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Il Monte Sinai
Il Monte Sinai
Di Ribli Saranna
In questa nuova rubrica presenteremo i monti che hanno fatto la storia della Bibbia.
Un monte importantissimo, nella storia biblica, è il Monte Sinai, monte dell?Arabia, chiamato anche Horeb.
La penisola del Sinai
?Circa venti milioni di anni fa l’Egitto, il Sinai e la penisola Arabica erano uniti in un unico blocco. Poi, enormi sconvolgimenti terrestri portarono alla separazione delle terre e la penisola meridionale del Sinai rimase isolata, dando luogo a due grandi golfi: ad ovest il golfo di Suez, la cui massima profondità è appena di 95 metri e ad est il golfo di Aqaba, che raggiunge invece 1?800 metri. Quest’ultimo golfo fa parte della grande spaccatura terrestre, chiamata Rift, che dalla catena del Tauro si estende fino al Kenia. La grande attività sismica del passato e i tremendi fenomeni eruttivi hanno dato al Sinai meridionale la sua impronta caratteristica; le sue vette piú importanti sono il Gebel Musa (Monte di Mosè) che raggiunge i 2?285 m e il Gebel Katrin (Monte di S. Caterina), di 2?642 m, il piú alto di tutta la penisola?.
Il Monte Sinai
L?esatta ubicazione del monte Sinai, o Horeb, è incerta. La tradizione lo identifica con una cresta di granito rosso al centro della parte sud della penisola del Sinai, fra i due bracci settentrionali del Mar Rosso. Questo crinale misura circa tre chilometri da NO a SE e ha due cime, il Ras Safsafa e il Gebel Musa. La regione è bagnata da diversi corsi d?acqua. Di fronte alla cima N (Ras Safsafa) si estende la pianura di er-Raha, lunga circa tre chilometri e larga uno.
?A un occhio distratto il Sinai appare montagnoso, arido e quasi terrificante. Non può esserci agricoltura né pastorizia. La pioggia è scarsa. Un calore bruciante di giorno e freddo e gelo la notte non fanno che confermare quest’apparenza desolante. Ma il Sinai non è né uniforme né monotono. A nord, tra El Arish e il Canale di Suez, si estendono le larghe valli sabbiose, che nel lungo corso della storia umana furono attraversate da importanti corpi d?armata, per la conquista di imperi lontani. Da lí passarono i soldati che i faraoni inviarono a conquistare Canaan. È per quella stessa via che gli Hyksos, gli Assiri, i Persiani, i Greci, gli Arabi e i Turchi invasero le valli del Nilo. La regione di El Teh nel Sinai centrale è un largo massiccio calcareo. Piú a sud, alla punta triangolare della penisola, si può ammirare un paesaggio lunare di montagne granitiche, ove si trovano le catene e i punti piú alti, come il monte Mosè (nella Bibbia Horeb o Sinai) (?) La grandezza solitaria del Sinai si rivela nella sua bellezza affascinante di luogo immutato nei secoli, in forte contrasto coi paesaggi del mondo moderno. Pochi uomini vivono nel deserto. A parte le città della costa (inutile ricordare lo sviluppo turistico della zona di Sharm El Sheik), la penisola è abitata da un gruppo di Beduini che sopravvivono grazie alle palme, ai pochi legumi che spuntano intorno ai punti dove c’è acqua e ai loro greggi che pascolano sulle colline desertiche, senza dimenticare che vengono aiutati dai monaci del monastero di Santa Caterina?.
Mosè
Mosè è uno dei personaggi piú enigmatici della Bibbia. Egli nacque in Egitto verso il 1600 a.C., morí sul monte Nebo. Secondo la tradizione, Mosè scrisse i primi cinque libri della Bibbia (Pentateuco). Lasciato l?Egitto, egli guidò gli israeliti attraverso il deserto fino al Sinai. Radunato il popolo alle falde del monte, Mosè vi salì per ricevere le tavole della Legge con i Dieci Comandamenti. Il racconto biblico afferma che ?il monte Sinai era avvolto da nuvole e la terra tremava?. In queste circostanze memorabili Mosè introdusse l?antico Israele in un patto con Dio. Durante la sua assenza, durata quaranta giorni, il popolo si spazientí e fece un vitello da adorare. Questo fatto scatenò l?ira di Mosè, che infranse ?le Tavole su cui erano state scritte le Dieci Parole?. La tradizione afferma che Mosè dovette trascorrere altri quaranta giorni sul Sinai per ricevere una nuova copia delle Dieci Parole.
