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Le immagini hanno fatto il giro del mondo, accompagnate da numerosi e differenti commenti, e ritraggono la nascita di una bambina dal grembo di sua nonna. Lei è Uma figlia di una coppia gay, nata dall'ovulo di una zia impiantato nell'utero della nonna.
Uma è figlia di due uomini, uno fratello della zia donatrice dell'ovulo, e l'altro, con il cui seme è stato fecondato quell'ovulo, figlio della nonna gestante. Qualcuno l'ha definita il frutto di un processo di ingegneria genetica, qualcun altro il risultato di una scelta d'amore. A guardare solo gli avvenimenti, si evince che la piccola ha una mamma-zia biologica, una mamma-nonna e due papà, uno dei quali biologico e suo fratello di nascita, poiché cresciuto nello stesso utero. Tutti i protagonisti sono coinvolti fisicamente ed emotivamente da questo evento straordinario nel quale sono stati guidati dal desiderio di famiglia realizzato proprio grazie alla propria parentela ed alla volontà di essere reciprocamente amorevoli e solidali. Scientificamente, la piccola Uma, sebbene non sia stata concepita direttamente dai suoi genitori, si ritrova comunque il loro corredo genetico. Questa genitorialità collettiva può essere considerata un'esagerazione oppure un miracolo della scienza o, semplicemente, la realizzazione di un desiderio altrimenti impossibile. I due papà, sposati con la benedizione delle famiglie di origine, hanno potuto realizzare il proprio desiderio di ampliamento della famiglia con la nascita della piccola Uma e la notizia, anche se riporta i fatti avvenuti nel lontano Nebraska, ha richiamato i commenti di chiunque si sia sentito in dovere di esprimere la propria opinione. Oltre a coloro che hanno brindato alla nuova vita, ci sono quanti hanno sciorinato una caterva di elucubrazioni a metà strada tra l'etica e la filosofia.
La cronaca dell'evento, in effetti, può dare adito a diverse interpretazioni che finiscono con il parlare del dono fatto da una madre al proprio figlio desideroso di diventare padre, oppure del capriccio di una coppia omosessuale che, invece di ricorrere all'adozione legalmente riconosciuta nel proprio Paese, ha optato per un espediente che potrebbe rovesciare sull'inconsapevole Uma qualche complicazione identitaria. I due papà sono felicissimi e non vedono l'ora di raccontare alla loro bambina la fantastica storia della sua nascita.
Buona vita e buona fortuna ad Uma.
TMT (ti.mamme team)