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BRUXELLES - Un accordo politico su pochi punti chiave, da raggiungere in quattro giorni, entro giovedì prossimo, potrebbe rimettere in sella il fragile governo del Belgio, evitando al Paese che ospita le istituzioni comunitarie l'imbarazzo di affrontare, dal prossimo mese di giugno, la presidenza di turno dell'Ue nel mezzo dell'ennesima crisi per i litigi che oppongono le due comunità linguistiche.
Dopo un week end di consultazioni, il presidente dei liberali francofoni (Mr) e vicepresidente del governo uscente, Didier Reynders, designato come "riconciliatore", ha convinto i partiti di maggioranza - cristiano democratici, liberali, socialisti francofoni e gli ecologisti - a rimettersi al tavolo del confronto per cercare una soluzione sul futuro della circoscrizione di Bruxelles-Hal-Vilvorde, un enclave fiamminga dove si vorrebbero togliere ai francofoni alcune concessioni linguistiche ed elettorali.
In Belgio ciascuna regione vota i suoi partiti di riferimento: nelle Fiandre solo per partiti fiamminghi, come ad esempio, i liberali Open Vld, alla base dell'attuale crisi, mentre a sud, nella Vallonia di lingua francese, chi intende dare il suo consenso ai liberali può votare il partito Mr, guidato da Reynders.
Una ricucitura delle posizioni, l'ennesima di un paese da tempo sul filo della scissione, potrebbe avvenire giovedì prossimo, quando l'accordo, se sarà trovato, dovrebbe essere votato nella seduta plenaria della Camera.
SDA-ATS