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Il fatto che l’ufficio dell’ombudsman della SSR classifichi il palese superamento dei limiti da parte del presentatore di Arena Sandro Brotz contro il Capogruppo UDC alle Camere federali Thomas Aeschi come “appropriato” e respinga tutte le denunce è inaccettabile. Ovviamente l’emittente pubblica non è disposta a rispettare il mandato di informazione e moderazione imparziale. Solo l’iniziativa SSR “200 franchi bastano!” può correggere la rotta.
Dopo il grossolano deragliamento del presentatore Sandro Brotz nella trasmissione Arena del 18 marzo 2022 nei confronti del Capogruppo UDC alle Camere federali Thomas Aeschi, l’UDC Svizzera e i suoi esponenti hanno ricevuto centinaia di messaggi indignati. Inoltre, vari media hanno criticato aspramente il comportamento del presentatore di Arena Sandro Brotz e l’ufficio dell’ombudsman della Radiotelevisione svizzera SRF ha ricevuto 46 reclami in merito. Eppure, secondo i media, i responsabili di Arena si sono scusati con il Consigliere federale del PS Alain Berset per una scomoda indagine su degli errori nell’opuscolo di voto, ma non hanno però ritenuto necessario fare lo stesso con il Capogruppo Thomas Aeschi.
Si inserisce nel quadro che l’ufficio dell’ombudsman respinga tutte le denunce e attesti che la trasmissione Arena sia “appropriata”. L’ufficio dell’ombudsman, finanziato dalla SSR tramite i proventi del canone radiotelevisivo, tratta quindi ancora una volta i produttori di Arena con i guanti di velluto. Un “collegio arbitrale” così di parte non ha diritto di esistere. Si spera che alcune delle denunce vengano inoltrate all’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR)
L’iniziativa SSR è la risposta da tempo attesa all’arroganza dell’SSR
Dal punto di vista dell’UDC, l’iniziativa popolare apartitica “200 franchi bastano!” è la risposta attesa da tempo al comportamento arrogante dell’emittente statale finanziata dal canone obbligatorio. L’UDC sostiene l’iniziativa che, tra le altre cose, vuole limitare le attività della SSR al mandato principale del servizio di base, ridurre la posizione di monopolio dell’emittente statale ad un livello ragionevole e porre fine a all’incostituzionalità di una tassa sui media
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