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American Airlines e Us Airways convolano a nozze, creando la maggiore compagnia aerea al mondo. Una fusione da 11 miliardi di dollari che mette fine a oltre un anno di corteggiamento e che rappresenta l'ultimo capitolo del consolidamento dell'industria aerea americana. A guidare il colosso dei cieli sarà l'amministratore delegato di Us Airways, Douglas Parker, per il quale la fusione rappresenta una vittoria.
Il numero uno di American Airlines, Tom Horton, sarà temporaneamente, fino alla primavera 2014, presidente non esecutivo della società. Per Horton, l'accordo rappresenta una sconfitta personale: fin da quando American Airlines aveva fatto ricorso nel novembre 2011 al Chapter 11, la bancarotta assistita, si era pronunciato contro l'idea di una fusione ma sotto pressione dei creditori è stato costretto a cedere.
Le nozze sono state approvate dai consigli di amministrazione delle due società. L'accordo prevede che ai creditori di American Airlines vada il 72% della nuova società e agli azionisti di Us Airways il restante 28%. Non sono previste al momento riduzioni della forza lavoro.
"Sono da lungo tempo un sostenitore del consolidamento dell'industria aerea" e la fusione odierna "rappresenta l'ultimo tassello necessario per razionalizzare l'industria e renderla redditizia" afferma Parker, che assumerà anche l'incarico di presidente della società nascente quando Horton lascerà.
"Sono orgoglioso di lanciare una nuova American Airlines, una compagnia aerea globale che può competere e vincere contro i migliori al mondo" mette in evidenza Horton. "L'unione mette insieme due reti complementari con accesso alle migliori destinazioni al mondo e ci consente di offrire ai nostri clienti - aggiunge Horton - una migliore esperienza di viaggio".
La fusione dovrà essere approvata dal giudice per la bancarotta, dall'antitrust americano e da altre autorità di regolamentazione. American Airlines e US Airways prevedono sinergie per 1 miliardo di dollari entro il 2015. La nuova società manterrà il nome American e il nuovo logo America. Il quartier generale sarà in Texas. Saranno mantenuti gli otto hub americani, così come i 6.700 voli giornalieri verso 336 destinazioni in 56 paesi.