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Sono insufficienti i 400 milioni previsti dalla Confederazione per i casi di rigore nei settori particolarmente colpiti dalla pandemia di coronavirus. Coloro che organizzano eventi, spettacoli, così come i rami economici legati ai viaggi chiedono un aumento significativo del sostegno federale. Ma anche i partiti auspicano maggiore sostegno.
In una conferenza stampa tenutasi oggi in modo virtuale in occasione della fine della procedura di consultazione sugli aiuti ai casi di rigore, i settori dello spettacolo e dei viaggi hanno evidenziato come da marzo in alcuni casi le vendite siano crollate di oltre il 90%. Senza un maggiore impegno, la situazione attuale non sarà sostenibile per molte piccole e medie imprese. "Un sostegno nettamente più importante" è dunque necessario per sopravvivere nei mesi a venire.
André Lüthi, numero uno dell'agenzia di viaggi Globetrotter, ha detto che "ci vorrebbe sicuramente un miliardo di franchi". L'organizzatore di eventi André Béchir ha auspicato "un pacchetto di aiuti finanziari adeguati entro la fine dell'anno". Max Katz, presidente della Federazione Svizzera di Viaggi (Fsv), ha chiesto alla Confederazione e ai Cantoni un sostegno di 600 milioni di franchi ciascuno.
Dal loro punto di vista la soluzione attuale, che prevede misure diverse a seconda dei cantoni, non è "giusta". Poiché l'attuazione degli aiuti ai casi di rigore spetta ai Cantoni, una concorrenza sleale e controversie in materia di interpretazione e competenze sono inevitabili, ha affermato Christoph Kamber, presidente dell'associazione Expo Event Swiss Livecom.
La Confederazione deve "rapidamente e senza complicazioni" prendere in mano la situazione per i casi di rigore, ovvero quelli di attività economiche non direttamente chiuse ma gravemente penalizzate dalle restrizioni anti-Covid: questa la conclusione dei partecipanti alla conferenza stampa, che hanno sottolineato come molte imprese necessitino assolutamente di aiuti urgenti entro fine anno.
Anche il Ps e i Verdi hanno chiesto di portare ad almeno un miliardo di franchi gli aiuti, allo scopo di evitare fallimenti e licenziamenti. L'associazione degli albergatori Hotelleriesuisse ritiene di aver bisogno di 500 milioni di franchi a fondo perso per aiutare il suo settore. Plr e Pvl, pur non menzionando cifre concrete, ritengono rispettivamente che "l'aiuto potrebbe essere aumentato qualora fosse necessario" e che il sostegno va "incrementato in modo appropriato".
Quando alla chiave di riparto tra Confederazione e Cantoni, attualmente fissata al 50-50, il Ps e Hotelleriesuisse vorrebbero modificarla per portare la quota del contributo federale all'80%. I Verdi desiderano che Berna "aumenti sostanzialmente" la sua parte. Plr e Pvl puntano invece allo status quo.
Secondo la proposta del Consiglio federale, un'impresa è considerata a rischio se, rispetto agli anni scorsi, ha perso il 40% del suo fatturato. Il PS vorrebbe fissare questa cifra al 20%. Plr e Pvl vorrebbero da parte loro lasciare un margine di manovra ai cantoni per fissare tale quota.
Le rivendicazioni emerse oggi non rappresentano una sorpresa: già sabato scorso il presidente della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (Cdep), Christoph Brutschin, aveva detto che i fondi per sostenere le imprese in gravi difficoltà dovrebbero essere aumentati a un miliardo di franchi o anche più.
In un'ordinanza posta in consultazione il 4 novembre, il Consiglio federale propone di mettere sul tavolo 200 milioni di franchi al massimo. La Confederazione contribuirebbe così nella misura del 50% alle misure adottate autonomamente dai singoli Cantoni dall'entrata in vigore della Legge Covid-19 a fine settembre: il totale degli aiuti raggiungerebbe dunque al massimo 400 milioni di franchi.
