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Decine di omicidi rimasti senza colpevole per molti anni, come quello di April Tinsley, una bambina di otto anni rapita, violentata e uccisa nel 1988 a Fort Wayne nell'Indiana, sono stati risolti negli ultimi mesi negli Stati Uniti grazie al DNA. Non però quello custodito dall'FBI, ma quello volontariamente fornito da milioni di cittadini. La tecnica infatti è quella della genealogia genetica, che permette di paragonare i campioni del "cold case" con quelli di coloro che ne hanno fornito uno per poter ricostruire le proprie origini.
Aziende specializzate coma la Parabon aiutano gli inquirenti a risalire agli assassini. Basta che un lontano parente si sia sottoposto a un test perché si possa risalire all'antenato comune e ridiscendere l'albero genealogico trovando l'autore del delitto. "Dalla scorsa estate abbiamo contribuito a risolvere 55 vecchi casi, in media più di uno a settimana. Se pensiamo che in media sono vecchi di 25 anni, si tratta di un risultato straordinario", afferma il fondatore Steven Armentrout.
L'identikit dal DNA
Sempre grazie al DNA, oggi è addirittura possibile risalire all'identikit dei sospettati. "Abbiamo cominciato a sviluppare la tecnica di fenotipizzazione tramite DNA nel 2011. Questo ci ha permesso di ricostruire i tratti somatici dei sospetti. Il colore degli occhi e della pelle. Il tipo di capelli", spiega ancora Armentrout.