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Raggiunta quota del 7% del totale di impiegati in seno all'Amministrazione. Quote femminili globale e nel settore della Difesa ancora insoddisfacenti
Continua a crescere leggermente la quota di italofoni impiegati alla Confederazione. Il tasso di donne è invece ancora insoddisfacente. Lo indica l'ultimo rapporto sulla gestione del personale pubblicato oggi dal Consiglio federale.
In un comunicato, il governo ricorda che in ogni legislatura fissa per il personale dell'Amministrazione federale una serie di obiettivi strategici sotto forma di valori di riferimento. Per la legislatura 2020-2023 sono stati scelti i seguenti ambiti: la ripartizione dei sessi, la rappresentanza delle comunità linguistiche, la quota di persone disabili e la quota di apprendisti e praticanti universitari.
Al termine del periodo in esame, sette su nove dei valori di riferimento strategici sono stati raggiunti. Quelli mancati concernono la ripartizione dei sessi in generale (le donne sono il 44,9% mentre il valore di riferimento è 46-50%) e la quota di donne nel settore Difesa.
Per quel che concerne le lingue: gli italofoni sono ora il 7% del totale (obiettivo: 6,5-8,5%). Erano il 6,6% nel 2019, passati al 6,7 nel 2021 e al 6,9 lo scorso anno. La loro presenza è più forte nella Cancelleria federale (per via della presenza dei servizi linguistici centrali) e in seno al Dipartimento delle finanze (quota influenzata dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini).