Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01283.jsonl.gz/476

Ha usato per i suoi interessi personali poco più di 153'000 franchi, soldi prelevati dalla società (ora in liquidazione) di cui era socio unico e gerente. Lo ha fatto attraverso quattro bonifici a debito accesi in un istituto di credito di Lugano verso due relazioni bancarie in Marocco a lui riconducibili. Il denaro gli è servito per acquistare un'auto e finanziare la costruzione di una casa nel Paese nordafricano. Non ha contestato i reati di amministrazione infedele qualificata, bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento, l'imputato 52enne di nazionalità italiana comparso oggi in aula penale di fronte al giudice Marco Villa, presidente della Corte delle Assise correzionali di Lugano. Il processo si è concluso nel giro di un'ora.
L'uomo residente nel nord Italia è tuttora attivo professionalmente nel Luganese. I reati li ha commessi nel giro di due anni dal giugno 2014 al marzo 2016 agendo in qualità di amministratore di patrimonio della società, dalla quale ha diminuito in maniera fittizia gli attivi arrecando un danno quantificato in 86'000 franchi a un creditore. Non solo. Ha pure cagionato procedure esecutive per un importo totale di oltre 300'000 franchi e l'emissione di sette attestati di carenza beni per 16'000 franchi. Difeso dall'avvocato Olivier Ferrari, l'imputato ha ammesso i fatti illustrati nell'atto d'accusa stilato dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli. Al termine della breve istruttoria dibattimentale, le parti si sono accordate per una richiesta pena di dieci mesi di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni. Una richiesta confermata nella sentenza pronunciata dal giudice Marco Villa.