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Quando sembra che i bambini abbiano conquistato la propria autonomia in bagno, dismettendo l'uso dei pannolini e padroneggiando tra vasino e wc, può arrivare la regressione. Si chiama encopresi, è un disturbo che può colpire i bambini sino ai sette anni di età e si caratterizza con l'emissione involontaria di feci addosso. Generalmente il problema si manifesta dopo i quattro anni, quando il bambino ha conquistato una iniziale maturità psicofisica che gli consente il controllo degli sfinteri, e prende il nome di encopresi secondaria, distinguendosi dalla primaria che, invece, si manifesta prima che il piccolo acquisisca il controllo degli sfinteri.
Cosa provoca la encopresi? Nella maggior parte dei casi essa è frutto di una costipazione cronica e, solo in rare eccezioni, dipende da disfunzioni rettali o patologie a carico del midollo spinale. Il problema è più diffuso tra i maschietti ed in caso di ritardi psicomotori. Si arriva alla encopresi dopo che i bambini, trattenendo le feci a lungo, arrivano ad una ritenzione cronica che tende le pareti del retto e riduce la sensibilità della parte. I piccoli, così, perdono la capacità di andare di corpo normalmente e sviluppano uno sgocciolamento di feci intorno alla massa formatasi nel retto e qui bloccata. Queste perdite sono confuse con la diarrea e questo può ritardare la diagnosi di encopresi.
Come riconoscere il problema? La visita pediatrica è il primo passo utile per individuare il disturbo. Un controllo completo prevede visita generica, per valutare lo stato di salute del piccolo paziente con l'individuazione dei sintomi di una malattia sistemica, valutazione neurologica, necessaria per escludere problemi di sensibilità nervosa, ed esame del retto. Proprio l'esplorazione rettale è indispensabile per verificare la presenza di eventuali disturbi come ragadi anali e lesioni perianali che provocando dolore durante l'evacuazione inducono il bambino a trattenere le feci, o la mancanza di riflessi anali o perianali in caso di irregolarità neurologiche.
Quali sono le cure? Individuata la causa del problema si interviene con una sorta di piano di riabilitazione che nel programma completo prevede farmaci, dieta appropriata, esercizio fisico e correzione delle abitudini. Ogni programma viene stabilito in relazione al livello di sviluppo psicomotorio del paziente. Anche una linea di condotta preventiva può risultare utile per evitare l'encopresi. L'alimentazione bilanciata, ricca di acqua e fibre, è il primo passo al quale affiancare l'insegnamento ai piccoli del corretto uso del bagno. La cura dell'encopresi con le corrette abitudini del bambino si ottiene mediamente in sei mesi o, comunque, in un arco di tempo compreso tra le sei settimane e l'anno.
TMT (ti.mamme team)