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Sulla scia del buon andamento delle borse la ricchezza individuale è aumentata fortemente nel 2019, perlomeno per la piccola minoranza di abitanti del pianeta che sta bene.
In questa categoria primeggiano gli svizzeri, che hanno i maggiori attivi, ma che sono anche ultra-indebitati, secondo uno studio periodico pubblicato oggi dall'assicuratore tedesco Allianz.
Stando all'undicesima edizione del Global Wealth Report, che si basa sull'analisi dei dati di 57 nazioni in rappresentanza del 72% della popolazione e del 92% del Pil globale, il patrimonio lordo delle economie domestiche private si è attestato l'anno scorso al valore record di 192'000 miliardi di euro. Rispetto a 2018 la crescita è stata del 10%, la più forte dal 2005.
Continua comunque a valere la legge dei polli di Trilussa: concretamente il 10% più ricco - 52 milioni di persone nelle nazioni prese in considerazioni, con averi netti medi di 240'000 euro - controlla l'84% della ricchezza planetaria. L'1% (1,2 milioni in media) mette le mani sul 44%.
In questo campo lo sviluppo dal volgere del millennio viene definito "impressionante" dagli autori dello studio. Infatti mentre la quota del decile più ricco è diminuita di sette punti percentuali, quella del percentile più ricco è aumentata di tre punti. I super-ricchi sembrano quindi davvero allontanarsi sempre più dal resto della società, commentano i ricercatori.
Anche il divario di prosperità tra paesi ricchi e quelli poveri si è nuovamente ampliato. Nel 2000, il patrimonio finanziario netto pro capite era in media 87 volte superiore nei paesi industrializzati rispetto alle nazioni emergenti, nel 2016 il rapporto era sceso a 19, ma da allora è risalito a 22 (2019). Questa inversione di tendenza è molto diffusa: per la prima volta il numero dei componenti della classe media è sceso significativamente: da poco più di 1 miliardo di persone nel 2018 a poco meno di 800 milioni di persone nel 2019. Questo trend negativo potrebbe essere ulteriormente aggravato da Covid-19, sostengono gli specialisti di Allianz.
La Svizzera è il paese più facoltoso in termini di ricchezza lorda pro capite, ma essendo lo stato con gli abitanti più indebitati al mondo (99'000 euro a testa, cioè più che tedeschi, francesi, italiani e francesi messi insieme) arriva solo secondo (con 195'388 euro) nella classifica dei patrimoni netti, superato dagli Stati Uniti (209'524). Assai più staccato è Singapore (116'657). La Francia è 15esima, l'Italia è 17esima, la Germania 18esima. Fanalino di coda - fra i paesi presi in considerazione - è il Kazakistan (482 euro).
Secondo gli economisti di Allianz la crisi della coronavirus non dovrebbe rallentare la crescita degli attivi. Gli interventi di aiuto degli stati e delle banche centrali hanno infatti protetto i beni dei benestanti dalle conseguenze di un mondo in disordine. È quindi molto probabile che gli attivi finanziari privati chiuderanno l'anno della pandemia con un incremento.