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OSAKA - La città di Osaka ha rotto il gemellaggio con San Francisco, siglato nel 1957, per un monumento che rappresenta le donne asiatiche (cinesi, coreane e filippine) costrette a lavorare come schiave sessuali per i soldati giapponesi dal 1931 alla fine della Seconda guerra mondiale. La statua delle "donne di conforto" (come erano chiamate eufemisticamente, ndr) distrugge la relazione di fiducia tra le due città, ha spiegato il sindaco di Osaka.
Il primo cittadino della città giapponese ritiene che l'iscrizione presenti come fatti storici una verità di parte e sostiene che tra gli storici c'è disaccordo sul numero delle "confort women" e sul grado di coinvolgimento dell'esercito giapponese.
Si stima che fossero circa 200'000 le donne tenute prigioniere nei bordelli per i militari nipponici.
Il monumento, che inizialmente aveva una destinazione privata ma che poi è stato accettato ufficialmente lo scorso novembre dalla città della California, è intitolato "La colonna di forza delle donne", in omaggio alla sofferenza subita da centinaia di migliaia di donne.