Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/244699

<h2>SubmittedText<h2><p>Invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p></p><p>1. Coloro che hanno beneficiato per lungo tempo dei bassi prezzi dell'elettricità sul libero mercato e che hanno perso l'opportunità di stipulare per tempo nuovi contratti di fornitura a tariffe accessibili si trovano ora ad affrontare prezzi estremamente elevati. Fino a quando questi prezzi elevati possono essere accettabili come compensazione dei prezzi bassi pagati negli ultimi 10 anni? </p><p>2. Il Consiglio federale è a conoscenza del numero di imprese, in particolare in terawattora all'anno, colpite adesso da prezzi molto elevati perché non si sono coperte sul mercato a lungo termine? Se sì, quali sono le cifre - numero di aziende, percentuale e TWh all'anno? Se no, raccoglierà tali dati in collaborazione con i settori?</p><p>3.Per le tipiche imprese commerciali e industriali i costi dell'elettricità sono stati insignificanti. In che modo l'aumento dei prezzi dell'elettricità influisce ora sui loro costi totali di produzione e quanto aumentano di conseguenza i prezzi dei prodotti (p. es. il pane, il menu di un ristorante)?</p><p>4. Quali quantità possono essere risparmiate a breve termine attraverso risparmi mirati e aumenti dell'efficienza o anche misure di Demand Side Management (p. es. nel caso delle acciaierie) per mitigare gli aumenti dei prezzi e allo stesso tempo ridurre i rischi di una penuria?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto ad avviare una tavola rotonda con tutti i principali attori del mercato dell'energia elettrica al fine di elaborare una soluzione per le imprese interessate insieme all'industria nell'ambito di una collaborazione fra pubblico e privato (public-private partnership, PPP)? Oppure ritiene che siano il settore e i Cantoni in primo luogo a dover cercare una soluzione in questo ambito e si sente chiamato in causa solo in via sussidiaria?</p><p>6. A suo avviso, quale potrebbe essere una soluzione per sgravare le imprese gravemente colpite dai prezzi elevati senza utilizzare fondi federali né causare distorsioni del mercato?</p><p>7. Il Consiglio federale è disposto a prendere in considerazione la possibilità di concedere, in caso di difficoltà, liquidità transitorie sotto forma di prestiti al fine di evitare problemi di liquidità?</p><p>8. Reputa necessario intervenire per quei clienti dell'approvvigionamento di base che sono colpiti da prezzi estremamente elevati perché i loro fornitori non si sono cautelati con sufficiente anticipo? Il Consiglio federale ritiene inoltre che in tali casi spetti ai fornitori e alle autorità locali o cantonali esaminare eventuali sgravi mirati per i clienti dell'approvvigionamento di base?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A questa domanda non si può dare una risposta generalizzata. Nei settori dove la concorrenza funziona, i prezzi più bassi dell'elettricità non generano di per sé profitti più elevati, ma piuttosto prezzi di vendita più bassi ed equilibrati. Questo vale soprattutto per le aziende che devono competere con concorrenti stranieri. Inoltre, mentre dieci anni fa la percentuale di consumatori finali che esercitano di fatto il loro diritto di accesso al libero mercato era relativamente bassa (9% nel 2012), negli ultimi tempi è aumentata in modo marcato (68% nel 2021).</p><p>Nell'ambito dell'approvvigionamento di base, tra il 2011 e il 2022 le aziende della categoria di consumo C3 (150 000 kWh all'anno) hanno pagato in media circa 7,5 centesimi per kWh. A titolo di confronto: tra luglio e settembre 2022, i prezzi all'ingrosso dei contratti per il 2023 hanno oscillato fra circa 400 e 1100 euro per MWh, il che corrisponde a un importo compreso fra 40 centesimi e 1,10 franchi per kWh.</p><p>2./4. Attualmente il Consiglio federale non dispone di tali cifre o dati. Sono in corso i lavori per ottenere le informazioni richieste al punto 2.</p><p>3. È difficile quantificare con precisione i costi dell'elettricità nei singoli settori economici, anche perché non si conoscono le condizioni effettive delle aziende che acquistano elettricità sul libero mercato. Le spese per l'elettricità possono variare notevolmente da un settore all'altro. Una stima basata sui dati del 2019 mostra che la quota dei costi dell'elettricità è particolarmente elevata nella produzione di carta, metallo e vetro, mentre è molto bassa in altri settori come il commercio all'ingrosso, gli studi di architettura e ingegneria o le assicurazioni. La misura in cui l'aumento dei costi dell'elettricità si riflette sui prezzi di vendita dipende da vari fattori. Oltre alla quota dell'elettricità nelle spese totali, anche il margine di profitto, la situazione della concorrenza e l'elasticità della domanda svolgono un ruolo significativo.</p><p>5. I dipartimenti responsabili coinvolgeranno le cerchie interessate in modo appropriato e a tempo debito. Per ora è necessario attendere i risultati dei lavori in corso.</p><p>6./7. La gestione delle fluttuazioni dei prezzi dal lato della domanda e dell'offerta, e delle conseguenti variazioni dei prezzi, è il fulcro dell'imprenditorialità; gli interventi in questi meccanismi di mercato comportano il rischio di distorsioni della concorrenza e di disparità di trattamento. Tuttavia, il Consiglio federale è consapevole delle sfide che il rincaro dell'elettricità comporta per le aziende sul libero mercato. Ha quindi incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale (DATEC, DEFR, DFI, DFGP) di valutare la necessità di eventuali misure e la forma che potrebbero assumere, tenendo conto degli sviluppi sui mercati dell'energia e dei loro effetti.</p><p>Il gruppo di lavoro interdipartimentale presenterà al Consiglio federale i risultati della sua valutazione nell'ottobre 2022.</p><p>8. Secondo i rilevamenti della Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom), nel 2023 la tariffa (comprensiva di utilizzo della rete, energia e tributi) per un nucleo familiare tipo che consuma 4.500 kWh all'anno (profilo di consumo H4) dovrebbe aumentare di 5,8 centesimi (+27%) rispetto all'anno in corso, raggiungendo un valore mediano di 27 centesimi per kWh. Tuttavia, ci sono alcuni casi che non rientrano nella norma: in una decina di Comuni le tariffe per il 2023 superano i 50 centesimi per kWh. Per le PMI il quadro generale è sostanzialmente simile (+24% rispetto al valore mediano del 2022), anche per quanto riguarda le eccezioni.</p><p>Circa 470 dei 610 gestori di rete acquistano più di quattro quinti del loro fabbisogno energetico sul mercato. 40 di essi presentano un aumento di almeno il 100% per il 2023 rispetto all'anno in corso. Di questi operatori di rete, a loro volta, quasi tutti (39) hanno meno di 5000 consumatori finali. Come l'autore dell'interpellanza, anche il Consiglio federale ritiene che qualsiasi sgravio sia di competenza delle autorità locali o cantonali.</p>  Risposta del Consiglio federale.