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Il gestore della rete di distribuzione britannica ha tracciato i potenziali scenari
LONDRA - Si allunga anche sul Regno Unito l'ombra di un possibile razionamento invernale del riscaldamento nelle case sullo sfondo della crisi energetica sui mercati internazionali, resa più acuta dalle conseguenze dirette o indirette della guerra in Ucraina, delle sanzioni alla Russia, delle contromosse di Mosca.
Lo confermano gli scenari potenziali tracciati oggi da National Grid, gestore della rete di distribuzione britannica, secondo cui nell'ipotesi peggiore (indicata al momento come "improbabile") di un drastico tracollo delle forniture disponibili, le famiglie rischiano di dover sopportare interruzioni del servizio «fino a tre ore».
Se l'ipotesi si verificasse, lo stop potrebbe essere imposto nei giorni di maggior richiesta nelle ore mattutine o più verosimilmente fra le 16 e le 21, con avvertimenti che verrebbero dati agli utenti il giorno prima, riporta la Bbc. Il gestore precisa tuttavia che una simile eventualità non è prevista laddove lo scenario "di base", tarato sulla situazione attuale, dovesse mantenersi stabile.
La neo premier Tory, Liz Truss, ha indicato tra i suoi paletti programmatici l'impegno a garantire che non ci sia razionamento dell'energia nel Regno in inverno. Il Paese tuttavia, pur avendo ormai azzerato la propria limitata dipendenza da gas o petrolio russo, subisce pesantemente gli effetti della disponibilità e dei costi globali di queste materie prime: poiché importa energia da Paesi dell'Europa continentale e copre ben il 40% del fabbisogno nazionale di elettricità con fonti a gas.