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Leclerc guida la classifica generale di Formula 1 con 104 punti, 19 lunghezze di vantaggio su Verstappen (85).
Il prossimo Gran Premio - il sesto stagionale - avrà luogo domenica 22 maggio a Barcellona.
MIAMI - Miami ci ha detto che la Red Bull, almeno quella guidata da Verstappen, oggi è superiore alla Ferrari. Mattia Binotto ha contabilizzato in un paio di decimi il vantaggio dell’accoppiata Max -RB18. Un vantaggio che Leclerc è riuscito ad annullare in qualifica (complice un errore di Max), ma non in gara dove l’eccessivo consumo con le gomme morbide lo ha messo in crisi già al nono giro. Ma Miami con il suo mare finto e la spiaggia con le sirenette in piscina è ormai un ricordo. Ed è anche una serie di post su Instragram firmati dai tanti vip accorsi ad assistere a un evento che fino a pochi anni fa snobbavano come James Bond fa con i Martini mescolati e non agitati.
Dopo cinque gare Verstappen conduce 3-2 nel computo delle vittorie, ma resta indietro in classifica. Quando arriva in fondo vince, le due volte in cui la sua Red Bull lo ha tradito si è imposto Leclerc, ma sarebbe ingiusto pensare che la Ferrari primeggia solo quando la Red Bull si ritira. Altrimenti non si spiegherebbero le tre pole di Leclerc.
La Ferrari ha un deficit in velocità pura. È a livello della Red Bull in curva, nei tratti lenti e guidati, ma perde terreno in rettilineo dove poi si costruiscono i sorpassi (grazie anche al Drs). Per pensare a un contro sorpasso la Ferrari deve portare in pista a Barcellona un’evoluzione importante. Sarà un duello infinito tra Max e Charles perché ormai pare assodato che gli altri faranno solo da contorno a cominciare dai rispettivi compagni di squadra. A questo punto entreranno in gioco le evoluzioni e quindi il budget cap. Binotto è convinto che finora la Red Bull abbia speso più della Ferrari che quindi, cominciando a Barcellona, dovrebbe avere più carte da mettere sul tavolo. Tutto sta a vedere se quelle carte saranno assi o due di picche. Finora la Ferrari non ha toccato la SF 75, anche l’ala nuova portata a Miami non è stata utilizzata perché si è privilegiato un assetto che avrebbe dovuto far soffrire meno le gomme. Quello di Barcellona sarà un pacchetto di novità importanti. Non decisivo, ma importante, su una pista dove nelle prove pre-campionato la Ferrari era già andata bene. I piazzamenti sono essenziali, ma ormai non bastano a far sorridere.