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Lo Sinn Fein ha vinto le elezioni politiche di giovedì, conquistando per la prima volta la maggioranza relativa nel parlamento di Belfast.
I repubblicani cattolici dello Sinn Fein, ex braccio politico dell'Ira, hanno superato il maggiore dei partiti unionisti protestanti, il Dup, sia in percentuale di voti (29% contro 21,3%), sia - ed è la prima volta - per numero di seggi. E ora si candidano alla premiership. Con 88 seggi scrutinati su 90 gli eredi dell'Ira si collocano a quota 27 contro i 24 accreditati finora al Dup.
In totale le formazioni nazionaliste e quelle unioniste si equivalgono dopo il voto di due giorni fa, attorno al 40% consensi ciascuno, con un restante 15-20% ai partiti inter-comunitari fra i quali salgono al terzo posto i liberali dell'Apni a scapito dei laburisti e socialdemocratici dello Sdlp; ma lo Sinn Fein - in quanto prima forza - può a questo punto ambire alla guida di un nuovo Governo unitario a Belfast, invertendo per la prima volta i rapporti di forza rispetto al Dup fin da dopo la pace del Venerdì Santo del 1998, e chiedere la poltrona di premier locale per la sua leader, l'ex vicepremier Michelle O'Neill, 45 anni, lasciando il ruolo di vice agli unionisti. Se questi ultimi dovessero d'altronde rifiutare, sullo sfondo delle tensioni post Brexit riemerse nei mesi scorsi in Ulster, la gestione dell'amministrazione nordirlandese tornerebbe viceversa - in base alla legge - nella mani del Governo centrale Tory di Londra di Boris Johnson.
Lo Sinn Fein continua a sventolare la bandiera nazionalista della riunificazione con la Repubblica d'Irlanda, sebbene in una prospettiva temporale indeterminata, frenata dal sostanziale stallo demografico nelle contee del nord della cosiddetta isola verde e del fatto che Dublino si guarda bene al momento dall'incoraggiare un orizzonte conflittuale. Mentre sul piano economico-sociale è su posizioni di sinistra piuttosto radicali.
L'Irlanda del Nord entra in una "nuova era", ha dichiarato Michelle O'Neill, vice-presidente del partito dei repubblicani cattolici, che ancora formalmente persegue la riunificazione dell'isola sotto Dublino e che, salvo sorprese, dunque, diventerà leader di Governo a Stormont. Una vittoria peraltro riconosciuta dal leader del Dup, il principale partito unionista protestante, Jeffrey Donaldson.
"Oggi entriamo in una nuova era. È un momento cruciale per la nostra vita politica e il nostro popolo", ha detto O'Neill, aggiungendo che l'ipotesi di riunificazione "è già oggetto di un sano dibattito". "Porterò una leadership inclusiva, che celebra le diversità, che garantisce diritti ed eguaglianza per coloro che sono stati esclusi, discriminati o ignorati nel passato", ha aggiunto O'Neill.