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Il Tribunale amministrativo federale conferma in sostanza le sanzioni di diritto dei cartelli inflitte dalla Commissione della concorrenza nei confronti di alcune imprese di costruzione del Canton Argovia, riducendo tuttavia l’importo da circa 2,8 a circa 1,9 milioni di franchi. Le sentenze pronunciate chiariscono importanti questioni di principio, in particolare la valutazione, nell’ottica del diritto dei cartelli, di accordi nell’ambito delle gare d’appalto pubbliche e private.
A fine 2011, la Commissione della concorrenza (COMCO) aveva inflitto nei confronti di 17 imprese di costruzione operanti nel Canton Argovia una serie di multe per un totale di circa 4 milioni di franchi. La COMCO ha rimproverato loro di aver concluso, tra il 2006 e il 2009, degli accordi sui prezzi nell’ambito di numerosi concorsi d’appalto per lavori di costruzione nel settore stradale e del genio civile nel Canton Argovia, e di essersi accordate sull’impresa a cui doveva essere aggiudicato l’appalto. La COMCO aveva ammesso l’esistenza di accordi individuali senza l’instaurazione di un sistema di rotazione predefinito. Tali accordi individuali sarebbero stati presi da gruppi variamente composti.
Contro le sanzioni inflitte nei loro confronti, i gruppi edili Cellere, Erne, Granella e Umbricht hanno presentato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF). Le altre imprese di costruzione hanno accettato la decisione della COMCO e le relative sanzioni, per un totale di circa 1,1 milioni di franchi, sono già passate in giudicato.
Sanzioni ridotte
Il TAF ha confermato, in sostanza, le sanzioni di diritto dei cartelli pronunciate nei confronti dei quattro gruppi edili ricorrenti, riducendone l’importo iniziale di circa 2,8 milioni di franchi a un totale di circa 1,9 milioni.
Il TAF non ha potuto accertare l’esistenza di un sistema di rotazione concordato in anticipo. Per questo motivo, ha dovuto esaminare uno ad uno tutti i singoli accordi contestati nell’ambito delle gare d’appalto. Sulla base dei 137 casi esaminati, ossia di un numero di casi insolitamente elevato, il TAF ha stabilito che tra il 2006 e il 2009 i quattro gruppi edili hanno partecipato, agendo tramite le società dei rispettivi gruppi, a un totale di 95 accordi illeciti secondo il diritto dei cartelli. Per 41 di questi accordi sanzionati dalla COMCO, il Tribunale ritiene che le prove disponibili siano insufficienti. In un caso è stata riconosciuta l’esistenza di uno scambio di informazioni illecito tra concorrenti prima dell’aggiudicazione dell’appalto. Per queste ragioni, gli importi delle singole sanzioni vanno ridotti ad importi compresi tra circa 26 000 franchi e circa 1,2 milioni di franchi.
Comportamento illecito
Il comportamento sanzionato consisteva ogni volta in una manipolazione occulta della concorrenza nell’ambito di concorsi d’appalto pubblici e privati. In sostanza, i partecipanti agli accordi presentavano offerte d’appoggio, coordinate tra loro e dai prezzi elevati, allo scopo di garantire l’aggiudicazione dell’appalto ad un aggiudicatario definito in anticipo per reciproco accordo tra le imprese concorrenti. Il TAF conferma la qualificazione giuridica di questi comportamenti come accordi orizzontali rigidi sui prezzi e di ripartizione dei mercati ai sensi della legge sui cartelli.
Risposta a questioni di principio
Le sentenze del TAF chiariscono inoltre importanti questioni di principio sulla valutazione degli accordi in materia di gare d’appalto e sulle limitazioni della concorrenza in generale. Tra le questioni trattate figurano in particolare i requisiti legali minimi per l’assunzione e l’apprezzamento delle prove nelle inchieste in materia di diritto dei cartelli. Una delle questioni controverse, in precedenza non ancora acclarata, riguarda il trattamento delle informazioni presumibilmente inesatte fornite da imprese che presentano un’autodenuncia e collaborano con le autorità competenti in materia di concorrenza. Il TAF ha inoltre chiarito diverse questioni in rapporto con la presunta violazione di diritti processuali da parte delle autorità competenti in materia di concorrenza. Infine, ha esaminato e confermato la controversa sanzionabilità delle violazioni (in parte senza incidenza sul fatturato) del diritto dei cartelli commesse nelle fattispecie in esame, nonché la questione della legalità del metodo applicato in concreto dalla COMCO per calcolare l’importo delle sanzioni inflitte.
Queste sentenze possono essere impugnate dinanzi al Tribunale federale.
Sentenza & Comunicato stampa