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Il «fenomeno» Amy Coney Barrett
Nuova giudice suprema USA: «l’aborto è sempre immorale»
La questione delle nomine alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America è importante quanto chi occuperà la Casa Bianca. Il 26 ottobre 2020, Amy Coney Barrett ha prestato giuramento come nuovo giudice della Corte Suprema. Il suo curriculum già ora fa di lei un «fenomeno». E poi da parte sua, a differenza della giudice defunta Ruth Bader Ginsburg che l’ha preceduta, non ci sono da temere decisioni che parlino di un presunto «diritto» all’aborto, anzi!
Le nomine alla Corte Suprema degli Stati Uniti sono di particolare importanza poiché sono a vita. Amy Coney Barrett ha solo 48 anni. In circostanze normali eserciterà la sua influenza sulla giurisprudenza del gremio di nove membri per decenni.
Madre di sette figli e giurista brillante
È «abituata a fare parte di un gruppo di nove persone», ha scherzato Amy Coney Barrett in occasione della sua nomina, alludendo alla sua numerosa famiglia: insieme a suo marito, infatti, cresce cinque figli naturali e due figli adottivi di età compresa tra gli 8 e i 19 anni (vedi riquadro in basso della pagina: «Ha una tata?!»). Il più giovane è affetto da sindrome di Down. È la prima volta in assoluto che alla Corte Suprema degli Stati Uniti viene eletta una madre con bambini in età scolare!
In merito occorre osservare che le qualifiche professionali e l’intelligenza brillante di Amy Coney Barrett non sono state messe in dubbio nemmeno dalla «sinistra». La sua carriera è stata una rapida ascesa: sempre la prima della classe, sempre la migliore studentessa, a 26 anni assistente del giudice della Corte Suprema Antonin Scalia, professoressa già a 30 anni, più volte votata dagli studenti «docente più popolare», dal 2017 giudice federale per tre Stati USA… E ora l’elezione alla Corte Suprema!
Sottoporre «Roe v. Wade» a revisione!
Amy Coney Barrett è un fenomeno – ed è considerata conservatrice. Con lei ora vi è una maggioranza di 6 giudici conservatori contro 3 «liberali» nella Corte Suprema degli Stati Uniti. Regolarmente il tribunale giudica controversie di grande portata per la società nel suo insieme. La sentenza del gennaio 1973 nel caso «Roe contro Wade» era una di queste: essa sancì infatti la legalizzazione, di principio, dell’aborto in tutti gli Stati dell’Unione.
Amy Coney Barrett definì «sempre immorale» l’aborto già nel 1998 e non ha mai preso le distanze da questa sua affermazione. Come giudice federale, si è espressa a favore di maggiori restrizioni nell’accesso all’aborto in due casi concreti. Ora, nel settembre 2020, ha dichiarato di non considerare «Roe v. Wade» un precedente «inattaccabile». – Ciò aumenta le possibilità che la legalizzazione dell’aborto venga effettivamente sottoposta a revisione dalla più alta corte americana anche se ad ora è difficile prevedere quando. In ogni caso, questa nomina accende certamente, negli Stati Uniti e altrove, le speranze per la protezione della vita!
Ha una tata?!
Educazione dei figli
Giurista a tempo pieno e madre di sette figli: come ci riesce Amy Coney Barrett? Ha una tata?! – a quanto pare, da più di 16 anni è una zia di suo marito a prendersi regolarmente cura dei bambini. E Amy e suo marito, anch’egli attivo professionalmente come avvocato, si dividono il compito di crescere i figli. È ben consapevole, dice, che non potrebbe fare quello che fa se lei e suo marito non avessero un lavoro ben pagato. E recentemente aveva detto pubblicamente: «I nostri figli sono la mia gioia più grande, anche se accorciano notevolmente il mio sonno».