Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01111.jsonl.gz/548

In una sentenza emessa nell’ambito di un dibattimento pubblico, il Tribunale federale ha deciso che il nuovo diritto sul mantenimento (entrato in vigore all’inizio del 2017) non dà motivo di modificare la giurisprudenza esistente in questo ambito, secondo la quale l’obbligo di mantenimento nei confronti del coniuge prevale su quello verso il figlio maggiorenne .
I fatti: in una sentenza del 2018 pronunciata in una causa di divorzio, il Tribunale d’appello del Cantone Ticino aveva obbligato un’ex moglie a versare un contributo alimentare all’ex marito.
Considerata la situazione di ammanco risultante dal fatto che l’ex moglie doveva provvedere anche al mantenimento della figlia minorenne e della figlia maggiorenne in formazione nata nel 1997, l’inizio del versamento del contributo alimentare all’ex marito era stato fissato soltanto dalla fine della formazione della figlia maggiore.
Il Tribunale federale, nella sua seduta pubblica di martedì 11 febbraio 2020, ha accolto parzialmente il ricorso introdotto dall’ex marito e rinviato la causa per nuova decisione al Tribunale d’appello.
In una sentenza di principio del 2006 (DTF 132 III 209), il Tribunale federale aveva deciso che, in caso di ammanco, l’obbligo di mantenimento nei confronti del coniuge prevale su quello verso il figlio maggiorenne.
Nel 2017 è entrato in vigore il nuovo diritto sul mantenimento, che comprende anche l’articolo 276a del Codice civile (CC).
Tale norma prevede che l’obbligo di mantenimento nei confronti del figlio minorenne prevale sugli altri obblighi di mantenimento del diritto di famiglia (capoverso 1), e quindi anche sull’obbligo di mantenimento nei confronti del figlio maggiorenne in formazione.
Secondo il capoverso 2, in casi motivati il giudice può derogare a questa regola, in particolare per non penalizzare il figlio maggiorenne avente diritto al mantenimento.
Ora, come risulta anche dal Messaggio del Consiglio federale a proposito dell’articolo 276a CC, il legislatore non ha con questo voluto equiparare il figlio maggiorenne in formazione al figlio minorenne.
La modifica legislativa concerne soltanto il mantenimento del figlio minorenne; la gerarchizzazione tra i contributi di mantenimento per un (ex) coniuge e quelli per un figlio maggiorenne in formazione non è stata tematizzata.
Il Parlamento ha del resto respinto una proposta minoritaria che chiedeva di accordare la priorità dell’obbligo di mantenimento anche nei confronti del figlio maggiorenne in formazione.