Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/86512

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare una revisione della legge sulla pianificazione del territorio secondo la quale, neppure in futuro occorrerà un'autorizzazione edilizia per la costruzione e l'esercizio stagionale di caffé all'aperto da parte di esercizi pubblici già esistenti e titolari di una patente.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la giurisprudenza costante del Tribunale federale, anche semplici utilizzazioni di fondi possono essere sottoposte all'obbligo di autorizzazione edilizia. Ciò si verifica quando una determinata utilizzazione comporta, secondo il corso ordinario delle cose, ripercussioni territoriali così importanti da far nascere un interesse pubblico, in particolare del vicinato, nei confronti di un controllo preliminare. Da questa situazione giuridica si evince che solo e unicamente i caffè all'aperto aventi un notevole impatto sull'ambiente circostante sottostanno all'obbligo di autorizzazione edilizia. In futuro non si arriverà al punto che ogni singolo tavolo con un paio di sedie su suolo pubblico o privato debba sottostare all'obbligo di autorizzazione. Con la decisione menzionata nella motivazione della mozione, il Tribunale federale ha quindi fatto chiarezza sulla situazione giuridica. Questa decisione non ha creato né un nuovo obbligo di autorizzazione né una nuova disciplina delle autorizzazioni. </p><p>Ci sono tuttavia buoni motivi per subordinare ad autorizzazione edilizia i caffè all'aperto aventi un impatto sull'ambiente circostante; infatti si garantirebbe il rispetto della legislazione in materia di protezione contro l'inquinamento fonico, la sicurezza del traffico e la protezione degli insediamenti. Chiaramente le autorizzazioni edilizie non devono essere richieste ogni anno, come taluni affermano. Sono infatti rilasciate a tempo indeterminato e la verifica diventa necessaria solo quando cambiano le condizioni, analogamente ad altri tipi di autorizzazione. Se anche i caffè aventi ripercussioni non insignificanti sull'ambiente circostante, come richiesto dall'autore della mozione, venissero esentati dall'obbligo di autorizzazione, ciò sarebbe solo a danno degli abitanti della zona. Le loro richieste devono essere prese in adeguata considerazione come gli interessi dei gestori.</p><p>Infine, occorre partire dal presupposto che le autorità faranno di tutto, laddove emerge l'esigenza, per legalizzare lo stato attuale nel modo meno burocratico possibile. Per tutti quei comuni che già oggi impongono un'autorizzazione edilizia per la sistemazione di tavoli e sedie in spazi esterni, la decisione del Tribunale federale criticata dall'autore della mozione non apporta cambiamenti.</p><p>D'altronde, è del tutto possibile risolvere il problema dei caffè all'aperto illegali evitando la burocrazia: per esempio la città di Berna ha offerto ai gestori di caffè all'aperto la possibilità di presentare per sé la domanda di autorizzazione. Inoltre, tutte le domande concernenti la sistemazione esterna di tavoli e sedie nel centro storico devono essere raggruppate per strada o per più strade. Ciò permette di procedere più speditamente e di pubblicare le domande in modo centralizzato. </p><p>Pertanto, la richiesta dell'autore della mozione di completare la legge sulla pianificazione del territorio (LPT) deve essere respinta per motivi oggettivi e per il fatto che la legge sulla pianificazione del territorio è una legge quadro che non deve essere integrata con disposizioni di dettaglio che consentono in modo puntuale di esentare dall'obbligo di autorizzazione determinate utilizzazioni. Dal momento che i problemi devono essere risolti adesso, una modifica della LPT, che in ogni caso richiederebbe parecchio tempo, non avrebbe senso. </p><p>L'esempio della città di Berna dimostra che ci sono soluzioni non burocratiche che consentono anche nella prossima stagione ai gestori di servire all'aperto birre e caffè nel rispetto della legalità. La modifica della LPT non è in questo caso necessaria.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.