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PYEONGCHANG (Corea del Sud) - La Corea del Nord andrà ai Giochi olimpici invernali di Pyeongchang, località sciistica al Sud poco distante dai confini: il dialogo tenuto per la prima volta da Pyongyang e Seul dopo il blocco di due anni, non ha tradito le attese e ha addirittura sorpreso per l'ampiezza dei risultati, visto anche il riavvio del canale militare chiuso a febbraio 2016.
A febbraio il Nord invierà una delegazione di «alto livello», composta da atleti (su tutti l'attesissima coppia di giovani pattinatori Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik), funzionari di primissimo livello, cheerleaders, artisti e giornalisti, mentre la proposta di far sfilare i due Paesi insieme alle cerimonie di apertura e chiusura, fortemente voluta da Seul, è finita ai supplementari. Ci saranno altre valutazioni da fare, magari con un colpo a sorpresa finale, per rivedere in nome della tregua olimpica gli atleti coreani in un unico gruppo, come accaduto a Sydney nel 2000, ad Atene nel 2004 e, quanto ai Giochi invernali, a Torino nel 2006.
Il comunicato finale congiunto ha assicurato che le parti lavoreranno d'intesa «per far riuscire le Olimpiadi e le Paralimpiadi» annunciando - a conferma dell'impegno - il ripristino della "linea rossa" di comunicazione diretta militare e i relativi colloqui «per ridurre la tensione ai confini».
Sul nodo nucleare sono maturati i malumori: Ri Son-gwon, a capo della delegazione del Nord, ha espresso disappunto sull'ipotesi di discussione e menzione del tema nella dichiarazione finale chiarendo che, in caso di insistenza, ci sarebbero state ripercussioni sulle relazioni bilaterali. L'ultima parte dei colloqui, dopo la maratona di 11 ore, è stata riaperta ai media e Ri ha chiarito che testate atomiche e missili balistici intercontinentali hanno per target gli Usa, non Paesi come Corea del Sud, Cina e Russia.
Il Comitato olimpico internazionale ha accolto con favore la svolta di Pyongyang attendendo di conoscere più dettagli per studiare come strutturare la partecipazione. «Queste proposte marcano un grande passo verso lo spirito olimpico», ha commentato in una nota il numero uno del Cio, Thomas Bach.
Da parte sudcoreana è stata avanzata la proposta (per ora non esaminata dal Nord) di riprendere le riunioni delle famiglie separate dalla Guerra di Corea (1950-53) sotto la regia della Croce Rossa intorno al Capodanno lunare di febbraio.
Ri, in avvio di riunione alla Peace House di Panmunjom, aveva espresso l'auspicio di «preziosi risultati per l'intero popolo coreano», come una sorta di primo regalo dell'anno. Cho Myoung-gyon, ministro dell'Unificazione e capo negoziatore del Sud, si era a sua volta augurato che le Olimpiadi potessero diventare «un festival di pace con la partecipazione del Nord».
Il presidente Usa Donald Trump, dopo una selva di minacce e di pesanti epiteti scambiati con Kim, aveva accolto positivamente nel weekend il dialogo intercoreano osservando che avrebbe potuto portare a sviluppi positivi, malgrado la diffidenza verso la disponibilità del leader Kim Jong-un, vista come una leva per spaccare l'alleanza tra Seul e Washington. Ma l'apertura all'insegna di pace e Olimpiadi fatta da Kim Jong-un nel discorso di Capodanno alla nazione è stata colta al volo dal presidente sudcoreano Moon Jae-in, con una rapida successione di eventi che ha portato ai risultati di oggi e agli impegni di nuovi incontri operativi e di alto livello.
La partecipazione del Nord alle Olimpiadi «sarà un'opportunità per il regime di cogliere il valore del liberarsi delle armi atomiche», ha commentato la Casa Bianca. Ma il nodo del nucleare è parte di un altro capitolo, sempre che Kim sia disposto a scriverlo.