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Il ritrovamento risale all'età del bronzo. Ed ha una rilevanza archeologica significativa
WALZENHAUSEN - Phillip Metzler vive a Walzenhausen (AR) ed è un cercatore d'oro per hobby. Il 4 settembre, mentre cercava pepite nel fiume Urnäsch che scorre nell'entroterra appenzellese, si è imbattuto in una piccola punta di freccia in bronzo. Da un'indagine effettuata dall'Ufficio di archeologia turgoviese è emerso che si tratta di un reperto «precristiano di circa 3000 anni fa».
Questa punta di freccia è la prima prova che dimostra il passaggio dell'uomo attraverso l'Appenzello Esterno nell'età del bronzo. Una scoperta che non ha entusiasmato particolarmente Metzler che, di fatto, non ha una particolare passione per l'archeologia. «Avrei preferito una pepita d'oro da dieci grammi, ma va bene anche la punta della freccia... se serve a rendere felici degli scienziati», scherza il 41enne, interpellato da 20 Minuten.
Il cercatore d'oro ha scovato la punta in una fessura tra due rocce. Lo stesso posto in cui una settimana prima aveva trovato una pepita d'oro da 1,5 grammi. «Improvvisamente ho visto questa punta di freccia e dell'oro sul fondo del setaccio. Ho capito subito che doveva essere antica».
Pur non essendo consapevole del valore del ritrovamento, ha contattato Spallo Kolb, un esperto di archeologia suo conoscente che, in passato, si era occupato proprio dell'età del bronzo e che ha subito identificato l'età dell'antico "proiettile".
«Se questa punta fosse stata trovata nella valle del Reno di San Gallo, non sarebbe stata una scoperta speciale», sottolinea l'esperto. È già stato dimostrato che delle persone si stabilirono in quella regione nell'età del bronzo.