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Il 57% degli studi ha aumentato la sua attività nel corso del 2020. In calo invece quella negli ambulatori con attività chirurgica
Nel 2020, primo anno pandemico, la maggioranza degli psichiatri ha effettuato un numero più elevato di consultazioni, mentre la maggioranza degli studi medici con attività chirurgica ha registrato prestazioni inferiori. Lo indica uno studio dell’Ufficio federale di statistica pubblicato oggi.
Nel 2020, precisa un comunicato, gli studi medici e i centri ambulatoriali hanno risentito sia della pandemia di Covid-19 che delle misure adottate per contenerla. L’Ufficio federale di statistica ricorda in particolare il divieto di eseguire interventi, esami e trattamenti non urgenti per un mese e mezzo, da metà marzo a fine aprile 2020.
Conseguenza: il 58,7% degli studi medici con attività chirurgica ha effettuato meno consultazioni rispetto all’anno precedente. In controtendenza invece gli studi medici psichiatrici: il 57% ha visto aumentare il numero di consultazioni.
L’evoluzione non è stata uguale in tutte le regioni. Gli studi medici con sede in Ticino sono stati quelli che hanno risentito maggiormente del calo di attività: il 55,2% ha registrato nel 2020 una diminuzione del numero di consultazioni, e per il 36,6% di essi il calo è stato pari o superiore al 5%. Nella Svizzera orientale, invece, il 52,3% degli studi medici ha effettuato più consultazioni nel 2020 che nel 2019.