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LA NASCITA DELL'IKEBANA SECONDO LA TRADIZIONE
La tradizione scritta dagli Ikenobō, associa la nascita dell'ikebana a personaggi storici realmente vissuti ma il cui coinvolgimento con l'ikebana è storicamente impossibile.
Nel periodo Azuka (552-710 d.C.) viene eletta imperatrice Suiko, prima donna-tennō delle otto imperatrici che hanno regnato in Giappone e che rimane al potere dal 593 al 628 d.C.vedi articolo n° 11
Essa nomina Reggente suo nipote principe Umayado ( nato nel 574 e morto nel 622) , conosciuto col nome postumo Shotoku Taishi = principe splendente, nei due disegni con due dignitari, disegnati più piccoli per evidenziare la sua importanza, secondo figlio dell'imperatore Yōmei, importante figura che favorì l'introduzione del buddhismo alla Corte imperiale e, secondo la tradizione, scrisse la prima Costituzione giapponese dei 17 articoli e introdusse l'uso del calendario cinese utilizzato, con pochi adattamenti, fino al 1873 quando fu introdotto il calendario gregoriano.
Osservando gli abiti e le pettinature, è evidente l'influsso cinese sulla Corte imperiale giapponese in quel periodo.
La tradizione racconta che Shotoku Taishi, fervido buddhista, portava sempre con se una statuetta della dea della compassione Kannon; durante un suo viaggio, accalorato, si fermò per rinfrescarsi in uno stagno ma quando volle rivestirsi e ripartire, la statuetta era diventata pesantissima perciò passò la notte vicino allo stagno e sognò che Kannon desiderava che in quel luogo fosse costruito un tempio in suo onore che Taishi fece edificare: essendo di forma esagonale, col passare degli anni, venne chiamato Rokkakudō = tempio esagonale
secono la leggenda Il Rokkakudō venne edificato in una zona che sarà scelta come nuova capitale, la cui costruzione inizia verso il 794 e diventa la sede della Corte imperiale, chiamata Heian-kyō, l'attuale Kyoto.
Gli storici concordano che il Rokkakudō fu costruito nella capitale più di 170 anni dopo la morte di Taishi -avvenuta nel 622-, quando la nuova capitale esisteva già.
Il Rokkakudō è la sede storica della Scuola Ikenobō.
Rokkakudō
banconote giapponesi mostranti sia Shotoku Taishi che il Rokkakudō
Ono no Imoko
Alla guida di due ambasciate in Cina, nel 607 e 608, viene messo ONO NO IMOKO, nipote dell'imperatore Bidatsu (538-585) e cugino di Taishi. Il suo ritorno dalla seconda ambasciata è storicamente documentato ma questa è l'ultima notizia storica che si ha di lui: dal suo rientro dalla Cina in poi, non viene più citato in nessuna fonte.
Il messaggio imperiale giapponese, portato da Imoko all'imperatore cinese Yang nella prima ambasciata, iniziava con:
"il figlio del Cielo dove nasce il sole ossia l Giappone al figlio del Cielo dove il sole tramonta ossia la Cina........."
probabilmente irritò quest'ultimo poiché metteva sullo stesso piano i due imperatori, mentre la Corte imperiale cinese riteneva il giapponese un popolo insignificante e barbaro.
Quando Ono no Imoko rientra dalla seconda ambasciata, Taishi era morto e a questo punto subentra la tradizione che afferma: Ono no Imoko prese i voti ritirandosi nel Rokkakudō di cui ne divenne l'abate assumendo il nome da monaco buddhista SENMU e si racconta che cominciò a creare delle offerte floreali all'altare di Buddha come aveva imparato in Cina.
attuale Rokkakudō, Kyoto
La tradizione afferma che viveva in una capanna adiacente al Rokkakudō situata presso lo stagno in cui si era rinfrescato Shotoku Taishi , fatto che ha dato origine al nome Ike no bō (=capanna presso lo stagno); sempre secondo la tradizione gli abati che lo seguirono nella guida del Rokkakudō continuarono ad occupersi e a sviluppare quest'arte che nel periodo Edo venne chiamata ikebana e, sin dal secondo abate, assunsero dei nomi da monaci che iniziano tutti con SEN, abitudine giunta fino ai giorni nostri.
Storicamente, il nome (Senkei o Senei) Ikenobō appare per la prima volta in un diario del monaco buddhista di Kyoto, Hekizan Nichiroku, in data 25 febbraio 1462, in cui si dice che molta gente ha visto delle composizioni in un vaso d'oro eseguite dal monaco Senei Ikenobō.
Dal 608, data storica in cui Ono no Imoko rientra dalla seconda ambasciata (e si ritira, secondo la leggenda, nel Rokkakudō assumendo il nome di Senmu) fino al 1462, anno in cui appare per la prima volta nei diari il nome ikenobō, questo nome non è mai citato in nessuna altra fonte storica a noi pervenuta.
Con lo scopo di aumentare o rafforzare il prestigio e la legittimazione della scuola, gli Ikenobō hanno associa Senkei Ikenobō con gli shogun Ashikaga dicendo che era al servizio di Yoshimasa, ottavo shogun, e che nel 1479 questi lo nomina
Dai Nippon Kado no Iemoto (colui che origina l'ikebana)
dimostrando una presunta preferenza di Yoshimasa per i Tatebana da lui creati rispetto a quelli dei dōbōshū della setta Ji, monaci-laici alle sue dipendenze, che per primi hanno creato i Tatebana ; l'associazione di Senkei Ikenobo con lo shogun Yoshimasa è ritenuta dagli storici inveritiera.
Benché già nel 14° sec. si son scritti dei testi sul Tatebana (ad es. Sasaki Dōyo 1306-1373) e in vari diari si accenna a "disporre/mettere diritti" tateru dei fiori come in un diario datato 20 aprile 1476 in cui si dice che Yoshimasa, in occasione di una sua visita al Palazzo Imperiale, chiese al suo dōbōshū Ryūami di "mettere diritti" (tateru) delle peonie, azione che viene descritta anche in altre pagine con altri fiori, la tradizione collega la nascita dell'Ikebana solo alla Scuola Ikenobō, ma questa tradizione è stata scritta dagli Ikenobō stessi nel periodo Edo su richiesta degli shogun Tokugawa.
I dōbōshū vedi articolo 33 , primi "creatori" e codificatori delle regole dei Tatebana, spariscono con la caduta degli Ashikaga e gli Ikenobō, ora gli unici che si occupano di quest'arte, iniziano quell'egemonia nel campo dell'ikebana che durerà fino alla metà del periodo Edo, quando nascono le altre scuole, tutte derivanti dalla scuola ikenobō.