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Un salto nel buio con notevoli rischi: questa l'opinione del Consiglio federale sull'iniziativa popolare "Moneta intera" in votazione il 10 giugno. Il Governo raccomanda a popolo e Cantoni di respingerla.
Il testo dell'iniziativa chiede che solo la Banca nazionale svizzera (BNS) possa emettere moneta e che le banche commerciali non possano più emettere moneta scritturale, ossia elettronica. Questo sistema dovrebbe proteggere il denaro dei clienti delle banche e prevenire le crisi finanziarie. La BNS dovrebbe inoltre mettere in circolazione denaro distribuendolo direttamente alla Confederazione, ai Cantoni e alla popolazione.
Secondo i promotori dell'iniziativa la BNS non ha più il controllo della quantità di denaro in circolazione, perché solo il 10% di esso è generato dall'istituto e dalla Confederazione. Con l'espansione del denaro aumenta anche l'indebitamento dell'economia elvetica.
Pur riconoscendo l'importanza di avere un settore finanziario sicuro e stabile, per il Governo una simile riforma, oltre ad essere isolata sul piano internazionale, implicherebbe una profonda riorganizzazione dell'attuale e ben funzionante sistema monetario e valutario e del settore finanziario elvetico. "Si tratterebbe di un salto nel buio legato a notevoli rischi", indica una nota odierna del Consiglio federale.
Il sistema immaginato dai fautori dell'iniziativa indebolirebbe il settore bancario, secondo il comunicato. Verrebbe limitata la possibilità per le banche di erogare crediti e quindi finanziare investimenti.
Alla BNS verrebbe inoltre conferito un potere eccessivo, visto che quest'ultima dovrebbe assicurare l'approvvigionamento creditizio dell'economia. La gestione dei crediti risulterebbe così centralizzata nelle mani dell'istituto nazionale di emissione. Per l'esecutivo, una simile concentrazione di potere non è però opportuna. Poiché conoscono meglio le esigenze dei clienti, le banche sono infatti nella posizione migliore per valutare la necessità di crediti e i rischi degli stessi.
Se la BNS dovesse emettere denaro "non gravato da debito" e distribuirlo direttamente alla Confederazione, ai Cantoni o alla popolazione, finanzierebbe direttamente parte della spesa pubblica. La BNS sarebbe di conseguenza viepiù esposta a pressioni politiche. Ciò renderebbe difficile condurre una politica monetaria e metterebbe a rischio la stabilità dei prezzi.
(Ats)