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Senza sorprese, il Consiglio degli stati ha accolto oggi gli 1,5 miliardi di franchi supplementari destinati ai casi di rigore e inclusi nella Legge Covid-19 all'esame delle camere federali. Il dossier passa al Nazionale, che ne discuterà domani.
Venerdì, nell'annunciare nuove restrizioni alle attività economiche per arginare la pandemia di coronavirus, il Consiglio federale aveva anche promesso un'iniezione supplementare di 1,5 miliardi di franchi, di cui 750 milioni quale riserva provenienti dalla cassa federale, che si aggiungono al miliardo già a disposizione.
Il Governo chiedeva anche di completare la legge in discussione consentendo all'Ufficio federale della cultura di aiutare anche i singoli attori del settore mediante indennità per perdita di guadagno, e non solo le società o associazioni, e di attenuare i criteri per aiutare quelle società in gravi difficoltà attive soprattutto nel settore del turismo o delle manifestazioni.
Alla luce degli ulteriori provvedimenti che l'esecutivo potrebbe adottare già venerdì prossimo dopo l'incontro odierno coi Cantoni, diversi oratori hanno dichiarato in aula di sperare che i mezzi supplementari basteranno anche per i mesi a venire.
In caso contrario, fondandosi sulla Legge Covid-19 che farebbe da base per decisioni future, il Consiglio federale potrebbe anche decidersi per ulteriori aiuti in procedura d'urgenza, consultando la delegazione delle finanze, per poi chiedere il nullaosta del parlamento in marzo, nel corso della seduta primaverile delle camere federali.
Per quanto attiene alla cultura, settore per il quale sono a disposizione 100 milioni, l'Ufficio federale della cultura potrà sostenere sia imprese che singoli attori attivi nel settore.
Per i casi di rigore, alla somma già stabilita si aggiungono altri 750 milioni, di cui il 33% versati dai cantoni. Si ha un caso di rigore quando un'impresa ha registrato un fatturato annuale inferiore al 60% della media pluriannuale.
Per questi attori economici, il governo prevede un allentamento dei criteri stabiliti nella legge - come quello legato alla perdita di fatturato, ha ricordato in aula il ministro delle finanze, Ueli Maurer - destinati a quelle imprese che dal primo di novembre hanno dovuto chiudere o limitare l'attività a causa dei provvedimenti restrittivi adottati dalla Confederazione o dai Cantoni.
A questi 750 milioni se ne aggiungono altri 750 che la Confederazione "può" versare ai Cantoni particolarmente toccati dalla misure restrittive (in aula sono stati portati a mo' d'esempio il Giura per il settore orologiero, o il Vallese e i Grigioni per il turismo), senza alcuna partecipazione del Cantone finanziaria interessato.
La maggioranza della commissione proponeva anche la possibilità che tali aiuti venissero versati ai rami economici toccati dalla crisi, ma tale proposta è stata bocciata per 27 voti a 17. Il plenum pensa che estendere il margine di manovra del governo anche ai singoli rami avrebbe comportato una corsa dei lobbisti a Palazzo federale per perorare le proprie ragioni ed ottenere aiuti a scapito di altri attori economici danneggiati dalla crisi. Meglio insomma lasciare ai Cantoni che lo volessero decidere chi aiutare e come, ha affermato Charles Julliard (PPD/JU).
Il dossier ritorna alla Camera del popolo che dovrà decidere sulle aggiunte del Consiglio federale e ancora su alcune divergenze mantenute oggi dai "senatori" riguardanti alcuni dettagli della Legge Covid-19, come i costi fissi e gli aiuti allo sport.