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SAN GALLO - Un uomo psichicamente malato che il 4 agosto 2017 aveva accoltellato un giovane per strada a San Gallo rimarrà in clinica per la "misura terapeutica stazionaria" cui è già sottoposto da oltre un anno. Lo ha deciso oggi il tribunale regionale, che lo ha ritenuto non responsabile dei suoi atti.
Lo svizzero oggi 44enne aveva gravemente ferito al collo un 22enne, egli pure svizzero, davanti a un caffè nella città vecchia, aggredendolo con un coltellino da tasca «improvvisamente e inaspettatamente», secondo quanto era stato allora comunicato. I passanti erano riusciti a immobilizzarlo in attesa della polizia. Il giovane colpito era morto quattro giorni dopo all'ospedale. I due non si conoscevano.
«Ero così confuso che non sapevo più quel che facevo», ha detto oggi nell'aula del tribunale l'imputato. Beneficiario di una rendita AI, egli è già sottoposto anticipatamente da 14 mesi a una misura terapeutica stazionaria, riservata alle persone affette da turbe psichiche. Grazie a nuovi farmaci e alle cure somministrate spera di riuscire a integrarsi di nuovo nella società, ha dichiarato.
L'uomo si era già in precedenza distinto per il suo comportamento aggressivo e violento, ha dichiarato la procuratrice, a sua volta favorevole a quel che è anche chiamato «piccolo internamento» ritenendo il 44enne non imputabile penalmente. Una volta aveva minacciato la madre con un'ascia, sebbene avesse preso le medicine prescrittegli.
Il tribunale ha a sua volta riconosciuto la non imputabilità e ha confermato una misura terapeutica stazionaria in base all'articolo 59 del codice penale, fondandosi su una perizia psichiatrica forense in cui si dice che l'imputato soffre di schizofrenia paranoide e che al momento dei fatti non era in grado di rendersi conto della realtà. «La durata della terapia è incerta», ha detto il presidente della corte. La misura ordinata sarà oggetto di una nuova valutazione ogni anno.
Il tribunale ha anche assegnato in tutto 166'000 franchi di riparazione per torto morale alla famiglia della vittima.