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Perché si dice che il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi ?
Non c’è esperienza quotidiana che non abbia delle espressioni sentenziose che trovino la loro giustificazione e verifica in una “massima”.
Questo antichissimo proverbio di saggezza popolare dalla valenza un po’ criptica in poche parole significa che le astuzie e le malvagità possono fornire il recipiente per contenere le azioni giudicate riprovevoli, ma non il coperchio per tenerle nascoste ovvero… tutto viene a galla!
Sappiamo tutti come le pentole e i coperchi siano complementari e come la sinergia dei due componenti porti ad un prodotto migliore. Dire che il Diavolo produca pentole e non i coperchi lascia intravedere che le sue azioni non sono complete e drasticamente imperfette.
Il Diavolo (l’azione, l’intenzione) fa le pentole (suggerisce le occasioni, prepara le situazioni, elabora i piani) ma non i coperchi, indica una metafora della capacità della coscienza etica di analizzare e trasformare le azioni e le pulsioni in riflessioni.
La morale è questa: è più facile fare del male che evitarne le ricadute negative. Nella tradizione proverbiale il Diavolo è presentissimo come personificazione del male e degli istinti malvagi che albergano negli esseri umani.
Il Diavolo raffigura un cattivo o imperfetto consigliere. Il proverbio in questione è intriso di pragmatismo: meglio non architettare azioni cattive (o anche solo disoneste) perché è facile che si ripercuotano contro chi le ha pianificate e commesse.
In poche parole quando si fa del male i malfattori ne pagano prima o poi le conseguenze!!!