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SYDNEY - I neonati che viaggiano, specie in paesi ad alto rischio, dovrebbero essere vaccinati per il morbillo a sei mesi di vita, e non a un anno come si fa di solito. Lo consigliano le nuove linee guida del ministero della Salute australiano, secondo cui anche se a questa età l'efficacia diminuisce rimane comunque abbastanza alta da proteggere i piccoli dal contagio.
«Fino a poco tempo fa il nostro manuale sull'immunizzazione prevedeva che i bambini potessero ricevere il vaccino trivalente contro morbillo, rosolia e parotite dai nove mesi in alcune circostanze, compresi i viaggi in paesi con il morbillo altamente endemico o in caso di epidemie - spiega in un articolo sul sito The Conversation Nicholas Wood dell'università di Sidney -. Ma dato l'aumento dei casi di morbillo nel mondo l'età raccomandata a cui i neonati australiani possono ricevere il vaccino in circostanze particolari è stata abbassata a sei mesi».
Alla nascita, spiega l'esperto, il bimbo è protetto dagli anticorpi materni trasmessi attraverso la placenta, ma la loro efficacia diminuisce nei mesi fino a sparire, motivo per cui si fa il vaccino dopo l'anno di età. Quando sono ancora in circolo gli anticorpi materni il vaccino perde leggermente di efficacia, avverte l'esperto, ma questa rimane comunque sopra il 70%. La sicurezza rimane invece invariata, con gli effetti collaterali che sono gli stessi del vaccino a 12 mesi. Fra i paesi ad alto rischio segnalati ci sono anche gli Usa, e in particolare New York, dove l'epidemia in corso ha superato i 600 casi.