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Incarto n. 12.2021.111 Lugano 30 maggio 2022 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Fiscalini, presidente, Bozzini e Stefani vicecancelliere: Bettelini sedente per statuire nella causa inc. n. OR.2017.166 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione del 25 agosto 2017 da AO 1 patrocinata dall’avv. PA 2 contro AP 1 patrocinata dall’avv. PA 1 chiedente la condanna della convenuta a consegnare l’opera di __________ S__________ denominata “E__________” al rappresentante legale di AO 1, __________, sotto la comminatoria penale dell’art. 262 CP ( recte : 292 CP) e che essa, in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione, sia condannata al pagamento di una multa di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento, nonché la sua condanna a versare all’attrice un importo da quantificare, pari agli interessi al 5% sulla somma di Euro 120'000.- dal 23 novembre 2016 alla data della consegna dell’opera, con protesta di spese e ripetibili; domanda avversata dalla convenuta e che il Pretore ha accolto parzialmente con decisione 28 giugno 2021, facendo ordine a AP 1 di consegnare l’opera di __________ S__________ denominata “E__________” al rappresentante legale dell’attrice sotto la comminatoria dell’art. 292 CP, condannando la convenuta, in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione a una multa disciplinare di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento e ponendo la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 6'000.- a carico dell’attrice per il 24% e della convenuta per il 76%, quest’ultima condannata anche a rifondere alla controparte fr. 9’200.- a titolo di ripetibili; appellante la convenuta con appello 23 luglio 2021 con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la petizione con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi; con risposta 7 settembre 2021 l’appellata ha postulato la reiezione del gravame; ritenuto in fatto e in diritto: 1. A inizio 2016 AP 1 e AO 1 hanno concordato la vendita dalla prima alla seconda di due quadri di importanti artisti italiani e meglio dell’opera di __________ F__________ __________ spaziale “A__________” del 1963/1964 e di quella di __________ S__________ denominata “E__________” il cui anno di esecuzione era stato indicato nel 1967 (o al limite 1967/1968). Secondo AO 1, il prezzo del quadro di __________ F__________ era stato fissato in Euro 700'000.- e quello del quadro di __________ S__________ in Euro 200'000.-, mentre per la venditrice AP 1 questa ripartizione dei prezzi era fittizia ed era stata voluta da AO 1 per ragioni fiscali, allorquando in realtà il prezzo del primo era di Euro 780'000.- e quello del secondo di Euro 120'000.-. 2. Nel corso del mese di ottobre 2016, quando il contratto non era ancora stato adempito, il dipinto di __________ S__________ è stato oggetto di una perizia da parte dell’Archivio __________ S__________ di __________, effettuata su richiesta dell’acquirente e in esito alla quale ne è stata confermata l’autenticità, ma con una datazione alla seconda metà degli anni ’70 e non al 1967/1968 come inizialmente creduto (doc. Q). Questa modifica cronologica, in base anche al parere di un esperto quale A__________ D__________ della casa d’aste __________, comportava una sensibile riduzione del prezzo, essendoci una “considerable different ( recte : difference) in price for works by S__________ from the 1960s to the ones from the 1970, in particular from the second half of the 1970s” (doc. R). Per AO 1, le parti avrebbero quindi concordato di abbassare il prezzo del quadro di __________ S__________ da Euro 200'000.- a Euro 120'000.-. Tesi non condivisa da AP 1, per la quale invece i prezzi sarebbero sempre rimasti quelli da lei indicati (Euro 780'000.- e Euro 120'000.-), senza variazioni di sorta. 3. Il 3 marzo 2016 AO 1 ha versato un acconto di Euro 90'000.-, dei quali Euro 20'000.- per il quadro di __________ S__________ e Euro 70'000.- per quello di __________ F__________. Il 4 aprile 2016 ha poi pagato altri Euro 630'000.- per il quadro di __________ F__________, il 18 maggio 2016 Euro 60'000.- per il quadro di __________ S__________ e il 23 novembre 2016 ulteriori Euro 40'000.- per quest’ultimo. Complessivamente, secondo la sua tesi e le causali dei versamenti bancari (doc. F-H, M), essa ha quindi pagato Euro 820'000.- di cui Euro 700'000.- per l’opera di __________ F__________ e Euro 120'000.- per quella di __________ S__________. Il 6 aprile 2016 U__________ R__________, allora collaboratore di AO 1, si è recato a __________ ove ha potuto ritirare come concordato l’opera di __________ F__________, consegnatagli da L__________ B__________, gallerista __________ che seguiva l’affare in prima persona e, contrariamente al vero, si era presentata all’acquirente come figlia della venditrice, non volendo quest’ultima avere a che fare con mediatori o mercanti d’arte. Per contro, nonostante AO 1 avesse sostenuto di avere interamente pagato il prezzo concordato, la sua richiesta di entrare in possesso anche del quadro di __________ S__________ non ha avuto alcun riscontro. AP 1, e per essa L__________ B__________, si è infatti rifiutata di consegnare o spedire quel dipinto poiché a suo dire l’acquirente non avrebbe versato tutto il prezzo stabilito il 24 febbraio 2016, mancando ancora Euro 80'000.- per raggiungere gli Euro 120'000.- pattuiti e mai consensualmente riconsiderati. 4. In assenza di una possibilità di composizione bonale della disputa, con petizione 25 agosto 2017, AO 1, esperito il tentativo di conciliazione e ottenuta la necessaria autorizzazione ad agire, ha convenuto AP 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, chiedendone la condanna alla consegna immediata a un suo rappresentante del quadro “E__________” di __________ S__________, con la comminatoria dell’azione penale ai sensi dell’art. 292 CP e postulando, in caso di mancata consegna entro 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione, la fissazione di una multa disciplinare di fr. 1'000.- a carico della convenuta per ogni giorno di ritardo, nonché rivendicando la condanna di AP 1 a versarle un importo in Euro da quantificare, pari agli interessi al 5% su Euro 120'000.- dal 23 novembre 2016 alla data di consegna dell’opera. 5. Con risposta 22 settembre 2017 la convenuta si è opposta alla petizione, sostenendo in sintesi che le parti si erano accordate per un prezzo di Euro 780'000.- per il quadro di __________ F__________ e Euro 120'000.- per quello di __________ S__________ e che queste cifre non erano mai state modificate, neppure dopo la nuova perizia degli esperti romani. Pertanto, con i versamenti per complessivi Euro 820'000.-, la procedente avrebbe pagato interamente la prima opera, regolarmente consegnatale, ma rimarrebbe ancora scoperta per Euro 80'000.- e non avrebbe così fatto fronte ai suoi impegni, sicché non vi sarebbero le basi giuridiche per ordinare una consegna. Solo a completo saldo del dovuto, la convenuta si è dichiarata disponibile a ossequiare gli accordi. In via sussidiaria ha sollevato la nullità parziale del contratto almeno in relazione al quadro di __________ S__________ per l’esistenza di divergenti idee sul prezzo. 6. Con il secondo scambio di allegati scritti le parti si sono sostanzialmente confermate nelle proprie domande e allegazioni, così come hanno fatto al termine dell’istruttoria con le rispettive conclusioni. 7. Con decisione 28 giugno 2021 il Pretore ha accolto parzialmente la petizione facendo ordine alla convenuta di consegnare l’opera “__________” al rappresentante legale dell’attrice sotto la comminatoria dell’azione penale dell’art. 292 CP e stabilendo che in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione, AP 1 sarebbe stata condannata a una multa disciplinare di fr. 1'000.- per ogni giorno d’inadempimento. Il primo giudice è giunto a detto esito dopo avere accertato che la tesi della convenuta circa la suddivisione del prezzo delle due opere sin dall’inizio e senza mutazioni nel tempo di Euro 780'000.- e Euro 120'000.-, convalidata dalla teste L__________ B__________ ma invalidata da A__________ L__________-F__________, non aveva spessore. In particolare ha considerato che il quadro di __________ F__________ era stato consegnato il 6 aprile 2016 dopo che era stata pagata l’intera somma per esso dovuta, vale a dire Euro 700'000.- e non Euro 780'000.-, perché gli ulteriori importi dovuti riguardavano il quadro di __________ S__________. Di conseguenza il Pretore ne ha dedotto che l’oggetto litigioso si riduceva al solo quesito a sapere se le parti avevano o meno concordato una riduzione del prezzo di quest’ultima opera dagli Euro 200'000.- originari a Euro 120'000.-. La questione è stata esaminata innanzitutto considerando che il quadro in questione era stato sottoposto a una verifica peritale nel mese di ottobre 2016 che aveva confermato trattarsi di un originale ma dipinto nella seconda metà degli anni ’70 e non in quella degli anni ’60 e che era dimostrato dai doc. Q e R, come pure dalla dichiarazione resa da A__________ D__________, che il valore del quadro era maggiore se risalente agli anni ’60 e minore se successivo. In seguito il Pretore ha affrontato la testimonianza di L__________ B__________ secondo la quale il prezzo del quadro di __________ S__________ non era stato ridotto da Euro 200'000.- a Euro 120'000.- ma era sempre stato di Euro 120'000.-, giudicandola essere inconsistente perché ella, posta a confronto con il doc. L, sul quale quest’ultimo l’importo era stato messo nero su bianco e che risaliva sicuramente a dopo l’ottobre 2016, ossia a dopo il riconoscimento della nuova datazione ivi espressamente menzionata, aveva confermato la propria firma. Sulla stessa linea ha poi vagliato le dichiarazioni dei testi A__________ S__________ e R__________ M__________ giungendo alla medesima conclusione di inaffidabilità. Il primo perché non risultava avesse avuto un ruolo nella vicenda per quanto riguardava il tema della negoziazione del prezzo; inoltre il tema della “fattura di comodo” non aveva alcuno spessore, ritenuto che il quadro di __________ F__________ era stato consegnato all’attrice una volta ricevuti Euro 700'000.- e non Euro 780'000.- a dimostrazione che il primo prezzo era quello pattuito, non il secondo. R__________ M__________ non è stato giudicato affidabile per il suo interesse manifesto nella vertenza, avendo egli versato alla convenuta i soldi che essa pretende dall’attrice e perché aveva riferito di un tentativo di pagamento da parte dell’acquirente con dei traveller chèques nulli (falsi) che però nemmeno erano stati prodotti agli atti così come non lo erano stati dei documenti attestanti il rifiuto del loro incasso da parte delle banche. In tal modo, per il primo giudice, le richieste di giudizio 1.1. e 1.2. erano fondate e meritavano accoglimento. Per contro la richiesta 1.3. è stata respinta poiché, pur essendo corretto che la convenuta aveva incassato il prezzo di compravendita il 23 novembre 2016 ma non aveva consegnato il quadro di __________ S__________ e pur avendo essa avuto la possibilità quindi di presentare un’azione di risarcimento del danno causato dal ritardato adempimento, l’attrice non ha fatto valere alcunché. Restava in discussione quindi, per il giudice, solo la sua pretesa di incassare un interesse moratorio sul prezzo pagato alla convenuta, che è stata tuttavia ritenuta priva di fondamento giuridico, essendo ella stata chiamata a fornire una prestazione reale. 8. Con appello 23 luglio 2021, avversato dalla resistente con risposta 7 settembre 2021, la convenuta si è aggravata contro tale giudizio, chiedendone la riforma nel senso di respingere integralmente la petizione. A suo dire, il Pretore avrebbe commesso errori nella valutazione delle prove che avrebbero viziato l’accertamento dei fatti a favore della, infondata e non dimostrata, tesi attorea e a discapito di quella, corretta, della convenuta. In particolare, nonostante le prove assunte lo smentirebbero chiaramente, il Pretore avrebbe erroneamente stabilito che le parti si erano accordate per un prezzo di Euro 700'000.- per il quadro di __________ F__________ e di Euro 200'000.- per quello di __________ S__________, sul quale era poi stata applicata una riduzione a Euro 120'000.-, per cui l’acquirente aveva saldato l’intero prezzo con i pagamenti da lui effettuati. Il Pretore avrebbe sbagliato a basarsi sulla testimonianza di A__________ L__________-F__________, ex organo, factotum, deus ex machina e titolare di parte attrice ai tempi della trattativa, che avrebbe poi abbandonato giusto in tempo per essere sentito come testimone. La sua credibilità sarebbe in realtà nulla e così il valore probatorio della sua testimonianza. Egli, visto il suo ruolo nella società e il coinvolgimento nella fattispecie, avrebbe invece dovuto essere considerato come “befangen”. Era stato lui a cominciare la procedura in oggetto quale parte, avendo firmato il mandato per sé e AO 1 all’avvocato PA 2. Pertanto la ricostruzione degli accordi sul prezzo delle opere e concessione della riduzione non potrebbe fondarsi sulle sue dichiarazioni. Inoltre il primo giudice avrebbe ignorato totalmente i documenti prodotti (anche dall’attrice) che attesterebbero una pretesa iniziale della venditrice di Euro 1'000'000.- composta da Euro 850'000.- per il quadro di __________ F__________ e Euro 150'000.- per quello di __________ S__________, nonché le testimonianze di A__________ S__________, L__________ B__________ e R__________ M__________ che smentirebbero l’accertamento pretorile. I soli documenti che attesterebbero un prezzo iniziale di Euro 200'000.- per il quadro in discussione sarebbero quelli relativi alle fatture di comodo indicanti prezzi simulati (ossia i doc. D e doc. E) richiesti per non meglio precisate ragioni fiscali (doc. 4), come confermato dai tre testi. Pure sbagliando, il Pretore ha fondato il riconoscimento della riduzione del prezzo sul doc. L, che non parlerebbe di una diminuzione ma ribadirebbe il solo e unico prezzo da sempre concordato e mai modificato, e ha ignorato i doc. 2, 3 e 4, oltre che B e C1, che proverebbero l’accordo iniziale in tal senso. Sbagliato sarebbe altresì l’aver accertato che non risultava che il teste A__________ S__________ avesse avuto un qualsivoglia ruolo nella vicenda per quanto riguardava la negoziazione del prezzo, nonostante egli sarebbe stato da tutti indicato come la persona che aveva creato le basi per la conclusione del contratto e che aveva assistito le parti nelle contrattazioni. Dalle dichiarazioni del teste, che sarebbe un esperto d’arte e godrebbe di ottima fama, si otterrebbe conferma che i fatti si sarebbero svolti come sostenuto dall’appellante, e meglio che sarebbe stato lui a mettere in contatto i contraenti e che avrebbe seguito la trattativa, che il prezzo per il quadro di __________ S__________ sarebbe sceso a seguito della trattativa iniziale fissandosi nell’accordo perfezionato dalle parti in Euro 120'000.-, mentre che per il quadro di __________ F__________ il prezzo sarebbe stato di Euro 780'000.-, che U__________ R__________ di AO 1 gli avrebbe chiesto delle fatture di comodo con prezzi simulati concretizzate poi nei doc. D e E, che egli avrebbe accompagnato U__________ R__________ a ritirare il quadro di __________ F__________ dalla venditrice e che a quel momento esso non sarebbe stato ancora interamente pagato, che il prezzo del quadro di __________ S__________ non sarebbe quindi mai stato interamente corrisposto e che egli stesso avrebbe sollecitato A__________ L__________-F__________ a far fronte ai suoi impegni, che una riduzione del prezzo iniziale del quadro di __________ S__________ non sarebbe mai avvenuta e che (contrariamente a quanto sostenuto dal critico A__________ D__________) una nuova datazione non avrebbe avuto alcun influsso di rilievo sul prezzo del quadro “E__________”. Inoltre, a detta di AP 1, non potrebbe essere dimenticato, nella ponderazione delle prove, che il Pretore non era presente all’audizione di A__________ S__________ (né a quelle di R__________ M__________ e L__________ B__________), cosa che potrebbe averlo privato della corretta percezione delle testimonianze. Il Pretore avrebbe pure sbagliato a considerare determinanti per l’accertamento del prezzo dell’opera di __________ F__________ il doc. 6 e il fatto che al momento della sua consegna all’acquirente l’ammontare di quanto già incassato dalla venditrice era di soli Euro 720'000.- e non di Euro 780'000.-. La mancanza di Euro 60'000.- sul prezzo di tale opera sarebbe stata nota a tutti meno che ad A__________ L__________-F__________, come confermato dai testimoni, e il saldo del dovuto sarebbe avvenuto (solo con difficoltà) con il bonifico di cui al doc. H. La sentenza impugnata, fondandosi su un accertamento errato, risulterebbe quindi insostenibile e dovrebbe essere riformata nel senso richiesto con l’impugnativa. Sarebbe in effetti inaccettabile che venga ordinata la consegna di un quadro per il quale, ad oggi, il compratore avrebbe pagato solo un terzo del prezzo pattuito. Oltretutto con la comminatoria di una multa disciplinare assolutamente ingiustificata e sproporzionata. 9. L’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare non perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni del Pretore. Non può dunque limitarsi a proporre una propria tesi e una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche puntuali, esplicite e circostanziate al giudizio pretorile, pena l’irricevibilità delle medesime. L’appellante deve inoltre, sotto pena di inammissibilità, confrontarsi criticamente con tutte le argomentazioni alternative e indipendenti addotte dal giudice, spiegando perché sarebbero errate. L’appello può essere accolto soltanto se le critiche volte contro tutte quelle argomentazioni risultano essere fondate: difatti, se una sola di esse reggesse, le contestazioni delle altre si ridurrebbero a semplici inammissibili critiche dei motivi della decisione dell’autorità inferiore (IICCA del 5 ottobre 2018, inc. 12.2017.98 ; DTF 142 III 364 consid. 2.4). Il giudice fonda il proprio convincimento apprezzando liberamente le prove (art. 157 CPC). Nella valutazione delle prove testimoniali - che per loro natura sono un mezzo di prova con un’affidabilità minore rispetto agli altri, essendo influenzate dalle debolezze della mente umana (cfr. per una esaustiva illustrazione Kuntschen, Die antizipierte Beweiswürdigung im schweizerischen Zivilprozessrecht, 2021, n. 147 segg.) - il giudice deve considerare, tra le altre cose, l’impressione personale che ha ricavato dal testimone, la sua eventuale vicinanza o coinvolgimento con una parte o con la fattispecie e la sua attendibilità, segnatamente in base alla concludenza probatoria delle sue affermazioni e all’assenza di incoerenze o contraddizioni. In ogni caso, ciascuna prova dev’essere inserita nell’opportuno contesto, e meglio posta a confronto con le circostanze del caso concreto, con le allegazioni e le contestazioni delle parti e con le altre risultanze istruttorie. Il giudice apprezza difatti liberamente i mezzi di prova esperiti, valutandoli nel loro insieme (art. 157 CPC). 9.1. Nel caso che occupa, in buona parte le critiche mosse alla sentenza di primo grado non sono tali ma costituiscono una mera presa di posizione di parte, senza un puntuale confronto con le argomentazioni pretorili. In special modo la convenuta non spiega perché sarebbe errato considerare di primaria importanza nell’accertamento del prezzo del quadro di __________ F__________ il fatto che la sua consegna era avvenuta il 6 aprile 2016 previo pagamento dell’intero prezzo pari a Euro 700'000.-. Laddove, quindi, l’appello non adempie i requisiti minimi di motivazione, risulta irricevibile. Ciò posto, le obiezioni sollevate sono del tutto inidonee anche nel merito a sovvertire l’esito della vertenza e dare spazio a una riforma del querelato giudizio. 9.2. La deposizione di A__________ L__________-F__________ ritenuta dal Pretore convalidante delle tesi attoree, non può essere, in base ai principi applicabili testé menzionati, destituita di attendibilità semplicemente ricordando che egli era stato, sino a inizio 2018, organo di parte attrice, nonché deus ex machina della stessa. Il suo ruolo di organo non è mai stato sottaciuto, anzi, è stato ribadito da lui stesso in entrata di verbale 15 maggio 2019 e emerge dalle varie corrispondenze agli atti. Della cosa il primo giudice era quindi perfettamente a conoscenza. Non dimostrato è per contro che il teste avesse pieno potere sulla società. Ritenuto che a non essere affidabile deve essere ciò che un teste ha dichiarato e non il teste in quanto tale, la mera affermazione del suo coinvolgimento negli eventi senza la spiegazione del dove e perché le sue dichiarazioni non sarebbero degne di fede, non lascia spazio a una messa in discussione della posizione in merito assunta dal Pretore. Inoltre, il fatto che egli da tempo non sia più organo di AO 1 e abbia ceduto la sua partecipazione all’altro socio, M__________ A__________, rende difficile, in assenza di prove contrarie, poter concludere che al momento dell’audizione avesse ancora un interesse attuale all’esito della procedura giudiziaria e fosse pertanto prevenuto. A prescindere da quanto precede, non si può qui omettere di rilevare come la testimonianza di A__________ L__________-F__________ risulti essere coerente, lineare e compatibile con le altre prove disponibili e, dunque, credibile al di là dei suoi precedenti legami con una parte. 9.3. La critica al primo giudice per avere ignorato totalmente i documenti prodotti, basandosi sui doc. D, E e L, invece di riferirsi ai doc. 2-4, B e C1, si esaurisce in sé stessa, poiché l’appellante non spiega per quale motivo sarebbe corretto dar peso agli ultimi e scartare i primi. Inoltre, sostenendo che il doc. L non tratterebbe di una riduzione del prezzo ma ribadirebbe il solo e unico prezzo da sempre concordato, AP 1 fornisce un’interpretazione del documento del tutto personale ma non illustra per quale motivo sarebbe infondato ritenere che esso sia “perfettamente dimostrativo” del fatto che era stato trovato un accordo per la diminuzione del prezzo a Euro 120'000.- “non trattandosi del primo ma del secondo documento riferito a questo quadro, il primo di febbraio 2016 attestante un prezzo di 200k Eur (doc. E) e il secondo di ottobre 2016 attestante un prezzo di 120k Eur” (sentenza, pag. 3). Oltretutto tale documento - va pur rilevato poiché esemplare delle modalità con cui la convenuta e la sua rappresentante hanno gestito l’operazione - riporta una data errata (4 aprile 2016) in quanto incompatibile con il suo contenuto che già parla della perizia effettuata nel mese di ottobre 2016, come rettamente evidenziato dal Pretore, ed è stato sottoscritto, con il suo accordo (della venditrice), da L__________ B__________ con la firma (a questo punto contraffatta) di AP 1, come ammesso dalla stessa testimone (cfr. verbale 7 giugno 2019, pag. 4 in fondo). La facilità d’allestimento di documentazione i cui contenuti non corrispondono alla realtà non consente di concedere grandi margini alla credibilità delle dichiarazioni di L__________ B__________ e alla posizione della convenuta. Nella valutazione della fedefacenza dei documenti effettuata dal Pretore ha giocato un ruolo importante il doc. 6, ossia l’e-mail inviato il 5 aprile 2016, giorno precedente la consegna del quadro di __________ F__________, da L__________ B__________ a U__________ R__________, con il quale ella ha confermato che a quel momento il prezzo dell’opera di __________ F__________ era stato interamente saldato: “Ho ricevuto l’intera somma per il F__________”. Tenuto conto che a quel momento l’attrice aveva già versato complessivamente Euro 720'000.- dei quali Euro 20'000.- a valere quale acconto su quella di __________ S__________ (doc. E), il primo giudice ha rettamente dedotto che per l’opera di __________ F__________ erano stati pagati Euro 700'000.-, ossia il prezzo che la parte attrice afferma essere stato pattuito per il quadro. Si tratta di un documento fondamentale e chiarificatore, che l’appellante non riesce a inficiare con le sue argomentazioni che semplicemente propongono una lettura alternativa e soggettiva della destinazione dei pagamenti sino a quel momento effettuati. Oltretutto, sostenendo che tutti gli Euro 720'000.- sino a quel momento corrisposti erano da considerare come pagamento parziale del quadro di __________ F__________ e che quindi gli Euro 60'000.- girati il 18 maggio 2016 ne rappresenterebbero il saldo finale, l’appellante non tiene conto del fatto che la giustificazione dei primi due acconti versati il 3 marzo 2016 che risulta dall’estratto bancario doc. F fa esplicitamente riferimento a “__________” (acconto S__________) per quello di Euro 20'000.- e a “__________” (acconto F__________) per quello di Euro 70'000.-, sicché solo quest’ultimo può essere incluso nel computo, così come non tiene per nulla conto del fatto che quello che ella sostiene essere il versamento del saldo finale per l’opera di Euro 60'000.-, che dimostrerebbe il prezzo complessivo di Euro 780'000.-, è avvenuto con la precisa causale “”S__________” (doc. H) e a un mese e mezzo dalla consegna, tempistica del tutto inusuale e illogica nell’ambito di un contratto di compravendita come quello in disamina. Infine, va pure rilevato che, mentre il ragionamento seguito dal Pretore è facilmente comprensibile e logico, quello proposto dall’appellante appare più contorto e poco realistico. In questo senso la valutazione delle prove documentali effettuata in prima sede resiste alle critiche, oltre che risultare perfettamente sostenibile e corretta. 9.4. Sostenendo che si sarebbe dovuto fare affidamento sulle testimonianze di A__________ S__________, L__________ B__________ e R__________ M__________, l’appellante non fornisce argomenti di maggior pregio. Nello specifico, ritenuto che ella si è concentrata sul primo di questi, va rilevato come l’impugnativa non fa che obiettare che, contrariamente a quanto sostenuto dal Pretore, A__________ S__________ avrebbe avuto un ruolo attivo nella vicenda anche per quanto riguardava il tema della negoziazione del prezzo, richiamandosi alle asserite dichiarazioni di “tutti i testimoni” che avrebbero confermato che egli era stato colui che aveva messo in contatto le parti e che aveva seguito tutte le vicissitudini della compravendita. In tal modo, una volta di più, AP 1 cerca di sconfessare gli accertamenti del primo giudice utilizzando argomenti a essi estranei: in effetti nella sentenza non si dice che il teste non aveva giocato alcun ruolo nella fattispecie, ma piuttosto che non vi era traccia di un suo coinvolgimento nelle trattative per i prezzi, per cui sostenere che era stato lui a creare i contatti e che poi aveva seguito le vicissitudini non porta alcun elemento, né a livello di allegazione né tanto meno a quello probatorio, che possa consentire di accertare un suo coinvolgimento diretto nella contrattazione del prezzo di vendita dei due quadri. Che la valutazione del primo giudice sia corretta emerge dalle dichiarazioni del teste stesso, imprecise in merito al quanto sarebbe ancora mancato al momento della consegna del dipinto di __________ F__________ per il saldo del suo prezzo (Euro 40'000.- mentre la convenuta sostiene mancassero ancora Euro 60'000.-) e vaghe in merito alla concessione di una riduzione (“ A quanto mi risulta …”, cfr. verbale 7 giugno 2019 pag. 8). Dette dichiarazioni non trovano poi riscontro né nella documentazione giudicata affidabile in base alle precedenti considerazioni, né nello sviluppo logico degli eventi. Basti pensare che risulta del tutto inconcepibile che a fronte di un cambiamento di datazione e al conseguente ridimensionamento del valore oggettivo dell’opera d’arte, non vi siano state riconsiderazioni del prezzo. A__________ S__________ sarebbe per la ricorrente un riconosciuto esperto e critico d’arte; tuttavia, non essendo un fatto notorio, la sua autorevolezza nel settore - che sarebbe addirittura maggiore di quella dell’esperto della casa d’aste __________ - avrebbe dovuto essere dimostrata, cosa che non è avvenuta. Pertanto la relativa affermazione costituisce una mera opinione di parte che non conferisce particolare autorevolezza al teste nella determinazione del valore dei quadri di __________ S__________. In ogni caso, avendo egli confermato che poteva esserci una differenza di prezzo tra le opere di __________ S__________ di metà anni ’70 rispetto a quelle di metà anni ’60, non si è espresso in maniera contraria a quanto ha ritenuto il Pretore. Infine non va trascurato il fatto che la credibilità dei tre testi è intaccata anche dal loro comportamento nella vicenda, essendosi essi, per loro stessa ammissione, accordati per mentire all’acquirente (dunque ingannarla) spacciando L__________ B__________ e R__________ M__________ per chi non erano: figlia, rispettivamente marito della convenuta. A ragione, inoltre, il primo giudice ha evidenziato il chiaro interesse di R__________ M__________ nella vicenda, avendo egli anticipato alla convenuta i soldi che essa pretende ora di ottenere dall’attrice, così come ha tenuto conto del fatto che egli ha sostenuto di essere stato pagato da A__________ L__________-F__________ con dei travellers chèques falsi o rubati rifiutati dalla banca, senza che siano stati prodotti o sia stato prodotto un documento bancario attestante il rifiuto di pagamento. In definitiva, l’apprezzamento pretorile delle prove testimoniali resiste alla critica. 10. Per tutto quanto precede, l’appello, nella misura in cui è ricevibile, deve essere respinto. Le spese processuali di fr. 6'000.- seguono la soccombenza totale dell’appellante (art. 106 CPC) e sono calcolate secondo gli art. 2, 7 e 13 LTG, tenuto conto di un valore ancora litigioso di Euro 120’000.-, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale. Le ripetibili, quantificate sulla base dell’art. 11 cpv. 1, cpv. 2 lett. a e cpv. 5 RTar, contemplanti pure le spese e l’IVA, ammontano a fr. 3’000.-. Per questi motivi, richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar decide: 1. L'appello 23 luglio 2021 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 6’000.- sono poste a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 3'000.- per ripetibili. 3. Notificazione: - - Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 12.2021.111 Incarto n. 12.2021.111

