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La consigliera federale Ruth Dreifuss non ha intenzione di cambiare le sue abitudini dopo il bagno di sangue al parlamento di Zugo. "Ora più che mai prenderò il bus», afferma la Dreifuss in un'intervista pubblicata sabato dal «Tages-Anzeiger». Il Consiglio federale non intende scivolare in una mentalità da bunker.Questo contenuto è stato pubblicato il 29 settembre 2001 - 12:20
Venerdì, all'indomani della strage, la ministra si è recata a Palazzo federale con i mezzi pubblici. «Un viaggiatore mi ringraziato per questo, e ciò mi ha rallegrato», ha detto. Anche lo stesso presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha raggiunto il suo ufficio in treno. Ruth Dreifuss ha ribadito inoltre l'intenzione del Consiglio federale di non scivolare verso una «mentalità da bunker»: «Abbiamo bisogno di un maggiore, non di minore contatto con la gente», ha detto.
Secondo Dreifuss si assiste effettimente in Svizzera ad polarizzazione dell'azione politica: gli scontri sono più duri, circola l'«infausta» espressione «classe politique», che fa sorgere l'impressione che i politici siano molto lontani dal popolo. Tutte realtà - precisa la consigliere federale - che non hanno nulla a che fare con quanto accaduto a Zugo.
La soglia della propensione alla violenza si sta però abbassando anche da noi: anche i media devono interrogarsi sul loro ruolo in merito, ha concluso.
swissinfo e agenzie
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