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Un dilemma 'presidenziale' da 300 milioni di dollari. A tanto ammonta il debito di Donald Trump con Deutsche Bank. Un debito acceso su garanzie personali del presidente e negoziato dal 2012 al 2015, e che finora è stato regolarmente rimborsato.
Ma, e questo è il grattacapo per Deutsche Bank, se ci dovesse essere un default sul prestito la banca potrebbe rivalersi su altri asset di Trump, ora presidente. Un nodo non facile da sciogliere, al quale però la banca sta lavorando per evitare di trovarsi nell'imbarazzante situazione di perseguire il presidente americano.
Per Deutsche Bank si tratta di un lavoro non facile. Fra le indagini negli Stati Uniti nei confronti della banca e le possibili critiche di favoritismi a Trump, un equilibrio non sembra facilmente a portata di mano.
Se la banca dovesse decidere di rimuovere le garanzie personali di Trump nell'ambito della revisione del contratto potrebbe essere accusata di piegarsi al presidente. Se gli interessi dovessero salire nell'ambito di una ristrutturazione del debito, Deutsche Bank rischierebbe di mettere in pericolo la Trump Organization. La partita è complicata ulteriormente dalle indagini delle autorità americane su Deutsche Bank per transazioni sospette con ricchi russi.
Una delle possibili soluzioni per la banca potrebbe essere la vendita del debito, anche se non è chiaro chi potrebbe essere interessato ad acquistarlo dato l'interesse dei media per chiunque faccia affari con Trump.