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SION - La Corte europea dei diritti umani non intimerà nell'immediato alle autorità elvetiche l'ordine di liberare Bernard Rappaz: la domanda di misure cautelative è stata respinta oggi, mentre il canapaio è giunto al 116mo giorno di sciopero della fame.
I giudici di Strasburgo chiedono al detenuto d'interrompere lo sciopero della fame per la durata della procedura, che potrebbe protrarsi da due a tre anni, ha indicato all'ATS l'avvocato del vallesano, Aba Neeman.
L'avvocato ha inoltrato presentato ricorso presso la Corte europea la scorsa settimana dopo aver esaurito in Svizzera tutte le possibilità legali volte ad ottenere un'interruzione della pena. Dopo aver rinunciato da mesi a qualsiasi alimento, da pochi giorni Rappaz assume delle vitamine, tè zuccherati e sale.
Il canapaio sconta dallo scorso marzo una condanna di cinque anni e otto mesi di reclusione per violazione grave della legge federale sugli stupefacenti e altri reati. Per protestare contro l'entità della pena, che giudica sproporzionata, Rappaz ha osservato sin dall'inizio della detenzione uno sciopero della fame, che ha interrotto a due riprese.
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