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Ubs ha chiesto ad imprese svizzere quali sono le loro aspettative per il prossimo anno, quali i possibili rischi e come si tutelano da questi rischi. Le aziende svizzere guardano al nuovo anno con grande fiducia e ottimismo. Una maggioranza delle ben 2500 aziende intervistate da Ubs in Svizzera si aspetta per il 2019 un miglioramento dell'andamento degli affari rispetto all' anno attuale che si presenta già molto positivo.
"Dopo una fase difficile di adattamento a un contesto caratterizzato dalla forza del franco e dalle incertezze, molte aziende svizzere sembrano essere uscite rafforzate dagli anni della crisi", dice Axel Lehmann, President Ubs Switzerland. "La maggior parte delle imprese prevedono che il prossimo anno dal punto di vista economico le cose andranno come quest'anno, se non meglio. Hanno intenzione di investire di più e di creare nuovi posti di lavoro"
Nonostante l'ottimismo ampiamente diffuso per il nuovo anno, le aziende intervistate da Ubs intravedono comunque all'orizzonte un qualche rischio. Per circa due terzi delle aziende la maggiore preoccupazione è quella di un marcato raffreddamento dell'economia nazionale. Altri sviluppi a livello nazionale come il fallimento del progetto fiscale o una crisi immobiliare, invece, non sono considerati come una minaccia significativa dalla maggioranza delle aziende. La grande maggioranza delle piccole e ben la metà delle grandi imprese non sono preoccupati per il fallimento dell'accordo quadro tra la Svizzera e l'Unione europea.
La metà dei partecipanti al sondaggio teme un raffreddamento della congiuntura globale. Inoltre, per molte aziende uno dei rischi maggiori è rappresentato da un nuovo marcato apprezzamento del franco svizzero. Circa il 40 percento delle imprese lo considera un rischio da medio a elevato.
Gli economisti di Ubs prevedono per l'economia svizzera nel 2019 una crescita dell'1,6 percento. Ciò corrisponde al trend di crescita di lungo periodo, ma è nettamente inferiore alla crescita del 2,9 percento che Ubs aveva previsto per quest'anno. Il franco che si è rafforzato rispetto al primo semestre e l'indebolimento dell'economia mondiale potrebbero a questo punto pesare sulle esportazioni svizzere e sugli investimenti.
Le prospettive per il prossimo anno sono offuscate da numerose incertezze sul piano economico e geopolitico. Le più minacciose per la Svizzera sarebbero un'escalation nella controversia tra Roma e Bruxelles sulla politica finanziaria italiana, un notevole raffreddamento della congiuntura europea o una guerra commerciale globale.
In un contesto caratterizzato da rischi di differente natura, la Banca nazionale svizzera (Bns) proseguirà con la sua politica monetaria prudente. Ubs si aspetta un primo aumento dei tassi da parte della Bns solo a fine 2019, dopo che la Banca centrale europea, da parte sua, avrà fatto la prima mossa in tal senso. Le previsioni di una politica monetaria meno espansiva dovrebbero portare, il prossimo anno, a un indebolimento del franco rispetto all'euro. Tuttavia, sul breve termine Ubs non ritiene probabile un indebolimento della moneta elvetica a causa delle grandi incertezze.