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Un "comitato unitario" costituito da una trentina di associazioni, sindacati e partiti, maggioritariamente di sinistra, insorge a Ginevra contro il progetto di nuova Costituzione cantonale, sulla quale il popolo sarà chiamato a votare il 14 ottobre prossimo. A suo avviso, il testo è chiaramente "neoliberale e antisociale", "ingannatore e retrogrado".
Il progetto era stato approvato lo scorso 31 maggio dall'Assemblea costituente di 80 membri, con 57 voti contro 15 e 5 astensioni, dopo 56 sedute plenarie. I suoi 237 articoli avranno conseguenze concrete. In particolare la durata della legislatura passerà da quattro a cinque anni e l'elezione dell'esecutivo cantonale avverrà con il sistema maggioritario e non più con la maggioranza relativa qualificata.
"Scopo reale" della nuova Costituzione è di "smantellare le conquiste ottenute con iniziative popolari nel corso degli anni", ha sostenuto in una conferenza stampa Pierre Gauthier, membro della Costituente in rappresentanza dell'associazione dei pensionati AVIVO. Egli ha accusato di "tradimento" il Partito socialista e i Verdi (solo un terzo dei loro eletti si è opposto al nuovo testo nell'Assemblea).
Il comitato punta il dito contro diversi elementi della nuova Costituzione, a cominciare dall'articolo 9, stipulante che lo Stato agisce al servizio della comunità "a complemento dell'iniziativa privata e della responsabilità individuale". Parlando di "regressioni in materia di controllo democratico", esso denuncia il prolungamento a cinque anni dei mandati elettorali, la riduzione dell'autonomia dei Comuni e l'aumento del numero di firme, al 3% del corpo elettorale, per iniziative legislative e referendum. Il testo prevede inoltre che il Gran Consiglio possa delegare decisioni alle sue commissioni, senza discussione pubblica.
Al capitolo sicurezza, i sindacati e il Gruppo per una Svizzera senza esercito denunciano la facoltà concessa al governo cantonale, prevista dall'articolo 112, di "sollecitare l'appoggio dell'esercito", oltre che di altri servizi federali o di altri cantoni, per ristabilire l'ordine pubblico.
Il comitato unitario rammenta che non ci sarà vuoto costituzionale in caso di rifiuto popolare il 14 ottobre. È vero peraltro che l'attuale carta fondamentale, che risale al 1847, richiede un certo numero di modifiche, da ottenere tramite iniziative popolari, ha dichiarato Pierre Vanek di SolidaritéS.
SDA-ATS