Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/57960

<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali delle misure previste nel rapporto conclusivo del gruppo di lavoro Migrazione sono state attuate o sono in via di attuazione, e in che misura può essere migliorata la collaborazione tra i servizi competenti del DFAE e del DFGP in vista di una politica più coerente?</p><p>2. Esistono già progetti pilota per partenariati in materia di migrazioni con Stati di provenienza e di transito, ai sensi delle proposte 12 e 13 del rapporto? Quali misure sono state previste per conciliare gli interessi presenti? Quali Stati figurano nella lista "Focus Migration" secondo la proposta 2 del rapporto?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a mantenere il suo sostegno a impegni multilaterali in ambito di migrazione, come la Global Commission on International Migration o l'Iniziativa di Berna? Quali contributi/iniziative sono previsti?</p><p>4. È stato allestito il rapporto complementare relativo a Schengen Dublino, annunciato dalla proposta 10?</p><p>5. Al di là dell'accordo di Schengen/Dublino, come intende il Consiglio federale approfondire la collaborazione con l'UE in ambito migratorio, ritenuta necessaria secondo il rapporto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 1° gennaio 2005, l'Ufficio federale dei rifugiati e l'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione sono stati riuniti nel nuovo Ufficio federale della migrazione (UFM). La fusione persegue in particolare l'obiettivo di una politica unitaria in materia di migrazione. Lo stesso ufficio è ora competente in materia di visti, mercato del lavoro per persone di nazionalità straniera, asilo e ritorno.</p><p>L'UFM garantisce la cura delle relazioni con le organizzazioni internazionali e con le unità organizzative che si occupano di politica migratoria. La scelta di uno svizzero quale direttore generale del Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie (International Center for Migration Policy Development; ICMPD), avvenuta a Vienna nel dicembre 2004, costituisce uno dei successi della stretta collaborazione tra il DFGP e il DFAE.</p><p>1. La collaborazione tra DFGP, DFAE e altre unità amministrative quali il Segretariato di Stato dell'economia (SECO) è stata ulteriormente intensificata. Conformemente al mandato conferito dal Consiglio federale, il gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni (IAM) ha creato un comitato, che ha elaborato una strategia negoziale da adottare nei confronti di alcuni importanti Stati particolarmente importanti dal profilo migratorio e coordinato l'impiego dei diversi strumenti a disposizione dei servizi federali.</p><p>Il gruppo di direzione interdipartimentale incaricato dell'aiuto al ritorno ha esteso il suo mandato secondo il punto 9 del rapporto conclusivo Migrazione. Il nuovo mandato è stato messo in vigore nel febbraio del 2005 dai direttori dell'UFM e della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).</p><p>2. Il 25 novembre 2004, il gruppo di lavoro interdipartimentale per le questioni delle migrazioni (IAM) ha emanato una lista di Stati (Focus Migration) ai sensi del punto 2 del rapporto conclusivo "Migrazione". Fanno parte di questa lista Algeria, Etiopia, Eritrea, Repubblica democratica del Congo, Guinea-Conakry, Sierra Leone, Iran, Pakistan e Bangladesh. La lista sarà aggiornata periodicamente. Eventuali misure di conciliazione degli interessi sono attualmente in via di chiarimento con gli organi amministrativi interessati.</p><p>L'attuazione dell'accordo di riammissione tra la Svizzera e la Nigeria può essere visto come elemento del partenariato nell'ambito migratorio. Quale controprestazione, la Svizzera offre alla Nigeria apparecchi per l'analisi di documenti, istruendo nel contempo all'uso di tali dispositivi i funzionari addetti all'immigrazione.</p><p>Nelle sue sedute del 3 e 4 febbraio 2005 la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha approvato senza voti contrari l'articolo concernente i partenariati in ambito migratorio.</p><p>3. Anche quest'anno la Svizzera sosterrà la Global Commission on International Migration (GCIM) sul piano politico e, con un contributo di 927 550 franchi, anche su quello finanziario. Il nostro Paese continuerà inoltre a presiedere, insieme alla Svezia, il gruppo di Stati (Core Group) della Commissione. La prossima estate il rapporto conclusivo della Commissione sarà sottoposto all'attenzione del Segretario generale dell'ONU. La GCIM verrà in seguito sciolta.</p><p>Il 16 e il 17 dicembre 2004 si è svolta con successo la Conferenza di Berna II. La Svizzera presenterà alla GCIM l'Agenda Internazionale per la gestione della migrazione, elaborata nell'ambito dell'Iniziativa di Berna, sostenendo in tal modo la GCIM nell'elaborazione del suo rapporto. Il modo in cui i processi migratori internazionali saranno portati avanti dipende in primo luogo da come la comunità internazionale accoglierà il rapporto della Global Commission. La Svizzera collaborerà anche in futuro con altri Stati e partner, al fine di favorire un efficace controllo delle migrazioni. La forma di tale collaborazione deve ancora essere definita.</p><p>4. Un rapporto separato del Consiglio federale concernente Schengen Dublino, ai sensi della proposta 10 del rapporto conclusivo del gruppo di lavoro Migrazione, diventa superfluo in seguito al licenziamento del messaggio del 1° ottobre 2004 concernente l'approvazione degli accordi bilaterali fra la Svizzera e l'Unione europea, inclusi gli atti legislativi relativi alla trasposizione degli accordi ("Accordi bilaterali II"; cfr. FF 2004 5273 segg.). Il capitolo 2.6 del messaggio tratta in modo dettagliato la tematica relativa agli accordi di Schengen Dublino.</p><p>5. Il Consiglio federale considera prioritaria l'approvazione e l'attuazione degli accordi di associazione a Schengen/Dublino. Prima della loro attuazione, ma anche in seguito, la Svizzera collaborerà intensamente in ambito migratorio con i Paesi confinanti e con gli altri Stati.</p>  Risposta del Consiglio federale.