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Troppa economia liberale; troppo poca solidarietà: questa la conclusione a cui giunge un'analisi effettuata dall'Unione sindacale svizzera (USS) pubblicata oggi, in occasione della conferenza stampa annuale.
Per fare un esempio semplice, l'organizzazione sindacale ricorda come una volta il personale di pulizia o gli agenti di sicurezza fossero presenti ai pranzi di Natale delle grandi società, fatto che oggi non si riscontra più. Si tratta di piccoli segni del frazionamento della società.
Nella previdenza per la vecchiaia la solidarietà si erode. L'abbassamento delle rendite del secondo pilastro deve essere compensato con il terzo pilastro, ovvero una previdenza privata individuale. Per le persone dal basso salario, non si tratta sicuramente di una prospettiva positiva, sottolinea l'USS.
"In molti Paesi nemmeno lavorare è una garanzia di protezione contro la povertà", ha affermato il presidente dell'organizzazione Pierre-Yves Maillard ai media a Berna. "Per fortuna in Svizzera la lotta sindacale ha portato a qualche risultato importante contro il dumping e per migliori contratti collettivi di lavoro", ha aggiunto.
Negli ultimi 30 anni la solidarietà è stata sempre più sacrificata a vantaggio della concorrenzialità. "Non è quindi una sorpresa che oggi molto persone si sentono abbandonate", ha affermato il capo economista di USS Daniel Lampart.
Uno dei pericoli riscontrati dall'Unione sindacale è quello della cosiddetta "uberizzazione" del mercato, ovvero la diffusione di aziende-piattaforma - il cui esempio più noto è appunto Uber - che reclutano personale solo apparentemente indipendente, senza fornire protezioni sociali.
Come se non bastasse, le prestazioni sociali in caso di disoccupazione o invalidità si sono degradate. Secondo l'organizzazione sindacale, la politica fiscale e in materia di spese obbligatorie è al servizio della classe superiore: regali fiscali per gli alti redditi e riduzioni insufficienti dei premi malattia per il resto della popolazione.
"Nel settore della previdenza è l'immobilismo, ovvero la mancanza di uno sviluppo di prestazioni in linea con i prezzi e i salari, a costituire un indebolimento", ha continuato Maillard. Il risultato è che "le prospettive in ottica pensionamento non fanno che diminuire, con una privatizzazione che colpisce sopratutto le fasce medie e basse".
Proprio per questa ragione nel 2020 i sindacati passano all'offensiva, con un'iniziativa che verrà lanciata nel mese di marzo per chiedere una 13esima rendita AVS e con una campagna nazionale sui salari di tutti i settori.