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Gli svizzeri dovranno con ogni probabilità rivotare sull'iniziativa del PPD contro la penalizzazione delle coppie sposate in ambito fiscale e delle assicurazioni sociali, bocciata dal popolo per sole 55'000 schede (50,8% di "no") il 28 febbraio 2016 benché fosse stata accettata dalla maggioranza dei cantoni. Così ha sentenziato il Tribunale federale, che ha annullato l'esito del voto. La decisione è una prima assoluta dal 1848, anno di nascita dello Stato federale.
L'opuscolo informativo rosso che il Governo aveva allegato al materiale di voto sosteneva che ad essere svantaggiate erano 80'000 coppie a doppio reddito, mentre in realtà erano cinque volte di più, un totale che saliva a oltre 700'000 considerando anche i pensionati. L'errore era stato ammesso solo nel giugno 2018 e, per la Corte, potrebbe avere condizionato l'esito tiratissimo della consultazione. Il PPD aveva in precedenza visto respinti i ricorsi presentati in diversi cantoni, i cui Consiglio di Stato non si erano dichiarati competenti in materia.
"Sono sollevato", ha commentato il presidente del PPD Gerhard Pfister, secondo il quale potrà essere ristabilita la fiducia nel Consiglio federale. Ora chiede che sia fissato un nuovo voto, ma solo dopo un nuovo messaggio governativo e una discussione in Parlamento.
L'annullamento del voto è giustificato anche secondo Beat Jans, deputato socialista basilese che tre anni fa faceva parte del comitato contrario al testo. "È irritante che i cittadini abbiano avuto a disposizione informazioni errate", afferma.
Dal canto suo, il Consiglio federale ha deciso di attendere le motivazioni scritte dei giudici di Mon Repos prima di prendere qualsiasi misura, ma ha promesso di trarre le conseguenze del caso il più rapidamente possibile. "È una situazione nuova", ha spiegato il portavoce André Simonazzi. L'Esecutivo, in un comunicato, afferma di sforzarsi di alimentare il processo legislativo con informazioni affidabili. Un gruppo di lavoro è stato creato già lo scorso anno, guidato dal cancelliere Walter Thurnherr.