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BERNA - L'economia svizzera si è ripresa in modo sorprendentemente veloce dalla crisi, ma all'orizzonte appaiono i primi segnali di rallentamento: lo afferma la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), che ha corretto al rialzo la sua previsione di crescita del prodotto interno svizzero nel 2010, portandola dal +1,8 al +2,7%, rivedendo però nel contempo al ribasso - dal +1,6% al +1,2% - la sua stima relativa al 2011.
L'economia mondiale sembra aver rallentato il passo, affermano gli esperti della Confederazione. "La prima fase della ripresa si è basata in misura determinante sugli stimoli di una politica fiscale e monetaria estremamente espansiva, che tuttavia non può essere protratta all'infinito", si legge in un comunicato odierno.
In Svizzera la ripresa congiunturale è proseguita molto rapidamente nei primi sei mesi. A differenza della maggior parte degli altri paesi OCSE il pil elvetico nel secondo trimestre è tornato a livelli precedenti alla crisi. Ora però si profilano all'orizzonte le prime tendenze negative, che non giungono inaspettate e che riguardano soprattutto l'economia d'esportazione.
Nel periodo aprile-giugno le esportazioni di merci sono cresciute molto meno rispetto ai trimestri precedenti, mentre le aspettative nell'industria hanno subito per la prima volta un lieve peggioramento durante l'estate. D'altra parte, il quadro che emerge analizzando vari indicatori congiunturali dell'economia interna (ad esempio il clima di fiducia dei consumatori) rimane positivo.
SDA-ATS