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Il pasticcio legato alle elezioni comunali dell’ottobre 2018 a Roveredo si è arricchito di un ulteriore capitolo che segna l’ennesimo ribaltone nei risultati e nella composizione del Municipio. I giudici federali hanno infatti parzialmente accolto il ricorso del partito liberale contro la sentenza del Tribunale amministrativo cantonale.
Ad agosto, smentendo il risultato stabilito a livello comunale, la corte di Coira, rivalutata la validità di alcune schede, aveva attributo tre seggi nell’Esecutivo a Roré Viva e due a PLR/Roré Etica. Il verdetto aveva portato, da un lato, Ivano Boldini a perdere lo scranno e, dall'altro, Guido Schenini a diventare sindaco, mentre in prima battuta era rimasto fuori.
I ricorrenti, per non pregiudicare l’operatività del comune, non avevano chiesto l’effetto sospensivo per l'impugnativa e quindi da tre mesi il Municipio è operativo con una composizione che, alla luce della decisione di Mon Repos, è destinata a nuovamente cambiare. L'incarto è stato rinviato ai giudici cantonali affinché rivalutino le schede contestate in una nuova ottica dopo che, in prima battuta, le hanno ritenute valide.