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La comunità svizzera in Gran Bretagna è in costante aumento. Ciò nonostante, il numero di iscritti ad associazioni e circoli elvetici ha subito un arresto notevole negli ultimi anni.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 giugno 2008 - 08:59
Freddie Wyser, presidente della Federazione delle associazioni svizzere in Gran Bretagna (FOSSUK), spera di riuscire a invertire questa tendenza negativa grazie all'introduzione di nuovi progetti. Residente a Edimburgo da oltre 30 anni, Wyser ha preso la parola durante il 43esimo incontro annuale della FOSSUK, svoltosi lo scorso fine settimana a Londra.
L'appuntamento, che non si tiene mai nella stessa città, rappresenta un'opportunità per le associazioni elvetiche di scambiarsi informazioni e idee. In questa occasione, i partecipanti hanno approvato una modifica dei loro statuti, in modo da permettere a quattro cittadini elvetici, di cui solo due membri della FOSSUK, di essere eletti quali delegati britannici per l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE).
La federazione si augura così di riuscire ad incentivare maggiormente le persone a partecipare alle varie attività legate al loro paese d'origine e a collaborare in modo più assiduo con circoli e associazioni.
Sono sempre di più, infatti, gli svizzeri che scelgono di vivere all'estero: 668'107 a fine 2007, 23'097 in più rispetto all'anno precedente (+3,6%). In Gran Bretagna, hanno raggiunto le 28'288 unità, in crescita di 962.
swissinfo: Perché era così importante modificare la costituzione in modo da permettere l'elezione di due candidati non membri della FOSSUK tra i delegati dell'OSE?
Freddie Wyser: Ci sono circa 25 associazioni elvetiche in Gran Bretagna, per un totale di 3'000 membri, ma sono più di 28'000 i cittadini col passaporto rossocrociato registrati alle ambasciate. Rappresentiamo dunque soltanto il dieci per centro della presenza svizzera in Gran Bretagna: un divario quanto meno sproporzionato.
È vero che ci sono anche altri circoli che non appartengono alla FOSSUK, ma credo sia più strategico cercare nuovi sostenitori al di fuori di questi gruppi minoritari. Per questo motivo abbiamo deciso di avere due delegati OSE eletti all'interno della federazione e due delegati scelti all'esterno, in modo da coinvolgere un pubblico più ampio.
swissinfo: Perché è così difficile attirare l'attenzione di un pubblico giovane, appartenente alla cosiddetta generazione Facebook?
F.W.: Bisogna fare i conti con un malessere generalizzato. I membri di associazioni e federazioni svizzere stanno invecchiano e i giovani non sembrano particolarmente interessati a seguire il loro esempio.
Inoltre, televisione e internet rappresentano un terreno di gioco completamente diverso rispetto a quello di 20 o 30 fa e questo cambiamento rende tutto più difficile.
Alcuni circoli sono comunque più fortunati di altri. A Edimburgo, per esempio, siamo riusciti a dare nuova linfa alla nostra associazione, che ora può contare su 50 membri, 80 inclusi i collaboratori esterni. Grazie all'apertura di un consolato in Scozia, nel 2006, il numero di attività o avvenimenti legati alla Svizzera è sensibilmente aumentato. Altri circoli però stanno naufragando a causa di una carenza di iscritti.
swissinfo: Che influenza hanno i 668'107 svizzeri residenti all'estero?
F.W.: Il numero di svizzeri dell'estero iscritti nei registri elettorali è in costante crescita. Inoltre, sono convinto che l'introduzione graduale del voto elettronico porterà a una maggiore partecipazione dei cittadini alla politica.
I partiti storici non hanno mai dato l'impressione di interessarsi particolarmente alla Quinta svizzera. Ultimamente, però, si sono accorti che questi 668'107 potenziali elettori potrebbero influenzare i risultati di alcune votazioni popolari.
swissinfo: Che importanza avrebbe per gli svizzeri all'estero essere rappresentati in parlamento, a livello federale, cantonale o comunale ?
F.W.: Si tratta di un aspetto prioritario per molti emigrati, ma per quanto mi riguarda ritengo non abbia molto senso. Come può una persona che vive in Cina ricoprire un incarico politico in Svizzera, senza avere un contatto diretto col territorio e dunque senza sapere quello che succede nel paese che rappresenta? Inoltre i costi sarebbero troppo alti: soltanto i più benestanti o i candidati sponsorizzati, ad esempio dal loro partito, potrebbero permetterselo.
Lo scorso anno Edgar Studer, ex funzionario sociale per la città britannica di Finchampstead, si era candidato per l'Unione democratica di centro nel canton Sciaffusa. Si è impegnato a fondo durante la campagna elettorale e lo ammiro molto per questo. Il sostegno ottenuto dalla popolazione, tuttavia, è stato minimo. Studer è rimasto talmente deluso, che ha rinunciato a qualsiasi incarico per la Quinta svizzera.
swissinfo: Dopo aver trascorso gran parte della sua vita fuori dai confini elvetici, quale impressione ha della Svizzera?
F.W.: Amo la mia patria e non ho paura a definirmi un cittadino svizzero. Non ho altri passaporti se non quello rossocrociato e non ho intenzione di cambiarlo.
Vado in Svizzera cinque volte l'anno e ogni volta mi sembra di non essere mai partito. Riesco sempre ad adattarmi con facilità al modo di vivere tipico di questo paese.
Non sono un fanatico delle grandi città come Ginevra o Zurigo, che hanno perso gran parte della loro identità. Nei centri più piccoli, come Aarau o Buchs, ritrovo invece quei tratti distintivi che tanto apprezzo come la puntualità e la cordialità della gente o la pulizia dei luoghi.
Purtroppo però gli svizzeri hanno tendenza a rinchiudersi nel loro mondo e a restare isolati al centro di un continente che abbraccia quasi unanime i colori dell'Unione Europea.
swissinfo, Simon Bradley, Londra.
(Traduzione e adattamento di Stefania Summermatter)
La Quinta svizzera
Nel 2007, i cittadini elvetici residenti all'estero erano 668'107 (+3,6% rispetto al 2006). La Svizzera conta attualmente 7,5 milioni di abitanti.
119'429 svizzeri dell'estero sono iscritti nei registri elettorali per partecipare a votazioni o elezioni federali.
Dal 1992 la Confederazione concede ai cittadini svizzeri residenti all'estero il diritto di voto ed elezioni per corrispondenza a livello federale.
Per le elezioni parlamentari del 21 ottobre scorso si sono presentati quali candidati anche 44 rappresentanti della Quinta svizzera (7 donne e 37 uomini). Nessuno è però riuscito a farsi eleggere.
Freddie Wyser, ex dirigente industriale in pensione, ha vissuto per trent'anni a Edimburgo, in Scozia. Da due anni è presidente della FOSSUK e da cinque è attivo nel circolo svizzero della sua città.
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