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La ex leader del partito centrista israeliano Kadima (opposizione) ed ex ministro degli Esteri, Tzipi Livni, ha consegnato oggi allo speaker della Knesset (Parlamento) la propria lettera di dimissioni da deputata: un atto non inatteso dopo la cocente sconfitta alle recenti primarie di Kadima contro il rivale interno Shaul Mofaz.
Indicata quale leader predestinata del Paese appena quattro anni fa, Livni ha fatto sapere di voler prendere una "pausa di riflessione". Ambienti a lei vicini hanno tuttavia assicurato che non si tratta d'un abbandono della politica - ventilato come temporaneo - e che "Tzipi non intende per ora uscire da Kadima", pur avendo lasciato il gruppo parlamentare.
Gli stessi ambienti non escludono d'altronde che l'ex capo della diplomazia israeliana - scettica sulla capacità di Mofaz d'incarnare un'opposizione credibile alla coalizione di destra guidata dall'attuale premier, Benyamin Netanyahu - pensi di dar vita prima o poi a una formazione autonoma. O di associarsi ad altri.
Malgrado le smentite dei protagonisti, diversi osservatori ritengono plausibile che in effetti Livni possa alla fine avvicinarsi al nuovo movimento d'impronta laico-moderata fondato dal popolare anchorman tv Yair Lapid: il quale, giusto stasera, presenterà pubblicamente la propria piattaforma.
Stando a sondaggi appena realizzati in vista delle elezioni anticipate che tutti danno ormai per scontate in Israele di qui a 3-4 mesi, la neonata lista di Lapid potrebbe ottenere almeno una dozzina di seggi sui 120 della Knesset, dimezzando i consensi di Kadima. E addirittura issarsi a quota 17 (scavalcando i Laburisti e gli ultranazionalisti di Israel Beitenu nella corsa al secondo posto dietro il favoritissimo Likud di Netanyahu) in presenza d'un tandem con Livni.