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BEZNAU - La resistenza a eventuali terremoti della centrale atomica di Beznau (AG) è garantita. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF), dando ragione all'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e respingendo il ricorso di 15 privati.
Dopo la catastrofe di Fukushima del 2011, l'IFSN aveva chiesto ad Axpo, il gestore dell'impianto, di fornire prove in merito alla sicurezza di Beznau in caso di sisma. La società doveva dimostrare che l'esposizione alle radiazioni nei dintorni dei reattori, in caso di una scossa che si verifica ogni 10'000 anni, non superasse la dose di 100 millisievert.
L'organo aveva ritenuto soddisfacenti le risposte ricevute da Axpo, ma 15 cittadini, che vivono nei pressi della centrale, si erano opposti, rivolgendosi al TAF. Secondo loro, l'esposizione massima non avrebbe dovuto superare la quota di 1 millisievert. Esigevano inoltre l'immediata chiusura di Beznau.
I giudici sangallesi non hanno però accolto questo ricorso. In una sentenza divulgata oggi, essi concludono che il valore limite di 100 millisievert si basa su prescrizioni legali ed è quindi legittimo. L'IFSN non è tenuto a prendere in conto terremoti ancora più rari e violenti.
Axpo ha manifestato soddisfazione, in quanto - si legge in una presa di posizione - il TAF ha "respinto le affermazioni degli oppositori nella loro totalità e ha confermato la validità delle norme applicate finora". L'associazione di sostegno ai residenti di Beznau ha invece deplorato il fatto che la giustizia elvetica "non abbia preso in considerazione l'eventualità di scosse più potenti".
La sentenza può ancora essere oggetto di ricorso al Tribunale federale (TF): l'associazione prenderà la propria decisione in merito dopo un'analisi approfondita delle motivazioni del TAF.