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Berna – Il Consiglio federale condivide gli obiettivi dell'iniziativa popolare "Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (Iniziativa biodiversità)", ma la ritiene estrema. Per questo motivo ha deciso di elaborare un controprogetto che mira a "garantire che in tutta la Svizzera vengano create aree protette sufficienti per arrestare la perdita di specie animali e vegetali". La controproposta verrà elaborata entro la prossima primavera e assumerà la forma di una modifica della legge sulla protezione della natura e del paesaggio (Lpn).
In una nota, l'esecutivo afferma che il calo di biodiversità continua nonostante le misure finora adottate. Quasi la metà dei tipi di ambienti naturali e circa un terzo di tutte le specie vegetali, animali e fungine conosciute sono minacciate. Insomma, la biodiversità in Svizzera è in cattivo stato.
Il 17% del territorio ‘area protetta’
Per l'esecutivo, la diversità biologica e paesaggistica deve essere quindi tutelata e promossa in modo più incisivo, ma non con gli strumenti proposti dall'iniziativa che limiterebbero in modo eccessivo il margine d'azione dei Cantoni. La maggiore protezione richiesta dagli autori della proposta di modifica costituzionale, inoltre, nel caso delle aree protette più piccole, "sarebbe troppo restrittiva per l'economia e per altri ambiti politici come la politica energetica".
Il controprogetto dell'esecutivo mira da parte sua a definire il 17% del territorio nazionale "come area protetta per la biodiversità". Attualmente tale quota è del 13,4%.
Agire su biotopi, riserve forestali, corsi d’acqua, aree urbane e agglomerati
Nella nota, l'esecutivo precisa di essersi già orientato a questo obiettivo nel 2012 nella sua Strategia Biodiversità Svizzera. Ora tale dato sarà sancito nella legge. Questo obiettivo può essere raggiunto, ad esempio, integrando e ampliando i biotopi regionali e locali, estendendo le riserve forestali o rivitalizzando corpi idrici.
Il controprogetto contiene anche altri punti importanti, come il rafforzamento della protezione delle specie nelle aree urbane e negli agglomerati. Ciò può essere realizzato attraverso la creazione di zone seminaturali come aree verdi e spazi riservati alle acque, boschi urbani o tetti verdi.
L'esecutivo prevede poi il risanamento dei biotopi d'importanza nazionale esistenti. Ciò include, ad esempio, la rivitalizzazione di zone golenali volta a prevenirne l'erosione.
Il controprogetto dovrà anche prevedere un sostegno finanziario per meglio proteggere e collegare tra loro gli habitat della fauna selvatica e le riserve di uccelli acquatici e migratori. Queste misure erano già previste dalla revisione della legge sulla caccia respinta in votazione popolare lo scorso 27 settembre.
L'iniziativa
Il testo dell'iniziativa mira da parte sua a obbligare Confederazione e Cantoni a proteggere la biodiversità e il paesaggio e a farne un uso parsimonioso. A tal fine, chiede che vengano messi a disposizione più fondi pubblici.
Tra i promotori riuniti in associazione figurano Patrimonio svizzero, Pro Natura, BirdLife Svizzera e Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio. Questi sono inoltre sostenuti da altre organizzazioni attive nell'ambito dei trasporti, dell'agricoltura, dell'architettura e della protezione delle Alpi.