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Stando a un recente sondaggio, almeno il 40% degli americani si definisce conservatore. Il 36% si considera moderato e il 21% si dice « liberal », il che – negli Stati Uniti – significa che sulle questioni economiche e sociali si tende verso la sinistra.
Il sentimento conservatore progredisce in tutti gli Stati, ad eccezione dell’Alaska. E’ chiaramente dominante in 37 Stati su 50, nell’interno, nel Mid-West, nel sud e nella regione delle Montagne Rocciose.
In termini politici questa identificazione conservatrice porta vantaggio ai repubblicani e a novembre sarà molto importante, in quanto l’elezione si farà a scrutinio indiretto, con i voti che saranno contabilizzati in seno a ogni Stato e poi convertiti in voci al collegio elettorale.
Soprattutto, questo conterà nella corsa al Congresso, in quanto i 435 seggi alla Camera dei rappresentanti e un terzo di quelli del Senato (33 seggi, di cui 22 democratici e 11 repubblicani) saranno rinnovati.
Tra i candidati repubblicani, quello che appare come il garante dell’ortodossia conservatrice è Rick Santorum, che da subito ha messo in evidenza la sua fede religiosa.
Più moderato nei toni Newt Gingrich, che insiste sulla sua indipendenza d’opinione, posizionandosi al margine del sistema, in risposta al sentimento dei conservatori di essere a margine di un mondo dove i valori morali sono dettati dai media controllati dalla sinistra.
Gli altri due candidati, Ron Paul e Mitt Romney sono invece giudicati conservatori tiepidi e questo potrebbe giocare contro di loro.
Il conservatorismo è diventato, negli Stati Uniti, una forza politica a partire dal 1950. I suoi principi si collegano ai due testi fondatori degli Stati Uniti, la dichiarazione d’indipendenza del 1776 e la Costituzione del 1787 : garanzia della libertà, rispetto della legge, che deve essere forte per garantire la libertà, il diritto di portare armi da fuoco, un governo ristretto, fiscalmente rigoroso e garante dell’indipendenza nazionale, il rispetto dei valori religiosi nei comportamenti sociali.
Oggi, di fronte a un debito nazionale di oltre 15mila miliardi di dollari, l’idea di rigore fiscale ha preso una dimensione sin qui sconosciuta e ha rafforzato movimenti di estrema destra come il Tea Party, che è diventato una forza motrice delle ideologie dei conservatori.
I conservatori americani sono una forza radicale che rifiuta qualsiasi compromesso. Rick Santorum ha dichiarato “Noi conservatori e membri del Tea Party non siamo un’ala del partito repubblicano, noi siamo il partito repubblicano.” Barack Obama dovrà giocoforza tenerne conto.
(Ticinolive/Atlantico.fr)