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La crisi del debito in Eurolandia continua a farsi sentire sull'industria svizzera. La situazione di giugno è risultata tuttavia leggermente migliore rispetto a maggio. L'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) è salito di 2,7 punti a quota 48,1, meglio delle attese.
Gli esperti interrogati dalla Reuters avevano pronosticato un lieve calo a 45 punti. Malgrado l'incremento, l'indice - calcolato dal Credit Suisse assieme all'Associazione per gli acquisti e il supply management - si colloca tuttora al di sotto dei 50 punti, soglia che fa da spartiacque tra crescita e contrazione del settore. Il livello di giugno segnala un lieve indebolimento della congiuntura nell'industria, secondo la banca.
A fronte della difficile situazione, le imprese sono estremamente prudenti in termini di politica occupazionale. I tagli del personale e quindi delle capacità produttive proseguono ormai da nove mesi e questo potrebbe essere anche il motivo del leggero allungamento dei tempi di consegna in giugno (componente "tempi di consegna" 53,1 punti), commenta il Credit Suisse. Solo una svolta netta sul fronte della crisi dell'euro potrebbe interrompere la tendenza negativa, rileva la banca.
SDA-ATS