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I parlamenti di Nidvaldo e Svitto si sono pronunciati per un referendum cantonale contro le innovazioni della perequazione finanziaria nazionale adottate dalle Camere federali lo scorso giugno. A loro avviso i cantoni finanziariamente forti vengono troppo penalizzati.
La decisione è stata presa con 46 voti contro 8 dal parlamento nidvaldese e con 63 voti contro 27 da quello svittese. Entrambi esigono che la "Perequazione delle risorse e la compensazione degli oneri tra Confederazione e cantoni 2016-2019" sia sottoposta al voto popolare.
L'articolo 141 della Costituzione federale prevede che ciò avvenga se 50'000 aventi diritto di voto oppure otto cantoni ne fanno richiesta entro cento giorni dalla pubblicazione ufficiale della decisione parlamentare, ossia entro l'8 ottobre. Attualmente solo quattro cantoni hanno manifestato l'intenzione di voler impugnare il referendum - Zugo, Sciaffusa, Nidvaldo e Svitto - mentre è in corso la raccolta delle firme per il referendum ordinario. Le decisioni dei rispettivi parlamenti hanno dunque più che altro il valore di un atto di protesta.
La somma che Nidvaldo deve versare per sostenere i cantoni finanziariamente deboli è fortemente aumentata negli ultimi anni: nel 2011 erano 14,6 milioni di franchi, quest'anno sono 21,4 e per il 2016 sono preventivati 31,2 milioni. Quanto a Svitto, deve versare 160 milioni quest'anno per la perequazione, mentre l'anno prossimo saranno 180.
SDA-ATS