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Un clamoroso errore. Sembra trattarsi proprio di questo nel caso dell'infermiera finita in custodia cautelare per aver avvelenato con la morfina cinque neonati nella clinica universitaria di Ulm, che ha tenuto con il fiato sospeso la Germania nei giorni scorsi.
La morfina ritrovata nella siringa rinvenuta nell'armadietto della donna proviene da un solvente usato dalla polizia scientifica: lo hanno stabilito analisi comparative della polizia criminale regionale (Lka) bavarese che hanno confermato che sia il latte materno proveniente dalla siringa che quello presentato in seguito non conteneva morfina.
La prova regina che inchiodava l'infermiera è venuta quindi a cadere e la donna è stata rilasciata con le scuse del procuratore capo Christof Lehr, riferisce l'agenzia di stampa tedesca Dpa. Resta il mistero da chiarire sulle condizioni critiche dei cinque neonati la stessa notte di dicembre e le tracce di morfina ritrovate nell'urina dei piccoli prematuri.
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