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Il sud della California è stato scosso venerdì sera (quando in Svizzera erano da poco passate le 5 di sabato mattina) da una scossa di terremoto di magnitudo 7,1 sulla scala Richter della durata di circa 30 secondi. Il sisma più forte registrato nella regione negli ultimi vent'anni, secondo il primo bilancio delle autorità, non ha avuto conseguenze gravi. Ha però provocato alcuni feriti colpiti da oggetti caduti o da frammenti di vetro, delle esplosioni e danni alle costruzioni. "Alcune case si sono spostate, delle fondazioni si sono fessurate e alcuni muri portanti sono crollati", hanno reso noto i pompieri della contea di San Bernardino.
L'epicentro è stato localizzato dall'Istituto statunitense di geofisica (USGS) a circa 20 chilometri dalla città di Ridgecrest, nella zona a circa 250 chilometri a nord-est di Los Angeles in cui giovedì si era già registrato un primo evento, a una profondità di 900 metri secondo l'USGS. La terra ha tremato fino a Las Vegas e in Messico, facendo temere che il cosiddetto "Big One" (il mega sisma potenzialmente devastante) possa essere vicino.
Giovedì, la sismologa Lucy Jones del California Institute of Technology (Caltech) aveva avvertito: "non abbiamo ancora visto il più grande terremoto" annunciando: "c'è circa una possibilità su 20 che questo luogo subisca un terremoto ancora più potente nei prossimi giorni". La stessa esperta, dopo la seconda scossa, ha affermato che entrambi i terremoti si sono verificati sulla medesima faglia e fanno parte della medesima sequenza.
- RG delle 18.30 del 06.07.19; il servizio di Cristiano Valli