Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01048.jsonl.gz/920

Tre società italiane hanno usato i loro veicoli per trasporti di merce di varia natura, caricandola in un luogo e scaricandola in un altro ma sempre in territorio svizzero, rendendosi così colpevoli di cabotaggio. Due dei casi riguardano unicamente il Ticino, il terzo anche la Svizzera tedesca. È quanto emerge da inchieste per chiuse dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD).
- CSI 18.00 del 22.01.2019 Il servizio di Christian Gilardoni
A farle scattare erano stati i sospetti emersi durante i controlli doganali all'uscita dal paese. Secondo quanto spiegatoci dall'AFD, i mezzi attraversavano la frontiera carichi, in modo del tutto lecito, ma una volta in Svizzera venivano usati per altri viaggi interni.
Fra il 2014 e il 2018 sono stati recensiti in totale 800 trasporti illegali con 52 veicoli diversi. Questo genere di trasporto, spiega infatti un comunicato diffuso martedì, può essere eseguito solo con mezzi regolarmente sdoganati e immatricolati in Svizzera. Sono stati notificati tre atti di accusa e i destinatari rischiano pesanti multe, oltre a dover ripagare i 260'000 franchi di tributi evasi.