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<h2>InitialSituation<h2><p class="Standard_d">Il 28&nbsp;maggio 2021 l’Unione sindacale svizzera (USS) ha presentato con 101&nbsp;793 firme valide l’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità)».</p><p class="Standard_d">L’iniziativa chiede un supplemento annuo pari a un dodicesimo della rendita annua per i beneficiari di una rendita di vecchiaia. Le prestazioni complementari non andranno ridotte a causa di tale versamento né si dovrà perdere il diritto alle medesime.</p><p class="Standard_d">L’iniziativa avrebbe ripercussioni positive per i beneficiari di rendite di vecchiaia dell’AVS che, in caso di accettazione, percepirebbero prestazioni più elevate dall’AVS e vedrebbero quindi la loro situazione finanziaria migliorare. A questi effetti positivi si contrappongono però anche ripercussioni negative, in particolare sul piano del finanziamento: in caso di accettazione dell’iniziativa le uscite annue dell’AVS aumenterebbero. Le uscite supplementari ammonterebbero a circa 5 miliardi nel 2032. Un tale entità complicherebbe ulteriormente le sfide finanziarie che l’AVS deve già affrontare a causa dell’aumento della speranza di vita e del raggiungimento dell’età di pensionamento da parte della generazione del baby boom. Già con l’ordinamento vigente, il deficit di ripartizione dell’AVS potrebbe raggiungere i 4,7 miliardi di franchi l’anno entro il 2032. Per i beneficiari di rendite delle fasce di reddito più elevate, tale supplemento sarebbe, da un punto di vista sociopolitico, poco o per nulla giustificato. Non è inoltre comprensibile per quale motivo si dovrebbero applicare importi differenti per i beneficiari di rendite di vecchiaia, da un lato, e i beneficiari di rendite d’invalidità e i beneficiari di rendite per superstiti, dall’altro, non solo per quanto concerne l’importo annuo della rendita, ma anche per le prestazioni complementari.</p><p class="Standard_d">Con il messaggio del 25&nbsp;maggio 2022, il Consiglio federale ha dunque proposto alle Camere federali di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)» senza controprogetto diretto o indiretto.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">(Fonte: messaggio del Consiglio federale del 25&nbsp;maggio 2022)</p><h2>Proceedings<h2><p class="Standard_d">Il <strong>Consiglio nazionale</strong> ha condotto un dibattito di quasi sei ore sull’iniziativa popolare per una 13esima mensilità AVS e sulla situazione della previdenza per la vecchiaia in Svizzera. Andri Silberschmidt (RL, ZH) ha proposto a nome della Commissione incaricata dell’esame preliminare di raccomandare il rigetto dell’iniziativa mettendo in guardia dalle sue ripercussioni finanziarie e dal prevedibile «buco miliardario». Il sistema dei tre pilastri della previdenza per la vecchiaia ha dimostrato la sua validità e, insieme alle prestazioni complementari, già oggi è possibile coprire il fabbisogno vitale dei pensionati. Mentre la maggioranza borghese in seno al Consiglio nazionale ha seguito il parere della rispettiva Commissione, la sinistra ha definito l’iniziativa come un passo necessario. Pierre-Yves Maillard (S, VD) ha affermato che il sistema attuale da tempo ormai non è più in grado di garantire la protezione delle persone dalla povertà in età avanzata. Il presidente dell’USS ha sottolineato che le rendite delle casse pensioni da anni ormai sono in calo nonostante i contributi sempre più alti versati dai lavoratori. A causa dell’inflazione, dell’aumento degli affitti e dei premi delle casse malati, i pensionati hanno sempre meno per vivere. Diversi relatori del PS e dei Verdi hanno sottolineato i vantaggi dell’AVS. Balthasar Glättli (G, ZH) ha rammentato che l’AVS è un’opera sociale che, come previsto dalla Costituzione, deve garantire per tutti la possibilità di provvedere al proprio sostentamento durante la pensione dopo aver lavorato una vita intera. Grazie all’iniziativa, l’AVS come fondamento delle nostre assicurazioni sociali tornerebbe a essere realmente un elemento più solido di una previdenza per la vecchiaia in grado di coprire il fabbisogno vitale. Per Sibel Arslan (Verdi, BS) questa iniziativa non riguarda solo l’equità, ma anche il rafforzamento del potere d’acquisto e dell’economia svizzera. Sandra Locher Benguerel (S, GR) ha affermato che solo l’AVS riconosce il lavoro di assistenza e di cura non retribuito. Un suo rafforzamento contribuirebbe a colmare il divario pensionistico delle donne. La sinistra ha criticato il fatto che se il terzo pilastro diventerà sempre più importante nella previdenza per la vecchiaia, saranno soltanto le banche e le assicurazioni a trarne profitto. Barbara Gysi (S, SG) ha affermato che per ricevere le stesse prestazioni durante la vecchiaia bisognerebbe versare molto più denaro nel terzo pilastro che nell’AVS.