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Per i sindacati degli insegnanti svizzero tedeschi e romandi, le assenze stanno «spingendo le scuole al limite»
È quindi necessario uniformare a livello nazionale le misure in vigore negli istituti
BERNA - Il sindacato degli insegnanti svizzero tedeschi LCH e l'omologo romando SER chiedono a Confederazione e Cantoni di introdurre in modo uniforme test ripetitivi nelle classi. Le due organizzazioni domandano anche che le mascherine siano indossate laddove sia epidemiologicamente rilevante.
In un comunicato diramato oggi, LCH e SER esprimono pure l'auspicio di disporre nelle aule di sensori del CO2 o filtri dell'aria o sistemi di ventilazione.
Le misure dovrebbero essere coordinate in tutti i Cantoni e prescritte dalla Confederazione, secondo i due sindacati, che ritengono che negli ultimi mesi le misure uniformi abbiano dimostrato di funzionare.
Anche se i Cantoni sono responsabili dei sistemi educativi e scolastici, la salute dei bambini e dei giovani deve essere una preoccupazione nazionale e gestita di conseguenza, si legge nella nota. «Se misure sono imposte a livello nazionale per ristoranti, negozi, musei e altri spazi chiusi, dovrebbero essere imposte anche agli edifici scolastici», affermano LCH e SER.
La qualità dell'istruzione è compromessa dal numero crescente di quarantene nelle ultime settimane. Le due organizzazioni sottolineano che i supplenti sono già tutti impiegati e che le assenze imprevedibili stanno «spingendo le scuole al limite».
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».