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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'inizio della discussione attorno al ruolo della Svizzera nella Seconda guerra mondiale, il nostro Paese ha adottato una serie di provvedimenti di ampia portata alla cui base stanno i tre principi, da noi stessi formulati, della verità, della giustizia e della solidarietà:</p><p></p><p>Verità:  Il 13.12.1996, le Camere federali hanno approvato all'unanimità il decreto federale urgente concernente le ricerche storiche e giuridiche sulla sorte degli averi giunti in Svizzera a causa del regime nazionalsocialista. Su tale base, il Consiglio federale ha immediatamente istituito una Commissione indipendente di esperti Svizzera-Seconda guerra mondiale. La Commissione, presieduta dal professor Bergier e composta di esperti svizzeri ed esteri, ha accesso a tutti i documenti che considera rilevanti, che normalmente sottostanno al segreto professionale o bancario. All'inizio di dicembre 1997, essa ha pubblicato un compendio statistico commentato relativo alle transazioni in oro durante la Seconda guerra mondiale, il quale ha ricevuto elogi da più parti in occasione della Conferenza di Londra. La pubblicazione del primo rapporto intermedio relativo alle transazioni in oro è prevista per aprile 1998.</p><p></p><p>Giustizia:  L'Independent Committee of Eminent Persons, istituito il 2 maggio 1996 sotto la presidenza dell'ex governatore della banca centrale americana Paul Volcker ("Comitato Volcker"), si prefigge di individuare tutti gli averi non rivendicati depositati nelle banche svizzere dalle vittime dell'Olocausto. Le indagini svolte dagli uffici di revisione, riconosciuti internazionalmente, incaricati dal Comitato Volcker sono rivolte all'efficacia delle direttive dell'Associazione svizzera dei banchieri e alla metodologia dell'ombudsman. La trasparenza è il primo imperativo. La Commissione federale delle banche ha dichiarato questa procedura di revisione straordinaria conforme alla legge federale sulle banche. Ulteriori significativi provvedimenti in tal senso sono la pubblicazione di tutti i conti senza notizie - di cui si ha conoscenza - aperti da clienti svizzeri e esteri prima della fine della Seconda guerra mondiale presso banche situate in Svizzera (luglio e ottobre 1997), nonché la procedura agevolata di notifica e arbitrato delle banche svizzere, istituita sotto la sorveglianza del Comitato Volcker.</p><p></p><p>Solidarietà:  Il Fondo svizzero a favore delle vittime dell'Olocausto/ Shoa bisognose d'aiuto, istituito alla fine di febbraio 1997, rappresenta un atto umanitario. Grazie ai contributi delle banche, di altri settori economici e della Banca nazionale svizzera, è stato possibile accumulare circa 275 milioni di franchi. Il Fondo ha effettuato i primi versamenti in Lettonia nel novembre 1997. Da allora, i lavori del Fondo procedono come previsto. Dalla fine di gennaio 1998, sono in corso versamenti a circa 20 000 vittime dell'Olocausto bisognose di aiuto in Ungheria.</p><p></p><p>Anche da parte del popolo svizzero vi sono state donazioni spontanee a favore delle vittime dell'Olocausto. Il successo della fondazione "Umanità e giustizia", il cui ispiratore è il consigliere agli Stati G.-R. Plattner e che ha già raccolto oltre 2 milioni di franchi, conferma la schietta solidarietà del popolo svizzero. Circa un terzo di tale somma è già stato distribuito a vittime in Francia, Polonia, negli Stati Uniti e in Svizzera.</p><p></p><p>Il Consiglio federale può oggi constatare con soddisfazione che i provvedimenti svizzeri hanno incontrato un ampio favore presso la comunità internazionale e che alla Svizzera è riconosciuto addirittura un ruolo di precursore nella rielaborazione del suo passato bellico. Questo dà vigore alla convinzione del Consiglio federale secondo cui la Svizzera si trova sulla giusta via. Il Consiglio federale è deciso ad applicare in modo coerente i provvedimenti avviati e a proseguire il dialogo obiettivo e aperto con i Governi e le organizzazioni interessate.</p><p></p><p>D'altro canto, deplora che la discussione attorno alla problematica "Svizzera-Seconda guerra mondiale" sia a tratti caratterizzata da polemiche, insinuazioni e accuse infondate. Il Consiglio federale respinge con fermezza simili rimostranze e le rivendicazioni finanziarie connesse. </p><p></p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale prende posizione come segue a proposito delle questioni sollevate dall'interpellanza:</p><p></p><p>ad 1:</p><p></p><p>Il ruolo di precursore della Svizzera nella rielaborazione del suo passato bellico è riconosciuto internazionalmente e i provvedimenti avviati vengono realizzati con coerenza. Il Consiglio federale è attivo a livello internazionale e disposto a collaborare. Esso promuove anche i lavori della Commissione di esperti Svizzera-Seconda guerra mondiale in modo appropriato.