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La chiusura dei ristoranti e delle frontiere dovuta alla pandemia ha provocato un netto aumento delle vendite di alimentari nel commercio al dettaglio.
A differenza di marzo, non si sono verificati fenomeni di accaparramento da parte dei clienti, afferma l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) in un rapporto speciale.
In totale sono stati venduti circa 639 milioni di franchi di generi alimentari e bevande in Svizzera, il 21% in più rispetto all'aprile 2019. Confronto a marzo di quest'anno l'aumento è del 4,6%.
La domanda di prodotti freschi come frutta, verdura, uova e carne è salita di nuovo in modo significativo in aprile rispetto al mese precedente, afferma l'UFAG basandosi sui dati della società di ricerche di mercato Nielsen riguardanti gli acquisti nel commercio al dettaglio svizzero. Il forte aumento della richiesta di carne nei negozi non è comunque stato in grado di compensare il calo delle vendite nella ristorazione.
Il consumo di uova da tavola, anche a causa della Pasqua, ha toccato un record superando del 23% la cifra dell'anno precedente ed è stato necessario ricorrere ad ulteriori importazioni. Su base annua l'aumento delle vendite è stato del 35% per la frutta e del 41% per la verdura. In quest'ultimo caso è stato possibile compensare le perdite dovute alle chiusure nel settore della gastronomia.
La domanda di farina, che in marzo era esplosa a causa di fenomeni di accaparramento, si è stabilizzata ad un livello più basso in aprile, calando di circa il 40% in un mese. Rispetto all'aprile 2019, tuttavia, l'aumento dei consumi è stato ancora del 75%, secondo l'UFAG.