Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/126011

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è la sua posizione in rapporto alla mancanza di trasparenza delle multinazionali, in particolare di quelle attive nel settore delle materie prime, e all'assenza di una volontà d'integrare nella politica gestionale le norme internazionali vigenti relative alla responsabilità sociale ed ecologica d'impresa?</p><p>2. Il Consiglio federale riconosce la responsabilità della casa madre di un gruppo multinazionale con sede in Svizzera per quel che riguarda il rispetto dei diritti umani e ambientali da parte delle filiali?</p><p>3. Che provvedimenti prevede di adottare per adempiere al suo "state duty to protect" (John Ruggie)?</p><p>4. Come pensa di far sì che le multinazionali attuino provvedimenti per garantire un maggiore rispetto dei diritti umani e ambientali nell'ambito delle proprie attività così come in quelle delle loro filiali e delle ditte fornitrici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce una grande importanza all'integrità della piazza economica svizzera e alla gestione responsabile delle imprese svizzere. Per questo motivo, negli anni passati la Svizzera ha partecipato all'elaborazione di norme multilaterali per la gestione aziendale responsabile ("corporate social responsibility", CSR), quali le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali o le linee guida dell'ONU concernenti l'economia e i diritti dell'uomo. Grazie all'orientamento globale dell'economia svizzera, gli standard convenuti sul piano internazionale hanno un particolare valore per il nostro Paese. </p><p>1. In generale si deve precisare che tutte le imprese svizzere, in particolare quelle operanti nell'attività estrattiva o nel commercio di materie prime, sono soggette alle leggi nazionali della Svizzera e degli altri Stati in cui operano. Nei Paesi ad alto rischio di conflitti o in cui lo Stato di diritto è ancora in fase di consolidamento, gli obblighi dell'impresa vanno oltre il rispetto della legislazione locale. Proprio nel contesto dell'estrazione di materie prime si deve prestare particolare attenzione all'applicazione degli obblighi nazionali e internazionali, nonché delle misure volontarie in ambito sociale e ambientale. Pertanto, la Confederazione porta avanti iniziative e strumenti atti ad aumentare la trasparenza nel settore delle materie prime quali la "extractive industries transparency initiative" (EITI), curandone costantemente lo sviluppo. Inoltre promuove ulteriori diversi strumenti che riprendono gli standard CSR, tra cui ad esempio le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali o le linee guida del Global Compact dell'ONU. Il Consiglio federale riscontra e apprezza il fatto che le imprese svizzere, comprese quelle attive nel settore delle materie prime, si dimostrino fortemente propense all'applicazione di tali standard CSR. </p><p>2. Nelle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali, che la Svizzera sostiene in quanto Stato membro, nonché in altri standard CSR, si riconosce che le imprese sono responsabili nei confronti delle loro filiali. Concretamente hanno nei confronti di esse un obbligo di diligenza generale ("due diligence"), che identifica, impedisce o quanto meno attenua alcune conseguenze negative della loro attività, concernenti ad esempio l'ambiente, i diritti dell'uomo o del lavoro. Tale obbligo di diligenza può essere parte integrante della gestione del rischio interna all'impresa e nella forma dipende da fattori quali le dimensioni dell'impresa, il settore o lo Stato in cui opera l'impresa. </p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera rispetti il proprio obbligo di tutelare i diritti umani ("duty to protect") che scaturisce dalle Convenzioni dei diritti dell'uomo da essa ratificate.</p><p>Tuttavia, esaminerà le eventuali misure da adottare, considerando l'applicazione delle raccomandazioni formulate da John Ruggie nelle linee guida dell'ONU concernenti l'economia e i diritti dell'uomo. Un dialogo interdipartimentale intrapreso a maggio 2012 dal DFE e dal DFAE, al quale partecipano entrambi i dipartimenti nonché personalità dell'economia, della scienza, dei sindacati e delle organizzazioni non governative, sarà l'occasione per discutere di questo argomento anche con gli attori interessati e per accompagnare l'applicazione delle linee guida dell'ONU.</p><p>4. Nel quadro delle iniziative internazionali, la Svizzera si impegna attivamente per l'ampliamento della trasparenza e degli obblighi in materia di resoconti da parte delle imprese attive a livello internazionale. In collaborazione con le imprese in questione e con le associazioni mantello il nostro Paese promuove l'applicazione di una gestione aziendale responsabile e di iniziative internazionali come le linee guida dell'ONU concernenti l'economia e i diritti dell'uomo. Concentrandosi sul settore delle materie prime, la Svizzera promuove anche strumenti come i "voluntary principles on security and human rights" e la già menzionata EITI. Inoltre, la Svizzera sostiene la "due diligence guidance for responsible supply chains of minerals from conflict-affected and high-risk areas" dell'OCSE e partecipa alla sua applicazione in collaborazione con diversi attori, come ad esempio il World Gold Council. Simili iniziative offrono alle imprese in difficoltà attive nel settore delle materie prime, come quelle insediate in una zona di conflitti, una guida concreta sull'applicazione del proprio obbligo di diligenza. </p>  Risposta del Consiglio federale.