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"Flop", "schiaffo", "batosta": sono alcune delle definizioni che la stampa ha utilizzato oggi per descrivere le sconfitte subite ieri da PPD e soprattutto Verdi liberali. I due partiti hanno visto le loro iniziative - rispettivamente sulla defiscalizzazione degli assegni per i figli e sulla tassazione dell'energia fossile - nettamente bocciate alle urne.
Nel corso della campagna il PLR aveva definito entrambi i testi un'operazione di marketing elettorale, "cosa non totalmente falsa", hanno scritto questa mattina i quotidiani romandi "L'Express" e "L'Impartial". E, dal punto di vista del marketing, si tratta "sicuramente di un flop".
"Le Matin", alla luce dei risultati, sottolinea che il moltiplicarsi di iniziative alimenta "una forma di stanchezza". Ma "lasciare esprimere i cittadini su idee anche nettamente minoritarie è un segno di credibilità per il nostro sistema politico".
In particolare per quel che riguarda il voto sugli assegni per i figli, alcuni media si sono espressi anche criticamente nei confronti degli elettori. Secondo "24 Heures" e "La Tribune de Genève", in passato si sono alleviati i ricchi stranieri in Svizzera, mantenendo i forfait fiscali, ma la classe media "può tranquillamente continuare a essere la vacca da mungere del sistema".
Il "Blick" sottolinea invece che il centro vuole imitare sempre di più la destra, in particolare l'UDC, le cui iniziative hanno riscontrato un certo successo. I testi lanciati "diventano però semplici strumenti di campagna, e gli elettori se ne accorgono".
In seguito alla sconfitta, si deve constatare che le iniziative non sono gli strumenti più adatti ai partiti di centro, hanno invece sostenuto "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". Il PPD deve inoltre prendere coscienza che i temi legati alla famiglia non riescono a ottenere la maggioranza.
Secondo la "Neue Zürcher Zeitung", il "cosiddetto partito della famiglia" ha sicuramente mancato i propri obiettivi, ma "potrà veramente stilare un bilancio solamente dopo le elezioni federali di ottobre".
SDA-ATS