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La controversia sul segreto bancario e sull'evasione fiscale crea forti attriti fra la Svizzera e la Germania. La Confederazione intende convocare l'ambasciatore tedesco a Berna.
Berna si sente offesa dai commenti del ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück, che ha paragonato i vicini elvetici agli "indiani" d'America ai quali è bastato far credere che fossero su una lista nera dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) perché si spaventassero e cedessero alle pressioni.
Si tratta di dichiarazioni inaccettabili e sprezzanti, ha dichiarato lunedì la ministra degli affari esteri Micheline Calmy-Rey, rispondendo a una domanda del parlamentare democentrista turgoviese Alexander Baumann. La responsabile della diplomazia elvetica ha assicurato che Berna protesterà con l'ambasciatore tedesco in Svizzera Axel Berg.
Steinbrück ha lasciato intendere che in realtà non esisteva alcuna lista. L'esistenza di tale documento, corredato da un piano di misure contro i Paesi messi all'indice, è invece stata rivelata lunedì dall'edizione on-line del quotidiano zurighese Tages Anzeiger, che è venuto in possesso di una copia.
Intanto il Ministero tedesco delle finanze lunedì ha rincarato la dose. Esprimendo dubbi sulla reale disponibilità della Svizzera e dell'Austria a lottare contro l'evasione fiscale, ha esplicitamente chiesto a Berna e Vienna di dimostrare "con fatti concreti" che non si tratta di vane promesse.