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In futuro, il Ministero pubblico della Confederazione potrebbe dover sottostare al controllo unico da parte del Consiglio federale. L'esecutivo ha posto in consultazione una proposta in tal senso.Questo contenuto è stato pubblicato il 21 settembre 2007 - 18:12
Questa decisione è stata condivisa anche dal ministro della giustizia Christoph Blocher, che in un primo tempo aveva chiesto di unificare in seno al proprio dipartimento l'attuale duplice mandato di sorveglianza.
Sebbene esistessero altri modelli di controllo, ha fatto notare il consigliere federale Christoph Blocher, il Consiglio federale ha dunque deciso di optare per la sorveglianza diretta del Ministero pubblico della Confederazione.
A livello pratico, ha sottolineato il ministro di giustizia Christoph Blocher, l'attuale suddivisione della vigilanza del Ministero pubblico tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia (sul piano amministrativo) e Tribunale penale federale (sul piano tecnico) origina regolarmente conflitti.
Questi cambiamenti si inseriscono nel processo di unificazione della procedura penale della Confederazione e di tutti i cantoni.
Evitare i conflitti di competenza
Per evitare conflitti di competenza, il Consiglio federale ha dunque posto venerdì in consultazione (fino al 21 dicembre) la legge sull'organizzazione delle autorità penali, secondo cui in futuro il perseguimento penale a livello federale spetterà al Ministero pubblico della Confederazione (MPC), che sarà posto sotto la vigilanza del Governo.
"L'indipedenza di questa autorità - ha sottolineato Blocher - sarà preservata poiché al Governo sarà in particolare vietato di impartire delle istruzioni sul modo di orientare una procedura o la sua conclusione".
Procedura unificata
Il modello unitario "Pubblico ministero", previsto dal Codice di procedura penale svizzero (PP), che sarà probabilmente adottato dall'Assemblea federale in questa sessione, è caratterizzato dall'assenza di un giudice istruttore. Sul piano federale viene di conseguenza soppresso l'Ufficio dei giudici istruttori federali.
Al posto della lunga procedura a due livelli che coinvolge la Procura federale e l'Ufficio dei giudici istruttori federali, sarà quindi prevista una procedura unica che sarà condotta dall'inizio alla fine dal Ministero pubblico. Concretamente il Ministero pubblico condurrà la procedura preliminare, dirigerà le inchieste, stilerà l'atto di accusa e lo sosterrà in Tribunale.
Il progetto di legge sarà comunque rielaborato a partire dalle osservazioni emerse in sede di consultazione, in base al rapporto della Commissione di gestione del Consiglio nazionale e alle osservazioni dell'esperto indipendente Georg Müller.
Fiumi di inchiostro
La sorveglianza del Ministero pubblico e l'indipendenza del procuratore della Confederazione hanno fatto scorrere fiumi di inchiostro da ormai molto tempo. Una diatriba tornata prepotentemente alla ribalta dell'attualità dopo la pubblicazione della rapporto della Commissione di gestione.
Rapporto che, come noto, ha rivolto pesanti critiche al consigliere federale Christoph Blocher in relazione alla partenza dell'ex procuratore Valentin Roschacher.
Attualmente la sorveglianza del Ministero pubblico è divisa tra il Tribunale penale federale e il Dipartimento federale di giustizia e polizia, una responsabilità che ha regolarmente generato conflitti di competenza. Per rimediarvi Blocher aveva proposto di affidare l'intero e unico controllo al suo dipartimento. L'insieme della riforma dovrebbe entrare in vigore nel 2009.
swissinfo e agenzie
In breve
Le dimissioni dell'ex procuratore generale della Confederazione Valentin Roschacher, il ruolo avuto nella vicenda dal ministro della giustizia Christoph Blocher, la questione relativa alla separazione dei poteri e la sorveglianza politica: a proposito di questi temi è in corso, da inizio settembre, un acceso dibattito politico e mediatico la cui entità è strettamente correlata alle imminenti elezioni federali.
Una commissione parlamentare di sorveglianza ha rimproverato al consigliere federale Blocher di avere – nel quadro dello scioglimento del rapporti di lavoro con Roschacher – escluso il Consiglio federale dalla questione, di essersi spinto oltre le proprie competenze e di aver violato la separazione dei poteri.
Blocher ha respinto le critiche giudicandole tendenziose. Egli e il proprio partito (Unione democratica di centro) sarebbero vittime di un complotto volto a impedire la sua rielezione in seno al Governo. Il Consiglio federale, dal canto suo, ha incaricato un esperto indipendente di chiarire la delicata questione.
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