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Poliziotti e inquirenti argoviesi
KEYSTONE/ALEXANDRA WEY(sda-ats)
Dopo la svolta nell'inchiesta sul massacro di Rupperswil (AG), il governo argoviese ha deciso che i 100'000 franchi promessi a chi fosse stato in grado di fornire indizi decisivi andranno ai collaboratori della polizia cantonale e del Ministero pubblico.
Gli agenti e gli inquirenti che hanno partecipato all'inchiesta saranno ricompensati per l'enorme impegno dimostrato, ha detto oggi il capo del Dipartimento cantonale di giustizia e polizia Urs Hoffmann (PS), confermando l'anticipazione di un'intervista della rivista "Schweizer Illustrierte".
Ancora non è stato deciso se la somma sarà versata in una cassa comune o se saranno fissati dei compensi per i singoli collaboratori, ha precisato Hoffmann. La questione sarà discussa con i vari superiori. Quella presa dal consiglio di Stato è una decisione di principio sulla base di sollecitazioni arrivate dalla popolazione.
La ricompensa di 100'00 franchi - la più alta somma mai fissata in Svizzera - era stata promessa dal cantone nel mese di febbraio. Per cercare di risolvere il caso, le autorità hanno creato una speciale commissione di 40 persone che ha lavorato senza pausa.
In queste lunghe settimane ci sono stati funzionari che hanno accumulato più ore di straordinari rispetto a quelle ordinarie, ha ricordato ancora il consigliere di Stato.
Il delitto risale al 21 dicembre e soltanto venerdì scorso, a distanza di 146 giorni, gli inquirenti hanno annunciato la soluzione del caso, con l'arresto del 33enne che ha confessato di avere ucciso nella casa di Rupperswil la donna di 48 anni, i suoi due figli di 13 e 19 anni e l'amica 21enne del primogenito.
L'assassino ha anche abusato sessualmente del 13enne. Prima di uccidere tutti e di appiccare il fuoco all'abitazione, il presunto autore del massacro - che abitava a circa 500 metri di distanza dal luogo del delitto - ha obbligato la mamma a recarsi allo sportello di una banca e presso un bancomat, dove ha prelevato circa 10'000 franchi e 1000 euro.
SDA-ATS