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Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha ammesso che il Paese sta affrontando la "peggiore situazione in assoluto" rivolgendosi a migliaia di iscritti di base del Partito dei Lavoratori durante una conferenza politica tenuta a Pyongyang.
Il 'giovane generale' si ritiene stia vivendo il momento più difficile dalla salita al potere di dicembre 2011, dopo la morte del padre Kim Jong-il, a causa della chiusura della Corea del Nord come misura estrema per contenere il contagio del Covid-19, appesantendo un'economia devastata da decenni di pessima gestione e dalle sanzioni scaturite dalle risoluzioni dell'Onu in risposta ai programmi nucleari e ai ripetuti lanci di missili balistici.
L'agenzia di stampa ufficiale, la Kcna, ha riferito che Kim ha espresso i suoi commenti durante il discorso d'apertura a Pyongyang di una riunione dei segretari di "cellule del partito", le unità di base del Partito dei Lavoratori composte da 5 a 30 membri, al fine di aiutare "la rimozione delle pratiche antisocialiste e non socialiste".
Jo Yong-won, un funzionario ritenuto un primario aiutante di Kim tanto da essere ritenuto il nuovo numero 3 nella scala gerarchica di massimo livello dopo il congresso del partito di gennaio, ha sottolineato gli errori dei segretari che "si sono fermati prima di lottare intensamente" contro pratiche antisocialiste e non socialiste.