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Roberto ha quasi 60 anni ed è sempre stato piuttosto in salute sino a circa 15 anni fa. Ha sempre lavorato sempre problemi, ma 15 anni fa un parente si ammalò di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni del sistema nervoso centrale. Chi è colpito da questa malattia perde gradualmente il controllo di diverse funzioni vitali, come camminare, respirare, deglutire e parlare. Progressivamente non riesce più neanche ad impugnare gli oggetti.
Roberto fu molto colpito da questa diagnosi ed iniziò ad avere dei primi stati di ansia, come sintomi vertiginosi significativi, un timore di andare nei luoghi affollati, la sensazione di svenire o di avere degli importanti stati di accelerazione cardiaca, l’insicurezza di prendere l’auto e andare in autostrada, nonché una sintomatologia al torace caratterizzata da dolori diffusi e di origine non ben chiara.
Roberto si è sottoposto a tutti gli approfondimenti medici del caso, ma ogni volta riceveva la stessa risposta: all’origine non vi era nessuna malattia cardiaca, neurologica o metabolica. Finalmente il medico di famiglia decise di inviarlo, già una decina di anni fa, presso lo psichiatra. Da allora Roberto ci va regolarmente, i primi anni una volta ogni 2/3 settimane, negli ultimi 2/3 anni una volta ogni 2 mesi.
Roberto è riuscito a lavorare sui circuiti ansiosi che erano stati innescati dalla malattia neurodegenerativa del parente e progressivamente, riconoscendoli, la sintomatologia, negli anni è scomparsa. Egli parla liberamente con i suoi amici della terapia che fa con lo psichiatra ed è riconoscente al proprio medico di famiglia di avergli consigliato la cura per la sua psiche.
Parlare aiuta! Tacere rinforza la sintomatologia ansiosa e il senso di vergogna sociale e di imbarazzo.
Non dobbiamo aver timore di affrontare a casa e con gli amici più cari le nostre ansie, angosce, i nostri timori, i nostri pensieri strani.
Comunichiamo e abbattiamo lo stigma!