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UBS vuole esercitare, nel quarto trimestre, la sua opzione d'acquisto sul Fondo di stabilizzazione (StabFund) della Banca nazionale svizzera (BNS), in cui erano confluiti i suoi titoli tossici durante la crisi finanziaria nel 2008. In questo modo potrebbe accrescere la sua quota di capitale proprio, si legge in una nota diffusa oggi.
La maggiore banca elvetica ha anche confermato di aver realizzato un utile netto di 690 milioni di franchi nel secondo trimestre, contro 524 milioni un anno prima. Nell'intero primo semestre l'utile ammonta a 1,678 miliardi.
Tra aprile e giugno l'utile ante imposte si è attestato a 1,02 miliardi di franchi. Il risultato è stato ottenuto nonostante la banca abbia sostenuto oneri ante imposte pari a 865 milioni per contenziosi legali e altri accantonamenti. In particolare UBS aveva annunciato venerdì che pagherà un indennizzo di 885 milioni di dollari (828 milioni di franchi) agli USA per mettere fine alla vertenza legata alle transazioni ipotecarie a rischio; concretamente verserà 415 milioni di dollari alla Fannie Mae e 470 alla Freddie Mac, i due colossi parastatali del credito ipotecario americano.
"Sono molto soddisfatto della nostra performance in questo trimestre. I risultati dimostrano che la nostra strategia è quella giusta e la sua attuazione sta procedendo secondo programma. Ogni trimestre dalla sua introduzione nel 2011, è stata applicata in maniera molto chiara e disciplinata, costruendo un'ineguagliabile base patrimoniale e rispondendo alle esigenze dei nostri clienti", osserva il Ceo Sergio Ermotti, citato in una nota.
Dopo solo sei mesi UBS ha superato il proprio obiettivo di fine anno volto a ridurre gli attivi ponderati in funzione del rischio secondo Basilea III di 20 miliardi a 239 miliardi di franchi.
Wealth Management, gestione patrimoniale per la clientela facoltosa, ha registrato l'utile più elevato da quattro anni a questa parte, escludendo gli oneri legati all'accordo fiscale tra Svizzera e Regno Unito e le spese di ristrutturazione. Da inizio anno le attività di gestione patrimoniale hanno segnato afflussi netti di oltre 36 miliardi di franchi, il 50% in più rispetto al primo semestre 2012.