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BASILEA - Sembra funzionare il "frigorifero" romano scoperto durante scavi a Kaiseraugst (AG) e rimesso in funzione lo scorso aprile da ricercatori basilesi. Uno strato di ghiaccio di 40 centimetri si è conservato per oltre due mesi nella cavità profonda quattro metri.
La fossa è stata aperta questa mattina e al suo interno è stato trovato uno strato di neve compatta, ricoperto da paglia, all'interno della quale era stata depositata una birra.
La temperatura è "ideale", ha detto a Keystone-ATS il professore dell'Università di Basilea Peter-Andrew Schwarz, secondo il quale lo strato di neve ghiacciata dovrebbe ora sciogliersi nel giro di due o tre settimane. "La neve ha resistito più di quanto pensassero gli scettici, ma meno di quanto credessero i più ottimisti". Non è ancora la prova dell'assoluta fattibilità, ma siamo vicini, ha commentato il professor Schwarz.
I ricercatori basilesi avevano già svolto in precedenza due tentativi con il "frigo" di Augusta Raurica. Il primo è fallito a causa del clima troppo caldo e perchè gli scienziati avevano depositato tutta la neve in una sola volta. Il secondo, con collocamento della neve in più tappe e aggiunta di ghiaccio, ha avuto risultati migliori.
Questa volta, è stato utilizzato il metodo dei "nevaters", i raccoglitori di neve di Maiorca. Sono stati accumulati strati di neve di 20-30 centimetri ben isolati l'uno dall'altro e separati da della paglia. L'esperimento non dimostra che la cavità in questione è stata usata come frigorifero dai Romani, ma si trattava di far vedere se il principio funziona.