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L’iniziativa per l’autodeterminazione”Il diritto svizzero anziché giudici stranieri” è stata rifiutata oggi dal Consiglio nazionale con 127 voti contro 67. Forte dei suoi 68 membri, il gruppo parlamentare UDC s’è impegnato invano contro questa subdola esautorazione delle cittadine e dei cittadini da parte del cosiddetto diritto internazionale pubblico.
L’avvenire della Svizzera non deve essere determinato da giudici stranieri e da presunte élite politiche, e le votazioni popolari non devono diventare dei simulacri di autodeterminazione non applicandone gli esiti. La nostra democrazia diretta esige che le cittadine e i cittadini svizzeri decidano liberamente le regole e le leggi vigenti nel loro paease, seppure rispettando il diritto internazionale cogente. Questo regime ha dato buona prova di sé e ha portato prosperità, soddisfazione e pace sociale al nostro paese.
L’iniziativa UDC per l’autodeterminazione chiede il ritorno a una regolamentazione collaudata e che dovrebbe di fatto andare da sé: in caso di contraddizione fra la Costituzione federale legittimata dal sovrano e il diritto internazionale, i tribunali devono applicare il diritto svizzero. Questa priorità della Costituzione federale sul diritto internazionale non cogente era incontestata fino a sei anni fa. Nel suo rapporto 2010 sulle relazioni fra il diritto internazionale e quello nazionale, il Consiglio federale rilevava ancora che perfino le disposizioni costituzionali contrarie al diritto internazionale dovevano essere applicate. Con una sentenza dell’ottobre 2012, tre giudici di una camera del Tribunale federale hanno invertito questo ordine, seguendo un un loro concetto filosofico personale. Nessun paese al mondo ha mai accordato come la Svizzera una così ampia priorità al diritto internazionale, L’iniziativa per l’autodeterminazione rafforza il nostro regime giuridico e assicura delle condizioni-quadro stabili e affidabili. Il che è d’importanza capitale per la solidità e l’attrattività dell’economia svizzera.
Il diritto internazionale è il principale motore della marea di regolamentazioni che sommerge la Svizzera. Che si tratti di nuove prescrizioni di diritto fiscale concernenti le banche, di norme di sicurezza sui giocattoli o sulle stoviglie in plastica, eccetera, tutte queste regolamentazioni provengono dal diritto internazionale alimentato dagli eccessi di zelo di organizzazioni internazionali. L’iniziativa per l’autodeterminazione combatte la sovra regolamentazione e la burocrazia, e rafforza il nostro regime economico liberale.
Il principale obiettivo dell’iniziativa per l’autodeterminazione è di vegliare a che le decisioni del popolo e dei cantoni siano di nuovo applicate. Noi vogliamo arrestare l’esautorazione subdola e anticostituzionale delle cittadine e dei cittadini da parte del potere politico. Perché se la Svizzera se la passa bene oggi, è perché le cittadine e i cittadini hanno voce in capitolo, perché le loro decisioni sono applicate. Per esempio, quando la maggioranza dei cittadini fissa le regole in virtù delle quali gli stranieri criminali devono essere espulsi, quando la la maggioranza dei cittadini decide che la Svizzera deve di nuovo controllare in maniera autonoma l’immigrazione nel suo territorio, quando la maggioranza dei cittadini iscriver nella Costituzione federale una norma secondo cui i criminali pericolosi devono essere internati a vita, quando la maggioranza dei cittadini proibisce ai pedofili di lavorare con fanciulli.
Per tutte queste ragioni, il gruppo UDC in Consiglio nazionale ha votato all’unanimità a favore dell’iniziativa per l’autodeterminazione.
Berna, 12 giugno 2018