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BERNA - Le fideiussioni destinate alla flotta svizzera d'alto mare potrebbero pesare ancora sulle finanze federali. Dopo aver dovuto vendere con urgenza navi nel 2017, la Confederazione ha costituito accantonamenti per le imbarcazioni restanti. Stando al Controllo federale delle finanze (CDF), l'ammontare delle riserve previste potrebbe però risultare insufficiente.
Alla fine del 2018, l'Amministrazione federale delle finanze (AFF) deteneva ancora 493 milioni di franchi di fideiussioni e 100 milioni di accantonamenti sono stati iscritti a bilancio. Tale somma si basa su ipotesi, ma se la Confederazione dovesse prevedere un disimpegno in tempi rapidi, la situazione di partenza cambierebbe in modo significativo e l'ammontare degli accantonamenti potrebbe rivelarsi troppo basso, avverte il CDF nel suo rapporto dettagliato sulla revisione dei conti 2018.
Regna infatti una grande incertezza nel settore della navigazione marittima e gli accantonamenti si fondano su ipotesi a lungo termine. Per questo motivo la Delegazione delle finanze delle Camere federali ha invitato il Governo a studiare la soppressione delle fideiussioni solidali.
I problemi della flotta elvetica sono cominciati nel 2008, quando la crisi finanziaria si è estesa al settore marittimo. Ciò ha avuto come conseguenza la vendita di una parte della flotta nel 2017. La vicenda delle fideiussioni è costata oltre 200 milioni di franchi alla Confederazione.
Imposta preventiva - Permangono inoltre divergenze tra il Controllo federale delle finanze e l'AFF per quanto riguarda gli accantonamenti riguardanti l'imposta preventiva. Già nel 2017 il CDF aveva espresso riserve a questo proposito, non ritenendo legale il fatto di contabilizzare una parte delle eccedenze quale accantonamento per il futuro rimborso dell'imposta preventiva.
Anche nel 2018 la conformità legale dell'inclusione dell'accantonamento di 600 milioni di franchi nel conto di finanziamento suscita perplessità. Secondo il CDF, con tale accantonamento le eccedenze registrate dalla Confederazione appaiono meno elevate. Questa pratica introdotta l'anno scorso dal ministro delle finanze Ueli Maurer ha già suscitato parecchie critiche.
Tali divergenze, precisa il CDF, dovrebbero tuttavia essere chiarite entro la fine dell'anno nell'ambito dell'attuazione della mozione del "senatore" Peter Hegglin (PPD/ZG) che chiede una presentazione dei conti che mostri una situazione più veritiera delle finanze federali. La prassi attuale dovrebbe essere così corretta.