Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/243949

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'articolo 118 della legge sull'infrastruttura finanziaria, il Consiglio federale può prevedere limiti per le posizioni nette in derivati su merci detenute da una persona, in quanto sia necessario ad assicurare condizioni ordinate di formazione dei prezzi. La maggior parte dei Paesi ricorre a questo strumento dei limiti di posizione per contenere le attività speculative. Sempre più prove e studi dimostrano che l'utilizzo di derivati su derrate alimentari per scopi puramente speculativi (invece che ai fini di copertura) è aumentato sensibilmente in tutto il mondo, incidendo soprattutto sul prezzo del grano. A fronte della crescita sostenuta dei prezzi del grano e dell'incombente crisi alimentare, si sollevano diverse domande: </p><p>1. Solamente in Svizzera, in quanto maggiore piazza commerciale di materie prime e importante sede di negoziazione dei derivati, l'attivazione dei limiti di posizione per i derivati sul grano avrebbe un effetto calmieratore sui prezzi in vista dell'imminente crisi alimentare? </p><p>2. Il Consiglio federale è intenzionato ad attivare i limiti di posizione in tutte le principali sedi di negoziazione dei derivati, in modo coordinato a livello internazionale? Se non intende farlo, per quale motivo?</p><p>3. Quale margine di manovra ha e sfrutta il Consiglio federale per far fronte alla crisi alimentare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Nel messaggio del 18 febbraio 2015 concernente l'iniziativa popolare "Contro la speculazione sulle derrate alimentari" (FF 2015 2089) il Consiglio federale ha analizzato in maniera approfondita se le operazioni speculative sui mercati a termine delle merci comportino un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli. Sulla base della letteratura scientifica di quel tempo, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che tale ipotesi fosse poco fondata. Tale conclusione è sostenuta anche da studi più recenti. L'attuale volatilità dei prezzi delle derrate alimentari, infatti, è riconducibile anche a cause concrete, come ad esempio la guerra in Ucraina, che ha portato a massicce perdite di raccolto, strozzature nelle catene di approvvigionamento e scarsità di fertilizzanti come pure alla distruzione di derrate alimentari. Ulteriori cause sono da ricercare nelle catene di approvvigionamento e di produzione in parte interrotte dalla pandemia da COVID-19. Come commentato nella risposta alla domanda 22.7408, i limiti di posizione non rappresentano quindi una soluzione per risolvere tale problematica e non sono oggetto dei dibattiti internazionali. Nel nostro Paese, inoltre, la regolamentazione proposta non sarebbe applicabile a nessuna piattaforma di negoziazione di derivati agricoli. Viste le circostanze, l'attivazione di limiti di posizione in Svizzera non avrebbe alcun impatto significativo sui prezzi. A fronte dell'attuale volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, riconducibile alle sanzioni e alle tensioni geopolitiche, va inoltre considerato che tali misure celano anche dei rischi: l'applicazione di tali limiti potrebbe compromettere in momenti critici la capacità dei mercati finanziari di fornire urgentemente la liquidità necessaria. Al momento, quindi, il Consiglio federale non è intenzionato a introdurre a livello internazionale tali limiti di posizione.</p><p>3. Come menzionato nella sua risposta all'interpellanza 22.3309, il Consiglio federale prende molto sul serio la crescente minaccia di una carestia e riconosce l'impellente necessità di agire. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deciso, ad esempio, di stanziare 10,8 milioni di franchi per sostenere le popolazioni colpite dalla siccità in Etiopia e in Somalia. Per combattere la fame e la malnutrizione è necessario tuttavia un impegno a lungo termine a favore di sistemi alimentari efficienti, resilienti e sostenibili. L'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) si adoperano per una trasformazione degli attuali sistemi alimentari. Questa include, tra l'altro, una produzione sostenibile di derrate alimentari, che permette un'alimentazione equilibrata e un accesso equo a sufficienti risorse alimentari. In tale contesto, l'UFAG e la DSC si impegnano a livello multilaterale presso le organizzazioni dell'ONU come l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e il suo Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS), il Programma alimentare mondiale (PAM) e il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (FISA) nonché presso le banche multilaterali di sviluppo, tra cui la Banca Mondiale e la Banca africana di sviluppo.</p>  Risposta del Consiglio federale.