Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/204479

<h2>SubmittedText<h2><p>È risaputo che per un certo periodo dopo la Seconda guerra mondiale, sono stati depositati in diversi laghi svizzeri munizioni e elementi di munizioni non più utilizzati. In particolare nei laghi di Brienz, Thun e dei Quattro Cantoni sono state "smaltite" munizioni dell'Esercito svizzero. Dal 2005 al 2010 questi laghi sono stati sottoposti a un'ampia valutazione della pericolosità e dal 2012 al 2016 nuovamente a un "monitoraggio degli esplosivi". Secondo queste indagini, per le persone e l'ambiente non vi è alcun pericolo.</p><p>Anche nel lago Lemano negli anni Cinquanta e Sessanta sono state depositate da 150 a 1000 tonnellate di residui di munizioni (cartucce, granate, testate missilistiche ecc.). Nel caso del lago Lemano non è stato l'esercito bensì alcune imprese private a depositare il materiale. Sinora il Governo ginevrino presupponeva che le munizioni giacessero in casse nel frattempo ricoperte da diversi strati di sedimenti. Un loro recupero non era quindi ritenuto ragionevole. Tuttavia qualche settimana fa, a Ginevra alcuni esperti (sedimentologi, organizzazioni ambientalistiche, sommozzatori) hanno rivelato all'opinione pubblica che il potenziale di pericolo è "preoccupante". Le casse contenti le munizioni giacerebbero scoperchiate a una profondità di 45-55 metri e si troverebbero in prossimità di una condotta del gas e di un collettore per l'acqua potabile. Da decenni le autorità (cantonali) farebbero orecchie da mercante. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. come giudica la problematica delle discariche di munizioni nel lago Lemano? La Confederazione ha già effettuato indagini?</p><p>2. Il Governo è disposto a ordinare, eseguire o sostenere anche nel lago Lemano indagini e monitoraggi analoghi a quelli dei laghi di Brienz, Thun e dei Quattro Cantoni?</p><p>3. Nel rapporto del 24 maggio 2017 concernente il monitoraggio degli esplosivi condotto dal 2012 al 2016 e commissionato dal DDPS si riassume che non vi è alcuna necessità di proseguire il programma di monitoraggio. Tuttavia, quale "misura finalizzata a instaurare un rapporto di fiducia" i campioni di sedimenti, l'acqua interstiziale e i campioni di acqua del lago dovranno essere ulteriormente analizzati. Quali misure concrete sono state prese da allora e qual è l'ulteriore modo di procedere?</p><p>4. Il Consiglio federale è a conoscenza di altri laghi svizzeri o acque in cui la Confederazione o privati avrebbero calato quantità importanti di munizioni?</p><p>5. Questi siti inquinati di laghi e acque sono registrati in un catasto (cantonale o nazionale)? In caso negativo, il Consiglio federale ritiene vi sia una necessità in questo senso?</p><p>6. Come vengono smaltiti o riciclati munizioni e elementi di munizioni dell'Esercito svizzero oggi? Queste attività si svolgono in Svizzera o all'estero? Esiste una strategia per l'acquisto e la distruzione sostenibili di munizioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p align="left">1. Da indagini svolte negli anni 2002 e 2004, su incarico del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), risulta che nel Lago Lemano sono state scaricate delle casse di munizioni. Il nuovo dato è che le casse sul fondo del lago sono in parte aperte e il loro contenuto è in contatto con l'esterno. Le indagini non hanno consentito di individuare chiaramente la posizione delle munizioni sul suolo lacustre; la quantità di munizioni presenti in fondo al lago è stata stimata da 150 a 1000 tonnellate. Dalle analisi puntuali svolte sinora non risultano pericoli per le acque potabili. Per una valutazione globale sarebbero necessarie indagini approfondite.</p><p align="left"></p><p align="left">2. Le misure previste dal diritto in materia di protezione delle acque rientrano nella sfera di competenza dei Cantoni. Poiché le munizioni scaricate nel Lago Lemano provengono prevalentemente da un'azienda privata, anche la valutazione in merito al sito inquinato spetta alle autorità d'esecuzione cantonali. Per tali motivi l'avvio e lo svolgimento di pertinenti indagini incombono ai Cantoni interessati. Il Consiglio federale è favorevole al coinvolgimento su richiesta di specialisti di munizioni del DDPS nelle indagini tecniche dei Cantoni.</p><p></p><p align="left">3. Nel 2019 sono stati prelevati campioni di sedimenti nei laghi di Brienz, di Thun e dei Quattro Cantoni. I campioni sono stati analizzati per determinare l'eventuale presenza di sostanze nocive provenienti da munizioni. Il rapporto sulle analisi, che sarà disponibile all'inizio del 2020, fornirà le basi necessarie per determinare la periodicità di ulteriori prelievi di sedimenti e campioni d'acqua.</p><p align="left"></p><p align="left">4. Nel 2004 sono state svolte indagini per rilevare tutte le munizioni e tutti i materiali depositati e scaricati dall'esercito svizzero e dall'industria degli armamenti nelle acque svizzere e per individuare tutte le aree lacustri che hanno funto da settori di obiettivi per esercitazioni di tiro militari. Tali indagini hanno fornito le basi decisionali per determinare le ubicazioni da iscrivere, in base alla presenza di munizioni, nel Catasto dei siti inquinati (CSI) del DDPS. In questo contesto è inoltre emerso un ulteriore caso di munizioni e parti di munizioni scaricate nel Lago di Zurigo da un'azienda privata, nella fattispecie circa 90 tonnellate dal 1935 al 1966.</p><p></p><p align="left">5. I settori in cui sono state scaricate quantità determinanti di munizioni sono stati iscritti nel CSI del DDPS. I siti con quantità minori sono stati rilevati nel quadro delle indagini del 2004. In virtù dell'ordinanza sui siti contaminati ogni Cantone tiene un proprio catasto.</p><p></p><p align="left">6. La maggior parte delle munizioni dell'esercito svizzero è smaltita presso la RUAG MRO ad Altdorf. In via alternativa, lo smaltimento di determinati tipi di munizioni è eseguito presso aziende specializzate in Germania. Nell'assegnazione di mandati di smaltimento sono valutati gli aspetti della sicurezza, dell'efficienza a livello di costi e della quota riciclabile. È inoltre perseguito l'obiettivo di riportare nel ciclo delle materie prime il maggior numero possibile di componenti di vecchie munizioni. Nel quadro degli acquisti, la scelta ricade su munizioni costituite per quanto possibile unicamente da sostanze con un onere minimo per l'ambiente.</p>  Risposta del Consiglio federale.