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I medici devono padroneggiare la lingua del loro luogo di lavoro per essere autorizzati ad esercitare. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità degli Stati vuole sancire questa condizione nel progetto sull'autorizzazione dei fornitori di prestazioni.
Non intende invece obbligare i Cantoni a limitare il numero di medici.
La nuova legislazione dovrebbe sostituire l'attuale moratoria sull'apertura di studi medici, che il Consiglio federale ha appena prolungato sino alla fine di giugno del 2021. Secondo la commissione, i Cantoni devono avere la facoltà, senza però esserne obbligati, di limitare il numero dei dottori che forniscono prestazioni nel settore ambulatoriale oppure, in caso di aumento dei costi sproporzionato, di bloccare la loro autorizzazione.
Il Consiglio federale dovrebbe regolamentare le condizioni generali di ammissione, la legge dovrebbe definire talune esigenze da soddisfare, mentre spetterebbe ai Cantoni limitare il numero dei medici secondo forbici ben definite. Il Consiglio nazionale aveva in tal modo rivisto il progetto presentato dal Governo, a scapito della sinistra.
Con 8 voti contro 3, la commissione degli Stati propone di abolire l'allentamento dell'obbligo di contrarre, affinché il progetto abbia una chance di essere accolto dal popolo. A suo avviso, la libera scelta del medico non deve essere posta in discussione, indicano in una nota odierna i servizi del Parlamento.
Per non bloccare il dossier per anni, la commissione ha pure respinto, con 9 voti e 1 astensione, la proposta di collegare il disegno concernente l'autorizzazione dei fornitori di prestazioni con quello sul finanziamento unitario delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie, precisa ancora il comunicato.