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Zurigo Accolto il ricorso: le scritte «teste di moro» non vanno coperte
Il municipio di Zurigo non può mettere in pratica la decisione di coprire delle scritte con riferimento ai mori che compaiono su due edifici storici del Niederdorf. Il Tribunale dei ricorsi in materia edilizia ha accolto un ricorso contro la cancellazione.
A fare ricorso contro la copertura delle scritte «Zum Mohrenkopf» (Alla testa di moro) e «Zum Mohrentanz» (Al ballo dei mori), che danno il nome a due edifici del XV e XVII secolo nel centro storico, è stata l'organizzazione Heimatschutz (Patrimonio svizzero).
Nel suo ricorso, Patrimonio Svizzero sottolineava che le previste coperture delle scritte non sarebbero state reversibili e chiedeva in alternativa di apporre delle targhe esplicative sulle facciate dei due edifici. I nomi delle due case evocano le prime relazioni tra i mercanti zurighesi e i mori, ossia le culture del Nord Africa e del Medio Oriente, scriveva Hematschutz.
Chiamato a decidere sulla licenza edilizia inoltrata dalla Città, il Tribunale cantonale dei ricorsi in materia edilizia è arrivato alla conclusione che le due scritte «non sono direttamente discriminatorie». L'effetto indirettamente discriminatorio risulta invece «sottile e difficile da cogliere». Anche perché il termine «Moro» è oggi poco utilizzato e sembra palesemente antiquato.
Il Tribunale ritiene perciò che la cancellazione delle scritte non sia giustificata. La decisione, pubblicata il 17 marzo, non è ancora definitiva e può ancora essere impugnata davanti al Tribunale amministrativo cantonale.
pl, ats