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All'iniziativa popolare "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso" va opposto un controprogetto indiretto. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale sostenendo che in questo modo i problemi sollevati vengono presi sul serio.
Oggi la Camera del popolo era chiamata a decidere unicamente sull'opportunità di affiancare una controproposta all'iniziativa promossa dal Comitato di Egerkingen, già all'origine dell'iniziativa anti-minareti. Formalmente dunque il Nazionale non ha trattato la proposta di modifica costituzionale, la raccomandazione di voto sarà infatti decisa in un secondo momento. Alla luce dei discorsi pronunciati oggi, un "no" appare comunque assai probabile.
La maggioranza della commissione preparatoria proponeva di rinunciare al controprogetto proposto dal governo e già approvato dagli Stati. Come hanno ricordato i due relatori, Jean-Luc Addor (UDC/VS) e Balthasar Glättli (Verdi/ZH), la controproposta non piace né ai sostenitori dell'iniziativa, che la vedono come "fumo negli occhi", né ai suoi detrattori, che la definiscono inutile poiché mira a risolvere un problema che in realtà non esiste.
Diversi deputati, riconoscendo la necessità di agire sul problema della dissimulazione del volto in pubblico, hanno invece evidenziato come le proposte dell'iniziativa vadano a cozzare contro l'autonomia dei cantoni. Il controprogetto permette invece di intervenire puntualmente, laddove la Confederazione può farlo, ha sostenuto Gerhard Pfister (PPD/ZG). Al voto, la controproposta è stata approvata con 105 voti contro 81 e 8 astenuti.
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