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Il progetto dell'Ufficio federale di statistica (UST) di raccogliere dati sui pazienti curati in ambito ambulatoriale non raccoglie consensi unanimi. La Federazione dei medici svizzeri (FMH) accusa le autorità di voler agire senza vere e proprie basi giuridiche mettendo a rischio il segreto professionale.
Per applicare le nuove disposizioni previste dalla Legge sull'assicurazione malattie (LAMal), attraverso il progetto denominato MARS l'UST intende realizzare statistiche di ogni paziente su tutto l'arco della vita per costituire una sorta di "curriculum della salute", afferma la FMH in una nota odierna.
Vari aspetti del progetto irritano i medici. La raccolta di dati dei pazienti, compresi quelli che pagano di tasca propria la consultazione, sarà a loro avviso realizzata su basi legali insufficienti.
Questa procedura, compiuta nel lasso di tempo che va dalla nascita alla morte, permetterà inoltre di identificare facilmente la persona. L'UST assicura che le informazioni saranno anonimizzate, ma i medici mettono in dubbio l'efficacia del metodo scelto. Per la FMH il rischio maggiore è quello di indebolire il segreto medico.
Ai dubbi legali ed etici, la FMH accosta considerazioni di carattere finanziario: la raccolta di dati - circa 1,5 milioni all'anno, secondo l'UST - genererà ingenti costi supplementari.
In conclusione, i medici considerano assai vaghi gli obiettivi dell'UST. Con il progetto MARS si vogliono creare basi per la pianificazione delle cure, la sorveglianza epidemiologica, la ricerca e l'informazione del pubblico. Ciò spinge le autorità a raccogliere dati in modo frenetico, scrive la FMH. A suo avviso MARS viola l'articolo 22 della LAMal e deve essere assolutamente corretto.
In una presa di posizione ufficiale, l'UST riconosce che "certe questioni, come gli scopi dell'uso dettagliato dei dati o alcuni aspetti legali, saranno esaminate in un secondo tempo". Contattato dall'ats, Marco D'Angelo, dell'UST, ha precisato che "tutti i partner del settore della sanità ammettono che le statistiche sulle cure ambulatoriali possiedono lacune".
Nel 2008 l'UST ha ricevuto dal Consiglio federale mandato di colmarle. Un primo test pilota di raccolta dati sarà effettuato nel 2013. "Entro quella data dobbiamo discutere con i nostri partner quali informazioni recensire, conformemente con la legge sulla protezione dei dati", ha specificato D'Angelo. "Privilegiamo un approccio pragmatico".
SDA-ATS