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Fulvio Pelli, consigliere nazionale e presidente del Partito liberale radicale (PLR).
swissinfo: Il suo partito che cosa offre agli svizzeri e alle svizzere all'estero?
F.P.: Il nostro partito, al suo interno, ha un'organizzazione che si occupa e si preoccupa degli svizzeri all'estero. Tiene contatti regolari, si impegna ad organizzare annualmente delle manifestazioni attrattive che ci permettono di esseri molto presenti all'estero.
Il mio partito ha sempre votato tutte le misure di libera circolazione delle persone per favorire la posizione degli svizzeri all'estero, abbiamo lottato per il mantenimento dell'AVS facoltativa, continuiamo a batterci per l'introduzione del voto elettronico, ci impegniamo per mantenere le scuole svizzere all'estero e, recentemente, per mantenere la proprietà del Centro svizzero di Milano.
swissinfo: Che importanza hanno svizzeri e svizzere all'estero come elettori?
F.P.: Sono importanti, anche se è sempre difficile misurare il loro reale peso elettorale poiché ognuno vota nel proprio comune. Raggrupparli per sapere come votano e in quale tipo di percentuale a nostro favore, è difficile. Noi cerchiamo, specialmente in alcuni grandi cantoni, anche un contatto diretto con gli svizzeri all'estero.
swissinfo: Gli svizzeri all'estero per votare devono essere iscritti nei comuni di attinenza o di domicilio. Il suo partito come si pone di fronte all'idea di creare un cantone virtuale con propri rappresentanti in Parlamento che rappresenti i 600 mila svizzeri all'estero?
F.P.: Abbiamo iniziato una discussione su questa opzione circa un anno fa, ma abbiamo incontrato una certa resistenza nelle organizzazioni degli svizzeri all'estero, per ragioni che non abbiamo integralmente capito.
Nel nostro sistema politico, un 27esimo cantone rappresentato dagli svizzeri all'estero sarebbe ipotizzabile: penso soprattutto ad una rappresentanza nella Camera dei Cantoni. E' un tema che deve rimanere all'ordine del giorno.
swissinfo: Il suo partito che immagine intende dare della Svizzera all'estero?
F.P.: A noi piace una Svizzera aperta, coraggiosa, liberale, sicura si sé, che lotta per il suo futuro e per la sua indipendenza, che è in relazione continua con il resto del mondo, capace di offrire i suoi buoni uffici.
intervista swissinfo, Françoise Gehring
Il partito liberale radicale
Le origini del Partito liberale radicale (PLR) risalgono alla classe politica che diede vita alla moderna Confederazione nel 1848. Il PLR è stato tuttavia fondato ufficialmente solo nel 1894.
Fino al 1891 il PLR è stato l'unico partito rappresentato in seno al Consiglio federale e fino al 1943 ha avuto la maggioranza nel governo federale.
Dal 1983 la percentuale di voti del PLR è in calo costante. Nel 1999 il partito ha ricevuto il 19,9% delle preferenze, piazzandosi al terzo posto dietro socialisti e UDC. Il 2003 ha segnato un ulteriore calo, ottenendo il 17,3% dei consensi elettorali.
I radicali hanno 40 seggi (su 200) in Consiglio nazionale e 14 (su 46) al Consiglio degli Stati. In Consiglio federale sono presenti con due ministri. Negli esecutivi cantonali il partito occupa 43 seggi su 166.