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Un uomo, un ominide, alto neanche un metro e mezzo, cammina sulla sabbia. Quando? Tra i 6 milioni e i 200.000 anni fa. Dove? Probabilmente in Africa. Poi fa così con il piede … guarda la propria impronta impressa nella sabbia … bella profonda … (è un po’ sovrappeso). Ha stampato la propria orma senza uno scopo esistenziale, non ha mosso quel piede per schiacciare un insetto, per spostarsi, no, l'ha fatto per stampare l'impronta ... per lasciare un segno ... la osserva e fa un pensiero … sono io. Quell'impronta è il primo disegno della storia.
Sabbia è uno spettacolo di disegni e racconti. Le mani danzano sulla sabbia e creano dal vivo, con sorprendente rapidità, immagini che proiettate su un grande schermo si susseguono al ritmo del racconto, interagiscono con esso, ne allargano le prospettive. Sono disegni in continua metamorfosi, semplici, effimeri, con sfumature color seppia simili alle vecchie foto; con un soffio scompaiono lasciando soltanto un’impronta nei nostri ricordi.
Racconti e disegni di sabbia.
In questo spettacolo si propongono ai ragazzi, giochi, interrogativi e riflessioni.
Come era il primo disegno della storia?
Come disegnavano gli uomini primitivi?
Come sono nate le lettere dell’alfabeto che utilizziamo noi?
Come erano le prime grandi scuole pubbliche?
Come si possono disegnare gli animali con le proporzioni corrette?
Come si allenano le persone geniali per diventare tali?
Cosa vedo in questo sgorbio?
Lo spettacolo, molto interattivo, termina con La fantastica storia del vermetto Alì.