?Da secoli questa zona è meta di pellegrini convinti che sia questa la famosa montagna. Già nel III secolo E.V. arrivarono qui degli asceti, decisi a vivere isolati in religiosa meditazione. Nel VI secolo l?imperatore bizantino Giustiniano I fece costruire qui un monastero con mura fortificate per proteggere questi eremiti, oltre che per garantire una presenza romana nella zona. Quel monastero, che sorge ai piedi di quello che è tradizionalmente considerato il monte Sinai, è oggi noto come monastero di Santa Caterina (?) Il panorama che si vede dalla cima è spettacolare! Lo sguardo abbraccia una fila dopo l?altra di montagne di granito rossiccio, che si elevano dietro la pianura sottostante, costellata di rocce. A sud-ovest si erge il Gebel Caterina, che con i suoi 2?637 metri è la cima piú alta della zona (?) Il monastero di Santa Caterina è considerato uno dei piú importanti monumenti della cristianità. Abitato da monaci greco-ortodossi, è famoso non solo per la sua posizione, ma anche per le icone e la biblioteca. Fino a non molto tempo fa il monastero era talmente isolato che l?arrivo di ospiti era un avvenimento raro e gradito. I monaci abbracciavano gli ospiti, li baciavano e addirittura lavavano loro i piedi. Gli ospiti potevano girare liberamente nel labirinto di edifici che sorge dentro le mura del monastero, alte tredici metri. (?) Attualmente nel monastero arrivano ben 50?000 visitatori l?anno. A motivo di tutta questa gente, l?orario di visita è limitato a tre ore al giorno, cinque giorni la settimana. I turisti possono visitare solo una piccola parte del monastero: un cortile con il Pozzo di Mosè (dove, secondo la leggenda, Mosè avrebbe incontrato quella che divenne sua moglie), la Chiesa della Trasfigurazione (considerata la chiesa ancora in uso piú antica del mondo) e una libreria. Ai turisti viene mostrata anche la Cappella del Roveto Ardente: il punto esatto, assicurano i monaci ai turisti, in cui Mosè si trovò per la prima volta alla presenza di Dio (presso il monte Sinai, o Horeb, l?angelo di Dio apparve a Mosè nel roveto ardente e lo incaricò di condurre gli israeliti schiavi fuori dall?Egitto). Dal momento che i monaci considerano questo luogo il piú sacro al mondo, ai visitatori è richiesto di togliersi le scarpe, come Dio comandò a Mosè (?) Nel monastero si trova una delle biblioteche piú antiche e piú famose del mondo! Contiene piú di 4?500 opere in greco, arabo, siriaco ed egiziano. Un tempo vi era custodito anche l?inestimabile Codice Sinaitico. (?) È degno di nota che nel 1975, sotto la parete settentrionale del monastero di Santa Caterina, sono state scoperte 47 casse di icone e pergamene. Tra queste vi erano oltre una dozzina di fogli mancanti del Codice Sinaitico. Finora questi fogli non sono stati messi a disposizione se non di una cerchia molto ristretta di studiosi?.
?Sinai? viene chiamato anche il deserto adiacente all?omonimo monte. Non si possono stabilire gli esatti confini geografici del deserto del Sinai in base alla descrizione che ne fa la Bibbia. A quanto pare era vicino a Refidim. La penisola del Sinai, nome di incerta origine che sembra derivare da quello di un’antica divinità lunare chiamata “Sin”, si protende nel mar Rosso tra il Golfo di Suez ed il Golfo di Aqaba. Il Sinai è considerato il terzo deserto d’Egitto dopo quello libico ad ovest del Nilo e quello arabico ad est; il suo territorio, ricco di giacimenti minerari di rame e turchese, fu da sempre oggetto di spedizioni commerciali dal vicino Egitto.
Il monte Sinai assediato dai turisti
A rischio l?equilibrio ecologico della zona
(20/07/02) – Tremila beduini, quasi tutti pastori, e accanto a loro migliaia di turisti che ormai ogni anno mettono a dura prova l’equilibrio ecologico di uno dei luoghi biblici del pianeta: quello di Santa Caterina ai piedi del monte Sinai, ad un’altitudine di 1600 metri tra pietre e deserto, famoso per l’omonimo convento di monaci greco-ortodossi che risale al terzo secolo d. C.
Qui la domanda d’acqua di residenti e visitatori è tre volte superiore a quella che è in grado di fornire la produzione locale. Le piccole, ma lussureggianti oasi, che si incontrano nella zona, tra qualche decennio potrebbero definitivamente sparire e con loro anche la biodiversità e la vita in questa terra sarebbe seriamente compromessa. Tratto da www.heos.it/ecologia
Fonti:
Perspicacia, Vol. 2, Watch Tower Bible and Tracy Society of Pennsylvania
Svegliatevi 22.04.1999, Watch Tower Bible and Tracy Society of Pennsylvania
www.donneincarnia.it/viaggi/sinai.htm
www.stefaniasofra.it