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Niente internamento per un 63enne bernese accusato di aver abusato di una cinquantina di ragazze in Vallese e nel canton Vaud: il tribunale cantonale di Sion ha confermato la condanna pronunciata in primo grado, ma ha attenuato leggermente la pena (da 13 anni a 11 anni e otto mesi) e soprattutto ha optato per una terapia stazionaria, invece che per l'internamento.
Le aggressioni erano avvenute fra il 1996 e il 2000. L'uomo aveva preso di mira decine di ragazze di età inferiore ai 16 anni nel centro sportivo di Fiesch (VS) e nel collegio privato L'Aiglon a Villars-sur-Ollon (VD). Si introduceva negli edifici di notte e narcotizzava le vittime mentre queste dormivano, per poi abusare di loro. Nel 1998 avrebbe inoltre violentato in modo brutale una giovane.
Quest'ultimo episodio è sempre stato contestato dall'interessato, che ha presentato ricorso contro la condanna pronunciata nell'estate 2011 dal tribunale di Briga. Nella sua sentenza risalente al 20 settembre e resa nota oggi la corte cantonale ha però confermato il giudizio sullo stupro, sostenendo che non vi sono dubbi sulla colpevolezza dell'imputato. Ha invece ritenuto insufficienti le prove riguardanti due altri punti dell'atto d'accusa: da qui la conseguente lieve riduzione di pena.
Sulla base di una perizia che giudica curabili i disturbi dell'uomo il tribunale ha inoltre ordinato un trattamento terapeutico da effettuare in una struttura chiusa o in un penitenziario. La difesa si era sempre battuta contro l'internamento, affermando che questa misura deve essere considerata solo quale "ultima ratio" e che il pedofilo non era finora stato sottoposto ad alcuna cura.