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Mentre gli investitori subiscono meno l’appeal dalle azioni Tesla e credono meno anche in Bank of America a seguito della linea espressa dalla Fed, all’orizzonte, la Berkshire Hathaway potrebbe palesarsi come un valido alleato per entrambe le società
Summary
Analisi delle azioni di Bank of America e Tesla
Vediamo i motivi del momento di crisi di due delle più grandi società americane, Bank of America e Tesla che risentono nel valore delle proprie azioni.
Un solo salvatore per le azioni di Bank of America e Tesla
Due settimane fa su Twitter Elon Musk ha risposto a un tweet di un brillante trader canadese accendendo le fantasie degli analisti.
Il trader Gurgavin Chandhoke, canadese di origini indiane, aveva scritto sul social di Musk:
“La Berkshire Hathaway di Warren Buffet ora ha oltre 128 miliardi di dollari in liquidità, quali azioni dovrebbe comprare??”.
Fin qui la solita provocazione da visuals tipica dei social, ma quello che sarebbe accaduto da lì ha poco ha dell’incredibile.
Elon Musk prende la palla al balzo e si prende i riflettori della conversazione rispondendo alla provocazione del trader.
Musk suggerisce a Warren Buffet di investire la liquidità della Berkshire Hathaway “iniziando da T…”.
L’allusione alla società dell’automotive elettrica non lascia dubbi nell’interpretazione visti i tre cardini della società (andamento storico del titolo, solidità, risultati in bilancio).
Per l’imprenditore naturalizzato canadese Buffet dovrebbe allargare il proprio portafoglio riservando una bella fetta per Tesla e non solo per le altre otto società più grandi d’America.
Musk in sostanza si sente il grande escluso della partita visto che altre società nel portafoglio della Fondazione di famiglia di buffet sono di gran lunga meno performanti.
La holding del genio degli investimenti è ad oggi l’azionista di maggioranza americana di otto società apicali americane tra cui American Express, Chevron, Coca Cola, HP, Moody’s, Occidental Petroleum, Paramount Global e Bank of America.
Il fondatore di Tesla, inoltre, non ha lesinato critiche anche a Charlie Munger, Presidente di Wesco Financial.
Il Tycoon ha ricordato a Munger che se avesse investito in Tesla quando pranzarono insieme nel 2008 ora sarebbe tra gli uomini più ricchi d’America.
Tesla (TSLA)
Tesla (NASDAQ:TSLA) scende ancora dopo un inizio anno positivo anche a seguito dei dati sulle trimestrali.
L’inversione di tendenza di breve termine è iniziata mercoledì, ha continuato ieri a seguito del declassamento del titolo da parte di Berenberg e continua oggi.
Per Berenberg il rialzo mostrerà la corda dopo una crescita così importante da inizio anno.
Tesla ha tagliato e intende tagliare ancora i prezzi di vendita del proprio parco auto e secondo la società di investimenti questo è un investimento sul futuro.
La parola d’ordine a quanto pare è volumi e non più margini (almeno nel breve termine).
Berenberg ha dichiarato :
“Questo le consente di posizionarsi in modo competitivo rispetto al lancio di nuovi veicoli elettrici (EV) con l’avvio degli impianti di Berlino e Austin, che replicano elementi dei processi a basso costo di Shanghai”.
Tesla cresce del 37% da inizio anno, ma la corsa sembra essersi arrestata nei fatti e anche secondo alcuni analisti.
Oggi il titolo dell’automobile elettrica per eccellenza, vale 162,70 Euro con un calo rispetto a ieri del 5,22%.
A pesare sul titolo anche i recenti problemi sul volante delle ultime Tesla prodotte.
Il volante, sembra potersi smontare con facilità creando un problema di sicurezza che ha portato al ritiro per modifiche di molte unità.
Bank of America (BAC)
Panico anche per gli amanti di Bank of America che come Tesla ha delle difficoltà.
Venerdì scorso il titolo ha perso il 6% in borsa dopo che una piccola banca regionale aveva dichiarato il fallimento.
Oltre alla paura di default, sulla banca americana pesa la politica di Powell che ha chiesto aumenti sui tassi dei certificati di deposito.
Il sell off si era verificato già nel quarto trimestre e questo periodo lo ricorda molto da vicino.
Sotto pressione non sono solo il comparto bancario americano ma anche l’intera economia statunitense nel medio periodo.
La probabile compressione dei tassi al cospetto con quanto accade nella realtà desta preoccupazione.
Le banche importanti per volumi come Bank of America sono protette da tutele dallo stato ma non sono del tutto invulnerabili alle politiche monetarie.
Se il valore di BAC crollasse molto sotto i 23 dollari ad azione sarebbe una catastrofe paragonabile all’ultima grande crisi finanziaria.
Bank of America oggi perde un ulteriore 6,20% fermandosi a quota 30,54 dollari.
Addirittura banche importanti come la Silicon Valley Bank (SIVB) sono dovute correre ai ripari emettendo nuove azioni portando il titolo a perdere il 56% in 24 ore.
Il comparto bancario nella sua totalità è in forte crisi per le parole del presidente della Fed.