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Il Controllo federale delle finanze ha omesso di coinvolgere due persone interessate in un’inchiesta amministrativa sulle fideiussioni per la flotta marittima svizzera, violando in questo modo il loro diritto di essere sentite. Il Tribunale amministrativo federale ingiunge pertanto al Dipartimento federale dell’economia di cancellare dal rapporto finale sull’inchiesta tutti i punti che si riferiscono ai due ricorrenti.
Nel 2016, su mandato del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), il Controllo federale delle finanze (CDF) ha condotto un’inchiesta amministrativa presso l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE). Gli esiti di tale indagine sono stati raccolti dal CDF in un rapporto finale, trasmesso al DEFR, sulla concessione e il monitoraggio delle fideiussioni per la flotta marittima svizzera, che diverse persone hanno in seguito chiesto di poter ottenere in virtù della legge sulla trasparenza.
Ad inizio 2017 il DEFR ha informato dell’inchiesta, nonché delle richieste di accesso al rapporto finale, tutte le persone menzionate nello stesso. Due di queste si sono tuttavia opposte alla fornitura del documento e a fine 2017 hanno impugnato la decisione di consegna dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).
Violato il diritto di essere sentito
Nelle sue sentenze il TAF ha stabilito che i due ricorrenti sono toccati in modo sostanziale dall’inchiesta, nell’ambito della quale, fra l’altro, sono state condotte indagini anche sul loro comportamento e sulla loro gestione. A prescindere dal fatto che nel rapporto vengono rimproverate a queste persone diverse inadempienze e attribuita loro la responsabilità delle irregolarità riscontrate, il CDF avrebbe comunque potuto coinvolgere nell’inchiesta anche i due interessati e garantire loro il diritto di essere sentiti. Avendo omesso di farlo, il CDF ha gravemente violato il diritto di essere sentito sancito dalla Costituzione, e con esso i diritti della personalità degli interessati.
Dato il forte grado di coinvolgimento nella vicenda, l’eventuale concessione a posteriori del diritto di essere sentito non garantirebbe alle persone sottoposte all’inchiesta una protezione giuridica sufficiente. Il TAF ingiunge di conseguenza al CDF di eliminare dal rapporto finale tutti i dati personali che si riferiscono ai ricorrenti, dopodiché, cancellati tali dati, il rapporto potrà essere fornito ai richiedenti.
Queste sentenze possono essere impugnate dinanzi al Tribunale federale.
Sentenze & Comunicato stampa