Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/127690

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiediamo che il principio del diritto di essere sentiti, comunemente accettato e sancito dall'articolo 29 capoverso 2 della Costituzione federale, sia concretizzato anche nella legge sull'asilo con l'introduzione di una disposizione che garantisca ai comuni un diritto formale di essere associati e consultati, sin dall'inizio, a qualsiasi processo che preveda la creazione sul loro territorio o in prossimità di esso di un alloggio collettivo per persone sottoposte al diritto in materia di asilo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non reputa opportuno introdurre nella legge sull'asilo una disposizione supplementare come quella chiesta nella mozione. La Costituzione e le leggi vigenti garantiscono in misura sufficiente ai comuni il diritto di essere sentiti.</p><p>Il diritto costituzionale di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.) include in particolare il diritto degli interessati a esprimersi prima della pronuncia della decisione, a produrre prove rilevanti, a consultare gli atti, a essere sentiti con istanze probatorie importanti e a collaborare all'acquisizione delle prove o perlomeno a esprimersi sulle risultanze probatorie. I comuni possono far valere il diritto di essere sentiti se sono parte alla procedura e se il contestato atto di sovranità tange i loro diritti tutelati dalla Costituzione. La legge sulla procedura amministrativa (PA) e gli atti normativi cantonali sulla giurisdizione amministrativa illustrano più in dettaglio i diritti di essere sentiti.</p><p>Questi principi si applicano anche nel diritto in materia di pianificazione del territorio. Gli articoli 33 e 34 della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) concretizzano la tutela giurisdizionale e quindi anche la garanzia del diritto di essere sentiti. In particolare, la legislazione federale conferisce ai comuni diritti di ricorso concreti secondo l'articolo 34 capoverso 2 LPT.</p><p>L'articolo 4 LPT tiene inoltre conto del principio di democrazia, in quanto sancisce i diritti di informazione e di partecipazione. In particolare, le autorità (cantonali) incaricate di compiti pianificatori devono provvedere a un'adeguata partecipazione della popolazione al processo pianificatorio (art. 4 cpv. 2 LPT), il che include anche le pianificazioni in relazione agli alloggi per richiedenti l'asilo.</p><p>L'Assemblea federale ha deciso modifiche urgenti della legge sull'asilo, entrate in vigore il 29 settembre 2012 (RU 2012 5359). In particolare, in virtù dell'articolo 26a LAsi, le infrastrutture e gli edifici della Confederazione possono essere utilizzati senza autorizzazione cantonale o comunale per l'alloggio di richiedenti per al massimo tre anni se il cambiamento di destinazione non richiede provvedimenti edilizi rilevanti e non avviene nessuna modifica essenziale in relazione all'occupazione dell'infrastruttura o dell'edificio. Tale disposizione è stata introdotta per attribuire il giusto peso al problema degli alloggi per i richiedenti. Si intende inoltre soddisfare la giusta richiesta dei cantoni di accelerare sensibilmente le procedure evadendone il maggior numero possibile nei centri federali.</p><p>La validità dell'articolo 26a LAsi è limitata a tre anni; la destinazione può essere cambiata senza autorizzazione soltanto se sono adempiute le condizioni legali menzionate. Dopo averli consultati, la Confederazione è tenuta ad annunciare il cambiamento di destinazione al cantone e al comune d'ubicazione al più tardi 60 giorni prima della messa in esercizio dell'alloggio (art. 26a cpv. 3 LAsi). I comuni hanno pertanto la possibilità di esprimersi anche secondo l'articolo 26a LAsi. La Confederazione intende realizzare soluzioni consensuali nell'interesse di tutte le parti coinvolte.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.