Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01102.jsonl.gz/799

Dopo otto mesi di carcere per reati finanziari, il vincitore di sei tornei del Grande Slam ha fatto rientro in Germania
Dopo otto mesi di carcere nel Regno Unito per reati finanziari, l’ex numero uno del mondo Boris Becker, protagonista di numerose situazioni movimentate dal giorno del suo ritiro, è stato rilasciato per essere espulso. Lo ha riferito l’agenzia di stampa britannica PA.
«Ha scontato la sua pena e in Germania non è soggetto ad alcuna restrizione penale – ha spiegato il suo avvocato, Christian-Oliver Moser, in un comunicato –. Il nostro cliente ha lasciato il Paese oggi (giovedì) alla volta della Germania». Il legale di Becker ha respinto in anticipo, «per motivi di privacy», qualsiasi domanda su «dove si trovi» l’ex campione.
Il 55enne sei volte vincitore di un torneo del Grande Slam, che viveva nel Regno Unito dal 2012, è stato condannato ad aprile per aver nascosto o trasferito illegalmente centinaia di migliaia di euro e sterline per evitare di pagare i suoi debiti dopo essere stato dichiarato fallito. È stato condannato a due anni e mezzo di carcere da un tribunale di Londra, ma ha scontato solo otto mesi.
Al momento della bancarotta, nel 2017, in seguito a una serie di affari sbagliati, i debiti dell’ex superstar del tennis, il più giovane vincitore di Wimbledon a 17 anni, erano stimati in 50 milioni di sterline (59 milioni di euro).
Il caso non è il primo per Boris Becker, che aveva vissuto a Monaco e in Svizzera prima di trasferirsi in Inghilterra. Ha già avuto contenziosi legali per debiti non pagati con la giustizia spagnola, relativi ai lavori della sua villa a Maiorca, e con la giustizia svizzera per non aver pagato il pastore che lo ha sposato nel 2009.
Nel 2002, la giustizia tedesca lo aveva condannato a una pena detentiva sospesa di due anni e a una multa di 500’000 euro per circa 1,7 milioni di euro di arretrati fiscali.
Questa volta è stato accusato di aver trasferito centinaia di migliaia di sterline da un conto aziendale ad altri conti, compresi quelli delle sue ex mogli, di non aver dichiarato una proprietà in Germania e di aver nascosto un prestito di 825’000 euro, così come azioni di una società. Boris Becker, che ha contestato tutte le accuse, è stato assolto da alcuni dei capi d’imputazione, compresi quelli relativi alla scomparsa dei suoi trofei. Aveva assicurato alla corte di non sapere dove si trovassero.
Tra i nove premi su cui i creditori avrebbero voluto mettere le mani c’erano due delle sue tre coppe di Wimbledon, due trofei degli Australian Open e la medaglia d’oro olimpica di doppio del 1992. L’ex star ha raccontato al processo, che si è svolto dal 21 marzo all’8 aprile, di avere ancora "molti" premi e cimeli dei suoi 15 anni di carriera, ma alcuni di essi erano scomparsi. Un certo numero li aveva già messi all’asta per un guadagno di 700’000 sterline (840’000 euro) servite a pagare una parte dei debiti.