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Asha's Bag - La storia di Asha
Avevo stretto amicizia con Asha, una donna singalese, durante il mio soggiorno di tre mesi in Sri Lanka, nell'estate del 2015. Lei era povera e malgrado lavorasse dalle 5 del mattino fino a mezzanotte, non riusciva a pagare tutte le fatture e mantenere i suoi tre bambini. Il marito guadagnava poco ed era sempre alla ricerca di un nuovo lavoro. Asha prendeva dei prestiti da qualcuno che poi passava settimanalmente a ritirare gli interessi sproporzionatamente alti.
Poi suo marito, 34 anni, ebbe un infarto. Non beveva e non fumava, anzi, era di costituzione atletica.
Per risparmiare avevano assicurato solo i bambini presso una cassa malati... Dopo alcune settimane lui fu dimesso dall'ospedale per tornare a casa e venir curato lì dai famigliari.
Asha mi chiese un prestito per pagare le medicine del marito. E così nacque la mia idea: invece di prestarle di nuovo dei soldi, che difficilmente sarebbe riuscita a ridarmi, le proposi di cucirmi delle borsette che le avrei acquistato per un prezzo leggermente più alto di quello che di solito lei chiedeva. Con la seta dei sari ne fece dieci. Erano belle, ma certi dettagli si sarebbero potuti migliorare. Allora le chiesi di farne ancora un paio e di aggiungere un rivestimento di cotone all'interno in modo da coprire le cuciture della cerniera lampo. Inoltre le chiesi anche di sostituire la corda di poliestere, che serviva a metterle a tracolla, con un cinturino anch'esso fatto di seta. Volevo rivendere le borsette in Svizzera. Il risultato era splendido e così ne ordinai cento.
Tornata in Ticino le borsette piacquero molto. Ed è per questo che Asha, in questo momento, sta ancora cucendo delle borsette con la stoffa dei sari. In Sri Lanka, con una paga giusta.