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Il Credit Suisse può finalmente chiudere il capitolo relativo al contenzioso che l'ha opposto alle autorità statunitensi. Una giudice della Virginia ha infatti dato il suo assenso all'accordo da 2,6 miliardi di dollari raggiunto in maggio con il Dipartimento della giustizia. La seconda banca elvetica s'era allora dichiarata colpevole di complicità, per aver aiutato facoltosi clienti d'oltre Atlantico ad evadere le tasse.
L'intesa, che pone fine a un'estenuante controversia, prevede il mantenimento della licenza e, per la Confederazione, esclude la trasmissione di dati sulla base del diritto di necessità.
Quello zurighese è il primo istituto ad aver ammesso d'essere corresponsabile di un reato, negli Stati Uniti, da dieci anni a questa parte. L'ultima volta, a fine 2003, era toccato al Crédit Lyonnais.
ATS/dg
Dal TG12.30: