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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una proposta di modifica del Codice delle obbligazioni affinché il tempo consacrato all'allattamento al ritorno del congedo maternità sia retribuito mediante il salario.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'articolo 35a della legge federale del 13 marzo 1964 sul lavoro nell'industria, nell'artigianato e nel commercio (LL; RS 822.11), le madri allattanti possono essere occupate solo con il loro consenso. Deve essere concesso loro il tempo necessario all'allattamento (art. 35a cpv. 2 2° periodo LL). Sul piano del rapporto contrattuale di lavoro, tali regole liberano la lavoratrice dall'obbligo di fornire la prestazione lavorativa. Tuttavia, non obbligano il datore di lavoro a versare il salario durante tali periodi. Un tale obbligo dovrebbe essere disciplinato da una regola esplicita, come all'articolo 35 capoverso 3 LL, se il datore di lavoro non può offrire un lavoro equivalente a una donna incinta o a una madre allattante, cui l'articolo 35 capoverso 2 LL vieta di svolgere lavori gravosi o pericolosi. Nemmeno l'articolo 60 capoverso 2 dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (OLL 1; RS 822.111), adottato in esecuzione degli articoli 35 e 35a LL, disciplina l'obbligo di versare il salario. Esso determina la durata consacrata all'allattamento che può essere qualificata come tempo di lavoro (art. 9 segg. LL).</p><p>In assenza di regole esplicite nella LL, l'obbligo di versare il salario si fonda sulle disposizioni del Codice delle obbligazioni (CO) relative al contratto di lavoro (art. 319 segg. CO).</p><p>L'articolo 324a capoverso 1 CO conferisce al lavoratore il diritto di ricevere il salario se è impedito senza sua colpa di lavorare, per motivi inerenti alla sua persona, come malattia, infortunio, adempimento d'un obbligo legale o di una funzione pubblica e se il rapporto di lavoro è durato o è stato stipulato per più di tre mesi. Al ritorno dal congedo maternità, il versamento dello stipendio per il tempo consacrato all'allattamento dipenderà dunque dal fatto se l'allattamento può essere incluso tra i motivi inerenti alla persona della lavoratrice che comportano in quanto tali un impedimento a lavorare. L'articolo 324a capoverso 1 CO non enumera in maniera esaustiva le possibili cause di impedimento. Spetta quindi alla giurisprudenza decidere se l'allattamento costituisce un caso d'applicazione di tale disposizione. Tale punto non è ancora stato oggetto di una decisione del Tribunale federale. Comunque, un impedimento a lavorare durante la gravidanza presuppone l'esistenza di motivi supplementari ad essa correlati (DTF 118 II 58, consid. 2b). Nel contesto della dispensa dal lavoro prevista durante la gravidanza e tra la nona e sedicesima settimana dopo il parto (art. 35a cpv. 1 e 3 LL), è altresì sorta la domanda se una dispensa legale dal lavoro costituisca un impedimento a lavorare ai sensi dell'articolo 324a capoverso 1 CO. Il Tribunale ha ammesso tale interpretazione in una decisione del 26 gennaio 1993 (SJ 1995, pag. 788 segg., consid. 2a), giurisprudenza che ha rammentato di recente lasciando aperta la questione (decisione del 26 marzo 2007, 4C.36/2007, consid. 4.2). </p><p>A parere del Consiglio federale, gli articoli 35 e 35a LL e le loro disposizioni esecutive, in particolare l'articolo 60 capoverso 2 OLL 1, permettono di tenere conto della particolare situazione della lavoratrice allattante impedendo che la sua attività professionale ne pregiudichi la salute e permettendole di liberarsi dall'obbligo di lavorare per allattare. L'articolo 324a CO è la sede appropriata per disciplinare la questione del versamento del salario. Viste le condizioni che pone, tale disposizione può infatti applicarsi in caso di allattamento. L'interpretazione e l'applicazione di questa disposizione possono essere lasciate alla giurisprudenza senza che sia necessario disciplinare esplicitamente la questione nella legge.</p><p>Infine, segnaliamo che le due Commissioni della sicurezza sociale e della sanità (CSSS-E e CSSS-N) hanno deciso di dare seguito all'iniziativa parlamentare 07.455, "Ratifica della Convenzione n. 183 dell'ILO sulla tutela della maternità". Tale convenzione accorda una protezione alle madri che allattano. L'articolo 10 paragrafo 1 dà diritto a una o più pause quotidiane o a una riduzione giornaliera della durata del lavoro per allattare il bambino. Secondo l'articolo 10 paragrafo 2 tutto il tempo dedicato all'allattamento deve essere calcolato in quanto tempo di lavoro e congruamente retribuito.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.