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Fondato nel 1918, la Suva è l'assicurazione sociale più antica della Svizzera. Le associazioni dei datori di lavoro, i sindacati e la Confederazione sono rapresentati in seno all’organizzazione.
In Svizzera l'assicurazione sociale statale contro gli infortuni è gestita prevalentemente dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI, dal 1996 Suva per Schweizerische Unfallversicherungsanstalt), un ente autonomo di diritto pubblico. Le prime iniziative volte a creare un'assicurazione contro le malattie e gli infortuni a livello statale sono discusse negli anni 1880, sotto l'impulso delle leggi bismarckiane sullo Stato sociale, ma l'attuazione pratica richiede diversi decenni. Un primo progetto di legge, che prevede un'assicurazione malattie obbligatoria oltre a quella contro gli infortuni, è respinto in votazione popolare nel 1900. Il progetto riveduto, che si limita alla statalizzazione dell'assicurazione contro gli infortuni, è approvato alle urne nel 1912. Dopo un ulteriore differimento dovuto alla Prima Guerra mondiale, l'INSAI inizia la sua attività nel 1918.
Sin dalla sua fondazione, l'Istituto presenta un'organizzazione tripartita, con rappresentanti delle parti sociali e della Confederazione. Il suo organo supremo, il consiglio di amministrazione, si compone di 16 rappresentanti dei lavoratori, 16 dei datori di lavoro e 8 delle autorità pubbliche. Sebbene i membri di questo "Parlamento" siano nominati dal Consiglio federale, la Suva opera in modo autonomo. La gestione corrente è di competenza della direzione. L'Istituto è suddiviso in dipartimenti, responsabili tra l'altro dell'ambito medico, di compiti matematico-statistici, della prevenzione degli infortuni e dell'evasione dei casi di sinistro.
All'inizio, la fondazione dell'INSAI è fortemente osteggiata dalle società assicurative private, minacciate dalla possibile perdita di una parte del mercato dell'assicurazione contro gli infortuni. Neanche i datori di lavoro vedono di buon occhio tale istituzione. Molti di loro la percepiscono come un'assicurazione imposta e considerano la politica di prevenzione come un'ingerenza illegittima nell'autonomia imprenditoriale. Nel primo periodo tra le due Guerre mondiali, sotto la direzione di Alfred Tzaut, ex oppositore dell'Istituto, l'INSAI persegue quindi una politica liberale, favorevole alle imprese. Con la crisi economica mondiale e la parallela diffusione dei modelli di partenariato sociale, tuttavia, la socialdemocrazia e i sindacati aumentano sempre più la loro influenza sull'INSAI. Dopo la Seconda Guerra mondiale quest'ultimo si afferma come un'istituzione fondamentale per il partenariato sociale nello Stato sociale svizzero.
Inizialmente, la protezione assicurativa si limita alle professioni industriali e artigianali, particolarmente rischiose. Pian piano, però, il campo di applicazione dell'assicurazione contro gli infortuni statale si estende ad altre categorie professionali. Nel 1918, l'INSAI introduce l'innovativa copertura di tutti gli infortuni non professionali, con cui intende evitare le controversie legali sulla distinzione tra infortuni occorsi sul tragitto per recarsi al lavoro e infortuni non professionali. All'inizio, prevalgono nettamente gli infortuni professionali. Ma la tendenza s’inverte con l’aumento del tempo libero e la maggiore sicurezza sul lavoro, tanto che, a partire dagli anni 1980, il numero degli infortuni non professionali e le relative spese superano quelli degli infortuni professionali.
Nel periodo tra le due Guerre mondiali, l'INSAI inizia a investire anche nella prevenzione degli infortuni sul posto di lavoro e nella riabilitazione di persone invalide in seguito a un infortunio. Dato che l'importo dei premi assicurativi è calcolato separatamente per settore, gli investimenti nella prevenzione vanno anche a vantaggio delle imprese, poiché contribuiscono alla riduzione delle spese dovute alle cure e alle rendite e dunque, indirettamente, alla diminuzione dei premi. Sulla base di riflessioni analoghe, l'INSAI fonda diversi istituti di riabilitazione, quali lo stabilimento di cure termali Zum Schiff a Baden (1928) e le cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion (rispettivamente, 1974 e 1999).
Nel 1984 entra in vigore la legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF), che sostituisce la LAMI del 1912. La LAINF estende l’assicurazione contro gli infortuni obbligatoria a tutti i lavoratori impiegati a partire da un certo grado di occupazione, compresi quelli attivi nel settore dei servizi. Al contempo, viene liberalizzata l’applicazione dell’obbligo assicurativo, autorizzando anche le imprese di assicurazione commerciali a proporre l’assicurazione contro gli infortuni obbligatoria, ma solo per i settori a basso rischio d’infortunio. Di conseguenza, l’INSAI, diventata nel 1996 Suva, perde il suo monopolio sull’assicurazione obbligatoria, dapprima nel settore dei servizi e poi progressivamente anche in quello industriale.
Dal 2006, le autorità stanno lavorando a una riforma della LAINF, che si profila come un lungo processo a causa dei diversi interessi in conflitto. Gli assicuratori privati e le associazioni padronali chiedono una liberalizzazione più estesa dell’assicurazione contro gli infortuni e l’abolizione del monopolio parziale della Suva. Quest’ultima, a sua volta, chiede di essere autorizzata a operare anche nel mercato delle assicurazioni complementari alla pari della concorrenza. A seguito della bocciatura in Parlamento di un primo progetto di legge in questo senso nel 2011, le associazioni mantello delle parti sociali della Confederazione vengono incaricate di elaborare proposte per un nuovo progetto di legge. Nel 2013 esse presentano una soluzione di compromesso appoggiata anche dagli assicuratori, dalla quale sono escluse le questioni spinose della privatizzazione e dell’ampliamento delle prestazioni della Suva e che va finalmente in porto. La revisione della LAINF, entrata in vigore nel 2017, non prevede modifiche strutturali ma solo adeguamenti amministrativi. Il Consiglio federale ne sottolinea in particolare il merito di aver colmato le lacune di copertura.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Lengwiler, Martin (2006), Risikopolitik im Sozialstaat. Die schweizerische Unfallversicherung 1870-1970, Köln; 75 Jahre Suva (1993), Sonderausgabe Suva-Bulletin, Luzern. HLS / DHS / DSS: Suva; Website 100 anni di Suva: https://www.suva.ch/it-ch/la-suva/100-anni-suva
(12/2017)