Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/187047

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 18 al 23 marzo 2018 si svolgerà a Brasilia il Forum mondiale dell'acqua, strettamente legato, come il World Water Council che lo organizza, a grandi gruppi industriali che si adoperano per la commercializzazione e la privatizzazione dell'acqua. Sarà rappresentato anche il Water Resources Group (WRG), istituito dall'IFC della Banca mondiale, dal Forum economico mondiale (WEF) e da una serie di multinazionali allo scopo di influire sulle decisioni politiche in qualità di "piattaforma della società civile composta di esperti nel settore pubblico e privato" e di promuovere la privatizzazione dell'acqua mediante un partenariato pubblico-privato (PPP). La Svizzera, con circa 7,4 milioni di franchi in contributi della DSC (2012-2017), fornisce un contributo sostanziale al WRG. In nostro Paese è inoltre rappresentato nel consiglio amministrativo del WRG dal direttore della DSC Sager; il presidente della WRG è l'ex CEO di Nestlé e presidente del consiglio amministrativo Bulcke.</p><p>Nell'attuale congiuntura politica lo svolgimento del Forum mondiale dell'acqua in Brasile assume una rilevanza di scottante attualità. Il governo di Michel Temer, al potere in seguito alla destituzione della presidente Rousseff, e contro il quale sono state mosse ripetutamente fondate accuse di corruzione, spinge a favore delle privatizzazioni. Al giorno d'oggi il diritto umano all'acqua, invece di essere attuato, è sempre più messo in discussione. </p><p>1. La Svizzera partecipa al Forum mondiale dell'acqua? </p><p>2. In occasione del Forum mondiale dell'acqua quale modello di approvvigionamento idrico sarà sostenuto dalla Svizzera? Il modello di approvvigionamento idrico come servizio pubblico, quale esiste in Svizzera, oppure la privatizzazione dell'acqua mediante PPP, come auspicato dai gruppi industriali? </p><p>3. Nel settore dell'approvvigionamento di acqua potabile la DSC promuove esclusivamente PPP - tra l'altro anche finanziando il WRG - o sostiene anche partenariati pubblico-pubblico tra gli enti pubblici di approvvigionamento idrico della Svizzera e quelli del Sud del mondo, in modo da condividere il nostro know-how nell'ambito del buon funzionamento dell'approvvigionamento idrico pubblico?</p><p>4. Per quale motivo la DSC promuove progetti attraverso i quali i grandi gruppi come Nestlé possono generare profitti miliardari grazie all'acqua potabile? Non sarebbe più opportuno investire in progetti che migliorano l'approvvigionamento di acqua potabile all'interno del servizio pubblico garantendone così l'accesso a tutti?</p><p>5. La Svizzera partecipa anche alla manifestazione concomitante al Forum mondiale dell'acqua dei grandi gruppi industriali, vale a dire al Forum dell'acqua alternativo, in occasione del quale il diritto umano all'acqua è centrale?</p><p>6. La Svizzera si adopererà in futuro per il "diritto umano all'acqua potabile"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Forum mondiale dell'acqua, che offre ai decisori del mondo politico ed economico uno spazio per discutere e ascoltare interventi di esperti, rappresenta per la Svizzera una delle rare possibilità di far conoscere i propri modelli di gestione dell'acqua anche al di fuori del contesto dell'ONU. Il nostro Paese ha preso parte sia a questo forum sia a quello alternativo, e ha potuto così presentare, sulla base della propria strategia idrica, i risultati del suo impegno nei Paesi in sviluppo: l'aumento delle risorse di personale, finanziarie e tecnologiche e il chiaro riconoscimento del diritto umano all'acqua e a servizi igienici in prospettiva dell'attuazione dell'Agenda 2030 (OSS 6). Una particolare attenzione è stata accordata all'approvvigionamento di scuole e strutture sanitarie nonché ai diritti delle bambine e delle donne nei Paesi più poveri del mondo.</p><p>Per mezzo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, la Svizzera si adopera per realizzare cambiamenti strutturali. Nello specifico, si tratta di avviare progetti di riforma che assicurino rapidamente un maggior rispetto dei diritti umani, garantendo a tutti l'accesso a servizi gratuiti. La scelta del modello di attuazione più adatto per le esigenze specifiche (pubblico-privato o solo pubblico) spetta ai Paesi partner. La Svizzera sostiene gli sforzi degli altri Stati condividendo il proprio know-how nel campo del buongoverno nel settore idrico. S'impegna inoltre a livello multilaterale, in particolare nel quadro delle risoluzioni del Consiglio dei diritti umani e della Terza Commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il nostro Paese ha svolto un ruolo importante nel far sì che l'accesso all'acqua e a servizi igienici fosse riconosciuto come un diritto umano. Nell'ambito delle trattative per definire gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile (Agenda 2030), la Svizzera è intervenuta con decisione affinché venisse stabilito un obiettivo specifico relativo all'accesso all'acqua e a strutture igienico-sanitarie.</p><p>La DSC intrattiene un dialogo regolare e aperto con le aziende svizzere operanti nel settore idrico, impegnandosi in particolare a sensibilizzarle al rispetto di norme ambientali e sociali. Non porta invece avanti partenariati pubblico-privati in senso stretto nell'ambito dell'accesso all'acqua e a servizi sanitari. La DSC cerca di spingere i grandi gruppi come Nestlé a ridurre il consumo di acqua (impronta idrica). Il nostro Paese collabora altresì con piccole e medie imprese svizzere che sviluppano tecnologie innovative in materia di acqua potabile. Nel quadro di questi progetti, la DSC si limita al trasferimento di conoscenze. I risultati vanno a vantaggio della collettività nei Paesi partner.</p><p>Durante il forum, in particolare presso lo stand svizzero, è stata inoltre ribadita chiaramente l'importanza del ruolo delle autorità locali. Il modello svizzero, che prevede l'approvvigionamento idrico pubblico (gestione comune o locale dell'acqua), viene considerato a livello internazionale come esemplare per quanto riguarda la qualità, l'efficienza e il controllo democratico. Quasi tutti i progetti della DSC in campo idrico in Africa, America latina e Asia prediligono questo modello di gestione. Ma la DSC sostiene anche - con esito positivo - partenariati pubblico-pubblico, come il progetto "Solidarit'eau" tra il Comune di Losanna e quello di Nouakchott.</p>  Risposta del Consiglio federale.