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GINEVRA - L'assegnazione odierna del Premio Nobel per la Pace 2017 all'Ican, organizzazione con sede principale a Ginevra che si batte per il bando delle armi nucleari, «manda un importante segnale». Lo ha affermato sui social network la presidente della Confederazione Doris Leuthard.
Questo riconoscimento è una spinta «per tutti quelli che lottano per un mondo senza armi atomiche», in un periodo storico in cui queste rappresentano «un rischio crescente», ha detto Leuthard.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha dal canto suo elogiato l'Ican per la sua «instancabile dedizione». Questo Nobel certifica l'importante contributo della società civile per il disarmo nucleare e «incoraggia tutti gli attori a rafforzare gli sforzi comuni».
La Svizzera tuttavia non fa al momento parte della cinquantina di Stati firmatari del nuovo trattato che vieta le armi atomiche. La posizione della Confederazione sull'accordo richiede «una valutazione approfondita», ha precisato il DFAE all'ats.
Dopo essersi astenuta sulla risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU in dicembre sul tema, Berna ha in seguito partecipato ai negoziati di New York. Aveva votato in favore dell'intesa quando questa era stata approvata nel luglio scorso.
La firma del testo non è però ancora arrivata in quanto la Svizzera non vuole un trattato che potrebbe ridurre il margine di manovra dei Paesi che lo ratificano per collaborare in materia di sicurezza.
Gli Stati considerati come potenze nucleari hanno rifiutato di partecipare al processo di elaborazione dell'accordo, rendendolo dunque pressoché simbolico. Si stima che non avrà particolare impatto sullo stock mondiale di testate nucleari.