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Adesso è una gara a due: Bernie Sanders contro Joe Biden.
La straordinaria vittoria di ieri di Joe Biden nello stato della Carolina del Sud ha superato ogni aspettativa dando un enorme impulso nella corsa alla sfida contro il presidente Donald Trump alle prossime elezioni di novembre 2020.
Anche se la strada è ancora in salita per Biden. Soprattutto se Michael Bloomberg decidesse di non andarsene, dopo aver speso 20 milioni di dollari solo in South Caroline per raggiungere appena il 15% delle preferenze e un centinaio di milioni di dollari spesi invano dall’inizio della sua campagna, e se Sanders dovesse vincere alle primarie della California e del Texas come i sondaggi sembrano suggerire. I candidati miliardari non sono più i benvenuti e Biden ha annullato la logica della candidatura dell’ex sindaco di New York City, ma il partito Democratico rimane profondamente diviso e i voti di Bloomberg – sottratti a Biden – potrebbero favorire Sanders.
Sanders e Biden stanno dimostrando di poter costruire due coalizioni fondamentali per raggiungere il successo alle prossime presidenziali. Joe Biden sembra raccogliere sempre più il consenso degli afroamericani, cosa che non riesce a Sanders anche se al momento risulta essere il primo in classifica per i democratici. Biden è tornato con una grande vittoria in South Carolina dopo tre sconfitte consecutive, potrebbe però godersi il trionfo per poco tempo visto il Super Tuesday in arrivo il 3 marzo dove 14 stati degli Stati Uniti organizzeranno le votazioni per scegliere il loro candidato presidenziale.
Al contrario del partito Repubblicano, al quale non serve specificare che sarà il presidente in carica per la corsa alla prossima presidenza, in casa democratica si deve passare per le elezioni primarie. Il programma troppo “socialista” di Sanders con la proposta di riforma sanitaria, dell’istruzione e dell’apertura delle frontiere, ha portato ad un vicolo cieco il partito Democratico trasformando diversi suoi elettori passivi in feroci oppositori del senatore progressista. Ha prevalso la linea conservatrice e moderata che respinge la visione di Sanders.
La conseguenza ora è una grande divisione tra moderati e progressisti all’interno del partito Democratico. I moderati non possono vincere le presidenziali senza i progressisti, e viceversa. I sentimenti dei due schieramenti interni sono reciproci. I progressisti democratici chiedono un reale cambiamento della politica americana, mentre i moderati democratici chiedono di mantenere le cose sostanzialmente così come stanno. Questo favorisce la nuova rielezione di Donald Trump. Né i progressisti né i moderati saranno in grado di formare la coalizione necessaria per sconfiggere l’attuale presidente degli Stati Uniti.
Il consigliere economico di Trump, Larry Kudlow, ha paragonato la nuova ideologia di sinistra come la diffusione del virus che sta infettando l’America, rappresentando però una minaccia ben più grande per l’economia rispetto al coronavirus. “Il virus non affonderà l’economia americana. Ciò che sta o potrebbe affondare l’economia americana è il socialismo proveniente dai nostri amici dall’altra parte della navata. Questa è la più grande paura cha abbiamo oggi”, ha affermato durante una riunione al National Harbor a sud di Washington.
Nel suo discorso di ringraziamento per il risultato rivolto al cuore del partito Democratico, Joe Biden ha dichiarato: “Pochi giorni fa la stampa e gli esperti avevano dichiarato morta la mia candidatura. Ora grazie a tutti voi abbiamo vinto, e abbiamo vinto alla grande”. Biden ha vinto con 48,4% contro il 19.9% di Sanders. Il suo forte sostegno agli afroamericani ha conquistato l’appoggio significativo della influente deputata James Clyburn.
L’intera immagine del partito Democratico potrebbe cambiare in un solo giorno, oppure si potrebbe vedere Sanders consolidare il suo vantaggio. Non rimane che aspettare la prossima data più importante delle primarie, tempo permettendo. Sono previste infatti piogge abbondanti che minacciano inondazioni e forti nevicate nella maggior parte degli stati che terranno le elezioni primarie.