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Il passaporto biometrico migliorerebbe la sicurezza e faciliterebbe i viaggi: sono le convinzioni del Consiglio degli Svizzeri all'estero (CSE), che raccomanda di votare "sì" il 17 maggio.
La raccomandazione è stata adottata sabato a Berna, dove il CSE era riunito per la sessione primaverile. La decisione è intervenuta al termine di un animato dibattito.
I fautori del passaporto biometrico hanno rilevato che occorre allineare la Svizzera alle regole dello spazio di Schengen e hanno paventato conseguenze negative, in caso di rifiuto, per la mobilità all'estero degli svizzeri, come pure per il turismo elvetico. A loro avviso, potenziali turisti extracomunitari potrebbero desistere dai loro progetti di viaggi in Svizzera se necessitassero di un visto speciale.
Gli oppositori hanno invece formulato timori di una schedatura degli svizzeri e di una perdita di libertà. Hanno inoltre criticato i costi di tale documento e la burocrazia che comporta.
Alla fine il verdetto del parlamento della Quinta Svizzera è stato chiaro: 43 voti a favore dell'introduzione del passaporto biometrico e 16 contro.
A larga maggioranza, i delegati hanno pure approvato una risoluzione che chiede che ambasciate e consolati siano equipaggiati di conseguenza, affinché possano registrare direttamente i dati biometrici.