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LOS ANGELES - Un ultimatum dal tono: «O scegliete lui o me», alla fine però Spotify ha scelto quell'altro.
Si è conclusa con la completa rimozione di tutto il catalogo di Neil Young una diatriba fra il cantautore e la piattaforma di streaming.
Origine dello scorno: il popolarissimo podcast del commentatore americano Joe Rogan che, secondo Young (e non solo lui), avrebbe più volte diffuso informazioni false o semplicemente sbagliate sui vaccini per il Covid.
In precedenza Spotify aveva ricevuto anche un'altra lettera a riguardo, co-firmata da 270 esperti (fra dottori, professionisti sanitari e scienziati) sempre riguardo al prodotto di Rogan.
Anche in quel caso la piattaforma aveva fatto muro dietro al commentatore e opinionista, con il quale ha un contratto d'esclusiva da 100 milioni di dollari per il podcast “Joe Rogan Experience”.
«Ci spiace che Neil (Young, ndr.) abbia deciso così, speriamo che possa cambiare idea e lo riaccoglieremo a braccia aperte», ha commentato l'azienda attraverso un portavoce.
Parlando, invece, della disinformazione via podcast: «Spotify rispetta una policy molto stretta per quanto riguarda le fake news, dall'inizio della pandemia abbiamo rimosso circa 20'000 episodi di podcast perché violavano le nostre norme».