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Domenica 06 maggio, 16:19
La Svizzera offre la propria mediazione nel contenzioso che oppone Kiev a Bruxelles in relazione alle condizioni di detenzione di Iulia Timoshenko. Vicenda che negli scorsi giorni ha conosciuto un’accelerazione, tanto che i commissari UE hanno fatto sapere che non intendono assistere ai campionati europei di calcio che si terranno in giugno nell’ex repubblica sovietica (e Polonia).
Berna è in contatto con Kiev da diversi mesi, ha indicato alla stampa domenicale il ministro degli esteri Didier Burkhalter, secondo cui “la Svizzera dispone delle competenze e degli specialisti necessari” per contribuire a risolvere la lite. Il capo del DFAE ritiene anche possibile, come sollevato da alcuni deputati elvetici, che la leader della rivoluzione arancione, affetta da disturbi alla colonna vertebrale, sia curata in Svizzera. In ogni caso per Burkhalter “non importa il luogo in cui la Timoshenko sarà curata, ma che possa disporre dei diritti che le spettano”.
Incarcerata dal mese di agosto dello scorso anno, e condannata in ottobre a sette anni di reclusione, la politica 51enne ha iniziato il 20 aprile uno sciopero della fame per protestare contro le violenze che afferma di aver subito in prigione. In proposito la procura competente ha escluso che i lividi e le ferite sul corpo della donna siano stati procurati da terze persone.
La delegazione dell'UE a Kiev, analogamente a diversi capi di Stato europei, ha annunciato giovedì scorso che nessun membro della Commissione europea si sarebbe recato in Ucraina per Euro 2012. Il boicottaggio dell'evento sportivo non convince però Burkhalter, che non crede che “le minacce possano smuovere la situazione”.