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A duecento anni dalla nascita e a centoquaranta dalla morte, Fëdor Dostoevskij continua a scrutarci, a interrogarci sul significato delle nostre azioni, a indagare sui labili confini tra il bene e il male. La ricerca di una dolorosa rigenerazione interiore; il sottosuolo in cui, come ha osservato Leone Ginzburg, l'abiezione a cui si accompagna la coscienza dell'abiezione; l'estremo individualismo di chi pretende di elevarsi al di sopra delle persone comuni, delle loro leggi e della loro sofferenza: sono alcuni dei temi che analizzeremo con Fausto Malcovati, docente di lingua e letteratura russa presso l'Università Statale di Milano, e con l'attore e regista teatrale Glauco Mauri.