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Calciatori nel mirino del fisco spagnolo: dopo l'inchiesta per evasione fiscale sul fuoriclasse del Barcellona, Leo Messi, che ha pagato 10 milioni di euro per irregolarità nei contratti fra il 2007 e il 2009, altre sette star iberiche del calcio sono finite sotto inchiesta da parte dell'agenzia tributaria.
Fra queste, secondo quanto rivela oggi il quotidiano La Vanguardia, ci sono il portiere del Real Madrid, Iker Casillas, che recentemente avrebbe pagato al fisco due milioni di euro, il suo compagno di squadra Xabi Alonso e l'attaccante dell'Atletico di Madrid, David Villa, che tuttavia non avrebbero ancora risolto il contenzioso.
I quasi due milioni di euro pagati da Casillas risolvono una questione relativa a differenti modi di applicare il trattamento fiscale sulle sue entrate. Secondo fonti vicine al capitano della nazionale 'roja' citate dal quotidiano, "allo stato attuale sia il giocatore a titolo personale che la sua società Ikerka hanno aggiornato" le dichiarazioni dei reddito e regolato "i conti col Fisco": "quelle che si sono verificate sono discrepanze nell'interpretazione della normativa, ma in nessun caso sono state applicate sanzioni da parte dell'ispezione e per questo è stato possibile arrivare a un accordo". Secondo fonti vicine ai tecnici che hanno effettuato l'ispezione, citate dal quotidiano, a differenza di Messi, nel caso di Casillas non ci sarebbe l'intenzione di evadere il Fisco, per cui non è considerato un reato e il calciatore non dovrà comparire in tribunale per difendersi.
L'inchiesta sull'attaccante del Barcellona resta invece aperta nella Procura di Gavá (Barcellona), nonostante il pagamento di 10 milioni di euro. Il padre del calciatore argentino, Jorge Horacio Messi, gestore dei suoi interessi economici, potrebbe accettare un patteggiamento, con ammissione di colpevolezza in cambio del pagamento del 62% della somma evasa al fisco, equivalente a un esborso di 6 milioni di euro in aggiunta a quelli già versati. Messi avrebbe aggiornato tutte le sue dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni, depositando un avallo di 25 milioni di euro, per chiudere quanto prima il processo giudiziario.
SDA-ATS