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Abitazioni secondarie: pubblicati per la prima volta gli inventari comunali
Ittigen, 31.03.2017 - L'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) pubblica per la prima volta l'inventario delle abitazioni dei Comuni, che è alla base dei calcoli necessari per determinare la quota delle abitazioni secondarie. Gli inventari mostrano la situazione seguente: 66 Comuni presentano per la prima volta una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento, mentre in 21 Comuni la quota è ora scesa al di sotto di questa soglia. Attualmente 422 Comuni svizzeri su un totale di 2255 registrano una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento.
La legge federale del 20 marzo 2015 sulle abitazioni secondarie e la relativa ordinanza del 4 dicembre 2015 obbligano tutti i Comuni della Svizzera a elaborare un inventario annuale delle abitazioni. Le indicazioni sull'utilizzazione delle abitazioni contenute nell'inventario servono inoltre a calcolare la quota di abitazioni secondarie nei Comuni. Da quest'anno l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) è tenuto a pubblicare l'inventario annualmente, a fine marzo. Fino ad ora l'ARE ha determinato le quote di abitazioni secondarie sulla base di una statistica meno dettagliata. Il calcolo per il 2017, effettuato per la prima tenendo in considerazione l'inventario, risulta quindi più preciso e aggiornato.
I Comuni elaborano un inventario delle abitazioni nel quale iscrivono gli usi abitativi riportati nel Registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA). Le indicazioni attuali riportate nel REA mostrano come, dal 2015, 66 Comuni presentano ora una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento, mentre 21 Comuni sono nel frattempo scesi sotto questa soglia (cfr. tabella). I Comuni e i Cantoni interessati hanno la possibilità di prendere posizione a riguardo entro 30 giorni. Ad inizio maggio, l'ARE adeguerà il campo di applicazione della legislazione in materia di abitazioni secondarie: la legge sulle abitazioni secondarie e la relativa ordinanza verranno così applicate a quei Comuni che presenteranno a partire da tale data una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento.
La base di calcolo per l'inventario delle abitazioni è costituito dal REA, gestito nella maggior parte dei Cantoni direttamente dai Comuni. Il registro, sommato a quello degli abitanti, permette di determinare in modo attendibile la quota di abitazioni primarie. Su base volontaria, i Comuni possono pure indicare le abitazioni equiparate ad abitazioni primarie. Un esempio in questo senso è rappresentato dalle cosiddette «abitazioni di servizio» o dalle abitazioni negli alpeggi utilizzate per scopi agricoli. Grazie a tutte queste indicazioni sull'utilizzazione delle abitazioni è possibile stabilire la quota di abitazioni primarie e di abitazioni secondarie in un Comune. Tuttavia, poiché non tutti i Comuni rilevano le abitazioni equiparate a abitazioni primarie, gli inventari delle abitazioni hanno una comparabilità limitata.
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