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Episiotomia: quel "taglietto" alle parti intime
(fonte principale delle informazioni: Genitori Channel)
Lacerazione perineale ed episiotomia
Le lacerazioni perineali possono avvenire durante la fase espulsiva del parto, soprattutto nelle donne primipare. Lacerazioni di 1. grado di solito, non necessitano neanche di sutura, quelle di 2. grado possono essere facilmente suturabili in anestesia locale. Lacerazioni di 3. e 4. grado (insieme meno de 2%), secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) possono avere conseguenze più serie per cui dovrebbero essere suturate, quando è possibile, da un ostetrico in un ospedale ben attrezzato, in modo da prevenire un'incontinenza fecale e/o fistole fecali.
L’episiotomia è un taglio praticato su vulva e vagina durante la fase espulsiva del parto, in genere quando la vagina si distende sotto la pressione della testa del feto.
Oggi le principali evidenze scientifiche mostrano che l'episiotomia NON va praticata di routine, perché non è utile in nessuna delle circostanze in cui si pensava che lo fosse.
Anche secondo l’OMS non esiste una prova attendibile che l'uso libero o di routine dell'episiotomia abbia un effetto benefico, ma risulta molto chiaro che può causare danno. Pertanto in un parto normale si possono presentare le indicazioni valide per un’episiotomia (come ad es. l’uso di forcipe o ventosa), ma si raccomanda un uso ristretto di questo intervento.
L'episiotomia non migliora gli esiti del parto
L'episiotomia è stata introdotta nel 1800, ma cominciò ad essere utilizzata di routine negli anni '70 nella convinzione (che oggi sappiamo essere errata) che fosse utile per:
- evitare i traumi da lacerazione spontanea del perineo
- aumentare il benessere del bambino alla nascita
- ridurre il dolore nella fase espulsiva
- ridurre la durata della fase espulsiva
- ridurre l'incontinenza dopo il parto, e prolasso utero vaginale in età avanzata.
Le evidenze scientifiche degli ultimi anni (v. intervista del dott. Michael Stark e i riferimenti alla fine dell’articolo) mostrano con chiarezza che l’episiotomia non favorisce nessuno di questi fenomeni mentre genera molti altri problemi.
I problemi che possono derivare dall'episiotomia
L'episiotomia, non solo non aiuta a prevenire o ridurre dolore, lacerazioni, incontinenza, o a migliorare il benessere fetale, essa, al contrario risulta dannosa.
- un’episiotomia procura un’incisione più grave e profonda del perineo, rispetto alle lacerazioni naturali che ledono più raramente il tessuto muscolare e sottocutaneo,
- se il neonato sta bene, l’episiotomia non migliora le sue condizioni di salute,
- con l'episiotomia c'è una maggiore perdita di sangue della mamma,
- non migliorano gli esiti sull'incontinenza materna post parto,
- vi è un immediato decorso post parto più doloroso,
- la ripresa dei rapporti sessuali è più rapida SENZA episiotomia.
L'episiotomia non va fatta ma "quasi tutti" la fanno... possibile?
Purtroppo, nonostante le evidenze scientifiche siano chiare in proposito, nella maggior parte degli ospedali e delle cliniche è ancora praticata molto spesso (per il Ticino vedi statistiche allegate), anche se all’inizio si dice che: "la pratichiamo solo quando serve".
In Svizzera la subisce in media una donna su 4 (nel 2011 era praticata nel 26.4% dei parti vaginali), con un trend in discesa. Ma ci sono notevoli differenze fra ospedali. In Ticino nel 2011 la media negli ospedali dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) era del 31% (non esiste il dettaglio per ogni ospedale), nella clinica Sant Anna del 27,9% e nella clinica Santa Chiara 46,7% (v. tabelle allegate).
