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Lasciate che i bambini dicano la loro
Voglio andare a letto quando voglio io e mangiare quello che piace a me. Non voglio più annoiarmi sui banchi di scuola e imparare solo le cose che mi interessano. Voglio che il parco giochi abbia uno scivolo lungo dieci metri e corridoi sotterranei. Più o meno queste sono le risposte che si ottengono quando si chiede ai bambini quali siano i loro desideri. «Kinder an die Macht» («Bambini al potere»), così cantava Herbert Grönemeyer anni fa nell'omonima canzone e sanciva: «Gebt den Kindern das Kommando... » («Date il comando ai bambini... ») e «die Welt gehört in Kinderhände» («il mondo è nelle mani dei bambini»).
Anche se magari lo si dà per scontato, i bambini dovrebbero poter esprimere i loro bisogni, venire ascoltati e codecidere. Si tratta quindi di chiarire come o in quale forma coinvolgere i bambini. In quale misura i bambini possono prendere parte ai processi decisionali all'interno della famiglia? Fino a che punto può arrivare il diritto di codecisione in classe? Quanto devono poter pianificare i bambini quando si tratta di progettare parchi giochi e aree di sosta?
Percepire i bambini come personalità
Essere bambino in Svizzera oggi è radicalmente diverso da come era essere bambino cento anni fa. In passato, i bambini erano considerati di proprietà dei genitori. Di conseguenza, erano spesso indifesi e maltrattati. Solo nel XX secolo ha cominciato a prevalere la consapevolezza che i bambini necessitino di una tutela speciale. Nel frattempo, sono stati riconosciuti i loro propri diritti e il loro benessere è stato posto in primo piano. Nel 1997 la Svizzera ha inoltre sottoscritto la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e si è impegnata a garantirne l'attuazione.
È compito dei genitori assicurarsi che il loro bambino stia bene, che i suoi bisogni siano soddisfatti, che goda di buona salute, che si sviluppi secondo la sua età, che possa andare a scuola e studiare, che possa giocare e stare insieme agli altri bambini. Il diritto dei bambini di esprimere le proprie opinioni e di venire ascoltati è altresì sancito nei diritti dei bambini. Il diritto a un'educazione non violenta e la protezione contro lo sfruttamento sessuale sono diritti che spettano a tutti i bambini e che avrebbero dovuto diventare cosa ovvia. La maggior parte dei bambini, tuttavia, non conosce affatto i diritti dei bambini. Sarebbe importante che i bambini conoscessero i propri diritti e fossero consapevoli dell'obbligo che gli adulti hanno di rispettarli. Come si vive la partecipazione alla vita quotidiana e i bambini e gli adolescenti hanno veramente voce in capitolo nella vita familiare, a scuola o nella progettazione dei loro spazi liberi? O, in altri termini: quanta codecisione concediamo oggi ai bambini in Svizzera?
Spazio per giocare
L'articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo sancisce la libertà di espressione dell'opinione del bambino. Anche Pro Juventute assume una posizione chiara al riguardo: «Per un sano sviluppo i bambini hanno bisogno di tempo e spazio per giocare, per trovare idee, per fare viaggi di scoperta. Il tempo libero, privo di ansia da prestazione e supervisione, è necessario per lo sviluppo. Gli spazi, però, si sono fatti stretti. Il traffico occupa molto spazio e i bisogni dei bambini non vengono presi in considerazione, o non abbastanza, nella pianificazione delle città e dei comuni. Mancano spazi e parchi giochi adatti ai bambini. Insieme ai bambini, dobbiamo riappropriarci dello spazio dedicato al gioco. Per uno sviluppo sano, infatti, bambini e adolescenti necessitano di spazi liberi e devono vedersi riconosciuto il diritto di codecidere.» Con i suoi progetti e il suo impegno politico, la fondazione contribuisce a far sì che i bambini vedano concretamente riconosciuto il loro diritto di codecisione e che venga promossa l'educazione civica.
