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Medici senza frontiere (Msf) "condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius" per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo.
Una misura che Msf, in una nota, definisce "sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare".
"Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti di uomini - afferma Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf - ora veniamo accusati di far parte di un'organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l'estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare".
L'Ong sottolinea che "tutte le nostre operazioni in porto, compresa la gestione dei rifiuti, hanno sempre seguito procedure standard" e che "le autorità competenti non hanno contestato queste procedure né individuato alcun rischio per la salute pubblica da quando Msf ha avviato le attività in mare nel 2015".