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Gli oltre 360 rappresentanti di un centinaio di stati e sessanta società di soccorso riuniti a Ginevra martedì e mercoledì non sono riusciti ad accordarsi sulla creazione di un nuovo emblema. L'obiettivo è di arrivare al compromesso.
L'ambasciatore Nicolas Michel, direttore della Direzione del diritto pubblico internazionale in seno al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e presidente della riunione, ha spiegato alla stampa che si sono riscontrate opinioni divergenti su vari aspetti, tra cui la forma ed il nome del nuovo emblema.
Gli esperti considerano che la superficie colorata debba essere aumentata in modo da risultare più visibile. Il CICR e la Svizzera desiderano che le insegne dell'organizzazione umanitaria internazionale assicurino una protezione migliore delle vittime e l'universalità dell'organizzazione. Al contempo vogliono mantenerne l'unità ed evitare la proliferazione degli emblemi.
Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) deve ora preparare un nuovo progetto», come ha tenuto a precisare l'ambasciatore svizzero Michel. L'obiettivo fissato è l'adozione del nuovo emblema entro la fine dell'anno, ha proseguito il diplomatico elvetico. Il rappresentante del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha escluso che la conferenza diplomatica possa avere luogo, come stabilito, il 25 e 26 ottobre prossimi. In quanto stato depositario della Convenzione di Ginevra, spetta infatti alla Svizzera fissarne la data e lo farà entro dieci o quindici giorni.
Da segnalare che i Paesi arabi, benché non contrari alla proposta di un nuovo simbolo nella forma delle due «V» rosse poggiate una sopra l'altra, chiedono però tempo supplementare.
Anche la società di soccorso israeliana, Magen David Adom (MDA), sembra favorevole al progetto di un nuovo simbolo. L'adozione di un nuovo emblema dovrebbe condurre al riconoscimento della MDA da parte del CICR. La MDA è infatti esclusa dall'organizzazione umanitaria dal 1949, a causa del suo emblema misconosciuto. Con l'introduzione del nuovo simbolo nella forma delle due «V» rosse poggiate una sopra l'altra, Israele potrebbe mantenere il suo simbolo attuale, la stella di Davide rossa, inserendolo nell'emblema del CICR. Ed anche tutti gli altri Paesi, non soddisfatti della croce o della mezzaluna rossa, potrebbero fare altrettanto.
swissinfo e agenzie
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