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Domande frequentiFAQ Petizione
Domande a carattere generale
Chi può firmare?
Tutti possono firmare la petizione, indipendentemente da età, sesso e nazionalità.
Quanto dura la raccolta delle firme?
Dal 1° aprile al 31 maggio 2019
Ma servirà a qualcosa?
Si! Una petizione è una richiesta all'autorità. L'autorità deve prenderne atto: anche se non è obbligata a trattarla o rispondere, lo fa quasi sistematicamente. Una petizione trasmette un segnale chiaro al Consiglio federale, ai politici e ai media; è un invito ad agire.
Firmando, avrò poi qualche obbligo?
No. Tuttavia, firmando dà un chiaro segnale al Consiglio federale che non deve mettere a repentaglio le cure mediche di base con la sua politica frammentaria.
La mia firma sarà pubblicata sul sito web?
No. La Sua firma non verrà mai pubblicata, ma solo presentata alle autorità.
Dove posso inviare le mie firme? È uguale se firmo la petizione online o la lista delle firme?
Domande sulla petizione
Perché i farmacisti lanciano una petizione?
Perché il Consiglio federale, con le sue decisioni affrettate e confuse, minaccia l'esistenza stessa dei prestatori sanitari di primo ricorso, compromettendo così l'accesso alle cure di prossimità. Farmacie, medici di famiglia e operatori sanitari forniscono attualmente, a tutta la popolazione, cure di base di prossimità. Anziché rafforzare questa forma di cure mediche vantaggiose e vicine alle persone, il Consiglio federale prevede numerose misure di risparmio frammentarie e non coordinate. I farmacisti chiedono soluzioni ponderate, pianificate nel tempo e sostenibili. Lanciano quindi la petizione "Ben curati, anche in futuro" per ricordare al Consiglio federale il suo obbligo: garantire un'assistenza medica di base di alta qualità e facilmente accessibile, basata sulla cooperazione di farmacisti, medici di famiglia e operatori sanitari.
Perché proprio ora?
Perché il Consiglio federale sta attualmente pianificando un gran numero di misure di risparmio frammentarie e non coordinate. Ad esempio, la revisione della quota dei costi di distribuzione o l'introduzione di un sistema di prezzi di riferimento . Ma è solo la punta dell'iceberg. Con le revisioni annuali dei prezzi dei farmaci le farmacie stanno già contribuendo attivamente alla riduzione dei costi. La situazione è grave: già oggi circa il 20 percento delle farmacie si trova in una situazione economicamente difficile a causa dei deboli benefici.
Che cosa vogliono raggiungere i farmacisti con questa petizione?
Con la petizione si vuole dare un chiaro segnale al Consiglio federale: le cure mediche di base di prossimità della Svizzera non devono essere minacciate da una politica di misure frammentarie e non coordinate. Ecco perché i farmacisti s’impegnano per l'avvio di riforme pianificate e sostenibili, che coinvolgano attivamente i fornitori di cure di base.
Perché chiedete a tutti di firmare la petizione?
Le cure mediche di base interessano tutti. La loro qualità e accessibilità sono in pericolo. Infatti, queste misure frammentarie e non coordinate minano la rentabilità delle farmacie e di numerosi altri fornitori di base, le farmacie dovranno ridurre il numero di dipendenti o addirittura chiudere. La popolazione perderebbe così un importante punto di riferimento per le questioni riguardanti la salute e un indispensabile garante della qualità. Anche se non è personalmente interessato/a dalle chiusure delle farmacie, a media scadenza sentirà gli effetti in termini di aumenti dei prezzi e una minore prossimità delle cure mediche di base.
Domande sulle cure mediche di base
Perché le cure mediche di base sono in pericolo?
Le misure di tagli non coordinate del Consiglio federale compromettono il funzionamento delle cure mediche di base e minacciano l'esistenza di farmacie e medici di famiglia. Lo conferma anche uno studio commissionato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP): la chiusura delle farmacie è menzionata quale conseguenza di queste misure . Già oggi circa il 26 percento delle farmacie si trova in una situazione economicamente difficile a causa dei deboli benefici, come indica lo studio sui costi in corso nelle farmacie. L'esistenza di un quarto delle farmacie è minacciata.
Ma servono così tante farmacie? Tante cose si possono già ordinare su internet.
La rete di farmacie in Svizzera è già piuttosto modesta. Negli ultimi anni il numero di farmacie è rimasto stabile, nonostante l'aumento della popolazione residente e l'aumento dell'aspettativa di vita. Per quanto riguarda le nuove aperture e chiusure, è sorprendente che i cambiamenti strutturali riguardano principalmente le città. Le nuove farmacie aprono in zone ad alto traffico come le stazioni ferroviarie, i centri commerciali e il centro città. Al contrario, quartieri urbani e aree rurali vivono esattamente l'opposto. La chiusura di farmacie in questi luoghi rappresenta una forte limitazione e un drastico peggioramento delle cure mediche di base di prossimità, specialmente per i malati cronici. La consulenza personale, il supporto e l’accompagnamento personale fornito dalle farmacie non possono essere sostituiti da acquisti anonimi su Internet! Anche l'Associazione dei Comuni svizzeri è di questo avviso.
