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Berna – Le autorità dovrebbero essere poter controllare i telefoni cellulari o i tablet dei richiedenti asilo se questo è l'unico modo per stabilire la loro identità. Il Consiglio federale sostiene il progetto elaborato dal Parlamento.
L'analisi dei supporti elettronici può aiutare, in singoli casi, a stabilire l'identità, la nazionalità e l'itinerario di un richiedente asilo. Secondo il parere del Consiglio federale pubblicato oggi, le informazioni fornite dovrebbero contribuire ad accelerare l'esecuzione dei rinvii. Tuttavia, la ricerca di dati su apparecchi elettronici costituisce una grave violazione della sfera privata, riconosce l’esecutivo. Le regole proposte in questo progetto, che emana dalla Commissione per le istituzioni politiche del Consiglio nazionale, rispettano però il principio di proporzionalità e la protezione dei dati, secondo il governo.
Identità spesso sconosciuta
La maggior parte dei richiedenti l'asilo entra in Svizzera senza documenti ma con il cellulare. L'identità del 70-80% dei richiedenti è sconosciuta o non può essere determinata con certezza. Il progetto conferisce alla Segreteria di Stato per la migrazione ampie competenze per il controllo dei dati mobili dei richiedenti asilo la cui identità non può essere determinata altrimenti.
L'obbligo di cooperare fatto ai richiedenti asilo sarà esteso. Sono state precisate le misure per la protezione dei dati. Queste proposte, che attuano un'iniziativa di Gregor Rutz (Udc/Zh), riprendono pratiche comuni in altri Stati, in particolare in Germania e nei Paesi Bassi.
Il Consiglio federale sostiene il progetto della commissione. Respinge le misure proposte dalla minoranza, come la confisca di cellulari e tablet, che priverebbero i richiedenti asilo della possibilità di fornire di propria iniziativa le informazioni necessarie per stabilire la loro identità.
Sostegno al progetto
Nel corso della consultazione, 24 Cantoni hanno espresso il loro sostegno al progetto nel suo complesso. Neuchâtel lo rifiuta. Udc, Plr e Ppd sono favorevoli. Ps e Verdi sono contrari, così come le organizzazioni di aiuto ai rifugiati e l'Unione sindacale svizzera.
La minoranza rosso-verde della commissione del Nazionale respinge la proposta. Ritiene che le misure previste costituiscano una violazione sproporzionata dei diritti fondamentali delle persone interessate. Inoltre, non si tiene sufficientemente conto delle esigenze di protezione dei dati e le misure previste sono troppo costose.
Il Nazionale dovrebbe affrontare la questione in occasione della sessione primaverile.