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Per stabilire l'identità di un richiedente asilo - che è privo di documenti o che non collabora - deve essere possibile accedere ai dispositivi elettronici in suo possesso, come cellulari, pc e tablet. Va in questo senso la revisione di legge adottata mercoledì dagli Stati, per 30 voti a 12. Il Nazionale si era già pronunciato a favore e il dossier è quindi pronto per le votazioni finali delle Camere.
La modifica legislativa, che ha il sostegno del Consiglio federale, prende le mosse dalla prassi in uso in Germania e realizza un'iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Gregor Rutz (UDC/ZH).
L'ingerenza nella sfera privata è tuttavia regolata e rappresenta una "ultima ratio": la ricerca di dati nei dispositivi deve infatti avere il benestare del diretto interessato e dovrebbe consentire di determinarne l'identità, lo Stato di provenienza e il percorso intrapreso per arrivare in Svizzera. Il plenum vuole inoltre che ogni caso venga preso in esame individualmente, tenendo conto dei principi di necessità e proporzionalità, prima di ricorrere a questa procedura.
ATS/ARi