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<h2>SubmittedText<h2><p>La pandemia di COVID-19 ha provocato la peggiore recessione dell'economia svizzera degli ultimi 45 anni e ad oggi non se ne intravvede ancora la fine. È poco probabile che il PIL possa risalire prima del 2022 al livello precedente la crisi. Le conseguenze della crisi sono chiaramente visibili anche sul mercato del lavoro, dove la tendenza è tuttora in discesa. I provvedimenti adottati per combattere la pandemia hanno paralizzato gran parte della vita sociale ed economica. Abbiamo visto modelli economici di riferimento sgretolarsi, mercati di sbocco crollare da un giorno all'altro e decisioni di acquisto rinviate o addirittura annullate. Anche le imprese che non hanno dovuto ricorrere ai crediti garantiti da fideiussioni COVID della Confederazione hanno esaurito le loro riserve. È perciò tanto più importante che il Consiglio federale lanci ora un coraggioso programma d'incentivazione congiunturale per sostenere l'economia e la società in questa difficile situazione.</p><p>Chiediamo al Consiglio federale se è disposto a dare un impulso sostenibile alla congiuntura tramite le seguenti misure.</p><p>a. Prolungare il programma sui crediti COVID-19 di almeno un anno e utilizzare le fideiussioni su crediti COVID non ancora esaurite, fino al tetto massimo concordato di 40 miliardi di franchi, anche per investimenti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi climatici di Parigi, ad esempio investimenti in impianti, flotte, ricerca e sviluppo.</p><p>b. Accelerare in modo significativo il potenziamento delle energie rinnovabili (attraverso il raddoppio dei fondi per la rimunerazione unica degli impianti fotovoltaici) e aumentare il budget del programma di risanamento degli edifici a 1 miliardo di franchi.</p><p>c. Stanziare un contributo federale per attivare un generoso finanziamento di corsi di recupero e lezioni di sostegno nei Cantoni negli anni 2020-2021 per gli alunni che durante la crisi COVID e il lockdown hanno accumulato grandi necessità di recupero o lacune formative.</p><p>d. Sostenere nelle loro spese di sostentamento le persone che sono state fortemente colpite sul piano professionale a causa dei cambiamenti strutturali legati alla pandemia (p. es. nell'aviazione, nel turismo, nell'industria dei viaggi, ecc.) e che devono urgentemente riqualificarsi.</p><p>e. Rafforzare il potere d'acquisto dei redditi più bassi aumentando l'indennità per lavoro ridotto al 100 per cento della perdita di guadagno computabile nel caso in cui venga riscossa per più di 60 giorni nell'arco di un anno.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per attenuare gli effetti dell'epidemia di COVID-19, il Consiglio federale ha deciso di introdurre nell'anno in corso misure di sostegno di portata storica. Le risorse finanziarie complessive stanziate per il 2020 ammontano a circa 30 miliardi di franchi per le spese correnti e a circa 40 miliardi di franchi per fideiussioni e garanzie, per un totale dell'11 per cento circa del PIL previsto. Questi aiuti temporanei hanno contribuito a garantire che con il graduale allentamento delle misure di politica sanitaria potesse iniziare una netta ripresa. Nei mesi estivi il clima di fiducia delle aziende e dei consumatori è notevolmente migliorato.</p><p>Misure di sostegno rilevanti, come l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus, e le misure di sostegno nei settori dello sport, dei media e della cultura sono state prolungate e contribuiscono tuttora alla stabilizzazione congiunturale. Anche l'assicurazione contro la disoccupazione (AD) continuerà a sostenere la sicurezza del lavoro e del reddito con l'indennità per lavoro ridotto (ILR) e l'indennità giornaliera per i disoccupati. Come ha osservato nel suo parere del 19 agosto 2020 sulla mozione 20.3385 depositata dal Gruppo dei Verdi, il Consiglio federale segue costantemente l'evoluzione dell'economia e, se necessario, adotterà ulteriori provvedimenti. In tutto ciò tiene inoltre conto dei suoi obiettivi di legislatura, in particolare di quelli riguardanti l'ambiente, il clima e la strategia per uno sviluppo sostenibile.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:</p><p>a) Lo strumento del credito è stato creato per assicurare in modo rapido e non burocratico la liquidità durante il lockdown. Per questo motivo sono state concesse fideiussioni del 100 per cento per crediti fino a 500 000 franchi, senza ulteriore verifica della solvibilità. Il regime di fideiussioni COVID non è pertanto adatto come strumento di promozione a favore di investimenti nei settori del clima o dell'energia. A questo proposito si rimanda anche al parere del Consiglio federale sulla mozione 20.3893 Rytz. Il messaggio concernente la legge sulle fideiussioni solidali COVID-19 indica tuttavia che i crediti COVID-19 esistenti possono essere utilizzati per tutti gli investimenti necessari alle operazioni aziendali. Alla luce degli obiettivi della Convenzione di Parigi, il Parlamento ha previsto, nell'ambito dei dibattiti sulla revisione totale della legge sul CO2, di istituire un fondo per il clima volto a promuovere le tecnologie pulite.</p><p>b) Nel primo semestre del 2020 il numero di installazioni di impianti fotovoltaici è fortemente aumentato rispetto all'anno precedente. Il sostegno versato nel 2020 per gli impianti fotovoltaici non è mai stato così elevato, con circa 375 milioni di franchi a titolo di rimunerazione unica. La lista d'attesa per questo tipo di rimunerazioni sarà completamente evasa entro il prossimo anno. Il Consiglio federale non vede quindi la necessità di raddoppiare le risorse finanziarie. Ciò vale anche per i sussidi destinati al risanamento degli edifici, che in base alla Costituzione federale sono soprattutto di competenza dei Cantoni. La Confederazione sostiene però i Cantoni con contributi globali di un importo fino a 450 milioni di franchi all'anno. Secondo gli attuali dibattiti parlamentari sulla revisione totale della legge sul CO2, le misure nel settore dell'edilizia dovrebbero essere ulteriormente rafforzate con il suddetto fondo per il clima. Nel settore della tecnica della costruzione e nel settore fotovoltaico si pongono delle sfide, dovute nel primo caso alla mancanza di personale qualificato e nel secondo agli ostacoli amministrativi. Per farvi fronte, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) sta esaminando nell'ambito del programma SvizzeraEnergia la possibilità di rafforzare con misure supplementari le misure di formazione esistenti.</p><p>c) In base all'articolo 62 della Costituzione federale (RS 101) il settore scolastico compete ai Cantoni. Questo principio riguarda sia il finanziamento che i contenuti. Nel caso della formazione professionale la Confederazione contribuisce adeguatamente ai costi nei limiti dei crediti approvati. I contributi forfettari previsti all'articolo 53 della legge federale sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10) sono utilizzati, ad esempio, per coprire le offerte delle scuole professionali di base. Tramite il programma di promozione "Posti di tirocinio COVID-19" la Confederazione può inoltre sostenere in via prioritaria progetti di Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro assumendo fino all'80 per cento dei costi nell'ambito dei crediti esistenti (art. 54-55 LFPr).</p><p>d) La Svizzera dispone di una solida rete di sicurezza sociale. I lavoratori sono assicurati contro il rischio di disoccupazione attraverso l'assicurazione contro la disoccupazione. Inoltre, nel quadro dell'AD, le persone disoccupate o direttamente minacciate dalla disoccupazione possono già essere sostenute attraverso provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (p. es. corsi di formazione continua e di reinserimento professionale, pratiche di formazione o assegni per il periodo di introduzione). Le prestazioni sociali basate sulla necessità, come le riduzioni dei premi e l'assistenza sociale per garantire il sostentamento, hanno un ruolo sussidiario. Nel contesto della crisi COVID la sicurezza sociale è stata ulteriormente ampliata, ad esempio con l'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus.</p><p>e) Un tasso di indennizzo del 100 per cento a partire da 60 giorni avrebbe l'effetto collaterale indesiderato di creare un forte incentivo a continuare a riscuotere l'ILR al di là di questo periodo. Inoltre, a differenza dell'aiuto sociale, l'ILR non ha per obiettivo di garantire la sussistenza dei lavoratori, bensì di prevenire la perdita di posti di lavoro. Una proposta analoga è stata discussa anche nelle Commissioni della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) delle due Camere nel quadro dei dibattiti sulla legge COVID-19 ed è stata respinta sia dal Consiglio nazionale che dal Consiglio degli Stati. Rimandiamo inoltre ai pareri del Consiglio federale sulle mozioni 20.3410 Graf, 20.3364 Prelicz-Huber e 20.3333 Prezioso Batou.</p>  Risposta del Consiglio federale.