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BERNA - Un ristorante su quattro ha violato le disposizioni per combattere la diffusione del coronavirus in Svizzera, secondo Le Matin Dimanche. Tra luglio 2020 e fine gennaio, i cantoni hanno effettuato circa 80'000 controlli in esercizi pubblici di ogni tipo e registrato un totale di 17'586 violazioni, cioè quasi una ogni cinque controlli.
Il domenicale ha utilizzato le cifre delle verifiche e delle infrazioni annunciate settimanalmente all'Ufficio federale della sanità pubblica dai cantoni. Dai dati emerge che i locali notturni detengono il record d'infrazioni, con il 35%. Eventi pubblici (concerti, sport, mostre), cinema, fitness e altri luoghi d'intrattenimento chiusi hanno un tasso di violazione superiore al 30%.
I ristoranti, che sono stati sottoposti a quasi 35'000 controlli in tutta la Svizzera, hanno registrato un tasso di non conformità alle regole è del 25%. Gli hotel e i negozi sono stati più disciplinati.
Le infrazioni rilevate sono a volte di poco conto: secondo GastroSuisse, solo lo 0,5% è infatti sfociato in una multa o a una chiusura amministrativa, riporta il domenicale che cita però anche alcune "pecore nere" del settore.
Solo il 2% dei contagi avviene nei ristoranti, secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica, che però relativizza queste le cifre visto che, malgrado il contact tracing, in circa il 90% dei casi non è stato possibile determinare il luogo d'infezione.
Le Matin Dimanche inoltre sottolinea che diversi studi mostrano come i ristoranti possono essere fonti significative d'infezione. Un'indagine condotta negli Stati Uniti dal Center for Disease Control ha stabilito una forte correlazione tra le infezioni e l'aver visitato un ristorante, un bar o un caffè pochi giorni prima. Nei locali pubblici la maschera non viene indossata costantemente visto che la gente mangia e beve. Inoltre il rischio di un contatto prolungato con persone asintomatiche ma contagiose è maggiore, poiché è particolarmente difficile mantenere le distanze sociali in luoghi di convivialità.