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(02.03.2011) La crisi economica mondiale ha "amputato" della metà la crescita mondiale dei salari nel 2008 e nel 2009. Secondo le stime dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), questa crescita ammontava al 2,8% nel 2007, contro l'1,5% nel 2008 e l'1,6% nel 2009.
Escludendo la Cina, la crescita del salario medio mondiale è scesa allo 0,8% nel 2008 e 0,7% nel 2009. Il rapporto dell'ILO, che analizza dati provenienti da 115 paesi, rende conto delle forti variazioni regionali: se l'aumento resta positivo in Asia e nell'America latina, l'Europa dell'est o l'Asia centrale hanno fatto segnare impicchiate spettacolari.
Tra le economie avanzate, il livello dei salari reali è diminuito in 12 paesi su 28 nel 2008 ed in 7 paesi nel 2009. l'ILO sottolinea che dalla metà degli anni '90, la proporzione delle persone che percepiscono i salari più bassi (definiti come inferiore ai due terzi del salario medio) è aumentata in più di due terzi dei paesi per i quali i dati erano disponibili.
Il rapporto sottolinea come, nei mesi a venire, il ritmo della ripresa possa dipendere in parte dalla capacità delle famiglie di utilizzare i propri salari per aumentare il consumo.
Secondo il direttore generale dell'ILO Juan Somavia, la stagnazione dei salari è stata un importante elemento scatenante della crisi, che ha continuato ad indebolire la ripresa in molte economie: "Ci troviamo di fronte ad un mondo in cui la domanda globale è insufficiente, mentre immensi bisogni risultano insoddisfatti e la disoccupazione si mantiene ad un livello elevato", sottolinea in un comunicato.
I responsabili delle politiche macroeconomiche dovrebbero quindi, secondo lui, riportare l'attenzione sull'occupazione e la stabilizzazione dei salari "al fine di rafforzare la timida ripresa e di curare gli squilibri socioeconomici a lungo termine".
Ultima modifica 08.09.2015