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In una mossa insolita, il Parlamento ha adottato una risoluzione relativa alla «situazione dei diritti umani» in Cina
In nessun punto del documento viene però citata esplicitamente la Cina o la parola «violazione»
TOKYO - Il parlamento giapponese si è espresso oggi sulla «grave situazione dei diritti umani» in Cina, adottando una risoluzione che invita il Governo di Fumio Kishida «a prendere provvedimenti», lavorando «con la comunità internazionale» per tentare di alleviare la situazione.
Lo riporta l'agenzia di stampa Reuters, che ha consultato i documenti relativi alla risoluzione. «Le questioni dei diritti umani non possono essere solo questioni interne, perché i diritti umani hanno valori universali e sono quindi rilevanti per la comunità internazionale», si può leggere nel testo dell'atto, che definisce le violazioni «una minaccia per la comunità internazionale».
Lo stesso Kishida, da quando è entrato in carica (lo scorso ottobre) ha subito mostrato forza e determinazione nei confronti del Dragone, dichiarando che il Giappone non avrebbe usato mezzi termini con la Cina. Poco dopo, a novembre, ha nominato persino un ex ministro come suo funzionario per i diritti umani.
La risoluzione ha citato le stesse questioni che sono state trattate in passato ad esempio dal Parlamento canadese (il trattamento degli uiguri, che anche da Washington hanno descritto come «genocidio», ma anche il caso di Tibet e di Hong Kong). Pechino, lo ricordiamo, ha sempre negato qualsiasi abuso nello Xinjiang.
Una risoluzione...timida?
Nella camera bassa giapponese, comunque, la risoluzione è stata a lungo dibattuta, e il linguaggio originariamente proposto nella risoluzione è infine stato attenuato: il Governo di Pechino non viene esplicitamente accusato di violazioni dei diritti umani.
In nessun punto del testo è stata poi usata esplicitamente la parola "Cina", e non sono nemmeno utilizzati termini duri come «violazioni» dei diritti umani. Una decisione presumibilmente volta a mantenere - come d'altronde richiesto da parte dei parlamentari - le solide relazioni bilaterali con una delle economie più potenti al mondo.
Intanto, a giorni arriveranno migliaia di atleti per i giochi olimpici di Pechino, dove però il Giappone - come una serie di Paesi capitanati dagli Stati Uniti - non invierà una delegazione governativa, un'altra protesta relativa alla «grave situazione dei diritti umani».
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