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Dice di avere i numeri per governare, ma che «non è il momento giusto per farlo»
LONDRA - Niente Boris Johnson bis: l'ex primo ministro britannico si è escluso dalla corsa per la leadership del Partito conservatore e, di conseguenza, non tornerà a occupare il numero 10 di Downing Street - da dove era stato estromesso poco più di tre mesi fa.
Domenica Johnson ha dichiarato: «Credo di essere in una buona posizione per ottenere una vittoria dei conservatori nel 2024 - e stasera posso confermare di aver superato l'ostacolo molto alto di 102 nomination, e potrei inserire la mia nomination» nella giornata odierna. «Ci sono ottime possibilità che io abbia successo alle elezioni con i membri del Partito conservatore e che possa davvero tornare a Downing Street venerdì» 28 ottobre, la giornata fissata per la successione di Liz Truss.
«Ma nel corso degli ultimi giorni sono purtroppo giunto alla conclusione che questa semplicemente non sarebbe la cosa giusta da fare. Non puoi governare efficacemente se non hai un partito unito in Parlamento». Restano quindi due gli sfidanti per la leadership in casa Tory: Rishi Sunak, il grande favorito e già secondo dietro solo a Truss meno di due mesi fa, e Penny Mordaunt. Proprio il mancato accordo con entrambi avrebbe convinto Johnson della necessità di un passo indietro. «Temo che la cosa migliore sia non permettere alla mia nomination di andare avanti e impegnare il mio sostegno» a favore del candidato con più chance di vittoria. «Credo di avere molto da offrire, ma temo che questo non sia semplicemente il momento giusto», ha concluso Johnson.