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Il Consiglio nazionale ha respinto sia l'iniziativa popolare che una proposta di controprogetto
L'iniziativa popolare 'Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico' va bocciata poiché limita eccessivamente la libertà di manovra della Banca nazionale svizzera (Bns), delle fondazioni e degli istituti previdenziali, danneggiando nel contempo il settore finanziario. Lo ha deciso il Consiglio nazionale, rinunciando nel contempo a proporre un controprogetto. La decisione non costituisce una sorpresa: già mercoledì, dopo il primo giorno di dibattiti, si era capito che il destino della proposta di modifica costituzionale del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e dei Giovani Verdi, nonché del suo controprogetto, erano segnati. Ieri l'iniziativa è stata respinta con 120 voti a 71 e 2 astenuti, il controprogetto con 105 voti a 87. L'iniziativa vuole vietare alla Bns e alle casse pensione di investire nelle imprese che realizzano oltre il 5% del loro giro d'affari annuo con la fabbricazione di materiale bellico. Il dossier passa al Consiglio degli Stati.