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Il prelevamento dei valori patrimoniali, che esiste da oltre vent’anni, è sancito nella legge sull’asilo, convalidata a varie riprese alle urne. In base alla pertinente disposizione, i richiedenti l’asilo che entrano in Svizzera possono essere chiamati a consegnare la parte del loro patrimonio che supera i 1000 franchi svizzeri (fino a un tetto massimo di CHF 15 000 a persona); in tal modo contribuiscono alle spese che generano in Svizzera. La prassi si fonda su un principio ben consolidato: infatti, anche gli altri abitanti della Svizzera devono rimborsare i costi che causano all’aiuto sociale – o ricevono sostegno finanziario soltanto se sprovvisti di patrimonio (a parte importo non computabile). Non viene prelevato il patrimonio proveniente dimostrabilmente da redditi dell’attività lucrativa o prestazioni dell’aiuto sociale.
All’atto pratico, il prelevamento di valori patrimoniali nel settore dell’asilo riguarda i richiedenti l’asilo (permesso N) e le persone senza qualità di rifugiato ammessi in Svizzera a titolo provvisorio e presenti sul territorio da meno di sette anni. Praticamente tutti i casi il patrimonio ritirato si tratta di contanti. La Svizzera non ritira in alcun caso oggetti con valore affettivo come fedi e simili.
Nel 2015 le autorità svizzere hanno prelevato valori patrimoniali in 112 casi, per una somma complessiva di 210 000 franchi svizzeri, confluiti nelle casse della Confederazione. In teoria sono soggetti a prelievo circa 45 000 persone (stato alla fine di novembre 2015), ma poiché la maggior parte dei richiedenti l’asilo sono sprovvisti di mezzi, sono pochi coloro che si vedono ritirare dei valori patrimoniali.
Documentazione
Ultima modifica 15.01.2016