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L'UE intende continuare a negoziare una soluzione definitiva per il dopo-Brexit ed è disposta a uno "sforzo ragionevole" sul tema della pesca, una delle pietre d'inciampo sulla strada che conduce a un'intesa con il Regno Unito, ma nel contempo avverte Londra: "Se il premier Johnson vuole un accordo, che si muova".
"Occorre un accesso alle acque reciproco e stabile, con una giusta ripartizione delle quote. Non ci siamo ancora", ha spiegato il caponegoziatore, il francese Michel Barnier, nel primo giorno di un summit europeo che Londra, dal canto suo, ha definito "deludente". Johnson dovrebbe annunciare domani, venerdì, se il suo paese intende continuare a sedersi al tavolo con la controparte.
È da quando il Regno ha lasciato l'Unione, il 31 gennaio, che le trattative sul libero scambio alla fine del regime transitorio, da applicare quindi dal 2021, non avanzano come voluto. "Ci sono tre temi sui quali le distanze sono troppo grandi perché si possa parlare della prospettiva di un accordo", ha spiegato Barnier. Gli alti due sono le garanzie in materia di concorrenza e le modalità di regolare le future divergenze.
Per questo Barnier si è detto disposto a recarsi a Londra per l'intera prossima settimana per continuare a negoziare, per poi proseguire a Bruxelles, ma l'UE nel contempo intensificherà i preparativi in vista dell'opzione peggiore, il "no deal".