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Oggi si scopre che i Winklevoss lo hanno citato in giudizio per una presunta appropriazione indebita di 5.000 BTC (quasi 32 milioni di dollari).
Shrem nel 2015 fu coinvolto in un caso di vendita illecita di farmaci che lo portò in prigione. Nel 2016 però è uscito dal carcere e ora dirige CryptoIQ.
Le accuse dei gemelli si riferiscono a fatti avvenuti nel 2012. Quando andò in carcere Shrem dichiarò di essere praticamente senza soldi, mentre ora conduce una vita lussuosa e dispendiosa: i Winklevoss ora si chiedono da dove abbia preso tutti quei soldi.
All’epoca Shrem aiutava le persone ad acquistare BTC e tra questi c’erano i fratelli Winklevoss, per i quali divenne il principale consulente.
I gemelli chiesero a Shrem di aiutarli ad accumulare bitcoin, dandogli 750.000 dollari per comprarli da altri investitori.
Qualche mese dopo i gemelli sostennero che si erano resi conto che Shrem non gli aveva dato tutti i bitcoin che aveva comprato con il loro denaro.
Nel 2012 donarono a Shrem 250.000 dollari ma, secondo i fratelli, un mese dopo Shrem consegnò loro solo circa 189.000 dollari in BTC al prezzo dell’epoca (circa 12,50 $). La cifra mancante sarebbe più o meno proprio di 5.000 BTC.
Nella documentazione della causa si legge: “O Shrem è stato incredibilmente fortunato e di successo da quando è uscito di prigione, o – più probabilmente – ha “acquistato” le sue sei proprietà, due Maserati, due barche a motore e altre proprietà con il valore apprezzato dei 5.000 Bitcoin che ha rubato” ai gemelli Winklevoss nel 2012.
Il giudice del precedente processo ha congelato alcune delle risorse finanziarie di Shrem, ma a quanto pare qualcosa potrebbe essergli sfuggito.
Infatti Shrem deve ancora al governo americano 950.000 dollari, come parte della sua dichiarazione di colpevolezza del 2014.
L’avvocato di Shrem sostiene che le affermazioni dei fratelli Winklevoss sono infondate. Ha dichiarato: “La causa sostiene erroneamente che circa sei anni fa Charlie ha sostanzialmente sottratto in modo errato migliaia di Bitcoin. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Charlie ha intenzione di difendersi con forza e di cancellare rapidamente il suo nome”.
Nel corso dell’ultimo anno Shrem è stato coinvolto in alcuni progetti poco chiari, come una carta di credito in criptovalute ed una ICO, che lo hanno costretto a restituire i soldi raccolti agli investitori dopo non aver rispettato le promesse.
Ma la denuncia dei Winklevoss per un totale di circa 32 milioni di dollari rischia di provocargli problemi ben più gravi.