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La prossima settimana i ministri delle Finanze dell'Ue dovrebbero formalizzare l'ingresso del territorio britannico nella lista nera dei paradisi fiscali.
Un messaggio all'indirizzo del premier britannico Boris Johnson e della Gran Bretagna? Le isole Cayman, territorio oltremare della corona britannica, dalla prossima settimana saranno inserite nella blacklist europea dei paradisi fiscali. Una decisione, che verrà formalizzata la prossima settimana dai ministri delle Finanze dei Paesi Ue, da un lato è indice della perdita di peso della Gran Bretagna nelle istituzioni europee e un segnale in vista dei negoziati del post Brexit.
Non è un mistero infatti che l'Ue vede con una certa apprensione la possibilità che dopo l'uscita dall'Unione la Gran Bretagna possa operare una concorrenza più agguerrita nel settore della finanza. A questo proposito Bruxelles si riserva di dare il permesso per operare nel suo territorio alle banche inglesi dopo i negoziati che partiranno a marzo.
Gli Stati membri dell'Ue vengono in genere esclusi dalle blacklist. Ora le Cayman ne faranno parte, al pari di Belize, Fiji, Oman, Samoa, Trinidad e Tobago, Vanuatu, Samoa Americane, Guam e Isole Vergini, giudicati non conformi dal punto di vista dello scambio automatico delle informazioni fiscali. Con la blacklist l'Ue punta a recuperare 600 miliardi di euro di mancate entrate fiscali.