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BERNA - La famiglia del richiedente l'asilo nigeriano morto in marzo all'aeroporto di Zurigo durante una operazione di rimpatrio coatto è stata indennizzata. Lo ha indicato questa sera Marie Avet, portavoce dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), ai microfoni della Televisione della Svizzera romanda, senza precisare la somma versata.
La portavoce ha spiegato all'ATS che i soldi costituiscono un "gesto umanitario e nei confronti della famiglia e devono servire a pagare le spese per i funerali". La Avet ha aggiunto che l'UFM si dice "molto dispiaciuto per il tragico incidente".
Il richiedente l'asilo è deceduto lo scorso 17 marzo mentre stava per essere imbarcato su un volo speciale verso la Nigeria. L'uomo, che si rifiutava di mangiare da qualche giorno, ha perso i sensi dopo che gli erano stati messi i lacci ai polsi e ai piedi.
Dopo questo episodio, i voli speciali di rimpatrio sono stati sospesi temporaneamente. L'UFM ha annunciato a fine maggio che riprenderanno progressivamente e che in futuro sarà presente anche un team medico.
SDA-ATS