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C’è chi si chiude nel cerchio delle conoscenze ufficiali attuali, come per esempio nell’ opinione che la velocità della luce (300’000 km/sec.) non sia superabile, e c’è chi indaga su fatti, che nella loro analisi finale mettono in discussione ciò che possono sembrare dei capisaldi delle nostre conoscenze scientifiche. Nella ricerca ufologia, la realtà supera spesso la nostra più fervida immaginazione, lasciandoci intendere, che ciò che è “reale” nel nostro sistema tridimensionale e nel nostro spazio-tempo, non costituisce necessariamente un fatto assoluto e che nell’evoluzione scientifica le nostre conoscenze possono essere modificate da fatti realmente accaduti.
PRIMA SETTIMANA DI LUGLIO 1947, ROSWELL NEW MEXICO….CADDERO SULLA TERRA!
L’incidente e l’inizio degli avvenimenti (Coinvolti ca. 300 testimoni)
La vicenda ebbe inizio nella prima settimana di luglio del 1947 a Roswell, un’isolata località del Nuovo Messico, quando il proprietario di un ranch, W. W. Mac Brazel, rinvenne degli strani resti metallici, leggeri e simili a balsa, sparsi su tutta la sua proprietà in zona “Corona”, dopo aver udito una forte esplosione. Per questo motivo contattò lo sceriffo di Roswell, George Wilcox. Egli li giudicò “molto strani” e li portò a far analizzare alla base militare di Roswell. Il maggiore Jesse Marcel ed il suo gruppo, operativi nella base militare di Roswell, giudicarono i rottami “non appartenenti ad un missile o ad un aerostato, ma forse appartenenti ad un’astronave”.
Durante una settimana, Brazel fu “invitato” dall’aeronautica militare statunitense a dire tutto ciò che aveva visto nel ranch, ma quando fu rilasciato, negò tutto ciò che aveva precedentemente affermato. Era stato pagato.
Roswell divenne oggetto dell’attenzione per una decina di giorni da parte dell’Aeronautica militare americana e del 509esimo Bomb Group, equipaggiato con testate atomiche, che lì era di stanza.
Il deserto circostante alla città fu recintato e tenuto sotto sorveglianza. Dopo lunghe “ricerche”, l’aeronautica militare riferì che il misterioso oggetto caduto a Roswell era un “pallone sonda” e svolgeva rilevamenti sulla situazione meteorologica, ma il quotidiano “Roswell Daily Record” aveva annunciato l’8 luglio 1947 in prima pagina la cattura di un disco volante. L’avvenimento trovò spazio in altri giornali locali, per filtrare successivamente in quelli nazionali, dando inizio ad un vero e proprio fenomeno mediatico.
Lo stesso 8 luglio, l’Aeronautica militare americana annunciò alle radio ed ai giornali, che il misterioso incidente era stato causato da un “flying saucer”, in seguito giunse a Roswell l’FBI, iniziando tardivamente l’operazione di “cover-up” (insabbiamento delle prove).
I dibattiti all’interno dell’aeronautica militare durarono alcuni giorni. Infine, i soldati di Roswell mostrarono i rottami di un aerostato, che sarebbe stato impiegato per il programma di ricerca Mogul, un sistema di sorveglianza teso a controllare attività sovietiche in campo nucleare, ma il loro atteggiamento non fu convincente per la popolazione locale. L’incidente misterioso coinvolse ca. 300 testimoni.
I coniugi Wilmot affermarono per esempio, che già un mese prima dell’incidente avevano visto un oggetto lampeggiante lungo la strada per Roswell. La coppia riferì di essere scesa dalla macchina e di essere rimasta per circa un minuto ad osservare l’oggetto in cielo, a basse quote. L’oggetto aveva una forma ovale ed emanava una luce intensa, andava molto veloce, ma non emetteva alcun rumore e non aveva nulla in comune con un pallone sonda.
Le prime smentite
La versione del ritrovamento di un disco volante fu negata poco dopo l’incidente dagli alti gradi dell’esercito. In particolare dal Generale Roger M. Ramey, che dichiarò ufficialmente che quei rottami appartenevano al pallone di alta quota Rawin, sonda usata per ricerche meteorologiche. Il maggiore Jesse Marcel venne fotografato con dei rottami di un vero pallone in mano. In seguito alla smentita ufficiale del governo, le persone del luogo, che si erano dichiarate testimoni dei fatti, smisero di parlarne. L’esercito, concorde con il governo, sostenne che si trattava di semplici illazioni e le autorità civili si adeguarono a questa versione dei fatti. La notizia della caduta di un UFO fu in seguito smentita anche dalla stampa.
