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Il titolo allude alla grotta, situata nei pressi di Gerusalemme, dove la tradizione afferma sia sepolto Abramo: un luogo di culto tanto per gli arabi che per gli ebrei. Secondo la Bibbia, Abramo ebbe una discendenza sia dalla moglie Sara, sia dalla serva Agar: da Isacco, figlio dalla prima, discese il popolo di Israele; da Ismaele, generato dalla seconda, quello arabo. Attorno dunque alla figura simbolica di Abramo, e a tutto l’intreccio di passioni e di storia che la sua figura richiama, Reich e Korot hanno immaginato una forma teatrale affatto diversa dalla tradizionale rappresentazione di una vicenda e dei personaggi che in essa agiscono. Anziché mettere in scena i personaggi della Genesi, i due autori hanno filmato le risposte date da una serie di persone a semplici domande su Abramo, Sara, Agar, Isacco e Ismaele. Nel primo atto (ambientato a Gerusalemme Ovest e a Hebron) rispondono degli abitanti israeliti di queste città, nel secondo (Gerusalemme Est e Hebron) dei palestinesi, nel terzo (New York e Austin) degli americani.