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VILNIUS (LITUANIA) - Algirdas Brazauskas, ultimo capo del partito comunista sovietico lituano e primo presidente della Lituania indipendente, e' morto all'eta' di 77 anni. Lo ha comunicato oggi l'ufficio di presidenza di Vilnius.
Nato il 22 settembre 1932 quando il Paese Baltico era indipendente, a Rokiskis (Lituania settentrionale) in un famiglia di funzionari, Brazuskas ha vissuto prima l'occupazione dell'Armata Rossa, poi quella della Germania nazista, infine il cinquantennale potere di Mosca. Laureato in ingegneria, a 33 anni e' nominato ministro dell'Edilizia della Repubblica sovietica di Lituania.
Solo nel 1977 si dedica completamente alla politica, nel 1988 diventa capo del Partito comunista lituano e appoggia le prime manifestazioni di piazza per l'indipendenza. Nel 1989 rompe con Mosca e, dopo una serie di vicissitudini, nel 1993 diventa il primo capo di stato della Lituania tornata indipendente, vincendo al primo turno le elezioni con il 60% dei voti. Dopo cinque anni non si ripresenta alle presidenziali ma ricompare in modo clamoroso nel 2001, nominato primo ministro dall'allora capo di stato Valdas Adamkus. Resta per cinque anni, un record per un paese politicamente piuttosto instabile.
Fino al 2007 resta anche capo del suo partito socialdemocratico. Sposato due volte, aveva due figlie e cinque nipoti. Figura carismatica, sempre vicino alla gente, il 6 luglio 2009 (festa nazionale nell'anno del millenario della Lituania) ha personalmente inaugurato il Palazzo dei Granduchi, da lui fatto ricostruire nel cuore della citta' vecchia di Vilnius. (ANSA-AFP-REUTERS).
SDA-ATS