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Il numero di procedure contro il riciclaggio di denaro avviate dall'autorità di sorveglianza è sceso del 40%, a 264.Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2006 - 19:25
Ora l'autorità punta ad individuare i "buchi neri" della piazza finanziaria svizzera - le aree che ancora lasciano filtrare un numero ridotto di informazioni sulle attività di intermediazione.
L'autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro ha avviato lo scorso anno 264 procedure, il 40% in meno rispetto al 2004. L'autorità, ha detto giovedì a Berna la direttrice Dina Beti, è giunta alla conclusione che gli intermediari finanziari rispettano nella maggioranza dei casi le prescrizioni relative all'ordinanza sul riciclaggio.
Essi hanno tuttavia evidenziato difficoltà nell'individuazione di relazioni d'affari e di transazioni a rischio.
Le procedure portate a termine nel 2005 sono state 250, di cui il 54% erano state avviate l'anno stesso. La percentuale era stata nel 2004 del 41% e nel 2003 del 5% soltanto. L'efficienza dei controlli aumenta con l'esperienza, afferma il rapporto.
Molti gli intermediari finanziari
Il 22% dei procedimenti archiviati concernevano intermediari finanziari che sono stati invitati ad affiliarsi ad un organismo di autocontrollo o a sottoporsi direttamente all'autorità.
Si tratta di una cifra doppia rispetto al 2004, che «dimostra la necessità di un'efficiente sorveglianza del mercato», prosegue il rapporto.
Undici casi si sono conclusi con una denuncia penale, contro i cinque registrati nel 2004. In nessun caso è stato necessario decretare la misura più radicale, ossia la liquidazione.
Le procedure aperte sono progredite in particolare nel settore dei fiduciari, passate nel giro di un anno dal 9% al 23% del totale. Forte incremento anche nelle attività di cambio e di transazione di fondi e titoli, aumentate dal 6 al 13%.
70% dei casi nella Svizzera tedesca
Il 70% delle procedure avviate hanno riguardato la Svizzera tedesca, mentre la quota rimanente ha interessato in parti uguali la Svizzera francese e il Ticino. La ripartizione rispetto al 2004 è rimasta invariata.
Per l'anno in corso l'autorità di controllo ha deciso di condurre operazioni mirate nelle varie regioni geografiche nell'intento di individuare i «buchi neri» della piazza finanziaria svizzera.
Battezzato «Zoom», tale progetto punta a identificare le aree che ancora lasciano filtrare un numero ridotto di informazioni sulle attività di intermediazione. «È ancora troppo presto per rivelare le regioni interessate: saranno rese note nel rapporto 2006», ha affermato Dina Beti.
L'autorità ha anche rivisto le sue pratiche in materia di operazioni di credito. I crediti tra datori di lavoro e impiegati e tra i membri di una stessa famiglia, ha detto la Beti, non sono più sottoposti alla legge sul riciclaggio.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Procedure avviate nel 2005: 264 (2004: 452)
Diminuite del 40%
Denunce per attività illegali: 11 (2004: 5)
In breve
Il riciclaggio di denaro è vietato in Svizzera dal 1° gennaio del 1998.
Dal 2003, la Commissione federale delle banche ha imposto nuove normative più severe.
Oltre alle banche, anche le assicurazioni, i casinò e gli intermediari finanziari sono sottoposti a controlli.
Il governo elvetico voleva presentare la legge già lo scorso autunno, ma vista l'opposizione del settore finanziario, il progetto è ancora in corso di modifica.
In futuro anche le società che distribuiscono azioni al portatore, gioiellieri e mercanti d'arte dovranno sottostare alla legge.
L'impulso a modificare la legge è venuto dal GAFI (gruppo d'azione finanziaria sulla lotta contro il riciclaggio dei capitali), gruppo internazionale per la lotta alla criminalità economica di cui la Svizzera è membro dal 1989.
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