Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/169928

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo i dati dell'Ufficio federale della cultura (UFC) in Svizzera la ricerca sulla provenienza ha preso slancio: l'Ente opere d'arte frutto di spoliazioni dell'UFC ha infatti potuto approvare finora 10 delle 13 richieste presentate. Queste 10 approvazioni hanno assorbito circa la metà dei 2 milioni di franchi destinati dall'UFC alla ricerca sulla provenienza. Ciò mostra come, sebbene siano stati compiuti primi passi, vi sia ancora molto da fare in parecchi ambiti, in particolare in quello delle collezioni private. L'obiettivo dovrebbe essere di impedire che in Svizzera le opere d'arte trafugate facciano parte di una collezione, siano esposte o vengano commerciate. In questo senso chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa prevede di fare per migliorare il ricorso dei privati alle prestazioni dell'Ente opere d'arte frutto di spoliazioni?</p><p>2. Ha sfruttato tutte le opzioni legali per controllare meglio la presenza di opere d'arte trafugate anche nelle collezioni private?</p><p>3. In caso di elevata richiesta dei privati, sarebbe pronto ad aumentare il credito destinato alla ricerca sulla provenienza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale rinvia alle sue risposte all'interpellanza Aubert 13.4027, alla mozione Reynard 14.3480, alla mozione Tschäppät 14.3497, alla domanda Tschäppät 14.5602, alla domanda von Graffenried 14.5664, all'interpellanza Comte 14.4157 e all'interpellanza Aebischer Matthias 15.3067.</p><p>1. Il 19 ottobre 2016 il Dipartimento federale dell'interno e il Dipartimento federale degli affari esteri hanno presentato il rapporto sullo stato dei lavori della Confederazione nel periodo 2011-2016 nell'ambito delle opere d'arte frutto di spoliazioni durante il nazionalsocialismo. La Confederazione continua ad attribuire grande importanza all'approfondimento di questo tema, che riguarda anche le collezioni private. Secondo il rapporto menzionato, un migliore ricorso alle prestazioni dell'Ente opere d'arte frutto di spoliazioni da parte di privati può essere conseguito nel modo seguente: la Confederazione cura lo scambio attivo con le principali associazioni di musei (istituzioni private e pubbliche), commercianti d'arte e collezionisti. In questo modo la Confederazione intende in particolare migliorare l'accessibilità degli archivi e dei risultati della ricerca sulla provenienza. Inoltre, si prefigge di intensificare la collaborazione in rete a favore di terzi (pubblici e privati) al fine di sostenerli nell'applicazione dei Principi della Conferenza di Washington (Principi di Washington). Per poterlo fare deve potenziare le sue attività di consulenza, per esempio attraverso offerte on-line, workshop, colloqui con terzi (pubblici e privati) e su richiesta. In parallelo continuerà a versare fino al 2020 aiuti finanziari a musei e collezioni di terzi per la ricerca sulla provenienza e la pubblicazione dei risultati. Con questi aiuti finanziari saranno sostenuti anche progetti di musei e collezioni privati aperti al pubblico. Non è invece previsto un sostegno di questo genere per collezioni di privati non aperte al pubblico.</p><p>2. Il Consiglio federale rinvia alle sue risposte all'interpellanza Aubert 13.4027 e alla mozione Reynard 14.3480. I Principi di Washington sono considerati a livello sia nazionale che internazionale una buona prassi per la gestione del problema delle opere d'arte confiscate dai nazisti e hanno anche per i privati un importante effetto di richiamo per l'identificazione delle opere d'arte trafugate dai nazisti e la ricerca di soluzioni giuste ed eque. Sul piano multilaterale non è attualmente nota nessun'altra iniziativa interstatale per rafforzare il carattere vincolante dei Principi di Washington. Per questa ragione in Svizzera non sono previste ulteriori misure sul piano giuridico, tanto più che al momento il Consiglio federale non ne vede la necessità. Se la situazione dovesse mutare a livello internazionale, il Consiglio federale è disposto a esaminare un'eventuale richiesta di rafforzare il carattere vincolante dei Principi di Washington.</p><p>3. In occasione del primo bando per gli aiuti finanziari a favore della ricerca sulla provenienza per il periodo 2016/17 è stato possibile accordare oltre l'80 per cento (82,6 per cento) dei contributi richiesti (907 833 franchi di 1 099 615 franchi). Ciò significa che la richiesta di aiuti è stata largamente soddisfatta con le risorse disponibili.</p>  Risposta del Consiglio federale.