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Incarto n. 10.2002.303/AMM Bellinzona 9 settembre 2003 Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Giudice della Pretura penale Marco Ambrosini sedente con il cancelliere Giovanni Pozzi in qualità di segretario per giudicare __________ __________, nata __________, di __________ __________ e __________ n. __________, nata a __________ il __________ 1962, cittadina turca, domiciliata a __________, via __________ __________, coniugata, casalinga, invalida (difesa dall'avv. __________ __________, __________) accusata di truffa, per avere, a __________ nel corso del mese di marzo del 1995, per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ingannato con astuzia il defunto __________ __________ inducendolo in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio per complessivi fr. 54 000.– e meglio per avere, approfittando della fiducia riposta in lei da __________ __________, proposto a quest'ultimo l'acquisto di una casa in __________ al prezzo di fr. 62 000.– sottacendogli la circostanza a lei nota che cittadini stranieri senza residenza in __________ non possono acquistare beni immobili nella predetta nazione e affermando contrariamente al vero che l'importo sarebbe stato destinato all'acquisto per suo conto della prospettata casa in __________, ingannato con astuzia __________ __________, inducendolo in tal modo a versare l'importo di fr. 62 000.– sul conto del di lei cognato __________ __________ aperto presso la __________ __________ __________ di __________, di cui fr. 50 000.– costituenti risparmi propri e fr. 12 000.– ottenuti a titolo di prestito da __________ __________ stessa e dal di lei marito __________ __________ ai quali egli restituì successivamente fr. 4000.–, importo prelevato e impiegato da __________ __________ per altri scopi che l'acquisto della casa; reato previsto dall'art. 146 cpv. 1 CP; perseguita con decreto d’accusa DAC __________/__________ del __________ 2001 del Procuratore generale Luca Marcellini, __________, che propone la condanna dell'imputata: 1. alla pena di 3 (tre) mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni, 2. al versamento alla parte civile, eredi fu __________ __________, dell'importo di fr. 54 000.– (cinquantaquattromila) a titolo di risarcimento, 3. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.– e delle spese giudiziarie di fr. 1200.–, e inoltre 4. ordina la confisca e la restituzione alla parte civile, cresciuto in giudicato il presente decreto, dei due coltelli a lama fissa sequestrati il 14 novembre 1996 durante la perquisizione domiciliare; vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta dall'accusata il 3 aprile 2001; indetto il dibattimento 9 settembre 2003, al quale sono comparsi l'accusata, il difensore, il sostituto Procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, la parte civile __________ e l'interprete __________ __________; accertate le generalità dell'accusata, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata; sentiti – il sostituto procuratore, il quale conclude per la conferma del decreto d'accusa; – la parte civile, la quale si allinea alla posizione dell'autorità inquirente; – il difensore, il quale conclude per il proscioglimento dell'accusata o, in subordine, per una congrua riduzione della pena in considerazione della situazione personale dell'accusata e del lungo tempo trascorso; sentita da ultimo l'accusata; posti a giudizio i seguenti quesiti 1. Se l'imputata è autrice colpevole di truffa, commessa nelle circostanze di cui sopra. 2. In caso di risposta affermativa al quesito n. 1: 2.1 quale pena dev'essere inflitta all'imputata, 2.2 se dev'essere concessa la sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale periodo di prova. 3. Se dev'essere ordinata la confisca e la restituzione alla parte civile, passata in giudicato la sentenza, dei due coltelli a lama fissa sequestrati il 14 novembre 1996 durante la perquisizione domiciliare. 4. Se l'eventuale condanna dev'essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali condizioni avverrà la cancellazione. 5. Il giudizio sulle pretese civili e sugli oneri processuali; preso atto che le parti sono d'accordo che, qualunque sia l'esito del giudizio, i due coltelli a lama fissa sequestrati vengano restituiti alla parte civile __________ alla conclusione dell'attuale dibattimento; letti ed esaminati gli atti; preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso; visti gli art. 41, 63, 58 seg. e 146 cpv. 1 CP; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG; rispondendo ai quesiti posti come segue: proscioglie __________ dall'accusa di truffa, per i fatti descritti nel decreto d'accusa DAC __________/__________del __________ 2001; carica le spese allo Stato; Intimazione a: __________, __________, avv. _________ ______________, __________, Sostituto procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, __________, __________ c/o __________ __________, __________, Ministero pubblico della Confederazione, __________ Comando della Polizia cantonale, __________, Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, __________. La sentenza è definitiva. Il giudice: Il segretario:

Incarto n. 10.2002.303/AMM Incarto n. 10.2002.303/AMM

Incarto n. Bellinzona 9 settembre 2003 Bellinzona

Bellinzona 9 settembre 2003

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Sentenza

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Giudice della Pretura penale Il Giudice della Pretura penale

