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FRIBURGO - La società friburghese Ethical Coffee Company (ECC), specializzata nel caffè in capsule, è stata dichiarata fallita dal Tribunale della Sarine. L'azienda indebitata, che era salita agli onori della cronaca per una lunga battaglia giudiziaria contro Nespresso, ha già depositato ricorso contro questa decisione presso il Tribunale cantonale.
«Prosciugata da questa guerra, ECC ha volontariamente annunciato la propria insolvenza quest'estate», ha dichiarato oggi all'agenzia finanziaria AWP il direttore generale del fabbricante di capsule biodegradabili Philippe Nicolet, confermando quanto riportato oggi dal quotidiano La Liberté. Vi è comunque la convinzione di poter evitare la bancarotta: «Abbiamo un piano che rappresenta la miglior soluzione possibile nell'interesse dei creditori», ha aggiunto al giornale friburghese.
Secondo il suo numero uno, ECC farà valere in sede di ricorso delle prospettive tangibili che gli permetterebbero di uscire dalla crisi. Una decisione è attesa entro la fine dell'anno. Basata a Friburgo e dotata di uffici anche a Losanna, la società si è notevolmente ridimensionata e dà lavoro attualmente a meno di dieci impiegati.
Stando a Nicolet, la produzione è stata interrotta da un mese. Al suo apice, ECC occupava una cinquantina di persone nel suo sito di Ville-la-Grand, nel dipartimento francese dell'Alta Savoia, e realizzava un fatturato tra i 10 e i 20 milioni di franchi.
Fondata nel 2008 da Jean-Paul Gaillard, Ethical Coffee Company si è lanciata in un annoso scontro frontale a colpi di denunce, sentenze, ricorsi e richieste di risarcimento contro Nespresso. La filiale del colosso vodese dell'alimentare Nestlé aveva introdotto nelle proprie macchinette da caffè un sistema che impedisce l'utilizzo delle capsule biodegradabili della piccola azienda.
Alla fine, l'anno scorso ECC ha abbandonato le proprie capsule "Nespresso-compatibili". Nicolet ritiene che le disavventure siano la conseguenza di una strategia di sfinimento condotta sin dal 2010 da Nespresso. Lo stesso Gaillard, in un'intervista pubblicata a marzo dalla HandelsZeitung, aveva fatto notare che la sfida alla multinazionale si era svolta ad armi impari.
La Liberté riporta anche la posizione di Nespresso sulla vicenda. «ECC ha perso la maggior parte delle procedure legali intentate in questi otto anni, anche se qualcuna è ancora in corso», ha detto alla testata romanda la portavoce Claudia Afonso. «Siamo una delle numerose aziende a cui devono dei soldi», ha fatto notare. Nicolet non ha voluto replicare a queste dichiarazioni, ma ha comunque definito "drammatico" il fatto che Nestlé «abbia stroncato sul nascere un prodotto interamente biodegradabile».