Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01134.jsonl.gz/808

BERNA - La Commissione europea non commenta la decisione da parte dei sindacati di chiamarsi fuori dalle consultazioni con il Governo. Una portavoce ha però lasciato intendere che ciò non facilita le trattative su un accordo quadro tra Svizzera e Unione europea.
Si tratta di un processo interno pienamente nelle mani della Svizzera, ha dichiarato oggi la portavoce Mina Andreeva ai giornalisti a Bruxelles. La Commissione ha investito molto tempo e sforzi nei negoziati ed è pronta a proseguirli. Il raggiungimento di un accordo "non sarà però facile".
La Andreeva non si è espressa in merito all'importanza delle misure di accompagnamento. "Per l'UE è tuttavia molto chiaro che chi vuole fare affari nel mercato unico debba attenersi alle regole".
Ieri l'Unione sindacale svizzera e Travail.Suisse avevano reso noto di non voler discutere con il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann sull'adeguamento delle misure di protezione dei lavoratori in vista di facilitare la conclusione di un accordo istituzionale tra la Svizzera e l'UE.
Ai colloqui odierni si sono quindi presentati solo rappresentanti dei datori di lavoro e dei Cantoni. Contattati dalla Keystone-ATS, Unione svizzera degli imprenditori (USI), Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), Conferenza dei governi cantonali (CdC) e Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) hanno indicato che si tratta di discussioni a livello tecnico e che i media non saranno informati sui contenuti.