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Abolizione canone radio-tv4. Marzo 2018
Obiettivo: La Confederazione non deve più riscuotere il canone radiotelevisivo. Inoltre, non può più sostenere finanziariamente nessuna emittente radiotelevisiva o gestire nessuna emittente propria.
Situazione attuale
La Costituzione federale prevede che le emittenti radiotelevisive contribuiscano alla diffusione dell’educazione e della cultura, favoriscano la libera formazione di opinioni e offrano intrattenimento. La Confederazione assegna un certo numero di concessioni alle emittenti di tutte le regioni del Paese che rispondono a questi requisiti. Le emittenti con una concessione ricevono delle agevolazioni tecniche per la diffusione dei propri programmi, a differenza di quelle senza concessione. Determinate emittenti con una concessione ricevono, inoltre, un sostegno finanziario da parte della Confederazione. Per finanziare queste spese, la Confederazione riscuote un canone radiotelevisivo.
Questo canone radiotelevisivo deve essere pagato da ogni economia domestica. Esso ammonta a 451 franchi all’anno per ogni economia domestica. Dato che il canone viene riscosso dall’azienda «Billag», si parla spesso di canone Billag.
Nel 2016 con il canone sono stati incassati 1.37 miliardi di franchi. La SSR ha ricevuto la maggior parte di queste entrate, ovvero circa 1.24 miliardi di franchi nel 2016. Circa 61 milioni di queste entrate sono state destinate a diverse radio locali ed emittenti televisive regionali con una concessione.
Che cosa cambierebbe?
Se l’iniziativa viene accettata, la Confederazione non potrà più riscuotere il canone radiotelevisivo. Economie domestiche e imprese, cioè, non dovranno più pagare questo canone. Ne consegue che la SSR e le varie radio locali ed emittenti televisive regionali non avranno più nessun sostegno finanziario da parte della Confederazione.
In tempo di pace la Confederazione non potrà offrire nessun sostegno finanziario ad emittenti radiotelevisive o gestire un’emittente propria. Inoltre, le concessioni con cui le emittenti ricevono agevolazioni tecniche verranno regolarmente messe all’asta dalla Confederazione.
Argomenti dei favorevoli
- Grazie all’iniziativa, le economie domestiche non sono più costrette a versare 451 franchi per il canone. Ne vengono esonerate e possono decidere loro stesse come spendere questi soldi.
- In caso di abolizione del canone, circa 1.37 miliardi di franchi sarebbero a disposizione delle economie domestiche e delle imprese per altri scopi. Questo sarebbe benefico per l’economia.
- Oggi la SSR dipende dal canone e dalla Confederazione. Con quest’iniziativa, la SSR diventerebbe più politicamente indipendente.
Argomenti dei contrari-e
- Gran parte dell’offerta odierna non può essere finanziata solo tramite la pubblicità. L’abolizione del canone minaccia l’esistenza della SSR e delle altre emittenti.
- L’iniziativa mette a rischio la pluralità dell’offerta mediatica in Svizzera, che è fondamentale per la formazione delle opinioni e per la nostra democrazia.
- L’iniziativa minaccia in modo particolare le regioni periferiche. Meno abitanti ha una regione, più è difficile per un’emittente finanziarsi solo tramite la pubblicità.