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<h2>SubmittedText<h2><p>Stando all'ultimo rapporto sui rischi dell'Ufficio federale della protezione della popolazione UFPP, pubblicato nel 2020, una lunga fase di penuria di energia elettrica durante i mesi invernali rappresenta il più grosso rischio economico per la Svizzera. La probabilità che tale penuria si verifichi è ritenuta di gran lunga maggiore rispetto alle stime del 2015. Nel rapporto questo fatto è motivato con l'aumento dell'insicurezza legata alla svolta energetica nel contesto europeo globale.</p><p>Negli scorsi anni, proprio nel settore elettrico molte cose sono cambiate a livello europeo. La Svizzera, che sotto il profilo elettrico è tutt'altro che un'isola, dipende dall'evoluzione negli Stati limitrofi poiché in particolare nei mesi invernali dipendiamo dalle importazioni di energia elettrica. Tuttora manca però un accordo sull'energia elettrica con l'UE. </p><p>Alle luce di queste considerazioni si chiede al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A giudizio della ElCom, la Svizzera va incontro a una crescente penuria di energia elettrica nei mesi invernali. Il Consiglio federale come giustifica la sua posizione contraria quando, nella risposta all'interpellanza 20.3967, scrive che, da analisi di adeguatezza del sistema, in materia di approvvigionamento elettrico per la Svizzera emerge un quadro per principio stabile fino al 2035?</p><p>2. Su quali presupposti si fonda la sua opinione secondo cui, fino al 2035, si prevede una quota di importazioni di elettricità stabile in ogni momento?</p><p>3. Dal 2007 sono in corso i negoziati per un accordo sull'energia elettrica tra la Svizzera e l'UE. Nel frattempo, l'UE ha vincolato l'esito positivo di tali negoziati alla conclusione di un accordo quadro istituzionale. Che cosa succederà, nel caso la conclusione di tale accordo fallisca a livello politico? Il Consiglio federale dispone di un piano B per il settore elettrico? Se sì, come si presenta?</p><p>4. L'accordo sull'energia elettrica, i cui negoziati si sono conclusi anni fa, è rimasto fermo in un cassetto oppure vi sono stati integrati gli sviluppi degli ultimi anni a livello europeo? </p><p>5. La messa in atto del "Clean Energy Package" e della Brexit in che modo influisce sulla posizione della Svizzera nei confronti dell'UE nel settore elettrico?</p><p>6. In caso di penuria di elettricità, su incarico dell'Approvvigionamento economico del Paese (AEP) si attiva OSTRAL, l'organizzazione per l'approvvigionamento elettrico in situazioni straordinarie. Il Consiglio federale è disposto a rendere pubbliche nel dettaglio le misure di gestione previste in questo contesto (restrizioni)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>ad domanda 1:</p><p>La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) non contesta per principio le analisi di adeguatezza del sistema svolte dall'Ufficio federale dell'energia (UFE). La ElCom attira però l'attenzione sulle incertezze e i rischi legati a un fabbisogno di importazione costantemente elevato. La sicurezza dell'approvvigionamento elettrico è pertanto un tema chiave nelle proposte di revisione della legge sull'energia e della legge sull'approvvigionamento elettrico.</p><p>Primo: il potenziamento delle capacità di produzione invernali sicure e senza impatto sul clima, pari a von 2 TWh, dovrà essere sostenuto finanziariamente, per poter mantenere anche a lungo termine l'attuale capacità di autoapprovvigionamento della Svizzera.</p><p>Secondo: occorrerà prevedere una riserva di energia strategica, che garantisca la disponibilità di energia a fine inverno in aggiunta ai meccanismi del mercato elettrico, in un momento in cui il grado di riempimento dei bacini di accumulazione svizzeri avrà raggiunto il punto più basso.</p><p>Terzo: grazie a obiettivi vincolanti, il potenziamento della produzione di energia elettrica rinnovabile verrà accelerato e la sua integrazione nel mercato elettrico ne risulterà migliorata. Il deficit restante nella stagione invernale, che può raggiungere 15 TWh (ossia quasi il 40% del consumo invernale), dovrà essere compensato dalle importazioni. In che misura ciò potrà essere garantito sul lungo periodo è oggetto di ulteriori accertamenti.