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Incarto n. 15.97.00136 Lugano 16 settembre 1998 MR/fc/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente Pellegrini e Zali segretario: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sul ricorso 18 luglio 1997 avv. __________ contro l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di __________ nell’esecuzione n. __________ promossa da __________ rappr. dal Servizio giuridico __________, nei confronti del ricorrente in tema di specie di esecuzione; richiamata l’ordinanza presidenziale 12 settembre 1997, con la quale al ricorso non è stato concesso l’effetto sospensivo; viste le osservazioni 30 luglio 1997 del __________ e 26 agosto 1997 __________ esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto: A. Con contratto 24 maggio 1991 il __________ ha concesso a __________, e all’avv. __________, in qualità di debitori solidali, un credito in conto corrente di fr. 500’000.-- (doc. __________. A garanzia del credito __________, hanno costituito in pegno due cartelle ipotecarie al portatore di nominali fr. 300’000.-- ciascuna e gravanti in quarto e pari rango la part. n. __________ (atto di costituzione di pegno 24 maggio 1991, doc__________). B. Dopo un aumento della linea di credito a fr. 600’000.-- (scritto 31 luglio 1991, doc.C- osservazioni __________), il limite in conto corrente è stato ridotto una prima volta a fr. 504’000.-- (atto 7 gennaio 1993, doc.D - osservazioni __________) e in seguito a fr. 435’000.-- (atto 14 settembre 1993, doc.2 - ricorso). Contestualmente alle predette riduzioni di credito, anche la garanzia reale è stata modificata nel senso che le due cartelle ipotecarie - a seguito di frazionamento della part. n. __________ - sono state estese in un primo tempo alle part. n. __________, con svincolo della part. n. __________ frazionata (atto di costituzione del pegno 12 maggio 1993, doc.E - osservazioni _____); successivamente l’onere reale è stato limitato alle part. n. __________ (atto di costituzione del pegno 9 ottobre 1993, doc. __________). C. Con domanda di esecuzione “in via di pignoramento o di fallimento” del 3 luglio 1997 il __________ ha chiesto __________ di procedere in via ordinaria per un credito di fr. 481’920.05 oltre accessori contro l’avv. __________. Quale titolo di credito sulla domanda di esecuzione è indicato: “debito in conto corrente no. __________ intestato ai Signori __________. Regolarmente disdetto.” D. Il 7 luglio 1997 l’UEF ha emesso il __________ in via ordinaria contro l’avv. __________, cui l’escusso ha interposto opposizione il 9 luglio 1997. E. Con ricorso 18 luglio 1997 l’avv. __________ postula l’annullamento dell’esecuzione affermando in sostanza che il credito dedotto in esecuzione in via ordinaria è in realtà “garantito dalla costituzione a pegno delle due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 300’000.-- gravanti in IV e pari rango i mappali __________ ”, di modo che sarebbero date le condizioni per l’applicazione dell’art.41 cpv. 1bis LEF. F. Delle osservazioni dell’UEF si dirà, se necessario, in seguito. Considerando in diritto: 1. Per l’art. 41 cpv.1 LEF per crediti garantiti da pegno l’esecuzione si prosegue in via di realizzazione del pegno anche contro debitori soggetti alla procedura di fallimento. La garanzia del pegno conferisce al debitore il beneficio dell’escussione reale e cioè il diritto di obbligare il creditore a procedere dapprima alla realizzazione del pegno e solo in seguito, qualora una parte della pretesa creditoria risultasse scoperta, in via ordinaria ( Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §32 n.8ss, p.262; Fritzsche/ Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. I, Zurigo 1984,§34 n.7 p.475s.; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.110). Per consolidata giurisprudenza del Tribunale federale siffatto beneficio non è di natura imperativa, e quindi il debitore vi può liberamente rinunciare (DTF 120 III 106; 117 III 74; 110 III 7; 104 III 9; 97 III 15; 84 III 69) nelle ipotesi seguenti: a) omettendo di presentare ricorso all’Autorità di vigilanza contro il precetto esecutivo, qualora si proceda contro di lui in via esecutiva ordinaria (DTF 101 III 21; 58 III 59; cfr. art. 41 cpv.1bis LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997); b) concedendo al creditore la facoltà di procedere per le vie ordinarie prima di realizzare il pegno (__________); c) pattuendo con il creditore che la pretesa garantita da pegno venga dapprima escussa nelle vie ordinarie (DTF 93 III 15; 73 III 16; cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §32 n.10 e 17, p.262s.). 2. Con la sottoscrizione degli atti di costituzione di pegno 24 maggio 1991 (doc.B), 12 maggio 1993 (doc.E) e 19 ottobre 1993 (doc.F) - di identico tenore per quanto riguarda le condizioni a retro degli stessi - l’avv. __________ ha conferito alla banca la facoltà di “procedere in via di realizzazione del pegno od in via di esecuzione ordinaria” (cfr. punto 7 delle citate condizioni). Con siffatta pattuizione l’escusso ha espressamente rinunciato al beneficio dell’escussione reale, concedendo alla banca il diritto di opzione fra beneficium excussionis realis e beneficium excussionis personalis. Legittima nei suoi confronti è quindi stata la scelta operata dal __________ di procedere dapprima in via esecutiva ordinaria. In questo senso il ricorso dell’avv. __________ va respinto. 3. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale. Richiamati gli art. 41 e 151 ss. LEF pronuncia: 1. Il ricorso 18 luglio 1997 dell’avv. __________, è respinto. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a: - avv__________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente La segretaria