Incarto n. Lugano 30 maggio 2022 Lugano

Lugano 30 maggio 2022

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Fiscalini, presidente, Bozzini e Stefani Fiscalini, presidente,

Fiscalini, presidente, Bozzini e Stefani

Bozzini e Stefani vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Bettelini Bettelini

Bettelini sedente per statuire nella causa inc. n. OR.2017.166 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione del 25 agosto 2017 da

sedente per statuire nella causa inc. n. OR.2017.166 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione del 25 agosto 2017 da AO 1 patrocinata dall’avv. PA 2 AO 1

AO 1 patrocinata dall’avv. PA 2

patrocinata dall’avv. PA 2 contro contro

contro AP 1 patrocinata dall’avv. PA 1 AP 1

AP 1 patrocinata dall’avv. PA 1

patrocinata dall’avv. PA 1 chiedente la condanna della convenuta a consegnare l’opera di __________ S__________ denominata “E__________” al rappresentante legale di AO 1, __________, sotto la comminatoria penale dell’art. 262 CP ( recte : 292 CP) e che essa, in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione, sia condannata al pagamento di una multa di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento, nonché la sua condanna a versare all’attrice un importo da quantificare, pari agli interessi al 5% sulla somma di Euro 120'000.- dal 23 novembre 2016 alla data della consegna dell’opera, con protesta di spese e ripetibili;

