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(4° rapporto trimestriale 2014)
Divieto di tortura (art. 3 CEDU) singolarmente o in combinato disposto con il diritto a un ricorso effettivo (art. 13 CEDU); espulsione verso l'Iran.
Sul ricorrente, un cittadino iraniano, incombe la minaccia di espulsione verso l'Iran dove è stato condannato a sette anni di detenzione e alla flagellazione per aver preso parte a manifestazioni contro il regime. L'Ufficio federale della migrazione ha respinto la richiesta di asilo poiché ritiene contraddittorie, e pertanto inattendibili, le affermazioni del ricorrente. Il tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso in quanto ha ravvisato alcune incoerenze nella versione fornita dal ricorrente e nutre dubbi circa l'autenticità della copia della sentenza da cui risulta la pena presunta. A giudizio della Corte, invece, le prove addotte costituiscono seri motivi di ritenere che, in caso di espulsione, il ricorrente corra effettivamente il rischio di essere sottoposto a un trattamento contrario all'articolo 3 CEDU. Il ricorrente ha diritto al beneficio del dubbio riguardo i punti del suo racconto che suscitano perplessità. Il Governo non ha fugato eventuali dubbi in merito alla possibilità che, in caso di espulsione verso l'Iran, il ricorrente possa essere sottoposto a un trattamento contrario all'articolo 3 CEDU. Sussiste violazione dell'articolo 3 CEDU in caso di espulsione (sei voti contro uno). Non si rende pertanto necessario l'esame dell'addotta violazione dell'articolo 13 in combinato disposto con l'articolo 3 CEDU (sei voti contro uno).