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Un primo gruppo di circa duecento migranti rimasti senza riparo dopo l'incendio al campo di Lipa, presso Bihac nel nordovest della Bosnia-Erzegovina, sono stati provvisoriamente sistemati sabato in grandi tende, munite di riscaldamento e allestite dalle forze armate bosniache nelle adiacenze dello stesso campo Lipa, una ventina di chilometri distante da Bihac.
I migranti sono rimasti per giorni esposti alla neve e al gelo e dormendo all'aperto. Come riferiscono i media locali, i militari, unitamente a squadre del Ministero dell'Interno bosniaco, stanno lavorando sodo per assicurare la sistemazione anche alle altre 700 persone evacuate dal campo di Lipa. Questo era andato in fiamme per mano degli stessi ospiti lo scorso 23 dicembre, alla notizia di una sua chiusura per lavori di ristrutturazione.
Entro domenica sera è previsto l'allaccio all'energia elettrica e la fornitura di acqua potabile, mentre i volontari della Croce rossa di Bihac stanno lavorando dalle prime ore di sabato per allestire una postazione dove saranno distribuiti i pasti. La sistemazione dei migranti nelle tende militari permetterà di iniziare i lavori per la posa di container nel campo ricostruito di Lipa, che nelle intenzioni delle autorità bosniache diverrà un centro di accoglienza stabile.
Secondo le stime delle autorità, nel corso del 2020 sono entrate in Bosnia poco più di 16'000 persone e ad altre 11'000 la polizia di frontiera bosniaca ha impedito l'ingresso. Attualmente, sono registrati in Bosnia, nei centri d'accoglienza, 6'300 migranti e, secondo le stime del Ministero dell'Interno,altri 1'500 soggiornano in sistemazioni private o vagano all'aperto, nei boschi o in edifici abbandonati.