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La Svizzera manifesta ottimismo sulla possibilità di creare a Ginevra un Consiglio per i diritti umani, un'idea che rientra nel quadro delle riforme dell'ONU.
Il nuovo organo internazionale dovrebbe sostituire l'attuale Commissione per i diritti dell'uomo.
«Al momento non è ancora stato raggiunto un consenso, ma l'idea progredisce sempre più».
Con queste parole, l'ambasciatore svizzero all'ONU Blaise Godet ha riassunto mercoledì la situazione per quel che riguarda la proposta elvetica di creare a Ginevra un Consiglio per i diritti dell'uomo. Un'idea che rientra nel quadro delle riforme dell'organizzazione internazionale.
Sebbene nulla sia stato deciso, i delegati elvetici non celano la loro soddisfazione. «La Svizzera è relativamente ottimista. Siamo già molto soddisfatti che Kofi Annan abbia ripreso le idee formulate da Walter Kälin», ha dichiarato Eric Mayoraz della Divisione delle organizzazioni internazionali in seno al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ricordando il rapporto presentato dal membro elvetico del Comitato per i diritti umani al segretario generale dell'ONU.
Soddisfazione in campo elvetico
Martedì a Losanna, la seconda serie di consultazioni in merito all'iniziativa elvetica (la prima si era svolta, sempre nel capoluogo vodese, nel mese di maggio) ha riunito numerosi partecipanti. Grande novità, la presenza di cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza.
Secondo i diplomatici svizzeri, l'incontro si è svolto in un ambiente «positivo».
«Siamo molto soddisfatti del documento presentato dal presidente dell'Assemblea generale dell'ONU», ha indicato Mayoraz, facendo riferimento questa volta al testo che Jean Ping ha esposto la settimana scorsa a New York.
Nel documento - che ha permesso di far progredire le riflessioni in merito alle riforme dell'ONU - è precisato che la futura sede del Consiglio per i diritti umani avrà sede a Ginevra, città che già ospita l'omologa Commissione.
Nessun criterio di ammissione
Per il momento, gli Stati sono concordi nell'affermare che tutti i Paesi avranno la possibilità di far parte del futuro Consiglio. «L'adesione dovrà essere accettata, dalla maggioranza semplice o dalla maggioranza dei due terzi, dall'Assemblea generale», ha precisato Godet.
Non ci saranno criteri qualitativi da rispettare per essere ammessi al nuovo organo ONU, se si escludono eventuali impegni assunti volontariamente dagli Stati durante la loro elezione.
Ampio consenso è inoltre stato raccolto per quel che concerne l'introduzione di valutazioni periodiche del rispetto dei diritti dell'uomo per gli Stati membri.
La Svizzera si dice già sin d'ora pronta a presentare la propria candidatura.
Un organo permanete
I due round di discussioni hanno tuttavia fatto emergere alcune divergenze. In particolare, bisognerà stabilire se il nuovo Consiglio sarà posto allo stesso livello del Consiglio di sicurezza o se invece rimarrà un organo sussidiario, come è il caso per la Commissione dei diritti umani.
A differenza di quest'ultima - che si riunisce una volta all'anno per sei settimane - il nuovo Consiglio dovrebbe essere permanente e dovrebbe poter reagire prontamente alle crisi.
La dimensione del nuovo organo si avvicinerebbe a quella della Commissione, attualmente composta da 53 membri eletti per una durata di tre anni.
«Un organo più ristretto non rappresenta un'opzione adeguata», ha osservato Godet.
Inaugurazione nel 2007?
Le conclusioni delle discussioni intavolate a Losanna saranno presto presentate dalla Svizzera al presidente dell'Assemblea generale.
Una decisione di principio sulla creazione di un nuovo Consiglio è attesa per il mese di settembre. Ulteriori dettagli saranno in seguito discussi dall'Assemblea generale.
«Una risoluzione di messa in atto potrebbe essere votata nel 2006 e la cerimonia d'inaugurazione potrebbe svolgersi, nella migliore delle ipotesi, nel 2007», precisa Eric Mayoraz.
swissinfo e agenzie
In breve
L'attuale Commissione dei diritti dell'uomo, con sede a Ginevra, è stata creata nel 1946.
Si riunisce ogni anno per una sessione di sei settimane per stilare un bilancio della situazione dei diritti umani nel mondo.
Alla Commissione aderiscono 53 Stati; attualmente, la Svizzera non ne fa parte.
La Commissione è in perdita di credibilità: in particolare, è stata criticata in un rapporto del segretario generale dell'ONU Kofi Annan alla fine del 2004.