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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a richiedere in seno all'OMC una moratoria sulle trattative nell'ambito agricolo al fine di formulare nuovi obiettivi. Il nuovo orientamento deve garantire cibo a sufficienza per tutti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide il parere dell'autore della mozione, il quale ritiene che il commercio mondiale debba anche sostenere lo sviluppo. È per questo motivo che la politica commerciale della Svizzera è temperata e cerca la coerenza con i diversi obiettivi della politica nazionale tenendo anche conto della politica agricola, della politica di sviluppo, di quella ambientale, finanziaria ed energetica. La Svizzera si adopera per il rispetto del diritto all'alimentazione e affinché le misure adottate per lottare contro l'attuale crisi contribuiscano al suo rispetto. Il nostro Paese ha ricordato la sua posizione nei dibattiti internazionali che si sono svolti negli scorsi mesi (dibattito Ecosoc del 20 maggio; sessione speciale del Consiglio dei diritti dell'uomo del 22 maggio; e Vertice FAO a Roma dal 3 al 5 giugno). Inoltre, nei suoi programmi realizzati nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, la Svizzera sostiene progetti volti a promuovere il carattere sostenibile e la presa di coscienza della qualità nell'agricoltura e nei settori a valle. Ciò rafforza la competitività del settore agricolo e, in tal modo, l'incentivo alla produzione locale.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che una moratoria per le negoziazioni in materia agricola nell'ambito del ciclo di Doha non sia concepibile. In seno all'OMC, la negoziazione agricola è parte integrante di un ciclo di negoziazione il cui mandato è stato approvato da oltre 140 Paesi, fra cui anche la Svizzera, in occasione della Conferenza ministeriale dell'OMC tenutasi a Doha nel 2001. È inoltre anche importante menzionare che i Paesi in via di sviluppo attribuiscono grande importanza alle negoziazioni agricole, in particolare al fine di ottenere dai Paesi industrializzati miglioramenti del loro accesso al mercato. In tale contesto, le loro posizioni sono molto offensive nei confronti delle questioni di riduzione della protezione alla frontiera dei Paesi industrializzati nonché delle sovvenzioni all'esportazione e all'aiuto alimentare che hanno effetti nefasti sui loro mercati. Parallelamente, numerosi Paesi in via di sviluppo orientano i loro sforzi sulle negoziazioni concernenti lo sviluppo dei prodotti speciali e del meccanismo di salvaguardia speciale per alcuni prodotti agricoli, basandosi su criteri quali la sicurezza alimentare, i mezzi di sostentamento delle popolazioni rurali e l'occupazione. La Svizzera sostiene questa linea direttrice, la quale permette di sottrarre tali prodotti a una drastica riduzione delle tariffe.</p><p>Nell'ambito del ciclo dei negoziati in corso, è previsto di concedere una minore riduzione tariffaria per i cosiddetti prodotti "sensibili". Questo strumento sarà messo a disposizione dei Paesi industrializzati e di quelli in via di sviluppo, ed è così facendo che alcuni prodotti agricoli locali, più vulnerabili, potranno essere protetti all'apertura del mercato. Inoltre, nel quadro del ciclo di Doha, la Svizzera e il Giappone hanno avanzato una nuova proposta che mira a fissare regole più severe in materia di restrizioni all'esportazione e a migliorare la trasparenza. Queste regole sono segnatamente destinate ai Paesi emergenti, grandi esportatori di prodotti agricoli.</p><p>La politica agricola svizzera adempie gli obiettivi fissati all'articolo 104 della Costituzione federale seguendo una produzione non solo rispondente alle esigenze dello sviluppo sostenibile ma anche a quelle del mercato. Le condizioni vincolate al versamento di sussidi diretti sono parimenti un riferimento a livello internazionale e sono compatibili con le pertinenti condizioni dell'OMC. Inoltre, l'offerta di prodotti di qualità si è ben diversificata negli ultimi anni (ad es. grazie ai prodotti DOC, ai prodotti provenienti dall'agricoltura biologica e a quelli di montagna). Per quanto riguarda l'accordo di libero scambio con l'UE nel settore agricolo e agroalimentare, contrariamente a quanto sostenuto dall'autore della mozione, l'obiettivo è quello di perseguire una strategia di qualità dell'agricoltura svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.