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La mitica discesa del Lauberhorn ritorna ai fasti mondiali questo fine settimana, sotto lo sguardo benevolo delle cime dell'Eiger, Mönch e Jungfrau.
Ad un mese dalle Olimpiadi invernali, sono ancora molti gli sciatori svizzeri che si devono qualificare per i Giochi di Torino: questa è una delle occasioni più importanti.
«Questa discesa è stata creata da dio, le altre dai mezzi battipista». Una battuta rilasciata l'anno scorso a swissinfo da Karl Molitor, vera leggenda del Lauberhorn, che vinse la discesa libera per ben sei volte tra il 1939 e il 1947 e lo slalom di Wengen cinque volte.
Un nome, Lauberhorn, che è tra i più conosciuti anche fuori dal circolo degli appassionati di sci: con i suoi 4465 metri di lunghezza e 1028 di dislivello, la pista presenta diversi passaggi impressionanti: dalla «testa di cane», al ponte, al salto finale, che costò la vita all'austriaco Reinstadler nel 1991.
Appuntamento storico
Questa corsa era stata creata negli anni '30 per stabilire chi fossero i migliori sciatori di Wengen: gli ufficiali inglesi che affollavano la stazione bernese o gli indigeni.
Oggi è un appuntamento imprescindibile della stagione di Coppa del mondo di sci per i migliori atleti in assoluto, e in particolare quest'anno servirà come banco di prova per diversi svizzeri che devono ancora strappare una qualificazione ai Giochi olimpici di Torino.
Ambrosi Hoffman, Tobias Grünenfelder, Bruno Kernen e Didier Défago hanno le carte in regola, secondo Swiss Olympic, per quanto riguarda la prima parte della stagione, ma devono ancora esibire un buon risultato in gennaio.
Margine di manovra
«I criteri che abbiamo stabilito in accordo con Swiss Ski sono chiari, ma la commissione di selezione avrà un certo margine di manovra per interpretare i risultati nell'interesse degli atleti», spiega Werner Augsburger.
Membro di Swiss Olympic e capo della missione a Torino, Augsburger è ottimista: «Ci sono delle possibilità per gli svizzeri di qualificarsi a Wengen, ma anche a Kitzbühel, Schladming o Garmisch. E poi stiamo discutendo l'eventualità di spostare il giudizio fino ad inizio febbraio, per alcuni atleti.»
Per quanto riguarda gli uomini, Marc Wälti, il responsabile della comunicazione di Swiss-Ski, ritiene che il punto forte sono le gare di velocità, mentre le discipline tecniche sono il punto debole degli svizzeri.
«La fase di qualificazione dura ancora fino a fine gennaio, inizio febbraio. Abbiamo dunque ancora abbastanza gare per fare buoni risultati».
Più di ventimila appassionati
Il Lauberhorn è la prima di queste possibilità. Come ogni anno, la gara sarà seguita ai bordi della pista e all'arrivo da più di ventimila appassionati del circo bianco, che daranno un tocco speciale a questa grande classica.
Da notare che tra le donne sono soprattutto Nadia Styger, Fraenzi Aufdenblatten e Sylviane Berthod ad avere le maggiori chance di staccare un biglietto per Torino. Le possibilità di Sonja Nef sono invece più ridotte.
swissinfo, Mathias Froidevaux
traduzione, Raffaella Rossello
Fatti e cifre
La pista del Lauberhorn (4,5 chilometri) è la più lunga tra quelle della Coppa del mondo.
Ogni anno circa 25'000 persone seguono le discese che si svolgono ai piedi del massiccio dell'Eiger, Mönch e Jungfrau.
L'indotto economico per la regione è stimato a 9 milioni di franchi.
L'ultimo sciatore svizzero ad imporsi su questa pista è stato Bruno Kernen nel 2003.
In breve
I criteri di selezione degli sciatori svizzeri per le Olimpiadi invernali di Torino del febbraio prossimo sono stati stabiliti da Swiss Olympic e Swiss Ski.
Per qualificarsi è necessario almeno un piazzamento tra i primi sette ed uno tra i primi 15 in una gara di Coppa del mondo.
Finora, per quanto concerne gli uomini, solo Ambrosi Hoffmann, Tobias Grünenfelder, Didier Defago e Bruno Kernen hanno soddisfatto questi criteri.
Rimangono ancora da disputare le discese di Kitzbühel, Schladming e Garmisch. Il limite ufficiale per la selezione è stato fissato al 30 gennaio.