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BERNA - "Spiare" un beneficiario di una assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi dovrebbe essere di nuovo consentito. Il Consiglio nazionale ha sostenuto oggi - con 140 voti contro 52 - un'iniziativa parlamentare in tal senso elaborata dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati. Quest'ultima - in seguito a una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) che nel 2016 aveva dichiarato illegale la pratica - ha deciso di elaborare una base legale precisa e dettagliata della sorveglianza da parte di detective privati degli assicurati sospettati di voler frodare le assicurazioni.
Tale base legale è stata difesa anche dalla SUVA, l'Istituto nazionale di previdenza contro gli infortuni, che aveva rinunciato a sorvegliare assicurati sospetti propria sulla base della sentenza della CEDU.
Il progetto amplia le possibilità di sorveglianza: prevede tra l'altro che oltre ad effettuare riprese visive e sonore si possa ricorrere anche a localizzatori satellitari, quali i segnalatori GPS, per "spiare" un beneficiario di una assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi. Secondo la maggioranza, i dispositivi GPS consentono di migliorare l'efficacia della sorveglianza.
La maggioranza del Nazionale si è detta contraria all'idea di limitare le osservazioni a luoghi pubblicamente accessibili quali strade e parchi: come il Consiglio degli Stati ritiene che ciò debba essere possibile anche in posti quali ad esempio i balconi aperti e liberamente visibili da un luogo pubblico.
Autorizzazione di un giudice
L'autorizzazione di un giudice del tribunale cantonale delle assicurazioni dovrebbe essere richiesta soltanto per l'impiego di GPS Tracker. Per gli altri casi la sorveglianza sarà ordinata da una persona responsabile in seno all'assicurazione, secondo il Nazionale. Il Consiglio degli Stati, che aveva adottato il progetto in dicembre, e il governo vorrebbero precisare che tale controllo venga effettuato da un membro della direzione dell'assicurazione.
In un primo tempo la Commissione del Nazionale si era espressa in favore di un'autorizzazione per ogni osservazione, indipendentemente dagli strumenti impiegati, da parte di un giudice. Ha successivamente cambiato opinione dopo aver ricevuto informazioni dall'Ufficio federale di giustizia, secondo cui tale soluzione crea già di per sé un presupposto importante per poter utilizzare le prove raccolte in un eventuale procedimento penale.
Il dossier ritorna ora alla Camera dei cantoni per appianare divergenze minori.