Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01097.jsonl.gz/1380

Il vortice polare è una struttura che si sviluppa principalmente nella stratosfera, tipicamente tra i 12 e i 50 km di altitudine e quindi al di sopra della troposfera (e della tropopausa), lo strato più vicino al suolo dove avvengono i principali processi atmosferici della meteorologia. Al di sopra della regione polare, l'atmosfera è più sottile e la stratosfera inizia già attorno agli 8 km. Tuttavia, una circolazione simile, talvolta accoppiata a quella stratosferica, è presente anche nella troposfera, dove è nota come vortice troposferico. In meteorologia si distingue quindi tra il vortice stratosferico e il vortice troposferico, che interessa principalmente le masse d'aria più vicine al suolo. Osservando la Terra dall'alto, esattamente sopra il Polo Nord, si nota un movimento circolare delle masse d'aria in senso antiorario, con alcune ondulazioni piuttosto che un vero e proprio cerchio perfetto: minore è il numero delle ondulazioni, più circolare è la forma del vortice. In meteorologia, queste ondulazioni sono note anche come onde di Rossby. Un vortice simile, chiamato vortice antartico, è presente anche sopra il Polo Sud.
Il vortice polare stratosferico
Il senso di rotazione all’interno del vortice polare è in senso antiorario (mentre per il vortice antartico è in senso orario) ed è determinato dalla forza di Coriolis, una conseguenza della rotazione della Terra attorno al suo asse di rotazione. Il vortice polare stratosferico è il risultato della presenza di forti correnti occidentali che hanno origine alle medie latitudini ad alta quota. Queste correnti derivano dallo squilibrio causato dal riscaldamento solare differente tra le basse e le alte latitudini e dai conseguenti contrasti termici, in particolare durante la stagione fredda (raffreddamento più marcato delle zone artiche rispetto alle zone equatoriali). Sono questi venti che soffiando da ovest verso est, innescano la formazione del vortice più o meno circolare intorno al polo. Il vortice stratosferico si rafforza e si espande in autunno e si indebolisce e si riduce a partire dalla primavera (in estate è assente). Il vortice polare stratosferico ha una forma molto più regolare del vortice troposferico. Tuttavia, possono verificarsi eventi temporanei che lo interrompono e per brevi periodi (da pochi giorni a qualche settimana al massimo) non è più presente. Questo può accadere non solo nella sua fase meno intensa, ma anche in pieno inverno, nel periodo in cui la sua intensità dovrebbe essere massima. Può anche accadere che, a causa della formazione di un'area di alta pressione centrata sul polo, che il vortice e il suo centro si spostino. Durante il semestre estivo, il vortice polare stratosferico è spesso sostituito dall'anticiclone polare estivo: il movimento circolatorio cambia direzione e i venti stratosferici soffiano generalmente da est verso ovest.
Il vortice polare troposferico
Il vortice polare troposferico è anch’esso un'area di bassa pressione centrata attorno al polo. Questo vortice è spesso definito dalla zona di espansione della bassa pressione tra le altitudini di circa 5’000 e 9’000 metri. In genere si estende fino a latitudini comprese tra 40 e 50° N ed è quindi più esteso del vortice stratosferico. È pure delimitato da correnti occidentali, ma ha una struttura meno compatta rispetto a quella del vortice stratosferico. Su una scala di un mese o più, il vortice troposferico è spesso composto da uno o due centri, ma può essere composto da diversi centri su scala giornaliera. In media, durante l'inverno boreale, il vortice presenta da due centri: uno vicino all'isola di Baffin (Canada) e l'altro sulla Siberia nordorientale. A differenza del vortice polare stratosferico, non scompare in estate, ma è molto meno marcato ed esteso. Le correnti occidentali possono quindi essere ancora presenti, anche se sono meno intense e molto meno frequenti. Poiché il vortice polare troposferico è meno compatto, tende a ondulare in modo talvolta caotico. Questo genera improvvisi cambiamenti del tempo alle medie latitudini. Sebbene separati dalla tropopausa, i due vortici possono talvolta interagire e alimentarsi a vicenda.
L'amministratore del freddo del nord
Il vortice polare troposferico interagisce su larga scala con gli anticicloni subtropicali situati a latitudini inferiori. A causa della rotazione terrestre, non c'è uno scambio diretto di masse d'aria tra l'equatore e il polo, nemmeno ad alta quota. Le correnti a getto delle medie latitudini deviano questi flussi, che cercano di compensare il deficit e il surplus di energia, rispettivamente, nelle regioni polari ed equatoriali. Senza la rotazione terrestre, questo scambio sarebbe un flusso diretto sud-nord e la dinamica dell'atmosfera terrestre sarebbe decisamente diversa da quella che conosciamo oggi.