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Il Tribunale amministrativo federale, con una sentenza di principio, dà il via libera ai rimpatri di una famiglia di richiedenti asilo in Italia. Il TAF infatti giudica sufficienti le garanzie offerte dalle autorità di Roma per il rispetto del diritto delle famiglie.
Il caso di cui si è occupato il TAF riguarda una donna eritrea con un figlio minorenne che non voleva essere rinviata in Italia. I giudici hanno respinto il ricorso della donna ritenendo che non vi sia nessun problema grave per l'alloggio di famiglie nella Penisola. In base alla sentenza, riportata oggi dalla Berner Zeitung e dal St-Galler Tagblatt, le garanzie offerte da Roma soddisfano le esigenze della Corte europea dei diritti umani.
L'Italia assicura un alloggio adatto ai bambini e alle famiglie. È uno Stato di diritto e non le si possono imporre "esigenze eccessive", secondo i giudici.
Nel novembre 2014, la Corte europea dei diritti umani aveva posto il veto al rinvio di famiglie in Italia senza garanzie. La Svizzera doveva prima assicurarsi delle condizioni di alloggio, aveva sostenuto la Corte. I due Paesi da allora si sono accordati su un regolamento per i "casi particolari".
La sentenza del TAF è definitiva. Non è possibile inoltrare ricorso al Tribunale federale.
(Sentenza D-6358/2015 del 7 aprile 2016).
SDA-ATS