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Difficoltà nell'applicazione dell'iniziativa. I Verdi propongono almeno 120 di occupazione per non considerarla "secondaria"
I Verdi cercano il compromesso per l'applicazione dell'iniziativa sulle residenze secondarie, accolta in votazione l'11 marzo scorso. Alla luce delle difficoltà d'attuazione, il partito propone una "certa elasticità, sempre che l'obiettivo perseguito non venga rimesso in causa".
L'iniziativa impone il blocco della costruzione di residenze secondarie ai comuni che ne annoverano già più del 20%. Il problema principale consiste ora nel definire ciò che è o no una residenza secondaria.
Per i Verdi basterebbe un grado di occupazione di 120 giorni all'anno per non essere più considerata abitazione secondaria. "120 giorni è un obiettivo assai ambizioso se paragonato al tasso d'occupazione delle camere d'albergo", ha rilevato il consigliere nazionale Alec von Graffenried (BE), che è pure presidente di Berna Turismo.
Inoltre, la Confederazione dovrebbe prevedere eccezioni. La trasformazione di una residenza primaria in secondaria non dovrebbe essere impedita in caso di eredità in discendenza diretta. Le abitazioni che hanno un valore tradizionale, come le baite ("mayens" vallesani) o i rustici ticinesi, dovrebbero essere considerate a parte.