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Per meglio valutare il rischio di catastrofi naturali, degli istituti federali propongono di istituire in tutta la Svizzera delle mappe delle zone a rischio.
Un investimento impegnativo e costoso, che sul lungo periodo risulta però vantaggioso perché permette di gestire meglio casi di crisi come quelli di Gondo (VS) e del Ticino.
Queste le conclusioni del rapporto sulle intemperie dell'ottobre 2000, presentato martedì a Berna dall'Ufficio federale delle acque e della geologia (UFAEG) e dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (FNP).
Le misure prese negli ultimi anni hanno effettivamente permesso di evitare danni ancora più ingenti, hanno detto gli esperti: lo conferma ad esempio il confronto fra inondazioni di Briga del 1993 e la situazione registrata nella località vallesana durante le piene del 2000.
swissinfo e agenzie