Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01279.jsonl.gz/1022

Consegnata iniziativa Gastrosuisse per Iva non discriminatoria
È stata consegnata oggi a Berna, munita di quasi 120'000 firme, l'iniziativa popolare di GastroSuisse che chiede l'abolizione dell'"Iva discriminatoria" per la ristorazione tradizionale rispetto ai take-away.
L'iniziativa, lanciata nell'aprile 2010, prevede che il cibo consumato in un albergo o in un ristorante venga tassato con la stessa aliquota d'imposta sul valore aggiunto (Iva) dei prodotti alimentari venduti nel commercio al dettaglio, alcol e tabacco esclusi.
Scopo dell'iniziativa è "l'abolizione di un'inaudita ingiustizia", sostiene la federazione dell'industria alberghiera e della ristorazione elvetica. "Non è ammissibile che il sistema fiscale statale provochi una tale distorsione della concorrenza e che, ad esempio, un bratwurst alla griglia consumato al ristorante venga tassato più del triplo (ovvero all'8%) rispetto allo stesso bratwurst acquistato nel take-away (soltanto al 2,5%)", ha rilevato rivolgendosi alla stampa il presidente centrale di GastroSuisse Klaus Künzli. "Lo Stato - ha aggiunto - non deve avere un'influenza orientativa sul consumo e sulle decisioni dei cittadini concedendo a determinati canali di vendita delle agevolazioni fiscali".
L'iniziativa "Basta con l'Iva discriminatoria per la ristorazione" è stata depositata alla Cancelleria federale munita di 119'290 firme autenticate. Dopo solo otto mesi di raccolta, lo scorso dicembre, era già stata superata la soglia richiesta delle 100'000 sottoscrizioni. GastroSuisse prevedeva di consegnarle già in aprile.
"Non lo abbiamo fatto per ragioni strategiche", ha spiegato Künzli: visto il ritardo che ha accumulato la revisione della legge sull'Iva in parlamento, l'organizzazione di categoria ha voluto utilizzare tutto il tempo a disposizione (il termine di raccolta scade ufficialmente il 7 ottobre prossimo).
In questo modo il sistema adottato dalle Camere - che si tratti di un'aliquota unica o di due, sarà noto al momento della votazione popolare, ha detto Frédéric Haenni, coordinatore dei presidenti latini di GastroSuisse.
Potrebbero soddisfare i ristoratori sia un'aliquota unica, che dovrebbe situarsi attorno al 6%, sia due aliquote differenti, che dovrebbero ammontare rispettivamente a circa il 7,6 e il 3,4%. Ristoranti, take-away e commercio al minuto dovrebbero beneficiare tutti del tasso ridotto.