Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/258940

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><ol><li>Riconosce i problemi che possono sorgere per gli istituti del settore ERI, e quindi per la piazza economica svizzera, in caso di finanziamenti insufficienti?</li><li>Riconosce la possibilità di evitare tagli delle attività formative e di ricerca grazie a un finanziamento aggiuntivo temporaneo del settore ERI da parte dei Cantoni con maggiori mezzi finanziari?</li><li>È disposto ad avviare trattative con i Cantoni per elaborare modelli di contributi cantonali aggiuntivi tra il 2025 e il 2028?</li><li>Per i Cantoni che assumono impegni finanziari aggiuntivi nel settore ERI tra il 2025 e il 2028 o anche dopo (in misura ancora da definire), estendere oltre i sei anni la validità della chiave di ripartizione del gettito supplementare dovuto all’imposizione minima dell’OCSE potrebbe essere una compensazione accettabile?</li><li>Il Consiglio federale vede altre strategie per evitare i tagli paventati dagli istituti del settore ERI?</li></ol><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tra giugno e settembre 2023 il Consiglio federale ha svolto la consultazione concernente la promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione negli anni&nbsp;2025–2028 (messaggio ERI 2025–2028). Il volume finanziario si basa sui tassi di crescita e sul limite di spesa per i decreti di finanziamento pluriennali dei vari settori di compiti stabiliti dal Consiglio federale nel marzo 2023.</p><p>1 e 5: nel progetto posto in consultazione per il periodo 2025–2028 il Consiglio federale ha previsto 29,7&nbsp;miliardi di franchi di uscite, ossia circa 1,8&nbsp;miliardi in più rispetto al precedente periodo ERI. Tuttavia, ha sottolineato che la situazione finanziaria rimane difficile; i 29,7&nbsp;miliardi rappresentano quindi un limite massimo, che può essere raggiunto solo se le prescrizioni del freno all’indebitamento lo consentono. L’Esecutivo ha inoltre già indicato che ci si aspetta un maggiore impegno finanziario da parte dei Cantoni.</p><p>2 e 3: la ripartizione delle competenze nel settore ERI è regolata dal diritto costituzionale. Il Consiglio federale ha la competenza di promuovere la ricerca e l’innovazione, mentre nel settore dell’educazione è previsto un finanziamento congiunto, anche se la responsabilità principale spetta ai Cantoni. La Confederazione finanzia interamente il settore dei PF e la Scuola universitaria federale per la formazione professionale (SUFFP), e versa la maggior parte dei contributi pubblici per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione. Partecipa invece in modo sussidiario al finanziamento della formazione professionale, delle università cantonali e delle scuole universitarie professionali, partecipazione definita nelle leggi speciali. La Confederazione fa fronte agli obblighi finanziari che ne derivano con i fondi stanziati per il periodo 2025–2028.</p><p>Il finanziamento da parte dei Cantoni può certamente essere aumentato, tanto più che questi ultimi fungono da enti gestori di molti istituti formativi e detengono perciò la responsabilità principale. Tuttavia, la Confederazione non può né chiedere né negoziare una partecipazione più elevata, dato che ciò sarebbe contrario all’autonomia finanziaria dei Cantoni (art.&nbsp;47 cpv.&nbsp;2 Cost.).</p><p>4: la modifica costituzionale relativa all’imposizione minima dell’OCSE conferisce al Consiglio federale la competenza di emanare le norme di attuazione tramite ordinanza fino a quando non sarà disponibile una legge. Le disposizioni transitorie ancorate nella Costituzione federale contengono i punti essenziali dell’ordinanza di durata limitata, anche per quanto riguarda la distribuzione dei ricavi dell’imposta complementare. Al momento l’ordinanza è in fase di elaborazione, e il messaggio per la futura legge federale deve essere presentato al Parlamento entro 6&nbsp;anni dall’entrata in vigore dell’ordinanza.</p><p>Il Consiglio federale ritiene prematuro prendere decisioni riguardo alla legislazione futura ancora prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza transitoria e senza tenere conto dell’esperienza acquisita con l’attuazione di quest’ultima.</p>