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Il Consiglio federale, di pari passo con la comunità internazionale, ha deciso di riconoscere il Sud Sudan come Stato indipendente. Le Commissioni di politica estera del Consiglio degli Stati e del Consiglio nazionale si erano espresse all’unanimità in tal senso. Dato che l’Unione Africana (UA) si è pronunciato a favore dell’ammissione del Sud Sudan a suo membro, la Svizzera darà inizio alla procedura formale per l’avvio delle relazioni diplomatiche e consolari. Il Sud Sudan sarà coperto mediante accreditamento speciale dall’Ambasciata di Svizzera ad Addis Abeba.
In un referendum tenutosi nel gennaio 2011, la popolazione sud-sudanese aveva votato a grande maggioranza (98,8%) a favore dell’indipendenza. Il risultato è stato riconosciuto sia dal Nord del Paese, sia dalla comunità internazionale, incluse l’ONU e l’UA. L’indipendenza del Sud Sudan si basa su un processo concordato e negoziato, e non è contestata a livello di diritto internazionale.
La Svizzera è molto attiva sia nel Nord che nel Sud del Sudan. Durante la guerra civile, la Confederazione contribuì a preparare l’accordo di cessate il fuoco sui Monti Nuba che, firmato nel 2002 sul Bürgenstock, spianò la strada all’accordo di pace tra il Nord e il Sud. Da ottobre 2010, su richiesta di entrambe le parti, la Svizzera fornisce inoltre perizie tecniche e sostegno per questioni concernenti la ripartizione del patrimonio statale e dei debiti, la liquidazione dei debiti, il settore bancario e la politica monetaria.
Nel Sud Sudan, la Confederazione partecipa all’elaborazione di una legge per la banca centrale e alla creazione di una nuova valuta. Infine, esperti svizzeri consigliano su richiesta il Nord e il Sud nel quadro della redazione di nuove Costituzioni.
Nel 2010, per il Sudan sono stati stanziati in totale 75 milioni di franchi, di cui circa 53 milioni come contributo obbligatorio alle missioni ONU UNMIS e UNAMID. La Svizzera ha sempre badato a fornire aiuti in modo equo al Nord e al Sud.
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