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Vaccino: Cassis non esclude l'obbligo
E il consigliere federale ticinese aggiunge: "In questo modo abbiamo sconfitto malattie come il vaiolo e la poliomielite"
Il consigliere federale Ignazio Cassis, che assumerà la presidenza della Confederazione nel 2022, non esclude categoricamente una vaccinazione obbligatoria contro il coronavirus in Svizzera. Attualmente però, secondo il ticinese tale misura non è giustificabile.
I vaccini sono fra gli strumenti più efficaci della storia della medicina, evidenzia Cassis in un'intervista concessa alle edizioni odierne dei giornali del gruppo CH-Media. "In questo modo abbiamo sconfitto malattie come il vaiolo e la poliomielite".
Ora come ora comunque, rendere il vaccino obbligatorio non sarebbe proporzionato, aggiunge l'ex medico cantonale. Inoltre, si tratterebbe di un serio pregiudizio alla libertà individuale. "Ma se il numero di decessi dovesse aumentare improvvisamente", prosegue il ministro degli esteri, "come ultima spiaggia bisognerebbe prendere in considerazione" questo provvedimento.
Cassis ammette poi che il processo di somministrazione della dose di richiamo andrebbe velocizzato. "La democrazia diretta è una cosa meravigliosa, ma non è il mezzo più adeguato per gestire una pandemia".