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Quando nel 2015 scoppiò uno dei più grandi scandali di corruzione nel mondo, l’ex primo ministro malese Najib Razak venne accusato di aver sottratto ingenti somme di denaro dal fondo 1MDB, di cui era presidente, e di averli diretti sui suoi conti correnti bancari personali.
1Malaysia Development Berhad, altro non era che un fondo statale malese istituito nel 2009 per promuovere lo sviluppo attraverso investimenti e partenariati stranieri. Le sue iniziative riguardavano l’acquisto di centrali elettriche e la pianificazione di un nuovo distretto finanziario a Kuala Lumpur, capitale della Malesia. Lo scandalo portò nel 2018 alla caduta del governo e all’arresto dell’ex premier, di sua moglie Rosmah Mansore e di alcuni stretti collaboratori a Putrajaya. Al momento del fermo aveva in casa circa 30 milioni di dollari in contanti.
L’appropriazione indebita di denaro di proprietà del fondo 1MDB è emersa quando la giornalista britannica Clare Rewcastle-Brown, che gestisce da Londra il Sarawak Report, un giornale investigativo online, e il Wall Street Journal, ricevettero nel 2015 227 mila documenti trapelati che descrivevano in dettaglio la frode. Quando l’Agenzia anticorruzione della Malesia (MACC) stava per emettere un mandato di arresto, Najib Razak licenziò il procuratore generale Abdul Gani, che aveva guidato le indagini, il vice primo ministro e altri quattro ministri che volevano vederci chiaro. Gli uffici della MACC furono razziati e quattro funzionari arrestati.
Nel 2016, il nuovo procuratore generale nominato dall’ex primo ministro, sollevò Razak da ogni illecito affermando che la questione era sta completamente risolta. Il nuovo governo si rifiutò inoltre, di collaborare alle indagini negli Stati Uniti, a Singapore e in Svizzera.
Il suo arresto è avvenuto nel 2018 dopo l’insediamento del nuovo governo guidato dall’oppositore 92enne Mahathir Mohamad, il quale ha messo fine al potere decennale (61 anni) della coalizione politica di Najib Razak vincendo a grande maggioranza grazie agli elettori arrabbiati perché non convinti dell’innocenza del premier uscente. Mahathir Mohamad ha voluto mettere immediatamente all’ordine del giorno la riapertura delle indagini sul fondo 1MDB, come promesso in campagna elettorale, per consegnare alla giustizia i responsabili della frode multimiliardaria.
Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ritiene che siano stati rubati oltre 4,5 miliardi di dollari sostenendo che sin dall’inizio è stato un centro di attività fraudolente. Ingenti somme di denaro sono state prese in prestito tramite titoli di Stato e trasferite in conti bancari all’estero per alimentare le spese folli di Razak e quelle sontuose della moglie e di alcuni suoi collaboratori. Diversi milioni di dollari per proprietà immobiliari a Beverly Hills e a Manhattan, incluso un appartamento un tempo di proprietà di Jay Z e Beyoncé, diamanti per 8 milioni di dollari, un quadro di Picasso e un quadro di Van Gogh, un jet privato da 35 milioni di dollari, uno yacht da 260 milioni di dollari e decine di milioni di dollari per finanziare la produzione di due film a Hollywood.
Secondo l’accusa statunitense, i soldi venivano versati dal fondo attraverso società “shell”, che esistono solo sulla carta e senza dipendenti e nessun ufficio, a funzionari corrotti e loro associati. Il fondo di investimento, che si dimostrò prendere in prestito denaro piuttosto che attirare investimenti esteri su larga scala, ha accumulato debiti per più di 12 miliardi di dollari e ha così stimolato le indagini in tutto il mondo. L’FBI mise sotto inchiesta la Goldman Sachs per riciclaggio di denaro. Najib Razak è stato accusato di corruzione, abuso di potere, furto e riciclaggio di denaro.
Dopo 16 mesi dall’inizio del processo, il giudice dell’alta corte di Kuala Lumpur, ha condannato Najib Razak a 12 anni di reclusione e a una multa di 50 milioni di dollari, riconoscendolo colpevole di tutte le accuse a suo carico, sette per la precisione. “Dopo aver considerato tutte le prove in questo processo, trovo che l’accusa abbia dimostrato con successo il suo caso oltre ogni ragionevole dubbio”, ha dichiarato il giudice Mohamad Nazlan Mohamad Ghazali alla Corte.
Il tribunale ha concesso la sospensione della pena, il che significa che Najib Razak non verrà subito imprigionato. Ora il caso passerà senz’altro alla Corte d’appello. Ma in totale, quello che era considerato il maestro della politica della Malesia e un primo ministro ritenuto quasi intoccabile, dovrà affrontare cinque processi separati per aver rubato dalle casse del governo malese per condurre una vita di eccessi e lusso.