Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/147995

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 3 settembre 2014 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito (messaggio USEs). In tale ambito ha deciso di ridurre le infrastrutture dell'esercito affinché sia possibile rispettare il limite di spesa definito dal Parlamento. Per il Consiglio federale si tratta di realizzare un equilibrio duraturo tra le prestazioni dell'esercito e le risorse finanziarie di cui dispone.</p><p>Il concetto relativo agli stazionamenti dell'esercito è stato comunicato alle autorità cantonali il 25 novembre 2013. Le autorità vodesi, dopo aver constatato che la piazza d'armi di Moudon figurava nell'elenco delle infrastrutture condannate alla chiusura, hanno chiesto a più riprese al Consiglio federale quali fossero le motivazioni finanziarie che avevano portato a tale decisione. A queste domande non sono state date delle risposte con dati concreti.</p><p>Peraltro, nell'ambito dell'USEs, si è deciso di passare dal modello con tre inizi di scuola reclute (SR) al modello con due inizi per anno. Questa riduzione comporterà una concentrazione degli effettivi e, di conseguenza, delle esigenze accresciute in particolare in materia di infrastrutture per l'alloggio e l'istruzione destinate ad accogliere le reclute. Ci interroghiamo in merito alla considerazione di questo elemento nella decisione di chiudere una struttura come quella della piazza d'armi di Moudon.</p><p>1. Poiché il sito di Moudon dispone di un'infrastruttura ospedaliera, qual è l'ammontare stimato degli investimenti necessari al trasferimento e alla realizzazione, sul sito di Chamblon o su un altro sito, delle attività svolte attualmente sulla piazza d'armi di Moudon?</p><p>2. Quali sarebbero i costi per il ripristino delle infrastrutture e, successivamente, per lo sfruttamento della piazza d'armi di Moudon?</p><p>3. Quali sono gli argomenti strategici, oltre a quelli finanziari, che giustificano la chiusura della piazza d'armi di Moudon?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'esercito si persegue tra l'altro l'obiettivo di concentrare l'utilizzazione degli spazi, al fine di colmare l'insufficiente tasso di utilizzo delle piazze d'armi. Il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport ha comunicato al cantone di Vaud che la decisione di chiudere la piazza d'armi di Moudon era definitiva. Il DDPS ha risposto alle suddette domande concernenti gli aspetti finanziari.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. L'entità degli attuali impianti di Moudon non è identica all'entità degli impianti destinati a sostituirli a Chamblon. Dovranno essere soddisfatte le necessità degli effettivi risultanti dall'ulteriore sviluppo dell'esercito. Poiché tali necessità non sono ancora state definite in maniera dettagliata e definitiva, la progettazione delle misure edili non ha ancora potuto essere avviata. Il Consiglio federale è pertanto del parere che al momento attuale sarebbe intempestivo fornire indicazioni sui possibili costi.</p><p>2. In base ai rilevamenti delle condizioni degli edifici e a valori empirici, il risanamento delle infrastrutture della piazza d'armi di Moudon dovrebbe generare un cumulo di costi di rimessa in efficienza dell'ordine di 30-40 milioni di franchi. Le spese ordinarie necessarie per la rimessa in efficienza ammontano a circa 2 milioni di franchi l'anno.</p><p>3. Nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'esercito, il Consiglio federale persegue l'obiettivo di poter destinare maggiori risorse agli investimenti per il rinnovo del materiale dell'esercito. Il concentramento in un numero ridotto di ubicazioni, volto a ridurre i costi di utilizzo e di esercizio degli immobili, si situa in tale strategia globale. Lo stesso vale per il concentramento nell'ubicazione di Chamblon: dal raggruppamento degli impianti attualmente ripartiti tra Chamblon e Moudon conseguiranno minori spese per gli utenti e minori costi a livello di rimessa in efficienza e prestazioni di esercizio.</p>  Risposta del Consiglio federale.