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La domanda sembra banale: chi elegge il presidente degli Stati Uniti? Ma la risposta è tutt’altro che scontata, perché il sistema elettorale statunitense ha delle peculiarità che rendono la corsa alla Casa Bianca unica nel suo genere.
Con Claudio Bustaffa della redazione Esteri partiamo quindi dalle basi.
Chi elegge il presidente?
"Il presidente non viene eletto direttamente dei cittadini. Questa è la regola da tenere a mente. Quindi, il vincitore non è il candidato che riceve più voti a livello nazionale, tutto si basa invece su 50 differenti elezioni locali, tanti quanti sono gli Stati".
Nel dettaglio, questo cosa significa?
"Immaginate di avere davanti la cartina degli Stati Uniti. Divisa in 50 stati. Su ogni stato c’è un numero, che dipende da quanto è numerosa la popolazione. Facciamo degli esempi: sulla California c’è scritto 55, sul Texas 38, sulla Florida 29, sull’Ohio 18. Questi numeri corrispondono ai Grandi elettori, ma chi sono lo spieghiamo dopo. Chi vuole diventare presidente deve quindi vincere le elezioni in più Stati, in modo che la somma arrivi a 270. Non importa quindi vincere in tutti gli stati, ma in un numero sufficiente per arrivare a quota 270".
La cifra da tenere a mente è 270, prima hai accennato ai Grandi elettori, quindi un presidente deve avere almeno 270 grandi elettori...
"Esatto. Duecentosettanta è il numero di Grandi elettori necessari per vincere. Torniamo alla cartina: ogni stato ha una quota di grandi elettori, come detto in California sono 55. Il punto è che chi vince in uno stato, si accaparra tutti i grandi elettori di quello stato, sia che vinca con il 99% o con il 50,1%. O meglio: questo accade in 48 stati, il sistema è invece diverso per quanto riguarda Maine e Nebraska. Oltre a questi 50 Stati ricordiamo per la precisione che vengono eletti altri tre Grandi elettori nel District of Columbia. Quindi, tornando al quadro generale, sono poi i Grandi elettori che votano direttamente per eleggere il nuovo presidente. Un altro elemento da tenere a mente è che ci sono stati che i Repubblicani o i Democratici considerano per loro “sicuri”, perché storicamente votano per gli uni o per gli altri, quindi lì i Grandi elettori sono garantiti, ma poi ci sono altri stati cosiddetti in bilico, in inglese si chiamano Swing States, e lì la battaglia è aperta. Teniamone a mente due: la Florida e l’Ohio, anche se non sono i soli. È in questi stati che si potrebbe decidere il risultato finale: vincere negli Stati in bilico fornisce ai partiti mattoncini per raggiungere quota 270, che assicura la vittoria".
"Questo è da tenere a mente per capire perché la campagna elettorale si concentra in particolare in alcuni Stati, da loro dipende se vincerà di nuovo Donald Trump o lo sfidante Joe Biden. Ricordiamoci che Donald Trump oggi è alla Casa Bianca perché 4 anni fa ha accumulato il maggior numero di Grandi elettori... la sfidante Hilary Clinton aveva invece vinto nel voto popolare, con quasi 3 milioni di voti in più. Ma per le regole del sistema elettorale americano, chi arriva primo in questa categoria... non ha la vittoria assicurata".