Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01054.jsonl.gz/462

Tra sanità, agricoltura e socialità: focus sull'ex PPD in vista delle Federali
BERNA - In vista delle elezioni federali di ottobre, l'Alleanza del Centro si lancia nella sua prima campagna con il nuovo nome, frutto della fusione tra gli ex partiti popolare democratico e borghese democratico. In Parlamento, la formazione guidata da Gerhard Pfister gioca spesso il ruolo di costruttore di maggioranze, navigando tra la sinistra e la destra.
Alle elezioni del 2019 per il Consiglio nazionale, PPD e PBD avevano perso quote di elettori, raccogliendo insieme il 13,8% dei voti. Un anno più tardi, durante il loro matrimonio, hanno puntato su una nuova immagine, con un nuovo logo e nuovi colori. Il Centro intende garantire in particolare la coesione della Svizzera.
Se l'abbandono della C (che in francese e in tedesco stava per "cristiano") nella nuova denominazione ha dato adito a qualche dibattito interno all'inizio, non è ormai più oggetto di controversie. Il partito è stato ribattezzato in tutti i cantoni, Ticino compreso, sebbene porti ancora il doppio nome "PPD - Alleanza del Centro" ad Uri e Obvaldo.
All'inizio dell'anno, il presidente Pfister partiva dal presupposto che il nuovo nome avrebbe giovato al partito. L'ultimo barometro elettorale sembra dargli ragione: ad inizio luglio, il 14,3% degli intervistati prevedevano di votare in ottobre per il Centro.
Quest'ultimo punta a guadagnare voti sull'Altipiano. Stando all'Ufficio federale di statistica, è la formazione più forte in Vallese, Lucerna, Uri e in Appenzello Esterno.
Quasi un terzo di "senatori"
Tuttavia, il partito si è indebolito in questi ultimi trent'anni se si tiene conto del numero di mandati nei governi cantonali. La tendenza è la stessa nei parlamenti cantonali, anche se grazie all'ex PBD la formazione di Gehrard Pfister ha potuto frenare leggermente tale flessione.
Il quadro è più sfumato se si osservano i risultati delle ultime elezioni nei parlamenti. Il Centro ha guadagnato tre seggi a Zurigo e uno a Basilea Campagna, mentre ne ha persi tre a Ginevra e due a Lucerna e ha mantenuto lo status quo in Ticino.
A livello federale, l'Alleanza del Centro occupa 28 seggi al Nazionale, mentre è ben più forte al Consiglio degli Stati con quasi un terzo di "senatori".
Tale presenza consente al Centro di portare avanti le rivendicazioni dei cantoni di montagna. Il partito può pure mettersi in mostra nell'ambito dell'agricoltura, contando tra le sue file il consigliere nazionale Markus Ritter (SG), presidente dell'Unione svizzera dei contadini.
Sanità e sociale
Con la sua iniziativa popolare "Per premi più bassi" il Centro ha inoltre affrontato il tema dei costi della salute. Il testo propone di introdurre un freno ai costi, che dovrebbero evolvere in funzione dell'economia e dei salari. Le Camere si sono messe d'accordo su un controprogetto indiretto, che deve ancora essere messo a punto.
Il Centro si batte pure contro la discriminazione delle coppie sposate in materia di imposte e rendite, con le sue due iniziative "Per imposte eque" e "Sì a rendite AVS per i coniugi". Tutte le coppie, sposate o no, dovrebbero pagare le stesse imposte e ricevere le stesse rendite. Il partito respinge invece il progetto governativo d'imposizione individuale.
L'Alleanza del Centro mostra così che può contribuire a far avanzare temi sociali ... oppure no. In marzo, i "senatori" hanno fatto marcia indietro sull'adeguamento al rincaro delle rendite AVS e AI, grazie ai voti di qualche "centrista". Il partito, associato alla sinistra, era favorevole al progetto.
Presidenze in mano al Centro
In questo anno elettorale il partito può profilarsi grazie alle presidenze delle due Camere, Martin Candinas (GR) a quella del Nazionale, Brigitte Häberli-Koller (TG) a quella degli Stati. Senza dimenticare che Viola Amherd (VS) è la consigliera federale più apprezzata, stando ai sondaggi.
Inoltre, la "senatrice" Isabelle Chassot (FR) è appena stata eletta presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) incaricata di far piena luce sugli eventi legati all'acquisto di Credit Suisse da parte di UBS. Si tratta della quinta CPI della storia politica svizzera.