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Sì all'utilizzo per scopi scientifici degli embrioni umani in eccesso prodotti con la fecodazione in vitro, no invece alla loro produzione specifica e alla clonazione terapeutica. È questa la posizione espressa giovedì dall'Accademia svizzera di scienze morali e sociali (ASSM).Questo contenuto è stato pubblicato il 30 agosto 2001 - 12:13
L'ASSM esprime la propria linea di condotta sull'utilizzo delle cellule staminali dette adulte. L'associazione riconosce loro un enorme potenziale terapeutico per la cura delle malattie degenerative del sistema nervoso quali il morbo di Parkinson, l'Alzheimer, la sclerosi a placche e l'osteoporosi.
Il mondo della ricerca deve però concentrare gli sforzi sulle cellule di embrioni non più utilizzati per la fecondazione in vitro e su quelle staminali presenti nel cordone ombelicale dei nascituri. L'Accademia è inoltre d'accordo per prelevare le cellule dei feti dopo un aborto medico.
Le tecniche di produzione degli embrioni e l'utilizzazione dell'ovulo non fecondato a fini terapeutici devono invece essere respinte. Questi procedimenti strumentalizzano la vita umana e non sono accettabili sul piano etico, sottolinea l'ASSM.
L'Accademia ricorda al mondo scientifico il rispetto dell'integrità fisica del donatore e vieta l'utilizzo a scopi commerciali dei tessuti prelevati. Aggiunge inoltre che le posizioni della sua Commissione centrale di etica (CCE) si basano sulle attuali conoscenze e non devono quindi essere considerate definitive.
swissinfo e agenzie
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