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NEW YORK - La teoria complottista che afferma che il virus Sars-Cov-2 è stato prodotto e diffuso intenzionalmente dal governo cinese, già ampiamente smentita dagli scienziati nel corso della pandemia, è tornata alla ribalta.
A riaccendere l'interesse, racconta l'edizione statunitense di Business Insider, è stata la pubblicazione su un sito di preprint di uno studio di alcuni ricercatori cinesi affiliati a due fondazioni finanziate dalla destra Usa, i cui concetti sono stati riaffermati con un'intervista a Fox News.
Nello studio si afferma che «la struttura del virus ha caratteristiche biologiche che non sono compatibili con un virus di origine animale, e che gli studi che lo provano sono censurati dalle riviste 'peer reviewed', cioè quelle che fanno revisionare gli articoli da scienziati indipendenti prima della pubblicazione».
Nell'intervista Li-Meng Yan, il primo autore dell'articolo, aggiunge che il governo cinese ha intenzionalmente diffuso il virus, una teoria ripresa più volte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dai suoi collaboratori.
I quattro ricercatori, sottolinea la rivista, che ora vivono negli Usa, sono legati a due fondazioni di New York, la Rule of Law Society e la Rule of Law Foundation, istituite da Steve Bannon, l'uomo che curava la strategia di Trump fino allo scorso agosto, quando è stato arrestato con l'accusa di truffa su alcune donazioni.
Il primo ad accorgersi del legame è stato Carl Bergstrom, un biologo della University of Washington, secondo cui lo studio è «bizzarro e privo di fondamento».
Ancora più netto il giudizio di Kristian Abndersen dello Scripps Research Institute di La Jolla, primo autore di una ricerca pubblicata da Nature Medicine che dimostra invece l'origine naturale del virus, secondo cui i ricercatori cinesi hanno scritto lo studio scegliendo solo i dati che confermavano la loro teoria: «Usano un linguaggio tecnico impossibile da decifrare per chi non è un addetto ai lavori - commenta -, sono stupidaggini travestite da scienza».
Il "virus cinese" non riesce però a nascondere le responsabilità di Trump - Il governo degli Stati Uniti non è riuscito a nascondere le proprie responsabilità e ad attribuire ad altri il fallimento nella gestione della pandemia di Covid-19, malgrado il frequente riferimento al virus SARS-CoV-2 come al "virus cinese". È quanto emerge da un sondaggio condotto in giugno negli Usa citato dal Washington Post.
L'indagine è stata condotta su un campione di 1'500 residenti negli Stati Uniti alla fine di giugno, poco dopo che il Paese aveva raggiunto i 2,5 milioni di casi confermati di Covid-19 con 120'000 decessi.
Agli intervistati è stato chiesto di leggere una breve descrizione della pandemia. Ad alcuni è stato fornito un testo che si riferiva al coronavirus come "Covid-19", mentre ad altri uno in cui si parlava del "virus cinese".
«Sorprendentemente, l'uso della locuzione 'virus cinese' ha spinto un maggior numero di intervistati a incolpare Trump per la gestione della pandemia», afferma il quotidiano.