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LONDRA/NEW YORK/BERLINO - Agricoltori, boscaioli illegali e «ladri di terra» sono i responsabili di gran parte degli incendi che stanno colpendo la foresta amazzonica. E tutti sono incoraggiati dall'atteggiamento del presidente Jair Bolsonaro. Il capo dello Stato brasiliano, un populista di destra al potere da gennaio, privilegia lo sviluppo agricolo rispetto alla conservazione della natura e sta allentando le tutele sulle aree protette. È questa l'analisi che i principali media internazionali fanno dell'aumento dei roghi in Amazzonia che viene registrato quest'anno (+82%).
«La maggior parte degli incendi sono di origine agricola: da parte di piccoli agricoltori che bruciano le stoppie dopo il raccolto o da parte di proprietari terrieri che spianano la foresta per farne terreno da coltivare - scrive il quotidiano britannico Guardian -. I ladri di terreno inoltre distruggono gli alberi per alzare il valore delle proprietà delle quali si impossessano. Diversamente dai recenti megaincendi in Siberia e Alaska, i roghi dell'Amazzonia è improbabile che siano stati causati da fulmini».
Il New York Times ha intervistato un leader della comunità indigena dei Karipuna, Adriano Karipuna: «I taglialegna stanno entrando nelle aree protette - spiega -, imbaldanziti dalla convinzione di Bolsonaro che le protezioni legali garantite alle terre indigene siano un impedimento irragionevole allo sfruttamento delle risorse dell'Amazzonia. Lui li ha rafforzati, ha detto loro di invadere».
Il sito tedesco DW ha sentito invece un biologo dell'Università brasiliana di San Paolo, Carlos Nobre: «Il tipico sistema in Brasile e in tutti i paesi amazzonici - spiega Nobre - è che la gente taglia gli alberi, e poi lascia che l'area si asciughi per due o tre mesi, prima di darle fuoco per ripulirla a scopo agricolo».
Per Nobre, Bolsonaro sta incoraggiando questo modello agricolo «dicendo quasi tutti i giorni che l'agricoltura è un settore economico potente in Brasile e che la frontiera agricola deve essere allargata. Il messaggio chiaro è che agricoltori e allevatori sono degli eroi, che devono spostare la frontiera agricola, perché stanno portando progresso e reddito. Il che non è necessariamente vero. Ma queste dichiarazioni mandano un segnale: 'Spianate più territorio, tagliate le foreste, date fuoco, perché non vi succederà nulla'. L'80% della deforestazione nell'Amazzonia brasiliana è illegale».