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In quasi la metà di tutti gli edifici abitativi nelle aree rurali e in un edificio abitativo su otto nei centri urbani, il 75 per cento circa del fabbisogno di calore (riscaldamento dei locali e produzione di acqua calda) potrebbe essere coperto impiegando calore solare. Ciò è quanto emerge da uno studio commissionato dall’Ufficio federale dell’energia (UFE) sul potenziale dei collettori solari negli edifici abitativi del Cantone di Friburgo e della città di Zurigo.
Lo studio ha preso in esame 1’000 edifici abitativi nel Cantone di Friburgo e 210 nella Città di Zurigo. Esso si basa su un vasto campione e consente di effettuare un paragone tra le aree insediative delle zone rurali e cittadine.
Il potenziale legato all’approvvigionamento di calore generato con energia solare (potenziale eliotermico) è stato analizzato tenendo conto di 4 varianti:
* la casa “da 8 litri”, diffusa ancora oggi in molte zone, che consuma 104 kWh per metro quadro di superficie di riferimento energetico (80 kWh o 8 litri di equivalente di olio combustibile per il riscaldamento dei locali e 24 kWh per la produzione di acqua calda).
* la casa “da 3 litri”, corrispondente ai moderni standard di efficienza energetica con 54 kWh/m2 di superficie di riferimento energetico (30 kWh o 3 litri di equivalente di olio combustibile per il riscaldamento dei locali e 24 kWh per la produzione di acqua calda).
* entrambe le varianti di abitazione sono state esaminate tenendo conto sia di un accumulatore di calore tradizionale con una capacità di 100 litri per metro quadro di superficie di collettori solari sia di un accumulatore di calore ottimizzato che in futuro sarà disponibile grazie ai progressi tecnologici.
Per 100 m2 di superficie di base degli edifici sono stati calcolati per il Cantone di Friburgo 32,1 m2 e per la Città di Zurigo 31,6 m2 di superfici di copertura che potrebbero essere sfruttate per la produzione di calore solare. Queste superfici di copertura potenzialmente sfruttabili sono poi state “ponderate”, ovvero trasformate in “superfici di collettori orientate in modo ottimale”. Per “ottimale” si intende una superficie di collettori orientata verso sud e dotata di pendenza media. Le superfici di collettori ponderate sono state stabilite in relazione alla superficie di riferimento energetico, calcolando l’indice di potenziale eliotermico. Esso è di 11,7% per il Cantone di Friburgo e del 4,8% per la Città di Zurigo. Ciò significa che nel Cantone di Friburgo e nella Città di Zurigo ci sono rispettivamente 11,7 m2 e 4,8 m2 di superfici di collettori ponderate per 100 m2 di superficie di riferimento energetico. L’indice di potenziale eliotermico, decisamente più elevato nel Cantone di Friburgo, Cantone a carattere rurale, è innanzitutto da ricondurre al fatto che gli edifici abitativi hanno meno piani e presentano meno superfici di riferimento energetico per copertura. Inoltre sono presenti molte più coperture orientate in modo ottimale.
Benché il potenziale eliotermico sia sostanzialmente più elevato nel Cantone di Friburgo, in entrambe le aree insediative vi sono potenziali considerevoli di copertura ai fini dell’erogazione di calore. In riferimento alle varianti esaminate nello studio, cioè le case “da 3 litri” con accumulatori tradizionali, efficienti dal punto di vista energetico, e le case “da 8 litri” con accumulatori solari ottimizzati, quasi la metà degli edifici abitativi nel Cantone di Friburgo (48%) e un ottavo degli edifici della Città di Zurigo (12%) raggiungono potenzialmente una percentuale di copertura con calore solare superiore al 70 per cento.
Lo studio mostra che nelle aree insediative rurali, oltre il 50 per cento degli edifici abitativi a basso consumo energetico coprirebbe il proprio fabbisogno di calore esclusivamente con un impianto di collettori solari ed eventualmente con un piccolo impianto di riscaldamento a legna aggiuntivo. Pertanto, negli edifici abitativi, gli impianti di riscaldamento interamente a energia rinnovabile, trattando con riguardo il limitato potenziale di biomassa, sono alla portata di tutti.