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L'idea di sgravare fiscalmente le famiglie torna a farsi in strada in Parlamento: ha ormai la strada spianata un aumento da 10'000 a 25'000 franchi annui al massimo della deduzione di custodia prevista dall'imposta federale diretta e destinata a chi affida i propri figli a strutture come gli asili nido. Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi, giovedì, un'iniziativa parlamentare di Christa Markwalder (PLR/BE) che va proprio in questa direzione. Si terrebbe conto unicamente delle spese effettive e documentate, per bambini e ragazzi fino a 14 anni che vivono sotto lo stesso tetto dei genitori. La Confederazione perderebbe circa 10 milioni di franchi di entrate annue.
La misura - considerata uno strumento per permettere di meglio conciliare vita professionale e famiglia - non è contestata. A far discutere, invece, è l'emendamento commissionale che aumenterebbe da 251 a 300 franchi per figlio lo sconto sull'importo di imposta da versare effettivamente. Alle minori entrate per lo Stato si aggiungerebbero ulteriori 69 milioni e la classe meno abbiente non ne approfitterebbe minimamente, ha ricordato in aula l'ex presidente socialista Christian Levrat: la metà delle famiglie svizzere, infatti, ha un reddito così basso che non paga affatto l'imposta federale diretta.
Il friburghese ha ricordato come una modifica simile abbia condotto al fallimento un precedente progetto nell'autunno del 2020, quando il 63% dei votanti aveva bocciato un pacchetto che comprendeva un incremento da 6'500 a 10'000 franchi delle deduzioni generali per i figli, indipendentemente dal modo in cui vengono accuditi. Si tratterebbe quindi come allora di un regalo ai più ricchi. La maggioranza borghese non ha ascoltato né lui né il consigliere federale responsabile delle finanze, Ueli Maurer, e ha deciso di riprovarci.