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I mammiferi non riusciranno a evolversi abbastanza in fretta da sfuggire alla sesta estinzione di massa, già in atto per colpa dell'uomo: sono così numerose le specie destinate a scomparire nei prossimi 50 anni, che la natura avrà bisogno di almeno 3-5 milioni di anni per recuperare la perdita di biodiversità subita.
A indicarlo è una simulazione elaborata da un gruppo di ricerca dell'università danese di Aarhus in collaborazione con l'università svedese di Goteborg: i risultati, pubblicati sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas), potranno aiutare lo sviluppo di nuove strategie per la protezione delle specie a rischio.
Lo studio si basa su un grande database di mammiferi realizzato includendo le specie attualmente viventi e le centinaia di specie estinte dopo la diffusione nel mondo dell'Homo sapiens.
I dati relativi alle dimensioni corporee degli animali e le loro relazioni evolutive sono stati macinati da potenti computer, che hanno prodotto simulazioni preoccupanti per il futuro. Nella migliore delle ipotesi, ovvero nel caso in cui il tasso di estinzione dei mammiferi calasse ai livelli precedenti l'uomo moderno, la natura avrebbe bisogno di 3-5 milioni di anni per rigenerare la biodiversità che verrà perduta nei prossimi 50 anni. Serviranno invece 5-7 milioni di anni per rigenerare quanto perduto fin dai tempi delle specie giganti di mammiferi vissuti nell'era glaciale.