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La polizia israeliana ha raccomandato l'incriminazione per corruzione, frode e abuso di potere del premier Benjamin Netanyahu. "Ci sono sufficienti evidenze contro il premier", ha dichiarato il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld. Il premier, in diretta tv, ha respinto ogni accusa, assicurando che non si dimetterà e che "tutto si chiuderà con un nulla di fatto".
Ora toccherà al procuratore generale Avichai Mandelblit decidere se le "raccomandazioni" di chi ha condotto le indagini preliminari vanno accolte.
Netanyahu è sospettato di corruzione per i doni pari a un valore di circa 25'000 franchi ricevuti nel corso degli anni da due imprenditori. Si tratterebbe, fra le altre cose, di sigari e champagne. La seconda indagine è basata sui rapporti con l'editore del quotidiano "Yediot Ahronot", Arnon Moses: i due avrebbero concordato servizi più morbidi nei confronti del Governo in cambio di aiuti al giornale.
La giustizia israeliana può avere la mano pesante con i politici, basti pensare che il predecessore dell'attuale primo ministro, Ehud Olmert, sta scontando 18 mesi di carcere per motivi analoghi.
ATS/Reuters/M. Ang.