Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01096.jsonl.gz/1407

BERNA - Il preventivo 2018 della Confederazione, l'iniziativa popolare Rasa e l'applicazione dell'iniziativa volta ad impedire ai pedofili di lavorare con fanciulli sono stati alcuni dei temi al centro della sessione invernale delle Camere federali conclusasi oggi.
Come da tradizione, il primo giorno dei lavori i due rami del parlamento hanno eletto i rispettivi presidenti. Alla testa del Consiglio nazionale è stato designato il friburghese del PPD, Dominique de Buman. Alla Camera dei Cantoni la presidenza è stata invece assunta dalla "senatrice" sangallese del PLR, Karin Keller-Sutter.
Il 6 di dicembre, giorno di San Nicolao, l'Assemblea federale ha inoltre brillantemente eletto il consigliere federale friburghese del PS Alain Berset alla presidenza della Confederazione per il 2018, quale successore di Doris Leuthard. Secondo la rotazione, alla vicepresidenza del Consiglio federale è stato designato il ministro zurighese delle finanze Ueli Maurer (UDC).
Come per ogni sessione invernale, i deputati hanno lungamente discusso del preventivo 2018 della Confederazione. Quest'anno, a causa della bocciatura alle urne della Previdenza 2020, i dibattiti hanno ruotato attorno ai 442 milioni di franchi risparmiati.
Il Nazionale avrebbe voluto attribuire tale somma all'AVS, mentre gli Stati avrebbero voluto finanziare con parte dei soldi la ferrovia, destinando il rimanente all'abbattimento del debito. Alla fine per dirimere la "vexata quaestio" è stata necessaria una conferenza di conciliazione: visto che non si è riuscito a trovare un accordo, la somma andrà interamente all'abbattimento del debito. Il preventivo 2018 prevede così un saldo positivo di 295 milioni di franchi, mentre il margine rispetto al freno all'indebitamento è chiaramente rispettato (437 milioni);
Il Consiglio degli Stati ha pure affrontato l'iniziativa Rasa (Raus aus der Sackgasse", in italiano "fuori dal vicolo cieco") che voleva annullare il voto del 2014 sull'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. Come il Nazionale, anche la Camera dei Cantoni si è pronunciata contro l'iniziativa. In seguito ai dibattiti in Parlamento, da cui è scaturita un'applicazione dell'articolo costituzionale sull'immigrazione rispettosa della libera circolazione delle persone, i promotori hanno deciso di ritirarla.
Durante le tre settimane di sessione, le Camere hanno anche affrontato l'esame di altre iniziative popolari. La Camera dei Cantoni ha in particolare bocciato l'iniziativa Pro Velo, che intende promuovere questo mezzo di locomozione nonché la realizzazione di ulteriori sentieri, preferendole un controprogetto diretto proposto dal Consiglio federale che va un po' meno lontano ma pur sempre nella stessa direzione.
Il Nazionale ha invece deciso di bocciare l'iniziativa popolare "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti": a questa proposta di modifica costituzionale, che intende rafforzare il ruolo dei piccoli contadini, non è stato opposto alcun controprogetto.
Tra i temi "caldi" della sessione figurava l'applicazione dell'iniziativa di Marche Blanche "Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli". Come gli Stati, anche il Nazionale l'ha approvata all'unanimità, prevedendo eccezioni unicamente per casi di "esigua entità".
Il Parlamento ha anche approvato una modifica al Codice civile volta a rafforzare la protezione dei minorenni. Le persone professionalmente attive in ambito religioso o sportivo, ma anche nel settore medico o assistenziale, saranno obbligate ad avvisare le autorità se indizi concreti fanno ritenere che l'integrità fisica, psichica o sessuale di un minorenne sia minacciata.
La Camera dei Cantoni si è inoltre pronunciata contro un divieto di importare prodotti animali ottenuti con metodi controversi, come il "foie gras" o le cosce di rana. Sempre agli Stati, sono state approvate a larga maggioranza quattro mozioni sul futuro del servizio postale. Dai dibattiti è emerso che occorre prestare attenzione ai bisogni regionali nel delicato dossier del ridimensionamento della rete di uffici postali.
Nulla da fare invece per un'iniziativa cantonale del Ticino - appoggiata dal Vallese - che mirava a rafforzare la posizione dei comuni nei negoziati con la Posta. La questione è infatti già al vaglio del Parlamento tramite una mozione.