chiedente la condanna della convenuta a consegnare l’opera di __________ S__________ denominata “E__________” al rappresentante legale di AO 1, __________, sotto la comminatoria penale dell’art. 262 CP ( recte : 292 CP) e che essa, in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione, sia condannata al pagamento di una multa di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento, nonché la sua condanna a versare all’attrice un importo da quantificare, pari agli interessi al 5% sulla somma di Euro 120'000.- dal 23 novembre 2016 alla data della consegna dell’opera, con protesta di spese e ripetibili; domanda avversata dalla convenuta e che il Pretore ha accolto parzialmente con decisione 28 giugno 2021, facendo ordine a AP 1 di consegnare l’opera di __________ S__________ denominata “E__________” al rappresentante legale dell’attrice sotto la comminatoria dell’art. 292 CP, condannando la convenuta, in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione a una multa disciplinare di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento e ponendo la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 6'000.- a carico dell’attrice per il 24% e della convenuta per il 76%, quest’ultima condannata anche a rifondere alla controparte fr. 9’200.- a titolo di ripetibili;

domanda avversata dalla convenuta e che il Pretore ha accolto parzialmente con decisione 28 giugno 2021, facendo ordine a AP 1 di consegnare l’opera di __________ S__________ denominata “E__________” al rappresentante legale dell’attrice sotto la comminatoria dell’art. 292 CP, condannando la convenuta, in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione a una multa disciplinare di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento e ponendo la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 6'000.- a carico dell’attrice per il 24% e della convenuta per il 76%, quest’ultima condannata anche a rifondere alla controparte fr. 9’200.- a titolo di ripetibili; appellante la convenuta con appello 23 luglio 2021 con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la petizione con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi;

appellante la convenuta con appello 23 luglio 2021 con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la petizione con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi; con risposta 7 settembre 2021 l’appellata ha postulato la reiezione del gravame;

con risposta 7 settembre 2021 l’appellata ha postulato la reiezione del gravame; ritenuto

ritenuto in fatto e in diritto:

in fatto e in diritto: 1. A inizio 2016 AP 1 e AO 1 hanno concordato la vendita dalla prima alla seconda di due quadri di importanti artisti italiani e meglio dell’opera di __________ F__________ __________ spaziale “A__________” del 1963/1964 e di quella di __________ S__________ denominata “E__________” il cui anno di esecuzione era stato indicato nel 1967 (o al limite 1967/1968).

Secondo AO 1, il prezzo del quadro di __________ F__________ era stato fissato in Euro 700'000.- e quello del quadro di __________ S__________ in Euro 200'000.-, mentre per la venditrice AP 1 questa ripartizione dei prezzi era fittizia ed era stata voluta da AO 1 per ragioni fiscali, allorquando in realtà il prezzo del primo era di Euro 780'000.- e quello del secondo di Euro 120'000.-.

2. Nel corso del mese di ottobre 2016, quando il contratto non era ancora stato adempito, il dipinto di __________ S__________ è stato oggetto di una perizia da parte dell’Archivio __________ S__________ di __________, effettuata su richiesta dell’acquirente e in esito alla quale ne è stata confermata l’autenticità, ma con una datazione alla seconda metà degli anni ’70 e non al 1967/1968 come inizialmente creduto (doc. Q).

Questa modifica cronologica, in base anche al parere di un esperto quale A__________ D__________ della casa d’aste __________, comportava una sensibile riduzione del prezzo, essendoci una “considerable different ( recte : difference) in price for works by S__________ from the 1960s to the ones from the 1970, in particular from the second half of the 1970s” (doc. R).

Per AO 1, le parti avrebbero quindi concordato di abbassare il prezzo del quadro di __________ S__________ da Euro 200'000.- a Euro 120'000.-. Tesi non condivisa da AP 1, per la quale invece i prezzi sarebbero sempre rimasti quelli da lei indicati (Euro 780'000.- e Euro 120'000.-), senza variazioni di sorta.

3. Il 3 marzo 2016 AO 1 ha versato un acconto di Euro 90'000.-, dei quali Euro 20'000.- per il quadro di __________ S__________ e Euro 70'000.- per quello di __________ F__________. Il 4 aprile 2016 ha poi pagato altri Euro 630'000.- per il quadro di __________ F__________, il 18 maggio 2016 Euro 60'000.- per il quadro di __________ S__________ e il 23 novembre 2016 ulteriori Euro 40'000.- per quest’ultimo.

Complessivamente, secondo la sua tesi e le causali dei versamenti bancari (doc. F-H, M), essa ha quindi pagato Euro 820'000.- di cui Euro 700'000.- per l’opera di __________ F__________ e Euro 120'000.- per quella di __________ S__________.

Il 6 aprile 2016 U__________ R__________, allora collaboratore di AO 1, si è recato a __________ ove ha potuto ritirare come concordato l’opera di __________ F__________, consegnatagli da L__________ B__________, gallerista __________ che seguiva l’affare in prima persona e, contrariamente al vero, si era presentata all’acquirente come figlia della venditrice, non volendo quest’ultima avere a che fare con mediatori o mercanti d’arte.

Per contro, nonostante AO 1 avesse sostenuto di avere interamente pagato il prezzo concordato, la sua richiesta di entrare in possesso anche del quadro di __________ S__________ non ha avuto alcun riscontro. AP 1, e per essa L__________ B__________, si è infatti rifiutata di consegnare o spedire quel dipinto poiché a suo dire l’acquirente non avrebbe versato tutto il prezzo stabilito il 24 febbraio 2016, mancando ancora Euro 80'000.- per raggiungere gli Euro 120'000.- pattuiti e mai consensualmente riconsiderati.

4. In assenza di una possibilità di composizione bonale della disputa, con petizione 25 agosto 2017, AO 1, esperito il tentativo di conciliazione e ottenuta la necessaria autorizzazione ad agire, ha convenuto AP 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, chiedendone la condanna alla consegna immediata a un suo rappresentante del quadro “E__________” di __________ S__________, con la comminatoria dell’azione penale ai sensi dell’art. 292 CP e postulando, in caso di mancata consegna entro 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione, la fissazione di una multa disciplinare di fr. 1'000.- a carico della convenuta per ogni giorno di ritardo, nonché rivendicando la condanna di AP 1 a versarle un importo in Euro da quantificare, pari agli interessi al 5% su Euro 120'000.- dal 23 novembre 2016 alla data di consegna dell’opera.

5. Con risposta 22 settembre 2017 la convenuta si è opposta alla petizione, sostenendo in sintesi che le parti si erano accordate per un prezzo di Euro 780'000.- per il quadro di __________ F__________ e Euro 120'000.- per quello di __________ S__________ e che queste cifre non erano mai state modificate, neppure dopo la nuova perizia degli esperti romani. Pertanto, con i versamenti per complessivi Euro 820'000.-, la procedente avrebbe pagato interamente la prima opera, regolarmente consegnatale, ma rimarrebbe ancora scoperta per Euro 80'000.- e non avrebbe così fatto fronte ai suoi impegni, sicché non vi sarebbero le basi giuridiche per ordinare una consegna. Solo a completo saldo del dovuto, la convenuta si è dichiarata disponibile a ossequiare gli accordi. In via sussidiaria ha sollevato la nullità parziale del contratto almeno in relazione al quadro di __________ S__________ per l’esistenza di divergenti idee sul prezzo.

6. Con il secondo scambio di allegati scritti le parti si sono sostanzialmente confermate nelle proprie domande e allegazioni, così come hanno fatto al termine dell’istruttoria con le rispettive conclusioni.

7. Con decisione 28 giugno 2021 il Pretore ha accolto parzialmente la petizione facendo ordine alla convenuta di consegnare l’opera “__________” al rappresentante legale dell’attrice sotto la comminatoria dell’azione penale dell’art. 292 CP e stabilendo che in caso di mancata esecuzione nei 10 giorni dopo la crescita in giudicato della decisione, AP 1 sarebbe stata condannata a una multa disciplinare di fr. 1'000.- per ogni giorno d’inadempimento.

Il primo giudice è giunto a detto esito dopo avere accertato che la tesi della convenuta circa la suddivisione del prezzo delle due opere sin dall’inizio e senza mutazioni nel tempo di Euro 780'000.- e Euro 120'000.-, convalidata dalla teste L__________ B__________ ma invalidata da A__________ L__________-F__________, non aveva spessore. In particolare ha considerato che il quadro di __________ F__________ era stato consegnato il 6 aprile 2016 dopo che era stata pagata l’intera somma per esso dovuta, vale a dire Euro 700'000.- e non Euro 780'000.-, perché gli ulteriori importi dovuti riguardavano il quadro di __________ S__________.

