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Lo scioglimento dei ghiacciai rilascia prodotti chimici nocivi che si accumulano sul fondale del lago più vicino, rileva uno studio realizzato in Svizzera.Questo contenuto è stato pubblicato il 14 ottobre 2009 - 17:33
Gli studiosi del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca del Politecnico federale di Zurigo e dell'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque hanno condotto le loro ricerche sull'Oberaarsee (canton Berna), un lago artificiale nei pressi del passo del Grimsel, a un'altitudine di 2300 metri.
Le analisi dei campioni prelevati nelle acque gelate del bacino hanno permesso di individuare tracce di plastificanti, pesticidi e diossina. Queste sostanze difficilmente degradabili (dette anche POP, Persistent organic pollutants) sono state da tempo messe al bando in quanto nocive per la salute umana.
Ciononostante, i ricercatori hanno rilevato concentrazioni importanti di POP nei sedimenti che si sono depositati negli ultimi 10-15 anni, ovvero dopo l'entrata in vigore del divieto.
Secondo lo studio, pubblicato sulla prestigiosa Environmental Science and Technology, la spiegazione più probabile è legata allo scioglimento del ghiacciaio dell'Oberaar.
La lingua del ghiacciaio si è infatti ritirata di oltre 120 metri negli ultimi dieci anni liberando così le sostanze contenute nel ghiaccio. Misure effettuate in altri laghi alpini, afferma lo studio, confermano queste ipotesi.
swissinfo.ch e agenzie
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