Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214607

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la SECO, al 4 maggio 2020 le aziende avevano presentato agli uffici cantonali dell'economia domande di lavoro ridotto per almeno 1,9 milioni di lavoratori. All'inizio di maggio, quindi, un lavoratore su tre in Svizzera era interessato dal lavoro ridotto. A causa del numero elevato di domande è stato possibile esaminarle solo in modo molto superficiale: prima di effettuare il pagamento non sono state controllate ma se ne è semplicemente valutata la plausibilità. </p><p>Benché fosse - ed è ancora - giusto e importante provvedere in fretta a indennizzare le aziende, questa pratica purtroppo comporta anche degli abusi. Sono circolati diversi rapporti riguardanti aziende che avevano ottenuto il lavoro ridotto per i propri dipendenti anche se questi ultimi non lavoravano meno del normale. Sicuramente a causa del numero elevato di casi nel periodo del coronavirus il sistema di controllo ordinario non permette di effettuare controlli efficaci.</p><p>In proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono gli strumenti comunemente usati per contrastare gli abusi in materia di lavoro ridotto?</p><p>2. Quali misure aggiuntive sono state prese e/o sono previste per contrastare efficacemente gli abusi in materia di lavoro ridotto legati alle misure contro il coronavirus? Sono state incrementate, ad esempio, le risorse di personale dell'Ispettorato della SECO?</p><p>3. Sono già disponibili i primi dati sul numero di aziende controllate e di casi di abusi scoperti per fare un bilancio provvisorio? Quanti sono gli abusi in proporzione?</p><p>4. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dal bilancio provvisorio di cui alla domanda 3? C'è bisogno di ulteriori interventi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Si parla di ottenimento abusivo di prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) se per riscuoterle il beneficiario ha fornito intenzionalmente informazioni false o incomplete. Non ogni conteggio inesatto presentato all'AD è quindi automaticamente abusivo.</p><p>Domanda 1</p><p>Secondo la legislazione sull'assicurazione contro la disoccupazione, l'ufficio di compensazione (SECO) può controllare mediante prove a campione presso i datori di lavoro le indennità che hanno percepito per lavoro ridotto e per intemperie. È questo il principale strumento usato per contrastare gli abusi.</p><p>Tutte le segnalazioni d'abuso che la SECO riceve (piattaforma di whistleblowing CDF, segnalazioni agli organi d'esecuzione dell'AD o direttamente alla SECO) vengono verificate e fanno scattare controlli presso le imprese. Dai sistemi informatici dell'AD viene inoltre estratto un campione di imprese da controllare in loco.</p><p>Questi controlli, durante i quali vengono visionati in dettaglio gli atti aziendali rilevanti, sono l'unica possibilità per verificare se le aziende hanno conteggiato correttamente nei confronti della propria cassa di disoccupazione le ore di lavoro perse per motivi economici.</p><p>Domanda 2</p><p>Nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione il Servizio di revisione della SECO ha il compito di vigilare sull'esecuzione della legge presso gli organi d'esecuzione e sullo svolgimento dei controlli presso i datori di lavoro. Nella seconda metà del 2020 questo servizio impiega tutte le risorse disponibili per il controllo dei datori di lavoro e la lotta agli abusi. Vengono sottoposte a una verifica tutte le segnalazioni di presunti abusi.</p><p>Sono inoltre previsti l'impiego di risorse supplementari per la lotta agli abusi e il coinvolgimento di società di revisione esterne per lo svolgimento di ulteriori controlli. A causa delle scadenze previste dalla legislazione sugli appalti, queste risorse saranno però disponibili soltanto nel primo trimestre del 2021. La restituzione delle prestazioni indebitamente riscosse potrà comunque essere reclamata fino a cinque anni dopo il loro versamento.</p><p>Domanda 3</p><p>La percentuale degli abusi durante il periodo di validità dell'ordinanza sulle misure nel settore dell'assicurazione contro la disoccupazione riguardo al coronavirus (RS 837.033) non è presumibilmente più alta che in tempi "normali". Tuttavia, visto il grande numero di imprese che percepiscono queste indennità per lavoro ridotto, c'è da aspettarsi che in termini assoluti il volume dei potenziali abusi risulterà elevato.</p><p>Secondo le stime dell'AD, basate sulla media di lungo termine, la quota d'abuso dovrebbe situarsi tra l'1,5 e il 3 per cento di tutti i conteggi. Al momento non si può dire quante imprese, in definitiva, avranno effettivamente presentato i loro conteggi, dato che possono farlo fino a tre mesi dopo la fine del periodo di conteggio (mese in cui è stato introdotto il lavoro ridotto).</p><p>In base ai dati storici, risultanti ad esempio dalla crisi finanziaria del 2008, si presume che circa il 75-80 per cento delle ore di lavoro ridotto approvate vengano poi effettivamente conteggiate come indennità per lavoro ridotto. Attualmente le autorizzazioni rilasciate concernono circa 190 000 imprese. Il numero di quelle che effettivamente conteggiano come lavoro ridotto le ore di lavoro perse dovrebbe quindi situarsi tra 142 500 e 152 000.</p><p>In questo scenario i potenziali abusi sarebbero compresi in una fascia tra i 2100 e i 4200 casi.</p><p>Ad oggi non si può ancora tracciare un bilancio intermedio. Analogamente a quanto fa la SECO nel settore dei crediti transitori, anche l'AD pubblicherà le relative cifre su un apposito sito Internet.</p><p>Domanda 4</p><p>Oltre al forte aumento delle attività di controllo, già previsto, non sono necessarie ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.