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Martin Scorsese e gli altri: «Carlo Chatrian deve restare»
Martin Scorsese, Radu Jude, Joanna Hogg, Claire Denis, Bertrand Bonello, M. Night Shyamalan, Kristen Stewart, Hamaguchi Ryusuke e Margarethe von Trotta sono solo alcuni tra i cineasti e artisti internazionali che hanno firmato una lettera aperta a sostegno di Carlo Chatrian, il cui mandato come direttore artistico della Berlinale terminerà il prossimo anno. Il numero dei firmatari ha ormai superato i 400 nomi e continua a crescere. Una, principalmente, la richiesta: che il citato Chatrian possa continuare il suo lavoro a Berlino. «Chiediamo con forza di prolungare il mandato di Carlo Chatrian e di riparare il danno arrecato a questo festival cinematografico essenziale» si può leggere nella lettera.
Come riportato la scorsa settimana, Chatrian – che vanta un passato importante a Locarno – avrebbe dovuto restare oltre il 2024, ed è rimasto piuttosto sorpreso nell'apprendere che l'Ente tedesco che supervisiona il festival, il Kulturveranstaltungen des Bundes di Berlino (KBB), ha annunciato che non avrebbe prolungato il suo contratto. L'organizzazione aveva precedentemente affermato che avrebbe abbandonato il modello di avere un direttore esecutivo e un direttore artistico per tornare ad avere un unico direttore dopo la prossima edizione. Anche la direttrice esecutiva del festival, Mariëtte Rissenbeek, lascerà il suo incarico dopo la prossima edizione.
Chatrian e Rissenbeek erano stati nominati ai rispettivi ruoli nel giugno 2018 e hanno condotto la loro prima edizione nel 2020, dopo che il mandato di Dieter Kosslick come direttore del festival si era concluso con la Berlinale 2019.
Parlando a Variety sabato scorso, Chatrian aveva appunto parlato di una decisione caduta a sorpresa e all'improvviso: «A marzo ho avuto un incontro, nel quale avevamo concordato di rinnovare il mio contratto come direttore artistico. Ciò che restava ancora da definire era la struttura della leadership. Ho sempre detto che per me andavano bene altre forme di governo, purché fosse preservata la mia libertà nel comporre il programma. L’annuncio pubblico, il 31 agosto, mi ha reso pienamente consapevole che non c’erano più le condizioni per continuare a ricoprire l’incarico di direttore artistico dopo marzo 2024».
Nella missiva, piuttosto diretta, viene criticato il comportamento di Claudia Roth, il cui Ministero per la Cultura e i Media funge da cappello per il KBB, definito «dannoso, poco professionale e immorale». E ancora: «Carlo Chatrian potrebbe non essere uno showman, ma con i suoi modi tranquilli, lui e il suo team hanno scelto un percorso curatoriale aperto e artisticamente gratificante, mostrando nuove direzioni nel cinema mondiale, sfidando gli stereotipi e collegando diversi filoni del cinema». Resta da capire, ora, se la lettera sortirà o meno gli effetti sperati.