Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/178677

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di dimostrare quali misure e strumenti possono consentire di regolare in modo efficace la concentrazione nel settore dei media. L'obiettivo deve essere di garantire e rafforzare l'eterogeneità dei proprietari, e quindi delle opinioni, in tutte le tipologie di media.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente le disposizioni in materia di concentrazione differiscono a seconda del mezzo di comunicazione.</p><p>La concentrazione della stampa e dei media online è disciplinata innanzitutto dal controllo delle fusioni previsto dalla legge sui cartelli (LCart; RS 251). Già oggi è possibile intervenire in caso di concentrazione dei mezzi di comunicazione. La LCart si applica a tutti i settori e quindi anche alle imprese mediatiche, a condizione che le soglie fissate in materia di cifra d'affari siano rispettate (articolo 9 capoverso 1 LCart) o che un'impresa partecipante alla concentrazione occupi una posizione dominante sul mercato (articolo 9 capoverso 4 LCart). Il criterio determinante è tuttavia il potere di mercato e non di opinione. La Commissione della concorrenza (COMCO) può ad esempio vietare una concentrazione qualora questa rischi di creare o rafforzare una posizione dominante sul mercato, impedendo una concorrenza efficace. La LCart non prevede tuttavia misure preventive per contrastare le crescenti concentrazioni a livello regionale generate dalla scomparsa di aziende mediatiche. Autorizza invece limitazioni della concorrenza in circostanze ben definite, ossia qualora per un'impresa in stato di insolvenza (failing company defense) il rifiuto di una transazione annunciata determinerebbe la scomparsa dell'impresa per ragioni economiche. Attualmente la modernizzazione del controllo delle fusioni è già al vaglio del Consiglio federale, che presenterà un avamprogetto da porre in consultazione.</p><p>In tale contesto va precisato che l'articolo 9 capoverso 2 LCart, che prevedeva soglie particolarmente basse per le cifre d'affari di case editrici ed emittenti di programmi radiotelevisivi, è stato volutamente abrogato dal legislatore in occasione della revisione della LCart il primo aprile 2004.</p><p>Quanto alla radiotelevisione, esistono disposizioni specifiche per i media titolari di una concessione, nonché misure in caso di minaccia per la pluralità delle opinioni e dell'offerta (articolo 74 LRTV). In base alla cosiddetta regola del 2+2 un'emittente o l'azienda cui questa appartiene può ottenere al massimo due concessioni televisive e due concessioni radiofoniche (articolo 44 capoverso 3 LRTV). Si noti che la CTT-N ha recentemente presentato una mozione (17.3008) per chiedere lo stralcio di tale disposizione.</p><p>In considerazione del contesto giuridico e politico il Consiglio federale ritiene dunque poco promettente intervenire settorialmente nell'ambito del diritto generale sui cartelli, dove vi sono già lavori in corso, come invece auspicato dall'autore del postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.