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Corrono le voci sulla morte di Lenin
Lenin in agonia?
Parigi, 19 – Il corrispondente del «Times» a Stoccolma annunzia che il professore svedese Hueschen, specialista per le malattie cerebrali, è stato chiamato in tutta fretta presso Lenin da due dei dottori che curano il dittatore ed è partito ieri sera per Mosca. D’altra parte il corrispondente dello stesso giornale a Riga segnala che, malgrado i bollettini che annunziano un miglioramento nello stato di salute di Lenin, i personaggi ufficiali convengono che egli è moribondo e che ci si preoccupa attivamente per il suo successore.
Stanotte a Parigi correvano voci insistenti sulla morte del dittatore. Si affermava anche che Lenin era in agonia. Questa ultima voce è in parte confermata da un dispaccio «Radio», il quale dice: «L’ambasciata russa a Berlino ha deciso i dottori von Strumpel e Vicke, due specialisti dell’università di Lipsia, a partire immediatamente per Mosca nella speranza di salvare la vita al dittatore che si dice agonizzante».
Finalmente un messaggio da Mosca annunzia che il Consiglio esecutivo dei Sovieti ha nominato un comitato speciale composto di tre membri che avranno, fino a nuovo ordine, dei poteri illimitati per dirigere la politica dei Societi. Questi tre membri sono Rykoff, attuale presidente del Consiglio esecutivo, Kameneff e Statine.
I problemi della successione
Londra, 19 – Il «Time» ha da Roma: Secondo informazioni ufficiali le condizioni di Lenin sono immutate. Ma gli stessi funzionati dei Sovieti non nascondono che egli sta morendo. Le più svariate ipotesi si fanno intorno al suo successore. La voce che Kameneff debba succedere a Lenin è ritenuta improbabile. Si ritiene pure improbabile la nomina di un direttorio. Nei circoli più autorevoli si crede possibile che si nomini invece al posto di Lenin un uomo relativamente di poco conto, una sorte di testa di legno, giacchè l’antisemitismo che si intensifica sempre più fra la popolazione agricola sconsiglia la nomina di ebrei come Kameneff, Zinovieff o Radek. Sebbene Lenin si fosse realmente ritirato dalla politica sin dalla primavera scorsa, il suo nome conserva una enorme influenza all’interno e al di fuori. Non vi ha dubbio che la sua scomparsa agevolerà il crollo del partito bolscevico.
La pioggia a Lugano vista da Zurigo
Ieri Lugano aveva una delle sue più belle giornate primaverili; cielo azzurro, limpido, e sole sfolgorante; orbene, il bollettino meteorologico della Neue Zürcher Zeitung pubblicava: giorno 19, ore 7, Lugano, pioggia! Che ci sia della gente che fa il bello e il brutto tempo, vada, ma che la Neue Zürcher Zeitung faccia la pioggia anche quando c’è sereno e sole, via, è un po’ troppo. Occhio alla compilazione di questi bollettini meteorologici.
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