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La sentenza del Tribunale federale nella vertenza Logistep ha creato incertezza sul fatto che sia ancora possibile, sulla base del diritto attuale, perseguire le violazioni del diritto d’autore. Nel frattempo si stanno tuttavia valutando varie opzioni per fare chiarezza in questo ambito, ovvero per imporre il rispetto dei diritti d’autore anche in Internet.
La sentenza Logistep (cfr. il nostro 18° rapporto d'attività 2010/2011) ha creato incertezza circa l'impatto che essa può avere sul perseguimento delle violazioni dei diritti d'autore in Internet. I pubblici ministeri, in particolare, ritengono che la sentenza vada letta nel senso di un divieto categorico di utilizzare le prove raccolte su Internet, poiché l'acquisizione di indirizzi IP in rete allo scopo di perseguire le violazioni di diritti d'autore va considerata illecita. A nostro avviso, invece, la raccolta e il trattamento di questo tipo di dati personali devono poter continuare anche dopo la sentenza in questione, a condizione tuttavia che siano rispettati i principi elencati qui di seguito (cfr. il nostro 19° rapporto d'attività 2011/2012):
- occorre garantire che la raccolta e la memorizzazione si limitino a dati assolutamente necessari per sporgere denuncia contro presunti autori di violazioni del diritto d'autore.
- È necessario garantire che le trattative per il risarcimento dei danni tra i titolari dei diritti e gli autori (presunti) di violazioni del diritto d'autore abbiano luogo solo su iniziativa di questi ultimi oppure dopo la conclusione del procedimento con sentenza passata in giudicato.
- I titolari dei diritti devono fare il possibile per rendere riconoscibili alle persone interessate la raccolta dei dati personali e lo scopo del trattamento. A tal fine, in uno spazio facilmente accessibile e reperibile del proprio sito, illustrano chiaramente il modo di procedere (fornendo in particolare dettagli sul tipo e sull'entità dei dati raccolti) e spiegando chiaramente che le pretese di risarcimento saranno avanzate solo contro persone condannate penalmente per violazione dei diritti d'autore su Internet.
Idealmente la definizione delle esigenze cui deve rispondere una raccolta di prove affinché possa definirsi conforme alla legge sulla protezione dei dati dovrebbe essere fornita, a nostro avviso, da una decisione del Tribunale federale adito dai titolari dei diritti d'autore che hanno subito una violazione.
Abbiamo tuttavia richiamato più volte l'attenzione sul rapporto di gestione 2010 del Tribunale federale nel quale la Corte suprema segnala al legislatore (cfr. «Segnalazioni al legislatore») - cosa che avviene raramente - come le disposizioni legali in materia di protezione dei diritti d'autore appaiano insoddisfacenti. È stato non da ultimo un nostro intervento nell'ambito di un postulato parlamentare a sbloccare la situazione. Su mandato della consigliera federale Sommaruga un gruppo di lavoro è incaricato di vagliare, entro la fine del 2013, come sia possibile adeguare la legislazione in materia di diritti d'autore ai progressi tecnici, esaminando nel contempo le misure più adatte per agevolare l'applicazione delle disposizioni in Internet.