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L'UDC sta valutando la possibilità di lanciare una seconda iniziativa popolare sull'immigrazione per dare attuazione al testo accolto dal popolo svizzero lo scorso 9 febbraio. Questo perché, secondo la formazione di Toni Brunner, il Consiglio federale e gli altri partiti, al di là delle parole di facciata, non sono intenzionati ad applicare il mandato costituzionale.
Tutto fa pensare che coloro che hanno perso la votazione non vogliano tradurre in pratica l'iniziativa, ha spiegato Brunner ai microfoni della radio SRF. L'UDC - ha aggiunto il suo presidente - dispone di chiari segnali in questo senso, sia da parte dell'amministrazione che delle altre formazioni politiche.
Per il consigliere nazionale sangallese l'idea di fondo dei perdenti del 9 febbraio è di negoziare con l'Ue, per poi ottenere un chiaro no da Bruxelles a cambiamenti del regime di immigrazione. Sulla base di questo responso verrebbe poi indetta al momento opportuno una votazione per annullare gli effetti dell'iniziativa sull'immigrazione di massa.
Non si tratta di teorie cospirative, ha puntualizzato Brunner, aggiungendo di essere ormai da troppo tempo a Berna per non capire cosa stia succedendo. La direzione dell'UDC ha quindi dato mandato di preparare un'iniziativa di attuazione: concretamente si tratterebbe di votare sulla libera circolazione.
Come noto l'UDC ha già fatto ricorso a un'iniziativa di attuazione, per far applicare l'iniziativa sull'espulsione degli stranieri che commettono reati, approvata nel 2010. Il nuovo testo è attualmente all'esame del parlamento.
SDA-ATS