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Il Consiglio nazionale ha confermato la decisione del Consiglio degli Stati e vuole che le disposizioni dei contratti collettivi dichiarati di obbligatorietà generale riferiti al salario minimo, alla 13a mensilità e al diritto alle vacanze prevalgano rispetto a eventuali disposizioni in deroga dei Cantoni. Il Consiglio nazionale ha quindi accolto una relativa mozione. Un ampio fronte composto da 27 associazioni del mondo economico e settoriali ha accolto con favore la decisione.
Nella riunione odierna il Consiglio nazionale ha discusso la mozione Ettlin «Proteggere il partenariato sociale da attacchi inaccettabili» (20.4738). Dopo che nel 2019 il Consiglio degli Stati ha respinto la mozione Baumann (18.3934) e una priorità generale dei contratti collettivi dichiarati di obbligatorietà generale rispetto alle disposizioni cantonali, con l’odierna decisione del Consiglio nazionale entrambi i Consigli accettano la proposta di compromesso del Consigliere degli Stati Erich Ettlin. La proposta richiede che le disposizioni di un contratto collettivo dichiarato di obbligatorietà generale riferito al salario minimo, alla 13a mensilità e al diritto alle vacanze prevalgano rispetto a eventuali disposizioni in deroga dei Cantoni. Per tutte le altre disposizioni del diritto del lavoro, i Cantoni conservano il diritto di intervenire direttamente sul CCL. Inoltre, possono continuare a essere decisi salari minimi cantonali, ad eccezione dei salari minimi negoziati dalle parti sociali e dichiarati di obbligatorietà generale. La decisione non indebolisce la volontà popolare cantonale, ma ne precisa l’attuazione. Vengono invece armonizzati il diritto cantonale e federale ovvero la politica sociale e il partenariato sociale.
La decisione salvaguarda il partenariato sociale
Il partenariato sociale è un modello di successo che garantisce la pace sociale da oltre 100 anni. I contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale costituiscono un elemento indispensabile del partenariato sociale. Questi contratti collettivi di lavoro non sono solo accordi tra privati, ma sono vincolanti per l’intero settore in virtù di una decisione del Consiglio federale. Interventi cantonali unilaterali che vanificano le singole disposizioni del CCL relative al salario minano le dichiarazioni di obbligatorietà generale del Consiglio federale. Ciò rende più difficile l’attività, in particolare per le imprese che operano a livello interregionale, e comporta una grande incertezza giuridica per le imprese. Inoltre, tali interventi penalizzano i settori con CCL rispetto a quelli senza CCL di obbligatorietà generale. Infatti, essi non tengono conto del fatto che i CCL di obbligatorietà generale disciplinano in modo esaustivo il rapporto di lavoro e, contrariamente ai settori privi di CCL, garantiscono norme minime che vanno al di là dei salari minimi.
L’economia è unita dietro la mozione Ettlin
Dalla sentenza del Tribunale federale del 21 luglio 2017, molto controversa, le norme cantonali possono in qualsiasi momento annullare le disposizioni di un CCL di obbligatorietà generale. Di conseguenza è stato necessario chiarire la preminenza tra il CCL di obbligatorietà generale e le disposizioni cantonali. Per questo motivo, 27 associazioni del mondo economico e settoriali si sono unite in un’alleanza e si sono impegnate a favore dell’adozione della mozione Ettlin. Il Consiglio federale ha ora il compito di adeguare di conseguenza la Legge federale sulla dichiarazione di obbligatorietà generale dei contratti collettivi di lavoro.