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Le perdite involontarie di urina possono provocare un forte imbarazzo negli adulti e limitare notevolmente la qualità della vita, ma non sono inevitabili.
L’incontinenza è un problema che tocca la sfera più intima e che viene vissuto come un disagio, al punto che molte delle persone che ne soffrono preferiscono tenere la cosa per sé invece di rivolgersi al medico per una soluzione. Oggi fortunatamente esistono diverse terapie efficaci in grado di alleviare il disagio di tanti pazienti.
Il termine «incontinenza urinaria» indica le perdite involontarie di urina. In questo caso si parla anche di debolezza vescicale o di vescica debole.
Una vescica sana può accumulare urina per un lungo periodo di tempo. Durante la fase di riempimento il muscolo vescicale, che insieme al tessuto connettivo forma la parete vescicale, rimane teso. Lo sfintere ha la funzione di impedire il deflusso dell’urina attraverso l’uretra.
Durante la fase di svuotamento il muscolo vescicale si contrae, mentre lo sfintere e la muscolatura del pavimento pelvico si rilassano e l’urina defluisce all’esterno attraverso l’uretra.
Per un perfetto controllo vescicale è fondamentale che i ricettori posizionati nel cervello e nel midollo spinale, i muscoli e i nervi interessati siano intatti e interagiscano tra loro in maniera armonica. Tuttavia sono diverse le cause che possono rompere l’equilibrio di questo delicato sistema.
Le tre forme più frequenti di disturbo sono l’incontinenza da sforzo, l’incontinenza da urgenza e l’incontinenza mista (una combinazione dei primi due tipi).
L’incontinenza da sforzo è caratterizzata da perdite involontarie di urina in caso di aumento della pressione addominale, ad esempio durante l’attività fisica.
Nell’incontinenza da sforzo le perdite possono essere molto lievi (poche gocce), ma si può anche arrivare a flussi più consistenti. Di norma il soggetto non sente alcuno stimolo alla minzione prima che si verifichi la perdita involontaria. L’incontinenza da sforzo è causata generalmente da un indebolimento della muscolatura del pavimento pelvico, che può dipendere dall’età del soggetto oppure essere una conseguenza di precedenti lesioni o interventi. Nelle donne, che soffrono più frequentemente di questa forma di incontinenza, questo disturbo è spesso associato ai postumi della gravidanza o del parto.
L’incontinenza da urgenza è accompagnata da un improvviso e impellente bisogno di urinare, sebbene la vescica non sia ancora affatto piena. Spesso chi ne soffre non fa in tempo a raggiungere il bagno, con conseguente fuoriuscita di notevoli quantità di urina. Questi improvvisi stimoli alla minzione possono verificarsi con una certa frequenza, in alcuni casi addirittura più volte in un’ora.
La causa: la vescica non riesce più ad accumulare correttamente l’urina e pertanto trasmette erroneamente al cervello il segnale di «vescica piena» anche quando il livello di riempimento è basso. Ne consegue un’improvvisa e insopprimibile necessità di urinare, che può comportare una minzione incontrollata.
Un’altra forma di questo disturbo è la cosiddetta incontinenza da rigurgito, che si verifica quando la vescica non riesce a svuotarsi completamente in presenza di un ostacolo al normale flusso di urina (ad esempio in caso di ingrossamento della prostata, prolasso uterino, mioma) o di una lesione ai nervi, e pertanto si riempie oltre la sua capacità. Con l’andare del tempo, nei soggetti che ne sono affetti si manifesta con un gocciolamento costante di urina, come un rubinetto che perde.
I danni al sistema nervoso del cervello o del midollo spinale (provocati da malattie quali sclerosi multipla, ictus, morbo di Parkinson, Alzheimer o altre forme di demenza, oppure da paraplegie conseguenti a incidenti) rappresentano le cause dell’incontinenza riflessa. In questi casi il soggetto non è più in grado di controllare volontariamente la funzione urinaria e dunque lo svuotamento della vescica avviene «di riflesso». Spesso l’interazione tra i muscoli interessati non funziona più in maniera ottimale e quindi nella vescica rimane costantemente urina residua. (Continua a leggere qui di seguito …)
È importante che il medico scopra di quale forma di incontinenza si tratta: sia per individuarne le cause, sia per prescrivere la terapia più appropriata per ogni singolo caso e che, il più delle volte, risolve efficacemente il problema.
Ai fini della diagnosi è utile tenere un diario in cui riportare le visite al bagno e l’assunzione di liquidi (chiamato anche «diario minzionale»). Il soggetto annota per alcuni giorni quando ha sentito il bisogno di urinare, quanto è stato forte lo stimolo alla minzione e se si è verificata una perdita involontaria di urina. Inoltre nel diario vanno registrate anche le quantità di liquidi assunte.
Il rischio di incontinenza aumenta insieme all’età. Oltre a lesioni, interventi chirurgici, gravidanza e parto, nei pazienti più giovani anche l’assunzione di farmaci può provocare l’incontinenza come effetto collaterale. Tra le ulteriori cause scatenanti rientrano i disturbi fisici come ad esempio prostata ingrossata, lesioni nervose ecc.
Per contrastare l’incontinenza da sforzo può essere utile una regolare attività fisica di allenamento del pavimento pelvico, che ha anche un effetto preventivo.
Anche il sovrappeso può favorire la debolezza vescicale; in questo caso è consigliabile perdere peso.
In alcuni casi dà buoni risultati l’allenamento vescicale, che comprende una corretta assunzione di liquidi, la scelta delle bevande più indicate per la propria salute e orari fissi per le «visite al bagno».
In tema di alimentazione è raccomandabile evitare le sostanze che possono irritare la vescica, ad esempio le spezie piccanti e il caffè. Anche rinunciare alla nicotina rientra fra le buone abitudini, senza naturalmente dimenticare l’importanza di una corretta digestione.
Se tra le (con)cause dell’incontinenza da urgenza si riscontrano fattori psicologici, può essere utile ricorrere a metodi di rilassamento come il training autogeno. Ulteriori fattori di rischio, come tosse persistente, sollevamento di pesi eccessivi e ricorrenti infezioni delle vie urinarie, possono essere contrastati solo attraverso un cambiamento delle proprie abitudini comportamentali o con una terapia adatta.
Senza dimenticare inoltre che in commercio esistono diversi farmaci che arrecano sollievo a chi soffre di questo fastidioso disturbo. Intervenire chirurgicamente è un passo consigliato solo nel caso in cui tutte le altre possibilità terapeutiche non abbiano prodotto risultati apprezzabili.