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È delle ultime settimane la notizia che l'attuale proprietario di quella che fu la casa di Hermann Hesse, intende costruire su di una porzione di terreno appartenente alla proprietà. A conseguenza di ciò numerose persone che desiderano che il giardino del Premio Nobel rimanga allo stato attuale, si sono pubblicamente espresse contro questi piani di costruzione. Da più parti è inoltre giunta alla Fondazione Hermann Hesse Montagnola la richiesta di una presa di posizione in merito a questa situazione.
È comprensibile che soprattutto alcuni vicini si esprimano contro questi piani ed è un peccato che il terreno sul quale Hesse si è dedicato per decenni al giardinaggio, sia ora destinato a delle costruzioni.
D'altra parte vi è da considerare che nel 1931 Hermann Hesse respinse l'offerta del suo mecenate H.e. Bodmer di Zurigo, di regalargli il terreno e la casa, e ciò con la motivazione che egli non voleva per sé nessuna proprietà. Per questo motivo lui e la moglie Ninon beneficiarono soltanto di un diritto di abitazione in usufrutto vitalizio.
Dopo la morte di Ninon nel 1966, il terreno e la casa furono messi in vendita. Questa sarebbe stata un'ottima occasione per le istituzioni pubbliche per rilevarne la proprietà e garantirle una protezione, preservando in tal modo il ricordo di Hermann Hesse.
Tuttavia la proprietà fu acquistata da privati che trasformarono sia la casa, ampliandola e cambiandone il colore, sia il giardino, che modificò radicalmente le sue caratteristiche. Da allora il terreno e la casa non sono più accessibili al pubblico; un'alta siepe impedisce la vista
del giardino.
Come risultato, questa proprietà fu valutata nel piano regolatore quale una normalissima zona edificabile e non fu sottoposta a protezione.
L'attuale proprietario, che acquistò il terreno come edificabile, oggi vuole fare uso del suo diritto costruendo delle abitazioni. È nostra opinione che ciò non sia contestabile.