L’allora tenente Walter Haut, che aveva l’incarico di curare le pubbliche relazioni della base militare di Roswell e fu responsabile del famoso comunicato stampa dell’8 luglio del 1947, rilasciò una sua dichiarazione firmata e sigillata da aprirsi solo dopo la sua morte (avvenuta il 15 dicembre 2005). In essa egli dichiarò in sostanza che la prima versione pubblicata nel comunicato stampa in questione era esattamente veritiera circa i fatti: “Sono convinto che quello che io personalmente osservai erano i resti di un tipo di velivolo sconosciuto ed il suo equipaggio proveniente da un altro spazio”.
Il messaggio del Generale Ramey – Cosa accadde realmente
Non facilmente notabile, in una delle foto del 1947 e tenuto stretto nella mano sinistra del Generale Ramey, c’è un foglio di carta. Probabilmente senza volerlo, il Generale Ramey aveva il lato scritto del foglio rivolto verso la telecamera, permettendo al testo dello stesso di essere fotografato. Una volta ingrandito ed analizzato, rivela una interessante cronaca dei fatti, differente da quella proposta ufficialmente da Ramey.
Il messaggio risulta essere un telegramma spedito dal Generale Ramey al Pentagono e al Generale Hoyt Vandenberg, il Capo di Stato Maggiore dell’Army Air Force all’epoca. Ramey sta fornendo a Vandenberg un aggiornamento della mutevole situazione a Roswell. Il primo paragrafo descrive cosa è stato rinvenuto. Ramey inizia riconoscendo che “That a disk is next new find” (che un disco è stato scoperto). Dopo aggiunge che “The victims of the wreck” (le vittime del disastro) e qualcos’altro, probabilmente solo “A wreck” (un disastro), sono inoltre stati ritrovati vicino la “Operation at the ranch” (la fattoria in cui si sono svolte le operazioni di recupero).
Alla fine del testo afferma che “You” (tu, riferito a Vandenberg) hai ordinato che le vittime e/o i rottami fossero “Forwarded” (trasferiti) a “Fort Worth, Tex.” (Forth Worth, nel Texas). Nel secondo paragrafo, Ramey descrive come stessero trattando il caso. Ramey prima afferma che qualcosa “In the disc” (nel disco), probabilmente i corpi delle vittime trasferite, forse definiti “Aviators” (aviatori, ma il termine è poco comprensibile), sarebbero stati trasportati attraverso un B-29-ST o un C-47 alla “A1” (personale amministrativo) di qualche divisione della “8th Army****” (gli asterischi corrispondono a lettere quasi incomprensibili), e dati all’ufficiale medico a Fort Worth, Wright Field/Wright Patterson, nell’Ohio, sede dei laboratori aeronautici dell’Army Air Force, dove valutare l’oggetto e le sue vittime precipitati a Roswell.
Ramey descrive inoltre come stessero trattando la faccenda con il pubblico e come avessero intenzione di nasconderla. Per prima cosa, egli assicura a Vandenberg che il precedente comunicato stampa “altamente minatorio” di Roswell, cui ci si riferisce con i termini “Misstate meaning of story” (falsificazione dei fatti) era opera di una squadra di controspionaggio dell’esercito, il “CIC/TEAM”, ma che “Next sent out PR” (il successivo comunicato stampa) sarebbe stato “Of weather balloons” (riguarderebbe dei palloni meteorologici). Ramey conclude affermando che la storia del pallone meteorologico sarebbe stata più credibile, se avessero tenuto anche una dimostrazione pratica del funzionamento di un pallone meteorologico dotato di obiettivo radar. Apparentemente questo è stato l’impeto che ha dato il via alla campagna nazionale di insabbiamento dell’informazione (cover-up), usando gli stratagemmi che seguirono nei giorni successivi.
La parola più importante dell’intero messaggio è di gran lunga “Victims” (vittime), presente nella terza riga, ovvero una parte della frase “The victims of the wreck” (le vittime del disastro). Se ci furono delle “Victims” (vittime), allora non ci potè essere alcuna caduta di un pallone del progetto Mogul. Come il rapporto dell’Air Force di Roswell stesso ha sottolineato, usando il perfetto inganno, il ritrovamento dei corpi non poteva corrispondere al vero, poiché l’incidente riguardava un pallone del progetto Mogul, che “non presenta viaggiatori alieni al suo interno”. Ovviamente la segnalazione di “Victims” (vittime) nel 1947 confuta l’assurda teoria dei manichini da test. Altre parole e frasi facilmente riconoscibili sono “Disc” (disco) e “In the disc” (nel disco), nella quinta riga. Ramey sta chiaramente descrivendo l’oggetto caduto come un “Disc” (disco), non come un “Weather balloon” (pallone meteorologico), un “Mogul” (pallone del progetto Mogul) o un “Radar target” (obiettivo radar), un “RAWIN” (gergo tecnico per descrivere un obiettivo radar).
