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Sull'opuscolo informativo del Consiglio di Stato relativo all'iniziativa sulla legittima difesa in votazione il 9 febbraio, non si placa la polemica. Dalle parole ai fatti. Il losonese Giorgio Ghiringhelli, primo firmatario, dopo la protesta formale inviata tramite raccomandata al governo il 17 gennaio e la perizia costituzionale – anticipata da laRegione – fa un ulteriore passo: l'invio, oggi, di un reclamo al Consiglio di Stato.
Il testo, due pagine fitte, ricalca a grandi linee il contenuto della protesta formale e le conclusioni del costituzionalista che lo ha aiutato: il Consiglio di Stato ha compiuto "un errore" nel parlare di un testo d'iniziativa ‘in violazione del diritto federale’ poiché se il Gran Consiglio, autorità competente, nel 2017 l'ha ritenuta ricevibile questa violazione è tutta da dimostrare in altre sedi.
Ghiringhelli, in questo reclamo, chiede "in via principale che il Consiglio di Stato, oltre a scusarsi in segno di buona fede per l'accaduto, emetta in tempi rapidissimi un comunicato nel quale inviti i cittadini a non tenere conto della contestata argomentazione contenuta nell'opuscolo informativo". In via secondaria, il Guastafeste chiede "che il Consiglio di Stato renda noto tramite la stampa che la violazione del diritto federale data per certa nel testo dell'opuscolo riguardante le argomentazioni contro l'iniziativa è solo un'ipotesi tutta da verificare". In via ulteriormente subordinata, "che la votazione sia rinviata a data da stabilire con l'emanazione di un nuovo opuscolo corretto nel senso dell'informazione corretta dell'autorità".
Questo reclamo, oltreché a esser pensato per l'immediato, come già detto da Ghiringhelli è "un primo passo che permetterà l'eventuale ricorso al Tribunale federale". Ricorso che avverrà "a dipendenza dell'esito del voto".