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Quanto
petrolio rimane? Per dare una risposta al quesito abbiamo “scaricato”
dal sito della
British Petroleum la statistica annuale sulle fonti energetiche
mondiali, la “BP Statistical Review of World Energy”.
Il grafico
sottostante mostra le cifre delle riserve accertate, ricavate in base
alle statistiche annuali in forma di istogramma suddiviso fra Medio
Oriente e resto del mondo.
Se sommiamo le
riserve globali rilevate anno per anno, vediamo che il risultato totale
tende a crescere; ciò sembrerebbe alquanto confortante.
Se però
guardate il grafico in dettaglio, noterete che le cifre sulle riserve
globali di petrolio hanno subito un’impennata fra il 1985 ed il 1990.
Sarebbe dunque logico pensare che in quel periodo furono individuati
nuovi giacimenti, giusto? Errato, in realtà i paesi del Medio Oriente
incrementarono complessivamente di ca. trecento miliardi di barili le
riserve dei giacimenti già in funzione, affermando che fino a quel
momento avevano stimato le riserve in modo troppo cauto.
Proprio in
quegli anni in Medio Oriente i paesi produttori formarono un cartello,
l’OPEC, il cui scopo era (ed è tuttora) il controllo del prezzo del
greggio. L’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) fissò
per ogni paese membro delle quote di estrazione in proporzione alle
riserve dichiarate. In quegli anni queste nazioni gonfiarono le loro
riserve per poter estrarre maggiori quantità di greggio monetizzando
cosi il loro oro nero? La domanda è perlomeno lecita!
Dagli anni
novanta, come si vede dal grafico, si nota che le riserve dei paesi
Medio Orientali sono rimaste sostanzialmente invariate. Questo sembra
davvero incredibile: significa che le quantità di greggio scoperte ogni
anno dovrebbero coincidere esattamene ai miliardi di barili prodotti. Da
notare però che il picco delle scoperte di giacimenti petroliferi risale
addirittura alla metà degli anni Sessanta.
Riassumendo,
BP stima le riserve ufficiali in ca. 1'300 Miliardi di barili ma il
rischio è che in realtà ce ne sia molto meno (ca. 900 Miliardi). A
titolo di referenza, per ora consumiamo, annualmente, ca. 30 Miliardi di
Barili (con ca. 1.5-2% di aumento per anno) e sino ad oggi sono stati
estratti ca. 1’000 Miliardi di petrolio convenzionale. Come già scritto
nell’ articolo precedente il vero problema non è l’ultima goccia di
petrolio, bensì il picco di produzione massima del petrolio oltre il
quale non ci sarà abbastanza petrolio per soddisfare la domanda, con il
rischio di esplosione dei prezzi. Il fatto che non ci sia chiarezza
sulle riserve accertate di petrolio convenzionale non fa che alimentare
il sospetto che il picco sia più vicino del previsto.
Daniele