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GINEVRA - Il Tribunale penale federale (TPF) ha respinto un ricorso contro la trasmissione alla giustizia francese di documenti relativi all'inchiesta sul finanziamento della campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy del 2007. I diritti del ricorrente sono stati rispettati.
Nel gennaio 2014 una domanda di assistenza giudiziaria era stata indirizzata alle autorità svizzere da un tribunale di Parigi. La richiesta riguardava in particolare una persona domiciliata a Ginevra.
La giustizia francese indaga fra le altre cose su casi di corruzione attiva e passiva. Concretamente, i sospetti ricadono su funzionari francesi e libici che avrebbero tentato di ottenere fondi dalla Libia per circa 50 milioni di euro in modo da finanziare la campagna presidenziale. A questo si aggiungono contratti fittizi ottenuti nel Paese nord africano da società francesi per un totale di 100 milioni di euro.
Durante le indagini in Svizzera il Ministero pubblico del Canton Ginevra ha sequestrato documenti giudicati importanti per il procedimento. Il sospettato ha però contestato il modo di agire, sostenendo di non essersi potuto esprimere sul contenuto dei documenti e che il principio di proporzionalità sia stato violato.
Il TPF ha però giudicato che il modo di agire delle autorità si è rivelato corretto è che il sospettato ha avuto tempo per prendere posizione. Non facendolo, ha perso anche il diritto di invocare una violazione del principio di proporzionalità.
La sentenza non è ancora cresciuta in giudicato e potrà essere portata davanti al Tribunale federale.