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Continua la repressione in Bielorussia, dove la polizia ha arrestato e incarcerato altre 774 persone in seguito alle manifestazioni anti-governative di domenica. I numeri sono stati resi noti dal Ministero dell'interno lunedì, giorno della visita di Alexander Lukashenko a Sochi, in Russia, dove sono previsti dei colloqui con Vladimir Putin.
Quello appena trascorso è stato il quinto fine settimana di proteste consecutive nell'ex repubblica sovietica, dove i manifestanti sono tornati ripetutamente a chiedere le dimissioni del presidente, nonostante gli arresti e l'impiego della forza da parte delle autorità. Lukashenko, che è al potere dal 1994, è accusato dall'opposizione di aver falsato i risultati delle elezioni dello scorso 9 agosto, quando è stato rieletto con oltre l'80% dei consensi. Risultati che sono stati dichiarati "falsati" anche dall'Unione Europea.
- Notiziario 11.00 del 14.09.2020
Di fronte a una crisi politica senza precedenti, il leader bielorusso ha cercato una sponda nell'alleato storico: Mosca si è già detta pronta a intervenire anche militarmente, in caso di necessità, a sostegno di Lukashenko.
Discussione urgente all'ONU
Intanto, il Consiglio dei diritti umani dell'ONU (UNHRC) ha comunicato che venerdì terrà un dibattito urgente proprio sulla situazione in Bielorussia, da cui arrivano informazioni "allarmanti". "I report continuano a indicare un eccessivo e non necessario uso della forza da parte delle autorità", ha dichiarato a Ginevra l'alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet.