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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.05.2014</b></p><p><b>Il Consiglio federale approva il messaggio relativo alla legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero </b></p><p><b>Berna, 21.05.2014 - Il Consiglio federale ha approvato oggi il messaggio relativo alla legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero (LBRV). Il disegno di legge riprende le basi legali esistenti e riflette la prassi attuale, integrandole in un atto normativo unico. Oltre a questi lavori di ordine legislativo, il Consiglio federale ha intensificato gli sforzi per rendere più efficace la cooperazione internazionale in materia di restituzione degli averi dei potentati. </b></p><p>A seguito degli avvenimenti della primavera araba dell'inizio del 2011, il Consiglio federale ha emanato varie ordinanze di blocco contro persone politicamente esposte basandosi direttamente sulla Costituzione. Nel marzo 2011, le Camere federali hanno accolto una mozione che impone al Consiglio federale di creare una base legale formale per l'attuazione di simili blocchi di valori patrimoniali. Il Consiglio federale ha incaricato il DFAE di preparare il progetto di atto normativo corrispondente. Un avamprogetto di legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita legati a persone politicamente esposte (LBRV) è stato posto in consultazione nel maggio 2013.</p><p>Il testo disciplina in maniera esaustiva il blocco, la confisca e la restituzione degli averi dei potentati e riflette così la prassi attuale della Svizzera in questo ambito. Si applicherà a situazioni in cui personalità pubbliche si sono arricchite indebitamente appropriandosi di valori patrimoniali tramite atti di corruzione o altri crimini e hanno successivamente trasferito tali averi su altre piazze finanziarie. Il disegno comprende disposizioni che permettono il blocco preventivo a fini conservativi dei valori patrimoniali di persone politicamente esposte, fissa inoltre le condizioni alle quali gli averi dei potentati possono essere oggetto di confisca giudiziaria nel quadro di una procedura di diritto amministrativo, nonché i principi secondo i quali i valori confiscati sono restituiti agli Stati d'origine. Da ultimo il disegno prevede misure di assistenza per coadiuvare lo Stato d'origine nei suoi sforzi tesi a ottenere la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita. Incorpora infine due sviluppi recenti legati alla prassi e prende così in considerazione le esperienze concrete fatte finora. Per tener conto delle preoccupazioni espresse in fase di consultazione, il testo è stato rielaborato in maniera sostanziale in molti punti. I cambiamenti hanno riguardato soprattutto le modalità relative all'obbligo di comunicazione dei valori patrimoniali bloccati (creazione di uno "sportello unico" presso l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro, MROS) e la trasmissione di informazioni all'estero.</p><p>Grazie alla LBRV, il Consiglio federale disporrà d'ora in poi di una base legale formale per trattare i casi concernenti gli averi dei potentati e ciò rafforzerà la legittimità democratica della politica del Governo in questo campo. La nuova legge elenca le condizioni che devono essere soddisfatte per poter disporre il blocco degli averi, rispondendo in tal modo alle richieste del Parlamento e di altri ambienti interessati, e rafforza la certezza del diritto e la trasparenza dell'azione dei poteri pubblici. Dopo la proroga, nel gennaio 2014, delle ordinanze di blocco fondate sulla Costituzione relative ai presidenti decaduti Ben Ali (Tunisia) e Mubarak (Egitto) e a persone del loro entourage, il Consiglio federale è tenuto, in virtù del diritto in vigore, a trasmettere il messaggio relativo alla LBRV alle Camere federali prima delle vacanze estive.</p><p>Oltre a questi lavori di ordine legislativo, il Consiglio federale ha intensificato gli sforzi per migliorare il coordinamento della cooperazione internazionale in materia di restituzione degli averi dei potentati. La Svizzera ha acquisito une grande esperienza in questo campo negli ultimi 25 anni e potrà contare su questo fatto per avere una funzione attiva nell'elaborazione dei futuri standard internazionali relativi alla cooperazione tra le piazze finanziarie nell'ambito della restituzione degli averi dei potentati e accrescerne l'efficacia. A questo scopo, la Svizzera può far leva su due mandati adottati nel 2013 all'ONU in parte per sua iniziativa. Le prime linee guida sono state elaborate in occasione di un seminario internazionale a cui hanno partecipato numerosi esperti tenutosi a Losanna dal 26 al 28 gennaio 2014. Il seminario è stato organizzato dalla Svizzera e dai suoi partner dell'International Center for Asset Recovery (ICAR) e della Stolen Asset Recovery Initiative (StAR) della Banca mondiale.