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Emerging photographers 2018
LuganoPhotoDays
Alexis Ftakas
Moynaq - Lago Aral - Uzbekistan
Il Lago Aral era il quarto lago per estensione al mondo, tanto da essere definito Mare d'Aral, in quanto salato.
Situato tra Uzbekistan e Kazakistan, è stato vittima di uno dei più drammatici disastri ambientali causati dall'uomo del secolo scorso.
Negli anni '50 il governo sovietico decise di deviare i suoi emissari per supportare l'industria del cotone locale, in quanto l'area era la maggior produttrice di tutta l'Unione Sovietica.
Gradualmente il lago cominiciò ad evaporare e a ridurre le sue dimensioni, fino a che negli anni '80 si divise in due laghi, con una concentrazione talmente alta di sale da rendere impossibile la soppravvivenza dei pesci.
Moynaq, cittadina con attualmente 17.000 abitanti (un tempo molti di più) era il principale porto uzbeko del Lago d'Aral.
Un tempo prospera grazie all'industria ittica, ai giorni nostri rimane un tetro scenario post apocalittico, dove le uniche fonti di reddito sono l'estrazione del sale dal fondo del lago e il recupero delle componenti d'acciaio delle vecchie fabbriche abbandonate, nonchè una delle realtà più povere dell'Asia Centrale.
Ad Aprile 2018 ho intrapreso un viaggio on the road in Uzbekistan per raggiungere il Karakalpakstan, regione uzbeka dove si trova Moynaq e raccontare con il mio stile fotografico la desolazione del paesaggio naturale e urbano a seguito di questo disastro ambientale, ma anche la resilienza dei suoi abitanti, attraverso ritratti che restituiscono la dignità e la forza che li caratterizzano.