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Una buona e una cattiva notizia arrivano oggi dalla Migros: il gigante della grande distribuzione si appresta a ridurre ulteriormente i prezzi dei suoi prodotti, ma nel contempo considera anche tagli di personale (senza licenziamenti) nei negozi delle zone di confine particolarmente colpiti dagli effetti del franco forte.
Le conseguenze del "turismo degli acquisti" sono particolarmente "forti" ai bordi del lago Lemano, come pure alla frontiera con la Germania e il Vorarlberg austriaco, dove alcune filiali devono far fronte a una riduzione del fatturato tra il 6 e l'8%, rileva il presidente della direzione generale della Migros, Herbert Bolliger, in una intervista pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung".
"Nel nostro settore centrale di attività, ossia i supermercati, offriremo meno posti di lavoro - annuncia Bolliger -. Un responsabile di filiale il cui fatturato si è ridotto dell'8% non cercherà di rioccupare l'uno o l'altro dei posti vacanti", precisa il manager, che per ora non parla di licenziamenti.
Nuove riduzioni di prezzo in vista
Dopo l'annuncio di un ribasso di prezzo per 500 prodotti di marca importati dall'eurozona a partire da domani, Bolliger ne prevede altri a breve scadenza: "Stiamo negoziando con alcuni produttori e ridurremo di sicuro fortemente i prezzi di altri articoli". Egli fa tuttavia notare che la parte di prodotti di marca provenienti dall'eurozona rappresenta meno del 10% del fatturato della Migros. L'essenziale degli articoli venduti dal "gigante arancione" è di produzione elvetica.
Bolliger prevede comunque un ribasso generale di circa il 5% per l'intero assortimento entro la fine dell'anno. Dall'inizio del 2011 - precisa - sono già stati ribassati oltre 4000 articoli e i prezzi sono oggi in media inferiori del 4% a quelli dell'anno scorso per l'intero assortimento.