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Le statistiche della morbosità del mal di schiena (lombalgia o lombaggine) nei paesi industrializzati ci dimostrano che nella nostra vita soffriamo quasi tutti almeno una volta di dolori alla schiena. Le ragioni sono
multiple: la nostra colonna vertebrale non è ancora completamente evoluta e adattata al portamento eretto come bipedi; originariamente i dischi intervertebrali erano ideati per fare solo da collegamento elastico tra le vertebre in una colonna sospesa
orizzontalmente tra le quattro zampe; nell’ “homo erectus” hanno ricevuto il compito addizionale di portare il peso corporeo e di ammortizzare i colpi verticali ai quali la persona è esposta con ogni passo. La sedentarietà al
lavoro e in automobile, l’alimentazione sovente squilibrata, il soprappeso e lo stress contribuiscono alla disfunzione muscolare ed alle degenerazioni premature dei dischi intervertebrali e dello scheletro. Ne risultano i sintomi classici: il mal di
schiena e la sciatica o, in termini di sinonimi, la lombaggine, la lombalgia, il colpo della strega. Dolori di schiena possono originare dalla muscolatura; di riflesso dalle strutture osteoarticolari o legamentose della colonna vertebrale o d’organi
interni. Blocchi funzionali di un’articolazione, infiammazioni, degenerazioni artrosiche o discali vengono segnalati tramite impulsi nervosi al cervello. Sovente la radice di un nervo viene schiacciata o irritata da un prolasso discale (ernia) o da un
nervo periferico compromesso da muscoli tesi. Segnali di dolore vengono così generati, anche disestesie (alterate sensibilità) o paresi. Nella sciatica il dolore corre lungo l’arto inferiore, generalmente in ben determinate zone, nei dermatomeri.
I dolori si sentono dalla natica lungo la coscia fino al ginocchio, dal polpaccio fino al calcagno e tante volte anche lungo il margine esterno o interno del piede. Qualche volta il dolore viene accompagnato da sensazioni di bruciore, formicolii, iper- ipo-
o insensibilità.
L’anamnesi e l’esame fisico generale, per escludere patologie extravertebrali, dev’essere sempre all’inizio di ogni indagine clinica. L’esame specialistico consiste
nell’accertamento della statica della persona, in particolare della colonna vertebrale, del bacino, delle ginocchia e dei piedi. Segue l’indagine della mobilità e della funzione delle vertebre e giunture. Si chiama l’esame neuro-ortopedico.
L’esame chiropratico si serve in più della palpazione, l’indagine che con la capacità tattile delle dita dell’operatore rileva la posizione delle vertebre, la loro mobilità, la loro sensibilità dolorosa in direzione
della malfunzione. Vengono rilevati gli spasmi e la consistenza muscolare, l’elasticità dei legamenti, la temperatura della superficie, la propriocezione, la reazione del paziente al tocco Altre indagini sono le radiografie che per il tratto lombare
devono essere effettuate in ortostatismo.In casi particolari, quando c’è il sospetto di una ernia discale o di una lesione midollare, si richiede la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) e/o la Risonanza Magnetica. Gli esami di laboratorio del
sangue e delle urine ci aiutano a confermare o eliminare sospetti di altre malattie.
Il trattamento di scelta è la manipolazione chiropratica. Con le mani dell’operatore vengono individuati i punti delle
disfunzioni articolari. Con una mossa veloce e precisa, di direzione e profondità ben determinata, la giuntura da trattare viene aggiustata e liberata. L’aggiustamento è una procedura veloce, indolore e liberatrice. Il paziente sente in
tanti casi sollievo immediatamente. Gli spasmi muscolari e le tensioni legamentose, le microinfiammazioni capsulari ed i riflessi nervosi disturbati, cioè i dolori, guariscono secondo il decorso che ci impone la natura, in pochi giorni. Le terapie ausiliari
che sostengono il successo della cura manipolativa sono: la crioterapia con aria surgelata; le elettroterapie; gli ultrasuoni; magnetoterapia; le trazioni vertebrali; la ginnastica e riabilitazione muscolare attiva e passiva.
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