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Asta
Tarantino denunciato da Miramax per gli NFT di «Pulp Fiction»
Il regista è stato citato in giudizio dalla casa di produzione cinematografica, dopo aver annunciato di voler vendere all’asta gli NFT (non-fungible tokens) del cult.
Quentin Tarantino è stato citato in giudizio da Miramax, dopo l’annuncio del cineasta di voler vendere al migliore offerente alcuni NFT (non-fungible tokens) di «Pulp Fiction».
In collaborazione con gli ufficiali dello SCRT Labs and the Secret Network, il regista, alcune settimane fa, si era detto intenzionato a metter all’asta sotto forma di NFT alcune scene inedite del film da lui diretto nel 1994, con John Travolta, Samuel L. Jackson e Uma Thurman. Oggetto del contendere stralci del copione e vari appunti originali del regista.
Miramax, che detiene i diritti del film, ha immediatamente risposto con una denuncia contro Tarantino, accusandolo di violazione del copyright. La casa di produzione cinematografica sostiene di aver inviato al regista una lettera di diffida, ignorata dal cineasta.
In un comunicato affidato a Variety, il legale della Miramax, Bart Williams, accusa Tarantino di «volersi accaparrare del denaro deliberatamente, in modo premeditato e rapido».
«Questo gruppo ha scelto di ignorare incautamente, avidamente e intenzionalmente l'accordo firmato da Quentin Tarantino invece di seguire il chiaro approccio legale ed etico di comunicare a Miramax le sue idee», ha detto Williams. «Questa mossa svaluta i diritti NFT su Pulp Fiction, che Miramax intende massimizzare attraverso un approccio strategico e globale».
«Miramax sta sbagliando, in modo chiaro e netto»
Tarantino ha risposto alla denuncia attraverso un comunicato del suo avvocato, Bryan Freeman, accusando la compagnia di produzione di aver violato la sua privacy.
«Miramax sta sbagliando, in modo chiaro e netto», legge la nota affidata a Deadline. «Il contratto di Quentin Tarantino parla chiaro: lui ha il diritto di vendere gli NFT della sceneggiatura scritta da lui a mano per Pulp Fiction e questo maldestro tentativo di bloccarlo non andrà a buon fine».
«La decisione insensibile della Miramax di rivelare informazioni riservate sui contratti e sui compensi dei suoi registi rovinerà irrimediabilmente la sua reputazione molto tempo dopo che questo caso sarà archiviato».
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