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Un santone poligamo, capo di una setta radicale della Chiesa mormone, Warren Jeffs, è stato in serata giudicato colpevole da un tribunale del Texas di aver violentato due ragazzine, di 12 e 15 anni, avendo poi dalla seconda anche un figlio, e ora rischia l'ergastolo, quando la corte, probabilmente nei prossimi tre giorni, deciderà la sua condanna.
Jeffs, 56 anni, capo della Chiesa fondamentalista di Gesù Cristo dei santi dell'ultimo giorno, ha ascoltato in silenzio il verdetto, giunto al termine di un processo durato oltre sei mesi.
Nel corso del dibattimento, ai giurati sono stati mostrati i risultati di test del dna per provare che il padre del figlio avuto dalla ragazzina di quindici è l'imputato. E i giurati hanno potuto anche ascoltare diverse registrazioni audio, tra cui una presa nel momento in lo stesso Jeffs avrebbe inflitto la violenza sessuale alla ragazzina di 12 anni.
La setta di cui è a capo Jeffs, che ha circa 10 mila seguaci, crede che la poligamia conduca all'esaltazione del paradiso, per questo si uniscono in multipli "matrimoni spirituali". Lo stesso tipo di legame che l'imputato ha ammesso di aver avuto con le vittime.
La procura ha affermato che prima che la corte stabilisca la condanna, verranno presentate le prove che Jeffs, oltre alla sua moglie legale, aveva anche altre 78 mogli, 24 delle quali minori di 17 anni.
Dopo la lettura del verdetto, Jeffs, che dopo aver sollevato dall'incarico sette avvocati ha assunto da solo la sua difesa, si è solo limitato a mormorare: "Io sono in pace".
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