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L’UDC invita il Consiglio federale a porre fine alla situazione straordinaria. Gli organizzatori di eventi e la ristorazione soffrono tuttora enormemente di restrizioni che non sono più necessarie ormai da diverso tempo. Non è accettabile che il Consiglio federale, da una parte mantenga delle severe restrizioni per l’economia e per il turismo mentre, dall’altra, migliaia di persone possono partecipare, senza interventi delle autorità, a manifestazioni vietate e il governo, contro la volontà dell’UDC, riaprirà fra qualche giorno le frontiere alla libera circolazione delle persone. Inoltre, il gruppo UDC si pronuncia all’unanimità contro l’elezione del candidato PPD Alberto Fabbri al Tribunale penale federale.
Durante la sua seduta odierna, il gruppo parlamentare federale UDC ha approvato all’unanimità una richiesta a favore dell’abolizione dello stato d’urgenza e del ripristino del regime costituzionale ordinario. Si tratta, in particolare, di porre fine alle restrizioni imposte alla ristorazione e alle arti e mestieri in termini di distanze da rispettare. Gli eventi che radunano più di 300 persone devono di nuovo essere permessi e il coprifuoco di mezzanotte deve essere abrogato. È intollerabile che, da una parte, il Consiglio federale – contro la volontà dell’UDC – apra il 15 di giugno tutte le frontiere alla libera circolazione delle persone e che le autorità permettano a centinaia di persone i manifestare nelle strade senza rispettare le distanze mentre che, dall’altra, i ristoratori e altri imprenditori delle arti e mestieri, in particolare gli organizzatori di eventi, continuano a subire delle restrizioni severe al punto di non poter lavorare in modo redditizio.
Il gruppo si è pure pronunciato all’unanimità contro l’elezione del candidato PPD Alberto Fabbri al Tribunale penale federale. È infatti accertato che, nel 2007, quest’uomo è stato uno degli attori della congiura contro Christoph Blocher, allora ministro della giustizia. Si accusava Blocher di avere tirato i fili in occasione della destituzione del procuratore federale di quel tempo, Valentin Roschacher, un’accusa che l’inchiesta che fece seguito appurò essere totalmente infondata. È pure dimostrato che Alberto Fabbri aveva consapevolmente ingannato la Commissione della gestione parlamentare nel caso Valentin Roschacher. A seguito di queste constatazioni, appare evidente che Fabbri non ha le qualità caratteriali che esige una delle funzioni giudiziarie più importanti della Confederazione.
La Svizzera, e non la Corte di giustizia UE, deve decidere sull’espulsione di stranieri criminali
Il gruppo UDC s’oppone all’unanimità a che la direttiva UE sui rinvii si applichi alle espulsioni dalla Svizzera per ragioni penali. Degli Stati terzi come la Svizzera non sono infatti per nulla obbligati a riprendere questa direttiva. In caso di applicazione della stessa in Svizzera, l’espulsione di uno straniero criminale non sarebbe più sentenziata da un tribunale svizzero, bensì dalla Corte di giustizia UE.
L’UDC approva invece la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo, che dà alla polizia degli strumenti supplementari per combattere il terrorismo. Essa è tuttavia del parere che questo testo debba essere completato, nel senso che sia possibile, per impedire degli attentati terroristici, adottare nei confronti di presunti terroristi non soltanto delle misure relativamente blande come l’obbligo di annunciarsi, un divieto di accesso a determinate aree o un arresto domiciliare, ma anche una custodia di sicurezza, ossia una detenzione preventiva.
La Confederazione deve rimborsare i debiti Covid-19 con le distribuzioni della Banca nazionale
Il programma di sostegno economico conseguente alla pandemia di Covid-19 ha raggiunto nel frattempo circa 70 miliardi di franchi. Questo onere e il crollo del gettito fiscale a seguito della crisi economica, produrranno probabilmente alla fine dell’anno un deficit di oltre 50 miliardi di franchi. Il gruppo UDC sostiene la mozione della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-CN), che incarica il Consiglio federale di destinare totalmente al rimborso del debito Covid-19 la quota federale delle distribuzioni supplementari, come pure delle distribuzioni ordinarie, della Banca nazionale svizzera, e ciò fintanto che il debito federale non sarà tornato al suo livello antecedente la pandemia.