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La Confederazione non deve assumersi la gran parte dei costi della pandemia: anche i cantoni devono fare la loro parte. È il parere della Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S), preoccupata per la futura pianificazione finanziaria dei compiti attribuiti al Governo. Stando alla commissione, precisa un comunicato dei servizi parlamentari, la Confederazione è competente per numerosi importanti compiti, che anche in futuro dovranno essere finanziati. Una partecipazione ai costi troppo elevata da parte della Confederazione potrebbe senza dubbio condurre anche a disincentivi.
Nel valutare eventuali altri provvedimenti di sostegno alla popolazione e all’economia in questi tempi di pandemia, la CdF-S chiede che si tenga presente questo principio. La Commissione ha preso atto che, a causa della situazione epidemiologica, il Consiglio federale ha provveduto ad adeguare i provvedimenti in tempi molto brevi e a ritmi sostenuti, ciò che provocherà anche notevoli maggiori oneri finanziari. La discussione in seno alla commissione sui costi è stata preceduta da un colloquio col consigliere federale Ueli Maurer in merito ai casi di rigore. Per la CdF-S è importante che le richieste di sostegno vengano trattate rapidamente, affinché le persone toccate dalle restrizioni possano ottenere velocemente gli aiuti promessi. Nel contempo occorre però garantire che, nonostante l’elevata rapidità di attuazione, possa venir svolto un certo controllo, dato che i provvedimenti sono finanziati con i soldi dei contribuenti. Occorre insomma evitare che la loro accettazione da parte della popolazione venga compromessa dall’emergere di abusi.