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L'esercito prevede di spendere di più per i prossimi 4 anni rispetto al periodo 2017-2020. Nel messaggio approvato ieri dal Consiglio federale vengono chiesti 21,1 miliardi di franchi, di cui 2,7 miliardi solo per quest'anno.
Per gli anni dal 2017 al 2020 era stato fissato un tetto iniziale di 20 miliardi. Per il prossimo periodo, il governo prevede che il tasso di crescita reale del budget dell'esercito sarà dell'1,4% annuo, ossia la crescita media reale delle uscite della Confederazione.
La somma di 21,1 miliardi consentirà di rispettare gran parte dei crediti d'impegno già concessi e di quelli richiesti nel messaggio sull'Esercito 2020, precisa una nota odierna del Dipartimento federale della difesa (DDPS).
Una fetta di questo denaro servirà principalmente per finanziare parte dell'acquisto dei nuovi aerei da combattimento e del sistema di difesa terra-aria (Bodluv). Le truppe di terra saranno modernizzate e la difesa informatica sarà rafforzata.
Per garantire la modernizzazione dell'esercito saranno necessari investimenti per quasi 15 miliardi nei prossimi dieci anni. Il popolo voterà probabilmente l'acquisto di nuovi jet da guerra alla fine di settembre. Otto miliardi serviranno per proteggere lo spazio aereo (6 miliardi per i caccia e 2 miliardi per il sistema di difesa terra-aria)
Il Consiglio federale ha inoltre presentato al Parlamento il messaggio sull'Esercito 2020. Quest'anno intende investire 2,7 miliardi, 700 milioni in più rispetto ai 2 miliardi degli anni precedenti. Per il programma d'armamento sono previsti crediti d'impegno per 1,354 miliardi. I crediti per il materiale dell'esercito ammontano a 837 milioni.
Cyber difesa
Il Consiglio federale vuole destinare 600 milioni all'ammodernamento degli impianti di telecomunicazione. Ciò migliorerà le comunicazioni a voce e la trasmissione di dati delle forze armate, fornendo nel contempo risorse operative in caso di crisi e di attacchi informatici.
La sicurezza di ogni apparecchiatura acquistata è controllata da personale competente, compresi esperti in crittologia, ha affermato la consigliera federale Viola Amherd. L'esercito ha creato una formazione ad hoc in cibersicurezza allo scopo di istruire battaglioni specializzati alla protezione dei sistemi in uso nell'esercito.
Non si può escludere che prestino man forte agli operatori civili attivi nella protezione di infrastrutture sensibili, ma solo in via sussidiaria, ha spiegato la ministra della difesa. Il processo è si trova ancora in fase embrionale. Le recenti panne di Swisscom hanno dimostrato la vulnerabilità dei sistemi e la necessità di investire nella difesa informatica, ha dichiarato dal canto suo il capo dell'esercito Thomas Süssli.
Il sistema di sorveglianza dello spazio aereo Florako, introdotto nel 2004 e ormai obsoleto, sarà sostituito. Costo previsto: 155 milioni. Le attrezzature e i materiali per gli interventi in caso di catastrofe, vecchi di 30 anni, saranno rinnovati e adattati agli standard attuali ad un prezzo di 116 milioni.
Circa 438 milioni saranno spesi per prolungare la durata di vita dei carri granatieri 2000. Ciò permetterà di continuare ad utilizzarli fino al 2040. Quarantacinque milioni sono destinati all'aggiornamento dei velivoli PC-21 e dei loro simulatori.
Parco immobiliare da ridurre
Il Consiglio federale intende investire altri 489 milioni nel parco immobiliare dell'esercito, che verrà ridimensionato. L'ampliamento e la riconversione della piazza d'armi di Chamblon (VD) per un investimento di 29 milioni consentirà di trasferirvi la scuola d'ospedale attualmente ubicata a Moudon (VD). La piazza d'armi di Moudon verrà successivamente ceduta alla Segreteria di Stato della migrazione.
Anche l'ampliamento e il rinnovo totale della piazza d'armi di Frauenfeld (86 milioni) consentirà di rinunciare successivamente a ulteriori sedi. Infine, l'utilizzazione militare dell'aerodromo di Dübendorf (ZH) si concentrerà sul perimetro di una base federale, destinata essenzialmente agli elicotteri. A tal fine sono proposti progetti di costruzione per 68 milioni
Il sistema di difesa contraerea Rapier, acquisito più di 30 anni fa, sarà messo fuori servizio. La sua eliminazione costerà 13 milioni finanziati col bilancio regolare dell'esercito. In cambio si risparmieranno 5,5 milioni e mezzo annuali di costi d'esercizio.
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