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A distanza di 4 anni dall’ultima edizione del World Baseball Classic, Giappone e Regno dei Paesi Bassi si confermano tra le migliori 4 squadre del torneo. È questo il responso proveniente dal Tokyo Dome, sede delle partite in Asia del secondo turno del torneo mondiale. Il Giappone, che ha vinto il raggruppamento ed è ancora imbattuto in questa edizione del Classic, se la vedrà contro gli USA, secondi classificati del gruppo di San Diego, mentre il Regno dei Paesi Bassi affronterà Porto Rico. Tutte e 2 le sfide si terranno al Dodger Stadium di Los Angeles.
Le favorite non deludono
Così come successo nel 2013, le 2 squadre qualificate per la fase finale del torneo nel girone asiatico sono il Giappone e il Regno dei Paesi Bassi. La squadra nipponica, trascinata letteralmente dal tifo dei propri sostenitori, ha giocato un World Baseball Classic quasi perfetto, facendosi di fatto sempre trovare pronta in attacco, con ben 5 giocatori titolari sopra a quota .300 come media battuta, in difesa e sul monte di lancio, reparto in cui, se si esclude qualche difficoltà da parte di alcuni partenti, ha sempre risposto presente. Anche nelle partite più complesse, proprio contro il Regno dei Paesi Bassi, match finito 8-6 ai supplementari, o contro Israele, capace di restare sullo 0-0 fino al quinto inning, il Giappone si è affidato alla giocata dei propri fuoriclasse, come ad esempio Matsuda (media battuta di .400 con 7 punti battuti a casa, RBI) o Nakata (.294 di average per 3 home run), per superare l’ostacolo. Il Regno dei Paesi Bassi invece ha avuto qualche problema in parte proprio con i lanciatori, in special modo i partenti, ma ha soppesato queste difficoltà con un attacco impressionante, trascinato da un Balentien in stato di grazia (media battuta di .591 con 3 fuoricampo e 10 RBI) e con una difesa impenetrabile, grazie soprattutto alle giocate degli interni di Grande Lega Bogaerts, Simmons e Schoop.
La sorpresa
Dopo aver vinto il girone di Seul in occasione della prima fase e aver sorpreso l’intero panorama del baseball mondiale, Israele ha continuato il proprio cammino perfetto anche nel match inaugurale del gruppo, sconfiggendo Cuba, ma si è poi dovuta inchinare di fronte a 2 super squadre come il Regno dei Paesi Bassi e il Giappone. Nel primo caso, gli Orange si sono imposti con un netto 12-2 in 8 inning, in un incontro praticamente senza storia, mentre nel secondo i nipponici sono riusciti a sbloccare il risultato soltanto nelle ultime riprese di gioco, dopo il grande equilibrio vissuto all’inizio. Trascinato dall’esperienza di giocatori con un passato importante in Major League come il lanciatore Jason Marquis (0.93 di media punti guadagnati in 9.2 riprese lanciate) e i battitori Ike Davis (media battuta di .471 e 3 punti battuti a casa) e Ryan Lavarnway (.444 di average con un fuoricampo e 6 RBI), Israele, grazie all’intelligente guida tattica del manager Weinstein, ha prodotto un bel baseball, capace di conquistare sia i tifosi che gli addetti ai lavori. L’importante traguardo raggiunto dalla nazionale, come testimoniato anche dai complimenti ricevuti dal primo ministro Netanyahu, permetterà alla federazione locale di investire ancora per la crescita del gioco, facendo così aumentare il numero dei praticanti, che al momento si attesta sul migliaio di persone.
Si sente l’assenza dei giocatori in America
Si è fermato al secondo turno il World Baseball Classic di Cuba che, dopo aver chiuso al secondo posto la prima fase, superando l’Australia nel match da dentro o fuori per la qualificazione, non ha ottenuto nessuna vittoria contro Israele, Giappone e Regno dei Paesi Bassi. Proprio contro la selezione Orange è arrivata una netta sconfitta per 14-1 in 7 inning, risultato che ha gettato più ombre che luci sulla spedizione in terra asiatica. A Cuba, che ha comunque avuto buone cose da Despaigne (media battuta di .474 con 3 fuoricampo e 6 RBI) è mancato inevitabilmente il contributo dei circa 35 giocatori che militano in squadre di club negli USA e che non possono essere convocati della loro nazionale. Nei giorni prima dell’inizio del torneo, si era sparsa la voce di una possibile apertura da parte del governo centrale alla loro convocazione. Probabile che, dopo il risultato deludente di questa edizione del Classic, qualcosa possa davvero cambiare in vista del 2021.
In semifinale
Martedì 21 marzo, alle ore 2 di notte italiana, Porto Rico affronterà il Regno dei Paesi Bassi, mentre mercoledì 22 marzo, sempre alle ore 2 di notte italiane, il Giappone sfiderà gli USA in un Dodger Stadium che si preannuncia particolarmente caldo.
di Daniele Mattioli