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Il Consiglio federale è disposto a limitare, superato un determinato valore soglia, l'immigrazione dai Paesi Ue e dell'Associazione di libero scambio (Aels) mediante l'attivazione unilaterale di una clausola di salvaguardia e l'adozione di tetti massimi.
Lo indica una nota odierna del Governo, in cui si precisa che la Confederazione intende comunque giungere ad un accordo con l'Unione europea per preservare la via bilaterale.
Al momento non è ancora possibile determinare il valore soglia, come anche tetti massimi e contingenti. Il valore soglia verrebbe definito in anticipo dal Consiglio federale sulla base di un periodo di riferimento temporale - un anno - e il numero di lavoratori immigrati, compresi i famigliari, provenienti dagli Stati Ue/Aels.
Quale grandezza di riferimento, il Consiglio federale potrebbe prendere in considerazione il saldo migratorio (immigrati meno emigrati) oppure il numero di autorizzazioni di soggiorno rilasciate. Le preferenze dell'Esecutivo vanno al primo sistema. Permessi per soggiorni inferiori a un anno e per frontalieri non verrebbero tenuti in considerazione.
Se nell'arco di un anno, il numero di persone originarie dall'Ue e dall'Aels dovesse superare una determinata percentuale, per l'anno seguente il Consiglio federale fisserebbe tetti massimi e contingenti. Il Governo può prolungare questo provvedimento di un anno ancora.
Il primo di giugno l'Esecutivo dovrebbe controllare se il valore soglia è stato superato: in caso affermativo, le restrizioni entrerebbero in vigore a inizio gennaio dell'anno seguente. Nei sette mesi a disposizione prima di fissare tetti massimi e contingenti, il Governo avrebbe la possibilità di consultare la neonata commissione in materia di immigrazione, le cerchie interessate e le commissioni parlamentari. Questo periodo di esame e riflessione è necessario come dimostra l'esperienza con i lavoratori extraeuropei, già sottoposto a contingenti.
L'Esecutivo intende inoltre modificare la Legge sugli stranieri in cerca di lavoro in Svizzera allo scopo di impedire a quest'ultimi di percepire l'assistenza sociale. Si tratterà, insomma, di armonizzare le varie pratiche cantonali attuali.
Per sfruttare al meglio il potenziale di lavoratori residenti, il Consiglio federale intende inoltre agevolare l'accesso a un'attività lucrativa alle persone del settore dell'asilo che possono rimanere in Svizzera.
Con un piano d'azione, il Consiglio federale vuole anche migliorare l'esecuzione delle misure collaterali. Ha inoltre adottato il messaggio concernente la modifica del Codice delle obbligazioni (Proroga di contratti normali di lavoro che prescrivono salari minimi).
In merito alla relazioni bilaterali con Bruxelles, attualmente non è stato raggiunto alcun accordo. Le consultazioni proseguiranno celermente al più tardi dopo il referendum - previsto per giugno - sulla permanenza della Gran Bretagna nell'UE.
Se si raggiungerà un'intesa, il Consiglio federale lo presenterà in maniera adeguata nel corso dei dibattiti parlamentari. L'obiettivo è fare in modo che le disposizioni volte ad applicare l'iniziativa popolare UDC sull'immigrazione possano entrare in vigore nel settembre 2017.
SDA-ATS