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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 25.02.2016</b></p><p><b>Il Consiglio federale definisce la sua politica in materia di educazione, ricerca e innovazione negli anni 2017-2020 </b></p><p><b>Il Consiglio federale ha approvato il Messaggio concernente la promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) negli anni 2017-2020. Per realizzare le numerose misure di promozione, il Collegio chiede al Parlamento lo stanziamento di quasi 26 miliardi di franchi e propone nel contempo di aggiornare diverse leggi del settore ERI. </b></p><p>L'educazione, la ricerca e l'innovazione rivestono un'importanza fondamentale per il benessere comune, lo sviluppo sostenibile, la coesione interna e la pluralità culturale del nostro Paese. L'educazione promuove negli individui la facoltà di riflettere e agire in modo autonomo e responsabile, la ricerca è fonte di sapere e l'innovazione il motore del successo economico. </p><p>Alla luce di queste considerazioni, i fondi dell'ordine di quasi 26 miliardi di franchi richiesti dal Consiglio federale con il Messaggio ERI 2017-2020 serviranno a finanziare le misure federali di promozione della formazione professionale, delle scuole universitarie (settore dei PF, università cantonali e scuole universitarie professionali), della formazione continua, nonché della ricerca e dell'innovazione.</p><p>Il periodo ERI 2017-2020 sarà articolato sui principi di continuità e sviluppo mirato. A questo proposito il Consiglio federale ha definito quattro priorità:</p><p>- formazione professionale superiore: grazie ad essa la Svizzera dispone di un modello di perfezionamento professionale di comprovata efficacia al livello terziario non universitario. Le nuove disposizioni e il maggior finanziamento dei corsi di preparazione agli esami federali mirano a rafforzare la formazione professionale superiore;</p><p>- ricambio generazionale negli ambienti scientifici: affinché la piazza universitaria e la ricerca svizzera rimangano competitive a livello internazionale è importante che dispongano di un bacino di reclutamento da cui attingere giovani leve altamente qualificate. Occorre pertanto sostenere le scuole universitarie affinché adeguino i loro percorsi di carriera in funzione e nell'interesse delle giovani leve di talento;</p><p>- medicina umana: da diverso tempo ormai il fabbisogno di personale sanitario non può più essere colmato soltanto con specialisti formati in Svizzera. Nell'ambito di un programma straordinario, che prevede un finanziamento supplementare a favore delle scuole universitarie per la promozione di singoli progetti, si intende aumentare ulteriormente il numero degli specialisti in medicina umana;</p><p>- innovazione: garantire che l'economia svizzera continui a realizzare ottimi risultati sul fronte dell'innovazione è una priorità assolutamente essenziale proprio in tempi difficili. Occorre quindi sostenere a lungo termine e con misure d'impatto strutturale le innovazioni portate avanti dagli ambienti economici privati. La ricerca, inoltre, sarà sostenuta anche in futuro con investimenti pubblici.</p><p>Il piano finanziario ERI 2017-2020 fa parte del piano finanziario di legislatura, che a lungo termine si prefigge il pareggio del bilancio federale. Nel richiedere i fondi ERI, il Consiglio federale mette in preventivo un aumento annuo medio del 2 per cento, il che depone a favore del trattamento tuttora prioritario di cui il settore ERI beneficia, soprattutto se paragonato ad altri ambiti politici.</p><p>Con i fondi previsti per la promozione del settore ERI negli anni 2017-2020 la quota federale del 25 per cento della spesa pubblica per l'educazione, prescritta per legge, risulterà rispettata in ciascuno dei quattro anni. Per lo sviluppo finanziario di tutti i tipi di scuole universitarie è prevista una crescita di circa l'1,5 per cento all'anno. Infine, in virtù di una crescita più che proporzionale, la promozione della ricerca e dell'innovazione assumerà un'importanza particolare nel periodo ERI 2017-2020: per quanto riguarda i mezzi destinati al Fondo nazionale svizzero (FNS) e alla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) è infatti prevista un incremento annuo del 2,9 per cento. Non rientrano nel messaggio ERI 2017-2020 né il finanziamento della ricerca dell'Amministrazione federale (anche definita "ricerca settoriale") né la partecipazione della Svizzera ai programmi quadro dell'UE in materia di formazione (Erasmus+) e ricerca (Orizzonte 2020).