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NEW YORK - Gli azionisti di Sotheby's dicono sì alla vendita della casa d'aste all'imprenditore franco-israeliano Patrick Drahi per 3,7 miliardi di dollari. Un'acquisizione che rende le due maggiori case d'aste al mondo francesi: oltre a Sotheby's, infatti, c'è Christie's che fa capo alla famiglia di François Pinault.
Il 91% degli azionisti di Sotheby's ha approvato l'operazione, nonostante le resistenze emerse il mese scorso da parte di RWC Partners, uno dei maggiori azionisti di Sotheby's, che aveva sollevato dubbi sul prezzo della transazione. «Questo è un momento storico per Sotheby's e siamo molto soddisfatti» di aver incassato il via libera degli azionisti, afferma l'amministratore delegato della casa d'aste Tad Smith.
Con l'acquisizione Sotheby's dice addio a Wall Street dopo 31 anni. Lontano dai riflettori di Borsa e gestita privatamente la casa d'aste, secondo gli osservatori, avrà molti vantaggi e riuscirà a capitalizzare sul suo recente ritrovato successo dopo anni di difficoltà legate alla crisi del 2008. Un successo forte e chiaro che si è materializzato con la vendita di Salvator Mundi di Leonardo da Vinci per 450,3 milioni di dollari con vendite record. Sotheby's nel 2018 ha battuto la vendita di "Nu couché" di Amedeo Modigliani per 157,2 milioni di dollari.
In maggio la casa d'aste ha invece venduto per 110,7 milioni di dollari "Meules" di Claude Monet. Fra gli oggetti e i dipinti più famosi venduti figurano la collezione d'arte della Duchessa di Windsor, la collezione personale di Andy Warhol e nel 2012 "L'Urlo" di Edvard Munch.
Per Drahi l'acquisizione di Sotheby's è insolita. Il miliardario è infatti noto per essere un tycoon delle telecomunicazioni. Con una fortuna stimata in 8,6 miliardi di dollari, Drahi è però un rinomato collezionista e questa sua passione lo ha spinto a mettere le mani su Sotheby's.