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Il gruppo UDC ha esaminato oggi gli oggetti della sessione parlamentare in corso. Esso si è opposto all’unanimità all’iniziativa popolare per una cassa-malati unica che sarà dibattuta al Consiglio degli Stati. I parlamentari UDC hanno pure discusso sui negoziati previsti con l’UE in vista di un accordo istituzionale, progetto che l’UDC rifiuta. Essi esigono che il Consiglio federale si attenga nel suo mandato alle decisioni della commissione di politica estera del Consiglio nazionale.
Consultata l’ottobre scorso dal Consiglio federale, la commissione di politica estera del Consiglio nazionale (CPE) ha preso diverse decisioni concernenti il mandato negoziale sulle questioni istituzionali con l’UE. Essa esige in particolare dal Consiglio federale che faccia capire chiaramente prima dei negoziati con l’UE, che la Svizzera non vuole aderire all’UE e che non ha l’intenzione di diventare un membro del mercato interno europeo. In questo contesto, il Consiglio federale deve pure annunciare ai suoi interlocutori UE che considera priva di oggetto la domanda d’adesione depositata nel 1992. Inoltre, la Svizzera non può concludere degli accordi che limitano la sua sovranità, né tantomeno può impegnarsi a riprendere automaticamente il diritto UE e sottomettersi a una giurisdizione UE o SEE. Il gruppo UDC approfitterà dell’ora delle domande in Consiglio nazionale durante questa sessione, per chiedere al Consiglio federale se rispetta, nel suo mandato negoziale, le decisioni della commissione.
All’unanimità, il gruppo UDC ha poi respinto l’iniziativa popolare “per una cassa-malati unica”. Questo progetto è totalmente controproducente ed elimina un ulteriore elemento di concorrenza nel sistema della salute pubblica che già non ne conta molti. La conseguenza sarebbe un aumento, e non una diminuzione dei costi e dei premi. Gli assicurati sarebbero privati della loro libertà di scelta e della loro autodeterminazione. Infine, questo nuovo monopolio abbasserebbe la qualità dell’offerta medica in Svizzera.
UDC Svizzera