Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01199.jsonl.gz/1454

DENVER - La causa per abusi sessuali nei confronti del Principe Andrea d'Inghilterra e intentata presso il tribunale federale di New York non avrebbe ragion d'essere perché la querelante non sarebbe residente negli Stati Uniti. È questa la tesi del team di difesa del reale che tenta di affossare il procedimento prima ancora che cominci.
Il motivo è che Virginia Giuffre la donna sedicente vittima, quando era ancora minorenne, al momento della querela «viveva ancora con il marito in una villa da 2 milioni di dollari (australiani) a Perth», sentenziano i legali di Andrea, «inoltre - da quanto ci risulta Giuffre negli ultimi 19 anni ci ha vissuto per almeno 17». Per questo motivo, sempre stando alla difesa, «la causa sarebbe fuori dalla giurisdizione del tribunale».
Non è quello che affermano però i rappresentanti della querelante che dichiara di essere residente a Denver, Colorado: «Secondo i dati in nostro possesso», continuano gli avvocati del duca di York, «non vi si sarebbe stabilita attorno al 2019 e non al più tardi del 2015».
Giuffre, che da anni afferma di essere finita nel giro di prostituzione minorile gestito da Jeffrey Epstein, sostiene che Andrea abbia avuto diversi rapporti sessuali con lei quando aveva ancora 17 anni.
Andrea, dal canto suo, ha sempre categoricamente negato le accuse, rifiutando qualsiasi tipo di confronto. Questo relativo al domicilio, non è il primo tentativo da parte del suo team legale di affossare il procedimento legale.
Legato tangenzialmente a questo processo c'è anche quello alla compagna e vide di Epstein, Ghislaine Maxwell, ancora in corso a New York, con la giuria ancora in impasse e ostacolata dall'esplosione di contagi della variante Omicron.