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Battuti ieri sera a Monaco per 3-0 i blaugrana hanno salutato mestamente la Champions League: una disfatta. L'ultima volta che il Barcellona non era presente nella fase ad eliminazione diretta della classe regina era il 2003.
Le «Dimissioni del Barcellona dall'élite del calcio», ha titolato AS, poiché il drammatico declino dei blaugrana è culminato ieri sera a Monaco, prima di Natale.
La sconfitta per 3-0 subita dal Barça contro il Bayern Monaco, che non aveva nulla da giocarsi essendosi già assicurato in anticipo il primo posto del suo gruppo, li ha visti finire terzi, dietro il Benfica, lasciandosi alle spalle la sola Dinamo Kiev.
Sergio Busquets, capitano e uomo di maggiore esperienza dei catalani, parlando a DAZN al termine della sfida ha detto: «Ci sentiamo molto male in questo momento. Siamo in una situazione dura, difficile. Ci siamo messi in questo casino e fa molto male».
Già, perché basta pensare che l'ultima volta che il Barça non ha partecipato alla fase a eliminazione diretta della Champions League era il 2003-04, stagione in cui fecero l'ultima apparizione in Europa League, allora Coppa UEFA.
Nel 2004, forse una coincidenza, un certo Lionel Messi iniziò a vestire la maglia della prima squadra del Barcellona. Nell'estate 2021 Lionel Messi ha lasciato la sua Barcellona per Parigi. Forse una coincidenza.
Dal 2004 il Barça ha vinto la Champions League per ben quattro volte.
Sempre sullo spagnolo AS si legge: «Il Barça ha messo in scena le sue dimissioni dall'élite del calcio, esibendo tutte le sue mancanze quando è caduto senza lamentarsi contro un Bayern Monaco che, di nuovo in terza marcia e senza dare la sensazione di voler umiliare, ha sloggiato il Barça 3-0 con l'atteggiamento di una tigre stanca che è sembrata essere troppo pigra per cacciare un cucciolo di gazzella, facendo solo quello che la natura si aspetta da lui».
Attualmente settimo nella Liga, il Barça ha recentemente sostituito Ronald Koeman con Xavi, sperando in un miracolo immediato da parte della sola presenza di una delle sue leggende.
«In definitiva, non abbiamo mancato la qualificazione per questa partita ma per quello che non abbiamo fatto nelle altre partite», ha detto a Movistar il difensore Ronald Araujo.
«È vero che in questo momento non siamo tra le migliori squadre d'Europa», ha ammesso Araujo.
Perdere 3-0, senza colpo ferire, e con l'impressione che gli avversari non abbiano voluto inveire più di molto è comunque un segno inequivocabile di un malessere, che nemmeno il grande Xavi, per ora, è riuscito a curare.
L'ex centrocampista del Chelsea, Joe Cole, ha parlato della discesa del Barça su BT Sport: «Semplicemente non possono competere in Champions League con quel gruppo di giocatori».
Si tratta della settima sconfitta stagionale, in tutte le competizioni. Dopo 15 partite i blaugrana si trovano 16 punti dietro il leader della Liga Real Madrid.
Il giornalista spagnolo Pete Jenson è stato categorico nel suo commento alla BBC: «Non penso che la gente abbia creduto nel miracolo che era necessario stasera. C'è un tale divario ora tra le migliori squadre d'Europa e il Barcellona. Non credo nemmeno che molti dei loro sostenitori pensino di poter vincere l'Europa League. Hanno anche alcuni problemi seri di natura non sportiva che incombono: gli accordi di sponsorizzazione che stanno per finire e delle implicazioni finanziarie da affrontare. Non ne parlano, ma due o tre stagioni fa erano pesantemente in crisi; era Leo Messi che li teneva a galla e nelle competizioni». Questa l'opinione di Jenson.
Xavi e suoi ottimi giovani hanno bisogno di tempo
A Barcellona hanno degli ottimi giovani, non ci sono dubbi: Gavi, 17 anni, Ansu Fati e Pedri, entrambi di 19 anni, sono tutti giocatori della nazionale spagnola. Pedri è stato nominato il miglior giovane giocatore del 2021 nella recente cerimonia del Pallone d'Oro di France Football.
Anche Xavi, secondo Jenson, ha bisogno di tempo, come i suoi ragazzi: «Dopo cinque partite è chiaro che Xavi ha aspetti che ricordano Pep Guardiola: ha carisma e una visione chiara. Ma alla fine, se non hai i giocatori, non puoi metterla in azione».
Della stessa idea anche Peter Crouch, ex attaccante del Liverpool, che ai microfoni di BT Sport ha detto: «Hanno l'uomo giusto al comando. Conosce bene il club e sa come funziona l'accademia giovanile. Il loro futuro sta nella gioventù perché non hanno soldi per comprare giocatori. Non sarà un processo rapido, potrebbero volerci cinque anni».
Gli imperi crescono e cadono, a volte rovinosamente. Dalle ceneri si può ricostruire, ma ci vuole tempo. Nel frattempo il calcio sentirà la mancanza del grande Barça.