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PECHINO - Meng Hongwei, dimessosi ieri dalla presidenza dell'Interpol, è ufficialmente indagato in Cina per aver «intascato tangenti» e per essere sospettato di «aver violato le leggi».
Lo annuncia una nota del ministero di Pubblica sicurezza di cui Meng era vice ministro dal 2004.
Meng è stato messo sotto indagine dalla Commissione nazionale di supervisione, l'agenzia di più alto vertice istituita a marzo in Cina contro la corruzione.
Il ministero della Pubblica sicurezza ha tenuto oggi una riunione sulla vicenda: il ministro Zhao Kezhi ha detto che Meng dovrebbe biasimare se stesso per l'indagine aggiungendo che il ministero sostiene con decisione l'iniziativa.
Meng, salito alla presidenza dell'Interpol nel 2016, si è dimesso dalla carica «con effetto immediato».
Il sudcoreano Kim Jong-yang opererà come presidente fino alla prossima assemblea dell'organizzazione che si terrà a Dubai dal 18 al 21 novembre prossimi.
I media cinesi hanno ricordato che l'uscita anticipata di Meng non è una novità nella storia del coordinamento internazionale delle forze di polizia cresciuto fino a contare 192 Paesi: Jackie Selebi, di nazionalità sudafricana, si dimise prima della fine del mandato nel 2008 subendo 2 anni dopo una condanna per corruzione.