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L'Iran entra in gioco nel conflitto siriano offrendo alla comunità internazionale i suoi buoni uffici per mediare tra le parti in guerra. Partendo per New York dove la prossima settimana parteciperà all'Assemblea Generale dell'Onu, il presidente Hassan Rohani ha chiesto ai suoi interlocutori occidentali di "abbracciare l'opportunità offerta dalle ultime elezioni" in Iran.
"Chiedo loro di approfittare del mandato per un prudente coinvolgimento che mi ha dato il mio popolo e di rispondere sinceramente agli sforzi del mio governo di impegnarsi in un dialogo costruttivo", ha scritto Rohani in una "column" esclusiva sul Washington Post.
"Dobbiamo creare una atmosfera in cui la gente della regione sia in grado di decidere il proprio destino", ha sostenuto il leader iraniano che, intervistato da un altro media americano, la Nbc, si è detto pronto a incontrare il presidente Barack Obama perchè "in politica nulla è impossibile, a patto che siano soddisfatte condizioni indispensabili".
"Il mondo è cambiato", ha scritto Rohani nell'editoriale pubblicato sul quotidiano della capitale Usa: "La politica internazionale non è più una somma di zeri come nella Guerra Fredda, ma una arena multidimensionale dove cooperazione e concorrenza accadono contemporaneamente. È passata l'epoca dei bagni di sangue. Dai leader mondiali ci si aspetta che trasformino minacce in opportunità".
Come parte di questo ragionamento Rohani ha offerto "la disponibilità del suo governo a contribuire al dialogo" tra le parti nel conflitto siriano. Secondo il capo di Teheran, dieci anni di "avanti e indietro" hanno dimostrato che quel che tutti vogliono nella disputa del nucleare iraniano è chiaro: "La stessa dinamica vale negli approcci rivali alla Siria".