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Il Consiglio federale ha preso conoscenza del fatto che il Dipartimento federale delle finanze (DFF) sospende provvisoriamente mediante decisione determinate retribuzioni variabili per i collaboratori di Credit Suisse. Si tratta delle retribuzioni, ad esempio sotto forma di diritti su azioni, già garantite per gli esercizi fino al 2022 ma differite. Sulla base delle decisioni già prese la scorsa settimana, l’Esecutivo ha inoltre incaricato il DFF di proporre ulteriori misure concernenti le retribuzioni variabili da applicare fino all’esercizio 2022 e agli esercizi successivi.
L’articolo 10a della legge sulle banche prescrive che se a una banca di rilevanza sistemica è accordato un aiuto statale diretto o indiretto con fondi della Confederazione, il Consiglio federale ordina misure concernenti le retribuzioni. Sulla base delle decisioni del 16 marzo 2023, domenica scorsa l’Esecutivo ha già comunicato che avrebbe ordinato misure concernenti le retribuzioni in virtù di tale articolo.
Il 20 marzo 2023 l’Esecutivo ha preso conoscenza del fatto che la direzione di Credit Suisse ha rinunciato autonomamente alle retribuzioni variabili per l’esercizio 2022. Per motivi legati alla certezza del diritto, il Consiglio federale rinuncia a vietare retroattivamente le retribuzioni variabili già garantite e immediatamente versate ai collaboratori di Credit Suisse per l’esercizio 2022. Questo anche per evitare di penalizzare i dipendenti che non hanno contribuito personalmente alla crisi.
Il Consiglio federale ha per contro preso atto del fatto che il DFF sospende provvisoriamente mediante decisione le retribuzioni variabili di Credit Suisse già garantite per gli esercizi fino al 2022 ma differite. Sono esclusi solo i versamenti differiti già in corso di versamento. Le retribuzioni variabili differite sono componenti salariali variabili garantite, ma versate solo in un secondo momento (ad es. diritti su azioni). Il Consiglio federale ha altresì incaricato il DFF di proporre ulteriori misure concernenti le retribuzioni variabili da applicare fino all’esercizio 2022 e agli esercizi successivi.