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Per l'USC l'iniziativa sull'allevamento intensivo non è necessaria
Secondo l'Unione svizzera dei contadini (USC), l'iniziativa sull'allevamento intensivo sulla quale il popolo svizzero sarà probabilmente chiamato ad esprimersi in autunno, non è necessaria.
La produzione odierna è già conforme ai requisiti minimi di benessere degli animali e non costituisce quindi un allevamento intensivo.
Stando all'USC, che ha tenuto oggi la sua conferenza annuale in un'azienda agricola a Länzenhäusern nel canton Berna, gli animali da reddito stanno meglio in Svizzera che altrove. L'allevamento elvetico si distingue ampiamente da quello estero.
Inoltre, per l'USC, i prodotti alimentari provenienti dalle fattorie, che soddisfano i requisiti dei promotori dell'iniziativa, sono attualmente più che sufficienti.
Numerosi criteri
In Svizzera, la legge sulla protezione degli animali comprende in particolare numerosi aspetti qualitativi. Un animale non deve essere sottoposto a vincoli fisici, non deve soffrire, non deve essere malato, non deve aver paura e deve poter comportarsi conformemente alla sua specie.
Vi sono inoltre direttive concernenti la formazione degli allevatori, le possibilità di occupazione, l'alimentazione e le condizioni di trasporto, ha rilevato l'USC. Controlli regolari garantiscono già il rispetto della legge.
Servizi sanitari specifici alle specie animali sono pure stati creati, consentendo di migliorare la loro salute e quindi di ridurre l'uso di antibiotici. Quest'ultimo è diminuito dal 58% nel corso degli ultimi dodici anni.
Unicum
Due programmi della Confederazione, che incoraggiano condizioni di allevamento particolarmente rispettose degli animali tramite pagamenti diretti, sono anche molto popolari. In funzione della specie, dal 60% al 95% degli animali sono allevati in stalle ossequiose e dal 40% all'85% escono regolarmente all'aperto. Tuttavia, per le famiglie contadine, il reddito copre soltanto una parte dei costi generati da questo allevamento particolarmente rispettoso.
La dimensione massima fissata dalla legge degli allevamenti di pollame, suini e vitelli, è unica al mondo, ha ricordato ancora l'USC. In Svizzera, l'83% delle galline ha ad esempio accesso ai prati circostanti e quasi tutte beneficiano di un giardino invernale. In Germania, invece, il 35% delle galline ovaiole vive in aziende con più di 100'000 animali.
In generale, l'allevamento svizzero e la dimensione media degli effettivi differisce da quello estero, ha sottolineato l'USC. L'Unione europea non dispone ad esempio di alcuna legislazione sul benessere di mucche, pecore o capre. Per quanto riguarda il pollame e i maiali, l'allevamento in batteria o su grata integrale è sempre autorizzato e ampiamente utilizzato. Queste condizioni sono invece vietate in Svizzera.
mp, ats