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Anche il settore dei trasporti deve assumersi le proprie responsabilità affinché la Svizzera raggiunga gli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi. È l'opinione del TCS che ha deciso di sostenere la nuova legge sul CO2 dopo essersi impegnato per ottenere un compromesso accettabile. Allo stesso tempo, il Club della mobilità sottolinea che saranno necessarie misure concrete per aiutare gli utenti della strada nella loro transizione verso una mobilità individuale sostenibile.
Con la ratifica dell'Accordo di Parigi, la Svizzera si è impegnata ad adottare misure ambiziose per ridurre le proprie emissioni di CO2. Durante il percorso legislativo, il TCS si è fortemente battuto per ottenere un limite ragionevole all'aumento del prezzo dei carburanti, dei valori di riferimento realistici e la salvaguardia della libera scelta del mezzo di trasporto.
La legge adottata dalle Camere federali nella sessione autunnale, che dovrà gestire la politica climatica fino al 2030, è una risposta accettabile. Anche se la legge prevede un costo notevole per la mobilità individuale motorizzata, è comunque limitato da un tetto massimo, e non sono previsti alcuni divieti. Questi conseguimenti sono particolarmente importanti per gli abitanti delle zone periferiche che non usufruiscono di una offerta competitiva di trasporti pubblici e dovranno usare motori termici ancora a lungo. In questo senso, si tratta di un compromesso accettabile per il TCS, che ritiene che la Svizzera debba assumersi le proprie responsabilità.
Allo stesso tempo, il TCS sottolinea che la mera adozione di un'ambiziosa legge sul CO2 non sarà di per sé sufficiente, poiché bisognerà aiutare la popolazione a cambiare la sua mobilità individuale in chiave sostenibile. Inizialmente, la mobilità elettrica vi giocherà un ruolo importante e il suo sviluppo richiederà ingenti investimenti da parte di Confederazione, Cantoni e Comuni. Saranno necessari per consentire ai cittadini di adottare questa nuova forma di mobilità, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture di ricarica.
"Anche se questa legge non è perfetta, la Svizzera deve guardare avanti e adottare questa ambiziosa legge sul CO2. Nel contempo, sarà necessario aiutare concretamente gli utenti della strada nella loro transizione verso una mobilità individuale sostenibile". ha affermato Peter Goetschi, Presidente centrale del TCS.