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Non ci si può sbagliare. Davanti al capannone del giudice-gommista c'è una montagna di copertoni. Rick Tennant ha tolto la toga e indossato i guanti da lavoro. Col piede di porco rimuove uno pneumatico malconcio da un cerchione di metallo, sicuramente di un SUV viste le dimensioni. Questo ex dirigente in pensione di un'azienda petrolifera amministra la giustizia nella contea che in America vanta un primato tutto particolare. Il 94,6% dei suoi elettori nel 2016 votarono per Trump: "Siamo repubblicani. Qui non importa il candidato, si vota conservatore" ci dice il giudice.
Non è la Florida
In questa contea vivono 2'000 persone. Il suo capoluogo ne conta poco più di 600. E si chiama Miami, proprio come la più celebre località di mare della Florida. Qui invece appena fuori dall'abitato c'è un oceano di mucche al pascolo. Punteggiano una prateria dalle tinte tenui che da queste parti s'increspa leggermente, ondulando l'orizzonte con saliscendi appena accennati.
Quando parcheggiamo il camper nella via centrale di Miami l'unica presenza è quella di Kenny, un signore di 55 anni che vende bandiere di Trump e chincaglierie presidenziali. In bella mostra pure le mascherine con stampato il nome dell'attuale inquilino della Casa Bianca. Una beffa doppia: non solo quest'ultimo non ne ha suggerito l'uso per mesi malgrado il COVID-19. Ma le mascherine sono "Made in China", uno schiaffo – metaforico ma sembra quasi di sentirlo quando la si indossa - a chi da anni combatte contro Pechino inneggiando all'America First.
Aratri e Ku Klux Klan
Dall'altro lato della strada aratri arrugginiti, due bidoni di latta per il latte e vecchi arnesi da lavoro fanno bella mostra di sé accanto all'ex deposito della vecchia ferrovia per Santa Fe trasformato in museo della contea di Roberts. Un manichino agghindato da cow-boy offre il benvenuto appena la signora Susan ci apre la porta. "Non parlo con i giornalisti" è il suo biglietto da visita cordiale ma perentorio. Poi però ci tiene a precisare che lei no, Trump non l'ha votato quattro anni fa e non ne ha alcuna intenzione nemmeno stavolta.
Tradizione contadina e passato razzista s'intrecciano dentro i locali del piccolo museo. Accanto a bacheche con i pizzi d'epoca e lunghe gonne di fine Ottocento, alle pareti balza subito all'occhio l'atto di fondazione della sezione locale del Ku Klux Klan, correva l'anno 1922.
L'America rurale e l'infermiera cow boy
Questa è l'America rurale – un po' testarda e fieramente orgogliosa, che si tiene alla larga dalle grandi città. Ma che rivendica con passione i suoi valori, il suo rifiuto di un governo troppo invadente e la solidarietà tra la sua gente. "Quando qualcuno è nei guai, tutti lo aiutano", sostiene ancora il giudice Tennant mentre fa rotolare fuori dalla sua officina il copertone ormai aggiustato. Ripartiamo sullo sterrato che sfiora un piccolo ranch lì accanto e svoltiamo a destra per il bed&breakfast "Cow-boys and roses". Nessun pernottamento in programma ma una conversazione con la sua titolare Eva Wheeler, che mostra orgogliosa le foto appese nel corridoio. Eroi di un tempo lontano: cavalcate, lanci di lazo e sfide memorabili con i piedi infilati nelle staffe.
Il marito, il figlio scomparso prematuramente, lei stessa: compaiono tutti in versione cow-boy in questa galleria di cornici di legno appese a un muro, anche se prima degli stivali con lo sperone Eva indossava il camice da infermiera. Trent'anni di lavoro in neonatologia vicino a Dallas e una convinzione granitica: il suo voto sarà di nuovo per Trump, per le sue posizioni chiare contro l'aborto.
Non é solo una gara per uomini— Emiliano Bos (@emilianobos) October 9, 2020
Sentite la signora Eva Wheeler, ex-infermiera 73enne proprietaria del B&B “Cowboys and Roses” a #Miami in #Texas (lei a cavallo col lazo ci andava davvero)@RSInews pic.twitter.com/mOe20Er5wK
Prima di salutarci, questa signora dai toni affabili e cortesi offre al nostro microfono la specialità vocale di Miami: il "cow calling", il richiamo della vacca. Il grido più potente, qui nel Texas profondamente conservatore, vince un premio. Ai tempi di una politica gridata, conclude il giudice-gommista, "sarebbe meglio se i politici di Washington facessero come noi nell'America rurale: pronti a darci una mano a vicenda".