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In caso di assenza dal posto di lavoro, le donne incinte impiegate nel settore pubblico continueranno ad essere svantaggiate rispetto a quelle del settore privato.
Il Consiglio nazionale ha infatti deciso oggi, con 108 voti contro 84, di non dare seguito a una petizione in tal senso.
La legge sul lavoro prevede che le dipendenti incinte possano assentarsi dal lavoro mediante semplice avviso. Tale disposizione non si applica però ai dipendenti federali, cantonali e comunali, ha spiegato Jean-René Germanier (PLR/VS) a nome della Commissione.
Nell'Amministrazione federale quando un'impiegata incinta deve assentarsi o non si presenta sul posto di lavoro per motivi di salute si applicano le disposizioni generali in materia di impedimento dovuto a malattia. Durante tali assenze hanno diritto al pagamento del salario. Dopo cinque giorni devono presentare un certificato medico.
La maggioranza della camera non ha voluto correggere questa disparità di trattamento, perché intervenire nella legislazione dei cantoni violerebbe la loro sovranità. Inoltre, l'Ufficio federale del personale ha comunicato di non essere a conoscenza di difficoltà relative ad assenze per gravidanza.
Una minoranza, difesa da Corrado Pardini (PS/BE), ha chiesto di correggere questa disparità di trattamento chiedendo, invano, di elaborare un intervento parlamentare che avrebbe ripreso quanto chiesto nella petizione.
SDA-ATS