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A due mesi e mezzo di distanza dal terremoto, il Nepal ha deciso di riaprire al pubblico i monumenti storici danneggiati nella speranza di rivitalizzare l'industria turistica che è una delle maggiori risorse del Paese himalayano.
È stato lo stesso ministro del Turismo, Kripasur Sherpa, a dare l'annuncio in una cerimonia nella 'Durbar Square' di Bhaktapur, che è una delle tre città medioevali della valle di Kathmandu famose per i templi indù e i palazzi reali.
Purtroppo molti di questi monumenti sono crollati nel potente sisma del 25 aprile di magnitudo 7.9 gradi, ma le autorità hanno sgomberato le macerie e le famose piazze, o quello che rimane di esse, sono di nuovo pronte ad accogliere visitatori.
In totale sei siti archeologici dell'Unesco riapriranno i battenti oltre a Bhaktapur, le due 'Durbar Square' di Hanuman Dhoka (Kathmandu) e Patan, gli stupa buddisti di Swoyambhu e Boudhanath e il tempio indù Changunarayan. Il tempio di Pashupati è rimasto invece quasi intatto e quindi non era stato chiuso.
"Il Nepal è sicuro - ha dichiarato il ministro invitando i governi stranieri "a inviare i propri turisti per aiutare concretamente" il suo Paese a riprendersi dalla calamità. Ha anche annunciato una campagna promozionale per rilanciare il turismo.
Tuttavia, di recente, la stessa Unesco, ha lanciato un allarme sulla sicurezza dei monumenti ed è possibile che nella prossima riunione possa decidere di inserire la valle di Kathmandu (dichiarata patrimonio dell'umanità nel 1979) nella lista dei "sito in pericolo", il che comporterà anche lo stanziamento di fondi.
SDA-ATS