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Il crollo del "Morandi" fa tremare ora tutta l'Europa, che si interroga sullo stato di salute dei suoi ponti. Tornano ad accendersi così i riflettori su studi che denunciano l'insicurezza o la vetustà di molti viadotti e che sarebbero rimasti lettera morta senza la tragedia di martedì a Genova, costata 38 morti (il bilancio delle vittime è ancora provvisorio).
Dalla Francia alla Germania, passando per Spagna e Belgio, i media rilanciano denunce e studi di affidabilità.
In Francia, secondo uno studio commissionato dal ministero dei Trasporti sui 12'000 ponti della rete gestiti dallo Stato, 4'000 "hanno bisogno di riparazioni" e "nel 7%" delle situazioni prese in esame "i danni sono più gravi, e arrivano fino all'eventualità di "presentare, in futuro, rischi di crollo", tanto da rendere necessaria la "chiusura preventiva dei ponti alla circolazione dei mezzi pesanti o di tutti i veicoli". In questa situazione più grave si troverebbero 840 ponti.
In Germania, la Bild ha aperto giovedì con il dossier "i 10 ponti più fatiscenti" del paese. La società che si occupa della manutenzione delle autostrade e delle strade federali ha individuato 800 ponti (sul totale di quasi 39.500) in condizioni di sicurezza "insufficienti".
In Spagna "lo stato dei ponti è un segreto", attacca El Confidencial. Si interroga anche la regione belga della Vallonia con i suoi oltre 4'500 viadotti e ponti, che vengono controllati ogni tre anni, secondo quanto assicura il dipartimento di valutazione tecnica per la gestione di strade e costruzioni.
ATS/M. Ang.