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La difesa dell'infanta Cristina, sorella di re Felipe VI, ha presentato oggi un ricorso al Tribunale superiore di Palma di Maiorca contro il rinvio a giudizio per due reati fiscali, deciso dal giudice istruttore del "caso Noos", José Castro, il 22 dicembre. Lo si apprende da fonti giudiziarie.
Per i legali, la secondogenita di Juan Carlos e Sofia non va processata, in quanto né la Procura anticorruzione né l'Agenzia tributaria hanno evidenziato indizi criminali nei suoi confronti.
Per il giudice istruttore, invece, il ruolo di Cristina di Borbone è stato di complice di fatto del marito, Iñaki Urdangarin, nell'evasione fiscale di oltre 337 mila euro, mediante la società familiare Aizoon, controllata per metà da ciascuno, e sfruttata come impresa di facciata per riciclare i fondi pubblici drenati dall'ex campione olimpionico di pallamano attraverso l'Istituto Noos.
L'accusa chiede per la sorella di Felipe VI otto anni di carcere, quattro per ogni reato fiscale di cui viene accusata.
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