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BERNA - Il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, estromesso dall'inchiesta sulla FIFA, non ottiene la ricusazione del presidente della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (TPF) Giorgio Bomio-Giovanascini. La Corte d'appello del TPF ha infatti annunciato oggi di aver respinto le quattro domande depositate da Lauber.
Il 27 giugno il procuratore generale aveva chiesto la ricusazione di Bomio, il quale aveva ordinato dieci giorni prima assieme a due colleghi il ritiro di Lauber dalle indagini inerenti alla Federazione mondiale di calcio. Al centro della bufera ci sono gli incontri informali non verbalizzati avuti con il presidente della FIFA Gianni Infantino.
La Corte d'appello indica di essere entrata in materia sulle richieste di ricusazione del giudice ticinese, che le ha però giudicate irricevibili in quanto considera infondati i motivi addotti dal procuratore generale.
Lauber invocava «un rapporto di inimicizia» tra i due uomini: Bomio, membro del Partito socialista, lo avrebbe criticato in un colloquio informale con il consigliere agli Stati Claude Janiak (PS/BL), presidente della delegazione delle commissioni della gestione delle Camere federali, durante una gita del gruppo parlamentare socialista nel canton Vaud avvenuta il 12 giugno scorso.
Secondo Janiak, il giudice avrebbe definito «insostenibile» la situazione al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e che Lauber non era rieleggibile. Un giudice che parla così non è obiettivo, sostiene il procuratore generale.
A detta di Bomio, egli si sarebbe limitato a fare un'analogia tra la meteo torrida e la situazione al MPC. E sarebbe rimasto sorpreso della forte reazione del politico, il quale si è detto favorevole alla rielezione del procuratore generale.
La Corte d'appello considera che la presentazione dei fatti da parte del giudice è coerente e in accordo con le sue dichiarazioni davanti al gruppo parlamentare socialista un mese prima. Essa ritiene che Janiak abbia fornito un'interpretazione soggettiva alla battuta di Bomio. In queste condizioni, nessun elemento permette di accertare un'avversione o una prevenzione di quest'ultimo nei confronti di Lauber.
Le richieste di ricusazione del procuratore generale sono dunque respinte. La decisione della Corte d'appello non è definitiva e può ancora essere portata davanti al Tribunale federale.