Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/166993

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro dei negoziati per l'accordo di libero scambio con la Malaysia, il Consiglio federale deve escludere l'olio di palma.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dei problemi ecologici e sociali legati alla produzione di olio di palma e si adopera a vari livelli. A questo proposito sottolinea anche la complessità della problematica, considerato il ruolo importante che la coltivazione di questo prodotto svolge per quanto riguarda il lavoro e la lotta alla povertà nelle zone rurali dei Paesi produttori.</p><p>Nell'ambito dei negoziati dell'accordo di libero scambio in corso con la Malaysia, la Svizzera e i suoi partner dell'AELS hanno presentato alcune proposte per promuovere un commercio sostenibile tra le Parti. Tra queste vi sono ad esempio delle clausole per garantire il rispetto e l'attuazione effettiva degli accordi multilaterali sull'ambiente e dei diritti fondamentali dei lavoratori.</p><p>Inoltre, sono state avanzate idee per promuovere una gestione sostenibile delle risorse forestali, in particolare contro l'abbattimento illegale degli alberi. Altre disposizioni riguardano la diffusione di beni, servizi e tecnologie utili allo sviluppo sostenibile, fra cui anche i beni e i servizi a favore di programmi o di marchi che promuovono metodi di produzione rispettosi dell'ambiente e delle norme sociali, tra cui lo standard di certificazione RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil).</p><p>Nel settore della cooperazione allo sviluppo la SECO sostiene indirettamente gli sforzi per rafforzare la tracciabilità della filiera in Malaysia e in Indonesia e per evitare la deforestazione. Ciò include la promozione della produzione sostenibile rafforzando le organizzazioni dei piccoli produttori, adottando le migliori tecniche di coltivazione e agevolando l'accesso ai finanziamenti.</p><p>Per quanto concerne l'accesso al mercato e gli eventuali effetti che un accordo con la Malaysia potrebbe avere sulla produzione di oleaginose in Svizzera, va menzionato che le concessioni della Svizzera nell'ambito di questi negoziati tengono conto delle potenziali ripercussioni sul mercato interno e sono compatibili con la politica agricola. Per quanto riguarda i timori per la salute pubblica, il Consiglio federale si è già espresso (cfr. interpellanza Hausammann 15.4125) e ritiene che l'olio di palma non rappresenta un rischio particolare per la salute dei consumatori fintanto che essi tengono conto della piramide alimentare svizzera.</p><p>Infine, occorre notare che un accordo di libero scambio tra l'AELS e la Malaysia può essere stipulato solo se copre i principali prodotti d'esportazione che interessano entrambe le Parti. Escludere l'olio di palma dai negoziati impedirebbe la conclusione dell'accordo stesso, con le conseguenze che ne deriverebbero per l'economia svizzera, in particolare il rischio di discriminazione degli esportatori elvetici rispetto ai loro principali concorrenti (la Malaysia è parte contraente dell'Accordo di partenariato transpacifico, Trans-Pacific Partnership, TPP, e l'UE è in trattative con la Malaysia per un accordo analogo). I dazi doganali imposti dalla Malaysia per macchine, prodotti di carta, sostanze coloranti, attrezzi e diversi prodotti agricoli sono infatti significativi, in alcuni casi addirittura notevoli. Oltre allo scambio di merci, il potenziale di discriminazione sul mercato in questione concerne anche lo scambio di servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.