Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01280.jsonl.gz/603

Le esportazioni svizzere di materiale bellico sono aumentate dell'8% nel 2017. I principali paesi di destinazione sono stati Germania (117,7 milioni), Thailandia (87,6 milioni) e Brasile (32,9 milioni).
Il fatturato delle esportazioni di armi hanno toccato quota 446,8 milioni di franchi (+34,7 milioni). E questo grazie al fatto che la Svizzera ha esportato materiale bellico l'anno scorso verso 64 paesi. Sono le cifre della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), che ha rilasciato le necessarie autorizzazioni. La crescita fa seguito a due anni di riduzioni.
Dove vanno le armi?
Le vendite principali riguardano sistemi di difesa antiaerea verso la Thailandia (87,6 milioni), diversi tipi di munizioni e componenti di munizioni verso la Germania (78,3 milioni) e apparecchi di condotta di tiro per sistemi di difesa antiaerea verso il Brasile (32,9 milioni). In quarta e quinta posizione fra i paesi destinatari figurano il Sudafrica (32,7 milioni) e gli Stati Uniti (27,6 milioni).
Esportazione vietata nei paesi in conflitto
L'ordinanza sul materiale bellico vieta l'esportazione se il paese destinatario è implicato in un conflitto armato interno o internazionale. Dal primo novembre 2012 la Confederazione, qualora rilasci un'autorizzazione di esportazione, può riservarsi il diritto di verificare sul posto se la dichiarazione di non riesportazione sia rispettata.
Facendo valere questo diritto, la SECO ha effettuato nel 2017 controlli in Bosnia Erzegovina, Malaysia, Slovacchia, Vietnam e a Singapore. Da questi controlli è risultato che i paesi in questione avevano rispettato il loro impegno a non rivendere il materiale ricevuto senza l'accordo elvetico.
La Svizzera è uno dei pochi paesi a verificare in loco le sue esportazioni di materiale da guerra, sottolinea la SECO, che continuerà i controlli con l'ausilio dei dipartimenti federali degli affari esteri e della difesa.
tvsvizzera.it/fra con RSI