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Circa 500 persone hanno beneficiato di una donazione di organi nel 2014 in Svizzera: troppo pochi, indica la fondazione Swisstransplant in un comunicato odierno. Nella Confederazione muore infatti in media una persona a settimana per non aver ottenuto un trapianto.
L'anno scorso nella Confederazione sono state 117 le persone che hanno devoluto uno o più organi dopo la morte, sette in più rispetto all'anno precedente. La Svizzera ha beneficiato anche di organi provenienti dall'estero. Con 14,4 donatori per milione di abitanti la Confederazione si classifica ancora negli ultimi posti in questo campo a livello europeo, scrive la fondazione nazionale per la donazione e il trapianto di organi.
Oltre a ciò, la lista d'attesa continua a crescere: alla fine dell'anno scorso erano 1370 le persone ad aver bisogno di un organo vitale, circa un centinaio in più rispetto al 2013. Nel 2014, 61 persone presenti nella lista non ce l'hanno fatta. Si tratta in particolare di quelle in attesa di un cuore, un polmone o del fegato, precisa Swisstransplant.
Confederazione e Cantoni vogliono combattere questa mancanza con un piano d'azione lanciato nel 2013, che riguarda la formazione del personale specializzato, l'ottimizzazione dei processi, la gestione delle strutture e delle risorse negli ospedali e l'informazione alla popolazione. L'obbiettivo è di arrivare a 20 donatori per milione di abitanti entro il 2018.
È un obbiettivo realistico, secondo Swisstransplant, che ricorda come Francia, Italia e Austria contano più del doppio di donatori per milione di abitanti rispetto alla Svizzera.
Grazie a queste misure si potranno aumentare le donazioni di organi "in un prossimo futuro", secondo il direttore della fondazione Franz Immer, citato nella nota. "Grazie alla stretta collaborazione con i giovani, sappiamo che oltre l'80% dei 16-25enni sono a favore della donazione di organi", spiega.
La Svizzera non conosce lo stesso sistema di prelievo di organi dei suoi Paesi vicini, in cui la legge prevede il principio del consenso presunto, secondo cui tutti sono potenziali donatori a meno che non si oppongano esplicitamente.
Con tutta probabilità il sistema presente in Svizzera non cambierà a breve termine. L'ottobre scorso, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale ha respinto per 16 voti contro 8 l'idea di fare di ogni cittadino un possibile donatore. La commissione del Consiglio degli Stati è sulla stessa lunghezza d'onda.
SDA-ATS