Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/229660

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto su come ridurre l'impronta ecologica della Svizzera legata alla deforestazione. Per soddisfare la domanda interna di appena otto materie prime agricole e forestali (ad es. legno, pasta di legno, carta, soia ecc., cfr. WWF 2019) occorre ogni anno circa la metà della superficie terrestre della Svizzera, ovvero quasi il doppio della sua superficie forestale. Nonostante gli sforzi del governo, dell'industria e delle ONG, questa impronta ecologica sul territorio non è diminuita negli ultimi anni. Occorrono quindi sforzi supplementari per proteggere e ripristinare le superfici forestali del pianeta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera, l'applicazione del principio di conservare la foresta (art. 3 della legge federale sulle foreste; LFo, RS 921.0) ha fatto sì che finora la superficie forestale complessiva non abbia subito perdite. A seguito del consumo di prodotti e di materie prime importati, la Svizzera contribuisce per contro alla perdita all'estero della superficie forestale globale. La Strategia per lo sviluppo sostenibile 2030 pone pertanto l'accento sul consumo e sulla produzione sostenibili. Vengono migliorate di continuo anche strategie e misure nei settori della produzione, del commercio e della ricerca (ad es. artt. 31, 33, 34a e 34b LFo). La Confederazione promuove inoltre l'aumento dell'efficienza delle risorse ai sensi dell'economia circolare e della bioeconomia. La Politica della risorsa legno 2030 della Confederazione persegue l'obiettivo di utilizzare in modo sostenibile ed efficiente, di mettere a disposizione, lavorare e valorizzare il legno proveniente dai boschi svizzeri. Per l'attuazione ricorre al piano d'azione Legno (2021-2026).</p><p>La Svizzera si impegna a livello globale in numerose organizzazioni, strumenti e accordi volti a prevenire la deforestazione. Fra questi citiamo il Forum delle Nazioni Unite sulle foreste, il Piano strategico delle Nazioni Unite per le foreste 2017-2030 come pure gli obiettivi di Aichi della Convenzione sulla diversità biologica (CBD), sostituita quest'anno da un nuovo quadro normativo globale per la biodiversità che rimarrà in vigore fino al 2030. Esiste inoltre l'Accordo di Parigi con il programma forestale per la riduzione delle emissioni di CO2 REDD-plus (Reduction of Emissions from Deforestation and Forest Degradation) e l'Accordo internazionale sui legni tropicali (ITTA). Per la protezione e la gestione sostenibile delle foreste esistono inoltre adeguate fonti di finanziamento alle quali prende parte anche la Svizzera. Si tratta in particolare del Global Environment Facility (GEF) Trust Fund, del programma REDD-plus, del Green Climate Fund (GCF) e del Global Forest Financing Facilitation Network (GFFFN). A livello globale, il Consiglio federale considera ideale la via delle soluzioni congiunte scelta insieme ad altri Paesi che prevede impegni sostanziali e finanziari.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione del postulante che occorre ancora intervenire per ridurre la deforestazione globale. Con l'attuale combinazione di misure globali e nazionali, la Svizzera offre un importante contributo. Secondo il Consiglio federale, un rapporto supplementare non porta a nuove conoscenze.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.