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<h2>SubmittedText<h2><p>25 anni fa si è tenuta a Pechino la quarta Conferenza mondiale dell'ONU sulle donne, al termine della quale sono stati adottati due documenti di riferimento: la Dichiarazione e la Piattaforma d'azione di Pechino. Sottoscrivendoli, la Svizzera si è impegnata con gli altri Paesi firmatari a promuovere l'uguaglianza di genere e il potere d'azione (empowerment) delle donne. Colgo l'occasione di questo anniversario per invitare il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In occasione del 25esimo anniversario della Conferenza mondiale dell'ONU sulle donne, che bilancio traccia dell'attuazione della Piattaforma d'azione di Pechino?</p><p>2. In quali settori sono ancora necessari interventi e quali sono le priorità tematiche della Svizzera?</p><p>3. Che cosa intende intraprendere per far progredire in misura sostanziale l'uguaglianza di genere?</p><p>4. Uno degli eventi salienti nell'anno dell'anniversario è il forum "Generazione uguaglianza", originariamente previsto a luglio a Parigi e poi posticipato all'inizio del 2021 per via dei provvedimenti per combattere la COVID-19. La Svizzera vi invierà una delegazione? Vi sarà rappresentata anche la società civile?</p><p>5. La Svizzera intende impegnarsi in una o più delle sei coalizioni d'azione di diversi soggetti interessati che sono al centro del forum e che nei prossimi cinque anni svilupperanno piani d'azione concreti? Se sì, per quale dei sei temi proposti (violenza di genere; giustizia e diritti economici; diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo, salute e diritti sessuali e riproduttivi; azione femminista per la giustizia climatica; tecnologia e innovazione per l'uguaglianza di genere; movimenti e leadership femministi)?</p><p>6. Prevede di coinvolgere la società civile? Se sì, come? È disposto a mettere a disposizione anche le risorse necessarie?</p><p>7. In seguito alla quarta Conferenza mondiale sulle donne, è stato fondato in Svizzera il Coordinamento post Beijing delle ONG svizzere, che rischia di sparire proprio nell'anno del 25esimo anniversario a causa della drastica riduzione dei contributi federali. Non sarebbe però nell'interesse della Confederazione collaborare con la società civile attraverso una rete che gode di un ampio consenso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 - 2. In generale, il Consiglio federale traccia un bilancio positivo della Piattaforma d'azione istituita nel quadro della quarta Conferenza mondiale dell'ONU sulle donne tenutasi a Pechino. Il 6 giugno 2019, in occasione del 25esimo anniversario della Piattaforma, la Svizzera ha presentato un rapporto sull'attuazione della Dichiarazione di Pechino (disponibile in tedesco e francese sul sito <a href="http://www.ebg.admin.ch">www.ebg.admin.ch</a> &gt; Dokumentation &gt; Publikationen &gt; Publikationen Internationales &gt; Aktionsplan der Schweiz - Folgearbeiten zur 4. UNO-Weltfrauenkonferenz 1995 &gt; Beijing + 25 &gt; "Bericht Beijing + 25". Nel rapporto sono esaminati i principali temi della parità dei sessi, descritti i progressi compiuti e presentate le sfide attuali. A livello nazionale, gli aspetti essenziali sono il rafforzamento del ruolo economico delle donne, la loro partecipazione politica, la possibilità di conciliare vita professionale e familiare e la lotta alla violenza. Oltre a queste priorità, a livello internazionale un tema di rilievo è quello della salute sessuale e riproduttiva.</p><p>3. A sostegno dell'attuazione delle pari opportunità di genere, nel quadro del programma di legislatura 2019-2023 il Consiglio federale intende adottare una strategia nazionale in materia di uguaglianza fra donna e uomo, che dovrà definire le priorità, gli obiettivi e le misure nei settori chiave della parità dei sessi in Svizzera.</p><p>4. La Svizzera intende impegnarsi nel forum "Generazione uguaglianza" e prevede di parteciparvi almeno a livello tecnico. Non appena se ne conosceranno la data e il formato, sarà presa una decisione su chi rappresenterà il nostro Paese e sul tipo e la composizione della delegazione.</p><p>5. Non è stato ancora deciso in quale coalizione d'azione intende impegnarsi la Svizzera. Le principali aree d'interesse sono "giustizia e diritti economici", seguita da "donne, pace e sicurezza". La seconda non rientra di per sé fra le sei coalizioni d'azione, ma sarà parte della responsabilità più ampia che il nostro Paese intende assumersi nel forum "Generazione uguaglianza". La Svizzera intende così portare avanti il suo grande impegno in questo settore.</p><p>6. Nello svolgimento delle sue attività in seno all'ONU, la Svizzera coinvolge regolarmente organizzazioni della società civile attive nel campo della tutela dei diritti umani e in particolare della parità dei sessi. Sia in seno alla Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne, sia in occasione di altri importanti eventi onusiani, la Svizzera si adopera per assicurare i contatti con la società civile e per consultarla. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dispone dei mezzi necessari a tal fine.</p><p>7. Il DFAE persegue una politica di sostegno finanziario mirata, che tiene conto delle esigenze e delle risorse disponibili. Attualmente sta lavorando per coinvolgere i numerosi attori della società civile interessati alle questioni di parità dei sessi. Dal 2011, la rete di coordinamento post-Beijing delle ONG svizzere riceve un sostegno finanziario del DFAE per i suoi progetti. Questa rete di coordinamento ha già fatto parte in diverse occasioni della delegazione svizzera alla Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne.</p>  Risposta del Consiglio federale.