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Dall'11 giugno 2002, la donna si trovava in carcerazione in vista dell'estradizione. Il mandato di ricerca e la domanda d'estradizione si fondano su un mandato di arresto del 13 marzo 2002. Il mandato d'arresto fu emesso lo stesso giorno in cui il "Tribunal correctionnel de Paris" condannò la donna a un anno di carcere per sottrazione di minorenne. La donna dichiara di essere fuggita in Svizzera per proteggere sua figlia dagli abusi sessuali commessi dal padre.
Il 7 agosto 2002, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha autorizzato l'estradizione alla Francia. Nella sua decisione, l'UFG constata che è soddisfatta la condizione della doppia punibilità. Inoltre, l'UFG ha sottolineato che la tesi secondo cui la donna sarebbe fuggita per proteggere sua figlia debba essere esaminata dal giudice francese competente.
L'8 ottobre 2002, il Tribunale federale ha respinto il ricorso contro la decisione di estradizione dell'UFG. La consegna della donna alle autorità francesi è diventata possibile soltanto dopo che, il 2 dicembre 2002, la Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo ha respinto il ricorso contro la decisione d'asilo negativa dell'Ufficio federale dei rifugiati.
La figlia torna in Francia
In seguito all'arresto della madre, la figlia di cinque anni è stata collocata in un istituto in Svizzera. L'affidamento è stato assegnato provvisoriamente al Servizio cantonale per la protezione della gioventù. Il 10 dicembre 2002, l'ufficio del giudice di pace del distretto di Oron e Mézières (VD) ha accettato la domanda di rinvio del padre e ha ordinato il ritorno in Francia della figlia sequestrata. Inoltre,ha incaricato l'Autorità centrale in materia di rapimento internazionale di minori dell'UFG e il Servizio per la protezione della gioventù di prendere le misure adatte per garantire il ritorno sicuro della bambina.
Ultima modifica 11.12.2002