Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/241489

<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1° gennaio 2022, in Francia i contraccettivi sono gratuiti per le donne fino a 25 anni. In precedenza lo erano per le ragazze fino a 18 anni. L'estensione è stata giustificata con le esperienze molto positive fatte con il precedente regime e con la diminuzione degli aborti registrata durante la sua vigenza. Si tratta di un ulteriore passo avanti nei diritti delle donne e nella lotta alla povertà giovanile, ha dichiarato il Governo francese. L'accesso alla contraccezione fa parte dei bisogni fondamentali e dei diritti riproduttivi, garantisce l'autodeterminazione e rafforza la salute pubblica. In Svizzera, l'accesso alla contraccezione rappresenta un onere finanziario soprattutto per i giovani adulti e per le persone in formazione o con un reddito modesto. Nell'edizione più recente dell'Atlante della contraccezione pubblicato dal Forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi, la Svizzera figura al 24esimo posto ed è il fanalino di coda dei Paesi dell'Europa occidentale. Nel parere in risposta alla mozione 19.3660, il Consiglio federale afferma che ammettere i contraccettivi nel catalogo dell'assicurazione malattie è sbagliato perché non si tratta di una terapia. Il Consiglio federale è quindi incaricato di creare un'altra base legale per garantire alle donne e agli uomini fino a 25 anni un accesso a bassa soglia a contraccettivi gratuiti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel parere del 20 febbraio 2019 in risposta al postulato Feri Yvonne 18.4228 "Garantire a tutti l'accesso alla contraccezione", il Consiglio federale ha già avuto modo di sottolineare che, come l'autrice della presente mozione, ritenere che la parità di accesso all'assistenza sanitaria sia un aspetto centrale della sanità pubblica. Questo principio vale anche per la salute sessuale e riproduttiva. L'accesso ai contraccettivi non è soltanto una misura per prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili, ma anche un elemento chiave di una pianificazione della vita e familiare autodeterminata.</p><p>Come sottolineato nel parere del 21 agosto 2019 in risposta alla mozione Marti Samira 19.3660 "Aggiungere i contraccettivi al catalogo delle prestazioni obbligatorie dell'assicurazione malattie di base", la consegna di contraccettivi non rientra tuttavia nell'assicurazione malattie obbligatoria. In virtù della ripartizione costituzionale delle competenze, in particolare nel sistema sanitario svizzero, il compito di creare altre basi legali per consentire alle donne e agli uomini fino a 25 anni un accesso a bassa soglia a contraccettivi gratuiti ricadrebbe di nuovo sui Cantoni.</p><p>Occorre però precisare che, rispetto alla media europea, in Svizzera si registrano pochissime gravidanze di donne molto giovani. Anche il numero di interruzioni di gravidanza tra le giovani donne domiciliate nel nostro Paese è relativamente basso.</p><p>Le donne migranti registrano un tasso di interruzioni di gravidanza superiore rispetto alle donne svizzere. Già oggi, i Cantoni hanno la possibilità di sostenere il finanziamento della contraccezione per le beneficiarie dell'aiuto sociale e le richiedenti l'asilo.</p><p>Per questi motivi, il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.