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<h2>SubmittedText<h2><p>I robot volanti hanno il potenziale per aumentare la sostenibilità dell'aviazione. I droni silenziosi ad azionamento elettrico, ad esempio, possono sostituire le attuali attività aeree inquinanti (p. es. movimento di materiali da costruzioni con elicottero) o al suolo (p. es. trasporto di merci leggere con automobili a motore a combustione), ridurre il rischio di incidenti svolgendo lavori manuali pericolosi (p. es. distacco di valanghe) o generare in modo efficiente energia eolica grazie a turbine eoliche volanti. Per quanto riguarda lo sviluppo delle relative tecnologie, la ricerca di base svolta presso i Politecnici federali permette alla Svizzera di occupare una posizione di punta in ambito internazionale. </p><p>Per consentire lo sfruttamento di questo potenziale, è importante che i robot volanti possano accedere allo spazio aereo. Attualmente l'accesso è molto limitato, poiché numerosi aerei, utilizzati soprattutto nell'aviazione da diporto, possono ancora volare secondo le vecchie regole del volo a vista e non devono essere resi visibili a livello digitale agli altri utenti dello spazio aereo. Per impedire collisioni, nella maggior parte dei casi i robot volanti possono essere manovrati solo se il pilota riesce a mantenere il contatto visivo con l'apparecchio, fattore che limita notevolmente il raggio d'impiego. Un'attività da diporto rumorosa e inquinante (emissioni di CO2) impedisce pertanto l'ulteriore sviluppo e l'uso diffuso di una tecnologia sostenibile. </p><p>In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo quali criteri il Consiglio federale valuta l'accesso equo al bene pubblico "spazio aereo"?</p><p>2. Il Consiglio federale dispone di una strategia per risolvere il problema citato? In caso affermativo, qual è l'orizzonte temporale per l'attuazione delle relative misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'ordinanza concernente il servizio della sicurezza aerea (OSA) conferisce all'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) la competenza di definire le priorità per l'utilizzazione dello spazio aereo svizzero, previa consultazione delle Forze aeree e di Skyguide. Gli interventi a luci blu (polizia aerea, protezione delle frontiere, voli d'emergenza medica) hanno la massima priorità, seguiti dai voli di linea, soprattutto nelle regioni di controllo terminale (TMA) degli aeroporti nazionali. Attualmente, in termini di priorità, i robot volanti sono in linea di massima equiparati ai voli da diporto.</p><p>2. Lo spazio aereo è un bene pubblico, accessibile a tutti gli utenti. Il rapporto sulla politica aeronautica svizzera del Consiglio federale del 24 febbraio 2016 stabilisce che i criteri, i processi e le priorità per l'utilizzazione dello spazio aereo devono essere definiti nel quadro di una strategia per lo spazio aereo. A questo scopo il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha lanciato la Strategia per lo spazio aereo e le infrastrutture aeronautiche in Svizzera (AVISTRAT-CH) per riorganizzare lo spazio aereo e le infrastrutture aeronautiche in Svizzera. In questo modo saranno incentivate, tra l'altro, le attività creative e innovative e l'industria potrà sviluppare ulteriormente tecnologie e processi lavorativi. Entro la fine del 2021 sarà disponibile la relativa strategia, l'attuazione definitiva è prevista entro il 2035.</p><p>Oltre ad AVISTRAT-CH, l'UFAC ha lanciato anche un partenariato pubblico-privato (Swiss U-Space Implementation, SUSI). Quest'ultimo ha lo scopo di semplificare l'integrazione dei robot volanti allo spazio aereo. Attualmente il mandato si limita ai robot volanti, escludendo l'aviazione con occupanti. Come primo passo verso l'auspicata automazione dello spazio aereo, entro la fine del 2020 è prevista l'identificazione a distanza da terra. Il progresso in questo settore dipende in larga misura dal contributo delle imprese private partecipanti.</p><p>Inoltre, nel 2019 l'UFAC ha esaminato un'estensione puntuale dell'obbligo di recare a bordo un transponder a ulteriori tipi di aeromobili. Tale misura avrebbe rappresentato un primo passo verso l'integrazione dei robot volanti in singoli spazi aerei. In sede di consultazione dei principali attori del settore aeronautico, Skyguide, l'associazione SBAV e Aerosuisse hanno accolto favorevolmente la proposta, mentre Aero Club Svizzera e numerose organizzazioni di volo a vela l'hanno respinta. I principali argomenti negativi vertevano sul mancato rispetto del principio di proporzionalità e sulla presunta assenza di un effettivo guadagno di sicurezza. Di conseguenza, non verrà introdotto un obbligo generale di recare a bordo un transponder, ma un obbligo a livello locale nell'ambito delle nuove "Transponder Mandatory Zones". A differenza dell'obbligo generale, la soluzione locale può contribuire solo in misura limitata all'integrazione dei robot volanti nello spazio aereo.</p>  Risposta del Consiglio federale.