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Nell'ambito delle riunioni tenute per preparare la sessione primaverile delle Camere federali, i gruppi parlamentari si sono chinati sabato sul futuro della piazza finanziaria elvetica. Mentre i socialisti vogliono lottare contro l'evasione fiscale, l'Unione democratica di centro intende battersi contro gli accordi di doppia imposizione.
Le banche elvetiche devono rinunciare definitivamente a nascondere fondi sottratti al fisco degli altri paesi. È quanto chiede il gruppo parlamentare del Partito socialista, secondo il quale la lotta in difesa del segreto bancario è ormai da considerare superata. Per salvaguardare la propria immagine all'estero, la Svizzera deve prepararsi a discutere con gli altri paesi europei in merito all'eventualità di introdurre lo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale.
Il gruppo parlamentare dell'Unione democratica di centro (UDC) intende invece respingere gli accordi di doppia imposizione fiscale conclusi negli ultimi mesi dal governo svizzero con altri paesi. A detta dei parlamentari UDC, l'assistenza giudiziaria può essere concessa ad altre nazioni solo per i delitti fiscali punibili sia in Svizzera che nel paese richiedente. Gli accordi dovrebbero inoltre contenere una clausola, in base alla quale verrebbe vietato l'impiego di dati bancari acquistati illegalmente.
Mentre i rappresentanti del Partito popolare democratico si sono detti favorevoli a sostenere la ratifica degli accordi di doppia imposizione, i parlamentari del Partito liberale radicale vogliono chiarire la loro posizione nel quadro di un'assemblea dei delegati in programma in aprile.
Sempre sabato, nel corso di una riunione del propri delegati, i Verdi liberali si sono espressi in favore di una riforma fiscale più ecologica. In particolare sostengono l'introduzione di un'imposta "verde", destinata a ricompensare comportamenti ambientali e ridurre gradualmente l'impiego di energie non rinnovabili, come petrolio, gas e uranio.
swissinfo.ch e agenzie