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Incarto n. 12.2019.119 Lugano 27 novembre 2019 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta del giudice: Fiscalini, presidente, vicecancelliere: Bettelini sedente per statuire nella causa a procedura sommaria - inc. n. SO.2019.2739 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 - promossa con istanza 3 giugno 2019 da AO 1 contro AP 1 chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della convenuta, priva dell’organo di revisione; nell’ambito della quale il Pretore, con decisione 8 luglio 2019, ha accolto l'istanza, pronunciando lo scioglimento della convenuta e ordinandone la messa in liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento; ed ora sullo scritto 16 luglio 2019 con cui la convenuta ha chiesto “ che ci venga concessa una proroga per poter ripristinare ” la situazione di legalità della società; preso atto delle osservazioni 26 luglio 2019 dell’istante, rispettivamente degli scritti 22 luglio e 5 agosto 2019 della convenuta; letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti; ritenuto in fatto e in diritto: che con istanza 3 giugno 2019 l’AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, la società AP 1, chiedendo che nei confronti della stessa, priva dell’organo di revisione, a seguito della cancellazione dell’ufficio di revisione __________ (cfr. doc. A), e invano diffidata, con raccomandata del 13 novembre 2018 (doc. B) prima e con pubblicazione sul FUSC del 18 marzo 2019 (doc. C) poi, a ripristinare entro 30 giorni la situazione legale (art. 154 cpv. 1 ORC), fossero adottate le misure necessarie (art. 154 cpv. 3 ORC, art. 731b cpv. 1 e 941a cpv. 1 CO); che il 5 giugno 2019 il Pretore ha assegnato alla convenuta un ultimo termine di 20 giorni per ripristinare la situazione legale (convocare un’assemblea generale allo scopo di designare un organo di revisione abilitato e richiedere le pertinenti iscrizioni nel registro di commercio), pena lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento; che, preso atto che la convenuta aveva lasciato trascorrere infruttuosamente il termine, con decisione 8 luglio 2019 il Pretore, in applicazione dell’art. 731b cpv. 1 n. 3 CO, ha pronunciato lo scioglimento della società e ne ha ordinato la messa in liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento; che con lo “scritto” 16 luglio 2019, che qui ci occupa, la convenuta ha chiesto “ che ci venga concessa una proroga per poter ripristinare ” la situazione di legalità, il tutto evidenziando che “ abbiamo avuto dei problemi, pertanto stiamo contattando un nuovo revisore e contabile … affinché ” la società “ venga regolata alle normative vigenti ”; che, con osservazioni 26 luglio 2019, l’istante, ritenendo di essere confrontato con una mera richiesta di proroga di un termine, ha rilevato di non essere competente per esprimersi in merito e di non aver alcuna osservazione; che con due ulteriori scritti datati 22 luglio e 5 agosto 2019 la convenuta ha chiesto, con il primo, di “ sapere quali saranno i passi futuri e … se ci saranno concessi i tempi per regolare ” la situazione di legalità, rispettivamente, con il secondo, ha comunicato come, visto anche il periodo delle vacanze, le fosse “ difficile trovare chi può prendere in considerazione ” la società “ ma faremo il possibile ”; che lo “scritto” 16 luglio 2019, laddove potesse essere inteso come un appello ex art. 308 segg. CPC, è irricevibile, atteso che la convenuta, oltre a non aver chiesto di annullare o di riformare la decisione pretorile (la richiesta di prorogare il