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Dopo l'energy drink più famoso, Dietrich Mateschitz ha avuto una scuderia di Formula 1 e una squadra di calcio. Ora vuole fermare l'immigrazione in Europa.
A molti il nome di Dietrich Mateschitz non dice nulla. Ma molti "mettono le ali" grazie alla sua bevanda, la Red Bull.
Mateschitz dopo aver iniziato a vendere l'energy drink nel 1987, si è cimentato in diversi altri settori: nel 2004 rileva la scuderia di Formula 1 Jaguar Racing, trasformandola nella Red Bull, e vincendo ben quattro titoli mondiali costruttori e piloti, nel 2009 invece ha voluto cimentarsi nel mondo del calcio, acquistando una squadra a pochi chilometri da Lipsia, ribattezzandola RB Leitzig (dove RB non sta per Red Bull, ma per Rasenballsport, ossia "sport di palla sul prato"), portandola in Bundesliga, facendola pure arrivare seconda al campionato scorso (e proprio per questo quest'anno potrà giocare in Champions League).
Ma la vera avventura, per il miliardario austriaco (secondo Bloomberg il suo patrimonio si aggirerebbe intorno ai 13 miliardi di dollari, rendendolo uno dei 100 uomini più ricchi al mondo) inizia ora. Infatti Mateschitz ha deciso di lanciare la piattaforma di informazione "Näher an die Wahrheit" (che in italiano suona più o meno come "Più vicino alla verità"), che vuole essere un "megafono" contro la politica di accoglienza degli immigrati in Europa. A "Mister Red Bull" non piace la politica di Angela Merkel e di Paolo Gentiloni, preferendo molto di più le tesi e le posizioni politiche di Donald Trump. Per questo Mateschitz vuole finanziare i candidati populisti alle elezioni che si contrappongono alla politica di accoglienza degli immigrati. Il primo banco di prova per Mateschitz sarà il 15 ottobre, quando in Austria vi saranno le elezioni e lui appoggerà il candidato populista Sebastian Kurz. Se il populista anti-immigrati Kurz diventasse il prossimo cancelliere a Vienna per Mateschitz sarebbe il primo successo nel'ambito politico.
La cosa interessante è che un miliardario che ha fatto la sua ricchezza "emulando" la bevanda thailandese Krating, lanciando per il mercato europeo e poi mondiale la bevanda Red Bull, dove il vero core business è sempre stata la grandissima abilità nel marketing, decida di scendere in campo, in ambito politico, sostenendo posizioni di chiusura delle frontiere, che sicuramente "spaccheranno" l'opinione pubblica.
Un mago del marketing e della pubblicità come Mateschitz non può non aver considerato i possibili danni d'immagine per il suo colosso, Red Bull, ma evidentemente avrà valutato che oggi è più "trendy" schierarsi contro la politica di accoglienza degli immigrati.
Chissà se la granconsigliera ticinese Lisa Bosia berrà ancora l'energy drink con le ali...