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In occasione dell’assemblea dei delegati tenutasi a Locarno gli ufficiali della Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) hanno approvato all’unanimità una nuova posizione ufficiale sulla politica di sicurezza svizzera e sull’esercito e sul loro sviluppo. La SSU accoglie e appoggia esplicitamente anche le modifiche che il Consiglio degli Stati vuole apportare nella sessione primaverile al messaggio del Consiglio federale sull’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs). La SSU ha ribadito le sue richieste: un budget per l’esercito di CHF 5 miliardi per un ciclo di più anni, un effettivo regolamentare pari ad almeno 100 000 militi nonché il mantenimento dell’esercito di milizia sulla base dell’obbligo militare. Il brigadiere Denis Froidevaux è stato rieletto ai vertici della SSU: il suo mandato è stato prolungato di un altro anno.
In occasione dell’assemblea dei delegati, gli ufficiali della Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) hanno approvato all’unanimità la nuova Posizione ufficiale sulla politica di sicurezza svizzera e sull’esercito. «Dopo quattro anni era necessario adeguare la posizione ufficiale della SSU agli sviluppi e agli avvenimenti attuali», spiega il brigadiere Denis Froidevaux, presidente della società. La posizione ufficiale rielaborata e approvata dai delegati comprende anche le richieste della SSU in merito al progetto dell’USEs. Questa posizione ufficiale rappresenta la base democratica sulla quale la SSU ha fondato e fonderà le proprie idee e le proprie azioni in merito allo sviluppo dell’esercito svizzero.
L’ulteriore sviluppo dell’esercito prende forma
In linea di massima la SSU sostiene la via intrapresa dell’USEs. Ha continuato a ribadire le proprie richieste in merito all’USEs in occasione della consultazione pubblica, in diversi forum, think tank, consigli e consultazioni davanti alle commissioni della politica di sicurezza.
Per quanto riguarda il messaggio presentato a inizio settembre 2014 dal Consiglio federale al Parlamento, la SSU vede la necessità di apportare delle modifiche riguardanti il finanziamento dell’esercito, il limite dei giorni di servizio, la durata dei corsi di ripetizione e la conservazione della capacità di difesa – ovvero la raison d’être di un’armata – nonché nel riconoscimento del supplemento di prestazioni fornito dai quadri. La SSU chiede inoltre che il Parlamento rimanga fedele alla propria decisione di stanziare, a partire dal 2017, CHF 5 miliardi all’anno per il finanziamento dell’esercito protratto per un ciclo di più anni.
La SSU continua ad essere persuasa che l’esercito svizzero necessiti di uno sviluppo impellente per far fronte, finalmente, all’eliminazione delle lacune lasciate dalle riforme precedenti. Per questo motivo si impegna a portare avanti in modo spedito e senza rallentamenti l’USEs. La SSU sostiene l’USEs perché permetterebbe di:
- eliminare le lacune nel settore dell’istruzione senza dover rimandare ulteriormente (in particolare per quanto riguarda la frequentazione di tutta la scuola reclute e dei giorni di servizio);
- migliorare significativamente la disponibilità, in particolare per quanto riguarda la chiamata in servizio, la conduzione, l’istruzione e la logistica;
- colmare il prima possibile le lacune relative all’equipaggiamento di difesa (armi anticarro, mortai, avioggetti da combattimento ecc.);
- assicurare il finanziamento per la realizzazione dell’USEs in un budget per l’esercito con una rispettiva base legale;
- evitare di scendere in futuro al di sotto della soglia dell’effettivo regolamentare di almeno 100 000 militi, includendo nel piano di crescita non solo la mobilitazione di milizie con elevata disponibilità bensì anche l’intero esercito e aumentando il numero di militi per un periodo di tempo prolungato e oltre l’effettivo regolamentare.
Migliorare i punti deboli dell’USEs
Nel corso di una consultazione pubblica, la SSU ha riscontrato dei punti deboli nell’USEs. Quest’ultimi necessitano di essere corretti nel corso delle trattative politiche. Nel messaggio in questione del Consiglio federale al Parlamento questi punti deboli non sono stati migliorati. La SSU richiede pertanto al Parlamento di apportare le seguenti modifiche all’USEs:
Modifiche generali
- Tutte le truppe – in particolare la fanteria – di tutti i gradi devono essere dapprima formate, istruite ed equipaggiate per la difesa. Ciò avrà delle conseguenze su dottrina, equipaggiamento, istruzione e struttura organizzativa.