Domande sull'importanza delle farmacie per le cure mediche di base
Come contribuiscono le farmacie alla qualità delle cure mediche di base?
Le farmaciste e i farmacisti sono gli specialisti indiscussi per i farmaci e sono esperti di salute riconosciuti, grazie ai loro studi universitari della durata di cinque anni, ai successivi tre anni di perfezionamento e all'obbligo di formazione permanente. Per numerosi problemi di salute, i farmacisti svolgono un'approfondita valutazione iniziale contribuendo così all'elevata qualità del sistema sanitario svizzero, in stretta collaborazione con i medici di famiglia.
Perché le farmacie contribuiscono a delle cure mediche di base economicamente favorevoli?
Il team di farmacia alleggerisce i premi, con la sua offerta sanitaria facilmente accessibile a livello nazionale. Le farmacie sostengono e alleggeriscono medici di famiglia e pronto soccorso degli ospedali, limitando i costi aggiuntivi. Promuovono le responsabilità individuali in caso di malattia, offrendo un punto di riferimento facilmente accessibile per tutte le questioni di salute. Le farmacie incidono pochissimo sui costi del sistema sanitario svizzero: solo il 4,2% dei premi delle casse malati va alle farmacie. Se le farmacie – specialmente nelle regioni periferiche - saranno costrette a chiudere, l'aumento dei costi sanitari sarà inarrestabile.
Senza farmacie come punto di riferimento facilmente accessibile, gli ambulatori del pronto soccorso e dei medici di famiglia avranno un sovraccarico di lavoro, provocando inutili costi supplementari.
Anche se le misure della Confederazione potrebbero ridurre i costi dei farmaci a breve termine, a medio termine comporteranno un forte aumento complessivo dei costi nel settore sanitario.
Come funziona la collaborazione tra farmacisti e medici di famiglia/operatori sanitari?
Come primo punto di riferimento riguardo alla salute per la popolazione, la farmacia riduce la mole di lavoro di medici di famiglia e ambulatori di pronto soccorso.
Nella fase di presa a carico il farmacista determina in base al quadro clinico se può fornire direttamente consigli e, quando necessario, farmaci al paziente, oppure se è necessario trasferire il paziente al medico di famiglia o all'ospedale.
I farmacisti riducono così il numero di visite mediche e i costi per il trattamento di patologie comuni e frequenti. D'altra parte, i farmacisti riconoscono rapidamente i pazienti che hanno assolutamente bisogno di cure mediche, prevenendo i costi evitabili che possono derivare dal mancato trattamento.
Le farmacie sostengono medici e operatori sanitari anche nella consulenza e nella cura dei pazienti, ad esempio proponendo delle consulenze di polimedicazione. Durante questa discussione con il paziente, il farmacista verifica i farmaci prescritti e risolve le incertezze attraverso una consulenza mirata. In questo modo, l'assunzione di farmaci può essere adattata allo stile di vita di ogni paziente, migliorando l'aderenza terapeutica e, non da ultimo, riducendo i costi del trattamento.
Ma non mi viene a costare di più se i farmacisti vengono remunerati meglio?
Al contrario: la remunerazione adeguata delle farmacie e di altri prestatori di cure mediche di base abolisce i falsi incentivi e riduce i costi del sistema sanitario nel tempo.
Grazie ad una remunerazione adeguata delle prestazioni dei farmacisti, le farmacie continueranno a poter esistere, a ridurre il carico di lavoro dei medici di famiglia e dei servizi di pronto soccorso ospedalieri riducendo così i costi totali del sistema sanitario svizzero.
Perché le misure della Confederazione mettono in pericolo l'esistenza delle cure mediche di base? In che modo?
Le misure del Consiglio federale sono in gran parte non coordinate e affrettate, particolarmente riguardo alla quota per la distribuzione. Anziché impegnarsi per una riforma generale fondamentale, il Consiglio federale presenta un aggiustamento a breve termine della quota di distribuzione, che rafforza i falsi incentivi nel sistema e li consolida in modo permanente. Le farmaciste e i farmacisti sono disponibili per una riforma globale e hanno già sviluppato una proposta per un nuovo modello di remunerazione dei servizi di distribuzione delle farmacie con l'associazione delle casse malati curafutura. Si tratta di un modello stabilito su principi economici.
Un altro esempio è il sistema di prezzi di riferimento per i farmaci. In un tale sistema, la selezione di farmaci spetterebbe alle autorità o alle casse malati, purtroppo unicamente in base all’aspetto economico, tralasciando le nozioni fondamentali di qualità e sicurezza dell'approvvigionamento. In futuro, importanti farmaci d’urgenza, come migliori forme di somministrazione per bambini e anziani non sarebbero sicuramente più reperibili con la necessaria tempestività. A prezzi troppo bassi, i produttori smetteranno di distribuire determinati farmaci. Già oggi alcuni farmaci indispensabili, come certi gli antibiotici, non sono sempre disponibili e i farmacisti e i medici devono cercare rapidamente alternative o prodotti sostitutivi dall'estero.
