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Il vicepresidente di Exit Svizzera romanda, Pierre Beck, è stato condannato a 120 aliquote giornaliere sospese con la condizionale. Il Tribunale di polizia di Ginevra ha confermato il decreto d'accusa del Ministero pubblico ginevrino nei confronti del medico.
I fatti risalgono all'aprile 2017. L'anziana aveva chiesto di poter lasciare questo mondo insieme al marito, gravemente malato. La coppia si era rivolta a Exit per chiedere aiuto e Beck, un medico in pensione di 74 anni, che aveva esaudito il loro desiderio prescrivendo il medicinale per il suicidio.
Nella sentenza odierna, la Corte ribadisce quanto già sostenuto dall'accusa: l'imputato ha violato la legge federale sui medicamenti e i dispositivi medici.
Per i giudici, Beck ha ceduto alle richieste della donna per altruismo ma anche per convinzione personale, mancando di distanza e di umiltà: in una situazione simile avrebbe dovuto chiedere il parere di altri medici. Anche se la sua collaborazione alle indagini è stata buona, l'uomo continua a ritenere di non aver commesso alcun errore.
Al termine dell'udienza, Yves Grandjean, avvocato di Beck, ha annunciato che è probabile un ricorso. "Questa sentenza mette in evidenza la mancanza di chiarezza in questo ambito", ha detto.
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