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I casi di razzismo e di xenofobia aumentano in modo evidente in Svizzera. Lo sottolinea il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg, nel suo ampio rapporto pubblicato oggi.
Il commissario per i diritti umani è stato colpito da "preoccupanti campagne politiche con aggressivi e offensivi slogan contro gli stranieri". È una tendenza inquietante, afferma nel suo rapporto. La libertà di opinione non è assoluta. Il diritto penale svizzero dovrebbe essere rivisto in modo che espressioni razziste e xenofobe pubbliche possano essere punite.
In casi di dichiarazioni razziste e intolleranza attiva, tutte le autorità, da quelle federali fino a quelle comunali, dovrebbero intervenire energicamente e condannarle subito pubblicamente, ha detto Hammarberg.
Nella sua risposta Burkhalter sottolinea che in simili casi il Consiglio federale prende posizione apertamente. Il governo deve però anche fare attenzione a non ostacolare in modo eccessivo il dibattito democratico, poiché è un elemento importante per poter prendere decisioni.
L'esperto dei diritti umani del Consiglio d'Europa ha ribadito le sue considerazioni sulle iniziative popolari come quella sul divieto di costruzione di minareti e quella sull'espulsione dei criminali stranieri. Per quanto riguarda la parità uomo-donna e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, la Svizzera ha fatto "notevoli progressi" negli ultimi 20 anni, ha sottolineato il commissario.
Hammarberg sollecita inoltre l'elaborazione di un'ampia legge contro la discriminazione e l'istituzione a livello cantonale e anche nazionale di un organo di mediazione in materia di diritti umani.