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Rappresentata dal segretario di Stato supplente Georges Martin, la Svizzera ha annunciato a Washington di voler stanziare un contributo supplementare di un milione di franchi per assistere la popolazione civile di Falluja e i civili in fuga dai combattimenti nella regione di Mossul. Il popolo iracheno è stato gravemente colpito dagli scontri tra le forze armate filogovernative e il gruppo autoproclamato dello Stato islamico. Da maggio, infatti, sono oltre 85 000 le persone che sono fuggite e che non sono più in grado di provvedere ai propri bisogni; a queste si aggiungono i circa tre milioni di civili già sfollati dall’inizio della crisi.
Il nuovo contributo svizzero consentirà di rafforzare le attività di protezione e di migliorare l’accesso all’acqua potabile per gli sfollati dell’Iraq centrale. L’importo va ad aggiungersi ai nove milioni di franchi già stanziati a favore dell’Iraq nel 2016. Dal 2014 la Svizzera ha sbloccato oltre 34 milioni di franchi per far fronte alla crisi umanitaria nel Paese. Tramite il suo sostegno finanzia le attività del CICR, agenzie ONU e organizzazioni non governative internazionali e irachene. Inoltre, la DSC mette a disposizione dell’ONU esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA). Al momento tre esperti si trovano in Iraq per intensificare l’assistenza in materia di protezione e di accesso all’acqua potabile. Nel 2014 la Svizzera aveva inoltre condotto due azioni volte a distribuire 170 tonnellate di aiuti d’emergenza per l’inverno a favore delle popolazioni sfollate nel Nord del Paese.
La Svizzera invita tutte le parti in conflitto in Iraq a rispettare i propri obblighi in materia di diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario. La popolazione civile e coloro che non partecipano più alle ostilità devono essere protetti e trattati con umanità.
La Svizzera ricorda l’importanza di indagare e perseguire penalmente tutti gli autori di violazioni gravi del diritto internazionale umanitario nonché di violazioni e abusi dei diritti umani. Infine, la Svizzera è convinta che soltanto istituzioni e meccanismi inclusivi di presa di decisioni politiche possano condurre alla pace e alla stabilità in Iraq.
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