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E il naufragar mi è dolce in queste acque di piombo
C'è un villaggio nella regione di Kanchanaburi. E c'è un fiume le cui acque scorrono fino a Bangkok. Un giovane si immerge tutti i giorni per pescare, e mentre pesca si perde nel verde cristallino, nei riverberi di luce, nel silenzio della foresta di smeraldo. Ma c'è qualcosa di oscuro in questa discesa adamantina. Negli anni le acque del fiume sono state inquinate dal piombo di una fabbrica finalmente chiusa. Il pesce è contaminato, molti abitanti del villaggio si sono ammalati. Nontawat Numbenchapol, che già nel precedente Fahtum pandinsoong (Boundary) lavorava sui confini fra verità e menzogna, va più a fondo. Letteralmente. Il virus minerale che ha infettato l'ambiente è fluido, opaco, silenzioso. L'aria ne è pregna, ma non si vede. L'ecosistema è travolto, ma la vita quotidiana scorre placida come le acque del fiume.
Sai nam tid shoer (By the River) filma il cuore dell'infezione: dov'è dunque la realtà? Su quale superficie liquida è precipitata? Come si fa infine a documentare questo suo corpo malato e invisibile insieme?
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