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La Commissione europea ha dato il via libera al piano per affrontare l'emergenza immigrazione, alla luce dell'aumento di flussi e delle ultime tragedie nel Mar Mediterraneo.
Il piano prevede la redistribuzione di migranti tra gli Stati membri in base a quote prestabilite: in Italia arriveranno il 9,94% di 20 mila profughi (meno di 2000) che attualmente risiedono in campi profughi all'estero e che hanno i requisiti per ottenere lo status di rifugiati (reinsediamenti), e l'11,84% dei richiedenti asilo già presenti in Europa o che entreranno direttamente in territorio europeo (ricollocamenti).
Di fronte a "un'emergenza drammatica" l'Europa ha "finalmente capito l'urgenza" e "ha compiuto passi da gigante", ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini, presentando l'Agenda per l'immigrazione assieme al vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e al commissario per l'Immigrazione Dimitris Avramopoulos.
Quattro i criteri per la redistribuzione: numero di abitanti del Paese Ue, Pil, numero di profughi già presenti nel Paese e tasso di disoccupazione. Intanto per affrontare l'emergenza alla radice, l'Ue pensa di distruggere i barconi degli scafisti sulle coste libiche prima che partano.
Secondo il Guardian, la missione europea che dovrebbe essere sul tavolo del Consiglio Esteri di lunedì "punta soprattutto su interventi aerei e navali nel Mediterraneo e nelle acque territoriali libiche. Ma aggiunge che operazioni di terra in Libia potrebbero essere necessarie".
Ipotesi, quest'ultima, smentita tuttavia da Mogherini: "Non stiamo programmando alcuna operazione di terra in Libia", assicura l'Alto rappresentante, spiegando di aver già chiarito all'Onu che la Ue "sta programmando un'operazione navale" contro i trafficanti di esseri umani. La missione Ue dovrà comunque ottenere il via libera del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
SDA-ATS