Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/178887

<h2>SubmittedText<h2><p>Tutte le persone domiciliate in Svizzera o che vi esercitano un'attività lucrativa sono assicurate obbligatoriamente all'AVS. I contributi dei lavoratori dipendenti sono pagati per metà dai datori di lavoro e per metà dai dipendenti. Il trasferimento dei contributi AVS (attualmente il 10,25 per cento del salario, compresi i contributi AI e IPG) alle casse di compensazione incombe ai datori di lavoro, che nella maggior parte dei casi sono corretti e ottemperano al loro dovere. Tuttavia, in periodi economicamente difficili, alcuni di loro risparmiano dove non dovrebbero e non versano i contributi AVS, con conseguenze disastrose per i dipendenti, i quali spesso al momento del pensionamento scoprono che hanno lacune contributive AVS e non riceveranno quindi la rendita che spetta loro. Spesso è troppo tardi per intervenire, poiché per colmare le lacune nella rendita la persona interessata deve provare che negli anni in questione ha lavorato e il datore di lavoro ha dedotto dal suo salario i contributi AVS senza tuttavia versarli alla cassa di compensazione. Tutti i dipendenti possono, in qualsiasi momento, richiedere alla propria cassa di compensazione un estratto dei loro contributi: fidarsi è bene, controllare è meglio. D'altra parte, qualsiasi tipo di deposito in denaro da parte di un cittadino è oggetto di informazioni regolari da parte delle banche. Perché i contributi AVS no? Al fine di migliorare la trasparenza nell'AVS ed evitare i comportamenti fraudolenti, occorre che ogni cittadino sia informato una volta l'anno sui propri contributi AVS.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alla seguente domanda:</p><p>Come valuta la possibilità d'introdurre conteggi AVS automatici a conclusione di ogni anno di contribuzione, in modo che ogni dipendente possa verificare il versamento dei contributi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sistema di riscossione dei contributi è decentralizzato e gestito da un centinaio di casse di compensazione AVS e agenzie. I salari vengono dichiarati annualmente dal datore di lavoro entro il 30 gennaio dell'anno seguente. Dopo il trattamento delle dichiarazioni da parte della cassa di compensazione, i redditi vengono iscritti nel conto individuale (CI) di ogni assicurato al più tardi entro il 31 ottobre.</p><p>Un conteggio AVS come quello richiesto consisterebbe in un estratto del CI dell'assicurato, che sarebbe possibile solo a partire dal momento in cui tutte le iscrizioni sono state completate, vale a dire al più presto alla fine di ottobre. Per quanto concerne i salariati, le casse di compensazione AVS sono in contatto esclusivamente con i datori di lavoro e non dispongono degli indirizzi privati degli assicurati. I conteggi dovrebbero essere trasmessi ai salariati o dai datori di lavoro o dalle casse di compensazione AVS. Nel primo caso i datori di lavoro dovrebbero gestire gli indirizzi dei dipendenti attivi durante l'anno precedente e inviare loro l'estratto del CI e le spese annesse: alcuni datori di lavoro hanno ritmi di rotazione del personale elevati (per es. nei settori della gastronomia o dell'edilizia) oppure impiegano lavoratori domiciliati all'estero. Nel secondo caso tutti i datori di lavoro dovrebbero trasmettere regolarmente gli indirizzi di tutti i loro dipendenti e dunque gestirli e tenerli aggiornati.</p><p>Tra le misure previste dal rapporto sui costi della regolamentazione adottato il 13 dicembre 2013 figurava la soppressione dell'obbligo per i datori di lavoro di rilasciare ai propri dipendenti il certificato di assicurazione. Nello stesso contesto, il Parlamento ha adottato la mozione Niederberger (14.3728, "Costi della regolamentazione a carico dell'economia. Eliminare le attività amministrative inutili nell'ambito dell'AVS"), il che ha comportato la soppressione dell'obbligo di iscrivere i nuovi salariati presso la cassa di compensazione entro un mese dall'inizio del rapporto di lavoro (previgente art. 136 OAVS; RS 831.101) al fine di ridurre l'onere amministrativo per i datori di lavoro. L'invio automatico di un estratto del CI produrrebbe un nuovo onere amministrativo per tutti i datori di lavoro, compresi quelli che versano correttamente i contributi. Se l'iscrizione abolita, che si limitava ai soli nuovi salariati, era considerata un onere troppo pesante, la misura proposta lo sarebbe ancora di più. E sarebbe anche costosa, visti i 4,5 milioni di salariati che conta il nostro mercato del lavoro. I soli costi di spedizione si aggirerebbero attorno ai 4 milioni di franchi all'anno, senza contare i costi amministrativi e di personale.</p><p>I salariati dispongono attualmente di diverse opzioni. Come ricordato dall'autore dell'interpellanza, se i contributi prelevati dai salari non sono stati versati alla cassa di compensazione, i salariati sono protetti dalla legge, se possono provare l'avvenuta deduzione. L'estratto del CI, inoltre, può essere facilmente richiesto online, in particolare da chi ha dubbi circa il pagamento dei contributi da parte del suo datore di lavoro. In occasione dei controlli periodici dei datori di lavoro, la cassa di compensazione AVS verifica, tra l'altro, che i conteggi dei contributi siano stati effettuati correttamente. Quando un datore di lavoro ripara il danno dovuto alla mancata dichiarazione di salari, il reddito corrispondente è registrato sul CI del salariato.</p><p>Tenuto conto di quanto esposto, il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di conteggi AVS automatici rappresenti una misura superflua, che produrrebbe oltretutto un onere troppo costoso e non in linea con le decisioni prese recentemente dal Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.