Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01046.jsonl.gz/532

Giacomo Alberti nasce a Bedigliora il 10 dicembre del 1896 da Domenico Alberti e Giuseppina nata Del Prete. Dal 1913 al 1916 segue e completa il " Corso speciale di architettura" presso la Reale Accademia di Belle Arti di Milano, ottenendo la licenza e il primo premio il 9 dicembre del 1916, un solo giorno prima di compiere i 20 anni. Continua la sua formazione nella stessa accademia, diplomandosi il 15 novembre del 1921 come professore di disegno architettonico. Nel 1922 inizia la sua attività professionale collaborando con diversi studi di architettura a Bergamo e a Brescia, dagli architetti Angelini e Piacentini, dagli ingegneri Dabbeni e Moretti. In questo periodo vince anche due concorsi per la costruzione di "Monumenti ai Caduti", sorti poi sotto la sua direzione a Cantello (provincia di Varese) e a S. Maria della Versa (provincia di Pavia). Progetta inoltre e dirige i lavori di villa Papagni a Bergamo. Dal 1926 si stabilisce a Lugano e, associato all'architetto B. Ramelli, progetta e dirige i lavori di Villa Ferrari a Lugano-Besso e di Casa Contoli in Via Lavizzari. Si sposa con Danila e nel 1927 nasce suo figlio Alberto a cui seguirà nel 1930 la figlia Adriana. Di seguito la sua attività professionale si indirizza soprattutto verso progetti di grandi ville private nei dintorni e nel centro di Lugano e verso progetti di architettura ecclesiastica. Realizza importanti restauri e costruzioni ex-novo come la chiesa di Santa Lucia a Massagno. Nel dicembre del 1933 chiede di entrare a far parte della SIA, nella quale viene ammesso il 13 marzo del 1934. La sua attività professionale è molto intensa e nel suo studio lavorano diversi giovani architetti fra i quali citiamo, Tita Carloni, Gianfranco Rossi, Tito Lucchini (1960-61), Angelo Bianchi, Stelio Ballerini (fino al 1952). È molto attivo sia nell' edilizia privata che in quella pubblica e lavora ininterrottamente fino al 1972. Muore il 7 luglio 1973 a Massagno, dove risiede ancora oggi la sua famiglia.