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"Sono soddisfatta". Così si è espressa oggi la leader dell'opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, sull'incontro avuto questa mattina col presidente Thein Sein a Naypyidaw, sede del governo.
Il colloquio è durato un paio d'ore. È la seconda volta, negli ultimi otto mesi, che le due personalità politiche della Birmania si incontrano, la prima dall'elezione a deputata di Suu Kyi, avvenuta dieci giorni fa dopo 15 anni passati agli arresti domiciliari, a conferma del ruolo centrale che il premio Nobel per la pace occupa ora nello scacchiere della politica del paese asiatico.
Suu Kyi è diventata un interlocutore indispensabile per il regime che ha bisogno di lei per legittimare le riforme in atto, in un momento in cui è stata anche riaperta la questione della revoca delle sanzioni occidentali. L'Unione Europa è pronta a discuterne il prossimo 23 aprile, lo stesso giorno in cui la leader entrerà per la prima volta in Parlamento.
Per alcuni osservatori politici il presidente avrebbe intenzione di nominare Suu Kyi al ruolo di consigliera, forse come responsabile per la riconciliazione con le frange ribelli delle minoranze etniche, con cui il governo sta cercando di negoziare accordi di pace. Proprio nei giorni scorsi una delegazione di ribelli Karen ha incontrato sia il presidente, sia la leader dell'opposizione.
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