Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/159082

<h2>SubmittedText<h2><p>La società civile dimostra ovunque una crescente solidarietà con i rifugiati in cerca di protezione nel nostro Paese. Un numero sempre maggiore di cittadini desidera aiutare e cerca le possibilità di farlo. Questo impegno privato costituisce una grande opportunità. Il modo migliore per evitare paure e tendenze xenofobe sono i contatti reali.</p><p>La volontà di aiutare giunge fino alla disponibilità di accogliere e assistere rifugiati a casa propria. Finora questo è possibile soltanto in quattro cantoni, in cui le istituzioni di soccorso sostengono e consigliano sia questi volontari sia i rifugiati. In altri cantoni, però, le persone che desiderano offrire accoglienza ai rifugiati sono confrontate con ostacoli legati piuttosto alla burocrazia che a presupposti comprensibili. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Reputa l'impegno della società civile tanto importante da auspicare che sia spianata il più possibile la via a iniziative di questo tipo?</p><p>2. Quali possibilità intravvede per mettere ancor meglio a frutto l'impegno della società civile?</p><p>3. Quali possibilità intravvede per fare in modo, assieme ai cantoni, che le offerte private possano essere ampliate, soprattutto nel settore degli alloggi e della formazione?</p><p>4. Quali possibilità intravvede per fare in modo, assieme alle cerchie economiche, che le persone che ottengono protezione nel nostro Paese possano lavorare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Il Consiglio federale caldeggia l'impegno della popolazione e la solidarietà di cui fa prova nei confronti delle persone del settore dell'asilo. Ritiene in particolare che questo impegno possa contribuire in maniera importante all'integrazione sociale delle persone bisognose di protezione in Svizzera. Le persone che entrano in Svizzera per chiedere asilo sono dapprima collocate in un centro di registrazione e di procedura della Confederazione (CRP), cui in questa fase competono l'assistenza, il sostegno e l'alloggio. La durata media di permanenza in un CRP ammonta a 29 giorni (stato al primo semestre del 2015). In questo primo periodo devono essere sbrigati molti compiti amministrativi, quali la registrazione, l'esame dello stato di salute e la prima audizione, per cui la collaborazione diretta con i privati (in particolare per l'alloggio dei richiedenti l'asilo) non è auspicabile e sarebbe pure difficile da organizzare. Dopo il soggiorno nel CRP, i richiedenti l'asilo sono distribuiti tra i cantoni secondo la chiave di ripartizione prevista all'articolo 21 dell'ordinanza 1 sull'asilo (RS 142.311). In virtù della competenza cantonale esclusiva sancita dalla Costituzione, a partire da questo momento la Confederazione non può più influire sull'organizzazione dell'alloggio, delle prestazioni di base e dell'assistenza. I cantoni decidono pertanto autonomamente se intendono collaborare con i privati e sono dunque gli interlocutori per le iniziative volte ad alloggiare persone del settore dell'asilo presso privati.</p><p>3. La promozione dell'integrazione sostenuta e coordinata dallo Stato è efficace soltanto se la società e l'economia dimostrano apertura nei confronti degli immigrati. Nell'ambito dei programmi d'integrazione cantonali (PIC), cofinanziati dalla Confederazione, sono promosse offerte, soprattutto delle istituzioni di soccorso, che sostengono il coinvolgimento di volontari della società civile. Tale impegno consiste ad esempio nell'accompagnare i richiedenti in situazioni sociali o scolastiche difficili, nell'incoraggiarli a parlare la lingua locale, nel favorire gli incontri locali e nell'aiutarli a farsi comprendere. Attualmente anche la Segreteria di Stato della migrazione e la Segreteria di Stato dell'economia sostengono, nell'ambito del programma "Mentorato 2014-2016", 27 pertinenti progetti di cui beneficiano anche le persone del settore dell'asilo.</p><p>4. La promozione dell'integrazione professionale costituisce un obiettivo importante dei PIC. Confederazione, cantoni e comuni intrattengono un dialogo con le associazioni mantello del mondo lavorativo e alcune associazioni di categoria (<a href="http://www.dialog-integration.ch/arbeiten">www.dialog-integration.ch/arbeiten</a>). Hanno concordato di potenziare il reclutamento dei lavoratori presenti sul territorio nazionale, prendendo in considerazione anche i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente. Il Consiglio federale rinvia infine alle misure previste nel quadro dell'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale. Il governo mira a eliminare gli ostacoli amministrativi con cui sono confrontati i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente, in modo che possano accedere più facilmente al mercato del lavoro. Si intende ad esempio sopprimere l'obbligo di autorizzazione per l'esercizio di un'attività lucrativa, sostituendolo che una semplice procedura di notifica.</p>  Risposta del Consiglio federale.