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CANBERRA - Avvocati e politici dell'opposizione australiana denunciano che 119 bambini sono detenuti forzatamente e in gravi condizioni di salute nell'isoletta di Nauru, stato dell'Oceania e repubblica indipendente più piccola del mondo. Tra loro ci sarebbe un ragazzino di 12 anni che, come riferisce la Cnn online, rifiuta di mangiare e bere da almeno due settimane, è gravemente malato e dovrebbe essere trasferito per essere curato altrove. Da qui l'appello per liberarli, lanciato da più di 30 ong in Australia.
Come spiega la Cnn, i minori sono sull'isola perché portati lì in base alla politica sull'immigrazione dell'Australia, che vieta ai richiedenti asilo di raggiungere il Paese via mare. Il governo australiano insiste che i bambini non sono più detenuti. Tuttavia, non possono lasciare l'isola né loro né i loro genitori. Gli attivisti della campagna per la loro liberazione hanno diffuso alcune foto di bambini che vivono sull'isola, come la piccola Roze che ha 2 anni tutti trascorsi lì.
Il governo di Canberra ha cominciato a trasferire a Nauru centinaia di richiedenti asilo e rifugiati dopo la riapertura del suo centro di detenzione, nel 2012. Il primo risale al 2001 quando la piccola repubblica accettò di accogliere i profughi che l'Australia non voleva ospitare, in cambio di 10 milioni di dollari da Canberra. Da allora - continua la Cnn - ci sono stati continui rapporti sui danni fisici e psicologici delle persone arrivate a Nauru. Un rapporto Onu del 2016 riscontrò molti casi di tentato suicidio, atti di autolesionismo e depressione tra i bambini detenuti nel campo.