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L'associazione ha scritto a Simonetta Sommaruga e Guy Parmelin
BERNA - Per far fronte all'esplosione dei prezzi dell'energia l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) avanza ai Consiglieri federali responsabili dell'economia e dell'energia tre richieste concrete per aiutare gli imprenditori: permettere a chi si rifornisce sul mercato libero di ritornare all'approvvigionamento di base, concedere una proroga dei contratti e mantenere basso l'interesse sul capitale investito nelle reti elettriche.
In una lettera alla ministra dell'Energia Simonetta Sommaruga e a quello dell'Economia Guy Parmelin, l'associazione delle PMI chiede innanzitutto che le aziende che acquistano l'elettricità sul mercato libero, toccato da un'esplosione dei prezzi, possano rientrare nella fornitura di base, al fine di attenuare i costi. Secondo le attuali disposizioni della legge sull'approvvigionamento elettrico, ciò non è infatti possibile: una volta passati al mercato libero, non si può accedere alla fornitura di base; sul principio "una volta liberi, sempre liberi".
«A prescindere da un'eventuale carenza di elettricità», un diritto al ritorno alle tariffe dell'approvvigionamento di base manterrebbe la pressione sui pochi grandi fornitori di elettricità ("mercato con strutture oligopolistiche") affinché non aumentino semplicemente i prezzi a piacimento, scrive l'USAM nella missiva ai due ministri responsabili, a disposizione in esclusiva per l'agenzia di stampa Keystone-ATS.
Estendere il termine dei contratti - In secondo luogo, le aziende dovrebbero ottenere una proroga dei termini dei loro contratti di acquisto, in modo da non doverne stipulare di nuovi a prezzi esorbitanti.
In terzo luogo, il tasso d'interesse sul capitale investito nelle reti elettriche (WACC) dovrebbe essere calcolato il più basso possibile nella fornitura di base. Per il 2023, è stato fissato dalla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) al 3,83%.
Nella sua ultima lettera ai due membri del Governo, l'USAM afferma che solo se queste tre richieste venissero attuate si potrebbero correggere «le conseguenze tariffarie del fallimento della politica» e garantire la creazione di valore aggiunto in Svizzera.
In definitiva - rivendica l'associazione delle PMI - si tratta di rendere l'approvvigionamento energetico il più conveniente possibile per la Svizzera, la sua popolazione e l'economia, anche in caso di scarsità. Purtroppo - aggiunge - il Consiglio federale non ha risposto alle proposte avanzate dall'USAM già lo scorso maggio per disinnescare la situazione.
Concordare degli obiettivi invece di proibire - E in un'altra lettera del 16 agosto a Parmelin, l'USAM aveva auspicato misure proporzionate nella gestione di una eventuale carenza, concordando gli obiettivi di risparmio con le industrie e le catene di creazione di valore aggiunto invece d'imporre divieti o interrompere gli approvvigionamenti per ridurre il consumo di elettricità.
Per le aziende che acquistano l'elettricità sul mercato libero e non hanno stipulato contratti di lunga durata il futuro prossimo e medio termine potrebbe essere particolarmente difficile. I prezzi dell'elettricità scambiati in borsa sono infatti in forte aumento. In Svizzera, le aziende interessate sono più di 23'000. Il notevole incremento dei prezzi dell'elettricità dovrebbe colpire i consumatori per la prima volta nel 2023.
Ieri il ministro dell'economia Parmelin ha annunciato alla radio RTS che il Consiglio federale presenterà presto i suoi piani e le sue ordinanze per far fronte a un'eventuale carenza di elettricità. Allo stesso tempo, ha chiesto di «evitare la drammatizzazione».