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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Prendendo posizione sulla tematica in occasione della pubblicazione del rapporto "La Svizzera e </p><p>i rifugiati all'epoca del nazismo" della Commissione di esperti indipendenti (CEI), il 10 dicembre </p><p>1999 il Consiglio federale ha tra l'altro sottolineato il fatto che il rapporto in questione è </p><p>incentrato su determinati approcci e presenta alcune lacune e insufficienze. Tale constatazione </p><p>non rappresenta tuttavia agli occhi del Consiglio federale un motivo per chiedere una </p><p>rielaborazione del rapporto. È compito e intenzione esplicita della CEI provvedere affinché i </p><p>molteplici contributi, i commenti e le critiche ai rapporti da essa sinora pubblicati confluiscano nel </p><p>suo rapporto finale. In questa prospettiva conviene appunto ricordare che i rapporti sinora </p><p>pubblicati, per quanto abbiano riscontrato una vasta eco positiva sia in Svizzera che all'estero </p><p>come importanti contributi alla ricerca scientifica, sono documenti intermedi e non pretendono </p><p>quindi di fornire un'analisi esaustiva delle relative tematiche.</p><p></p><p>È auspicabile e opportuno che i lavori della CEI inneschino un dibattito, anche di natura </p><p>controversa. Il Consiglio federale valuta positivamente questo processo e non intende </p><p>interferirvi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.