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BERNA - UBS dovrebbe accollarsi i costi - circa 40 milioni - occasionati alla Confederazione per risolvere la vertenza fiscale con gli Stati Uniti. Il Consiglio degli Stati ha dato oggi il via libera a un decreto federale in tal senso. Il dossier passa ora al Nazionale.
Il testo deve servire come base legale al pagamento delle spese da parte della banca. Si applica unicamente ad UBS e a questa particolare vicenda, senza alcun effetto retroattivo, ha rilevato Hans Altherr (PLR/AR) a nome della commissione delle finanze. Tale soluzione è frutto della pressione esercitata dal Parlamento, ha ricordato.
In febbraio, il governo aveva suscitato molte critiche decidendo che la grande banca avrebbe dovuto versare soltanto un milione di franchi e adducendo che non esisteva alcuna base legale per una partecipazione più elevata. Con tale somma il Consiglio federale intendeva farsi rimborsare unicamente le spese sostenute per le trattative volte ad evitare un procedimento civile contro UBS negli Stati Uniti. In seguito alle polemiche, a metà aprile, l'esecutivo era però ritornato sulla sua decisione.
Con il decreto accolto oggi dagli Stati, UBS dovrebbe assumersi l'integralità delle spese procedurali occasionate alla Confederazione: gli oneri per il personale pagati dallo Stato (comitato di pilotaggio, direzione del progetto, 40 giuristi reclutati in seno alla Confederazione, 30 specialisti di una società di audit) ammontano a 31,1 milioni di franchi. A questa somma occorre aggiungere 5,7 milioni di spese di gestione (informatica e locali), nonché 3,2 milioni per i costi relativi ai negoziati.
Il trattamento del ricorso ha inoltre generato oneri supplementari per il Tribunale amministrativo federale (crescita degli effettivi dei giudici e dei segretari di cancelleria dei tribunali). Un credito supplementare di 1,3 milioni è inoltre stato concesso nel 2009, ai quali vanno aggiunti 4,1 milioni di franchi nel 2010 e 4 milioni nel 2011.
In marzo, UBS - per bocca del suo presidente del consiglio di amministrazione Kaspar Villiger - si era detta disposta a pagare una somma superiore a quella ventilata di un milione di franchi. Tuttavia il Consiglio federale aveva affermato di essere impossibilitato ad accettare un contributo volontario della grande banca, perché si sarebbe rischiato di dare l'impressione che le decisioni dell'autorità competente non fossero totalmente indipendenti.
SDA-ATS