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LUGANO - Era stata condannata nel 2017, in pretura penale a Bellinzona, a una pena pecuniaria sospesa di 8'800 franchi e a una multa di 1'000 franchi. Era stata infatti riconosciuta colpevole per aver aiutato, nel 2016, ventiquattro migranti a entrare illegalmente in Svizzera e a proseguire il loro viaggio verso l’Europa settentrionale.
Ora la Corte di appello e di revisione penale ribalta la sentenza a favore della deputata socialista Lisa Bosia Mirra: gli 8800 franchi di pena sono stati ridotti a 2200 ed è stata pure annullata la multa di 1'000 franchi.
In sostanza, stando alla nuova sentenza, ospitare per qualche giorno in Svizzera un migrante senza regolare documento d'identità non è punibile.
La Corte di appello e di revisione penale ha confermato che non è punibile fornire viveri ad uno straniero in difficoltà, né offrire assistenza medica e consulenza giuridica a persone a statuto irregolare in procinto di attraversare il confine.
Inoltre, visto che alla stazione di Como erano accampati «in un giardino pubblico, cioè in uno spazio assolutamente non attrezzato quale centro di accoglienza» tra 400 e 600 migranti con minori non accompagnati, donne e bambini, la Corte ha ampiamente riconosciuto che Lisa Bosia Mirra «ha agito per motivi onorevoli e in stato di grave angustia».
C’è un però. Il Tribunale ha negato che esistesse uno stato di necessità per i rifugiati che Lisa Bosia Mirra aiutò ad entrare in Svizzera fuori valico. Dunque la vicenda non finisce qui e andrà avanti con un ricorso al Tribunale federale svizzero.