Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01272.jsonl.gz/1091

Malgrado il calo di consensi registrato alle elezioni federali, contrariamente ai suoi colleghi di UDC Albert Rösti e PS Christian Levrat, la presidente del PLR Petra Gössi intende continuare a guidare il partito anche nei prossimi anni.
I liberali radicali dovranno essere più combattivi e useranno più spesso l'arma del referendum, afferma la consigliera nazionale svittese, che continuerà a difendere la svolta verde - un ecologismo borghese - avallata dal partito alla fine dello scorso mese di giugno.
Alle elezioni federali dello scorso autunno "ce la siamo cavata per il rotto della cuffia", ammette la 43enne in un'intervista pubblicata oggi dal Blick. "Certamente" ho pensato alle dimissioni, ma "non abbandono solo perché una volta sono esposta a venti contrari", dichiara la presidente, ricordando che durante i suoi primi tre anni alla testa del partito, il PLR è progredito nei cantoni. Ma poi "è arrivata l'onda verde".
Insomma, in aprile si presenterà per un nuovo mandato di due anni davanti ai delegati (il PLR elegge i suoi vertici a scadenza biennale). Gössi indica comunque già di essere disposta a rimanere più a lungo, quindi perlomeno fino alle prossime elezioni federali, nel 2023.
La consigliera nazionale ha già pronte delle ricette per rafforzare quello che definisce il polo liberale elvetico, di fronte ai due poli conservatore e sociale. "Dovremo essere più combattivi e impertinenti (...). Dovremo anche impugnare più frequentemente il referendum per combattere le proposte di centrosinistra".
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>