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Leggero calo delle condanne di adulti e aumento di quelle nei riguardi di giovani l'anno scorso in Svizzera. Le condanne registrate nel casellario giudiziale nei confronti dei primi sono state 105'440 (-3% rispetto al 2018), mentre le condanne minorili pronunciate sono state 14'773, il 6% in più rispetto all'anno precedente. Lo ha comunicato oggi l'Ufficio federale di statistica. Come negli anni precedenti, anche nel 2019 la maggior parte delle condanne (53%) nei riguardi di adulti erano per reati ai sensi della legge sulla circolazione stradale.
Dal primo gennaio 2018 è in vigore la nuova disciplina delle sanzioni, che torna a consentire le pene detentive di breve durata con sospensione condizionale. Come previsto, ciò ha portato a un forte aumento in questo ambito. Da 61 condanne a pene detentive con la condizionale nel 2017, il numero è salito a 2'733 nel 2018 e a 3'507 nel 2019. Questo sottolinea tuttavia che tale tipo di pena è stata pronunciata solo per il 6% di tutte le condanne per adulti. Quella più comune continua a essere la pena pecuniaria con sospensione condizionale, dal momento che è stata la pena principale pronunciata per il 69% di tutte le condanne del 2019.
Nel caso delle condanne di minorenni, la tendenza all'aumento è evidente nel numero di reati previsti dal codice penale (+10%), dalla legge sulla circolazione stradale (+13%) e dalla legge sugli stupefacenti (+3%). Nel 43% di tutte le sentenze, i giovani sono stati condannati a una prestazione personale, come la partecipazione a un corso o lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Tra i minori di 15 anni questa percentuale è risultata particolarmente elevata (58%). Anche le ammonizioni (disapprovazione formale dell'atto commesso da parte del procuratore pubblico dei minorenni o del tribunale dei minorenni) sono state frequenti (27%).
Multe e pene detentive, che possono essere inflitte solo a partire dal compimento dei 15 anni di età, sono state applicate rispettivamente al 26% e al 7% dei condannati di questa fascia di età. Nel caso di 472 condanne, è stata pronunciata una misura di protezione, la più frequente delle quali consisteva in un sostegno esterno.
Lo scorso anno per 1'980 adulti condannati è stata pronunciata un'espulsione giudiziaria. Nel 90% dei casi si trattava di un'espulsione obbligatoria, ossia la persona straniera è stata condannata per un reato per il quale, ai sensi dell'art. 66a del Codice penale, deve essere inflitta un'espulsione. L'11% delle persone interessate era titolare di un permesso B o C.
Secondo l'Ufficio federale di statistica, sia la gravità del reato che lo statuto di soggiorno delle persone condannate incidono sulla pronuncia o meno dell'espulsione. Nel caso di un reato grave - come l'omicidio o la violenza carnale - il rischio di essere espulsi dal Paese è quasi ottanta volte superiore a quello di un reato minore come l'ottenimento illegale di assistenza sociale.