Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/241194

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2020 sono apparse sul mercato svizzero le sigarette elettroniche monouso di quinta generazione, particolarmente apprezzate tra i giovani e gli adolescenti, data l'ampia varietà di aromi sintetici disponibili. Questi prodotti contengono o sali di nicotina o, dall'inizio del 2021, nicotina sintetica, i cui effetti sulla salute sono completamente sconosciuti. Contengono inoltre numerosi altri composti volatili come gli idrocarburi aromatici policiclici. Queste sigarette elettroniche sono tutte prodotte e importate dalla Cina, senza che sia effettuato alcun controllo sulla composizione chimica, che varia fortemente da un prodotto all'altro.</p><p>I liquidi contenuti nelle sigarette devono rispettare la norma di un massimo di 20 mg/ml di nicotina, essendo noto che oltre questo valore la concentrazione di nicotina è considerata molto elevata. Recentemente, in Svizzera hanno cominciato a essere venduti su Internet prodotti che oltrepassano di gran lunga questo valore. Si tratta dei prodotti della marca Puff Bar, sigarette che contengono fino a 50 mg/ml o persino 60 mg/ml di nicotina. L'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo si è già rivolta alle autorità federali per denunciare la situazione.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali provvedimenti intende adottare e quali sanzioni intende applicare ai prodotti di questo tipo che violano le disposizioni legali sulla concentrazione di nicotina? E cosa intende fare per evitare che il problema si riproduca?</p><p>2. Cosa intende fare per garantire che i prodotti immessi sul mercato non siano pericolosi?</p><p>3. Prevede di vietare la commercializzazione di prodotti contenenti nicotina sintetica?</p><p>4. Questo tipo di sigarette elettroniche comporta un forte rischio di dipendenza, soprattutto per i giovani: cosa intende fare per raccogliere dati affidabili sulla prevalenza e sulle modalità di consumo di questi prodotti tra i giovani?</p><p>5. Queste sigarette elettroniche sono monouso, ossia usa e getta, e, come i mozziconi di sigaretta, possono finire nella natura, insieme alle batterie al litio, al metallo, alla plastica e a tutti i loro componenti. Non ritiene necessario vietarne la commercializzazione per proteggere l'ambiente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2. Sul mercato svizzero, la concentrazione di nicotina nelle sigarette elettroniche e nei liquidi di ricarica non può superare 20 mg/ml. Gli importatori e i responsabili dell'immissione in commercio di sigarette elettroniche sono tenuti a provvedere, nell'ambito del controllo autonomo, affinché siano consegnati ai consumatori solo prodotti che rispettano i requisiti legali. La sorveglianza del mercato è di competenza delle autorità cantonali di esecuzione della legislazione sulle derrate alimentari (chimici cantonali). Il Consiglio federale è al corrente di casi di violazione delle disposizioni legislative. A questo proposito, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria è in contatto con le autorità cantonali competenti. Spetta a queste ultime adottare provvedimenti adeguati e decidere se svolgere controlli supplementari o meno. Spesso, tuttavia, i consumatori ordinano questi prodotti direttamente su siti Internet esteri (fuori dall'UE). In tal caso i prodotti non sono immessi in commercio sul mercato svizzero né soggetti alla legislazione svizzera. L'importazione per uso privato è infatti esclusa dal campo d'applicazione della legge sulle derrate alimentari (art. 2 cpv. 4 lett. b; RS 817.0) e di conseguenza i Cantoni non possono intervenire.</p><p>3. La nuova legge sui prodotti del tabacco (LPTab; FF 2021 2327), adottata dal Parlamento nell'ottobre del 2021, non vieta l'immissione in commercio di prodotti contenenti nicotina sintetica. Per proteggere i consumatori, i prodotti del tabacco e le sigarette elettroniche non dovrebbero contenere ingredienti che, nel loro impiego usuale, presentano un rischio immediato o inaspettato per la salute oppure ne aumentano in misura significativa la tossicità intrinseca (art. 6 LPTab). Attualmente non vi sono indizi di una maggiore nocività, per la salute, della nicotina di sintesi ottenuta da una miscela di isomeri rispetto alla nicotina isolata dalla pianta del tabacco. Le autorità federali continueranno a seguire con attenzione la situazione e interverranno nei loro rispettivi ambiti di competenza se nuovi sviluppi lo esigeranno.</p><p>4. Diverse indagini permettono al Consiglio federale di disporre di indicatori attendibili sulla prevalenza e sulla frequenza di consumo di sigarette elettroniche e altri prodotti del tabacco. L'indagine sulla salute in Svizzera, condotta ogni cinque anni, fornisce informazioni sul tipo di prodotti consumati dalle persone a partire dai 15 anni. Lo studio "Health Behaviour in School-aged Children" fornisce invece ogni quattro anni informazioni sulla salute degli allievi dagli 11 ai 15 anni, affrontando anche la tematica dei nuovi prodotti del tabacco. Domande su questi prodotti saranno poste anche in occasione della prossima edizione dell'indagine Salute e Lifestyle, nel 2022.</p><p>5. Come già sottolineato nel parere in risposta alla mozione 19.4629 "Filtri per sigarette ecocompatibili", il Consiglio federale considera problematico il littering. Sostiene le Città, i Comuni e i Cantoni, responsabili della pulizia degli spazi pubblici, nella lotta contro questo problema. A tal fine, l'Ufficio federale dell'ambiente ha condotto analisi sull'entità del littering e promuove la condivisione di conoscenze sulle misure efficaci per prevenirlo.</p><p>Nel caso delle sigarette elettroniche e dei loro componenti, la degradazione nella natura è particolarmente problematica poiché possono contenere sostanze o elementi nocivi. Per il momento, il Consiglio federale non prevede tuttavia di vietarne la commercializzazione in base all'articolo 30a lettera a della legge sulla protezione dell'ambiente (RS 814.01). Si tratterebbe di un'ingerenza sproporzionata nella libertà di commercio e d'industria.</p>  Risposta del Consiglio federale.