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Anche se per molti i premi delle casse malattia rappresentano un problema, la maggioranza degli svizzeri non auspica una riduzione delle prestazioni assicurative. In base ad un sondaggio realizzato nella Svizzera tedesca e in quella romanda, la grande maggioranza degli assicurati non vuole cambiare l'attuale sistema di finanziamento delle casse.Questo contenuto è stato pubblicato il 25 settembre 2001 - 16:24
Intitolato «Controllo della salute 2001», il sondaggio presentato oggi a Zurigo è stato realizzato dall'istituto demoscopico GfS su un campione di 1000 intervistati ed è giunto alla sua quarta edizione, dopo quelli condotti nel 1997, 1999 e 2000.
Da esso risulta che il 38 per cento degli aventi diritto al voto considera i premi delle casse malattia come un problema ricorrente o saltuario. Un altro 37 per cento li giudica troppo elevati, ma sopportabili, mentre il 22 per cento non li considera un problema. Malgrado ciò, soltanto il 7 per cento degli intervistati è favorevole ad una riduzione delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria. Il 46 per cento vuole mantenere le prestazioni attuali, mentre il 34 per cento le vorrebbe ampliare.
Il 59 per cento delle persone interpellate ritiene che una riduzione dei costi amministrativi delle assicurazioni sarebbe la misura più appropriata per ridurre i costi. Il 41 per cento sarebbe inoltre disposto a spendere meno per gli ospedali, mentre il 40 per cento è pronto a risparmiare sulle consultazioni di medici specialisti.
Il sondaggio rileva poi che il 61 per cento degli svizzeri è favorevole al principio della libera scelta del medico, mentre soltanto il 28 per cento darebbe alle casse la possibilità di limitare le prestazioni sulla base di una lista di medici di loro scelta.
L'85 per cento degli intervistati non vuole abbandonare il sistema attuale di finanziamento, con premi individuali e la possibilità di accordare sovvenzioni pubbliche agli assicurati meno abbienti. Soltanto il 10 per cento è contrario a questo sistema. Per il 63 per cento degli svizzeri, l'unica alternativa è rappresentata da un sistema di franchigie commisurate al reddito degli assicurati, mentre il 31 per cento degli intervistati respinge questa possibilità.
Anche nel quarto sondaggio della serie, il costo dei medicamenti è giudicato troppo elevato. In caso di libertà di scelta, il 55 per cento degli intervistati sarebbe disposto ad utilizzare un prodotto cosiddetto «generico», mentre il 32 per cento preferisce il farmaco «originale». Nel 1997 la percentuale favorevole all'uso di prodotti generici era del 50 per cento, nel 1999 era salita al 53 per cento, mentre l'anno scorso era scesa al 44 per cento.
swissinfo e agenzie
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