Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01265.jsonl.gz/713

Solo per coloro in grado di opportunamente apprezzarne la portata e il senso riprendo di seguito l’attualissima e spassosissima definizione del VOLTAFACCIA POLITICO così come argutamente parodiata da Fruttero e Lucenti ne IL CRETINO IN SINTESI. Evidentemente ogni allusione a persone o fatti della politica ruspante ticinese appare voluta e ovvia a tutti coloro i quali non hanno le fette di salame sugli occhi.
Voltafaccia (s. m.) – Dal francese volte-face, fu in realtà una manovra militare ideata nella scuola di cavalleria di Neuruppin, presso Berlino, al tempo di Federico il Grande. Quel geniale stratega (come in seguito anche il Clausewitz) riteneva la ritirata non meno importante dell’avanzata ed esigeva, dai suoi reparti montati eventualmente in difficoltà dopo la carica, che sapessero retrocedere in buon ordine scaricando moschetti e pistole sugli inseguitori. Da ciò la cosiddetta retro-carica, che doveva dare a commilitoni e nemici la sensazione, comunque, di un esito vittorioso. Fu progettata una sella speciale chiamata appunto volte-face, che consentiva al cavaliere di girarsi con una piroetta su se stesso e proseguire l’azione dando le spalle alla testa dell’animale, cui peraltro veniva mozzata la coda per motivi di visibilità. Il re volle inoltre incoraggiare l’innovazione appuntando le decorazioni sulla schiena, e non sul petto, di soldati e ufficiali distintisi in tali acrobatici fracas. Voltaire, che nel 1752 soggiornava alla reggia di Sans-Souci, ritenne di celebrare il voltafaccia con un sonetto, La gloire du derrière; ma il suo ospite e protettore lo intese come una velata allusione alle proprie inclinazioni omosessuali e ne nacque una certe freddezza nei rapporti tra il francofilo sovrano e l’impertinente philosophe. La manovra fu del resto lasciata cadere dopo la battaglia di Kunersdorf, quando per una serie di malintesi i dragoni e gli ussari prussiani fecero simultaneamente voltafaccia e si retroavventarono gli uni contro gli altri con risultati confusamente negativi.
Dr. med. Orlando Del Don, presidente sezione UDC Bellinzona