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Novak Djokovic, dopo aver vinto gli Open d'Italia, è stato nominato il più grande tennista maschile di tutti i tempi da Stefanos Tsitsipas. A Roma il numero 1 ha sconfitto in finale il greco con il risultato di 6-0 7-6 (7-5).
Ne parleremo, ne scriveremo e ne leggeremo ancora a lungo. La questione del tennista più grande di sempre, GOAT per gli inglesi - che sta per 'Greatest Of All Time' - non lascia tregua. E come potrebbe. I calciatori e i giocatori di hockey si misurano in uno sport di squadra, le variabili sono tantissime. Il nuotatore e lo sprinter hanno il cronometro a far da arbitro. I tennisti vengono giudicati sì sulla base delle vittorie, ma anche sulla purezza del gesto che aiuta a vincere.
Dopo aver conquistato il torneo romano - il primo di questa sua travagliata stagione sin qui - Djokovic cercherà di eguagliare il record di 21 Grandi Slam di Rafael Nadal agli Open di Francia il mese prossimo. Nadal, trionfatore a Melbourne nel primo Grande Slam della stagione, è ancora alle prese con il cronico dolore al piede.
Il numero 1 del mondo, Novak Djokovic, a Roma ha così conquistato il 38esimo titolo in un Masters 1000 - record - e in Italia non ha perso nemmeno un set, nonostante fosse sotto per 4-1 contro Tsitsipas nel secondo set della finale.
Il greco sconfitto, nell'intervista concessa a Sportklub, considera il suo ultimo giustiziere il migliore giocatore di sempre, davanti a Nadal, che ha vinto più Slam, e al collega del Roger Federer, fermo a venti Grand Slam.
«Ho molto rispetto per lui»
In un tributo alla classe del sei volte vincitore degli Open d'Italia (Djokovic), Stefanos Tsitsipas ha così dichiarato: «Ho molto rispetto per lui. Ogni singola decisione che ha preso la capisco, anche quelle del passato. Ha il mio sostegno».
«Djokovic è una persona molto saggia e sa esattamente cosa sta facendo quando si tratta della sua carriera e della sua vita. Ha tutto in sintonia, quasi alla perfezione. Quando si tratta della sua dieta o della sua vita quotidiana, del suo tennis, ha programmato tutto molto bene. È come un'auto di Formula Uno: ogni piccolo dettaglio può sconvolgere il suo ritmo» ha continuato il giocatore greco.
«Rappresenta il massimo della professionalità»
«Si assicura (Djokovic n.dr.) che ogni singola cosa che fa sia il più possibile vicina alla perfezione. Non posso trascurare questo aspetto e non sentirmi ispirato da lui, perché rappresenta il massimo della professionalità», ha detto il numero 4 del ranking ATP, che ha così concluso la sua intervista con Sportklub: «Parlando di leggende del tennis e di record, personalmente penso che Djokovic sia uno dei più professionali e il migliore di tutti».
L'opinione di Stefanos Tsitsipas va così ad aggiungersi a quella di tanti altri che prima di lui si sono espressi sull'argomento.
Chi vi scrive, e segue il tennis, abbozza un suo pensiero: senza Federer, Nadal e Djokovic forse non sarebbero saliti al livello attuale. Senza Nadal, Federer forse non avrebbe migliorato il tanto necessario rovescio. Senza Djokovic, Nadal e Federer forse non avrebbero dovuto evolversi per rimanere competitivi per così tanto tempo. Sembra che ciò che separa questi tre da tutti gli altri è la capacità di apportare modifiche, anche a metà partita, per andare a vincere una sfida che il resto del mondo perderebbe.
«Godiamoceli fin che ci sono, senza ossessionarci su chi è il più grande dei tre», aveva detto tempo fa Severin Lüthi, amico, allenatore e consigliere di Roger Federer.
In una recente intervista, l'italiano Fabio Fognini ha così parlato della nuova generazione di tennisti, tirando in ballo i Big Three: «I giovani hanno tutti lo stesso stile di gioco. Colpiscono solo forte. Non ci saranno mai più giocatori come Federer, Nadal e Djokovic».