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lunedì 24 gennaio 2011
Palazzo dei congressi Lugano - sala C
ore 18:30
l'ASSI
(Associazione Scrittori della Svizzera Italiana)
in collaborazione con
la RETE TASI
(Teatri Associati della Svizzera Italiana)
invita a una conferenza dibattito
LA MEMORIA SCOMODA
con
Bruno Segre
e
Mauro Guindani
"Il genocidio ebraico, compiuto nel cuore stesso di quella cultura europea che era stata la culla della modernità, è e continuerà a essere la matrice fondamentale per la comprensione del nostro tempo storico."
La Giornata della Memoria, fu istituita dieci anni fa e si celebra il 27 gennaio perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi.
Al di là di quel cancello, oltre la scritta Arbeit macht frei (Il lavoro rende liberi), apparve l'inferno. E il mondo vide allora per la prima volta da vicino quello che era successo, conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà.
La Giornata della Memoria è un atto di riconoscimento di questa storia: come se oggi, ci affacciassimo tutti ai cancelli di Auschwitz, una cittadina situata nel sud della Polonia, per riconoscervi il male che è stato.
Qui, a partire dalla metà del 1940, funzionò il più grande campo di sterminio di quella sofisticata 'macchina' tedesca denominata 'soluzione finale del problema ebraico'.
C'erano camere a gas e forni crematori, ma anche baracche dove i prigionieri lavoravano e soffrivano prima di venire avviati alla morte.
Gli ebrei arrivavano in treni merci e, fatti scendere sulla cosiddetta Judenrampe subivano una immediata selezione, che li portava quasi tutti direttamente alle 'docce', così i nazisti chiamavano le camere a gas.
Solo ad Auschwitz sono stati uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei.
Da domani sarà triste, da domani.
Ma oggi sarò contento,
a che serve essere tristi, a che serve.
Perché soffia un vento cattivo.
Perché dovrei dolermi, oggi, del domani.
Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.
Forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarà triste, da domani.
Ma oggi, oggi sarò contento,
e ad ogni amaro giorno dirò,
da domani, sarà triste,
Oggi no.
Poesia di un ragazzo trovata in un Ghetto nel 1941
"Da qualche tempo hanno alzato la voce coloro che fanno a brandelli i documenti, gli assassini della memoria, i revisori di ciò che è già stato scritto e dovrebbe essere certo. È trascorso ormai più di mezzo secolo da quando gli alleati hanno liberato i campi di sterminio nazisti e, oggi più che mai, è davvero importante lavorare per la conservazione della memoria. Ma una delle pagine più infamante dell'umanità, l'annientamento di un intero popolo, non può e non deve esistere soltanto nel ricordo, nelle celebrazioni, negli omaggi postumi alle vittime. Occorre spingersi al di là della rievocazione e addentrarsi nel terreno della riflessione, per poter cogliere ogni aspetto della complessa situazione che ha portato alla Shoah, il paradigma della follia, con l'ascesa del nazismo; con la promulgazione delle leggi antisemite; con la Soluzione finale; con gli atteggiamenti dei governi stranieri; con la risposta del clero."
Per non dimenticare
e per capire e conoscere la storia,
abbiamo invitato l'esperto di cultura ebraica
Bruno Segre
Bruno Segre, nato a Lucerna nel 1930, ha studiato filosofia a Milano alla scuola di Antonio Banfi. Si è occupato di sociologia della cooperazione e di educazione degli adulti nell'ambito del Movimento Comunità fondato da Adriano Olivetti. Ha insegnato in Svizzera dal 1964 al 1969. Per oltre dieci anni ha fatto parte del Consiglio del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. Dal 1991 presiede l'Associazione italiana Amici di Nevé Shalonì/Wahat al-Salam, villaggio in Israele in cui ebrei e palestinesi convivono pacificamente dal 1972. È l'autore di La Shoah (2003) e de' Il geniocidio degli ebrei d'Europa (1998).
Mauro Guindani
Mauro Guindani - attore, scrittore e regista, rientrato in Ticino dopo quarant'anni di lavoro nel teatro in Francia e, specialmente, in Germania.
con il contributo di Banca Stato