Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/166058

<h2>SubmittedText<h2><p>Il numero dei rifugiati pone la Svizzera - come l'Europa nel suo complesso - dinanzi a sfide del tutto nuove anche sul piano dell'integrazione nella società e nel mercato del lavoro. È positivo che la Segreteria di Stato della migrazione intenda lanciare un progetto pilota di apprendimento linguistico e apprendistati preliminari per il periodo 2018 a 2021. Tale progetto, con 800 a 1000 posti, è però ben lungi dal soddisfare tutte le esigenze e necessità. Alla luce della portata straordinaria della sfida, urge organizzare una conferenza nazionale che coinvolga i cantoni, il mondo economico e le parti sociali.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui anche la Svizzera deve far fronte a sfide del tutto nuove anche sul piano dell'integrazione nella società e nel mercato del lavoro?</p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui occorre trattare più rapidamente soprattutto l'integrazione dei giovani, poiché potrebbero restare a lungo o per sempre nel nostro Paese?</p><p>3. Vista la portata di questa sfida, è disposto a organizzare quanto prima una conferenza nazionale che coinvolga tutti gli attori importanti e in particolare i cantoni, il mondo economico e le parti sociali, al fine di analizzare insieme la situazione ed elaborare proposte di soluzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:</p><p>1./2. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui l'integrazione sociale ed economica dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente è un compito importante. Negli ultimi anni ha pertanto adottato diverse misure, tra cui, in primo luogo, la promozione dell'integrazione professionale di rifugiati riconosciuti e di persone ammesse provvisoriamente. Quest'ultima costituisce anche un elemento prioritario dei programmi cantonali d'integrazione (PIC) concordati nel 2014 con i cantoni. La Confederazione vi contribuisce con un importo forfetario per l'integrazione pari a 6000 franchi per rifugiato o persona ammessa provvisoriamente. Nel dicembre 2015 il Consiglio federale ha inoltre avviato il progetto pilota, menzionato nell'interpellanza, volto a promuovere l'integrazione professionale di questi gruppi di immigrati. Apprendistati preliminari mirati intendono consentire a un migliaio di rifugiati riconosciuti e persone ammesse provvisoriamente, purché capaci e motivati, di acquisire entro breve una preparazione linguistica e professionale e di familiarizzarsi con la realtà lavorativa svizzera. Questa misura integra l'esistente ampia offerta di soluzioni transitorie per giovani che hanno terminato la scuola dell'obbligo e che non hanno un accesso diretto alle formazioni del livello secondario II.</p><p>Nel quadro dell'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione il Consiglio federale ha pure adottato un messaggio aggiuntivo sulle disposizioni in materia di integrazione nella legge sugli stranieri. A complemento del già deciso potenziamento dell'iniziativa sul personale qualificato, volta a impiegare meglio il potenziale di forza lavoro già presente sul territorio, il Consiglio federale propone ulteriori misure nel settore dell'asilo. Le persone che possono restare in Svizzera vanno agevolate nell'avviare un'attività lucrativa, ad esempio semplificando le procedure di autorizzazione e abrogando il contributo speciale.</p><p>3. Già oggi esistono organi corrispondenti, in particolare nell'ambito dell'iniziativa sul personale qualificato, promossa dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, e della collaborazione istituzionale o del dialogo sull'integrazione della Confederazione, dei cantoni, dei comuni e dei partner sociali, condotto nel quadro della Conferenza tripartita sugli agglomerati; nel giugno 2017 è prevista una terza conferenza nazionale sull'integrazione. Le questioni inerenti all'integrazione delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati costituiscono attualmente una priorità dei lavori dei suddetti organi. È possibile che al momento opportuno uno di questi organi verrà impiegato in modo mirato per la discussione di proposte risolutive concrete. In tal caso dovrà essere eventualmente potenziato.</p>  Risposta del Consiglio federale.