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Berna – Persone con disabilità hanno chiesto oggi davanti a Palazzo federale a Berna più partecipazione politica e una vita autodeterminata. Vogliono far valere i loro diritti con una nuova iniziativa di inclusione nazionale.
Con la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, la Svizzera si è impegnata a garantire una vita autodeterminata, la partecipazione e l’inclusione delle persone portatrici di handicap. Finora la Svizzera non ha adempiuto sufficientemente a questo obbligo, dichiarano le organizzazioni dei disabili.
Dieci anni dopo l’introduzione di quello che le organizzazioni dei disabili considerano un contributo minimalista per l’assistenza AI, le persone portatrici di handicap hanno presentato la loro iniziativa popolare. Il testo chiede che le persone con disabilità ricevano le risorse umane e tecniche per potersi impegnare pienamente e in modo autodeterminato nella società, nella politica, nell’economia e nella cultura, attraverso l’assistenza.
Secondo Islam Alijaj, coiniziatore dell’iniziativa e presidente dell’associazione Tatkraft, un’associazione per il promovimento del potenziale delle persone con disabilità, si tratta di vera partecipazione, vero rispetto e vere scelte. Il padre di due bambini ha una paralisi cerebrale e siede su una sedia a rotelle. Altre organizzazioni dietro l’iniziativa sono la Federazione svizzera dei sordi, la Federazione svizzera dei ciechi e degli ipovedenti, l’associazione che rappresenta le organizzazioni svizzere dei disabili Inclusion Handicap e l’associazione “Mensch zuerst” (“Prima le persone”).