Incarto n. 15.97.00136 Incarto n. 15.97.00136

Incarto n. Lugano 16 settembre 1998 MR/fc/fb Lugano

Lugano 16 settembre 1998

MR/fc/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cometta, presidente Pellegrini e Zali Cometta, presidente Pellegrini e Zali

Cometta, presidente Pellegrini e Zali segretario: segretario:

segretario: Baur Martinelli, vicecancelliera Baur Martinelli, vicecancelliera

Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sul ricorso 18 luglio 1997

statuendo sul ricorso 18 luglio 1997 avv. __________

avv. __________ contro

contro l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di __________ nell’esecuzione n. __________ promossa da

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di __________ nell’esecuzione n. __________ promossa da __________

__________ rappr. dal Servizio giuridico __________,

rappr. dal Servizio giuridico __________, nei confronti del ricorrente

nei confronti del ricorrente in tema di specie di esecuzione;

in tema di specie di esecuzione; richiamata l’ordinanza presidenziale 12 settembre 1997, con la quale al ricorso non è stato concesso l’effetto sospensivo;

richiamata l’ordinanza presidenziale 12 settembre 1997, con la quale al ricorso non è stato concesso l’effetto sospensivo; viste le osservazioni 30 luglio 1997 del __________ e 26 agosto 1997 __________

viste le osservazioni 30 luglio 1997 del __________ e 26 agosto 1997 __________ esaminati atti e documenti;

esaminati atti e documenti; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Con contratto 24 maggio 1991 il __________ ha concesso a __________, e all’avv. __________, in qualità di debitori solidali, un credito in conto corrente di fr. 500’000.-- (doc. __________. A garanzia del credito __________, hanno costituito in pegno due cartelle ipotecarie al portatore di nominali fr. 300’000.-- ciascuna e gravanti in quarto e pari rango la part. n. __________ (atto di costituzione di pegno 24 maggio 1991, doc__________). in fatto: A. Con contratto 24 maggio 1991 il __________ ha concesso a __________, e all’avv. __________, in qualità di debitori solidali, un credito in conto corrente di fr. 500’000.-- (doc. __________. A garanzia del credito __________, hanno costituito in pegno due cartelle ipotecarie al portatore di nominali fr. 300’000.-- ciascuna e gravanti in quarto e pari rango la part. n. __________ (atto di costituzione di pegno 24 maggio 1991, doc__________). B. Dopo un aumento della linea di credito a fr. 600’000.-- (scritto 31 luglio 1991, doc.C- osservazioni __________), il limite in conto corrente è stato ridotto una prima volta a fr. 504’000.-- (atto 7 gennaio 1993, doc.D - osservazioni __________) e in seguito a fr. 435’000.-- (atto 14 settembre 1993, doc.2 - ricorso).

