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L'industria del cuoio comprende, oltre all'Industria delle calzature, tutti i settori in cui la pelle viene lavorata per poi ricavarne oggetti d'uso comune: da un lato vi è la selleria, dall'altro la pelletteria. Mentre la selleria costituisce un'attività tipicamente tradizionale (Artigianato), in Svizzera l'industria del cuoio raggiunse una certa rilevanza solo nel corso degli anni 1930-40.
Lo sviluppo della selleria fu strettamente legato a quello della Concia. Fino agli anni 1930-40 le concerie si limitavano a produrre quasi esclusivamente cuoio grezzo, lavorato poi nelle sellerie che ne facevano oggetti utilizzati in settori tecnici e per scopi militari; solo più tardi la produzione fu estesa ai pellami fini. Anche articoli in pelle utilizzati in ambito tecnico quali cinghie di trasmissione e guarnizioni venivano in genere prodotti dalle concerie. Le piccole sellerie artigianali si specializzarono nella fabbricazione di briglie, selle e componenti dell'equipaggiamento della polizia e dell'esercito. Con la motorizzazione dei trasporti la tradizionale attività della selleria perse di importanza, a causa del calo di richieste di selle e briglie; da allora molti sellai limitarono la loro attività all'esecuzione di riparazioni, altri alla produzione di imbottiture destinate all'industria dei mobili e a quella automobilistica, dando così vita alla nuova professione di sellaio tappezziere. I principali committenti delle sellerie erano la Conf., i cant. e i com., in particolare la Posta, le ferrovie, l'esercito e la polizia: da ciò deriva la particolare concentrazione di questa attività nel cant. Berna. Quali fornitori dell'equipaggiamento per l'esercito, i sellai poterono beneficiare di particolari misure protezionistiche, come riduzioni del prezzo delle importazioni di pelle grazie alla cassa di compensazione per pelli, pellicce, cuoio e calzature. Dagli anni 1960-70 le ordinazioni dell'esercito di articoli in cuoio andarono progressivamente riducendosi; numerose piccole aziende fam., spesso costituite da una sola persona, non ebbero più chi poteva garantire la loro esistenza. In Svizzera la selleria è ormai un settore pressoché irrilevante.
La pelletteria produce in particolare borse e articoli da viaggio. Fino all'inizio del XX sec. i centri di produzione erano Offenbach am Mein, Stoccarda e Vienna, in grado di coprire anche il fabbisogno sviz. I primi articoli di pelletteria fabbricati in Svizzera furono i cinturini per orologi. Grazie alla diffusione del turismo, nel periodo 1920-40 sorsero nuove imprese specializzate nella produzione di articoli da viaggio. Prezzi favorevoli delle materie prime, dazi protettivi e il desiderio di conseguire l'autarchia nella produzione di oggetti di pelletteria resero possibile la sopravvivenza di questa giovane industria, confrontata alla concorrenza estera. Furono aperte industrie di dimensioni maggiori, in cui il personale era in prevalenza femminile; dagli anni 1970-80, tuttavia, la produzione di pelletteria è in continua flessione.
Nel 1899 i sellai tappezzieri si organizzarono in una propria ass. che si occupava in primo luogo di regolare le questioni doganali. Nel 1914 gli imprenditori nel ramo della pelletteria fondarono l'Ass. sviz. dei fabbricanti di articoli da viaggio e di pelletteria. La più importante ass. dei lavoratori del cuoio è la Federazione sviz. degli operai dell'abbigliamento, del cuoio e dell'arredamento. Nonostante un basso grado di organizzazione, la Federazione riuscì nel 1954 a imporre il primo contratto collettivo di lavoro per lavoratori e lavoratrici del settore. Nel 1992 venne integrata nella FLMO.
Bibliografia
– H. Neumann, Leder- und Schuhindustrie, 1946
– HSWw, 2, 126-134
– E. Ensslin, Entwicklungsanalyse und -perspektiven der schweizerischen Schuh- und Lederindustrie im Lichte weltwirtschaftlicher Strukturveränderungen, 1981
Autrice/Autore: Niklaus Stettler / lca