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La Cina accusa 15 ambasciatori occidentali a Pechino, fra cui quello svizzero, di essere andati oltre il loro ruolo diplomatico esprimendo in una lettera preoccupazione sui campi di internamento nello Xinjiang, regione con una forte presenza musulmana di etnia uigura.
La portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha detto di non aver visto la lettera e ha aggiunto che gli ambasciatori erano benvenuti se volevano visitare lo Xinjiang. Tuttavia, se "vogliono andare con il proposito di fare pressione sul governo dello Xinjiang, allora questo sarebbe definitivamente problematico".
Come ambasciatori, ha continuato, "il ruolo dovrebbe essere principalmente quello di promuovere in termini positivi comprensione, fiducia e cooperazione reciproche tra Paese in svolgono il mandato e quello che rappresentano".
La lettera, secondo le indiscrezioni circolate a Pechino, è stata firmata dai diplomatici di Canada, Francia, Gran Bretagna, Svizzera, UE, Germania, Olanda, Australia, Irlanda, Svezia, Belgio, Norvegia, Estonia e Finlandia e Danimarca.
Lo scorso 27 giugno a Ginevra, in sede Onu, la Svizzera aveva chiesto alla Cina di garantire i diritti fondamentali delle sue minoranze. Sulla base di rapporti "affidabili", aveva deplorato i campi d'internamento nello Xinjiang dove sono detenute in modo extragiudiziale persone di etnia uigura.