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Hervé Falciani, l'ex informatico della istituto HSBC a Ginevra, all'origine di SwissLeaks, ha confermato nel corso di una conferenza stampa oggi a Divonne (F) che non si recherà al processo a suo carico previsto a Bellinzona il due novembre prossimo.
"Questo processo è voluto da una banca che ha messo dei soldi sul tavolo per non essere giudicata", ha sottolineato Falciani. Il franco-italiano è consapevole che recandosi al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona potrebbe beneficiare di una pena più mite, ma ha deciso di non fare questa scelta.
"Preferisco 180 procedure d'estradizione in 180 Paesi", ha sottolineato l'ex dipendente dell'HSBC. Hervé Falciani, accusato di acquisizione illecita di dati, spionaggio economico , violazione del segreto commerciale e violazione del segreto bancario, ha affermato che altri Paesi hanno opinioni diverse su questa vicenda, come la Spagna.
"Secondo me in Svizzera non vi sono le condizioni per un processo giusto ed equo", ha aggiunto. Sarebbe comunque pronto a difendersi personalmente davanti a ad un'istituzione come la Corte europea dei diritti dell'uomo.
La vicenda Falciani ha avuto un impatto senza precedenti. I dati rubati hanno anche permesso lo scorso 9 febbraio a un consorzio di media di oltre 40 Paesi tra cui la Svizzera, in una operazione battezzata "SwissLeaks", di rivelare che non solo evasori fiscali, ma anche trafficanti di droga e finanziatori del terrorismo islamico figuravano fra i clienti della HSBC.
Secondo i dati ottenuti dal quotidiano francese "Le Monde" e poi condivisi con la rete del Consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta, 180,6 miliardi di euro sarebbero transitati, a Ginevra, sui conti HSBC di oltre 100'000 persone di circa 200 Paesi e di 20'000 società offshore, fra il 9 novembre 2006 e il 31 marzo 2007. Un periodo corrispondente a quello della cosiddetta "lista Falciani" fornita al fisco francese e poi circolata tra i servizi omologhi di mezzo mondo.
Lo scorso giugno, la HSBC ha versato 40 milioni di franchi alle autorità ginevrine, mettendo così fine a un procedimento per riciclaggio di denaro aggravato aperto contro la banca in febbraio.
SDA-ATS