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(13.05.2015) La forza della moneta svizzera pesa abbondantemente sulle imprese del paese. Più della metà dei dirigenti è stata privata di alcuni mandati a causa del franco forte, secondo uno studio condotto dall’Alta scuola specializzata bernese (BFH) e dalla società Euler Hermes.
La ricerca – che verteva su 357 aziende, di cui una maggioranza di PMI – rivela anche che quasi un quarto degli imprenditori interpellati afferma di essere stato confrontato con creditori esteri poco propensi al pagamento. Di conseguenza, una società su dieci lamenta difficoltà di liquidità.
Le PMI svizzere non reagiscono tutte allo stesso modo ai rischi legati all’esportazione. Gli autori dello studio constatano come quasi la metà delle imprese del paese acquisti maggiormente oltre frontiera, limitando i propri costi sul territorio elvetico. Quasi un terzo dei dirigenti confessa inoltre di aver scelto di mettere in atto garanzie sulle operazioni a termine su valute o di fatturare propri i clienti in franchi. Infine, un quarto delle società intervistate pratica una maggiorazione dei prezzi all’estero. Lo studio sottolinea che soltanto nel 5% dei casi, non è stata messa in atto nessuna azione.
Interpellati dalla BFH e Euler Hermes sul futuro delle loro vendite all’estero, molti dirigenti hanno risposto di aspettarsi una crescita delle esportazioni verso gli Stati Uniti, la Cina ed i paesi del Golfo. Questo fenomeno è dovuto al fatto che, contrariamente all’euro, il dollaro si è deprezzato poco rispetto alla moneta elvetica. Le imprese sono quindi invogliate ad esportare i loro prodotti e servizi nelle zone geografiche dove le transazioni avvengono in dollari o in monete legate al dollaro.
Ultima modifica 08.10.2015