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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha respinto un ricorso in relazione alla votazione del 25 novembre 2018 sulla sorveglianza degli assicurati. Le informazioni diffuse dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) e dalla Suva sono state giudicate ammissibili.
Un'associazione aveva fatto ricorso contestando due pubblicazioni messe online dagli organismi durante la campagna per la votazione. La richiesta era quella di annullare lo scrutinio. Su una terza questione riguardante un messaggio del Consiglio federale il TF non è entrato in materia, poiché il testo non può essere contestato direttamente in tribunale.
Secondo i giudici dell'Alta Corte, le autorità hanno il dovere di fornire informazioni corrette. L'UFAS ha informato i cittadini con moderazione e in maniera ammissibile in una campagna a livello federale.
Per quel che riguarda la Suva, il suo status di impresa coinvolta nella questione in votazione non le impone di garantire la neutralità politica. Secondo il TF ha presentato in maniera obiettiva i propri interessi.
La corte ha aggiunto che anche se la Suva non fosse stata obiettiva, ciò non avrebbe pregiudicato il risultato dello scrutinio, poiché la base legale per la sorveglianza degli assicurati è stata approvata con il 64,7% dei voti.
In una presa di posizione diffusa oggi, il co-direttore della campagna per il "no" Dimitri Rougy ha giudicato la decisione «preoccupante». A suo dire, la sentenza indebolisce «la fiducia nella democrazia diretta. Gli sconfitti sono tutti i cittadini».