Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/246563

<h2>SubmittedText<h2><p>Per quest'anno, la Confederazione aveva acquistato 33 milioni di dosi di vaccino da diversi produttori: una quantità enorme di cui 10 milioni di dosi hanno già dovuto essere smaltite. Poiché quest'autunno la popolazione è molto restìa a ricorrere alla vaccinazione di richiamo e per il prossimo inverno, al contrario degli ultimi due, si sta delineando un decorso mite dell'infezione, la situazione dovrebbe essersi ulteriormente acuita negli scorsi mesi.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Qual è la sua strategia per le dosi di vaccino in eccesso?</p><p>- I vaccini non utilizzati non possono essere restituiti ai produttori?</p><p>- Non può essere prolungata la data di scadenza?</p><p>- Ha considerato la possibilità di vendere a terzi le dosi in eccesso?</p><p>- O anche queste dosi possono essere donate ad altri Paesi prima che scadano?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'obiettivo della strategia di acquisto per il 2022, adottata dal Consiglio federale l'11 maggio 2021, era di coprire tutti gli scenari realistici affinché la Svizzera disponesse in qualsiasi momento e in quantità sufficienti dei vaccini migliori e più aggiornati. Questa strategia sarà portata avanti anche nel 2023 e il suo obiettivo principale resterà pertanto quello di evitare una penuria di vaccini. Il Consiglio federale ha già reso nota la sua volontà di privilegiare un accesso rapido a un numero sempre sufficiente di dosi di vaccino, anche a costo di non utilizzarle tutte. La scelta di questa strategia, improntata alla sicurezza, è stata dettata anche dalle discussioni in Parlamento.</p><p>2. La restituzione delle dosi di vaccino inutilizzate non è prevista dai contratti e non rientra nelle consuetudini del commercio.</p><p>3. I produttori di vaccino depositano le domande di proroga delle date di scadenza presso Swissmedic, che le esamina sulla base di dati relativi alla sicurezza. Come misura precauzionale, la Confederazione blocca quindi i vaccini scaduti prima dello smaltimento definitivo. I vaccini per cui viene prorogata la data di scadenza vengono nuovamente sbloccati. Finora Swissmedic ha prorogato la scadenza del vaccino monovalente di Pfizer inizialmente di tre mesi e poi di altri tre. Il vaccino pediatrico di Pfizer ha ricevuto una proroga di tre e di sei mesi quello monovalente di Moderna di due e poi di altri tre mesi. </p><p>4. La strategia decisa dal Consiglio federale il 23 febbraio 2022 per la cessione di dosi di vaccino anti-COVID-19 prevede, se possibile, di rivendere le dosi in eccesso. Già a inizio del 2022, a causa della scarsa domanda, il Consiglio federale aveva giudicato esigue le possibilità di rivendere le dosi eccedenti di vaccino anti-COVID-19. Questo perché molti Stati ad alto reddito hanno scelto una strategia di acquisto di vaccini anti-COVID-19 simile a quella della Svizzera, assumendo il rischio di eccedenze per garantire l'approvvigionamento. Di conseguenza, dall'inizio del 2022 si registra in tutto il mondo un eccesso di offerta di dosi di vaccino anti-COVID-19. Finora quindi non è stato possibile rivendere i vaccini. Probabilmente la situazione rimarrà pressoché invariata nel 2023, poiché altri Stati, come la Svizzera, hanno già concluso gli acquisti per il prossimo anno ed è quindi probabile che l'eccedenza di vaccini continui a durare.</p><p>5. Per il 2022, il Consiglio federale ha sbloccato fino a 15 milioni di dosi a fini di donazione laddove queste non potessero essere somministrate in Svizzera o rivendute. Inoltre nel giugno del 2021 aveva già deciso di donare le dosi del vaccino di AstraZeneca. Da allora, sulla base di questa decisione del Consiglio federale, la Svizzera ha consegnato oltre 4 milioni di dosi ad altri Stati (stato al 22.12.2022). Il 16 dicembre 2022 il Consiglio federale ha inoltre deciso di proseguire con le donazioni di vaccini nell'anno successivo, fissando a 13 milioni il numero massimo di dosi da donare nel 2023 e tenendo conto del fatto che da tempo a livello globale sono disponibili più dosi da donare di quante gli Stati potenzialmente beneficiari possano effettivamente richiedere e somministrare. Per le donazioni la Svizzera si basa principalmente sull'iniziativa multilaterale COVAX, che coordina le richieste degli Stati beneficiari (low and middle income countries, LMICs) e le inoltra ai Paesi donatori. Nella misura del possibile, non appena riceve una domanda tramite COVAX, la Svizzera sblocca la quantità desiderata per la consegna. Molti Paesi donatori hanno già messo a disposizione grandi quantità di dosi di vaccino, che però non possono essere somministrate a causa della scarsa domanda.</p>  Risposta del Consiglio federale.