Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214097

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali affinché la Confederazione possa realizzare un progetto pilota indirizzato ai giovani dai 16 ai 25 anni di età che prevede la distribuzione di buoni per i media.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha comprensione per la richiesta avanzata nella mozione. Tuttavia non è chiaro se la Costituzione federale (Cost. RS 101) autorizzi attualmente un tale sistema di buoni. Infatti, circoscrive ai media elettronici la competenza della Confederazione per la promozione dei media (art. 93 Cost.). Sulla base di tale articolo sarebbero quindi esclusi i buoni per la stampa. Anche se il modello dei buoni fosse inteso come misura di formazione, la costituzionalità resterebbe problematica, perché in questo ambito sono attribuite alla Confederazione soltanto limitate misure di promozione. In qualsiasi caso, il concreto allestimento di un sistema di buoni dovrebbe orientarsi alle competenze federali attuali.</p><p>La richiesta avanzata nella mozione di introdurre un sistema orientato alla domanda trova già una risposta nel pacchetto di misure a favore dei media (20.038) proposto dal Consiglio federale nel settore dei media online. Le offerte online che suscitano l'interesse di un pubblico disposto a pagare dovranno ricevere un contributo federale. Con tale sostegno, i fornitori saranno in grado di proporre un'offerta mediatica accattivante sotto il profilo dei contenuti e a buon prezzo, anche per un pubblico giovane. La promozione dei media online intende rispondere alle mutate abitudini di fruizione dei media, soprattutto della fetta più giovane della popolazione. L'obiettivo è garantire che anche i giovani possano informarsi tramite contenuti mediatici interessanti, realizzati nel proprio Paese.</p><p>Il Consiglio federale aveva già espresso riserve nella sua risposta al postulato 18.3903 Aebischer "Sostegno diretto ai media: al vaglio idee per un sistema di buoni" del 27 settembre 2018. Aveva tra l'altro segnalato il rischio che le testate più piccole, attive a livello regionale, non vengano sufficientemente considerate e che a beneficiare di questa misura siano soprattutto le grandi imprese mediatiche, capaci di pubblicizzare adeguatamente i buoni.</p><p>La domanda che si pone, fondamentalmente, è se questa misura consenta effettivamente di avvicinare i giovani alle offerte mediatiche a pagamento. Non sarebbe possibile, ad esempio, controllare se i giovani usino davvero il buono per il proprio consumo personale o non lo mettano piuttosto a disposizione dei genitori o del resto della famiglia. Potrebbe succedere che abbonamenti preesistenti vengano disdetti per questo motivo.</p><p>In Svizzera la fascia d'età in questione conta circa 933 000 persone che vivono in circa 650 000 economie domestiche. Se ciascuna economia domestica in cui vive una persona tra i 16 e i 25 anni ricevesse un buono di 100 franchi, bisognerebbe stanziare 65 milioni di franchi l'anno. Anche gli oneri amministrativi per la realizzazione di un simile provvedimento sarebbero significativi. Occorrerebbe infatti creare e amministrare grandi banche dati, definire e verificare le imprese mediatiche aventi diritto al sostegno nonché istituire un sistema di fatturazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.