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Come già annunciato in interviste rilasciate ai media dal ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann, il Consiglio federale ha deciso di non procedere alla revisione dell'ordinanza sul materiale bellico.
In un comunicato odierno, il governo spiega che la riforma non gode più dell'appoggio politico necessario, in particolare nelle Commissioni della politica di sicurezza. Insistere sulla riforma potrebbe poi "avere effetti controproducenti per l'attuale prassi di autorizzazione delle esportazioni".
L'intento era quello di adeguare a quelli di altri Stati europei comparabili i criteri di autorizzazione.
L'ordinanza sul materiale bellico vieta attualmente l'esportazione se il Paese di destinazione è coinvolto in un conflitto armato interno o internazionale. Il governo voleva concedere un permesso di esportazione se non vi è motivo di credere che il materiale bellico sarà utilizzato in un conflitto armato interno. La deroga sarebbe in ogni caso stata applicata ai Paesi devastati dalla guerra civile, come lo Yemen o la Siria.
In interviste pubblicate oggi, Schneider-Ammann aveva già dichiarato che avrebbe proposto al governo di "aspettare prima di agire" nella prospettata liberalizzazione, sottolineando che "la pressione esterna ha giocato un ruolo".
"Abbiamo discusso e soppesato molto i pro e i contro e siamo giunti alla conclusione che non è molto realistico né molto intelligente continuare il processo di liberalizzazione in un tale momento", aveva aggiunto ai quotidiani "24 Heures" e "La Tribune de Genève".