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Il motivo principale è uno: si viaggia meno
LOSANNA - Più sangue in Svizzera grazie al Covid: a causa della pandemia molti donatori hanno trascorso le vacanze estive in patria e non si sono registrati i problemi di approvvigionamento che di solito si osservano durante la stagione più calda.
«Abbiamo potuto accogliere un numero di donatori sufficienti per mantenere le scorte», spiega Anita Tschaggelar di Trasfusione CRS, entità legata alla Croce Rossa Svizzera (CRS), nell'ambito di un'indagine di Keystone-Ats. L'unico gruppo sanguigno che manca costantemente è quello 0 negativo.
Il periodo estivo è normalmente un momento di grande difficoltà per i servizi trasfusionali del paese: tra soggiorni all'estero e controindicazioni al ritorno da paesi considerati a rischio i donatori si fanno infatti più scarsi. Quest'anno però il coronavirus ha portato meno persone a superare i confini nazionali, con effetti positivi sugli stock di sangue. E lo stesso era già accaduto l'anno scorso, ha indicato Tschaggelar.
Il sangue rimane un bene prezioso. Nel corso della loro vita quattro persone su cinque hanno bisogno di una trasfusione o di un prodotto sanguigno. Una sacca di sangue di circa 450 ml - cioè il frutto di una singola donazione - può aiutare fino a tre persone diverse.
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