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Si conclude oggi a mezzogiorno il voto dei primi ballottaggi per il Consiglio degli stati, dopo le elezioni federali dello scorso 23 ottobre. Sono da assegnare quattro mandati nei cantoni di Sciaffusa, Turgovia e Vaud.
A Sciaffusa è stato eletto al primo turno l'uscente dell'UDC Hannes Germann. Il senza partito Thomas Minder, l'imprenditore all'origine dell'iniziativa sulle retribuzioni abusive, è risultato a sorpresa il primo dei non eletti e parte favorito per conquistare il seggio lasciato vacante dal PLR (Peter Briner non si è ricandidato). Rimangono in corsa anche il candidato del PLR Christian Heydecker - nettamente distaccato da Minder al primo turno - e quello del PS Matthias Freivogel. Il candidato liberale-radicale gode dell'appoggio dell'UDC e del PPD. Il socialista potrà probabilmente contare su una parte voti che al primo turno erano andati ad un candidato ecologista che si è nel frattempo ritirato.
In Turgovia è in gioco il seggio che è stato del "senatore" PPD Philipp Stähelin, che non si è ripresentato. Al primo turno l'UDC Roland Eberle (nuovo) ha facilmente confermato il seggio lasciato libero dal collega di partito Hermann Bürgi. Fra i non eletti al primo turno, i meglio piazzati sono nell'ordine Brigitte Häberli-Koller (PPD) e Max Vögeli (PLR), che si ripresentano entrambi. Il candidato liberale-radicale ha ottenuto l'appoggio dell'UDC ed è il favorito per il ballottaggio. I "democentristi" - che nel cantone hanno una quota elettorale del 38,7% e già mandano a Berna tre consiglieri nazionali su sei - hanno valutato anche la possibilità di lanciare nella corsa un loro candidato per la seconda poltrona, ma hanno alla fine deciso di sostenere quello del PLR. La candidata del PPD può da parte sua contare sul sostegno del PS e dei Verdi.
Nel canton Vaud al primo turno gli uscenti Géraldine Savary (PS) e Luc Récordon (Verde) hanno ottenuto un buon vantaggio sui più immediati inseguitori di centro-destra, Guy Parmelin (UDC) e Isabelle Moret (PLR). Tutti e quattro si ricandidano. I due uscenti - appoggiati dall'intera sinistra - dovranno quindi far fronte all'attacco dei candidati dei due partiti borghesi che per l'occasione hanno deciso di sostenersi a vicenda. Il "ticket" rischia tuttavia di non piacere ad una parte dell'elettorato del PLR. Secondo gli osservatori, l'esito dello scrutinio dipenderà in gran parte dal comportamento degli elettori dei piccoli partiti del "centro", che rappresentano dal 10 al 15% dei suffragi. I Verdi liberali raccomandano di votare la neocandidata del PLR e l'uscente dei Verdi. Il PPD lascia libertà di voto, ma esorta i suoi a non appoggiare il candidato UDC.
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