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<h2>SubmittedText<h2><p>In un recente studio intitolato "Aktuelle Wohnungsprobleme in der Schweiz" gli esperti dell'Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) valutano i possibili effetti di una limitazione dell'immigrazione in seguito all'iniziativa popolare del 9 febbraio 2014. Secondo le loro stime, anche in caso di applicazione dei contingenti per gli immigrati, nei cosiddetti punti caldi come Zurigo o Ginevra la contrazione del mercato immobiliare dovrebbe calare soltanto in maniera minima. Al contrario, sempre secondo lo studio della ZHAW, gli agglomerati e le zone peri-urbane e rurali dovrebbero fare i conti con pesanti conseguenze e con la fine del ciclo immobiliare. Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui, nei centri urbani, una limitazione dell'immigrazione, così come prevede l'iniziativa popolare approvata, non avrebbe alcun effetto sul tasso di abitazioni sfitte o sugli aumenti di prezzo?</p><p>2. Ritiene che negli agglomerati e nelle zone rurali i prezzi degli immobili crolleranno e si assisterà a un'ondata di vendite?</p><p>3. Quali conseguenze si aspetta sull'andamento dei prezzi degli affitti e sul settore dell'edilizia?</p><p>4. Quali misure preventive sono state adottate per evitare turbolenze sul mercato immobiliare?</p><p>5. In che modo intende affrontare, sul lungo periodo, la spaccatura sempre più profonda tra agglomerati urbani e zone rurali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 20 giugno 2014 il Consiglio federale ha varato la strategia per l'attuazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa. Per quanto riguarda la soluzione definitiva e le sue conseguenze sull'immigrazione nei prossimi anni al momento non vi sono informazioni certe. Pertanto, il Consiglio federale ritiene prematuro esprimere un giudizio sullo studio "Aktuelle Wohnungsprobleme in der Schweiz". Ad ogni modo invita a non creare allarmismi basati su semplici ipotesi. Se la congiuntura prosegue in modo positivo la domanda interna di alloggi dovrebbe mantenersi a livelli alti. Inoltre, l'iniziativa contro l'immigrazione di massa non ha lo scopo di arrestare completamente i flussi migratori.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale risponde come segue alle domande dell'autrice dell'interpellanza.</p><p>1./2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui un calo della domanda in caso di diminuzione del tasso migratorio avrebbe conseguenze diverse sui vari mercati dell'alloggio regionali, sui centri urbani e sulle zone periferiche. I centri urbani resterebbero probabilmente il contesto abitativo privilegiato. Come già avvenuto in passato nei periodi di scarsa domanda, il numero di appartamenti sfitti dovrebbe rimanere contenuto, anche se non è da escludere una certa distensione del mercato e un'attenuazione dell'aumento dei prezzi degli affitti. Per quanto riguarda gli agglomerati e le zone rurali il probabile calo della costruzione di nuovi alloggi non dovrebbe influire sui prezzi degli immobili, mentre la corsa alle vendite non dovrebbe subire accelerazioni a condizione che la popolazione continui ad aumentare e che gli altri fattori legati alla domanda rimangano stabili.</p><p>3. L'andamento del prezzo degli affitti dipende in primo luogo dal tasso d'interesse di riferimento e dall'inflazione, valori che a breve termine dovrebbero mantenersi su livelli bassi. Al contrario, i prezzi di mercato degli affitti sono influenzati dal grado di contrazione del mercato immobiliare. Poiché nel settore edilizio non si prevede un blocco degli investimenti, un lieve calo della domanda dovrebbe contribuire a distendere il mercato attenuando l'aumento dei prezzi di mercato degli affitti.</p><p>4. Il Consiglio federale non crede che, in caso di congiuntura stabile e favorevole, un forte calo dell'immigrazione causerebbe turbolenze sul mercato immobiliare. In alcune regioni appare probabile un momentaneo eccesso di offerta poiché le abitazioni in costruzione o in fase di pianificazione arriveranno sul mercato quando la domanda sarà ormai diminuita. Ad ogni modo, questi sfasamenti temporali tra l'andamento della domanda e dell'offerta sono tipici dell'economia di mercato.</p><p>5. Eventuali sviluppi divergenti a livello territoriale non dipendono direttamente dall'intensità dei flussi migratori. A livello federale, oltre agli strumenti previsti dalle varie politiche settoriali (per es. la politica regionale) e alle relative risorse, vi sono diverse possibilità per contrastare gli sviluppi indesiderati. Inoltre, nel quadro dell'attuazione dell'articolo costituzionale 121a, il Consiglio federale valuterà insieme ai cantoni quali sono le ulteriori misure necessarie a livello di sviluppo territoriale e degli insediamenti per garantire un'immigrazione sostenibile sul piano sociale.</p>  Risposta del Consiglio federale.