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Pioggia di milioni per i vertici della Banca nazionale svizzera (BNS): i membri della direzione si confermano super-pagati non solo nei confronti dei normali lavoratori elvetici o dei consiglieri federali, bensì anche nel raffronto con altri banchieri centrali. Nel 2018 i tre direttori hanno incassato 920'000 franchi ciascuno, emerge dal rapporto d'esercizio della BNS pubblicato oggi. Il presidente Thomas Jordan (-60'000) e Fritz Zurbrügg (-23'000) hanno ricevuto un po' meno dell'anno prima, Andréa Maechler (+13'000) un po' di più. Tenendo conto dei contributi del datore di lavoro, dei piani pensionistici e dell'AVS i compensi lievitano a 1,22 milioni per Jordan e Zurbrügg, nonché a 1,18 milioni per Maechler. Una busta paga da 1,2 milioni all'anno rappresenta quasi il triplo della remunerazione di un consigliere federale ed equivale a quanto uno svizzero medio guadagna in 13 anni e un ticinese in 18 anni. Contrariamente agli stipendi elargiti ai top manager delle aziende, che trovano non raramente corrispettivi anche in analoghe realtà estere, le remunerazioni delle BNS sono inoltre di gran lunga le più elevate al mondo fra i grandi banchieri centrali. A titolo di paragone (dati 2017 raccolti dalla Frankfurter Allgemeine) il presidente della Federal Reserve americana Jerome Powell si accontenta di circa 185'000 franchi, il numero uno della Banca centrale europea Mario Draghi svolge il suo lavoro per 448'000 franchi, più un alloggio ufficiale, mentre il presidente della Bundesbank tedesca Jens Weidmann non va oltre i 512'000 franchi.