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Si apre oggi davanti al Tribunale penale federale (Tpf) il processo di quattro uomini d'affari accusati di aver manipolato i valori di azioni non quotate in borsa. Il meccanismo messo in atto avrebbero fatto guadagnare al principale imputato circa 170 milioni di dollari tra il 2005 e il 2008. Il processo durerà tre settimane.
L'imputato principale è Florian Homm, un finanziere tedesco di 61 anni, che è descritto nell'atto d'accusa come una "icona degli investimenti". È accusato di truffa per mestiere, amministrazione infedele, appropriazione indebita, riciclaggio di denaro aggravato e falsità in documenti.
I tre coimputati sono accusati di riciclaggio di denaro aggravato, falsità in documenti e uno di essi anche di bancarotta fraudolenta. Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) li accusa di aver contribuito all'occultamento dei beni di Florian Homm.
Secondo l'atto d'accusa di 275 pagine, Florian Homm ha creato uno schema per gonfiare artificialmente i prezzi dei "penny stocks" americani, titoli di valore molto basso scambiati su un mercato non regolamentato.
Come nel film "The Wolf of Wall Street", il finanziere ha fondato una società di gestione di fondi di investimento nel 2001, che è stata rilevata nel 2004 da Absolute Capital Management Holdings (Acmh). I penny stock sono stati venduti in modo incrociato tra i fondi Absolute gestiti da Acmh al fine di aumentare i prezzi e volumi di scambio, nonché il valore dei fondi.
Per l'Mpc Homm ha approfittato di questo sistema nella sua doppia veste di azionista di maggioranza e Chief Investment Officer (Cio) di Acmh. In effetti, il valore d'inventario era determinante per il calcolo delle commissioni di gestione e di performance pagate dai fondi ad Acmh. Questi compensi sono stati ridistribuiti sotto forma di bonus e dividendi ai dipendenti e agli azionisti.