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Senza ulteriori misure, la Svizzera non potrà adempiere gli impegni del Protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.
Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, per raggiungere gli obbietti fissati occorre introdurre la tassa sul CO2 e il centesimo per il clima prelevato sui carburanti.
In base al Protocollo di Kyoto sul clima, entrato in vigore il 16 febbraio 2005, la Svizzera s'impegna a ridurre dell'8%, rispetto al 1990, le sue emissioni di gas ad effetto serra nel periodo di adempimento 2008-2012.
Nei prossimi anni le emissioni di gas in Svizzera dovrebbero registrare un lieve calo. Ma questa diminuzione non sarà sufficiente per adempiere gli impegni assunti dalle autorità svizzere nei confronti della comunità internazionale.
È quanto risulta dalle previsioni pubblicate martedì dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), che saranno integrate nel quarto Rapporto elvetico destinato alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC).
Misure insufficienti
Secondo l'UFAFP, se non verranno adottate misure supplementari, nel 2010 le emissioni di gas ad effetto serra supereranno ancora di 2,5 milioni di tonnellate l'obiettivo di riduzione stabilito dal Protocollo di Kyoto, pari a 48,25 milioni di tonnellate.
Nel 1990 le emissioni di questi gas ammontavano a 52,45 milioni di tonnellate di biossido di carbonio. Tenendo conto di tutte le misure attuate finora nei settori ambiente, energia e agricoltura, le emissioni dovrebbero scendere a 50,77 milioni di tonnellate entro il 2010 (-3,25%).
A detta dell'UFAFP, il divario rispetto agli obiettivi potrà essere però colmato se saranno applicate le proposte avanzate nella primavera scorsa dal governo svizzero.
Il 23 marzo 2005, il Consiglio federale aveva infatti proposto al Parlamento l'introduzione di una tassa sul CO2 sui combustibili fossili e di un centesimo in favore del clima prelevato dai carburanti, come pure l'adozione di ulteriori misure, quali la promozione dei carburanti gassosi e dei biocarburanti.
Biossido di carbonio e metano
Tenendo conto delle misure attuate fino al 2004, per le emissioni di CO2 è previsto un calo di un buon 2% dal 1990 al 2010.
Tale percentuale emerge da una media calcolata tenendo conto del calo del 7% delle emissioni di combustibili, del calo dell'8% delle emissioni di processi industriali, nonché dell'aumento del 8% delle emissioni dei carburanti.
Il biossido di carbonio costituisce l'85% delle emissioni ed è quindi il gas serra più importante. Il gas nasce dalla combustione di vettori energetici fossili (olio, gas, carbone) e nell'ambito di processi industriali.
Il metano, a cui è da attribuire il 7% delle emissioni attuali, proviene in primo luogo dall'agricoltura e dalle discariche dei rifiuti.
In seguito alla diminuzione del numero di bovini, le emissioni di metano causate dall'agricoltura scenderanno presumibilmente dell'11%, mentre il divieto di conferire rifiuti in discarica dovrebbe ridurre le relative emissioni di oltre il 60%.
Per le emissioni di metano complessive si prevede dal 1990 al 2010 un calo del 22%.
Protossido di azoto e gas sintetici
Il protossido d'azoto, responsabile del 6% delle emissioni attuali, proviene soprattutto da suoli agricoli concimati.
Grazie al minor numero di animali da reddito e alla diminuzione dell'impiego di concimi minerali, le emissioni dal suolo dovrebbero ridursi del 18%.
Dato il lieve aumento delle rimanenti emissioni di protossido d'azoto (trasporti, applicazioni mediche, ecc.) risulta un calo delle emissioni complessive del 14%.
I gas serra sintetici, che costituiscono circa l'1% delle emissioni, hanno attualmente sostituito i clorofluorocarburi (CFC), vietati a causa del loro impatto sullo strato di ozono nell'atmosfera.
In sostanza, i gas serra sintetici, ancora inutilizzati nel 1990, stanno facendo registrare un forte aumento (un fattore di 3,5 tra il 1990 e il 2010). L'ordinanza sulle sostanze pericolose per l'ambiente modificata nel 2003 autorizza il loro impiego soltanto laddove non vi sono alternative valide.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
A Kyoto (Giappone), i paesi industrializzati si sono impegnati nel 1997 a ridurre le emissioni di gas che provocano l'effetto serra, all'origine del surriscaldamento del pianeta e di altri cambiamenti climatici.
Questo accordo, entrato in vigore il 16 febbraio scorso, concerne in particolare il biossido di carbonio, il metano, il protossido d'azoto e un gruppo di gas sintetici.
In breve
In base al protocollo di Kyoto, ratificato da Berna nel 2003, la Svizzera s'impegna a ridurre dell'8%, rispetto al 1990, le sue emissioni di gas serra nel periodo di adempimento 2008-2012.
Nel 1990 le emissioni di gas serra svizzere ammontavano a 52,45 milioni di tonnellate di biossido di carbonio.
Senza misure supplementari, nel 2010 le emissioni di gas serra supereranno ancora di 2,5 milioni di tonnellate l'obiettivo di riduzione previsto, pari a 48,25 milioni di tonnellate.