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LONDRA - L'attivista anti-Brexit Gina Miller è pronta a fare causa a Boris Johnson, nel caso in cui questi dovesse diventare premier, per impedirgli di sospendere il Parlamento in modo da portare la Gran Bretagna fuori dall'Ue senza un accordo con Bruxelles.
Johnson si riserva infatti la possibilità di "prorogare" a ottobre la convocazione della Camera dei Comuni (e quindi di lasciarla transitoriamente chiusa) per il tempo necessario al prossimo governo di procedere senza ulteriori dibattiti a un eventuale divorzio "no deal" dall'Ue.
Secondo il domenicale britannico The Observer, lo studio legale di Miller - Mishcon de Reya - ha già scritto una lettera a Johnson dicendogli che una simile iniziativa sarebbe «costituzionalmente inaccettabile», oltre che illegale, e risulterebbe in un'azione legale immediata nei suoi confronti. L'attivista ha lo stesso team legale che nel 2017 ha costretto la May a concedere ai parlamentari la possibilità di votare prima di far scattare l'Articolo 50 che ha avviato la Brexit.