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Guardia di confine della prima ora
Doppia ricorrenza: 35 anni donne in dogana - 20 anni donne nel Cgcf
Nell'edizione di ottobre vi abbiamo presentato una delle prime donne a svolgere la professione di specialista doganale. Oggi vi presentiamo una guardia di confine: Susanne Indolese ha fatto parte vent'anni fa assieme ad altre dodici colleghe della prima classe di donne aspiranti guardie di confine. Una novità assoluta per questo bastione tradizionalmente maschile. La formazione è iniziata l'11 dicembre 1989 con un corso di preparazione militare e si è conclusa nel gennaio 1991 con il corso di sci e il brevetto alla Lenk. Dal gennaio 1991 Susanne Indolese lavora come guardia di confine - in un primo tempo al posto di Basilea-Weil Autostrada.
Nell'intervista Susanne Indolese racconta le sue esperienze in vent'anni di vita in uniforme quale donna.
Intervista con Susanne Indolese, guardia di confine
OZ: L'11 dicembre 1989 è stata una delle prime donne a iniziare la formazione di guardia di confine a Liestal. Quali sono state le sue prime impressioni?
Susanne Indolese:
Dopo 15 anni di astinenza scolastica, la prima impressione è stata decisamente forte. La moderna infrastruttura del centro di Liestal - aule, sala di tiro, palestra, camere doppie e quant'altro - era impostata secondo principi puramente militari anche nel corso di preparazione per le donne. Eravamo in tredici e ci hanno insegnato le formalità militari, a sparare, a usare la maschera antigas affinché potessimo affrontare con le dovute conoscenze il corso principale per aspiranti guardie. È stata un'esperienza particolare.
Il corso principale è iniziato l'8 gennaio 1990. Mi ha impressionato subito la pila di documenti che mi sono ritrovata sul banco. Mi sono chiesta dove ero andata a finire. Anche il fatto di essere stata scelta come portavoce della classe non è stato proprio un vantaggio. Inoltre, alcuni superiori faticavano ad accettare le donne nel Cgcf. Non è stato sempre facile, ma con il tempo le difficoltà si sono appianate. In complesso penso con piacere all'anno di aspirante.
Perché ha scelto una professione che fino a quel momento era stata prettamente maschile?
Siccome lavoravo come assistente di esercizio all'ufficio doganale di Riehen, avevo già avuto modo di avvicinarmi un po' a questa professione che effettivamente mi attirava. Tra l'altro ero l'unica assistente di esercizio donna a Riehen. Le donne erano e sono tuttora poche sia nella carriera civile che in quella uniformata.
Qual è stato il cambiamento più importante in questi anni nel Cgcf?
La professione ha subito un notevole cambiamento negli anni. I mezzi ausiliari e la tecnica sono decisamente più moderni rispetto a vent'anni fa. Una volta i pattugliamenti erano fatti in bicicletta o a piedi. Oggi si va in macchina con la luce blu. Anche lo svolgimento del servizio è cambiato radicalmente: si collabora di più con la polizia e gli organi di confine esteri. Penso anche ai controlli nelle retrovie, a quelli stradali o nei treni - solo per citarne alcuni.
Che cosa le piace del suo lavoro?
È un lavoro molto variato che richiede buone doti di coordinamento. Mi piace il contatto con le persone, anche se ora si fa tutto per telefono visto che attualmente presto servizio alla centrale d'intervento di Basilea Nord.
E gli aspetti negativi - ieri e oggi?
Purtroppo oggi l'accettazione per i nostri compiti e il rispetto sono sempre più rari. Ciò rende il nostro lavoro più difficile e a volte si ripercuote anche sul piano personale.
Quando ha aderito a garaNto, rispettivamente alla Federazione svizzera del personale delle dogane (FSPD) e perché?
Dall'inizio. Credo che il sostegno del sindacato sia molto importante per il personale.
Cosa fa nel tempo libero?
Mi piace occuparmi della casa e del giardino, passeggiare e sciare. Vado anche in moto.