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BELLINZONA - Dopo la pandemia, siamo tutti più digitali. E anche i parlamentari vogliono poter lavorare un po' più da remoto. Il PPD chiede al Parlamento di modificare la costituzione cantonale, per permettere ai granconsiglieri di votare da casa.
«La digitalizzazione ha aiutato particolarmente le persone che hanno avuto difficoltà ad organizzarsi come le mamme o come per persone purtroppo malate» scrivono Sara Imelli, Maddalena Ermotti Lepori e Giovanni Berardi. I tre deputati ricordano il caso della consigliera nazionale Sophie Michaud Gigon, che l'11 dicembre scorso ha votato da casa durante la quarantena.
Un altro esempio a cui guardano gli iniziativisti è il canton Friborgo, dove i deputati malati di Covid hanno potuto partecipare virtualmente alle sessioni parlamentari durante gli scorsi mesi. Imelli, Ermotti Lepori e Berardi propongono quindi di modificare la costituzione cantonale, che attualmente prevede dei richiami formali per le assenze ingiustificate, introducendo un nuovo articolo: «Il deputato può chiedere di partecipare alle sedute del Gran Consiglio online con la possibilità di voto. Questa richiesta deve essere supportata o per motivi di maternità o per motivi di salute e non può essere abusata dal deputato».