Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01183.jsonl.gz/245

Strategia di vaccinazione
L’obiettivo primario della vaccinazione anti-COVID-19 è proteggere le persone particolarmente a rischio e impedire così i decorsi gravi della malattia e i decessi. Il secondo è ridurre il sovraccarico degli ospedali e delle case di cura e garantire il buon funzionamento del sistema sanitario. Il terzo, infine, è diminuire le ripercussioni negative della pandemia e contenere la diffusione del virus.
Nell’ambito della vaccinazione anti-COVID-19 la priorità va pertanto ai seguenti gruppi target (in ordine decrescente):
- persone particolarmente a rischio;
- personale sanitario a contatto con pazienti nonché personale di assistenza a persone particolarmente a rischio;
contatti stretti (membri della stessa economia domestica, familiari assistenti) di persone particolarmente a rischio; persone residenti in strutture collettive con un elevato rischio di infezione e di focolaio (p. es. istituti per persone disabili) nonché
- tutte le altre persone.
Al momento viene vaccinata la popolazione generale. Ciò è possibile perché la maggior parte delle persone particolarmente a rischio in Svizzera è già vaccinata e quindi è protetta molto bene dalla malattia.
Bambini e adolescenti: Dal 4 giugno 2021 in Svizzera il vaccino di Pfizer/BioNTech è omologato a partire dai 12 anni. Il vaccino di Moderna è omologato a partire dai 18 anni. Secondo la strategia di vaccinazione della Confederazione, l’accesso prioritario alla vaccinazione continua a essere dato alle persone secondo un ordine di età decrescente. Il rischio di contrarre una malattia COVID-19 con decorso grave aumenta con l’età.
Per i giovani dai 12 ai 15 anni che desiderano farsi vaccinare la vaccinazione è raccomandata se vogliono:
- proteggersi da una malattia COVID-19 dal decorso spesso lieve e molto raramente grave;
- evitare gli effetti negativi di provvedimenti (p. es. isolamento/quarantena) e le conseguenze di un’esposizione frequente (p. es. a scuola/nel tempo libero).
Ciò vale in particolare per i giovani affetti da una malattia cronica e per quelli che sono contatti stretti (p. es. perché sono membri della stessa economia domestica) di persone particolarmente a rischio, in particolare di persone con un sistema immunitario indebolito.
I giovani devono considerare individualmente con i genitori o con un’altra persona di fiducia se è opportuna una vaccinazione (analisi rischi-benefici). Il beneficio individuale della vaccinazione dovrebbe prevalere sui rischi. In queste considerazioni dovrebbe rientrare anche la decisione di farsi eventualmente vaccinare subito o soltanto più avanti.
Al momento la vaccinazione non è prevista per i bambini al di sotto dei 12 anni. Non sono ancora disponibili dati di studi in materia per questo gruppo d’età. I vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna non sono ancora omologati in Svizzera per i bambini al di sotto dei 12 anni.
Ulteriori informazioni sulla vaccinazione per gli adolescenti sono anche fornite nella scheda informativa per gli adolescenti e nelle FAQ.
Donne incinte: Sulla base dei dati di nuovi studi, la vaccinazione anti-COVID-19 con un vaccino a mRNA è raccomandata a tutte le donne incinte con una malattia cronica o un elevato rischio di esposizione (ad esempio personale sanitario). Inoltre tutte le donne incinte che lo desiderano devono potersi vaccinare a partire dal secondo trimestre. Presupposto per una vaccinazione è un’informazione medica con un’accurata valutazione rischi-benefici e il consenso scritto della donna incinta (incluso il certificato medico).
Persone guarite da COVID-19: Le persone che possono confermare tramite test PCR o antigenico rapido di aver contratto la COVID-19 possono essere vaccinate sei mesi dopo la malattia. Queste persone ricevono una sola dose di vaccino, perché l’infezione ha lo stesso effetto sul sistema immunitario della prima dose di vaccino. Una dose di vaccino è pertanto sufficiente per rafforzare e prolungare la protezione.
I sei mesi sono una raccomandazione. In generale, una persona può essere vaccinata non appena è priva di sintomi. Affinché una dose sia sufficiente si raccomanda tuttavia un intervallo di quattro settimane tra la malattia e la vaccinazione. Questo schema di vaccinazione per persone che hanno superato la malattia vale anche se l’infezione è avvenuta tra la prima e la seconda dose.
Eccezioni:
- le persone particolarmente a rischio devono essere vaccinate con una sola dose di vaccino già tre mesi dopo che sono guarite;
- le persone particolarmente a rischio con un sistema immunitario indebolito devono essere vaccinate dopo tre mesi e ricevono due dosi di vaccino a distanza di circa quattro settimane.
Non occorre eseguire un test anticorpale, che è espressamente sconsigliato perché non offre alcuna indicazione sulla durata dell’immunità di chi ha superato un’infezione confermata.
La strategia svizzera di vaccinazione, gli obiettivi nonché l’ordine di priorità dei gruppi target rispecchiano le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e non si distinguono sostanzialmente dalle strategie di vaccinazione di altri Paesi, come la Francia, l’Austria, la Germania, il Regno Unito e i Paesi Bassi.