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Nel 2022 il gruppo di protezione dei bambini e servizio di consulenza per le vittime dell’Ospedale pediatrico di Zurigo ha censito 657 casi
Maltrattamenti di minori in aumento lo scorso anno: il gruppo di protezione dei bambini e servizio di consulenza per le vittime dell’Ospedale pediatrico universitario di Zurigo ha censito 647 casi sospetti o dimostrati, a fronte di 625 nel 2021.
A titolo di confronto, nel 2012 erano stati ‘solo’ 444; a eccezione del 2015 e del 2018 la progressione è stata costante.
Non sempre un sospetto viene confermato. Il team ha accertato 478 casi effettivi, indica il ‘Kispi’ in un comunicato. In 125 casi non è stato possibile convalidare maltrattamenti, ma nemmeno escluderli con certezza. In tal caso gli interessati vengono controllati in modo capillare o assistiti da altri servizi come i consultori per i genitori. In 44 casi è emerso che non si erano verificati maltrattamenti e le ferite erano da ricondurre, ad esempio, a un incidente.
I casi vengono suddivisi in cinque categorie: maltrattamenti fisici e psichici, abusi sessuali, trascuratezza e sindrome di Münchhausen per procura, ossia un disturbo mentale che affligge genitori o tutori, solitamente le madri, e li spinge ad arrecare un danno fisico ai figli (o a un’altra persona incapace o a un animale domestico) per farlo credere malato e attirare l’attenzione su di sé. Un bambino o adolescente finisce nella categoria più evidente.
Dopo una contrazione dei maltrattamenti fisici l’anno prima, nel 2022 è stato nuovamente registrato un aumento. Stando alla nota, la popolazione non è ancora sufficientemente consapevole di quanto dannose possano essere simili punizioni. La decisione di dicembre del Consiglio degli Stati di ancorare nel Codice civile l’educazione non violenta aiuterà – si spera – a ridurre le punizioni corporali, viene aggiunto.
I maltrattamenti fisici rappresentavano l’anno scorso il 31% del totale, a fronte del 25% nel 2021. La quota dei casi di abusi sessuali è scesa dal 30 al 26%, quella dei maltrattamenti psichici dal 22 al 17%, mentre sono rimaste più o meno costanti quelle di trascuratezza (19% nel 2021 e 20% nel 2022) e della sindrome di Münchhausen per procura (rispettivamente 2 e 1%).
Il numero delle situazioni di rischio – vale a dire quando non è stato accertato alcun maltrattamento ma sussiste il pericolo che se ne verifichino in futuro – è salito sia in termini assoluti da 13 a 31, per una quota passata dal 2 al 5%.