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ZURIGO - «Il ricordo del gol decisivo, siglato nel tempo supplementare e che fissò il 2-1 finale di gara-7 a Lugano, continua a essere vivo anche dopo tutti questi anni. Ma con maggior trasporto ricordo il fatto che noi riuscimmo a risalire fin da gara-5, affrontata quando eravamo reduci da una vittoria e ben tre sconfitte. Ribaltammo quella serie reagendo nonostante tutti ci dessero senza alcuna speranza.
La rete... Seger intercettò un disco in difesa e mi lanciò all'altezza della linea rossa. Io controllai, presi la mira e poi... l'emozione fu grandissima. Questo perché sapevo che segnando tutto sarebbe finito. E sapevo che avrei fatto gol, lo sapevo ancora prima di tirare. Naturalmente fui felice; i sentimenti che, ricordo, provai con più intensità furono però il sollievo e la soddisfazione di poter, a quel punto, festeggiare tutti insieme. Naturalmente non ho dimenticato quel che successe dopo il gol. Non ho dimenticato il fatto che fummo costretti a scappare subito negli spogliatoi perché in pista stavano piovendo petardi e sedie. Non fu carino. Quando, più tardi, salimmo sul bus della squadra per tornare a casa, non c'era più birra. Allora ci fermammo ad Ambrì e, per continuare a bere, ripulimmo un bar. Le persone incontrate in Leventina mi promisero birra gratis per tutta la vita. Sfortunatamente non ci sono più tornato. Dovrò rimediare...».