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0.672.959.82
Traduzione1
Convenzione
tra la Confederazione Svizzera
e il Regno di Norvegia intesa a evitare i casi di doppia
imposizione in materia di imposte sulle successioni
Conchiusa il 7 dicembre 1956
Approvata dall'Assemblea federale il 13 marzo 19572
Istrumenti di ratificazione scambiati il 3 luglio 1957
Data dell'entrata in vigore il 3 luglio 1957
(Stato 3 luglio 1957)
La Confederazione Svizzera e il Regno di Norvegia,
animati dal desiderio d'evitare, nella misura del possibile, i casi di doppia imposizione in materia di imposte sulle successioni, hanno convenuto di conchiudere una convenzione.
A questo scopo, hanno nominato loro plenipotenziari:
(Seguono i nomi dei plenipotenziari)
(1) La presente convenzione è intesa a evitare i casi di doppia imposizione che, alla morte di una persona la quale abbia avuto l'ultimo suo domicilio in uno dei due Stati, potrebbero derivare- dalla riscossione concorrente d'imposte svizzere e norvegesi sulle successioni.
(2) Per imposte sulle successioni, secondo la presente convenzione, s'intendono le imposte riscosse a causa di morte, in virtù della legislazione svizzera o norvegese, sulla massa o sulle quote ereditarie.
(3) La convenzione concerne in particolare:
- a.
- quanto alla Norvegia, l'imposta sulle successioni, compresa l'imposta su le donazioni a causa di morte e le liberalità fatte a titolo d'anticipo d'eredità;
- b.
- quanto alla Svizzera, le imposte riscosse dai Cantoni, distretti, circoli e Comuni su la massa e le quote ereditarie.
(4) La convenzione si applica parimente alle imposte future di natura identica o analoga che si aggiungono alle imposte menzionate nel capoverso precedente o le sostituiscono. Essa si applica anche alle imposte riscosse in forma di soprattasse (centesimi addizionali).
(1) I beni immobili (compresi gli accessori e le scorte vive o morte di un'azienda agricola o forestale) sono soggetti alle imposte di successione soltanto nello Stato in cui sono i beni.
(2) Sono parificati ai beni immobili i diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto privato sulla proprietà fondiaria, i diritti d'usufrutto su beni immobili e i diritti a indennità fisse o variabili («royalties») per lo sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti e altre risorse naturali, eccetto i crediti di qualsiasi natura garantiti da pegno immobiliare.
(3) Le nozioni di bene immobile o d'accessorio, di diritto parificato a bene immobile e d'usufrutto sono determinate dalle leggi dello Stato in cui è situato l'oggetto.
(1) I beni della successione ai quali non è applicabile l'articolo 2 sono soggetti alle imposte di successione soltanto nello Stato in cui il defunto aveva il domicilio al momento della morte.
(2) Secondo la presente convenzione, una persona fisica è domiciliata nello Stato in cui può abitare con permanenza. Se una siffatta possibilità sia data nei due Stati, è considerato domicilio il luogo rispetto al quale essa ha le attinenze personali più strette (centro degli interessi vitali).
(3) Allorché il domicilio di una persona fisica può essere determinato conformemente al capoverso precedente, è considerato domicilio il luogo in cui essa dimora stabilmente. Secondo la presente disposizione una persona dimora stabilmente in un luogo, qualora, attese le circostanze, si possa stimare che essa non vi si trattenga soltanto di passaggio. La persona fisica che dimora stabilmente nei due Stati oppure non ha dimora stabile in alcuno di essi, è considerata avere il domicilio nello Stato di cui possiede la cittadinanza. Se la persona fisica possiede la cittadinanza dei due Stati oppure non è cittadina di alcuno di essi, le competenti autorità amministrative s'intenderanno secondo il caso.
I debiti della successione sono detratti secondo il rapporto fra le parti degli attivi lordi della successione che sono soggette a imposta in ciascuno dei due Stati e il totale della sostanza lorda lasciata dal defunto.
(1) Il contribuente che per i provvedimenti presi dalle autorità fiscali dei due Stati reputa di subire una imposizione contraria alle norme della presente convenzione, ha diritto di fare opposizione presso lo Stato in cui è domiciliato o, se non è domiciliato in alcuno dei due Stati, presso lo Stato in cui il defunto aveva il suo ultimo domicilio. Se l'opposizione è riconosciuta fondata, la competente autorità amministrativa di questo Stato, la quale non intenda rinunciare al credito fiscale, deve accordarsi con la competente autorità amministrativa dell'altro Stato affinché sia equamente evitata una doppia imposizione.
(2) Le competenti autorità amministrative dei due Stati s'intenderanno per evitare una doppia imposizione nei casi non regolati dalla presente convenzione e in quelli in cui l'interpretazione o l'applicazione della medesima cagionasse difficoltà o dubbi.
