Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01247.jsonl.gz/686

Menu principale:
Tutta la storia di Neggio è un continuo, monotono, persino... inevitabile richiamo ai Soldati, patrizi di questo paese. Non v'è episodio in cui manchi questo casato, qui ma anche altrove, soprattutto al di là dell'Oceano, in Argentina, ma sempre con abbondanti e benefici influssi su questo villaggio malcantonese. In effetti, il paese fu largamente beneficato dalla famiglia Soldati, la quale fece aprire strade, costruire l'acquedotto, la scuola, la casa dei bambini, il cimitero, curò i restauri del campanile e della chiesa. Nel Cantone Ticino taluni discendenti di questa illustre famiglia hanno avuto una parte tutt'altro che indifferente, specie a livello politico.
Non vogliamo, né questa è la sede più appropriata, illustrare il lungo e complesso albero genealogico, ma semplicemente fornire qualche dato, cominciando ovviamente -
Qui ci viene però in ausilio, in particolare, la «Guida storico-
I tre fratelli Soldati in Argentina, ossia Silvio, Agostino e Giuseppe
Agostino Soldati, allievo dell'Accademia Carrara di Bergamo, pittore di merito. Opera sua è un grandioso quadro eseguito nel 1823 per la chiesa di Villa di Serio, rappresentante San Rocco invitato dall'angelo a ripartire da Vicenza dopo averla liberata dal flagello della peste.
Antonio Soldati (1883), medico-
Agostino Soldati (1857-
Giuseppe Soldati (1864-
Poco più che quarantenne Giuseppe Soldati fa ritorno al villaggio dei suoi antenati, occupandosi e preoccupandosi attivamente di parecchie opere pubbliche a favore di Neggio ma anche dell'intero Malcantone. Così, ad esempio, dà un appoggio risolutivo per la costituzione della Società delle Ferrovie Luganesi; nel 1907-
Per la sua famiglia fa costruire due ville su disegno dell'arch. Giuseppe Bordonzotti: una a Neggio, autentico belvedere sul lago, e l'altra a Lugano nei pressi del convento dei Cappuccini, facendole decorare dal pittore Luigi De Marchi, che nella metropoli argentina ha lasciato chiare testimonianze del suo gusto artistico.
Era vivissimo desiderio di Giuseppe Soldati -
Agostino Soldati (figlio di Pio, 1910-
Agostino Soldati, la sorella Giuseppina e Pio Soldati
Venendo a tempi a noi più vicini, occorre considerare che a Neggio vi era la casa di vacanza, mentre la residenza abituale della famiglia Soldati era a Massagno, in un'elegante villa incastonata nel parco Maraini. Qui abitava Raffaele Soldati (1894-
Questo ceppo di Soldati, in Ticino, è l'unico, per cui altri Soldati (ripartiti in varie località del Cantone) non sono imparentati con i Soldati di Neggio. Questi ultimi, per contro e come abbiamo detto sopra, sono consanguinei dei Soldati emigrati in Argentina e che -
Neggio ha avuto il raro privilegio di contare, fra i suoi concittadini, anche uno scrittore certamente molto noto. E’ Heinrich Maria Denneborg, nato in Germania del 1909 e morto a Neggio nel 1987, ove era stabilmente residente da un anno, anche se in verità frequentava il nostro Comune sin dal 1957. Nel nostro Paese ha vissuto la vedova, signora Silvia Denneborg-
Vincenzo Giudici è un nome certamente assai noto in Ticino agli appassionati di musica, essendo compositore di vaglia e direttore di cori, tra cui quello della Cattedrale di Lugano; la moglie Annamaria, nata Giovannini, luganese purosangue, docente -
«I maestri» per antonomasia, insomma. Lei, dopo una prima esperienza a Carona e a Vira, nel 1960 vince il concorso per l'insegnamento nella pluriclasse unica delle elementari a Neggio. Tre anni dopo, nel 1963, lascia però la scuola per matrimonio: “A quei tempi, infatti, la maestra convolata a nozze perdeva il diritto di insegnare nelle scuole pubbliche”. Il suo posto viene preso dal marito, Vincenzo Giudici, che -
Nel 1963, appunto, concorre ed è nominato maestro alle scuole elementari di Neggio, anche se ancora incerto sulla via da imboccare, cioè se dedicarsi interamente alla musica o all'insegnamento. La decisione avviene nel 1966 quando, nominato docente di musica presso la Scuola magistrale di Locarno, dopo aver in un primo tempo rassegnato le dimissioni, decide di rinunciare al nuovo incarico per rimanere nella scuola elementare.
