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Villa Vela venne donata nel 1892 alla Confederazione Svizzera, insieme alle collezioni in essa conservate, dal pittore Spartaco, figlio del più noto Vincenzo.
Costruita su progetto di Cipriano Ajmetti, architetto della Corte Sabauda, la villa è stata ristrutturata nel 2001 dall'architetto Mario Botta.
Tra le più importanti case d'artista dell'Ottocento europeo, conserva la gipsoteca monumentale dello scultore realista Vincenzo Vela.
Ospita il giardino formale italiano e quello paesaggistico inglese, una eccezionale collezione di agrumi e piccole esposizioni di piante ornamentali.
Il grande salone centrale ricrea il “pantheon” degli uomini illustri del Risorgimento. Attorno, le principali opere di Vela e la pinacoteca di famiglia.
Ricca collezione di attrezzi da scalpellino («picasass») e da scultore, in tutto simili a quelli adoperati da Vela e dai suoi assistenti.