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Nel quadro della conferenza dell'Aia, la Svizzera ha reiterato la sua volontà di continuare a sostenere la popolazione e le istituzioni afghane.
Nel suo intervento alla conferenza dell'ONU sull'Afghanistan tenutasi martedì nella città olandese, il capo della delegazione elvetica Martin Dahinden ha sottolineato la necessità di "estirpare le radici" della povertà, dell'estremismo e della violenza.
La Confederazione è presente in Afghanistan dal 1977. Dal 2002, ha destinato in media 20 milioni di franchi all'anno allo sviluppo del paese asiatico. Il budget per il 2009 ammonta a 19,7 milioni. Un contributo di 2 milioni è previsto quest'anno a sostegno del processo elettorale. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione, di cui Dahinden è direttore, dispone dal 2002 di un ufficio di coordinamento a Kabul, che di recente è stato potenziato.
La conferenza ha in particolare dato l'occasione a Washington di spiegare la sua nuova strategia per l'Afghanistan, incentrata su un approccio che coinvolge anche gli altri Stati della regione, in primis Iran e Russia.
La segretaria di Stato americana Hillary Clinton ha sottolineato, davanti ai delegati di 90 paesi, che i talebani pronti a rinunciare all'estremismo potranno beneficiare di una "forma onorevole di riconciliazione".
L'Iran, pur dicendosi ostile alla presenza militare straniera nel paese, si è dal canto suo detto pronto a partecipare ai progetti internazionali di lotta contro il traffico di droga e ai programmi di ricostruzione.