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Le autorità di São Tomé porteranno il caso davanti alla giustizia dopo aver scoperto un peschereccio spagnolo nelle sue acque territoriali intento prevalentemente a pescare squali invece che tonni, come doveva invece essere autorizzato. Nella foto, il Baz è stato abbordato dalla Guardia Costiera e gli ispettori della pesca del paese africano, supportati dalle autorità gabonesi e dall’equipaggio di Sea Shepherd.
Il 5 settembre scorso, il peschereccio spagnolo Baz è stato abbordato entro le acque territoriali del paese isolano del centro africa di São Tomé e Príncipe da parte delle autorità del paese stesso, assistite da Sea Shepherd e da alcuni ufficiali del Gabon durante un’operazione congiunta nota come Operazione Albacore.
Nonostante il peschereccio fosse autorizzato alla pesca del “tonno e specie simili”, le ispezioni a bordo hanno rivelato che le stive erano riempite principalmente con squali, in particolare squali azzurri classificati come “prossimi alla minaccia” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ma anche squali mako classificati come “vulnerabili”, perciò prossimi all’essere “a rischio”. Molte delle pinne erano già state tagliate dai corpi, in violazione al regolamento europeo contro l’asportazione di pinne di squali a bordo dei pescherecci (1185/2003) e al relativo emendamento (605/2013), il quale prevede che gli squali catturati siano consegnati con le pinne naturalmente unite al corpo.
A bordo del Baz c’era una quantità di squali pressoché doppia a quella di tonni, con il peschereccio che trasportava 62'730 kg di squali azzurri e 6242 kg di squali mako, a confronto con 36'493 kg di tonno obeso e 5'387 kg di tonno pinna gialla.
I palangari, che sono i segmenti di filo a cui sono appesi gli ami, erano rinforzati con filo di ferro, aumentando il sospetto che il Baz stesse prevalentemente mirando a catturare degli squali e non dei tonni. Il rinforzo di metallo viene utilizzato per evitare che gli squali mordano il filo, rompendolo e sfuggendo alla cattura.
I pesci a bordo sono anche stati trovati sviscerati e lavorati, in violazione alle norme locali sulla pesca, in mancanza di una specifica autorizzazione.
Circa un anno prima, nell’agosto 2016, le autorità di São Tomé, sempre operando sulla M/Y Bob Barker messa a disposizione da Sea Shepherd, avevano arrestato un altro peschereccio spagnolo noto come Alemar Primero. A bordo dell’Alemar Primero vennero rinvenute 87 tonnellate di squali e pinne di squalo. L’imbarcazione venne arrestata e rilasciata 3 settimane dopo, in seguito al pagamento di una multa per numerose violazioni tutte non legate all’asportazione di pinne di squalo. Infatti, nonostante vietata dalla legge europea, questa pratica non è attualmente specificamente vietata dalle leggi nazionali di São Tomé.
“Le autorità della pesca di São Tomé hanno inoltrato un reclamo al Direttorato Generale UE degli affari marittimi e della pesca (DG Mare), con richiesta di perseguire il caso in base al regolamento europeo contro l’asportazione di pinne di squalo. Curiosamente, la denuncia non venne sporta in Spagna, paese di bandiera dell’imbarcazione, adducendo quale scusa l’eventuale doppia pena e dichiarando che le accuse erano già state mosse a São Tomé, nonostante queste ultime non fossero legate alla caccia illegale agli squali”, ha detto il Direttore delle Campagne di Sea Shepherd, Peter Hammarstedt.
Il 10 ottobre 2017, le autorità della pesca di São Tomé hanno emanato una notifica di violazione delle norme di pesca al proprietario spagnolo così come una richiesta alla Commissione Europea, affinché investighi sulla sospettata violazione del regolamento europeo.
Sea Shepherd è convinta che l’ispezione a bordo del Baz sia un’opportunità per la nazione di bandiera della nave, la Spagna, per intervenire nelle attività criminali della sua flotta.
“L’evasione delle responsabilità europee nella denuncia sporta contro l’imbarcazione Alemar Primero per la violazione del regolamento UE contro l’asportazione di pinne di squalo è il motivo per cui la flotta spagnola di pescherecci illegali si sente legittimata a proseguire le sue attività criminali a danno degli squali nelle acque di São Tomé, in violazione delle norme europee” ha detto Peter Hammarstedt. “La DG Mare UE deve essere applicata contro il Baz in modo da fungere da esempio. Se la Spagna non condannerà il Baz, non ci sarà alcuna giustizia per São Tomé e Príncipe, mentre il regolamento europeo continuerà a non avere mordente.
Il divieto europeo all’asportazione di pinne di squalo venne introdotto come misura di conservazione, per assicurare che i corpi degli squali non vengano scaricati in mare allo scopo di fare più spazio per un numero maggiore di pinne di squalo, ben più preziose, con il risultato che molti più squali di quanti sarebbe altrimenti possibile sarebbero uccisi. Sempre più squali vengono uccisi giorno dopo giorno per soddisfare la crescente domanda asiatica di pinne di squalo, per la preparazione dell’omonima zuppa. Un terzo delle specie di squali sono pescate in modo eccessivo, al punto da rischiare l’estinzione.