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Il signor Pietro Diacono che voleva spianare il Turchino per far defluire la nebbia – “È come quando si cambia l'aria nelle stanze” – si sarebbe palesato a Portobello, format della tv italiana, soltanto nel gennaio del 1978. Prima di lui, con fondamenti decisamente più scientifici, ci fu Pietro Caminada, ingegnere italo-svizzero di origine grigionese che teorizzò una via d'acqua da Genova al Reno, tagliando le Alpi con una galleria situata all’altezza del passo dello Spluga, navigabile da battelli a uso commerciale.
È il periodico Beobachter a riprendere in questi giorni la storia di Caminada, che nel 1907 pubblicò in francese il contributo ‘Canali di montagna - Nuovo sistema di trasporto naturale per via d'acqua’, nelle quali teorizzava le “chiuse a tubo inclinato”, una dopo l’altra in modo obliquo sul fianco di una montagna, ovvero: quando una sezione si riempie d'acqua, la nave all'interno viene spinta in avanti e verso l'alto allo stesso tempo, guidata da una catena in un binario. In questo modo, le imbarcazioni sarebbero state in grado di superare grandi pendenze da una camera della chiusa all'altra. Nel brevetto del 1910, Caminada sottolinea che "il passaggio da una sezione all'altra non si ferma mai, il movimento è continuo". In questo modo, il canale parte da Genova, supera gli Appennini, attraversa la pianura Padana, entra nel Lago di Como, sale a Chiavenna e si arrampica poi verso il passo dello Spluga. A Isola (1200 metri di altezza) parte una galleria di 15 chilometri che porta alle gole Roffla, poi alla Viamala, in seguito a Thusis e poi nel Reno, attraverso il lago di Costanza, Sciaffusa e Basilea.
Tra favorevoli e contrari, Caminada costruisce modelli del sistema di chiuse, studiando dimensioni, angoli d'inclinazione, attrito, galleggiamento e perfezionamenti tecnici. Il progetto delle navi che scalano la montagna rimane però un castello in aria. L'Italia è in difficoltà economiche e sociali e conta sull'espansione coloniale. Nel 1911 le truppe italiane si annettono la Libia e nel 1915 il paese entra nella prima guerra mondiale. Da allora in poi, Caminada si concentra sulla pianificazione urbana. Intorno al 1916 viene coinvolto nell'espansione del porto di Genova, e più tardi di quello di Civitavecchia. Per Milano progetta un nuovo quartiere a sud di Piazza del Duomo. A Roma, intorno al 1920, concepisce una "Città Giardino" nel quartiere di Monte Sacro.