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La storia delle terre svizzere e, in particolare, di quelle ticinesi non è soltanto una storia diplomatica o militare. C’è un livello più antico e più profondo: la gestione collettiva delle risorse. Il libro prova ad analizzare l'ipotesi che queste ultime non solo fossero essenziali per l'economia delle comunità alpine, ma che siano state proprio le necessità e le competenze “diplomatiche” e “politiche” legate alla gestione collettiva delle risorse naturali a fondare alcuni aspetti della Svizzera moderna. Percorrendo tale pista di ricerca il lettore scoprirà gli usi e i costumi delle comunità tardomedievali, i loro problemi economici, le interazioni con l’ambiente naturale e con altre realtà istituzionali. Nel volume non manca lo sguardo perplesso di chi, nel XV secolo, osservando la Svizzera da Como si chiedeva se «Dio voglia condur il tutto ad una monarchia, et è da credere che (…) questi Svizari che nel passato si domandavano domatori de principi et defensori de la libertà ecclesiastica, et davano legge a gli altri potentati, siano per diminuire de la grandeza loro».
I. I testamenti nella formazione del “patrimonio fondiario collettivo” delle comunità della Vallemaggia nel tardo medioevo; II. Complessità, elasticità, rilevanza. La gestione collettiva delle risorse di prossimità nelle valli della Svizzera italiana nel medioevo; III. Gestione delle risorse, arte della negoziazione e politica nelle comunità rurali svizzere del tardo medioevo; IV. Domatori dei prìncipi. Alessandro Giovio e la Descrittione de otto cantoni de Suizzeri.
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