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Dopo le ingenti perdite degli ultimi mesi, l'assemblea straordinaria degli azionisti dell'UBS ha respinto mercoledì la proposta di una verifica esterna della gestione della grande banca, avanzata dalla fondazione Ethos.
Per il direttore della fondazione Dominique Biedermann, il 45% di voti favorevoli raccolti da questa proposta costituisce quasi un successo. Intervista di swissinfo.
Creata nel 1997, la Fondazione Ethos raggruppa 79 investitori istituzionali e si batte in favore di una gestione aziendale conforme a principi etici e ad uno sviluppo durevole.
La fondazione, che era già intervenuta più volte in passato nell'ambito delle assemblee generali dell'UBS, ha chiesto mercoledì una verifica speciale dei conti di esercizio della grande banca, che ha accumulato 4,4 miliardi di franchi di perdite nel 2007.
L'obbiettivo di questa analisi esterna sarebbe di appurare se i vertici dell'UBS hanno rispettato le direttive della Commissione federale delle banche, in particolare per quanto concerne la gestione e il controllo dei rischi.
Nel corso dell'assemblea straordinaria degli azionisti, la maggior parte degli oratori si sono espressi in favore di questa proposta, giudicando tra l'altro che i vertici della banca non avevano risposto in modo esauriente alle domande formulate dalla fondazione Ethos. Il consiglio di amministrazione dell'UBS ha invece proposto di respingere la richiesta, affermando che un'inchiesta interna è già in corso.
Per finire, il voto si è risolto con un risultato di stretta misura: 45% di sì e 55 % di no. La fondazione Ethos si riserva comunque la possibilità di far ricorso alla giustizia per imporre una verifica esterna ai vertici dell'UBS.
swissinfo: Come giudica l'esito di questo voto?
Dominique Biedermann: Questo risultato supera le nostre aspettative. Se teniamo conto delle astensioni, il consiglio di amministrazione ha conseguito soltanto una vittoria di stretta misura – e solo dal profilo giuridico. Finora unico nella storia economica svizzera, questo risultato dimostra la fondatezza della nostra richiesta ed evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza per ristabilire la fiducia persa.
swissinfo: Per quale motivo la richiesta di Ethos ha ottenuto un sostegno così grande?
D.B.: Credo che gli azionisti svizzeri si stanno risvegliando – e non per caso. Molti di loro hanno perso tantissimi soldi, dal momento che le quotazioni dei titoli UBS hanno ceduto circa la metà del loro valore negli ultimi mesi. Inoltre, il consiglio di amministrazione della grande banca ha palesato varie contraddizioni nelle sue risposte: da un lato ha affermato che tutte le misure erano già state adottate e dall'altro ha approvato la necessità di un'inchiesta interna.
swissinfo: Nell'ambito di questa inchiesta interna, i vertici dell'UBS terranno conto delle domande formulate dalla fondazione Ethos?
D.B.: È quanto ha annunciato il presidente del consiglio di amministrazione Marcel Ospel dopo il voto. Vogliamo avviare delle discussioni per verificare la possibilità di giungere ad un compromesso. In ogni caso è tutt'altro che risolta la questione del controllo della gestione dei rischi. Ci riserviamo quindi la possibilità di rivolgerci ad un giudice per esigere un'analisi speciale dei rischi.
swissinfo, intervista di Ariane Gigon, Basilea
(traduzione Armando Mombelli)
Ethos, fondazione svizzera per uno sviluppo sostenibile, è stata creata da due casse pensioni nel 1997 a Ginevra. Oggigiorno riunisce un'ottantina di investitori istituzionali.
La fondazione ha come obiettivo di far rispettare negli investimenti dei principi di sviluppo sostenibile e di buona gestione aziendale.
Ethos è proprietaria della società specializzata in investimenti socialmente responsabili Ethos Services, che svolge attività di investimento e di consulenza.