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I tipi di terapia ormonale sostitutiva utilizzati variano ampiamente nei vecchi studi epidemiologici in studi caso-controllo e di coorte. L'aumento del rischio attribuito alla prescrizione di solo estrogeni corrisponde a solo lo 0,6 per 1000 donne per 5 anni di utilizzo. Sotto E + P il rischio non subisce variazioni significative. Evidenza scientifica IIB, III.
Delle precedenti meta-analisi arrivano alla stessa conclusione. Evidenza scientifica III.
L'unico studio randomizzato controllato (WHI) fino ad oggi presenta solo dei dati relativi alla somministrazione di CEE + MPA. Il rischio relativo aumenta in modo irrilevante a 1,58 dopo 5,6 anni, e a 1,24 (non significativo) dopo un cumulativo di follow-up di 13 anni (fase d'intervento più fase post-intervento). L'aumento del rischio di carcinoma ovarico attribuito alla TOS descritto nel WHI è di 0,75 donne per 1000 per 5 anni di utilizzazione (non significativa) o 0,25 donne all'anno. Evidenza scientifica Ib.
Nel Collaborative Group on Epidemiological Studies of Ovarian Cancer, il rischio per le donne di età compresa tra 60-64 anni è più basso rispetto a quelli di età compresa tra 50 -54. Per quest'ultimo gruppo, un rischio assoluto di circa 1 a 10 000 donne anno di utilizzo può essere calcolato con un tasso di base di 1.2 per 1000 donne per 5 anni e un rischio assoluto 0.55 per 1000 donne per 5 anni. Evidenza scientifica III.
Il ricalcolo avanzato dei dati nel Collaborative Group on Epidemiological Studies of Ovarian Cancer indica un aumento dell'incidenza del carcinoma dell'ovaio aggiuntivi 0,12 casi per 1.000 donne per anno, e il tasso di mortalità si situa tra 0,18 e 0,12 casi per 1.000 donne per anno.Tuttavia, questa analisi ha diversi notevoli difetti di plausibilità a causa di dati carenti su importanti fattori di influenza presenti in alcuni studi utilizzati per l'analisi. Evidenza scientifica III.
Leggenda
WHI Trial: Women's Health Initiative Trial (Studie)
DOPS: Danish Osteoporis Study
NHS: Nurses' Health Study
UGPD: UK General Practice Research Database
BCDDP: Breast Cancer Detection Demonstration Project
Classificazione dei livelli di evidenza. Ia Prove a partire da meta-analisi contenenti diversi studi clinici randomizzati controllati. Ib Prove da almeno uno studio controllato randomizzato. IIa Prove da almeno uno studio controllato, ben progettato e monitorato, ma senza randomizzazione. IIb Prove da almeno uno studio ben concepito, di un altro tipo, quasi sperimentale. III Prove da studi osservazionali, ben progettati, non sperimentali, come ad esempio studi comparativi, studi caso-controllo o serie di casi. IV Prove a partire da perizie o secondo le opinioni e/o l'esperienza clinica di specialisti riconosciuti.
Gradazione delle raccomandazioni
A Nella letteratura, che deve essere globalmente di buona qualità e consistenza, esiste almeno un studio randomizzato controllato che affronta la raccomandazione in questione (livello di evidenza Ia,Ib) B L'oggetto della raccomandazioni viene elaborato in studi clinici controllati, ben disegnati, ma non randomizzati (livello di evidenza IIa, IIb, III) C Esistono prove fornite da rapporti o da opinioni di gruppi di esperti e/o da esperienza clinica di esperti riconosciuti. Tuttavia non ci sono buoni studi clinici che trattano l'argomento (livello di evidenza IV) Il punto di buone pratiche" ("Good Practice Point ") Il trattamento di scelta consigliato dall'esperienza clinica di un gruppo di esperti che hanno redatto attreverso un documento una direttiva scritta.