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Nel 2008, le grandi banche elvetiche sono state quelle più toccate dalla crisi in termini relativi: è quanto risulta dai calcoli della Banca dei regolamenti internazionali (BRI).Questo contenuto è stato pubblicato il 29 giugno 2009 - 18:39
In particolare, gli istituti elvetici hanno iscritto perdite prima delle imposte pari all'1,94% della loro somma di bilancio. Hanno segnato cifre rosse anche gli istituti dei Paesi bassi (0,79%), quelli tedeschi (0,41%) e americani (0,10%), indica la BRI nel suo rapporto annuale presentato lunedì a Basilea. L'istituzione spiega il fenomeno con la grande dimensione delle banche in questione e la loro forte interdipendenza.
La BRI ha inoltre fatto presente che i primi segnali di ripresa dell'economia non devono rallentare l'opera di risanamento del sistema finanziario avviata dai governi e dalle autorità di controllo.
Secondo la Bri, «le banche centrali devono consentire ai mercati finanziari di recuperare il proprio ruolo, mentre gli esecutivi devono compiere passi decisivi per restituire le istituzioni alla proprietà e al controllo privati». Ciò deve avvenire «nell'ottica del ritorno a un sistema di sana concorrenza».
Nel rapporto si legge inoltre che i salvataggi delle banche operati da diversi governi in Europa e negli Stati Uniti ostacolano, invece di favorire, le necessarie correzioni che i vertici degli istituti di credito devono realizzare: le banche devono diventare più piccole, più semplici e più sicure.
swissinfo.ch e agenzie
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