Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186407

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo i suoi rapporti di gestione, la fondazione Salute Sessuale Svizzera ha ricevuto in passato generosi contributi dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel quadro del Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili (PNHI). Soltanto nel 2016, circa 1,25 milioni di franchi dei contribuenti sono stati versati nelle casse di Salute Sessuale Svizzera per il progetto PNHI.</p><p>Poiché non è chiaro se i soldi dei contribuenti siano stati o siano utilizzati anche per finanziare la propaganda in favore dell'educazione sessuale precoce, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nel corso degli ultimi cinque anni qual è stato l'ammontare degli aiuti finanziari versati a Salute Sessuale Svizzera dall'UFSP e quali progetti ne hanno beneficiato?</p><p>2. Come verifica l'UFSP che gli aiuti finanziari per un progetto specifico come il PNHI vengano utilizzati da Salute Sessuale Svizzera davvero per questo progetto e non per altre attività, per esempio nell'ambito dell'educazione sessuale precoce?</p><p>3. L'UFSP sostiene anche progetti analoghi di altre organizzazioni svizzere finalizzati all'introduzione dell'educazione sessuale precoce nelle scuole secondo gli standard dell'OMS?</p><p>4. Se sì, quali sono i progetti, a quanto ammontano gli aiuti e su quali basi giuridiche vengono concessi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro dell'attuazione del Programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili (PNHI), l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) collabora con diverse organizzazioni partner, tra cui Salute Sessuale Svizzera (SSS). Il 24 novembre 2010 il Consiglio federale ha adottato il PNHI per il periodo 2011-2017 e il 6 settembre 2017 lo ha prorogato fino al 2021. Il programma si basa sulla legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101), che attribuisce a Confederazione e Cantoni il compito di prevenire e combattere la comparsa e la propagazione di malattie trasmissibili.</p><p>Uno degli obiettivi centrali del PNHI è far sì che le persone in Svizzera siano informate e capaci di difendere i loro diritti in materia di sessualità. Nel programma è inoltre precisato che l'educazione sessuale inizia a casa, con i propri genitori, e viene completata a scuola e che costituisce pertanto la base per promuovere la salute sessuale. Solo le persone informate sono in grado di provvedere alla loro salute e di far ricorso ai servizi disponibili in caso di necessità. Nel suo rapporto in adempimento del postulato Regazzi 14.4115, pubblicato il 21 febbraio 2018, il Consiglio federale ribadisce questo approccio e conferma di rispettare la sovranità cantonale nel settore dell'educazione sessuale e di lasciare ai Cantoni il compito di disciplinarla nel quadro della formazione scolastica.</p><p>1. Negli ultimi cinque anni la Confederazione ha versato i seguenti contributi per l'attività svolta da SSS: 2014: 1 300 000 franchi; 2015: 1 285 000 franchi; 2016: 1 266 000 franchi; 2017: 971 000 franchi; 2018: 956 000 franchi.</p><p>L'attività di SSS comprende misure di sensibilizzazione, prevenzione e consulenza e compiti a sostegno dei servizi specializzati cantonali e regionali. Inoltre, l'UFSP affida a SSS compiti di attuazione della legge federale sui consultori di gravidanza (RS 857.5) e della relativa ordinanza (RS 857.51).</p><p>2. I contributi menzionati nella risposta al primo punto sono versati in virtù dell'articolo 50 LEp. La condizione per l'ottenimento di aiuti finanziari sotto forma di sussidi è la presentazione di una domanda completa secondo i criteri previsti dalla legge sui sussidi (LSu; RS 616.1). Le risorse finanziarie stanziate dalla Confederazione a favore di SSS sostengono le misure di contenuto tecnico specificamente finalizzate a raggiungere gli obiettivi del PNHI, ossia il lavoro di base. La beneficiaria presenta annualmente un rapporto dettagliato alla Confederazione, che viene esaminato dall'UFSP. In tal modo si garantisce che non sia finanziata nessuna misura che non rispetti i criteri previsti.</p><p>3./4. Il documento "Standard per l'educazione sessuale in Europa" dell'Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS e del Centro federale tedesco per l'educazione alla salute (BZgA), pur essendo considerato da esperti svizzeri ed esteri come un importante quadro di riferimento internazionale scientificamente fondato e dotato di raccomandazioni, non costituisce una normativa vincolante per gli Stati (cfr. rapporto in adempimento del postulato Regazzi 14.4115). L'UFSP non è a conoscenza di progetti relativi all'introduzione degli standard dell'OMS/BZgA in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.