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Dopo una maratona notturna di negoziati, i Paesi partecipanti alla Conferenza dell'Onu sulla Biodiversità di Hyderabad, nell'India centrale, hanno deciso di raddoppiare i finanziamenti, portandoli a circa dodici miliardi di dollari l'anno entro il 2015, per proteggere gli animali e le piante del pianeta. Lo annuncia un comunicato ufficiale pubblicato sul sito della Convenzione sulla Diversità Biologica (Cbd). La Svizzera è scettica.
"I Paesi sviluppati si sono impegnati a raddoppiare i fondi per sostenere gli sforzi dei Paesi in via di Sviluppo nel raggiungere gli obiettivi stabiliti a livello internazionale" si legge. Si tratta degli obiettivi decisi nell'ultima conferenza di Nagoya, in Giappone, in cui è stato tracciato un piano strategico 2011-2020 che però doveva ancora essere finanziato. Secondo fonti di stampa, la decisione significa appunto mettere a disposizione una somma di circa dodici miliardi di dollari all'anno per la tutela di habitat naturali, contro i sei miliardi di dollari annui spesi tra il 2006 e il 2010. In particolare, ad Hyderabad è stato deciso di concentrare l'attenzione sulla biodiversità marina e tutelare quindi aree come il Mar dei Sargassi, l'arcipelago di Tonga e alcuni siti corallini al largo della costa brasiliane.
Secondo il Wwf, tuttavia, l'impegno finanziario promesso è ancora insufficiente ad attuare entro il 2020 i cosiddetti 20 "obiettivi di Aichi" fissati in Giappone due anni fa. La Svizzera si rammarica del fatto che la decisione di raddoppiare i fondi sia stata presa senza aver prima definito su basi solide il fabbisogno effettivo. Berna, che ha recentemente aumentato il suo contributo internazionale nei settori dello sviluppo e dell'ambiente, avrà difficoltà ad adempiere l'obiettivo intermedio previsto per il 2015, indica una nota del'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) diffusa oggi. Questo obiettivo servirà tuttavia da punto di riferimento per l'impegno nazionale e internazionale del nostro Paese.