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A notre propos
Storia della Pro Ticino scritta da Adriano Dolfini
Nel Ticino prettamente rurale d’inizio 19° secolo, segnatamente nelle valli non esistevano grandi possibilità di lavoro. Le famiglie con oltre 10 figli non erano una rarità, per cui non restava altro che prendere il volo verso altri lidi e questo a volte in tenera età. Le difficili vie di comunicazione di quei tempi, cioè ancor prima del traforo del S. Gottardo, non impedì ai ticinesi di spostarsi a nord del Gottardo o verso Francia e Inghilterra e persino in oltremare nelle Americhe e in Australia. Evidentemente questi primi emigranti non avevano praticamente nessuna formazione professionale ed erano disposti ad assumere mestieri umili e faticosi a volte addirittura mal pagati. Nella ricerca di un posto di lavoro si rivolgevano a parenti o convallerani non conoscendo la lingua del posto come pure le possibilità d’impiego esistenti. Così molti ticinesi trovarono lavoro nell’edilizia, in fabbriche, artigianato e commerci, nei trasporti e in alberghi ecc. Le amministrazioni federali (ferrovie, posta, telegrafo, dogana ecc.) prevedevano addirittura un’emigrazione «obbligatoria» all’inizio della carriera in posti medio-alti e così col tempo questi funzionari riuscirono anche ad occupare posizioni di grande rilievo in direzioni regionali e centrali della Confederazione.
Verso la fine del maggio 1915, sotto la spinta di Augusto Rusca, alcuni ticinesi domiciliati nella Svizzera tedesca decisero di esaminare a fondo la questione della fondazione, su base federativa, di un’associazione comprendente tutti i ticinesi disseminati nei cantoni di lingua tedesca e francese.
Leggete tutta la storia della Pro Ticino scritta per il 90esimo del nostro sodalizio da Adriano Dolfini, membro onorario della sezione Lucerna