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Che siano diventate lo standard rispetto a quelle chirurgiche «è una notizia falsa diffusa dall'agenzia Keystone-ATS».
Alla base forse un errore di traduzione.
BERNA - Mascherine in tessuto raccomandate rispetto a quelle chirurgiche? «È una notizia falsa», dichiara un portavoce dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) a 20 Minuten. L'informazione era stata diffusa questa mattina dall’agenzia di stampa Keystone-ATS ed era stata ripresa da tutti i media, anche da Tio.ch.
Ma andiamo con ordine e spieghiamo cosa è accaduto. Attorno alle 8.20 l’agenzia di stampa Keystone-ATS pubblica la seguente notizia: «L'UFSP ha aggiornato le sue raccomandazioni sull'uso delle mascherine». E aggiunge: «Finora, le mascherine monouso sono state raccomandate anche per il pubblico. Un portavoce dell'UFSP ha confermato ieri sera a Keystone-ATS che la raccomandazione è stata recentemente adattata sul sito web. Quelle di stoffa saranno ora lo standard». Ma non è affatto così.
La mascherina monouso rimane quindi lo standard raccomandato dall’UFSP. L’aggiunta comparsa sul sito web alla voce “mascherina igienica/facciale medica (mascherina chirurgica/da sala operatoria)” è semplicemente una precisazione: «Se presentate sintomi di una malattia acuta alle vie respiratorie, dovreste utilizzare una mascherina igienica/facciale medica». Questo perché la mascherina, in caso di sintomi, ha un’alta probabilità di contaminarsi.
La notizia diffusa dall’agenzia Keystone-ATS potrebbe essere stata interpretata in maniera errata «a causa di una traduzione sbagliata», come spiegato al Blick da un portavoce dell’UFSP.
Mascherina in tessuto - Per quanto riguarda le mascherine in tessuto, la Swiss National Covid-19 Science Task Force ha elaborato uno standard. A metà maggio i ricercatori del Laboratorio federale di prova dei materiali (EMPA) hanno portato a termine il progetto ReMask e l’azienda Testex ha ideato un’etichetta per certificare mascherine lavabili prodotte secondo le indicazioni EMPA. La scorsa settimana un appello alla Confederazione era arrivato da Greenpeace Svizzera, in favore delle mascherine riutilizzabili, anche per ridurre l’inquinamento.
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