Di conseguenza il Pretore ne ha dedotto che l’oggetto litigioso si riduceva al solo quesito a sapere se le parti avevano o meno concordato una riduzione del prezzo di quest’ultima opera dagli Euro 200'000.- originari a Euro 120'000.-.

La questione è stata esaminata innanzitutto considerando che il quadro in questione era stato sottoposto a una verifica peritale nel mese di ottobre 2016 che aveva confermato trattarsi di un originale ma dipinto nella seconda metà degli anni ’70 e non in quella degli anni ’60 e che era dimostrato dai doc. Q e R, come pure dalla dichiarazione resa da A__________ D__________, che il valore del quadro era maggiore se risalente agli anni ’60 e minore se successivo. In seguito il Pretore ha affrontato la testimonianza di L__________ B__________ secondo la quale il prezzo del quadro di __________ S__________ non era stato ridotto da Euro 200'000.- a Euro 120'000.- ma era sempre stato di Euro 120'000.-, giudicandola essere inconsistente perché ella, posta a confronto con il doc. L, sul quale quest’ultimo l’importo era stato messo nero su bianco e che risaliva sicuramente a dopo l’ottobre 2016, ossia a dopo il riconoscimento della nuova datazione ivi espressamente menzionata, aveva confermato la propria firma. Sulla stessa linea ha poi vagliato le dichiarazioni dei testi A__________ S__________ e R__________ M__________ giungendo alla medesima conclusione di inaffidabilità. Il primo perché non risultava avesse avuto un ruolo nella vicenda per quanto riguardava il tema della negoziazione del prezzo; inoltre il tema della “fattura di comodo” non aveva alcuno spessore, ritenuto che il quadro di __________ F__________ era stato consegnato all’attrice una volta ricevuti Euro 700'000.- e non Euro 780'000.- a dimostrazione che il primo prezzo era quello pattuito, non il secondo. R__________ M__________ non è stato giudicato affidabile per il suo interesse manifesto nella vertenza, avendo egli versato alla convenuta i soldi che essa pretende dall’attrice e perché aveva riferito di un tentativo di pagamento da parte dell’acquirente con dei traveller chèques nulli (falsi) che però nemmeno erano stati prodotti agli atti così come non lo erano stati dei documenti attestanti il rifiuto del loro incasso da parte delle banche.

In tal modo, per il primo giudice, le richieste di giudizio 1.1. e 1.2. erano fondate e meritavano accoglimento. Per contro la richiesta 1.3. è stata respinta poiché, pur essendo corretto che la convenuta aveva incassato il prezzo di compravendita il 23 novembre 2016 ma non aveva consegnato il quadro di __________ S__________ e pur avendo essa avuto la possibilità quindi di presentare un’azione di risarcimento del danno causato dal ritardato adempimento, l’attrice non ha fatto valere alcunché. Restava in discussione quindi, per il giudice, solo la sua pretesa di incassare un interesse moratorio sul prezzo pagato alla convenuta, che è stata tuttavia ritenuta priva di fondamento giuridico, essendo ella stata chiamata a fornire una prestazione reale.

8. Con appello 23 luglio 2021, avversato dalla resistente con risposta 7 settembre 2021, la convenuta si è aggravata contro tale giudizio, chiedendone la riforma nel senso di respingere integralmente la petizione. A suo dire, il Pretore avrebbe commesso errori nella valutazione delle prove che avrebbero viziato l’accertamento dei fatti a favore della, infondata e non dimostrata, tesi attorea e a discapito di quella, corretta, della convenuta.

In particolare, nonostante le prove assunte lo smentirebbero chiaramente, il Pretore avrebbe erroneamente stabilito che le parti si erano accordate per un prezzo di Euro 700'000.- per il quadro di __________ F__________ e di Euro 200'000.- per quello di __________ S__________, sul quale era poi stata applicata una riduzione a Euro 120'000.-, per cui l’acquirente aveva saldato l’intero prezzo con i pagamenti da lui effettuati.

Il Pretore avrebbe sbagliato a basarsi sulla testimonianza di A__________ L__________-F__________, ex organo, factotum, deus ex machina e titolare di parte attrice ai tempi della trattativa, che avrebbe poi abbandonato giusto in tempo per essere sentito come testimone. La sua credibilità sarebbe in realtà nulla e così il valore probatorio della sua testimonianza. Egli, visto il suo ruolo nella società e il coinvolgimento nella fattispecie, avrebbe invece dovuto essere considerato come “befangen”. Era stato lui a cominciare la procedura in oggetto quale parte, avendo firmato il mandato per sé e AO 1 all’avvocato PA 2. Pertanto la ricostruzione degli accordi sul prezzo delle opere e concessione della riduzione non potrebbe fondarsi sulle sue dichiarazioni.

Inoltre il primo giudice avrebbe ignorato totalmente i documenti prodotti (anche dall’attrice) che attesterebbero una pretesa iniziale della venditrice di Euro 1'000'000.- composta da Euro 850'000.- per il quadro di __________ F__________ e Euro 150'000.- per quello di __________ S__________, nonché le testimonianze di A__________ S__________, L__________ B__________ e R__________ M__________ che smentirebbero l’accertamento pretorile. I soli documenti che attesterebbero un prezzo iniziale di Euro 200'000.- per il quadro in discussione sarebbero quelli relativi alle fatture di comodo indicanti prezzi simulati (ossia i doc. D e doc. E) richiesti per non meglio precisate ragioni fiscali (doc. 4), come confermato dai tre testi. Pure sbagliando, il Pretore ha fondato il riconoscimento della riduzione del prezzo sul doc. L, che non parlerebbe di una diminuzione ma ribadirebbe il solo e unico prezzo da sempre concordato e mai modificato, e ha ignorato i doc. 2, 3 e 4, oltre che B e C1, che proverebbero l’accordo iniziale in tal senso.

Sbagliato sarebbe altresì l’aver accertato che non risultava che il teste A__________ S__________ avesse avuto un qualsivoglia ruolo nella vicenda per quanto riguardava la negoziazione del prezzo, nonostante egli sarebbe stato da tutti indicato come la persona che aveva creato le basi per la conclusione del contratto e che aveva assistito le parti nelle contrattazioni. Dalle dichiarazioni del teste, che sarebbe un esperto d’arte e godrebbe di ottima fama, si otterrebbe conferma che i fatti si sarebbero svolti come sostenuto dall’appellante, e meglio che sarebbe stato lui a mettere in contatto i contraenti e che avrebbe seguito la trattativa, che il prezzo per il quadro di __________ S__________ sarebbe sceso a seguito della trattativa iniziale fissandosi nell’accordo perfezionato dalle parti in Euro 120'000.-, mentre che per il quadro di __________ F__________ il prezzo sarebbe stato di Euro 780'000.-, che U__________ R__________ di AO 1 gli avrebbe chiesto delle fatture di comodo con prezzi simulati concretizzate poi nei doc. D e E, che egli avrebbe accompagnato U__________ R__________ a ritirare il quadro di __________ F__________ dalla venditrice e che a quel momento esso non sarebbe stato ancora interamente pagato, che il prezzo del quadro di __________ S__________ non sarebbe quindi mai stato interamente corrisposto e che egli stesso avrebbe sollecitato A__________ L__________-F__________ a far fronte ai suoi impegni, che una riduzione del prezzo iniziale del quadro di __________ S__________ non sarebbe mai avvenuta e che (contrariamente a quanto sostenuto dal critico A__________ D__________) una nuova datazione non avrebbe avuto alcun influsso di rilievo sul prezzo del quadro “E__________”.

Inoltre, a detta di AP 1, non potrebbe essere dimenticato, nella ponderazione delle prove, che il Pretore non era presente all’audizione di A__________ S__________ (né a quelle di R__________ M__________ e L__________ B__________), cosa che potrebbe averlo privato della corretta percezione delle testimonianze.

Il Pretore avrebbe pure sbagliato a considerare determinanti per l’accertamento del prezzo dell’opera di __________ F__________ il doc. 6 e il fatto che al momento della sua consegna all’acquirente l’ammontare di quanto già incassato dalla venditrice era di soli Euro 720'000.- e non di Euro 780'000.-. La mancanza di Euro 60'000.- sul prezzo di tale opera sarebbe stata nota a tutti meno che ad A__________ L__________-F__________, come confermato dai testimoni, e il saldo del dovuto sarebbe avvenuto (solo con difficoltà) con il bonifico di cui al doc. H.

La sentenza impugnata, fondandosi su un accertamento errato, risulterebbe quindi insostenibile e dovrebbe essere riformata nel senso richiesto con l’impugnativa. Sarebbe in effetti inaccettabile che venga ordinata la consegna di un quadro per il quale, ad oggi, il compratore avrebbe pagato solo un terzo del prezzo pattuito. Oltretutto con la comminatoria di una multa disciplinare assolutamente ingiustificata e sproporzionata.

9. L’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare non perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni del Pretore. Non può dunque limitarsi a proporre una propria tesi e una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche puntuali, esplicite e circostanziate al giudizio pretorile, pena l’irricevibilità delle medesime. L’appellante deve inoltre, sotto pena di inammissibilità, confrontarsi criticamente con tutte le argomentazioni alternative e indipendenti addotte dal giudice, spiegando perché sarebbero errate. L’appello può essere accolto soltanto se le critiche volte contro tutte quelle argomentazioni risultano essere fondate: difatti, se una sola di esse reggesse, le contestazioni delle altre si ridurrebbero a semplici inammissibili critiche dei motivi della decisione dell’autorità inferiore (IICCA del 5 ottobre 2018, inc. 12.2017.98 ; DTF 142 III 364 consid. 2.4).

12.2017.98 Il giudice fonda il proprio convincimento apprezzando liberamente le prove (art. 157 CPC).

Nella valutazione delle prove testimoniali - che per loro natura sono un mezzo di prova con un’affidabilità minore rispetto agli altri, essendo influenzate dalle debolezze della mente umana (cfr. per una esaustiva illustrazione Kuntschen, Die antizipierte Beweiswürdigung im schweizerischen Zivilprozessrecht, 2021, n. 147 segg.) - il giudice deve considerare, tra le altre cose, l’impressione personale che ha ricavato dal testimone, la sua eventuale vicinanza o coinvolgimento con una parte o con la fattispecie e la sua attendibilità, segnatamente in base alla concludenza probatoria delle sue affermazioni e all’assenza di incoerenze o contraddizioni.

Nella valutazione delle prove testimoniali - che per loro natura sono un mezzo di prova con un’affidabilità minore rispetto agli altri, essendo influenzate dalle debolezze della mente umana (cfr. per una esaustiva illustrazione Kuntschen, Die antizipierte Beweiswürdigung im schweizerischen Zivilprozessrecht, 2021, n. 147 segg.) - il giudice deve considerare, tra le altre cose, l’impressione personale che ha ricavato dal testimone, la sua eventuale vicinanza o coinvolgimento con una parte o con la fattispecie e la sua attendibilità, segnatamente in base alla concludenza probatoria delle sue affermazioni e all’assenza di incoerenze o contraddizioni. Kuntschen In ogni caso, ciascuna prova dev’essere inserita nell’opportuno contesto, e meglio posta a confronto con le circostanze del caso concreto, con le allegazioni e le contestazioni delle parti e con le altre risultanze istruttorie. Il giudice apprezza difatti liberamente i mezzi di prova esperiti, valutandoli nel loro insieme (art. 157 CPC). ciascuna prova dev’essere inserita nell’opportuno contesto, e meglio posta a confronto con le circostanze del caso concreto, con le allegazioni e le contestazioni delle parti e con le altre risultanze istruttorie. Il giudice apprezza difatti liberamente i mezzi di prova esperiti, valutandoli nel loro insieme (art. 157 CPC). 9.1. Nel caso che occupa, in buona parte le critiche mosse alla sentenza di primo grado non sono tali ma costituiscono una mera presa di posizione di parte, senza un puntuale confronto con le argomentazioni pretorili. In special modo la convenuta non spiega perché sarebbe errato considerare di primaria importanza nell’accertamento del prezzo del quadro di __________ F__________ il fatto che la sua consegna era avvenuta il 6 aprile 2016 previo pagamento dell’intero prezzo pari a Euro 700'000.-.

Laddove, quindi, l’appello non adempie i requisiti minimi di motivazione, risulta irricevibile.

Ciò posto, le obiezioni sollevate sono del tutto inidonee anche nel merito a sovvertire l’esito della vertenza e dare spazio a una riforma del querelato giudizio.

9.2. La deposizione di A__________ L__________-F__________ ritenuta dal Pretore convalidante delle tesi attoree, non può essere, in base ai principi applicabili testé menzionati, destituita di attendibilità semplicemente ricordando che egli era stato, sino a inizio 2018, organo di parte attrice, nonché deus ex machina della stessa. Il suo ruolo di organo non è mai stato sottaciuto, anzi, è stato ribadito da lui stesso in entrata di verbale 15 maggio 2019 e emerge dalle varie corrispondenze agli atti. Della cosa il primo giudice era quindi perfettamente a conoscenza.

Non dimostrato è per contro che il teste avesse pieno potere sulla società.

Ritenuto che a non essere affidabile deve essere ciò che un teste ha dichiarato e non il teste in quanto tale, la mera affermazione del suo coinvolgimento negli eventi senza la spiegazione del dove e perché le sue dichiarazioni non sarebbero degne di fede, non lascia spazio a una messa in discussione della posizione in merito assunta dal Pretore. Inoltre, il fatto che egli da tempo non sia più organo di AO 1 e abbia ceduto la sua partecipazione all’altro socio, M__________ A__________, rende difficile, in assenza di prove contrarie, poter concludere che al momento dell’audizione avesse ancora un interesse attuale all’esito della procedura giudiziaria e fosse pertanto prevenuto.

A prescindere da quanto precede, non si può qui omettere di rilevare come la testimonianza di A__________ L__________-F__________ risulti essere coerente, lineare e compatibile con le altre prove disponibili e, dunque, credibile al di là dei suoi precedenti legami con una parte.

9.3. La critica al primo giudice per avere ignorato totalmente i documenti prodotti, basandosi sui doc. D, E e L, invece di riferirsi ai doc. 2-4, B e C1, si esaurisce in sé stessa, poiché l’appellante non spiega per quale motivo sarebbe corretto dar peso agli ultimi e scartare i primi.

Inoltre, sostenendo che il doc. L non tratterebbe di una riduzione del prezzo ma ribadirebbe il solo e unico prezzo da sempre concordato, AP 1 fornisce un’interpretazione del documento del tutto personale ma non illustra per quale motivo sarebbe infondato ritenere che esso sia “perfettamente dimostrativo” del fatto che era stato trovato un accordo per la diminuzione del prezzo a Euro 120'000.- “non trattandosi del primo ma del secondo documento riferito a questo quadro, il primo di febbraio 2016 attestante un prezzo di 200k Eur (doc. E) e il secondo di ottobre 2016 attestante un prezzo di 120k Eur” (sentenza, pag. 3). Oltretutto tale documento - va pur rilevato poiché esemplare delle modalità con cui la convenuta e la sua rappresentante hanno gestito l’operazione - riporta una data errata (4 aprile 2016) in quanto incompatibile con il suo contenuto che già parla della perizia effettuata nel mese di ottobre 2016, come rettamente evidenziato dal Pretore, ed è stato sottoscritto, con il suo accordo (della venditrice), da L__________ B__________ con la firma (a questo punto contraffatta) di AP 1, come ammesso dalla stessa testimone (cfr. verbale 7 giugno 2019, pag. 4 in fondo). La facilità d’allestimento di documentazione i cui contenuti non corrispondono alla realtà non consente di concedere grandi margini alla credibilità delle dichiarazioni di L__________ B__________ e alla posizione della convenuta.

