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Thomas Borer, si è detto sollevato per la smentita dell'estestista Djamile Rowe. La donna aveva in precedenza affermato di aver avuto una relazione con l'ex-ambasciatore svizzero a Berlino.
L'ex ambasciatore svizzero a Berlino Thomas Borer, ora consulente per le aziende che operano fra Germania, Svizzera e Stati Uniti, ha affermato in un colloquio con l'agenzia tedesca dpa di sentirsi molto sollevato per la ritrattazione della donna.
La smentita dell'estetista
A farsi portavoce delle dichiarazioni Djamile Rowe, la quale aveva affermato di aver avuto una relazione sessuale con Borer, era stato il quotidiano popolare Blick, che aveva pubblicato anche tutta una serie di fotografie al fine di corroborare le affermazioni della donna.
Affermazioni che avevano condotto alle dimissioni di Borer dal posto di ambasciatore a Berlino.
Ebbene, la visagista ha ritrattato tutto quanto spifferato ai media in una dichiarazione sotto giuramento pubblicata domenica dalla "SonntagZeitung" e dal settimanale tedesco "Bild am Sonntag".
Per quanto attiene alle fotografie dello scandalo, la donna ha affermato che la notte in cui furono scattate, non si trovava né dentro, né fuori la sede dell'ambasciata svizzera a Berlino.
Ringier sotto accusa
Non sono mancate sferzate alla Ringier, la società che pubblica sia il "Blick" che il "SonntagsBlick" rea, stando alla donna, di aver esercitato forti pressioni su di lei per il tramite di alcuni giornalisti. Michael Ringier, direttore del gruppo, le avrebbe offerto un discreto gruzzolo affinché si prestasse al gioco dichiarando il falso.
Sempre sulla "SonntagsZeitung", Micheal Ringier contesta tale versione dei fatti essendo in palese contrasto con quanto la donna finora ha affermato sia a media svizzeri che stranieri. La donna aveva d'altronde già giurato al "Blick" che quanto diceva corrispondeva alla verità. Per la Ringier sarà compito di un tribunale cercare la verità.
Borer contento
Ora Borer afferma nell'intervista alla dpa che "alcuni importanti svizzeri non mi hanno creduto, dando invece valore a testimoni e prove dubbie." Una valutazione sbagliata che ha avuto come conseguenza misure "che hanno fortemente danneggiato la Svizzera e la mia famiglia", ha aggiunto Borer.
L'ex-ambasciatore ha invece ringraziato "la maggioranza dei tedeschi e degli svizzeri che stavano dalla mia parte". In relazione con le accuse mosse nei suoi confronti, gli avvocati di Borer stanno ora valutando ulteriori mosse giuridiche.
L'ex ambasciatore si dice convinto che il suo richiamo a Berna, all'origine delle dimissioni, fosse collegato alle "accuse private". "Quale sarebbe stato altrimenti il motivo?"
Per il dipartimento degli esteri il caso è chiuso
Ma a Berna non sono dello stesso avviso. "Non è affar nostro". Con questa affermazione lapidaria il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ruedi Christen ha reagito alle rivelazioni dell'estetista.
"La decisione del Consiglio federale di richiamare Borer a Berna", ha detto Christen, "non ha nulla a che vedere con la vita privata dell'ex ambasciatore". Circa le nuove rivelazioni della visagista, Christen ha affermato "che se la donna racconta adesso una versione diversa dei fatti, ciò non riguarda il DFAE".
Una fine polemica
Borer e il DFAE si sono lasciati tra le polemiche. Nel rendere noto alla stampa che non sarebbe ritornato a Berna, Borer aveva deplorato la mancanza di lealtà e lo scarso appoggio dimostrati dal dipartimento nei suoi confronti. Ciò che lo aveva indotto ad inoltrare le sue dimissioni.
Joseph Deiss, capo del DFAE, aveva reagito alle accuse di Borer qualificandole di "inaccettabili". Deiss aveva dichiarato a stampa e televisione che Borer, con il suo comportamento, aveva mostrato di non essere affatto leale né con il Dipartimento, né con lui, né infine con il Consiglio federale.
Borer vive ora con la moglie Shawne Fielding in una lussosa villa di Potsdam, dove si occupa di consulenza economica a favore di ditte che intrattengono affari nel triangolo strategico tra Germania, Stati Uniti e Svizzera.
swissinfo e agenzie