Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01169.jsonl.gz/337

Berlino - La Procura di Francoforte ha aperto un'inchiesta su Fca (Fiat-Chrysler) per una sospetta manipolazione dei livelli di gas di scarico dei suoi motori. Due mesi dopo la condanna definitiva di Volkswagen per il caso Dieselgate, la magistratura tedesca ha fatto scattare una serie di perquisizioni (anche nel Canton Turgovia) a carico della casa automobilistica italo-americana, ipotizzando la frode in commercio: il sospetto è che le emissioni rilevabili in sede di omologazione non siano quelle reali grazie all'installazione di dispositivi di controllo del motore non conformi.
L'azienda, che negli Stati Uniti ha già sborsato circa 800 milioni di dollari per lasciarsi alle spalle una vicenda analoga pur sostenendo di non avere compiuto alcuna azione illegale, si dice pronta a "chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura".
Gli investigatori sono andati a caccia di documenti sulla progettazione e sui test condotti su alcuni motori diesel. Si tratta di quelli Euro5 ed Euro6 del tipo 'Family-B' - spiega la Procura di Francoforte -, ovvero i 1.3, 1.6 e 2.0 Multijet installati su veicoli dei marchi Alfa Romeo, Fiat e Jeep, nonché sui cosiddetti motori 'Light Duty/Heavy Duty' 110, 115, 150 e 180 Multijet. Sul banco degli imputati un software che, secondo l'accusa, è in grado di controllare il motore e ridurre in maniera artificiosa le emissioni in fase di collaudo, rientrando così nei limiti imposti da Bruxelles, per cui le emissioni inquinanti durante l'uso quotidiano sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione.