Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01225.jsonl.gz/710

29.03.2022
Grazie al miglioramento della situazione epidemiologica, per il 2022 sono previste misure di stabilizzazione molto meno incisive per far fronte alla crisi pandemica. La ripresa dell’economia svizzera dovrebbe determinare saldi finanziari positivi nei settori parziali riguardanti i Cantoni e le assicurazioni sociali pubbliche. Per l’intero settore delle amministrazioni pubbliche (Confederazione, Cantoni, Comuni e assicurazioni sociali) per il 2022 si attende un’eccedenza di circa 3 miliardi di franchi, mentre dal 2023 il debito lordo dovrebbe tornare a diminuire. Questo è quanto emerge dalle ultime cifre della statistica finanziaria, pubblicate dall’Amministrazione federale delle finanze (AFF). In considerazione del conflitto in Ucraina, le previsioni sono tuttavia caratterizzate da incertezze.
La statistica finanziaria dell’AFC fornisce una panoramica della situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche (Confederazione, Cantoni, Comuni e assicurazioni sociali pubbliche). Sono ora disponibili i risultati provvisori per il 2020 come pure le stime e le proiezioni per i successivi cinque anni, che in particolare tracciano un quadro delle spese sostenute a tutti i livelli istituzionali per affrontare la pandemia di COVID-19.
La pandemia da coronavirus ha innescato la peggior crisi economica degli ultimi decenni, portanto nel 2020 a un disavanzo record di 21 miliardi di franchi per le finanze delle amministrazioni pubbliche. Il deficit del 3,0 per cento del prodotto interno lordo (PIL) è dovuto a un forte aumento delle uscite nei settori parziali Confederazione, Cantoni e assicurazioni sociali pubbliche e a una riduzione del gettito fiscale della Confederazione (soprattutto a titolo di imposta preventiva). Gran parte delle uscite supplementari sono state impiegate per sostenere i redditi e preservare i posti di lavoro (ad es. indennità per perdita di guadagno e per lavoro ridotto), finanziare misure di carattere sanitario (ad es. acquisto di materiale sanitario e test COVID-19) e aiutare i settori particolarmente colpiti.
Nel 2021 le misure di stabilizzazione sono state completate con aiuti per i casi di rigore erogati alle imprese. Negli anni 2020 e 2021 l’insieme delle amministrazioni pubbliche ha registrato uscite complessive pari a circa 34 miliardi per fronteggiare la pandemia di COVID-19. Vista la contestuale riduzione del gettito fiscale delle amministrazioni cantonali e comunali, nel 2021 l’onere delle amministrazioni pubbliche è rimasto molto elevato. Il deficit dell’insieme delle amministrazioni pubbliche ammonterà presumibilmente allo 0,7 per cento del PIL.
Sulla scia della ripresa dell’economia svizzera, nel corso del 2022 la situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche dovrebbe normalizzarsi. La distribuzione supplementare dell’utile della Banca nazionale svizzera (BNS) e la solida crescita del gettito fiscale dei Cantoni e dei Comuni contribuiscono in misura importante all’evoluzione positiva dell’intero settore delle amministrazioni pubbliche. Grazie agli elevati saldi finanziari positivi dei Cantoni e delle assicurazioni sociali, per l’insieme delle amministrazioni pubbliche è prevista un’eccedenza dello 0,4 per cento del PIL.
Per finanziare le misure di vasta portata adottate per far fronte alla pandemia da coronavirus nel 2020 e 2021, le amministrazioni pubbliche hanno utilizzato la liquidità disponibile e aumentato il loro debito. Anche nel 2022 il capitale di terzi per l’insieme delle amministrazioni pubbliche (in particolare a livello di Confederazione) dovrebbe continuare ad aumentare in termini nominali e raggiungere un nuovo record di 314,3 miliardi. Secondo la stima attuale, per il 2023 è previsto un calo del debito a seguito delle eccedenze di finanziamento nei settori parziali Confederazione, Cantoni e assicurazioni sociali. Grazie alla forte crescita economica, la quota di capitale di terzi per l’insieme delle amministrazioni pubbliche diminuisce già nel 2021, passando dal 42,6 per cento (2020) al 41,4 per cento (2021) del PIL.
Evoluzione del debito: capitale di terzi 1990–2023 in miliardi di franchi per tutti i settori parziali (scala sinistra) e in percento del PIL per l’insieme delle amministrazioni pubbliche (scala destra)
Rischi: la maggiore incertezza per le finanze pubbliche è legata al fatto che la situazione congiunturale potrebbe peggiorare a causa degli sviluppi internazionali (conflitto in Ucraina, forte aumento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari, maggiori problemi di fornitura) e dell’apprezzamento del franco, determinando un conseguente aumento delle uscite per le amministrazioni pubbliche (ad es. per l’aiuto umanitario, i combustibili e l’energia). La pressione globale sui prezzi potrebbe portare anche in Svizzera a un’impennata dell’inflazione. In tal caso le previsioni sull’evoluzione delle finanze pubbliche per i prossimi anni potrebbero risultare troppo ottimistiche.
I risultati definitivi del 2020 per ogni livello istituzionale saranno pubblicati il 13 ottobre 2022.
Ultima modifica 22.04.2022