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La Bns avrebbe manipolato il franco e per questo la Svizzera rientrerebbe nella lista nera del tesoro americano. Lo scorso ottobre Berna è stata inserita nell’elenco, voluto dall’ex amministrazione Obama, dei Paesi responsabili di aver manomesso il corso della propria divisa insieme a Cina, Giappone, Corea del Nord e Taiwan e Germania.
Tuttavia, secondo il Tesoro statunitense, non tutti gli Stati sospettati possono essere considerati manipolatori in toto perché, secondo il rapporto semestrale, alcuni tra questi non risponderebbero a tutti e tre i parametri di colpevolezza.
I fattori sarebbero: un’eccedenza commerciale con gli stati Uniti di almeno 20 miliardi di dollari, un eccedenza di conti correnti globali che rappresentano oltre il 3% del Pil e acquisti continui sui sul mercato dei cambi corrispondente al 2% del Pil su 12 mesi.
Agli occhi del fisco americano, la Berna risponde a due di questi criteri: l’eccedenza nei conti e l’intervento sulle divise in maniera importante. Tuttavia, l’eccedenza d’esportazione verso gli Usa non è sufficiente per soddisfare il terzo criterio.
Per indebolire il franco, la Banca nazionale acquista divise estere e per questo il Tesoro statunitense ha incitato la Bns a una maggior trasparenza e a pubblicare tutti i dati relativi ai suoi interventi.