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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1</p><p>La tutela dei beni culturali è essenzialmente compito dei Cantoni (art. 78 Cost.). La Confederazione può sostenere la protezione del paesaggio e la conservazione dei monumenti storici concedendo sussidi. Questi sussidi sono approvati soltanto se il Cantone in questione partecipa in modo commisurato alle spese. Per mantenere al livello attuale le misure di conservazione del patrimonio architettonico, i Cantoni dovrebbero compensare i previsti tagli ai sussidi federali. Tocca a loro occuparsi in primo luogo della messa sotto tutela e della manutenzione di tali edifici. La Confederazione può soltanto sostenerli nei loro sforzi.</p><p>A prescindere dai sussidi che versa, nell'adempimento dei suoi compiti la Confederazione continua a svolgere un ruolo importante per la protezione del paesaggio e la conservazione dei monumenti storici. Inoltre mette a disposizione dei Cantoni degli specialisti e sostiene le organizzazioni che coadiuvano i Cantoni nell'adempimento dei loro compiti.</p><p>Alle domande 2 e 3</p><p>Nel settore della cultura, il Programma di sgravio 2003 chiedeva un risparmio compreso tra 4 (nel 2004) e 11,5 milioni di franchi (dal 2006) rispetto al piano finanziario in vigore allora. Poiché il piano finanziario prevedeva in parte degli aumenti del credito, non si è trattato, in definitiva, di tagli effettivi. Sulla base del preventivo 2003, i tagli effettivi chiesti nel settore della cultura, cumulati dal 2004 al 2007, ammontano complessivamente a 10 milioni di franchi.</p><p>Per realizzare queste misure di risparmio esistevano due possibilità: </p><p>- procedere a tagli lineari con ripercussioni sull'intero ambito di attività oppure </p><p>- fissare priorità di natura politico-culturale in funzione di criteri quali il carattere sussidiario o meno dell'impegno della Confederazione.</p><p>Dato che, nonostante i tagli, nei prossimi anni dovranno essere svolti compiti urgenti che non possono essere differiti e che comporteranno spese supplementari, il DFI ha scelto la seconda variante. Sono state fissate priorità di natura politico-culturale per quanto concerne la promozione della cinematografia e in misura minore, la fotografia, la letteratura per ragazzi, l'arte mediale e la Fonoteca nazionale. Sono stati invece toccati dai tagli principalmente la protezione del paesaggio e la conservazione dei monumenti storici e, in misura minore, la formazione degli adulti, l'Istituto svizzero di New York, le scuole svizzere all'estero e le organizzazioni culturali. Il Programma di sgravio 2003 non ha invece avuto ripercussioni sulle risorse messe a disposizione per il Museo nazionale svizzero.</p><p>La procedura del DFI è stata successivamente approvata dal Consiglio federale e dal Parlamento nel quadro dei decreti relativi al Programma di sgravio 2003.</p>  Risposta del Consiglio federale.