termine per il ripristino della situazione di legalità non essendo tale), nemmeno ha spiegato le ragioni di fatto e di diritto per cui la stessa sarebbe stata errata e con ciò da correggere (art. 311 cpv. 1 CPC); che ad ogni buon conto, lo stesso sarebbe stato da respingere anche nel merito, essendo incontestabile che la decisione del Pretore di pronunciare il suo scioglimento e di ordinarne la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento era ineccepibile: l’istruttoria ha in effetti permesso di accertare che la convenuta, in modo del tutto inspiegabile e incomprensibile, non aveva reagito né alle richieste dell’istante di ripristinare la situazione legale formulate in due diversi momenti, con la raccomandata del 13 novembre 2018 (doc. B) e con la pubblicazione sul FUSC del 18 marzo 2019 (doc. C), né tanto meno alla diffida pretorile 5 giugno 2019 con cui le era stato assegnato un ultimo termine per agire in tal senso, accompagnato dall’esplicita comminatoria dello scioglimento della società e della sua liquidazione, per cui da questo comportamento il giudice di prime cure poteva senz’altro presumere che la società neppure avrebbe dato seguito a eventuali provvedimenti meno severi, quali la nomina dell’organo mancante (TF 8 luglio 2013 4A_158/2013 consid. 2.1.6, 29 luglio 2013 4A_706/2012 consid. 2.2.2, 16 dicembre 2013 4A_354/2013 consid. 2.1.3); che oltretutto la convenuta neppure ha poi provveduto a ripristinare la situazione di legalità nelle more della causa, anche solo nella procedura ricorsuale (ciò che, in base alla dottrina e alla giurisprudenza, sarebbe idoneo ad evitare lo scioglimento della società che presentava lacune nell’organizzazione, cfr. Lorandi, Konkursverfahren über Handelsgesellschaften ohne Konkurseröffnung - Gedanken zu Art. 731b OR, in: AJP 11/2008 p. 1386; Lorandi, Organisationsmängel von Gesellschaften mit tückischen Folgen, in: ST 2009 p. 91; DTF 136 III 369 consid. 11.4.3), nonostante abbia avuto a disposizione oltre 4 mesi; che lo “scritto” 16 luglio 2019, laddove potesse invece essere inteso come una domanda di restituzione del termine ex art. 148 CPC, è irricevibile, la convenuta non avendo addotto e provato le circostanze di fatto e di diritto che l’avrebbero giustificata, segnatamente di non aver avuto colpa dell’inosservanza o di averne avuta solo in lieve misura (art. 148 cpv. 1 CPC); il solo fatto che essa possa aver “ avuto dei problemi ”, per altro non meglio precisati, non è ancora sufficiente; che le spese processuali della procedura di secondo grado, calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 100'000.-, pari al capitale sociale della convenuta (doc. A; TF 19 agosto 2010 4A_315/2010 consid. 2, 8 luglio 2010 4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010 4A_106/2010 consid. 6, SJ 132 I p. 541), seguono la soccombenza (art. 106 CPC), ritenuto che non si attribuiscono ripetibili all’istante, che per altro nemmeno le ha protestate; che non ponendo la causa questioni di principio o di rilevante importanza, il presente giudizio può essere emanato da questa Camera nella composizione di un giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b n. 3 LOG). Per questi motivi richiamati, per le spese, l’art. 106 CPC nonché la LTG decide: 1. Lo “scritto” (appello / domanda di restituzione) 16 luglio 2019 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 2. Le spese processuali di fr. 700.- sono poste a carico di AP 1. Non si attribuiscono ripetibili. 3. Notificazione: - - Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 12.2019.119 Incarto n. 12.2019.119

