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Le frazioni parlamentari (o gruppi parlamentari) riuniscono i membri di un legislativo (Assemblea federale) appartenenti a uno o eventualmente più Partiti e possono essere costituite unicamente se il partito raggiunge un numero minimo di mandati (cinque sul piano fed. e nella maggior parte dei cant.). Alle loro riunioni partecipano di norma anche i membri dell'esecutivo che aderiscono alle rispettive forze politiche.
Il giovane Stato fed. del 1848 non conosceva le frazioni intese nell'accezione odierna del termine. Esse erano tuttavia prefigurate nelle riunioni preparatorie cui partecipavano parlamentari che condividevano almeno in parte le idee politiche; gli incontri, più informali e meno frequenti, avvenivano spesso in ristoranti bernesi, da cui prendevano il nome (ad esempio la Soc. del Mohren per i radicali). Nel 1878 la grande fam. radicale diede vita alla frazione radicale democratica, seguita nel 1882 da quella catt. conservatrice e nel 1911 da quella socialista.
La disciplina di partito, cioè il vincolo che costringe i singoli membri della frazione ad assumere nei confronti dell'opinione pubblica una posizione unitaria, non è molto diffusa nel sistema politico sviz. (Democrazia consociativa). Soprattutto i radicali fanno da sempre poco uso di questa pratica. Sono frequenti le prese di posizione di singoli membri in contrasto con la maggioranza del gruppo parlamentare, ma di norma non hanno conseguenze negative per i loro autori.
Se in un contesto politico più ampio i partiti sono una premessa indispensabile per la formazione della volontà politica in occasione di votazioni ed elezioni, all'interno dei parlamenti questa funzione viene esercitata dai gruppi parlamentari. Visto che contano un numero relativamente elevato di persone, i parlamenti possono funzionare in maniera adeguata solo grazie ai lavori preparatori svolti in questi piccoli organi. Le frazioni hanno il diritto di presentare candidature per elezioni di competenza del parlamento; esaminano in via preliminare gli oggetti sottoposti alle Camere e strutturano in questo modo i dibattiti del plenum, durante i quali i portavoce espongono le posizioni del proprio gruppo parlamentare. Di regola durante i dibattiti plenari le frazioni godono di alcuni privilegi in merito alla durata degli interventi e al momento in cui essi sono tenuti (prima degli interventi personali dei singoli membri).
Da quando, nel 1990, il diritto di prendere la parola al Consiglio nazionale è stato limitato, sono spesso solo i portavoce dei gruppi parlamentari a poter intervenire su un oggetto in discussione. I seggi nelle commissioni (Commissioni parlamentari) vengono ripartiti fra i diversi gruppi proporzionalmente alla loro forza aritmetica; i gruppi costituiscono pertanto le premesse affinché le commissioni siano delegazioni rappresentative del parlamento. Le frazioni sono inoltre di regola rappresentate con il loro ufficio presidenziale negli organi direttivi di un parlamento (ufficio del Consiglio o conferenza dei pres.).
Dal 1972 i gruppi parlamentari dell'Assemblea fed. ricevono contributi da parte dello Stato, secondo una pratica in seguito adottata anche dalla maggior parte dei cant. e dei com. più grandi (nel 2005 ogni gruppo ha ricevuto un contributo di base di 92'000 frs., cui si aggiungono 17'000 frs. per membro). Il finanziamento pubblico delle frazioni è giustificato sul piano costituzionale in quanto il lavoro di questi organi giuridicamente riconosciuti è fondamentale per l'adempimento delle funzioni costituzionali di un parlamento.
Bibliografia
– E. Gruner, Die Parteien in der Schweiz, 19772
– P. Münch, «Wesen und Bedeutung der Parlamentsfraktion aus schweizerischer Sicht», in Archiv des öffentlichen Rechts, 1995, 382-416
– N. Schmitt, «Le soutien étatique aux groupes parlementaires», in Gesetzgebungs-Bulletin, 4, 2000, 13-19
Autrice/Autore: Martin Graf / ddo