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Il Consiglio degli Stati si oppone ad un'introduzione su scala nazionale del divieto di mostrarsi in pubblico a volto coperto. La decisione è stata presa oggi con 27 voti contro 3. Il Consiglio nazionale aveva invece accolto una mozione in tal senso.
Paul Niederberger (PPD/NW), a nome della Commissione, ha suggerito di respingere la proposta del consigliere nazionale Hans Fehr (UDC/ZH). Si tratterebbe infatti di una ingerenza da parte della Confederazione, visto che l'ordine pubblico nel corso di manifestazioni è di competenza dei Cantoni. Questo punto è stato ripreso da altri oratori.
Secondo Peter Föhn (UDC/SZ) un intervento dello Stato è invece necessario, visto il pericolo che le persone "mascherate" rappresentano per la sicurezza. Il problema principale è appunto che non possono essere riconosciute, rendendo difficili contromisure efficaci. "Alcuni divieti cantonali esistono già, ma non vengono applicati. Per questo serve una soluzione nazionale", ha aggiunto.
La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha concordato sul fatto che "episodi di violenza durante manifestazioni pubbliche sono scioccanti e non possono essere tollerati". Tuttavia, ha aggiunto, questa mozione non ha niente a che vedere con tali episodi.
"Casi di violenza si sono verificati ad esempio nel canton Berna, dove un divieto di mostrarsi a volto coperto esiste già", ha sottolineato. Inoltre, anche secondo la ministra la misura sarebbe un'ingerenza nelle competenze cantonali: "il federalismo è un principio importante e va rispettato", ha detto.
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