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Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, si recherà da solo a Bruxelles per un incontro con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen previsto per il 23 di aprile.
Oggetto dei colloqui saranno gli aspetti ancora aperti riguardanti l'accordo quadro, ossia gli aiuti di Stato, le misure fiancheggiatrici e la cittadinanza europea.
Il portavoce del governo André Simonazzi ha confermato via Twitter l'incontro del 23 aprile, una data che circola da giorni sui media svizzeri. Mercoledì scorso, al termine della tradizionale seduta dell'esecutivo, Simonazzi aveva dichiarato che la data era stata "solo" riservata per l'incontro politico ai massimi livelli (dal quale ci si attendono progressi sull'accordo che molti danno per morto e sepolto, n.d.r)
Da parte dell'Ue c'è scetticismo sul raggiungimento di un'intesa su due dei tre punti controversi. Solo a livello di aiuti di stato sembra esserci la possibilità di una soluzione. Quanto alla cittadinanza europea, che darebbe accesso ai lavoratori Ue al sistema sociale elvetico, e alla protezione dei salari, Bruxelles non vede margine di manovra per trattare. La Svizzera vorrebbe dal canto suo separare questi tre temi dall'accordo istituzionale, mentre l'Ue è pronta unicamente a dei chiarimenti.
La Commissione europea, stando a un documento interno inviato ai 27 e reso pubblico ieri dalla televisione RTS, rinfaccia alla Confederazione poca o nessuna volontà di portare a termine i negoziati apponendo la sua firma su un accordo che ha richiesto anni di trattative.