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Il numero delle vittime confermate del terremoto della scorsa settimana - 6'539 - ha superato quello delle vittime del sisma di Kobe del 1995, nel quale persero la vita 6'434 persone, secondo gli ultimi dati diffusi dalla polizia giapponese. I dispersi sono più di 10'000 e si teme che il bilancio finale possa superare le 20'000 vittime.
Intanto i tecnici giapponesi sperano di riuscire entro oggi a rimettere parzialmente in funzione il sistema elettrico della centrale nucleare di Fukushima, danneggiata dal terremoto e dallo tsunami di una settimana fa, dalla quale è uscita anche oggi una colonna di fumo bianco. Ciò permetterebbe di accelerare le operazioni di raffreddamento dei reattori surriscaldati, che rischiano di rilasciare una forte dose di radioattività con conseguenze inimmaginabili.
Il lavoro dei tecnici dovrà essere interrotto per permettere una nuova missione dei piloti dell'esercito giapponese, che dai loro elicotteri getteranno tonnellate di acqua sui reattori.
Un funzionario dell'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha sostenuto che la priorità è ora quella di alzare il livello dell'acqua nelle vasche dove viene conservato il combustile nucleare usato. Non è esclusa l'ipotesi di chiudere i reattori in un sarcofago di cemento armato e di seppellirli, come fu fatto a Cernobyl nel 1986.
SDA-ATS