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BERNA - No, almeno per il momento, a un Consiglio federale di nove membri. Lo ha deciso stamane il Consiglio degli Stati, che ha respinto per 20 voti a 13 una mozione in tal senso di Luc Recordon (Verdi/VD). Stando all'ecologista, un aumento dei "ministri" avrebbe tra l'altro facilitato la presenza, pressoché continua, di un consigliere federale di lingua italiana.
"Un governo di 9 membri - ha dichiarato Recordon - oltre a tenere conto della minoranza italofona che ha avuto la sensazione di non essere presa sul serio durante l'ultima vacanza in governo, darebbe ad uno dei suoi membri la possibilità di dedicarsi maggiormente alla conduzione strategica degli affari, oltre che a determinare l'ordine del giorno".
Più seggi significano anche, migliore rappresentatività politica. "Oggi ci sono in parlamento diverse forze politiche che aspirano ad un seggio - come i Verdi n.d.r - o addirittura due (vedi UDC)".
A dar man forte all'ecologista è intervenuto Filippo Lombardi (PPD/TI), che ha posto l'accento sull'importanza di una presenza italofona nella stanza dei bottoni. Il "senatore" ticinese ha ricordato che il Gran consiglio ticinese ha approvato un'iniziativa cantonale che va nella stessa direzione della mozione.
La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha ricordato che è in corso una revisione del governo. "A fine giugno - ha affermato - sarà pronto il messaggio alle Camere i cui contenuti sono già stati in parte svelati come l'allungamento di un anno a due della durata della Presidenza e un incremento dei Segretari di stato, oggi 5 in tutto". La ministra non ha tuttavia chiuso la porta in faccia alla mozione Recordon. "Potremo riparlare di questo aspetto quando sarà presentato il messaggio", ha detto l'esponente del PBD in Parlamento.
SDA-ATS