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La Svizzera da lunedì 1° maggio è presidente del Consiglio di sicurezza dell'ONU, per la durata di un mese. Il suo mandato alla guida dell'organo più importante del sistema ONU è iniziato alla mezzanotte, ora di New York (06:00 ora svizzera).
Il primo momento significativo di questa presidenza è previsto per mercoledì, quando il consigliere federale Ignazio Cassis condurrà un dibattito aperto sugli sforzi per raggiungere una pace duratura, in relazione all'Agenda per la pace che sarà presentata dal Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.
In particolare, la Svizzera intende concentrarsi sulla prevenzione dei conflitti e sulla diplomazia scientifica. Giovedì, il capo della diplomazia svizzera terrà anche una discussione in relazione alla presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), attualmente guidata dalla Macedonia del Nord.
Dopo Cassis, il presidente Alain Berset e la consigliera federale Viola Amherd si presenteranno al Consiglio di sicurezza tra tre settimane. Il friburghese presiederà una discussione ad alto livello sulla protezione dei civili, uno dei temi scelti dalla Confederazione per il suo mandato biennale di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza.
Da parte sua, Viola Amherd dovrebbe partecipare a diverse riunioni. Una di queste sarà incentrata sul 75esimo anniversario della prima missione di pace delle Nazioni Unite, quella in Medio Oriente (UNTSO). Si tratterà di una prima volta per la vallesana, che tornerà nell'ottobre 2024 per un secondo mese di presidenza svizzera del Consiglio se sarà eletta presidente della Confederazione.
Una presidenza di notevole importanza
La presidenza è vista come una grande opportunità, non solo in Svizzera. E ciò per almeno tre ragioni, come spiega alla RSI l'ex inviato ONU Christopher Ankersen. In primo luogo "consente alla Svizzera agli svizzeri di avere per la prima volta un ruolo da protagonista sulla scena globale". Poi perché le mosse della Confederazione saranno seguite con notevole attenzione dagli Stati che ne hanno sostenuto la candidatura al Consiglio di sicurezza. Infine, ma non da ultimo, "la presidenza permetterà alla Svizzera di inserire nell'agenda internazionale le proprie priorità".
RG 12.30 del 01.05.23: l'intervista a Christopher Ankersen di Andrea Vosti
- 01.05.2023
- 11:33
Il ruolo di presidente, sottolinea il professore di relazioni internazionali alla New York University, non è puramente formale, ma consentirà alla Svizzera di lasciare un segno concreto che andrà misurato, non tanto tra un mese, ma al termine dei due anni di presenza in seno al Consiglio di sicurezza dell'ONU come membro non permanente. Intanto, l'assunzione della presidenza da parte elvetica, viene già vista come un sollievo dagli osservatori dopo il mese a guida russa.