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La società californiana Uber, che ovunque nel mondo offre un servizio di trasporto privato, a Ginevra non potrà beneficiare di un permesso provvisorio che le permetterebbe di esercitare l'attività.
Il Tribunale federale (TF) ha infatti ritenuto irricevibile il suo ricorso contro il veto posto dalle autorità cantonali.
Nel marzo 2015 il Servizio commerciale del canton Ginevra aveva vietato a Uber di esercitare la concorrenza nei riguardi dei tassisti locali fino a quando non le fosse stata concessa l'autorizzazione all'attività. Nel contempo le era stata inflitta una multa di 35 mila franchi.
Contestando il divieto, Uber aveva chiesto a titolo preventivo di poter beneficiare dell'effetto sospensivo sia per l'autorizzazione a esercitare che per la multa. La giustizia ginevrina aveva detto di sì al congelamento della multa, ma non aveva dato il via libera all'attività.
In ultima istanza il Tribunale federale non è entrato in materia sul ricorso di Uber che chiedeva la restituzione dell'effetto sospensivo. Il TF spiega che la procedura avrebbe potuto essere accolta se il rifiuto avesse comportato un pregiudizio irreparabile.
Uber ha esercitato l'attività senza mai beneficiare di un permesso da parte dello Stato; al contrario, le autorità ginevrine sono state sempre molto chiare nella loro posizione, sottolinea il TF. Già prima di iniziare l'attività Uber era stata avvertita e il seguito degli avvenimenti "esclude qualsivoglia pregiudizio irreparabile", concludono i giudici di Mon Repos.
L'arrivo di Uber a Ginevra ha reso molto complessa la questione dei tassisti. Un nuovo disegno di legge è al vaglio del Gran Consiglio: il testo mira a riportare ordine nella professione, rendendola più dinamica e integrando nuovi attori, qual è Uber. La nuova normativa potrebbe entrare in vigore al più presto nel gennaio 2017.
(Sentenza 2C_547/2015 del 7 gennaio 2016)
SDA-ATS