Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/144920

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adottare le misure necessarie affinché le future distribuzioni dell'utile della Banca nazionale svizzera (BNS) alla Confederazione non vengano preventivate nel conto ordinario della Confederazione, bensì impiegate per la riduzione del debito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A causa delle elevate riserve di valuta estera e dell'andamento volatile dei mercati finanziari, nei prossimi anni il risultato annuale della Banca nazionale svizzera (BNS) può subire variazioni considerevoli. Come hanno dimostrato gli anni 2011 (13,0 miliardi die franchi) e 2013 (meno 9,1 miliardi die franchi), utili e perdite di qualche decina di miliardi sono possibili.</p><p>La volatilità dei risultati annuali si ripercuote sulla distribuzione dell'utile della BNS alla Confederazione e ai cantoni. Sebbene contribuisca a garantire una distribuzione costante dell'utile, l'attuale convenzione sulla distribuzione dell'utile, valida fino alla fine del 2015, non può sempre garantirla.</p><p>Infatti la distribuzione viene sospesa se la riserva di distribuzione dell'utile della BNS presenta un saldo negativo. Questo principio garantisce che la distribuzione non riduca i fondi propri della BNS. Il Consiglio federale non è pertanto dell'opinione che la distribuzione dell'utile metta in pericolo l'indipendenza della BNS.</p><p>Dato che la BNS occupa una posizione di monopolio e può realizzare utili dalla creazione di moneta, la perdita del 2013 non ha fondamentalmente messo in discussione il suo potenziale di distribuzione dell'utile. Inoltre, le elevate riserve di valuta estera sono anche legate a utili considerevoli (pagamenti di interessi e dividendi). In futuro si potrà quindi contare su una distribuzione dell'utile, anche se non ogni anno.</p><p>Per il preventivo della Confederazione vige il principio dell'integralità (art. 31 LFC). La distribuzione dell'utile della BNS deve quindi essere messa a preventivo. A tal fine, il Consiglio federale ritiene che debbano essere prese in considerazione unicamente le entrate ordinarie, dato che sono considerate straordinarie (secondo l'art. 13 cpv. 2 LFC) le entrate che si verificano una sola volta, ovvero non in modo duraturo. Tuttavia, a lungo termine bisogna comunque contare come finora sulla distribuzione dell'utile. L'accresciuta volatilità della distribuzione degli utili non è sufficiente a giustificare la loro classificazione come entrate straordinarie.</p><p>Occorre inoltre tener presente che le entrate straordinarie sono accreditate al conto di ammortamento (art. 17a cpv. 1 LFC) e quindi potrebbero essere a disposizione per il finanziamento di uscite straordinarie. Se in futuro dovessero risultare nuovamente uscite straordinarie, la riduzione del debito sarebbe pertanto solo di natura temporanea.</p><p>Infine, il Parlamento ha già oggi la possibilità di iscrivere a preventivo le eccedenze strutturali per un importo pari a quello della distribuzione dell'utile. Le uscite preventivate devono essere inferiori alle uscite massime ammesse nell'ambito del freno all'indebitamento (secondo l'art. 13 cpv. 1 LFC). Le eccedenze realizzate verrebbero accreditate al conto di compensazione e servirebbero alla riduzione del debito.</p><p>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione poiché esso non intende veder sottratti inutilmente fondi dal bilancio ordinario. È invece favorevole a una preventivazione il più possibile realistica, che tenga conto della probabilità di una distribuzione dell'utile. Visto che alla fine del 2013 la riserva di distribuzione dell'utile della BNS presenta un saldo negativo (meno 6,8 miliardi die franchi), ma che per il 2014 non può essere escluso un utile elevato, il Consiglio federale intende iscrivere nel preventivo 2015 metà dell'ordinaria distribuzione dell'utile in questione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.