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Inasprimento delle sanzioni nei confronti della Corea del Nord
Berna, 22.02.2017 - Il 22 febbraio 2017 il Consiglio federale ha nuovamente inasprito le sanzioni nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea (Corea del Nord), applicando così la risoluzione 2321 (2016) del Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite. Le nuove disposizioni entrano in vigore il 22 febbraio 2017 alle ore 18.
In seguito al quinto test nucleare del 9 settembre 2016, che viola tutte le risoluzioni adottate finora, il 30 novembre 2016 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha emanato la risoluzione 2321 (2016) con cui vengono inasprite le sanzioni nei confronti della Corea del Nord. La risoluzione prevede un ulteriore inasprimento delle sanzioni per il commercio di beni, in ambito finanziario, per il traffico marittimo e aereo e nel settore della formazione. Con la decisione del 22 febbraio 2017, il Consiglio federale applica in Svizzera queste misure vincolanti sul piano del diritto internazionale.
In ambito finanziario viene stabilito che le rappresentanze diplomatiche e consolari della Corea del Nord in Svizzera e i loro collaboratori diplomatici possono gestire un solo conto bancario ciascuno. I conti in soprannumero devono essere chiusi. Gli immobili la cui proprietà o il cui contratto di affitto appartengono alla Corea del Nord devono essere utilizzati esclusivamente per le attività diplomatiche. Sono vietate l’apertura e la gestione di succursali, filiali e rappresentanze o di conti bancari da parte di banche svizzere in Corea del Nord, a meno che non servano per scopi umanitari o per attività diplomatiche o delle Nazioni Unite. Le succursali, le filiali, le rappresentanze e i conti bancari attivi in Corea del Nord devono essere chiusi entro il 31 marzo 2017. È vietato qualunque tipo di sostegno finanziario pubblico o privato del commercio con la Corea del Nord.
Nel settore delle merci il divieto di esportare beni di lusso e determinati beni a duplice impiego per la produzione di armi convenzionali viene esteso ad altri beni. Sono vietati l’acquisto di determinate materie prime (rame, nichel, argento e zinco) e di statue di ogni tipo provenienti dalla Corea del Nord nonché la fornitura di nuovi elicotteri e navi alla Corea del Nord. Per l’esportazione di carbone che ha origine in Corea del Nord è stato introdotto un limite annuo massimo di circa 400 milioni di dollari o 7,5 milioni di tonnellate. Le Nazioni Unite sorveglieranno il rispetto di questi limiti.
Anche per il traffico marittimo e aereo vengono introdotti nuovi divieti. Per esempio in Corea del Nord non potranno essere forniti servizi di assistenza agli equipaggi.
È vietato fornire servizi di assicurazione o riassicurazione per navi appartenenti alla Corea del Nord o da essa controllate o gestite, a meno che le attività della nave non siano destinate esclusivamente a scopi di sussistenza o umanitari.
Anche i divieti validi nel settore della formazione vengono estesi. D’ora in poi gli studenti nordcoreani non potranno frequentare i cicli di studio in scienza dei materiali avanzata e ingegneria meccanica o elettrica avanzate. È inoltre sospesa qualunque cooperazione tecnica e scientifica con la Corea del Nord, ad eccezione dell’ambito medico.
A causa del programma nucleare nordcoreano il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva già precedentemente adottato misure sanzionatorie contro questo Paese. Il 25 ottobre 2006 il Consiglio federale aveva approvato l’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea, che da allora è stata più volte inasprita. La Svizzera ha applicato le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1718 (2006), 1874 (2009), 2087 (2013), 2094 (2013), 2270 (2016) e ora anche 2321 (2016).
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Fabian Maienfisch, vicecapo Comunicazione, SECO,
Tel. 058 462 40 20
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