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Un gruppo di avvocati romandi, che ha difeso attivisti per il clima, ha deciso di passare dalla difesa all'attacco e ha creato un'associazione il cui obiettivo è portare in tribunale le questioni di tutela climatica e (se è il caso) punire chi non rispetta le regole.
Finora si è trattato di difendere persone perseguite penalmente dallo Stato per il loro impegno contro il riscaldamento globale. Ora si vuole invertire questa logica e offrire ai cittadini la possibilità di fare causa allo Stato e alle aziende più inquinanti, hanno spiegato - in una conferenza stampa odierna a Losanna - i fondatori di "Avvocati/e per il clima", presentando i loro obiettivi.
L'associazione (che si definisce anche "ausiliari per la giustizia climatica") non ha scopo di lucro, è apartitica, intende espandere i propri ranghi grazie alla rete di decine di avvocati che hanno difeso attivisti a favore del clima. L'intenzione è di collaborare con avvocati della Svizzera tedesca e con ONG internazionali.
Seguendo l'esempio di quanto avvenuto nei Paesi Bassi, in Germania e Francia, "Avvocati/e per il clima" vuole avviare procedimenti legali, sia per questione di responsabilità dello Stato, che per richieste di risarcimento contro le aziende inquinanti o anche per procedimenti per bloccare costruzioni autorizzate, ma illegali.
L'associazione, costituita ufficialmente nel settembre 2021, è composta anche di esperti, professori di diritto e studenti. Oggi ha annunciato di avere in preparazione due procedimenti. Uno, che potrebbe essere inoltrato entro l'inizio del 2023, riguarda un'azione di responsabilità civile contro la Confederazione - a nome di una quindicina di rappresentanti di agricoltori, comprese associazioni, colpiti dai cambiamenti climatici - per il mancato rispetto dei requisiti della legge sulla CO2.
Un altro dossier riguarda delle società (non nominate) per concorrenza sleale in relazione a informazioni false o fuorvianti su presunti fondi di investimento ecologici e sostenibili. Questa causa, intentata per conto dell'associazione stessa, dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno.
"Attualmente è in atto un movimento di portata eccezionale e senza precedenti, con oltre 2'000 cause sul clima pendenti davanti ai tribunali di tutto il mondo", ha sottolineato Raphaël Mahaim, consigliere nazionale (Verdi/VD) e membro fondatore dell'associazione. Si tratta di attuare una svolta strategica nelle controversie sul clima, ha detto Irene Wettstein, avvocata di Vevey. "Ne abbiamo piene le scatole di essere sempre dalla parte della difesa". "Si tratta di passare all'offensiva di fronte all'atteggiamento attendista della magistratura svizzera, che è increscioso", ha aggiunto.