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Il Sindacato della comunicazione vuole evitare qualsiasi nuovo smantellamento della rete postale. Riuniti a Berna, i delegati dell'organizzazione dei lavoratori hanno deciso sabato di lanciare un'iniziativa popolare volta a mantenere una rete postale capillare e a fare in modo che Postfinance ottenga una licenza bancaria.Questo contenuto è stato pubblicato il 13 giugno 2009 - 16:47
Con questa iniziativa, il sindacato intende ancorare nella Costituzione federale il principio del servizio universale e della rete postale. Il finanziamento sarebbe assicurato grazie al mantenimento del monopolio residuo sulle lettere e agli utili conseguiti dalla futura banca postale, che dovrà rimanere interamente nella mani dello Stato, precisa una nota del sindacato. La campagna per la raccolta delle firme dovrebbe cominciare in autunno.
Sempre sabato, circa 500 collaboratori della Posta svizzera hanno consegnato a Berna una petizione al direttore generale della Posta svizzera Michel Kunz, in cui chiedono ai vertici del "gigante giallo" di rinunciare ai previsti tagli della rete di uffici. Stando alle intenzioni dei manager, nei prossimi tre anni verrà esaminato il futuro di 420 uffici postali e saranno decise eventuali chiusure. La petizione è stata firmata da 158'000 persone.
In una prima reazione al lancio dell'iniziativa, la Posta si è detta contraria alla proposta del Sindacato della comunicazione, in quanto limiterebbe eccessivamente il margine di manovra dello Stato e dell'azienda. La Posta respinge anche l'idea di una moratoria al progetto di riduzione della rete di uffici. L'esame dei singoli casi viene eseguito in modo accurato, si precisa.
Nel 2004, un'iniziativa analoga, denominata "Servizi postali per tutti", era stata bocciata di misura dal popolo col 50,2% e da 13,5 cantoni contro 9,5. Poco fortuna ha avuto finora l'idea di una banca postale. All'inizio di maggio, il Consiglio federale ha detto no a una simile idea perorata da PostFinance.
swissinfo.ch e agenzie
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