Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/240544

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 31 dicembre circa 6000 organizzazioni in India sono state private delle licenze che le autorizzavano a ricevere denaro dall'estero. Conformemente al Foreign Contribution Regulation Act (FCRA), tali licenze sono necessarie per le ONG che intendono beneficiare di donazioni estere. Il provvedimento ha colpito centinaia di organizzazioni impegnate nella difesa delle minoranze religiose e delle caste vittime di discriminazione. Le licenze sono state ritirate anche all'ordine delle Missionarie della Carità fondato da Madre Teresa, vincitrice del premio Nobel per la pace, e a Oxfam India. Dopo le pressioni esercitate a livello internazionale, l'India è tornata tuttavia sulla sua decisione riguardo alle Missionarie della Carità. Già nel febbraio del 2020 erano state revocate le licenze di cinque organizzazioni cristiane evangeliche o protestanti accusate di proselitismo. Nel settembre del 2020 anche Amnesty International aveva dovuto interrompere le sue attività in India, dopo che i suoi conti erano stati congelati per una presunta violazione del regolamento FCRA.</p><p>Da molti anni ONG e altri organismi internazionali denunciano l'applicazione di questa legge da parte dell'India. Già nel 2020 l'alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani sottolineava come con questo regolamento le ONG vengono scoraggiate o addirittura punite per le loro attività a favore dei diritti umani.</p><p>Il 31 marzo 2022 il Governo indiano deve decidere sulla proroga delle licenze di 17 000 ONG. Queste temono ulteriori decisioni arbitrarie.</p><p>La Svizzera e l'India intrattengono relazioni diplomatiche ed economiche da molto tempo. Tra i due Paesi è in vigore un trattato di amicizia dal 1948.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica l'applicazione del Foreign Contribution Regulation Act (FCRA) considerata la libertà di associazione, opinione e religione garantita in India? </p><p>2. Quali azioni a livello bilaterale e multilaterale ha compiuto o intende compiere la Svizzera per esortare l'India a rispettare la libertà di associazione, opinione e religione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In India coesistono molteplici realtà, motivo per cui in materia di diritti umani si possono osservare in parallelo sviluppi positivi e negativi. La situazione è nel complesso insoddisfacente. Il Foreign Contribution Regulation Act (FCRA) è stato lanciato già nel 2010. Le disposizioni di questa legge sono fonte di incertezza giuridica e di ostacoli burocratici per le organizzazioni della società civile che ricevono finanziamenti da altri Paesi. Stando a vari rapporti, lo scorso anno questa legge ha colpito circa 6000 ONG. </p><p>Il Consiglio federale si dice preoccupato per l'applicazione dell'FCRA in India. Già nel 2017, nell'ambito dell'Esame periodico universale (EPU) relativo all'India, ha raccomandato l'abrogazione delle restrizioni e degli ostacoli giuridici che ostruiscono il lavoro della società civile. Le organizzazioni della società civile dovrebbero poter continuare le loro attività legittime senza il timore di rappresaglie. Nell'ottobre del 2020 e nel febbraio del 2022 l'Ambasciata di Svizzera a Nuova Delhi e Paesi di vedute affini hanno affrontato la problematica FCRA con il Governo indiano. La Svizzera continuerà a promuovere il rispetto della liberà di associazione, opinione e religione in India. </p>  Risposta del Consiglio federale.