Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/230195

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Nel periodo 2015-2021 qual era il tasso di occupazione dei posti di terapia intensiva certificati?</p><p>2. Nel periodo 2015-2021, in considerazione del tasso di occupazione, sono stati (temporaneamente) utilizzati ulteriori posti non certificati? Se sì, quando e quanti?</p><p>3. Quanto viene a costare, in media, un posto di terapia intensiva al giorno al Cantone, alla cassa malati e al paziente?</p><p>4. Quanti rimpatri dall'estero per infortunio o malattia si sono registrati nel periodo 2015-2021?</p><p>5. Che probabilità ha una persona con più di 80 anni, ricoverata in un reparto di terapia intensiva, di sopravvivere a un'influenza o alla COVID-19?</p><p>6. Qual è il tasso di vaccinazione anti-COVID-19 tra il personale medico? Se il dato non è disponibile, si prega di fare una stima.</p><p>7. Nel 2021 quanti giorni lavorativi sono andati persi nel settore infermieristico a causa del personale non vaccinato in quarantena o in isolamento? In assenza di dati precisi si prega di fare una stima.</p><p>8. I Cantoni giustificano la riduzione dei posti letto negli ospedali nel 2021 adducendo come motivazione il calo del personale medico specializzato. È forse questo uno dei motivi per cui molti infermieri specializzati non si sono vaccinati e quindi erano assenti perché in quarantena, costringendo gli ospedali a ripartire il carico di lavoro in maniera disomogenea?</p><p>9. Qual è la percentuale degli over 50 che è guarita e/o si è vaccinata e quindi ha sviluppato anticorpi?</p><p>10. A quanto ammonta il tasso di vaccinazione anti-COVID-19 tra gli insegnanti? In assenza di dati precisi si prega di fare una stima.</p><p>11. Alcuni Cantoni hanno reintrodotto l'obbligo della mascherina nelle scuole a partire dai 12 anni. Stando alle dichiarazioni di Christoph Berger, presidente della CFV, si intuisce che quest'obbligo non sarebbe necessario se molti più insegnanti fossero vaccinati e si facessero molti più test. Cosa ne pensa il Consiglio federale?</p><p>12. Il Consiglio federale ha stabilito diversi parametri per un'eventuale estensione del certificato. Quali erano soddisfatti l'8 settembre 2021 e quali non lo erano? Come giustifica il Consiglio federale la decisione di estendere l'obbligo del certificato? Questo non minaccia forse la sua credibilità politica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. I dati sull'occupazione dei reparti di terapia intensiva sono rilevati soltanto dall'inizio della pandemia di COVID-19. Pertanto, per il periodo dal 2015 al marzo 2020 non vi sono dati disponibili. Nel periodo da aprile a dicembre 2020 i posti letto certificati erano occupati in media al 75 per cento (livello massimo: 90 %; livello minimo: 64 %), mentre da gennaio a settembre 2021 al 78 per cento (livello massimo: 86 %; livello minimo: 68 %).</p><p>Nel periodo da aprile a dicembre 2020 i posti letto non certificati occupati erano in media 72 (numero massimo: 327; numero minimo: 20). Tuttavia, occorre tenere conto del fatto che all'inizio del rilevamento dei dati la qualità delle notifiche non era ancora sufficientemente elevata per distinguere tra posti letto certificati e posti letto non certificati. Il numero effettivo di posti letto non certificati occupati era quindi probabilmente più basso nel 2020. Nel periodo da gennaio a settembre 2021 il numero di posti letto non certificati occupati era in media 28 (numero massimo: 97; numero minimo: 8).</p><p>3. Il settore sanitario e i costi dei posti letto negli ospedali rientrano nella sfera di competenza dei Cantoni. La Confederazione non è pertanto in grado di fornire indicazioni al riguardo.</p><p>4. Fino ad agosto 2021 i rimpatri sono stati effettuati direttamente dalle società di assistenza, motivo per cui fino a questo momento non vi sono dati disponibili.</p><p>Poiché le organizzazioni responsabili dei rimpatri hanno segnalato sempre più difficoltà a trovare un posto letto in ospedale per i pazienti da rimpatriare, ad agosto 2021 il centro di coordinamento nazionale per i reparti di cure intense del Servizio sanitario coordinato (SSC) è stato incaricato di coordinare anche i rimpatri. Questo sostegno sussidiario è offerto dal 9 settembre 2021; fino al 23 settembre 2021 sono stati rimpatriati con questo meccanismo 15 pazienti.</p><p>5. Sulla probabilità che una persona con più di 80 anni ricoverata in un reparto di terapia intensiva ha di sopravvivere a un'influenza o alla COVID-19 non si possono fornire indicazioni chiare, visti i dati a disposizione. Va inoltre evidenziato che tale probabilità non dipende soltanto dall'età, ma anche da molti altri fattori come lo stato di salute generale di una persona.