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Il presidente americano Donald Trump va ai funerali di H.W. Bush inseguito dall'ombra sempre più lunga del Russiagate. Ora a spaventarlo è l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn.
Il procuratore speciale Robert Mueller ha infatti raccomandato, in un memo al giudice che dovrà decidere il suo destino il 18 dicembre, il minimo della pena senza un giorno di carcere, per la sua collaborazione "sostanziale" all'inchiesta e in un'altra indagine penale non meglio precisata.
In questo modo Mueller lascia intendere di essere soddisfatto della cooperazione di Flynn e lancia un segnale ad altri indagati su possibili sconti di pena, che possono equivalere di fatto alla grazia presidenziale ventilata dal tycoon per salvare quelli che ritiene vittime di una "caccia alle streghe".
Il procuratore speciale inoltre continua a tenere nascoste le sue carte: i dettagli della collaborazione dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale, interrogato ben 19 volte, sono coperti da omissis perchè "contengono informazioni sensibili su indagini in corso", spiegazione che suggerisce future rivelazioni potenzialmente compromettenti per il tycoon. Ad allarmare il presidente c'è una frase chiave: Flynn ha fornito "informazioni di prima mano su contenuti e contesti delle interazioni tra il transition team di Trump e dirigenti del governo russo".