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È polemica sul ministro Jacob Rees-Mogg, titolare dei rapporti con il Parlamento nella sua influente veste di Leader of the House.
Il brexiteer è stato chiamato in causa dai media per aver bollato come "un golpe costituzionale" la pronuncia con cui ieri la Corte Suprema ha dichiarato "illegale e nulla" la sospensione prolungata di Westminster voluta dal premier Boris Johnson nel pieno della crisi sulla Brexit.
La frase attribuita a Rees-Mogg agita oggi la prima seduta della Camera dei Comuni riaperta in forza del verdetto della Corte. E sarebbe stata pronunciata durante il Consiglio dei Ministri volante convocato in videoconferenza ieri da Johnson da New York, poco prima che il premier Tory britannico intervenisse di fronte all'assemblea generale dell'Onu.
Un altro ministro, Michael Gove, ha ammesso che nel corso della riunione vi sono state "parole accese", ma ha assicurato di non riconoscersi "in quel linguaggio", ribadendo la posizione ufficiale del governo e di Johnson: "Rispetto per i giudici, ma rispettoso dissenso" per contenuto e motivazioni del verdetto di ieri.
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