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BERNA - La Svizzera è preoccupata per la situazione venutasi a creare in Kirghizistan. La consigliera federale Micheline Calmy-Rey incoraggia le parti in causa a non provocare ulteriori spargimenti di sangue e a cercare una soluzione pacifica al conflitto. Lo ha reso noto oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in una nota.
La ministra degli affari esteri chiede alle parti in causa di moderare i toni e cercare il dialogo. La Svizzera invoca inoltre "il rispetto dei diritti umani, la salvaguardia dello Stato di diritto ed il ripristino dell'ordine democratico".
L'evoluzione della situazione in Kirghizistan viene seguita con grande attenzione, si legge ancora nel comunicato. Il DFAE specifica che non si hanno notizie di cittadini svizzeri fra le vittime e che sono 55 i confederati iscritti presso il consolato. Viene tuttavia sconsigliato di intraprendere qualsiasi viaggio nel paese dell'Asia centrale.
Nella sua nota il DFAE ricorda che, assieme a Tagikistan e Uzbekistan, il Kirghizistan fa parte dei paesi considerati prioritari dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). È stato anche uno dei primi paesi della ex URSS con cui la Svizzera ha concluso accordi economici.
SDA-ATS