Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01037.jsonl.gz/442

Si sta allargando a macchia d'olio lo scandalo innescato in Gran Bretagna dalle confessioni al Guardian del 43enne ex calciatore Andy Woodward, che ha svelato gli abusi subiti in gioventù quando militava nel Crewe Alexandra. Sono ormai 20 i giocatori, fra cui ex nazionali, che hanno denunciato pubblicamente di essere stati vittime di allenatori o reclutatori e 350 le persone che si sono rivolte alla polizia. Scotland Yard ha aperto inchieste in tutto al paese. Un centralino telefonico messo a disposizione il 23 novembre ha già ricevuto 860 chiamate.
La Federazione, il cui presidente ha parlato della "più grande crisi mai attraversata", si dice pronta ad aprire una propria indagine, per fare emergere fatti che all'epoca, si parla del periodo compreso fra gli anni '70 e '90, vennero insabbiati. Un ex calciatore del Chelsea, il 57enne Gary Johnson, ha per esempio svelato al Daily Mirror che il club gli pagò 50'000 sterline perché tenesse la bocca chiusa su quanto subito all'età di 13 anni.
Che le dichiarazioni di Woodward abbiano fatto crollare la diga e portato alla luce episodi rimasti sepolti per decenni non sorprende: "Le dinamiche del pedofilo nello sport non sono molto diverse", secondo la direttrice della Fondazione ASPI Myriam Caranzano, "ma cambia il contesto, perché le attese degli atleti stessi e dei loro genitori sono enormi. La pressione sulle vittime è molto maggiore e diventa più difficile dire di no o parlare se succede qualcosa". C'è, insomma, il timore di compromettere la possibile carriera.
pon/AFP/Reuters
- RG 12.30 del 02.12.2016 L'intervista a Myriam Caranzano della Fondazione ASPI