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Zanetti, Oreste
* Olivone, 13 III 1892 + Corzoneso, 8 VII 1985. Liutaio. Aveva imparato a suonare il clarinetto nella banda di Olivone. Ebanista, emigrò in Inghilterra dove per vivere faceva il cuoco. Visitò una fabbrica di violini londinese e acquistò un violino. Tornato ad Olivone, smontò lo strumento per capire com'era fatto, poi rimontatolo ne fece una prima copia sviluppando una tecnica personale poiché non era soddisfatto dal suono prodotto dal violino inglese. I suoi violini erano più larghi del normale poiché costruiti con due fasce (una interna ed una esterna) invece di una fascia sola. Egli usava legni di abete per la tavola, di noce per le fasce, di ciliegio per il fondo e per il manico e di ebano per la tastiera. Decorava le fasce e il fondo con disegni in impellicciatura di legni chiari e scuri dello spessore di un paio di millimetri. I violini venivano verniciati a tampone con la gomma lacca. Ha fatto diversi violini e un violone, una specie di violoncello. Ha in parte regalato e in parte venduto i suoi strumenti ai “Masclosen”, gli zingari di passaggio che ben conoscevano l'indirizzo di questo liutaio; due li ha dati al prete di Olivone in favore del restauro della chiesa e uno strumento è attualmente posseduto da à Pietro, Bianchi. Violinista autodidatta riproduceva con il violino i pezzi che aveva imparato con il clarinetto.
BIBL.: P. Bianchi, Il suono in Almanacco 1983, Bellinzona 1983.