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L'ambasciatore svizzero presso l'Organizzazione mondiale del commercio critica le proposte «irrealistiche» dei Paesi esportatori di prodotti agricoli.
Luzius Wasescha afferma che il G10, di cui la Svizzera fa parte, è pronto a lasciare la tavola dei negoziati se non si riuscirà a fare evolvere la situazione, attualmente in fase di stallo.
«Ci troviamo davanti a un muro. I grandi esportatori vogliono un'accelerazione. Ciò significa pagare o schiantarsi», ha detto venerdì a Ginevra l'ambasciatore elvetico. Secondo lui, la chiave dei negoziati è a Bruxelles. L'Unione Europea (UE) potrebbe sottoporre nuove proposte di apertura dei mercati agricoli fra qualche giorno.
Stando al delegato del Consiglio federale agli accordi commerciali, un gruppo di paesi continua a voler imporre una vasta apertura dei mercati agricoli senza tener conto della flessibilità necessaria e della diversità delle situazioni. «Sognano. Per noi è un incubo», ha affermato.
Atteggiamento «dittatoriale»
Dieci giorni fa soltanto, il ministro elvetico dell'economia, Joseph Deiss, riteneva possibile giungere ad un accordo. Ma Luzius Wasescha afferma a swissinfo che questa prospettiva sembra ora compromessa.
«Il gruppo del G10 (importatori netti di prodotti agricoli, presieduto dalla Svizzera) sarà costretto a «dire no» a Hong Kong se i grandi paesi esportatori non si mostreranno più realistici», sostiene.
Il capo della delegazione elvetica ha anche denunciato l'atteggiamento «dittatoriale» del «club dei cinque» (Stati Uniti, Australia, UE, India e Brasile), riuniti mercoledì e giovedì a Ginevra. «O l'Organizzazione è capace di ascoltare tutti i punti di vista, compresi quelli minoritari, o è dominata dalla dittatura degli elefanti», ha detto l'ambasciatore svizzero.
Egli deplora il fatto che non si sia ancora giunti a nulla di concreto nel settore dei servizi, dell'accesso al mercato dei prodotti industriali, delle regole dell'OMC, dell'ambiente, delle indicazioni geografiche e della facilitazione al commercio.
Tappe future
«Occorre superare l'idea secondo cui un accordo sull'agricoltura debba essere raggiunto per primo e che il resto poi seguirà», sostiene. Una posizione assunta in particolare dal G20 (guidato da Brasile, India e Cina).
Il rappresentante elvetico si è d'altro canto rallegrato della proposta «ragionevole» fatta venerdì dai paesi ACP (82 Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico) sull'accesso al mercato dei prodotti agricoli.
Dopo il fallimento dei negoziati di questa settimana, il «club dei cinque» ha deciso di tenere una conferenza telefonica la settimana prossima per esaminare il proseguimento delle discussioni. Un nuovo Consiglio generale dell'OMC è in programma durante la settimana del 7 novembre.
swissinfo e agenzie
In breve
Il direttore dell'OMC, Pascal Lamy, ha affermato venerdì che UE e Stati Uniti devono fare delle concessioni affinché si possa uscire dal vicolo cieco in cui si trova il dossier sugli aiuti all'agricoltura.
I 148 paesi membri dell'OMC tentano di trovare un compromesso sul dossier agricolo per potere poi giungere a un accordo globale sulla riduzione delle barriere commerciali.