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La scorsa notte Yassin Salhi, l'uomo fermato dopo l'attacco all'azienda di gas di Saint-Quentin-Fallaviern, nell'Isère, e principale imputato nella decapitazione del suo padrone di lavoro, ha iniziato a parlare con gli investigatori.
Lo rivela BFM TV, citando una fonte prossima alle indagini, secondo la quale l'uomo "ha cominciato a raccontare come si sono svolti i fatti".
In giornata Salhi sarà trasferito nella sede dell'antiterrorismo a Parigi.
Il Canada sta collaborando con gli investigatori francesi, per cercare di rintracciare il destinatario del numero di cellulare a cui Salhi ha inviato via WhatsApp il selfie che si è scattato con la testa mozzata della sua vittima.
SDA-ATS