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Orti familiari per produrre cibo, nel mezzo del deserto del Sahara. È la sfida dei saharawi, il popolo che da 44 anni è costretto a vivere in un enorme campo profughi, nel sud-est algerino, in attesa di una soluzione diplomatica dell'annosa questione del Sahara Occidentale.
Nata decenni fa come usanza familiare, oggi quella degli orti è tornata ad essere una tendenza, supportata anche a livello istituzionale dai vertici della Rasd, la Repubblica Araba Saharawi Democratica.
Varie le iniziative, specialmente all'orto della wilaya di Smara. Proprio qui l'Oxfam sta gestendo un progetto di agricoltura idroponica. Il movimento Africa 70 è attivo nella wilaya di Boujdour, dove sperimenta la coltivazione della Moringa e il suo utilizzo sia per l'alimentazione del bestiame, che per quella umana. Tra le ferite di guerra dei saharawi, c'è infatti la malnutrizione. Il popolo, costretto a vivere quasi interamente di aiuti umanitari, è afflitto da uno dei più alti tassi al mondo di celiachia e di diabete infantile.
Gilberto Mastromatteo