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Non è necessario che il parlamento legiferi su un'assicurazione obbligatoria contro i danni legati ai terremoti. Con 9 voti contro 3, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati propone al plenum di non dar seguito a un'iniziativa parlamentare in questo senso.
Le opposizioni sono di tue tipi: certuni non vedono la necessità di un'assicurazione del genere, la cui introduzione sarebbe complicata. Per altri, non è necessario che il parlamento si metta a redigere un progetto, dato che le Camere hanno già incaricato il Consiglio federale di adottare misure in questo senso.
Se gli Stati dovessero seguire la loro commissione, l'iniziativa parlamentare di Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) sarà affossata. Il Nazionale aveva dato seguito a questo testo con 84 voti contro 76 e 8 astenuti. Il progetto chiede premi unificati e accettabili su scala nazionale.
In ogni caso, la problematica non sarà accantonata. I due consigli hanno infatti accolto una mozione di Jean-René Fournier (PPD/VS) che va nella stessa direzione (assicurazione obbligatoria, premi unificati). Il Consiglio federale dovrà dunque affrontare questa materia. Durante il dibattito parlamentare, l'esecutivo non aveva nascosto una certa riluttanza. Potrebbe essere necessaria una modifica costituzionale. Il rischio di terremoto in Svizzera è ritenuto medio. Le regioni di Basilea e del Vallese sono le più minacciate. Stando agli esperti, un sisma di grandi dimensioni presenta un potenziale di danni valutato tra i 60 e i 120 miliardi di franchi.
ATS