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Prosegue l'inchiesta in Svizzera per lo scandalo di corruzione che ha portato in carcere tra l'altro l'ex ministro greco della difesa Apostolos 'Akis' Tsochatzopoulos: dopo aver verificato documenti bancari al fine di chiarire i flussi finanziari, Berna ha confiscato 35 milioni di franchi.
"Quattro milioni sono già stati restituiti al governo greco" lo scorso anno, ha precisato all'ats la portavoce del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), Jeanette Balmer, confermando quanto pubblicato oggi dal domenicale "NZZ am Sonntag".
L'ex ministro, secondo l'accusa, aveva ricevuto tangenti per un ammontare di almeno 160 milioni di euro per l'acquisto da parte della Grecia di sistemi missilistici russi e di quattro sottomarini tedeschi. La maggior parte del denaro venne trasferito nei conti di diverse società aperte in paradisi fiscali o fu usato per l'acquisto di immobili di lusso.
Le tangenti versate ai funzionari del ministro greco della difesa "sarebbero poi transitate attraverso la piazza finanziaria svizzera", ha indicato Jeanette Balmer, secondo cui 20 milioni di franchi sarebbero stati sottratti al fisco greco e sarebbero stati trasferiti in diversi istituti elvetici. Le indagini riguardano in particolare società offshore amministrate dalla Svizzera.
L'MPC ha confermato di aver aperto un'inchiesta nei confronti di cinque persone sospettate di riciclaggio di denaro, una delle quali è stata posta in detenzione preventiva. Secondo la portavoce, l'MPC ha scambiato informazioni con la Grecia e la Germania nell'ambito di un'assistenza giudiziaria.
Al termine di un processo durato cinque mesi, il 7 ottobre 2013 l'ex ministro Tsochatzopoulos era stato condannato a 20 anni di carcere. Insieme con lui sono stati riconosciuti colpevoli altri 17 dei 19 imputati comparsi davanti ai giudici.