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Nuovi studi sono necessari per stabilire l'efficacia del Tamiflu, il farmaco contro l'influenza aviaria prodotto dal gigante farmaceutico svizzero Roche.
È quanto chiede l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), secondo la quale non vi sono ancora prove cliniche in tal senso.
L'Organizzazione mondiale della sanità ha domandato che vengano effettuate ricerche urgenti per determinare in che misura il Tamiflu è veramente efficace per combattere il virus dell'influenza aviaria tra gli esseri umani.
In un comunicato diffuso venerdì, l'agenzia dell'ONU osserva che finora non vi sono ancora prove cliniche dirette sugli effetti del farmaco prodotto dalla multinazionale svizzera Roche.
Visto il forte tasso di mortalità tra gli esseri umani, gli studi sono ancora più urgenti. Finora, il virus H5N1 ha ucciso 98 delle 177 persone rimaste infettate.
Valutare effetti secondari
I test realizzati finora si limitano agli animali e agli effetti del medicinale sul trattamento dell'influenza stagionale, si legge nella nota.
Senza degli studi sui casi di contaminazione da virus H5N1 tra gli esseri umani, la dose ottimale e la durata del trattamento rimangono un'incognita. Inoltre, non è provato che il farmaco sia più efficace somministrato a dosi più elevate rispetto a quelle consigliate in caso di influenza stagionale.
"È possibile che i malati possano beneficiare di un trattamento prolungato, ad esempio da sette a dieci giorni, ma degli studi clinici sono indispensabili", afferma l'OMS. Gli effetti secondari – gastrici, ad esempio – potrebbero aumentare con delle dosi più elevate.
Per valutare l'efficacia del medicinale, l'OMS raccomanda di seguire attentamente il decorso clinico dei pazienti ai quali è stato somministrato il Tamiflu. Tutti coloro che lo ricevono – ed in particolare le donne incinta e i bambini – dovranno essere sorvegliati diligentemente per determinare eventuali effetti secondari.
Roche prosegue le sue ricerche
La Roche, dal canto suo, sta proseguendo le ricerche sul medicinale e sul virus dei polli H5N1.
L'impresa non intende però procedere da sola ma in cooperazione con partner, ha indicato giovedì William Burns, direttore della divisione Pharma della multinazionale svizzera.
È necessario avanzare nelle ricerche poiché "il virus H5N1 cambia in continuazione", ha dichiarato David Reddy, capo della task force pandemia creata dalla Roche. Per provocare una pandemia il virus tuttavia dovrebbe ancora mutare, diventando contagioso da uomo a uomo.
Per quanto concerne il Tamiflu, la Roche ha annunciato di voler rafforzare le capacità di produzione.
Produzione aumentata
Entro la fine del 2006 potranno essere immesse sul mercato fino a 400 milioni di confezioni, 100 milioni in più rispetto ad ora.
L'aumento sarà reso possibile da un lato dall'ingrandimento degli impianti della Roche, dall'altro da nuove collaborazioni con partner esterni.
Attualmente, la multinazionale basilese collabora con oltre 15 partner in nove paesi. Il gruppo renano è nella fase conclusiva per l'attribuzione di una licenza secondaria a un'impresa cinese e sta valutando la possibilità di coinvolgere l'Africa.
Le autorità cinesi, dal canto loro, hanno annunciato sabato di aver dato il via libera a degli studi clinici sul Tamiflu prodotto su licenza da una società farmaceutica di Shanghai.
Le ricerche dovranno in particolare determinare se l'oseltamivir – il nome della molecola di Tamiflu – prodotto dalla Shanghai Pharmaceutical è altrettanto efficace che quello fabbricato dalla Roche.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Nel 1998, la Roche ha prodotto 5,5 milioni di dosi di Tamiflu.
Nel 2004, la produzione è stata di 27 milioni e nel 2005 dovrebbe raggiungere i 55 milioni.
Stando alle previsioni, nel 2006 dovrebbero essere prodotte 150 milioni di dosi e nel 2007 300 milioni.
In breve
Il Tamiflu è stato ufficialmente lanciato sul mercato nel 1994 dall'impresa biotecnologica statunitense Gilead.
Nel 1996, la Roche ha acquistato la licenza e i diritti di commercializzazione del farmaco.
Il Tamiflu è un medicinale antivirale. Attualmente è considerato come il trattamento più adattato per combattere il virus dell'influenza aviaria tra gli uomini. Finora, però, la sua efficacia non è stata provata clinicamente.
Si teme che il Tamiflu potrebbe avere degli effetti secondari mortali sui bambini. Gli Stati Uniti comunicheranno i risultati di uno studio in tal senso entro il 2007.