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Transocean, multinazionale con sede nel canton Zugo specializzata nelle piattaforme petrolifere, dovrà risarcire una parte dei danni provocati dalla marea nera nel Golfo del Messico nell'aprile 2010.
Un tribunale di New Orleans ha stabilito ieri che il contratto che legava Transocean - proprietaria della "Deepwater Horizon" - alla Bp, gruppo britannico che gestiva la piattaforma, protegge però la società elvetica dalla gran parte delle richieste di indennizzo per i danni ambientali. Transocean rimarrà invece responsabile delle conseguenze dell'inquinamento diretto prodotto dalla Deepwater Horizon, delle multe e delle sanzioni in ambito civile, ha indicato il giudice Carl Barbier.
In un comunicato il gruppo BP si è felicitato per la sentenza: a suo avviso la decisione significa che "Transocean non può sottrarsi alle sue responsabilità per l'incidente". Ma il giudizio del tribunale sembra anche favorire Transocean: alla borsa di Zurigo, negli scambi prima dell'apertura, il titolo guadagnava l'8,8%.
L'incidente alla Deepwater Horizon era costato la vita a undici persone (di cui nove dipendenti di Transocean) ed è stato all'origine della peggiore marea nera della storia degli Sati Uniti. BP ha accantonato 40 miliardi di dollari per far fronte ai costi per quanto avvenuto.
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