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Regesto
- Anche nell'ambito dell'art. 18 cpv. 1 OAI, il presupposto di un'incapacitÓ lavorativa del 50 per cento almeno si riferisce all'attivitÓ esercitata sino all'intervento del danno alla salute (consid. 2a).
- Il fatto che un assicurato incapace di lavoro al 50 per cento almeno nella sua attivitÓ abituale, al fine di ottemperare al suo obbligo di diminuire il danno, eserciti un'attivitÓ lucrativa quando cominciano a delinearsi possibilitÓ di integrazione, non esclude di principio il diritto a indennitÓ giornaliere di attesa (consid. 2b).
- Le regole per il calcolo dell'indennitÓ giornaliera giusta l'art. 21 OAI sono applicabili per analogia al calcolo dell'indennitÓ giornaliera nel periodo di attesa (consid. 3a).
- L'assegno per l'azienda persegue lo scopo, nell'ambito dell'indennitÓ giornaliera dell'assicurazione invaliditÓ, di coprire parzialmente le spese di gestione decorrenti dall'esercizio di un'attivitÓ indipendente durante il periodo di reintegrazione (consid. 4a).
- Il diritto all'assegno per l'azienda presuppone che l'assicurato, prima dell'insorgenza del danno alla salute, sia stato titolare di un'impresa quale indipendente, che nello stesso periodo non abbia in modo preponderante esercitato attivitÓ dipendente e che egli debba sopportare spese d'esercizio nell'attesa di misure di reintegrazione o durante le stesse, spese che non pu˛ pi¨ sostenere a seguito della cessazione dell'attivitÓ indipendente per ragioni di salute (consid. 4b).
- Per quanto concerne il diritto a assegno per l'azienda non Ŕ di rilievo che l'assicurato eserciti un'attivitÓ dipendente durante il periodo di attesa. Ci˛ ha riflesso solo dal punto di vista quantitativo, nel senso che l'indennitÓ giornaliera, compreso l'assegno per azienda, deve essere ridotta e pu˛ persino - dato il reddito determinante - essere rifiutata (consid. 4b).