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Il governo Cameron mette le mani avanti: la Gran Bretagna non intende pagare una quota del nuovo prestito alla Grecia concordato faticosamente ieri dai Paesi dell'Eurozona.
Il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, riferisce il Guardian, fa sapere ai colleghi europei che Londra si opporrà a ogni ipotesi d'impiegare a questo fine il fondo di emergenza Ue finanziato da tutti i 28 (Efsm), visto che fin dal 2010 era stato assicurato a David Cameron che tale fondo non sarebbe stato più usato per piani di salvataggio di Paesi euro
"La Gran Bretagna non è nell'euro, quindi l'idea che i contribuenti britannici possano essere chiamati in causa per questo accordo greco è completamente sballata", ha tagliato corto Osborne all'arrivo a Bruxelles. "L'eurozona - ha rincarato - deve coprire da sola il suo conto".
Voci sul possibile uso degli stanziamenti dell'Efsm (European Financial Stabilisation Mechanism) erano rimbalzate a Londra da Bruxelles, suscitando allarme sui giornali più vicini al governo conservatore britannico.
Proprio oggi il Times paventa che, se per il prestito alla Grecia fosse utilizzato il fondo dei 28, la quota di Londra sarebbe di "850 milioni di sterline", ben oltre il miliardo di euro. Mentre il Daily Telegraph evoca per il Regno Unito "un conto da un miliardo di sterline per il salvataggio greco.
SDA-ATS