Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01132.jsonl.gz/677

Abbiamo un pregiudizio negativo verso la pubblicità. E un pregiudizio positivo verso i libri. Nel suo ultimo lavoro, "La claque del libro", da Neri Pozza, il pubblicitario e scrittore Ambrogio Borsani ricostruisce a partire da Gutenberg le forme e le storie della promozione editoriale. Quando il libro è stampato, bisogna farlo sapere ai potenziali lettori, vincendo l’indifferenza. Allora come oggi: Diderot fu un infaticabile promotore della sua Encyclopédie.
Ci sono romanzi che trovano da soli la loro strada, come "Il Piccolo Principe" di Saint Exupéry. Altri, come "Via col Vento" di Margaret Mitchell, che diventano bestseller grazie al cinema, e a un editore che aveva creduto nel prodotto e azzeccato la strategia. Ci sono le recensioni, a volte concordate con l’autore. Ci sono scrittori innamorati della modernità che scrivono testi pubblicitari: Paul Valéry vantò l’acqua minerale Perrier. Oggi ci sono i social e i festival. Ma già Plinio il Giovane si lamentava, ai tempi suoi, per la gran quantità di poeti che organizzavano pubbliche letture.