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PARIGI - Alexandre Benalla, l'ex guardia del corpo del presidente francese Emmanuel Macron, indagato per le violenze del primo maggio in Place de la Contrescarpe, si esprime per la prima volta in un'intervista al quotidiano Le Monde.
Oltre una settimana dopo lo scoop del giornale che ha portato alla luce i fatti sino ad allora rimasti coperti dietro alle mura dell'Eliseo, Benalla dichiara di «avere la sensazione di aver fatto una grossa sciocchezza».
«Non ho la sensazione di aver tradito il presidente - dichiara Benalla - ho piuttosto la sensazione di aver fatto una grossa sciocchezza. E di aver commesso un errore. Ma questo errore, lo è più da un punto di vista politico: non sarei mai dovuto andare a quella manifestazione (del primo maggio) in quanto osservatore, forse sarei dovuto rimanere nelle retrovie».
Commentando le parole di Macron, che si è sentito "deluso" e "tradito" dal suo ex-bodyguard, Benalla risponde: «Sono dichiarazioni che capisco. Macron aveva e penso abbia ancora fiducia nel sottoscritto, nella mia azione quotidiana. Ma visto ciò che ha suscitato questa storia, non vedo quali altri termini avrebbe potuto usare».
Nell'intervista 'Mr. Sicurezza' dichiara inoltre che, nel maggio 2017, fu lui a scegliere il piazzale del Louvre per il primo discorso del presidente dopo la vittoria all'Eliseo. «Fui io a trovare il luogo, il Louvre, perché cercavamo un posto facile da mettere in sicurezza e semplice d'accesso, in un contesto in cui la sindaca di Parigi ci negava tutto».
Alla domanda su quale fosse il suo ruolo una volta assunto all'Eliseo, il ventiseienne risponde: «Io mi devo occupare dei fatti privati del presidente della Repubblica, perché accanto alle sue funzioni c'è anche una vita, con Brigitte Macron, quella di un francese normale. Va a teatro, al ristorante, parte in vacanza... Io sono sempre presente, con il gruppo di sicurezza della presidenza della Repubblica (Gspr) e il servizio privato del presidente».
Poi smentisce le indiscrezioni secondo cui avrebbe addirittura avuto le chiavi della casa di villeggiatura dei Macron al Touquet: «Una bufala totale, non ho mai avuto le chiavi».
Macron: «Il caso è una tempesta in un bicchiere d'acqua» - Il caso Benalla «è una tempesta in un bicchier d'acqua»: dopo la prima dichiarazione pubblica di ieri sera, il presidente francese, Emmanuel Macron, torna a contrattaccare sulla vicenda del suo ex bodyguard.
«All'Eliseo non esiste una polizia parallela» - «All'Eliseo non esiste una polizia parallela. Non assumiamo milizie private. Il signor Alexandre Benalla non è mai stato responsabile della sicurezza del presidente»: lo ha detto il segretario generale dell'Eliseo, Alexis Kohler, durante l'audizione dinanzi alla Commissione d'inchiesta parlamentare sul caso dell'ex bodyguard.
Nelle dichiarazioni introduttive, Kohler ha riferito di essere venuto a conoscenza già il 2 maggio, quindi all'indomani dei fatti in Place de la Contrescarpe, del video che mostra Benalla commettere «atti inappropriati e scioccanti». Ma «visti gli elementi di cui eravamo a conoscenza in quel momento, la sanzione mi sembra proporzionata».
A una domanda su quella che viene ritenuta una sanzione eccessivamente leggera (appena due settimane di sospensione dal lavoro all'Eliseo) per l'ex bodyguard picchiatore, Kohler ha insistito: «Questa sanzione va valutata alla luce degli elementi di cui disponevamo in quel momento».
Intanto, secondo BFM-TV, emerge che un altro consigliere politico e fedelissimo di Macron, Ismael Emelien, visionò i video sui fatti di Place de la Contrescarpe ottenuti illegalmente da Benalla.