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Oggi gli svizzeri si sono mobilitati per le prime votazioni federali dall'inizio della pandemia di coronavirus.
L'affluenza è stata superiore alla media: circa il 59% per cinque diversi argomenti - caccia, congedo di paternità, detrazioni fiscali per i bambini, libera circolazione delle persone e l'aviazione.
Sciaffusa, dove il voto è obbligatorio, come al solito guida la classifica con quasi il 70% degli elettori che si è recato alle urne. A Obvaldo e Nidvaldo circa due terzi degli aventi diritto ha votato. In Vallese, il richiamo del lupo ha attirato il 63% dei cittadini. In Ticino la partecipazione si attestata circa al 60% e nei Grigioni al 61%. Con un elettore su due che ha partecipato allo scrutinio, Ginevra, Neuchâtel e Glarona passano per "cattivi alunni".
Le ultime votazioni federali si sono svolte a febbraio, quando gli svizzeri si sono espressi sull'estensione della norma penale antirazzista e sull'iniziativa popolare per gli affitti a prezzi accessibili. L'affluenza è stata di circa il 41%. Un tasso ben lontano dal 63% del febbraio 2016 quando sì votò sull'espulsione dei criminali stranieri e altre questioni importanti come la galleria stradale del San Gottardo e la penalizzazione fiscale per le coppie sposate. Quello è stato il record dal 1992, anno in cui lo scrutinio sullo Spazio economico europeo (SEE) attirò alle urne il 78,7% degli svizzeri.
Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel periodo 2011-2019 la partecipazione è stata in media del 45,6%.