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Secondo un rapporto adottato oggi dal Consiglio federale anche nella Svizzera occidentale e in quella centrale sono necessarie maggiori strutture
Di fronte all’aumento della violenza, il numero di alloggi protetti per ragazze e giovani donne va aumentato. Lo chiede un rapporto sulla violenza domestica adottato oggi dal Consiglio federale, che sottolinea però come il tema sia di competenza cantonale. Lo studio ha mostrato che in alcune regioni – come la Svizzera occidentale, quella centrale e il Ticino – mancano ancora offerte di protezione appropriate.
Secondo la Statistica criminale di polizia, tra il 2009 e il 2012 il numero dei reati di violenza subiti da ragazze minorenni è calato – da 1’775 a 1’469 casi – per poi aumentare fortemente tra il 2013 e il 2020 (a 1’819). Nel 10,5% dei casi, le minorenni sono state vittima di reati gravi (+82,7% rispetto al 2012).
Organizzazioni, consultori per le vittime di reati, polizia e autorità di protezione dei minori e degli adulti o consultori per minori e giovani hanno detto di avere avuto contatto nel 2020 con più di 1’000 ragazze vittime di violenza. Di queste, circa 500 sono state indirizzate ad alloggi d’emergenza o case rifugio.
Lo studio ha identificato circa 30 strutture di questo tipo. La messa a disposizione di alloggi protetti è tuttavia di competenza dei Cantoni, afferma il governo. Cionondimeno, quest’ultimo afferma di sostenere l’intenzione della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (Cdos) di esaminare l’offerta disponibile e formulare proposte su come colmare le lacune.