Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/133413

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 4 settembre, in seguito all'arresto in Sri Lanka di due uomini rimpatriati dalla Svizzera, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha annunciato che avrebbe interrotto temporaneamente i rinvii di cittadini srilankesi e riveduto le relative decisioni. Gli allontanamenti sono sospesi fino a quando non sarà stata effettuata un'inchiesta in merito a questi casi.</p><p>A quattro anni dalla fine del conflitto armato, la situazione dei diritti umani in Sri Lanka resta allarmante. Secondo l'alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), le persone di origine tamil costituiscono un gruppo per il quale si può presumere la necessità di una protezione internazionale, in quanto sono prese di mira dalle autorità srilankesi a causa dei loro presunti legami con le Tigri tamil (LTTE). Non importa che abbiano realmente avuto contatti con il LTTE; i Tamil rischiano di essere detenuti arbitrariamente, fatti scomparire e torturati.</p><p>Con la sua decisione del 4 settembre, l'UFM, obbligato a tenere conto delle linee guida dell'UNHCR e della situazione generale nei Paesi d'origine dei richiedenti l'asilo, ha finalmente adeguato la propria prassi. Occorre assolutamente mantenere l'inesigibilità dell'esecuzione degli allontanamenti, visto il rischio di tortura conseguente al rinvio coatto, non soltanto per i Tamil, ma anche per qualsiasi persona sospettata di un atteggiamento critico nei confronti del governo, come ad esempio i difensori dei diritti umani, i giornalisti e i rappresentanti di ONG critiche nei confronti del regime.</p><p>Inoltre, nessun accordo di riammissione tra la Svizzera e lo Sri Lanka deve essere concluso finché non sarà possibile garantire un ritorno sicuro e dignitoso dei richiedenti l'asilo. Soltanto un blocco completo degli allontanamenti permetterà di evitare che le persone siano torturate o arrestate dopo il loro ritorno.</p><p>Alla luce della precaria situazione dei diritti umani in loco, invito il Consiglio federale a rispondere alla domanda seguente:</p><p>Può garantire che la Svizzera non procederà ad alcun allontanamento verso lo Sri Lanka finché la situazione non sarà sostanzialmente migliorata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come rilevato dal Consiglio federale nella risposta del 18 maggio 2011 all'interpellanza Lachenmeier 11.3139, sono rimpatriate in Sri Lanka soltanto le persone per cui non è constatato alcun rischio ai sensi della legge sull'asilo. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) chiarisce individualmente in ogni caso se sussiste un tale pericolo. Dall'inizio del 2012 è stato concesso asilo a 209 persone provenienti dallo Sri Lanka (stato: 31 agosto 2013). Se invece non viene constatato alcun pericolo, l'UFM esamina in ogni singolo caso se l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Se uno di questi criteri non è adempiuto, l'interessato è ammesso provvisoriamente. Dall'inizio del 2012, 173 persone provenienti dallo Sri Lanka sono state ammesse provvisoriamente (stato: 31 agosto 2013). Da questa data hanno effettivamente fatto ritorno in Sri Lanka 190 persone (144 partenze autonome o volontarie e 46 rimpatri accompagnati o no - stato: 31 agosto 2013).</p><p>Dopo che nell'estate 2013 due persone di ritorno dalla Svizzera sono state arrestate all'aeroporto di Colombo, il 26 agosto 2013 l'UFM ha deciso di sospendere i rimpatri di cittadini srilankesi fino a quando non saranno chiariti i motivi e le circostanze degli arresti. È prevista una deroga a tale regola soltanto nei confronti di persone che hanno commesso reati gravi in Svizzera o mettono in pericolo la sicurezza pubblica (cfr. art. 83 cpv. 7 della legge federale sugli stranieri e l'art. 5 cpv. 2 della legge sull'asilo); anche in questi casi deve tuttavia essere rispettato il principio di non respingimento (art. 25 cpv. 3 della Costituzione federale e art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo). Le persone che lo desiderano, possono tuttavia continuare a ritornare volontariamente e autonomamente in Sri Lanka.</p><p>L'UFM ha chiesto all'Ufficio dell'alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (UNHCR) competente per la Svizzera e il Liechtenstein di sottoporre questi due casi a una verifica qualitativa. L'UNHCR dovrà successivamente esaminare anche i dossier delle persone la cui domanda d'asilo è stata definitivamente respinta e che pertanto avrebbero dovuto attendersi l'esecuzione dell'allontanamento verso lo Sri Lanka.</p><p>Non appena disporrà dei risultati dei corrispondenti accertamenti, l'UFM valuterà nuovamente la situazione e all'occorrenza adeguerà la prassi in materia di asilo e allontanamento nel totale rispetto delle disposizioni del diritto interno e internazionale. Anche in futuro non si derogherà al principio vigente secondo cui occorre tenere conto anche delle esigenze di protezione di persone di etnia non tamil con un corrispondente profilo di rischio.</p>  Risposta del Consiglio federale.