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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il rapporto 2000 dell'INCB, che prende in esame e commenta la situazione nel campo </p><p>della droga nei diversi paesi, si basa, per quanto concerne le considerazioni relative alla </p><p>Svizzera, sulla visita di una delegazione dell'INCB compiuta nel settembre 2000 e </p><p>sull'analisi delle informazioni disponibili riguardo alla problematica della droga in Svizzera. </p><p>L'INCB è giunto alle seguenti conclusioni:</p><p></p><p>- L'INCB riconosce la disponibilità del governo svizzero a intraprendere un dialogo </p><p>sostanziale sui numerosi aspetti relativi alla messa in atto della convenzione in materia </p><p>di droga.</p><p>- Gli organi svizzeri competenti hanno sostenuto attivamente un potenziamento del </p><p>controllo nell'ambito del traffico internazionale di sostanze psicotrope.</p><p>- La Svizzera ha introdotto un esteso controllo dei precursori, mettendo in atto </p><p>efficacemente le prescrizioni dell'articolo 12 della convenzione delle Nazioni Unite del </p><p>1988 che non ha ancora ratificato.</p><p>- La legislazione sul riciclaggio di denaro ha portato ad un aumento degli annunci delle </p><p>transazioni sospette da parte delle banche e ha permesso il congelamento di somme di </p><p>denaro di dubbia provenienza.</p><p>- L'INCB riconosce gli sforzi compiuti dalla Svizzera negli ultimi dieci anni nell'ambito </p><p>della politica in materia di droga e il rilevante impegno finanziario assunto per mettere </p><p>in atto tale politica.</p><p>- L'INCB rileva in particolare l'alto livello di qualità dei programmi di prevenzione primaria </p><p>e secondaria della Svizzera.</p><p>- L'INCB ritiene che a tutti i quattro pilastri della politica svizzera in materia di droga </p><p>dovrebbe essere attribuita la medesima importanza.</p><p>- L'INCB prende atto del fatto che il numero di nuovi casi di infezioni da epatite e HIV ha </p><p>potuto essere ridotto, e che c'è stata una diminuzione dei decessi per droga e della </p><p>criminalità ad essa connessa.</p><p>- L'INCB sostiene che l'istituzione di locali per iniezione contravviene alla convenzione </p><p>delle Nazioni Unite.</p><p>- L'INCB prende atto con preoccupazione della situazione concernente la canapa e </p><p>critica in particolare il mercato grigio dei suoi prodotti tuttora esistente. In </p><p>considerazione degli obiettivi della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, le </p><p>autorità svizzere sono invitate ad adottare le misure appropriate per quanto concerne </p><p>la coltivazione e il commercio di canapa e a tener conto delle osservazioni dell'INCB in </p><p>merito alla revisione della legge sugli stupefacenti.</p><p></p><p>Globalmente, quindi, la politica Svizzera in materia di droga è stata oggetto di molte lodi e </p><p>di riconoscimento. L'affermazione secondo la quale la Svizzera fa parte dei paesi più </p><p>aspramente criticati è quindi infondata.</p><p></p><p>Il Consiglio federale intende prendere posizione in merito alle due critiche espresse </p><p>dall'INCB come segue:</p><p></p><p>- Non è condivisa l'opinione secondo cui l'istituzione di locali d'iniezione, in atto da anni </p><p>in Svizzera, non è conciliabile con la convenzione. La compatibilità con la Convenzione </p><p>unica del 1961 era stata confermata dal prof. dr. Hans Schultz nel suo parere sullo </p><p>statuto giuridico dei locali d'iniezione, e dall'Istituto svizzero di diritto comparato a </p><p>Losanna, nel gennaio 2000, per quanto concerne anche altre convenzioni. Su questo </p><p>punto anche la Repubblica federale tedesca e la Spagna non condividono la posizione </p><p>giuridica dell'INCB.</p><p></p><p>- Il Consiglio federale è consapevole dell'esistenza di un mercato grigio della canapa. Ne </p><p>ha tenuto conto nel disegno di legge e nel messaggio relativo alla revisione della legge </p><p>sugli stupefacenti. Gli obiettivi delle disposizioni del Consiglio federale sono, da un lato, </p><p>una lotta efficace contro l'esportazione e il turismo della canapa e, dall'altro, una certa </p><p>tolleranza della coltivazione e del commercio di canapa all'interno di condizioni quadro </p><p>ben delineate. Le proposte legislative per il raggiungimento di tali obiettivi sono state </p><p>sottoposte all'esame di due perizie giuridiche, per il controllo della compatibilità con le </p><p>convenzioni internazionali; in linea di massima le perizie confermano la compatibilità </p><p>con le convenzioni, anche se tra esse sussistono delle differenze per quanto concerne </p><p>la formulazione delle ordinanze. </p><p></p><p>Le considerazioni dell'INCB vanno valutate tenendo presente che, al momento della </p><p>stesura del rapporto, il disegno di legge del Consiglio federale non era ancora </p><p>disponibile e che, quindi, l'INCB, probabilmente, ha formulato le sue critiche in base </p><p>all'idea di una depenalizzazione generale del commercio e della coltivazione della </p><p>canapa. Nel frattempo è stato consegnato