Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/14473

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con l'autrice dell'interrogazione nel ritenere che la quota delle donne cui è affidata una cattedra presso le nostre università sia da aumentare ed ha espresso questa sua convinzione in varie occasioni, tra l'altro nel messaggio sulla promozione della scienza per il periodo dal 1996 al 1999 ed in particolare nel suo programma di promozione delle nuove leve.</p><p></p><p>Per quanto concerne la prima domanda:</p><p>La Confederazione si impegna presso le proprie scuole superiori, gli organi universitari nazionali cui prende parte e nella promozione della ricerca (ad es. con il programma nazionale di ricerca 35 "Le donne nella giurisprudenza e nella società") per ampliare la possibilità delle donne di far carriera e per migliorarne la rappresentanza nel corpo insegnante delle università, benché l'attività, il modo di lavorare e le procedure decisionali degli organi universitari responsabili delle nomine cadano al di fuori della sua sfera di competenze. Per contro, bisogna far notare come in varie occasioni misure atte a favorire la parità sono state inserite nelle disposizioni corrispondenti delle nuove leggi cantonali sulle università. Inoltre ormai tutte le scuole superiori dispongono di un centro creato ad hoc per le donne, una commissione di donne o un ufficio della parità di cui sono incaricati di assicurare la realizzazione peraltro prevista dalla legge.</p><p></p><p>Per quanto concerne la seconda domanda:</p><p>La quota delle donne alle cattedre universitarie ordinarie è aumentata, tra il 1986 e il 1996, passando dal 2,4 al 5,6 percento (nel corpo intermediario superiore è aumentata dal 15,1 al 18,7%).</p><p>Il programma federale di promozione delle nuove leve scientifiche stabilisce che la quota delle donne debba arrivare ad un terzo dei posti, obiettivo che finora è sempre stato raggiunto a livello nazionale (il 1° maggio 1997 il 40% dei posti finanziati dalla Confederazione era occupato da donne). Un terzo circa delle professoresse che hanno beneficiato di tale programma sono state nel frattempo nominate per una cattedra in Svizzera o nei Paesi limitrofi.</p><p></p><p>Per quanto concerne la terza domanda:</p><p>Il documento "Pianificazione strategica, orizzonte 2006" delle università svizzere cita tra l'altro le seguenti misure: in caso di nomina di membri del corpo insegnante  o del corpo intermediario superiore, preferenza concessa alle candidate se presentano capacità almeno equivalenti a quelle dei migliori candidati; deroga per quel che concerne i limiti di età per alcune attività; flessibilità nello stabilire il tasso di occupazione; creazione di asili nido.</p><p>Inoltre, in concomitanza con la preparazione del messaggio del Consiglio federale sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia per il periodo dal 2000 al 2003, si sta esaminando un progetto per l'introduzione di un ciclo di studi per il dottorato sotto forma di un centro di ricerca avanzato, di cui potranno beneficiare le donne in particolare. Infatti attualmente, benché la metà degli studenti siano donne, solo il 28% di esse decide di continuare gli studi fino al dottorato. Il Consiglio federale, nel prossimo messaggio sulla promozione della formazione, della ricerca e della tecnologia, esprimerà il proprio parere in merito a queste proposte, presenterà eventuali provvedimenti e ne esaminerà le possibilità di realizzazione nell'ambito dei crediti disponibili.</p><p>Bisogna infine tener conto che le ragazze devono essere incoraggiate sin dalla scuola secondaria a prendere in considerazione una carriera scientifica ed a prepararvisi, affinché le possibilità di assumere in futuro più professoresse possa aumentare.</p>  Risposta del Consiglio federale.