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Ci sono le condizioni perché "la Gran Bretagna riapra la sua ambasciata a Teheran", chiusa dal novembre 2011. Lo annuncia oggi il il ministro degli Esteri britannico, William Hague, in una dichiarazione scritta al parlamento.
Hague non nega che ci siano ancora "alcuni dettagli pratici da definire", ma sottolinea che Londra "ha tutte le intenzioni di riaprire l'ambasciata". "Inizialmente - precisa - con una presenza limitata"; poi, una volta risolti i dettagli evocati, con la piena copertura della sede diplomatica.
Il ministro degli Esteri britannico illustrerà la decisione in dettaglio a Westminster a breve, intanto, nella nota scritta diffusa questa mattina, ha sottolineato: "Non ho mai avuto dubbi sull'opportunità di avere una nostra ambasciata a Teheran se le circostanze lo consentono". L'Iran, ha continuato Hague, "è un Paese importante in una regione instabile e mantenere ambasciate nel mondo, anche se in condizioni difficili, è un pilastro centrale dell'approccio diplomatico globale per il Regno Unito".
La chiusura dell'ambasciata britannica in Iran fu decisa dopo l'assalto alla sede diplomatica nel 2011 in rappresaglia al sostegno di Londra per le sanzioni imposte a Teheran, ed è considerato il culmine di una serie di incidenti che avevano alimentato tensioni tra i due paesi: nel 2007, 14 marinai della Royal Navy erano stati detenuti dalle autorità di Teheran dopo essere stati accusati di violare le acque territoriali iraniane.
La nomina l'anno scorso di un incaricato d'affari a Teheran è stata l'inizio di un riavvicinamento, seguito dalla visita in Iran di una delegazione parlamentare all'inizio di quest'anno e dopo l'elezione del presidente Hassan Rohani.
SDA-ATS