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Secondo il principio della giurisdizione universale, crimini quali il genocidio sono talmente atroci che possono essere giudicati ovunque, indipendentemente dal luogo in cui sono stati commessi. È giusto che un paese possa processare un criminale di guerra anche se non ha commesso alcun crimine sul suo territorio?Questo contenuto è stato pubblicato il 27 dicembre 2012 - 11:00
Dalla fine della Seconda guerra mondiale, più di 15 paesi hanno esercitato la giurisdizione universale. Alcuni oppositori a tale procedura sostengono però che si tratta di una violazione della sovranità di ogni Stato e che la procedura rischia di degenerare con processi farsa. Tutti i paesi devono aver la possibilità di avviare un procedimento indipendentemente dal luogo del crimine e della nazionalità del criminale o della vittima? Oppure i criminali di guerra vanno processati nei loro paesi o di fronte a tribunali nazionali e internazionali? Dite la vostra.
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