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Valeria: “Sono stata insultata su Facebook da un utente anonimo. Oltre a segnalarlo a Facebook stesso, serve a qualcosa se lo denuncio?”
Chi insulta qualcuno con parole, scritti o immagini commette il reato di ingiuria previsto dall’art. 177 del Codice Penale. Perché il reato venga perseguito e punito è tuttavia indispensabile che Valeria sporga querela. Se successivamente la querela venisse ritirata, il procedimento penale si fermerà e verrà archiviato.
Valeria però riferisce di essere stata insultata su FaceBook. Se gli insulti creano il sospetto di una condotta disonorevole di Valeria o nuocciono in altro modo alla sua reputazione, chi li ha postati su Facebook condividendoli in tal modo con terze persone si rende colpevole di diffamazione, un reato punito dall’art. 173 del Codice Penale Svizzero.
Anche in questo caso, perché il reato venga perseguito è necessario che Valeria sporga querela in Polizia o direttamente al Ministero Pubblico.
Chi ha insultato o diffamato Valeria è rimasto anonimo; la querela andrà pertanto presentata contro ignoti, e spetterà agli inquirenti risalire, tramite l’indirizzo IP dell’utente di FaceBook che ha pubblicato il post incriminato, all’autore del reato.
È un processo lungo e difficile, è vero, ma non per questo non si deve tentare di far valere i propri diritti.
Avv. Andrea Lenzin