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Delio Tessa, il poeta che la critica più qualificata giudica oggi «uno dei piú grandi del nostro Novecento», morì a Milano il 21 settembre 1939. Si direbbe che il destino, evitandogli di vedere i disastri e le stragi della follia nazifascista, di cui si erano già accesi i primi fuochi, avesse voluto togliergli l’amara e disperata soddisfazione di assistere alla riprova sperimentale del suo pessimismo «antropologico».
L’aria della sua Milano è intrisa dei colori spessi e bituminosi della Berlino di Heckel e di Beckmann e della sofferta violenza del clima dell’Espressionismo storico
Il solo suo libro che Tessa vide pubblicato fu L’è el dì di Mort, alegher! (1932).
A questo corpus di una quarantina di testi, alcuni di grande respiro (oltre i quattrocento versi), Dante Isella si dedicò per lunghi anni, e nel 1985 la casa editrice Einaudi ne pubblicò l’edizione critica annotata.
Quattro anni dopo, Isella fece ripubblicare il volume, accludendovi anche le prose raccolte sotto il titolo Ore di città.
Poco dopo la pubblicazione di L’è el dì di Mort, alegher!, la trasmissione televisiva «Nautilus» mandò in onda un servizio dedicato al lavoro filologico di Dante Isella. Con lui è l’attore Franco Parenti, il quale legge alcune strofe da: "La poesia de l’Olga", "Caporetto 1917" e "De là del mur".