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Come sancito dal CCL, nell’attuazione delle misure salariali la SSR considera sempre il rincaro degli ultimi dodici mesi, calcolato da fine ottobre dell’anno precedente. A fine ottobre 2017 questo ammonta allo 0,6%. Per la prima volta dal 2011, la SSR avrebbe pertanto la possibilità di applicare un aumento salariale generalizzato per tutti. La SSR ha respinto la proposta dell’SSM, sempre motivando tale posizione con la difficile situazione causata dalla votazione sull’iniziativa No Billag e tutte le difficoltà di comunicazione che questa comporta.
L’offerta della SSR per il 2018 significa: più della metà dei collaboratori resterebbero a mani vuote, senza neanche un centesimo di aumento!
L’SSM respinge l’offerta della SSR. Nel corso delle trattative, l’SSM è venuto incontro alla SSR due volte, mentre la SSR non si è mossa neanche di un centimetro. Per l’SSM tale comportamento è assolutamente incomprensibile. Al Comitato nazionale è ora presentata una decisione da prendere in via circolare. La domanda a cui rispondere è la seguente: l’SSM deve sottoporre l’offerta della SSR al tribunale arbitrale? La decisione del Comitato nazionale vi sarà comunicata all’inizio dell’anno prossimo.
Segretariato centrale SSM