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USS per riduzioni dei premi anziché regali fiscali ai ricchi
Stando all'Unione sindacale svizzera (USS), nell'attuale pandemia di coronavirus sono quasi esclusivamente le economie domestiche con redditi bassi e medi a risentire di una perdita del potere d'acquisto.
La crisi ha colpito soprattutto coloro il cui reddito non ha fatto alcun progresso fino ad ora.
«In questa situazione tesa la popolazione attiva dovrebbe essere sgravata. Tuttavia il Consiglio federale e il Parlamento stanno pianificando un totale di 3 miliardi di franchi di sgravi fiscali per grandi patrimoni e alti redditi», ha deplorato l'USS nel corso della sua conferenza stampa annuale.
Grazie alla riduzione dell'orario di lavoro e altre garanzie salariali si è evitato un disastro e la disoccupazione è in calo da alcuni mesi. Eppure sono rimaste tracce dolorose, soprattutto per i dipendenti con redditi più bassi nonché i giovani e gli anziani.
Secondo l'USS, la ripresa è a malapena iniziata tra gli ultra 60enni. Di questi si contano ancora più disoccupati rispetto a prima della crisi. D'altro canto, circa 25'000 persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono meno retribuite rispetto al periodo precedente la pandemia di coronavirus. La ripresa ha generato molti posti a rischio. Ad esempio, il numero di dipendenti temporanei è aumentato di oltre il 10% lo scorso anno.
Proroga del lavoro ridotto
Stando all'USS, l'onere dei premi delle casse malattie è diventato insopportabile per molti. In termini reali, dal 2016 al 2022, i salari sono cresciuti soltanto dello 0,2% all'anno e sono in ritardo rispetto allo sviluppo economico. Sono necessari aumenti salariali generali e una tredicesima mensilità per tutti. A causa della variante Omicron del Covid-19, il Consiglio federale dovrebbe estendere le garanzie salariali e prorogare il lavoro ridotto.
Nella politica in materia di redditi e fiscale occorrono miglioramenti socio-politici per le economie domestiche con redditi medio-bassi anziché sgravi fiscali per la classe superiore, sostiene l'USS. A suo avviso, i quasi 3 miliardi di riduzioni fiscali previsti dovrebbero confluire in riduzioni dei premi delle casse malati.
Necessità di agire in fatto di pensioni
L'USS intravvede pure una necessità di agire nell'ambito della previdenza per la vecchiaia. Con l'introduzione del modello dei tre pilastri 50 anni or sono venivano erogate rendite AVS che garantivano un'esistenza dignitosa, nonché casse pensioni con chiare garanzie di rendimento e una compensazione dell'inflazione. Le rendite delle casse pensioni dovrebbero consentire il mantenimento dell'attuale tenore di vita.
Ma oggi si è sempre più lontani da questo obiettivo costituzionale. L'AVS, secondo l'USS, non assicura più il sostentamento e le rendite delle casse pensioni continuano a diminuire. I futuri pensionati avranno sempre di meno di cui poter vivere.
mp, ats