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Fiat e il Tesoro americano raggiungono un accordo sul prezzo per esercitare l'opzione di acquisto del 6% ancora nelle mani di Washington da parte del lingotto in Chrysler: 500 milioni di dollari che valgono lo scioglimento dei legami con gli Stati Uniti. Il Tesoro "esce dalla compagine azionaria di Chrysler ma questo - afferma l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler - non attenua il senso gratitudine che proviamo verso l'amministrazione Obama per aver creduto, due anni fa, nella partnership con Fiat".
Con l'esercizio dell'opzione del 6% Fiat sale al 52% di Chrysler. "L'operazione di oggi non permette solo alla Fiat di rafforzare la propria posizione in Chrysler, ma accelera anche il nostro progetto di integrazione - mette in evidenza Marchionne - mirato a creare un costruttore globale, efficiente e competitivo".
"Con l'uscita dall'investimento in Chrysler è chiaro che la decisione del presidente Barack Obama di sostenere la società era giusta" osserva il segretario al tesoro americano, Timothy Geithner, precisando che quella di Chrysler è stata una delle "svolte più difficili", la casa automobilistica sta ora "creando posti di lavoro ed effettuando investimenti". Obama visiterà nelle prossime ore l'impianto Chrysler di Toledo, in quella che è la sua terza visita in uno stabilimento Chrysler da quando è stata salvata.
Soddisfatto dell'operazione anche il presidente di Fiat, John Elkann.
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