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Le prospettive per l'industria esportatrice elvetica sono migliorate ulteriormente e la domanda estera è ai livelli più elevati da cinque anni a questa parte. Le piccole e medie imprese (PMI) si mostrano quindi ottimiste.
Stando al barometro delle esportazioni del primo trimestre pubblicato oggi dall'ente di promozione economica all'estero della Confederazione Switzerland Global Enterprise (S-GE, già Osec) e da Credit Suisse, la produzione industriale nei principali paesi di destinazione è migliorata ancora, attestandosi a 1,72 punti (1,04 nel quarto trimestre 2016), ai massimi da fine 2011.
Di conseguenza le 200 aziende interrogate nell'ambito del sondaggio considerano le loro chances in maniera più positiva rispetto agli ultimi trimestri: l'indice relativo al clima delle esportazioni si è portato a 66,1 punti (63,7 nel trimestre precedente), il livello più alto dal secondo trimestre 2014.
La domanda di prodotti elvetici dovrebbe rafforzarsi soprattutto in Cina e India, mentre gli Stati Uniti dovrebbero restare una locomotiva delle esportazioni svizzere. Ma una progressione è attesa pure in Europa e in Iran: alla domanda in quali mercati le PMI intendono attivarsi la Repubblica islamica è stata chiaramente la più citata.
Le aziende prevedono un aumento dell'export in sei degli otto rami industriali esaminati. Soprattutto i settori delle macchine, dei servizi e dell'industria di precisione si dicono ottimisti, con una crescita attesa di oltre il 3%. In controtendenza sono solo i rami della carta e dei beni di consumo.
SDA-ATS