Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/155743

<h2>SubmittedText<h2><p>La vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV) è consigliata dal 2007 a tutte le adolescenti e giovani donne del nostro Paese per prevenire l'insorgere del cancro del collo dell'utero. Nel marzo 2015, l'UFSP e la Commissione federale per le vaccinazioni hanno raccomandato di estenderla agli adolescenti e ai giovani adulti maschi come vaccinazione complementare, allo scopo di prevenire i tumori e le verruche genitali.</p><p>Nel suo bollettino numero 10 del 2 marzo 2015, l'UFSP fornisce stime basate sulle cifre dell'Istituto nazionale per l'epidemiologia e la registrazione del cancro e su dati raccolti su scala internazionale, relative ai tumori associati agli HPV di tipo 16 e 18 diagnosticati a uomini e donne nel periodo 2007-2011. Questi casi potrebbero essere teoricamente evitati con una vaccinazione.</p><p>A tale proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Oltre allo studio CIN3+ che si concluderà nel 2016, vi sono dati riferiti alla Svizzera che tengano conto degli effetti della campagna di vaccinazione lanciata nel 2007 per le adolescenti?</p><p>2. Nel suo bollettino l'UFSP rileva che, in mancanza di dati, il rapporto costi-benefici delle vaccinazioni per gli uomini non può essere determinato. Si prevede di condurre un tale studio anche per le persone di sesso maschile e, se sì, entro quando?</p><p>3. Non sarebbe stato opportuno attendere i risultati dello studio CIN3+ o realizzare uno studio completo relativo al sesso maschile prima di estendere la campagna agli adolescenti e ai giovani adulti maschi?</p><p>4. Il Consiglio federale è a conoscenza di studi riguardanti gli effetti della vaccinazione sugli screening del cancro del collo dell'utero (diminuzione dei controlli) e sui comportamenti sessuali (diminuzione delle pratiche volte a prevenire la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili) delle persone vaccinate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dalla pubblicazione nel 2007 della raccomandazione di vaccinazione di base contro il virus del papilloma umano (HPV) per tutte le adolescenti e le giovani donne al fine di prevenire l'insorgere del cancro del collo dell'utero, sono stati numerosi i dati raccolti, analizzati e pubblicati in diversi bollettini dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e sui siti Internet:</p><p>a. un'indagine svolta nel 2009 presso i medici cantonali sulle modalità di attuazione dei programmi di vaccinazione cantonali e sulle prime stime di copertura vaccinale ha evidenziato alcune disparità fra i cantoni, ma anche la possibilità di raggiungere una buona copertura vaccinale, per esempio del 70 a 80 per cento delle adolescenti nei cantoni del Vallese e del Giura (UFSP. Programmes de vaccination contre les HPV en Suisse: synthèse des années 2007 à 2010. Bull OFSP 2010; 43: 949-953);</p><p>b. le indagini nazionali di copertura vaccinale di routine eseguite ogni tre anni in tutti i cantoni, a un ritmo di un terzo dei cantoni ogni anno, hanno mostrato un incremento progressivo della copertura vaccinale, che si attesta attualmente a una media nazionale del 51 per cento all'età di 16 anni (UFSP. Copertura vaccinale. <a href="http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00685/02133/index.html?lang=fr">www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00685/02133/index.html?lang=fr</a>, consultato il 01.04.2015);</p><p>c. un'indagine sulla popolazione svolta nel 2014 (vedi risposta 4);</p><p>d. gli effetti indesiderati delle vaccinazioni annunciati a Swissmedic sono stati analizzati e pubblicati e indicano una buona tolleranza alla vaccinazione: in Svizzera, tra il 2007 e il 2014, sono stati notificati 167 eventi indesiderati in relazione temporale con la vaccinazione effettuata su circa 200 000 persone durante lo stesso periodo. La maggioranza dei casi (62 per cento) è stata considerata non grave (UFSP. Les vaccins contre les HPV sont-ils sûrs? Bull OFSP 2014; 50: 865-867).</p><p>Voler misurare l'impatto sull'insorgere di una lesione precancerosa o cancerosa al collo dell'utero solo sei anni dopo l'introduzione in Svizzera della vaccinazione per le adolescenti di 11-14 anni è prematuro, poiché tra l'infezione e la comparsa di una lesione trascorre molto tempo. I registri cantonali dei tumori rilevano le lesioni precancerose di stadio tre e oltre (CIN3+; il "3* designa il grado di alterazione delle cellule su una scala da 1 a 3 - quindi alto grado - e il "+" indica che si tratta di un cancro invasivo); ciò consentirà di analizzare l'evoluzione e la frequenza dei casi di tumore nei prossimi anni. Lo studio CIN3+ mira a istituire un sistema di monitoraggio di routine dell'impatto della vaccinazione, rilevando anche le informazioni sullo stato vaccinale delle donne e la presenza di diversi tipi di virus HPV nelle lesioni. Attualmente è in corso uno studio pilota in sei cantoni; i primi risultati sono attesi per il 2016, cui seguirà una pubblicazione.</p><p>2. Nel bollettino numero 10 del 2 marzo 2015, l'UFSP indica che attualmente non è disponibile per la Svizzera un'analisi costi-benefici indipendente e pubblicamente accessibile sulla vaccinazione degli adolescenti di sesso maschile. Le analisi disponibili forniscono alcune informazioni utili, ma si basano su una serie di ipotesi che comportano un certo margine di incertezza. In particolare non si conosce ancora l'efficacia della vaccinazione contro alcuni tumori come quelli dell'area oro-faringea. Alla luce di queste considerazioni non è previsto per il momento uno studio costi-benefici della vaccinazione degli uomini in Svizzera. L'utilità di un tale studio potrà essere riesaminata in futuro (UFSP. Vaccination contre les HPV: recommandation de vaccination complémentaire pour les garçons et jeunes hommes âgés de 11 à 26 ans. Bull OFSP 2015; 10: 141-150).</p><p>3. I risultati dello studio CIN3+ relativo alle lesioni precancerose e cancerose al collo dell'utero nelle donne in Svizzera non sono rilevanti per decidere di raccomandare la vaccinazione anche agli adolescenti e agli adulti maschi. I risultati degli studi clinici finora condotti sull'immunogenicità, l'efficacia e la sicurezza della vaccinazione negli adolescenti e negli adulti maschi e gli effetti osservati nel quadro della vaccinazione HPV delle adolescenti e delle donne in altri Paesi sono considerati sufficienti per consigliare di estenderla come vaccinazione complementare anche agli adolescenti e ai giovani adulti di sesso maschile in Svizzera. Il suo scopo è di offrire una protezione individuale a coloro che desiderano una copertura ottimale contro le malattie rare ma gravi (cancro della zona ano-genitale) o frequenti ma benigne (verruche genitali). Non esiste un obiettivo di copertura vaccinale in un'ottica di sanità pubblica e non è prevista una campagna di vaccinazione per questo gruppo di popolazione.</p><p>4. Nel 2014 l'UFSP ha dato l'incarico di svolgere un'indagine rappresentativa su 2414 donne dai 18 ai 24 anni e su 1174 donne dai 25 ai 49 anni per conoscere il loro atteggiamento nei confronti della vaccinazione e dello screening del cancro del collo dell'utero, nonché il loro comportamento sessuale. I principali risultati saranno pubblicati prossimamente nel bollettino dell'UFSP (secondo a terzo trimestre 2015) e indicano che la vaccinazione contro l'HPV non riduce gli esami di screening ma, al contrario, le donne vaccinate ritengono tendenzialmente più di quelle non vaccinate che sia necessario mantenere la stessa frequenza dei controlli anche dopo la vaccinazione. Rivelano inoltre che il 92 per cento delle donne intervistate è convinto che i preservativi debbano essere impiegati con la stessa frequenza anche se si è vaccinati.</p>  Risposta del Consiglio federale.