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Gli oli esausti si dividono in due categorie: i cosiddetti oli chiari, di origine industriale e scarsamente deteriorabili con l’uso, facilmente rigenerati con un semplice processo di depurazione (filtraggio e/o centrifuga); i cosiddetti oli scuri, derivanti principalmente dalla lubrificazione auto, soggetti a condizioni meccaniche e termiche pesanti, alle quali sono stati caricati di metalli e residui di combustione e ossidati. Questi oli non possono essere confusi con oli esausti solubili e altri fluidi di lavorazione acquosi, oli vegetali per frittura o miscele acqua-idrocarburi, per i quali si usano metodi completamente diversi di raccolta e smaltimento.