Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01066.jsonl.gz/1252

È molto interessante leggere le risposte a questa domanda che Hal Herzog, professore di psicologia alla Western Carolina University, ha raccolto in un post sul suo blog.
Il quesito gli è stato posto dal proprietario del cane durante un incontro radiofonico: “Professore, il mio cane sa che sono cieco?”.
Herzog non è stato in grado di rispondere immediatamente alla domanda e ha così girato il quesito ad altri scienziati. Le risposte, come detto, sono molto interessanti – non solo scientificamente, ma anche filosoficamente.
Secondo Marc Bekoff e Steve Zawistowski i cani non hanno le capacità mentali per concepire un concetto astratto come “vedere”, e quindi neppure quello di cecità.
Basta questo a risolvere il problema?
Ovviamente no: sapere non indica unicamente la conoscenza astratta e teorica.
I cani sanno che gli esseri umani vedono le cose e, aspetto questo ancora più interessante, sanno che vedono con gli occhi – e lo dimostrano con il loro comportamento, ad esempio guardano il viso dei loro proprietari per richiamare la loro attenzione, come studiato dall’etologo francese Florence Gaunet, citato da alcuni esperti contattati da Herzog.
Se i cani sanno che gli esseri umani solitamente vedono, sono teoricamente anche in grado di sapere se il loro proprietario non vede.
Purtroppo così non sembra essere: pare che i cani guida si comportino con i loro padroni ipovedenti esattamente come gli altri cani si comportano con i loro proprietari, cercando il contatto visivo. O forse no, perché si racconta (un aneddoto non ha valore scientifico, ma è comunque interessante) di un cane che, abituato alla propria padrona cieca, pur compiendo azioni illecite come mangiare il cibo avanzato lasciato in cucina, non si allarma per la semplice presenza di altri esseri umani nel locale, evidentemente perché sa che la sua padrona non riusciva a vederlo (contrariamente al suo nuovo proprietario, ma questa è un’altra storia).
Non è da escludere che un cane sappia e non sappia che il proprio padrone è cieco, a seconda del tipo di test con cui saggiamo questa sua conoscenza o, il che è per certi versi lo stesso, del significato che diamo alla parola “sapere”.
La conoscenza è un fenomeno complesso; se consideriamo specie animali non umane lo è ancora di più – e potremmo chiederci che cosa possa significare “sapere” per un fungo o una muffa…