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La Camera del popolo ha approvato martedì l’acquisto di 6 droni israeliani, che saranno impiegati per sostituire gli apparecchi esistenti, ormai obsoleti, e colmare una lacuna a livello di sorveglianza. La transazione e il programma di armamento sono stati criticati dalla sinistra.
L'acquisto di 6 droni da Israele per un ammontare di 250 milioni di franchi non è un lusso. Ne è convinto il Consiglio nazionale che, con 124 voti a 56 e 4 astenuti, ha dato martedì il proprio assenso a questa operazione inclusa nel programma di armamento 2015 proposto dal governo.
Stando al deputato del Partito popolare democratico Jakob Büchler, membro della commissione preparatoria, oltre ad Israele solo gli Stati Uniti possiedono droni per la ricognizione in grado di fornire le prestazioni richieste dalla Svizzera. Dal momento che gli Usa non entrano in considerazione, rimane solo Israele quale fornitore, ha spiegato.
Una minoranza rosso-verde si è battuta contro l'acquisto, giudicato un lusso, e ha avanzato obiezioni di carattere politico su questa operazione facendo riferimento alla situazione dei diritti umani nello Stato ebraico. I rappresentanti della sinistra hanno lottato, senza successo, anche contro l’insieme del programma di armamento 2015, che prevede pure l'acquisto di simulatori di tiro per fucile d'assalto 90 (21 milioni) in sostituzione delle apparecchiature attuali risalenti al 1993, e di autoveicoli fuoristrada leggeri di marca Mercedes per sistemi specialistici (271 milioni).
swissinfo.ch e RSI (TG del 16 giugno 2015)