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<h2>SubmittedText<h2><p>Per lungo tempo il Consiglio federale si è opposto a condurre una discussione sul futuro servizio pubblico nel campo dei media in un mondo digitale e a stabilire un quadro giuridico. Improvvisamente, in occasione della joint venture tra Swisscom, la SSR e Ringier ci si trova davanti al fatto compiuto senza che il Parlamento si sia mai espresso in materia. In un periodo in cui le entrate della SSR aumentano da anni mentre gli introiti pubblicitari dei media privati diminuiscono, un ingresso in grande stile della SSR e Swisscom, imprese vicine allo Stato, sul mercato pubblicitario è più che discutibile. Pertanto invito il Consiglio federale a rispondere a queste domande:</p><p>1. I fornitori di media privati indipendenti possono partecipare senza discriminazioni alla commercializzazione pubblicitaria della joint venture? Per quali motivi le raccomandazioni della CTT-N in materia di dati (accesso per tutte le imprese mediatiche svizzere tramite una piattaforma indipendente) non sono state prese in considerazione nella decisione?</p><p>2. Come si può evitare che nella commercializzazione dei propri spazi pubblicitari, le imprese mediatiche svizzere indipendenti si trovino in una situazione di dipendenza strategica dalla dominante joint venture?</p><p>3. Quando esattamente il Consiglio federale presenterà al Parlamento il rapporto sul servizio pubblico? Garantisce che la concessione SSR non sia rinnovata tacitamente per altri dieci anni e che siano prese in considerazione delle proposte formulate dal Parlamento?</p><p>4. Nel quadro del dibattito sul servizio pubblico nel campo dei media, il DATEC o il Consiglio federale prevede di proporre al Parlamento una revisione della LRTV o una modifica di ordinanza per definire le condizioni quadro giuridiche per la diffusione di pubblicità mirata da parte della SSR? La SSR ha già presentato una domanda all'UFCOM affinché la concessione sia modificata in tal senso?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale sarebbe opportuno privatizzare parti di Swisscom affinché l'impresa, come nel caso presente, possa operare più liberamente nei mercati privati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 29 febbraio 2016, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha deciso che la SSR può partecipare alla joint venture con Swisscom e Ringier. Si trattava di una procedura di vigilanza contro la SSR per determinare se, ai sensi dell'articolo 29 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40), un'attività della SSR non definita nella concessione nuoccia alla fornitura delle proprie prestazioni o limiti considerevolmente il margine di sviluppo di altre aziende mediatiche. Allo stesso tempo, in una decisione di constatazione in materia di diritto dei media, l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha esposto che senza una regolamentazione legale non può essere diffusa pubblicità mirata sui programmi televisivi della SSR.</p><p>Per quanto riguarda il servizio pubblico nel settore mediatico, nell'estate 2016 il Consiglio federale presenterà al Parlamento un rapporto dettagliato in risposta al postulato della CTT-S 14.3298 del 28 aprile 2014, che aveva proposto di accogliere. Il rapporto tratterà anche l'evoluzione del mercato pubblicitario in Svizzera. Occorre innanzitutto considerare che i proventi pubblicitari sono aumenti nel settore on line, ma hanno subito un calo in quello dei media stampati. Negli ultimi anni i proventi pubblicitari on line hanno fatto registrare un aumento costante. Dei circa 4,2 miliardi di franchi di tutti i proventi pubblicitari realizzati al di fuori del settore on line, circa 770 milioni provengono dal settore televisivo, di cui quasi la metà soltanto dalla SSR.</p><p>1. Nei principi pubblicati per la commercializzazione della pubblicità comune (<a href="http://www.srgssr.ch">www.srgssr.ch</a>), la joint venture assicura che i contenuti saranno trattati in modo equo in ordine alle priorità e alla commercializzazione, indipendentemente dal fatto se i contenuti siano proposti da un partner commerciale o da un azionista della joint venture. Nella sua presa di posizione del 14 dicembre 2015, la Commissione della concorrenza (COMCO) è giunta alla conclusione che la costituzione della joint venture non crea né rafforza una posizione dominante sul mercato che possa impedire una concorrenza efficace.