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La DGD respinge i ricorsi contro le decurtazioni salariali
Il 19 ottobre 2012 la Direzione generale delle dogane (DGD) ha respinto, giudicandoli privi d’oggetto, quattro ricorsi contro le decisioni di decurtare lo stipendio ai dipendenti che hanno ottenuto tre volte una valutazione 2. I ricorsi, trattati con una procedura interna, riguardano il circondario di Sciaffusa (uno nel Cgcf e tre nella Direzione del circondario).
I ricorrenti hanno fatto valere, affiancati da un avvocato incaricato da garaNto, che le decurtazioni erano sproporzionate, i motivi addotti inammissibili e le conseguenze sullo stipendio e le rendite inaccettabili. Hanno inoltre denunciato l’inosservanza del diritto a essere sentiti, ad eccezione della decisione riguardante la regione guardie di confine II.
La DGD respinge interamente i ricorsi sostenendo che l’autorità di nomina non ha violato i principi di diritto né abusato della propria discrezionalità e tantomeno violato il diritto di essere sentiti.
Valutazione giuridica
In tre dei quattro casi i dipendenti interessati erano stati informati con uno scritto antecedente sulle decurtazioni decise dall’autorità di nomina già all’inizio della valutazione del personale. Ciò significa chiaramente che la decisione è stata presa prima della procedura di appianamento delle differenze e della concessione del diritto di essere sentiti. Questo diritto è del resto stato accordato solo in un secondo tempo, ossia dopo che gli interessati hanno chiesto una decisione. Sulla base di questo grave vizio di forma, la DGD avrebbe potuto senz’altro annullare le decisioni: è inconcepibile che non riconosca l’errore e che ritenga lo scritto dell’autorità di nomina un’informativa qualunque.
La DGD non è nemmeno entrata nel merito del fatto che nove dei dodici casi di decurtazione riguardano la direzione del secondo circondario (SH).
È quantomeno lecito dubitare che le decisioni della DGD non supererebbero la verifica da parte del Tribunale amministrativo federale, soprattutto per quanto riguarda il vizio di forma. Purtroppo, però, a tenore dell’articolo 36a della Legge sul personale federale (LPers) il ricorso a un’autorità giudiziaria nell’ambito delle controversie concernenti componenti salariali al merito è ammissibile soltanto per violazione della parità dei sessi. Le decisioni della DGD sono pertanto definitive.
Rivendicazioni sindacali tuttora attuali
Nonostante l’insuccesso dei ricorsi, le decurtazioni salariali per i dipendenti che hanno ricevuto tre volte una valutazione 2 rimangono inammissibili tanto più che questo livello corrisponde all’ampio raggiungimento degli obiettivi. Tuttavia, la stessa prestazione non può essere giudicata una volta come «sufficiente» e un’altra come «insufficiente». È un chiaro controsenso.
La colpa per questa distorsione dell’Ordinanza sul personale federale (OPers) non è dell’AFD ma del Consiglio federale. garaNto e la CNPC si adopereranno con ogni mezzo al fine di abrogare la disposizione dell’art. 39 cpv. 4 =Pers. Nel frattempo chiedono all’Amministrazione federale delle dogane (AFD) di rinunciare alla sua applicazione dato che ciò rientra nella sua discrezionalità.
André Eicher, segretario centrale