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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ha da poco adottato il messaggio relativo alla legge sul trasferimento del traffico merci. Oltre alla continuazione del sostegno finanziario, il messaggio prevede la creazione di una base legale per l'introduzione della borsa dei transiti alpini (BTA). Sino all'adozione di questo nuovo strumento, a giudizio del Consiglio federale occorre continuare ad applicare la combinazione di misure in vigore attualmente. È degli ultimi giorni la notizia secondo cui diversi attori della politica dei trasporti europea (ministri dei trasporti o rappresentanti della Commissione UE) sono scettici riguardo all'introduzione della BTA. Lo strumento sarebbe "poco realistico" e non godrebbe del necessario consenso. In parte non sarebbe inoltre nemmeno conosciuto dai partner europei. </p><p>Le Commissioni dei trasporti e delle telecounicazioni delle due Camere tratteranno prossimamente questo progetto del Consiglio federale. Dapprima occorrerebbe però raccogliere i pareri di importanti partner della politica dei trasporti. L'introduzione della BTA presuppone infatti il consenso non solo dei Paesi dell'Arco alpino ma anche dell'UE. Si constata che è comunque ancora necessaria un'intensa opera d'informazione e di convincimento a livello europeo.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È corretta l'affermazione secondo cui sinora non tutti i Paesi direttamente interessati (tra cui l'Olanda) sarebbero stati informati sul progetto o sulle intenzioni del Consiglio federale? In caso affermativo: perché non si è provveduto a contattare i diretti interessati? In caso negativo: quali colloqui hanno avuto luogo fino ad oggi?</p><p>2. In che misura il dipartimento competente ha discusso del progetto con gli altri Paesi alpini e con quali? Vi sono già segnali concreti di assenso politico da parte loro?</p><p>3. In vista del necessario consenso da parte degli Stati membri dell'UE, il governo elvetico deve adoperarsi intensamente per convincere le autorità degli altri Paesi. Qual è lo scadenzario delle misure che il Consiglio federale intende attuare? Entro quando è intenzionato ad informare i partner europei?</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il dipartimento responsabile assume un atteggiamento troppo passivo in merito alla cooperazione internazionale?</p><p>5. La BTA, che peraltro non è prevista nell'accordo sui trasporti terrestri, rappresenterebbe con ogni probabilità un contingentamento del traffico; essa metterebbe quindi in forse il principio della libera scelta del vettore di trasporto e costituirebbe un illecito aumento delle tasse. Di conseguenza, si renderebbe necessaria una modifica dell'accordo sui trasporti terrestri. Non vi è forse da temere che, in caso di nuovi negoziati sull'accordo, l'UE potrebbe non più accettare gli attuali vantaggi di cui gode la Svizzera, ad esempio il divieto di circolazione notturno? Secondo il Consiglio federale, quali sono i rischi connessi a un nuovo negoziato? </p><p>6. Qualora l'UE non accordi il proprio sostegno alla BTA: come immagina il governo federale il futuro della nostra politica dei trasporti? Gli obiettivi di trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia sono realizzabili senza BTA?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da diversi anni i ministri dei trasporti dei Paesi alpini (Francia, Austria, Germania, Italia, Slovenia, Svizzera) e la Commissione UE, nel quadro del cosiddetto "Suivi de Zurich", si stanno adoperando nell'intento di trovare una soluzione valida per risolvere i problemi legati ai trasporti transalpini. Nel novembre 2006 hanno deciso di comune accordo di fare elaborare uno studio internazionale sui sistemi di gestione del traffico (compresa una borsa dei transiti alpini transfrontaliera). I risultati dello studio, finanziato da tutti i Paesi alpini e dalla Commissione UE, saranno presentati alla fine del 2008. La Svizzera ha fornito l'input per questi lavori, lanciando l'idea della borsa dei transiti alpini. In linea di massima, la proposta è stata accolta positivamente dai ministri dei trasporti dei Paesi alpini e dal commissario europeo ai trasporti Jacques Barrot. Non appena saranno disponibili i primi risultati dello studio internazionale, i ministri dei trasporti dei Paesi alpini decideranno in merito al seguito della procedura. In quell'occasione sarà discussa anche l'eventualità di coinvolgere formalmente altri Paesi e di elaborare una strategia di comunicazione adeguata.</p><p>Il Consiglio federale reputa la procedura concordata con i Paesi alpini la più promettente. Una decisione unilaterale da parte svizzera di introdurre la borsa dei transiti alpini potrebbe causare traffico d'aggiramento, suscitando resistenze nei Paesi alpini limitrofi. Una procedura comune e coordinata dei Paesi dell'Arco alpino è necessaria, in particolar modo tenendo conto dei possibili adeguamenti dell'accordo sui trasporti terrestri che occorrerà negoziare con l'UE. Secondo il collegio, non verranno soppressi il divieto di circolazione notturna e altri strumenti, la cui rinuncia potrebbe compromettere la realizzazione della politica di trasferimento avviata.</p><p>Nel messaggio relativo alla nuova legge sul trasferimento del traffico merci (dossier 07.047), che sostituirà la legge attualmente in vigore, il Consiglio federale ha illustrato in modo esaustivo come prevede di portare avanti nei prossimi anni la politica inerente il traffico merci avviata e raggiungere gli obiettivi prefissi. Uno strumento centrale è la borsa dei transiti alpini. Ora spetta al Parlamento decidere in merito alle proposte e stabilire come raggiungere l'obiettivo di trasferimento definito.</p>  Risposta del Consiglio federale.