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Uno studio austriaco su colonie di formiche da Svizzera, Austria, Francia e Italia dimostra che quelle in arrivo dalle zone più calde sono più aggressive
Non era solo una battuta, quella che dava il titolo a un noto libro umoristico dei comici Gino&Michele di alcuni anni fa. Uno studio condotto in Austria dimostra che gli effetti provocati dal cambiamento climatico, come le temperature più elevate e più azoto nel terreno, portano a una maggiore aggressività delle colonie di formiche.
Un gruppo di ricercatori ha fatto combattere tra loro formiche provenienti da Svizzera, Austria, Francia e Italia. Due operaie di colonie vicine diverse sono state lasciate libere di sfidarsi in duello. "L’aggressività delle formiche delle zone più calde, come Italia e Francia, era molto più elevata rispetto a quelle dei luoghi più freddi in Austria e in Svizzera", ha indicato oggi Patrick Karpf, responsabile dello studio, in un comunicato dell’Università di Innsbruck (A).
Oltre ai test di aggressività durante i combattimenti, il team ha effettuato diverse analisi genetiche e ambientali. Anche un maggior contenuto di azoto nel terreno rende le formiche più aggressive, scrivono i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista "Science of The Total Environment".
A lungo termine, l’aggressività è uno svantaggio per le formiche. "Se queste attività di lotta aumentano, alle operaie costa molta energia e tempo", dice Karpf. L’energia mancherebbe quindi, ad esempio, per la ricerca di cibo. Le colonie della specie di formica Tetramorium alpestre studiate si trovano ad altitudini comprese tra 1’600 e 2’300 metri. In Svizzera sono state raccolte formiche dai passi del Giulia (Gr) e del Sempione (Vs/I).