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I soldati designati in sovrannumero nei distretti nord dello Sri Lanka, devono abbandonare subito e i civili ritrasferiti nelle loro case, solamente dopo si può parlare di riconciliazione. Questo è stato ribadito dei civili nord, alla riunione di riconciliazione avvenuta a Karaveddy.
I profughi interni, si sono lamentati di essere senza casa, terreni e di aver perso tutto. I figli, ormai vivendo li da molti anni, hanno perso la formazione non potendosi più garantire un futuro gioioso e sicuro.
Hanno reclamato, di condurre una vita estremamente povera e poco dignitosa nei campi profughi, mentre il governo sui loro territori costruisce alberghi di lusso, i quali sono molto frequentati da turisti e permettono al governo un guadagno molto alto. Mentre per i profughi non c’è nessun tipo di assistenza finanziaria e non hanno neppure un lavoro sicuro.
Attualmente si sta cercando di registrare i profughi permanentemente presso i campi profughi, Oltre a ciò sono stati distrutti i templi di Mayiliddi, così da eliminare tutto ciò che poteva essere riconosciuto dai profughi come proprio.
I profughi chiedono solamente di poter tornare a vivere sui loro terreni, nelle loro città. Non chiedono nessun tipo di rimborso, ma solamente di poter riprendere ad effettuare i lavori tranquillamente e senza nessun ostacolo.
In conclusione chiedono di ritirare i soldati e lasciare loro la possibilità di ritornare ad abitare sui propri terreni. Solo dopo ribadireo che la riconciliazione è avvenuta.