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Sono quindici i monaci del convento di Einseideln che negli ultimi sessant'anni hanno commesso abusi sessuali, nove di loro ai danni di minorenni. Lo indica la commissione indipendente di inchiesta, incaricata dall'abate Martin Werlen di far luce sulla vicenda. Le vittime sono in totale una quarantina.
La maggior parte degli abusi risalgono agli anni Sessanta e Settanta e sono da addebitare a tre soli religiosi. Le vicende più gravi sono tuttavia da ricercare in tempi ancora più remoti.
La commissione dà atto al monastero di aver reagito, nel limite delle sue possibilità, ai casi di pedofilia di cui è venuto a conoscenza, introducendo - nel 1998 - misure preventive. Da quell'anno vi è stata infatti una sola segnalazione, imputabile a un monaco demente. I responsabili del convento, come usuale a quei tempi, hanno però sempre rinunciato a presentare denuncia penale.
Martin Werlen si è detto scioccato dell'alto numero di casi venuti alla luce, nel frattempo tutti caduti in prescrizione. La comunità monastica ha dibattuto il tema in modo approfondito e gli abusi sessuali non costituiscono più un tabù, ha affermato Werlen, che ha chiesto perdono alle vittime. Il monastero - ha aggiunto - deve assumere le proprie responsabilità, se vuole mantenere la propria reputazione e credibilità. Le misure preventive annunciate nel 1998 saranno sottoposte a un nuovo esame e se necessario saranno rafforzate.
La Conferenza dei vescovi svizzeri, per bocca del portavoce Walter Müller, non ha voluto commentare l'inchiesta di Einsiedeln, diretta dall'ex procuratore zurighese Pius Schmid, ma ha detto che continuerà a fornire informazioni su qualsiasi abuso commesso all'interno della Chiesa. Del problema si sta peraltro occupando una apposita commissione di assistenza, formata da psicologi, teologi e giuristi, che potrebbe presentare nuovi risultati nel corso del prossimo giugno.
Per ora è noto che da gennaio a maggio 2010 si sono rivolte alla commissione della conferenza episcopale 104 vittime, che hanno denunciato 72 autori di reati sessuali. Tutti i casi, ad eccezione di nove, risalgono agli anni antecedenti il 1990.
SDA-ATS