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La campagna lanciata dalla FAO, con un finanziamento da 115 milioni di dollari
Un impegno economico di 115 milioni di dollari per ridurre l'inquinamento delle aree costiere e rendere gli oceani più puliti e più sani. È la campagna lanciata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) insieme a quattro agenzie partner.
L'Iniziativa 'Oceani Puliti e Sani' è cofinanziata dalla Banca Asiatica di Sviluppo (AfDB), Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers) e Banca di Sviluppo dell'America Latina (Caf), in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'Unesco.
«Insieme, possiamo invertire la tendenza dell'inquinamento per una migliore produzione, una migliore nutrizione, un ambiente migliore e una vita migliore», ha detto il Direttore Generale della Fao, Qu Dongyu. Gli oceani, secondo quanto sostengono gli esperti delle Nazioni Unite, hanno perso quasi il 2% del loro ossigeno dal 1950. La causa è l'inquinamento terrestre, compreso l'uso eccessivo di fertilizzanti, rifiuti organici del bestiame e acque reflue non trattate. A causa dell'ipossia a lungo termine, le barriere coralline possono sperimentare una mortalità di massa, mentre preziose specie ittiche costiere migrano verso aree con ossigeno più elevati e i tassi di riproduzione marina diminuiscono.
«Gli oceani stanno affrontando gravi problemi di sostenibilità, causati e aggravati dai cambiamenti climatici, come acque sempre più acide e più calde, innalzamento del livello del mare e sfruttamento eccessivo degli stock marini», ha dichiarato Sergio Díaz-Granados, presidente esecutivo della Caf. «Questo finanziamento riafferma l'impegno multilaterale a guidare la lotta contro i cambiamenti climatici e promuovere lo sviluppo dell'economia blu» ha aggiunto. Il programma mapperà le fonti terrestri di inquinamento oceanico per comprendere meglio gli effetti dell'ipossia e applicare la scienza oceanica per sviluppare soluzioni che migliorino la salute umana e degli oceani.