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PARIGI - Un supermercato vende il pane a 29 centesimi e i panettieri si infuriano. E.Leclerc, una catena francese di alimentari, ha da poco lanciato un'iniziativa per i consumatori che si protrarrà per alcuni mesi, che secondo i vari consorzi e associazioni dei panifici dell'Esagono «distrugge il valore di una filiera d'eccellenza».
L'aumento dei prezzi e le difficoltà a reperire le materie a causa di una catena d'approvvigionamento sempre più spezzettata, non sono un mistero. E i panettieri francesi, che lavorano con acqua, farina, lievito e forni, lo sanno molto bene. Su di loro, come sulla popolazione in generale, ha anche iniziato a gravare il peso dell'innalzamento del costo dell'elettricità. Perciò, quando E.Leclerc ha lanciato all'inizio della settimana un'iniziativa volta ad aiutare i consumatori, i panettieri si sono sentiti ulteriormente vittime di un mercato in cui normalmente, vista la tradizione ancestrale del pane in Francia, la fanno da padroni.
La catena di supermercati ha ora in vendita la baguette, il pane dell'Esagono per eccellenza, a soli 29 centesimi. Secondo l'Istituto nazionale di statistica e studi economici francese, il prezzo medio della baguette nella Francia del 2021 è stato di 90 centesimi. Quindi E.Leclerc ha deciso di andare incontro ai consumatori, facendosi carico delle spese, visto il momento di difficoltà economica portato dalla pandemia. Un portavoce della catena ha spiegato al portale LeFigaro che «in nessun modo l'iniziativa danneggia i fornitori. Pensiamo che la baguette sia un bene simbolico, un marcatore dell'inflazione. Perciò ci impegniamo a mantenere basso il suo prezzo».
Il 12 gennaio è stata diramata una nota firmata dai principali attori dell'economia agricola e del pane. In questa hanno denunciato che «l'iniziativa di E.Leclerc è demagogia e distrugge il valore di una filiera d'eccellenza». Secondo loro, anche se la campagna durerà solo tre o quattro mesi e i francesi sono molto affezionati al loro panettiere di fiducia, «il forno che si trova vicino a uno di questi supermercati potrebbe perdere 300 o 400 clienti, e questo metterebbe in serie difficoltà chi ci lavora». Il problema, inoltre, non si pone solo per chi lavora con le materie prime, ma anche per chi le produce. La federazione nazionale dei sindacati dell'agricoltura ha infatti affermato che questa iniziativa «potrebbe causare la perdita di diversi impieghi».