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Commercianti, ristoratori e indipendenti continueranno a essere sostenuti in caso di difficoltà legate alla crisi del coronavirus. Gli Svizzeri hanno approvato oggi la Legge Covid-19 con il 60,2% dei voti, confermando i sondaggi e le prime tendenze dell'istituto gfs.bern. Il testo ha ottenuto i favori di 18 cantoni, mentre otto vi si sono opposti.
Tali risultati non costituiscono una sorpresa visto che la maggioranza di partiti e associazioni aveva invitato a sostenere la legge, votata dal Parlamento federale il 25 settembre 2020, che rappresenta lo strumento principale per attenuare le conseguenze sociali ed economiche della pandemia.
Per quanto riguarda i singoli cantoni si nota un'approvazione più netta in quelli latini e a Basilea Città: i Vodesi hanno sostenuto il testo con il 70,1% dei voti, i Ginevrini con il 69,3%, i Ticinesi con il 69,2% e i Basilesi con il 69,1%. Un "sì" confortevole anche a Zurigo (64,4%) e a Berna (60,1%). Nei Grigioni, la legge Covid ha ottenuto il 57,6% dei consensi.
Tra i cantoni che hanno votato "no" spiccano Appenzello Interno (60,8%), Svitto (59,1%), Obvaldo (56,7%) e Uri (54,9%), mentre ad Appenzello Interno, Nidvaldo, Glarona e Turgovia i contrari hanno avuto la meglio con risultati più risicati.
Il comitato contrario alla legge, denominato "Amici della Costituzione", non è così riuscito a trasformare lo scrutinio in un voto di sfiducia nei confronti del Consiglio federale. Durante la campagna, il campo del "no" aveva tentato di convincere i cittadini che il governo ha reso "le persone malate dalla paura" e ha tolto loro le libertà.
Ultimamente gli "Amici della Costituzione" avevano criticato in particolare le spiegazioni di voto del Consiglio federale, accusandolo di ingannare la popolazione. A loro avviso, il libretto era incompleto, poiché non menzionava il certificato sanitario.
Oggi gli "Amici della Costituzione" si sono detti "delusi" per il netto sì alla Legge Covid-19. Tuttavia il loro co-presidente Werner Boxler ha assicurato che la lotta per ripristinare la sovranità del popolo è soltanto agli inizi. Gli "Amici della Costituzione" sosterranno pertanto il referendum dei Giovani Udc contro le modifiche della legge Covid-19, che risalgono al marzo scorso.
Oggi i loro argomenti non hanno però convinto la popolazione, che è stata sensibile agli aiuti economici per i settori che hanno particolarmente sofferto a causa della pandemia. La Legge Covid-19 consente infatti di sostenere finanziariamente le persone e le imprese colpite dalla crisi.
Se fosse stata bocciata, gli aiuti della Confederazione, di cui hanno assoluto bisogno più di 100'000 imprese e oltre un milione di persone, sarebbero stati a rischio, avevano sottolineato Consiglio federale, Cantoni e tutti i partiti (ad eccezione dell'Udc che lasciava libertà di voto) durante la campagna.
Oltre a ristoratori, commercianti e indipendenti, i teatri, i cinema, i fitness e le agenzie di viaggio ne beneficeranno. Il telelavoro o la chiusura delle scuole non hanno invece nulla a che fare con la Legge Covid-19, visto che sono regolamentati dalla legge sulle epidemie.
Il testo consente inoltre di garantire l'approvvigionamento del Paese in medicinali, apparecchi respiratori, equipaggiamenti di protezione e altri beni medici importanti. Crea inoltre le basi legali per la presa a carico dei test da parte della Confederazione o l'istituzione di un certificato vaccinale.
Le reazioni al "sì" alle urne non si sono fatte attendere, sin dal primo pomeriggio di oggi. Il Partito socialista ha dichiarato che il netto "sì" alla Legge Covid-19 è un chiaro sostegno alle misure economiche e alla politica del Consiglio federale.
Secondo la vicepresidente del PS svizzero, la consigliera nazionale Barbara Gysi (Ps/SG), "il sì alla legge può essere anche interpretato come un sì al superamento della crisi". Inoltre, con l'approvazione della Legge Covid-19 la popolazione ha espresso la propria solidarietà nei confronti delle aziende e dei settori particolarmente toccati dalla pandemia, ha aggiunto.
Dal canto suo il "senatore" Philipp Bauer (Plr/Ne) ha dichiarato che il netto "sì" del popolo alla legge Covid-19 rassicura le aziende per quanto riguarda i futuri aiuti finanziari.
A suo avviso gli Svizzeri hanno votato in maniera "saggia ed efficace" in favore di questa normativa economica incaricata di sostenere coloro che ne hanno bisogno. In caso di un "no" alle urne, la legge Covid-19 sarebbe scaduta il 30 settembre e con essa anche gli aiuti finanziari, ha precisato il liberale-radicale neocastellano.
Sospiro di sollievo anche per gli operatori culturali dopo il "sì" odierno alle urne. Le misure di sostegno sono necessarie e contribuiscono a preservare la diversità culturale in Svizzera, ha ricordato Alex Mezmer, dell'ufficio di coordinamento della task force cultura e direttore di Suisse.
Numerosi avvenimenti hanno dovuto essere annullati quest'estate e l'offerta comincia a riprendere soltanto oggi. "Ci attendiamo che il settore della cultura ritornerà alla normalità al più presto soltanto durante l'estate 2022, se tutto si svolgerà come previsto", ha aggiunto Mezmer. In quest'ottica la legge Covid garantisce una certa sicurezza per numerosi lavoratori culturali.