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I Paesi del G7 hanno trovato un accordo per la tassazione globale delle imprese e colossi del digitale, con un'aliquota minima del 15%.
I ministri delle finanze dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d'America) hanno raggiunto un accordo per impegnarsi a introdurre, Paese per Paese, un’imposizione fiscale minima di almeno il 15% per le grandi imprese globali con margini di profitto superiori al 10%. Il ministro delle finanze britannico Rishi Sunak ha spiegato che il 20% dei profitti superiori a questo 10% sarà ricollocato nei Paesi dove vengono effettuate le vendite. “Dopo anni di discussioni, i ministri delle finanze del G7 hanno raggiunto un accordo storico per riformare il sistema fiscale globale per adattarlo all'era digitale globale”, ha detto il ministro britannico, citato dai giornali. L’accordo, ha sostenuto in un tweet la segretaria al Tesoro Usa Jannet Yellen, “metterà fine alla corsa al ribasso tra Paesi sul fisco e assicurerà equità per la classe media e i lavoratori negli Usa e altrove”. Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha definito “storico” l’accordo trovato e evidenziato che con esso le aziende non saranno più in grado di eludere la tassazione registrando i profitti in Paesi con una pressione fiscale più bassa.
Il prossimo passo sarà quello di discutere dell’accordo con un numero maggiore di Paesi all’interno dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).