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L'applicazione della nuova legge neocastellana sui salari minimi, una prima in Svizzera, non è ancora certa. Tre associazioni padronali e otto imprese hanno depositato oggi ricorso presso il Tribunale federale contro il testo avallato in maggio dal Gran Consiglio.
Gli oppositori chiedono un effetto sospensivo che impedisca l'entrata in vigore della legge prima della decisione della corte. Il deputato PLR e avvocato dei ricorrenti Philippe Bauer, che aveva combattuto il testo nel Parlamento cantonale, ha confermato all'ats informazioni sul tema apparse su "L'express/L'impartial".
Fra i principali argomenti del ricorso: il diritto del lavoro è di competenza federale e non cantonale. Anche se la soluzione di Neuchâtel si riferisce alla politica sociale, che è invece di competenza del Cantone.
Un altro argomento portato è quello secondo cui la legge andrebbe contro contratti collettivi concordati in alcuni settori economici. Verrebbero così vanificati accordi negoziati da parti sociali che hanno ottenuto l'approvazione della Confederazione.
Mentre a livello nazionale in votazione è stato respinto il principio di un salario minimo, il Gran Consiglio neocastellano ha fatto l'opposto, accettando a larga misura l'introduzione di uno stipendio di base di 20 franchi all'ora. Un impiegato a tempo pieno guadagnerà così almeno 3'467 franchi per 40 ore di lavoro settimanali. La modifica della legge cantonale dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio 2015.