Il Giudice della Pretura penale Marco Ambrosini Marco Ambrosini

sedente con il cancelliere Giovanni Pozzi in qualità di segretario per giudicare

__________ __________, nata __________, di __________ __________ e __________ n. __________, nata a __________ il __________ 1962, cittadina turca, domiciliata a __________, via __________ __________, coniugata, casalinga, invalida (difesa dall'avv. __________ __________, __________) __________ __________, nata __________, di __________ __________ e __________ n. __________, nata a __________ il __________ 1962, cittadina turca, domiciliata a __________, via __________ __________, coniugata, casalinga, invalida

(difesa dall'avv. __________ __________, __________)

accusata di truffa,

per avere, a __________ nel corso del mese di marzo del 1995, per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ingannato con astuzia il defunto __________ __________ inducendolo in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio per complessivi fr. 54 000.– e meglio per avere, approfittando della fiducia riposta in lei da __________ __________, proposto a quest'ultimo l'acquisto di una casa in __________ al prezzo di fr. 62 000.– sottacendogli la circostanza a lei nota che cittadini stranieri senza residenza in __________ non possono acquistare beni immobili nella predetta nazione e affermando contrariamente al vero che l'importo sarebbe stato destinato all'acquisto per suo conto della prospettata casa in __________, ingannato con astuzia __________ __________, inducendolo in tal modo a versare l'importo di fr. 62 000.– sul conto del di lei cognato __________ __________ aperto presso la __________ __________ __________ di __________, di cui fr. 50 000.– costituenti risparmi propri e fr. 12 000.– ottenuti a titolo di prestito da __________ __________ stessa e dal di lei marito __________ __________ ai quali egli restituì successivamente fr. 4000.–, importo prelevato e impiegato da __________ __________ per altri scopi che l'acquisto della casa;

reato previsto dall'art. 146 cpv. 1 CP;

perseguita con decreto d’accusa DAC __________/__________ del __________ 2001 del Procuratore generale Luca Marcellini, __________, che propone la condanna dell'imputata:

1. alla pena di 3 (tre) mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni,

2. al versamento alla parte civile, eredi fu __________ __________, dell'importo di fr. 54 000.– (cinquantaquattromila) a titolo di risarcimento,

3. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.– e delle spese giudiziarie di fr. 1200.–,

e inoltre 4. ordina la confisca e la restituzione alla parte civile, cresciuto in giudicato il presente decreto, dei due coltelli a lama fissa sequestrati il 14 novembre 1996 durante la perquisizione domiciliare;

vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta dall'accusata il 3 aprile 2001;

indetto il dibattimento 9 settembre 2003, al quale sono comparsi l'accusata, il difensore, il sostituto Procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, la parte civile __________ e l'interprete __________ __________;

accertate le generalità dell'accusata, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata;

sentiti – il sostituto procuratore, il quale conclude per la conferma del decreto d'accusa;

– la parte civile, la quale si allinea alla posizione dell'autorità inquirente;

– il difensore, il quale conclude per il proscioglimento dell'accusata o, in subordine, per una congrua riduzione della pena in considerazione della situazione personale dell'accusata e del lungo tempo trascorso;

sentita da ultimo l'accusata;

posti a giudizio i seguenti quesiti

1. Se l'imputata è autrice colpevole di truffa, commessa nelle circostanze di cui sopra.

2. In caso di risposta affermativa al quesito n. 1:

2.1 quale pena dev'essere inflitta all'imputata,

2.2 se dev'essere concessa la sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale periodo di prova.

3. Se dev'essere ordinata la confisca e la restituzione alla parte civile, passata in giudicato la sentenza, dei due coltelli a lama fissa sequestrati il 14 novembre 1996 durante la perquisizione domiciliare.

4. Se l'eventuale condanna dev'essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali condizioni avverrà la cancellazione.

5. Il giudizio sulle pretese civili e sugli oneri processuali;

preso atto che le parti sono d'accordo che, qualunque sia l'esito del giudizio, i due coltelli a lama fissa sequestrati vengano restituiti alla parte civile __________ alla conclusione dell'attuale dibattimento;

letti ed esaminati gli atti;

preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;

visti gli art. 41, 63, 58 seg. e 146 cpv. 1 CP; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo ai quesiti posti come segue:

proscioglie __________

dall'accusa di truffa, per i fatti descritti nel decreto d'accusa DAC __________/__________del __________ 2001;

carica le spese allo Stato;

Intimazione a: Intimazione a:

__________, __________, avv. _________ ______________, __________, Sostituto procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, __________, __________ c/o __________ __________, __________, Ministero pubblico della Confederazione, __________ Comando della Polizia cantonale, __________, Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, __________. __________, __________,

avv. _________ ______________, __________,

Sostituto procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, __________,

__________ c/o __________ __________, __________,

Ministero pubblico della Confederazione, __________

Comando della Polizia cantonale, __________,

Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, __________.

La sentenza è definitiva.

Il giudice: Il segretario: