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Si tratta di un comportamento finora osservato localmente in soli due esemplari, ma che ora sembra diffondersi
CITTÀ DEL CAPO - Per la prima volta delle riprese aeree hanno mostrato delle orche cacciare degli squali bianchi in Sudafrica. Un comportamento, questo, che stando a un gruppo di ricercatori «non era mai stato osservato». Se da un lato la ripresa dell'evento può stupire, come confermato nei numerosi commenti lasciati sotto al filmato, dall'altro lato può comportare delle implicazioni che potrebbero danneggiare ecosistemi e turismo.
Le immagini sono state filmate nel mese di giugno nella regione di Mosselbaai, grazie a un elicottero e a un drone e negli scorsi giorni un gruppo di ricercatori dell'Organizzazione di tutela ambientale Sea Search ha pubblicato i risultati ottenuti e le osservazioni fatte sulla rivista Ecology.
Il video, di cui è stata condivisa su Youtube la parte finale, mostra cinque orche avvicinarsi lentamente allo squalo e quest'ultimo, invece di fuggire, rimanere vicino, tenendo d'occhio la situazione e girando in tondo: «Una strategia comune che le foche e le tartarughe usano per eludere gli stessi squali». Secondo i ricercatori, quel giorno nella stessa regione le orche hanno ucciso almeno altri due squali.
Trasmissione culturale - Finora solo due orche in Sudafrica erano state collegate alla predazione di squali bianchi. Nel 2015 gli esemplari noti localmente come Starboard e Porto ne avevano divorati sette.
Del branco ripreso in giugno faceva parte anche Starboard «e ha mangiato quello che si sospetta fosse un grosso pezzo di fegato di squalo sulla superficie dell'oceano». Il fatto che un esemplare già noto fosse presente all'evento ha indotto i ricercatori a pensare che è un tipo di caccia che potrebbe diffondersi. Studi precedenti hanno documentato come nel tempo nuovi comportamenti si diffondono tra le orche attraverso la trasmissione culturale.
Impatto su ecosistema e turismo - Nelle settimane precedenti l'evento i ricercatori avevano potuto osservare la presenza degli squali bianchi nella baia su cadenza giornaliera. Il giorno stesso della predazione ne sono stati osservati ancora di più. Tuttavia, «nei 45 giorni successivi è stato visto un solo esemplare, a conferma del fatto la risposta delle prede è stata fuggire».
Nel 2015 e nel 2017 i ricercatori avevano già osservato delle fughe di squali nella Falsa Baia perché erano presenti delle orche. «Gli squali non hanno mai fatto ritorno e questo ha avuto delle ripercussioni significative sull'ecosistema e sul turismo legato agli squali».