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Steve Guerdat (e come lui tutti gli altri) sapeva bene di non poter commettere errori, con la nuova formula del concorso ippico ai Giochi che ha fatto discutere sin da prima che iniziassero le gare. «Tutti conoscono la mia opinione – diceva prima di scendere in lizza il giurassiano, numero tre dei valori mondiali – ma non è il caso di discuterne adesso». Ironia della sorte, è proprio lui la principale vittima delle qualificazioni del martedì, escluso dalla finale (a cui si qualificavano i migliori trenta cavalieri, mentre alla fine lui si è piazzato trentatreesimo) assieme al suo Venard de Cerisy. Uno smacco per il trentanovenne di Bassecourt, campione olimpico dei Giochi di Londra del 2012.
Missione riuscita invece per lo zurighese Martin Fuchs (su Clooney) e lo sciaffusano Beat Mändli (in sella a Dsarie): il primo, numero 2 al mondo, ha passato il turno realizzando uno dei 25 percorsi netti della giornata, mentre il secondo se l'è cavata con una penalità per superamento del tempo. Entrambi saranno in lizza oggi nella finale che assegna le medaglie nella gara individuale, che inizierà alle 12 in Svizzera.
Guerdat ha pagato a caro prezzo l'errore commesso al quinto ostacolo, che gli ha impedito di centrare il netto che gli sarebbe bastato per andare avanti, indipendentemente dal tempo totalizzato, in una prova qualificativa che si svolgeva su un'unica manche. Ora Guerdat, che a Tokyo aveva ambizioni di medaglia, ha due giorni di tempo per dimenticare il clamoroso episodio, per concentrarsi sulla prova a squadre, dove il navigato giurassiano sarà in lizza assieme al citato Fuchs e al giovane neocastellano Bryan Balsiger. E i tre rossocrociati monteranno a cavallo con la chiara intenzione di puntare all'oro. Nell'attesa, Guerdat può soltanto imprecare, dando però prova di grande schiettezza. «La verità è che ho sottovalutato quell'ostacolo – dice il quarto classificato delle ultime Olimpiadi, a Rio 2016, ammettendo di non essersi mostrato sufficientemente energico al momento di affrontare la tripla gabbia –. L'ho fatto perché sapevo che quello è uno dei due che Venard preferisce. Ed è proprio per questo motivo che devo assumermi interamente la responsabilità di quell'errore».