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L'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) e la Società svizzera di medicina intensiva (SSMI) ha pubblicato venerdì le nuove linee guida relative alle decisioni sul triage dei pazienti in terapia intensiva.
Se si verifica una situazione di emergenza con un gran numero di pazienti gravemente malati, è infatti necessario prendere decisioni di razionamento. I pazienti affetti da Covid-19 e altri pazienti che necessitano di cure intensive sono trattati secondo gli stessi criteri, ma se a causa di un sovraccarico totale delle capacità si dovessero respingere pazienti che necessitano di terapia intensiva, la prognosi a breve termine è da ritenersi il fattore decisivo per il triage, sottolinea l'ASSM.
I pazienti la cui prognosi è di una favorevole dimissione dall'ospedale grazie alla terapia intensiva, ma che non l'avrebbero se fossero curati in altri reparti, hanno la massima priorità, precisa la nota. L'età di per sé non è un criterio da prendere in considerazione e neppure il sesso, il luogo di residenza, la nazionalità, l'appartenenza religiosa, lo stato sociale, quello assicurativo e neppure, infine, un'eventuale malattia cronica preesistente.
Tuttavia, l'età è da prendere in considerazione indirettamente nel criterio della "prognosi a breve termine", poiché le persone anziane soffrono più spesso di comorbilità. Infine, secondo l'ASSM, non dovrebbero essere applicati altri criteri menzionati nella letteratura come ad esempio "primo arrivato, meglio servito" e non bisognerebbe dare precedenza alle persone di "alto valore sociale".