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Il contenimento delle emissioni di CO2 passa anche per il risanamento degli edifici. Nei prossimi dieci anni la Confederazione intende mettere a disposizione 200 milioni di franchi l'anno per incentivare le ristrutturazioni.
La misura è prevista da una modifica dell'ordinanza sul CO2 adottata il 5 marzo dal governo. La modifica è valida retroattivamente dal primo gennaio.
Nei primi due mesi dell'anno sono state inoltrate 5'200 richieste di sostegno, di cui 2'700 per il risanamento interno degli edifici e 2'500 per l'uso di energie pulite, si legge in una nota del Dipartimento federale dell'ambiente, del territorio, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Da aprile potranno essere versati i primi finanziamenti.
Pietra angolare dell'intervento della Confederazione è il Programma Edifici, sostenuto dai cantoni (che dovrebbero mettere a disposizione da 80 a 100 milioni). I cantoni sono responsabili per l'applicazione del programma ed è ad essi che ci si deve rivolgere per ottenere un aiuto.
Il ministro dell'energia Moritz Leuenberger – che si è espresso nel corso di una conferenza stampa – giudica il Programma Edifici un pilastro importante della politica climatica elvetica. Il 40% delle emissioni di anidride carbonica della Confederazione è causato dal riscaldamento degli immobili.
Leuenberger ha ricordato che «il 60% degli edifici nel nostro paese è stato costruito prima della crisi petrolifera» degli anni Settanta. È quindi fondamentale intervenire per migliorare l'isolamento termico di queste strutture e promuovere l'utilizzo di energie rinnovabili.
I 200 milioni di franchi l'anno destinati al Programma Edifici derivano dai proventi della tassa sul CO2 applicata ai combustibili. Il programma dovrà promuovere interventi di risanamento per 10'000 immobili l'anno, con investimenti superiori al miliardo di franchi. Entro il 2020, tali interventi dovrebbero permettere la riduzione di circa 2,2 milioni di tonnellate di CO2.
swissinfo.ch e agenzie