Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/139734

<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo il diesel e le polveri fini nel 2012, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha recentemente classificato anche l'inquinamento atmosferico tra gli agenti cancerogeni certi. Secondo l'OMS, nel 2010 sono decedute 223 000 persone nel mondo a causa di un tumore ai polmoni provocato dall'esposizione all'inquinamento atmosferico esterno. Lo stesso agente verrebbe associato anche a un maggior rischio di sviluppare un cancro alla vescica. </p><p>Benché indubbiamente in Svizzera l'entità del problema sembri essere minore rispetto ad altre parti del mondo (si pensi in particolare ad alcune megalopoli o alla Cina), invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Secondo le stime, qual è in Svizzera l'impatto cancerogeno dell'inquinamento atmosferico denunciato dall'OMS?</p><p>2. Se del caso, quali misure complementari potrebbero essere prese in considerazione nel nostro Paese per ridurre questa grave forma di inquinamento? </p><p>3. In particolare, qual è secondo il Consiglio federale il futuro del diesel in Svizzera? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Da oltre vent'anni l'UFAM e l'UFSP seguono i lavori scientifici e in particolare il programma di ricerca Sapaldia (Swiss Study on Air Pollution And Lung Diseases In Adults) per capire qual è l'impatto globale, compresi gli effetti cancerogeni, dell'inquinamento atmosferico antropico sulla salute della popolazione svizzera. Secondo i risultati di questi studi e delle statistiche nazionali si stima che ogni anno in Svizzera da 3000 a 4000 persone muoiono prematuramente a causa dell'inquinamento atmosferico (statistiche della salute 2012, UST).</p><p>Le principali malattie all'origine dei decessi sono di tipo cardio-vascolare o respiratorio; nel 10 per cento dei casi si tratta di tumori ai polmoni. In totale si calcola una perdita di 48 000 anni di vita (Ufficio federale dello sviluppo territoriale, rapporti 2004 e 2008 sui costi esterni dei trasporti in Svizzera).</p><p>2. Dall'entrata in vigore, nel 1986, della legislazione contro l'inquinamento atmosferico (ordinanza contro l'inquinamento atmosferico; RS 814.318.142.1), la Confederazione, i cantoni e i comuni hanno adottato numerose misure per ridurre le emissioni inquinanti, comprese quelle cancerogene come il benzene e la fuliggine da diesel. Queste misure sono state riesaminate nel quadro dell'aggiornamento del 2009 della Strategia di lotta contro l'inquinamento atmosferico del Consiglio federale (cfr. il rapporto in risposta alla mozione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia 00.3184). L'attuazione di numerose misure per limitare le emissioni inquinanti è attualmente in corso.</p><p>3. Nel quadro del suo piano d'azione contro le polveri fini del 2006, il Consiglio federale ha sottolineato l'importanza di limitare la fuliggine emessa dai motori diesel attraverso appositi filtri antiparticolato. Queste misure sono applicate ai nuovi veicoli stradali, alle locomotive, alle imbarcazioni e alle macchine da cantiere. La legislazione sui gas di scarico delle macchine agricole e forestali, invece, non prevede per il momento la loro introduzione. Questi filtri antiparticolato rappresentano la misura principale per limitare le emissioni di fuliggine da diesel, riconosciute come cancerogene, ed evitare il loro impatto nocivo sulla salute umana. Con la diffusione generalizzata di dispositivi di disinquinamento il carburante diesel potrà continuare anche in futuro a ricoprire un ruolo importante per l'approvvigionamento energetico della Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.