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Il governo cinese dovrebbe modificare la soglia della povertà del paese, che attualmente è parecchio inferiore alla media mondiale e finisce per ridurre il numero dei poveri nelle statistiche di oltre 100 milioni. La proposta, secondo quanto riferisce il Global Times, è stata fatta da un consigliere politico cinese.
Come conseguenza di un sistema di misurazione della povertà sbagliato, ha affermato Shen Wen, membro della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPPCC), oltre 100 milioni di poveri non vengono conteggiati.
I criteri più recenti, risalenti al 2009, hanno fissato la soglia di povertà del paese a 1.196 yuan (circa 130 euro) di reddito annuo, che equivale a circa 35 centesimi di euro al giorno. In base a questi parametri, in Cina ci sarebbero circa 43 milioni di persone che vivono in povertà.
La cifra è inferiore alla media internazionale. La Banca Mondiale ad esempio ha fissato la soglia di povertà assoluta a 90 centesimi di euro al giorno. Se modificato come suggerito, il totale dei poveri in Cina salirebbe a 150 milioni di persone.
Secondo Shen, considerata la crescita economica della Cina negli ultimi anni, la soglia di povertà dovrebbe infatti essere almeno raddoppiata, arrivando a circa 2400 yuan all'anno (circa 260 euro). Il PIL della Cina ha avuto un incremento di a 40 miliardi di yuan nel 2010, una cifra 50 volte superiore a quella del 1985, ma l'aumento dei contributi per combattere la povertà nel paese è stato di sole cinque volte.
SDA-ATS