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Pubblicità e testo redazionale devono rimanere separati|
Accolto un reclamo contro il «Corriere del Ticino»
Il Consiglio della stampa ha accolto un reclamo dell'Associazione ticinese dei giornalisti contro il «Corriere del Ticino». Il giornale aveva ospitato la pubblicità per una marca di sigarette nella parte redazionale senza segnalare in modo evidente la separazione tra testo e pubblicità con un simbolo grafico o una scritta.
Il «Corriere del Ticino» aveva pubblicato, nel marzo del 2010, un annuncio pubblicitario di una marca di sigarette («Where Friendship Happens»), di forma circolare, del diametro di circa 15 centimetri e al centro di una pagina di testo. L'Associazione Ticinese dei Giornalisti si è rivolta al Consiglio svizzero della stampa denunciando una violazione della Direttiva che prescrive di separare la parte redazionale da quella pubblicitaria. Il Consiglio, nell'ultima sua seduta plenaria, ha accertato la violazione nel caso concreto. Pur ammettendo che nella pagina pubblicata la separazione era tipograficamente evidente, situare una réclame al centro di una pagina di testo rappresenta un tranello per il lettore, perché induce lo sguardo a cadere quasi obbligatoriamente sulla pubblicità. Questo tipo di commistione contrasta con l'obbligo della separazione. Semmai si sarebbe resa necessaria un'identificazione concettuale (ad esempio, la dicitura «annuncio pubblicitario»).