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Secondo l’Ufficio federale di statistica, alla fine del 2018 vivevano in Svizzera 371’680 persone musulmane, pari al 5,3% della popolazione residente permanente totale. Tuttavia, questi dati comprendono solo le persone di età pari o superiore ai 15 anni che risiedono stabilmente in Svizzera e vivono in un’economia domestica privata. Secondo le stime, in Svizzera vivono altre 110’000 persone musulmane di età compresa tra 0 e 14 anni (cfr. SZIG Papers 4, Young Muslims in Society: Participation and Prospects), per un totale di circa 480’000 persone musulmane.
Nel corso delle ondate migratorie sopra descritte a seguito del reclutamento di lavoratrici e lavoratori stagionali, del ricongiungimento familiare e dell’accoglienza di rifugiati e rifugiate, il numero di persone musulmane residenti in Svizzera è aumentato notevolmente tra il 1970 e il 2000 (cfr. tabella 1 e grafico 1). Se nel 1970 rappresentavano solo lo 0,2% della popolazione residente permanente (11’078 persone), nel 1980 il loro numero è triplicato, raggiungendo lo 0,7% (34’476 persone). Dal 2000, anche se la popolazione di cultura e/o fede musulmana è aumentata, il tasso di crescita è tornato a diminuire. Nel 2000, la percentuale della popolazione di cultura e/o fede musulmana totale era del 3,6%, nel 2010 del 4,8% e nel 2018 del 5,2%, pari ad un aumento percentuale di solo il 18% tra il 2010 e il 2018.
Percentuale di persone musulmane sulla popolazione totale
Fonte: Ufficio federale di statistica, Neuchâtel, RS 2016-2018.
Persone musulmane di nazionalità svizzera
La nazionalità più diffusa tra le persone musulmane residenti in Svizzera è quella svizzera (2016-2018: circa 35,7%). Tra il 2000 e il 2010, la percentuale di cittadine e cittadini svizzeri tra le persone musulmane aumenta significativamente, passando dal 12,5% al 32,5%. Da allora, questo tasso si è lentamente stabilizzato. L’evoluzione nel decennio del 2000 si spiega con il periodo relativamente lungo di 12 anni (10 anni dall’entrata in vigore della legge sulla naturalizzazione agevolata del 1° gennaio 2018) durante il quale una persona deve aver vissuto in Svizzera per chiedere l’ottenimento della nazionalità svizzera. Pertanto, il notevole aumento delle naturalizzazioni tra il 2000 e il 2010 coincide con il periodo in cui i/le migranti raggiungono i requisiti richiesti. Questo vale soprattutto per i numerosi rifugiati di guerra giunti in Svizzera dai Paesi dei Balcani negli anni 1990 e accolti prevalentemente nei cantoni svizzeri di lingua tedesca (cfr. Iseni et al., 2014, pag. 36).
Tassi di naturalizzazione: la fine del “Röstigraben”
Fino a qualche anno fa c’era una differenza significativa tra il numero di naturalizzazioni nella Svizzera romanda e quello nella Svizzera tedesca. Nel 2000, per esempio, il tasso di persone musulmane naturalizzate nella Svizzera romanda era del 18,7%, ossia quasi il doppio rispetto al tasso registrato nei cantoni della Svizzera tedesca (9,8%) (cfr. Gianni et al., 2010, pag. 20). Questa differenza è riconducibile al fatto che nella Svizzera romanda vivono molte persone provenienti dai Paesi del Maghreb stabilitesi in Svizzera negli anni 1970 e 1980 e che quindi erano già naturalizzate all’inizio del nuovo millennio (cfr. Ribbi et al., 2014, pag. 57). A partire dagli anni 2000, un numero crescente di naturalizzazioni di persone provenienti dai Paesi dei Balcani ha man mano ridotto queste differenze regionali. Dato che nella Svizzera tedesca vivono in proporzione più persone provenienti dalla regione balcanica che nella Svizzera romanda, i tassi di naturalizzazione si stanno ora avvicinando a quelli della Svizzera romanda. Negli anni 2016-2018, la percentuale di cittadine e cittadini svizzeri di fede e/o cultura musulmana nella Svizzera tedesca (34%) risultava però ancora leggermente inferiore a quella nella Svizzera romanda (41%). In Ticino, la percentuale di cittadine e cittadini svizzeri di fede e/o cultura musulmana è molto probabilmente compresa tra queste due percentuali, ma i dati disponibili non consentono di fare stime affidabili.
Persone convertite
Infine, occorre tener presente che il gruppo delle persone musulmane svizzere comprende anche persone che si sono convertite. In quest’ambito sono disponibili solo stime approssimative e si presume che ci siano circa 9’000-12’000 persone convertitesi.
