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Più denaro per i sintomi e meno per le cause
Il Consiglio federale svizzero aumenta i fondi a disposizione dell'aiuto d'emergenza, ma nel contempo riduce il budget destinato allo sviluppo
Tagli agli aiuti allo sviluppo
La decisione di ieri era prevedibile. Il ministro degli esteri Didier Burkhalter aveva già affermato, a più riprese, di fronte alla stampa, che per gli interventi d'emergenza occorrono maggiori mezzi finanziari. I 70 milioni di franchi stanziati dal Consiglio federale saranno destinati a migliorare l'approvvigionamento nei campi profughi e negli Stati ospitanti, in particolare la Turchia, riducendo la pressione che spinge i profughi a migrare nuovamente. I fondi saranno pure destinati al processo di pace in Siria avviato dalle Nazioni Unite e a interventi nel Corno d'Africa. Gli aiuti stanziati dalla Svizzera alla Siria, al Libano, alla Giordania e all'Iraq dall'inizio della crisi nel 2011 raggiungono 198 milioni di franchi.
Alliance Sud ha salutato positivamente la decisione del Consiglio federale, ma fa notare che mentre da un lato vengono promessi maggiori investimenti, dall'altro vengono effettuati dei tagli. Il budget destinato al finanziamento di progetti di sviluppo a lungo termine è stato ridotto, per il 2015, di 20 milioni di franchi. L'anno prossimo sono previsti tagli nel settore dell'aiuto umanitario per altri 20 milioni di franchi.
Politica d'aiuto miope
"Il fatto che il Consiglio federale aumenti il finanziamento per gli interventi d'emergenza nelle aree di crisi e riduca contemporaneamente il budget destinato all'aiuto a lungo termine nel settore dello sviluppo, è cinico e miope", ha affermato il direttore di Alliance Sud, Mark Herkenrath. Gli interventi d'emergenza possono certamente salvare delle vite e sono, in questo momento, assolutamente necessari, ha proseguito, ma solo una politica di aiuto allo sviluppo a lungo termine può combattere in modo efficace le cause della povertà e della miseria. L'aumento degli aiuti per interventi d'emergenza non deve andare a scapito degli investimenti nel settore dell'aiuto umanitario a lungo termine. "Se oggi il Consiglio federale taglia il budget destinato all'aiuto umanitario, domani si troverà a dover pagare molto di più per gli interventi d'emergenza", ha concluso Herkenrath.
Aumenti di qua, tagli di là
Il Consiglio federale ha già deciso, nelle scorse settimane, di ridurre l'impegno della Svizzera nell'ambito della cooperazione allo sviluppo. La proposta di preventivo per il 2016 prevede infatti un taglio ai fondi destinati alla Deza (Direzione dello sviluppo e della cooperazione) di circa 60 milioni di franchi. Nell'ambito della cooperazione con i Paesi dell'est è previsto un taglio di circa 8 milioni di franchi, in quello dell'aiuto alla crescita economica della Seco (Segreteria di stato dell'economia) addirittura di 20 milioni di franchi. Non è escluso che altri tagli siano adottati allo scopo di pareggiare le maggiori uscite decise ieri per gli interventi d'emergenza nelle aree di crisi.