Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/170738

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le priorità in materia di politica di sicurezza alle conclusioni tratte nel rapporto sulla politica di sicurezza. Ai servizi all'estero specializzati in tale ambito vanno assegnate le risorse finanziarie e di personale necessarie al fine di tenere conto delle nuove realtà della situazione sotto il profilo della sicurezza a livello mondiale e consentire l'acquisizione autonoma di informazioni in materia di politica di sicurezza, l'analisi e la valutazione della situazione all'estero. L'adeguamento a questa nuova definizione delle priorità non deve incidere sul bilancio ma attingere a settori meno prioritari per la sicurezza della Svizzera presso le centrali del DDPS e del DFGP.</p><p>Concretamente il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. inviare in Ucraina, nel Sudest asiatico e nell'Africa subsahariana un addetto alla difesa stazionato in permanenza, oltre agli addetti alla difesa già presenti;</p><p>2. inviare un addetto alla cyberdifesa all'Interpol Global Complex for Innovation di Singapore specializzato in cyberminacce, oltre agli addetti di polizia già presenti;</p><p>3. adeguare rapidamente la rete di addetti per la migrazione a seconda dell'evoluzione dei flussi migratori;</p><p>4. rafforzare le competenze militari e in materia di politica di sicurezza nel servizio diplomatico.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per il Consiglio federale la raccolta e l'analisi delle informazioni legate alla politica di sicurezza sono importanti, in particolare in un contesto in cui si denota un aumento della disinformazione e della propaganda. In tale ambito la rete esterna di personale costituisce uno strumento importante, ma non l'unico. Si tratta infatti anche di ponderare e definire le priorità in ambito di informazioni legate alla politica di sicurezza in funzione di altri aspetti e attività (situazione a livello di risorse, altre esigenze degli strumenti di sicurezza, altri temi principali).</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Tenuto conto della situazione a livello di risorse, anche nell'ambito della rete degli addetti alla difesa occorre fissare delle priorità. È importante tutelare al meglio gli interessi della politica di sicurezza della Svizzera con i mezzi a disposizione. I posti e gli accreditamenti complementari degli addetti alla difesa sono controllati regolarmente e, se del caso, adeguati all'evoluzione della situazione e degli interessi. Il prossimo controllo dettagliato della rete degli addetti alla difesa sarà effettuato nel corso del 2017.</p><p>2. La rete degli addetti di polizia ricalca le esigenze operative attuali delle autorità federali e cantonali di perseguimento penale. Essa viene regolarmente valutata e adeguata alla situazione. Gli adeguamenti sono effettuati tenendo conto delle risorse disponibili. L'invio di un addetto di polizia specializzato nella lotta contro la cybercriminalità presso il centro di competenza internazionale Interpol Global Complex for Innovation di Singapore potrebbe costituire una misura ragionevole che è già stata presa in considerazione. Alla luce dell'attuale situazione a livello di risorse, questa misura non è tuttavia stata considerata prioritaria.</p><p>3. Oggi la Svizzera conta otto Immigration Liaison Officers (ILO) che permettono di coprire le regioni di provenienza dei flussi di richiedenti l'asilo e dell'immigrazione irregolare maggiormente rilevanti per la Svizzera. Il DFGP e il DFAE controllano regolarmente l'adeguatezza delle sedi geografiche degli ILO e le adattano a seconda del fabbisogno. Per tenere conto della particolare importanza dell'immigrazione proveniente dal Vicino e dal Medio Oriente, dal Corno d'Africa e dall'Africa del Nord, nel 2013 sono stati istituiti, in un primo tempo a titolo provvisorio, posti supplementari a Beirut, Khartum e Rabat. A seguito di una valutazione interna, nel 2016 si è deciso di trasferire in modo permanente i posti di Beirut e Khartum nel piano ordinario dei posti in organico della Segreteria di Stato della migrazione e di rinunciare al posto di Rabat a partire dal mese di marzo del 2017.</p><p>4. Numerosi collaboratori del servizio diplomatico possiedono una solida esperienza in materia di politica di sicurezza, acquisita presso la centrale di Berna o in determinati posti all'estero. Il DFAE ne tiene conto nella riattribuzione delle funzioni incentrate sulla politica di sicurezza. Inoltre bada a rafforzare le competenze in materia di politica di sicurezza affinché i giovani diplomatici possano occupare posti in questo ambito e raccogliere esperienze. In questo contesto rivestono importanza gli scambi tematici e legati a regioni specifiche tra collaboratori del servizio diplomatico e esperti di politica di sicurezza del DDPS. Inoltre, se necessario, nel bando per il concorso di ammissione alla carriera diplomatica si fa riferimento a profili specifici, come ad esempio approfondite conoscenze in materia di politica di sicurezza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.