</p><p class="Standard_d">Le cerchie borghesi hanno espresso piuttosto preoccupazioni di carattere finanziario sostenendo che l’onere non dovrebbe essere addossato alle generazioni future. «Il progetto non è finanziariamente sostenibile», ha affermato Regine Sauter (RL, ZH). Secondo Thomas Rechsteiner (M-E, AI) i promotori dell’iniziativa non hanno spiegato in alcun modo come conseguire le necessarie risorse finanziarie. Aumentare le deduzioni salariali o l’imposta sul valore aggiunto sarebbe dannoso per l’economia e impiegare gli utili della Banca nazionale svizzera non sarebbe realistico. L’iniziativa è stata criticata a più riprese per la mancanza di equità. «La 13esima mensilità sarebbe erogata anche ai milionari», ha infatti rimarcato Lukas Reimann (V, SG). L’approccio adottato dall’iniziativa è populista. Alle numerose critiche espresse nei confronti del sistema di finanziamento a pioggia, Tamara Funicello (S, BE) ha replicando sottolineando che, sebbene da un simile sistema tutti ne trarrebbero beneficio, è essenziale che le persone con redditi elevati versino più contributi nel sistema di finanziamento dell’AVS rispetto a coloro che hanno redditi modesti.</p><p class="Standard_d">I Verdi liberali hanno criticato la rigidità di vedute tra sinistra e destra. Roland Fischer (GL, LU) ha criticato l’iniziativa giudicandola troppo poco mirata. Cionondimeno, ha sottolineato che le lacune esistenti non possono essere compensate a tempo indeterminato dalle prestazioni complementari. In tale contesto ha deplorato il fatto che la Commissione incaricata dell’esame preliminare non abbia voluto un controprogetto.</p><p class="Standard_d">Con 123 voti contro 67 e nessuna astensione, il Consiglio nazionale ha infine raccomandato di respingere l’iniziativa popolare.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Il dibattito in seno al <strong>Consiglio degli Stati</strong> è durato meno di quello in Consiglio nazionale (appena tre quarti d’ora): i fronti politici e l’esito delle deliberazioni sono stati i medesimi della Camera prioritaria.</p><p class="Standard_d">La maggioranza della Camera, così come il Consiglio federale, non ritiene che le uscite supplementari del progetto siano finanziariamente sostenibili. Secondo il Governo federale, l’accettazione dell’iniziativa implicherebbe uscite supplementari pari a circa 5 miliardi di franchi nel 2032, oltre al deficit di ripartizione previsto di 4,7 miliardi di franchi. La Commissione incaricata dell’esame preliminare non ritiene che il momento sia opportuno per un’ulteriore modifica dell’AVS, ha dichiarato il suo portavoce Peter Hegglin (M-E, ZG). Alla luce dei cambiamenti demografici, l’attenzione dovrebbe essere rivolta piuttosto alla salvaguardia dell’AVS. Hegglin ha criticato il fatto che l’approccio dell’iniziativa non sia giustificato sul piano socio-politico poiché ne beneficerebbero anche persone che già oggi dispongono dei mezzi necessari al proprio sostentamento. Inoltre, penalizzare i beneficiari di una rendita d’invalidità rispetto ai pensionati non sarebbe opportuno e da un punto di vista giuridico la questione sarebbe anche spinosa. Secondo il Consigliere agli Stati di Zugo, grazie al sistema delle prestazioni complementari la situazione è migliorata per molte persone. Tali prestazioni non vanno considerate alla stregua di elemosine. Si tratta pur sempre di prestazioni per cui sussiste un diritto.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Una minoranza nell’area verde e di sinistra della Commissione, rappresentata da Marina Carobbio Guscetti (S, TI), si è espressa a favore dell’iniziativa popolare sostenendo che il calo delle rendite delle casse pensioni e l’aumento dei premi delle casse malati lasciano ben poco per vivere a molti pensionati. Il Parlamento deve intervenire. Il problema della povertà in età avanzata riguarda soprattutto le donne, ha sottolineato Marina Carobbio Guscetti. Circa un terzo delle donne non ha una cassa pensioni e dipende dall’AVS e dalle prestazioni complementari come unica fonte di reddito. Occorre dunque iniziare da qui.</p><p class="Standard_d">Maya Graf (G, BL) ha rimarcato che oggi 200&nbsp;000 persone in Svizzera a stento riuscirebbero a vivere con la propria pensione. Non è una situazione accettabile per un Paese ricco. La basilese ha rimandato al mandato costituzionale secondo cui l’AVS deve consentire di coprire il fabbisogno vitale. Oggi tale mandato non è assolto. Graf ha criticato il fatto che la Commissione incaricata dell’esame preliminare non si sia espressa a favore di un controprogetto indiretto per aumentare almeno le rendite più basse. Hegglin ha ribattuto che nel corso delle discussioni non è emerso alcun modello praticabile.&nbsp;</p><p class="Standard_d">Con 28 voti contro 10 e un’astensione, il Consiglio degli Stati ha infine raccomandato nella votazione sul complesso e conformemente alla proposta della maggioranza della Commissione di respingere l’iniziativa popolare.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d"><strong>Il decreto federale concernente l’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)», che raccomanda di respingerla, è stato adottato nella votazione finale con 31 voti contro 10 e un’astensione dal Consiglio degli Stati e con 126 voti contro 69 e 2 astensioni dal Consiglio nazionale.</strong></p><p>&nbsp;</p><p><strong>L'iniziativa popolare è stata accolta nella votazione popolare del 3 marzo 2024 dal 58,2 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (14 Cantoni che dispongono di un voto e 2 Cantoni che dispongono di un mezzo voto).&nbsp;</strong></p>