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BASILEA - Il Carnevale di Basilea è candidato alla lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'UNESCO. La candidatura - la seconda svizzera dopo la Festa dei vignaioli di Vevey (VD) - è stata ufficialmente presentata oggi e la decisione finale è attesa per novembre 2017. Lo ha comunicato l'Ufficio federale della cultura (UFC).
Il Carnevale di Basilea è una manifestazione ben nota al di là dei confini regionali e nazionali, ed è anche uno dei rari eventi mondiali di questo tipo di tradizione protestante, sottolinea l'UFC.
Nel corso dei cosiddetti "tre più bei giorni dell'anno" si scherza allegramente sulle assurdità, le lacune e i passi falsi della politica e della società, locale, nazionale e internazionale.
La candidatura sarà valutata in base a cinque criteri applicati a tutte quelle depositate presso l'UNESCO: la corrispondenza alla definizione di patrimonio culturale immateriale, il contributo alla visibilità del tema, la qualità delle misure di salvaguardia proposte, la partecipazione della comunità interessata e l'iscrizione in un inventario.
Nell'ottobre 2014 il Consiglio federale ha approvato la lista indicativa di otto tradizioni viventi svizzere che saranno oggetto di una candidatura al patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Oltre al Carnevale di Basilea, vi figurano la gestione del rischio di valanghe, le competenze nella meccanica degli orologi, il design grafico e tipografico svizzero, la stagione alpestre in Svizzera, lo jodel, le processioni della Settimana Santa a Mendrisio e la Festa dei Vignaioli di Vevey, prima candidatura presentata dalla Svizzera, depositata ufficialmente nel marzo del 2015.
Il Consiglio federale non ha stabilito un ordine di priorità tra le varie tradizioni candidate. L'ordine di presentazione - secondo l'UFC - viene pertanto determinato in funzione del loro grado di preparazione.
Il patrimonio culturale immateriale ingloba tradizioni viventi come le espressioni orali, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali, riti e feste, conoscenze della natura e dell'universo e artigianali. Illustra così la creatività umana e testimonia della grande diversità culturale mondiale, precisa la nota.
Il patrimonio culturale immateriale va distinto dal patrimonio mondiale, culturale e naturale dell'UNESCO, nel quale la Svizzera ha già potuto iscrivere con successo ben 11 siti tra il 1983 e il 2011.
ats