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L'annuncio dell'accordo tra le autorità americane e britanniche e un certo numero di grandi banche - tra cui UBS - accusate di aver manipolato i cambi, è stato rinviato alla settimana prossima. Lo scrive oggi l'agenzia Afp che cita fonti vicine al dossier.
Stando alla fonte, il rinvio è dovuto essenzialmente alla necessità di precisare alcuni particolari dell'intesa e dal fatto che più autorità sono coinvolte, ciò che rende il caso più complesso del solito.
Le grandi linee del compromesso raggiunto rimangono tuttavia immutate: le multe dovrebbero oltrepassare il miliardo di dollari per ogni istituto di credito sorpreso con le mani nel sacco. Quattro delle cinque banche coinvolte dovrebbero dichiararsi colpevoli.
Le società JPMorgan Chase, Citigroup, Barclays, Royal Bank of Scotland e UBS sono state informate del rinvio, scrive Afp. UBS, che per prima ha cooperato con le autorità americane, dovrebbe cavarsela con una multa e beneficerebbe dell'immunità per tutti gli altri addentellati della vicenda. Ieri, l'agenzia reuters parlava di una penalità attorno agli 800 milioni di dollari.
Le autorità americane e britanniche rimproverano ai cambisti delle banche coinvolte di essersi messi d'accordo, via social forum e messaggerie istantanee, per influenzare il tasso di riferimento del mercato delle divise. Ogni giorno, su questo mercato transitano 5300 miliardi di dollari.
Lo scorso novembre, la prima parte di questa vicenda si è conclusa con una ammenda globale di 4,25 miliardi di dollari suddivisa tra JPMorgan Chase, Citigroup, Royal Bank of Scotland, UBS e HSBC.
SDA-ATS