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BERNA - Mike Horn e Børge Ousland hanno concluso la loro spedizione nell'Artico in condizioni molto difficili. Verso l'1.00 della scorsa notte sono stati recuperati dalla nave Lance.
Sono in buona salute nonostante qualche gelone ai piedi, alle mani e al naso, secondo un comunicato stampa.
L'avventuriero che vive a Châteaux-d'Oex (VD) e il suo compagno d'avventura norvegese hanno percorso più di 1400 km durante il loro viaggio. Inizialmente pianificata per due mesi, la spedizione è stata molto più lunga del previsto ed è durata 87 giorni.
«Dopo quasi tre mesi sul ghiaccio, non riesco a credere che questa spedizione sia finita», dice Mike Horn. «Madre Natura ci ha messo alla prova fisicamente e mentalmente. Sapevamo che sarebbe stata un'esperienza difficile fin dall'inizio, ma quello che abbiamo vissuto era al di là della nostra immaginazione».
Il 25 novembre è stato predisposto un piano di recupero da parte dei team dei due esploratori. La nave rompighiaccio Lance è partita quattro giorni dopo da Longyearbyen, Norvegia, con a bordo i norvegesi Aleksander Gamme e Bengt Rotmo.
Martedì i due sono riusciti a sbarcare sulla banchisa con le loro attrezzature: slitta, sci, fucile da caccia e gommone. Venerdì alle 23:00 circa i quattro esploratori si sono incontrati a circa 17,5 km dalla nave. Poco prima dell'incontro, Mike Horn è caduto nell'acqua gelida, ma con l'aiuto del suo compagno è riuscito ad asciugare la maggior parte dei suoi vestiti e a ripartire per raggiungere i norvegesi.
Data la vicinanza alla nave, Horn e Ousland hanno deciso di non utilizzare il cibo portato dai due norvegesi per finire la loro spedizione senza assistenza. La prossima tappa è raggiungere la barca a vela Pangaea, con la quale navigheranno verso Trømso (Norvegia), porta d'ingresso all'Artico e punto di partenza storico per le spedizioni verso l'estremo nord.
La spedizione era iniziata il 28 agosto quando il veliero Pangaea era salpato da Nome, Alaska. Dopo due settimane, l'11 settembre, Mike Horn e Børge Ousland sono sbarcati sul ghiaccio e hanno iniziato la spedizione a piedi. Hanno raggiunto il Polo Nord il 17 novembre, ma pochi giorni dopo hanno iniziato ad avere difficoltà perché il ghiaccio si è molto assottigliato. Non potendo muoversi alla normale velocità, la spedizione si è protratta molto più lungo del previsto e i due sono rimasti senza cibo. È stato quindi necessario organizzare il loro recupero.