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Il denaro è sempre stato al centro, in un modo o nell'altro, delle questioni che concernono la gestione di una famiglia. Anche per ciò che concerne le relazioni con i bambini e i giovani non si può prescindere dall'affrontare questo tema. E' chiaro, però, che anche in questo ambito, i bambini e i giovani tendono a riprodurre l'atteggiamento che rintracciano negli adulti loro vicini. Ecco allora che – molto probabilmente – l'oculata gestione del denaro all'interno di una famiglia sortirà, sul giovane adulto che vi fa parte, degli effetti che hanno a che fare con l'attenzione, la cura e la parsimonia; analogamente – sempre: molto probabilmente – una gestione allegra, disinvolta o addirittura irresponsabile del denaro da parte di un padre o di una madre produrrà un atteggiamento altrettanto disinvolto nei confronti di questo oggetto nel giovane che di essa fa parte.
Con le conseguenze che tutto ciò comporta. Parlare di denaro con i propri ragazzi significa, prima ancora che di trattare i dolorosi, a volte tragici, risvolti legati all'eccessivo indebitamento, significa, dicevo, poter far riferimento ad un'occasione educativa fenomenale. Immaginiamo di trattare il tema del denaro attraverso il concetto di valore (ad esempio: cosa ha per me valore? Cosa conta veramente? Cosa carica di valore una cosa?); oppure quello di felicità (il denaro rende felici? Si? Bene. Perché? Si può essere felici altrimenti? E se non si ha più denaro, si diventa infelici?); oppure ancora quello di sacrificio (a cosa sarei disposto a rinunciare per avere del denaro? Cosa significa diventare o essere ricchi?). Questi e altri interrogativi si possono porre ai nostri ragazzi, e con loro si può ragionare, riflettere e agire per educarli (o forse: educare prima ancora che loro, noi stessi), ad un uso consapevole e saggio del denaro che abbiamo a disposizione, che ci procuriamo, che spendiamo.