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Dopo il congelamento martedì di una linea di credito di un miliardo di dollari, Petroplus lotta per la sopravvivenza. Per ora al gestore di raffinerie rimane la speranza di un successo nei negoziati con le banche e di un aiuto da parte del governo francese.
"La situazione è molto grave: alla fine del terzo trimestre Petroplus ha avuto bisogno di 1,5 miliardi di dollari per assicurare la continuazione delle attività operative correnti - attualmente l'impresa dispone solo di 1,1 miliardi di dollari", ha detto all'ats Martin Schreiber, analista presso la Banca cantonale di Zurigo (ZKB).
Non si conoscono tuttavia esattamente le condizioni in cui si trova la società né l'ammontare delle liquidità necessarie. "Con tagli alla produzione, blocco degli investimenti e differimenti del pagamento di fatture l'impresa può tentare di superare le prossime settimane", ha aggiunto lo specialista.
I provvedimenti potrebbero però dare avvio a una spirale negativa: se in tale modo dovesse violare accordi per l'ottenimento di crediti, potrebbero verificarsi un congelamento completo dei crediti stessi e quindi un'insolvenza, ha spiegato Schreiber.
Il blocco dei crediti ha già conseguenze sui rifornimenti. Secondo Joseph Watson, direttore delle finanze del gruppo, Petroplus dispone ancora di scorte per soli pochi giorni.
Petroplus - un'impresa con radici olandesi e sede a Zugo - gestisce la produzione di cinque raffinerie in Europa, fra cui quella di Cressier (NE).