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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro del dibattito sull'utilizzazione degli organismi geneticamente modificati, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Ha preso atto delle conclusioni del PNR 59? Che ne pensa?</p><p>2. Il rapporto finale del PNR 59 è stato pubblicato e indica che i rischi legati agli OGM sono minimi e che il potenziale non è sfruttato. Ciò non merita un dibattito in Parlamento?</p><p>3. Il Parlamento ha prorogato la moratoria senza nemmeno discuterla e non avendo considerato le conclusioni. I PNR perseguono un obiettivo preciso? In caso affermativo, quale, tenuto conto del fatto che il Parlamento non menziona le relative conclusioni? Abbiamo forse speso 12 milioni di franchi (e cinque anni di studi) per nulla?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In linea di massima, i rifiuti urbani, ai quali appartengono anche i rifiuti d'imballaggi di beni dell'economia domestica, vengono smaltiti in Svizzera dagli enti pubblici. Per la maggior parte dei rifiuti d'imballaggi, la ripresa e lo smaltimento dei rifiuti d'imballaggi da parte del venditore o del produttore avviene tutt'al più su base volontaria. Il Consiglio federale può introdurre una deroga al principio della competenza in materia di smaltimento di rifiuti urbani da parte dell'ente pubblico, soltanto se si tratta di rifiuti adatti al riciclaggio o rifiuti che richiedono un trattamento particolare. Su questa base, il Consiglio federale ha anche obbligato chi immette in commercio imballaggi per bevande a ritirare gli imballaggi nei loro punti vendita oppure ad affidarne lo smaltimento a pagamento a un'organizzazione privata. Nell'ambito della revisione dell'OTR si sta perciò esaminando se sia il caso di obbligare il commercio al dettaglio a riprendere imballaggi (ad es. scatole di cartone, imballaggi per bevande, polistirolo), se ciò risulta ragionevole dal punto di vista ecologico e, ad esempio, se una raccolta potrebbe essere combinata con le raccolte di rifiuti esistenti oppure se i dettaglianti già si trovano a smaltire rifiuti simili, prodotti all'interno della loro azienda. Studi relativi al bilancio ecologico mostrano, ad esempio, quanto sia ragionevole il riciclaggio di imballaggi di cartone per bevande o di materie plastiche in fogli provenienti dall'industria, dall'artigianato e dall'agricoltura. Misure in tal senso vengono esaminate nel quadro della revisione dell'OTR in corso.</p><p>2. In Svizzera, il principio "chi inquina paga" (principio di causalità) applicato al finanziamento dello smaltimento dei rifiuti è un modello vincente. Esso contribuisce alla riduzione della quantità di rifiuti prodotta, in particolare nell'industria e nell'artigianato, dove una gestione dei rifiuti ottimizzata può consentire di risparmiare costi di smaltimento. Inoltre, le tasse riscosse in base al principio di causalità sotto forma di tassa sul sacco dei rifiuti promuovono il riciclaggio di rifiuti. La quantità di rifiuti da incenerire negli impianti di incenerimento dei rifiuti è diminuita in media del 30 per cento dopo l'introduzione della tassa sul sacco nei comuni, mentre le frazioni di rifiuti raccolte separatamente sono aumentate di pari passo. Il Consiglio federale è per di più del parere che il principio "chi inquina paga" porti al contempo anche a un calo nella produzione di rifiuti; i consumatori, al momento dell'acquisto, devono riflettere se acquistare un prodotto con vita breve, il quale in un tempo altrettanto breve causerà altre spese di smaltimento. Inoltre, nella maggior parte dei casi è possibile scegliere tra diversi prodotti, che si differenziano anche per il loro imballaggio. Pertanto, non si deve derogare al principio di causalità, soprattutto perché esso non riguarda soltanto gli imballaggi ma anche i prodotti che diventeranno rifiuti.</p><p>Dal punto di vista ecologico, i rifiuti d'imballaggi costituiscono meno dell'1 per cento dell'inquinamento ambientale complessivo causato dal consumo; la maggior parte viene causata dalla produzione di prodotti, dai trasporti e dal consumo d'energia. In linea di massima, i consumatori sono liberi di rinunciare all'acquisto di un prodotto se ritengono che l'imballaggio e i costi per il suo smaltimento siano sproporzionati. Ciò obbliga, in ultima istanza, produttori e fornitori di prodotti a ottimizzare i loro imballaggi. È però opportuno tenere conto del fatto che gli imballaggi dei prodotti servono anche a preservarne l'igiene e la protezione e non possono essere ridotti a piacere. Se i prodotti vengono danneggiati da un imballaggio inadeguato, il danno ecologico provocato dalla perdita del prodotto può essere di gran lunga superiore a quello causato da un imballaggio più costoso. Affinché i consumatori possano scegliere di fare acquisti più rispettosi delle risorse e rafforzare la domanda di prodotti ecologici, occorre migliorare le informazioni sul mondo dei prodotti e sui requisiti ecologici per la loro immissione in commercio.</p><p>3. In linea di massima, è ragionevole tenere in considerazione aspetti ecologici a livello di processo di pianificazione, di sviluppo e di gestione dei prodotti (ecoconcezione). Dato che i rifiuti d'imballaggi rappresentano meno dell'1 per cento dell'inquinamento complessivo causato dal consumo (cfr. risposta 2), la Confederazione non prevede alcuna misura nell'ambito dell'ecoconcezione con l'obiettivo diretto di una riduzione dei rifiuti.</p>  Risposta del Consiglio federale.