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Si fa da parte Andrew Sabiski, il consigliere di Downing Street sotto accusa per alcune tesi di tenore eugenetico e razzista pubblicate nel 2014. Sabisky - che aveva teorizzato sul website di Dominic Cummings, attuale eminenza grigia dello staff del premier Boris Johnson, la sterilizzazione obbligata fra le "sottoclassi" britanniche non informate sulla contraccezione - ha annunciato il passo indietro, togliendo il governo dall'imbarazzo senza essere silurato dal premier conservatore. "L'isteria dei media su mie vecchie affermazioni pubblicate on line è folle, ma voglio evitare distrazioni al governo di Sua Maestà", ha twittato ieri sera Sabisky, sostenendo di aver "deciso di conseguenza le dimissioni da consulente esterno"."So che questo dispiacerà a molti, ma ho firmato un contratto per un vero lavoro, per non restare al centro di una gigantesca campagna diffamatoria. Ho altro da fare nella vita", ha aggiunto in tono di sfida. Altrettanto secco il commento dell'opposizione: "Bene che abbia lasciato il governo - ha scritto il presidente del Labour, Ian Lavery - ma non avrebbe mai dovuto esser nominato".