Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/86482

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un modello di congedo parentale parziale, che permetta ai genitori di ripartirsi una parte del congedo maternità previsto dall'articolo 329f del Codice delle obbligazioni (CO).</p><p>Se ne dovranno esaminare l'attuabilità, le possibili conseguenze, i vantaggi e gli svantaggi (p. es. dal punto di vista aziendale).</p><p>Il modello prevede un congedo di 14 settimane. Trascorso il divieto legale di lavorare imposto alla madre (art. 35a cpv. 3 LL), i genitori hanno la possibilità di ripartirsi liberamente le settimane rimanenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale si è già detto contrario all'idea di ripartire tra i genitori il congedo maternità nella sua risposta alla mozione Freysinger (07.3156). L'introduzione di un congedo maternità finanziato attraverso le indennità di perdita di guadagno (IPG), andata in porto dopo lunghe e laboriose peripezie, ha permesso di consolidare un principio essenziale della protezione della maternità, cioè l'attribuzione alle madri professionalmente attive di un periodo di riposo successivo al parto che permetta loro di recuperare e di accudire il neonato. Ridurre il congedo maternità trasformandolo in un congedo parentale significherebbe svuotare il principio del suo significato e ci farebbe scendere al disotto degli standard minimi osservati dai nostri vicini europei in questo settore della sicurezza sociale. Il Consiglio federale, per altro, ritiene che l'introduzione di un congedo paternità (o di un congedo parentale) non sia per ora una priorità della politica familiare e invita a incoraggiare le soluzioni esistenti o in corso di sviluppo nel settore privato o pubblico (cfr. le risposte alla mozione Nordmann 06.3662 e al postulato 08.3315 dello stesso autore).</p><p>Un aggravio finanziario del regime delle IPG non è prudente. Contrariamente a quanto sostiene l'autrice della mozione, la ripartizione del congedo maternità dopo il periodo di divieto di lavorare imposto dalla legge sul lavoro non sarebbe finanziariamente neutro: nel 2010, infatti, l'indennità giornaliera media di una madre sarebbe di 120 franchi mentre quella di un padre ammonterebbe a 161 franchi (le indennità corrispondono all'80 per cento del reddito, ma possono ammontare al massimo, attualmente, a 172 franchi al giorno). Una ripartizione del congedo maternità tra i genitori nella proporzione di dieci settimane per la madre e quattro per il padre causerebbe un aumento delle uscite delle IPG stimato, per il 2010, a 111 milioni di franchi. Oltre a generare comunque costi supplementari, un modello di congedo parentale così concepito potrebbe indurre i genitori a ottimizzare la ripartizione in funzione delle indennità di cui beneficerebbero.</p><p>L'attuazione di un sistema di ripartizione del congedo maternità sarebbe complessa sotto diversi aspetti. In primo luogo, sarebbe in ogni caso indispensabile l'accordo della madre, visto il carattere facoltativo della ripresa del lavoro a otto settimane dal parto definito all'articolo 35a capoverso 3 della legge sul lavoro (si noti che le madri che riprendono il lavoro prima della scadenza del congedo maternità perdono ogni diritto alle indennità di maternità conformemente all'articolo 16d LIPG). In caso di disaccordo tra i genitori, un simile congedo potrebbe dare luogo a situazioni conflittuali. Inoltre, la ripartizione delle indennità IPG comporterebbe cambiamenti di beneficiario, di condizioni individuali di diritto (statuto, durata dell'assicurazione e dell'attività lucrativa) e di organo d'esecuzione difficili da gestire. Infine, gli organi d'esecuzione dovrebbero controllare durante tutto il congedo che nessuno dei genitori riprenda l'esercizio di un'attività lucrativa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.