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Jenö Staehelin è l'uomo della Svizzera presso la sede dell'ONU a New York.
Abbiamo incontrato l'ambasciatore durante un suo recente passaggio in Svizzera.
L'interesse per l'attività della Svizzera a New York
"Già durante la campagna per la votazione ci siamo sentiti al centro dell'interesse del popolo svizzero. Questa attenzione nei confronti della nostra attività a New York continua e me ne rallegro, perché è la manifestazione di un interesse accresciuto dei media e della popolazione per l'ONU e, più in generale, per il ruolo della Svizzera nel mondo".
Un brindisi con vino svizzero
La nostra prima reazione il 3 marzo al momento della decisione positiva del popolo svizzero non è stata tanto quella di festeggiare, ma di informare il segretariato dell'ONU e gli altri membri e di rispondere alle domande dei media. Certo, abbiamo anche brindato con un bicchiere di un buon vino bianco svizzero.
I ricordi del 10 settembre
Ciò che mi ha veramente impressionato è stata la grande cordialità e la gioia sincera con cui la Svizzera è stata accolta nella comunità mondiale. Non si è trattato di routine, ma di una manifestazione spontanea da parte delle altre nazioni, della loro soddisfazione di vedere la Svizzera dichiarare, addirittura con una votazione popolare, la propria disponibilità per cercare una soluzione ai problemi di questo mondo.
Un'immagine che per me resterà indimenticabile, è quella del momento in cui è stata issata la bandiera svizzera, un'operazione eseguita dall'unico poliziotto svizzero alle dipendenze dell'ONU, e si trattava di un ticinese. La bandiera tardava a dispiegarsi al vento e questa mi è parsa un'immagine-simbolo delle difficoltà che la Svizzera ha dovuto superare prima di aderire all'ONU. Oggi, però, la bandiera svizzera sventola liberamente nell'aria e per me è fonte di gioia, ogni volta che la vedo quando passo davanti all'edificio dell'ONU.
Mariano Masserini, swissinfo