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Nel corso delle attività dedicate alla Giornata della Memoria, l'atis e la comunità armena mette a disposizione delle scuole un'esposizione dal titolo «Armin Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915. Immagini e testimonianze».
I pannelli dell'esposizione possono essere scaricati in bassa risoluzione in calce alla pagina.
Armin Theophil Wegner (Elberfeld, 16 ottobre 1886 – Roma, 17 maggio 1978) è stato un militare paramedico tedesco nella Prima guerra mondiale, un autore prolifico e attivista per i diritti umani. Stanziato nell’Impero ottomano durante la Prima guerra mondiale, Wegner è stato un testimone del genocidio del popolo armeno e le fotografie da lui prese documentano la drammatica situazione degli Armeni e, oggi, rappresentano il nucleo della testimonianza delle immagini del genocidio.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, Wegner si arruola come infermiere volontario in Polonia e viene insignito della Croce di ferro. Nell'aprile del 1915, a seguito dell'alleanza militare tra la Germania e la Turchia, è inviato in Medio Oriente come membro del servizio sanitario tedesco. Tra il luglio e l'agosto utilizza i periodi di permesso per indagare intorno alle voci che gli erano giunte da più parti sui massacri degli Armeni. Nell'autunno dello stesso anno attraversa l'Asia Minore.
Eludendo le ferree ordinanze e i divieti delle autorità turche e tedesche (tese ad impedire la diffusione di notizie, informazioni, corrispondenza, immagini), l'ufficiale raccoglie appunti, notazioni, documenti, lettere e scatta centinaia di fotografie nei campi di deportazione degli Armeni. Tramite i consolati e le ambasciate di altri Paesi riesce a far giungere parte del materiale in Germania e negli Stati Uniti.
Breve documentario in tedesco su Armin Wegner
Negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, Wegner ha anche manifestato la propria opposizione, a rischio della propria vita, alle politiche anti-semitiche dei nazisti. Nel 1933, scrisse un appassionato appello ad Adolf Hitler a nome degli ebrei residenti in Germania.
Per la sua attività d'oppositore al regime hitleriano, è stato perseguitato dai nazisti e, per il suo impegno, riconosciuto nel memoriale Yad Vashem quale uno dei Giusti tra le nazioni.
Intervista di Misha Wegner sulla figura del padre: