Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01052.jsonl.gz/844

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
"Bisogna legalizzare la produzione e il consumo di cannabis nella sfera privata", afferma Olivier Guéniat, capo della polizia giudiziaria neocastellana ed esperto in materia. Secondo lui, il modello repressivo in vigore attualmente è un fallimento. Guéniat è appena rientrato dall'Uruguay, dove si è recato in quanto membro di un gruppo di esperti e di una commissione federale.
"Abbiamo un mandato dell'Ufficio federale della sanità pubblica, che ha finanziato il viaggio e al quale dovremo dare un rapporto", dichiara in un'intervista apparsa oggi sui quotidiani neocastellani "L'Express" e "L'Impartial".
L'Uruguay è diventato lo scorso dicembre il primo paese al mondo a votare una legge che pone tutta la catena di produzione della cannabis sotto l'autorità dello Stato. Secondo questa legge, i consumatori di cannabis - di almeno 18 anni, residenti in Uruguay e iscritti su un registro di utilizzatori - possono acquistare 10 grammi di marijuana alla settimana.
Combattere il mercato nero
Anche in Svizzera "la sola repressione non risponde più ai problemi attuali", secondo il capo della polizia giudiziaria. "Il mercato della cannabis è il primo mercato illegale nel nostro paese. Se si vuole preservare la sicurezza negli spazi pubblici, oggigiorno minacciata da violenze, bisogna eliminare questo mercato dalle nostre strade".
"La grande maggioranza dei consumatori attuali infrange la legge, eppure non sono criminali", afferma Guéniat, il quale propone di confinare la produzione e il consumo della cannabis allo spazio privato.
SDA-ATS