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Il Sudan e il Sud Sudan hanno raggiunto un accordo sulla spartizione delle risorse petrolifere. Lo ha riferito nella notte fra venerdì e sabato il mediatore dell'Unione africana Thabo Mbeki, annunciando la ripresa della produzione di greggio nel Sud Sudan.
"Le parti si sono messe d'accordo sui dettagli finanziari che riguardano il petrolio, quindi è fatta", ha detto l'ex presidente sudafricano Mbeki al termine di una riunione ad Addis Abeba del Consiglio della pace e della sicurezza dell'Unione africana.
"Il petrolio tornerà a scorrere - ha aggiunto, senza precisare quando -. Quello che rimane da fare, dato che c'è un accordo, è di discutere le prossime tappe, quando le compagnie petrolifere dovranno prepararsi a riprendere la produzione di petrolio e l'esportazione".
Il Sud Sudan ha ereditato i tre quarti delle risorse petrolifere del paese al momento della secessione, il 9 luglio 2011, ma dipende completamente dagli oleodotti del Nord per esportare il greggio. In mancanza di un accordo sulle tariffe di transito, il Nord aveva deciso di pagarsi in natura, prelevando petrolio. Il Sud per ritorsione aveva interrotto la produzione, rimanendo però privo del 98% delle sue entrate.
Fra i due paesi rimane ancora il problema della demarcazione delle frontiere e delle zone di confine contese. Khartoum e Giuba si accusano a vicenda di sostenere gruppi ribelli sul territorio altrui.