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Il partito borghese democratico (PBD) ha lanciato oggi in occasione della sua assemblea dei delegati a Winterthur (ZH) la campagna in vista delle elezioni federali che si terranno in autunno. L'obiettivo del partito, secondo il suo presidente Martin Landolt, è di salvaguardare almeno il 5,4% dei voti e di vincere tre seggi oltre ai nove attuali detenuti al Nazionale.
Per illustrare la campagna il partito ha scelto come emblema l'ape, ha precisato il consigliere nazionale bernese Lorenz Hess. Si tratta - ha spiegato - di un insetto noto per la sua applicazione, perseveranza, impegno e senso di gruppo.
Fondato nel 2008, il PBD ha posizioni coraggiose e che mirano alla ricerca di soluzioni e un profilo "chiaro e indipendente", ha affermato Landolt. Il partito ha sempre aiutato a raggiungere maggioranze perché fa "politica senza paraocchi", ha aggiunto la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.
In vista delle prossime elezioni federali il PBD punta su tre temi centrali: la salvaguardia della via bilaterale, la svolta energetica con una uscita coordinata dal nucleare e più potere femminile nell'economia.
Le donne devono beneficiare di migliori opportunità nel mercato del lavoro "non solo per motivi di parità, ma soprattutto per ragioni economiche", ha precisato oggi una nota. Se più donne potessero realizzare la loro scelta professionale, si potrebbe ridurre la penuria di mano d'opera qualificata e frenare l'immigrazione, ha aggiunto il partito.
Gli accordi bilaterali hanno portato all'economia svizzera successo e stabilità e per questo vanno salvaguardati e garantiti nel tempo, ha affermato dal canto suo Lorenz Hess.
Parlando della recente decisione della Banca nazionale svizzera di abolire la soglia minima di cambio franco-euro, la consigliera federale ha rilevato che avvenimenti come questo mostrano quanto siano stretti i legami tra la Svizzera e il resto del mondo.
I delegati hanno poi fissato la parola d'ordine in vista delle votazioni dell'8 marzo prossimo. Con 146 voti contro 13 hanno deciso di non sostenere l'iniziativa del PPD che chiede di esentare dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione.
L'iniziativa non è necessaria perché già adesso Confederazione, cantoni e comuni praticano una "politica familiare e di promozione della famiglia molto sociale", ha rilevato la consigliera di stato grigionese e vicepresidente del partito Barbara Janom Steiner.
La riforma poi non aiuterebbe in primo luogo i meno abbienti, ma piuttosto chi ha un buon reddito. In ottobre il partito aveva già detto di no all'iniziativa dei Verdi liberali di sostituire l'IVA con un tassa sull'energia, altro tema in votazione in marzo.
SDA-ATS