Le altre nazionalità come specchio della storia della migrazione
La maggioranza delle persone musulmane in Svizzera (64,3%) è ancora di nazionalità straniera. Le loro nazionalità riflettono la loro storia migratoria. Dopo le persone musulmane di nazionalità svizzera, il secondo gruppo più numeroso è quello che riunisce le persone provenienti dai Paesi dei Balcani, ossia Bosnia, Albania, Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro e Kosovo (complessivamente il 34,8%). Il terzo gruppo più numeroso è quello delle persone originarie della Turchia (10,4%). Una percentuale minore è costituita da persone provenienti da altri Stati dell’UE e dell’AELS (4,8%), dal Medio Oriente (4,2%), dall’Asia centrale e meridionale (3,7%), dai Paesi del Maghreb (3,2%) e dai Paesi subsahariani (2,6%).
La Svizzera: una costellazione etnico-regionale specifica
La struttura delle nazionalità o dei Paesi di provenienza delle persone musulmane in Svizzera è diversa rispetto alle costellazioni presenti in molti altri Paesi europei, perché una parte considerevole di queste persone proviene dai Paesi dei Balcani. Anche se la percentuale di persone provenienti da Paesi di lingua araba è triplicata dal 2000, issandosi al 7,9% (6,6% nella Svizzera tedesca, 13% nella Svizzera romanda, cfr. sotto), quest’ultima costituisce una piccola parte della popolazione musulmana in Svizzera.
Nazionalità delle persone musulmane in Svizzera
Differenze fra regioni linguistiche
La distribuzione delle nazionalità nella Svizzera tedesca è leggermente diversa da quella nella Svizzera romanda: in entrambe le regioni linguistiche vivono soprattutto persone musulmane di nazionalità svizzera o di un Paese dei Balcani.
Nella Svizzera tedesca, le persone di nazionalità turca costituiscono il terzo gruppo più numeroso e rappresentano una percentuale significativamente più alta (13,8%) rispetto a quella della Svizzera romanda (4,7%). In questa regione del Paese, invece, le persone provenienti dai Paesi del Maghreb e dal Medio Oriente costituiscono il terzo e il quarto gruppo più numeroso. La percentuale di persone magrebine nella popolazione musulmana della Svizzera romanda è ancora bassa (7,8%), ma quattro volte superiore a quella della Svizzera tedesca (2,2%). La maggior concentrazione di persone magrebine nella Svizzera romanda è riconducibile al fatto che esse si stabiliscono più facilmente in questa regione perché hanno una buona padronanza del francese.
In Ticino, come nella Svizzera tedesca e romanda, vivono soprattutto persone musulmane di nazionalità svizzera o di un Paese dei Balcani. Visto che i dati disponibili sono poco significativi, non si possono fare stime affidabili sulla distribuzione delle altre nazionalità.
Nazionalità delle persone musulmane nella Svizzera tedesca
Nazionalità delle persone musulmane nella Svizzera romanda
Fonte dei dati: Ufficio federale di statistica, Neuchâtel, RS 2016-2018.
La percentuale di popolazione musulmana residente nella Svizzera tedesca (5,6%) è solo leggermente superiore a quella residente nella Svizzera romanda (4,9%), ma significativamente più alta di quella residente in Ticino (1,9%).
Numero di persone musulmane per regione linguistica
Inoltre, le persone musulmane risiedono, mediamente, meno spesso nelle aree rurali rispetto all’intera popolazione svizzera. Si concentrano piuttosto nelle città e nei cantoni urbani come Basilea Città, Zurigo, Berna, Argovia, San Gallo, Vaud e Ginevra, nonché in quelli che dal secondo dopoguerra hanno puntato molto sul settore industriale e quindi hanno attirato numerosi lavoratori e lavoratrici stagionali come San Gallo, Glarona, Sciaffusa, Soletta, Argovia o Turgovia. In questo contesto si riflette la storia dell’immigrazione delle persone musulmane, i cui padri di famiglia sono giunti in Svizzera durante il cosiddetto “trentennio glorioso” principalmente come lavoratori stagionali da impiegare nell’industria. Nei cantoni in cui l’agricoltura era tradizionalmente più importante come i Grigioni, il Giura o il Vallese, la percentuale di persone musulmane nella popolazione è proporzionalmente più bassa.
Numero di persone musulmane per cantone
Fonte dei dati: Ufficio federale di statistica, Neuchâtel, RS 2018.
Non sono disponibili dati sufficienti per il Canton Appenzello Interno. Per i cantoni di Appenzello Esterno, Obvaldo, Nidvaldo, Grigioni, Ticino e Uri, il numero di persone intervistate è talmente esiguo che i dati indicati possono variare notevolmente.
