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Ubs avrebbe raggiunto un accordo con le autorità di Hong Kong, evitando in tal modo di dover sospendere le attività quale proponente per le quotazioni in borsa: lo riferisce l'agenzia Reuters. Contattata dall'Awp la banca non ha voluto commentare la notizia.
Ubs e la società finanziaria britannica Standard Chartered erano state accusate dall'autorità di vigilanza del mercati Sfc di non aver rispettato i loro doveri di diligenza nell'Ipo (entrata in borsa) della società China Forestry Holding, nel 2009.
Il gruppo cinese attivo nella fornitura di legno all'industria della carta aveva raccolto 216 milioni di dollari, ma era poi fallito, con danni enormi per gli investitori. L'accusa nei confronti di Ubs e di Standard Chartered - banche capofila dell'iIpo - era di non aver verificato che quanto affermato nel prospetto di quotazione fosse vero.
Nel marzo 2018 la Sfc aveva inflitto a Ubs una multa di 119 milioni di dollari di Hong Kong (allora 14 milioni di franchi), stabilendo inoltre il divieto di agire come proponente per le quotazioni in borsa durante un periodo di 18 mesi. La banca elvetica aveva presentato ricorso.
Stando alla Reuters un'udienza sul caso avrebbe dovuto tenersi oggi. Nel frattempo sarebbe però stato raggiunto un accordo extra giudiziale, i cui dettagli dovrebbero essere comunicati in un secondo tempo.