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Luca 12.49 – 56
Sermone del 18 agosto 2019
Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:
http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo
49 «Io sono venuto ad accendere un fuoco sulla terra; e che mi resta da desiderare, se già è acceso? 50 Vi è un battesimo del quale devo essere battezzato; e sono angosciato finché non sia compiuto! 51 Voi pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico, ma piuttosto divisione; 52 perché, da ora in avanti, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due e due contro tre; 53 saranno divisi il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia, la figlia contro la madre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera».
54 Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola venire su da ponente, voi dite subito: “Viene la pioggia”; e così avviene. 55 Quando sentite soffiare lo scirocco, dite: “Farà caldo”; e così è. 56 Ipocriti, l’aspetto della terra e del cielo sapete riconoscerlo; come mai non sapete riconoscere questo tempo?
Cara comunità, il pastore statunitense Thomas Hopkins Gallaudet, nel 1814, ha un vicino con una figlia sorda. Inizia quindi a insegnarle l’alfabeto per farla comunicare con gli altri. Presto constata che non le bastava per comunicare bene. Negli Stati Uniti non c’erano ancora programmi per sordi. Gallaudet si sente chiamato a creare un programma educativo per sordi e va in Francia per studiare un innovativo metodo educativo. Il metodo francese non si concentra sulla lettura delle labbra ma sul linguaggio dei segni. Al ritorno, Gallaudet riporta con sé uno dei migliori insegnanti, Flauret Clerk. Nel 1817 fondano una scuola per sordi. Studenti da tutti gli Stati Uniti arrivano con il proprio bagaglio di segni usati in famiglia e, da questo amalgama, nasce un linguaggio composto da segni locali aggiunti a quelli francesi. Questo apre la comunicazione a persone escluse dall’educazione comunitaria. I non udenti comunicavano leggendo i segni.
Imparare a leggere i segni del nostro tempo è l’invito di Gesù di oggi. A volte, questi segni sorprendono se non allarmano. In l’Avvento è annunciato un Messia inatteso, il Principe della Pace. Ora ascoltiamo che Gesù annuncia: sono venuto ad accendere un fuoco sulla terra e che mi resta da desiderare se già è acceso? … voi pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico, ma piuttosto divisione (vv. 49, 51). Non parla proprio come un Principe della Pace o sbaglio? Rametti d’ulivo o lanciafiamme? In greco “segni” si dice “semeion”, da cui “semiotica”, lo studio del significato dei segni, e gli esperti si chiamano semiotici, di cui Gesù ne era il maestro, leggeva i segni del tempo come nessuno: quelli della disperazione, della depressione, della corruzione, della disaffezione, dell’afflizione, della speranza, dell’ansia, dell’attesa. Guardava il mondo e con perfetta chiarezza vedeva le divisioni che devastavano le comunità. In breve, “i segni del peccato” di ciò che distrugge l’umano e l’umanità. Questi segni non possono essere ignorati, perciò Gesù offre un messaggio così distintivo e diverso, che a queste fiamme distruttive risponde con “ritorno di fiamma d’amore”. Come quando i pompieri spengono un fuoco distruttivo con altro fuoco. Gesù estingue il fuoco distruttivo del male con il fuoco celeste. In Luca, il primo a parlare di fuoco è Giovanni il Battista, “il messia battezzerà in Spirito Santo e fuoco”, in breve, energia divina per chi lo accoglie, castigo distruttore per chi lo rifiuta. Poi ci sono Giacomo e Giovanni, quando un villaggio li rifiuta consigliano a Gesù: diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi. Non è questo il fuoco di Gesù. Non vede l’ora che i suoi discepoli brucino d’amore nel loro rapporto con Dio. Così, per insegnargli come contrastare il fuoco distruttivo rispondendo con la fiamma divina, Gesù li invita a leggere i segni per usare la piena forza dell’Evangelo d’amore, perdono e speranza.
