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Esercitava la professione nonostante un divieto. Per questo motivo un medico tedesco attivo nel Canton Argovia è stato condannato dal Tribunale distrettuale di Bremgarten a tre anni di prigione senza condizionale. Il 64enne sarà inoltre espulso dalla Svizzera per cinque anni.
L'uomo, che ha in parte ammesso gli addebiti, è stato riconosciuto colpevole anche di ripetuta truffa, ripetuta falsità in documenti e cattiva gestione. Il medico, che agli inizi del 2018 aveva passato tre mesi in detenzione preventiva, ha nel frattempo ripreso ad esercitare la professione in Germania, ma ha mantenuto la residenza in Svizzera. Il tribunale di prima istanza ha annullato la sospensione condizionale che era stata fissata per diverse precedenti condanne e gli ha inflitto anche una multa di 10mila franchi, una pena pecuniaria di 360 aliquote da 160 franchi e lo ha obbligato a rimborsare 37'300 franchi di spese processuali.
L'accusato aveva aperto nell'agosto 2014 il centro medico "Mutschellen" a Berikon, all'interno del quale rivestiva la carica di direttore. In base alla sentenza pubblicata oggi, il tedesco non si è limitato a questa funzione, ma ha fornito ai pazienti prestazioni mediche sotto falso nome, nonostante il ritiro dell'autorizzazione a praticare la professione. Le accuse di truffa e gli altri reati di tipo finanziario si riferiscono alla sua carica di direttore del centro medico.
Al processo la pubblica accusa ha richiesto una condanna a quattro anni da scontare e l'espulsione per dieci anni dalla Svizzera. La difesa si è invano battuta per un'assoluzione, in subordine per una pena sospesa, ma senza la misura dell'espulsione dal Paese.