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Secondo le stime dell'istituto Créa di ricerca congiunturale dell'Università di Losanna, nel 2006 il ritmo di crescita dell'economia svizzera aumenterà.
Il commercio esterno compenserà la debolezza della domanda interna. Gli effetti sull'occupazione si faranno tuttavia sentire soltanto nel 2007.
L'istituto di ricerca congiunturale dell'Università di Losanna (Créa) ha comunicato giovedì di attendersi un'espansione del prodotto interno lordo (Pil) del 2% per il 2006, contro l'1,9% delle sue previsioni primaverili.
Per quest'anno gli esperti losannesi pronosticano un +1,5%, contro il precedente +1,6%. Per il 2007 il Créa pronostica un tasso del 2,3% (2,2%).
Questi tassi non sono tuttavia sufficienti per convincere le aziende ad assumere dei nuovi collaboratori, nota il Créa. Effetti sull'occupazione si avranno soltanto a partire dal 2007 grazie al dinamismo più marcato dell'attività economica.
Le esportazioni si manterranno a "livelli elevati" fino alla fine dell'anno. In seguito si verificherà un rallentamento, sulla scia dell'andamento della congiuntura nei paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Per il 2007 è poi previsto un nuovo aumento delle vendite all'estero.
Marasma interno
Sul mercato interno "i consumi privati sono deboli e lo rimarranno ancora per un certo tempo", scrive il Créa nel suo commento. Una situazione che si spiega più con le tensioni sul mercato del lavoro che con le fiammate riguardanti i prodotti energetici.
Il quadro che riguarda gli investimenti è invece abbastanza positivo, con un netto rilancio rilevato nel secondo trimestre dell'anno. In base alle commesse in portafoglio, l'istituto prevede un'accelerazione della produzione entro fine anno.
Gli economisti del Créa restano però prudenti. Gli investimenti in equipaggiamento soffriranno del caro-petrolio, un elemento sempre più difficile da ripercuotere sui prezzi.
Per quel che riguarda i prezzi, il Créa non ritiene che esistano pericoli inflazionistici, malgrado il rincaro dei prodotti energetici. Di conseguenza i tassi di interesse dovrebbero rimanere a bassi livelli.
Créa ottimista
L'economia svizzera non è l'unica che dovrebbe riprendere un po' di fiato nel 2006. Secondo i ricercatori vodesi pure l'Unione europea (Ue) godrà di una "ripresa più marcata". Allo stesso tempo, la congiuntura americana e asiatica resterà sostenuta.
Da notare infine che il Créa è l'istituto elvetico più ottimista sul ritmo di espansione dell'anno prossimo.
Il Segretariato di Stato dell'economia (seco), il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo e il BAK Basel Economics puntano infatti tutti su un aumento soltanto dell'1,5%.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il Créa è l'Istituto di macroeconomia applicata dell'Università di Losanna.
È stato fondato nel 1973.
L'obiettivo principale del Créa è di mettere a disposizione dei settori pubblici e privati le competenze di una squadra di economisti e creare così un legame tra l'Università ed il mondo esterno.
In breve
Per il 2006, il Créa prevede un incremento del 2% del Prodotto interno lordo (PIL).
Delle cifre più ottimiste rispetto a quelle pubblicate dal Segretariato di Stato dell'economia (seco), dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo e da BAK Basel Economics che prevedono un aumento del 1.5%.
L'ottimismo del Créa per il 2006 non si traduce però in un miglioramento della situazione sul mercato del lavoro. Una schiarita nell'occupazione è attesa soltanto per l'anno successivo.