Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/18851

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>Come rilevato dall'autore dell'interrogazione, le persone colpite dall'attentato di Luxor del 17 novembre 1997 possono, per principio, beneficiare delle prestazioni previste dalla legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV, RS 312.5), la cui esecuzione spetta principalmente ai Cantoni. Beneficia di aiuto secondo tale legge ogni persona che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica, sessuale o psichica, indipendentemente dal fatto che l'autore del reato sia stato rintracciato. Anche i congiunti possono beneficiare delle prestazioni previste dalla legge. Le persone ferite nell'attentato, come anche i congiunti delle vittime decedute e le persone che, avendo assistito all'attentato, ne sono state lese nell'integrità psichica, possono dunque per principio esigere le prestazioni della LAV. Possono così ricevere un aiuto medico, psicologico, sociale, materiale e giuridico presso i consultori istituiti nei Cantoni. Le vittime dell'attentato hanno ricevuto una lista dei consultori riconosciuti ai quali possono indirizzarsi. È stato comunicato loro anche il nome di un intermediario presso l'Ufficio federale di giustizia. Se soddisfano le condizioni poste dalla legge, inoltre, possono ottenere un indennizzo o una riparazione morale ai sensi dell'articolo 11 e seguenti LAV presentando una domanda adeguata presso la competente autorità cantonale. Su richiesta indirizzata alla stessa autorità, può essere accordato loro un acconto se hanno bisogno immediatamente d'aiuto finanziario o se le conseguenze del reato non sono determinabili a breve termine con sufficiente certezza.</p><p></p><p></p><p></p><p>Consapevoli della necessità di coordinare la loro azione e di garantire la parità di trattamento fra le vittime dell'attentato, come anche fra queste ultime e le altre vittime di reati in Svizzera, i responsabili delle istituzioni e delle autorità esecutive della LAV nei Cantoni, nonché i servizi interessati dell'Amministrazione generale si sono prontamente consultati in vista della creazione delle condizioni necessarie affinché le vittime possano beneficiare di ogni aiuto richiesto e siano tenute costantemente informate della situazione. Il 13 febbraio 1998, una seduta di coordinamento organizzata dalla Direzione della giustizia, degli affari comunali e degli affari ecclesiastici del Canton Berna ha così consentito di fissare alcune linee direttrici concernenti in particolare la concessione di riparazioni morali. Il 23 marzo 1998, una seduta organizzata dall'Ufficio federale di giustizia e che ha riunito i rappresentanti dei servizi interessati a livello cantonale e federale ha permesso di fare il punto sulla situazione e di rilevare problemi incontrati. I principali risultati della discussione sono stati pubblicati in un comunicato per la stampa diffuso su vasta scala. Un'altra seduta ha avuto luogo il 3 giugno 1998 su richiesta di molti avvocati delle vittime: vi hanno partecipato i rappresentanti dei servizi cantonali e federali interessati, come anche i rappresentanti delle agenzie di viaggi e degli assicuratori nonché gli avvocati delle vittime che si sono annunciate. Ritorneremo in seguito sui risultati di questa seduta. Il Consiglio federale si rammarica che, nonostante questi sforzi, determinati problemi di informazione e di coordinazione non abbiano potuto essere evitati. Occorre rammentare che la Confederazione e i Cantoni non avevano mai dovuto affrontare prima d'ora un dramma di queste proporzioni dall'entrata in vigore della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale ha dimostrato, a più riprese, di rispettare l'impegno preso di sostenere le vittime dell'attentato. Il 3 giugno 1998 ha deciso di proporre al Parlamento la concessione di un aiuto finanziario, in via eccezionale, ai Cantoni particolarmente colpiti dall'attentato. Nel contempo, ha incaricato il Dipartimento federale degli affari esteri di proseguire le trattative intese a ottenere dallo Stato egiziano una compensazione finanziaria. Anche su questo punto torneremo in seguito. Inoltre, come risulta dalle spiegazioni sopra esposte, i servizi interessati dell'Amministrazione federale, durante i mesi che hanno seguito l'attentato, si sono adoperati a informare le vittime e a coordinare le procedure, nei limiti delle competenze assegnate loro dalla legge. Infine, l'Ufficio federale di giustizia ha preso l'iniziativa di organizzare un incontro nazionale delle vittime dell'attentato che si terrà a Berna il prossimo 15 settembre con la partecipazione del consigliere federale Arnold Koller in apertura della manifestazione. Questa giornata permetterà di informare le vittime sulla situazione e di discutere con uno specialista le possibilità di superare il dramma. Sarà anche un'occasione di incontro fra le persone interessate.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle questioni sollevate:</p><p></p><p></p><p></p><p>1.La domanda di molti avvocati delle vittime intesa alla creazione, sotto l'egida della Confederazione, di una struttura centralizzata per la liquidazione dei danni è all'origine della seduta organizzata dall'Ufficio federale di giustizia il 3 giugno 1998. In effetti, è risultato molto chiaramente che la Confederazione attualmente non ha la competenza di creare una struttura centralizzata per la liquidazione dei danni con gli operatori turistici e gli assicuratori. Essa può soltanto favorire lo scambio di informazioni e il dialogo fra i rappresentanti degli ambienti interessati, come è avvenuto in occasione della seduta del 3 giugno 1998. Durante la seduta, le parti coinvolte hanno affermato la loro volontà di prendere rapidamente posizione sulla questione di un'eventuale responsabilità delle agenzie di viaggi e degli assicuratori. L'Ufficio federale di giustizia, dal canto suo, si è impegnato a intrattenere contatti con i principali partecipanti e a informare tutte le persone interessate dei risultati delle discussioni in corso. Occorre inoltre precisare che l'interpretazione della legge federale concernente i viaggi "tutto compreso" in ultima istanza è di competenza dei tribunali.