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Vescovo condannato non si pente
Gunnar Stålsett, vescovo luterano di Oslo: “Mi dichiaro colpevole di avere dato lavoro a una donna rifugiata"
in cristianesimo , diritti umani , migrazione
(ve/wcc) Il vescovo in pensione Gunnar Stålsett è stato riconosciuto colpevole, da un tribunale di Oslo, ieri, 19 dicembre, per avere dato lavoro e versato il salario a una donna eritrea rifugiata in Norvegia alla quale non era stato riconosciuto il diritto d'asilo. Provenendo da un Paese considerato "non sicuro", la donna non era stata espulsa verso l'Eritrea. Stålsett si è definito un obiettore di coscienza nei confronti di una legge da lui ritenuta ingiusta. Il caso del vescovo luterano norvegese aveva attirato molta attenzione da parte dei media nelle scorse settimane.
Il tribunale di Oslo ha inflitto a Stålsett una pena, sospesa con la condizionale, di 45 giorni di prigione. Il vescovo deve ora pagare una multa di 10'000 corone norvegesi, pari a circa 1000 franchi svizzeri.
Gunnar Stålsett
Applausi per il vescovo
Stålsett ha accolto la sentenza dopo avere ammesso la sua colpevolezza davanti a una sala di giustizia stracolma di pubblico e stampa. "Mi dichiaro colpevole di avere dato lavoro a una donna rifugiata". Il vescovo ha precisato di non avere chiesto nessun trattamento di riguardo relativo alla sua età - Stålsett ha 84 anni -, o al suo status di vescovo della chiesa norvegese. Ha concluso dicendo che non si pente di ciò che ha fatto. Mentre lasciava l'aula, il vescovo è stato lungamente applaudito.
Sostegno ecumenico
Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, il pastore luterano Olav Fykse Tveit, ha affermato: "Il vescovo Stålsett sostiene che l'attuale legislazione norvegese non corrisponde ai principi di umanità e ai valori cristiani ai quali si richiama la costituzione. Con il suo gesto, ha indicato che la legge non assicura nel modo dovuto il rispetto dei diritti umani e non protegge la dignità di tutti, compresi i più vulnerabili. Per questo merita rispetto e il nostro plauso".