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Si è aperto oggi al Tribunale criminale di Vevey (VD) il processo ad un cinquantenne vodese accusato di aver lasciato morire la madre nel 2011 a Lutry, dove entrambi vivevano in condizioni di vita e di igiene deplorevoli, benché la donna fosse milionaria.
Figlio di un facoltoso uomo d'affari iraniano e della defunta ottantenne, l'uomo ha vissuto per tutta la vita con la madre. Dopo il loro insediamento nel 2008 in una casa di Lutry di cui la donna era proprietaria, madre e figlio hanno rotto tutti i contatti con l'esterno e vissuto in condizioni estremamente modeste.
La donna è deceduta probabilmente nel novembre 2011 dopo una serie di cadute, senza che il figlio provvedesse a chiamare i soccorritori o a portarla all'ospedale. Per tre giorni dopo la morte della madre, l'uomo le è rimasto accanto, consultando in internet siti a carattere pornografico.
Secondo l'autopsia, il decesso è dovuto al collasso di diversi organi, consecutivo ad uno stato di denutrizione, di disidratazione e di una polmonite. L'uomo, dal canto suo, soffre di disturbo paranoide della personalità.
Assente questa mattina dal dibattimento, l'imputato è stato rinvenuto in stato di forte ebbrezza dagli agenti inviati alla sua ricerca dalla presidente del Tribunale, che ha ordinato il suo arresto con effetto immediato. La sentenza sarà pubblicata dopodomani.
SDA-ATS