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"La Svizzera è molto stimata negli Stati Uniti, per il suo paesaggio e per la sua capacità di far quadrare i conti, anche se di questo non si parla molto nei media": così si esprime Manuel Sager, da quattro anni ambasciatore della Confederazione a Washington ma prossimo al rientro in patria. Passerà alla testa della Direzione per lo sviluppo e la cooperazione, scambiando la poltrona con quella di Martin Dahinden, che gli succederà oltre Atlantico.
Il bilancio del quadriennio è segnato dal contenzioso fiscale: "Speravo che si arrivasse più in fretta a una soluzione, ma era un'illusione", afferma. Negli Stati Uniti "sono in pochi a spendersi per difendere degli evasori fiscali e quindi anche la Svizzera, che si batte per un segreto bancario che viene compreso sono limitatamente". D'altra parte, a differenza di quanto avvenuto per la vertenza riguardante i fondi ebraici una quindicina di anni fa, "l'argomento non ha avuto grosse ripercussioni": "l'interesse in Svizzera era infinitamente più alto che in America".
Ascolta l'intervista completa di Thomas Paggini
- RG 12.30 del 20.07.2014 L'intervista di Thomas Paggini a Manuel Sager