Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/200698

<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera 148 agricoltori coltivano circa 420 ettari a tabacco, ottenendo complessivamente 16 milioni di franchi all'anno per la produzione di circa 1000 tonnellate di tabacco. Il prezzo d'acquisto del tabacco verde (non fermentato; non trebbiato) è compreso tra fr. 5,50 e 17,70 al chilogrammo. Nel 2018 il prezzo medio si attestava a circa fr. 16,15 al chilogrammo (secondo l'articolo pubblicato il 9 giugno 2019 nella "NZZ am Sonntag"). </p><p>Gli aiuti erogati agli agricoltori provengono dal fondo di finanziamento per il tabacco indigeno SOTA alimentato, da un lato tramite l'imposta sul tabacco (fr. 1,30 per 1000 sigarette), dall'altro dall'importo di circa 3,5 milioni di franchi che ogni anno le multinazionali del tabacco versano direttamente nel fondo, acquistando il tabacco svizzero. </p><p>La coltivazione di tabacco in Svizzera è controversa (interrogazione Donzé 04.1166). </p><p>A tal proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale come pensa di risolvere la contraddizione derivante dal fatto che, da un lato, la vendita di prodotti del tabacco è sempre più limitata dallo Stato e, dall'altro, la coltivazione della materia prima è incentivata mediante provvedimenti statali?</p><p>2. Il Consiglio federale sarebbe disposto a sostenere mediante il fondo SOTA la coltivazione di altre piante che necessitano di meno pesticidi, insetticidi e fungicidi oppure che sono più adatte del tabacco alle condizioni metereologiche della Svizzera (p. es. canapa CBD)?</p><p>3. Siccome il consumo di sigarette è in calo, anche la coltivazione di tabacco deve essere costantemente ridotta visti i prezzi di ritiro imposti da SOTA. Il Consiglio federale come vuole compensare in futuro queste perdite per i coltivatori di tabacco?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che le tre multinazionali del tabacco con sede in Svizzera debbano essere costrette per legge ad acquistare i quantitativi di tabacco prodotti in Svizzera (via SOTA), qualora i contingenti attribuiti non venissero acquisiti?</p><p>5. Secondo le multinazionali del settore, il tabacco prodotto in Svizzera presenta il livello qualitativo più basso (marchio di qualità d su una scala a-d). È quindi utilizzabile in maniera limitata e non si può escludere il compostaggio dei quantitativi in esubero. Il Consiglio federale è consapevole della problematica relativa alla qualità e come vuole evitare l'eventuale compostaggio del tabacco inutilizzato?</p><p>6. Il Consiglio federale può considerare il riesame e l'adeguamento di questo sistema nel quadro della PA 22 più?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'agricoltura svizzera produce in un contesto in cui i costi sono elevati se comparati con quelli a livello internazionale. Affinché la produzione agricola sia redditizia, la Confederazione ricorre a diversi strumenti di sostegno come la protezione doganale, i contributi di superficie per determinate colture o, nel caso del tabacco, il fondo di finanziamento per il tabacco indigeno. I conflitti di obiettivi sono presenti in svariati settori politici e fanno sì che si debbano costantemente ponderare gli interessi. Una limitazione della produzione indigena di tabacco non inciderebbe sul suo consumo né contribuirebbe alla prevenzione del tabagismo, perché con un grado di autoapprovvigionamento inferiore al 5 per cento la minore disponibilità verrebbe compensata tramite le importazioni.</p><p>2. Il fondo di finanziamento per il tabacco indigeno è sancito nella legge sull'imposizione del tabacco (RS 641.31). È alimentato dalle imposte sulle sigarette o sul tabacco trinciato versate dai fabbricanti e dagli importatori di sigarette e di tabacco trinciato. A prescindere dalla valutazione dell'opportunità di promuovere piante alternative quali la canapa CBD, la legge sull'imposizione del tabacco non fissa alcuna base legale per sostenerle con risorse finanziarie provenienti dal fondo di finanziamento per il tabacco indigeno.</p><p>3. Nonostante la diminuzione della superficie svizzera messa a tabacco, attestatasi a circa 450 ettari, il volume di produzione si è stabilizzato. Il Consiglio federale non ritiene sia necessario compensare il calo degli introiti del fondo di finanziamento per il tabacco indigeno, tanto più che con la diminuzione del numero di coltivatori cresce il quantitativo prodotto per azienda con conseguente aumento dell'efficienza. </p><p>4. Il Consiglio federale propugna una politica economica liberale e privilegia le misure volontarie degli attori di mercato. I fabbricanti di tabacchi manufatti con sede in Svizzera ritirano già da diversi decenni su base consensuale i quantitativi di tabacco prodotti all'interno del Paese. Niente fa supporre che la situazione sia destinata a cambiare. </p><p>5. Il tabacco prodotto in Svizzera raggiunge una qualità conforme al mercato che, all'atto della consegna, è valutata da una commissione paritetica. La qualità del tabacco svizzero è assolutamente comparabile a quella ottenuta in regioni di produzione con condizioni climatiche simili, come ad esempio l'Alsazia. Se la qualità minima non venisse più raggiunta negli anni in cui le condizioni climatiche rientrano nella media, in linea di massima sarebbe tuttavia il caso di rivedere il sostegno alla produzione indigena di tabacco e l'impiego dei fondi.</p><p>6. Alla luce di quanto precede, nella promozione della coltivazione indigena di tabacco il Consiglio federale non vede alcuna necessità di intervento immediato per cui la PA 22 più non presenta nessuna proposta di modifica in merito. Continuerà a seguire gli sviluppi sul mercato del tabacco e, se opportuno, presenterà proposte di modifica nell'ambito di una futura revisione di legge. </p>  Risposta del Consiglio federale.