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La Corea del Nord ha raddoppiato il numero di persone impiegate per cyberattacchi nel corso degli ultimi due anni e ha installato delle basi all'estero. Lo afferma domenica l'agenzia di stampa sudcoreana.
L'unità di pirateria informatica della Corea del Nord, alle dipendenze dell'Ufficio generale di ricognizione, conta ormai 5.900 persone, contro i 3.000 di due anni fa, riferisce Yonhap. Di queste persone, 1.200 sono hacker professionisti. I pirati informatici secondo l'agenzia hanno agito talvolta da basi in paesi esteri, fra i quali la Cina.
Negli ultimi anni, secondo le autorità di Seul, gli hacker nordcoreani hanno lanciato cyberattacchi contro numerosi obiettivi del Sud, fra i quali corpi militari, banche, agenzie governative, canali televisivi e siti di media. Pyongyang ha sempre smentito.