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TOKYO - In Giappone è bufera sul programma "Go to travel", una sorta di "bonus vacanze", accusato di aver contribuito alla "terza ondata" di casi di Covid-19 nel Paese.
Ad accendere le discussioni, riporta il Guardian, è stato uno studio dell'università di Tokyo secondo cui i partecipanti al programma, lanciato a luglio e ancora in corso, hanno avuto una maggiore probabilità di riportare sintomi di infezione. Il Paese ha riportato ieri 2811 nuovi casi, di cui 555 gravi, un record per l'epidemia, con il numero di pazienti che sale soprattutto nelle prefetture che includono le mete turistiche come Kyoto.
Lo studio, ancora non pubblicato, è stato condotto online su 25 mila persone, ed è emerso che il 4,7% di chi aveva usufruito degli incentivi ha riportato poi sintomi compatibili con il Covid, contro il 3,7% di chi non si era spostato.
I numeri dei contagi uniti allo studio, che però il governo ha definito 'inconcludente e viziato da errori', hanno portato a chiedere lo stop al programma. "È meglio sospenderlo ora - ha affermato ad esempio Shiigeru Omi, che guida load task force governativa contro l'epidemia -. Il governo dovrebbe farlo ripartire quando le infezioni caleranno".