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|TINTI Giuseppe |
Muratore, minatore
Imola (BO) 23.10.1899 da Domenico e Rosa Bitonto - Imola, 1.1.1966.
Allorché il fratello Oreste viene assegnato al confino (1926?), per non essere sottoposto ad analoga misura, espatria regolarmente dapprima recandosi nel Belgio, dove lavora alcuni mesi come minatore, poi a Ginevra presso la sorella Augusta Tinti* e il cognato Aurelio Fantazzini*. Entrato in contatto con la numerosa colonia di fuorusciti, partecipa attivamente alla vita del movimento.
Probabilmente è in Francia dal 1928. Nel 1930 ad Annemasse (Francia), nel corso di una riunione di antifascisti italiani, contribuisce a promuovere la formazione di squadre di lavoratori che si rechino a lavorare gratuitamente nelle colonie estive antifasciste; nei primi del 1931 si incontra con Ciro Beltrandi, Giulio Conte e Randolfo Vella, per cercare di risolvere la polemica sorta fra le redazioni del foglio stalinista Falce e martello e il Risveglio a proposito della posizione politica dei fratelli Vella. In giugno partecipa alla commemorazione di Matteotti tenutasi ad Annemasse.
Sono anni segnati spesso dalla miseria e dalla disoccupazione e peregrina fra Ginevra e Annemasse, Chambery e la colonia antifascista di Saint-Cerques nell'Alta Savoia, ma gli spostamenti frequenti non gli impediscono di mantenere stretti contatti con i compagni, in particolare con T. Serra e Francesco Barbieri. Il 14.4.1935 in casa Bertoni a Ginevra, con Frigerio, Omobono Frateschi e Martini, partecipa a una riunione nel corso della quale si parla della presunta sottrazione, da parte di Barbieri, di fondi raccolti per le vittime politiche e l'agosto successivo, per nuovo dissidi con quest'ultimo, lascia il il lavoro presso la mensa antifascista di Ginevra di rue des Pavillons, restando ancora una volta disoccupato. Il 30 dicembre 1935 è presente al Convegno anarchico di Chambery, convocato da Bertoni e al quale presenziano tra gli altri Ciro Beltrandi, Guido Polidori, Randolfo Vella e Savino Fornasari, nel corso del quale si dibatte sulla opportunità di creare accordi con gli altri schieramenti antifascisti e su come rispondere agli inviti del PCDL per coordinare l'attività antifascista in Italia.
Allo scoppio della rivoluzione spagnola, nel luglio 1936, si impegna intensamente nell'opera di arruolamento per le milizie rivoluzionarie e in agosto o settembre raggiunge la Spagna, arruolandosi come miliziano nella sezione italiana della Colonna Ascaso operante sul fronte aragonese. Negli archivi della polizia fascista si trova una cartolina del settembre 1936 inviata a Roma ad Elena Melli in cui compaiono anche le firme di T., Tommaso Serra, Attilio Bulzamini, Carlo Castagna, Edel Squadrani e Riccardo Di Giuseppe. Nel gennaio del 1937 è fra gli aderenti al gruppo Gori della Colonna.
Nel febbraio 1937 con Ciro Beltrandi rientra in Svizzera e in Savoia dove vengono segnalati a bordo di un'auto, proveniente dalla Spagna, carica di libri di propaganda anarchica. Nello stesso mese invia da Ginevra alla famiglia un assegno di 100 franchi, che viene sequestrato dalla polizia “avendosi motivo di ritenere che trattisi di soccorso rosso inviato alla madre del comunista Giuseppe Tinti”.
Nel 1940 è segnalato a Aix-les-Bains. Ammalatosi gravemente ad Annemasse non è più in grado di tornare in Spagna e si ferma stabilmente a Saint-Cergues poi a Aix-les-Bains. Il 10 novembre 1940 si presenta alla frontiera di Bardonecchia dove viene arrestato e poi confinato a Ventotene per 3 anni. Prosciolto nell'agosto 1943 ritorna a Imola, vigilato.
FONTI:
GB // DBAI // Ulmi-Huber // Risv. 3.10.1936 il suo nome appare accanto a Attilio Bulzamini, Castagna, Serra, al fronte di Huesca // http://www.antifascistispagna.it/