Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/157960

<h2>SubmittedText<h2><p>L'abolizione della soglia minima di cambio con l'euro non ha solo colpito fortemente l'industria di esportazione, ma sta mettendo sempre più sotto pressione anche il bilancio della Confederazione. Con la scomparsa dell'effetto del tasso di cambio, nel primo quadrimestre del 2015 gli incassi della vendita di carburanti delle stazioni di servizio nelle regioni di confine sono già diminuiti del 15 per cento circa. Ciò incide direttamente sul gettito dell'imposta sugli oli minerali, calato nello stesso periodo di 90 milioni di franchi. Il Consiglio federale prevede che a fine 2015 le entrate avranno registrato una flessione di circa 300 milioni di franchi. Questo calo generalizzato è determinato anche da altri fattori che frenano il consumo e di conseguenza le entrate fiscali, come la crescita economica debole, le prescrizioni più severe sulle emissioni e il minor consumo di benzina dovuto ai progressi tecnici. Tutto ciò si ripercuoterà sul bilancio della Confederazione e causerà problemi per il finanziamento dell'infrastruttura stradale. </p><p>1. Cosa intende fare il Consiglio federale per rimediare alla flessione delle entrate a breve e a lungo temine?</p><p>2. Per garantire il finanziamento dell'infrastruttura stradale a lungo temine, nel messaggio concernente il fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato Fostra è ipotizzato tra l'altro un aumento del supplemento fiscale sugli oli minerali di 6 centesimi al litro. Una misura del genere, tuttavia, peggiorerebbe ulteriormente la situazione nelle regioni di confine, poiché, oltre ai mancati introiti dei cosiddetti turisti stranieri del pieno, anche sempre più svizzeri andrebbero a fare rifornimento all'estero (effetto collegato al turismo degli acquisti). Cosa intende fare il Consiglio federale per scongiurare uno scenario del genere? A quanto dovrebbe ammontare l'aumento fiscale per poter compensare i mancati introiti?</p><p>3. Per evitare la diminuzione delle entrate sarebbe ipotizzabile, in alternativa, una leggera riduzione dell'imposta sugli oli minerali allo scopo di compensare i mancati introiti mediante incentivi supplementari per gli automobilisti stranieri a fare il pieno in Svizzera, aumentando cioè il substrato fiscale. A quanto dovrebbe ammontare tale riduzione per ottenere l'effetto desiderato e compensare le mancate entrate senza penalizzare gli automobilisti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel bilancio generale della Confederazione confluisce il 50 per cento (nel 2014 quasi 1,5 miliardi di franchi) del gettito dell'imposta sugli oli minerali (imposta di base). Il restante 50 per cento nonché i ricavi del supplemento fiscale sugli oli minerali (che nel 2014 hanno sfiorato i 2 miliardi di franchi) sono destinati in modo vincolato a compiti e spese legati alla circolazione stradale. Dopo il picco raggiunto nel 2008, i proventi dell'imposta sugli oli minerali (imposta di base e supplemento fiscale) sono tendenzialmente in calo. Ciò è dovuto tra l'altro al progresso tecnologico, che determina un minor consumo di carburante da parte del parco veicoli. Nell'anno in corso la flessione delle entrate è accentuata dal crollo del turismo del pieno a causa del franco svizzero forte. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che si tratti di un fenomeno passeggero, provocato non da ultimo dalle reazioni del mercato.</p><p>1. Per garantire il finanziamento dell'infrastruttura dei trasporti (stradali) a breve e a medio temine, il 18 febbraio 2015 il Consiglio federale ha proposto con il messaggio Fostra (FF 2015 1717) un pacchetto di misure sul fronte sia delle entrate sia delle uscite. Per il momento non ritiene necessari altri interventi. Attualmente non è possibile stabilire in via definitiva se, a lungo termine, la continua flessione dei ricavi dell'imposta sugli oli minerali dovuta al minor consumo di carburante costituirà un problema per il bilancio della Confederazione o se potrà essere compensata dall'evoluzione di altre entrate federali. A tempo debito occorrerà eventualmente esaminare possibili misure di compensazione sul fronte delle entrate e/o delle uscite. Alla fine di maggio 2015 il Consiglio federale ha preso atto della bozza del "piano strategico mobility pricing" e avviato un'indagine conoscitiva. Sebbene il mobility pricing non persegua alcun obiettivo di finanziamento, a seconda della sua impostazione potrebbe comunque ridurre la dipendenza dalle imposte sugli oli minerali.</p><p>2. Un aumento del supplemento fiscale sugli oli minerali e di conseguenza del prezzo finale di vendita avrebbe anche degli "effetti collaterali", tra i quali un leggero calo dei proventi dell'imposta sugli oli minerali non maggiorata (imposta di base), a fronte di un ridotto incremento degli introiti provenienti dall'imposta sul valore aggiunto a causa dei prezzi più elevati. Il Consiglio federale ha illustrato in dettaglio tali effetti nel messaggio Fostra (tra l'altro n. 2.3.5.1, fig. 24, e n. 4). Per quanto riguarda la questione del rapporto tra aumento fiscale e mancate entrate bisogna tener presente quanto segue: maggiore è l'aumento fiscale, maggiore è tendenzialmente il prezzo finale di vendita e, di conseguenza, anche gli "effetti collaterali", per cui un ulteriore aumento fiscale per compensare questi effetti finirebbe con l'amplificarli. Nell'intento di contenerli, il Consiglio federale ha proposto con il messaggio Fostra un pacchetto di misure sul fronte sia delle entrate sia delle uscite. Va inoltre precisato che buona parte del gettito dell'imposta sugli oli minerali (imposta di base) e del supplemento fiscale è generata da consumatori domiciliati in Svizzera. Un aumento del supplemento di 6 centesimi determinerebbe quindi nel complesso maggiori entrate, malgrado le perdite a livello del turismo del pieno.</p><p>3. Una riduzione dell'imposta sugli oli minerali (imposta di base) consentirebbe effettivamente di attenuare gli "effetti collaterali" descritti al punto 2. Nel complesso, però, aliquote dell'imposta sugli oli minerali (imposta di base) più basse determinerebbero una riduzione dei proventi di tale imposta nonché delle entrate destinate al bilancio generale della Confederazione e al finanziamento speciale per il traffico stradale, proprio perché buona parte di questo gettito non è generata dal turismo del pieno.</p>  Risposta del Consiglio federale.