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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale desidera innanzitutto premettere che ha ripetutamente affermato la propria volontà di voler approfondire - nel quadro del riesame globale del ruolo svolto dalla Svizzera quale piazza finanziaria prima, durante e immediatamente dopo il regime nazista - anche tutti gli aspetti delle transazioni auree di quell'epoca. A tale scopo è competente la Commissione di esperti indipendente Svizzera - Seconda Guerra mondiale. Il Consiglio federale non anticiperà i risultati definitivi e le conclusioni della Commissione che è presieduta dal prof. Bergier e comprende anche esperti non svizzeri di reputazione internazionale.</p><p></p><p>Gli aspetti giuridici della questione sono stati disciplinati dall'Accordo di Washington (1946), che è stato concluso ed eseguito in forma giuridicamente valida.</p><p></p><p>1.Il Consiglio federale si è più volte dichiarato disposto a partecipare attivamente a una conferenza internazionale che riunisca storici ed altri esperti. Esso è convinto che una tale conferenza possa contribuire alla chiarificazione delle questioni ancora irrisolte, in particolare grazie allo scambio di informazioni relative alle transazioni sull'oro avvenute in quel periodo tra banche centrali e a quelle della Banca dei regolamenti internazionali e delle banche private che effettuavano transazioni con il Reich tedesco. Nella delicata valutazione della posizione Svizzera non vanno dimenticati oltre che ai possibili vantaggi anche i rischi che questo lavoro comporta. Gli obiettivi della conferenza prevista tra il 2 e il 4 dicembre sembrano essere stati ampliati. Il Consiglio federale deciderà sulla base dei risultati di queste consultazioni.</p><p></p><p>2.Il Consiglio federale desidera ribadire in quest'occasione che nell'Accordo di Washington del 1946 gli Alleati occidentali hanno rinunciato, contro pagamento di 250 milioni di franchi in oro, a qualsiasi rivendicazione nei confronti del Governo svizzero e della Banca nazionale riguardo all'oro nazista trasferito in Svizzera durante la guerra. Intende anche ricordare che, in occasione di una conferenza stampa del 16.9.1996, il presidente del direttorio della BNS, Dr. Hans Meyer, aveva sostenuto che con le transazioni in oro effettuate durante la Seconda guerra mondiale la Banca nazionale non aveva scritto una pagina gloriosa della sua storia: "I responsabili di allora avevano rivolto troppo poca attenzione alle conseguenze politiche del loro operato. Il loro atteggiamento dei confronti della Reichsbank tedesca risulta incomprensibile nell'ottica odierna". Nel messaggio del 25 giugno 1997 concernente la partecipazione della BNS al Fondo in favore delle vittime dell'Olocausto/Shoa bisognose d'aiuto, il Consiglio federale ha inoltre detto testualmente: Spetta ora alla Commissione Bergier analizzare in maniera approfondita le transazioni auree della BNS. Senza pregiudicare le conclusioni degli esperti è giocoforza costatare che, se la politica monetaria della BNS ha contribuito a preservare la Svizzera da una crisi economico-finanziaria, i responsabili non hanno saputo valutare le conseguenze morali e politiche del loro operato e hanno mancato di spirito critico nei confronti della Reichsbank.</p><p></p><p>3.Il Consiglio federale non vede per quale motivo dovrebbe ritornare sull'opinione espressa nella risposta all'interpellanza ordinaria 97.1072. In quest'occasione desidera ricordare che le Potenze alleate partivano sempre dal presupposto che l'oro acquistato al Reich tedesco avesse un carattere monetario. Il rapporto Eizenstat del 7 maggio 1997 ha dimostrato che durante la guerra sono giunti in Svizzera alla Banca nazionale lingotti d'oro singoli che contenevano oro di vittime dei campi di concentramento. Nel mese di maggio, il Consiglio federale ha espresso la propria costernazione per quest'affermazione sconvolgente. Il rapporto Eizenstat conferma tuttavia che gli allora responsabili della BNS non potevano sapere che nei lingotti d'oro in questione fosse fuso anche il cosiddetto oro dei morti.</p><p></p><p>4.Nei compiti della Commissione di esperti indipendenti rientra anche, nell'ambito dei lavori relativi alle transazioni auree della BNS, la questione dell'oro olandese.</p><p></p><p>5.Il Consiglio federale approva il pagamento di 100 milioni che la Banca nazionale ha promesso al Fondo speciale per le vittime dell'Olocausto. Questo importo è un segno di compassione che consente di fornire un aiuto sollecito alle vittime dell'Olocausto che si trovano nel bisogno. Il Consiglio federale auspica che nell'interesse di queste vittime i versamenti dal fondo in questione possano essere eseguiti al più presto.</p><p></p><p>6.La questione dell'oro trafugato è parte integrante delle investigazioni della Commissione di esperti indipendenti.</p><p></p><p>L'obiettivo di queste ricerche è avvicinarsi quanto più possibile alla verità storica laddove essa non sia stata ancora stabilita. Oltre la creazione della Commissione, la Svizzera ha preso altre misure. Queste misure - senza precedenti sul pano internazionale - (istituzione del Comitato Volcker, creazione del Fondo speciale per le vittime dell'Olocausto, pubblicazione di tutti i conti in giacenza aperti prima del 1945 da clienti stranieri) sono un'espressione concreta della disponibilità alla collaborazione del nostro paese. Esse corrispondono inoltre agli obiettivi del Consiglio federale, del Parlamento e dell'intera Svizzera, sintetizzabili nei tre concetti: verità, giustizia e solidarietà.</p>  Risposta del Consiglio federale.