le domande vertevano su diversi tipi di comportamento contrari all’etica, 37 in totale. I partecipanti dovevano precisare se avevano osservato o perpetrato loro stessi uno di questi atti reprensibili. L’83% ha indicato di essere stato testimone di almeno una forma di agito non etico negli ultimi dodici mesi.
Dall’analisi di KPMG si evince che il comportamento non etico maggiormente osservato (54,6%) è "lo spreco, l’utilizzo abusivo o la cattiva gestione delle risorse dell’organizzazione". Segue "l’esercizio di attività costituenti un conflitto d’interesse". Questo tipo di comportamenti è stato constatato dal 40% degli interpellati e perpetrato dal 24,8% di essi. In terza posizione, il 16,6% delle persone interrogate ha citato dei casi di "falsificazione di rilevamenti inerenti il tempo di lavoro e le spese" ed ancora "aggirare i controlli di sicurezza dei computer, della rete o delle banche dati".
Realizzato in collaborazione con l’Università di Zurigo, l’ETH Zurigo e l’Università Erasmus da Rotterdam, lo studio di KPMG mostra inoltre che la mancanza di etica dei colleghi può influenzare negativamente il comportamento degli altri. Gli autori mettono anche in evidenza una correlazione tra la cultura d’impresa, l’atmosfera che regna sul posto di lavoro e la frequenza dei comportamenti negativi del personale.
Ultima modifica 07.10.2015