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Le Giornate del cinema svizzero di Soletta sono state un successo da un punto di vista dell'interesse del pubblico: con ben 46'500 entrate hanno segnato un record rispetto alle precedenti edizioni. Nel corso di una settimana sono stati proiettati 300 film, tra i quali si è imposto "No More Smoke Signals", realizzato dalla giovane regista basilese Fanny Bräuning.
Il documentario, che ha intascato i 60 mila franchi del Prix de Soleure, ha come soggetto una stazione radio situata nel Dakota, Stati Uniti, e gestita dalla più povera delle tribù indiane. Il film mostra la quotidianità, ma anche il passato traumatico, della tribù dei Lakota. Il premio del pubblico è andato al film di Léa Pool "Maman est chez le coiffeur". La regista vodese, che vive in Canada, ha raccontato la storia di una ragazza all'interno di una famiglia in frantumi.
Nel corso della manifestazione non sono mancate le contestazioni da parte dei professionisti del settore nei confronti di Nicolas Bideau. La presenza del capo della sezione cinema dell'Ufficio federale della cultura (UFC) ad un dibattito tenuto il 21 gennaio ha fornito l'occasione agli operatori cinematografici elvetico per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Nel corso dell'incontro vi è stato un susseguirsi di attacchi diretti contro alcuni funzionari della Confederazione, con accuse di arroganza, di denaro mal utilizzato e di budget già esauriti.
Il regista zurighese Samir ha avuto parole dure nei confronti di Bideau, che ha paragonato al premier russo Wladimir Putin in fatto di attitudine antidemocratica. Samir si è rammaricato che le associazioni di categoria non abbiano voce in capitolo nell'assegnazione dei contributi finanziari. Il capo dell'UFC Jean-Frédéric Jauslin ha ricordato che Bideau "lavora insieme con altri e non è il solo a decidere". Certuni - ha proseguito - parlano di decisioni di favore, di clima di sfiducia, "ma posso dirvi che sono sereno e che le procedure vengono rispettate. Questa squadra fa un buon lavoro".