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Circa la metà degli Svizzeri ha fatto meno sport dall'inizio della pandemia. Lo rivela un sondaggio dell'assicuratore malattie Groupe Mutuel. La fascia d'età tra i 30 e i 44 anni si è detta particolarmente colpita da questa mancanza di esercizio fisico, e gli Svizzeri tedeschi più dei Romandi. Anche la salute mentale ne ha patito, poiché il 40% dei giovani sta meno bene di prima.
Il 45% delle Svizzere e degli Svizzeri ha fatto meno movimento nel corso dell'ultimo anno. Su una scala dall'1 al 6, il livello di forma fisica è diminuito dal 4,1 al 3,6, indica un sondaggio online. Circa il 68% delle 1'225 interrogate spiega la mancanza di esercizio fisico con la chiusura degli impianti sportivi. L'assenza di motivazione ha pure costituito un problema per il 34% della popolazione. Per il 32%, la mancanza d'interazione con amici e compagni di squadra è stata all'origine del calo della loro voglia di fare sport.
Il 15% della popolazione è stato più attivo di prima della comparsa della pandemia. Tra queste persone, il numero di Romandi e di giovani è stato più importante. Questi ultimi si sono detti soprattutto motivati dal bisogno di aria fresca e di natura, dai benefici sulla propria salute e dall'aumento del tempo libero grazie al telelavoro.
Gli sport più popolari sono stati le escursioni, praticate dal 43% delle persone interrogate, la ginnastica e la corsa a piedi (rispettivamente dal 32% e dal 36%), nonché lo sci, lo snowboard, lo yoga e il ciclismo.
La mancanza di esercizio fisico, l'assenza di contatti sociali e le preoccupazioni economiche hanno pure generato un peggioramento della salute mentale.
Stando al sondaggio, da questo fenomeno in primis sono stati colpiti i giovani e le donne: il 40% dei giovani dai 18 ai 25 anni e il 38% delle donne intervistate hanno dichiarato che la loro salute mentale è peggiorata dall'inizio della pandemia. Particolarmente toccati sono stati il Ticino e la Svizzera romanda.
La mancanza di esercizio fisico su scala nazionale può avere pesanti conseguenze, ha ricordato Groupe Mutuel in una nota odierna. Può favorire infatti l'emergere di diverse malattie quali le crisi cardiache, gli ictus e il diabete, che possono rivelarsi fatali a lungo termine.
Ricercatori americani e canadesi attribuiscono circa l'8% dei decessi a livello mondiale alla mancanza di attività fisica. In Svizzera, il 2% delle morti erano legate alla sedentarietà nel 2017. Una persona è considerata come fisicamente inattiva se fa meno di 150 minuti di esercizi fisici d'intensità moderata ogni settimana o meno di 75 minuti in modo intenso.
Il sondaggio è stato eseguito tra il 24 e il 30 marzo su 1'225 residenti nelle tre regioni linguistiche di età compresa tra i 18 e i 79 anni e che dispongono di un accesso a internet.