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AMSTERDAM - La porta d'uscita della pandemia? Non si aprirà «a suon di richiami». Così parlava poco meno di un mese fa il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, quasi intenzionato a rifilare una secca bacchettata sulle mani a quei Paesi già indirizzati sulla via della quarta dose di vaccino mentre c'è una buona fetta del pianeta che attende ancora di scoprirsi il braccio per ricevere la prima. Ma sarà davvero necessario ricevere una quarta inoculazione di vaccino anti-Covid nei prossimi mesi?
Per l'Agenzia europea per i farmaci (Ema) al momento non ci sono prove che ne attestino il bisogno «nella popolazione generale», ha sottolineato il responsabile per i vaccini Marco Cavaleri. Allo stato attuale, l'Ema «non ha ancora visionato i dati sulla quarta dose» ha spiegato, aggiungendo però un'ulteriore osservazione sulla somministrazione ripetuta dei booster a «intervalli molto brevi» che, stando all'esperto, «potrebbe ridurre il livello di anticorpi che possono essere prodotti a ogni somministrazione».
Quest'ultima rimane quindi un'opzione, almeno finora, ragionevole unicamente per le «persone con sistema immunitario gravemente indebolito, che hanno già ricevuto tre dosi per la vaccinazione primaria», spiega Cavaleri.