Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01254.jsonl.gz/726

Traballa pericolosamente il governo di Theresa May, anche se oggi la premier conservatrice ha nominato l'euroscettica Penny Mordaunt nuova ministra dello Sviluppo internazionale al posto di Priti Patel, dimessasi ieri sera per i suoi colloqui non autorizzati in Israele. Il suo resta infatti un esecutivo molto indebolito, che ha perso due ministri in una settimana e col titolare degli Esteri, Boris Johnson, ancora criticato per il caso della madre britannico-iraniana, Nazanin Zaghari-Ratcliffe, detenuta a Teheran.
Per queste ragioni, secondo il Times, i leader europei si preparano "ad ogni possibile scenario" rispetto alla Brexit, fra le quali l'uscita di scena del primo ministro entro la fine dell'anno. May infatti appare sempre di più come un primo ministro 'a tempo', indebolita in patria e di conseguenza incapace di condurre le trattative con Bruxelles senza incorrere nei continui 'sgambetti' dei suoi stessi ministri.
Fra le ipotesi che vengono considerate nel continente, stando al giornale di Rupert Murdoch, c'è quella di una crisi di governo nelle prossime settimane, con conseguenti dimissioni della premier e anche la prospettiva di nuove elezioni con una eventuale vittoria del Labour. Si va quindi dalla possibilità di un "no deal", un mancato accordo sulla Brexit e una conseguente uscita caotica, a quella estrema quanto improbabile di un ripensamento britannico sull'addio all'Unione.
Comunque vada il percorso appare in salita: secondo il Daily Telegraph, l'Ue nelle trattative vuole chiudere in fretta la questione del conto del divorzio minacciando di forzare le multinazionali con la sede europea a Londra a lasciare la capitale britannica se Downing Street non fa una offerta consona alle richieste di Bruxelles. May tenta intanto con difficoltà di tenere in piedi la sua compagine di governo mettendo al posto di Patel un'altra euroscettica. Mourdant, 44enne sostenitrice della Brexit, riservista della Royal Navy e discendente di una famiglia con una grande tradizione militare, era stata eletta deputata fra le file dei Tories nel 2010 e ha ricoperto incarichi da sottosegretario.
La scelta di un'altra 'giovane' in termini politici, dopo la nomina alla Difesa di Gavin Williamson (41 anni) è il tentativo della premier di circondarsi di figure il più possibile fedeli e affidabili, rappresentanti della tanto declamata nuova generazione Tory. Il rischio è che l'inesperienza dei suoi collaboratori provochi nuovi danni a un mandato già compromesso.
E nelle polemiche non manca mai Johnson, nuovamente al centro di forti critiche per la sua gestione fallimentare del caso diplomatico Zaghari-Ratcliffe. La tv di Stato iraniana ha definito i suoi commenti dei giorni scorsi - in cui incautamente il capo del Foreign Office affermava che la donna si trovava a Teheran "semplicemente per insegnare giornalismo alla popolazione" - come una "confessione" della presunta cospirazione per cui Nazanin è stata imprigionata. Ai giornalisti che chiedevano conto al ministro di questo nuovo sviluppo lui non ha voluto rispondere, limitandosi a dire che incontrerà la famiglia di Zaghari-Ratcliffe prima di andare in visita in Iran.
(Ats)