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Il governo indiano ha presentato oggi un ricorso davanti alla Corte Suprema contro la sentenza di alcuni giorni fa con cui si confermava la validità di un articolo del Codice penale indiano (Section 377) che criminalizza l'omosessualità. Lo riferisce la tv Times Now.
Il ricorso, che ha la forma di una 'Review Petition', mira a sostenere una precedente sentenza dell'Alta Corte di Delhi che aveva definito "incostituzionale" quell'articolo.
Nella sentenza resa nota l'11 dicembre scorso il massimo tribunale indiano, nel cancellare la decisione presa dall'Alta Corte di Delhi, sosteneva fra l'altro che non spettava a lui "ma al Parlamento, provvedere alla modifica dell'articolo del Codice penale".
Formulato nel 1860 e mutuato dalla legislazione britannica, l'articolo 377 afferma che "chiunque abbia volontariamente relazioni carnali contro l'ordine naturale con qualsiasi uomo, donna o animale sarà punito" con pene varianti fra alcuni anni di prigione e l'ergastolo, "e multato".
Il governo, i movimenti sociali e di difesa dei diritti umani, e la comunità gay indiana hanno duramente criticato la sentenza e l'accoglimento da parte della Corte suprema del ricorso presentato dalle associazioni religiose di varie denominazione e da movimenti sociali conservatori.
In un tweet il ministro della Comunicazione e della Giustizia (ad interim), Kapil Sibal, ha invitato a sperare che "il diritto alle scelte personali sia preservato" dalla Corte.
SDA-ATS