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Il presidente della direzione del colosso industriale elvetico-svedese, Fred Kindle, abbandona le sue funzioni a causa di "inconciliabili divergenze sulla conduzione dell'impresa".
L'annuncio ha sollevato una certa sorpresa, tenendo conto degli ottimi risultati conseguiti l'anno scorso da ABB: il fatturato è cresciuto di un quinto, mentre l'utile è più che raddoppiato rispetto al 2006.
Entrato a far parte di ABB nel settembre del 2004 e nominato nel gennaio 2005 alla carica di presidente della direzione, Fred Kindle ha deciso di lasciare il colosso industriale, nato 20 anni fa dalla fusione tra l'impresa svedese ASEA e l'azienda svizzera BBC Brown Boveri.
In questi ultimi tre anni, Kindle aveva contribuito in misura significativa a rilanciare le attività del gruppo, dopo la crisi attraversata dalla fine degli anni '90. Appena nel dicembre scorso, Kindle era stato nominato "imprenditore dell'anno" dal settimanale economico Handelszeitung.
Sotto la sua conduzione, ABB ha registrato una forte crescita organica ed è ritornata ad essere redditizia, sottolinea il consiglio di amministrazione del gruppo, in un comunicato pubblicato mercoledì.
In attesa di trovare un successore, Kindle sarà sostituito ad interim dall'attuale direttore finanziario Michel Demaré, ha indicato ABB.
Analisti sorpresi
L'annuncio delle dimissioni di Fred Kindle, motivate da ABB in base a "divergenze inconciliabili sulla conduzione dell'impresa", ha sollevato una ridda di speculazioni.
Gli analisti si sono detti sorpresi da questa decisione, anche perché il consiglio di amministrazione ha ribadito gli obiettivi fissati l'anno scorso dal gruppo. Le discordie tra Kindle ed alcuni amministratori dovrebbero riguardare soprattutto la via da imboccare nella crescita.
Da tempo si discute sulla destinazione delle ingenti liquidità dell'ABB. Nel passato Kindle si era mostrato prudente per quanto riguarda i rilevamenti, specialmente se di grande entità. A fine novembre aveva detto di considerare prioritari gli investimenti interni. Come terza priorità, il Ceo aveva menzionato i programmi di acquisto di azioni proprie.
"Avevamo una grande fiducia nella capacità di Kindle di prendere le decisioni giuste in materia di acquisizioni. La sua partenza crea una notevole incertezza", hanno dichiarato gli analisti della società di consulenza finanziaria J.P.Morgan, in una nota ai loro clienti.
Per gli esperti della Citibank, Kindle è stato probabilmente "il Ceo più efficace della storia di ABB".
Ottimi risultati nel 2007
Annunciando le dimissioni del suo manager, ABB ha deciso di anticipare alcune informazioni sui risultati di esercizio del 2007, che saranno comunicati integralmente giovedì.
L'anno scorso, il gruppo elvetico-svedese ha conseguito un fatturato di 29,2 miliardi di dollari (circa 35 miliardi di franchi), segnando una progressione del 20%.
L'utile netto è più che raddoppiato nel 2007, salendo a quota 3,8 miliardi di dollari (4,2 miliardi di franchi), mentre l'utile operativo si è fissato a 4 miliardi di dollari.
Sempre l'anno scorso, il gigante industriale, specializzato nella produzione di tecnologie energetiche e macchinari, ha registrato commesse per un valore di 34,3 miliardi di dollari, contro i 28,4 del 2006.
Obbiettivi strategici immutati
I vertici di ABB hanno sottolineato che, nonostante l'avvicendamento, il gruppo ribadisce gli obiettivi strategici formulati lo scorso mese di settembre. Il fatturato dovrebbe progredire in media fra l'8 e l'11% fino al 2011. In precedenza l'impresa aveva indicato un +5%.
Il margine operativo è atteso tra l'11 e il 16%, mentre l'utile per azione dovrebbe salire dal 15 al 20%. La fascia bassa delle aspettative dovrebbe essere raggiunta anche con un andamento sfavorevole dei mercati, quella alta in caso di situazione economica propizia.
Secondo gli esperti, nelle casse del gruppo tecnologico dovrebbero trovarsi attualmente cinque miliardi di dollari. Il consiglio di amministrazione ha annunciato di voler lanciare un programma di acquisto di azioni proprie fino a concorrenza di 2,2 miliardi di franchi.
Secondo quanto reso noto da ABB, tale operazione permette di conservare la flessibilità finanziaria per la realizzazione degli obiettivi di crescita e, nel contempo, consente ai detentori di titoli di partecipare all'accresciuta redditività e alle forti liquidità.
swissinfo e agenzie
ABB
Nato nel 1988 dalla fusione tra l'azienda svedese Asea e l'impresa svizzera BBC Brown Boveri, il gruppo ABB è uno dei leader mondiali nelle tecnologie energetiche e dell'automazione.
Alla fine degli anni '90, il colosso industriale ha attraversato una crisi profonda, che lo ha portato alla soglia del fallimento nel 2001.
L'anno seguente, ABB ha annunciato la soppressione di 10'000 posti di lavoro nel quadro di un ennesimo programma di ristrutturazione e risparmi.
Nel 2006 il gruppo elvetico-svedese è stato costretto a sborsare 2 miliardi di franchi per indennizzare le vittime dell'amianto negli stabilimenti della sua filiale americana Lummus Global.
L'anno scorso, ABB ha impiegato circa 110'000 persone in un centinaio di paesi.