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Vince il socialista Hollande con il 51,9% dei voti. Sarkozy si complimenta. Virata della Francia...a sinistra!
Il socialista Francois Hollande diventa il settimo presidente della Quinta repubblica francese con il 52% dei voti, secondo gli exit Poll diffusi ufficialmente dopo la chiusura delle urne.
Hollande è il settimo presidente della Repubblica francese. L'uomo che gira per Parigi in motorino e che promette di essere un leader 'normale' si è presentato in questa lunga campagna elettorale come l'opposto del presidente uscente Nicolas Sarkozy, ribattezzato 'l'iperpresidente', accusato di aver concentrato in questi ultimi cinque anni tutte le scelte su di sé.
Leader del Partito socialista dal 1997 al 2008, Hollande - politico senza esperienze governative alle spalle che è riuscito a dimagrire 10 chili in qualche mese riducendo vino, formaggio e cioccolata, per poi riprendere un po' di peso nell'ultima fase della sua campagna - viene percepito oggi come un uomo serio e rassicurante, calmo, metodico, organizzato.
È il secondo presidente socialista della Quinta Repubblica, dopo l'era di Francois Mitterrand (1981-1995). Nel duro confronto tv di mercoledì scorso è riuscito a non farsi "polverizzare", come Sarkozy aveva promesso. Il passaggio in cui, rivolgendosi all'avversario, ripete come un mantra l'espressione 'Moi president...', 'io presidente', che ha entusiasmato i suoi militanti, è diventato già un rap cliccatissimo su internet.
Tra le promesse di Hollande - che questa mattina ha votato alle 10.00 nel suo feudo di Tulle, nella Correze, e che qualche giorno fa è salito di nascosto sul motorino del figlio, seminando gli uomini della scorta, per andare al ristorante con lui - c'è quella di cambiare la Francia. Ma anche l'Europa. In particolare, aggiungendo la dimensione della crescita al rigorista Trattato di bilancio, il cosiddetto 'fiscal compact'. Per far questo, il socialista conta anche sull'appoggio dell'Italia, che spera voglia aiutarlo a cambiare le cose.
Tra i due turni, Hollande ha cercato di conquistare - anche se in modo meno plateale rispetto allo sconfitto Nicolas Sarkozy - gli elettori dell'estrema destra di Marine Le Pen, mostrandosi molto fermo rispetto all'immigrazione illegale. Nei numerosi comizi tenuti ai quattro angoli della Francia - dove ha sempre usato l'espressione 'il candidato uscente' per riferirsi al suo sfidante - si è presentato come l'uomo dallo slogan 'Le Changement c'est maintenant' (Il cambiamento è adesso).
A 57 anni, ha messo al centro della sua strategia la riforma fiscale, i giovani, nuove assunzioni nella funzione pubblica, nozze e adozioni per le coppie gay. Ex compagno di Segolene Royal, sfidante di Sarkozy nelle elezioni presidenziali del 2007, dalla quale ha avuto quattro figli, Hollande condivide oggi la sua vita con una cronista politica, Valerie Trierweiler. Martine Aubry, sua principale rivale nel voto interno, lo criticò per il suo atteggiamento troppo bonario. "Non si combatte una destra dura con una sinistra molle", tuonò la Aubry. Un argomento tirato fuori nei mesi scorsi anche dalla Royal. "Il suo punto debole è l'inazione", avvertì Segolene, che per trent'anni ha vissuto al suo fianco. Durante la campagna, i socialisti hanno però fatto quadrato intorno a lui. Intervenendo in un comizio di Hollande a Lilla, ad aprile, la Aubry ha reso omaggio alla "forza" di Hollande. E anche Royal ha messo da parte i veleni salendo sul palco di un altro comizio a Rennes, per manifestare all'ex partner il suo appoggio.
Per lungo tempo, nella famiglia socialista, Hollande - che si è diplomato all'Ena, la scuola delle elite francesi, insieme a Segolene, e che da giovane ha attraversato l'Europa con i suoi amici a bordo di una vecchia Renault J7, ascoltando i Beatles e Jimi Hendrix - è stato considerato come una personalità di secondo piano. Altro non era che l'uomo ombra al servizio dei big: Mitterrand, Delors, Jospin. I francesi conoscono il suo humour, ma anche la sua lunga gavetta e le sue sofferenze. "Per essere eletto - ha detto una volta - è necessario essere stati ferit