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A Nuova Delhi, in India, è stata arrestata una banda di truffatori che era solita convertire in criptovalute i fondi rubati.
La truffa in India che sfruttava le criptovalute
Lo riferisce il quotidiano locale The Times of India dicendo che la banda avrebbe convertito il denaro ottenuto con l’inganno in criptovalute, acquistando USDT su un imprecisato exchange crypto.
Inoltre, uno dei membri della banda riceveva una commissione in USDT, che poi riscattava in fiat sul suo conto bancario.
La banda di truffatori informatici ingannava le persone con il pretesto di agevolare dei prestiti.
La polizia ha scoperto che gli accusati erano soliti inviare messaggi di spam con cui informavano i destinatari che le loro richieste di prestito erano state approvate. I messaggi contenevano anche un link su cui le vittime venivano invitate a cliccare per ottenere il prestito.
In questa pagina veniva richiesto alle vittime di inserire i loro dati, compreso il numero di telefono. Una volta inviato, i truffatori chiamavano le vittime chiedendo loro di depositare in anticipo una percentuale dell’importo da ottenere in prestito, promettendo che in seguito sarebbe stato rimborsato.
Ovviamente non appena effettuato questo versamento in anticipo i truffatori interrompevano ogni comunicazione.
La polizia ha anche svelato che gli accusati hanno dichiarato di avere avuto questa idea guardando dei video su Internet.
Infatti, l’ideazione di tale truffa pare fosse di matrice cinese, tanto che la polizia tra i numeri WhatsApp utilizzati dalla banda ne ha anche trovato uno proveniente dalla Cina. È possibile che le criptovalute servissero proprio per pagare una commissione agli ideatori cinesi della truffa.
Come è stata scoperta la truffa
La polizia ha arrestato quattro persone a Chittorgarh, nel Rajasthan: Deepak Patwa, 23 anni, Sunil Kumar Khatik, 34, Dev Kishan, 32 e Suresh Singh, 45.
Le indagini sono iniziate grazie ad una denuncia di una persona frodata per 40.000 rupie (circa 500$).
Il vice commissario di polizia Pranav Tayal ha dichiarato che, durante l’indagine, hanno scoperto che l’importo era stato trasferito su un conto bancario a Neemuch, nel Madhya Pradesh.
A quel punto hanno scoperto che diversi fondi in rupie indiane erano state trasferite sullo stesso conto bancario nel giro di soli due giorni, e poi utilizzate per acquistare criptovalute.
La polizia ha poi sequestrato ai membri della banda anche una BMW.