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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Il Consiglio federale segue l'evoluzione delle riserve di energie fossili in particolare nel quadro dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE). Le previsioni dell'AIE aggiornate periodicamente sono ampiamente documentate e i relativi dati imparziali e attendibili. Un riesame da parte di esperti svizzeri indipendenti non porterebbe a risultati molto diversi.</p><p>Secondo il World Energy Outlook 20011, pubblicato dall'AIE nell'ottobre 2001, le risorse non sono affatto problematiche fino al 2020 e forse anche oltre tale data. L'AIE prevede che l'industria petrolifera raggiungerà i suoi massimi livelli dopo il 2020. Gli autori a cui si fa riferimento nel presente intervento interpretano in modo pessimistico i dati disponibili, prevedendo che la produzione petrolifera raggiunga l'apice già nel corso di questo decennio. Di conseguenza, soprattutto considerando la politica climatica, è necessario promuovere l'utilizzazione razionale dell'energia e lo sviluppo di fonti alternative, accordando la priorità alle energie rinnovabili. Affinché quest'ultime possano essere disponibili per tempo e in quantità sufficiente, è necessario promuoverle già oggi. Anche per quanto concerne le riserve di gas naturale, secondo l'AIE saranno disponibili quantità sufficienti anche dopo il 2020. Inoltre, occorre ricordare che, oltre ai Paesi del Medio Oriente, anche Paesi dell'Africa e dell'ex Unione sovietica possono contribuire in modo sostanziale all'approvvigionamento del continente europeo. E' chiaro che distanze maggiori comporteranno costi di trasporto più elevati anche nel settore del gas naturale. Sono invece disponibili ancora notevoli riserve di carbone. Si tratta di una risorsa molto diversificata la cui utilizzazione, grazie ai progressi tecnici prevedibili, diventerà sempre più ecologica. Tuttavia, non è ancora stata trovata una soluzione valida per ridurre le relative emissioni di CO2 (p. es. immagazzinamento sotterraneo del CO2 generato dalla produzione di elettricità utilizzando il carbone). Al momento, le energie rinnovabili, ad eccezione dell'energia idrica, rappresentano soltanto un'infima parte dell'approvvigionamento energetico complessivo. A partire dal 2010 l'AIE prevede tuttavia una maggiore competitività e contributi più sostanziali all'approvvigionamento energetico. </p><p>Le sfide maggiori risiedono nei mezzi finanziari necessari per reperire le risorse e per garantire gli investimenti. A questo riguardo vi è un'interdipendenza tra i Paesi consumatori e i Paesi produttori. Senza investimenti da parte dei Paesi consumatori e senza un'economia mondiale prospera, i Paesi produttori si troverebbero a dover affrontare problemi sociali ed economici. </p><p>La posizione in merito alle riserve ed eventuali misure urgenti sono coordinate nel quadro dell'AIE. Le norme in materia di clima e di protezione dell'ambiente devono essere rispettate e in futuro addirittura inasprite. Il promovimento e la garanzia di investimenti nella produzione energetica e nell'infrastruttura di trasporto all'estero devono avvenire mediante trattati internazionali quali la Carta europea dell'energia. La ricerca e lo sviluppo di nuovi fonti energetiche vanno promossi a livello internazionale. In questo settore la Svizzera potrebbe dimostrarsi maggiormente attiva. </p><p>La crescente dipendenza nell'ambito della produzione petrolifera da alcuni pochi Paesi produttori resta problematica, malgrado la relativa sicurezza nell'approvvigionamento. Per ridurre tale dipendenza dall'estero è perciò necessario continuare a perseguire in Svizzera una politica energetica efficace, in particolare promuovendo le energie rinnovabili e un'utilizzazione razionale dell'energia nel quadro del programma SvizzeraEnergia. Inoltre, è indispensabile attuare una politica d'approvvigionamento efficace che prevede scorte adeguate e obbligatorie dei diversi vettori energetici. </p><p>4.