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La Corte di appello, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will, ha prosciolto su tutta la linea il 39enne domiciliato nel Bellinzonese che il 18 giugno 2019 era stato condannato, alle Assise Criminali, per avere abusato della ex compagna. Tre anni di carcere (parzialmente sospesi) la pena inflittagli allora.
La vicenda risale al 12 agosto 2015. I due si erano separati da qualche mese, ma continuavano a frequentarsi. Una relazione tormentata, che quella mattina sfociò in un ultimo rapporto sessuale.
Secondo quanto sostenuto dalla presunta vittima durante l’inchiesta, lui le ordinò di andare in camera da letto, dove la stuprò e la costrinse a subire atti di altro genere. La versione della donna, unita a una serie di elementi, portò al verdetto di colpevolezza.
In vista del processo di appello la ex amica scrisse però alla Corte, sollevando dubbi sul fatto che lui avesse davvero recepito la sua contrarietà ai rapporti in questione. Dubbi che ha poi ribadito in aula il 25 febbraio scorso. Di qui il proscioglimento dell’imputato (difeso dall’avvocato Caronna) dalle accuse di coazione sessuale e violenza carnale.