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ROMA - «Le persone salvate a bordo hanno dichiarato ai nostri team di aver incrociato cinque diverse navi che non hanno offerto loro alcuna assistenza, prima di essere soccorse dall'Aquarius. Le navi potrebbero non essere disposte a rispondere a coloro che sono in difficoltà a causa dell'alto rischio di rimanere bloccate e di vedersi negare un luogo sicuro di sbarco».
È quanto si legge in un comunicato di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, che con la nave Aquarius nei giorni scorsi hanno tratto in salvo 141 persone sui barconi al largo della Libia.
L'Aquarius si sta ora dirigendo verso nord per richiedere il luogo di sbarco più vicino a un altro Centro di Coordinamento dopo il 'no' di quello della Libia. Sos Mediterranee e Msf chiedono ai governi europei di «assegnare un luogo sicuro di sbarco più vicino possibile».