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L’indice di primavera indica l’inizio dello sviluppo della vegetazione in primavera rispetto alla media pluriennale 1981-2010. L’indice è calcolato annualmente e riassume le fasi fenologiche della primavera. Poiché la temperatura è un fattore determinante per lo sviluppo delle piante, l’indice di primavera si presta come grandezza per visualizzare il del cambiamento climatico sulla vegetazione.
Indice di primavera
L’indice di primavera è una grandezza statistica. È calcolato in base alle prime dieci fasi fenologiche primaverili ed è aggiornato alla fine di maggio. Esso tiene conto delle osservazioni effettuate nel rispettivo anno in circa 80 stazioni della rete di osservazione fenologica che dispongono di serie di dati sufficientemente lunghe.
La primavera 2017
A seguito della terza primavera più calda da quando sono iniziati i rilevamenti, le fasi di fioritura e di spiegamento delle foglie delle piante primaverili sono state osservate molto precocemente. Fino alla fioritura degli alberi da frutta in marzo e aprile, lo sviluppo della vegetazione primaverile è stata la più precoce osservata dal 1951. Gli alberi da frutta sono fioriti con un anticipo di più di 2 settimane rispetto alla media del periodo 1981-2010. L'ondata di freddo che si è verificata da metà aprile ha ritardato lo spiegamento delle foglie del faggio, la fase fenologica più tardiva inclusa nell'indice di primavera. Nell’insieme, lo sviluppo della vegetazione primaverile nel 2017 è stato il quarto più precoce dal 1951.
Calcolo dell’indice di primavera
Per caratterizzare la primavera fenologica nel suo insieme, si utilizzano le dieci seguenti fasi fenologiche, che ricorrono tra gennaio e maggio:
- fioritura del nocciolo
- fioritura del tussilago
- fioritura dell’anemone
- fioritura del ciliegio
- spiegamento delle foglie dell’ippocastano
- spiegamento delle foglie del nocciolo
- formazione degli aghi del larice
- fioritura del dente di leone
- fioritura della cardamine
- spiegamento delle foglie del faggio
La deviazione dalla data media di inizio della fase è determinata con l’aiuto dell’analisi delle componenti principali. Questa tecnica è particolarmente indicata per strutturare, semplificare e rappresentare grandi serie di dati, come pure per filtrare la dipendenza spaziale e temporale. Un risultato di questa analisi, la prima componente principale, consente di rappresentare in maniera chiara la variabilità tra un anno a l’altro.