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Secondo un recente studio dell'Università di Losanna, che ha analizzato le acque di scarico dei maggiori agglomerati urbani, ogni anno nel nostro Paese vengono consumate 8 tonnellate di questo stupefacente.
I recenti sequestri di grossi quantitativi di cocaina in Svizzera hanno riacceso l'interesse della stampa per il consumo di questa droga nelle città elvetiche.
Il consumo di cocaina è comunque rimasto stabile negli ultimi anni. Fra il 2,6 e il 2,7% della popolazione dai 15 ai 24 anni fa uso di questa sostanza, che ha soppiantato l'eroina dopo la guerra nei Balcani.
Secondo Olivier Guéniat, capo della polizia giudiziaria neocastellana e specialista del traffico di droga, i sequestri non sono né più frequenti, né più importanti rispetto a qualche anno fa e, soprattutto, hanno un impatto limitato, visto che l'offerta riesce sempre a soddisfare la domanda.
Abbiamo recentemente smantellato un'organizzazione criminale che riforniva ogni settimana Ginevra, Losanna, Basilea e Berna con una ventina di chili, ricorda Guéniat. "In seguito però la polizia non ha osservato nessun rallentamento del mercato della cocaina".
I trafficanti non sono organizzati in modo piramidale e quando avviene un sequestro, anche importante, come i 191 chili scoperti a Birsfelden (BL), viene colpito solo un piccolo ramo della rete e la domanda si rivolge rapidamente a una moltitudine di altre organizzazioni attive sul mercato.
Ogni cantone porta avanti a modo suo la lotta al traffico di stupefacenti, rileva Guéniat, deplorando che non ci sia una politica federale in materia. In questo modo, a suo avviso, vengono sperperati fondi e si lavora in modo meno efficace, dato che la collaborazione fra cantoni non è sempre facile.
SDA-ATS