Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/160517

<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione allo scandalo Volkswagen sulle emissioni invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali dei modelli e delle marche venduti in Svizzera sono interessati dalle manipolazioni? </p><p>2. Secondo le stime, quanti gas di scarico in più hanno emesso questi veicoli dal momento della prima messa in circolazione? </p><p>3. Il danno ambientale è quantificabile?</p><p>4. In Germania il governo non esclude, in seguito alle manipolazioni, un diritto di risarcimento anche dei consumatori tedeschi. In Svizzera si potranno far valere pretese analoghe?</p><p>5. Dato che le manipolazioni sono in contrasto con la legge americana del "Clean Air Act", la casa automobilistica tedesca rischia una multa enorme, nella peggiore delle ipotesi di 18 miliardi di dollari. Anche la Svizzera pensa di adire le vie legali e di chiedere il pagamento di una penale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Stando alle informazioni dell'Ente tedesco per la motorizzazione, i veicoli EURO-5 con motore diesel (EA 189: cilindrate 1,2, 1,6 e 2,0) dei marchi Audi, Seat, Skoda e Volkswagen sono coinvolti nelle manipolazioni dei software che falsano le emissioni di ossido di azoto.</p><p>2./3. La quantità non può essere determinata né calcolata approssimativamente. Non solo non è nota l'incidenza delle manipolazioni sul comportamento effettivo dei veicoli su strada, ma le emissioni variano secondo le condizioni d'uso e meteorologiche e lo stile di guida. Un eventuale impatto ambientale non può quindi essere quantificato.</p><p>4. Gli interventi di rimessa a norma possono modificare il consumo di carburante o il comportamento dei veicoli. Le richieste di risarcimento in questo contesto rientrano nei rapporti di diritto privato tra il proprietario da un lato e il fornitore o il costruttore dall'altro. Eventuali pretese del primo vanno perciò fatte valere in sede civile.</p><p>5. La legislazione svizzera non conosce una norma paragonabile al "Clean Air Act" statunitense. Nel comunicato stampa del 29 ottobre 2015, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) dichiara di aver deciso, d'intesa con la Conferenza dei procuratori della Svizzera (CPS), di raccogliere tutte le denunce penali del caso Volkswagen e di inoltrarle alla Procura di Braunschweig, la quale ha già aperto un'inchiesta e comunicato all'MPC il proprio accordo alla procedura.</p>  Risposta del Consiglio federale.