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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera fa parte del comitato consultivo dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi in Medio Oriente (UNRWA) dal 2005 e la considera un "partner strategico" nella regione. Con contributi annuali pari a circa 20 milioni di franchi, è uno dei Paesi donatori più importanti dell'UNRWA. Nel 2018, dopo un viaggio in Giordania, sulle pagine dell'Aargauer Zeitung il consigliere federale Ignazio Cassis ha sollevato la questione dell'UNRWA chiedendosi se potesse essere considerata "parte della soluzione o parte del problema". Il mantenimento del sostegno svizzero all'UNRWA esige anche in futuro piena trasparenza, fiducia e controllo. Alla luce di tutto ciò, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Secondo il rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 18.3557 Nantermod del 14 giugno 2018, la Svizzera si impegna in modo particolare a favore della trasparenza, di una vigilanza e di un controllo efficaci e soprattutto di una cultura della comunicazione più trasparente. Perché il Consiglio federale non insiste nel chiedere all'UNRWA la divulgazione dei documenti menzionati nell'interpellanza 21.4229 del 30 settembre 2021?</p><p>2. Come può giustificare il finanziamento dell'UNRWA che, secondo le sue stesse dichiarazioni, non fa nulla per impedire che gli alunni siano esposti visivamente all'odio e all'antisemitismo, soprattutto attraverso i libri di testo palestinesi? </p><p>3. Di quali prove dispone il Consiglio federale che le lezioni speciali create per affrontare i contenuti problematici dei libri di testo vengano effettivamente utilizzate dal personale docente nelle scuole dell'UNRWA?</p><p>4. Qual è il bilancio dei seminari di formazione degli insegnanti UNRWA sulla tolleranza, i diritti umani e la risoluzione dei conflitti?</p><p>5. Come mai il manuale didattico HRCRT (Human Rights, Conflict Resolution, and Tolerance) rivolto al corpo docente e promosso dall'UNRWA non fa alcun riferimento alla pace con Israele o alla tolleranza nei confronti degli ebrei?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.e 2. Il Consiglio federale ricorda che l'UNRWA non produce libri di testo propri ma utilizza nelle sue scuole il materiale didattico del Paese ospite. La responsabilità per i libri di testo palestinesi compete quindi alle autorità palestinesi. Nelle scuole dell'UNRWA in Libano, Giordania e Siria vengono utilizzati libri di testo libanesi, giordani e siriani. La Svizzera porta avanti un dialogo serrato con l'UNRWA su tali questioni ed esorta l'agenzia a essere più trasparente. Il nostro Paese prende atto che una quantità sempre maggiore di materiale didattico viene messa a disposizione su Internet. Ma, in definitiva, spetta all'UNRWA decidere se pubblicare o meno i suoi documenti interni.</p><p>3. e 4. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) si batte affinché l'UNRWA applichi una politica di tolleranza zero nei confronti della violazione dei principi umanitari. L'agenzia dell'ONU assicura di verificare ogni frase di ogni libro di testo e, se il linguaggio non è in linea con questi principi, dà al corpo docente istruzioni separate su come evitare il materiale problematico. Inoltre, l'UNRWA visita periodicamente le sue 711 scuole per accertarsi che vengano rispettati i principi della neutralità. In caso di violazione vengono imposte sanzioni.</p><p>5. Il manuale citato sostiene i principi di uguaglianza, non discriminazione e tolleranza nei confronti di tutte le comunità e non solo di una in particolare, e promuove una soluzione pacifica del conflitto.</p>  Risposta del Consiglio federale.