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Numerose abitazioni sono rimaste sotto il fango dopo che delle forti piogge hanno causato un'alluvione e degli smottamenti
KINSHASA - «Il muro è crollato mentre dormivano». Nella capitale della Repubblica Democratica del Congo più di 120 persone hanno perso la vita dopo che delle forti piogge hanno causato un'alluvione improvvisa e degli smottamenti. La tragedia ha colpito anche un'arteria principale di Kinshasa, paralizzando così la città di 15 milioni di abitanti.
Le inondazioni sono avvenute nella notte tra lunedì e martedì e hanno colpito una decina di quartieri che si trovano soprattutto in zone collinari. Diverse case sono state inondate o portate via dalla corrente. In una testimonianza raccolta da Afp, un sopravvissuto racconta di essersi svegliato nel mezzo della notte con l'acqua alle caviglie. «Abbiamo preso dei secchi e buttato l'acqua fuori. La situazione sembrava tranquilla e siamo tornati a dormire. Ma proprio in quel momento il muro è crollato».
Secondo le autorità cittadine, al momento le morti causate dall'alluvione sono più di 120, ma i soccorritori continuano a scavare a scavare nel fango. A causa di una fortissima crescita della popolazione negli ultimi decenni, da poco più di 100mila abitanti negli anni Cinquanta, a più di 15 milioni oggi, la città oggi soffre di una cattiva gestione degli impianti idrici e dell'edilizia. Molte delle abitazioni toccate sono state costruite su terreni soggetti a frane e, in diversi casi, abusivamente.
Il governo ha indetto un lutto nazionale di tre giorni.