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(12.11.2014) I direttori finanziari (CFO) elvetici sono meno fiduciosi rispetto a tre mesi fa. Secondo un sondaggio condotto da Deloitte, soltanto il 26% di questi considera favorevolmente le prospettive finanziarie della propria società, dato che costituisce il risultato più basso da due anni a questa parte.
Se lo scorso trimestre veniva raggiunto ancora il 75%, la percentuale di CFO che si dice ottimista riguardo alle prospettive economiche della Svizzera è precipitata al 53% durante il periodo in rassegna. Per quanto riguarda la parte di interpellati che non giudica né positivamente né negativamente le prospettive, si è passati dal 23% al 38%.
Oltre al deterioramento della congiuntura economica svizzera ed internazionale, i responsabili finanziari delle imprese svizzere evocano come principali fattori d’incertezza i rischi geopolitici, ed in particolare i conflitti armati. Pro memoria: le tensioni si sono rafforzate negli ultimi mesi in diverse regioni, fra cui l’est asiatico, il Medio Oriente e l’Europa dell’est.
Circa sette CFO su dieci reputano che questi conflitti creino un rischio elevato per società elvetiche. Sono inoltre prossimi al 50% coloro i quali deplorano un impatto negativo diretto sulle loro imprese. Gli autori del sondaggio precisano che l’epidemia di Ebola viene sempre più spesso citata come fattore d’incertezza, a causa delle minacce che toccano le catene d’approvvigionamento mondiali.
Interpellate sul cambio euro-franco auspicato nei prossimi dodici mesi, i partecipanti all’inchiesta prevedono un rapporto stabile di 1,22. La metà delle persone interrogate indica inoltre di aspettarsi un mantenimento per i prossimi due anni da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) del tasso di cambio minimo CHF 1,20.
Ultima modifica 08.10.2015