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Negoziati sull‘«Accordo-quadro»
I negoziati fra la Svizzera e l’UE su un cosiddetto „Accordo-quadro“ ristagnano. Erano stati avviati a metà 2014, a seguito della pretesa da parte dell’UE, che altri accordi bilaterali con la Svizzera sarebbero stati possibili unicamente se la Svizzera si fosse lasciata „integrare istituzionalmente“ nell’UE. Di fatto, l’UE pretende dalla Svizzera la sottomissione incondizionata.
eu-no.ch INFO del 20.05.2015
Ciò che l’UE intende con «integrazione istituzionale», l’ha stabilito in cinque punti:
- La Svizzera deve riprendere da Bruxelles automaticamente - e senza diritto di dire la sua - il diritto UE in tutti i settori contemplati o che saranno contemplati in futuro in accordi bilaterali e convenzioni fra Berna e Bruxelles.
- In caso di divergenza d’opinione sull’interpretazione di accordi bilaterali, la Svizzera deve riconoscere quali inappellabili le decisioni della Corte di giustizia dell’UE.
- Se la Svizzera non potesse dar seguito a una decisione della Corte di giustizia dell’UE - per esempio a causa di una divergente decisione popolare in Svizzera - deve allora accettare delle sanzioni - quindi misure punitive - da parte dell’UE.
- L’UE rinuncia peraltro a future pretese di versamenti singoli “pagamenti di coesione” (prestazioni di aiuto allo sviluppo a Stati membri dell’UE economicamente deboli), da essere approvati dalla Svizzera. Al loro posto, la Svizzera dovrebbe pagare all’UE delle quote annuali.
- La Svizzera deve accettare un organo di sorveglianza nominato dall’UE che - con sede in Svizzera - deve verificare che la Svizzera rispetti gli impegni presi contrattualmente nei confronti di Bruxelles.
Recentemente, Bruxelles ha rafforzato una minaccia che aveva già espresso in precedenza: rifiuta ogni colloquio su qualsiasi settore pensabile, fintanto che Berna non avrà finalmente accettato l’«integrazione istituzionale» conformemente alle aspettative dell’UE. Da allora, i negoziati sono rimasti a un punto morto.
(Fonte: Nordwestschweiz, 28 aprile 2015)