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Le autorità svizzere si stanno impegnando in modo positivo nella loro ferma condanna del razzismo, tuttavia rimangono molti punti critici, come i discorsi politici "intrisi di xenofobia". È quanto si legge nel quinto rapporto della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) sulla Confederazione pubblicato oggi, di cui il Consiglio federale ha preso atto a inizio mese.
Fra gli aspetti positivi evocati dal rapporto, vi sono il miglioramento dei servizi di consulenza per vittime di discriminazione nel quadro dei programmi d'integrazione cantonali, il potenziamento degli sforzi per la lotta al razzismo e alla discriminazione a scuola, le offerte create nel settore dell'educazione ai diritti umani e il sostegno fornito da singoli Cantoni e Comuni alle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).
Tuttavia, il discorso politico intriso di xenofobia e in parte di razzismo che colpisce i membri delle comunità nere, jenisch e nomadi peggiora le loro condizioni di vita. Gli episodi di discriminazione sul mercato del lavoro e nella prestazione di servizi non sono rari.
L'ECRI invita la Svizzera a potenziare le misure d'integrazione, a rafforzare la sensibilizzazione dei media alla tematica e a istituire strutture e offerte di sostegno per le persone LGBT in tutte le regioni del Paese, sottolinea un comunicato odierno del Dipartimento federale dell'interno (DFI).
SDA-ATS