+5. L'evoluzione dei prezzi dei prodotti petroliferi dipende dalla domanda e dal livello di investimenti destinati a un'utilizzazione razionale dell'energia. Il progresso tecnico favorisce le attività d'investimento, mentre le incertezze politiche le penalizzano. È possibile un forte aumento dei prezzi attenuato dal fatto che in questo caso si attingerebbe a giacimenti di vettori energetici fossili mai sfruttati diminuendo di conseguenza la domanda, in particolare in seguito all'indebolimento della crescita economica. </p><p>La probabilità di uno shock dei prezzi a seguito di una penuria di risorse è molto improbabile. Non sono da escludere fluttuazioni dei prezzi dovute a determinate situazioni politiche o a interventi di guerra. A breve termine i prezzi possono dunque essere sottoposti a grandi variazioni. Nel caso di una crisi d'approvvigionamento, che l'economia non riuscirebbe a fronteggiare, il Consiglio federale può intervenire in virtù della legge sull'approvvigionamento del Paese ed emanare le misure del caso per contenere i danni per la Svizzera. Va osservato che attualmente l'energia è molto meno cara rispetto al periodo antecedente la prima crisi petrolifera. Nel 1999, non tenendo conto del rincaro, la benzina costava il 31 percento in meno rispetto al 1973.</p><p>Attualmente le previsioni nel settore dell'energia per il periodo 2000 - 2030 segnalano un moderato aumento dei prezzi, considerando una tendenza alla penuria delle risorse, senza tuttavia prevedere uno shock dei prezzi. Un'analisi di sensibilità illustra inoltre gli effetti di un forte aumento dei prezzi mondiali dell'energia sulle emissioni di CO2 e sull'offerta energetica2. In occasione del prossimo aggiornamento delle previsioni dovrà essere analizzato in modo più approfondito l'effetto di un'eventuale penuria delle risorse energetiche.</p><p>6. SvizzeraEnergia costituisce il programma centrale della politica energetica e climatica. Esso serve da base per l'attuazione della legge sull'energia e della legge sul CO2 e ingloba attività in svariati settori. Con questo programma è possibile rafforzare la cooperazione con organizzazioni private, affidando loro determinati compiti mediante mandati di prestazioni. I Cantoni ricevono per il settore edifici contributi globali per attuare programmi di promovimento individuali volti a rafforzare l'efficienza energetica e a incentivare l'utilizzazione di energie rinnovabili. Il consumo energetico di impianti, veicoli e apparecchi prodotti in serie dovrà essere ridotto sulla base di accordi stipulati tra produttori, importatori e Confederazione. Nel caso non si riuscisse a giungere ad un accordo o non fosse possibile raggiungere gli obiettivi prefissi, la Confederazione può emanare delle disposizioni. Anche in futuro continuerà ad essere sostenuta la ricerca in tutti i settori della produzione e della distribuzione energetica nonché del consumo razionale. Il programma SvizzeraEnergia ingloba le attività di privati, dei Cantoni, dei Comuni e della Confederazione. Inoltre, informa l'opinione pubblica circa l'utilizzazione razionale dell'energia e l'impiego di energie rinnovabili e promuove la formazione e il perfezionamento professionale in questo settore. Indirettamente sostiene perciò anche la ristrutturazione dell'economia energetica svizzera, rafforzando la sicurezza nell'approvvigionamento.</p><p>La legge sul CO2 ha come obiettivo di ridurre entro il 2010 il consumo di energia fossile del 10 percento rispetto ai valori registrati nel 1990 mediante convenzioni stipulate tra la Confederazione e l'economia. Se l'obiettivo fissato non sarà raggiunto, al più presto nel 2004 verrà introdotta una tassa sul CO2. Con la firma del mandato di prestazione volto a ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2 da parte dell'agenzia dell'energia per l'economia e l'agenzia delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica e con la direttiva per l'attuazione della legge sul CO2 emanata nell'estate 2001 si è raggiunta un'ulteriore tappa importante nella fase esecutiva.</p><p>La legge sul mercato dell'energia elettrica (LME) prevede misure d'accompagnamento per promuovere la produzione di elettricità con energie rinnovabili. Si tratta in particolare di prestiti per centrali idroelettriche in attività, di trasporti in condotta gratuiti nonché dell'obbligo di acquisto e d'indennizzo per l'elettricità prodotta da piccoli impianti. La liberalizzazione del mercato in questo settore rafforza in modo globale un approvvigionamento elettrico decentralizzato, integrato, e dunque meno esposto a crisi.</p><p>Tutte queste misure hanno come obiettivo di ridurre il consumo energetico, di aumentare l'efficienza e, di conseguenza, di diminuire la dipendenza da vettori energetici fossili importati nonché di promuovere l'utilizzazione di energie rinnovabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.