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BERNA - Da un punto di vista etico, nulla si oppone alla vaccinazione dei giovani tra i 12 e i 15 anni. L'importante è garantire condizioni quadro che permettano loro di prendere una decisione da soli, lo ha indicato oggi la Commissione nazionale d'etica per la medicina (CNE).
In una presa di posizione, la CNE considera «giustificata» la raccomandazione in favore della vaccinazione dei giovani tra i 12 e i 15 anni. Come per gli adulti, i benefici diretti e indiretti superano i deboli rischi legati ai vaccini, indica.
I giovani capaci di discernimento devono poter decidere da soli se essere vaccinati o meno. Come condizione quadro eticamente richiesta, la CNE specifica che gli adolescenti devono ricevere informazioni adeguate, chiare e sufficienti a seconda della loro età, in un ambiente che promuova l'autodeterminazione.
I giovani interessati dovrebbero idealmente venire informati da persone competenti per valutare la loro capacità di discernimento e il tipo di informazione necessario. Per quanto concerne i giovani che non sono in misura di decidere, la scelta sta ai genitori o ad altre persone che le rappresentano.
A questo proposito, la Commissione ricorda che i rappresentanti devono decidere in base all'interesse superiore dell'adolescente e non in funzione delle loro preferenze. Nel limite del possibile, questi giovani devono comunque essere affiliati al processo decisionale.
La CNE sottolinea inoltre che non bisogna motivare i giovani a farsi vaccinare con la promessa di una più grande libertà o con la minaccia di nuove restrizioni.