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Nel 2016, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) aveva avviato accertamenti su oltre 30 banche svizzere, partendo dai cosiddetti Panama Papers. Dalle indagini, che avevano riguardato oltre 30 banche svizzere, era scaturito un procedimento di enforcement nei confronti di Gazprombank Svizzera Sa. Finma annuncia tramite un comunicato stampa che dal procedimento, che ha messo sotto la lente d'ingrandimento il periodo compreso tra il 2006 e il 2016, "Gazprombank Svizzera Sa ha violato gravemente gli obblighi di diligenza previsti dalla Legge sul riciclaggio di denaro".
Tra le violazioni elencate, spiccano la non correttezza (o il ritardo) nella categorizzazione del rischio, l'assenza di "profondità e accuratezza" nella verifica dei "retroscena di relazioni d'affari e transazioni", la documentazione "inadeguata" e l'omissione, in alcuni casi, "di comunicare entro un termine adeguato le relazioni d'affari sospette all'Ufficio di comunicazione per la lotta contro il riciclaggio di denaro (Mros). Di qui il divieto imposto a Gazprombank di "ampliare le proprie attività con la clientela privata", il monitoraggio di quelle esistenti e l'obbligo di costituire un "comitato di rischio composto in maggioranza da membri indipendenti".
Le indagini sugli oltre 30 istituti bancari svizzeri hanno portato all'approfondimento di circa 20 casi specifici, con l'imposizione da parte di Finma di "misure volte al miglioramento del dispositivo antiriciclaggio". Con la conclusione del procedimento contro Gazprombank, la stessa Finma ritiene esaurito il complesso di attività svolte in relazione ai Panama Papers.