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La scuola elementare in questione organizza spesso settimane a tema. Questa volta però l'argomento «è molto delicato».
Per lo psicologo infantile Felix Hof, pedagogicamente non è sensato.
ZURIGO - Fanno discutere le settimane a tema organizzate in una scuola elementare. Una volta l'argomento era lo scambio di genere e un'altra volta il titolo della settimana era "ragazze e ragazzi fighi", un po' sulla falsa riga del musical "Bulli e Pupe". Secondo Gabriela Rothenfluh - presidente del consiglio scolastico del distretto di Waidberg - la scuola offre spesso ai suoi bambini l'opportunità di sperimentare gli argomenti scolastici secondo il programma di studi, in modo ludico. Gli alunni del consiglio di classe, inoltre, avrebbero spinto per avere una settimana a tema.
Per alcuni genitori questo è incomprensibile. «Trovo difficile una cosa simile, gli stereotipi di genere non vanno bene» sottolinea una madre di un alunno su 20 minuten. La discussione si è accesa anche sui social. Mentre alcuni utenti definiscono la proposta "regressiva" e chiedono che ai bambini venga mostrata l'esistenza di più di due generi, un padre ritiene che sia sostanzialmente prematuro affrontare le tematiche queer già dalla scuola primaria. «Come possono i bambini confrontarsi con queste situazioni e svilupparsi senza pressioni?», si chiede.
Lo psicologo infantile Felix Hof descrive il motto "ragazze e ragazzi fighi" come problematico: «Usare queste parole in questo contesto non ha alcun senso da un punto di vista educativo. Si tratta di stereotipi che possono portare a prese in giro. È un argomento molto delicato». Hof comprende le preoccupazioni dei genitori: «L'educazione spetta ai genitori - conclude - la scuola non deve decidere da sola».
Secondo Beat Schwendimann dell'associazione degli insegnanti, molte scuole organizzano settimane a tema, ma la settimana dedicata allo scambio di genere è nuova per lui, anche se l'argomento "genere e uguaglianza" fa parte del "Lehrplan 21" istituito nelle scuole svizzero tedesche. Daniel Kachel, un altro membro dell'associazione degli insegnanti, aggiunge: «Se il tema è ben classificato e i bambini possono elaborare e riflettere sulle loro esperienze durante lo scambio di genere, può anche essere positivo».