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Il Living Report 2022 di WWF lancia l'allarme. Le specie più toccate dall'estinzione sono quelle di acqua dolce
BELLINZONA - «Dobbiamo agire con misure vincolanti per fermare la distruzione della biodiversità». È questo l'appello che lancia WWF insieme alla pubblicazione del rapporto "Living Planet 2022", sottolineando che «le specie d'acqua dolce sono le più colpite dalla crisi delle specie, con un calo dell'83% di tutti gli stock esaminati».
È una situazione drammatica quella mostrata dall'organizzazione per la salvaguardia degli animali. I dati, mostrano un declino della biodiversità particolarmente violento negli ultimi 50 anni.
In generale, il 69% delle popolazioni di animali è scomparso e l'hotspot geografico più toccato è l'America meridionale e centrale, lì «le popolazioni della fauna studiate si sono ridotte in modo particolarmente marcato del 94%». Al fine di raccogliere questi dati, i ricercatori di WWF hanno preso in considerazione un totale di 32.000 popolazioni su 5.230 specie in tutto il mondo.
Ma come salvare la biodiversità? - Secondo WWF sono necessarie azioni mirate. Tra queste ritroviamo una produzione e un consumo di cibo più sostenibili, «nonché una rapida e radicale decarbonizzazione di tutti i comparti possono rallentare l'attuale tendenza. Gli autori ritengono che i decisori politici abbiano la responsabilità di trasformare l'economia in modo da conferire alle risorse naturali un valore adeguato».
Un'altra azione che WWF si appresta a mettere in atto è la creazione di un accordo simile a quello di Parigi. «L'occasione per fermare l'estinzione delle specie è la Conferenza mondiale sulla conservazione della natura (COP 15) in programma a dicembre a Montreal. In quella sede verrà negoziato un nuovo accordo globale sulla conservazione della biodiversità, con l'obiettivo di fermare l'estinzione delle specie e la perdita degli ecosistemi entro il 2030».
Le specie più toccate - Restando in Svizzera, particolarmente a rischio sono il riccio - con un calo in 25 anni del 90% solo nella regione di Zurigo -, la lepre europea, la cui presenza si è dimezzata in 30 anni, e il gallo cedrone, di cui il 35% della popolazione è scomparso in meno di 30 anni.
Guardando al mondo, invece, la popolazione del gorilla di pianura occidentale, in appena 14 anni, è diminuita del 69%. Nello stesso arco di tempo, il delfino delle Amazzoni ha visto una diminuzione del 67% di esemplari.
Il 69% mi sembra molto poco realistico!
Come se già non si sapesse , purtroppo….
Dedotta la palese esagerazione mediatica, mi sembra tutto nella norma dei cicli naturali.
Ma sei serio? La "breve" comparsa dei dinosauri su questa Terra è durata solo lei 150 MILIONI di anni. E non sono riusciti ad auto-estinguersi nonostante le dimensioni abnormi; funzionava l'autoregolazione PROPRIA della Natura. Noi invece purtroppo non rientriamo (e non possiamo rientrare grazie o a causa della nostra "intelligenza") in nessuna logica naturale. Però potremmo smetterla di misurare il benessere con la maledetta crescita e cominciare a parlare di prosperità SENZA crescita. Ciao
Norma dei cicli naturali? Trovami almeno un articolo scientifico che lo dimostra attraverso dei dati, e non le tue deduzioni..
Andando avanti così l’essere umano causerà anche la propria sparizione.