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"Sole e vacanze", "cantone più bello", ma anche "ingorghi" e "frontalieri", "razzisti" e "lavativi", senza dimenticare Italia, pizza, pasta e mafia: sono queste le associazioni di idee che vengono immediatamente alla mente agli svizzero-tedeschi quando pensano al Ticino, stando a un sondaggio non rappresentativo online condotto da "20 Minuten" cui hanno partecipato 70'000 persone.
Obiettivo dichiarato: confermare i cliché conosciuti, ma far emergere magari anche elementi nuovi. Se quindi gli argoviesi si confermano i peggiori automobilisti della Svizzera, che vorrebbero volentieri essere zurighesi, i bernesi sono ricordati per il loro dialetto e la loro propensione a prendersela comoda, Friburgo per avere una squadra di hockey che non vince mai il campionato, Glarona per l'Elmer Citro, i Grigioni per il dialetto sexy e la propensione a guidare Subaru, Obvaldo perché non si sa bene dove si trova.
Soletta sale agli onori della cronaca quale cantone di transito pieno di bordelli, San Gallo per l'open air e il bratwurst, Turgovia per il dialetto ahimè brutto-brutto-brutto, Vaud per il buon vino, il Vallese perché dello stesso vino ne beve troppo, Zugo perché ha tante cassette delle lettere, Appenzello perché fa il pieno di escursionisti in costume adamitico, Basilea perché è quasi Germania e Zurigo - infine - perché vorrebbe essere New York e perché è un cantone abitato da arroganti: come è pronto a confermare, fin dalla notte dei tempi, qualunque svizzero-tedesco non-zurighese che vive nelle lande fra Berna e San Gallo.
SDA-ATS