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Il Tribunale federale (TF) conferma in una sentenza pubblicata oggi la pena di 15 mesi sospesi inflitta ad un ex dipendente della Hyposwiss Private Bank, accusato di aver rubato dati bancari tra il 2010 e l'inizio del 2012, con l'intenzione di venderli. L'entità della condanna inflitta nel dicembre 2013 dal Tribunale penale federale (TPF) era stata contestata dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
A Bellinzona, il settantenne era stato riconosciuto colpevole di tentato spionaggio economico, violazione del segreto commerciale e del segreto bancario. Confermando il punto di vista del TPF e contro il parere del MPC, i giudici di Losanna ritengono che gli interessi del paese non siano stati messi a rischio in maniera grave.
L'importanza dei dati sottratti dall'ex bancario e esperto di informatica - rilevano - non avevano un'importanza tale da mettere in pericolo la sicurezza della Svizzera sul piano economico. L'avvocato da lui contattato, inoltre, non ha mai avuto l'intenzione di trasmettere i dati al suo cliente, l'oligarca russo Oleg Deripaska.
Il dipendente della banca privata aveva offerto a inizio 2012 all'avvocato elvetico dell'oligarca informazioni sulle transazioni finanziarie di un concorrente, Vladimir Potanin, in cambio del versamento di 2 milioni di franchi. Il legale di Deripaska finse di accettare l'offerta ma in realtà trasmise la questione al MPC, che tese una trappola all'uomo e lo arrestò.
SDA-ATS