Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/201813

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di prevedere l'istituzione di un fondo speciale per incentivare la ricerca e lo sviluppo di nuovi agenti antimicrobici in Svizzera e di cercare la collaborazione internazionale.</p><p>Per i seguenti motivi:</p><p>Da un lato gli antibiotici sono spesso prescritti con eccessiva disinvoltura, con il conseguente aumento della resistenza dei batteri più coriacei, il che potrebbe causare un'epidemia di vaste proporzioni.</p><p>Dall'altro la ricerca si sta inaridendo: nel dopoguerra è stata creata una cinquantina di nuove classi di antibiotici, mentre negli ultimi 25 anni soltanto tre. Questo settore non è più redditizio per l'industria farmaceutica.</p><p>I poteri pubblici devono garantire la continuità di questo tipo di ricerca al fine di proteggere la popolazione. Si tratta di istituire un fondo di ricerca vincolato, di portata nazionale o, meglio, internazionale, visto che il problema concerne il mondo intero. Con una ventina di miliardi di franchi sarebbe possibile sviluppare da cinque a dieci nuove classi di antibiotici.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce che la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici sono un tassello essenziale della lotta contro le resistenze agli antibiotici. Lo sviluppo di nuovi antibiotici fino alla loro commercializzazione richiede investimenti miliardari. È opportuno procedere in modo coordinato e congiunto mediante programmi sovranazionali. Per questo motivo la Svizzera partecipa già a vari programmi a livello internazionale che mirano a sviluppare nuovi antibiotici, come la "Global Antibiotic Research and Development Partnership (GARDP)" e il "Global Antimicrobial Resistance Research and Development Hub" di Berlino. "Horizon 2020" e la "Joint Programming Initiative for Antimicrobial Resistance (JPAMR)" sono altre iniziative a livello internazionale a cui la Svizzera partecipa attivamente per promuovere la ricerca e lo sviluppo sulle resistenze agli antibiotici.</p><p>I nuovi antibiotici non sono tuttavia sufficienti per risolvere il problema delle resistenze, come mostrano chiaramente l'OMS e i programmi globali di ricerca. Per contenere l'insorgenza di resistenze sono fondamentali programmi di stewardship e un uso corretto degli antibiotici nella medicina umana e veterinaria, nonché la disponibilità anche e soprattutto degli antibiotici già in commercio. Misure corrispondenti sono in preparazione nell'ambito della Strategia svizzera contro le resistenze agli antibiotici (StAR).</p><p>Il Consiglio federale ritiene che lo stanziamento di fondi per la ricerca nella misura richiesta debba essere realizzato in primo luogo a livello internazionale e non tanto a livello nazionale. Oltre al proseguimento della partecipazione della Svizzera ai programmi in corso, il Consiglio federale è disposto a valutare anche la partecipazione a nuove iniziative internazionali, che promuovono durevolmente lo sviluppo di nuovi antibiotici. Per il resto, ritiene che le misure della StAR, decise nell'ambito delle sue priorità di politica sanitaria (Sanità 2020), siano sufficienti per affrontare adeguatamente e ridurre il più possibile il rischio, paventato dall'autore del postulato, che in Svizzera si sviluppi un'epidemia di agenti patogeni resistenti.</p><p>Come ha esposto nel suo parere in favore dell'accoglimento della mozione Graf Maya 19.3861, "Strategia One Health con studio sistemico della diffusione delle resistenze agli antibiotici", il Consiglio federale riconosce la necessità di agire contro le resistenze agli antibiotici. Nell'ambito della valutazione intermedia di StAR, che sarà disponibile a metà del 2021, saranno valutati accuratamente i bisogni supplementari e apportati gli adeguamenti necessari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.