Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/115261

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di avviare tutti gli studi e di adottare tutti i provvedimenti adeguati, parallelamente a quelli in corso per le centrali nucleari, negli impianti del Vallese e di Basilea citati nel titolo della mozione e di verificare altresì i rischi sismici provocati dai sondaggi e dalle perforazioni, segnatamente nell'ambito dei gas naturali e della geotermia, in prossimità di tali zone a rischio e per ora nuovamente autorizzati, in particolare nella valle del Rodano e a Lavey-les-Bains.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In merito alla richiesta di verifica supplementare negli impianti del Vallese e di Basilea:</p><p>Al momento di scegliere le misure di sicurezza, gli impianti sottoposti all'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR) devono tener conto del fatto che i sismi sono da annoverare fra le possibili cause. I cantoni sono tenuti a garantire l'applicazione di tale ordinanza sul proprio territorio. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha iniziato nel 2010 a esaminare lo stato della pratica in questo ambito e continua ad approfondire l'argomento nel quadro di alcuni studi pilota in Vallese. I risultati sono attesi per il 2012. Inoltre, nel 2009 il Politecnico federale di Losanna ha avviato un progetto di ricerca sulla sicurezza sismica dei serbatoi metallici di idrocarburi, commissionato da Carbura (l'organizzazione per la costituzione di scorte obbligatorie per gli oli minerali in Svizzera). Tale progetto giungerà a termine nel 2012 e fornirà una base aggiornata per la valutazione della sicurezza sismica di questi serbatoi nel quadro dell'applicazione dell'OPIR.</p><p>Nel novembre 1999, a Basilea Città, l'industria chimica e il cantone hanno sottoscritto una convenzione che prevedeva una verifica sistematica degli impianti chimici sul territorio del cantone e un rafforzamento degli impianti insufficienti nell'arco di dieci anni. Attualmente, le verifiche sono terminate, e i miglioramenti nell'ambito della sicurezza sismica sono già stati realizzati o si trovano in fase di realizzazione. A seguito di questi lavori, alcuni impianti sono stati smantellati.</p><p>Poiché l'applicazione dell'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti è di competenza dei cantoni, il Consiglio federale non può avviare una verifica degli impianti chimici nei cantoni Vallese e Basilea Città. </p><p>In merito al potenziale di rischio associato alle perforazioni nell'ambito dei gas naturali e della geotermia:</p><p>A livello mondiale non esiste alcuna indicazione secondo cui le perforazioni necessarie allo sfruttamento delle risorse del sottosuolo (serbatoi geotermici, petrolio, gas ecc.) sarebbero la causa di un'attività sismica percepibile dalla popolazione e in grado di provocare danni. Lo stesso vale per le perforazioni esplorative di Noville, nel corso delle quali i sistemi di misurazione non hanno rilevato alcuna attività sismica né nei cantoni Vaud e Vallese, né nelle regioni della Francia limitrofa. </p><p>Non si può escludere che, a seconda delle modalità, una produzione pluriennale di gas o un altro tipo di sfruttamento del sottosuolo provochino sismicità. Tuttavia, nelle fasi di produzione di un serbatoio - che spesso si protraggono per decenni - la sismicità indotta si manifesta soprattutto quando il serbatoio è sottoposto a forti variazioni di pressione. Sono tuttavia rari i casi in cui la sismicità indotta ha causato preoccupazione per la popolazione e danni. Tale fenomeno è ben noto e documentato a livello internazionale anche nell'ambito della forza idrica, nei settori minerario e dei trafori. </p><p>Al fine di studiare le perforazioni geotermiche e la produzione convenzionale di acqua calda, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) finanzia uno studio (Geobest 2010-2014) del Servizio sismico svizzero (SED). Da una parte, l'UFE e il SED sostengono così in modo mirato uno o due progetti pilota condotti, nell'ambito delle necessarie attività di monitoraggio e di valutazione del pericolo sismico, in tre regioni con un assetto sismotettonico molto differente, scelte come obiettivo di studio della geotermia di profondità in Svizzera. D'altra parte, intendono contribuire alla sicurezza nella pianificazione di progetti futuri elaborando una guida su questi due temi. </p><p>Per i progetti di sfruttamento delle risorse che prevedono di modificare in modo considerevole la natura del sottosuolo (come il consistente pompaggio di acqua ad alta pressione nell'ambito del progetto geotermico di Basilea del 2006), nel 2008 e 2009 la Confederazione, tramite l'UFAM e l'UFE, ha fornito un sostegno sia finanziario che tecnico alle autorità del cantone Basilea Città nell'elaborazione di un'analisi adeguata dei rischi. Questa comprendeva l'analisi geologica, la stima delle magnitudo e delle intensità causate in superficie, l'entità dei danni nelle regioni interessate in caso di un terremoto indotto e, infine, i calcoli di eventuali scenari di danni con le relative raccomandazioni. </p><p>L'UFE si inserisce egregiamente nel contesto internazionale grazie alla sua partecipazione a diverse commissioni dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) e dell'Unione europea, come pure alla sua cooperazione con l'International Partnership for Geothermal Technology (Stati Uniti, Islanda, Australia e Svizzera). Di conseguenza, l'ufficio può trarre notevoli benefici dai risultati e dalle raccomandazioni dei progetti internazionali. Anche il Servizio sismico svizzero partecipa alle commissioni specializzate nel suo settore. Infine, è fondamentale sottolineare che il rilascio di autorizzazioni e la regolamentazione dello sfruttamento del sottosuolo rientrano nella competenza dei cantoni.</p><p>Sia la sicurezza degli impianti industriali dei cantoni Vallese e Basilea Città che la questione specifica di un eventuale rischio derivante da perforazioni nell'ambito dei gas e della geotermia, sono già state oggetto di diverse verifiche e misure. Sono attualmente in corso verifiche supplementari. Poiché le misure rientrano nella competenza dei cantoni, il Consiglio federale non ritiene opportuno proporre modifiche a questa ripartizione delle competenze.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.