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I mercati finanziari sono intrinsecamente difficili da prevedere, tuttavia, visto l’inizio del nuovo anno, l’analista di mercato Matthew Hinman esamina alcuni mercati che considera come buone opportunità per il 2020.
Il 2019 è stato un anno ricco di eventi economici e politici. Per esempio, la guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, con innumerevoli tentativi di risolverla attraverso una retorica politica tanto cortese quanto sfacciata, ha soddisfatto e frustrato le aspettative dei trader e degli investitori. Nel mercato crypto abbiamo assistito alla caduta di Libra e ai rally di criptovalute che si sono interrotti a metà strada.
Abbiamo anche assistito a una miriade di IPO di alto profilo (38 Unicorni nel 2019), alcune delle quali hanno avuto molto successo e altre sono state cancellate, come WeWork che ha visto il suo enigmatico fondatore e talismano costretto a dimettersi causando una riduzione della valutazione di quasi l’80%.
Alla luce di tutto ciò, ci impegniamo a valutare il potenziale di attrazione di determinati mercati per il 2020 e a mettere in evidenza cinque mercati che riteniamo possano offrire potenziali opportunità.
Arabia Saudita – Tadawul
Oggi, la compagnia quotata di maggior valore non si trova sulla Borsa di New York o sul NASDAQ, ma sul TADAWUL dell’Arabia Saudita. L’11 dicembre, l’IPO Saudi Aramco – il principale produttore petrolifero mondiale con una capitalizzazione di mercato di circa 1,7 trilioni di dollari – ha superato Apple che la sera prima aveva chiuso a 1,2 trilioni di dollari. Nonostante gli 1,7 trilioni di dollari siano stati inferiori all’obiettivo dei 2 trilioni di dollari desiderato dalla compagnia, attualmente la valutazione di Aramco ha raggiunto il suo obiettivo grazie alle attività di acquisto sul mercato secondario.
Sebbene solo l’1,5% delle proprie azioni sia disponibile per il trading, a 25,6 miliardi di dollari questo è già sufficiente per farne la più grande IPO della storia. C’è una notevole probabilità che il prezzo di queste azioni aumenti in modo significativo, dato che la domanda primaria ha quadruplicato l’offerta. Inoltre, la leadership della compagnia permette la vendita di azioni nel caso in cui il mercato sia auspicabile nel 2020 e oltre.
USA – NASDAQ
Il NASDAQ ha raddoppiato la propria capitalizzazione tra il 2016 e il 2019, passando da 7trn di dollari a oltre 12trn di dollari, posizionandosi al secondo posto dietro la Borsa di New York in termini di capitalizzazione totale. Tuttavia, il NASDAQ sta crescendo a un ritmo accelerato, il che significa che c’è la possibilità che possa superare il NYSE e diventare il più grande mercato del mondo nel 2020.
Una delle ragioni principali della crescita del NASDAQ è il fatto che comprende aziende in rapida crescita come i giganti dell’informatica Alphabet, Facebook e altre che hanno ottenuto ottimi risultati nel 2019.
Inoltre, il NASDAQ osserva il mercato delle criptovalute con un elevato interesse rispetto ad altre borse. È sempre stato all’avanguardia e già nel 2015 il NASDAQ ha approvato la quotazione del Bitcoin-ETF dei fratelli Winklevoss, sebbene la SEC abbia successivamente respinto la quotazione e il trading.
Ad oggi, la SEC sostiene ancora che il mercato di Bitcoin non sia abbastanza maturo per avere un ETF. Il NASDAQ pubblica diversi indici di criptovalute, come il CIX100 (da Cryptoindex, la top 100 delle criptovalute), così come il più specializzato DeFiX (EXANTE ha giocato un ruolo importante nelle più importanti iniziative DeFi).
La gestione degli scambi esprime anche il desiderio di consentire il trading diretto delle criptovalute, oltre che di dedicarsi all’attività di crypto mining. La fusione del mercato azionario del NASDAQ con il mercato delle criptovalute può aprire enormi nuove prospettive per gli investitori.
