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Il luogo dell'omicidio dello scorso giugno a Zurigo-Seefeld (foto d'archivio).
KEYSTONE/WALTER BIERI(sda-ats)
È stata rimessa in libertà una delle due persone fermate in gennaio in relazione all'arresto, avvenuto nel canton Berna, del 23enne che era ricercato da più di sei mesi per l'omicidio di Zurigo-Seefeld. La persona liberata è l'ex compagna del 23enne.
La portavoce della Procura generale zurighese, Corinne Bouvard, ha confermato oggi notizie in tal senso pubblicate da diversi media. La procura non fornisce invece informazioni sui motivi del rilascio o su altri elementi dell'inchiesta.
La vittima del delitto era un 42enne di Zurigo: nel primo pomeriggio del 30 giugno 2016 l'uomo, gravemente ferito, aveva chiesto aiuto ad una passante prima di stramazzare a terra senza vita su una stradina del quartiere di Seefeld. Gli esami effettuati presso l'istituto di medicina legale rivelarono diverse ferite da taglio ripartite su tutto il corpo.
Nei giorni successivi la polizia rese noto di essere alla ricerca di un 23enne evaso dal penitenziario di Pöschwies (ZH): il ricercato, in carcere dal 2014 per scontare una condanna a cinque anni e mezzo per lesioni personali e reati patrimoniali, non era tornato nel penitenziario dopo un congedo non accompagnato.
Il giovane è stato arrestato il 18 gennaio scorso, grazie al caso: la polizia bernese lo ha fermato nell'ambito di un'indagine sull'acquisto illegale di un'arma nella "darknet" (l'internet nascosta). Esaminando le sue impronte digitali gli inquirenti hanno scoperto che corrispondevano a quelle del presunto omicida.
Il Ministero pubblico zurighese è sempre stato parco di dettagli sui possibili retroscena del delitto. Dopo l'arresto del 23enne, il procuratore titolare dell'inchiesta si era limitato a dire che per far luce sul periodo in cui l'uomo è rimasto uccel di bosco, sono state effettuate perquisizioni nei cantoni di Zurigo e del Giura.
Durante le perquisizioni sono state fermate altre due persone. Finora nessuno aveva confermato che una di queste fosse l'ex compagna del ricercato, che secondo il procuratore ha fatto una "confessione di principio" dopo l'arresto.
SDA-ATS