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Il rapporto adempie una richiesta della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati che, in un postulato (07.3003) del 1° febbraio 2007, aveva invitato il Consiglio federale a presentare un rapporto sui "nuovi modelli d'imposizione delle imprese all'estero, in particolare quelli di importanti partner commerciali, e sugli aiuti di cui beneficiano le imprese all'estero".
Il rapporto si limita a illustrare la politica di aiuti dell'Unione Europea (UE) in quanto principale partner commerciale della Svizzera. Esso presenta la normativa dell'UE e la pertinente giurisprudenza della Corte dei conti europea. La prima parte del rapporto fornisce una panoramica su struttura e funzioni del diritto europeo in materia di aiuti. Le considerazioni sono accompagnate da esempi su aiuti statali concessi negli Stati membri dell'UE. La seconda parte è dedicata alla concorrenza fiscale all'interno dell'UE ed evidenzia le ripercussioni del codice di comportamento (code of conduct) sull'imposizione delle imprese nonché le conseguenze che il divieto generale di aiuti di Stato, previsto dal Trattato CE, ha sulla concorrenza fiscale. Infine viene presentata la riforma in corso del diritto europeo in materia di aiuti, che dovrebbe ampliare il margine di manovra della politica in questo contesto.
Il rapporto giunge alla conclusione che ogni aiuto statale costituisce una forma di intervento nel libero gioco delle forze del mercato, per cui di regola non è neutrale nell'ottica della concorrenza. Per questa ragione la politica dell'UE in materia di concorrenza prevede in linea di principio il divieto di concedere aiuti statali (art. 87-89 Trattato CE). Tuttavia, la politica di aiuti dell'UE ammette diverse deroghe ritenute compatibili con il mercato comune. Sono ammessi aiuti sia in campo fiscale che in campo non-fiscale. Esempi di aiuti fiscali consentiti sono gli aiuti diretti o indiretti per promuovere lo sviluppo di determinate branche economiche o di PMI. Con il codice di comportamento relativo all'imposizione delle imprese, negli ultimi anni la Commissione europea ha limitato fortemente in campo fiscale il margine operativo degli Stati membri. L'UE valuta in modo piuttosto critico la concorrenza fiscale, quando si tratta di concorrenza tra gli Stati membri.
La Svizzera ricorre in misura minore ad aiuti diretti. Essa preferisce invece creare buone condizioni quadro economiche, nelle quali rientra anche un onere fiscale moderato sia per le imprese sia per le persone fisiche. La concorrenza fiscale produce incentivi importanti e promuove le innovazioni nel settore pubblico. Poiché gli aiuti a singole imprese o a determinate branche falsano spesso la concorrenza e pregiudicano l‘efficienza, la Svizzera è poco propensa a concedere aiuti statali. In considerazione della propria posizione nel contesto della concorrenza globale tra piazze economiche, la Svizzera attribuisce la priorità a uno sviluppo individuale e autonomo del sistema tributario.
Anche l'UE intende rafforzare la capacità concorrenziale dei suoi Stati membri. A tal fine, nel 2006 la Commissione ha presentato il «Piano d'azione nel settore degli aiuti di Stato». Questa riforma dovrebbe consentire nel complesso di realizzare nell'UE una politica di aiuti più armonizzata e mirata. Anche se non è previsto di aumentare il volume degli aiuti statali, la possibilità di concedere questo genere di aiuti verrà estesa a importanti branche.