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Il cervelat è salvo almeno fino a metà del 2009, ma per assicurare la sopravvivenza dell'insaccato nazionale i produttori hanno bisogno del mercato brasiliano.
Per questo motivo, l'Ufficio federale di veterinaria ha inoltrato una domanda a Bruxelles affinché riveda la propria posizione: l'industria svizzera è stata infatti messa in crisi dal divieto di importare budello di manzo brasiliano, decretato dall'Unione europea nell'aprile del 2006 a causa dei rischi legati alla malattia della mucca pazza (encefalopatia spongiforme bovina, BSE).
La domanda è stata presenta il 19 dicembre presso la Commissione europea, ha annunciato lunedì il presidente dell'Unione professionale svizzera della carne (Upsc) Rolf Büttiker. La Svizzera ha chiesto all'Ue di accettare l'importazione di budello di bovino proveniente da ogni paese che mantiene sotto controllo i rischi della Bse.
La «Task Force cervelat» – composta di rappresentanti dell'Ufv e dell'Upsc – fonda la sua richiesta su un'analisi scientifica dei rischi effettuata da esperti internazionali. «Bruxelles non può rimproverarci di aver fatto uno studio svizzero», ha sottolineato Büttiker.