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Antoinette Quinche è la prima donna a conseguire il dottorato in legge e a esercitare la professione di avvocato nel Cantone di Vaud. Personaggio influente delle società cantonali e nazionali per il suffragio femminile, nel 1957 porta la causa del diritto di voto e di eleggibilità delle donne fino al Tribunale federale. Il suo ricorso viene respinto, ma nel suo Cantone di origine i decenni di lavoro su questo fronte danno i loro frutti: nel 1959 Vaud diventa il primo Cantone a introdurre il suffragio femminile in materia cantonale.
Dopo un solo anno di frequenza, Antoinette Quinche abbandona la scuola femminile di Losanna per iscriversi, grazie all’intercessione di suo padre, al liceo cantonale all’epoca riservato esclusivamente ai ragazzi. Ottenuta la maturità, nel 1915 inizia a studiare diritto all’Università di Losanna. Nel 1923 con Linette Combe diventano le prime donne nel Cantone di Vaud a conseguire il dottorato in legge. Dopo tre anni di praticantato, Antoinette Quinche ottiene la patente di avvocato e apre un proprio studio legale che rappresenta principalmente donne in cause di divorzio, riconoscimento di paternità e infortuni sul lavoro. Nel 1953 fornisce un contribuito decisivo affinché le donne che sposano un cittadino straniero non debbano più rinunciare alla nazionalità svizzera e ottiene anche un miglioramento delle condizioni di detenzione nelle carceri femminili. Parallelamente alla sua attività professionale, con Linette Combe offre anche consulenza legale gratuita alle donne per conto dell’Union des femmes.
Fino alla scomparsa dei genitori, Antoinette Quinche vive nella casa paterna insieme a sua sorella. Nel 1936, le due accolgono nella loro abitazione la suffragetta iberica Clara Campoamor, costretta all’esilio dallo scoppio della guerra civile spagnola. Nel 1962, le sorelle Quinche prendono in affido una bambina di due anni, figlia di una loro amica deceduta.
Antoinette Quinche svolge attività e ricopre cariche pubbliche per diversi anni. Aderisce al Partito radicale democratico (PRD, oggi PLR), diventa membro della sua direzione cantonale e fonda il gruppo donne del PRD di Losanna. Dal 1932 al 1935 presiede l’Associazione svizzera delle laureate.
In ambito professionale, si batte per la parità politica delle donne. Già da giovane, durante un soggiorno a Londra, assiste insieme a sua madre originaria della Gran Bretagna a una manifestazione di protesta delle suffragette. Anni dopo diventa lei stessa paladina dei diritti politici delle donne. Nel 1927 aderisce all’Associazione svizzera per il suffragio femminile (ASSF), nel 1928 entra a far parte del suo comitato centrale e dal 1945 al 1951 ricopre la carica di vicepresidente. Nel 1930 prende le redini del gruppo losannese e dal 1932 anche quelle dell’Associazione vodese per il suffragio femminile. Fino al 1961 rappresenta l’ASSF in seno all’Alleanza internazionale delle donne.
Nel 1929 Antoinette Quinche si mobilita come presidente del comitato d’azione vodese e membro di quello svizzero per la petizione federale a favore del suffragio femminile. Le attiviste distribuiscono volantini, organizzano conferenze e raccolgono firme. Grazie all’impegno delle donne vodesi un settimo delle firme raccolte a livello nazionale proviene dal Cantone di Vaud. Malgrado il numero ragguardevole di sottoscrizioni (249’237) la petizione non sortisce alcun effetto diretto.
All’indomani della Seconda guerra mondiale, l’ASSF costituisce il Comitato d’azione svizzero per il suffragio femminile. Antoinette Quinche è nominata presidente e organizza numerose iniziative. Nel 1948, in occasione dei festeggiamenti per il centenario dello Stato federale all’insegna dello slogan «la Svizzera, un popolo di fratelli», il Comitato indice una manifestazione sulla discriminazione delle donne.
Nel 1956, Antoinette Quinche e altre 1’413 compagne di lotta dei Cantoni di Vaud, Neuchâtel e Ginevra chiedono di essere iscritte nel catalogo elettorale del rispettivo Comune (cfr. lucido e testo su Elsa Franconi-Poretti e Katharina Zenhäusern) invocando il principio dell’uguaglianza tra donna e uomo iscritto nella Costituzione federale. Con questa interpretazione giuridica puntano a ottenere il suffragio femminile senza passare per una modifica costituzionale. I Comuni respingono la loro richiesta e nel 1957 Antoinette Quinche impugna questa decisione fino al Tribunale federale. Ma anche la massima istanza giudiziaria elvetica le dà torto adducendo che il diritto consuetudinario prevale sull’uguaglianza sancita dalla Costituzione.
In vista della prima votazione federale sul suffragio femminile, Antoinette Quinche fa opera di persuasione tra i politici vodesi. Grazie al suo impegno, il 1° febbraio 1959 gli uomini del Cantone di Vaud si esprimono oltre che sul diritto di voto delle donne in materia federale anche su quello in materia cantonale. Mentre a livello nazionale il progetto viene bocciato, Vaud approva l’uguaglianza politica delle donne e diventa così il primo Cantone a introdurre il suffragio femminile.
Dopo questo successo, Antoinette Quinche si ritira dalla scena pubblica, ma continua a esercitare la professione di avvocato fino in età avanzata. Scompare nel 1979 a 83 anni (Crediti: la Commissione federale per le questioni femminili CFQF).
“Nel nostro Paese, la democrazia è molto antica e fondamentalmente maschile. Per trasformarla, occorreva molto tatto e trovare argomenti validi agli occhi dei democratici. Per questo motivo abbiamo sempre posto l’accento sull’ingiustizia fatta alle donne.” Antoinette Quinche, 1971