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Lo scorso mese di gennaio, in occasione del Forum economico mondiale di Davos, più di 1O'OOO persone hanno inviato un'e-mail di richiamo ai consiglieri federali Burkhalter e Schneider-Amman in cui chiedevano al governo di assumere misure concrete per dar seguito alle 135'OOO firme della petizione «Diritto senza frontiere», consegnata nel giugno 2O12.
La Svizzera deve obbligare le multinazionali con sede nel suo territorio a rispettare i diritti umani e gli standard ambientali ovunque operino nel mondo. La risposta dei consiglieri federali (in tedesco) è giunta il 27 febbraio scorso.
Firmata di pugno dai due ministri, la missiva mostra che l'azione è stata presa in considerazione seriamente. Vi si sottolinea come le multinazionali aventi la loro sede legale in Svizzera debbano adoperarsi affinché il loro agire non cagioni danni all'ambiente e rispetti i diritti umani. Il Consiglio federale riconosce così esplicitamente il bisogno di agire per tutelare la reputazione dell'economia svizzera:
«Il Consiglio federale ritiene che un rafforzamento del dovere di diligenza delle imprese possa contribuire a prevenire o a minimizzare i rischi per l'integrità dei diritti umani legati alle loro attività […] Inoltre, un comportamento responsabile delle imprese svizzere in materia di diritti umani e di ambiente può favorire una percezione positiva nell'opinione pubblica del loro operato, nonché della piazza economica svizzera» (traduzione non ufficiale).
Il Consiglio federale non indica alcuna azione in particolare. Si limita a menzionare il suo sostegno al postulato formulato lo scorso ottobre dalla Commissione di politica estera del Consiglio nazionale, in cui si domanda un rapporto di diritto comparato sul dovere di diligenza dei consigli d'amministrazione rispetto ai diritti umani. Viene altresì evocato un rapporto a venire sulla strategia di attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite a proposito di economia e diritti umani.
Per la coalizione «Diritto senza frontiere», le cose sono chiare: sono necessari atti concreti in tempi rapidi. L'elaborazione di una strategia di attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite in materia di diritti umani non deve più tardare.
Nota bene: la risposta di Burkhalter e Schneider-Ammann contiene un errore di battitura: il Consiglio federale sottoporrà all'Assemblea federale il rapporto sulla strategia di attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite entro dicembre 2O14, e non 2O15, come erroneamente scritto nella missiva.