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Seppur giunte a uno stadio critico, non è il caso di abbandonare le ricerche del Boeing 777 della Malaysia Airlines, scomparso in un punto indefinito dell’immenso Oceano Indiano lo scorso 8 marzo.
Dal 8 marzo, mezzi importanti sono stati dispiegati per ritrovare il relitto dell’aereo : aerei, navi, elicotteri, uomini e da una decina di giorni un robot che setaccia il fondale dell’oceano. Gli esperti ritengono che il costo delle operazioni di ricerca abbia oltrepassato 100 milioni di dollari.
“Vogliamo trovare l’aereo. Vogliamo dire ai nostri amici in Malesia e in Cina che non si tratta di una questione di costi. Vogliamo aiutarli in queste tragiche circostanze – ha dichiarato mercoledì 23 aprile il ministro australiano della Difesa David Johnston.
Il volo MH370 della Malaysia Airlines effettuava il collegamento da Kuala Lumpur, in Malesia a Pechino, in Cina, con 239 persone a bordo. Due terzi dei passeggeri erano cinesi. Era scomparso dai radar un’ora dopo il decollo. Dopo aver cambiato radicalmente rotta per motivi sconosciuti (si pensa a un dirottamento) l’apparecchio si sarebbe inabissato nel sud dell’Ocean Indiano, a circa 2’000 chilometri da Perth, città della costa occidentale dell’Australia.
Dopo un mese e mezzo di ricerche, nessun resto del velivolo è ancora stato recuperato dai battelli che pattugliano la zona di mare interessata dalle ricerche. Diversi oggetti galleggianti erano stati recuperati nella zona presunta del crash, ma non appartenevano al velivolo. Le autorità hanno dichiarato mercoledì di avere sotto esame “materiale non identificato” ritrovato su una spiaggia nella parte sud-ovest dell’Australia.
Da una decina di giorni un robot sottomarino dotato di un sonar scandaglia una superficie di 400 chilometri quadrati, delimitata dai segnali captati dalle navi di ricerca e compatibili con i segnali emessi dalle batterie delle scatole nere di un aereo. Il robot ha già esaminato l’80% della superficie interessata, ha indicato il centro congiunto di coordinamento delle agenzie incaricato di organizzare le ricerche.
Malgrado le ricerche non abbiano ancora dato risultati, gli inquirenti pensano che il volo MH370 si sia inabissato al largo delle coste australiane, ha indicato mercoledì il primo ministro del paese, Tony Abbott : “L’Australia non desisterà sino a quando avremo fatto tutto quanto è umanamente possibile per risolvere questo mistero – ha dichiarato.