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"Dobbiamo smetterla di guardare sempre all'Ue come se fosse un nemico!". Il monito viene dal consigliere federale Didier Burkhalter, che in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale svizzerotedesco "NZZ am Sonntag" difende la soluzione scelta dal governo per proseguire le trattative con l'Unione europea in ambito istituzionale.
"Se quello bilaterale fosse davvero un vicolo cieco, come spesso viene sostenuto, non ci appresteremmo certo a volerlo percorrere con entusiasmo", assicura il ministro degli affari esteri. Si tratta invece di una via che garantisce alla Svizzera sicurezza giuridica e sviluppo economico.
Riguardo ai negoziati che Berna si appresta ad avviare con Bruxelles, Burkhalter si dice ottimista: "possiamo impegnarci in queste trattative con fiducia nelle nostre possibilità. La Svizzera è importante per l'Ue in quanto secondo maggior investitore e quarto più grande partner commerciale dell'Unione". "Il Consiglio federale raggiungerà un buon risultato", afferma il capo del Dipartimento federale degli affari esteri.
Interrogato in merito all'atteggiamento negativo del consigliere nazionale Christoph Blocher (UDC), Burkhalter non lesina le critiche al "tribuno" zurighese: "Blocher si fonda su basi sbagliate. Crede che si debba discutere dell'accettazione (da parte svizzera) di giudici stranieri", mentre la questione è un'altra.
Il Consiglio federale cerca una soluzione che escluda ogni possibilità di condanna giuridica della Svizzera, una soluzione "senza giudici stranieri", precisa Burkhalter, secondo cui non è proprio il caso di dividere il Paese in due su questa questione.
SDA-ATS