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Il Consiglio federale intende migliorare le condizioni quadro dell'agricoltura. Oggi ha posto in consultazione il progetto Politica agricola 2022 (PA22+): a livello finanziario, per gli anni 2022-2025 sono previsti complessivamente 13,915 miliardi di franchi.
Secondo il governo la filiera agroalimentare svizzera deve poter sfruttare le opportunità in maniera più autonoma e con un più ampio margine di manovra imprenditoriale.
"La nuova strategia si basa sulla qualità e sull'orientamento al mercato. Le risorse vanno inoltre utilizzate in maniera efficiente", ha spiegato il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ai media a Berna.
A livello aziendale, il governo pone l'accento sul rafforzamento dell'imprenditorialità, mantenendo un'ampia gamma di strutture contadine. Il progresso tecnologico e la digitalizzazione devono inoltre poter essere sfruttati in modo ottimale.
ll progetto viene accolto con diverse critiche da parte degli ambienti interessati. Sono insoddisfatti i sostenitori dell'agricoltura tradizionale intensiva come pure i fautori di un'agricoltura estensiva e biologica.
L'Unione svizzera dei contadini (USC), sebbene accolga favorevolmente il mantenimento del credito quadro di quasi 14 miliardi, critica numerose altre questioni del progetto messo in consultazione dal governo. Secondo l'associazione, il punto debole della PA22+ risiede "nella lacunosa messa in pratica" dell'articolo costituzionale sulla sicurezza alimentare, accettata dal popolo nel 2017.
La lobby degli agricoltori sottolinea inoltre la mancanza di misure concrete ed efficaci per raggiungere i propositi annunciati. Inoltre, ritiene che l'obiettivo della semplificazione amministrativa non sia stato raggiunto.
L'associazione per la protezione dei piccoli e medi contadini indica che il Consiglio federale "dimostra di attenersi alla sua vecchia logica di crescita e non prende abbastanza sul serio i problemi ambientali urgenti". In particolare, la VKMB si attende che la Confederazione si occupi "seriamente" del cambiamento climatico e dell'impiego di pesticidi.
Secondo il Gruppo svizzero per le regioni di montagna, il messaggio dell'esecutivo federale costituisce una base di discussione per la futura politica agricola nelle regioni montane. L'associazione rileva inoltre con soddisfazione che l'idea dell'apertura delle frontiere non è più all'ordine del giorno. Tuttavia, al progetto sono necessari alcuni adeguamenti, "soprattutto nell'ambito dei miglioramenti strutturali e del mantenimento dell'agricoltura a tempo parziale".
Forti critiche provengono invece da Alleanza agraria, secondo cui alcune proposte formulate dal Consiglio federale non rispondono a diverse esigenze: ad esempio per quanto riguarda le migliorie nell'ambito della salvaguardia del suolo, del mercato e del clima.
Più soddisfatta invece BioSuisse, che condivide la visione del governo, in particolare su tre punti definiti "centrali": i miglioramenti sui mercati, le prestazioni nei confronti dell'ambiente e del benessere degli animali e una maggiore libertà imprenditoriale per gli agricoltori.