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Per un’Europa sociale
Le forze neoliberali volevano minare con l’accordo quadro istituzionale tra la Svizzera e l’Unione europea la protezione salariale. Il loro piano è fallito. Adesso la Svizzera può fornire un vero contributo alla realizzazione di un’Europa sociale.
Unia si è battuta contro l’accordo quadro con l’UE perché non voleva che si sacrificasse la protezione salariale svizzera (le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone). Ciò sarebbe andato a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori, indipendentemente dalla loro origine.
Spazzando via l’iniziativa della disdetta Unia è riuscita anche a sventare l’attacco dell’UDC alla libera circolazione delle persone e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Adesso la Svizzera può fornire un vero contributo alla realizzazione di un’Europa sociale.
L’internazionalismo di Unia
Unia è un sindacato internazionalista con iscritti e iscritte da più di 150 paesi. Questo è il motivo per cui Unia si sta impegnando anche per una cooperazione più profonda con l'UE.
Questo richiede un cambiamento di paradigma politico. La Svizzera deve costruire una relazione stabile con l'UE sulla base degli interessi comuni di tutta la popolazione: in materia di sicurezza sociale e giustizia, di libertà di movimento e diritti dei lavoratori.
Proposte per una politica europea sociale
Il Congresso Unia del 2021 ha approvato una risoluzione (PDF) con quattro assi programmatiche per una politica europea sociale:
1. Rafforzare il pilastro sociale della cooperazione
La Svizzera dovrebbe orientare le proprie politiche in direzione del «pilastro europeo dei diritti sociali»:
- il miglioramento delle norme minime nei contratti di lavoro,
- la realizzazione della parità salariale,
- un congedo parentale complementare al congedo di maternità e di paternità,
- i diritti di partecipazione nelle aziende,
- la protezione e la parità di trattamento dei rapporti di lavoro atipici (lavoro interinale ecc.)
- nonché, appena saranno adottate le direttive pertinenti, il rafforzamento dell’obbligo di diligenza delle aziende.
2. Copertura sociale della libera circolazione delle persone
Vogliamo che la Svizzera rafforzi la libera circolazione delle persone e ne garantisca una migliore copertura sociale. Deve migliorare la certezza del soggiorno, la sicurezza sociale e i diritti di ricongiungimento familiare di cittadini UE in Svizzera, soprattutto in caso di disoccupazione. Nessuno deve essere punito per aver percepito prestazioni sociali a cui ha diritto.
3. Cooperazione per una maggiore giustizia sociale
La Svizzera deve prendere l’iniziativa e fare un grande passo in direzione dell’UE con l’obiettivo di armonizzare le norme fiscali. Questo significa la fine del dumping fiscale tra i cantoni.
Il Consiglio federale dovrebbe impegnarsi per un’aliquota fiscale minima del 25% per le imprese, come richiede la Confederazione europea dei sindacati per tutta l’Europa. La Svizzera dovrebbe sostenere il principio secondo il quale le multinazionali devono essere tassate dove realizzano i loro profitti.
4. Approfondimento della cooperazione istituzionale e della cooperazione pratica
Con o senza accordo quadro, la Svizzera può e deve approfondire la cooperazione istituzionale con l’UE: con una rapida adesione all’Autorità europea del lavoro (ELA) e alla tripartita Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), la Svizzera può anche contribuire concretamente alla garanzia transfrontaliera delle condizioni di lavoro e alla prevenzione del dumping.
Si dovrebbe migliorare anche la cooperazione pratica con l’UE, per esempio nel quadro del fondo di coesione e partecipando al Piano per la ripresa dell’Europa dopo la pandemia di coronavirus.
Deve inoltre sostenere e recepire le iniziative europee lungimiranti quali il programma Garanzia Giovani, che mira a garantire a tutte le persone sotto i 30 anni un’offerta di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o stage.
Europa sociale = protezione dei salari più forti
Oltre alla cooperazione e al coordinamento, ogni paese dovrebbe mantenere il diritto di fissare standard minimi più ampi per le condizioni di lavoro e i salari che si applicano a tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro origine.
Inoltre, devono essere istituiti meccanismi di controllo efficaci e adattati alla situazione reale per far rispettare la protezione dei salari.
Questo è l'unico modo per evitare il livellamento verso il basso della protezione salariale e dei salari.