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Sottoporre a referendum solo l'acquisto degli aerei per l'aviazione militare "è sempre stata un'opzione per me. Ora anche Claude Nicollier la sostiene. Ci rifletterò e farò una proposta in Consiglio federale" entro qualche settimana: così la responsabile del Dipartimento della difesa, Viola Amherd, che giovedì ha presentato i contenuti dei rapporti da lei commissionati sul progetto Air2030 ereditato dal predecessore Guy Parmelin. Il passato Governo aveva preferito unire i due oggetti.
L'ex astronauta e pilota, oggi professore al Politecnico di Losanna, ritiene un'ottima base di partenza le 200 pagine del precedente rapporto "Future of Air Defence", ma raccomanda di rivedere il processo politico. Considera necessario un rinnovo completo dei mezzi oggi a disposizione, obsoleti, ritirando progressivamente gli F/A-18 e Tiger rimasti. Suggerisce che si acquistino 40 velivoli (per un costo che a dipendenza del modello supererebbe gli otto miliardi previsti per l'intero pacchetto) e che siano prioritari rispetto al sistema di difesa terra-aria, ma è anche cosciente che dei due dossier è quello dei caccia a suscitare le maggiori emozioni nella popolazione, come prova la bocciatura dell'acquisto dei Gripen nel 2014.
Sia lui che la consigliera federale si aspettano un voto popolare. Cambiare paradigma, e ritardare anche a dopo la decisione politica la scelta del nuovo modello di aereo (i candidati stanno affrontando gli "esami" in questo periodo), permetterebbe di guadagnare tempo per un progetto già in ritardo di una quindicina di anni sui tempi inizialmente previsti.
Una decisione del Consiglio federale è attesa prima delle vacanze estive.