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CITTÀ DEL VATICANO - L'Irlanda è uno dei paesi più avanzati nel processo di secolarizzazione e oggi solo il 47 per cento della popolazione si definisce cattolica, contro il 69 per cento del 2005. Inoltre l'isola di San Patrizio risulta nei primi dieci paesi a più alta concentrazione di atei. Lo spiega l'Osservatore romano, riferendo il commento dell'arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin a un recente sondaggio.
Mons. Martin, da questi dati, trae l'incitamento a «raccogliere la sfida del rinnovamento» e alla nuova evangelizzazione, partecipando all'Anno della fede indetto da papa Ratzinger per i 50 anni del Concilio Vaticano II, a partire dal prossimo autunno.
La Chiesa in Irlanda - che ha subito negli ultimi anni il forte impatto dello scandalo degli abusi del clero sui piccoli, con anche una ispezione ordinata dal Papa in tutte le diocesi e istituti religiosi - è impegnata in un tentativo di ripartenza, che ha avuto un momento importante nel congresso eucaristico internazionale svoltosi a Dublino lo scorso giugno.