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LOS ANGELES (USA) – Non voleva fermarsi, non voleva gettare la spugna, neanche quando il suo allenatore aveva già deciso di interrompere il match. Maxim Dadashev voleva continuare a combattere, voleva difendere quei 13 incontri disputati e tutti vinti, ma il 28enne non aveva fatto i conti col destino e con la morte che, purtroppo, è giunta qualche giorno dopo il suo incontro disputato contro Subriel Matias.
Dadashev, terminato l’incontro, è crollato a terra ed è entrato in coma in ospedale, un coma indotto nel tentativo di fermare l’emorragia cerebrale causata dai 261 colpi alla testa subiti sul ring.
Le lesioni al cervello erano gravi, tanto gravi da condurlo alla morte a soli 28 anni. Ha lasciato una moglie, Elizaveta Apushkina, e il figlio Daniel.
La famiglia vive a Los Angeles da tempo e proprio la moglie ha condiviso il suo dolore, il suo urlo tramite Instagram. “Amore mio! Sei nel mio cuore per sempre. La mia anima si lacera per il dolore senza di te! Ora inizia il momento più difficile per la nostra famiglia!”.