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Il mese scorso, un giorno che ad oggi non è stato precisato, una giovane donna vestita di scuro è salita sopra un contenitore di servizio della compagnia telefonica, nel bel mezzo dell’affollata piazza Enghelab, a Teheran, in Iran.
In un gesto di protesta e di sfida s’è tolta il velo bianco che le copriva il capo, come se stesse semplicemente protestando durante uno sciopero. Poi, attaccato a una specie di bastone, lo ha usato a mo’ di bandiera per protestare contro la legge che obbliga le donne iraniane a coprirsi il capo e i capelli. È stata filmata e nel video appare tranquilla, decisa, immobile.
Oggi, dopo le grandi proteste contro il governo iraniano, di Vida Vohamed, la giovane donna di 31 anni e madre di un bimbo di 19 mesi, si sa poco di più. È stata arrestata il 27 dicembre e da allora non si ha notizia. Molto rapidamente è diventata il simbolo della protesta contro le leggi che obbligano le donne a coprire il capo e i capelli in Iran. Da più giorni il suo caso è oggetto di una campagna sulle reti sociali, intitolata #Where_Is_She (Dov’è lei), un simbolo dell’opposizione anonima di molte Iraniane e molti Iraniani anche alle duri leggi teocratiche contro la libertà d’espressione in Iran.