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Nasceva cento anni fa, il 5 gennaio del 1921 a Konolfingen nel Canton Berna, lo scrittore, drammaturgo e pittore Friedrich Dürrenmatt, insieme a Max Frisch uno dei protagonisti del rinnovamento della narrativa e del teatro svizzero di lingua tedesca. La chiave grottesca con la quale Dürrenmatt ha letto i problemi della società contemporanea, smascherando le meschinità nascoste dalla facciata perbenista della società elvetica, è stata la sua cifra stilistica. Divenuto noto al grande pubblico con i suoi romanzi polizieschi e i suoi racconti – dove il tema della giustizia è onnipresente – come ‘Il giudice e il suo boia’, ‘Il sospetto’, ‘La panne’ e ‘La promessa’, Dürrenmatt si affermò anche nell'ambito teatrale quale autore polemico, paradossale e iconoclasta, scettico e insieme eticamente rigoroso, procedendo poi sulla strada d'un anticonformismo sarcastico e ironico, manipolando virtuosamente gli strumenti del grottesco. Tra i primi lavori teatrali, ‘La visita della vecchia signora’ del 1956 gli diede fama internazionale. Nel 1962 seguirà l'altro suo grande successo teatrale, ‘I fisici’.
Gran premio della Fondazione Schiller svizzera nel 1960, premio dello Stato austriaco per la letteratura europea nel 1984, premio Georg Büchner nel 1986, l'opera in italiano di Dürrenmatt è ampiamente pubblicata (Einaudi e Adelphi in primis, ma pure Feltrinelli e Marcos y Marcos). La grande passione dello scrittore, al suo fianco per tutta la vita e alimentata fin dall'infanzia, fu la pittura, dai contenuti riconducibili a motivi mitologici o religiosi, riconducibili all'espressionismo tedesco, come anche a Francisco Goya. Anche con la pittura Dürrenmatt, grazie alle sue caricature feroci, colse l'occasione per sottolineare le ipocrisie della società borghese elvetica. La sua opera pittorica ha trovato una collocazione espositiva al Centro Dürrenmatt di Neuchâtel, inaugurato nel settembre del 2000. Proprio a Neuchâtel, Dürrenmatt morì il 14 dicembre del 1990.
Nel 2021, il Centro Dürrenmatt valorizzerà la residenza dell'autore, costruita nel Vallon de l'Ermitage e trasformata dall'architetto ticinese Mario Botta in museo di proprietà della Confederazione, il Cdn (nuovamente aperto non prima del 24 gennaio, causa pandemia), contenente l'opera pittorica fino ad allora poco conosciuta poiché tenuta nascosta da Dürrenmatt stesso. La mostra permanente ‘Friedrich Dürrenmatt - écrivain et peintre’ si ripresenterà al pubblico con disposizione rivisitata e postazioni interattive. Una delle novità riguarda un originale progetto museologico: un mobile per conservare le opere con alcuni cassetti apribili dal pubblico, che potrà così scoprire direttamente una parte dell'archivio.
Edificato intorno alla vecchia villa di Dürrenmatt, il Cdn aprirà alcune aree finora inaccessibili al pubblico, tra cui la splendida biblioteca, i giardini e lo studio dell'artista, situato in un secondo edificio a pochi metri di distanza e accessibile solo tramite visita guidata. La piscina sarà ristrutturata per ospitare spettacoli artistici e musicali. In un nuovo spazio ricavato all'interno della seconda villa saranno organizzati laboratori di mediazione culturale rivolti alle scolaresche del livello primario e secondario 1 e 2, in francese, tedesco e bilingui.
Al Cdn per il centenario, pandemia permettendo, sono previste tre mostre: ‘Friedrich Dürrenmatt e la Svizzera - Finzioni e metafore’ (dal 24 gennaio al 2 maggio), per scoprire come lo scrittore percepiva, descriveva e disegnava la Svizzera della seconda metà del Novecento, ‘Friedrich Dürrenmatt e il mondo’ (dal 15 maggio al 5 settembre), che illustrerà il rapporto tra il gioco della messa in scena e gli interrogativi fondamentali dell'umanità e, infine, ‘Friedrich Dürrenmatt - Caricature’ (dal 18 settembre al 16 gennaio 2022), incentrata sulle caricature, ritenute dall'artista un'arma dello spirito umano. È prevista inoltre la pubblicazione di ‘Parcours et détours avec Friedrich Dürrenmatt. L'œuvre picturale et littéraire en dialogue’, volume che analizza la complementarità tra l'opera pittorica e letteraria (tre volumi, il primo da pubblicarsi nel 2021). Inoltre, i ricercatori svizzero-tedeschi Ulrich Weber e Rudolf Probst lavorano da anni su una nuova edizione di ‘Das Stoffe-Projekt’ di Dürrenmatt. L'opera uscirà in maggio in tedesco per i tipi Diogenes a Zurigo e online.