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È vero che la Svizzera si sottometterebbe a "giudici stranieri" riconoscendo le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CrEDU)?
I giudici della CrEDU non sono giudici stranieri, ma semplicemente 'giudici'. Esercitano la loro funzione su mandato del Consiglio d'Europa, una organizzazione di cui la Svizzera è diventata membro al termine di un processo democratico. Ciascuno dei 47 Stati-membro delega un giudice alla CrEDU a Strasburgo. In Svizzera, il Consiglio federale designa tre giudici che saranno in seguito proposti all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Quest'ultima elegge uno/una dei tre candidati. Di questa assemblea fanno parte anche i sei parlamentari svizzeri in carica. I criteri di scelta dei giudici sono molto severi: gli/le aspiranti al posto di giudice occupano spesso delle posizioni elevate nel loro paese d'origine. Una volta eletti, hanno una grande indipendenza e si pronunciano liberamente sui singoli casi. Helen Keller, l'attuale giudice che rappresenta la Svizzera a Strasburgo, è professoressa di diritto all'Università di Zurigo ed è stata esperta giuridica all'ONU. La pluralità della Corte garantisce la distanza necessaria per poter valutare ciascuno dei casi.