Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/135273

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di illustrare come è possibile migliorare la cooperazione tra fedpol, le autorità cantonali di polizia, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e l'Ufficio federale della migrazione (UFM) per combattere efficacemente il traffico di stupefacenti ad opera di stranieri clandestini e richiedenti l'asilo criminali. All'occorrenza deve presentare pertinenti basi legali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La lotta al traffico di droga compete in primo luogo ai cantoni. L'Ufficio federale di polizia opera in veste di ufficio centrale e può rendere attenti i cantoni sulla necessità di indagare. Nei casi con ramificazioni intercantonali o internazionali fornisce, in veste di servizio di coordinamento, ampie prestazioni per garantire lo scambio di informazioni con i cantoni, le autorità inquirenti di altri Stati nonché con Interpol ed Europol.</p><p>La competenza d'indagine della Confederazione è invece limitata ai casi in cui si sospetta il coinvolgimento di un'organizzazione criminale secondo l'articolo 260ter del Codice penale. Tale disposizione intende un gruppo costituito a lungo termine, gerarchicamente strutturato, professionale, clandestino, fondato sulla ripartizione del lavoro e composto da membri interscambiabili. Ad esempio i gruppi dell'Africa occidentale, con le loro strutture a rete e le gerarchie orizzontali, di norma non soddisfano tali requisiti, e quindi rientrano nella competenza cantonale in materia di perseguimento penale. Il Consiglio federale è consapevole che tale differenziazione può complicare la lotta tempestiva, integrale, efficace e continua contro questa forma di criminalità. Per questo motivo sta attualmente valutando l'opportunità di estendere la giurisdizione federale ai gruppi criminali che non adempiono tutti gli elementi costitutivi delle organizzazioni criminali secondo l'articolo 260ter del Codice penale.</p><p>Da sempre l'Ufficio federale della migrazione (UFM) tratta le domande d'asilo in modo prioritario se è a conoscenza del fatto che i richiedenti hanno commesso un reato o si comportano in modo renitente o asociale. Le autorità di polizia, quelle giudiziarie e quelle preposte alle indagini penali comunicano spontaneamente alle autorità cantonali degli stranieri l'avvio e la sospensione di inchieste penali, la carcerazione o la liberazione e le sentenze di diritto civile e penale, sempreché riguardino uno straniero (art. 97 LStr). Comunicano parimenti se uno straniero controllato soggiorna illegalmente in Svizzera. L'autorità cantonale di migrazione inoltra all'UFM le comunicazioni rilevanti per una decisione da parte dell'ufficio. Nel 2012 l'UFM ha emanato 1045 divieti d'entrata fondati su violazioni della legge sugli stupefacenti; da gennaio ad aprile 2013 ne sono stati emanati 243. I divieti d'entrata nei confronti di cittadini di Paesi terzi sono pubblicati nel sistema d'informazione Schengen e sono validi per l'intero spazio Schengen.</p><p>Secondo il diritto vigente, i cantoni sono obbligati a eseguire gli allontanamenti nel settore dell'asilo e degli stranieri. Le difficoltà riscontrate nell'esecuzione sono in gran parte dovute al fatto che gli interessati si rifiutano di rivelare la propria identità e di collaborare con le autorità per l'ottenimento dei documenti di viaggio necessari. In parte i problemi sono tuttavia riconducibili anche all'insufficienza di posti di detenzione in vari cantoni. Per porvi rimedio, l'UFM aiuta le autorità cantonali, sempre nei limiti della legge, a procurare documenti di viaggio sostitutivi e a organizzare la partenza. Il 14 dicembre 2012 il Parlamento ha inoltre adottato una modifica di legge che prevede una partecipazione parziale o totale della Confederazione ai costi per la costruzione e la sistemazione di stabilimenti cantonali per la carcerazione amministrativa. Tale modifica entrerà probabilmente in vigore il 1° gennaio 2014.</p><p>Il Consiglio federale potenzia inoltre costantemente la cooperazione con i Paesi d'origine degli stranieri che spacciano droga in Svizzera. In proposito occorre menzionare le cooperazioni di polizia e i partenariati migratori. Questi due strumenti e la loro combinazione intendono anche migliorare la cooperazione delle autorità di migrazione e di perseguimento penale.</p><p>Alla luce delle misure adottate il Consiglio federale non ritiene per il momento necessario un ulteriore intervento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.