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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli esperti hanno già da tempo messo in guardia dalla minaccia di attacchi terroristici con l'impiego di armi biologiche. Ma è soltanto con gli attacchi all'antrace compiuti negli Stati Uniti che la vulnerabilità della civiltà moderna e la necessità di prendere efficaci misure difensive sono risultate evidenti agli occhi di un pubblico più vasto.</p><p>La Svizzera si trova in una situazione relativamente più confortevole perché per difendersi da una minaccia con l'impiego di armi biologiche non ha dovuto partire da zero sia dal punto di vista dello stoccaggio di scorte che dell'organizzazione. La Commissione federale di specialisti per la sicurezza biologica, la Commissione federale per la protezione atomica e chimica (COPAC) e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) coordinano le attività necessarie a livello federale e provvedono al collegamento con i Cantoni e ad assicurare il servizio sanitario coordinato (SSC).</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue: </p><p>1. La possibilità di attentati locali mediante armi biologiche come elemento di minaccia è già stata riconosciuta da tempo. I mezzi disponibili per combattere questo tipo di evento sono stati adeguatamente analizzati e ne sono state messe in evidenza le carenze. Nel 1998, il capo dello Stato maggiore generale ha ordinato lo studio della possibilità di realizzare un "Centro di competenza dell'esercito sul bioterrorismo". In seguito, sotto la direzione del medico in capo dell'esercito svizzero, è stata avviata l'organizzazione della rete di competenze sul bioterrorismo del DDPS. Inoltre, di questo rischio si è tenuto conto nell'ambito della riorganizzazione dell'approvvigionamento economico del Paese rafforzando il settore dei medicamenti.</p><p>2. Il nuovo Concetto della Protezione della popolazione considera il bioterrorismo una minaccia attuale. Nella Protezione della popolazione collaborano gli organi di condotta, di coordinamento e di impiego cantonali, regionali e locali così come le organizzazioni partner quali la polizia, i pompieri, i servizi della sanità pubblica, i servizi tecnici e la protezione civile. I loro compiti sono definiti nella nuova legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) approvata dal Parlamento federale il 4 ottobre 2002. In caso di attacco terroristico con l'impiego di armi biologiche è sollecitato l'intervento di tutte le organizzazioni d'impiego, ma maggiormente quello dei servizi della sanità pubblica. La corrispondente collaborazione di tutti gli organi interessati è regolamentata nell'ambito del servizio sanitario coordinato (SSC).</p><p></p><p>Riguardo al ruolo della Confederazione, la nuova LPPC stabilisce all'articolo 5 capoverso 1: "D'intesa con i Cantoni, la Confederazione può coordinare l'intervento o, all'occorrenza, assumere la condotta in caso di eventi che colpiscono più Cantoni, l'intero Paese o le zone limitrofe di Paesi confinanti." Il bioterrorismo fa parte di questo tipo di eventi. Per ottimizzare il coordinamento a livello federale, il 1° gennaio 2003 è stato creato (anche conseguentemente al progetto Protezione della popolazione) l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), del quale fanno parte unità organizzative dell'ex Ufficio federale della protezione civile (UFPC), il LABOR SPIEZ (LS) e la Centrale nazionale d'allarme (CENAL). La necessaria unificazione delle istanze è stata perciò realizzata anche dal punto di vista amministrativo.</p><p>3. Le scorte obbligatorie di antibiotici già precedentemente realizzate per incarico dell'approvvigionamento economico del Paese sono state incrementate in modo da consentire una distribuzione su vasta scala anche in caso di attacco bioterroristico con spore di antrace. Il Consiglio federale ha inoltre deciso di acquistare il vaccino dell'antrace e l'antidoto botulinico per proteggere le persone particolarmente esposte e, all'inizio del 2002, ha deciso l'acquisto di 3 milioni di dosi di vaccino antivaioloso per un importo di 10 milioni di franchi. In base a prove fatte su volontari, è stato nel frattempo accertato che il vaccino antivaioloso è efficace anche in forma diluita. Perciò, in caso di bisogno, ovvero dopo l'accertamento dei primi casi di contagio del vaiolo, tutta la popolazione potrebbe essere vaccinata. Considerati però gli effetti collaterali relativamente importanti e il fatto che attualmente questo tipo di minaccia è considerato poco probabile, una vaccinazione profilattica di ampie cerchie della popolazione non entra in considerazione. L'immagazzinamento del vaccino è di competenza della Farmacia dell'esercito. Un servizio di picchetto garantisce che il vaccino sia sul posto d'impiego entro poche ore. Allo stesso tempo, una squadra di persone vaccinate e istruite alla vaccinazione e una speciale squadra d'impiego del DDPS sono pronte ad intervenire sussidiariamente in ogni momento.</p><p>4. Attualmente la Commissione federale di specialisti per la sicurezza biologica lavora a un piano di vaccinazione antivaiolosa a livello nazionale. Quest'ultimo si fonda ovviamente anche sulle capacità e sulle conoscenze dell'Ufficio federale della sanità pubblica e dei suoi partner cantonali. Per far fronte alla minaccia di attacchi all'antrace e altre eventuali armi biologiche, vengono inoltre incrementati la formazione di esperti e di gruppi d'impiego, lo sviluppo di procedimenti di accertamento e diagnostici nonché la gestione di ulteriori laboratori. La minaccia di attacchi con l'impiego di agenti patogeni della peste è ritenuta meno probabile. Una vaccinazione non è possibile, per contro entra in considerazione una terapia con antibiotici.</p><p>L'approvvigionamento economico del Paese sta attualmente esaminando il fabbisogno di medicamenti e prodotti medicinali rilevanti per garantirne la disponibilità in caso di un evento bioterroristico. </p><p>Oltre al potenziamento delle competenze, nell'ambito sanitario ed epidemiologico, si sta procedendo a un ampliamento della sorveglianza ambientale mediante la formazione di una rete di laboratori addetti al settore della biosicurezza ambientale.</p><p>5. Il Consiglio federale, in aggiunta all'autorizzazione di compensazioni interne, ha stanziato finora 13 milioni di franchi per l'acquisto di vaccini e antibiotici, per la creazione di ulteriori laboratori e per l'organizzazione delle misure di protezione. Prossimamente deciderà in merito a un'ulteriore pianificazione delle necessità in materia di personale e di materiale da parte del DDPS e del Dipartimento federale dell'interno (DFI). A tal fine sarà necessario tener conto della precaria situazione finanziaria della Confederazione e, per quanto possibile, puntare alla realizzazione di sinergie.</p><p>6. Il 16 gennaio 2002, il Consiglio federale ha informato la popolazione in merito all'acquisto di vaccini, all'organizzazione di una rete di competenze sul bioterrorismo del DDPS e agli sforzi dell'UFSP. La popolazione sarà informata anche nel caso di ulteriori provvedimenti. Informazioni dettagliate possono essere acquisite anche presso la home page del LABOR SPIEZ (consultabile in lingua tedesca, francese e inglese) e dell'UFSP. La Commissione federale di specialisti per la sicurezza biologica elabora attualmente un concetto d'informazione differenziata a seconda della minaccia e dei destinatari. Così, per esempio, l'informazione da mettere a disposizione della popolazione in caso di eventi sospetti o di attentati effettivi, potrà essere pronta nel giro di poche settimane.</p>  Risposta del Consiglio federale.