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Data la difficile situazione economica, l'Unione Sindacale Svizzera (USS) chiede un maggiore intervento da parte della Confederazione e della Banca nazionale: in particolare, la BNS dovrebbe rialzare la soglia di cambio minimo con l'euro ad 1,40 franchi, mentre Berna potrebbe utilizzare l'eccedenza dell'anno scorso per aumentare il reddito pro capite della popolazione.
In occasione della conferenza stampa annuale a Berna, il capo economista della centrale sindacale, Daniel Lampart, ha riferito oggi che l'USS per quest'anno si aspetta una crescita nulla del prodotto interno lordo (PIL), ossia un livello inferiore rispetto alla maggioranza delle altre valutazioni della congiuntura. La Segreteria di stato dell'economia (SECO), ad esempio, prevede un +0,5%.
Oltre a ciò, secondo l'USS il tasso di disoccupazione salirà al 3,5%, a fronte del 3,1% calcolato l'anno scorso dalla seco. L'Unione sindacale prevede poi una diminuzione del livello dei prezzi dello 0,4%.
Ciò - sottolinea l'USS - rafforza la convinzione che sussista un margine di manovra per rialzare il tasso di cambio con l'euro. La passività della BNS rischia di comportare il trasferimento all'estero di decine di migliaia di posti di lavoro, ha affermato il presidente dell'USS, Paul Rechsteiner, secondo il quale l'economica elvetica non può permettersi a lungo una forte valutazione del franco.
Per migliorare la situazione l'USS chiede anche l'intervento della Confederazione: Berna dovrebbe utilizzare l'eccedenza dell'anno scorso per aumentare il reddito pro capite. I conti del 2011 dovrebbero chiudere con una eccedenza di 1,4 miliardi di franchi, secondo quanto ha indicato il Consiglio federale all'inizio di novembre.
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