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SHANGHAI - È arrivato a casa Zhan Qixiong, il comandante del peschereccio cinese arrestato dal Giappone lo scorso 8 settembre e "detenuto illegalmente", come scrive la stampa cinese.
Un aereo charter ha riportato Zhan questa mattina a Fuzhou, capitale della provincia sud orientale del Fujian, dopo che ieri a sorpresa il governo di Tokyo lo aveva liberato.
Nel suo villaggio, Gangfu nei sobborghi di Jinjiang, c'era una folla ad aspettarlo, molti dei quali avevano per lui una ciotola di noodles (gli spaghetti cinesi, ndr) con uova, il piatto tradizionalmente preparato per tenere lontani gli spiriti cattivi quando il membro di una famiglia ritorna da una esperienza difficile.
Il ministro cinese degli esteri, in un comunicato diffuso dopo il ritorno del capitano, ha scritto che il governo cinese ha espresso "forti proteste" contro il Giappone, definendo "invalidi e irregolari" le investigazioni sul comandante così come ogni misura giudiziaria presa nei confronti del capitano cinese. Nel comunicato si chiede che il Giappone si scusi e decida per un risarcimento nei confronti del comandante, auspicando che i problemi delle relazioni sino-giapponesi vengano risolti attraverso il dialogo.
SDA-ATS