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La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha ampiamente mantenuto la sua linea iniziale per quanto riguarda l'eliminazione delle divergenze concernenti la riforma «previdenza per la vecchiaia 2020». L'ASA prende atto con rammarico delle decisioni della Commissione relative all’assicurazione vita collettiva, vale a dire riguardanti la previdenza professionale per le PMI.
<p><strong>La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) ha ampiamente mantenuto la sua linea iniziale per quanto riguarda l'eliminazione delle divergenze concernenti la riforma «previdenza per la vecchiaia 2020». L'ASA prende atto con rammarico delle decisioni della Commissione relative all’assicurazione vita collettiva, vale a dire riguardanti la previdenza professionale per le PMI.</strong></p><p>Zurigo, 8 novembre 2016 – Lo sviluppo demografico e la situazione dei mercati finanziari mettono la previdenza per la vecchiaia dinnanzi a grandi sfide. La necessità della riforma è perciò indiscussa. La stabilizzazione del primo e del secondo pilastro della previdenza per la vecchiaia è necessaria e urgente. L'obiettivo deve essere la garanzia delle rendite mantenendo l'attuale livello di prestazioni.</p><p>In questo senso gli elementi centrali sono l'adeguamento dell'età di pensionamento delle donne, l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS, nonché la diminuzione del tasso di conversione nella previdenza professionale e la relativa compensazione. Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale concordano sull'armonizzazione dell'età di pensionamento di riferimento a 65 anni e sulla diminuzione al 6,0 percento del tasso di conversione, ma non sull'entità dell'aumento dell'imposta sul valore aggiunto e sulla compensazione in seguito alla riduzione del tasso di conversione. In particolare la CSSS-S continua a essere sfavorevole alle proposte per la compensazione del tasso di conversione nell'ambito della previdenza professionale.</p><p><strong>Mantenere condizioni quadro realistiche nell’assicurazione vita collettiva</strong><br /> Con rammarico l'ASA apprende dalla scheda informativa della CSSS-S che la Commissione ha approvato una limitazione dei premi di rischio nell'assicurazione vita collettiva e una separazione delle eccedenze. La limitazione dei premi di rischio risulta superflua visto che la concorrenza tra gli offerenti non permette premi di rischio troppo elevati. E sarebbe anticoncorrenziale perché varrebbe per gli assicuratori vita, ma non per le casse pensioni autonome e parzialmente autonome. La separazione degli accantonamenti e delle eccedenze dei settori «risparmio», «rischio» e «costi» avrebbe a sua volta come conseguenza un rincaro delle soluzioni di assicurazione completa. L'ASA invita quindi il Consiglio degli Stati a rifiutare queste proposte visto che gli assicuratori vita devono poter contare su condizioni quadro accettabili.</p><p>Gli assicuratori vita affiliati all'ASA sono partner affidabili che offrono l'assicurazione completa a oltre 160'000 aziende con oltre un milione di collaboratori, nonché l'assicurazione rischi a oltre 50'000 aziende con circa 600'000 collaboratori. Soprattutto le PMI dipendono spesso dalle garanzie degli assicuratori, visto che non possono o non vogliono assumersi personalmente i rischi della previdenza professionale.<br /> </p>