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ZURIGO - «Temo che il certificato del suo test PCR non sia valido, e quindi non sono autorizzato a registrarla».
Questa è una di alcune delle frasi che nell'ultimo anno (e poco più) hanno portato al respingimento di molte persone ai check-in degli aeroporti. Purtroppo, è anche una delle frasi che hanno presumibilmente portato all'aumento degli episodi violenti ai banconi o ai gate.
«Le aggressioni verbali e fisiche contro il personale del check-in e dei gate negli aeroporti svizzeri sono fortemente aumentate» ha confermato una portavoce di Swissport al portale specializzato Aerotelegraph. La ragione principale - anche secondo Swissport - è l'aumento di viaggiatori respinti perché irrispettosi delle norme di viaggio legate al Covid.
«Ha rotto il plexiglas per arrivare dietro al bancone»
La prima frase, relativa al rifiuto di un test PCR, è parte di una vicenda realmente accaduta all'aeroporto di Zurigo.
In seguito all'imbarco negato, è iniziata un’accesa discussione tra il personale della compagnia aerea e il passeggero, furente di non poter intraprendere il suo viaggio. I toni si sono alzati sempre più, finché l'uomo non ha rotto il plexiglas per cercare di arrivare dietro al bancone e forzare il check-in. A quel punto è dovuta intervenire la polizia, e solo gli agenti sono riusciti a riportare la calma.
Solo all'aeroporto di Zurigo, le forze dell'ordine devono essere chiamate in media una volta al giorno per risolvere casi del genere, ha poi aggiunto la portavoce di Swissport.
Una tendenza internazionale
Visto il trend, sono quindi stati recentemente allocati più agenti agli aeroporti e nella zona del check-in. Oltre a ciò, sono stati anche aggiunti degli adesivi e delle scritte d’avvertimento: «Insulti, minacce, e aggressioni nei confronti dei dipendenti dell'aeroporto sono reati che possono essere perseguiti». Da metà 2020, è poi diventato più facile per le compagnie aeree intraprendere azioni legali contro i passeggeri che violano le regole di condotta, grazie all'entrata in vigore di un accordo a livello internazionale.
Come l'accordo, anche il problema non è chiaramente una prerogativa Svizzera: il trend è rilevabile anche in Germania, come confermato all'Aerotelegraph dalla società AHS, attiva in diversi aeroporti tedeschi. «Il numero di casi in cui i collaboratori sono esposti all'ira o all'incomprensione dei passeggeri è aumentato». La ragione principale? «Il cambio frequente e complesso dei regolamenti d'entrata nei vari Paesi». Per non parlare degli USA: la Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti ha ricevuto quasi 6'000 segnalazioni di questo tipo nel 2021: più di sette volte tanto quanto prima della pandemia.
Prima del Covid: alcol e droghe
Seppur non siano ancora disponibili cifre ufficiali per la Svizzera nel 2021, le testimonianze indicano una tendenza chiaramente verso l'alto. L'Ufficio federale dell’aviazione civile ha riportato che nel 2019 gli incidenti di questo tipo sono stati 1'357, nel 2020 molti meno, ma anche perché l'aviazione si è quasi completamente fermata per un lungo periodo.
Ma quali erano, allora, i motivi principali dell'escandescenza dei passeggeri? Secondo i dati dell’UFAC, l'abuso di alcool, di droghe e di farmaci. A volte, sono stati persino litigi tra i passeggeri a far scattare una denuncia. I motivi già presenti, uniti all'ingarbugliata rete di norme d'ingresso relativa alle restrizioni Covid hanno quindi esacerbato parecchio la situazione, portando a sempre più casi come quello descritto all'aeroporto zurighese.