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Le preghiere che negli Stati Uniti si fanno normalmente prima delle riunioni dei consigli comunali o che aprono tanti appuntamenti di carattere politico non violano la Costituzione e il principio della separazione tra Stato e Chiesa.
Lo ha stabilito la Corte Suprema Federale con un voto a stretta maggioranza, 5 a 4, bocciando così un ricorso presentato contro la cittadina di Greece, nello stato di New York. Una sentenza che conferma un pronunciamento simile, del 1983, quando la Corte Suprema stabilì che la preghiera è parte della cultura della nazione americana e non viola il Primo Emendamento.
SDA-ATS