Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/35224

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad domanda 1</p><p></p><p>La situazione generale dei Roma nella Repubblica federale di Iugoslavia è nota al Consiglio federale, che ne segue attentamente gli sviluppi. La situazione economica e sociale è, come si sa, difficile per i gruppi etnici, in particolare poi per le minoranze. In tale contesto i Roma possono essere esposti a forte discriminazione. I pregiudizi si manifestano specialmente nel campo scolastico e sul mercato del lavoro. </p><p></p><p>Dalla caduta del regime Milosevic nell'ottobre 2000 è possibile costatare però un miglioramento della situazione generale per le minoranze. Il nuovo governo serbo intende realizzare l'uguaglianza politica di tutti i gruppi etnici e opera per una migliore integrazione delle minoranze. L'ex esponente dell'opposizione del Sandschak, Rasim Ljajic, è oggi ministro per i problemi delle minoranze in Serbia. Son stati già avviati diversi provvedimenti, fra i quali anche una nuova legge sulle minoranze. </p><p></p><p>Non è quindi data una situazione di violenza generale, equivalente a una minaccia concreta per gli zingari. Per il Consiglio federale l'esecuzione dell'allontanamento è dunque fondamentalmente esigibile, per cui non s'impone nessuna proroga generale del termine di partenza fissato a maggio 2002. </p><p></p><p>Nell'ambito dell'esame individuale si terrà però conto, per decidere dell'esigibilità dell'allontanamento, se la sua realizzazione costituisce per l'interessato una minaccia concreta o una prova che non si possa pretendere vista la situazione di particolare rigore. Secondo la prassi vigente sono determinanti certi fattori quali lo stato di salute, l'età, i rapporti familiari, la presenza di un solido insieme di relazioni sociali o di basi o prospettive esistenziali economicamente sufficienti da parte del richiedente l'asilo. Se l'esecuzione dell'allontanamento non è esigibile, l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) decide l'ammissione provvisoria individuale. </p><p></p><p>Grazie alla possibilità di applicare nuovamente l'accordo di riammissione del 3 luglio 1997, l'esecuzione dell'allontanamento nella Repubblica federale di Iugoslavia è di nuovo possibile. Attualmente sono 310 - e non 3'000, come indicato nell'interrogazione - gli zingari sottoposti all'obbligo definitivo di partenza. </p><p></p><p>In base alla parità di trattamento per le persone provenienti dal Kossovo, l'UFR ha lanciato il 9 ottobre 2001 anche un programma di aiuto al ritorno per le persone con l'ultimo domicilio fuori del Kossovo, per promuovere il rimpatrio volontario e facilitare la reinserzione delle persone interessate. </p><p></p><p>Circa 441 persone (stato 17.12.2001 delle notifiche utilizzate) si sono annunciate entro la scadenza del termine d'iscrizione del 30 novembre 2001 per detto programma. Fra queste oltre il 40%, vale a dire 170 persone, appartengono alla minoranza Roma. Ciò indica che anche tali persone considerano il loro ritorno come fattibile. </p><p></p><p>Gli aiuti finanziari di partenza, garantiti nell'ambito del programma, faciliteranno la reinserzione a chi farà ritorno in patria. L'UFR, nella circolare del 9 ottobre 2001 sulla necessità di attivare il ritorno, conforme ai patti, di persone provenienti dalla Repubblica federale di Iugoslavia (eccettuato il Kossovo), ha deciso che in caso di partecipazione al programma il rientro in patria dovesse farsi entro il 31 marzo 2002 al piú tardi. </p><p></p><p>Ad domanda 2</p><p></p><p>L'UFR valuta costantemente gli sviluppi della situazione delle minoranze nella Repubblica federale di Iugoslavia.</p><p></p><p>Ad domanda 3</p><p></p><p>Da quando la guerra è finita verso la metà di giugno del 1999 gli zingari del Kossovo sono esposti agli attacchi della popolazione albanese poiché sono, tra l'altro, sospettati di collaborazione con i Serbi. Per tale motivo non è attualmente possibile escludere una minaccia concreta per gli zingari del Kossovo e l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere considerata come inesigibile.</p><p></p><p>La situazione politica della Serbia meridionale non è paragonabile, come non lo era neppure in precedenza, con quella del Kossovo. Infatti nella Serbia meridionale non esistono tensioni tra i gruppi etnici. In questa regione la situazione dei Roma si differenzia nettamente da quella dei Roma del Kossovo. </p><p></p><p>La Serbia meridionale è una regione cronicamente arretrata sul piano economico, con un elevato tasso di disoccupazione. La situazione economica e sociale per tutti i gruppi etnici viventi nella Serbia meridionale è notoriamente difficile. Sia il governo serbo sia la comunità internazionale hanno dunque nel maggio 2001 dato avvio a una serie di misure per migliorare le condizioni di vita in questa regione. Il rientro nel paese d'origine dei Roma della Serbia meridionale è quindi esigibile secondo il Consiglio federale. </p><p></p><p>Ad domanda 4</p><p></p><p>Nell'ambito del pacchetto di aiuti a carattere umanitario ed economico il Consiglio federale ha una particolare attenzione per le minoranze dell'Europa dell'est e del sud-est. In seno al gruppo direttivo interdipartimentale "Aiuto al ritorno" (GIR) la Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) e l'UFR si occupano dei differenti risvolti che pone la problematica delle minoranze, e ciò dall'inizio della pianificazione delle misure per il ritorno e gli aiuti strutturali nei Balcani. </p><p></p><p>Alla fine del 1999 l'UFR ha commissionato uno studio sulla situazione dei fuggiaschi Roma, provenienti dal Kossovo, in Serbia e nel Montenegro, cosí da poter valutare possibilità d'interventi concreti sul posto. </p><p></p><p>In base a detto studio il GIR ha fatto del sostegno alle minoranze della Repubblica federale di Iugoslavia gli obiettivi annuali del 2000, 2001 e 2002. In tutti i programmi di aiuto strutturale della DSC e dell'UFR si presta particolare attenzione alla situazione speciale delle minoranze. </p><p></p><p>La divisione per la cooperazione con l'Europa orientale e la CSI sostiene in Serbia programmi di organizzazioni di Roma che hanno quale scopo l'integrazione sociale di questa minoranza.</p><p></p><p>Un altro progetto della DSC nella Repubblica slovacca è inteso a integrare i bambini di etnia Roma nelle scuole locali.</p><p></p><p>La rappresentanza svizzera a Bratislava sostiene un programma di formazione che vien eseguito sul posto a favore di donne Roma.</p><p></p><p>Nell'ambito dell'accordo per la stabilità nei Balcani la Svizzera retribuisce l'attività di un esperto di questioni delle minoranze e finanzia programmi televisivi plurilingui destinati ai bambini. Con essi si vuol promuovere la reciproca tolleranza tra i diversi gruppi etnici.</p>  Risposta del Consiglio federale.