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Credit Suisse ha registrato nel secondo trimestre 2020 un utile netto di 1,16 miliardi di franchi, in aumento su base annua del 24%. La banca ha annunciato oggi, giovedì, di volersi dotare di nuove strutture e punta a risparmiare circa 400 milioni di franchi all’anno entro il 2022. L’utile prima delle imposte, si legge in un comunicato, si è attestato a 1,55 miliardi di franchi, pari a una progressione del 19% rispetto allo stesso periodo del 2019. I ricavi sono invece saliti dell’11% a 6,19 miliardi di franchi.
Non è ancora chiaro quale sarà l’impatto dei risparmi previsti sui posti di lavoro, ma il direttore generale Thomas Gottstein, durante un'intervista diffusa dal canale televisivo specializzato Bloomberg, ha dichiarato che la riduzione di posti di lavoro causata dalla riorganizzazione "sarà molto limitata".
A cambiare sarà in primo luogo ad esempio l'organigramma dell'investment bankng, con i singoli comparti che torneranno ad essere riuniti in un'unica unità. La divisione era stata decisa dal predecessore Tidjane Thiam.
La riorganizzazione, prima di consentire risparmi, dovrebbe generare costi complessivi fino a 400 milioni di franchi.
“Futuro incerto, ma siamo pronti”
Guardando al futuro, la banca afferma che continua ad essere difficile giudicare l'ampiezza degli effetti economici negativi scaturiti dall'epidemia di Covid-19 e l'andamento della ripresa. L'istituto si dice tuttavia ben messo in vista di ulteriori potenziali rischi ed elevate incertezze geopolitiche ed è in grado di mantenere una prestazione finanziaria resistente e una base di capitale solida.