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WASHINGTON - Gli USA devono respingere qualunque ulteriore tentativo da parte della Svizzera di ritardare l'applicazione dell'accordo su UBS: è il monito lanciato da Carl Levin, il senatore democratico del Michigan da anni in prima fila nella lotta ai cosiddetti paradisi fiscali, che chiede alle autorità di citare UBS in tribunale per ottenere con la forza informazioni su tutti i 52'000 clienti dell'istituto sospettati di aver evaso il fisco.
In una presa di posizione pubblicata sul suo sito Levin ricorda che Berna si è impegnata a fornire informazioni relative a 4'450 conti. Nonostante numerose concessioni da parte americana e dopo due anni di tira e molla la Confederazione non ha ancora onorato i suoi impegni, fa notare il senatore molto noto anche per il suo ruolo nelle indagine parlamentare su Goldman Sachs. A suo avviso il rifiuto di un accordo internazionale sarebbe increscioso: i parlamentari svizzeri mostrerebbero in tal modo di sostenere l'evasione.
La reazione di Levin al voto di ieri del Nazionale risulta quindi essere più vigorosa di quella ufficiale dell'Internal Revenue Service (IRS): il fisco Usa ha detto semplicemente di aspettarsi che Berna rispetti gli impegni.
SDA-ATS