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UBS non intende liberarsi delle sue attività di gestione patrimoniale negli Usa: un passo di questo tipo rappresenterebbe un "terribile errore strategico", ha affermato oggi il presidente della direzione Sergio Ermotti in un discorso tenuto a Zurigo davanti alla Camera di commercio Svizzera-Usa.
Secondo Ermotti, la banca deve essere presente in modo marcato negli Stati Uniti, principale centro finanziario e importante mercato nel comparto wealth management. L'anno scorso questo segmento negli Usa ha generato un utile di 873 milioni di dollari, con una progressione del 40%, mentre in Svizzera e altrove vi è stato un arretramento.
D'altronde, nel 2011, il responsabile della gestione patrimoniale in Nord- e Sudamerica, Robert McCann, è stato il top manager più pagato di UBS, con 9,2 milioni di franchi contro i 6,4 milioni di Ermotti (che da parte sua ha ricevuto peraltro il doppio di quanto incassava il predecessore Oswald Grübel). Per sapere l'americano ha battuto il ticinese anche nel 2012 bisognerà attendere domani, quando sarà pubblicato il rapporto d'esercizio.
Come noto UBS, sotto la nuova gestione di Ermotti e del presidente del consiglio di amministrazione Axel Weber, ha deciso di puntare sul wealth management ridimensionando drasticamente per contro il settore investment banking: entro il 2015 in questo ramo verranno tagliati 10'000 impieghi.
SDA-ATS