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Incarto n. 11.2009.60 Lugano 11 dicembre 2009 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti segretaria: Chietti Soldati, vicecancelliera sedente per statuire nelle cause DI.2007.943 e DI.2007.1301 (misure provvisionali in pendenza di divorzio) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promosse con istanze del 30 luglio e 16 ottobre 2007 da AP 1 (patrocinato dall' PA 2 ) contro AO 1 (patrocinata dall' PA 1 ); premesso che, statuendo in una procedura a tutela dell'unione coniugale, con sentenza de l 9 dicembre 2005 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato AP 1 (1970) e AO 1 (1968) a vivere separati, ha affidato la figlia M__________ (nata il 29 novembre 1995) alla madre, riservato il diritto di visita paterno, e ha obbligato AP 1 a versare un contributo alimentare per la figlia di fr. 300.– mensili, assegni familiare non compresi; ricordato che il 27 luglio 2007 i coniugi hanno introdotto azione di divorzio su richiesta comune con accordo parziale davanti al medesimo Pretore e con istanza di quello stesso giorno AP 1 ha chiesto alla moglie una provvigione ad litem di fr. 5000.–, postulando in subordine il beneficio dell'assistenza giudiziaria (inc. DI.2007.943); rammentato che AP 1 si è nuovamente rivolto al Pretore il 16 ottobre 2007, sollecitando in via provvisionale la soppres- sione del contributo alimentare per la figlia (inc. DI.2007.1301); rilevato che all'udienza dell'8 gennaio 2008, indetta per la discussione di entrambe le istanze, AO 1 ha proposto di respingere le richieste del marito; precisato che, congiunte le due procedure ed esperita l'istruttoria, alla discussione finale del 19 agosto 2008 le parti hanno ribadito le loro domande; accertato che con decreto cautelare del 2 aprile 2009 il Pretore ha respinto entrambe le istanze, obbligando AP 1 a versare dal 16 ottobre 2007 un contributo alimentare per la figlia di fr. 336.– mensili, assegni familiari non compresi; preso atto che avverso tale decreto AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 14 aprile 2009 inteso a ottenere, previo conferimento dell'assistenza giudiziaria, la soppressione del contributo alimentare per la figlia e la conseguente riforma in tal senso del giudizio impugnato; osservato che l'appello non è stato oggetto di intimazione; constatato che in pendenza di appello, il 19 novembre 2009, il Pretore ha pronunciato il divorzio tra le parti e ha omologato un accordo completo sui relativi effetti; appurato che in tale accordo AP 1 dichiara di ritirare l'appello presentato il 14 aprile 2009 contro il decreto cautelare, come pure la domanda di assistenza giudiziaria, “postulando comunque che, visto l'esito, la I CCA prescinda dal prelievo di tasse e spese per la procedura di ricorso” ; ritenuto che nelle circostanze descritte l'appello del 14 aprile 2009 e la contestuale domanda di assistenza giudiziaria vanno stralciati dai ruoli per desistenza (art. 352 cpv. 1 e 2 CPC); ribadito che, per quanto riguarda gli oneri processuali, la desistenza equivale a soccombenza (Rep. 1990 pag. 284 in alto, 1978 pag. 375 ), onde l'obbligo per chi recede da una lite di assumere il pagamento degli oneri processuali (art. 148 cpv. 1 CPC); stabilito che l'appellante chiede di essere esonerato dal pagamento di tassa di giustizia e le spese; considerato che, vista la buona volontà da lui dimostrata nel comporre la lite, si può rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di tali oneri; specificato che non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni; richiamato l'art. 352 cpv. 2 CPC, decreta: 1. Si prende atto del ritiro dell'appello e della domanda di assistenza giudiziaria. La causa è stralciata dai ruoli per desistenza. 2. Non si riscuotono tasse né spese. Le ripetibili sono compensate. 3. Intimazione a: ;. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La segretaria Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Incarto n. 11.2009.60 Incarto n. 11.2009.60

Incarto n. 11.2009.60 Lugano 11 dicembre 2009 /rs Lugano

Lugano 11 dicembre 2009 /rs

11 dicembre 2009 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti G. A. Bernasconi, presidente,

G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti

Giani ed Ermotti segretaria: segretaria:

segretaria: Chietti Soldati, vicecancelliera Chietti Soldati, vicecancelliera

Chietti Soldati, vicecancelliera sedente per statuire nelle cause DI.2007.943 e DI.2007.1301 (misure provvisionali in pendenza di divorzio) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promosse con istanze del 30 luglio e 16 ottobre 2007 da

sedente per statuire nelle cause DI.2007.943 e DI.2007.1301 (misure provvisionali in pendenza di divorzio) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promosse con istanze del 30 luglio e 16 ottobre 2007 da AP 1 (patrocinato dall' PA 2 ) AP 1

AP 1 (patrocinato dall' PA 2 )

(patrocinato dall' PA 2 ) contro contro

contro AO 1 (patrocinata dall' PA 1 ); AO 1

AO 1 (patrocinata dall' PA 1 );

