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La Svizzera deve incoraggiare l'auto-approvvigionamento regionale in energia se vuole portare a termine con successo l'abbandono del nucleare. I delegati del PPD hanno adottato oggi a Basilea un programma a questo scopo.
Il testo esige l'elaborazione di un "atlante dell'energia" per tutta la Svizzera. Questo registro dovrebbe elencare le istallazioni che producono energie rinnovabili e fissare come obiettivo per il 2020 il raddoppio della produzione di queste energie e l'aumento dalla produzione idraulica e geotermica.
Le installazioni solari con una potenza massima di 10kW dovrebbero essere sostenute con aiuti diretti fino al 30%. Il tetto massimo della rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC) dovrebbe essere soppresso e l'energia proveniente dalla biomassa e dal legno dovrebbe essere incentivata.
Il PPD chiede inoltre un allentamento delle procedure di autorizzazione poiché ritiene che sarà necessario fare concessioni in materia di protezione del paesaggio e della natura per promuovere l'energia "verde".
Il partito chiede inoltre l'introduzione delle cosiddette reti elettriche intelligenti "smart grids". La Svizzera dovrebbe equipaggiare entro il 2020 l'80% delle economie domestiche, come prevedono anche le direttive dell'Unione europea. Lo stato deve continuare a controllare la struttura e l'organizzazione della rete elettrica.
La Confederazione dovrebbe anche introdurre un certificato energetico per gli edifici a livello nazionale. Il documento fisserebbe le prestazioni finanziarie a cui hanno diritto i proprietari in caso di risanamento. Dovrebbero essere fissati pure standard obbligatori per la ristrutturazione di edifici.
Quanto alla misure di risparmio energetico, il PPD cita la modernizzazione delle stazioni di depurazione e l'illuminazione pubblica con LED. I riscaldamenti con resistenze elettriche dovrebbero essere vietati dal 2015.
SDA-ATS