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Anche gli stranieri che vivono in partenariato con un cittadino svizzero devono godere di una procedura di naturalizzazione accelerata se lo desiderano.
Ne è convinto il Consiglio federale che ha approvato oggi un progetto in tal senso della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N).
Il progetto della Commissione, che modifica la Legge sulla cittadinanza e la Costituzione federale, risponde alle aspettative di cinque iniziative parlamentari presentate, rispettivamente, dai Verdi liberali, dal Partito borghese democratico, dai Verdi, dal Partito socialista e dalla consigliera nazionale Doris Fiala (PLR/ZH).
Questi atti parlamentari vogliono che sia rispettato il divieto di discriminazione sancito dalla Costituzione anche sul piano della naturalizzazione di partner registrati stranieri.
Con la modifica della Costituzione, la Confederazione deve ottenere la competenza di "disciplinare in modo uniforme non soltanto la naturalizzazione per origine, matrimonio e adozione, bensì anche l'acquisizione e la perdita della cittadinanza in virtù di un'unione domestica registrata", indica una nota odierna della Segreteria di stato della migrazione.
Con la modifica della legge sulla cittadinanza si prevede di consentire al partner straniero che vive in unione domestica registrata di godere della procedura di naturalizzazione agevolata, oggi possibile solo per chi si unisce in matrimonio.
Stando al diritto vigente, infatti, possono beneficiare della naturalizzazione agevolata i coniugi stranieri che vivono in Svizzera da un anno e sono sposati da tre, a condizione di aver risieduto complessivamente cinque anni in Svizzera.
Lo straniero sposato a un cittadino/a elvetico deve inoltre essersi integrato nella comunità svizzera, conformarsi all'ordine giuridico locale e non compromettere la sicurezza interna od esterna del Paese.
SDA-ATS