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Molti svizzeri non osano mettersi in proprio, perché temono l'insuccesso. Hanno paura di farsi una cattiva reputazione nel caso in cui la loro impresa cadesse in fallimento. Questa mancanza di fiducia in sé è alimentata dalla pressione sociale, come se, nel nostro Paese, il conformismo fosse più importante dell'assunzione del rischio.
”Negli Stati Uniti, al contrario, gli insuccessi sono considerati come una fonte di insegnamento”, afferna Jean-Pierre Vuilleumier, specialista in coaching all'agenzia federale per la promozione dell'innovazione (CTI).
Come trasmettere agli svizzeri il gusto del rischio? Secondo questo specialista delle start-ups, l'insegnamento dell'economia dovrebbe cominciare prima. “Gli argomenti economici non sono affrontati sufficientemente" a scuola- dice. "Non si giunge alla nozione d'imprenditore che al ginnasio o all'Universita, ad esempio: ed è troppo tardi.”
La paura di fallire, ugualmente presente tra le giovani generazioni, si spiegherebbe, secondo lui, con l'importanza accordata in Svizzera al concetto di sicurezza.
Un recente studio pubblicato dall'agenzia di collocamento Kelly Services conferma questa osservazione. Gli Svizzeri sono annoverati fra i più reticenti d'Europa di fronte all'attività indipendente: solo il 35% dei lavoratori sogna di mettersi un giorno in proprio, mentre in Russia questa proporzione raggiunge quasi il 100%.
Questo timore dell'insuccesso non è razionale visto che il nostro Paese conta uno dei tassi di fallimento più bassi d'Europa : il numero di imprese che spariscono in Svizzera rispetto al numero totale di imprese attive è del 3,7%, mentre si alza fino al 6% in Spagna e all'11% in Inghilterra (cifre Eurostat 2003).