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Nel 1726 Johann Jakob Scheuchzer si trovava in Germania. Zurighese, medico di formazione, come voleva lo spirito del tempo Scheuchzer è un curioso naturalista con un’accesa passione per i fossili. Nella località tedesca di Öhningen il medico esplorava una rete di cunicoli alla ricerca di resti mineralizzati di organismi misteriosi. Una ricerca che si dimostrerà fruttuosa in quanto Johann Jakob incapperà in un blocco di pietra contenente uno scheletro di salamandra gigante. Salvo che ai suoi occhi il fossile appare come lo scheletro di un essere umano, e più precisamente come le ossa di un uomo affogato durante il diluvio universale - Homo diluvii testis.
Alla pari di altri naturalisti del suo tempo (Luigi Ferdinando Marsigli, John Woodward) Scheuchzer è un convinto sostenitore della teoria diluviale, che considera i fossili come resti delle creature inabissatesi a seguito del diluvio universale. Le teorie diluviali testimoniano della necessità di ricorrere alla tradizione biblica per spiegare un fatto insolito e curioso: come può uno scheletro di pesce o di rettile finire dentro una roccia e sotto una montagna?
Un processo lungo e complesso, che mantiene inalterato il suo fascino nonostante le teorie diluviali siano state superate grazie ai contributi della paleontologia e della geologia. Discipline che cercano ed estraggono tracce di memoria dalla terra … e che il Granaio pone al centro della sua puntata. Aggiungendone una supplementare: l’archeologia.