Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/191741

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 20 settembre 2018 la consigliera federale Doris Leuthard, capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), ha comunicato alla stampa di aver deciso di istituire un gruppo di lavoro per discutere di radiocomunicazioni mobili e radiazioni. "Tale gruppo discuterà e analizzerà in particolare le esigenze e i rischi legati al potenziamento delle reti 5G e pubblicherà entro metà 2019 un rapporto in merito corredato di raccomandazioni." In una missiva alla commissione competente del Consiglio nazionale, tuttavia, è stato dichiarato che il gruppo di lavoro aveva anche il compito di consentire di colmare le lacune normative che potrebbero ostacolare lo sviluppo delle reti 5G. La composizione del gruppo di lavoro mostra che il settore delle TLC, la professione medica e gli uffici federali sono molto ben rappresentati, al contrario delle agenzie assicurative e dei rappresentanti di agricoltori e veterinari. Il gruppo non contempla alcun istituto di ricerca indipendente e nemmeno le organizzazioni di persone colpite da elettrosmog. Sembrano inoltre essere escluse da ogni accertamento le soluzioni alternative volte a garantire una fornitura di dati elettronici sicura, efficiente e sana.</p><p>Dalla composizione del gruppo di lavoro si ottiene l'impressione che il suo compito specifico sia in particolare quello di negare tutti i punti critici su possibili effetti delle radiazioni della telefonia mobile su uomo e ambiente e di eliminare i giustificati dubbi della popolazione, affinché l'industria della telefonia mobile possa espandere le sue reti 5G il più liberamente possibile. In questo contesto, vorrei chiedere al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che mandato è stato conferito in dettaglio al gruppo di lavoro?</p><p>2. Per quale motivo la comunicazione con i media differisce da quella adottata nei confronti della commissione del Consiglio nazionale?</p><p>3. Come vuole prevenire che l'agenda e i risultati delle attività del gruppo di lavoro siano dettati soltanto dall'industria delle TLC (operatori di telefonia mobile compresi)?</p><p>4. Come intende coinvolgere nell'elaborazione e nella redazione del rapporto anche altri soggetti interessati, ad esempio assicuratori, agricoltori e veterinari, istituti di ricerca indipendenti e organizzazioni di persone colpite da elettrosmog (ad es. le persone elettrosensibili)?</p><p>5. Come può la popolazione appurare se il gruppo di lavoro esamina in modo aperto e completo la situazione e in quali ambiti occorrono studi più approfonditi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il gruppo di lavoro istituito dalla Consigliera federale Doris Leuthard deve stilare entro metà 2019 un rapporto sulle esigenze e sui rischi della futura telefonia mobile, comprensivo di opzioni e raccomandazioni. Il rapporto dovrà inoltre trattare la procedura ulteriore relativa al futuro prossimo e lontano della telefonia mobile, tenendo conto degli interessi di utilizzo e di protezione.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che la comunicazione del DATEC in merito ai lavori citati in precedenza è stata finora coerente.</p><p>3. Al gruppo di lavoro collaborano attori a conoscenza dei fatti necessari per le decisioni future in questo ambito. Si tratta di medici e fornitori di telefonia mobile come pure esperti indipendenti del settore scientifico per questioni tecniche e legate alla salute. Inoltre, vi partecipano le autorità federali e cantonali che si occupano della tematica.</p><p>4. Come chiesto dall'interpellanza, i rappresentanti del settore assicurativo e agricolo possono intervenire in merito alla questione attraverso altri partecipanti oppure presentando il loro parere in un secondo momento nel quadro dei lavori successivi. Le esperienze di persone elettrosensibili possono già essere integrate grazie ai rappresentanti dei medici.</p><p>5. Il gruppo di lavoro allestisce il rapporto all'attenzione del DATEC. Il DATEC pubblicherà e deciderà in merito alla procedura ulteriore.</p>  Risposta del Consiglio federale.