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Varicocele
Causa
– Influenza – Effetti
– Diagnosi – Terapia
– Terapia
Vi sono convincenti prove in favore di un rapporto significativo fra presenza di varicocele e infertilità, anche se una tale correlazione non è da tutti accettata. Molte statistiche considerano il varicocele la causa di gran lunga più frequente di infertilità.
E’ statisticamente accertato che il varicocele, del tutto eccezionale prima della pubertà, è presente in una percentuale significativa di ragazzi in età puberale o adolescenti.
Col passare degli anni esso tende a divenire più
voluminoso. E’ probabile che il
varicocele costituisca un potenziale fattore di infertilità, che si rende
attuale quando coesistono altri momenti patogenetici: in altri termini, il
varicocele renderebbe manifesta una latente insufficienza spermatogenica.
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Causa del varicocele
La causa dell’instaurarsi del varicocele è riconducibile all’assenza congenita od all’incompletezza delle valvole venose delle vene testicolari. Il reflusso venoso però può verificarsi anche in presenza di normali valvole; in tal caso si può pensare al reflusso da altre ramificazioni anastomotiche della vena renale.
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L’influenza del varicocele
L’influenza del varicocele sulla spermatogenesi può attuarsi secondo diverse modalità, corrispondenti ad altrettante ipotesi patogenetiche. L’incremento della temperatura è il fattore più spesso chiamato in causa. La differenza fra la temperatura corporea e quella scrotale è normalmente di 2,2° C; questo gradiente è dovuto alla dispersione attraverso le tuniche scrotali ed è mantenuto dal sistema di recupero di calore che si verifica al di sopra del testicolo tramite un meccanismo in controcorrente in opera fra i vasi afferenti ed efferenti intimamente associati nel funicolo. Nel varicocele tale meccanismo non sarebbe più efficiente e la temperatura testicolare si innalzerebbe oltre un valore critico, con compromissione della spermatogenesi.
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Effetti del varicocele sulla funzione e sull’anatomia del testicolo
Il varicocele può produrre gradi diversi di alterazione del seme, oscillanti dalla azoospermia alla astenospermia con normale concentrazione di spermatozoi. Il quadro seminale non è specifico e può comprendere ogni sorta di alterazioni: altre condizioni morbose, come le flogosi e l’oligozoospermia idiopatica, danno in genere quadri consimili.
Il volume dell’eiaculato è spesso aumentato, oltre i 6 ml, il che è stato riferito all’aumento degli androgeni nel sangue del sistema cremasterico e deferenziale, che non sono di regola interessati dalla dilatazione varicosa, con conseguente iperstimolazione delle ghiandole accessorie androgeno-dipendenti.
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Diagnosi di varicocele
Tenendo per fermo che è più importante la ricerca del reflusso nella vena spermatica che non la dilatazione del plesso pampiniforme, si può affermare che nel 70% dei casi la diagnosi di varicocele con relativo reflusso è possibile all’esame clinico, mentre nel 10% dei casi il reperto è dubbio e nel restante 20% la diagnosi di reflusso può essere fatta solo con mezzi strumentali.
Viene generalmente utilizzata una classificazione del varicocele in quattro gradi:
Grado 0 (sub-clinico): non si apprezza nessuna dilatazione del plesso pampiniforme e la affezione può essere diagnosticata solo con l’impiego di particolari tecniche strumentali.
Grado 1°: si apprezza una modestissima, dubbia dilatazione del plesso, che si fa più evidente con la manovra del Valsalva la quale consente di apprezzare un reflusso.
Grado 2°: la dilatazione del plesso, talvolta già evidente in posizione supina, raggiunge i 2 cm di diametro.
Grado 3°: la dilatazione del plesso è ben apprezzabile anche in posizione supina; nella stazione eretta l’ingorgo venoso produce una tumefazione voluminosa, talvolta più grande dello stesso testicolo.
La presenza di un testicolo (in generi il sinistro) più piccolo e/o meno consistente del controlaterale deve far sospettare l’esistenza di un varicocele.
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Dr. S. Gilardi; A. Fabbrini, V. Santiemma; Andrologia, seconda edizione, aggiornato il 08.02.2009 12:49:24