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Secondo il Tribunale federale (TF) l'esplosione di un petardo a una partita di calcio non è un incidente di natura straordinaria e l'assicurazione contro gli infortuni non è quindi obbligata a pagare per i danni all'udito subiti da uno spettatore.
Analizzando un ricorso dell'assicurazione Swica, la corte suprema ha inoltre ritenuto che a causare il danno non sia stato l'oggetto pirotecnico ma il rumore in generale.
Nel giugno scorso il Tribunale cantonale lucernese aveva giudicato che l'esplosione del petardo durante la partita di Super League del febbraio del 2016 a Lucerna e i suoi effetti sulla vittima erano da considerare un incidente. Perciò, il tribunale aveva ordinato alla Swica, con la quale l'uomo aveva un'assicurazione contro gli infortuni, di adempiere al suo obbligo di pagamento delle prestazioni.
L'assicuratore aveva quindi inoltrato ricorso al Tribunale penale federale (TPF). Quest'ultimo, basandosi su risultati della medicina militare per lesioni uditive da arma da fuoco, aveva considerato scarsa ma assolutamente possibile l'eventualità che l'esplosione di un petardo provochi danni così gravi come quello subito dalla vittima.
Ma la prima Corte di diritto sociale del TF ha invece valutato il caso dal punto di vista della legge sulle assicurazioni sociali, secondo la quale è l'eccezionalità di un fattore esterno a determinare il concetto di incidente e quindi l'obbligo per l'assicuratore di pagare le prestazioni contro gli infortuni. Nel caso in questione, però, il TF nega la natura straordinaria dell'evento, dato che "a una partita di calcio con una grande folla è comune la presenza di oggetti rumorosi come petardi, fischietti, trombette da stadio, vuvuzela e quant'altro".
Inoltre secondo il TF non è stato il petardo stesso a causare la perdita dell'udito, ma il frastuono e il livello sonoro assordante generale. Secondo una perizia il rumore dello scoppio era al massimo di 116,2 decibel, quando la Cassa nazionale svizzera di assicurazione contro gli infortuni (Suva) fissa a 120 decibel il valore limite per il rumore impulsivo sul posto di lavoro, e a 125 quello per i concerti.
(sentenza 8C_545/2019 del 14 novembre 2019)
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