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In passato c'era la pianificazione dello svezzamento che il pediatra forniva alle mamme quando il pargolo arrivava ai 5 mesi, ed il programma prevedeva l'inserimento graduale di alimenti diversi dal latte assunto sino a quel momento. Oggi, in merito, ci sono due correnti di pensiero pediatrico: quella che continua a proporre uno svezzamento schematico con l'intento di scongiurare allergie e l'altra che si ispira all'alimentazione responsiva, con la consapevolezza che non è il momento in cui viene introdotto un alimento nuovo a scatenare il rischio intolleranza. Ma che cos'è l'alimentazione responsiva o autosvezzamento? Risposta pratica: è il processo in cui il bambino mangia ciò che desidera.
La verità è che, dietro l'autosvezzamento, c'è la capacità del bambino di arrivare, in modo autonomo, a sviluppare l'abilità necessaria per poter mangiare il cibo degli adulti che comincia a desiderare. E mamma e papà accompagnano solamente, nel senso che aiutano il loro pargolo a fare ciò che si sente di sperimentare. I bambini lanciano chiari segnali che, come insegna il metodo Montessori, vanno osservati con attenzione per accompagnarli nei loro percorsi spontanei, limitandosi a sostenerli nel loro compimento. Lo svezzamento, in base alle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, dovrebbe avvenire intorno al sesto mese di vita compiuto, come precisa il dottor Franco De Luca (pediatra) perché è necessario che il riflesso di estrusione, che fa sputare i cibi solidi non avendo ancora sviluppato la capacità di masticarli ed ingoiarli, sia scomparso.
Rispettato questo principio, il cibo può essere dato, da subito, a pezzetti piccoli lasciando che il piccolo lo prenda con le mani o con un cucchiaio. La scelta dei cibi non è vincolante, bisogna solo ricordare che il primo elemento del quale hanno bisogno i bambini è il ferro e che, comunque, le loro esigenze nutrizionali sono diverse da quelle di un adulto e, quindi, devono essere soddisfatte per una crescita corretta. Fondamentale, come sottolinea il pediatra De Luca, è non aggiungere zucchero e miele nelle preparazioni per i piccoli, così come l'alcool, mentre da questo momento in poi, sono da limitare la frittura, soprattutto industriale, merendine e bibite gassate. Ricordare che leggere le etichette alimentari è importante anche nell'alimentazione dei piccoli, a cominciare proprio dalla fase dell'autosvezzamento.
TMT (ti.mamme team)