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L’ambasciatore ucraino in Svizzera Artem Ribtschenko in dichiarazioni rilasciate a 20 Minuten e alla NZZ ha criticato la Catena della Solidarietà, rea, a suo avviso di fornire troppo lentamente i suoi aiuti al paese in guerra. Per Ribtschenko, in ottimi rapporti con Berna, fino ad ora una parte troppo piccola degli oltre 120 milioni di franchi raccolti è stata spesa per aiutare la sua popolazione.
La delegata per la Svizzera italiana della Catena della Solidarietà, Michèle Volontè, da parte sua afferma che "sono molti e diversi i progetti sostenuti in tutta l’Ucraina e nei paesi limitrofi". In totale sono 34 i progetti con circa 15 milioni già stanziati. Volontè ricorda che la fondazione sostiene progetti che vengono presentati da ONG presenti nel paese e che i soldi non vengono mai dati agli Stati. Infatti, lasciare per esempio all'Ucraina di decidere come usare le donazioni non permetterebbe di verificare che una parte non vada a finanziare la guerra. Senza dimenticare i rischi legati alla corruzione molto diffusa nel Paese.
"Capiamo benissimo che tutti vorremmo sempre fare di più e più velocemente con una popolazione che soffre come quella ucraina", sostiene la delegata, "gli aiuti urgenti arrivano. Entro la fine di quest'anno il 30% delle donazioni verrà investito in progetti concreti in Ucraina e nei Paesi limitrofi". Significa poco meno di 40 milioni. La parte rimanente dovrà servire a garantire progetti a medio e lungo termine.