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Il governo svizzero ha approvato venerdì la versione definitiva del rapporto sulla politica europea: la via bilaterale continua a essere quella privilegiata.
Il rapporto sulla politica europea è stato redatto in risposta al postulato della deputata Christa Markwalder, che chiedeva all'esecutivo di analizzare e – se necessario – adeguare la propria politica europea.
Il progetto del rapporto è stato utilizzato dal governo come base per la seduta speciale sull’Europa del 18 agosto 2010: i ministri ritengono nell’interesse della Svizzera proseguire le proprie relazioni con Bruxelles nell'ambito di accordi bilaterali settoriali. Questo approccio consente di conciliare gli interessi di entrambe le parti.
Sempre venerdì, il governo ha emanato anche un rapporto in adempimento a un postulato del senatore Eugen David, il quale invitava il consiglio federale a fare il punto sulle relazioni effettive e giuridiche esistenti attualmente fra la Confederazione e le agenzie europee.
Lo studio rileva che le agenzie europee sono molto eterogenee fra di loro, e altrettanto diversificata è la loro importanza per la Svizzera. Le possibilità di influenza variano a seconda dei rapporti di cooperazione. In generale, tuttavia, «alla luce della crescente concentrazione dei compiti nelle agenzie europee, le possibilità di influenza da parte della Svizzera tendono a ridursi e per questa ragione è spesso opportuno mirare a contatti istituzionalizzati con tali organismi», conclude l'esecutivo.
swissinfo.ch e agenzie