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Nel sermone della preghiera del venerdì a Teheran, l'ayatollah Mohammad Ali Movahedi Kermani si è rivolto direttamente e in prima persona al nuovo presidente americano Donald Trump, invitandolo a mantenere gli impegni verso il popolo.
"Lei è entrato alla Casa Bianca con la parola d'ordine di servire la nazione e rilanciare il Paese, con l'impegno di allontanare gli americani da fame e povertà e di non interferire negli affari degli altri Paesi. Ora dovrebbe cercare di soddisfare queste promesse", ha detto Movahedi Kermani.
Ha poi invitato il presidente americano a mantenere gli impegni verso il popolo e a "non commettere errori nel distinguere i terroristi" perché - ha detto ancora rivolgendosi direttamente a Trump - "lei dovrebbe sapere che coloro che difendono i propri Paesi e le vite non sono terroristi".
L'ayatollah ha quindi rimarcato che "i precedenti governi degli Stati Uniti hanno diffamato se stessi battendo tamburi di guerra, sostenendo i guerrafondai e sprecando soldi dello Stato", e ha invitato Trump a "non ripetere gli errori dei suoi predecessori".
SDA-ATS