Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/96618

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ambito della revisione della legge forestale, respinta in modo inequivocabile dal Parlamento, l'UFAM ha elaborato il documento di lavoro "Biodiversità - esigenze di base per quanto riguarda la selvicoltura naturalistica". </p><p>Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Con quale motivazione e su incarico di chi, l'UFAM continua i lavori relativi a tale documento nonostante la chiara decisione presa dal Parlamento?</p><p>2. Su quali conoscenze scientifiche incontestate si è basato l'UFAM per l'elaborazione dei criteri e degli indicatori contenuti nel documento in questione?</p><p>3. Come giustifica l'UFAM l'elaborazione di tali principi, quando è evidente che nel corso degli ultimi 120 anni lo sviluppo sostenibile secondo i dettami costituzionali (cfr. risultati IFN3) ha potuto essere rispettato anche in assenza degli stessi? </p><p>4. Quali sono le basi legali su cui si fonda la decisione dell'UFAM di scegliere per l'elaborazione delle esigenze elencate nel documento di lavoro il cosiddetto processo stakeholder che permette di mettere in minoranza in ogni momento i proprietari? </p><p>5. In che modo il Consiglio federale garantisce che i diritti dei proprietari saranno limitati soltanto nella misura in cui sarà indispensabile per il mandato costituzionale ovvero per la conservazione delle foreste?</p><p>I proprietari delle foreste considerano la strategia per la biodiversità alla stregua di un'ulteriore spada di Damocle.</p><p>6. Come avviene il coordinamento tra i progetti selvicolturali previsti nel documento citato e la strategia per la biodiversità in seno all'UFAM?</p><p>7. Si può supporre che la foresta non sarà una delle tematiche trattate nella strategia per la diversità, dato che, allo stato attuale delle conoscenze, non sono stati coinvolti i rappresentante dei proprietari delle foreste?</p><p>Le esigenze elencate nel documento sono state riproposte dall'UFAM anche come misure preventive in vista del cambiamento climatico.</p><p>8. Su quali conoscenze scientifiche in materia di riscaldamento climatico e su quali solide contromisure si fonda l'UFAM a questo proposito?</p><p>9. In che modo il Consiglio federale garantisce che saranno esaminate tutte le opzioni, come ad esempio la diffusione di specie arboree resistenti (incluse le neofite) come le douglasie o la riduzione dei tempi di produzione per le specie arboree sensibili ai cambiamenti climatici (come gli abeti rossi) ai sensi di una riduzione dei rischi?</p><p>10. Il Consiglio federale non condivide forse il parere che l'UFAM, con una comunicazione positiva sui vantaggi del legno, dovrebbe incoraggiarne e non ostacolarne l'utilizzazione?</p><p>11. Il Consiglio federale è disposto a sostenere la viabilità delle foreste finora scarsamente utilizzate (cfr. interventi dell'autore in materia)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-5. Le esigenze di base per quanto riguarda la selvicoltura naturalistica sono state elaborate su mandato del Programma forestale svizzero (PF-CH), il cui obiettivo centrale è quello di far aumentare la domanda di legno e di prodotti legnosi. Per non compromettere la sostenibilità ecologica generata da tale obiettivo, il PF-CH prevede l'elaborazione di uno standard ecologico concretamente definito volto a illustrare in modo trasparente le libertà aziendali e a prevenire danni ecologici (Waldprogramm Schweiz, UFAFP 2004, pag. 42). Questo standard ecologico tiene conto in particolare anche delle rivendicazioni dei proprietari dei boschi e delle imprese forestali che, in occasione dell'elaborazione del PF-CH, avevano chiesto un margine di manovra più ampio e condizioni quadro trasparenti. Tale standard è stato elaborato nell'ambito del progetto "Biodiversità - esigenze di base per quanto riguarda la selvicoltura naturalistica". </p><p>Il suddetto progetto è stato avviato dall'UFAM nel 2005. Nel relativo gruppo di accompagnamento sono rappresentati, tra gli altri, i proprietari dei boschi, i dirigenti delle aziende e le organizzazioni nazionali rilevanti nel settore forestale, inclusa Economia forestale svizzera. Detto organismo svolge compiti consultivi, mentre le decisioni concernenti i progetti sono di competenza dell'UFAM. Nell'ambito di un processo trasparente e debitamente documentato, il gruppo ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo degli attuali risultati. Le esigenze di base per la selvicoltura naturale si fondano sullo stato attuale delle conoscenze della ricerca e sono in linea con la teoria e la pratica contemporanee in materia di selvicoltura. Inoltre tengono conto dei profondi cambiamenti dell'economia forestale svizzera, ad esempio per quanto riguarda la raccolta del legname attraverso processori completamente meccanizzati o le conoscenze nel settore dell'ecologia forestale.