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La Svizzera sostiene la riconciliazione palestinese, premessa indispensabile per la realizzazione delle legittime aspirazioni di autodeterminazione palestinesi. L'accordo, che risponde alle attese formulate dalla popolazione palestinese, deve fare avanzare il processo di democratizzazione e il rispetto dei diritti dell'uomo sull'intero territorio e contribuire, inoltre, a rafforzare le istituzioni palestinesi in vista dell'istituzione di uno Stato palestinese.
Secondo la Svizzera occorre ora giungere rapidamente a un «cessate il fuoco» duraturo e a un accordo di liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit nonché a togliere il blocco dalla Striscia di Gaza. La Svizzera stimola inoltre tutte le parti a collaborare strettamente con il Quartetto per giungere a un accordo globale nel conflitto israelo-palestinese, fondato sul diritto internazionale e sulle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU (Risoluzioni 242, 338 e 1515) nonché sul principio del land for peace (terra in cambio di pace).
La Svizzera sostiene la soluzione negoziata dai due Stati secondo il modello sviluppato dai membri della società civile israeliana e palestinese nel quadro dell'iniziativa di Ginevra. Nel 2010 il nostro Paese aveva proposto l'istituzione di un regime d'accesso alla Striscia di Gaza che rispondesse agli interessi di sicurezza d'Israele. La Svizzera interviene inoltre presso tutte le parti affinché venga rispettato pienamente il diritto umanitario internazionale.
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