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Seppur d'accordo con l'idea di attribuire una prestazione transitoria fino al pensionamento per le persone di oltre 60 anni che non hanno più diritto alla disoccupazione, il Consiglio degli Stati ha inasprito oggi le condizioni per accedere a questo aiuto.
La legge è stata approvata al termine di un lungo dibattito per 33 voti a 11. In precedenza, il plenum aveva respinto una richiesta di non entrata nel merito difesa in aula dall'UDC e da alcuni esponenti del PPD.
No a un'altra assicurazione sociale
Alex Kuprecht (UDC/SZ) ha messo in guardia dalla creazione di una nuova prestazione sociale quando l'AVS non è ancora risanata, tanto più che nei prossimi anni un numero importante di persone, i cosiddetti "baby-boomers", andrà in pensione. Sostenuto anche da diversi "senatori" del PPD, divisi su questo tema, teme inoltre che questa misura possa spingere i datori di lavoro a licenziare i collaboratori più anziani.
Eppoi, non nascondiamoci, ha sostenuto in tono polemico il "senatore" svittese: questa legge è stata pensata per rendere più accettabile la libera circolazione della persone, sul cui principio si voterà nel maggio prossimo (vedi iniziativa popolare sulla limitazione dell'UDC, n.d.r) e l'accordo istituzionale negoziato con l'Ue.
A tale riguardo, l'indipendente Thomas Minder (SH), ma inserito nel gruppo democentrista, ha sottolineato che il vero pericolo per i lavoratori residenti è proprio la libera circolazione - da lui considerata un "job killer" - che consente agli imprenditori di assumere forza lavoro a costi inferiori. Insomma, con questa rendita ponte il Consiglio federale "si lava la coscienza". Egli teme, inoltre, che ad approfittare di questa possibilità saranno poi proprio i lavoratori stranieri in là con gli anni, categoria in cui si registra il maggior numero di disoccupati di lunga durata.
Casi drammatici
Nonostante l'invito a non entrare in materia, il plenum ha seguito il consiglio della sua commissione e del ministro dell'interno Alain Berset, facendo suo il ragionamento di quest'ultimo, ossia che il problema dei disoccupati anziani che non riescono più a trovare un impiego esiste e va affrontato, al fine di evitare che finiscano a carico dell'assistenza dopo aver esaurito gli averi della cassa pensione.
Si tratta di situazioni individuali, di casi drammatici, di un gruppo ristretto di individui. Queste persone hanno lavorato per tutta la vita, versando per oltre vent'anni i contributi AVS e, improvvisamente e senza colpa alcuna, si ritrovano senza lavoro e senza prospettive due anni dopo aver esaurito le indennità di disoccupazione nonostante le centinaia di curricula inviati.
"È difficile dire a queste persone che prima di concedergli un aiuto devi diventare povero", ossia dar fondo al tuo patrimonio, ha sostenuto in aula Erich Ettlin (PPD/OW). E, sempre Ettlin, "è estremamente umiliante doversi rivolgere al proprio comune per ottenere assistenza".
Sulla falsariga di Ettlin, altri "senatori" hanno fatto notare che queste persone non cercano per forza una rendita, ma vogliono lavorare e, anzi, sarebbero disposte a farlo anche con un salario inferiore. Per Paul Rechsteiner (PS/SG), se non si fa nulla, queste persone saranno condannate a una vecchiaia trascorsa in povertà. Alcuni sostenitori di questa misura hanno poi rimarcato che la legge non prevede un sostegno ad innaffiatoio, ma prevede tutta una sorte di paletti affinché siano i veramente bisognosi a poterne beneficiare.
Rendita ponte: condizioni restrittive
Il disegno di legge del governo, che gode dell'appoggio dei cantoni e delle istituzioni dell'aiuto sociale, è pensato per le persone che perdono il lavoro poco prima della pensione (licenziamento a partire dai 58 anni). Per poter far parte della cerchia ristretta dei beneficiari, bisogna essere stati assicurati all’AVS per almeno un ventennio e aver guadagnato almeno 21'330 franchi all'anno per almeno dieci dei 15 anni immediatamente precedenti l'esaurimento del diritto. Le persone sole non possono disporre di una sostanza superiore a 100'000 franchi; le coppie sposate ai 200'000 franchi.
Al pari del Consiglio federale, anche il plenum considera tuttavia prioritaria l'integrazione nel mercato del lavoro. I beneficiari di prestazioni transitorie dovranno comprovare annualmente i propri sforzi d'integrazione.
Taglio alle prestazioni
In fatto di entità delle prestazioni, il plenum ha però seguito le proposte di minoranza di Ruedi Noser (PLR/ZH): 38'900 franchi invece di 58'350 al massimo per le persone sole e 58'350 franchi al posto di 87'525 per le coppie sposate.
La prestazione viene calcolata sulla base delle prestazioni complementari. Tuttavia, gli importi forfettari destinati a coprire i bisogni vitali saranno aumentati di un quarto per coprire i costi di malattia e invalidità. Una sola persona potrà pretendere 19'450 franchi e una coppia 29'175 franchi.
Diversamente dalla commissione, il plenum ha poi deciso di non contestare l'esenzione fiscale richiesta dal Consiglio federale.
Nelle intenzioni dei "senatori", poi, ogni quattro anni il Consiglio federale dovrà analizzare lo stato dell'applicazione delle prestazioni transitorie, esaminare l'efficacia delle stesse dopo otto anni e sottoporre al Parlamento proposte per il seguito.
Durata ridotta
La maggioranza ha inoltre deciso di limitare il pagamento della prestazione transitoria fino a quando il beneficiario ha diritto ad andare in pensione anticipatamente.
Tale soluzione ridurrebbe il periodo di pagamento di due anni, ha criticato invano Ettlin. Costretti al pensionamento anticipato, gli interessati vedranno le loro opportunità di pensionamento dignitoso ridotte a vita nel contesto del primo e del secondo pilastro, ha aggiunto, invano, Alain Berset.
Secondo Noser, però, non bisogna gravare ulteriormente le finanze federali. Inoltre, i beneficiari della rendita ponte non devono essere favoriti rispetto a coloro che optano per il pensionamento anticipato.
4400 aventi diritto
Secondo le stime governative, gli aventi diritto a una prestazione transitoria saranno circa 4400 all'anno. I costi previsti ammontano a 30 milioni di franchi per il 2021, dopodiché dovrebbero salire progressivamente, fino ad arrivare a circa 230 milioni nel 2030. In compenso, prestazioni complementari (PC) e aiuto sociale potranno risparmiare diverse decine di milioni.
A livello di finanziamento, sarà la Confederazione ad accollarsi le prestazioni transitorie, mentre i risparmi ottenuti nel quadro delle PC andranno in parte (cinque ottavi) alla stessa Confederazione e in parte (tre ottavi) ai Cantoni.
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