Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/136913

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di lottare contro la discriminazione di cui è oggetto a livello internazionale l'industria svizzera della sicurezza e degli armamenti modificando l'articolo 5 capoverso 2 dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB) in modo tale che l'autorizzazione non venga rilasciata se:</p><p>a. il Paese destinatario è implicato illegalmente in un conflitto armato internazionale o se vi è in corso un conflitto armato interno;</p><p>b. esiste il rischio elevato che il materiale bellico da esportare venga utilizzato per commettere gravi violazioni dei diritti dell'uomo nel Paese destinatario;</p><p>c. l'acquisto del materiale bellico da esportare rischia di ostacolare notevolmente lo sviluppo socio-economico del Paese destinatario;</p><p>d. il materiale bellico da esportare rischia di essere utilizzato contro la popolazione civile in violazione del diritto umanitario internazionale o dei diritti umani nel Paese destinatario;</p><p>e. invariata.</p><p>Una minoranza (Savary, Hêche, Zanetti) chiede di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto in adempimento del postulato Frick 10.3622 il Consiglio federale ha rilevato le differenze nella normativa svizzera e di conseguenza la prassi piú restrittiva in materia di autorizzazioni per l'esportazione di materiale d'armamento verso certi Paesi destinatari, a confronto di altri Stati europei come Austria, Svezia, Francia, Germania e Italia.</p><p>Nel rapporto il Consiglio federale esprimeva l'opportunità di riesaminare la situazione svantaggiosa per l'industria svizzera di sicurezza, non appena fossero apparsi segnali che, in base all'andamento economico (congiuntura e mercato del lavoro), facessero temere per il mandato costituzionale del nostro Paese, vale a dire mantenere una capacità industriale adeguata alle esigenze della sua difesa, come contemplato dall'articolo 1 della legge sul materiale bellico.</p><p>Nel frattempo si sono moltiplicate le avvisaglie di crisi sulla situazione economica dell'industria svizzera della tecnica di difesa e di sicurezza. Lo si può constatare per esempio dalla statistica aggiornata delle esportazioni di materiale bellico ma anche dal calo delle operazioni autorizzate.</p><p>Per questa ragione il Consiglio federale sostiene quanto richiesto nella mozione, vale a dire di migliorare le condizioni quadro per l'industria svizzera di sicurezza. Egli è convinto che tale miglioramento sia possibile con un adeguamento dell'ordinanza sul materiale bellico piú limitato di quanto prevede l'ordinanza. In fase di concreto adeguamento della normativa si deve badare a non rinunciare minimamente alla tutela dei diritti umani e alla tradizione umanitaria della Svizzera. Data questa premessa il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.