Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01227.jsonl.gz/127

Ägyptische Helena, Die di Richard Strauss (1864-1949)
libretto di Hugo von Hofmannsthal
(Elena egiziaca) Opera in due atti
Prima:
Dresda, Staatsoper, 6 giugno 1928
Personaggi:
Helena (S); Menelas (T); Ermione, loro figlia (S); Aithra, maga egizia, figlia del re (S); Altair (Bar); Da-ud, suo figlio (T); due servitrici di Aithra (S, Ms); quattro elfi (S, S, Ms, A); la conchiglia onnisciente (A); ancelle di Aithra, elfi, guerrieri, schiavi, eunuchi
Composta nel 1926-27 e revisionata nel 1933 nella forma in cui è attualmente rappresentata, Die ägyptische Helena è la penultima delle sette opere in cui il musicista bavarese si avvalse della collaborazione di Hugo von Hofmannsthal come librettista. E fu proprio quest’ultimo, sollecitato da Strauss a reperire un soggetto ambientato in età ellenistica, a proporgli quello di Elena (tra le altre proposte di Hofmannsthal vi era stata quella di una Danae , che Strauss scartò ma che avrebbe ripreso tra il 1938 e il ‘40, con Joseph Gregor). Il mito di cui si tratta nell’opera, tuttavia, non è quello omerico di Elena adultera in fuga a Troia con Paride, bensì quello euripideo, che tratteggia il personaggio di Elena come modello di sposa casta e fedele, che vive con l’amato Menelao in Egitto.
Atto primo . Sulla piccola isola di Aithra, non lontano dall’Egitto, la maga Aithra, compagna del re del mare Poseidon, viene a sapere da un’enorme conchiglia onnisciente che Menelas si trova su una nave con la moglie Helena e sta per ucciderla. Aithra scatena allora una tempesta per impedire il delitto. Scaraventata dalle onde, la nave dei due giunge sull’isola e Aithra, non veduta, ode il dialogo tra i due sposi: Menelas non sopporta il tradimento inflittogli da Helena fuggendo con Paris, e perciò ha tentato di ucciderla, nonostante ella avesse già manifestato il suo pentimento. A questo punto Aithra scatena contro Menelas gli elfi e dà un riparo a Helena presso il suo palazzo. Quando Menelas torna dal combattimento con gli elfi, Aithra gli fa bere una pozione che cancella la memoria e gli racconta che quella amata da Paris non era che un’ombra: la vera Helena era stata condotta al palazzo molto tempo prima dal padre di Aithra e lì aveva sempre dormito, sognando il ritorno dello sposo. Infine mette al corrente Helena del suo operato e indica ai due la dimora che ha preparato per loro ai piedi dell’Atlante.
Atto secondo . Ai piedi dell’Atlante, mentre Menelas dorme ancora, Helena esprime con il canto la gioia per la seconda notte di nozze appena trascorsa con lui. Giungono però i guerrieri del deserto guidati da Altair e da suo figlio Da-ud, entrambi attratti dalla bellezza di Helena. Menelas, geloso, scambia Da-ud per Paris, ma accetta l’invito di questi a recarsi con lui a caccia. Appare Aithra per avvisare Helena di averle dato non solo la pozione che cancella la memoria ma anche quella che la restituisce. E mentre Helena respinge le profferte amorose di Altair, giungono i servi a riferire che Menelas ha trafitto Da-ud. Helena porge a Menelas, fuori di sé, la pozione della memoria: dapprima ritorna animato da sentimenti di vendetta ma poi, complici gli occhi innamorati della moglie, le accorda il perdono accettando le contrapposte immagini delle due Helena. Aithra scaccia Altair e gli sposi possono ricongiungersi e riabbracciare la figlia Ermione, richiamata presso di loro da un nuovo sortilegio della maga.
Il libretto di Hofmannsthal non è dei più equilibrati: presenta gli opposti caratteri della tragedia e della commedia, del mito e della storia, senza fonderli in un organismo compatto e logico. È stato ad esempio osservato che troppo differente è il tono drammatico del primo atto da quello lirico del secondo. Ne risente anche la partitura, per quanto Hofmannsthal l’avesse definita la migliore di Strauss. Per far fronte alla molteplicità di situazioni e di vicende implicate dal libretto, il musicista ricorre infatti molto spesso a un vocabolario drammatico alquanto variegato, quale era il suo – e conducendolo, alla luce delle opere precedenti, a un grado di completa maturazione artistica – ma senza evitare ripetizioni e continue autocitazioni più o meno deliberate. Il pregio maggiore di Ägyptische Helena consiste a ogni modo nella scrittura melodica: benché non si possano annoverare brani ‘chiusi’ da antologia lirica, si osserva una continuità e una fluidità del melos che di rado risulta altrettanto efficace e ‘naturale’ nelle partiture straussiane. Anche perché nell’opera non è mai definito un confine rigido tra l’aria e il recitativo, ma tutto l’impianto musicale si regge su un arioso di massima duttilità nell’adattarsi alle diverse situazioni lirico-drammatiche. L’organico orchestrale è amplissimo (4 flauti, 2 oboi e corno inglese, 3 clarinetti e clarinetto basso, 3 fagotti e controfagotti, 6 corni, 3 tromboni, basso-tuba, 4 timpani, piatti, grancassa, tam-tam, tamburo militare, Glockenspiel, celesta, organo, 2 arpe, archi), ma l’orchestrazione non è densa e magmatica come quella di Salome o di Elektra , ed è piuttosto propensa a una ricerca del colore esotico per certi versi un poco edonistica.e.g.