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I due formidabili romanzi di Vikram Chandra (n. 1961), "Terra rossa e pioggia scrosciante" (1995) e "Giochi sacri" (2006), sono i più vicini per tecnica costruttiva e potenza fantastica alla narrativa dell’India classica; sono infatti caratterizzati dalla struttura a matrioshke, con le narrazioni inserite in racconti-cornice di più livelli e l’irruzione in trame contemporanee di personaggi di epoche diversissime, fino agli dèi del pantheon hindu tradizionale. Le opere di Chandra risultano d’altra parte modernissime, anzi stupefacenti, per la mescolanza dei generi, degli stili, dei livelli della narrazione che ricordano da una parte il Mahabharata, poema nazionale indiano, ma dall’altra alcuni fra i capolavori innovativi della letteratura occidentale novecentesca, come quelli di James Joyce o di Hermann Broch.