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Per la prima volta nella storia i consumatori cinesi hanno prodotto più emissioni di anidride carbonica degli Stati Uniti, e i paesi in via di sviluppo generano più CO2 di quelli sviluppati. Lo rileva uno studio del Centro internazionale per la ricerca su clima e ambiente di Oslo.
Finora erano state le nazioni ricche a esportare le loro emissioni, chiudendo le loro fabbriche e importando beni dalle economie emergenti. Ma ora sono i consumatori dei paesi in via di sviluppo a rilasciare più CO2 dei paesi ricchi.
Nel 2008 un terzo delle emissioni della Cina era prodotto dalla manifattura di beni destinati all'esportazione (e dunque i responsabili di queste emissioni erano i consumatori dei paesi ricchi). Ma ora la situazione sta cambiando, dicono i ricercatori. Come spiega il coordinatore dello studio, Glen Peters, "i consumatori dei paesi in via di sviluppo (quelli non inclusi nell'appendice B del protocollo di Kyoto che hanno firmato per ridurre le emissioni) hanno rilasciato più anidride carbonica di quelli dei paesi sviluppati. Nel 2010 la Cina ha visto crescere del 10,4% le sue emissioni. I paesi poveri iniziano a non avere più scuse".
Vi sono però delle precisazioni da fare, secondo John Moore, ricercatore dell'Università Normale di Pechino. "Ci sono molti più paesi in via di sviluppo di quelli ricchi - spiega - e le emissioni della Cina sono in gran parte dovute alla sua enorme popolazione. Il che significa che il consumo per persona in Cina è ancora molto più basso di quello prodotto dai cittadini statunitensi". Inoltre, nota Moore, la Cina ha mostrato "molto più impegno nel ridurre le emissioni di quanto abbiano fatto i paesi ricchi. Le pressioni sulle autorità locali sono così forti che l'anno scorso il distretto di Anping ha tolto temporaneamente l'energia alle case e agli impianti pubblici, semafori compresi. Se la Cina si impegna a tagliare le emissioni, lo farà".