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AVS 21 costa 26.000 franchi a ogni donna
Un'ampia alleanza ha lanciato un referendum contro AVS 21, perché questo progetto di revisione è concepito per realizzare dei risparmi sulle spalle delle donne. Anche se le donne ricevono già delle rendite di vecchiaia che sono di un terzo inferiori a quelle degli uomini, le loro pensioni subirebbero ulteriori tagli per sette miliardi di franchi nei prossimi dieci anni. Ogni donna perderebbe così, in media, 26.000 franchi svizzeri di reddito. E questo è solo l'inizio, infatti l'innalzamento dell'età di pensionamento a 67 anni, per tutti, è già programmato. In un momento in cui i prezzi decollano ed è già stato annunciato uno shock dei premi di cassa malattia, il comitato referendario continua a battersi anche contro l'aumento dell'IVA, anche lui previsto in questa revisione, e dice chiaramente 2x NO allo smantellamento dell'AVS il 25 settembre.
(USS) Ancora una volta, gli scenari peggiori per l'AVS si sono rivelati sbagliati: poche settimane fa, il Consiglio federale ha dovuto rivedere al rialzo le sue previsioni. Questo rende ancora meno accettabile il progetto di smantellare l'AVS a scapito delle donne. Il Consiglio federale e il Parlamento chiudono gli occhi sulla già poco invidiabile situazione delle donne: queste ricevono delle rendite di in terzo inferiori a quelle degli uomini e possono praticamente contare solo sull'AVS. Questo divario pensionistico riflette l'ineguale distribuzione delle opportunità di lavoro. Le donne hanno principalmente delle attività professionali impegnative, ma meno retribuite, come le pulizie, la vendita, l’assistenza, la salute e le cure. Sono anche e ancora prevalentemente le donne a occuparsi dei bambini, dei nipoti, dei genitori, dei suoceri e dei parenti malati. Per questo motivo, spesso non hanno che un lavoro a tempo parziale - quattro donne su cinque con figli non hanno un lavoro a tempo pieno - e con una retribuzione più bassa. Complessivamente, le donne guadagnano il 33% in meno degli uomini. Eppure, sommando le loro attività retribuite e quelle non retribuite si ottiene lo stesso numero di ore di lavoro. È così che il lavoro di molte donne si traduce in pensioni scandalosamente basse. Malgrado tutto ciò, AVS 21 sarebbe proprio a scapito loro! Con AVS 21, in futuro, le donne perderebbero l'equivalente di un anno di pensione AVS – ossia circa 26.000 franchi (sulla base del reddito mediano). Come se non bastasse, la proposta di riforma non risparmia neanche le coppie, malgrado il fatto che le loro pensioni abbiano già un tetto massimo oggi.
No al pensionamento a 67 anni per tutti
In caso di vittoria del Sì il 25 settembre, il passo successivo avverrà al più tardi nel 2026. Il Parlamento ha infatti deciso che il Consiglio federale dovrà presentare entro quella data una riforma sulle questioni «strutturali». In altre parole, si tratta di innalzare l'età di pensionamento per tutti. Il Parlamento dovrà anche occuparsi dell' «Iniziativa sulle pensioni». Oltre a richiedere un rinvio generale dell'età di pensionamento, questo meccanismo lega l'età di pensionamento alla speranza di vita: concretamente, l'età di pensionamento salirebbe a 67 anni e poi salirebbe ancora ulteriormente. Dei tagli drastici sono anche prevedibili con la riforma della LPP, con il rischio che la popolazione si ritrovi a pagare di più per una pensione più bassa. AVS 21 è dunque il «primo violino» nel ben orchestrato concerto dello smantellamento delle pensioni. Solo il NO può porre fine a questa prospettiva.
La realtà del mondo del lavoro
Oggi i 60-64enni sono la fascia d'età con il più alto tasso di disoccupazione. Non era mai accaduto in passato. La disoccupazione diminuisce molto lentamente nel settore della manodopera e in particolare per il personale in fine di carriera. Le prospettive di queste persone sul mercato del lavoro sono scarse. Pochi datori di lavoro danno loro un’opportunità. Per i sessantenni è molto difficile ritrovare un lavoro una volta diventati disoccupati, indipendentemente dalle loro competenze e dalle loro richieste salariali. Nel settore alberghiero, così come in quello della ristorazione, in quello sanitario, in quello sociale o ancora del commercio al dettaglio, sempre più donne si ritrovano in disoccupazione verso la fine della loro vita professionale, e questo allorché i datori di lavoro si lamentano spesso di una mancanza di personale. La Svizzera rischia quindi di avere un'evoluzione simile a quella osservata all'estero: l'innalzamento dell'età pensionabile moltiplicherà i casi di disoccupazione di lunga durata e il numero di persone che dovranno far ricorso all'assistenza sociale.
Pagare di più per avere meno pensione?
I redditi reali e il potere d'acquisto sono sotto pressione in Svizzera. Per la prima volta dal 2008, i prezzi al consumo hanno ricominciato a salire. Il tasso di inflazione previsto per quest'anno è del 2,7%. A ciò si aggiunge il prossimo aumento dei premi di cassa malati, che potrebbe addirittura raggiungere il 10%: uno shock vero e proprio! In un contesto simile, se l'aumento dei prezzi non viene compensato, le persone che percepiscono un salario medio subiranno una riduzione del reddito reale di 1.600 franchi all'anno. Le coppie con due figli potrebbero addirittura vedere il loro reddito reale ridursi di 2.200 franchi. Ed è in questo contesto già teso che il Parlamento sta valutando l'aumento dell'IVA nell'ambito della riforma AVS 21.
L'alleanza referendaria ha raccolto in brevissimo tempo ben tre volte il numero di firme necessarie: che impresa. Tre settimane fa, il 14 giugno, più di 50.000 persone hanno manifestato contro lo smantellamento delle pensioni a scapito delle donne. La campagna si baserà sul successo di questa mobilitazione. Questi tagli all’AVS, inaccettabili, saranno al centro della campagna di votazione.