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Sintesi dell'articolo
«Rassismus bedroht Menschenrechte» (tedesco)
Intervista a cura di Urs Güney, giornalista indipendente.
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Secondo Walter Kälin, direttore del Centro svizzero di competenza per i diritti umani, l’ampia protezione dei diritti umani garantita nella Confederazione fa sì che molti cittadini svizzeri ne sottovalutino l’importanza. Siccome nel nostro Paese non si corre ad esempio il pericolo di essere arrestati e maltrattati per aver criticato il Consiglio federale, per molti il divieto della tortura è irrilevante. Anche la libertà di religione e il diritto a un processo equo non sono in alcun modo messi in discussione. Il tema dei diritti umani è però spesso mediatizzato in relazione a stranieri, minoranze religiose o famiglie separate a causa dell’espulsione di un loro membro condannato per un delitto, il che rafforza la sensazione che questi diritti concernano sempre e soltanto «gli altri».
Per Walter Kälin il razzismo costituisce una forma particolarmente grave di discriminazione, visto che il colore della pelle o l’origine fanno parte della personalità e dell’identità degli individui tanto quanto il sesso o l’età.
Walter Kälin sottolinea anche che le disparità salariali tra uomini e donne sono una forma di discriminazione largamente diffusa in Svizzera. Mentre i casi di razzismo sono abbastanza ben documentati, non si può dire lo stesso delle discriminazioni dovute a disabilità o all’orientamento sessuale.