Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01190.jsonl.gz/882

LOS ANGELES - "Elegia americana", il nuovo film di Ron Howard, è da pochi giorni disponibile su Netflix.
Tratto dal bestseller autobiografico di J.D. Vance, racconta la storia di una famiglia e delle sue complicate relazioni, tra problemi da affrontare e desiderio di riscatto. Una storia molto americana di redenzione da un contesto difficile che, però, fatica a coinvolgere emotivamente lo spettatore.
La nota più positiva di "Elegia americana" è senza dubbio Glenn Close, che offre una grande interpretazione nel ruolo della nonna Mamaw del protagonista. È grazie ai suoi consigli e al suo esempio se il giovane J.D. è stato in grado di elevarsi e, dopo l'esperienza nell'esercito, approdare alla scuola di legge di Yale. Nel film Close è somigliantissima alla vera Mamaw, merito del suo indiscutibile talento e anche di sessioni quotidiane di un'ora e mezza al trucco. Che sia la volta buona per l'Oscar che le è sfuggito già in sette occasioni? Non lo si può escludere.
Riguardo al film, la critica è decisamente concorde nel considerarlo non riuscito. Amy Adams non è sempre convincente nel ruolo della madre affetta da dipendenze del protagonista e il resto del cast non è particolarmente memorabile. Ciò che manca in "Elegia americana", come già detto, è il coinvolgimento: si finisce per assistere alle molteplici disgrazie della famiglia in modo passivo, senza interessarsi veramente a loro. Colpa di una scrittura manchevole sotto molti aspetti, più ancora che della regia di Howard.
"Elegia americana", il nuovo film di Ron Howard, è da pochi giorni disponibile su Netflix.