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NEW YORK - Odiava la sua cella stretta e umida e ha cercato di usare la sua ricchezza per riscrivere e aggirare le regole.
Jeffrey Epstein, il detenuto 76318-054, si faceva visitare tutti i giorni per almeno 12 ore dai suoi legali, che aveva il diritto di incontrare in una sala privata del Metropolitan Correctional Center. Per evitare di essere vessato e ingraziarsi gli altri carcerati depositava soldi sui loro conti allo spaccio interno al carcere. Ma poi ha mollato.
Secondo quanto riporta il New York Times, negli ultimi giorni di vita Epstein mostrava segnali di cedimento con la barba incolta e il suo dormire per terra invece che sulla brandina della sua cella.
Nonostante questo aveva convinto le autorità carcerarie di non essere una minaccia per se stesso, anche se un'indagine era in corso sul suo tentativo di suicidio delle settimane precedenti.