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"Un'impostura": così il consigliere di stato ginevrino Pierre Maudet (PLR) definisce il collettivo "No Bunkers", nato in appoggio ai candidati all'asilo che rifiutano di essere ospitati in rifugi sotterranei della protezione civile.
Il collettivo, afferma Maudet in un'intervista alla "Tribune de Genève", inganna la popolazione a fini politici: "non si tratta di richiedenti, ma perlopiù di persone che si sono viste rifiutare il diritto d'asilo o che sono state colpite da una decisione di non entrata in materia e che sono in attesa di rinvio".
Giovedì scorso "No Bunkers" aveva lanciato un appello alla solidarietà chiedendo ai ginevrini, nella misura del possibile, di accogliere a casa propria uno o più richiedenti asilo aderenti al collettivo per una durata variante da uno a tre mesi.
Per il consigliere di stato, responsabile della sicurezza, una soluzione del genere solleva problemi dal profilo della "legalità e dell'opportunità". "Non è né fattibile, né auspicabile": "quei richiedenti sono stati respinti definitivamente e molti sono delinquenti".
Contrariamente a quanto promesso da "No Bunkers", Maudet non ha ancora ricevuto i nominativi dei migranti sostenuti dal collettivo, ma ha comunque affermato che i suoi servizi dispongono dei dossier penali di molti di loro. "Si tratta di giovani celibi, giunti in Svizzera per motivi economici, che hanno commesso atti di violenza, furti o traffico di droga".
La campagna di "No Bunkers è indifendibile" e fomenta "l'idea che la politica d'asilo fin qui attuata sia inumana e indegna". Secondo Maudet, la città di Ginevra, che ha permesso ai migranti di occupare il centro culturale Grütli e la sala per spettacoli Faubourg, "si è fatta manipolare".
Maudet ha anche detto che il cantone ha intensificato gli sforzi per espellere i migranti che non hanno diritto all'asilo. "Il numero dei rinvii attuati è passato da 658 nel 2013 a 1068 lo scorso anno, con un aumento del 40%".
SDA-ATS