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<h2>SubmittedText<h2><p>Bernard Cathomas, direttore uscente di Radio e Televisiun Rumantscha, propone di riunire le trasmissioni culturali dei quattro programmi televisivi di regione linguistica della SSR SRG idée suisse (SF, TSR, TSI, RTR) in un unico canale che le diffonda in replica. Ciò consentirebbe di promuovere la coesione tra le varie aree linguistiche. Studi scientifici dimostrano regolarmente che l'unione nazionale si sta sgretolando e le regioni linguistiche si allontanano progressivamente le une dalle altre. Ecco perché l'emittente radiotelevisiva pubblica, beneficiaria di una quota dei proventi del canone, potrebbe fungere da importante polo aggregante attraverso la lingua universale della cultura. Tale progetto permetterebbe inoltre ai programmi culturali, di per sé molto costosi e finora relegati in orari di basso ascolto, di liberarsi dal giogo di un'esistenza di nicchia e diventare accessibili a un pubblico più vasto.Il direttore generale della SSR, Armin Walpen, ha opposto un chiaro rifiuto alla nascita di un canale televisivo culturale: a suo avviso il finanziamento di un simile progetto non sarebbe sostenibile. L'idea di Cathomas ha invece trovato un'eco positiva presso gli specialisti del settore. Esperti tra cui il professore Roger Blum e pubblicisti del calibro di Jacques Pilet hanno accolto favorevolmente la creazione di un canale culturale, quale segno di dinamismo da parte di idée suisse. Il Consiglio federale è perciò invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Riconosce l'importanza di un canale televisivo culturale nazionale quale strumento di promozione dello scambio linguistico e dell'unione fra le varie regioni?</p><p>2. È disposto a valutare fonti di finanziamento alternative?</p><p>3. Cosa pensa di un eventuale accordo di prestazioni con la SSR basato sullo stesso modello di finanziamento di swissinfo e destinato alla creazione di un canale culturale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La presente interpellanza propone la creazione di un nuovo canale televisivo culturale e multilingue della SSR. Il Consiglio federale è favorevole, in linea di principio, a qualsiasi misura tesa allo scambio tra le differenti culture della Svizzera e alla loro reciproca comprensione. In tal senso la legge federale sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) esige dalla SSR un contributo alla coesione tra le differenti regioni linguistiche, le differenti culture e religioni e i vari gruppi sociali. Attraverso il mandato di programma contenuto nella concessione rilasciata alla SSR il 28 novembre 2007 (FF 2007 7709), il governo ha adempiuto a questo dovere sancito dalla legge.</p><p>Questo cosiddetto mandato di integrazione e identificazione affidato alla SSR deve essere inteso nel senso più ampio. Deve, cioè, essere realizzato attraverso l'insieme dei programmi dell'emittente e, in particolare, in qualsiasi sua offerta che gode di un alto consenso tra il pubblico ed esercita dunque una forte influenza su di esso. Per la televisione è questo il caso dei programmi principali SF 1 e SF 2, TSR 1 e TSR 2 nonché TSI 1 e TSI 2. </p><p>Le precedenti esperienze fatte con il programma trilingue Svizzera 4 hanno dimostrato che canali con offerte culturali plurilingui faticano ad incontrare il favore dei telespettatori e non possono pertanto adempiere ad un mandato di servizio pubblico.</p><p>Nell'ambito dei doveri di integrazione e identificazione spettanti alla SSR, un canale culturale come quello proposto nella presente interpellanza potrebbe ricoprire soltanto un ruolo complementare. In questo momento, vista la difficile situazione finanziaria dell'emittente e le misure di risparmio avviate, la SSR deve pensare prima di tutto a sfruttare al meglio i mezzi a sua disposizione per ottemperare al mandato di servizio pubblico richiesto dalla legge e fissato nella sua concessione.</p><p>2./3. Considerando l'attuale situazione finanziaria della SSR piuttosto critica, un nuovo programma televisivo potrebbe essere finanziato unicamente aumentando il canone di ricezione, vale a dire gravando ulteriormente sulle spalle degli utenti. Una simile misura dovrebbe essere presa in considerazione esclusivamente qualora la SSR non fosse più in grado di rispettare il suo mandato di prestazioni. Per ora non si ritiene prioritario integrare l'attuale mandato dell'emittente con disposizioni che prevedano un suo ulteriore finanziamento attraverso un canone di ricezione più elevato. </p><p>Il Consiglio federale non ritiene una valida alternativa nemmeno il finanziamento del nuovo ipotetico canale attraverso un modello simile a quello adottato per Swissinfo. Swissinfo realizza, infatti, un particolare aspetto del mandato di prestazioni: promuovere il mantenimento di strette relazioni fra gli Svizzeri all'estero e la patria nonché la presenza della Svizzera all'estero e la comprensione per le sue aspirazioni. Trattandosi di un mandato che cura in particolare gli interessi della politica estera svizzera, è ragionevole finanziarlo almeno per metà attraverso fondi dello Stato. Il mandato di integrazione e identificazione della SSR è invece un elemento centrale del servizio pubblico che l'emittente deve offrire al Paese: in tal caso il finanziamento attraverso risorse statali sarebbe contraddittorio e richiederebbe una chiara base giuridica.</p>  Risposta del Consiglio federale.