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I tre porti di Basilea a Muttenz, Birsfelden e Kleinhüningen "sentono già in modo significativo il basso livello delle acque del Reno", conseguenza della siccità eccezionale che ha caratterizzato questo 2022. "I battelli in arrivo trasportano tra un quarto e un terzo del carico massimo ammissibile", dice la portavoce di Port of Switzerland, la società che gestisce le strutture. E sono sempre meno le navi che riescono a raggiungere la Confederazione: il Reno a Kaub, in Germania fra Colonia e Magonza, è così basso che tante imbarcazioni non sono più in grado di superare quel punto. L'inevitabile conseguenza è un aumento dei costi di trasporto che può riflettersi poi anche sui prezzi.
Le merci che vengono importate in Svizzera via fiume sono quindi in calo: le cifre di luglio saranno note solo alla fine di agosto. Si sa invece che nel primo semestre per i prodotti petroliferi si è registrato un calo del 44%, ma questo ha a che vedere con l'elevato corso del petrolio, che ha spinto a ridurre gli acquisti e liberare delle riserve. Il traffico di container, prima che la carenza di acqua si facesse sentire, era invece aumentato del 17%.
Basilea è importante per l'ingresso di merci in Svizzera ma anche per le esportazioni: dal Reno passa il 12% dell'import elvetico e un terzo di quello di greggio e derivati. Nel 2021 sono transitati oltre 126'000 container e un totale di 5,41 milioni di tonnellate di merci (a fronte dei 6 milioni di prima della pandemia). Le autorità sono coscienti del problema derivato dalla siccità e hanno anche preso dei provvedimenti: negli scorsi anni la città di Basilea ha fatto dragare il fondo del corso dell'acqua, per aumentarne la profondità, e progetti simili sono in cantiere anche in altre aree.