Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/244304

<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo un moderato calo dei premi delle casse malati rispetto all'anno precedente, per il 2023 diversi attori prevedono un aumento significativo e, stando ai media, Santésuisse paventa un incremento percentuale a due cifre. Anche l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ritiene possibile questo scenario e tra le potenziali cause cita un effetto di recupero dovuto al fatto che, durante la pandemia, sono stati rimandati interventi chirurgici e visite mediche. Inoltre, sempre a causa della pandemia, molte persone sono dovute ricorrere a un sostegno psicologico. </p><p>È innegabile che la pandemia abbia causato sia un aumento che una riduzione dei costi. Ora è importante esaminare gli effetti alla base di questo fenomeno e trarne i debiti insegnamenti. </p><p>Oltre all'onere già elevato per i premi di cassa malati, a contributi esigui per la loro riduzione e ai prezzi in crescita a causa della guerra in Ucraina, un ulteriore aumento dei premi sarebbe difficile da sopportare per molti consumatori e assicurati. </p><p>Alla luce di queste premesse invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. In base alle sue previsioni, di quanto aumenteranno i premi il prossimo anno? </p><p>2. In che modo può garantire che l'incombente aumento dei premi sia almeno parzialmente mitigato da una riduzione delle riserve in eccesso delle casse malati? </p><p>3. Cosa sta facendo per verificare se è in corso un effetto di recupero dovuto alla pandemia? </p><p>4. Ritiene che l'effetto di recupero sia giustificato oppure sono soprattutto le cure non necessarie a essere recuperate? </p><p>5. Come giudica il peso della sindrome post-COVID nell'atteso aumento dei costi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel 2021, i costi effettivi sono stati nettamente superiori a quelli pronosticati. Il monitoraggio dell'evoluzione dei costi dell'assicurazione malattie (www.ufsp.admin.ch &gt; Dati &amp; statistiche &gt; Assicurazione malattie: statistiche) indica per il secondo trimestre del 2022 un incremento dei costi superiore all'anno precedente. L'evoluzione è molto diversa a seconda dei Cantoni. Dato che i premi devono coprire i costi, per l'anno prossimo bisogna attendersi un loro aumento. Considerando che la procedura di approvazione dei premi è in pieno svolgimento, il Consiglio federale non può ancora pronunciarsi sull'aumento concreto per il 2023.</p><p>2. Il Consiglio federale è già intervenuto nell'ambito della riduzione volontaria delle riserve perché ritiene che, al di là di un certo limite, debbano andare a favore degli assicurati. Ha pertanto semplificato le condizioni di questo meccanismo (art. 26 dell'ordinanza sulla vigilanza sull'assicurazione malattie, OVAMal; RS 832.121), il che ha portato i suoi frutti. La riduzione volontaria delle riserve avviene in primo luogo riducendo al massimo i margini di calcolo dei premi. Nell'autunno del 2021, 30 assicuratori hanno proceduto in questo senso. Inoltre, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha approvato il versamento agli assicurati d'importi di compensazione pari a circa 380 milioni di franchi.</p><p>3. Come indicato nella risposta alla domanda numero 1, il Consiglio federale constata un aumento dei costi dovuto non solo all'aumento annuo abituale, ma anche a un effetto di recupero. Nel 2020 alcuni interventi chirurgici e trattamenti non sono stati effettuati a causa sia dei divieti imposti dal Consiglio federale sia della rinuncia spontanea degli assicurati. Non sono tuttavia disponibili cifre sui costi supplementari causati dagli interventi e dai trattamenti rinviati. Pertanto è estremamente difficile distinguere i costi dovuti al recupero dagli altri costi. Il Consiglio federale ha deciso di intervenire sui costi della salute. Per contenerne l'aumento, il 21 agosto 2019 ha sottoposto al Parlamento un primo pacchetto di misure (FF 2019 4981). Le Camere hanno già adottato la prima parte del pacchetto 1 (Pacchetto 1a) il 18 giugno 2021 (FF 2021 1496). Un secondo pacchetto di misure è appena stato approvato dal Consiglio federale.</p><p>4. L'effetto di recupero c'è, ma non si può quantificare. Per contro, i fornitori di prestazioni devono limitare le proprie prestazioni a quanto richiede l'interesse degli assicurati e lo scopo del trattamento. Da parte loro, gli assicuratori hanno l'obbligo di verificare che i trattamenti fatturati siano efficaci, appropriati ed economici. L'obiettivo delle condizioni di rimunerazione è di evitare che trattamenti inutili siano assunti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, a prescindere che facciano o meno parte del recupero.</p><p>5. Il 16 giugno 2021, il Consiglio nazionale ha accolto il postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale 21.3454 (Effetti della COVID lunga) che incarica il Consiglio federale di redigere un rapporto, tra le altre cose, sugli effetti della COVID lunga per quanto concerne le assicurazioni sociali (in particolare l'AI). Indicazioni qualitative relative alle conseguenze finanziarie della COVID lunga sulle assicurazioni sociali potranno essere fornite nel quadro di questo rapporto.</p>  Risposta del Consiglio federale.