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Non esiste solo il diritto, oltre che il dovere, di lavorare. C’è anche quello di svolgere le proprie mansioni in condizioni adeguate, nel rispetto della dignità della persona e della sua crescita professionale, culturale ed economica.
In molte parti del pianeta la giornata del Primo Maggio è stata caratterizzata da manifestazioni collettive – alcune svoltesi anche in contesti molto tesi – tutte accomunate dalla consapevolezza di situazioni non più sostenibili e dell’importanza di onorare il vero significato di questa festa globale.
La ricorrenza, infatti, fu istituita ufficialmente alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti, dopo anni di richieste da parte degli operai per ottenere migliori condizioni lavorative (da un tetto massimo nell’orario di attività a un salario più decorso, fino a una maggiore sicurezza in fabbrica).
Il 1° maggio 1887, nello Stato dell’Illinois, entrò in vigore una prima legge che stabiliva che la giornata lavorativa fosse pari a otto ore. L’anno precedente, a Chicago, si era tenuto un duro sciopero di tre giorni, terminato con il massacro di Haymarket e l’uccisione di 11 persone tra manifestanti e forze dell’Ordine.
In ricordo a quei tragici avvenimenti, al Congresso di Parigi del 1889, il Primo Maggio fu ufficializzato come la Festa Internazionale dei Lavoratori e progressivamente adottato da molti Paesi nel mondo.
Tornando ai giorni nostri, la giornata celebrativa del 2023 ha visto una forte mobilitazione di massa su più fronti, in certi casi non senza numerosi scontri e tensioni. A Zurigo sono scesi in piazza in 10 mila. Centinaia di migliaia di persone si sono radunate in Francia per protestare contro la riforma delle pensioni del presidente Emmanuel Macron, con...