Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01078.jsonl.gz/511

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
La svolta energetica passa anche attraverso aiuti alle grandi centrali idroelettriche in difficoltà e la cui esistenza è minacciata a lungo termine. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 32 voti a 11 durante l'esame della Strategia energetica 2050.
Tale sostegno verrebbe concesso caso per caso e solo per gli impianti che producono oltre 10MW. Gestori e proprietari verrebbero chiamati a partecipare, come anche i cantoni, che dovrebbero abbassare il canone per i diritti d'acqua a 90 franchi per KW di potenza lorda.
La Confederazione verserebbe la parte rimanente prelevando 0,2 ct. per kWh dal supplemento di rete che il plenum ha fissato a 2.3 ct./kWh, in sintonia con la proposta del Consiglio federale e del Consiglio nazionale. L'aiuto finanziario è limitato ed è concesso fino a un massimo di cinque anni dall'entrata in vigore della legge.
La questione riguardante la partecipazione dei cantoni è stata criticata dai rappresentanti dei cantoni alpini, come Martin Schmid (PLR/GR), secondo cui è iniquo prendere in ostaggio i canoni d'acqua al fine di garantire la sopravvivenza di impianti dai quali dipende in buona parte la svolta verso le energie pulite.
Stefan Engler (PPD/GR) ha rimarcato che non è nell'interesse del Paese stare a guardare mentre questo settore, a causa dell'attuale situazione di bassi prezzi, va in malora.
Una minoranza si è battuta contro un sostegno delle grandi centrali idroelettriche. Per Georges Theiler (PLR/LU) è assolutamente normale, come per ogni soggetto che opera in un mercato concorrenziale, che un impianto idroelettrico vada in fallimento se non è in grado di "camminare da solo".
SDA-ATS