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L'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi) ha deciso che il dominio «svizzera.ch» spetta alla Confederazione.Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2006 - 12:04
Per assicurarsi i diritti sull'indirizzo internet, che era di proprietà di un privato di Zurigo, la Svizzera ha dovuto combattere per diversi anni.
Per ottenere il diritto di utilizzare il nome di dominio www.svizzera.ch il governo elvetico ha combattuto una lunga battaglia, che ha avuto una svolta lunedì.
L'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi) ha deciso infatti che il nome internet spetta di diritto al governo elvetico.
«Svizzera» è utilizzato ufficialmente da tutti gli enti nazionali ed internazionali che hanno a che vedere con la Confederazione elvetica. Non si tratta dunque di una mera denominazione geografica come sosteneva il proprietario attuale del dominio, Stefan Frei, un ingegnere di Zurigo.
L'Ompi ha respinto questa argomentazione. A suo avviso, il fatto che la Confederazione abbia ripiegato su indirizzi alternativi come www.ch.ch non significa che abbia perso il diritto ad utilizzare www.svizzera.ch.
L'Ompi ritiene che Frei abbia sfruttato la notorietà del nome Svizzera per attirare clienti sul suo sito internet.
Dal 1995, infatti, www.svizzera.ch, www.suisse.ch e www.schweiz.ch rimandano ad un sito in lingua tedesca, dove si vendono accessori decorati con simboli patriottici e suonerie per i telefonini.
Il sito offre inoltre un servizio di messaggeria elettronica e propone alcune informazioni sulla storia e sul sistema politico svizzeri.
Fine degli abusi?
La Cancelleria federale, che si era rivolta all'Ompi, è soddisfatta della decisione e sottolinea come quest'ultima sia in linea con la giurisprudenza del Tribunale federale in materia di nomi di dominio.
Per la Cancelleria federale la sentenza tiene conto del fatto che nel corso degli ultimi anni gli Stati hanno accordato un'importanza crescente al loro nome.
Questa decisione di principio dovrebbe mettere fine all'utilizzazione abusiva dei nomi degli Stati da parte di persone non autorizzate.
Buoni affari
Frei, in un'intervista rilasciata a swissinfo nel mese di gennaio, aveva affermato di non aver nessuna intenzione di lasciare il dominio, soprattutto perché l'interesse per la Svizzera, qualificata ai mondiali di calcio, era necessariamente destinato ad aumentare.
In diverse occasioni Frei aveva ricevuto laute offerte per cedere i suoi diritti sui nomi di dominio, ma aveva sempre rifiutato. Da parte loro le autorità federali non avevano mai offerto ricompense pecuniarie per ottenere il nome dell'URL.
Frei ha ora 20 giorni per fare ricorso presso un tribunale ordinario. Le sue possibilità di successo sono praticamente nulle. Se non verrà aperta una procedura, l'indirizzo internet passerà automaticamente alla Confederazione.
La Confederazione, che voleva l'indirizzo nelle quattro lingue ufficiali per il suo portale, possiede attualmente solo la versione in romancio «www.svizra.ch». Il portale attuale della Confederazione, www.admin.ch - resterà comunque in funzione.
In Svizzera i siti che terminano con ".ch" sono gestiti da Switch, secondo il principio "chi primo arriva, meglio alloggia". Questa fondazione appartiene per metà alla Confederazione e per metà ai cantoni che ospitano un'università.
swissinfo e agenzie
In breve
Il sito «svizzera.ch», «suisse.ch», «schweiz.ch» era stato lanciato nel 1995 su base commerciale.
Era gestito a Zurigo da un ingegnere elettronico insieme a due partner.
Vendeva gadget con la croce bianca e simboli folkloristici, servizi internet, come una messaggeria elettronica e alcune informazioni storiche e politiche sulla Svizzera per i turisti.
La Confederazione si è battuta per anni con i proprietari, ma ha sempre rifiutato di entrare in trattative finanziarie, considerando di avere un diritto naturale al nome del dominio.
Nel febbraio scorso si era rivolta all'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) per dirimere la questione.
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