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In precedenza la sua autorizzazione a esercitare era già stata sospesa perché rifiutava la mascherina
Per questo motivo erano state organizzate delle "passeggiate serali" in suo onore, ma non erano state autorizzate
LUCERNA - Un medico di Ebikon (LU), già colpito da un divieto di esercitare per presunta violazione delle norme anti Covid, è stato ora multato per aver preso parte a manifestazioni non autorizzate in suo sostegno.
Il tribunale distrettuale di Lucerna gli ha inflitto una multa di 500 franchi e gli ha pure addossato spese procedurali per altri 1250 franchi.
In base alla sentenza pubblicata oggi, il medico di famiglia di 54 anni è stato riconosciuto colpevole di «ripetuta infrazione del regolamento sull'uso dello spazio pubblico». La decisione non è ancora definitiva e il medico ha dieci giorni di tempo per presentare ricorso.
Autorizzazione revocata
Nella primavera del 2021, il dottore in medicina si era già visto revocare l'autorizzazione a esercitare la professione per un periodo di quattro mesi. Le autorità lucernesi gli rimproveravano di aver violato i suoi doveri professionali perché si rifiutava, assieme a diversi suoi collaboratori, di indossare la mascherina quando riceveva pazienti nel suo studio. Il medico corona-scettico, da parte sua, aveva sempre contestato le accuse giudicandole «totalmente sproporzionate».
Nella città di Lucerna si erano in seguito tenute diverse manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti: delle cosiddette "passeggiate serali", non autorizzate, organizzate dagli oppositori delle misure anti-pandemiche che hanno riunito di volta in volta alcune centinaia di persone. La multa si riferisce alla partecipazione del medico a quattro di queste passeggiate.
In aula il 54enne ha dichiarato che con la sua partecipazione intendeva «incontrare all'aria aperta persone con opinioni simili». Il suo avvocato ha messo in dubbio che queste "passeggiate" necessitassero di un'autorizzazione e ha chiesto il proscioglimento del suo assistito.
Di tutt'altro parere il giudice unico. Le "passeggiate" organizzate dagli oppositori delle misure anti-pandemia alla stazione di Lucerna - ha sentenziato il giudice - rappresentavano «un uso incrementato dello spazio pubblico». Si trattava quindi di manifestazioni pubbliche e il medico era ben consapevole che non erano autorizzate.
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