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Dall'inizio dei combattimenti contro i miliziani separatisti dell'Ucraina orientale hanno perso la vita 568 soldati delle truppe regolari di Kiev, mentre 2'120 sono rimasti feriti. Lo riferisce il portavoce del Consiglio di sicurezza ucraino, Andrii Lisenko, precisando che nelle ultime 24 ore sono morti sei soldati e 24 sono rimasti feriti. Il conflitto tra i militari ucraini e i separatisti filorussi è iniziato ad aprile.
Intanto l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea Catherine Ashton ha convocato per domani una riunione "straordinaria" degli ambasciatori del Comitato politico e di sicurezza (Cops) per la "situazione di emergenza" internazionale, in particolare in Ucraina, ma anche in Iraq e a Gaza.
Intanto oggi il capo dell'esecutivo dell'Ue José Manuel Barroso ha in programma contatti telefonici col presidente ucraino Petro Porohenko e con quello russo Vladimir Putin.
L'Europa, preoccupata per l'ammassamento di numerose truppe russe al confine orientale con l'Ucraina, teme che Mosca possa decidere di sconfinare col pretesto di una missione di peace-keeping o di aiuti umanitari a Donetsk e Lugansk, città dove i ribelli separatisti filorussi si trovano assediati dall'esercito ucraino.
Per evitare il peggio l'Ue sta cercando di arrivare ad "un cessate il fuoco concordato" tra Russia e Ucraina, e questa sarà probabilmente una delle proposte che il presidente Barroso rilancerà nel corso delle sue conversazioni telefoniche con Poroshenko e Putin. Ma per il fine settimana si attende anche un annuncio della Commissione sull'impegno umanitario in Ucraina.
Sul tavolo c'è però anche la questione delle sanzioni che l'Ucraina sta valutando contro Mosca, di bloccare il transito di gas russo verso l'ovest. Rispetto a questa ipotesi, fonti della Commissione europea ribadiscono: "la nostra posizione è che il rifornimento sicuro dell'energia attraverso l'Ucraina deve essere garantito".
SDA-ATS