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Grazie a lei, l'indumento femminile si diffuse in tutto il mondo. Fu simbolo di emancipazione e ribellione per un'intera generazione.
SURREY - È morta all'età di 93 anni la stilista britannica Mary Quant, nota soprattutto per essere stata la "mamma della minigonna". In un comunicato diffuso dalla famiglia si legge che si è spenta serenamente questa mattina nella sua casa a Surrey.
Grazie a Quant, nata in un sobborgo di Londra l’11 febbraio 1930, l'indumento femminile si diffuse in tutto il mondo. Ma non solo, la sua influenza ha saputo andare oltre la moda e il costume fino a rappresentare un simbolo dell'emancipazione femminile, che non ha avuto eguali nel corso del secolo passato.
La stilista, che era solita indossare lei per prima gonne corte in abbinamento al suo inconfondibile caschetto, fu anche icona della rivoluzione (si pensi solo a quella sessuale e quella legata ai movimenti pacifisti) degli anni '60, che ebbe come centro nevralgico la «swinging London» dei mitici Beatles, del calciatore George Best e dell'indimenticabile Mini Minor.
Non fu risparmiata dalle critiche per quella mini skirt sforbiciata fino a 10 centimetri sopra le ginocchia che introduceva nel vestiario femminile il concetto rivoluzionario di praticità - visto la facilità d'indossare un capo così essenziale - e che consentiva alle ragazze degli anni '60 di distinguersi dalle loro mamme e nonne.
Non solo minigonne però, sì perché Mary seppe brillare nell’imprenditoria: fondò nel 1963 il Ginger Group per esportare i suoi prodotti negli Usa, lanciò una linea di cosmetici nel 1966 e una collezione di calzature nel 1967. Lo scrittore Bernard Levin la definirà «High Priestess of Sixties fashion», l'alta sacerdotessa della moda degli anni Sessanta.