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l Consiglio federale respinge l’iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera» (Iniziativa sull’allevamento intensivo) e le contrappone un controprogetto diretto nel quale prevede di inserire la protezione del benessere degli animali nella Costituzione federale e di estenderla a tutte le specie. L’iniziativa è respinta, tra l’altro, perché il vigente diritto in materia di protezione degli animali vieta già l’allevamento intensivo così come inteso dall’iniziativa. Nella sua seduta del 19 maggio 2021, il Consiglio federale ha adottato il messaggio all’attenzione del Parlamento.
L’iniziativa si prefigge di inserire nella Costituzione federale la tutela della dignità dell’animale nell’ambito della detenzione a scopo agricolo e il divieto dell’allevamento intensivo. La Confederazione dovrebbe stabilire criteri riguardanti il ricovero e la cura rispettosi dell’animale, l’accesso a spazi esterni, la macellazione e le dimensioni massime del gruppo per stalla.
L’iniziativa chiede inoltre che la Confederazione emani prescrizioni sull’importazione di animali e di prodotti animali a fini alimentari che tengano conto del nuovo articolo costituzionale. Tutte queste prescrizioni dovrebbero corrispondere almeno ai requisiti minimi delle direttive Bio Suisse 2018. Sono previsti termini transitori di 25 anni al massimo.
Il Consiglio federale respinge l’iniziativa
Il Consiglio federale considera importante il benessere degli animali, ma respinge l’iniziativa perché già oggi il diritto in materia di protezione degli animali vieta l’allevamento intensivo. La legislazione tutela il benessere dei singoli animali indipendentemente dal loro numero. Limitare le dimensioni degli allevamenti non apporterebbe alcun miglioramento diretto della situazione. In ragione della struttura delle aziende agricole e della legislazione, in Svizzera gli effettivi di animali sono inoltre molto più piccoli che all’estero.
Il Consiglio federale è contrario anche a inserire nella Costituzione federale standard privati di produzione biologica come le direttive Bio Suisse. Dopo la scadenza del termine transitorio di 25 anni, queste direttive specifiche del 2018 risulterebbero superate; vi sono inoltre numerosi altri standard biologici pubblici e privati regolarmente aggiornati. Già oggi la Confederazione sostiene ad esempio i programmi «sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali» (SSRA) e «uscita regolare all’aperto» (URA).
La regolamentazione delle importazioni proposta dall’iniziativa sarebbe incompatibile con gli impegni internazionali della Svizzera e richiederebbe controlli complessi e onerosi. L’attuazione dell’iniziativa potrebbe infine comportare costi aggiuntivi per l’agricoltura e i consumatori.
Il controprogetto promuove il benessere di tutti gli animali
Il Consiglio federale intende riprendere in un controprogetto diretto l’obiettivo di fondo dell’iniziativa. A tale scopo propone di inserire nella Costituzione federale criteri per garantire un ricovero e una cura adeguati alle esigenze degli animali, la possibilità di uscire regolarmente all’aperto e condizioni di macellazione rispettose degli animali. I suini dovranno obbligatoriamente avere a disposizione un’area di riposo con lettiera, e tutti gli animali da reddito dovranno poter uscire regolarmente all’aperto. Ciò contribuirà a migliorare la qualità di vita degli animali, ad aumentare la loro resistenza alle malattie e, di conseguenza, a ridurre l’utilizzo di medicamenti come gli antibiotici. Durante la macellazione si dovrà impedire con ogni mezzo possibile e ragionevolmente esigibile che gli animali provino dolore, soffrano o abbiano paura. Il Consiglio federale riconosce che già oggi gli agricoltori si adoperano a favore del benessere degli animali. Inasprendo i requisiti minimi per tutti gli animali da reddito è possibile accrescerne ulteriormente il benessere nell’ambito della detenzione a scopo agricolo.Al contrario dell’iniziativa, il Consiglio federale auspica che la protezione del benessere venga inclusa nella Costituzione federale come principio generale per tutti gli animali. In questo modo si spinge oltre l’iniziativa, che si limita agli animali detenuti a scopo agricolo.
Procedura di consultazione positiva e voci critiche
La maggioranza dei pareri pervenuti, tra cui le prese di posizione di 17 Cantoni, è favorevole al controprogetto diretto. Da più parti si chiede di precisare il testo del controprogetto diretto (p. es. le espressioni «ricovero adeguato alle esigenze» e «possibilità di uscire regolarmente all’aperto»). Taluni si oppongono all’iniziativa e al controprogetto diretto perché ritengono che le disposizioni vigenti siano sufficientemente severe e che gli adeguamenti auspicati comporterebbero costi ingenti per gli agricoltori.