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Il turismo svizzero deve diventare più competitivo, offrendo prezzi più convenienti. Non basta contare su una situazione economica positiva e su tassi di cambio favorevoli come negli scorsi anni, avvertono due studi commissionati da Hotelleriesuisse.
In media i prezzi in Svizzera superano del 12% quelli praticati in Austria, Germania, Italia e Francia, ha indicato lunedì alla stampa l'associazione degli albergatori svizzeri. Malgrado gli sforzi volti a ridurre gli scarti con i quattro paesi concorrenti, le differenze rimangono marcate.
In Svizzera il settore deve far i conti con costi salariali unitari del 26% superiori a quelli dei paesi vicini. Per le merci la differenza è del 16%, secondo l'analisi effettuata dall'istituto BAK Basel Economics. In Austria tali oneri cumulati sono del 34% inferiori a quelli elvetici.
Un secondo studio, realizzato da BHP Hanser und Partner AG, dirige l'attenzione al livello aziendale. Dall'analisi emerge che gli hotel svizzeri a quattro e cinque
stelle hanno prezzi simili a quelli di Italia e Austria.
Gli hotel a tre stelle hanno invece prezzi che sono fino al 40% più alti di quelli della concorrenza. Di conseguenza, BHP raccomanda in particolare di intervenire sugli hotel tradizionali a tre stelle.
I risultati degli studi inducono Hotelleriesuisse a sostenere la necessità di «deregolamentare, liberalizzare e attuare una coerente politica di apertura» in modo da diminuire il livello dei prezzi in Svizzera. Tra le misure sostenute dall'associazione degli albergatori ci sono un accordo di libero scambio sull'agricoltura con l'Unione europea e una riforma dell'IVA.