Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01280.jsonl.gz/1195

BERNA - Non si vota sugli aerei, ma sullo spazio aereo. È questo il punto secondo Viola Amherd. La consigliera federale, intervistata da 20 Minuten, ha ribadito le ragioni a sostegno del "sì" all'acquisto di nuovi caccia militari (in votazione il 27 settembre).
«Non mi interessa quale tipo di aereo acquisteremo, alla fine. L'importante è che la Svizzera abbia aerei da combattimento adeguati» ha spiegato la direttrice del Dipartimento della difesa. A partire dal 2030 «il rischio è che dovremo rivolgerci ai paesi confinanti per sorvegliare lo spazio aereo svizzero» e questo, al di là dello smacco, potrebbe avere implicazioni strategiche.
«Non saremmo più autonomi – pronostica Amherd –. Inoltre i capi di Stato stranieri potrebbero non partecipare più alle conferenze internazionali, se non offriamo condizioni sicure». I vecchi jet F/A-18 non sono più adeguati secondo la "ministra" della difesa. «I nuovi aerei saranno i migliori sul mercato, per rapporto costi-benefici».
A margine dell'intervista sugli aerei da combattimento, la vallesana si è espressa si è espressa pure sul tema dei grandi eventi in Svizzera, in particolare sulle partite di calcio e di hockey. «Capisco che i tifosi vogliano tornare al più presto negli stadi, ma è difficile che questo possa accadere già in autunno. Solo se i numeri dovessero restare costantemente bassi si potrebbe pensare a un allentamento», ha spiegato.