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La situazione nelle strutture federali è contraria alla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo. Servono più risorse finanziarie
I richiedenti asilo minori non accompagnati ospitati nei Centri federali d'asilo (CFA) non godono al momento di un'assistenza sufficiente, una situazione contraria alla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.
È quanto ha constatato, nel suo rapporto pubblicato oggi, la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) che ha visitato tra febbraio 2021 e ottobre 2022 diverse strutture del genere. La CNPT chiede alla politica maggiori risorse finanziarie.
Tale situazione si spiega con i cambiamenti nei CFA avvenuti nel 2022 a causa delle crisi internazionali: da un lato, a partire dal febbraio di quell'anno, sono arrivati in Svizzera numerosi rifugiati provenienti dall'Ucraina e, dall'altro, vi è stato un forte incremento dei richiedenti asilo minori non accompagnati, soprattutto maschi, provenienti dall'Afghanistan (ritiro americano nell'agosto 2021 e presa del potere dei talebani, n.d.r).
Questa situazione ha avuto ripercussioni negative soprattutto sull'assistenza e sull'alloggio dei richiedenti l'asilo minori non accompagnati, si legge in una nota odierna della CNPT. I collaboratori si sono dedicati principalmente agli aspetti pratici legati all'alloggio dei richiedenti l'asilo minorenni e alle situazioni particolarmente acute (giovani con difficoltà comportamentali ecc.); le squadre preposte all'assistenza non erano più in grado di garantire il sistema per cui gli operatori socio-educativi si occupavano individualmente di determinati adolescenti in qualità di persone di riferimento. Operatori socio-educativi responsabili della giornata dovevano, assieme ai collaboratori addetti all'assistenza, occuparsi fino a un centinaio di adolescenti.
Le minorenni non accompagnate sono nettamente in minoranza nei CFA, per cui le loro esigenze specifiche vengono spesso trascurate a causa della predominanza maschile tra i richiedenti l'asilo.
Questi sviluppi hanno messo a dura prova i collaboratori della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) nonché dei fornitori di servizi incaricati dell'assistenza e della sicurezza.
La CNPT riconosce gli sforzi e l'elevato carico di lavoro svolto dal personale nei CFA, nonché la sfida di trovare un numero sufficiente di collaboratori qualificati che possano far fronte a questo compito impegnativo.
Secondo la valutazione della CNPT, i team incaricati di fornire assistenza attualmente non sono più in grado di garantire un sostegno personale e continuo dei richiedenti l'asilo minorenni: secondo la valutazione della Commissione tali condizioni non sono compatibili con la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, poiché violano l'interesse superiore del fanciullo e il diritto dei minorenni non accompagnati al riposo e al tempo libero, al gioco e ad attività ricreative adeguate alla loro età.
La CNPT raccomanda alla SEM e ai fornitori di servizi di assistenza di attuare pienamente la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, di rivedere il sistema di assistenza dei richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati e di adattarlo in modo da garantire un'assistenza professionale e continuativa a tutti i minorenni, anche in presenza di numeri elevati.
L'attuazione di questa raccomandazione richiede risorse adeguate, sottolinea la CNPT. In particolare, il Consiglio federale e il Parlamento devono garantire la disponibilità delle risorse necessarie a questo scopo.
La loro responsabilità è ancora più grande se si considera che al momento non ci sono segni che la situazione generale stia cambiando.
Altri temi trattati nel rapporto sono la prevenzione della violenza, la violenza sessualizzata, la gestione delle accuse e delle denunce di violenza, i tentativi di suicidio e gli atti autolesionistici, i problemi connessi a una dipendenza e l'adozione nei CFA di misure di sicurezza come la coercizione fisica, il trattenimento di breve durata nella sala di sicurezza e le perquisizioni corporali.
In diversi CFA la CNPT ha potuto individuare una serie di buoni esempi nell'ambito dell'assistenza dei minorenni non accompagnati, della prevenzione della violenza, della gestione dei tentativi di suicidio e degli atti autolesionistici, della preparazione dei pasti nonché della conservazione e del consumo di cibo proprio nei CFA.
In una presa di posizione sul rapporto, la SEM scrive che l'assistenza ai circa 1'700 minori non accompagnati richiedenti asilo ora in Svizzera non solo richiede più personale, ma anche un'infrastruttura significativamente più grande. Nelle regioni d'asilo, più di 60 posti a tempo pieno per l'assistenza ai minori non sono attualmente occupati.
Il personale sta cercando di soddisfare le esigenze delle ragazze nonostante la mancanza di personale. Per ovviare alla situazione, le ragazze vengono ora riunite in singoli centri federali. Tuttavia, mancano ancora le risorse umane per occuparsi specificamente delle ragazze e dei ragazzi.