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E se dopo i prodotti alimentari si cominciasse a parlare anche di elettricità a chilometro zero?
Con le reti intelligenti e le nuove tecnologie è possibile.
Immaginate un condominio o un piccolo quartiere in cui alcuni individui producono energia elettrica rinnovabile con impianti propri – pensiamo al fotovoltaico sul tetto - in quantitativo superiore al loro consumo quotidiano. Come valorizzare questa sovrapproduzione? Invece di vendere questa eccedenza al distributore locale (immaginiamo l’AIL o l’AMB di turno) i prosumers, cioè consumatori che sono contemporaneamente anche produttori, possono decidere di cederla ai propri vicini. Insomma, una sorta di comunità energetica all’interno della quale, come vedremo, i vantaggi per acquirenti, venditori e anche per l’ambiente sono concreti.