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A individuarli è una ricerca che li ha distinti e classificati in base all'attività cerebrale e al comportamento
C'è chi ha più competenze linguistiche, chi ha meno capacità di interagire con gli altri, chi ha più atteggiamenti ossessivi. Non esiste solo un tipo di autismo ma almeno 4 sottotipi diversi e, per ognuno, potrebbero andar bene alcune terapie ma non altre.
A individuarli è una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, che li ha distinti e classificati in base all'attività cerebrale e al comportamento.
Un precedente studio aveva utilizzato algoritmi e Machine Learning per identificare 4 sottotipi biologicamente distinti di depressione. Basandosi su questo, i ricercatori della Weill Cornell Medicine di New York City, guidati da Amanda Buch, hanno integrato i dati di "neuroimaging" con i dati di espressione genica per capire se esistano sottogruppi tra gli individui con autismo.
Sfruttando l'apprendimento automatico per analizzare i dati di 299 persone con la sindrome e 907 senza sindrome, hanno identificato 4 sottotipi o gruppi.
Due gruppi avevano un'intelligenza verbale superiore alla media. Di questi, uno aveva anche gravi deficit nella comunicazione sociale ma comportamenti meno ripetitivi, mentre l'altro aveva comportamenti più ripetitivi ma meno compromissione sociale; le connessioni tra le parti del cervello che elaborano le informazioni visive erano iperattive nel sottogruppo con più disabilità sociale ma deboli nel gruppo con comportamenti più ripetitivi.
Gli altri due gruppi avevano gravi menomazioni sociali e comportamenti ripetitivi, associate a scarsa abilità verbale: nonostante alcune somiglianze comportamentali, i ricercatori hanno scoperto modelli di connessione cerebrale completamente distinti in questi due sottogruppi.
Il team ha anche analizzato l'espressione genica che spiegava le connessioni cerebrali atipiche, individuando molti geni collegati all'autismo. "Per personalizzare le terapie – concludono i ricercatori – sarà importante prendere di mira questa diversità. È difficile identificare la terapia ottimale quando tutti vengono trattati come uguali, quando ognuno di loro è unico".