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BERNA - La ministra della difesa Viola Amherd (PPD) vuole spendere al massimo sei miliardi di franchi per i nuovi caccia. È quanto scrivono i domenicali "Ostschweiz am Sonntag" e "Zentralschweiz am Sonntag" facendo riferimento a un progetto preliminare di modifica della pianificazione. Il documento prevede poi che le imprese straniere con le quali verranno firmati dei contratti di acquisto debbano compensare il 100% del valore di quest'ultimi mediante appalti concessi a ditte svizzere.
Non viene invece menzionato l'ammontare per l'acquisizione del sistema di difesa terra-aria. Il rapporto si limita a stabilire che l'acquisto di nuovi aeromobili deve essere «tecnicamente e temporalmente coordinato». Amherd prevede che il popolo possa votare sull'acquisto di jet da combattimento, ma non sui missili antiaerei.
L'ex pilota di caccia Claude Nicollier, ingaggiato da Amherd quale esperto, aveva proposto questa nuova soluzione nel suo parere reso noto mercoledì sul rapporto di base "Air Defence of the Future". Anche l'ex astronauta ha favorito la variante per l'acquisto di 40 nuovi aerei. Ma il quadro finanziario proposto da Amherd probabilmente non è sufficiente per questo. Gli esperti prevedono infatti che 40 jet costino circa 8 miliardi di franchi.
Con soli sei miliardi di franchi svizzeri, la Svizzera disporrebbe di una forza aerea limitata senza riserve, ad esempio in caso di problemi con singoli aerei, ha spiegato Nicollier: «Questo non è inaccettabile, ma certamente non sensato».