all'INCB il disegno di legge con il relativo </p><p>rapporto e si sono svolti i primi colloqui chiarificatori. </p><p></p><p>1. Al pari di altri settori, la Svizzera è molto attenta a rispettare i suoi obblighi derivanti </p><p>dalle convenzioni internazionali anche nel campo della droga (Convenzione unica del </p><p>1961, il suo Protocollo addizionale del 1972 nonché la Convenzione sugli psicotropi del </p><p>1971). La volontà di cooperare a livello internazionale è dimostrata, non da ultimo, dal </p><p>fatto che la Svizzera adempie praticamente senza lacune le prescrizioni della </p><p>convenzione dell'ONU del 1988 nonostante non l'abbia ancora ratificata. Il Consiglio </p><p>federale non è a conoscenza di un'eventuale violazione delle tre principali convenzioni </p><p>dell'ONU in materia di droga. </p><p></p><p>2. L'adesione della Svizzera all'ONU va nel senso di una normalizzazione delle relazioni </p><p>intense già oggi esistenti con l'organizzazione mondiale. Tale passo obbliga la </p><p>Svizzera al rispetto della Carta dell'ONU. La ratifica di convenzioni negoziate </p><p>nell'ambito dell'ONU che, in linea di massima, sono aperte a tutti i paesi del mondo, </p><p>invece, è indipendente dall'adesione. </p><p></p><p>L'impegno svizzero in favore di una politica internazionale in materia di droga non </p><p>dipende dall'adesione all'ONU e, d'altro canto, la politica dei quattro pilastri della </p><p>Confederazione in questo campo non rappresenterebbe un ostacolo all'adesione </p><p>all'ONU. Come già affermato dal Consiglio federale nel messaggio del 29 novembre </p><p>1995 (FF 1996 I 521) relativo alla convenzione del 1988 contro il traffico illecito di </p><p>stupefacenti e di sostanze psicotrope, il problema della droga ha dimensioni </p><p>internazionali e la volontà della Svizzera è quella di sostenere solidalmente gli sforzi </p><p>volti alla lotta alla droga. La convenzione del 1988 rappresenta il riconoscimento della </p><p>lotta multidisciplinare all'abuso e al commercio illegale di droghe, poiché non prevede </p><p>soltanto misure repressive, ma esorta le parti contraenti a sviluppare programmi di </p><p>prevenzione in materia di droga e misure terapeutiche e di riabilitazione. Per questa </p><p>ragione il Consiglio federale ha raccomandato al Parlamento di ratificare la </p><p>convenzione del 1988, fatte salve le riserve concernenti il possesso, l'acquisto e la </p><p>coltivazione di stupefacenti o di sostanze psicotrope per uso personale nonché quelle </p><p>relative alle singole disposizioni concernenti il perseguimento e l'esecuzione penale. </p><p></p><p>La Svizzera è attiva in diverse organizzazioni internazionali. Prende parte attivamente </p><p>già oggi alla politica dell'ONU in materia di droga. Nel 1997 la Svizzera fu rieletta </p><p>membro del gruppo dei paesi occidentali nella Commission on Narcotic Drugs (CND) </p><p>dell'ONU. Questa commissione, in qualità di organo del Consiglio economico e sociale </p><p>delle Nazioni Unite (ECOSOC) avanza proposte all'ONU nell'ambito della politica in </p><p>materia di stupefacenti. È responsabile del proseguimento dei lavori nell'ambito della </p><p>convenzione del 1961 (completate dal protocollo del 1972), del 1971 e del 1988 </p><p>nonché della messa in atto delle dichiarazioni politiche dell'Assemblea generale </p><p>dell'ONU. La Svizzera in seno al CND rappresenta la politica dei quattro pilastri e </p><p>provvede affinché le conoscenze acquisite in questo campo siano trasmesse alla </p><p>comunità internazionale e viceversa. </p><p></p><p>3. Come già precisato al punto 2, il Consiglio federale, in caso di adesione, non è tenuto a </p><p>modificare la sua politica in materia di droga. La politica svizzera dei quattro pilastri in </p><p>materia di droga, che gode del sostegno del Governo, del Parlamento e, non da ultimo, </p><p>del Popolo, è la risposta, improntata al senso pratico e ai risultati, ad una problematica </p><p>complessa. La politica dell'ONU in materia di droga ha un orientamento internazionale </p><p>e, in linea di massima, non intende porre dei limiti a quella dei singoli stati membri. </p><p>Spetta innanzitutto ad essi, quindi, risolvere i problemi legati alla droga, nel rispetto </p><p>delle convenzioni internazionali e adottando le misure che ritengono appropriate. </p><p></p><p>Con il disegno per la revisione della legge sugli stupefacenti, il Consiglio federale </p><p>propone al Parlamento, tra l'altro, di chiarire la situazione attuale insoddisfacente per </p><p>quanto concerne la canapa. Nel far ciò, è consapevole della necessità di elaborare </p><p>nuove soluzioni che tengano conto di una realtà molto cambiata rispetto all'ultima </p><p>revisione della legge. L'insegnamento tratto dalle esperienze degli ultimi anni conferma </p><p>che un approccio pragmatico nel senso dei quattro pilastri dà certamente risultati </p><p>positivi, tuttavia tale approccio deve essere continuamente aggiornato e adeguato </p><p>all'evolvere della situazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.