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Subito dopo l’incidente di Chernobyl, le autorità di vigilanza competenti all’epoca verificarono la possibilità che un incidente come quello potesse verificarsi negli impianti svizzeri. La Divisione principale della sicurezza degli impianti nucleari (DSN) poté escludere, in base alle caratteristiche completamente diverse del reattore di Chernobyl, che potesse accadere la stessa cosa in Svizzera.
Nel giugno 1986 Roland Naegelin, Direttore della DSN, sottolineò in un’intervista con il quotidiano Badener Tagblatt: “Un incidente come quello di Chernobyl non potrebbe verificarsi qui, per via del diverso tipo dei reattori impiegati”.
Anche la condotta del personale operativo, che sottovalutò la pericolosità di questo tipo di reattore e violò gravemente le norme operative, non sarebbe ripetibile. Per questa ragione furono applicate solo poche integrazioni a seguito dell’incidente al reattore di Chernobyl.
Confronto tecnico
Durante la propria verifica del trasferimento delle conoscenze relative all’incidente, la DSN confrontò il tipo di reattore di Chernobyl con i reattori ad acqua leggera in Svizzera.
Il confronto tecnico con l’impianto di Chernobyl evidenzia le seguenti caratteristiche delle centrali nucleari svizzere:
In Svizzera viene utilizzata l’acqua come moderatore. La frenatura dei neutroni è azionata dall’acqua nel reattore, operazione che in gergo tecnico è definita moderazione. Durante la fissione nucleare si generano calore e nuovi neutroni. Questi vengono estratti dal nucleo diviso dell’atomo. In ogni caso essi sono troppo veloci per dividere altri nuclei di uranio. Per questa ragione devono essere rallentati ad una determinata velocità, prima di poter a loro volta dividere altri nuclei di uranio.
Il punto debole del reattore di Chernobyl consisteva nel fatto che, a causa della moderazione della grafite, una diminuzione del raffreddamento del nucleo non causava la riduzione della potenza del reattore. Nei reattori installati in Svizzera invece, contemporaneamente alla perdita dell’acqua di raffreddamento, anche la reazione a catena diminuisce e la potenza viene ridotta in modo massiccio.
Contrariamente alla centrale nucleare di Chernobyl, i reattori svizzeri sono progettati in modo che la potenza diminuisca in caso di aumento troppo elevato della temperatura.
Il rapporto acqua-combustibile era stato scelto in modo che, in caso di aumento troppo elevato della potenza, la reazione a catena fosse ridotta, poiché i neutroni non venivano più rallentati (moderati) a sufficienza.
In caso di guasti che richiedono l’interruzione immediata della generazione di potenza, nei reattori svizzeri le barre di controllo vengono inserite rapidamente nel nucleo. Questo avviene automaticamente nell’arco di pochi secondi. Le esperienze acquisite finora a livello mondiale dimostrano che nei reattori ad acqua leggera i sistemi d’inserimento del reattore funzionano in modo estremamente affidabile.
Nei reattori ad acqua leggera, viene considerato anche il caso di guasto del sistema d’arresto automatico del reattore, pertanto è disponibile un secondo sistema di spegnimento, diverso e indipendente dalle barre di controllo, il quale si basa sull’alimentazione dell’acido borico nel reattore. Grazie all’acido borico è infatti possibile frenare o addirittura arrestare la reazione a catena, in cui sono assorbiti i neutroni.
Un comportamento illegittimo grave da parte del personale operativo del reattore, come è avvenuto a Chernobyl, è impensabile, considerata l’organizzazione presente in Svizzera, le norme operative e la formazione. Nonostante questa differenza, l’autorità di vigilanza allora competente richiese provvedimenti supplementari a questo riguardo.
I reattori e i rispettivi circuiti di raffreddamento sono stati sistemati interamente in un containment.
Per assicurare il confinamento delle sostanze radioattive, le centrali nucleari presentano diverse barriere interposte. La prima barriera è costituita dai tubi di rivestimento degli elementi di combustibile, tutte le tubazioni del circuito primario rappresentano la seconda barriera di sicurezza e, infine, l’edificio di contenimento esercita la funzione di terza barriera. L’edificio di contenimento agisce da barriera contro il rilascio di sostanze radioattive.
Fritz Weehuizen, Direttore della Sezione Sicurezza del reattore presso il DSN, dichiarò al Luzerner Tagblatt del maggio 1896: ” Il senso del dovere dei gestori delle centrali nucleari in Svizzera è molto elevato.” La DSN richiese, tuttavia, ai gestori di verificare le proprie misure precauzionali contro gli incidenti gravi alla fine del mese di gennaio 1987.
Si tratta della settima parte d’una serie di sedici articoli sull’incidente di Chernobyl.