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Lara Comi può lasciare gli arresti domiciliari: lo ha deciso il Tribunale del riesame in seguito al ricorso dell’ex eurodeputata di Forza Italia, accusata di finanziamento illecito, corruzione e truffa aggravata ai danni del Parlamento europeo.
I giudici hanno però deciso che Comi per sei mesi non potrà dirigere società, compresa la sua azienda di consulenza, coinvolta nell’inchiesta che ha portato all’arresto della politica. La diretta interessata si è detta determinata a dimostrare la propria innocenza.
L’ex eurodeputata deve rispondere di quattro episodi: un contratto di consulenza di 21'000 euro in cambio della retrocessione di 10'000 euro al dirigente dell’ente che lo aveva affidato, un finanziamento illecito di 31'000 euro in vista delle ultime elezioni europee, un aumento del compenso del suo addetto stampa da 1'000 a 3'000 euro, con l’obbligo di restituirne 2'000 a Forza Italia per coprire delle spese che non venivano pagate e infine un contratto da 2'450 euro al mese per un incarico mai svolto.