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Per secoli, con la legna dei boschi malcantonesi si sono prodotte notevoli quantità di carbone, in gran parte trasportate con gli asini fino a Luino e da qui per via d‘acqua fino a Milano. Si trattava di un lavoro duro quanto impegnativo, esercitato da squadre di operai che dovevano restare nei boschi per mesi, compiendo tutte le operazioni di preparazione e, soprattutto, sorvegliando notte e giorno le carbonaie attive, affinchè non prendessero fuoco, riducendo in cenere tutta la legna.
Il processo di carbonizzazione permetteva di lavorare la legna nei pressi dei luoghi del taglio, riducendone il peso di quasi 4/5 e facilitandone così il trasporto. La produzione, ridottasi alla fine dell‘Ottocento, riprese vigore nel corso delle due guerre mondiali, quando scarseggiavano i rifornimenti di materie prime. Le tracce lasciate da questi ultimi periodi di attività sono ancora ben visibili qua e là nelle faggete.
La carbonaia di Vezio vuole ricordare un‘attività della quale si è quasi persa la memoria, rendendo così omaggio alle immani fatiche dei nostri antenati.
I testi che qui presentiamo, raccolti da Giorgio Tognola, possono essere un utile strumento per preparare la visita o per approfondire quanto appreso nella stessa.