Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01203.jsonl.gz/541

BRUXELLES - Il Lussemburgo deve recuperare da Engie, il colosso energetico francese, 120 milioni di euro di vantaggi fiscali "illegali", in quanto il Granducato ha consentito a due delle società del gruppo di evitare di pagare le tasse su quasi tutti i loro profitti per circa un decennio.
E questo tramite "tax ruling" che «hanno appoggiato due complesse strutture finanziarie messe in piedi da Engie», consentendole così di «pagare una tassa di società dello 0,3%», ha denunciato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.
«Il Lussemburgo ha dato benefici fiscali illegali a Engie» in quanto tramite i tax ruling la stessa transazione veniva trattata «in un modo incoerente, sia come debito che come equity», e «questo ha ridotto in modo artificiale gli oneri fiscali della società», ha spiegato Vestager. E, ha concluso, «questo trattamento fiscale selettivo è illegale».
L'Antitrust Ue aveva già aperto la sua indagine sull'ex Guardia di finanza (Gdf) Suez nel settembre 2016, sull'ondata dei numerosi tax ruling del Lussemburgo finiti sotto la lente di Bruxelles. Rispettivamente nel 2008 e nel 2010 il colosso energetico francese ha messo in piedi due complesse strutture di finanziamento intra-gruppo per due delle sue società basate in Lussemburgo, Engie Lng Supply ed Engie Treasury Management, con una triangolazione con due altre società del gruppo sempre basate nel Granducato.
Al termine della sua indagine, la Commissione ha quindi concluso che il trattamento fiscale a queste riservato dal Lussemburgo «non rifletteva la realtà economica», dando così «un vantaggio economico selettivo a Engie permettendogli di pagare meno di altre società», di fatto evitando di pagare le imposte «sul 99% dei profitti generati da Engie Lng Supply ed Engie Treasury Management».
La Commissione ha già chiesto al Lussemburgo di recuperare le tasse non pagate nei casi di Fiat e Amazon, mentre sono ancora aperti i casi su Mc Donald's e Ikea. Nel frattempo il Lussemburgo si è già impegnato a modificare il suo sistema mentre sono state adottate anche nuove regole Ue per evitare l'elusione fiscale nei 28.
«Oggi la legge è cambiata, ma allora non era illegale» - La legislazione del Lussemburgo è oggi cambiata, ma all'epoca dei tax ruling concessi a Engie il Lussemburgo non ritiene di averle concesso dei benefici illegali e si riserva quindi tutti i diritti per un eventuale ricorso. È la reazione del ministero delle finanze lussemburghese dopo la decisione dell'Antitrust Ue.
«Il 15 giugno il governo ha adottato un progetto di legge che traspone la direttiva Ue in materia con l'obiettivo di impedire in futuro situazioni quali quelle sollevate dalla Commissione», si legge nella nota, la quale ricorda anche come il Lussemburgo abbia collaborato pienamente con Bruxelles durante l'indagine antitrust e come condivida l'obiettivo di lottare contro l'evasione fiscale.
Tuttavia «Engie è stata tassata in conformità con le regole fiscali in vigore all'epoca dei fatti, senza beneficiare di un trattamento selettivo, quindi il Lussemburgo ritiene di non aver fatto beneficiare Engie di un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno».