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Cinquanta milioni di franchi per promuovere i vaccini e i medicamenti contro il coronavirus. Li ha stanziati oggi il Consiglio federale. La base legale è data dalla Legge covid-19. Il programma volto a promuovere la ricerca, lo sviluppo e la produzione di medicamenti anti-covid-19 deciso dall’esecutivo ha lo scopo di permettere alla popolazione svizzera di accedere ai farmaci il più rapidamente possibile. I nuovi medicamenti dovrebbero essere disponili entro fine 2022.
Disporre di farmaci efficaci è necessario anche perché non è possibile vaccinare l’intera popolazione contro il coronavirus, ha spiegato il consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa. Ad alcune persone, ad esempio per motivi medici, non può infatti essere inoculato un vaccino. Per loro, è essenziale disporre di farmaci efficaci. Grazie alla Legge covid 19, modificata dal Parlamento in marzo, il Consiglio federale può ora agire in modo attivo su tale fronte. I contributi di promozione saranno tuttavia stanziati solo se risulta impossibile un finanziamento privato o se la Svizzera ha difficoltà ad accedere al materiale medico importante. Per gli investimenti effettuati, la Confederazione dovrà ottenere una controprestazione, come ad esempio la priorità nelle forniture, ha precisato Berset.
I criteri del programma di promozione – che è limitato sino alla fine del 2022 – e la procedura di domanda saranno pubblicati in luglio. Sempre in estate il Consiglio federale deciderà a quale organizzazione affidare l’attuazione del programma. Concernente i vaccini, la settimana scorsa l’esecutivo ha messo a punto la strategia per il loro acquisto per il prossimo anno. Lo scopo è garantire un approvvigionamento sufficiente. Berna continuerà a puntare sui vaccini a mRNA anche per il dopo 2022. Berna ha stanziato a tale scopo 1,2 miliardi di franchi. Per il futuro occorrerà inoltre mettere a punto, assieme alle scuole universitarie e all’industria, una strategia che permetta alla Svizzera di continuare a migliorare le proprie condizioni quadro.
“L’obiettivo è posizionare la Svizzera come hub per la produzione di vaccini a mRNA”, ha affermato Berset. La Confederazione è già oggi uno dei principali produttori di vaccini – il 13esimo a livello mondiale, secondo il consigliere federale – ora si vuole rafforzare ulteriormente questa posizione, ha aggiunto il ministro della sanità. In questo modo, in caso di una nuova pandemia la Svizzera sarà in grado di disporre tempestivamente delle risorse necessarie alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione di vaccini. A una domanda di un giornalista, Berset ha poi detto che la Confederazione ha trovato 75 persone nell’amministrazione federale e nelle alte scuole che possono recarsi a Visp (VS) per aiutare l’azienda farmaceutica Lonza, confrontata con una penuria di personale, a produrre vaccini anti-covid. I primi specialisti saranno operativi già a fine mese. Sul suo sito vallesano, Lonza produce i principi attivi del vaccino di Moderna.
Fonte: Ticinonews