Incarto n. Lugano 27 novembre 2019 Lugano

Lugano 27 novembre 2019

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Fiscalini, presidente, Fiscalini, presidente,

Fiscalini, presidente, vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Bettelini Bettelini

Bettelini sedente per statuire nella causa a procedura sommaria - inc. n. SO.2019.2739 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 - promossa con istanza 3 giugno 2019 da

sedente per statuire nella causa a procedura sommaria - inc. n. SO.2019.2739 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 - promossa con istanza 3 giugno 2019 da AO 1 AO 1

AO 1 contro contro

contro AP 1 AP 1

AP 1 chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della convenuta, priva dell’organo di revisione;

nell’ambito della quale il Pretore, con decisione 8 luglio 2019, ha accolto l'istanza, pronunciando lo scioglimento della convenuta e ordinandone la messa in liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

ed ora sullo scritto 16 luglio 2019 con cui la convenuta ha chiesto “ che ci venga concessa una proroga per poter ripristinare ” la situazione di legalità della società;

preso atto delle osservazioni 26 luglio 2019 dell’istante, rispettivamente degli scritti 22 luglio e 5 agosto 2019 della convenuta;

preso atto delle osservazioni 26 luglio 2019 dell’istante, rispettivamente degli scritti 22 luglio e 5 agosto 2019 della convenuta; letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

ritenuto

in fatto e in diritto:

che con istanza 3 giugno 2019 l’AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, la società AP 1, chiedendo che nei confronti della stessa, priva dell’organo di revisione, a seguito della cancellazione dell’ufficio di revisione __________ (cfr. doc. A), e invano diffidata, con raccomandata del 13 novembre 2018 (doc. B) prima e con pubblicazione sul FUSC del 18 marzo 2019 (doc. C) poi, a ripristinare entro 30 giorni la situazione legale (art. 154 cpv. 1 ORC), fossero adottate le misure necessarie (art. 154 cpv. 3 ORC, art. 731b cpv. 1 e 941a cpv. 1 CO);

che il 5 giugno 2019 il Pretore ha assegnato alla convenuta un ultimo termine di 20 giorni per ripristinare la situazione legale (convocare un’assemblea generale allo scopo di designare un organo di revisione abilitato e richiedere le pertinenti iscrizioni nel registro di commercio), pena lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

che, preso atto che la convenuta aveva lasciato trascorrere infruttuosamente il termine, con decisione 8 luglio 2019 il Pretore, in applicazione dell’art. 731b cpv. 1 n. 3 CO, ha pronunciato lo scioglimento della società e ne ha ordinato la messa in liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

che con lo “scritto” 16 luglio 2019, che qui ci occupa, la convenuta ha chiesto “ che ci venga concessa una proroga per poter ripristinare ” la situazione di legalità, il tutto evidenziando che “ abbiamo avuto dei problemi, pertanto stiamo contattando un nuovo revisore e contabile … affinché ” la società “ venga regolata alle normative vigenti ”;

che, con osservazioni 26 luglio 2019, l’istante, ritenendo di essere confrontato con una mera richiesta di proroga di un termine, ha rilevato di non essere competente per esprimersi in merito e di non aver alcuna osservazione;

che con due ulteriori scritti datati 22 luglio e 5 agosto 2019 la convenuta ha chiesto, con il primo, di “ sapere quali saranno i passi futuri e … se ci saranno concessi i tempi per regolare ” la situazione di legalità, rispettivamente, con il secondo, ha comunicato come, visto anche il periodo delle vacanze, le fosse “ difficile trovare chi può prendere in considerazione ” la società “ ma faremo il possibile ”;

che lo “scritto” 16 luglio 2019, laddove potesse essere inteso come un appello ex art. 308 segg. CPC, è irricevibile, atteso che la convenuta, oltre a non aver chiesto di annullare o di riformare la decisione pretorile (la richiesta di prorogare il termine per il ripristino della situazione di legalità non essendo tale), nemmeno ha spiegato le ragioni di fatto e di diritto per cui la stessa sarebbe stata errata e con ciò da correggere (art. 311 cpv. 1 CPC);

