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Il panorama politico elvetico continua a rimanere opaco: lo afferma Transparency International, che per la prima volta ha analizzato l'ordinamento istituzionale di 25 paesi europei. Un rapporto pubblicato oggi indica che la legge svizzera - sia a livello federale che nella maggior parte dei cantoni - non disciplina né il finanziamento dei partiti, né il finanziamento delle campagne elettorali.
L'assenza di trasparenza "impedisce ai cittadini di informarsi sui singoli soggetti e sulle istituzioni che forniscono un appoggio decisivo alle campagne politiche. Mancano quindi informazioni per operare scelte in conoscenza di causa", afferma Transparency.
I rapporti d'interesse dei deputati, così come le indennità e gli altri vantaggi collegati al loro mandato, non sono pubblicati in modo esaustivo sul registro ufficiale del parlamento. Senza contare che "nessuno verifica che le indicazioni riportate dal registro siano corrette".
Il documento non contiene inoltre nessuna informazione sulle remunerazioni che i parlamentari percepiscono attraverso le loro attività accessorie. "Eppure questo è il solo mezzo a disposizione dei cittadini per conoscere quali interessi i deputati rappresentano effettivamente in parlamento".
In generale il rapporto di Transparency mette in evidenza come l'economia abbia la possibilità di esercitare un'influenza eccessiva sui governi di numerosi paesi europei, favorendo così la corruzione. Nella stessa Svizzera l'impatto della corruzione sullo Stato e sulla società rimane sottostimato: le autorità accordano troppo poca importanza alla lotta contro questo fenomeno, afferma l'ong.
Secondo Jean-Pierre Méan, presidente di Transparency International Svizzera, è chiaro che la maggioranza della popolazione elvetica auspica più trasparenza. Il parlamento ha però respinto in questi ultimi anni tutte le iniziative in questo senso. "È tempo quindi che la politica trovi una soluzione".