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Il trasporto di merci su rotaia è fortemente penalizzato rispetto al traffico viaggiatori: lo denuncia la VAP, l'associazione delle aziende operanti nel settore, che chiede fra l'altro un rapido risanamento di FFS Cargo, prezzi più concorrenziali per l'utilizzo della rete e, in generale, maggiore attenzione politica per questo ramo dell'economia.
Il rinnovo dell'infrastruttura avanza con lentezza e le imprese sono confrontate a tariffe che "non sono in alcuna relazione con le prestazioni offerte", ha affermato il direttore di VAP, Frank Furrer, in una conferenza stampa a Zurigo. I camion di queste aziende - ditte che dispongono di binari di accesso e di vagoni propri - pagano l'imposta per il traffico pesante commisurata alle prestazioni, un balzello che per i due terzi va a beneficio dei grandi progetti ferroviari come la nuova trasversale ferroviaria (NTFA). Gli interessati vorrebbero quindi veder riconosciuti, da parte della Confederazione, i bisogni del settore. Per garantire la concorrenzialità a lungo termine del comparto secondo Furrer occorre potenziare l'infrastruttura in modo tale che sia in grado di gestire treni di 750 metri di lunghezza con profili alti.
Per il responsabile dei trasporti di Migros, Bernhard Metzger, è importante che FFS Cargo si dia al più presto una struttura snella e che aumenti l'efficienza: vi è ancora molto potenziale, per esempio nel campo dell'informatica. I punti di carico che non rendono devono essere chiusi: oggi circa 250 località gestiscono solo cinque vagoni merci alla settimana.
Per il direttore di Hupac Bernhard Kunz gli ultimi dieci anni di politica di trasferimento delle merci dalla strada alle ferrovia non possono però essere considerati un fallimento, nonostante la recente dichiarazione del Consiglio federale, che ha ammesso non essere possibile raggiungere l'obiettivo di 650'000 transiti di camion due anni dopo l'apertura del nuovo traforo del San Gottardo. Il trasporto combinato attraverso le Alpi raggiunge 17 milioni di tonnellate, contro i 14 milioni della strada.
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