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Vademecum per l'informazione: Come riconoscere le teorie del complotto?
Al riguardo ecco il nuovo video di Sara Rubinelli con i colleghi Nicola Diviani, Claudia Zanini e Maddalena Fiordelli, docenti e ricercatori dell'università di Lucerna e dell'università della Svizzera italiana.
Come riconoscere le teorie del complotto?
- C'è sempre un cattivo. In tutte le teorie del complotto c'è un "cattivo", un potere forte e manipolatore che può tutto, e ci sono delle vittime. Il nemico può essere una persona, ma spesso è un gruppo, un'organizzazione o una nazione.
- Nulla è come sembra. Un'altra caratteristica delle teorie del complotto è quella di rinforzare il sospetto e la diffidenza nei confronti della versione ufficiale ("c'è qualcosa che non va"). Queste teorie ci invitano a guardare sotto la superficie per individuare le azioni e le vere intenzioni dei cospiratori.
- Tutto è collegato. La terza caratteristica è quella di reinterpretare accadimenti come cause ed effetti (quando invece sono coincidenze). Alcuni fatti vengono estrapolati dal contesto, intessuti tra loro e utilizzati a supporto delle tesi.
- Risposte a domande senza risposta. La quarta caratteristica è quella di dare risposte a domande per cui ancora non c'è una risposta. L'essere umano, per natura, cerca delle risposte e preferisce spiegazioni astruse a nessuna spiegazione. Le teorie del complotto soddisfano questo bisogno.
- Non siamo in grado di smentirle. L'ultima caratteristica delle teorie del complotto è che sono impossibili da smentire per i più. Le prove su cui si fondano sono infatti difficilmente verificabili in assenza di mezzi tecnici e competenze specialistiche.
Se riconosciamo una o più di queste caratteristiche nelle informazioni che abbiamo ricevuto, possiamo avere il dubbio che si tratti di una teoria complottista ed evitare così di condividerla.