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WASHINGTON - «La nostra gente vuole tornare al lavoro. Praticheranno la distanza sociale e tutto il resto, e i più anziani vigileranno in modo protettivo e amorevole. Possiamo fare due cose insieme. La cura non può essere peggio (di gran lunga) del problema»: lo twitta il presidente degli Usa Donald Trump, segnalando nuovamente il suo orientamento ad allentare la stretta anti-coronavirus.
Trump ha poi rincarato la dose: «Gli Usa non sono fatti per essere chiusi». Lo ha detto in un "town hall" virtuale alla Fox, sostenendo che l'influenza stagionale e gli incidenti automobilistici mietono più morti del coronavirus e non per questo si chiude il Paese e si chiede alle case automobilistiche di non produrre più vetture.
Le opzioni di Trump - Alla Casa Bianca si sta discutendo una serie di opzioni per facilitare la ripresa dell'attività economica evitando la catastrofe sanitaria per il coronavirus. Il dibattito, riferisce la Cnn citando fonti dell'amministrazione, ruota intorno a un sistema a fasi basato sull'età e sulla localizzazione geografica.
La prima opzione prevede il ritorno al lavoro prima delle persone più giovani, sotto i 40 anni, seguite gradualmente dalle persone leggermente più anziane finché gran parte del Paese sarà tornata alla normalità. Un'altra opzione è mantenere le restrizioni solo per le persone vulnerabili e gli anziani, comprese le case di riposo.
Una terza possibilità è che il presidente Donald Trump revochi le restrizioni federali ma incoraggi esplicitamente i governatori ad agire in base alle necessità del loro Stato, in una sorta di geografia variabile, che è poi quello che sta accadendo già ora. Una quarta idea è mantenere alcune delle restrizioni federali ma cambiarne altre per consentire agli Stati più libertà di azione, in modo da tenere aperte le aree dove la pandemia non è così grave.
Un'altra ipotesi di lavoro è quella di consentire il ritorno al lavoro di specifici tipi di persone, ad esempio quelle che usano l'auto e non svolgono attività in grandi gruppi. Tutti scenari che verranno discussi e sviluppati entro lunedì prossimo, quando il presidente deciderà cosa fare alla scadenza dei 15 giorni di restrizioni.
Cuomo è in disaccordo - «Non c'è gara tra lo scegliere tra riaprire l'economia e salvare vite umane»: così il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, critica il presidente statunitense Donald Trump che ha detto di voler riaprire l'economia degli Usa per non danneggiarla con misure anti-coronavirus eccessivamente restrittive.
«I casi qui raddoppiano ogni tre giorni e il numero dei malati è superiore e più veloce di quello inizialmente previsto», ha affermato Cuomo, sottolineando come il picco è previsto tra 14 e 21 giorni. La curva dei contagi è destinata a crescere ancora per molto, ha quindi aggiunto, spiegando come a New York ci sia bisogno di almeno 30'000 respiratori: «Fanno la differenza tra la vita e la morte, e l'unico modo per averli è con l'aiuto del governo federale. L'assenza di questo aiuto è inspiegabile».
Washington si ferma - La capitale federale statunitense Washington ferma tutte le attività «non essenziali» per cercare di frenare la diffusione dei contagi del coronavirus. Lo ha annunciato la sindaca Muriel Bowser che ha attaccato il presidente Donald Trump: «È allarmante che voglia mettere l'economia sopra le vite umane».
Le uniche attività che resteranno aperte nel District of Columbia, dove si trova la capitale federale, sono quelle coinvolte nella risposta all'emergenza, compresi i supermercati.
Una legge della guerra di Corea - Peter Gaynon, capo della Fema, la protezione civile degli Usa, ha annunciato che oggi l'amministrazione ricorrerà formalmente per la prima volta alla Defense Production Act - legge dei tempi della guerra con la Corea - per ordinare alle aziende private certe forniture di materiale medico, come mascherine e kit per i test sul coronavirus.
Finora Trump, nonostante gli appelli da parte dei democratici, era stato riluttante a utilizzarla sostenendo che le aziende private collaborano spontaneamente.
Ripartenza entro marzo? - L'amministrazione statunitense potrebbe cercare di far riaprire parte dell'economia entro la fine del mese, ed entro la fine della settimana sarà effettuata una valutazione sulle aree dell'economia che sono ritenute abbastanza sicure da essere riaperte.
Lo ha affermato il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow in un'intervista a Fox. «Questo comunque non vuol dire abbandonare il distanziamento sociale o prendere le distanze dai consigli degli esperti medici», ha aggiunto.
Trump chiede aiuti alla Corea del Sud - Il presidente degli Usa Donald Trump ha espresso la fiducia, in una telefonata avuta oggi con l'omologo sudcoreano Moon Jae-in, che Seul possa fornire equipaggiamenti medici nella sfida al coronavirus.
Secondo quanto ha detto il portavoce presidenziale di Seul Kang Min-seok, Moon ha replicato che il governo avrebbe dato «massimo sostegno» se disponibile, quando i due leader hanno parlato di cooperazione bilaterale contro la pandemia. Kang, ha riferito l'agenzia Yonhap, ha notato che il colloquio di 23 minuti è maturato su «richiesta urgente» di Trump.
We are not willing to sacrifice 1-2% of New Yorkers.— Andrew Cuomo (@NYGovCuomo) March 24, 2020
That’s not who we are.
We will fight to save every life we can.
I am not giving up.
«La nostra gente vuole tornare al lavoro. Praticheranno la distanza sociale e tutto il resto, e i più anziani vigileranno in modo protettivo e amorevole. Possiamo fare due cose insieme. La cura non può essere peggio (di gran lunga) del problema»: lo twitta il presidente degli Usa Donald Trump, segnalando nuovamente il suo orientamento ad allentare la stretta anti-coronavirus.