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TOKYO - La pandemia del coronavirus continua a ostacolare ogni tentativo di ripresa del turismo a livello globale. In Giappone, la JTB, il più grande operatore del settore nel Paese, ha annunciato un massiccio piano di ristrutturazione con il taglio di 6'500 posti di lavoro, a fronte della maggior perdita mai registrata prima, pari a 78 miliardi di yen nel semestre tra aprile e settembre, equivalenti a 634 milioni di euro.
JTB chiuderà inoltre 115 filiali sul mercato domestico e altre 190 all'estero, oltre ad applicare una riduzione in media del 30% dello stipendio dei propri dipendenti dal prossimo anno fiscale.
«Ridimensioneremo i costi in modo significativo per tornare alla redditività nel prossimo esercizio fiscale», ha detto in una conferenza il presidente della società, Eijiro Yamakita. Insieme ai licenziamenti annunciati, le offerte di prepensionamento e il blocco delle assunzioni, JTB prevede di portare la propria forza lavoro a quota 22.500 unità entro il 2022.
Sebbene il Giappone abbia registrato tassi di espansione del Covid di gran lunga inferiori rispetto alle nazioni europee maggiormente colpite, e agli Stati Uniti, la recente ascesa delle infezioni ha fatto scattare l'allarme delle autorità per il contenimento della malattia.
Tra le ultime misure decise dal governo lo stop della campagna di promozione del turismo domestico che era partita a fine luglio proprio per sostenere il settore e le economie locali, con incentivi che arrivavano a coprire fino al 50% delle spese di viaggio.