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Oggi i rappresentanti del comitato promotore del referendum contro la legge sul CO2 hanno presentato alla Cancelleria federale oltre 110’000 firme. In questo modo, gli elettori svizzeri potranno finalmente pronunciarsi su questa legge controversa. Il comitato è composto da diverse associazioni dell’industria e del commercio e da gruppi d’interesse, tra cui anche l’Automobile Club Svizzero ACS che, sostenuto dalle sue 19 sezioni, ha contribuito in modo significativo allo straordinario successo della raccolta firme.
La legge sul CO2 totalmente rivista dall’Assemblea federale nella sessione autunnale porterà più burocrazia e inibirà l’innovazione. Per di più, è anche ingiusta, porta ad una ridistribuzione dei fondi e non aiuta realmente il clima. Per questo motivo, l’ACS fa parte del gruppo delle associazioni impren-ditoriali che promuove un referendum all'insegna del motto “Restare ragionevoli – innovazione piuttosto che attivismo”.
Ancora una volta, il traffico stradale viene preso di mira per un problema in cui ha sicuramente delle responsabilità, ma di cui non è affatto l'unico colpevole. Lo studio ha rilevato che delle 14 tonnellate di plastica riversate nell’ambiente ogni anno, più della metà sarebbe causata dall’abrasione degli pneumatici nella circolazione stradale.
Causate delle restrizioni dal coronavirus implementate tra metà marzo e metà maggio, si ritiene che il traffico stradale sia calato tra il 35% e l’80%. Secondo alcuni studi, la diminuzione del traffico può aver portato ad un calo delle vendite di carburante pari al 50-70%.
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