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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Dal lavoro di licenza del 2008 di Jehona Beadini, "Vom Kosovokrieg zur Mazedonienkrise" (Dalla guerra del Kosovo alla crisi macedone) si evince, alle pagine 79-81, che negli anni Novanta le persone seguenti hanno compiuto attentati contro installazioni serbe:</p><p>- Azem Syla</p><p>- Rame Buja</p><p>- Kadri Veseli</p><p>Le autorità ne erano al corrente?</p><p>2. In caso affermativo, da quanto tempo? Da quale fonte lo hanno appreso?</p><p>3. In caso affermativo, perché alle persone menzionate è stato accordato lo statuto di rifugiato in Svizzera?</p><p>4. I fondi della fondazione Vendlindja Therret Stiftung, sbloccati dal Ministero pubblico della Confederazione (cfr. comunicato stampa fedpol del 30 guigno 1999, disponibile in tedesco e francese), sono stati gestiti da un consiglio di fondazione composto da tre persone. Dal giugno 1999 la fondazione sottostava alla vigilanza del DFI. Le autorità erano a conoscenza del fatto che in questo periodo Agush Buja, membro del consiglio di fondazione, operava in Svizzera quale tesoriere dell'UCK?</p><p>5. Il DFI è a conoscenza, quale autorità di vigilanza, di irregolarità correlate alle fondazione citata?</p><p>6. Perché tale fondazione è stata sciolta il 15 dicembre 2005 con decisione dell'autorità di vigilanza?</p><p>7. Secondo il menzionato lavoro di licenza (pag. 95), nel novembre 1994 le seguenti persone hanno partecipato a un incontro ad Aarau in occasione del quale sono stati decisi la lotta armata contro la Serbia e il nome UCK:</p><p>- Fazli Veliu</p><p>- Ali Ahmeti</p><p>- Emrush Xhemajili</p><p>- Xhavit Haliti</p><p>- Gafurr Elshani</p><p>Le autorità erano a conoscenza di tale incontro?</p><p>8. In caso affermativo, da quanto tempo? Da quale fonte lo hanno appreso?</p><p>9. Nel 1999 Azem Syla ha partecipato ai negoziati di pace a Rambouillet. Le autorità competenti ne erano a conoscenza?</p><p>10. In caso affermativo, perché il rifugiato riconosciuto Azem Syla ha potuto partecipare ai negoziati quale rappresentante di una delegazione internazionale?</p><p>11. Conformemente alla decisione del TF 2C_209/2012 non si è entrati nel merito del ricorso di Azem Syla interposto in seguito alla revoca del permesso di domicilio per abuso di prestazioni di aiuto sociale. Nel frattempo è stato emanato un divieto d'entrata in Svizzera nei confronti di Azem Syla?</p><p>12. In caso negativo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per ragioni inerenti alla protezione della personalità, il Consiglio federale non può fornire informazioni dettagliate in merito a determinate domande poste dall'autore dell'interpellanza. In virtù dell'articolo 7 capoverso 2 lettera c della legge federale sull'Assemblea federale (RS 171.10), le corrispondenti informazioni vanno trattate in modo confidenziale (v. risposte alle interpellanze Wobmann 11.3294, Stamm 11.3271 e Frehner 12.3182).</p><p>1./2. Come già indicato dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Frehner 12.3182, il ruolo dell'esercito di liberazione del Kosovo (UCK) è stato illustrato in modo dettagliato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) nel rapporto del 1998 sulla protezione dello Stato. Nel corso degli anni Novanta era di dominio pubblico che Azem Syla, Rame Buja e Kadri Veseli erano attivi nell'UCK. Nei limiti delle possibilità offerte dalla legge, le autorità preposte hanno seguito gli indizi che lasciavano presumere la presenza di attività rilevanti per la protezione dello Stato. Per motivi inerenti alla protezione della personalità e all'obbligo di serbare il segreto, il Consiglio federale non può fornire ulteriori informazioni in merito alle persone summenzionate.