Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01021.jsonl.gz/1309

La Wta passa dalle parole ai fatti e dopo aver minacciato poco meno di due settimane fa di fermare le proprie attività in Cina in caso di mancata chiarezza sulla situazione della tennista cinese Peng Shuai, ha comunicato appunto la «sospensione dei tornei» nella Repubblica Popolare, Hong Kong compresa. «In tutta coscienza, non vedo come possiamo chiedere alle nostre atlete di partecipare a dei tornei mentre Peng Shuai non è autorizzata a comunicare liberamente e, sembrerebbe, subisce pressioni affinché riveda le sue accuse di abusi sessuali», ha spiegato il presidente dell’associazione che gestisce il circuito mondiale femminile.
La 35enne di Hunan (già numero 14 al mondo) era scomparsa dopo le accuse postate a inizio novembre su un social media del suo Paese e rivolte contro Zhang Gaoli, ex vicepremier cinese e membro di alto rango del Partito Comunista Cinese per fatti avvenuti una decina di anni fa. In seguito, dopo le pressioni a livello internazionale, la tennista è riapparsi prima in un’email e in seguito in alcuni video, la cui veridicità è però dubbia, tanto che la Wta ha come detto deciso di prendere un provvedimento forte fermando tutti i suoi tornei in Cina.