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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo le disposizioni vigenti della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF) le rendite d'invalidità dell'assicurazione contro gli infortuni obbligatoria (AINF) vengono versate, di norma, fino alla morte della persona assicurata. Esse vengono ridotte se si aggiungono ad una rendita d'invalidità (AI) o dell'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) e la somma delle due rendite supera il 90% del guadagno assicurato. Le rendite d'invalidità della previdenza professionale (PP) non vengono prese in considerazione. La LPP consente per contro all'istituto di previdenza di ridurre la rendita d'invalidità se la rendita AI sommata alla rendita AINF e alla rendita LPP supera il 90% del guadagno di cui l'assicurato è stato privato. Le complesse relazioni tra le tre diverse assicurazioni AI/AVS, AINF e PP fanno sì che, nonostante l'esistenza di regole di riduzione, possano verificarsi sovraindennizzi ingiustificati, soprattutto se una persona subisce un infortunio o diventa invalida poco prima del pensionamento. Sulla base di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che la necessità d'intervenire sia comprovata. Verificherà quindi nel quadro della revisione della LAINF prevista soluzioni che vadano incontro a quanto richiesto dalla mozione.</p><p>Riprendere in modo invariato quanto proposto dalla mozione ci appare inadeguato alla materia, e quindi non adatto a risolvere il problema, per i seguenti motivi:</p><p>- È difficile, se non impossibile, calcolare quali prestazioni PP e AVS avrebbe effettivamente ricevuto la persona assicurata se non avesse subito l'infortunio. Inoltre questa verifica costituirebbe per le assicurazioni un onere amministrativo supplementare considerevole.</p><p>- Gli assicurati più giovani verrebbero discriminati perché, se non avessero subito l'infortunio, il loro stipendio sarebbe di norma notevolmente aumentato nel corso dei successivi anni di attività lavorativa, compensando largamente il sovraindennizzo.</p><p>- L'introduzione della previdenza professionale obbligatoria non ha avuto alcuna influenza sulle numerose persone che non rientrano in questo regime. Vigente l'attuale diritto, la quota dei salariati toccati da questa situazione è del 23% per gli uomini (sarà del 17% dopo l'entrata in vigore della 1a revisione LPP) e addirittura del 35% per le donne (scenderà al 26% dopo l'entrata in vigore della 1a revisione LPP).</p><p>Riassumendo è possibile affermare che, nonostante la necessità di modificare l'attuale disciplinamento delle rendite d'invalidità LAINF concernenti persone in età di pensionamento AVS sia comprovata, la soluzione proposta nella mozione provocherebbe nuove discriminazioni e rimetterebbe in questione l'attuale diritto di coordinamento nel suo complesso. Per tali motivi la mozione va respinta.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.