Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/135553

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 17 maggio 2013 il Consiglio federale e i direttori delle finanze hanno presentato un rapporto intermedio relativo alla riforma III dell'imposizione delle imprese. A questo proposito le seguenti domande esigono una risposta urgente:</p><p>1. La Svizzera, non essendo membro dell'UE, non ha ripreso il codice di condotta UE e i regimi fiscali cantonali non rientrano nel campo di applicazione dell'ALS del 1972. Per quale motivo la Svizzera deve adeguare i propri regimi fiscali? A causa della minaccia di essere iscritta in liste nere senza base giuridica? O della minaccia di disdetta dell'ALS, che avrebbe enormi ripercussioni anche per l'UE?</p><p>2. Nell'ambito della discussione in merito all'avvicinamento istituzionale della Svizzera all'UE, la stessa ha bloccato tutte le trattative bilaterali in corso, condizionandone la ripresa a un accordo con la Svizzera. Il Consiglio federale è disposto ad addurre questo fatto come argomento per interrompere il dialogo in materia fiscale con l'UE fino a nuovo ordine?</p><p>3. Attualmente si prospetta l'abolizione del cosiddetto ring fencing. Il prossimo attacco dell'OCSE e dell'UE al sistema fiscale svizzero è tuttavia solo una questione di tempo (imposizione minima, armonizzazione fiscale, abolizione di sovvenzioni statali, ecc.). Nel contesto del dialogo in corso sulla fiscalità, il Consiglio federale prevede di fare concessioni concrete all'UE? In quale forma il Consiglio federale comunicherà i risultati del rapporto intermedio all'UE entro la metà del 2013?</p><p>4. Se la Svizzera abolisse il ring fencing farebbe all'UE un'enorme concessione. Qual è la contropartita che il Consiglio federale richiede all'UE? Sarebbe disposto a chiedere un accesso illimitato al mercato interno dell'UE per i fornitori di prestazioni svizzeri?</p><p>5. In numerosi Paesi dell'UE si registra oggi una minore pressione fiscale rispetto alla Svizzera. Altri accordano a singole aziende aliquote fiscali minime (2 per cento per Apple in Irlanda). Perché la Svizzera esita ad applicare anch'essa regolamentazioni speciali come quelle applicate all'interno dell'UE?</p><p>6. Il regime alternativo nella (poco concreta) forma attuale non sortirà l'effetto desiderato. L'astuzia della licence box giova unicamente alle ditte con grande capitale intellettuale. Tutte le altre invece, come le ditte commerciali, non ne approfittano. Inoltre, vista la mancanza di possibilità di controfinanziamento, i cantoni non potranno abbassare in modo sufficiente l'aliquota ordinaria dell'imposta sull'utile per evitare l'esodo di certe imprese. Come intende garantire il Consiglio federale la concorrenzialità della piazza economica svizzera in materia fiscale? Quali sono le scadenze intermedie previste a tale scopo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4. Il Consiglio federale promuove una politica fiscale che mira a mantenere e a rafforzare, per quanto possibile, l'attrattiva economica della Svizzera. Il consenso internazionale del sistema svizzero d'imposizione delle imprese è un elemento che contribuisce in modo determinante alla competitività fiscale del nostro Paese. Senza questo consenso, gli Stati membri dell'Unione europea (in seguito UE) possono adottare sovranamente misure di ritorsione unilaterali, che potrebbero nuocere potenzialmente all'attrattiva e alla competitività fiscale della Svizzera.</p><p>Il 4 luglio 2012 il Consiglio federale ha approvato il mandato finalizzato a un dialogo con l'UE sulla fiscalità delle imprese. L'obiettivo è trovare una soluzione che mantenga la competitività della piazza economica svizzera e tenga conto delle esigenze budgetarie della Confederazione, ma anche promuovere il consenso internazionale nei confronti del sistema fiscale svizzero in materia d'imposizione delle imprese. Il dialogo verte sulle misure fiscali che possono generare distorsioni economiche, in particolare quelle che prevedono un'imposizione differenziata dei redditi svizzeri ed esteri ("ring fencing"), come pure sulle misure di ritorsione dell'UE e dei suoi Stati membri nei confronti della Svizzera. L'adozione integrale da parte della Svizzera del codice di condotta dell'UE non è invece contemplato. Inoltre devono essere rispettate la sovranità della Svizzera e le competenze cantonali in materia fiscale. Lo scopo del dialogo è trovare un'intesa sulle questioni fiscali controverse.</p><p>Il dialogo concernente la fiscalità delle imprese e i negoziati che saranno avviati in merito all'accordo sulla fiscalità del risparmio (a condizione che il Consiglio federale adotti un mandato di negoziazione) si svolgono parallelamente ai negoziati sui dossier settoriali per l'accesso al mercato, che includono anche le questioni istituzionali. Questi dossier non sono formalmente correlati, ma sono trattati nel quadro della strategia globale della politica europea della Svizzera. Attualmente la questione dell'accesso al mercato per i fornitori svizzeri di servizi finanziari non è oggetto di un mandato di negoziazione con l'UE. Ciononostante il Consiglio federale fa di tutto per mantenere l'accesso dei fornitori svizzeri di servizi finanziari al mercato dell'UE.</p><p>5./6. Parallelamente al dialogo con l'UE, la Confederazione ha avviato la riforma III dell'imposizione delle imprese in stretta collaborazione con i cantoni. Viene valutata una serie di possibilità che permettono di rafforzare la competitività fiscale della Svizzera, tra cui si annoverano, fra l'altro, misure volte a incentivare la ricerca e lo sviluppo (ad esempio le "licence box") nonché misure per ripristinare un trattamento fiscale equo tra il capitale proprio e il capitale estero nel quadro del finanziamento delle imprese. In questo contesto vengono esaminate attentamente e prese in considerazione le prassi fiscali di altri Stati fiscalmente competitivi.</p><p>Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto intermedio dell'organizzazione comune del progetto del Dipartimento federale delle finanze e dei cantoni, concernente la riforma III dell'imposizione delle imprese. Questo rapporto, pubblicato il 17 maggio 2013, descrive i possibili orientamenti riguardo a nuove misure nel campo dell'imposizione delle imprese e le ripercussioni finanziarie della riforma. In linea di principio il Consiglio federale dovrà pronunciarsi in merito agli indirizzi da prendere nel quadro della riforma sulla base del rapporto finale previsto per l'autunno/inverno del 2013. L'importante è che la riforma permetta di rispondere al meglio alle esigenze in materia di competitività, finanziamento dello Stato e consenso dell'ordinamento fiscale della Svizzera a livello internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.