Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/191651

<h2>SubmittedText<h2><p>Le esigenze della cooperazione allo sviluppo sono cambiate. In vari Paesi africani e in numerose aree del mondo arabo, nonostante l'intervento della cooperazione, vi sono ancora grandi deficit di sviluppo che si manifestano in sottodisoccupazione, conflitti e una pressione migratoria destinata ad aumentare nei prossimi anni. Solo riforme, modelli di governo più trasparenti e meno corrotti, una maggiore certezza del diritto, investimenti nella formazione e nell'infrastruttura e l'integrazione di questi Paesi nell'economia globale riescono a creare stabilità. La cooperazione internazionale svizzera dovrebbe adeguarsi a queste esigenze.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a modificare il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2021-2024 come segue:</p><p>1. Le priorità geografiche devono essere rielaborate completamente. La cooperazione bilaterale allo sviluppo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dovrebbe concentrarsi in particolare su quelle regioni da cui potrebbero provenire flussi di migranti oppure su quelle interessate da tali flussi (nella consapevolezza che una cooperazione allo sviluppo efficace deve avere una dimensione a lungo termine e non può essere adattata rapidamente al numero di domande d'asilo).</p><p>2. È necessario verificare l'efficacia dei progetti a lungo termine. Si dovrebbe inoltre controllare se non sarebbe più opportuno che l'aiuto fosse fornito da Stati che si trovano nelle immediate vicinanze.</p><p>3. L'aiuto umanitario dovrebbe essere destinato maggiormente ai Paesi che accolgono profughi in quella regione. Questi Paesi dovrebbero essere assistiti anche mediante misure di sviluppo economico. Inoltre il rimpatrio di migranti dovrebbe essere promosso mediante una pressione o un'offerta coordinate sui Paesi di origine.</p><p>4. Occorrerebbe inoltre fare in modo che le istituzioni multilaterali riducano i propri programmi negli Stati che non sono pronti per una riforma. L'aiuto bilaterale dovrebbe concentrarsi su quei Paesi che si dichiarano pronti ad accettare un'interazione tra cooperazione internazionale e questioni di natura migratoria.</p><p>5. La cooperazione internazionale svizzera dovrebbe appoggiarsi maggiormente alle imprese (svizzere), poiché queste potrebbero incoraggiare lo sviluppo economico investendo nei Paesi africani. Bisognerebbe valutare la creazione di un adeguato fondo di sviluppo o d'investimento.</p><p>Ove opportuno occorrerebbe combinare un maggiore impegno bilaterale della Svizzera a negoziati per un accordo sulla protezione degli investimenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Lo sviluppo sostenibile e un ordine internazionale stabile rientrano nell'interesse del nostro Paese. Nel messaggio concernente la cooperazione internazionale (CI) della Svizzera 2021-2024 il Consiglio federale prevede di intensificare la correlazione strategica tra la politica della migrazione e la CI. La cooperazione bilaterale allo sviluppo del DFAE si concentrerà inoltre su quattro regioni chiave: entro il 2024 le risorse finanziarie impiegate finora per gli attuali Paesi prioritari a reddito medio dell'America latina e dell'Asia orientale saranno gradualmente trasferite alle quattro nuove regioni prioritarie. Le riflessioni di politica migratoria, poi, saranno tenute maggiormente in considerazione. Tuttavia, il Governo ritiene che la migrazione non debba essere l'unico criterio per definire l'impegno della CI sul piano geografico.</p><p>3. Il Consiglio federale rispetta il principio del non-refoulement (non respingimento), in base al quale è vietato espellere una persona e rinviarla in un Paese dove rischia di essere perseguitata. Questo principio vale a prescindere dalla presenza di un eventuale accordo sulla migrazione o sulla riammissione concluso con il Paese in questione. L'Aiuto umanitario orienta il proprio lavoro coerentemente con le esigenze di natura umanitaria della popolazione e può contribuire all'attuazione della correlazione strategica tra la CI e la politica migratoria, in particolare per quanto concerne la protezione nelle regioni di provenienza.</p><p>4. Le organizzazioni multilaterali hanno spesso un peso maggiore nei confronti dei governi restii ad attuare riforme rispetto ai partner bilaterali e possono promuoverle anche qualora vi siano resistenze. I risultati raggiunti dalla Commissione internazionale dell'ONU contro l'impunità in Guatemala ne sono un esempio. Il sostegno mirato ad attori che propugnano riforme promette di dare maggiori risultati rispetto alla minaccia di interrompere la cooperazione (multilaterale). Tale minaccia può infatti essere facilmente presentata come un'ingerenza nella sovranità e un'eventuale interruzione della cooperazione può essere sfruttata ad hoc da altri attori che non pongono condizioni in merito all'adozione di riforme. Neanche l'aiuto d'emergenza fornito da organizzazioni multilaterali deve dipendere dalle volontà di riforma dei governi.</p><p>Pertanto, in caso di accettazione del punto 4 della mozione nella Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva di chiedere nella seconda Camera di modificare questo punto come segue: "Occorrerebbe inoltre fare in modo che le istituzioni multilaterali includano nei loro programmi chiari incentivi e richieste specifiche, per esempio per quanto riguarda un buongoverno che coinvolga l'intera popolazione. La cooperazione bilaterale allo sviluppo dovrebbe considerare come prioritari i Paesi che si dichiarano pronti ad accettare una correlazione strategica tra cooperazione internazionale e questioni di natura migratoria".</p><p>5. Nel messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2021-2024 il Consiglio federale intende rafforzare la cooperazione con imprese del settore privato.</p> Il Consiglio federale propone di accogliere i punti 1, 2, 3 e 5 e di respingere il punto 4 della mozione.