Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/166238

<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della visita in Nigeria dello scorso marzo, il consigliere federale Didier Burkhalter ha firmato una dichiarazione d'intenti in base a cui alla Nigeria verranno restituiti circa 320 milioni di dollari che l'ex dittatore Sani Abacha aveva a suo tempo depositato all'estero.</p><p>1. Quale contropartita per questo trasferimento di averi dei potentati, il Consiglio federale ha negoziato concessioni in altri ambiti da parte della Nigeria?</p><p>2. In questo tipo di negoziati di politica estera o in situazioni analoghe, ha mai considerato di richiedere controprestazioni alle parti negoziali nell'interesse della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Fino a febbraio 2015 il Ministero pubblico di Ginevra ha condotto un procedimento penale contro Abba Abacha, figlio del defunto dittatore nigeriano Sani Abacha, nel cui quadro sono stati bloccati, in Lussemburgo, valori patrimoniali di provenienza illecita del clan Abacha che in seguito hanno potuto essere trasferiti in Svizzera.</p><p>Nell'ambito di un ampio confronto tra l'allora governo nigeriano e la famiglia Abacha avviato nel 2014 e riguardante i valori patrimoniali messi al sicuro dal clan in diversi Paesi (Regno Unito, Jersey, Francia, Liechtenstein), le pari si sono accordate in merito alla restituzione allo Stato nigeriano degli averi in questione contemporaneamente all'archiviazione del procedimento penale contro Abba Abacha. A seguito di questo accordo il Ministero pubblico ginevrino ha deciso, nel mese di febbraio 2015, la confisca degli averi sequestrati a Ginevra. La decisione prevede la restituzione di 321 milioni di dollari USA allo Stato nigeriano, che ne è il legittimo proprietario. Contempla inoltre che l'uso di questi fondi sia soggetto al monitoraggio della Banca mondiale.</p><p>La decisione è definitiva ed esecutiva. Su richiesta del Ministero pubblico di Ginevra il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in precedenza non coinvolto nel procedimento, provvederà a garantire il controllo da parte della Banca mondiale. La questione di eventuali contropartite da parte della Nigeria non si è quindi posta in questo caso perché il denaro appartiene allo Stato nigeriano. Il DFAE si impegna tuttavia affinché, coerentemente con la politica pluriennale della Svizzera nel campo dell'Asset Recovery, la restituzione avvenga in modo trasparente ed efficiente e che il denaro restituito sia utilizzato a favore della popolazione nigeriana. Nel contesto del suo viaggio ad Abuja il capo del DFAE ha firmato dunque una dichiarazione d'intenti con il governo nigeriano che fissa precisamente questi punti.</p><p>Il capo del Dipartimento ha poi approfittato ovviamente di tale occasione per discutere di altri dossier importanti per la Svizzera. Ha parlato pertanto del partenariato in materia di migrazione, ben funzionante, e della promozione degli investimenti svizzeri, che saranno ulteriormente facilitati dal nuovo Consolato generale aperto a Lagos sempre durante questa visita. È stato infine firmato un memorandum of understanding tra il governo svizzero e il governo nigeriano relativo all'istituzione di una procedura annuale per le consultazioni bilaterali. La restituzione del denaro contribuirà a rafforzare il partenariato con la Nigeria - il Paese più popoloso e la più grande economia dell'Africa - anche in questi campi.</p>  Risposta del Consiglio federale.