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Dopo un lungo e duro incontro durato di quasi tredici ore, il Comitato esecutivo nazionale del Congresso nazionale africano (ANC) ha deciso di rimuovere il presidente Jacob Zuma dalla carica di capo di stato. Si legge sui media locali online.
Zuma, 75 anni, eletto alla presidenza per la prima volta nel 2009 per poi essere riconfermato nel 2014, è stato coinvolto in numerosi scandali: sarebbero 783 i procedimenti a suo carico, con l’accusa di corruzione, riciclaggio, truffa e crimine organizzato. La posizione di Zuma era in bilico almeno da dicembre, da quando cioè il vicepresidente Cyril Ramaphosa è stato nominato al suo posto leader del partito.
La decisione sarebbe stata presa dopo che Zuma aveva rifiutato di dimettersi. Se non accettasse di abbandonare la carica, Zuma dovrà però affrontare il 22 febbraio un voto di sfiducia in Parlamento. In passato ha già superato mozioni di questo tipo, ma diversi membri dell’ANC sono stufi e decisi a ottenere le sue dimissioni.
Ultimatum di 48 ore
Dopo il vertice straordinario l’ANC avrebbe dato a Zuma un ultimatum di 48 ore per dimettersi. Questo secondo quanto riportato dalla TV pubblica sudafricana Sabc. Le regole interne stabiliscono che “tutti i membri devono sottomettersi alla volontà del comitato esecutivo”.
Se Zuma dovesse rifiutarsi di lasciare il potere, come dett, potrà essere destituito entro la fine del mese con una mozione di censura in Parlamento.
(Red/Ats)