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TOKYO - Credeva che la madre avesse buttato nella spazzatura alcuni dei suoi più amati robot giocattolo e, accecato dalla rabbia, ha dato fuoco alla casa: è successo nella città di Kasai, nel Giappone centro-occidentale, dove l'autore del gesto, un uomo di 30 anni, ha spiegato di aver in questo modo "cercato la morte" insieme ai modellini.
Secondo quanto emerso nel processo a suo carico, l'uomo è accusato di aver sparso olio per la stufa nella sua stanza, e aver intenzionalmente appiccato il fuoco con un accendino riducendo in cenere l'intera casa, divisa su due piani, nell'agosto dello scorso anno.
La madre, tuttavia, non si era disfatta dei robot, ma li aveva riposti in un sacco della spazzatura facendo le pulizie della stanza. L'accusato ha spiegato il folle gesto adducendo sentimenti di "rabbia verso la famiglia" per non essere stato compreso.
"I modellini erano parte del mio corpo e della mia anima - ha dichiarato tra lo sconcerto generale -. Quando li guardavo, sentivo tornare la forza necessaria per recarmi al lavoro il giorno seguente, indipendentemente da quanto fossero onerose le mie mansioni".
L'amata collezione, andata in fumo insieme all'abitazione, era composta da 2-300 modellini di plastica del celeberrimo robot Gundam, protagonista dell'omonima serie animata 'cult' degli anni Settanta.
SDA-ATS