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Per i canoni di un comune mortale, la stagione di Roger Federer sarebbe da considerare ottima, con una vittoria all'US Open, un oro olimpico e circa 6 milioni di dollari di premi. Il tennista elvetico aveva però abituato i suoi tifosi a ben altri risultati.Questo contenuto è stato pubblicato il 26 dicembre 2008 - 09:56
Secondo molti commentatori, il 2008 ha segnato l'inizio della fine dell'era Federer. Il 27enne svizzero ha perso la sua corona di numero uno al mondo, è stato battuto in finale nel suo torneo preferito – Wimbledon – e al Masters non è riuscito neppure a qualificarsi per le semifinali.
"È ovvio che si è trattato dell'anno più difficile da quando è al top, ma poteva essere molto, molto peggio", afferma René Stauffer, giornalista sportivo del Tages Anzeiger e autore di "Quest for perfection: The Roger Federer Story" ("La ricerca della perfezione: la storia di Roger Federer").
In gennaio, all'Australian Open (torneo che aveva vinto tre volte), Federer è uscito di scena allo stadio delle semifinali, sconfitto da Novak Djokovic. Ancora peggio è poi andata a Dubai: lo svizzero è infatti già stato estromesso al primo turno, battuto da Andy Murray. Un colpo duro, per Federer, che non perdeva due partite di seguito dal 2003 e che dal 2004 non era mai stato sconfitto all'inizio di un torneo.
Inizio di stagione calamitoso
La vulnerabilità di Federer in questo inizio di stagione ha però un nome: mononucleosi. In marzo, infatti, il basilese ha spiegato di aver contratto il virus alla fine del 2007, virus che ha rovinato tutta la sua preparazione invernale.
"Ha perso slancio, fiducia e gli altri giocatori si sono resi conto che era possibile batterlo", sottolinea René Stauffer.
"Malgrado ciò i suoi risultati sono stati abbastanza buoni. Se Nadal non avesse cominciato a vincere tutti i tornei primaverili ed estivi, sarebbe rimasto il numero uno", aggiunge.
"Per buona parte della stagione Nadal è stato semplicemente imbattibile. Non è stato solo Federer a perdere la corona, Nadal ha meritato di diventare numero uno".
Stauffer osserva inoltre che Federer ha disputato una buona stagione su terra battuta – la superficie che meno apprezza – vincendo ad Estoril e raggiungendo la finale a Montecarlo, Amburgo e Parigi.
"Ciò che non ha funzionato sono state le superfici dure. È stato deludente vederlo perdere con giocatori che aveva sempre battuto, come Mardy Fish (ad Indian Wells) o Andy Roddick (a Miami)".
Le lacrime di Wimbledon
Malgrado queste difficoltà, Federer è riuscito comunque a issarsi in finale al Roland Garros e a Wimbledon. Parigi si è trasformata però in un'autentica doccia fredda per lo svizzero, inchinatosi per la terza volta di fila allo strapotere di Nadal sulla terra rossa parigina.
La delusione non è però venuta tanto dalla sconfitta, quanto piuttosto dalle sue proporzioni: tre set a zero, solo quattro giochi vinti e un ultimo set perso con un perentorio 6-0. Un'autentica 'débacle', insomma, soprattutto considerando che Federer non chiudeva un set "in bianco" dal 1999!
Gli spettatori delusi hanno però potuto rifarsi quattro settimane più tardi a Wimbledon.
Per Federer una vittoria sarebbe coincisa con il sesto titolo consecutivo, un record nell'era del tennis moderno. Nadal, dal canto suo, aveva sete di rivincita dopo le sconfitte nelle due precedenti finali.
In una partita che passerà alla storia come la più lunga e tra le più belle finali di Wimbledon, Federer è riuscito a salvare due 'match ball' al 'tie break' nel quarto set. Dopo 4 ore e 48 minuti, quando il "Centre Court" cominciava ormai ad essere immerso nell'oscurità, lo spagnolo è finalmente riuscito ad imporsi con il risultato di 6-4, 6-4, 6-7, 6-7, 9-7. La sconfitta ha posto fine anche alla serie di 65 vittorie consecutive sull'erba di Federer.
