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Il Tribunale federale ha confermato la decisione del Canton Vallese di vietare dodici razze canine pericolose. La sentenza apre la possibilità per altri cantoni di adottare misure analoghe.
La massima istanza giudiziaria svizzera ritiene che il divieto vallesano non sia anticostituzionale.
I pitbull e altri molossi rimarranno al bando in Vallese. Il Tribunale federale ha respinto un ricorso dell'associazione Canis, che contestava la decisione del governo vallesano di vietare dodici razze canine ritenute pericolose.
A detta dei giudici competenti, la regolametazione introdotta nel canton Vallese non è né anticostituzionale, né arbitraria. Il verdetto della seconda sezione di diritto pubblico del Tribunale federale apre ora la strada a divieti analoghi in altri cantoni.
Per il momento, il Vallese è il solo cantone svizzero ad aver adottato misure che proibiscono l'allevamento di alcuni tipi di cani da combattimento. Altri cantoni prevedono solo l'obbligo di ottenere un'autorizzazione.
«Bisogna riconoscere che in questo ambito i cantoni hanno un ampio potere discrezionale», ha affermato il giudice federale Alain Würzburger, la cui proposta di respingere il ricorso è stata seguita dalla maggioranza dei suoi colleghi (4 contro 1).
Razze più pericolose
Anche se tutti i cani possono mordere, ha sottolineato il Tribunale federale, le aggressioni da parte di esemplari di determinate razze possano causare ferite particolarmente gravi. Il fatto che l'elenco di razze pericolose sia discutibile e passibile di mutamenti non giustifica l'abolizione del divieto.
Secondo i giudici federali, l'interesse ad impedire degli incidenti prevale sul diritto del singolo di allevare cani di qualsiasi razza. Tanto più che le aggressioni riguardano spesso i bambini e per gli allevatori rimane un'ampia scelta fra razze diverse di cani.
La lista adottata dal governo vallesano comprende i pitbull, gli american staffordshire, i terrier, gli staffordshire bullterrier, i bullterrier, i dobermann, i dogo argentini, i fila brasileiro, i rottweiler, i mastiff, i mastini spagnoli, i mastini napoletano e i tosas.
Chi possiede già un cane appartenente a una di queste razze deve sottoporlo ad un esame da parte di un veterinario. Il veterinario può decidere di far sopprimere il cane o di concedere al proprietario un permesso speciale. In questo caso il cane deve essere però sterilizzato.
Reazione di Canis
L'associazione Canis, che aveva fatto ricorso presso la massima istanza giudiziaria elvetica, ha fatto sapere di accettare la decisione dei "saggi" di Losanna.
L'avvocato vallesano Alain Cottagnoud, difensore dell'associazione, ha dichiarato di "poter convivere con questa decisione", tanto più che "la Confederazione intende introdurre una regolamentazione diversa da quella applicata dal canton Vallese".
Come reso noto la settimana scorsa, la commissione competente del Consiglio nazionale si è espressa in favore di un divieto limitato ad alcuni molossi considerati più aggressivi, come i pitbull. La detenzione di altre razze pericolose sarebbe invece condizionata alla richiesta di un'autorizzazione.
swissinfo e agenzie
In breve
In Svizzera non esiste una regolamentazione a livello nazionale sui cani pericolosi.
In seguito alla morte di un bambino di sei anni, azzannato nel dicembre 2005 da tre pitbull nei pressi di Zurigo, il parlamento federale si è però chinato sulla questione.
Le due camere hanno accettato nel settembre scorso una mozione che chiede norme legislative più severe in questo ambito.
Nel frattempo, così come ha ricordato il Tribunale federale, la competenza di emanare normative sui cani pericolosi rimane di competenza dei cantoni.
Regolamentazione in altri cantoni
Il canton Friburgo prevede di vietare razze canine considerate più pericolose.
Misure analoghe sono previste anche nei cantoni Vallese, Giura, Berna, Zurigo e Basilea-città.