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È morto Diego Armando Maradona, vittima di un arresto cardiaco mercoledì mattina nella sua abitazione argentina. Il Pibe de Oro, capitano dell'Argentina campione del mondo nel 1986, aveva compiuto 60 anni lo scorso 30 ottobre e due settimane fa era stato operato al cervello per un ematoma subdurale.
Da molti considerato il più grande calciatore di tutti i tempi, ha vestito le maglie di Argentinos Juniors, Boca Juniors, Barcellona, Napoli e Siviglia, chiudendo poi con il calcio giocato in patria. In seguito si è dedicato alla carriera da allenatore, guidando la nazionale albiceleste dal 2008 al 2010. La sua ultima tappa è stata il Gimnasia La Plata.
Nato nel 1960 a Buenos Aires, Maradona ha strabiliato il mondo con le sue giocate spettacolari, realizzando contro l'Inghilterra quello che viene considerato ancor oggi il gol più bello della storia e, nello stesso quarto di finale dei Mondiali del 1986, la rete che gli è valsa l'appellativo di Mano de Dios. Genio e sregolatezza, le due caratteristiche che lo contraddistinguevano. Eccessi di alcol e droga ne hanno infatti segnato la vita privata: nel 2000 e nel 2004 ha subito due crisi cardiache riconducibili al consumo di stupefacenti. La terza, ora, gli è stata fatale.
Lutto nazionale in Argentina
Il presidente argentino Alberto Fernandez si è detto "molto triste" e "desolato" per la morte di Maradona. Il governo ha decretato tre giorni di lutto nazionale.
- In memoria di Diego Armando Maradona (Rete Uno Sport 25.11.2020. 18h30)