La migrazione all’origine di differenze di genere
Dalla fine degli anni 1960, molti lavoratori stagionali musulmani sono emigrati in Svizzera inizialmente lasciando mogli e figli nei rispettivi Paesi d’origine. Anche le donne migrano in Svizzera a partire dagli anni 1960, ma molto meno spesso e soprattutto per motivi umanitari o politici. Fino agli anni 1990, la popolazione musulmana contava quindi molti più uomini che donne. Grazie ai ricongiungimenti familiari negli anni 1970 e 1980, in seguito alla fuga di molte famiglie in Svizzera a causa dei conflitti armati, in particolare nell’ex Jugoslavia, e infine alla creazione di nuove famiglie in Svizzera tra le persone immigrate di seconda o terza generazione, la proporzione di donne e uomini si è via via equilibrata. Così, tra il 2016 e il 2018, gli uomini rappresentavano il 53% della popolazione musulmana in Svizzera e le donne il 47%.
Differenze di genere in base alle nazionalità
Si possono tuttavia osservare differenze tra le varie nazionalità. Tra le persone musulmane di nazionalità svizzera, turca, magrebina e balcanica, il numero di donne è oggi quasi uguale a quello degli uomini. Questi sono anche i gruppi che costituiscono la grande maggioranza delle persone musulmane in Svizzera. Tra le persone musulmane emigrate provenienti dal Medio Oriente, dall’Africa subsahariana, dai Paesi dell’Asia centrale e meridionale, ma anche dai Paesi dell’UE e dell’AELS, la percentuale di uomini è significativamente più alta di quella delle donne. La spiegazione di questo fenomeno risiede ancora una volta nella storia della migrazione: la maggior parte delle persone musulmane provenienti dal primo gruppo di Paesi si è già stabilita da tempo in Svizzera e vi ha fondato la propria famiglia. I cittadini e le cittadine del secondo gruppo di Paesi, invece, continuano spesso a immigrare in Svizzera per soggiornarvi per periodi più brevi, per esempio per accettare un lavoro meno qualificato o anche per motivi di studio, e quindi non sono accompagnati dalle loro famiglie. Queste persone sono per lo più uomini, perché in molti Paesi musulmani non è socialmente accettato che le donne si trasferiscano all’estero da sole.
Numero di uomini e donne
Una popolazione più giovane rispetto alla popolazione residente permanente non musulmana
In Svizzera, la popolazione musulmana residente è mediamente più giovane della popolazione non musulmana. Nel 2018, sul totale della popolazione svizzera una persona su otto aveva un’età compresa tra i 15 e i 24 anni, mentre tra le persone musulmane era quasi una persona su cinque ad appartenere a questa fascia d’età. Anche la percentuale di persone in età lavorativa (25-64 anni) è più alta tra le persone musulmane (circa il 74,7%) rispetto a quella della popolazione totale nazionale (circa il 66,4%). La differenza è però particolarmente evidente nel gruppo delle persone di età superiore ai 65 anni: mentre una persona su cinque che risiede stabilmente in Svizzera raggiunge questa età, tra le persone musulmane solo una su diciotto ha 65 anni o più.
Perché la popolazione musulmana è più giovane?
Queste differenze nella piramide delle età non sono però dovute al fatto che le persone musulmane hanno famiglie con un numero particolarmente elevato di figli. Il basso numero di persone anziane musulmane si spiega piuttosto con il fatto che molti di loro decidono di tornare nel loro Paese d’origine una volta terminata la loro vita lavorativa. La bassa età media è tuttavia dovuta anche al fatto che la storia migratoria delle persone musulmane in Svizzera è ancora molto recente. Un numero considerevole di queste persone è arrivato nel nostro Paese solo negli anni 1980 e soprattutto negli anni 1990. Spesso queste persone erano ancora giovani e hanno lasciato i genitori e i nonni nel loro Paese d’origine, mentre loro stessi hanno fondato una propria famiglia in Svizzera o sono emigrati con i loro figli piccoli che a loro volta hanno avuto o avranno dei figli in Svizzera.
Sarà interessante osservare se e quando le persone musulmane si stabiliranno più frequentemente in Svizzera anche una volta raggiunta l’età della pensione. Dato che un numero sempre maggiore di persone musulmane nasce e si forma in Svizzera (già 20 anni fa era così per una persona musulmane su tre) (cfr. Schneuwly Purdie, 2010, pag. 24), è solo una questione di tempo prima che la piramide delle età della popolazione musulmana si allinei a quella del resto della popolazione del Paese.
