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BERNA - Il presidente del PPD Gerhard Pfister ritiene che l'Ue non farà ulteriori concessioni alla Svizzera nell'ambito dell'accordo quadro istituzionale. «Dobbiamo semplicemente essere coscienti che se non sosterremo l'accordo ne pagheremo le conseguenze», avverte il 56enne.
«Ma se la Svizzera vuole restare indipendente, dovrà stringere i denti», spiega Pfister in un'intervista pubblicata oggi sul "Blick". «È comunque meglio rispetto a firmare di fretta un accordo quadro all'inizio dell'anno che non ha alcuna chance in termini di politica interna», aggiunge.
Già due settimane fa il presidente del PPD non aveva nascosto le sue perplessità in merito a questo accordo istituzionale, sottoposto in consultazione dal Consiglio federale. «Non esiste un'argomentazione forte a favore di un accordo quadro. Non vedo cosa ci possa essere nell'interesse della Svizzera».
Pfister critica inoltre alcune mosse dell'Unione europea, ad esempio l'equivalenza provvisoria per la borsa svizzera, giudicate «un enorme errore». Secondo il 56enne di Zugo, la popolazione elvetica accetta ancora meno l'idea europea quando sente di essere trattata in questo modo.
A capo del PPD fino al 2023 - Il presidente PPD intende rimanere a capo del partito ancora per qualche anno. «Posso ben immaginarmi di condurre il partito alle elezioni federali del 2023», aggiunge. Pfister ha poi fatto riferimento all'ex presidente UDC Toni Brunner: «Anche se ha trascorso metà della sua vita a Berna, è rimasto credibile fino alla fine». Il consigliere nazionale sangallese ha annunciato di voler lasciare la scena politica entro la fine dell'anno.