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Le nevère
Sono situate sugli alpeggi dove saltuariamente qualcuno ci va ancora per turismo e anche un po' portandoci qualche capo di bestiame.
Parlando di nevere si deve però considerare un allevamento del bestiame legato a periodi di oltre cinquant'anni fa quando si lavorava in altro modo e non c'erano le possibilità di tenere al fresco i prodotti caseari come si fa al giorno d'oggi.
Ora certi sistemi di allevamento sono stati in gran parte abbandonati perché troppo duri e poco redditizi.
Bisogna pur dire che a qualcuno interessa ancora occuparsi di allevamento in condizioni difficili e qua e là qualche attività si può ancora vedere.
La nevèra è una casetta rotonda
È profonda 2/3 sotto (circa 6 m ) e 1/3 sopra (circa 2 m ).
Il tetto è fatto a piode ed ha forma di volta.
Le scale sono a chiocciola e seguono il muro rotondo; pericolose.
Dentro si metteva la neve
pressata e sopra le foglie. Sopra la neve mettevano un
contenitore largo e rotondo ( conca ) pieno di latte per
fare la panna, con cui si fa il burro. Con il resto del
latte si fa il formaggio ei formaggini.
Era circondato da tre alberi (due aceri e un faggio) che proteggevano con l'ombra la neve della nevèra.
Dentro c'erano delle false finestrelle per metterci alcune cose. La temperatura era sempre uguale estate e inverno (attorno ai 10 gradi).
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