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Stalin sulle copertine dei quaderni scolastici: è polemica a Mosca per la loro commercializzazione, in particolare per il rischio di continuare a mitizzare il dittatore anche tra le nuove generazioni post-sovietiche.
L'iniziativa, rimbalzata sulla stampa russa, è della casa editrice ucraina "Alt", che ha inserito la figura del leader comunista in una collana dedicata ai grandi nomi della Russia, a fianco dell'imperatrice Caterina la Grande, del generale Kutuzov, del compositore Rakhmaninov, del padre della cosmonautica sovietica Koroliov.
Il "Padre di tutti i popoli" è ritratto in divisa, con medaglie e decorazioni. Nell'ultima pagina del quaderno non si dimentica di ricordare, pur sottostimando i dati ufficiali, che durante le purghe staliniane furono fucilate 640'000 persone e circa 2,5 milioni di persone vennero rinchiuse nei gulag. Ma nello stesso tempo si sottolinea che con Stalin nacque la potente industria sovietica e l'esercito del Paese diventò uno dei più forti nel mondo.
L'idea è piaciuta solo ai comunisti, ma in generale ha scatenato sdegno e condanne. "È come diffondere la svastica o immagini di Hitler, forse si vuol far rinascere nella coscienza di massa l'immagine dell'uomo forte", ha osservato il direttore della casa editrice "Literatura" Serghiei Volkov.
La destalinizzazione del Paese, ammoniscono all'unisono i difensori dei diritti umani, non è finita e il Paese deve fare i conti una volta per tutte con il suo controverso passato, come ha fatto la Germania.
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