Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01212.jsonl.gz/581

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
L'Ufficio federale della migrazione (UFM) deve riesaminare il caso di una Camerunese sieropositiva che avrebbe voluto rimpatriare. secondo il Tribunale amministrativo federale (TAF) Berna non ha preso in considerazione le particolari circostanze della vicenda.
La donna, oggi 34enne, era giunta in Svizzera nel 2009 per vivere con il marito svizzero che aveva sposato in Camerun. La coppia ha divorziato un anno dopo e il permesso di soggiorno della moglie è stato revocato. A quel punto la donna aveva chiesto che le venisse accordata un'ammissione provvisoria visto che era risultata sieropositiva all'Aids, ma l'UFM un anno fa ha respinto la richiesta.
Secondo l'attuale pratica, ha spiegato l'Ufficio della migrazione, Berna rinuncia al rimpatrio soltanto se l'Aids raggiunge lo stadio di malattia conclamata (stadio c) e non quando si tratta di semplice sieropositività. La donna inoltre si trovava solo ad uno stadio precoce dell'infezione Hiv (stadio A2).
Il TAF ha tuttavia accolto il ricorso della Camerunese e rinviato il caso all'UFM per una valutazione più approfondita. I giudici di San Gallo rilevano che l'Ufficio della migrazione ha deciso sulla base di una perizia medica superata. La donna infatti nel frattempo aveva sottolineato che il suo stato di salute si è deteriorato e che si trovava allo stadio B3. L'UFM non ne ha tenuto conto.
Inoltre, secondo i giudici, la decisione dell'UFM è contraria alla giurisprudenza in materia: essa riconosce certamente che i malati allo stadio C non possono essere espulsi, ma non dice che il rinvio è automatico per i malati a uno stadio anteriore. L'UFM ha applicato tale norma in maniera troppo schematica, secondo il TAF.
In simili casi la decisione dovrebbe basarsi su informazioni aggiornate che concernono lo stato di salute. Infine - affermano i giudici - bisognerebbe anche chiedersi se i trattamenti medici necessari alla cura sono disponibili nel paese in cui la persona viene rimpatriata.
SDA-ATS