Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/170173

<h2>SubmittedText<h2><p>La mozione 13.4117, "Posizioni strategiche in merito alle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea" è stata accolta dal Parlamento nel 2015 (decisione della seconda Camera il 24 settembre 2015). Inoltre, nella risposta all'interpellanza 14.3032, il Consiglio federale ha specificato che includerà tali posizioni "nei suoi contatti e nei suoi negoziati con l'UE". La mozione summenzionata incaricava il Consiglio federale "di comunicare all'UE e di difendere con coerenza" le relative decisioni adottate già nel 2013 dalla Commissione della politica estera del Consiglio nazionale, il che nel frattempo dovrebbe essere avvenuto. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In quale occasione e in che data l'UE è stata informata in modo inequivocabile del fatto che la Svizzera è uno Stato indipendente dall'Unione europea e che non intende aderire all'UE né direttamente né per via indiretta?</p><p>2. In quale occasione e in che data l'UE è stata informata del fatto che la Svizzera non fa parte del mercato interno europeo e non intende aderirvi?</p><p>3. In quale occasione e in che data l'UE è stata informata del fatto che la Svizzera non stipula trattati che, in generale, limitano la propria sovranità a livello giuridico o di fatto? In particolare, in quale occasione e in che data è stato comunicato all'UE che la Svizzera non si impegnerà a recepire automaticamente la futura legislazione dell'UE, né nell'ambito degli attuali accordi bilaterali né nel quadro di accordi futuri, e che non si sottoporrà alla giurisdizione UE o SEE?</p><p>4. Come ha reagito l'UE alla comunicazione di queste posizioni? Ha accantonato la richiesta di un collegamento istituzionale della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Nella sua risposta alla mozione 13.4117 il Consiglio federale ha già indicato che le precisazioni richieste dalla Commissione della politica estera coincidevano con la sua posizione e che si rispecchiavano nel mandato di negoziazione riguardante la conclusione di un accordo istituzionale con l'Unione europea. Ha inoltre esposto questa posizione nell'ambito delle varie trattative e dei contatti avuti con i rappresentanti dell'UE, in particolare durante varie fasi negoziali sull'accordo istituzionale che hanno avuto luogo tra il 2014 e il 2016. Per ogni singolo accordo concluso occorre valutare attentamente se esso limita la sovranità del nostro Paese o, al contrario, ne amplia i margini di manovra. Il Consiglio federale aveva quindi proposto di accogliere la mozione.</p><p>L'UE è perfettamente consapevole del fatto che la Svizzera è uno Stato indipendente dall'UE, che non desidera aderire né all'UE né allo Spazio economico europeo (SEE) e che, quindi, non vuole far parte del mercato interno europeo. Ne era già consapevole anche prima che il Consiglio federale, in adempimento della mozione 14.3219, confermasse all'UE, con lettera del 27 luglio 2016 (https://www.eda.admin.ch/content/dam/dea/fr/documents/bundesrat/160727-Lettre-retrait-adhesion-CH_fr.pdf), che la domanda di adesione della Svizzera alle tre comunità europee esistenti all'epoca era irrilevante da quasi venticinque anni e doveva essere considerata come ritirata. Il Consiglio federale rinvia ancora una volta all'elenco dei candidati all'adesione e dei candidati potenziali, che l'UE pubblica sul suo sito: <a href="https://europa.eu/european-union/about-eu/countries_it">https://europa.eu/european-union/about-eu/countries_it</a>. La Svizzera non compare in questo elenco.</p><p>4. Nella sua risposta del 19 ottobre 2016 alla lettera del Consiglio federale del 27 luglio dello stesso anno, il presidente del Consiglio dell'Unione europea conferma che l'UE ha preso atto del fatto che la Svizzera non sia candidata all'adesione e che il Consiglio federale riaffermi di voler continuare a seguire la via bilaterale. Sottolinea l'importanza dei legami, in particolare economici e umani, tra la Svizzera e l'UE e afferma la volontà dell'UE di perseguire e sviluppare la via bilaterale in un quadro che rispetti le regole del mercato unico. (<a href="https://www.eda.admin.ch/content/dam/dea/fr/documents/bundesrat/161019-Lettre-UE-retrait-adhesion-CH_en.pdf">https://www.eda.admin.ch/content/dam/dea/fr/documents/bundesrat/161019-Lettre-UE-retrait-adhesion-CH_en.pdf</a>). Nelle sue posizioni l'UE non ha posto in secondo piano la questione delle regole istituzionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.