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La quarta multa milionaria, se non miliardaria, in otto anni. È quel che rischia Microsoft, questa volta 'pizzicata' da Bruxelles per non avere rispettato gli impegni vincolanti presi a fine 2009, con cui aveva sottoscritto l'obbligo di offrire agli utenti di pc la possibilità di scelta del browser di navigazione su internet.
La Commissione Ue si è infatti accorta che tutti i circa 28 milioni di computer dotati del nuovo sistema operativo Windows 7 SP1, venduti a partire da febbraio 2011, non avevano più la 'schermata di scelta' del programma di navigazione su internet, a vantaggio di Internet Explorer. Ulteriore aggravante, l'ultimo rapporto inviato da Microsoft a Bruxelles in cui sosteneva il contrario.
Uno schiaffo per i servizi dell'Antitrust Ue. "È la prima volta che ci capita che gli accordi obbligatori non vengano rispettati", ha tuonato il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia, annunciando l'apertura di un'indagine formale. Se le accuse saranno confermate - e l'azienda "sembra riconoscere questi fatti" - ha avvertito il numero uno dell'Antitrust Ue, "ci saranno serie conseguenze per Microsoft", con "sanzioni" che possono arrivare sino al 10% del suo fatturato annuo, pari a quasi 70 miliardi di dollari nel 2011.
E infatti Microsoft si è subito cosparsa il capo di cenere, presentando a tambur battente un lungo comunicato di scuse con una lista di provvedimenti per "rimediare" a quello che è stato definito un "errore tecnico". La colpa sarebbe della "squadra di ingegneri responsabile" del codice informatico della schermata di scelta, la 'Bubble Screen Choice' (BSC): questi, si legge nel comunicato di Redmond, "non hanno realizzato che dovevano fare un aggiornamento" quando l'anno scorso è stato lanciato il nuovo sistema operativo.
Un 'incidente' quanto meno imbarazzante, proprio nel giorno in cui la società di Bill Gates ha annunciato in pompa magna il lancio della versione Cloud di Office, definita "la più ambiziosa di sempre".
Ma Bruxelles, almeno finora, non si è lasciata convincere dalle scuse di Microsoft e dagli ulteriori impegni proposti, tra cui l'estensione di 15 mesi (da fine 2014 sino a marzo 2016) della presenza del BSC nei pc. "Resta valido quel che ha detto il commissario Almunia oggi", ha fatto sapere il suo portavoce. L'inchiesta Ue sarà ora portata avanti "in via prioritaria".
Il braccio di ferro tra Redmond e Bruxelles per scardinare il monopolio di Windows e rendere interoperabili i codici dei software e delle applicazioni a questo legate è infatti di lunga data. Risale al 2004, quando commissario alla concorrenza era Mario Monti, la prima multa da 497 milioni di euro, a cui hanno fatto seguito una prima sanzione da 280,5 milioni nel 2006 e una seconda da 899 nel 2008, poi ridotta in appello lo scorso 27 giugno a 860 milioni dalla Corte di Giustizia dell'Ue.
SDA-ATS