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I dirigenti di Vale, il gruppo minerario brasiliano leader mondiale nell'esportazione di minerale di ferro, sapevano che esisteva un forte rischio di cedimento della struttura della diga di residui di Brumadinho prima del suo crollo, un anno fa.
La catastrofe aveva provocato la morte di 259 persone e undici dispersi. La rivelazione è del canale televisivo Globo, in base a documenti usati dalla procura del Minas Gerais per denunciare per omicidio l'ex presidente di Vale, Fabio Schvartsman, e altri 15 persone.
Messaggi di voce e e-mail acquisiti dai responsabili dell'inchiesta sul crollo dimostrano che alti dirigenti di Vale erano stati informati dello stato in cui si trovava la diga di Correo do Feijao mesi prima del disastro. "Alle nostre istallazioni mancano gli investimenti per una loro adeguazione, anche minima", si legge in un messaggio inviato a Schvartsman tre settimane prima del crollo, nel quale si sottolinea che "abbiamo varie dighe che sono in una situazione limite".
Sette mesi prima del disastro, inoltre, un dirigente di Vale indicava in un messaggio sullo stato in cui si trovava la diga di Brumadinho che "è visibile che questa struttura deve essere trattata con prudenza, con molte cure".
Questi indizi, sottolinea Globo, hanno convinto i pubblici ministeri che "il disastro poteva essere evitato". Oltre a Schvartsman e altri dirigenti, anche la stessa Vale e la società tedesca Tuv Sud, che aveva certificato l'idoneità delle misure di sicurezza nella diga di Brumadinho, sono stati denunciati per omicidio colposo dalla procura del Minas Gerais.
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