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BERNA - Il Tribunale penale federale (TPF) ha ordinato l'apertura di un procedimento penale in Svizzera contro Volkswagen AG, Amag e gli organi di Amag nella vertenza sui modelli di automobili con software che truccavano la qualità delle emissioni. Ha annullato una non entrata in materia sul caso da parte del Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
I giudici di Bellinzona hanno accolto il ricorso inoltrato dagli Avocats de la Route, una piattaforma a cui hanno aderito legali di Ginevra e Losanna attivi in tutta la Romandia per difendere gli interessi di automobilisti, centauri, ciclisti e pedoni.
La rete di avvocati ha depositato l'appello al TPF per conto di 596 persone che avevano inoltrato denuncia penale. La corte di Bellinzona ordina che il MPC prenda urgentemente prime misure d'istruzione penale, ciò che implica perquisizioni e sequestri di documenti e di dati elettronici presso l'importatore di vetture Amag, rappresentante ufficiale di Volkswagen (Vw) in Svizzera, e suoi quadri.
Il TPF ha ordinato alle parti, Jacques Roulet, legale dei querelanti, e MPC, di mantenere il segreto sulla decisione fino al completamento delle misure richieste. È per questa ragione che la sentenza, datata 30 novembre, è stata pubblicata solo oggi.
Il TPF sottolinea che può essere data la responsabilità penale corrispondente agli elementi costitutivi della truffa da parte dell'importatore di automobili qualora "gli organi o i dipendenti di Amag abbiano avuto conoscenza del dispositivo manipolato prima che questo fosse comunicato su grande scala dalla stampa nel mese di settembre 2015 e qualora abbiano taciuto questa fattispecie agli acquirenti delle automobili".
I giudici di Bellinzona giudicano inoltre prematura la non entrata in materia contro Vw da parte della procura federale. Una responsabilità penale sussidiaria della casa automobilistica, ai sensi del diritto penale elvetico, non poteva essere esclusa in via definitiva. È invece stata assolutamente corretta la decisione del MPC di non entrare nel merito di un procedimento contro gli organi di Volkswagen AG, perché un tale procedimento era già in corso in Germania.
La procura federale lo scorso 22 aprile aveva delegato il dossier (circa 2000 denunce di proprietari svizzeri di veicoli truccati) al pubblico ministero di Braunschweig, nel Land della Bassa Sassonia (D), dove Vw ha la propria sede. Ciò è possibile sulla base del Codice di diritto processuale penale svizzero. Questo prevede che si può "prescindere dal perseguimento penale se il reato in questione è già perseguito da un'autorità estera o il perseguimento penale è delegato a tale autorità", aveva spiegato il MPC.
Contemporaneamente la procura federale, per bocca del portavoce André Marty, aveva raffreddato le speranze delle presunte parti lese svizzere di ottenere un risarcimento dati i distinti sistemi giuridici in Svizzera e Germania.
Il MPC aveva inoltre deliberatamente rinunciato a indagare su Amag. Quale argomento aveva addotto il fatto che non vi erano indizi concreti di persone responsabili in Svizzera. I ricorrenti si erano opposti e ora hanno ottenuto ragione dai giudici di Bellinzona.
Stando a Roulet, la decisione del TPF costituisce un'"importante vittoria per i detentori in Svizzera di veicoli truccati del gruppo Vw". I querelanti "hanno finalmente ottenuto una prima risposta soddisfacente dalle autorità giudiziarie svizzere".
La sentenza dà loro la speranza di poter ottenere un indennizzo, a maggior ragione se si considera che il tribunale riconosce loro la qualità di "parte lesa" ammettendo che hanno subito un danno, si legge in un comunicato diramato da Roulet.
Amag dal canto suo spiega di voler collaborare con le autorità di perseguimento penale. In una nota sottolinea inoltre di aver ignorato la frode fino al momento delle rivelazioni mediatiche.
Lo scandalo dei motori diesel truccati di Vw, scoppiato il 18 settembre 2015, è lontano da un epilogo soddisfacente per le persone che hanno acquistato le vetture manomesse. La Fondazione per la protezione dei consumatori svizzerotedesca SKS parla di bilancio "disastroso".
In Svizzera, la stragrande maggioranza dei proprietari di veicoli Vw truccati sono ancora in attesa di informazioni e del richiamo per la sostituzione del programma informatico che modifica le emissioni, ha indicato SKS in settembre.
Per quanto concerne il risarcimento dei danni, contrariamente a quanto avvenuto negli Stati Uniti dove saranno versati circa 15 miliari di dollari (14,5 miliardi di franchi), i clienti svizzeri sono tuttora in attesa. Dato che nella Confederazione nulla è stato intrapreso per indennizzare i proprietari truffati, Roulet si è rivolto alla giustizia civile ginevrina a nome di due clienti.