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<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della sua seduta del 30 novembre 2018, il Consiglio federale ha portato a 65 anni l'età di pensionamento ordinaria per tutti i collaboratori dell'amministrazione federale. Questo disciplinamento si applica dunque anche agli ufficiali e ai sottufficiali di professione, che sinora erano considerati una categoria di personale particolare. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dopo questa decisione del Consiglio federale, in che modo saranno indennizzati i professionisti interessati per le ore supplementari e il lavoro aggiuntivo effettuati fino a oggi?</p><p>2. Quanto ai neoassunti, le ore supplementari e le prestazioni supplementari saranno indennizzate? In quale forma?</p><p>3. Nei nuovi contratti, la clausola secondo cui "il tempo di lavoro è in funzione delle necessità della truppa..." verrà a cadere? Se sì, in avvenire come saranno istruiti e comandati in modo efficiente i soldati e i quadri di milizia nell'ambito di un'attività che molto spesso è di 24 ore su 24?</p><p>4. Il Consiglio federale non sta sottovalutando le conseguenze di un ulteriore consistente peggioramento dell'istruzione e della condotta dell'esercito di milizia?</p><p>5. Con questa misura il Consiglio federale promuove il principio del "servizio secondo regolamento". Ma un ufficiale o un sottufficiale di professione ha bisogno soprattutto di passione e impegno per esercitare questo mestiere. Nell'amministrazione federale si è consapevoli di questo aspetto?</p><p>6. Già oggi l'esercito ha difficoltà a reclutare ufficiali e sottufficiali di professione in numero sufficiente. L'aumento dell'età di pensionamento aggraverà ancora una volta il problema in modo considerevole. Il Consiglio federale è cosciente di questo aspetto?</p><p>7. A quanto ammonteranno le maggiori uscite per le future indennità versate a ufficiali e sottufficiali di professione? Per poter garantire le stesse prestazioni anche in avvenire, il numero di posti per ufficiali e sottufficiali di professione dovrà essere massicciamente incrementato (lavoro a due turni)!</p><p>8. Come soluzione di compromesso, sarebbe possibile mantenere il disciplinamento attuale per l'età di pensionamento ordinaria degli ufficiali e dei sottufficiali di professione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'ordinanza concernente il pensionamento in particolari categorie di personale (OPPCPers; RS 172.220.111.35) il rapporto di lavoro degli ufficiali di professione (uff prof) e dei sottufficiali di professione (suff prof) cessa attualmente con il compimento del 60° anno di età. La decisione del Consiglio federale del 30 novembre 2018 innalza l'età di pensionamento di questa categoria di collaboratori a 64 anni per le donne e 65 anni per gli uomini. I militari di professione hanno ancora la possibilità di usufruire di un pensionamento anticipato flessibile. Per i collaboratori che al momento dell'entrata in vigore del nuovo disciplinamento hanno meno di 50 anni di età e meno di 23 anni di servizio, il passaggio al nuovo disciplinamento avverrà il 1° gennaio 2020. Per i collaboratori di 50 anni o più e per quelli con 23 o più anni di servizio si continuerà ad applicare il disciplinamento attuale.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle domande:</p><p>1. Attualmente il datore di lavoro versa ai militari di professione contributi supplementari per la previdenza professionale per un valore pari al 6 per cento. Questi contributi compensano le circa 10 000 ore di lavoro accumulate durante tutta la carriera nell'ambito del lavoro secondo le esigenze del servizio. In questo modo le ore supplementari sono sempre state compensate e dopo la decisione del Consiglio federale non vi sarà alcun ulteriore indennizzo.</p><p>2. Anche con la nuova soluzione le ore supplementari non compensate dovute al lavoro secondo le esigenze del servizio verranno indennizzate. Ciò avverrà attraverso un contributo supplementare che il datore di lavoro verserà nella cassa pensioni per un valore pari al contributo volontario di risparmio massimo (6 per cento al massimo). Ogni anno gli uff prof riceveranno inoltre sette giorni di compensazione e i suff prof dieci giorni di compensazione.</p><p>3. No, anche con l'innalzamento dell'età di pensionamento il tempo di lavoro dipenderà dalle esigenze del servizio.</p><p>4. Il nuovo disciplinamento dell'età di pensionamento non comporta ripercussioni negative né un peggioramento dell'istruzione e della condotta dell'esercito di milizia.</p><p>5. Il tempo di lavoro secondo le esigenze del servizio è parte integrante dello statuto di militare di professione. Il Consiglio federale, nell'ambito delle sfide poste dal reclutamento, si impegna a rendere il profilo professionale il più attrattivo possibile. In una prima fase lo farà attraverso i giorni di compensazione supplementari, che contribuiscono a una miglior conciliabilità tra vita professionale e vita privata.</p><p>6. Il reclutamento di un numero sufficiente di militari di professione con le competenze necessarie costituisce una sfida già da alcuni anni.Sono state valutate e attuate varie misure per migliorare il reclutamento e la fidelizzazione, e altre sono ancora in fase di valutazione e attuazione. Con un recente progetto dedicato al profilo professionale dei militari di professione, si stanno elaborando possibilità a breve e medio termine per aumentare l'attrattività della professione.</p><p>7. I giorni di compensazione supplementari comportano una riduzione delle capacità, che dovrà essere compensata con personale supplementare. Si prevedono 30 e 35 posti supplementari, che si tradurranno in maggiori spese per un valore pari a 4 a 5 milioni di franchi all'anno.</p><p>8. Non è possibile mantenere il disciplinamento attuale come soluzione di compromesso. La nuova soluzione soddisfa l'esigenza sociopolitica di aumentare l'età di pensionamento dei militari di professione.</p>  Risposta del Consiglio federale.