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Verrà smantellato il dipartimento di polizia di Minneapolis, la città dove lo scorso 25 maggio l’afroamericano George Floyd è stato ucciso da un agente. Dopo due settimane di proteste in tutto il paese per la sua morte, prendono forma le prime ipotesi di riforma delle forze di sicurezza e dei loro finanziamenti.
Lo ha deciso la maggioranza del Consiglio comunale di Minneapolis, la città in cui è morto l'afroamericano George Floyd per mano degli agenti, che con nove voti su dodici ha deciso a prova di veto questo intervento radicale. "L'obiettivo è quello di riformarlo e di ricostruire insieme a tutta la nostra comunità un nuovo modello di sicurezza pubblica che davvero garantisca la sicurezza di tutti", ha affermato Lisa Bender, presidente del Consiglio municipale della città.
Le fa da eco anche Alondra Cano che ha voluto specificare come la decisione sia stata presa "con una maggioranza del Consiglio comunale di Minneapolis sufficiente per evitare un veto". Secondo lei, il consiglio ha concluso che le forze di polizia della città non erano "riformabili e che avremmo messo fine all'attuale sistema di polizia".
A veto-proof majority of the MPLS City Council just publicly agreed that the Minneapolis Police Department is not reformable and that we're going to end the current policing system.— Council Member Alondra Cano, City of Minneapolis (@MplsWard9) June 7, 2020
Intanto, i democratici vogliono presentare al Congresso una prima proposta per una riforma strutturale della polizia che possa facilitare l'incriminazione di quegli agenti responsabili di cattiva condotta e creare un database contenente tutti gli episodi relativi ad un uso eccessivo della forza.
Non si fermano ancora le proteste contro il razzismo e la polizia. Dopo le marce pacifiche, migliaia di manifestanti sono di nuovo scesi in strada a New York e Washington. I cortei hanno coinvolto anche altre città nel mondo, tra cui anche Basilea e Zurigo.
Infine, Joe Biden sarà nelle prossime ore a Houston, in Texas, per incontrare privatamente la famiglia di George Floyd. Lo ha confermato il suo entourage. Il candidato alla Casa Bianca non parteciperà in persona alla cerimonia prevista martedì.