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Chiesta registrazione IGP per salsiccia glaronese
Glarona vuole salvaguardare e proteggere la sua famosa salsiccia di vitello - la Glarner Kalberwurst -. Ha inoltrato all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) la domanda di registrazione dell'indicazione geografica protetta (IGP), apparsa oggi sul Foglio ufficiale; trenta giorni di tempo per opporsi.
Si tratta di una salsiccia scottata, i cui ingredienti sono: carne di vitello, carne di maiale, lardo, latte, pane bianco e spezie. A distinguerlo dalle salsicce simili sono l'aggiunta di pane bianco e la caratteristica nota di noce moscata. Tradizione vuole che il Glarner Kalberwurst si cuocia in una salsa bianca di cipolla e si mangi accompagnato da purè di patate e prugne secche cotte.
Il suo nome e la sua notorietà li devono al cantone Glarona, unica regione di produzione. Il Glarner Kalberwurst gode di una lunga tradizione: la più antica testimonianza di produzione rinvenuta in tale cantone risale a circa 150 anni fa. All'inizio del XX secolo, infatti, la ricetta di questa salsiccia scottata arricchita con pane era dibattuta e pertanto, durante l'assemblea popolare del 1920, se ne definì legalmente l'esatto contenuto.
A livello federale, però, la legislazione sulle derrate alimentari vietava l'aggiunta di ingredienti non carnei. I macellai di Glarona ottennero solo nel 1957, dopo una lunga lotta, di produrre il Glarner Kalberwurst con un'autorizzazione speciale. La disputa ebbe fine nel 1992, quando la legge sulle derrate alimentari ammise, finalmente, l'aggiunta di pane all'impasto della salsiccia.