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In India un fiocco rosa non è accolto con la stessa gioia di un fiocco azzurro e le neonate affrontano un rischio di morte entro i primi cinque anni di vita del 75% più alto rispetto ai maschi. Un motivo è il deficit di nutrizione riservato alle bambine.
È quanto emerge da un rapporto del Dipartimento degli Affari Sociali ed Economici delle Nazioni Unite che ha analizzato il tasso di mortalità infantile, rilevando che India e Cina sono gli unici due Paesi al mondo in cui la mortalità femminile non cala da quaranta anni.
Secondo i dati del corposo dossier delle Nazioni Unite, tra India e Cina, Paesi accomunati da una profonda discriminazione di genere verso le bambine, esiste una sola differenza: in Cina i tassi di mortalità femminile sono più alti nei primi giorni di vita, in India salgono nel corso dei primi cinque anni.
Sono piuttosto scarsi gli studi che tentano di spiegare quali sono i motivi che portano ad una così alta mortalità femminile, in particolare in India. Un motivo, secondo il rapporto, è il deficit di nutrizione riservato alle bambine. Questo fattore spiegherebbe la mortalità più alta in una misura del 20-30%. A questo si aggiunge una scarsa attenzione per le vaccinazioni e questo aggraverebbe la mortalità di un ulteriore 20%.
La situazione è ancora più complessa per le famiglie indiane dove nasce una bambina che ha già una sorella maggiore. In questo caso, le secondogenite hanno minori possibilità di essere curate bene in caso di malattia o di ricevere tutte le vaccinazioni.
Il governo indiano, negli ultimi anni, ha varato delle leggi per abbattere la discriminazione ma le misure approvate non vengono applicate in maniera uniforme sul territorio.
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