Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/145715

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Presumibilmente la partecipazione dei giovani alla votazione popolare del 9 febbraio scorso è stata sottovalutata: ciò rivela la debolezza degli strumenti utilizzati per i sondaggi, ma anche l'importanza dei mandati affidati dall'ente pubblico in questo ambito. In un Paese in cui si vota più che altrove (580 decisioni popolari dal 1985 a oggi) e in un'epoca in cui le strategie politiche delle autorità e dei partiti sono sempre più condizionate dai sondaggi, è essenziale che l'analisi dell'"opinione pubblica" si svolga correttamente e che le regole applicate siano trasparenti ed eque.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale non ritiene necessario rilevare in via ufficiale i dati concernenti la partecipazione a seconda dell'età e del sesso? Per garantire l'anonimato e dato che si tratta solo di una statistica sulla partecipazione (e non di una statistica sul voto, che comporterebbe una riorganizzazione completa dei relativi uffici comunali), non si potrebbe ipotizzare di sfruttarne i risultati per categorie generali (fasce d'età) o per raggruppamenti di comuni (ad es. statistica per distretto)?</p><p>2. Da molti anni la SSR affida alla stessa azienda commerciale i sondaggi politici, in particolare in caso di campagne pre-referendarie, mediante un contratto pluriennale. Le ponderazioni statistiche che possono influenzare il modo di percepire le votazioni popolari devono realmente rimanere un segreto aziendale? Le riflessioni alla base della ponderazione non dovrebbero essere rese pubbliche o quanto meno a disposizione del mandatario (e, per esteso, della Confederazione)? È opportuno mantenere questa situazione di quasi monopolio? In caso di risposta affermativa, perché?</p><p>3. Le scelte dell'elettorato diventano sempre più imprevedibili e lo scarto fra i sondaggi e il risultato degli scrutini aumenta: non sarebbe meglio affidare all'UST nuove competenze di monitoraggio per garantire maggiore affidabilità e trasparenza metodologica (visto che l'UST pubblica dei rapporti metodologici)? Non sarebbe più opportuno affidare all'UST (oppure alla SSR) il compito di sondare l'opinione pubblica, nell'ambito di un mandato finanziato dalla Confederazione, mettendo i risultati a disposizione della SSR e della popolazione?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. In Svizzera i cantoni sono responsabili dell'organizzazione delle votazioni ed emanano le necessarie disposizioni, ai sensi dell'articolo 10 capoverso 2 della legge federale del 17 dicembre 1976 sui diritti politici (RS 161.1). Un rilevamento esteso e sistematico dei dati sulla partecipazione alle urne per età e per sesso genererebbe innanzitutto ingenti spese supplementari per i cantoni e i comuni, rendendo segnatamente necessarie modifiche di legge ai livelli federale e cantonale. Esso comporterebbe inoltre un aumento considerevole dei costi per i comuni e i cantoni, derivanti dalle maggiori spese per il rilevamento dei dati. In occasione delle votazioni federali, a seconda del grado di affluenza alle urne dovrebbero essere smistate in categorie socio -demografiche, contate e registrate fino a 3 milioni di tessere di voto in tutta la Svizzera. In alternativa bisognerebbe munire le tessere di voto di un identificatore di persone ed elaborare nel contempo un collegamento con le banche dati.</p><p>2. La Costituzione federale tutela la libera formazione della volontà e l'espressione fedele del voto nell'articolo 34, nonché la libertà dei media nell'articolo 17. L'articolo 93 della stessa precisa che la radio e la televisione contribuiscono alla libera formazione delle opinioni. L'associazione radiotelevisiva svizzera SRG SSR è presente sul mercato a titolo autonomo e decide secondo i propri criteri con quali società collaborare. Ogni quattro anni indice nuovamente il concorso e assegna l'incarico di svolgere sondaggi tenendo conto anche di questioni metodologiche. Lo stesso studio viene effettuato secondo i criteri dell'associazione del settore (l'Associazione svizzera per le ricerche di mercato e sociali, ASMS). Il Consiglio federale non ritiene necessario limitare l'autonomia redazionale ed economica della SRG SSR.</p><p>3. Se dotato di risorse supplementari, l'Ufficio federale di statistica è in grado di fornire un servizio di monitoring adeguato, come richiesto dall'autrice dell'interpellanza. Ciò comporterebbe tuttavia compiti aggiuntivi per la Confederazione, cosa che vede contrario il Consiglio federale. Per lo stesso è pure fuori discussione l'ipotesi di accollare tali costi alla SRG SSR. Non si comprende inoltre per quale motivo sarebbe soltanto la SRG SSR a partecipare al finanziamento di un servizio pubblico e non anche altre associazioni dei media.</p></text>