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Dieci anni fa, nello schianto di un DC-9 dell'Alitalia a Zurigo morirono tutte le 46 persone a bordo del velivolo. La giustizia svizzera attribuì la colpa all'Alitalia, che oggi afferma di "non avere più alcun caso pendente di risarcimenti."
"Sia dal punto di vista giuridico, sia da quello dei risarcimenti, sia per quanto riguarda gli aspetti penali legati all'incidente di Zurigo per Alitalia non esiste assolutamente niente di pendente." L'affermazione dell'Ufficio stampa dell'Alitalia a Roma è categorica. "Tutte le varie istanze sono state chiuse", si sottolinea.
L'Ufficio stampa non fornisce però altre informazioni. Impossibile dunque sapere quali vie sono state percorse per trovare un accordo con i familiari delle vittime, impossibile sapere quali somme sono state versate. Massima riservatezza all'Alitalia "perché non possiamo violare la legge sulla privacy vigente in Italia."
Il dramma dello Stadlerberg ha avuto in questi dieci anni un lungo seguito nei tribunali italiani e svizzeri, ai quali i familiari delle vittime si sono rivolti per ottenere i risarcimenti. L'Alitalia, dal canto suo, ha chiamato in causa i controllori di volo svizzeri, affermando che durante l'ultima fase del volo del DC-9 le procedure non erano state rispettate. Il Tribunale federale, massima istanza giudiziaria svizzera, ha però definitivamente dato torto, nel giugno del 1999, alla compagnia italiana. L'Alitalia ha dovuto così assumersi da sola la responsabilità dell'accaduto.
Per i giudici svizzeri, nella cabina di pilotaggio c'erano a disposizione strumenti in parte difettosi o superati. La lettura dei dati forniti da queste apparecchiature era difficoltosa. Inoltre, l'addestramento dei piloti era insufficiente e tra di loro regnava una cattiva intesa. Il Tribunale federale ha scritto nella sua motivazione che i piloti sbagliarono non verificando a sufficienza le procedure previste per la preparazione all'atterraggio. Una sentenza che ha permesso alla società di controllo aereo Swisscontrol di non sborsare i 33 milioni di franchi richiesti da Alitalia, dai familiari delle vittime e dalle compagnie d'assicurazione.
La catastrofe del 14 novembre di dieci anni fa oggi sarebbe forse evitabile. Se quel DC-9 arrivasse oggi a Zurigo-Kloten, il pilota dovrebbe chiaramente indicare alla torre di controllo di essere sicuro di trovarsi sulla giusta rotta di avvicinamento alla pista. In caso di volo notturno, guardando verso terra, il pilota scorgerebbe inoltre il segnale luminoso che indica l'ostacolo dello Stadlerberg. Un velivolo che oggi si avvicinasse alle piste trovandosi a un'altitudine insufficiente, farebbe scattare un allarme acustico e ottico presso la torre di controllo.
Mariano Masserini