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Revisione dell’imposta sul valore aggiunto
L'essenziale in breve
Inizialmente il Consiglio federale intendeva semplificare radicalmente l’imposta sul valore aggiunto (IVA). Il progetto si componeva di due parti: la parte A, entrata in vigore nel gennaio del 2010, conteneva misure volte a semplificare l’applicazione dell’IVA. Per contro, il Parlamento non è entrato nel merito della parte B, che mirava a uniformare le aliquote d’imposta e a sopprimere numerose esclusioni dall’imposta. Nel settembre del 2016 il Legislativo ha approvato una revisione parziale della legge sull’IVA (LIVA) che ha ridotto gli svantaggi concorrenziali legati all’IVA subiti dalle imprese sul territorio svizzero.
Il 24 settembre 2021 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente un’ulteriore revisione parziale della LIVA, che prevede un’imposizione completa del commercio online, lo sgravio delle PMI da compiti amministrativi e l’adozione di misure a garanzia dell’imposta.
L’imposta sul valore aggiunto attuale
Dal 1° gennaio 2018 l’aliquota normale ammonta al 7,7 per cento, l’aliquota ridotta al 2,5 per cento e l’aliquota speciale per prestazioni alberghiere al 3,7 per cento. In occasione della votazione del 25 settembre sono state accettate sia la modifica della legge sull’AVS, sia il decreto federale sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’aumento dell’IVA. Di conseguenza, l’aliquota normale passerà all’8,1 per cento, l’aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero al 3,8 per cento e l’aliquota ridotta al 2,6 per cento. L’entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2024. Il Consiglio federale dovrebbe pronunciarsi in merito in dicembre.
Affossati l’aliquota unica e il modello a due aliquote
Nella parte B della revisione totale, il Consiglio federale proponeva di uniformare le tre aliquote d’imposta e sopprimere la maggior parte delle esclusioni dall’imposta. Nel mese di dicembre del 2011 il Consiglio nazionale ha rinviato all’Esecutivo la parte B, incaricandolo di elaborare un sistema a due aliquote che mantenesse la maggior parte delle esclusioni dall’imposta. Nella sessione autunnale del 2013 il Parlamento non è entrato nel merito del modello a due aliquote. La parte B della riforma dell’imposta sul valore aggiunto è pertanto stata affossata.
La revisione parziale del 2016 della legge sull’IVA aumenta la competitività delle imprese svizzere
Nel messaggio del mese di febbraio del 2015, il Consiglio federale ha proposto diverse modifiche riguardanti l’assoggettamento, le esclusioni dall’imposta, le procedure e la protezione dei dati. Si trattava soprattutto di sopprimere gli svantaggi legati all’IVA subiti dalle imprese sul territorio svizzero rispetto alle loro concorrenti all’estero.
Dal 1° gennaio 2018 sono assoggettate tutte le imprese che sul territorio svizzero e all’estero realizzano una cifra d’affari di almeno 100 000 franchi da prestazioni che non sono escluse dall’imposta. Prima di quella data, per l’imposizione era determinante solo la cifra d’affari conseguita sul territorio svizzero. Inoltre, dal 1° gennaio 2019, le imprese di vendita per corrispondenza online che realizzano una cifra d’affari di almeno 100 000 franchi annui tramite piccoli invii esenti dall’imposta sull’importazione devono fatturare l’IVA alla clientela svizzera.
Colmare le lacune nell’imposizione del commercio online e sgravare le PMI da compiti amministrativi
Il 24 settembre 2021 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente un’ulteriore revisione parziale della LIVA. Con il progetto, l’Esecutivo attua, da un lato, diversi interventi parlamentari. Al riguardo, l’accento è posto sulla riscossione dell’imposta sul valore aggiunto mediante piattaforme di vendita per corrispondenza e sull’obbligo d’informazione per tutte le piattaforme Internet. Dall’altro, il Consiglio federale sgrava le PMI da compiti amministrativi attraverso l’introduzione della possibilità di optare per il rendiconto annuale vincolato all’obbligo di effettuare pagamenti rateali e adotta misure a garanzia dell’imposta.