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Continuano le proteste pacifiche con l’intento di farsi liberare i terreni occupati abusivamente dal governo dello Sri Lanka.
La popolazione richiede che i loro terreni delle regioni di Jaffna Valikamam vengano liberate e date ai rispettivi proprietari.
Allo sciopero della fame hanno partecipato anche i ministri Daglas Thevanantha e Suresh Piremacchandiran.
Da ora in poi ogni settimana, le persone di un campo di accoglienza effettueranno lo sciopero della fame, affinche ci sia giustizia nei loro confronti, ma soprattutto che i terreni rubati vengano restituiti.
Lo scorso dicembre, il presidente dello Sri Lanka, visitò il nord e promise che entro sei mesi avrebbe trovato soluzione a tutti i problemi dei profughi che vivono tutt’ora in centri d’accoglienza.
Ma in seguito alle affermazioni del ministro della difesa, non si è più sicuri se queste promesse verranno tutt’ora mantenute.
Conseguentemente a ciò, protestiamo in maniera pacifica affinché ci venissero restituiti i terreni e potessimo vivere in maniera tranquilla e sul nostro terreno il nostro futuro. Secondo noi il presidente ha tutti i diritti e i poteri per fare avvenire ciò. Questo viene ribadito con tono forte dai profughi dei vari campi di accoglienza. Richiedono che tutto ciò venga fatto entro sei come ribadito da lui durante le visite.
È stato inoltre ribadito, che le loro manifestazioni pacifiche, sono tutte apartitiche e che mirano soltanto al bene del popolo tamil e avere una vita più dignitosa e normale.
Nel caso entro sei mesi non ottenessero nessuna risposta, è già stato ribadito che marceranno sui propri terreni con bandiere bianche.
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