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Tre organizzazioni non governative hanno condannato a Ginevra l'aumento dei controlli nei confronti della popolazione civile e dei media effettuati dalle autorità cinesi in vista delle olimpiadi di Pechino nel 2008.
Amnesty International, Reporter senza frontiere e l'Organizzazione mondiale contro la tortura hanno quindi chiesto al Comitato internazionale olimpico di impegnarsi più attivamente.
In una conferenza stampa tenutasi lunedì a Ginevra, Manon Schick, della sezione svizzera di Amnesty International, ha sottolineato che le Olimpiadi di Pechino dovrebbero costituire un'opportunità per migliorare sensibilmente la situazione dal profilo dei diritti umani in Cina.
Ciononostante, ha constatato Schick, le autorità cinesi hanno al contrario inasprito ulteriormente le misure repressive. Amnesty critica segnatamente: gli allontanamenti forzati di molti molti residenti dalle loro abitazioni, le sanzioni sproporzionate per crimini di poca importanza, l'oscuramento di molti siti internet e la "pulizia" della capitale tramite gli arresti domiciliari per numerosi cittadini e imprigionamenti senza processo.
Dal canto suo, Eric Sottas – dell'Organizzazione mondiale contro la tortura – ha affermato che i miglioramenti dal punto di vista dei diritti umani in Cina avvengono molto lentamente, anche se le autorità locali sono sensibili alla loro immagine all'estero.
Precaria libertà di stampa
L'organizzazione non governativa (Ong) Reporter senza frontiere ha reso noto che attualmente in Cina sono detenuti una trentina di giornalisti e una cinquantina di altre persone, accusate di aver diffuso in Internet opinioni critiche verso il regime.
Inoltre, aggiunge l'Ong, la legge concernente i giornalisti stranieri adottata un anno or sono non è stata rispettata, soprattutto per quanto concerne la libertà di movimento.
Le autorità cinesi avrebbero inoltre l'intenzione di schedare tutti i corrispondenti stranieri interessati a seguire le Olimpiadi, riservandosi la possibilità di rifiutare la concessione degli accrediti.
«Siamo delusi dall'assenza di coinvolgimento mostrata finora dal Comitato internazionale olimpico (CIO, con sede a Losanna)», ha deplorato Michel Roy, responsabile della sezione svizzera di Reporter senza frontiere. In una lettera inviata al presidente del CIO Jacques Rogge, l'associazione ha ricordato che il silenzio del Comitato permette queste gravi violazioni.
Nel testo, il responsabile di Reporter senza frontiere Robert Ménard ha ricordato che «il CIO non ha mai espresso ufficialmente la propria preoccupazione per l'assenza di libertà di stampa, che nuocerà al lavoro dei media e alla trasparenza necessaria per lo svolgimento dei giochi». Ménard ha parlato infine di «storico fallimento del CIO».
Ipotesti di boicottaggio
Reporter senza frontiere ha quindi lanciato un appello al boicottaggio dei giochi olimpici di Pechino, ricordando analoghe iniziative avvenute in passato.
Le Olimpiadi di Mosca del 1980 furono disertate da una sessantina di paesi, nel quadro nelle proteste contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979.
Nel 1984, invece, 14 Stati rifiutarono di partecipare ai giochi olimpici di Los Angeles, in segno di disapprovazione nei confronti degli Stati Uniti.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Pechino conta 15 milioni di abitanti. In Cina vivono 1,3 miliardi di persone. Gli investimenti legati alle olimpiadi 2008 sono stimati a 41 miliardi di franchi.
Le competizioni si svolgeranno in 31 siti differenti.
Oltre a Pechino, sei altre città accoglieranno i giochi: Quindao, Hong Kong, Shanghai, Tianjin, Shenyang e Qinhuangdao.
Alle olimpiadi parteciperanno 10'000 atleti provenienti da 205 paesi che si sfideranno in 302 prove e 38 discipline.