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hronir mi invita a «ripensare [a una] domanda, se non dal punto di vista di morale, da quello della filosofia morale».
Non è importante quale sia questa domanda, ma il passaggio dalla morale alla filosofia morale. Provocatoriamente, voglio qui sostenere che questo passaggio è semplicemente impossibile.
Due massime
John Stuart Mill propone due semplici massime:
La prima massima è che l’individuo non deve render conto alla società delle proprie azioni, se queste riguardano soltanto gli interessi suoi e di nessun altro. Gli altri, se ritengono che sia necessario per il loro bene, potranno consigliarlo, avvertirlo, persuaderlo, evitarlo: queste sono le sole misure cui la società può ricorrere per esprimere legittimamente la propria avversione o la propria disapprovazione alla condotta di un individuo. La seconda massima è che all’individuo si può chiedere conto di quelle sue azioni che possono pregiudicare gli interessi altrui: e gli si possono infliggere delle punizioni sociali o legali, se la società ritiene che le une o le altre siano necessarie alla propria salvaguardia.
John Stuart Mill, On Liberty, Capitolo V (trad. it. di Enrico Mistretta, La libertà, Rizzoli 1999).
Mill distingue qui tre diversi livelli: il livello dei consigli e delle persuasioni, il livello del rendere conto e il livello delle punizioni sociali o legali.
Se una azione riguarda solo il soggetto, allora ci si ritrova nel primo livello, quello dei consigli. Se una azione coinvolge anche altre persone, allora l’autore dovrà essere in grado di rendere conto (accountable) delle proprie azioni. Se una azione mette in pericolo la salvaguardia di altre persone, allora potrà subire delle punizioni.
Possiamo indicare il primo livello descritto da Mill con il nome di moralità, mentre gli altri due livelli riguardano (in maniere diverse) la legge.
Rendere conto
La possibilità di dover rendere conto riguarda quindi sono la legge, non la moralità.
Mill si riferisce esplicitamente al dover rendere conto a qualcun altro, ma possiamo, andando oltre Mill, pensare al dover rendere conto in generale, agli altri e a sé stessi. In poche parole: nell’ambito della moralità posso agire anche irrazionalmente, in basi ai principi più illogici e incoerenti: posso sostenere una cosa e il suo contrario, posso agire così perché lo ha detto il Papa, perché fa così il mio amico o perché l’ho visto fare al cinema.
Un discorso razionale sulle questioni morali, come la filosofia morale dovrebbe essere, è sostanzialmente inutile, buono al massimo per persuadere gli altri, ma solitamente i discorsi razionali non sono i più convincenti.
Una filosofia morale dovrebbe semplicemente occuparsi di tracciare il confine tra moralità e legge, tra azioni per le quali è lecito chiedere conto e azioni per le quali non è lecito chiedere conto.