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Il numero uno dell'UDC, candidato al Consiglio federale, vorrebbe portare un nuovo modo di far politica all'interno del governo.
E si dice disposto ad assumere la direzione di qualsiasi dipartimento, anche se le sue preferenze vanno alle finanze, ai trasporti e all'interno.
Presentandosi lunedì a Zurigo davanti a numerosi giornalisti svizzeri ed esteri, Christoph Blocher - candidato dell'Unione Democratica di Centro (UDC) al Consiglio federale - ha precisato che i campi di attività che più gli interessano sono le finanze, il Dipartimento dei trasporti oppure quello dell'interno.
Nel primo caso, il consigliere nazionale zurighese metterebbe in pratica le sue capacità di capitano d'industria; nel secondo, raccoglierebbe la sfida rappresentata dai deficit miliardari che provocheranno le nuove trasversali ferroviarie alpine; nel terzo caso si impegnerebbe a risanare il sistema sociale.
«Concordanza aritmetica»
Blocher continua a valutare al 50 per cento le sue chance di essere eletto. Un'elezione che a suo avviso è legittimata dal principio della «concordanza aritmetica», che dà diritto ai partiti di essere rappresentati in governo proporzionalmente alla percentuale di voti ottenuti.
L'UDC vuole Blocher come secondo consigliere federale al fianco di Samuel Schmid e perché ciò avvenga i democristiani del Partito Popolare Democratico (PPD) sono tenuti a rinunciare a un loro rappresentante in governo: poco importa se a dover lasciare il posto sarà Josef Deiss o Ruth Metzler.
Sul modo in cui è stata presentata la sua candidatura, il «tribuno» zurighese non vuole sentir parlare di diktat. «Al parlamento - afferma - sottoponiamo due alternative».
Nuovo modo di governare
In caso di elezione, Blocher si dice pronto a tenere alti i valori delle concordanza e della collegialità, ma intende pure introdurre una nuova concezione del modo di lavorare in governo.
«Ciò di cui si ha paura è che arrivi qualcuno che sia in grado di convincere gli altri membri del collegio», ha affermato Blocher, per poi aggiungere che in ogni caso «sono troppo vecchio per instaurare una dittatura».
Se invece l'UDC fosse costretta a passare all'opposizione, Blocher ha promesso un'opposizione senza compromessi e diversa da quella degli ultimi 10-15 anni.
Invitato da rappresentanti della stampa internazionale a caratterizzare l'UDC, Blocher ha parlato di un partito liberal-conservatore che si batte per non dare eccessive competenze allo stato e contro la crescente socializzazione.
«Siamo per lo Stato nazionale, ma non siamo nazionalisti. Nulla a che vedere con Haider o Le Pen».
swissinfo e agenzie