Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/210017

<h2>SubmittedText<h2><p>La Carta per la parità salariale nel settore pubblico è stata promossa nel 2016 dal consigliere federale Alain Berset. Finora è stata firmata da 16 Cantoni e 97 Città. Dal 2019 possono firmarla anche le aziende parastatali o che svolgono compiti di natura pubblica. Ad oggi, lo hanno fatto 55 aziende.</p><p>Questi primi risultati sono positivi, ma non dobbiamo fermarci qui. La dinamica va sostenuta e gli sforzi per garantire che la discriminazione salariale sia eliminata il più presto possibile vanno intensificati.</p><p>Nella relazione di sintesi "Parità salariale nel settore pubblico - Risultati del monitoraggio sulla parità salariale 2016-2019" (Ecoplan, novembre 2019), si afferma che "continua comunque ad esservi ancora potenziale di miglioramento, in particolare considerando il ruolo esemplare che riveste il settore pubblico per quello privato".</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come intende realizzare questo potenziale di miglioramento?</p><p>2. Sarebbe disposto a estendere i meccanismi di controllo, a livello federale, anche nel quadro dei sussidi, come previsto al punto 4 della Carta?</p><p>3. Come intende rafforzare in futuro la Carta a livello federale, cantonale, comunale e delle aziende parastatali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Carta per la parità salariale nel settore pubblico ha inciso positivamente sulla parità salariale tra donna e uomo. Firmandola, Confederazione, Cantoni e Comuni manifestano la volontà di impegnarsi per la parità salariale in qualità sia di datori di lavoro sia di committenti pubblici o di enti che erogano sussidi. Ma per inviare un segnale forte a datrici e datori di lavoro privati e pubblici, la Carta va anche attuata. A questo scopo la Confederazione svolge un monitoraggio e mette a disposizione delle aziende firmatarie un ampio ventaglio di informazioni, strumenti, modelli e buone prassi per promuovere la parità salariale. Organizza inoltre regolarmente incontri nazionali finalizzati ad ampliare la cerchia dei firmatari. Un passo importante è stato compiuto nel 2019 con l'estensione della firma alle aziende parastatali. La Confederazione sta inoltre completando il suo strumento di analisi standardizzato Logib con un modulo destinato alle aziende con meno di 50 dipendenti. In questo modo dal 2021 anche le datrici e i datori di lavoro del settore pubblico di piccole e medie dimensioni avranno la possibilità di fornire il proprio contributo sottoscrivendo la Carta.</p><p>2. I Cantoni di Berna e Vaud e le Città di Berna e Zurigo procedono già oggi a controlli in materia di sussidi, altri enti pubblici prevedono di introdurli. Nel quadro del sistema dei sussidi federali, la Confederazione versa ogni anno circa 42 miliardi di franchi, cioè un importo pari a quasi il 59 per cento delle sue uscite. In questo contesto, il Consiglio federale proseguirà lo scambio di esperienze con i Cantoni, le Città e i Comuni per quanto concerne i controlli del rispetto della parità salariale nel sistema dei sussidi, allo scopo di valutare la possibilità di estendere questo tipo di meccanismi di controllo a livello federale. </p><p>3. Nei limiti delle risorse finanziare e umane disponibili, la Confederazione intende potenziare l'impegno del settore pubblico nella promozione della parità salariale. Continuerà quindi la proficua collaborazione con i Cantoni, le Città e i Comuni. Nuove possibilità di rafforzamento della Carta sono valutate nell'ambito dei lavori in corso nell'Amministrazione federale in vista dell'attuazione della futura strategia per l'uguaglianza di genere 2030.</p>  Risposta del Consiglio federale.