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PARIG - Le Monde continua ogni giorno nelle sue rivelazioni sui Paradise Papers, aggiungendo i nomi di nuove personalità che hanno investito nei paradisi fiscali.
Dopo le rivelazioni di ieri sul gigante dell'aeronautica Dassault, tocca oggi all'uomo più ricco di Francia, Bernard Arnault (LVMH) e al regista Jean-Jacques Annaud.
Ieri la "fuga" sul metodo usato da Dassault per aiutare i suoi ricchissimi clienti - quelli che acquistano aerei privati - a passare attraverso l'isola di Man, possedimento britannico e paradiso fiscale, per evitare di pagare l'Iva sui loro "Falcon".
Sul giornale in edicola oggi pomeriggio si spiega invece come Arnault abbia - secondo le ricostruzioni - dissimulato grosse somme grazie a un complesso "puzzle" costituito da società di comodo. Il re del lusso si è così assicurato una lussuosa proprietà di 129 ettari alla periferia di Londra, Nyn Park, intestandola a una società registrata sull'isola di Jersey, uno dei famigerati paradisi fiscali. Le Monde afferma che Arnault non ha voluto fare alcun commento sulla vicenda.
I fondi sono invece il metodo scelto dal regista Jean-Jacques Annaud ("Il nome della Rosa", "Sette anni in Tibet", "Stalingrado") per nascondere al fisco un milione e mezzo di dollari. Il regista sarebbe passato attraverso il "Los Condores Trust", fondo creato nell'isola di Guernesey. Il quotidiano nota la "singolare coincidenza" del nome del fondo, "Los Condores" con il nome dell'unico hotel di Uspallata, piccolo comune argentino in cui fu girato "Sette anni in Tibet".