</p><p>3. In effetti, la Svizzera aveva concesso lo statuto di rifugiato e accordato l'asilo ad Azem Syla e Kadri Veseli già nel 1995. Contrariamente a questi ultimi, Rame Buja non ha mai presentato una domanda d'asilo in Svizzera. L'asilo viene accordato in seguito a un esame dei singoli motivi dell'asilo e a una valutazione specifica per quanto concerne il diritto in materia di asilo. Nell'ambito di tale procedura, le autorità esaminano in modo approfondito se la persona è degna di ottenere asilo. Se sussistono indizi concreti riguardo all'indegnità a ottenere asilo, si applicano le disposizioni relative ai motivi d'esclusione (art. 53 della legge sull'asilo nonché art. 1 lett. F della Convenzione sullo statuto dei rifugiati).</p><p>Per motivi di protezione dei dati non è possibile fornire informazioni dettagliate sui singoli motivi dell'asilo.</p><p>4. Nel 1998 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato, nei confronti di diverse persone legate all'associazione "Vendlindja Therret", un procedimento penale, archiviato nel 2004. I fondi dell'associazione sequestrati sono stati confiscati tramite decreto d'abbandono. In seguito, il decreto di confisca dell'MPC è stato impugnato dinanzi al Tribunale penale federale. Successivamente le parti hanno concordato il versamento dei fondi contestati nell'omonima fondazione di recente costituzione "Vendlindja Therret". Quando nel 1999 ha assunto la vigilanza sulla fondazione, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha fissato condizioni volte a garantire il rispetto del fine umanitario della fondazione. Il DFI non era a conoscenza del fatto che Agush Buja fungesse da tesoriere dell'UCK in Svizzera.</p><p>5. La vigilanza sulla fondazione "Vendlindja Therret" è stata esercitata dall'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni conformemente alle disposizioni in vigore.</p><p>6. La fondazione è stata sciolta per mancanza di patrimonio conformemente alla procedura prevista per tale scopo.</p><p>7./8. Per motivi inerenti alla protezione della personalità e all'obbligo di serbare il segreto, il Consiglio federale non può fornire dettagli relativi al 1994. A tale proposito la Svizzera non è rimasta inattiva. Nei limiti delle possibilità offerte dalla legge, le autorità preposte hanno infatti seguito gli indizi che lasciavano presumere la presenza di attività rilevanti per la protezione dello Stato. Nel 2001 il Consiglio federale ha applicato misure fondate direttamente sulla Costituzione federale nei confronti di tre delle cinque persone summenzionate, nella fattispecie Fazli Veliu, Ali Ahmeti e Xhavit Haliti. Il Consiglio federale ha emanato divieti di entrata nei confronti di Ali Ahmeti e Xhavit Haliti, mentre ha vietato a Fazli Veliu, domiciliato in Svizzera, di fondare, rappresentare o sostenere organizzazioni che sono direttamente coinvolte nel conflitto in Macedonia o forniscono sostegno di tipo propagandistico, materiale o finanziario ad altre organizzazioni che ricorrono alla violenza. Fazli Veliu è stato minacciato di espulsione in caso di inosservanza di tale divieto. Il DFGP ha reso pubblica l'adozione di tali misure nei comunicati stampa del 15 giugno 2001 e del 3 luglio 2001 (v. anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Wobmann 11.3294).</p><p>9. All'epoca, le autorità competenti erano a conoscenza della partecipazione di Azem Syla ai negoziati di Rambouillet (Parigi).</p><p>10. Azem Syla, in quanto rifugiato riconosciuto in Svizzera, aveva diritto a un titolo di viaggio svizzero per rifugiati con cui poteva recarsi in qualunque Stato fatta eccezione del proprio Stato d'origine, l'allora Repubblica federale di Jugoslavia. </p><p>11./12. Azem Syla è oggetto di un divieto d'entrata in Svizzera e nello spazio Schengen. Per motivi inerenti alla protezione della personalità e all'obbligo di serbare il segreto, il Consiglio federale non può fornire ulteriori informazioni in merito.</p>  Risposta del Consiglio federale.