Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/255326

<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera il tasso di sfitti è in calo; a causa della crescente domanda e dell'offerta limitata, la carenza di alloggi sta aumentando rapidamente. Questa tendenza aumenta il rischio che le persone non trovino un'abitazione adeguata a prezzi accessibili. La nostra Costituzione prevede che la Confederazione e i Cantoni si adoperino affinché ognuno possa trovare, per sé stesso e per la sua famiglia, un'abitazione adeguata e a condizioni sopportabili (art. 41 cpv. 1 lett. e), e che la Confederazione promuova l'attività di enti e organizzazioni dediti alla costruzione d'abitazioni a scopi d'utilità pubblica (art. 108, cpv. 1).</p><p>Alla luce di quanto detto, pongo le seguenti domande:</p><p>1. Qual è il numero di abitazioni secondarie (incluse le abitazioni sfitte) nei Comuni e nelle Città che non sono soggette alla legge sulle abitazioni secondarie? Secondo il Consiglio federale, qual è il loro potenziale di utilizzo come abitazioni principali?</p><p>2. In che modo la Confederazione può promuovere un utilizzo efficiente delle abitazioni con un'occupazione adeguata?</p><p>3. In che modo la Confederazione può promuovere la mobilità residenziale (soprattutto tra il gruppo target dei baby boomer) in termini di un utilizzo più efficiente degli edifici esistenti?</p><p>4. Quali sono le conseguenze del dumping fiscale consentito dalla riforma fiscale dell'OCSE sulla carenza di alloggi in determinati Cantoni?</p><p>5. In che modo è possibile garantire che l'edilizia abitativa di utilità pubblica possa rispondere meglio alla carenza di alloggi e che vi sia la necessaria offerta a prezzi accessibili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In totale, in Svizzera ci sono circa 4,7 milioni di alloggi, di cui circa 3,95 milioni sono occupati in modo permanente e contano quindi come abitazioni primarie. Nei Comuni e nelle città che hanno una percentuale di abitazioni secondarie inferiore al 20 % e che non sono quindi soggetti alla relativa legge (LASec; RS 702), gli alloggi sono invece circa 4,2 milioni, mentre le abitazioni primarie ammontano a circa 3,7 milioni. Del restante mezzo milione di alloggi circa, solo una parte possono essere equiparati alle abitazioni primarie.</p><p>Ci sono infatti casi di cambiamento di utilizzazione, abitazioni per scopi professionali e di formazione, abitazioni occupate da uno stesso nucleo familiare all'interno dello stesso edificio, abitazioni di servizio, abitazioni occupate da persone non soggette all'obbligo di annuncio, abitazioni sfitte, alpeggi o abitazioni inabitabili. Poiché il numero di abitazioni equiparate alle abitazioni primarie tende a essere comunicato solo da quei Comuni che hanno una quota di abitazioni secondarie vicina al 20 %, il numero di tali abitazioni nei Comuni non soggetti alla legge sulle abitazioni secondarie non è noto. Secondo alcune stime si tratta di cifre che potrebbero aggirarsi attorno alle 300 000 - 400 000 abitazioni non utilizzate come abitazioni primarie.</p><p>2. La legge sulla promozione dell'alloggio (LPrA; RS 842) si concentra sui committenti di abitazioni di utilità pubblica. Come dimostra lo studio "Il punto sulle abitazioni di utilità pubblica. Un raffronto con l'affitto e la proprietà", il consumo di superficie abitativa in questo settore è significativamente inferiore rispetto a quanto si registra per gli alloggi di proprietà o sul libero mercato degli alloggi in affitto. Ciò si deve al fatto che nel settore dell'utilità pubblica le norme di occupazione sono molto diffuse, conclusione che emerge anche dallo studio "Vermietungskriterien der gemeinnützigen Wohnbauträger in der Schweiz" commissionato dall'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) e pubblicato, in tedesco e francese, nell'agosto del 2012.</p><p>3. Alcuni anni fa, l'UFAB e la Divisione preposta allo sviluppo del Cantone e della città di Basilea Città hanno commissionato un'analisi degli strumenti per la gestione del consumo di superficie edificata, pubblicata nell'ottobre del 2016. Servendosi di un sistema di obiettivi, l'analisi indaga 14 approcci strumentali applicabili alla politica dell'alloggio. Questi approcci includono strumenti normativi, strumenti di promozione con carattere di sussidio, tasse d'incentivazione specifiche per il settore dell'alloggio e incentivi fiscali mirati. Infine, è stato discusso il loro potenziale di impatto ed è stata effettuata una valutazione di vari obiettivi. L'utilità di questi strumenti si estende anche alla mobilità residenziale e all'uso efficiente della superficie edificata.</p><p>4. Nel caso di un incremento della domanda in seguito all'ingresso sul mercato di nuovi nuclei famigliari dovuto a determinate misure di politica fiscale in alcuni Cantoni, si tende di norma a mettere a disposizione più spazi abitativi. Tuttavia questa maggiore disponibilità si concretizza di solito solo in un secondo momento, motivo per cui spesso si registrano comunque aumenti di prezzo temporanei e trasferimenti in altri Cantoni. L'imposizione minima dell'OCSE, in ragione della quale le grandi imprese multinazionali dovranno attendersi un aumento delle imposte, non ha un'influenza degna di nota sulla carenza di alloggi, poiché non incoraggia l'afflusso di persone fisiche in Svizzera.</p><p>5. Tramite la LPrA, la Confederazione promuove le attività delle organizzazioni di utilità pubblica attive nella costruzione di abitazioni. Per quanto riguarda i due strumenti principali (prestiti dal fondo di rotazione e fideiussioni), il Consiglio federale e il Parlamento hanno approvato recentemente nuovi crediti quadro. A maggio 2023 si terrà una tavola rotonda, presieduta dal consigliere federale Guy Parmelin, per discutere la situazione del mercato immobiliare. Tra gli altri argomenti, verrà trattato anche il ruolo della costruzione di abitazioni di utilità pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.