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La Taskforce Cultura si aspetta chiarezza su chi debba sostenere i costi per le infrastrutture dei test.
Il gruppo costituto dalla scena culturale, pur precisando che si stia andando nella giusta direzione, prevede un ritorno alla normalità non prima del 2022.
ZURIGO - La Taskforce Cultura, istituita dalla scena culturale, attende delle risposte dopo le misure di allentamento adottate ieri dal Consiglio federale. Non è ancora stato chiarito chi debba sostenere i costi per l'infrastruttura legata ai test negli eventi con certificato Covid.
Gli eventi culturali possono di nuovo avere luogo con un pubblico significativamente più grande e in condizioni meno rigide. Questa è la giusta direzione da prendere, afferma la Taskforce Cultura in un comunicato odierno.
Alcuni interrogativi rimangono però aperti, come ad esempio se la capacità di test in caso di vari grandi eventi in una stessa regione sarà sufficiente o meno e se i costi verranno coperti da Confederazione e Cantoni. Tali domande senza risposta «indebolirebbero gravemente» il concetto del certificato Covid-19, precisa ancora la nota.
Normalizzazione non prima del 2022 - In seguito alla sessione estiva del Parlamento, l'organizzazione si rammarica che le misure di sostegno alla cultura non siano state prorogate fino ad aprile 2022. È prevedibile che la vita culturale quotidiana non tornerà alla normalità entro la fine dell'anno, anche perché gli organizzatori dipendono dalle tournée internazionali degli artisti. Secondo la Taskforce Cultura, quest'ultime si stanno rimettendo in moto solo lentamente e non torneranno alla normalità prima della primavera o dell'estate del prossimo anno.
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