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<h2>SubmittedText<h2><p>In adempimento del postulato della CTT-S 09.3002, "Valutazione del mercato delle telecomunicazioni", chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che nei Paesi più avanzati in materia di fibra ottica, l'ampliamento della rete è stato promosso attraverso misure statali? </p><p>2. In Germania è stato dimostrato che promuovendo l'ampliamento della banda larga con 36 miliardi di euro è possibile generare una crescita economica di oltre 170 miliardi di euro e creare quasi un milione di posti di lavoro. Il rapporto del Consiglio federale chiarisce anche quali ripercussioni avrebbero sull'economia e sui consumatori in Svizzera una promozione dell'estensione della rete da parte dello Stato o di una realizzazione studiata, senza costruzioni parallele, fino a raggiungere una copertura integrale del territorio? </p><p>3. Stando alle dichiarazioni di Swisscom circa l'80 per cento dei costi complessivi relativi alla fibra ottica sono riconducibili ai lavori di genio civile. Gli investimenti sono effettuati esclusivamente da aziende della mano pubblica (Swisscom e le aziende elettriche). Visto quanto precede, non sarebbe opportuno evitare investimenti paralleli nelle città e impiegare questi mezzi per migliorare la situazione al di fuori dei centri urbani?</p><p>4. Guidare l'ampliamento della rete in modo responsabile è necessario anche per la salvaguardia della coesione nazionale. Attualmente sono in esame misure a tal riguardo? E come reagisce il Consiglio federale al fatto che si profilano già le prime concretizzazioni mentre i negoziati sono ancora in corso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Stando alle statistiche pubblicate dall'OCSE, i Paesi che registrano il maggior numero di collegamenti in fibra ottica sono la Corea e il Giappone. A tale proposito, occorre tenere presente che da diversi anni i due governi hanno instaurato una politica molto attiva volta a promuovere la società dell'informazione nei loro Paesi. La Corea, ad esempio, ha adottato un primo piano già nel 1995 con l'obiettivo di creare un'infrastruttura ad altissima velocità su tutto il territorio. D'altronde, nella primavera del 2009, le autorità coreane hanno annunciato il lancio di un nuovo piano volto a collegare le case a una rete in fibra ottica ancora più efficiente. A tale proposito, nel corso dell'ultimo decennio, lo Stato coreano ha stanziato ingenti fondi. Per di più, le politiche volontariste attuate in questi due Stati si basano su determinate caratteristiche locali atte a favorire l'adozione di nuove tecnologie. </p><p>La Svezia si colloca al terzo posto della classifica. In questo Paese la rete in fibra ottica è spesso costruita su iniziativa delle autorità locali che in seguito, in modo non discriminatorio, mettono le infrastrutture a disposizione degli operatori dei servizi di telecomunicazione. In questi casi, lo Stato centrale interviene solo minimamente sul piano finanziario e assume piuttosto un ruolo di facilitatore. </p><p>Di conseguenza, non esiste un modello unico per promuovere la fibra ottica in un Paese. Tutto dipende dagli obiettivi, dal ruolo tradizionalmente attribuito allo Stato centrale nonché dalle risorse finanziarie che si è disposti a stanziare per raggiungere tali obiettivi. </p><p>2. Le cifre riguardanti la Svizzera non sono disponibili. È fuori da ogni dubbio, comunque, che infrastrutture affidabili e moderne siano un importante fattore di localizzazione. Il Consiglio federale, pertanto, intende creare condizioni di investimento favorevoli e approva gli sforzi sostenuti dalle parti coinvolte per un coordinamento dei lavori di ampliamento delle infrastrutture. Qualsiasi decisione in materia di costruzione e potenziamento delle infrastrutture richiede ad ogni modo un previo esame dei costi e dei benefici. Poiché il Consiglio federale ritiene che gli attori del mercato siano gli unici a disporre di adeguate conoscenze sugli sviluppi tecnologici e a poter valutare correttamente le probabilità di riuscita, è a loro che devono spettare le decisioni relative ai singoli investimenti.</p><p>3. Le imprese che attualmente investono prevalentemente nella fibra ottica, ovvero Swisscom e le aziende elettriche di vari comuni, sono coscienti dei rischi e, come dimostrato dai fatti, aspirano a creare diversi modelli di cooperazione in modo da poter sfruttare eventuali sinergie. Il successo conseguito dalle tavole rotonde organizzate dalla ComCom e dai gruppi di lavoro riunitisi sotto l'egida dell'UFCOM testimoniano questa volontà. Nella situazione attuale, il rischio che vengano costruite grandi reti parallele sembra limitato.</p><p>4. Ovviamente il rapporto in corso menziona anche la questione della coesione nazionale. Finora, il servizio universale è stato lo strumento previsto dalla LTC per garantire un'offerta minima di prestazioni a tutta la popolazione e su tutto il territorio. Se questo strumento, nella sua forma attualmente prevista dalla legge, dovesse risultare insufficiente in vista degli obiettivi da raggiungere, la scelta di nuove misure atte a promuovere una copertura più rapida del territorio dovrebbe essere oggetto di dibattito politico in seno al Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.