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Secondo la perizia psichiatrica, l'uomo soffriva di gravi turbe, ma poteva valutare il carattere illecito degli atti
Il 39enne italiano che il 12 giugno scorso, in una palazzina di Vezia, avrebbe compiuto ben due tentati omicidi soffre di una turba psichica permanente di notevole gravità, ma poteva valutare il carattere illecito dei propri atti. La capacità di agire era però leggermente compromessa. Di qui la lieve scemata imputabilità ravvisata a suo favore. Questo l'esito della perizia psichiatrica, di cui ha dato conto la Rsi. Il perito ha definito alto il pericolo che il 39enne, sotto l’influsso di alcol e droga, commetta ancora gesti simili.
Egli quel giorno dapprima minacciò e malmenò per diversi minuti un'amica, arrivando ad appoggiarle alla gola la lama di un coltello. Il pomeriggio lo trascorse a bere birra sul balcone, in compagnia di un altro inquilino dello stabile, salvo poi cambiare d'umore e accoltellare il suo ospite alla schiena, tre colpi a segno e un quarto andato a vuoto. Ha cominciato a espiare anticipatamente la pena.