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Tre tonnellate d'oro russo hanno varcato i confini elvetici lo scorso mese di maggio, sebbene la Svizzera ne abbia interrotto l'importazione da inizio febbraio. L'informazione è confermata dalle statistiche dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
L'Associazione dell'industria svizzera dei metalli preziosi afferma che nessuno dei suoi 14 membri, responsabili del 100% della raffinazione d'oro su suolo elvetico, è responsabile dell'importazione di questi 3'089 chili dal valore di 194 milioni di franchi. Le domande su chi li abbia acquistati restano quindi aperte e l'UDSC precisa unicamente che la partita era destinata a raffinerie o a imprese industriali.
L'UE e la Confederazione hanno introdotto diverse sanzioni contro Mosca dall'inizio del conflitto ucraino. Il divieto d'acquisto d'oro russo non rientra però fra queste. Le grandi raffinerie elvetiche rispondono tuttavia anche all'autorità della London Bullion Market Association che invece lo prevede.