Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01059.jsonl.gz/952

ZURIGO - Le donne guadagnano meno degli uomini, ma non perché vengono discriminate. Il minor guadagno sarebbe in larga misura determinato da decisioni individuali relative alla carriera e alla scelta della professione, secondo una nuova pubblicazione di Avenir Suisse.
In ampi strati della politica e della società c'è malcontento per il fatto che le donne impiegate nel settore privato guadagnano in media il 19% in meno degli uomini e perché poche di loro assumono cariche dirigenziali, scrive in una nota il laboratorio di riflessione finanziato dalle grandi imprese.
In effetti negli ultimi 30 anni i salari delle donne sono aumentati più in fretta di quelli degli uomini: secondo i dati dell'AVS i salari reali delle donne sono cresciuti del 50% rispetto al 1982, quelli degli uomini soltanto del 30%.
Questa evoluzione è dovuta da una parte alla maggiore esperienza professionale e all'accresciuto livello di formazione delle donne: basti pensare che nelle università svizzere le donne sono ormai in maggioranza.
Secondo Avenir Suisse - che all'argomento delle pari opportunità ha dedicato un volume di una settantina di pagine - i motivi delle differenze salariali sono da ricercare nella tendenza delle donne a scegliere lavori a tempo parziale e nelle basse preferenze date alle professioni tecniche e alle attività che richiedono flessibilità negli orari di lavoro e negli spostamenti.
Il "think tank" dell'economia propone tre misure che aiuterebbero a garantire le pari opportunità in un ottica liberale: dare la possibilità alle donne di venire tassate individualmente, deregolamentare le offerte di presa a carico dei figli e introdurre un congedo parentale flessibile che risponda meglio ai bisogni delle giovani famiglie.