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Il vizio del fumo in Grecia è in netto declino. È quanto si deduce dalle cifre ufficiali diffuse venerdì dal ministero della Sanità ellenico in occasione della Giornata mondiale senza tabacco e secondo le quali l'anno scorso i greci hanno consumato meno di 2 miliardi di sigarette, il numero più basso di 'bionde' bruciate negli ultimi 10 anni. Nel 2007 furono 3,1 miliardi le sigarette consumate e 2,48 miliardi nel 2011.
Dagli stessi dati emerge che il numero dei greci che oggi fuma su base regolare è calato al 31% della popolazione contro il 40-45% di 10 anni fa. D'altro canto, però è cresciuto l'acquisto delle sigarette di contrabbando, passando al 13% del 2012 rispetto al 2.2% del 2008. Crescita dovuta alla decisione del governo di Atene, nel 2005, di aumentare di oltre il 10% le accise sulle sigarette nell'ambito delle rigide misure di austerità adottate per risanare i conti pubblici.
Parlando venerdì ad una conferenza stampa, la vice ministra della salute Fotini Skopouli si è detta a favore di ulteriori aumenti del costo delle sigarette affermando che "non ha senso aumentare le tasse sulla benzina e non fare lo stesso sul tabacco".