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Sigarette elettroniche: via libera all'imposizione
Le sigarette elettroniche non sfuggono all'imposizione. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha dato oggi il via libera - 119 voti a 42 e 30 astensioni - al relativo progetto governativo. L'imposta sarà tuttavia inferiore a quella delle sigarette tradizionali. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
Per quanto riguarda i dispositivi ricaricabili, e dunque utilizzabili più volte, saranno tassati solo i liquidi contenenti nicotina. L'aliquota d'imposta per questi prodotti sarà di 20 centesimi per millilitro, volutamente bassa per non scoraggiare i fumatori che vogliono smettere attraverso le sigarette elettroniche. L'UDC e il PLR hanno tentato senza successo di abbassarla a 11/15 centesimi al millilitro.
L'aliquota d'imposta per le sigarette elettroniche monouso sarà invece di 1 franco per millilitro, indipendentemente dal fatto che contengano o meno nicotina. L'obiettivo è scoraggiare i giovani, i principali utilizzatori di questi dispositivi, dall'iniziare a fumare.
La sinistra ha combattuto l'idea che le sigarette elettroniche facciano smettere di fumare. Lo schieramento rosso-verde ha tentato invano anche di sfruttare l'occasione per aumentare l'imposizione sui prodotti del tabacco da scaldare e su quello da fiuto, prodotti non sono meno dannosi.
Fino all'aprile 2012 l'imposizione delle sigarette elettroniche avveniva con la stessa aliquota delle normali sigarette. In seguito sono state esentate da qualsiasi imposta, con l'idea che potessero essere utilizzate come prodotto alternativo o per smettere di fumare. Nel marzo 2021, il Parlamento ha approvato una mozione per reintrodurre una tassa.
Il gettito annuo supplementare stimato dal Consiglio federale si aggira attorno ai 13,8 milioni di franchi. Queste entrate saranno utilizzate per cofinanziare l'AVS e l'AI.