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I nostri antenati della specie Homo erectus erano onnivori: passavano da una dieta vegetale a una dieta mista ed erano in questo modo meno dipendenti dalla disponibilità di cibo stagionale. Lo indica la ricerca internazionale condotta sui resti, in particolare i denti, scoperti nel sud-est asiatico, nell'isola di Giava, e pubblicata sulla rivista Nature Ecology and Evolution. Allo studio, coordinato dalla Goethe University di Francoforte e dal Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte, l'Italia ha partecipato con Università di Padova e Museo delle Civiltà di Roma. Grazie all'analisi dei denti, gli autori della ricerca hanno confrontato le abitudini alimentari dell'Homo erectus con quelle di altri primati, come gli oranghi, vissuti nello stesso periodo, ossia Pleistocene, tra 1,4 milioni e 700'000 anni fa. Per le condizioni climatiche di allora, Giava era caratterizzata sia da foreste pluviali monsoniche, sia da paesaggi aperti alberati e da savane erbose.
Denti a confronto
I denti sono stati inglobati nella resina e poi tagliati in fettine sottilissime di circa 150 micrometri di spessore. I campioni fanno parte della Collezione "Gustav Heinrich Ralph von Koenigswald" dell'Istituto Senckenberg e del Museo di Francoforte. Successivamente un laser speciale ha permesso di asportare dalle sezioni una piccola quantità di smalto, nel quale lo spettrometro di massa ha permesso di rilevare la presenza di diversi elementi chimici, tra cui lo stronzio e il calcio, che si trovano sia nelle ossa che nei denti. Il rapporto tra stronzio e calcio (Sr/Ca), in particolare dipende dalla dieta. I predatori felini mostravano un basso rapporto, i predecessori degli attuali rinoceronti, cervi e ippopotami mostravano alti rapporti e i maiali del Pleistocene, onnivori, si trovavano nel mezzo.
La scoperta dei ricercatori
Per quanto riguarda gli oranghi e l'Homo erectus, i ricercatori hanno scoperto cicli annuali durante i quali la composizione della dieta cambiava: entrambi mostravano variazioni nel corso dell'anno, ma i picchi regolari erano molto più pronunciati per gli oranghi che per l'Homo erectus. "Questi picchi indicano un'abbondante disponibilità di cibo vegetale nella stagione umida, durante la quale la foresta pluviale produceva molti tipi di frutta", osserva Jülide Kubat, primo autore della pubblicazione. "Durante la stagione secca, gli oranghi passavano ad altre fonti di cibo, che potevano includere insetti o uova. Al contrario, Homo erectus, in quanto onnivoro e carnivoro occasionale, era meno dipendente dall'approvvigionamento alimentare stagionale, come indicano i picchi meno pronunciati e i valori più bassi di Sr/Ca. Improvvisamente -conclude il ricercatore - ci si sente molto vicini a questi primi esseri umani che hanno vissuto molto tempo prima di noi. Si può percepire cosa poteva significare per loro il cambio di stagione e come interagivano con il loro mondo circostante".