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BERNA - A causa della situazione epidemiologica tesa e delle ulteriori restrizioni imposte oggi alle attività economiche, il Consiglio federale ha deciso di chiedere al Parlamento altri mezzi per aiutare le aziende in difficoltà portando l'attuale programma di sostegno da 1 miliardo di franchi totali a 2,5 miliardi.
Come ricordato davanti ai media dal consigliere federale Ueli Maurer al termine della seduta odierna del governo, tale intervento supplementare s'inserisce nel dibattito in corso in Parlamento sulla legge Covid-19, norma che prevede un sostegno ai casi di rigore, concetto che include in particolare quelle imprese attive nel turismo e nel settore della cultura che stanno soffrendo più altre l'attuale situazione.
La settimana prossima, ultima della sessione invernale, il Consiglio federale presenterà quindi le sue ultime proposte alle commissioni competenti delle Camere, proposte che dovranno essere discusse ed eventualmente integrate nella legge entro la fine della settimana. Ieri, gli Stati hanno rinviato il dibattito, a livello di divergenze, sulla Legge Covid-19 proprio nell'attesa delle ultime decisioni del Governo.
Tali decisioni prevedono, ha spiegato il ministro delle finanze, un'iniezione supplementare di 1,5 miliardi da parte della Confederazione, di cui 750 milioni verrebbero assunti assieme ai Cantoni, responsabili per il 33% della somma (250 milioni). Per questa parte degli aiuti valgono i criteri fissati nella Legge Covid-19, ossia una perdita di fatturato del 40%.
In caso di necessità, ha aggiunto il ministro democentrista, la Confederazione potrà erogare 750 milioni supplementari a favore dei provvedimenti cantonali concernenti i casi di rigore, senza ulteriori contributi dei Cantoni. In tal modo, l'esecutivo avrà la possibilità di sostenere in maniera mirata e flessibile i Cantoni particolarmente colpiti dai provvedimenti volti a contenere l'epidemia di Covid-19, ha sottolineato Maurer.
Un'altra richiesta del Consiglio federale riguarda il settore della cultura. Il Governo non vuole solo sostenere le società attive in questo settore, ma anche i singoli attori culturali che potranno richiedere indennità per perdita di guadagno.