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Centinaia di tonnellate di carne illecitamente certificata come "svizzera" sono state consegnate alla Russia nel 2014 e nel 2015, al fine di aggirare le sanzioni contro i prodotti dell'Unione europea (UE).
Per sottrarsi ai controlli sono stati utilizzati falsi documenti. Le autorità russe hanno trasmesso all'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) 105 di questi documenti falsificati per una verifica. Ne risulta che 90 - che riguardano circa 1'800 tonnellate di carne e derivati spacciati come svizzeri - in realtà non lo erano, stando a un documento menzionato oggi dalla "Basler Zeitung".
I fatti incriminati si sono svolti tra il 2014 e il 2015. Si tratta principalmente di carne di maiale e di lardo, la cui vera provenienza è ancora sconosciuta. Le operazioni doganali sono state effettuate in Lituania.
Al fine di evitare il riprodursi di tali fatti, dallo scorso 7 febbraio sono state introdotte regole più severe. L'USAV e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) stanno seguendo la vicenda in collaborazione con le autorità veterinarie russe.
Interrogata dall'ats, Proviande - l'interprofessione dell'approvvigionamento in carne svizzera - non si rallegra affatto del caso emerso sulla stampa. "È fastidioso che prodotti con falsi certificati svizzeri vengano venduti all'estero", ha dichiarato il suo presidente Heinrich Bucher. Quest'ultimo si è detto comunque soddisfatto che "le autorità elvetiche siano diventate più attive in questo ambito".
Dal canto suo in un'intervista rilasciata alla "Basler Zeitung", il rappresentante alla Duma Vladimir Gutenev ha affermato che la Russia ha "notato un aumento dell'aggiramento delle sanzioni russe contro l'UE via la Svizzera. Sono venuti a galla molti prodotti agricoli dall'origine sconosciuta ma venduti con il marchio 'Swiss made'", ha dichiarato Gutenev.
Va ricordato che la Confederazione non è interessata dalle sanzioni decise da Mosca nell'agosto 2014 contro i prodotti agricoli e alimentari dell'Unione europea.
SDA-ATS