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La Svizzera vuole azzerare entro il 2050 il bilancio netto di emissioni di CO2. Per spiegare come riuscirci, il Consiglio federale ha adottato una "Strategia a lungo termine per il clima", che indica dove occorre fissare le priorità.
Le emissioni di gas serra nei settori trasporti, edifici e industria potranno ad esempio essere azzerate entro tale data. Sugli obiettivi pende però la spada di Damocle del referendum contro la riveduta legge sul CO2.
L'elaborazione di una strategia climatica, da presentare al Segretariato dell'ONU sui cambiamenti climatici, è una delle esigenze dall'Accordo di Parigi. La Svizzera è insomma in buona compagnia: anche UE l'ha adottato obiettivi simili e ora anche gli Stati Uniti, come annunciato dal nuovo presidente Joe Biden, ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga in conferenza stampa.
"L'obiettivo di zero emissioni nette non è solo necessario, è anche realizzabile, finanziariamente accettabile e rappresenta una vera opportunità per il nostro Paese e per le imprese", ha sostenuto la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Con l'abbandono dei combustibili e carburanti fossili come petrolio, gas, benzina e diesel, la Svizzera potrà ridurre la sua dipendenza dall'estero. Detto in altre parole: il denaro che attualmente finisce all'estero, in futuro sarà investito nella nostra economia.
Più in dettaglio, la strategia climatica formula dieci principi che nei prossimi anni dovranno caratterizzare la politica svizzera in materia, ha spiegato Sommaruga. Il documento stabilisce inoltre obiettivi per i settori edifici, industria, trasporti, agricoltura e alimentazione, mercato finanziario, aviazione e industria dei rifiuti.
I settori edifici e trasporti potranno in particolare ridurre quasi a zero le emissioni entro il 2050. Quelle dovute al consumo di energia nell'industria potranno anche essere fortemente ridotte (-90% rispetto al 1990).
Per ridurre le emissioni di gas serra il Parlamento ha recentemente adottato una revisione della legge sul CO2. Per l'esecutivo si tratta di un elemento "fondamentale per raggiungere l'obiettivo delle emissioni nette pari a zero".
Il popolo dovrebbe esprimersi a giugno sulla revisione legislativa. Qualora dovesse respingerla, le misure che bisognerà adottare per raggiungere gli obiettivi internazionali in materia climatica saranno ancora più drastiche, ha avvertito Sommaruga.