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Al di là di tutto quanto si può dire e scrivere della RSI, una cosa deve essere detta e scritta chiaramente: l'iniziativa No Billag non ha mai avuto lo scopo di cambiare, correggere, ridimensionare il Servizio Pubblico radiotelevisivo.
Queste intenzioni le sono state attribuite cammin facendo. Il vero obiettivo di No Billag, dichiarato esplicitamente nel suo testo, è, e rimane, quello di azzerare l'attuale sistema radiotelevisivo - servizio pubblico e molte radiotelevisioni regionali - per aprire le porte alla privatizzazione completa della piazza mediatica svizzera, ai grandi gruppi editoriali.
Stando le cose in questi termini è francamente difficile cercare un punto d'incontro con gli iniziativisti: hanno in mente un modello che non è conciliabile con la visione di una Svizzera pluralista, multiculturale e federalista che ha forgiato la situazione attuale.
Giova, per capire meglio i termini della questione, chiamare in causa l'azione del Gruppo per una Svizzera senza esercito. Ha portato avanti la sua battaglia di principio senza scorciatoie, senza mettere in discussione, il funzionamento, i costi, l'organizzazione di un esercito che comunque non voleva. Non lasciamoci ingannare dalle pieghe che via via sembrano voler essere date al dibattito: un sì all’'iniziativa No Billag non mira a migliorare o correggere quanto esiste, bensì a consegnare la piazza mediatica svizzera nelle mani di nuovi attori commerciali svizzeri e esteri !
Luigi Pedrazzini