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Solo nel 2020, ci sono stati più di 2,2 milioni di nuovi casi e 1,8 milioni di morti nel mondo per questo tipo di carcinoma
Nel tumore del polmone in stadio precoce, l'immunoterapia con la molecola pembrolizumab, prima e dopo l'intervento chirurgico, migliora la sopravvivenza e riduce del 42% il rischio di recidiva, progressione o morte. Lo dimostrano i risultati positivi dello studio di fase 3 su 797 pazienti Keynote-671, presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco). Lo studio verrà pubblicato contemporaneamente sul New England Journal of Medicine.
I ricercatori hanno dunque valutato pembrolizumab come regime di trattamento perioperatorio, che comprende il trattamento prima dell'intervento chirurgico (neoadiuvante) e dopo la chirurgia (adiuvante), per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule. Al follow-up di 25,2 mesi, pembrolizumab neoadiuvante più chemioterapia seguito da resezione e pembrolizumab adiuvante come agente singolo hanno migliorato significativamente la sopravvivenza riducendo il rischio di recidiva, progressione o morte del 42%.
Il carcinoma polmonare è la principale causa di morte per cancro in tutto il mondo. Solo nel 2020, ci sono stati più di 2,2 milioni di nuovi casi e 1,8 milioni di morti per tumore del polmone a livello globale. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule è il tipo più comune di carcinoma polmonare, rappresentando circa l'81% di tutti i casi.