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L’iniziativa popolare «Per un equo finanziamento dei trasporti» depositata il 10 marzo 2014 (14.089) chiede che tutto il prodotto dell’imposta sugli oli minerali riscossa sui carburanti venga utilizzato per compiti connessi con la circolazione stradale, risolvendo quindi i problemi di finanziamento che si prefigurano in questo settore. Attualmente la metà di questi introiti fiscali è utilizzata per la circolazione stradale e il resto è depositato nella cassa generale della Confederazione.
Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa senza proporre alcun controprogetto diretto o indiretto, segnatamente poiché essa comporterebbe una riduzione degli introiti della Confederazione pari a 1,5 miliardi di franchi, mettendo quindi a repentaglio l’adempimento di altri compiti.
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati ha proceduto all’audizione di rappresentanti del comitato d’iniziativa, dei Cantoni, delle associazioni dei trasporti e delle associazioni economiche. Successivamente ha respinto, con 9 voti contro 4, la proposta di trattare l’iniziativa popolare parallelamente al progetto di istituzione di un Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA), che presumibilmente il Consiglio federale presenterà a fine febbraio. La maggioranza della Commissione ritiene infatti che sia necessario chiarire al più presto la questione del finanziamento dei compiti connessi con la circolazione stradale, reputando quindi opportuno sottoporre quanto prima al Popolo il principio della destinazione di tutto il prodotto dell’imposta sugli oli minerali. Dal canto suo la minoranza della Commissione sostiene che sarebbe opportuno trattare contemporaneamente la presente iniziativa e il progetto FOSTRA, dato che contenuti degli oggetti si sovrappongono. Per questa ragione essa giudica opportuno trattarli contemporaneamente. Infine la Commissione propone alla propria Camera, con 9 voti contro 0 e 4 astensioni, di raccomandare al Popolo di respingere l’iniziativa popolare soprattutto a causa della perdita finanziaria che infliggerebbe al budget della Confederazione. La CTT-S stima inoltre che l’iniziativa popolare nuocerebbe alla politica coordinata dei trasporti condotta dalla Confederazione poiché causerebbe una disparità di trattamento tra gli utenti dei trasporti pubblici e gli automobilisti.
L’iniziativa popolare «Per un equo finanziamento dei trasporti» è dunque pronta per essere trattata al Consiglio degli Stati nella sessione primaverile.
Come già avvenuto nel 2010 e nel 2012, su incarico delle due CTT il Consiglio federale ha presentato a fine 2014 un rapporto concernente l’evoluzione del mercato svizzero delle telecomunicazioni, dando quindi avvio a un processo di adeguamento della legge sulle telecomunicazioni. Il DATEC presenterà entro la fine del 2015 una proposta in merito. Dopo aver discusso il rapporto e le necessità di legiferare nel settore delle telecomunicazioni, la Commissione si è chinata sul contenuto di varie mozioni inerenti a questo settore.
Con 7 voti contro 4 e 2 astensioni propone di accogliere le mozioni Consiglio nazionale (Wyss Ursula). Stop alle tariffe esagerate per l’utilizzo di cellulari all’estero (11.3524) e Consiglio nazionale (Fuchs/Rickli) Anche gli Svizzeri hanno diritto a tariffe di roaming corrette per le chiamate e gli SMS (11.3472). Nel corso di precedenti dibattiti, la Commissione si è sempre pronunciata conto una regolamentazione del settore, sottolineando invece le opportunità connesse con la rapida evoluzione delle nuove possibilità di carattere tecnico e inerenti la struttura di prezzi. Ora invece la maggioranza della Commissione non reputa più giustificato fare affidamento sulle forze del mercato: per lungo tempo infatti la diminuzione delle tariffe di Roaming è stata annunciata ma non è poi stata attuata conformemente alle promesse. In particolare le nuove offerte, come ad esempio le tariffe flatrate, convengono solo agli utenti che effettuano molte telefonate e non consentono quindi di quantificare in modo forfettario le riduzioni di prezzo. Queste mozioni dovrebbero rafforzare le pressioni di ordine politico sulle imprese di telecomunicazione. La minoranza invece reputa sempre inappropriata la fissazione di prezzi massimi, poiché avrebbero unicamente effetto sui prezzi fatturati ai clienti finali e non su quelli applicati dalle imprese di telecomunicazione estere. Essa ritiene inoltre che i progressi tecnologici abbiano comportato miglioramenti anche a beneficio degli utenti.
La Commissione propone inoltre con 7 voti contro 4 di respingere la mozione Consiglio nazionale (Glättli) Neutralità della rete. Ancoraggio nella legge sulle telecomunicazioni (12.4212). La maggioranza della Commissione sottolinea che in Svizzera non si registrano violazioni della neutralità della rete e che l’evoluzione di Internet è finora avvenuta senza alcun intervento regolatore dello Stato. Per questi motivi essa reputa sufficienti le misure che rafforzano la trasparenza del mercato previste dal Consiglio federale nell’ambito della revisione delle legge sulle telecomunicazioni. La minoranza invece ritiene che l’influsso esercitato dai provider che forniscono accesso a Internet sui processi di trasferimento di dati rappresenta una minaccia per la libertà di informazione e di opinione.
Infine la Commissione propone con 5 voti contro 0 e 1 astensione di respingere anche la mozione Consiglio nazionale (Büchel) Garantire agli Svizzeri residenti all’estero il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti (12.4264). La Commissione rammenta che il Consiglio federale è già stato incaricato, attraverso un postulato (14.3752), di esaminare attentamente la problematica. Essa ritiene invece impossibile legiferare in base alle proposte formulate nella mozione, dato che Postfinance dovrebbe studiare gli ordinamenti giuridici di circa 200 nazioni e adattare le sue offerte alle varie prescrizioni vigenti.
Berna, 13 gennaio 2015 Servizi del Parlamento