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BERNA - Il fondatore di Wikileaks Julian Assange considera la possibilità di trasferire le attività del sito internet in Svizzera e di chiedere a Berna asilo politico. Lo ha dichiarato egli stesso alla Televisione della svizzera romanda TSR, che ha diffuso ieri sera l'intervista sul suo sito web.
Secondo il giornalista, che ha tenuto ieri una conferenza stampa a Ginevra, "ci sono solo tre paesi al mondo in cui ci sentiremmo in sicurezza: la Svizzera, l'Islanda ed eventualmente Cuba, fintanto che non pubblicheremo niente su Cuba".
Una fondazione Wikileaks potrebbe dunque insediarsi in Svizzera. "È una possibilità che prendiamo seriamente in considerazione", ha detto assange.
Assange ha ieri severamente criticato la reazione degli Stati Uniti ai documenti pubblicati dal sito in cui si documentano abusi dei diritti dell'uomo in Iraq e in Afghanistan e ha annunciato la pubblicazione di altre migliaia di file, riguardanti non solo gli Usa ma anche altri Paesi fra cui Russia e Libano.
Il fondatore di Wikileaks è giunto a Ginevra in vista del primo esame della situazione dei diritti umani negli Usa da parte delle Nazioni Unite. Oggi, infatti, i rappresentanti dei 47 Paesi membri del Consiglio per i diritti umani dell'Onu esamineranno il primo rapporto presentato dagli Stati Uniti nell'ambito dell'Esame periodico universale, meccanismo istituito dall'Onu nel 2006 cui sono sottoposti a turno tutti i 192 Paesi membri delle Nazioni Unite.
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