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ASTAG non vuole accollarsi da sola i costi degli ingorghi stradali
BERNA - L'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG) non è intenzionata a pagare, attraverso un aumento della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), anche per i costi di altri utenti della strada a causa di ritardi dovuti a ingorghi. Anche i camionisti sono vittime degli imbottigliamenti: i costi devono quindi essere ripartiti in modo proporzionale.
L'ASTAG critica aspramente le considerazioni della sentenza del Tribunale Federale (TF) sull'aumento 2008 della TTPCP. Non è tanto l'incremento che irrita, quanto "le scarse argomentazioni", ha indicato oggi l'associazione a Berna.
Ciò che innervosisce particolarmente i camionisti: il traffico pesante, secondo la sentenza del TF pubblicata in aprile, deve risarcire gli altri utenti della strada a causa dei danni subiti per i ritardi provocati da code. Si tratta di 200 milioni di franchi all'anno.
Al contrario il TF non accorda alcun diritto di reciprocità ai camionisti per permettere di fatturare a loro volta alla Confederazione i costi dei ritardi che subiscono, critica l'ASTAG. Secondo l'associazione, responsabili degli ingorghi sono anche le autorità che non sono intervenute a tempo debito per eliminare le strettoie.
Il Consiglio federale aveva deciso di aumentare del 10% la TTPCP dal primo gennaio 2008. Contro la decisione l'ASTAG aveva inoltrato ricorso presso l'Amministrazione federale delle dogane, che lo aveva respinto. L'associazione si era quindi rivolta al Tribunale amministrativo federale (TAF) il quale, lo scorso autunno, aveva ritenuto che il Consiglio federale avesse violato il principio della copertura dei costi.
L'ASTAG ha perso in ultima istanza davanti al TF. Per i trasportatori si tratta di una disparità di trattamento flagrante e i giudici di Mon Repos si rendono "complici della politica".