Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01237.jsonl.gz/191

La sfida svizzera si è classificata per la finale della Coppa Louis Vuitton, imponendosi per 4 a 0 contro l'americana Oracle.
Nelle prossime tre settimane, il veliero dell'industriale ginevrino Ernesto Bertarelli sarà sottoposto a ulteriori modifiche.
Quattro regate, quattro vittorie: la semifinale contro la pur quotata sfida americana è stata nettamente dominata dal veliero svizzero, che si trova ora ad affrontare una sola ultima tappa, per poter partecipare alla Coppa America.
Già alla partenza dell'ultima regata, Alinghi era riuscita a staccare l'imbarcazione concorrente di oltre una lunghezza. Un vantaggio che è andato via via aumentando, grazie anche a un cambiamento di direzione del vento, che ha favorito il veliero svizzero. All'arrivo, 48 secondi hanno separato Alinghi da Oracle, confermando la supremazia della sfida elvetica, che già si era nettamente imposta nelle semifinali contro l'italiana Prada.
Nuove modifiche per la finale
"Finora tutto è andato per il meglio", ha esclamato all'arrivo Russell Coutts, lo skipper neozelandese di Alinghi. "Volevamo a ogni costo evitare di dover disputare dei repechage e ce l'abbiamo fatta".
Più prudente sembra Ernesto Bertarelli, "patron" della sfida svizzera: "Il risultato è impressionante, ma si è giocato su piccoli dettagli", ha dichiarato l'industriale ginevrino. "Il nostro vantaggio in velocità è minimo e la finale potrebbe andare diversamente".
Per questo, nelle settimane che ancora restano fino all'11 gennaio, quando cominceranno le regate della finale per l'accesso alla Coppa America, l'equipe di Alinghi sarà tutta impegnata ad apportare ulteriori modifiche all'imbarcazione.
"Abbiamo allo studio molti miglioramenti studiati dai nostri ingegneri, che vorremmo provare sui nostri velieri", ha confermato Russell Coutts. "Ma sono interventi che richiedono tempo, per cui le prossime tre settimane saranno cruciali per noi".
Intanto però, il tempo sembra comunque giocare a vantaggio di Alinghi, in quanto il suo avversario per la finale sarà designato soltanto al termine delle regate di repechage tra Oracle e il vincitore della semifinale fra Prada e l'altra sfida americana, OneWorld. Chiunque si classificherà, non avrà comunque molto tempo per apportare grandi migliorie all'imbarcazione.
Competizione sportiva e tecnologica
Quella che si sta disputando nella baia di Aukland, in Nuova Zelanda, è sicuramente la più prestigiosa competizione velistica internazionale. Una corsa complessa, divisa in due sezioni: la Coppa Louis Vuitton, che funge da eliminatoria per la finale, la vera e propria Coppa America.
Una competizione che, pur marcata da interessi agonistici e sportivi di altissimo livello, costituisce anche, e soprattutto, una sfida ad altissimo contenuto scientifico e tecnologico. Il regolamento della Coppa America obbliga i partecipanti a costruire le proprie imbarcazioni entro i confini nazionali. Per cui il trofeo rappresenta anche una vetrina delle capacità tecnologiche di un intero paese.
Il team Alinghi, finanziato dal patron della Serono, Ernesto Bertarelli, ha svolto il lavoro di costruzione e di messa a punto delle imbarcazioni in collaborazione con il Politecnico federale di Losanna, che ha offerto i propri servizi nell'ambito delle conoscenze sui materiali per la costruzione dello scafo e testando la resistenza delle attrezzature.
I progettisti hanno pure potuto avvalersi degli studi di idrodinamica portati avanti da professori e studenti, oltre che di aerodinamica per le analisi sul passaggio dell'aria attraverso le vele. Una vittoria di Alinghi nella Coppa America rappresenterebbe quindi anche una vittoria anche per la ricerca tecnologica svizzera d'avanguardia.
Fabio Mariani, swissinfo
Fatti e cifre
La finale della Coppa Vuitton si disputerà al meglio di 9 regate, a partire dall'11 gennaio
il Team Alinghi ha a disposizione tre imbarcazioni: SUI59, SUI64 e SUI75
il vincitore della finale disputerà la Coppa America contro il campione uscente New Zeeland