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BERNA - Per il momento, l'accordo d'assistenza amministrativa con gli Stati Uniti relativo all'UBS non decolla. Con 104 voti contro 76 e 16 astenuti, il Consiglio nazionale lo ha respinto stamani. I voti contrari sono giunti dalla sinistra e dall'UDC, dopo che ieri la Camera del popolo aveva respinto le condizioni poste dalle due formazioni politiche. Il dossier ritorna al Consiglio degli Stati, che dovrebbe pronunciarsi domani.
Soltanto il PLR, il PPD e il PBD hanno sostenuto l'accordo che consentirà di fornire alle autorità americane i dati bancari di 4450 clienti dell'UBS, sospettati di aver evaso il fisco (200 lo avrebbero frodato).
La sinistra ha bocciato il trattato per non aver ottenuto garanzie concernenti le misure intese a limitare i problemi legati alle grandi banche. Ieri sera, con 123 voti contro 67 e 2 astenuti, la Camera del popolo non ha infatti voluto entrare in materia sulla pianificazione governativa di misure per limitare i rischi sistemici causati dalle grandi imprese.
L'UDC ha bocciato l'accordo poiché non ha apprezzato il sostegno dato dal Consiglio degli Stati, giovedì scorso, a due mozioni che mirano alla tassazione dei bonus dei manager, un progetto del quale i democentristi non voglio assolutamente sentir parlare.
Così, l'UDC ha chiesto ieri al Nazionale di pronunciarsi sulle due mozioni, prima di decidere la sorte dell'accordo con gli USA. Tuttavia, la loro mozione d'ordine è stata respinta con 125 voti contro 58 e 5 astenuti. A quel punto, Caspar Baader (UDC/BL) ha annunciato che il suo partito avrebbe respinto l'accordo, "non essendo disposto a ingoiare anche questo rospo".
SDA-ATS