</p><p>La decisione del DATEC è il risultato di una procedura legale secondo le prescrizioni della legge federale sulla procedura amministrativa (RS 172.021). Sulla base di un esame della situazione di fatto e di diritto secondo l'articolo 29 LRTV, il DATEC è giunto alla conclusione che la partecipazione della SSR alla joint venture non nuoce all'adempimento del mandato di programma, né limita considerevolmente il margine di sviluppo di altre aziende mediatiche.</p><p>Inoltre, per quel che concerne i dati sull'utilizzo dei diversi media, Mediapulse avvia un dialogo con tutti i principali attori del settore allo scopo di migliorare la trasparenza nell'ambito del rilevamento dei dati. In particolare, mira a garantire una maggiore disponibilità dei dati rilevanti per la pubblicità on line.</p><p>2. L'entrata della joint venture sul mercato pubblicitario e le eventuali dipendenze strategiche vanno innanzitutto esaminate secondo le direttive in materia di diritto della concorrenza. Se in futuro le attività della joint venture dovessero creare delle rilevanti limitazioni della concorrenza sotto il profilo del diritto sui cartelli, conformemente alla legge federale sui cartelli e altre restrizioni della concorrenza (legge sui cartelli; RS 251), spetterebbe alla COMCO chiarire la questione ed eventualmente adottare delle misure. Se dopo l'avvio delle attività operative, la joint venture dovesse limitare considerevolmente il margine di sviluppo di altre aziende mediatiche, è possibile che l'UFCOM avvii una nuova procedura di vigilanza contro la SSR ai sensi dell'articolo 29 LRTV.</p><p>3. Il Consiglio federale intende adottare all'attenzione del Parlamento un rapporto sul servizio pubblico a giugno 2016. La concessione SSR del 28 novembre 2007 (Concessione SSR; FF 2011 7089, 2012 7991, 2013 2747, 2016 55) giunge a scadenza il 31 dicembre 2017. Per il rilascio della nuova concessione, il Consiglio federale prenderà in considerazione il parere del Parlamento. Eventualmente, il Consiglio federale potrebbe estendere la concessione attuale per un periodo limitato.</p><p>4. Il Consiglio federale è dell'opinione che la pubblicità mirata debba fondamentalmente essere autorizzata dalla legge, purché siano rispettate le prescrizioni di cui agli articoli 9 a 13 LRTV (separazione tra pubblicità e programma, divieti in materia di pubblicità, inserimento nei programmi e durata della pubblicità, tutela dei minorenni). Innanzitutto occorre definire il quadro legale e verificare le disposizioni d'esecuzione disciplinate nell'ordinanza del 9 marzo 2006 sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401) già esistenti, in particolare l'obbligo di notificare i programmi o le varianti di programmi, un eventuale obbligo di segnalazione per la diffusione di pubblicità mirata, il calcolo della durata della pubblicità all'ora e le modalità relative all'obbligo di registrazione. Al momento le emittenti concessionarie non hanno il permesso di diffondere pubblicità mirata, in quanto ogni modifica del programma crea un nuovo programma, per il quale deve essere rilasciata una concessione. In questo ambito occorre inoltre regolare come conciliare la pubblicità mirata con gli obblighi di concessione e di diffusione. Per la SSR, in base all'articolo 14 LRTV, il Consiglio federale può inoltre emanare disposizioni pubblicitarie specifiche.</p><p>Con una norma nella ORTV, gli aspetti nella legislazione sulla radiotelevisione correlati alla pubblicità mirata potrebbero essere regolati allo stesso tempo per tutte le emittenti televisive. In qualsiasi caso sarà avviata una consultazione o un'indagine conoscitiva ai sensi dell'articolo 25 capoverso 2 LRTV, a cui si procederà soltanto dopo l'adozione del rapporto del Consiglio federale sul servizio pubblico. Finora la SSR non ha inoltrato nessuna domanda di modifica della concessione.</p><p>5. Nel rapporto sulle telecomunicazioni 2014, il Consiglio federale ha espresso dettagliatamente il suo parere in merito alla questione della privatizzazione di Swisscom e rigettato questa opzione. Da allora non sono emersi nuovi elementi che rimetterebbero in discussione questa posizione. Nel rapporto riguardante entrambi i postulati del gruppo liberale-radicale 12.4172, "Garantire la libertà economica e combattere le distorsioni della concorrenza create dalle imprese statali", e Schilliger 15.3880, "Lo Stato fa concorrenza all'economia? Urgono chiarimenti", il Consiglio federale sta esaminando in quali nuovi ambiti commerciali possano espandersi gli enti statali e parastatali e se ciò comporti delle distorsioni della concorrenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.