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Una dieta ricca di grassi favorisce l’obesità non solo attraverso l’accumulo diretto di calorie, ma anche perché determina nel cervello uno stato infiammatorio che a sua volte stimola - in una sorta di reazione a catena - l’assunzione di ulteriore cibo. Questa, almeno, è l’ipotesi di un gruppo di ricercatori dell’Università di San Francisco (USA).
Dopo aver nutrito dei topi con una dieta molto ricca in grassi, gli studiosi hanno verificato cosa succedeva nel loro cervello. Come riportato sulle pagine della rivista Cell Reports, le analisi hanno svelato che i grassi scatenano un accumulo di microglia, cioè di cellule immunitarie presenti nel cervello (che cercano di reagire a questa "aggressione", dannosa per le cellule nervose). L’aumento della microglia si verifica soprattutto a livello del’ipotalamo (una struttura molto importante del cervello) ed è accompagnato, come dicevamo, dalla comparsa di uno stato di infiammazione, che a sua volta fa aumentare i segnali ormonali in grado di incentivare l’assunzione di cibo.
Lo stop allo sviluppo della microglia, tramite l’uso di metodi genetici o di farmaci spermentali, ha permesso ai ricercatori di far sì che i topi non gradissero più gli alimenti troppo grassi, soprattutto dopo che ne avevano già assunti un po’. Gli animali, insomma, mostravano di essere sazi.
Se fosse confermato da ulteriori studi questo meccanismo potrebbe diventare il bersaglio di nuovi approcci terapeutici contro l’obesità e le malattie metaboliche associate a squilibri alimentari.
A.B.
Data ultimo aggiornamento: 03 giugno 2015