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Nazionalizzare il settore farmaceutico per porre un freno all'esplosione dei costi della salute. È l'idea lanciata dal consigliere nazionale socialista Franco Cavalli dalle colonne dei settimanali dimanche.ch, SonntagsBlick e il caffé. Per il deputato ticinese, bisogna combattere la lobby farmaceutica responsabile, a suo parere, dell'incremento dei costi sanitari.Questo contenuto è stato pubblicato il 15 luglio 2001 - 16:44
Solamente in Svizzera e negli Stati uniti, precisa Cavalli, «la lobby farmaceutica detiene così tanto potere». E gli effetti non si fanno attendere, aggiunge Cavalli, «poiché è proprio in questi due Paesi che i medicinali costano di più». L'anno scorso i costi sono aumentati dell'11 per cento in Svizzera - ha precisato l'oncologo ticinese - e del 12 per cento negli Stati Uniti. L'industria dei medicamenti fa pressione sui medici e gli ospedali. Per questa ragione, ha affermato Cavalli, «lo Stato dovrebbe immischiarsi di più in questo settore».
A suo parere, il costo delle medicine è il fattore chiave che spiega l'aumento dei costi della salute. L'industria farmaceutica cerca di vendere confezioni di medicinali sempre più voluminose. In particolare, ha precisato, «parecchi prodotti eccellenti non vengono più fabbricati poiché giudicati poco redditizi».
swissinfo e agenzie