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ROMA - Per sostituire i loro militari in Iraq - le ultime truppe combattenti hanno lasciato il Paese la scorsa notte - gli Stati Uniti lasceranno un "piccolo esercito" di contractor civili che prenderanno il loro posto, tanto nell'addestramento della polizia irachena, quanto nella protezione dei suoi campi fortificati e delle ambasciate.
Lo rivela il "New York Times", secondo cui il Dipartimento di Stato assumerà il controllo del personale civile in Iraq entro l'ottobre del 2011 e il numero dei contractor sarà più che raddoppiato, passando a circa 7.000 uomini.
Questi ultimi, scrive il "Ny Times", avranno il compito di "proteggere i civili in un Paese che ospita ancora degli insorti. Posti alla difesa di cinque complessi fortificati in tutto il Paese, i contractor della sicurezza impiegheranno radar per avvistare attacchi con razzi, scoveranno gli ordigni artigianali lungo le strade, faranno volare droni di ricognizione e potranno anche mettere insieme piccole unità di pronta reazione per aiutare i civili in difficoltà".
Senza militari sul posto, per evitare tensioni, "sarà compito dei diplomatici Usa in due avamposti dal costo di 100 milioni di dollari scongiurare potenziali scontri fra l'esercito iracheno e i combattenti peshmerga curdi". Il giornale, citando fonti anonime della Casa Bianca, spiega che saranno almeno 2.400 le persone che lavoreranno all'ambasciata statunitense e presso altre sedi diplomatiche.
Comunque, dice il giornale, resterà anche qualche dozzina di militari, che aiuteranno i colleghi iracheni ad acquistare equipaggiamento militare e ad addestrarli all'uso dei nuovi carri armati M-1 e caccia F-16.
SDA-ATS