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Che siate all’estero per affari o in vacanza o che residiate all’estero, informatevi sulle raccomandazioni emanate in caso di pandemia.
La maggior parte dei più di 750000 Svizzeri all'estero vivono in Stati industrializzati che si stanno preparando intensamente all'eventualità di una pandemia. In questi Paesi l'assistenza medica è paragonabile a quella svizzera. Pertanto non sono necessari provvedimenti speciali da parte della Svizzera.
Non pochi Svizzeri hanno il loro domicilio in Paesi in sviluppo e in Paesi con economia in transizione nei quali i preparativi dei rispettivi stati in caso di pandemia sono insufficienti. Per questa ragione il DFAE ha anticipato lo sviluppo di una strategia volta a mitigare le conseguenze di una temuta pandemia per gli Svizzeri che vivono in quelle regioni. La strategia si basa sul concetto della cascata delle responsabilità (principio di sussidiarietà).
1. Responsabilità individuale
Emigrando, gli Svizzeri all'estero hanno abbandonato lo spazio giuridico e di protezione della Svizzera. Se lo Stato ospite non è in grado di adottare i provvedimenti che si impongono, essi devono provvedere da soli alla tutela dei propri interessi.
2. Responsabilità delle autorità locali
Secondo il principio di territorialità, spetta alle autorità locali provvedere all'assistenza sanitaria della popolazione residente, sia indigeni che stranieri. Almeno nella fase iniziale di una pandemia le autorità locali possono contare sul sostegno dell'OMS. Ma anche i datori di lavoro che inviano i loro collaboratori all'estero sono soggetti all'obbligo di assistenza.
3. Sostegno sussidiario della Svizzera
Laddove non sia possibile provvedere da soli all'adozione di misure precauzionali e i mezzi messi a disposizione da autorità locali, OMS e datori di lavoro non siano sufficienti, entra in gioco il sostegno sussidiario della Svizzera, anche se limitatamente alle sue possibilità.
Ultima modifica 31.08.2018