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Dopo la Camera dei Cantoni, anche il Consiglio nazionale ha approvato una mozione che propone di limitare il numero dei lupi in libertà in Svizzera. Il predatore mette in pericolo greggi, armenti e il reddito degli allevatori.
Il lupo ha animato i dibattiti giovedì alla Camera del popolo, dove all'ordine del giorno figuravano ben 14 atti parlamentari che concernevano la presenza e i danni provocati dal predatore in Svizzera. Con 96 voti a 76, il Consiglio nazionale ha approvato per finire una mozione che propone di alleggerire le norme sulla protezione del lupo. Il mammifero potrebbe quindi essere nuovamente cacciato per limitarne la sua popolazione.
La mozione chiede di modificare la Convenzione di Berna sugli animali predatori, approvata dalla Svizzera nel 1980, quando non circolavano ancora lupi sul territorio elvetico. Il parlamento ha così incaricato il governo di ottenere una modifica della Convenzione, in modo che uno Stato possa far valere le proprie riserve in qualsiasi momento, anche dopo la ratifica del testo.
Qualora Berna riuscisse a modificare la Convenzione, dovrebbe emanare una ulteriore riserva relativa al lupo, stipulando che questo animale può essere cacciato a determinate condizioni. Se invece la Convenzione rimane immutata, allora il Consiglio federale dovrebbe denunciarla, per poter aderire nuovamente, ma formulando delle riserve.
swissinfo.ch e agenzie