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Una grave tragedia della montagna è avvenuta oggi in Nepal dove una valanga ha travolto decine di alpinisti impegnati nell'ascensione del monte Manaslu, ottava vetta del mondo (8.156 metri) nella catena dell'Himalaya, con un bilancio provvisorio di almeno 13 morti, mentre 12 alpinisti sono stati salvati.
Fra le vittime vi sono un alpinista italiano, oltre a tedeschi, nepalesi e un francese, mentre gli italiani Silvio Mondinelli, Christian Gobbi e Marco Confortola, che facevano parte della spedizione, sono illesi.
Lo stesso Mondinelli ha confermato in una telefonata il pesante bilancio di almeno 13 morti, con la precisazione che "è probabile che sotto la valanga ce ne siano altri". Da parte sua un portavoce dell'agenzia nepalese Thamserku Trekking, che ha organizzato la spedizione, ha indicato a Khatmandu che "gli stranieri che vi partecipavano erano 14".
Secondo la ricostruzione dell'incidente fatta da Mondinelli, un seracco di ghiaccio si è staccato prima dell'alba dal fianco della montagna e cadendo avrebbe provocato una valanga che si è abbattuta sul campo base n.3 del Manaslu che si trova a 7.000 metri di quota. Data l'ora, tutti gli alpinisti stavano dormendo nelle tende con gli sherpa e sono quindi stati investiti in pieno dalla enorme massa di neve e ghiaccio.
Squadre di soccorso hanno raggiunto in elicottero il luogo dell'incidente, recuperando i cadaveri affiorati, organizzando il recupero di quelli ancora sotto la neve, e trasferendo i feriti, fra cui almeno cinque tedeschi, in ospedali di Khatmandu.
SDA-ATS