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La decisione dell’Ufficio federale della migrazione (UFM) di so-spendere provvisoriamente i rinvii di richiedenti l’asilo srilankesi non soddisfa le organizzazioni per la difesa dei diritti umani e di aiuto ai rifugiati. Le organizzazioni coinvolte nella campagna “Sri Lanka, Non lasciatevi abbagliare” esigono il blocco totale dei rinvii fino a quando la situazione nel paese non avrà fatto veri progressi. Inoltre le organizzazioni esigono la sospensione immediata dei negoziati in vista di un accordo di riammissione tra la Svizzera e lo Sri Lanka. Queste esigenze sono state espresse in una petizione.
Dopo che sono stati resi pubblici diversi casi di richiedenti l’asilo rinviati dalla Svizzera torturati e imprigionati al momento del loro rientro in patria, mercoledì l’UFM ha ufficialmente sospeso i rinvii verso lo Sri Lanka. La situazione verrà rivalutata una volta svolte le necessarie indagini sui casi già avvenuti.
Amnesty International, la Società per i popoli minacciati e l’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati, promotori della campagna “Sri Lanka, Non lasciatevi abbagliare” accolgono positivamente questa decisione. Secondo le organizzazioni si tratta solo di un primo passo. Fino a quando le persecuzioni, la tortura e i maltrattamenti saranno all’ordine del giorno in Sri Lanka solo un blocco totale dei rinvii potrà evitare che delle persone siano torturate o arrestate al loro ritorno.
Un accordo di riammissione sarebbe catastrofico
Le tre organizzazioni sono irritate dalle dichiarazioni della Consigliera federale Sommaruga secondo le quali i negoziati per un accordo di riammissione tra Svizzera e Sri Lanka continuano. L’obiettivo degli accordi di riammissione è facilitare i rinvii, in particolare i rinvii coatti. Un accordo di riammissione facilita inoltre lo scambio di informazioni tra i paesi firmatari. Sottoscrivere un tale accordo con uno Stato autoritario che viola i diritti umani dei suoi cittadini è in totale disaccordo con il principio del non refoulement di rifugiati verso paesi in cui si pratica la tortura. Con un tale accordo in futuro per lo Sri Lanka diventerebbe ancor più facile arrestare le persone “scomode” al momento del loro rientro. Le tre organizzazioni chiedono quindi un blocco immediato dei negoziati per un accordo di riammissione.