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Come riporta "LeMatin", il giudice ha ritenuto che, data la presenza della polizia durante la manifestazione, gli attivisti non potevano non sapere che l'evento non era autorizzata, e che il blocco di una strada trafficata con blocchi di cemento per diverse ore costituiva un grosso ostacolo all'ordine pubblico. Nonostante non sia stata usata violenza durante l'azione, il giudice ha ritenuto che l'ostruzione di auto, autobus e ambulanze ha reso la manifestazione non pacifica.
Infine, facendo riferimento a una recente decisione del Tribunale federale, il giudice ha ritenuto che gli eventi climatici, anche se innegabili così come le misure necessarie per contrastarli, non possono essere considerati un pericolo imminente, un'affermazione che ha provocato risate nella sala. Il mezzo scelto non era l'unico modo possibile per combatterlo, escludendo l'uso del concetto di "stato di necessità".
I dodici attivisti sono stati quindi condannati al pagamento di 15 aliquote giornaliere a 30 franchi (450 franchi) ad eccezione dei rappresentanti eletti, la cui colpa il giudice ha ritenuto essere più grave a causa del giuramento che avevano fatto. Nel loro caso la pena pecuniaria è di 20 aliquote giornaliere a 30 franchi (600 franchi).