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Ambiente, elemento motore dell'economia
Per il sindacato Travail.Suisse, la politica climatica può diventare un elemento chiave dell'economia e portare alla creazione di nuovi posti di lavoro. La Confederazione è invitata ad adottare un programma di risanamento degli edifici.
«Una politica climatica ed energetica intelligente permetterebbe all'economia di ricevere un impulso a breve termine, il che è urgente nella situazione congiunturale attuale», ha dichiarato martedì di fronte ai media il presidente di Travail.Suisse, Martin Flügel.
In vista di una «probabile recessione», il sindacato ha presentato un documento intitolato «Creare impieghi con l'efficienza energetica e le energie rinnovabili», che ha quale punto culminante un programma di risanamento di facciate, tetti e finestre, nonché l'istallazione di riscaldamenti a legna e pannelli solari.
Per finanziare tale progetto, Travail.Suisse propone di attribuire una parte degli introiti derivanti dalla tassa sul CO2 al programma di risanamento degli edifici.
Il sindacato cristiano chiede inoltre al governo di promuovere maggiormente le energie rinnovabili. L'obiettivo della Confederazione (9,4% di energie rinnovabili entro il 2020) è giudicato troppo basso e la politica condotta fin qui «eccessivamente prudente». Inoltre, Travail.Suisse auspica, per il 2020, una riduzione di almeno il 30% dei gas a effetto serra rispetto al 1990.
Il documento di Travail.Suisse ha ricevuto il sostegno piuttosto inatteso di Peter Malama, deputato radicale e direttore della sezione basilese dell'Unione svizzera delle arti e mestieri. Per Malama, ogni franco speso in questo genere di programmi corrisponde a un franco immesso nell'industria locale, per i suoi impieghi e i suoi posti di apprendistato.
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