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Secondo il consigliere nazionale Alfred Heer, il Governo non aveva neanche messo in conto lo scoppio del conflitto.
Giudicate inoltre «inutili e arbitrarie», le sanzioni adottate.
ZURIGO - Il consigliere nazionale Alfred Heer (UDC/ZH), relatore sull'Ucraina per l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ritiene che il Consiglio federale non era sufficientemente preparato all'invasione russa in Ucraina.
Secondo Heer sarebbe stato importante capire il presidente russo Vladimir Putin. Si sarebbe allora compreso che le sue minacce non erano parole al vento, ha detto Heer in un'intervista rilasciata al SonntagsBlick.
Ci si sarebbe i potuti preparare meglio all'ondata di rifugiati provenienti dall'Ucraina. Ma il Consiglio federale non aveva tuttavia previsto alcuno scenario nel caso in cui Putin avrebbe invaso davvero l'Ucraina.
Per Heer la "frettolosa" adozione delle sanzioni "inutili e arbitrarie" dell'Unione europea (Ue) contro gli oligarchi russi la dice lunga. Secondo il consigliere nazionale UDC, il Consiglio federale fino ad oggi non ha notato il fatto che, per esempio, Bruxelles abbia risparmiato gli oligarchi russi che investono in alcuni paesi dell'Ue.
Venerdì Le Temps e il Tages Anzeiger avevano reso noto il contenuto di una lettera, che doveva rimanere riservata, in cui la Delegazione delle commissioni della gestione (DelCG), di cui Heer è membro, critica duramente la gestione della crisi ucraina da parte dell'esecutivo.
Nel mirino dei parlamentari è finita in particolare la Delegazione sicurezza (DelSic) dell'Esecutivo, incaricata di monitorare la situazione e informare l'intero collegio sulla situazione, e il Comitato ristretto Sicurezza sulle cui competenze può contare la DElSic.
Stando alla missiva datata 4 di aprile, questi due organi avevano analizzato la situazione prima dell'attacco russo all'Ucraina il 24 febbraio, ma senza informare il Consiglio federale. A detta dei parlamentari, tale mancata informazione è all'origine dell'impreparazione dimostrata dal Consiglio federale al momento dell'invasione.
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«Ho preso questa decisione nell'estate di un anno fa», ha precisato durante la conferenza stampa indetta per annunciare l'addio.
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C'è chi accusa Putin di essere «uno stupido», c'è chi ammette le stragi rivelando di aver visto «un mare di cadaveri in abiti civili». Infine c'è anche chi demolisce la retorica dell'Ucraina nazista: «È gente come noi. Non abbiamo visto un solo fascista».
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Ma per la riapertura ci è voluto un certo impegno. «Abbiamo dovuto sistemare, molte cose non erano più a norma», così Guido Spinelli, amministratore di PharmaTicino SA.
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In caso di minaccia sarà attivato lo Stato maggiore di condotta strategica della Confederazione (SMCSC).
Fra i compiti, vi sono l'analisi costante della situazione e il coordinamento della pianificazione degli impieghi a breve, medio e lungo termine, in stretta collaborazione con gli organi competenti.