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Personaggi illustri
Ne vengono elencati solo alcuni, in ordine alfabetico.
CAVALLINI - COMISETTI Maria da Bruciata di Monteggio (1894 - 1978). Nata a Bruciata di Monteggio. Maestra, scrittrice e poetessa. Autrice di diversi libri, come Gente molinara per il quale ottenne il Premio Chiesa, Ricordi di un emigrante, Diario di un piccolo cameriere, Il tesoro della canva, Incontro con Carlo Magno, La vite e il vino attraverso i secoli, ecc. Collaborò con riviste e giornali e con Elmo Bernasconi fondò l'Almanacco Malcantonese. Fu anche impiegnata ricercatrice di storia locale.
DEAMBROSI Michel-Angiolo da Monteggio (deceduto nel 1859), milite napoleonico. Arruolatosi nella Grande Armata francese, combatté in Spagna e partecipò, con il grado di tenente, alle Campagne d'Austria e di Russia. Ferito in modo grave nell'attraversamento del fiume Beresina durante la ritirata dell'esercito napoleonico in territorio russo, fu fatto prigioniero, quindi liberato nel 1814. Il tenente Deambrosi fu uno dei pochi ticinesi a ricevere la medaglia di Sant'Elena, onorificenza istituita nel 1857 da Napoleone III.
DONATI Giuseppe da Molinazzo di Monteggio (1857-1928), pittore e professore di disegno. Studiò pittura a Brera, conseguendo i titoli per l'insegnamento di disegno, plastica e pittura decorativa. Per 36 anni fu insegnante di disegno nelle scuole di Sessa.
DONATI Ugo da Molinazzo di Monteggio (1891-1967), Studioso di storia dell'arte, collezionista e titolare di una galleria di antichità classica a roma e più tardi di un negozio d'antiquariato a Lugano. Autore di numerosi saggi e articoli su riviste specializzate in storia dell'arte.
FERRARI - GAGLIARDI Filomena, da Molinazzo di Monteggio (1836 - 1915). Nasce a Molinazzo di Monteggio da Carlo Gagliardi e Veronica Galli di Cossano. Nel 1859 sposa Carlo Antonio Ferrari di Ramello, fornaciaio stagionale a Millesimo nelle Langhe, dove, appena sposata, la coppia vi si trasferisce gestendo la fornace di Gustavo del Carretto, Marchese di Moncrivello. Filomena, nel frattempo aveva messo al mondo sette figli, cinque maschi e due femmine, ma pochi anni dopo, nel 1875, a soli 47 anni il marito Carlo Ferrari muore. Filomena si ritrova sola con i cinque figli sopravvissuti da allevare. Invece di ritornare al paese, come primo superficiale esame della situazione farebbe pensare che con l'aiuto dei più grandicelli (il maggiore aveva 15 anni) continua a gestire in proprio la fornace del Marchese, dimostrandosi da subito un'imprenditrice talentuosa tanto che nel 1881 Filomena riesce a comperarla con le cave di argilla e i boschi per il legname necessario. Il contatto con i parenti di Monteggio resta sempre vivo, con ritorni periodici al paese, dove suo figlio primogenito Giovanni Battista, nel 1886 sposerà Luisa, la giovanissima figlia dell'ingegnere Vinasco Baglioni abitante alla Ressiga dove aveva creato la Fonderia. Intanto gli affari di Filomena vanno a gonfie vele tanto da passare dagli originali quindici dipendenti a ben ottantacinque. Fa costruire una moderna fornace Hoffmann a fuoco continuo e differenzia le attività comperando una fornace di calce, fabbricando manufatti di cemento, aprendo un emporio dove vende di tutto, commercio in legname e apre pure un ristorante, il Ristorante Svizzero. Lavora fino all'ultimo, lasciando in eredità ai figli le varie imprese che gestiranno fino a dopo la seconda guerra mondiale.
OLIVA, Mons. Don Giuseppe da Rancina di Monteggio (1806 - 1883), Canonico della Cattedrale di San Lorenzo di Lugano.
MANFRINI Felice nato a Crocivaglio (1911 - 1998). Fu durante la seconda guerra mondiale ordinanza e cameriere personale del Generale Henri Guisan.
