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La statua in bronzo di David de Pury a Neuchâtel è stata imbrattata la scorsa notte con della vernice rossa. Il monumento dedicato al benefattore della città, che gli ha anche intitolato la piazza, è entrato di recente nel mirino della critica.
Una petizione online, definendo il commerciante vissuto e arricchitosi nel Diciottesimo secolo uno schiavista, chiede infatti che venga smantellato.
L'atto vandalico è stato rivendicato con un messaggio trasmesso ad Arcinfo e di cui l'agenzia Keystone-ATS ha ottenuto una copia. Gli autori affermano di aver macchiato la statua con della pittura "rosso sangue".
Come detto, il monumento, situato nella centrale Place Pury, è al centro di una controversia. Una petizione lanciata a inizio giugno chiede che sia tolto e sostituito con una placca commemorativa. Rivolto alle autorità federali, al cantone e alla città, il testo, secondo il conteggio di Change.org, a oggi ha raccolto oltre 2500 firme.
La rivendicazione giunge sulla scia delle proteste scatenate dalla morte dell'afroamericano George Floyd, avvenuta durante un arresto della polizia di Minneapolis. I manifestanti di tutto il mondo se la sono presa in diverse occasioni contro statue di personaggi - da Cristoforo Colombo a re Leopoldo II del Belgio - giudicati simboli del razzismo o del colonialismo.
De Pury, nato nel 1709 a Neuchâtel, è ritenuto una sorta di filantropo locale. Alla sua morte infatti, nel 1786, ha ceduto alla città la sua fortuna, permettendo la realizzazione di molte opere. Tuttavia, per i promotori della petizione "si tratta di denaro guadagnato col sangue di persone di colore africane, costrette in schiavitù".
Dal canto suo, uno dei membri della famiglia de Pury ha proposto di condurre ricerche più approfondite piuttosto che liberarsi semplicemente della statua. In un'intervista concessa il mese scorso ad Arcinfo, Nicolas de Pury ha suggerito di stanziare un fondo a uno storico, in modo da far luce una volta per tutte sulle attività del suo antenato.