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BERNA – Le persone con disabilità partecipano ampiamente al mercato del lavoro, ma la loro qualità di vita sul lavoro è inferiore a quella degli altri lavoratori. In particolare, subiscono più discriminazioni e violenze sul lavoro. Circa il 5% di queste persone afferma di essere stata discriminata a causa della propria disabilità nei 12 mesi precedenti l'inchiesta condotta dall'Ufficio federale di statistica (UST) pubblica giovedì in vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre.
Discriminazione e violenza sul lavoro - Le persone con disabilità devono far fronte a maggiori discriminazioni e violenze sul lavoro rispetto alle persone senza disabilità. Secondo l'indagine sulla salute in Svizzera 2012, il 26% afferma di essere stato confrontato negli ultimi 12 mesi ad almeno una forma di discriminazione o di violenza tra le nove forme studiate (discriminazione legata all'età, al sesso, all'origine o alla disabilità; violenza verbale o fisica, minacce, molestie morali o sessuali). A titolo di paragone, questa percentuale è del 16% tra le persone senza disabilità. La disabilità è fonte di discriminazione sul lavoro per il 5% di persone con disabilità. È meno rispetto alle molestie morali e alle intimidazioni (11%) e rispetto alle discriminazioni legate all'età (8%), che rappresentano le forme di violenza e discriminazione più diffuse tra la popolazione con disabilità presa nel suo insieme.
Se ci si concentra sul gruppo delle persone con disabilità che affermano di essere fortemente limitate nelle attività della vita quotidiana, la discriminazione sul lavoro legata alla disabilità raggiunge il 16%. In questo caso costituisce la forma di discriminazione o violenza più diffusa, davanti alle discriminazioni legate all'età e alle molestie morali (10% in entrambi i casi). Poiché il 34% degli interrogati afferma di essere stato vittima di almeno una forma di discriminazione o violenza nell'anno appena trascorso,questo gruppo risulta essere il più esposto alla discriminazione e alla violenza sul lavoro.
Soddisfazione, sicurezza dell'impiego e mole di lavoro - La qualità della vita sul lavoro delle persone con disabilità è globalmente meno buona di quella delle persone senza disabilità. Queste persone si dicono meno soddisfatte del loro lavoro rispetto alle persone senza disabilità, in particolare per quanto riguarda la remunerazione (valori medi di 6,9 contro 7,3 su una scala da 0 a 10) e le condizioni di lavoro (7,6 contro 8,0). Ritengono anche che il loro posto di lavoro sia meno sicuro (7,6 contro 8,2). Inoltre sono soprattutto più spesso esauste dopo il lavoro; hanno quindi meno energia per dedicarsi al tempo libero o per assumere gli obblighi della vita privata (4,6 contro 5,4). Questi valori sono aggiornati in base all'indagine SILC 2014 e si sono evoluti poco negli ultimi anni.
Partecipazione al mercato del lavoro in generale e in base al sesso - Le persone con disabilità partecipano ampiamente al mercato del lavoro, anche quando sono fortemente limitate nella attività della vita quotidiana. Mentre l'88% delle persone senza disabilità è professionalmente attivo, lo è anche il 75% delle persone con disabilità (valori del 2014). In presenza di forti limitazioni, questo tasso è comunque del 50%.
Le donne con disabilità presentano un tasso di attività del 72%, inferiore a quello degli uomini con disabilità (80%) o a quello delle donne senza disabilità (83%). Queste donne sono quindi meno attive sul mercato del lavoro a causa sia della disabilità che del fatto di essere donne.
Altri indicatori aggiornati - Anche gli indicatori relativi alle condizioni di lavoro formali delle persone con disabilità (posizione professionale e condizioni di lavoro atipiche) e quelli relativi al benessere percepito in vari ambiti della vita (soddisfazione rispetto alla propria vita, situazione patrimoniale, alloggio, ecc.) sono stati aggiornati in base al dati dell'indagine SILC 2014.