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Il Governo spagnolo ha dispiegato l'esercito a Ceuta, per sorvegliare l'afflusso record di migranti. Nella sola giornata di lunedì, infatti, più di 6'000 persone, tra le quali circa 1'500 minori, sono riusciti a penetrare nell'enclave spagnola in Marocco via mare e attraverso le recinzioni metalliche. Una persona è morta annegata, ha fatto sapere un portavoce dell'Esecutivo spagnolo. Il premier Pedro Sanchez, a causa dell'emergenza, ha annullato un viaggio previsto a Parigi.
Madrid non ha specificato il numero di soldati che saranno schierati "immediatamente" per arginare un flusso che non ha precedenti. "In questo momento l'entrata dei migranti sembra sotto controllo", ha detto in un'intervista alla radio Cadena Ser il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, secondo il quale i migranti sono passati grazie alla "passività" delle autorità marocchine.
Recentemente, la Spagna ha accolto per "ragioni umanitarie" il leader del Fronte Polisario - considerato nemico dal Marocco - Brahim Ghali, ricoverato in un ospedale di Logroño per le sue condizioni di salute. Il Governo spagnolo, in termini ufficiali, esclude un legame tra la situazione migratoria a Ceuta e l'accoglienza di Ghali nel proprio territorio.
Ceuta, con una popolazione di 80'000 abitanti, è un'enclave sulla punta settentrionale del Marocco, di fronte a Gibilterra. Insieme a Melilla, situata a circa 300 chilometri a est di Ceuta, continua ad attirare i migranti africani che cercano di raggiungere l'Europa in cerca di una vita migliore.
Svizzera: 41 richieste d'asilo dal Marocco
La Svizzera, dal canto suo, ha ricevuto 41 richieste d'asilo dal Marocco in aprile (in calo di 13 rispetto a marzo). La Confederazione, al momento, non avverte la pressione migratoria sui confini avvertita dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il numero di domande d'asilo presentate in Svizzera è diminuito del 9,7% in aprile rispetto a marzo. Le 850 richieste dello scorso mese superano di 518 unità quelle dell'aprile 2020, ma rimangono ben al di sotto della media pluriennale.