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La trasmissione televisiva «Vroum» il 17 marzo 1971 mandò in onda la seconda parte di un documentario articolato in due sezioni curato dallo storico Raffaello Ceschi e intitolato: «Dall’Italia svizzera alla Svizzera ». Ne fu regista, Francesco Canova.
Questa seconda parte è una assegna degli avvenimenti storico-politici che riguardano il Ticino dal periodo che segue la Rivoluzione Francese (dai fatti di Lugano del 1798 all’atto di Mediazione del 1803), fino al crollo dell’Impero napoleonico (1814/1815).
Gli argomenti delle due parti del documentario sono trattati in un’opera di Raffaello Ceschi più volte riscritta, la cui ultima edizione – pubblicata nel 2006 da Armando Dadò – s’intitola: Le nostre origini. Le terre ticinesi dai tempi remoti alla fine del Settecento. Dello stesso autore è da raccomandare: Ottocento ticinese. La costruzione di un Cantone, anch’esso pubblicato (nel 2003) da Armando Dadò editore.
Nel settimanale «Radiotivù. Organo ufficiale della radio e televisione della Svizzera italiana», il 27 febbraio 1971, veniva presentata con queste parole la prima puntata del documentario di Raffaello Cheschi, andata in onda il 3 marzo alle 18:10: «È, questa, la prima di due puntate che intendono illustrare l'evoluzione storica delle nostre terre nel periodo dal XVI alla fine del XVIII secolo. Terre che, appartenenti geograficamente all'Italia, ma strategicamente importanti per i Cantoni svizzeri, furono aspramente contese, conquistate, perse e riconquistate nel corso di numerose battaglie. Inevitabilmente coinvolta nelle vicende politiche europee seguite alla rivoluzione francese, quella che diverrà poi la Svizzera Italiana non riesce a conquistarsi una vera Indipendenza che nel 1830, con una costituzione libera e di proprio gradimento.» La puntata del 17 marzo non fu accompagnata da un testo di presentazione.
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