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Ho trovato sul web questo breve pezzo, che mi ha colpito.
“La gente a Gaza merita da noi di leggere qualche riga scritta sull’esperienza vissuta negli ultimi giorni: immagina che ti arriva una chiamata dall’esercito israeliano in cui ti ordina di evacuare la tua casa perché sarà bombardata entro 10… minuti! Immagina che in 10 minuti sarà cancellata la tua piccola storia dalla faccia della terra, i tuoi regali, le foto dei fratelli e dei figli, la roba che ami, la tua sedia, i tuoi libri, l’ultima poesia che hai letto, una lettera da tua sorella che vive all’estero, i tuoi ricordi con chi hai amato, il profumo delle farfalle, l’abitudine di ammirare il gelsomino dalla finestra occidentale, le mollette per capelli di tua figlia, il calore del divano, i tuoi vecchi vestiti, il tappeto della preghiera, i gioielli di tua moglie, i soldi risparmiati dopo una vita… tutto ti passa davanti in meno di 10 minuti, questo dolore ti colpisce e ti fa sbarrare gli occhi. Prendi i tuoi documenti, li metti in una scatola di ferro che usavi come contenitore di dolci e esci per morire mille volte, o rifiuti di uscire per morire una volta sola.”
Adnan abu Amer, pubblicato dall’agenzia palestinese Shehab News Agency