Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/60632

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua seduta del 18 maggio 2005, il Consiglio federale ha tra l'altro deciso, nell'ambito di un'analisi globale della politica estera elvetica, di intensificare le relazioni politiche ed economiche con gli Stati Uniti. Nel settore dell'economia esterna si dovranno creare le premesse per mantenere e migliorare la competitività dell'economia svizzera sul mercato statunitense.</p><p>Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che un accordo di libero scambio potrebbe offrire nuovi impulsi alle relazioni politiche ed economiche fra la Svizzera e gli Stati Uniti. Il 10 giugno 2005 ha quindi deciso di proporre agli Stati Uniti l'avvio di colloqui esplorativi in vista dell'eventuale conclusione di un accordo bilaterale di libero scambio. È anche per questo motivo che, dal 20 al 22 luglio 2005, il capo del DFE si è recato a Washington. Nell'ambito della visita di lavoro, si è accordato con il delegato americano agli affari commerciali sullo svolgimento di colloqui tecnici fra esperti, nel corso dell'autunno 2005, in merito all'effettiva possibilità di negoziare un accordo di libero scambio.</p><p>Mediante colloqui esplorativi con gli Stati Uniti si intende accertare se le parti abbiano un reciproco interesse a negoziare un accordo di libero scambio, valutare le prospettive di successo dei negoziati e individuare le difficoltà che potrebbero sorgere nella fase negoziale. La Svizzera deve analizzare in particolare le possibili ripercussioni di un tale accordo sulle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea.</p><p>Nell'ambito dei negoziati relativi all'accordo di libero scambio, il Consiglio federale si prefigge di garantire un accesso quanto più vantaggioso e indiscriminato possibile ai mercati di sbocco esteri per i prodotti industriali e di creare condizioni quadro quanto più ottimali possibili per le imprese svizzere nel settore dei servizi e degli investimenti nonché in materia di appalti pubblici e della protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Anche nel settore agroalimentare si intende passare, nella prospettiva di una crescente apertura dei mercati, da un atteggiamento difensivo ad uno sempre più imperniato sul sostegno degli interessi all'esportazione. Nel settore dell'agricoltura il Consiglio federale intende ottenere risultati che si adeguino ai rispettivi partner e che non siano in contraddizione con le basi della politica agricola svizzera. Per quanto riguarda gli accordi agricoli bilaterali finora conclusi nell'ambito degli accordi di libero scambio dell'AELS è sempre stato possibile raggiungere risultati compatibili con il mandato costituzionale della politica agricola svizzera.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che il settore dell'agricoltura rappresenta una sfida particolare nell'ambito dei negoziati per la conclusione di un accordo di libero scambio tra la Svizzera e gli Stati Uniti, anche se negli accordi di libero scambio conclusi fino ad ora questi ultimi hanno concesso, in ambito agricolo, determinate deroghe al principio di libero scambio nonché lunghi periodi transitori. L'articolo 104 della Costituzione federale rimane il fondamento della politica agricola svizzera e dovrà anche fungere da base per eventuali trattative con gli Stati Uniti. Tra gli obiettivi dei colloqui esplorativi vi è la valutazione delle possibili conseguenze riconducibili ai diversi approcci di politica commerciale delle due parti nel settore agricolo e l'inserimento in un contesto globale dei vantaggi e degli svantaggi di un eventuale accordo di libero scambio tra la Svizzera e gli USA. In tale ambito occorrerà tenere conto non solo dei negoziati del ciclo di Doha attualmente in corso in seno all'OMC, ma anche delle relazioni tra la Svizzera e l'UE, in particolare nel settore agricolo. Per poter esprimere una valutazione più precisa bisognerà tuttavia attendere la conclusione dei colloqui esplorativi. Prima di approvare un eventuale mandato di negoziazione, il Consiglio federale esaminerà in maniera approfondita le possibili ripercussioni su tutti i settori economici.</p><p>Riguardo alle ripercussioni di un eventuale accordo di libero scambio Svizzera-USA sulle relazioni con l'Unione europea, il Consiglio federale rammenta che la Svizzera non è giuridicamente tenuta ad accordare automaticamente all'UE agevolazioni equivalenti a quelle riservate ad altri partner. Nell'ambito di eventuali negoziati in materia con l'UE, la Svizzera avrebbe dal canto suo la possibilità di chiedere in cambio adeguate concessioni. Per quanto riguarda gli aspetti non tariffari nel settore agricolo, si veda la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Walter Hansjörg del 16 giungo 2005.</p><p>Per concludere, il Consiglio federale è consapevole che sarà necessario intavolare ulteriori negoziati con i partner di libero scambio (UE, Paesi terzi dell'AELS) e in seno all'OMC in merito a un'apertura del mercato.</p>  Risposta del Consiglio federale.