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La dislessia è nota anche come disturbo specifico di lettura. L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) pratica una distinzione tra i concetti di «dislessia» e di «disturbo specifico di lettura», spesso usati come sinonimi. Se le difficoltà di lettura e scrittura sono riconducibili a precise cause (p.es. un trauma psichico), gli esperti parlano di disturbo specifico di lettura. In questo caso di solito il problema è temporaneo e può essere curato con un’apposita terapia. La dislessia è invece data laddove le difficoltà di lettura e scrittura non siano riconducibili a una causa specifica. L’utilità di questa differenziazione rimane tuttavia controversa.
Che il bambino soffra di dislessia o di disturbo specifico di lettura, il problema emerge già nei primi anni di scuola, ma spesso ci vuole del tempo affinché venga riconosciuto. Il 5-10 % dei bambini è interessato in maniera comprovata dalla dislessia. I più colpiti sono i maschi.
Sin dall’inizio i bambini dislessici mostrano difficoltà a soddisfare i requisiti prestazionali richiesti dalla scuola. Ciò vale in special modo per la lettura e la scrittura. Può così capitare che, anche dopo anni di educazione scolastica intensiva, un bambino non sia ancora in grado di leggere e scrivere come richiesto, il che ha ripercussioni anche sull’andamento in altre materie.