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L'ex consigliere di Stato grigionese Claudio Lardi dovrebbe entrare a far parte del consiglio d'amministrazione della società elettrica Repower. Il Governo retico ha proposto all'assemblea degli azionisti, prevista in maggio, di eleggere il socialista poschiavino e il granconsigliere PDC Placi Berther.
Repower approva la proposta del Governo, scrive la società con sede a Poschiavo (GR) in una nota. Lardi e Berther andranno a sostituire Reto Mengiardi, ex direttore del Dipartimento retico delle finanze, e Guido Lardi, ex podestà di Poschiavo.
Reto Mengiardi fa parte del consiglio d'amministrazione di Repower dal 1978 (quando l'azienda si chiamava ancora Forze motrici di Brusio), Guido Lardi dal 2000 (anno della creazione di Rätia Energie, oggi Repower).
Claudio Lardi è stato in Governo per dodici anni dove ha diretto il Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente. Il poschiavino si è ritirato nel 2010 per raggiunto limite di permanenza. Il Cantone dei Grigioni è il principale azionista di Repower con una quota del 46% del capitale azionario.
I 15 membri del consiglio d'amministrazione di Repower vengono remunerati tramite un onorario fisso al quale si aggiunge un gettone di presenza. Come illustrato nel rapporto annuale 2009, l'insieme dei membri del cda ha ricevuto 738'486 franchi.
I singoli membri ottengono importi compresi tra i 33'000 e i 76'000 franchi. Il presidente è stato pagato circa 150'000 franchi, il suo vice quasi 115'000 franchi. Quest'ultimo ha inoltre intascato 50'000 franchi a titolo di rimborso per consulenze giuridiche.
Nel pomeriggio è giunta anche la reazione del Partito socialista grigionese (PS). La disponibilità ad assumere questo mandato è una decisione personale di Claudio Lardi e non corrisponde ad una strategia politica del PS, afferma il presidente del partito Jon Pult.
Quest'ultimo si aspetta comunque che Lardi "rappresenti gli interessi e le posizioni del campo rosso-verde grigionese anche nel Consiglio d'amministrazione di Repower". Il PS spera che Lardi potrà "contribuire all'uscita di Repower dall'irresponsabile piano d'investimento nel carbone e favorire un abbandono delle partecipazioni di minoranza in centrali nucleari".