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L’iniziativa per la limitazione promossa dall’UDC chiede la fine dell’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione europea. Così facendo, mette fine a tutti gli accordi bilaterali con l’Unione europea e alle misure di accompagnamento.
In particolare, se accettata, questa iniziativa porterebbe a:
- un aumento dei casi di dumping salariale;
- gravi ripercussioni per l’economia svizzera, e di conseguenza per le lavoratrici e per i lavoratori, dovute alla fine degli accordi bilaterali che garantiscono l’accesso al mercato interno dell’Unione europea, al quale è destinato il 52% delle esportazioni delle aziende svizzere;
- un indebolimento dei settori della ricerca e dell’istruzione in Svizzera poiché ricercatrici e ricercatori, studentesse e studenti non potrebbero più partecipare ai programmi di ricerca e di scambio dell’Unione europea;
- una limitazione della nostra libertà, in quanto la libera circolazione vale anche per le cittadine e i cittadini svizzeri. Attualmente, nell’Unione europea vivono e lavorano circa mezzo milione di persone provenienti dalla Svizzera.
Per rafforzare il mercato del lavoro abbiamo bisogno di politiche costruttive non di soluzioni fittizie e pericolose come quelle contenute nell’iniziativa per la limitazione.
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