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LONDRA - Niente mozione in favore di un secondo referendum sulla Brexit per ora alla Camera dei Comuni britannica: i deputati che avevano annunciato l'iniziativa - tutti sostenitori della campagna People's Vote - hanno infatti ritirato l'iniziativa, ammettendo di non avere al momento i numeri per farla passare a Westminster.
Il passo indietro è stato peraltro presentato come un rinvio, nell'asserita convinzione di poter ancora ribaltare più avanti la situazione.
L'annuncio è stato dato oggi dai laburisti Chuka Umunna e Luciana Berger, esponenti dell'ala anti-corbyniana del Labour che guida l'iniziativa insieme con qualche singolo deputato Tory dissidente pro Remain come Sarah Wollaston.
Luciana Berger ha chiamato in causa il rifiuto del leader del suo partito, Jeremy Corbyn, di appoggiare ufficialmente la mozione come causa dello stop, ma in effetti finora il documento è stato firmato da meno di 100 deputati su 650 e non è chiaro se possa arrivare alla maggioranza neppure con un ipotetico sostegno del segretario.
Resta d'altronde in calendario un possibile voto ai Comuni su un altro emendamento, promosso in questo caso dallo stesso leader del Labour, che propone una serie di test parlamentari su opzioni alternative alla linea della premier Theresa May sulla Brexit: inclusa, fra le altre, l'ipotesi di un referendum bis.
L'ex premier Tony Blair, intanto, ha ribadito oggi di credere nella rivincita referendaria, indicando malgrado tutto le chance attuali di questo epilogo "oltre il 50%". Ma i media notano come circa metà dei 260 deputati dello stesso gruppo laburista siano ostili a un simile sbocco e in parte decisi ad opporvisi anche laddove Corbyn superasse le sue esitazioni al riguardo.