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© Marcel Burkhardt
Le nude cifre non aiutano
La domanda «qual è il più grande pericolo per gli uccelli in Svizzera? » viene posta regolarmente. Spesso la risposta a questa domanda si basa semplicemente sul numero di uccelli uccisi. Ma queste cifre non permettono di rispondere alla domanda posta.
Foto © David Jenny
La più grande minaccia per gli uccelli è la distruzione degli habitat, che non provoca vittime dirette, ma rende impossibile agli uccelli insediarsi e nidificare. Vanno quindi adottate con la massima urgenza misure di protezione degli uccelli nelle zone agricole e umide dove, rispettivamente, la metà e circa i due terzi delle specie nidificanti sono già considerate minacciate a causa della perdita di habitat. Anche tutte le altre cause di minaccia per gli uccelli, che si tratti di vetrate, gatti, disturbi, traffico, cavi aerei, impianti eolici o altro, vanno contemporaneamente ridotte al minimo, indipendentemente dal numero di uccelli uccisi.
Anche quando esistono, i numeri assoluti di uccelli uccisi non dicono necessariamente qualcosa sulla rilevanza di un pericolo. In primo luogo, un pericolo può essere serio se le specie minacciate sono gravemente colpite, anche se nel complesso viene ucciso solo un piccolo numero di uccelli. Per questo, da un numero di vittime che sembra piccolo non è ancora possibile trarre conclusioni sulla rilevanza di un pericolo per una particolare specie. In secondo luogo, le cifre riguardanti gli uccelli uccisi sono ben lungi dall’essere disponibili per tutte le cause di morte in quantità sufficienti a consentire buone proiezioni. Indicazioni indirette, come ad esempio diminuzioni di effettivi, sono tuttavia sufficienti a giustificare misure contro una causa di morte. In terzo luogo, non tutti i pericoli devono necessariamente tradursi in uccelli morti: i disturbi causati da attività ricreative in aree precedentemente tranquille possono, ad esempio, essere fatali per gli uccelli. Un uccello raramente muore direttamente a causa di disturbi, ma questi ultimi possono avere un effetto a lungo termine sullo stato di salute o sul successo riproduttivo e rendere inabitabili habitat altrimenti idonei.
L’esempio degli impianti eolici illustra quanto possa essere complessa la discussione su una singola causa di pericolo. Gli impianti eolici vengono spesso costruiti lontano dagli insediamenti per avere un impatto minimo su noi esseri umani. Lì, tuttavia, causano perdite di habitat perché alcuni uccelli evitano le strutture verticali o le ombre proiettate dai rotori. A ciò si aggiungono nuove strade, cavi e infrastrutture simili, costruite per rendere accessibile il parco eolico, che frammentano ulteriormente gli ultimi rifugi di specie minacciate. La migliore accessibilità a seguito dell’installazione causa spesso ulteriori pregiudizi agli uccelli, ad esempio un uso più intensivo del suolo e maggiori disturbi dovuti ad attività ricreative.
La discussione su questo argomento è per lo più limitata alle vittime di collisioni. Tuttavia, a parte alcuni studi, in Svizzera mancano completamente controlli significativi sugli effetti degli impianti eolici esistenti. Tra febbraio e novembre 2015, nel parco eolico presso Le Peuchapatte, nel Giura, la Stazione ornitologica ha studiato quanti uccelli migratori si schiantano contro le turbine eoliche. Oltre alla ricerca sistematica delle vittime degli impatti, tramite un radar è stata misurata anche l’intensità della migrazione. In quella regione, in media 20,7 uccelli per anno e impianto eolico hanno subito collisioni. Con questa cifra, continuano a essere effettuati semplici giochi aritmetici non consentiti. In particolare, non devono essere ignorate le grandi specie di uccelli che si riproducono lentamente, come i rapaci: i loro effettivi possono diminuire anche con solo poche vittime all’anno. Inoltre, il rapporto tra intensità della migrazione e numero di vittime di collisioni è complesso e non è consentito trasferire queste cifre ad altre aree naturali. Nella primavera del 2021, ad esempio, in un parco eolico situato su un passo alpino un collaboratore della Stazione ornitologica ha trovato casualmente, sotto un’unica turbina in posizione critica, numerosi insetti morti e 69 carcasse di uccelli, tra cui anche specie minacciate e potenzialmente minacciate come Luì grosso, Averla piccola e Cutrettola. Per i motivi sopracitati, anche le cifre di questo singolo evento non possono tuttavia essere utilizzate per semplici giochi aritmetici.