che ad ogni buon conto, lo stesso sarebbe stato da respingere anche nel merito, essendo incontestabile che la decisione del Pretore di pronunciare il suo scioglimento e di ordinarne la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento era ineccepibile: l’istruttoria ha in effetti permesso di accertare che la convenuta, in modo del tutto inspiegabile e incomprensibile, non aveva reagito né alle richieste dell’istante di ripristinare la situazione legale formulate in due diversi momenti, con la raccomandata del 13 novembre 2018 (doc. B) e con la pubblicazione sul FUSC del 18 marzo 2019 (doc. C), né tanto meno alla diffida pretorile 5 giugno 2019 con cui le era stato assegnato un ultimo termine per agire in tal senso, accompagnato dall’esplicita comminatoria dello scioglimento della società e della sua liquidazione, per cui da questo comportamento il giudice di prime cure poteva senz’altro presumere che la società neppure avrebbe dato seguito a eventuali provvedimenti meno severi, quali la nomina dell’organo mancante (TF 8 luglio 2013 4A_158/2013 consid. 2.1.6, 29 luglio 2013 4A_706/2012 consid. 2.2.2, 16 dicembre 2013 4A_354/2013 consid. 2.1.3);

che oltretutto la convenuta neppure ha poi provveduto a ripristinare la situazione di legalità nelle more della causa, anche solo nella procedura ricorsuale (ciò che, in base alla dottrina e alla giurisprudenza, sarebbe idoneo ad evitare lo scioglimento della società che presentava lacune nell’organizzazione, cfr. Lorandi, Konkursverfahren über Handelsgesellschaften ohne Konkurseröffnung - Gedanken zu Art. 731b OR, in: AJP 11/2008 p. 1386; Lorandi, Organisationsmängel von Gesellschaften mit tückischen Folgen, in: ST 2009 p. 91; DTF 136 III 369 consid. 11.4.3), nonostante abbia avuto a disposizione oltre 4 mesi;

Lorandi Lorandi che lo “scritto” 16 luglio 2019, laddove potesse invece essere inteso come una domanda di restituzione del termine ex art. 148 CPC, è irricevibile, la convenuta non avendo addotto e provato le circostanze di fatto e di diritto che l’avrebbero giustificata, segnatamente di non aver avuto colpa dell’inosservanza o di averne avuta solo in lieve misura (art. 148 cpv. 1 CPC); il solo fatto che essa possa aver “ avuto dei problemi ”, per altro non meglio precisati, non è ancora sufficiente;

che le spese processuali della procedura di secondo grado, calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 100'000.-, pari al capitale sociale della convenuta (doc. A; TF 19 agosto 2010 4A_315/2010 consid. 2, 8 luglio 2010 4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010 4A_106/2010 consid. 6, SJ 132 I p. 541), seguono la soccombenza (art. 106 CPC), ritenuto che non si attribuiscono ripetibili all’istante, che per altro nemmeno le ha protestate;

che le spese processuali della procedura di secondo grado, calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 100'000.-, pari al capitale sociale della convenuta (doc. A; TF 19 agosto 2010 4A_315/2010 consid. 2, 8 luglio 2010 4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010 4A_106/2010 consid. 6, SJ 132 I p. 541), seguono la soccombenza (art. 106 CPC), ritenuto che non si attribuiscono ripetibili all’istante, che per altro nemmeno le ha protestate; che non ponendo la causa questioni di principio o di rilevante importanza, il presente giudizio può essere emanato da questa Camera nella composizione di un giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b n. 3 LOG). che non ponendo la causa questioni di principio o di rilevante importanza, il presente giudizio può essere emanato da questa Camera nella composizione di un giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b n. 3 LOG). Per questi motivi

Per questi motivi richiamati, per le spese, l’art. 106 CPC nonché la LTG

richiamati, per le spese, l’art. 106 CPC nonché la LTG decide:

decide: 1. Lo “scritto” (appello / domanda di restituzione) 16 luglio 2019 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile.

1. Lo “scritto” (appello / domanda di restituzione) 16 luglio 2019 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 2. Le spese processuali di fr. 700.- sono poste a carico di AP 1. Non si attribuiscono ripetibili.

2. Le spese processuali di fr. 700.- sono poste a carico di AP 1. Non si attribuiscono ripetibili. 3. Notificazione:

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).