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L'iniziativa "Sì all'Europa", in votazione popolare il prossimo 4 marzo, avrebbe buone possibilità di venir approvata. Lo afferma un sondaggio dell'Istituto M.I.S.-Trend di Losanna per conto dei quotidiani Tages-Anzeiger e Le Temps.Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2001 - 13:43
Dopo la bocciatura dello Spazio economico europeo del 6 dicembre 1992, gli europeisti che non condividevano la scelta di allungare i tempi di avvicinamento all'Unione Europea negoziando gli accordi bilaterali, lanciarono l'iniziativa "Sì all'Europa", con la quale si chiede che la Svizzera apra subito le trattative di adesione all'UE. Il Consiglio federale, pur ribadendo che il suo obiettivo strategico rimane l'adesione, ha tuttavia giudicato precipitosa l'iniziativa e l'ha posta in votazione, con la speranza che venga respinta con il minor margine possibile di voti.
Ora, il sondaggio dei due quotidiani mostra che, se si votasse oggi, l'iniziativa "Sì all'Europa" sarebbe approvata dal 45 per cento dei votanti, i contrari sarebbero il 46 per cento e gli indecisi il 9 per cento. Avrebbe quindi buone probabilità di passare, contrariamente a quanto finora temuto: che, cioè, se si fosse votato troppo presto, sarebbe stato compromesso il processo d'integrazione della Svizzera all'UE.
Tale impressione è confermata dalla scomposizione dei dati del sondaggio. Da questi risulta infatti che soltanto un terzo di quel 46 per cento di contrari ritiene che il tempo non sia ancora maturo per votare sulla questione. I due terzi sarebbero sempre e comunque contrari all'apertura di trattative di adesione all'UE. Segno che il momento della votazione ha sì la sua importanza, ma non appare decisivo.
Questo dato si riflette sull'atteggiamento generale degli svizzeri nei confronti dell'adesione all'UE. Per appena il 30 per cento dei votanti la Svizzera dovrebbe proseguire sulla "via solitaria", mentre per il 59 per cento il paese dovrebbe prima o poi trovare la strada dell'integrazione nell'Europa comunitaria. Soltanto un 11 per cento si dichiara incerto. Per un buon 62 per cento, invece, una decisione dovrebbe essere presa al più tardi entro sette anni.
Nella divisione tra Svizzera francese e tedesca, si riscontra un dato favorevole all'iniziativa "Sì all'Europa", rispettivamente, del 63 e del 39 per cento; mentre i contrari sono il 26 per cento dei francofoni e il 53 per cento al di qua della Sarine. Dal profilo sociale, sono generalmente favorevoli i giovani, le donne, gli abitanti in città ed i simpatizzanti della sinistra. Sono invece generalmente contrari gli uomini, gli anziani, gli abitanti in campagna ed i simpatizzanti della destra.
Il sondaggio è stato condotto fra il 3 e il 5 gennaio ed ha coinvolto un campione di 1.052 cittadini elettori dai 18 ai 74 anni d'età, metà nella Svizzera francese e metà nella Svizzera tedesca. Il margine d'affidabilità (o d'errore) dei risultati è del 3 per cento.
Silvano De Pietro
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