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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la Legge federale sulla Banca Nazionale (LBN) e ogni altra norma relativa, al fine di procedere al delisting della Banca Nazionale dallo Swiss Exchange (SIX)</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che la preoccupazione espressa dall'autrice della mozione, riguardante una crescente influenza da parte di azionisti esteri sulla BNS con conseguente danneggiamento della sua indipendenza, sia ingiustificata per vari motivi.</p><p>Dalla sua fondazione nel 1907, la BNS ha la forma giuridica di una società anonima di diritto speciale, gestita con la collaborazione e la supervisione della Confederazione. Il capitale azionario della Banca nazionale ammonta a 25 milioni di franchi ed è interamente versato. È suddiviso in 100 000 azioni nominative del valore nominale di 250 franchi ciascuna. Le azioni nominative della BNS sono negoziate sulla borsa svizzera (SIX Swiss Exchange). I diritti degli azionisti della BNS vengono disciplinati dalla legge sulla Banca nazionale (art. 36 LBN), mentre la legislazione sulla società anonima si applica solo a titolo completivo. Poiché la BNS ha un mandato pubblico ed è gestita con la partecipazione e la supervisione della Confederazione, i diritti degli azionisti sono fortemente limitati rispetto a una società anonima di diritto privato. Aspetti centrali, come ad esempio il mandato della BNS, gli strumenti e l'indipendenza della BNS, sono disciplinati nella legge e gli azionisti non possono modificarli. Inoltre, il diritto di voto degli azionisti che non appartengono al settore del diritto pubblico, è limitato a 100 voti per ogni azionista. Infine, il diritto a un dividendo è limitato per legge ad un massimo del 6 per cento del capitale azionario, ovvero 15 franchi per azione. In questo modo gli azionisti possono decidere sull'impiego degli utili in maniera molto limitata, vale a dire unicamente sulla distribuzione dei dividendi fino al 6 per cento, purché siano soddisfatte le condizioni necessarie ovvero se la riserva per future ripartizioni non presenta un saldo negativo in seguito alla destinazione dell'utile. Il resto, che consiste di regola nella maggior parte degli utili, va alla Confederazione e ai Cantoni. Queste restrizioni dovrebbero anche contribuire a rendere meno probabili, per un lungo periodo di tempo, le sopravvalutazioni speculative della BNS, le quali probabilmente derivano dalla scarsa conoscenza dei diritti degli azionisti della BNS.</p><p>Alla fine del 2017, gli azionisti pubblici (Cantoni, banche cantonali, Comuni) detenevano la metà (51 per cento) delle azioni della BNS, mentre gli azionisti privati ne possedevano l'altra. A causa della limitazione sul diritto di voto, la quota del diritto di voto degli azionisti privati si attestava a poco meno del 24 per cento, mentre quella degli azionisti pubblici raggiungeva il 76 per cento. Dai primi anni Novanta tra gli azionisti privati vi sono anche azionisti esteri. La loro quota sul capitale azionario a fine 2017 si attestava al 10 per cento, mentre la loro quota del diritto di voto rappresentava solo il 3,1 per cento.</p><p>Questi numeri, uniti alle precedenti osservazioni, mostrano come gli azionisti esteri siano lungi dal poter esercitare una significativa influenza sulla BNS. Il Consiglio federale non ritiene dunque necessario apportare cambiamenti alle disposizioni azionarie riguardanti la BNS.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.