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Oggi, le casse pensioni della Svizzera si trovano in una posizione difficile. Anche la Cassa pensioni della Posta è colpita dai problemi del secondo pilastro.
Nel novembre 2011 il consiglio di fondazione della Cassa pensioni della Posta ha terminato il cosiddetto cambiamento delle basi tecniche e ha abbassato il tasso d’interesse tecnico dal 3,5% al 3,0%. Queste decisioni del consiglio di fondazione, che è composto in forma paritaria dal datore di lavoro e dai dipendenti, hanno conseguenze molto incisive: il tasso di conversione doveva venir abbassato dal 6,85% e rispettivamente dal 6,47% al 5,85% per i 65enni (i tassi più alti riguardano tutti coloro che sono entrati nella Cassa pensioni fino al 31 dicembre 2008). Il tasso di conversione indica come nella Cassa pensione, al momento del pensionamento, l’avere individuale a risparmio viene convertito in una rendita. In concreto, il nuovo tasso di conversione significa che per 100.000 franchi di avere viene ora raggiunta una rendita annuale di 5.850 franchi invece di 6.850 o rispettivamente di 6.470 franchi.
Il potere della matematica attuariale
Perché il consiglio di fondazione ha dovuto ridurre il tasso di conversione? Vi sono due motivi: da un lato, le persone oggi vivono in media 1,5 anni più a lungo rispetto a cinque anni or sono. Questo significa che la Cassa pensioni paga le pensioni per un periodo più lungo. E questo, a sua volta, funziona soltanto se per un lungo periodo di tempo vengono pagate pensioni di importo minore.
D’altro canto, il motivo dev’essere cercato nel cosiddetto tasso d’interesse tecnico. Il tasso d’interesse tecnico è una misura meramente tecnica e aiuta la Cassa pensione a pianificare sul lungo periodo. Dietro ogni pensione c’è un capitale di copertura delle pensioni. Così, l’importo della pensione non dipende soltanto dall’importo degli averi individuali a risparmio bensì anche dalle previsioni della futura remunerazione degli interessi di questo capitale. Questa previsione si chiama tasso d’interesse tecnico. Negli anni del boom economico si contava su una remunerazione, sul lungo periodo, del 3,5%. Con la crisi dei mercati finanziari è diminuita la rendita sui mercati dei capitali: la remunerazione degli interessi reali si manterrà su valori molto più bassi per lunghi anni. Pertanto, il capitale di copertura delle pensioni non crescerà abbastanza per poter finanziare realmente le prestazioni di vecchiaia promesse dal capitale accumulato.
Questo non significa che le pensioni potrebbero venir ridotte, poiché le pensionate e i pensionati hanno un diritto giuridico alla pensione che hanno maturato. Il denaro che manca viene preso dalla generazione che si trova ancora nella fase lavorativa della vita: ha quindi luogo una ridistribuzione non voluta dalle persone attive ai pensionati. La conseguenza di ciò è che si riduce il grado di copertura della Cassa pensioni. E, se si riduce il grado di copertura, vanno prese misure di risanamento. Al momento, sia il datore di lavoro sia il dipendente pagano ciascuno l’1% del salario al risanamento della Cassa pensioni della Posta. Sarà possibile frenare la ridistribuzione succitata solo se si ridurrà il tasso d’interesse tecnico e con esso anche il tasso di conversione.
Occorre la solidarietà tra le generazioni
Per syndicom è fondamentale che nella Cassa pensioni della Posta agisca ora la solidarietà tra le generazioni. Per questo è inevitabile la riduzione del tasso di conversione. L’obiettivo supremo deve essere che la Cassa pensioni della Posta resti in buona salute e non che una generazione riceva prestazioni a spese della generazione successiva. Se si persegue questo obiettivo ci si deve inchinare al potere della matematica attuariale.
Ma questo non significa che syndicom debba accettare passivamente un peggioramento delle pensioni future. I dipendenti della Posta che andranno in pensione solo tra un paio di anni o di decenni, dovrebbero poter vivere anche loro con dignità. Questo obbligo morale spetta alla Posta. E per questo syndicom chiede alla Posta misure di accompagnamento. Per poter realizzare questa priorità, più che motivata, syndicom e la Posta Svizzera si siedono al tavolo delle trattative per poter negoziare misure adeguate.
syndicom insiste per una soluzione di pari valore negli obiettivi di prestazione
Per syndicom sono in discussione diverse misure, combinabili le une con le altre, su come si possono mantenere le odierne prestazioni pensionistiche:
- Aumento dei contributi della Cassa pensione, a cui la Posta deve partecipare in maniera superiore, non paritaria.
- Potenziamento degli averi di vecchiaia degli assicurati attivi da parte della Posta.
- Costruzione, a medio termine, di riserve di fluttuazione di valore per assicurare in modo duraturo la Cassa pensione della Posta
Il fine supremo di syndicom è quello di mantenere agli assicurati un obiettivo di prestazione di valore pari a quello attuale.
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