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Alpiq potrebbe chiedere risarcimenti miliardari
KEYSTONE/URS FLUEELER(sda-ats)
Se il prossimo 27 novembre popolo e Cantoni dovessero accettare l'Iniziativa per l'abbandono del nucleare, Alpiq - che detiene una partecipazione nelle centrali di Gösgen (SO) e Leibstadt (AG) - potrebbe chiedere alla Confederazione un risarcimento di 2,5 miliardi.
Lo ha indicato stamane in una nota il gruppo energetico.
Ieri il numero uno di Axpo Andrew Walo, in un'intervista rilasciata alla NZZ am Sonntag, aveva dichiarato che la sua azienda è pronta a chiedere un indennizzo di 4,1 miliardi di franchi in caso di spegnimento prematuro delle centrali nucleari.
Secondo Alpiq la modifica costituzionale - che prevede la disattivazione degli impianti di Gösgen e di Leibstadt rispettivamente nel 2024 e nel 2029, ossia 45 anni dopo la loro messa in esercizio - non sarebbe economicamente sopportabile per l'azienda. Alpiq possiede una partecipazione del 40% nella centrale nucleare di Gösgen e del 32,4% in quella di Leibstadt.
Il gruppo energetico giustifica la sua richiesta di risarcimento con la perdita del giro d'affari a lungo termine. Parallelamente, i costi globali fino alla messa fuori servizio delle centrali rimarrebbero fissi.
Inoltre, gli investimenti che sono già stati effettuati non potrebbero più essere ammortizzati e i costi destinati al finanziamento della disattivazione e della gestione delle scorie radioattive aumenterebbero in modo sproporzionato a causa della riduzione della durata di vita degli impianti, spiega Alpiq nel comunicato.
Secondo il gruppo energetico, lo sfruttamento a lungo termine delle centrali esistenti rappresenta la variante meno svantaggiosa dal punto di vista economico. Alpiq preferisce quindi la Strategia 2050 del Consiglio federale, approvata a fine settembre dal parlamento, rispetto all'iniziativa popolare dei Verdi.
Secondo tale strategia, gli impianti esistenti possono continuare a funzionare finché sono sicuri. Il testo dei Verdi prevede invece che le centrali nucleari di Beznau I e II (AG) e di Mühleberg (BE) siano disattivate già nel 2017, quelle di Gösgen e di Leibstadt rispettivamente nel 2024 e nel 2029.
Nel respingere l'iniziativa il Consiglio federale aveva stimato le eventuali richieste di risarcimento in alcune centinaia di milioni di franchi per centrale nucleare (circa un miliardo per i cinque impianti). Le stime avanzate ieri da Axpo e oggi da Alpiq risultano quindi nettamente superiori.
sda-ats