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Lingua coreana
L’Hangul è un alfabeto fonetico, in cui ogni carattere rappresenta una sillaba, e si compone di 24 lettere (14 consonanti e 10 vocali). Nella sua forma scritta, il coreano utilizza gli spazi tra le parole e il sistema di punteggiatura occidentale. In passato, la lingua coreana veniva trascritta in colonne dall’alto in basso, disposte da destra a sinistra, mentre oggi prevede l’utilizzo di righe da sinistra a destra, partendo dall’alto verso il basso. Tuttavia, nei componimenti poetici e nei casi in cui si desidera dare una certa enfasi, viene ancora utilizzata la forma tradizionale.
La lingua parlata correntemente in Corea del Sud è basata sul dialetto della regione attorno a Seoul ed ha un’intonazione decisamente piatta. Le frasi vengono formate seguendo lo schema soggetto – oggetto – verbo e il determinante viene posizionato davanti alla parola determinata. Il numero, l’articolo o il genere non sono mai integrati e i verbi non vengono coniugati in base alla persona, ma secondo il modo, il tempo o la forma di cortesia che si desidera utilizzare. La funzione della parola inserita nella frase è determinata da particelle invariabili.
Proverbi coreani:
Kanun mari kooaya onun mari kopta = Usa parole gentili se vuoi sentire parole gentili.
Morunun ke yakida = L’ignoranza è felicità.
Classificazione per famiglia linguistica: priva di una classificazione ben definita, a volte viene indicata come appartenente alle lingue uralo-altaiche (le quali includono il mongolo, il turco, il finnico, l’ungherese e il tunguso).