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Si chiama vitamina D, ma in realtà è più somigliante ad un ormone ed è un elemento importante per il benessere dell'organismo. La vitamina D viene assunta dai cibi ma soprattutto dalla sintesi che avviene a livello cutaneo durante l'esposizione alla luce solare, la cui regolarità ne garantisce i livelli necessari per il compimento delle importanti funzioni alle quali assolve. Questo pro-ormone, infatti, garantisce il mantenimento di livelli ideali di calcio, la salute dell'apparato muscolo-scheletrico e dei nervi e la regolazione del sistema immunitario.
Come detto, l'80% della vitamina D necessaria al benessere dell'organismo deriva dall'esposizione al sole. Tenendo conto di età e salute di un individuo, la posizione geografica, la stagione e l'ora di esposizione servono almeno 10-15 minuti di esposizione per 2 o 3 volte la settimana in estate e 30-40 minuti per 3 o 4 volte settimanali in primavera ed in autunno. In inverno la sintesi a livello epidermico non è sufficiente e viene compensata dalle scorte fatte nelle altre stagioni. Anche l'alimentazione contribuisce all'assunzione di vitamina D rintracciabile in uova, latte e yogurt, pesci grassi ed olio di fegato di merluzzo.
Gravi carenze di vitamina D riguardano le ossa che nei bambini e nei lattanti può causare osteomalacia e rachitismo , mentre negli adulti può essere all'origine di osteoporosi ed osteopenia. Scarsi livelli di vitamina D possono comportare depressione e calo delle difese immunitarie, mentre in caso di eccessi di vitamina D si assiste a tachicardia, nausea, debolezza muscolare, mal di testa e mineralizzazione dei tessuti. L'eccesso di vitamina D ha per lo più origine farmacologica ed è, quindi, sufficiente interrompere l'assunzione del medicinale che l'ha causata per risolvere il problema.
TMT (ti.mamme team)