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Con un po' di ritardo sui tempi concessi, la Costa d'Avorio ha chiesto assistenza giudiziaria a Berna in relazione ai conti svizzeri dell'ex presidente Henri Konan Bédié, accusato in patria di appropriazione indebita di fondi pubblici.Questo contenuto è stato pubblicato il 28 giugno 2000 - 12:19
Diversi conti di Bédié sono bloccati da marzo in nove banche a Ginevra, Zurigo e Lugano. La richiesta ivoriana è pervenuta a Berna all'inizio della settimana, ha detto mercoledì all'agenzia di stampa elvetica Ats Danièle Bersier, portavoce dell'Ufficio federale di polizia (UFP). L'istanza - ha aggiunto - viene ora esaminata nella forma e nel contenuto.
Lo scorso 10 marzo marzo, la Svizzera aveva bloccato a titolo provvisorio i conti bancari di Bédié e di altri esponenti del suo regime, dando al Paese africano tre mesi di tempo - ossia fino al 10 giugno - per inoltrare una formale richiesta di assistenza giudiziaria. Berna aveva in seguito concesso una proroga fino a venerdì scorso.
L'ammontare delle somme depositate nelle nove banche elvetiche non è stato reso noto. Secondo l'avvocato ginevrino Dominique Poncet, incaricato di difendere con il collega francese Jacques Vergès gli interessi dello Stato ivoriano, almeno 50 milioni di franchi sarebbero stati dirottati dall'ex presidente Bédié e dagli esponenti del suo regime.
Lo scorso 6 giugno, la Costa d'Avorio ha emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti di Bédié, deposto da un colpo di stato il 24 dicembre 1999, e dell'ex ministro delle Finanze Niamien N'Goran. Entrambi sono in esilio in Francia.
Già in gennaio, il procuratore ginevrino Bernard Bertossa aveva ordinato il blocco di tre conti appartenenti all'ex ministro della sanità ivoriano Maurice Kacou Guikahué, egli pure deposto in seguito al colpo di Stato di Natale per mano del generale Robert Guei.
Guei ha affermato di aver trovato le casse dello stato vuote dopo il suo arrivo al potere e ha accusato più volte il regime Bédié di «saccheggio sistematico» delle risorse del Paese. Una decina di esponenti del vecchio regime sono attualmente in prigione, fra cui due ex ministri.
Bédié, con i suoi familiari ed i principali collaboratori, lasciò la Costa d'Avorio il 26 dicembre sotto la protezione e la garanzia delle truppe francesi. Egli ha tentato inutilmente di convincere i governi regionali a lanciare iniziative per scalzare i golpisti e farlo tornare al potere.
swissinfo e agenzie
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