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La Svizzera fa troppo poco contro il contrabbando di sigarette: lo sostiene una perizia realizzata da due professori di Basilea, Mark Pieth e Krista Nadakavukaren Schefer, secondo cui è scorretto lasciare all'industria il compito di controllare se i prodotti non siano stati tassati e non siano falsificati.
Secondo gli autori il progetto del Consiglio federale di nuova legge sui prodotti del tabacco ignora le verifiche indipendenti di tracciabilità richieste dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Unione europea, informa un comunicato di Forum Salute Svizzera.
La Confederazione potrebbe essere confrontata con problemi di reputazione, affermano gli specialisti, tanto più che è sede dei più grandi produttori di tabacco al mondo. La perizia è stata commissionata da Reconnaissance International, un'organizzazione inglese che rappresenta proprio i fabbricanti di sistemi di "tracking and tracing".
Da parte sua il presidente dell'Unione dei commercianti del tabacco, Hans Hess, ha detto che non vi è motivo per imporre un sistema di controlli statali: il problema va affrontato in modo volontario e la stessa industria ha un interesse a lottare contro il contrabbando, ha spiegato all'ats il consigliere agli stati (PLR/OW). I tre più grandi fabbricanti presenti in Svizzera hanno sistemi propri di tracciabilità, ha aggiunto Hess.
SDA-ATS