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A Pato Branco, 23 anni fa, nasceva Alexandre Rodrigues da Silva, meglio conosciuto come Pato.
Penso di non aver mai visto nessun giocatore arrivare in Serie A da semisconosciuto (anche se a dire il vero il Milan lo conosceva bene visto che sborsò ben 22 milioni di euro per l'allora 17enne Pato) e dimostrare delle doti così cristalline fin dall'esordio.
Si diceva che fosse un fenomeno, i giornali ne parlavano bene, ma nessuno ci credeva fino in fondo. "Sarà il classico giovane sudamericano tutto fumo e niente arrosto" avranno pensato in molti.
Non la pensava così Paulo Roberto Falcao che ha dichiarato:"Pato era già un potenziale campione a 16 anni, al tempo delle giovanili. Si vedeva che era "diverso". Lui doveva imparare ancora quasi tutto. Ma aveva colpi. Ha forza fisica, di testa è bravo e ha personalità.".
Non la pensava così Paulo Roberto Falcao che ha dichiarato:"Pato era già un potenziale campione a 16 anni, al tempo delle giovanili. Si vedeva che era "diverso". Lui doveva imparare ancora quasi tutto. Ma aveva colpi. Ha forza fisica, di testa è bravo e ha personalità.".
E' bastata meno di una partita per far innamorare l'Italia calcistica di lui. Personalmente ne sono rimasto folgorato. E' il 13 gennaio 2008 e Pato, gettato nella mischia a San Siro contro il Napoli, sfrutta il lancio di un compagno e con uno scatto dirompente scavalca il portiere e segna. Da lì diventa idolo della curva rossonera e, soprannominato "Il Papero", trascina sempre più l'attacco del Milan giocando insieme a campioni assoluti come Ronaldo, Ronaldinho, Kakà e Inzaghi.
Le sue movenze in campo lo rendono un giocatore non comune. Il calcio è il gioco più bello del mondo proprio perchè ci sono giocatori che quando hanno la palla possono fare ciò che non ti aspetti, una giocata che non hai mai visto o qualche azione devastante. Pato è uno di questi. Senza dubbio da fuoriclasse d'altri tempi i goal contro la Roma di qualche anno fa (coast to coast lungo la fascia, brucia Mexes e da fondo campo insacca con uno scavetto magico) e contro il Barcellona l'anno scorso.
In tutte le storie che si rispettino, tuttavia, ci sono delle difficoltà, delle avversità non previste. Infatti Pato nelle ultime stagioni è cambiato. E' cambiato fisicamente (mostruosa la crescita muscolare riscontrabile in termini di centimetri e di kg), come atteggiamento in campo e come stile di gioco. Complici i numerosi infortuni muscolari, lo abbiamo visto sempre meno in campo e quasi mai con continuità. Ora quando gioca sembra fragile, non sfrutta più la sua velocità e non prende quasi mai l'iniziativa. Sembra il progredire di un bruttissimo processo involutivo che anche in passato ha rovinato moltissimi calciatori. Pato, chi sei veramente?
Per il bene del Milan, della Serie A e del calcio in generale spero che Pato possa superare del tutto i suoi infortuni (anche mentalmente) e ritornare il giocatore che era non molto tempo fa, più simile al dottor Jekylle che a Mr. Hyde.
DB