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Jason Wu: «Il mio brand non è ancora sostenibile»
CoverMedia
13.11.2018 - 13:10
Lo stilista di New York ha ammesso che ad oggi il suo brand non è ancora «green», ma sta lavorando per produrre capi che non siano «usa e getta».
Quando si parla di sostenibilità, Jason Wu ha ammesso che la sua etichetta omonima ha ancora molto margine di miglioramento.
Lo stilista ha debuttato la sua prima collezione di prêt-à-porter nel 2007, e ora possiede anche Jason Wu Gray, un marchio che condivide la femminilità della collezione principale, ma con un atteggiamento più rilassato.
Durante una conversazione alla conferenza «Vortex: Paradox, Promise, Possibility» a New York, il 36enne è stato pressato sul tema della sostenibilità, focus su cui punta la moda odierna.
Tuttavia, il designer ha spiegato che prima di raggiungere l’ambito concetto, la sua casa di moda ha da percorrere ancora molta strada.
«Ad essere onesti, non siamo una casa di moda green», ha confessato alla platea Jason Wu.
«Cerchiamo di creare vestiti che non sono “usa e getta” a nessun punto di prezzo. Forse in veste stilista non dovrei dirlo, ma non sto cercando di vendere tonnellate di vestiti. A volte sarebbe bello vendere meno capi, ma più qualità. Si sente sempre parlare di consumismo e “dumping”: milioni di dollari di vestiti vanno gettati», ha aggiunto. «Bisognerebbe comprare meno e con più oculatezza».
La dichiarazione di Wu, segue un rapporto del Times di luglio (18), che ha scoperto che Burberry negli ultimi cinque anni, ha incenerito circa 104 miliardi di euro di vecchi stock.Tornare alla home page
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