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BERNA - Il successo alle urne dello scorso ottobre di Verdi e Verdi liberali è andato di pari passo con un un incremento degli iscritti. Un quarto in più rispetto a un anno fa per ognuno, secondo i due partiti d'impronta ecologista.
I Verdi hanno visto rinfoltire le proprie file di quasi 2000 nuovi affiliati: all'inizio di quest'anno, i membri iscritti erano circa 10.500. Un anno fa erano suppergiù 8600.
E queste cifre non tengono conto dell'aumento dei Giovani verdi, ha detto a Keystone-ATS Regula Tschanz, segretaria generale del partito. I partiti cantonali hanno inoltre potuto contare su molti simpatizzanti che si sono impegnati nella stessa misura dei membri durante l'anno elettorale.
Come spiegare questo incremento? Per Regula Tschanz, oltre all'impegno per la protezione del clima e le iniziative lanciate - tutte respinte alle urne - che hanno dato visibilità al partito, un fattore potrebbe essere stata l'opposizione dei Verdi alla destra populista.
Anche i Verdi liberali sono riusciti a rimpinguare di circa un quarto il serbatoio di iscritti durante l'anno elettorale. Secondo il segretario generale Michael Köpfli, «le chiare posizioni del partito in fatto di politica ambientale e climatica» e «la nostra politica europea» sono motivi spesso citati all'origine dell'adesione alla nostra formazione.
Il fatto che i Verdi liberali si battano per una protezione ambientale coerente e un'economia innovativa e forte sembra convincere sempre di più, ha sostenuto Köpfli. All'inizio del 2019 questa formazione annoverava circa 4000 membri, saliti un anno dopo a circa 5100.
Se ci sono partiti in ascesa, altri hanno visto la loro influenza erodersi a poco a poco. Il Partito borghese democratico (PBD) non è nemmeno riuscito alle ultime elezioni a far eleggere un numero sufficiente di deputati per formare un gruppo parlamentare. Il numero di affiliati è sceso di circa il 10%. La segretaria generale Astrid Bärtschi ha parlato di una diminuzione da 6044 a circa 5500 membri. C'è stato un leggero incremento dei giovani affiliati, ha dichiarato, spiegando la contrazione soprattutto con i decessi dei membri più anziani.
Sebbene i partiti tradizionali abbiano subito perdite in termini di consensi il 20 ottobre scorso, queste formazioni sono rimaste stabili a livello di iscritti. Il PLR conta circa 120 mila membri, secondo il responsabile della comunicazione Martin Stucki. Questi ha spiegato che non si notano ondate di membri che integrano o lasciano il partito, nemmeno in relazione al controverso documento sul clima e sulla politica ambientale.
Il partito col maggior numero di elettori, l'UDC, può fare affidamento su 80 mila iscritti, secondo la portavoce Andrea Sommer. Il PS non disponeva ancora di dati recenti per il 2020, ma all'inizio del 2019 contava circa 31.300 membri. Il suo portavoce, Nicolas Häsler, ha indicato a Keystone-ATS che il numero di affiliati dovrebbe essere rimasto invariato o leggermente cresciuto. Nemmeno il PPD ha fornito dati freschi sul numero di membri.
I Verdi e i Verdi liberali sono stati i grandi vincitori delle ultime elezioni federali. Secondo l'Ufficio federale di statistica, i Verdi sono cresciuti di 6,1 punti percentuali al 13,2% e i Verdi liberali di 3,2 punti percentuali al 7,8% dell'elettorato. L'UDC ha subito un'emorragia di 3,8 punti percentuali attestandosi al 25,6% dell'elettorato; nonostante ciò rimane il partito più votato in Svizzera.
Il PS ha perso 2 punti percentuali, fermandosi al 16,8%. Il PLR (meno 1,3 punti percentuali) rappresenta il 15,1% dell'elettorato, Il PPD (-0,3 punti percentuali) l'11,4% e il PBD (-1,7 punti percentuali) il 2,4%. Il PBD fa ora gruppo con PPD e Evangelici.