Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245701

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di imporre il diritto alla sfera privata, garantito dall'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dall'articolo 13 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera, e di proteggere gli abitanti della Svizzera dal controllo delle chat previsto dalla Commissione europea.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'11 maggio 2022 la Commissione europea ha proposto nuove disposizioni normative per prevenire e combattere gli abusi sessuali su minori in Internet. Il progetto intende obbligare i fornitori a individuare, segnalare e rimuovere dai loro servizi il materiale relativo ad abusi sessuali su minori. Dovranno inoltre valutare e ridurre il rischio che i loro servizi siano utilizzati ai fini di tali abusi. La proposta della Commissione europea non prevede che lo Stato sorvegli continuamente e senza motivo le comunicazioni digitali. Ora, il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno pronunciarsi in merito a questo progetto di regolamento. Resterà quindi da vedere se esso sarà approvato nella sua forma attuale.</p><p>Al momento non è pertanto ancora chiaro sotto quale forma queste nuove disposizioni dell'UE entreranno in vigore né in che misura riguarderanno i servizi di messaggeria e altri fornitori di mezzi di comunicazione elettronici in Svizzera nonché la popolazione generale. Il Consiglio federale segue tuttavia con attenzione gli sviluppi in questo ambito per poter essere pronto a intervenire sul piano legislativo se necessario. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) procederà pertanto, insieme agli altri servizi federali coinvolti, a un'analisi della tematica. Tale analisi tratterà in particolare la necessità di un intervento materiale nel quadro della protezione dei bambini e degli adolescenti in Internet in Svizzera e valuterà gli aspetti legali e le ripercussioni dei progetti legislativi dell'UE.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.