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L'incremento, di un quarto di punto, apre la porta ad aumenti di affitto del 3% ai sensi del diritto di locazione
Il tasso ipotecario di riferimento aumenta ancora: l'indicatore che serve a determinare le pigioni degli appartamenti in affitto in tutta la Svizzera sale all'1,75%, ha indicato stamane, 1º dicembre, l'Ufficio federale delle abitazioni. Un primo incremento (all'1,50%) era avvenuto lo scorso giugno.
In linea di principio i proprietari hanno quindi il diritto di aumentare l'affitto del 3% ai sensi del diritto della locazione, ma solo se l'affitto attuale si basa sul precedente tasso dell'1,50%. Se il canone si basa su un tasso dell'1,25%, la progressione può essere ancora più consistente, spiega l'Ufficio federale delle abitazioni. Nel caso invece che l'affitto si basi ancora su un tasso anteriore, pari o superiore al 2%, in genere gli inquilini hanno ancora diritto a una riduzione.
Oltre alla variazione del tasso d'interesse di riferimento, possono avere un ruolo nel calcolo dell'affitto altri fattori di costo, come l'inflazione: è lecito aumentare l'affitto in misura del 40% del rincaro. Inoltre, una variazione dei costi di manutenzione e di esercizio può comportare un adeguamento del canone di locazione.
Pubblicato a scadenza trimestrale, il tasso d'interesse di riferimento è basato su un tasso d'interesse medio dei crediti ipotecari svizzeri, ponderato secondo il volume dei prestiti. Viene calcolato in quarti di punto percentuali. Questo tasso d'interesse medio, riferito al 30 settembre 2022, è salito dall'1,59 all'1,69% del trimestre precedente. Con l'arrotondamento commerciale, il tasso d'interesse di riferimento, determinante sotto il profilo del diritto della locazione, si conferma così all'1,75%. Rimarrà a questo livello finché il tasso d'interesse medio non scenderà sotto l'1,63% o non supererà l'1,86%.
Dal settembre 2008 in tutta la Svizzera il tasso ipotecario di riferimento è stato unificato e ha sostituito quello precedentemente determinante nei singoli cantoni per le ipoteche a tasso variabile. Il tasso è partito con il livello massimo del 3,5% ed era sceso a un minimo di 1,25% nel marzo 2020. Lo scorso primo giugno è arrivato un rialzo, il primo in assoluto per l'indicatore. Secondo gli analisti non possono essere esclusi in futuro altri ritocchi verso l'alto, con effetti a cascata sul costo delle pigioni.
Di fronte a questo scenario, l'Associazione svizzera degli inquilini non è intenzionata a rimanere passiva, invitando subito a verificare e se del caso contestare le nuove pigioni. «Il sistema attuale ha fallito – sottolinea il presidente dell'Associazione svizzera degli inquilini Carlo Sommaruga –. Le soluzioni annunciate dal Consiglio federale la scorsa settimana arrivano troppo tardi e non avranno alcun impatto sugli aumenti di pigione che saranno notificati a partire dal primo dicembre: questo nuovo aumento del tasso di riferimento riguarderà centinaia di migliaia di inquilini».
Per l'Associazione svizzera degli inquilini si tratta di «una pessima notizia per gli affittuari che già stanno subendo l'aumento generale dei prezzi e l'esplosione delle spese di riscaldamento». L'associazione mette in guardia i locatari: «Molti proprietari di casa approfitteranno di questo incremento per aumentare le pigioni. Questi non sempre rispettano la legge e approfittano troppo spesso di redditi abusivi. Bisogna agire subito!».
Il vicepresidente Adriano Venuti invita a verificare e contestare se necessario: «È importante che gli inquilini si oppongano a questi aumenti abusivi: hanno pochissimo tempo per farlo, e devono contestare l'aumento entro 30 giorni dalla ricezione della nuova pigione». Se questo termine è superato, la nuova pigione sarà considerata accettata e servirà come base per futuri suoi adeguamenti, che sono inevitabili.
"Gli affitti pesano sempre di più sul budget delle economie domestiche e raggiungono un livello difficilmente sopportabile; una situazione che sarebbe stato possibile evitare: le misure finora annunciate dal Consiglio federale sono invece timide e insufficienti". È quanto tiene a sottolineare l'Unione sindacale svizzera all'annuncio del nuovo aumento del tasso ipotecario di riferimento.
Il governo preferisce attenersi al principio del "lasciar fare" in materia di affitti. Intanto, milioni di famiglie subiscono le conseguenze del nuovo aumento, deplora l'Unione sindacale svizzera in una nota, secondo cui a uscirne vincitore è ancora una volta il settore immobiliare.
Si tratta di una spirale infernale, con affitti destinati ad aumentare di un ulteriore 3%, più una parte per compensare il rincaro e una somma forfettaria per coprire la crescita dei costi. Secondo l'Unione sindacale svizzera, non ci si può certo aspettare che le principali società immobiliari esitino a trasferire questo aumento agli inquilini, nonostante le ripetute promesse e le comunicazioni tranquillizzanti.
Stando all'organizzazione sindacale, l'annuncio arriva in un momento già difficile, vista la pressione generale sul potere d'acquisto, con l'esplosione dei premi delle casse malati e il continuo calo delle rendite del secondo pilastro.
Secondo l'Unione sindacale svizzera, è quindi evidente che occorre un'azione politica rapida ed efficace nel settore degli affitti. Le modifiche all'ordinanza presentate dal Consiglio federale la scorsa settimana sono certamente un passo nella giusta direzione, ma sono del tutto inadeguate. Tanto per cominciare, dovrebbero essere introdotte immediatamente, ha sottolineato l'organizzazione sindacale. Invece, si prevede di avviare una procedura di consultazione nell'estate del 2024. Questo ritardo è incomprensibile, deplora ancora l'Unione sindacale svizzera.
"Il secondo aumento del tasso di interesse ipotecario di riferimento in un anno spinge nella miseria le persone che vivono con il minimo vitale". A lanciare l'allarme è Pro Senectute, ricordando che oggi in Svizzera un pensionato su sei vive già al limite della soglia di povertà.
I circa 220'000 beneficiari di prestazioni complementari all'Avs saranno duramente colpiti. L'organizzazione denuncia inoltre il fatto che i sussidi per l'affitto previsti da questo regime non siano più al passo con l'aumento delle spese.