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Kane e compagni hanno battuto 2-1 in rimonta ai supplementari gli scandinavi e domenica si giocheranno per la prima volta il titolo europeo contro l'Italia
Sarà l'Inghilterra a contendere all'Italia il titolo di campione d'Europa domenica sera a Wembley. Nella seconda semifinale, disputata sempre nell'impianto londinese, i Tre Leoni hanno infatti faticato forse più del previsto ma alla fine sono riusciti ad avere la meglio 2-1 dopo i supplementari di una Danimarca comunque da applausi, che ha fatto quello che ha potuto finché ha potuto – tenuta in partita anche delle grandi parate del figlio d'arte Kasper Schmeichel – ma che alla fine ha visto spezzarsi sul più bello il sogno di ripetere (e dedicare a Eriksen) la cavalcata tanto inattesa quanto straordinaria del 1992 che l'aveva portata al titolo continentale. Onorificenza che può per contro continuare a sognare grazie al gol al 104' del solito Kane la squadra di Gareth Southgate, alla prima finale europea della sua storia e che torna a disputare l'ultimo atto di un grande appuntamento dal Mondiale vinto nel 1966.
Scesa in campo con Saka sul fianco destro al posto di Sancho rispetto al quarto di finale trionfale con l'Ucraina (4-0), l'Inghilterra ha subito preso in mano le redini dell'incontro schiacciando i danesi (dal canto loro identici agli undici schierati inizialmente nel 2-1 sulla Repubblica Ceca) nella loro metà campo, senza tuttavia riuscire a impensierire sul serio Schmeichel. Il primo brivido è così arrivato dal lato opposto del terreno a causa di un'ingenuità di Pickford, che al 16' ha regalato palla al limite dell'area agli avversari, i quali non ne hanno però approfittato. Decisamente meglio ha fatto qualche minuto dopo il gioiellino scandinavo Damsgaard, che dopo aver sfiorato l'incrocio alla sinistra dell'estremo difensore britannico con un bel tiro a giro, al 30' ha firmato il vantaggio per i suoi con una punizione calciata non angolatissima ma appena sotto la traversa e con la potenza giusta per sorprendere un Pickford non del tutto esente da colpe, dando così il primo dispiacere del torneo alla difesa dei Tre Leoni, mai bucata nelle cinque precedenti partite dell'Euro.
L'occasione per il pareggio se l'è ritrovata sui piedi 8 minuti dopo Sterling, il quale da due passi ha però clamorosamente sparato addosso al portiere del Leicester. A dare una mano all'attaccante del Manchester City ci ha così pensato sull'azione successiva Kjaer, che nel tentativo di anticipare lo stesso numero 10 avversario sul traversone di Saka ha spedito la sfera nella propria porta.
Nella ripresa la squadra di Kasper Hjulmand è sembrata partire meglio ma come all'inizio della prima frazione, sono stati gli avversari a procurarsi la prima occasione con un colpo di testa di Maguire intercettato da Schmeichel con un gran volo. Tutta nel destro centrale scagliato al 59' da Dolberg la risposta dei danesi. Con il passare dei minuti il ritmo – nonostante i diversi cambi – si è ulteriormente abbassato ed è emersa più la paura di perdere che la voglia di vincere delle due squadre, tanto che l'episodio più pregnante degli ultimi 30 minuti regolamentari – visto che l'assalto finale inglese si è infanto sul muro danese – è stato un possibile (probabile) rigore per Kane non visto né dal direttore di gara (l'olandese Makkelie) né dal Var.
Il forcing operato negli ultimi minuti dai sudditi della Regina è proseguito anche nei tempi supplementari, nei quali ci hanno provato nell'ordine Kane (Schmeichel con la mano destra ha impedito all'attaccante del Tottenham di perforarlo per la 15esima volta in carriera), Grealish (botta centrale ribattuta dal portiere) e Sterling (alto). A furia di provarci, al 104' gli inglesi sono passati anche se pure in questo caso c'è voluto una sorta di aiutino, con un rigore apparso piuttosto generoso concesso per un apparente sgambetto di Jensen sul solito Sterling: tra Kane e il gol si è in un primo tempo nuovamente messo un grande Schmeichel, ma sulla ribattuta del figlio d'arte lo stesso "HurriKane" è stato il più lesto ad avventarsi sul pallone e a mandare i suoi in finale visto che pur provandoci, la Danimarca non ha più avuto le energie (mentali e fisiche) per reagire.