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Mikron non risente ancora degli effetti della ripresa della produzione industriale in Europa, anche se una delle sue divisioni riutilizza buona parte delle capacità.
Il gruppo industriale con sede a Bienne (BE) e presente anche in Ticino, produce in particolare impianti destinati alla fabbricazione di test Covid negli Stati Uniti e in Svizzera.
"Siamo felici di constatare un uso elevato e costante delle capacità presso il segmento Mikron Automation" che produce tali test, ha indicato il CEO Bruno Cathomen in un'intervista rilasciata oggi a Moneycab.
Per Mikron Machining, non si può invece parlare ancora di ripresa, ha aggiunto il presidente della direzione, precisando tuttavia un aumento della domanda nei servizi e nei pezzi di ricambio, segni precursori di un'inversione di tendenza.
Interrogato sull'andamento degli affari in Asia, Cathomen si è mostrato piuttosto prudente, affermando che "l'Asia è un mercato molto esigente per noi, come per molti nostri concorrenti". Il CEO ha evocato una domanda sempre debole nelle soluzioni di superfici lavorate e l'incertezza che regna per il futuro del sito di Agno.
Per contro i due siti dell'unità di automazione a Shanghai e Singapore hanno registrato un'evoluzione rallegrante sin dall'inizio dell'anno, sebbene la pandemia ostacoli sempre la produzione, stando al "patron" di Mikron.
Per quanto riguarda i progetti in materia di rimunerazione degli azionisti, Cathomen ha insistito sul fatto che la politica dei dividendi è di competenza dell'assemblea generale. Come per molte altre imprese, Mikron ha introdotto misure di ristrutturazione in seguito alla pandemia da Covid-19 e "nel contempo, ha deciso di rinunciare ai dividendi", ha ricordato il CEO.
Nonostante la buona situazione dei portafogli degli ordinativi di Mikron Automation, le prospettive attuali sono globalmente molto incerte e restano difficili, in particolare per le soluzioni di superfici lavorate. Per questo motivo Cathomen preferisce rinunciare "a ogni forma di speculazione".
Complice la forte contrazione dei ricavi Mikron è scivolata nelle cifre rosse nel primo semestre. Il gruppo industriale ha subito una perdita di 24 milioni di franchi, a fronte di un utile di 5 milioni nello stesso periodo del 2019. Come noto i vertici hanno avviato un programma di ristrutturazione che prevede una significativa riduzione delle capacità: ad Agno sono stati pronunciati 47 licenziamenti ed è prevista una riduzione della percentuale lavorativa per altri 57 dipendenti.