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MONTE CARLO - Dal nostro corrispondente, Umberto Zapelloni
La fotografia del podio del Gran premio di Monaco ci porta direttamente nel futuro. Verstappen, Sainz e Norris avevano 23 anni, 11 mesi e 18 giorni di media quando sono saliti sul palco reale di Monte Carlo a ricevere premi e Trento doc dal Principe Alberto.
Non è il podio più giovane della storia (resta quello del 2019 in Brasile con gli stessi Max e Carlos e Gasly a far loro compagnia), ma poco ci manca. La Formula 1 del futuro riparte da loro e da chi su quel podio avrebbe meritato di esserci per quanto aveva fatto vedere in qualifica: Charles Leclerc. Aggiungiamoci George Russell e abbiamo in mano il futuro di uno sport che sta cercando di cambiare la sua immagine (e le sue regole) per attirare spettatori più giovani.
La nuova generazione di piloti che sta prendendo in mano la Formula 1 oggi è una delle migliori apparse sulla scena negli ultimi anni. Ricorda la seconda parte dei meravigliosi anni '80 quando accanto a Senna e Prost c’erano ancora Lauda, Piquet, Mansell, Alboreto, con la differenza che oggi ci sono cinque sei piloti tutti della stessa età, con il talento e la personalità per prendere la scena a Lewis Hamilton e non far rimpiangere i vari Alonso, Vettel e Raikkonen.
Non hanno ancora tutti i loro titoli mondiali, ma stanno dimostrando di potersi prendere la scena, esattamente come hanno fatto a Monte Carlo, nel più aristocratico dei Gran premi in cui sorprendentemente Lewis Hamilton non ha preso palla. Leclerc si è preso il palcoscenico in qualifica, Max ha fatto ancora meglio in gara lasciando a Lewis le sue lamentele via radio. Magari alla fine il Mondiale lo vincerà ancora Lewis, ma la sensazione è che ormai sia maturo il passaggio di consegne tra due generazioni di piloti.
Da una parte quelli come Hamilton e Vettel che hanno dominato gli ultimi 11 anni (con l’eccezione di Rosberg), dall’altra questi giovani rampanti che ancora non hanno vinto un titolo, ma danno l’idea di essere prontissimi a raccogliere l’eredità, saltando tutta la generazione di mezzo. Verstappen non era mai salito sul podio nei suoi cinque Gran premi a Monte Carlo e mai era stato in testa alla classifica. Domenica ha chiuso il dominio di un pilota Mercedes sulla pista salotto dopo 1036 giorni. Ha fatto l’effetto dell’Inter contro la Juve nel campionato italiano. Ma soprattutto ha dimostrato di esserci con la testa oltre che con il talento. Quando tra vent’anni qualcuno riguarderà la fotografia del podio nel Principato di Monaco 2021 potrà dire: ecco quel giorno la Formula 1 è entrata in una nuova epoca.