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Chi non conosce la storia della mitica regina di Saba? Dalla favolosa Arabia sarebbe venuta a Gerusalemme con una carovana di cammelli per incontrare re Salomone, coprirlo di regali e mettere alla prova la sua saggezza. Sin dall'antichità l'Arabia meridionale era direttamente correlata a questo mitico episodio - nonché alla sua proverbiale ricchezza legata al commercio carovaniero dell'incenso e della mirra. Non a caso le fonti greco-romane definiscono la regione "Arabia felice", il fertile e ricchissimo paese dei sogni. Alessandro Magno e Augusto tentarono inutilmente di conquistarlo, ma solo nel I secolo d.C. e grazie allo spostamento dei commerci sulle rotte marittime del Mar Rosso la regione inizia la sua fase di declino - dopo almeno 1000 anni di storia "felice".
La mostra di Basilea si avvale di 90 opere provenienti dalle più importanti collezioni europee: il British Museum di Londra, l'Ashmolean Museum di Oxford, il Louvre di Parigi, il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Il percorso espositivo gioca sull'antitesi tra la favolosa tradizione mitica intorno alla regina di Saba e le realtà archeologiche - ancora poco conosciute - di una regione ancora agli albori della ricerca e che tutt'oggi è coinvolta in un disastroso conflitto armato.
Sulla base delle fonti scritte e delle opere in prestito temporaneo si rintracciano la storia, la società tribale, il commercio, la religione e il culto dei morti dei regni sudarabici che si sono divisi la regione tra l'VIII secolo a.C. e l'avvento dell'Islam.