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Nella risposta del 20.02.2013 alla mia mozione 12.4068 dal titolo “Obblighi di denuncia e di testimonianza in caso di abusi sui bambini”, il Consiglio federale scrive “Chiunque, nello svolgimento di un’attività ufficiale, apprende che una persona versa in tali condizioni è tenuto ad avvisare la competente autorità. Il concetto di ‘attività ufficiale’ va interpretato in senso lato conformemente al messaggio (FF 2006 6463). I cantoni possono tuttavia prevedere ulteriori obblighi di avviso (art. 443 in combinato disposto con l’art. 314 cpv. 1 CC”.
Questa passaggio, se confermato, è in contrasto con le informazioni assunte presso l’Amministrazione federale, e più precisamente presso il medesimo Ufficio federale di giustizia per il tramite di un parere emesso il 20.11.2012, dal Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, il quale in data 18.12.2012 comunicava alla Deputazione ticinese alle Camere che l’iniziativa generica di Alex Pedrazzini “Dovere di segnalazione degli abusi sui bambini. Basta al: ‘non so, non ho visto, se c’ero dormivo'”, accolta dal Gran Consiglio all’unanimità il 26.09.2012, non poteva essere applicata dal Cantone poiché in contrasto con il principio della preminenza del diritto federale. Per questa ragione ho poi presentato al Consiglio federale la mozione di cui sopra.
Preciso, che contrariamente a quanto affermato dal Consiglio federale nella sua risposta del 20.02.2012, la mia mozione non chiedeva l’introduzione di un obbligo generale di denuncia, bensì un obbligo di denuncia limitato ai casi di pedofilia o di violenza sui bambini.
Con la presente interpellanza chiedo al Consiglio federale:
– di confermare che ai Cantoni è data la facoltà di introdurre nella loro legislazione l’obbligo di informazione/segnalazione/denuncia.