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BERNA - L'iniziativa popolare dell'UDC "Per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" dovrebbe essere dichiarata valida dal Consiglio nazionale. Vi si oppone soltanto lo schieramento rosso-verde. Il voto sull'elaborazione di un controprogetto diretto potrebbe invece essere più serrato, visto che l'UDC e una parte della sinistra sono contrarie.
L'UDC, all'origine dell'iniziativa, si oppone a questo controprogetto diretto, ritenendolo inefficace poiché preconizza il rispetto del diritto internazionale. "La nostra iniziativa non viola il diritto imperativo internazionale", ha sottolineato Walter Wobmann (UDC/SO).
"La criminalità degli stranieri costituisce un grosso problema per la nostra popolazione", ha proseguito Wobmann, ricordando che la metà dei reati è commessa da stranieri. "Con la nostra iniziativa - ha garantito - le espulsioni potrebbero essere moltiplicate per cinque".
Queste teorie sono state respinte dalla sinistra, per la quale il testo dell'UDC non risolverà il problema della criminalità. "La nazionalità non ha praticamente alcun influsso sui comportamenti criminali, che dipendono ben più dall'età, dal sesso e dal livello d'educazione ed economico delle persone", ha sottolineato Antonio Hodgers (Verdi/GE).
A essere criticato è stato soprattutto il non rispetto dei diritti fondamentali. Secondo Andreas Gross (PS/ZH), non si può espellere una persona minacciata di morte nel suo paese. A suo modo di vedere, nessun potere - nemmeno quello esercitato dal popolo - può rimettere in causa questi diritti fondamentali. "Anche se si tratta di persone che hanno a loro volta calpestato questi diritti", ha aggiunto.
Nemmeno il controprogetto diretto (a livello costituzionale) elaborato dal Consiglio degli Stati su iniziativa di PLR e PPD convince la sinistra. Tuttavia, una minoranza di Verdi e una maggioranza del PS lo sostengono ugualmente o si asterranno al momento del voto. "Tra la peste e il colera - ha esclamato Maria Roth-Bernasconi (PS/GE) - la scelta non è evidente".
SDA-ATS