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Compie oggi 80 anni il Sydney Harbour Bridge, il ponte di ferro che attraversa la baia omonima, il più celebre dei ponti d'Australia. Affettuosamente soprannominato 'l'attaccapannì per la sua forma, punto centrale degli spettacolari fuochi d'artificio di Capodanno, è diventato, insieme all'Opera House, il simbolo internazionale della metropoli, sfondo obbligato per milioni di foto ricordo dei turisti.
Collega il centro città con i quartieri nord, è attraversato ogni giorno da oltre 160 mila veicoli e migliaia di turisti lo scalano ansimanti ogni anno per godersi una vista a volo d'uccello della baia e della metropoli.
I festeggiamenti, anticipati a ieri, domenica, si sono tenuti in un parco a nord del ponte ed erano ispirati agli anni 1930, con costumi e balli dell'epoca e mostra di auto vintage. Il ministro per le Strade, Duncan Gray, ha detto che il ponte è "un collegamento non solo fra il nord e il sud della città, ma per l'intero stato del Nuovo Galles del sud" e funziona bene ora come 80 anni fa.
Ci vollero 8 anni e 14 mila lavoratori per costruire quello che allora era il più lungo ponte ad arco nel mondo, 1.149 metri e una campata di 530, un'altezza dall'acqua di 49 metri e un peso totale di 52.800 tonnellate.
Circa un milione di persone si accalcarono sul ponte e nelle vicinanze il 19 marzo 1932 per l'inaugurazione, quando clamorosamente il capitano Francis De Groot, montato a cavallo, tagliò il nastro con la sua spada prima del premier John Lang, in segno di protesta perchè il governatore Sir Philip Game, rappresentante del re Giorgio V, non era stato invitato a officiare la cerimonia. Il nastro fu frettolosamente riannodato per le forbici del premier e De Groot multato per danneggiamento del nastro e comportamento offensivo.