Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01100.jsonl.gz/327

Nell’udienza di venerdì presso la Corte di Appello di Brescia, il procuratore generale Guido Rispoli ha sottolineato la solidità dell’accusa contro Rosa e Olindo, condannati per la strage di Erba avvenuta l’11 dicembre 2006. Nonostante la presentazione di nuove prove dalla difesa, Rispoli ha ricordato “una cascata di prove” a sostegno della colpevolezza dei due, definendo insufficienti i nuovi elementi per ribaltare il verdetto. La decisione è attesa per il 16 aprile, quando la parola passerà nuovamente alla difesa.
La revisione del processo, avviata a gennaio del 2024, segue la condanna definitiva all’ergastolo di Bazzi e Romano per l’omicidio di Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, la nonna Paola Galli, la vicina di casa Valeria Cherubini e il tentato omicidio di Mario Frigerio. La richiesta di revisione si basa su nuove prove e testimonianze mai sentite in precedenza, incluse intercettazioni, consulenze e la testimonianza di Abdi Kais.
La difesa di Rosa e Olindo punta a tre aspetti chiave: la confessione dei due imputati, ritenuta estorta sotto pressione; i dubbi sulla traccia ematica trovata nella loro auto e la descrizione iniziale dell’aggressore fatta da Frigerio, che non corrisponderebbe a Olindo ma a un “uomo dai tratti mediorientali”. La Corte d’Appello di Brescia, di fronte a queste argomentazioni, si trova ora davanti a una decisione cruciale che potrebbe ribaltare un caso che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso.