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Green Book ha conquistato prima il pubblico al festival di Toronto, poi i giornalisti della stampa estera (tre Golden Globe) e poi ancora i giurati dell'Academy, che gli hanno regalato cinque nomination pesanti agli Oscar. E pensare che il regista, Peter Farrelly, non è proprio uno avvezzo ai festival e ai grandi premi, perché i film per cui è conosciuto si chiamano Tutti pazzi per Mary e Scemo e più scemo. Intendiamoci, anche Green Book presenta una buona percentuale di commedia, ma le risate non sono certo grasse.
Il Green Book del titolo è una guida, utile ai neri che volevano viaggiare nell'America degli anni Cinquanta. In epoca pre-Martin Luther King, molti stati degli Stati Uniti vivono ancora la segregazione razziale: sul Green Book sono segnati hotel, motel e ristoranti che – anche negli stati del profondo sud – accettano di ospitare e servire i neri. Guida che, suo malgrado, il grande pianista Don Shirley si trova a consultare durante il suo ultimo tour.