Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01277.jsonl.gz/131

Il Chief Global Football Development della FIFA ha un nuovo piano per rivoluzionare il calcio a livello mondiale. L’obiettivo di Wenger sarebbe quello di creare meno pause dedicate alle nazionali, ma più lunghe, rispetto alla situazione attuale dove i giocatori vengono chiamati più volte all’anno, ma per corti periodi.
In una recente intervista rilasciata al giornale sportivo tedesco Kicker, Arsène Wenger ha spiegato la sua visione del calcio del futuro, la cui fondamenta è costruita a partire dalla sua esperienza pluridecennale da allenatore.
«Ho sempre avuto la sensazione che diverse pause di corta durata fossero piuttosto sfavorevoli ai giocatori. Spesso c’erano momenti di incertezza. Alla fine dei conti come si sentono i giocatori? Torni al tuo club infortunato?», ha raccontato il 71enne, per 22 anni alla guida dell’Arsenal dal 1996 al 2018.
«Per esempio è esattamente quello che è successo a Robert Lewandowski - ha proseguito il francese - l’attaccante si è infortunato con la nazionale polacca in una partita contro l'Andorra. Di conseguenza questo ferimento ha rovinato l'intera stagione di Champions League del Bayern». Lewandowski si era infatti infortunato al ginocchio destro nel mese di marzo, saltando la fase decisiva di Champions League, dove il suo Bayern Monaco era stato sconfitto di misura dal PSG ai quarti di finale.
Il nuovo calendario comprenderebbe una lunga pausa dedicata alle nazionali della durata di tutto il mese di ottobre, quattro settimane dove giocare tutte le partite di qualificazione, per poi disputare la fase finale il giugno seguente. Questa strategia permetterebbe di diminuire drasticamente i giorni riservati alle pause delle nazionali, che passerebbero da 50 giorni a 28, inoltre pure le sfide di qualificazione passerebbero da 10 a 7.
«Le nazionali potrebbero incontrarsi ad ottobre, giocare sette partite di qualificazione per un mese e poi partecipare alle finali organizzate in giugno. Vogliamo ridurre il numero di partite, è molto importante perché alla fine ciò che viene a mancare è la condizione dei giocatori. Ci sono sempre più match, e loro di conseguenza faticano», ha poi precisato il transalpino.
Wenger ha inoltre illustrato come la riduzione dei giorni riservati alle nazionali consentirebbe di svolgere un torneo importante ogni estate, lasciando comunque un adeguato periodo di riposo ai giocatori.
«Pensatela in questo modo: nel 2026 ci sono i Mondiali in USA, Messico e Canada, nel 2027 un Europeo e gli altri tornei continentali, nel 2028 un altro Mondiale, e così via», ha infine concluso il collega di Gianni Infantino, proponendo un esempio pratico.