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Archiviati alcuni esercizi difficili, il gruppo Swatch sembra essere partito con il piede giusto nel 2017. "L'inizio d'anno ha mostrato progressi molto buoni delle vendite in valute locali di orologi e gioielli", afferma il presidente della direzione Nick Hayek in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano economico romando L'Agefi.
La situazione è migliorata soprattutto in Asia e in modo particolare in Cina; anche a Hong Kong negli scorsi mesi vi è stata una normalizzazione. Sui principali mercati i marchi Breguet, Blancpain, Longines e Swatch hanno mostrato tassi di progressione del fatturato a due cifre, nelle monete del posto.
"Si tratta di una vera accelerazione", spiega Hayek. Lo stesso sviluppo è riscontrabile anche presso altri attori del ramo. "So che non siamo gli unici ad aver ritrovato il cammino della crescita".
Per Swatch - prosegue il manager 62enne - Hong Kong non è comunque altrettanto strategica come la Cina continentale, dove il gruppo ha una quota di mercato superiore al 60% e dove genera fra 2 e 3 miliardi di giro d'affari. "Senza parlare delle vendite realizzate con i turisti cinesi in viaggio all'estero", aggiunge il CEO.
La crescita economica cinese ha rallentato, ma per Swatch i segnali sono positivi: questo perché in un paese con 1,4 miliardi di abitanti la classe media continua a rafforzarsi. E questa "adora consumare prodotti come gli orologi svizzeri", si felicita Hayek.
Il gigante orologiero nel 2016 ha subito una contrazione del giro d'affari dell'11% a 7,6 miliardi, con un utile che si è praticamente dimezzato a 593 milioni. Il settore soffre da tempo in particolare per gli sforzi delle autorità cinesi di combattere la corruzione: nel paese asiatico gli orologi rappresentano un modo molto usato per ingraziarsi la controparte. Ma anche in Europa è stato registrato un calo della domanda, a causa degli attentati terroristici che tengono lontani dal continente i facoltosi turisti asiatici e mediorientali.
(Ats)