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Nel processo all'omicida di Lucie, aperto stamani a Untersiggenthal (AG), l'imputato ha raccontato le circostanze dell'uccisione della ragazza alla pari nel marzo del 2009. Il 28enne ha definito l'atto "bestiale e terribile". Egli non vuole essere internato: vuole diventare "una persona migliore" e auspica una misura terapeutica stazionaria.
L'accusato, reo confesso, ha descritto l'omicidio in maniera calma e oggettiva. Pochi giorni prima del delitto egli si era accorto che non poteva continuare ad abusare di droga e alcool. Quindi aveva chiamato il suo assistente alla riabilitazione e ammesso di aver ripreso a consumare stupefacenti. Il giorno prima di incontrare Lucie, il giovane si è recato in una clinica per la disintossicazione, ma visto che era giunto in ritardo, l'appuntamento era stato rinviato.
Tra i due non vi è stata una lite, ha proseguito l'imputato. Lucie si è accorta che le riprese fotografiche con cui era stata attirata nell'abitazione del giovane erano solo un inganno. Il fatto di essere stato scoperto lo ha reso "aggressivo". Ha quindi cercato di buttare fuori dall'appartamento la 16enne. Quest'ultima è però rientrata per parlargli. Quindi egli l'ha uccisa. Il giovane ha dichiarato che "mi dispiace con tutto il cuore. Penso quasi ogni sera a quanto successo".
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