Poi Gesù, per spiegarsi meglio, parla del vento. Non possiamo controllare il tempo, ma lo possiamo studiare. Non importa cosa dicono le previsioni del tempo, tutti noi possiamo affacciarci alla finestra e leggere i segni del tempo. Possiamo prevedere se sta per piovere, sentire il calore del vento, vedere se si sta avvicinando un uragano. Noi sappiamo leggere questi segni, ma non basta, come discepoli, dobbiamo imparare a leggere i segni del cambiamento mentre viviamo in un mondo in trasformazione. Noi viviamo circondati da incendi: di dipendenza, di disfacimento, di idolatrie, di tecnologia fuori controllo, di degenerazioni della mente, del corpo e dello spirito. Tutto brucia. Viviamo in un mondo che ha un bisogno disperato di una “fiammata di ritorno”, di un Evangelo infuocato che spenga il fuoco dell’odio con quello dell’amore; le fiamme della disperazione con quelle della speranza; il fuoco delle armi e sangue, con quello della gloria. Gesù sapeva che il suo Vangelo d’amore avrebbe causato problemi. Quel Vangelo infiammato dell’amore divino, le fiammate dal potere guarente della verità, le fiammate evangeliche del perdono dei peccati e del sapersi donare, le fiammate evangeliche che Gesù stesso era, non sarebbero state accolte bene. Se sappiamo riconoscere gli eventi metereologici, allora riconosciamo che solo i fuochi di spegnimento dello Spirito possono rinnovare la creazione che brucia.
Allora dobbiamo interrogarci sui segni del XXI° secolo. Ce ne sono tanti, ne cito solo un paio. Benjamin Franklin affermò che nella vita, ci sono solo due certezze assolute: la morte e le tasse. Mentre queste due sono ancora attuali, ne possiamo aggiungere una terza: la raccolta dei dati, Big Data. I “Big Five”, Amazon Apple Google Facebook e Microsoft non vendono prodotti o contenuti, ma sono nel business della raccolta dati. Nel mondo si collezionano informazioni come mai prima. Guadagna fortune chi sa interpretare questi dati, Data Mining. E più cose raccolgono di me e di te, meno siamo trattati da soggetti, più diventiamo oggetti da manipolare e mercificare, in vendita al migliore offerente! Gesù ci invita a leggere i segni del nostro tempo per rimanere in contatto con la nostra cultura ma anche sintonizzati con Cristo e accordati dallo Spirito Santo per portare la Buona Notizia che il mondo ha disperatamente bisogno di ascoltare. Non ti serve uno Yoda per leggere i segni, nemmeno un rabbino e non devi viaggiare in un pianeta distante o pellegrinare in un monastero sperduto sulle montagne. Ti basta guardare ai tuoi piedi… al tuo cane. Se non hai un cane, vai al parco a osservarne uno. I cani sono i migliori interpreti dei segni. Ti leggono alla perfezione. Sanno cosa stai per fare prima di te o che hai pensato di fare. I cani leggono il linguaggio del tuo corpo con una tale abilità e grazia che non lo noti nemmeno. I cani sono dei maestri nella lettura semiotica perché non fanno altro nella loro vita se non studiare i tuoi movimenti, le tue abitudini, quello che ti piace e non ti piace, ti conoscono meglio dei tuoi figli. Gesù ci sta invitando ad avere la stessa abilità semiotica dei cani. Se vuoi leggere i segni di Gesù nel nostro mondo, devi conoscerlo. È tanto semplice e complicato. Conosci Gesù quanto il tuo cane ti conosce? Sai riconoscere il segno della presenza di Gesù in mezzo a te? Hai la stessa passione per Cristo, per il suo nome come il tuo cane ha per te? Se riconosci i segni di un incendio intorno a te, interrogati che cosa farebbe Gesù e in che modo le fiammate del suo amore potrebbero spenderlo. C’è odio? Brucia questo fuoco con l’amore dello Spirito Santo.
Il pastore Gallaudet si profuse per insegnare ai sordi il linguaggio dei segni. Gesù stesso c’invita a farlo: farà caldo e così è. Ipocriti, l’aspetto della terra e del cielo sapete riconoscerlo; come mai non sapete riconoscere questo tempo? Gesù è venuto ad accendere un fuoco di passione per l’evangelo, affinché in noi bruci l’amore divino. Al fuoco che distrugge la nostra umanità, rispondiamo con una “fiammata di ritorno” che estingue l’odio e l’offesa alla dignità umana. Chiediamoci: ho la stessa passione per il nome di Gesù di quella che mostra il mio cane quando lo chiamo per nome? Il tuo cane non aspetta altro di essere chiamato per nome. E noi, viviamo per ascoltare il nome di Gesù? Gesù ci chiama a estinguere i fuochi del nostro mondo con le “fiammate di ritorno” della verità, della misericordia e della bellezza. Se saremo rilevanti per gli incendi distruttivi di questo mondo, dipenderà dalla nostra lettura dei segni in questo mondo. Il Signore accenda in noi il fuoco della passione per Gesù. Amen.
Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa