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Tuttavia,
le statistiche ufficiali non ne tengono conto visto che il paniere si fonda su
indicatori sbagliati e non include generatori di costi come il riscaldamento
(olio, gas, elettricità) e i premi di cassa malati. Il paniere in base al quale
si calcola il rincaro dovrebbe quindi essere interamente rivisto o quanto meno
adeguato.
Dal 1997 gli
aumenti salariali che normalmente oscillano tra lo 0,5 e il 3% annuo sono erosi
dagli aumenti dei premi pari in media al 4%. Ciò significa che il budget a
disposizione delle famiglie diminuisce. La maggior parte degli impiegati guarda
con scetticismo anche a un aumento degli stipendi del 2% in termini reali: la
massa salariale di chi guadagna di più aumenterebbe sensibilmente di più
rispetto a quella delle classi più basse.
E la media dello
stipendio annuo dei collaboratori e delle collaboratrici dell’AFD è ampiamente
inferiore a quella del resto dell’Amministrazione federale. Il personale
dell’AFD beneficerebbe quindi meno rispetto agli altri di un aumento salariale
percentuale.
È forse una situazione equa e sociale? No, visto che il costo della vita è
per tutti uguale. Le rivendicazioni salariali devono fondarsi su altri
paradigmi. Bisogna abbandonare le percentuali e concentrarsi sugli importi
fissi: noi chiediamo 200.- franchi al mese in più per tutto il personale
dell’AFD. Le rivendicazioni sono sociali e eque solo se assicurano a tutti lo
stesso aumento.
Bernd Talg,
vicepresidente di Garanto