Argomenti quotidiani sotto la lente d'ingrandimento
«Adulti e bambini hanno una visione diversa di ciò che significa partecipazione», ha scritto l'UNICEF nel novembre 2014 nella sua valutazione dello studio sulla partecipazione dei bambini e degli adolescenti in Svizzera. Dal 2012 al 2014, lo studio «Von der Stimme zur Wirkung» ha esaminato i cambiamenti degli ultimi dieci anni. Bambini e adolescenti ritengono che oggi la possibilità di partecipazione all'interno della famiglia sia maggiore che in passato. Il diritto di codecisione è relativamente elevato, soprattutto per quanto riguarda questioni individuali come l'amicizia o l'ora di andare a dormire. Al contrario, per quanto riguarda quelle questioni che riguardano l'intera famiglia, come ad esempio la scelta della destinazione delle vacanze o la decisione se adottare o meno un animale da compagnia, viene concesso meno potere decisionale. È stato inoltre confermato il fatto che i bambini educati secondo uno stile autoritario si sentono meno influenti dei bambini che godono di uno stile educativo più liberale.
Dal punto di vista dei bambini, a scuola si continua a dare loro poco margine di manovra per quanto riguarda il loro diritto di codecisione. La partecipazione è limitata ai progetti scolastici, il che, secondo lo studio, viene percepito dai bambini come il frutto di una scelta troppo unilaterale. Studentesse e studenti ritengono che la maggior parte delle decisioni siano prese dagli adulti. C'è ancora molto margine per migliorare il corretto coinvolgimento dei bambini. Pro Juventute si occupa intensamente anche del tema della partecipazione in relazione agli spazi liberi. Anni fa, la fondazione ha stabilito una nuova tendenza con i parchi giochi Robinson. Il discorso non si limita tuttavia ai soli parchi giochi.
Impegno per i diritti dei bambini
Sebbene la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia viga anche in Svizzera, c'è ancora da lavorare rispetto alla sua attuazione (si veda il bilancio della rete Diritti del Bambino). In Svizzera, ad esempio, le punizioni corporali in famiglia non sono ancora esplicitamente vietate. La normativa che regola l'accesso da parte dei bambini disabili all'istruzione nelle scuole pubbliche è ancora piuttosto frammentaria. Anche nel caso della procedura di asilo, gli interessi dei minori non accompagnati non sono sempre pienamente rispettati. Al fine di tutelare gli interessi dei bambini, Pro Juventute è membro del Consiglio di amministrazione della rete Diritti del Bambino e si impegna a livello politico per il rafforzamento dei diritti dei bambini in Svizzera.
E poiché c'è ancora molto da fare, Pro Juventute continua a lavorare per realizzare la sua vision: «I bambini e gli adolescenti sono felici. A loro è permesso di vivere appieno la propria vita e di fare le proprie esperienze. Sono parte equiparata della società e contribuiscono a creare il loro ambiente. Hanno accesso al sostegno per affrontare le sfide di oggi e di domani. Genitori e persone di riferimento accompagnano e incoraggiano i bambini e gli adolescenti. In Svizzera, i diritti dell'infanzia devono essere vissuti in modo naturale e completo.»
Consigli per i genitori
- Siate interessati ai diritti dell'infanzia e fate in modo che vostro figlio conosca i propri diritti ed impari ad esprimere le proprie esigenze. Alla pagina projuventute.ch > Chi siamo > Diritti dei bambini troverete una panoramica dei diritti dell'infanzia più importanti, un e-book per tradurre i diritti dell'infanzia nella vita di tutti i giorni e un gioco con i diritti dell'infanzia.
- Riflettete su quanta partecipazione vorreste che vostro figlio abbia in famiglia.
- Fate parte di qualche associazione di genitori in modo da poter contribuire a definire il diritto di codecisione a scuola?
- Prendete posizione anche rispetto alle questioni sociali che riguardano i bambini. Per esempio: in quale misura i bambini devono avere la possibilità di partecipare quando si tratta di progettare parchi giochi e aree ricreative? Contribuite così a fare in modo che la volontà dei bambini sia rappresentata a livello sociale e trovi ascolto a livello politico.