Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01160.jsonl.gz/710

Bernadette c’est moi!
Era la ragazza che faceva perdere la testa ai Mistons girando in bicicletta per la sua Nîmes, quella che giochicchiava col piede sul lampadario in Le beau Serge, film che apre la stagione della Nouvelle Vague proprio da Locarno nel 1958, la compagna d'appartamento di liberi costumi in La maman et la putain, la chanteuse sboccata di Une belle fille comme moi. Insomma, Bernadette Lafont era uno dei volti, dei corpi, delle voci che hanno attraversato il cinema francese con fenomenale e necessaria irruenza.
"Penso che la definizione migliore sia stata quella di Truffaut" racconta André S. Labarthe, il regista di Bernadette Lafont, exactement, il documentario che Locarno ha scelto di proiettare per ricordare l'attrice, scomparsa il luglio scorso" che disse: se proprio devo paragonarla ad un attore, la Lafont è come Michel Simon."Massimo Benvegnù
Share: