Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01065.jsonl.gz/626

Il ministero pubblico della Confederazione starebbe cercando prove per incriminare il finanziere svizzero-angolano, Jean-Claude Bastos de Morais, già sotto i riflettori perché comparso nei famosi “Paradise Papers”, che potrebbe essere implicato in un giro di riciclaggio di denaro. Per questo avrebbero perquisito i suoi uffici.
Il mese scorso, le autorità elvetiche hanno lanciato un’indagine contro ignoti per riciclaggio, appunto, che va a toccare alcune attività che coinvolgono asset presso la banca centrale dell’Angola e il fondo sovrano dello stato africano. Il cerchio si starebbe stringendo proprio attorno al noto imprenditore.
Il presidente dell’Angola, João Manuel Gonçalves Lourenço, ha ritirato il mandato a Bastos e la sua azienda, la Quantum Global di Zugo, che amministravano asset per il fondo sovrano e la banca centrale per un business superiore ai 5 miliardi di dollari.
Le indagini su Bastos in Svizzera non sono altro che l’ultimo di una serie di episodi illeciti che riguardano questo personaggio alquanto controverso che si è arricchito proprio grazie alle relazioni con l’Angola.
Ad aprile, le autorità delle Mauritius hanno congelato diverse centinaia di milioni di dollari appartenenti a Bastos e decine di suoi conti. L’imprenditore, infatti, deteneva alcuni fondi della Quantum proprio sulle isole. La Gran Bretagna ha deciso, circa due settimane fa, di bloccare i suoi depositi per circa 3 milioni.
Bastos a sempre sostenuto che i suoi affari fossero puliti. Le accuse di riciclaggio riguarderebbero alcuni suoi progetti personali per i quali avrebbe utilizzato capitali appartenenti al fondo sovrano. L’uomo d’affari ha negato qualsiasi cattiva condotta. Già alcuni anni fa la Finma avrebbe indagato su di lui e la sua azienda senza trovare nulla di irregolare.
Tuttavia, nel 2011, è stato condannato per ripetuta amministrazione infedele avvenuta proprio attraverso la sua società.