Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01226.jsonl.gz/931

Ma cominciamo dall’inizio, gli anni 80’. Morto un dittatore, Park Chung-Hee, ne arriva subito un altro. Sotto il regime dell’ennesimo generale - Chun Doo-Hwan - la Corea organizza le Olimpiadi estive del 1988. È un momento superimportante: il paese mostra al resto del mondo il suo miracolo economico. I Giochi sono anche un tentativo di legittimare un governo repressivo e presentare la cultura del paese che però continua a sottostare alla censura di stato.
E a proposito di Olimpiadi e di musica: come siamo passati da questo …
La differenza tra l’inno delle Olimpiadi estive del 1988 “Hand in Hand” scritto da nientemeno che Giorgio Moroder agli EXO di “Power” delle Olimpiadi invernali del 2018 è … pazzesca! E la dobbiamo tutta a questo signore qui:
Seo Taiji. Agli inizi degli anni 90’ molla il liceo a metà, cosa assolutamente inaudita per un giovane coreano - perché a suo dire la scuola non fa altro che distruggere la creatività. Suona il basso in un gruppo heavy metal, e quando questo implode comincia a scrivere roba hip hop, ma anche dance, ma anche metal. Un genere assolutamente ibrido mai sentito prima a sud del 38mo parallelo. Nel 1992 esce l’album Seo Taiji and Boys: è uno sfracello! I giovani lo adorano, i loro genitori lo detestano cordialmente, la buona società coreana è traumatizzata da lui e dai suoi due compari, i Boys, che criticano il sistema educativo “che omogeneizza 9 milioni di studenti”, adattano lo stile delle strade americane, girano vestiti da snowboarder a luglio.
A livello musicale Seo Taiji riesce a cogliere i nuovi trend della musica occidentale ( il drum and bass, il nu metal, la dance, il rap), li frulla a 2 milioni di bpm e li ripropone al pubblico coreano in modo piuttosto creativo. Insomma, in qualche modo non imita, ma rielabora stilemi musicali già conosciuti. E questo sarà la forza del K-pop che verrà. Sì perché senza Seo Taiji, molto probabilmente non esisterebbero gli EXO, i Big Bang, la Blackpink e … i BTS. (Ma nemmeno rapper come quelli che rimano con lui oggi: “Vasco, e Zico”).