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BERNA - «La fiducia nell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in quanto istituzione è stata danneggiata. Il risultato è che le persone non prendono più sul serio gli annunci e le azioni dello stesso», dice a 20 Minuten Marcus Knill, esperto di comunicazione. «In una pandemia, questo è particolarmente pericoloso perché può avere un impatto diretto sui contagi».
«Il dispiacere non basta» - Domenica l'Ufsp aveva annunciato di essersi sbagliato riguardo ai dati sui luoghi principali dove si verificano i contagi: avvengono in famiglia e non negli esercizi pubblici come annunciato due giorni prima. Il consigliere federale Alain Berset aveva commentato: «L'importante è notare rapidamente gli sbagli e correggerli». Per Knill «Il solo dispiacere non è sufficiente in un caso del genere. Berset deve mostrare concretamente quello che sta facendo per evitare che l'errore si ripeta».
Mascherine: "errore cardinale" - Anche l'esperta di comunicazione dell'Università di scienze applicate di Zurigo, Adrienne Suvada, è preoccupata per l'accumulo di sbagli negli ultimi mesi. Per lei la comunicazione in materia di mascherine è stato un "errore cardinale": «Se si fosse detto fin dall'inizio che era impossibile raccomandare la mascherina perché le scorte non erano sufficienti, questo avrebbe causato un trambusto. Ma oggi l'Ufsp avrebbe più credibilità».
Contagi - Secondo Suvada le persone mettono in atto le disposizioni solo quando il problema è tangibile: «I fattori decisivi sono il numero di casi, di ospedalizzazioni e di morti. Se i reparti di terapia intensiva sono pieni, le persone prenderanno sul serio le misure», spiega Suvada
Fiducia mantenuta - Per l'UFSP, invece, la fiducia dei cittadini non è diminuita: «Abbiamo imparato dai nostri errori. Non credo che la fiducia nell'UFSP sia stata scossa», ha detto alla SRF Patrick Mathys, responsabile della sezione Gestione delle crisi e collaborazione internazionale dell'UFSP.