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BERNA - La sorveglianza delle telecomunicazioni è utile per risolvere i reati, anche se l'efficacia di un simile strumento viene sempre più spesso messa a dura prova dai messaggi criptati. E per quanto riguarda i costi, quest'ultimi non possono essere calcolati con precisione, deplora un rapporto odierno del Controllo federale delle finanze (CDF), secondo cui tale situazione va avanti ormai da anni.
Il documento diffuso oggi dalla CDF risponde a un desiderio del Parlamento smanioso di vederci chiaro in merito al rapporto costi/benefici della sorveglianza nel caso di procedimenti penali. I risultati non sono molto positivi.
Per venire a capo di un reato, le autorità di perseguimento penale e i servizi segreti possono ordinare tutta una serie di misure. Il Servizio Sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (Servizio SCPT) lavora gomito a gomito con i fornitori di servizi di telecomunicazioni, i quali sono tenuti a collaborare e, per questo, vengono indennizzati.
Costi opachi - Tuttavia, queste società non sono state in grado di fornire cifre dettagliate sui costi sopportati. In queste condizioni, deplora la CDF, è impossibile conoscere i costi totali del sistema o la sua redditività.
Le autorità penali si fanno carico di una parte dei costi degli altri attori e pagano un contributo fisso a seconda della misura di sorveglianza applicata. Nel 2017 hanno versato 13 milioni di franchi al SCPT. Il servizio ha tenuto per sé una parte di questa somma (4,1 milioni) e con il resto ha indennizzato gli operatori telecom (8,9 milioni). Inoltre, il SCPT ha dovuto saldare una fattura di 12,9 milioni col centro servizi informatici del Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Contratto di assistenza - Non solo il SCPT ha un'influenza limitata su quasi il 75% dei suoi costi, ma nessun contratto di prestazioni scritto nero su bianco definisce i costi o i servizi corrispondenti. La CDF raccomanda quindi la conclusione di una simile intesa tra il SCPT e i servizi informatici del DFGP.
Per la CDF, anche il tasso di copertura dei costi del SCPT rappresenta un problema. Mentre il Consiglio federale si è posto l'obiettivo del 70%, nel 2017 il risultato ufficiale è stato solo del 49%. Poiché le indennità versate alle società non sono state state prese in considerazione, i costi sono stati in realtà coperti solo in misura del 27%.
Gli emolumenti in favore del SCPT sono già stati aumentati più volte per migliorare il tasso di copertura. Per il CDF ciò non basta e per questo raccomanda di adeguare il valore di riferimento.
La crescente cifratura delle comunicazioni minaccia anche il finanziamento del SCPT. In una conversazione via Skype, WhatsApp o Telegram, ad esempio, solo una minima parte delle informazioni contenute nei dati criptati può essere recuperata.
Software per i cookie - Vi è il rischio che le autorità di perseguimento penale, nella maggior parte dei casi, abbandonino tale sorveglianza a favore di altri mezzi di indagine. In casi particolarmente gravi, sottolinea il CDF, potrebbero utilizzare software "spia", notoriamente costosi.
Anche in questo caso il CDF invita le autorità a ripensare il modello di finanziamento. Un confronto con diversi paesi vicini mostra che tutti finanziano una parte significativa dei costi di sorveglianza. Il sistema non è mai pagato soltanto dagli operatori e dalle autorità giudiziarie.
In teoria, i fornitori di servizi di telecomunicazione avrebbero la possibilità di accollarsi i costi delle loro misure. In fin dei conti è sempre il cittadino che passa alla cassa mediante il pagamento delle imposte o della bolletta telefonica. Insomma, per la CDF la soluzione è politica; tuttavia è importante che il modello scelto non ostacoli il lavoro degli investigatori.
Ascolti importanti - La sorveglianza non è sempre decisiva, ma spesso tale strumento, in combinazione con altri, porta al successo delle indagini. La sorveglianza fornisce prove particolarmente utili per i reati contro la vita e l'incolumità fisica, o quelli contro la droga.
Il rapporto cita al riguardo un caso concreto riguardante una vicenda di riciclaggio di denaro con protagonista una rete mafiosa internazionale, vicenda portata all'attenzione delle autorità di perseguimento penale grazie a una richiesta di assistenza giudiziaria. Cinque persone sono state arrestate, e hanno confessato, grazie alla sorveglianza delle loro telecomunicazioni: ciò ha poi permesso di recuperare 10 milioni di franchi.