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SUEZ - Il blocco totale del canale di Suez non ha lasciato dietro di sé solo una lunga coda di navi in attesa - e che dovranno ora trascorrere altri giorni in acqua, aspettando pazientemente il proprio turno - ma anche una serie d'interrogativi con possibili implicazioni a nove zeri.
La Ever Given è rimasta incagliata tra le due sponde per sette giorni, innescando un "effetto diga" che si stima abbia provocato un danno economico da quasi 10 miliardi al giorno. Tempo da perdere non ne è rimasto e così, non appena la nave è stata parcheggiata nel Grande Lago Amaro, esperti e periti sono saliti a bordo per cercare una risposta alle due grandi domande che un po' tutti - dai funzionari dello stato egiziano, ai vertici delle compagnie marittime, fino agli assicuratori - si sono posti in questi giorni: che cosa è andato storto e di chi è la colpa.
Stando a quanto anticipato dall'Associated Press, che cita un esperto timoniere, l'ispezione tecnica è concentrata sulla ricerca di segni di possibili danni alla nave per determinare se vi sia un nesso con il suo incagliamento. Contestualmente, gli ingegneri stanno conducendo le necessarie verifiche sulle condizioni dei motori per determinare se e quando la Ever Given potrà riprendere il proprio viaggio in direzione del porto di Rotterdam.
Non solo, anche la stessa permanenza dell'enorme portacontainer in balia delle correnti del canale per una settimana può aver provocato danni strutturali. «Nel restare affossata è rimasta a lungo sotto tensione», ha spiegato il capitano John Konrad, fondatore di gcaptain.com. Per sette giorni la Ever Given ha dovuto fare i conti con gli effetti delle maree. Il tutto sotto il peso di circa 20'000 container.
Nel frattempo, le oltre 360 imbarcazioni rimaste a lungo in attesa hanno iniziato ad attraversare il canale. Ma i tempi potrebbero essere più lunghi del previsto e potrebbe volerci più di una settimana - alcuni analisti parlano addirittura di dieci giorni - per far defluire il traffico navale arretrato. E i danni economici non sono contenuti tra le sole sponde del canale. Perché ci sono decine di navi che, a causa dell'ingorgo, hanno preferito fare marcia indietro e imboccare la rotta alternativa che passa per il Capo di Buona Speranza. Una deviazione di circa 5'000 chilometri a cui corrisponde una fattura di diverse centinaia di migliaia di dollari.
Il blocco totale del canale di Suez non ha lasciato dietro di sé solo una lunga coda di navi in attesa - e che dovranno ora trascorrere altri giorni in acqua, aspettando pazientemente il proprio turno - ma anche una serie d'interrogativi con possibili implicazioni a nove zeri.