Ma non è importante che il Consiglio federale adotti delle misure per ridurre i costi?
Certo! Ma le misure insensate del Consiglio federale sono controproducenti e a medio termine aumenteranno il costo sanitario. Con queste misure non coordinate, frammentarie e a breve termine, il Consiglio federale mette in pericolo proprio l'esistenza di quei prestatori sanitari che lavorano in modo particolarmente economico. Se scompaiono le farmacie come primo punto di riferimento, questo ruolo verrà assunto da operatori più costosi. Le spese sanitarie aumentano.
Che cos'è un sistema di prezzi di riferimento?
In un sistema di prezzi di riferimento, per farmaci con lo stesso principio attivo viene stabilito un importo fisso che viene rimborsato dalle casse malati. Di solito questo prezzo si basa sul generico più economico.
Inoltre si determina un limite massimo per il confronto con i prezzi all'estero, è consentita una tolleranza massima del 5%, ma non superiore a 5 franchi. Questi prezzi di riferimento sono rivisti due volte all'anno, senza tenere conto delle differenze salariali e dei costi di infrastruttura, che in Svizzera sono fino a tre o quattro volte superiori rispetto ai Paesi di riferimento. La logistica e la consulenza si svolgono in Svizzera, quindi non ha senso il confronto con Paesi stranieri. Ad esempio, non si tiene conto del fatto che un assistente di farmacia in Svizzera guadagna più di un farmacista in Germania.
Perché il sistema di prezzi di riferimento compromette la libertà di scelta dei pazienti?
Oggi i medici prescrivono i farmaci adeguati per ogni pazienti sulla base dell'indicazione medica.
I farmacisti verificano che la ricetta non contenga incongruenze o contraddizioni, e qualora vi fossero interazioni tra le medicine suggeriscono farmaci alternativi. Il farmacista informa inoltre i suoi pazienti sui possibili rischi e sugli effetti collaterali dei farmaci prescritti e discute l'assunzione del preparato. L'obiettivo è che il paziente ottenga il miglior farmaco per la sua situazione.
Il sistema dell'importo fisso mette in discussione questa prassi e questo obiettivo. Di fatto ciò significa che le casse malati e le autorità hanno potere decisionale sulla scelta del farmaco prescritto.
I pazienti sarebbero costretti a cambiare continuamente farmaci oppure a pagare la differenza di prezzo.
Questo sistema mette a rischio la fiducia nei farmaci e può comportare una minore aderenza alla terapia, d’altro canto viene meno al principio di solidarietà.
A cosa mira la revisione della quota della distribuzione?
L'adeguamento della quota di distribuzione, il modello di remunerazione per la prestazione di vendita di farmaci soggetti a prescrizione medica, dove essere revisionato. Concretamente, verrebbe ritoccata la quota del prezzo di vendita dei farmaci che spetta alla farmacia.
Apparentemente, ciò dovrebbe eliminare gli incentivi negativi nella distribuzione e vendita di farmaci: tuttavia, i tre modelli di prezzo presentati dall'UFSP mancano palesemente questo obiettivo.
Quali sono i falsi incentivi nella quota per la distribuzione e perché aumentano?
Oggi i margini sono fissati con un supplemento fisso e un supplemento percentuale basato sul prezzo.
Senza alcun principio economico, i supplementi fissi per i farmaci a basso prezzo sono più bassi e quelli per i farmaci costosi più alti. Con il supplemento percentuale basato sul prezzo, parte dei margini dipende dall’evoluzione dei prezzi dei produttori. Per i farmaci costosi, il supplemento totale è limitato.
Il risultato di questo sistema è che i margini per le medicine a basso prezzo e per le medicine molto costose non permettono di coprire i costi, mettono quindi a repentaglio le cure di base e danno incentivi negativi alle farmacie.
Ma il settore farmaceutico ha comunque troppi soldi. Perché mi dovrebbe concernere?
Quello che nessuno sà, è che il 20% della riduzione dei prezzi dei medicinali è a carico dei prestatori di cure mediche di base di prossimità: farmacisti e medici. Perché in molti casi il loro pagamento è legato al prezzo dei medicinali. Le
farmacie sono già oggi in una situazione difficile. Circa il 26 percento delle farmacie si trova in una situazione economica difficile, a causa dei deboli ricavi. Se altre farmacie chiuderanno, le cure mediche di base di prossimità saranno a rischio: questo ci concerne tutti.
Va bene, ma qualcosa si dovrà pur fare. Allora che cosa deve fare il Consiglio federale?
È giusto! Il sistema sanitario svizzero deve ancora affrontare grandi sfide. Siamo più che mai alla ricerca di soluzioni sostenibili in grado di ridurre i costi. È ora che si faccia qualcosa!
Una revisione ponderata, pianificata e sostenibile può essere raggiunta solo coinvolgendo tutte le parti interessate e adottando una visione globale. I farmacisti hanno già avviato iniziative congiunte con i partner per evitare misure frammentarie e non coordinate.