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Le cause della crisi finanziaria risiedono nei Paesi dell’emisfero nord, mentre le ripercussioni toccano in modo particolare i Paesi del Sud e dell’Est e si manifestano con modalità differenziate: l’accesso a nuovi crediti è diventato difficoltoso, gli investimenti diretti operati all’estero subiscono una riduzione e gli introiti generati dalle esportazioni diminuiscono a causa della minore domanda sul mercato delle materie prime e della relativa caduta dei prezzi. Inoltre il ritorno in patria di parte delle persone emigrate nei Paesi industrializzati riduce il flusso dei redditi verso i Paesi del Sud e dell’Est e incrementa i tassi di disoccupazione. Nei Paesi donatori la riduzione degli introiti fiscali e l’attuazione di costosi programmi di sostegno alla congiuntura economica comportano una diminuzione della spesa nel settore dell’aiuto allo sviluppo e tendono ad ostacolare il conseguimento degli obiettivi di sviluppo concordati sul piano internazionale, minacciando quindi di annullare i progressi ottenuti negli ultimi anni nell’ambito della lotta alla povertà.
Il superamento della crisi richiede in particolare un rafforzamento della cooperazione internazionale e un coordinamento più efficace degli aiuti prestati attraverso la via bilaterale e di quelli elargiti in ambito multilaterale. La Svizzera contribuisce a mitigare gli effetti della crisi nel quadro della cooperazione allo sviluppo, della cooperazione con l'Europa orientale e dell’aiuto umanitario. In questo contesto l’intenzione espressa dal Parlamento di incrementare allo 0,5% del prodotto interno lordo la quota destinata all’aiuto allo sviluppo assume il ruolo di segnale positivo lanciato al momento giusto. La DSC e la SECO stanno elaborando un messaggio aggiuntivo che attribuisce grande importanza alle misure di gestione delle crisi globali e che sarà discusso dal Parlamento il prossimo autunno.
Nel corso del 2008 la DSC ha provveduto alla riorganizzazione della Centrale, ponendo le basi affinché dal 1o gennaio 2009 fosse possibile mettere in atto in modo efficace la strategia di sviluppo unificata della Confederazione. La migliore integrazione degli aiuti bilaterali e multilaterali dovrebbe consentire alla DSC di affrontare con successo le nuove sfide che si profilano all’orizzonte. In una seconda fase è prevista una riorganizzazione delle relazioni fra la Centrale e gli uffici di cooperazione che dovrebbe rafforzare la presenza della Svizzera nei Paesi partner e favorire la cooperazione sul piano bilaterale.
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