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<h2>SubmittedText<h2><p>Gli organi legislativi statunitensi e dell'Unione europea stanno attualmente lavorando intensamente per riformare le normative sui mercati di derivati fuori borsa (OTC). Le misure proposte si prefiggono principalmente di aumentare la trasparenza e standardizzare i prodotti. Si vogliono inoltre ridurre i rischi sostenuti dalle controparti e il rischio sistemico derivante in particolare dal mercato dei derivati creditizi, in costante crescita. Con l'istituzione di controparti centrali è possibile isolare i partecipanti al mercato dalle perdite subite da altri attori ed evitare in parte le reazioni a catena, rendendo più raramente necessari gli interventi statali per salvare istituti importanti per i rispettivi sistemi finanziari. Soltanto i prodotti standardizzati garantiscono d'altronde la liquidità necessaria nei periodi di crisi e di conseguenza anche la valutazione in base ai dati del mercato. I prodotti non standardizzati e i prodotti su misura vanno sottoposti a ulteriori esigenze in funzione del capitale proprio, rendendoli di conseguenza più cari e diminuendone l'attrattiva.</p><p>Vista l'importanza internazionale della sua piazza finanziaria anche la Svizzera deve affrontare queste sfide. Tenuto conto di quanto precede, invito il Consiglio federale a prendere posizione sulle seguenti questioni:</p><p>1. Il Consiglio federale come giudica i problemi di stabilità insiti nel sistema dei derivati e le lacune nella relativa normativa constatate sul piano internazionale? Quali conseguenze politiche ne trae?</p><p>2. Approva gli sforzi internazionali che mirano a standardizzare i derivati negoziati fuori borsa (OTC), a far sì che in linea di massima le transazioni si svolgano con l'intermediario di controparti centrali (Central Counterparties, CCP) e a chiedere il deposito di fondi propri più elevati per i contratti bilaterali e non standardizzati?</p><p>3. Il governo come giudica la recente proposta di alcuni Stati membri dell'UE di vietare parzialmente il commercio speculativo di Credit Default Swaps (CDS) e i piani della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) statunitense di sorvegliare più severamente i commercianti di derivati? Sostiene queste proposte?</p><p>4. I rappresentanti del nostro Paese in seno agli organi internazionali competenti quali il Financial Stability Board e la Banca dei regolamenti internazionali (BRI) partecipano alle discussioni e ai lavori a tale riguardo? Il Consiglio federale prevede di adottare anche in Svizzera misure in tal senso? In caso contrario, perché?</p><p>5. Quale posizione prevede di assumere il Consiglio federale nei confronti della proposta legislativa della Commissione UE sui derivati, attesa per metà 2010? Farà in modo di prendere parte alle discussioni in corso a livello europeo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel suo rapporto "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari" (09.3209) del 16 dicembre 2009 il Consiglio federale ha spiegato che esiste effettivamente un fabbisogno di regolamentazione nel mercato dei derivati over the counter (OTC). Quanto accaduto nel caso di Lehman Brothers e di AIG ha messo in luce le ripercussioni negative sui mercati finanziari globali dell'attuale disbrigo bilaterale del commercio e del clearing di derivati creditizi, in particolare dei credit default swaps (CDS). Le richieste internazionali di una regolamentazione più rigorosa e di maggiore trasparenza in questo settore (tra cui le proposte fatte dai Paesi del G-20) riflettono la necessità di un maggiore controllo dei rischi, di una minimizzazione dei rischi relativi alla controparte e di strutture di mercato stabili. Progetti internazionali volti a svolgere in futuro parte del commercio (prodotti standardizzati) tramite controparti centrali mediante un sistema di clearing multilaterale sono stati avviati e in parte già attuati. In questo contesto bisogna però tenere presente che con il trasferimento dei rischi sulle clearing house, queste ultime potrebbero trasformarsi in rischio sistemico. Inoltre non bisogna dimenticare che l'ampliamento dei legami tra clearing house (interoperabilità) potrebbe comportare rischi supplementari per le stesse.