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La banca ha perso i miei soldi – cosa fare?
Tantissimi prodotti finanziari offerti dalla banca sono talmente complessi da mettere in serie difficoltà i clienti.
Proprio per questo motivo ogni singolo prodotto finanziario offerto al cliente deve essere spiegato in modo semplice e chiaro. La banca deve accertarsi che il cliente abbia capito il funzionamento del prodotto finanziario. La vecchia regola:
„Più rende l’investimento – più alto è il rischio“
è oggi da modificare con il supplemento seguente:
„investire solamente in prodotti che si capiscono“.
L’Unione Europea ha drasticamente aumentato la protezione degli investitori, mediante la direttiva
relativa ai mercati degli strumenti finanziari, comunemente abbreviata in „MIFID“, obbligando le banche ad implementare nuove strategie per limitare i rischi. La Banca è obbligata a spiegare al cliente come procedere con i prodotti finaziari. Negli ultimi anni le perdite subite dal cliente sono aumentate, poichè le banche spesso non spiegano sufficientemente il prodotto che consigliano al cliente inducendo il cliente ad investire in strumenti e prodotti speculativi. Spesso il cliente fa capire al funzionario della banca di aver capito il funzionamento del prodotto per non fare brutta figura perché si vergogna a dire che non ha capito a fondo il prodotto a lui offerto.
In caso di contenzioso con il cliente, la banca è tenuta a dimostrare di aver informato a sufficienza il cliente sui rischi connessi col prodotto finanziario. Nel 75% dei casi la banca non ha documentato in modo approfondito di aver illustrato a sufficienza i rischi al cliente. In questi casi una dritta vale oro.
In Svizzera si trovano circa il 30% di tutti gli averi liquidi di tutto il mondo e questo già da secoli. Molti investitori stranieri che hanno un conto in Svizzera hanno perso soldi e non sono nemmeno a conoscenza perché hanno perso i loro soldi. Non hanno idea se la banca ha svolto un buon lavoro o se il cliente è stato truffato e quindi il cliente si trova in condizione di non sapere come comportarsi.
I prodotti e i mercati finanziari hanno delle strutture talmente complicate che il cliente non ha la chiarezza di cosa sia veramente successo, se vi è stato un errore o meno. Molti clienti che ci telefonano cercano aiuto per avere delle risposte valide e pratiche. Da quando la crisi finanziaria si è accentuata gli operatori finanziari sono sotto uno stress enorme. Il loro posto di lavoro sta in stretta correlazione col volume e col profitto annuale realizzato per la banca, quindi per non perdere il proprio posto di lavoro sono costretti a raggiungere a tutti i costi il budget imposto ad inizio anno di „assets under management„ (AUM). In confronto a 5 anni fa, le banche sono più in difficoltà visto la forte crisi ed è proprio per questo che il cliente si deve porre delle domande in merito: il consulente è consulente mio o consulente della banca? Il mio consulente cura gli interessi miei o quelli della banca? E una situazione di conflitto d’interessi.
Nell’ambito della mia esperienza professionale ho avuto modo di capire che questa è una delle domande più importanti da considerare. Certamente il lavoro di un funzionario bancario è molto complesso perché è il servitore di due padroni: da un lato deve agire nell’interesse della banca e dall’altro deve saper scegliere il miglior prodotto sul mercato per il cliente. Le banche e di conseguenza anche i banchieri guadagnano la maggior parte delle commissioni sulla vendita di prodotti strutturati. I prodotti strutturati sono in genere speculativi, anche se, non dovrebbero mai essere consigliati come investimento per investitori poco esperti. A posteriori risulta che se al cliente sono stati venduti prodotti complessi, che non ha capito, la banca diventa responsabile per i danni subiti dal cliente qualora l’investimento andasse male. La Corte Suprema Federale si spinge ancora oltre, fino a costringere le banche di avvertire i loro clienti e fermare il processo di investimento. Ciò significa che il banchiere avrebbe dovuto scoraggiare il cliente da investimenti rischiosi e di avvertire il cliente di non investire. Tuttavia, se nel file non può essere trovato alcuna traccia di tale avvertimento, la banca è tenuta a dover risarcire il cliente per la perdita subita. Il cliente è in una posizione esclusiva e da trattare come se non avesse investito in questo prodotto, dice il Tribunale Federale di Losanna. 6 anni fa un caso giudicato dalla Corte Suprema Federale ha suscitato polemiche perché ha definito chiaro ciò che è accettabile e ciò che non lo è. Nel frattempo l’Unione europea ha attuato leggi e direttive, che hanno massicciamente esteso la tutela dei diritti degli investitori. In teoria, le regole MIFID sono efficaci solo nell’Unione europea, ma sono de facto anche applicate dai tribunali svizzeri. Tanto più che la crisi finanziaria ha aiutato molto a divulgare velocemente tutto quello che riguarda la tutela degli investitori, infatti, i clienti hanno molto più diritti oggi che non anni fa e quindi hanno molto più diritti di quanto si potrebbe supporre. Per esempio, l’obbligo di educare i propri clienti, è stato reso più rigoroso. Di questi tempi – a differenza del passato – potete purtroppo trovare molti banchieri, che non sono ancora