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Il numero 1 del tennis mondiale si è recato in Australia per fare la storia del tennis, ma ha dovuto lasciare il paese senza poter disputare una sola partita e ora affronta un futuro incerto.
Dopo l'epocale sentenza del tribunale, Novak Djokovic ha dovuto lasciare la sua amata Australia mentre i suoi colleghi - Federer escluso - stanno giocando per aggiudicarsi la corona del 'regno d'Australia'. Durante il lungo volo di ritorno a Belgrado il numero 1 del tennis avrà certamente avuto tempo sufficiente per pensare al suo futuro sportivo.
La mannaia dei tre anni di divieto
La cancellazione del suo visto implica pure un divieto di ingresso in Australia per i prossimi tre anni, come ha confermato il primo ministro Scott Morrison, che ha però aperto uno spiraglio all'attuale numero 1 nonché nove volte vincitore a Melbourne: «C’è la possibilità che si torni a considerare il caso, e questo avverrà a tempo debito».
Qualsiasi revoca della sanzione sarà trattata a tempo debito, ha detto il primo ministro. Quindi, ciò che esattamente Djokovic dovrà soddisfare in cambio rimane aperto. Ciò che è chiaro è che con la cancellazione del suo visto, perderà la sua grande occasione di vincere il suo 21° titolo del Grande Slam a Melbourne tra due settimane. Djokovic condivide attualmente questo record con i suoi rivali Rafael Nadal e Roger Federer (20 titoli a testa).
Inoltre, se a trionfare a Melbourne sarà Daniil Medvedev o Alexander Zverev, Djokovic perderà il trono di numero 1 del tennis da metà febbraio.
Senza vaccino salteranno anche altri grandi appuntamenti
Finché la pandemia continuerà a imperversare nel mondo sembra prevedibile che non ci sarà alcun allentamento delle misure.
Come per gli Australian Open anche ai Masters di Indian Wells e Miami a marzo, sono ammessi solo giocatori vaccinati. Al prossimo torneo del Grande Slam, gli Open di Francia a maggio, la situazione sarà esattamente la stessa, come ha spiegato recentemente il ministro dello sport francese Roxana Maracineanu. Lo stesso per gli US Open. Al momento solo Wimbledon non ha ancora comunicato le sue regole.
Al bivio
Così Novak Djokovic si trova ora ad un bivio: riconsiderare la sua posizione di non vaccinato oppure continuare sulla strada scelta?
Senza il cambio legato alla vaccinazione contro il coronavirus la sua carriera sportiva, nel prossimo futuro, potrebbe subire altri ulteriori arresti.
«Novak, cerca di capire che sarà più facile per te se sei vaccinato», ha detto alla FAZ Boris Becker, che ha allenato Djokovic per tre anni.
Altre lunghe pause forzate all'orizzonte
Nonostante il 34enne sembra ancora fisicamente in grado di dominare il Tour per molto tempo, una pausa più lunga (forzata) e la mancanza di ritmo di gioco sarebbe certamente un handicap anche per lui. Inoltre, l'atteggiamento di molti amanti del tennis nei suoi confronti diventerebbe probabilmente ancora più ostile se dovesse rifiutare altre vaccinazioni. Il governo australiano lo ha già 'punito' per il suo ruolo di prominente ambasciatore mondiale del movimento 'no vax', altri potrebbero fare lo stesso.
Anche per il tennista mentalmente più forte del tour, questa non sarà certo una passeggiata.
Certo è anche che se Djokovic dovesse continuare a rifiutare la vaccinazione il suo status di martire crescerà davvero molto tra la sua famiglia e i suoi sostenitori. Il resto del mondo sportivo e politico stringerà invece il cappio intorno alla sua carriera.
Per l'ambizioso serbo questa posizione di partenza all'inizio della nuova stagione è davvero difficile. Dopo l'affare australiano quale sarà il prossimo capitolo che farà tremare la scena del tennis mondiale?