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MADRID - I mercati spagnoli restano sotto pressione dopo lo svolgimento del referendum sull'indipendenza della Catalogna e i timori di spinte indipendentiste dal governo di Madrid.
Lo spread - differenziale di rendimento - dei Bonos con il Bund tedesco si è allarga a 120 punti base (+7 punti base), con un rendimento salito all'1,68%, ai massimi dallo metà di luglio, mentre la borsa di Madrid cede l'1,1%.
«Le vendite hanno senso, almeno per oggi, alla luce delle notizie del weekend e della percezione di un accresciuto rischio politico domestico e di incertezza», ha commentato a Bloomberg John Davies, analista di Standard Chartered. Perché le pressioni siano "sostenute" nel tempo occorrerà però «un continuo flusso di notizie che suggerisca un deterioramento della stabilità politica in Spagna».
Per Socgen, il mix rappresentato da un governo di minoranza e la spinta indipendentista dei catalani potrebbe impedire alla Spagna di realizzare le riforme di cui ha bisogno, affermano gli analisti di Société Générale.
Nel corso di settembre, mentre gli altri indici dell'area euro sono rimbalzati a causa di una pausa nel rally dell'euro, l'Ibex ha sottoperformato in coincidenza con l'approvazione del referendum da parte del parlamento catalano, lo scorso 6 settembre.
Secondo Socgen ci sono 18 titoli spagnoli esposti alla catalogna e a rischio in caso di un escalation di tensioni, tra cui Banco de Sabadell, Bankinter, Bbva, Caixabank, Abertis, Mediaset Spagna, Inditex, Repsol, Endesa, Gas Natural e Iberdrola.