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Come si ottiene la voce di tariffa per la lattuga?
Cosa succede dal punto di vista doganale quando un nuovo tipo di prodotto deve essere importato? A cosa serve la voce di tariffa e come è strutturata? Forum D. spiega le basi di un sistema relativamente complesso.
31.08.2020, Yvonne Siemann
Qualche anno fa doveva essere importata in Svizzera la nuova varietà di lattuga Salanova®. Ma come si fa a importare un prodotto completamente nuovo per il quale non esiste ancora una voce di tariffa? Senza questo numero infatti non può avvenire alcun processo di importazione. La voce di tariffa non solo definisce il prodotto in maniera comprensibile a livello internazionale, ma mostra anche quanti tributi doganali sono dovuti, se un prodotto può essere importato in franchigia di dazio o se sono applicabili i contingenti. Ciò significa che l’importatore non deve commettere errori nella dichiarazione, altrimenti potrebbero derivarne riscossioni posticipate e multe.
La voce di tariffa contribuisce anche alla protezione della popolazione. Infatti, indica se per un prodotto potenzialmente pericoloso è necessaria un’autorizzazione. Su di essa si basano gli accordi di libero scambio nonché le disposizioni doganali speciali dell’ordinanza 2 COVID-19 per l’importazione in franchigia temporanea di dispositivi di protezione e disinfettanti contenenti alcol. Infine, questo numero contiene informazioni importanti per le statistiche del commercio estero e per le osservazioni di mercato. Senza le voci di tariffa non sarebbe possibile lo scambio rapido di merci in tutto il mondo.
Una combinazione significativa di numeri
A un nuovo prodotto gli specialisti doganali non possono semplicemente assegnare una voce di tariffa qualsiasi o addirittura inventarne una, ma devono attenersi al «Sistema armonizzato» (SA). Questo sistema di codificazione a sei cifre adottato dall’Organizzazione mondiale delle dogane (OMD) è in vigore dal 1988 ed è suddiviso in 21 sezioni per un totale di 97 capitoli. I singoli Paesi o territori doganali possono aggiungere altre cifre a questo codice (in Svizzera sono due). Il codice può inoltre essere seguito da un «elemento di controllo/numero convenzionale di statistica» a tre cifre, che definisce un prodotto in modo ancora più preciso, soprattutto a fini statistici.
Mentre in passato gli esperti doganali dovevano sfogliare libri spessi, oggi si utilizza l’applicazione digitale Tares, che nell’ambito del programma di trasformazione DaziT viene ulteriormente ottimizzata e resa più accessibile. In caso di eventuali dubbi, per ciascuna voce di tariffa vi sono anche spiegazioni dettagliate delle proprietà o delle merci comprese in quella determinata voce di tariffa. Inoltre, gli specialisti dell’AFD consultano la letteratura specialistica, effettuano ricerche in Internet o si rivolgono ad altri uffici al fine di chiarire le caratteristiche predominanti necessarie per la classificazione delle merci alla voce corretta.
Torniamo al caso in questione: all’interno del capitolo 7 (ortaggi o legumi ecc.), era chiaro che la Salanova® rientrava nella voce di tariffa 0705 (lattughe e cicorie). In base alle sue caratteristiche esterne e alle varietà di lattuga utilizzate per l’incrocio, gli specialisti doganali hanno deciso di classificarla come lattuga a cappuccio (sottovoce 11). Non essendo né una «lattuga batavia» né una «lattuga iceberg» è quindi stata classificata nella categoria «altre lattughe a cappuccio». Pertanto è soggetta a contingenti a seconda del periodo di importazione e le ultime due cifre possono quindi essere 91, 97 o 98.
Per la classificazione tariffale dei prodotti alimentari, gli esperti doganali devono inoltre disporre di conoscenze di chimica delle derrate alimentari. A tal proposito l’Istituto federale di metrologia (METAS) analizza campioni di merci che gli uffici doganali hanno prelevato da invii all’importazione, al fine di determinare parametri quali il tenore esatto di grassi e zuccheri, che a sua volta influisce sulla classificazione delle sottovoci nonché sull’aliquota di dazio.
Un sistema in continuo mutamento
Il fatto che la nuova varietà di lattuga sia ora classificata, a seconda del periodo di importazione, alle voci di tariffa 0705.1191, 0705.1197 e 0705.1198, non significa che ciò sia valido per sempre. Le tariffe doganali non sono un sistema immutabile, bensì riflettono quali merci sono rilevanti in un determinato momento per la rispettiva economia di esportazione o di importazione. Prima della Prima guerra mondiale, ad esempio, in Svizzera per i tessili si applicava una tariffa molto ben suddivisa, mentre per le derrate alimentari, che oltre i confini nazionali erano ancora poco commercializzate, la suddivisione era meno dettagliata, pertanto gli ortaggi, ad esempio, erano ripartiti solo in «freschi», «conservati» e «patate».
Di conseguenza alcune voci di tariffa vanno a scomparire mentre altre, invece, si aggiungono su iniziativa delle associazioni economiche e di altre organizzazioni. Non sorprende che negli ultimi anni siano emerse nuove sottovoci, soprattutto nell’ambito della tecnologia. Inoltre, per quanto riguarda le sottovoci svizzere, ossia la settima e l’ottava cifra della voce di tariffa, sono invece il formaggio, il cioccolato e le parti di macchine ad essere classificati in modo particolarmente dettagliato. Per le nuove sottovoci a livello di SA, il volume degli scambi delle merci in questione deve essere di almeno 50 milioni di dollari americani.
Ogni cinque anni vi è una cosiddetta revisione SA (la prossima entrerà in vigore il 1.1.2022). Per la revisione, i rappresentanti dei territori doganali si riuniscono presso la sede centrale dell’OMD a Bruxelles. A volte durante le consulenze preliminari si discute per ogni parola: infatti anche una semplice congiunzione può avere notevoli ripercussioni finanziarie. La tariffa doganale rivista viene poi approvata dal Consiglio federale e dal Parlamento. La tariffa SA dell’OMD è disponibile in francese e in inglese. Presso l’AFD viene tradotta in tedesco e in italiano, il che non è sempre facile inoltre comporta un onere elevato. In Svizzera, presso il Tribunale amministrativo federale vale la versione francese. In fin dei conti, a volte le decisioni in materia di classificazione vengono anche contestate.