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Autorizzazione all'apertura di un'inchiesta penale contro funzionari della polizia
Decisione del Tribunale Federale del 15 luglio 2011, 1B_77/2011
Significato per la pratica
- Se i cantoni ricorrono al privilegio di perseguimento penale contro membri delle loro autorità (art. 7 cpv. 2 lett. b CCP), sono liberi di nominare autorità giudiziarie o extragiudiziarie per quanto riguarda la decisione sulla richiesta d'autorizzazione.
- La decisione riguardo al trattamento di una denuncia sporta contro un funzionario è solo una richiesta d'autorizzazione. La decisione formale riguardo all'apertura oppure il non luogo a procedere di una procedura penale rimane sempre compito del pubblico ministero (art. 309 e 310 CCP).
- In questa procedura d'autorizzazione contro membri della polizia sono da tenere conto solo i fattori penali. Considerazioni politiche si dovranno valutare unicamente se si tratta di funzionari delle più alte autorità cantonali.
Possibilità del privilegio cantonale di perseguimento penale
L'art. 7 cpv. 2 lett. b del Codice di Procedura Penale (CPP) offre ai cantoni la possibilità di inserire nelle proprie leggi cantonali un cosiddetto "privilegio di perseguimento penale" per i membri delle proprie autorità. Un tale privilegio subordina il procedimento penale per crimini o delitti che membri delle loro autorità amministrative e giudiziarie hanno commesso nell'esercizio delle proprie funzioni ad un'autorizzazione preliminare. Dal punto di vista della procedura penale si tratta quindi di una condizione del processo. Le considerazioni dietro a questo meccanismo sono da un canto la protezione contro denuncie temerarie e d'altro canto la tutela degli interessi pubblici per evitare che il funzionamento dell'apparato amministrativo sia bloccato da un numero eccessivo di denuncie querelanti. L'art. 7 cpv. 2, lett. B CCP consente ai cantoni d'inserire un'autorità extragiudiziaria per la concessione di queste autorizzazioni.
Fatti e storia del processo
Una persona ha sporto denuncia contro tre membri della polizia della città Zurigo presso il pubblico ministero di Zurigo. La vittima rinfacciava ai poliziotti di averlo maltratto durante l'arresto (lesioni semplici, eventuali vie di fatto). Il pubblico ministero competente ha rinviato la denuncia alla corte suprema che secondo la legge cantonale è competente in questo caso (§ 148, legge riguardo l'organizzazione giudiziaria, (Gerichtsorganisationsgesetz) GOG/ZH) per quanto riguarda la decisione sull'apertura oppure il non luogo a procedere dell'inchiesta contro i poliziotti denunciati. La corte suprema non entra nel merito dell'istanza del pubblico ministero, con la motivazione che § 148 GOG/ZH contraddice l'art. 7 cpv. 2 lett. b CCP ed è dunque invalido. Secondo l'art. 309 f. CCP il pubblico ministero stesso dovrebbe decidere riguardo all'apertura o il non luogo a procedere dell'inchiesta. Il pubblico ministero supremo del cantone Zurigo impugna la decisione mediante ricorso al Tribunale Federale.
La decisione
Il Tribunale Federale ha accolto il reclamo e deciso che la corte suprema del cantone Zurigo ha da decidere sulla richiesta d'autorizzazione: il legislatore federale con l'art. 7 cpv. 2 lett. B CCP non voleva per nulla escludere l'istituzione delle autorità giudiziarie. Ciò è ancor più vero visto che anche a livello federale sono previste in parte tali istituzioni. Inoltre il Tribunale Federale rileva che con l'esistenza del privilegio di perseguimento penale l'autorità competente pronuncia solo una decisione riguardo all'autorizzazione. L'apertura o il non luogo a procedere secondo l'art. 309 f. CCP rimane sempre di competenza del pubblico ministero.
Il Tribunale Federale propone un chiarimento interessante nella considerazione 2.4. Secondo la giurisprudenza emessa finora (confermata di recente nella DTF 135 I 113, p. 115, vedi riferimenti in caso) in una procedura d'autorizzazione si potevano valutare non solo i fattori penali, ma anche considerazioni politiche. Nella presente decisione il Tribunale Federale precisa che questo principio vale solo per i membri delle più alte autorità cantonali. Per il resto del personale statale dal punto di vista della politica statale non c'è spazio per considerazioni fondate sulle opportunità politiche, visto che tali considerazioni non si potrebbero sostenere di fronte al principio dell'uguaglianza e sarebbero in contrasto con le disposizioni che riguardano i funzionari federali (art. 15 cpv. legge sulla responsabilità; LR). In tali casi l'autorizzazione si può negare solo se si tratta di un caso semplice e una sanzione disciplinare sembra sufficiente per perseguire l'atto della persona che ha mancato.
26.10.2011