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La BNS - secondo un'analisi di UBS - non distribuirà quote come da tradizione. Pesano disavanzo e tassi
ZURIGO - Quest'anno i cantoni dovranno rinunciare alla pioggia di milioni tradizionalmente in arrivo dalla Banca nazionale svizzera (BNS): è la conclusione cui arrivano gli economisti di UBS.
In un'analisi pubblicata oggi gli esperti di UBS ricordano che l'istituto di Thomas Jordan ha subito una perdita di 95 miliardi di franchi nel primo semestre. E nulla fa pensare che il disavanzo possa essere colmato entro la fine dell'anno.
Secondo le stime di UBS nel solo periodo tra la fine di giugno e la metà di settembre il portafoglio della BNS ha perso circa altri 50 miliardi di franchi. Inoltre l'aumento dei tassi d'interesse annunciato la settimana scorsa comporterà probabilmente una perdita significativa sulle obbligazioni in portafoglio. Anche il previsto apprezzamento del franco rispetto all'euro nei prossimi mesi aumenterà notevolmente la perdita.
Ciò suggerisce che le distribuzioni della BNS per gli enti pubblici potrebbero ammontare a zero: sarebbe solo la terza volta che ciò avviene negli ultimi trent'anni. Secondo UBS sarebbe necessaria una ripresa significativa dei mercati azionari e una svalutazione del franco per cambiare la situazione: uno scenario attualmente ritenuto improbabile.
Nel lungo periodo, tuttavia, le elargizioni della BNS saranno di nuovo possibili. Non saranno però all'ordine del giorno le distribuzioni massime di 6 miliardi di franchi: uno dei motivi è da ricercare nella riduzione del potenziale di profitto a causa del previsto rafforzamento del franco rispetto al dollaro.
«I cantoni dovrebbero tenerne conto nei loro futuri bilanci», è la raccomandazione degli analisti di UBS. Negli ultimi anni, infatti, in alcune realtà cantonali la quota dei proventi della BNS ha raggiunto il 6% delle entrate totali.