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Con l'approvazione oggi da parte del Consiglio nazionale delle proposte della conferenza di conciliazione (gli Stati l'hanno adottata ieri), la nuova legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani diventa realtà.
L'ultimo ostacolo, la votazione finale prevista per settimana prossima, è a questo punto una mera formalità.
L'ultima divergenza che opponeva ancora i due rami del Parlamento riguardava il tetto massimo per le rendite ponte destinate ai disoccupati soli. La conferenza di conciliazione ha sposato la versione del Consiglio nazionale: il tetto massimo deve corrispondere a 2,25 volte i bisogni vitali, chi Stati voleva in fattore 2.
La rendita per le persone sole sarà così pari a 43'762 franchi, 65'644 per le famiglie. Saranno rimborsate anche le spese legate a una malattia o all'invalidità, ma non dovranno superare i 5'000 franchi per le persone sole o il doppio per le coppie sposate.
Stando al progetto uscito dalle deliberazioni, la rendita ponte dovrà essere corrisposta soltanto a chi esaurisce il diritto all'indennità di disoccupazione dopo aver compiuto 60 anni.
Le indennità per compiti educativi e assistenziali saranno inclusi nel calcolo dei contributi all'AVS. Si tratta di rispondere a una richiesta delle madri che si occupano dei loro figli durante 16 anni.
Un disoccupato anziano avrà diritto a una rendita ponte se la sua sostanza netta è inferiore alla metà della soglia per le complementari. Ciò equivale a meno di 50'000 franchi per le persone sole e a meno di 100'000 per le coppie sposate.
Per accedere alla rendita ponte, occorrerà avere un periodo contributivo all'AVS di almeno 20 anni, di cui cinque dopo i 50 anni, e aver guadagnato almeno 21'330 franchi all'anno. Solo le persone aventi il loro domicilio e la loro residenza abituale in Svizzera e che hanno lavorato nella Confederazione durante un determinato periodo ne potranno beneficiare.
Inoltre, le persone interessate dalle disposizioni transitorie avranno l'obbligo ogni anno di provare di aver compiuto degli sforzi per reintegrarsi professionalmente.
La legge era stata elaborata per rendere più accettabile la libera circolazione delle persone in previsione della votazione, il 17 maggio (poi spostata a settembre a causa della pandemia), sull'iniziativa popolare dell'Unione democratica di centro che ne chiede la disdetta. I costi previsto sono pari a 150 milioni di franchi all'anno.