Piramide delle età delle persone musulmane e della popolazione totale
Livello di formazione rispetto alla popolazione totale
Le persone musulmane sono mediamente meno istruite rispetto alla popolazione totale svizzera. Ancora nel 2018, una persona musulmana su due aveva frequentato la sola scuola dell’obbligo o una scuola equivalente nel proprio Paese d’origine. Poco più di una persona musulmana su tre aveva completato il livello secondario II (formazione medio-superiore) e circa una persona musulmana su sette aveva ottenuto un titolo di studio di livello terziario (ossia un diploma di una scuola professionale superiore o di un istituto universitario o di una scuola universitaria professionale). Nello stesso anno, la distribuzione era molto diversa per l’insieme della popolazione svizzera: in questo caso, circa una persona su cinque aveva completato la sola scuola dell’obbligo (livello secondario I), quasi una su due aveva conseguito un diploma di livello secondario II e quasi una su tre aveva completato una formazione di livello terziario.
Motivi all’origine del basso livello di formazione
Segni di un allineamento con il livello di formazione dell’intera popolazione
Negli ultimi anni si osserva una chiara tendenza all’allineamento con il livello di formazione della popolazione generale. Per esempio, la percentuale di persone musulmane che hanno conseguito solamente un diploma di scuola dell’obbligo è diminuita di quasi il 6% dal 2014, mentre quella delle persone in possesso di un certificato di livello secondario II e terziario è aumentata costantemente di diversi punti percentuali dal 2010. Dato che in futuro una percentuale sempre maggiore di persone musulmane sarà nata, cresciuta e si sarà formata in Svizzera, è prevedibile che la tendenza dei dati relativi al percorso formativo di queste persone continuerà ad allinearsi con quello della popolazione non musulmana in Svizzera.
Evoluzione del livello di formazione delle persone musulmane
Fonte dei dati: Ufficio federale di statistica, Neuchâtel, RS 2010, 2014, 2018.
Differenze tra le regioni linguistiche
Il fatto che una persona musulmana su due abbia completato la sola scuola dell’obbligo vale per tutte le regioni linguistiche. Tuttavia, esistono differenze tra la Svizzera tedesca e la Svizzera romanda per quanto riguarda le persone più istruite. Mentre tra il 2016 e il 2018 nella Svizzera tedesca circa il 37% delle persone intervistate aveva completato il livello secondario II e solo il 12,2% aveva conseguito un titolo di studio di livello terziario, nella Svizzera romanda il 29,3% delle persone intervistate aveva ottenuto un diploma di livello secondario II e il 20% aveva conseguito un titolo di studio di livello terziario. Per il Ticino non sono disponibili dati affidabili, ma il livello d’istruzione sembra essere più analogo a quello della Svizzera tedesca che a quello della Svizzera romanda.
Differenze fra le nazionalità
Se si confronta il livello d’istruzione delle persone musulmane in base alla loro nazionalità, emergono differenze ancora maggiori: le persone di origine magrebina, per esempio, sono le più istruite, anche per via della loro storia migratoria. Rispetto ad altri gruppi etnici, sono più spesso giunte in Svizzera come rifugiati politici, studenti o lavoratori qualificati e lavoratrici qualificate (cfr. Gianni, Giugni & Michel, 2015, pag. 38). Più di una persona su tre proveniente da un Paese del Maghreb è in possesso di un titolo di studio universitario o di un certificato equivalente, un numero di gran lunga superiore a quello delle persone musulmane svizzere (circa una persona su sette con un titolo di studio superiore) o a quello dei cittadini dei Paesi dell’UE e dell’AELS (circa una persona su quattro con un titolo di studio di livello terziario). Le persone provenienti dai Paesi dei Balcani o dalla Turchia hanno invece molte meno probabilità di avere un’istruzione di livello terziario (circa una persona su quattordici dai Paesi dei Balcani e circa una su dieci dalla Turchia).
Indipendentemente dal Paese d’origine, la popolazione musulmana presenta un tasso relativamente alto di persone senza formazione professionale o universitaria. Tuttavia, osservando più attentamente la situazione, emerge anche in questo caso che vi sono chiare differenze tra le diverse nazionalità: per esempio, il 43,9% delle persone provenienti dai Paesi del Maghreb che vivono in Svizzera ha conseguito la sola licenza della scuola dell’obbligo. Per le persone provenienti da altre regioni, il tasso di quelle senza istruzione secondaria è tuttavia molto più alto e sale a circa il 59,2% per le persone provenienti da un Paese dei Balcani, a circa il 62,9% per le persone provenienti dalla Turchia e addirittura a circa il 68,8% per le persone provenienti dall’Africa subsahariana. Anche in questo caso, ciò è dovuto al fabbisogno dell’economia svizzera di lavoratrici e lavoratori poco qualificati, il quale è responsabile dell’immigrazione costante di persone senza formazione professionale.
