Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01205.jsonl.gz/1076

BERNA - Trasporre nel diritto ordinario l’ordinanza sulle fideiussioni solidali Covid-19. Il Consiglio federale ha avviato oggi la procedura di consultazione, perché l’ordinanza menzionata è stata emanata sotto forma di ordinanza di necessità e la sua validità è limitata al 25 settembre 2020. La nuova legge contiene strumenti per la lotta agli abusi e il trattamento dei casi di rigore.
Il 25 marzo 2020 il Consiglio federale ha licenziato l’ordinanza sulle fideiussioni solidali. Il 19 giugno i crediti garantiti erano circa 128'000, per un importo stimato in circa 15 miliardi di franchi. Di questi crediti, oltre l’80% è stato accordato a piccole imprese con meno di dieci collaboratori a tempo pieno.
L’avamprogetto di legge contempla diversi strumenti per prevenire i casi di rigore. Ad esempio, il termine di ammortamento previsto pari a cinque anni potrà essere prorogato non più solo di due, bensì di cinque anni fino a un massimo di dieci anni in totale. Inoltre, il credito garantito fino a 500'000 franchi non sarà considerato capitale di terzi per l’intera durata del credito.
Niente condono - Per contro, il Consiglio federale intende escludere un condono generale dei debiti per interi settori o rami economici. Una soluzione di questo tipo non sarebbe equa perché ne potrebbero beneficiare soltanto le imprese che hanno richiesto un credito transitorio. Inoltre, genererebbe importanti falsi incentivi. In base al termine previsto, un’impresa deve utilizzare annualmente solo l’1–2 per cento della sua cifra d’affari per ammortizzare un credito Covid-19 nella misura di un decimo al massimo del suo fatturato annuo. Tale condizione dovrebbe quindi essere sostenibile per un’impresa economicamente sana.
Lotta contro gli abusi - L’avamprogetto di legge pone inoltre le basi a più lungo termine per la lotta contro gli abusi. Sebbene da prime valutazioni emerga che i casi di abuso nella richiesta dei crediti siano stati limitati, è opportuno individuare in modo mirato e perseguire eventuali abusi anche dopo la concessione dei crediti. Mantenendo la possibilità di scambiare dati fiscali e bancari del mutuatario, è possibile verificare se le prescrizioni relative all’impiego dei crediti, ad esempio il divieto di distribuire dividendi, vengono rispettate. Per contro, la definizione del tasso d’interesse deve rimanere materialmente invariata (fino a quando l’economia svizzera rimarrà in una fase di recessione, i tassi d’interesse non dovrebbero cambiare).
Il Consiglio federale propone che il Parlamento tratti la presente legge nella sessione invernale secondo procedura straordinaria.