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Diverse decine di migliaia di manifestanti hanno preso parte oggi a Bruxelles alla prima grande marcia per il clima dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, poche settimane prima del vertice internazionale Cop26.
Secondo una stima della polizia, almeno 25mila persone hanno sfilato in un corteo che ha percorso circa tre chilometri, tra la stazione di Bruxelles-Nord e il Parc du Cinquantenaire. Secondo gli organizzatori, i partecipanti sarebbero stati circa 70mila.
«È tempo di un cambiamento sistemico e di un’azione radicale. Si tratta della sopravvivenza dell’umanità», ha detto l’attivista per il clima Anuna De Wever alla stazione televisiva Vrt. Quasi 80 gruppi militanti, uniti sotto la bandiera ‘Coalizione per il clima’ hanno promosso la manifestazione,, alla quale hanno partecipato anche politici belgi.
«Il clima è una questione socio-economica. Ora dobbiamo difenderlo perché non spetta alla mia generazione pagare il conto», ha detto Conor Rousseau, 28 anni, leader del partito Vooruit, l’ex partito socialista delle Fiandre.
La manifestazione ha avuto un significato particolare dopo le inondazioni che hanno colpito il Belgio a luglio. «I politici muoiono di vecchiaia, Rosa è morta per il cambiamento climatico», recita uno striscione riferito alla morte di una ragazza di 15 anni travolta in quell’occasione dalle acque di un fiume.
La marcia si svolge a poche settimane dall’apertura a Glasgow della Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che deve discutere con i vari governi il mantenimento dell’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, come previsto dall’accordo sul clima di Parigi del 2015.