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«La politica della BNS è rischiosa per impieghi e salari»
L'aumento dei tassi d'interesse deciso dalla Banca nazionale svizzera (BNS) comporta rischi per l'impiego e i salari: la messa in guardia giunge dall'Unione sindacale svizzera (USS), che ritiene l'attuale rincaro un fenomeno puntale, fortemente alimentato dai prezzi dell'energia.
«L'USS è favorevole a misure più mirate contro l'inflazione», si legge in un comunicato odierno. «In Svizzera, ad esempio, la fornitura di base di elettricità è ancora regolamentata, grazie al referendum del 2002: questo consente alle autorità e ai fornitori di prevenire o attenuare gli aumenti dei prezzi».
L'Unione sindacale si aspetta che la BNS «tenga adeguatamente conto dei rischi economici nella sua politica monetaria». Secondo l'organizzazione federativa gli attuali aumenti dei prezzi sono dovuti all'aumento dei costi energetici e alle difficoltà di approvvigionamento. La situazione economica non è quindi paragonabile a un contesto inflazionistico classico, in cui i rincari sono alimentati da penurie sui mercati interni dei beni e del lavoro.