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La Svizzera riaprirà le frontiere con tutti gli Stati UE/AELS e con il Regno Unito il 15 giugno. Ciò vale dunque anche per l'Italia, che ha già soppresso unilateralmente le restrizioni all'ingresso nel proprio territorio dal 3 giugno.
Ultimi sviluppi:
- La revoca delle attuali restrizioni d'entrata in Svizzera il 15 giugno sarà applicata a tutti gli Stati dell'UE/AELS e alla Gran Bretagna e non soltanto ad Austria, Germania e Francia come previsto precedentemente.
- Dal 6 giugno saranno di nuovo possibili manifestazioni di 300 persone.
- Sempre il 6 giugno riapriranno tutte le strutture per il tempo libero e turistiche.
- Dall'8 giugno saranno nuovamente trattate tutte le domande di lavoratori di paesi dell'Ue e dell'Aels che vogliono lavorare in Svizzera.
- Il governo federale ha deciso di abolire le multe per non rispetto delle distanze sociali, anche se queste sono sempre vivamente raccomandate per evitare contagi da Covid-19.
L'evoluzione della pandemia in SvizzeraFine della finestrella
Quasi 31'000 persone sono state testate positive al coronavirus. I decessi legati alla pandemia sono più di 1'900. La Svizzera è tra i Paesi con la più alta incidenza in Europa con 360 casi per 100'000 abitanti, indica l'Ufficio federale della sanità pubblica.
Anche le frontiere elvetiche con l'Italia riapronoFine della finestrella
La ministra elvetica di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter ha informato venerdì il governo federale che, considerata l'attuale situazione epidemiologica, il 15 giugno sarà possibile revocare le vigenti restrizioni d'entrata nei confronti di tutti gli Stati UE/AELS e del Regno Unito.
In una nota pubblicata dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) si precisa che la strategia del governo svizzero "è in linea con quella di molti Paesi europei. In occasione della teleconferenza informale dei ministri degli interni degli Stati Schengen di venerdì, numerosi ministri hanno auspicato un ritorno alla normalità e la revoca dei controlli alle frontiere interne in Europa dal 15 giugno. Il segretario di Stato Mario Gattiker ha rappresentato la Svizzera alla conferenza".
L'Italia aveva già revocato le restrizioni d'ingresso sul suo territorio il 3 giugno. Una misura unilaterale, che era stata giudicata prematura dai Paesi confinanti. Pur non avendo concesso la reciprocità a Roma, Berna aveva precisato che i cittadini elvetici e del Liechtenstein - oltre agli stranieri titolari di un permesso di soggiorno nella Confederazione - che si recano in Italia possono tornare in Svizzera.
La situazione attuale
I primi allentamenti sono entrati in vigore il 16 maggio alle frontiere con Germania e Austria e permettono l'attraversamento del confine a persone che hanno una relazione transfrontaliera, a quelle che vogliono incontrare parenti o che hanno una casa secondaria nell'altro Stato. Chi vuole entrare in Svizzera per tali motivi deve comunque essere munito di un'autocertificazione.
Queste misure non concernono ancora i viaggi turistici, il turismo degli acquisti e quello della benzina. Tali spostamenti continuano ad essere proibiti. Dall'8 giugno la Svizzera esaminerà nuovamente tutte le domande dei lavoratori provenienti dagli Stati dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS).
Inoltre, le aziende elvetiche potranno tornare ad assumere lavoratori altamente qualificati da Stati terzi, a condizione che ne abbiano urgentemente bisogno e che il loro ingaggio sia nell'interesse pubblico. Nel contempo sarà ristabilito l'obbligo, temporaneamente sospeso, di annunciare i posti di lavoro vacanti per le persone residenti in Svizzera e sprovviste di un'occupazione.
Dal 15 giugno viene ripristinata la libertà totale di viaggio con Austria, Germania e Francia. I competenti ministeri delle quattro nazioni già a inizio maggio si erano accordati in questo senso e l'evoluzione sanitaria positiva permette di tener fede all'intesa trovata allora.
Pesante calo del PILFine della finestrella
L'epidemia di coronavirus e le restrizioni imposte per limitarla hanno pesato fortemente sull'economia svizzera nel primo trimestre: il prodotto interno lordo (Pil) si è ridotto del 2,6%, a fronte di una crescita dello 0,3% nei tre mesi precedenti.
