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L’uomo, ex responsabile dell’Unicef, era stato incarcerato nel febbraio del 2016. Entrambi erano stati condannati a dieci anni di prigione per spionaggio
Il cittadino iraniano-americano Baquer Namazi, 85 anni ed ex responsabile dell’Unicef, è stato rilasciato "per cercare trattamenti medici all’estero" dopo essere stato detenuto in Iran per oltre sei anni. Insieme a lui è stato liberato anche il figlio, Siamak Namazi.
La notizia, annunciata da Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, è stata confermata nel giro di poche ore dal responsabile per le questioni internazionali della Giustizia iraniana Kazem Gharibabadi.
Baquer Namazi può lasciare l’Iran quando lo vorrà, ha detto il funzionario iraniano citato dall’Irna. L’85enne era detenuto dal febbraio del 2016 quando si era recato in Iran per far liberare suo figlio, un uomo d’affari iraniano-americano arrestato l’anno prima. Entrambi erano stati condannati a dieci anni di prigione per spionaggio.
In cura da quattro anni nella sua casa di Teheran, a giugno Namazi aveva pubblicato un editoriale sul NY Times in cui "implorava" il presidente Usa Joe Biden di considerare uno scambio di prigionieri con Teheran per consentirgli l’espatrio.
L’anziano era stato esentato dallo scontare la pena nel 2020 ma non poteva lasciare l’Iran nonostante i suoi problemi di salute. Guterres si è detto "riconoscente che in seguito agli appelli (suoi, ndr) al presidente della repubblica islamica il nostro ex collega Baquer Namazi è stato autorizzato a lasciare l’Iran per ricevere un trattamento medico all’estero".