"Per alcuni giorni questa battuta d'arresto lo ha sicuramente afflitto. Quando è arrivato a New York, è successo però qualcosa di strano. La gente non discuteva della sua sconfitta ma di quanto la partita fosse stata favolosa. Ciò ha aiutato enormemente Federer a superare la grande delusione di Wimbledon", sostiene Stauffer.
Ricoperto d'oro
In agosto Federer è stato scelto quale portabandiera della delegazione svizzera alle Olimpiadi di Pechino. Alla ricerca dell'oro in singolare, l'elvetico non è riuscito ad andare al di là dei quarti di finale, sconfitto da James Blake.
Qualche giorno dopo, assieme a Stanislas Wawrinka, ha però potuto finalmente coronare un sogno, vincendo inaspettatamente il torneo di doppio.
Rinfrancato da questo successo, il basilese ha poi vissuto un mese di settembre molto positivo, aiutando la Svizzera a riconquistare il gruppo mondiale in Coppa Davis e sconfiggendo in finale all'US Open lo scozzese Andy Murray. Grazie a questa vittoria, la 13esima in un grande Slam, Federer ha così compiuto un ulteriore passo per eguagliare il record di Pete Sampras (14 titoli).
E in ottobre è riuscito a superare un altro record di Sampras: con 43'280'489 dollari vinti, Federer è diventato il giocatore che ha guadagnato di più nella sua carriera.
Dopo le disillusioni di Wimbledon e del Roland Garros, la stagione di Federer si è conclusa su un'altra nota amara: al Masters di Shanghai, il torneo che riunisce i migliori otto giocatori mondiali, l'elvetico non ha neppure superato la fase a gruppi.
Malgrado l'annata in chiaroscuro, Stauffer è convinto che Federer, quando si guarderà indietro, sarà felice del suo 2008. "Sa quanto è stato difficile ritrovare la forma. Ha vinto un oro alle Olimpiadi e l'US Open, e ciò non potrà dimenticarlo".
Appuntamento con la storia?
Ma cosa succederà nel 2009? Da un recente sondaggio di swissinfo è emerso che i due terzi dei lettori non credono che Federer riuscirà a ritornare il numero uno.
Sutter si dice un po' sorpreso da questo risultato, anche se sottolinea: "Non mi preoccupa più di tanto sapere se riuscirà o meno a ritornare in vetta. Mi sta invece a cuore vedere se sarà capace di vincere ancora uno o due tornei del grande Slam. Battere il record di Pete Sampras, questo è quello che conta".
L'Australian Open, che si apre il 19 gennaio, rappresenterà sicuramente un ottimo banco di prova.
"Il torneo è molto aperto, ma credo che se Federer sarà in forma potrà aggiudicarsi il suo quarto Australian Open. A Wimbledon avrà poi la grande opportunità di superare Sampras".
Per i bookmakers Federer rimane il favorito principale a Melbourne, ma questa volta praticamente alla pari con Nadal, che dal canto suo è dato come chiaro favorito a Parigi.
Comunque sia, con un Murray che ha sete di vittorie e un Djokovic imprevedibile, è facile fin d'ora scommettere che il 2009 sarà un altro anno di sudore e lacrime, per i giocatori e gli spettatori.
swissinfo, Thomas Stephens
(traduzione di Daniele Mariani)
Una selezione del programma 2009
Federer inizierà la stagione 2009 partecipando al torneo di Doha ed alle due esibizioni di Abu Dhabi e Kooyong. Il primo torneo del grande Slam in programma è l'Australian Open, che comincerà il 19 gennaio.
Prima di disputare il Roland Garros, che inizierà il 24 maggio, parteciperà a due soli tornei su terra battuta (quattro nel 2008), a Roma e a Madrid.
Uno dei grandi obiettivi della stagione è la riconquista del titolo a Wimbledon (dal 22 giugno). Per prepararsi disputerà come nel 2008 un solo torneo sull'erba, ossia ad Halle, in Germania.
In seguito cercherà di difendere il titolo all'US Open, che si apre il 31 agosto, per poi giocare a Montreal e Cincinnati.
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