</p><p></p><p>ad 2 e 3:</p><p></p><p>La questione dell'oro sottratto dal Terzo Reich è stata oggetto di una Conferenza internazionale tenutasi a Londra dal 2 al 4 dicembre 1997. Il Consiglio federale constata che, dal punto di vista svizzero, la Conferenza ha avuto un andamento soddisfacente. Ossia ne scaturisce chiaramente che la Svizzera costituiva un anello - pur tuttavia importante - nella catena delle transazioni economiche e finanziarie e che era chiamata a scegliere la propria via tra adeguamento e opposizione in circostanze molto difficili. La Conferenza rappresenta l'inizio di un processo di apprendimento per tutti i 41 Stati presenti a Londra. Gli Stati Uniti d'America hanno reso noto a Londra che indiranno un'ulteriore conferenza a Washington nel giugno del 1998 - in particolare per quanto riguarda la questione dei beni sottratti. L'Amministrazione federale ha già iniziato i lavori di preparazione in vista della Conferenza di Washington. In tale ambito, i principi determinanti sono la trasparenza e la rivelazione di tutte le circostanze rilevanti.</p><p></p><p>ad 4:</p><p></p><p>L'Accordo di Washington del 1946 è stato legalmente concluso e applicato. Le parti contrattuali, ossia gli Stati Uniti d'America, non hanno mai contestato l'applicazione dell'Accordo del 1946 o gli accordi di indennizzo del 1952. Non vi è dunque motivo di ritornare sull'Accordo di Washington.</p><p></p><p>Istituendo il Fondo svizzero a favore delle vittime dell'Olocausto/Shoa bisognose d'aiuto, l'economia svizzera e la Banca nazionale svizzera hanno compiuto un atto umanitario. La somma delle risorse finanziare messe a disposizione (circa 275 milioni di franchi) oltrepassa ampiamente le cifre che erano state previste per l'istituzione del Fondo internazionale - peraltro non ancora operativo - in occasione della Conferenza di Londra. Una partecipazione della Svizzera a tale fondo è esclusa poiché non sarebbe razionale che il nostro Paese offra contributi umanitari a due diversi fondi.</p><p></p><p>ad 5:</p><p></p><p>La Conferenza di Londra sull'oro nazista conferma come siano complesse le questioni delle riparazioni e delle restituzioni in relazione alla Seconda guerra mondiale. La discussione - condotta obiettivamente - attorno alle tematiche storiche dell'oro nazista, monetario e non monetario, sottratto alle vittime dell'Olocausto e ad altri averi rubati rivela la politica delle persecuzioni e delle razzie sistematiche perseguita dal regime nazista, nonché la rete internazionale di relazioni economico-politiche. In qualità di maggior piazza finanziaria tra gli Stati neutrali e in ragione della sua posizione geopolitica, il nostro Paese era coinvolto in questa rete. In Svizzera, il ruolo della piazza finanziaria durante il secondo conflitto mondiale è già da tempo oggetto di ricerche. Una valutazione e una critica radicale degli eventi di quel periodo, la quale non dovrebbe avvenire sulla base di singoli aspetti bensì in considerazione del contesto globale, presuppone la conoscenza dei risultati delle ricerche della Commissione indipendente di esperti Svizzera-Seconda guerra mondiale e di analoghi organi di ricerca esteri.</p><p></p><p>Il nostro Paese ha adottato le citate misure, riconosciute internazionalmente, dal 1996. La Svizzera, assieme ad altri Stati, ha una responsabilità storica e morale: la responsabilità di creare chiarezza in merito alle nostre conoscenze relative al difficile periodo della Seconda guerra mondiale, di tramandare la conoscenza degli orrori dell'Olocausto e della guerra e di testimoniare con i fatti la nostra solidarietà con i sopravvissuti dell'Olocausto.</p><p></p><p>ad 6:</p><p></p><p>La Banca nazionale svizzera, le banche commerciali e altre cerchie economiche hanno dato prova della propria solidarietà istituendo il Fondo svizzero a favore delle vittime dell'Olocausto/ Shoa bisognose d'aiuto. Come illustrato nel punto 4, non sarebbe razionale se la Svizzera offrisse un aiuto umanitario a tali vittime per mezzo di due diverse strutture.</p>  Risposta del Consiglio federale.