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<h2>SubmittedText<h2><p>L'iniqua ripartizione sociale della mortalità precoce e della speranza di vita è un fenomeno che tocca l'intero pianeta, Svizzera compresa. Come mostrano diversi studi (p. es. il secondo rapporto sul sistema sanitario svizzero pubblicato nel 2011 dall'OCSE e dall'OMS o il dossier 25 sulle differenze regionali nell'entità delle spese sanitarie obbligatorie pubblicato dall'Obsan nel 2013), anche nel nostro Paese lo status socioeconomico svolge un ruolo importante e influisce sullo stato di salute. Le disparità sanitarie, quindi, non si spiegano esclusivamente con il comportamento delle persone in materia di salute, ma sono anche una conseguenza della loro situazione materiale e psicosociale.</p><p>Sulla base di queste considerazioni, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come intende muoversi di fronte ai risultati di alcuni studi di recente pubblicazione che mostrano i rischi incombenti sulle pari opportunità in materia di salute?</p><p>2. Tali risultati saranno presi in considerazione nel quadro della strategia Sanità 2020?</p><p>3. Il Consiglio federale come intende seguire e capire meglio l'evoluzione delle disparità sanitarie in Svizzera?</p><p>4. Se lo stato di salute di una persona non è unicamente una conseguenza del suo comportamento in materia di salute, ma anche delle sue condizioni di vita materiali e psicosociali, le problematiche che si vanno delineando non riguardano solo l'Ufficio federale della sanità pubblica. Questi temi saranno trattati a livello interdivisionale o addirittura interdipartimentale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale è consapevole che anche in Svizzera ci sono disparità sociali per quanto riguarda la speranza di vita e vari aspetti dello stato di salute. Ciò spiega il suo costante impegno ad attuare nel sistema sanitario il principio delle pari opportunità, sancito nell'articolo 2 capoverso 3 della Costituzione federale, tenendo conto anche delle nuove conoscenze scientifiche. Le pari opportunità in materia di salute costituiscono d'altronde un elemento importante della strategia di politica sanitaria Sanità 2020 che ha adottato nel gennaio del 2013.</p><p>Nell'area d'intervento "Rafforzare le pari opportunità e la responsabilità individuale" di questa strategia propone, tra l'altro, soluzioni per migliorare le opportunità sanitarie dei gruppi più vulnerabili della popolazione e ridurre al minimo i loro rischi. Una prima misura adottata dal Consiglio federale è stata la proroga, nell'aprile del 2013, del programma nazionale migrazione e salute fino alla fine del 2017. Questo programma è destinato principalmente ai migranti di condizioni sociali modeste, con competenze ridotte in materia di sanità che, in parte, corrono rischi sanitari più elevati rispetto alla popolazione autoctona. Ulteriori misure dovrebbero inoltre permettere di mantenere le prestazioni del sistema sanitario accessibili e finanziariamente sostenibili per le persone malate, invalide e socialmente più deboli. Per questo è necessario verificare come garantire che, anche in futuro, le persone con un reddito o un livello d'istruzione basso riescano ad orientarsi nel sistema sanitario e ad accedere alle prestazioni di cui hanno bisogno.</p><p>3. Gli studi sull'argomento condotti finora in Svizzera non permettono di seguire l'evoluzione delle disparità dovute a fattori socioeconomici per quanto riguarda le condizioni di vita rilevanti per la salute, il comportamento individuale in materia di salute e l'accesso all'assistenza sanitaria. Partendo da uno studio concettuale, realizzato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) con il sostegno dell'Ufficio federale di statistica e dell'Osservatorio svizzero della salute, si dovranno definire entro la fine del 2014 le modalità per monitorare le disparità sanitarie sulla base delle informazioni e dei dati raccolti nelle rilevazioni di routine.</p><p>4. Lo stato di salute della popolazione è influenzato prevalentemente da fattori che esulano dal sistema sanitario. La Confederazione sostiene pertanto una serie di politiche intersettoriali basate sui determinanti sociali della salute. Per promuovere le pari opportunità nella formazione in materia di salute, l'UFSP sostiene ad esempio da diversi anni il progetto "Educazione + salute Rete Svizzera", diretto dalla sua Divisione programmi nazionali di prevenzione. Mediante il summenzionato Programma nazionale migrazione e salute, l'UFSP fornisce il proprio contributo alla politica d'integrazione intersettoriale che, sotto l'egida dell'Ufficio federale della migrazione e in coordinamento con diversi altri servizi federali e cantonali, prevede misure che promuovono l'integrazione nei settori formazione, lavoro, salute e società. Le misure nei settori formazione, assicurazione contro la disoccupazione e assicurazione invalidità, aiuto sociale e migrazione/integrazione dovranno essere meglio armonizzate nel quadro della collaborazione interistituzionale. Inoltre, dal 2010 la collaborazione tra i servizi pubblici ai tre livelli politici (federale, cantonale e comunale) è maggiormente coordinata. Nel settore della protezione della salute in ambito professionale, la legge sul lavoro (RS 822.11) fissa standard minimi e protegge soprattutto le persone più vulnerabili. Infine, le pari opportunità in materia di salute sono oggetto della strategia del Consiglio federale per uno sviluppo sostenibile e sono integrate, quale misura 7c, "abbattimento delle disuguaglianze in materia di salute", nel corrispondente piano d'azione 2012-2015. Nel quadro dei lavori preliminari per l'elaborazione della strategia nazionale del Consiglio federale per uno sviluppo sostenibile per gli anni 2016 a 2019, il comitato interdipartimentale sullo sviluppo sostenibile esaminerà inoltre la necessità di adottare ulteriori misure concernenti la dimensione sociale dello sviluppo sostenibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.