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Sono stati ufficialmente inaugurati oggi in Carinzia, il Land meridionale austriaco al confine con l'Italia, i cartelli stradali bilingue, tedesco e sloveno, in una cerimonia alla presenza di 300 ospiti, incluso il cancelliere Werner Faymann e il premier sloveno Borut Pahor. Una disputa che ha coinvolto per decenni la minoranza slovena in Carinzia, e che era arrivata al suo apice negli anni in cui Jörg Haider era governatore, si è così conclusa.
"I nuovi cartelli sono un gesto di buon vicinato e un segnale per un futuro unito", ha detto Bernhard Sadovnik, capo della comunità degli sloveni di Carinzia. Il 6 luglio il Parlamento austriaco aveva approvato una legge costituzionale sulla Carinzia, che prevede appunto l'installazione di 164 cartelli bilingue in 24 comuni.
A 91 anni dal referendum popolare in cui la maggioranza degli sloveni optò per l'appartenenza all'Austria, a 56 anni dal Trattato di Stato austriaco, a 20 dall'indipendenza della Slovenia seguita alla dissoluzione della Jugoslavia, e dopo decenni di conflitti e tensioni ha trovato soluzione una delle controversie etniche più tormentate della storia repubblicana austriaca.
"È una vittoria della ragione e un successo per la Carinzia - ha detto Ostermayer - L'Austria ottiene un importante plusvalore grazie a pluralità culturale del triangolo Italia-Slovenia-Austria".
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