Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/168383

<h2>SubmittedText<h2><p>Il nostro sistema di tirocinio professionale si è dimostrato valido. Permette infatti di imparare un mestiere trasmettendo al contempo dei valori culturali. Non è però adatto a una popolazione in età più avanzata che non ha frequentato la scuola dell'obbligo in Svizzera - o che non è stata scolarizzata affatto - come i rifugiati o le persone ammesse a titolo provvisorio.</p><p>Sarebbe quindi ragionevole modificare la legge sulla formazione professionale in modo da creare un ciclo di formazione per i rifugiati (ed eventualmente per le persone ammesse a titolo provvisorio). Si potrebbe ricalcare il sistema della formazione professionale di base, con un contratto di tirocinio e la formazione in azienda e nelle scuole professionali. I corsi in queste scuole dovrebbero essere adeguati alla situazione dei rifugiati, in particolare per quanto riguarda l'apprendimento della lingua cantonale. Il tirocinio dovrebbe essere aperto a tutte le fasce d'età e durare anch'esso tra i tre e i quattro anni, consentendo così agli apprendisti di acquisire una vera formazione e alle aziende di tirocinio di approfittare di una fase di produttività degli apprendisti che valorizzerebbe gli investimenti dei primi anni.</p><p>Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Non sarebbe ragionevole modificare la legge sulla formazione professionale per istituire un simile ciclo di formazione professionale rivolto ai rifugiati?</p><p>2. Non pensa che questa formazione dovrebbe durare tra i tre e i quattro anni, dunque di più rispetto ai tentativi effettuati finora?</p><p>3. Ritiene che tale formazione dovrebbe essere aperta anche alle persone ammesse a titolo provvisorio? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che il conseguimento di un titolo formativo riconosciuto a livello svizzero per i rifugiati contribuirebbe sia alla loro integrazione sia a fornire all'economia professionisti qualificati. In quest'ottica, ha già varato apposite misure nell'ambito della politica di integrazione e dell'iniziativa sul personale qualificato. Ad esempio, alla fine del 2015 ha lanciato un programma pilota per i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente che prevede la promozione delle competenze linguistiche e un apprendistato preliminare d'integrazione. L'obiettivo dell'apprendistato preliminare, della durata di un anno, è permettere ai partecipanti di intraprendere successivamente una formazione professionale di base o agevolare il loro ingresso nel mercato del lavoro.</p><p>La legge sulla formazione professionale (LFPr) è impostata in modo tale da tenere conto delle esigenze individuali. Ad esempio, in base all'articolo 18 LFPr, il prolungamento della formazione professionale di base auspicato dall'autrice dell'interpellanza è applicabile alle persone in formazione di tutte le età. Inoltre, per i giovani i cantoni offrono soluzioni transitorie o misure come il 10° anno scolastico che consentono di colmare i deficit formativi individuali. Durante la formazione professionale di base gli apprendisti possono avvalersi dei corsi di recupero o del sostegno individuale speciale (soprattutto per i cicli di due anni con certificato federale di formazione pratica). Se l'esame finale di tirocinio non viene superato può essere ripetuto due volte. A determinate condizioni è anche possibile ottenere delle agevolazioni per l'esame. Infine, nell'ambito del progetto "Qualificazione e riqualificazione professionale degli adulti", la Confederazione sta ampliando le opzioni a disposizione degli adulti per conseguire un titolo professionale.</p><p>Pertanto, alla luce delle possibilità e delle offerte già esistenti il Consiglio federale ritiene che un tirocinio speciale per i rifugiati non sarebbe una misura adeguata. Infatti, l'istituzione di un percorso ad hoc potrebbe rappresentare un freno all'integrazione piuttosto che un incentivo. Come già accennato, la formazione professionale di base ordinaria è accessibile sia ai rifugiati che alle persone ammesse provvisoriamente. Inoltre, gli apprendisti che hanno bisogno di un sostegno supplementare beneficiano maggiormente di misure individuali che di strutture speciali, concepite per un gruppo target di per sé estremamente eterogeneo.</p>  Risposta del Consiglio federale.