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Per ridurre a un livello sostenibile sul lungo periodo i rischi derivanti dalle reti infrastrutturali per la sicurezza e la salute della popolazione come pure per l'integrità e la qualità dell'ambiente naturale, i responsabili politici possono avvalersi di diverse strategie d'intervento:
la ricerca e lo sviluppo, da parte del settore privato, di tecnologie sicure ed ecologiche possono essere favoriti dalla ricerca fondamentale finanziata con fondi pubblici e da quadri regolatori che incentivino le innovazioni nei settori infrastrutturali.
Le condizioni sancite per legge e i valori limite nell'ambito della protezione dell'ambiente e della salute vanno costantemente adeguati all'evoluzione della scienza e della tecnica.
La scelta oculata dell'ubicazione o del tracciato, le norme sul tipo di costruzione e sull'equipaggiamento tecnico (p. es. pareti antirumore, gallerie di fuga e di soccorso, ecc.) possono influire positivamente sulla sicurezza e sulla compatibilità ambientale di infrastrutture nuove o risanate.
Nei limiti del possibile, i costi esterni generati dall'impiego delle infrastrutture dovrebbero essere internalizzati mediante strumenti basati sul mercato, quali le tasse d'incentivazione (p. es. TTPCP o fondo per i rumori) o lo scambio di quote di emissioni (p. es. ETS) (vedi Scambio delle quote di emissione).
Le reti infrastrutturali dovrebbero essere salvaguardate contro tutti i pericoli naturali, tecnologici e sociali (vedi «Rischio Svizzera») mediante opere di protezione, sistemi d'allarme e/o adeguamenti della destinazione d'uso. Se le attuali tendenze climatiche non si arresteranno, si intensificherà la frequenza e la gravità di eventi naturali. In un simile scenario, la protezione delle reti infrastrutturali deve acquistare un'importanza prioritaria.