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500 tonnellate di materiale militare: è quanto l'esercito svizzero, insieme all'aiuto allo sviluppo, ha distribuito in due anni in circa 30 paesi.
La drastica riduzione degli effettivi delle forze armate ha permesso di liberare impianti sanitari, attrezzi, tende, materiale da cucina e veicoli.
Procede a gonfie vele e tra la soddisfazione generale il progetto tra la base logistica dell'esercito (BLEs) e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) per la distribuzione gratuita di materiale in eccesso destinato all'aiuto umanitario.
Da quando il progetto WAM (Weiterverwendung Armeematerial, ovvero riutilizzazione di materiale dell'esercito) è stato avviato due anni fa, l'esercito ha messo a disposizione 500 tonnellate di beni di vario genere a circa 30 paesi.
Due piccioni con una fava
"Le varie cure dimagranti cui l'esercito è stato sottoposto negli ultimi tempi hanno fatto sì che i nostri magazzini trabocchino di materiale risalente ancora alla guerra fredda", ha affermato martedì a Berna il comandante di corpo Christophe Keckeis.
Grazie alla collaborazione con la DSC, esso non rimarrà però in un magazzino, ma potrà servire a scopi umanitari.
La BSEs ha stilato un inventario di quanto dovrà venir eliminato. «Entro il 2010 dovremo svuotare parte dei nostri depositi», ha specificato Keckeis.
Il canale dell'aiuto umanitario, ha poi precisato il capo dell'esercito, «permette a noi di sbarazzarci di tende, mobilio, impianti sanitari, veicoli a costo zero e alla DSC, nonché ai paesi che ne fanno richiesta, di rifornirsi di materiale in perfetto stato».
In media verrà regalato materiale per un valore di 50 milioni di franchi all'anno fino al 2010. Finora, per il trasporto dei beni è stato speso mezzo milione di franchi.
Distribuzione mirata
La distribuzione del materiale non avviene alla cieca: alla DSC spetta il compito di coordinarla.
Stando all'ambasciatore Walter Fust, capo della DSC, il personale sul posto fa in modo che il materiale venga utilizzato per gli scopi richiesti e, quando necessario, si occupa anche di formare il personale indigeno, specie nell'uso di veicoli o di materiale sanitario, come gli ospedali mobili.
Inoltre, «il materiale viene consegnato solo a quei Paesi dove non è possibile rifornirsi sul posto a prezzi più vantaggiosi. Ciò per non danneggiare le imprese locali», ha spiegato Fust.
La cooperazione tra esercito e DSC - ha aggiunto Keckeis - si è rivelata molto fruttuosa lo scorso anno quando, in seguito al maremoto in Asia, l'aviazione ha messo a disposizione due elicotteri da trasporto Superpuma.
Richiesta di materiale in forte aumento
Stando al capo dell'esercito, la richiesta di materiale è aumentata in modo esponenziale da quando è cominciato il programma di collaborazione con la DSC.
In effetti, ha aggiunto Fust, «all'estero i prodotti svizzeri godono di un'ottima reputazione, come dimostrano le richieste in aumento provenienti da paesi africani e dell'Europa dell'est».
Martedì è stato inoltre siglato un accordo che regola la cooperazione tra esercito e DSC per la distribuzione di materiale che dovrà continuare a svolgersi, come avvenuto finora, in maniera poco burocratica.
swissinfo e agenzie
In breve
Nel 2003, il popolo svizzero ha accettato una riforma dell'esercito che prevede un dispositivo militare più snello e flessibile, che tiene conto anche di nuove minacce e di collaborazioni in ambito internazionale.
La riforma prevede che l'esercito svizzero riduca i propri effettivi da 360.000 a 140.000 soldati, con 80.000 riservisti.
Nelle forze armate è dunque in corso una profonda ristrutturazione, la terza dopo la Seconda guerra mondiale, che ha permesso di liberare importanti quantità di materiale in perfetto stato.
Questa collaborazione tra l'esercito e l'aiuto allo sviluppo esiste da due anni e sarà rafforzata.
Fatti e cifre
Nel 2004 e 2005 la Svizzera ha distribuito 500 tonnellate di materiale in circa 30 paesi.
L'esercito ha inoltre messo a disposizione 1600 tonnellate di materiale per i paesi stranieri.
In futuro sarà distribuito materiale per un valore di 50 milioni di franchi l'anno fino al 2010.