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(27.03.2013) I rischi continuano ad aumentare sul mercato dell'immobiliare in Svizzera, anche se l'ultima tappa del surriscaldamento non è ancora stata raggiunta. Secondo Credit Suisse, la crescita dei prezzi dovrebbe ammontare tra il 3% ed il 5% nel 2013, in leggero calo rispetto allo scorso anno.
Nel suo studio annuale sul mercato immobiliare svizzero, Credit Suisse sottolinea come la domanda resti troppo elevata nonostante i recenti tentativi di regolamentazione, che non sono bastati a rallentare la crescita dei prezzi. Soltanto un forte incremento dei tassi d'interesse permetterebbe di invertire l'attuale tendenza.
Per il momento, tre fattori stabilizzatori permettono di evitare il peggio: delle transazioni speculative ancora limitate, una riduzione del numero dei crediti accordati da certi istituti ed il fatto che non sussista ancora un'eccedenza d'offerta sul mercato delle superfici abitative. Le nuove regolamentazioni destinate a frenare il mercato dell'immobiliare contribuiscono anche alla diminuzione dei rischi.
In compenso, l'incremento dei prezzi non dovrebbe scoraggiare gli investitori, sottolinea Credit Suisse. Benché i crediti ipotecari abbiano subito un leggero rincaro, il debole livello dei tassi d'interesse fa ancora della proprietà la forma più vantaggiosa di alloggio dal punto di vista finanziario. Al momento, le regioni rurali e periferiche fanno registrare un aumento del numero delle superfici sfitte, mentre la situazione resta tesa nelle città.
Al contrario, il mercato delle superfici commerciali sta vivendo una svolta, con un numero crescente di locali sfitti. Le grandi imprese tendono ad insediarsi in locali poco costosi in periferia, lasciando le superfici dei centri città vuote. Inoltre, il passaggio dal posto di lavoro stanziale al lavoro in mobilità sta rivoluzionando la maniera di utilizzare gli spazi lavorativi. Secondo Credit Suisse, il concetto del "desksharing" permette infatti di risparmiare dal 10% al 20% delle superfici.
Ultima modifica 10.09.2015