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BERNA - La Commissione della concorrenza (COMCO) ha aperto un'inchiesta contro il gruppo BMW per verificare se abbia impedito importazioni dirette di nuove auto delle marche BMW e MINI in Svizzera.
La COMCO dispone di informazioni secondo cui le società europee di distribuzione del Gruppo BMW avrebbero proibito ai loro partner dello Spazio economico europeo (SEE) la vendita di autoveicoli BMW e MINI a clienti domiciliati in Svizzera, si legge in un comunicato odierno.
Sulla base di questi indizi di un'assegnazione illecita, da un punto di vista del diritto sui cartelli, di zone di vendita, la COMCO ha aperto un'inchiesta: dovrà appurare se queste pratiche hanno impedito la vendita di automobili delle marche BMW e MINI dallo SEE in Svizzera o l'importazione diretta da parte di clienti svizzeri.
L'autorità federale si è mossa in seguito a un'inchiesta trasmessa la settimana scorsa da "Kassensturz", emissione di difesa dei consumatori della televisione SF. BMW era sospettata di impedire ai concessionari di rifornire i clienti svizzeri che - complici l'euro debole e ai prezzi tradizionalmente elevati dei veicoli nella Confederazione - erano alla ricerca di buoni affari all'estero.
La normativa elvetica sui cartelli contempla, per casi di questo tipo, sanzioni pecuniarie che possano arrivare fino al 10% del fatturato realizzato da una società - in questo caso BMW Svizzera - negli ultimi tre anni.
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