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Le misure proposte contro i matrimoni forzati sono state accolte positivamente dalla grande maggioranza dei Cantoni, dei partiti e delle organizzazioni. Tra i partiti, soltanto l’UDC respinge l’avamprogetto, poiché a suo avviso sono necessarie ulteriori disposizioni. Nonostante il consenso di fondo, in sede di consultazione sono state avanzate critiche in merito a singoli punti. Alcuni partecipanti non hanno ad esempio ritenuto necessario sancire espressamente nel Codice civile l’obbligo di esame, poiché il diritto vigente impone già all’ufficiale dello stato civile di rifiutarsi di celebrare un matrimonio che manifestamente non è contratto per libera volontà.
Nell’avamprogetto il Consiglio federale non ha ritenuto necessario un intervento nell’ambito del diritto penale. Anche in assenza di una disposizione penale esplicita, i matrimoni forzati possono rientrare nella fattispecie della coazione, essere perseguiti d’ufficio e sanzionati con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria. I pareri espressi sono stati alquanto divergenti: la maggioranza dei Cantoni, i Verdi e una serie di organizzazioni si sono detti contrari a una disposizione penale esplicita. Molti Cantoni nonché diversi partiti e organizzazioni si sono invece espressi a favore della qualificazione come coazione grave o dell’introduzione di una nuova norma penale concernente il «matrimonio forzato». Il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DFGP di prevedere, in occasione dell’elaborazione del messaggio, un rafforzamento della protezione di diritto penale.
Ultima modifica 21.10.2009