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Dopo le inondazioni che hanno colpito la zona dei Balcani occidentali la Svizzera ha reagito inviando sul posto strumenti per la depurazione e la distribuzione dell'acqua e personale supplementare che andrà a supportare i team del Corpo svizzero di aiuto umanitario già operativi sul posto.
Inondazioni nei Balcani: la Svizzera reagisce
Considerata l'entità delle inondazioni che hanno devastato i Balcani occidentali l'Aiuto umanitario della Confederazione ha inviato i primi materiali di soccorso destinati alla Serbia e alla Bosnia e Erzegovina, per la precisione due moduli per la distribuzione dell'acqua e un set per la depurazione dei pozzi per entrambi i Paesi. Un modulo di distribuzione dell'acqua permette di depurare acqua per almeno 10 000 persone. I set di depurazione vengono impiegati per la disinfezione delle sorgenti d'acqua contaminate.
Rafforzato il team di esperti
L’Aiuto umanitario ha inviato ulteriori esperti che si uniranno ai due team già sul posto dal 20 maggio scorso. Il loro compito sarà di valutare i possibili interventi di supporto nell'ambito della gestione delle risorse idriche e delle sostanze inquinanti. Nelle zone colpite è in servizio anche un elicottero da trasporto dell'esercito svizzero.
Nel quadro del suo impegno corrente la Svizzera affiancherà la Serbia e la Bosnia e Erzegovina anche nella fase di ricostruzione.
La Svizzera stanzia 800 000 franchi
Un milione di persone in Bosnia e Erzegovina, un buon quarto della popolazione, è stato colpito dalle piogge torrenziali e dalle inondazioni abbattutesi sui Balcani.
La DSC ha messo a disposizione 800 000 franchi per aiutare le vittime delle intemperie. I fondi serviranno anche a finanziare le attività della Caritas in Bosnia e Erzegovina e della Croce rossa serba.