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LOCARNO - L'attrice statunitense Meg Ryan, grande protagonista del weekend al Locarno Festival dove ha ricevuto il Leopard Club Award, ha concesso un'intervista al Corriere del Ticino. Qui di seguito un'anticipazione. Il testo completo dell'intervista sul giornale di lunedì 6 agosto
Signora Ryan, lei ha recitato in diversi generi di film, ma è diventata l'icona della sweetheart, della fidanzatina d'America. A un certo punto ha però voluto fare anche altre esperienze, è diventata un'alcolista nel film Amarsi, o la professoressa sexy in In the Cut di Jane Campion. È stato difficile cambiare?
«Quella è un'etichetta su cui i genitori di Nora Ephron (la regista di Insonnia d'amore: ndr), che erano entrambi sceneggiatori negli anni Quaranta, avevano già lavorato; era un nome, un'idea che era applicata a una stella del passato come Mary Pickford. Poi è passata a me. Ma qualunque etichetta finisce per limitarti; nessuno può diventare un archetipo vivente di qualcosa, si è sempre una persona completa. Non so se la mia è stata una scelta deliberata, le mie scelte, quando si trattava di interpretare un film erano piuttosto intuitive: una volta mi andava a commedia, una volta il dramma, una volta il thriller. Mi piace cambiare e sono molto felice di essere passata da un genere all'atto e di aver interpretato sia grandi che piccoli film, perché ho imparato da tutti».