Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/20708

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p></p><p></p><p>1.Tra il 1939 e il 1945 la Svizzera ha accolto 51.000 rifugiati civili. L'Archivio federale (AF) e l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) si sono occupati del disbrigo dei relativi dossier della Divisione federale della polizia 1994/95 inserendoli in una banca dati elettronica. I dati corrispondenti dal 1933 al 1939 non sono a disposizione poiché nell'anteguerra disciplinare il soggiorno dei rifugiati era di competenza cantonale.</p><p></p><p></p><p></p><p>2.Già da molto tempo presso l'Archivio federale è possibile avere accesso liberamente per scopi di ricerca storica alle pratiche sui rifugiati accolti tra il 1939 e il 1945 ed ai relativi strumenti di ricerca. I dati elettronici inoltre sono stati trasmessi al monumento commemorativo nonché centro di ricerca Yad Vashem in Israele ed all'Holocaust Memorial Museum negli Stati Uniti dove possono essere consultati avvalendosi della protezione offerta da queste istituzioni.</p><p></p><p></p><p></p><p>3.Come indicato, la creazione di strumenti di ricerca pubblici, lo scambio dei dati più importanti con centri di ricerca all'estero e le avvenute pubblicazioni dei dati statistici sui rifugiati accolti hanno permesso una certa diffusione di queste liste. Il bisogno d'informazione sia delle persone interessate, sia dei loro discendenti e congiunti, sia del pubblico interessato può quindi dirsi appagato. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che la pubblicazione, sia su Internet sia sotto forma di libro, di un elenco dei rifugiati accolti in Svizzera durante la seconda guerra mondiale sia utile per arricchire le conoscenze della storia svizzera nel periodo in questione. Tenuto conto della Legge federale sulla protezione dei dati, questo genere di pubblicazione necessita una base legale esplicita. La legge federale sull'archiviazione è stata adottata il 26 giugno 1998. L'Ordinanza relativa, che è in preparazione, potrà quindi essere completata da un capitolo concernente la pubblicazione di liste di nomi.</p>  Risposta del Consiglio federale.