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Una 51enne serba, residente da tempo nel Locarnese, è stata condannata ieri a 12 mesi di carcere (sospesi con la condizionale) e all’espulsione dalla Svizzera a seguito di un matrimonio fittizio contratto con un 45enne kosovaro.
A riferire della condanna è oggi il Corriere del Ticino, spiegando che grazie al matrimonio fittizio la donna aveva incassato oltre 140'000 franchi sull’arco di sette anni. Il contratto matrimoniale prevedeva infatti il pagamento di una prima tranche di 15'000 franchi seguita da un contributo di mantentimento di complessivi 1'600 franchi al mese.
Inoltre la donna era riuscita a ottenere circa 1'000 franchi al mese di aiuti sociali sulla base di informazioni false e incomplete. Aveva in particolare omesso di dichiarare i contributi ricevuti dal marito. In totale aveva quindi percepito indebitamente 32’000 franchi di aiuti sociali.
L’inganno era stato scoperto nel 2018. In seguito è stata la stessa donna ad ammettere di non aver mai vissuto insieme al marito e che il loro era solo un matrimonio di facciata. Le nozze dovevano servire solo a far entrare l’uomo in Svizzera e poi a farlo restare almeno fino all’ottenimento del permesso C.
L’uomo si è però ora visto revocare il permesso C. Alla pari della “moglie”, che dovrà ora tornare a casa. “Non ho problemi a tornare in Serbia – ha detto la donna, che secondo quanto riferisce il CdT non si è mostrata particolarmente pentita -. Là ho ancora una casa, dove vive mio padre, e un figlio”.