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Le misure di gestione del lupo applicate finora in Svizzera si sono rivelate efficaci. L’abbattimento di singoli esemplari responsabili di attacchi ha permesso di ridurre le uccisioni di bestiame nel breve e medio termine e l’impiego dei cani da pastore riduce le perdite per gli allevatori. È quanto risulta dal rapporto “Attacchi dei lupi al bestiame - efficacia delle misure di gestione” effettuato dal centro nazionale di consulenza agricola Agridea e dalla Fondazione Kora per l’ecologia dei predatori e la gestione della fauna selvatica (studio sostenuto finanziariamente dall’Ufficio federale dell’ambiente). Sono stati analizzati ed elaborati i dati sulla presenza del lupo, gli abbattimenti di esemplari, i capi di bestiame uccisi, il numero di animali da reddito e di fauna selvatica, i pascoli e i sistemi utilizzati e le misure di protezione del gregge applicate dal 2004 al 2019.
Il rapporto finale indica che nella maggior parte delle aree di pascolo nelle zone dove sono censiti dei lupi non sono stati segnalati attacchi. Solo alcune aree sono state gravemente colpite in uno o più anni e vengono definite “pascoli a rischio”. Le predazioni sono più probabili in grandi pascoli alpini su terreni accidentati o dove molte pecore rimangono per un lungo periodo. Inoltre, gli attacchi sono più probabili in aree con lupi solitari di passaggio che non in zone dove vivono abitualmente predatori. Lo studio ha confermato che le predazioni diminuiscono quando vengono impiegati cani da pastore. I cani sono però meno efficaci nelle zone di estivazione molto impervie con un’alta percentuale di bosco, afferma lo studio.
I ricercatori hanno confrontato il numero di capi di bestiame uccisi in aree con lupi per i quali è stata rilasciata un’autorizzazione di tiro. L’abbattimento di singoli esemplari responsabili di attacchi si è rivelata una misura efficace a breve e medio termine per ridurre le depredazioni del bestiame. Per poter valutare l’effetto a lungo termine dell’uccisione di giovani animali di un branco sarebbe necessario ripetere l’analisi nei prossimi anni, afferma il rapporto. Tutti gli interventi sui branchi dovrebbero però essere accuratamente documentati.
Gli autori sottolineato che ci sono “pochi studi solidi” sull’efficienza delle misure di protezione di greggi in Europa. Dai risultati, l’uso di recinzioni elettriche correttamente installate si è dimostrato più efficace.
Queste conclusioni non hanno potuto essere verificate nel presente studio. Per future analisi è necessario disporre di maggiori informazioni e di documentazione più sistematica sull’utilizzo delle recinzioni elettrificate, concludono gli autori.