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In Gran Bretagna, l’Arcivescovo di Carterbury, Justin Welby, ha lanciato un allarme senza precedenti sull’esplosione della miseria nel paese.
“Aver visto le famiglie nei centri di distribuzione gratuita di generi alimentari mi ha colpito più del vedere la desolazione di un campo di rifugiati nella Repubblica democratica del Congo – ha detto Welby al giornale Mail on Sunday – Ho trovato la loro situazione ben peggiore. Il contesto è meno grave, ma accade qui, in Gran Bretagna.”
Nella Gran Bretagna che nel 2014 è riuscita a registrare una crescita economica del 3%, il numero di persone che ricorrono agli aiuti alimentari è stato moltiplicato per sette negli ultimi due anni, passando da 128’697 nel 2011-2012, a 913’138 persone nel 2013-2014. Oltre un terzo di queste persone sono bambini.
Il dato è stato fornito dall’organizzazione caritativa Trussell Trust, che si occupa della distribuzione gratuita di cibo ai poveri ed è la più grande del Regno Unito, con la gestione di 420 posti di distribuzione di generi alimentari (negozi e mense). Nel Regno Unito ne esistono altrettante gestite in maniera indipendente, quasi 900 “charities” che riescono sempre meno a far fronte alla domanda crescente di aiuti.
“Molte persone non riescono a comperare da mangiare a causa del ritardo nel pagamento degli aiuti sociali – spiega David McAuley, presidente di Trussell Trust – La novità è l’aumento significativo delle persone che vengono nei nostri centri a causa di salari troppo bassi.
I salari di questi poveri che hanno un lavoro non seguono l’inflazione. Queste persone non vedono i benefici della crescita economica. Vivono sul filo del rasoio. Il minimo cambiamento, la minima scossa possono farli precipitare in una situazione che toglie loro i mezzi per acquistare da mangiare.”
L’Arcivescovo Welby ha lanciato un appello al governo britannico affinchè consacri maggiori risorse per lottare contro la povertà alimentare. Ha chiesto al primo ministro David Cameron di usare i fondi messi a disposizione dall’Unione europea per aumentare i mezzi dei centri di distribuzione di cibo ai poveri. Una misura che Cameron non ha mai voluto considerare.
Welby si basa su un rapporto del 8 dicembre scorso, risultato di una commissione d’indagine che riuniva parlamentari di ogni appartenenza politica e che chiedeva al governo di riformare con urgenza il sistema delle prestazioni sociali, affinchè i pagamenti siano eseguiti rapidamente.
La commissione d’indagine propone al governo di aumentare l’aiuto alimentare con nuovi servizi, come consigli di gestione per le persone gravate da debiti e l’aiuto per imparare a cucinare piatti a buon mercato. Suggerisce anche che durante le vacanze scolastiche, nelle scuole, ai bambini le cui famiglie sono in difficoltà vengano distribuiti pasti gratuiti.
Il governo del premier Cameron è imbarazzato da tutte queste richieste, soprattutto in vista delle elezioni generali del 7 maggio e dunque ha preferito non dare spessore alla questione, reagendo in maniera blanda.
Iain Duncan Smith, ministro del lavoro, delle pensioni e della protezione sociale, teorico conservatore della “Big Society”, una società dove ognuno si assume le proprie responsabilità e non chiede aiuto allo Stato, non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Matthew Hancock, ministro delle imprese, ha dichiarato al quotidiano The Times : “La questione essenziale è come far fronte a un problema tanto radicato come la povertà. Indubbiamente, il modo migliore è il lavoro.”
La Banca d’Inghilterra ha previsto che la crescita economica del 3% dello scorso anno, quest’anno porterà all’aumento dei tassi d’interesse, con un forte impatto sulle famiglie modeste che hanno ipoteche o crediti al consumo.
(Fonte : la-croix.com)