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Raccomandato dall’UE, questo indicatore misura il rischio di esclusione sociale e l’importanza delle diseguaglianze in materia di reddito fra gruppi di popolazione diversi. Un tasso di rischio di povertà più importante in un gruppo sottolinea una disparità di opportunità alla partecipazione di tale gruppo, a vari ambiti della vita sociale, rispetto agli altri.
Nel 2019, il tasso di rischio di povertà è sensibilmente più elevato per le persone con passato migratorio di 1a generazione (21%) che quelle senza (11%). La differenza tra la 2a generazione o più (13%) e la popolazione senza passato migratorio non è significativa.
Fra il 2014 e il 2019, il tasso di rischio di povertà della 1a generazione è aumentato significativamente (dal 16 al 21%, ossia +5 punti percentuali). Il tasso di rischio di povertà delle persone senza passato migratorio e della 2a generazione o più non è cambiato significativamente.
Il tasso di rischio di povertà è più importante fra le persone con passato migratorio che fra quelle senza nella maggioranza delle Grandi Regioni svizzere. La differenza è statisticamente significativa nella Regione del Lemano (26 contro 12%), nella Svizzera nordoccidentale (15 contro 7%) e Zurigo (14 contro 9%).
Definizioni
Sono considerate a rischio di povertà le persone che vivono in un’economia domestica le cui risorse finanziarie (senza lo stock del patrimonio) sono sensibilmente inferiori al livello abituale dei redditi nel Paese preso in esame. La povertà è quindi vista come una forma di disuguaglianza; in effetti, il fatto che una persona sia considerata a rischio di povertà non dipende unicamente dalla sua situazione economica, ma anche da quella delle altre persone nel Paese preso in esame. La soglia del rischio di povertà è una misura relativa definita in riferimento al reddito disponibile equivalente mediano. Per convenzione, è fissata generalmente al 60% (approccio dell’Unione europea) come nel caso delle cifre esposte precedentemente o al 50% (approccio dell’OCSE) della mediana del reddito disponibile equivalente. Il tasso di rischio di povertà è calcolato sull’insieme della popolazione, senza limiti di età. Essere a rischio di povertà significa pertanto disporre di redditi sensibilmente inferiori a quelli dell’insieme della popolazione, situazione questa che determina il pericolo di esclusione sociale. Se un’economia domestica è composta di vari adulti con statuti migratori differenti, lo stesso valore è contabilizzato sia per le persone con sia per quelle senza passato migratorio.
In Svizzera, la soglia del rischio di povertà per un’economia domestica composta da un’unica persona ammonta a 2504 franchi al mese nel 2019. Una persona sola il cui reddito disponibile è inferiore a 2504 franchi al mese è considerata a rischio di povertà. La soglia è di 5258 franchi al mese per un’economia domestica composta da due adulti con due figli di meno di 14 anni. La soglia del rischio di povertà deve essere distinta dalla soglia di povertà assoluta calcolata dall’UST sulla base delle norme svizzere di accesso all’aiuto sociale.
Metodologie
In seguito al nuovo quadro del sondaggio e al miglioramento del modello di ponderazione, i risultati a partire dal 2014 non sono più direttamente comparabili con quelli degli anni precedenti (interruzione della serie).