Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/136208

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare come poter migliorare le condizioni quadro per consentire un'utilizzazione sostenibile delle forze idriche. Al riguardo dovrà presentare un rapporto e valutare in particolare:</p><p>1. come il risanamento dei tratti con deflusso residuale conformemente all'articolo 80 capoverso 2 della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc) non debba avvenire soltanto gravando sulle regioni di montagna, ma nel rispetto del principio di causalità e con l'indennizzo secondo quando previsto dall'articolo 15abis della legge sull'energia (LEne); </p><p>2. come poter promuovere in modo preferenziale il risanamento e l'ampliamento degli impianti idroelettrici esistenti rispetto agli impianti piccoli e molto piccoli di nuova costruzione (esclusa la produzione di energia elettrica a partire da impianti d'acqua potabile);</p><p>3. se non sia possibile agevolare il finanziamento dell'ampliamento di impianti di pompaggio-turbinaggio esistenti o la costruzione di nuovi impianti di questo tipo con la concessione di crediti federali a tasso agevolato.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Conformemente agli articoli 29 e seguenti della legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20), in caso di nuovi prelievi e di rinnovi di concessione occorre mantenere adeguati deflussi residuali. Conformemente all'articolo 80 capoverso 1 LPAc, i prelievi esistenti devono essere risanati "nella misura in cui non si arrechi ai diritti esistenti di sfruttamento delle acque un pregiudizio tale da giustificare il versamento di un'indennità" (risanamento dei deflussi residuali). L'autorità competente ordina misure di risanamento supplementari, che giustificano il versamento di un'indennità, per i corsi d'acqua che attraversano paesaggi o biotopi inclusi in un inventario nazionale o cantonale, ovvero qualora altri interessi pubblici preponderanti lo esigano (art. 80 cpv. 2 LPAc).</p><p>Il termine per l'attuazione delle misure di risanamento previste dall'articolo 80 LPAc è scaduto alla fine del 2012. Nelle sue risposte a interventi parlamentari (mozione Wehrli 10.3879, "Risanamento dei corsi d'acqua conforme al principio di causalità"; interpellanza Feri Yvonne 12.3532, "Necessità d'intervento nell'ambito della rinaturazione delle acque"; mozione Killer Hans 12.4155, "La perdita di produzione causata dal risanamento dei deflussi residuali deve essere ridotta al minimo"), il Consiglio federale ha ribadito più volte di ritenere insoddisfacente che non tutti i risanamento dei deflussi residuali siano stati portati a termine. Allo stesso tempo ha accolto positivamente tutte le misure favorevoli, sottolineando tuttavia ogni volta che dell'emanazione di nuove disposizioni beneficeranno soltanto quelle collettività che hanno disatteso il termine nel frattempo scaduto.</p><p>Per la maggior parte delle misure di risanamento relative ai paesaggi e ai biotopi inventariati di cui all'articolo 80 capoverso 2 LPAc, è previsto un diritto al cofinanziamento da parte della Confederazione ai sensi della legge federale del 1° luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN; RS 451).</p><p>La problematica sollevata nel postulato è stata discussa già nel corso del dibattito sull'iniziativa popolare federale "Acqua viva" (Iniziativa sulla rinaturazione). Nella sua risposta all'interrogazione Fässler Hildegard (09.1106, Non addossare il risanamento delle acque solo ai cantoni di montagna), nell'estate del 2009 il Consiglio federale ha preso posizione in merito. Le Camere federali hanno in seguito approvato il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare che comprende una revisione completa e delle integrazioni alle disposizioni vigenti della LPAc e di altri testi legislativi. Le disposizioni vigenti sul finanziamento delle misure di risanamento di cui all'articolo 80 capoverso 2 LPAc non sono però state modificate. Il finanziamento del risanamento dei deflussi residuali nel quadro dell'articolo 15abis della legge sull'energia del 26 giugno 1998 (LEne; RS 730.0) non è dunque possibile, vista l'attuale situazione giuridica.</p><p>Nella citata risposta all'interrogazione della Fässler Hildegard, il Consiglio federale ricorda inoltre che più di due terzi dei proventi dei canoni per i diritti sull'acqua riscossi in Svizzera vanno ai cantoni di montagna. Questi proventi sono stati ancora una volta aumentati con l'entrata in vigore della revisione della legge federale del 22 dicembre 1916 sull'utilizzazione delle forze idriche (legge sulle forze idriche; LUFI, RS 721.80).</p><p>2./3. In Svizzera, le forze idriche sono uno dei pilastri fondamentali di un approvvigionamento elettrico sicuro, rispondente al fabbisogno e rispettoso delle esigenze climatiche. La strategia energetica del Consiglio federale pone pertanto l'accento sull'utilizzazione delle forze idriche, che dovrà mantenere anche in futuro la sua importanza ed essere potenziata in modo mirato laddove opportuno. Per centrare questi obiettivi, visti gli elevati investimenti da operare a lungo termine, gli autori dei progetti e gli investitori devono poter contare su un contesto e condizioni d'investimento appropriati. Il risanamento e l'ampliamento degli impianti idroelettrici esistenti e, di conseguenza, la miglior utilizzazione dei siti esistenti si svolgono secondo lo spirito della strategia energetica del Consiglio federale. La dimensione degli impianti incide in misura minore rispetto al loro contributo a una produzione elettrica certa e rispettosa dell'ambiente. Il Consiglio federale è pertanto dell'avviso che non sia vantaggioso basarsi sul criterio della dimensione delle centrali idroelettriche per stabilire se occorre promuovere il loro risanamento o il loro ampliamento. Nel quadro della strategia energetica 2050, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) sta elaborando uno studio di base sulla necessità di promozione dei progetti di risanamento e di ampliamento degli impianti idroelettrici esistenti.</p><p>Anche l'accumulazione per pompaggio assume un rilievo particolare nel quadro della strategia energetica del Consiglio federale. La costruzione e l'ampliamento delle centrali di pompaggio-turbinaggio implicano importanti investimenti di lungo termine che possono essere operati soltanto se i rischi per le imprese sono sostenibili. Il Consiglio federale ritiene pertanto che sia opportuno esaminare il fabbisogno e le possibilità di un sostegno mirato alle centrali di questo tipo. In questo contesto, l'UFE ha commissionato uno studio sulla valutazione delle centrali di pompaggio-turbinaggio in Svizzera. Inoltre, in collaborazione con l'Austria e la Germania, è in corso di elaborazione uno studio sul contributo delle centrali ad accumulazione e delle centrali di pompaggio alla sicurezza dell'approvvigionamento. I risultati delle analisi consentiranno di valutare successivamente se è opportuna una promozione e, in caso affermativo, di individuarne lo strumento appropriato. Il Consiglio federale ritiene che sia prematuro definire già ora gli strumenti di promozione da adottare.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.