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BERNA - Ricominciano oggi i dibatti alle Camere federali. Al Consiglio nazionale (14.30-19.00), dopo la tradizionale ora delle domande i deputati affronteranno a livello di divergenze la revisione della legge sulle armi volta a limitare la proliferazione di quelle automatiche.
Il Parlamento è chiamato ad adeguare la legislazione in ossequio agli ultimi sviluppi del trattato di Schengen. La Camera dei Cantoni, rispetto alla soluzione adottata la scorsa sessione estiva dal Nazionale, ha inserito alcuni inasprimenti eurocompatibili per non far fallire il progetto. Il Nazionale dovrà quindi tentare di trovare un compromesso per quanto riguarda i caricatori e la tracciabilità degli elementi essenziali di un'arma.
Circa i caricatori, gli Stati hanno deciso che solo chi è autorizzato ad acquistare un'arma può anche procurarsi un caricatore di grande capacità. La direttiva Ue vuole che questo settore venga codificato. Attualmente i caricatori sono in vendita libera e il Nazionale vorrebbe lo status quo.
Circa la marcatura, i "senatori" hanno preferito il modello del Consiglio federale al posto della soluzione escogitata dal Nazionale. La direttiva Ue esige che le parti essenziali di un'arma da spalla, ossia l'alloggiamento della culatta, la culatta stessa e la canna, siano contrassegnate, e non solo una parte essenziale come deciso dalla Camera del popolo.
In seguito il Nazionale affronterà, sempre a livello di divergenze, la revisione totale della Legge sulla protezione dei dati.
Progetto fiscale in dirittura d'arrivo
Il Consiglio degli Stati (15.15-20.00) dovrà trattare a livello di divergenze il progetto di Riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA). Per rendere più appetibile alla sinistra il "Progetto fiscale 17" e per assicurarsi il sostegno popolare in caso di votazione, il parlamento ha elaborato una compensazione sociale: ogni franco di tassazione perso sarà "compensato" con un franco di finanziamento all'AVS (e per questo motivo la designazione del progetto è stata cambiata in "Riforma fiscale e finanziamento dell'AVS").
La parte fiscale della riforma prevede così l'abolizione degli statuti speciali per le società holding e quelle di gestione invisi all'Unione europea e all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Questi saranno compensati con altri strumenti fiscali volti a preservare la concorrenzialità della Svizzera a livello internazionale, limitando le perdite fiscali per Confederazione, Cantoni e Comuni. Le divergenze riguardano il principio degli apporti di capitale introdotti nel 2011.
Il progetto di riforma fiscale dovrebbe essere definitivamente adottato dal parlamento entro la fine della corrente sessione. Una volta concluso l'esame parlamentare, le misure più urgenti potrebbero entrare in vigore rapidamente, le altre il primo gennaio 2020. Se ci sarà referendum, la votazione dovrebbe tenersi in febbraio o maggio 2019.