Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/75911

<h2>SubmittedText<h2><p>La mia interpellanza 06.3322 intitolata "Assicurazioni sociali: passaggio degli oneri a cantoni e comuni" è stata presentata al Consiglio nazionale il 22 giugno 2006.</p><p>Dato che l'amministrazione federale non disponeva di una statistica relativa al trasferimento degli oneri a cantoni e comuni (tramite l'assistenza sociale), causato dalla riduzione del periodo massimo di indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione da 520 a 400 giorni, dall'aumento da 6 a 12 mesi del periodo di contribuzione minimo che garantisce il diritto all'indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione e dall'inasprimento delle condizioni che permettono di beneficiare dell'assicurazione invalidità, avevo chiesto al Consiglio federale se fosse stato disposto a finanziare uno studio che consentiva di determinare l'entità di questi trasferimenti.</p><p>La risposta del Consiglio federale del 6 settembre 2006 precisava che tali risultati sarebbero stati disponibili in autunno 2007.</p><p>Considerato che siamo alla sessione di inverno 2007, pregherei quindi il Consiglio federale di trasmetterci i risultati del suddetto studio relativo all'assistenza sociale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il Consiglio federale è importante disporre nella sicurezza sociale di basi decisionali qualitativamente elevate. Per illustrare le relazioni tra i servizi interessati vi occorrono lavori preparatori e la raccolta di dati. Lo stato attuale dei lavori di ricerca riguardanti la questione è il seguente:</p><p>Il quarto studio sulla situazione delle persone che hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione è stato pubblicato in autunno 2006 (si veda su: ttp://www.seco.admin.ch/dokumentation/publikation/</p><p>00004/00005/01795/index.html?lang=de). Le persone senza un'occupazione dopo la fine del diritto all'indennità di disoccupazione provvedono al loro sostentamento come sempre più frequentemente (45 per cento) attraverso il loro partner o la loro partner. La seconda fonte di finanziamento sono, con un terzo dell'intera percentuale, i risparmi (in questa enumerazione sono possibili più risposte). Dal primo studio del 1995 emerge che la percentuale delle persone che dopo la fine del diritto all'indennità di disoccupazione provvedono al proprio sostentamento mediante l'assistenza sociale è aumentata di continuo: nello studio più recente risulta che nel 1995 ne erano il 13 per cento, nel 1999 già il 23 per cento e nel 2005 il 29 per cento. Questa evoluzione dimostra che si tratta soprattutto di una tendenza a lungo termine piuttosto che di una reazione ai cambiamenti nell'assicurazione contro la disoccupazione.</p><p>Nell'ambito del programma di ricerca pluriennale PR-AI (tema principale: l'AI nel contesto di altri sistemi della sicurezza sociale) è stato compiuto un ulteriore passo verso l'analisi delle relazioni tra l'AI, l'AD e l'assistenza sociale: per quantificare i flussi di assicurati tra AI, AD e assistenza sociale è in corso un progetto di ricerca nell'ambito di una collaborazione tra UFAS, SECO e UST sul quale il Consiglio federale ha fornito informazioni nella sua risposta all'interpellanza Berberat 06.3322. Data la complessità, sottovalutata all'inizio dello studio, e il dispendio per la preparazione e l'utilizzo di dati, nel 2006, in una prima tappa, è stato necessario svolgere uno studio di fattibilità, sulla cui base si è potuta poi raccogliere una serie di dati di prova per quattro città svizzere. Sulla base dei lavori ultimati alla fine del 2007, il mandatario mostrerà, presumibilmente entro la fine del 2008, gli indicatori elaborati per tutta la Svizzera. L'accento verrà posto sulle relazioni tra AI, AD e assistenza sociale. L'obiettivo dello studio è anche quello di creare presupposti per poter rilevare regolarmente e a lungo termine i passaggi tra i tre sistemi. Su tale base si potranno poi svolgere analisi particolareggiate.</p>  Risposta del Consiglio federale.