Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/105671

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a procedere ad una modifica dell'attuale legge sulla radiotelevisione per ridurre ad un massimo di un anno il termine di prescrizione per i canoni radiotelevisivi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'odierno sistema di riscossione dei canoni si basa sul principio dell'autodichiarazione. Se un'economia domestica o un'azienda che soggiace all'obbligo di pagare il canone di ricezione non si annuncia, Billag non lo viene a sapere immediatamente; se lo scopre è generalmente solo attraverso i controlli a campione condotti dall'azienda stessa. </p><p>Chiedere a Billag SA di rilevare tutti i radioascoltatori e telespettatori pirata, rappresenterebbe un'estensione sproporzionata della sua attività di controllo e di sorveglianza. Un termine di prescrizione di un solo anno ridurrebbe fortemente il rischio di essere scoperti e rappresenterebbe, quindi un incentivo, certo non auspicato, a non annunciarsi sapendo che a posteriori bisogna pagare al massimo un canone annuo. Gli ammanchi causati dai radioascoltatori e dai telespettatori pirata dovrebbero poi essere compensati da chi paga regolarmente i canoni. </p><p>Contrariamente all'ipotesi formulata nella motivazione dell'intervento, un termine di prescrizione di un anno accrescerebbe anche l'onere di Billag SA. Infatti, visto il prevedibile aumento dei radioascoltatori e telespettatori pirata, l'organo d'incasso si vedrebbe costretto a rafforzare il suo sistema di controllo. </p><p>L'ordinanza generale sugli emolumenti (OgeEm; RS 172.041.1) stabilisce le basi secondo cui l'amministrazione federale deve riscuotere gli emolumenti. L'articolo 14 di tale ordinanza prevede una prescrizione del credito di cinque anni dall'inizio dell'esigibilità. Il termine di prescrizione di cinque anni per i canoni radiotelevisivi sancito all'articolo 61 capoverso 3 dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401) corrisponde pertanto alle disposizioni generali in vigore alla Confederazione. Non vi è dunque motivo di introdurre una regolamentazione speciale per il settore radiotelevisivo.</p><p>La mozione della CTT-N 10.3014, "Nuovo sistema di riscossione dei canoni radiotelevisivi", del 23 febbraio 2010 va invece in un'altra direzione: in questo caso la commissione si esprime a favore di una tassa generale per tutte le economie domestiche e le aziende, fatto salvo l'esonero di determinate economie domestiche per motivi di politica sociale nonché di determinate aziende. Un tale sistema di riscossione renderebbe superflua la domanda relativa al termine di prescrizione sotto questa forma.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.