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Non è un caso che la Svizzera, con i suoi chalet, montagne e banche, sia stata utilizzata come scenario cinematografico da numerosi registi. Su tali set sono finiti spie, avvocati, Heidi, Charlie Chaplin, Frankenstein e cani San Bernardo. Nei film, la Svizzera è un mondo avventuroso dove James Bond guida spericolatamente attraverso paesaggi alpini e si lancia da dighe e Clint Eastwood scala l'Eiger.
Paesaggi svizzeri utilizzati come scenari di film appaiano nel libro pubblicato di recente "Backdrop SwitzerlandLink esterno". La maggior parte delle immagini proviene dalla gigantesca collezione della Cineteca svizzeraLink esterno. L'autore Cornelius Schregle guida i lettori in un viaggio attraverso la Svizzera autentica e attraverso gli stereotipi diffusi su di essa.
Una Svizzera genuina, dove sono state filmate innumerevoli stelle come Sophia Loren, Kirk Douglas, Vittorio Gassman, Sean Connery, Paul Newman o Peter Sellers – solo per citarne alcune – e dove altri divi, come Elizabeth Taylor, James Mason e Audrey Hepburn hanno trovato casa. Ma anche una Svizzera fittizia, un mondo fantasioso creato a Hollywood e in altri studi di produzione cinematografica.
Così, per esempio, Ollio e Stanlio si sono persi nelle Alpi fatte di cartone, mentre Matt Damon nei panni di Jason Bourne girava per una Zurigo montata a Praga e Leonardo DiCaprio come "lupo di Wall Street" è stato inviato in una virtuale Ginevra creata con immagini su uno sfondo verde.
A seconda dei punti di vista, tali immagini della Svizzera fanno ridere o piangere. Ma questo fa parte di un'idea affascinante: cosa succederebbe se questo paese fosse solo un grande scenario cinematografico?