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BMW dovrà pagare 157 milioni di franchi per gli accordi che vietavano ai concessionari dello spazio economico europeo di vendere auto a clienti svizzeri.
Il Tribunale federale ha sentenziato che BMW AG, la casa automobilistica con sede a Monaco di Baviera, dovrà pagare alla Svizzera 157 milioni di franchi, come riferisce il Tages Anzeiger. Si tratta di una delle multe più alte inflitte per casi simili. La multa era stata inflitta dalla Commissione della concorrenza nel 2012, scrive il giornale, come conseguenza degli accordi fra BMW e i suoi concessionari dello Spazio Economico Europeo (SEE), a cui la casa automobilistica aveva vietato di vendere automobili a cittadini residente al di fuori dello SEE, dunque anche alla Svizzera, a partire dal 2003. Il Tribunale federale conferma così la sentenza del Tribunale amministrativo federale, chiamato a giudicare sul ricorso inoltrato da BMW. Per il tribunale, che ha respinto l'ulteriore ricorso della casa automobilistica, "il divieto di esportazione, nonostante sia stato introdotto all' estero, ha avuto un impatto sulla Svizzera", si legge sul Tages Anzeiger, "grazie al franco forte, i clienti avrebbero potuto risparmiare da 7'000 a 42'000 franchi a seconda del modello", prosegue l'articolo. "Tuttavia, a causa di una clausola di divieto di esportazione, i clienti non hanno potuto beneficiare dei vantaggi del tasso di cambio".