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A che punto siamo cinque anni dopo lo scoppio del conflitto? Come può la Svizzera aiutare le persone in situazione di bisogno? Si può sperare in una soluzione politica? E a che punto sono le crisi umanitarie al di fuori del contesto siriano? Queste domande sono state il tema centrale della Conferenza annuale dell’Aiuto umanitario e del CSA al centro congressi Parkarena di Oberwinterthur.
Il consigliere federale Didier Burkhalter ha visitato personalmente la regione che subisce le conseguenze del conflitto. Nel suo discorso, ha parlato della portata della tragedia siriana e ha descritto il destino delle persone che ha incontrato. La sicurezza dell’Europa e della Svizzera è legata strettamente alla situazione nel Vicino Oriente e nel bacino del Mediterraneo, ha sottolineato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). «Una partecipazione della Svizzera agli sforzi internazionali per la gestione della crisi in Siria e per la stabilizzazione della regione è un imperativo umanitario e politico.» L’instabilità, l’emergenza profughi e la lotta contro il terrore hanno reso necessaria un’azione congiunta, ha affermato il consigliere federale Burkhalter, ricordando l’impegno umanitario della Svizzera, che, dall’inizio della crisi, ha stanziato 250 milioni di franchi per l’aiuto umanitario in Siria e nei Paesi limitrofi. Nel 2016, almeno 50 milioni di franchi affluiranno nella regione. La Svizzera sostiene soprattutto il CICR, le organizzazioni dell’ONU e le organizzazioni non governative nell’attuazione di progetti umanitari in Siria e nelle zone limitrofe.
L’aiuto di emergenza svizzero è importante e dà speranza, ha aggiunto il capo del DFAE. Dopo cinque anni di guerra, la Svizzera deve investire, con i suoi molteplici strumenti, anche in misure a lungo termine per migliorare le prospettive future delle persone nella regione. La Svizzera può ottenere il massimo effetto coordinando e strutturando in modo complementare il suo aiuto umanitario, la cooperazione allo sviluppo e l’impegno per la pace e la sicurezza. Anche il messaggio concernente la cooperazione internazionale (CI) 2017-2020 segue questo approccio per un impegno globale e coordinato. Ponendo l’accento sull’efficienza, la coerenza e lo sviluppo sostenibile, il nuovo messaggio rappresenta un’opportunità per la Svizzera.
Burkhalter ha spiegato tutto questo mostrando i contributi dei vari strumenti della CI nel caso della Siria e dei suoi Paesi limitrofi. A tal proposito, ha sottolineato l’importanza di una soluzione politica della crisi siriana: per lui, solo veri e propri negoziati di pace permetteranno, in definitiva, di alleviare l’emergenza umanitaria e di ridare stabilità politica al Paese. Il capo del DFAE ha prospettato inoltre la prosecuzione del sostegno fornito dalla Svizzera agli sforzi di pace dell’ONU a Ginevra.
Nel suo discorso di benvenuto Manuel Bessler, delegato del Consiglio federale per l’Aiuto umanitario, ha illustrato le sfide che devono affrontare gli operatori umanitari in Siria e in altre regioni di crisi, come per esempio il difficile accesso alle persone colpite. Ha inoltre ricordato l’enorme divario tra ciò di cui la comunità internazionale necessità per porre fine alla situazione d’emergenza e gli effettivi contributi dei Paesi donatori: in Siria solo il 40 per cento del fabbisogno finanziario è coperto.
Un membro del CSA in servizio in Grecia e Annemarie Huber-Hotz, presidente della Croce Rossa Svizzera (CRS), hanno parlato delle persone in fuga, della loro protezione e della difesa, a livello legale, dei loro diritti e dei loro bisogni. La presidente della CRS ha chiesto solidarietà con le persone in situazione di necessità. «“Tutti fratelli” – questo motto di Henry Dunant è per noi ancora oggi un dovere umanitario», ha affermato.
Manuel Sager, direttore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), ha ricordato, nel suo intervento, i conflitti dimenticati e la necessità di adottare misure di tutela, ad esempio in Congo, Colombia o Afghanistan. Ha ribadito che l’impegno della Svizzera si orienta unicamente ai bisogni delle persone in situazione di necessità,anche quando non si parla più di loro. Ha ringraziato i soccorritori e le soccorritrici presenti tra gli ospiti che, senza cedere alla rassegnazione e all’impulso di girarsi dall’altra parte, hanno contribuito ad alleviare le sofferenze delle persone colpite. «Grazie, perché, con la vostra presenza, ci incoraggiate a continuare su questa strada», ha aggiunto in conclusione.
La manifestazione è stata arricchita da un interessante programma. A una tavola rotonda, Carla Del Ponte, membro della commissione speciale dell’ONU per la Siria, il prof. Reinhard Schulze, direttore dell’Istituto delle scienze islamiche dell’Università di Berna, e Manuel Bessler hanno discusso dei pilastri dell’impegno svizzero nella regione di crisi. Altri specialisti hanno inoltre parlato della sopravvivenza in Siria e della quotidianità degli operatori umanitari a Damasco.
Oltre 900 ospiti hanno partecipato all’evento di Oberwinterthur, tra cui vari consiglieri nazionali, il segretario generale della Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa Elhadj As Sy, 35 rappresentanti di ambasciate estere, Felix Gutzwiller, presidente della Commissione consultiva per la cooperazione internazionale e 14 rappresentanti della Città e del Cantone che hanno ospitato la manifestazione.
Informazioni supplementari:
Impegno della Svizzera a favore delle vittime della crisi siriana
Conferenza annuale dell’Aiuto umanitario e del Corpo svizzero di aiuto umanitario CSA 2016
Discorso del consigliere federale Didier Burkhalter in occasione della Conferenza annuale dell’Aiuto umanitario e del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) a Oberwinterthur
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