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A meno di una settimana dall'election day, Donald Trump continua la sua forsennata rincorsa a colpi di comizi oceanici ma la strada resta in salita, anche se negli ultimi giorni ha rosicchiato qualcosa: nella media dei sondaggi di RealClearPolitics il distacco da Joe Biden è sceso al 7,1% a livello nazionale mentre si è ridotto anche il gap nei principali 'battleground States', a partire dalla Florida, dove per la prima volta il presidente ha 'pareggiato'. Il divario che lo separa dallo sfidante è esiguo anche in Pennsylvania (+3,8%), Arizona (+2,4%) e North Carolina (+0,7%), tutti stati in bilico.
Un campanello d'allarme che ha indotto i democratici a cambiare tattica, insistendo sul voto anticipato di persona, come ha fatto oggi lo stesso Biden nella sua Wilmington in Delaware, ma invitando ora a evitare quello per posta nel timore che le schede non siano consegnate entro i termini fissati dai vari Stati. Finora hanno già espresso la loro preferenza oltre 73 milioni di persone, di cui quasi 50 per corrispondenza, una modalità in larga maggioranza usata dagli elettori democratici. Ma adesso è troppo tardi per affidarsi alle poste.
Secondo i sondaggi, oggi Trump può contare su uno zoccolo duro di 163 voti dei grandi elettori negli Stati che ha vinto 4 anni fa, mentre Biden su almeno 260 rispetto ai 270 necessari per essere eletto presidente, grazie a Michigan e Wisconsin che nel 2016 avevano voltato la faccia a Hillary Clinton. Ma secondo alcuni esperti il presidente potrebbe permettersi di perdere questi due Stati se conservasse il North Carolina, l'Arizona e soprattutto la Florida e la Pennsylvania. Non a caso, giocando in difesa, è in questi Stati che sta concentrando i suoi comizi dell'ultima settimana, inviando pure Melania in Pennsylvania. Biden e i suoi invece vanno all'attacco battendo anche territori 'rossi', dalla Georgia all'Iowa.