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NEW YORK - UBS ha annunciato oggi che dovrà pagare in totale una multa di 545 milioni di dollari (circa 508 milioni di franchi) agli Stati Uniti: 342 milioni per archiviare la vicenda delle manipolazioni dei tassi di cambio e 203 milioni per mettere una pietra sopra a quella relativa al tasso interbancario Libor. In quest'ultimo caso è richiesta un'ammissione di colpevolezza da parte del numero uno bancario elvetico, ha comunicato oggi UBS.
Per quanto riguarda le manipolazioni dei tassi di cambio, contro l'istituto elvetico non verrà intentata alcuna azione penale, precisa la nota. Oltre al pagamento dei 342 milioni di dollari UBS si è impegnata a prendere misure correttive. Lo scorso novembre le autorità degli Stati Uniti, Gran Bretagna e Svizzera avevano già imposto a UBS il versamento di 774 milioni di franchi per regolare la vicenda dei tassi di cambio.
Il comportamento di un piccolo numero di dipendenti era inaccettabile e abbiamo adottato provvedimenti disciplinari appropriati, hanno dichiarato il presidente di UBS Axel Weber, e il presidente della direzione Sergio Ermotti, citati nel comunicato.
Nel dossier del Libor, il Dipartimento della giustizia americana (DoJ) ha invece annullato l'accordo di non perseguimento penale concluso nel 2012: il numero uno elvetico, oltre a pagare la multa di 203 milioni di dollari, dovrà ammettere la sua colpevolezza e sarà messo alla prova per tre anni. UBS per regolare del Libor si era vista imporre già nel dicembre 2012 una multa di 1,4 miliardi di franchi.
Nel comunicato odierno UBS ha precisato che l'importo di 545 milioni di dollari delle due multe non avrà alcun impatto finanziario sui risultati del secondo trimestre in quanto è coperto dagli accantonamenti. Alla fine del primo trimestre, la banca aveva messo da parte 2,7 miliardi di franchi di accantonamenti per contenziosi.
La soluzione di questi contenziosi era stato ampiamente anticipato da diverse voci sui media UBS. La somma totale delle multe pagate da UBS è tuttavia nettamente inferiore agli 800 milioni di dollari evocati dal "Financial Times".
UBS è la prima banca ad aver annunciato oggi un accordo con le autorità americane per regolare lo spinoso dossier delle manipolazione dei cambi: altre quattro banche - le americane JPMorgan Chase e Citigroup così come anche le britanniche RBS e Barclays - dovrebbero seguire ancora in giornata portando a una multa complessiva di miliardi, che porrebbe fine a mesi di negoziati con le autorità americane e britanniche.
Secondo fonti vicine al dossier il totale delle multe inflitte oggi dalle autorità americane e britanniche dovrebbero elevarsi a diverse centinaia di milioni di dollari per gli istituti che hanno svolto un ruolo minore in questo "cartello" e fino a un miliardo di dollari per quelli con una posizione importante sul mercato dei cambi, sul quale transitano ogni giorno circa 5.300 miliardi di dollari di cui il 40% per la City di Londra.