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La moratoria concernente l'apertura di nuovi studi medici dovrebbe diventare definitiva.
Il Consiglio nazionale ha scelto oggi questa soluzione - con 128 voti contro 55 e 4 astenuti - a quella proposta dal governo per regolare l'offerta sul lungo termine. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.
In precedenza, la Camera del popolo aveva respinto, con 111 voti contro 76, una proposta di non entrata in materia presentata da PLR e UDC. A loro modo di vedere questa riforma non è opportuna, meglio sarebbe puntare sulla fine dell'obbligo di contrarre.
Questa soluzione permetterebbe alle casse malattia di scegliere con quali medici lavorare. "Non è compito dello Stato regolare l'offerta e non è provato che il blocco di nuovi studi medici sia una buona soluzione per contrastare l'esplosione dei costi della sanità", ha sostenuto Daniel Stolz (PLR/BS).
Sarebbe irrealistico togliere già l'anno prossimo l'obbligo di contrarre, ha replicato Jean-François Steiert (PS/FR) a nome della commissione. I medici non vogliono un sistema di questo tipo, ha aggiunto Ruth Humbel (PPD/AG).
La moratoria concernente l'apertura di nuovi studi medici è stata in vigore tra il 2002 e la fine del 2011, è poi stata reintrodotta nel 2013 ed è attualmente limitata al 30 giugno 2016. Diciotto cantoni la applicano.
Il Consiglio federale potrebbe dunque continuare a utilizzare questo meccanismo, in particolare per far fronte all'afflusso di medici stranieri. Nel 2012, al termine della moratoria, il numero di nuovi praticanti era esploso, in particolare in Ticino.