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ZURIGO - Per una serie di numerose aggressioni ai danni di secondini, poliziotti e altri detenuti, il Tribunale cantonale di Zurigo oggi ha condannato a una pena detentiva di sei anni e quattro mesi il giovane delinquente conosciuto con il soprannome di Carlos. Non ha però considerato il cosiddetto "piccolo internamento" voluto in prima istanza per il 25enne, che adesso preferisce essere chiamato con il nome di battesimo Brian.
Il Tribunale distrettuale di Dielsdorf (ZH) aveva in precedenza condannato Carlos - che sta da tempo scontando la detenzione per vari reati - a una pena supplementare di quattro anni e nove mesi di detenzione, sospesa però in favore di una terapia psichiatrica stazionaria. Ciò avrebbe permesso di verificare ogni cinque anni se la terapia fosse stata efficace e se fosse necessario prolungarla.
Il giudice del Tribunale cantonale ha invece ritenuto che non c'è praticamente nessuna possibilità di effettuare una terapia con "Brian-Carlos", dato che egli stesso dice di non voler sottoporsi ad alcuna cura, e che non può essere costretto a farlo. E rinchiuderlo per il resto dei suoi giorni come chiesto dall'accusa sarebbe sproporzionato.
«Non è un assassino, uno stupratore e nemmeno un piromane. È soprattutto un picchiatore», ha detto il giudice che presiede la corte, sottolineando inoltre che i reati in questione sono tutti contro il sistema giudiziario. «C'è la possibilità che, dopo aver scontato la sua pena, in libertà possa dare una buona prova di sé stesso», ha notato.
Ci vorrà però ancora del tempo prima che ciò accada. Il giovane, detenuto da oltre tre anni e mezzo, deve infatti scontare almeno altri tre anni. E intanto la Procura ha già aperto un nuovo procedimento per una trentina di altri reati, che potrebbero comportare un'ulteriore pena aggiuntiva.
Contro la sentenza odierna sia la procura che l'imputato possono ancora fare appello al Tribunale federale.