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Il Consiglio federale adotta un rapporto sulle cause degli omicidi contro le donne nelle relazioni di coppia.
Berna, 10.12.2021 – Nella seduta del 10 dicembre 2021, il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento del postulato Graf Maya 19.3618 sulle cause degli omicidi contro le donne in ambito familiare e le misure per combatterli. Nel rapporto sottolinea in particolare l’impellente necessità di ridurre il numero degli omicidi domestici e avvia apposite misure di prevenzione.
Il rapporto è fondato su uno studio esterno che rileva che in Svizzera il numero complessivo degli omicidi è basso, ma che gli omicidi commessi nelle coppie ne rappresentano un’alta percentuale (40 %). Vittime di questi omicidi sono per il 90 per cento donne. La quota degli omicidi nelle relazioni di coppia registrata nel nostro Paese è alta anche nel confronto internazionale.
Cause e fattori di rischio
La causa principale degli omicidi all’interno della coppia sono una separazione avvenuta o imminente o l’intenzione espressa di separarsi. Fattori di rischio elevato sono inoltre violenze domestiche pregresse, controllo ossessivo, gelosia e stalking. Altri fattori scatenanti sono il possesso d’armi, il consumo di alcol o droga e le difficoltà finanziarie. Il 43 per cento degli autori e delle autrici avevano già commesso atti di violenza domestica in precedenza ed erano noti alla polizia, un terzo erano pregiudicati. Il 90 per cento degli omicidi commessi all’interno di una coppia sono stati perpetrati da uomini. Il 44 per cento degli autori e delle autrici e il 37 per cento delle vittime possedeva una cittadinanza straniera. Un quarto degli omicidi si sono conclusi con il suicidio dell’autore o dell’autrice (cosiddetti omicidi-suicidi).
Gli atti di violenza devono essere combattuti a più livelli
Secondo il Consiglio federale, per combattere efficacemente gravi atti di violenza bisogna agire a più livelli. È necessario tra l’altro rafforzare la prevenzione e la rilevazione precoce, migliorare l’analisi dei rischi e il sostegno alle vittime di violenza domestica e togliere linfa alle concezioni della virilità che favoriscono la violenza. Nel quadro dell’attuazione della Convenzione di Istanbul, il 30 aprile 2021 Confederazione, Cantoni e organizzazioni della società civile hanno adottato una roadmap per il rafforzamento della lotta alla violenza domestica e il miglioramento della protezione delle vittime. Da quest’anno, inoltre, la Confederazione ha a disposizione un credito annuo di tre milioni di franchi per il sostegno di progetti di prevenzione e lotta alla violenza sulle donne e alla violenza domestica.
Oltre alle misure già in corso o previste, il Consiglio federale propone tra l’altro di togliere ulteriormente spazio all’uso criminale delle armi e di sensibilizzare gli specialisti e le specialiste del sistema sanitario sulla violenza domestica. Alcune di queste nuove misure sono accolte e concretizzate nel Piano d’azione nazionale per l’attuazione della Convenzione di Istanbul.
In corso una rilevazione supplementare sugli omicidi
Secondo la statistica criminale di polizia, tra il 2011 e il 2020 in Svizzera sono stati commessi nel complesso 479 omicidi. Delle persone uccise, 255 (53 %) avevano un rapporto familiare o di partenariato con la persona imputata. Delle 147 persone uccise nel contesto di una relazione o dall’ex partner, 134 (91 %) erano donne. Nello stesso periodo, il mezzo più utilizzato per gli omicidi sono state le armi da fuoco (31 %), seguite dalle armi affilate o appuntite (27 %) e dalla violenza fisica (22 %). Al momento, con il sostegno dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo, l’Ufficio federale di statistica sta svolgendo una rilevazione supplementare sulle circostanze, i moventi e le cause degli omicidi e dei tentati omicidi. I risultati saranno presumibilmente pubblicati nel 2025.
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