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<h2>SubmittedText<h2><p>Attualmente l'UE e gli Stati Uniti stanno negoziando un partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP/TAFTA). In tutta l'Europa questo accordo viene fortemente criticato: non soltanto a causa della mancanza di trasparenza, bensì anche per il rischio di uno smantellamento degli standard ecologici e sociali vigenti nell'UE. Secondo il presidente della Confederazione Burkhalter l'accordo in questione potrebbe comportare anche in Svizzera un peggioramento dei criteri di produzione alimentare e agricola.</p><p>L'UE e gli Stati Uniti sono partner commerciali importanti della Svizzera. Oggi il principio "Cassis de Dijon" consente già l'immissione sul mercato svizzero di prodotti autorizzati nell'UE, anche se questi non soddisfano i requisiti applicati nel nostro Paese. Per questa ragione, pur non partecipando all'accordo la Svizzera potrebbe subire conseguenze negative.</p><p>Alla luce di quanto precede chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La Svizzera partecipa ai negoziati? Se sì, in quale forma?</p><p>2. Il Consiglio federale come e quando intende informare il pubblico in merito a questo accordo di ampia portata?</p><p>3. In Svizzera quali settori sarebbero interessati da questo accordo?</p><p>4. Quali conseguenze sono da prevedere? In che misura concerneranno l'agricoltura e l'industria alimentare?</p><p>5. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale affinché gli standard vigenti in Svizzera in materia ambientale, di tutela dei consumatori e sociale non vengano smantellati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La Svizzera non è coinvolta nelle trattative in corso tra l'UE e gli Stati Uniti per un partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP). Pertanto, non spetta al Consiglio federale informare il pubblico sui contenuti di una trattativa corrente a cui la Svizzera non partecipa. Tuttavia, dato che sia l'UE sia gli Stati Uniti sono importanti partner commerciali del nostro Paese, il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi relativi al suddetto TTIP.</p><p>3./4. Come già spiegato in risposta all'interpellanza Böhni 14.3111 del 18 marzo 2014, il Consiglio federale non può esprimere previsioni attendibili sulle ripercussioni per la Svizzera di un eventuale accordo di libero scambio (ALS) tra l'UE e gli Stati Uniti di cui non si conoscono ancora i contenuti. Al momento non si possono neppure valutare quali saranno le eventuali conseguenze di un tale accordo su determinati settori specifici quali l'agricoltura o l'industria alimentare. Se l'UE e gli Stati Uniti dovessero concludere un tale ALS in cui ciascuna parte accorda all'altra condizioni d'accesso ai propri mercati più favorevoli di quelle concesse alla Svizzera, l'economia svizzera potrebbe risultarne penalizzata, a seconda dell'esito dei negoziati. Un'eventuale riduzione dei dazi doganali tra UE e Stati Uniti, ad esempio, causerebbe un relativo peggioramento della competitività degli esportatori elvetici. Anche in altri ambiti - come in quelli degli ostacoli tecnici al commercio, delle misure sanitarie e fitosanitarie, della proprietà intellettuale, dei servizi, degli investimenti e degli appalti pubblici - la Svizzera corre il rischio di essere discriminata, a seconda di come si concluderanno i negoziati. Uno studio svolto dal World Trade Institute dell'Università di Berna su incarico della SECO e pubblicato il 10 luglio offre una serie di spunti sulle ripercussioni economiche complessive, calcolate in base a un modello di equilibrio economico generale. Lo studio analizza tre possibili scenari con diversa densità di integrazione. Per tutti e tre gli scenari viene anche analizzata la possibilità della Svizzera di adottare contromisure di politica commerciale, ad esempio sotto forma di un accordo di libero scambio parallelo tra gli Stati dell'AELS e gli Stati Uniti. A seconda di come sarà strutturato il TTIP, ma anche di come vi reagirà la Svizzera, le ripercussioni spaziano da un calo del PIL di 0,5 punti percentuali sul lungo periodo (in caso di TTIP limitato sostanzialmente alla riduzione dei dazi e senza un ALS AELS-Stati Uniti parallelo) fino a un aumento del PIL di 2,9 punti percentuali (in caso di un TTIP di ampia portata e di un ALS tra AELS e Stati Uniti). I risultati quantitativi dello studio, tuttavia, vanno interpretati con una certa cautela, in quanto si limitano a fornire indicazioni sulla possibile entità delle ripercussioni di un TTIP sull'economia svizzera e su singoli settori.</p><p>5. Un gruppo di lavoro interdipartimentale diretto dalla SECO sta effettuando degli accertamenti su quelle che potrebbero essere le ripercussioni di un ALS UE-Stati Uniti sulla Svizzera. A seconda delle prospettive e dei contenuti dei negoziati tra l'UE e gli Stati Uniti sono al vaglio diverse opzioni concrete volte a salvaguardare la competitività e l'attrattiva della piazza economica elvetica. Tra queste opzioni figurano anche la negoziazione di un ALS con gli Stati Uniti o l'adesione al suddetto TTIP. Attualmente non si può ancora dire se e a quali condizioni un Paese terzo vi potrà aderire. Le analisi del gruppo di lavoro devono considerare la situazione complessiva della Svizzera, ma anche quella dei vari settori economici e tener conto degli aspetti sociali ed ecologici (ad esempio le possibili ripercussioni sugli standard ambientali e le rispettive misure di accompagnamento che occorrerebbe adottare). Secondo il Consiglio federale è ancora prematuro esprimersi sulle possibili conseguenze che la conclusione di un TTIP tra UE e Stati Uniti avrebbe sugli standard ambientali, sociali e del consumo vigenti in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.