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La decisione della Corte suprema statunitense di ribaltare la storica sentenza Roe contro Wade e sopprimere la protezione del diritto all'aborto spinge in piazza anche in Svizzera. Circa 200 uomini e donne si sono radunati venerdì sera davanti a Palazzo federale a Berna per manifestare il loro disappunto.
Nicola Siegrist e Mia Jenni della Gioventù socialista hanno ricordato che questo diritto è sotto quotidiano attacco anche in altri Paesi del mondo.
La Svizzera non fa eccezione: esponenti dell'UDC hanno lanciato nel 2021 due iniziative popolari volte a ridurre le interruzioni di gravidanza, oggi legali fino alla 12ma settimana se la donna fa valere uno stato di angustia. Questo grazie alla cosiddetta "soluzione dei termini" introdotta 20 anni fa con il 72% di schede favorevoli in votazione popolare, mentre una precedente proposta era stata bocciata nel 1977.
Secondo studi dell'Istituto Guttmacher negli Stati Uniti e dell'Organizzazione mondiale della salute, la Svizzera è fra i Paesi in cui, nel mondo, si abortisce con meno frequenza, una situazione che gli esperti spiegano con l'efficace educazione sessuale e la rete di centri di pianificazione famigliare.
Nel 2020, poco più di 11'000 donne hanno interrotto la gravidanza in Svizzera e una minoranza erano adolescenti, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica.