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Oggi a Bienne comincia il quarto e ultimo round di negoziato per il contratto collettivo della SSR. Il sindacato svizzero dei mass media SSM come prima cosa consegna alla delegazione della SSR la petizione «Stop allo smantellamento del CCL», per la quale dall’inizio di aprile, in tutti gli studi, sono state raccolte 2300 firme. Il grande sostegno dimostra che i collaboratori e le collaboratrici non sono pronti ad accettare lo smantellamento richiesto dalla SSR.
La SSR deciderà dopo il quarto round di negoziato, se nel 2013 ci sarà ancora un contratto collettivo. Oppure se si arriverà ad un vuoto contrattuale. Il vuoto contrattuale significa che la dirigenza SSR si appresta a rompere un partenariato sociale che si è distinto negli anni.
La petizione sottolinea che la SSR non è un’azienda che funziona secondo le normali leggi di mercato. Vive grazie al canone, offre un servizio pubblico e ha un ruolo importante per la libera formazione delle opinioni in una democrazia. Questa funzione è un impegno, anche all’interno: un partenariato sociale corretto e il rispetto per il personale.
Per un’azienda mediatica, il capitale più grande è il personale. L’SSM chiede alla SSR, durante le trattative, di rispettare la voce dei propri collaboratori e di concludere un CCL semplice ma giusto.