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Apparecchi acustici
Sonova: esercizio 2020-21 migliore del previsto
Sonova archivia un esercizio 2020/2021 superiore alle attese degli analisti, nonostante la crisi del coronavirus. L'utile netto è salito di un quinto a 585,3 milioni di franchi, mentre il fatturato è sceso del 10,8% a 2,60 miliardi.
Il risultato operativo Ebita corretto dagli effetti straordinari è diminuito del 5% a 603,0 milioni di franchi, ma è aumentato del 5,6% in valute locali, indica Sonova in una nota odierna.
Gli analisti interrogati dall'agenzia finanziaria AWP si attendevano un utile netto di 490,6 milioni, un giro d'affari di 2,59 miliardi e un Ebita corretto di 565,4 milioni.
Il gruppo con sede a Stäfa attivo a livello mondiale nella fabbricazione di apparecchi acustici, che controlla fra l'altro il ben conosciuto marchio Phonak, intende far beneficiare i suoi azionisti dei risultati ottenuti offrendo loro un dividendo di 3,20 franchi per azione (anziché 3,00 franchi) e lanciando un programma di riacquisto di azioni dell'ordine di 700 milioni.
La direzione intende rilanciare la crescita già a partire dall'esercizio in corso, puntando su una progressione dei ricavi dal 24% al 28%, esclusi gli effetti dei cambi, e un incremento dell'Ebita del 34-42%.
Sonova trae origine dalla società AG für Elektroakustik fondata nel 1947 a Zurigo. L'azienda venne rilevata nel 1965 dall'imprenditore Ernst Rihs, che la ribattezzò Phonak. Nel 1994 sbarcò in borsa e nell'agosto 2007 venne cambiato il nome della holding in Sonova. Oggi il gruppo è una realtà presente in oltre 100 Paesi con quasi 15'000 dipendenti. Il marchio Phonak è peraltro ben conosciuto anche dal pubblico sportivo perché costituiva lo sponsor (e il nome) di una squadra ciclistica elvetica che negli anni 2000 ha fatto parecchio parlare per casi di doping.
ats