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Si tratta del concorso per l’ampliamento della sede della Banca dei regolamenti internazionali
Nuovo grattacielo in vista a Basilea: nell’ambito di un concorso per ampliare la propria sede la Banca dei regolamenti internazionali ha selezionato un progetto che prevede un edificio alto 107 metri, ideato dagli studi di architettura Elemental (Santiago del Cile) e Nissen Wentzlaff (Basilea).
L’idea costruttiva è stata scelta all’unanimità dalla giura, informa l’istituto in un comunicato odierno. Il nuovo stabile dovrebbe sostituire i vecchi edifici ormai obsoleti intorno alla torre circolare esistente – alta quasi 70 metri e dalla forma che può ricordare la torre di raffreddamento di una centrale nucleare – creando lo spazio per concentrare i circa 600 dipendenti in un luogo simile a un campus. Il grattacielo dovrebbe anche offrire ambienti adatti ai sempre più numerosi meeting internazionali.
Stando alla giuria del concorso, con la sua pianta quadrata e la facciata con molto legno, la torre ideata dagli architetti renani e del Cile offre un "elegante contrasto" con il vecchio edificio, costruito negli anni Settanta su progetto di Martin Burckhardt. Il nuovo stabile ha inoltre il potenziale per arricchire il profilo di Basilea e si adatta bene agli sviluppi previsti nelle immediate vicinanze della stazione centrale.
Come noto la Banca dei regolamenti internazionali promuove la cooperazione in campo monetario e finanziario e funge da forum per le banche centrali. La scelta di Basilea quale sede – ricorda il Dizionario storico della Svizzera – avvenne in virtù di un compromesso fra le grandi potenze. Le conseguenze si notano ancora oggi: la BRI è a due passi dalla stazione principale di Basilea, ma non è sottoposta alla legislazione federale e beneficia di privilegi fiscali e amministrativi.
Negli accordi di Bretton Woods (1944) ne venne fra l’altro raccomandata la liquidazione, sia per motivi riconducibili alle operazioni bancarie controverse concluse con la Germania nazista, sia perché era stata nel frattempo presa la decisione di creare il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale. La raccomandazione non ebbe però seguito e la BRI si impose rapidamente come uno strumento indispensabile del nuovo ordine monetario.
L’istituto assunse infatti in primo luogo la funzione di piattaforma per la cooperazione monetaria internazionale, ospitando in particolare le riunioni dei governatori delle banche centrali dei principali Paesi industrializzati. È quanto avviene ancora oggi, sei volte l’anno.