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Da 10 anni è stabile l'uso di pesticidi in agricoltura in Svizzera. Secondo la statistica pubblicata dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) dal 2008 al 2016 la quantità totale di prodotti fitosanitari commercializzati in Svizzera è praticamente invariata, ma nel contempo si osserva anche una significativa diminuzione del contestato glifosato.
In particolare l'indagine federale sostiene che il totale dei prodotti commercializzati si attesta attorno alle 2'200 tonnellate all'anno. Vi è però un calo generale di tutti gli erbicidi (-225 tonnellate, -27% dal 2008), compensato dai maggiori volumi di vendita di insetticidi dovuti alla recente comparsa di un parassita.
Anche il glifosato è risultato in contrazione di 92 tonnellate (per un totale di 204 tonnellate) dal 2014 al 2016. L'evoluzione si spiega con le critiche che accompagnano il suo utilizzo nel settore primario: è stato infatti definito "probabilmente cancerogeno" dal Centro internazionale di ricerca sul cancro, mentre altri organismi lo hanno classificato "non cancerogeno".
Recentemente il Consiglio federale ha approvato un rapporto secondo il quale residui di tale sostanza presenti nel cibo non rappresentato alcun rischio per la salute. Nonostante questo, il Consiglio di Stato vodese ha deciso di limitarne l'uso, mirando al suo bando totale dal 2022.
Ma le cose potrebbero cambiare sensibilmente in quest'ambito: sono infatti pendenti due iniziative popolari, su cui saranno chiamati ad esprimersi prossimamente gli svizzeri, che disincentivano o, nel caso di quella più radicale, vietano l'uso di pesticidi in agricoltura.
Recenti sondaggi indicano un ampio sostegno della popolazione a questi progetti che potrebbero però avere ricadute finanziarie negative per gli operatori del settore.
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 24.7.2018)