Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/93818

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una revisione della legge federale sul credito al consumo, che preveda, per l'esame della capacità creditizia, una durata massima del credito di 24 mesi per le persone con meno di 25 anni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 28 capoverso 4 della legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC) limita la durata del credito considerata nell'esame della capacità creditizia, il quale perderebbe la sua ragione d'essere in caso di una durata troppo lunga. Tale disposizione implica quanto segue: nel caso di crediti rimborsati entro un periodo più lungo di 36 mesi non è possibile considerare appieno il reddito attuale del consumatore. In questo modo il consumatore dispone per tali crediti di un importo superiore al minimo esistenziale. Poiché le sue capacità creditizie non sono esaurite dal credito concesso, ha una certa sicurezza per il futuro. La durata di 36 mesi per l'esame della capacità creditizia è stata fissata dal Parlamento, mentre il disegno del Consiglio federale proponeva una durata di 24 mesi (FF 1999 III 2736). Essa è il risultato di un compromesso politico raggiunto dopo vari dibattiti (Boll. Uff. 1999 CN 1908 segg.). Attualmente nessun nuovo argomento giustifica un ritorno sulla decisione del legislatore.</p><p>Un trattamento differenziato dei giovani dai 18 ai 25 anni non è giustificato. Una persona con un'età più elevata non è più al riparo da eventi imprevisti o imprevedibili al momento di contrarre il credito che potrebbero compromettere la sua capacità creditizia (figli, disoccupazione, divorzio). Inoltre, da un sondaggio effettuato nel 2007 su incarico dell'Ufficio federale di giustizia emerge che soltanto una minima parte dei debiti dei giovani dai 18 ai 24 anni è stata contratta con imprese soggette alla LCC. Soltanto il 4 per cento delle persone interrogate ha chiesto prestiti a persone o istituti al di fuori della cerchia della famiglia e degli amici e l'11 per cento ha stipulato un contratto di leasing o effettuato una vendita per acconto (Elisa Streuli, Verschuldung junger Erwachsener - Zusammenfassung wichtiger Ergebnisse, giugno 2007, pag. 6-7). La misura proposta dall'autore della mozione inciderebbe quindi soltanto marginalmente sulla situazione finanziaria dei giovani adulti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.