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Quella di stanotte è stata un’edizione storica per diverse ragioni. Anzitutto per i noti motivi legati alla pandemia. Nell’anno dei cinema chiusi quasi ovunque, c’è stato lo spostamento della data, da fine febbraio a fine aprile, con l’effetto di averla trasformata nella stagione dei premi più lunga di sempre. Ma unica e diversa questa edizione degli Academy Awards lo è stata anche per la quantità di Nomination contro le diseguaglianze di ogni tipo.
La cerimonia si è tenuta dallo storico Dolby Theater e da una nuova location, l’inedita Union Station (un’ex caserma dei pompieri trasformata nella casa degli Oscar), ancora una volta senza presentatore, ma con una serie di star che si sono alternati sul palco per premiare i colleghi da Brad Pitt a Harrison Ford passando per Joaquin Phoenix, mentre i candidati erano sparsi per tutto il mondo: da Seul a Sydney, da Parigi a Kilkenny in Irlanda.
Un’edizione storica anche nel merito e cioè per i vincitori. Infatti la grande protagonista è stata Chloé Zhao per Nomadland che dopo il Leone d’oro a Venezia si è portata a casa l’Oscar per il miglior film e quello per la miglior regia. È la seconda volta nella storia, dopo Kathryn Bigelow che una regista ottiene queste due statuette. Sempre lo stesso film ottiene anche un altro premio prestigioso: quello per l’attrice protagonista che va a Frances McDormand.
La cerimonia era partita con il premio a Emerald Fennel, miglior sceneggiatura originale per Una donna promettente ed è quindi toccato a Florian Zeller e Christopher Hampton, per quella non originale in The Father per cui Anthony Hopkins ottiene la statuetta come miglior attore. Daniel Kaluuya vince come non protagonista per il suo ruolo di Fred Hampton, leader delle Pantere nere, in Judas and the Black Messiah. Da parte sua la coreana Yoon Yeo-jeong, la nonna del film Minari, si aggiudica il premio per l’interprete non protagonista.
Da segnalare i due Oscar a Soul per il miglior film d’animazione e la colonna sonora, mentre Mank ha vinto per la scenografia e fotografia. La statuetta al miglior film internazionale è andata al favorito Un altro giro di Thomas Vinterberg.
Ecco la lista dei vincitori della 93esima edizione
Miglior film: “Nomadland”
Miglior attore protagonista: Anthony Hopkins (“The Father”)
Miglior attrice protagonista: Frances McDormand (“Nomadland”)
Miglior regia: Chloé Zhao per “Nomadland”
Miglior attore non protagonista: Daniel Kaluuya (“Judas and the Black Messiah”)
Miglior attrice non protagonista: Youn Yuh-jung (“Minari”)
Miglior sceneggiatura originale: Emerald Fennell per “Una donna promettente”
Miglior sceneggiatura non originale: Christopher Hampton e Florian Zeller per “The father”
Miglior film straniero: “Un altro giro” di Thomas Vinterberg (Danimarca)
Miglior trucco: Sergio Lopez-River, Mia Neal e Jamika Wilson per “Ma Rainey’s Black Bottom”
Migliori costumi: Ann Roth per “Ma Rainey’s Black Bottom”
Miglior sonoro: Nicolas Becker, Jaime Baksht, Michelle Couttolenc, Carlos Cortés and Phillip Bladh per “Sound of metal”
Miglior film d’animazione: “Soul” di Pete Docter e Kemp Powers
Miglior documentario: “Il mio amico in fondo al mare” di James Reed e Pippa Ehrlich
Migliori effetti speciali: Andrew Jackson, David Lee, Andrew Lockley, Scott Fisher per “Tenet”
Miglior scenografia: Donald Graham Burt e Jan Pascale per “Mank”
Miglior fotografia: Erik Messerschmidt per “Mank”
Miglior montaggio: Mikkel E. G. Nielsen per “Sound of metal”
Miglior colonna sonora: Trent Reznor e Atticus Ross con Jon Batiste per “Soul”
Miglior canzone: “Fight for you” per “Judas and the Black Messiah”
Miglior cortometraggio: “Two distant strangers”
Miglior corto documentario: “Colette”
Miglior corto d’animazione: “Se succede qualcosa, vi voglio bene”