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BELLINZONA - Le morti per amianto tra gli ex dipendenti delle Officine bellinzonesi continuano a far discutere. Le FFS oggi hanno diramato una nota, in cui chiariscono di avere «messo in atto le misure necessarie per la protezione dei collaboratori».
La questione, afferma l'ex regia federale, è ben nota: «La sicurezza dei collaboratori ha priorità assoluta». L'azienda afferma di «rispettare in toto gli importanti standard di sicurezza» e di avere indicato alla Suva i collaboratori che nel corso degli anni sono stati esposti all'amianto.
«Tutti i lavori presso le FFS, in particolare le lavorazioni sui veicoli e sulle componenti ferroviarie, vengono eseguiti in piena sicurezza» si legge nel comunicato. «Le zone di rischio sono conosciute e documentate in istruzioni di lavoro dettagliate, che descrivono in maniera puntuale e chiara come approcciarsi a queste componenti».
Quanto all'amianto presente all'interno del vecchio stabilimento, come materiale di costruzione, anch'esso sarebbe oggetto di «valutazioni effettuate regolarmente con gli specialisti del settore». A settembre, nel corso dell'ultimo sopralluogo «non sono state individuate criticità».
E i morti? Quelli non si possono negare. Sull'argomento le FFS garantiscono la «massima trasparenza» e stanno esaminando le misure messe in atto. «Ci è noto che, a causa di esposizioni all'amianto in passato, vi sono stati casi di decessi tra i collaboratori, e ne siamo profondamente rammaricati».