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Nella Giornata internazionale sul tema, alcune Ong contestano la mancanza di risorse e la disomogeneità sul piano giuridico
La Svizzera deve "colmare le lacune rimanenti" nel suo sistema di protezione dei diritti umani, affermano un centinaio di Ong in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani. Nonostante le continue critiche, finora non ci sarebbero stati miglioramenti.
Nel complesso, "mancano coerenza e risorse per l'attuazione dei diritti umani da parte dei funzionari statali a tutti i livelli del sistema federale", sottolinea la Piattaforma delle organizzazioni non governative svizzere per i diritti umani, che riunisce un centinaio di associazioni di tutto il Paese.
In questo contesto, le organizzazioni avanzano tre richieste. Si tratterebbe in primo luogo di introdurre leggi che siano conformi al sistema internazionale di protezione dei diritti umani. Le Ong ricordano che delle 319 raccomandazioni formulate durante l'esame periodico della Svizzera da parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, più di cento riguardano "miglioramenti legislativi essenziali".
Nella lotta contro la discriminazione, ad esempio, è chiesta una legge quadro che sostituisca l'attuale "mosaico giuridico". Ciò contribuirebbe a dare pari opportunità a tutti, ma anche ad affrontare le nuove sfide, come la discriminazione da parte degli algoritmi.
Infatti, secondo l'Ong AlgorithmWatch, "i sistemi basati su algoritmi (...) non sono né neutrali né oggettivi e possono riflettere relazioni di potere e ingiustizie sociali". E quando discriminano, lo fanno "sistematicamente".
La Piattaforma invita inoltre la Confederazione e i Cantoni a elaborare una strategia nazionale per una "politica coerente in materia di diritti umani, che fissi obiettivi e misure vincolanti". Questa strategia deve avvalersi del sostegno e delle competenze di tutti i dipartimenti.
Le Ong ritengono inoltre necessario introdurre un monitoraggio statale delle misure adottate e istituire un fondo finanziato dalla Confederazione per sostenere le organizzazioni della società civile.
La terza richiesta riguarda la creazione di meccanismi di reclamo indipendenti. Attualmente, "grandi ostacoli" si frappongono all'accesso alla giustizia in molti ambiti dei diritti umani. Tra questi, i rischi associati alle spese legali, l'onere della prova, la mancanza di indipendenza delle indagini, la lunghezza dei procedimenti e il rischio di esposizione personale.
La Piattaforma evidenzia inoltre i problemi associati alla violenza della polizia. "Anche il Ministero pubblico e la giustizia non hanno sempre la volontà o la capacità di condurre indagini indipendenti" in questo settore, deplorano le Ong.
Per questo motivo, lo Stato dovrebbe sviluppare nuove forme di meccanismi di reclamo in tutti i settori sensibili ai diritti umani, al fine di garantire l'indipendenza delle indagini. Gli organi di ricorso dovrebbero essere dotati di poteri di mediazione e di altre forme di risoluzione pacifica delle controversie.
Allo stesso tempo, la Società per i Popoli Minacciati e varie associazioni tibetane e uigure utilizzano la Giornata dei diritti umani per "ricordare la grande importanza della Dichiarazione universale dei diritti umani alla luce degli atti di violenza e repressione compiuti dal regime cinese" in Tibet e nello Xinjiang.
A loro avviso, la situazione dei diritti umani "continua a peggiorare in Cina". In particolare, i diritti delle minoranze etniche e religiose, tra cui i tibetani e gli uiguri, sono "sistematicamente violati e anche le comunità che vivono in esilio in Svizzera subiscono pressioni".
Le organizzazioni chiedono a Berna di intervenire, in particolare adottando misure contro "l'influenza e la propaganda cinese in Svizzera", applicando sanzioni dell'Ue contro i responsabili delle violazioni dei diritti umani o rifiutando di importare prodotti legati a tali violazioni o al lavoro forzato. Il Consiglio federale non deve dare priorità agli interessi commerciali.
La Giornata internazionale dei diritti umani si celebra ogni 10 dicembre, giorno in cui fu adottata la Dichiarazione universale dei diritti umani (1948). Per celebrare il 75esimo anniversario dell'adozione di questo testo, martedì si terrà un incontro ad alto livello presso l'ONU a Ginevra. L'incontro sarà aperto dal presidente della Confederazione, Alain Berset.