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| Mascioni non è solo un raffinato viandante della mente, è anche uno scrittore pronto a cogliere ciò che vede, ode, sente. Un'isola, ad esempio, che gli si para davanti giorno dopo giorno lungo la croata costa di Dubrovnik. L'isola che nel racconto omonimo si fa viva, lo guarda, gli parla. Mascioni vede l'isola ma immagina che sia una donna e vorrebbe e teme di amarla. "Lei si finge indifferente ma aspetta, e infatti prima o poi arriva il momento delle onde viziose che arrotolano la lingua e mosse da un desiderio meccanico ne leccano insonnolite i fianchi ossuti". Davvero un'isola può trasformarsi in una maliarda?

da «Extra», Sergio Roic, 7 ottobre 2000
Disegni di Giuseppe Zecca