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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'acqua potabile non deve comportare pericoli per la salute. Oltre pulita dal profilo chimico e fisico, l'acqua potabile deve essere impeccabile anche dal profilo igienico.</p><p></p><p>Le zone di protezione delle acque sotterranee comprendono i dintorni di captazioni d'acqua potabile pubbliche, nelle quali l'acqua potabile scorre poco prima del suo prelievo. Lo scopo di dette zone è di proteggere l'acqua potabile da microrganismi patogeni (p. es. virus, batteri, parassiti) e da tutte le altre sostanze che potrebbero nuocere alla salute dell'uomo e degli animali. </p><p></p><p>L'interpellanza solleva ai margini anche la questione delle superfici richieste in funzione della protezione contro le piene. È vero che una protezione adeguata contro le piene spesso richiede delle superfici supplementari. In tal caso, si deve prendere in considerazione il fatto che le funzioni ecologiche dei corsi d'acqua devono essere ripristinate laddove vengono a mancare (articolo 4 della legge sulla sistemazione dei corsi d'acqua e articolo 21 dell'ordinanza sulla sistemazione dei corsi d'acqua). La relativa domanda di superficie, dentro e fuori gli insediamenti, va definita nell'ambito della pianificazione del territorio. Le ripercussioni sull'agricoltura vanno limitate tramite la gestione dei pagamenti diretti e di compensazione. L'interpellanza riguarda però in primo luogo la protezione delle acque sotterranee. Di conseguenza, si rinuncia ad entrare in merito alle questioni relative alla protezione contro le piene. </p><p></p><p>Alla domanda 1</p><p>Giusta l'ordinanza del 9 giugno 1986 sulle sostanze, allegato 4.3 cifra 3 capoverso 1 lettera f, i prodotti per il trattamento delle piante (PTP) non devono essere utilizzati nella zona S2 soltanto se le autorità concessionarie hanno emanato una relativa disposizione.</p><p></p><p>La Confederazione è attualmente impegnata nella valutazione delle circa 400 sostanze autorizzate, rispettivamente dei circa 1200 preparati relativi. Tale procedura sfocia nella scelta di prodotti per il trattamento delle piante (PTP) vietati nelle zone di protezione S2, a causa della loro capacità di fluire nella captazione d'acqua potabile, grazie alla loro mobilità e alla loro capacità di decomporsi. Nell'elenco figurano senza dubbio le sostanze trovate in maniera rappresentativa negli impianti di approvvigionamento dell'acqua potabile e per le quali esistono valide alternative. È lecito supporre che si potrà disporre di un'ampia scelta di prodotti per il trattamento delle piante utilizzabili nelle zone S2 anche dopo il 1° gennaio 2001. </p><p></p><p>Per la scelta delle colture nel quadro della pianificazione "Periodo vegetativo 2000/01" non vigono limitazioni. </p><p></p><p>Alla domanda 2 </p><p>A causa della loro composizione igienica abituale, i concimi aziendali liquidi contengono numerose colonie di microrganismi. In particolare, essi possono avere un tenore elevato di Escherichia coli, di organismi patogeni per l'uomo quali Salmonella enteritidis, Yersinia enterocolitica, Camphylobacter jejuni, Listeria monocytogenes, di parassiti - segnatamente del genere Cryptosporidium parvum, Gardia lamblia, nonché di agenti patogeni resistenti al calore come il Clostridium perfringens. Pertanto, lo spandimento di concime aziendale nella zona di protezione S2 ne contraddice fondamentalmente lo scopo ed è all'origine di un pericolo evitabile per i consumatori di acqua potabile.</p><p></p><p>I Cantoni possono autorizzare lo spandimento di liquame semiliquido nel singolo caso quando, sulla base delle caratteristiche del suolo, è sicuro che non possano pervenire negli impianti di approvvigionamento dell'acqua potabile batteri patogeni. L'impiego di letame solido e di concimi minerali continua ad essere autorizzato.</p><p></p><p>Per uniformare su tutto il territorio nazionale la delimitazione delle zone di protezione delle acque sotterranee, il Consiglio federale ha emanato delle corrispondenti prescrizioni nell'ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc).