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Il Consiglio nazionale ha bocciato l'iniziativa popolare dell'USS che chiedeva il versamento di una rendita supplementare.
Per i partiti borghesi questa soluzione ha costi troppo alti e rappresenta «un regalo avvelenato». La sinistra, invece, è indignata per la bocciatura. «È una vergogna. Migliaia di svizzeri non sanno come fare per riempire il frigo».
BERNA - Versare una rendita di vecchiaia supplementare non è ragionevole, in primis perché sarebbe troppo cara. Lo pensa il Consiglio nazionale che oggi ha bocciato, per 123 voti a 67, l'iniziativa popolare per una tredicesima mensilità AVS.
L'iniziativa lanciata dall'Unione sindacale svizzera, la cui denominazione ufficiale è "Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)", chiede che tutti i beneficiari di una rendita di vecchiaia abbiano diritto a un supplemento annuo pari a un dodicesimo di essa. Tale "extra" non dovrà comportare la riduzione delle prestazioni complementari né la perdita del diritto alle medesime.
Troppo cara
Secondo il governo e la maggioranza del plenum però, alla quale ha provato senza successo a opporsi il campo rosso-verde, il testo aggraverebbe i problemi di finanziamento a lungo termine dell'AVS, le cui prospettive future sono già ora incerte. Inoltre, sarebbe un modo inappropriato di sostenere i pensionati nel bisogno.
«Anche se la rivendicazione dell'iniziativa appare allettante, la sua attuazione sarebbe problematica: la situazione economica tesa non permette queste spese miliardarie», ha detto la relatrice commissionale Céline Amaudruz (UDC/GE). «I costi sarebbero 16 volte più alti della costruzione della galleria del San Gottardo», ha aggiunto l'altro portavoce Andri Silberschmidt (PLR/ZH).
Sinistra indignata
Una linea approvata da tutti gli schieramenti, fatta eccezione per la sinistra, stando alla quale l'iniziativa contribuisce in modo significativo a combattere la povertà in età avanzata e ad assicurare un adeguato standard di vita durante la vecchiaia. «In migliaia non sanno come fare per riempire il frigorifero», si è indignato Pierre-Yves Maillard (PS/VD).
«È una vera vergogna», ha rincarato la dose Denis de la Reussille (Verdi/NE), ricordando come sia scritto nella Costituzione che le rendite devono coprire il minimo vitale appropriato. Appelli caduti nel vuoto visto che, al termine di una lunga discussione (oltre 50 oratori) protrattasi per diverse ore, il Nazionale ha chiaramente raccomandato a popolo e cantoni la bocciatura del testo. In sede di commissione preparatoria era anche stata scartata una proposta di controprogetto, con cui il supplemento sarebbe finito solo ai redditi più bassi.
«Regalo avvelenato»
Il fronte del no si è mostrato compatto. C'è chi ha fatto notare che l'attuale combinazione tra AVS e prestazioni complementari garantisce già il sostentamento economico degli anziani. «Abbiamo un sistema che risponde ai bisogni», ha riassunto Regine Sauter (PLR/ZH).
Altri hanno criticato una soluzione che, pur con l'intento primario di aiutare i meno abbienti, finirebbe per rimpolpare le tasche anche dei ricchi. «Sarebbe assurdo versare una 13esima AVS ai privilegiati», ha dichiarato ad esempio Melanie Mettler (PVL/BE). «Si tratta di uno specchietto per le allodole, un regalo ben incartato ma avvelenato», ha affermato lasciandosi ispirare dalle imminenti festività Pierre-André Page (UDC/FR). Per molti, tra cui Anna Giacometti (PLR/GR), verrebbe inoltre a crearsi una disparità di trattamento all'interno del primo pilastro: i beneficiari di una rendita d'invalidità o per superstiti sarebbero infatti penalizzati rispetto ai pensionati, ha spiegato l'ex sindaca del comune di Bregaglia.
Nessun margine di manovra
Come detto, i contrari hanno martellato anche sui costi in caso di attuazione dell'iniziativa che, stando alle stime, ammonterebbero a circa 5 miliardi di franchi nel 2032. «Non è una mossa auspicabile in tempi di crisi», ha messo in evidenza Benjamin Roduit (Centro/VS).
«Comprendiamo le motivazioni degli autori, ma non c'è margine di manovra a livello finanziario», ha confermato il consigliere federale Alain Berset, che ne ha approfittato per rammentare le altre riforme della previdenza per la vecchiaia su cui ha puntato e sta puntando il governo.
Molti parlamentari di sinistra hanno rimproverato ai colleghi che, in realtà, questa attenzione per le finanze nasconde mere scelte di agenda politica. Tradotto: quando fa comodo i soldi si trovano sempre.
Il dossier passa ora sui banchi del Consiglio degli Stati.