Il colonnello americano Philip J. Corso
Nel 1947, mentre accaddero i summenzionati fatti a Roswell, il colonnello americano Philip J. Corso si trovava in Europa. Venne richiamato due mesi dopo questi avvenimenti dai suoi superiori negli Stati Uniti, precisamente a Fort Riley nel Kansas.
Egli sostiene di aver visto nella base militare a Fort Riley delle piccole bare, contenenti dei corpi di creature decedute e di aver chiesto ad un suo collega militare, da dove provenissero. Questo gli rispose che erano stati recuperati nel deserto attorno alla base militare di Roswell, nella zona di “Corona”.
Incuriosito, Corso apri una delle bare e vide con stupore una piccola creatura esanime, alta ca. 1.20 m, dal corpo esile, con lunghe braccia e gambe, con una testa sproporzionatamente grande rispetto al resto del corpo, due gradi occhi a mandorla socchiusi e piccole mani a quattro dita.
I corpi erano stati denominati dai militari EBE, entità biologiche extraterrestri, ed erano destinati alla base militare Wright Patterson. Corso non si seppe spiegare, chi fossero le strane creature. Solo 14 anni dopo iniziò a rendersi conto, di ciò che aveva visto.
Nel 1961 il colonnello Corso ricevette l’incarico di dirigere l’Ufficio Tecnologie Straniere del Dipartimento Ricerche s Sviluppo delle forze armate americane. Il suo diretto superiore era il Generale Trudeau, che gli chiese di utilizzare i programmi di ricerca e sviluppo delle forze armate americane per far affluire le scoperte della “tecnologia Roswell” nei principali programmi di sviluppo industriale mediante contratti d’appalto nel campo della difesa, tra cui figuravano in primis quelli della ditta Bell.
Oggi diamo quasi per scontati i laser, le reti a fibre ottiche, le fibre superresistenti Kevlar, i dispositivi a fasci di particelle accelerate. Ma le loro matrici furono scoperte all’interno dello scafo alieno precipitato a Roswell nel 1947 e le informazioni che le riguardavano Corso le trovò nei fascicoli custoditi nel suo ufficio 14 anni dopo.
Lo strano essere che Corso aveva visto a Fort Riley era dunque uno degli esseri che pilotavano la macchina aliena, deceduto durante l’incidente. Da notare che nella base militare USA di Roswell venivano condotte delle sperimentazioni nucleari , cosa che non esclude la causa di una possibile avaria del disco volante.
Corso ha visto molte cose durante il suo periodo d’incarico, ce ne riferì in un’intervista fattagli anni fa durante un Simposio Mondiale sull’Ufologia a San Marino, tra cui un rapporto autoptico riguardante una delle creature sottoposte ad autopsia.
Vi si legge: presenza di 4 lobi cerebrali, nessuna predisposizione biologica per l’ingerenza di cibo, assenza di organi sessuali, assenza di corde vocali. Forse si trattava di robot biologici o di cloni, comunque di esseri fondamentalmente diversi da noi.
Interessante l’assenza di corde vocali. Nelle ricerche riferite agli Incontri Ravvicinati del 4° Tipo (Abductions) viene descritta ripetutamente da parte dei contattati la presenza di creature piccole, macrocefale, dalla pelle grigiastra, comunemente denominati “i Grigi”. Costoro non parlerebbero a voce con noi umani, ma telepaticamente, facendo percepire ai rapiti a livello interiore e mentale le loro intenzioni.
In conclusione … il caso Santilli
Nel 1991, un produttore londinese, Ray Santilli, affermò di essere entrato in possesso di alcune bobine di pellicola cinematografica, che ritraevano uno degli alieni precipitati a Roswell nel 1947.
Il produttore dichiarò che mentre cercava dei video musicali del famoso cantante Elvis Presley, un ex-cineoperatore statunitense, Jack Barnett (pseudonimo), gli aveva venduto delle pellicole che mostravano l’autopsia da parte di due medici ad un ipotetico extraterrestre.
Le riprese, in bianco e nero, sono senza sonoro e presentano vari tagli. Nel 1994 il filmato arriva in Italia, mandato in onda nel programma televisivo Rai Misteri, condotto da Lorenza Foschini. .
Le sequenze fecero molto scalpore ma, a seguito di numerosi studi condotti sui fotogrammi e sulla location del presunto laboratorio, gli esperti hanno classificato il filmato come falso. Telefoni, prese elettriche ed altri dettagli che vengono inquadrati nelle riprese, risultano infatti anacronistici rispetto al 1947. In sintesi si può sostenere, che Santilli ha prodotto un falso su fatti realmente accaduti.
Dopo il caso Roswell, gli USA iniziarono a smentire duramente gli avvenimenti di matrice extraterrestre, fomentando e finanziando un “cover-up” spietato con estensioni a livello internazionale. Il nostro obiettivo principale è quello di cercare la verità dei fatti.