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L'epidemia di peste suina africana, che ha dimezzato gli allevamenti domestici cinesi, ha costretto Pechino ad attingere alle riserve di carne di maiale congelata, mettendone all'asta 10'000 tonnellate. L'obbiettivo è stabilizzare le forniture e raffreddare i prezzi schizzati alle stelle (solo a luglio aumentati, su base annua, del 27% e del 46,7% ad agosto, spingendo così le autorità a mobilitare le riserve strategiche).
La mossa, annunciata dal ministero del Commercio nella notte tra martedì e mercoledì, è stata adottata anche in vista delle prossime festività e delle celebrazioni del 1° ottobre per i 70 anni della fondazione della Repubblica popolare cinese.
Pechino è alle prese da oltre un anno con la peste suina africana; sono più di un milione i capi abbattuti nel Paese. I dati ufficiali parlano di un numero di suini pari a 347,6 milioni al 30 giugno, in calo di 60 milioni rispetto allo stesso periodo del 2018.
Intanto è scattato l'allarme anche in Corea del Sud, dopo il primo caso accertato al confine con il Nord. Il ministero dell'Agricoltura ha annunciato l'abbattimento di circa 4'000 suini. Lo stesso presidente Moon Jae-in ha ordinato l'adozione delle misure immediate per combattere il virus altamente contagioso.
ANSA/M. Ang.