Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/11799

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 1993 il Consiglio federale aveva autorizzato il Dipartimento federale di giustizia e polizia ad avviare una procedura di consultazione in merito a quattro avamprogetti riguardanti il diritto fondiario nel settore urbano, uno dei quali prevedeva l'introduzione di un diritto di prelazione illimitato. Secondo l'opinione del Consiglio federale, quest'ultima proposta, intesa ad integrare le tradizioni misure di promovimento dell'accesso alla proprietà, riferite soprattutto alle nuove costruzioni, avrebbe avuto lo scopo di migliorare la diffusione della proprietà nell'ambito delle opere edilizie esistenti e in particolare nelle città. L'avamprogetto era stato giudicato in modo negativo da 15 Cantoni, 5 partiti politici e 27 delle 48 organizzazioni interpellate, che vedevano nel diritto di prelazione per i locatari (anche se illimitato) un'eccessiva limitazione della libertà di proprietà, della libertà di commercio e di industria nonché della libertà contrattuale. Tale diritto, asserivano, avrebbe frenato l'iniziativa degli investitori, sollevato problemi legati all'applicazione e avrebbe quindi avuto effetti controproducenti. Il diritto di prelazione non sarebbe valso ad agevolare l'accesso alla proprietà immobiliare, poiché la difficoltà principale risiederebbe nel fatto che la maggior parte dei locatari non dispone di mezzi finanziari sufficienti.</p><p></p><p>La mozione richiede una regolamentazione che non limiti ingiustificatamente la libertà di scegliere i soci contraenti e non intervenga nel meccanismo di formazione dei prezzi. Un diritto di prelazione illimitato non influisce minimamente sul prezzo d'acquisto in quanto il titolare di un diritto di prelazione acquista la cosa al prezzo concordato liberamente tra venditore e acquirente. Per contro, l'esercizio di un diritto di prelazione legale limita inevitabilmente la libertà di scegliersi il partner contrattuale, poiché in questo caso l'acquirente scelto dal venditore è sostituito dal titolare del diritto di prelazione.</p><p></p><p>Ciò significa che introducendo un diritto di prelazione a favore dei locatari si dovrebbe ricorrere ai principi che già stavano alla base del progetto del 1993 e che erano stati nettamente respinti in sede di procedura di consultazione. Ciononostante il Consiglio federale è disposto a chiarire se la situazione sul mercato immobiliare e il contesto politico siano mutati in modo tale da lasciare intravvedere il successo di un nuovo tentativo in questa direzione. Di conseguenza rifiuta la forma vincolante della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.