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L'ammissione di colpevolezza negli Stati Uniti e la conseguente multa di 2,815 miliardi di dollari potrebbero esporre il Credit Suisse a sanzioni anche in Svizzera. In seno all'Associazione svizzera dei banchieri, la commissione di sorveglianza sta verificando se aprire o meno una procedura per violazione della convenzione di diligenza, che proibisce l'assistenza attiva all'evasione fiscale.
Una decisione dovrebbe cadere nelle prossime settimane, ha confermato il segretario della commissione, Georg Friedli. Nel 2009, UBS non era stata perseguita. Se il Credit Suisse lo fosse, non rischierebbe comunque molto: la multa massima prevista ammonta a 10 milioni di franchi.
L'altra autorità elvetica che potrebbe prendere provvedimenti nei confronti dell'istituto di credito è la FINMA, che però ha già chiuso le sue indagini nel 2012 con la constatazione di "importanti violazioni" e l'imposizione di diverse misure, che la banca aveva adottato. Il sorvegliante del mercato finanziario non intende riaprire il dossier, a meno che vengano alla luce nuovi elementi.
ATS/pon
- RG 18.30 del 29.05.2014 Il servizio di Paola Latorre