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Dopo il Nazionale ieri, oggi anche gli Stati hanno approvato le proposte della conferenza di conciliazione in merito al Programma di legislatura 2015-2019.
A prevalere è stata la versione difesa dalla Camera dei Cantoni, quella del popolo ha infatti dovuto rinunciare ad alcune sue rivendicazioni.
La maggioranza borghese del Nazionale non è così riuscita a cancellare dal programma la revisione della legge sulla parità uomo-donna e la revisione del diritto delle società anonime. Bocciata pure la proposta della sinistra di non inserire i provvedimenti per arginare la crescita dei costi del personale federale.
Diversamente da quanto auspicato in precedenza, il Nazionale ha anche dovuto rinunciare a chiedere al Consiglio federale di dotare l'assicurazione vecchiaia e superstiti di un apposito meccanismo di intervento per garantire il finanziamento dell'AVS a lungo termine. Pure abbandonati il tasso unico dell'IVA e la strategia per il mantenimento di un'industria competitiva.
Non ha fatto breccia neppure la richiesta iniziale della Camera del popolo affinché la Svizzera partecipi attivamente ai forum internazionali sulle questioni finanziarie e fiscali per evitare di subire svantaggi concorrenziali. "No" pure al piano globale di riesame di compiti, alla serie di provvedimenti di deregolamentazione e al rapporto sulle spese della Confederazione.
sda-ats