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"Sono io la scelta migliore per la nomination e per la presidenza". Lo ha detto senza indugio Hillary Clinton durante il dibattito tv in Iowa dei democratici, l'ultimo prima del via alle primarie.
Sullo sfidante Bernie Sanders ha sottolineato: "Ci deve essere della poesia in campagna elettorale, ma si governa in prosa", parafrasando anche il presidente Barack Obama che aveva utilizzato una espressione simile in una recente intervista particolarmente favorevole verso la candidata.
"Voglio essere il presidente di tutti. Perché questo è ciò che un presidente deve fare", ha aggiunto. "Sono stata molto toccata e gratificata" dalle parole del presidente Barack Obama. "Lui questo lavoro lo conosce", ha sottolineato, prima di riferirsi alla rivalità con lo stesso Obama nel 2008, e precisando: "Tra noi è diventata amicizia".
Dal canto suo, Sander ha dichiarato che "ho l'esperienza e la capacità di giudizio per fare il presidente". "Non possiamo continuare ad avere un governo dominato da miliardari e un Congresso che lavora per gli interessi di pochi", ha poi continuato rispondendo a una domanda del pubblico su cosa intenda quando si autodefinisce 'socialista democratico'.
"Se siamo seri nel voler ricostruire la classe media americana - ha aggiunto Sanders - milioni di americani devono dire basta ed esigere che Washington rappresenti tutti e non solo pochi". Il senatore del Vermont aveva inoltre esordito spiegando che il successo in parte inaspettato della sua campagna discende dal fatto che "tocca un nervo scoperto" per gli americani: "l'establishment non va più bene, c'è bisogno di una rivoluzione politica".
SDA-ATS