Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/119191

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica del CP che riduca la portata dell'articolo 53, tenendo conto di una comprovata volontà di riparazione e del caso particolare dei reati, senza vittime, contro un bene pubblico; la pena massima comminata deve essere inferiore alla comminatoria attuale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Finora l'articolo 53 del Codice penale (CP) relativo alla riparazione, entrato in vigore il 1° gennaio 2007, è stato applicato raramente. Nel cantone di Zurigo, per esempio, vengono conclusi circa dieci procedimenti penali all'anno sulla base di tale articolo. L'entrata in vigore del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0), il 1° gennaio 2011, potrebbe conferire maggiore importanza all'articolo 53 CP, in quanto il pubblico ministero è obbligato, se è ammissibile l'impunità a seguito di riparazione, a convocare il danneggiato e l'imputato in udienza allo scopo di ottenere la riparazione (art. 316 cpv. 2 CPP).</p><p>La mozione esige l'esistenza di una comprovata volontà di riparazione. Secondo il diritto vigente, l'autore deve aver risarcito il danno o intrapreso tutto quanto si poteva ragionevolmente pretendere da lui per riparare al torto causato (art. 53 CP). Per essere comprovata, la volontà di riparazione non deve essere necessariamente motivata da un pentimento (anche attivo) dell'autore. Una riparazione è quindi possibile anche se l'autore è mosso da motivi egoistici, ad esempio al fine di concludere un procedimento penale o di evitare un'udienza. Appare accettabile rinunciare alla prova di un pentimento sincero, in quanto non è possibile verificare i veri motivi che hanno indotto l'autore a riparare il danno causato.</p><p>La mozione chiede anche di tenere conto dei reati, senza vittime, contro un bene pubblico, senza tuttavia precisare che cosa si intenda di preciso. Il diritto vigente prevede già la riparazione anche in caso di reati contro la collettività. È il caso in cui non è stata danneggiata alcuna persona specifica e che l'interesse pubblico al perseguimento penale è quindi limitato. Occorre inoltre evitare di privilegiare gli autori benestanti, che potrebbero acquistarsi l'impunità. È pertanto opportuno chiedersi se la riparazione è sufficiente oppure se l'entità del danno causato o la necessità di fare opera di prevenzione esigano misure penali supplementari. Una punizione si impone se, nonostante la riparazione materiale, l'autore non si è mai assunto la responsabilità dei suoi atti e pertanto l'interesse pubblico alla sanzione non ha potuto essere ridotto in misura tale da giustificare una rinuncia alla pena. In due casi di falsità in documenti (art. 251 e 318 CP) il Tribunale federale ha ritenuto più importante l'interesse pubblico al perseguimento penale, negando l'applicabilità dell'articolo 53 CP (DTF 135 IV 12; 6B_152/2007).</p><p>Infine, la mozione vuole ridurre l'attuale comminatoria massima pari a una pena detentiva di due anni. Per quanto riguarda la gravità dei reati per i quali poteva essere prevista un'esenzione di pena, il messaggio aveva menzionato alcune condizioni (prognosi favorevole, pena detentiva massima di un anno o pena pecuniaria). Le disposizioni effettivamente adottate sono meno restrittive: devono infatti essere soddisfatte soltanto le condizioni per la sospensione condizionale della pena detentiva, ossia deve essere prevista una pena detentiva massima di due anni e deve sussistere una prognosi favorevole ai sensi dell'articolo 42 CP. Tali condizioni sono adempiute in una percentuale relativamente importante di casi. Va tuttavia considerato che più elevata è la pena comminata, più severi sono i requisiti posti per la riparazione da parte dell'autore. Per questo motivo, in caso di pene detentive con la condizionale comprese tra uno e due anni, di norma prevale l'interesse del pubblico al perseguimento penale e una riparazione è possibile soltanto in casi eccezionali. Inoltre, spesso al momento della riparazione non si sa se l'autore sarà condannato alla pena massima comminata. In questi casi occorre assicurarsi che siano riunite le altre condizioni per la concessione della condizionale, come l'esistenza di una prognosi favorevole.</p><p>In sintesi, si constata che finora la riparazione è stata applicata raramente. Il diritto vigente permette già in ampia misura un'interpretazione come quella chiesta nella mozione. Nelle sue prime decisioni, il Tribunale federale ha infatti optato per un'interpretazione piuttosto restrittiva dell'articolo 53 CP. Infine, la nuova Parte generale del CP è attualmente sottoposta a una valutazione, i cui risultati sono previsti per la metà del 2012. Il Consiglio federale deciderà allora se occorre o meno modificare l'articolo 53 CP.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.