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L’ex presidente boliviano Evo Morales è rientrato oggi in Bolivia dopo un anno di esilio trascorso prima in Messico e poi in Argentina.
L’ex capo di stato ha attraversato il confine dalla città argentina di La Quiaca ed è giunto nella località boliviana di Villazon, dove è stato accolto da una folla di militanti del suo partito Movimento per il socialismo (Mas) e dei movimenti sociali. Insieme a Morales, è rientrato in patria anche il suo ex vicepresidente Alvaro Garcia Linera.
Prima di passare la frontiera, Morales ha ringraziato il popolo argentino e in particolare il presidente Alberto Fernandez: “Mi ha salvato la vita”, ha detto l’ex presidente boliviano, che ha ringraziato anche il popolo messicano, sottolineando che “il capitalismo e l’imperialismo esistono” e che “la lotta continuerà”.
Nella sua dichiarazione di saluto, Fernandez ha dichiarato che in questa occasione “garantiamo che il nostro caro compagno e fratello Evo Morales torni nella sua patria, che non avrebbe mai dovuto abbandonare, e non avrebbe dovuto essere maltrattato come è stato fatto”.
I sostenitori di Morales accompagneranno il leader ‘cocalero’ in un corteo di circa 500 mezzi che in due giorni, con diverse tappe, raggiungerà l’11 novembre Chimoré, nel dipartimento di Cochabamba, da dove l’ex presidente ha lasciato il Paese esattamente un anno fa come conseguenza della crisi provocata dalle accuse di brogli nelle elezioni presidenziali del 2019 e a seguito di pressioni da parte dei militari. Il 12 novembre, l’ex presidente presiederà a Chimoré un incontro delle popolazioni indigene di vari Paesi latinoamericani.