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Con un testo introduttivo di Giancarlo Durisch e una sintesi delle Rivendicazioni ticinesi
Formato 22x27, 228 pp. con illustrazioni in b/n
SECONDA EDIZIONE
Il successo riscosso l'anno scorso da "Il Ticino della povera gente" lascia sperare un esito positivo anche per il secondo volume. L'impostazione è diversa, ma l'uno e l'altro rappresentano le due facce di una stessa medaglia che rievoca il cinquantennio tra il 1890 e il 1940, corrispondente al periodo delle fotografie. La prima faccia presentava la situazione del mondo contadino che volgeva ormai verso la fine del suo travagliato ciclo. La seconda viene messa in luce qui con altre 170 foto commentate e disposte in ordine tematico sulla civiltà industriale.
Il solco tra campagna e città stava allargandosi. L'artigianato si rendeva più indipendente dal mondo rurale, per assumere le caratteristiche della piccola industria. Sui mercati valligiani prendeva il sopravvento il commercio cittadino alla ricerco di nuovi sbocchi con la Svizzera interna e con la Lombardia.