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Marea Nera Scozia: Shell, restano rischi fino a riparazione
(Keystone-ATS) Per la Shell l’incubo adesso si chiama tubatura. Ovvero quella che collega la piattaforma petrolifera Gannet Alpha, 112 miglia a est di Aberdeen, ai fondali del mare del Nord dove si trova il pozzo di estrazione vero e proprio. “Stiamo parlando di centinaia di tonnellate di petrolio che dobbiamo mantenere lì dentro, al sicuro”, ha detto Glen Cayley, direttore tecnico di Shell.
“Fino a che non avremo fermato la perdita e messo in sicurezza la tubatura il rischio permane”, ha sottolineato Cayley a colloquio con il Press and Journal.
Il direttore tecnico ha poi concluso assicurando che la compagnia sta lavorando per tappare anche la seconda perdita – che resta ad ogni modo molto più contenuta della prima: qualche barile di greggio al giorno. Questa falla, stando alla Shell, si trova in un punto del fondale “bizzarro”, dove la vegetazione è particolarmente sviluppata e ostacola gli interventi dei tecnici. La perdita è stata notata da un elicottero e la sua massima estensione è stata di quasi 30 chilometri. Secondo i dati del ministero per i Cambiamenti Climatici, la fuoriuscita è pari al quadruplo della quantità di petrolio versata accidentalmente ogni anno per gli ultimi dieci anni, ovvero circa 50 tonnellate.