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BERNA - La Confederazione convoca una tavola rotonda sull'epidemia dell'ebola. All'incontro che si svolgerà ad inizio della prossima settimana parteciperanno numerosi medici ed esperti della salute dei più grandi ospedali svizzeri. L'obiettivo è uno scambio di conoscenze tra i diversi nosocomi, ha indicato all'ats il capo della Taskforce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Patrick Mathys, confermando un'informazione di "Le Temps".
Visto che l'organizzazione del servizio sanitario è cantonale, la Confederazione si assume così facendo una funzione di intermediario. Se si verificasse un caso sospetto di ebola l'UFSP coordinerebbe con gli ospedali coinvolti l'ammissione del paziente, ha affermato Mathys. "Se dovessero esserci disaccordi abbiamo la possibilità di obbligare i nosocomi sufficientemente attrezzati ad accettare un paziente di questo tipo".
Secondo l'immunologo bernese Beda M. Stadler le strutture svizzere sono ben equipaggiate per il trattamento della malattia. "Il personale è formato e conosce bene le situazioni di quarantena", ha spiegato Stadler al portale informativo Watson. Per quanto riguarda la Svizzera, l'allarmismo relativo all'ebola non è giustificato.