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La Svizzera vuole continuare ad impegnarsi in prima fila nello sminamento umanitario, stanziando a questo scopo circa 16 milioni di franchi all'anno. Berna ha definito nuove linee direttrici per gli anni 2016-2019, che sono state pubblicate oggi.
Nel corso degli ultimi 20 anni - scrive in una nota il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) - sono state distrutte quasi 50 milioni di mine antiuomo conservate in depositi e 2 milioni di munizioni a grappolo. Sono state anche bonificate e restituite alla popolazione grandi superfici, ad esempio in Albania, Burundi e Mozambico. Nonostante l'impegno internazionale cui la Svizzera partecipa attivamente, mine e proiettili inesplosi continuano però a causare vittime, anche se queste sono ormai meno di 10 al giorno contro le oltre 70 di anni addietro.
La Strategia per lo sminamento umanitario 2016-2019 pubblicata oggi, la quarta dal 2004 - afferma il DFAE - "è un segno di solidarietà per le vittime ed esprime la volontà della Svizzera di impegnarsi attivamente sul piano politico e pratico per un mondo senza mine, munizioni a grappolo e residuati bellici esplosivi". La Confederazione continuerà a mettere a disposizione esperti per programmi di sminamento dell'ONU, a sostenere progetti di sminamento nei Paesi coinvolti e a portare avanti il partenariato strategico con il Centro internazionale per lo sminamento umanitario di Ginevra (GICHD).
Da anni la Svizzera è tra i dieci maggiori Paesi donatori a livello mondiale in questo settore rilevante per la protezione delle persone durante e dopo i conflitti armati, nota il DFAE.
https://www.eda.admin.ch/content/dam/eda/it/documents/aussenpolitik/sicherheitspolitik/HMR-Strategie-2016-2019_IT.pdf
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