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Il manager portoghese Paulo Sousa si è ritirato dall'incarico di allenatore della nazionale egiziana. Il candidato più probabile sulla panchina dei Faraoni è ora una vecchia conoscenza del calcio svizzero.
La mancata qualificazione alla Coppa del Mondo, la sconfitta contro l'Etiopia e la brutta caduta in amichevole contro la Corea del Sud per 4-1, hanno fatto traboccare il vaso dalle parti del Cairo.
Di conseguenza, l'Egitto è sceso dal 32esimo al 40esimo posto nella classifica FIFA, scendendo al sesto posto tra le nazioni africane.
Così Ehab Galal è stato sollevato dall'incarico di manager della nazionale egiziana dopo sole tre partite, e la Federazione è ora alla ricerca di un sostituto per guidare i Faraoni.
Il ritiro di Sousa
Secondo i media locali, il candidato numero uno per la delicata posizione era il portoghese Paulo Sousa, allenatore del Flamengo fino ad oggi.
Tuttavia, le trattative non sembrano essere andate bene per Sousa, che si sarebbe ritirato dall'offerta di lavoro dopo aver contattato l'ex manager dell'Egitto e connazionale Carlos Queiroz. Queiroz aveva fatto luce sugli eventi accaduti dietro le quinte con l'EFA (Federcalcio egiziana), accusando il consiglio di amministrazione di quest'ultima di aver cercato d'infangare la sua immagine e di aver fatto credere al pubblico che fosse lui a rifiutarsi di tornare in Nazionale.
L'entrata in gioco di Vlado Petkovic
Secondo l'opinionista egiziano Ahmed Shobeir, con Sousa fuori dai giochi, ora sarebbe Vladimir Petkovic il più papabile candidato alla panchina dei Faraoni.
Petkovic, durante la sua permanenza sulla panchina della nazionale svizzera, ha guidato la sua squadra agli ottavi di finale di Euro 2016 e della Coppa del Mondo del 2018, oltre che ai quarti di finale di Euro 2020. Val la pena ricordare che in quell'occasione la Svizzera agli ottavi sconfisse i campioni del mondo della Francia per 5-4 ai rigori, qualificandosi così ai quarti del Campionato europeo per la prima volta nella sua storia.
Petkovic poi, a sorpresa, lasciò il suo incarico a luglio dell'anno scorso, accettando l'offerta del Bordeaux nella Ligue 1 francese. Tuttavia, il 58enne di Sarajevo è stato licenziato dopo sole 25 partite a causa dei risultati molto deludenti: la sua ultima partita da allenatore è stata un'umiliante sconfitta per 5-0 contro il Reims, lo scorso 6 febbraio.
La 'difficile ' gestione del fenomenale Salah
In Egitto, come in tutta l'Africa del resto, il calcio è molto sentito. L'orgoglio dei tifosi e della nazionale è certamente legato al fatto che nessun'altra nazionale ha vinto tante coppe d'Africa (7) quanto i Faraoni, l'ultima nel 2010.
Nonostante il blasone e la presenza in attacco della superstar Mohamed Salah la nazionale egiziana non è riuscita negli ultimi anni a soddisfare le aspettative dei propri tifosi e della federazione.
La sconfitta in finale di Coppa d'Africa a febbraio contro il Senegal (1-0) ha lasciato il segno. La mancata qualificazione a Qatar 2022 è stata un ulteriore contraccolpo per chi schiera lì davanti uno dei cinque attaccanti più forti al mondo.
È stata proprio la gestione di Salah da parte di Queiroz prima e di Galal dopo, ad essere finita sotto accusa. Alcune settimane fa infatti, le parole di Hassan Shehata - ex coach della nazionale egiziana - hanno definitivamente chiuso il capitolo con Ehab Galal.
«Gli allenatori devono trovare un modo per aprire lo spazio a Mohamed Salah. Dobbiamo trovare dei giocatori che lo aiutino a essere più efficace», aveva detto colui che per ultimo portò i Faraoni alla conquista della Coppa d'Africa nel 2010.
Se effettivamente Vlado Petkovic dovesse finire sulla panchina dell'Egitto, la gestione di Salah sarà fondamentale.
È sicuramente un problema grosso per ciascun allenatore trovarsi senza un bomber di razza, ma altrettanto rognosa è la situazione di avere un cannoniere al quale non sono fornite le opportunità per segnare. Il calciatore egiziano più popolare e forte di sempre deve esser messo nelle condizioni di fare gol. Chiunque siederà sulla panchina dei Faraoni lo sa.