MANFRINI Giuseppe, Padre Giuseppe da Crocivaglio di Monteggio, frate cappuccino. Figlio di Ludovico Manfrini e di Lucia Conti, fu per 19 anni custode dell'Ospizio del San Gottardo, che fece restaurare ed ampliare. Quando questo venne distrutto da un incendio nel 1775, si occupò in prima persona della raccolta dei fondi che ne permisero la ricostruzione.
MANFRINI Leandro nato nel 1932 a Ponte Cremenaga e deceduto il 14.01.2016. Studia diritto presso l'Università di Zurigo e giornalismo all'Università di Neuchâtel e Milano. Dopo 10 anni da giornalista (Libera Stampa e Giornale del Popolo), nel 1967 inizia a collaborare con la Televisione della Svizzera Italiana quale responsabile degli Esteri prima e come Capo Struttura Informazione poi. Ha girato un centinaio di documentari in 38 paesi, specialmente in Asia (ai tempi della guerra in Vietnam) e in Sudamerica, in particolare in Argentina, Cile e Paraguay, dove tra l'altro ha realizzato nel 1992 il lungometraggio "Desencuentros" che ha rappresentato la Svizzera al primo Festival Internazionale cinematografico in Cina a Shanghai oltre a quelli di Locarno e di Mons (Belgio). Il suo libro "Viaggiatore senza passaporto" è una raccolta di articoli pubblicati dal 1993 sul Giornale del Popolo. Per i suoi meriti è insignito della carica di Console Onorario del Paraguay. Nel 1975 il Presidente della Reppubblica Italiana gli conferisce la Medaglia d'oro per i suoi servizi nella rubrica "Reporter" della TSI.
PELLANDELLO Giacomo abitante nella frazione di Pirla a Monteggio, (vissuto nella prima metà del 1700), pittore. Lavorò principalmente a Lugano, ritraendo i personaggi dell'epoca, ma anche al restauro della tela di San Grato che si trova nella chiesa prepositurale di Sessa-Monteggio.
RAMPONI Carlo da Castello di Monteggio (1833-1898), pittore. Svolse la sua attività artistica principalmente a Lione, dove decorò chiese, palazzi e ville.
RAMPONI Carlo Antonio (vissuto attorno al 1700), maestro e scultore del legno. Lavorò con Antonio Pini da Bellagio all'altare maggiore della chiesa Prepositurale San Martino di Sessa e Monteggio ed a quello di Santo Stefano a Miglieglia.
RAMPONI Ferdinando (1884-1916), pittore. Figlio di Giovanni, nacque in Francia a Les Abrets (Isère). Dopo aver frequentato l'Istituto Baragiola di Riva S. Vitale, entrò all'Accademia di Brera dove si distinse nei campi della pittura e della scultura. Svolse la sua attività artistica principalmente a Livigno, in Valtellina. Allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale nel 1914, si arruolò volontario nell'esercito francese. Più volte decorato per il suo valore militare, morì in combattimento lungo il confine franco-belga nel settembre del 1916.
TAMI Rino da Monteggio (1908-1994), architetto. Dal 1957 al 1961 fu professore ordinario di architettura al Politecnico federale di Zurigo. Progettò diverse opere sia in Italia che in Svizzera, fra le quali la chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona, la Biblioteca cantonale a Lugano, il cinema Corso a Lugano, la sede della Direzione delle dogane a Lugano, la sede della Radio della Svizzera Italiana a Lugano, la sede dell'Unione di Banche Svizzere, la chiesa di Cristo Risorto a Lugano, il centro di manutenzione e l'entrata della galleria del San Gottardo. Consulente estetico per l'autostrada in Ticino.
TARCHINI Pietro, da Ponte Cremenaga (1921 - 1999). Ciclista professionista svizzero di notevole livello internazionale. Da dilettante, tra le altre, vinse la più prestigiosa gara svizzera, ovvero il Campionato di Zurigo. Passato professionista con la squadra Allegro vinse 10 gare. Con la squadra nazionale svizzera partecipò al Tour de France del 1947, giungendo terzo nella tappa sul traguardo di Bordeaux. Il giorno seguente si impose nella Bordeaux - Les Sables d'Olonne, battendo in volata il fortissimo Renè Vietto. Ottimo velocista, vanta tra le sue vittime campionissimi del calibro di Coppi, Kübler e Koblet.