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GINEVRA - Il caso dei controversi viaggi ad Abu Dhabi si allarga a Ginevra: dopo il consigliere di Stato Pierre Maudet (PLR) è finito nel mirino del Ministero pubblico anche il consigliere nazionale PPD e municipale del capoluogo cantonale Guillaume Barazzone.
Questi aveva rivelato la settimana scorsa, davanti all'esecutivo cittadino, di essere stato invitato ad Abu Dhabi nel 2017. Il viaggio, pagato da un amico, non aveva, secondo lui, carattere ufficiale.
"Il procuratore generale ha aperto un procedimento per accettazione di vantaggi. Il procedimento è formalmente diretto contro ignoti e Barazzone è chiamato a fornire informazioni", ha indicato oggi a Keystone-ATS Henri Della Casa, portavoce del potere giudiziario, confermando una notizia del quotidiano romando "Le Temps".
Barazzone dovrà presentare "osservazioni scritte su questo viaggio e sul suo finanziamento". Il breve soggiorno negli Emirati Arabi Uniti, che si è svolto dal 23 al 26 novembre dello scorso anno, è stato interamente pagato - a suo dire - da un avvocato spagnolo, suo caro amico, che risiede in quel paese. Nell'occasione il consigliere nazionale PPD ha assistito anche al Gran Premio di Formula uno.
In un comunicato, Barazzone ha indicato di voler "collaborare pienamente" con il Ministero pubblico, trasmettendo "tutti i documenti e le spiegazioni" che "dimostreranno che si è trattato di un viaggio privato e che le mie dichiarazioni sono conformi alla verità".
Il cantone di Ginevra è alle prese dalla scorsa primavera con un controverso viaggio ad Abu Dhabi del consigliere di Stato Pierre Maudet (PLR). Il liberale radicale si era recato con la famiglia e l'allora suo capo di gabinetto Patrick Baud-Lavigne nel novembre 2015 nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, invitato dal principe ereditario degli Emirati, lo sceicco Mohamed Bin Zayed bin Al-Nahyan.
Volo in business class e alloggio sono andati a carico della casa regnante per un importo di diverse decine di migliaia di franchi. All'inizio delle indagini, Maudet aveva affermato lo scorso maggio che la fattura era stata saldata da un imprenditore libanese, "amico di un amico". Il Ministero pubblico ginevrino ha avviato un procedimento penale contro il consigliere di Stato per accettazione di vantaggi.