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Plusvalore
Lunedì 14 dicembre 2015 - 12:20
- Plusvalore del 14.12.15
Le oltre 110'000 firme inoltrate alla Cancelleria federale all’inizio di questo mese che sono state raccolte a favore dell’iniziativa “Moneta intera” dovrebbero far riflettere chi, in Svizzera, decide la politica monetaria o elargisce credito ai diversi attori economici, oltre che interrogare l’insieme dei docenti–ricercatori nel campo dell’economia. Quasi tutti questi portatori di interesse nel sistema monetario elvetico ignorano, in realtà, sia la natura della moneta sia l’origine del suo potere di acquisto.
Come in altri contesti, anche per l’analisi monetaria gli economisti del pensiero unico, di stampo neoclassico, pretendono di capire l’essenza del loro oggetto di studio con il metodo empirico, cioè limitandosi a osservare ciò che appare a occhio nudo, per poi, maldestramente, tradurre questa osservazione superficiale in equazioni e modelli da cui questi economisti estraggono la soluzione di qualsiasi problema della realtà in cui viviamo.
Nel campo monetario, la quasi totalità degli economisti e degli addetti ai lavori pensa che la moneta sia emessa esclusivamente dalla banca centrale e che il suo potere di acquisto dipenda dalle riserve auree possedute dall’autorità monetaria o da un fascio di norme e convenzioni che ci inducono ad accettare la moneta nei pagamenti anche se sappiamo che essenzialmente essa non ha alcun valore.
In realtà, qualsiasi banca emette moneta ogni volta che effettua un pagamento per la propria clientela, perché la moneta non è altro che lo strumento numerico che misura il debito e il credito registrato nella contabilità a partita doppia della banca che svolge questo pagamento. Ciò basta per spiegare che le banche non necessitano di depositi (ossia di risparmi) per concedere un credito qualsiasi, in quanto è il credito bancario a generare il deposito corrispondente.
Questa regola generale e universale non è sfiorata in alcun modo dalle riserve che le banche devono detenere presso la banca centrale. In realtà, la banca centrale non è, attualmente, in grado di controllare né di determinare la massa monetaria in Svizzera come altrove, perché è costretta a sostenere l’attività di credito bancario generando il volume di riserve necessarie per evitare dei fallimenti bancari a cascata nel sistema.
Se alla fine della giornata ci fosse anche solo una banca incapace di saldare i propri debiti nel sistema dei pagamenti interbancari, infatti, questo sistema potrebbe indurre una crisi bancaria che paralizzerebbe l’insieme dell’attività economica nazionale, con possibili ricadute negative anche nel resto del mondo “globalizzato”.
Questa situazione è perciò rilevante anche per quanto riguarda la stabilità finanziaria, per esempio nelle attività immobiliari. Chi sa distinguere una bolla immobiliare da una crisi immobiliare, capisce che questa crisi può essere indotta dal credito bancario pur nell’assenza della componente speculativa che si riscontra generalmente in una bolla immobiliare o finanziaria. Continuare a ignorarlo è pericoloso.