Questi esempi mostrano chiaramente che la situazione dell’istruzione non può essere valutata in maniera generalizzata, ma varia in funzione del contesto d’origine e del motivo della migrazione.
Differenze fra donne e uomini
In Svizzera, i musulmani sono leggermente più istruiti delle musulmane. I musulmani conseguono più spesso un titolo di studio di livello terziario e secondario II, mentre le musulmane mettono più spesso fine alla loro istruzione dopo la scuola dell’obbligo. Tuttavia, la differenza di livello di istruzione tra donne e uomini varia a seconda della nazionalità. I dati disponibili mostrano per esempio che le musulmane provenienti dai Paesi dei Balcani e dalla Turchia hanno un livello d’istruzione inferiore rispetto alle musulmane svizzere e a quelle provenienti dai Paesi dell’UE o dell’AELS. Rispetto alle musulmane di altri Paesi, quelle originarie dei Paesi del Maghreb hanno anche il più alto livello d’istruzione. In questa regione, il tasso di donne e uomini senza alcuna istruzione è quasi lo stesso. Mentre un numero leggermente superiore di uomini è in possesso di un titolo di studio di livello secondario II, un numero significativamente maggiore di donne rispetto agli uomini è in possesso di un titolo di studio di livello terziario.
Situazione sul mercato del lavoro rispetto alla popolazione totale
Nel 2018, poco più della metà delle persone musulmane in Svizzera aveva un impiego, mentre circa una persona su tre faceva parte delle persone senza attività lucrativa (ovvero persone in formazione, casalinghe e casalinghi, pensionate e pensionati). Questi dati corrispondono all’incirca a quelli dell’insieme della popolazione svizzera. Ciò che colpisce, tuttavia, è il tasso di disoccupazione delle persone musulmane, pari al 7,3%, ossia più del doppio di quello della popolazione svizzera.
Motivi all’origine di minori tassi d’assunzione
In uno studio basato sui dati dell’Indagine sulla lingua, la religione e la cultura condotta dall’Ufficio federale di statistica (ILRC, 2014), Anaïd Lindemann e Jörg Stolz (2018) hanno individuato diversi fattori che spiegano il minor tasso d’assunzione delle persone di origine musulmana.
Secondo gli autori, una differenza nel capitale sociale di queste persone (livello d’istruzione, competenze linguistiche, reti sociali) spiega questa varianza del 38%. Per quanto riguarda il livello d’istruzione, è interessante notare che due gruppi in particolare hanno maggiori probabilità di essere disoccupati rispetto alla popolazione totale in Svizzera: le persone musulmane che hanno completato la sola scuola dell’obbligo e le persone musulmane in possesso di un titolo di studio di livello terziario. Non è invece così per la popolazione musulmana che ha completato una formazione di livello secondario II.
Lindemann e Stolz constatano inoltre che il passato migratorio spiega la differenza del 43,6% nel minore accesso delle persone musulmane al mercato del lavoro. La minor impiegabilità delle persone musulmane non dipende né dalla generazione di immigrati a cui appartengono (prima, seconda o terza), né dal fatto di avere o meno la nazionalità svizzera. Il fattore più determinante è invece la regione da cui provengono: per esempio, le persone musulmane provenienti da contesti extraeuropei, come il Nord Africa o l’Africa subsahariana, hanno una probabilità molto più bassa di trovare un impiego rispetto a coloro che migrano in Svizzera da un Paese europeo.
Infine, sempre secondo Lindemann e Stolz, la religiosità (calcolata in base alla pratica della preghiera e alla partecipazione alle funzioni religiose) spiega solo il 4,7% della varianza. Tuttavia, gli autori non dispongono di dati per valutare in che misura le donne musulmane sono svantaggiate nella ricerca di un impiego per via del velo. Le testimonianze delle donne che indossano il velo indicano tuttavia che queste ultime incontrano notevoli difficoltà nella ricerca di un impiego.
Il numero di persone con attività lucrativa e di persone disoccupate è significativamente più alto tra i musulmani che tra le musulmane. I dati a nostra disposizione non ci permettono però di dire se anche le musulmane svolgano più spesso un impiego a tempo parziale e se i musulmani lavorino più spesso a tempo pieno o in percentuale maggiore. Tuttavia, emerge chiaramente che le musulmane di tutte le nazionalità sono molto più spesso senza un impiego rispetto ai musulmani. Ciò suggerisce una tendenza verso modelli familiari tradizionali in cui le donne si dedicano alle attività domestiche, nonché alla cura e all’educazione dei figli.
