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UBS intende fondare una nuova filiale in Svizzera, in seguito all'inasprimento delle disposizioni in materia di "too big to fail", attraverso il quale il modo politico ha reagito negli ultimi anni al problema delle banche di importanza sistemica dopo il salvataggio del numero uno elvetico nel 2008.
In settembre il Consiglio nazionale ha approvato tre atti parlamentari che chiedono la separazione delle attività bancarie tradizionali da quelle di investimento dei grandi istituti di credito. Il Consiglio degli Stati non si è ancora espresso in merito.
In base al rapporto trimestrale pubblicato martedì, UBS sta valutando la separazione degli affari svizzeri. La grandezza e la composizione della nuova filiale non sono ancora chiari, si legge a pagina 10 e 11 del documento di 160 pagine, secondo quanto notato dalla "Neue Zürcher Zeitung".
Dal punto di vista attuale, è scritto nel rapporto, potrebbero essere interessate la divisione Retail & Corporate Business, ossia gli affari con clienti privati e imprese elvetici, nonché le attività di gestione patrimoniale in Svizzera.
I cambiamenti vengono discussi con l'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) e dovrebbero entrare in vigore alla metà del 2015 circa. UBS afferma che "un piano d'emergenza credibile" potrebbe anche comportare uno "sconto" in materia di requisiti di capitale proprio.
SDA-ATS