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Domenica i cittadini di Auvernier, comune del cantone di Neuchâtel, hanno accettato il declassamento di una zona agricola in favore di un progetto industriale.
Un'occasione per parlare con Thomas Fleiner, direttore dell'Istituto del federalismo, del potere decisionale degli svizzeri nelle questioni comunali.
La viticoltura è una delle attività principali nel comune di Auvernier. Questo fine settimana i suoi abitanti si sono recati alle urne per pronunciarsi sul declassamento di una parcella di vigna di 9176 mq. per far posto ad un progetto industriale di Swatch Group.
Il progetto è stato accettato a netta maggioranza: 700 i voti a favore, 228 quelli contrari.
Il numero uno mondiale dell'orologeria vuole costruire su questo terreno un centro di competenza per la gioielleria e la bigiotteria. Un investimento di 10 milioni di franchi che porterebbe 500 posti di lavoro nella regione. Nel caso in cui dalle urne fosse uscito un no, la Swatch aveva indicato che si sarebbe insediata in un altro cantone.
L'esecutivo di Auvernier aveva accettato questo declassamento a zona industriale con 13 voti contro 11. Ma la questione aveva diviso il paese di 1548 anime.
Il voto è stato reso possibile grazie a dei comitati referendari che avevano raccolto le firme necessarie per indire la votazione. Gli oppositori allo sviluppo industriale rimproveravano essenzialmente al progetto di derogare ai principi regionali che regolano la gestione del territorio e di creare un precedente.
Sviluppo economico contro tutela del paesaggio: questo dunque il dilemma di domenica.
swissinfo: Cosa le sembra esemplare nel caso di Auvernier?
Thomas Fleiner: Si parla di pianificazione territoriale. Un tema regolato in modo un po' diverso in ogni cantone. La maggior parte delle volte la decisione spetta comunque di principio all'assemblea comunale o ai cittadini.
I cittadini hanno il diritto di accettare il piano territoriale, ma possono anche rifiutarlo. È uno dei principi fondamentali del diritto costituzionale elvetico. Il problema è che non è sempre così facile cambiare questi piani. Perché hanno a che fare, tra l'altro, con il diritto di proprietà.
D'altronde pochissimi comuni hanno la possibilità di prendere decisioni su un grosso investimento industriale.
swissinfo: Più in generale, il cittadino può pronunciarsi su ogni questione comunale o ci sono dei limiti?
T.F.: Tutto dipende dai cantoni. È il diritto cantonale che regola i diritti dei cittadini sul piano comunale. Ci sono perciò dei comuni o dei cantoni in cui i cittadini hanno più o meno diritti rispetto agli altri. Nella maggior parte dei cantoni, i cittadini sono obbligati ad adottare il piano territoriale, per esempio.
In principio, troviamo il diritto d'iniziativa e di referendum comunale dappertutto. La questione del numero di firme richieste è regolata nel diritto cantonale dei comuni o nella legge sulla pianificazione. È diverso da cantone a cantone.
swissinfo: Non si può dunque generalizzare e dire che la popolazione ha gli stessi diritti su tutti e tre i livelli, federale, cantonale e comunale?
T.F.: Per nulla. La popolazione ha il massimo di diritti popolari sul piano comunale. Diminuiscono sul piano cantonale e ancora di più su quello federale.
All'interno di uno stesso cantone però, i cittadini hanno gli stessi diritti comunali. Ma entra in gioco poi anche la gestione del comune. Certe collettività dispongono di un parlamento, altre hanno invece un'assemblea comunale (aperta a tutti i cittadini del comune, ndr).
A volte, gran parte dei diritti dei cittadini viene delegata al parlamento, con la possibilità di un referendum. È soprattutto il caso nei grandi comuni. Ma su scala nazionale abbiamo più comuni senza parlamento.
swissinfo: Ci sono delle questioni sulle quali la popolazione dei comuni svizzeri si pronuncia più spesso e altre sulle quali si tende a consultarla di meno?
T.F.: Bisogna mettersi d'accordo su ciò che significa «grandi questioni». La grande questione è spesso un tema controverso. E qualche volta una piccola questione può suscitare una grande controversia e trasformarsi in «grande questione».
Al contrario, molte questioni veramente importanti non diventano oggetto di dibattito. Per questo motivo è molto difficile determinare chi deve decidere di cosa. È un compito che spetta al dibattito politico.
intervista swissinfo: Pierre-François Besson
traduzione, Raffaella Rossello
Fatti e cifre
Il numero di comuni svizzeri diminuisce costantemente.
Oggi sono circa 2900.
Più della metà ha meno di 1000 abitanti.
Solo 4 su 100 hanno più di 10'000 abitanti.
In questi si concentra la metà della popolazione svizzera
In breve
Gli abitanti di Auvernier hanno accettato domenica, con 700 voti favorevoli e 228 contrari, di declassare 9'176 mq. di vigna a zona industriale.
L'esecutivo comunale aveva già dato l'avvallo, ma alcuni gruppi di cittadini avevano raccolto le firme necessarie (il 15% della popolazione) per indire un referendum facoltativo.
Il gruppo Swatch vuole installare sul terreno in questione un centro per la gioielleria e la bigiotteria.