Situazione delle persone musulmane sul mercato del lavoro
Differenze in funzione del livello di formazione
La situazione sul mercato del lavoro dei musulmani rispetto a quella delle musulmane è molto simile in tutte e tre le regioni linguistiche. Tuttavia, se si confronta la situazione sul mercato del lavoro delle musulmane di diverse nazionalità, si nota che quelle provenienti dai Paesi del Maghreb e dall’Africa subsahariana hanno il triplo delle probabilità di essere disoccupate rispetto alle musulmane svizzere, e quasi il doppio rispetto alle donne originarie di un Paese dei Balcani e della Turchia. Rapporti simili valgono per gli uomini delle stesse nazionalità. Ciò conferma l’ipotesi avanzata da Lindemann e Stolz secondo cui le persone musulmane che hanno portato a termine la sola scuola dell’obbligo (dato di fatto molto comune tra i/le migranti provenienti dall’Africa subsahariana) o che hanno conseguito un diploma universitario (dato di fatto molto comune per gli uomini ma soprattutto per le donne provenienti dai Paesi del Maghreb) sono particolarmente spesso colpite dalla disoccupazione, mentre le persone musulmane in possesso di un titolo di studio di livello secondario II trovano più facilmente un impiego.
Diversi orientamenti religiosi
Le persone musulmane in Svizzera non formano una comunità omogenea, ma esprimono diverse interpretazioni, norme e pratiche musulmane. Questa pluralità di interpretazioni e pratiche ha origine nelle principali denominazioni a cui sono associate le persone musulmane in tutto il mondo: persone di confessione sunnita, sciita, alevita e altre suddivisioni confessionali.
Non esistono dati affidabili sul numero di persone musulmane in Svizzera che appartengono a questi orientamenti religiosi. Le stime approssimative tengono conto, tra l’altro, della distribuzione percentuale di persone sunnite, sciite o alevite nei Paesi d’origine e applicano questa suddivisione alle persone musulmane dei rispettivi Paesi d’origine che vivono in Svizzera. Secondo queste stime, in Svizzera vivono circa l’85% di persone sunnite, il 7% di persone sciite, il 7% di persone alevite e seguaci di minoranze come gli/le Ahmadi (cfr. Schneuwly-Purdie & Tunger-Zanetti, 2023, pag. 678).
Oltre a questa classificazione degli orientamenti religiosi, è necessario considerare due aspetti. In primo luogo, le persone musulmane prendono decisioni molto diverse per quanto riguarda l’applicazione di norme religiose, pratiche, rituali e credenze che considerano significative e che mettono effettivamente in pratica. Secondo gli esperti in materia, in Svizzera, solo una minoranza delle persone musulmane che si dichiarano credenti pratica la propria religione nella vita quotidiana (cfr. Amélie de Flaugergues, 2014).
In secondo luogo, l’attribuzione a una particolare confessione islamica è in realtà molto più complessa: i sufi possono essere sunniti, sciiti o non appartenere a nessuna di queste due correnti; l’Islam sciita è diviso in diverse sottocorrenti in tutto il mondo e anche in Svizzera; all’interno della tradizione sunnita si annoverano numerose divergenze interne che favoriscono l’emergere di correnti specifiche, per esempio ideologiche e/o politicizzate.
Le persone di confessione sunnita
La grande maggioranza delle persone e organizzazioni musulmane in Svizzera è di confessione sunnita in misura dell’85%. Il termine “sunnita” deriva dalla parola araba Sunna (letteralmente “usanza, condotta”). La Sunna si riferisce all’insieme delle dichiarazioni e delle azioni del Profeta Maometto che indicano la via da seguire e rappresenta per le persone di confessione sunnita la seconda fonte più importante di norme e regole religiose dopo il Corano.
Al centro degli insegnamenti e delle pratiche sunnite vi è la fede in un unico Dio (in arabo: Allah), in Muhammad come ultimo profeta inviato all’umanità, nel Corano come ultima e inalterata rivelazione di Dio, nel Giudizio Universale e nei cinque pilastri che ogni persona musulmana deve rispettare: il 1° pilastro è la professione di fede (shahada); il 2° è la preghiera obbligatoria cinque volte al giorno (salat); il 3° è il digiuno durante il mese di Ramadan; il 4° è l’elemosina legale (zakat); il 5° è il pellegrinaggio a La Mecca (hajj). Nella tradizione sunnita si sono sviluppate quattro scuole giuridico-religiose per l’interpretazione della normatività e della legalità islamica, e ciascuna prevale in modi diversi nei vari Paesi: la scuola malikita (per esempio nei Paesi del Maghreb), la scuola hanafita (per esempio in Turchia e nei Paesi dei Balcani), la scuola hanbalita (in Arabia Saudita) e la scuola shafiita (per esempio in Egitto o in Indonesia).
Le persone di confessione sciita
Le persone di confessione sciita rappresentano il 7% del totale delle persone musulmane in Svizzera e provengono principalmente dall’Iran e dall’Afghanistan. In Svizzera ci sono circa dieci moschee sciite.
