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'La banda della Land Rover bianca'. Così il procuratore pubblico, Roberto Ruggeri ha definito il terzetto da stamane in aula davanti alle assise criminali di Lugano per le decine di furti di preziosi poi ricettati in un campo Rom di Milano e compiuti dai tre imputati - un italiano e due albanesi - nel 2018. Per il magistrato grave e' il modus operandi messo in atto: il terzetto era incurante di sapere se all'interno delle abitazioni svaligiate di gioielli e preziosi vi fossero i proprietari, tant'è che in ben 13 occasioni le vittime erano in casa nel momento dei colpi. La mente della banda e' stata indicata dal magistrato nell'italiano, già autore di diverse truffe all'assicurazione: lui ha scelto gli obiettivi, lui ha accompagnato in auto gli esecutori materiali dei furti, lui ha dato loro la base affittando un appartamento a Cadro. Il Pp Ruggeri ha definito spregiudicato il loro agire e ha chiesto per l'italiano 35enne tre anni e 10 mesi di carcere e l'espulsione dalla Svizzera per 12 anni; 2 anni e 10 mesi di detenzione per l'albanese 25enne con già un precedente penale alle spalle; infine 2 anni e mezzo di carcere per l'albanese 32enne. Per i due e' stata pure proposta l'espulsione per 10 anni. Troppo elevate sono state le proposte di pena, a mente degli avvocati di difesa Massimiliano Parli, e Sebastiano Pellegrini, legali dei due albanesi; e Beni Dalle Fusine che ha parlato per l'italiano. I difensori hanno richiesto condanne poste al beneficio della sospensione condizionale, in virtù della loro collaborazione e dell'ammissione di colpa. I legali hanno contestato in particolare la pericolosità del terzetto: appena si accorgevano della presenza che all'interno delle abitazioni ci fosse qualcuno se la davano a gambe levate. La sentenza sarà pronunciata domani alle 11.30.