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(21.08.2013) La penuria di personale qualificato rappresenta una delle preoccupazioni principali delle piccole e medie imprese (PMI) tedesche. Secondo le stime dello studio Ernst & Young, la perdita di guadagno totale legata a questo fenomeno ammontava a EUR 33 miliardi a metà 2013.
Quasi il 75% dei 700 dirigenti delle PMI interpellate in luglio nel quadro di uno studio semestrale indica di non essere attualmente in grado di sostituire i posti vacanti. Questa difficoltà nell'assumere collaboratori qualificati si ripercuote sui conti del 64% delle imprese intervistate. Le società più toccate sono quelle i cui prodotti sono sconosciuti al grande pubblico, precisa Ernst & Young.
Non riuscendo a reclutare nuovi dipendenti all'interno delle frontiere, sempre più PMI tedesche assumono stranieri. Se fino a due anni fa la loro presenza ammontava al 18%, la percentuale è ormai salita al 31%. I paesi del sud dell'Europa toccati dalla crisi economica sono particolarmente ricchi di personale qualificato disponibile.
Interpellati sul mercato dei loro affari durante i primi sei mesi dell'anno, solo il 36% degli imprenditori si è dichiarato soddisfatto. Questo risultato è il peggiore dall'estate di crisi del 2009 (29%). Nel periodo testato precedentemente il tasso di soddisfazione raggiungeva ancora il 39%.
Resta che i dirigenti prevedono una crescita della loro cifra d'affari al secondo semestre: quasi una PMI su due si aspetta di registrare un incremento durante questo periodo. Il miglioramento medio anticipato è dell'1,6%, ovvero il doppio rispetto a sei mesi fa.
Ultima modifica 10.09.2015