Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/256040

<h2>SubmittedText<h2><p>Allo scopo di limitare la produzione e l'utilizzo di prodotti che potrebbero contenere composti perfluorinati PFAS, il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>- tenere in considerazione possibili nuove sostanze sostitutive, come raccomandato nei risultati dell'Osservazione nazionale delle acque sotterranee (NAQUA), stato al 2016, pubblicata dall'UFAM nel 2019;</p><p>- adottare un metodo che consenta di distinguere tra diverse categorie, a seconda della rilevanza dei prodotti. I PFAS sono infatti contenuti in prodotti molto diversi tra loro, per esempio negli imballaggi dei fast-food, nella schiuma estinguente oppure in medicinali e cosmetici. In alcuni casi, tali prodotti potrebbero risultare superflui, altri sono per contro necessari a garantire la salute, la sicurezza o il buon funzionamento della nostra società, altri ancora potrebbero invece essere sostituiti da prodotti o procedimenti diversi.</p><p></p><p>Una minoranza della Commissione (Jauslin, Bourgeois, de Montmollin, Gafner, Paganini, Page, Rüegger, Strupler, Wobmann) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I composti alchilici perfluorurati e polifluorurati (PFAS) includono migliaia di composti chimici. I PFAS vengono fabbricati e utilizzati per più di 200 scopi diversi, per esempio come prodotti ausiliari per processi di fabbricazione industriale di sostanze chimiche, per medicinali e dispositivi medici, per applicazioni nell'ambito di processi galvanici e dell'industria metalmeccanica ed elettrica (MEM), per schiume estinguenti e altri dispositivi funzionali di numerosi prodotti. La maggior parte dei prodotti contenenti PFAS in circolazione e in uso in Svizzera è importata. È pertanto pressocché impossibile ottenere informazioni esaustive sui PFAS utilizzati e sulle eventuali sostanze sostitutive; le aziende produttrici, solitamente, non rendono pubbliche tali informazioni.</p><p>Al momento, l'UE sta elaborando le basi per una distinzione tra impieghi essenziali e non essenziali di PFAS. Questa distinzione è fondamentale per definire le eccezioni a un divieto generale di utilizzo. Per garantire un livello di protezione di persone e ambiente pari a quello stabilito nell'UE ed evitare ostacoli al commercio in futuro, è opportuno che la Svizzera non definisca e applichi criteri propri in materia di distinzione tra impieghi essenziali e non.</p><p>Per i PFAS e i loro composti precursori più rilevanti dal punto di vista tossicologico e più di frequente rilevati nell'ambiente, il Consiglio federale ha già emanato, all'interno dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81), disposizioni che ne vietano l'impiego in linea con la corrispondente normativa dell'UE. Inoltre, a livello di UE, si sta lavorando a una normativa finalizzata a limitare ulteriormente quei PFAS che vengono oggigiorno utilizzati per lo più come sostanze sostitutive di PFAS già vietati. Tale normativa ha come oggetto i PFAS impiegati nell'ambito di processi galvanici e nelle schiume estinguenti. La decisione definitiva dell'UE è prevista per il 2024. Il Consiglio federale monitora le novità in materia di limitazioni dei PFAS a livello di UE e ne valuterà a breve la rilevanza per la Svizzera.</p><p>Il 3 maggio 2023 il Consiglio nazionale ha trasmesso il postulato 22.4585 Moser. In risposta, il Consiglio federale presenterà un rapporto sulle necessità di intervento in materia di impiego dei PFAS, risanamento di siti contaminati, definizione di valori limite e informazione del pubblico. La richiesta centrale della presente mozione riguardante le limitazioni dei PFAS sarà presa in considerazione nell'ambito dei lavori in corso e ogni ulteriore necessità di intervento sarà affrontata all'interno del rapporto che verrà redatto in risposta al postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.