Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01294.jsonl.gz/536

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
La tassazione retroattiva dei capitali finora depositati in nero in Svizzera dagli evasori fiscali tedeschi dovrebbe fruttare alla Germania 10 miliardi di euro in base all'accordo fiscale firmato con Berna ma contestato dall'opposizione rosso-verde. A questa somma si aggiungerebbero ogni anno altri miliardi provenienti dalla tassazione dei redditi di questi fondi e delle eredità, secondo i calcoli del Ministero delle finanze tedesco resi noti oggi.
La cifra di 10 miliardi era già stata più volte avanzata nel dibattito sull'accordo. Di questa somma, poco meno del 70% sarebbe destinata ai Länder e ai comuni. Il Land Nordreno-Vestfalia, il cui ministro delle finanze Norbert Walter-Borjans (SDP) è fra i più accaniti avversari del trattato, otterrebbe 1,6 miliardi di euro, seguito dalla Baviera con 1,4 miliardi e dal Baden-Württemberg con quasi 1,2 miliardi, secondo il modello di ripartizione del Ministero, consultato dall'agenzia Reuters.
L'accordo fiscale firmato il 21 settembre 2011 e riveduto con un protocollo aggiuntivo sottoscritto lo scorso 5 aprile prevede un'imposta liberatoria alla fonte per regolarizzare i capitali finora depositati in nero nelle banche elvetiche. L'aliquota prevista va dal 21 al 41%, a seconda dell'entità del patrimonio.
Dal canto suo, l'imposta alla fonte del 26,365% sui futuri redditi di questi capitali dovrebbe fruttare annualmente fino a 1,2 miliardi di euro, sempre secondo i calcoli di Berlino.
SDA-ATS