Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/114711

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di bloccare il ristorno all'Italia delle quote-parte delle imposte alla fonte dei frontalieri italiani, fintanto che l'accordo sulla doppia imposizione con l'Italia venga concluso e che l'Italia tolga la Svizzera dalle sue liste nere. In via subordinata il Consiglio federale è invitato a versare ai cantoni Ticino, Grigoni e Vallese la parte eccedente dei proventi fiscali versati all'Italia, rispetto all'aliquota concordata con l'Austria (38,8 per cento vs. 12,5 per cento).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue attivamente l'evoluzione delle relazioni con l'Italia. Secondo partner commerciale della Svizzera, l'Italia è uno Stato limitrofo con cui il nostro Paese intrattiene tradizionalmente buoni rapporti. In considerazione dell'intensità delle relazioni bilaterali, in particolare di quelle economiche, la situazione che si è venuta a creare gradualmente in materia fiscale è particolarmente complicata. Per il Consiglio federale è importante sbloccare la situazione. In quest'ottica ha studiato una strategia per migliorare le relazioni in materia fiscale e, parallelamente, per garantire il mantenimento degli interessi bilaterali comuni in ambito di commercio, trasporti, energia ed Expo 2015 di Milano.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che il dialogo con l'Italia in materia fiscale dovrà essere rilanciato. A questo scopo intende trovare una soluzione globale per le diverse questioni aperte. La revisione della convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI), in cui rientra anche l'accordo del 1979 tra la Svizzera e l'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri (qui appresso accordo sui frontalieri), è alla base di questo approccio.</p><p>Le relazioni economiche bilaterali sono attualmente perturbate da alcune misure italiane adottate in ambito fiscale. Al fine di risolvere questa situazione insoddisfacente, il Consiglio federale è disposto a esaminare tutte le misure compatibili con il diritto internazionale pubblico. È fiducioso e ritiene che dovrebbe essere possibile trovare una soluzione consensuale con l'Italia.</p><p>Le disposizioni concernenti i lavoratori frontalieri e le relative compensazioni finanziarie convenute dalla Svizzera con gli Stati confinanti sono il risultato di negoziati che devono essere esaminati tenendo conto di tutti gli elementi legati al contesto specifico delle soluzioni adottate con ciascun interlocutore. Una soluzione bilaterale concordata da una determinata controparte può quindi essere molto diversa da quella convenuta con altre controparti nello stesso ambito. L'autore della mozione fa riferimento all'aliquota applicabile tra la Svizzera e l'Austria senza peraltro constatare differenze rispetto alle soluzioni tradizionali, che non siano quelle dell'aliquota applicabile. Infatti, a titolo di esempio occorre rilevare che la compensazione a favore dei comuni italiani di confine riguarda soltanto i lavoratori frontalieri residenti in un perimetro di 20 chilometri dalla frontiera, mentre la compensazione a favore dell'Austria si applica a tutti i lavoratori dipendenti domiciliati in Austria che operano in Svizzera. Un confronto tra le aliquote delle due soluzioni non è pertanto appropriato.</p><p>Per quanto riguarda il pagamento della quota della Confederazione alla differenza tra l'aliquota convenuta con l'Italia e quella con l'Austria occorre sottolineare che, secondo l'articolo 5 capoverso 1 della Costituzione federale della Confederazione svizzera, l'intera attività dello Stato deve poggiare su una base legale. In mancanza di una normativa che permetta di attuare la procedura richiesta dall'autore della mozione, la Confederazione non può effettuare il pagamento. Inoltre, favorire i Cantoni Ticino, dei Grigioni e del Vallese costituirebbe una discriminazione degli altri cantoni. Il Consiglio federale ritiene quindi che la richiesta dell'autore della mozione, secondo cui la Confederazione debba farsi carico della differenza delle aliquote di compensazione di entrambe le soluzioni, non sia realizzabile né dal punto di vista legale né da quello politico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.