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Luiz Inacio "Lula" da Silva, apprezzato presidente del Brasile tra il 2003 e il 2010, è stato accusato dalla procura della capitale del tentativo di ostacolare la giustizia nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo di corruzione che ha investito la Petrobras, il gigante petrolifero di proprietà statale. Il popolare ex sindacalista, già oggetto di indagini per sospetto riciclaggio di denaro e occultamento di fondi, non riuscirà quindi a sfuggire al processo.
Insieme a lui finiranno alla sbarra politici e banchieri, tra i quali l'allora numero uno della compagnia, André Esteves. Tutti avrebbero cercato di comprare il silenzio del direttore Nestor Cerverò, che nel frattempo ha deciso di collaborare con gli inquirenti.
L'icona della sinistra verde-oro aveva presentato proprio poche ore prima un ricorso al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, ritenendo d'essere vittima di abusi di potere da parte della squadra di magistrati che sta cercando di fare luce su una vicenda che è costata più di due miliardi di dollari al gruppo industriale, prevalentemente spesi in bustarelle.
AFP/ANSA/dg
Dal TG12.30: