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Il 54enne dopo essersi ammalato si era visto ridurre lo stipendio del 20%.
MILANO - Il paziente zero non era ancora stato individuato ma lui il Covid lo aveva già preso il 18 febbraio. A un cantante della Scala, scrive oggi Il corriere della Sera, è arrivato il riconoscimento dell'infortunio sul lavoro e un'integrazione delle buste paga arretrate.
Del malessere, Alberto Rota, 54 anni, basso nel coro della Scala, si è accorto subito, per quella gola che bruciava mentre cantava ne 'Il Trovatore' di Verdi. Il 26 febbraio il tampone rivela la sua positività al Covid. E poi arriva la polmonite bilaterale. Sul fronte lavorativo, l'assenza del cantante è inizialmente legittimata da un certificato di malattia per 'sindrome da raffreddamento', ma da marzo la Scala ha fatto ricorso al Fis, cioè l'equivalente della cassa integrazione per il settore dello spettacolo, che comporta una decurtazione della busta paga base attorno al 20 per cento.
Rota, che è anche delegato sindacale della Slc Cgil, decide di rivolgersi al patronato Inca Cgil e riesce a ottenere il riconoscimento dell'infortunio sul lavoro. Che comporta il pagamento del 100 per cento del salario. L'ipotesi è che il contagio sia avvenuto in treno o sui mezzi pubblici che Rota utilizzava per andare alla Scala nelle settimane in cui il virus stava già circolando.