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"Le misure eccezionali adottate da Confederazione, cantoni e città hanno aiutato e continuano ad aiutare: nelle cifre attuali non si constata un aumento marcato di persone che si rivolgono all'aiuto sociale, ma questi sostegni avranno una fine tra qualche mese, e allora rischieremo di vederne le conseguenze nelle statistiche e nella realtà degli individui che verranno a trovarsi in situazioni finanziarie e sociali gravi". A sostenerlo è il portavoce di Caritas, Fabrice Boulé.
L'organizzazione ha rivolto un appello al mondo politico affinché intervenga per ridurre la povertà, soprattutto ora che la pandemia rischia di accentuare le diseguaglianze. In Svizzera, oltre alle 735'000 persone che vivono in condizioni di povertà e altre 600'000 persone vivrebbero appena sopra il livello di sussistenza, in condizioni precarie.
In molti casi, le persone non sono in grado di assicurare il loro sostentamento anche se lavorano. Secondo Aline Masé, responsabile dell'unità di politica sociale di Caritas Svizzera, attualmente fanno parte di questa categoria di "lavoratori poveri" 155'000 persone.