Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/18916

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>ad domanda 1</p><p></p><p></p><p></p><p>Tanto sul piano bilaterale, quanto su quello multilaterale, la Svizzera si è impegnata a favore dei diritti politici e sociali della popolazione del Kosovo. Nell'ambito di incontri bilaterali, come pure in seno ad organizzazioni internazionali quali la commissione dell'ONU dei diritti dell'uomo e l'OSCE, le autorità jugoslave sono state continuamente invitate a rispettare i diritti umani e i diritti delle minoranze nel Kosovo. Il Consiglio federale darà seguito a tali sforzi nella convinzione che il rispetto dei diritti politici e sociali nel Kosovo costituisca uno dei presupposti fondamentali per la composizione del conflitto.</p><p></p><p></p><p></p><p>ad domanda 2</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale sostiene tutti gli sforzi che possano portare all'assistenza dei rifugiati nelle vicinanze della loro Patria e consentano di evitare la continuazione del viaggio verso Paesi lontani. Il fattore decisivo risiede in tale contesto nell'alloggio presso famiglie ospitanti. Un'alternativa importante è costituita dall'alloggio all'interno di edifici pubblici. Come già effettuato in diverse regioni della ex Jugoslavia, la Svizzera è disposta a ristrutturare a tale scopo edifici pubblici. Il Corpo svizzero per l'aiuto in caso di catastrofe (ASC) sta già esaminando quali edifici possano essere utilizzati a tal fine. Tale atteggiamento corrisponderebbe nel contempo al desiderio espresso dal governo albanese, mirante a un aiuto alla ristrutturazione delle infrastrutture.</p><p></p><p></p><p></p><p>Come tutte le organizzazioni attive in Albania, Il Consiglio federale ritiene che al momento attuale sia opportuno rinunciare all'allestimento di veri e propri centri di raccolta (anche nel senso di tendopoli), poiché non ve ne é la necessità. Qualora l'afflusso di rifugiati dovesse registrare un aumento massiccio, il Consiglio federale è disposto, d'intesa con le altre organizzazioni, a mettere immediatamente a disposizione alloggi d'emergenza.</p><p></p><p></p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene attualmente appropriati e sufficienti i provvedimenti adottati. La Svizzera ha del resto appoggiato l'ACNUR già al momento della loro elaborazione. </p><p></p><p></p><p></p><p>ad domanda 3</p><p></p><p></p><p></p><p>Il 12 giugno 1998, il capo del DFGP ha deciso di prorogare sino alla fine del mese di luglio 1998 i termini di partenza per i richiedenti l'asilo respinti provenienti dalla provincia del Kosovo. La decisione è stata presa sulla base della valutazione che sussista un rischio considerevole di un ulteriore acuirsi del conflitto. Tale valutazione è condivisa dai Paesi a noi vicini e dalla NATO e ha nel frattempo trovato conferma. Mediante la proroga dei termini di partenza si tiene conto di un possibile pericolo cui sarebbero esposte le persone soggette ad obbligo di partenza provenienti dal Kosovo. La proroga del termine non coinvolge le persone che in Svizzera si sono rese colpevoli di reati. </p><p></p><p>La situazione nel Kosovo desta preoccupazione e il Consiglio federale continuerà a seguirne gli sviluppi con grande attenzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.