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Malgrado le difficoltà in cui versa la Grecia, nel secondo trimestre dell'anno non si è registrato un calo di fiducia tra gli AD dell'UE. L'Indice di Fiducia YPO Global Pulse per l'UE è sceso appena a 61,6 dal livello record di 62,5 del primo trimestre 2015.
L'indagine elettronica trimestrale, condotta nelle prime due settimane del luglio 2015, ha raccolto risposte da 2.127 amministratori delegati sparsi in tutto il mondo, 193 dei quali nell'Unione Europea.
Non sorprende che in Grecia la fiducia delle imprese sia precipitata drasticamente nel secondo trimestre, perdendo 18,1 punti fino a toccare quota 40,7, il livello più basso registrato dal gennaio 2012, quando il paese si trovava nel bel mezzo della precedente crisi del debito pubblico.
Tuttavia, a differenza di altre volte in cui le economie dell'eurozona si sono trovate sull'orlo del baratro, in questa occasione la paura e l'incertezza non hanno contagiato l'intera regione, a dimostrazione del fatto che gli sforzi fatti per isolare e minimizzare l'impatto potenziale della crisi greca hanno avuto esito positivo.
Per il secondo trimestre consecutivo nei paesi dell'UE la fiducia ha superato il livello composito globale, pari a 60,9, dopo che per sei anni, da quando cioè l'indagine è iniziata, era stata al traino della media globale. Gli imprenditori dell'UE ancora una volta sono risultati terzi per previsioni positive rispetto ad altre regioni, dietro solo i loro omologhi negli Stati Uniti, attestati a 62,8, e in Asia, a 62,0.
"Questi risultati suggeriscono che la recente ripresa della fiducia in Europa si basa su un miglioramento dell'economia reale in gran parte dell'Europa in grado di resistere alle pressioni che gravano sulle singole economie minori," ha dichiarato Anastasios Economou, fondatore dell'iGroup e presidente di YPO Europa.
"Anche se gli AD rimarranno cautamente ottimisti e continueranno a monitorare gli indicatori economici principali, l'impressione è che nei prossimi sei mesi ci sarà una ripresa della crescita, a prescindere dall'esito della situazione greca."
Il secondo trimestre ha visto i livelli di fiducia scendere in gran parte delle maggiori economie dell'UE. L'Italia ha perso 3,5 punti arrivando a 58,1; la Francia ha subito un calo di 3,6 punti, scendendo a quota 57,6; la Germania è scivolata indietro di 4,7 punti fino a 56,1. Fuori dall'eurozona il Regno Unito ha perso 3,4 punti attestandosi sui 65,3, ad un livello ancora di ampio ottimismo, al di sopra dei 60 punti.
E' interessante notare come in Spagna, un paese che negli ultimi anni è stato messo a dura prova dal proprio debito pubblico, gli imprenditori non si sono fatti influenzare dalla situazione greca, mostrando anzi un incremento di fiducia di 0,8 punti che ha raggiunto quota 66,4.
SDA-ATS