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non più in un regno di morte spirituale,
bensì in un regno di bassezza terrena,
a strisciare su un ventre
su una terra che non più era abisso di cielo.
Punito con le sue stesse armi e le sue stesse astuzie
metro per metro, misura per misura,
questa volta così lo condannai,
nella forma più infima che mai forma abbia conosciuto,
senza mezzo per muoversi se non il lurido strisciare,
su qualunque terreno, su qualunque sudiciume,
che a lui ormai appartiene
come ultima sponda della sua ultima vendetta.
Il Mio uomo lo salvai - Mio figlio, Mio primo figlio -
frutto di amore inestinguibile, frutto di amore insaziabile,
frutto di incontro meraviglioso
con ciò che Io stesso avevo creato.
Lui, Mio figlio, con un Figlio lo salvai,
questa volta frutto di amore meraviglioso
fatto di comprensione e di perdono,
di amore generoso e di amore puro
e incontaminato da desideri di vendetta
o da desideri di rivendicazioni.
Mio Figlio, Mio adorato Figlio,
il Mio Gesù, nato da Maria, nato da una donna:
la carne dalla carne per salvare la carne,
ripiena del Mio Spirito, incontaminato e intatto,
puro e purificato, splendente e luminoso.
Così ho parlato e così ho amato,
nei secoli e per i secoli.