</p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>Soltanto rilevamenti d'ampia portata, di cui la Confederazione non dispone, potrebbero fornire dati attendibili su tutte le superfici occupate interessate da limitazioni nell'utilizzazione in base alla protezione delle acque.</p><p></p><p>In relazione alla protezione delle acque sotterranee - e sulla base delle condizioni registrate nel Canton Berna - la superficie agricola utile della Svizzera che si trova nella zona di protezione S2 è stimata a circa 20'000 ha in totale. Di essa, 5700 ha (0,5% ca. dell'intera superficie nazionale) vengono utilizzati a scopi agricoli od orticoli, segnatamente per l'orticoltura, la frutticoltura e la viticoltura. Come grandezza di paragone si presta la zona di protezione II del Donauried nel vicino Baden-Württemberg, di 5500 ha, per la quale valgono condizioni simili alle zone S2 delimitate giusta le prescrizioni dell'OPAc.</p><p></p><p>Alla domanda 4</p><p>Poiché il consumo d'acqua potabile si è stabilizzato già da anni, non è necessario ipotizzare un aumento rilevante del numero di captazioni d'acqua potabile, rispettivamente delle corrispondenti zone di protezione delle acque sotterranee.</p><p></p><p>Nel caso in cui, a causa di un'importante e permanente contaminazione, una captazione d'acqua potabile debba essere risanata, occorre adottare delle misure in tutto il settore d'alimentazione, eventualmente anche al di fuori delle zone di protezione. Se tali misure devono essere adottate in agricoltura, l'onere supplementare che ne deriva per l'agricoltore è risarcito dalla Confederazione nella misura del 50 - 80 %.</p><p></p><p>Alla domanda 5</p><p>Il fabbisogno di zone di protezione delle acque sotterranee risulta dal numero delle captazioni d'acqua potabile. L'acqua sotterranea e sorgiva costituisce, con l'80 % della quantità richiesta, la colonna portante dell'approvvigionamento d'acqua potabile in Svizzera (ogni anno oltre 1 miliardo di m3). Se, nelle vicinanze degli impianti d'approvvigionamento dell'acqua sotterranea, vengono immesse nell'ambiente sostanze nocive o contaminate da organismi patogeni per l'uomo, si possono verificare brevi, ma forti contaminazioni dell'acqua potabile captata. Simili carichi istantanei non sono di regola rilevati dalla consueta sorveglianza. Tuttavia, anche le anomalie dell'acqua potabile constatate durante la sorveglianza abituale sono perlopiù riconducibili a contaminazioni batteriche causate dalla gestione agricola del suolo.</p><p></p><p>Cifre e risultati delle misurazioni sull'inquinamento delle acque con sostanze sono fra l'altro contenuti nel rapporto dell'UFAFP sulla situazione dell'approvvigionamento d'acqua potabile (UFAFP, Scritti sull'ambiente n. 212). Cifre più recenti, segnatamente sull'inquinamento da azoto, fosforo e prodotti per il trattamento delle piante, figurano nel rapporto del Consiglio federale al Parlamento in relazione alla mozione CAPE-S 94.3005.</p><p></p><p>Alla domanda 6</p><p>Non sono previste nuove limitazioni dell'utilizzazione.</p><p></p><p>Alla domanda 7</p><p>La Confederazione non dispone dei rilevamenti corrispondenti.</p><p></p><p>Con il periodo di transizione concernente il divieto di determinati prodotti per il trattamento delle piante si possono ridurre anche i casi rigorosi constatati nell'agricoltura. Anche dopo il 1° gennaio 2001 vi saranno ancora sufficienti prodotti per il trattamento delle piante che potranno essere utilizzati nella zona S2. Inoltre, non viene messo in discussione l'approvvigionamento delle piante in sostanze nutritive, in quanto l'impiego di concimi solidi resta consentito, rispettivamente i Cantoni possono autorizzare il ricorso a concimi aziendali liquidi là dove è escluso un pericolo per la captazione dell'acqua potabile.</p><p></p><p>Per quanto attiene alle conseguenze per le utilizzazioni non agricole, esse sono - dal punto di vista dell'economia pubblica - trascurabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.