Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/229600

<h2>SubmittedText<h2><p>La tratta transatlantica degli schiavi è stata uno dei grandi crimini dell'umanità e ha posto le basi per la ricchezza dei Paesi occidentali.</p><p>In Francia la Convenzione ha abolito la schiavitù nel 1794. Nel 1815, durante il Congresso di Vienna, gli Stati europei hanno dichiarato che il commercio di schiavi è sempre stato considerato dagli uomini illuminati e giusti come contrario ai principi dell'umanità e della morale universale. Haiti ha abolito la schiavitù nel 1804, il Cile nel 1823, il Regno Unito nel 1833, la Francia nel 1848, l'Argentina nel 1853, i Paesi Bassi nel 1863 e gli Stati Uniti nel 1864.</p><p>Nel 1863 il noto giurista svizzero J.C. Bluntschli ha dichiarato che l'uomo è per natura una persona e quindi non può essere un oggetto e, di conseguenza, nemmeno uno schiavo, aggiungendo che la schiavitù in Nord America era un oltraggio allo spirito dell'umanità e violava l'ordine divino e umano nel modo più profondo. </p><p>Nel 1864, tuttavia, il Consiglio federale ha giustificato e sostenuto il crimine della schiavitù in Brasile. A suo parere si trattava di un'attività che non aveva nulla di criminale. Abolirla significava privare i padroni di schiavi svizzeri di una parte del loro patrimonio legittimamente acquisito e questo, secondo il Consiglio federale, sarebbe stato in contrasto con i nostri concetti di morale e giustizia.</p><p>Nel 2018 il Consiglio federale ha dichiarato che la reazione delle autorità federali [del1864] era conforme alle norme vigenti negli anni 1860. Un'affermazione contraddetta dal dibattito abolizionista allora in corso in Europa e nelle Americhe, e a cui si opponeva, nel 1865, anche il consigliere nazionale Wilhelm Joos (SH). Joos sosteneva che la compravendita anche solo di pochi schiavi doveva essere considerata come commercio di schiavi e, secondo le definizioni attuali, come un crimine contro l'umanità.</p><p>Invito l'attuale Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale riconosce che la schiavitù è sempre stata un crimine contro l'umanità, anche nel 1864?</p><p>2. Il Consiglio federale è del parere che il Parlamento e il Consiglio federale in carica nel 1864 si sono resi colpevoli di aver partecipato (giustificando e legalizzando la schiavitù) a un "crimine contro l'umanità" - termine utilizzato dall'ONU nel 2001 (in una dichiarazione firmata dalla Svizzera) per definire la schiavitù?</p><p>3. Il Consiglio federale è d'accordo sul fatto che il sostegno alla schiavitù espresso dal Consiglio federale e dal Parlamento nel 1864 giustifichi un risarcimento ai discendenti delle vittime da parte della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come già fatto presente dal Consiglio federale nelle risposte alle interpellanze <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20184067">Sommaruga 18.4067</a>, <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20143315">Friedl 14.3315</a> e <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20033014">Hollenstein 03.3014</a>, la Svizzera considera la schiavitù e il commercio di schiavi tra le peggiori violazioni dei diritti umani e riconosce la necessità di riesaminare criticamente le ingiustizie del passato. Il Consiglio federale deplora che cittadini, imprese e organizzazioni svizzeri siano stati coinvolti nella pratica della schiavitù.</p><p>2. Come già ricordato nella risposta all'interpellanza <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20183072">Friedl 18.3072</a>, gli interventi che il consigliere nazionale Wilhelm Joos fece nel 1863 e nel 1864 incontrarono la resistenza del Consiglio federale e della maggioranza del Parlamento, tanto che il 10 dicembre 1864 la mozione Joos venne respinta dal Consiglio nazionale con 56 voti favorevoli e 21 contrari. Le autorità federali agirono in conformità alle norme vigenti negli anni 1860. I criteri sono nel frattempo cambiati e la società di oggi condivide altri valori.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcun rapporto tra la questione del risarcimento sollevata nell'interpellanza e le dichiarazioni fatte dal Consiglio federale e in sede parlamentare nel 1864.</p>  Risposta del Consiglio federale.