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Attualità
Covid 19 e Parkinson
La malattia di Parkinson e i trattamenti in uso attualmente non accrescono il rischio di contrarre il Covid-19. Intervista con Karin Paus.
Signora Paus, le persone con Parkinson rientrano nel gruppo a rischio?
La malattia di Parkinson e i trattamenti in uso attualmente non accrescono il rischio di contrarre il Covid-19 o di sviluppare una forma grave della patologia, poiché non influiscono sul sistema immunitario, cosa che accade invece nel caso delle malat¬tie croniche infiammatorie e delle terapie immunosoppressive.
Viceversa, rientrano nel gruppo a rischio tutti gli ultrasessantenni contemporaneamente affetti da un’altra condizione che influisce sul sistema immunitario (iperten¬sione, patologie cardiocircolatorie, diabete, malattie delle vie respiratorie, cancro, obe¬sità, ecc.), e di conseguenza sono più esposti al rischio di contagio.
I sintomi del Parkinson si aggravano in caso di contagio da Covid-19?
Sì. Tuttavia questo vale anche per altre infezioni (influenza stagionale, infezione delle vie urinarie, infiammazione della radice dentale, ecc.): tutte causano un peggioramento dei sintomi parkinsoniani, e ciò anche per un po’ di tempo dopo che l’infe¬zione è passata.
Cosa si può fare per proteggersi dal coronavirus?
Per tutti valgono le misure di protezione emanate dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP): lavare e disinfettare le mani, tenere la distanza di sicurezza, indossare la mascherina.
Si consiglia ai parkinsoniani che presentano sintomi riconducibili al Covid-19 (febbre, tosse secca, dolori muscolari, perdita del gusto, disturbi respiratori) di rivolgersi al medico curante, il quale – a dipendenza della gravità dei disturbi – li informerà in merito alla procedura da seguire.
Intervista: Dr. phil. Eva Robmann (settembre 2020). Karin Paus risponde la Helpline «soins infirmiers» (in francese).