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Una delle composizioni più famose dell’esperienza musicale rinascimentale è certamente il Miserere che Gregorio Allegri compose nella prima metà del Seicento. Una pagina musicale straordinaria che ebbe larga diffusione dopo che nel 1880 venne pubblicato a cura di una casa editrice inglese. La peculiarità del Miserere di Allegri, come più volte sottolineato dagli studiose di questo cantore-compositore, non è nell’uso di tecniche innovative o di artifici melodici o armonici, ma paradossalmente nella sua apparente semplicità. Il carattere musicale è strettamente legato ai luoghi sacri, al punto che l’impatto emotivo al di fuori di tali contesti non è apprezzabile. Si può immaginare che il sovrapporsi delle note del Miserere all’interno di una chiesa, con la sua ridondanza naturale, trovi in esse la sua naturale fonte d’origine e la sua naturale cassa di risonanza emotiva. Ma questa musica veniva eseguita come fu scritta? La risposta è in apparenza difficile se non fosse per una testimonianza diretta che, proprio in relazione al Miserere di Allegri, attesta che proprio la stessa Cappella del Papa per la quale il brano era stato concepito, non esitava a darne un’esecuzione modificata rispetto all’originale. È il caso testimoniato da Tommaso Bai, musicista della Cappella Giulia ovvero il Coro della Basilica di San Pietro. "Quilisma" ci guiderà alla scoperta e alla comprensione di quelli che alla fine sono due brani sovrapposti ma nei quali è riconoscibilissima la linea melodica di Allegri che, tuttavia, muta in vere e proprie acrobazie vocali a dir poco affascinanti.