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Il militante ecologista svizzero Chaïm Nissim è morto oggi all'età di 68 anni a Ginevra. Ingegnere di formazione, per anni strenuo avversario del nucleare, Nissim era malato di Parkinson.
Una patologia che lo ha spinto a scegliere il suicidio assistito, indica oggi l'associazione Noé21 da lui fondata.
Nissim è balzato alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali nel 2003, quando ad alcuni quotidiani confessò di essere l'autore dell'attentato, avvenuto nel 1982, contro il cantiere della centrale atomica di Creys-Malville (F), località ubicata non lontano dal confine elvetico.
L'ecologista raccontò di aver lanciato due razzi con un bazooka contro la centrale autofertilizzante Superphénix in costruzione. L'obiettivo, mancato di poco, era di colpire un pezzo vitale dell'impianto. Ciò avrebbe ritardato di due anni la fine dei lavori.
A causa di questo attentato, Nissim - già ex deputato verde in Gran Consiglio per tre legislature - fu costretto a dare le dimissioni dal partito ecologista ginevrino.
Dopo questa decisione, Nissim ha abbandonato la battaglia contro il nucleare, nella convinzione che il modello economico di questa forma di energia si stesse oramai esaurendo. Da qui l'idea di fondare Noé21 nel 2003, associazione che milita per la protezione del clima mediante la riduzione degli investimenti nelle energie fossili.
SDA-ATS