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Il cinque per cento circa dei rifugiati provenienti dall’Ucraina porta con sé animali domestici, secondo le autorità federali. Queste ultime hanno pertanto deciso di revocare l’obbligo di quarantena nei loro confronti, anche se la rabbia è ancora presente nel Paese. Il rischio di introdurre in Svizzera questa malattia viene considerato basso dalla Confederazione.
L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) ha discusso a lungo la questione con le autorità cantonali, ha spiegato oggi alla radiotelevisione della Svizzera tedesca Srf la sua portavoce, Doris Schneeberger. Il rischio è stato soppesato ed è stata presa la decisione di levare la misura. I cani dovrebbero però essere tenuti al guinzaglio per un certo tempo e i gatti non dovrebbero scorrazzare all’aperto, ha aggiunto.
Gran parte degli animali domestici sono stati vaccinati contro la rabbia o non hanno avuto contatti con animali selvatici. Per l’Usav è però importante registrarli all’arrivo.
Secondo la Protezione degli animali, aiutare gli animali domestici aiuta i rifugiati stessi. Sono un grande supporto emotivo per le persone in difficoltà e danno loro la forza di affrontare eventi terribili.