B. Dopo un aumento della linea di credito a fr. 600’000.-- (scritto 31 luglio 1991, doc.C- osservazioni __________), il limite in conto corrente è stato ridotto una prima volta a fr. 504’000.-- (atto 7 gennaio 1993, doc.D - osservazioni __________) e in seguito a fr. 435’000.-- (atto 14 settembre 1993, doc.2 - ricorso). Contestualmente alle predette riduzioni di credito, anche la garanzia reale è stata modificata nel senso che le due cartelle ipotecarie - a seguito di frazionamento della part. n. __________ - sono state estese in un primo tempo alle part. n. __________, con svincolo della part. n. __________ frazionata (atto di costituzione del pegno 12 maggio 1993, doc.E - osservazioni _____); successivamente l’onere reale è stato limitato alle part. n. __________ (atto di costituzione del pegno 9 ottobre 1993, doc. __________).

Contestualmente alle predette riduzioni di credito, anche la garanzia reale è stata modificata nel senso che le due cartelle ipotecarie - a seguito di frazionamento della part. n. __________ - sono state estese in un primo tempo alle part. n. __________, con svincolo della part. n. __________ frazionata (atto di costituzione del pegno 12 maggio 1993, doc.E - osservazioni _____); successivamente l’onere reale è stato limitato alle part. n. __________ (atto di costituzione del pegno 9 ottobre 1993, doc. __________). C. Con domanda di esecuzione “in via di pignoramento o di fallimento” del 3 luglio 1997 il __________ ha chiesto __________ di procedere in via ordinaria per un credito di fr. 481’920.05 oltre accessori contro l’avv. __________. Quale titolo di credito sulla domanda di esecuzione è indicato:

C. Con domanda di esecuzione “in via di pignoramento o di fallimento” del 3 luglio 1997 il __________ ha chiesto __________ di procedere in via ordinaria per un credito di fr. 481’920.05 oltre accessori contro l’avv. __________. Quale titolo di credito sulla domanda di esecuzione è indicato: “debito in conto corrente no. __________ intestato ai Signori __________. Regolarmente disdetto.”

“debito in conto corrente no. __________ intestato ai Signori __________. Regolarmente disdetto.” D. Il 7 luglio 1997 l’UEF ha emesso il __________ in via ordinaria contro l’avv. __________, cui l’escusso ha interposto opposizione il 9 luglio 1997.

D. Il 7 luglio 1997 l’UEF ha emesso il __________ in via ordinaria contro l’avv. __________, cui l’escusso ha interposto opposizione il 9 luglio 1997. E. Con ricorso 18 luglio 1997 l’avv. __________ postula l’annullamento dell’esecuzione affermando in sostanza che il credito dedotto in esecuzione in via ordinaria è in realtà “garantito dalla costituzione a pegno delle due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 300’000.-- gravanti in IV e pari rango i mappali __________ ”, di modo che sarebbero date le condizioni per l’applicazione dell’art.41 cpv. 1bis LEF.

E. Con ricorso 18 luglio 1997 l’avv. __________ postula l’annullamento dell’esecuzione affermando in sostanza che il credito dedotto in esecuzione in via ordinaria è in realtà “garantito dalla costituzione a pegno delle due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 300’000.-- gravanti in IV e pari rango i mappali __________ ”, di modo che sarebbero date le condizioni per l’applicazione dell’art.41 cpv. 1bis LEF. F. Delle osservazioni dell’UEF si dirà, se necessario, in seguito.

F. Delle osservazioni dell’UEF si dirà, se necessario, in seguito. Considerando

Considerando in diritto: 1. Per l’art. 41 cpv.1 LEF per crediti garantiti da pegno l’esecuzione si prosegue in via di realizzazione del pegno anche contro debitori soggetti alla procedura di fallimento. La garanzia del pegno conferisce al debitore il beneficio dell’escussione reale e cioè il diritto di obbligare il creditore a procedere dapprima alla realizzazione del pegno e solo in seguito, qualora una parte della pretesa creditoria risultasse scoperta, in via ordinaria ( Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §32 n.8ss, p.262; Fritzsche/ Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. I, Zurigo 1984,§34 n.7 p.475s.; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.110). Per consolidata giurisprudenza del Tribunale federale siffatto beneficio non è di natura imperativa, e quindi il debitore vi può liberamente rinunciare (DTF 120 III 106; 117 III 74; 110 III 7; 104 III 9; 97 III 15; 84 III 69) nelle ipotesi seguenti:

