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La donna incinta di sei mesi aveva perso il bimbo dopo essere stata respinta dalle Guardie di confine
DOMODOSSOLA - Anche la giustizia italiana, per la precisione la Procura della Repubblica di Verbania indagherà sull’espulsione, dalla Svizzera, della donna siriana incinta di sei mesi che ha perso il bambino, una volta giunta a Domodossola.
Come riferisce il Corriere di Novara sul feto è stata disposta l’autopsia per capre se la versione della donna è corretta. La donna infatti ha imputato la perdita della figlia anche ai maltrattamenti subiti dalle guardie di confine.
Sull’episodio, ricordiamo, è in corso un'inchiesta anche da parte della giustizia militare svizzera. Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) ha deciso di non occuparsi in prima persona del caso, affinché un’autorità esterna chiarisca le accuse mosse nei confronti di collaboratori del Cgcf.
I maltrattamenti, a detta della donna e del suo compagno, si sarebbero verificati a bordo del treno che da Vallorbe portava al confine con la Francia dove i siriani una volta fermati sono stati consegnati alle guardie svizzere che hanno poi rispedito i profughi con un treno a Domodossola.
L’inchiesta dovrebbe concludersi entro una settimana.