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L'adesione della Svizzera alla Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture (AIIB) - istituto finanziario internazionale promosso dalla Cina che si pone come contraltare alla Banca Mondiale di Washington - rappresenta un'opportunità da non lasciarsi sfuggire.
Ne è convinto il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato con 41 voti senza opposizioni il relativo decreto federale. Il dossier passa al Nazionale.
L'AIIB si prefigge di promuovere uno sviluppo economico sostenibile in Asia focalizzandosi sui Paesi più poveri della regione, con particolare attenzione al finanziamento delle infrastrutture (energia, trasporti e telecomunicazioni, sviluppo urbano e rurale, ambiente), ha sottolineato Karin Keller-Sutter a nome della commissione.
Inoltre, tale adesione rafforzerà anche le relazioni svizzere con la Cina - Stato con il quale esiste un accordo di libero scambio, n.d.r. - e i legami con la regione asiatica offrendo opportunità di sviluppo alle imprese della Confederazione, ha aggiunto il consigliere federale Johann Schneider-Ammann.
La partecipazione elvetica al capitale ammonta a 706,4 milioni di dollari americani, da versare in cinque rate annuali da 141,28 milioni di dollari. Secondo il Consiglio federale, le prime tre "tranches" dovrebbero essere compensate integralmente nell'ambito del preventivo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Le due ultime dovrebbero invece essere attinte dall'aiuto pubblico allo sviluppo.
SDA-ATS