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WASHINGTON - Gli uomini che ritardano la paternità dopo i 45 anni non solo devono affrontare problemi di fertilità, ma mettono a rischio anche la salute della madre e del neonato. Lo ha verificato uno studio della Rutgers university, pubblicato sulla rivista Maturitas.
Per la donna aumenta infatti il rischio di diabete gestazionale, preeclampsia e parto pretermine, mentre per il feto c'è un maggior pericolo di nascita prematura o tardiva, basso peso alla nascita, più difetti congeniti e convulsioni. Inoltre una volta più grandi, questi bambini hanno inoltre maggiori probabilità di sviluppare tumori infantili, disordini psichiatrici e cognitivi, e autismo.
«Mentre si sa che per le donne dopo i 35 anni possono esserci dei cambiamenti fisiologici che influiscono su concepimento, gravidanza e salute del bambino, la maggior parte degli uomini non realizza che anche la loro età avanzata può avere un impatto simile», spiega Gloria Bachmann, autrice dello studio. Tutto ciò dovrebbe essere dovuto al calo naturale del testosterone con l'età, e ad una peggiore qualità dello sperma.
«Oltre alle maggiori probabilità di infertilità maschile legate all'età avanzata, anche se la partner è giovane, sembrano esserci altri cambiamenti che avvengono nello sperma con l'invecchiamento. Per esempio, proprio come si perde forza muscolare, flessibilità e resistenza, negli uomini anche lo sperma tende a perdere la sua 'forma fisica' nell'arco della vita», continua. I danni allo sperma prodotti dallo stress dell'invecchiamento possono portare ad un calo degli spermatozoi, e a cambiamenti nello sperma e ovuli femminili che vengono trasmessi dai genitori ai figli nel loro Dna. Mutazioni genetiche che potrebbero essere legate ad altre malattie nei figli.
«Anche se è ben documentato che i figli di padri anziani sono più a rischio di schizofrenia, la ragione non è ben chiara - prosegue Bachmann -. Se gli uomini pensano di ritardare la paternità, dovrebbero pensare di conservare il loro sperma in una biobanca prima dei 35 anni, o almeno prima dei 45, per ridurre i rischi».
ats/ansa
TMT (ti.mamme team)