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Saeed Ali Shamrookh ha depositato una domanda d’asilo il 18 febbraio 2010, appena arrivato in Svizzera, ma questa è stata respinta il 9 marzo dall’Ufficio federale della migrazione, che ha ordinato la sua detenzione in attesa del rinvio. L’uomo aveva a disposizioni cinque giorni per inoltrare ricorso contro la decisione negativa, conformemente alla procedura d’asilo in Svizzera. Il legale di Shamrookh, l’avvocato Marcel Bosonnet, ha fatto ricorso il 16 marzo. Anche Amnesty International è intervenuta, rivolgendosi alle autorità di ricorso in data 17 marzo. Nel suo intervento, l’organizzazione per la difesa dei diritti umani ha messo in guarda le autorità svizzere riguardo al rischio di persecuzioni al quale il richiedente andrebbe incontro in caso di rimpatrio. Il 13 aprile l’istanza di ricorso è stata respinta dal Tribunale amministrativo federale, e il 16 aprile Saeed Ali Shamrookh è stato trasferito dalla zona di transito dell’aeroporto di Zurigo alla prigione dello scalo, in attesa del suo rinvio.
Saeed Ali Shamrookh avrebbe dei forti legami con un gruppo attivo nel sud-est dello Yemen, denominato Movimento del Sud, che si oppone alle politiche del governo e reclama l’indipendenza della regione. Questo movimento ha organizzato un gran numero di manifestazioni per denunciare l’incapacità del governo nella lotta contro la discriminazione di cui sono vittima i cittadini provenienti dal sud del paese. I manifestanti pacifici hanno subito una dura repressione da parte del governo, e i leader del movimento sono stati arrestati. Dall’inizio delle proteste, nel 2007, le forze di sicurezza hanno arrestato - spesso in modo arbitrario - migliaia di manifestanti, simpatizzanti e i leader del Movimento del Sud.
Amnesty International teme che, in caso di rinvio forzato in Yemen, Saeed Ali Shamrookh sia in grave pericolo, e che, se imprigionato al rientro nel suo paese, diventi un prigioniero d’opinione. Per questo motivo oggi Amnesty International ha lanciato un’azione urgente a livello mondiale, invitando i suoi soci a rivolgersi direttamente alla Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e al Direttore dell’Ufficio federale della migrazione, Alard du Bois-Reymond, chiedendo che Saeed Ali Shamrookh non sia rinviato con la forza in Yemen, conformemente agli obblighi internazionali della Svizzera.