Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/109341

<h2>SubmittedText<h2><p></p><p>Nel quadro della legge concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri (LPFC), il Consiglio federale è incaricato di garantire che i cantoni con un onere fiscale inferiore alla media non sfruttino male il proprio potenziale delle risorse beneficiando contemporaneamente di cospicui versamenti di compensazione dalla perequazione finanziaria intercantonale. In futuro, i cantoni beneficiari della perequazione finanziaria il cui sfruttamento fiscale del potenziale delle risorse è inferiore alla media dei cantoni pagatori finanziariamente forti dovrebbero ottenere a titolo di NPC versamenti progressivamente ridotti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 2 della legge concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri (LPFC; RS 613.2) la perequazione finanziaria intende rafforzare l'autonomia finanziaria dei cantoni (lett. a), ridurre le disparità per quanto riguarda il carico fiscale (lett. b) e mantenere la concorrenzialità fiscale dei cantoni in ambito nazionale e internazionale (lett. c). L'articolo 6 capoverso 2 LPFC prevede inoltre espressamente che i mezzi finanziari della perequazione delle risorse siano versati ai cantoni senza vincoli di sorta. </p><p>Con la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC), i versamenti di compensazione nell'ambito della perequazione finanziaria in senso stretto sono stati disgiunti dalle aliquote d'imposta dei cantoni. Inoltre, i flussi finanziari tra Confederazione e cantoni sono stati semplificati e resi più efficienti. In questo senso i versamenti vincolati sono stati sostituiti da versamenti senza vincoli di alcun genere. Come emerge dal rapporto del 24 novembre 2010 del Consiglio federale sull'efficacia della perequazione finanziaria è stata incrementata l'autonomia dei cantoni. La presente mozione limiterebbe la libertà di impiego dei mezzi finanziari. Oltre a ridurre il debito, i cantoni interessati avrebbero solo la possibilità di aumentare le uscite. Inoltre, attuando la richiesta degli autori della mozione, la Confederazione imporrebbe indirettamente ai cantoni interessati prescrizioni in materia di aliquote d'imposta minime violando la sovranità cantonale. </p><p>L'attuazione della richiesta degli autori della mozione non solo ostacolerebbe la concorrenza fiscale in Svizzera, ma consentirebbe di fatto ai cantoni finanziariamente forti di creare un monopolio delle imposte basse. Come dimostra l'indice di sfruttamento fiscale 2011, tra i cinque cantoni che presentano lo sfruttamento fiscale del potenziale di risorse più basso ve ne sono quattro finanziariamente forti (ZG, SZ, NW, ZH), che manterrebbero la loro attrattiva grazie a una bassa pressione fiscale o addirittura estendendola. Per contro, i cantoni finanziariamente deboli avrebbero questa possibilità soltanto rinunciando sia a entrate fiscali sia a contribuiti della perequazione finanziaria. Per la maggior parte dei cantoni una simile prospettiva non è sostenibile per ragioni finanziarie. </p><p>Nei dibattiti sulle riduzioni fiscali e sulla perequazione finanziaria si omette sovente di rammentare che l'attuale sistema di perequazione riduce già i pagamenti qualora gli sgravi fiscali applicati in un cantone finanziariamente debole risultino efficaci. L'arrivo di abitanti o di ditte contribuenti fiscalmente interessanti accresce il potenziale di risorse per abitante e, di conseguenza, qualora l'aumento superi la media nazionale, l'indice delle risorse del cantone interessato. In ragione del metodo di calcolo, ne consegue una progressiva diminuzione dei versamenti di compensazione. Questo fatto si spiega bene sull'esempio del cantone di Obvaldo. Dal 2008 lo sfruttamento fiscale in tale cantone è fortemente calato (meno 5,5 per cento). Anche a seguito dell'arrivo di contribuenti, durante lo stesso periodo l'indice delle risorse prima della compensazione è passato dal 67,2 al 74 per cento (più 10 per cento), provocando una riduzione dei versamenti di compensazione del 35 per cento. </p><p>Il sistema attuale tiene quindi già indirettamente conto dell'idea di fondo della mozione. La differenza consiste sostanzialmente nel momento a partire dal quale i versamenti di compensazione vengono ridotti e nelle ripercussioni effettive degli sgravi fiscali. Nel sistema vigente i versamenti di compensazione si riducono solo con un aumento effettivo dell'indice delle risorse (vale a dire quando la riduzione fiscale ha dato buoni risultati), mentre la mozione prevede una riduzione contestualmente con la riduzione fiscale e indipendentemente dai suoi effetti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.