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FORT LAUDERDALE - È partita il 7 marzo da Buenos Aires. Il viaggio avrebbe dovuto concludersi il 21 marzo a San Antonio, in Cile. Ma la crociera è diventata un calvario che non si è ancora concluso. Dal 14 marzo nessuno ha messo piede fuori dalla nave, quattro persone sono morte a bordo per Covid-19 e quasi 100 persone accusano sintomi influenzali.
Stiamo parlando della MS Zaandam, nave da crociera della Holland America. Solo il 17 marzo l’Olanda ha deciso di sospendere i viaggi in tutto il mondo. Troppo tardi. Quando si è saputo che a bordo c’erano persone malate, il Cile e altri porti sudamericani hanno negato l’attracco alla nave.
Il 28 marzo 401 passeggeri risultati negativi al test per il coronavirus sono stati trasferiti sulla nave gemella Rotterdam. Il 30 marzo, dopo avere finalmente ottenuto il via libera dalle autorità portuali (era rimasta per due giorni al largo della costa pacifica), la nave ha attraversato il canale di Panama, diretta verso Fort Lauderdale, in Florida.
Ma il governatore Ron Desantis si è opposto all’attracco della “nave infetta” nel porto. E la commissione distrettuale, chinatasi ieri sulla questione, non ha ancora preso una decisione. «Occorre lavorare di più per giungere a un piano appropriato da parte della Holland America» ha twittato.
Ma, a sorpresa, è intervenuto il presidente Trump, invitando le autorità della Florida a consentire l’attracco. «Stanno morendo sulla nave - ha detto -. Farò ciò che è giusto, non solo per noi, ma per l’umanità». Un’affermazione che contrasta con quanto avvenuto in febbraio con la Grand Princess, rifiutata dalla California.
Zaandam e Rotterdam navigano nei Caraibi con a bordo circa 2’500 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Tra loro ci sono almeno 10 svizzeri, come anticipato dal Blick e confermato dal DFAE.