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Incarto n. 11.2010.19 Lugano 16 febbraio 2010 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti segretario: Annovazzi, vicecancelliere sedente per statuire nella causa DI.2009.425 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza del 4 dicembre 2009 da AO 1 (patrocinata dall' PA 1) contro AP 1 ; esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello ( “ricorso”) del 1° febbraio 2010 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso il 20 gennaio 2010 dal Pretore del Distretto di Bellinzona; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: che AO 1 (1981), cittadina marocchina, si è rivolta il 4 dicembre 2009 al Pretore del Distretto di Bellinzona con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – l'autorizzazione a vivere separata dal marito AP 1 (1961) e un contributo di mantenimento indeterminato, dichiarando di lasciare l'alloggio coniugale al convenuto; che il Pretore ha citato le parti alla discussione del 20 gennaio 2010; che con istanza del 20 gennaio 2010, trasmessa per fax, AO 1 ha adito il Pretore perché ordinasse “in via supercautelare” al convenuto di permetterle l'accesso all'appartamento coniugale per prelevare i suoi effetti personali, dandosi il caso con l'assistenza della polizia ; che con decreto cautelare “in via supercautelare” del medesimo giorno il Pretore ha ordinato i provvedimenti richiesti e ha citato le parti alla discussione del 2 febbraio 2010; che con appello del 1° febbraio 2010 AP 1 impugna il decreto appena citato per ottenere l'annullamento del decreto medesimo e veder annullare il contributo di mantenimento; che l'appello non è stato intimato per osservazioni; che all'udienza del 2 febbraio 2010 davanti al Pretore i coniugi hanno raggiunto un accordo, omologato dal Pretore, secondo cui l'abitazione coniugale è assegnata al marito, il quale si impegna a riconsegnare alla moglie i suoi effetti personali; e considerando in diritto: che l'emanazione di misure provvisionali nel quadro di procedure a tutela dell'unione coniugale è regolata dai Cantoni (RtiD I-2005 pag. 766 consid. 17b con richiami di dottrina); che nel Ticino la procedura intesa all'emanazione di misure prov­visionali è quella degli art. 376 segg. CPC, sicché solo i provvedimenti cautelari adottati dopo la discussione finale possono essere appellati ( “ previo contraddittorio ” : art. 382 cpv. 1 CPC); che p er “ contraddittorio ” nel senso dell'art. 382 cpv. 1 CPC non va intesa l'udienza dell'art. 379 cpv. 1 CPC (quella che fa seguito all'introduzione dell'istanza), bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rimandi); che tale nozione di “ contraddittorio ” cautelare è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (riferimenti in: Cocchi/Trezzini, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382); che nella fattispecie il decreto impugnato è stato esplicitamente designato dal Pretore come emesso “in via supercautelare”; che i decreti cautelari adottati dal giudice prima della discussione finale, foss'anche dopo una qualsivoglia udienza ( “ nelle more istruttorie ” ), non sono appellabili ( Cocchi/Trezzini, op. cit., pag. 846 nota 907); che nelle condizioni descritte l'appello in esame si rivela già di primo acchito improponibile; che mal si comprende invero quale estrema urgenza inducesse il Pretore, in concreto, a statuire su un'istanza priva di firma autografa; che, comunque sia, questa Camera non è un'autorità di vigilanza abilitata a rilevare d'ufficio eventuali casi di nullità all'infuori di un rimedio giuridico ammissibile; che, per di più, con la firma dell'accordo raggiunto all'udienza del 2 febbraio 2010 e omologato dal Pretore, la procedura è stata stralciata dai ruoli, sicché l'appello sarebbe ormai privo d'interesse giuridico; che nelle circostanze descritte gli oneri del giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma te nuto conto del la notoria situazione finanziaria in cui versa l'appellante conviene soprassedere a ogni prelievo, il quale riuscirebbe verosimilmente infruttuoso e che comporterebbe inutili spese per l'erario cantonale; che non si pone problema di ripetibili, l 'appello non essendo stato intimato alla controparte ; che, relativamente ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF non sembra raggiungere la soglia dei fr. 30 000.– per un ricorso in materia civile; in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. 2. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili. 3. Intimazione: ;. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente Il segretario Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Incarto n. 11.2010.19 Incarto n. 11.2010.19

