Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/104641

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 3 marzo 2010, durante la sessione straordinaria, la consigliera federale Widmer-Schlumpf si è espressa come segue in Consiglio nazionale su tale problema:</p><p>"So che in certi cantoni vi è un certificato AVS ufficioso per i 'sans-papiers' che lavorano e ai quali sono conteggiate le prestazioni sociali."</p><p>Alla domanda se ciò non fosse contrario alla Costituzione ha risposto: "Non lo tollero ... Stiamo discutendo con questi cantoni, siamo alla ricerca di una soluzione".</p><p>Si pongono pertanto le seguenti domande:</p><p>1. Da quando il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che in Svizzera vi sono "sans-papiers" in possesso di un certificato AVS?</p><p>2. Quanti casi sono noti?</p><p>3. Di quali cantoni e di quali comuni si tratta?</p><p>4. Questa situazione è conciliabile con il nostro diritto interno?</p><p>5. In caso affermativo, su quali basi legali si fonda tale valutazione?</p><p>6. In caso negativo, perché il Consiglio federale tollera questa situazione?</p><p>7. Che cosa intende fare?</p><p>8. Sono stati avviati procedimenti contro i colpevoli?</p><p>9. In caso affermativo, quanti e quali?</p><p>10. In caso negativo, perché no?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1-3. Il rilascio di un certificato d'assicurazione AVS è subordinato alla sola condizione che vi sia una relazione con l'AVS mediante il pagamento di contributi o il versamento di prestazioni (anche all'estero). L'esistenza di un certificato d'assicurazione non dà alcun diritto né impone alcun obbligo; facilita soltanto la procedura nell'AVS (ad es. in caso di cambiamento di datore di lavoro o di cassa competente o in caso di richiesta di una rendita). Di conseguenza, se vengono conteggiati contributi AVS nell'ambito di un rapporto di lavoro con un "sans-papiers", la cassa di compensazione competente rilascia in ogni caso un certificato AVS.</p><p>Non si può determinare né il numero di "sans-papiers" in Svizzera (secondo il rapporto finale del 6 aprile 2005 commissionato dall'Ufficio federale della migrazione "Sans-Papiers in der Schweiz: Arbeitsmarkt, nicht Asylpolitik ist entscheidend" (d/f), nel nostro Paese vivono circa 90 000 "sans-papiers". http://www.bfm.admin.ch/bfm/it/home/themen/migration_analysen/illegale_migration.html), che nel corso della loro vita - probabilmente con uno statuto retto in precedenza dal diritto degli stranieri - sono stati in relazione con l'AVS, e di conseguenza, sono in possesso di un certificato AVS, né quali cantoni o comuni sono interessati, in quanto tutti i servizi incaricati dell'esecuzione dell'AVS (casse di compensazione professionali, casse di compensazione cantonali e federali, agenzie comunali) rilasciano certificati AVS in tutta la Svizzera.</p><p>4.-7. Dal punto di vista giuridico, l'assoggettamento all'AVS è obbligatorio se talune condizioni concernenti l'esercizio dell'attività lucrativa e il domicilio sono adempiute (art. 1a LAVS). La nozione di domicilio è disciplinata dal Codice civile (art. 13 LPGA e art. 23 segg. CC), in cui si precisa che il domicilio di una persona è il luogo dove essa dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Se il domicilio non può essere comprovato, è considerato come tale il luogo di soggiorno. Una persona che soggiorna illegalmente in un Paese vi ha comunque il domicilio civile, è assoggettata all'assicurazione e ha diritto al versamento di prestazioni. Pertanto, secondo il diritto vigente l'applicazione della LAVS e delle sue disposizioni di esecuzione non dipende dallo statuto del soggiorno degli assicurati. Le casse di compensazione non devono quindi occuparsi di questo elemento.</p><p>Una modifica di questa normativa genererebbe, oltre a enormi cambiamenti organizzativi - fino al momento di richiedere una rendita la maggior parte degli assicurati non ha alcun contatto con le casse di compensazione in quanto la gestione dell'assicurazione è garantita tramite il datore di lavoro -, anche problemi sotto il profilo istituzionale. Inoltre la legge contro il lavoro nero ha permesso di creare strutture speciali e di procedere a controlli obbligando i cantoni ad istituire organi di controllo, che collaborano con numerosi altri organi e autorità attivi anche nel settore della migrazione e delle assicurazioni sociali. Ad esempio, in determinati casi gli organi dell'AVS devono comunicare alle autorità competenti in materia di asilo e degli stranieri le irregolarità constatate riguardo al soggiorno.</p><p>Bisogna anche tenere conto del fatto che lo statuto di una persona in materia di diritto degli stranieri può cambiare più volte nel corso della vita. L'AVS, invece, è orientata di regola sul lungo termine: i contributi versati sono rilevanti solo al momento della fissazione della rendita, quando si devono richiedere i dati alle diverse casse di compensazione - il certificato AVS facilita la procedura. Attualmente però non si può sapere quali "sans-papiers", al raggiungimento dell'età pensionabile, soggiorneranno legalmente in Svizzera o vivranno in un Paese in cui le rendite saranno versate in virtù di una convenzione di sicurezza sociale.</p><p>8.-10. Visto quanto precede, il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcun motivo di avviare procedimenti contro i colpevoli. Per quanto attiene al diritto degli stranieri, il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia aveva incaricato l'Ufficio federale della migrazione di elaborare nel 2009, in collaborazione con i cantoni, una nuova direttiva per disciplinare i casi di rigore. Lo scopo era di istituire uno strumento efficace per attuare le disposizioni in materia e di armonizzare il lavoro dei cantoni affinché siano applicate in modo uniforme.</p>  Risposta del Consiglio federale.