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La procura federale ha archiviato un dossier aperto per violazione del segreto d'ufficio nell'intento di identificare i funzionari del Dipartimento federale dell'interno che passarono alla stampa informazioni relative a un presunto attacco informatico di Comparis.ch.
L'identificazione del colpevole non è al momento possibile, visto che almeno 16 persone erano a conoscenza di una mail passata al Hebdo, il settimanale romando che aveva fatto scoppiare il caso nell'ottobre 2012, si legge nella decisione di non luogo a procedere.
Secondo il servizio di confronti su internet si trattava di una manovra per screditare la stessa Comparis.ch e poter disdire un accordo sottoscritto nell'estate 2012 in cui le parti mettevano fine alla vertenza concernente il calcolatore dei premi dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la concorrenza che questo faceva ai privati.
Nel maggio 2013 il Ministero pubblico del canton Zurigo aveva archiviato il procedimento penale contro l'ex dipendente di Comparis.ch accusato dal DFI di aver tentato l'attacco informatico contro il calcolatore dei premi di cassa malattia online dell'UFSP.
In un comunicato odierno Comparis.ch afferma di sentirsi definitivamente riabilitato. Nella "vicenda hacker" l'esito delle indagini del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) mostra che il DFI "ha mentito pubblicamente": il dipartimento "ha cercato di utilizzare un attacco di pirateria informatica, in realtà mai avvenuto, come pretesto per poter recedere ingiustificatamente da un accordo", si legge nella nota.
Da parte sua il DFI ha preso atto del fatto che il MPC non ha ravvisato violazioni del segreto d'ufficio e ha archiviato il caso in un stadio molto precoce del procedimento.
SDA-ATS