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LONDRA - Chi non mangia carne ha meno probabilità di contrarre malattie cardio-vascolari ma è più a rischio di ictus.
Lo sostiene un nuovo studio dell'Università di Oxford che parla di un tasso del 20% in più, e un maggior rischio di ictus emorragici. La ricerca, molto criticata sul web e nell'ambito scientifico, ha esaminato attraverso una serie di formulari la storia clinica di 48¦000 persone lungo un periodo di 18 anni.
Secondo la dottoressa Tammy Tong che ha curato lo studio «le diete prive di carne animale sono molto di moda ma si sa molto poco del possibile impatto sul loro impatto sulla salute nel lungo termine».
Le ragioni alla base della maggiore incidenza di ictus nel campione esaminato non è chiara e questa è uno degli elementi più criticati, in molti sostengono infatti che non vi sia una vera e propria relazione causa-effetto con la dieta.
Chiaramente legati all'assenza di carne dal piatto, sono invece i benefici: con un'incidenza minore di patologie del cuore del 22% in meno (vegetariani) e del 13% in meno (pescetariani). Tutto avrebbe a che fare col colesterolo presente nei prodotti di origine animale.
Secondo Tong l'incidenza maggiore potrebbe essere da ricercare, o nella carenza di alcuni nutrienti (come la vitamina B12, la vitamina D e alcuni amminoacidi) o il bassissimo livello di colesterolo che renderebbe più probabile alcuni tipi di arresto cardiaco.
Diverse le reazioni negative alla pubblicazione: «Lo studio pone troppo rilievo sugli aspetti statistici e manca di sottolineare come lo stato di salute dei vegetariani sia molto migliore e quindi il rischio di patologie cardiache gravi sia, in realtà, molto inferiore», ha commentato allo Science Media Center il cardiologo e professore londinese Malcom Finlay.
Secondo il dottor Frankie Phillips della British Dietetic Association «I vegetariani e vegani non dovrebbero preoccuparsi di questo studio, anzi. In generale tutti potrebbero trarre benifici dal consumare più prodotti vegetali».