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L'epidemia di Covid-19, probabilmente, non può più essere fermata. A sostenerlo è Marcel Salathé, epidemiologo del Politecnico di Losanna (EPFL), secondo cui prima o poi tutta la popolazione elvetica dovrebbe entrare in contatto con l'agente patogeno.
Lo specialista sottolinea quindi l'esigenza di rallentare la sua propagazione. Attualmente si registra circa un caso in Svizzera ogni 100'000 abitanti. Con una diffusione senza ostacoli, sottolinea Salathé, il dato aumenterebbe a circa 500 casi ogni 100'000 abitanti nell'arco di due mesi.
"La cosa più importante ora è guadagnare tempo", afferma lo studioso in relazione a due necessità: lo sviluppo di un vaccino e di farmaci volti a contenere l'epidemia, e a proteggere i gruppi a rischio, e l'esigenza di non sovraccaricare il sistema sanitario. È intanto dimostrabile, aggiunge, che misure come il lavaggio delle mani, il mantenimento delle distanze e lo stop ai grandi eventi contribuiscano effettivamente a rallentare l'espansione della malattia.
La situazione non va banalizzata, osserva l'epidemiologo, smentendo l'idea per cui l'epidemia sarebbe assimilabile all'influenza stagionale. Il tasso di mortalità legato al coronavirus è infatti circa 10 volte superiore.
Inoltre "potrebbe rimanere solo una speranza" una diminuzione del numero di contagi in presenza di temperature più calde. Il Covid-19 sta infatti diffondendosi anche in regioni più calde, come Singapore.
ATS/ARi