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Attualmente il Consiglio federale non ravvede la necessità di un intervento del genere da parte dell’esercito. Adottando le sue decisioni, mercoledì si è tuttavia assicurato di poter disporre senza indugio un tale intervento se fosse necessario. Stando alla pianificazione d’emergenza congiunta di Confederazione, Cantoni, città e Comuni, un tale intervento s’imporrebbe nell’eventualità del cosiddetto scenario 3, ossia nel caso di 30 000 attraversamenti di frontiera nel corso di pochi giorni. Negli scenari 1 e 2 (10 000 domande d’asilo entro risp. 30 o 90 giorni), il Cgcf dovrebbe richiedere un tale intervento in presenza di altre circostanze pregiudizievoli, quali una minaccia terroristica di notevole portata. In Svizzera non si sono mai verificati scenari del genere, nemmeno durante la crisi nel Kosovo, al cui apice le domande d’asilo registrate erano 9649 (giugno 1999). Nel marzo 2016 il loro numero era pari a circa 2000.
Incarichi operativi al DDPS – le basi giuridiche sono date
Nello specifico, mercoledì il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di provvedere affinché siano a disposizione 2000 militari da mobilitare per un servizio d’appoggio in funzione della situazione migratoria. Al DDPS è inoltre stato chiesto di adottare tutte le misure necessarie a sopperire a eventuali fabbisogni supplementari delle autorità civili chiamando in servizio un ulteriore battaglione (ca. 700 militari) nell’eventualità di un evento grave. Infine il DDPS è autorizzato a contattare i corpi di polizia competenti in vista dell’eventuale impiego di soldati di milizia a protezione delle rappresentanze diplomatiche estere in Svizzera. Questo consentirebbe di tenere i professionisti della sicurezza militare a disposizione per un eventuale intervento a sostegno del Cgcf.
Il servizio d’appoggio dell’esercito a favore del Cgcf si fonderebbe sull’articolo 67 capoverso 1 lettera e della legge militare (LM). In base all’articolo 70 LM, la chiamata in servizio e l’assegnazione alle autorità civili compete al Consiglio federale (art. 70 LM). Se sono chiamati in servizio più di 2000 militari o l’intervento dura più di tre settimane, l’Assemblea federale deve dare la sua approvazione nella sessione successiva. Se l’intervento termina prima della sessione, il Consiglio federale presenta un rapporto.
Responsabili le autorità civili
Le modalità di un eventuale intervento dell’esercito a favore del Cgcf sono disciplinate nell’ordinanza sull'impiego della truppa per il servizio di polizia di frontiera (OSPF), in base alla quale le autorità civili incaricano l’esercito, definiscono le competenze e decidono in merito all’uso delle armi. La truppa può essere impiegata soltanto per compiti per i quali è stata istruita ed equipaggiata in modo adeguato. Non possono essere impiegate formazioni di reclute. La responsabilità operativa compete in ogni caso alle autorità civili.
Oltre al servizio d’appoggio a favore del Cgcf, l’esercito può sostenere ad esempio anche la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) o le autorità sanitarie mettendo a disposizione truppe e materiale per compiti afferenti alla sanità, alla logistica e ai trasporti. Inoltre il DDPS appoggia la SEM nella ricerca e nella messa a disposizione degli alloggi necessari secondo i parametri della pianificazione d’emergenza Asilo approvata il 14 aprile dal DFGP, il DDPS, il DFF, i Cantoni, le città e i Comuni. In linea di massima, le esigenze dell’esercito e della protezione della popolazione (istruzione, operatività e impiego dell’esercito) sono prioritarie rispetto a quelle del settore dell’asilo. La pianificazione d’emergenza prevede che la Confederazione metterà a disposizione 6000 posti d’alloggio a lungo termine, nello scenario 3 fino a 9000; questo anche per garantire la registrazione dei richiedenti. L’anno scorso la SEM, appoggiata dal DDPS, ha già aumentato il numero di posti, portandolo da 2200 a 4600.
Ultima modifica 20.04.2016
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