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PARIGI - L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) corregge al rialzo le previsioni sulla crescita dell'economia svizzera: secondo gli esperti dell'organismo con sede a Parigi nel 2021 il prodotto interno lordo elvetico salirà del 3,2%, a fronte del +2,2% pronosticato a inizio dicembre.
Nel 2022 (prima stima) la progressione è vista al 2,9%, ha indicato oggi l'organizzazione che conta 38 membri e che vede la Confederazione fra gli stati fondatori, nel 1948.
Buon lavoro del Governo
Il miglioramento della previsione per quest'anno è legato all'evoluzione positiva della situazione pandemica, all'allentamento delle misure di protezione anti-Covid e alla schiarita del clima economico globale. Secondo gli specialisti dell'Ocse la crescita dei consumi sarà sostenuta dal miglioramento delle prospettive del mercato del lavoro e dal graduale declino del tasso di risparmio, attualmente elevato. Viene inoltre ritenuto probabile che l'attività di investimento si riprenda di nuovo con l'allontanarsi dell'incertezza generale.
Sempre stando all'organizzazione internazionale il governo elvetico ha agito rapidamente per sostenere l'occupazione e i redditi durante la crisi. Anche l'orientamento della politica fiscale nel 2021 dovrebbe rimanere ciclicamente favorevole. L'Ocse raccomanda peraltro politiche più mirate per favorire l'impiego e le imprese economicamente valide.
Le riforme strutturali dovrebbero essere accelerate, per esempio sul fronte delle barriere interne alla concorrenza. Alla luce delle basse aspettative d'inflazione e del continuo alto livello d'incertezza, la Banca nazionale svizzera (BNS) dovrebbe anche mantenere la sua politica monetaria espansiva, secondo gli economisti dell'Ocse.
A livello globale
L'organismo ha anche corretto al rialzo le sue previsioni per l'economia globale del pianeta, che dovrebbe crescere del 5,8% nell'anno in corso, 0,2 punti in più di quanto ipotizzato in marzo. Per il 2022 si scommette su +4,4% (0,4 punti in più rispetto a due mesi or sono). La capo economista Laurence Boone ha comunque sottolineato che la crisi del coronavirus non è da considerare finita. Preoccupante, a suo avviso, è che le economie emergenti e i paesi più poveri non ricevano abbastanza vaccini.
L'Ocse ha iniziato oggi una riunione ministeriale di due giorni, tenuta in videoconferenza. Domani l'ex ministro delle finanze australiano Mathias Cormann, 50 anni, assumerà ufficialmente l'incarico di segretario generale: succederà al messicano Angel Gurría, in carica dal 2006. Come noto fra i quattro finalisti per in corsa per il suo posto figurava anche l'ex presidente della Philipp Hildebrand, che aveva tuttavia ritirato la sua candidatura alla fine di febbraio.