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LONDRA - Australia, Canada, Svizzera e Spagna hanno rinunciato a fare pressioni su Cuba per i diritti umani nella speranza di ottenere favori commerciali. È quanto sostiene un diplomatico americano, in un cable svelato da Wikileaks e pubblicato dal "Guardian", definendo "servili" questi Paesi "amici a tutti i costi" di Cuba.
"Una serie di visite recenti hanno dimostrato i diversi approcci che i governi stranieri hanno adottato nell'evidenziare, o meno, le loro preoccupazioni per i diritti umani a Cuba - si legge nel cable datato 24 novembre 2009 -. Il ministro degli Esteri australiano, l'inviato speciale della Svizzera per i diritti umani e il ministro del governo canadese per le Americhe, non solo non sono riusciti a incontrare cubani non governativi, ma non hanno nemmeno avuto la briga di reclamare pubblicamente maggiori libertà, dopo aver visitato Cuba nel mese di novembre".
"Sebbene abbiano evitato le Ong, emissari del Vaticano e dell'Unione europea recentemente hanno almeno reclamato pubblicamente maggiori diritti", prosegue il diplomatico Usa concludendo che "c'é poco da guadagnare da un 'amico-a-tutti-i-costi' nell'approccio a Cuba".
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