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Le immagini degli ospedali costruiti in dieci giorni avevano fatto il giro del mondo. Ora, dopo oltre due mesi dalla prima diffusione conclamata dei contagi, dalla città di Wuhan, primo focolaio dell’epidemia in Cina, arrivano le prime buone notizie.
Undici delle quattordici strutture sanitarie provvisorie che erano state allestite per curare i pazienti colpiti dal coronavirus, hanno sospeso le attività a partire da domenica. Questo perché i contagi da Covid-19 hanno continuato a diminuire.
Da domenica a lunedì, infatti, in tutta la Cina si sono registrati soltanto 40 nuovi casi di infezioni da coronavirus: il numero più basso da quando le autorità hanno iniziato a diffondere i bollettini ufficiali, lo scorso 20 gennaio. Di questi 40, 36 restano comunque concentrati a Wuhan.
Lunedì, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato che il 70% dei malati, in Cina, sono guariti.
"Dobbiamo mantenere alta la guardia, non essere ciecamente ottimisti e non lasciarci prendere dalla 'stanchezza della guerra'", ha dichiarato Chen Yixin, un alto funzionario del partito comunista.
Lo scorso 23 gennaio, la Cina ha posto in quarantena l'intera città di Wuhan, con i suoi 11 milioni di abitanti. Da quel momento, sono state introdotte altre drastiche misure per contenere la propagazione del contagio, tra cui la chiusura delle fabbriche, il blocco degli spostamenti e dei voli, il controllo della salute dei singoli abitanti attraverso delle applicazioni sugli smartphone.