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L’istruzione dovrebbe rappresentare un’opportunità per tutti. La scuola è spesso raffigurata come un incredibile ascensore sociale, che dovrebbe consentire anche a chi proviene da famiglie meno agiate, ma ha voglia di fare e di mettere a frutto i suoi talenti, di emergere nella nostra società. Eppure, malgrado questa mirabile narrativa, i risultati scolastici degli studenti in quasi tutto il mondo sono fortemente correlati alla condizione socio-economica della loro famiglia di appartenenza. In altre parole, gli studenti con genitori più istruiti e con livelli di reddito e ricchezza più elevati tendono ad andar meglio a scuola. A tal punto che negli Stati Uniti si iniziano a levare voci contrarie a queste nuove dinastie familiari, che non si fondano più sul passaggio di un’azienda o di una professione di padre in figlio, ma sulla frequenza di padri e figli alla stessa università: Harvard, Yale, Stanford.