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I documenti utilizzati dalla NZZ am Sonntag sono falsi e le autorità del paese non lo hanno mai avvicinato, afferma l'ex procuratore
ZURIGO - L'ex procuratore generale della Confederazione Michael Lauber nega di essere stato spiato dal Qatar nell'ambito della vicenda FIFA, un'ipotesi fatta circolare domenica scorsa dalla NZZ am Sonntag. I documenti utilizzati dal giornale sono falsi e la autorità del paese non lo hanno mai avvicinato, afferma.
«C'è un punto interrogativo fondamentale da porre sull'autenticità delle carte, che devono risalire al dicembre 2011», sostiene Lauber in un'intervista pubblicata oggi dal Tages-Anzeiger. Il suo presunto autore sostiene da un anno e mezzo che i documenti sono falsi. Inoltre secondo l'ex magistrato diversi aspetti non hanno senso. «Non sono mai stato coinvolto in nulla d'illegale, né dal Qatar né da altri stati», afferma. «Come e con che cosa potrei essere stato ricattato?».
Alla fine del 2011 Lauber era inoltre stato appena eletto procuratore generale della Confederazione, ma non era ancora entrato in carica. Nessuno poteva sapere che il Ministero pubblico della Confederazione avrebbe condotto un procedimento pochi anni dopo. «Perché avrei dovuto essere reclutato? In sostanza, la logica è sbagliata», argomenta Lauber.
Domenica scorsa, la NZZ am Sonntag ha sostenuto che il Qatar ha orchestrato un'operazione di spionaggio per conoscere i contenuti di un incontro informale svoltosi il 16 giugno 2017 in un albergo di Berna tra Lauber e il numero uno della FIFA Gianni Infantino. L'abboccamento si sarebbe tenuto presso l'hotel Schweizerhof, di proprietà dei qatarini dal 2009. Temendo che la coppa del mondo di calcio venisse ritirata a causa delle critiche sulla sua gestione dei diritti umani, il Qatar avrebbe assunto per diversi anni una società di intelligence statunitense per influenzare la politica della FIFA.
Michael Lauber si è dimesso dalla carica di procuratore generale della Confederazione Svizzera nell'agosto 2020, dopo che il Tribunale penale federale ha criticato la sua gestione dell'organismo. Aveva inoltre subito critiche politiche anche per la sua vicinanza a funzionari della FIFA.