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L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) accoglie favorevolmente l'accordo raggiunto nella vertenza fiscale con la Germania: in un comunicato il presidente dell'organizzazione Patrick Odier parla di una pietra miliare per la piazza finanziaria elvetica.
L'intesa permette da un lato ai clienti tedeschi di essere in regola con le loro autorità tributarie salvaguardando nel contempo la propria sfera privata. Dall'altro la piazza finanziaria elvetica potrà in futuro acquisire e gestire patrimoni di clienti tedeschi in ossequio alle normative fiscali. L'accesso facilitato al mercato tedesco e la decriminalizzazione delle banche e dei loro collaboratori, pure previsti dall'accordo, rappresentano un'importante base per la crescita degli istituti finanziari svizzeri negli affari transfrontalieri con la Germania, afferma ancora l'ASB.
È positivo che Berlino riconosca che l'imposta liberatoria rappresenti una soluzione a lungo termine equivalente allo scambio automatico di informazioni. L'ASB è però preoccupata per i costi che l'applicazione dell'accordo comporterà per le banche. Essi dovrebbero ammontare a un "importo milionario a tre cifre di media entità". L'organizzazione chiede al Consiglio federale e al parlamento di ratificare l'accordo affinché possa entrare in vigore a inizio 2013.
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