Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/212772

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2008 l'UFE pianificò al più tardi per il 2019 il rilascio da parte del Consiglio federale e del Parlamento di un'autorizzazione di massima per un deposito in strati geologici profondi per le scorie radioattive e la conclusione del piano settoriale. Secondo la pianificazione attuale ciò dovrebbe essere possibile solo dopo il 2030, il che significa che invece di 12 anni la procedura del piano settoriale dovrebbe durare come minimo 22 anni. Persino le scadenze del piano attuale risultano molto ravvicinate: infatti, il sito prescelto dovrebbe essere comunicato già tra due anni. Come riportato il 6 febbraio nel quotidiano Tagesanzeiger, è in corso una controversia tra i Cantoni interessati e l'UFE in merito agli impianti di superficie nelle zone di protezione delle acque. Il rischio di nuovi ritardi è quindi molto elevato. Ogni nuovo ritardo comporta inevitabilmente il prolungamento dello stoccaggio delle scorie radioattive in depositi intermedi. Si pone quindi la questione di come comportarsi rispetto a questi ultimi. Nel nuovo accordo di prestazione concluso con l'IFSN il 20 febbraio 2020 lo stesso Consiglio dell'IFSN ha riconosciuto il problema e chiede che si indaghi sulle conseguenze per la sicurezza di un prolungamento del deposito intermedio. Nella sua risposta all'interpellanza 11.3133 il Consiglio federale ha risposto di non disporre di alcun piano alternativo qualora la procedura del piano settoriale fallisse: "In caso contrario, le scorie radioattive dovrebbero essere conservate per lungo tempo in un deposito intermedio". In un simile contesto si pongono le seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale e l'UFE hanno preparato scenari alternativi per il caso in cui si verificassero notevoli ritardi nella scelta di un deposito in strati geologici profondi? Se sì, quali sono? </p><p>2. In un simile caso come ci si comporterebbe nei confronti del deposito intermedio?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che il deposito intermedio per le scorie altamente radioattive sia sufficientemente sicuro per rimanere ancora a lungo nel sito attuale? 4. Ci sono piani del Consiglio federale, qualora fallisse la procedura del piano settoriale, per rendere ancora più sicuro il deposito intermedio, ad esempio in una caverna presso la superficie o attraverso una cupola di cemento?</p><p>5. L'UFE farà propria la posizione dell'IFSN e indagherà sullo scenario di un prolungamento del deposito intermedio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1:</p><p>Nella parte concettuale del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi del 2 aprile 2008 si era partiti dal presupposto che la procedura di selezione del sito per il deposito si sarebbe potuta concludere entro dieci anni e che nel 2019 si sarebbe avuta un'autorizzazione di massima passata in giudicato per un deposito in strati geologici profondi. Nel 2014 l'Ufficio federale dell'energia (UFE), insieme agli attori coinvolti, ha rivisto il calendario e ne ha dato opportuna comunicazione. Dalle esperienze fatte era emerso che in particolare il coinvolgimento dei soggetti interessati, un elemento centrale per favorire l'accettazione dei depositi in strati geologici profondi, avrebbe richiesto più tempo di quanto previsto.</p><p>Attualmente non ci sono segnali di ritardi consistenti e pertanto non vi è motivo di sviluppare scenari alternativi alla costruzione di un deposito in strati geologici profondi.</p><p>Ai sensi dell'articolo 32 della legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) e dell'articolo 52 dell'ordinanza del 10 dicembre 2004 sull'energia nucleare (OENu; RS 732.11) chi è soggetto all'obbligo di smaltimento è tenuto a presentare un programma di smaltimento delle scorie ogni cinque anni. In tale programma deve indicare anche il calendario per la realizzazione di depositi in strati geologici profondi nonché la durata e la capacità richiesta del deposito intermedio centralizzato e di quello decentralizzato. Le autorità responsabili, ossia l'UFE e l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), verificano il programma di smaltimento delle scorie e vigilano sul suo rispetto.</p><p>Ad 2:</p><p>Nel suo rapporto del 21 novembre 2018 per l'Assemblea federale concernente il programma di smaltimento delle scorie del 2016 il Consiglio federale ha concluso che gli attuali depositi intermedi di ZWILAG (Würenlingen) e di ZWIBEZ (Beznau) presentano una capienza sufficiente per il deposito intermedio di tutte le scorie prodotte dall'esercizio e dalla disattivazione delle centrali nucleari. In caso di ritardi per la messa in esercizio dei depositi in strati geologici profondi si potrebbe prolungare l'esercizio di entrambi i depositi intermedi. A lungo termine, tuttavia, lo stoccaggio intermedio non rappresenta un'alternativa adeguata ai depositi in strati geologici profondi.</p><p>Ad 3 e 4:</p><p>Il titolare della licenza è responsabile della sicurezza dell'impianto nucleare e del suo esercizio nonché del deposito intermedio (art. 22 cpv. 1 LENu). Egli è tenuto per legge a eseguire controlli a posteriori nonché valutazioni sistematiche della sicurezza interna ed esterna per tutta la durata d'esistenza dell'impianto. Deve inoltre riequipaggiare l'impianto nella misura richiesta dall'esperienza e dallo stato della tecnica di riequipaggiamento e prendere provvedimenti ulteriori sempreché contribuiscano a un'ulteriore riduzione del pericolo e siano adeguati (art. 22 cpv. 2 lett. d e g LENu).</p><p>Ad 5:</p><p>Per il momento non vi sono ragioni per farlo. L'IFSN, dal canto suo, che è l'organo incaricato della sorveglianza sugli impianti nucleari, continuerà a indagare a titolo precauzionale, nell'ambito delle sue attività di ricerca regolamentare sulla sicurezza nucleare, sugli effetti per la sicurezza di un eventuale stoccaggio intermedio prolungato.</p>  Risposta del Consiglio federale.