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La liberalizzazione progressiva del servizio postale in Svizzera non ha avuto ripercussioni eccessivamente negative sulla condizioni di lavoro e sulla qualità del servizio. È quanto indica un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale.
Nel documento si precisa che il governo non intende tuttavia abbandonare il monopolio sulle lettere fino a 50 grammi per le spedizioni all'interno del Paese.
Stando al documento (che basa la sua analisi prendendo a paragone paesi come la Germania, la Svezia, il Regno Unito, l'Olanda, l'Austria, la Francia e la Norvegia) la concorrenza in questo segmento di mercato svolge in generale un ruolo marginale.
Ciò vale anche per la Svizzera, dove la concorrenza è più vivace nel settore pacchi, completamente liberalizzato e in crescita grazie agli acquisti on-line. Per quanto riguarda le lettere, la concorrenza è più forte per gli invii all'estero (liberalizzati da prima del 2009) e per i clienti commerciali all'interno del Paese.
La contrazione dei volumi di lettere inviate provocata dall'uso sempre più frequente di canali digitali - PC, smartphone, ecc - non lascia presumere "che una completa liberalizzazione del mercato svizzero porti a un significativo rilancio della concorrenza nel settore della posta-lettere", indica una nota odierna dell'Ufficio federale delle comunicazioni.
Nei Paesi considerati, per mantenere redditizio tale segmento le aziende storiche hanno generalmente aumentato i prezzi delle spedizioni. Quest'ultima opzione può però rivelarsi un'arma a doppio taglio, poiché potrebbe accelerare il passaggio al digitale.
Alla luce di queste considerazioni, la soppressione del monopolio non farebbe che aumentare la pressione sulla Posta senza tuttavia generare nuovi stimoli per la concorrenza, si legge nel comunicato.
Se da un canto s'intende preservare il monopolio, anche per garantire il finanziamento autonomo del servizio postale, l'esecutivo intende presentare l'anno prossimo limiti massimi di prezzo vincolanti per le lettere sotto i 50 grammi.
Meno posti lavoro, più tempo parziale
Sia in Svizzera che nei Paesi di riferimento, presso i fornitori storici si osserva una lieve diminuzione dei posti di lavoro e una tendenza all'aumento degli impieghi a tempo parziale, soprattutto nel settore della distribuzione.
All'origine di questi sviluppi non vi è tanto la liberalizzazione del mercato o il mantenimento di un monopolio, quanto la crescente automatizzazione e i programmi di ristrutturazione, sottolinea il rapporto.
Per quanto attiene all'impiego e alle condizioni di lavoro, nei principali settori del mercato postale i salari minimi sono costantemente aumentati. Circa il diritto alle vacanze e la durata della settimana lavorativa, la situazione non sembra essere peggiorata.
Le condizioni in materia di salario minimo, diritto di vacanze e orario di lavoro offerte dai fornitori alternativi sono generalmente conformi al Rapporto di valutazione 2015 sulle conseguenze della liberalizzazione del mercato postale.
Servizio universale mantenuto
Stando al rapporto, la progressiva apertura del mercato postale non ha generato effetti negativi sulla qualità delle prestazioni del servizio universale in Svizzera: per esempio, la consegna in un giorno dei singoli invii di lettere prioritarie continua ad avvenire puntualmente. Nemmeno nei Paesi di riferimento si riscontrano cambiamenti significativi nella qualità delle prestazioni del servizio universale.
Gli obiettivi di qualità relativi al rispetto dei tempi di consegna della Svizzera - 97% - sono i più elevati tra quelli dei Paesi presi in considerazione. La Posta è l'operatore storico più puntuale nella consegna della posta A, con una media del 97,4% per gli anni dal 2004 al 2014, sottolinea il documento.
SDA-ATS