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Riceviamo e pubblichiamo.
A 50 anni dalla concessione del diritto di voto alle donne ticinesi la situazione della rappresentanza femminile nelle istituzioni rimane ancora di notevole disequilibrio, ben lontana da un ideale 50%. Con le parole del Consiglio federale, “rimane ben lungi da una rappresentanza equilibrata”. Così esso si è espresso nella Circolare del 27 settembre 2018, indirizzata ai Governi cantonali in occasione del rinnovo del Consiglio nazionale con le elezioni del prossimo 20 ottobre.
Non a caso, nel caso del nostro Cantone questo appello è indirizzato a un Consiglio di Stato tutto al maschile.
Un primo importante ostacolo – se non addirittura decisivo – è senz’altro quello delle candidature: da parte dei maggiori partiti non vi sono ancora sufficienti candidature femminili. Un momento importante è ovviamente anche quello del voto. In tal senso il Governo federale invita i governi cantonali a eventualmente richiamare l’attenzione del corpo elettorale sullo “squilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini”.
Nelle intenzioni del Consiglio federale, “[è] quindi necessario sfruttare queste elezioni per cercare di recuperare lo scarto e bilanciare la preponderante presenza maschile.”
1. Il Consiglio di Stato condivide le preoccupazioni espresse dal Consiglio federale?
2. Cosa ha fatto e cosa intende fare il Consiglio di Stato per dar seguito alle raccomandazioni in tal senso espresse dal Consiglio federale nella sua circolare inviata ai governi cantonali nel settembre 2018?
3. Su che livelli prevede di intervenire? Chi lo consiglia e su quali servizi si appoggia per valutare e migliorare la situazione?
4. Al punto 14 delle direttive inviate ai partiti in giugno per la presentazione delle candidature in occasione delle elezioni federali, il Consiglio di Stato scrive: “si rendono attenti i Partiti dell’attuale sotto-rappresentanza femminile in seno al Parlamento federale”: il Consiglio di Stato reputa che la semplice menzione della questione della sotto-rappresentanza femminile abbia sufficientemente e coerentemente assolto il compito demandatogli dal Consiglio federale? In caso di risposta negativa, cosa altro intende fare?
5. Il Consiglio di Stato ha valutato la possibilità di sostenere anche finanziariamente le associazioni femminili che promuovono le candidature femminili (come nel caso
della campagna “Io voto donna” lanciata dalla FAFTplus, o altre) in occasione delle elezioni federali 2019 e anche in futuro (pensiamo alle prossime elezioni comunali)?
6. Nella sessione di settembre 2019 del Gran Consiglio si discute il Consuntivo 2018, di segno ampiamente positivo: intende il Consiglio di Stato destinare una parte delle risorse cantonali a colmare finalmente questo divario nella rappresentanza femminile in politica negli organi comunali, cantonali e federali? Se sì, come? Se no, perché?
Con ossequio,
Tamara Merlo e Maristella Patuzzi
deputate Più Donne