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WASHINGTON - Joe Biden ha giurato, è il 476esimo presidente degli Stati Uniti. E nel suo discorso di insediamento ha citato più volte la democrazia, spiegando come si sia salvata, ha invitato gli altri paesi a tornare a fare alleanze con gli USA. Insomma, per lui è una ripartenza dopo i quattro anni caratterizzati da Donald Trump.
Atteso e emozionante il momento del giuramento della prima vicepresidente donna, Kamala Harris, poi è toccato a Biden prendere la parola. Ha esordito affermando che la democrazia ha vinto, ha parlato di un'America da riparare e risanare, ha dedicato un momento di silenzio e di preghiera a chi ha perso la vita per il Coronavirus, "per la pandemia sono morti più americani che durante la Seconda Guerra Mondiale".
"Poche persone si sono trovate in un momento così difficile", ha spiegato, tornando con la memoria anche all'attacco di qualche giorno fa a Capitol Hill, insistendo su come la democrazia abbia vinto, su come l'America abbia resistito, citando anche le menzogne, riferendosi alla querelle sui voti dopo l'elezione.
Ha ricordato di quando su quelle strade sfilavano donne e persone di colore ed ha indicato la presenza di Kamala Harris come la prova che il cambiamento può avvenire. Ha parlato di razzismo, insistendo sull'unione che a suo avviso ha sempre fatto vincere gli americani.
Si è fatto garante personalmente della volontà degli USA di essere di nuovo partner degli altri paesi, anche di quelli che si erano allontanati durante la presidenza Trump, agendo in sicurezza. Si è definito il presidente di tutti, di coloro che l'hanno votato e di chi non l'ha fatto, rivolgendosi ai politici e dicendo loro che concede la possibilità di non essere d'accordo con lui, perchè questo è il fondamento della democrazia.
Donald Trump e la moglie Melania avevano lasciato la Casa Bianca qualche ora fa. Presente invece l'ex vice presidente Pence.