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Allattamento
Latte materno: protegge i bambini dai batteri resistenti agli antibiotici
È stato trovato un nuovo beneficio per la salute legato all'allattamento al seno.
Secondo un nuovo studio l'allattamento al seno può proteggere il neonato dai batteri resistenti agli antibiotici.
La ricerca condotta presso l'Università di Helsinki ha scoperto che la formula in polvere per lattanti, che agisce come sostituto del latte materno, è stata associata ad un aumento nell'intestino del bambino di circa il 70 percento di geni resistenti agli antibiotici.
Lo studio, che ha rianalizzato i dati sul microbiota intestinale di oltre 600 neonati provenienti da ricerche precedenti, ha anche dimostrato che i neonati allattati al seno erano associati a una ridotta proliferazione di patogeni opportunisti resistenti agli antibiotici nel neonato, che può ridurre il rischio di infezioni difficili.
Secondo i ricercatori è stata osservata un'abbondanza considerevolmente maggiore di geni di resistenza agli antibiotici nei bambini la cui dieta consisteva almeno in parte di latte artificiale, rispetto ai bambini che sono stati allattati esclusivamente al seno o hanno consumato latte materno donato.
Tuttavia l'aggiunta a base di latte di mucca (che viene abitualmente utilizzata per migliorare la dieta dei neonati allattati al seno), non ha avuto alcun effetto percettibile sul numero dei geni antibiotico-resistenti.
La crescente prevalenza di batteri resistenti agli antibiotici costituisce un rischio significativo per la salute umana.
Per questo la dott.ssa Katariina Pärnänen, che ha condotto la ricerca nell'ambito della sua tesi di dottorato, è convinta che l'allattamento al seno possa aiutare in quanto riduce nei neonati questi batteri resistenti agli antibiotici.
«Il latte materno è la fonte primaria di nutrimento per tutti i neonati e i suoi benefici per la salute sono di particolare importanza per i neonati prematuri», ha affermato Katariina Pärnänen.
«Le nuove scoperte indicano che l'allattamento al seno nei neonati prematuri e neonati a termine riduce anche la proliferazione di batteri resistenti agli antibiotici nell'intestino infantile. Riducendo così potenzialmente il rischio di infezioni difficili, che considero un dato particolarmente importante a causa della sempre crescente prevalenza di antibiotico-resistenza».
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