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Via sicura
Nel 2012 il Parlamento ha approvato il programma Via sicura per promuovere la sicurezza sulle strada con 20 misure entrate in vigore in modo scaglionato. In una valutazione il Consiglio federale ha stilato un bilancio positivo di Via sicura, constatando che il pacchetto ha avuto un effetto favorevole sulla sicurezza stradale. Nell'ambito della prevenzione degli incidenti stradali non va abbassato la guardia ammonisce l'upi, sostenendo pienamente l'obiettivo dell'USTRA che prevede di portare entro il 2030 il numero dei morti stradali dagli attuali 216 a 100 ogni anno.
Il Consiglio federale e l'upi sono concordi che Via sicura ha mostrato effetti positivi, in particolare il divieto di alcol per i neopatentati e il fatto di tener conto della sicurezza stradale nella costruzione e gestione delle strade. L'upi consiglia di realizzare in modo conseguente le direttive infrastrutturali e di intervenire sui punti ad alta incidentalità e sui tratti pericolosi.
Anche le disposizioni in materia di pirati della strada varati in un secondo tempo dal Parlamento hanno prodotto degli effetti positivi. Dal rapporto del Consiglio federale emerge che nei primi 3 anni dopo l'entrata in vigore è stato possibile prevenire mediamente 17 feriti gravi. L'upi sostiene la proposta del Consiglio federale che prevede di restituire la discrezionalità ai tribunali nella valutazione dei singoli casi di pirateria della strada. Le sanzioni però non devono essere mitigate per gli evidenti casi di pirateria stradale, in particolare non va ridotta la durata minima di revoca della licenza di condurre.
Le pene per i pirati della strada tengono spesso banco nella politica e nell'opinione pubblica. Di principio le sanzioni (revoca della licenza di condurre, multe) sono utili e promuovono la sicurezza. La loro misura deve essere commisurata alla gravità dell'infrazione e di conseguenza essere decisa a livello politico. La prevenzione degli incidenti stradali non può tuttavia prescindere dall'attività di controllo in intervalli regolari da parte della polizia che viene anche percepita dagli utenti della strada.
Il Consiglio federale propone di trasformare in diritto l'obbligo di regresso degli assicuratori di responsabilità civile. Si tratterebbe di un segnale sbagliato perché permetterebbe ai delinquenti potenziali di stipulare un'assicurazione contro le conseguenze delle infrazioni al codice stradale, annullando così l'effetto preventivo della misura.
Due misure decise dal Parlamento, ma non ancora entrate in vigore, che il Consiglio federale intende abbandonare agendo contro le sue prime intenzioni sono l'uso di apparecchi per la registrazione dei dati (scatole nere) per le infrazioni correlate alla velocità particolarmente gravi e il montaggio di etilometri blocca-motore in caso di infrazioni gravi alcolcorrelate. L'upi raccomanda di seguire la decisione del Parlamento e di varare le due misure. Specialmente gli etilometri blocca-motore, in vigore con successo da molto tempo in altri Paesi, dovrebbe incrementare notevolmente la sicurezza stradale.
L'upi si impegna a tenere viva la coscienza politica a favore della prevenzione degli infortuni. Con l'approvazione della mescita di alcol sulle aree di servizio, il Consiglio federale e il Consiglio nazionale hanno lanciato un segnale inquietante. In base a questi e ad altri interventi parlamentari a discapito della sicurezza stradale, l'upi accoglie con molto favore l'obiettivo formulato dall'USTRA in occasione della consegna del Premio europeo per la sicurezza stradale: entro il 2030 si vuole portare il numero dei morti stradali dagli attuali 216 a 100 ogni anno e il numero dei feriti gravi a 2500 (oggi 3800).
3 luglio 2017