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L'arcevescovo di Canterbury Justin Welby durante i lavori del sinodo
KEYSTONE/AP/ALASTAIR GRANT(sda-ats)
Il presidente americano Donald Trump, così come la leader del Front National francese Marine Le Pen e il leader xenofobo olandese Geert Wilders e anche le istanze che hanno spinto alla Brexit, sono accomunati dall'essere nel solco della "tradizione politica fascista".
Il giudizio durissimo è dell'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. Parlando al Sinodo generale dei vescovi della Chiesa Anglicana e citato da vari media britannici, Welby ha detto che ci sono "un migliaio di modi" per cercare di spiegare l'ascesa di questo fenomeno, citando come concause probabili "l'impatto economico della globalizzazione, la marginalizzazione politica e la fine della 'modernità postmoderna'".
Secondo Welby però "quasi certamente non c'è una spiegazione semplice" e sarà "materiale di migliaia di tesi di dottorato e nessuna conclusione comune per i prossimi 50 anni", ha detto. "Ora ci siamo dentro e non vediamo né la destinazione né il percorso" del fenomeno.
Welby ha stigmatizzato soprattutto le chiusure nei confronti dei musulmani e dei messicani, appellandosi alla Casa Bianca perché "non offenda intere comunità", dicendosi tuttavia pronto a incontrare il presidente americano, per chiedergli di "cambiare il suo punto di vista".
Quanto alla Brexit, ormai decisa, ha giudicato che "è un'occasione per reimmaginare la Gran Bretagna: potrebbe essere un momento di liberazione, in cui appropriarsi del futuro per definirlo, oppure saranno i problemi del presente che si approprieranno e definiranno il nostro futuro".
SDA-ATS