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I comportamenti delle donne in materia di fecondità vengono comparati per osservare le convergenze e le divergenze esistenti. Più che di integrazione si tratta di un indicatore di assimilazione, la cui misurazione consente di conoscere il contesto demografico e le problematiche che incontrano i gruppi di popolazione nell’organizzare la vita familiare. Nell’attuale contesto politico e sociale della Svizzera, per esempio, una donna con molti figli incontrerà più ostacoli a formarsi e costruirsi un’eventuale carriera professionale.
Nel 2019, gli indicatori sintetici della fecondità delle madri svizzere e straniere nate in Svizzera sono molto simili (1,37 e 1,52). Fra le donne nate all’estero, invece, le differenze sono maggiori e gli indici più elevati: le svizzere presentano un ISF di 1,41 le straniere di 1,85.
Dal 2011, gli ISF rimangono stabili presso le madri nate in Svizzera e all’estero e i divari invariati.
In tutti i Cantoni, le donne nate all’estero (di qualsiasi nazionalità) registrano ISF più elevati di quelle nate in Svizzera. Il divario relativo più importante determina un rapporto di 1,5 a 1 e si rileva nei Cantoni di Glarona e di Soletta.
Definizioni
L’indicatore sintetico della fecondità (ISF) fa riferimento al numero medio di figli che metterebbe al mondo una donna se si comportasse conformemente alla fecondità definita per età, rilevata durante un determinato anno. L’ISF equivale alla somma dei tassi di fecondità di tutte le età definite come feconde (da 15 a 49 anni).
Il tasso di fecondità per età delle donne corrisponde al numero di nascite con donne di X anni (età raggiunta) diviso per la popolazione femminile permanente con età media X.