</p><p>Nell'intento di ottimizzare le condizioni quadro per la promozione della formazione, della ricerca e dell'innovazione, il Consiglio federale chiede nel messaggio ERI 2017-2020 di adeguare cinque leggi federali pertinenti. Con la modifica della legge sulla formazione professionale vengono poste le basi del nuovo modello di finanziamento della formazione professionale superiore. L'adeguamento della legge sui Politecnici federali, invece, concerne tra l'altro la corporate governance, la rendicontazione, le tasse d'iscrizione e le eventuali limitazioni all'ammissione di studenti stranieri. Il Consiglio federale propone inoltre una nuova legge federale che disciplini la cooperazione tra Confederazione e Cantoni all'interno dello spazio formativo svizzero e sostituisca una legge già esistente di durata limitata. Quest'iniziativa costituisce l'ultimo adeguamento giuridico risultante dalle disposizioni costituzionali sulla formazione del 2006.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2016</b></p><p><b>26 miliardi per ricerca e innovazione per periodo 2017-2020 </b></p><p><b>(ats) La promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) dovrebbe ricevere 26 miliardi di franchi per il periodo 2017-2020. Dopo una lunga discussione, il Consiglio Nazionale si è allineato completamente con il progetto governativo respingendo i tagli proposti dall'UDC e gli aumenti auspicati dalla commissione preparatoria.</b></p><p>Il credito chiesto dall'esecutivo rappresenta un aumento annuo del 2% rispetto al periodo precedente. Quattro sono le priorità: sostegno alla formazione professionale superiore, incoraggiamento alla la carriera scientifica, promozione della formazione dei medici e all'innovazione in Svizzera.</p><p>Per la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Nazionale (CSEC-N) i 26 miliardi proposti dal governo non sono però sufficienti per raggiungere tutti gli obiettivi. La CSEC-N ha così chiesto 950 milioni supplementari per tornare al tasso di crescita del 3,2% proposto in un primo tempo dal Consiglio federale.</p><p>Da parte sua, l'UDC ha chiesto un taglio di quasi 990 milioni rispetto alla proposta governativa. "Il partito è convinto dell'importanza del settore dell'educazione e della ricerca, ma non è disposto a favorirlo a scapito di altri settori", ha sostenuto Aline Glauser (UDC/VD). "Ci battiamo per il rigore budgetario", ha aggiunto.</p><p>Le proposte democentriste di ridurre il credito ERI sono però tutte state bocciate. Il partito si è allora associato alla maggioranza di PLR e PPD e ha sostenuto la proposta difesa dal Consiglio federale. Queste formazioni politiche hanno definito la soluzione governativa "un buon compromesso" visto il deterioramento delle finanze federali.</p><p>La ricerca e l'innovazione rimangono un settore prioritario, ma deve anch'esso contribuire al programma di risparmio. Le spese continueranno comunque ad aumentare rispetto al credito quadro precedente, è stato ricordato in aula.</p><p>Il credito per il periodo 2013-2016 era di 23,8 miliardi di franchi, ha rammentato Johann Schneider-Ammann. Con circa 26 miliardi per i quattro prossimi anni, vi saranno mezzi supplementari a fronte di un rincaro quasi nullo, nonché un maggiore margine di manovra. Gli ambienti interessati sono stati associati alla correzione verso il basso del credito iniziale e si sono mostrati comprensivi con gli imperativi finanziari, ha assicurato il ministro della formazione e della ricerca.</p><p>I tentativi dello schieramento rosso-verde - sostenuti da PBD, PVL e da alcuni liberali-radicali e popolari-democratici - di far passare la variante proposta dalla commissione sono dunque falliti.</p><p>"La Camera sta per prendere decisioni irresponsabili per il Paese", ha deplorato Jean-François Steiert (PS/FR). A suo avviso, i compiti supplementari per il mondo accademico e scientifico nonché l'aumento del numero degli studenti necessiterebbero un aumento annuo del 3,9%. Potrebbero essere realizzati anche con un +3,2%, ma con meno mezzi ciò risulterà impossibile, ha aggiunto il friburghese.</p><p>"La Svizzera guida la classifica dei Paesi europei in materia di formazione, ricerca e innovazione, e deve rimanerlo", ha sostenuto Christine Bulliard (PPD/FR) a nome della commissione chiedendo, invano, di approvato la proposta della CSEC-N.</p><p>Per quanto attiene alla distribuzione dei principali crediti, i due Politecnici federali riceveranno 10,18 miliardi di franchi, la formazione professionale 3,63 miliardi, le Università 2,75 miliardi, le Scuole universitarie professionali 2,15 miliardi. Ulteriori 4,15 miliardi andranno al Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS), 946 milioni alla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) a 761 milioni sono destinati alla cooperazione internazionale nel campo della ricerca e l'innovazione.