</p><p>Oltre alla legge, il Consiglio federale ha approvato anche una strategia della Svizzera per il blocco, la confisca e la restituzione di averi dei potentati ("Asset Recovery"), che si rivolge agli organi amministrativi che si occupano di questi averi e serve a coordinare in modo ottimale le autorità svizzere.</p><h2>Proceedings<h2><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 24.09.2015</b></p><p><b>Congelamento averi potentati, "sì" a nuova legge </b></p><p><b>(ats) Gli sforzi per rendere più efficace la cooperazione internazionale in materia di restituzione degli averi dei potentati vanno intensificati. È l'opinione del Consiglio degli Stati che ha approvato oggi all'unanimità la nuova Legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero (LBRV). La camera ha altresì respinto gli "annacquamenti" proposti dal Nazionale.</b></p><p>Gli Stati non hanno infatti voluto limitare la cerchia dei soggetti vicini alla persona politicamente esposta (PPE) cui si applica la legge e hanno così seguito la proposta del governo che ricalca la prassi internazionale e quanto già in vigore nella legge contro il riciclaggio modificata meno di un anno fa. Il Nazionale voleva invece considerare solo coloro che hanno partecipato o conservato patrimoni di origine illecita.</p><p>La nuova legge ha quale scopo di evitare il ricorso al diritto di urgenza, come si è verificato ancora di recente, quando il Consiglio federale ha deciso di congelare gli averi del destituito presidente ucraino Viktor Ianoukovitch.</p><p>All'inizio del 2011, in seguito agli avvenimenti della primavera araba, il governo aveva reagito rapidamente agli eventi occorsi nel Nordafrica bloccando a scopo preventivo gli averi in Svizzera dei deposti presidenti Ben Ali (Tunisia) e Mubarak (Egitto) e a persone del loro entourage. In questo modo, intendeva impedire una fuga di valori patrimoniali di probabile origine illecita e facilitare l'avvio di relazioni di assistenza giudiziaria con gli Stati di provenienza.</p><p>Nel marzo del 2011, il Parlamento ha poi accolto una mozione che impone al Consiglio federale di presentare una base legale formale per l'attuazione di simili blocchi di averi. Si tratta in primis di riprendere i provvedimenti che la Confederazione ha adottato in questo ambito nel corso degli ultimi 25 anni.</p><p>Nell'ultimo quarto di secolo la Svizzera è stata più volte confrontata con simili casi. Da allora, ha restituito ai Paesi di provenienza circa 1,8 miliardi di franchi sottratti da personaggi quali Ferdinando Marcos (Filippine), Sani Abacha (Nigeria) o Vladimiro Montesinos (Perù).</p><p></p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 30.11.2015</b></p><p><b>CN: congelamento averi potentati, "sì" a nuova legge </b></p><p><b>(ats) Gli sforzi per rendere più efficace la cooperazione internazionale in materia di restituzione degli averi dei potentati vanno intensificati. Il Consiglio nazionale si è oggi allineato agli Stati, che nel corso dell'ultima sessione delle Camere avevano approvato la nuova Legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero (LBRV). L'oggetto è pronto per le votazioni finali.</b></p><p>A fine settembre gli Stati non avevano voluto limitare la cerchia dei soggetti vicini alla persona politicamente esposta (PPE) cui si applica la legge e avevano così seguito la proposta del governo che ricalca la prassi internazionale e quanto già in vigore nella legge contro il riciclaggio modificata meno di un anno fa. In giugno, il "vecchio" Nazionale aveva invece voluto considerare solo coloro che hanno partecipato o conservato patrimoni di origine illecita. Ora la nuova Camera del popolo, con 117 voti contro 61, ha deciso di allinearsi a quella dei Cantoni. Soltanto l'UDC vi si è opposta invano.</p><p>La nuova legge ha quale scopo di evitare il ricorso al diritto di urgenza, come si è verificato ancora di recente, quando il Consiglio federale ha deciso di congelare gli averi del destituito presidente ucraino Viktor Ianoukovitch.</p><p>All'inizio del 2011, in seguito agli avvenimenti della primavera araba, il governo aveva reagito rapidamente agli eventi occorsi nel Nordafrica bloccando a scopo preventivo gli averi in Svizzera dei deposti presidenti Ben Ali (Tunisia) e Mubarak (Egitto) e a persone del loro entourage. In questo modo, intendeva impedire una fuga di valori patrimoniali di probabile origine illecita e facilitare l'avvio di relazioni di assistenza giudiziaria con gli Stati di provenienza.</p><p>Nel marzo del 2011, il Parlamento ha poi accolto una mozione che imponeva al Consiglio federale di presentare una base legale formale per l'attuazione di simili blocchi di averi. Si trattava in primis di riprendere i provvedimenti che la Confederazione ha adottato in questo ambito nel corso degli ultimi 25 anni.</p><p>Nell'ultimo quarto di secolo la Svizzera è infatti stata più volte confrontata con simili casi. Da allora, ha restituito ai Paesi di provenienza circa 1,8 miliardi di franchi sottratti da personaggi quali Ferdinando Marcos (Filippine), Sani Abacha (Nigeria) o Vladimiro Montesinos (Perù).</p>