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Un anno e mezzo fa le Camere avevano deciso di sospendere l’esame del messaggio concernente l’evoluzione della politica agricola a partire dal 2022 (PA22+, 20.022) e avevano incaricato il Consiglio federale di sottoporgli dapprima un rapporto che illustrasse le prospettive a lungo termine per l'agricoltura (postulati 20.3931 della CET-S e 21.3015 della CET-N). Il Consiglio federale ha dato seguito all’incarico pubblicando il suo rapporto del 22 giugno 2022. In esso viene illustrato in che modo la filiera agroalimentare svizzera potrà contribuire in misura ancora maggiore alla sicurezza alimentare di domani; le considerazioni includono – come richiesto dai postulati – l’intero sistema alimentare dalla produzione al consumo. La Commissione prende atto con soddisfazione del fatto che sia stato adottato un approccio globale. Al contempo rileva tuttavia che gli obiettivi formulati nel rapporto sono ambiziosi. La guerra in Ucraina e le sfide che ne derivano per l’agricoltura, e l’attuazione già decisa dal Parlamento dell’iniziativa parlamentare «Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi» (19.475) rendono tali obiettivi ancora più ambiziosi. Inoltre, secondo vari membri della Commissione vi sono altri punti, non sufficientemente analizzati nel rapporto, che meritano di essere presi in considerazione. Fra gli aspetti menzionati figurano l’accelerazione dell’attuazione delle misure di politica climatica, la posizione quasi monopolistica detenuta dai grandi distributori e l’adeguatezza dell’attuale concezione delle misure di protezione doganale e delle sovvenzioni.
La Commissione appoggia anche la procedura a fasi delineata dal Consiglio federale per il seguito dell’esame (cfr. rapporto del Consiglio federale del 22 giugno 2022). La CET-S ha pertanto deciso, senza opposizioni, di entrare in materia sulla modifica della legge sull’agricoltura e della legge sulle epizoozie (disegni 1 e 3 della PA 22+) e di non entrare invece in materia sul disegno 2 (Legge federale sul diritto fondiario rurale). In occasione della sua seduta del prossimo 1° settembre, la Commissione intende avviare la deliberazione di dettaglio dei disegni 1 e 3, in modo che possano essere sottoposti al Consiglio degli Stati nel corso della sessione invernale.
2. La CET-S avvia l’esame della revisione parziale della legge sull’IVA
Dopo le varie modifiche apportate dal Consiglio nazionale in occasione della recente sessione speciale, la CET-S si è ora chinata per la prima volta sul progetto del Consiglio federale concernente la revisione parziale della legge sull’IVA (21.019). Dopo aver deciso senza voti contrari di entrare in materia sul progetto, la Commissione ha dato avvio alla deliberazione di dettaglio, che ha svolto fino all’articolo 25.
Il Consiglio nazionale si era espresso contro la proposta di esentare dall’IVA le prestazioni di servizi fornite dalle agenzie di viaggio straniere. Con 10 voti contro 3, la CET-S propone che le relative disposizioni (art. 8 cpv. 2 lett. b e art. 23 cpv. 2 n. 10), le quali si rifanno a due mozioni accolte (18.4194 e 18.4363), siano mantenute. La CET-S ritiene infatti che le richieste espresse negli interventi siano tuttora giustificate. Con 8 voti contro 1 e 4 astensioni, la Commissione propone che l’aliquota ridotta al 2,5 per cento venga applicata d’ora innanzi soltanto ai prodotti fitosanitari rispettosi dell’ambiente, accogliendo in tal modo la richiesta avanzata dalla mozione 19.3783 (art. 25 cpv. 2 lett. a n. 7). In seno alla Commissione è rimasto incontestato il fatto che l’aliquota ridotta deve applicarsi in futuro anche ai prodotti per l’igiene intima femminile. Il Consiglio nazionale aveva già approvato la disposizione corrispondente (art. 25 cpv. 2 lett. a n. 10), attuando così la richiesta contenuta nella mozione 18.4205. Con 7 voti contro 5 e 1 astensione la Commissione si allinea alla decisione del Consiglio nazionale di inserire nel progetto un’esenzione fiscale per le fondazioni d’investimento (art. 21 cpv. 2 n. 19 lett. g). Per quanto concerne le esenzioni fiscali nel settore sanitario, la CET-S adotta una posizione più restrittiva rispetto al Consiglio nazionale e respinge le modifiche proposte da quest’ultimo all’articolo 21 capoverso 2 numeri 2 e 3bis. Le deliberazioni sul numero 12 dello stesso capoverso sono tuttavia state sospese, perché la Commissione auspica lo svolgimento di ulteriori accertamenti sulla parità di trattamento, dal punto di vista dell’IVA, di tutte le organizzazioni Spitex. È stata altresì sospesa la discussione sul tema centrale dell’imposizione delle piattaforme elettroniche, in modo da consentire all’Amministrazione di esaminare la possibilità di estenderla ai servizi digitali. Gli accertamenti richiesti dalla Commissione dovrebbero essere disponibili nel quarto trimestre del 2022. La Commissione proseguirà dunque la deliberazione di dettaglio verosimilmente non prima della sua seduta del 4 novembre 2022.
3. Attuazione dell’imposizione minima prevista dall’OCSE in Svizzera
Pochi giorni dopo l’adozione del messaggio del Consiglio federale concernente l’attuazione del secondo pilastro della riforma fiscale dell’OCSE in Svizzera (22.036), la Commissione ha condotto un’ampia audizione sull’argomento, alla quale sono stati invitati anche i membri della commissione omologa del Consiglio nazionale (CET-N). All’audizione hanno partecipato rappresentanti dei Cantoni (CDCF), delle Città e dei Comuni, del mondo scientifico, oltre alle federazioni e ai gruppi di interesse seguenti: economiesuisse, Swissholdings, Groupement des Entreprises Multinationales, Unione sindacale svizzera, Unione svizzera delle arti e dei mestieri, EXPERTsuisse, Associazione svizzera dei banchieri, Associazione Svizzera d’Assicurazioni.
La Commissione procederà all’esame materiale del progetto in occasione della sua riunione del 25 agosto e lo concluderà nel corso del trimestre, in modo che il Consiglio degli Stati possa occuparsene nella sessione autunnale.
Presieduta dal consigliere agli Stati Alex Kuprecht (UVD, SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 27 e 28 giugno 2022. In parte erano presenti alla seduta i consiglieri federali Ueli Maurer e Guy Parmelin.