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Siamo aperti alla comunione con tutti i cristiani, anche alla mensa eucaristica.
Siamo per un’unità nella pluralità. Siamo in piena comunione con le chiese anglicane. Siamo Chiesa co-fondatrice del Consiglio ecumenico delle Chiese e della Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera.
Le riforme furono connesse fin dall’inizio allo sforzo di servire alla riunificazione delle Chiese.
L’orientamento di fondo compiendosi in libertà e in relazione alla fede, alla liturgia e alla costituzione della Chiesa Antica – conduceva le Chiese vetero-cattoliche in relazioni più strette con le Chiese ortodosse e le Chiese anglicane.
I vetero-cattolici in un certo senso formano una via di mezzo tra la chiesa cattolica romana e le Chiese della riforma.
Da 1931 esiste la piena comunione ecclesiale (“full communion”, nei ministeri e nei sacramenti) con le Chiese anglicane. Un intenso dialogo teologico con le Chiese ortodosse (1975-1987) ha portato al riconoscimento di una base comune nella fede, però esistono ancora ostacoli ad una piena comunione ecclesiale.
Una cooperazione ecumenica pratica connette le comunità cattoliche cristiane della Svizzera con quelle evangeliche-riformate e dal Concilio Vaticano II con la Chiesa cattolica romana. Nella relazione, decenni di reciproco disprezzo hanno lasciato il posto ad un riavvicinamento amichevole.
Le Chiese vetero-cattoliche sono cofondatrici del Consiglio ecumenico delle Chiese (WCC) proprio a motivo della loro intenzione costitutiva. A livello europeo (Conferenza delle Chiese europee -KEK) e nazionale (Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera) hanno intenzione di dare un contributo più grande della loro importanza numerica.