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Dopo sette mesi di chiusura alle visite, il giapponese Jesse Katayama è diventato il primo turista ad entrare nel sito archeologico di Machu Picchu, in Perù, dopo che a marzo non è riuscito a visitare la cittadella a causa del lockdown decretato dalle autorità.
Secondo quanto raccontato dal quotidiano Gestion, il turista era arrivato nel villaggio peruviano il 14 marzo scorso, un giorno prima dell'inizio della quarantena nel Paese. Il giovane giapponese ha quindi deciso di restare nel vicino villaggio di Aguas Calientes per 7 mesi, in attesa della riapertura della cittadella.
Ieri, le autorità di Cusco gli hanno permesso di essere il primo turista straniero ad entrare a Machu Picchu da quando è iniziata la pandemia di coronavirus, che in Perù ha provocato 849'371 casi con 33'305 morti. "Il nostro fratello giapponese è rimasto a Machupicchu Pueblo (nome ufficiale di Aguas Calientes) e dopo una lunga attesa è stato finalmente in grado di realizzare il suo sogno tanto agognato. Questo è un esempio di come coordinarsi tra le istituzioni per raggiungere un obiettivo comune", si legge in un post su Facebook della Direzione generale del commercio estero e del turismo (Dircetur) di Cusco.
"Volevo vedere Machu Picchu, ma un giorno prima che lo facessi, il santuario ha chiuso a causa della pandemia. Sono rimasto con l'unico scopo di visitare questa meraviglia, e non volevo andarmene senza farlo", ha raccontato il turista al quotidiano peruviano La Republica.
Il sito di Machu Picchu dovrebbe riaprire ai turisti a novembre, dopo un primo tentativo realizzato a luglio non andato a buon fine dopo che le infezioni da coronavirus hanno continuato a crescere nella regione di Cusco (sud-est), dove si trova la cittadella.