Nella valutazione della fedefacenza dei documenti effettuata dal Pretore ha giocato un ruolo importante il doc. 6, ossia l’e-mail inviato il 5 aprile 2016, giorno precedente la consegna del quadro di __________ F__________, da L__________ B__________ a U__________ R__________, con il quale ella ha confermato che a quel momento il prezzo dell’opera di __________ F__________ era stato interamente saldato: “Ho ricevuto l’intera somma per il F__________”. Tenuto conto che a quel momento l’attrice aveva già versato complessivamente Euro 720'000.- dei quali Euro 20'000.- a valere quale acconto su quella di __________ S__________ (doc. E), il primo giudice ha rettamente dedotto che per l’opera di __________ F__________ erano stati pagati Euro 700'000.-, ossia il prezzo che la parte attrice afferma essere stato pattuito per il quadro.

Si tratta di un documento fondamentale e chiarificatore, che l’appellante non riesce a inficiare con le sue argomentazioni che semplicemente propongono una lettura alternativa e soggettiva della destinazione dei pagamenti sino a quel momento effettuati. Oltretutto, sostenendo che tutti gli Euro 720'000.- sino a quel momento corrisposti erano da considerare come pagamento parziale del quadro di __________ F__________ e che quindi gli Euro 60'000.- girati il 18 maggio 2016 ne rappresenterebbero il saldo finale, l’appellante non tiene conto del fatto che la giustificazione dei primi due acconti versati il 3 marzo 2016 che risulta dall’estratto bancario doc. F fa esplicitamente riferimento a “__________” (acconto S__________) per quello di Euro 20'000.- e a “__________” (acconto F__________) per quello di Euro 70'000.-, sicché solo quest’ultimo può essere incluso nel computo, così come non tiene per nulla conto del fatto che quello che ella sostiene essere il versamento del saldo finale per l’opera di Euro 60'000.-, che dimostrerebbe il prezzo complessivo di Euro 780'000.-, è avvenuto con la precisa causale “”S__________” (doc. H) e a un mese e mezzo dalla consegna, tempistica del tutto inusuale e illogica nell’ambito di un contratto di compravendita come quello in disamina. Infine, va pure rilevato che, mentre il ragionamento seguito dal Pretore è facilmente comprensibile e logico, quello proposto dall’appellante appare più contorto e poco realistico.

In questo senso la valutazione delle prove documentali effettuata in prima sede resiste alle critiche, oltre che risultare perfettamente sostenibile e corretta.

9.4. Sostenendo che si sarebbe dovuto fare affidamento sulle testimonianze di A__________ S__________, L__________ B__________ e R__________ M__________, l’appellante non fornisce argomenti di maggior pregio.

Nello specifico, ritenuto che ella si è concentrata sul primo di questi, va rilevato come l’impugnativa non fa che obiettare che, contrariamente a quanto sostenuto dal Pretore, A__________ S__________ avrebbe avuto un ruolo attivo nella vicenda anche per quanto riguardava il tema della negoziazione del prezzo, richiamandosi alle asserite dichiarazioni di “tutti i testimoni” che avrebbero confermato che egli era stato colui che aveva messo in contatto le parti e che aveva seguito tutte le vicissitudini della compravendita. In tal modo, una volta di più, AP 1 cerca di sconfessare gli accertamenti del primo giudice utilizzando argomenti a essi estranei: in effetti nella sentenza non si dice che il teste non aveva giocato alcun ruolo nella fattispecie, ma piuttosto che non vi era traccia di un suo coinvolgimento nelle trattative per i prezzi, per cui sostenere che era stato lui a creare i contatti e che poi aveva seguito le vicissitudini non porta alcun elemento, né a livello di allegazione né tanto meno a quello probatorio, che possa consentire di accertare un suo coinvolgimento diretto nella contrattazione del prezzo di vendita dei due quadri.

Che la valutazione del primo giudice sia corretta emerge dalle dichiarazioni del teste stesso, imprecise in merito al quanto sarebbe ancora mancato al momento della consegna del dipinto di __________ F__________ per il saldo del suo prezzo (Euro 40'000.- mentre la convenuta sostiene mancassero ancora Euro 60'000.-) e vaghe in merito alla concessione di una riduzione (“ A quanto mi risulta …”, cfr. verbale 7 giugno 2019 pag. 8). Dette dichiarazioni non trovano poi riscontro né nella documentazione giudicata affidabile in base alle precedenti considerazioni, né nello sviluppo logico degli eventi. Basti pensare che risulta del tutto inconcepibile che a fronte di un cambiamento di datazione e al conseguente ridimensionamento del valore oggettivo dell’opera d’arte, non vi siano state riconsiderazioni del prezzo.

A__________ S__________ sarebbe per la ricorrente un riconosciuto esperto e critico d’arte; tuttavia, non essendo un fatto notorio, la sua autorevolezza nel settore - che sarebbe addirittura maggiore di quella dell’esperto della casa d’aste __________ - avrebbe dovuto essere dimostrata, cosa che non è avvenuta. Pertanto la relativa affermazione costituisce una mera opinione di parte che non conferisce particolare autorevolezza al teste nella determinazione del valore dei quadri di __________ S__________. In ogni caso, avendo egli confermato che poteva esserci una differenza di prezzo tra le opere di __________ S__________ di metà anni ’70 rispetto a quelle di metà anni ’60, non si è espresso in maniera contraria a quanto ha ritenuto il Pretore.

Infine non va trascurato il fatto che la credibilità dei tre testi è intaccata anche dal loro comportamento nella vicenda, essendosi essi, per loro stessa ammissione, accordati per mentire all’acquirente (dunque ingannarla) spacciando L__________ B__________ e R__________ M__________ per chi non erano: figlia, rispettivamente marito della convenuta. A ragione, inoltre, il primo giudice ha evidenziato il chiaro interesse di R__________ M__________ nella vicenda, avendo egli anticipato alla convenuta i soldi che essa pretende ora di ottenere dall’attrice, così come ha tenuto conto del fatto che egli ha sostenuto di essere stato pagato da A__________ L__________-F__________ con dei travellers chèques falsi o rubati rifiutati dalla banca, senza che siano stati prodotti o sia stato prodotto un documento bancario attestante il rifiuto di pagamento.

In definitiva, l’apprezzamento pretorile delle prove testimoniali resiste alla critica.

10. Per tutto quanto precede, l’appello, nella misura in cui è ricevibile, deve essere respinto.

10. Per tutto quanto precede, l’appello, nella misura in cui è ricevibile, deve essere respinto. Le spese processuali di fr. 6'000.- seguono la soccombenza totale dell’appellante (art. 106 CPC) e sono calcolate secondo gli art. 2, 7 e 13 LTG, tenuto conto di un valore ancora litigioso di Euro 120’000.-, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale.

Le spese processuali di fr. 6'000.- seguono la soccombenza totale dell’appellante (art. 106 CPC) e sono calcolate secondo gli art. 2, 7 e 13 LTG, tenuto conto di un valore ancora litigioso di Euro 120’000.-, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale. Le ripetibili, quantificate sulla base dell’art. 11 cpv. 1, cpv. 2 lett. a e cpv. 5 RTar, contemplanti pure le spese e l’IVA, ammontano a fr. 3’000.-.

Le ripetibili, quantificate sulla base dell’art. 11 cpv. 1, cpv. 2 lett. a e cpv. 5 RTar, contemplanti pure le spese e l’IVA, ammontano a fr. 3’000.-. Per questi motivi,

Per questi motivi, richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar decide:

decide: 1. L'appello 23 luglio 2021 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile.

1. L'appello 23 luglio 2021 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 6’000.- sono poste a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 3'000.- per ripetibili.

2. Le spese processuali di complessivi fr. 6’000.- sono poste a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 3'000.- per ripetibili. 3. Notificazione:

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).