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Branda rieletto. E Stravince. Il Plr si porta a casa una "batosta" colossale. La decisione lanciare la sfida all'insegna dell'"orgoglio liberale", evidentemente, non è stata pagante, anche fuori da Bellinzona.
Alla fine, "Super Mario", alias Mario Branda, è stato rieletto. E ha stravinto. Sindaco di Bellinzona (la "vecchia" Bellinzona) dal 2012, quando sorprendentemente, dopo la corsa al Governo cantonale l'anno precedente, in cui prevalse Bertoli, divenne sindaco e grazie alla valanga di voti preferenziali, "regalò" un terzo seggio socialista (il Ps di Bellinzona dal 2008 al 2012 aveva addirittura un solo seggio) nel Municipio della Turrita ("regalando" al suo "gemello politico" Mauro Tettamanti un terzo mandato nell'esecutivo), Branda venne poi abbondantemente riconfermato (il candidato più votato del Plr, il giubiaschese Andrea Bersani, visto i voti personali ottenuti da "Super Mario", aveva deciso di non lanciare il ballottaggio, ma già allora, correva il 2017, in quel del Croce Federale, ritrovo dei "gianiniani", c'era chi insisteva per spingere Bersani a correre per il ballottaggio).
Adesso, chi voleva tanto, già nel 2017, il ballottaggio, l'ha ottenuto, trovando in Simone Gianini un'ingenuità politica maggiore di quella di Bersani. E il risultato è stato una batosta colossale!
Gli strateghi del Plr di Bellinzona sono andati a schiantarsi contro il muro di popolarità di "Super Mario". Strateghi che hanno interpretato il risultato elettorale di domenica 18 aprile 2021, in modo errato. Il fatto che, per il rotto della cuffia, abbiano riconfermato i tre seggi nell'esecutivo della Capitale, dopo che per un bel annetto, si sono rifiutati di far dimettere il municipale Christian Paglia (essenzialmente perché gli strateghi del Plr di Bellinzona non volevano che subentrasse l'ex municipale Felice Zanetti, reo di essersi ricandidato nel 2017 e aver tagliato la strada alle ambizioni degli "egomani"!), non doveva essere letto come un "lascia passare" verso i vecchi tempi e alle loro esigenze di intraprendere battaglie per il proprio "orgoglio" di partito (di cui alla cittadinanza non frega nulla!), bensì una tenue fiducia per il futuro, che con il ballottaggio, si sono già giocati.
Lo sappiamo che i media del mainstream sono strabici nel leggere i risultati elettorali del 18 aprile 2021, ma ricordiamolo: il Plr di Bellinzona esce dalle elezioni comunali con ben 2 seggi in meno in Consiglio comunale (il Plr di Lugano ne ha persi 3, uno in più, e Corriere e compagnia hanno fatto un'infinità di articoli per mettere in evidenza la perdita dei consiglieri comunali liberali, mentre a Bellinzona e Locarno, dove il Plr è altrettanto indietreggiato, il silenzio e la relativizzazione della sconfitta, sono stati la cifra editoriale delle testate più prestigiose). Ora potremo leggere una serie di articoli che mette sotto la lente l'operato della premiata ditta Nobile & Käppeli? Vedremo, lasciamoci sorprendere.
I dati scaturiti dal ballottaggio di domenica 16 maggio parlano chiaro: pipidini e leghisti (alla faccia dei pretestuosi attacchi a Melchionda del Mattino, i leghisti a Bellinzona hanno seguito Sacha Gobbi e Luca Moretti, piuttosto che il Mattino) sono corsi alle urne a votare quasi totalmente compatti "Super Mario", facendogli incrementare di 2000 voti (anzi per la precisione di 2033 voti) il già ragguardevole risultato del 18 aprile. Viceversa Gianini ha incrementato il suo "capitale di consensi" di miseri 75 voti!
Visto il risultato di schede del Plr di Bellinzona avuto il 18 aprile 2021, possiamo dire che neanche tutti i liberali bellinzonesi hanno votato Gianini!!! Più debacle di così, non si poteva fare!
Il ballottaggio di Bellinzona, per il Plr della Turrita, è stato un fiasco senza precedenti. La differenza di voti fra il liberale Bixio Caprara e l'ex liberale Brenno Martignoni era stato di 21 voti a favore di quest'ultimo, non di 2000 voti!!
Ma la débâcle liberale nella nuova ed ingrandita Bellinzona, come da Ticinotoday anticipato, ha avuto effetti collaterali importanti nella regione! Infatti, il neosindaco di Lumino (storica roccaforte liberale), il pipidino Niccolò Parente, dovrebbe ringraziare sentitamente Marco Nobile e Fabio Käppeli, visto che senza i loro "guizzi strategici", probabilmente non sarebbe sindaco del comune di Werner e Marina Carobbio.
Aggiungiamo che anche Alessandro Speziali (e la capogruppo in Gran Consiglio Alessandra Gianella e buona parte del gruppo parlamentare del Plr) ci ha messo del suo, dimostrando che la tattica politica non sanno neanche dove stia di casa. Infatti non è un colpo di genio eleggere alla vicepresidenza del Gran Consiglio la pipidina Nadia Ghisolfi (mentre Dadò e il Ppd volevano, per quel ruolo, la ciellina Maddalena Ermotti Lepori) e poi litigare con il buon Fiorenzo sui media a pochi giorni da un ballottaggio a Bellinzona, dove i voti del Ppd fanno la differenza!!! Speziali&Co con quella operazione è come se avessero spinto tutti i voti del Ppd della Turrita verso Branda. Complimenti. Il premio "geni della politica" per il 2021 sappiamo a chi andrà.
Adesso ci mancherebbe solo il "colpo di grazia", con la nomina a vicesindaco di Bellinzona del pipidino Giorgio Soldini. A quel punto gli strateghi del Plr di Bellinzona capiranno che hanno fatto un eccezionale capolavoro politico e forse dovranno fare un po' di autocritica.
Lo ribadiamo. L'abbiamo scritto nel 2018 (quando sorprendentemente divenne sindaco di Mendrisio), l'abbiamo riscritto pochi giorni fa: il Plr avanza e vince solo con soggetti e strategie come quelle che porta avanti Samuele Cavadini (sindaco del Magnifico Borgo). Dunque, se il Plr nel 2023 non vorrà ritrovarsi con 19 granconsiglieri, guardi a sud, a Mendrisio, e chieda qualche consiglio alla miglior spin doctor del Cantone (che guarda caso non è colei che ha gestito la campagna di Merlini per il Consiglio degli Stati, giusto Alessandro?).
Mancano meno di 2 anni, in mezzo ci sono le scelte sulla Cpi, sul Palazzo di Giustizia (e spendere 200 milioni per ciò è uno scempio), sui 500 milioni di ricapitalizzazione della cassa pensione, le nomine di 2 procuratori, Crp, Giudice dei provvedimenti coercitivi e tanto altro ancora. Questo vale per il Plr, come per tutti gli altri partiti.
Quello che non bisogna dimenticarsi è che quasi la metà degli aventi diritto di voto, non vogliono esercitare il loro diritto. La si pianti con l'espressione "sbaglia sempre chi non va a votare", ma ci si interroghi, in tutti i partiti (e anche nei media) sul perché ormai gli organi istituzionali di rappresentanza della popolazione (come i legislativi), ormai rappresentano solo poco di più della metà degli elettori e delle elettrici. Con quale autorevolezza le Istituzioni politiche possono prendere decisioni per tutta la popolazione se, avanti di questo passo, nel 2023 si arrischia che la partecipazione al voto sia al di sotto del 50%?