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L’Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE (ALC) facilita ai cittadini dell’UE le condizioni di soggiorno e di lavoro in Svizzera. Il diritto alla libera circolazione delle persone è completato mediante disposizioni sul riconoscimento reciproco dei diplomi, sull’acquisto di immobili e sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Le medesime regole sono applicabili agli Stati dell’AELS.
L’ALC è entrato in vigore il 1° giugno 2002 nei confronti dei cittadini dei vecchi Stati dell’UE (UE-15) e dei cittadini degli Stati dell’AELS. Il 1° aprile 2006 è stato esteso ai dieci Stati che hanno aderito all’UE il 1° maggio 2004 (UE-8; Cipro e Malta sono stati immediatamente integrati alla disciplina applicabile ai vecchi Stati dell’UE, che sono così diventati l’UE-17). L’8 febbraio 2009 gli elettori svizzeri hanno approvato il rinnovo dell’ALC e del Protocollo II di estensione dell’ALC alla Bulgaria e alla Romania. Dal 1° giugno 2009 l’ALC è applicabile anche a questi due nuovi Stati membri dell’UE (UE-2).
Da parecchi anni i cittadini dei vecchi Stati membri dell’UE nonché di Cipro e Malta (UE-17) come anche i cittadini dell’AELS beneficiano della libera circolazione completa delle persone. Dal 1° maggio 2011 i cittadini dell’UE-8 beneficiano del medesimo regime di libera circolazione completa applicabile così a tutti gli Stati dell’UE-25/AELS (UE-17 + UE-8 + AELS). I cittadini bulgari e rumeni continuano a soggiacere a determinate restrizioni fino al 31 maggio 2016.
Il 1° luglio 2013 la Croazia ha aderito all’Unione europea (UE). L’estensione della libera circolazione delle persone alla Croazia è stata negoziata in un nuovo Protocollo III. Dopo l’approvazione dell’iniziativa popolare "Contro l’immigrazione di massa", il Consiglio federale non ha potuto firmare il Protocollo III sull’estensione dell’ALC alla Croazia, poiché non è compatibile con le disposizioni costituzionali sull’immigrazione. Dal 1° luglio 2014, la Svizzera concede ai cittadini croati contingenti separati; l’ammissione di cittadini croati al mercato del lavoro svizzero continua a essere retta dalla legge federale sugli stranieri (LStr).
Grazie alle consultazioni con l’UE in atto da febbraio 2015 il Consiglio federale ha creato una nuova situazione. La Svizzera e l’UE concordano che occorre trovare una soluzione consensuale su come interpretare la clausola di salvaguardia vigente (art. 14.2 ALC).
Vista questa nuova situazione, il Consiglio federale ritiene opportuno sottoporre il Protocollo III al Parlamento per approvazione. Il 4 marzo 2016 ha pertanto firmato il Protocollo III e adottato il relativo messaggio. La ratifica, ossia l’entrata in vigore giuridicamente vincolante, avverrà nel momento in cui si sarà trovata una soluzione compatibile con l’ALC.
La firma del Protocollo III e il relativo dibattito parlamentare sono importanti per due motivi: da una parte creano le condizioni per un equo trattamento della Croazia rispetto agli altri Stati membri dell’UE e dall’altra costituiscono un passo importante per l’adesione completa della Svizzera all’accordo quadro di ricerca Horizon 2020.