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Oltre 100 relazioni bancarie sospette e 53 possibili casi di riciclaggio sono finora emersi nell'inchiesta sui sospetti illeciti nell'attribuzione dei prossimi Mondiali di calcio in Russia e Qatar da parte della Fifa.
Lo ha dichiarato stamane alla stampa il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, dopo la sua rielezione.
Stiamo affrontando un'indagine complicata con molte implicazioni internazionali il suo prosieguo è continuo e prenderà del tempo. Il mondo del calcio deve essere paziente, per sua natura quest'indagine durerà più dei classici '90 minuti", ha aggiunto con riferimento alle partite di calcio, precisando che il suo ufficio sta analizzando nove terabyte di dati sequestrati lo scorso 27 maggio alla sede della Federazione internazionale di calcio a Zurigo.
Sono state identificate 104 relazioni bancarie e ogni relazione può riguardare più conti. "Le banche svizzere hanno rispettato i loro obblighi" e segnalato 53 sospetti casi di riciclaggio. Lauber ha ribadito che non esclude di interrogare anche il presidente dimissionario della Fifa Joseph Blatter e il segretario generale Jerome Valcke se sarà necessario.
Una task-force speciale è stata creata al Ministero pubblico per studiare il dossier, aperto lo scorso marzo, su denuncia della stessa Fifa. Le investigazioni in Svizzera sono indipendenti da quelle condotte negli USA. In merito ai documenti consegnati dalla Fifa la settimana scorsa, Lauber non ha voluto precisare se si tratti di incartamenti sequestrati nell'ufficio di Blatter. "Posso solo dire che abbiamo raccolto nuove informazioni".
La Procura ha avviato il 10 marzo scorso un procedimento penale contro ignoti relativo all'assegnazione dei prossimi Mondiali. Le ipotesi di reato sono amministrazione infedele e riciclaggio di denaro tramite conti bancari elvetici. Dieci persone che, in qualità di membri del Comitato esecutivo della Fifa nel 2010 avevano partecipato alla selezione conclusasi con l'assegnazione dei Campionati del 2018 alla Russia e di quelli del 2022 al Qatar, sono già state interrogate dall'MPC e dalla Polizia giudiziaria federale "in qualità di persone informate sui fatti".
Il procedimento fa seguito a una denuncia penale presentata il 18 novembre 2014 al Ministero pubblico della Confederazione dalla stessa Fifa, che è dunque considerata "parte lesa". Nella denuncia si evocava una "possibile condotta illegittima di singole persone in relazione all'assegnazione dei Mondiali 2018 e 2022": "c'è il sospetto fondato che, in casi isolati, sia avvenuto il trasferimento internazionale di asset collegati alla Svizzera. Questo merita di essere esaminato dalle autorità", aveva indicato la Federazione in novembre.
SDA-ATS