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La vicenda riguarda la realizzazione di utili illeciti nel traffico regionale viaggiatori grazie a sovvenzioni
L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) non ha intenzione di mollare la presa sul caso AutoPostale e porta la questione al Tribunale federale (Tf). Allo stesso tempo, prosegue anche il procedimento amministrativo.
A fine maggio il Tribunale cantonale di Berna non era entrato in materia su un ricorso riguardante la decisione di rinvio presa in dicembre dal Tribunale penale economico bernese.
Quest'ultimo aveva rinviato al Ministero pubblico il procedimento a causa di un vizio procedurale: la nomina da parte di Fedpol dell'ex giudice federale Hans Mathys e del giudice cantonale Pierre Cornu, per guidare l'inchiesta esterna, non disponeva secondo la corte di una base giuridica formale.
"Dopo l'analisi della decisione del Tribunale cantonale bernese" è stato deciso di ricorrere al Tf, ha comunicato oggi la stessa Fedpol, confermando informazioni pubblicate dalle testate CH Media. Allo stesso tempo, viene ripreso anche il lato riguardante il procedimento amministrativo.
La vicenda
La vicenda riguarda la realizzazione di utili illeciti di AutoPostale nel traffico regionale viaggiatori grazie a sovvenzioni. Dal punto di vista finanziario, la vicenda è conclusa: AutoPostale ha restituito alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni circa 205 milioni di franchi. Tutti i membri della direzione sono inoltre stati costretti a dimettersi.
Dal punto di vista penale, nel mirino del Ministero pubblico ci sono sei ex manager di AutoPostale, nonché l'ex responsabile delle finanze (Cfo) del gruppo Posta, Pascal Koradi.