Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/245464

<h2>SubmittedText<h2><p>Gli stipendi e le condizioni lavorative del personale federale finiscono regolarmente nel mirino di alcune cerchie politiche e dei media, innescando un'ondata di interventi parlamentari sui quali occorre urgentemente fare il punto. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Secondo il documento interlocutorio sulla pianificazione strategica delle risorse umane concernente l'impatto degli sviluppi demografici nell'Amministrazione federale ("Strategische Personalplanung: Auswirkungen der demografischen Entwicklung in der Bundesverwaltung"), il 50 per cento dei collaboratori dell'Amministrazione federale raggiungerà l'età di pensionamento ordinaria entro i prossimi 15 anni. A ciò si aggiunge la carenza di personale qualificato. Secondo il Consiglio federale, quale sarebbe la competitività del datore di lavoro Confederazione se le condizioni di lavoro dovessero essere adeguate al CO, come desiderato da alcuni?</p><p>2. Il CO è una legge che contiene un regolamento minimale in materia di rapporti di lavoro. Ulteriori e migliori condizioni sono disciplinate nei contratti collettivi di lavoro (CCL). Anche il Consiglio federale promuove questo strumento, poiché chiede alle ex imprese della Confederazione (FFS, Posta, ecc.) e ad altre imprese del servizio pubblico di stipulare dei CCL. Di conseguenza, se la legge sul personale federale venisse abrogata si dovrebbe negoziare un CCL con le parti sociali per il personale federale. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito?</p><p>3. Se la LPers venisse abrogata e si passasse a un CCL, quali sarebbero i costi in termini di personale e finanziari? E quali sarebbero i costi a lungo termine?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a commissionare uno studio comparativo fondato e basato sui fatti delle condizioni di lavoro, compresi prestazioni accessorie allo stipendio e fringe benefits, nel settore pubblico (Confederazione, Cantoni e Comuni ad alta densità di popolazione) e con datori di lavoro analoghi del settore privato?</p><p>5. Lo studio Perinova ha rilevato che nelle fasce salariali medie e alte la Confederazione tende a pagare meno, ma nelle fasce salariali medio-basse paga meglio rispetto al settore privato. Il Consiglio federale è disposto a portare avanti questa politica per poter offrire buoni salari e condizioni di lavoro anche alle professioni artigianali e non accademiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1: la definizione delle condizioni di assunzione non dipende dalla base legale a cui sottostanno gli impiegati dell'Amministrazione federale (legge sul personale federale [LPers, RS 172.220.1] o codice delle obbligazioni [CO; RS 220]). Le condizioni di assunzione da intendersi come un pacchetto le cui parti vengono definite nei minimi dettagli in base alla situazione e alle sfide a cui deve far fronte il rispettivo datore di lavoro. L'Amministrazione federale ha un pacchetto unico competitivo e ciò le permette di reclutare e mantenere i collaboratori necessari per adempiere i compiti nella qualità e quantità richieste. Tuttavia, accade sempre più di frequente che i posti vengano messi a concorso una seconda volta e che, in generale, i bandi debbano restare pubblicati per un periodo di tempo più lungo rispetto a qualche anno fa. Tale tendenza, probabilmente destinata ad accentuarsi in futuro, potrebbe essere riconducibile agli sviluppi demografici e alla conseguente carenza di personale specializzato. Di conseguenza, il Consiglio federale si adopera al fine di sviluppare ulteriormente le condizioni di assunzione in base alle esigenze e secondo quanto richiesto dal mercato.</p><p>Ad domanda 2: il Consiglio federale parte dal presupposto che un eventuale passaggio dalla LPers al CO obbligherebbe le parti sociali a negoziare un contratto collettivo di lavoro (CCL).</p><p>Ad domanda 3: in caso di passaggio dalla LPers al CO, le ripercussioni finanziarie dipenderebbero da un'eventuale modifica delle condizioni di assunzione. Fatta eccezione per le spese di progetto, il passaggio summenzionato di per sé non comporterebbe costi maggiori o minori.</p><p>Ad domanda 4: uno studio comparativo così esaustivo richiede tempo e una solida preparazione. Inoltre, non è certo che si possa trovare un numero sufficiente di datori di lavoro del settore pubblico e privato disposti a partecipare a uno studio di questo tipo. Peraltro, probabilmente lo studio non fornirebbe nuove informazioni nei settori chiave dei salari e della previdenza professionale. I relativi confronti effettuati negli scorsi anni hanno mostrato un quadro relativamente costante. I risultati di questi confronti confluiscono anche nei progetti in corso per l'ottimizzazione del sistema salariale e l'adeguamento delle basi giuridiche della previdenza professionale della Confederazione. Il Consiglio federale rinuncia pertanto a commissionare uno studio comparativo completo.</p><p>Ad domanda 5: al momento il Consiglio federale non ritiene necessario modificare l'attuale politica salariale. Tuttavia, in considerazione delle sfide demografiche e della carenza talvolta significativa di personale qualificato, non può escludere un adeguamento della politica salariale in futuro.</p>  Risposta del Consiglio federale.