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SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha approvato il prolungamento del permesso di soggiorno per una transessuale delle Mauritius. Imperative ragioni personali, in particolare il seguito dal punto di vista medico e la reintegrazione, si oppongono al suo ritorno nel Paese d'origine, che non riconosce persone transessuali.
La cittadina delle Mauritius e il suo compagno svizzero hanno stipulato un'unione domestica registrata nel 2014. Nel 2016 è iniziata la procedura di cambio di sesso per diventare donna, con il sostegno del partner. La coppia si è comunque separata alla fine del 2017.
Nel settembre 2018, le autorità competenti del Canton Vaud si sono dichiarate favorevoli al proseguimento del soggiorno in Svizzera nonostante la separazione. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha invece giudicato la situazione delle persone transgender sulle Isole Mauritius come non abbastanza grave da giustificare un prolungamento. L'interessata ha fatto ricorso al TAF.
Nella sentenza pubblicata oggi, la corte di San Gallo ha sottolineato la possibilità di prolungare il soggiorno nella Confederazione per ragioni personali maggiori. Questi criteri vengono rispettati nel caso in questione.
I giudici hanno evidenziato che il cambio di sesso è vietato alle Mauritius, sia a livello medico che amministrativo. Al suo ritorno, l'imputata non sarebbe quindi riconosciuta come donna e non è nemmeno certo che sarebbe ammessa nel Paese, poiché l'identità non corrisponderebbe più a quella sul passaporto.
Il TAF aggiunge che il trattamento medico e psicologico seguito in Svizzera non può essere assicurato alle Mauritius. Oltre a questo, le transessuali sono regolarmente vittime di discriminazioni. Anche se l'imputata è al momento in assistenza sociale, i suoi sforzi per migliorare la sua situazione sul mercato del lavoro sono stati notevoli e vi è possibilità di trovare un impiego. La situazione sarà comunque regolarmente riesaminata.
La sentenza non è definitiva e un ricorso al Tribunale federale è ancora possibile.