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Fermato in dogana con un arsenale e 100 litri di benzina, andrà a processo
Secondo la Procura federale, il materiale in arrivo dall'Olanda serviva per un colpo "esplosivo" da mettere a segno in Svizzera
SCIAFFUSA - Un camionista residente nei Paesi Bassi è stato fermato lo scorso novembre con due chili di esplosivo alla dogana di Thayngen, nel canton Sciaffusa. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha ora promosso l'accusa contro di lui dinanzi al Tribunale penale federale (TPF), in particolare per trasporto di materie esplosive e violazione della legge federale sugli esplosivi. Secondo l'accusa l'uomo intendeva consegnare gli esplosivi e gli altri oggetti a sconosciuti in Svizzera, verosimilmente per far esplodere bancomat, ma non ci sono indicazioni di un agire a sfondo terroristico, riferisce un comunicato odierno del MPC.
Il camionista di 51 anni, che dall'Olanda entrava in Svizzera passando per la Germania, è stato fermato e controllato alla dogana sciaffusana di Thayngen il 3 novembre del 2021. All'interno del mezzo pesante sono stati scoperti, oltre a vari oggetti sospetti, quattro pacchi contenenti un totale di circa due chili di esplosivi. È stato arrestato e messo in carcere preventivo.
L'imputato trasportava anche un piede di porco, un martello, una mazza da fabbro e due troncabulloni, dei passamontagna, quattro taniche di plastica da 25 litri ognuna contenenti benzina, un paio di targhe di auto contraffatte, uno scatto remoto, profili a U di metallo, lastre di metallo e barre di metallo, un fuoco a mano.
È stato altresì constatato che il veicolo guidato dall'imputato risultava rubato nei Paesi Bassi. Poiché guidava il veicolo senza licenza di circolazione e senza assicurazione di responsabilità civile ed è emerso che la targa posta sul veicolo era contraffatta.
Il MPC gli contesta di aver saputo che i pacchi si trovavano in una borsa nel veicolo guidato da lui e che egli supponeva o quantomeno accettava che si trattasse di esplosivi. Inoltre avrebbe saputo o almeno presunto che gli esplosivi erano destinati a un uso delittuoso e che sarebbero stati usati con l'intento di commettere un ulteriore crimine o delitto. Vi è il sospetto che gli oggetti trasportati sarebbero dovuti servire per far esplodere bancomat.
La accuse ora avanzate dalla procura federale sono per i reati di fabbricazione, occultamento e trasporto di materie esplosive o gas velenosi (art. 226 del Codice penale), violazione della legge federale sugli esplosivi (art. 37) e violazione della legge federale sulla circolazione stradale (art. 96).
Con il deposito dell'atto di accusa la responsabilità per l'ulteriore informazione dei media passa al TPF di Bellinzona; ciò vale anche per la situazione di carcerazione dell'imputato. Come è d'uso, il MPC renderà note le proposte di sanzione in occasione del dibattimento. Fino alla decisione passata in giudicato vale la presunzione d'innocenza.