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Frutto del movimento antroposofico deve essere ch'esso si inserisca nella vita in modo realmente pratico. Non è importante che l'uomo ritenga vera una cosa piuttosto che un'altra, ma ch'egli riesca a guardare le cose in modo giusto. È più importante che l'antroposofia penetri in noi guidandoci a un'attività dell'anima e ampliandoci la visuale, piuttosto che noi ci si dedichi a teorizzare al di là delle cose sensibili e sulla spiritualità. In questo l'antroposofia è veramente qualcosa di pratico.
È un'importante missione del movimento antroposofico che per suo mezzo il pensare umano sia messo in movimento, sia educato in modo che si pensi che lo spirito stia dietro alle cose. Se il movimento antroposofico favorirà questo atteggiamento, esso fonderà una civiltà dalla quale mai deriverà il pensiero di voler spingere un vagone dal di dentro. Questo atteggiamento fluisce da solo nell'anima. Se l'anima ha imparato a pensare sui grandi fatti della vita, penserà in modo giusto anche sugli oggetti più banali; si imparerà anche a battere un chiodo in modo più pratico, ad appendere un quadro praticamente meglio di quanto non si facesse prima. È di grande importanza che impariamo a considerare la vita animico-spirituale come un tutto, e che per tale modo di vedere impariamo a fare più praticamente ogni cosa.
L'educazione pratica del pensiero
Questa conferenza di Rudolf Steiner, tenuta nel 1909 a Karlsruhe, propone esercizi finalizzati a rendere il pensiero vivente. Così finisce la conferenza:
Rudolf Steiner, Educazione pratica del pensiero, Milano, 1978 (estratto dal volume 108 dell'Opera Omnia).