Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01058.jsonl.gz/793

BERNA - La Svizzera sta realizzando la sua più grande fornitura di aiuti - a oggi - nell'Ucraina orientale. Ieri il primo convoglio di un totale di 144 autocarri carichi di materiale ha attraversato la linea di contatto per arrivare a Donetsk, seguito da sei membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA).
Lo indica in una nota odierna il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L'Aiuto umanitario della Confederazione fornisce prodotti chimici per la potabilizzazione dell'acqua, attrezzature ospedaliere e materiale medico-sanitario per aiutare la popolazione provata dal conflitto a combattere la pandemia. La consegna di aiuti comprende beni per un valore complessivo di circa 12 milioni di franchi, precisa ancora il comunicato.
Dal 2015, l'acquedotto di Voda Donbasa è in particolare sostenuto dalla Svizzera, che fornisce quasi il 50% dei mezzi di produzione necessari ogni anno. Con la consegna di attrezzature mediche Berna continua inoltre ad aiutare gli ospedali lungo la linea di contatto, che provvedono all'assistenza di base della popolazione.
Gli aiuti includono 30 respiratori forniti dalla Farmacia dell'esercito, mentre l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha messo a disposizione 1,5 milioni di test antigenici per lottare contro il Covid-19.
Prima di disporne l'invio, è stato verificato che questo materiale medico, per un valore di 9 milioni di franchi, non sia necessario per provvedere alle esigenze della popolazione svizzera. Gli aiuti sono forniti in un momento in cui ci sono segnali di una nuova ondata pandemica nell'Ucraina orientale, conclude la nota.