Cina – Shanghai Stock Exchange
Questa principale borsa continentale cinese ha mostrato una certa tensione a causa dell’impatto della guerra commerciale con gli Stati Uniti, con ripercussioni negative sull’economia cinese. Nel 2018 il suo indice SSE Composite è sceso del 30% – recuperando del 20% nel primo trimestre del 2019 – ma successivamente è sceso di un ulteriore 10% a causa del corso instabile delle trattative.
Ciò rende il mercato cinese potenzialmente molto attraente per gli investitori nel 2020. Una volta stabilita una tregua tra i Paesi, l’indice ha ottime possibilità di crescere del 20%, fino ai livelli del 2017 e oltre. In questo momento gli Stati Uniti e la Cina sono entrati nella “fase 1”, dove la Cina ha accettato miliardi di dollari in acquisti agricoli e il presidente Trump ha annullato il nuovo ciclo di tariffe.
La firma di questo accordo è prevista per la prima settimana del gennaio 2020 e Robert Lighthizer, il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, sostiene che l’accordo è “totalmente concluso”.
Russia – Borsa di Mosca
Molti investitori sono scettici nei confronti degli asset russi a causa della profonda svalutazione del Rublo nel 2014, delle sanzioni internazionali e della promozione dei titoli nazionali tra la popolazione con metodi non commerciali (restrizioni all’accesso alle borse estere e promozione dei beni quasi esclusivamente russi attraverso il sistema bancario).
Tuttavia, nei tre anni dal dicembre 2016 al dicembre 2019, nonostante la bassa inflazione, l’indice MICEX è cresciuto di oltre il 70% rispetto allo S&P 500, che è cresciuto solo del 50%. Inoltre, nel 2019 i paesi dell’OPEC+ hanno concordato di ridurre ulteriormente la produzione, il che fa ben sperare per l’aumento del prezzo del petrolio e per l’ottimismo del mercato azionario russo.
Naturalmente il successo del mercato russo nel 2020 non è garantito – per esempio non si possono escludere nuove sanzioni – tuttavia, investire parte del proprio portfolio in attività russe ha senso, dato che il PE (rapporto prezzo-utili) si attesta a un 12 molto interessante rispetto al 21 dell’S&P 500.
A livello globale – mercato delle criptovalute
Quasi tutto il 2018 ha visto un calo della capitalizzazione di mercato, ma il 2019 è stato più interessante con un forte aumento nel secondo trimestre e un moderato calo nel terzo e quarto trimestre. Gli investitori istituzionali hanno avuto la possibilità di acquistare criptovalute attraverso piattaforme specializzate per assicurarsi una posizione in questi asset.
Ad esempio, hanno potuto acquistare tramite Bakkt o Fidelity, la quale è stata recentemente autorizzata. Da settembre a novembre, i volumi di trading giornalieri di Bakkt sono cresciuti di 2 ordini di grandezza. Nuovi record sono stati stabiliti ripetutamente dopo il deprezzamento di Bitcoin, cosa che gli investitori hanno visto come un buon momento per entrare nel mercato.
Prima o poi, gli investitori istituzionali investiranno nel mercato delle criptovalute in maniera sufficiente per invertire la tendenza negativa e creare una proposta più liquida e potenzialmente meno volatile. Dopo aver acquistato asset crypto a prezzi attualmente bassi, cercheranno di investire a lungo termine, consolidando le criptovalute come una classe di asset più accettabile all’interno di un portfolio d’investimento.
Un altro fattore importante a favore del nuovo rally delle criptovalute è l’halving di Bitcoin nel 2020 visto l’aumento complessivo del numero di partecipanti del mercato nel 2019. Vale la pena notare che le criptovalute sono gli asset leader a livello mondiale in termini di performance annuale, superando i rendimenti annui dei mercati azionari, delle materie prime e dei bond statunitensi nel 2019.
La domanda è: quanto tempo possono permettersi di perdere le istituzioni?