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L'intervento delle banche centrali sembra spingere i listini, nonostante i segnali che vengono dall'economia reale.
A fronte di segnali dall’economia preoccupanti, i mercati finanziari continuano a conoscere segno positivo.
Molti indicano nelle politiche delle banche centrali l’origine dei corsi dei listini azionari. “La Federal Reserve sta ricevendo molto amore dai mercati finanziari perché ha abbassato i tassi a breve termine che controlla a circa zero, e ha trovato modi inventivi per portare i tassi a lungo termine a livelli molto bassi e far funzionare di nuovo senza problemi alcune parti del sistema finanziario precedentemente in difficoltà”, spiega un articolo del Washington Post del “columinist” Allan Sloan. “Il mercato azionario è salito bruscamente negli ultimi tre mesi, in gran parte a causa della Fed, con l'S&P 500 che ha cancellato la maggior parte del terrificante calo del 34%, di cinque settimane, che ha sofferto dal massimo di metà febbraio ai minimi del 23 marzo”. Tuttavia di fatto con questa politica si spingono i risparmiatori verso investimenti più rischiosi, si osserva.
Ad esprimere un altro parere critico è Ray Dalio, fondatore del più grande hedge fund del mondo, Bridgewater, che intervistato da Bloomberg ha criticato l’”onnipotenza” delle banche centrali. Secondo Dalio le politiche della Fed fanno in modo che quanto di veda sui mercati azionari non sia più “libero mercato”. "Oggi l'economia e i mercati sono guidati dalle banche centrali e dal coordinamento con il governo centrale”, ha detto.