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L'imposta sul valore locativo proprio fomenta sempre non poco malcontento. Diversi sono stati i tentativi di attenuare o addirittura eliminare l’imposta sul valore locativo proprio. Finora, tuttavia, il valore locativo proprio viene ancora tassato. Ma in realtà qual è l'origine di questa imposta?
Effettivamente sembra un po' strano: chi abita nelle proprie quattro mura in Svizzera è assoggettato ad un'imposta. Più precisamente, vengono calcolate le entrate da canoni di locazione che potrebbero essere prodotte se l’immobile fosse dato in affitto o in appalto. Questo cosiddetto salario in natura è giustificato anche dal fatto che malgrado non si riceva alcun reddito in contanti si dispone tuttavia di denaro che, altrimenti, si dovrebbe spendere per l’affitto. Al posto della pigione viene considerato il ricavo in termini di utilizzo, poiché è possibile abitare nell’immobile. È imponibile come reddito senza che ci sia stato un guadagno tangibile. D'altro canto i proprietari di un'abitazione possono detrarre dalle imposte gli interessi e i costi per la manutenzione dell’immobile. In questo modo si ha una compensazione fiscale rispetto agli inquilini. La Svizzera è uno dei pochi Paesi al mondo ad avere questa singolarità fiscale, la cui origine però a molti non è nota.
Tutto iniziò con la guerra e le crisi
L’inizio di questa storia risale a oltre 100 anni fa, come sottolinea Pavlo Stathakis, avvocato presso l’Associazione Svizzera dei Proprietari Fondiari (APF), in un articolo. Più esattamente al 1915. Durante la Prima guerra mondiale i diritti doganali della Confederazione elvetica erano crollati. Per poter avere entrate supplementari e superare così gli anni della guerra, era stata introdotta una tassa di guerra una tantum. Ciò che ha funzionato una volta, non può danneggiare una seconda, pensò il Consiglio federale nel 1933. Al fine di risolvere alcune problematiche dovute alla crisi economica mondiale tra il 1928 e il 1929, il Consiglio federale introdusse, senza una base costituzionale ma per una sorta di diritto di necessità, un "prelievo di crisi" che veniva addebitato sul reddito, ivi compreso anche il valore locativo proprio, come illustrano le ricerche di Pavlo Stathakis. Il prelievo di crisi sarebbe dovuto essere limitato nel tempo, fino al 1938.
A una soluzione provvisoria ne è seguita un'altra
È piuttosto complicato però eliminare imposte che sono state già introdotte. Nel 1938 il Consiglio federale desiderava dare una base costituzionale a questa ordinanza fiscale, nata in un momento di emergenza. Il Parlamento ne aveva però autorizzato una proroga solo fino al 1941. Prima della scadenza, nel 1940, il Consiglio federale con l'approvazione dell'Assemblea federale decise di lasciare il prelievo di crisi a partire dal 1945 come imposta per la difesa nazionale fino al completo ammortamento e alla corresponsione di tutti gli interessi dei debiti di guerra. A questa imposta era assoggettato anche il valore locativo proprio. Negli anni successivi la validità dell'imposta era stata prolungata diverse volte. La base costituzionale continuava però a mancare. È stato solo nel 1958 che Popolo e Cantoni hanno dato il loro assenso all'imposta, compreso il valore locativo proprio, e con questo l'imposta ha avuto la sua base costituzionale. Alla fine del secolo scorso l’imposta per la difesa nazionale è poi diventata un’imposta federale generalmente nota.
L’imposta sul valore locativo proprio verrà abolita?
In altre parole, introdotta nel 1915 come imposta di guerra e riscossa per altri 43 anni senza base costituzionale ma per diritto di necessità, oggi continua ad esistere. A partire dal 1999 sono state diverse le iniziative che sono fallite con un risultato di stretta misura. L'obiettivo è stato sempre l'abrogazione dell'imposta sul valore locativo proprio. Nell’ultimo tentativo risalente al 2016, l’Associazione Svizzera dei Proprietari Fondiari (APF) ha raccolto nel giro di quattro mesi oltre 145 000 firme per una petizione sull’abolizione dell’imposta sul valore locativo proprio e le ha presentate al Consiglio federale.
Ora l’imposta sul valore locativo proprio sarà abolita definitivamente e sostituita da un nuovo sistema di tassazione della proprietà d’abitazioni. Cinque proposte per questo nuovo sistema sono attualmente in fase di consultazione.
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