Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218116

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare in che misura l'hackeraggio etico possa essere istituzionalizzato come principio per aumentare la cibersicurezza e promosso nell'Amministrazione federale e nelle imprese parastatali con le seguenti misure.</p><p>1. L'Amministrazione federale e le imprese parastatali elaborano direttive per la divulgazione ("vulnerability disclosure guidelines") che prevedano una procedura chiaramente regolamentata per individuare le falle di sicurezza nei sistemi di trattamento dei dati e garantiscano la divulgazione coordinata ("coordinated disclosure") da parte di terzi.</p><p>In particolare, le direttive definiscono quali sistemi devono essere controllati, quali test sono consentiti a tal fine e dove può essere segnalata una falla. Tali direttive creano la certezza del diritto per i cosiddetti hacker etici disciplinando la rinuncia al procedimento penale se questi ultimi rispettano le condizioni previste nelle direttive.</p><p>2. Le imprese fanno verificare in modo proattivo i loro sistemi di trattamento dei dati attraverso programmi cosiddetti "bug bounty" affinché vengano individuate le vulnerabilità. Sono esclusi i sistemi classificati. Siccome il successo di questi programmi dipende generalmente dai premi offerti, i budget delle imprese statali e parastatali dovranno essere adeguati di conseguenza.</p><p>3. Il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) sostiene attivamente questo processo e ne segue l'attuazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2>Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.