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LUGANO - Il 21 maggio 1971 l'etichetta Tamla-Motown Records pubblicava il nuovo disco di Marvin Gaye, "What's Going On". Un album che ebbe fin da subito un grandissimo consenso di critica e pubblico, ma in quel momento, probabilmente, nessuno poteva immaginare l'impatto che avrebbe avuto sulla storia della musica e che fa sì che oggi, a 50 anni di distanza da quel giorno, quei 35 minuti circa di musica e parole siano più attuali che mai.
Il capolavoro di Gaye - "What's Going On" è indubbiamente il capolavoro di Marvin Gaye, tra le voci più esaltanti della storia della musica popolare del Novecento e scomparso tragicamente nel 1984. Il brano che diede poi il titolo all'album arrivò mentre il cantautore si trovava in un periodo di transizione, segnato dalla volontà di creare musica più profonda di quella di pronto consumo (ma comunque ottima) che aveva pubblicato finora, ma anche dalla morte della compagna artistica Tammi Terrell e dai racconti del fratello Frankie sull'orrore della guerra in Vietnam.
Gaye ha confidato al suo biografo David Ritz: «Stavo cercando un'idea. Sapevo che c'era di più dentro di me. E questo era qualcosa che nessun dirigente discografico o produttore poteva vedere. Ma l'ho visto. Sapevo che dovevo uscire da lì». "What's Going On", la title track, era decisamente più complessa, articolata e cinematografica, ma soprattutto aveva testi di grande impegno e protesta come mai si era visto allo Motown. Allo stesso tempo era suadente e sexy come ci si aspettava da un prodotto dell'etichetta di Detroit. Il cui boss Berry Gordy, però, si convinse della bontà del progetto solo dopo il successo del singolo.
Marvin ebbe un mese di tempo per creare un disco, e gli uscì un capolavoro. «Il mondo non è mai stato così deprimente come adesso» dichiarò all'epoca al Detroit Free Press. «Stiamo uccidendo il pianeta, uccidendo i nostri giovani uomini per le strade e andando in guerra in tutto il mondo. I diritti umani... Questo è il tema». Gaye e i suoi collaboratori svilupparono la linea musicale di "What's Going On" fino a farla diventare il tema ricorrente dell'intero disco e il trait d'union tra le varie tracce, il che lo fa considerare da alcuni critici come il primo concept album della soul music.
Gaye, la band di supporto The Funk Brothers e l'arrangiatore David Van De Pitte si spinsero al di là dei confini consueti per il genere, creando di fatto una lunga suite di pop sinfonico con chiarissime contaminazioni di jazz e rhythm & blues, e segnando la strada per decine di artisti negli anni a venire.
La scelta di Rolling Stone - La rivista musicale Rolling Stone ha scelto di premiare "What's Going On" nel corso della revisione del 2020 della sua lista 500 Greatest Albums of All Time. Il disco si trovava già ai piani altissimi della classifica, che da sempre fa discutere gli appassionati di musica ma che, in un modo o nell'altro, costituisce un punto di riferimento di portata planetaria. Ma ora è al posto più alto, davanti a colossi come "Pet Sounds" dei Beach Boys (1966) e "Blue" di Joni Mitchell (1971).
Rolling Stone sente la necessità di riscrivere periodicamente la lista (avviene una volta per decennio, circa) per prendere in considerazione gli album usciti nel frattempo, i nuovi generi e i cambiamenti nei gusti del pubblico. Si è passato così da un elenco a forte trazione di band caucasiche maschili a una panoramica che include un numero più elevato di donne e afroamericani. Una duplice mancanza che era stata rinfacciata più volte ai compilatori.
Cosa dice "What's Going On" al pubblico di oggi - Come tutte le grandi opere d'arte, "What's Going On" è senza tempo. Musicalmente e dal lato testuale. Anzi, le tematiche che affronta sono tornare prepotentemente alla ribalta nel 2020, anno contrassegnato da vari episodi di violenze della polizia e dalla nascita del movimento Black Lives Matter. La nascita della title track arriva proprio da qualcosa di simile, la violenta repressione delle manifestazioni studentesche del maggio 1969 a Berkeley, in California. I morti e feriti del People's Park colpirono il bassista dei Four Tops "Obie" Benson, che insieme al paroliere Al Cleveland compose la canzone, ma senza riuscire a trovare un artista interessato. Poi arrivò Gaye, e il resto è storia.
John Legend ha detto di quest'album che è «la voce dell'America nera che dice che non potremmo sempre sorridere al momento giusto per te». C'è lo sconcerto di un veterano per l'America che ha ritrovato dopo aver combattuto e che non sembra avere un posto per lui. C'è "Mercy Mercy Me (The Ecology)", inno ecologico che anticipa di decenni le preoccupazioni che oggi sono all'ordine del giorno. Si parla d'infanzia svantaggiata, del futuro dei bambini, di povertà, di droga e anche di spiritualità e di Dio. Sono temi che erano attuali nel 1971 e lo sono ancora, nel 2021. È ciò che l'album dice all'ascoltatore contemporaneo: i problemi di ieri non sono stati risolti, denunciarli è ancora necessario.
"What's Going On" non è un ripetitivo elenco di rivendicazioni e proteste: è un disco di grandissimo impegno sociale e al contempo una gemma musicale, suonata e cantata splendidamente nella quale l'anima di Marvin Gaye si è messa a nudo.
Il 21 maggio 1971 l'etichetta Tamla-Motown Records pubblicava il nuovo disco di Marvin Gaye, "What's Going On". Un album che ebbe fin da subito un grandissimo consenso di critica e pubblico, ma in quel momento, probabilmente, nessuno poteva immaginare l'impatto che avrebbe avuto sulla storia della musica e che fa sì che oggi, a 50 anni di distanza da quel giorno, quei 35 minuti circa di musica e parole siano più attuali che mai.