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BERNA - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha trascurato di sviluppare le sue competenze in materia di criminalità economica: è quanto sostiene il presidente dimissionario del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona Daniel Kipfer che rivolge dure critiche in tal senso alla Procura federale.
In un'intervista alla "Aargauer Zeitung" e alla "Südostschweiz" di oggi Kipfer indica che l'MPC è un «buon esempio di come un'istituzione non debba essere organizzata».
Sono stati reclutati procuratori di tutti i Cantoni che hanno continuato a lavorare con i rispettivi diritti procedurali cantonali. «Ognuno per sé», constata Kipfer. «E poiché molti agenti della Polizia giudiziaria federale precedentemente operavano per contrastare il traffico di stupefacenti, il TPF ha improvvisamente dovuto trattare molti casi di droga e a malapena qualche caso riguardante la criminalità organizzata».
Il Tribunale penale federale vi si è opposto in quanto la strategia dell'MPC non rispecchiava il desidero della politica. «Lo sviluppo di competenze contro la criminalità economica è stato dimenticato», sottolinea Kipfer.
Nel frattempo, riconosce tuttavia il presidente del tribunale, i dossier sottoposti al TPF corrispondono maggiormente alle prime intenzioni del Parlamento: la Corte tratta attualmente numerosi casi di criminalità economica e alcuni nell'ambito della corruzione, in particolare all'interno dell'amministrazione.
Kipfer, 57enne, cede la sua carica di presidente del Tribunale penale federale alla fine di dicembre, al termine del suo mandato di quattro anni, ma resta giudice al TPF.