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Il corno delle Alpi appartiene alla famiglia degli aerofoni e produce dei suoni detti "armonici naturali". È un semplice tubo di abete privo di fori, ritorte o pistoni che ne possano variare la lunghezza e di conseguenza la tonalità, dal timbro morbido e allo stesso tempo robusto.
I suoni armonici naturali vengono prodotti facendo vibrare la colonna d'aria contenuta nel tubo per mezzo delle labbra all'imboccatura dello strumento. A seconda della pressione del fiato e della tensione delle labbra dell'esecutore si ottengono armonici differenti (e quindi suoni diversi) che si amplificano poi lungo la colonna d'aria del tubo.
Un tempo era la lunghezza dello strumento a determinare la tonalità di base. Oggi, procedendo per dimensioni standard, si ottengono le tonalità desiderate che permettono di interagire con corni identici o altri strumenti musicali.
Nel sistema temperato, l'intervallo dell'ottava si suddivide in 12 semitoni. Con un corno delle Alpi, però, la scala cromatica inizia dalla quarta ottava in poi. Nelle ottave inferiori, gli armonici naturali sono più distanziati, arrivando persino a un intervallo di un'ottava nel registro più basso. Le quarte e le quinte si trovano nel secondo registro, le terze nel terzo registro.
Un dilettante riesce ad ottenere 13 suoni su quattro ottave circa, mentre un virtuoso ne produce più di 20 su quattro ottave e mezza.
Tra i suoni che un suonatore di alphorn può produrre facilmente, ve ne sono tre che mancano nel sistema temperato. Il 7° armonico naturale è un SI troppo alto, l'11° è più alto di un FA, ma troppo basso per un FA diesis, mentre il 13° è un po' più alto di un bemolle. Tra questi tre suoni "sbagliati", l'11° armonico è quello più riconoscibile: è il FA del corno delle Alpi.