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Un problema dei denti?
In età prescolare il digrignamento notturno è estremamente diffuso, raggiungendo picchi anche del 35% della popolazione infantile.
Recenti ricerche evidenziano una correlazione con lo stress, le abitudini di vita e il fumo passivo. In molti casi però è impossibile identificare cause correlabili all’attività.
L’azione di stringere e strofinare i denti inconsapevolmente di notte rappresenta un’attività parafisiologica nella prima infanzia, di origine essenzialmente neurologica centrale. Per tale motivo non trova riscontro l’ipotesi di modificare la chiusura dei denti per ridurre l’attività di digrignamento notturno.
Nei casi in cui la parafunzione generi un consumo eccessivo e pericoloso dei denti da latte o dei denti permanenti in eruzione, è possibile proporre l’utilizzo di placche notturne in resina per la protezione degli elementi dentari.
Il digrignamento notturno tende a ridursi con l’età, a partire dai 5 anni. In alcuni casi permane nell’adolescenza o anche nel corso di tutta la vita, e può richiedere interventi odontoiatrici protettivi della dentatura.