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Sultanato dell’Oman
Lo Studio Legale ha fondato una nuova associazione denominata “Swiss Oman Association” che ha lo scopo di promuovere e curare attività di informazione e formazione di carattere culturale, sociale, scientifico, turistico, tecnico ed economico, nell’interesse dei propri soci in Svizzera e nel Sultanato dell’Oman, con lo scopo di favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali e creare le relazioni interpersonali ed economiche dei propri soci fra i due stati.
L’Oman è una monarchia assoluta governata da un Sultano, ma il suo parlamento ha alcuni poteri legislativi e di controllo. Nel novembre 2010 il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, su 135 paesi considerati, ha classificato l’Oman come lo Stato che ha avuto il maggior sviluppo socio-economico negli ultimi 40 anni; il Sultanato è considerato uno dei più sviluppati e stabili tra i paesi arabi.
L’articolo 11 della Legge fondamentale dell’Oman stabilisce che l’economia nazionale è basata sulla giustizia e sui principi dell’economia di mercato.
Il Sultanato dell’Oman è ricco di petrolio, ma le riserve sono limitate ed il Governo punta sulla diversificazione e promuove settori quali la costruzione, il turismo, l’agricoltura, l’attività marittima nonché varie industrie leggere.
La popolazione gode generalmente di buone condizioni di vita, ma il futuro dell’economia è incerto a causa delle limitate riserve di petrolio. Le altre fonti di entrate economiche, l’agricoltura e l’industria, sono molto meno rilevanti, ma la diversificazione delle attività economiche è vista come una priorità dal governo dell’Oman. L’agricoltura, spesso di sussistenza, produce datteri, tiglio, cereali e verdure, ma meno del 1% del territorio nazionale è coltivato ed è probabile che l’Oman rimarrà un forte importatore di generi alimentari. Insieme all’agricoltura, l’altro tradizionale pilastro del settore primario del sultanato è la pesca.
Fin dal crollo del prezzo del petrolio nel 1998, l’Oman ha elaborato robusti piani per la diversificazione dell’economia e sta ponendo maggiormente l’accento su altri settori, come il turismo. Quest’ultimo costituisce una rilevante fonte di guadagni per il paese ed è in crescita.
Un accordo di libero scambio tra AELS e CCG e quello agricolo bilaterale tra Svizzera e CCG è entrato in vigore in data 1. luglio 2014 ed ha eliminato le barriere doganali su tutti i prodotti di consumo e industriali, ma ha anche protetto e favorito gli investimenti stranieri in Oman (per un ulteriore approfondimento sull’argomento si rinvia alla pagina dei contributi).
Vi è uno sviluppo anche negli scambi commerciali tra Svizzera e Oman. Tra i prodotti maggiormente esportati figuravano orologi, prodotti farmaceutici e macchinari. Dall’Oman, la Svizzera importa invece per lo più materie plastiche e pietre preziose. Con l’apertura di un’ambasciata a Muscat, la Confederazione spera di dare nuovo slancio agli scambi bilaterali e stimolare gli investimenti reciproci.
In Oman è ingente la presenza di lavoratori stranieri asiatici ed africani, che annualmente inviano nei loro paesi ingenti somme di denaro; più della metà guadagna meno di 400 dollari al mese. La comunità più consistente è quella indiana, che da sola costituisce la maggioranza dell’intera forza lavoro del sultanato. I lavoratori provenienti dall’estero guadagnano meno degli omaniti, tali salari ad ogni modo sono da due a cinque volte superiori rispetto a quelli pagati per gli stessi lavori in India.