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Nel novembre 2017 una scossa di magnitudo 5.5 ha fatto tremare la città sudcoreana di Pohang. Bilancio: oltre 100 feriti e danni per circa 300 milioni di dollari. Già dopo poco tempo era nato il sospetto che il terremoto potesse essere stato provocato da un progetto di geotermia nelle vicinanze. Un sospetto che è stato confermato da due studi scientifici, uno dei quali redatto dai collaboratori del Servizio Sismico Svizzero (SED) con sede all’ETH di Zurigo (vedere articolo di attualità del 26.04.2018). Il governo coreano ha quindi istituito una commissione di esperti internazionali che comprendeva, tra gli altri, anche il Prof. Domenico Giardini del Politecnico federale di Zurigo. Nella sua relazione finale, pubblicata recentemente, la Commissione ha confermato che a provocare il terremoto catastrofico è stato il progetto di geotermia.
Per giungere a questa conclusione, la commissione di esperti ha studiato le condizioni di tensione tettonica, la geologia locale, la sismicità indotta, i dati delle trivellazioni così come quelli delle stimolazioni idrauliche. Il progetto di Pohang prevedeva la costruzione di uno scambiatore di calore a una profondità di 4 - 5 chilometri nel substrato roccioso cristallino. Un simile progetto di geotermia era stato avviato anche a Basilea nel 2006. A tal fine viene iniettato un liquido ad alta pressione nel sottosuolo che, come previsto, provoca numerose piccole scosse. A Pohang queste iniezioni hanno causato, all’insaputa del gestore, frequenti terremoti su una faglia di grandi dimensioni sino ad allora sconosciuta. Questa faglia tettonica, che apparentemente era già precaricata, ha quindi subito una destabilizzazione fino a provocare il terremoto di magnitudo 5.5. Ora che il nesso causale è stato stabilito, la commissione di esperti si interroga su quali insegnamenti si possano trarre da questo evento.
La commissione di esperti ha valutato negativamente il progetto: a posteriori sono infatti state riscontrate omissioni in tutte le sue fasi. Prima dell’inizio dei lavori, le analisi geologiche avevano messo in evidenza che determinate fratture erano precaricate in modo critico. A causa della vicinanza del progetto a una città di medie dimensioni con importante porto industriale, questa situazione avrebbe dovuto portare a una correzione dell’analisi dei rischi. Successivamente sono iniziate le prime stimolazioni nel foro di trivellazione PX-2. Dai report geologici è emerso che grandi quantità del liquido iniettato venivano disperse. Una situazione inusuale che fa supporre che il foro di trivellazione attraversasse una zona di disturbo di grandi dimensioni: un ulteriore campanello di allarme. La fuoriuscita del liquido ha aumentato localmente la pressione sulla faglia, causando già in anticipo numerosi piccoli terremoti. Questa elevata sismicità indotta è stata tuttavia analizzata solo dopo la scossa di magnitudo 5.5.
La commissione si è occupata anche dei due mesi che sono trascorsi tra gli ultimi lavori di stimolazione e il terremoto catastrofico. Questi due mesi sono sempre stati citati come indizio del fatto che non c’era nessun nesso tra il progetto e la scossa. La relazione rimanda tuttavia alle conoscenze maturate da altri progetti, cioè che spesso la sismicità indotta non finisce con la fine delle stimolazioni. Per i progetti futuri la commissione consiglia di elaborare anticipatamente, coinvolgendo le autorità e tutti i principali esperti, una dettagliata analisi dei rischi che dovrà essere costantemente aggiornata. Inoltre, è necessario allestire un affidabile sistema di monitoraggio in tempo reale, verificare costantemente ed eventualmente correggere i processi e la strategia d’iniezione, nonché stabilire per iscritto e comunicare tutte le misure volte a ridurre i rischi.
Subito dopo la scossa di Pohang, il Canton Giura ha disposto una revisione dell’analisi dei rischi per il previsto progetto di geotermia petrotermale di Haut-Sorne. Il gestore del progetto, la Geo Energie Suisse AG, ha redatto una perizia che il SED sta ora analizzando per conto del Cantone sulla base di tutti i fatti emersi a Pohang. Il SED partecipa inoltre ai lavori di ricerca nell’«Bedretto Underground Laboratory for Geoenergies», dove il PF di Zurigo studia insieme a partner nazionali e internazionali se esistono tecniche e procedure che consentano di utilizzare il calore terrestre in modo sicuro, efficiente e duraturo.
Articolo scientifico «Managing injection-induced seismic risk» (in inglese)
Relazione della commissione (in coreano e inglese)
Articolo scientifico «The November 2017 Mw 5.5 Pohang earthquake: A possible case of induced seismicity in South Korea» (in inglese)