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Kofi Annan è convinto che il nuovo Consiglio per i diritti umani avrà sede a Ginevra. Il segretario dell'ONU spera che sia creato ancora quest'anno.
Dopo un incontro con una delegazione del governo elvetico, Annan ha lodato la Svizzera, definendola un motore per le riforme delle Nazioni Unite.
Il futuro Consiglio per i diritti umani, destinato a sostituire l'attuale commissione, avrà la sua sede a Ginevra. In visita a Berna, il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha dato ampie garanzie in questo senso.
La Commissione dei diritti umani ha già la sua sede a Ginevra e gli stati membri sono d'accordo che così rimanga, ha dichiarato Annan alla stampa. «A New York non avremmo posto per questo organo!», ha aggiunto.
Il segretario generale ha parlato con il presidente della Confederazione Samuel Schmid alla residenza del Lohn, vicino a Berna. Precedentemente aveva incontrato la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey e il ministro dell'economia Joseph Deiss, oltre al presidente della commissione di politica estera del Consiglio nazionale (camera del popolo) Erwin Jutzet.
«Motore delle riforme»
In occasione dei colloqui, il presidente della Confederazione e la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) hanno sottolineato le priorità della Svizzera «insistendo in particolare sulla creazione di un Consiglio per i diritti umani a Ginevra», ha sottolineato Schmid.
Berna aveva considerato di presentare all'Onu un progetto di risoluzione sulla creazione di un tale organo. La Svizzera chiedeva che il Consiglio fosse dotato di una forte legittimità, di ampie competenze e posto direttamente sotto l'autorità dell'Assemblea generale, mantenendo la sua sede a Ginevra.
Durante i colloqui si è parlato anche di caschi blu. Il governo elvetico ha riconosciuto la necessità di aumentare il numero di soldati inviati in missioni all'estero, ha fatto sapere alla stampa il Samuel Schmid.
Da parte sua Kofi Annan ha espresso ampie lodi per l'impegno della Svizzera nelle Nazioni Unite. Il paese ha un ruolo molto attivo anche rispetto alla riforma del Consiglio di sicurezza. La Svizzera e i paesi europei sono il motore delle riforme dell'organismo mondiale, ha affermato il segretario generale dell'ONU.
Presto colloqui sul Kosovo
La presenza di Annan a Berna è stata anche l'occasione di parlare dello statuto del Kosovo. Interrogato sulla questione dalla stampa, Kofi Annan ha dichiarato: «Oggi avvertirò il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che intendo avviare la discussione. Voglio nominare qualcuno, un incaricato speciale, per guidare questi negoziati», ha dichiarato Annan, che si dice convinto che i colloqui tra rappresentanti serbi e kosovari potranno essere avviati rapidamente.
L'emissario speciale dell'Onu in Kosovo, Kai Eide, ha consegnato mercoledì al segretario generale il suo rapporto sull'«esame globale» della provincia serba. «Evidentemente non dirò adesso quali sono le conclusioni del documento», ha detto Annan.
Annan ha tuttavia rifiutato di commentare le dichiarazioni di Berna riguardo alla «indipendenza formale» della provincia. Questa presa di posizione, espressa in maggio dal rappresentante della svizzera all'Onu Peter Maurer, aveva provocato proteste da parte di Belgrado.
Soddisfazione per il Nobel all'AIEA
Durante la sua visita a Berna Annan ha anche espresso soddisfazione per l'assegnazione del premio Nobel per la pace all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) e al suo direttore generale Mohamed ElBaradei. Sono «felicissimo», ha dichiarato.
«Il Premio è un richiamo opportuno del bisogno acuto di compiere progressi nel settore della non proliferazione nucleare e del disarmo in un momento in cui le armi di distruzioni di massa continuano a costituire un grave pericolo per noi tutti», ha detto Annan in una dichiarazione diffusa a Berna.
swissinfo e agenzie
In breve
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha incontrato nel corso di una visita ufficiale di lavoro una delegazione del governo svizzero.
Durante i colloqui si è parlato del Consiglio per i diritti umani a Ginevra, delle riforme dell'ONU e del futuro di Kosovo e Iraq.
Il Consiglio per i diritti umani dovrebbe sostituire l'attuale commissione per i diritti umani, che ha sede a Ginevra.