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L'accesso a internet a banda larga nel servizio universale deve avere una velocità minima di 80 Megabit al secondo. È quanto ritiene la Commissione dei trasporti del Nazionale (CTT-N) che, senza opposizioni, ha deciso di depositare una mozione in merito.
Nel testo dell'atto parlamentare, la CTT-N ricorda come la pandemia di coronavirus abbia "impresso un notevole slancio alla digitalizzazione". Nell'arco di pochi giorni, infatti, il lavoro e l'istruzione a domicilio sono diventati una realtà per moltissime persone.
Tuttavia, se nelle città la connessione a internet era sufficiente, nelle regioni rurali e negli agglomerati numerose famiglie e imprese hanno sofferto a causa di una velocità insufficiente. La velocità minima di trasmissione attuale - 10 Mbit/s - non corrisponde infatti più alle attuali possibilità tecniche e alla domanda.
Affinché la popolazione e l'economia possano approfittare in tutte le regioni del Paese delle stesse condizioni minime di base, le disposizioni in materia di servizio universale devono pertanto essere adeguate alle possibilità tecniche e alle necessità degli utenti, proprio come prevede la legge sulle telecomunicazioni. Per questa ragione "è più che giustificato aumentare capillarmente la velocità minima a 80 Mbit/s" sostiene la commissione, secondo cui l'aumento va attuato al più tardi al momento della messa a concorso della prossima concessione per il servizio universale a partire dal 1° gennaio 2023.