Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01110.jsonl.gz/887

Stéphane Rossini (PS/VS) è stato eletto presidente del Consiglio nazionale con 170 voti su 175 schede valide per il periodo 2014-2015. Subentra a Ruedi Lustenberger (PPD/LU).
L'elezione alla presidenza del Consiglio nazionale costituisce l'apice della carriera politica di Stéphane Rossini iniziata oltre trent'anni fa. Nel corso del tempo, il socialista ne ha fatto la sua attività principale, relegando in secondo piano l'insegnamento universitario e la ricerca. La sua elezione a primo cittadino del paese, a 51 anni, è "un onore, ma anche una grande responsabilità", osserva.
Il vallesano - è domiciliato a Nendaz, ma è attinente di Valcolla (TI) - afferma di essere particolarmente contento di poter far "vivere la democrazia svizzera" durante i suoi numerosi compiti che lo attendono in Svizzera e all'estero durante quest'anno. Alcuni avranno un sapore speciale, come il Forum economico mondiale (WEF) di Davos che solitamente non trova posto nel cuore di un vero uomo politico di sinistra come Rossini.
Libero da vincoli elettorali, nel 2015 terminerà il suo quarto e ultimo mandato in Consiglio nazionale, Rossini intende sfruttare appieno il suo anno presidenziale. "Non voglio essere un presidente trasparente", promette. I temi della coesione sociale e dell'apertura al mondo avranno un posto di riguardo nei discorsi che effettuerà in veste di primo cittadino, afferma.
La politica e il socialismo sono due elementi inseparabili della famiglia Rossini. Nel 1965 e per otto anni, il padre di Stéphane viene eletto per il PS nel Municipio di Nendaz, conosciuto per essere molto conservatore.