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<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce delle orrende montagne di debiti accumulate da numerosi Paesi e istituzioni non è più possibile escludere un crollo generale del sistema finanziario globale.</p><p>Questo mi induce alle seguenti domande:</p><p>a. per una simile evenienza il Consiglio federale ha elaborato uno scenario "worst case" e, se ciò non fosse il caso, è pronto a elaborarne uno?</p><p>b. In caso di un crollo del sistema finanziario globale il Consiglio federale ha previsto misure d'urgenza che garantiscano gli interessi, la sicurezza e l'approvvigionamento della popolazione svizzera? Se ciò non fosse il caso, è pronto a elaborare un catalogo di misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi dell'economia mondiale e del sistema finanziario internazionale. È consapevole della gravità della crisi dei debiti sovrani e delle ripercussioni che essa può avere sulla Svizzera. Per arginare il rischio che la crisi assuma proporzioni sistemiche di portata globale, la comunità internazionale deve assolutamente coordinare ancor più gli sforzi profusi per promuovere la stabilità finanziaria. Nell'adempimento di questo compito il ruolo principale è svolto, a fianco del G20, dal Fondo monetario internazionale (FMI), in virtù dell'attività di sorveglianza bilaterale e multilaterale da esso esercitata, e dal Forum per la stabilità finanziaria (FSF), in quanto motore della cooperazione informale tra autorità nazionali, organizzazioni internazionali e organi regolatori dei mercati finanziari. Per garantire la stabilità del sistema finanziario internazionale, la Svizzera versa per il tramite del FMI anche importanti contributi finanziari. Inoltre, in seno alle citate istituzioni, partecipa attivamente al dibattito più generale sulla riforma dell'architettura finanziaria internazionale. Appoggia anche riforme intese a rafforzare la stabilità finanziaria nei Paesi emergenti e in sviluppo e si impegna d'altra parte per migliorare il quadro di ristrutturazione dei debiti sovrani.</p><p>La valutazione dei rischi che minacciano la stabilità finanziaria della Svizzera è oggetto di una strategia di gestione politica globale nella Confederazione. Nel 2011 è stato istituito un dispositivo di crisi congiunto in cui sono rappresentati il Dipartimento federale delle finanze (DFF), la Banca nazionale svizzera (BNS) e l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) (cfr. accordo tripartito del 17 gennaio 2011 che riguarda lo scambio di informazioni e la collaborazione in caso di crisi finanziaria). Tale dispositivo dispone di un comitato direttivo responsabile del coordinamento strategico (formato dal capo del DFF, dal presidente della BNS e dal direttore della FINMA) e un comitato per la gestione delle crisi finanziarie, formato da rappresentanti dei vertici delle tre autorità in questione. Il comitato di gestione è responsabile del coordinamento delle misure preparatorie e della gestione delle crisi. Di regola si riunisce due volte l'anno (salvo nei periodi di crisi). Se il comitato direttivo giunge alla conclusione che è necessario adottare misure straordinarie, il capo del DFF ha il dovere di informarne immediatamente il Consiglio federale.</p><p>Le misure straordinarie adottate per arginare le crisi di ampie proporzioni si inseriscono in una logica di intervento specifica, elaborata in funzione della situazione e orientata verso obiettivi definiti. Di principio, per l'"assorbimento" degli effetti economici di una crisi, il Consiglio federale si affida in primo luogo agli stabilizzatori automatici di bilancio. In caso di gravi contraccolpi che richiedono interventi urgenti possono essere adottate misure straordinarie, come successo nel 2009 (legge federale del 25 settembre 2009 sulle misure temporanee di stabilizzazione congiunturale nei settori del mercato del lavoro, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nonché del potere d'acquisto). Le misure in questione devono essere mirate, temporanee e adeguate al contesto economico. All'occorrenza possono comprendere interventi una tantum sul bilancio. In materia di sistema monetario, la legge federale del 19 marzo 2004 sull'aiuto monetario internazionale (LAMO) autorizza il Consiglio federale a intervenire prontamente, entro i limiti dei crediti quadro stanziati, fornendo aiuti multilaterali per prevenire o eliminare gravi perturbazioni del sistema monetario internazionale. Dal canto suo la BNS, in virtù della legge federale del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale svizzera (LBN; RS 951.11), ha il compito di contribuire alla stabilità del sistema finanziario e a tal fine può effettuare operazioni finanziarie di vario tipo, anche nelle sue relazioni con banche centrali estere e con organizzazioni internazionali (art. 10 LBN). Dal 2007, ad esempio, la BNS partecipa all'azione congiunta delle principali banche centrali sullo scambio reciproco delle divise (accordi di swap). L'impatto positivo di queste misure dimostra che la cooperazione internazionale tra le banche centrali svolge un ruolo di primaria importanza per la stabilizzazione dei mercati valutari.</p><p>Dalla gestione della crisi finanziaria scoppiata nel 2008 sono stati tratti numerosi insegnamenti (cfr. "Rapport du Secrétariat d'Etat à l'économie sur les mesures de stabilisation 2009-2010", disponibile unicamente in francese). Grazie ai margini di manovra garantiti da un quadro budgetario vincolante e solido e in particolare al freno all'indebitamento, la Confederazione ha dimostrato la propria capacità di attuare prontamente misure di stabilizzazione in tutti i settori della politica economica, coordinandosi con la BNS, le autorità preposte alla vigilanza sui mercati finanziari, i poteri territoriali e le assicurazioni sociali. Globalmente, il FMI ha riconosciuto la pertinenza e la capacità reattiva della politica macroeconomica della Svizzera in situazione di crisi.</p>  Risposta del Consiglio federale.