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Solo questa settimana, circa 160 migranti o rifugiati sono morti o risultano dispersi a seguito di tre diversi incidenti nel Mediterraneo, ha deplorato oggi a Ginevra l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) rinnovando il suo appello ai Paesi ad offrire più posti di reinsediamento e "altre alternative sicure per la protezione dei rifugiati". Nel settembre scorso, l’Unhcr aveva lanciato un appello affinché venissero messi a disposizione 40mila posti per il reinsediamento per i rifugiati in 15 Paesi lungo la rotta del Mediterraneo, si ricorda nella nota. L’agenzia dell’Onu ha finora ricevuto circa 13mila offerte di posti per il 2018 e il 2019. La maggioranza di queste fanno parte di programmi di reinsediamento globale già regolarmente istituiti, e solo poche offerte sono posti addizionali.
Lunedì 8 gennaio – ricorda l’Unhcr – i sopravvissuti a un incidente che ha presumibilmente causato più di 60 vittime, sono stati recuperati dalla Guardia Costiera italiana. Oltre agli otto corpi recuperati, si teme che possano essere annegate altre 56 persone, tra le quali 15 donne e 6 bambini, precisa una nota dell’Unhcr. Lo stesso giorno, in un altro incidente, un’imbarcazione che trasportava 54 persone si è ribaltata al largo del Marocco e la guardia costiera marocchina ha riferito che due uomini sono annegati. L’indomani, 279 tra rifugiati e migranti sono stati sbarcati a Tripoli dalla guardia costiera libica. Secondo i sopravvissuti tra le 60 e le 100 persone risulterebbero disperse. Nessuno dei corpi è stato finora recuperato.