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Lunedì prossimo il Gran Consiglio discuterà la mozione del Centro che chiede di potenziare le settimane estive "lingua e sport", rendendole accessibili anche dal punto di vista finanziario, e di studiare se non sia possibile offrire anche settimane "lingua e lingua", in cui alla mattina si impari il tedesco, e al pomeriggio si facciano attività sportive o ricreative, in cui la lingua parlata sia il tedesco.
Quale il senso della proposta?
La nostra convinzione è che sarebbe vincente potenziare l’insegnamento del tedesco utilizzando le lunghe vacanze estive, il che per inciso andrebbe incontro anche ai genitori che lavorano e sarebbero contenti di vedere i propri figli occupati in attività interessanti e utili.
Personalmente sono convinta che la lingua principale che occorre rafforzare sia l’italiano, per permettere ad allievi e allieve di uscire dalla scuola media con una buona conoscenza della stessa, base necessaria per ogni altro apprendimento, lingue comprese.
D’altra parte, condivido la richiesta, espressa da parte del mondo del lavoro e dell’economia, di potenziare l’apprendimento del tedesco.
Ma come? La scuola media è già "stracarica", vedo difficile aumentare ulteriormente le ore di insegnamento, e non mi sembra neppure una buona idea sacrificare delle materie fondamentali come l’italiano e la matematica, su cui ancora recentemente abbiamo deciso di investire. Infine, mi pare evidente che lo "spezzatino di materie", per cui ad esempio a scuola si fanno 50 minuti di tedesco, seguiti da 50 minuti di francese, e poi da 50 minuti di matematica, non sia il modo migliore per apprendere una lingua, o comunque non è l’unico modo. Se introducessimo dei corsi estivi di due settimane di tedesco, poniamo con 6 ore al giorno per 10 giorni (due settimane) avremmo 60 ore di lezione: l’equivalente di 2 ore settimanali supplementari durante un intero anno scolastico, ma probabilmente con risultati migliori.
Queste ore, infatti, non sarebbero tutte ore di lezione frontale, ma potrebbero essere svolte come attività culturali (visite a musei, gite eccetera) in cui la lingua parlata sia il tedesco. L’insegnamento durante questi corsi potrebbe essere affidato anche a persone di lingua madre tedesca che siano abituate a lavorare con giovani.
La nostra proposta di potenziare i corsi lingue e sport, in particolare per il tedesco, e di introdurre (nuovi) corsi "Lingua e lingua", sfruttando le lunghe vacanze estive, mi pare dunque vincente e confido che la maggioranza del Gran Consiglio colga questa opportunità a favore delle famiglie ticinesi.