</p><p>Da notare, infine, che la Camera ha anche approvato una revisione della Legge sui politecnici federali che consentirà alle due sedi di Zurigo e Losanna di fissare più liberamente le tasse di studio ed estendere le restrizioni per le ammissioni. Gli studenti che non sono domiciliati in Svizzera o che vi si trasferiscono per studiare potrebbero pagare tre volte di più rispetto agli studenti già residenti nella Confederazione.</p><p>La sinistra si è battuta contro questa "selezione finanziaria". "I criteri di ammissione non devono essere legati al solo portafogli degli studenti, ma alle loro competenze", ha sostenuto Mathias Reynard (PS/VS).</p><p>"Il principio di sottoporre ad una diversa tassazione i figli dei contribuenti domiciliati in Svizzera e che qui lavorano e pagano le imposte rispetto ad altri che vengono dall'estero non ci sembra così strampalato", ha replicato Fathi Derder (PLR/VD) ricordando che è una pratica già in vigore in altri Paesi.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.09.2016</b></p><p><b>100 milioni in più per formazione professionale </b></p><p><b>(ats) È incominciato oggi al Consiglio degli Stati l'esame del progetto governativo, già trattato dal Nazionale lo scorso giugno, sulla promozione dell'educazione, la ricerca e l'innovazione per il periodo 2017-2020 che prevede un contributo globale di quasi 26 miliardi di franchi. I dibattiti proseguiranno domani.</b></p><p>Il plenum dovrà decidere se intende innalzare il credito di 395 milioni di franchi, così come raccomandato dalla sua commissione preparatoria. L'importo globale per il periodo in questione non dovrebbe quindi essere inferiore a 26'387,5 milioni.</p><p>Oggi, in particolare, i "senatori" hanno accolto l'idea di concedere maggiori fondi alla formazione professionale (+100 milioni a 3389,0 milioni per il quadriennio 2017-2020). </p><p>Domani la Camera dei Cantoni dovrà stabilire se intende concedere più mezzi al settore universitario (95 milioni), ai Politecnici federali (+160 milioni) e agli istituti di ricerca di importanza nazionale (+40 milioni). </p><p>Diverse proposte di minoranza chiederanno anche un aumento dei crediti alla formazione continua (+8 milioni) e dei contributi versati ai Cantoni per le borse di studio (+58,1 milioni).</p><p>L'entrata in materia non era contestata. Nel corso del lungo dibattito di apertura, nessuno ha infatti messo in dubbio l'importanza della formazione per la competitività della piazza economica elvetica.</p><p>"Se nel campo della ricerca occupiamo le prime posizioni a livello mondiale - ha dichiarato la "senatrice" Anita Fetz (PS/BS) - è perché negli ultimi anni abbiamo investito molto in questo settore".</p><p>Diversamente dai crediti concessi nel recente passato, però, il Consiglio federale ha proposto un aumento del 2% dei mezzi destinati alla ricerca, in soldoni quasi 26 miliardi di franchi. In un primo momento avrebbe voluto concedere il 3,2% di incremento annuo, ma tale percentuale è stata corretta al ribasso per tenere conto del programma di stabilizzazione delle finanze federali per il periodo 2017-2019.</p><p>Ma l'incremento proposto dall'Esecutivo, già accolto tale e quale dal Nazionale, è stato giudicato insufficiente da diversi "senatori". Il numero di studenti è in costante aumento e le incertezze legate ai rapporti con l'Unione europea richiedono più mezzi - +2,5% l'anno - per questo settore, hanno sostenuto vari deputati sia di destra che di sinistra.</p><p>La Svizzera si trova di fronte a sfide importanti, ha affermato Werner Luginbühl (PBD/BE) facendo riferimento alla futura integrazione dei numerosi rifugiati nel mondo del lavoro e al migliore sfruttamento del potenziale di manodopera indigena quale risposta all'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.</p><p>Altri oratori, specie dalle fila dell'UDC ma anche PPD e PLR, hanno invece fatto notare che 26 miliardi su quattro anni rappresentano pur sempre un mucchio di soldi. L'incremento del 2% va inoltre giudicato alla luce del rincaro, praticamente nullo negli ultimi anni, hanno sottolineato.</p><p>Nel suo intervento, il Consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha accennato alla rilevanza della formazione e della ricerca, ma anche ricordato l'importanza di bilanci equilibrati. </p><p>Piaccia o meno, anche la formazione e la ricerca non possono sottrarsi al programma di stabilizzazione delle finanze federali. Il sistema deve essere finanziariamente solido a lungo termine, ha ribadito il ministro bernese nonché presidente della Confederazione in carica.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.09.2016</b></p><p><b>Più mezzi per educazione e ricerca </b></p><p><b>(ats) L'educazione, la ricerca e l'innovazione per il periodo 2017-2020 devono beneficiare di maggiori mezzi finanziari. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che ha approvato oggi un incremento di 395 milioni di franchi (a 26,4 miliardi) rispetto al progetto governativo.