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La povertà ed il ricorso all'aiuto sociale sono spesso una conseguenza della ripartizione ineguale del lavoro che porta le donne a dover lavorare meno o a interrompere l'attività professionale, in particolare in caso di divorzio o in età avanzata. In una famiglia monoparentale l'assunzione totale della responsabilità dei figli espone soprattutto le donne al rischio dell'esclusione sociale e al ricorso all'aiuto sociale.
Nel 2006 la quota di aiuto sociale stanziata a livello federale era del 3,3%, vale a dire che 33 persone su 1000 hanno beneficiato delle prestazioni dell'aiuto sociale. La quota di aiuto sociale raggiunge i valori più elevati tra i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti fino ai 25 anni. Rispetto agli altri adulti beneficiari dell'aiuto sociale, nella categoria dei giovani adulti (18–25 anni) le donne sono leggermente più rappresentate. I fattori di rischio più importanti per le giovani donne e i giovani uomini sono una carente formazione e la conseguente inoccupazione. Un fattore di rischio specifico delle giovani donne è l'inoccupazione dovuta a una formazione in corso o alla necessità di doversi occupare dei figli. Per le donne dai 18 ai 25 anni risulta pertanto più difficile, rispetto ai coetanei maschi, uscire dall'assistenza sociale in virtù del miglioramento della situazione lavorativa.
Tra le persone sole con figli a carico la quota maggiore degli assisiti è rappresentata ancora una volta dalle donne che costituiscono, sull'insieme delle economie domestiche, un quinto.