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<h2>SubmittedText<h2><p>Da diversi mesi i fucili LBD40 (lanciatori di palle da difesa), fabbricati a Thun, hanno fatto parlare di sé in Francia dato l'ampio utilizzo che ne ha fatto la polizia francese durante le manifestazioni settimanali del movimento dei gilet gialli. Gli oltre 10 000 proiettili sparati dalle forze dell'ordine hanno causato conseguenze a volte gravi, tra cui danni irreversibili all'integrità fisica (in particolare agli occhi), perché a quanto pare alcuni tiratori avrebbero deliberatamente preso di mira la parte superiore del corpo dei manifestanti. Le persone colpite resteranno sfigurate per tutta la vita ...</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Le autorità svizzere erano consapevoli dei rischi intrinsechi a queste armi quando ne hanno approvato l'esportazione?</p><p>2. Insieme ai lanciatori sono per caso fornite delle regole d'uso ed è prevista una formazione e una supervisione del loro corretto utilizzo?</p><p>3. Queste armi sono utilizzate anche in Svizzera e, se sì, secondo quali istruzioni?</p><p>4. Si è in grado di giudicare il loro utilizzo con il distacco necessario e sono già state fatte esperienze al riguardo?</p><p>5. Si sono verificati incidenti anche in Svizzera?</p><p>6. In quali Paesi vengono esportati gli LBD40? </p><p>7. I Paesi eventualmente interessati rispettano i diritti umani e i valori democratici, tra cui la libertà di espressione e il diritto di manifestare?</p><p>Ringrazio il Consiglio federale per le sue risposte.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il legislatore ha definito nella legge federale del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico (LMB, RS 514.51) i principi fondamentali e le principali condizioni di autorizzazione per l'esportazione di materiale bellico. La LMB ha per scopo la tutela degli obblighi internazionali e dei principi di politica estera della Svizzera, nonché il mantenimento al tempo stesso di una capacità industriale adeguata alle esigenze della sua difesa nazionale.</p><p>Secondo l'articolo 22 LMB la fabbricazione, le attività di mediazione, l'esportazione e il transito di materiale bellico per destinatari all'estero sono permessi se non violano il diritto internazionale pubblico, non ledono i principi della politica estera svizzera e gli impegni internazionali da essa contratti.</p><p>I criteri per l'autorizzazione sono inoltre sanciti dall'articolo 5 dell'ordinanza del 25 febbraio 1998 concernente il materiale bellico (OMB; RS 514.511).</p><p>1. In base all'articolo 5 capoverso 1 LMB, le armi, i sistemi d'arma, le munizioni e gli esplosivi militari sono considerati materiale bellico. Il lanciatore di palle da difesa 40 millimetri (LBD40) è un'arma a letalità ridotta (less lethal), ossia è concepita in modo da non uccidere il bersaglio. Poiché la LMB si limita a definire le armi indipendentemente dal rischio specifico di ferita causato da queste, i fucili LBD40 sono in teoria considerati anch'essi materiale bellico. Invece, i criteri per l'autorizzazione fissati dall'articolo 5 OMB permettono una valutazione delle domande d'esportazione che tiene conto dei rischi legati ad alcune armi.</p><p>2. L'utilizzo di un'arma da parte degli organi di polizia è solitamente regolamentata dal diritto nazionale vigente nel Paese destinatario.</p><p>3. Questa domanda rientra nell'ambito di competenza dei Cantoni. Diversi corpi di polizia cantonali utilizzano fucili LBD40. Sulla base di un esame effettuato dal Centro di competenze per le tecniche di polizia e informatiche, la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) ha precisato di essere favorevole all'utilizzo di quest'arma, sottolineando la necessità di tener conto delle raccomandazioni formulate dal Centro di competenza. Tra queste vi sono le raccomandazioni per l'impiego (ad es. distanza d'impiego e punto di mira), che sono integrate nelle direttive operative dei corpi cantonali di polizia.</p><p>4./5. Queste domande rientrano nella sfera di competenza dei Cantoni. Dopo essere stata consultata a tale proposito, la CCPCS ha risposto sostenendo di non rilevare dati statistici specifici riguardanti l'utilizzo dei fucili LBD40 e gli eventuali incidenti ad essi legati.</p><p>6. Nel corso degli ultimi cinque anni sono stati esportati fucili LBD40 in 25 Paesi e nello specifico, in ordine di importanza decrescente, verso: Francia, Spagna, Polonia, Ungheria, Stati Uniti, Irlanda, Kuwait, Canada, Lituania, Svezia, Italia, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Serbia, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Germania, Portogallo, Oman, Sudafrica, Malaysia, Kenya e Emirati Arabi Uniti.</p><p>Gli ultimi quindici Paesi summenzionati hanno importato armi di questo tipo per un valore inferiore a 10 000 franchi per Paese, il che rappresenta, in unità, da uno a sette esemplari.</p><p>7. Le domande di esportazione sono valutate caso per caso. La valutazione si fonda sui criteri dell'articolo 5 OMB, che esigono in particolare il rispetto dei diritti umani da parte dei Paese destinatari.</p>  Risposta del Consiglio federale.