Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/247720

<h2>SubmittedText<h2><p>A fine ottobre 2022 il Comitato competente per la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) ha pubblicato il 6° rapporto sull'attuazione della Convenzione da parte della Svizzera. Al suo interno il Comitato esprime la propria apprensione per gli effetti negativi della politica fiscale svizzera, che agevola l'evasione fiscale dei gruppi di imprese e delle persone facoltose provenienti dal Sud del mondo (paragrafi 20 e 21). L'evasione fiscale priva questi Paesi delle entrate fiscali necessarie a finanziare reparti maternità di qualità, mezzi di trasporto sicuri, assistenza a bambini e anziani e molto altro. Di questa situazione fanno le spese in prima linea le donne. Perché, come ben sappiamo, bambini e malati non spariscono se mancano i posti per accoglierli, con la conseguenza che il lavoro ricade sulle donne, senza che venga retribuito. Ne derivano, a loro volta, un abbassamento del tasso di occupazione, rapporti di dipendenza e atti di violenza. Già nel 2016 la CEDAW aveva sollecitato la Svizzera (citando dall'inglese) a "effettuare analisi d'impatto regolari, partecipative e indipendenti delle conseguenze che la sua politica sul segreto bancario e sulla fiscalità delle imprese produce a livello extraterritoriale sui diritti delle donne e sull'uguaglianza sostanziale". Ad oggi il Consiglio federale non si è mai espresso su questa raccomandazione relativa alla Convenzione dell'ONU, limitandosi a ignorarla.</p><p>Come intende il Consiglio federale recepire queste raccomandazioni relative alla CEDAW ed elaborare le basi necessarie alle analisi d'impatto richieste?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro del 6° rapporto periodico della Svizzera relativo all'attuazione della Convenzione dell'ONU sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW; RS 0.108), il 31 ottobre 2022 il Comitato competente ha formulato circa 70 raccomandazioni concernenti l'attuazione della Convenzione. Queste comprendono, tra l'altro, raccomandazioni sulla politica fiscale della Svizzera. D'intesa con i servizi federali competenti, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) sta attualmente analizzando tali raccomandazioni, verificandone l'attuabilità.</p><p>Con l'attuazione, nel 2009, dello standard dell'OCSE per l'assistenza amministrativa fiscale secondo l'articolo 26 del Modello di Convenzione dell'OCSE, l'introduzione dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari e la ratifica della Convenzione sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale (Convenzione sull'assistenza amministrativa, RS 0.652.1), nel 2014, la Svizzera ha abbandonato il segreto bancario fiscale nei rapporti con l'estero. L'obiettivo dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni è aumentare la trasparenza fiscale e impedire l'evasione fiscale transfrontaliera.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole degli effetti negativi dell'evasione fiscale transfrontaliera quale una delle cause dei flussi finanziari illegali. Al fine di rafforzare il dispositivo svizzero di lotta all'evasione e all'elusione fiscali, nell'ottobre del 2022 ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di elaborare, entro il secondo trimestre del 2023, un progetto di legge inteso a migliorare la trasparenza e ad agevolare l'identificazione degli aventi economicamente diritto delle persone giuridiche (cfr. al riguardo il <a href="https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-90662.html">comunicato stampa del Consiglio federale del 12 ottobre 2022</a>). Lo scopo è quello di rafforzare la prevenzione e il perseguimento penale della criminalità finanziaria così come l'integrità e la reputazione della piazza economica e finanziaria svizzera.</p><p>In qualità di membro dell'OCSE, la Svizzera partecipa attivamente ai lavori del progetto BEPS ("Base Erosion and Profit Shifting"), volto a prevenire l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili, e attua gli standard minimi convenuti in questo ambito. Le grandi imprese multinazionali devono indicare nelle rendicontazioni Paese per Paese come ripartiscono, a livello mondiale, la cifra d'affari realizzata e le imposte pagate (LSRPP e Accordo SRPP; RS 654.1 e RS 0.654.1). La Svizzera scambia queste informazioni con le autorità fiscali di oltre 60 Stati partner, tra cui anche Paesi emergenti, ed è disposta a procedere allo scambio con tutti gli Stati che rispettano gli standard internazionali.</p><p>Adoperandosi su questi fronti la Svizzera non solo attua le raccomandazioni in materia di trasparenza fiscale formulate dalle organizzazioni internazionali competenti, ma fornisce anche un contributo prezioso alla mobilizzazione delle risorse interne, soprattutto dei Paesi in sviluppo. Questi ultimi beneficiano del sostegno durevole ed efficace della Svizzera anche attraverso l'impegno bilaterale, regionale e multilaterale di quest'ultima nello sviluppo delle capacità locali.</p><p>Le misure menzionate adottate dalla Svizzera vengono verificate e valutate dettagliatamente e regolarmente dalle organizzazioni internazionali competenti nell'ambito del sistema, cosiddetto, di "peer review". La Svizzera prende sul serio queste verifiche e attua nel limite del possibile le raccomandazioni ricevute. Ciò vale anche per le raccomandazioni formulate dal Comitato competente per la CEDAW. Dal momento che l'ordinamento fiscale svizzero adempie gli standard internazionali, il Consiglio federale non reputa necessario procedere ad altre analisi d'impatto.</p>  Risposta del Consiglio federale.