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Maria Carolina nasce nel 1879 a Montevideo (Uruguay) dove i genitori, malcantonesi, erano andati, in cerca di lavoro.
E' appunto a Montevideo che Maria fa il suo primo incontro con la realtà della scuola: è un incontro che le lascia il segno e che ricorderà in più punti delle sue opere.
Il testo che segue è liberamente tratto dal testo commemorativo del dott. Sergio Caratti, pronunciato ad Agno, nel nuovo Centro scolastico il 16 gennaio 1976, in occasione del XXV anniversario della morte e da altre pubblicazioni. Per una lettura integrale si rimanda a: "Scuola Italiana Moderna" n.ro 16 del 15 maggio 1976 e a "Scuola Ticinese n.ro 75 agosto – settembre 1979.
Dopo il 1883 la famiglia Alberti rientra a Bedigliora dove Maria frequenta le scuole elementari, per poi passare alla Magistrale dell'Istituto Santa Caterina di Locarno, da cui sarà licenziata, con brillante votazione, maestra nel 1894 (poco più che quindicenne; agli amici ripeteva spesso la burla giocata al Dipartimento della trasposizione sull'attestato di battesimo della data di nascita al 1875 per apparire ventenne). L'anno dopo, 1895, incomincerà il suo insegnamento nel Malcantone: Monteggio, Neggio, Bioggio, Muzzano dove fu confermata maestra il 1° ottobre 1917.
Nel 1916 la nostra maestra si recò in Italia a "confrontare la sua preparazione di maestra e a soppesare "l'esperienza acquisita" per rispondere all'assilante problema dell'enorme diversità che corre tra il bambino della vita e il bambino a scuola". Rientrò in Ticino "convinta montessoriana". L'anno 1917 è un anno importante nella biografìa dell'educatrice, apre un periodo reso significativo dalle sue esperienze di scuola rinnovata (dal 1917 al 1924 a Muzzano).
Nel 1925 inizia il suo insegnamento ad Agno ("la scuola serena di Agno", nelle classi terza, quarta e quinta, per poi passare alla scuola maggiore, frequentata da ragazzi e ragazze dagli 11 ai 15 anni (scuola post-elementare).).
Queste esperienze sono ampiamente documentate nei suoi scritti ("Il diario di Muzzano" La Scuola Brescia 1951; "Il dono di sé nell'educazione" La Scuola 1959 e "La scuola serena di Agno" La Scuola, una relazione datata 1° marzo 1927 indirizzata ad Adolphe Ferrière) ed ebbero riconoscimenti e apprezzamenti dalla nuova pedagogia militante: dal Lombardo Radice al Ferrière, da Bovet a Dottrens e ai numerosi visitatori che ad Agno e Muzzano giungevano per conoscere il metodo e lo spirito con cui la Boschetti – Alberti sapeva vivificare due umili scuole di campagna. Qui "si praticava" la scuola attiva ideale, priva di pesantezza e dottrinismi.
Spinta dalle sue esigenze, come detto, compì un viaggio pedagogico in Italia per incontrarsi con le esperienze del metodo Montessori: confesserà più tardi che" cominciai a seguire una scuola più naturale, più razionale…più adatta ai bisogni psichici del maestro e dell'alunno. E cercai la nuova scuola sui libri…non trovai che bellissima teoria: da tradurre in pratica, da portare direttamente nella scuola, nulla!"
La sua pedagogia è personalizzata e anticipatrice dei tempi; essa pone il problema del rispetto dell'individualità (non individualismo). Nella scuola serena di Agno pag. 80 spiega: Se mi dite, maestri carissimi, che ognuno dei vostri allievi deve imparare le medesime cognizioni, sono con voi; ma se mi dite che ognuno deve imparare al medesimo modo, vi rispondo che questo è assurdo, è contro natura, è inumano. Ciascuno dei nostri alunni ha un diverso grado di intelligenza; sono enormi le differenze fra uno e l'altro tipo. Ogni tipo arriva ad imparare le medesime cognizioni, è vero: ma ogni tipo vi arriva in modo diverso".
I termini "interesse" e " libertà" sono quelli che sintetizzano questa semplicissima pedagogia: la libertà innanzitutto perché essa rappresenta il contesto più ricco per il fiorire dei ragazzi.
Un'azione educativa, la sua, in linea con la migliore pedagogia militante del suo tempo.
