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Il referendum contro La Legge sulla sorveglianza delle telecomunicazioni (LSCPT) fallirà perché i giovani dei partiti borghesi non hanno raccolto le firme dovute. Lo sostiene il presidente della Gioventù socialista (GISO), Fabian Molina, in un'intervista a blick.ch.
I suoi omologhi di altri partiti però respingono le accuse.
I referendisti hanno tempo fino al 7 luglio per raccogliere 50'000 firme. Lunedì ne erano pervenute solo 25'000, ha detto Molina.
I giovani liberali radicali hanno raccolto le 10'000 firme promesse e le consegneranno presto, ha detto il vicepresidente Matthias Müller, dicendosi scioccato dalle accuse del presidente della GISO. A loro avviso, la GISO ha fornito solo parte delle sottoscrizioni e ha paura della consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile del dossier.
Benjamin Fischer, presidente dei giovani UDC, è convinto che possano ancora racimolare le firme necessarie, anche se sono "un po' in ritardo sul calendario". Ha poi criticato il fatto che la GISO abbia promesso di contribuire al referendum solo con 5000 sottoscrizioni. A suo avviso potevano raccoglierne di più.
SDA-ATS