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La Banca cantonale di Basilea (BKB) ha raggiunto un accordo per regolare la vertenza dei fondi sottratti al fisco tedesco. La BKB si è impegnata a pagare un importo unico di 38,6 milioni di euro (40 milioni di franchi).
È il quarto istituto svizzero e il primo attivo solo sul mercato interno a porre fine a questo contenzioso con la Germania, indica una nota odierna della BKB. La soluzione rientra nella strategia adottata nel 2011.
Dalla sua adozione, la BKB ha fortemente ridotto le attività dal punto di vista geografico. La banca accetta solo fondi di nuovi clienti dichiarati alle autorità fiscali del loro Paese. Ha anche deciso di restringere i suo affari alla clientela proveniente da Stati con i quali Berna ha un accordo in materia fiscale.
L'intesa conclusa con le autorità tedesche si applica all'istituto, ma anche ai sui collaboratori, precisa oggi la BKB. L'importo della multa inciderà sui conti semestrali di fine giugno.
Tuttavia, la performance dovrebbe essere analoga al risultato ottenuto nei primi sei mesi dell'anno scorso, grazie alla vendita della partecipazione nella società di servizi di investimento e di previdenza Swisscanto, ceduta alla Banca cantonale di Zurigo (ZKB). L'importo unico è stato pari a 35,8 milioni di franchi.
Prima dell'istituto basilese, anche UBS aveva risolto nel 2014 un importante contenzioso fiscale con la Germania pagando 300 milioni di euro (364,5 milioni al cambio in vigore in quel momento). Nel 2011, Credit Suisse e Julius Baer avevano fatto lo stesso versando rispettivamente 150 e 50 milioni di euro.