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Sicurezza interna: chiarire le competenze
Il Consiglio federale approva il rapporto sulla sicurezza interna
Comunicati, Il Consiglio federale, 02.03.2012
Berna. Venerdì il Consiglio federale ha adottato un rapporto sulla sicurezza interna che postula una ripartizione più chiara delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni. S’intendono in particolare chiarire le basi legali per la protezione dello Stato, il sostegno dell’esercito alle autorità civili, i compiti di polizia giudiziaria e di sicurezza della Confederazione e i compiti di sicurezza nel settore confinario e doganale. Allo scopo il Consiglio federale propone di modificare o precisare le disposizioni legali e di adeguare la Costituzione.
Le attuali strutture e attribuzioni in materia di sicurezza interna sono complesse e poco trasparenti; spesso alla Confederazione si rimprovera di eccedere le proprie competenze. Il Consiglio federale è consapevole dell’importanza che riveste la collaborazione fattiva ed efficace in materia di sicurezza tra la Confederazione e i Cantoni. In adempimento del postulato Malama (10.3045) ha quindi analizzato le competenze e la prassi, proponendo soluzioni per colmare le lacune attributive riscontrate.
Il rapporto costituisce inoltre un valido punto di partenza per riflettere a fondo sulle future sfide in materia di sicurezza evidenziando l’eventuale necessità di interventi più incisivi nell’assetto di sicurezza della Svizzera.
La Costituzione federale non conferisce alla Confederazione alcuna competenza in materia di protezione dello Stato: tale attività si fonda esclusivamente su norme costituzionali non scritte, e pertanto la portata, la rilevanza e i limiti di tali competenze risultano incerte. Ecco perché il Consiglio federale propone basi costituzionali esplicite per rendere più trasparenti e specifiche le competenze in questo settore delicato.
La difesa da minacce alla sicurezza e all’ordine pubblici compete in primo luogo ai Cantoni. Le risorse cantonali in termini di finanze e di personale non sono però sufficienti per affrontare grandi eventi quali l’EURO 08 o il WEF. Il Consiglio federale ritiene indispensabile che l’esercito sostenga i Cantoni in occasione di eventi e manifestazioni la cui sicurezza non può essere garantita dalle forze di polizia disponibili. Intende tuttavia specificare nella legislazione militare le condizioni di tali impieghi sussidiari dell’esercito. Occorre inoltre esaminare se non sia il caso di creare un nuovo compito di sostegno della Confederazione, che entrerebbe in linea di conto in situazioni nelle quali la mancanza di risorse delle autorità civili è evidente sin dall’inizio.
Il Consiglio federale intende istituire una base costituzionale che consenta alla Confederazione di adempiere compiti di polizia giudiziaria preliminarmente a un procedimento penale. Tale base costituzionale dovrà sancire regole chiare e restrittive per le attività svolte dalla Confederazione nel rispetto delle competenze cantonali. Saranno portati avanti i lavori volti a emanare una legge sui compiti di polizia. In tal modo il Consiglio federale intende unificare il diritto di polizia su scala federale e colmare le lacune normative.
Il Consiglio federale vuole inoltre fornire il sostegno necessario ai Cantoni per adempiere i compiti di protezione derivanti da obblighi internazionali (ad es. protezione delle ambasciate). A tal fine intende rivedere le basi legali vigenti e specificare le competenze della Confederazione e dei Cantoni nello svolgere i compiti in materia di sicurezza doganale e confinaria.
Al gruppo di lavoro interdipartimentale che ha stilato il rapporto sotto l’egida del DFGP hanno preso parte anche i rappresentanti dei Cantoni.