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Il 20 marzo 1815, le potenze europee riconobbero solennemente la neutralità permanente della Svizzera, garantendo nello stesso tempo l’integrità territoriale della Confederazione elvetica. L’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) condanna l’intenzione di prendere questo 200° anniversario quale occasione per mettere in discussione la neutralità della Svizzera, chiedendone l’adesione all’UE.
La falsificazione storica tinta di ideologia serve a condurre la Svizzera nell’Unione europea e nella NATO. Lo studio dell’ETH “Sicurezza 2014” stabilisce che il 96% delle Svizzere e degli Svizzeri è a favore della neutralità. Solo il 17% auspica un’adesione all’UE e solo il 16% vuole aderire alla NATO.
La neutralità della Svizzera è una nostra scelta. Dopo la débâcle all’estero di Marignano nel 1515, la Confederazione attua la strategia della neutralità. Già nella guerra dei trent’anni (17° secolo), la neutralità poté essere applicata in modo credibile. La Svizzera non era a Vienna nel 1815 quale postulante. Alla neutralità, sebbene fosse nell’interesse delle potenze europee, la Svizzera non fu costretta.
L’ASNI invita la Berna federale e, in particolare, il Consiglio federale a difendere con forza e determinazione la neutralità. Nell’attuale situazione, sono assolutamente da evitare azzardati esperimenti in materia di politica di neutralità. Il Consiglio federale deve inoltre finalmente prendere atto che né un’adesione all’UE né un’adesione alla NATO - anche a lungo termine - sono delle opzioni. L’esercito svizzero deve essere in grado di applicare la neutralità sia sul terreno che nell’aria.