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I vaccini anti-Covid restano efficaci nel proteggere dal rischio reinfezioni, anche con le varianti Omicron dominanti nel mondo. “Le persone che in passato sono già state contagiate da Sars-CoV-2 beneficiano ancora della vaccinazione, ottenendo una protezione sostanziale”, anche se l’efficacia dello scudo vaccinale contro le ‘infezioni di ritorno’ è scesa al 60% in era Omicron. È la conclusione di uno studio danese condotto da Katrine Finderup Nielsen e colleghi dello Statens Serum Institut, pubblicato sulla rivista ad accesso aperto ‘Plos Medicine’.
“Durante la pandemia la vaccinazione è stata uno degli strumenti migliori a disposizione per frenare la diffusione di Covid-19”, è la premessa da cui sono partiti gli autori. E se è noto che gli infettati da Sars-CoV-2 sviluppano un’immunità naturale di lunga durata, Finderup Nielsen e il suo team volevano capire se anche le persone già contagiate ottenessero ancora beneficio dalla vaccinazione anti-Covid.
Il gruppo scandinavo ha quindi analizzato le informazioni su infezioni e vaccinazioni riportate nei registri nazionali che includevano tutti i cittadini della Danimarca risultati positivi al coronavirus pandemico o vaccinati contro Sars-CoV-2 tra gennaio 2020 e gennaio 2022.
Il set di dati includeva più di 200mila persone contagiate durante ognuna delle ondate guidate dalle varianti Alfa, Delta e Omicron. I ricercatori hanno così calcolato che, “tra le persone con precedenti infezioni” Covid, “la vaccinazione offriva fino al 71% di protezione contro la reinfezione durante il periodo Alfa, il 94% durante il periodo Delta e il 60% durante il periodo Omicron, con un effetto-scudo che durava fino a 9 mesi”.
“Questi risultati indicano che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 ha conferito una protezione ulteriore a quella dell’immunità naturale durante tutte e tre le ondate” alimentate dalle varianti Alfa, Delta e Omicron, evidenziano gli scienziati danesi.
“Lo studio – precisano – era troppo breve per determinare se il vaccino protegge” ulteriormente i già infettati “anche da esiti gravi” di Covid-19 “come morte e ricovero in ospedale. Per rispondere a questa domanda saranno necessari studi futuri con tempi di follow-up più lunghi”. Ma “da un punto di vista di sanità pubblica – puntualizzano gli autori – queste informazioni sull’efficacia dei vaccini possono aiutare i decisori a pianificare i tempi e modi delle strategie vaccinali per migliorarle”.
“Nel nostro studio” commenta Finderup Nielsen “rileviamo una significativa efficacia del vaccino contro la reinfezione da Sars-CoV-2 e questo dimostra l’importanza della vaccinazione anche per chi potrebbe essere protetto dall’immunità naturale”.
Doctor33.it, 22.11.2022