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Secondo un sondaggio delle reclute svizzere, una maggioranza di giovani desidera salvaguardare l’identità e l’isolamento della Svizzera.
Una visione dovuta anche ai timori provocati dalla crescente globalizzazione.
Il famoso “Sonderfall” svizzero - ossia l’isolamento, il caso particolare della Svizzera - sembra piacere ai giovani svizzeri. Così, almeno, se si prende sul serio il responso del sondaggio realizzato nel 1998/99 tra le reclute elvetiche.
Secondo l’inchiesta, denominata "Isola elvetica" e presentata martedì a Berna, il 64% dei circa 20'000 giovani interrogati si dichiarano favorevoli al Sonderfall, piuttosto che ad una Svizzera dalle “porte aperte”.
I giovani svizzeri sarebbero perfino più ripiegati su se stessi dei loro genitori: "solo" il 46% di questi ultimi sostiene infatti il Sonderfall.
Da notare comunque che soltanto 470 svizzeri di età media sono stati interrogati nell’ambito del sondaggio (e solo 192 anziani). Cifre forse troppo basse per rendere rappresentativa l’inchiesta.
Ricerca di identità
Non è inoltre chiaro in che misura questo Sonderfall coincida con la visione della Svizzera cara all’UDC di Christoph Blocher.
Dall’inchiesta risulta comunque alquanto manifesta un forte ricerca di identità da parte dei giovani.
La perdita delle tradizioni figurerebbe infatti al terzo posto tra le preoccupazioni della gioventù svizzera, addirittura davanti alla carenza di posti di lavoro e ai problemi ambientali.
“I giovani si preoccupano per la crescente ‘McDonaldizzazione’ del mondo che cancella le diversità culturale e minaccia le diverse culture” ritiene Therese Walter, una delle autrici dello studio.
Poco aperti nei confronti degli stranieri
Le frizioni con gli stranieri vengono citate dai giovani come il problema numero uno, davanti alle tensioni sociali.
Il 44% degli interrogati approverebbero perfino l’iniziativa xenofoba lanciata oltre 30 anni fa da James Schwarzenbach, che mirava ad una Svizzera senza stranieri. Un altro 24% sostiene di essere forse disposto ad accettarla.
Soltanto il 24% delle persone di età media e il 27% degli anziani sarebbero invece favorevoli a questa iniziativa, bocciata nel 1970 dal 54% della popolazione.
Secondo Hans-Peter Meier-Dallach, uno degli autori dello studio, nonostante queste cifre i giovani non possono essere considerati xenofobi: almeno la metà di loro auspica una Svizzera aperta verso l’estero e verso i cittadini degli altri paesi residenti sul territorio elvetico.
Soglia di tolleranza quasi raggiunta
Sempre in base all'inchiesta, il 23% dei giovani ritiene che il numero degli stranieri in Svizzera (pari al 20 % della popolazione) sia già oggi eccessivo.
Per il 43% invece la soglia di tolleranza sarà raggiunta nei prossimi dieci anni.
Il 63 % giudica inoltre che gli stranieri debbano rapidamente adeguarsi alla realtà elvetica.
La maggiore diffidenza verso la “società multiculturale” si riscontra nelle regioni periferiche della Svizzera orientale e centrale, come pure nelle città.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
20'000 i giovani che hanno partecipato al sondaggio realizzato nel 1998/99.
Di questi, 18'000 reclute e solo 1'400 donne.
470 svizzeri di età media e 192 anziani sono stati inoltre interrogati.