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Nel mirino del DFF Dipendenti Credit Suisse indagati per i prestiti in Mozambico
Credit Suisse nel mirino del Dipartimento federale delle finanze (DFF).
L'autorità ha avviato un'indagine contro dipendenti della grande banca per stabilire chi ha sbagliato all'interno dell'istituto in merito alla concessione di prestiti in Mozambico, stando a quanto pubblicato oggi dalle testate Tamedia.
Secondo la stampa il DFF ha agito in seguito a una denuncia della Finma, l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari, che ha segnalato una possibile violazione dell'obbligo di segnalazione di sospetti casi di riciclaggio di denaro. Contattato dall'agenzia Awp il dipartimento di Ueli Maurer non ha voluto fornire indicazioni, visto il procedimento in corso. Da parte sua Credit Suisse non ha commentato la notizia.
La vicenda relativa al Mozambico ha preso avvio nel 2013. La banca ha organizzato prestiti obbligazionari per due imprese statali. Il denaro avrebbe dovuto essere usato per finanziare navi della guardia costiera e una flotta per la pesca del tonno, ma centinaia di milioni sono finiti nelle tasche di funzionari corrotti.
Interessata da un'indagine negli Stati Uniti, la banca ha dovuto pagare 475 milioni di dollari; due dipendenti si sono inoltre dichiarati colpevoli di riciclaggio. Da parte sua la Finma ha ravvisato gravi violazioni dei requisiti in materia di organizzazione e di obbligo di comunicazione di casi sospetti.
hm, ats