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Le autorità ucraine hanno annullato una visita di una delegazione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) alla leader dell'opposizione Iulia Timoshenko, in stato di detenzione all'ospedale di Kharkiv. Lo ha detto all'agenzia di stampa italiana Ansa una fonte interna all'Osce spiegando che la motivazione addotta dalle autorità è lo sciopero della fame iniziato ieri dall'ex premier per protesta contro quelli che lei denuncia come brogli nelle elezioni legislative di domenica.
Il presidente della commissione diritti umani e democrazia dell'Assemblea parlamentare dell'Osce, Matteo Mecacci, ha spiegato all'Ansa di aver ricevuto stamane un permesso del ministero degli Esteri di Kiev per visitare la Timoshenko assieme alla coordinatrice della missione degli osservatori Osce di breve termine, Walburga Habsburg Douglas. Una volta giunti all'ospedale delle Ferrovie di Kharkiv, però, le autorità carcerarie hanno negato loro l'accesso.
"Come motivazione - ha spiegato Mecacci - ci hanno detto che Timoshenko ha iniziato uno sciopero della fame ieri sera per protestare contro il modo in cui si sono svolte le elezioni. È una sorta di punizione. Insomma, le vengono negati i diritti non perché abbia fatto qualcosa di sbagliato, ma perché ha deciso di rinunciare a mangiare per protesta". Ieri gli osservatori dell'Osce hanno sostanzialmente bocciato le elezioni legislative ucraine, contrassegnate a loro avviso dall'abuso di risorse pubbliche, carenze nella trasparenza, nel finanziamento ai partiti e nella copertura mediatica durante la campagna elettorale.