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LOS ANGELES - È ufficialmente finita la lunga relazione tra Nike e Kobe Bryant.
Il 13 aprile scorso si è conclusa l'estensione contrattuale tra la superstar della pallacanestro statunitense, morto il 26 gennaio 2020 a causa di un incidente aereo, e il colosso dell'abbigliamento sportivo. La conferma è arrivata tramite una storia di Instagram di Vanessa Bryant, la vedova del campione.
L'annuncio
«La mia speranza sarà sempre quella di permettere ai fan di Kobe di prendere e indossare i suoi prodotti. Continuerò a lottare per questo. I prodotti di Kobe si esauriscono in pochi secondi. Questo dice tutto». Eppure, nei 15 mesi seguiti alla scomparsa della star dei Los Angeles Lakers, Vanessa Bryant avrebbe espresso a Nike il suo malcontento su alcune carenze nell'offerta, in particolare tra le scarpe per bambini.
«Speravo di creare una partnership permanente con Nike che riflettesse l'eredità di mio marito» ha proseguito Vanessa, sul modello di quelle instaurate per Michael Jordan e LeBron James. «Faremo sempre tutto il possibile per onorare l'eredità di Kobe e Gigi», la figlia deceduta nello stesso incidente del padre.
Mamba, le scarpe di Kobe
Si torna così a parlare di Mamba, la società indipendente di cui Bryant aveva discusso poche settimane prima della morte. Il nome deriva dal soprannome dello sportivo, appunto "Black Mamba". La finalità? Produrre sneaker per i fan ma anche per gli atleti Nba. «Quello che stava per fare nel mondo degli affari avrebbe eclissato la sua carriera sportiva» ha dichiarato Shervin Pishevar, che avrebbe affiancato Bryant nel progetto. Apprendendo la notizia lunedì, ha twittato: «Oggi mi sento come se Kobe sorridesse in paradiso».
È ufficialmente finita la lunga relazione tra Nike e Kobe Bryant.