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Via libera finale da parte dell'Europarlamento a una commissione d'inchiesta sullo scandalo Volkswagen. La proposta è stata approvata dalla plenaria di Strasburgo con 354 voti favorevoli, 229 contrari e 35 astensioni.
La commissione sarà composta da 45 membri, dovrà indagare sulle violazioni delle norme Ue in materia di emissioni di CO2 e sulla mancata adozione di misure per farle rispettare. Presenterà una relazione intermedia entro 6 mesi e quella finale entro 12 mesi dall'inizio dei lavori.
In particolare i commissari dovranno stabilire se la Commissione Ue non abbia verificato i cicli di prova utilizzati, se insieme ai 28 non abbia adottato misure appropriate per sorvegliare l'applicazione dell'esplicito divieto sui 'software truccati', e i ritardi nell'introdurre i test in condizioni reali di guida. Nel mirino anche le mancate sanzioni per le violazioni ai costruttori d'auto da parte degli stati membri. Infine dovrà essere verificato se Commissione e stati membri avevano già le prove dell'uso dei meccanismi di manipolazione del livello delle emissioni prima dello scoppio del 'Dieselgate' il 18 settembre.
"La Commissione europea è più che pronta a lavorare con la commissione d'inchiesta" dell'Europarlamento, ha dichiarato la portavoce della commissaria al mercato interno Elzbieta Bienkowska, ricordando però che è responsabilità degli stati membri la verifica del rispetto delle regole Ue che vietano le 'defeat devices'. Bruxelles, ha quindi nuovamente sottolineato la portavoce, ha "intrapreso azioni determinate per introdurre test sulle emissioni più rigorosi" e, "all'inizio dell'anno nuovo, presenteremo proposte per migliorare il sistema complessivo" delle motorizzazioni e delle loro autorizzazioni "che consente alle auto di essere immesse sul mercato".
SDA-ATS