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Gli sloveni, in un referendum, hanno respinto oggi il nuovo Codice sulla famiglia, che avrebbe garantito fra l'altro più ampi diritti alle coppie gay, incluso quello di un componente della coppia di adottare i figli naturali dell'altro partner. Come ha reso noto la Commissione elettorale dopo lo spoglio del 98% delle schede, il 55,22 per cento dei votanti ha detto no all'allargamento dei diritti per le coppie gay, rispetto al 44,78% di favorevoli. L'affluenza è stata molto bassa, appena il 29,6 per cento degli 1,7 milioni di aventi diritto al voto. Il referendum è comunque valido poichè non è richiesto un quorum prestabilito, ma basta la semplice maggioranza dei voti espressi.
Alla nuova legge, voluta dal precedente governo di centro-sinistra, si sono fortemente opposte tutte le maggiori comunità religiose presenti in Slovenia, in primo luogo la Chiesa cattolica. "Il ruolo di un padre e di una madre per i bambini è insostituibile", ha dichiarato nei giorni scorsi l'arcivescovo di Lubiana, Anton Stres, invitando gli sloveni a votare contro la legge.
Secondo l'organizzazione "Per i diritti della famiglia e dei bambini", vicina alla Chiesa cattolica, che ha promosso il referendum, l'esito "dimostra che gli sloveni hanno pieno rispetto per la famiglia tradizionale, per la maternità e la paternità". Miha Lobnik, portavoce delle organizzazioni per i diritti dei gay e del fronte del sì, ha detto da parte sua "di essere deluso, ma non scoraggiato". "Un risultato positivo di questo referendum è che gli sloveni hanno imparato che esistono vari, nuovi tipi di famiglie, che ci sono bambini che vivono con coppie omosessuali, e che queste famiglie dovrebbero essere riconosciute e tutelate in qualche modo", ha aggiunto Lobnik.
Il nuovo Codice di famiglia avrebbe introdotto anche tutta una serie di diritti e doveri per le coppie eterosessuali di fatto e per le famiglie monoparentali, con una particolare attenzione alla tutela dei minori. Ora la nuova legge non potrà entrare in vigore e resterà valido il Codice sulla famiglia introdotto nel 1976, in epoca socialista, che non riconosce nessun altro tipo di famiglia eccetto quello tradizionale, formato da un uomo, una donna e i loro figli. Il parlamento non potrà legiferare in materia per almeno dodici mesi. Comunque, dal 2005 in Slovenia esiste una legge specifica per le coppie gay, alle quali vengono garantiti alcuni diritti simili al matrimonio, ma non, per esempio, il diritto alla piena eredità dei beni del partner defunto, alla pensione o agli sgravi fiscali. Rimangono però completamente scoperte da qualsiasi legge le unioni eterosessuali di fatto.