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Il risultato, non ancora definitivo, delle elezioni in Finlandia premia il partito socialdemocratico che, con il il 70% dei voti scrutinati, ha ottenuto poco più del 18%. Il leader socialdemocratico ed ex sindacalista, Antti Rinne, potrebbe tornare a guidare il Governo dopo vent'anni in un momento importante per l'Europa, tanto più che dal primo luglio Helsinki assumerà la presidenza del semestre UE.
L'estrema destra dei "Veri Finlandesi", i populisti, si conferma seconda, in linea con le previsioni dei sondaggi. Secondo i dati riportati dai media locali i sovranisti hanno il 17,3% dei consensi, in crescita rispetto alle scorse elezioni (avevano il 15%) ma con il secondo posto potrebbero non avere voce in capitolo nel nuovo Governo. Il leader dell'ultradestra, Olli Kotro, aveva scommesso sulla paura dei cittadini di nuovi sacrifici richiesti dagli altri partiti per contrastare i cambiamenti climatici. E poi ancora sulla preoccupazione nell'opinione pubblica per un aumento dei reati sessuali, che l'estrema destra ha attribuito agli immigrati.
La maggioranza dei finlandesi sembra invece aver puntato sulla lotta al cambiamento climatico e sulla difesa del generoso modello di servizi sociali per tutti (welfare), invidiato in tutto il mondo, ma indebolito da anni di austerità sotto il governo di centrodestra dell'ex premier Juha Sipila.
Sipila si era dimesso il mese scorso proprio dopo la bocciatura della sua riforma sanitaria, che voleva ridurre sensibilmente i costi per la salute. E anche le urne hanno confermato che le sue ricette non sono state apprezzate: il suo partito di centro è quarto, dietro anche ai conservatori.
ATS/M. Ang.