Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01152.jsonl.gz/321

CHIASSO - Se il mantra di Franco Longo, durante l'audizione presso il Tribunale Penale Federale di Bellinzona, era volto a ridimensionare il suo ruolo (ha dichiarato più volte di non esser ela mente di un'organizzazione criminale), quello dell'ex municipale di Chiasso è stato: «Non mi sembrava sospetto o inusuale. Così facevano tutti».
Così l'ex fiduciario ticinese 42enne ha cercato di difendersi nel corso della seconda giornata del processo in corso che lo vede alla sbarra insieme a Longo (63enne di Vacallo) con l'accusa di riciclaggio di denaro aggravato, falsità in documenti e infrazione alla Legge federale sugli stranieri.
Contrariamente al 63enne, però, l'ex politico - come riferisce il CdT - non ha riconosciuto quasi nessun reato che gli viene imputato. Le sole azioni illecite ammesse riguardano «degli atti fiscalmente non adeguati per meri fini personali». Il 42enne, invece, respinge le accuse di aver aiutato Franco Longo, i fratelli Martino e la moglie di uno di loro – membri delle 'ndrangheta ad infrangere la legge.