Incarto n. 11.2010.19 Lugano 16 febbraio 2010 /rs Lugano

Lugano 16 febbraio 2010 /rs

16 febbraio 2010 /rs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti G. A. Bernasconi, presidente,

G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti

Giani ed Ermotti segretario: segretario:

segretario: Annovazzi, vicecancelliere Annovazzi, vicecancelliere

Annovazzi, vicecancelliere sedente per statuire nella causa DI.2009.425 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza del 4 dicembre 2009 da

sedente per statuire nella causa DI.2009.425 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza del 4 dicembre 2009 da AO 1 (patrocinata dall' PA 1) AO 1

AO 1 (patrocinata dall' PA 1)

(patrocinata dall' PA 1) contro contro

contro AP 1 ; AP 1 ;

AP 1 ; esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello ( “ricorso”) del 1° febbraio 2010 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso il 20 gennaio 2010 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello ( “ricorso”) del 1° febbraio 2010 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso il 20 gennaio 2010 dal Pretore del Distretto di Bellinzona; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che AO 1 (1981), cittadina marocchina, si è rivolta il 4 dicembre 2009 al Pretore del Distretto di Bellinzona con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – l'autorizzazione a vivere separata dal marito AP 1 (1961) e un contributo di mantenimento indeterminato, dichiarando di lasciare l'alloggio coniugale al convenuto;

in fatto: che AO 1 (1981), cittadina marocchina, si è rivolta il 4 dicembre 2009 al Pretore del Distretto di Bellinzona con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – l'autorizzazione a vivere separata dal marito AP 1 (1961) e un contributo di mantenimento indeterminato, dichiarando di lasciare l'alloggio coniugale al convenuto; che il Pretore ha citato le parti alla discussione del 20 gennaio 2010;

che il Pretore ha citato le parti alla discussione del 20 gennaio 2010; che con istanza del 20 gennaio 2010, trasmessa per fax, AO 1 ha adito il Pretore perché ordinasse “in via supercautelare” al convenuto di permetterle l'accesso all'appartamento coniugale per prelevare i suoi effetti personali, dandosi il caso con l'assistenza della polizia ;

che con istanza del 20 gennaio 2010, trasmessa per fax, AO 1 ha adito il Pretore perché ordinasse “in via supercautelare” al convenuto di permetterle l'accesso all'appartamento coniugale per prelevare i suoi effetti personali, dandosi il caso con l'assistenza della polizia ; che con decreto cautelare “in via supercautelare” del medesimo giorno il Pretore ha ordinato i provvedimenti richiesti e ha citato le parti alla discussione del 2 febbraio 2010;

che con decreto cautelare “in via supercautelare” del medesimo giorno il Pretore ha ordinato i provvedimenti richiesti e ha citato le parti alla discussione del 2 febbraio 2010; che con appello del 1° febbraio 2010 AP 1 impugna il decreto appena citato per ottenere l'annullamento del decreto medesimo e veder annullare il contributo di mantenimento;

che con appello del 1° febbraio 2010 AP 1 impugna il decreto appena citato per ottenere l'annullamento del decreto medesimo e veder annullare il contributo di mantenimento; che l'appello non è stato intimato per osservazioni;

che l'appello non è stato intimato per osservazioni; che all'udienza del 2 febbraio 2010 davanti al Pretore i coniugi hanno raggiunto un accordo, omologato dal Pretore, secondo cui l'abitazione coniugale è assegnata al marito, il quale si impegna a riconsegnare alla moglie i suoi effetti personali;

che all'udienza del 2 febbraio 2010 davanti al Pretore i coniugi hanno raggiunto un accordo, omologato dal Pretore, secondo cui l'abitazione coniugale è assegnata al marito, il quale si impegna a riconsegnare alla moglie i suoi effetti personali; e considerando

e considerando in diritto: che l'emanazione di misure provvisionali nel quadro di procedure a tutela dell'unione coniugale è regolata dai Cantoni (RtiD I-2005 pag. 766 consid. 17b con richiami di dottrina);

in diritto: che l'emanazione di misure provvisionali nel quadro di procedure a tutela dell'unione coniugale è regolata dai Cantoni (RtiD I-2005 pag. 766 consid. 17b con richiami di dottrina); che nel Ticino la procedura intesa all'emanazione di misure prov­visionali è quella degli art. 376 segg. CPC, sicché solo i provvedimenti cautelari adottati dopo la discussione finale possono essere appellati ( “ previo contraddittorio ” : art. 382 cpv. 1 CPC);

