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Lo scioglimento della banca privata BSI, per aver "violato gravemente le disposizioni legali in materia di riciclaggio di denaro", annunciato ieri, è di gran lunga l'azione più radicale attuata finora dall'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA). Questa ha anche deciso di confiscare 95 milioni di franchi dello storico istituto ticinese e di avviare procedimenti di esecuzione contro due ex dirigenti della BSI.
La FINMA attualmente sta investigando anche su altre sei banche in relazione ad accuse di riciclaggio di denaro.
L'anno scorso, l'organo di vigilanza ha indagato su 29 istituti finanziari sospettati di violazioni delle norme antiriciclaggio di denaro. Ma alla fine ha ordinato loro di risolvere i problemi internamente, invece di optare per un procedimento di esecuzione.
La FINMA fornisce raramente dettagli sulle sue azioni di esecuzione, il più delle volte non dà nomi e cognomi dei colpevoli. Ma di fronte a critiche secondo cui non sta facendo abbastanza per mettere all'ordine le banche che sgarrano, la FINMA ha scelto di indicare il numero di sanzioni che ha imposto.
- Negli "ultimi anni" ha punito 16 banche e un certo numero di individui, secondo il direttore Mark Branson.
- Nel 2015 ha ordinato la liquidazione di società di intermediazione finanziaria nell'ambito di un'inchiesta per corruzione e ha imposto il divieto di esercizio della professione a due dirigenti.
- Qualche anno fa ha emesso misure nei confronti della banca privata HSBC a Ginevra, tra cui un divieto di tre anni di intrattenere rapporti con persone politicamente esposte (PPE) e ha imposto nuovi membri nella direzione di una banca.
- Ha anche messo 14 banche su una "lista rossa" che avevano troppe PPE tra i loro clienti.
Branson ha detto che il recente inasprimento delle norme anti-riciclaggio in Svizzera ha dato FINMA più mezzi per affrontare i problemi. Lo scorso aprile, ha affermato che le sanzioni emesse potrebbero aiutare a prevenire futuri abusi di mercato e ha avvertito che le punizioni potrebbero essere più di semplici multe.
swissinfo.ch