Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/157990

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere in modo esaustivo alle seguenti domande:</p><p>1. Nel settore delle telecomunicazioni occorrono nuovi regolamenti per far fronte alla situazione di mercato in piena trasformazione e, in caso affermativo, quali?</p><p>2. Fornitori internazionali come Google, Facebook, Skype o Netflix, che in Svizzera realizzano fatturati e guadagni cospicui senza infrastruttura propria e praticamente senza sottostare a vincoli regolamentari, dovranno essere sottoposti alla legge svizzera sulle telecomunicazioni e, in caso affermativo, in che modo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La diffusione globale di Internet impone una modernizzazione del diritto delle telecomunicazioni. Questa è la conclusione a cui è giunto il Consiglio federale nel suo rapporto del 19 novembre 2014 sugli sviluppi del mercato delle telecomunicazioni (oltre che nel suo rapporto "Base legale per i media sociali" in adempimento del postulato Amherd 11.3912).</p><p>I lavori che condurranno a questa modernizzazione sono già in corso: il DATEC redigerà entro fine 2015 un avamprogetto di revisione della legge sulle telecomunicazioni da porre in consultazione. Una parte di questo avamprogetto proporrà delle modifiche alla legge sulle telecomunicazioni, diventate indispensabili dopo l'avvento di Internet. Si pensi in particolare ai settori dell'obbligo di annuncio per i fornitori di servizi di telecomunicazione, alla definizione del servizio telefonico pubblico, ai nomi di dominio, agli obblighi d'informazione, alle chiamate pubblicitarie e alla protezione dei giovani.</p><p>Già oggi, in diversi settori, i fornitori internazionali menzionati sono tenuti al rispetto del diritto sulle telecomunicazioni. Altri settori della legislazione sono attualmente oggetto di modifica. In questo modo, il Consiglio federale intende ristabilire la parità di condizioni tra i fornitori di servizi di telecomunicazione esteri e quelli nazionali, così come richiesto da questi ultimi.</p>  Risposta del Consiglio federale.