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Lo scrittore tedesco Peter Paul Zahl è morto nell'ospedale di Port Antonio, in Giamaica, all'età di 67 anni. Era stato paladino del movimento anarchico in Germania (sostegno pagato con dieci anni di carcere) ed è diventato famoso come autore di gialli ambientati ai Caraibi.
L'annuncio della scomparsa è stato reso noto oggi dalla stampa tedesca. Zahl ha pubblicato oltre venti libri, alcuni tradotti in Francia, Grecia, Danimarca, Giappone, Olanda e Italia.
Tra i suoi libri più famosi figurano "I felici", una storia ambientata tra gli "innominabili" di Berlino, "Ma no! disse Bakunin e scoppiò a ridere" e "Il furto del Duomo di Colonia". Ha collaborato a Berlino con il regista Peter Stein.
La sua produzione caraibica comprende vari romanzi ambientati in Giamaica: "Il bell'uomo", "Scomparsa" e "Cannabis, droga diabolica" (tradotto in italiano dall'editore Socrates 2002) accompagnati da una concessione ai piaceri di gola quale "I segreti della cucina caraibica".
Nato a Friburgo, in Bresgovia, nel 1944, nel dopo guerra Peter Paul Zahl si trasferì nella Repubblica Democratica Tedesca e poi a Berlino Ovest dove fondò un "giornale situazionista" dal titolo "Il disoccupato felice".
Fondatore del Gruppo 61 di Dortmund e nel 1967 di una piccola casa editrice con annessa tipografia, Zahl è stato editore, tra le altre cose, della rivista "Spartacus" e dei "Quaderni integrativi per nani".
Membro attivo del movimento anarchico dell'opposizione extraparlamentare, nel 1972 Zahl venne arrestato in circostanze poco chiare dopo uno scontro con le forze dell'ordine: inizialmente fu condannato a una lieve pena detentiva per eccesso di legittima difesa, mentre in seguito un'altra sentenza lo condannò a 14 anni di reclusione per "lesioni gravi e resistenza violenta alle forze dell'ordine e tentato omocidio.
Dopo dieci anni di prigione e molti viaggi in Italia, Seychelles e Grenada, Zahl ha definitivamente lasciato l'Europa si trasferì in Giamaica nel 1985.
SDA-ATS