Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01091.jsonl.gz/433

"Dopotutto, sono come voi e sei miliardi di persone, un semplice attore del grande teatro del mondo". Stephan Schmidheiny si descrive così nel 2000 durante la settimana internazionale del cervello svoltasi a Zurigo. "I miei pensieri sono ora concentrati sulla dicotomia che esiste nel comportamento umano, determinato da una parte dalla ragione, dall’altra dalle emozioni", afferma, " (…) Per rimanere fedele a me stesso e ai miei limiti, vorrei concludere le mie riflessioni difendendo il buon senso". (leggi l'articolo completo)
"Sono seriamente preoccupato non solo per la natura che distruggiamo ma anche per il potenziale umano che non utilizziamo", dichiara sempre a Zurigo. Il magnate elvetico, tra gli uomini più ricchi al mondo (sui primi 500 si piazza al 483esimo posto secondo dati Forbes 2013), nel suo sito internet presenta un'immagine di sé da filantropo ed ecologista..
Navigando sul web alla ricerca di articoli a lui dedicati, non legati alla vicenda Eternit, si trovano elogi e descrizioni di quest’uomo che nel suo curriculum vitae vanta ben quattro lauree Honoris causa (anche a Yale) ed ha ricevuto dall’ex presidente brasiliano Cardosso nel 1996 la menzione "Ordine della Croce del sud".
Lo stesso Tages Anzeiger oggi, giovedì, ne fa un ritratto in bianco e nero descrivendolo come un "imprenditore illuminato", uno dei "migliori industriali del Ventesimo secolo".
Ma chi è veramente Schmidheiny?
Classe 1947, in Italia è l’unico imputato nel processo Eternit. All’estero, in America Latina, viene elogiato per il suo impegno nella difesa dell’ambiente e per i suoi progetti pensati per i più deboli. E’ il cofondatore di Swatch, è stato membro nel consiglio di amministrazione di ABB, Nestlé, UBS, MOMA (Museum of Modern Art New York) e fra il 1993 e il 1994 ha creato la fondazione Alexander Schmidheiny Stiftung AG (in ricordo del fratello morto) che sostiene attività culturali, sociali ed ecologiche e l’istituzione Avina impegnata nello sviluppo durevole e sostenibile. Sempre negli anni Novanta partecipa attivamente alla preparazione del Vertice della Terra di Rio de Janeiro. Vive da anni in Costa Rica.
Vicenda Eternit, la presa di posizione sul sito
Schmidheiny, dopo la decisione ieri in Cassazione a Roma, ha chiesto nero su bianco che lo Stato italiano "lo protegga contro altre procedure penali ingiustificate e che chiuda tutte quelle in corso". Nel testo ricorda che "dal 2008 offre indennizzi alle persone che si sono ammalate dopo essere state in contatto con l’amianto, in 1'500 hanno accettato questo aiuto". Sempre nella presa di posizione viene sottolineato che l’accusato "non è mai stato operativo né nella direzione né nel consiglio di amministrazione della società italiana Eternit Spa".
AlesS