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Sono state ufficialmente sospese nell'Oberland bernese le ricerche avviate per trovare Harrison Fast, uno "speedflyer" americano di 28 anni disperso da sabato sul massiccio della Jungfrau.
La famiglia non si dà però per vinta e ha raccolto fondi per noleggiare un elicottero.
Lo speed flying è uno sport estremo consistente in una discesa sulla neve con un piccolo parapendio che, grazie ad una superficie più piccola e ad uno speciale profilo, permette di volare ad una velocità più sostenuta.
I soccorritori hanno cercato il giovane americano durante il lungo weekend pasquale dal cielo e sul terreno, ha detto oggi all'ats Christoph Gnägi, portavoce della polizia cantonale bernese, confermando notizie di diversi portali d'informazione. Sabato le ricerche sono state interrotte per l'oscurità, domenica e ieri a causa del maltempo e delle raffiche di vento. "Abbiamo fatto tutto quanto umanamente possibile", ha affermato il portavoce.
Il disperso faceva parte di un gruppo di sei lanciatosi sabato dallo Jungfraujoch. Durante la discesa c'è stata una bufera. L'allarme è stato dato dopo che non è arrivato al traguardo prestabilito. Secondo Gnägi il percorso scelto è molto ripido e costellato di profondi crepacci di ghiacciaio.
La famiglia ha ora avviato una ricerca privata. Sulla piattaforma internet Youcaring.com raccoglie soldi per pagare l'impiego di un elicottero. L'obiettivo era di 15'000 dollari ma oggi verso le 17.30 si era già superata quota 44'000.
Le speranze della famiglia non sono infondate. Nel settembre 2012 un giovane inglese che praticava lo speed flying, egli pure dato per disperso da tre giorni, era stato ritrovato oggi vivo in una gola nella regione bernese di Lauterbrunnen, ai piedi della Jungfrau. In questo caso gli amici avevano lanciato un appello tramite Facebook e l'inglese fu localizzato da soccorritori privati.
Lo scorso 11 marzo un appassionato di questo sport estremo - un inglese di 30 anni - è morto in seguito a una caduta presso Wengen, nella stessa regione.
SDA-ATS