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Nel suo rapporto semestrale al Congresso la Fed evidenzia le problematiche portate dalla crisi del coronavirus, che ha già visto la banca centrale statunitense andare ben oltre quanto fatto nel 2008.
Non è un quadro ottimista quello dipinto dalla Federal reserve (Fed) in merito alla ripresa dal coronavirus, con un percorso "fortemente incerto" per il ritorno a una crescita costante e a un mercato del lavoro in salute. Nel rapporto semestrale di politica monetaria al Congresso la Fed spiega che "l'attività economica globale nella prima metà dell'anno ha subito una forte e sincronizzata contrazione, maggiore di quella della crisi finanziaria globale" del 2008/09. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, "la strada da percorrere è straordinariamente incerta".
La Fed è intervenuta per limitare le ricadute sui mercati finanziari con l'acquisto di quantità illimitate di titoli di Stato e con programmi di prestiti d'emergenza che sono andati ben oltre quanto fatto in risposta alla crisi finanziaria del 2008. Tuttavia le condizioni di prestito sono rimaste rigide per le famiglie e permangono rischi per il sistema bancario, secondo la Fed. Infatti, si legge nel rapporto, "le vulnerabilità del settore finanziario dovrebbero essere significative nel prossimo futuro" e "le tensioni sui bilanci delle famiglie e delle imprese dovute agli shock economici e finanziari a partire da marzo creeranno probabilmente fragilità persistenti".