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GINEVRA - Un apprezzamento al lavoro dell'OMS e un appello per un impegno a lungo termine per la protezione della salute a livello globale. È il contenuto del discorso del consigliere federale Alain Berset, che ha aperto la 74esima Assemblea mondiale della sanità.
Il ministro elvetico della sanità, inaugurando la conferenza, che si tiene in modalità virtuale fino al primo giugno, ha sottolineato l'importanza di un approccio «universale e coordinato» per combattere la pandemia di Covid-19 e più in generale per la protezione della salute, si legge in un comunicato odierno del Dipartimento federale dell'interno (DFI).
Berset ha esortato a rafforzare il ruolo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nella preparazione e nella lotta alle emergenze sanitarie. La Confederazione assicura, dal canto suo, che continuerà ad attuare le raccomandazioni internazionali anche dopo la crisi legata al Coronavirus.
Un nuovo accordo di cooperazione - Nel contesto dello scambio di dati epidemiologici e clinici, il consigliere federale ha poi firmato con il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, un accordo di cooperazione per mettere a disposizione il laboratorio di sicurezza biologica di Spiez (BE) quale centro di stoccaggio del virus SARS-CoV-2 o di altri agenti patogeni con potenziale epidemico.
In questo modo, viene spiegato nella nota, la Confederazione prende parte a un sistema internazionale che permette lo scambio volontario riguardante nuovi tipi di agenti patogeni.
Monopolio occidentale - Nel suo intervento, il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha lamentato invece che un «piccolo gruppo di Paesi» sta monopolizzando i vaccini anti-Covid e ha chiesto che «almeno il 10% della popolazione di ogni Stato» possa essere vaccinato entro settembre.
«L'obiettivo è quello di vaccinare almeno il 30% entro la fine dell'anno», ha proseguito il direttore generale dell'Oms. «Più del 75% di tutti i vaccini è stato somministrato in soli 10 Paesi e la crisi dei vaccini in corso è una scandalosa iniquità che sta perpetuando la pandemia Covid-19», ha sottolineato nel suo intervento.
Per il direttore generale dell'Oms, a livello globale, «rimaniamo in una situazione fragile. Nessun Paese dovrebbe presumere di essere fuori pericolo, indipendentemente dal suo tasso di vaccinazione». Finora, «non sono emerse varianti che minano in modo significativo l'efficacia dei vaccini contro il Covid. Ma non vi è alcuna garanzia» che sarà sempre il caso, ha aggiunto. «La pandemia non è finita e non finirà fino a quando il contagio non sarà sotto controllo in ogni Paese».
Dall'inizio della pandemia, ha poi detto il direttore generale dell'Oms almeno 115'000 operatori sanitari sono stati spazzati via dal Covid-19. «Per almeno 18 mesi, gli operatori sanitari di tutto il mondo sono rimasti tra la vita e la morte», ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, «Molti si sono contagiati e stimiamo che almeno 115'000 operatori sanitari e assistenziali abbiano pagato il prezzo più alto al servizio degli altri», ha aggiunto.