Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/246645

<h2>SubmittedText<h2><p>Il rilevamento precoce e la sorveglianza delle malattie infettive sono essenziali per proteggere la popolazione e l'economia dalle epidemie e dalle pandemie. Senza conoscenze precise dei dati epidemiologici dei Paesi limitrofi, la sorveglianza dei virus resta limitata alla Svizzera.</p><p>Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie gestisce il "sistema di allarme rapido e di reazione" (SARR) a livello europeo. La Svizzera ha ottenuto un accesso temporaneo al sistema di allarme dell'UE per fronteggiare la pandemia di coronavirus, ma un accesso permanente sarebbe determinante per il nostro Paese per proteggersi in modo tempestivo ed efficace dalle malattie infettive.</p><p>1. La Svizzera ha ancora accesso ai dati non pubblici del SARR?</p><p>2. In che misura il Consiglio federale prevede di ottenere in futuro un accesso permanente al SARR?</p><p>3. Cosa significa per la gestione delle epidemie e delle pandemie in Svizzera non poter accedere al SARR?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel contesto della pandemia di coronavirus, la Commissione europea ha accordato alla Svizzera, su sua richiesta formale, un accesso ad hoc, provvisorio e limitato, a una parte del meccanismo dell'UE per la gestione delle crisi, in particolare al sistema di allarme rapido e di reazione (SARR). La Svizzera beneficia tuttora di un accesso limitato a singole parti del SARR, del quale però non è ancora stata definita la durata. Senza accordo sulla sanità, l'accesso resta limitato alla crisi COVID-19 ed è parziale, poiché la Svizzera non ha accesso ad altri sistemi di sorveglianza complementari istituiti e gestiti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Per la Svizzera è pertanto fondamentale disporre di un accesso convenzionale e illimitato non soltanto al SARR, ma anche all'ECDC e a tutte le reti di sorveglianza gestite da quest'ultimo.</p><p>Il SARR fa parte del dispositivo dell'UE in materia di gestione delle minacce sanitarie transfrontaliere, rivisto con la recente adozione del Regolamento (UE) 2022/2371 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 novembre 2022 relativo alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e che abroga la decisione n. 1082/2013/UE. Per partecipare a questo meccanismo, gli Stati che non sono membri dell'UE o del SEE necessitano di principio di una base convenzionale bilaterale con l'UE. Per la Svizzera questa base è prevista nel progetto di accordo bilaterale del 2018 concernente la cooperazione nel settore della sanità pubblica (accordo sulla sanità). Questo accordo, tuttavia, non ha ancora potuto essere concluso (cfr. la risposta alla domanda 2).</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza che il meccanismo di allarme rapido dell'UE riveste per una collaborazione europea efficace nell'ambito della gestione delle crisi sanitarie. La partecipazione della Svizzera a questo meccanismo e all'ECDC fa pertanto parte degli aspetti prioritari contemplati dal progetto di accordo sulla sanità con l'UE.</p><p>Il progetto mira a una cooperazione tra la Svizzera e l'UE in tre ambiti:</p><p>1) l'inclusione formale della Svizzera nel meccanismo di gestione delle crisi sanitarie transfrontaliere dell'UE, che comprende in particolare il SARR, nonché il Comitato per la sicurezza sanitaria (CSS;</p><p>2) la partecipazione della Svizzera all'ECDC, che gestisce diverse reti di sorveglianza; e</p><p>3) la partecipazione della Svizzera al programma pluriennale dell'UE per la salute.</p><p>L'UE vincola tuttavia la conclusione dell'accordo sulla sanità al disciplinamento di questioni istituzionali. L'accordo sulla sanità fa parte dell'approccio "a pacchetto" proposto dal Consiglio federale nel febbraio del 2022.</p><p>3. La pandemia ha evidenziato l'importanza della cooperazione internazionale e di un approccio armonizzato e coordinato per la gestione delle minacce transfrontaliere gravi in Europa. In questo ambito, il SARR permette di far circolare rapidamente le informazioni rilevanti, nonché di coordinare le azioni e le risorse a livello di UE. La mancanza di un accesso a questo sistema priva pertanto la Svizzera della possibilità di beneficiare rapidamente delle informazioni importanti sulla comparsa di minacce transfrontaliere gravi e rischia di indebolire la nostra capacità di allertare e reagire rapidamente. È dunque importante che la Svizzera possa ottenere in permanenza un accesso illimitato e istituzionalizzato al sistema dell'UE. Lo conferma anche il rapporto del 22 giugno 2022 della Cancelleria federale concernente la valutazione della gestione di crisi dell'Amministrazione federale durante la seconda fase della pandemia di COVID-19 (pag. 35), nel quale si sottolinea l'importanza di assicurare che in futuro la Svizzera sia integrata nelle reti e nelle partnership internazionali rilevanti per la gestione delle crisi, come pure negli strumenti e nei centri ad esse associati, con esplicita menzione del SARR, dell'ECDC e del CSS.</p>  Risposta del Consiglio federale.