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La Commissione della politica estera del Consiglio nazionale raccomanda al plenum di ratificare l'estensione alla Croazia dell'accordo sulla libera circolazione delle persone, firmato dalla Svizzera a Bruxelles all'inizio di marzo.
La decisione è stata presa con 17 voti contro 7, indica una nota dei Servizi del parlamento. Diverse proposte di modifica sono state bocciate. Con 16 voti contro 7, in particolare, è stata respinta la proposta di ratificare il protocollo aggiuntivo all'accordo soltanto una volta applicata l'iniziativa popolare sull'immigrazione di massa divenuta articolo costituzionale. Il protocollo è così pronto per la discussione nel Consiglio nazionale a fine aprile.
Il testo era stato bloccato dal Consiglio federale all'indomani della votazione del 9 febbraio 2014, quando il popolo svizzero aveva detto di "sì" all'iniziativa UDC e l'Unione europea aveva reagito con misure di ritorsione, prima fra tutte la sospensione della partecipazione elvetica al programma europeo di ricerca "Orizzonte 2020" (progetti per la ricerca e l'innovazione) e a "Erasmus+" (scambio di studenti).
Il governo ha sbloccato le cose annunciando che avrebbe rispettato la libera circolazione anche senza accordo e versato alla Croazia (che è membro dell'UE dal primo luglio 2013) i 45 milioni di aiuti previsti. La Svizzera ha così potuto venir parzialmente riassociata ai due programmi europei fino al 2016. La ratifica dell'accordo con Zagabria dovrebbe sfociare nella piena integrazione.
SDA-ATS