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Alla cerimonia di inaugurazione dell'iniziativa Nansen, che prende il nome dall'esploratore polare e primo Alto Commissario per i rifugiati Fridtjof Nansen e che si è tenuta nel Palazzo delle Nazioni, hanno partecipato numerosi rappresentanti di governi, ONG e dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR). Nel suo discorso Manuel Bessler, che rappresentava la Svizzera in veste di delegato del Consiglio federale per l'Aiuto umanitario, ha affermato: «Durante le missioni nelle regioni colpite, come ad esempio nel Corno d'Africa, ho constatato che la migrazione transfrontaliera dovuta a catastrofi naturali rappresenta un fenomeno reale che negli ultimi anni è aumentato sensibilmente.»
Adottare misure di protezione è diventata una necessità impellente: ogni anno milioni di persone sono costrette ad abbandonare i loro territori e cercare rifugio altrove a causa di inondazioni, uragani, terremoti, siccità e altre calamità naturali. Molti di questi trovano rifugio nel proprio Paese, altri invece devono fuggire all'estero. Si prevede che con il riscaldamento climatico questi flussi migratori aumenteranno. Inoltre, i provvedimenti nazionali e internazionali per la protezione delle vittime mancano o sono insufficienti.
Mentre i profughi interni sono tutelati dalle direttive ONU e da alcuni strumenti adottati a livello regionale, mancano leggi in materia di migrazione transfrontaliera dovuta a catastrofi naturali. Le vittime, non trattandosi normalmente di persone perseguitate, non sono di conseguenza tutelate dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Inoltre, nelle Convenzioni dei diritti dell'uomo non sono disciplinati alcuni aspetti sostanziali quali ad esempio l'entrata, il soggiorno e i diritti fondamentali delle persone colpite. Mancano infine i criteri per distinguere la migrazione forzata dovuta a catastrofi naturali dalla migrazione volontaria.
Per colmare queste lacune occorre avviare un programma internazionale. Nel dicembre 2011, in occasione della conferenza dei ministri dell'ACNUR a Ginevra, la Norvegia e la Svizzera hanno dichiarato di voler sviluppare soluzioni, in collaborazione con altri Paesi interessati, volte a migliorare la protezione di persone costrette a fuggire all'estero in seguito a catastrofi naturali. L'intervento, che costituisce la base dell'iniziativa Nansen, è stato accolto favorevolmente da diversi Stati. L'iniziativa congiunta di Norvegia e Svizzera mira a formulare un programma di protezione che servirà come base per lo sviluppo di attività concrete nell'ambito della prevenzione, della protezione, dell'aiuto durante il soggiorno all'estero e del ritorno in patria nonché di altre soluzioni durature per la vita dopo la catastrofe.
Nei prossimi tre anni l'iniziativa prevede una serie di consultazioni con i governi e i rappresentanti della società civile di regioni particolarmente colpite, seguite da un dialogo globale basato sui risultati dello scambio di esperienze che porterà infine alla formulazione di un programma di protezione. L'iniziativa Nansen è gestita da un gruppo costituito da sei-otto Stati del Sud e del Nord sotto la presidenza di Norvegia e Svizzera, la quale sarà rappresentata dal Prof. Walter Kälin, rinomato esperto in diritti dell'uomo. Accompagnerà il processo un Comitato consultivo composto da rappresentanti della società civile e da organizzazioni internazionali. L'iniziativa Nansen è inoltre sostenuta da un piccolo segretariato con sede a Ginevra.
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