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Spese e personale di R+S della Confederazione 2019 Nel 2019 la Confederazione ha stanziato 2,6 miliardi di franchi per la ricerca
07.07.2020 - Nel 2019 la Confederazione ha speso 2,6 miliardi di franchi per realizzare e sostenere attività di ricerca e sviluppo. Rispetto al 2017, ultimo anno osservato, tale cifra rappresenta un aumento di 279 milioni di franchi (+12%). Quasi il 90% della somma è stato consacrato, tramite contributi, al sostegno e alla promozione della ricerca. Allo stesso tempo, anche il personale federale che lavora ad attività di ricerca è aumentato del 19%, superando i 1000 addetti in equivalenti a tempo pieno. Tali risultati si basano sull’analisi di dati amministrativi svolta dall’Ufficio federale di statistica (UST).
L’incremento del 12% delle spese di ricerca e sviluppo (R+S) della Confederazione tra il 2017 e il 2019 si iscrive nella tendenza già osservata negli ultimi anni. Quasi 9 franchi su 10 sono spesi sotto forma di contributi con l’obiettivo di sostenere e promuovere le attività di ricerca. L’ultimo franco restante corrisponde alla somma che la Confederazione utilizza per le proprie esigenze, ovvero per la ricerca realizzata dalla Confederazione stessa o per i mandati di ricerca da lei conferiti a fornitori esterni.
La metà dei fondi stanziata per il settore delle scuole universitarie e il FNS
Circa la metà delle spese della Confederazione, ovvero quasi 1,3 miliardi di franchi, è destinata alle scuole universitarie in Svizzera e al Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS). Quest’ultimo ridistribuisce i fondi ricevuti essenzialmente nel settore delle scuole universitarie del Paese.
Al contempo, 850 milioni di franchi sono stati versati all’estero, principalmente a favore di organizzazioni o programmi internazionali nei quali la Svizzera è attiva. Una parte considerevole dei fondi è destinata ai programmi quadro di ricerca dell’Unione europea e all’Agenzia Spaziale Europea (risp. 562 e 183 mio. fr.), con i quali la Svizzera collabora. La ripartizione dei fondi attribuiti è rimasta praticamente invariata rispetto a quella osservata nel 2017. Uno dei beneficiari di tali fondi è il CERN, che nonostante abbia sede a Ginevra è un’organizzazione internazionale. Gli sono stati versati contributi pari a 47 milioni di franchi.
Aumentano le attività di ricerca in seno alla Confederazione
La somma stanziata dalla Confederazione per le proprie attività R+S è aumentata di 30 milioni (+16%), attestandosi a un totale di 214 milioni di franchi. Questa evoluzione è dovuta principalmente all’aumento delle spese delle ricerche condotte da Agroscope, il centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica.
Le attività R+S realizzate direttamente dalla Confederazione sono principalmente orientate verso il settore agricolo. Alle ricerche in tale settore sono infatti consacrati due terzi dei fondi totali. Il terzo rimanente è dedicato agli obiettivi più disparati, i più importanti dei quali mirano al miglioramento delle tecniche di produzione industriale (8% delle spese), allo studio dei cambiamenti e dei processi sociali (7%) e alla difesa (5%).
In aumento anche gli effettivi del personale di ricerca
Il progredire delle spese della Confederazione per portare avanti le proprie attività di ricerca va di pari passo con un aumento del personale di R+S. Nel 2019 il personale di ricerca della Confederazione era composto da 2075 persone, il che costituisce un incremento di 250 individui rispetto al 2017 (+14%). Considerando gli addetti in equivalenti a tempo pieno (ETP), il personale di ricerca ha raggiunto i 1041 ETP (+19%).
I due terzi circa degli addetti (64%) sono ricercatori, contro il 58% del 2017. Nonostante l’aumento registrato tra le due rilevazioni, la quota rimane relativamente costante nel tempo, poiché si erano già osservate proporzioni simili in passato.
Quattro ricercatori su dieci sono donne
La quota di donne tra il personale di ricerca continua ad aumentare con ritmo lento ma costante. Oggi le donne costituiscono il 41% del personale di ricerca totale della Confederazione (contro il 40% dell’ultima rilevazione) e il 39% dei ricercatori. A titolo di paragone, 15 anni fa rappresentavano un terzo del personale di ricerca e un quarto dei ricercatori.
Informazioni complementari, come tabelle e grafici, si trovano nel PDF seguente.
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