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La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale si oppone a un'assicurazione obbligatoria contro i terremoti.
Con 13 voti contro 11 ha respinto un'iniziativa in tal senso del Cantone di Basilea Città, hanno comunicato oggi i Servizi del Parlamento.
La Commissione puntualizza che le assicurazioni cantonali e private offrono già oggi una copertura per danni agli edifici provocati dai terremoti. D'altronde un sisma di grandi proporzioni supererebbe ampiamente le capacità del sistema assicurativo, al punto che soltanto un impegno eccezionale della Confederazione consentirebbe di affrontare la situazione. Il Consiglio degli Stati aveva respinto l'iniziativa in settembre con 23 voti contro 18.
Il Cantone di Basilea Città argomenta che secondo i riassicuratori un forte terremoto in Svizzera causerebbe danni per 60 miliardi di franchi. A questi si aggiungerebbero le vittime che non possono essere quantificate.
La Commissione ha raccomandato poi di respingere - con 13 voti contro 11 e 1 astensione - una mozione della "senatrice" Brigitte Häberli (PPD/TG) volta a semplificare e ad accelerare la realizzazione e la modifica di stazioni di trasformazione e di altri impianti elettrici situati al di fuori delle zone edificabili, ritenendo che il problema sia già risolto: l'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI) e le autorità preposte allo sviluppo territoriale (ARE) hanno recentemente firmato una convenzione finalizzata a semplificare le procedure d'approvazione per la costruzione di impianti elettrici.
Una minoranza della Commissione ritiene tuttavia che le disposizioni attuali non siano sufficienti: la costruzione e la modifica di impianti elettrici sarebbe una tappa essenziale nella transizione verso una rete decentralizzata. Propone dunque di accogliere la mozione per garantire che lo sviluppo degli impianti elettrici non generi problemi di capacità nella svolta energetica.
Inoltre la Commissione ha ribadito - con 16 voti contro 7 e un'astensione - la sua volontà a dare seguito a un'iniziativa parlamentare dell'allora consigliere nazionale Guy Parmelin. Essa vuole che gli interessi dei contadini siano maggiormente considerati nella risistemazione dei corsi d'acqua.
La Commissione omologa del Consiglio degli Stati si è invece opposta.
SDA-ATS