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Il presidente del Consiglio nazionale siriano (CNS) Abdulbaset Sieda è stato ricevuto oggi a Berna dal segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Yves Rossier. Il leader della colazione dell'opposizione siriana intende approfittare della visita in Svizzera per lanciare un appello alla comunità internazionale.
Rossier ha illustrato a Sieda le priorità svizzere nell'ambito della crisi siriana, indica un comunicato del DFAE. Ha in particolare ribadito che "solo una soluzione politica, concordata fra le parti e che risponde alle legittime aspirazioni del popolo siriano, permetterà di risolvere la crisi". "La Svizzera rimane disposta a offrire il suo sostegno alla ricerca di una simile soluzione", in particolare nei settori della promozione del diritto internazionale umanitario, della lotta contro l'impunità e dell'assistenza umanitaria, continua la nota.
Sieda è in Svizzera su invito del partito socialista di Thun (BE) per tenere una conferenza sulla situazione in Siria. "Chiediamo aiuto per i rifugiati in Turchia, Kurdistan, Giornadia e Libano, in particolare sul piano sanitario", ha detto Sieda in un'intervista a AWP/Keystone Video. L'aiuto umanitario però non basta. "Dobbiamo far cessare i massacri", ha aggiunto chiedendo la creazione di una no-fly zone e "se necessario" di una forza internazionale. A suo avviso l'intervento della comunità internazionale permetterà di ridurre il "prezzo" che il popolo siriano dovrà pagare per la pace.Sieda non intende reclamare la restituzione immediata dei fondi del clan Assad congelati in Svizzera. Visto che i soldi appartengono al "popolo siriano", chiederà a Berna di tenerli fino alla creazione "di una Siria democratica".