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Il presidente francese Emmanuel Macron si erge a principale mediatore nella crisi bielorussa. Il presidente ha incontrato questa mattina, martedì, a Vilnius, l'ex candidata alla presidenza della Bielorussia Svetlana Tikhanovskaya, costretta a lasciare il paese dopo le elezioni che hanno confermato Alexandr Lukashenko alla guida del paese. Il faccia a faccia è durato circa mezz'ora, durante la quale Macron ha invitato la leader dell'opposizione a parlare in futuro davanti al Parlamento francese (il 7 ottobre in commissione affari esteri) e soprattutto ha promesso che l'UE farà tutto il possibile per mediare.
Bruxelles non riconosce il risultato del 9 agosto e la legittimità di Lukashenko, riconfermato con l'80% dei suffragi, ha ribadito l'inquilino dell'Eliseo. Tikhanovkaya, il cui marito resta in carcere come molti altri oppositori e dimostranti scesi in piazza nelle ultime settimane, aveva già incontrato i leader di Polonia e Lituania. Chiede che le elezioni vengano ripetute.
Le pressioni francese ed europee, sostiene, andrebbero indirizzate sulla Russia dove Vladimir Putin potrebbe muovere le leve per una transizione pacifica e una strategia d'uscita per Lukashenko, che eviti il ripetersi del bagno di sangue ucraino di sei anni fa. Putin che, dal Cremlino, ha proprio oggi denunciato "pressioni esterne senza precedenti sulla Bielorussia". Fra Mosca e Minsk, ha ribadito, le relazioni sono "più forti che mai".