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Hai già iniziato il tuo shopping natalizio? È risaputo... ci sono due categorie di persone: quelli che lo iniziano a gennaio e quelli alla vigilia di Natale.
In alcune famiglie, la zia “Paola” è sempre stata una delle prime acquirenti. I suoi regali sono sempre scelti con cura ed i nipotini ogni anno sono felici di scartare i pacchetti da lei amorevolmente incartati.
Poi, ci sono anche gli zii “Ale". Simpatici e gentili, ma i cui regali sono stati ovviamente comprati al distributore di benzina in fondo alla strada dalla stazione di servizio più vicina: gadget tanto kitsch quanto inutili o magliette invernali della taglia sbagliata. Regali che vengono portati frettolosamente al negozio dell'usato...
Perché ti diciamo tutto questo? Semplice, probabilmente tra i sostenitori e gli amici di Compassion che hanno ricevuto l'invito a partecipare alla grande azione di dare regali di Natale a 2,2 milioni di bambini svantaggiati nel Sud, alcuni possono essersi chiesti: "Perché così presto?
Vuoi davvero saperlo? Beh, perché il personale degli 8.000 centri di Compassion in tutto il mondo fa davvero la spesa come zia “Paola”!
Unisciti ad un gruppo di volontari e al personale Compassion in una visita guidata per lo shopping natalizio in El Salvador e Tanzania.
Donna Mangindaan e Injilia Mundung (al centro e a destra) controllano una lista della spesa per assicurarsi che 15 madri di neonati iscritte al programma di sopravvivenza ricevano regali di Natale adeguati.
Fai una lista e controllala due volte
Il giorno in cui alcuni volontari di un centro in El Salvador sono arrivati al centro commerciale, c’era euforia nell’aria. Ognuno aveva una lista dei bambini di cui era responsabile. Accanto al nome di ogni bambino c'erano delle note scarabocchiate, raccolte dopo aver passato del tempo insieme, settimana dopo settimana. A questo bambino piacciono i camion giocattolo. Questo ha bisogno di un nuovo paio di scarpe, taglia 34. Un'adolescente ha bisogno di materiale scolastico per preparare gli esami di ammissione, ecc.
L’eccitazione della squadra, tangibile ovunque, confermava ancora una volta che ogni bambino sulla loro lista era profondamente amato. Il regalo di Natale era solo un altro esempio di questo amore.
Ogni dono avrebbe detto a un bambino che conosce la povertà: "Ti vedo, ti conosco e sei importante".
La gioia di questa piccolo team era contagiosa. I negozianti sorridevano e scherzavano con loro. Colpiva anche il fatto che lo stesso shopping natalizio stava sostenendo allo stesso tempo l'economia locale. Compassion aiuta a tenere aperti alcuni negozi. Inoltre, alcuni degli stessi negozianti erano probabilmente le zie e gli zii, o addirittura i genitori, dei bambini per i quali facevamo acquisti.
Quel giorno, persone instancabili hanno passato l’intero pomeriggio a cercare regali utili e significativi per quei bambini a cui già tenevano tanto. Tutti si sono uniti, negozianti compresi per far sentire i bambini amati.
A caccia di tesori
Altro paese, altro ambiente, in un centro Compassion in Tanzania. Lontano dal trambusto delle città e dei mercati, un gruppo di bambini agitati cercava di restare in fila davanti ai loro insegnanti, tutori e responsabili. Alcune donne tenevano un lungo nastro per fare delle misure. Una volta steso sulle braccia e sulle gambe dei bambini misuravano la circonferenza delle piccole testoline, prima di rimandare i bambini ridenti a giocare.
Non c'era nessun mercato nelle vicinanze. I preparativi per lo shopping natalizio sono diversi in questa realtà, più elaborati e complessi, qui si inizia mesi prima per essere pronti per il Natale. Le donne annotavano attentamente ogni misura. Poi andavano dai sarti locali per aiutarli a fare vestiti di qualità per i bambini. Un piccolo gruppo invece, faceva un lungo viaggio in città per comprare piccoli giocattoli e dolci.
Solo mesi dopo, il centro riceveva i vestiti per i bambini, ordinatamente etichettati. Il passo successivo riguardava impacchettare ogni regalo a mano. Tutto era ben pensato: dai pantaloni cuciti un pò più lunghi per adattarsi alla crescita dei bambini, ai nastri resistenti e alla carta da regalo che le madri potevano riutilizzare.
In Uganda, per esempio, Marta distribuisce regali ai bambini ricolmi di gioia.
Con ogni indumento cucito meticolosamente, ogni regalo incartato in modo colorato, insieme diciamo a un bambino che vive in povertà: Tu sei importante. Ci preoccupiamo per te!
Ora probabilmente capisci perché facciamo il nostro "shopping natalizio" così presto a Compassion! Vogliamo dare ai nostri volontari e al personale di tutto il mondo il tempo necessario per fare le loro liste, misurare i bambini e fare acquisti.