Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/78280

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di centralizzare tutti i fornitori di prestazioni IT dell'Amministrazione federale nell'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT). Vengono esclusi i fornitori di prestazioni la cui centralizzazione non è possibile per motivi di sicurezza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni, nel settore dell'informatica operativa si è raggiunto un elevato livello di efficienza. Oggi, fatta eccezione per il DFF - in cui è integrato l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) - sono soltanto quattro i dipartimenti che dispongono ancora di fornitori di prestazioni propri (DFAE, DFGP, DFE e DDPS). Le prestazioni interdipartimentali come la telecomunicazione sono fornite in linea di principio da un unico offerente di prestazioni (UFIT) in base all'obbligo di fornitura e acquisizione. Le applicazioni SAP per i processi economico-aziendali (personale, finanze e logistica) sono impiegate in due centri di competenza (UFIT e BAC DDPS). </p><p>In quest'ottica bisognerebbe anche esaminare se i due maggiori fornitori di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (UFIT nel DFF e FP TIC DDPS/BAC nel DDPS) possano in futuro integrarsi maggiormente, nel senso che il fornitore di prestazioni del DDPS si occupi di accresciuti requisiti di sicurezza e di operatività per l'intera amministrazione, mentre l'UFIT continui a offrire alla Confederazione prestazioni d'informatica focalizzate sull'amministrazione.</p><p>Tuttavia non tutte le condizioni necessarie per raggiungere un'ulteriore centralizzazione della fornitura di prestazioni sono state pienamente realizzate. Tutti i beneficiari di prestazioni (dipartimenti e uffici) devono disporre di strumenti e capacità che consentano loro di gestire l'utilizzo delle TIC all'interno del proprio settore. Il fornitore di prestazioni deve essere sufficientemente consolidato in modo da poter affrontare ulteriori accorpamenti. Bisogna garantire la trasparenza dei costi, chiarire le basi degli investimenti nel rinnovamento e definire la relativa politica. Inoltre, per valutare se motivi di sicurezza impediscono la centralizzazione nei casi menzionati dall'autore della mozione, sono necessarie la visione d'insieme e l'analisi approfondita del portafoglio informatico. Solo su queste basi si possono fornire analisi definitive della redditività complessiva. Inoltre, le maggiori standardizzazioni come quella del posto di lavoro elettronico dovrebbero essere terminate e la centralizzazione dovrebbe essere integrata da una strategia di esternalizzazione globale. Così, l'ulteriore centralizzazione richiesta dall'autore della mozione non implica un obbligo automatico di acquisizione. Una fonte di approvvigionamento esterna all'amministrazione federale resta quindi possibile e può, come nel caso della burotica del DFE, valere quale benchmark.</p><p>Nell'esame verranno studiati anche gli effetti che l'attuazione della strategia per una società dell'informazione in Svizzera e delle strategie parziali di governo elettronico, e-health e Information Lifecycle Management avrà sul portafoglio dei fornitori di prestazioni a livello di Confederazione e cantoni. Inoltre, eccezioni per motivi di sicurezza si profilano non soltanto all'interno del DDPS e del DFAE, bensì anche nel DFGP e in altri dipartimenti. Anche l'istituzione di due fornitori di prestazioni fra loro complementari merita di essere presa in esame: uno che garantisca elevati requisiti in materia di sicurezza e l'altro requisiti normali.</p><p>L'obiettivo perseguito dall'autore della mozione dovrebbe quindi poter essere raggiunto solo nei prossimi quatro a sei anni.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.