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REYKJAVIK - Un 84enne stava tranquillamente giocando a golf nel piccolo paesino islandese di Seyðisfjörður quando, improvvisamente, sente delle urla lontane provenire dalle montagne circostanti. Inizialmente l'anziano pensa di essere vittima di allucinazioni uditive, ma poco dopo il grido di soccorso risuona di nuovo. Sempre più forte. Sempre più nitido. A questo punto l'84enne decide di chiamare la polizia.
Un agente della polizia islandese giunge sul posto e accompagna l'anziano nei pressi della montagna da cui risuonavano le grida d'aiuto. Qui, il duo trova una giovane svizzera di 20 anni. Esausta e con un principio di congelamento. La ragazza era caduta in un dirupo mentre stava passeggiando, ferendosi.
La giovane elvetica viene subito trasportata all'ospedale di Reykjavik, dove mercoledì viene operata alla schiena. La giovane è tuttora degente nel nosocomio della capitale, ma le sue condizioni stanno velocemente migliorando.
Davíð Kristinsson, uno dei salvatori della ventenne, ricorda - tramite i media - la grande importanza di avvisare qualcuno, quando si intende compiere una passeggiata potenzialmente pericolosa. «La giovane era completamente sola. Nessuno avrebbe annunciato la sua scomparsa o sarebbe andata a cercarla», spiega il soccorritore.
Nella malasorte quindi l'elvetica è stata fortunata. «Probabilmente sarebbe morta se quell'anziano non avesse udito le sue urla».