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BERNA - Il secondo giorno della gita estiva del Consiglio federale è iniziato con una passeggiata nelle gole della Schöllenen, tra Andermatt e Göschenen, nel canton Uri. I sette "saggi" e il cancelliere della Confederazione si sono in seguito recati a Stans, dove hanno incontrato la popolazione e le autorità locali.
Dopo il consueto "bagno di folla", i consiglieri federali si sono recati in una fattoria dove hanno discusso delle sfide che le aziende agricole di montagna devono affrontare nel 21o secolo. La gita - si legge in una nota - si è poi conclusa con la degustazione di un formaggio locale.
Il filo conduttore dell'escursione di quest'anno, allestito dal presidente della Confederazione Ueli Maurer, è «la storia svizzera e le prospettive di sviluppo dei Cantoni di montagna». Ieri i consiglieri federali avevano in particolare visitato il Museo dei Patti federali di Svitto e trascorso la serata ad Andermatt.
Critiche a Stans - Il Consiglio federale, in visita oggi a Stans, ha dovuto affrontare voci polemiche legate alla vicenda Pilatus, azienda che ha la sua sede proprio nel capoluogo del canton Nidvaldo.
Nel corso dell'evento, che doveva essere un semplice incontro con la popolazione, il presidente dell'esecutivo nidvaldese Alfred Bossard si è fatto sentire, affermando che il divieto di operare in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti danneggia il Cantone e la popolazione. Si tratta di una decisione che attenta a valori tipici della Svizzera, come l'affidabilità e il rispetto dei contratti.
Si può anche non essere d'accordo con il modello aziendale di Pilatus, ha proseguito il Bossard. Non può però avvenire che le visioni diverse di due dipartimenti ricadano sulle spalle di un'impresa che, tra l'altro, con circa 2'000 dipendenti è la più importante nel canton Nidvaldo.
Il Consiglio di Stato ha quindi inviato uno scritto al Consiglio federale e ha chiesto chiarimenti. L'intervento del politico è stato sottolineato dagli applausi dei presenti, fra i quali si potevano riconoscere anche dei manifestanti con tanto di cartelli.
Il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha cercato di stemperare la tensione, sottolineando la collaborazione di lunga data con Pilatus. Lo stesso Consiglio federale vola infatti con un jet della società nidvaldese.
L'attuale scontro deve essere visto solo come «una perturbazione atmosferica» che non può essere risolta oggi sulla piazza del paese. La Svizzera - ha sottolineato - è pero abituata a trovare compromessi e anche per questa turbolenza si arriverà a una soluzione.