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La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati propone al plenum, con 8 voti contro 3, di non dar seguito (per la seconda volta) all'iniziativa cantonale ticinese che mira a ridurre dal 38,8% al 12,5% - com'è il caso per l'Austria - il ristorno delle imposte prelevate sui salari dei frontalieri italiani. Il 12 marzo scorso, il Consiglio nazionale aveva invece accolto l'iniziativa.
In un comunicato, la commissione degli Stati sottolinea che la richiesta dell'iniziativa può essere ottenuta soltanto attraverso la rinegoziazione dell'accordo di doppia imposizione tra Berna e Roma, che è ancora bloccata dalle autorità italiane. La commissione è convinta che la mozione, pure dedicata a questa problematica e accolta da entrambe le Camere, sia la soluzione migliore per risolvere il problema.
Tale mozione, elaborata a suo tempo dalla commissione della Camera dei cantoni, auspica la stessa cosa dell'iniziativa del Canton Ticino, ma in modo più blando e senza fissare un tasso preciso. Approvando in marzo sia la mozione che l'iniziativa, il Consiglio nazionale aveva riconosciuto l'esistenza di un problema fiscale legato alla massiccia presenza di frontalieri nella Svizzera italiana.
Nel suo comunicato, anche la commissione dell'economia degli Stati ribadisce la propria comprensione per la particolare situazione cui è attualmente confrontato il Ticino, che rientra nel quadro delle difficili relazioni con l'Italia, le quali interessano da alcuni anni la piazza economica e finanziaria cantonale. Ciononostante, propone di rinunciare all'iniziativa, convinta che la mozione basti. Se l'iniziativa dovesse essere respinta dagli Stati per la seconda volta, sarebbe definitivamente affossata.
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