</p><p>6. Sul tasso di vaccinazione anti-COVID-19 tra il personale medico non sono disponibili dati nazionali. Stando ai dati dei partner e dei Cantoni, il tasso di copertura vaccinale è molto diverso da Cantone a Cantone e persino da istituto a istituto: può essere relativamente basso (circa il 40 %) o molto alto (oltre l'80 %). Tutti gli interessati compiono grandi sforzi per aumentare questo indice.</p><p>7. La Confederazione non può esprimersi al riguardo, in quanto i casi non sono rilevati sistematicamente o al di là dei singoli istituti.</p><p>8. Le segnalazioni delle associazioni dei datori di lavoro e delle associazioni professionali sull'incremento del numero degli infermieri specializzati che si licenziano o abbandonano la professione a causa di una situazione di affaticamento generale sono in notevole aumento. Tuttavia, poiché gli istituti e i reparti sono colpiti in maniera molto diversa dalla pandemia di coronavirus, anche il carico di lavoro dei singoli operatori è differente. Non è pertanto possibile fare considerazioni di carattere generale.</p><p>Non sono disponibili dati nazionali sul tasso di vaccinazione tra il personale medico, in quanto lo stato vaccinale non può essere rilevato dai datori di lavoro. Diversi riscontri ed esperienze indicano però un tasso molto alto tra il personale dei reparti di terapia intensiva. Da un rilevamento dell'ospedale di Soletta risulta per esempio che fino all'88 per cento degli infermieri specializzati che negli ultimi mesi hanno lavorato nei reparti di pronto soccorso, in quelli di terapia intensiva e nei reparti COVID è vaccinato.</p><p>9. La sieroprevalenza, ossia il rilevamento di anticorpi specifici, è rilevata attraverso il programma di ricerca Corona Immunitas (www.corona-immunitas.ch &gt; Risultati). Per esempio, all'inizio di luglio 2021 a Zurigo tra le persone di 50 anni e più è stata stimata con il Corona Immunitas una sieroprevalenza del 93 per cento circa. I dati di Zurigo sono paragonabili a quelli di altri Cantoni e forniscono quindi una buona visione d'insieme.</p><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) rileva inoltre il numero di persone vaccinate. Fino al 24 settembre 2021 era vaccinato con almeno una dose l'82,9 per cento della fascia di età degli over 50 e più. Il 76,4 per cento era invece completamente vaccinato. Sui guariti non è stata elaborata alcuna statistica ufficiale, in quanto di norma non esistono informazioni in merito (per esempio confermate da un risultato clinico di laboratorio negativo). Dal numero di persone vaccinate e guarite non si può dedurre direttamente il numero di persone con anticorpi, in quanto non tutte sviluppano anticorpi in egual misura.</p><p>10. Al riguardo non sono disponibili informazioni a livello nazionale, motivo per cui la Confederazione non può fare alcuna stima.</p><p>11. Oltre alla raccomandazione di vaccinazione per bambini e adolescenti a partire dai 12 anni, il Consiglio federale e l'UFSP raccomandano ai Cantoni test ripetuti per poter controllare l'evoluzione dei contagi nelle scuole, nel modo meno stressante possibile per bambini e adolescenti. L'obiettivo di questa strategia di test è di poter garantire un'attività scolastica regolare attraverso l'isolamento tempestivo delle persone risultate positive. Su ulteriori provvedimenti decidono i Cantoni tenendo conto della situazione epidemiologica locale e di altri fattori, tra i quali anche il tasso di copertura vaccinale. Per l'attuazione dei provvedimenti sono responsabili i Cantoni.</p><p>12. Secondo il modello a tre fasi approvato dal Consiglio federale il 21 aprile 2021, nella fase di normalizzazione i provvedimenti della Confederazione sono finalizzati ad assicurare il funzionamento del sistema sanitario. Considerata la situazione già tesa negli ospedali, l'impossibilità dei Cantoni di ampliare le capacità dei reparti di terapia intensiva, il lento avanzamento delle vaccinazioni e le prospettive poco favorevoli, nella sua decisione dell'8 settembre 2021 il Consiglio federale ha giudicato adeguati i criteri per l'estensione dell'obbligo del certificato definiti nel modello a tre fasi. In vista dell'imminente inizio della stagione fredda e quindi dei rischi di epidemie correlati, il Consiglio federale vorrebbe evitare provvedimenti di apertura precipitosi. Un allentamento dell'obbligo del certificato è quindi plausibile se la situazione negli ospedali e il quadro epidemiologico lo consentono.</p><p>Il 3 novembre il Consiglio federale ha inoltre reso più flessibile l'accesso ai certificati COVID (RS 818.102.2). L'introduzione di un "certificato COVID svizzero" semplifica l'accesso al certificato in particolare per le persone guarite.</p>  Risposta del Consiglio federale.