Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231035

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di mostrare quali possibilità vi siano per una partecipazione vincolante dei Cantoni alle decisioni di politica estera che hanno un impatto diretto sui loro settori di esportazione, sugli ambiti essenziali dell'economia svizzera, così come sul polo di formazione e di ricerca del Paese e sullo scambio transfrontaliero quotidiano.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente all''articolo 54 capoverso 1 della Costituzione federale (Cost.), gli affari esteri competono allla Confederazione. La Confederazione tiene conto dei pareri dei Cantoni, che hanno un diritto di partecipazione. Secondo l'articolo 55 capoverso 1 della Costituzione federale, i Cantoni collaborano alla preparazione delle decisioni di politica estera che toccano le loro competenze o i loro interessi essenziali. Il coinvolgimento avviene in particolare attraverso la consultazione. Questo obbligo è specificato e concretizzato nella legge federale concernente la partecipazione dei Cantoni alla politica estera della Confederazione (LFPC; RS 138.1). Il Consiglio federale deve considerare i pareri dei Cantoni, che tuttavia non sono vincolanti. L'Esecutivo può discostarsene, ma deve comunicare ai Cantoni i motivi della sua decisione. Oggi i Cantoni devono quindi già essere coinvolti nella preparazione delle decisioni di politica estera se le loro competenze o i loro interessi essenziali sono toccati. Per quanto riguarda la conclusione dell'accordo istituzionale con l'UE, il Consiglio federale aveva del resto già proposto l'adozione della mozione 19.3167, che chiedeva la creazione di una base legale per garantire il diritto di partecipazione dei Cantoni in caso di recepimento dinamico del diritto dell'Unione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.