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Swissstaffing muove dure critiche a Unia: nel settore del lavoro interinale è in atto un crollo e il sindacato, con la sua politica favorevole a mantenere chiuse le imprese, "gioca con il fuoco", afferma l'associazione padronale di categoria.
"Esigere la chiusura delle aziende e poi lamentarsi dei licenziamenti è un'ipocrisia", afferma la direttrice di Swissstaffing Myra Fischer-Rosinger, citata in un comunicato odierno. "La responsabilità sociale del più grande sindacato del paese dovrebbe essere quella di collaborare con i datori di lavoro per trovare soluzioni atte a garantire l'attuazione delle misure di distanziamento e d'igiene. Ogni settimana di lockdown che passa provoca gravi danni e distrugge posti di lavoro temporanei e fissi".
La tradizionale ripresa primaverile nel settore dell'impiego interinale si è bruscamente interrotta. Stando allo Swiss Staffingindex in marzo i lavoratori temporanei hanno prestato il 12% di ore lavorative in meno rispetto allo stesso mese del 2019, senza tenere conto delle ore di lavoro ridotto. Un sondaggio condotto da Gfs-zürich rivela che in media a malapena un lavoratore temporaneo su due era in regime di lavoro ridotto dopo il lockdown. È inoltre probabile che lo sviluppo delle attività subisca un'ulteriore flessione nel mese di aprile.
Le aziende di lavoro temporaneo si assumono la loro responsabilità imprenditoriale, afferma Swissstaffing. Secondo l'organizzazione la crisi è anche una via d'uscita dal lavoro nero: molti dipendenti vengono infatti inseriti nella legalità attraverso il lavoro interinale. Questo si spiega con la necessità di avere un permesso di lavoro per attraversare la frontiera.
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