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BERNA - Le multinazionali con sede in Svizzera dovranno essere più trasparenti in materia fiscale dal 2018. Il Consiglio federale ha deciso oggi di fissare al primo dicembre l'entrata in vigore della legge federale sullo scambio automatico internazionale delle rendicontazioni Paese per Paese e dell'omonimo accordo multilaterale.
Con tale accordo internazionale, la Svizzera fissa uno standard minimo con gli Stati del G20 e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE) per contrastare l'erosione dell'imponibile e il trasferimento degli utili ("Base Erosion and Profit Shifting", BEPS).
Il progetto mira infatti a stabilire un quadro uniforme per lo scambio di dichiarazioni Paese per Paese riguardanti le imprese (ricavi, utili e imposte pagate) con un fatturato superiore ai 750 milioni di euro. Secondo una prima stima, dovrebbero essere interessati circa 200 gruppi con sede in Svizzera.
Visto che non vi sarà un referendum (il termine era fissato al 5 ottobre), le basi legali entreranno in vigore il primo dicembre 2017. In tal modo le imprese multinazionali in Svizzera dovranno allestire la dichiarazione Paese per Paese per la prima volta nell'anno fiscale 2018, precisa una nota governativa odierna.
La Confederazione e gli Stati partner potrebbero dunque effettuare per la prima volta nel 2020 lo scambio delle informazioni riguardanti la ripartizione a livello mondiale del giro d'affari e delle imposte pagate dai gruppi multinazionali, come pure le principali attività economiche di questi ultimi nei singoli Stati.
In giugno i due rami del Parlamento si erano accordati su alcuni punti controversi del progetto: avevano per esempio stralciato la disposizione che prevedeva una sanzione penale di 100'000 franchi al massimo per chi fornisce, per negligenza, informazioni inesatte o incomplete. Per la maggioranza, un errore "può essere commesso molto facilmente".
Le due Camere avevano pure accettato che l'ammontare massimo della multa in caso di comportamento intenzionale venisse abbassato da 250'000 a 100'000 franchi. Inoltre, in caso di inosservanza del termine di ricevimento della rendicontazione Paese per Paese verrà introdotto un tetto massimo di 50'000 franchi alla sanzione amministrativa di 200 franchi per ogni giorno di ritardo.
Le ripercussioni del progetto sulle entrate fiscali in Svizzera restano incerte. I dati della dichiarazione non potranno servire per "adattare" le imposte, ma consentiranno al fisco di condurre più ampie investigazioni.
Il Parlamento ha peraltro precisato che l'approvazione delle Camere federali è necessaria non solo per la ratifica dell'accordo, ma anche per ogni sua futura modifica.
Elenco dei Paesi e convenzione per gli anni 2016-2017
Oggi il Consiglio federale ha approvato un elenco dei Paesi con cui procederà allo scambio delle rendicontazioni: vi figurano 102 Stati, tra cui quelli confinanti con la Confederazione (Italia, Francia, Germania, Austria e Liechtenstein), nonché le maggiori potenze internazionali (Usa, Canada, Russia, Gran Bretagna, Cina e Giappone) e i principali Paesi emergenti (Brasile, India, Sudafrica).
Inoltre, il governo ha adottato una dichiarazione in virtù della quale la Convenzione sull'assistenza amministrativa è applicabile ai periodi fiscali 2016 e 2017. Per questi due anni, i gruppi di imprese multinazionali possono fornire una rendicontazione su base volontaria, che l'Amministrazione federale delle contribuzioni trasmetterà poi agli Stati partner a partire dal 2018.