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VARSAVIA - Migliaia di persone sono scese oggi pomeriggio in piazza a Varsavia, Cracovia, Breslavia, Poznan e in altre 100 città polacche in difesa della magistratura, minacciata dal governo che non riconosce validità alla recente sentenza della Corte europea che impone alla Polonia di rispettare l'autonomia dei giudici dal potere politico.
"Uomini liberi, tribunali liberi" ha gridato la folla a Varsavia, dove dal palco ha preso anche la parola il giudice Pawel Juszczyszyn, recentemente sospeso dal ministro guardasigilli Zbigniew Ziobro proprio per aver sollecitato l'applicazione della sentenza europea.
«Siamo solidali con i giudici, basta con violazioni dello stato di diritto» si leggeva su uno dei tanti striscioni esposti nella capitale insieme alle bandiere dell'Unione europea e della Polonia.
Uno dei procuratori ha rivelato che, negli ultimi anni in Polonia un terzo di loro (114 procuratori) sono stati sospesi dagli incarichi e sostituiti da persone vicine ai partiti al potere.
Nel corso del raduno è stato anche letto un messaggio di solidarietà con i magistrati polacchi dell'Associazione europea dei giudici.
A Breslavia ha parlato Wladyslaw Frasyniuk, uno degli dirigenti storici di Solidarnosc, che ha ringraziato i giudici per il coraggio con il quale difendono la propria autonomia e ha rinnovato l'appello a difendere "libertà, uguaglianza e democrazia" in Polonia.