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È durato circa due ore e mezza l'interrogatorio di Davide Enderlin, l'avvocato ticinese arrestato il 22 maggio nell'ambito dell'inchiesta sulla maxitruffa ai danni della banca Carige.
Enderlin ha ricostruito insieme al pubblico ministero (pm) Silvio Franz tutto il giro dei soldi, sedici milioni di euro, utilizzati per acquistare le quote, tramite la società Lascafive, dell'albergo Holiday Inn a Lugano. Secondo gli inquirenti, l'avvocato avrebbe aiutato il gruppo capeggiato dall'ex presidente di Carige a riciclare in Svizzera parte dei proventi delle truffe commesse.
Il legale di Enderlin, l'avvocato Giordano Balossi, continua a sostenere che "Enderlin ha eseguito solo un ordine che la sua controllante gli ha inviato: un finanziamento soci regolarmente registrato sia in Italia che in Svizzera".
Lunedì l'avvocato metterà a disposizione dei Pm una parte della documentazione che la settimana scorsa era stata sequestrata parte in alcune banche e parte nei due studi di Enderlin in Svizzera e che ancora non è arrivata a Genova. "Da parte nostra - ha detto Balossi - non ci siamo opposti al sequestro. E visto che non sono ancora materialmente arrivati ci siamo messi a disposizione per darli ai magistrati".
Il pm ha anche chiesto a Enderlin come mai ci sia una discrepanza tra le dichiarazioni di Berneschi e le sue sulla datazione dell'acquisto dell'albergo. Berneschi ha sostenuto che l'operazione era stata fatta nel 2003 mentre l'avvocato ticinese ha detto che era stata fatta tre anni dopo. "Noi abbiamo tutto documentato: c'è un atto notarile, ci sono i bonifici", ha detto il legale. "Non sappiamo perché gli altri parlino di date diverse".
SDA-ATS