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Due giorni dopo l'incidente in Norvegia la polizia ha per la prima volta interrogato il conducente - di nazionalità tedesca - del pullman argoviese che uscendo di strada e finendo la sua corsa in un fossato ha provocato 4 morti e 13 feriti. L'uomo, rimasto gravemente ferito, non si ricorda dell'accaduto, ha indicato oggi all'ats Erik Granli, capo della polizia del Nord-Trøndelag.
Secondo Svein Karlsen, portavoce dell'ospedale di Namsos in cui l'autista è ricoverato, questi rientrerà in Svizzera domani in serata.
Il conducente rimane accusato di "guida imprudente": una procedura ordinaria in Norvegia quando le indagini sono ancora in corso. L'imputato ha così il diritto di avere un avvocato, aveva precisato ieri la polizia norvegese.
Per quanto riguarda il bus non sono stati rilevati problemi tecnici, ha indicato Granli. "Degli esami sono in corso. I risultati non sono attesi prima di una settimana", ha aggiunto. Anche il rivestimento della strada, criticato per la sua pericolosità già prima dell'incidente, non è per il momento incriminabile.
Dodici feriti sono stati rimpatriati ieri, nove dei quali mediante due aeroambulanze noleggiate dal governo svizzero, e tre su voli di linea. L'autista non era allora ancora trasportabile.
Il pullman, di proprietà dell'azienda Eurobus con sede a Windisch (AG), si trovava di ritorno da un viaggio di due settimane in Norvegia. Tutti e 16 i passeggeri erano di nazionalità svizzera, la maggior parte aveva tra i 60 e i 70 anni. Le ragioni dell'incidente non sono ancora chiare.
SDA-ATS