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Migliaia di edili sono impegnati nella costruzione degli stadi per i Mondiali di calcio in Qatar. Inizialmente le condizioni di lavoro erano catastrofiche. Grazie all’intervento dei sindacati la situazione ha registrato un discreto miglioramento.
Migliaia di edili lavorano alla costruzione degli stadi nel deserto. All’inizio dei lavori la situazione era drammatica. Tanti operai hanno perso la vita per le altissime temperature. Le agenzie di collocamento che reclutano i lavoratori in India, Nepal, Filippine e Pakistan hanno trattenuto commissioni esorbitanti e spesso i lavoratori sono rimasti senza paga per interi mesi.
Tre anni fa, l’Internazionale dell’edilizia e del legno (BWI) ha cominciato a denunciare le condizioni vigenti sui cantieri in Qatar, esortando la FIFA ad assumersi le proprie responsabilità. La campagna «Cartellino rosso per la FIFA», sostenuta da numerose ONG, ha già contribuito a migliorare la situazione sui cantieri dei Mondiali.
In autunno 2016, l’Internazionale dell’edilizia e del legno (BWI) ha ottenuto l’autorizzazione a controllare le condizioni di lavoro sui cantieri dei Mondiali. Nel 2017 sono già state effettuate cinque ispezioni. Unia ha partecipato a due ispezioni tramite Röbi Schwitter, ex capo muratore e ispettore di cantieri.
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