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Nel dibattito sull'energia atomica la consigliera federale Doris Leuthard mette in guardia contro "richieste avventate" e ricorda che sostituire l'atomo con fonti rinnovabili richiederebbe "sforzi enormi".
Parlando oggi davanti alle donne del PPD (Partito popolare democratico) riunite in assemblea a Zurigo, la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha ammesso che forse certi rischi erano stati "sottovalutati", ma prima di discutere di un futuro senza energia atomica vuole ottenere maggiori informazioni per poter analizzare la situazione.
Attualmente in Svizzera solo il 6% dell'energia consumata è prodotta da fonti rinnovabili (vento, sole o biogas). Quintuplicare tutto questo implica "sforzi ingenti". "Non dico che sia impossibile", ma ci saranno conflitti. Ha fatto l'esempio di progetti eolici o idrici bloccati per motivi legati alla protezione del paesaggio.
La Svizzera ha vissuto per 40 anni con l'energia atomica e attualmente tutte le centrali sono sicure. L'unica questione aperta riguarda il caso di un terremoto di magnitudo 7 sulla scala Richter.
Vista la catastrofe in Giappone, Doris Leuthard ha sospeso lunedì le procedure di richieste d'autorizzazione per nuove centrali in Svizzera. Dal canto suo l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) sta effettuato dei controlli sugli impianti atomici svizzeri. I primi risultati sono attesa entro il 31 marzo.