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Il pil svizzero dovrebbe crescere nel 2015 dello 0,8% e nel 2016 dell'1,6%. Lo afferma la Segreteria di stato dell'economia (SECO), che a marzo aveva formulato pronostici leggermente migliori: +0,9% per quest'anno, +1,8% per l'anno prossimo.
Il gruppo di esperti della Confederazione ha ricordato che nel primo trimestre il prodotto interno lordo è calato dello 0,2% a causa dell'apprezzamento del franco. Sono inoltre diminuite le esportazioni del settore chimico-farmaceutico, che in generale non risentono particolarmente delle fluttuazioni del tasso di cambio. Anche gli investimenti nell'edilizia hanno perso dinamicità.
La SECO ritiene comunque che l'economia svizzera sarà in grado di adattarsi al nuovo contesto senza entrare in una recessione pronunciata. Ciò a condizione che la domanda interna continui ad evolvere in maniera robusta e che l'economia mondiale prosegua nella ripresa.
Malgrado il deterioramento, in alcuni casi piuttosto marcato, di diversi indicatori congiunturali, gli ultimi dati disponibili lasciano presagire un graduale miglioramento nei prossimi trimestri, afferma la SECO in un comunicato.
Quanto alla disoccupazione il tasso di senza lavoro dovrebbe attestarsi quest'anno al 3,3%, previsione invariata rispetto alle stime di marzo, per poi salire al 3,5% nel 2016 (3,4% secondo le precedenti valutazioni).