Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/243974

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è chiamato a istituire un meccanismo per assegnare un importo fisso a ogni nucleo familiare, a seconda della sua composizione, quando il potere d'acquisto dei nuclei familiari della classe media è particolarmente colpito. </p><p>A ogni nucleo familiare della classe media e a basso reddito viene distribuito un "assegno federale" in base al numero di componenti non appena il costo della vita aumenta in misura eccessiva. </p><p>Il meccanismo scatta quando aumentano i prezzi di alcuni beni di consumo che, di conseguenza, incidono particolarmente sui nuclei familiari della classe media e a basso reddito, tra cui gli affitti, i premi dell'assicurazione sanitaria, i beni di prima necessità e i generi alimentari, l'energia e i trasporti, ovvero superano una soglia di riferimento (p. es. +5 % dal 1° gennaio 2019). </p><p>La legislazione deve prevedere un importo fisso per ogni adulto e un importo inferiore per ogni bambino in un nucleo familiare (p. es. rispettivamente 260 e 130 franchi), e un assegno unico per ogni nucleo a seconda del numero di adulti e bambini che lo compongono. L'assegno è destinato alla classe media e ai nuclei familiari a basso reddito: quando il reddito imponibile supera quello dell'80 % delle economie domestiche con la medesima composizione, l'assegno diminuisce progressivamente in base al reddito per non creare un effetto soglia e per non essere attribuito a nuclei con redditi sufficientemente elevati da poter sopportare l'aumento del costo della vita. </p><p>Questo "assegno federale" è finanziato dalla Confederazione, ma la sua distribuzione spetta ai Cantoni, che detraggono l'importo corrispondente dalle imposte. Se la riduzione non è sufficiente, i Cantoni utilizzano le informazioni a loro disposizione per il rimborso dell'imposta anticipata o chiedono le coordinate bancarie per bonificare l'importo ai nuclei familiari interessati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Anche in Svizzera l'aumento dei prezzi delle materie prime ha comportato un aumento del rincaro generale. L'inflazione, tuttavia, resta moderata rispetto ad altri Paesi: nel giugno 2022 era del 3,4% contro l'8,6% nell'eurozona. Le attuali stime sul rincaro emesse da diversi istituti per il 2022 si aggirano attorno a poco più del 2,5 per cento. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha il compito di garantire la stabilità dei prezzi. A tal fine dispone di strumenti efficaci. Il 16 giugno la BNS, in occasione dell'esame della situazione economica e monetaria, ha innalzato il tasso guida a -0,25% (+50 punti base), per contrastare l'aumento della pressione inflazionistica.</p><p>Si prevede un proseguimento della ripresa economica post-pandemica, seppure in misura più moderata rispetto a quanto pronosticato prima della guerra in Ucraina. Secondo le previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, il PIL crescerà, al netto degli eventi sportivi, del 2,6% nel 2022 e dell'1,9% nel 2023. La situazione sul mercato del lavoro è andata costantemente migliorando. Il tasso di disoccupazione del 2,0% a giugno è inferiore a quanto registrato prima della crisi di COVID-19 e si colloca quindi a un livello molto basso anche nel confronto storico. L'occupazione è in crescita e anche le prospettive sono positive. Attualmente, tuttavia, un "assegno federale" per compensare il potere d'acquisto di larghe fasce della popolazione non risponde allo scopo, nemmeno a fronte di tassi di inflazione più elevati, ed è anzi controproducente in un contesto inflazionistico. È probabile che la pressione inflazionistica aumenterebbe ulteriormente, senza peraltro che si riesca ad eliminare il problema di base, ossia l'aumento dei prezzi dell'energia. Inoltre, adottare una misura come quella delineata nella mozione comporterebbe costi di circa 2 miliardi di franchi, che dovrebbero essere reperiti risparmiando su altre voci del bilancio federale o aumentando la pressione fiscale, vanificando l'utilità della misura stessa.</p><p>La maggior parte dei nuclei familiari svizzeri dispone di uno o più redditi. Spetta alle parti sociali negoziare aumenti salariali in funzione della realtà economica, degli aumenti di produttività e delle singole situazioni nei settori, nei rami economici e nelle aziende. L'aumento dei salari reali è stato di circa l'8 % tra il 2010 e il 2021.</p><p>Per i nuclei familiari a basso reddito in Svizzera esiste una vasta rete di sicurezza sociale che può contrastare il rincaro. Quest'autunno il Consiglio federale si pronuncerà sull'adeguamento delle rendite ordinarie AVS e AI a decorrere dal 1° gennaio 2023 e potrà anche procedere ad adeguamenti delle prestazioni complementari. Per quanto riguarda invece l'aiuto sociale, l'adeguamento è di competenza dei Cantoni. Attraverso questi strumenti collaudati esiste dunque un sostegno mirato.</p><p>Se i prezzi dell'energia dovessero rimanere elevati a lungo, l'economia dovrà adattarsi alle mutate condizioni quadro. In tale contesto, il Consiglio federale sostiene le imprese e i nuclei familiari. Nell'ambito della sua politica energetica promuove il passaggio alle energie rinnovabili e l'efficienza energetica. In prospettiva di lungo periodo, le imprese devono poter compensare la perdita del potere d'acquisto, aumentando i salari grazie a incrementi della produttività. A tale scopo il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente le condizioni quadro economiche, come ha illustrato nell'analisi globale "Rafforzamento della piazza economica svizzera" del 16 febbraio 2022.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.