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L’esercizio del diritto di voto per gli svizzeri all’estero va agevolato. Lo chiede un postulato che il Consiglio federale si dice disposto ad accogliere, anche alla luce dei problemi occorsi in passato in relazione al ritardo nella consegna del materiale o alla scadenza dei termini di invio. Nel suo postulato, il consigliere nazionale Andri Silberschmidt (PLR/ZH) invita il governo a esaminare se sia possibile semplificare l’invio e la consegna di materiale di voto ed elettorale agli espatriati, mediante un progetto pilota che contempli anche, per esempio, l’impiego del corriere diplomatico, o l’estensione dei termini di invio del materiale di voto.
Secondo il deputato, in occasione di votazioni ed elezioni accade regolarmente che svizzeri all’estero comunichino di non aver ricevuto il materiale di voto o di averlo ricevuto troppo tardi oppure di non essere riusciti a rispedire per tempo le schede ufficiali, non potendo così di fatto esercitare i loro diritti politici. Il loro esercizio dipende sovente dal buon funzionamento del traffico postale internazionale, messo ancora più in difficoltà a causa della pandemia.
Nella sua risposta, il Consiglio federale si dice pronto, nell’ambito di una prova pilota limitata nel tempo e nello spazio, a verificare, fra l’altro, l’invio e la rispedizione del materiale di voto degli svizzeri all’estero aventi diritto di voto e a valutare eventuali adeguamenti delle procedure. Il governo mette però in guardia dal fatto che le spedizioni tardive non potranno essere evitate finché il materiale di voto sarà inviato fisicamente e si voterà per posta.