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Malgrado l'attuale crisi economica, le piccole e medie imprese svizzere devono continuare a investire nella ricerca. Per questo motivo, l'Agenzia per la promozione dell'innovazione (CTI) ha stanziato 21,5 milioni per sostenere i loro sforzi.
Il credito fa parte del secondo pacchetto congiunturale da 710 milioni approvato qualche settimana fa dal Parlamento svizzero. L'obiettivo è di incitare le piccole e medie imprese (PMI) a non ridurre le loro attività di ricerca, perché questi investimenti sono necessari per il futuro dell'economia, ha precisato l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia.
La CTI, che solitamente distribuisce un centinaio di milioni l'anno, potrà contare su 20 milioni supplementari in modo da rendere più flessibili i criteri che le imprese devono soddisfare per ottenere dei crediti alla ricerca. In alcuni casi, non dovranno più versare contributi finanziari per le collaborazioni con le scuole universitarie.
È inoltre previsto il lancio di un progetto pilota sottoforma di assegno d'innovazione, in modo da incentivare maggiormente le PMI ad affrontare nuove sfide scientifiche. La CTI intende mettere a disposizione un milione di franchi per sostenere questo nuovo strumento, pari a un massimo di 7'500 franchi per ogni progetto.
Infine, l'Agenzia per la promozione dell'innovazione organizzerà diverse attività di sensibilizzazione nei prossimi mesi. Al centro dei dibattiti vi saranno le tecnologie pulite e i materiali intelligenti.
swissinfo e agenzie