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BERNA - Le casse malattie riunite sotto l'associazione Curafutura rinunciano alle richieste di rimborso nei confronti di Spitex, che si occupa di assistenza a domicilio, di case di cura e di personale infermieristico indipendente. Secondo una recente decisione del Tribunale amministrativo federale (TAF), gli assicuratori per sette anni hanno pagato prestazioni superiori al dovuto, che ora sono a carico di Cantoni e Comuni.
Per il materiale necessario per le prestazioni di cura - ad esempio bende, siringhe e ausili per la deambulazione - non sussiste dal 2018 alcun diritto al rimborso separato, indica in una nota odierna Helsana, che fa parte di Curafutura. Il nuovo regime di finanziamento delle cure è entrato in vigore nel 2011.
Lo scorso autunno il TAF ha emesso una sentenza a favore degli assicuratori. I giudici hanno stabilito che il materiale di cura non deve più essere fatturato tramite l'assicurazione sanitaria obbligatoria. Questi costi devono essere assunti a partire dal 2018 dai "finanziatori residui", ovvero Cantoni e Comuni.
Per quanto riguarda gli anni precedenti, i giudici hanno decretato la possibilità per gli assicuratori di richiedere il rimborso con effetto retroattivo fino al primo gennaio 2015. Il portavoce Ralph Kreuzer di Curafutura, che racchiude anche CSS, Sanitas e KPT, ha sottolineato che l'associazione ha deciso di rinunciare a questa operazione, mentre altre casse malattia hanno recentemente indicato di voler chiedere un rimborso per gli importi adeguati.
Una decisione non è invece ancora stata presa da Santésuisse, l'associazione concorrente di Curafutura, che sta valutando la situazione. Lo indica all'ats il portavoce Christophe Kämpf. Non è inoltre ancora chiaro se tutti gli assicuratori dovranno adottare la stessa linea all'interno dell'associazione. Tuttavia, una risposta definitiva dovrebbe arrivare entro le prossime due o tre settimane.
Helsana oggi ha annunciato di non voler richiedere il rimborso "poiché ciò implicherebbe un onere amministrativo sproporzionato", precisando inoltre che le difficoltà nel calcolo dei crediti porterebbero a numerosi procedimenti giudiziari con ripercussioni negative nell'ambito della collaborazione con Spitex e le case di cura.
Interrogato dall'ats, il portavoce di Helsana Stefan Heini non ha potuto rispondere sull'importo totale a cui la cassa malati ha deciso di rinunciare, poiché le stime sono difficili da calcolare e non sarebbero affidabili.