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Ritorno trionfale in patria per le calciatrici statunitensi che domenica hanno conquistato in Francia il loro secondo titolo consecutivo di campionesse del mondo, il quarto in otto edizioni della manifestazione. Rapinoe (miglior marcatrice del torneo e simbolo della squadra) e compagne sono state accolte da eroine all'aeroporto di Newark (New Jersey), dove ad aspettarle oltre ai getti d'acqua dei pompieri e al tappeto rosso c'erano una marea di tifosi festanti e i media nazionali. Scese di ottimo umore dall'aereo accompagnate dalle immancabili note di “We Are The Champions” dei Queen, le statunitensi si sono concesse per fotografie e autografi, in attesa della parata ufficiale prevista domani a New York e di sapere se saranno o no invitate alla Casa Bianca da Donald Trump. Un invito che non sarebbe in ogni caso troppo gradito dalle protagoniste: “Abbiamo fatto tutto, abbiamo vinto tutto – ha commentato Rapinoe – e penso che l'abbiamo fatto in modo piuttosto divertente. Come già dichiarato pubblicamente, penso che la maggior parte della squadra, se non tutti, sia con me: non vogliamo andare alla Casa Bianca”.
“Non voglio necessariamente parlare a nome di tutta la squadra - ha rincarato l'attaccante Alex Morgan - ovviamente ognuno di noi ha le proprie opinioni e sono sicura che alla fine verranno condivise. Ho detto quello che penso. Non mi sento la benvenuta e quindi non credo che parteciperò”.