La presente convenzione, redatta in due esemplari originali, egualmente autentici, in lingua norvegese e tedesca, sarà ratificata e gli istrumenti di ratificazione saranno scambiati a Berna non appena possibile.
(1) La presente convenzione; entra in vigore il giorno dello scambio degli strumenti di ratificazione. Le sue disposizioni si applicano:
- a.
- alle imposte che colpiscono le successioni e le donazioni a causa di morte di persone morte in tale giorno o dopo;
- b.
- all'imposta norvegese che colpisce le liberalità a titolo d'anticipo d'eredità fatte in tale giorno o dopo.
(2) La presente convenzione rimane in vigore sino a quando non sia disdetta da uno dei due Stati. Ciascuna delle Parti contraenti può, osservando un termine di sei mesi, disdire la Convenzione per la fine di un anno civile. In tale caso, la convenzione si applica per l'ultima volta:
- a.
- alle imposte che colpiscono le successioni e le donazioni di persone morte prima della scadenza dell'anno civile per la quale è stata data la disdetta;
- b.
- all'imposta norvegese che colpisce le liberalità a titolo d'anticipo di eredità fatte prima della scadenza dell'anno civile per la quale è stata data la disdetta.
In fede di che, i plenipotenziari dei due Stati hanno firmato la presente convenzione e vi hanno apposto i loro sigilli.
Fatto a Oslo, il 7 dicembre 1956.
Per la
Confederazione Svizzera:
Protocollo finale
All'atto di firmare la convenzione conchiusa in data d'oggi tra la Confederazione Svizzera e il Regno di Norvegia intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia di imposte sulle successioni, i plenipotenziari sottoscritti hanno concordemente fatto le seguenti dichiarazioni che sono parte integrante della medesima.
Ad articolo 1
(1) L'enumerazione, che si trova nell'articolo 1, terzo capoverso, delle imposte sulle successioni alle quali si applica la presente convenzione non è tassativa. Per aggiornare tale enumerazione in conformità dell'articolo 1, quarto capoverso, le competenti autorità amministrative dei due Stati - vale a dire, per la Norvegia, il Dipartimento delle finanze e delle dogane o l'autorità da esso delegata, e, per la Svizzera, il Dipartimento federale delle finanze e delle dogane3 (Amministrazione delle contribuzioni) - si comunicheranno alla fine di ogni anno le modificazioni introdotte nella loro legislazione fiscale.
(2) Le competenti autorità amministrative dei due Stati s'intenderanno per chiarire i dubbi che potessero sorgere circa alle imposte cui la presente convenzione è applicabile.
(3) Essa non si applica all'imposizione di donazioni o di liberalità a scopo determinato, fatte tra vivi, non soggette all'imposta sulle successioni.
(4) Se beni mobili sono soggetti, in quanto liberalità a titolo d'anticipo d'eredità, all'imposta norvegese sulle successioni, in virtù della legge norvegese del 16 marzo 1934, e successivamente a un'imposta svizzera sulle successioni, le competenti autorità amministrative dei due Stati s'intenderanno per evitare una doppia imposizione.
(5) Le disposizioni della presente convenzione non limitano i vantaggi concessi ai contribuenti dalla legislazione di ciascuno dei due Stati o da accordi internazionali.
(6) La presente convenzione non menoma il diritto di fruire di più ampie esenzioni fiscali che possano essere concesse 2L funzionari diplomatici e consolari conformemente alle norme generali del diritto internazionale. Se, in virtù di tali esenzioni, il funzionario non è assoggettato alle imposte sulle successioni nello Stato presso il quale è accreditato, l'imposizione è riservata allo Stato che lo accredita.
Ad articoli 2 e 3
La presente convenzione non limita il diritto di ciascuno dei due Stati di calcolare le imposte di successione, che colpiscono gli elementi di una successione riservati alla sua imposizione, secondo l'aliquota che sarebbe applicabile se tutta la successione o tutta la quota ereditaria fosse imponibile in tale Stato.
Ad articolo 5
(1) La procedura prevista nell'articolo 5, primo capoverso, può essere promossa dal contribuente prima d'aver esperito tutte le istanze del contenzioso, né il promovimento di essa impedisce al medesimo di far valere i mezzi di ricorso concessi dalla legge.
(2) Di regola, il contribuente deve fare opposizione conformemente all'articolo 5, primo capoverso, nel termine di un anno a contare dalla fine dell'anno civile nel quale ha avuto conoscenza della doppia imposizione, sia per effetto della notificazione dei conteggi d'imposta sia mediante notificazione di altre decisioni ufficiali.
Fatto a Oslo, il 7 dicembre 1956.
Per la
Confederazione Svizzera:
RU 1957 748; FF 1957 I 221 ediz. ted. 229 ediz. franc.