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Schneider-Ammann: nessuna premura per le questioni istituzionali
Secondo il consigliere federale Johann Schneider-Ammann la Svizzera non ha nessun assillo di tempo per trovare una soluzione alle questioni istituzionali con l'UE nell'ambito delle relazioni bilaterali. Invece, si afferma in ambienti UE, Bruxelles dovrebbe chiedere piuttosto rapidamente un ulteriore contributo elvetico alla politica di coesione europea per attenuare le differenze sociali ed economiche fra i 27 stati membri.
Berna sostiene il riassetto di dieci nuovi Paesi membri con il cosiddetto "miliardo di coesione" per il periodo 2007-2012. Nell'ambito del su contributo all'allargamento, ha stanziato finora, a titolo definitivo o provvisorio, un importo complessivo di oltre 850 milioni di franchi, destinati a circa 200 progetti. Per Romania e Bulgaria sono previsti altri 257 milioni di franchi.
Il capo del Dipartimento federale dell'economia (DFE) ha detto di aver avuto uno scambio di vedute "sui contributi attuali e sul futuro" con il commissario europeo Johannes Hahn, responsabile della politica regionale. "Ma non ho fatto alcuna promessa", ha sottolineato Schneider-Amman. "A tempo debito giudicheremo se e come vorremo andare avanti". Per ora non è stata fatta alcuna menzione di un importo per un futuro contributo finanziario da parte elvetica, ma, secondo ambienti UE, la questione dovrà essere affrontata al più tardi entro gli inizi del 2012.
La Svizzera sostiene autonomamente progetti negli Stati d'Europa centrale e orientale, membri dell'Unione, per ridurre le disparità economiche e sociali. A tale proposito il consigliere federale ha sottolineato "l'importanza, che il Governo e la popolazione svizzeri, attribuiscono al fatto che la preparazione e l'esecuzione dei progetti in questione avvenga in modo ottimale".