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Lo ha dichiarato lo stesso presidente degli ecologisti Balthasar Glättli all'assemblea dei delegati di Winterthur
WINTERTHUR - I Verdi hanno «una reale possibilità» di entrare in Consiglio federale dopo le elezioni del 2023. Lo ha dichiarato oggi il presidente degli ecologisti, Balthasar Glättli, davanti ai delegati riunitisi a Winterthur (ZH), aggiungendo che il partito è pronto ad assumersi la responsabilità dell'esecutivo e a proporre soluzioni sostenibili.
Riprendendo quanto dichiarato martedì scorso davanti ai media, dopo l'annuncio che il gruppo dei Verdi alle camere federali non avrebbe presentato alcun candidato alla successione di Ueli Maurer il 7 di dicembre, il consigliere nazionale zurighese ha ribadito che l'elezione del democentrista è «scontata» dal momento che nessun altro partito mette in forse il diritto di questa formazione ad avere due seggi nell'esecutivo. Glättli ha deplorato la mancanza di sostegno da parte del PS e dei Verdi liberali.
A un anno dalle elezioni federali, Glättli non ha nascosto le ambizioni del suo partito per il 2023, ossia di diventare la terza forza politica del Paese. Tre anni fa, gli ecologisti si sono piazzati al quarto posto col 13,2% dei voti, dietro all'UDC (25,6%), al PS (16,8%) e al PLR (15,1%), ma davanti al PPD (11,4%); quest'ultimo può ancora vantare un posto in governo con Viola Amherd, ministra della difesa.
Dalle ultime elezioni del 2019, i Verdi sono il partito che ha fatto più progressi nei cantoni, ha aggiunto Glättli, ottenendo 52 mandati in più nei parlamenti cantonali. Ora siedono negli esecutivi di ben otto cantoni (con nove ministri).
Secondo Glättli, «abbiamo bisogno di più Verdi in Parlamento e nel Consiglio federale per affrontare la più grande sfida del nostro tempo, la crisi climatica». Per quanto ci riguarda, ha dichiarato, «siamo pronti» per il Consiglio federale. Pronti a fornire soluzioni per il futuro e ad elaborare compromessi se necessario.
A mo' d'esempio, Glättli ha citato l'offensiva solare elaborata «a tempo di record» in Parlamento durante la sessione di settembre. Oppure la stesura di un controprogetto all'iniziativa sui ghiacciai, che ha ottenuto la maggioranza all'Assemblea federale.
Secondo il presidente dei Verdi, grazie alle alleanze è possibile avanzare verso una Svizzera più sostenibile. Peccato che, in materia di energia, l'UDC «preferisca demonizzarci piuttosto che presentare soluzioni». Quanto al Consiglio federale, ha concluso, sia nel campo dell'energia che in relazione all'Europa al momento preferisce la politica dello struzzo, nella speranza che i problemi scompaiano per magia.