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BERNA - I presunti tagli, che dovrebbero interessare almeno 770 posti di lavoro, in casa Swisscom nel corso del 2018 sono finiti oggi sul tavolo del Consiglio federale. A sollevare la questione è un’interpellanza firmata dalla consigliera nazionale Roberta Pantani, che chiede al Governo di prendere chiaramente posizione, spiegando se condivide o meno la strategia dell’ex regia federale.
Il problema di fondo, spiega la deputata leghista chiedendo lumi in merito al Consiglio federale, è in particolare la questione delle esternalizzazioni da parte di Swisscom a ditte partner e fornitori, che «impiegano personale temporaneo e/o reclutato nell'Europa dell'est a salari molto inferiori».
Una direzione, sottolinea in conclusione Pantani, intrapresa a «scapito della qualità e della prossimità del servizio alla clientela» e nonostante le «promesse di mantenimento di posti di lavoro in Ticino», e sulla quale il Governo dovrà chiarire la propria posizione.
Le domande al Consiglio federale:
1) La strategia di Swisscom del taglio di posti di lavoro in tutta la Svizzera è condivisa?
2) Corrisponde al vero che Swisscom preferisce esternalizzare lavori a ditte partner o a fornitori piuttosto che mantenere le capacità interne?
3) Nonostante le promesse di mantenimento di posti di lavoro in Ticino, si condivide la scelta di sacrificare personale di oltre 50 anni, a scapito della qualità e della prossimità del servizio alla clientela?