</p><p></p><p>2.</p><p></p><p>3.Durante la sua visita in Svizzera dello scorso novembre, in occasione della funzione religiosa in memoria delle vittime di Luxor, il ministro egiziano degli affari esteri, Amr Moussa, ha pubblicamente dichiarato che l'Egitto di univa alla Svizzera per esprimere la propria solidarietà verso famiglie delle vittime e la propria indignazione di fronte all'attentato terroristico di Luxor. Ha quindi aggiunto che il governo egiziano non avrebbe escluso la possibilità di compiere un gesto finanziario a favore delle vittime di Luxor. Da allora, le autorità svizzere sono intervenute a più riprese e a diversi livelli presso le autorità egiziane su tale questione. Finora non è tuttavia stata fatta nessuna offerta concreta. Il Dipartimento federale degli affari esteri prosegue quindi le trattative. L'ambasciatore svizzero al Cairo ha peraltro incaricato un avvocato di stabilire un parere di diritto allo scopo di chiarire la questione della responsabilità dello Stato egiziano in relazione all'attentato. In virtù delle regole di diritto internazionale, un'eventuale responsabilità dell'Egitto dovrebbe essere addotta in primo luogo dalle vittime alle quali spetta il compito di far valere i propri diritti dinnanzi alle autorità giudiziarie egiziane. Le autorità svizzere potrebbero intervenire formalmente e assumere la difesa degli interessi delle vittime soltanto se queste ultime non dovessero risultare vincenti dopo aver esaurito tutte le vie giudiziarie interne. In ogni caso, considerato che una simile procedura rischierebbe di protrarsi a lungo, il Dipartimento degli affari esteri prosegue i suoi sforzi intesi a ottenere dalle autorità egiziane un indennizzo ex gratia a favore delle vittime. Tutte le parti interessate, e in primo luogo le persone colpite dall'attentato, saranno tenute al corrente dell'evolversi della situazione in questo ambito. Il Consiglio federale si basa sul principio che, terminata la procedura d'inchiesta, le autorità egiziane saranno in grado di presentare un'offerta.</p><p></p><p>4.</p><p></p><p>5.Occorre anche precisare che, benché le prestazioni della LAV siano sussidiarie rispetto alle prestazioni che la vittima può ottenere da uno Stato estero quando il reato si è verificato all'estero, i Cantoni hanno prontamente ammesso che nel caso specifico sarebbe inadeguato esigere che le vittime facciano dapprima valere i loro diritti dinnanzi alle autorità egiziane, in modo tale che la questione di un'eventuale responsabilità dello Stato egiziano non dovrebbe ostacolare la concessione di prestazioni della LAV.</p><p></p><p>6.</p><p></p><p>7.Il 2 maggio 1998 le autorità egiziane hanno trasmesso all'ambasciatore svizzero al Cairo un rapporto d'inchiesta sull'attentato, di cui è stata trasmessa una traduzione autenticata ai consultori e alle autorità interessate competenti per l'indennizzo con lettera dell'Ufficio federale di giustizia del 25 maggio 1998. Poiché il rapporto d'inchiesta egiziano conteneva varie imprecisioni, il procuratore pubblico egiziano ha trasmesso alle autorità svizzere una seconda versione corretta del rapporto lo scorso 13 luglio. Il rapporto d'inchiesta egiziano è molto succinto. Cinque dei terroristi periti durante gli scontri a fuoco con la polizia seguiti all'attentato hanno potuto essere identificati. Il procuratore pubblico ha ordinato il proseguimento delle indagini allo scopo di ricercare eventuali complici.</p><p></p><p>8.</p><p></p><p>9.La competenza di far luce sui fatti avvenuti spetta ovviamente alle autorità egiziane. Presa conoscenza dell'attentato, la Polizia federale si è tuttavia interessata da vicino alle circostanze del dramma in qualità di organo federale della lotta contro il terrorismo. Per la Polizia federale si trattava essenzialmente di valutare la portata della tragedia e di determinare le aspettative e i bisogni delle vittime e delle autorità svizzere nei confronti della polizia. La Polizia federale ha rinunciato a inviare i suoi funzionari in Egitto immediatamente dopo l'attentato, poiché l'esperienza delle autorità germaniche nel caso di un precedente attentato diretto contro un torpedone di turisti germanici al Cairo aveva dimostrato l'inutilità di una simile misura. Ha invece preso contatto con l'Egitto attraverso diversi canali delle agenzie di informazioni per ottenere tutte le informazioni disponibili. I ragguagli così ottenuti non andavano oltre i fatti già noti. </p><p></p><p>10.</p><p></p><p>11.Al fine di ricostruire la dinamica degli avvenimenti e poter confrontare le testimonianze delle vittime con le conclusioni delle autorità egiziane, la Polizia federale ha intrattenuto diversi colloqui con i sopravvissuti del massacro in Svizzera, una misura accolta positivamente da questi ultimi. D'altra parte, il 26 aprile 1998, su invito delle autorità egiziane, due funzionari della Polizia federale si sono recati al Cairo e vi hanno trascorso una settimana durante la quale hanno potuto assumere informazioni sullo svolgimento dell'inchiesta. Non hanno tuttavia potuto approfondire le loro conoscenze del dossier, presumibilmente in seguito al fatto che l'inchiesta non si era ancora conclusa. Cionostante è stato loro possibile rimpatriare con diversi documenti e materiale fotografico relativo all'attentato. Siamo sempre in attesa del rapporto finale d'inchiesta.</p>  Risposta del Consiglio federale.