</p><p>ad domanda 2:</p><p>In linea di principio l'approvvigionamento di energia della Svizzera tramite la gestione delle capacità delle centrali sul mercato e nello scambio con i mercati limitrofi è sicuro e ottimizzato sotto il profilo economico. Con il maggiore ricorso alle energie rinnovabili e la conseguente produzione decentrata aumenta tuttavia la complessità e, di riflesso, anche la vulnerabilità di un approvvigionamento elettrico sicuro. Tanto maggiore sarà l'importanza del coordinamento tra la domanda e l'offerta. Per garantire la sicurezza di approvvigionamento, il Consiglio federale prevede quindi ulteriori misure (v. domanda 1). La riserva di energia proposta garantisce un certo quantitativo di energia anche se dovessero fallire i meccanismi di mercato.</p><p>ad domanda 3:</p><p>Senza accordo istituzionale, e quindi senza un accordo sull'energia elettrica, agli operatori di mercato svizzeri continuerà a essere precluso l'accesso alle piattaforme europee di scambio di elettricità (cosiddetto market coupling). Ciò comporta una perdita di guadagni poiché la (flessibile) energia idroelettrica, ad esempio, non può essere utilizzata in modo ottimale. La Svizzera rischia inoltre l'esclusione dai gruppi di lavoro europei, cosa che renderà più ardua la collaborazione in materia di esercizio della rete. Sotto il profilo della sicurezza tecnica della rete, finora si sono sempre trovate delle soluzioni. Visti l'elevato fabbisogno di importazione e l'attuale mancanza di un quadro istituzionale, Swissgrid (con il sostegno della ElCom) mira alla conclusione di accordi tecnici con 14 Stati dell'UE, con l'obiettivo di garantire la sicurezza della rete svizzera. Attualmente, la conclusione di simili accordi è da considerarsi tutt'altro che sicura, ragione per cui il Consiglio federale continua ad adoperarsi a favore della conclusione di un accordo sull'energia elettrica.</p><p>ad domanda 4:</p><p>Da luglio 2018 i negoziati per un accordo sull'energia elettrica sono fermi, in quanto l'UE fa dipendere il loro prosieguo dai progressi realizzati in vista della conclusione di un accordo istituzionale. Il terzo pacchetto sul mercato interno dell'energia elettrica dell'UE, che risale al 2009, ha costituito la base negoziale fino al 2018. Nel 2019 è entrato in vigore il cosiddetto Clean Energy Package (CEP). Questa nuova base rende necessario l'adeguamento del mandato negoziale svizzero fissato nel 2010. Ciò avverrà soltanto quando l'UE si sarà dichiarata disposta a riprendere i negoziati per la conclusione di un accordo sull'energia elettrica.</p><p>ad domanda 5:</p><p>Il CEP modifica in maniera sostanziale le basi legali del mercato elettrico europeo, intensificando i processi istituzionali nel mercato interno; in ambito tecnico, ciò comporta un peggioramento della posizione della Svizzera (v. domanda 3). Data la particolare posizione della Gran Bretagna come isola, nell'accordo tra l'UE e la Gran Bretagna non si intravvedono elementi da trasporre alla realtà svizzera.</p><p>ad domanda 6:</p><p>In caso di penuria di energia elettrica, in una prima fase la Confederazione esorterebbe la popolazione e l'economia a ridurre, su base volontaria, il consumo di elettricità. Se la misura dovesse rivelarsi insufficiente, il Collegio potrebbe adottare misure di gestione dell'elettricità nel quadro dell'approvvigionamento economico del Paese intese a controllare il consumo e l'offerta di energia elettrica (ad es. riduzioni del consumo, contingentamenti e, quale ultima ratio, disattivazioni alternate della rete); l'attuazione di queste misure verrebbe affidata all'OSTRAL. A seconda della situazione, tali misure di gestione verrebbero adottate singolarmente o in modo combinato, sempre con l'obiettivo di garantire l'approvvigionamento elettrico del Paese. Il Consiglio federale ordina l'adozione di misure concrete in campo elettrico soltanto nell'imminenza di una situazione di penuria. Poiché, nella fase di preparazione, le misure vengono costantemente adattate alle nuove condizioni quadro, e configurate in maniera specifica in funzione della situazione, esse non possono essere rese note nel dettaglio a titolo preventivo. Le informazioni di carattere generale in relazione alle previste misure di gestione sono però pubblicate sui siti Internet dell'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE) e di OSTRAL.</p>  Risposta del Consiglio federale.