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<h2>SubmittedText<h2><p>L'inverno 2021/22 è stato contrassegnato da perdite che si attestano mediamente sul 21,4 per cento. Benché siano più importanti rispetto ai quattro anni precedenti, rimangono nella fascia compresa tra il 10 e il 23 per cento osservata da una dozzina di anni. Sebbene le condizioni meteorologiche clementi della scorsa primavera e di inizio estate siano state particolarmente favorevoli per le api, i periodi di canicola registrati successivamente e la mancanza d'acqua destano viva preoccupazione tra gli apicoltori su come terminerà la stagione apicola vista la penuria di nettare e di mielata indispensabili per il nutrimento delle colonie. </p><p>Il Consiglio federale riconosce il contributo essenziale dell'apicoltura svizzera all'attività economica nonché all'equilibrio ecologico e alla garanzia dei raccolti mediante l'impollinazione. Mentre la Confederazione assegna somme importanti nei settori della consulenza, della ricerca, della lotta contro le epizoozie e della formazione, non versa contributi diretti agli apicoltori.</p><p>In Svizzera, meno del 20 per cento degli apicoltori sono anche agricoltori. Solo le aziende agricole che coltivano il suolo possono beneficiare di una remunerazione delle prestazioni di natura ecologica e d'interesse generale. A oggi, manca la base legale necessaria per sostenere gli altri apicoltori. Malgrado l'adozione della mozione Gadient 04.3733 sulla promozione dell'apicoltura, la situazione resta preoccupante. </p><p>È il momento di colmare le lacune affinché le prestazioni degli apicoltori siano riconosciute e retribuite per il loro giusto valore. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale come intende lottare contro il fenomeno delle perdite invernali e con quali tempistiche?</p><p>2. Quali misure prevede il Consiglio federale per promuovere la produzione di miele svizzero e per sostenere un'apicoltura professionale nel nostro Paese?</p><p>3. A che punto è la ricerca sulla protezione delle api?</p><p>4. Il Consiglio federale prevede di includere l'apicoltura nell'ordinanza sulla terminologia agricola?</p><p>5. Alla luce delle sfide climatiche, sociali ed economiche attuali, il Consiglio federale aggiornerà il documento redatto dal DEFR (Agroscope) nel 2018 concernente la situazione dell'apicoltura in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come menzionato nella risposta 3, Agroscope lavora per migliorare e semplificare le strategie di lotta contro il parassita Varroa che nel frattempo hanno già dimostrato di essere efficaci e per chiarire altre cause responsabili delle perdite delle colonie. Sul campo la priorità è accordata alla formazione degli apicoltori con l'ausilio del Servizio sanitario apistico, sostenuto dalla Confederazione. Anche il sostegno delle strisce per organismi utili e degli sfalci tardivi nell'ambito dei pagamenti diretti favorisce l'offerta di nutrimento per gli impollinatori.</p><p>2. I progetti relativi al miele svizzero possono essere sostenuti nel quadro dell'ordinanza sulla promozione della qualità e della sostenibilità nell'agricoltura e nella filiera alimentare (RS 910.16). Anche progetti per la conservazione delle razze svizzere limitati nel tempo, conformemente all'ordinanza sull'allevamento di animali (RS 916.310), offrono la possibilità di sostenere lo smercio del miele prodotto dalla razza apicola svizzera, ovvero dall'ape nera.</p><p>L'offerta di nettare al nord delle Alpi è limitata e molto variabile da un anno all'altro, ad eccezione delle regioni in cui viene coltivata la colza. Di conseguenza è difficile che possa affermarsi un'apicoltura professionale o semiprofessionale redditizia. La situazione a sud delle Alpi è più favorevole. L'attuale struttura dell'apicoltura svizzera, con una grande maggioranza di apicoltori amatoriali, garantisce una buona ripartizione delle api sul territorio nazionale. Gli apicoltori amatoriali, infatti, detengono le loro colonie in prossimità del luogo in cui vivono. Quelli professionisti o semiprofessionisti, invece, posizionano le colonie nei pressi di importanti fonti di nettare, creando dei raggruppamenti spazio-temporali di un gran numero di colonie in determinati luoghi a scapito delle altre regioni. Dal profilo economico, l'apicoltura professionale o semiprofessionale in Svizzera è precaria. Da quello ecologico, è opportuno preservare la forte presenza degli apicoltori amatoriali.</p><p>3. In collaborazione con il gruppo di coordinamento europeo COLOSS (Prevention of honey bee COlony LOSSes), sono in corso dei lavori per migliorare e semplificare i metodi di lotta contro il parassita Varroa, evitando la contaminazione dei prodotti dell'alveare. Si cercano nuovi composti tossici per questo parassita ma inoffensivi per le api. Si svolgono inoltre degli studi per comprendere i meccanismi di resistenza alla Varroa osservabili presso alcune api. Lo scopo, a medio termine, è selezionare un'ape resistente alla Varroa.</p><p>Per quanto riguarda i prodotti fitosanitari, la Svizzera partecipa agli sforzi internazionali tesi a sviluppare nuovi metodi di valutazione dei rischi, in laboratorio e sul campo, per l'ape mellifera ma anche per i bombi e le api solitarie. Si effettua un monitoraggio dei pesticidi dopo l'omologazione, segnatamente indagando sulle cause dei casi sospetti di intossicazione delle api. Inoltre, nell'ambito del "Programma sulle risorse" sostenuto dalla Confederazione, il progetto "Agricoltura e impollinatori" studia l'impatto effettivo sulle popolazioni di api mellifere e selvatiche delle misure agricole destinate alla promozione degli impollinatori.</p><p>4. Ai sensi dell'articolo 3 capoverso 1 lettera a della legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1), l'apicoltura rientra nell'agricoltura. Il campo d'applicazione dei provvedimenti relativi all'apicoltura e alla selezione delle api è stato definito dal Parlamento nell'ambito della Politica agricola 2011 (art. 3 cpv. 4 LAgr).</p><p>Inoltre il Parlamento ha stabilito chiaramente che non vanno erogati pagamenti diretti o contributi per miglioramenti strutturali alle aziende agricole per la selezione delle api e per l'apicoltura. L'inclusione delle api nell'ordinanza sulla terminologia agricola (RS 910.91) non comporterebbe alcuna modifica del campo d'applicazione dei provvedimenti di sostegno. È per questo motivo che il Consiglio federale non prevede di includere l'apicoltura nell'ordinanza sulla terminologia agricola.</p><p>5. L'aggiornamento del documento concernente la situazione dell'apicoltura in Svizzera pubblicato nel 2018 in Agroscope Transfer n. 250 è previsto nel 2023.</p>  Risposta del Consiglio federale.