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Uno dei principi della Riforma è, come ho anche scritto qui: Solo la Scrittura.
Questo principio però al pari degli altri non è un’invenzione dei riformatori, ma la riscoperta di un principio antico. Da subito infatti alcune chiese cristiane cominciarono a conservare e a leggere periodicamente le lettere di Paolo. Poi gli evangeli e gli atti e altre lettere. Si venne poi a poco a poco a formare un corpus di scritti giudicati affidabili, perché in linea con quanto le chiese in cui c’erano stati apostoli o loro discepoli predicavano.
Al passare delle generazioni però le tradizioni erano sempre meno affidabili e dunque non rimaneva che affidarsi a quei testi che si imposero come canonici.
È così che scrive Atanasio nella Pasqua del 367, nella sua trentanovesima lettera festale, un’enciclica che in quanto vescovo di Alessandria (d’Egitto), inviava a tutti gli altri vescovi. Egli dopo aver elencato i libri dell’Antico Testamento ed aver elencato i libri del Nuovo Testamento così come li conosciamo oggi, scrive:
Queste sono le fonti della salvezza, in modo che chi ha sete possa essere soddisfatto con gli oracoli che contengono. Solo in questi è l’insegnamento della vera religione proclamata come buona notizia (evangelo). Che nessuno aggiunga o tolga qualcosa da esse.