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Gli impiegati dell'amministrazione federale avranno diritto a cinque giorni di congedo paternità al posto degli attuali due.
Il governo elvetico segue così un movimento di fondo avviato dall'economia privata. La Svizzera è però ancora ben lontana dagli standard di altri paesi europei.
L'obiettivo delle decisioni presentate mercoledì dal governo è di rendere attrattiva e concorrenziale l'amministrazione federale sul mercato del lavoro, indica un comunicato del Dipartimento federale delle finanze (DFF).
L'elemento più in vista della riforma riguarda il congedo paternità, che sarà prolungato da due a cinque giorni. Il nuovo diritto entrerà in vigore il primo gennaio 2008 e dovrà essere fatto valere entro sei mesi dalla nascita.
In questo ambito l'amministrazione era ormai in ritardo su molte imprese pubbliche e private, quali le Ferrovie federali e Migros che hanno introdotto congedi che vanno dai 5 ai 10 giorni.
Mettersi al passo dell'economia privata
La discussione nell'ambito dell'amministrazione è stata lanciata nel gennaio del 2007 da Doris Leuthard, responsabile del Dipartimento federale dell'economia (DFE), che aveva previsto di introdurre nel suo dicastero un congedo paternità di cinque giorni.
La ministra voleva concedere anche il diritto di un congedo non pagato di 20 giorni, ma era stata richiamata all'ordine dal governo. In seguito il Consiglio federale ha incaricato il DFF di sottoporgli proposte per un congedo paternità più ampio.
In questo modo il governo intende garantire anche in futuro una regolamentazione unitaria dei congedi in tutta l'amministrazione. Nel contempo esso soddisfa l'esigenza di un congedo paternità più lungo.
Rimane tuttavia in sospeso la questione della compensazione del congedo paternità. Il governo non ha voluto ridurre il congedo di sei giorni accordato a chi si sposa, nonostante il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz lo ritenesse «troppo lungo».
Non tutto a favore del personale
La revisione della Legge sul personale federale (LPers) comprende anche altre misure che intendono semplificare i processi sia per la Confederazione sia per gli impiegati.
L'ottimizzazione dell'attuale sistema salariale dovrebbe consentire una retribuzione dei collaboratori che tenga maggiormente conto delle esigenze, delle prestazioni, del mercato e del budget, nonché promuovere l'attrattiva dell'amministrazione.
Tuttavia non tutte le misure andranno a vantaggio degli impiegati. Oltre a riformare il sistema salariale e di valutazione della qualità del lavoro svolto, il governo intende anche rendere meno vincolanti le regole che proteggono dal licenziamento e ampliare le categorie professionali sottoposte al divieto di sciopero.
swissinfo e agenzie
La Svizzera in ritardo
La legge svizzera non regola il congedo paternità, contrariamente a quanto fa dal 2005 per il congedo maternità.
La possibilità per i padri di rimanere a casa dopo la nascita di un figlio dipende dalla buona volontà del datore di lavoro.
In diversi paesi europei la situazione è più favorevole ai neo-papà.
La Svezia offre 15 mesi di congedo per i genitori, di cui almeno uno per il padre.
In Norvegia, i genitori hanno diritto a 39 settimane, di cui sei almeno riservate al padre.
Dal primo gennaio di quest'anno, in Germania i genitori possono dividersi 14 mesi di congedo (con due terzi del salario).
I papà finlandesi e spagnoli beneficiano invece di un congedo di 3 settimane, da sfruttare nel corso dei primi 4 mesi di vita del neonato.