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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi tempi le rendite concesse in seguito ad infermità psichica sono in forte aumento. Una crescita molto forte di questi casi è stata registrata soprattutto negli anni 1999-2003. In relazione ai possibili motivi vi sono poche certezze. A spiegazione del fenomeno vengono costantemente citati i cambiamenti avvenuti nel mondo del lavoro, in particolare l'accelerazione e l'intensificazione del lavoro, la discontinuità della composizione delle unità organizzative, la minore sicurezza dell'impiego e l'eccessiva volontà dei singoli di accrescere le proprie prestazioni.</p><p>Gli specialisti forniscono in merito altre possibili spiegazioni:</p><p>- Nella società attuale, parlare di infermità psichiche non è più considerato un tabù. Di conseguenza, oggigiorno un'invalidità per problemi di ordine psichico non è più stigmatizzata come in passato.</p><p>- Il numero di psichiatri con studio proprio è notevolmente aumentato. Stando alle statistiche 1997 e 2002 dei medici FMH, nel periodo 1997-2002 il numero di medici FMH con studio proprio è aumentato del 9 per cento passando da 13 258 a 14 458, contro un aumento del 20 per cento, da 1261 a 1516, per quanto riguarda gli psichiatri.</p><p>- Le persone hanno sempre meno inibizioni a richiedere prestazioni statali. Questa evoluzione è pregiudizievole per le assicurazioni sociali e per la solidarietà in generale, ma si ripercuote in particolare sull'AI.</p><p>2. Come espresso nel quadro della 4a revisione AI, il Consiglio federale è tuttora del parere che la menzione esplicita del danno psichico alla salute nella legge non costituisca una modifica materiale, bensì un semplice adeguamento alla prassi in vigore senza particolari conseguenze sui costi. Sebbene l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) non disponga ancora dei dati statistici completi sulle rendite del 2004, in base alle valutazioni provvisorie si può dedurre che non solo il numero complessivo delle nuove rendite è diminuito rispetto all'anno precedente, bensì anche quello delle nuove rendite concesse in seguito ad infermità psichica (cfr. 3).</p><p>3. L'analisi dei risultati provvisori della statistica sulle rendite rivela che dal 2003 al 2004 il numero delle nuove rendite è sceso di circa il 6 per cento e che le nuove rendite concesse per motivi psichici sono diminuite tendenzialmente nella stessa misura. Ciononostante il numero delle rendite versate per problemi psichici continua ad aumentare, poiché in questa categoria d'infermità il numero delle nuove rendite supera ancora quello delle rendite estinte. I dati definitivi saranno disponibili circa a metà del 2005.</p><p>4. L'analisi delle rendite versate alla fine del 2004 mostra che gli invalidi affetti da infermità psichica percepiscono prevalentemente rendite intere. La quota è dell'80 per cento circa. Sul totale dei beneficiari di rendite, gli invalidi affetti da infermità psichica costituiscono circa il 35 per cento dei casi.</p><p>5. Per principio, il Consiglio federale è tuttora del parere che l'assicurazione invalidità non serva da bacino di raccolta per l'assicurazione contro la disoccupazione. Nel messaggio sulla 4a revisione AI si espresse su questo tema come segue: "Fino al 1994, il numero dei disoccupati il cui diritto ad indennità di disoccupazione era giunto a termine era in forte aumento, ma la quota di coloro che, entro due anni, hanno poi beneficiato di una rendita AI è rimasta stabile al 2 per cento. Questo dimostra la falsità della tesi secondo cui l'aumento del numero di beneficiari di rendite AI sarebbe dovuto al passaggio, pressoché istituzionalizzato, all'AI dei disoccupati che hanno esaurito il proprio diritto ad indennità di disoccupazione. Occorre tuttavia osservare che il periodo di due anni, considerato per questo studio, è troppo breve per accertare con sufficiente sicurezza le ripercussioni della disoccupazione di lunga durata." L'ultima statistica sui disoccupati mostra che nel 2004 il numero di persone senza lavoro ha registrato un aumento del 7 per cento circa rispetto all'anno precedente, passando da una media di 143 000 a 153 000 unità. Come esposto al punto 3, nello stesso periodo il numero di nuove rendite AI è diminuito invece del 6 per cento circa. Non si può dunque concludere che vi sia una relazione diretta tra assicurazione invalidità ed assicurazione contro la disoccupazione. D'altro canto non si può tuttavia contestare che in alcuni casi singoli l'AI, in relazione alla soppressione di posti di lavoro, sia stata utilizzata come bacino di raccolta sociale.</p>  Risposta del Consiglio federale.