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Cosa sarebbe oggi la previsione del tempo senza il supporto dei satelliti meteorologici? Ieri, 23 novembre, ricorreva il 45° anniversario del lancio del primo satellite meteorologico europeo, MeteoSat-1.
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Cosa sarebbe oggi la previsione del tempo senza il supporto dei satelliti meteorologici? Ieri, 23 novembre, ricorreva il 45° anniversario del lancio del primo satellite meteorologico europeo, MeteoSat-1.
Prima dell’avvento dei satelliti, fare previsioni meteorologiche era un'impresa difficile. La maggior parte dei dati disponibili erano limitati a misure della pressione atmosferica al suolo, della temperatura, dell’umidità, ecc. Questi dati provenivano da stazioni meteorologiche distribuite in maniera sparsa e non omogenea. Sui mari e sugli oceani, che ricoprono gran parte della terra, non c'erano informazioni disponibili, ad eccezione delle misurazioni delle navi o delle boe. Per le informazioni tridimensionali, cioè dagli strati più alti dell'atmosfera, l’unica fonte di dati erano inizialmente i palloni meteorologici e in seguito anche gli aerei. Quest’ultimi non offrivano però osservazioni in grado di ricoprire la terra su vasta scala.
I satelliti hanno il vantaggio di poter osservare le condizioni meteorologiche dall'alto, proprio come se si guardasse l'area circostante da una montagna molto alta, oppure la terra dall'alto di un pallone o di un aereo.
L'organizzazione europea per la ricerca spaziale (ESRO), oggi Agenzia spaziale europea (ESA), inviò nello spazio il primo satellite meteorologico geostazionario MeteoSat-1. Questo accadde il 23 novembre 1977. Si trattava del primo di quella che sarebbe stata una serie di sette satelliti meteorologici geostazionari di prima generazione (Meteosat First Generation, o MFG).
Geostazionario significa che il satellite si trova sempre nello stesso punto (in questo caso all'altezza dell'equatore) a un'altitudine di circa 36.000 km sopra la Terra. Esistono anche satelliti ad orbita polare, che però orbitano intorno alla Terra a quote più basse. Questi hanno il vantaggio di una maggiore risoluzione, ma a causa del loro movimento intorno alla terra non sono disponibili in modo continuo per un'area specifica.
Ad oggi esiste una rete mondiale di satelliti meteorologici che non solo forniscono preziose informazioni sulla situazione meteorologica attuale in tutto il mondo. Circa l'80% di tutti i dati di misurazione utilizzati nei modelli numerici di previsione meteorologica provengono dai satelliti. Negli ultimi dieci anni, la quantità di dati inviati dai satelliti è quasi raddoppiata.
La fornitura di dati di Metosat-1 è stata purtroppo di breve durata, poiché il radiometro si è guastato esattamente due anni e due giorni dopo il lancio del satellite. La fine ufficiale della missione risale al 1984. Nessuno degli altri sei satelliti della prima generazione è più attivo
Nel frattempo, quattro satelliti di seconda generazione sono già attivi dal 2004 e la pianificazione per la loro sostituzione con la terza generazione (Meteosat Third Generation) a partire dal 2023 è già in pieno svolgimento.
Tradotto e adattato da un blog del servizio meteorologico nazionale tedesco.