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È una delle raccomandazioni del Consiglio svizzero della scienza che ha analizzato la gestione della pandemia
BERNA - In caso di futura crisi, le autorità dovranno comunicare in maniera più aperta e trasparente. È questa una delle raccomandazioni emesse dal Consiglio svizzero della scienza (CSS), che si è occupato di analizzare la gestione della pandemia per capire cosa non ha funzionato.
L'organo ha presentato oggi una serie di suggerimenti rivolti alle autorità e al mondo scientifico affinché la popolazione possa accettare meglio le misure prese in tempo di crisi. Oltre a perfezionare la comunicazione, il CSS consiglia di basare le decisioni su dati «diversificati e disponibili tempestivamente», si legge nelle conclusioni dell'analisi.
Il consiglio ritiene inoltre che la messa a punto della gestione nazionale dei dati vada accelerata e che la collaborazione fra Confederazione e Cantoni debba essere più stretta. Dall'inizio di una crisi, prosegue, s'impone un monitoraggio scientifico dei provvedimenti cantonali. Le voci critiche devono a loro volta essere prese in considerazione, ad esempio tramite piattaforme di dialogo elettroniche.
Le autorità sono anche esortate a rivolgersi esplicitamente alle persone con un passato migratorio, ad ascoltare le comunità straniere e a far tesoro delle loro esperienze per affrontare una crisi. Stando al CSS, globalmente la Svizzera non sfrutta abbastanza questo potenziale.
Dal canto loro, le organizzazioni scientifiche devono indirizzarsi verso persone di ogni fascia della società, in particolare chi non segue da vicino l'attualità nel campo della scienza. "Per far sì che i cittadini accettino le misure, devono essere in grado di valutare i rischi, senza esagerare né sottovalutare gli effetti a lungo termine".
Il CSS esorta anche i ricercatori a formarsi in merito all'utilizzo dei media. La Confederazione è invitata a lanciare un programma nazionale di ricerca consacrato all'importanza di media tradizionali e social per la democrazia elvetica.
In aggiunta a queste raccomandazioni, il consiglio ha annunciato la realizzazione di uno studio per effettuare un esame critico dell'offerta dei consigli scientifici nella politica federale. I lavori prenderanno in conto non solo la pandemia di coronavirus, ma pure la crisi finanziaria e la catastrofe nucleare di Fukushima. I risultati saranno disponibili in autunno.
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