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I media svizzero tedeschi e ticinesi potrebbero avere presto di nuovo un contratto collettivo di lavoro (Ccl): le delegazioni delle parti sociali si sono già trovate d’accordo sul metodo di lavoro e hanno fissato sette round negoziali da tenersi entro giugno 2018. Il nuovo Ccl potrebbe entrare in vigore al più presto da gennaio 2019.
Il primo round negoziale si è già svolto lunedì scorso, 16 ottobre, indicano in una nota diramata oggi le parti sociali: Impressum e Syndicom per il personale redazionale, Schweizer Medien e Stampa Svizzera per gli editori svizzerotedeschi e ticinesi. Il nuovo Ccl – aggiungono – deve definire le condizioni di lavoro minime dei giornalisti e del personale tecnico delle redazioni nelle due regioni linguistiche. Nella prima seduta si sono definiti il metodo di lavoro e le date delle prossime sette riunioni negoziali. I contenuti su cui discutere sono stati suddivisi in otto "blocchi tematici". Nella prossima primavera saranno organizzate consultazioni nell’ambito delle rispettive assemblee e organi dirigenti, in modo da assicurarsi che i risultati delle trattative abbiano un ampio sostegno da parte dei dipendenti come dei datori di lavoro, indica la nota. L’ultima parola spetterà in ogni caso alle assemblee di ciascuna associazione coinvolta nei negoziati.
Gli editori avevano disdetto il contratto collettivo di lavoro per la fine di luglio 2004. Nel 2008 un nuovo Ccl era stato messo in vigore in Romandia ma la Svizzera tedesca e il Ticino sono rimaste finora senza.