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"Ci ho provato, fino agli 80m stavo benissimo, poi ho iniziato a far fatica e negli ultimi 10 mi si è spento il motore". Così Noè Ponti ha commentato la gara che ha chiuso i suoi personali Mondiali di Budapest. Stavolta, a differenza di quanto accaduto alle scorse Olimpiadi, la finale dei 100m delfino non ha portato in dote una medaglia, ma il nuotatore ticinese vede il bicchiere mezzo pieno: "Non sono comunque deluso, perché so di aver dato tutto. Ovviamente, però, non è bastato".
A detta del 21enne, l'ottavo rango odierno non rispecchia pienamente le gerarchie della disciplina: "Penso di valere di più della maggior parte degli altri, anche se oggi non è stato così". In ogni caso, malgrado l'assenza di un acuto vero e proprio, il bilancio dei primi Mondiali in vasca lunga rimane positivo: "Direi che è andato bene. Non c'è stata la ciliegina sulla torta, ma sono fiero di quanto fatto". Che la mancata medaglia sia da imputare alla "maledetta" corsia 6? "Ai Giochi, in quella posizione, ero stato privato della finale dei 200m per sei centesimi. La prossima volta vedrò allora di cambiarla", ha concluso sorridendo Ponti, il quale si focalizzerà ora sulla preparazione in vista dei Campionati Europei.