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Dopo 67 stagioni da voce dei Dodgers (prima a Brooklyn e poi a Los Angeles, prima alla radio, poi alla televisione), Vin Scully (classe 1927) si è ritirato alla fine della stagione 2016. Mercoledì 3 maggio i Dodgers lo hanno aggiunto alla loro Ring of Honor, che fino qui comprendeva solo 10 personaggi che hanno scritto la storia della Franchigia, prima a Brooklyn (come Jackie Robinson), poi a Los Angeles (come Don Sutton) o in entrambe le città (come Sandy Koufax o Tom Lasorda).
Scully è l’unico giornalista della Ring of Honor, che comprende 8 atleti (oltre a Robinson, Koufax e Sutton: Roy Campanella, Don Drysdale, Junior Gilliam, Pee Wee Reese, Duke Snider) e 2 manager (oltre a Lasorda, che ha avuto brevi apparizioni anche come giocatore, Walter Alston, che ha vinto le World Series sia a Brooklyn nel 1955 che a Los Angeles nel 1959, 1963 e 1965)
“Sono molto emozionato, anche se magari non si vede. Sono abbastanza bravo quando si tratta di sembrare stoico” ha detto Scully al pubblico del Dodger Stadium “Ci sono numeri” il riferimento è a quelli del Ring of Honor “Ma io non vedo numeri. Sento semmai voci…se penso al 39, non vedo un numero. Vedo Roy Campanella. Vedo quel che succedeva fuori dalla cucina di Vero Beach. Io e i giocatori più giovani seduti e Roy che raccontava storie…potrei fare lo stesso con qualsiasi numero”.
Scully ha aggiunto: “Tra me e voi, ma non ditelo al management, non mi merito di essere tra di loro. Ma ci sono, e la mia gratitudine va ai Dodgers per l’eternità”.
Alla domanda se gli manca il suo lavoro di telecronista, Scully ha risposto: “Sono completamente in pace con me stesso e smettere è stato meno difficile di quel che pensassi. Sono nella posizione giusta nel momento giusto della mia vita. A novembre compio 90 anni, non sono più uno dei Boys of Summer” come erano conosciuti i Dodgers di Brooklyn.
Vincent Edward Scully è nato nel Bronx (New York) in una famiglia dalle modeste possibilità economiche. Si è appassionato al baseball a 8 anni, leggendo i risultati delle World Series 1936 in una lavanderia e simpatizzando per i New York Giants, che avevano perso e che poteva seguire gratuitamente allo stadio. Esterno centro della squadra dell’Università Fordham, contribuì a fondare la stazione radio FM del College e collaborò al giornale The Fordham Ram. Dopo la laurea in Lingua Inglese, venne assunto da Red Barber a CBS Radio per coprire il football di College. Nel 1950 iniziò a fare da spalla a Barber per le radiocronache dei Dodgers e nel 1953 prese il suo posto (Barber aveva in corso una controversia economica) in occasione delle World Series, diventando a 25 anni il più giovane commentatore del Fall Classic, un record che non è stato battuto. Dopo una indolore transizione alla televisione (le sue cronache venivano trasmesse in contemporanea), Scully ha seguito i Dodgers a Los Angeles.
Nel 2016 Barack Obama gli ha conferito la Presidential Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile negli Stati Uniti.
Sotto trovate un bellissimo video (tratto da MLB.com) con alcune delle più memorabili cronache di Scully, incluso il fuoricampo numero 715 di Hank Aaron, il perfect game di Sandy Koufax (1965) e la no hit di Clayton Kershaw (2014). Ma anche la sua induzione alla Hall of Fame (“tra tanti milioni di persone che lo meriterebbero di più, perché proprio un ragazzino con i capelli rossi e un buco nei pantaloni…”), il commovente ricordo di Harry Caray a Wrigley Field (con tanto di Take me out to the ballgame cantata dal vivo)…e ve lo lasciamo guardare.