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BERNA - "Spiare" un beneficiario di una assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi dovrebbe essere di nuovo consentito. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) sostiene le modifiche alla Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA).
Con 18 voti contro 7 la CSSS-N ha approvato il progetto in questo senso accolto dal Consiglio degli Stati nella scorsa sessione invernale, indica oggi una nota dei Servizi del Parlamento. Secondo la minoranza, invece, «interventi tanto delicati nella sfera privata di persone vulnerabili» dovrebbero essere disciplinati nel Codice di procedura penale.
Il progetto amplia le possibilità di sorveglianza: prevede tra l'altro che oltre ad effettuare riprese visive e sonore si possa ricorrere anche a localizzatori satellitari, quali i segnalatori GPS, per "spiare" un beneficiario di una assicurazione sociale se vi è il sospetto di abusi. La CSSS-N si è allineata, con 16 voti contro 9, al parere dei "senatori" su questo punto. Secondo la maggioranza i dispositivi GPS consentono di migliorare l'efficacia della sorveglianza.
Con 17 voti contro 7 la Commissione si è detta contraria all'idea di di limitare le osservazioni a luoghi pubblicamente accessibili quali strade e parchi: come il Consiglio degli Stati ritiene che ciò debba essere possibile anche in posti quali ad esempio i balconi aperti e liberamente visibili da un luogo pubblico.
Nella delibera conclusiva, la CSSS-N ha cambiato idea e si è allineata al Consiglio degli Stati per quanto riguarda la necessità di un'autorizzazione da parte di un giudice del tribunale cantonale delle assicurazioni. Con 14 voti contro 9 e 1 astensione propone ora di prevedere un'approvazione soltanto per l'impiego di GPS Tracker. Per gli altri casi la sorveglianza sarà ordinata da un membro della direzione dell'assicurazione.
In un primo tempo la Commissione si era espressa in favore di un'autorizzazione per ogni osservazione, indipendentemente dagli strumenti impiegati, da parte di un giudice del tribunale cantonale delle assicurazioni. Ha cambiato opinione dopo aver ricevuto informazioni dall'Ufficio federale di giustizia, secondo cui la soluzione adottata dagli Stati crea già di per sé un presupposto importante per poter utilizzare le prove raccolte in un eventuale procedimento penale.
La Commissione ha poi precisato la procedura e le modalità per l'approvazione da parte dell'autorità giudiziaria dell'impiego di localizzatori GPS.
Il progetto verrà trattato nel Consiglio nazionale durante la sessione primaverile che inizia lunedì.