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Il Consiglio nazionale ha approvato oggi una mozione che chiede che le frontiere siano riaperte riaperte "in modo da poter riunire rapidamente le famiglie e ripristinare la libera circolazione delle persone". La mozione del Camera bassa, accolta con 129 contro 49 e 5 astenuti, segue un voto analogo della sua Commissione della politica estera. Il Consiglio federale ha già previsto una riapertura progressiva.
Unica partito ad opporsi, l'UDC ha aspramente criticato la decisione. Il deputato Jean-Luc Addor (UDC/VS) ha ricordato come il Covid-19 abbia causato una crisi economica in Svizzera: 1,9 milioni di salariati sono in disoccupazione parziale e di conseguenza il paese non può ancora sopportare "una libera circolazione dei disoccupati". Il suo collega di partito Thomas Aeschi (UDC/ZG) si è detto preoccupato dal rischio che persone provenienti dall'estero possano essere contagiate.
Da parte sua il Consiglio federale si è detto favorevole alla mozione ma ha ricordato che un'apertura delle frontiere dev'essere condivisa con i paesi confinanti.
"Il governo condivide lo scopo principale di questa mozione", ha dichiarato il ministro della giustizia Karin Keller-Sutter durante la seduta parlamentare. "Ma non abbiamo tutte le carte in mano." La consigliere federale ritiene che un allentamento delle misure di frontiera abbia senso solo se concordato con i paesi vicini, di cui alcuni sono riluttanti a riavviare il traffico transfrontaliero.
Ma ci sarebbe già un'intesa di massima tra la Svizzera e i paesi vicini. "Esiste già un piano", ha dichiarato Karin Keller-Sutter. A partire dall'11 maggio, l'ingresso, il soggiorno e l'accesso al mercato del lavoro svizzero saranno resi più flessibili e il ricongiungimento familiare sarà nuovamente possibile per i cittadini svizzeri e i cittadini dei paesi dell'UE. Potrà anche riprendere il trattamento delle domande presentate da lavoratori dell'Unione o dell'EFTA, sospese dall'introduzione delle restrizioni di marzo. Le nuove richieste di lavoratori di queste due entità territoriali possono quindi riprendere a essere trattate dall'8 giugno - "se la situazione epidemiologica lo consente". "Ma se ho imparato qualcosa durante questa crisi", ha detto Karin Keller-Sutter, "è che tutto può cambiare da un giorno all'altro".