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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) intende archiviare una parte del procedimento penale contro l'ex presidente della Federazione internazionale di calcio (FIFA) Sepp Blatter.
Ma secondo informazioni mediatiche, un rapporto della polizia federale non lascia dubbi sulle responsabilità penali dell'alto vallesano. Il MPC spiega che per l'archiviazione ha considerato anche altri parametri.
Blatter non sarà perseguito per aver concesso diritti televisivi troppo a buon mercato all'Unione calcistica dei Caraibi (CFU), aveva indicato il MPC lo scorso 11 aprile. Si tratta di uno dei due filoni del procedimento penale avviato contro Blatter nel 2015 per sospetti di amministrazione infedele e appropriazione indebita.
L'agenzia di stampa Afp ha reso noto l'altro ieri estratti di rapporti della polizia federale, secondo cui i reati contestati all'84enne paiono indiscutibili. Contattato da Keystone-ATS, il MPC questa sera spiega che la scelta di proseguire o no un'inchiesta penale dipende da varie considerazioni, che vanno soppesate.
Palesemente la procura federale ha ritenuto gli elementi forniti dal rapporto di polizia insufficienti per giustificare un'inchiesta a carico.
"Il signor Blatter ha agito più per gli interessi del signor Warner che per quelli della FIFA", sostengono, stando alla Afp, gli inquirenti nei rapporti terminati tra dicembre 2019 e gennaio 2020. Jack Warner, nel frattempo radiato a vita dalla FIFA e incriminato per corruzione dalla giustizia statunitense, all'epoca dei fatti contestati dirigeva la CFU.
A seguito dell'"inazione del signor Blatter contro la CFU o contro il signor Warner, la FIFA ha subito un pregiudizio di una somma che raggiunge i 3,78 milioni di dollari (3,67 milioni di franchi al cambio attuale)", indica l'Afp citando i documenti. Sui contenuti dei rapporti il MPC non ha voluto esprimersi.
Un secondo aspetto del procedimento penale contro Blatter non sarà archiviato: si tratta del controverso pagamento di 2 milioni di franchi, nel febbraio del 2011, all'allora presidente dell'Unione delle associazioni calcistiche europee (UEFA) Michel Platini.
L'altovallesano, che è stato presidente della FIFA fino al 2015, ha giustificato il pagamento citando il ruolo di Platini come consulente della FIFA tra il gennaio 1999 e il giugno 2002.
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