Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/155518

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare, in collaborazione con i cantoni, l'introduzione di strumenti per consentire alle imprese che rispettano i requisiti previsti - disposizioni legali, prescrizioni, valori limite, ecc. - di beneficiare di uno sgravio amministrativo sotto forma di prolungamento degli intervalli di controllo.</p><p>A questo proposito sottoporrà al Parlamento un rapporto con le misure proposte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che i controlli implicano un onere per le imprese e che è quindi opportuno limitarli allo stretto necessario, pur tenendo conto dell'obiettivo pubblico cui si mira.</p><p>Nel 2007, su mandato della SECO, l'istituto MIS Trend SA ha svolto un sondaggio presso 1600 imprese, da cui è emerso che in Svizzera le imprese non sono sopraffatte dai controlli da parte dello Stato. In media negli ultimi cinque anni sono stati eseguiti 1,9 controlli.</p><p>Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha pubblicato nella sua "Audit letter no. 10" (2008) un test di autocontrollo che contiene un approccio, tuttora valido, basato su un'analisi del rischio. Sugli 80 controlli individuati dal CDF, solo 20 provenivano dalla Confederazione. Gran parte dei controlli presso le imprese è di competenza dei cantoni; anche altri organi svolgono un ruolo, come le commissioni tripartite o paritetiche nel quadro della sorveglianza del mercato del lavoro. Il CDF ritiene che sono percorribili due strade: pimo l'istituzione di una banca dati comune per gli uffici e le organizzazioni competenti che preveda l'indicazione dei vari controlli effettuati, con la data e l'annotazione degli eventuali problemi constatati; secondo il raggruppamento di alcuni controlli che richiedono l'accesso alla contabilità delle imprese (controllo AVS, IVA, imposte dirette, lavoro nero, misure di accompagnamento del mercato del lavoro, dogane, ecc.).</p><p>Nell'ambito di un'analisi del mercato il sorvegliante dei prezzi ha constatato che i cantoni, pur basandosi sullo stesso diritto federale, strutturano in modo diverso le disposizioni sulla protezione dell'ambiente per le imprese di pittura. Alcuni cantoni svolgono controlli rigidi, mentre altri puntano piuttosto sulla responsabilità individuale o sull'effetto deterrente delle sanzioni in caso di infrazioni. Quest'ultimo approccio permette loro di ridurre l'onere amministrativo delle imprese.</p><p>Il Consiglio federale proseguirà nel suo impegno a favore dello sgravio amministrativo delle imprese, anche per quanto riguarda i controlli. Propone tuttavia di respingere il postulato: da un lato perché nella sua formulazione attuale è troppo vago e difficilmente realizzabile, dall'altro perché la maggior parte dei controlli non è di competenza della Confederazione.</p><p>Inoltre, quando si impongono nuove condizioni alle imprese o quando un testo normativo viene rivisto, è necessario effettuare un'analisi d'impatto della regolamentazione; anche il Forum PMI ha la possibilità di pronunciarsi sulle nuove regole.</p><p>Il Consiglio federale ha già adottato diverse misure per migliorare i controlli. Con l'UE è stato stipulato un accordo bilaterale sull'agevolazione dei controlli nel trasporto di merci; i controlli della Confederazione in materia di imposte e di assicurazioni sociali sono già ampiamente incentrati sui rischi; la misura 3 del rapporto del Consiglio federale sui costi della regolamentazione del dicembre 2013 (riunione dei controlli dei datori di lavoro) è stata attuata nel 2014, mentre la misura 30 di questo stesso rapporto (protezione dell'aria: controlli degli impianti di combustione differenziati o regolati da bonus) sarà applicata nel 2016 nel quadro della revisione dell'ordinanza sulla protezione dell'aria. Se il Consiglio federale constata la necessità di ottimizzare anche altri controlli, è disposto a prendere i provvedimenti necessari in tal senso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.