che nel Ticino la procedura intesa all'emanazione di misure prov­visionali è quella degli art. 376 segg. CPC, sicché solo i provvedimenti cautelari adottati dopo la discussione finale possono essere appellati ( “ previo contraddittorio ” : art. 382 cpv. 1 CPC); che p er “ contraddittorio ” nel senso dell'art. 382 cpv. 1 CPC non va intesa l'udienza dell'art. 379 cpv. 1 CPC (quella che fa seguito all'introduzione dell'istanza), bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rimandi);

che p er “ contraddittorio ” nel senso dell'art. 382 cpv. 1 CPC non va intesa l'udienza dell'art. 379 cpv. 1 CPC (quella che fa seguito all'introduzione dell'istanza), bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rimandi); che tale nozione di “ contraddittorio ” cautelare è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (riferimenti in: Cocchi/Trezzini, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382);

che tale nozione di “ contraddittorio ” cautelare è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (riferimenti in: Cocchi/Trezzini, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382); Cocchi/Trezzini che nella fattispecie il decreto impugnato è stato esplicitamente designato dal Pretore come emesso “in via supercautelare”;

che nella fattispecie il decreto impugnato è stato esplicitamente designato dal Pretore come emesso “in via supercautelare”; che i decreti cautelari adottati dal giudice prima della discussione finale, foss'anche dopo una qualsivoglia udienza ( “ nelle more

che i decreti cautelari adottati dal giudice prima della discussione finale, foss'anche dopo una qualsivoglia udienza ( “ nelle more istruttorie ” ), non sono appellabili ( Cocchi/Trezzini, op. cit., pag. 846 nota 907);

istruttorie ” ), non sono appellabili ( Cocchi/Trezzini, op. cit., pag. 846 nota 907); Cocchi/Trezzini che nelle condizioni descritte l'appello in esame si rivela già di primo acchito improponibile;

che nelle condizioni descritte l'appello in esame si rivela già di primo acchito improponibile; che mal si comprende invero quale estrema urgenza inducesse il Pretore, in concreto, a statuire su un'istanza priva di firma autografa;

che mal si comprende invero quale estrema urgenza inducesse il Pretore, in concreto, a statuire su un'istanza priva di firma autografa; che, comunque sia, questa Camera non è un'autorità di vigilanza abilitata a rilevare d'ufficio eventuali casi di nullità all'infuori di un rimedio giuridico ammissibile;

che, comunque sia, questa Camera non è un'autorità di vigilanza abilitata a rilevare d'ufficio eventuali casi di nullità all'infuori di un rimedio giuridico ammissibile; che, per di più, con la firma dell'accordo raggiunto all'udienza del 2 febbraio 2010 e omologato dal Pretore, la procedura è stata stralciata dai ruoli, sicché l'appello sarebbe ormai privo d'interesse giuridico;

che, per di più, con la firma dell'accordo raggiunto all'udienza del 2 febbraio 2010 e omologato dal Pretore, la procedura è stata stralciata dai ruoli, sicché l'appello sarebbe ormai privo d'interesse giuridico; che nelle circostanze descritte gli oneri del giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma te nuto conto del la notoria situazione finanziaria in cui versa l'appellante conviene soprassedere a ogni prelievo, il quale riuscirebbe verosimilmente infruttuoso e che comporterebbe inutili spese per l'erario cantonale;

che nelle circostanze descritte gli oneri del giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma te la notoria situazione finanziaria in cui versa l'appellante conviene soprassedere a ogni prelievo, il quale riuscirebbe verosimilmente infruttuoso e che comporterebbe inutili spese per l'erario cantonale; che non si pone problema di ripetibili, l 'appello non essendo stato intimato alla controparte ;

che, l ; che, relativamente ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini

(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF non sembra raggiungere la soglia dei

dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF non sembra raggiungere la soglia dei fr. 30 000.– per un ricorso in materia civile;

fr. 30 000.– per un ricorso in materia civile; in applicazione dell'art. 313 bis CPC,

in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. pronuncia: 1. L'appello è irricevibile. 2. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

2. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili. 3. Intimazione:

3. Intimazione: ;. ;.

;. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.