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Portogallo
Entra in carica il terzo governo di Costa
Il terzo governo del primo ministro portoghese Antonio Costa, leader del Partito socialista, è ufficialmente in carica, due mesi dopo il voto che lo ha confermato con la maggioranza assoluta. Ma c'è già chi teme che non possa durare fino al 2026, termine del mandato.
Consapevole delle ambizioni di Costa, che punterebbe ad un incarico a Bruxelles, nel giorno di insediamento dell'esecutivo, il presidente Marcelo Rebelo de Sousa lo ha pubblicamente avvertito: «Hanno dato la maggioranza assoluta ad un partito, ma anche ad un uomo», gli ha detto, aggiungendo che «questa faccia che ha vinto in modo incontestabile e notevole alle elezioni, non può essere sostituita da altre nel mezzo del cammino».
Questo, ha detto, Rebelo de Sousa, è il «prezzo delle grandi vittorie intenzionalmente personalizzate». Costa potrebbe infatti ambire alla carica di presidente del Consiglio europeo, andando a prendere il posto di Charles Michel nel 2024.
Il primo ministro gli ha risposto indirettamente, dicendo che i portoghesi hanno votato per la «stabilità» fino al 2026, ma che questo «non è sinonimo di immobilismo». A far crescere i sospetti sulle sue possibili ambizioni è il fatto che Costa abbia deciso di prendersi carico degli affari europei, togliendo la responsabilità al ministero degli Esteri.
I suo amore per l'Europa è reciproco. Durante la cerimonia di insediamento del governo, lo stesso Michel si è congratulato con Costa dicendo che un governo guidato da lui è un «beneficia l'Unione Europea».
Costa ha già pronta una proposta di legge di bilancio
Nel suo discorso, Costa ha detto di aver già pronta una proposta di legge di bilancio, quello stesso piano di spese che gli è costato la caduta del governo lo scorso autunno. Secondo alcuni commentatori partire da un documento redatto prima dello scoppio della guerra in Ucraina equivale a sottovalutarne l'impatto economico e sociale.
Costa ha parlato di sforzi per «girare pagina» e ha comparato «le tormente e le tempeste» affrontate negli anni, a partire dal 2015 con l'austerità, con quelle attuali.
Più radicale è stato invece il messaggio del presidente Rebelo de Sousa, che ha dedicato ampio spazio ad analizzare i possibili risvolti della guerra, non solo a livello nazionale, e ha parlato della necessità di cominciare «un nuovo ciclo».
SDA