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L'ex premier socialista ungherese Ferenc Gyurcsany e tre altri esponenti del suo Partito democratico hanno iniziato uno sciopero della fame per protesta contro la progettata modifica della legge elettorale.
Secondo un annuncio del premier conservatore Viktor Orban, verrà introdotta una registrazione preliminare obbligatoria degli elettori, e chi non si registra non potrà votare.
Una decisione del governo su tale proposta di modifica è prevista entro la settimana. La protesta di Gyurcsany e compagni, denominata "Sette giorni per un voto libero", vuole richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla drammaticità della situazione: milioni di elettori rischiano di rimanere esclusi dalle elezioni politiche in conseguenza della riforma progettata, ritenuta anticostituzionale da esperti e giuristi, fra i quali vi è Laszlo Solyom, ex presidente della Repubblica e presidente della Corte costituzionale.
"C'è il rischio che milioni di elettori ancora incerti per chi votare rimarranno esclusi, e non potranno esercitare un diritto di base, quello di votare", ha avvertito Gyurcsany che soggiornerà in una tenda per sette giorni davanti al Parlamento, sulla piazza Kossuth.
La legge elettorale è stata già modificata dalla maggioranza conservatrice del governo Orban: il numero dei deputati sarà ridotto a 200 dai 384 attuali, ci sarà un solo turno invece di due, le circoscrizioni elettorali sono state ridisegnate a favore della maggioranza attuale. Secondo esperti elettorali, con una registrazione preliminare obbligatoria, il Fidesz (partito di Orban) potrà vincere le prossime elezioni nel 2014 anche con solo il 26%-27% dei voti.
SDA-ATS