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BERNA - L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), in una presa di posizione odierna, critica le proposte di modifica dell'ordinanza sui fondi propri e di quella sulle banche, relative alla nozione "Too big to fail" (troppo grande per fallire), che fin qui ha dato risultati positivi.
Le misure introdotte dalla Svizzera con un certo anticipo rispetto agli altri Paesi, sono "globalmente positive" e anche le banche - scrive ASB - sono favorevoli al fatto che gli istituti di importanza sistemica siano sottoposti a una regolamentazione appropriata, paragonabile a quella in vigore su scala internazionale, poiché "una piazza finanziaria stabile costituisce un chiaro vantaggio concorrenziale".
Le proposte di modifica della norma "Too big to fail" sono state adottate dal Consiglio federale nell'ottobre 2015 e "in linea di principio raccolgono l'adesione delle banche". In tale contesto l'ASB "non comprende che si introduca più severità nelle norme tramite ordinanza, severità che riguarderebbe non solo gli istituti di importanza sistemica, ma tutte le banche".
In particolare 'ASB afferma di essere contraria ad una FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) che disponga di un ampio margine di apprezzamento nell'applicazione della normativa.