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Il finanziamento delle attività dell'Isis grazie al contrabbando di petrolio è stato al centro di un incontro a Berna tra rappresentanti delle autorità americane e svizzere, nonché di due società specializzate nel commercio di oro nero.
Durante le discussioni si è voluto capire come il petrolio esca da Siria e Iraq.
La riunione si è svolta nei locali della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) il 29 ottobre 2014, ha dichiarato all'ats il portavoce del Dipartimento federale dell'economia (DEFR), Erik Reumann, confermando un'informazione pubblicata oggi dal quotidiano romando Le Temps.
Stando al DEFR, due società di trading "sono state invitate allo scopo di ottenere, sulla base delle loro conoscenze, una valutazione del volume e delle operazioni petrolifere dell'Isis". L'obiettivo era di discutere delle diverse fonti di finanziamento del sedicente Stato islamico.
Questo genere di incontri non è eccezionale, ha aggiunto Reumann. I contatti tra autorità americane e imprese elvetiche, nell'ambito della politica delle sanzioni, sono organizzate esclusivamente dalla SECO nella sua veste di autorità competente per l'attuazione di sanzioni in Svizzera.
Il momento scelto per la riunione coincideva con la crescita della pressione internazionale sull'Isis. Nell'ottobre scorso, Washington aveva affermato di voler "asfissiare" le finanze dei jihadisti, di cui il contrabbando di petrolio costituisce una delle maggiori fonti di reddito.
SDA-ATS