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Un infortunio sugli sci, un intervento al ginocchio, sovrappeso, età avanzata o parenti stretti che sono dovuti ricorrere a una protesi al ginocchio precocemente: tutti questi fattori contribuiscono ad aumentare il rischio di artrosi al ginocchio (gonartrosi). Eppure uno studio a lungo termine sull’artrosi del ginocchio è confortante.
Meglio preservare le articolazioni già danneggiate per scongiurare l’artrosi? Oppure, al contrario, meglio tenerle in allenamento praticando jogging, nuoto, ciclismo, aerobica, tennis, sci e altre attività sportive?
Alcuni scienziati statunitensi hanno indagato nel dettaglio, esaminando per un periodo di otto anni quasi 1200 persone a elevato rischio di sviluppare una gonartrosi successiva.
Ogni anno sono stati intervistati i partecipanti al test, di età inizialmente compresa tra i 45 e i 79 anni, e al termine dello studio le loro ginocchia sono state sottoposte a radiografia: 155 di essi avevano sviluppato nel tempo una gonartrosi.
In una seconda fase, gli studiosi hanno confrontato le caratteristiche dei pazienti affetti o non affetti da gonartrosi. I risultati sono stati confortanti sia per i più pigri che per i più attivi sul piano sportivo.
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La sedentarietà, infatti, non si traduceva in un accresciuto fattore di rischio per la gonartrosi. Appariva invece più importante un altro aspetto: coloro che avevano praticato per anni attività sportive, di qualsivoglia intensità, tendevano a sviluppare più di rado la gonartrosi. Queste attività non giovavano solo alle cartilagini delle loro ginocchia, ma anche alla forma fisica nel complesso e alla funzionalità cardiocircolatoria.
La pratica regolare di uno sport si associava dunque a un rischio inferiore del 30 percento circa di sviluppare una gonartrosi. L’unica pecca dello studio risiede nel fatto che gli studiosi non sono in grado di formulare affermazioni con un grado di sicurezza del 95 percento, misura di riferimento standard della ricerca scientifica.
Vi è tuttavia anche un’ulteriore indicazione che i risultati hanno portato alla luce. Nel 2019, infatti, un altro studio condotto su pazienti già affetti da gonartrosi era giunto a conclusioni analoghe.
Secondo questo studio, l’importante strato cartilagineo del ginocchio che consente lo scivolamento dell’articolazione non si assottigliava a seguito del movimento fisico. Nei soggetti di sesso femminile, un’attività di media intensità risultava addirittura più indicata per le cartilagini rispetto a una leggera.