Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/43023

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale tiene a precisare che in occasione della seduta speciale del 22 maggio 2002 ha avuto a disposizione, come stimolo alla riflessione, un'analisi comparativa che è stata resa pubblica. Esso si è potuto rendere conto che procedere a confronti internazionali come quelli richiesti è un'operazione assai delicata, poiché i sistemi dell'assicurazione malattie divergono sensibilmente sia per quel che riguarda il loro campo d'applicazione (individui, famiglie, dipendenti di aziende) che nel catalogo delle prestazioni. Ciononostante il Consiglio federale può rispondere alle domande poste nel modo seguente:</p><p></p><p>Nella classifica delle spese sanitarie pro capite la Svizzera si situa a livello mondiale al secondo posto dietro agli Stati Uniti. Benché la copertura sanitaria in Svizzera costi circa un terzo di meno che negli USA, altri Paesi, come l'Olanda, la Finlandia e la Danimarca, spendono in questo settore solo il 50-75% rispetto al nostro.</p><p></p><p>I confronti internazionali si basano di regola sui dati dell'OCSE. Un'analisi differenziata come quella richiesta nell'interpellanza è possibile solo in parte. Nel confronto della copertura dei costi della sanità pubblica l'OCSE distingue solo tra "ente pubblico" ed "economie domestiche". La voce "ente pubblico" comprende però anche la parte della sanità pubblica finanziata dall'assicurazione sociale. Sotto la voce "economie domestiche" rientrano le partecipazioni ai costi e i costi sostenuti in proprio. All'atto del confronto risalta che, rispetto all'estero, in Svizzera gli assicurati coprono direttamente una quota elevata delle spese attraverso la partecipazione ai costi. </p><p></p><p>Rispetto ai Paesi confinanti non vi sono grandi differenze per quanto riguarda il rapporto tra queste due componenti del finanziamento. La parte dell'ente "pubblico" si situa tra il 71% in Italia ed il 76% in Francia (Svizzera 73%). Negli Stati Uniti questa quota è al di sotto del 50%.</p><p></p><p>Negli ultimi anni l'aumento dei costi reali (uscite) della sanità pubblica è stato molto più rapido della crescita economica. Tra il 1990 ed il 1998 la quota delle uscite per la sanità pubblica in relazione al PIL è salita dall'8,3 al 10,4%. Nello stesso periodo la media all'interno dell'OCSE è passata dal 7,2 all'8%. Da allora ha potuto essere stabilizzata. Per quel che riguarda gli indici della copertura sanitaria la Svizzera presenta valori al di sopra della media internazionale. Risaltano in particolar modo il numero dei posti letto per cure acute ogni 1000 abitanti e le lunghe permanenze in ospedale, ma anche per quanto attiene al numero dei medici il nostro Paese si situa nella parte alta della classifica.</p><p></p><p>Non esiste una documentazione che paragoni a livello internazionale l'onere dei costi per le economie domestiche delle varie categorie di reddito. Per poter valutare l'onere di alcune categorie di reddito, bisognerebbe dapprima procedere ad un'analisi più precisa dei diversi sistemi di finanziamento.</p><p></p><p>2. Il Consiglio federale sostiene il principio di un obiettivo sociale per la riduzione dei premi individuali stabilito per legge, ma non considera come uno strumento adatto l'aliquota dell'8% del reddito per l'onere dei premi approvata dal Consiglio degli Stati. Il Dipartimento federale dell'interno è stato incaricato di elaborare in collaborazione coi Cantoni ed il Dipartimento federale delle finanze modelli tesi allo sgravio delle famiglie con figli e di accertarne le possibilità di finanziamento. Le proposte verranno discusse nel quadro della revisione della LAMal in corso.</p><p></p><p>In questo quadro e tenuto conto dell'obiettivo di concedere sgravi in particolar modo alle famiglie con figli, l'introduzione di un modello che si rifaccia ai principi di quello grigionese o che preveda un obiettivo sociale differenziato in base alle condizioni economiche può senz'altro essere presa in considerazione. L'introduzione del modello grigionese invariato a livello svizzero presenta invece dei problemi, poiché la legislazione grigionese si basa sulla situazione nel Cantone Grigioni e sulla sua legislazione fiscale. Prima di poter discutere dell'introduzione a livello svizzero del modello grigionese o di una sua versione modificata che ne mantenga l'impostazione, è necessaria una valutazione delle conseguenze qualitative e quantitative in tutti i Cantoni.</p><p></p><p>3. L'importo massimo dei sussidi federali e cantonali previsti dal Parlamento per la riduzione dei premi ammontava nel 2001 a 3,3 miliardi di franchi. Dopo che i Cantoni hanno fatto uso della possibilità di ridurre l'importo dei sussidi, la Confederazione ed i Cantoni hanno concesso nello stesso anno 1,8 miliardi rispettivamente 850 milioni per ridurre l'onere dei premi per gli assicurati di modeste condizioni. I sussidi della Confederazione e dei Cantoni che non sono stati versati agli assicurati si situano tra i 628,8 milioni del 1997 e i 793,4 milioni del 1999. La somma totale per gli anni tra il 1996 ed il 2001 ammonta a 4'270,4 milioni di franchi.</p><p></p><p>4. Come già menzionato al punto 2, il Consiglio federale sostiene un contenimento dell'onere finanziario degli assicurati e vede la necessità di agire soprattutto a favore delle famiglie a reddito medio con figli, che, a causa del sistema dei premi pro capite, devono sostenere un carico proporzionalmente maggiore.</p><p></p><p>5. Poiché il Consiglio federale, nel quadro delle decisioni prese nella sua seduta speciale del 22 maggio, ha rinunciato a fissare un limite percentuale dell'onere dei premi, non è possibile indicare quali mezzi finanziari supplementari siano necessari per il raggiungimento degli obiettivi. Una stima esiste solo al riguardo del maggiore fabbisogno di mezzi finanziari federali legato alla realizzazione dell'obiettivo sociale approvato dal Consiglio degli Stati nel quadro della seconda revisione parziale della LAMal: esso si aggirerebbe sui 300 milioni di franchi annui, ai quali vanno aggiunti i contributi dei Cantoni. Il decreto federale sui mezzi finanziari messi a disposizione dalla Confederazione è stato emanato in tale senso dal Consiglio degli Stati nell'ultima sessione invernale. Questi dati sono stati contestati dai Cantoni, che, non senza ragione e soprattutto in virtù del carattere dinamico dei loro obblighi, temono che la chiave di ripartizione tra Confederazione e Cantoni venga sensibilmente modificata a loro spese.</p><p></p><p>6. In seguito ad un postulato della CSS-N (99.3009) il Consiglio federale ha affidato ad un esperto esterno il mandato per l'esecuzione di uno studio comparativo relativo all'attuazione dell'assicurazione malattia da parte di uno o più assicuratori in seno all'UE, in Canada ed in Nuova Zelanda. Il rapporto è concluso e verrà trasmesso al Palamento tra breve. Le sue conclusioni potranno essere discusse dettagliatamente. Il Consiglio federale ha già tenuto a riaffermare, dopo la seduta speciale del 22 maggio, che resta fedele ad un sistema di gestione dell'assicurazione malattia obbligatorio da parte di più assicuratori.</p>  Risposta del Consiglio federale.