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ZUGO - In Svizzera si discute a livello federale dell'abbassamento del diritto di voto da 18 a 16 anni. Dopo il "sì" del Nazionale, a inizio mese anche la Commissione delle istituzioni politiche degli Stati ha dato il via libera a una valutazione del progetto. Dal Canton Zugo, però, arriva una proposta ancora più particolare. Un granconsigliere PPD chiede infatti che tutti i minorenni ottengano il diritto di voto a prescindere dalla loro età, ma che a votare per loro siano i loro genitori.
«La quota di popolazione anziana cresce costantemente in tutta la Svizzera e così anche nel Canton Zugo», scrive Michael Felber nella sua interpellanza dell'8 febbraio scorso. A Zugo il «peso elettorale» della popolazione attiva economicamente è così destinato a scendere «sotto il 50%» entro il 2050.
Il calcolo, però, «non tiene affatto conto della prossima "terza generazione" (senza diritto di voto)», fa notare il politico. Da qui la sua proposta: «Nel Canton Zugo i bambini dovrebbero in futuro ottenere una voce (e un voto) - sostiene Felber al motto anglofono di «one child, one vote» ("un bambino, un voto") -. In questo modo, verrà garantita una maggiore giustizia intergenerazionale nel processo democratico».
Nella sua visione, i bambini avrebbero diritto di voto a livello comunale e cantonale e a esercitarlo sarebbero i loro genitori affidatari con diritto di voto. Se presenti (e svizzeri) entrambi, ciascun genitore avrebbe 0,5 voti in più per figlio. Quindi per esempio 1 voto in più a testa nel caso di due figli. Non è dato sapere come potrebbero esercitare il proprio diritto di voto per esempio i figli svizzeri minorenni di genitori stranieri.
Ma perché allora non far votare direttamente i bambini? «Perché un bambino di 3 anni, ad esempio, non sa né leggere né scrivere mentre uno di 8 non è in grado di comprendere il materiale informativo di elezioni e votazioni tanto da crearsi una propria opinione», spiega Felber sentito da 20 Minuten. Oltre a garantire i loro «diritti fondamentali» e una rappresentazione più «giusta» delle loro istanze, votare attraverso i genitori e discutere con loro dei temi in agenda sensibilizzerebbe invece i bambini alla politica, aggiunge il granconsigliere.
Sulle possibilità che la sua proposta abbia un seguito, il politico zughese classe 1964 si dice ottimista di principio: «Io penso che il diritto di voto ai bambini abbia una chance», afferma. «Si ha sempre una chance», continua. Anche solo tematizzare la questione mette del resto già in moto le cose, conclude.
In quanto tale, la sua interpellanza non propone d'altronde l'introduzione della misura. Chiede piuttosto al Consiglio di Stato quali siano le basi giuridiche da creare o adattare per attuarla a livello cantonale e comunale.