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Il premier giapponese Shinzo Abe non intende tagliare i fondi all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), pur concedendo che una serie di riforme dell'ente sono necessarie, ma solo al termine della lotta alla pandemia globale.
"Ci sono opinioni che parlano di una Oms non neutrale ma schierata politicamente", ha detto Abe nel corso di una conferenza stampa, riferendosi alla posizione del presidente Usa Donald Trump, particolarmente critico nei confronti dell'organizzazione per essere a suo avviso troppo vicina agli interessi della Cina.
"La cooperazione con l'Oms è essenziale nella lotta al coronavirus - ha continuato Abe - e non stiamo affatto considerando di ridurre i contribuiti che il Giappone versa all'agenzia. Adesso è il momento di restare uniti". Riguardo alle riforme, una delle questioni ancora aperte, ha aggiunto Abe, è quella che riguarda Taiwan, per la quale il Giappone ha chiesto all'Oms da diversi anni di accettare la candidatura come paese membro. La Cina considera Taiwan una provincia ribelle e si oppone alla sua ammissione come nazione autonoma.
Nei giorni scorsi Trump aveva accusato l'Oms di aver sottostimato la gravità dell'impatto del virus originato in Cina e ha deciso di bloccare i fondi all'organizzazione di cui gli Usa sono il primo contributore con 400-500 milioni l'anno, circa un decimo del bilancio.
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