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Nel clima d'incertezza che ha caratterizzato l'inizio della pandemia d'influenza A H1N1, era giustificato acquistare 13 milioni di dosi di vaccini: è quanto afferma il rapporto sulla valutazione della strategia vaccinale della Svizzera, ritenuta comunque non esente da pecche.
Dopo l'ondata influenzale, il Dipartimento federale dell'interno ha incaricato un gruppo di esperti internazionali, in collaborazione con la società Ernst & Young, di valutare la strategia della Confederazione concernente la vaccinazione della popolazione contro il virus A (H1N1).
Dal documento – reso pubblico giovedì – risulta che le persone interessate hanno potuto farsi vaccinare in tempo, anche se la procedura di omologazione del vaccino è stata un leggermente più lenta rispetto ad altri paesi. Il rapporto precisa inoltre che erano giustificati sia l'acquisto stesso dei vaccini sia la sua entità.
Pur elogiando l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per l'informazione data alla popolazione, sono state formulate alcune riserve, segnatamente per quanto riguarda lo scambio di dati con i diversi attori e la coordinazione nella comunicazione tra l'UFSP, la Commissione federale per le vaccinazioni e Swissmedic.
Sono inoltre state riscontrate lacune nel coordinamento dei piani pandemici a livello federale e cantonale, nonché – a livello logistico – per quanto concerne la distribuzione dei vaccini.
Nel giugno 2009, il governo svizzero aveva deciso l'acquisto di 13 milioni di dosi di vaccino per un importo di 84 milioni di franchi da GlaxoSmithKline e Novartis. Circa il 15% della popolazione svizzera e il 27% dei gruppi a rischio si sono fatti vaccinare.
Le persone che hanno contratto l'influenza dovrebbero essere circa 1,5 milioni. In totale, a causa dell'influenza A (H1N1), sono state ricoverate 570 persone, 114 delle quali in un reparto di cure intense. Venti sono decedute. Nel mondo, dall'aprile 2009 sono stati registrati 18'000 decessi dovuti all'influenza pandemica, di cui circa 5'000 in Europa.
swissinfo.ch e agenzie