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I conservatori conquistano la maggioranza assoluta nella Camera dei comuni. Pesante sconfitta dei laburisti. "Ora si farà la Brexit", dice Johnson, ma forse senza la Scozia...
Trionfano i conservatori di Boris Johnson alle elezioni anticipate in Gran Bretagna andate in scena ieri. A risultati definitivi giunti i conservatori hanno conquistato 364 seggi alla Camera dei comuni, superando ampiamente la maggioranza assoluta di 326 seggi sui 650 della camera bassa inglese e aumentando di 66 seggi rispetto alle precedenti elezioni. I laburisti di Jeremy Corbyn si sono fermati invece a 203 seggi, perdendone 42, alcuni in regione storicamente "rosse", come nel nord dell'Inghilterra, dove tuttavia la Brexit aveva trionfato nel 2016.
Il voto inglese aveva infatti una forte valenza rispetto alla vertenza dell'uscita del Regno Unito dall'Ue. Il premier Boris Johnson ha centrato l'obiettivo dichiarato di conquistare una maggioranza sufficiente al fine di portare la Gran Bretagna fuori dall'Ue, maggioranza che gli era mancata fino a ieri. "Adesso faremo la Brexit in tempo entro il 31 gennaio, senza se, senza ma e senza forse", ha detto Johnson.
Per quanto riguarda i laburisti con la pesante sconfitta si apre la discussione sul proseguio della guida di Jeremy Corbyn del partito. Nel suo discorso dopo i risultati Corbyn si è detto "molto triste", suggerendo che potrebbe dimettersi nella prima parte del 2020, ma si è anche detto "fiero" del suo manifesto.
Un altro dato di incertezza che emerge però dal voto arriva dalla Scozia e riguarda la stessa coesione nazionale britannica. In Scozia si sono rafforzati i partiti pro Ue e l'opposizione a Johnson. Lo Scottish National Party (Snp) di Nicola Sturgeon, che chiede un secondo referendum sull'indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna e vuole rimanere nell'Ue, ha vinto in 48 dei 59 seggi scozzesi.