Le persone di confessione sciita venerano in particolare Ali che considerano il primo successore “ben guidato” di Maometto. Oltre al Corano e alla Sunna del Profeta, la maggioranza segue anche le dichiarazioni infallibili dei primi dodici imam (sciismo duodecimano). Le persone musulmane di confessione sciita vanno in pellegrinaggio non solo alla Mecca, ma anche a Kerbala, in Iraq, ossia il luogo in cui Hussein, il nipote del profeta da loro venerato, è stato ucciso dagli eserciti nemici nel VII secolo d.C. Oltre ai cinque pilastri, che vengono interpretati in modo simile sia nella tradizione sciita che sunnita, i cosiddetti rituali dell’Ashura sono una parte importante e una caratteristica specifica della pratica religiosa sciita. Durante questi rituali, che avvengono una volta all’anno, si commemora e si piange il martirio di Hussein e dei suoi seguaci.
Le persone di confessione alevita
Le persone di confessione alevita rappresentano presumibilmente circa un altro 7% delle persone musulmane in Svizzera. Queste persone provengono per lo più dalla Turchia, dove vive la stragrande maggioranza delle comunità alevite. Molte persone di confessione alevita considerano la loro tradizione come una religione indipendente dall'Islam, altre la considerano una corrente religiosa indipendente all’interno dell'Islam, altre ancora la considerano parte dello sciismo. Le persone di confessione alevita credono in un Dio creatore, nella perfezione dell’essere umano, che si raggiunge, tra l’altro, attraverso la pratica dei valori umanistici, e in Muhammad come ultimo profeta. Come le persone di confessione sciita, anche loro venerano Ali, il cugino di Muhammad. Le persone di confessione alevita leggono il Corano soprattutto in quanto testo storico. Rifiutano l’idea di una legge islamica che prescriva per esempio la pratica dei cinque pilastri o altre regole vestimentarie e alimentari. Invece di riunirsi nelle moschee, le persone di confessione alevita si incontrano in case denominate cem. Il cem è anche un importante raduno religioso in cui si recitano poesie, si fanno danze rituali e si impartiscono insegnamenti in lingua turca. Le differenze di credenze e pratiche rispetto alle interpretazioni sunnite e sciite sono tali che spesso le persone di confessione alevita non sono considerate dalle persone musulmane di confessione sciita e sunnita come appartenenti all'Islam.
Altri orientamenti religiosi
Un piccolo numero di persone musulmane in Svizzera segue altri orientamenti religiosi islamici. Per esempio, ci sono alcuni seguaci dell’Ahmadiyya, un movimento transnazionale la cui affiliazione all'Islam non è riconosciuta da molte persone musulmane. Altre praticano diverse varietà di sufismo. Il sufismo è un approccio interiore all'Islam che nei gruppi esistenti in Svizzera è considerato sia come parte dell'Islam sunnita sia come una spiritualità indipendente dalla religione islamica.
Le quattro scuole giuridico-religiose sunnite
L’attuazione dell’Islam nei Paesi d’origine
Molto più importante dell’appartenenza a una di queste scuole è tuttavia il modo in cui queste tradizioni giuridiche vengono attuate e interpretate nei rispettivi Paesi d’origine. Per esempio, le persone musulmane originarie di Bosnia, Albania o Kosovo sono abituate a una legislazione laica. Le diverse disposizioni della legge islamica, per esempio in materia di matrimonio, divorzio, adozione o divisione dell’eredità familiare, sono in parte poco conosciute o non hanno alcuna rilevanza pratica. In Medio Oriente e nei Paesi del Maghreb, invece, queste norme islamiche non sono solo integrate in vario modo nella legislazione nazionale, ma sono anche oggetto di un intenso dibattito sociale. Le persone musulmane provenienti da questi Paesi d’origine si confrontano quindi in modo molto più completo con la tradizione giuridico-islamica e si posizionano rispetto ad essa anche in Svizzera: o rifiutano fermamente i requisiti islamici, o cercano modi per attuarli nell’ambito di ciò che è legalmente consentito in Svizzera, come evidenziato in uno studio condotto da Schneuwly & Stegmann (2018) sull’attuazione dei requisiti del diritto successorio islamico da parte delle persone musulmane in Svizzera nel 2018 (cfr. ibid., pag. 10).
In conclusione
Infine non va sottovalutata l’influenza delle abitudini culturali e individuali sullo stile di vita delle persone musulmane in Svizzera. I rituali, le feste, le credenze e i comportamenti religiosi sono sempre influenzati dalle condizioni socioculturali, politiche e persino economiche e si mescolano spesso a pratiche non islamiche, siano esse culturali, consuetudinarie o di altro tipo. L’organizzazione della vita delle persone musulmane in Svizzera è quindi condizionata anche dalla situazione presente nei Paesi d’origine e si differenzia anche per questi aspetti.
