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Alcune delle marche di vestiti più famose del mondo usano nei loro prodotti sostanze tossiche che possono provocare il cancro e problemi ormonali. Lo ha denunciato oggi Greenpeace, in una sfilata di moda "tossica" a Pechino.
Secondo il gruppo ecologista due terzi dei circa 141 capi di vestiario di 20 marche, comprati in 29 paesi, analizzati dagli esperti hanno presentato tracce di prodotti pericolosi per la salute. Tra i vestiti presi in considerazione, tra gli altri, alcun di quelli prodotti da Zara, Levìs, Calvin Klein e dal cinese Li Ning.
Tutti gli acquisti sono stati fatti nel 2012, hanno detto gli esponenti di Greenpeace che hanno organizzato la sfilata di Pechino, nella quale le modelle portavano delle maschere deformanti e borse dalle quali uscivano sostanze appiccicose dal colore indefinibile.
Il gruppo ecologista, in un documento diffuso oggi, afferma che "alti livelli (dei prodotti chimici tossici chiamati) ftalati sono stati trovati in quattro prodotti" mentre 'sostanze cancerogene" sono state rilevate in due prodotti. "Come giocatori globali, le marche alla moda hanno la possibilità di lavorare ad una soluzione globale per eliminare l'uso di sostanze pericolose dalle loro linee produttive e diffondere questo cambiamento in tutta la loro catena di rifornimento", si legge nel documento. Li Yifang, di Greenpeace China, ha sottolineato che "le maggiori produttrici di vestiti stanno trasformando tutti noi in vittime della moda".
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