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È successo di nuovo: come ogni anno, a Rancate, a fine gennaio, un uomo si impicca per protesta contro i mali dell'annata. Per fortuna, l'uomo in questione è "ul Genée", un pupazzo che ormai da anni viene appeso da ignoti (firmati "I goss") per fare satira sugli avvenimenti salienti dell'anno appena passato. Nel 2017 il bersaglio era stata la posta, con le sue ripetute chiusure di uffici postali. Nel 2018 lo svincolo autostradale di Mendrisio. Quest'anno invece sono i famosi "cippi", blocchi di cemento in via ai Grotti (ora soprannominata "via ai botti") responsabili delle sventure di tanti automobilisti. La scritta infatti parla chiaro: "Ul genée al se tacaa sü perché a la sicüreza da via ai Grott al gà pensa semprü sü".
Gli affissori hanno ripreso, con il loro gesto, una tradizione locale di Rancate. Fino a qualche anno fa, alla fine dei giorni della merla, i bambini del Paese staccavano "ul Genée" dal suo cavo e lo trasportavano per il paese, sbattendo pentole e barattoli di latta durante il tragitto, per poi bruciarlo in un rito propiziatorio per la fine dell'inverno. Dai noi contattata, una rappresentante della cancelleria comunale ci ha detto che questa tradizione è decaduta da vari anni. Evidentemente però non è del tutto dimenticata, come testimonia lo sforzo degli ignoti "boia".
Per vedere qualche "Genée" degli anni passati, guarda la Gallery.