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BERNA - La Banca nazionale svizzera (BNS) nel 2020 dovrebbe registrare un utile di esercizio pari a circa 21 miliardi di franchi. È quanto emerge dai dati provvisori annunciati oggi dall'istituto. UBS, alcuni giorni fa, prevedeva un importo vicino a questa cifra.
Alla Confederazione e ai Cantoni sarà distribuito un importo di 4 miliardi di franchi, indica la BNS in una nota odierna, precisando che un terzo andrà alla Confederazione e due terzi ai Cantoni. Il rapporto dettagliato sarà pubblicato il prossimo 1. marzo, mentre il rapporto di gestione sarà disponibile il 22 marzo 2021.
L'utile sulle posizioni in valuta estera è ammontato a 13 miliardi di franchi, mentre sulle disponibilità in oro è risultata una plusvalenza da valutazione di 7 miliardi di franchi, sottolinea l'istituto, il quale aggiunge che «il risultato sulle posizioni in franchi si è attestato a oltre un miliardo di franchi».
A Confederazione e Cantoni 4 miliardi - Tenuto conto dell'attuale riserva per future ripartizioni, pari a 84,0 miliardi di franchi, risulta un utile di bilancio di circa 98 miliardi di franchi, spiega la BNS. Ciò consentirà di versare agli azionisti il dividendo unitario massimo di 15 franchi - previsto dalla legge - e di assegnare complessivamente 4 miliardi di franchi alla Confederazione e ai Cantoni a titolo di distribuzione dell'utile. L'importo attribuito agli accantonamenti per le riserve monetarie, aggiunge ancora l'istituto, ammonterà a 6,3 miliardi di franchi.
Dopo il versamento a Cantoni e Confederazione, la riserva per future ripartizioni ammonterà a circa 94 miliardi di franchi, conclude la BNS.
Le riserve di divise aumentano in dicembre - Le riserve di divise detenute dalla BNS sono aumentate in dicembre rispetto a novembre, salendo di 14,3 miliardi e attestandosi alla fine del mese a 891 miliardi di franchi.
L'insieme delle riserve (oro escluso) è passato da 883 a 897 miliardi di franchi, ha indicato oggi l'istituto sul suo sito internet. Le riserve di valuta si confermano quindi in crescita come in novembre (+4,2 miliardi), dopo aver subito un arretramento in ottobre (-2,0) e aver vissuto una netta progressione in settembre (+25,0).
Dalle tabelle non si può capire se la BNS sia intervenuta sul mercato per indebolire il franco e, se lo ha fatto, in quale misura. Spesso la ragione principale degli scarti è infatti da identificare negli sviluppi dei corsi delle divise. A fine dicembre l'euro era scambiato a 1,0822, contro 1,0823 di un mese prima.
Per inquadrare il dato sulle riserve della BNS può anche essere utile tracciare un confronto con il prodotto interno lordo (Pil) dell'intero paese, che è di circa 700 miliardi di franchi.