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Un agente di sorveglianza non può portare il manganello quando è in servizio se ha dei reati iscritti nel casellario giudiziale. Lo ha stabilito il Tribunale federale (Tf) analizzando il caso di un addetto alla sicurezza della compagnia ferroviaria Bls. Per il manganello l'agente disponeva di un permesso di porto d'armi di durata limitata. L'autorizzazione è scaduta nell'agosto del 2018 e in luglio l'uomo si è rivolto alla polizia bernese per il rinnovo.
Quest'ultima, constatando che il richiedente era iscritto nel casellario giudiziale per due reati commessi nel 2012 e nel 2014, ha revocato il permesso a titolo superprovvisionale. In seguito le altre istanze cantonali hanno confermato il rigetto della domanda. L'agente ha inoltrato ricorso adducendo che il rifiuto delle autorità bernesi violava il principio di proporzionalità e anche quello della libertà economica, poiché la privazione dell'arma ostacolava il suo futuro professionale.
Nella sentenza pubblicata oggi, il Tf ricorda che la Legge sulle armi (LArm) classifica il manganello fra i "dispositivi concepiti per ferire le persone", così come come tirapugni, bastoni da combattimento, stelle da lancio e fionde (Art. 4, 1, d). Il diritto di acquisto, possesso e porto sottostà all'ottenimento di un apposito permesso.
Quest'ultimo non è rilasciato a persone che, "in ragione di una condanna per reati che denotano carattere violento o pericoloso o per crimini o delitti commessi ripetutamente, sono iscritti nel casellario giudiziale, fintanto che l'iscrizione non sia cancellata" (Art. 8, 2, d).
La corte suprema sottolinea poi che, contrariamente alla natura violenta o pericolosa di un atto, che deve essere valutato dai giudici, la semplice e ripetuta commissione di crimini o reati iscritti nel casellario giudiziale è sufficiente a giustificare il rifiuto del permesso di acquisto.
Il TF aggiunge che non è necessario che questi reati siano di natura violenta o connessi all'uso di un'arma. Data la natura pericolosa degli oggetti soggetti alla LArm, i loro detentori devono offrire elevate garanzie di affidabilità.
D'altro canto, nel caso specifico la violazione della libertà economica è limitata, dato che i reati saranno cancellati dal casellario nel 2020 e il ricorrente avrà nuovamente diritto di possedere un'arma. Il suo futuro professionale non è quindi ostacolato dai rigidi limiti posti dai tribunali per l'acquisto di un'arma.