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Il terremoto che ha colpito il Nepal lo scorso 25 aprile ha spostato il terreno sotto l'area di Kathmandu fino a tre metri verso sud, mentre l'Everest dovrebbe essere rimasto della stessa altezza.
Lo affermano alcuni esperti internazionali citati dal sito del Guardian. L'analisi, spiega il quotidiano, è di James Jackson dell'università di Cambridge, e i risultati sono simili a quelli ottenuti indipendentemente da Sandy Steacy dell'università di Adelaide.
"Sembra che il terremoto - afferma Steacy - abbia interessato la faglia che separa il subcontinente indiano dall'Eurasia. La placca è sprofondata di circa 10 gradi verso nord est. Il movimento relativo nella zona interessata è stato al massimo di tre metri, appena a nord di Kathmandu".
Mentre Kathmandu si è mossa, anche se non ovunque si è raggiunto il massimo spostamento, è improbabile invece che l'altezza dell'Everest sia cambiata. "Lo scorrimento principale è stato ad ovest dell'Everest - sottolinea - ma la montagna non è sopra il piano interessato direttamente. Inoltre il movimento della faglia è molto superficiale, quindi tre metri in orizzontale non implicano grandi spostamenti in verticale".
Intanto la polizia ha reso noto oggi un nuovo bilancio delle vittime del terremoto che sabato ha sconvolto il Paese: i morti hanno raggiunto quota 4485. I feriti invece, si è appreso, sono stati calcolati in 8235 in tutto il territorio nepalese.
Il distretto di Sindhupalchok è quello che ha registrato il maggior numero di vittime (1.180), seguito da Kathmandu (1,039). La stessa polizia ha fornito una lista parziale di dieci cittadini morti di Cina, Francia, India, Usa e Australia.