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Iran convoca ambasciatore svizzero, lettera protesta a Usa
KEYSTONE/PETER KLAUNZER(sda-ats)
L'Iran ha convocato l'ambasciatore svizzero a Teheran (che rappresenta gli interessi americani nel Paese) e gli ha consegnato una lettera di protesta contro lo stop agli ingressi, diretta a Trump.
Nella missiva , riferisce il ministero degli Esteri iraniano, si sottolinea "l'approccio discriminatorio nei confronti dei cittadini iraniani", spiegando che la decisione si basa su "pretesti infondati e discriminatori, inaccettabili, in contrasto con le convenzioni sui diritti umani" e "con l'accordo" tra i due Paesi del 1955.
Nella lettera - ha reso noto Qasemi - viene sottolineata l'evidenza da parte di Trump "di imporre limitazioni e mostrare un approccio discriminatorio nei confronti dei cittadini iraniani in viaggio verso gli Stati Uniti".
L'ambasciatore elvetico è stato convocato dal direttore generale del ministero degli Esteri iraniano per gli Affari degli Stati Uniti, Mohammad Keshavarz-Zadeh. Nel corso dell'incontro è stato sottolineato da parte iraniana che la decisione di Trump si basa su "pretesti infondati e discriminatori, inaccettabili e in contrasto con le convenzioni sui diritti umani", ma è anche "in contrasto con l'accordo legale e consolare tra i due Paesi sottoscritto il 15 agosto 1955".
Qasemi ha riferito che all'ambasciatore svizzero "è stato ricordato che gli iraniani sono stati vittime di gruppi terroristici sostenuti dagli Stati Uniti e non hanno mai partecipato a operazioni di qualsiasi gruppo estremista", inoltre hanno "sempre vissuto i rapporti con le altre società come persone che rispettano la legge e l'ordine".
L'ambasciatore svizzero, da parte sua, ha detto di essere a conoscenza delle ripercussioni scaturite dalla decisione del presidente degli Stati Uniti e ha annunciato che informerà tempestivamente il Dipartimento di Stato americano della lettera di protesta.
SDA-ATS