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Non è stato usato del materiale esplosivo per il sabotaggio di un traliccio elettrico della linea ad altissima tensione a Gland (VD), avvenuto lo scorso 26 giugno.
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) cederà pertanto prossimamente l'inchiesta alla giustizia vodese.
L'informazione, divulgata dal quotidiano "24 heures", è stata confermata oggi dalla procura tramite una presa di posizione scritta. L'MPC si era fatto carico delle indagini dopo che diversi testimoni avevano affermato di aver udito delle detonazioni.
Tuttavia, le analisi dell'Istituto medico-legale di Zurigo non hanno rinvenuto tracce di esplosivo, escludendone dunque l'utilizzo per l'atto vandalico. Abbandonata questa pista, che inizialmente sembrava plausibile, viene a cadere la competenza federale sul dossier, spiega l'MPC senza fornire ulteriori dettagli.
Il sabotaggio non aveva fatto vittime, né aveva provocato un'interruzione dell'approvvigionamento di energia elettrica. Il pilone era caduto nei pressi del tratto autostradale che collega Losanna a Ginevra.
L'MPC non si sbilancia riguardo ai responsabili e a eventuali rivendicazioni del gesto. Da parte sua, "24 heures" rivela che un manifesto politico è stato ritrovato nei paraggi.