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Il poliziotto condannato in primo grado per l'omicidio di George Floyd lo scorso anno a Minneapolis ha ricorso contro la sentenza, sostenendo che non gli sia stato garantito un giusto processo.
Non è detta l’ultima parola sulla sentenza di condanna nei confronti dell’agente di polizia Derek Chauvin, condannato lo scorso aprile per l’omicidio di George Flyod durante un arresto a Minneapolis lo scorso anno. L’agente ha infatti deciso di ricorrere contro la sentenza di primo grado.
La motivazione del ricorso è una serie di comportamenti giudicati dalla difesa inappropriati da parte della giuria legati alla vasta eco mediatica riservata alla vicenda, come riferiscono i media Usa. Secondo i legali del uomo gli sarebbe stato negato un giusto processo a seguito delle manifestazioni e delle grandi proteste scoppiate proprio dopo l’uccisione di Floyd, lanciate dal movimento Black Lives Matter, si contesta la decisione di tenere il processo a Minneapolis e di non aver saputo isolare la giuria dall’ambiente ostile all’imputato, esponendoli a possibili rappresaglie e intimidazioni.