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L'idea era nata dal famoso studioso e scrittore Peter von Matt, il quale era stato chiamato a gestire il patrimonio letterario e artistico di Friedrich Dürrenmatt. Durante questo lavoro era giunto alla conclusione che l'eredità di uno scrittore deve necessariamente diventare di dominio pubblico.
Nel 1988, von Matt aveva tentato di convincere Dürrenmatt a mettere il governo svizzero con le spalle al muro: lo scrittore avrebbe lasciato tutti i suoi lavori alle autorità, se queste avessero accettato di creare un archivio letterario aperto a tutti. Questa proposta è stata poi discussa durante una cena alla quale hanno partecipato lo stesso Dürrenmatt, il suo avvocato Peter Nobel, Peter von Matt e l’allora ministro della cultura Flavio Cotti.
Durante la cena, Flavio Cotti era rimasto estremamente silenzioso. Secondo Peter Nobel, Dürrenmatt aveva allora interpretato positivamente questo atteggiamento, ritenendo di trovarsi di fronte ad un politico in grado di ascoltare. Lo scrittore aveva così dato la sua approvazione al progetto. In realtà, il silenzio del ministro andava piuttosto attribuito al fatto che, proprio quella sera, era stato informato delle dimissioni della sua collega Elisabeth Kopp.
Di certo, oggi l’Archivio svizzero di letteratura può essere considerato un successo. Un quarto di secolo dopo la sua nascita, l’archivio nazionale gestisce ormai 250 raccolte di documenti e opere di scrittori scomparsi o ancora in vita.
(Testo: Sibilla Bondolfi; Immagini: Simon Schmid, Schweizerische Nationalbibliothek; didascalie: Christoph Balsiger)