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BERNA - Crede di aver trovato il grande amore su internet e per questo versa in Nigeria 106'000 franchi: denaro peraltro non suo, ma prelevato sul conto di un buon conoscente su cui aveva la procura. Protagonista della vicenda risalente al 2018 una 56enne vice-responsabile di una banca dell'Oberland bernese, che di fondi propri, per il suo fidanzato web, aveva già "investito" 150'000 franchi.
La donna, rea confessa, è stata condannata oggi a 24 mesi con la condizionale dal tribunale economico del canton Berna. Era accusata di appropriazione indebita e falsità in documenti. Già dieci anni or sono l'imputata aveva alleggerito di 125'000 il conto del conoscente, dopo che questi si era stabilito in un Paese lontano: denaro usato per coprire suoi bisogni personali e per comprare azioni. In totale la funzionaria di banca - che presso l'istituto era fra l'altro responsabile del compliance, cioè del rispetto delle regole - si era appropriata di circa 230'000 franchi. Nel frattempo ha restituito 117'000 franchi: il resto dovrà essere risarcito.
Nel commisurare la pena la corte ha tenuto conto, come attenuante, del fatto che la donna è rimasta vittima di una truffa sentimentale. I 24 mesi di carcere era quanto aveva richiesto la procura, secondo cui, seppur «di pochissimo», poteva ancora essere concessa una sanzione sospesa. La difesa si era battuta per 15 mesi.
Durante il processo è emerso che contro l'imputata è stata presentata una nuova denuncia penale, per un'appropriazione indebita di 100'000 franchi. L'interessata nega però veementemente gli addebiti. L'inchiesta è ancora allo stadio di indagine preliminare.