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I soldi sottratti da dittatori stranieri e depositati in Svizzera in futuro dovrebbero essere restituiti più facilmente ai loro paesi. La Camera bassa del parlamento elvetico ha compiuto il primo passo mercoledì adottando una legge in tal senso. Tuttavia ha annacquato il progetto governativo su alcuni punti essenziali. Il testo passa ora all’esame della Camera dei Cantoni.
Il disegno di Legge sul blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero (LBRV) permetterebbe al governo svizzero di agire in caso di bisogno senza dover far capo al diritto d'urgenza iscritto nella Costituzione federale.
La nuova normativa regola il blocco, la confisca e la restituzione di patrimoni di ogni sorta quando si può supporre che siano stati acquisiti mediante corruzione, amministrazione infedele o altri crimini. Essa consente anche di bloccare patrimoni in vista di una confisca, quando lo Stato di origine non è in grado di avviare una procedura di restituzione, come pure di avviare un procedimento amministrativo davanti ai tribunali elvetici per confiscare patrimoni già bloccati.
La Camera del popolo ha però ammorbidito vari elementi del disegno governativo. Resta ora da vedere se la Camera alta aderirà a queste decisioni.
swissinfo.ch e RSI (TG del 10.06.02015)