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Jeb Bush è il favorito per la conquista della nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca del 2016. Lo scrive il Washington Post, sottolineando che il ritiro di Mitt Romney solleva però "sfide e pericoli" per Bush. In un momento in cui il partito repubblicano cerca la sua identità, per Bush aver perso Romney come rivale potrebbe significare attirarsi il sguardi critici delle varie anime del partito.
L'ex governatore della Florida è infatti guardato con scetticismo dall'ala più a destra dei repubblicani perché troppo moderato. E le molte facce nuove emerse di recente fra le fila repubblicane potrebbero tradursi in una dispersione di consensi all'interno del partito, consensi che, con Romney in gara, sarebbero stati quasi tutti concentrati sull'ex candidato del 2012 e su Bush.
Così invece le quotazioni del governatore del New Jersey, Chris Christie, e del senatore Marco Rubio aumentano soprattutto fra i repubblicani che vorrebbero voltare pagina. La maggiore sfida dell'ex governatore della Florida è quella di definire il suo profilo di fronte all'elettorato, influenzato dal suo cognome e dall'operato di suo padre e di suo fratello quando erano alla Casa Bianca.
Bush non ha poi forti legami con la base del partito, come li hanno altri politici repubblicani saliti alla ribalta di recente, quali il senatore Ted Cruz, il liberal Rand Paul e l'ex governatore dell'Arkansas, Mike Huckabee.
SDA-ATS