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Heliopolis
La più celebre orchestra giovanile composta da ragazzi tolti dalla strada è certamente l'Orquestra Simón Bolívar fondata in Venezuela da José Antonio Abreu, sostenuta da direttori come Antonio Abbado e capace di lanciare una giovane bacchetta come Gustavo Dudamel, diventando modello per progetti simili in tutto il mondo. In Brasile il “sistema Abreu” ha ispirato l'Instituto Baccarelli di São Paulo, che nel 1996 ha raccolto 36 giovani del quartiere di Heliópolis, il più grande e degradato della metropoli, convincendoli ad imbracciare violini e violoncelli invece di ingrossare le fila delle bande che controllavano la favela, dando così origine alla Orquestra Sinfônica Heliópolis, di cui Zubin Mehta è diventato patron nel 2005.
Una storia di riscatto da povertà e criminalità, sulla capacità della musica di cambiare il cuore di ognuno, in una città dai mille contrasti, unica al mondo: gli ingredienti di questa straordinaria vicenda erano perfetti per essere narrati, e per primo lo ha fatto l'impresario e sostenitore dell'orchestra Antônio Ermírio de Moraes in Acorda Brasil, pubblicato nel 2006, a cui Sérgio Machado si è ispirato per Heliopolis. Perno della trama narrativa che conduce alla scoperta del mondo e delle difficoltà dei giovani musicisti di Heliópolis è il personaggio di Laerte, virtuoso violinista residente nei quartieri bene della città, ma incapace di reggere la tensione delle audizioni che contano, e costretto dalle bollette da pagare a ripiegare sull'insegnamento.
Si troverà di fronte una classe a malapena al corrente di come si imbraccia uno strumento e si legge uno spartito, ma dietro quei volti arrabbiati scoprirà qualche vero talento (facendo i conti col proprio) e soprattutto tante vite non rassegnate al destino che la società ha scelto per loro, determinate a rivendicare in musica la loro dignità.
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