Metodologia
1. Base di dati
Per la presentazione dei dati socio-demografici sulle persone musulmane in Svizzera, ci siamo basati sui dati che l’Ufficio federale di statistica di Neuchâtel ha pubblicato o ci ha gentilmente messo a disposizione per la redazione di questo sito. Le nostre valutazioni e analisi si basano sui diversi rilevamenti e sulle varie fonti di dati.
2. Il concetto di persona musulmana
Nelle nostre presentazioni dei dati socio-demografici sulle persone musulmane in Svizzera, sono designate musulmane le persone che hanno risposto “musulmano” alla domanda “A quale chiesa o comunità religiosa appartiene?” nei questionari individuali dei rilevamenti strutturali del 2010, 2014, 2016, 2017 e 2018. Tuttavia, la risposta a questa domanda non consente di trarre conclusioni sul grado di religiosità delle persone intervistate. I dati raccolti comprendono sia persone nate in una famiglia musulmana, che però non sono né credenti, né praticanti (ma per le quali l’appartenenza religiosa è comunque importante), sia persone che fanno tutto il possibile per vivere secondo le regole della loro religione, come la preghiera, il digiuno o l’alimentazione.
3. Definizione delle regioni linguistiche
Nelle nostre analisi utilizziamo due diverse definizioni per le regioni linguistiche. In generale designiamo le regioni linguistiche basandoci su una classificazione dei cantoni nel loro insieme. In altri termini, cantoni come Friburgo o il Vallese non rientrano nei cantoni sia della Svizzera romanda che della Svizzera tedesca, bensì fanno parte dei cantoni della sola Svizzera romanda per via della loro maggioranza francofona. Questa suddivisione risulta da due motivi. In primo luogo, le questioni riguardanti la politica religiosa sono prerogativa dei Cantoni (art. 72 Cost.). Per illustrare per esempio le associazioni e pratiche islamiche della popolazione musulmana germanofona nel Canton Friburgo, è più determinante che esse si trovino nel Canton Friburgo e siano assoggettate alle disposizioni di legge di quel cantone invece di appartenere alla comunità linguistica germanofona. In secondo luogo, questa suddivisione cantonale delle regioni linguistiche è riportata anche nei media, per esempio quando vengono presentati i risultati elettorali.
I dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica, invece, utilizzano una definizione delle regioni linguistiche basata sull’assegnazione dei singoli comuni. Per esempio, alcuni comuni del Canton Vallese o del Canton Friburgo fanno parte della Svizzera tedesca, mentre alcuni comuni del Canton Berna figurano fra i comuni della Svizzera romanda. Nei casi in cui non disponiamo di altri dati per l’interpretazione, utilizziamo questa definizione delle regioni linguistiche, che tuttavia non differisce sostanzialmente da quella descritta in precedenza.
Suddividiamo le regioni linguistiche come segue:
Svizzera italiana: Canton Ticino
Svizzera romanda: Cantoni di Ginevra, Vaud, Vallese, Giura, Neuchâtel, Friburgo
Svizzera tedesca: tutti gli altri cantoni
4. Definizione delle regioni d’origine
Nelle nostre presentazioni raggruppiamo diversi Paesi in regioni geografiche principali. Quando nei nostri testi parliamo di nazionalità, non facciamo una distinzione tra singole nazionalità, che invece classifichiamo secondo gruppi di nazionalità, per esempio “persone musulmane con la nazionalità di uno Stato dei Balcani”. Nelle regioni d’origine da noi considerate, includiamo i seguenti Paesi:
Bibliografia
Letteratura
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Per approfondire
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Behloul, S. M. & Lathion, S. (2007). Muslime und Islam in der Schweiz: Viele Gesichter einer Weltreligion. In M. Baumann & J. Stolz (Hrsg.), Eine Schweiz – viele Religionen. Risiken und Chancen des Zusammenlebens (S. 223-237). Bielefeld: transcript.
Commissione federale contro il razzismo (CFR). Tangram 7. Musulmani in Svizzera
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Zürcher, M. & Kübli, B. (2017). Islam in der Schweiz. Schweizerischen Akademie der Geistes- und Sozialwissenschaften, 2.
Link
Ufficio federale di statistica. Lingue e religioni (UFS).
Podcast
Radio Télévision Suisse (2015). Être ou ne pas être musulman. Les Alévis en Suisse.
Radio Télévision Suisse : Avis d’experts (2021). Qui sont les musulmans de Suisse? Avec Mallory Schneuwly Purdie et Christophe Monnot.
Contatto
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Università di Friburgo, Svizzera
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