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BERNA - Il Partito liberale radicale svizzero (PLR) ha presentato oggi le sue idee per una politica ambientale sensata: responsabilità personale, innovazione e incentivi fiscali saranno i cardini del nuovo corso ambientalista del partito. Le idee sono state raccolte grazie a un sondaggio che ha coinvolto la base.
La presidente del partito Petra Gössi, illustrando i risultati nel corso di una conferenza stampa a Langenthal (BE), ha detto che la gente si aspetta dal mondo politico che raccolga la sfida e presenti «una solida politica ambientale».
Il partito punta principalmente sulle responsabilità personali, ma non disdegna neppure tasse di incentivazione per quanto riguarda benzina e diesel. Se ciò non dovesse produrre gli effetti desiderati, si renderanno necessarie misure di più ampia portata, come ad esempio chiare restrizioni su prodotti o merci a livello nazionale o internazionale, ha affermato Gössi.
Il documento programmatico elaborato sulla base dei risultati di un ampio sondaggio condotto interpellando i 120'000 membri del partito, verrà presentato all'assemblea dei delegati del PLR il 22 giugno. È diviso in base a quattro argomenti: natura, alloggio, lavoro/istruzione e trasporti.
Per quanto riguarda la natura, il PLR chiede, tra l'altro, l'eliminazione di falsi incentivi e delle disfunzioni nella produzione di alimenti, il miglioramento della protezione delle acque, un orientamento più ecologico dei pagamenti diretti all'agricoltura e la flessibilizzazione del regime dei canoni per i diritti d'acqua.
L'energia nucleare è menzionata solo di passaggio al capitolo «promuovere la ricerca e lo sviluppo»: vi si afferma che i progetti di ricerca, ad esempio per la produzione alternativa di calore e per un uso sicuro dell'energia nucleare, dovrebbero essere finanziati con i fondi esistenti. Tuttavia, il documento non risponde esplicitamente alla domanda se la Svizzera debba tornare a costruire nuove centrali nucleari.
Per quanto riguarda il settore dell'alloggio, il partito punta a migliori condizioni quadro per la ristrutturazione degli edifici. Bisognerà ad esempio riconsiderare la «posizione assolutista della protezione del patrimonio e dei monumenti». Secondo il PLR, bisognerà anche mantenere strumenti di gestione come la tassa sul CO2 sui carburanti, che si sono rivelati vincenti. Lo stesso vale per gli gli incentivi contenuti dal programma di ristrutturazione degli edifici. Gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo in favore della protezione dell'ambiente e del clima devono essere portati avanti in maniera concreta e orientata al mondo del lavoro.
Nel settore dei trasporti, il PLR vuole promuovere una mobilità a emissioni di CO2 ridotte: a tal fine occorre tuttavia l'infrastruttura necessaria. Sulla base di esperimenti condotti in una regione pilota, si potrà decidere come gestire e implementare in futuro un trasporto autonomo e senza emissioni di CO2.
In linea di massima, il principio "chi inquina paga" dovrà essere applicato in modo più deciso: ad esempio, le tasse automobilistiche cantonali dovrebbero essere sempre più calcolate in base al peso e alle emissioni di CO2 dei veicoli.
Per il PLR, il trasporto ferroviario dovrà essere integrato in un piano globale, ad esempio con l'applicazione di tariffe di mobilità, in modo da ripercuotere un maggior grado di finanziamento sugli utenti. Un argomento non trascurabile è quello dei prezzi differenziati in base alla linea di percorso e all'orario. Per quanto concerne il traffico aereo, esso dovrà essere integrato nel sistema internazionale di scambio di emissioni dell'Ue o nel sistema globale messo a punto dalle Nazioni Unite (CORSIA, ossia Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation).
Il documento presentato oggi fa seguito all'annuncio, lo scorso febbraio nel corso di un'intervista alla presidente Petra Gössi, di un cambiamento di rotta sulla legge sul CO2. «Vogliamo una politica climatica efficace», aveva affermato in quell'occasione Gössi, rivelando che il partito si apprestava a tastare il polso alla base sulla politica ambientale. Dall'indagine è emerso che i membri del PLR auspicano un maggior coinvolgimento del partito nelle questioni ambientali.
L'annuncio della presidente aveva suscitato non poche critiche: secondo molti la svolta ambientale sarebbe solo una mossa tattica in vista delle elezioni federali di quest'autunno.