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Missione compiuta per la Svizzera che seppur non convincendo appieno (anzi), ha pareggiato 2-2 con la Costa Rica e per la terza volta nelle ultime quattro edizioni si è qualificata per gli ottavi di finale dei Mondiali. Contro la Svezia (vincitrice del girone F) martedì alle 16 a San Pietroburgo però servirà tutta un'altra prestazione per sperare di raggiungere per la prima volta dal 1954 i quarti, in una partita che la squadra di Vladimir Petkovic affronterà senza mezza difesa titolare, visto che sia capitan Stephan Lichtsteiner, sia Fabian Schär erano diffidati e hanno rimediato un cartellino giallo nella partita di Nizhny Novgorod.
Pronti via e i primi dieci minuti sono tutti della Costa Rica, che non si ritrova subito in vantaggio solo per i miracoli di Yann Sommer e per un pizzico di sfortuna: dapprima il portiere del Borussia Mönchengladbach vola sul sinistro dalla distanza di Joel Campbell e pochi secondi dopo compie una delle parate fin qui più belle del Mondiale intercettando con un guizzo felino (e con l'aiuto del palo) il colpo di testa di Celso Borges. E quando il numero uno rossocrociato non riesce (non può, sulla conclusione di Colindres al 10') ad arrivarci, è la traversa a salvarlo. E la Svizzera? Poco o nulla (più nulla), sino alla fiammata alla mezz'ora che contro l'andamento del gioco sblocca la partita: cross dalla destra di Lichtsteiner, sponda di testa di Embolo e bordata di collo pieno di Dzemaili che non lascia scampo a Keylor Navas.
La ripresa inizia un po' com'erano finiti i primi 45 minuti, ossia ritmo piuttosto basso e possesso palla alternato piuttosto sterile delle due squadre. Anche in questo caso è quindi un'azione estemporanea a rompere la monotonia, con Kendall Waston che al 59' si libera della marcatura di Akanji e di testa insacca il pallone calciato dall'angolo da Campbell. Poi più nulla (di nuovo), fino al 77' e all'incornata del neo-entrato Drmic (ha preso il posto di un Mario Gavranovic che non è riuscito a lasciare il segno) stampatasi sull'incrocio dei pali. È la miccia che incendia gli ultimi minuti di partita, in cui lo stesso attaccante del Mönchengladbach fa 2-1 prima del nuovo e definitivo pareggio trovato su rigore da Bryan Ruiz con la sfortunata deviazione di Sommer, comunque il migliore dei suoi.