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Venerdì un euro valeva 92 centesimi svizzeri e si avvicina sempre più alla soglia storica più bassa, registrata il 12 gennaio 2015 a 85,80 centesimi, quando la Banca nazionale svizzera (BNS) decise di abbandonare il tasso minimo allora fissato a 1,20 franchi.
Anche il dollaro americano ha registrato nelle ultime settimane un calo significativo rispetto al franco, scendendo sotto gli 84 centesimi.
Secondo il sito finanzen.ch, l'attuale forza della moneta svizzera si spiega soprattutto con la debolezza del dollaro, rafforzata dalla debolezza del mercato alla fine dell'anno. Le aspettative di tassi di interesse più bassi negli Stati Uniti mettono inoltre sotto pressione la valuta americana: si prevede che la Federal Reserve adotterà misure “rapide e forti” per ridurre i tassi di interesse nel prossimo anno. Si prevede che anche la Banca Centrale Europea abbasserà i suoi tassi di riferimento nel 2024. D'altro canto, la possibilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) è considerata improbabile.
Se l’euro e il dollaro costano sempre meno, ciò fa in teoria la gioia dei turisti svizzeri mentre pesa sugli esportatori svizzeri. Tuttavia, il tasso di cambio da solo non dice tutta sul potere d’acquisto all'estero, vista la notevole inflazione dei paesi dell'eurozona degli ultimi mesi che in pratica azzera il vantaggio di un tasso di cambio favorevole.