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BERNA - L'Ufficio federale della cultura (UFC) ha restituito oggi al governo peruviano 48 oggetti dell'epoca precolombiana importati illecitamente. L'azione è da inserirsi nel quadro della legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC). Secondo i responsabili dell'UFC, questo tipo di azioni migliorano l'immagine culturale della Svizzera.
La restituzione è avvenuta grazie all'iniziativa di un privato cittadino svizzero, che ha spontaneamente contattato l'UFC. Lo ha annunciato oggi Jean-Frédéric Jauslin, direttore dell'UFC, nel corso dell'annuale conferenza stampa a Berna, specificando che gli oggetti sono stati consegnati a José Eduardo González Mantilla, rappresentante dell'ambasciata peruviana, il quale ha ringraziato la Svizzera per l'impegno dimostrato nel recupero dei reperti.
Jauslin ha dichiarato che a cinque anni dall'entrata in vigore della LTBC - che regola l'importazione, il transito, il rimpatrio e l'esportazione di beni culturali - si può trarre un bilancio positivo. In un quinquennio si sono infatti registrate oltre 400 verifiche coordinate di beni culturali, che in 105 casi hanno dato luogo a procedimenti penali a livello cantonale, con la restituzione di diversi oggetti agli stati di provenienza.
Con queste azioni la Svizzera non ha solamente migliorato la propria reputazione, ma è anche passata dal quinto al quarto posto nell'ambito dei mercati d'arte. Nel 2009 il complesso delle misure adottate ha infatti permesso l'importazione di beni culturali per un valore di 1,39 miliardi di franchi.
Jauslin ha poi sottolineato l'ottenimento, da parte della Svizzera, di un seggio al Comitato del patrimonio mondiale dell'UNESCO (l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura). L'elezione è avvenuta in modo trionfale, con 104 voti sui 140 disponibili.
SDA-ATS