Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01163.jsonl.gz/1047

BUDAPEST - Il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel, ebreo sopravvissuto alla Shoah, ha restituito un'alta onorificenza ungherese ricevuta nel 2004, in segno di protesta contro la tendenza crescente nel Paese alla riabilitazione e al culto di personaggi del passato nazisti e fascisti.
L'83.enne scrittore ha usato parole molto dure, in una lettera al presidente del parlamento ungherese Lazslo Koever, verso il governo conservatore e populista dell'Ungheria e ha stigamtizzato il comportamento delle autorità di Budapest e dei dirigenti del partito al potere Fidesz (di cui anche Koever è membro). "Sono scandalizzato - ha scritto Wiesel - dal fatto che Lei, unitamente al viceministro della cultura Geza Szoecs, e al presidente del partito di estrema destra Jobbik, Gabor Vona, abbia partecipato a una cerimonia commemorativa in Transilvania per lo scrittore Jozsef Nyiroe, membro della direzione del partito nazista ungherese durante la seconda guerra mondiale»
Wiesel ha poi criticato la progressiva inclusione nei programmi scolastici in Ungheria di scrittori e autori noti per le loro posizioni di sostegno al fascismo e la recente riscoperta del culto di Miklos Horthy (1868-1957), reggente nell'Ungheria fra il 1920 e il 1944, nonché stretto alleato di Hitler e Mussolini. Di fatto, molti busti e sculture in onore di Horthy sono state inaugurati in diverse località dell'Ungheria negli ultimi mesi, e al suo nome sono state intitolate piazze e giardini pubblici.
E la rinascita del culto di Horthy, avviato dal partito di estrema destra Jobbik ma tollerato e appoggiato anche da buona parte del partito al governo Fidesz, si unisce a una moltiplicazione degli episodi di antisemitismo e intolleranza etnica.