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Lifestyle
La pandemia per bambini e teenager: un effetto «devastante»
Una ricerca condotta nel Galles ha analizzato l’impatto dell’attuale crisi sanitaria globale sulla salute mentale dei giovanissimi.
Un team di ricercatori in Galles, dove attualmente vigono misure restrittive più rigide che nel resto d’Europa, ha effettuato un nuovo studio chiamato «Coronavirus and Me», nel quale si esplora l’impatto della pandemia sulla salute mentale dei più giovani.
I ricercatori hanno coinvolto circa 20.000 bambini e adolescenti, rilevando che circa un terzo dei 17enni e 18enni provano un senso di ansia e preoccupazione «la maggior parte del tempo». Con le scuole ancora chiuse nel Paese, in più, i giovani dai 12 ai 18 anni si sentono «infelici» e «soli».
«È ovvio, da questi dati, che nonostante gli enormi sforzi effettuati dalle nostre scuole, gli istituti, gli assistenti per i giovani e i servizi sociali e sanitari, la pandemia sta avendo un effetto devastante sulle vite dei ragazzi», ha dichiarato la professoressa Sally Holland a BBC News.
L’esperta, che ha condotto una ricerca simile anche durante il primo lockdown nel maggio dell’anno scorso, considera la chiusura delle scuole una delle cause principali della crisi.
«Non solo stanno perdendo l’insegnamento formale, ma anche l’occasione di socializzare e il supporto offerto da scuole e istituti», ha aggiunto la Holland.
I teenager si sentono «più isolati» e «meno motivati», mentre anche i bambini più piccoli, quelli di tre anni, sentono la mancanza dei compagni e degli amici. Il 40% degli adolescenti di 17 anni riporta di sentire una profonda solitudine.
Covermedia