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Anche se le vittime del virus Ebola sono tante, vi sono molte persone in Africa occidentale immuni al virus. Al momento sono 1.800, ma secondo alcuni virologi potrebbero essere molte di più, dal 2% al 20% della popolazione, spiega un'analisi dell'Università Tulane di New Orleans (Louisiana), segnalata dal New York Times.
Se queste persone potessero essere identificate, potrebbero essere di grande aiuto nel combattere l'epidemia perchè potrebbero prendersi cura dei malati e seppellire i morti, proprio come accadde con i sopravvissuti al vaiolo nei secoli passati, prima dell'avvento del vaccino. Inoltre i loro anticorpi potrebbero essere raccolti dal loro sangue per trattare i malati.
"È corretto dire che alcune persone sono immuni al virus - spiega Robert Garry, dell'università Tulane e che lavora in Sierra Leone - ma non sappiamo se ad averla sia l'1-2% o il 20% delle persone".
Al momento i sopravvissuti all'attuale epidemia di ebola sono 1.800, tutti ora immuni al virus. Ma potrebbero essere molte migliaia di più. Piccoli studi sui familiari delle vittime di Ebola mostrano che alcune persone sono state infettate dal virus, pur senza ammalarsi, forse grazie ad un fattore genetico per ora sconosciuto. Vi sono anche molti africani mai entrati in contatto con una vittima di Ebola e che hanno gli anticorpi.
Secondo uno dei massimi esperti del virus, il virologo Eric Leroy, dell'International Center for Medical Research di Franceville, in Gabon, "molti abitanti di villaggi rurali si sono 'vaccinati' mangiando frutta rosicchiata da pipistrelli e contaminata dalla loro saliva. Ma è solo un'ipotesi di cui non abbiamo prove". Per determinare il livello totale di immunità nell'Africa occidentale servirebbe però l'analisi del sangue di migliaia di campioni di sangue, un compito impossibile nel caos attuale. Ma "il siero Zmapp è finito - conclude Garry - ed è arrivato il momento di trovare soluzioni creative".