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Le origini della bandiera per la pace
A partire dalla seconda metà del XX secolo, in più occasioni è capitato che dei movimenti pacifisti creassero o adottassero delle bandiere particolari come simboli della pace.
La bandiera della pace, spesso confusa con la bandiera arcobaleno del movimento gay, da cui si distingue per l’ordine dei colori, porta rappresenta un arcobaleno: considerato simbolo di pace e armonia presso molte civiltà antiche, è stato ripreso da intellettuali e pacifisti in varie manifestazioni contro la guerra, come anche dal movimento di liberazione omosessuale negli anni settanta. Il simbolo dell’arcobaleno fa riferimento al racconto del Diluvio universale nella Bibbia in cui compare come segno di alleanza, pace tra terra e cielo, e per estensione tra tutti gli uomini.
In Italia la bandiera è stata usata per la prima volta durante la prima edizione di marcia per la pace, a Perugia nel 1961 da Aldo Capitini, fondatore del movimento Nonviolento. Capitini importò la bandiera dall’Inghilterra, dove era già stata utilizzata dal filosofo e attivista Bertrand Russel, come simbolo in una protesta anti nucleare nel 1958.
Nel dopoguerra, a fine anni ’50, non si poteva sventolare la bandiera della pace, essendo perseguibile per legge.
L’attuale bandiera ha 6 strisce colorate, dal basso: rosso, arancio, giallo, verde, blu, viola. Si dice originariamente, invece di avere al centro la scritta pace, doveva avere una colomba bianca, disegnata da Pablo Picasso.
Tutt’oggi, questo stendardo, rimane l’espressione più diffusa dai movimenti pacifisti di tutto il mondo, e sicuramente la più conosciuta a livello nazionale.