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La massa cerebrale degli uccelli che vivono nella zona di Cernobyl, dove nel 1986 si verificò l'incidente alla centrale nucleare, è più piccola almeno del 5% rispetto a quella dei volatili che vivono in altre zone. La scoperta, pubblicata sulla rivista Biology Letters, è stata fatta da un team di ricercatori statunitensi, norvegesi e francesi, secondo i quali la diminuzione è direttamente collegata con la radioattività dell'area e non ha precedenti.
Il reattore numero quattro della centrale nucleare di Cernobyl, in Ucraina, è esploso nell'aprile del 1986 e nell'area circostante è stata creata una zona di esclusione, alle quale possono però accedere gli scienziati, per studiare gli effetti della radioattività. Gli scienziati della squadra guidata da Timothy Mousseau dell'Università della Carolina del Sud e da Ander Moller, dell'Università francese Parigi Sud, hanno esaminato 550 volatili appartenenti a 48 specie diverse che vivono nella regione.
L'anno scorso Moller e Mousseau avevano già pubblicato i risultati di uno studio sulla fauna locali, dai quali emergeva un netto declino della presenza dei mammiferi nella zona di esclusione. L'ultimo studio compiuto sugli uccelli ha però rivelato una diminuzione del 5% del cervello rispetto alle specie non esposte alle radiazioni della zona. La differenza è particolarmente pronunciata nei volatili più giovani, con meno di un anno di vita e, secondo gli scienziati, ad essa corrisponde anche una diminuzione delle capacità cerebrali, tanto da suggerire una elevata mortalità alla nascita, per difficoltà di adattamento.
Negli uccelli era stata già osservata la capacità di cambiare le dimensioni di alcuni organi a seconda delle difficoltà ambientali, contraendoli per esempio per poter volare più lontano. Ma il meccanismo alla radice di questa mutazione, affermano gli scienziati, rimane per il momento ancora un mistero.
SDA-ATS