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Le domande raggruppate di paesi che cercano di individuare i loro contribuenti sfuggiti al fisco non dovrebbero avere effetto retroattivo. Con 18 voti contro 7, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale propone al plenum di respingere questa possibilità. Lo ha indicato questa sera alla stampa il suo presidente Christophe Darbellay (PPD/VS).
Un effetto retroattivo potrebbe essere sfruttato come un'opportunità nella battaglia concernente l'accordo fiscale con la Germania. Sempre che quest'ultimo venga accettato, entrerebbe in vigore solo da gennaio.I contribuenti tedeschi avrebbero così tutto il tempo per ritirare i loro averi dalle banche svizzere per piazzarli altrove.
Il fatto di autorizzare domande raggruppate per fatti precedenti il mese di gennaio agevolerebbe il compito delle autorità fiscali tedesche nell'individuazione di contribuenti "non in regola". Da quest'estate, gli Stati membri dell'OCSE devono accettare le domande raggruppate.
Il Consiglio degli Stati ha già dato il proprio consenso; il Nazionale si pronuncerà mercoledì.
La stessa ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf ha chiesto alla commissione di rinunciare alla retroattività, ha precisato Darbellay. In ogni caso, le richieste non potrebbero essere depositate prima dell'entrata in vigore della legge. Le domande raggruppate devono consentire di ottenere informazioni su contribuenti non identificati, ma che hanno seguito un modello di comportamento illegale.
SDA-ATS