Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/158790

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri i provvedimenti e le misure, legislative e non, che potrebbero essere realizzati affinché la diminuzione del tasso ipotecario di riferimento vada effettivamente a beneficio degli inquilini.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 13 capoverso 1 dell'ordinanza del 9 maggio 1990 concernente la locazione e l'affitto di locali d'abitazione o commerciali (OLAL) stabilisce che quando i tassi ipotecari diminuiscono le pigioni devono essere ridotte in proporzione. Se non è possibile raggiungere un'intesa sull'adeguamento della pigione, in virtù dell'articolo 270a del Codice delle obbligazioni (CO), il conduttore può contestare la liceità della pigione e domandarne la riduzione per la prossima scadenza di disdetta ove abbia motivo di credere che, a causa della diminuzione del tasso ipotecario di riferimento, il locatore ottenga un reddito sproporzionato dall'immobile locato.</p><p>Come già affermato nella risposta all'interpellanza Candinas 14.3887, "Vincolare le pigioni al tasso ipotecario", per migliorare la posizione dei locatari sarebbe necessario adeguare il CO, ad esempio prevedendo la retroattività del diritto alla diminuzione dell'affitto. In questo modo, il locatore che non avesse abbassato di sua spontanea volontà la pigione si assumerebbe il rischio di rimborsare a posteriori la differenza per un periodo prolungato. L'obbligo di applicare un interesse rafforzerebbe uno strumento di questo tipo. Il locatore sarebbe così incentivato ad adeguare spontaneamente la pigione. Si potrebbe anche sancire per legge l'obbligo a carico dei locatori di abbassare le pigioni in concomitanza con una diminuzione del tasso ipotecario di riferimento. D'altro canto, la necessità di regolamentare la riduzione degli affitti verrebbe meno se questi venissero adeguati automaticamente in virtù di una base normativa. In tal caso, emergerebbe la questione di introdurre delle sanzioni in caso di mancata applicazione. Una soluzione in tal senso comporterebbe però un ulteriore onere a carico dei locatori e dovrebbe essere valutata nel quadro di una revisione globale del diritto di locazione. Il Consiglio federale, tuttavia, ritiene che questi adeguamenti non siano opportuni alla luce dei diritti che i locatari possono già oggi esercitare (informazione, procedura).</p><p>È importante che gli inquilini e i locatori conoscano i diritti di cui godono e le modalità con cui possono farli valere. A intervalli trimestrali, l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) pubblica il tasso ipotecario di riferimento nei contratti di locazione e la percentuale di riduzione dell'affitto cui hanno diritto gli inquilini. Le basi decisionali pertinenti possono essere reperite senza sforzi eccessivi: oltre alle pubblicazioni sui siti della Confederazione, per esempio <a href="http://www.bwo.admin.ch/themen/mietrecht/00282/index.html?lang=it">bwo.admin.ch</a> oppure <a href="https://www.ch.ch/it/">ch.ch</a>, si possono infatti consultare le associazioni dei locatori e dei locatari. Inoltre, i media trattano regolarmente la questione del tasso ipotecario di riferimento. In alcuni casi, le informazioni riguardano anche il rifiuto di una domanda di riduzione e la valutazione degli argomenti avanzati dai locatori. Una parte dei locatari sembra ritenere che i locatori reagirebbero in modo negativo di fronte a una domanda di riduzione della pigione, aspetto questo che andrebbe eventualmente chiarito meglio. Alla luce dei diversi canali informativi disponibili e dei mezzi legali a disposizione dei locatari per chiedere adeguamenti della pigione, il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre ulteriori misure.</p><p>Il Consiglio federale non reputa altresì necessario elaborare un rapporto come richiesto dall'autore del postulato, poiché non permetterebbe di acquisire nuovi elementi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.