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(27.06.2012) I dirigenti d'azienda in Svizzera affermano di essere poco toccati dal tema della corruzione, secondo uno studio realizzato a livello mondiale da Ernst & Young su più di 1'750 quadri in 43 paesi.
Sono dunque il 94% a considerare che la questione della frode e della corruzione non tocchi la Svizzera o il proprio settore di attività, mentre il 40% dei dirigenti a livello mondiale stima che il problema sia frequente nei loro rispettivi paesi. In compenso, all'incirca il 59% dei dirigenti aziendali svizzeri interrogati ritengono che in periodo di crisi economica si meglio chiudere gli occhi su questo fenomeno, contro il 54% a livello internazionale. Più esattamente, il 25% degli imprenditori interrogati in Svizzera considerano delle attività di svago destinate ai clienti, ed il 18% dei regali personali, quali mezzi ammissibili per guadagnarsi o mantenere dei clienti, ma solamente il 6% predilige donazioni in denaro liquido.
A livello mondiale, la percentuale di dirigenti a stimare che né la corruzione, né la disinformazione finanziaria non costituiscano mezzi legittimi per permettere ad un'impresa di sopravvivere in tempo di crisi è passata dal 51% al 71%, dal 2010 al 2012.
Nell'insieme, sembra che la maggior parte dei dirigenti interrogati non abbia coscienza della propria corresponsabilità in caso di azioni fraudolente da parte dei loro partner commerciali. A livello mondiale, solamente un imprenditore su cinque riconosce una responsabilità comune e uno su sei si fa carico pienamente della responsabilità delle azioni dei suoi collaboratori. In Svizzera, il 33% dei dirigenti d'azienda interrogati pensa che sia l'altro ad essere l'unico responsabile dei propri atti, contro il 14% a livello internazionale.
Ultima modifica 09.09.2015