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Numerosi eventi per ricordare il gran rifiuto di Martin Lutero
(ve/gc) “Io qui sto, e non posso fare altrimenti”. Furono le parole che cinquecento anni fa il riformatore Martin Lutero (1483–1546) - Hier stehe ich, ich kann nicht anders - rivolse all'imperatore Carlo V d’Asburgo e ai prìncipi del Sacro Romano Impero riuniti a Worms, in Germania, nella sala del Palazzo vescovile. Fu in occasione della Dieta di Worms che si consumò la definitiva rottura fra la “vecchia” chiesa cattolica romana e la “nuova” chiesa riformata. E forse nacque lì anche il moderno concetto della libertà di coscienza: Lutero si dichiarò pronto alla ritrattazione, a condizione di essere persuaso con scritti o parole riferite all'evangelo, poiché egli non poteva andare contro la sua stessa coscienza mettendo a rischio la salvezza della sua anima. Pertanto, l'ex monaco agostiniano - già scomunicato per le sue tesi da papa Leone X con la bolla “Decet Romanum Ponteficem” del 3 gennaio 1521 - non abiurò. Era il 18 aprile 1521. Una prima ammonizione papale, comminata con la precedente bolla “Exsurge Domine” del 15 giugno 1520, era stata bruciata sulla pubblica piazza dallo stesso Lutero. Carlo V bandì Lutero dall'Impero, ma non poté frenare la diffusione delle sue dottrine.
Partito da Wittenberg, dopo un faticoso viaggio durato due settimane, Lutero fece il suo ingresso a Worms il 16 aprile 1521, accolto da una grande folla. Cinquecento anni dopo, venerdì prossimo, la città di Worms e la Chiesa evangelica di Hessen-Nassau, daranno il via alle celebrazioni del Cinquecentenario: senza partecipazione di pubblico - a causa della pandemia -, ma in presenza delle istituzioni. All’inaugurazione del Giubileo wormsiano sono attesi il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, la presidente del Land Renania-Palatinato Malu Dreyer, il presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), vescovo Heinrich Bedford-Strohm, e il vescovo cattolico di Magonza Peter Kohlgraf.
I festeggiamenti e molti eventi si svolgeranno in modalità multimediale. L’inaugurazione della mostra nazionale “Qui sto. Coscienza e protesta - dal 1521 al 2021” è stata fatta slittare al 3 luglio, mentre la prima mondiale della rappresentazione multimediale “Der Luther-Moment” (Il momento di Lutero) potrà essere seguita sabato 17 aprile alle 23 in streaming: nella Dreifaltigkeitskirche (Chiesa della Santissima Trinità) verrà inscenata la storia della Dieta di Worms e le conseguenze che quell'evento ebbe in Europa.
Domenica 18 aprile, alle 9.30, la rete televisiva ZDF trasmetterà un culto per il Giubileo della Dieta, dalla Magnuskirche di Worms.
Nella seconda metà di luglio il Festival dei Nibelunghi di Worms presenterà un evento speciale dedicato al Cinquecentenario della Dieta: l'opera teatrale LUTHER dell'autore e drammaturgo svizzero Lukas Bärfuss, vincitore del Büchner-Preis. Sotto la direzione di Nico Hofmann, il “caso Lutero” - un emozionante affare di stato, tra intrighi di potere e lotta religiosa - sarà raccontato nel suo luogo originale. La regia è affidata all’ungherese Ildikó Gáspár. LUTHER, dice la regista, è un racconto “sull'Europa, sulla libertà di pensiero, sull'impotenza e sulla resistenza. E su noi stessi”.
L’incontro a Worms tra Lutero e Carlo V è considerato un momento chiave della storia del cristianesimo. Quel 18 aprile del 1521 il rifiuto di Lutero di abiurare segnò di fatto lo scisma tra cattolici e protestanti, molto più dell'affissione sul portone della chiesa del castello di Wittenberg delle sue 95 tesi contro le indulgenze, il cui Cinquecentenario fu ampiamente celebrato nel 2017 in tutto il mondo, gadget compresi, dal “Luterino” della Playmobil, ai calzini colorati con su scritto: “Hier stehe ich”, oggi di nuovo attualissimi.
Con l’Editto di Worms, promulgato a maggio, Lutero fu dichiarato fuori legge, e i suoi scritti banditi. Il discorso del Riformatore in difesa delle sue convinzioni ebbe tuttavia un ruolo decisivo per la diffusione delle sue idee. Quel discorso si trasformò presto in un mito eroico, spiega al “Sonntagsblatt” lo storico della chiesa Thomas Kaufmann dell'Università di Göttingen. La Dieta di Worms, sostiene lo storico, è addirittura il primo evento trasformato con successo in un “evento politico” grazie ai mezzi di comunicazione dell’epoca: la stampa e i pamphlet. Dopo Worms, la Riforma si diffuse a macchia d'olio. (www.luther-worms.de)