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La Procura federale ha chiesto la confisca di beni per un totale di oltre 440 milioni di franchi.
BELLINZONA - Partecipazione a un'organizzazione criminale, riciclaggio di denaro, corruzione passiva di pubblici ufficiali stranieri e falsità in documenti. Sono questi i capi di accusa contro Gulnara Karimova, figlia dell'ex presidente uzbeko Islom Karimov, per cui dovrà comparire davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha annunciato giovedì di aver depositato l'atto di accusa. Coinvolto anche l'ex amministratore delegato della filiale uzbeka di una società di telecomunicazioni russa. La Procura federale ha chiesto la confisca di beni per un totale di oltre 440 milioni di franchi.
Una vera organizzazione criminale - Secondo l'accusa, dal 2001 al 2013, Gulnara Karimova ha sviluppato e diretto un'organizzazione criminale gerarchica denominata "Office", composta da diverse decine di persone e da molteplici società. In Svizzera avrebbe iniziato a operare nel 2005, in particolare per nascondere i proventi delle attività criminali in conti bancari, cassette di sicurezza e nel settore immobiliare.
"Office" operava come un'impresa professionale, con regole obbligatorie, una rigida divisione dei compiti e il ricorso a violenza e intimidazione, si legge nella nota. Le indagini hanno rivelato riferimenti a un centinaio di società create e utilizzate per garantire l'opacità dell'intera struttura. Società che, a loro volta, avevano rapporti bancari in varie giurisdizioni, tra cui in Svizzera.
Il modus operandi - Le società straniere che volevano entrare e operare nel settore delle telecomunicazioni uzbeko, uno dei più redditizi del Paese, erano costretti a pagare delle tangenti alle società di "Office" in favore di Karimova. Solo così si poteva ottenere un suo intervento. La donna, secondo l'accusa, ha dunque sfruttato il suo doppio status di figlia del presidente e di agente pubblico uzbeko, conferendole un'influenza illimitata sui funzionari statali.
Conti intestati a prestanome - A questo punto, i fondi frutto di corruzione finivano su vari conti bancari in diversi Paesi e presso diverse società, prima di essere versati, su conti bancari aperti a nome delle società del gruppo "Office", in particolare in Svizzera. I titolari effettivi di questi conti bancari erano dei "prestanome" che nascondevano la vera beneficiaria. Le indagini condotte in Svizzera hanno portato al sequestro di beni per un totale di circa 780 milioni di franchi svizzeri, costituiti da attivi bancari, un immobile, contanti e oggetti di valore depositati in cassette di sicurezza, prosegue il comunicato.
Procedimenti in diversi Paesi - Vista la dimensione internazionale della vicenda, sono stati aperti diversi procedimenti penali in Svezia, Francia, Norvegia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito. Il MPC ha inviato e ricevuto numerose richieste di assistenza giudiziaria da 19 Paesi in relazione al procedimento in oggetto.
Nell'ambito dell'atto d'accusa, la Procura federale precisa che la procedura penale contro la banca privata Banque Lombard Odier & Cie SA, legata alla vicenda Karimova, prosegue. La procura sospetta carenze nell'organizzazione interna della banca, a causa delle quali non è stato possibile impedire dei reati.