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Dopo la protesta attuata lunedì a Losanna, gli ambientalisti si sono ripetuti questa mattina nella Città di Calvino.
Una decina di persone ha bloccato il Pont du Mont-Blanc, passaggio strategico nel centro città. Le loro rivendicazioni? «L'attuazione di un piano per il risanamento energetico di un milione di immobili entro il 2040».
GINEVRA - Dopo aver bloccato per mezz'ora un'uscita autostradale lunedì mattina a Losanna, gli attivisti climatici del movimento Renovate Switzerland questa mattina si sono ripetuti a Ginevra. Nel mirino di una decina di ambientalisti è questa volta finito il Pont du Mont-Blanc, passaggio strategico nel centro della città di Calvino.
Tra gli improperi degli inferociti automobilisti, gli attivisti si sono infatti seduti sulla strada attorno alle sette e mezza, bloccando il traffico nei due sensi di marcia proprio nell'ora di punta. La loro protesta - come già quella architettata in terra vodese - aveva l'obiettivo di richiedere al Consiglio federale l'attuazione di un piano nazionale – dal valore di un miliardo di franchi (cinque volte in più dell'investimento attuale) – «per il risanamento energetico di un milione d'immobili» entro il 2040.
«Sono una voragine energetica», aveva spiegato in una nota il ramo elvetico del movimento di resistenza civile da poco costituito, precisando che il piano «ridurrà le emissioni di CO2 e la dipendenza energetica svizzera dall'estero, dimezzando le nostre bollette energetiche». Oltre al risanamento energetico degli edifici.il gruppo richiede a Berna la formazione di 100'000 lavoratori in più nel settore dell'edilizia.
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