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WALLISELLEN - Interruzione di esercizio, pandemia e sinistri informatici sono i tre rischi più temuti dalle aziende per il 2021, sia in Svizzera che a livello mondiale. Il pericolo di pandemia sale dal 17esimo al secondo posto nella classifica globale e dal 14esimo al terzo nella Confederazione.
In base all'Allianz Risk Barometer 2021, il decimo condotto finora, l'interruzione di esercizio (citata dal 58% degli interrogati dal sondaggio) e i sinistri informatici (56%) sono gli eventi più temuti quest'anno in Svizzera, seguiti a ruota dalla pandemia (48% delle risposte).
Il barometro è chiaramente dominato dai tre rischi, che sono strettamente collegati tra loro e mettono in evidenza la crescente vulnerabilità del mondo altamente globalizzato e interconnesso in cui viviamo, afferma l'analisi di Allianz.
«La pandemia di coronavirus - aggiunge - ci ricorda quanto sia importante rafforzare la gestione dei rischi e il Business Continuity Management per attrezzarsi meglio, come impresa, contro gli eventi estremi e poterli superare. Mentre la pandemia continua a tenere in scacco numerosi paesi in tutto il mondo, dobbiamo prepararci a fare i conti con una maggiore frequenza di situazioni estreme: ad esempio un blocco globale dei servizi cloud o un attacco informatico su scala mondiale, catastrofi naturali causate dal cambiamento climatico o addirittura una nuova epidemia».
Il fatto che, prima del coronavirus, il timore di una pandemia non abbia mai superato il sedicesimo posto in classifica nelle dieci edizioni dell'Allianz Risk Barometer dimostra quanto fosse sottovalutata. Nel 2021 è invece il rischio più temuto in 16 paesi e uno dei tre più temuti in tutti i continenti e in 35 dei 38 paesi considerati.
Rispetto all'anno scorso in Svizzera hanno perso una posizione i cambiamenti a livello giuridico (quarto posto con il 24% delle risposte), come guerre commerciali e dazi, protezionismo e sanzioni economiche. In controtendenza rispetto alla discesa registrata nella classifica mondiale, nella Confederazione i pericoli legati ai cambiamenti climatici e alla crescente variabilità meteorologica entrano per la prima volta nella Top Ten, collocandosi al settimo posto (12% delle risposte).
Al sondaggio hanno risposto complessivamente 2'769 esperti di 92 paesi, tra cui amministratori delegati, gestori del rischio, broker ed esperti assicurativi.