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La conferenza sull’Ucraina che si tiene in questi due giorni a Lugano era programmata da tempo, ancora prima dell’attacco russo. L’evento era originariamente previsto come la quinta conferenza di riforma ucraina, dopo le quattro precedenti edizioni avvenute a Londra (2017), Copenhagen (2018), Toronto (2019) e Vilnius (2021). L’anno scorso, durante la conferenza che si è tenuta in Lituania, è stato chiesto alla Svizzera di ospitare l’URC 2022 in quanto la Confederazione è da anni partner dell’Ucraina in ambito politico, economico e culturale.
Un paese in fermento
Il ciclo di conferenze sulle riforme in Ucraina (URC) vengono organizzate ogni anno (ad eccezione del 2020 a causa della pandemia) dopo che il paese ha avviato un ambizioso programma di riforme a seguito della caduta del governo filorusso nel 2014. L’Euromaiden del 2013, le violente proteste che si scatenarono nella principale piazza di Kiev contro la decisione dell’allora governo di sospendere le trattative per la conclusione di un accordo di associazione con l’UE, è stata una potente fonte d’ispirazione e di motivazione per i cambiamenti nel paese.
Lo scopo delle conferenze
Le conferenze internazionali passano dunque in rassegna gli sviluppi in materia. L’obiettivo è di permettere all’Ucraina di presentare i suoi progressi e ai partner internazionali di esprimere il loro sostegno. Tutte le parti interessate considerano poi le prossime tappe delle riforme. Le conferenze vengono organizzate dal ministro degli esteri ucraino assieme al ministro degli esteri del Paese ospite.
Un richiamo internazionale
Alle conferenze URC negli ultimi anni hanno partecipato numerose personalità del mondo della politica, dell’economia, della società civile, dell’Europa e dell’America del Nord. Sin dalla sua elezione nel 2019, il presidente ucraino Zelensky, tenuto conto dell’importanza del processo di riforma per il Paese, ha deciso di partecipare a queste conferenze. Oltre ai rappresentanti degli Stati, sono invitate anche importanti organizzazioni come il FMI, la Banca Mondiale, la BERS, la BEI, l’UE, la NATO, l’OCSE, il PNUS e il Consiglio d’Europa.
Il cambio di nome
Inizialmente l’evento di Lugano avrebbe dovuto chiamarsi conferenza sulla riforma ucraina (come le edizioni precedenti) e concentrarsi principalmente sulle riforme necessarie per la vita dei cittadini ucraini, come il buon governo, il decentramento, la separazione dei poteri e la lotta alla corruzione. Ma l’invasione russa ha scombussolato i piani e i contenuti dell’evento e la conferenza sulla riforma è stata ribattezza conferenza sulla ricostruzione. Il mancato svolgimento della conferenza, ha spiegato il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, avrebbe inviato “un pessimo segnale” all’Ucraina e alla comunità internazionale.
Verso una Dichiarazione di Lugano
La conferenza a Lugano vuole essere un primo passo verso la ricostruzione dell’Ucraina, anche se la fine della guerra non è al momento ancora prevedibile. Tra i punti all’ordine del giorno dell’evento figurano in particolare le priorità, i principi e i metodi della ricostruzione. L’idea è di adottare una “Dichiarazione di Lugano” al termine della conferenza, in cui saranno racchiusi i principali risultati ottenuti.
Perché si tiene a Lugano e non nella Ginevra internazionale
Una delle priorità della riforma ucraina è il decentramento, un ambito secondo cui le autorità elvetiche possono fornire testimonianze preziose. È per questo motivo che la scelta della sede dell’evento è ricaduta su Lugano, città nel cantone d’origine dell’attuale presidente della Confederazione Ignazio Cassis.
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