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ZURIGO - Chi si oppone alla vaccinazione dovrebbe scrivere un testamento biologico e rinunciare alle cure intensive se si ammalasse di Covid-19. Lo afferma la direttrice zurighese della sanità, Natalie Rickli (UDC), in un'intervista ai giornali di Tamedia. «Le persone non vaccinate prolungano la pandemia - dice la consigliera di Stato - la via d'uscita è chiara: vaccinare, vaccinare, vaccinare!».
Natalie Rickli osserva che nel cantone più popoloso della Svizzera (più di 1,5 milioni di abitanti, ndr) molte persone stanno attualmente recuperando la vaccinazione. Il fatto che da ottobre i test non saranno più gratuiti gioca naturalmente un ruolo.
La politica UDC si dichiara inoltre chiaramente a favore del certificato Covid. Il percorso delineato dal Consiglio federale, ampiamente sostenuto a livello politico, dovrebbe essere continuato: il certificato Covid permette alle persone di condurre una vita quasi normale.
La ministra zurighese ritiene che l'obbligo del certificato Covid andrebbe introdotto al più presto. Un obbligo per accedere ai mezzi pubblici di trasporto, come proposto dal canton Grigioni, non sarebbe tuttavia praticabile in un cantone con una fitta rete di trasporti com'è Zurigo.
Visto che molti contagi toccano persone che rientrano dalle vacanze e che l'80% circa dei nuovi pazienti Covid nelle terapie intensive ha un "background migratorio", si torna a parlare di quarantene per chi rientra da paesi a rischio. Su questo punto, Rickli raccomanda di aspettare l'esperienza con il certificato Covid e di rivalutare la situazione tra due o tre settimane.