Un calo massiccio si osserva nel commercio (-4,4%) e nel settore alberghiero e della ristorazione (-23,4%), che ha dovuto fare i conti, già da inizio marzo, con la diminuzione degli ospiti dall'estero, informa la Segreteria di stato dell'economia (Seco). Il ramo trasporti e comunicazioni (-5,1%) ha fatto registrare la maggiore perdita degli ultimi 30 anni, a causa della soppressione di gran parte dei voli e dei collegamenti ferroviari.
Un impulso negativo di dimensioni storiche è arrivato inoltre dal settore sanitario (-3,9%), dato che molti trattamenti sono stati temporaneamente sospesi. Hanno invece sorretto il Pil l'amministrazione pubblica (+0,8 %) e il settore finanziario (+2,3%). Complessivamente sono però diminuite sia le esportazioni (-4,4%) sia le importazioni (-1,2%) di servizi.
Le misure di contenimento e la grande insicurezza hanno portato alla massiccia diminuzione dei consumi privati (-3,5%): la chiusura dei negozi a partire dal 17 marzo ha determinato un forte calo nell'acquisto di mobili e abbigliamento, ma pure le spese per la mobilità, il tempo libero e la salute sono nettamente diminuite.
Anche gli investimenti nelle costruzioni si sono sviluppati al ribasso (-0,4%), così come quelli nei beni di equipaggiamento (-4,0%). Il consumo dello Stato (+0,7%) è stata l'unica componente della domanda interna a sostenere la congiuntura. In conclusione, la domanda finale interna (-2,7%) ha subito la contrazione più marcata degli ultimi decenni.
L'industria manifatturiera (-1,3%) ha fatto registrare il maggiore calo dopo quello dovuto la rimozione del tasso di cambio minimo tra franco ed euro a inizio 2015. A causa del cedimento congiunturale a livello mondiale vi è stata una sensibile diminuzione delle esportazioni in molti settori industriali.
Si è in compenso sviluppata positivamente la voce dell'export - molto importante - dei prodotti chimico-farmaceutici che, insieme a quella del commercio di transito, ha portato all'aumento del totale delle esportazioni di merci, oggetti di valore esclusi (+3,4%). Le importazioni di merci (-1,1%) sono invece diminuite, dato il calo della domanda interna.
>> Gli effetti del virus sul Pil (TG 3.6.2020)
Crolla il turismoFine della finestrella
Nonostante la graduale apertura delle frontiere, si attendono tempi duri quest'anno per il settore turistico. Il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) prevede un calo dei pernottamenti pari al 50% nelle città e al 20-30% nelle regione alpina, Ticino compreso. Il turismo interno non potrà compensare la mancanza di ospiti stranieri e nei mesi estivi vi è quindi da attendere un crollo dell'affluenza.
Per l'insieme de 2020 la contrazione sarà di oltre il 30%, scrivono gli esperti zurighesi in un comunicato. Nel settore alberghiero andranno in tal modo persi 904 milioni di franchi di valore aggiunto e 1,8 miliardi di fatturato. Per tornare ai livelli degli ultimi anni si dovrà presumibilmente attendere oltre il 2021.
Il turismo ricomincia lentamente a crescere e come in molti altri Paesi l'attenzione è rivolta anche in Svizzera al mercato interno: da questo trarranno maggior vantaggio le zone di montagna e il Ticino, che vedranno le notti degli ospiti svizzeri salire in luglio e agosto del 10-15% rispetto agli stessi mesi del 2019. Nelle città invece, a causa del divieto di organizzare grandi manifestazioni e al cambiamento di comportamento delle persone, la domanda resterà notevolmente rallentata: gli Svizzeri faranno segnare un -20%.
Per quanto riguarda gli ospiti europei, con l'apertura dei confini pianificata per metà giugno sarà percettibile una certa ripresa. Mancheranno per contro quasi totalmente viaggiatori provenienti da nazioni lontane: costoro pernottano prevalentemente nelle città e da ciò deriverà un cambiamento degli equilibri tra le regioni turistiche. A causa della pandemia negli agglomerati il numero totale dei pernottamenti dovrebbe quasi dimezzarsi.
