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LOCARNO - A Giorgio Ghiringhelli è andato di traverso l'opuscolo informativo sull'iniziativa popolare "Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa". Nell'esporre le ragioni del Governo e del Parlamento - contrari all'iniziativa - sarebbe stata data alla popolazione un'informazione distorta, si legge in una lettera inviata oggi dal Guastafeste al Consiglio di Stato.
A fare imbufalire l'attivista, primo firmatario dell'iniziativa, una frase in cui il proposto rimborso spese è definito «una violazione del diritto federale». Un'affermazione «tardiva e inveritiera» secondo Ghiringhelli. «Il Gran Consiglio infatti, seguendo le indicazioni contenute in due rapporti del suo consulente giuridico, aveva a suo tempo approvato la ricevibilità dell'iniziativa senza nemmeno un voto contrario».
«È dunque decisamente tardivo, oltre che scorretto e ai limiti della malafede tirar fuori adesso, dandola per certa, una “violazione del diritto federale” a un mese dalla votazione popolare e in un opuscolo informativo inviato a tutti i cittadini del Cantone, nell’ovvio intento di indurli a votare contro l’iniziativa» scrive Ghiringhelli. E chiede che il Governo «emetta in tempi rapidissimi un comunicato, in cui invita i cittadini a non tenere conto di questa argomentazione» precisando che «la violazione del diritto federale è solo un'ipotesi tutta da verificare».