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Estradata alla Spagna presunta attivista dell'ETA
Unite contro la tortura a revocare l'effetto sospensivo
Parole chiave: Estradizione
La donna si trovava in Svizzera dal 14 marzo 2002 in carcerazione in vista di estradizione. Le autorità spagnole sospettano che la donna abbia preso in locazione a suo nome due appartamenti a Barcellona che sarebbero stati utilizzati da altri attivisti dell'ETA sia da rifugio sia da nascondiglio per armi ed esplosivi, serviti poi per commettere diversi attentati. Il 7 agosto 2002 l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ) autorizzava l'estradizione a condizione che le autorità spagnole non perseguano o puniscano la donna per l'eventuale sfondo politico dei reati imputatele. Il 21 ottobre 2002 il Tribunale federale respingeva un ricorso contro la decisione d'estradizione dell'UFG e autorizzava a sua volta l'estradizione.
Estradizione ritardata dal ricorso al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura
L'estradizione è stata tuttavia in un primo tempo rinviata poiché Gabriele Kanze, in un ricorso al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, ha fatto valere che la sua estradizione alla Spagna violava la "Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti" e inoltre poiché il Comitato aveva chiesto alla Svizzera di adottare misure provvisorie (effetto sospensivo). Nelle sue osservazioni, destinate al Comitato, l'UFG sottolineava, come anche già in precedenza il Tribunale federale, che non potevano essere esclusi singoli casi di maltrattamenti nelle carceri spagnole ma che comunque era possibile escludere un ricorso sistematico alla pratica della tortura. La ricorrente non è stata dunque in grado di rendere concretamente verosimile di correre personalmente il pericolo d'essere sottoposta a tortura, a trattamenti inumani o degradanti in Spagna. Per di più una serie di garanzie, segnatamente la circostanza che la Spagna ha accettato di sottoporsi a numerosi meccanismi di controllo nell'ambito dei diritti umani, permette di escludere qualsiasi rischio in tal senso.
Il 7 gennaio 2003 il relatore del Comitato contro la tortura comunicava alla Svizzera di ritirare la sua domanda relativa all'adozione di misure provvisorie. Conseguentemente più nulla si opponeva a un'estradizione. Il Comitato non ha ancora deciso in merito al ricorso vero e proprio.
Info complementari
Dossier
16.06.2016 - UFG
18.05.2016 - UFG
Comunicati
05.08.2016 - UFG
08.06.2016 - UFG
18.05.2016 - UFG