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Felix Weber, CEO della Suva, si esprime su alcuni importanti aspetti che riguardano l'epidemia di coronavirus in Svizzera.
Stiamo attraversando un periodo molto particolare. Il Consiglio federale ha deciso le misure più incisive per la popolazione svizzera dal secondo dopoguerra a oggi. Le imprese sono di fronte a sfide enormi. Come affronta questa situazione la Suva? E cosa significa questo scenario per le imprese e i suoi assicurati? Abbiamo girato questi interrogativi a Felix Weber, presidente della Direzione della Suva.
Signor Weber, il coronavirus sta producendo un violento impatto sulla Svizzera e la sua economia. Quali sono le misure della Suva per sgravare le imprese?
Le collaboratrici e i collaboratori della Suva fanno il possibile per reagire alla crisi in modo adeguato. Ad esempio, rinunciamo all'invio di solleciti e non avviamo esecuzioni. Queste misure sono per ora in vigore fino al 30 giugno. Nel frattempo anche il Consiglio federale ha sospeso le esecuzioni e adottato misure incisive per sostenere la liquidità delle imprese. Sono provvedimenti che salutiamo volentieri. Questo dà a tutte le parti interessate il tempo per concentrarsi su ciò che ora è più importante, ossia rispettare le direttive della Confederazione.
Direttive che per le imprese sono in parte difficili da attuare...
Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo evitare a ogni costo che il coronavirus si diffonda ancora di più. La SECO ha formulato chiare direttive per le imprese in Svizzera . Il Consiglio federale ci ha incaricati di sostenere i Cantoni nel controllo di queste direttive pertinenti al diritto del lavoro. Se un'impresa viola queste regole o non le vuole attuare, il Cantone adotterà i provvedimenti del caso.
Le imprese devono quindi attendersi controlli e visite dei consulenti in sicurezza della Suva?
Sì, ci atteniamo alle direttive dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). I nostri esperti in sicurezza rispettano le disposizioni igieniche e le regole sulla distanza. Se verremo a conoscenza di gravi violazioni contro le direttive riguardanti la sicurezza sul lavoro o la tutela della salute, interverremo come d'abitudine.
Trovate informazioni importanti al sito www.suva.ch/covid-19
Il sistema sanitario svizzero è fortemente sollecitato. La Suva, con i suoi assicurati, fa parte di questo sistema. Quali misure sono previste?
Per permettere a ospedali e studi medici di concentrarsi sulla cura dei pazienti affetti da coronavirus e sulle emergenze, gli interventi non urgenti nonché le terapie e operazioni pianificate vengono posticipati. Inoltre riduciamo al minimo i rapporti e richiediamo solo i rapporti medici che sono indispensabili per verificare l'obbligo alle prestazioni.
Le borse hanno reagito con forti perdite, accusando il crollo più pesante dalla cristi finanziaria del 2008. Ci sono ripercussioni per la Suva e i suoi clienti?
Ovviamente si registrano minusvalenze sui titoli. La situazione finanziaria della Suva rimane tuttavia molto solida. Nella storia centenaria della Suva si sono già verificati parecchi eventi con conseguenze finanziarie simili. In questo senso, al momento non sono previste ripercussioni per gli assicurati. Ciò che ci preoccupa maggiormente è il livello dei tassi molto basso, che probabilmente peserà a lungo sulle opere sociali.
Molti assicurati rimangono a casa. Prevede che ci saranno meno infortuni e che questo potrebbe ripercuotersi sui premi?
In determinati settori prevediamo una diminuzione degli infortuni. D'altronde è evidente che dove non si lavora non ci sono infortuni professionali. Avranno un impatto anche la chiusura anticipata dei comprensori sciistici e la rinuncia alle discipline sportive con la palla. Siccome la Suva non persegue scopi di lucro, adegueremo i premi alla riduzione dei costi infortunistici non appena gli effetti saranno quantificabili e se saranno rilevanti dal punto di vista finanziario. Tuttavia non sappiamo ancora quali settori saranno interessati e in che misura.