Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/210438

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni numerose realtà urbane e comunali hanno introdotto le zone 30 sulla propria rete stradale. Questo limite inferiore che tutt'oggi equivale a una deroga all'articolo 4a ONC è di fatto spesso la norma, tuttavia richiede per ogni singola zona o singolo tratto una perizia ai sensi dell'articolo 108 OSStr: tale valutazione è a carico dei Comuni, svolta secondo modalità standard e approvata dalle autorità preposte alla segnaletica nella stragrande maggioranza dei casi. </p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dall'introduzione dell'ordinanza concernente le zone con limite di velocità massimo di 30 km/h e le zone di incontro (RS 741.213.3) quante sono le valutazioni peritali eseguite dai Cantoni (escludendo le città con competenza a livello di segnaletica) per le aree citate? Quante di queste sono state approvate? Invito a presentare una tabella che elenchi i limiti di velocità per Cantone.</p><p>2. Analogamente, quante sono le perizie in oggetto eseguite dalle città aventi competenza sulla segnaletica? Quante di queste sono state approvate? Invito a presentare una tabella che elenchi i limiti di velocità per città. </p><p>3. Il Consiglio federale ritiene vi sia modo di semplificare la procedura e quindi di ridurre costi e burocrazia per i suddetti accertamenti tecnici a carico dei Comuni?</p><p>4. Come valuta il Consiglio federale l'idea di modificare l'ordinanza sulle norme della circolazione stradale e di quella sulla segnaletica in modo tale da introdurre due velocità massime generali (30/50) nei centri abitati? (Modello upi: 30 km/h sulla rete stradale subordinata).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'attuazione spetta a Cantoni, Comuni e città, che non hanno l'obbligo di tenere statistiche per l'introduzione di zone del genere. Il Consiglio federale non dispone pertanto di indicazioni di questo tipo.</p><p>3. Come già illustrato in risposta alla mozione Masshardt (13.4098, Introduzione facilitata di zone 30 per una maggiore sicurezza e una migliore qualità della vita), il Consiglio federale è disposto a esaminare eventuali semplificazioni in tal senso per le strade non a prevalenza motorizzata.</p><p>Per Cantoni e Comuni le modalità di cofinanziamento e attuazione di interventi strutturali in zone 30 nel quadro del programma Traffico d'agglomerato (dalla 3a generazione) sono già state agevolate grazie ai contributi federali forfetari per interventi minori (massimo 5 milioni di franchi) previsti dall'articolo 21a dell'ordinanza del 7 novembre 2007 concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata e di altri mezzi a destinazione vincolata per il traffico stradale (OUMin; RS 725.116.21).</p><p>In corso di studio a cura del DATEC è inoltre una semplificazione delle perizie in oggetto per le strade di quartiere, con particolare attenzione a una chiara formulazione dei requisiti e a un migliore coordinamento fra le diverse basi normative.</p><p>4. Il modello 30/50 studiato dall'Ufficio prevenzione infortuni (upi) si basa sulla distinzione fra due contesti di viabilità, quello residenziale ovvero di quartiere (cosiddette strade orientate all'insediamento) e quello a prevalenza motorizzata (cosiddette strade orientate al traffico): l'idea è di introdurre per l'intero territorio comunale il limite di 30 km/h sulle prime e di 50 sulle seconde, con possibilità di deroga in caso di valutazioni peritali positive. Anche il Consiglio federale, pur considerando appropriato distinguere fra i due scenari citati, al momento non ritiene opportuno intervenire poiché il modello è già attuabile con la regolamentazione vigente.</p>  Risposta del Consiglio federale.