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Cos'altro si poteva associare alla dolcezza e alla morbidezza del panettone, se non una storia d'amore?
Farina, burro, zucchero, uova, uvetta e canditi: ingredienti semplici per un dolce che ci delizia da cinquecento anni.
Milano, tardo Quattrocento, Ludovico il Moro governa la città e un tale Ughetto della Tela s'innamora perdutamente di Algisa, figlia del panetterie del borgo delle Grazie. Per trascorrere più tempo possibile con la sua amata, si fa assumere dal padre di lei come garzone di forno. Ma la fanciulla sembra non accorgersi della sua esistenza. Allora, per conquistarne il cuore, Ughetto inventa il panettone.
La leggenda forse non racconta la verità, di certo c'è che il panettone ha conosciuto un largo successo, consolidatosi negli anni. La Svizzera italiana, accanto alla sempre più vasta offerta di panettoni industriali, può vantare anche una buona produzione di panettoni artigianali. Costano più del triplo, ma non corrono certo il rischio di rimanere sugli scaffali.
Per Grimod, esperto di enogastronomia ticinese, il modo più classico di servire il panettone è quello di accompagnarlo con una pallina di gelato alla vaniglia e delle fette di arancia. Luigi Bosia, critico gastronomico, cita anche la salsa alla vaniglia e fa notare come in genere, negli ultimi tempi, tutte le farciture - da quelle al cioccolato a quelle alla frutta - stiano guadagnando terreno.
Doris Lucini, swissinfo