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Il 27 febbraio 2023, il consigliere federale Ignazio Cassis ha aperto la 52a sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Nel suo discorso alle Nazioni Unite, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha reiterato la ferma condanna all’attacco russo in Ucraina e alle ripetute violazioni dei diritti umani, del diritto internazionale umanitario e dello Statuto dell’ONU. Quest’anno ricorre anche il 75° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.
«Nessuna persona avrebbe più dovuto essere privata dei suoi diritti e delle sue libertà fondamentali da parte di uno Stato. Purtroppo, dal 1948 la Storia continua invece a ripetersi», ha sottolineato il consigliere federale Cassis nel suo discorso di apertura della sessione del Consiglio dei diritti umani.
Lunedì, a Ginevra, il capo del DFAE ha ricordato le molteplici violazioni dei diritti umani commesse nel contesto della guerra in Ucraina, ma anche in altre parti del mondo. «L’Ucraina è oggi in prima linea, ma non dimentico tutti i drammi umani di cui questo Consiglio si sta occupando. Sono stati compiuti importanti passi avanti per quel che concerne il rispetto dei diritti umani», ha fatto notare Ignazio Cassis, accogliendo con favore la creazione di tribunali speciali e della Corte penale internazionale.
Insieme al segretario generale dell’ONU António Guterres e all’alto commissario per i diritti umani Volker Türk, il consigliere federale Cassis ha esortato la comunità internazionale a continuare a impegnarsi, soprattutto attraverso il dialogo, per far rispettare i diritti fondamentali e prevenire il rischio che siano violati, offrendo al contempo alle vittime la garanzia di ottenere giustizia. «La Svizzera è pronta a cercare soluzioni in questa direzione», ha concluso il capo del DFAE.
Il Consiglio dei diritti umani svolge un ruolo chiave: la sua missione consiste nel far conoscere le violazioni dei diritti umani in tutto il mondo e formulare raccomandazioni. Dall’istituzione di questo organismo delle Nazioni Unite nel 2006, la Svizzera ha ampiamente contribuito a sostenerne il mandato.
“Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani “ affermando che la “dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, (…) l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.”
Fonte: Dipartimento federale degli affari esteri
foto: pixabay