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L'ufficio federale di statistica, nel 2020, ha condotto un'indagine sui redditi sulle condizioni di vita in Svizzera su 8'000 economie domestiche (circa 18'000 persone). Seppur le condizioni di vita in Svizzera siano tra le più favorevoli d’Europa, dallo studio è emerso che, nel 2020, l’8.5% della popolazione (circa 720'000 persone) era colpita da povertà reddituale (working poor).
Con working poor si intende quella categoria di persone tra i 20 e i 59 anni «che svolgono un'attività lavorativa remunerata e che vivono in un'economia domestica definita povera» (secondo la definizione dell’UST). Si considera occupata una persona che svolge almeno un’ora di attività remunerata a settimana e che vive in un’economia domestica in cui le ore lavorative totali raggiungano almeno le 36 ore settimanali (almeno il 90% della durata normale di lavoro). Infine, sono considerate povere le economie domestiche il cui reddito disponibile è inferiore alle soglie minime fissate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni d’azione sociale.
Due anni fa, in Svizzera, la percentuale di working poor era elevata, ma simile all’anno precedente (8.5% contro l’8.7% del 2019). Nonostante l’esercizio di un’attività lavorativa, erano ben 158'000 le persone che non avevano percepito un reddito superiore alla soglia di povertà (circa 2'279 franchi al mese per una persona che vive sola e 3'963 franchi per due adulti con due bambini).
Dall’indagine si evince inoltre che le persone più frequentemente colpite da povertà reddituale e da difficoltà finanziarie sono straniere o vivono in economie domestiche monoparentali o sono senza formazione post-obbligatoria o vivono in economie domestiche che non partecipano al mercato del lavoro; tendenze che sembrano riaffermarsi di anno in anno e che non trovano, per ora, soluzione.
L’indagine sui redditi e sulle condizioni di vita è stata pubblicata nel 2022 ma, come detto, si è basata su dati raccolti nel 2020, e cioè prima della pandemia. Per questo motivo, l’indagine si è prefissata l’obiettivo di approfondire anche gli effetti della pandemia Covid-19 sulla povertà in Svizzera e di seguito vengono riportati i dati emersi: seppur su una valutazione sperimentale, l’UST ha notato che, fino alla prima metà del 2021, la pandemia ha avuto poche ripercussioni sul grado di soddisfazione della popolazione, ma ben l’11.3% ha indicato un calo di reddito dovuto alla pandemia. Tuttavia, è ancora troppo presto per trarre conclusioni precise in merito alle possibili ripercussioni a lungo termine del Covid-19 sulla povertà reddituale in Svizzera: peggiorerà la condizione economica delle economie domestiche già al limite? Ci saranno molti più working poor in Svizzera? Domande alle quali non è ancora possibile rispondere.
Le soluzioni per debellare il problema dei working poor, evidentemente, non sono ancora state trovate, ma bisognerebbe iniziare a lavorare sulle cause che provocano questo fenomeno per riuscire ad abbassare sempre più la loro presenza in Svizzera.