Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01078.jsonl.gz/1184

BERNA - Il consigliere nazionale popolare democratico ticinese Fabio Regazzi è il candidato alla presidenza dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (usam) designato oggi dal parlamento dell'organizzazione che difende gli interessi delle piccole e medie imprese per succedere a Jean-François Rime (UDC/FR).
La raccomandazione della Camera svizzera delle arti e mestieri è rivolta al congresso, che si riunisce il prossimo 29 aprile a Friburgo, si legge in una nota diramata oggi. All'esame del parlamento dell'usam, che sedeva oggi a Berna, vi erano due candidature: accanto a quella del deputato di Gordola, vi era quella della collega nel parlamento federale Diana Gutjahr (UDC/TG).
I due sono stati sentiti dalla Camera, ha detto a Keystone-ATS il direttore dell'usam Hans-Ulrich Bigler, che non ha voluto indicare quali siano stati gli aspetti che hanno indotto l'organo dell'organizzazione a privilegiare il ticinese. Contattata, Gutjahr ha affermato che per il momento mantiene la propria candidatura.
Comunque vada, l'organizzazione sarà confrontata con una prima, dato che non è mai stata guidata né da una donna né da un ticinese. Il 57enne Regazzi e la 36enne Gutjahr sono entrambi imprenditori.
Rime ha annunciato poco dopo le federali del 20 ottobre, quando non è stato confermato in Consiglio nazionale, che non si sarebbe ripresentato. Il suo mandato termina il prossimo maggio.
Nella sua riunione odierna la Camera dell'usam ha pure formulato le raccomandazioni di voto in merito ai nuovi aerei da combattimento e all'aumento delle deduzioni fiscali per i figli.
«Possedere una difesa nazionale efficace è una condizione quadro importante per la Svizzera e per l'economia elvetica», scrive l'usam, che è soddisfatta anche dalla soluzione trovata in materia di affari di compensazione per le PMI. Invita dunque ad accogliere il progetto.
Un "sì" è raccomandato anche sull'altro tema, contro cui il PS ha lanciato con successo il referendum. Il sistema attuale ha effetti perversi eliminati dalla riforma, si legge nella nota. Attualmente, deplora l'usam, in una coppia con figli la donna è incitata a lavorare meno o a non lavorare del tutto. Il potenziale di manodopera svizzera non è quindi sufficientemente sfruttato.
La Camera dell'usam ha rinunciato ad esprimersi sulla modifica della legge sulla caccia, sottoposto a votazione in maggio, dato che l'oggetto non ha effetti sulle PMI.