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La porta ovest fortificata era la più importante per Vindonissa perché collegava il campo alle grandi vie di comunicazione. Nell’area antistante si trovava l’insediamento civile abitato da artigiani, commercianti e familiari dei legionari.
Il campo legionario aveva quattro ingressi (portae) che consentivano l’acceso da due vie principali: la porta anteriore (porta praetoria), la porta posteriore (porta decumana) e le due porte laterali (portae principales). Rispetto alle porte nord e sud, la porta ovest di Vindonissa aveva una struttura molto più complessa ed era affiancata da due torri poligonali. Questo in considerazione del fatto che la porta si apriva sulle vie di comunicazione che portavano verso la Gallia, l’Italia e la Germania. Le due torri, di cui si conservano i muri perimetrali, avevano una pianta ottagonale e probabilmente un’altezza di almeno 20 metri. Oltre al passaggio principale per i carri, entrambi i lati erano dotati di un passaggio per i pedoni.
All’interno della porta ovest (porta principalis dextra) aveva inizio la via principale, una delle due strade più importanti del campo orientata in direzione ovest-est (via principalis). La strada conduceva alla porta est (porta principalis sinistra) incrociandosi con la via principale che andava da nord a sud (via praetoria). La via romana che iniziava dalla porta ovest passava direttamente sotto il monastero di Königsfelden, costruito secoli più tardi dagli Asburgo, e sotto l’edificio che costituisce il punto di partenza e di arrivo del percorso dei legionari.
All’esterno della porta ovest la strada proseguiva attraverso l’altopiano fino ad Aventicum, la capitale degli Elvezi, e attraversando il Bözberg giungeva ad Augusta Raurica. Sull’area antistante si trovava anche l’insediamento civile sviluppato nel corso del tempo attorno al campo legionario e mantenuto anche in seguito al ritiro delle truppe da Vindonissa nel 101 d. C. Vi abitavano commercianti, sia del luogo che romani, artigiani e familiari dei soldati. Nella «sala dei forni da ceramica» situata presso il parcheggio della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale FHNW (campus di Brugg-Windisch) si possono ammirare gratuitamente i forni del quartiere dei ceramisti ancora ben conservati.