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Chiesti 14 mesi in condizionale e 5'000 franchi di multa per l'organizzatore dell'immersione.
La donna aveva impattato fatalmente con un battello a causa di alcune negligenze nella pianificazione.
DIESSENHOFEN - Sono passati oltre cinque mesi dal ritrovamento di una sommozzatrice ormai senza vita nel Reno. La donna, una 29enne, era rimasta fatalmente ferita nella collisione con un battello. Oggi la Polizia cantonale turgoviese conferma che il Pubblico ministero ha denunciato il vertice dell'organizzatore dell'immersione per omicidio colposo, chiedendo 14 mesi di detenzione con la condizionale e una multa di 5'000 franchi.
Sulla base delle indagini svolte, la Procura ritiene infatti che la morte della donna sia stata una conseguenza di un malinteso nello scambio mail tra l'organizzatore e la compagnia di navigazione. L'organizzatore, in violazione dei suoi doveri di diligenza, ha ipotizzato che nessuna nave di linea avrebbe operato la domenica di Pasqua, durante l'immersione.
L'accusa rimprovera in particolare all'organizzatore di non aver letto attentamente le comunicazioni e di non aver fatto una seconda verifica con la compagnia di navigazione, nonostante le discrepanze da lui individuate. Inoltre, secondo l'accusa, l'organizzatore non avrebbe posto le bandiere subacquee prescritte per segnalare la presenza di sommozzatori e non si sarebbe assicurato che gli skipper di passaggio fossero informati della presenza di sommozzatori.
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
L'automobile dell'anziano si è scontrata frontalmente contro la porta di un'autorimessa e poi contro un muro. Per il 72enne, forse vittima di un malore, non c'è stato nulla da fare.
Il padre avrebbe sparato al figlio domenica mattina ad Agno. Ma perché il fatto è avvenuto così lontano da casa?
Intanto nel Comune di Valmara c'è stupore. Il segretario comunale: «Non ci era stati segnalati disagi in merito a queste due persone». Eppure c'è chi parla di liti frequenti.
Le insolite temperature delle acque favoriscono lo sviluppo dei Medicane, delle tempeste tropicali simili a uragani.
In autunno questi fenomeni sprigionano tempeste molto violente. Nel 2020 in Grecia, il Medicane Ianos aveva causato ingenti danni e provocato la morte di quattro persone.
Dal lago Verbano ai fiumi Maggia, Tresa e Breggia la situazione è inquietante. Pesci sotto stress.
Le riflessioni di Tiziano Putelli, capo dell'Ufficio cantonale della caccia e della pesca e di Nicola Patocchi, e responsabile scientifico della Fondazione Bolle di Magadino.
Il presidente della Commissione dell'energia elettrica lancia l'allarme e accusa il Governo: «Non ci hanno ascoltati».
Se si concretizzasse lo scenario peggiore, Berna potrebbe prendere misure drastiche che vanno dalla riduzione dell'illuminazione stradale, allo spegnimento dei neon delle vetrine, fino al divieto di acquistare stufe elettriche.
Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».
Gli organizzatori tracciano un bilancio molto positivo dell'evento che ha accolto 30'000 giovani nella valle di Goms.
Sul posto rimarranno ancora 800 volontari per sistemare la zona: «L'obiettivo è che il 15 agosto il campo sia vuoto e il terreno possa essere restituito ai proprietari».
Il nuovo delegato per la sicurezza lancia l'allarme: «La Svizzera è di fronte a numerose sfide».
Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».
Si moltiplicano le ipotesi sull’identità dello scheletro ritrovato settimana scorsa tra le montagne vallesane.
C’è chi ritiene possa essere di un miliardario tedesco scomparso nei pressi di Zermatt nel 2018. Oppure di una turista giapponese dispersa dal 2000.