Il responsabile del Dipartimento federale delle finanze (Dff), Ueli Maurer, presentando il pacchetto, aveva però ammesso che la cifra dovrebbe essere rivista "tenendo conto delle probabili nuove richieste". A suo avviso si tratta però di agire il più rapidamente possibile: la norma, dopo una consultazione spedita di soli dieci giorni, dovrebbe infatti entrare in vigore il primo dicembre.
Per Brutschin solo una minoranza dei Cantoni sarà però pronta entro quella data. Per quelli che sono tenuti a elaborare una base legale non ci sarà abbastanza tempo. "Sarà già una performance da primato se ci riescono entro la fine dell'anno".
Intanto anche le discussioni sul preventivo della Confederazione per il 2021 sono state segnate dalla pandemia. La commissione delle finanze del Consiglio nazionale ha raccomandato di aggiungere alla previsione di spesa 231 milioni di franchi, 200 dei quali proprio da destinare ai casi di rigore secondo quanto previsto finora. I fondi dovranno poter essere versati ai Cantoni che ne fanno richiesta a partire dal primo gennaio. Con 14 voti a 11 la commissione ha stabilito che le spese legate alla crisi non devono essere considerate straordinarie. Come proposto dal Consiglio federale, dovrebbero essere incluse, se possibile, nel preventivo ordinario. Il supplemento di 3,15 miliardi di franchi chiesto dal Consiglio federale è stato approvato senza modifiche. Un importo di 2,2 miliardi di franchi è destinato alle indennità di perdita di guadagno Covid estese dal Parlamento in autunno. La commissione si è inoltre detta soddisfatta che l'assicurazione contro la disoccupazione disponga di fondi sufficienti e ha accolto con favore la decisione del Governo di chiedere un nuovo contributo in caso di sovraindebitamento nel 2021.
Oltre ai crediti per i casi di rigore, la maggioranza propone altre due modifiche. Con 13 voti a 8 e 4 astensioni, chiede di aumentare di 16,8 milioni di franchi rispetto a quanto proposto dal Governo (per portarli a 2'812 miliardi) i pagamenti diretti nel settore dell'agricoltura. Ad Agroscope raccomanda di versare 4 milioni supplementari.
La commissione è stata anche più generosa nei confronti della cultura. I fondi supplementari di 5,6 milioni di franchi adottati nell'ambito del messaggio sulla cultura 2021-2024 sono stati sostenuti con 16 voti a 9. Chiesti anche altri 871'500 franchi da destinare alla protezione dell'infanzia.
Secondo la maggioranza, i crediti per la promozione della parità, per Pro Helvetia e per cura extrafamiliare dei bambini non devono essere ridotti. Una richiesta di aumento per le organizzazioni culturali è stata invece respinta.
Il settore delle tecnologie ambientali potrebbe ottenere altri 3 milioni, ma la decisione è stata presa di misura. Secondo la maggioranza il credito in questo ambito è rimasto invariato nel corso degli ultimi 20 anni e le risorse attuali non sono sufficienti per sostenere tutti i progetti presentati.
Con 14 voti a 11, la commissione chiede anche di aumentare le risorse destinate alla prevenzione e al rimborso dei danni causati da grandi predatori, castori, lontre e aquile reali.
Il Servizio delle attività informative della Confederazione (Sic) dovrebbe dal canto suo essere dotato di posti supplementari per far fronte alla minaccia e alle esigenze attuali in ambito digitale. Fino al 2023, il Cbc dovrebbe ottenere i mezzi per occupare 20 impieghi. L'aumento dovrà essere compensato sugli investimenti in armamenti del Dipartimento federale della difesa (Dff).
La commissione propone per contro di non ritoccare il budget per il pre-tirocinio d'integrazione e quello assegnato al Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae). Ha inoltre respinto le proposte di ridurre o aumentare le risorse per le organizzazioni internazionali, la cooperazione internazionale o la cooperazione allo sviluppo.
Ha infine deciso di raccomandare di non aumentare il budget dell'Assemblea federale. Ha respinto 16 voti a 9 un aggiunta di 1,5 milioni di franchi per rafforzare la sicurezza a Palazzo Federale. I budget per la Cancelleria federale, i tribunali, il Ministero pubblico della Confederazione e la sua autorità di vigilanza sono stati approvati senza modifiche.