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<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera ha reiterato il suo sostegno al programma d'azione della Conferenza internazionale del Cairo su popolazione e sviluppo. L'attuale pandemia di COVID-19 ha un impatto sulla salute sessuale e riproduttiva, tema chiave del programma. Il Consiglio federale è pertanto pregato di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Dei 400 milioni di franchi sbloccati per l'aiuto internazionale, qual è la quota destinata dalla salute sessuale e riproduttiva?</p><p>2. Un'indagine condotta dalla IPPF ha rivelato che i servizi medici legati alla gravidanza e al parto, all'aborto e allo screening dell'HIV, come pure l'accesso alla contraccezione sono stati limitati fortemente in 64 Paesi del mondo. Come valuta la situazione il Consiglio federale e quali misure specifiche è disposto ad adottare?</p><p>3. Non sarebbe ora di avvicinarsi all'obiettivo dello 0,7 per cento del RNL fissato dall'ONU per l'aiuto pubblico allo sviluppo e riconosciuto dalla Svizzera?</p><p>4. Il principio dell'Agenda 2030 "Non lasciare indietro nessuno" è attuale più che mai. Il Consiglio federale come orienterà i provvedimenti di lotta alla crisi della COVID-19 per rispettarlo, garantendo così l'equità tra donne e uomini?</p><p>5. In Svizzera vi sono state restrizioni all'accesso ai servizi essenziali nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva, in particolare l'accesso all'aborto e alla contraccezione?</p><p>6. Il termine di presa in carico specifica delle donne che hanno partorito non è stato adeguato ai provvedimenti contro la COVID-19. Le assicurazioni rifiutano di assumersi i costi di cure che non è stato possibile seguire in tempo a causa della chiusura degli studi medici. Che cosa conta di fare il Consiglio federale?</p><p>7. Le levatrici sono state particolarmente sollecitate; le loro prestazioni, però, sono rimunerate male. Come intende migliorare la situazione di queste professioniste?</p><p>8. Quali strumenti ha messo in campo per assicurarsi che i provvedimenti contro la COVID-19 fossero neutri in termini di genere? Quale bilancio ne trae?</p><p>9. Il semi-confinamento ha aumentato il rischio di violenza domestica e reso ancora più difficile per le vittime chiedere aiuto. Quale bilancio trae il Consiglio federale dalle misure adottate dalla task force?</p><p>10. Il sistema di lotta contro queste violenze è già insufficiente in tempi normali. Il Consiglio federale come intende attuare la Convenzione di Istanbul in tempi rapidi e ponendosi traguardi ambiziosi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1., 2. e 4. La Svizzera si impegna ampiamente per la salute sessuale e riproduttiva e i diritti in quest'ambito. In questo contesto ha aderito a una dichiarazione ministeriale congiunta a livello onusiano per una risposta, specifica al genere, alla crisi legata alla COVID-19. I 400 milioni di franchi stanziati per gli interventi a livello internazionale comprendono un prestito di 200 milioni destinato al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) per provvedimenti volti ad attenuare le conseguenze della pandemia, inclusi quelli che interessano l'ambito della salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti. Inoltre la Svizzera continua a sostenere il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e l'International Planned Parenthood Federation (IPPF) e incoraggia misure nel quadro degli aiuti umanitari contro le crescenti violenze domestiche.</p><p>3. In considerazione dei crediti quadro stabiliti e in linea con il freno all'indebitamento, il Consiglio federale sottopone annualmente al Parlamento per discussione e approvazione i crediti a preventivo, inserendovi il valore di riferimento di 0,5 per cento per la percentuale dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS), fissato dallo stesso Parlamento nel 2011. Nel suo parere in risposta alla mozione Chevalley 16.3476, il Consiglio federale ha fatto presente che la percentuale APS non è un parametro di controllo bensì di un dato indicativo che viene dichiarato dopo la chiusura annuale. Secondo le stime attuali, la percentuale di APS per il periodo 2017-2020 potrebbe ammontare allo 0,48 per cento circa del reddito nazionale lordo.</p><p>5. Tra il 17 marzo e il 27 aprile 2020, gli ambulatori ginecologici sono rimasti in parte chiusi o hanno operato con orari ridotti. Nondimeno, la consulenza medica per gravidanze e parti è stata assicurata costantemente, così come è stata garantita l'esecuzione di interruzioni di gravidanza. Infine, i servizi specializzati per la salute sessuale e i consultori di gravidanza riconosciuti sono sempre stati accessibili in tutta la Svizzera.</p><p>6. Le visite a domicilio delle levatrici nel periodo post partum non erano contemplate nell'ordinanza 2 COVID-19 e sono parimenti state considerate urgenti. Pertanto è stato possibile continuare a dispensarle. Inoltre, le levatrici hanno potuto fornire parte delle prestazioni telefonicamente ed è stato possibile continuare a eseguire anche i necessari controlli ginecologici.</p><p>Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale non ritiene giustificato sospendere o prorogare il termine di 56 giorni stabilito all'articolo 16 capoverso 1 lettera c numero 1 dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre; RS 832.112.31). Vi è altresì la possibilità, per le levatrici, di eseguire ulteriori visite a domicilio in caso di necessità dopo 56 giorni e su prescrizione medica.</p><p>7. La rimunerazione delle prestazioni, e quindi anche di quelle fornite dalle levatrici, avviene nell'ambito della LAMal in base a tariffe che i partner tariffali sono tenuti a stabilire nel quadro di convenzioni. Nella seduta del 1° luglio 2020, il Consiglio federale ha approvato una convenzione tariffale tra gli assicuratori malattie, la Federazione svizzera delle levatrici e le case per partorienti che prevede un aumento delle indennità di trasferta per le levatrici e dei forfait per il materiale di consumo.</p><p>8. Il Consiglio federale ha deciso i provvedimenti per combattere il nuovo coronavirus e attenuarne le ripercussioni economiche consultandosi con comitati interdisciplinari di esperti. In tal senso, la "Swiss National COVID-19 Science Task Force", su mandato della Confederazione, ha affrontato anche il tema delle disuguaglianze di genere, ma i tempi non sono ancora maturi per un bilancio. Si verificherà in che modo la questione di genere possa essere inclusa nei progetti di ricerca previsti per gestire la crisi.</p><p>9. La task force di Confederazione e Cantoni contro la violenza domestica monitora con attenzione il problema e definisce i relativi provvedimenti (www.ebg.admin.ch/ebg/it/home/temi/violenza-domestica/coordinamento-e-lavoro-in-rete.html). Sinora, nella gran parte dei Cantoni non è stato registrato alcun incremento significativo di segnalazioni ai servizi di aiuto alle vittime o alla polizia. È stato possibile assicurare protezione e sostegno alle vittime anche durante il confinamento: Confederazione e Cantoni hanno infatti sostenuto anche diverse offerte di aiuto e misure d'informazione, come per esempio l'iniziativa di affissioni in 13 lingue. La task force rimane operativa, pertanto ora è troppo presto per tirare le somme in quest'ambito.</p><p>10. Nel messaggio del 2 dicembre 2016 concernente l'approvazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) (FF 2016 143), il Consiglio federale ha mostrato come la Svizzera adempia largamente i requisiti della Convenzione. Dal 1° aprile 2018, data della sua entrata in vigore per il nostro Paese, la relativa attuazione è stata seguita da vicino in stretta collaborazione tra Confederazione, Cantoni e organizzazioni non governative. Lo stato dell'attuazione sarà illustrato nel primo rapporto degli Stati parte nel febbraio del 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.