(patrocinata dall' PA 1 ); premesso che, statuendo in una procedura a tutela dell'unione coniugale, con sentenza de l 9 dicembre 2005 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato AP 1 (1970) e AO 1 (1968) a vivere separati, ha affidato la figlia M__________ (nata il 29 novembre 1995) alla madre, riservato il diritto di visita paterno, e ha obbligato AP 1 a versare un contributo alimentare per la figlia di fr. 300.– mensili, assegni familiare non compresi;

premesso che, statuendo in una procedura a tutela dell'unione coniugale, con sentenza de il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato AP 1 (1970) e AO 1 (1968) a vivere separati, ha la figlia M__________ (nata il 29 novembre 1995) alla madre, riservato il diritto di visita paterno, e ha obbligato AP 1 (nata il 29 novembre 1995) alla madre, riservato il diritto di visita paterno, e ha obbligato AP 1 ricordato che il 27 luglio 2007 i coniugi hanno introdotto azione

di divorzio su richiesta comune con accordo parziale davanti al medesimo Pretore e con istanza di quello stesso giorno AP 1 ha chiesto alla moglie una provvigione ad litem di fr. 5000.–, postulando in subordine il beneficio dell'assistenza giudiziaria (inc. DI.2007.943);

rammentato che AP 1 si è nuovamente rivolto al Pretore il 16 ottobre 2007, sollecitando in via provvisionale la soppres- sione del contributo alimentare per la figlia (inc. DI.2007.1301);

rammentato che AP 1 si è nuovamente rivolto al Pretore il 16 ottobre 2007, sollecitando in via provvisionale la soppres- sione del contributo alimentare per la figlia (inc. DI.2007.1301); rilevato che all'udienza dell'8 gennaio 2008, indetta per la discussione di entrambe le istanze, AO 1 ha proposto di respingere le richieste del marito;

precisato che, congiunte le due procedure ed esperita l'istruttoria, alla discussione finale del 19 agosto 2008 le parti hanno ribadito le loro domande;

precisato che, congiunte le due procedure ed esperita l'istruttoria, alla discussione finale del 19 agosto 2008 le parti hanno ribadito le loro domande; accertato che con decreto cautelare del 2 aprile 2009 il Pretore ha respinto entrambe le istanze, obbligando AP 1 a versare dal 16 ottobre 2007 un contributo alimentare per la figlia di fr. 336.– mensili, assegni familiari non compresi;

accertato che con decreto cautelare del 2 aprile 2009 il Pretore ha respinto entrambe le istanze, obbligando AP 1 a versare dal 16 ottobre 2007 un contributo alimentare per la figlia di fr. 336.– mensili, assegni familiari non compresi;, preso atto che avverso tale decreto AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 14 aprile 2009 inteso a ottenere, previo conferimento dell'assistenza giudiziaria, la soppressione del contributo alimentare per la figlia e la conseguente riforma in tal senso del giudizio impugnato;

preso atto che avverso tale decreto AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 14 aprile 2009 inteso a ottenere, previo conferimento dell'assistenza giudiziaria, la soppressione del contributo alimentare per la figlia e la conseguente riforma in tal senso del giudizio impugnato; osservato che l'appello non è stato oggetto di intimazione;

osservato che l'appello non è stato oggetto di intimazione; constatato che in pendenza di appello, il 19 novembre 2009, il Pretore ha pronunciato il divorzio tra le parti e ha omologato un accordo completo sui relativi effetti;

constatato che in pendenza di appello, il 19 novembre 2009, il Pretore ha pronunciato il divorzio tra le parti e ha omologato un accordo completo sui relativi effetti; appurato che in tale accordo AP 1 dichiara di ritirare l'appello presentato il 14 aprile 2009 contro il decreto cautelare, come pure la domanda di assistenza giudiziaria, “postulando comunque che, visto l'esito, la I CCA prescinda dal prelievo di tasse e spese per la procedura di ricorso” ;

appurato che in tale accordo AP 1 dichiara di ritirare l'appello presentato il 14 aprile 2009 contro il decreto cautelare, come pure la domanda di assistenza giudiziaria, “postulando comunque che, visto l'esito, la I CCA prescinda dal prelievo di tasse e spese per la procedura di ricorso” ; ritenuto che nelle circostanze descritte l'appello del 14 aprile 2009 e la contestuale domanda di assistenza giudiziaria vanno stralciati dai ruoli per desistenza (art. 352 cpv. 1 e 2 CPC);

ritenuto che nelle circostanze descritte l'appello del 14 aprile 2009 e la contestuale domanda di assistenza giudiziaria vanno stralciati dai ruoli per desistenza (art. 352 cpv. 1 e 2 CPC); ribadito che, per quanto riguarda gli oneri processuali, la desistenza equivale a soccombenza (Rep. 1990 pag. 284 in alto, 1978 pag. 375 ), onde l'obbligo per chi recede da una lite di assumere il pagamento degli oneri processuali (art. 148 cpv. 1 CPC);

ribadito che, per quanto riguarda gli oneri processuali, la desistenza equivale a soccombenza (Rep. 1990 pag. 284 in alto, ), onde l'obbligo per chi recede da una lite di assumere il pagamento degli oneri processuali (art. 148 cpv. 1 CPC); stabilito che l'appellante chiede di essere esonerato dal pagamento di tassa di giustizia e le spese;

stabilito che l'appellante chiede di essere esonerato dal pagamento di tassa di giustizia e le spese; considerato che, vista la buona volontà da lui dimostrata nel comporre la lite, si può rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di tali oneri;

considerato che, vista la buona volontà da lui dimostrata nel comporre la lite, si può rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di tali oneri; specificato che non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni;

specificato che non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni; richiamato l'art. 352 cpv. 2 CPC,

richiamato l'art. 352 cpv. 2 CPC, decreta: 1. Si prende atto del ritiro dell'appello e della domanda di assistenza giudiziaria. La causa è stralciata dai ruoli per desistenza. decreta: 1. Si prende atto del ritiro dell'appello e della domanda di assistenza giudiziaria. La causa è stralciata dai ruoli per desistenza. 2. Non si riscuotono tasse né spese. Le ripetibili sono compensate.

2. Non si riscuotono tasse né spese. Le ripetibili sono compensate. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: ;. ;.

;. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.