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Nel piano di riforme finanziarie del candidato alle elezioni USA Michael Bloomberg c’è anche la redazione di un “chiaro quadro di regolamentazione per le criptovalute”.
Il candidato alle primarie del partito democratico lo ha annunciato sul suo sito ufficiale, senza tuttavia aggiungere nessun tipo di dettaglio.
Infatti alle criptovalute è dedicata l’ultima frase dell’ultima riga del comunicato in cui Bloomberg accenna alle misure finanziarie che metterebbe in campo qualora fosse eletto presidente degli Stati Uniti. Il suo piano è di tre punti:
- Rafforzare il sistema finanziario;
- Rafforzare le misure per proteggere i consumatori;
- Sfruttare la potenza del sistema finanziario per affrontare le sfide più urgenti degli Stati Uniti.
Proprio in quest’ultimo punto Mike Bloomberg cita le criptovalute. Prima si dice pronto ad incoraggiare l’innovazione che supporta la prosperità e riduce le disuguaglianze. Poi annuncia la proposta di introdurre una tassazione dello 0,1% su tutte le transazioni finanziarie per raccogliere fondi per combattere le diseguaglianze economiche. Ed infine, “promuoverà una competizione salutare nei servizi finanziari creando un quadro regolamentare e promuoverà una chiara regolamentazione per le criptovalute”.
Le criptovalute in campagna elettorale
In realtà le criptovalute non sono nuove a questa campagna elettorale che porterà alla riconferma di Donald Trump o ad un democratico alla presidenza USA. Un altro candidato democratico, Andrew Yang, in una recente intervista a Bloomberg aveva detto che gli Stati Uniti avevano bisogno di regole riguardanti per le criptovalute, perché bisognava poterci investire in libertà, sfruttando la tecnologia che è alla loro base.
Andrew Yang è un sostenitore di Bitcoin che ha accettato donazioni in criptovalute per finanziare la campagna elettorale. Tuttavia pochi giorni fa ha ritirato la sua candidatura dopo i primi risultati delle primarie in Iowa e New Hampshire.
Elezioni USA, sfida aperta
Per un candidato che si ritira, altri rimangono in campo. A sfidare Michael Bloomberg infatti ci sono pesi massimi quali il senatore Bernie Sanders e Joe Biden (ex vicepresidente di Barack Obama), che stando ai sondaggi avrebbero una più alta probabilità di vittoria rispetto all’ex sindaco di New York. La partita è ancora aperta, molto dipenderà dal “super tuesday” di martedì 3 marzo. L’elezione del presidente è fissata come da tradizione il primo martedì di novembre. Quel che è certo è che il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà chiamato a rispondere a sfide globali, tra le quali proprio quella innescata dall’avvento delle criptovalute e della blockchain.