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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In virtù della legge sulle poste (LPO), la Posta fornisce un servizio universale sufficiente, </p><p>comprendente prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti. Le prestazioni del </p><p>servizio postale includono l'accettazione, la presa in consegna, il trasporto e la distribuzione di </p><p>invii, di regola tutti i giorni feriali, al minimo, però, durante cinque giorni alla settimana. La Posta </p><p>garantisce il libero accesso alle prestazioni del servizio universale. Quest'ultimo deve essere di </p><p>buona qualità e offerto in tutte le regioni del Paese secondo gli stessi principi e a prezzi equi.</p><p></p><p>Anche in futuro queste prestazioni avranno un'importanza capitale ai fini della coesione </p><p>nazionale ed in vista di consentire a tutti gli strati della popolazione e a tutte le regioni del Paese </p><p>di essere partecipi degli sviluppi della società e dell'economia. </p><p></p><p>Le nuove tecnologie dell'informazione, come afferma l'autore della mozione, hanno implicazioni </p><p>innegabili per la Posta, di cui essa deve tenere conto. D'altronde, il Consiglio federale è </p><p>favorevole al processo che dovrebbe sfociare in questa famosa "società dell'informazione". </p><p>Attraverso l'iniziativa di formazione "Partenariato pubblico-privato - la scuola in rete" (PPP-sir), </p><p>esso ha voluto collaborare con i Cantoni e le imprese del settore privato per formare circa </p><p>30'000 docenti, dotare circa 4'000 scuole delle moderne tecnologie dell'informazione e della </p><p>comunicazione (TIC) - o potenziarle laddove sono già impiegate - e allacciarle ad Internet. </p><p>Anche la Posta partecipa al progetto. D'altro canto, la Confederazione elabora uno sportello </p><p>virtuale che consenta di sfruttare pienamente il potenziale della ciber-amministrazione. Inoltre, il </p><p>commercio elettronico conosce uno sviluppo costante e sono sempre più numerosi i privati </p><p>allacciati a Internet. Malgrado questa evoluzione - a cui la Posta partecipa attivamente - il </p><p>presente incarico del servizio postale continuerà ad essere d'attualità. Infatti, a livello </p><p>dell'utilizzazione di queste tecnologie, sussisteranno sempre differenze regionali, e ciò </p><p>nonostante l'obbligo derivante dal diritto delle telecomunicazioni di garantire gli allacciamenti </p><p>telefonici in tutto il paese, e di conseguenza, l'accesso a Internet. Senza dimenticare le persone </p><p>anziane, che spesso provano difficoltà a servirsi delle nuove tecnologie. </p><p></p><p>Indiscutibilmente, l'utilizzazione crescente delle NTIC provoca nel settore della postalettere un </p><p>fenomeno di sostituzione che non mancherà di ampliarsi. La lettera resterà tuttavia un mezzo di </p><p>comunicazione essenziale tanto per la società come per l'economia, e la postalettere continuerà </p><p>ad essere uno dei compiti di base della Posta. D'altro canto, la distribuzione della postapacchi </p><p>difficilmente sarà sostituita dalle nuove tecnologie, e, al contrario, dovrebbe registrare un </p><p>incremento legato al successo del commercio elettronico. L'incarico attuale della Posta di </p><p>fornire il servizio universale, compreso il trasporto e la distribuzione di lettere e pacchi, deve </p><p>quindi restare immutato. D'altronde, l'estensione dell'incarico così com'è auspicata dall'autore </p><p>della mozione - che assomiglia piuttosto a una drastica ristrutturazione - equivarrebbe a </p><p>trasformare la Posta in impresa di telecomunicazioni, implicando una sua totale </p><p>riorganizzazione con ripercussioni sugli impieghi e sulla presenza in tutte le regioni del Paese. Il </p><p>Consiglio federale non può auspicare tale riorganizzazione. Va notato per altro che il diritto </p><p>attuale autorizza la Posta ad essere attiva nel settore delle tecnologie dell'informazione. Non è </p><p>invece necessario imporle legalmente di fornire prestazioni in quest'ambito. </p><p></p><p>La mozione propone di ridefinire il servizio di base nel settore delle telecomunicazioni. In virtù </p><p>dell'articolo 16 capoverso 3 della legge del 30 aprile 1997 sulle telecomunicazioni (LTC, RS </p><p>784.10), questo compito incombe al Consiglio federale, che ne ha d'altronde definito le modalità </p><p>nell'articolo 15 dell'ordinanza del 6 ottobre 1997 sui servizi di telecomunicazione (OST; RS </p><p>784.101.1), adeguando periodicamente le prestazioni del servizio universale alle esigenze </p><p>sociali ed economiche e allo stato della tecnica (art. 16 cpv. 3 LTC).</p><p></p><p>In vista della prossima pubblica gara per il servizio universale nel 2003, si stanno attualmente </p><p>rivedendo le disposizioni relative alla portata, al finanziamento, alla qualità delle prestazioni e al </p><p>massimale del prezzo. L'ATEC, fiancheggiato dall'Ufficio federale delle comunicazioni </p><p>(UFCOM), ha analizzato l'evoluzione del settore delle telecomunicazioni in Svizzera sotto </p><p>l'aspetto dell'offerta come pure della domanda e ha elaborato alcune proposte per la futura </p><p>concessione. Le trattative concernono, segnatamente, l'obbligo di fornire un allacciamento </p><p>telefonico numerico della qualità dell'ISDN (il consumatore sarebbe libero di scegliere tra un </p><p>allacciamento analogico o numerico). Il Consiglio federale si pronuncerà nell'autunno prossimo </p><p>sulla versione definitiva del servizio universale relativamente alle prestazioni delle </p><p>telecomunicazioni.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.