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Il gruppo americano Amazon ha confermato giovedì di essere costretto a licenziare personale per far fronte alla crisi economica. Da diversi giorni circolavano voci su un piano di licenziamenti presso il gigante della vendita al dettaglio online. "L'economia rimane in una situazione complicata e negli ultimi anni abbiamo assunto rapidamente", ha sottolineato Andy Jassy, CEO del gruppo americano, in una nota interna. Secondo diversi giornali americani, la piattaforma e le sue varie filiali licenzieranno circa 10'000 dipendenti.
Andy Jassy non ha confermato questa cifra, ma ha detto che il processo è iniziato mercoledì e continuerà all'inizio del prossimo anno. I primi team interessati sono stati quelli che si occupano dei dispositivi elettronici del marchio. Anche i negozi fisici ne risentiranno. "Ci saranno altri tagli di posti di lavoro, mentre i dirigenti faranno degli aggiustamenti. Queste decisioni saranno comunicate ai dipendenti e alle organizzazioni interessate all'inizio del 2023", ha dichiarato il CEO.
Una riduzione di 10'000 dipendenti rappresenterebbe poco meno dell'1% dell'attuale organico del gruppo, che a fine settembre contava 1,54 milioni di dipendenti in tutto il mondo, senza contare i lavoratori stagionali, assunti nei periodi di maggiore attività, in particolare per le festività di fine anno. Due settimane fa, l'azienda ha annunciato il blocco delle assunzioni nei suoi uffici. La sua forza lavoro è già in calo rispetto all'inizio dell'anno, quando impiegava 1,62 milioni di dipendenti a tempo pieno e parziale.
Utile trimestrale in calo
Nel terzo trimestre dell'anno, il gigante statunitense della vendita al dettaglio ha registrato un calo dell'utile netto del 9% rispetto all'anno precedente. Per il trimestre in corso, quello cruciale delle festività, il gruppo prevede una crescita anemica per i suoi standard, tra il 2% e l'8% su base annua.