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La fondazione che gestisce il Museo Epper di Ascona, in gravi difficoltà finanziarie, ha deciso di vendere la villetta-museo ad un contiguo complesso alberghiero a 5 stelle e trasferire in borgo la collezione, salvando così anche un'altro lascito museale. Contro l'operazione si è costituito un comitato che ha lanciato una raccolta firme per impedire un'operazione, a suo dire, contraria alle volontà testamentarie. Le firme verranno consegnate verso fine mese alla Vigilanza sulle fondazioni.
La vicenda ha avuto echi anche nel mondo culturale d'Oltralpe. Questo per la fama del tormentato espressionista sangallese scomparso suicida 77enne proprio nella sua casa di Ascona, dove viveva da 37 anni con la moglie Mischa. Il Museo è attivo da una quarantina di anni, ma per il presidente della Fondazione e municipale asconese Maurizio Checchi non vi sono altre soluzioni.
L'acquirente, aggiunge Checchi, è inoltre disposto a finanziare l'operazione culturale, ma per coloro che si oppongono ci sono altre possibilità come quella di creare un museo di richiamo sull'espressionismo elvetico.
CSI/LF/Swing