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Corpo femminile e prostituzione in tre pièce di Dacia Maraini: Dialogo di una prostituta con un suo cliente, Una casa di donne, Veronica, meretrice e scrittora
DOI:https://doi.org/10.5903/al_uzh-64
parole chiave:Dacia Maraini, prostituzione, femminismo, corpo femminile, sessualità
abstract
L'articolo si propone di analizzare i temi della corporeità e della prostituzione nell'opera di Dacia Maraini alla luce dell'impegno femminista dell'autrice. Nei suoi lavori Maraini sviluppa la tematica della prostituzione al fine di mettere in discussione la società patriarcale e maschilista e il ruolo femminile. Attraverso la figura della meretrice, infatti, l'autrice indaga la condizione della donna e la sua evoluzione in un contesto sociopolitico e culturale fondato sul patriarcato, del quale lo sfruttamento sessuale femminile è la rappresentazione più emblematica. Lo scopo del presente lavoro è quindi quello di evidenziare le funzioni che il corpo femminile come strumento di subordinazione e allo stesso tempo di emancipazione può assumere nella lotta per la liberazione dal predominio maschile. Saranno elaborate delle interpretazioni a partire dalle teorie di studiose femministe come Simone De Beauvoir, Luce Irigaray e Adriana Cavarero. Lo studio ribadisce come l'impegno civile dell'autrice sia connaturato alla sua scrittura e si concentra, dopo alcune suggestioni cinematografiche, su tre opere teatrali: Dialogo di una prostituta con un suo cliente (1973), Una casa di donne (1977), Veronica, meretrice e scrittora (1991), le cui protagoniste sono donne “rivoluzionarie” che si ribellano alla società maschilista cercando di affermare la propria soggettività.
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