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Dal 13 al 24 aprile 2015 una delegazione del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti ha visitato vari penitenziari svizzeri. Il Comitato ha ispezionato in particolare la Clinica di psichiatria legale di Basilea, il carcere di Champ-Dollon, tre posti di polizia a Ginevra, il carcere di Biberbrugg nel Cantone di Svitto, il penitenziario di Lenzburg, il carcere La Promenade a La Chaux-de-Fonds, i carceri La Farera e La Stampa a Lugano e i penitenziari di Hindelbank nel Cantone di Berna. Il CPT si è intrattenuto con persone private della libertà per motivi di diritto penale, processuale penale, civile e amministrativo.
Nel suo rapporto, il Comitato ritiene che la maggior parte delle persone arrestate dalle forze dell’ordine sia stata trattata correttamente. Nel Cantone di Ginevra gli sono tuttavia pervenuti indizi di maltrattamento. Secondo il Comitato, il livello delle condizioni di detenzione nei penitenziari visitati è elevato; in un caso soltanto adeguato. Deplora tuttavia il persistente problema del sovraffollamento nel carcere di Champ-Dollon. Il rapporto contiene una serie di raccomandazioni, commenti e domande. In particolare, il Comitato raccomanda alle autorità svizzere di intensificare gli sforzi volti a garantire che i detenuti affetti da gravi turbe psichiche non vengano collocati in sezioni di alta sicurezza, bensì in istituzioni adeguate.
Punizione coerente degli abusi
Nel suo parere redatto di concerto con i Cantoni, il Consiglio federale offre una panoramica delle misure per rafforzare la protezione delle persone fermate o arrestate, quali ad esempio, l’indagine e la punizione coerenti in materia di abusi nonché il trattamento di questa tematica nell’ambito di formazioni e formazioni continue. Il parere spiega inoltre come il Codice di procedura penale (CPP) concretizzi nel dettaglio i principi del rispetto della dignità umana e della proporzionalità sanciti dalla Costituzione federale.
Il parere informa inoltre sull’offerta di attività occupazionali nei penitenziari e sulla possibilità di scambio tra i detenuti nel quadro dell’esecuzione di gruppo. Secondo il Consiglio federale, la possibilità di rinunciare ad ammanettare i detenuti in occasione dei trattamenti medici – come raccomandato dal Comitato – dipende dalle circostanze concrete. Dal rapporto si evince inoltre che secondo i rilevamenti del gruppo di lavoro intercantonale incaricato di monitorare la capacità di accoglienza delle strutture carcerarie, i Cantoni stanno progettando di creare ulteriori posti di detenzione specifici per persone con gravi turbe psichiche.
Il Comitato è stato istituito sulla base della Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, ratificata da tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa. Dal 1991 il Comitato ha visitato la Svizzera già sette volte. Non intende svolgere un ruolo di accusatore, bensì migliorare le condizioni di detenzione, dialogando con le autorità competenti dello Stato visitato.
Ultima modifica 23.06.2016