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ZURIGO - La pandemia di Covid-19 accresce i rischi di insolvenza per le aziende svizzere. Per evitare il maggior numero di fallimenti possibile, l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) ha elaborato per i propri membri una serie di raccomandazioni su come agire in simili casi.
La maggior parte delle imprese in Svizzera ha assunto crediti presso diverse banche. Se queste finiscono in difficoltà finanziarie a causa dell'epidemia, gli istituti di credito potrebbero lanciare una corsa per recuperare i fondi prestati e spingere ancor più le ditte interessate verso il fallimento.
Ma proprio ciò va evitato, soprattutto per mantenere i posti di lavoro, ha dichiarato oggi in una conferenza stampa virtuale il responsabile della divisione Regolamentazione dell'ASB Markus Staub. Però considerando che molti istituti hanno poca o non hanno alcuna esperienza nel coordinamento di potenziali insolvenze, l'associazione ha preparato preventivamente raccomandazioni e modelli di accordi, pubblicati oggi e in vigore dal primo gennaio 2021.
L'elemento più importate delle raccomandazioni è la sottoscrizione di accordi di sospensione ("standstill agreement") tra le banche e le aziende interessate, con cui le prime rinunciano per svariate settimane agli interessi sui crediti, all'aumento dei limiti e al reclamo dei crediti concessi.
Per l'ASB le raccomandazioni rappresentano una misura cautelativa: «Vorremmo essere pronti per fornire un contributo nel superamento di un'eventuale ondata di insolvenze», ha affermato Staub. Per l'associazione non è però possibile dare indicazioni concrete sull'ampiezza e i tempi di una simile situazione, soprattutto perché non tutti i rami economici e non tutte le aziende sono colpiti allo stesso modo dagli effetti della crisi scaturita dal coronavirus.