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Canone radiotelevisivo:
In virtù della legge sulla radiotelevisione (LRTV), le persone residenti in Svizzera che captano programmi radio-tv sono tenute a pagare il canone radiotelevisivo, stabilito dalla Confederazione e riscosso dalla ditta incaricata Serafe AG, indipendentemente dal tipo di trasmissioni che guardano o ascoltano e dai vettori che utilizzano (antenna, cavo, satellite, telefono, cellulare, Internet) ad eccezione degli aventi diritto all’AVS e all’AI che percepiscono prestazioni ai sensi della legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) che sono esentati.
I proventi del canone sono utilizzati per finanziare la missione di servizio pubblico delle reti radiofoniche e televisive della SSR, per sostenere 34 emittenti private concessionarie, incentivare le nuove tecnologie, sovvenzionare la ricerca sui media, e coprire costi amministrativi e di gestione per frequenze (UFCOM) e riscossione del canone (Serafe).
Il canone radiotelevisivo ammonta a 365 franchi all'anno per ogni economia domestica, mentre un'impresa con una cifra d'affari annua di oltre 500.000 franchi paga tra i 365 e i 35.590 franchi all'anno, a seconda della propria cifra d'affari, indipendentemente dal possesso di apparecchi di ricezione.
Dal 2021 il canone scenderà dagli attuali 365 franchi a 335 franchi per tutte le economie domestiche di tipo privato in Svizzera, secondo quanto deciso dal Consiglio federale nella sua seduta del 16 aprile 2020. Anche il mondo economico sarà sgravato: il 93 per cento delle aziende assoggettate pagherà meno.
Chi ne beneficia? Qui un’immagine di tutte o quasi le attività (radio e tv private e pubbliche) che esistono grazie al canone radiotelevisivo
Grazie alle attribuzioni del canone radiotelevisivo la SSR produce offerte audiovisive nelle quattro regioni linguistiche e in tutte le lingue nazionali. Con la perequazione finanziaria, la SSR dà un contributo importante alla coesione nazionale, alla comprensione reciproca e allo scambio tra regioni linguistiche.
A livello economico regionale, inoltre, il pagamento del canone garantisce alla Svizzera italiana un beneficio importante, poiché ogni franco versato genera 4 franchi di valore aggiunto. Qualora il canone non venisse più pagato, la Svizzera italiana perderebbe un indotto di più di 200 milioni di franchi.