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Gli uffici del lavoro nascono alla fine del 19° secolo come centri di per assistere le persone alla ricerca di un impiego e controllare i disoccupati. Nel corso del 20° secolo diventano importanti attori della politica del mercato del lavoro fino a trasformarsi, negli anni 1990, in una rete di uffici regionali di collocamento.
Nel 19° secolo, per cercare un impiego si può ricorrere all’aiuto di uffici commerciali di collocamento, oppure ai servizi offerti da sindacati, associazioni e organizzazioni di pubblica utilità. Ma gli uffici privati sono attivi solo in determinati settori professionali, prediligono alcuni gruppi di persone o si fanno pagare per servizi forniti non sempre con serietà. Per questa ragione si fa sempre più insistente tra i lavoratori la richiesta di istituire uffici di collocamento pubblici e gratuiti. L’istanza è sostenuta inoltre dai partiti borghesi, poiché gli uffici del lavoro pubblici potrebbero ridurre l’influenza dei sindacati. Anche le reti internazionali dei riformatori sociali e, in un secondo momento, l’Organizzazione internazionale del lavoro sollecitano l’istituzione di uffici del lavoro pubblici.
I primi enti di questo tipo nascono a partire dagli anni 1880 a San Gallo, Berna, Basilea, Sciaffusa, Bienne, Ginevra, Winterthur e Zurigo. Nel 1903 11 di essi fondano l’Associazione degli uffici svizzeri del lavoro, il cui coordinamento viene affidato all’ufficio del lavoro di Zurigo. L’organizzazione si occupa di pubblicare elenchi interregionali di posti vacanti e di allestire una statistica del numero di persone in cerca d’impiego, che diventerà un importante strumento della politica del mercato del lavoro. A partire dal 1910 la Confederazione accorda agli uffici del lavoro un sussidio per coprire fino a un terzo delle spese d’esercizio ed entro il 1926 tutti e 25 i Cantoni e 50 Comuni dispongono di un ufficio del lavoro.
Gli uffici di collocamento sia pubblici che privati fungono anche da ente per il controllo delle persone che ne richiedono i servizi: i sindacati in particolare fanno molta attenzione a che nessuno dei suoi membri percepisca ingiustificatamente aiuti dalle proprie casse. Gli uffici del lavoro pubblici esercitano un’opera di disciplinamento dei disoccupati, controllando per esempio gli artigiani itineranti, che si fanno remunerare con vitto e alloggio, attraverso la sussistenza in natura.
Dopo la Prima Guerra mondiale agli uffici del lavoro è affidato anche il compito istituzionale di attuare le limitazioni di manodopera straniera nei Cantoni, attraverso l’esame delle richieste inoltrate dalle imprese alla polizia degli stranieri. Dal 1921 il coordinamento degli uffici del lavoro passa all’Ufficio federale del lavoro e dal 1930 all’Ufficio federale dell’industria, delle arti e mestieri e del lavoro. A fronte della forte disoccupazione del primo Dopoguerra e del suo inasprimento negli anni 1930, gli uffici del lavoro controllano chi beneficia dell’assistenza ai disoccupati e delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione. Attuano inoltre provvedimenti di riformazione professionale e partecipano alla realizzazione di progetti infrastrutturali (lavori di emergenza), il cui scopo principale è di occupare chi è senza lavoro. Durante la Seconda Guerra mondiale, gli uffici del lavoro prendono parte all’organizzazione del servizio del lavoro obbligatorio e del lavoro volontario per l’approvvigionamento del Paese.
Dopo il 1945 inizia una fase di alta congiuntura economica che si protrarrà sino alla recessione degli anni 1974-1975. Data la buona situazione occupazionale, il collocamento e il controllo dei disoccupati passano in secondo piano per gli uffici del lavoro, mentre diventa impellente la necessità di combattere le conseguenze negative del boom. Un compito particolarmente impegnativo è il controllo dei permessi di lavoro per la numerosa manodopera straniera frontaliera, stagionale e con permesso di dimora. Negli anni 1960 le campagne politiche che puntano a una riduzione della manodopera straniera si ripercuotono sulla politica migratoria della Confederazione e sui compiti degli uffici del lavoro. Si procede allora alla limitazione del numero di permessi attraverso misure per far fronte al cosiddetto "surriscaldamento congiunturale". In alcuni Cantoni agli uffici del lavoro viene affidato anche il compito di attuare misure per contrastare la mancanza di alloggi venutasi a creare a seguito dell’aumento della popolazione dovuto alle politiche occupazionali.
Con la recessione degli anni 1974-1975 la disoccupazione torna ad essere una questione urgente per gli uffici del lavoro e le persone da essa colpite. La Confederazione adotta una serie di misure per limitare il rinnovo dei permessi di soggiorno dei lavoratori stranieri e quindi esportare parte della disoccupazione nei loro Paesi d’origine e, dal 1976, prepara l’introduzione di un’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione. La legge sull’assicurazione contro la disoccupazione del 1982 permette di impiegare parte dei fondi dell’assicurazione contro la disoccupazione per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, la cui attuazione è di competenza degli uffici del lavoro cantonali. Grazie al rapido miglioramento della situazione lavorativa, solo poche di queste misure preventive sono messe in pratica.
La disoccupazione di massa dei primi anni 1990 e il ritorno di una disoccupazione strutturale di parecchi punti percentuali inducono a una revisione totale della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione, che comprende anche una profonda riforma della politica di collocamento. La situazione sul mercato del lavoro rende evidente l’inadeguatezza dei servizi di collocamento e di consulenza, che spesso non dispongono nemmeno di personale specializzato. La legge del 1995 obbliga quindi i Cantoni a sostituire gli uffici del lavoro comunali con gli uffici regionali di collocamento (URC), finanziati dall’assicurazione contro la disoccupazione. Inoltre, in base al principio della politica di attivazione, le indennità giornaliere devono essere concesse unicamente a chi s’impegna attivamente nella ricerca di un posto di lavoro. I Cantoni devono anche ampliare notevolmente e attuare regolarmente i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.
Gli URC avviano la propria attività tra il 1996 e il 1997: forniscono servizi di consulenza e collocamento alle persone in cerca d’impiego, controllano i beneficiari di prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione, intrattengono contatti con i datori di lavoro, le associazioni, i sindacati e le organizzazioni di utilità pubblica e individuano i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro necessari. Il coordinamento di questi enti è affidato nel 1998 all’Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro (UFSEL) e nel 1999 alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO).
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Associazione degli uffici svizzeri del lavoro (a c.), 100 Jahre Verband Schweizerischer Arbeitsämter (VSAA), Berna 2004 ; Beat Stüdli, Vergangenheit mit Zukunft. 100 Jahre Baselbieter Arbeitswelt. Das Kantonale Amt für Industrie, Gewerbe und Arbeit 1913-2013, Liestal 2013 ; Jean-Pierre Tabin, Togni Carola, L’assurance chômage en Suisse. Une socio-histoire (1924-1982), Losanna 2013 ; HLS / DHS / DSS: Uffici del lavoro
(12/2016)