Considerati tutti i dodici mesi del 2020 la flessione della domanda straniera sarà massiccia, pari a -45%, valore che scende a -60% per quanto riguarda i Paesi lontani. Il calo di quella interna sarà invece più contenuto: -14%. Complessivamente a causa del Covid-19 nel 2020 mancheranno 14,3 milioni di notti, rispetto a uno scenario senza pandemia con una situazione di buon andamento turistico. In seguito vi sarà una continua ripresa, ma la domanda dei mercati lontani potrebbe normalizzarsi soltanto nel 2022.
Allentamenti delle misure anti-coronavirus, fase 3Fine della finestrella
Gli assembramenti spontanei di non più di 30 persone sono ammessi già dal 30 maggio. Dal 1° giugno è di nuovo possibile raccogliere firme per iniziative e referendum. E dal 6 giugno potranno essere svolte manifestazioni fino a 300 partecipanti. Potranno inoltre riaprire tutte le strutture per il tempo libero e turistiche. Lo ha deciso la settimana scorsa il Consiglio federale che ha pure annunciato la revoca, per il 19 giugno 2020, della "situazione straordinaria".
Dopo le prime due fasi di allentamento, il 27 aprile e l'11 maggio, non è stato registrato alcun aumento degli indicatori epidemiologici. Da diverse settimane il numero delle nuove infezioni al coronavirus, come pure quello dei ricoveri in ospedale e dei decessi si sono stabilizzati a un livello molto basso. Ciò permette un nuovo allentamento. "Abbiamo la situazione sostanzialmente sotto controllo", ha affermato il ministro svizzero della sanità Alain Berset .
La condizione per la riapertura, precisa il governo, è che siano disponibili piani di protezione per tutte le strutture e manifestazioni. Dovranno inoltre continuare a essere rispettate le regole d'igiene e di distanziamento sociale. Se non è possibile mantenere le distanze, dovrà essere garantito il tracciamento dei contatti stretti, per esempio mediante un elenco delle presenze.
Via libera alle manifestazioni
Quanto alle manifestazioni, l'esecutivo precisa che tra queste rientrano per esempio gli eventi familiari, le fiere, i concerti, le rappresentazioni teatrali e le proiezioni di film, come pure le manifestazioni politiche e della società civile. Il Consiglio federale deciderà il 24 giugno in merito alle manifestazioni con più di 1000 partecipanti.
Per le manifestazioni sportive valgono le stesse regole come per tutte le altre manifestazioni. Saranno quindi nuovamente consentite le competizioni in presenza di pubblico.
Dal 6 giugno saranno nuovamente consentiti anche i campi di vacanze per bambini e adolescenti, sempre a condizione che vi sia un piano di protezione. I campi potranno accogliere al massimo 300 partecipanti e gli organizzatori dovranno tenere un elenco delle presenze.
Riaperture per il tempo libero
Il prossimo 6 giugno potranno riaprire gli impianti di risalita, i campeggi e le strutture turistiche come le piste da slittino estive o i parchi avventura. Negli impianti di risalita dovranno essere rispettate le regole d'igiene e di distanziamento sociale che valgono anche sui trasporti pubblici.
Potranno riaprire i battenti anche tutte le strutture ricreative e per il tempo libero, quali le case da gioco, i parchi di divertimento, i giardini zoologici e botanici, comprese le piscine e i centri benessere. Sempre dal 6 giugno, infine, saranno nuovamente consentite le attività nei locali erotici e le offerte della prostituzione.
Il 6 giugno sarà abrogato il divieto di accogliere gruppi di più di quattro persone al ristorante e saranno di nuovo permesse attività come il biliardo o la musica dal vivo. Le strutture dovranno garantire la ricostruzione dei contatti. Le ordinazioni dovranno essere consumate ancora esclusivamente stando seduti. Tutti i locali dovranno chiudere entro mezzanotte, anche le discoteche e i locali notturni, che dovranno inoltre tenere un elenco delle presenze e non potranno permettere più di 300 ingressi per sera.
Scuola e telelavoro
Dal 6 giugno sarà pure di nuovo consentito l'insegnamento presenziale nelle scuole post-obbligatorie. Le modalità saranno definite dai cantoni e dagli istituti.
Restano invece valide le raccomandazioni sul telelavoro: il governo consiglia di ricorrere ancora, dove possibile, al telelavoro, anche per evitare di sovraccaricare i trasporti pubblici. Le aziende sono però libere di decidere autonomamente. Il datore di lavoro resta comunque tenuto a far lavorare da casa i dipendenti particolarmente a rischio.
