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Sui medicamenti il Nazionale vuole coniugare sicurezza e prezzi
Per ridurre i costi della salute il Nazionale vuole aprire più degli Stati le frontiere ai medicamenti, evitando comunque che la sicurezza, elemento principale della legge federale sui medicamenti e i dispositivi medici, ne soffra.
La Camera del popolo ha messo a punto giovedì questa soluzione, procedendo all'eliminazione delle divergenze su questo progetto. L'importazione di medicamenti, venduti all'estero a prezzi inferiori, dovrebbe esercitare una «lieve pressione» sui prezzi, ha affermato la consigliera federale Ruth Dreifuss. Si tratta di un compromesso accettabile all'iniziativa popolare della Denner «per farmaci a prezzi più bassi», ha aggiunto il socialista turgoviese Jost Gross.
Il Nazionale si è spinto più lontano nell'apertura rispetto al Consiglio degli Stati, che dovrà nuovamente occuparsi di questo progetto. Troppo restrittiva, la versione degli Stati accumula eccessive protezioni, secondo il relatore della commissione, il radicale democratico bernese Marc Suter.
Gli Stati hanno scelto di proteggere i medicamenti svizzeri per un periodo superiore a quello del Nazionale di almeno dieci anni. Questo sistema - ha spiegato Suter - rende praticamente impossibile l'importazione di medicinali meno cari.
Il Consiglio nazionale si è limitato a vietare l'importazione di medicamenti protetti da brevetti in Svizzera, ciò che basta a salvaguardare i posti di lavoro nell'industria farmaceutica, ha affermato la popolare democratica friborghese Thérèse Meyer.
Un brevetto protegge un prodotto per venti anni, ma in realtà questo periodo è molto più breve. Visto che è depositato durante la fase della ricerca, la durata della protezione oscilla in realtà sugli otto o dieci anni dalla commercializzazione del prodotto, ha ricordato Ruth Dreifuss.
Con una preoccupazione di sicurezza, il Nazionale ha precisato che i medicamenti possono essere importati soltanto dai Paesi che applicano un equivalente sistema di autorizzazione nelle vendita. È il caso di quelli dell'Unione europea, degli Stati Uniti, del Canada e del Giappone.
Sospendere il monopolio delle farmacie è un altro mezzo per fare economie, ha affermato il democratico di centro zurighese Jürg Stahl. La vendita per corrispondenza è dunque autorizzata, ma a severe condizioni. La sicurezza resta infatti la sola garanzia a lungo termine per realizzare risparmi, ha dichiarato Thérèse Meyer.
Un'autorizzazione di vendita per corrispondenza rilasciata da un cantone sarà valida in tutta la Svizzera. I cantoni dovranno tuttavia rispettare regole precise, uniformi e draconiane, che saranno fissate dal Consiglio federale.
swissinfo e agenzie
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