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Gabriel Boric, rappresentante di una coalizione di partiti di sinistra, ha recentemente vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali cilene. L’11 marzo, a 36 anni, diventerà il più giovane presidente nella storia del Cile. Ex-leader del movimento studentesco, Boric vuole ridurre le disuguaglianze, riformare il sistema pensionistico privatizzato e rafforzare la sanità. Da una posizione di minoranza in seno al Congresso dovrà trovare alleanze parlamentari per realizzare le promesse elettorali. Convincere quest’anno la maggioranza popolare ad approvare una nuova carta costituzionale rappresenterà una sfida supplementare. La sinistra cilena vede nella nuova Costituzione un’opportunità per rafforzare il ruolo dello stato e migliorare le politiche del welfare. La destra ritiene invece che questo processo gonfierebbe la spesa pubblica, indebolirebbe la competitività economica del paese e disincentiverebbe gli investimenti privati. L’arte del compromesso sarà quindi vitale per governare.