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LENZBURG - La mattina del primo giorno di processo a Thomas N. è stata segnata dalle perizie dei due psichiatri forensi: Elmar Habermeyer e Josef Sachs. Questi, dopo aver snocciolato le proprie conclusioni sull'imputato, sono stati interrogati con l'intento di costruire un quadro psicologico chiaro dell'autore del massacro d Rupperswil.
Habermeyer ha evidenziato in N. il disturbo narcisistico di personalità e la conclamata pedofilia. Il 34enne avrebbe anche una componente sadica nei suoi approcci sessuali. Né picchiato, né emarginato nel periodo scolastico, N. sapeva di essere pedofilo già da giovane. Il suo consumo di pornografia infantile ha rivelato una sostanziale dipendenza. N., che sovrastima se stesso, ha agito in maniera deliberata.
Anche per Josef Sachs esiste una componente narcisista in Thomas N. Secondo lo psichiatra, inoltre, l'uomo ha caratteristiche autistiche. È molto concentrato sul suo aspetto esteriore, non è interessato agli altri e non riesce ad entrare in empatia con loro. Per Sachs sono diversi i motivi che hanno spinto Thomas N. al delitto: un movente sessuale, la necessità di esercitare il potere, la vergogna e le motivazioni finanziarie.
«Un disturbo mentale non spiega l'atto da solo, del quale N. è pienamente colpevole». Sachs ha parlato di un «rischio molto elevato di recidiva». Se una terapia possa essere efficace lo psichiatra non è stato in grado di stabilirlo, ma ha previsto un trattamento di almeno 10 anni.