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Uno status di lavoratore subordinato, e quindi di dipendente a tutti gli effetti e non più autonomo. È quanto la Corte di cassazione francese ha riconosciuto a uno dei conducenti che da più tempo prestava servizio per Uber in Francia.
La sentenza è storica ed è destinata a fare giurisprudenza nell'ottica di ovviare, in via definitiva, alla situazione di precarietà in cui versano gli autisti del gruppo attivi nell'Esagono.
La vicenda risale al 2017, quando la società dispose la disattivazione dell'account dell'autista, impedendogli di ricevere segnalazioni sulle corse. Questi denunciò Uber e la corte d'appello di Parigi, lo scorso anno, qualificò il lavoratore come dipendente dal momento che per lavorare doveva essere collegato alla piattaforma.
Ora, la conferma della Cassazione. Tale verdetto interviene come ultimo grado di giudizio. Uber, quindi, non potrà più ricorrere contro la decisione dei giudici.
ANSA/ARi