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BERNA - Prima di decidere sull'eventuale rimborso dell'IVA pagata indebitamente sul canone di ricezione radiotelevisivo occorre attendere la decisione in merito del Tribunale federale (TF). È quanto pensa il Consiglio degli Stati che non ha voluto imporre un rimborso.
Secondo una sentenza del TF del 13 aprile 2015, il canone radiotelevisivo non è assoggettato all'imposta sul valore aggiunto. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha poi stabilito l'obbligo del rimborso del 2,5% di IVA che è stata riscossa indebitamente dalla Billag. Contro tale decisione è pendente un ricorso al TF da parte dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).
Allo scopo di lasciare al Consiglio federale e all'Amministrazione il più ampio margine di manovra per reagire alla sentenza del Tribunale federale, il plenum ha approvato una mozione della consigliera nazionale Sylvia Flückiger (UDC/AG). Questo atto parlamentare potrà essere attuato in sintonia con quanto deciderà il Tribunale federale.
Secondo la mozione, il Consiglio federale è incaricato di istituire una base legale che consenta il rimborso. La consigliera federale Doris Leuthard ha ricordato invano che bisogna attendere la sentenza del TF.
I "senatori" hanno invece respinto una mozione del Nazionale che chiede di stabilire un effetto retroattivo di cinque anni. "No" pure all'iniziativa cantonale di Ginevra che domanda all'Assemblea federale di decidere sul rimborso automatico dell'IVA indebitamente percepita.