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Le fusioni e acquisizioni hanno nuovamente segnato un calo nel secondo trimestre 2015, per la terza volta consecutiva. La diminuzione è dovuta alla fine dell'ondata di mega-transazioni e a un clima economico incerto a causa della forza del franco.
In totale nel secondo trimestre sono state censite 128 transazioni in cui è coinvolta un'impresa svizzera, il 6% rispetto al periodo marzo-gennaio 2014. Il volume è calato del 41% a 9,5 miliardi di franchi, il livello più basso dal quarto trimestre 2013, indica la società di consulenza EY (ex Ernst & Young) in un comunicato.
Finora quest'anno è stata realizzata solo una mega-transazione, mentre in tutto il 2014 le operazioni per un valore superiore ai 5 miliardi sono state sei, ha precisato Ronald Sauser, responsabile del settore alla EY.
Numerose imprese hanno congelato le attività dopo la decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di abolire la soglia di cambio minima franco-euro.
Nel primo semestre 2014 erano state censite 281 transazioni per un volume di 102,1 miliardi di franchi, mentre nello stesso periodo di quest'anno sono state annunciate solo 264 operazioni per un valore di 25,7 miliardi. Nel solo secondo trimestre 2015, EY ha identificato sei operazioni da oltre un miliardo.
Malgrado l'apprezzamento della moneta svizzera, l'attività di fusioni e acquisizioni non dovrebbe crollare. Alcune grosse operazioni in preparazione potrebbero invertire la tendenza, secondo EY, che prevede una stabilizzazione sui livelli attuali.
SDA-ATS