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Il gigante del web deve confrontarsi con dei concorrenti inaspettati e gli utenti lamentano le troppe sponsorizzazioni.
CALIFORNIA - Il tipo d'informazione ricercata su internet sta cambiando e di conseguenza, si è modificato anche l'utilizzo che gli utenti fanno dei motori di ricerca. Da quando Larry Page e Sergey Brin resero pubblico Google Search nel 1997, l'azienda statunitense è stata leader indiscussa del mercato. Ma nei prossimi anni Google potrebbe doversi confrontare con altre multinazionali che hanno intuito il potenziale che si cela dietro questo settore.
Nonostante il colosso dell'informatica detiene il 92% del mercato globale, gli utilizzatori lamentano diverse problematiche, che li spingono a utilizzare altre piattaforme. Tra queste vi è la difficoltà nel reperire le informazioni di cui hanno bisogno a causa dei tanti contenuti sponsorizzati. Inoltre, molto spesso, la posizione dei primi risultati di ricerca è spesso dovuta alla scelta da parte degli autori di determinate parole chiave e non rispecchia davvero l'utilità del contenuto.
Il vice presidente di Google, Prabhakar Raghavan, di recente ha condiviso i risultati di una ricerca commissionata dall'azienda che sembrano confermare questa tendenza: «secondo i nostri studi, quasi il 40 per cento dei giovani, quando cerca un posto per il pranzo, non va su Google Maps o su Search. Vanno su TikTok o Instagram».
Dopo essere stato accusato di monopolio nel 2020, il colosso informatico ci tiene ancora di più a sottolineare come la domanda si stia modificando nel corso del tempo. Il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva infatti accusato Google d'infrangere le leggi sulla concorrenza, mettendo in atto comportamenti sleali per mantenere la propria posizione di monopolio e impedendo a nuovi servizi di emergere come rivali credibili. Ma la multinazionale non è l'unica a sostenere che il mondo delle ricerche online si sta decentralizzando.
Gli sforzi che ByteDance, l’azienda cinese che detiene TikTok, sta facendo per migliorare le funzioni di ricerca all’interno della propria applicazione lo dimostrano. Il social network d'intrattenimento questa settimana ha comunicato che il limite di caratteri che si possono usare nella descrizione dei video sono stati portati da 300 a 2'200. L’annuncio ha specificato che la modifica è stata fatta per dare la possibilità agli utenti di includere maggiori dettagli sulla propria creazione e rendere al contempo i video più facili da trovare.
A preferire i social network ai motori di ricerca sono soprattutto le giovani generazioni. Secondo loro infatti sono diversi i fattori che rendono i contenuti su TikTok maggiormente fruibili tra cui: i filmati verticali, che possono essere lunghi da pochi secondi a un massimo di dieci minuti e tra i quali è molto facile muoversi scorrendo in alto o in basso con il dito e il suo preciso algoritmo di raccomandazione che è reputato molto efficace dagli utilizzatori.