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BERNA - Il 2019 si è chiuso per Ruag con il peggior risultato da dieci anni a questa parte: la società controllata dalla Confederazione specializzata nell'armamento e nelle attività aerospaziali ha subito una perdita di 25 milioni di franchi, contro l'utile di 74 milioni dell'anno precedente.
A pesare sui conti sono stati fra l'altro i costi straordinari legati alla divisione del gruppo in una unità internazionale e in un'altra che lavora per l'esercito svizzero, spiegano i vertici in un comunicato odierno. Hanno avuto anche un impatto gli oneri provocati dalla sospensione della fabbricazione dell'A380 da parte di Airbus, un importante cliente.
A livello operativo l'Ebit è sceso in negativo per 7 milioni di franchi, contro i +106 milioni del 2018. Per ritrovare un anno in rosso occorre risalire al 2009, con un Ebit di -113 milioni e una perdita netta di 107 milioni. Fra i dossier più spinosi va segnalato quello del Dornier 228: il bimotore a elica ha generato rettifiche di valore e ammortamenti straordinari per 58 milioni. Meglio è andata nel 2019 sul fronte dei ricavi: sono stati superati per la prima volta i 2 miliardi (2,003), con una progressione dello 0,2%.
Vista la situazione l'azienda ha deciso di rinunciare a versare un dividendo; l'anno scorso la Confederazione aveva ricevuto 30 milioni. Anche il 2020 si presenta non facile: l'esercizio avrà ulteriori costi sul fronte della trasformazione aziendale, a cui dovranno poi essere aggiunti gli effetti del coronavirus. È inoltre ancora in corso la ricerca di un successore di Urs Breitmeier, il presidente della direzione che ha lasciato il gruppo a fine 2019.
Come noto nel 2018 il Consiglio federale ha deciso di scindere Ruag - il nome sta per RüstungsUnternehmen AktienGesellschaft, entità diventata operativa il primo gennaio 1999 - in due parti. Attualmente esiste una holding generale che è la BGRB; questa controlla MRO Svizzera, che lavora per l'esercito (circa 2500 collaboratori e sedi produttive in Svizzera) e Ruag International, comprendente i rimanenti settori aziendali (circa 6500 impieghi, di cui due terzi all'estero).