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Per superare la crisi interna, il neoeletto presidente di economiesuisse Gerold Bührer vuole rafforzare la coesione tra i datori di lavoro e rappresentare meglio le varie associazioni di categoria.
La federazione delle imprese svizzere ha annunciato martedì l'intenzione di ridurre del 20% le sue spese e i suoi effettivi.
Eletto lunedì alla presidenza di economiesuisse, Gerold Bührer ha immediatamente annunciato le sue priorità per superare la crisi, in cui si dibatte negli ultimi tempi la federazione del padronato.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta a Zurigo, il 58enne economista ha indicato che la sua prima sfida per il futuro sarà di ristabilire una nuova coesione tra economiesuisse e le associazioni di categoria.
Alcuni mesi fa, l'Associazione dell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (Swissmem) e la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) avevano criticato duramente i dirigenti di economiesuisse, affermando che non rappresentano sufficientemente i loro interessi.
Già scontata da alcune settimane, la nomina di Gerold Bührer alla successione del dimissionario Ueli Forster sembra però aver ridato fiducia ai membri scontenti di economiesuisse.
Puntando su un cambiamento di rotta con il nuovo presidente, sia Swissmem che la SSIC hanno infatti rinunciato ad abbandonare l'organizzazione mantello del padronato.
Un ponte tra economia e politica
Presentando le sue priorità, Gerold Bührer ha inoltre affermato di voler gettare un ponte tra l'economia e la politica. Bisogna sbloccare le resistenze degli ambienti politici nei confronti delle riforme che s'impongono in campo economico, ha dichiarato il consigliere nazionale del Partito liberale radicale.
A suo avviso, per sviluppare la piazza economica elvetica bisogna proseguire anche in futuro la via degli accordi bilaterali con l'Unione europea.
Le imprese svizzere devono avere accesso ai mercati esteri. A tale scopo, oltre ai trattati conclusi con l'UE, la Svizzera dovrebbe mirare alla firma di accordi di libero scambio con il Giappone, gli Stati uniti e i paesi emergenti.
Risparmi del 20%
Gerold Bührer ha pure ricordato martedì i principali obbiettivi delle riforme interne previste presso economiesuisse. L'organizzazione dei datori di lavoro intende ridurre del 20% le sue spese entro il 2008.
Le prime misure interverranno già l'anno prossimo. Un gruppo di lavoro dovrebbe presentare entro la metà del 2007 un piano di risparmi.
Le riforme strutturali toccheranno anche il personale di economiesuisse: 12 dei 54 posti di lavoro dovrebbero venir soppressi tramite pensionamenti anticipati e fluttuazioni naturali. L'organizzazione del padronato dispone di uffici a Zurigo, Ginevra, Berna, Lugano e Bruxelles.
Grande esperienza
Il nuovo presidente di economiesuisse vanta una grande esperienza in ambito politico ed economico. Consigliere nazionale dal 1991, l'economista ha annunciato che non intende ricandidarsi per le prossime elezioni.
A livello politico Gerold Bührer è stato tra l'altro presidente del Partito liberale radicale svizzero, rimanendo però in carica solo 19 mesi, da aprile 2001 a novembre 2002.
L'uomo d'affari era stato costretto a dimettersi in seguito alle turbolenze che in quel periodo avevano scosso il gruppo assicurativo Rentenanstalt (oggi Swiss Life), di cui era membro del consiglio di amministrazione.
Bührer, che ha lavorato a lungo presso l'UBS, è attualmente membro di diversi altri consigli di amministrazione, tra cui quello del gruppo industriale sciaffusano Georg Fischer.
swissinfo e agenzie
In breve
economiesuisse è nata nel 2000 dalla fusione fra il Vorort (Unione svizzera di commercio e d'industria) e la Proec (Società per il promovimento dell'economia svizzera).
L'organizzazione mantello delle imprese svizzere rappresenta gli interessi dell'economia nel processo politico e si impegna per condizioni-quadro a livello nazionale.
economiesuisse dispone di un budget annuale di 15 milioni di franchi svizzeri, di cui circa un terzo provengono da Swissmem e dalla Società svizzera degli impresari costruttori.
Fatti e cifre
economiesuisse raggruppa 20 camere di commercio, 93 associazioni del settore dei servizi e dell'industria, nonché 47 grandi aziende, come Adecco, Kudelski, Microsoft Svizzera, Nestlé, Novartis o Swisscom.
Complessivamente, l'organizzazione rappresenta gli interessi di 30 000 imprese svizzere, che occupano complessivamente 1,5 milioni di dipendenti.
L'associazione impiega 55 collaboratori alla sua sede principale di Zurigo, oltre che a Berna, Ginevra, Lugano e Bruxelles.