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Per la prima volta un’immunoterapia simile a un vaccino sembra funzionare contro l’artrite reumatoide. A dare prova che il sistema immunitario può essere educato a non reagire contro proteine appartenenti al suo organismo è uno studio su Science Translational Medicine. La prestigiosa rivista ha infatti pubblicato i risultati ottenuti da un gruppo di immunologi dell’Università del Queensland, in Australia, che dopo molti test positivi sugli animali hanno sperimentato l’immunoterapia anche su 18 pazienti.
In particolare, i ricercatori hanno selezionato alcuni pazienti CCP positivi, così definiti perché (come la stragrande maggioranza delle persone con artrite reumatoide) producevano anticorpi diretti contro la proteina CCP. Dopo aver prelevato dai partecipanti una particolare popolazione di cellule del sistema immunitario - le cellule dendritiche - gli immunologi le hanno messe a contatto con alcune porzioni della proteina CCP in presenza di agenti in grado di modulare la risposta immunitaria. In seguito le cellule dendritiche sono state reinfuse nei pazienti per verificare se fossero o meno diventate tolleranti alla presenza di CCP.
L’ipotesi è stata verificata: dopo un mese in chi aveva ricevuto questa sorta di vaccino la produzione di molte delle molecole infiammatorie tipiche dell’artrite reumatoide è risultata molto ridotta. Allo stesso tempo, anche l’incidenza delle ricadute e delle crisi infiammatorie è diminuita. Inoltre il vaccino è risultato ben tollerato.
Se i dati di questo studio dovessero essere confermati sul lungo periodo questo stesso approccio potrebbe essere utilizzato anche contro altre malattie autoimmuni per le quali è noto quali sono i bersagli degli autoanticorpi prodotti dalla risposta immunitaria anomala alla base della patologia.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 14 luglio 2015