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A lungo protagonista nel calcio svizzero come giocatore e allenatore, guidò la Croazia allo strepitoso 3° posto mondiale nel ’98
Il calcio svizzero, insieme all’intero mondo del pallone, piange la scomparsa nelle prime ore di mercoledì di Miroslav Blazevic, tecnico giramondo di grande intelligenza e simpatia. Il tecnico avrebbe compiuto 88 anni fra due giorni. L’uomo che condusse la Croazia a un entusiasmante terzo posto ai Mondiali francesi del 1998 era stato a lungo protagonista anche nel campionato svizzero. Da giocatore, visse la romanzesca avventura del piccolo Moutier in Lna nel 1966, mentre da allenatore diresse squadre come Vevey, Losanna e Neuchâtel Xamax. Sulla panchina del Sion, vinse la seconda Coppa Svizzera dei vallesani (1974) - la prima l’aveva conquistata da giocatore - mentre come coach del Grasshopper fece suo il titolo svizzero nel 1984. Per un paio di partite, nel 1976 gli venne pure affidata la conduzione ad interim della nazionale rossocrociata.
Croato nato in Bosnia, ‘Ciro’ Blazevic da tecnico vinse anche un campionato jugoslavo (1982) con la Dinamo Zagabria. Autentico giramondo, lasciò il segno anche nel calcio greco (Paok), in quello francese (Nantes) e oltre alla selezione croata diresse pure quella bosniaca e quella iraniana. Il suo autentico capolavoro, come detto, fu la conquista del bronzo mondiale nel 1998 alla guida della Croazia, piccolo e giovane Paese nato da pochi anni dopo la tragica frammentazione della Jugoslavia. Durante quel torneo, alla fine di ogni partita giocata dai suoi ragazzi si calcava in testa un képi da gendarme francese in segno di solidarietà con Daniel Nivel, ufficiale francese ferito gravemente in un agguato tesogli da hooligan tedeschi.