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BERNA - La Federazione svizzera di pesca ha depositato oggi una petizione a Berna con la quale esorta Consiglio federale e Parlamento a proteggere meglio i pesci locali. Le turbine delle centrali idroelettriche per i pesci sono trappole mortali: occorre tenerlo presente nel risanamento di circa 1000 impianti in Svizzera previsto entro il 2030, indica.
La petizione, sostenuta anche dalle organizzazioni ambientali Aqua Viva e WWF Svizzera, è stata firmata da circa 34'000 persone.
Secondo la Federazione svizzera di pesca per risanare le centrali idroelettriche come vuole la Legge federale sulla protezione delle acque mancano attualmente le conoscenze come anche le risorse finanziarie e di personale.
Per Aqua Viva e WWF Svizzera il problema maggiore per la migrazione dei pesci a valle è rappresentato dai grandi impianti con una portata superiore ai 1000 metri cubi al secondo. In particolare sono minacciati i pesci migratori come il temolo comune, l'anguilla e la trota lacustre.
«Il Consiglio federale deve assicurarsi che si investa per le grandi centrali idroelettriche nella ricerca, nei servizi specializzati e nello sviluppo di soluzioni tecniche e di funzionamento», ha detto il capo progetto per la protezione delle acque di WWF Svizzera Thomas Ammann.
La Legge rivista sulla protezione delle acque è entrata in vigore nel 2011 e obbliga i gestori delle centrali idroelettriche a realizzare i risanamenti entro il 2030. Su incarico dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) i Cantoni hanno comunicato entro il 2014 gli impianti per i quali sono necessarie misure.
Attualmente sono stati effettuati troppo pochi risanamenti, ritengono i promotori della petizione. A questo ritmo Confederazione e Cantoni non rispettano le esigenze della Legge sulla protezione delle acque.