Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/44960

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione chiede che la legge sull'asilo venga modificata in modo tale da permettere di alloggiare i richiedenti l'asilo respinti e gli immigrati illegali non più in Svizzera bensì in campi profughi situati nelle loro regioni di provenienza e gestiti da organizzazioni internazionali riconosciute (ad es. ACNUR, CICR, ecc.).</p><p></p><p>L'ONU ha conferito all'Alto commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) il mandato di occuparsi della protezione internazionale dei rifugiati e delle persone bisognose di protezione. I richiedenti l'asilo respinti e gli immigrati illegali sono stranieri per i quali, nell'ambito di una procedura, è stato possibile stabilire che non necessitano di protezione internazionale. Conseguentemente essi non rientrano nel mandato dell'ACNUR. La loro assistenza non rientra neppure nei compiti del CICR che, contrariamente all'ACNUR, non gestisce campi profughi. A livello nazionale la competenza e la responsabilità per l'esecuzione dell'allontanamento degli stranieri spetta ai Cantoni, coadiuvati dalla Confederazione. D'altro canto starebbe nella discrezionalità del Paese sul territorio del quale sarebbe situato un siffatto campo profughi decidere se e a quali cittadini stranieri intenda autorizzare un'entrata e un soggiorno. Tale circostanza significa a sua volta che la Svizzera dovrebbe condurre trattative non con le organizzazioni internazionali bensì con lo Stato interessato. Per quest'ultimo, al contrario dell'obbligo di riammettere i propri cittadini, non esiste alcun obbligo corrispondente di diritto internazionale di ammettere cittadini di Stati terzi. Per i motivi summenzionati non può dunque entrare in linea di conto l'alloggio dei richiedenti l'asilo respinti e degli immigrati illegali in campi profughi gestiti dalle organizzazioni internazionali.</p><p></p><p>Lo spirito della mozione riguarda la lotta agli abusi nel settore dell'asilo e le conseguenti difficoltà nell'esecuzione degli allontanamenti.</p><p></p><p>A tal proposito va osservato che negli ultimi cinque anni le autorità cantonali e federali competenti per l'esecuzione dell'allontanamento hanno preso parecchie misure nel quadro dell'allestimento di una politica nazionale attinente al ritorno e all'esecuzione che sono già state attuate. Fanno tra l'altro parte di siffatte misure l'istituzione della Divisione Rimpatrio in seno all'Ufficio federale dei rifugiati (UFR), l'implementazione del servizio decentralizzato swissREPAT a Zurigo Kloten, le misure intese a ottimizzare la collaborazione operativa tra l'UFR e il DFAE nonché le sue rappresentanze situate nei Paesi di provenienza e di transito, la creazione dello strumento di controlling "Controlling in materia di procedura e di esecuzione" in seno all'UFR nonché la riorganizzazione dei quattro Centri di registrazione per accelerare ulteriormente la procedura d'asilo.</p><p></p><p>La tendenza, osservata a partire dal 2001, di un aumento delle domande d'asilo provenienti da diversi Paesi africani e dei relativi problemi d'esecuzione richiede da parte della Confederazione e dei Cantoni sforzi suppletivi come ad esempio le misure decise dall'UFR nell'ambito della strategia relativa all'Africa. Ne fanno parte: il trattamento prioritario delle domande d'asilo provenienti da determinati Paesi (Angola, Repubblica democratica del Congo, Nigeria, Sierra Leone, Guinea), i chiarimenti sistematici d'identità e di provenienza mirati all'esecuzione fino al termine della procedura di prima istanza, l'attuazione di programmi di ritorno volontario, l'invio di ulteriori addetti in materia di migrazione segnatamente nei più importanti Paesi africani di provenienza e di transito, la conclusione di Accordi di riammissione o di transito come ad esempio quelli con la Nigeria e il Senegal, l'attuazione di voli speciali in particolare per il rimpatrio di persone che hanno commesso dei reati e, infine, in collaborazione con l'Ufficio federale di polizia e le autorità preposte al perseguimento penale dei Cantoni, un modo di procedere attivo contro le organizzazioni criminali che sfruttano per i loro fini i richiedenti l'asilo africani.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.