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I vertici della Volkswagen sono stati citati in giudizio dalla procura di Braunschweig, in Germania, con l'accusa di aver informato gli investitori "deliberatamente troppo tardi" sui rischi del Deselgate nel 2015. La notizia è stata riportata dai media tedeschi.
Sotto la lente della procura sono finiti il presidente del Consiglio di sorveglianza Dieter Poetsch, l'amministratore delegato Herbert Diess e il suo predecessore Martin Winterkorn. Questi vengono accusati "di aver deliberatamente informato troppo tardivamente il mercato dei capitali degli ingenti obblighi di pagamento del gruppo, nell'ordine di miliardi, derivanti dalla scoperta del cosiddetto scandalo del gasolio Dieselgate, in pieno contrasto con i loro obblighi di legge e influenzando così illegittimamente il prezzo delle azioni della società".
Il colosso tedesco, dal canto suo, sostiene di aver rispettato tutti gli obblighi legati alla legislazione: "La società ha meticolosamente indagato su questo tema con l'aiuto di esperti legali interni ed esterni per almeno quattro anni. Il risultato è chiaro: le accuse sono senza fondamento", ha scritto Hiltrud Dorothea Werner, componente del Consiglio di gestione e responsabile dell'integrità e degli affari legali di Volkswagen.