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L'Unione internazionale dei trasportatori stradali (UIT) accusa Berna di essere responsabile della "scandalosa situazione" e di voler esportare il traffico di transito.
Secondo l'UIT la politica di Berna di imporre l'aggiramento della Svizzera è contraria all'accordo GATT sulle tariffe doganali e sul commercio. L'articolo 5 garantisce infatti il transito attraverso la via usuale, scrive l'UIT in comunicato diramato giovedì.
Le vie alternative devono offrire condizioni simili. Il passaggio attraverso il Gran San Bernardo è invece più problematico sotto tutti gli aspetti: economici, di sicurezza ma anche ecologici. Invece che minacciare una multa di 5000 franchi, la Svizzera dovrebbe pagare 500 franchi per ogni camion che non può transitare attraverso il San Gottardo.
Le misure prese dopo l'incendio in galleria sono discriminatorie e portano poco, se non nulla, alla sicurezza. Secondo l'UIT il modo in cui la Svizzera sta affrontando il problema è un ulteriore esempio di come il paese voglia approfittare dell'economia europea senza assumersi la relativa parte di costi.
Probabilmente - scrive l'UIT - dopo la ratifica degli accordi bilaterali con l'UE, Berna si sente sicura di poter esportare il problema del traffico attraverso le Alpi.
Accuse respinte dal DATEC
Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) respinge fermamente le critiche.
Secondo Hugo Schittenhelm, portavoce del DATEC, è «evidente» che le misure sul tappeto rispettano la legislazione svizzera e gli accordi internazionali, ha indicato all'ats.
swissinfo e agenzie