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Musica e clowneria in Europa, 20°-21° secolo
Il corso offre una formazione che unisce lo sviluppo di sensibilità e creatività artistiche all’apprendimento di tecniche di recitazione senza parole.
Partendo dalla constatazione che le pratiche musicali nelle clownerie rimangono in gran parte inesplorate, il progetto di ricerca affronta la questione dell’umorismo musicale nel 20° secolo da due diverse prospettive: in primo luogo, indagando come la musica e il suono sono utilizzati nelle tradizioni europee delle clownerie; secondariamente, cercando di ampliare le definizioni di umorismo musicale introducendo la categoria del ‘clownesque’ per una serie di opere moderne. La prospettiva musicologica sulle clownerie getterà nuova luce su questa tradizione; e, a sua volta, la lettura dell’umorismo musicale del 20° secolo attraverso la lente delle pratiche clownesche sottolineerà la fisicità dei gesti musicali e la loro relazione con questa forma di commedia visiva poco esplorata.
La prima parte del progetto prevede di delineare la storia della musica nelle clownerie basandosi su ricerche d’archivio e approfondimenti su tre figure chiave del 20° secolo le cui performance sono registrate su pellicola. Due di questi casi di studio sono relativi a clown che si sono esibiti principalmente in sale da concerto e teatri, mentre il terzo clown considerato ha realizzato la sua attività attraverso l’arte cinematografica. Il clown svizzero Grock, che ha portato il suo numero dal circo al music-hall, era famoso per il suo uso virtuoso della musica. Seguendo le sue tracce, Dimitri, altro clown svizzero, si è mantenuto in questa tradizione musicale, mantenendola viva attraverso i suoi spettacoli e l’insegnamento alla Scuola Teatro Dimitri, fondata a Verscio nel 1975 (oggi Accademia Dimitri). Il terzo caso di studio riguarda il cineasta francese Jacques Tati, artista affascinato dal mondo del circo e che si è formato nel music-hall, prima di trasferire la sua pratica della clowneria al cinema. L’arte cinematografica di Tati è caratterizzata da effetti sonori unici, che si pongono all’incrocio tra musica e suono. Parallelamente a questo asse storico, il progetto indagherà le pratiche contemporanee della clowneria partendo da osservazioni condotte in due luoghi diversi: l’Accademia Teatro Dimitri e l’École Internationale de Théâtre Jacques Lecoq di Parigi. L’osservazione delle tecniche didattiche farà luce sui processi creativi delle clownerie, in una prospettiva che sarà completata da interviste condotte con clown e musicisti contemporanei. La descrizione e l’analisi delle caratteristiche delle pratiche musicali delle clownerie si concentrerà sulle questioni temporali, sulle relazioni tra musica e gesto, musica e immagine, musica e suono, e sui mezzi sonori (strumenti musicali, oggetti, voci).
La seconda parte del progetto, che riguarda la nozione di umorismo musicale nella musica europea e russa del 20° secolo, deriverà direttamente dalla prima: le pratiche dei clown del 20° secolo possono forse influenzare la musica strumentale moderna proprio a causa della fecondazione incrociata dei generi “alto” e “basso” caratteristici di quest’epoca. Concentrandosi sulla musica strumentale (senza testo), è possibile ripensare alcune forme di umorismo musicale in termini di “clownesque”. L’analisi dell’umorismo musicale rispecchierà le domande usate nella prima parte del progetto, evidenziando così forti connessioni tra la musica del XX secolo e le clownerie come i gesti comuni di apertura e fine, l’uso della ripetizione e dell’interruzione, e il gesto caratteristico della caduta. Questa analisi getterà luce su un particolare tipo di umorismo “fisico” in gioco in gran parte del repertorio musicale moderno.
Il progetto è finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (Ambizione).
Responsabile del progetto: Anna Stoll Knecht, PhD