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Il Patto federale concluso all'inizio di agosto del 1291 è considerato il più antico atto costituzionale svizzero. Con esso le comunità di valle di Uri, Svitto e Untervaldo si impegnarono ad aiutarsi reciprocamente contro tutti coloro che avessero fatto loro violenza o torto, a rifiutare la presenza di giudici stranieri ma anche a mantenere inalterati i rapporti di potere esistenti.
Il Patto contiene inoltre elementi di procedura penale e civile oltre che regole per la composizione di controversie fra gli stipulanti.
Il Patto federale è considerato ufficialmente l'atto fondatore della Confederazione Svizzera soltanto dalla fine del XIX secolo. A renderlo tale contribuì in misura determinante il Consiglio federale il quale - sulla base di tale documento - celebrò nel 1891 una festa di commemorazione nazionale e nel 1899 dichiarò quindi il 1° agosto Festa nazionale.
Tale decisione nasceva dalla convinzione che lo Stato federale democratico del 1848 si iscrivesse nel solco della Vecchia Confederazione anteriore al 1798, le cui radici storiche affondavano nel cuore delle Alpi. L'origine della Confederazione è parimenti associata al leggendario giuramento del Grütli pronunciato da uomini liberi ai piedi del Lago di Uri. Nel segno di una nuova pedagogia nazionale, questa rappresentazione storica si è imposta come materia obbligatoria da inculcare a ogni scolaro svizzero.
Richiamarsi al Patto federale in quanto più antica Costituzione svizzera, alleanza liberamente giurata vecchia di parecchi secoli e divenuta tradizione consolidata, è servito a rafforzare la coesione dello Stato federale democratico. Nel contesto degli sviluppi politici intervenuti dopo il 1930, il Patto federale è divenuto il simbolo di un'unione a difesa delle minacce esterne.
Grazie al suo carattere simbolico, questo documento apparentemente insignificante è divenuto per l'opinione pubblica un elemento centrale della storia e della politica svizzere. Prova ne sono i festeggiamenti organizzati nel 1936 a Svitto per l'inaugurazione dell'Archivio dei Patti federali svizzeri (denominato dal 1999 Museo dei Patti federali) quale luogo di memoria nazionale.
Nel tardo Medioevo quest'alleanza non aveva tuttavia l'importanza che le si attribuisce oggi e nemmeno era unica nel suo genere. Si trattava di un semplice patto di pace come ne esistevano altri all'epoca. Lungi dal costituire un atto rivoluzionario di autodeterminazione contadina, il Patto aveva invece la funzione di assicurare il sistema di potere esistente nell'interesse delle élite locali.
Di fatto, il Patto federale giurato nel 1291 tra le comunità di valle di Uri, Svitto e Untervaldo non è stato menzionato per parecchi secoli. Il documento è stato riscoperto soltanto nel 1758 nell'Archivio di Svitto. Diversamente dal Patto federale del 1315 (Patto di Morgarten), il Patto federale del 1291 non ha esercitato alcun influsso sulla politica della Vecchia Confederazione anteriore al 1798 e molto verosimilmente non ha funto da modello per altre alleanze federali più tardive. Inoltre, taluni problemi inerenti alla sua trasmissione e alla sua interpretazione lasciano ipotizzare che questo documento sia stato successivamente caricato di significati che assolutamente non ha avuto all'epoca della sua stesura.
La relativizzazione che emerge dallo studio dei fatti storici non inficia comunque il grande valore culturale di questo documento che continua ad essere tutt'oggi menzionato nei dibattiti politici.
Riassunto del testo latino
Le seguenti disposizioni di pace sono convenute ai fini del bene comune :
- In considerazione dei tempi difficili, le persone e le comunità di Uri, Svitto e Untervaldo s'impegnano a prestarsi con tutti i mezzi reciproco aiuto contro tutti coloro che, nelle valli o fuori di esse, facessero loro torto o violenza.
- Ciascuna comunità accorre in aiuto e presta consiglio all'altra, a proprie spese, per respingere le aggressioni contro persone o beni nelle valli e fuori di esse e presta giuramento confermando e rinnovando l'antico patto.
- Ciascuno è tenuto, secondo la sua personale condizione, a prestare obbedienza al proprio signore.
- La funzione di giudice nelle valli summenzionate non può essere acquistata e può essere esercitata soltanto da membri della comunità.
- I conflitti tra confederati devono essere appianati dai più avveduti, la cui decisione sarà difesa da tutti.
- L'assassinio è punito con la pena di morte. Se chi lo commette è fuggito, gli si vieta il ritorno. Chi protegge un omicida è parimenti bandito dalle valli finché i confederati non ne autorizzino il ritorno.
- Gli incendiari perdono il loro statuto di confederati e chi li favorisce o li difende deve risarcire egli stesso il danneggiato.
- Chi deruba un confederato o gli arreca danno in altro modo risponde con i suoi beni nelle valli.
- I beni di debitori o fideiussori possono essere pignorati soltanto con il permesso del giudice.
- Ognuno deve obbedire al suo giudice e, se necessario, indicare quale sia nella valle il giudice sotto la cui giurisdizione si trova.
- Chi si rifiuta di assoggettarsi al giudizio arrecando in tal modo pregiudizio a un altro confederato, sarà costretto da tutti a una corrispondente riparazione.
- I casi di guerra o di litigio tra confederati devono essere risolti mediante una procedura arbitrale; se una parte non intende rimettersi al giudice o pagare un risarcimento, i confederati prendono la difesa dell'altra parte.
- Queste disposizioni per il bene comune hanno durata perpetua.
Provvisto dei sigilli delle tre comunità e valli summenzionate, questo patto è stato concluso all'inizio del mese di agosto dell'anno 1291.
Ultima modifica 17.05.2017