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Lanciata la campagna nei cinema sulla sindrome del bambino scosso, tema d'attualità dopo la morte del figlio dell'alpinista Erhard Loretan.
Prima della proiezione del film in programma viene mostrato uno spot per focalizzare l'attenzione su una delle forme di maltrattamento che può rivelarsi anche fatale.
Il filmato, dal titolo «Aiuto! Mio figlio non smette più di piangere», sarà trasmesso per cinque settimane in 100 sala cinematografiche svizzere tedesche e in 40 cinema romandi. Lo ha indicato Silvia Krebs, responsabile della fondazione Infanzia e violenza. Tale fondazione finanzia il 90% della campagna, che costa 60'000 franchi.
Questo canale pubblicitario ha il vantaggio di costare molto meno della televisione e di evitare lo «zapping», ha precisato Silvia Krebs. Una prima versione, destinata al piccolo schermo, era stata trasmessa in tre lingue nel 1999, sotto l'impulso di Ulrich Lips, primario della clinica universitaria di Zurigo e presidente del collettivo di protezione dell'infanzia.
Lo spot televisivo, realizzato con l'aiuto dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e della Fondazione svizzera per la promozione della salute (FSPS), era stato diffuso solo su qualche rete regionale per mancanza di fondi.
«Secondo un calcolo sommario, ci sarebbero circa trenta casi all'anno di neonati scossi in Svizzera», riferisce Lips: il 10 -20% di neonati vittime di questo maltrattamento muoiono, i rimanenti riportano danni irreversibili.
La morte del figlio di sette mesi dell'alpinista Erhard Loretan ha sicuramente sensibilizzato la popolazione sulla gravità del tema, ha affermato Silvia Krebs, anche se la campagna era prevista da settembre e un opuscolo in tre lingue esiste ed è largamente distribuito dal 1997.
swissinfo e agenzie