Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/258665

<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:black;">Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un disegno di legge affinché i condannati oggetto di un’espulsione giudiziaria e le persone incarcerate in vista del rinvio coatto scontino la pena in uno Stato terzo, dal quale saranno successivamente espulsi nel loro Paese d’origine.</span></p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Nel 2015 l’Ufficio federale di giustizia ha commissionato un parere giuridico sull’esecuzione di sentenze penali svizzere in penitenziari esteri (www.bj.admin.ch &gt; Sicurezza &gt; Sezione Esecuzione delle pene e delle misure &gt; Pubblicazioni).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">L’autore della perizia giunge alla conclusione seguente: l’esecuzione di pene in uno Stato terzo è in linea di principio incompatibile con i diritti fondamentali dei detenuti garantiti dalla Costituzione federale e dalle convenzioni internazionali dei diritti dell’uomo. Il legislatore non può dunque introdurre la possibilità di eseguire le pene in Stati terzi creando le basi legali necessarie. Sono fatti salvi i casi in cui l’esecuzione in uno Stato terzo promette, in via eccezionale, un migliore reinserimento sociale e quindi è nell’interesse del condannato; il condannato deve tuttavia acconsentire all’esecuzione della pena in uno Stato terzo. In questi casi è necessaria la conclusione di un trattato internazionale sottoposto a referendum.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Questo reinserimento sociale non è garantito se la pena è eseguita in un dato penitenziario in un qualsiasi Paese diverso dalla Svizzera. I Cantoni e altre organizzazioni sostengono invece, con vari progetti, il ritorno di detenuti stranieri nel loro Paese d’origine, al fine di aumentare la loro motivazione a partire e promuovere il loro reinserimento sociale. In determinati casi tali iniziative consentono una liberazione condizionale, che permette di allontanare più rapidamente dalla Svizzera gli interessati. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">I dati tratti dal monitoraggio del sistema penitenziario, condotto dal Centro svizzero di competenze in materia d’esecuzione di sanzioni penali, non evidenziano inoltre una necessità generale di sgravare le strutture detentive. A luglio 2023 il tasso di affollamento degli stabilimenti penitenziari ammontava all’89</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">per cento (nel 2022 si situava tra l’85 e l’89</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">%).</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">La carcerazione in vista di rinvio coatto secondo l’articolo</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">76 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS</span><span style="font-family:Arial">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial">142.20) è disposta dai Cantoni allo scopo di garantire l’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione. Le persone tenute a partire sono spesso sottoposte a un accertamento della cittadinanza o dell’identità da parte della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) necessario per ottenere un documento di viaggio valido per il ritorno nel Paese d’origine. A tal fine occorrono anche colloqui, visite presso le rappresentanze del Paese d’origine in Svizzera o audizioni centralizzate svolte presso la SEM da delegazioni estere. Sarebbe pertanto inopportuno che le persone da allontanare o espellere fossero incarcerate in uno Stato terzo durante la fase di identificazione e ottenimento dei documenti.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">Infine, i lavori preparatori, la negoziazione di un trattato nonché il controllo della struttura penitenziaria estera compresa la collaborazione con le autorità d’esecuzione sarebbero estremamente onerosi e quindi sproporzionati. </span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.