Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/210247

<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'Ufficio del Consiglio nazionale è incaricato di adeguare la ripartizione attuale dei settori di competenza delle commissioni (attribuiti l'ultima volta con decisioni dell'Ufficio del 10 e del 12 settembre 2019), in modo tale che il settore "Media e pluralità mediatica" (radio, televisione, stampa scritta, Internet) venga riattribuito, come vuole la logica, alle Commissioni delle istituzioni politiche.</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Lo scorso anno gli Uffici delle due Camere hanno riesaminato, nel quadro del progetto "Adeguamento dei settori di competenza delle commissioni", la ripartizione dei settori di competenza delle commissioni per entrambe le Camere. Sulla base di una minuziosa analisi e di una ponderazione degli interessi di tutte le commissioni, gli Uffici hanno formulato proposte di adeguamenti puntuali e nella primavera 2019 le hanno sottoposte per consultazione alle commissioni stesse. In occasione di diverse riunioni del secondo semestre del 2019 gli Uffici hanno discusso i risultati della consultazione appianando le divergenze, di modo che la nuova ripartizione è stata attuata per la 51a legislatura.</p><p>Come indicato dagli autori della mozione, nell'ambito di questa verifica il settore di competenza "Media (radio, televisione e Internet)", attribuito alle CTT, è stato integrato con il concetto di "pluralità mediatica", e gli Uffici hanno deciso di attribuire il settore di competenza rinominato "Media e pluralità mediatica" alle stesse CTT. A più riprese l'Ufficio del Consiglio nazionale aveva discusso questa proposta in maniera approfondita. Esso era del parere che separare pluralità mediatica, finanziamento dei media e politica mediatica non fosse possibile e che una simile separazione avrebbe comportato doppioni indesiderati. Inoltre, secondo l'Ufficio, l'estensione tematica al binomio "media e pluralità mediatica" corrispondeva alla prassi degli ultimi anni e, tenuto conto della crescente convergenza dei media, a lungo andare era sempre meno sensato separare i media elettronici e la stampa cartacea. Non è nemmeno stata modificata la competenza delle CIP per il settore "Ruolo dello Stato nella formazione delle opinioni", che comprende aspetti quali le spiegazioni di voto o la politica d'informazione delle autorità.</p><p>L'Ufficio ritiene che la mozione debba essere respinta per le menzionate ragioni di natura contenutistica. È senz'altro disposto a riconsiderare la riattribuzione in un secondo momento, assieme alle commissioni interessate, tenendo conto della sua praticabilità e opportunità e procedendo se del caso ai necessari adeguamenti. Giudica tuttavia prematuro il momento attuale - tre mesi dall'entrata in vigore della nuova attribuzione - in quanto occorre dapprima raccogliere le esperienze specifiche.</p><p>Una minoranza condivide il parere che i concetti di "media" e "pluralità mediatica" vadano abbinati, ma ritiene che questo settore di competenza vada attribuito alle CIP e non alle CTT. Propone pertanto di accogliere la mozione.</p><p><b>Proposta dell'Ufficio del 14 febbraio 2020</b></p><p>L'Ufficio propone di respingere la mozione. Una minoranza (Büchel Roland, Aebi Andreas, Heer, Moser) propone di accoglierla.</p></text>