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Per purificare l’aria del giardino o del terrazzo o per pianificare aree verdi urbane che raggiungano lo stesso scopo nelle zone particolarmente inquinate, alcune piante sono più adatte di altre. In particolare l’edera, la maggiorana e la lavanda assolvono questa funzione egregiamente, grazie alle caratteristiche strutturali e morfologiche delle foglie. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell’Università del Surrey, in Gran Bretagna, che hanno sperimentato dieci diversi tipi di piante su un muro largo 1,4 metri posto nelle vicinanze di un’autostrada. Come illustrato su Science of the Total Environment, le tre piante vincitrici hanno dimostrato di trattenere gli inquinanti anche più piccoli, compresi i diversi tipi di polveri sottili (PM1, PM2,5 e PM10), grazie alla rugosità delle foglie, alla presenza di peli e al numero di stomi presenti. Gli stessi contaminanti, poi, quando piove, vengono trascinati nella terra e non si disperdono ulteriormente in atmosfera.
Lo studio ora prosegue per comprendere ancora meglio quali siano le caratteristiche che rendono una pianta particolarmente abile nel purificare l’aria, se altre piante possiedano tali qualità e quale sia il modo migliore di trattare il terreno che, nel tempo, accumula le PM. Nel frattempo, chi desidera creare una microatmosfera meno contaminata davanti casa, può scegliere una delle tre o, meglio, tutte e tre.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 13 marzo 2024
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