Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/192131

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sulle poste in modo da sancire la prestazione del voto elettronico nel mandato di servizio universale della Posta.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>L'esercizio dei diritti politici presuppone una ripartizione federalistica delle competenze. Lo svolgimento degli scrutini è un atto sovrano. Per le votazioni federali, le condizioni quadro sono stabilite a livello federale e i Cantoni sono responsabili della loro attuazione. Questa ripartizione delle competenze si applica anche al voto elettronico e figura nelle basi giuridiche che regolano attualmente le sue prove. Di conseguenza sono i Cantoni a decidere se intendono consentire ai loro elettori di votare per via elettronica nell'ambito di una prova. Essi possono gestire un proprio sistema di voto elettronico oppure utilizzare il sistema di un altro Cantone o far capo a un'impresa privata (art. 27kbis cpv. 1 lett. b ODP, RS 161.11). La Confederazione è responsabile dell'autorizzazione e del nulla osta per le prove, sostiene i Cantoni nelle questioni giuridiche, organizzative e tecniche e coordina i progetti a livello nazionale. Il 19 dicembre 2018 il Consiglio federale ha aperto la consultazione concernente una revisione parziale della legge federale sui diritti politici (LDP, RS 161.1). Essa prevede il passaggio del voto elettronico dalla fase di prova alla sua messa in esercizio come terzo canale di voto ordinario. Nel progetto il Consiglio federale mantiene l'attuale ripartizione delle competenze (il progetto può essere consultato su www.admin.ch &gt; Diritto federale &gt; Procedure di consultazione &gt; Procedure di consultazione in corso, fino a maggio 2019, poi &gt; Procedure di consultazione concluse &gt; 2018 &gt; CaF).</p><p>Come detto in precedenza, i Cantoni sono responsabili di tutti i canali di voto. Un'eventuale iscrizione del voto elettronico nel mandato di servizio universale della Posta Svizzera comprometterebbe questa ripartizione delle competenze. Occorre pertanto rinunciare non solo a prescrivere che un sistema di voto elettronico deve essere di proprietà pubblica (cfr. il parere del Consiglio federale sulla mozione Sommaruga Carlo 18.4375), ma anche a introdurre l'obbligo di utilizzare più sistemi (cfr. rapporto esplicativo per la consultazione in corso sulla revisione parziale della LDP, pag. 6 segg.).</p></text>