Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/36179

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel caso di aumenti di capitale gli attuali soci ricevono opzioni sull'acquisto di nuovi diritti </p><p>di partecipazione (ad es. azioni). Tali diritti d'opzione contengono il diritto di partecipare </p><p>all'aumento di capitale nella misura della quota di partecipazione finora detenuta.</p><p></p><p>Al momento del loro conferimento, i diritti d'opzione non rappresentano né una realizzazione </p><p>di reddito per i beneficiari, né una prestazione valutabile in denaro per la società che </p><p>concede il diritto. L'assegnazione di diritti d'opzione non è quindi soggetta né all'imposta </p><p>federale diretta né all'imposta preventiva.</p><p></p><p>Se non vuole esercitare i suoi diritti d'opzione il socio li può alienare. In questo caso la sua </p><p>partecipazione perde di valore nella misura del ricavo della vendita. Il ricavo della vendita dei </p><p>diritti d'opzione non proviene dalla società, che effettua un aumento di capitale, bensì da </p><p>terzi che vogliono sottoscrivere nuovi diritti di partecipazione. La vendita di diritti d'opzione </p><p>rappresenta un'alienazione parziale dell'aspettativa sulla sostanza della società. Il ricavo </p><p>della vendita non rappresenta quindi un reddito della sostanza, ma un utile in capitale. Nella </p><p>misura in cui i diritti d'opzione appartengano alla sostanza privata del contribuente, il ricavo </p><p>della vendita non soggiace di conseguenza né all'imposta federale diretta né all'imposta </p><p>preventiva.</p><p></p><p>2. Nei casi di riduzioni del capitale le società di capitale possono emettere diritti alla </p><p>restituzione sotto forma di opzioni put. Tali opzioni contengono il diritto di partecipare alla </p><p>riduzione del capitale nella misura della quota di partecipazione detenuta finora.</p><p></p><p>Al momento del loro conferimento i diritti alla restituzione non rappresentano né una </p><p>realizzazione di reddito per i beneficiari, né una prestazione valutabile in denaro per la </p><p>società che concede il diritto. L'assegnazione di diritti alla restituzione non è quindi soggetta </p><p>né all'imposta federale diretta né all'imposta preventiva.</p><p></p><p>Se non vuole partecipare alla riduzione del capitale il socio può alienare le sue opzioni put. </p><p>Anche in questo caso la sua partecipazione perde di valore nella misura del ricavo della </p><p>vendita. Il ricavo della vendita delle opzioni put non proviene dalla società, che effettua una </p><p>riduzione del capitale, bensì da terzi che vogliono partecipare alla riduzione di capitale in una </p><p>misura maggiore di quanto permettano le loro quote di partecipazione.</p><p></p><p>Come la vendita di diritti d'opzione anche l'alienazione di opzioni put sulla riduzione del </p><p>capitale rappresenta un'alienazione parziale dell'aspettativa sulla sostanza della società. Il </p><p>ricavo della vendita non rappresenta quindi un reddito della sostanza, ma un utile in capitale. </p><p>Nella misura in cui le opzioni appartengano alla sostanza privata del contribuente, il ricavo </p><p>della vendita non soggiace di conseguenza né all'imposta federale diretta né all'imposta </p><p>preventiva. Per contro, l'eccedenza totale di liquidazione è imponibile presso l'acquirente di </p><p>opzioni put sempre che queste appartengano alla sua sostanza privata.</p><p></p><p>Il Tribunale federale ha esplicitamente confermato questa regolamentazione fiscale in una </p><p>sentenza del 4 maggio 1999 riguardante l'imposta preventiva (pubblicato in ASA 68, 739).</p><p></p><p>Nel caso di alienazione di opzioni call e di opzioni put ha luogo un'alienazione parziale di </p><p>diritti di partecipazione finora posseduti. Secondo il diritto vigente, l'utile conseguito non </p><p>rappresenta reddito imponibile in quanto gli utili privati di capitale sono esenti da imposta.</p><p></p><p>3. Il Consiglio federale è cosciente che sotto diversi aspetti l'odierno disciplinamento </p><p>dell'imposizione delle imprese e dei redditi provenienti da diritti di partecipazione non è </p><p>soddisfacente. La soluzione non può tuttavia consistere in interventi puntuali, poiché in tal </p><p>modo si creerebbero nuove ingiustizie.</p><p></p><p>Nei suoi progetti il Consiglio federale non vorrebbe limitarsi alla questione di colmare lacune. </p><p>In occasione di un'ulteriore riforma fiscale delle imprese intenderebbe invece considerare le </p><p>richieste di una maggiore equità fiscale nonché promuovere la crescita economica </p><p>(promozione del capitale a rischio). La Commissione di esperti istituita dal DFF </p><p>sull'"Imposizione delle imprese indipendente dalla loro forma giuridica" sta infatti </p><p>esaminando attualmente tali misure.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.