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GRENCHEN - Il pilota di un aereo Piper che nel giugno 2016 ha quasi urtato due paracadutisti dell'esercito all'aerodromo di Grenchen (SO), ha sbagliato pista di atterraggio. È quanto emerge da un rapporto pubblicato ieri dal Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI).
I due paracadutisti volevano atterrare a est di una pista in erba dopo il loro salto nel vuoto, indica l'autorità della Confederazione che si occupa di inchieste su incidenti nell'ambito dell'aviazione civile.
Allo stesso tempo, a causa di un errore, un pilota 26enne stava atterrando proprio sulla stessa pista con il suo Piper PA-28-181. All'ultimo momento è però riuscito a evitare il contatto, passando a circa 40 metri dai paracadutisti. L'incidente, ritiene il SISI, è grave, poiché il giovane ha confuso la pista di atterraggio a sinistra con quella di destra. L'aerodromo solettese possiede tre piste in erba e una con una superficie più dura.
Il rapporto incolpa anche il controllore di volo del sito, che ha modificato il suo piano iniziale senza avvertire il pilota del Piper della presenza dei due paracadutisti dell'esercito.
Il 2016, un po' come il 2018, è stato un anno nero per le forze aeree svizzere: in agosto un cacciabombardiere monoposto F/A-18 delle Forze aeree svizzere si è schiantato al suolo nella regione del Susten, tra i cantoni di Berna e Uri. Il pilota è stato trovato morto pochi giorni più tardi nei pressi del luogo dell'incidente.
Poco meno di un mese più tardi due piloti sono morti nello schianto di un Super Puma dell'esercito, che ha urtato un cavo elettrico sul Passo del San Gottardo.
In giugno, sempre nel 2016, un Tiger F-5 della Patrouille Suisse è precipitato nei pressi della base aerea militare di Leeuwarden, nei Paesi Bassi, durante un volo di addestramento in vista di un meeting aereo. Il pilota si è salvato dopo aver azionato il seggiolino eiettabile.