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In Svizzera dovrebbe essere introdotto a livello costituzionale il divieto di indossare il burqa e il niqab nei luoghi pubblici, sull'esempio di quanto già deciso dal Canton Ticino.
È quanto prevede un'iniziativa parlamentare di Walter Wobmann (UDC/SO) approvata dalla Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale (CIP-N) con 11 voti a 10 e 2 astensioni. Il dossier dovrà ancora essere trattato dall'omologa commissione degli Stati.
Wobmann si è ispirato a quanto accaduto in Ticino, dove il 22 settembre 2013 gli elettori hanno approvato una modifica costituzionale che proibisce burqa e niqab nei luoghi pubblici. Lo scorso marzo, questa modifica costituzionale ticinese ha ricevuto la garanzia federale.
Il Ticino è il primo cantone ad aver adottato una misura del genere. Il divieto riguarda sia il velo integrale per motivi religiosi, sia il mascheramento del volto durante le manifestazioni. La modifica costituzionale si ispira a una legge francese che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto compatibile con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Nel frattempo anche nel Belgio è stata introdotta una misura simile.
Per la maggioranza della CIP-N, indica una nota odierna dei Servizi del parlamento, l'introduzione a livello nazionale di un divieto di dissimulare il proprio viso, da applicare nei confronti sia di dimostranti inclini alla violenza sia di persone mosse da dettami religiosi fondamentalisti, contribuisce a tutelare la sicurezza pubblica in Svizzera.
Secondo la CIP-N, inoltre, "uno dei tratti fondamentali della cultura europea è proprio quello di presentarsi nella società a viso scoperto".
Per una minoranza simile divieto rappresenta un'ingerenza eccessiva nella libertà personale. La dissimulazione del viso dettata da motivi religiosi è un fenomeno assai raro in Svizzera, per cui il relativo divieto è sproporzionato.
SDA-ATS