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La Bulgaria dovrebbe ricevere il 30% (circa 76 milioni di franchi) e
la Romania circa il 70% (181 milioni di franchi) dell’intero
contributo. In tal modo la Svizzera si adegua ai criteri di
ripartizione degli altri Stati dell’AELS, che hanno suddiviso il loro
contributo nella stessa proporzione. Contemporaneamente ciò permette
alla Svizzera di fornire a questi due Stati un nuovo sostegno di
uguale entità rispetto al precedente aiuto alla transizione.
La dichiarazione d’intenti ha la forma giuridica di un addendum al già esistente Memorandum of Understanding (MoU), il quale stabilisce le modalità generali del contributo all’allargamento per i dieci Stati che hanno aderito all’UE nel 2004. Queste disposizioni generali, come ad esempio l’elenco dei possibili campi d’attività per i progetti e le procedure da adottare per l’attuazione, si applicano anche al contributo all’allargamento per Bulgaria e Romania.
Con questo nuovo contributo, la Svizzera continua a contribuire alla riduzione delle disparità economiche e sociali in Europa. Per un importo di circa 257 milioni di franchi la Svizzera si impegna a sostenere progetti concreti, che dovrà approvare lei stessa, per una durata di oltre cinque anni. I versamenti si estenderanno sull’arco di circa dieci anni. Il contributo è integralmente compensato mediante il bilancio generale della Confederazione.
Il passo successivo sarà l’approvazione da parte del Parlamento svizzero del contributo all’allargamento a Romania e Bulgaria sotto forma di credito quadro. In seguito, con entrambi i Paesi si concluderà un accordo quadro bilaterale che definirà le tematiche prioritarie di ogni Paese e le concrete procedure di cooperazione.
Da parte svizzera l’addendum è stato firmato da Jacques de Watteville, capo della Missione svizzera presso l’UE, da parte europea da Igor Sencar, rappresentante permanente della Slovenia, la quale detiene attualmente la presidenza dell’UE.