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Una delle svolte più importanti compiute dallo spirito medievale fu quando per la prima volta esso sviluppò un ideale d’amore su base negativa. Anche l’antichità aveva cantato gli spasmi e i tormenti dell’amore, ma li aveva intesi come dilazione e incentivo di un adempimento sicuro a venire. Solo nell’amore cortese dei trovatori il desiderio non appagato diviene il tema centrale e la donna acquisisce un ruolo essenziale. L’amore cortese esprime lo sforzo di una società raffinata ed educata da secoli di cristianesimo per elaborare un codice dell’amore umano che non fu in alcun modo né mistico né specificatamente cristiano, ma più raffinato della licenziosità di Ovidio e nel quale il sentimento prevalse sulla sensualità.
L’esperienza amorosa appare come una tensione costante verso l’irraggiungibile perfezione richiesta per essere degni di ricevere la grazia della donna amata.
Codici miniati, cofanetti, casse dotali, valve di specchio in avorio e affreschi, testimoniano il fiorire di queste nuove tematiche narrate nelle poesie e nei romanzi del tempo.