</p><p>L'aumento dei prezzi dei vettori energetici fossili e la neutralità climatica che caratterizza il legno in quanto materiale edile hanno condotto, dal 2006, a un rincaro del prezzo del legno e a un incremento della sua utilizzazione. Sono stati fatti considerevoli progressi per quanto riguarda l'obiettivo del PF di fare aumentare la domanda di legno e prodotti legnosi. Tale sviluppo positivo è stato interrotto dall'attuale situazione economica, ma con l'attesa ripresa della congiuntura si potrà contare su un ulteriore aumento della domanda. Il Consiglio federale è del parere che, a scopo preventivo, sia opportuno tessere una rete di sicurezza ecologica con cui affrontare più facilmente le sfide future. </p><p>Le esigenze di base per la selvicoltura naturale non rappresentano nessun nuovo obbligo per i proprietari dei boschi e non necessitano di alcuna modifica legislativa. Al contrario, concretizzano l'articolo 20 della legge forestale (LFo, RS 921.0) e garantiscono la trasparenza e la certezza del diritto. Secondo il Consiglio federale, le esigenze di base per la selvicoltura naturale svolgono un ruolo fondamentale nell'attuazione dell'attuale mandato costituzionale in materia di conservazione della foresta e non limitano in alcun modo i diritti di proprietà. I dati del terzo inventario forestale nazionale mostrano che tali esigenze sono oggi ampiamente soddisfatte, a dimostrazione dell'elevato stato della pratica. In certe zone non sono rispettati i valori minimi relativi alla protezione del suolo, in particolare a causa dell'impiego di raccoglitrici meccaniche estraneo alla buona pratica attuale. </p><p>6./7. L'UFAM è incaricato di garantire il coordinamento tra i progetti selvicolturali e la strategia per la biodiversità. Le esigenze di base per la selvicoltura naturale contribuiscono in modo considerevole a preservare la biodiversità sull'intera superficie nazionale. Ulteriori misure volte a promuovere la biodiversità forestale, in particolare delle specie che necessitano di luce e calore e di quelle che hanno bisogno di ombra, soprassuolo vecchio e legno morto sono oggetto di misure sovvenzionabili. Il Presidente dell'associazione Economia forestale svizzera è stato invitato a partecipare al gruppo politico di accompagnamento della strategia per la biodiversità e a rappresentare gli interessi dei proprietari dei boschi. </p><p>8.-11. Stando alle dichiarazioni dell'OcCC, l'organo consultivo sui cambiamenti climatici istituito nel 1996 dal DFI e dal DATEC, è da ritenere certo che avranno luogo un cambiamento climatico caratterizzato da un aumento delle temperature medie, una diversa distribuzione delle precipitazioni e un incremento del numero degli eventi estremi come le tempeste e i periodi di siccità. Grazie alla diversificazione delle specie arboree e delle strutture forestali, le esigenze di base per la selvicoltura naturale riducono al minimo i rischi. Le questioni relative alle ripercussioni sul bosco e alle misure appropriate per la conservazione delle funzioni forestali vengono affrontate in modo approfondito nell'ambito del programma di ricerca sugli effetti del cambiamento climatico sul bosco condotto congiuntamente dall'UFAM e dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). I 2 milioni di franchi stanziati per la prima fase di tale programma (fino al 2011) consentono, per il momento, di rispondere solo alle domande più importanti. Fra queste vi è anche quella relativa agli aspetti formulati nella presente interpellanza. </p><p>Sulla base dell'articolo della LFo che enumera gli scopi della legge, l'UFAM si impegna affinché la foresta possa svolgere tutte le sue funzioni. In particolare, ha fatto e fa tuttora grossi sforzi per informare sui vantaggi del legno e per incoraggiarne l'utilizzazione (con il programma di promozione del legno "Legno 21" dal 2001 al 2008 e con la politica della risorsa legno dal 2009 nel quadro del piano d'azione Legno). A questo proposito, nell'ambito del progetto selvicolturale ha anche sviluppato una rete di sicurezza per contribuire a garantire tutte le funzioni della foresta. Il nostro Paese considera questi sforzi un importante passo per salvaguardare la buona reputazione di cui gode il legno svizzero e per promuovere l'accettazione di una più intensa utilizzazione sostenibile del legno.</p><p>Nelle sue risposte agli interventi sulla viabilità forestale, il Consiglio federale ha previsto l'elaborazione delle basi decisionali necessarie in vista del prossimo periodo programmatico NPC (2012-2015).</p>  Risposta del Consiglio federale.