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Il Consiglio federale, nel messaggio licenziato oggi sul tema, trasmette il progetto sulla fine delle sovvenzioni alle esportazioni per prodotti agricoli trasformati pressoché immutato al parlamento (foto simbolica d'archivio).
Keystone/PETER SCHNEIDER(sda-ats)
Malgrado le forti opposizioni in procedura di consultazione, il progetto sulla fine delle sovvenzioni alle esportazioni per prodotti agricoli trasformati non si tocca.
Il Consiglio federale, nel messaggio licenziato oggi sul tema, lo trasmette pressoché immutato al parlamento. Quelli che attualmente sono contributi invisi alla WTO, domani saranno sostegni diretti alla produzione di latte e cereali. Sul loro ammontare sarà battaglia.
Attualmente la Legge federale sull'importazione e l'esportazione dei prodotti agricoli trasformati, introdotta nel 1974, consente alla Confederazione di sostenere l'export di prodotti come biscotti o cioccolato. Per questo la norma, voluta per compensare il livello elevato del prezzo del latte e dei cereali svizzeri, è comunemente chiamata "legge sul cioccolato".
L'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) non è più disposta a tollerarla. Secondo la decisione adottata dalla Conferenza ministeriale della WTO a Nairobi (Kenya) nel dicembre del 2015, le sovvenzioni all'esportazione dovranno essere eliminate entro la fine del 2020. Il Consiglio federale non dispone di margine di manovra e propone al parlamento una revisione totale della norma.
A parte l'Unione svizzera dei contadini (USC), secondo cui la Confederazione ha approvato troppo in fretta la soppressione dei contributi, tutti i partecipanti alla procedura di consultazione hanno ammesso la necessità di applicare la decisione della WTO.
Per preservare la creazione di valore nell'industria agroalimentare, il Consiglio federale prevede di adottare una serie di misure d'accompagnamento a favore dei settori maggiormente colpiti, indica la documentazione pubblicata dal governo.
La principale è costituita dall'introduzione nella legge sull'agricoltura (LAgr) di un sostegno a favore del latte e dei cereali panificabili - indipendente dall'esportazione - da versare direttamente ai contadini. Il governo prevede un contributo di 67,9 milioni di franchi (nella misura di cinque sesti ai produttori di latte, il rimanente sesto ai coltivatori di cereali), esattamente pari all'ammontare inizialmente utilizzato come sostegno all'esportazione a titolo della "legge sul cioccolato".
Per lasciare a governo e parlamento il massimo margine di manovra possibile in termini di politica finanziaria e impedire nuovi oneri federali vincolati dalla legge, il Consiglio federale propone di non iscrivere nella LAgr un importo preciso.
L'ammontare dei contributi è stato aspramente combattuto durante la consultazione. USC, Partito popolare democratico (PPD) e Partito borghese democratico (PBD) giudicano la somma assolutamente insufficiente: conformemente a quanto elargito dal parlamento negli ultimi anni nel quadro della legge contestata, chiedono 94,6 milioni di franchi.
L'anno scorso questo credito è andato a un'ottantina di aziende, ma oltre i due terzi sono stati intascati da quattro gruppi industriali, come risulta da dati dell'Amministrazione federale delle dogane resi di pubblico dominio in febbraio. Quasi un terzo dei contributi (33,7 milioni di franchi) è stato versato a Nestlé. Il gruppo alimentare Mondelese produttore del Toblerone ha ottenuto 17,3 milioni di franchi, il trasformatore di latte Hochdorf 12,2 milioni e Lindt & Sprüngli 7 milioni.
Una seconda misura d'accompagnamento, voluta per consentire l'accesso dell'industria alimentare esportatrice alle materie prime a condizioni competitive e quantità sufficienti, è costituita dall'importazione di tali beni in franchigia delle tasse doganali.
È in questo ambito che il governo è sceso a compromessi rispetto al progetto iniziale. La semplificazione all'importazione sarà accompagnata da un meccanismo volto a permettere ai settori interessati di essere costantemente informati della domanda in materie prime. Lo scopo è di permettere ai produttori indigeni di meglio confrontarsi con la concorrenza estera.
La revisione legislativa dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2019. Le misure d'accompagnamento saranno sottoposte a una valutazione quattro anni dopo la loro introduzione.
Oltre al messaggio sulla modifica legislativa, il Consiglio federale sottopone al parlamento per approvazione anche la decisione ministeriale della WTO e la corrispondente modifica dell'elenco dell'Accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT) degli impegni specifici della Svizzera.
In questo ambito Berna ha già deciso di sopprimere, con effetto al primo aprile 2016, i contributi all'esportazione verso i Paesi meno avanzati, in gran parte in Africa.
SDA-ATS