Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/212068

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro della crisi del coronavirus, il Consiglio federale ha istituito un sistema di aiuti alle imprese attraverso prestiti a tasso zero concessi dalle banche ma garantiti dalla Confederazione. </p><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre la possibilità, prorogabile in caso di grave crisi, per le imprese di ottenere aiuti a fondo perso a determinate condizioni. Ciò è realizzabile rinunciando completamente o parzialmente al credito sul prestito d'urgenza. Il prestito deve essere concesso rapidamente, ma un aiuto a fondo perso è meno urgente quando vi è disponibilità di liquidità, quindi le domande possono essere esaminate singolarmente. Il Consiglio federale può proporre un importo massimo per la rinuncia al credito. </p><p>La rinuncia al credito sarà possibile alle seguenti condizioni:</p><p>a. la misura è essenziale per la sopravvivenza dell'impresa;</p><p>b. è accertato che le difficoltà temporanee dell'impresa sono causate da una grave crisi globale;</p><p>c. i posti di lavoro sono mantenuti in base alla capacità economica dell'impresa;</p><p>d. i proprietari dell'impresa non realizzano alcun utile nei cinque anni successivi alla concessione della rinuncia al credito, a meno che l'impresa non rimborsi integralmente il prestito ottenuto, annullando la rinuncia al credito.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli effetti della pandemia di COVID-19 e dei provvedimenti adottati dalle autorità per tutelare la salute hanno portato molte imprese finanziariamente sane a una carenza di liquidità. Ne sono stati particolarmente colpiti le piccole e medie imprese e i lavoratori indipendenti. Per consentire a queste due categorie di accedere in modo rapido e senza formalità burocratiche a crediti bancari che permettessero loro di coprire nei primi mesi, nonostante le perdite di entrate, i costi fissi e non controllabili a breve termine, la Confederazione ha garantito crediti bancari per finanziamenti transitori tramite le quattro organizzazioni riconosciute che concedono fideiussioni.</p><p>Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sulla legge sulle fideiussioni solidali COVID-19, che dovrebbe sostituire l'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19. Il disegno di legge prevede diversi strumenti volti a evitare casi di rigore:</p><p>1. proroga del termine di ammortamento: i crediti COVID-19 devono generalmente essere rimborsati entro 5 anni. In casi di rigore questo termine può essere prorogato al massimo di 5 anni (finora 2 anni);</p><p>2. prevenzione di un'eccedenza dei debiti secondo l'articolo 725 del Codice delle obbligazioni: i crediti COVID-19 fino a 500 000 franchi non devono essere considerati come capitale di terzi durante l'intera durata del credito (precedentemente solo fino al 31 marzo 2022);</p><p>3. gestione dei crediti: le organizzazioni che concedono fideiussioni devono avere a disposizione diverse opzioni che consentano loro di tenere conto dei casi di rigore individuali.</p><p>Secondo il Consiglio federale, i valori di riferimento summenzionati assicurano che i casi di rigore siano valutati e attenuati caso per caso. Tuttavia, un condono parziale generale o un contributo a fondo perso sotto forma di rinuncia al credito come quello avanzato dalla mozione al momento non viene preso in considerazione per le seguenti ragioni:</p><p>- le imprese che non hanno richiesto un credito COVID-19 perché hanno ottenuto finanziamenti transitori da altre fonti oppure perché temevano di non poterlo rimborsare non potrebbero beneficiare del condono parziale, subendo uno svantaggio economico;</p><p>- un condono parziale generebbe falsi incentivi di notevole portata: la prospettiva di una simile regolamentazione contestualmente alla possibilità di richiedere crediti COVID-19 farebbe aumentare in modo esponenziale la domanda degli stessi crediti COVID-19. L'attuazione di una simile regolamentazione dei casi di rigore porterebbe inoltre con sé il rischio di effetti negativi sull'ammortizzazione dei crediti già concessi;</p><p>- infine, il Consiglio federale non reputa necessario un condono generale dei crediti: la possibilità di ammortizzare il credito in 10 anni al massimo significa per l'impresa uno stanziamento annuo di soli 1 o 2 punti percentuali della cifra d'affari, il che dovrebbe essere realizzabile per un'impresa finanziariamente sana.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.