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DAVOS (GR) - Il presidente USA Donald Trump vuole negoziare un accordo di libero scambio con la Svizzera. Oggi è venuto a Davos (GR) con questo messaggio per la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, ha detto davanti ai media. Ma le discussioni sono ancora esplorative. L'inquilino della Casa Bianca ha anche dichiarato di ritenere che la Svizzera abbia contribuito a ridurre la tensione con Teheran.
«Mi piacerebbe avere un accordo di libero scambio con la Svizzera», ha detto Trump ai media, essenzialmente svizzeri e statunitensi, a margine del Forum economico mondiale (WEF), prima dell'incontro delle due delegazioni. «Vediamo cosa possiamo fare», ha affermato, aggiungendo che i due Paesi stanno lavorando anche su altre questioni.
Per la Svizzera «la garanzia della certezza del diritto» è importante in questa discussione, ha dichiarato dal canto suo Sommaruga alla stampa alla fine dell'incontro bilaterale. Abbiamo avuto una discussione «molto aperta» che è durata più del previsto, ha aggiunto.
Dato che le discussioni tra Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, direttrice della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), e il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Robert Lightheizer sono ancora in fase esplorativa, è difficile prevedere la forma dell'accordo. «Hanno molte idee», ha detto Sommaruga. Tutto è aperto, soprattutto su temi come il commercio elettronico. Alcuni punti di vista richiedono una conciliazione, ha ammesso.
Il presidente degli Usa aveva già dato segnali positivi al predecessore di Sommaruga, Ueli Maurer, lo scorso maggio, come aveva detto lo stesso consigliere federale. Ma il presidente dell'Unione svizzera dei contadini Markus Ritter aveva però manifestato scetticismo sulla possibilità di raggiungere rapidamente un accordo a causa della questione agricola.
Il governo statunitense sa che non è possibile un mercato completamente libero in questo settore, ritiene la delegazione elvetica. Attualmente la situazione è piuttosto favorevole alla Svizzera per quanto riguarda le merci, ma il contrario è vero per quanto riguarda i servizi e la proprietà intellettuale.
I rapporti con l'Iran - Su un'altra questione Trump ha «ringraziato espressamente la Svizzera» per il suo mandato di potenza protettrice in Iran, ha riferito Sommaruga. «Ha constatato che ciò ha contribuito alla recente diminuzione della tensione» tra Washington e Teheran dopo l'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. «Abbiamo fiducia al 100% nella Svizzera», avrebbe anche detto il presidente degli Stati Uniti secondo Sommaruga.
A causa di questa crisi e dell'abbattimento dell'aereo ucraino in Iran, il capo della diplomazia di Teheran Mohammad Javad Zarif ha deciso di non venire a Davos. Ma Berna vuole andare oltre ed è pronta a contribuire a una soluzione a più lungo termine, ha affermato Sommaruga. A brevissimo termine mira a stabilire un canale di pagamento per beni umanitari: uno scenario che Trump ha ritenuto in linea con la visione della Svizzera.
La questione climatica - Secondo Sommaruga, ci sono invece posizioni chiaramente divergenti sulla questione climatica, anche se si possono trovare punti condivisi. È stata la presidente della Confederazione a volere che questo tema fosse all'ordine del giorno dell'incontro. Sommaruga ha deplorato il ritiro americano dall'accordo di Parigi: una dichiarazione alla quale Trump ha risposto di non essere contrario al clima, ma all'accordo.
Questi diversi punti di vista erano chiari già nei discorsi dei due presidenti prima del WEF. Sommaruga ha chiesto di agire di fronte a «un mondo in fiamme», mentre Trump ha preso di mira i «pessimisti». Il presidente degli Stati Uniti si è però mostrato curioso durante l'incontro sulle questioni energetiche in Svizzera. E ama «l'energia idroelettrica», ha affermato la presidente della Confederazione.
La diversità elvetica - Sommaruga ha poi spiegato al suo interlocutore la «diversità» della Svizzera che si riflette nella composizione linguistica del Consiglio federale. Ha fatto anche riferimento alla presidenza di turno, che è detenuta da «uomini e donne». «Very good» (molto bene), ha replicato il presidente statunitense.
All'incontro bilaterale, da parte svizzera oltre a Sommaruga hanno partecipato anche i consiglieri federali Guy Parmelin (economia), Ueli Maurer (finanze) e Ignazio Cassis (esteri).