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Secondo quanto riferisce Bloomberg l’azienda avrebbe pagato 5 milioni agli hacker per riprendere il controllo dell’oleodotto sotto attacco informatico.
L’azienda che gestisce il Colonial pipeline avrebbe pagato un riscatto di 5 milioni di dollari agli hacker, probabilmente russi, responsabili dell’attacco informatico che ha messo fuori servizio il più importante oleodotto Usa. A riferirlo ieri è stata Bloomberg. L’attacco informatico al sistema dell’oleodotto aveva causato non pochi problemi nell’approvvigionamento di carburante per automobili e aerei nella East Coast. Inizialmente era circolata la notizia che l’azienda non aveva intenzione di pagare alcun riscatto. Secondo quanto riferisce Bloomberg invece poche ore dopo l’inizio dell’attacco l’azienda avrebbe pagato 5 milioni di dollari in criptovaluta, non rintracciabile.