La fase 2, riepilogoFine della finestrella
La fase 2Link esterno per il riavvio delle attività economiche ed educative in Svizzera è scattata l'11 maggio. Oltre alle scuole dell'obbligo in quella data hanno riaperto i battenti anche negozi, caffè, ristoranti, centri fitness, biblioteche e musei, a condizione di assicurare le dovute precauzioni. Il distanziamento sociale e le norme di igiene hanno resp tuttavia piuttosto lento il ritorno alla normalità.
La riapertura delle scuole dell'obbligo è avvenuta in modo differenziato nelle varie regioni. I cantoni francofoni e il Ticino, colpiti più duramente dalla pandemia, hanno affrontato la fase 2 con più cautela rispetto alla Svizzera tedesca.
Iniziati i test dell'app SwissCovidFine della finestrella
Sono cominciati lunedì i primi test con l'app denominata SwissCovid, che dovrebbe venir impiegata, a partire da fine giugno, per rilevare eventuali contatti ravvicinati con persone che hanno contratto il virus.
"Le prossime settimane ci serviranno per capire se l'app, che si basa su un protocollo elaborato da Google e Apple, funziona", ha spiegato Marcel Salathé, responsabile del gruppo di esperti Digital epidemiology. La Svizzera è il primo paese ad utilizzare il sistema sviluppato da queste due società, ha sottolineato l'esperto, aggiungendo che quanto viene fatto nella Confederazione interessa anche altri paesi.
I dati trattati nella app - la cui installazione è volontaria - serviranno a informare le persone che la utilizzano di un'eventuale esposizione al coronavirus. Questo strumento dovrebbe integrare il tracciamento tradizionale dei contatti svolto dai Cantoni per ricostruire e interrompere le catene di infezione.
La protezione dei dati è garantita in ogni momento, in quanto sono salvati in modo decentralizzato e il sistema non rileva la posizione dei partecipanti, ha precisato alcuni giorni fa il ministro della sanità Alain Berset, sottolineando il parere positivo dell'incaricato federale alla protezione dei dati. Le specifiche tecniche e il codice sorgente sono pubblici. Non appena il sistema non sarà più necessario alla lotta contro il coronavirus, il Consiglio federale ne sospenderà l'esercizio.
Sulla base di un sondaggio online eseguito tra il 29 e il 30 aprile tra 2819 persone dalla società Sotomo, il 59% si è detto pronto a scaricare l'applicazione, soprattutto per proteggere gli altri da un eventuale contagio.
Qual è la situazione degli svizzeri all'estero?Fine della finestrella
Numerosi svizzeri residenti all'estero si sono ritrovati in grandi difficoltà economiche a causa della pandemia. Nei paesi in cui i salari sono più bassi, dove il risparmio è raro e dove le misure di aiuto pubblico sono limitate, molti di loro sono confrontati con decisioni cruciali.
I cittadini svizzeri possono rivolgersi alle rappresentanze elvetiche all'esteroLink esterno. La situazione sul fronte dei divieti e delle restrizioni di viaggio e altre chiusure delle frontiere evolve di giorno in giorno.
Il 98° Congresso degli svizzeri all'estero, previsto inizialmente dal 20 al 22 agosto a Lugano, è stato annullato. A causa del divieto di assembramento e delle incertezze legate alla pandemia, l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSELink esterno) ha deciso di rimandare il congresso al 2021.
C'è comunque una buona notizia per gli svizzeri residenti all'estero che intendono tornare nella Confederazione per visitare parenti o amici. Dopo un periodo di quasi totale inattività a causa della pandemia di coronavirus, la compagnia aerea Swiss ha reso noto le località che intende servire di nuovo a partire dal mese di giugno. QuiLink esterno trovate la lista dei Paesi.
Svizzera in prima linea nella ricerca di farmaci e vacciniFine della finestrella
Agli sforzi internazionali per trovare dei rimedi contro la Covid-19 stanno partecipando anche numerosi ricercatori in Svizzera. Di seguito sono presentati alcuni progetti portati avanti da università e istituti svizzeri.
Dove si possono trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?Fine della finestrella
Di seguito una lista di link utili sull'epidemia di coronavirus in Svizzera e nel mondo.