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Il gruppo agrochimico basilese Syngenta ha confermato di aver ricevuto un'offerta di acquisizione, non richiesta, da 45 miliardi di dollari - 449 franchi per azione - dal colosso Usa Monsanto.
Il consiglio d'amministrazione della società renana ha rifiutato l'offerta, ritenendo che essa sottovaluti l'azienda. Intanto l'azione vola in borsa e sta guadagnando il 17%.
"La proposta di Monsanto non riflette le eccezionali prospettive di crescita offerte dalla strategia integrata di Syngenta, né il potenziale di valorizzazione futura", ha dichiarato il presidente del gruppo Michel Demaré, citato in un comunicato.
Syngenta menziona anche gli ostacoli derivanti da una eventuale fusione dal profilo della legislazione sulla concorrenza. Le voci di un avvicinamento tra i due gruppi sono cresciute di tono dalla fine di aprile, spingendo l'azione Syngenta il 4 maggio a un livello record di 351 franchi. Il titolo ha chiuso ieri a 332,70 franchi, ma stamane, poco dopo l'apertura, guadagnava il 17%, a 389,50 franchi e si è spinta a tratti oltre i 396 franchi.
In una nota della scorsa settimana gli analisti di Credit Suisse hanno definito "poco probabile" l'unione tra i due colossi dell'agrochimica, sollevando una lunga serie di riserve sulla transazione.
SDA-ATS