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I Verdi liberali, riuniti sabato in assemblea a Bienne, hanno deciso di lanciare un'iniziativa popolare, che chiede di abolire l'imposta sul valore aggiunto e di sostituirla con una tassa sulle energie rinnovabili.Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2010 - 11:34
È la prima volta che questo partito, fondato nel 2004, lancia un'iniziativa popolare. La proposta, che per essere sottoposta al giudizio del popolo dovrà raccogliere almeno 100'000 firme, mira a incoraggiare il risparmio energetico e nello stesso tempo a rendere più concorrenziali le energie rinnovabili, tassando solo quelle non rinnovabili.
Concretamente il prezzo del petrolio raddoppierebbe. Ciò significherebbe un aumento di un franco per ogni litro di benzina, rispetto al prezzo attuale, ha spiegato all'Agenzia telegrafica svizzera il presidente del partito Martin Bäumle.
I Verdi liberali ritengono che consumando meno energia e nello stesso tempo producendo più energia rinnovabile, sarà possibile ridurre l'importazione di petrolio, gas e uranio. Parallelamente saranno fortemente ridotte le emissioni di CO2.
L'abolizione dell'Iva comporta inoltre la liberazione di un enorme carico amministrativo per circa 320'000 aziende - in particolare piccole e medie imprese - scrivono i Verdi liberali in un comunicato. Il potere d'acquisto dei consumatori non sarà ridotto, sottolineano.
Il lancio dell'iniziativa è stata approvata con 71 voti contro 3 e 12 astensioni. Secondo Bäumle, alcuni delegati si sono chiesti se il partito abbia la forza di condurre un tale progetto.
In occasione dell'assemblea dei delegati il partito si è espresso anche riguardo alle votazioni di fine novembre: con 87 contro 1 ha detto "no" all'iniziativa UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati", con 73 voti contro 13 ha sostenuto il controprogetto diretto elaborato dal Consiglio federale e dal Parlamento, e con 65 voti contro 11 e 13 astensioni ha respinto l'iniziativa "per imposte eque".
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