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Una notizia che circolava già da qualche tempo ora ha avuto la sua conferma ufficiale: il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che sospende la ratifica della Russia dal trattato CTBT (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty), ovvero l’accordo che prevedeva la messa al bando di tutti gli esperimenti nucleari per i paesi firmatari. La legge era stata già approvata in precedenza dal parlamento russo e ora è arrivata anche la firma del presidente, che fa così entrare in vigore la norma. La sua approvazione tuttavia non era in dubbio in quanto era stato lui stesso a sottolineare la necessità di questo provvedimento.
Il trattato era stato adottato il 10 settembre del 1996 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite ma molti dei paesi firmatari detenevano già la stessa posizione che avrà ora la Russia. Putin infatti non ha rimosso la Russia dai paesi firmatari, che risulta infatti ancora tale, ma ha annullato la ratifica, esattamente come hanno già fatto gli USA, la Cina ed altri paesi. Di fatto vuol dire che per questi paesi l’accordo non è vincolante. Nonostante la mancata ratifica di numerosi paesi, l’accordo ha sempre funzionato e infatti dalla sua firma in poi sono pochissimi i paesi che hanno condotto dei test nucleari, tra cui India, Pakistan e Corea del Nord.
Mosca ha comunque sottolineato che non ha intenzione di condurre test nucleari, a meno che non comincino a farlo gli Stati Uniti per primi.
Intanto la guerra in Ucraina avanza. Il portavoce del Cremlino Dmitrii Peskov ha negato che si sia arrivati ad un impasse, come sostenuto dal massimo ufficiale di Kiev Valery Zaluzhny. Peskov ha infatti dichiarato che “La Russia continua incessantemente la sua operazione militare speciale. Tutti gli obiettivi fissati dovrebbero essere raggiunti”.