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RUMBA: il Consiglio federale adotta la strategia di compensazione climatica dell'Amministrazione federale
Berna, 11.03.2022 - Il Consiglio federale intende ridurre fortemente l’impatto ambientale dell’Amministrazione federale. Entro il 2030 l'Amministrazione federale deve raggiungere la piena neutralità climatica. Il Consiglio federale vuole raggiungere questo obiettivo con il «Pacchetto clima per l'Amministrazione federale», adottato nel 2019, e il «Piano d'azione Viaggi in aereo», che includono misure di ampio spettro. Le emissioni rimanenti saranno compensate da riduzioni delle emissioni ottenute con progetti di protezione del clima realizzati all'estero. L'11 marzo, il Consiglio federale ha adottato la strategia per il finanziamento e l'attuazione della compensazione climatica.
Per ridurre le emissioni dell'Amministrazione federale, ha adottato nel 2019 il «Pacchetto clima per l'Amministrazione federale». Nel quadro di questo pacchetto, l'Amministrazione deve ridurre in Svizzera le proprie emissioni di gas serra del 50 per cento entro il 2030 rispetto all'anno di riferimento 2006, e il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di almeno il 40 per cento rispetto al 2001. Le emissioni rimanenti devono essere compensate nel periodo dal 2021 al 2030 con progetti di protezione del clima realizzati all'estero. Nella sua seduta dell'11 marzo, il Consiglio federale ha adottato la strategia per il finanziamento e l'attuazione dei progetti di protezione del clima.
Linee guida per la compensazione climatica
Ai fini della compensazione devono essere utilizzate le riduzioni delle emissioni ottenute all'estero ammesse dall'Accordo di Parigi, le quali soddisfano gli standard più elevati e forniscono un ulteriore contributo alla sostenibilità. Questi elevati requisiti di qualità si applicano già alla compensazione volontaria delle emissioni dell'Amministrazione federale. Il Consiglio federale ha affidato all'UFAM l'acquisto centrale di queste riduzioni. I costi sono a carico degli Uffici che sono tenuti a compensare le emissioni. Si stima che tra il 2021 e il 2030 dovranno essere compensate al massimo 2,3 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti.
Alla base, degli accordi di protezione del clima
Il Consiglio federale ha autorizzato l'UFAM a incaricare della realizzazione del progetto il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). Per i progetti è previsto fino al 2030 un tetto massimo pari a 37,7 milioni di franchi, che sarà coperto dai bilanci esistenti. La Svizzera può avvalersi degli accordi di protezione del clima che ha già firmato con Perù, Ghana, Senegal, Georgia, Vanuatu e Dominica. L'UNDP dispone di un portafoglio di progetti in Ghana, Perù e Vanuatu, ciò che permette un'attuazione efficiente.
L'obbligo di compensazione del DDPS sarà gestito tramite il pacchetto clima
Secondo la revisione parziale della legge sul CO2, in vigore fino al 2024, il DDPS, quale importatore di carburante per l'Amministrazione federale, è tenuto a compensare le emissioni di CO2. Una parte delle emissioni di carburante può essere compensata mediante progetti di protezione del clima realizzati all'estero. Questa compensazione non può essere computata nel quadro dell'obiettivo climatico dell'Amministrazione federale. Per i progetti di protezione del clima realizzati all'estero, il DDPS potrà in futuro attingere al portafoglio di progetti dell'UNDP.
Indirizzo cui rivolgere domande
Andrea Burkhardt, responsabile della divisione Clima, UFAM, tel. 058 462 64 94
Pubblicato da
Il Consiglio federale
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Ufficio federale dell'ambiente UFAM
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Segreteria generale DATEC
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Segreteria generale del DDPS
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