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CARACAS/BERNA - Il Venezuela ha ufficialmente protestato ieri contro le sanzioni recentemente imposte dalla Svizzera nei confronti di sette alti funzionari venezuelani ai quali è stata vietata l'entrata e il transito sul territorio elvetico.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), contattato dall'ats, ha confermato che «l'incaricato d'affari dell'ambasciata svizzera è stato citato al ministero degli affari esteri a Caracas». Secondo una portavoce del DFAE, contro la Confederazione non è stata adottata alcuna misura di ritorsione.
Una nota è stata trasmessa all'incaricato degli affari. In essa il capo della diplomazia venezuelana Jorge Arreaza afferma che queste sanzioni, da parte di un Paese «storicamente neutro» come la Svizzera, non sono inclini a creare le "condizioni di un dialogo" e «rafforzano le posizioni estremiste che cercano esiti violenti».
«Grottesche" e "illegali» - La decisione delle autorità elvetiche annunciata il 28 marzo - secondo Arreaza - mostra la loro «subordinazione ai Paesi membri dell'Unione europea e al governo degli Stati Uniti» che hanno emanato sanzioni contro il regime di Nicolas Maduro. Queste sanzioni così come quelle imposte dal Panama sono «grottesche e illegali», ha d'altra parte ritenuto ieri la Corte suprema venezuelana.
Tra i responsabili interessati dalle sanzioni svizzere vi sono il presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana Diosdado Cabello, considerato come il numero due del regime, il presidente della Corte suprema Maikel Moreno, e il ministro dell'interno Nestor Riverol.
Fa parte delle sanzioni anche un embargo sui beni di equipaggiamento militari e sui beni suscettibili di essere utilizzati con fine di repressione. Un divieto equivalente si applica anche ad attrezzature, tecnologie e software che possono servire alla sorveglianza o all'intercettazione delle comunicazioni telefoniche o di internet.
Il Consiglio federale ha dichiarato la settimana scorsa di essere «seriamente preoccupato» dalle ripetute violazioni delle libertà individuali in Venezuela, dove il principio della separazione dei poteri è severamente compromesso. Interrogato oggi dall'ats su possibili nuove sanzioni nei confronti di Caracas il DFAE ha affermato che «la Svizzera continua a seguire attentamente la situazione e gli sviluppi sul posto e valuterà di conseguenza».