Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245154

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è esortato a esaminare le possibilità di concedere protezione ai disertori e ai renitenti alla leva russi, che si rifiutano di partecipare a una guerra contraria al diritto internazionale contro la vicina Ucraina e che per questo motivo rischiano pene molto pesanti. A queste categorie di persone va concesso l'asilo, come possibile in casi particolari e previsto dalla giurisprudenza della Corte EDU. Occorre inoltre riattivare la possibilità di presentare una domanda d'asilo in un'ambasciata e rilasciare visti umanitari. Il Consiglio federale esamina le possibilità di implementare negli Stati limitrofi alla Russia misure a sostegno dei disertori e dei renitenti alla leva russi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In linea di massima la persecuzione di renitenti alla leva e disertori non è rilevante per la concessione dell'asilo (art. 3 cpv. 3 della legge sull'asilo [LAsi]; RS 142.31), dato che un'eventuale sanzione ha carattere meramente militare e non è inflitta per un motivo di cui all'articolo 3 LAsi. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina tuttavia ogni singola domanda d'asilo tenendo conto delle circostanze concrete. Se in un caso concreto esistono elementi che indicano che la sanzione non è inflitta soltanto per renitenza alla leva o diserzione ma, per un motivo di cui all'articolo 3 capoverso 1 LAsi (p. es. opinioni politiche), risulta nettamente più severa che per altri disertori o renitenti alla leva oppure sproporzionata in rapporto al reato commesso, le condizioni dell'articolo 3 LAsi possono essere adempiute. In questi casi, a un renitente alla leva o a un disertore è riconosciuta la qualità di rifugiato e ottiene l'asilo, a meno che non sussistano motivi di esclusione. Se una persona non è riconosciuta come rifugiato, la SEM verifica in secondo momento che non vi siano ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento. Se tale esecuzione risulta inammissibile, inesigibile o impossibile, la persona è ammessa provvisoriamente in Svizzera.</p><p>Come il Consiglio federale ha già spiegato a più riprese, la SEM è consapevole della difficile situazione dei disertori e renitenti alla leva in Russia. Osserva attentamente gli sviluppi attuali e integra costantemente i suoi riscontri nella prassi in materia di asilo e allontanamento (cfr. le risposte all'interpellanza Imboden 22.3598 "Quale protezione trovano le persone che fuggono dalla Russia a causa della guerra e delle violazioni dei diritti umani?" o alla domanda Widmer 22.7267 "Schutz für regimekritische Flüchtlinge aus Russland").</p><p>Nonostante la possibilità di presentare una domanda d'asilo all'estero sia stata abolita nel 2013 nel quadro della revisione urgente della legge sull'asilo, le persone direttamente e seriamente minacciate possono ottenere la necessaria protezione della Svizzera. Se nel singolo caso occorre presumere che la vita o l'integrità fisica di una persona è direttamente, seriamente e concretamente minacciata nel Paese di provenienza e questo pericolo può essere scongiurato soltanto accordandole protezione in Svizzera, è possibile rilasciarle un visto per motivi umanitari (art. 4 cpv. 2 dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto, OEV; RS 142.204). Come per gli altri tipi di visto, anche per quello umanitario è previsto che la persona abbia un legame con la Svizzera. Essa ottiene immediatamente protezione e la sua domanda d'asilo può essere esaminata dopo l'entrata in Svizzera. Come il Consiglio federale ha già illustrato in dettaglio nel suo parere relativo alla mozione Jositsch 21.3282 "Reintrodurre la possibilità di presentare domande d'asilo presso le ambasciate", questa prassi è finora risultata efficace. Le domande di cittadini russi sono trattate dall'ambasciata svizzera di Mosca. Il Consiglio federale non vede dunque motivo di reintrodurre la possibilità di presentare domande d'asilo presso le ambasciate (cfr. anche la risposta del Consiglio federale alla domanda Widmer 22.7831 "Einführung Botschaftsasyl für russische Kriegsverweigerer").</p><p>L'aiuto umanitario svizzero si concentra sulle esigenze delle persone toccate dalla guerra in Ucraina, indipendentemente dal loro status, dalla loro nazionalità o dalle loro opinioni politiche. Dall'inizio della guerra, la Svizzera ha fornito aiuto umanitario per 20 milioni di franchi ai Paesi limitrofi all'Ucraina al fine di sostenere le persone toccate dal conflitto.</p><p>In questo contesto, il Consiglio federale non ritiene opportuno esaminare le possibilità di accordare protezione ai disertori e ai renitenti alla leva provenienti dalla Russia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.