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Castori - Fedele roditore
Costruttori incisivi
I castori sono i più grandi roditori autoctoni d'Europa. Grande è anche il loro impatto sull'ambiente che li circonda: i castori tagliano, scavano e sbarrano corsi d'acqua, trasformando così il proprio habitat con immenso zelo.
Sulla terraferma, il castoro si muove con una certa pigrizia, ma una volta sott'acqua si trova nel suo elemento: la coda, coperta di scaglie, funge da timone e le zampe posteriori palmate danno la spinta.
La caccia di cui questo roditore è stato vittima, dovuta alla sua pelliccia incredibilmente folta, alla sua laboriosità, alla carne e al cosiddetto "castoreo", ha portato alla sua estinzione dal territorio europeo. Tuttavia, in molti luoghi è stato possibile reinsediarlo con successo. Attualmente in Svizzera vivono circa 3000 castori, numero probabilmente destinato a crescere.
In primavera e in estate questo vegetariano si nutre principalmente di erbe aromatiche e arboscelli. In autunno e in inverno abbatte un numero maggiore di piante, per poi cibarsi dei germogli e delle cortecce.
La pelliccia del castoro
La pelliccia del castoro è incredibilmente folta: su un centimetro quadrato del suo ventre - una superficie pari a un'unghia del nostro mignolo - crescono 23 000 peli.
Come termine di paragone, un centimetro quadrato del nostro cuoio capelluto ha una densità di soli 300 capelli.
Mezzo metro
Un castoro è in grado di abbattere alberi con circonferenza fino a 50 centimetri nel giro di una sola notte.
Cura della pelliccia fai-da-te
Il castoreo è una secrezione delle ghiandole che il castoro usa per curare la sua pelliccia e per marcare il territorio. Nel Medioevo il castoro veniva cacciato proprio per questa sostanza, a cui si attribuivano proprietà curative.
Un costruttore versatile
Isole, rive di stagni o sponde di laghi: il castoro adatta la propria tana a all'ambiente circostante. In comune a tutti i tipi di costruzione vi è però l'ingresso situato sott'acqua: la protezione dai predatori, così, è garantita.
Considerato un pesce
La coda coperta di scaglie ha fatto sì che nel periodo medievale il castoro venisse classificato come pesce. Di conseguenza, il consumo della sua carne era consentito, e a quanto pare molto richiesto, anche in occasione delle ricorrenze cristiane: il libro «Castorologia», risalente al Medioevo, contiene oltre duecento ricette per cucinare questo roditore.
L'inverno ha l'oro in bocca
Già a luglio il castoro comincia ad accumulare grasso nella sua coda: grazie a questa riserva e a un'abbondante scorta di rami, riesce a superare la stagione più fredda anche senza andare in letargo.
Castori in espansione
I suoi nemici naturali sono per lo più estinti. La falsa credenza che attribuiva proprietà curative a sue parti del corpo appartiene ormai al passato. Gli effettivi sono in crescita, ma la sopravvivenza del castoro non è ancora garantita.
Un passato di caccia sfrenata
La sua pregiata pelliccia era estremamente ambita nel Medioevo. Il castoreo - una secrezione ghiandolare destinata alla cura del pelo e alla demarcazione del territorio - era considerato un rimedio a tutti i mali. La sua carne si poteva consumare anche durante la Quaresima. Tutto ciò ha fatto sì che nel corso del Novecento le popolazioni dei castori fossero decimate.
Habitat frammentati dalle strade
Il giovane castoro, una volta raggiunta la maturità sessuale, abbandona la tana dei genitori e parte alla ricerca di un partner e di un proprio territorio. Lungo questo tragitto, sempre più castori vengono investiti dalle auto.
Impegno per le golene
I castori hanno bisogno di argini intatti e della possibilità di trasformare l'ambiente che li circonda. Affinché trovino spazio è necessario che riserviamo loro un posto anche nei nostri pensieri: posto che intendiamo creare attraverso una politica di sensibilizzazione mirata.
La protezione dei laghi naturali, dei corsi d'acqua e della vegetazione golenale rientra fra i nostri obiettivi. Negli ambienti acquatici devono sorgere zone chiave non soggette ad alcun tipo di sfruttamento. Il WWF si impegna perché il castoro trovi spazi adatti in cui vivere, ma anche affinché questo roditore venga accettato: con la sua industriosità, infatti, trasforma anche terreni a uso agricolo o silvicolo. Ecco perché si devono elaborare strategie di soluzione in collaborazione con gli agricoltori e i silvicoltori interessati. A tale scopo, le nostre sezioni formano cosiddetti «guarda-castoro», che si impegnano per il reinsediamento del roditore e ne registrano gli effettivi.
Il ritorno del castoro
Non proprio legale: i primi reinsediamenti di castori sono stati effettuati con blitz improvvisi nel corso degli anni sessanta e settanta del secolo scorso.
Sentieri didattici sul castoro
Varie sezioni del WWF Svizzera si impegnano con forza a favore del castoro. Approfittane anche tu, scoprendo uno dei sentieri didattici loro dedicati.
Più spazio al castoro
Ci impegniamo affinché i castori godano di una popolazione robusta e lavoriamo per mantenere intatto il loro habitat. Il nostro obiettivo è un futuro in cui l'uomo e la natura possano convivere in armonia, anche qui in Svizzera.