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Realizzato dal Controllo parlamentare dell'amministrazione per incarico della CdG-N, il rapporto attira l'attenzione sui punti deboli del sistema. Prestazioni discutibili - esistenti o nuove che siano - non vengono sistematicamente e tempestivamente valutate.
La CdG-N critica certe decisioni arbitrarie, la mancanza di trasparenza e di controllo, l'assenza di criteri di valutazione precisi, nonché la mancanza d'indipendenza della Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni di principio (CFPP). Nessuno dispone di una visione globale. La CdG-N - come ha precisato oggi il consigliere nazionale Max Binder (UDC/ZH) - non dispone comunque di soluzioni «pronte all'uso».
Sempre secondo la CdG-N, contrariamente alle analoghe istanze tedesche o britanniche, le autorità svizzere svolgono un ruolo superficiale. Il Consiglio federale è dunque invitato a operare in favore di un'individuazione precoce e sistematica, nonché a fissare priorità.
Il rapporto non torna sui particolari del processo che nel 2005 ha condotto all'esclusione dal catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione di base cinque medicine complementari. Tuttavia- ha spiegato alla stampa Stéphane Rossini (PS/VS) - questo episodio è sintomatico dei problemi concreti riscontrati nel sistema di controllo.
Riferendosi alla mancanza di trasparenza, Rossini ha deplorato l'assenza di dibatito pubblico sulla medicina alternativa, quando la valutazione di questo processo ha comportato una spesa di sei milioni di franchi. Inoltre, dal rapporto su cui si è basato Pascal Couchepin emergono contraddizioni. Esso avrebbe anche potuto giustificare il mantenimento di queste terapite nel catalogo delle prestazioni, ha osservato il deputato socialista vallesano.
Maggiore trasparenza
Secondo la CdG-N, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), quando sceglie i casi che sottopone alla CFPP, non lo fa in modo abbastanza cristallino. Le domande di valutazione di sistemi complessi (che abbinano cure, analisi, apparecchi e medicinali) dovrebbero essere agevolate. Lo stesso dicasi per i metodi di cura senza un'indicazione terapeutica precisa.
La commissione critica anche il fatto che la maggior parte delle prestazioni ammesse a titolo provvisorio siano alla fine accolte in modo illimitato. Infatti, è difficile escludere una prestazione già rimborsata e successivamente ritenuta inopportuna. Altra lacuna: la valutazione dell'aspetto economico di una prestazione assume un ruolo meno importante di quello della sua efficacia.
Miglioramenti sono pure richiesti a livello del controllo e dell'organizzazione. L'UFSP e il Dipartimento federale dell'interno (DFI) dovrebbero garantire un pilotaggio efficace che consenta una valutazione statistica dell'evoluzione degli affari in corso. Il DFI è anche invitato a partecipare più attivamente alle proprie mansioni di direzione e sorveglianza.
Troppi poteri all'UFSP
Per quanto riguarda le strutture, l'UFSP svolge un ruolo troppo importante. Assume la segreteria della CFPP, la presiede e il suo punto di vista è decisivo per ogni operazione. Inversamente, la CFPP, che si riunisce al massimo tre volte all'anno, dispone di mezzi modesti e si preoccupa di dettagli tecnici. Il suo ruolo, la sua indipendenza e le sue risorse dovrebbero quindi essere rinforzati.
Infine, la commissione di gestione chiede un capitolato d'oneri più preciso per le perizie esterne ordinate dall'UFSP, il ricorso a esperti stranieri, come pure un rafforzamento della cooperazione internazionale..
6° febbraio 2009