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Decessi causati da piene, colate detritiche, scivolamenti, processi di crollo e valanghe
Gli eventi naturali possono causare delle vittime. Il numero di decessi dipende dalla gravità dell’evento, dal comportamento individuale e dalle misure di protezione contro i pericoli naturali. Si tratta quindi di un indicatore dell’efficàcia delle misure preventive per la protezione contro i pericoli naturali e del comportamento adeguato al pericolo da parte della popolazione interessata.
Nel periodo compreso fra il 1946 e il 2019 le piene hanno provocato complessivamente 124 vittime, le colate detritiche 24, gli scivolamenti 54 e i processi di crollo 95. In media, dal 1946 si contano ogni anno 2,7 vittime in seguito a piene, colate detritiche e scivolamenti e 1.3 vittime in seguito ai processi di crollo. Se non si considerano eventi estremi quali la frana di Goldau del 1806, il numero di vittime è rimasto praticamente stabile dal XIX secolo. Nel periodo 1900-1971 si sono verificati relativamente pochi eventi gravi e anche il valore medio è quindi inferiore.
Nel periodo 1936/37 - 2016/17, le valanghe hanno causato mediamente 6.4 vittime l’anno. Questo dato non include i decessi avvenuti in neve non battuta (freeride fuori pista e sci alpinismo).
Il numero medio di vittime è stabile rispetto al XIX secolo (Piene, colate detritiche, scivolamenti e processi di crollo fino 1945). Se rapportato all’aumento consistente della popolazione complessiva è addirittura diminuito. Questa evoluzione non è riconducibile al fatto che al giorno d’oggi si verificano meno eventi naturali gravi, ma piuttosto alla realizzazione, negli ultimi cento anni, di numerose misure di protezione nell’ambito della sistemazione dei corsi d’acqua e delle foreste. Inoltre rispecchia anche i miglioramenti registrati nelle misure organizzative e il ventaglio di possibilità ora disponibili per l’allerta e il salvataggio delle persone. Il numero di vittime provocato dai pericoli naturali è esiguo e dovrà rimanere tale.
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Su mandato dell’UFAM, l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL raccoglie in modo sistematico dal 1972 i dati relativi ai danni da maltempo in Svizzera. In tale ambito vengono considerati i processi di piena, colata detritica, scivolamento e, dal 2002, anche quelli di processi di crollo. Finora i dati hanno registrato solamente le vittime in contesto con dei danni materiali in seguito ai processi menzionati sopra.
Al fine di effettuare una rilevazione completa, nel 2015 il WSL ha creato una nuova banca dati che si basa su una ricerca sistematica nei quotidiani volta a registrare tutti i decessi causati da piene, scivolamenti, colate detritiche, processi di crollo, tempeste di vento, fulmini, valanghe e ulteriori processi, seppur rari (p.es. terremoti e valanghe di ghiaccio) a partire dal 1946.
Il metodo della statistica utilizzato dal 2015 prevede di considerare tutti i decessi in cui le persone interessate non si sono esposte consapevolmente o di proposito a situazioni di evidente pericolo. Le vittime da valanga sono rilevate separatamente dal SLF).
Per il periodo precedente al 1946 la statistica è completata dai numeri delle vittime riportati nel rapporto 330 del WSL “Chronik der Unwetterschäden in der Schweiz” pubblicato dal WSL nel 1991. Tali dati presentano certamente delle lacune, ma dimostrano che prima del 1946 i numeri delle vittime, malgrado la popolazione allora fosse nettamente inferiore, erano equivalenti almeno a quelli di oggi.
Sul portale EnviDat è disponibile una panoramica completa del numero delle vittime dei pericoli naturali dal 1946
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