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Interviste
Intervista a Pablo Armando Fernández
D: Pablo Armando Fernández, 80 anni, una ventina di raccolte di poesia, tre romanzi, un volume di racconti e uno di saggi l’hanno reso uno degli scrittori più prolissi della letteratura cubana e latinoamericana. Pablo Armando, poeta o narratore? Si sente soddisfatto della sua produzione e quali sono i suoi progetti letterari per il futuro?
R: Ricordo che per me sempre fu difficile essere un poeta; io aspiravo ad essere drammaturgo o romanziere. Direi che fu la poesia che mi scelse, non fui io. Cominciai a scrivere poesie negli Stati Uniti, senza tuttavia rendermene conto. Oggi, trascorsi sessant’anni da quando Manila Hartman e Carson McCullers mi convinsero che quello che scrivevo e che io chiamavo “gestos” (“gesti” n.d.t.) erano poesie, direi che sono un poeta. Ma la narrativa mi seduce a tal punto che possiedo un romanzo inedito che pubblicherò, non appena trovo del tempo da dedicarvi, oltre ad un libro “La mano del tiempo” (“La mano del tempo” n.d.t.), incentrato sulla mia relazione con la cultura, gli scrittori e gli artisti argentini.
D: Lei è un personaggio di grandissimo rilievo della cultura cubana. La soddisfano il riconoscimento pubblico e ufficiale che le viene corrisposto?
R: Molto. Mi sento realmente molto amato e rispettato in tutto il Paese. E l’affetto della gente nei miei confronti mi commuove e mi rende felice. Inoltre tutto ciò fa sì che la mia opera giunga ai lettori che si dedicano ad essa con fervore.
D: Lei ha viaggiato molto, non solo nel continente americano, ma anche in Europa e nel mondo, oltre ad avere vissuto la sua adolescenza a New York. Che influenza ha tutto questo sulla sua produzione letteraria?
R: Arrivai a New York quando ancora avevo quindici anni, il 14 febbraio del 1945. Il 2 marzo compii 16 anni. In realtà, anche se sono stato registrato all’anagrafe nel 1931, la mia data di nascita è il 1929, come risulta dai documenti ufficiali e dalla testimonianza della mia famiglia. Il fatto che nei miei libri appaia 1930 è dovuto ad un mio libro pubblicato a Cuba durante una mia assenza. Soggiornai a New York fino al 1959, trentenne, e certamente la mia formazione culturale, artistica, spirituale, umana furono profondamente marcate da questo periodo.
D: Pablo Armando, lei ha il privilegio di avere vissuto anni molto esuberanti e di grandi trasformazioni sociopolitiche e culturali. Qual è il messaggio che vuole trasmettere alle nuove generazioni del XXI° secolo le quali sembra debbano vivere un’epoca apparentemente precaria e di depressione, non solo economica, ma, forse, soprattutto culturale, sociale ed ideologica?
R: Le difficoltà sorgono quando nessuno se l’aspetta. Uno deve essere preparato ad affrontarle con grandi dignità e interezza, affinché si possano confrontare senza sofferenza, conservando l’integrità personale, nel rispetto delle proprie intuizioni. L’amore verso il prossimo, la propria vocazione umana, devono, come meritano, mantenere la propria integrità.
Grazie, Pablo Armando, ti aspettiamo a Poestate.
G. F. J.
4 maggio 2009