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Il premier conservatore ungherese Viktor Orban, in un incontro informale oggi a Bruxelles con il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, cercherà di ottenere il via libera da parte dell'Ue alle trattative con il Fondo monetario internazionale (Fmi) per una linea di credito, necessario secondo esperti per un finanziamento sostenibile del suo paese sui mercati finanziari.
Le trattative sono bloccate da mesi perché la Commissione ha chiesto che vengano emendate alcune delle leggi fatte approvare dal governo di Orban, che ha una maggioranza di due terzi del parlamento. In particolare, secondo le valutazioni di Bruxelles, non sono garantite l'indipendenza della banca centrale e dell'apparato giudiziario.
Il governo assicura di voler cercare un accordo, ma il parlamento tarda ad emendare le leggi nel mirino di Bruxelles. Secondo analisti, il governo in realtà vuole evitare cambiamenti e intende mantenere in vigore un regime costituzionale, giudicato autoritario da molti. L'incontro cruciale con Barroso non sarà seguito da una conferenza stampa.
Orban accusa la Ue di fare una politica dei due pesi e due misure, con altri paesi come Egitto o Georgia che, secondo Orban, hanno ottenuto comunque crediti dall'Fmi.
Secondo analisti, se gli investitori stranieri perderanno la fiducia in un accordo con Fmi, diventerà difficile il finanziamento dell'Ungheria sui mercati e la moneta locale, il fiorino, rischia di crollare. Le agenzie di rating hanno già declassato il debito sovrano ungherese a "spazzatura".
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