Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01220.jsonl.gz/1055

Un'ottantina di giuristi provenienti da tre paesi della Primavera araba - Tunisia, Egitto e Libia - e da una dozzina di piazze finanziarie internazionali si sono riuniti ieri e oggi a Losanna, su invito del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Scopo dell'incontro: analizzare gli sforzi compiuti e accelerare i tempi in vista della restituzione dei fondi illecitamente incamerati all'estero dai tiranni arabi e dai loro clan.
La Svizzera, "prima a bloccare sin dall'inizio del 2011 i beni degli ex regimi di Tunisia, Egitto e Libia", ha ottenuto "risultati considerevoli che nessun altro Stato è ancora riuscito a uguagliare", afferma il DFAE in una nota diramata oggi. Ha infatti restituito sino ad oggi circa 1,8 miliardi di franchi ai Paesi d'origine, "più di ogni altra piazza finanziaria".
La collaborazione con i Paesi d'origine in questo settore "apre la porta a nuove sfide concrete", prosegue il dipartimento diretto da Didier Burkhalter.
Il convegno appena conclusosi costituisce il settimo appuntamento dei cosiddetti "Seminari di Losanna" lanciati dal DFAE nel 2001 sul tema della restituzione di averi di provenienza illecita (Asset Recovery), rammenta ancora il DFAE. Obiettivo di questi seminari - prosegue - è rafforzare il dialogo tra i Paesi interessati dal fenomeno della corruzione e i Paesi destinatari di averi di provenienza illecita.
La restituzione di questi fondi - conclude il DFAE - costituisce "uno degli strumenti centrali di cui la Svizzera si serve per proteggere la propria piazza finanziaria e lottare contro la criminalità economica internazionale".