</b></p><p>Lo scorso giugno, dopo un lungo dibattito il Consiglio nazionale aveva invece accolto la versione del Consiglio federale che prevede un finanziamento, spalmato su quattro anni, di poco meno di 26 miliardi. Il dossier ritorna quindi alla Camera del popolo che giovedì dovrà trattare le divergenze.</p><p>Dopo aver approvato ieri un aumento di 100 milioni del finanziamento quadriennale per la formazione professionale (a 3,389 miliardi), oggi i "senatori" hanno seguito le raccomandazioni della commissione preparatoria e adottato tutti gli altri incrementi di credito richiesti: +160 milioni ai Politecnici federali (a 10,386 miliardi), considerati il fiore all'occhiello della nostra ricerca e importanti per l'economia, +95 milioni di contributi di base destinati alle università e alle Scuole universitarie professionali (a 4,9 miliardi), +40 milioni per gli istituti di ricerca di importanza nazionale (a 422 milioni).</p><p>Nel corso dell'esame di questo dossier, il plenum ha tuttavia respinto alcune proposte della sinistra per un innalzamento dei crediti alla formazione continua ("no" ad un incremento di 8 milioni a 33,7 milioni), come anche dei contributi destinati ai Cantoni per le borse e i prestiti di studio.</p><p>In quest'ultimo caso, una minoranza PS avrebbe voluto innalzare il credito di 58,1 milioni (a 160 milioni), ma al voto l'ha spuntata la versione della commissione e del Consiglio federale (101,9 milioni).</p><p>Su altri crediti, la Camera dei Cantoni si è allineata al Nazionale. Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica dovrebbe quindi poter contare su poco più di 4 miliardi di franchi e la Commissione per la tecnologia e l'innovazione su 946,2 milioni.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 15.09.2016</b></p><p>(ats)<b></b>Il Consiglio nazionale ha<b></b>deciso che l'educazione, la ricerca e l'innovazione devono beneficiare di maggiori mezzi finanziari per il periodo 2017-2020. La camera ha così approvato un incremento di 395 milioni di franchi (a circa 26,4 miliardi) rispetto al progetto governativo.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.11.2016</b></p><p><b>CSt: sì a sovvenzionamento corsi preparatori esami federali </b></p><p><b>(ats) I candidati agli esami federali, se inoltreranno una richiesta, saranno esentati della metà del costo complessivo (13'000 franchi) dei corsi preparatori. Il Consiglio degli Stati ha accettato oggi - con 26 voti contro 16 - questo compromesso nell'ambito del progetto sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione per gli anni 2017-2020.</b></p><p>Durante la sessione autunnale delle Camere, il Nazionale aveva deciso che i candidati agli esami avrebbero dovuto inoltrare una domanda motivata per ottenere il sostegno della Confederazione.</p><p>Nella proposta degli Stati, la richiesta per ottenere il sovvenzionamento non dovrà invece essere eccessivamente argomentata. "Incitamenti sono necessari per rafforzare la formazione continua", ha sostenuto in aula il "senatore" Stefan Engler (PPD/GR).</p><p>Una minoranza di destra avrebbe preferito ritornare alla versione iniziale del governo, nella quale non si specificavano le modalità delle sovvenzioni.</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 05.12.2016</b></p><p><b>CN: promozione educazione e ricerca, concluso iter parlamentare </b></p><p><b>(ats) Il Consiglio nazionale ha terminato le discussioni sul progetto riguardante la promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione per gli anni 2017-2020, dossier ormai pronto per le votazioni finali. L'ultima divergenza eliminata oggi concerneva le modalità di versamento delle sovvenzioni che la Confederazione può attribuire ai candidati agli esami federale.</b></p><p>Questi, se inoltreranno una richiesta, saranno esentati della metà del costo complessivo (13'000 franchi) dei corsi preparatori. Approvando, tacitamente, il compromesso degli Stati, il Nazionale ha deciso che la domanda per ottenere il sovvenzionamento non dovrà invece essere eccessivamente argomentata.</p><p>Sugli altri punti del progetto un accordo era già stato trovato durante la scorsa sessione. Le due Camere avevano in particolare approvato un incremento di 395 milioni di franchi (a circa 26,4 miliardi) rispetto al progetto governativo: 100 milioni in più saranno destinati alla formazione professionale (a 3,389 miliardi), 160 milioni supplementari andranno ai Politecnici federali (a 10,386 miliardi), 95 milioni in più quali contributi di base destinati alle università e alle Scuole universitarie professionali (a 4,9 miliardi) e 40 milioni supplementari agli istituti di ricerca di importanza nazionale (a 422 milioni).</p>