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<h2>SubmittedText<h2><p>All'inizio dell'estate, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto intermedio dell'organizzazione di progetto comune del Dipartimento federale delle finanze e della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, in cui si delineano i possibili orientamenti della politica fiscale e finanziaria della futura riforma dell'imposizione delle imprese. A fine agosto l'Unione delle città svizzere ha reso noto che se la riforma dovesse andare in porto come previsto, le città e i comuni sarebbero confrontati con ingenti perdite fiscali. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Diverse competenze di decisiva importanza si situano a livello comunale (ad es. piani di zona e di quartiere, strade di accesso, ecc.). Le perdite fiscali previste assottiglieranno nettamente il margine d'azione di città e comuni. Che cosa ne pensa il Consiglio federale?</p><p>2. È probabile che in special modo le imprese caratterizzate da un volume importante di emissioni e immissioni (ad es. aspetto degli edifici, traffico di autocarri, rumore, polvere, esalazioni) debbano lottare di più per ottenere il consenso della popolazione locale se il loro impatto negativo non fosse compensato perlomeno da un loro adeguato contributo al gettito fiscale. Come intende fare il Consiglio federale per evitare questa conseguenza?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'analisi secondo cui la riforma dell'imposizione delle imprese III erigerà ulteriori ostacoli specialmente per le imprese operanti a livello locale, che sono il fondamento della piazza finanziaria svizzera?</p><p>4. Qual è il parere del Consiglio federale sul fatto che, perlomeno secondo le riflessioni attualmente note, la riforma dell'imposizione delle imprese III comporterà uno spostamento dell'onere fiscale dalle persone giuridiche alle persone fisiche?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide il giudizio secondo cui i continui sgravi fiscali concessi alle imprese rischiano di minare la volontà politica e la comprensione degli elettori verso la ricerca di soluzioni allettanti e riconosciute per la localizzazione di imprese sulla piazza svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la sua decisione del 1° giugno 2012 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare misure nel campo del diritto fiscale delle imprese, d'intesa con i cantoni e previa consultazione delle cerchie economiche interessate. Sullo sfondo di questi sforzi di riforma vi sono gli sviluppi internazionali che esigono adeguamenti del sistema svizzero d'imposizione delle imprese. Di conseguenza il DFF, d'intesa con la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, ha istituito un'organizzazione di progetto paritetica.</p><p>1. In qualità di organo supremo dell'organizzazione di progetto, nel mese di maggio del 2013 l'organo direttivo ha pubblicato un rapporto intermedio in cui raccomanda un orientamento strategico per la riforma dell'imposizione delle imprese III. Il Consiglio federale ha preso conoscenza di questo rapporto intermedio e, con decisione dell'8 maggio 2013, ha deciso di incaricare, tra l'altro, il DFF di concretizzare la riforma con l'esistente organizzazione di progetto. Il Consiglio federale non si è ancora espresso nel merito dell'orientamento proposto. Inoltre, il rapporto intermedio non presenta ancora nessuna misura concreta per la riforma dell'imposizione delle imprese III. Le prime osservazioni di ordine generale sulle possibili ripercussioni finanziarie per i comuni sono contenute nelle considerazioni riguardanti i cantoni. Solo dopo il rapporto finale dell'organo direttivo, disponibile verosimilmente nel mese di dicembre del 2013, verranno concretizzate le misure e sarà possibile operare valutazioni più precise in merito. Queste valutazioni continueranno però a limitarsi a cantoni e comuni nel loro insieme. La ripartizione degli oneri all'interno dei cantoni non sarà oggetto del rapporto. La Confederazione rispetta l'autonomia finanziaria dei cantoni garantita dalla Costituzione.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che una riforma avrà ripercussioni su tutte le collettività. Per questo motivo ha dichiarato che uno degli obiettivi della riforma dell'imposizione delle imprese III è "garantire entrate sufficienti a Confederazione, cantoni e comuni per il finanziamento di attività statali".</p><p>2. La prospettiva di conseguire entrate fiscali può migliorare l'accettazione delle imprese con emissioni importanti in un determinato luogo. Dato che in Svizzera i proventi dell'imposta sull'utile affluiscono prevalentemente ai cantoni e ai comuni, il nostro Paese offre al riguardo buone premesse. Fondamentalmente, la riforma dell'imposizione delle imprese III non cambierà questa situazione.</p><p>3. Il Consiglio federale non vuole porre ostacoli alle imprese. A suo avviso, non esiste nemmeno il rischio che la riforma dell'imposizione delle imprese III possa creare nuovi ostacoli.</p><p>4. L'attuale sistema di imposizione delle imprese permette di definire su misura il carico fiscale delle imprese in funzione della loro mobilità. L'ubicazione delle imprese mobili non è definita a priori, per cui queste imprese possono decidere tra diverse ubicazioni alternative. Se nel segmento dell'alta mobilità il carico fiscale è un criterio decisionale predominante, con il diminuire della mobilità i fattori di insediamento non fiscali assumono un'importanza crescente. Per favorire il consenso internazionale e quindi la certezza del diritto per le imprese insediate in Svizzera, l'adozione della riforma dell'imposizione delle imprese III precluderà questa possibilità di imposizione differenziata secondo il grado di mobilità nella forma attuale. Affinché determinate imprese mobili rimangano in Svizzera, alcuni cantoni dovranno abbassare le aliquote di imposizione degli utili. Se non si procederà a riduzioni sul fronte delle uscite, è da contare con una traslazione del carico fiscale dalle persone giuridiche a quelle fisiche.</p><p>5. Con la riforma dell'imposizione delle imprese III il Consiglio federale si prefigge di preservare l'attrattiva della piazza economica svizzera nella concorrenza internazionale e quindi di garantire e creare nuovi posti di lavoro. Esso intende adottare misure equilibrate che tengano conto di questi presupposti e si prestino ad accrescere il consenso internazionale nei confronti del sistema fiscale svizzero. Il Consiglio federale è convinto di rappresentare in tal modo gli interessi dei cittadini e di ottenere il dovuto consenso politico.</p>  Risposta del Consiglio federale.