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Il comitato della fondazione Roswitha Haftmann (composto dai direttori dei musei d’arte di Zurigo, Berna, Basilea e del museo Ludwig di Colonia) ha deciso di assegnare il premio di quest’anno a Gülsün Karamustafa. L’artista turca è ispirata dall’iconografia Bizantina e alla tecnica di pittura su vetro rovesciato, ma ha tuttavia saputo rompere con i canoni artistici tradizionali. La fondazione nell’assegnare il premio ha tenuto conto inoltre dei suoi impegni da un punto di vista politico.
La carriera della Karamustafa ha preso avvio negli anni ‘70, affrontando temi come la migrazione, il femminismo, le questioni di genere e il confronto con il colonialismo. Con le sue prese di posizione, l’artista ha spesso provocato le ire del governo turco. Il suo passaporto le è stato revocato e non ha potuto viaggiare all’estero per 16 anni.
Nel 1975 è diventata docente all’Accademia Statale delle Arti di Istanbul. Dopo aver conseguito il dottorato nel 1981, si è dedicata interamente al suo lavoro artistico. Rinomate istituzioni come la Tate Modern di Londra, il Guggenheim di New York e il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris hanno acquistato sue opere. Con l’arrivo del nuovo millennio, Karamustafa ha ispirato un’intera generazione di artisti a contribuire al dibattito socio-politico con i loro lavori. La sua dedizione alla causa le è valsa diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Principe Claus olandese.
Il premio le sarà attribuito il 3 dicembre al Kunsthaus di Zurigo, sede della fondazione. Considerato il più cospicuo riconoscimento artistico in Europa, il premio è assegnato dal 2001 ed è finanziato dal lascito della gallerista zurighese Roswitha Haftmann (1924-1998). Non è concepito come un incoraggiamento, ma è dato espressamente ad artisti viventi già affermati.