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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro del Rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 17.4177 del 14.12.2017, l'approccio risulta essere piuttosto teorico e poco orientato alla reale operatività quotidiana del personale che opera ai valichi ferroviari. In considerazione degli importanti cambiamenti previsti, è opportuno conoscere maggiori informazioni operative che toccano la quotidianità dei dipendenti e dei cittadini.</p><p>1. Sono previsti investimenti infrastrutturali utili alle attività di controllo, soprattutto merci, in tutte le stazioni di confine (Basilea, Buchs, Vallorbe, Ginevra, Domodossola, Luino, Chiasso)? Sono di competenza dell'AfD o direttamente delle FFS? Come è garantito il finanziamento e il coordinamento delle procedure?</p><p>2. Si prevede di installare scanner fissi per il traffico ferroviario merci? In quali stazioni?</p><p>3. La riforma in corso prevede un aggiornamento degli accordi internazionali vigenti per le stazioni di frontiera? Quali accordi si prevede di aggiornare con le rispettive controparti?</p><p>4. Il progetto Dazit prevede un coinvolgimento attivo - per ottimizzare i flussi di lavoro e i controlli - delle aziende ferroviarie svizzere leader nel traffico delle merci? Se sì, come è garantito? </p><p>5. Nei settori sensibili come la migrazione, il traffico di droga, il contrabbando di armi e il terrorismo, l'AFD ritiene di poter sostituire totalmente l'analisi dei rischi e i controlli sui treni tramite sistemi digitali e di intelligenza artificiale?</p><p>6. L'analisi dei dati e dei rischi sarà centralizzata a Berna o resterà nelle regioni? Si mira a generare e gestire un registro dei viaggiatori che utilizzano il treno (cfr. traffico aereo)?</p><p>7. È previsto uno sviluppo della collaborazione con i servizi di analisi di Fedpol, con la polizia ferroviaria e le polizie cantonali? Si prevede di passare alle autorità doganali nuovi o ulteriori compiti di polizia?</p><p>8. Nei costi di progetto sono comprese anche le necessarie risorse destinate allo sviluppo del personale (formazioni, piani sociali, ecc.) dell'AFD?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) osserva e analizza di continuo la situazione a livello nazionale e regionale e, sulla base di tali constatazioni, investe regolarmente e in base ai rischi in infrastrutture utili alle attività di controllo. Si tratta sia di edifici propri sia di edifici di partner utilizzati in comune, ma anche di immobili affittati. L'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, in qualità di proprietario degli edifici aziendali, svolge tutti i compiti concernenti il locatore e garantisce l'uso dell'infrastruttura, così come definito contrattualmente (dal 1° gennaio 2021). L'AFD e le organizzazioni partner si occupano del finanziamento dell'infrastruttura.</p><p>2. L'AFD prende in considerazione la possibilità di impiegare scanner. Tuttavia l'interesse è rivolto agli scanner mobili, in quanto consentono all'AFD una maggiore agilità durante i controlli, visto che possono essere spostati e impiegati in vari luoghi in base ai rischi.</p><p>3. Come è stato menzionato nel rapporto del 30 giugno 2021 in adempimento del postulato 17.4177 ("Sviluppo della mobilità ferroviaria internazionale e attività di controllo di frontiera da parte del Corpo delle guardie di confine. Prepararsi per tempo ai cambiamenti"), l'AFD esamina la necessità di adeguamento degli accordi bilaterali e ne presenta rapporto al Consiglio federale entro la fine del 2023. A tale proposito l'AFD analizza le ripercussioni che lo sviluppo del traffico ferroviario internazionale ha su tutti gli accordi che la riguardano.</p><p>4. Già oggi l'AFD collabora strettamente con le imprese ferroviarie svizzere. In relazione con il programma di trasformazione DaziT, è previsto che le imprese ferroviarie svizzere siano coinvolte, nell'ambito di un gruppo di lavoro "Bahnverkehr", nei lavori del programma, che saranno avviati nel primo trimestre del 2022. Lo svolgimento ottimale e senza problemi dei controlli ferroviari è garantito da uno scambio istituzionale a livello tattico, operativo e strategico, collaudato oramai da anni.</p><p>5. L'analisi dei rischi nel traffico ferroviario è un'attività relativamente impegnativa, dato che si tratta di un sistema di trasporto aperto che consente numerose combinazioni di viaggio (p. es. collegamenti tra città, traffico regionale, traffico merci). Pertanto nei prossimi anni non è previsto di sostituire le analisi dei rischi nel traffico ferroviario con sistemi di intelligenza artificiale.</p><p>6. L'ambito direzionale Analisi dei dati e dei rischi dell'AFD, al quale sono aggregati uffici periferici regionali, effettua l'analisi dei dati e dei rischi per tutta la Svizzera. L'analisi dei rischi è un compito svolto in comune dagli uffici centrali e decentrali. Attualmente non esiste alcuna base legale per una banca dati relativa ai viaggiatori del traffico ferroviario.</p><p>7. I servizi di analisi delle diverse autorità e organizzazioni (fedpol, polizie cantonali, FFS, SEM, autorità straniere ecc.) già oggi, in applicazione delle basi legali vigenti, si scambiano opinioni e constatazioni. Attualmente, in 21 Cantoni l'AFD esegue compiti di polizia di sicurezza sulla base di accordi amministrativi individuali stipulati tra il Dipartimento federale delle finanze e il rispettivo Cantone. Il trasferimento di compiti di polizia nuovi o aggiuntivi all'AFD non è previsto. Una tale iniziativa dovrebbe partire dai Cantoni.</p><p>8. Il personale attuale dell'AFD viene preparato al nuovo profilo professionale con misure di perfezionamento professionale mirate e in sintonia con la digitalizzazione dei processi aziendali. Ne risultano molte sinergie con misure già esistenti. Il finanziamento è assicurato, da un lato, dal credito d'impegno di DaziT "Gestione e trasformazione" e, dall'altro, dal preventivo globale dell'AFD. La formazione dei nuovi aspiranti a specialisti dogana e sicurezza dei confini sostituisce i due cicli di formazione finora separati e, stando alla pianificazione attuale, non genera costi aggiuntivi.</p>  Risposta del Consiglio federale.