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Le misure preventive di polizia volte ad impedire a un presunto terrorista di lasciare la Confederazione vanno potenziate. È quanto afferma il secondo rapporto sulla lotta al terrorismo di matrice jihadista in Svizzera di cui il Consiglio federale ha preso atto.
L'esecutivo ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di valutare le possibili misure da prendere e le relative ripercussioni.
L'analisi che il DFGP dovrà effettuare comprenderà anche l'esame delle basi giuridiche che disciplinano le segnalazioni di persone sospette da parte della polizia. Al momento sono circa 70 i casi concreti di presunti terroristi jihadisti a occupare l'Ufficio federale di polizia (fedpol) e il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).
Per oltre 20 di questi casi il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato un'istruzione penale. Le prime accuse presso il Tribunale penale federale saranno depositate dal MPC ancora durante questo autunno, indica un comunicato del governo pubblicato oggi.
Il rapporto della task force TETRA (TErrorist TRAvellers) afferma inoltre che da inizio anno, quanto il SIC aveva già definito "elevato" il livello della minaccia terroristica in Svizzera, la situazione è leggermente peggiorata, sia in Svizzera che nel resto dell'Europa. I viaggi per la Siria intrapresi con finalità jihadiste continuano infatti ad aumentare. A partire, inoltre, non sono più solo uomini bensì anche donne e minori.
SDA-ATS