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Il rapporto del Gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell'Onu (Ipcc) pubblicato ieri è una base solida che occorre tradurre in fatti: lo ha sostenuto oggi in una conferenza stampa a Berna la consigliera federale Doris Leuthard. Secondo il documento per contenere l'aumento delle temperature entro i 2 gradi, le emissioni di gas a effetto serra devono essere ridotte dal 40 al 70% tra il 2010 e il 2050.
Gli Stati devono agire ora, ha affermato la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Se tutti lo fanno, l'obiettivo che si è fissato la comunità internazionale può essere raggiunto.
"Questo rapporto conferma la politica condotta dal nostro Paese", ha proseguito Leuthard. La Svizzera che è responsabile di solo lo 0,1% delle emissioni mondiali, si è impegnata per l'applicazione di misure ambiziose, ha ricordato la consigliera federale. La Confederazione ha annunciato per il periodo 2013-2020 un obiettivo di riduzioni dei gas a effetto serra del 20% rispetto al 1990.
"Occorre agire e in fretta" ha detto da parte sua Rajendra Kumar Pachauri, presidente dell'Ipcc all'origine del rapporto. Non resta più molto tempo prima che la possibilità di restare sotto la soglia di due gradi sparisca, ha aggiunto.
Secondo la sintesi del quinto rapporto sul cambiamento climatico dell'Ipcc, le emissioni mondiali di gas a effetto serra (CO2, metano, protossido d'azoto) non devono solo diminuire ma anche scomparire completamente entro il 2100.
Questa nuova valutazione globale, è il frutto di un ampio scambio di conoscenze, si è rallegrato il co-presidente del gruppo di lavoro dell'Ipcc Thomas Stocker. Un documento che è stato approvato all'unanimità, si è felicitato. Circa 30'000 studi firmati da 800 autori principali sono stati esaminati.