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Il PS contro la riforma AVS
Nell'assemblea virtuale lanciata la proposta di un fondo per tutela climatica - Un "no" e due "sì" il 15 maggio
All'inizio dell'odierna assemblea virtuale del PS, la co-presidente Mattea Meyer ha lanciato un appello ai delegati a lottare contro la riforma dell'AVS e ha presentato una nuova iniziativa che prevede un fondo per la tutela del clima per finanziare progetti pubblici.
Mattea Meyer considera "inaccettabile che le nostre madri, che hanno faticato tutta la vita senza assistenza esterna per i bambini, effettuando molto lavoro non retribuito e lavori a tempo parziale mal pagati, debbano accettare una riduzione della pensione di 1'200 franchi all'anno". Una donna pensionata su quattro ha solo la rendita AVS, e una donna su nove deve percepire le prestazioni complementari direttamente dopo il pensionamento, ha ricordato. La riforma dell'AVS prevede l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne da 64 a 65 anni. È stata attaccata con un referendum dai sindacati, dal PS, dai Verdi e da gruppi femministi.
Riguardo alla crisi climatica, il PS vuole creare un fondo apposito che permetterebbe di finanziare progetti pubblici e di dare prestiti ai privati per rinnovamenti volti a proteggere l'ambiente. Secondo Meyer "la protezione del clima e dell'ambiente deve essere sostenuta dal servizio pubblico", poiché non si tratta di un problema individuale e la risposta deve essere affrontata collettivamente. I sistemi di riscaldamento dovrebbero essere adattati, gli edifici isolati, gli impianti industriali convertiti, le automobili elettrificate e il trasporto pubblico ampliato. È quindi necessario uno Stato forte per accompagnare questi cambiamenti, dice la co-presidente socialista.
Ha preso la parola anche l'altro co-presidente, Cédric Wermuth, che ha dichiarato guerra al "blocco di destra guidato da banchieri e UDC" e annunciato referendum contro tutte le disposizioni fiscali che dovessero andare contro gli interessi del popolo. In due casi si è già battuto per fermare altrettanti progetti: la riforma dell'imposta anticipata e l'abolizione della tassa di bollo, su cui si voterà il 13 febbraio.
Così il 15 maggio
I delegati si sono pronunciati anche sulle parole d'ordine per le votazioni federali del 15 maggio. Dicono "no" al rafforzamento del dispositivo Frontex, l'agenzia che controlla le frontiere europee, e "sì" alla cosiddetta "legge Netflix" e al cambio di paradigma nell'ambito delle donazioni di organi, con l'introduzione del cosiddetto "consenso presunto".