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L'orca rischia di sparire dai mari europei a causa di una sostanza chimica tossica, bandita trent'anni fa ma la cui presenza rimane ancora ad alti livelli in alcune delle acque del continente, come il Mediterraneo occidentale e la penisola iberica sudoccidentale.
Le sostanze incriminate sono i Pcb, i policlorobifenili, usati fino agli anni '80 in vernici, apparecchiature elettriche e settore edilizio. Gli esperti hanno preso in esame oltre mille esemplari di cetacei tra orche, stenelle, tursiopi e focene nel corso di 20 anni, riscontrando nelle prime tre specie livelli di Pcb "ampiamente superiori alle concentrazioni a cui sappiamo che si verificano effetti tossici gravi". Le conseguenze negative sono sia sul successo riproduttivo, sia sul sistema immunitario.
I Pcb si muovono lungo tutta la catena alimentare, con le tossine che passano dai molluschi ai granchi ai pesci, fino alle orche e ai delfini che con il cibo ne ingeriscono le dosi più massicce. I ricercatori hanno riscontrato un collegamento tra i livelli di Pcb e la flessione del numero di questi cetacei, ma non una connessione diretta. Manca insomma una prova definitiva del rapporto causa-effetto ma i risultati dell'indagine - evidenziano - vanno in questa direzione.
SDA-ATS