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Il fabbricante di macchine da taglio Zünd Systemtechnik ha assistito alla drastica riduzione delle proprie commesse conseguentemente al rialzo del franco. Il suo direttore Mike Zünd spiega la serie di misure che gli ha permesso di porre rimedio a questa situazione.
L'azienda famigliare Zünd Systemtechnik fa parte dei leader mondiali nel campo delle macchine da taglio in piano. Fondata da Karl Zünd nel 1984, non ha mai cessato di ampliare i propri mercati e realizza ad oggi la quasi totalità della sua cifra d'affari all'estero. Con sede nel comune di Altstätten, non lontano da San Gallo, l'azienda conta 140 impiegati in Svizzera, 20 negli Stati Uniti e 6 ad Hong Kong. Mike Zünd a ripreso la direzione della società con suo fratello Oliver due anni fa, dopo avervi lavorato durante più di 10 anni.
Come si differenziano le vostre macchine da taglio da quelle dei vostri concorrenti?
Mike Zünd: I nostri prodotti si situano nel settore dell'alta gamma. A livello mondiale esistono solo poche altre marche paragonabili alla nostra, e non provengono dalla Svizzera. La maggior parte dei prodotti delle restanti marche costano tra il 20% ed il 30% in meno. I nostri piani da taglio si caratterizzano per la loro qualità, precisione e polivalenza. Si tratta di macchine numeriche capaci di tagliare qualunque tipologia di materiale. La metà della nostra cifra d'affari proviene dall'industria grafica, il 15% dalle industrie del cuoio e tessile, il 10% dall'industria dell'imballaggio, il resto da diversi mercati di nicchia.
Nel grande momento del numerico, come va la domanda da parte dell'industria grafica?
Zünd: Sorprendentemente bene. Approfittiamo del cambiamento paradigmatico che conosce attualmente questa industria: l'arrivo in forze dei nuovi sistemi di stampa numerici. Questi permettono di stampare in modo molto più flessibile e rapido rispetto alle macchine tradizionali, su diversi tipi di supporti. Questa tendenza si accompagna ad un aumento della domanda per il taglio di supporti stampati, come i cartoni pubblicitari a forma di giocatori di calcio che vediamo in mostra nei supermercati. Al giorno d'oggi una pubblicità rettangolare non è più sufficiente.
Qual è la parte di cifra d'affari che realizzate all'estero?
Zünd: La quasi totalità, il 96%. Esportiamo circa il 60% della nostra produzione in Europa, in particolare verso la Germania, l'Italia, la Francia e l'Inghilterra. Il 22% circa si dirige verso il continente americano, il 16% verso l'Asia e il 2% verso il Sud Africa, l'Australia e la Nuova Zelanda. Stiamo inoltre per aprire una succursale a Bangalore, in India, un mercato promettente.
In quale misura avete risentito del rialzo del franco svizzero sulla vostra attività?
Zünd: In maniera molto forte. Abbiamo rapidamente perso contratti in favore della concorrenza. Dal settembre 2011 gli introiti delle ordinazioni sono diminuiti sensibilmente. Il fatto che i nostri prodotti facessero già parte dei più cari sul mercato, prima della crisi, non ci ha aiutato. La maggior parte dei nostri costi sono in franchi svizzeri. Ci riforniamo relativamente poco al di fuori del paese.
Come avete reagito a questa crisi?
Zünd: Abbiamo innanzi tutto offerto un ulteriore ribasso ai nostri distributori. I nostri margini, certamente, si sono ridotti, ma questo ci ha permesso di ristabilire il volume delle nostre vendite. Inoltre abbiamo convocato tutti i nostri fornitori svizzeri per negoziare una riduzione di prezzo. Ne è valsa la pena di compiere questo sforzo, dato che hanno capito la nostra situazione e ci hanno proposto una riduzione temporanea, da settembre 2011 a marzo 2012. Da ultimo, abbiamo intrapreso un programma di diminuzione duratura dei costi di fabbricazione. L'ottimizzazione di alcuni procedimenti ha permesso di ridurre le nostre spese dal 7% all'8%. Il tempo impiegato in questi miglioramenti sarebbe normalmente stato investito nella messa a punto di nuovi macchinari. In questo senso, la crisi del franco forte ha un po' frenato lo sviluppo di determinati prodotti.
Siete soddisfatti del corso attuale di CHF 1,20?
Zünd: Al momento possiamo vivere con questo tasso di cambio, sebbene i nostri margini siano ridotti rispetto alla situazione precedente. Perlomeno il corso si è stabilizzato e ciò permette sia a noi che hai nostri distributori di fare una pianificazione. Da questo punto di vista l'intervento della Banca nazionale svizzera porta i suoi frutti. Ad ogni modo la situazione diverrebbe catastrofica se il corso precipitasse a CHF 1,10.
Come vede l'avvenire di Zünd Systemtechnik?
Zünd: Prima di tutto continueremo a diversificarci al di fuori dell'Europa per poter ridurre i rischi geografici, focalizzandoci sul continente americano e sull'Asia. Vogliamo inoltre rinforzare la presenza dei nostri prodotti su mercati di nicchia quali il taglio del carbone o anche l'industria elettronica.