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I discendenti degli allevatori svizzeri pionieri nella baia della California, sono all'avanguardia nell'aiutare il movimento per una agricoltura sostenibile che sta compiendo i primi passi nello stato americano.
La crescente popolarità della produzione biologica e locale, è particolarmente evidente al mercato dei contadini della contea di Marin a San Rafael, località a nord di San Francisco. Circa diecimila persone – tre volte tanto rispetto soltanto a qualche anno fa – comprano regolarmente i loro prodotti, formaggio e pane ogni domenica.
Gran parte di questo successo è legato alla vicinanza del mercato di San Rafael ad alcuni fornitori, le cui fattorie punteggiano le colline, situate al nord della città. Questo paesaggio fu la meta di molti svizzero italiani che, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, avviarono la produzione casearia fino a diventare i maggiori produttori di burro e formaggi, destinati prevalentemente alla fascia borghese della popolazione di San Francisco.
Secondo un censimento che risale al 1890, nella contea l'immigrazione svizzera era seconda solo a quella irlandese. E oggi i discendenti dei pionieri svizzero italiani non solo controllano un terzo della terra agricola della contea di Marin, ma sono anche in prima linea nella preservazione di queste terre.
La diffusa e disordinata cementificazione, associata al desiderio di conservare il patrimonio agricolo, indusse molti agricoltori locali a sostenere nel 1980 la fondazione del Marin Agricultural Land Trust (MALT), un organismo d'avanguardia per lo sviluppo e il finanziamento delle attività agroalimentari.
Tra i suoi fondatori c'era anche Ralph Grossi, il cui nonno Domenico – che giunse in queste terre nel 1892 – seppe risparmiare denaro a sufficienza per acquistare, nel 1917, il ranch in cui oggi vivono Ralph e i suoi fratelli.
Radici profonde
«Io insieme ad altri, avevamo una forte convinzione: se avessimo protetto la terra, altri contadini ci avrebbero seguito in questa missione». Sono le parole di Ralph che ricorda, nella sua descrizione, l'importanza delle profonde radici che le famiglie svizzere hanno in questo angolo di mondo e lo straordinario potenziale di vendere ciò che cresce dalla terra, alla vasta popolazione della Baia di San Francisco.
Allo scopo di proteggere le terre agricole dalla parcellizzazione o dall'insediamento di attività non agricole, il MALT acquista le cosiddette «agricultural conservation easements», un concetto analogo a quello della servitù prediale che regolamenta il diritto d'uso di fondi donati da privati, dei soldi pubblici e dei sussidi. La proprietà dei terreni rimane in mani private.
In questo modo l'organizzazione non-profit afferma di aver preservato 40,500 acri di terre (più di 160 chilometri quadrati), cifra che rappresenta più di un terzo di tutte le terre coltivabili della contea.
Una fattoria che rinasce
Siccome al momento della fondazione del MALT gli ambientalisti furono subito coinvolti, nell'intera regione l'agricoltura biologica è molto di più di una parola alla moda, basti vedere come viene gestito il ranch di Sally e Mike Gale. Nella metà degli anni Novanta, la coppia decise di lasciare due buoni posti di lavoro e una vita agiata nelle Hawaii, per rilevare la fattoria che l'antenata ticinese di Sally, una Martinoia di Cevio (in valle Maggia), acquistò nel 1862.
«L'unico fertilizzante che usiamo è lo sterco di mucca», afferma senza peli sulla lingua Sally. Quando lei e il suo compagno giunsero al ranch, dovettero interamente ricostruire l'edificio diroccato, costruito in stile italiano. Ripristinarono il letto del torrente che fluisce attraverso la proprietà, piantando alberi locali lungo i bordi. L'accesso del bestiame al fiume fu delimitato attraverso un sistema di recinsioni.
Gestire una fattoria per la produzione del latte costa però molta fatica e Sally non è riuscita a fare quadrare i conti; ma tutto quanto ha potuto presevare viene oggi concentrato in mercati di nicchia, con la produzione di formaggio e altri prodotti. «Ci troviamo certamente in uno stato di transizione – osserva Sally –, molti dei nostri vicini si sono convertiti alla produzione di foraggio, mentre il biologico sta crescendo».
La terra come patrimonio
Di ritorno nel ranch Grossi, Ralph ci conduce alla cima di un pascolo per mostrare l'estensione della proprietà. Nascosta dietro alla collina, ad una distanza approssimativa di tre miglia via, c'è una zona residenziale, proprio sul confine nord dell'area urbana in espansione che il MALT e i suoi associati stanno tentando di fermare.
Ralph Grossi spiega che i gruppi ambientalisti sono determinati a lottare per garantire la permanenza e la sopravvivenza dei ranch, caratterizzati dall'alta coscienza ambientale dei proprietari, in una zona particolarmente sensibile per la sua vicinanza con San Francisco e Tomales Bays. Ad ogni modo gli agricoltori come Ralph hanno altri motivi per restare e salvaguardare la tradizione agricola.
«Mio nonno – racconta Ralph - fece promettere ai propri figli che non avrebbero mai ipotecato la loro terra. Pagò in contanti tutte le fattorie che acquistò nelle contee di Marin e Sonoma. Uno dei valori che ci ha trasmesso profondamente, è che la terra è il nostro patrimonio, per il quale i nostri antenati hanno lavorato sodo».
Dale Bechtel, Contea di Marin, California, swissinfo.ch
(traduzione e adattamento dall'inglese di Françoise Gehring)
La storia
Dagli anni 1860 fino agli anni 1890, i caseifici della contea di Marin erano i maggiori fornitori di burro e formaggio destinati alla popolazione di San Francisco. Il burro prodotto nei caseifici situati attorno a Punto Reyes, era rinomato per la qualità più alta nello stato.
Stando a un censimento del 1890, nella contea di Marin i residenti nati in Svizzera (165) erano secondi per numero solo agli irlandesi (320). Ma, secondo fonti storiche locali, furono gli svizzeri insieme ad immigranti portoghesi ad avere avviato l'attività casearia.
Gli svizzeri si insediarono nella California settentrionale a partire dalla fine del XIX secolo. Un giornale del 1888, custodito negli archivi del Museo di storia di Marin, parla di una giornata di gala - «Swiss celebration» - a cui presero parte più di mille persone.
Notabili e personalità di spicco dell'epoca residenti a San Francisco e dintorni giunsero alla festa con il treno per tenere e ascoltare dei discorsi. Un corteo di carrozze sfavillanti sfilò per miglia e miglia.