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Tre studenti universitari su quattro in Svizzera esercitano un'attività lavorativa parallelamente agli studi, rileva un'indagine dell'Ufficio federale di statistica (UST). La famiglia rimane comunque la principale fonte di sostegno finanziario.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2010 - 10:57
L'attività remunerata non si limita ai soli periodi di vacanza, sottolinea l'UST. Oltre quattro quinti degli studenti che lavorano sono infatti attivi anche durante il semestre accademico.
La proporzione di studenti di università, politecnici e alte scuole pedagogiche che esercitano un'attività lavorativa (75%) è leggermente diminuita rispetto al 2005 (78%), si legge in una nota diffusa martedì.
«È ancora troppo presto per stabilire se questo calo sia dovuto alla riforma di Bologna, che ha reso la frequentazione dei corsi più impegnativa, oppure alla situazione economica», scrive l'UST.
Mediamente, le spese mensili di uno studente che abita con i propri genitori ammontano a 1'210 franchi (1'870 franchi per chi deve pagare un affitto). Oltre la metà delle risorse degli studenti (55%) è garantita dalla famiglia e soltanto il 16% degli studenti beneficia di sussidi.
Le cifre pubblicate dall'UST hanno fatto reagire l'Unione svizzera degli studenti universitari (USU), secondo cui le statistiche «mostrano che le condizioni di vita degli studenti sono una vergogna per la Svizzera».
L'analisi della dimensione sociale, indica l'USU, rivela grosse disuguaglianze nell'accesso all'insegnamento superiore.
Per ridurre le differenze (in termini ad esempio di durata o dell'ammontare dei sussidi), l'USU ha lanciato in estate un'iniziativa popolare che chiede un'armonizzazione delle borse di studio a livello nazionale.
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