</p><p>In Svizzera si persegue una maggior trasparenza nel commercio di derivati OTC (obblighi di notificazione). La FINMA e la BNS hanno rafforzato la loro collaborazione in merito, come pure l'attività di vigilanza sulle infrastrutture finanziarie (SIX Group, x-clear) e sul commercio di derivati delle grandi banche. Inoltre, dal punto di vista svizzero, appare opportuno esaminare le possibilità di un sostegno agli sviluppi attuali tramite misure regolatorie, ad esempio tentando di standardizzare mediante determinate condizioni i contratti non standardizzati e non commerciabili a livello centrale.</p><p>2. Il Consiglio federale approva gli sforzi internazionali che mirano a standardizzare laddove possibile i derivati negoziati fuori borsa (OTC) e a svolgere il loro commercio tramite controparti centrali. Il governo sostiene inoltre le misure volte ad aumentare le esigenze relative ai fondi propri per i contratti bilaterali e non standardizzati.</p><p>3. Il Consiglio federale è favorevole alle misure volte a migliorare la comprensione del commercio internazionale di derivati (ad esempio attraverso la creazione di cosiddetti "Trade Repositories"), ad analizzarlo e se necessario regolarlo. Anche nell'UE non è ancora stata svolta un'analisi complessiva e definitiva concernente un divieto parziale del commercio speculativo di CDS. Un simile divieto si ripercuoterebbe sulla liquidità del mercato di CDS, non colpendo soltanto i protagonisti del mercato speculativo. Anche i partecipanti al mercato che ricorrono ai derivati per coprire i rischi di base sarebbero toccati da una diminuzione di liquidità, la quale si tradurrebbe con un aumento delle spese di copertura e con una riduzione dell'efficacia del processo di formazione dei prezzi. La FINMA segue attentamente i progetti dell'agenzia americana CFTC ("Commodity Futures Trading Commission") volti a rafforzare la vigilanza sui commercianti di derivati.</p><p>4. La Svizzera è rappresentata nei principali organi internazionali. In materia di commercio di derivati ad essi appartengono, oltre al Financial Stability Board (FSB) e alla Banca dei regolamenti internazionali (BRI), anche l'OTC Derivatives Supervisors Group (specializzato in particolare in ambito di rischi operativi, clearing centrale, trasparenza del mercato e garanzie bilaterali), il Senior Supervisors Group (che si occupa del monitoraggio dei rischi relativi alle controparti di banche di investimento di rilevanza sistemica) come pure l'OTC Derivatives Regulators Forum e il gruppo di lavoro CSPR-IOSCO.</p><p>In seno agli organi internazionali la Svizzera si impegna risolutamente a elaborare misure di stabilizzazione del mercato e attua, nel quadro delle proprie competenze, le raccomandazioni risultanti dai lavori di tali organi internazionali. Se a seguito di questa collaborazione internazionale dovesse successivamente risultare la necessità di intervenire sul piano legislativo, il Consiglio federale esaminerà i relativi provvedimenti.</p><p>5. Le future direttive internazionali saranno innanzitutto elaborate in seno agli organi internazionali, ovvero in seno al comitato sui sistemi di pagamento e regolamento (CSPR), all'Organizzazione internazionale delle autorità di vigilanza sui titoli (IOSCO) e al comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (BCBS). In questi organi la Svizzera è ampiamente rappresentata e partecipa in modo proattivo ai relativi lavori. Si presuppone che le norme adottate dall'UE si orienteranno a queste direttive. Non è ancora chiaro in che misura l'UE emanerà norme più restrittive rispetto a queste direttive internazionali, né la portata che ne risulterà per i Paesi terzi come la Svizzera. Come è noto la Svizzera non ha alcun influsso diretto sulle decisioni della Commissione UE. A livello di autorità specializzate la Svizzera intrattiene tuttavia buoni e numerosi contatti con i relativi organi dei principali Stati membri dell'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.