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LOSANNA - Il conducente dell'automobile uscita di strada sopra a Montreux nel maggio 2017 è sempre uccel di bosco. Il giovane, figlio di un diplomatico egiziano, era infatti tornato in patria subito dopo l'incidente che era costato la vita a un suo compagno di scuola. Una morte della quale Khaled* è responsabile, visto che quella notte era alla guida con un tasso alcolemico dell'1,2 per mille e andava troppo veloce.
Nel frattempo altre due persone presenti nella macchina quella notte sono state condannate per falsa testimonianza.
Interrogato dalla polizia, Ali*, uno dei cinque passeggeri a bordo, aveva infatti dichiarato per ben tre volte che alla guida ci fosse Hassan. L'unico del gruppo che quella sera non aveva bevuto ed era sobrio. Ma la verità, dopo un po' di tempo, è venuta a galla.
Il giovane Ali, 21 anni, è infatti stato condannato a una pena di 90 aliquote sospese con la condizionale e a 800 franchi di multa. Anche un altro passeggero, pure lui di origine egiziana, è stato ritenuto colpevole per intralcio alla giustizia, in quanto aveva coperto il proprio connazionale.
Tornando a Khaled, il conducente fuggito, non sembra aver troppa fretta di confrontarsi con la giustizia elvetica. Dall'Egitto sono arrivati diversi certificati medici che spiegano la sofferenza psicologica del ragazzo e che non gli permetterebbe di viaggiare in Svizzera per affrontare il processo. Khaled, ricordiamo, è accusato - tra gli altri capi d'imputazione - di omicidio colposo e guida in stato d'ebbrezza.
* nomi di fantasia