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Ancora una volta, Cile e Bolivia sono ai ferri corti a causa della storica rivendicazione di "uno sbocco al mare" da parte di La Paz, contenzioso che si trova da qualche giorno presso la Corte internazionale di giustizia dell'Aja.
Il ministro degli esteri cileno Heraldo Munoz ha definito "confusa" la posizione espressa dalla Bolivia davanti alla Corte contro l'obiezione fatta da Santiago circa la competenza di tale tribunale nella richiesta boliviana dell'accesso al mare. Il ministro degli esteri boliviano David Choquehuanca si è a sua volta detto speranzoso sul fatto che L'Aja possa fare "giustizia".
Il contenzioso sarà d'altra parte al centro di un'iniziativa promossa dall'Università cattolica argentina, che nei prossimi giorni promuoverà un incontro tra accademici boliviani, cileni e peruviani. "L'obiettivo è quello di immaginare un consenso e proporre così delle soluzioni affinché la Bolivia possa ritrovare lo sbocco al mare tramite idee nuove", ha precisato Humberto Podetti, promotore dell'iniziativa insieme ad altri due docenti dell'università, Marco Gallo e Aldo Carreras.
Cile, Bolivia e Perù si sono affrontati durante la Guerra del Pacifico (1879-1883) per una regione al nord del Cile, sud del Perù, sud-ovest della Bolivia. Dopo la vittoria dei cileni, Santiago firmò trattati di pace con La Paz (1904) e con Lima (1929) che portarono alla cessione di territori appunto al Cile, e nel caso della Bolivia anche alla perdita del proprio sbocco al Pacifico.
SDA-ATS