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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la premier francese Elizabeth Borne hanno firmato venerdì a Berlino un accordo di "mutuo sostegno" per "garantire l'approvvigionamento energetico". Sono previste "misure concrete" con le quali la Francia aiuterà la Germania a ridurre la sua dipendenza dal gas russo, di cui è stata storicamente di gran lunga la principale acquirente in Europa. In cambio, riceverà aiuto per "assicurare le forniture di elettricità in inverno".
La Francia, per la prima volta da 42 anni, è diventata un'importatrice netta di corrente, a causa dell'arresto temporanea di parte del suo vasto parco di centrali nucleari, che copre il 60% del fabbisogno nazionale. E a proposito di atomo, da parte tedesca ci si è impegnati a posticipare fino all'aprile 2023 l'abbandono progressivo degli impianti restanti, proprio per massimizzare i flussi verso il Paese vicino.
Il vertice, in cui è stato anche ribadito il sostegno all'Ucraina "fino alla fine", è stato anche un secondo passo verso il disgelo, dopo quello compiuto dallo stesso Scholz con il presidente francese Emmanuel Macron il 25 ottobre. Negli ultimi mesi, infatti, l'asse franco-tedesco tradizionale "motore dell'Europa" si era un po' inceppato, con divergenze fra l'altro proprio sulle questioni energetiche e sugli aiuti alle imprese in difficoltà per il caro-bollette.
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