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Il Consiglio federale intende destinare alla cooperazione internazionale 11 miliardi di franchi nel periodo 2017-2020.
Per la prima volta, accanto all'aiuto umanitario, alla cooperazione allo sviluppo con i Paesi del Sud e alle misure di politica economica, la strategia prevede anche la promozione della pace e la sicurezza umana.
Grazie alla combinazione vincente di questi strumenti è possibile alleviare le conseguenze di crisi, conflitti, cambiamenti climatici, povertà, disuguaglianze e mancanza di prospettive economiche, aiutando a prevenire i conseguenti esodi migratori, spiega il governo.
La cooperazione internazionale si occupa direttamente delle questioni migratorie, fornendo assistenza e protezione ai rifugiati e agli sfollati. Gli importi per svolgere questi compiti possono variare in funzione delle crisi e conflitti esistenti e per il momento sono stimati a circa 5%.
Svolge anche un'azione a più lungo termine agendo sulle cause della migrazione, in particolare i conflitti, la povertà, la mancanza di prospettive economiche, le violazioni dei diritti umani o le conseguenze del cambiamento climatico.
Migliorando le condizioni di vita sul posto e offrendo prospettive alla popolazione si offre un'alternativa alla migrazione, spiega il Consiglio federale. L'impegno nei contesti fragili, che può essere considerato come un contributo indiretto, è stimato a circa 14% dell'importo totale della cooperazione internazionale per il periodo 2017-2020.
La cooperazione contribuisce anche agli sforzi volti a prevenire l'estremismo violento, ad esempio offrendo prospettive ai giovani o intervenendo sulle radici dei conflitti, come l'esclusione sociale e politica, le discriminazioni e la sotto occupazione.
SDA-ATS