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<h2>SubmittedText<h2><p>Il MonAM - Sistema di monitoraggio svizzero delle Dipendenze e delle Malattie non trasmissibili -  tramite il sito Obsan.ch, su mandato e con il sostegno dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), riassume le cifre chiave relative alle dipendenze. Nell'esposizione dei risultati delle indagini e nella relativa comunicazione si menziona sempre "alcol" in termini generali. Non viene fatta alcuna distinzione tra prodotti fermentatati e distillati, ma soprattutto si banalizzano i differenti prodotti senza considerarne il tenore alcolico e la modalità di consumo. Dietro a questo approccio "semplicistico", utile a fare titoli di giornale, ma di fatto fuorviante nella comunicazione alla popolazione, vi sono settori economici e tradizioni che fanno parte del nostro Paese. Le fonti sono affidabili, ma l'informazione che ne deriva risulta fuorviante e incompleta. La birra non è vino, un distillato non è un alcol-pop, prodotti naturali non sono comparabili a composizioni chimiche.</p><p>Riconoscendo che le dipendenze rappresentano una sfida molto seria per il settore della sanità pubblica, è lecito auspicare da parte delle Autorità e dai servizi da essa mandatati un approccio maggiormente chiaro e dettagliato, tanto nella ricerca quanto soprattutto nella comunicazione verso la popolazione. Per questi motivi, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. A tutela delle produzioni indigene e dei settori economici che invitano al consumo responsabile, non è opportuna maggiore chiarezza e precisione quando si menziona l'alcol come fattore di dipendenza?</p><p>2. La strategia comunicativa adottata dal MonAM e dall'UFSP non lede la credibilità di settori economici rilevanti nel tessuto economico e culturale svizzero (la produzione di vino, di birra e di distillati)?</p><p>3. La volontà finale è un consumo moderato o l'eliminazione del consumo?</p><p>4. L'approccio comunicativo perseguito negli ultimi anni è orientato al consumo responsabile o alla criminalizzazione del consumo di prodotti legali?</p><p>5. È corretto parlare sempre in termini generali di "alcol" senza differenziare e menzionare i diversi livelli di dannosità in relazione al consumo?</p><p>6. Perché non si fa una distinzione tra vino, birra e distillati?</p><p>7. La triste piaga dell'alcolismo è combattuta criminalizzando i prodotti contenenti alcol?</p><p>8. A quanto ammonta il budget annuale del progetto MonAM?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./5. e 6. Gli indicatori del MonAM si basano sulle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), cui si orienta la maggior parte dei 194 Stati membri. Una modifica degli indicatori renderebbe impossibile il confronto con altri Stati.</p><p>Per la qualifica di abuso di alcol non è rilevante il tipo di bevanda alcolica consumata, bensì i grammi di alcol puro assunti. Per determinare i diversi tenori alcolici si ricorre alla definizione di bicchiere standard, corrispondente alla quantità di alcol versata usualmente in un ristorante: un bicchiere di birra alla spina, un calice di vino o un bicchierino di distillato. Un bicchiere standard contiene generalmente dai 10 ai 12 grammi di alcol puro.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che gli indicatori attuali forniscano un quadro complessivo differenziato sul consumo di alcol e sulle possibili conseguenze, e quindi non reputa necessario modificare indicatori che si sono rivelati efficaci.</p><p>2./ 3. e 4. Il Consiglio federale si adopera a favore di un consumo di alcol moderato e responsabile. Questo suo intento si riflette nelle relative misure adottate. Nel quadro della Strategia nazionale per la prevenzione delle malattie non trasmissibili (Strategia MNT) e della Strategia nazionale dipendenze, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), i Cantoni e la fondazione Promozione Salute Svizzera diffondono messaggi di prevenzione riguardanti tutte le sostanze, ma anche di prevenzione specifica all'alcol. Tematizzano il consumo eccessivo di alcol e sensibilizzano i genitori e i giovani a un consumo responsabile.</p><p>Secondo il Consiglio federale la credibilità dell'industria di bevande alcoliche non è messa in pericolo dai messaggi di prevenzione e dal MonAM. Quest'ultimo raccoglie, descrive e diffonde dati su una serie di indicatori nel settore delle dipendenze e delle malattie non trasmissibili. Fornisce prove e fatti scientifici, senza valutarli.</p><p>L'abuso di alcol genera costi per circa 4,2 miliardi di franchi l'anno. Di questi, 2,2 miliardi sono a carico dell'economia svizzera a causa della perdita di produttività, dei pensionamenti anticipati e dei decessi. A fronte di questi elevati costi sanitari, sociali ed economici, il Consiglio federale è convinto della necessità di adottare misure di comunicazione preventive e di accompagnamento.</p><p>7. Il Consiglio federale non criminalizza i prodotti contenenti alcol, bensì li disciplina per proteggere la popolazione e la società. Questo perché l'alcol non è un bene di consumo come gli altri: un suo abuso danneggia la salute, influenza negativamente la convivenza e genera costi sociali rilevanti.</p><p>8. Per la realizzazione del sistema di monitoraggio nel quadro delle strategie MNT e dipendenze, nei primi quattro anni (2017-2020), l'Osservatorio svizzero della salute (Obsan) riceve circa 1,2 milioni di franchi. Questo importo comprende l'approntamento di più di 100 indicatori, lo sviluppo del sito web con indicatori visionabili interattivamente secondo categorie e caratteristiche quali i Cantoni, l'età e il sesso, nonché il relativo sviluppo e la gestione nei primi anni di attuazione. Per l'aggiornamento costante degli indicatori dal 2021 il budget annuale ammonta a 185 000 franchi.</p>  Risposta del Consiglio federale.