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Il premier conservatore spagnolo Mariano Rajoy ha annullato tutti gli impegni che aveva in agenda questa settimana per prepararsi alla mozione di sfiducia presentata contro di lui dal Psoe che sarà messa ai voti venerdì nel Congresso, e che approvata lo farebbe cadere.
Il solo appuntamento che ha mantenuto in programma, riferisce Efe, è l'intervento in parlamento mercoledì nella sessione settimanale di controllo del governo. Dalle ultime elezioni, giugno 2016, Rajoy governa in minoranza (137 dei 176 seggi necessari per la maggioranza) con l'appoggio esterno dei centristi di Ciudadanos (32 seggi) e di alcuni partiti regionali minori come il Pnv basco (5 seggi), grazie ai quali ha approvato in questi giorni e in grande ritardo la Finanziaria 2018. Dopo la sentenza del caso Gürtel (per mazzette e fondi neri del partito), giovedì scorso, tutti gli chiedono di dimettersi. Soprattutto Ciudadanos. Ma la formazione centrista di Albert Rivera non appoggerà la mozione di sfiducia dei socialisti perché, forte del suo exploit nei sondaggi, vuole che si arrivi presto a nuove elezione generali. E spera di tenere Rajoy sulla graticola finché non si deciderà a convocarle, magari in autunno. Il calcolo, molto semplice, di Rivera è che la stagione di Rajoy è all'agonia, e che più resiste alla guida del governo, più Ciudadanos gli sottrarrà consensi.