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Con sforzi fino all'ultimo minuto, l'Egitto sta provando a bloccare la vendita all'asta a Londra da parte di Christie's della testa di una statua in quarzite rossa che raffigurerebbe Tutankhamon, il faraone-giovinetto icona dell'egittologia. Il reperto di 28 cm di quasi 3500 anni fa dovrebbe essere venduto all'incanto domani e potrebbe fruttare più di 4 milioni di sterline (4,95 milioni di franchi), secondo la previsione della stessa casa d'aste britannica.
Il segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, Moustafa Waziri, parlando ieri in tv ha rivelato che il comitato per il recupero delle opere trafugate ha inviato un messaggio al "potere centrale britannico" chiedendo di bloccare la vendita, riferisce oggi il sito Youm 7. Waziri ha annunciato che l'Egitto "perseguirà in giustizia gli implicati" e chi comprerà il reperto, scrive il portale.
Il ministero degli Esteri del Cairo il mese scorso aveva già annunciato un passo analogo chiedendo a Christie's di produrre i documenti che dimostrino la legittima proprietà privata della testa proveniente da una nota collezione privata di reperti egizi, la Resandro Collection, dopo due passaggi di mano tra gli anni Sessanta e Ottanta.
Il Cairo aveva annunciato di aver investito le autorità britanniche e l'Unesco "per fermare le procedure di vendita" del reperto e di altri oggetti inclusi nel lotto sulla base di una legge del 1983 che dichiara proprietà statale egiziana opere antiche di cui non fosse stata accertata precedentemente l'appartenenza.
Saccheggio di beni culturali: il caso della testa di Tutankhamon.— Franco Maria Fontana 🇵🇸 (@francofontana43) 3 luglio 2019
L’Egitto sostiene che sia stata trafugata, ma Christie non sente ragione e la mette all’asta sostenendo che sia stata venduta da un principe tedesco, i cui eredi, però, smentiscono
Luigi Ippolito, @Corriere pic.twitter.com/S1vh1b8bb4