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Il mio cuore e le mie preghiere vanno oggi alla popolazione giapponese. Prego che possano sentire la presenza di un benevolo Padre-Madre Dio, nonostante l'immagine che li circonda. Prego perché siano convinti che la sofferenza non è una condizione umana determinata da un cosiddetto «atto divino» e che in mezzo ai boati dei terremoti e dello tsunami possano sentire la calma voce di Dio, che guida verso la salvezza.
Nel 1994, quando il terremoto di Northridge colpì la mia città in California, la certezza dell’amore di Dio quietò il mio pensiero e fui in grado di sentire cosa dovevo fare per mettere al sicuro me e gli altri. Questo mi sollevò l’umore e rafforzò la mia convinzione nella forza dell'Amore, un altro nome per Dio; mi permise inoltre di percepire le necessità delle altre persone ed esprimere la forza, la speranza e la consolazione che desideravano tanto trovare.