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Svizzera
Meno ritiri dal Parlamento federale rispetto al 2019
A pochi giorni dall'inizio dell'anno elettorale 2023, stando a un'inchiesta dell'agenzia Keystone-ATS, la maggior parte dei parlamentari federali intende ricandidarsi. Sono infatti meno numerosi rispetto a quattro anni fa quelli che hanno annunciato il proprio ritiro.
Al momento solo otto «senatori» e una ventina di consiglieri nazionali hanno deciso di non ripresentarsi alle elezioni federali di ottobre.
Al Consiglio degli Stati, unicamente il gruppo del Centro – il più numeroso alla Camera dei cantoni – non ha annunciato alcuna partenza tra i 14 uscenti. Soltanto lo zughese Peter Hegglin non ha ancora rivelato le sue intenzioni. Gli altri gruppi dovranno invece cercare dei sostituti. Come nel 2019, il Partito socialista registra il maggior numero di ritiri.
Il PS contava otto eletti agli Stati fino alla partenza del sangallese Paul Rechsteiner alla fine della recente sessione invernale. I socialisti dovranno difendere il seggio durante l'elezione suppletiva prevista nel mese di marzo. L'ex sindaco di Bienne Hans Stöckli (BE) e il suo collega Roberto Zanetti (SO) lasceranno la Camera dei cantoni alla fine della presente legislatura.
Il gruppo socialista potrebbe pure registrare una quarta partenza, qualora Marina Carobbio Guscetti venisse eletta in aprile nel governo ticinese. Nel 2019 l'ex presidente del Nazionale era riuscita a conquistare il seggio detenuto dall'allora «senatore» Filippo Lombardi (PPD).
Partenze del duo vodese
Dal canto suo, l'UDC deve far fronte a un numero importante di partenze in proporzione al suo numero di seggi. Due dei suoi sei «senatori» non si ripresenteranno: si tratta dell'ex presidente del Consiglio degli Stati Alex Kuprecht (SZ) e del suo collega Hansjörg Knecht (AG). Tre anni fa, quest'ultimo aveva conquistato il seggio sino ad allora detenuto dal Partito socialista.
Nel PLR, tre «senatori» su dodici si ritireranno: Olivier Français (VD), Thomas Hefti (GL) e Ruedi Noser (ZH). Dal canto loro, il nidvaldese Hans Wicki e il neoacastellanno Philippe Bauer non hanno ancora svelato le loro intenzioni.
Tra i Verdi, infine, la vodese Adèle Thorens Goumaz è la sola dei cinque rappresentanti alla Camera dei cantoni a non volersi candidare per un ulteriore mandato. Il canton Vaud è peraltro l'unico cantone a dover completamente rinnovare la sua rappresentazione agli Stati.
Grande rinnovo nel 2019
Il rinnovo alla Camera dei cantoni dovrebbe così essere meno importante rispetto al 2019. Allora non meno di 19 uscenti su 46 non si erano ripresentati e altri tre non erano stati rieletti.
Un tale cambiamento non si era mai registrato nella storia del Consiglio degli Stati, aveva sottolineato Hans Stöckli, eletto presidente nel dicembre 2019. La Camera dei cantoni era diventata più verde, più giovane e più femminile.
Tutte le carte non ancora svelate
La situazione è invece meno chiara al Nazionale dove i partiti non hanno ancora svelato tutte le loro carte. Finora, 21 partenze sono state annunciate tra le formazioni di governo, ma nessuna tra i Verdi e i Verdi liberali. I due partiti ecologisti avevano beneficiato dell'onda verde e femminile nel 2019. I loro rappresentanti siedono quindi da meno tempo sotto la Cupola federale.
Primo gruppo alla Camera del popolo, con 55 eletti, l'UDC registra più partenze rispetto agli altri partiti. Quattro dei suoi rappresentanti di lunga data, non si ripresenteranno: Yves Nidegger (GE), Jean-Pierre Grin (VD), Walter Wobmann (SO) e Verena Herzog (TG).
Inoltre tre democentristi bernesi lasceranno il proprio seggio a causa di regole interne alla propria sezione per quanto riguarda il limite dei mandati (Andreas Aebi, Andrea Geissbühler, Erich von Siebenthal). Quanto a Pirmin Schwander (SZ), si candiderà soltanto al Consiglio degli Stati.
Il PLR registra cinque partenze tra i suoi 29 deputati: Jacques Bourgeois (FR), Christian Lüscher (GE), Christa Markwalder (BE), Kurt Fluri (SO) e Doris Fiala (ZH). Tra i 39 socialisti, quattro donne non si ricandideranno. Si tratta di Ada Marra (VD), Yvonne Feri (AG), Prisca Birrer-Heimo (LU) e Edith Graf-Litscher (TG).
Infine, il Centro conta cinque partenze su 31 consiglieri nazionali uscenti: Jean-Paul Gschwind (JU), Martin Landolt (GL), Ida Glanzmann (LU) e Alois Gmür (SZ) si ritireranno alla fine della legislatura, mentre Ruth Humbel (AG) se ne andrà già alla fine di febbraio.
Nel 2019, complessivamente 29 consiglieri nazionali uscenti non si erano ripresentati per un nuovo mandato e 31 non erano stati rieletti.
mp, ats