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BERNA - Il prezzo del latte ad uso industriale pagato ai produttori è calato in maniera «tanto incomprensibile quanto inutile»: lo afferma l'Unione svizzera dei contadini (USC), che denuncia la «situazione economica disperata» in cui versano molti agricoltori.
A fine giugno il comitato interprofessionale (IP Latte) non si è accordato su un prezzo indicativo per il terzo trimestre, così che diverse e importanti aziende di trasformazione del latte hanno ridotto i prezzi. La perdurante tensione va a tutto danno dei produttori, scrive l'USC in un comunicato odierno.
La tematica non è nuova, ma solitamente sono la Federazione dei produttori di latte e altre organizzazioni di categoria a farsi avanti; stavolta invece scende in campo l'associazione mantello degli agricoltori, con un appello pressante sia ai produttori che ai trasformatori del latte, per evidenziare la gravità della situazione.
In questa circostanza i contadini svizzeri non se la prendono con la grande distribuzione. I dettaglianti, nell'insieme, si sono mostrati collaborativi, accettando di non fare ulteriori pressioni sul prezzo, proprio come aveva chiesto l'USC.
Il malcontento è rivolto in parte contro gli stessi agricoltori e specialmente contro le organizzazioni di produttori, alle quali rimprovera di esercitare pressione sui prezzi aumentando la produzione.