Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/217426

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera, in quanto Stato neutrale, ha aderito alla Convenzione dell'Aia del 18 ottobre 1907 concernente i diritti e i doveri delle Potenze e delle persone neutrali, un trattato internazionale giuridicamente vincolante (diritto internazionale pubblico). In virtù di questa convenzione (art. 9), la Svizzera è tenuta a fornire a tutti i belligeranti in modo uniforme le tecnologie di comunicazione rilevanti per la condotta della guerra e a vegliare affinché sia rispettata la parità di trattamento nei loro confronti (anche "dalle società o dai privati proprietari"). Nella vicenda della Crypto SA, oggetto nel frattempo di un'inchiesta della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG), la Svizzera ha clamorosamente violato quest'obbligo. Negli ultimi decenni, gli Stati Uniti hanno partecipato a numerosi conflitti armati, non tutti conformi al diritto internazionale (Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen ecc.) e nel periodo della vicenda Crypto erano dunque parte belligerante. I crittografi controllati dalla CIA, ossia dai servizi segreti statunitensi, hanno aperto agli Stati Uniti un canale secondario al quale gli altri belligeranti non potevano accedere. Ciò configura una disparità di trattamento intenzionale tra i belligeranti, e quindi una violazione dell'articolo 9 della Convenzione dell'Aia.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale ammette che la Svizzera ha violato per decenni la Convenzione dell'Aia? Se sì: quali conseguenze ne trae? Se no: come giunge a questa opinione giuridica?</p><p>2. Quale importanza attribuisce al diritto della neutralità?</p><p>3. È disposto a presentare le proprie scuse agli Stati danneggiati dalla società Crypto?</p><p>4. Nel periodo della vicenda Crypto, gli Stati Uniti hanno commesso le più brutali violazioni dei diritti umani e la Svizzera sapeva e sosteneva queste attività. Il Consiglio federale è disposto a riconoscere le corresponsabilità del nostro Paese? Commissionerà un'indagine storiografica su tali corresponsabilità?</p><p>5. Quali danni ha subito la politica estera della Svizzera a causa delle manchevolezze dei servizi di informazione e del Consiglio federale? In quale modo vanno riparati questi danni?</p><p>6. La Svizzera rischia di essere condannata dalla Corte internazionale di Giustizia dell'Aia (CIG) secondo l'articolo 38 paragrafo 1 dello Statuto della CIG? Quali sarebbero le conseguenze di una condanna per il nostro Paese?</p><p>7. Esistono, o esistevano nel periodo in questione, disposizioni legali contrarie alla Convenzione dell'Aia per le attività informative?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In base al rapporto della DelCG il Consiglio federale non ritiene che nella vicenda della Crypto SA siano state commesse violazioni del diritto della neutralità. Pertanto, il Consiglio federale non condivide nemmeno le supposizioni su cui si fondano le domande dell'autore dell'interpellanza in merito alle profonde implicazioni negative per il diritto della neutralità e le relazioni diplomatiche.</p><p>La DelCG ha pubblicato il proprio rapporto sulla vicenda Crypto SA il 10 novembre 2020. Il Consiglio federale prenderà posizione in merito al rapporto entro il 1ogiugno 2021.</p><p>1. L'articolo 9 della Convenzione dell'Aia del 1907 non è applicabile a questa fattispecie, poiché quest'ultima non rientra nel campo di applicazione delle misure restrittive o proibitive concernenti i belligeranti. Quindi, il Consiglio federale non ravvisa in questo caso nessuna violazione della Convenzione dell'Aia.</p><p>2. Il Consiglio federale attribuisce un grande valore al diritto della neutralità, poiché la neutralità è uno strumento importante della politica estera svizzera.</p><p>3. E non ritiene opportuno presentare le proprie scuse agli Stati interessati per l'operato della Crypto SA, poiché, come confermato anche dal rapporto della DelCG, non era al corrente delle pratiche commerciali della società.</p><p>4. Il Consiglio federale respinge con fermezza il rimprovero secondo cui la Svizzera sarebbe corresponsabile delle "più brutali violazioni dei diritti umani" e avrebbe conosciuto e sostenuto queste violazioni. Per il Consiglio federale, è impossibile capire, anche alla luce dell'inchiesta svolta dalla DelCG, in quale modo l'autore dell'interpellanza giunga a formulare simili accuse e con quali elementi le giustifichi. La DelCG ha indagato sulla vicenda Crypto ed elaborato un rapporto corredato di raccomandazioni. Allo stadio attuale, il Consiglio federale non ritiene necessarie ulteriori ricerche.</p><p>5. E non ravvisa alcun segno che indichi che la vicenda della Crypto SA abbia danneggiato la politica estera della Svizzera. È altresì errato parlare di "manchevolezze" commesse dal Consiglio federale.</p><p>6. La CIG regola le divergenze tra Stati conformemente al diritto internazionale se i presupposti processuali sono adempiuti nella fattispecie. Una condanna da parte della CIG presuppone una violazione del diritto internazionale, di cui non v'è traccia nella presente fattispecie.</p><p>7. Le disposizioni della legge federale sulle attività informative, entrata in vigore il 1o settembre 2017, rispettano la Convenzione dell'Aia del 1907. Ciò vale anche per le previgenti basi legali (in particolare la LMSI, la LSIC e la legge militare), quantunque le disposizioni di allora sul servizio informazioni estero fossero relativamente vaghe.</p>  Risposta del Consiglio federale.