Nel 1971, i coniugi Giudici -
Hanno smesso di far scuola nel giugno 1999, a seguito del prepensionamento sollecitato da Vincenzo Giudici «desiderando dedicarmi a qualcosa di diverso, in particolare alla composizione di musica». E soggiunge: «La rinuncia alla scuola di Neggio non è stata presa a cuor leggero, anzi tutti e due abbiamo sofferto nel prendere questa decisione, ma ci è parsa una buona scelta dopo così tanti anni di dedizione alla scuola e ai bambini».
Purtroppo, il 14 novembre 2003, la maestra Giudici è deceduta a causa di una malattia.
La storia di questa celebre pellicola, realizzata nel 1957, è presto raccontata. Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di alleati è prigioniero dei giapponesi in Birmania. Il colonnello inglese Nicholson (Alec Guinness) e quello giapponese Saito (Sessue Hayakawa), dopo duri scontri, arrivano a un accordo: i prigionieri accettano di costruire un ponte, ed è lo stesso Nicholson -
Ebbene, fra gli attori di questo bel film di guerra vi era anche un confederato, che sarebbe poi diventato cittadino di Neggio! In effetti, il confederato Roland Fehr -
Roland Fehr e i suoi amici sono a corto di denaro, hanno anzi bisogno di qualche soldino per «tirare a campare», ed è così che si presentano al regista dichiarandosi disponibili a fare le comparse. E così accade. Figurano, nel film, tra i prigionieri dei giapponesi. Roland Fehr, addirittura, fa la controfigura del protagonista principale, Alec Guinness, quando si tratta di compiere forse il gesto più clamoroso (e, comunque, «eroico», dell'intera vicenda cinematografica), ossia saltare dal ponte.
Un po' di gloria e, soprattutto, un gruzzolo di soldi che gli bastano per passare un periodo indimenticabile.
Nato a Utrecht (Olanda) nel 1915 vive e lavora dal 1953 a Neggio in Svizzera. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Amsterdam, compie viaggi di studio in Grecia e Israele. E’ membro della società di pittura, scultura ed architettura Svizzera. Le sue opere sono in musei Olandesi e Svizzeri.
Allegato testo redatto dalla figlia Ella van der Meijden Zanoni
Quando si evocano gli scrittori o gli intellettuali di espressione tedesca, che hanno in un modo o nell'altro legato il loro destino al Ticino, i nomi che ricorrono più frequentemente sono quelli di Hermann Hesse, Erich Fromm, Max Frisch, Erich Maria Remarque. Pochi ricordano che tra il 1919 e il 1965 il Ticino ospitò un pensatore svizzero di rara originalità e schiettezza come Max Picard, che dal 1955 al 1965 si stabilì nel nostro Comune, dove è tuttora sepolto.
Alleghiamo copia dell'articolo inviatoci dal signor Jean-
Direttore d'orchestra e compositore ungherese naturalizzato tedesco (Budapest 1937). Figlio di un organista, si perfezionò in Italia, con G. Petrassi (composizione) e F. Ferrara (direzione), e a Basilea con P. Boulez. Fu assistente di L. Maazel e quindi direttore stabile dell'Opera di Berlino (1966-
Originario di Neggio. Nato nel 1931 e deceduto il 12.02.2002, è sepolto presso il cimitero di Neggio.
Nel 1961 entra in servizio presso il Dipartimento federale degli affari esteri e compie lo stage diplomatico a Berna e Belgrado/Serbia.
Nel 1962 è ritornato alla Centrale di Berna.
La sua carriera dipolomatica si è svolta nei seguenti Paesi:
nel 1965 a Mosca / URSS, oggi Russia. Come terzo, dopo secondo segretario d'ambasciata
nel 1969 a Roma / Italia, come secondo e dopo primo segretario d'ambasciata
nel 1973 a Pechino / Cina -
nel 1976 a Waschington / USA -
nel 1979 a Parigi / Francia quale ministro
nel 1981 è nominato ambasciatore straordinario a Bucarest / Romania
nel 1984 è nominato direttore supplente della Direzione politica e Capo della Divisione a Berna, con il titolo di ambasciatore
nel 1987 il Consiglio federale lo ha nominato ambasciatore straordinario e plenipotenziario nell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e nella Mongolia, con sede a Mosca
Nel 1991 è stato nominato ambasciatore straordinario e plenipotenziario in Italia e Malta, con sede a Roma.
Nel maggio del 1996 è andato in pensione.
Ai Guasti di Neggio, praticamente a ridosso del confine con Vernate, abita -
Sono oli, ma anche acquerelli e pastelli, nonché -