adeguatamente formati. A causa della crescente domanda proveniente dalla Russia per servizi bancari, le banche svizzere hanno deciso di reclutare migliaia di operatori di lingua russa e questo il più rapidamente possibile; operatori che hanno iniziato a lavorare con i clienti solo dopo un breve periodo d’introduzione, sempre se l’introduzione andava fatta, spesso non si è fatto nemmeno questo. Quando non si trovavano persone qualificate all’altezza del compito bastava che parlassero il russo, quindi senza alcun tipo di conoscenza bancaria venivano assunti come account manager. Ma se non hanno alcuna esperienza sul campo finanziario come si può aspettare che questi neoassunti illustrino tutti i rischi connessi con gli investimenti agli investitori assicurandosi che tutti abbiano ben capito i rischi? Pertanto, non è sorprendente se in tali circostanze – soprattutto russi – i clienti sono stati mal consigliati e quindi hanno subito grosse perdite di denaro. Quindi vale la pena fare esaminare il file da un esperto in materia. Se il denaro è stato perso, oggi come oggi, si ha una buona probabilità che la perdita debba essere compensata dalla banca – per ragioni puramente normativi – e quindi la banca può essere ritenuta responsabile. Meno qualificato è l’account manager, più possibilità di risarcimento per la perdità subbita ci sono.
In quali casi siamo in grado di aiutare ?
Il 47% dei casi trattati sono connessi con consulti di investimento sbagliati e cluster risks
47% dei clienti si rivolgono a noi perché hanno avuto un consulto sbagliato, errori di asset management e rischi di accumulazione. Comunicano con noi prima per e-mail e poi per telefono. Se la loro preoccupazione sembra interessante e l’importo in contestazione è sufficientemente elevato, chiedo al cliente di inviare i documenti e di farmi una procura. Nella maggior parte dei casi non è stato applicato il profilo di rischio concordato e gli investimenti in sintonia con un profilo contro accordo. La banca non ha abbastanza spalmato i singoli investimenti e i rischi e quindi è responsabile per la creazione di cluster rischi. Secondo un recente „leading case“ del Tribunale federale di Losanna la banca ha il dovere di preavviso o addirittura di ammonimento del cliente, essendo obbligata a sconsigliare il cliente da investimenti non in sintonia con il profilo di rischio concordato col cliente.
Se il cliente investe in un unico titolo e il valore di mercato del titolo perde di valore, la banca è responsabile per la perdita di valore. Sulla base della normativa MiFid le responsabilità delle banche sono aumentate drasticamente nell’arco degli ultimi paio d’anni. Le sanzioni previste per le banche sono diventate più severe. La banca ha oggi un esteso obbligo d’informazione e di accertamenti che per giunta devono anche essere documentati. Questi obblighi devono avere lasciato traccia nel file altrimenti la banca si trova a corto di prove per poter dimostrare di aver informato e educato a sufficienza il proprio cliente. Solo attraverso un’adeguata documentazione la banca potrà escludere il rischio di mancanza di prove. Se la banca non riesce a documentare le spiegazioni fornite al cliente, o se sono solo documentate superficialmente e incomplete, rischia di essere a corto di prove in caso di contenzioso che non può provare, di fronte a un giudice che ha sufficientemente informato e ha avvertito o ammonito il cliente. La banca ha il dovere di documentare i rischi nei profili d’investimento per iscritto. Essa ha l’obbligo di informare il cliente e di accertarsi a sufficienza che il cliente abbia sufficientemente esperienza come investitore in un settore specifico. La banca deve accertarsi se il cliente potrebbe aver avuto già esperienza con investimenti e se ha le capacità e la formazione per comprendere i prodotti finanziari offerti. La banca deve accertare la capacità di carico di rischio del cliente e soprattutto di documentare di aver effettuato tali accertamenti. Più il cliente conosce già il prodotto e meno il banchiere è tenuto ad informare il cliente. In virtù di un caso giudicato dalla Corte Suprema Federale la consegna di moduli standardizzati di informazione da parte della banca, in cui si trovano le informazioni solo per iscritto e magari stampate in piccolo, non è sufficiente per ogni cliente – solo per esperti ed investitori qualificati. Nei casi di Madoff e di Lehman Brothers i tribunali hanno avuto occasione di formulare ex novo gli obblighi di informare sufficientemente i clienti sui rischi. Il compito del consulente è di fare in modo che il cliente abbia capito come funziona un prodotto. Che non basta, però. Il banchiere ha il dovere di conservare le note dalle quali si evince che ha illustrato il prodotto e che il cliente abbia compreso le sue spiegazioni. Come risultato di questa nuova legislazione le probabilità per l’investitore di essere risarcito per una perdita causata da investimenti non idonei da parte della banca sono cresciute enormemente. Nell’ottica del esposto vale quasi sempre la pena di convocare un esperto avvocato specializzato per analizzare il caso di una perdita finanziaria. Rispetto a prima è diventato molto più facile ottenere risarcimento dalla banca. Le spese legali per un primo esame sono contenute, ma le prospettive di essere compensati dalla banca sono aumentate.
