Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01111.jsonl.gz/998

I defunti fratelli Madio e Giacomo, figli del fu Maffeo «de Loro» di Intragna, erano tenuti a consegnare al comune di Intragna e Golino un canone di 4 staia di mistura (segale e miglio per metà), 2 staia di castagne verdi e passate e 4 staia di vino, da distribuire ogni anno ai poveri di detto comune, come contenuto in una locazione del 2 febbraio 1376. In seguito il comune aveva investito i fratelli Riccardo e Antonio, figli del fu Guglielmo «Grateli» di Intragna, di metà dei beni, come contenuto in una locazione del 1 agosto 1483 (v. Comune di Intragna 34). L'altra metà era stata venduta dai discendenti di Madio e Giacomo e metà elemosina era stata estinta. Il comune, volendo mantenere l'elemosina, aveva proceduto contro i detentori dei beni. Infine Maffeo del fu Francesco «olim Madii Cassonini» di Golino, discendente di Madio e di Giacomo, fratello del primo investitore Maffeo «de Loro», si era accordato con il comune e aveva assegnato diversi beni in cambio di quelli venduti, a cauzione del fitto, cioè un «cortauro» con 3 case con tetto in piode e un «camaneto», un corte, un porcile e un pergolato a Golino, nonché un terreno recintato, prativo, silvato e murato nel territorio di Golino «ad Silvam de Intragna», nel quale si trovano 2 piante di castagne della chiesa di S. Giorgio di Golino. Ora la vicinanza di Golino, Intragna e Verdasio, convocata dal console Tognino «Caralis» del fu Gaspare di Golino, conferma e investe Maffeo dei detti beni, al canone annuo di 2 staia di mistura (segale e miglio per metà), 2 staia di vino e 1 staio di castagne verdi e passate, allo staio e alla brenta di Locarno, da consegnare per la festa di s. Martino ai poveri del comune. Inoltre Maffeo e i suoi eredi sono tenuti a consegnare entro 9 anni 150 lire di denari nuovi.
Immagine del documento non disponibile