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Sul portale kingworldnews.com, l’economista americano Grant Williams commenta “la saga del (mancato) rimpatrio dell’oro tedesco”.
“La saga del rimpatrio dell’oro tedesco – scrive Williams – ci ha affascinato sin dall’inizio e continua ad essere appassionante. Dal momento in cui Hugo Chavez aveva ottenuto il rimpatrio dell’oro del Venezuela, avevo detto che si trattava dell’inizio del gioco delle sedie musicali e che sarebbe finito molto male.
Penso che i tedeschi si siano detti che dovevano rimpatriare una parte del loro oro come hanno fatto altri paesi. Penso che la Bundesbank, a causa della prudenza tipica della maggior parte dei tedeschi, abbia ritenuto si trattasse della cosa da fare.
Hanno dunque dichiarato pubblicamente di voler rimpatriare una parte del loro oro depositato negli Stati Uniti, presso la Federal Reserve. Ma da allora il rimpatrio è stato ostacolato da tutta una serie di eventi, essendo che l’oro tedesco non si trova più nei forzieri della Federal Reserve.
Oramai stanno cercando di far rientrare il genio nella lampada. Provarci è una cosa, ma riuscirvi è un’altra cosa. Hanno dunque fatto ricorso alla strategia numero uno delle banche centrali, ossia il silenzio radio.
Ma il problema è che vi sono molte persone che seguono il dossier e la rivelazione che alla Germania sono state consegnate solo 5 tonnellate di oro ha creato un grande imbarazzo.
(…) Si dovrebbe entrare semplicemente nei forzieri della Federal Reserve e procedere a un’ispezione in piena regola. Il fatto è che nessuno ha il diritto di vedere l’oro dei forzieri americani e non vi sono più ispezioni dal tempo di Eisenhower, il che dimostra le grandi bugie sui depositi di oro degli Stati Uniti (…)
I tedeschi, che avevano chiesto di poter vedere il loro oro, si sono sentiti rispondere che per motivi di sicurezza non era possibile. (…) Evidentemente si tratta di argomenti assurdi. E’ impossibile che i tedeschi vedano il loro oro, perchè questo oro non c’è più.”