Un'originale e personale interpretazione delle teorie attivistiche, interpretazione fatta "sul campo" e con l'intenzione di mirare al rinnovamento dell'intero apparato pubblico della scuola elementare.
La decisione nel perseguire un progetto educativo moderno fu il fondamento dei molti riconoscimenti che la Boschetti Alberti ricevette dai pedagogisti del suo tempo: da Lombardo Radice, che volle fare di Muzzano e della "Scuola serena" un punto di riferimento per quel rinnovamento che aveva cercato di imprimere alla scuola italiana, al Ferrière, che la citò ampiamente e con entusiasmo. Questo pedagogista ginevrino, fra i maggiori esponenti europei di una scuola attiva fondata sul bisogno di sapere, di cercare, di osservare, di lavorare insito in ogni ragazzo e sugli interessi spontanei che ne derivano, sull'insegnamento individualizzato, su una scuola senza programmi cristallizzati e capace di stimolare gli allievi all'osservazione, alla ricerca, all'esplorazione dell'ambiente, al lavoro individuale e di gruppo, anche per coltivare il senso sociale, non poteva non essere entusiasta di un'opera educativa come quella della Boschetti Alberti, che realizzava in concreto la scuola attiva che lui sognava. A lei scrisse: "Vedendo la sua scuola è come se, da un abbaino, io gettassi un colpo d'occhio sull'avvenire".
La maestra Boschetti Alberti vive nel tempo grazie al suo magistero permeato in profondità di rispetto, ma soprattutto di intelligente amore per il fanciullo; morì il 20 gennaio 1951, dopo ben 51 anni d'insegnamento.
La maestra è citata per la sua opera pedagogica nell'Enciclopedia Treccani, nel "Lessico della Pedagogia", in più antologie, monografie, studi diversi e nell'importante "Storia del pensiero filosofìco e scientifico" di Ludovico Geymonat ed. Garzanti. La ricorrenza del XXV della sua morte è stata commemorata ad Agno il 16 gennaio 1976 alla presenza delle autorità civili, religiose e scolastiche. In seguito ad una mozione presentata da Fernando Grignola, fu costituita una commissione con il sindaco Bruno Rusca e il direttore delle scuole Bernardino Baroni. Durante la commemorazione è stato inaugurato, alla presenza del figlio Franco, il cippo granitico recante un messaggio dell'educatrice. La delegazione italiana ha consegnato una lettera del professor Aldo Agazzi, direttore dell'Istituto di Pedagogia dell'Università Cattolica che ha presentato le opere della maestra (una trentina di edizioni) e ne conferma tuttora la validità. Il dottor Sergio Caratti ha presentato un'appassionata e ben documentata relazione sulla vita, sull'opera pedagogica e sul contesto culturale d'allora.
Citazioni
– «In quei tempi – fino al 1916 – non avevo amore per i miei scolari. Eravamo anzi nemici. Io, da una parte, sulla cattedra, ritta, severa come una divinità antica: loro, dall’altra, separati da me da un muro di ghiaccio. Non potendo amare i miei alunni, non amavo neanche la scuola»
– La Boschetti – Alberti attribuisce, riduttivamente, allo "zio Pep" il merito, indiretto di averla spinta verso le "scuole nuove" (le diceva per definire il clima scolastico d'allora: "Bète comme un maitre a''ecole").
– Ferrière: "L'école d'Agno réalise l'école active de mes rèves avec une harmonie et une poesie indicible".
– "Boschetti Alberti resterà nella storia della pedagogia del xx secolo come una figura importante fra i precursori della pedagogia "
– A. Agazzi: "E 'storicamente noto che il Lombardo Radice immise nei suoi programmi molti elementi assimilati dalle scuole d'avanguardia. E tra esse, fra le prime, egli s'ispirò alla scuola della Boschetti Alberti…ormai Muzzano non è più il nome di un sobborgo; è una bandiera della riforma della scuola italiana".
– R. Dottrens: "E ' una forma interessante di scuola attiva che a noi sembra dipendere strettamente, per riuscire, dalle qualità personali e dal prestigio dell'educatore. Essa è rilevabile, ad ogni modo, per l'alto valore educativo che la ispira"
– Boschetti Alberti; "Lasciate che i ragazzi imparino secondo le vie che sono loro proprie "