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Le perdite di sangue in gravidanza possono essere causate da diverse situazioni per cui il consiglio è quello di contattare il ginecologo ogni qual volta si presentino.
Può succedere che dopo i rapporti o le visite vaginali compaiano delle piccole perdite di sangue rosso scuro: queste sono situazioni per cui non preoccuparsi, purché le perdite siano scarse.
Esistono stime le quali valutano che di 100 donne in gravidanza con perdite ematiche durante il primo trimestre il 75% porta a termine la gravidanza, mentre il restante 25% va incontro ad un aborto spontaneo.
L'aborto spontaneo è l'interruzione prematura della gravidanza che avviene spontaneamente. La causa più comune è la presenza di anomalie cromosomiche: quando il corpo materno percepisce delle anomalie che sono incompatibili con lo sviluppo fetale e la vita extrauterina ci può essere l'eliminazione del prodotto del concepimento.
Altra causa di aborto spontaneo sono le infezioni virali o batteriche che non permettono al feto di crescere in quanto, se passano per la placenta, aggrediscono le cellule in formazione e l'organismo non in grado di difendersi.
Normalmente agli aborti spontanei seguono perdite ematiche associate a dolori simil-mestruali. A volte l'aborto può essere talmente precoce da non accorgersi nemmeno del ritardo mestruale. È un evento relativamente frequente e capita nel 15% circa delle gravidanze. Considerando quelli che passerebbero totalmente inosservati si arriva a una stima del 50%.
L'aborto non preclude assolutamente la possibilità di una successiva gravidanza evolutiva e fisiologica.
L'aborto ha un impatto tendenzialmente molto forte dal punto di vista emotivo. A volte può essere necessario appoggiarsi ad un sostegno psicologico per riuscire ad accettare la situazione. Questo può servire anche nei confronti di una seconda gravidanza: potrebbe evitare che il figlio successivo diventi una sostituzione al primo perso; questa situazione va evitata perché si è visto che a lungo andare crea delle problematiche alla donna, alla coppia e al rapporto genitore-figlio.