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È stato condannato a un anno di carcere il minorenne richiedente l’asilo che in ottobre era stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente di una giovane su un treno regionale Lugano-Chiasso. La sentenza è stata emessa venerdì dal Tribunale dei minorenni. È il massimo della pena che poteva essere inflitta a un minorenne.
Il giudice ha confermato sostanzialmente l’atto d’accusa della magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, e ha deciso di riconoscerlo colpevole di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e atti sessuali con fanciulli. È inoltre stata decisa una misura protettiva di trattamento ambulatoriale in carcere.
I fatti
La giovane stava rientrando a casa dopo una serata in discoteca e sul treno era stata avvicinata dall’imputato e da un’altra persona, un maggiorenne che verrà giudicato separatamente. I due, vedendo che non stava bene (probabilmente a causa dell’alcol), hanno cominciato a importunarla. L’imputato ha iniziato ad allungare le mani e poi, come ricostruito dall’inchiesta, ha abusato di lei nel bagno, mentre non era cosciente. Fuori dal bagno, a fare “da palo”, c’era il maggiorenne e un’altra persona che non è mai stata identificata.
Da notare che l’imputato, che si è dichiarato pentito, aveva inizialmente affermato di essere maggiorenne. L’esame radiologico della mano (che è uno dei metodi che viene utilizzato per stabilire l’età di una persona) aveva confermato che il giovane avesse almeno 19 anni, ma le successive analisi condotte dall’ufficio del medico legale hanno stabilito che l’imputato avesse probabilmente meno di 18 anni. Un dettaglio importante, che ha fatto sì che il giovane venisse processato e condannato in base al diritto dei minori.