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BERNA - Secondo l'Ufficio prevenzione infortuni (UPI) bisogna semplificare le disposizioni per introdurre il limite 30 km/h e i corsi di aggiornamento devono essere obbligatori per chi commette infrazioni gravi. Il progetto di revisione parziale del diritto in materia di circolazione stradale, messo in consultazione dal Consiglio federale fino al 12 dicembre, contiene input importanti ma non contempla ad esempio questi «due strumenti importanti» che possono migliorare la sicurezza stradale, scrive l'UPI in un comunicato odierno.
Quasi due terzi di tutti gli incidenti gravi si verificano nell'abitato, ricorda l'UPI. Solo sui tratti in cui vige il limite di 50 km/h se ne contano ogni anno 1'900, di cui 80 mortali. La maggior parte delle vittime sono pedoni, motociclisti e ciclisti e la velocità gioca un ruolo fondamentale.
D'altro canto nella nota odierna si rileva che sono trascorsi otto anni da quando il Parlamento ne approvato l'introduzione in Svizzera dei corsi di aggiornamento obbligatori, ma finora l'esecutivo non ha posto in vigore questa misura. Secondo l'UPI sarebbe importante introdurla in tempi brevi. È infatti scientificamente documentato che, se soddisfano determinati criteri in termini di qualità, i corsi di aggiornamento obbligatori per chi ha commesso una grave infrazione riducono il tasso di recidiva.