in diritto: 1. Per l’art. 41 cpv.1 LEF per crediti garantiti da pegno l’esecuzione si prosegue in via di realizzazione del pegno anche contro debitori soggetti alla procedura di fallimento. La garanzia del pegno conferisce al debitore il beneficio dell’escussione reale e cioè il diritto di obbligare il creditore a procedere dapprima alla realizzazione del pegno e solo in seguito, qualora una parte della pretesa creditoria risultasse scoperta, in via ordinaria ( Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §32 n.8ss, p.262; Fritzsche/ Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. I, Zurigo 1984,§34 n.7 p.475s.; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.110). Per consolidata giurisprudenza del Tribunale federale siffatto beneficio non è di natura imperativa, e quindi il debitore vi può liberamente rinunciare (DTF 120 III 106; 117 III 74; 110 III 7; 104 III 9; 97 III 15; 84 III 69) nelle ipotesi seguenti: Amonn/Gasser, Fritzsche/ Walder Pierre-Robert Gilliéron, a) omettendo di presentare ricorso all’Autorità di vigilanza contro il precetto esecutivo, qualora si proceda contro di lui in via esecutiva ordinaria (DTF 101 III 21; 58 III 59; cfr. art. 41 cpv.1bis LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997);

a) omettendo di presentare ricorso all’Autorità di vigilanza contro il precetto esecutivo, qualora si proceda contro di lui in via esecutiva ordinaria (DTF 101 III 21; 58 III 59; cfr. art. 41 cpv.1bis LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997); b) concedendo al creditore la facoltà di procedere per le vie ordinarie prima di realizzare il pegno (__________);

b) concedendo al creditore la facoltà di procedere per le vie ordinarie prima di realizzare il pegno (__________); c) pattuendo con il creditore che la pretesa garantita da pegno venga dapprima escussa nelle vie ordinarie (DTF 93 III 15; 73 III 16; cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §32 n.10 e 17, p.262s.). c) pattuendo con il creditore che la pretesa garantita da pegno venga dapprima escussa nelle vie ordinarie (DTF 93 III 15; 73 III 16; cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §32 n.10 e 17, p.262s.). Amonn/Gasser, 2. Con la sottoscrizione degli atti di costituzione di pegno 24 maggio 1991 (doc.B), 12 maggio 1993 (doc.E) e 19 ottobre 1993 (doc.F) - di identico tenore per quanto riguarda le condizioni a retro degli stessi - l’avv. __________ ha conferito alla banca la facoltà di “procedere in via di realizzazione del pegno od in via di esecuzione ordinaria” (cfr. punto 7 delle citate condizioni). Con siffatta pattuizione l’escusso ha espressamente rinunciato al beneficio dell’escussione reale, concedendo alla banca il diritto di opzione fra beneficium excussionis realis e beneficium excussionis personalis.

2. Con la sottoscrizione degli atti di costituzione di pegno 24 maggio 1991 (doc.B), 12 maggio 1993 (doc.E) e 19 ottobre 1993 (doc.F) - di identico tenore per quanto riguarda le condizioni a retro degli stessi - l’avv. __________ ha conferito alla banca la facoltà di “procedere in via di realizzazione del pegno od in via di esecuzione ordinaria” (cfr. punto 7 delle citate condizioni). Con siffatta pattuizione l’escusso ha espressamente rinunciato al beneficio dell’escussione reale, concedendo alla banca il diritto di opzione fra beneficium excussionis realis e beneficium excussionis personalis. Legittima nei suoi confronti è quindi stata la scelta operata dal __________ di procedere dapprima in via esecutiva ordinaria. In questo senso il ricorso dell’avv. __________ va respinto.

Legittima nei suoi confronti è quindi stata la scelta operata dal __________ di procedere dapprima in via esecutiva ordinaria. In questo senso il ricorso dell’avv. __________ va respinto. 3. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.

3. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale. Richiamati gli art. 41 e 151 ss. LEF

Richiamati gli art. 41 e 151 ss. LEF pronuncia: 1. Il ricorso 18 luglio 1997 dell’avv. __________, è respinto. pronuncia: 1. Il ricorso 18 luglio 1997 dell’avv. __________, è respinto. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a:

4. Intimazione a: - avv__________

- avv__________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

quale autorità di vigilanza Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria