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Neutralità di genere per Nestlé, che cancella i termini di madre e padre: il colosso dell'alimentare annuncia oggi il lancio di una politica globale di sostegno alla famiglia, che prevede l'introduzione di un nuovo modello di congedo parentale.
Dal prossimo anno il "prestatore di cure primario" (primary caregiver, premier parent référent o primäre Betreuungsperson, secondo la terminologia utilizzata in un comunicato pubblicato in tre lingue) avrà diritto a 18 settimane di congedo retribuito, invece delle 16 attuali attuali, mentre al secondary caregiver verranno riconosciute al minimo 4 settimane. Attualmente presso la multinazionale è in vigore un congedo paternità di 5 giorni.
Dei nuovi standard potranno approfittare tutti i 300'000 dipendenti in tutte le sedi nel mondo di Nestlé. L'adeguamento alla nuova normativa dovrebbe essere completato entro la fine del 2022.
"Ogni famiglia è unica", afferma il CEO Mark Schneider citato in un comunicato, "e per questo motivo abbiamo sviluppato una politica di supporto ai genitori flessibile. Sostenere il corretto sviluppo dei neonati rientra nei valori fondamentali della nostra azienda fin dalla sua nascita".
"Vogliamo fare di Nestlé un luogo di lavoro ancora più inclusivo e stimolante", fa sapere dal canto suo la responsabile delle risorse umane Béatrice Guillaume-Grabisch. "Questa politica andrà a vantaggio di ciascuno dei nostri dipendenti".
In Svizzera, Nestlé attuerà la nuova politica di sostegno ai genitori già a metà del 2020 in tutti i suoi siti, comprese le sedi amministrative, le fabbriche e i centri di ricerca, per un totale di circa 9.700 persone.