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Ancora una tragedia dell'immigrazione in Turchia. E ancora una volta ai danni dei più indifesi. Aveva solo 36 giorni il piccolo profugo siriano morto assiderato in un campo di fortuna.
Il bambino, secondo quanto riporta l'agenzia Cihan, identificato con il nome di Faris Khidr Ali, viveva con la sua famiglia in una tenda di nylon, nei pressi della capitale turca Ankara, in una zona dove le basse temperature, il gelo e la neve non perdonano.
Secondo quanto si è appreso il piccolo avrebbe smesso di respirare in ospedale, dove era stato ricoverato in fin di vita. Nell'accampamento in cui viveva, nel distretto di Cankaya, la scorsa notte la temperatura era scesa fino a 20 gradi sotto zero e secondo l'agenzia di stampa i soccorsi una volta chiamati non sarebbero riusciti a raggiungere immediatamente la zona dove viveva a causa delle strade ghiacciate.
I genitori del neonato, Hasan e Soney Said, erano fuggiti dalla guerra in Siria. L'agenzia Cihan ha anche pubblicato alcune fotografie, che lo ritraggono e che mostrano anche le condizioni, disperate, in cui vivono i suoi familiari: la loro tenda è infatti circondata dalla neve, per nulla equipaggiata di fronte al gelo, mentre i profughi appaiono abbigliati con vestiti leggeri, senza guanti alle mani e con scarpe che si potrebbero definire estive.
A inizio gennaio un altro piccolo profugo siriano di quattro mesi era morto di freddo in una tenda nella provincia sudorientale turca di Batman, dove viveva senza riscaldamento né elettricità. A inizio settembre aveva destato sconcerto la tragedia del piccolo Aylan, il profugo siriano morto su una spiaggia turca, il cui corpo senza vita era stato ripreso in una fotografia che aveva fatto il giro del mondo.
SDA-ATS