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BERNA - Il 2020 sarà un anno di importanti decisioni politiche per gli agricoltori. L'Unione svizzera dei contadini (USC) auspica una strategia coerente per l'agricoltura nazionale in vista delle votazioni sulle due iniziative popolari ecologiste, dell'accordo di libero scambio con il Mercosur e della politica agricola 22+.
Quest'anno le sfide cui dovrà far fronte il settore primario sono cruciali, hanno sottolineato i responsabili nel corso dell'abituale conferenza stampa d'inizio anno che si è svolta in un allevamento di suini a Worb (BE). Il settore agricolo dovrà convincere i cittadini a respingere le iniziative "Acqua potabile pulita e cibo sano - No alle sovvenzioni per l'impiego di pesticidi e l'uso profilattico di antibiotici" e "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici", che saranno probabilmente sottoposte a votazione in novembre. I due testi, sostiene l'USC, non mantengono ciò che promettono e mettono in pericolo la produzione nazionale.
L'agricoltura produce ciò che la popolazione compra. La Svizzera potrebbe già essere un paese al 100% biologico se tutti acquistassero prodotti biologici. «Non sono i contadini a frenare. Non è colpa nostra se il biologico, che rappresenta circa il 10% del mercato, è ancora un mercato di nicchia», ha detto Martin Rufer, del Dipartimento economia animale, stando alla versione scritta del suo intervento. «I consumatori in generale apprezzano i prodotti locali, a condizione che possano acquistarli a buon prezzo». In caso di approvazione delle due iniziative, è utopico pensare che tutti vorranno consumare prodotti bio e pagarli di più, afferma l'associazione dei contadini. Anzi: la produzione indigena diminuirà e i prodotti convenzionali saranno importati.
La seconda sfida che dovranno affrontare gli agricoltori è l'accordo di libero scambio con il Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Questa intesa è una sorta di antitesi delle due iniziative. In questo caso, la Svizzera "ufficiale" punta molto poco sulla sostenibilità e la protezione degli animali, ha spiegato il direttore dimissionario dell'USC, Jacques Bourgeois. Per gli alimenti prodotti in Sud America, i mezzi utilizzati e i metodi di allevamento degli animali sembrano non avere alcuna importanza.
Per questo accordo Berna è disposta a fare concessioni che indeboliscono notevolmente il sistema produttivo locale. Gli agricoltori non sono contrari di principio agli accordi di libero scambio, ma non vogliono servire da merce di scambio per altri settori economici. Chiedono quindi che vi sia parità di trattamento per quanto riguarda i metodi di produzione. Se questa non potrà essere garantita, sarà necessaria un'efficace protezione doganale per garantire un futuro alle famiglie contadine, ha detto Bourgeois.
L'accordo con il Mercosur potrebbe aprire la porta ad importazioni di prodotti fabbricati in condizioni tutt'altro che sostenibili, e l'Unione dei contadini è quindi molto scettica. Attende però di conoscere il contenuto esatto dell'accordo per poterne valutare gli effetti prima di prendere una posizione definitiva.
La Politica agricola 22+ è un altro grande tema di preoccupazione: rappresenta un po' la "quadratura del cerchio" perché dovrà tener conto di tutte le esigenze conflittuali. La PA 22+ infatti dovrà rendere l'agricoltura ancora più sostenibile, rafforzare il benessere degli animali, ma anche porre maggiore enfasi sulla competitività e sul mercato. «Non è necessario essere un indovino per sapere che sarà un fallimento», ha detto Markus Ritter, presidente dell'USC. I contadini chiedono pertanto al Consiglio federale di definire una strategia chiara e di seguirla in modo coerente.
L'agricoltura svizzera è pioniera nella produzione ecologica e rispettosa degli animali e intende continuare ad esserlo, ha ricordato ancora il presidente. Per questa ragione sostiene l'iniziativa parlamentare per una riduzione dei rischi derivanti dall'uso di pesticidi. Nel corso di quest'anno l'organizzazione mantello intende proseguire la sua campagna informativa per spiegare alla popolazione l'impegno delle famiglie contadine a favore della protezione dell'ambiente e della salute del bestiame.