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PHILIPPSBURG - Un forte fragore, un polverone, e in un attimo, le torri di raffreddamento della Centrale nucleare di Philippsburg sono diventate parte della storia.
Alle 6 di questa mattina è infatti terminata la demolizione dell'impianto. Le enormi colonne alte 152 metri sono state abbattute in modo controllato mediante l'applicazione di centinaia di cariche d'esplosivo. Le torri, iconiche, erano diventate un punto di riferimento di tutta la regione.
Per evitare l'accalcarsi di persone ad assistere alla scena in tempi di coronavirus, l'orario dell'operazione è stato tenuto nascosto dalle autorità.
L'associazione Greenpeace ha celebrato l'occasione, definendo la demolizione odierna come un forte simbolo a favore del passaggio alle energie rinnovabili. Nel 2019, lo ricordiamo, l'energia prodotta da fonti rinnovabili in Germania ha raggiunto quota 46%, superando (per la prima volta) quella generata dai combustibili fossili.
Sul sito dove si trovava la centrale sarà costruita una stazione di trasformazione, il cui scopo sarà quello di trasportare l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili nel nord della Germania verso il sud del Paese.
E così, con le demolizione delle torri di Philippsburg, la Germania fa un altro passo avanti verso il proprio obiettivo di uscita dal nucleare entro il 2022.
Un forte fragore, un polverone, e in un attimo, le torri di raffreddamento della Centrale nucleare di Philippsburg sono diventate parte della storia.