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GITEGA - Una villa di lusso, il cui costo e dimensioni non sono specificati, e una somma una tantum equivalente a oltre 500mila dollari: questo quanto i presidenti in Burundi riceveranno dopo aver lasciato l'incarico secondo la nuova legge adottata dal Parlamento del paese e riportata da Al Jazeera.
La mossa di ieri è arrivata prima dell'elezione prevista a maggio e per la quale il presidente Pierre Nkurunziza, in carica dal 2005, ha dichiarato di non volersi candidare nonostante una nuova costituzione nel 2018 e adottata con referendum gli consentisse di farlo. Nel 2015, la sua campagna per il terzo mandato causò violenze e portò il paese a una crisi politica duratura.
La nuova legge stabilisce che alla fine del mandato il presidente riceverà «entro cinque anni una villa di lusso costruita con fondi pubblici in una località di sua scelta, nonché un'assegnazione una tantum di un miliardo di franchi burundesi» (equivalenti a 530mila dollari).
Si tratta di un importo molto alto per il Burundi, dove oltre il 65 per cento della popolazione vive in condizioni di povertà con un'insicurezza alimentare che riguarda il 50 per cento del paese, secondo l'agenzia dell'Onu World Food Programme (Wfp).
Il provvedimento, adottato con 98 voti favorevoli e due contrari, distingue tra capi di Stato eletti a suffragio universale - di cui Nkurunziza è l'unico candidato - e quelli arrivati al potere con un accordo di pace o un golpe militare.
«Un presidente arrivato al potere attraverso il semplice consenso di un gruppo di politici non è tenuto nella stessa considerazione di uno che è stato eletto democraticamente», ha detto la ministra della Giustizia Aimee-Laurentine Kanyana all'assemblea nazionale.