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<h2>SubmittedText<h2><p>Le scuole universitarie svizzere figurano tra le migliori a livello internazionale. Oltre il 70 per cento degli studenti immatricolati in Svizzera frequentano una delle 200 migliori università secondo la classifica accademica delle università mondiali ("Shanghai ranking"). Una quota che, a titolo di paragone, negli USA o in Germania si attesta attorno al 20 per cento. L'elevato livello degli atenei elvetici rappresenta un notevole vantaggio per la piazza svizzera rispetto alla concorrenza internazionale. Un vantaggio che occorre tutelare in modo durevole. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti quattro domande:</p><p>1. Quali sono, dal suo punto di vista, le maggiori sfide che le scuole universitarie svizzere dovranno affrontare nel prossimo futuro? Come possono e/o devono essere gestite tali sfide?</p><p>2. Che ruolo in termini di garanzia e sviluppo della qualità nelle scuole universitarie svizzere attribuisce ai lavori in corso sulla legge federale sull'aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore universitario svizzero (LASU)?</p><p>3. Dove ritiene sia necessario intervenire sulla permeabilità nel livello terziario? Occorre creare ulteriori possibilità di passaggio tra i diversi percorsi formativi (p. es. attraverso una maggiore considerazione delle esperienze extrascolastiche, vale a dire professionali o extracurriculari)? Oppure ci sono attualmente casi in cui questa permeabilità conduce addirittura a una perdita qualitativa indesiderata?</p><p>4. È anche lui del parere che bisogna attenersi sul lungo termine al principio dell'accesso universale, senza esame d'ammissione, alla formazione universitaria per i titolari di un diploma di maturità liceale svizzero? In caso affermativo, com'è possibile mantenere l'elevata qualità dei licei svizzeri ed eliminare le differenze qualitative esistenti a livello cantonale/regionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come sottolineato dall'autrice dell'interpellanza, nel confronto internazionale il livello dell'educazione terziaria in Svizzera è molto elevato e le nostre scuole universitarie figurano tra le migliori al mondo. Di conseguenza, le principali sfide consistono nell'assicurare durevolmente questo livello qualitativo, in particolare in un contesto di costante aumento del numero di studenti, e nel rafforzare la competitività e la crescita anche nei settori della ricerca e dell'innovazione. Il Consiglio federale presenterà un quadro completo delle future sfide per l'intero settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (settore ERI) nei messaggi concernenti i crediti per il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (messaggi ERI) 2012 e 2013-2016, attualmente in fase di preparazione. Proporrà inoltre misure concrete per permettere alla Confederazione di gestire le sfide summenzionate nell'ambito delle sue competenze. A tale riguardo si rinvia anche alla strategia internazionale della Svizzera nel settore ERI, approvata dal Consiglio federale nel giugno 2010.</p><p>2. In virtù dell'articolo costituzionale sulle scuole universitarie (art. 63a cpv. 3 Cost.), la Confederazione e i cantoni devono provvedere insieme a garantire che sia assicurata la qualità nel settore delle scuole universitarie svizzere. Di conseguenza, nella LASU è attribuito un ruolo importante alla garanzia della qualità: secondo il disegno di legge, la Confederazione e i cantoni sono tenuti a provvedere insieme affinché, mediante l'emanazione di direttive e nell'ambito dell'accreditamento istituzionale, le scuole universitarie si dotino di propri sistemi di garanzia della qualità e la garanzia della qualità venga attuata efficacemente secondo criteri nazionali e standard internazionali. La garanzia della qualità propriamente detta è tuttavia di competenza degli istituti stessi. Il disegno di legge prevede anche che l'accreditamento istituzionale costituisca in futuro una premessa indispensabile per il diritto a denominarsi università, scuola universitaria professionale e alta scuola pedagogica. L'accreditamento istituzionale costituisce inoltre una condizione indispensabile per il riconoscimento del diritto ai sussidi federali.</p><p>3. La Costituzione federale obbliga la Confederazione e i cantoni a provvedere insieme a un'elevata permeabilità dello spazio formativo svizzero (art. 61a Cost.). In molti settori sono già state create le relative premesse. Per quanto riguarda la permeabilità tra percorsi formativi d'indirizzo generale e percorsi formativi d'indirizzo professionale, ad esempio, i titolari di una maturità professionale possono accedere a un'università o un PF mediante un esame complementare (il cosiddetto esame passerella), mentre i titolari di una maturità liceale possono accedere a una scuola universitaria professionale al termine di un praticantato della durata di un anno. Inoltre, i titolari di un diploma di formazione professionale superiore possono farsi accreditare - in settori di studio affini - fino al 50 per cento dei crediti formativi richiesti per un ciclo di studio bachelor in una scuola universitaria professionale. Infine, per facilitare l'accesso a un ciclo di studi master di una scuola universitaria professionale, la conferenza dei rettori responsabile ha emanato raccomandazioni per la convalida di qualifiche acquisite nella prassi professionale oppure durante una formazione continua qualificata per i cicli di studio master delle scuole universitarie professionali. Pure il passaggio da un'università o un PF a una scuola universitaria professionale o un'alta scuola pedagogica è già oggi regolato da un accordo stipulato dalle tre conferenze dei rettori. Tale accordo definisce in modo preciso quali passaggi tra cicli di studi bachelor e master in settori affini dei diversi tipi di scuola universitaria sono possibili. Per evitare una perdita qualitativa indesiderata è possibile esigere crediti formativi supplementari in caso di passaggio. Attualmente è ancora troppo presto per valutare se tali regole di passaggio sono sfruttate nella misura auspicata. La Conferenza universitaria svizzera ha incaricato le conferenze dei rettori di redigere un rapporto di valutazione sulla permeabilità tra i vari tipi di scuola universitaria. La pubblicazione è prevista nel 2011. Il rapporto fornirà la base decisionale per eventuali provvedimenti. Il disegno di LASU prevede la possibilità di assegnare alla Conferenza delle scuole universitarie la competenza di emanare direttive sulla permeabilità tra i diversi tipi di scuola universitaria. In sintesi, il Consiglio federale non vede attualmente la necessità di un ulteriore intervento.</p><p>4. Il Consiglio federale si adopera in favore di un'elevata qualità della maturità svizzera. Uno degli obiettivi perseguiti con la garanzia della qualità è quello di poter mantenere, di norma, il principio dell'accesso senza esame d'ammissione agli studi universitari o a un'alta scuola pedagogica per i titolari di una maturità liceale svizzera. Nel 2008, la valutazione della riforma della maturità Evamar II è giunta a risultati generalmente positivi per quanto concerne la qualità dei licei svizzeri, pur evidenziando anche punti deboli. Per questo motivo, il Consiglio federale è dell'opinione che sono auspicabili misure in favore della garanzia della qualità e di una migliore comparabilità dei diplomi. Poiché la Confederazione e i cantoni sono entrambi responsabili del regolamento concernente il riconoscimento degli attestati di maturità liceale, tali misure vanno discusse con la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione. Queste discussioni sono in corso.</p>  Risposta del Consiglio federale.