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A poche settimane dalla ripresa del campionato (a fine luglio a Disney World, in Florida), il mondo della Nba deve fare i conti con altri illustri contagi. Quelli della guardia dell'Indiana Malcolm Brogdon e dell'ala di Sacramento Jabari Parker, entrambi risultati positivi al coronavirus. «Recentemente sono risultato positivo al coronavirus e sono attualmente in quarantena - conferma Brogdon (16,3 punti, 7,1 assist e 4,7 rimbalzi di media nella stagione 2019/20 -. Sto bene e mi sento bene. Non vedo l'ora di raggiungere i miei compagni di squadra a Orlando per la ripresa della stagione regolare e i playoff».
Nelle ultime settimane, il 27enne è stato molto attivo nella protesta contro l'ingiustizia razziale e sociale innescata dalla morte di George Floyd. In particolare, Brogdon aveva partecipato alle proteste, contesto che rischia di favorire la diffusione del virus.
Jabari Parker (14,7 punti e 5,9 rimbalzi in questa stagione) ha dal canto suo spiegato di aver contratto il virus «a Chicago pochi giorni fa» dove attualmente è in isolamento. «Sto facendo progressi nella mia guarigione e mi sento bene. Non vedo l'ora di raggiungere i miei compagni di squadra a Orlando quando torneremo in campo».
I test positivi di Brogdon e Parker seguono l'annuncio di martedì che anche la star di Denver Nuggets, Nikola Jokic, aveva contratto il virus in Serbia la scorsa settimana. Asintomatico, dovrebbe avere il via libera per il suo ritorno in Colorado entro una settimana.