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Il vicepresidente di Roche André Hoffmann sostiene a titolo personale l'iniziativa "economia verde", contrariamente alla netta maggioranza delle imprese svizzere, compresa quella in cui opera.
Persuaso della giustezza del testo, su cui popolo e Cantoni si esprimono tra due settimane, pensa che il parlamento saprà attuarlo senza nuocere all'economia elvetica.
"Non sono preoccupato. Le nostre università e le nostre imprese sono assolutamente in grado di fornire le innovazioni necessarie", dichiara Hoffmann in un'intervista pubblicata oggi da Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung. A suo avviso la Svizzera non può permettersi di rimanere a margine delle svolte ecologica e in materia di rivoluzione "cleantech".
"Come tutte le aziende liberali, Roche evidentemente vede di cattivo occhio le regolamentazioni statali. Tuttavia penso che non potremo sottrarci a una certa regolazione", spiega il vicepresidente del gruppo farmaceutico basilese.
L'altro ieri il responsabile del settore ambiente ed energia del gruppo Novartis Markus Lehni, in interviste a vari media, ha dichiarato che l'obiettivo degli autori dell'iniziativa "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)" - ossia ridurre l'impronta ecologica a un livello sopportabile per il pianeta entro il 2050 - è realista "per un'azienda". "Ma la situazione di un'impresa non è comprabile a quella dell'economia di un intero Paese e della Terra".