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Quando i dispositivi elettronici tirano improvvisamente le cuoia dopo soli due anni
Cos'è l'obsolescenza programmata? Si tratta di un concetto per cui un prodotto viene intenzionalmente reso inutilizzabile dopo un certo periodo di tempo, anche se potrebbe ancora funzionare. L'obsolescenza pianificata deve però riuscire in qualche modo a salvare capra e cavoli.
Il prodotto infatti deve simultaneamente durare più a lungo del periodo di garanzia e anche quanto basta a che l'acquirente pensi di aver acquistato un prodotto utile. Perché solo in questo caso, egli prenderà di nuovo in considerazione lo stesso produttore per il nuovo acquisto necessario.
Quanto è diffusa allora l'obsolescenza programmata? Esiste davvero o è solo un mito che tiriamo in ballo quando i nostri dispositivi sembrano tirare le cuoia senza motivo? Cerchiamo di andare in fondo alla questione.
Già noto da 100 anni: autodistruzione
L'obsolescenza programmata è parte integrante della storia della tecnologia, come dimostra un esempio di un secolo fa. All'inizio dell'era dell'elettricità, alla fine del XIX secolo, le compagnie elettriche erano ancora responsabili delle lampadine stesse: in caso si fossero rotte, dovevano inviare a proprie spese un tecnico a casa del cliente per sostituirle. Quindi, ovviamente, c'era un evidente interesse nel produrre lampadine particolarmente durature.
Successivamente, la responsabilità della sostituzione delle lampadine fu trasferita ai clienti e qui entrò in gioco il cartello di Phoebus. Fondato nel 1924 a Ginevra, i suoi membri comprendevano i principali produttori di lampadine dell'epoca, tra cui General Electric e Osram.
Solo vent'anni dopo la cosa uscì allo scoperto: i membri del cartello avevano convenuto che dopo quasi 1000 ore di funzionamento le loro lampadine avrebbero dovuto cessare di funzionare. In media, una lampadina doveva essere sostituita dopo circa un anno e mezzo; un buon affare per i produttori.
Come riconoscere una vulnerabilità programmata
Purtroppo, al giorno d’oggi, l'obsolescenza programmata non è più così facile da individuare perché raramente è possibile comprendere se la causa della morte di un prodotto sia la normale usura o qualcosa di inquietante.
I produttori utilizzano componenti a basso costo per ridurre i costi di produzione o per applicare deliberatamente l'obsolescenza anticipata? Indipendentemente dal motivo, e di sicuro entrambi possono coesistere, il risultato per il consumatore non cambia.
Tuttavia, ciò rende difficile dimostrare che i produttori abbiano praticato l'obsolescenza programmata in casi concreti. La Francia ci prova comunque e nel 2015 ha approvato una legge che proibisce di accorciare artificialmente la vita degli apparecchi. Le sanzioni arrivano fino al 5% del fatturato annuale e fino a 2 anni di reclusione per i responsabili.
Il problema con l'applicazione della legge, tuttavia, è che quasi sempre esiste una spiegazione alternativa plausibile e l'intento è difficile da dimostrare dato che, a differenza del cartello di Phoebus, raramente esistono documenti incriminanti.
Esempi attuali di pecore nere:
L'obsolescenza programmata può implicare molto più del semplice mancato funzionamento di un prodotto, tra cui ad esempio:
Inchiostro della stampante
Certo, l'inchiostro è un prodotto di consumo: quando è esaurito, è esaurito. Quasi tutte le moderne cartucce d'inchiostro tuttavia sono dotate di un microchip. Questo indica alla stampante quando non dovrebbe più usare una cartuccia. Di norma, il chip conta le pagine stampate e termina dopo un certo numero. Quindi l'inchiostro potrebbe essere esaurito, ma non è detto.
Tuttavia, la cartuccia non può più essere utilizzata. Non è nemmeno possibile semplicemente riempire la cartuccia perché il chip indica alla stampante che la cartuccia è vuota. Conseguentemente, in Francia è stata avviata una causa contro il produttore di stampanti Epson ai sensi della suddetta legge.
Riparazione non desiderata
Molti prodotti sono progettati per rendere le riparazioni da parte del consumatore non attuabili o antieconomiche. Esempio Apple: tutti i prodotti dell'azienda sono chiusi con viti non standard. Per aprire il prodotto, è necessario innanzitutto acquistare uno speciale cacciavite, un investimento completamente inutile. Inoltre, i componenti vengono saldati sempre più fortemente tra loro, in modo che la sostituzione di un componente difettoso non sia possibile o lo sia solo con un'elevata esperienza.
Software con data di scadenza
Molti prodotti software ricevono regolarmente nuove versioni, che devono quindi essere acquistate di nuovo. L’esempio che viene subito in mente è sicuramente il pacchetto Microsoft Office. È del tutto legittimo che sia necessario un nuovo software per le nuove funzionalità del software.
Tuttavia: in molti casi, il supporto della versione precedente termina con la nuova versione del software. Se i produttori non forniscono più aggiornamenti di sicurezza per le versioni precedenti, il software diventa insicuro e quindi di fatto inutilizzabile. Quindi, un prodotto che è ancora completamente adeguato alle proprie esigenze può essere utilizzato solo esponendo l'intero computer e i propri dati a rischi incerti. Un dilemma impossibile per gli utenti.Tornare alla home page