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Gli editori della stampa romanda hanno disdetto il contratto collettivo di lavoro (CCL) dei giornalisti per fine 2013. Il sindacato Impressum se ne rammarica e segnala che la decisione interesserà quasi 1'800 persone.
"È la prima volta che denunciamo una convenzione", indica all'ats il segretario generale di MEDIAS SUISSES, Daniel Hammer. La decisione - aggiunge - è dovuta ad un calo importante degli introiti pubblicitari e alla diminuzione del numero delle copie vendute all'unità.
Il CCL della stampa romanda - sottolineano gli editori - prevede retribuzioni identiche, indipendentemente dalla sede: i salari sono dunque gli stessi a Sion, Neuchâtel, Friburgo, Delémont e nella regione lemanica.
Gli scatti di salario automatici in funzione dell'anzianità dei giornalisti, inoltre, sono sempre più difficili da rispettare per buona parte dei titoli affiliati. MEDIAS SUISSES sottolinea di aver già attirato l'attenzione di Impressum sul problema nel 2010.
Gli editori esprimono tuttavia il loro attaccamento al CCL, "il cui principio non è rimesso in discussione dalla decisione odierna". Il testo attuale rimarrà in vigore fino alla fine del 2013.
Il sindacato ritiene tuttavia "inaccettabile che gli editori annuncino la disdetta del CCL in queste condizioni alla fine dell'anno, senza nemmeno aver intavolato un dialogo preliminare con il loro partner sociale".
La decisione colpirà quasi 1'800 giornalisti della stampa scritta, le cui condizioni di lavoro "sono in continuo degrado dall'inizio degli anni Novanta", sottolinea il sindacato. Impressum accetta tuttavia l'invito degli editori a intavolare trattative dal prossimo gennaio.
MEDIAS SUISSES conta 52 membri - da Tamedia a titoli quali "La Gruyère" -, che applicano la convenzione o condizioni ancora migliori. Altri membri associati, quali i siti internet, non applicano invece la convenzione.