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LOSANNA - Ha congelato il corpo senza vita dell'ex moglie, ma non l'ha necessariamente uccisa. A questa conclusione è giunto il Tribunale distrettuale del Nord-vodese che ha condannato a un anno di prigione con la condizionale un 56enne di Orbe (VD).
L'uomo è stato riconosciuto colpevole di omissione di soccorso, perturbamento della pace dei morti e truffa. È invece stato prosciolto dall'accusa di aver ucciso la moglie in base al principio «in dubbio pro reo». L'accusa chiedeva una pena di 14 mesi con la condizionale, considerando che aveva già trascorso 182 giorni in detenzione preventiva.
Le circostanze della morte di sua ex-moglie, avvenuta nel 2016, restano poco chiare. Il procuratore aveva presentato due diverse versioni nel suo atto d'accusa, un evento raro: omicidio intenzionale e omicidio colposo. Tuttavia, durante l'udienza aveva rinunciato alla prima imputazione.
Il giudice, pur scartando anche l'ipotesi di omicidio colposo, ha ritenuto poco probabile che la donna si sia suicidata impiccandosi come affermato dall'accusato.
Crede anche che «non sia impossibile che l'imputato abbia strangolato l'ex moglie, ma non ci sono prove per dimostrarlo». Ha aggiunto che ci sono molte zone d'ombra che né l'indagine né il processo hanno permesso di dissipare.
L'imputato aveva riposto il cadavere della donna nel congelatore per due mesi. L'aveva poi murata in un vano sotto le scale esterne. Aveva così continuato a ricevere l'assicurazione d'invalidità per la persona scomparsa per quattro mesi per un totale di 12'610 franchi.
L'uomo è descritto dagli esperti come affetto da disturbi di immaturità, depressivi e dello sviluppo psico-affettivo. Da parte sua la donna soffriva di tendenze suicide e di schizofrenia paranoica. La coppia si era separata nel 2012 ma continuava a vivere sotto lo stesso tetto, quasi tagliati fuori dal mondo.