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Le retribuzioni dei parlamentari non devono aumentare. La maggioranza borghese del Consiglio nazionale ha respinto oggi - con 78 voti contro 74 - l'entrata in materia su un progetto degli Stati che voleva compensare il rincaro e creare un nuovo regime di previdenza professionale per i deputati.
Il progetto della Camera dei Cantoni avrebbe causato una spesa annua supplementare di 1,3 milioni di franchi, ovvero un aumento del 4% rispetto ai 30 milioni concessi oggi. Per il secondo pilastro, il contributo non sarebbe più stato lo stesso per tutti i deputati, ma sarebbe dipeso dal reddito. Ciò avrebbe causato costi supplementari di 700'000 franchi, ossia il 28% in più all'anno.
"Mentre tutti devono tirare la cinghia, il Parlamento deve dare un segnale chiaro e rinunciare a questi aumenti", ha affermato Adrian Amstutz (UDC/BE). "Guadagnamo già abbastanza", ha aggiunto.
"Si tratta di rafforzare il parlamento di milizia che non deve diventare un parlamento di volontari", gli ha invano replicato Antonio Hodgers (Verdi/GE) a nome dell'Ufficio del Consiglio nazionale. Il lavoro è fortemente aumentato negli ultimi 20 anni ed è diventato molto più complesso; molti deputati devono fare sacrifici per far fronte a tutti gli impegni che il loro mandato richiede, ha aggiunto Edith Graf-Litscher (PS/TG). Dato il rifiuto del Nazionale, il dossier torna agli Stati.
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