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Il progetto globale di sistemazione del nucleo storico di Malvaglia si compone di tre piccoli interventi precisi: la chiesa con il suo sagrato, l'area cimiteriale ottocentesca con l'annesso più recente, la piazza del municipio. Il corpo per i loculi è concepito come un portico monumentale su doppia altezza e riprende nella sezione il tema del rapporto tra spazio funzionale e dimensione simbolica già sperimentato nella chiesetta di Porta o nella camera mortuaria di Iragna.
Il progetto globale di sistemazione del nucleo storico di Malvaglia si compone di tre piccoli interventi precisi: la chiesa con il suo sagrato, l'area cimiteriale ottocentesca con l'annesso più recente, la piazza del municipio. Il corpo per 160 loculi è concepito come un portico monumentale su doppia altezza e riprende nella sezione il tema del rapporto tra spazio funzionale e dimensione simbolica già sperimentato nella chiesetta di Porta o nella camera mortuaria di Iragna.
Il progetto globale di sistemazione del nucleo storico di Malvaglia si compone di tre piccoli interventi precisi: la chiesa con il suo sagrato, l'area cimiteriale ottocentesca con l'annesso più recente, la piazza del municipio. La nuova camera mortuaria è stata concepita come una terza cappella inserita a monte della chiesa in modo tale da attivare un percorso privilegiato attorno al monumento e generare parallelamente un nuovo spazio celebrativo esterno.
Il progetto per l'ampliamento del Museo etnografico si pone come obbiettivo di ribaltare questa situazione di rottura, cercando di instaurare un nuovo rapporto tra i l'edificio scolastico costruito nel 1965 e la vecchia casa. La struttura dell'edificio riprende, rivisitandolo in chiave moderna, il tema di alcune costruzioni tradizionali della valle, caratterizzate da uno zoccolo murario chiuso e da pilastri angolari che sorreggono la carpenteria del tetto in piode.
Il luogo fino agli inizi del secolo era gestito da due fatti urbani: Piazza Libertà da un lato e la vasta area ferroviaria legata alla vecchia stazione dall'altro. Questi due spazi a partire dall'ultimo trentennio erano diventati un grande e caotico poste All'interno di una unità spaziale tesa il progetto ha individuato una dualità sottolineata da un nuovo disegno a tappeto per Piazza Libertà e dalla creazione di un'isola a giardini in sostituzione dell'antico sedime degli interscambi e depositi ferroviari
Con la demolizione, negli anni '70, del grande edificio che gestiva la parte nord, lo spazio utile si era raddoppiato. Una volta snaturata nella sua configurazione spaziale originaria, la piazza era diventata un grande slargo adibito a posteggio. Il nuovo portico ridefinisce l'antico limite della piazza portandola alle proporzioni originarie, proponendosi parallelamente come edificio pubblico per eccellenza. La struttura allungata è libera da pilastri intermedi, permettendo una totale trasparenza.
La nuova chiesa si costruisce sulle fondamenta di un contesto storico e geografico ben preciso, all'interno del quale assumono importanza determinante sia l'origine medievale dell'antico manufatto, sia il rapporto con le strutture rinascimentali. Un analisi tipologica effettuata su una serie di oratori che appartengono alla tradizione locale ha messo in evidenza alcune caratteristiche tipiche di queste strutture: caratteristiche che hanno influenzato il progetto.
A monte, l'edificio genera una nuova piazzetta che dialoga con la chiesa ed il campanile di origini romaniche. Nel fronte verso nord il Municipio si rapporta con un grande spazio a verde disposto su due livelli con la vecchia scuola e, più basso, la futur Lo stabile del municipio riprende, attualizzandoli in chiave moderna, alcuni temi classici relativi ad edifici storici della stessa natura presenti nell'area alpina, come la presenza massiccia del volume e l'impostazione e l'orientamento delle facciate.
La prima difficoltà era dovuto all'adeguamento obbligato ad una struttura architettonica già definita e per certi versi compromessa dal precedente restauro. Un secondo motivo di continui ripensamenti era legato alla scelta degli oggetti e delle sculture. Immersi in questo continuo mare di incertezze, il confronto costante con la lezione di Carlo Scarpa non solo ci ha aiutato a trovare una strada percorribile, ma soprattutto a conoscere in modo più approfondito il grande Maestro.
Lo spazio a disposizione per questo intervento era in realtà uno slargo non ben definito, dove le auto oramai avevano avuto il sopravvento. C'era inoltre un piccolo edificio abbandonato che il Municipio voleva demolire per allargare il passaggio stradale. Nelle quattro campiture finali sono state poste quattro steli di granito a spacco, secondo un'usanza assai diffusa nella regione, dove i numerosi cavisti hanno l'abitudine di innalzare verso il cielo, enormi blocchi di questo splendido materiale.
Le case si sviluppano infatti con una forma ad «L» attorno ad un cortile che si affaccia sul giardino sottostante. L'appropriazione dello spazio esterno avviene gradualmente, seguendo contemporaneamente il declivio che porta fino al fiume. Lo sviluppo della casa attorno al cortile permette d'altro canto una serie di relazioni visive trasversali che arricchiscono la vita interna con una complessità altrimenti impensabile per un edificio di dimensioni così ridotte.
Per controllare in modo migliore lo spazio, è stata in primo luogo proposta la costruzione di un portico che definisse almeno un terzo lato della piazza e diventasse contemporaneamente un luogo di sosta protetto davanti ai due edifici di culto. È stata arricchita la pavimentazione esistente del portico con un inserto in granito di forma circolare posto sull'asse della chiesa. All'interno di questo inserto è stata collocata una stele in granito chiaramente orientata verso il centro della piazza.
La cappella è uno spazio molto semplice. Un leggero rialzo del pavimento definisce la zona riservata al feretro dall'ingresso. L'apertura più grande all'interno è rivolta verso il giardino chiuso che ha come unico scenario le montagne ed il cielo. Due tagli zenitali nel tetto alle estremità del volume controllano una serie di effetti di luce in continuo movimento a seconda del tempo e delle stagioni.
Sorge su uno zoccolo di pietra esistente e si sviluppa attorno ad un patio aperto verso il lago Maggiore. Il patio costituisce il cuore della casa, nella quale trova l'intimità altrimenti impossibile, vista l'agressiva densità delle parcelle circostanti. L'impostazione centralizzata non impedisce però che il tema della corte, tipico delle nostre regioni, venga adottato anche su altri fronti della casa, in modo tale da stabilire una serie di relazioni spaziali che rendono attivo il ruolo dei muri di cinta
Questa piccola casa che si trova su un terreno impervio a monte di Brissago, ai margini del bosco, si rivolge verso sud all'ampio e ricco scenario naturale del Lago Maggiore. Una piattaforma di cemento armato di 15 m di lunghezza per 6,5 m di larghezza, sostenuta da un muro d'appoggio a monte e da quattro colonne a valle, costituisce lo zoccolo della casa.