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BERNA/PARIGI - Retromarcia sulla fine dell'accordo fra Berna e Parigi che sospende gli ostacoli fiscali al telelavoro per i frontalieri francesi in Svizzera. L'intesa, siglata il 13 maggio scorso, resterà valida fino al prossimo 31 dicembre invece che scadere a fine agosto, come era emerso qualche settimana fa.
Inizialmente sembrava che l'accordo non dovesse essere prorogato, a meno di una seconda ondata di infezioni di coronavirus. Oggi però la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha comunicato il suo prolungamento.
Le disposizioni del documento, valide con effetto retroattivo dal 14 marzo, prevedono che i frontalieri continuino a essere tassati come se si recassero fisicamente sul luogo di lavoro, anche se si trovano in regime di home office.
Gran parte dei 180'000 francesi che, in tempi normali, ogni giorno giungono nella Confederazione per esercitare un'attività lucrativa sono infatti comprensibilmente impossibilitati a spostarsi a causa dell'epidemia.
Tale situazione eccezionale ha suscitato degli interrogativi riguardo a un possibile cambiamento del regime d'imposizione. In questo contesto, Svizzera e Francia hanno concluso alcuni mesi fa un accordo, così da permettere ai frontalieri costretti a lavorare da casa a seguito della crisi di beneficiare delle stesse condizioni fiscali vigenti prima del Covid-19.