Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/228330

<h2>SubmittedText<h2><p>Stando alle segnalazioni da tutta la Svizzera, ogni primavera sono circa 1700 i cuccioli di capriolo vittime delle falciatrici. Secondo gli esperti, però, il numero di incidenti non segnalati è molto più alto. In questi casi gli animali sono destinati a una morte atroce e spesso lenta perché non sempre vengono scoperti subito e quindi devono essere soppressi successivamente dai guardacaccia o dai cacciatori. Questi incidenti sono problematici anche per la femmina adulta di capriolo che per diversi giorni continua a cercare invano il suo piccolo.</p><p>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande. </p><p>1. Quali misure supplementari potrebbero essere adottate per proteggere meglio i cuccioli di capriolo durante la fienagione? </p><p>2. Come valuta la proposta delle organizzazioni animaliste di procedere allo sfalcio dei "prati ecologici" soltanto a partire dal 1° luglio poiché evidentemente a maggio e giugno gli incidenti sono particolarmente frequenti? </p><p>3. Ritiene sia possibile coinvolgere maggiormente in particolare gli agricoltori ecologisti in una strategia mirata per la protezione degli animali? </p><p>4. Come considera il rapporto costi/benefici di queste misure?</p><p>5. Cosa ne pensa dell'eventualità di apportare modifiche rilevanti per la protezione degli animali alle pertinenti ordinanze (p.es. ordinanza sulla protezione degli animali, ordinanza sui pagamenti diretti)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Molti agricoltori già sensibili al tema dei cuccioli di capriolo e di altri animali selvatici vittime delle falciatrici, come ad esempio le lepri, controllano i prati prima di procedere allo sfalcio. A essi si affiancano diverse istituzioni, come organizzazioni di contadini e cacciatori, ma anche label e associazioni, che si impegnano per salvare gli animali. Oltre a tecniche tradizionali, come quella di spaventare gli animali affinché fuggano, si ricorre sempre più frequentemente a droni e a videocamere a infrarossi, riscuotendo notevole successo. Negli ultimi anni si è registrato un aumento considerevole delle iniziative private e dell'impiego di tecniche moderne. Per alcuni agricoltori, invece, è difficile ricevere le informazioni necessarie sugli sportelli a cui potrebbero rivolgersi e sugli enti competenti per le loro superfici nonché sulle possibilità o sulle limitazioni di utilizzo di droni sulle loro superfici.</p><p>2.-4. Già oggi le superfici per la promozione della biodiversità nelle zone di montagna I e II possono essere falciate al più presto il 1° luglio, nelle zone di montagna III e IV il 15 luglio. Nella regione di pianura lo sfalcio è consentito dal 15 giugno. Nei progetti d'interconnessione, anche uno sfalcio più tardivo è una misura diffusa. Le date a partire dalle quali è consentito lo sfalcio delle superfici per la promozione della biodiversità sono state fissate tenendo conto delle esigenze delle specie bersaglio e faro secondo gli Obiettivi ambientali per l'agricoltura. Le cerchie agricole chiedono di anticipare lo sfalcio adducendo, tra le altre cose, che il periodo vegetativo inizia mediamente prima a causa del cambiamento climatico. Nelle date a partire dalle quali è consentito lo sfalcio previste attualmente, il Consiglio federale vede un compromesso funzionale tra i vari interessi e intende pertanto mantenere le norme e le eccezioni vigenti. Poiché l'impiego improprio di droni nell'habitat degli animali selvatici rappresenta un grande potenziale di disturbo, occorre garantire che i Cantoni possano gestirne e coordinarne l'utilizzo al fine di adempiere il mandato di legge teso a evitare interferenze.</p><p>5. Non è necessario adeguare il diritto sulla protezione degli animali poiché vige già una disposizione secondo cui nessuno ha il diritto di infliggere ingiustificatamente dolori, sofferenze o lesioni a un animale (art. 4 cpv. 2 della legge federale sulla protezione degli animali, LPAn; RS 455). Inoltre è vietata l'uccisione di animali con crudeltà o per celia (art. 26 cpv. 1 lett. b LPAn). Se un agricoltore è al corrente che nel suo campo si trovano cuccioli di capriolo deve fare di tutto per proteggerli durante la fienagione e per evitare che gli animali vengano uccisi dalla falciatrice con crudeltà e per celia. Oggi vi sono sufficienti metodi applicabili con un dispendio ragionevole per riconoscere tempestivamente e proteggere i cuccioli di capriolo, come per esempio sorvolare il campo con droni o pattugliarlo prima dello sfalcio. Spetta alle autorità penali competenti verificare, sulla base delle circostanze del singolo caso, se eventualmente si è confrontati con un'uccisione di animali con crudeltà o per celia punibile in virtù dell'articolo 26 capoverso 1 lettera b LPAn.</p>  Risposta del Consiglio federale.