Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/174825

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Negli ultimi quattro anni, la Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto (DP IVA) dell'Amministrazione federale delle contribuzioni ha controllato i Comuni e gli altri enti di diritto pubblico e privato con compiti pubblici (di seguito denominati soltanto Comuni per rendere più agevole la lettura) che si avvalgono della possibilità, sancita nell'articolo 22 capoverso 1 della legge sull'IVA (LIVA), di imporre la cifra d'affari su base volontaria secondo l'articolo 21 capoverso 2 numeri 21 (locazione di fondi) e 28 (prestazioni effettuate in seno alla medesima collettività pubblica)? In caso affermativo, quanti Comuni sono stati sottoposti a controllo?</p><p>2. In sede di controllo a quanti Comuni la DP IVA ha successivamente negato il diritto alla deduzione dell'imposta precedente risultante dall'imposizione volontaria di queste cifre d'affari secondo gli articoli 28 e 29 LIVA?</p><p>3. La DP IVA come giustifica la privazione del diritto alla deduzione dell'imposta precedente previsto dalla LIVA? È vero che la DP IVA parte dal presupposto che, di principio, i Comuni abusino del diritto quando fanno valere quello all'imposizione volontaria e quindi alla deduzione dell'imposta precedente (ad es. investimenti in immobili)?</p><p>4. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) approva questa prassi applicata dalla DP IVA secondo la quale, nell'ambito della locazione dei loro immobili, i Comuni non possono esercitare alcun diritto di opzione (nessuna imposizione volontaria, nessun diritto alla deduzione dell'imposta precedente)?</p><p>5. Secondo il DFF, in quali casi un Comune può avvalersi del diritto di opzione secondo l'articolo 22 capoverso 1 LIVA per le cifre d'affari secondo l'articolo 21 capoverso 2 numeri 21 e 28?</p><p>6. Secondo il DFF è conforme alla volontà del legislatore il fatto che, in sede di controllo, la DP IVA neghi un diritto concesso per legge o ne renda possibile l'esercizio solo affrontando elevati rischi procedurali e finanziari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Nel quadro dell'esecuzione dell'IVA, l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) controlla tutti i contribuenti, non soltanto i soggetti di diritto privato ma anche quelli di diritto pubblico. L'AFC non dispone tuttavia di statistiche che contengano i dati richiesti dall'autore dell'interrogazione. Statistiche così dettagliate non sono necessarie all'esecuzione dell'IVA e non potrebbero nemmeno essere prodotte con le risorse di personale disponibili.</p><p>3.-6. Occorre sottolineare che il margine di manovra previsto dal diritto in materia di imposta sul valore aggiunto può essere di norma sfruttato nello stesso modo da tutti i contribuenti. Entro questi limiti i contribuenti possono scegliere la soluzione che ritengono fiscalmente più vantaggiosa per la propria situazione. Tuttavia questa possibilità di scelta non deve portare a eludere l'imposta.</p><p>Non è quindi esatto affermare che l'AFC neghi per principio ai Comuni assoggettati il diritto di imporre le cifre d'affari su base volontaria e il diritto di dedurre l'imposta preventiva. Tuttavia, a seconda del modo in cui un Comune assoggettato sfrutta le possibilità di scelta offerte dalla legge, può determinarsi un'elusione dell'imposta. È la valutazione nel singolo caso che è determinante. Non si possono fare considerazioni di carattere generale.</p><p>Per assicurarsi che un modello d'affari non rappresenti un'elusione dell'imposta i contribuenti possono rivolgersi all'AFC per una valutazione del caso.</p>  Risposta del Consiglio federale.