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Quando un fumetto ti mette il bastone tra le ruote
Per essere brevettabile un’invenzione deve essere nuova. Ma cosa significa? Ve lo spieghiamo con un aneddoto molto particolare.
L’intenzione era di recuperare il carico di un’imbarcazione affondata con l’aiuto di un’invenzione. Immagine: istock
La storia del danese Karl Kroyer inizia nel migliore dei modi. L’inventore ha ideato un nuovo procedimento per il recupero delle imbarcazioni: Kroyer propone di sollevarle utilizzando un tubo per riempirle di sfere di gomma piuma o sfere di plastica piene di gas. Il primo intervento è già pianificato: al largo della costa di Al Kuweit è affondata una nave cargo che trasportava delle pecore. Si teme che le carcasse degli animali possano inquinare le fonti di acqua potabile.
«L’inventore più audace di Danimarca», come lo definisce nel 1971 il settimanale tedesco «Der Spiegel», presenta la sua domanda di brevetto all’ufficio danese competente nel novembre del 1964. Estende la protezione ad altri Paesi tra cui la Gran Bretagna (GB 1070600) e la Germania (DE1247893B). Fin qui tutto bene. Nei Paesi Bassi però (NL6514306) l’ufficio competente infrange il suo sogno di ottenere un brevetto. Una volta esaminata la domanda, infatti, l'esperto in brevetti incaricato la respinge, adducendo che il procedimento non è nuovo. Ma come?
Il fumetto naufragato
Ebbene: già diverso tempo prima dell’invenzione di Kroyer, il procedimento era stato descritto in un fumetto. Nelle pagine del fumetto del 1949 intitolato «The Sunken Yacht», Paperino, Qui, Quo e Qua fanno infatti riemergere un’imbarcazione servendosi dello stesso procedimento: utilizzano delle palline da ping pong, è vero, ma il concetto è lo stesso. E l’esaminatore olandese non ha potuto fare finta di niente.
Quando si tratta di brevetti, nuovo significa nuovo, senza eccezioni
L’esempio mostra chiaramente l’inderogabilità del criterio della novità nell’ambito delle domande di brevetto. Non si fanno eccezioni: è nuova un’invenzione che fino alla data del deposito non è conosciuta in nessuna parte del mondo. Non importano le modalità di pubblicazione, che si tratti di un annuncio di giornale, di un articolo di blog, di una presentazione o di un fumetto come nel caso citato: un’invenzione resa pubblica non è nuova.
Lo spauracchio di tutti gli inventori
I casi in cui per un’invenzione non viene rilasciato un brevetto a causa di un fumetto, evidentemente sono rari. Succede molto più spesso che siano gli inventori stessi a mettersi i bastoni tra le ruote. Il primo istinto di chi si rende conto di avere per le mani un’invenzione è sicuramente quello di gridarlo ai quattro venti, scrivendo un articolo di blog o in una rivista specializzata. Anche condividere l’invenzione con un video su YouTube o nel quadro di un congresso ha effetti deleteri e pregiudica la brevettabilità dell’invenzione.
Quello che conta è che l’invenzione sia stata resa pubblica, ossia che ci sia stata la possibilità che qualcuno ne venisse a conoscenza, anche solo perché l’inventore ne ha parlato ad alta voce mentre era al ristorante con gli amici. Nemmeno lasciare l’invenzione in vetta al Cervino per una notte è una buona idea: benché il rischio che qualche escursionista si spinga fin lassù sia minimo, la possibilità c’è. Un’invenzione resa pubblica è esclusa dal brevetto.
Per questo motivo è importantissimo non parlare dell’invenzione con nessuno, fare un respiro profondo e pensare ai passi successivi (cfr. infobox).
«Inventare qualcosa ti mette le ali»
La storia di Karl Kroyer ha comunque un lieto fine: nella sua carriera ha ottenuto oltre 300 brevetti (tra cui un brevetto svizzero per una padella e uno per un recipiente resistente alla pressione) ed è diventato multi-milionario. In un’intervista del 1971 per «Der Spiegel» ha parlato del suo lavoro. «Inventare qualcosa ti mette le ali», afferma. «Se intravedo un problema, come la distruzione del pianeta in atto per mano della nostra società usa e getta, devo assolutamente analizzarlo fino in fondo e cercare di risolverlo». Karl Kroyer è deceduto nel 1995.
L’aneddoto del fumetto è uno dei più conosciuti, perché mostra in modo molto chiaro che basta poco per compromettere la novità di un’invenzione.
Come proteggere le invenzioni
Acqua in bocca sull’invenzione fino al deposito della domanda!
Evitate di presentarla a fiere, su riviste specializzate oppure online.
Se collaborate con terzi, ad esempio un laboratorio o un ufficio tecnico, assicuratevi previamente che le informazioni saranno trattate con riservatezza.