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<h2>SubmittedText<h2><p>I cittadini svizzeri sono chiamati a pronunciarsi su due iniziative popolari correlate all'uso di pesticidi e di antibiotici.</p><p>Entrambe le iniziative probabilmente sono mosse dalle migliori intenzioni: la protezione della natura e dell'ambiente, la salvaguardia della qualità dei nostri suoli e dei prodotti frutto della nostra agricoltura nonché il rispetto delle esigenze dei consumatori. Tuttavia presentano un difetto principale, il loro estremismo! Un estremismo pericoloso per le molteplici e catastrofiche conseguenze di cui ognuno deve essere consapevole al momento del voto. A complemento d'informazione, interpello quindi il Consiglio federale per sapere quali sarebbero le conseguenze se queste iniziative venissero accettate. </p><p>1. Nel nostro Paese la filiera della produzione agricola dà di che vivere a numerose famiglie contadine e a moltissime imprese, incluso il loro personale. Tra le imprese che dovrebbero produrre meno pesticidi e il rincaro dei prodotti ottenuti senza pesticidi, quali sarebbero le perdite economiche per queste imprese e di quanto aumenterebbe il costo dei prodotti per il consumatore?</p><p>2. L'attuazione delle due iniziative farà rincarare il costo dei prodotti agricoli svizzeri, i quali entreranno in concorrenza con quelli importati dall'estero (e coltivati in condizioni non controllabili). Quali saranno i costi supplementari di queste importazioni? </p><p>3. L'attuazione delle due iniziative genererà il ritorno a un maggiore utilizzo del diserbo meccanico. Per effettuarlo, l'agricoltura farà ricorso a macchinari che utilizzeranno carburante producendo più CO2. A quanto ammonta questa maggiore produzione di CO2 e questo aumento è coerente con la volontà di ridurre le emissioni di CO2 tanto decantata nella nuova legge? </p><p>4. Attualmente il nostro grado di autoapprovvigionamento si situa tra il 50 e il 55 per cento. Quali saranno quindi le conseguenze sul nostro grado di autoapprovvigionamento e su quale percentuale si attesterà?</p><p>5. L'attuazione di queste due iniziative genererà una notevole diminuzione della produzione agricola svizzera. Il consumo dipenderà quindi maggiormente dalle importazioni: cosa ne sarebbe di queste importazioni se, a causa di un peggioramento della situazione sanitaria correlata alla pandemia da COVID-19, si dovesse prospettare la chiusura delle nostre frontiere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente i pesticidi sono prodotti da un numero ristretto di aziende attive a livello mondiale. Il mercato svizzero rappresenta una parte infinitesimale di questo comparto e le conseguenze economiche per queste imprese sarebbero quindi limitate. A livello elvetico, tuttavia, occorre prevedere delle ristrutturazioni importanti in questo settore.</p><p>Le conseguenze per i consumatori potrebbero essere diverse a seconda dell'iniziativa. Le due iniziative comportano una diminuzione della produzione in Svizzera e una compensazione mediante le importazioni. Il costo di produzione delle derrate alimentari di origine svizzera dovrebbe aumentare, ma, parallelamente, i prodotti importati in genere sono meno cari. Poiché il mercato svizzero delle derrate alimentari è fortemente protetto da dazi doganali, l'impatto sui prezzi dei generi alimentari dipende da eventuali adeguamenti della protezione doganale.</p><p>L'iniziativa per una Svizzera senza pesticidi sintetici vieta l'utilizzo di questi prodotti nella produzione all'interno del Paese nonché l'importazione di derrate alimentari ottenute con tali prodotti all'estero. Siccome i metodi alternativi sono più cari e il livello di produzione è inferiore, in caso di accettazione di questa iniziativa occorre attendersi un aumento del prezzo delle derrate alimentari.</p><p>2. L'aumento delle importazioni di derrate alimentari comporterebbe maggiori controlli alla frontiera in particolare in caso di accettazione dell'iniziativa per una Svizzera senza pesticidi sintetici. Questi controlli verteranno in particolare sulla presenza di pesticidi sintetici nelle derrate alimentari importate. Anche all'interno del Paese saranno necessari controlli supplementari di questo tipo.</p><p>3. Non esistono dati specifici sull'aumento di CO2 connesso alla lotta meccanica contro le malerbe. Nel 2020 Agroscope ha pubblicato un'analisi concernente i potenziali impatti sull'ambiente dell'attuazione dell'iniziativa per un'acqua potabile pulita (Agroscope Science, n. 99 / 2020). Quest'analisi considera tutti gli effetti di tale iniziativa e non solo la questione della lotta meccanica contro le malerbe. In funzione degli scenari, lo studio mostra un aumento del fabbisogno di energie non rinnovabili che si attesta tra il 7 e l'11 per cento. Lo scenario medio situa questo incremento al 10 per cento. L'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili potrebbe eventualmente ridurre tale effetto.</p><p>4. Nel 2019 Agroscope ha pubblicato un'analisi relativa all'impatto, segnatamente agli effetti economici e strutturali che l'iniziativa per l'acqua potabile pulita avrebbe sull'agricoltura (Agroscope Science, n. 83 / 2019). Le incertezze riguardanti l'impatto dell'iniziativa sono state analizzate sulla base di 18 scenari che differiscono per le loro ipotesi relative alle perdite di resa fisica in un'agricoltura senza pesticidi, all'evoluzione del prezzo dei prodotti che rispettano le esigenze dell'iniziativa e all'importo dei pagamenti diretti iscritto a preventivo fino al 2025. Secondo quest'analisi, la produzione lorda di calorie dell'agricoltura svizzera diminuirebbe, a seconda dello scenario, del 12-21 per cento e il grado di autoapprovvigionamento dell'agricoltura svizzera scenderebbe dell'11-20 per cento. Secondo lo scenario medio, tale calo ammonterebbe al 16 per cento.</p><p>5. L'accettazione delle due iniziative comporterebbe una diminuzione della produzione di derrate alimentari in Svizzera che dovrebbe essere compensata mediante importazioni. Quanto più la dipendenza dalle importazioni è grande, tanto più sarebbero problematiche le conseguenze di una restrizione del libero scambio a causa di una pandemia o di altri scenari di potenziali minacce.</p>  Risposta del Consiglio federale.