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L’Abcasia è una striscia di terra adagiata sul Mar Nero. Durante il periodo sovietico era la riviera dell’élite comunista. Qui arrivavano a soggiornare i politici e i personaggi più importanti dell’URSS: Stalin, Beria, Kruscev e Breznev, per esempio, avevano una dacia in Abcasia.
Dopo la caduta dell’URSS, l’Abcasia si proclamò indipendente dalla Georgia, che la invase, scatenando una terribile guerra che durò un anno, con 30mila morti e migliaia di rifugiati. Oggi l’Abcasia è uno stato fantasma, a status conteso, de facto indipendente, ma senza riconoscimento ufficiale. La Repubblica abcasa è infatti riconosciuta solo da sette Stati membri dell’Onu (tra cui la Russia) e due Stati che, a loro volta, non sono riconosciuti a livello internazionale. La Georgia rivendica l’intero territorio, dichiarandolo “territorio occupato dalla Russia” e a Ginevra, dal 2008, ogni tre mesi, si cerca una soluzione.
Così, a oltre 25 anni dalla fine della guerra, diverse città sono ancora in gran parte abbandonate. Metà della popolazione era georgiana ed è fuggita durante la guerra.
Alessandro Tesei