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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto di revisione del Codice di procedura penale svizzero (CPP) teso a semplificare le inchieste e rendere più efficace il perseguimento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Codice di procedura penale del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) si fonda sul cosiddetto modello "Ministero pubblico II", nel quale quest'ultimo dirige la procedura preliminare, promuove l'accusa e la sostiene in tribunale. Il legislatore ha optato volutamente per questa concentrazione delle competenze presso la medesima autorità, non da ultimo al fine di rendere più efficiente la procedura nel suo complesso evitando il passaggio da un'autorità all'altra. Tuttavia, non è soltanto la struttura procedurale che si propone di accelerare i procedimenti penali; il CPP prevede infatti altri istituti tesi ad aumentare l'efficienza quali, ad esempio, la procedura abbreviata (art. 358 segg. CPP) e la competenza estesa del Ministero pubblico nella procedura del decreto d'accusa (art. 352 CPP). In tal modo è evaso oltre il 90 per cento dei procedimenti penali. Il CPP indica inoltre numerose condizioni alle quali il Ministero pubblico dispone il non luogo a procedere o l'abbandono del procedimento (art. 310 e 319 CPP).</p><p>Il legislatore ha tuttavia dotato anche la polizia di ampie competenze: è infatti suo compito indagare autonomamente e accertare i fatti penalmente rilevanti. A tal fine può assicurare e valutare tracce e prove, interrogare i danneggiati e gli indiziati di reato o arrestare gli indiziati di reato (art. 306 cpv. 1 e 2 CPP). Può inoltre interrogare persone informate sui fatti o - se previsto dal diritto cantonale - testimoni su mandato del Ministero pubblico (art. 142 cpv. 2 CPP).</p><p>Alla luce di queste ampie competenze attribuite a polizia e Ministero pubblico, il legislatore ha ritenuto importante definire anche determinati limiti. È essenziale sottolineare che il Ministero pubblico è pienamente responsabile di tutta la procedura preliminare (art. 15 cpv. 2 CPP). Ne consegue che anche le azioni della polizia rientrano nella responsabilità del Ministero pubblico. La polizia deve pertanto informarlo senza indugio in merito a reati gravi nonché ad altri eventi rilevanti (art. 307 cpv. 1 CPP). In virtù di quanto precede, il Ministero pubblico può impartire istruzioni alla polizia e conferirle mandati riguardanti l'attività investigativa o avocare a sé il procedimento (art. 307 cpv. 2 CPP). Tale obbligo d'informazione che il Ministero pubblico può disciplinare più dettagliatamente (art. 307 cpv. 1 CPP) riveste pertanto particolare importanza per la collaborazione tra polizia e Ministero pubblico.</p><p>Da quanto illustrato risulta pertanto che il CPP prevede gli strumenti necessari per procedimenti penali celeri ed efficienti, nel rispetto dei principi dello Stato di diritto e dei diritti delle parti. Il Consiglio federale non riesce pertanto a individuare alcuna lacuna strutturale che comporti le difficoltà addotte nella mozione. Dalla sua entrata in vigore la legge si è rivelata efficace, non da ultimo perché in questo ambito corrisponde in ampia misura al precedente diritto di procedura penale di vari cantoni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.