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In futuro, le persone naturalizzate dovranno attendere tre anni in più prima di essere definitivamente in possesso della cittadinanza elvetica. Il termine per l’annullamento della naturalizzazione passa da 5 a 8 anni.
Con questa decisione, il Consiglio degli Stati ha scelto di seguire la stessa linea della camera bassa.
«Si tratta di combattere gli abusi: chi si comporta correttamente non ha nulla da temere», ha affermato durante il dibattito il liberale radicale Rolf Büttiker, sostenuto dalla ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf, secondo cui la scadenza attuale non è sufficiente.
Nel mirino vi sono le persone che hanno ottenuto la nazionalità elvetica grazie a un matrimonio fittizio, a dichiarazioni menzognere o nascondendo fatti essenziali. In futuro, l’autorità competente potrà così ritirare la nazionalità elvetica fino a otto anni dopo il rilascio del passaporto svizzero. Dopo ogni indagine avviata per appurare i sospetti, decorrerà inoltre un termine di prescrizione di due anni.
Stando ai dati forniti dall’amministrazione federale, l’Ufficio federale della migrazione sta attualmente esaminando 500 procedure d’annullamento. Nel 2006 ne sono state avviate circa 130. Su circa 10’000 naturalizzazioni agevolate accordate ogni anno, ne sono state esaminate l’1% e annullate lo 0,5% (52 per l’esattezza nel 2006).
Una minoranza di sinistra ha invano cercato di combattere l’iniziativa parlamentare promossa dal deputato popolare democratico Ruedi Lustenberger. Secondo il ginevrino Robert Cramer (Verdi), il problema è marginale. A suo avviso si dovrebbe estendere la scadenza soltanto nei casi in cui è stato avviato un procedimento giudiziario.