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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro dell'obiettivo 18 della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica (CDB-COP 15), la Svizzera si è impegnata a individuare entro il 2025 i sussidi e gli incentivi dannosi per la biodiversità e ad abolirli o modificarli in modo proporzionato, corretto, equo, efficace e adeguato entro il 2030, contribuendo così all'obiettivo globale di riduzione di almeno 500&nbsp;miliardi di dollari annui.<br>Secondo l'OCSE, in 12&nbsp;Paesi europei l'individuazione e la valutazione degli incentivi e dei sussidi sono state oggetto di studi. Alcuni si sono concentrati sugli incentivi e i sussidi che hanno un impatto negativo sull'ambiente nel suo complesso, e non solo sulla biodiversità.<br>Il ministero federale dell'ambiente tedesco ha pubblicato un rapporto sui sussidi dannosi per l'ambiente in Germania ("Umweltschädliche Subventionen in Deutschland"; 2016, 2021), mentre il forum dedicato a un'economia di mercato ecologica e sociale (Forum Ökologisch-Soziale Marktwirtschaft) ha pubblicato nel 2021 un rapporto sui sussidi dannosi per l'ambiente in Germania incentrato sulla biodiversità ("Umweltschädliche Subventionen in Deutschland: Fokus Biodiversität"). Dal 2017 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano include nel rapporto annuale "Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli" sia i sussidi dannosi per l'ambiente, sia quelli sostenibili. Cinque&nbsp;sussidi destinati ai combustibili fossili sono stati già aboliti, evitando così effetti dannosi pari a 105,9&nbsp;milioni di euro annui. Il ministero dell'ecologia, dell'energia e del territorio francese ha pubblicato numerosi rapporti, il più recente riguardo l'impatto sull'ambiente del bilancio dello Stato ("Rapport sur l’impact environnemental du budget de l’État"; 2022).<br>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di questi rapporti? In caso affermativo, quale valutazione ne dà? In caso contrario, quando intende informarsi sulle attività degli Stati vicini?<br>2. A che punto è la Svizzera per quanto concerne il raggiungimento dell'obiettivo 18 della CBD-COP15, in particolare anche in relazione agli Stati menzionati?<br>3. Quali strategie adottate da altri Paesi si stanno rilevando efficaci? Il Consiglio federale le includerà nella sua valutazione globale dei sussidi con effetti dannosi sulla biodiversità entro il 2024? In caso contrario, per quale motivo?<br>4. Prevede di estendere la sua valutazione anche agli incentivi e ai sussidi con effetti negativi sull'ambiente nel suo complesso? In caso contrario, per quale motivo?<br>5. L'Italia pubblica ogni anno un rapporto sui sussidi dannosi per l'ambiente e su quelli sostenibili, consentendo in tal modo un controllo continuo dei risultati. Il Consiglio federale sta prendendo in considerazione un approccio simile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1) Il Consiglio federale è a conoscenza di questi rapporti. Forniscono informazioni utili che l'Amministrazione federale integra nei propri lavori. Gli specialisti di diversi Uffici federali hanno già intrattenuto scambi con i loro omologi in questi Paesi. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2) La Svizzera e i Paesi menzionati fanno parte degli Stati più avanzati a livello globale nell'ambito dei lavori di analisi. Alla luce di un ampio rapporto elaborato dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e dall'Accademia di scienze naturali svizzera, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha identificato in uno studio preliminare le sovvenzioni che presentano il maggiore potenziale di riforma. Sulla base di questo studio preliminare, il 3</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">giugno</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">2022 il Consiglio federale ha incaricato l'Amministrazione federale di analizzare in modo approfondito l'impatto di otto</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">strumenti. Questi approfondimenti sono in corso. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3) Tenuto conto dei lavori in corso, al momento non è possibile determinare quali strategie si riveleranno efficaci. L'OCSE ha valutato 23</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">studi sull'impatto dei sussidi sulla biodiversità e sull'ambiente, 12 dei quali condotti da Paesi europei e dell'UE, e ne ha tratto raccomandazioni generali. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">4) e 5) Nel quadro del progetto in corso non è previsto di estendere lo studio ad altre tematiche. Tuttavia, in Svizzera i sussidi esistenti sono oggetto di revisione ogni sei</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">anni. Dal 2022 il relativo questionario contiene anche domande guida riguardanti interessi pubblici contrastanti, distorsioni del mercato ed esternalità negative, tra cui tutti gli effetti sull'ambiente. Inoltre, sono in corso approfondimenti mirati, per esempio in relazione alla politica in materia di biodiversità o di clima. Il Consiglio federale ritiene che un rapporto annuale non apporterebbe alcun valore aggiunto.</span></p></div>