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Il rallentamento della congiuntura mondiale, durante lo scorso anno, ha spinto le imprese svizzere a ridurre gli effettivi.
«Il movimento è di origine congiunturale, ma riflette anche una tendenza di fondo. Le imprese non attendono più e sopprimono gli impieghi in anticipo», osserva Yves Flückiger, professore di economia all'Università di Ginevra. «Inoltre il mercato del lavoro diventa sempre più flessibile», aggiunge, rilevando d'altro canto che si tratta di una tendenza a livello mondiale.
Le compressioni degli effettivi hanno subito un'accelerazione in autunno, amplificata dagli attentati dell'11 settembre negli USA e dal dissesto di Swissair Group. I settori più colpiti sono stati l'aeronautica e il turismo.
Il dissesto di Swissair Group ha comportato più di 3800 licenziamenti in Svizzera. Le autorità zurighesi ritengono che la bancarotta, nella migliore delle ipotesi, si tradurrà nella scomparsa di 10 000 posti di lavoro sul territorio elvetico. La metà dovrebbe essere cancellata in seno al gruppo, il resto presso le imprese rifornitrici di Swissair Group o legate allo scalo di Kloten.
La crisi ha colpito duramente anche la Kuoni, la maggiore agenzia di viaggi del paese, che in novembre ha annunciato la soppressione di 500 impieghi, principalmente all'estero. A fine 2000, il tour operator aveva in organico 7700 persone.
Tagli nell'industria d'esportazione
Anche l'industria d'esportazione ha subito le conseguenze del rallentamento congiunturale mondiale. «Le imprese esportatrici sono uscite nettamente meno bene di quelle focalizzate sul mercato interno», indica Boris Zürcher, responsabile della politica del mercato del lavoro presso il Segretariato di Stato dell'economia (seco).
I costruttori di macchine e le imprese metallurgiche hanno registrato una contrazione del 10 per cento delle commesse nei primi nove mesi del 2001. Secondo i dati pubblicati in novembre dal sindacato FLMO, il settore ha cancellato 3700 impieghi, 2500 dei quali nella Svizzera tedesca.
Anche il settore chimico-farmaceutico, pur essendo meno colpito dalla debolezza congiunturale, ha ridotto gli effettivi. La Clariant ha comunicato l'estate scorsa la soppressione di 1000 impieghi, la Ciba SC il taglio di 450 (entro le fine del 2002). A fine maggio la Roche aveva annunciato la riduzione di 3000 impieghi nel mondo, 600 dei quali in Svizzera.
Toccato anche il settore dei servizi
I servizi, motore della crescita degli ultimi quattro anni, hanno subito le conseguenze del declino della Nuova economia, che ha penalizzato l'informatica e le telecomunicazioni. Fra gli operatori, il leader svizzero delle reti via cavo, Cablecom, ha annunciato la soppressione di 250-300 dei 1900 posti di lavoro e sunrise la cancellazione di 500 impieghi, dopo la sua fusione con la diAx.
Fra i fornitori, Siemens Svizzera ha tagliato un centinaio di posti, Ericsson ha licenziato 40 persone e Ascom ha ridotto drasticamente gli effettivi, sopprimendo 1100 posti, di cui 400 in Svizzera, su un totale di 10 000. La saturazione ha avuto ripercussioni negative anche sui fabbricanti di semiconduttori (EM Marin, Ismeca, Esec).
Neppure il settore bancario è stato risparmiato, in seguito agli eccessi delle nuove tecnologie e al rallentamento dell'economia mondiale. L'Unione bancaria privata, istituto che occupa un migliaio di persone, di cui 650 a Ginevra, ha annunciato a fine luglio un taglio del 10 per cento dell'organico. Pure la Banca cantonale di Zurigo ridurrà il personale. L'entità del taglio non è ancora nota, ma si teme la scomparsa di diverse centinaia di posti su un totale di 4100.
Il deterioramento del mercato del lavoro si riflette anche nelle statistiche: il tasso di disoccupazione si è attestato al 2,1 per cento in novembre, contro l'1,9 per cento di ottobre. Anche la disoccupazione parziale è progredita. Le imprese preferiscono ricorrere all'orario ridotto prima di licenziare, secondo l'esperto del seco. La Charmilles Tecnologies ha annunciato la riduzione dell'orario di lavoro da inizio 2002. Anche la Von Roll introdurrà la disoccupazione parziale nelle sue fonderie.
swissinfo e agenzie