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Assistenza non medica a domicilio: la Suva deve pagare retroattivamente?
Sì, questo diritto sussiste a partire dall'entrata in vigore della relativa disposizione nell'ordinanza, anche se l'infortunio è avvenuto prima di tale data. Così ha deciso il Tribunale federale il 28 agosto 2020.
Nel 2014 una donna ha subìto un grave trauma craniocerebrale a causa di un infortunio ed è ora bisognosa di cure in maniera permanente. Dal 1° gennaio 2017 l'assicurazione contro gli infortuni è tenuta a versare anche un contributo per l'assistenza non medica a domicilio. Nel febbraio 2017 la donna ha quindi presentato una domanda affinché il contributo per l‘assistenza fosse adeguato alla situazione giuridica mutata. Sia la Suva che il Tribunale delle assicurazioni sociali del Canton Zurigo hanno respinto la richiesta. Il Tribunale federale ha tuttavia riconosciuto il falso effetto retroattivo e confermato il diritto di principio della donna alla remunerazione della prestazione a partire dall'entrata in vigore della relativa disposizione dell'ordinanza.
Falsa retroattività nel diritto della previdenza sociale
Le prestazioni di assistenza originariamente concesse alla donna sono prestazioni permanenti. Al momento della sentenza la Suva ha agito correttamente remunerando solo i servizi di assistenza forniti da personale formato: non esisteva una base legale per ulteriori rimborsi. Tuttavia a partire dal 1° gennaio 2017 il Consiglio federale ha stabilito, tra l'altro, il diritto al rimborso dell'assistenza non medica a domicilio. Secondo la giurisprudenza delle assicurazioni sociali, "le disposizioni, in origine giuste, in merito a prestazioni permanenti (...)di principio devono essere adattate all'evoluzione della situazione giuridica", come scrive il Tribunale federale.
Remunerazione equivalente per l'assistenza a domicilio
La Svizzera non può limitare sulla base di accordi internazionali l'assistenza a domicilio, se le condizioni siano soddisfatte. Il Parlamento ha pertanto adeguato la legge sull'assicurazione contro gli infortuni e il Consiglio federale ha previsto nell'ordinanza, tra l'altro, il diritto ai contributi per l'assistenza non medica a domicilio, a meno che il diritto non sia coperto da un assegno per grandi invalidi.
Come afferma il Tribunale federale, non risulta dai materiali relativi agli adeguamenti giuridici che le nuove disposizioni si applichino solo agli infortuni che si verificano dopo la modifica della legge. Le nuove disposizioni devono piuttosto garantire l'uguaglianza giuridica. "L'opinione contraria porterebbe a risultati iniqui, creando una disparità di trattamento, che durerebbe per anni o decenni, tra vecchi e nuovi casi.
Il Tribunale federale ha quindi accolto il ricorso su questo punto e ha rinviato il caso alla Suva per una nuova valutazione.