Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01053.jsonl.gz/914

Fu una sovrana straordinaria, colta e dotata di una forte personalità. Maria d'Orléans-Longueville, duchessa consorte di Nemours e d'Aumale in quanto moglie di Enrico II di Savoia-Nemours, fu l'ultima donna a regnare su Neuchâtel e Valangin, nonché, della sua casata, fu l’ultima titolare del ducato di Estouteville (oggi rivendicato dai principi Grimaldi di Monaco).
Maria nacque a Parigi il 5 marzo 1625, figlia di Henri II d’Orléans-Longueville, sovrano di Neuchâtel, e della consorte Louise di Borbone-Soissons. Mademoiselle d’Orléans-Longueville, sposò nel 1657 per motivi dinastici Enrico II di Savoia, ultimo duca di Nemours, che dovette abbandonare i voti religiosi per unirsi alla non più giovane (per l’epoca) trentaduenne Maria.
Poco più che ventenne, accompagnò suo padre in occasione delle trattative per la pace di Vestfalia del 1648, partecipando anche alla Prima Fronda parlamentare: un movimento di rivolta e d’opposizione del Parlamento di Parigi contro il cardinale Mazzarino (e conseguentemente contro la regina Anna d'Austria, reggente in nome del figlio Luigi XIV), per poi decidere di schierarsi proprio con Giulio Mazzarino, appunto primo ministro di Francia. Proprio a quel periodo della sua vita, Maria dedicò le sue Mémoires, edite postume nel 1709.
Maria aveva due fratelli: Charles-Paris (morto nel 1672) e Jean-Louis-Charles detto l'abate di Orléans, fratellastro con un ritardo mentale; alla dipartita del primo, rivendicò per la prima volta il principato di Neuchâtel, senza tuttavia ottenerlo poiché il Re Sole decise di attribuirlo all'abate, ponendo quest'ultimo sotto la tutela della matrigna di Maria, Anne Geneviève di Borbone. La duchessa si recò quindi nei dintorni del principato neocastellano, ma nel 1673, in seguito ad alcuni episodi sanguinosi, venne richiamata da Luigi XIV in Francia. Alla morte di Anne-Geneviève, nel 1679, ottenne la tutela del fratellastro, della quale venne però privata nell'82. Nel 1694, quando quest'ultimo morì, il tribunale dei Tre Stati (Consiglio della Nazione e Corte Suprema) di Neuchâtel, finalmente le attribuì il principato, nonostante le proteste del principe de Conti, pronipote del Gran Condé, riconosciuto dal parlamento di Parigi come erede legittimo. I due rivali difesero quindi i propri diritti a Neuchâtel nel 1699 e ad avere la meglio fu appunto Maria appoggiata in particolare dalla città-stato riformata di Berna, alla quale conferirono la sovranità e il paese venne dunque dichiarato inalienabile. Maria diventò principessa legittima di Neuchâtel nonostante le divisioni interne causate dai sostenitori del principe de Conti, vicino a Luigi XIV di Francia; il popolo rimase invece sempre fedele a quella coraggiosa donna che tornò a Neuchâtel, conducendola poi anche in trionfo nel castello locale.
Dopo la sua morte, avvenuta in Francia nel 1707, il principato cessò di aver una propria dinastia (Orléans-Longueville) legandosi indissolubilmente con la corona prussiana. Il Re Sole, successivamente, fece riportare Maria in Francia, esiliata nelle sue tenute a Coulommiers nel gennaio del 1700 con l'accusa di aver resistito ai voleri del monarca. Dopo un esilio di quattro anni, Maria, infine, si stabilì a Valangin nel 1707, dove morì il 16 giugno all'età di 82 anni. L'ultima donna e sovrana di Neuchâtel si spense e con lei si estinse pure la famiglia Orléans-Longueville, che aveva governato per due secoli il territorio neocastellano. Al posto del cattolico e francese principe de Conti, venne scelto il prussiano e protestante Federico I di Brandeburgo quale principe di Neuchâtel; il timore della politica di Luigi XIV e il desiderio di mantenere il Paese di Neuchâtel come Stato indipendente, inalienabile, indivisibile, preservando le sue libertà e i suoi legami con i Cantoni svizzeri, spiegano appunto la scelta fatta dai Tre Stati neocastellani.
I fatti storici
Dopo la morte della sovrana Maria di Orléans-Longueville ci fu un profondo sconvolgimento nel Principato e la sua successione divenne un affare europeo. Il tribunale sovrano dei Tre Stati aveva, infatti, il compito di indicarne il successore, ma nell'estate del 1707 diciannove presunti eredi perorarono la loro causa davanti ai dodici giudici neocastellani; nove pretendenti che giustificavano la loro legittimità invocarono diritti testamentari o ereditari nella successione degli Orléans-Longueville o in quella del precedente casato dei Chalon, venendo infine ammessi al processo per mostrare le loro rivendicazioni. Ancora turbati dalla revoca dell'editto di Nantes (1685), i magistrati neocastellani manifestarono, tuttavia, la loro opposizione a ogni influenza francese e il 3 novembre 1707 designarono come principe di Neuchâtel appunto il protestante Federico I di Prussia. In Francia questa sentenza suscitò vive reazioni e, all'inizio del 1708, Luigi XIV considerò persino la possibilità di invadere il principato con le sue guarnigioni della Franca Contea. A quel punto, i cantoni svizzeri legati a Neuchâtel da trattati di comborghesia si mobilitarono, ma la congiuntura politica europea fece cadere il progetto di occupazione. Nel 1713, con la pace di Utrecht, le grandi potenze sancirono il passaggio di Neuchâtel nelle mani degli Hohenzollern (i cui successori, tutti maschi, conservarono il principato fino alla rivoluzione neocastellana del 1848, rinunciando a tutti i loro diritti solo nel 1857 con l’affare di Neuchâtel). In seguito a ciò, soltanto Soletta -ossia uno dei tre cantoni alleati di Neuchâtel- accettò di rinnovare il trattato di comborghesia nel 1756; successivamente non furono più concluse o rinnovate alleanze fra Neuchâtel e un cantone svizzero.
La Neuveville e Le Landeron: i borghi simpatizzanti della sovrana
Come ricordato dallo storico Francesco Cerea nel recente volume "1652: Il duca di Savoia e i Cantoni Svizzeri", il borgo di La Neuveville fu la località che nel 1673 fece da base logistica per le operazioni finalizzate ad appoggiare le pretensioni legittimiste su Neuchâtel da parte della duchessa Maria di Nemours. La regnante, anche grazie ai suoi fedeli sostenitori cattolici nel borgo di Le Landeron, unico nucleo storicamente cattolico in un cantone protestante, riuscì infine dopo molte peripezie a cingere la corona a vita quale sovrana di Neuchâtel e signora di Valangin.