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Jean-Noël Rey e il suo sostituto, capo delle finanze, Peter Sutterlüti, sono stati prosciolti in appello dall'accusa di amministrazione infedele.Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2001 - 18:13
Motivando oralmente la sentenza, il presidente del tribunale ha detto che secondo la corte Rey e Sutterlüti non hanno commesso alcun reato concedendo nel 1994 un prestito di 100'000 franchi senza sufficienti garanzie all'avvocato bernese Walo Ilg (socialista come Rey), risultato poi insolvente.
I due dirigenti hanno certo agito in modo parzialmente negligente e non professionale, ma non c'è mai stata da parte loro l'intenzione di danneggiare la Posta o di trarre un profitto personale.
Un parere già espresso dalla giudice unica del tribunale di Berna-Laupen nel processo di prima istanza, il 29 gennaio scorso. La somma concessa a Ilg doveva servire da garanzia per la costituzione dalla Mondial-Transport SA, prima filiale della Posta, che avrebbe dovuto metter piede in Italia.
L'avvocato utilizzò i soldi a fini personali e riuscì a restituire soltanto 57 mila franchi.
swissinfo e agenzie
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