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Portare i Giochi olimpici invernali 2026 nei Grigioni, dando così al cantone impulsi positivi, in grado di contrastare il trend congiunturale negativo in atto: è l'idea portata avanti da tre organizzazione federative dell'economia grigionese.
Dalla votazione popolare del marzo 2013, quando i cittadini del cantone respinsero di misura la candidatura per il 2022, la situazione economica è nettamente peggiorata, affermano l'Unione grigionese delle Arti e mestieri, la Camera di commercio e associazione degli imprenditori dei Grigioni e Hotelleriesuisse Grigioni.
Servono urgentemente impulsi a livello economico e sociale, hanno affermato i responsabili in una conferenza stampa a Coira. In questo senso le Olimpiadi possano essere il progetto adatto, sostiene il mondo economico, che ha creato un comitato di cui fanno parte una decina di persone e che è guidato da Andreas Wieland, CEO della Hamilton, azienda attiva nelle tecnologie mediche con sede a Bonaduz.
Secondo Wieland - che era peraltro contrario alla candidatura precedente - si tratta di promuovere un progetto ultra-innovativo, ecologicamente sostenibile e decentralizzato. L'idea è di sfruttare le infrastrutture esistenti: quindi solo il 50% dei giochi sarebbero organizzati nei Grigioni, il resto a Zurigo o in altri cantoni.
A decidere dovrà però essere il popolo, secondo i promotori in settembre o in primavera. Nel frattempo ieri il parlamento retico ha deciso di appoggiare l'eventuale candidatura. Da notare inoltre che le Olimpiadi del 2026 interessano anche al canton Vallese. Finora questa manifestazione internazionale si è svolta solo due volte in Svizzera: nel 1928 e nel 1948, in entrambi i casi a St. Moritz.
SDA-ATS