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La Svizzera deve dotarsi di una strategia per sostenere chi intende fare ritorno nel mondo del lavoro. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati adottando un postulato in questo senso di Konrad Graber (PPD/LU). Accolta anche la proposta Paul Rechsteiner (PS/SG) di organizzare una conferenza nazionale sui lavoratori più anziani.
Nei prossimi anni la Svizzera sarà confrontata con una carenza di manodopera. Secondo Graber, la situazione rischia di aggravarsi con l'applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. In questo contesto, ha aggiunto, è indispensabile promuovere il reinserimento professionale delle donne altamente qualificate dopo una pausa dedicata ai figli.
Anita Fetz (PS/BS) ha lanciato un appello alle imprese affinché offrano impieghi a tempo parziale per evitare che alcune donne abbandonino completamente il mondo del lavoro. Joachim Eder (PLR/ZG) si è da parte sua detto preoccupato dalla penuria di manodopera nel settore delle cure. Solo Werner Hösli (UDC/GL) si è opposto a questo postulato, criticando la tendenza a un'eccessiva regolamentazione.
Per il Consiglio federale il reinserimento professionale delle donne è essenziale, ha assicurato il ministro Johann Schneider-Ammann. A suo avviso il mondo economico ha compreso, ancor più dopo il voto del 9 febbraio, quanto sia importante promuovere la manodopera indigena.
La Camera dei cantoni ha pure approvato, con 35 voti contro 6, un postulato di Paul Rechsteiner (PS/SG) che incarica la Confederazione di organizzare, in collaborazione con i partner sociali, una conferenza nazionale sui lavoratori anziani.
Inizialmente contrario, Schneider-Ammann ha finito per sostenere la proposta, mettendo in guardia tuttavia dall'eccessivo entusiasmo coloro che credono che una conferenza di questo tipo possa risolvere tutti i problemi.