Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/125676

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 29 aprile 2012, "Le Matin Dimanche" ha riferito che nel marzo scorso, durante un dibattito al Consiglio dei diritti dell'uomo sul rafforzamento dei diritti dei contadini del Sud di disporre di sementi proprie, la delegazione svizzera è stata l'unica, su 40 Paesi, a manifestare reticenza. La nostra delegazione ha rilevato pretestuosamente che preferisce concentrare gli sforzi sull'applicazione dei diritti esistenti invece di adottare un ulteriore testo. Visto che la Svizzera si è rifiutata di firmare il protocollo facoltativo, che permette appunto di attuare i diritti esistenti, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale può confermare i fatti menzionati nell'articolo in "Le Matin Dimanche"?</p><p>2. In caso affermativo, quali sono gli argomenti alla base di questa posizione?</p><p>3. Considerando che in Europa cinque grandi compagnie (Monsanto, Syngenta, Du Pont, BASF e Bayer) possiedono l'80 per cento dei brevetti sulle piante, il Consiglio federale ritiene che la sua posizione al Consiglio dei diritti dell'uomo risponda ai criteri di un'agricoltura sostenibile e rispettosa delle risorse, conformemente all'articolo 104 della Costituzione?</p><p>4. Questa posizione è compatibile con gli scopi perseguiti dai programmi di aiuto allo sviluppo della DSC e della SECO?</p><p>5. La Svizzera considera sempre il diritto all'alimentazione un diritto dell'uomo?</p><p>6. La Svizzera, sede del Consiglio dei diritti dell'uomo, considera la sua politica in questo settore coerente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1/2. La questione della libertà di usare le sementi non è stata affrontata durante la 19a sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo nel marzo 2012. Durante questa sessione, il comitato consultivo del Consiglio dei diritti dell'uomo ha trasmesso al Consiglio dei diritti dell'uomo il suo studio finale sugli strumenti per promuovere i diritti dei lavoratori delle aree rurali. Tra le misure raccomandate dal comitato nel documento figura quella di adottare un nuovo strumento sui diritti dei contadini. La Svizzera, tra i Paesi sostenitori nel 2010 della risoluzione che chiedeva al comitato di elaborare tale studio, ha manifestato reticenza a elaborare un nuovo strumento, come aveva già indicato a più riprese al Consiglio dei diritti dell'uomo, visto che la sua priorità è di attuare i numerosi strumenti già esistenti. La Svizzera non è tuttavia contraria a un nuovo strumento dedicato ai diritti dei contadini. Se in seno al Consiglio dei diritti dell'uomo dovessero essere avviati negoziati volti a dare seguito alle raccomandazioni del comitato di creare una procedura speciale o di elaborare uno strumento sui diritti dei contadini, la Svizzera vi parteciperà attivamente, vista l'importanza che attribuisce a questa tematica. Secondo il Consiglio federale, un eventuale strumento dovrebbe concentrarsi sui diritti applicabili ai contadini e rafforzare l'attuazione delle convenzioni esistenti.</p><p>3. Sì, perché la promozione dei diritti dell'uomo è una priorità della politica estera svizzera. Nell'attuare questa priorità, il Consiglio federale s'impegna a favore del rispetto dei diritti dei contadini, consapevole del ruolo fondamentale dei lavoratori delle aree rurali nella lotta contro la fame e la povertà. Sul piano nazionale, conformemente all'articolo 104 della Costituzione e alla legislazione federale, i contadini svolgono un ruolo determinante per mantenere un'agricoltura multifunzionale, essenziale per il benessere della nostra società, che dà valore allo sviluppo sostenibile.</p><p>4. Sì, il Consiglio federale persegue questi obiettivi anche attraverso la cooperazione internazionale: è in quest'ottica che la Svizzera sostiene gli sforzi dei Paesi in via di sviluppo e delle loro popolazioni per creare condizioni quadro favorevoli a un'agricoltura familiare che sia fonte di sussistenza e reddito.</p><p>5. Sì, la promozione del diritto all'alimentazione è una priorità per la Svizzera. È per questo motivo che il nostro Paese sostiene i lavori del relatore speciale dell'ONU per il diritto all'alimentazione e destina una parte importante della sua cooperazione allo sviluppo alla sicurezza alimentare.</p><p>6. Sì, il Consiglio federale considera la sua politica in questo settore coerente. Come emerge dalle risposte precedenti, s'impegna a vari livelli a favore del rispetto dei diritti dell'uomo e dei diritti dei contadini.</p>  Risposta del Consiglio federale.