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NEW YORK - Improvvise e inattese, le dimissioni di Kofi Annan da inviato speciale Onu per la Siria (vedi Suggeriti) hanno colto di sorpresa molte nazioni. "Non ho ricevuto il sostegno necessario - ha detto Annan - ma il mondo è pieno di pazzi come me e non ci sarà da stupirsi se qualcuno accetterà di riprendere l'incarico. Sono sicuro che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon troverà qualcuno che potrebbe fare un miglior lavoro del mio. Ci saranno altre idee sul tavolo. Ma adesso abbiamo bisogno di concentrarci sulla transizione politica che tenga in considerazione gli interessi di tutti i gruppi in Siria".
Intanto, la sua scelta ha suscitato parecchie reazioni: Berna, attraverso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha lodato gli sforzi di Annan e ha aggiunto che "rimane disposta a dare il suo sostegno alla ricerca di una tale soluzione, in particolare nei campi in cui dispone di una competenza riconosciuta", come la promozione del diritto, la lotta contro l'impunità, l'assistenza umanitaria.
"Queste dimissioni - ha detto invece il portavoce della Casa Bianca Jay Carney - sono il risultato della politica condotta da Russia e Cina in Consiglio di Sicurezza dell'Onu e del rifiuto del presidente siriano Bashar al Assad di applicare il piano in sei punti elaborato da Nazioni Unite e Lega Araba".
Il ministro degli esteri italiano Giulio Terzi ha a sua volta sottolineato che le dimissioni di Annan confermano "l'urgenza di aumentare la pressione da parte di tutti su Assad, affinché lasci spazio ad una transizione politica".
Ma all'Onu le divisioni sono profonde. "Le divisioni in Consiglio di Sicurezza sul futuro della missione di monitoraggio (Unsmis) sono enormi" ha detto l'ambasciatore francese al Palazzo di Vetro Gerard Araud, presidente di turno dei Quindici.
Intanto, la Cina ha espresso rammarico per le dimissioni dell'ex segretario generale dell'Onu e ha sottolineato il suo sostegno al lavoro delle Nazioni unite per trovare una soluzione politica alla crisi: "Comprendiamo le difficoltà del lavoro di mediazione di Annan e rispettiamo la sua decisione" ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hong Lei, che ha aggiunto: "La Cina sostiene il fatto che le Nazioni unite continuino a giocare un ruolo importante nel promuovere una soluzione appropriata alla questione siriana"