Finanziamento
- La decisione del Parlamento di stanziare CHF 5 miliardi all’anno (CHF 20 miliardi suddivisi in quattro anni) per il finanziamento dell’esercito protratto per un ciclo di più anni deve essere rispettata.
Effettivo
- L’esercito necessita di un effettivo regolamentare di almeno 100 000 militi con l’opzione di un rapido aumento in caso di pericolo imminente.
- L’effettivo reale dev’essere dunque pari a 140 000 uomini. È necessario rinunciare alla costituzione di una riserva di militi.
Limite dei giorni di servizio
- Occorre rinunciare immediatamente al limite di 5 milioni di giorni di servizio, poiché i giorni di servizio annuali dipendono dalle richieste e dal profilo delle prestazioni.
Struttura gerarchica
- L’esercito deve essere composto da tre brigate forti e non da due come previsto, poiché un esercito ridotto necessita di maggior flessibilità.
- Il commando delle forze speciali (CFS) deve dipendere direttamente dall’ambito Operazioni.
Durata e quantità dei corsi di ripetizione
- In linea di massima, la durata dei corsi di ripetizione deve rimanere di tre settimane. Può tuttavia essere ridotta (ad esempio in caso di riqualifiche, interventi pianificati a favore delle autorità civili).
- Il numero di corsi di ripetizione da svolgere rimane sei: da un lato perché l’effettivo regolamentare a cui si mira si basa su questa cifra e dall’altro perché la «fluttuazione personale», nel caso di sei corsi di ripetizione, è pari al 15% circa (una percentuale ancora sostenibile). Se i corsi di ripetizione fossero invece cinque il tasso di fluttuazione, dovuto al posticipo del servizio, supererebbe il 20%: una percentuale non più sostenibile per il funzionamento del sistema militare. Nemmeno un’impresa privata potrebbe più funzionare con un simile tasso di fluttuazione.
Riconoscimento del supplemento di prestazioni
- Il riconoscimento dell’obbligo dei giorni di servizio d’istruzione dei quadri di milizia deve essere reso più attrattivo (attestati di formazione, agevolazioni fiscali ecc.) e supportato da base legale.
Servizio civile
- L’accesso al servizio civile durante e dopo la scuola reclute deve essere verificato e reso più difficile: non si può fare cattivo uso del servizio civile per evitare le scomodità del servizio militare.
Il fatto che, nella sezione primaverile del 10 marzo 2015, il messaggio sull’USES è stato trattato dal Consiglio degli Stati, porta la SSU a sperare che il Parlamento apporterà al messaggio le modifiche di cui sopra. La SSU si aspetta che i politici nazionali svizzeri adempiano alla propria responsabilità in materia di politica di sicurezza fornendo all’esercito le risorse e le prerogative necessarie per consentirgli di svolgere le proprie funzioni e di mettersi a servizio della Svizzera e dei suoi cittadini.
Denis Froidevaux è stato rieletto presidente
Dopo un mandato di tre anni, il presidente della SSU, il brigadiere Denis Froidevaux, è stato rieletto. I delegati l’hanno confermato il proprio presidente per acclamazione prolungandone di un anno il mandato ai vertici della SSU.
I nuovi membri del comitato della SSU sono: il colonnello Marc-André Ryter (Société Fribourgeoise des Officiers), il primotenente Stefano Giedemann (Società ticinese degli Ufficiali), il primotenente Daniel Gruber (Offiziersgesellschaft des Kantons Zug), il maggiore Etienne Guggisberg (Société Vaudoise des Officiers) nonché il maggiore Philipp Schoch (Société des officiers des troupes blindées).
|Contatto|
|Brigadiere Denis Froidevaux, presidente, +41 79 214 14 22

Colonnello SMG Marcus B. Graf, vicepresidente, +41 79 670 86 16
Maggiore Daniel Slongo, segretario generale, +41 79 658 69 47