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In materia di imposte di circolazione il Consiglio di Stato ha esperito una valutazione dei testi approvati ieri dal Parlamento, sia per quanto riguarda il testo conforme dell’iniziativa popolare generica «per imposte di circolazione più giuste», sia per quanto riguarda il controprogetto.
Il controprogettoA proposito del controprogetto, il Consiglio di Stato ribadisce le criticità, per altro già emerse, relative al rispetto del principio dell’unità di materia. L’articolo 1b di questo testo ben poco ha a che fare con le imposte di circolazione, trattando di una riduzione tariffale a beneficio degli utenti del trasporto pubblico meno abbienti. Il Governo, preso atto che il Parlamento ha ritenuto comunque di approvare il controprogetto malgrado le criticità appena indicate, non ritiene comunque necessario riproporre la questione al Gran Consiglio tramite una seconda lettura di questo testo legale.
L’iniziativa PPDPer quanto riguarda il testo conforme dell’iniziativa popolare generica, il Consiglio di Stato ha rilevato una possibile lacuna legislativa in materia di modalità di calcolo dell’imposta 2023 per le vetture immatricolate prima del 2009 (nuovo articolo 11 cpv. 2). Questa nuova disposizione («moratoria») non precisa infatti le basi di calcolo per l’anno 2023 applicabili a questi veicoli; il Consiglio di Stato ritiene che l’unico sistema applicabile per il calcolo di questa specifica imposta sia quello dell’attuale articolo 1a (bonus/malus), ritenuto che l’importo esigibile non potrà eccedere quello del nuovo sistema di calcolo ordinario. La problematica è stata condivisa con gli iniziativisti.