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GINEVRA - Andare a caccia delle particelle più sfuggenti dell'universo, i neutrini, e della materia oscura, invisibile e misteriosa: sono questi gli obiettivi ambiziosi del nuovo esperimento approvato dal Cern di Ginevra e che utilizzerà il più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) e il nuovo rilevatore di particelle Snd (Scattering and Neutrino Detector).
Chiamato SND@LHC (Scattering and Neutrino Detector at the LHC), l'esperimento è guidato dall'italiano Giovanni De Lellis, fisico dell'Università Federico II di Napoli e associato dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Sotto la sua guida lavoreranno180 ricercatori che provengono da 20 istituti di 10 paesi.
«L'esperimento aprirà una nuova frontiera nello studio dei neutrini e nella ricerca di materia oscura - dice De Lellis - e siccome una buona parte dei neutrini è originata dai decadimenti di quark pesanti, i neutrini costituiscono un modo unico per studiare la produzione di questi quark, altrimenti inaccessibile».
Con un volume di circa due metri cubi, l'apparato dell'esperimento SND@LHC concentra in un volume così compatto le apparecchiature che consentono di eseguire tutte le misure necessarie a identificare i neutrini e a studiarne le proprietà.
È il primo esperimento a misurare i neutrini prodotti per la prima volta da collisioni di particelle a un'energia altissima, mai raggiunta finora. Lo stesso esperimento andrà in cerca di nuove particelle, non previste dalla teoria di riferimento della fisica chiama Modello Standard e che potrebbero costituire la materia oscura che occupa il 25% dell'Universo.
Secondo i programmi del Cern, entro l'anno il nuovo esperimento potrà essere posizionato a 480 metri dall'esperimento Atlas, che con l'esperimento Cms nel 2012 ha scoperto il bosone di Higgs, nel tunnel sotterraneo che collega l'accaleratore Lhc all'anello Super Proton Synchrotron. Il funzionamento è previsto a partire dal 2022, quando l'Lhc riprenderà a funzionare dopo la pausa per la manutenzione.