Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/32018

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Rispetto all'assicurazione malattia obbligatoria, il cambiamento di assicuratore è reso piú difficile nelle assicurazioni complementari rette dalla legge sul contratto d'assicurazione (LCA), e ciò non solo per la perdita dei vantaggi acquisiti nell'assicurazione precedente, come citato nel testo dell'intervento, ma anche perché gli assicuratori non sono tenuti ad accettare un nuovo assicurato. È per questo che di solito gli assicuratori di prestazioni complementari rifiutano di assicurare persone che hanno piú di 50 anni o che presentano rischi elevati riguardo alla salute. </p><p></p><p>Nell'assicurazione di base un cambiamento di assicuratore è possibile poiché il diritto al cambiamento è sancito dalla legge e che l'articolo 105 LAMal prevede una compensazione dei rischi tra le casse malati, in particolare per compensare la partenza dei cosiddetti "rischi buoni".</p><p></p><p>Fintantoché l'assicuratore di prestazioni complementari non è tenuto ad accettare una proposta di assicurazione, rimarrà senza effetto il trasferimento al nuovo assicuratore dei vantaggi acquisiti nel campo dei premi. Il nuovo assicuratore rifiuterà la proposta di assicurazione se non intende accordare i vantaggi consentiti dal suo concorrente. Per tale ragione il diritto di cambiare assicuratore nell'assicurazione complementare dovrebbe pure essere sancito nella LCA, con le misure d'accompagnamento richieste (compensazione dei rischi). </p><p></p><p>L'introduzione di un tale diritto nella legge costituirebbe una seria violazione della libertà contrattuale prevista dalla LCA. Il Consiglio federale ha già lasciato intendere nella risposta all'interpellanza Robbiani (00.3112; LAMal. Assicurazioni complementari) la sua volontà di attenersi al sistema dell'assicurazione malattia complementare, attualmente in vigore, il quale offre agli assicuratori ampie libertà nel fissare i premi e la struttura del contratto.</p><p></p><p>Le ragioni invocate per giustificare la mozione sottolineano il contributo importante delle assicurazioni complementari al finanziamento degli ospedali, siccome i Cantoni non versano sovvenzioni agli ospedali per i pazienti privati e semi-privati; si tratterebbe quindi di arrestare l'erosione nel campo delle assicurazioni complementari. È indubbio che il sistema attuale di finanziamento degli ospedali non è equo rispetto agli assicurati che beneficiano delle prestazioni complementari. Ma è discutibile che si possa por rimedio alla situazione attuale con i mezzi proposti dal mozionante. Tuttavia il nuovo regime di finanziamento degli ospedali, proposto dal Consiglio federale nel messaggio del 18 settembre 2000 concernente la revisione parziale della LAMal, apporterà un certo sollievo nel senso che si propone l'assunzione in ugual proporzione delle spese ospedaliere da parte del Cantone di domicilio, indipendentemente dal luogo in cui il trattamento è stato fatto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.