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In maggio l'indice dei prezzi al consumo (IPC) è rimasto stabile rispetto ad aprile, attestandosi a 101,3 punti. Nel confronto con lo stesso mese dell'anno scorso risulta invece una contrazione dell'1,3%.
La stabilità dell'indice rispetto al mese precedente è il risultato di tendenze opposte che si sono compensate a vicenda, spiega l'Ufficio federale di statistica (UST) in un comunicato diffuso oggi.
I prezzi degli affitti delle abitazioni e dei viaggi forfetari internazionali sono aumentati, come pure quelli della frutta con nocciolo. Hanno invece registrato un calo i prezzi dei carburanti e dei pernottamenti in albergo.
I prezzi dei prodotti indigeni sono aumentati dello 0,1% rispetto ad aprile e diminuiti dello 0,2% rispetto a maggio 2019, mentre quelli importati sono rimasti invariati su base mensile e sono calati del 4,6% su base annua.
A differenza del mese precedente, in maggio è stato possibile rilevare gran parte dei prezzi. Solo le posizioni del settore turistico, ovvero gli alberghi, le tariffe aeree e i viaggi forfetari sono ancora particolarmente colpite da questa situazione speciale legata all'epidemia di coronavirus. Per queste categorie, l'andamento dei prezzi dei prodotti rilevati è stato imputato ai prezzi mancanti della medesima categoria, cosicché i prezzi mancanti non esercitano nessuna influenza sui risultati. Ad eccezione di queste posizioni del settore turistico, indica l'UST, nel maggio 2020 la qualità delle rilevazioni per l'IPC corrisponde agli standard abituali.
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