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Chi non è in linea, è fuori!
In consultazione la revisione della LPers
Il 19 settembre 2008 il Consiglio federale ha posto in consultazione la revisione della legge sul personale federale (LPers), in base alla quale la Confederazione adeguerà al CO le proprie disposizioni in materia di licenziamento. Le associazioni del personale sono contrarie al nuovo testo di legge.
André Eicher, segretario centrale di garaNto
Il Consiglio federale intende adeguare i termini di licenziamento dopo il periodo di prova allineandosi al minimo previsto dal Codice delle obbligazioni (CO) ossia:
- 1 mese nel primo anno di servizio
- 2 mesi dal secondo al nono anno di servizio
- 3 mesi a partire dal decimo anno di servizio.
Si prevede inoltre di stralciare gli attuali motivi di licenziamento che in pratica garantiscono la certezza del diritto. In futuro, un dipendente federale potrà essere licenziato semplicemente in base a motivi "oggettivamente sufficienti" e il licenziamento avrà effetto immediato. Nel caso di un ricorso non ci sarà effetto sospensivo. Infine, chi verrà licenziato arbitrariamente non avrà più diritto a mantenere il rapporto di lavoro e la Confederazione sarà unicamente tenuta a versare un indennizzo.
Con questo progetto, il Consiglio federale non fa altro che bacchettare sulle dita una volta di più il suo personale benché quest'ultimo abbia sempre svolto il proprio lavoro con competenza e lealtà. Il Consiglio federale «brilla» tuttavia per le sue contraddizioni: da un canto, eleva la protezione minima prevista dal CO contro il licenziamento al di sopra di ogni cosa e, dall'altro, si mostra seriamente convinto di poter vantare una posizione di forza sul mercato del lavoro.
Arbitrarietà invece di collaborazione
Datori di lavoro moderni come Posta, FFS, Swisscom e numerose aziende private hanno concluso su base partenariale contratti collettivi di lavoro che prevedono termini di licenziamento che vanno ben oltre le condizioni minime del CO, dimostrando di riconoscere ampiamente l'utilità - per lavoratori e datori di lavoro - di termini più ragionevoli.
Chi non è in linea, è fuori! Il Consiglio federale non si è invero espresso in modo tanto drastico, ma il risultato sarà lo stesso. Il clima di lavoro continuerà a peggiorare in molte unità organizzative. Anche a livello di Confederazione si farà largo quell'arbitrarietà patronale che già contraddistingue il settore discount.
È inoltre inaccettabile che il Dipartimento federale delle finanze, competente in materia, non abbia mai dimostrato nessuna disponibilità al dialogo per trovare una soluzione di concordato con i sindacati. Sono state ignorate perfino le obiezioni di garaNto, secondo cui la protezione minima contro il licenziamento contemplata dal CO non è compatibile con il divieto di sciopero per il personale delle dogane.
Un boomerang per Stato e cittadini
Le conseguenze negative sul piano finanziario non tarderanno a farsi sentire per la Confederazione. Si pensi ad esempio che le guardie di confine e il personale tecnico doganale potrebbero lasciare l'amministrazione solo due mesi dopo aver terminato la formazione, durata ben cinque anni e costata centinaia di migliaia di franchi, per rispondere alle lusinghe di un'economia privata con i salari solitamente più alti.
Le associazioni della CNPC, ossia garaNto, SSP/VPOD, APC e l'Associazione del personale della polizia giudiziaria federale, si oppongono con veemenza - e con tutti i mezzi legali a disposizione - contro questa revisione superflua e denigrante!