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Rischi climatici e banche centrali: la prospettiva della BNS
Andréa M. Maechler / Thomas Moser, membro della Direzione generale / membro supplente della Direzione generale
Aperitivo "Mercato monetario", Ginevra, 14.11.2019
Il cambiamento climatico rappresenta una sfida di portata planetaria. In gergo economico può essere definito come la conseguenza di un’esternalità negativa su scala mondiale: gli operatori economici non sostengono il costo complessivo delle loro emissioni di gas serra per il pianeta e le generazioni future. In teoria, un’esternalità di questo genere può essere corretta in modo efficace tramite un meccanismo di prezzo, ad esempio l’applicazione di una tassa sul CO2. Il compito di elaborare, scegliere e attivare gli strumenti atti ad affrontare il cambiamento climatico spetta innanzitutto alle autorità politiche. Esso non rientra nelle competenze della Banca nazionale svizzera (BNS).
Nel quadro del suo mandato di politica monetaria, la BNS segue da vicino la questione relativa ai rischi climatici, poiché questi possono avere ripercussioni sul funzionamento del sistema economico e del settore finanziario. A suo giudizio, in Svizzera i rischi che il cambiamento climatico comporta per la stabilità dell’economia e del sistema finanziario appaiono attualmente contenuti. Tuttavia, i rischi e la loro valutazione possono mutare nel tempo. Di conseguenza la BNS resta vigile, adattando continuamente analisi e strumenti per essere sempre in grado di comprendere e valutare l’impatto di tali rischi sull’intera economia del Paese. In quest’ottica, intrattiene il dialogo con le altre banche centrali e con le autorità di vigilanza.
Le considerazioni sulla sostenibilità ambientale sono integrate anche nella gestione delle riserve valutarie. Queste risultano dall’attuazione della politica monetaria, alla quale la politica di investimento delle riserve è subordinata. Al fine di preservare il valore di queste ultime e garantire la propria solidità finanziaria, la BNS esamina l’insieme dei rischi cui è esposto il bilancio, compresi quelli climatici. Essa mira a una gestione diversificata e neutra degli investimenti, in modo da influire il meno possibile sulle condizioni di mercato e non generare conflitti di interesse con la conduzione della politica monetaria. Per quanto concerne gli aspetti non finanziari (ambientali, sociali e di governance), la BNS adotta una rigorosa politica di esclusione nei suoi investimenti, che le consente di conformare la gestione degli attivi ai valori e alle norme etiche fondamentali del nostro Paese pur mantenendo il suo margine di manovra sul piano monetario.
L’approccio adottato dalla BNS per tenere conto dei rischi climatici sembra quello più avveduto alla luce delle esigenze legate al mandato di politica monetaria. Il mandato della BNS è definito chiaramente e consiste nel garantire la stabilità dei prezzi, contribuendo al contempo alla stabilità del sistema finanziario. L’assolvimento di questo compito crea condizioni atte a favorire una crescita equilibrata. In questo contesto non è auspicabile che la BNS persegua obiettivi specifici di politica strutturale o sociale. Ciò rischierebbe infatti di ostacolare l’attuazione di una politica monetaria indipendente e credibile.