Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/107386

<h2>SubmittedText<h2><p>Conformemente al mandato di prestazioni, Meteo Svizzera è tenuta a mettere a disposizione, a pagamento, la maggior parte dei dati che rileva. In Europa e in altri Paesi, invece, i servizi meteorologici nazionali propendono piuttosto verso una liberalizzazione dei loro dati.</p><p>1. Secondo il Consiglio federale è possibile rendere liberamente accessibili i dati meteorologici e climatici svizzeri senza che ciò intacchi il mandato informativo e l'attività scientifica di Meteo Svizzera?</p><p>2. Rispetto all'onere supplementare generato dalla riscossione degli emolumenti, a quanto ammontano, annualmente, i proventi della vendita dei dati meteorologici? La Confederazione è disposta ad assumere i costi di una loro liberalizzazione?</p><p>3. Anche il Consiglio federale è dell'avviso che una società del sapere come quella svizzera avrebbe il dovere di mettere a disposizione di tutti gratuitamente, su Internet, i dati scientifici rilevati?</p><p>4. Non condivide forse l'opinione secondo cui la messa a disposizione gratuita dei dati contribuirebbe a incrementarne l'utilizzazione e, di riflesso, la loro utilità sul piano economico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 16 dicembre 2009, il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale di meteorologia e climatologia Meteo Svizzera di esaminare nel quadro di una riforma generale la possibilità di una liberalizzazione dei dati e di elaborare un piano dettagliato per compensare le minori entrate che ne deriverebbero. Meteo Svizzera deve poter mettere a disposizione gratuitamente i propri dati meteorologici e climatici, ma a patto di non compromettere l'obiettivo sovraordinato della riforma, ossia l'incremento dell'utilità economica dell'ufficio. Dato che è ancora in corso la fase di analisi prevista dal progetto di riforma, il governo non può al momento esprimersi in modo vincolante.</p><p>Per l'attuazione della riforma, Meteo Svizzera sta considerando le esperienze fatte in altri Paesi. Salvo poche eccezioni (p. es. Norvegia, USA), il settore dei dati meteorologici è tuttora soggetto alla riscossione di emolumenti e a restrizioni nell'accesso gratuito alle informazioni. Queste restrizioni consistono, per esempio, nel fatto che i dati non sono messi a disposizione in tempo reale ma differiti nel tempo, oppure che la quantità di dati consultabili sia limitata. Anche i Paesi più avanzati nella liberalizzazione, come i Paesi Bassi e la Nuova Zelanda, adottano simili procedure. L'onere speciale necessario per la fornitura dei dati è fatturato dappertutto. Nell'ambito dell'analisi summenzionata si stanno perciò esaminando in modo approfondito i pro e i contro di una messa a disposizione gratuita dei dati da un lato e dell'obbligo della riscossione di emolumenti e di limitazioni nell'accesso alle informazioni dall'altro. Oltre a una ponderazione globale di tipo economico, occorre considerare specificatamente i vantaggi e gli svantaggi economici per la popolazione civile (p. es. migliore protezione dai pericoli naturali grazie a un accesso il più possibile integrale ai dati meteorologici), per le imprese private e gli enti statali (Confederazione, cantoni e comuni).</p><p>2. I proventi, con incidenza sul bilancio finanziario, della vendita dei dati meteorologici ammontano annualmente a circa un milione di franchi. L'onere fatturato per la consulenza alla clientela, la preparazione dei dati ecc. genera quasi 0,2 milioni di franchi. La fornitura di dati all'interno dell'amministrazione è corrisposta mediante il computo delle prestazioni, che non comporta alcun onere supplementare. In questo caso i proventi, senza incidenza sul bilancio finanziario, ammontano a 0,3 milioni di franchi. I dati destinati alla ricerca e all'insegnamento sono forniti con uno sconto del 100 per cento, ossia gratuitamente; se fossero venduti, genererebbero entrate per circa 5 milioni di franchi. L'onere supplementare per la loro preparazione è modesto (0,05 milioni di franchi). La liberalizzazione dei dati deve essere realizzata in modo da non avere nessuna incidenza sul bilancio finanziario di Meteo Svizzera.</p><p>3. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza e ritiene che si tenga già conto in larga misura di questa richiesta. L'accesso libero e gratuito ai dati su Internet deve essere garantito con un adeguato dispiego di mezzi e non deve intaccare i compiti principali delle unità amministrative interessate.</p><p>Il governo reputa inoltre fondamentale non soltanto garantire il libero accesso ai dati scientifici, ma anche salvaguardarli nel tempo. A tale scopo Meteo Svizzera, in collaborazione con l'Archivio federale, sta mettendo in atto una serie di soluzioni innovative per conservare e rendere accessibili in modo duraturo e sicuro i dati meteorologici e climatici.</p><p>4. Secondo il Consiglio federale, esistono già basi legali al passo con i tempi che possono essere applicate per analogia ai dati meteorologici e climatici e che tengono conto di quanto richiesto dall'autrice dell'interpellanza, specialmente per quanto riguarda l'utilità economica dei dati. Una di queste è il piano di attuazione della strategia per la geoinformazione in seno alla Confederazione adottato nel 2003. Un'altra è costituita dal messaggio del 2006 a sostegno di una legge sulla geoinformazione, in cui si stabilisce che: "Conformemente a tale strategia, la fornitura dei dati dovrà essere il più possibile economica e a lungo termine vi è l'obiettivo, per determinati prodotti, di fatturare soltanto i costi di preparazione e di fornitura. Per motivi finanziari, tale obiettivo non potrà tuttavia essere realizzato conformemente alla pianificazione originaria. La legge prevede pertanto che la fornitura dei dati comporti una partecipazione ai costi infrastrutturali e, in caso di utilizzazione commerciale, anche un contributo ai costi di investimento e di aggiornamento" (FF 2006 7182). La legge sulla geoinformazione, infine, disciplina lo scambio di dati fra autorità. </p><p>Nel quadro della riforma, Meteo Svizzera chiarirà in che misura le basi legali di cui sopra possono essere applicate ai dati meteorologici e climatici e in che misura l'obiettivo a lungo termine formulato all'epoca può essere raggiunto nel caso presente.</p>  Risposta del Consiglio federale.