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Una delle accuse periodicamente rivolte all’evoluzionismo è quella di basarsi su tautologie. La teoria dell’evoluzione si riassumerebbe nella tesi, banalmente vera, che sopravvive l’individuo che sopravvive.1
Mark C. Chu-Carroll su Scienceblogs osserva che tutte le teorie scientifiche possono essere espressa tramite una tautologia, ossia un enunciato che è sempre vero. Il discorso appare un po’ forzato (tutte le idee dimostrabili sono delle tautologie, d’accordo, ma fino a che punto è “dimostrabile” una teoria scientifica?), tuttavia se lo scopo del discorso è smontare la retorica dell’accusa all’evoluzionismo, Chu-Carroll ci riesce in pieno.
La parte più interessante dell’articolo, tuttavia, non è la dimostrazione della tautologicità delle conoscenze scientifiche, ma il racconto personale conclusivo. Per quale motivo Chu-Carroll dedica così tanto tempo agli pseudo-argomenti degli anti-evoluzionisti?
Suo padre, morto un anno e mezzo fa, era in cura da un medico fondamentalista cristiano e anti-evoluzionista fermamente convinto che la resistenza dei batteri agli antibiotici non sia un carattere nuovo e originale, ma semplicemente la selezione di un carattere già presente nella popolazione batterica. La scelta dei farmaci è stata guidata da questa erronea credenza e così, invece di debellare le infezioni che devastavano il corpo del padre, il medico ha favorito l’evolversi di batteri resistenti agli antibiotici.
L’ignoranza uccide.
- Cito da un sito anti-evoluzionista: «Chi ha maggior successo riproduttivo? Il più adatto. Ma chi è il più adatto? Chi ha maggior successo riproduttivo.» [↩]