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La Svizzera con la sua esperienza di federalismo può fare molto a favore della pace anche all'estero.
Lo ha detto mercoledì il consigliere federale Joseph Deiss alla conferenza internazionale sul federalismo in corso a San Gallo.
La coabitazione fra diversi gruppi etnici o religiosi spesso è possibile a lungo termine solo grazie alla creazione di strutture federalistiche.
Dallo smembramento dell'ex Unione sovietica e della Jugoslavia le questioni relative all'autonomia dei popoli e all'unità delle nazioni sono tornate prepotentemente di attualità.
Federalismo e aiuto allo sviluppo
Per il ministro degli esteri svizzero, le strutture federalistiche decentralizzate sono pure un vantaggio nell'ambito dell'aiuto allo sviluppo.
La Svizzera sostiene da tempo gli sforzi di regionalizzazione nei paesi del Terzo Mondo e dell'est Europa.
La decentralizzazione comunque non è un rimedio miracoloso per risolvere tutti i problemi. Programmi errati possono rafforzare le disuguaglianze fra regioni, afferma Deiss.
Ogni paese deve quindi trovare la giusta miscela fra centralismo e regionalizzazione.
L'esempio Bosnia-Erzegovina
Nel corso della Conferenza è stato inoltre discusso l'esempio della Bosnia Erzegovina. Al seminario ha partecipato anche l'ex alto rappresentante dell'ONU per i Balcani Carl Bildt.
A margine della manifestazione, si è pure svolta una tavola rotonda che ha riunito diversi gruppi dello Sri Lanka nell'ambito del processo di pace in corso nel paese.
Il 16 settembre si incontreranno in Thailandia i rappresentanti delle autorità di Colombo e delle Tigri di liberazione dell'Eelam tamil per le prime trattative dirette negli ultimi sette anni.
swissinfo e agenzie