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Incontri
Il libro che fa capire le leggi più complicate
La ricchezza del plurilinguismo del diritto federale svizzero in un «Lessico» curato da Alfredo Snozzi con oltre 10mila lemmi in italiano, tedesco e francese. La questione degli elvetismi e dei ticinesismi. — Rocco Notarangelo
Il «Lessico giuridico» italiano, tedesco e francese (ed. Casagrande e Helbing Lichtenhahn), con oltre 10mila termini del linguaggio giuridico, amministrativo e politico, non è solo una novità editoriale assoluta. È anche un'opera che corona l'ultratrentennale lavoro di traduttore del suo autore, Alfredo Snozzi, alla Cancelleria federale e quale docente all'Uni di Ginevra.
Non tutti percepiscono che la versione italiana delle leggi federali non è prodotta in Parlamento, ma è opera dei traduttori. Una grande responsabilità…
Una peculiarità dell'
italiano giuridico federale è di essere descrittivo mentre
il tedesco predilige formule con comandi e divieti. Perché questa differenza?
È una differenza culturale che esprime un modo diverso di concepire il ruolo dello Stato in rapporto ai cittadini. Ma non si deve generalizzare. Laddove l'intento del legislatore è di indurre i destinatari della norma giuridica ad avere un determinato comportamento, il tedesco lo esplicita a volte mediante formulazioni imperative. L'italiano, invece, tende a descrivere il contenuto della norma come dato di fatto, e lo fa evitando quanto possibile forme verbali tassative. Un esempio dall'art. 3 del Codice civile svizzero: l'italiano non dice, come invece il tedesco, che la buona fede «dev'essere presunta» ( ist… zu vermuten), ma semplicemente che «la buona fede si presume».
L'italiano federale ha prodotto elvetismi bizzarri, termini incongrui. Un esempio: l'uso pascoliano di «fanciullo» invece di minori nel codice penale…
«Fanciullo» non è un vezzo linguistico o letterario, né tanto meno un termine incongruo. Serve, invece, per determinare, all'interno della categoria dei minori, la fascia d'età dai 6 ai 14 anni. Quanto agli «elvetismi», è ben vero che ce ne sono di bizzarri, ma sono comunque pochi nella legislazione federale. Poi, ci sono elvetismi entrati nell'uso, che hanno una loro giustificazione, come «avamprogetto» o «aliquota giornaliera» (di una pena pecuniaria). Altro discorso è quello della sottocategoria dei «ticinesismi», come per esempio «crescere in giudicato» (invece di «passare in giudicato») o «attinenza comunale» (invece di «cittadinanza comunale»).
È perché la lingua madre dei testi legislativi è tedesca che l'
italiano federale non è degenerato nell'
antilingua d'
Italia fatta di perifrasi e manierismi?
La chiarezza del tedesco influisce molto sulla versione italiana del diritto federale, ma in Italia la cosiddetta antilingua non si trova tanto nei testi legislativi quanto nel linguaggio burocratico, amministrativo e giudiziario.
Merito della cultura giuridica svizzera tedesca se l'
italiano è più attento alla grammatica paritaria, non sessista?
Che rapporto c'è tra l'
italiano dei testi legislativi federali e quello prodotto in Ticino dal Consiglio di stato o dal Gran consiglio?
A parte la differenza cui ho accennato prima tra gli elvetismi e i ticinesismi (trattanda, crescere in giudicato, in via bonale ecc.), per i testi più importanti, come si è fatto per esempio a suo tempo per i codici di diritto processuale civile e penale e la nuova Costituzione federale, vi è un'intensa collaborazione tra i traduttori-giuristi di Berna (oggi in parte dislocati a Bellinzona) e i funzionari e gli esperti del Canton Ticino .