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Primo testimone interrogato al processo per lo scandalo Fifa in corso a New York, Alejandro Burzaco ha dipinto un quadro inquietante del calcio sudamericano, letteralmente travolto dalla corruzione. La sua deposizione, con tanto di nomi e cognomi, ha avuto una conseguenza tragica, il suicidio poche ore dopo di Jorge Delhon (foto), che si è gettato sotto un treno. Burzaco ha diretto dal 2006 al maggio 2015 (quando venne incolpato) una potente società argentina implicata nell’affare multimilionario dei contratti per i diritti televisivi in Sudamerica. Nella sua deposizione ha chiamato in causa il citato Jorge Delhon e Pablo Paladino, accusandoli dia ver accettato cospicue mazzette in cambio dell’attribuzione dei diritti di teletrasmissione della partite di calcio. Delhon e Paladino allepoca lavoravano “Football for All”, programma governativo negli anni della presidenza di Cristina Kirchner, incaricato della ripartizione dei diritti in Argentina. Jorge Delhon. Burzaco, molto vicino all’ex presidente della federcalcio argentina Julio Grondona, morto nel 2014, venne dichiarato colpevole nel novembre del 2015. Da allora collabora con la giustizia americana, in attesa del verdetto che lo riguarda. Versò milioni di dollari ai massimi dirgenti della confederazione sudamericana, per il mantenimento o l’acquisizione dei diritti televisivi, contenuti in ricchi contratti. Burzaco ha detto anche che tali tangenti venivano pagate anche da importanti network, quali Tv Globo, l’americana Fox Sports o la spagnola Mediapro. Ha raccontato di come il presidente della Conmebol, il paraguaiano Nicolas Leoz, con i luogotenenti Julio Grondona e Ricardo Teixeira, ex presidente della federcalcio brasiliana, avessero ricevuto milioni di dollari in cambio di contratti legati a grandi tornei, tra cui la Copa Libertadores. Membri dell’Esecutivo della Fifa, i tre sono stati pagati anche per il voto in occasione dell’assegnazione della Coppa del mondo. Coinvolti anche l’ex presidente della federazione brasiliana José Maria Marin, 85 anni, il 60enne Manuel Burga, a capo della federazione peruviana dal 2002 al 2014, ex membro del comitato di sviluppo della Fifa, e il 59enne Juan Angel Napout, ex presidente della federazione paraguaiana e della Conmebol. Avrebbero ricevuto cifre nell’ordine dei 300’000-450’000 dollari. Presenti all’interrogatorio dle loro accusatore, i tre rischiano una pena superiore anche ai 20 anni di reclusione. Ventiquattro persone, tra le quali lo stesso Burzaco, si sono già dichiarate colpevoli. Le altre coinvolte devono rispondere alla giustizia del proprio paese o rifiutano l’estradizione negli Stati Uniti Burzaco, il cui interrogatorio prosegue oggi, non ha chiamato in causa dirigenti del calcio europeo. Ha solo identificato con l’ausilio di fotografie l’ex numero uno della Fifa Joseph Blatter, il suo ex braccio destro Jérome Valcke, il presidente del Psg, nonché patron di BeIN Media, Nasser Al-Khelaïfi. Questi ultimi due sono nel mirino della giustizia elvetica per presunta corruzione nella vicenda dell’assegnazione dei diritti televisivi per i Mondiali l del 2026 e e del 2030. I due si dichiarano estranei ai fatti. Quanto a Blatter, figura come testimone della giustizia francese che indaga sui sospetti di corruzione nall’attirbuzione della Coppa del mondo del 2018 e del 2022.