12% di operazioni di borsa, transazioni, operazioni in valuta
Il 12% dei nostri casi sono dovuti ad errata contabilizzazione di operazioni. Quote di fondi o qualsiasi tipo di operazioni possono essere state indebitamente contabilizzati. Anche nell’era del computer gli errori contabili possono succedere facilmente. Le banche sono esposte ad un aumento di competizione.
Il personale è poco preparato per affrontare queste materie complesse. Considerando che i prodotti, per esempio hedge fund prodotti, diventano sempre più complessi. La probabilità che ci sono stati danni enormi è davvero alta e possono essere individuate solo grazie a ricerche approfondite. Può anche essere che durante l’esame del hedge-fund accounting, si trova qualcosa completamente di diverso. Per esempio per ricalcolare tutto ciò che è stato scoperto che l’emittente di tutti i prodotti hedge fund è sempre stata la stessa, che rappresenta un rischio cluster. La banca avrebbe dovuto differenziare il rischio dell’emittente e scegliere delle diverse emittenti. Noi abbiamo i nostri specialisti hedge-fund che ci aiutano per affrontare calcoli complessi. E questo è stato il caso con un cliente che abbiamo rappresentato. Pertanto, il caso è stato risolto rapidamente e non appena la banca ha avuto contatto con noi, ha dovuto compensare il nostro cliente per la mancanza di sufficiente diversificazione.
10% Crediti, garanzie e altre operazioni di copertura
In questi casi è importante poter ricostruire la storia del caso, trovare in retrospettiva i motivi che hanno reso insolventi i protagonisti del caso. Si tratta di stabilire chi è responsabile per cosa.
21% movimenti del conto, operazioni di pagamento, carte di credito
Le cause di questa categoria sono molteplici. Spesso le firme non sono state messe giuste in caso d’istruzioni di pagamento, le tasse non sono state valutate, commissioni troppo alte richieste e così via. A secondo della situazione, la banca può pagare per i danni subiti. Ogni situazione deve essere esaminata e valutata singolarmente. A volte il cliente ha contribuito con la cosiddetta compensazione dei pagamenti. Tali pagamenti non sono più considerati come una questione privata. La FINMA non tollera più questi casi o almeno non chiude più occhi in merito. Compensazioni vengono sanzioniate e i partecipanti ne sono responsabili anche penalmente.
Varie: 10%
cittadini statunitensi, l’evasione fiscale e frode fiscale, trust, fondazioni, waqf, testamenti, mailing, segreto bancario, i lasciti, post-mortem di procura, di successione dei conflitti, conti bloccati, conti senza informazioni, conti inattivi, persone politicamente esposte (PEP)ecc.
Le possibilità per il cliente di essere risarcito dalla banca o dal gestore di patrimoni sono molto alte.
Considerando che le banche in passato sono state più generose per compensare, i negoziati sono oggi molto più tenaci e duri.
Le banche possono essere più tenaci nei negoziati di risarcimento, ma la possibilità di essere risarciti sono notevolmente aumentate. La tutela degli investitori è migliorata massicciamente.
Non esitate a telefonarci – noi difendiamo i nostri clienti!
Per risolvere una questione non è mai troppo presto –
ma spesso troppo tardi!