Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/97528

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se, formulando una riserva all'articolo 8 CEDU, è possibile impedire che la Corte EDU continui a ostacolare le nostre autorità e i nostri giudici che intendono pronunciare espulsioni giudiziarie permanenti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera ha ratificato la convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) nel 1974. Le garanzie di tale convenzione sono state riprese nella Costituzione federale.</p><p>Secondo l'articolo 57 paragrafo 1 CEDU, ogni Stato, al momento della firma della convenzione o del deposito del suo strumento di ratifica, può formulare una riserva riguardo ad una particolare disposizione della convenzione, nella misura in cui una legge in quel momento in vigore sul suo territorio non sia conforme a tale disposizione. Tale normativa corrisponde anche al diritto consuetudinario internazionale, come codificato all'articolo 19 della Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati. L'articolo 57 CEDU esclude altre riserve di carattere generale. Infine, ogni riserva formulata in conformità con detto articolo comporta un breve esposto della legge in questione (art. 57 par. 2 CEDU). </p><p>La questione dell'articolo 8 CEDU evocata nel presente postulato non è stata oggetto di alcuna riserva al momento della ratifica della CEDU da parte della Svizzera e riserve formulate a posteriori non sono ammissibili, come ha stabilito il Tribunale federale in una decisione risalente al 1992 (DTF 118 Ia 473, 484, consid. 7).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.