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Inginocchiandosi per pesare un'antilope saiga appena nata, dalle gambe sottili, il conservazionista Albert Salemgareyev si trova nel mezzo del più importante baby boom della steppa kazaka.
Un batterio nasale e i bracconieri delle steppe avevano portato questa particolare specie di antilope, la saiga tatarica, che vive ormai in poche aree di Russia, Kazakistan e Mongolia, sull'orlo dell'estinzione. Ma ora la popolazione di questi animali, sopravvissuti all'era glaciale, si sta riprendendo. Le ultime indagini aeree sulle popolazioni di saiga in Kazakistan - dove si concentra la maggior parte della specie - hanno mostrato una crescita da 334'000 a 842'000 individui negli ultimi due anni.
Il pericolo, però, non è ancora scampato. "La minaccia principale rimane il bracconaggio fatto dalle mafie. I corni di saiga sono venduti a caro prezzo sui mercati del sud-est asiatico, usati nella medicina tradizionale", spiega Salemgareyev, dell'Associazione per la conservazione della biodiversità del Kazakistan (ACBK).