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Dopo le polemiche degli scorsi giorni sulla segregazione femminile, visto che le donne potevano assistere alla partita solo in alcuni settori dello stadio di Gedda, negli Emirati Arabi a parlare è stato infine il calcio. In uno stadio affollato da 62 mila spettatori, la stragrande maggioranza dei quali uomini, mentre nel settore superiore, quello riservato alle famiglie, erano comunque assiepate parecchie donne, velate e senza velo, accompagnate oppure sole. In un'edizione 2019 della Supercoppa italiana aperta da una cerimonia con tra i protagonisti alcuni bambini e bambine (di cui due in tenuta da arbitro) in campo con i giocatori.
E la prima finale in salsa saudita (dove, sulla base degli accordi presi con la Serie A, si terranno altre due delle prossime quattro edizioni) porta la firma di Cristiano Ronaldo, che suggella il suo primo trofeo in maglia bianconera segnando la rete che decide tutto, al 61'. In un match condizionato dal caldo e giocato a ritmi bassi, con la Juve che ha tenuto il possesso palla (62% contro 38 il dato finale) contro un Milan che non ha sfigurato, e che ha colpito una traversa con Cutrone al 3' della ripresa. Mentre la Juve, oltre al gol del portoghese, può rammaricarsi per le due reti annullate, entrambe per fuorigioco, a Matuidi e Dybala. Due decisioni che, però, sono parse ineccepibili.