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Privilegiare la sicurezza o il transito degli autocarri? Dal tragico incendio del 24 ottobre scorso, che fece 11 morti, attorno alla galleria del Gottardo divampano le passioni. Anche in parlamento.
Dopo la camera alta, che mercoledì ha deciso di istituire una tavola rotonda per consentire a tutti i protagonisti di esprimersi e forse di trovare un consenso sulle disposizioni che regolano il transito dell'arco alpino, anche la camera bassa ha dibattuto di viabilità al San Gottardo.
Sopprimere il dosaggio del traffico
Tre interpellanze urgenti presentate dalle frazioni dell'Unione democratica di centro (Udc) e del partito radicale democratico (Prd) e da un deputato dell'Udc chiedevano la soppressione del dosaggio del traffico. Un dosaggio in vigore dal 21 dicembre scorso, per ragioni di sicurezza, dopo che in ottobre due autocarri si scontrarono dentro la galleria. Il sistema permette oggi di far passare 3500 autotreni al giorno, ossia un milione all'anno, contro 1,2 milioni prima dell'incidente.
Il risultato di questo dosaggio, che prevede per gli autocarri il transito alternato in una sola direzione e il rispetto di una distanza minima di 150 metri tra un camion e un altro, sono lunghe code di attesa a sud e a nord, disagi inumani per gli autisti e una pressione sempre più forte degli ambienti vicini agli autotrasportatori.
Una seconda galleria stradale per eliminare il caos?
"La Svizzera, ha detto l'autore di uno di questi testi, deve restare un paese di transito e non diventare un paese di dosaggio del traffico." Una posizione difesa dall'Udc e da parte del blocco borghese, che vuole sopprimere il dosaggio, migliorare l'informazione per gli utenti della galleria, abbassare le tariffe ferroviarie e negoziare con l'Unione europea per adottare misure urgenti.
Si è parlato anche dell'iniziativa Avanti, che oltre all'allargamento di alcuni tratti della rete autostradale attuale propone di scavare una seconda galleria per il traffico motorizzato attraverso il Gottardo, senza aspettare la realizzazione della galleria ferroviaria, attualmente in costruzione.
La sicurezza prima di tutto
L'altro fronte, che privilegia la sicurezza e vuole il trasferimento delle merci attraverso le Alpi dalla gomma alla rotaia, comprende socialisti e verdi. Il trasferimento dalla gomma alla rotaia, hanno ricordato, è iscritto nella Costituzione elvetica. "Il trasporto merci con la ferrovia è però oggi ancora troppo caro, troppo lento e poco attrattivo", ha ricordato il grigionese Duri Bezzola (Prd).
Per un altro grigionese, il socialista Andrea Hämmerle, la soppressione del dosaggio comporterebbe tre effetti negativi principali. Dapprima, ci sarebbe un nuovo aumento del traffico, con un inquinamento atmosferico e fonico drammatico delle vallate alpine. In secondo luogo, invieremmo un segnale sbagliato ai paesi confinanti. Infine, le code si sposterebbero semplicemente dalle vallate alpine verso Lucerna a nord e verso Lugano e la frontiera con l'Italia a sud. Per Hämmerle, "la sicurezza non può essere sacrificata sull'altare della rapidità."
"Abbiamo rapidamente riaperto la galleria a una sola condizione: mai più come prima" ha ricordato la democratica cristiana ticinese Chiara Simoneschi Cortesi, d'accordo con la priorità alla sicurezza.
Appuntamento attorno alla tavola rotonda
Dal canto suo, il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger ha ricordato che le capacità della ferrovia sono lungi dall'essere esaurite. Le misure di dosaggio del traffico degli autocarri resteranno in vigore, anche perché non esistono ventilatori tanto potenti da potere agire efficacemente in caso di scontro frontale tra due camion e assorbire l'enorme quantitativo di energia sprigionato da un loro incendio.
Leuenberger ha anche sottolineato come le colonne non siano una conseguenza dell'abbandono del limite delle 28 tonnellate e dell'accordo bilaterale con l'Unione europea. "Anzi, grazie alla circolazione di autocarri di 34 tonnellate la crescita del traffico pesante si è dimezzata nel 2001." A questa diminuzione ha anche contribuito l'introduzione della tassa commisurata alle prestazioni, approvata dal popolo in votazione.
A causa delle difficili condizioni in cui si trovano gli autisti, Ulrich Giezendanner, deputato Udc e autotrasportatore, ha annunciato che denuncerà Moritz Leuenberger per violazione dei diritti umani. Il ministro ha detto di essere pronto a discutere, ammonendo però: "I datori di lavoro che inviano i loro autisti sulle strade pur sapendo che dovranno trascorrere lunghe ore incolonnati senza assistenza e che non potranno rispettare le pause legali non possono certo avere la coscienza tranquilla."
Gli autori delle tre interpellanze si sono detti insoddisfatti delle risposte fornite da Leuenberger. La tavola rotonda sembra dunque più che mai necessaria.
Mariano Masserini