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La centrale nucleare di Zaporizhia, la più grande di Europa, "è completamente fuori controllo". A dirlo in una conferenza stampa al Palazzo di vetro a New York è stato il direttore dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica, Rafael Grossi.
"C'è un una serie di cose che non dovrebbero mai accadere in nessun impianto nucleare", ha sottolineato Grossi, aggiungendo che "la situazione è molto fragile. Ogni principio di sicurezza è stato violato in un modo o nell'altro e non possiamo permettere che questo continui" perché "la situazione si fa di giorno in giorno più pericolosa". L'AIEA intende inviare una missione sul posto e ha lanciato un appello a tutte le parti coinvolte, dai due belligeranti alle Nazioni Unite, affinché l'ispezione sia resa possibile.
L'impianto si trova a Enerhodar, poco lontano dalla linea del fronte nel conflitto ucraino. "La sua integrità non è stata rispettata", ha detto Grossi, citando i bombardamenti di inizio marzo, quando è passata sotto controllo russo, e le reciproche accuse di nuovi attacchi in seguito.
È inoltre lo staff ucraino che continua a gestirla, ciò che genera inevitabili tensioni con gli occupanti. La catena di rifornimenti di equipaggiamento e pezzi di ricambio è interrotta.
L'AIEA ha bisogno di recarsi a Zaporizhzhia come aveva bisogno di andare a Chernobyl, ha aggiunto Grossi, riferendosi all'occupazione russa del sito contaminato dall'incidente nucleare del 1986, 110 chilometri a nord di Kiev. L'area è tornata in mani ucraine a fine marzo e il 27 aprile, recandosi sul posto, il direttore generale parlava di situazione da "allarme rosso". La missione di assistenza svoltasi nel frattempo ha però "avuto successo". Nel 2021 la centrale di Zaporizhia forniva il 20% della produzione annua di elettricità del Paese e il 47% di quella di origine nucleare.
- Notiziario 11.00 del 04.08.2022 Centrale di Zaporizhzhia
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