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Novak Djokovic non disputerà gli Australian Open, che iniziano domani. La Corte federale ha respinto il ricorso del numero uno mondiale che si era visto annullare il visto per due volte. Il 34enne sarà quindi espulso dal territorio e non potrà farvi ritorno per i prossimi tre anni.
Una decisione, presa all'unanimità dai tre giudici, che arriva quando il programma delle partite di lunedì del primo torneo del Grande Slam erano già state ufficializzate. Di conseguenza il posto del serbo andrà a un "lucky loser", l'italiano Salvatore Caruso (ATP 150), che prenderà il posto in cima al tabellone maschile. Nole puntava a Melbourne al suo 10o successo, il 21o in totale nei major, che lo avrebbe spinto in cima alla classifica dei più vincenti davanti a Roger Federer e Rafael Nadal, come lui attualmente a quota 20.
Djokovic era stato bloccato al suo arrivo in Australia il 5 gennaio e posto una prima volta in detenzione amministrativa. Il serbo sperava di poter entrare nel paese senza essere vaccinato visto che aveva contratto il COVID-19 in dicembre. Ma le autorità non hanno accettato questa spiegazione, anche a causa di un formulario riempito in maniera incorretta, dopo un iter giudiziario che ha visto pure l'intervento del Ministro dell'immigrazione che ha fatto valere i suoi poteri per togliere di nuovo il visto al 34enne, dopo che un giudice era intervenuto a suo favore.
Alex Hawke, Ministro dell'immigrazione, ha spiegato che "il rischio che Djokovic contagi degli australiani è praticamente inesistente, ma il suo disprezzo per le regole sanitarie contro il COVID-19 costituiscono un cattivo esempio. Per questo la sua presenza rappresenta un rischio sanitario e incoraggia il sentimento anti-vaccinazione".