In Italia è praticata sul 70% delle partorienti nell'Italia del sud e sul 60% a nord. (5)
Tutto questo significa che troppe donne durante il parto subiscono un taglio delle parti intime, con conseguenze (a volte anche gravi) sulla propria vita sessuale e fisica, senza che vi siano motivazioni mediche specifiche. Negli ospedali dove c'è attenzione a non abusarne (purtroppo rari), viene impiegata solo nel 5-7% dei casi.
Come evitarla se non è davvero necessaria?
L'episiotomia è un intervento chirurgico e come tale può essere rifiutato. Purtroppo in genere non viene chiesto il permesso di praticarla durante il parto, per questo è consigliabile dirlo chiaramente e/o mettere o far mettere per iscritto all'atto del ricovero che si desidera partorire senza episiotomia.
“La pratichiamo solo quando serve” è una frase che non garantisce tutele al momento del parto, meglio richiederne l'esclusione. Se poi fosse necessario procedere a un parto operativo complesso (ad es. con ventosa o forcipe, eventualità piuttosto rara), allora il medico dovrà chiedere nuovamente il consenso.
Una lacerazione spontanea è meglio di un'episiotomia
In ogni caso, una lacerazione spontanea è da preferire all'episiotomia poiché ha un decorso molto più breve, non coinvolge necessariamente il muscolo, e la sua cicatrizzazione è più rapida di quella dell’episiotomia.[2] Lo sostiene anche il prof. Michael Stark, ginecologo e chirurgo di fama internazionale, ideatore della più moderna tecnica di cesareo rapido e sicuro, ma grande sostenitore del parto "naturale", cioè del parto secondo fisiologia. Da anni promuove una "battaglia" internazionale contro l'episiotomia.
Si può preparare la pelle a essere più elastica per evitare lacerazioni?
La pelle nella zona vaginale ed il perineo (i muscoli della zona vaginale) diventano particolarmente elastici grazie agli ormoni della gravidanza. Tuttavia la levatrice può consigliare cosa fare per aiutare il perineo, cioè la zona vaginale, a diventare più elastica in previsione del parto, con massaggi ed olii; saranno comunque gli ormoni a fare la parte maggiore rendendo la pelle molto elastica e prevenendo così le lacerazioni.
Sintesi in video di Genitori Channel sull’episiotomia
L’episiotomia nelle maternità del Cantone Ticino
Fonte: UFSP (Uff. Federale di Statistica), Indicatori di qualità degli ospedali svizzeri per cure acute.
Evidenze scientifiche sull'episiotomia
- Kettle C, Tohill S. Perineal care. Clinical Evidence 2011;04:1401
- Fritel X, Fauconnier A, Bader G, Cosson M, Debodinance P, Deffieux X et al; French College of Gynaecologists and Obstetricians. Diagnosis and management of adult female stress urinary incontinence: guidelines for clinical practice from the French College of Gynaecologists and Obstetricians. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 2010;151:14-9
- Carroli G, Mignini L. Episiotomy for vaginal birth. Cochrane Database Syst Rev 2009;(1):CD000081.
- Berghella V, Baxter JK, Chauhan SP. Evidence-based labor and delivery management. Am J Obstet Gynecol 2008;199:445-54
- Grandolfo M, Donati S, Giusti A. Indagine conoscitiva sul percorso nascita, 2002. Aspetti metodologici e risultati nazionali. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2002
- OMS Safe motherhood, Care in normal Birth, a practical guide.
- Saperidoc: http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/52
La revisione dei testi del video le indicazioni sulla letteratura scientifica sono del dott. Vittorio Basevi, medico con specializzazione in ginecologia e ostetricia, dottorato di ricerca in medicina di comunità. Ha partecipato a: Collaborative group on drug use in pregnancy; Gruppo ostetrico pediatrico neonatologico di collaborazione interospedaliera; Cochrane pregnancy and childbirth group, McMaster Online Rating of Evidence (MORE) system. Medico ospedaliero fino al 2000, attualmente è dirigente medico al CeVEAS.