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Il disegno di legge è scaturito dalle difficoltà incontrate dalle autorità svizzere nella restituzione di fondi bloccati in Svizzera dopo l'esito negativo delle procedure penali nazionali, come nei casi di Mobutu e Duvalier.
La nuova legge disciplina le modalità di blocco, di confisca e di restituzione dei valori patrimoniali delle persone esposte politicamente e della loro cerchia, nel caso in cui una domanda di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale non possa avere esito a causa della situazione di dissesto dello Stato richiedente. La LRAI costituisce una soluzione sussidiaria rispetto alla legge sull'assistenza internazionale in materia penale. La legge si pone infatti quale alternativa al procedimento penale, in quanto rende possibile la confisca degli averi di provenienza manifestamente illecita anche in assenza di una condanna della PPE in questione.
A tale scopo, il Consiglio federale può incaricare il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di avviare un'azione di confisca dei valori patrimoniali bloccati dinanzi al Tribunale amministrativo federale. A tutela dei diritti delle PPE coinvolte, questa decisione può essere impugnata con ricorso al Tribunale federale. Se la PPE non è in grado di provare l'origine lecita degli averi, tale procedura consente dunque di confiscare gli averi di provenienza illecita e di restituirli in modo trasparente allo Stato di provenienza.
I valori patrimoniali confiscati saranno quindi restituiti dalla Confederazione a beneficio della popolazione del Paese di provenienza mediante il finanziamento di programmi d'interesse pubblico. L'applicazione della legge permetterà di contribuire a rafforzare lo Stato di diritto e di lottare contro l'impunità.
Alcuni capi di Stato e alti funzionari si arricchiscono illegalmente ai danni del loro Stato sottraendo fondi pubblici e ostacolando lo sviluppo del loro Paese. Questi fondi, chiamati «fondi di potentati», escono spesso dal Paese dove sono stati sottratti e vengono versati sulle piazze finanziarie internazionali. È nell'interesse della Svizzera che nessun valore patrimoniale di origine delittuosa venga depositato sulla sua piazza finanziaria.
La Svizzera ha reagito a questa situazione sin dalla fine degli anni Ottanta, a seguito del clamore destato da vari casi (Marcos, Abacha e Montesinos). Adottando una politica proattiva di restituzione degli averi, la Svizzera è divenuta il leader in questo settore. In concreto, la Svizzera ha messo a punto un sistema che combina prevenzione e assistenza giudiziaria. La prevenzione è stata rafforzata in collaborazione con il settore bancario. La legge sul riciclaggio di denaro ne è lo strumento principale. Essa comprende obblighi di diligenza («know your customer») che devono essere rispettati dalle banche e da tutti gli altri fornitori di servizi finanziari. Questi ultimi hanno anche l'obbligo di segnalare qualsiasi transazione sospetta. Dal canto suo, la legge sull'assistenza internazionale in materia penale prevede la collaborazione con altri Stati in vista del sequestro e della restituzione degli averi di provenienza illecita. Gli averi illegittimi che dovessero giungere in Svizzera nonostante tutte le misure preventive adottate dovranno essere identificati e restituiti al Paese di provenienza.
Nel complesso, il sistema ha dato buoni risultati: negli ultimi quindici anni ha permesso alla Svizzera di restituire circa 1,7 miliardi di franchi, assai più di qualsiasi altra piazza finanziaria. Dotandosi della nuova legge, la Svizzera completa questo dispositivo di restituzione ribadendo il suo ruolo di leader e di precursore nell'ambito della restituzione di averi di provenienza illecita.
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