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AMR Corp, la casa madre di American Airlines, chiede la bancarotta assistita, dalla quale punta a emergere "più forte". La decisione arriva a sorpresa con American Airlines, la terza compagnia aerea a livello mondiale, che ha 4 miliardi di dollari di liquidità e lascia intravedere la possibilità di una nuova ondata di consolidamento nel settore aereo. American Airlines mette il suo futuro nella mani di Thomas Horton, nominato amministratore delegato, dopo che nelle ultime ore Gerard Arpey ha rassegnato le dimissioni.
"È il momento migliore per ristrutturarsi", afferma Horton. L'inattesa bancarotta segue il mancato accordo con il sindacato per una riduzione dei costi. Fino a oggi AMR era l'unica compagnia aerea americana a non aver fatto bancarotta, l'ultima è stata Delta nel 2005.
American Airlines ha accusato perdite per più di 10 miliardi di dollari dal 2001 e non è riuscita a metter e in linea con le rivali la propria struttura dei costi. Uno svantaggio - evidenzia Horton - che si è andato ampliando nel tempo senza una prospettiva chiara di recuperare competitività nel breve periodo. Ma - ammette Horton - non è un problema solo di costi, è di struttura, di flotta.
American Airlines prevede una riduzione dei voli nelle prossime settimane ma si impegna a mantenere tutte le prenotazioni già effettuate e i programmi fedeltà di raccolta punti. La riorganizzazione si tradurrà in tagli limitati alla capacità e nel mantenimento degli hub negli Stati Uniti. American Airlines prevede di mantenere gli ordini a Boeing e Airbus, con i 4,1 miliardi di dollari di liquidità che dovrebbero essere sufficienti a pagare venditori, fornitori e altri partner nel processi di Chapter 11. AMR non prevede di dover richiedere un finanziamento debt-in-possessor per superare la bancarotta.
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