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SAN PAOLO - Nuova sconfitta per la candidatura di Luis Inazio Lula da Silva alle presidenziali dell'ottobre prossimo: il Tribunale Supremo Elettorale (Tse) ha respinto un ricorso presentato dal Partito dei Lavoratori (Pt) nel quale esigeva che i canali televisivi garantissero una copertura adeguata della sua campagna elettorale.
Per 6 voti contro 1, il Tse ha confermato la decisione adottata precedentemente dal magistrato Sergio Banhos. Il ricorso non si riferiva alle tribune elettorali garantite per legge ai candidati alla presidenza, bensì alla copertura che i telegiornali stanno realizzando sulle diverse attività della campagna elettorale, iniziata formalmente la settimana scorsa.
Sebbene i magistrati dell'alta corte abbiano espresso divergenze su alcuni punti, sono stati d'accordo nel valutare che non è la legge a stabilire che avvenimento merita o no una copertura giornalistica, perché questa responsabilità spetta ai responsabili dei media.
Banhos ha indicato inoltre che la situazione che si è creata è dovuta al fatto che il Pt ha deciso di presentare Lula come candidato, «quando non ha di fatto nessuna agenda da essere pubblicizzata», giacché dallo scorso aprile sta scontando una pena di 12 anni per corruzione e riciclaggio a Curitiba.
Lula resta in cima a tutti i sondaggi sulle intenzioni di voto per le elezioni presidenziali dell'ottobre prossimo, malgrado il Tse abbia ricevuto 16 richieste di impugnazione della sua candidatura, in base alla cosiddetta "legge della scheda pulita", secondo la quale un cittadino con una condanna penale confermata in secondo grado non può presentarsi alle elezioni.