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I diplomatici stranieri presenti in Svizzera non esitano ad avvalersi dell'immunità diplomatica per evitare le conseguenze legali delle loro azioni. Perlomeno per quanto riguarda il pagamento delle multe. È quanto ha constatato il giornale bernese "Bund", il quale, citando dati della città di Berna, riporta come circa due terzi delle multe inflitte ai diplomatici per divieto di sosta o eccesso di velocità nel 2019 non sono state pagate. L'anno scorso la polizia bernese ha inflitto 1'500 multe ai circa 800 diplomatici che vivono nella capitale federale.
Se la percentuale di multe non pagate può sembrare molto alta, si tratta comunque di un netto miglioramento rispetto a solo qualche anno fa, quando i diplomatici saldavano ancora solo il 10% delle multe a loro inflitte. Il giornale bernese osserva inoltre che le autorità non si danno subito per vinte quando si tratta di rintracciare un diplomatico multato che rifiuta di pagare. Le contravvenzioni non pagate dai membri delle missioni diplomatiche vengono trasmesse al Dipartimento federale degli affari esteri, che a sua volta le rinvia, anche se non sistematicamente, alle ambasciate interessate. Secondo il DFAE, questa tattica sembra dare i suoi frutti e le ambasciate sono più disposte a collaborare quando si ricorre al canale diplomatico invece che alla polizia.
Il "Bund" ha chiesto al DFAE di indicare quali rappresentanze estere sono più spesso interessate dalle multe. Tuttavia, il Dipartimento, senza dubbio per non creare problemi con le rappresentanze estere, non conserva tali statistiche (o comunque non le rilascia al pubblico). In Gran Bretagna e nei Paesi Bassi, invece, fa notare il giornale bernese, lo Stato ha messo pubblicamente alla gogna i diplomatici che subiscono più milti. In entrambi questi paesi, i più multati sono stati i diplomatici russi e georgiani.