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Descrizione
Jonathan Frey: Nuove scoperte sull’elmo pentolare più antico di Madeln
Alfio Martinelli e Stefan Lehmann: Tremona-Castello – rapporto provvisorio sugli scavi effettuati dal 1988 fino al 2007 in un insediamento medievale del Ticino meridionale
Judith Bangerter-Paetz: Le sale dei palazzi imperiali e dei castelli durante il dominio degli Svevi – Ricostruzione, arredamento e funzione delle sale
Nuove scoperte sull’elmo pentolare più antico di Madeln
La recente scoperta delle ferrature da rinforzo sull’elmo pentolare (Topfhelm) più antico di Madeln, dimostrano che l’elmo ed il cimiero, al più tardi a partire dal XIV sec., costituivano degli elementi indivisibili. Ciò viene dimostrato dal fatto che le ferrature da rinforzo venivano fissate già durante la fabbricazione dell’elmo.
Lo stretto rapporto tra elmo e cimiero, che fino adesso era noto solo grazie alle fonti scritte e alle raffigurazioni dell’epoca, può ora essere confermato dalla recente scoperta delle ferrature da rinforzo. Probabilmente la forma del cimiero ha anche influenzato la foggia dell’elmo. Pertanto è possibile affermare che all’epoca le forme più diffuse hanno influenzato la foggia dell’elmo e in maniera analoga anche la sua funzione.
L’elmo pentolare più antico di Madeln, poggiava probabilmente direttamente sulla sommità della testa (scheitelaufliegend). A causa delle dimensioni dell’elmo, dell’asimetria dei fori per l’aria, della forma arrotondata del lato anteriore e per il complicato sistema di fissaggio del cimiero, è possibile che questo elmo venisse utilizzato prevalentemente per giostrare, e solo raramente in battaglia. Se questa interpretazione è corretta, allora l’elmo di Madeln può essere considerato una delle parti di armatura più antiche, foggiata appositamente per i tornei che si è conservata fino ai nostri giorni.
Hugo Schneider aveva tentato di dimostrare, sulla base di raffigurazioni medievali, che durante la prima metà del XIV sec. vi era stato un passaggio dall’elmo che si appoggiava sulla sommità del capo a quello che si posava direttamente sulle spalle (schulteraufliegend). I risultati delle ricerche effettuate sull’elmo pentolare di Madeln mettono tuttavia in discussione questa teoria. Se tuttavia tale passaggio abbia veramente avuto luogo già nella prima metà del XIV sec., deve essere ancora confermato da ulteriori ricerche su elmi originali.
Tremona-Castello – rapporto provvisorio sugli scavi effettuati dal 1988 fino al 2007 in un insediamento medievale del Ticino meridionale
L’insediamento medievale, situato sopra la collina chiamata Castello, nei pressi di Tremona, è stato oggetto di indagini archeologiche a partire dal 1998. La stratigrafia ricca di reperti dimostra che il luogo era frequentato e abitato fin dal neolitico. Durante il periodo altomedievale (VI-VII sec.) sulla collina vennero sepolti tre bambini. Non è da escludere che in quel periodo sulla collina nacque anche un nuovo insediamento.
Le origini dell’insediamento medievale risalgono comunque solo alla seconda metà del X sec. L’insediamento che venne abbandonato solo per un breve periodo verso la fine del XI sec., rimase abitato fin verso la fine del XIII sec. In seguito, per motivi ancora sconosciuti, il luogo fu abbandonato definitivamente. Ancora incerta è la funzione del luogo. Non è stato possibile accertare se si trattava di un insediamento a carattere difensivo o rurale.
Le sale dei palazzi imperiali e dei castelli durante il dominio degli Svevi – Ricostruzione, arredamento e funzione delle sale
La grande sala rappresenta l’edificio rappresentativo principale di un castello o di un palazzo imperiale. Durante il dominio degli Svevi (Hohenstaufen) la sala costituiva un edificio che in genere comprendeva due o tre piani, nel quale erano ubicate una o più sale. La strutturazione dell’edificio è in genere molto omogenea e presenta una base a forma di rettangolo che si sviluppa in lunghezza. L’accesso si apriva nella sezione longitudinale. La grande sala più autentica, ma anche la meno diffusa, era composta unicamente da più sale ubicate una sopra l’altra che si estendevano su tutto un piano. Gli edifici più diffusi invece accoglievano nel loro insieme una o più sale ai piani superiori accanto alle quali si estendevano anche gli spazi abitativi.
Le sale risalenti all’epoca degli Staufer erano in genere coperte da un soffitto piano costituito da travi in legno, il quale quando presentava una luce molto ampia, veniva spesso sostenuto da supporti e da una trave intradossata. I supporti delle sale potevano essere riccamente decorati.
I pavimenti delle sale erano talvolta costituiti da un massetto, ma soprattutto da mattonelle in terracotta ornate e invetriate, che per la loro policromia potevano essere anche posate come mosaico. Il riscaldamento delle sale veniva in genere garantito dai camini, e raramente dalle stufe, la cui presenza è stata attestata solo tramite indagini archeologiche. In pochi castelli e palazzi imperiali le sale poste al pianterreno venivano riscaldate tramite la circolazione di aria calda (sala invernale), mentre le sale ai piani superiori non possedevano un impianto di riscaldamento (sala estiva).
Le finestre delle sale erano in genere riccamente decorate e spesso ornate da sculture architettoniche. Molte di queste finestre erano dotate di sedili laterali, onde permettere allo spettatore di poter ammirare comodamente il paesaggio, la corte del castello oppure la sala stessa. In alcuni casi, oltre alle imposte di legno, l’apertura delle finestre era probabilmente chiusa anche da un vetro. Ciò viene confermato anche dai reperti archeologici riportati alla luce. I portali, che erano accessibili tramite una scalinata, presentavano un arco trilobato che in alcuni casi era anche decorato da ornamenti in rilievo, mentre gli stipiti si mostravano con una nervatura semplice o doppia.
Le pareti delle sale potevano essere ricoperte da una vernice trasparente oppure intonacate e spesso abbellite con affreschi. Le cornici delle finestre e dei portali, i tronchi delle colonne, i capitelli ed i camini delle sale venivano spesso eretti utilizzando tipi di pietre differenti, caratterizzate da colori diversi. In molti edifici le sale erano arricchite da affreschi di carattere profano. Gli edifici profani risalenti al periodo del dominio svevo, erano spesso caratterizzati da affreschi con contenuti tematici che mettevano in risalto le leggende epiche legate alle gesta cavalleresche dell’epoca.
La funzione principale delle sale ubicate ai piani superiori, era quella di ospitare banchetti, ricevimenti oppure atti giuridici, come per esempio consultazioni e cerimonie. Fonti scritte più precise riguardo alla funzione delle sale, subentrano solo a partire dal Tardomedioevo.
Trad. Christian Saladin, Basel