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Gli Stati Uniti hanno confermato venerdì la loro uscita dal trattato sulle armi nucleari a medio raggio (INF), come annunciato lo scorso febbraio, puntando il dito nuovamente contro Mosca.
Washington accusa infatti la Russia di aver violato per anni i patti e di non mostrare alcun impegno nel volerli rispettare. Il Cremlino venerdì mattina ha a sua volta annunciato la fine dell'INF su iniziativa degli Stati Uniti.
Il trattato firmato nel 1987 aboliva l'uso di missili con testate nucleari con una portata tra i 500 e i 5'500 chilometri e aveva portato alla rimozione dei razzi piazzati in Europa dai due avversari della guerra fredda.
La posizione della Svizzera
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deplorato l'abbandono dell'INF. Con questa disdetta, ha sottolineato in un comunicato, "viene meno un importante strumento di controllo degli armamenti che ha contribuito in maniera determinante alla sicurezza in Europa". Il DFAE lancia così un appello alla Russia e ai paesi della NATO "affinché non sviluppino e non mettano in funzione sistemi vietati. Esorta inoltre entrambe le parti alla massima prudenza per evitare sviluppi che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza a livello europeo".