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La Svizzera ha aiutato la Birmania a preparare le elezioni avvenute ieri.
Berna ha partecipato alla realizzazione di un codice di buona condotta democratica applicabile a 73 partiti politici birmani, tra cui la Lega nazionale per la democrazia (LND) della leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi.
Il premio Nobel per la pace si è impegnata personalmente. "Al termine ha pure riletto tutto con il suo team e ha confrontato le versioni in birmano e inglese rendendosi conto che sussistevano ancora delle differenze. Ha davvero voluto che il testo corrispondesse, parola per parola", aveva spiegato in giugno Tatiana Monney, consulente in processi elettorali e democrazia al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Il sostegno elvetico per questo documento democratico è stato chiesto dalla commissione elettorale birmana. I lavori sono durati tra i sei e gli otto mesi dopo le prime consultazioni avvenute nell'ottobre del 2014. In tutto sono state coinvolte quattro persone tra le quali l'allora ambasciatore elvetico in Birmania Christoph Burgener e Tatiana Monney.
"Avere accesso ai leader di domani"
Attraverso questo "lavoro di coaching tecnico e di accompagnamento" la Confederazione non ha cercato di "esportare il proprio modello", ha precisato Monney. "Proponiamo giustamente di definire ciò che conviene all'interno del contesto dato. Non abbiamo ricette miracolose".
La consulente del DFAE ha infine spiegato che tale contributo elvetico "permette di avere accesso ai candidati alle elezioni e dunque ai leader di domani (...) Si tratta anche di una partecipazione alla stabilità e alle modifiche economiche di un attore che avrà valore nella regione".
SDA-ATS