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Adottata la revisione dell’ordinanza sulle poste
Il 18 settembre 2020 il Consiglio federale ha adottato la revisione dell’ordinanza sulle poste. Le modifiche principali riguardano la distribuzione dei giornali, la consegna a domicilio, la ricevuta elettronica nonché la concretizzazione di alcune disposizioni inerenti al traffico dei pagamenti nell’ambito del servizio universale. Con la revisione vengono adempiute diverse mozioni.
Nell’ordinanza sulle poste viene statuito per la prima volta il requisito riguardante l’orario per la consegna dei quotidiani in abbonamento: in futuro la Posta sarà tenuta a distribuire i quotidiani nelle zone senza recapito mattutino al più tardi entro le ore 12.30. Questa prescrizione deve essere soddisfatta almeno nel 95 per cento dei casi. La Posta deve dimostrare di aver rispettato questa disposizione nel suo rapporto annuale all’attenzione della PostCom. In questo modo il Consiglio federale adempie la mozione accolta dal Parlamento “Distribuzione capillare della posta entro mezzogiorno” (mozione Candinas 16.3848).
Nuovi criteri per la consegna a domicilio
Attualmente la Posta è tenuta alla distribuzione a domicilio in tutti gli insediamenti costituiti da almeno cinque case abitate tutto l’anno. In aggiunta deve servire le case abitate tutto l’anno situate al di fuori dei suddetti insediamenti se, a partire da questi, la durata del tragitto non supera complessivamente i due minuti.
Questa prescrizione è ora più severa. La Posta è tenuta in linea di principio a fornire la consegna a domicilio in ogni casa abitata tutto l’anno e può sospendere o ridurre questo servizio soltanto in casi eccezionali, ad esempio se vi sono pericoli per il personale di distribuzione. In ogni caso la Posta deve continuare a offrire una soluzione alternativa. In questo modo sono adempiute le due mozioni adottate dal Parlamento sulla distribuzione a domicilio (mozione Maire 14.4091, mozione Clottu 14.4075).
Ricevuta elettronica
Con la revisione il Consiglio federale coglie anche l’occasione per creare la base legale per l’autorizzazione elettronica per il recapito delle lettere raccomandate. La Posta può proporre ai destinatari di farsi consegnare direttamente invii raccomandati rilasciando un’autorizzazione per via elettronica, che rimpiazza la firma manoscritta su carta o su un apparecchio elettronico di rilevazione. Ciò consente maggiore flessibilità in quanto gli invii raccomandati possono essere ricevuti ad esempio anche in caso di assenza. Il Consiglio federale esige dalla Posta che l’utilizzo di tale servizio avvenga su base volontaria sia per chi spedisce, sia per chi riceve l’invio. Inoltre l’ordinanza ora stabilisce espressamente i requisiti postali per la ricevuta su un apparecchio elettronico di rilevazione. Il Consiglio federale vuole in questo modo evitare una possibile incertezza giuridica nel caso di una firma su un tablet.
Servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti
Le attuali disposizioni in merito all’estensione e ai limiti del servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti si sono rivelate troppo poco efficaci nella pratica giudiziaria. Infatti non era sufficientemente chiaro che il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti deve essere fornito soltanto all’interno della Svizzera e non include pertanto le transazioni transfrontaliere. Sono state precisate anche le condizioni che autorizzano la Posta, in via eccezionale, a negare una relazione contrattuale. In particolare d’ora in poi la Posta potrà infatti precludere l’uso delle prestazioni nel settore del traffico dei pagamenti alla clientela per la quale il rispetto dell’obbligo di diligenza prescritto dalla legislazione sul riciclaggio di denaro genera un onere eccessivo.