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La Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS) ha ribadito l'esigenza di una legge federale sull'assistenza sociale, in una conferenza stampa organizzata oggi a Berna in occasione del 50esimo anniversario delle norme COSAS che fissano gli standard per i beneficiari. Il sistema federalistico attuale non basta, ha detto il presidente Walter Schmid.
L'assistenza sociale oggi dipende ancora da Cantoni e Comuni e può variare da regione a regione. Per ridurre le disparità, il Consiglio nazionale ha chiesto in settembre alla Confederazione di intervenire per armonizzare le pratiche cantonali adottando una mozione della sua commissione della sicurezza sociale e della sanità. Il testo deve ancora essere esaminato dagli Stati.
L'assistenza sociale, che oggi è l'anello debole della catena del sistema di sicurezza sociale, deve beneficiare di una legge quadro a livello nazionale, come quella per l'assicurazione disoccupazione o invalidità, ha detto Schmid. Attualmente fornisce sostegno a oltre 235'000 persone che non riescono a mantenersi solo con i propri mezzi e garantisce loro un'esistenza degna e la loro partecipazione alla vita sociale.
Le norme COSAS, introdotte 50 anni fa per armonizzare le norme cantonali, sono in realtà solo delle raccomandazioni per le autorità. Nel corso dei decenni sono riuscite ad imporsi come "valore di riferimento" e beneficiano ormai di un vasto appoggio politico, visto che vengono riconosciute anche da chi vorrebbe ridurre gli aiuti. Comunque sono vincolanti solo se vengono accettate dai governi e dai parlamenti cantonali, precisa la COSAS.
Le norme definiscono il minimo sociale, vale a dire la somma necessaria non solo a garantire la sopravvivenza di una persona, ma anche a permetterle di integrarsi della vita sociale ed economica. Oltre al forfait di mantenimento che copre i bisogni vitali, sono previste altre prestazioni che tengono conto della situazione sanitaria, economica e famigliare dei singoli beneficiari.