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OPORTO (Portogallo) – Un rigore concesso a Parigi al 92’ che ha permesso allo United di centrare una qualificazione pazzesca dopo lo 0-2 casalingo di tre settimane fa, uno dato al Porto al 115’ e uno non fischiato a favore della Roma al 119’: la serata di ieri di Champions League è stata in larga parte decisa dalla VAR.
Se a Parigi Neymar e altri hanno protestato, ma obiettivamente il braccio di Kimpembe era abbastanza largo da poter indurre l’arbitro Skomina a concedere la massima punizio (il PSG dovrebbe più che altro piangere se stesso per gli errori commessi), in Portogallo durante i supplementari è successo di tutto.
Prima c’è stato il rigore concesso al Porto per la trattenuta della maglia da parte di Florenzi, poi all’ultimo minuto ecco il fallo non concesso – visionando il VAR dall’alto – a Schick che avrebbe potuto regalare alla Roma il passaggio del turno. “Sono stufo di questa merda, il fallo era evidente. Non ho più parole”, è stato lo sfogo del presidente dei giallorossi, James Pallotta.