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Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha affermato martedì, riferendosi al movimento dei gilet gialli, che ci sono state "violenze inaccettabili" ma assicura di non confondere "i casseur (spaccatori) con i cittadini che vogliono far passare un loro messaggio".
I "gilet gialli" non mollano
Dopo la nomina di otto portavoce, il movimento dei gilet gialli, nato in segno di protesta contro l'aumento delle accise sul diesel, rivolge ora due principali rivendicazioni al Governo di Parigi. Nella prima nota ufficiale diramata ai media dopo una consultazione dei simpatizzanti su Facebook, i cosiddetti messaggeri avanzano "due principali proposte" all'esecutivo: ritoccare "le tasse al ribasso" e costituire "un'assemblea di cittadini" per dibattere dei temi relativi alla transizione ecologica.
Viene inoltre chiesto di "tener conto della voce dei cittadini", dell'aumento del potere d'acquisto e della lotta alla precarietà. Da qui la richiesta a Macron e al premier Edouard Philippe di "un primo incontro in tempi ragionevoli". In assenza del quale, avvertono, "le azioni di mobilitazione e blocco delle strade continueranno e si rafforzeranno fino al raggiungimento di una soluzione concreta".
Bloomberg: "Consumi sempre più in calo"
La fiducia dei consumatori francesi intanto cala ai minimi da oltre tre anni e mezzo (da febbraio 2015): a novembre l'indice mensile è sceso a 92 punti da 95 del mese precedente, oltre le previsioni degli analisti che si attendevano un calo di un solo punto. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando i dati dell'Istituto di statistica Insee.
I consumi francesi sono da giorni sotto pressione anche per la protesta dei gilet gialli. Il ministro dell'economia Bruno Le Maire - riporta Bloomberg - ha detto lunedì che le vendite dei maggiori rivenditori hanno subito un calo del 35% nei giorni in cui i manifestanti hanno bloccato strade, depositi di carburante e magazzini.
Le ragioni del malcontento? "Macron aiuta i ricchi"
"Perché le persone hanno questo sentimento di ingiustizia dovuta alle politiche fiscali di Macron? Perché ha aiutato prima di tutto i ricchi, non ha ancora fatto nulla per migliorare la tassazione delle grandi imprese che non pagano imposte da nessuna parte, e allo stesso tempo colpisce le persone normali". Così il vicepresidente della Commissione UE, Frans Timmermans, durante un intervento organizzato dal gruppo socialista al Comitato europeo delle Regioni, dove ha presentato la sua candidatura alla presidenza della Commissione UE come candidato unico del Pse.
"Secondo me bisogna fare il contrario - ha proseguito Timmermanns - cominciare a tassare le grandi imprese, che in alcuni casi hanno più potere degli Stati membri. Bisogna battersi per un'Europa riformata che si occupi della fiscalità. All'inizio Macron era progressista, ma ora la politica che sta portando avanti non credo che lo sia", ha aggiunto il politico olandese.