Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245626

<h2>SubmittedText<h2><p align="both">Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sulle aziende svizzere che hanno esportato beni a duplice impiego destinati ad aziende russe tra il 2014 e il 2022. Il rapporto dovrà indicare se e in che misura tali aziende hanno rispettato la legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI), la legge sugli embarghi (LEmb) e l'ordinanza del 27 agosto 2014 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina. Inoltre, dovrà proporre una strategia per impedire l'aggiramento delle sanzioni nel settore delle esportazioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già espresso sulla problematica delle autorizzazioni d'esportazione in Russia di beni a duplice impiego nella risposta del 24 febbraio 2016 all'interpellanza Keller-Sutter (15.4134). In virtù del quadro giuridico in vigore tra il 27 agosto 2014 e il 4 marzo 2022 (art. 1 dell'ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina; RS 946.231.176.72), la SECO poteva revocare l'autorizzazione all'esportazione di beni a duplice impiego (allegato 2, parte 2) e di beni militari specifici (allegato 3 dell'ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego OBDI; RS 946.202.1) in relazione alla situazione in Ucraina qualora i beni fossero in parte o interamente destinati a fini militari o destinati a un utilizzatore finale militare. Le domande di esportazione dei beni militari elencati nell'allegato 3 dell'OBDI non potevano essere approvate e continuavano a vigere i criteri di rifiuto previsti dalla legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego. Molti dei beni citati dalla stampa non sono dual use né sono soggetti alle restrizioni previste dalla legislazione svizzera in materia di sanzioni e controllo delle esportazioni. La prassi di controllo delle esportazioni di beni a duplice impiego verso la Russia e l'Ucraina applicata dal 27 agosto 2014 fino all'entrata in vigore delle sanzioni del 4 marzo 2022 è stata la seguente: l'esportazione non era consentita se i beni erano destinati a fini militari o a un'impresa esclusivamente d'armamento, mentre era autorizzata per scopi civili e utilizzatori finali civili.</p><p>L'esportazione di beni a duplice impiego verso imprese miste civili-militari era soggetta ad autorizzazione e non risultava in contrasto con la legge. Veniva infatti concessa solo previo esame di ogni singolo caso ed esigeva una dichiarazione della destinazione finale e alcuni documenti di accompagnamento nei quali si sanciva che il destinatario finale avrebbe impiegato i beni per scopi civili. In più, non dovevano esserci indizi che facessero dubitare dell'accuratezza delle informazioni contenute nella dichiarazione. Le autorizzazioni, soprattutto quelle per l'esportazione di macchinari, prevedevano ulteriori misure di sicurezza, come l'obbligo per il richiedente di occuparsi dell'installazione, della messa in funzione e della manutenzione delle macchine consegnate. È importante ricordare che, dall'entrata in vigore della revisione totale dell'ordinanza del 4 marzo 2022 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina, è vietata l'esportazione in Russia di beni a duplice impiego e di altri beni industriali citati dalla stampa. Ogni trimestre la SECO pubblica sul proprio sito i dettagli di tutte le autorizzazioni individuali concesse e delle domande respinte. Per tale ragione il Consiglio federale non ritiene necessario stilare un rapporto specifico, soprattutto in virtù del fatto che molte delle esportazioni citate dalla stampa non erano soggette a una procedura di autorizzazione o di dichiarazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.