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"Oggi è il giorno" della decisione, "oggi è il tempo" di attuare ciò "che il popolo, non questa Camera ha stabilito" votando a favore del referendum sulla Brexit e "chiedendo un cambiamento". Così la premier Theresa May nell'ultimo appello ai Comuni prima del voto di ratifica sul suo accordo. Un accordo che rappresenta il compromesso "migliore possibile", ha ripetuto May, invitando i deputati al "pragmatismo nel bilanciare rischi e benefici" e nell'evitare di far sì che "la ricerca della perfezione sia nemica del bene".
La premier britannica Theresa May ha ribadito il suo "no" a un secondo referendum durante il dibattito oggi sulla Brexit, rispondendo alla domanda della deputata verde Caroline Lucas che la sollecitava ad accettare un nuovo "voto popolare di conferma" del suo accordo in cambio di un via libera alla ratifica della Camera dei Comuni.
May ha ripetuto che un referendum c'è stato, che era stato indicato all'elettorato come definitivo e che ripeterlo significherebbe aprire le porte magari a "un terzo referendum" e così via, mentre ha detto che "non vi sono evidenze" che il popolo britannico abbia cambiato idea rispetto al 2016.
La premier Tory ha inoltre riaffermato il valore delle intese aggiuntive raggiunte ieri a Strasburgo sul backstop, sostenendo che il diritto riconosciuto al Regno Unito di "sospenderlo e anche di uscirne" unilateralmente in caso di "cattiva fede" negoziale dell'Ue nella ricerca di soluzioni alternative per assicurare il mantenimento del confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord rappresenta una nuova "garanzia legale reale".