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Un filtro antiparticolato funzionante trattiene quasi tutte le particelle di fuliggine o di polveri sottili (PM 2.5, PM10). Se invece ha anche solo una fessura sottile, il motore soffia le particelle ultra piccole nell’ambiente. Un’auto diesel con un filtro difettoso emette tante particelle quante ne emette più di un migliaio di auto con un filtro funzionante, con conseguenze spiacevoli. Il corpo umano è infatti in grado di assorbire le particelle di fuliggine più piccole. Possono entrare direttamente nel sangue e nel cervello. Le persone che vivono lungo strade molto trafficate hanno maggiori probabilità di ammalarsi di cancro ai polmoni. Altri rischi sono l’aumento della pressione sanguigna, l’arteriosclerosi, i problemi di ritmo cardiaco e la demenza. Per questo è fondamentale togliere dalla circolazione il maggior numero di filtri non funzionanti.
In Ticino in media il 9.3% dei filtri antiparticolato testati in Ticino è risultato difettoso. Si tratta di un numero significativo. Per questi motivi riteniamo che i controlli sistematici, già introdotti in alcuni cantoni, si impongono.
Nella risposta all’interrogazione[2] alla domanda 5 il Consiglio di Stato rispondeva:
“I controlli sono eseguiti a campione, nell’ambito dei controlli successivi dei gas di scarico sui veicoli alimentati a diesel, cercando di mirare a veicoli che presentano residui carboniosi all’uscita dello scarico o in sua prossimità. Questo approccio è stato raccomandato dal DATEC durante gli incontri informativi svolti nel primo semestre del 2022.”.
Nella risposta all’interpellanza al Consiglio Federale di Marionna Schlatter in Consiglio Nazionale del 4.5.2023 l’esecutivo federale[3] si è espresso in questi termini:
“L’ordinanza del DATEC sulla manutenzione e il controllo successivo degli autoveicoli per quanto concerne le emissioni dei gas di scarico e di fumo (RS 741.437) prevede almeno una misurazione della concentrazione numerica di particelle per i veicoli per cui è prescritto un filtro antiparticolato (n.1.5.2). Una procedura a campione non è conforme ai requisiti del diritto federale.”
Sulla base di questa premessa chiediamo al lodevole Consiglio di Stato:
- Come si spiega l’evidente contraddizione tra la risposta del Consiglio di Stato e quella del Consiglio Federale?
- Per quale motivo il Cantone Ticino prosegue la prassi (illegale) dei controlli a campione?
- Entro quando è previsto il passaggio a dei controlli sistematici anche in Ticino?
Matteo Buzzi,
Samantha Bourgoin, Giulia Petralli, Marco Noi, Nara Valsangiacomo
[1]https://www4.ti.ch/poteri/gc/ricerca-messaggi-e-atti/ricerca/risultati/dettaglio?user_gcparlamento_pi8%5Battid%5D=116116&cHash=8a44bcbeacd2b873c419a10843b75124&user_gcparlamento_pi8[ricerca]=filtri+
[2]https://www4.ti.ch/poteri/gc/ricerca-messaggi-e-atti/ricerca/risultati/dettaglio?user_gcparlamento_pi8%5Battid%5D=116116&cHash=8a44bcbeacd2b873c419a10843b75124&user_gcparlamento_pi8[ricerca]=filtri+