Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/107346

<h2>SubmittedText<h2><p>Ai fini dell'adempimento dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt), il Consiglio federale è incaricato di studiare la possibilità di avvalersi della futura etichetta ambientale prevista per le automobili per limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti nei periodi in cui si registrano i picchi di inquinamento. Questa misura favorirebbe coloro che hanno fatto una scelta responsabile acquistando un veicolo meno inquinante ed eviterebbe di penalizzare tutti, com'è invece il caso attualmente. I valori limite per le diverse categorie di veicoli saranno fissati dalla Confederazione. Queste norme dovranno essere adeguate con l'andar del tempo. Bisognerà anche discutere il caso di chi utilizza un veicolo a scopi professionali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il traffico stradale rimane una delle principali fonti di inquinanti atmosferici. I superamenti dei limiti di immissione per le polveri fini e gli ossidi d'azoto sanciti dall'ordinanza del 16 dicembre 1985 contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1) risultano particolarmente frequenti e significativi nei quartieri interessati da traffico intenso e lungo le strade con traffico molto intenso. Una serie di misure, soprattutto di carattere tecnico, sono già state adottate, introdotte o decise in linea di massima per ridurre le emissioni inquinanti del traffico stradale. Basti ricordare l'adozione delle norme sui gas di scarico applicate dall'UE, le attività lanciate nel 2006 dal Consiglio federale nel quadro del piano d'azione contro le polveri fini e la strategia contro l'inquinamento atmosferico del Consiglio federale pubblicata l'11 settembre 2009. Le severe norme di emissione per i veicoli con elevate prestazioni complessive quali le automobili e gli autocarri hanno consentito una notevole riduzione di importanti inquinanti atmosferici e climatici. Occorre tuttavia adottare altre misure nel settore del traffico stradale, soprattutto per quanto attiene alle polveri fini, alla fuliggine da diesel cancerogena, agli ossidi di azoto (NO) e all'ozono.</p><p>L'etichetta ambientale per le automobili è stata elaborata dagli Uffici federali dell'ambiente (UFAM), dell'energia (UFE) e delle strade (USTRA) su incarico del DATEC. In tale contesto si è esaminata la possibilità di completare l'etichetta Energia esistente dal 2002 con informazioni sull'inquinamento ambientale per consentire agli acquirenti di automobili di informarsi in modo esauriente e chiaro sulle principali caratteristiche di un veicolo che hanno rilevanza ambientale. In considerazione delle obiezioni sollevate in sede di indagine conoscitiva sia dai settori interessati che dalle associazioni ambientaliste, il Consiglio federale, in occasione della seduta del 18 giugno 2010, ha deciso di rinunciare all'introduzione dell'etichetta ambientale. L'informazione ai consumatori garantita dall'etichetta Energia deve comunque essere mantenuta e migliorata. L'etichetta Energia deve inoltre essere sviluppata ulteriormente in modo da consentire anche la valutazione dei veicoli elettrici o alimentati con biocarburanti.</p><p>L'etichetta Energia è concepita come strumento informativo per l'acquisto di un nuovo veicolo e può quindi servire da base per strumenti della politica energetica e climatica, ad esempio per un'imposta di circolazione differenziata a livello cantonale o per un sistema di bonus-malus in relazione all'imposta federale sui veicoli. Dato però che non considera importanti inconvenienti ambientali a livello locale (inquinanti atmosferici, rumore), come sarebbe invece stato il caso dell'etichetta ambientale, l'etichetta Energia non è adatta quale strumento per limitare la circolazione di veicoli particolarmente inquinanti.</p><p>Dal profilo ambientale vanno privilegiate soluzioni durevoli come l'introduzione di zone ecologiche (a traffico limitato) rispetto a misure a breve termine quali la riduzione della velocità in caso di picchi di inquinanti atmosferici, in quanto producono effetti più duraturi. Su iniziativa di alcuni cantoni, il DATEC ha elaborato delle basi legali che consentirebbero ai cantoni e alle città di istituire delle zone ecologiche nel loro comprensorio. L'indagine conoscitiva sugli avamprogetti delle relative ordinanze del Consiglio federale sarà avviata presumibilmente ancora nel terzo trimestre del 2010. La ripartizione dei veicoli in categorie si basa sui livelli di emissioni della norma sui gas di scarico EURO. In tal modo verrebbero create a livello federale le condizioni per uno strumento applicabile a livello cantonale che in futuro fornirebbe un ulteriore contributo al miglioramento della qualità dell'aria nelle regioni soggette a forte inquinamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.