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Gli interessi degli svizzeri all'estero devono essere difesi meglio. Secondo il Consiglio degli svizzeri all'estero (CSE), questi dovrebbero poter votare elettronicamente in tutti i cantoni e aprire un conto bancario in Svizzera.
Il CSE ha sottoposto una serie di rivendicazioni ai candidati alle elezioni federali. Spera che i parlamentari federali prenderanno in considerazione queste richieste in occasione della prossima legislatura, è stato indicato oggi al termine dell'assemblea alla quale hanno assistito 71 delegati.
Il 2015 è un anno elettorale e secondo il presidente dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) Jacques-Simon Eggly è l'occasione di ricordare "l'importanza della Quinta Svizzera", ma anche di affrontare temi come l'e-voting , la mobilità internazionale e il mantenimento delle relazioni bancarie.
Quest'anno 13 dei 26 cantoni offriranno la possibilità di utilizzare il voto elettronico, ma non è assolutamente sufficiente, ritiene Barbara Perriard, responsabile della sezione dei diritti politici alla Cancelleria federale.
Il CSE vuole anche che gli svizzeri all'estero possano avere un conto bancario in Svizzera e si è mostrato preoccupato in quanto questo dossier non avanza. In occasione dell'ultima sessione, il Consiglio degli Stati ha bocciato una mozione la quale chiedeva che PostFinance fosse obbligata ad aprire un conto a tutti gli svizzeri all'estero.
È stato anche affrontato il tema riguardante la libera circolazione. Non è a senso unico e questo accordo è estremamente importante, hanno sottolineato i delegati. Dei 746'000 svizzeri che vivono all'estero, circa 460'000 abitano in Europa e approfittano quindi di questo accordo.
SDA-ATS