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Un prete può benedire i gay, ma non una coppia omosessuale. "La benedizione rituale di una relazione stabile e indissolubile tra esseri umani è riservata alla coppia uomo-donna, l'unica potenzialmente aperta alla nascita di nuove vite". A rilevarlo è il vescovo Valerio Lazzeri raggiunto dalla RSI per capirne il pensiero dopo che la Conferenza episcopale si è pronunciata sulla vicenda del parroco di Bürglen (si veda il correlato).
Nessun caso in Ticino
"L'insegnamento e la disciplina della chiesa al riguardo sono chiari e li condivido" nota il vescovo di Lugano al quale non risulta che nella Diocesi sotto la sua guida un parroco abbia mai agito come don Wendelin Bucheli nel comune urano.
Benedizione quasi per tutti
"La benedizione di Dio è per tutte le sue creature, nessuna esclusa. La chiesa da sempre manifesta questa benevolenza universale attraverso gesti rituali chiamati benedizioni, che possono essere rivolti a tutti, indipendentemente dalla loro condizione o dal loro orientamento sessuale", si legge nella presa di posizione scritta invitaci dalla Curia. Il principio generale non può però applicarsi alle coppie dello stesso sesso. Ma "ciò non deve essere visto come espressione di discriminazione nei confronti di altri tipi di relazione tra umani che non possono avere la medesima forma di fecondità", specifica il vescovo.
Diem
- RG 18.30 del 05.03.2015 La corrispondenza di Marco Petrelli