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Quando si trattò di discutere di introdurre contingenti per limitare l'immigrazione nel 2014, l'ambiente accademico, per usare un eufemismo, non fu molto entusiasta dell'idea di limitare l'afflusso di stranieri dall'estero. Ma ecco che qualche anno dopo, gli atenei svizzeri devono far fronte alla realtà : strutture sovrapopolate, studenti che devono sedersi per terra e un qualità dell'insegnamento che di conseguenza ne risente.
In occasione dell'inizio dei corsi per gli atenei svizzeri lo scorso martedì, il quotidiano ginevrino "Le Temps" ha pubblicato un articolo sulla situazione concernente la sovrapopolazione degli atenei svizzeri, problema non nuovo e già discusso negli scorsi, ma che in mancanza di una soluzione continua ad acuirsi. All'EPFL, il politecnico di Losanna, per esempio, se quest'anno i nuovi iscritti sono circa 2000, nel 2015 erano 1611, nel 2010 1211 e nel 2005 ancora 766. Un aumento che testimonia sì il successo e il prestigio di questo istituto ma che dall'altra parte comporta problemi non da poco tanto che si parla di un attravità "eccessiva".
Come spiega "Le Temps", questa sovrapopolazione non è senza problemi. Per alcuni corsi, gli studenti sono talmente tanti al punto che alcuni li devono seguire seduti sul pavimento. E, durante il periodo di revisione, la biblioteca apre alle 7:00. Dieci minuti dopo, tutti i posti sono occupati.
Se questa sovrappopolazione finisce per regolare se stessa su semestri e anni scolastici, almeno per la maggior parte dei corsi, ciò nonostante è una sfida per i responsabili che sono preoccupati di offrire buone condizioni di studio ai loro studenti. Pertanto, una delle soluzioni previste è quella di limitare il numero di ammissione di studenti stranieri, che rappresentano circa il 40% degli studenti.
Già nel 2014, la media (calcolata sui 4 rami principali, tra cui fisica e matematica) richiesta per i francesi che desideravano aderire all'EPFL era stata alzata da 14 su 20 a 16 su 20. Se quell'anno la scuola aveva potuto ridurre il numero di alunni proveniente da quel paese, la cosa non è durata. "È come se rendere le condizioni di entrata più severi avesse reso l'EPFL ancora più attraente", afferma il documento.
Ora non resta che prendere considerazione misure più severe, come la limitazione pura e semplice del numero di studenti stranieri che possono iscriversi agli atenei. Misura che comunque gli stessi svizzeri devono far fronte per certe facoltà, come quella di medicina, in cui il numero è fissato in modo preventivo attraverso i cosiddetti "numeri chiusi".