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L'orso d'oro della 66/ima edizione Berlinale va al film documentario Fuocoammare, del regista italiano Gianfranco Rosi.
Con la vittoria di Fuocoammare di Gianfranco Rosi l'Orso d'oro del festival di Berlino torna all'Italia dopo quattro anni, quando - era il 2012 - ad aggiudicarsi il premio erano stati i fratelli Paolo e Vittorio Taviani con 'Cesare deve morire'.
Fuocoammare, che il regista, Leone d'oro a Venezia con 'Sacro G.r.a.', ha girato nel corso di un anno e mezzo a Lampedusa, documentando da un lato la vita sospesa di alcuni suoi abitanti e dall'altro quella drammatica dei migranti in esodo verso l'Europa, aveva colpito sin dall'inizio critica e pubblico del Festival, da sempre molto attento a temi politici.
L'orso d'argento del Festival di Berlino per il migliore attore è andato al tunisino Majd Mastoura, per "Inhebbek Hedi", quello per la migliore attrice alla danese Trine Dyrholm per il film "La comune" di Thomas Vinterberg.
L'orso d'argento per la migliore sceneggiatura è andato al polacco Tomas Wasilweski per il film "United States of love". Il premio Grand Jurie alla Berlinale viene consegnato a Danis Tanovic per "Mort a Sarajevo"
SDA-ATS