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BERNA - Il modello in vigore da febbraio dell'Interprofessione Latte (IP Latte) per la regolazione del mercato non ha raggiunto il suo scopo, ovvero la stabilizzazione del prezzo dopo la fine del regime di contingentamento. È quanto oggi affermano i Produttori svizzeri di latte (PSL) che intendono ora chiamare alla cassa i contadini che non rispettano le regole.
PSL afferma in una nota di voler continuare a puntare su IP Latte, ma raggiungere gli obbiettivi è necessario introdurre nuovi provvedimenti. Finora, infatti, né gli strumenti proposti di IP Latte, né le sue decisioni sono state applicate. In seguito alla debolezza di IP Latte, il prezzo è sceso a 55 centesimi al kg. Per riportare una certa stabilità al mercato occorrono quindi misure politiche in grado di gestire le quantità di latte prodotte.
PSL vorrebbe in particolare tassare con 30 centesimi per kg di latte supplementare i produttori che superano la loro quota. Questa posizione corrisponde alla mozione presentata in giugno in parlamento dal consigliere nazionale Andreas Aebi (UDC/BE). Il testo di Aebi chiede che i produttori di latte possano raccogliere denaro per instaurare un meccanismo di solidarietà. Il consiglio federale può decretare l'obbligatorietà del versamento al fondo di solidarietà. La somma raccolta verrebbe poi utilizzata per sostenere il mercato quando la situazione lo richiede.
SDA-ATS