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I neopapà dovrebbero aver diritto a un congedo di due settimane alla nascita di un figlio, pagato mediante le Indennità per perdita di guadagno (IPG). Ne è convinta la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N) .
Questa ha infatti approvato - 13 voti a 10 e un astenuto - un'iniziativa parlamentare di Martin Candinas (PPD/GR) in tal senso.
A parere della CSSS-N, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, un simile congedo è opportuno per motivi di politica familiare ed è sostenibile sotto il profilo sociopolitico. L'iniziativa parlamentare dovrà ancora ottenere l'avallo dall'omologa commissione degli Stati prima che venga elaborato un progetto legislativo.
Nel suo atto parlamentare, il consigliere nazionale grigionese sostiene che la presenza del padre dopo la nascita di un figlio è indispensabile per un buon inizio della vita familiare e per costruire un rapporto col neonato. Se vi sono già altri figli, inoltre, occorre occuparsi anche di loro.
Attualmente, tuttavia, i neopapà che vogliono occuparsi del bebè sono spesso costretti a chiedere un congedo non pagato. Al pari del congedo maternità, anche il congedo paternità dovrebbe essere finanziato secondo Candinas con un'indennità pari all'80% del salario (196 franchi al massimo al giorno).
Il congedo paternità - valido per i primi 6 mesi dalla nascita del bimbo - dovrebbe dare il diritto ad assentarsi dal posto di lavoro per dieci giorni lavorativi ed essere riscosso anche per singoli giorni.
Dal primo luglio 2005, in caso di maternità le donne che esercitano un'attività lucrativa percepiscono per 14 settimane un'indennità che copre l'80% del reddito da lavoro (massimo 196 franchi). Disposizioni cantonali, regolamenti del personale e contratti collettivi di lavoro possono prevedere soluzioni più generose.