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I partiti borghesi sostengono un bilancio annuo di cinque miliardi di franchi per l'esercito. Con 15 voti contro 9, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha adottato una mozione che chiede al Consiglio federale di non allontanarsi da questo mandato fissato dal parlamento.
Nel settembre del 2011, le Camere avevano incaricato il governo di aumentare il budget militare da 4,4 a 5 miliardi di franchi annui a partire dal 2014. Quest'aumento dovrebbe consentire non soltanto di acquistare 22 nuovi aerei da combattimento, ma anche di garantire un esercito di milizia di 100'000 uomini e di colmare le lacune nell'equipaggiamento militare.
Orbene, il governo si è allontanato da questa linea direttiva. Propone di limitare le spese dell'esercito a 4,7 miliardi all'anno, a partire dal 2015. Da questo budget dovrebbero poi essere prelevati circa 300 milioni all'anno da riversare in un fondo destinato al finanziamento dei nuovi caccia.
Nell'ambito del recente programma di risparmio, il Consiglio federale ha inoltre annunciato nuovi tagli nel budget militare (74 milioni nel 2014 e 13 milioni all'anno a partire dal 2016). Per la maggioranza della commissione, il "vaso è colmo". I mezzi proposti non basteranno a coprire le necessità. La maggioranza critica pure che l'esercito sia oramai retto soltanto da esigenze di politica finanziaria.
La maggioranza ritiene anche che si tratti di un "segnale sbagliato", visto che, per mancanza di mezzi, si pone l'acquisto dei 22 Gripen in concorrenza con le altre necessità dell'esercito. È poi stata annoverata la possibilità di rinunciare a un fondo di finanziamento degli apparecchi, nell'intento di impedire un referendum contro questo acquisto. Nessuna decisione è però stata presa al riguardo, ha indicato oggi alla stampa la presidente della commissione Chantal Galladé (PS/ZH).