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Una donna residente nel canton Vaud tempestava di chiamate polizia, ospedali, pompieri e istituti psichiatrici finchè un giudice non ne ha ordinato l'incarcerazione. Nel 2018, per esempio, aveva chiamato 400 volte in due giorni il numero delle emergenze psichiatriche. Dato che gli esperti ne sconsigliavano il ricovero in ospedale e altre non specificate misure non hanno avuto il loro effetto, il giudice l'ha quindi condannata a scontare 9 mesi in carcere con un seguito psichiatrico.
Ma nemmeno in prigione la situazione è migliorata. I nervi del personale del carcere La Tuilière, a Lonay nel canton Vaud, sono stati messi a dura prova. Sono stati insultati, aggrediti, sollecitati fino a 200 volte al giorno. La signora ha anche bloccato gli interfoni. Il suo comportamento irritava i suoi compagni di cella e diverse risse sono scoppiate per colpa sua. Non soddisfatta del suo avvocato, dal carcere chiamava incessantemente i servizi sociali.
Alla fine è stata trasferita a Curabilis, un carcere ginevrino che offre terapia psichiatrica. Ma anche qui la misura non ha avuto l'effetto desiderato. Al suo ritorno alla Tuilière, ha chiesto nuovamente di essere rilasciata il prima possibile, ritenendo che i suoi "richiami compulsivi non avrebbero causato pericoli concreti per gli altri" e che non fossero reati gravi. I giudici però non hanno seguito le argomentazioni della detenuta. Hanno sottolineato la sua mancanza di collaborazione e di cortesia. Hanno anche invitato i servizi penitenziari a trovare rapidamente una soluzione per lei, che non sia un nuovo ricovero a Curabilis.