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Pro Solar, WWF Svizzera e Greenpeace hanno consegnato questa mattina alla Cancelleria federale una petizione con 30'000 firme per chiedere la rinuncia alla corrente proveniente da uranio, carbone e gas. In previsione di un'apertura totale del mercato dell'energia è particolarmente importante compiere passi in questo senso.
La transizione verso l'energia pulita è in pericolo, sostengono le associazioni ambientaliste in un comunicato. Già oggi arriva in Svizzera oltre il 50% di corrente da carbone, nucleare o centrali a gas. Con l'apertura del mercato la situazione peggiorerà.
Il problema riguarda in particolare il carbone tedesco: a causa della crescita delle energia rinnovabili è diventato praticamente superfluo, e si può quindi trovare a prezzi estremamente bassi. L'importazione di questa energia "sporca" mette in pericolo la produzione idroelettrica locale e impedisce lo sviluppo di energie rinnovabili, con un conseguente ritardo per l'abbandono del nucleare.