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La Confederazione ha precisato venerdì, in conferenza stampa a Berna, le proprie posizioni in vista della Conferenza internazionale di Parigi sul clima, in programma a dicembre.
Al centro dei lavori, figureranno i finanziamenti destinati dopo il 2020 ai paesi poveri. Per la Svizzera, in materia di emissioni inquinanti, dovrà scomparire la distinzione fra paesi industrializzati e in via di sviluppo. Bruno Oberle, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha definito non più adeguata questa differenziazione, che consente ad esempio alla Cina di beneficiare dello stesso trattamento destinato a paesi come l'Etiopia.
Tutti gli Stati devono impegnarsi al rispetto di obiettivi chiari in funzione delle loro capacità e delle loro responsabilità, ha sottolineato Oberle. La Svizzera si schiera anche a favore dello sviluppo del meccanismo di compensazione in caso di danni climatici, introdotto tre anni fa a Varsavia.
ATS/ARi
- RG 12.30 del 30.10.15 - La corrispondenza di Roberto Chiesa