Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/16874

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella risposta del 17 settembre 1997 all'interpellanza Reimann e durante l'ora delle domande del 29 settembre 1997 in Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha preso ampiamente posizione sul filmato "L'oro nazista", criticandone i contenuti e il metodo di realizzazione. Il film ha diffuso un'immagine erronea e parziale del nostro Paese durante la Seconda guerra mondiale e il suo modo tendenzioso di presentare i fatti ha nuociuto particolarmente all'immagine della Svizzera all'estero. I danni sono morali: pertanto non è possibile né quantificarli, né ripartirli applicando il principio di causalità.</p><p></p><p>Stando alle ultime informazioni, fino al 6 novembre 1997 il filmato è stato diffuso nei seguenti Paesi: </p><p></p><p>USA: diffuso il 17 luglio 1997; in seguito l'ambasciata svizzera ha preso posizione sul filmato in una lettera inviata all'emittente americana.</p><p>Gran Bretagna: diffuso il 18 luglio 1997; l'ambasciatore svizzero ha reagito inviando una lettera di protesta al direttore generale della BBC.</p><p>Svizzera: diffuso il 3 luglio 1997; alla successiva discussione televisiva hanno partecipato l'ambasciatore Thomas G. Borer, capo della Task Force del DFAE, un rappresentante della Società di banca svizzera, un coproduttore svizzero del filmato BBC e uno storico. </p><p>Germania: diffuso il 13 luglio 1997; alla successiva discussione televisiva hanno partecipato anche personalità svizzere.</p><p>Paesi Bassi: diffuso il 25 luglio 1997; poiché l'emittente olandese ha diffuso una versione più breve ed obiettiva del filmato, l'ambasciatore svizzero non ha ritenuto opportuno reagire.</p><p>Svezia: diffuso il 25 luglio 1997; l'ambasciatore svizzero non ha ritenuto opportuno reagire.</p><p>Australia: diffuso il 28 luglio 1997; poiché l'emittente australiana ha rifiutato di diffondere un'intervista con un rappresentante dell'ambasciata svizzera, quest'ultima, prima della diffusione del filmato, ha reagito inviando una lettera con commento sul film.</p><p>Israele: diffuso il 28 agosto 1997; alla successiva discussione televisiva era rappresentata anche la Svizzera; la nostra ambasciata ha inoltre inviato all'emittente e ai media israeliani un commento sul film.</p><p>Finlandia: diffuso il 24 agosto 1997; l'ambasciata svizzera ha contattato l'emittente   televisiva esprimendo oralmente il suo punto di vista sul filmato; purtroppo l'intervista rilasciata da un rappresentante dell'ambasciata è stata mandata in onda alcuni giorni prima del filmato.   </p><p>Norvegia: diffuso l'11 settembre 1997; l'ambasciata ha trasmesso all'emittente televisiva un commento scritto sul filmato; dopo la diffusione di quest'ultimo la presentatrice si è soffermata sui provvedimenti adottati dalla Svizzera. </p><p>Francia: diffuso il 2 ottobre 1997; dopo la diffusione hanno preso posizione sul filmato l'ambasciatore Thomas G. Borer, capo della Task Force del DFAE e il consigliere nazionale Jean Ziegler.</p><p></p><p>Riguardo all'esito di questi interventi da parte svizzera, occorre ricordare che spetta alle singole emittenti televisive estere decidere in che misura tener conto delle critiche e dei commenti espressi dai rappresentanti svizzeri.</p><p></p><p>Nella risposta del 17 settembre 1997 all'interpellanza Reimann, il Consiglio federale ha ampiamente preso posizione sui provvedimenti da adottare in virtù del suo dovere di sorveglianza. La SSR afferma di aver tentato più volte di far togliere la sua sigla dal filmato, ma la BBC si è rifiutata di dar seguito a questa richiesta. La BBC non può essere costretta a tale passo, ma la SSR ha dichiarato che in futuro rinuncerà a realizzare documentari di contenuto politico in coproduzione con l'emittente inglese.</p>  Risposta del Consiglio federale.