Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/210548

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare una base legale per:</p><p>1. introdurre una tassa al chilometro sui generi alimentari importati (incl. all'interno dei contingenti e fuori stagione per le derrate che possono essere prodotte in Svizzera) in funzione della modalità di trasporto (tassa differenziata per la merce trasportata su strada e su rotaia);</p><p>2. garantire che i ricavi di questa tassa siano utilizzati per sostenere l'agricoltura indigena.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione chiede d'introdurre una tassa al chilometro sui generi alimentari importati, differenziata in base alla modalità di trasporto e al tipo di prodotti. I ricavi, diversamente da una tassa d'incentivazione, non dovrebbero essere ridistribuiti ai consumatori, bensì soltanto al primario.</p><p>Per la maggior parte delle importazioni in Svizzera, il trasporto rappresenta soltanto un'esigua quota sul bilancio ecologico globale di un prodotto alimentare. La quota sul fabbisogno d'energia e sul potenziale effetto serra è superiore solo per i trasporti aerei e refrigerati, data la notevole incidenza delle elevate distanze e del considerevole consumo di carburante. L'ecobilancio delle derrate alimentari importate non è sempre peggiore di quello dei prodotti indigeni. Il fatto che un prodotto valichi o no il confine svizzero non è determinante dal profilo del bilancio ambientale. Svolgono un ruolo decisamente più importante il sistema di produzione e, in alcuni casi, le condizioni nel luogo di produzione (cfr. anche Bystricky et al, 2014 Ökobilanz ausgewählter Schweizer Landwirtschaftsprodukte im Vergleich zum Import, Agroscope Science n. 2, Zurigo). Per riuscire a ottenere un effetto incentivante con un buon rapporto costi-benefici, sarebbe quindi necessario effettuare un'analisi dettagliata sulla base degli ecobilanci. Tuttavia, nel complesso oggi mancano diverse basi metodologiche e procedurali per applicare una tassa al chilometro o una tassa d'incentivazione su tutti i trasporti di prodotti.</p><p>Il Consiglio federale ha constatato che per una tassa a destinazione vincolata di questo tipo manca la base costituzionale.</p><p>Poiché in Svizzera quasi il 50 per cento delle derrate alimentari viene importato, questa misura comporterebbe anche un determinato rincaro dei generi alimentari all'interno del Paese. La nuova tassa graverebbe in misura proporzionalmente maggiore sulle fasce di reddito più basso rispetto a quelle con redditi più alti. Anche applicando aliquote diverse per i vari gruppi di derrate alimentari non cambierebbe nulla.</p><p>La norma, inoltre, potrebbe avere un impatto negativo sulle basi vitali dei contadini all'estero che producono derrate alimentari destinate al consumo o alla trasformazione in Svizzera, dove non vengono coltivate (p.es. caffè).</p><p>L'attuazione della mozione comporterebbe altresì un elevato onere amministrativo supplementare non soltanto per la Confederazione, bensì anche per tutti gli attori dell'economia, proprio per i prodotti alimentari trasformati. Il dispendio atteso sarebbe decisamente sproporzionato rispetto ai benefici prospettati.</p><p>L'introduzione di una tassa al chilometro sui generi alimentari importati violerebbe anche gli obblighi della Svizzera nell'ambito di accordi commerciali internazionali, in particolare dell'accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT 1994) perché i prodotti esteri sarebbero discriminati. Lo stesso vale per gli accordi commerciali conclusi dalla Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.