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BERNA - I datori di lavoro con più di 100 dipendenti devono effettuare un'analisi sulla parità salariale e sottoporla a verifica. È l'opinione della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura degli Stati che ribadisce così una posizione già espressa.
In febbraio il Consiglio degli Stati era entrato in materia con 25 voti contro 19 e 1 astensione sul progetto del Consiglio federale volto a realizzare l'obbligo costituzionale di garantire la parità salariale.
In seguito, con 25 voti contro 19, aveva deciso di rinviare il disegno alla commissione allo scopo di esaminare diverse alternative. Dopo aver valutato delle varianti, la commissione ha deciso - con 8 voti contro 4 e 1 astensione - di mantenere la proposta già presentata alla Camera dei Cantoni, si legge in un comunicato odierno dei servizi del Parlamento.
Una minoranza propone un modello di dichiarazione autonoma nei rapporti di gestione per le imprese private con più di 100 dipendenti. Questa dovrebbe attestare che l'impresa rispetta la parità salariale. Il metodo di analisi dovrebbe inoltre essere libero.
All'unanimità, la commissione sottolinea nuovamente l'importanza di rafforzare l'impegno del settore pubblico, ritenendo che quest'ultimo debba dare l'esempio per quanto riguarda la parità salariale. Propone quindi che i datori di lavoro del ramo pubblico siano assoggettati all'obbligo di pubblicare i risultati e i dettagli delle analisi sulla parità salariale