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ZURIGO - In Svizzera si prevede una solida crescita dei consumi nel 2018: sebbene il relativo indicatore UBS abbia segnato un lieve calo in novembre, scendendo da 1,68 a 1,67, grazie al buon andamento congiunturale gli esperti della grande banca elvetica si attendono una robusta evoluzione dei consumi privati per l'anno prossimo.
I valori dei mesi precedenti sono stati chiaramente corretti al rialzo sulla base dell'incremento sorprendentemente forte dei pernottamenti estivi, precisa una nota odierna.
Con una progressione dell'1,3%, a novembre le nuove immatricolazioni di veicoli sono risultate leggermente inferiori al livello medio degli ultimi mesi. Tuttavia il risultato è il migliore degli ultimi cinque anni per il mese di novembre. Le vendite sono aumentate dello 0,3% su un anno a circa 283'000 unità.
Salari reali - Le previsioni per un 2018 dinamico in materia di consumi si basa sui più recenti dati congiunturali che indicano un "robusto" andamento dell'economia svizzera, indicano gli esperti di UBS. I consumi privati dovrebbero crescere ancora nonostante un'inflazione in aumento, che penalizzerà un po' i salari reali.
UBS prevede un incremento dei consumi dell'1,3% per l'anno prossimo. La crescita dell'occupazione (+0,5% nel terzo trimestre) è stata ancora inferiore alla media pluriennale dell'1,1%, ma dovrebbe sostenere il fenomeno della ripresa.
Calcolo dell'indicatore - Con un anticipo di uno a tre mesi rispetto alle cifre ufficiali, l'indicatore UBS dà un'idea dell'evoluzione dei consumi privati elvetici, che con più del 50% rappresenta la componente più significativa del prodotto interno lordo (PIL) svizzero.
L'indicatore è calcolato in base a sei variabili legate ai consumi: vendite di nuove autovetture, andamento delle vendite nel commercio al dettaglio, numero di pernottamenti in albergo da parte di residenti svizzeri, indice della fiducia dei consumatori, evoluzione occupazionale e fatturato delle carte di credito generato tramite UBS presso i punti vendita nazionali.
Analisti ottimisti
Cresce l'ottimismo tra gli analisti finanziari quanto all'evoluzione dell'economia svizzera per i prossimi sei mesi. L'indice CS/CFA, di Credit Suisse e CFA Society Switzerland, che misura le attese degli analisti, in dicembre è progredito di 11,3 punti rispetto al mese precedente, a quota 52 punti.
Si tratta del valore più elevato dall'aprile del 2010, indicano la banca e CFA in un sondaggio pubblicato oggi.
Gli esperti sono globalmente ottimisti: il 56% prevede un ulteriore miglioramento della congiuntura e solo il 4% un peggioramento. Inoltre il contesto attuale è giudicato positivamente dal 56% degli analisti interrogati.
In merito alle esportazioni, il 54% dei sondati prevede un ravvivamento nei prossimi sei mesi. La quota rappresenta il valore più alto dall'aprile del 2013.
Il 32% degli analisti crede nel proseguimento del deprezzamento del franco rispetto all'euro, mentre un quinto pensa che la valuta elvetica si rafforzerà nei confronti di quella unica europea. I dati sono pressoché immutati rispetto al sondaggio del mese scorso.
Le previsioni relative ai mercati azionari sono ascendenti. Quattro analisti su cinque (79%) ritengono che l'indice dei valori guida elvetici SMI prosegua la crescita (un mese fa erano l'80%); l'83% fa la medesima stima per l'Euro Stoxx 50. La stessa tendenza vale per gli Usa (79%).