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L'Ufficio federale della salute pubblica prende sul serio il rischio di pandemia paventato dall'Organizzazione mondiale della sanità.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 febbraio 2005 - 12:12
L'OMS chiede di fare di più per contrastare il diffondersi della malattia, che nel mese di gennaio ha già mietuto 42 vittime in Asia.
Il virus dei polli, che sta devastando l’Asia, potrebbe tramutarsi in un agente patogeno letale per l’uomo e provocare una pandemia. A lanciare l’allarme sono gli esperti intervenuti a Ho Chi Minh City per una conferenza organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Nel continente asiatico sono già stati registrati diversi decessi di persone contagiate da polli o anatre; il tasso di mortalità è assai elevato: il 72% dei pazienti identificati come malati di influenza aviaria ha perso la vita.
Pericolo di pandemia
Tra i motivi d’inquietudine, vi sono anche le analogie con le più gravi epidemie globali (pandemie) del Ventesimo secolo e in particolare con quella del 1918, la cosiddetta febbre spagnola, che uccise tra 20 e 40 milioni di persone.
Secondo gli esperti dell’OMS, l’allarme è giustificato proprio perché la situazione odierna assomiglia molto a quella che si presume precedette il 1918: la malattia colpì dapprima i polli, per poi propagarsi all’uomo.
Altra fonte di preoccupazione, è la rapidità con la quale il virus dell’influenza aviaria muta la sua struttura.
Svizzera: pericolo noto da tempo
Pur non partecipando alla conferenza vietnamita, la Svizzera riconosce l’importanza del pericolo, su cui si è già chinata da tempo. "Lavoriamo su questo dossier da diversi anni", afferma Frédéric Eynard, collaboratore scientifico presso l’Ufficio federale della salute pubblica (UFSP).
A suo parere, il peggior scenario immaginabile per il paese "potrebbe contare fino a 2 milioni di visite mediche, circa 14’000 ricoveri e 42’000 decessi".
Tuttavia, "anche se è probabile che vi sarà una pandemia, non è possibile indicare quando essa si manifesterà".
Gruppo di lavoro
La Confederazione ha costituito, già da alcuni anni, un "gruppo di lavoro influenza", a cui partecipano anche cantoni, specialisti e laboratori. Tale unità ha organizzato la propria strategia su cinque assi.
In primo luogo, spiega Eynard, viene sorvegliata la grippe "normale", grazie all’appoggio del centro nazionale di Ginevra. Secondariamente, si organizzano regolarmente delle campagne di vaccinazione contro la malattia.
Vi è quindi l’opera di prevenzione, tramite i medicamenti antivirali e i vaccini: a partire dal primo aprile 2004, un’ordinanza federale prevede la costituzione di riserve obbligatorie di questi medicamenti.
In caso di pandemia, è previsto un piano d’azione speciale "adattato in funzione della nuova situazione sul terreno".
Inoltre, è stata preparata un’ordinanza che dovrebbe permettere di mettere in atto tutte le misure sopraccitate. Il progetto attende ancora l’approvazione del Consiglio federale: "Ci auguriamo che possa entrare in vigore ancora nel primo trimestre di quest’anno", conclude Eynard.
swissinfo
Fatti e cifre
L’OMS annuncia 55 casi confermati di influenza aviaria nel mese di gennaio, che hanno provocato 42 decessi in Vietnam, Tailandia e Cambogia.
Nel 2004, la malattia si era diffusa in una dozzina di nazioni asiatiche, causando gravissimi danni all’industria alimentare.
La prima persona colpita dall’influenza aviaria è stata segnalata nel 1997 a Hong Kong.
Si ritiene che la quasi totalità dei contagi umani provenga da volatili.
In breve
L'influenza aviaria colpisce e uccide rapidamente tutti i tipi di volatile.
Gli uomini possono essere contagiati in caso di contatto diretto con gli animali, ma non mangiandone la carne.
Gli esperti temono un possibile incrocio tra virus animali e umani. Il nuovo agente patogeno sarebbe trasmissibile da una persona all'altra e avrebbe effetto mortale. Tuttavia, non esistono ancora prove in tal senso.
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