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Tumori della tiroide: cause, sintomi, esami e trattamenti
Cos’è il carcinoma della tiroide?
I tumori della tiroide derivano nella maggior parte dei casi dalle cellule che compongono il tessuto tiroideo (cellule follicolare).
L’aumento dei casi diagnosticati nell’ultimo trentennio è verosimilmente dovuto al miglioramento delle tecniche diagnostiche e all’aumento della scoperta incidentale di noduli su degli esami radiologici.
Possiamo distinguere diversi tipi di carcinomi della tiroide:
I carcinomi differenziati: che si dividono in due categorie:
Il carcinoma papillare: È la forma più frequente di carcinoma differenziato (ca. il 75%). È poco aggressivo, ha una crescita lenta e può dar luogo a metastasi nei linfonodi del collo
Il carcinoma follicolare: rappresenta il 15% dei carcinomi differenziati. Può generare delle metastasi a distanza.
Il carcinoma anaplastico: È una forma molto rara (< 1% dei tumori della tiroide), ma particolarmente aggressiva. Ha la tendenza a metastatizzare a distanza molto precocemente
Il carcinoma midollare: È raro e deriva dalle cellule parafollicolari (o cellule C) che producono la calcitonina. Questo tipo di tumore può essere ereditario o essere la manifestazione di sindromi genetiche (sindrome neoplastica multiple tipo 2, MEN2)
Quali sono le cause del tumore alla tiroide?
Il carcinoma della tiroide è ereditariosolo nel 3-5% dei casi e può a volte essere la manifestazione di sindromi rare.
La maggior parte dei tumori della tiroide sono però sporadici e la loro causa è sconosciuta.
Esistono fattori di rischio per la formazione di tumori tiroidei come, tipicamente, l’esposizione a radiazioni (radioterapia sul collo, esposizione a del materiale radioattivo come riscontrato dopo la catastrofe di Cernobyl)
Quali sono i sintomi del tumore alla tiroide?
Il sintomo più comune del carcinoma tiroideo è il riscontro alla palpazione o all’osservazione di un nodulo tiroideo. Da notare però che solo il 3-5% dei noduli tiroidei sono maligni.
Certi pazienti possono presentare dei cambiamenti della voce causati dalla compressione o dall’allungamento del nervo delle corde vocali.
In alcuni casi possono essere riscontrati dei linfonodi ingrossati in sede laterocervicale.
A che esami deve sottoporsi un paziente che presenta un tumore della tiroide?
Un prelievo del sangue con misura della TSH permette di valutare l’eventuale presenza di un ipertiroidismo
L’ecografia tiroidea è fondamentale. Permette di valutare sia le dimensioni e le caratteristiche del nodulo o dei noduli e l’eventuale presenza di metastasi linfonodali a livello cervicale
Un agoaspirato sarà effettuato se il o i noduli presentano delle caratteristiche ecograficamente sospette. Il campione di cellule permetterà al patologo di distinguere, in un buon numero di casi, un nodulo benigno da un nodulo maligno.
Una TAC o una risonanza magnetica possono essere richieste per valutare l’estensione della malattia
Quali sono i trattamenti del tumore tiroideo?
La chirurgia rappresenta la prima opzione terapeutica del carcinoma della tiroide. Consiste nell’ablazione totale (tiroidectomia totale) o parziale (lobectomia) della tiroide con o senza asportazione dei linfonodi cervicali.
Dopo la chirurgia, un trattamento con lo iodio radioattivo (terapia radiometabolica) è a volte indicato e permette di eliminare le eventuali cellule tiroidee rimaste nel collo.
La prognosi dei carcinomi differenziati (papillari e follicolari) della tiroide è nella maggior parte dei casi (circa 80%) buona. Le recidive sono rare e rispondono generalmente bene a un trattamento che associa la chirurgia allo iodio radioattivo.