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La gestione dei siti contaminati si pone in sostanza i seguenti obiettivi.
- eliminazione durevole del pericolo in base al principio della sostenibilità
- soluzione del problema dei siti contaminati entro una generazione
- risanamento rapido dei siti contaminati pericolosi
- provvedimenti alla fonte
- collaborazione tra gli interessati
- trattamento a tappe dei siti inquinati
Per motivi di personale, di tempo e di tipo finanziario, l'elevato numero di siti inquinati può essere trattato solo a tappe. Per ogni singolo caso, occorre procedere dal "generale al particolare" affinché si possa determinare tra i circa 38'000 siti esistenti quelli che necessitano di sorveglianza o di risanamento e valutarli nel quadro di una stima della minaccia. La procedura prevista dall'ordinanza sui siti contaminati, intende evitare soprattutto affrettate indagini dettagliate o risanamenti onerosi, poco proficui e dannosi per il rapporto di fiducia tra gli interessati.
- I Cantoni provvedono affinché le discariche e gli altri siti inquinati da rifiuti siano risanati, se questi sono all'origine di effetti nocivi o molesti per l'ambiente oppure se esiste il pericolo concreto che tali effetti si producano.
- Il Consiglio federale può emanare prescrizioni sulla necessità del risanamento, come pure sugli obiettivi e l'urgenza dello stesso.
- I Cantoni allestiscono un inventario, accessibile al pubblico, delle discariche e degli altri siti inquinati da rifiuti.
Nel risanamento di siti contaminati fa stato in primo luogo il principio del "blocco" alla fonte (provvedimenti alla fonte). Di per sé, la presenza di sostanze nocive nel sottosuolo non costituisce ancora un sito contaminato; solo gli eventuali effetti dannosi sui beni da proteggere (acque, suolo, aria) sono determinanti. In sostanza: un barile di veleno non costituisce un sito contaminato - fintanto che non perde e, il veleno, si trasmette nell'ambiente! Le misure di risanamento devono assicurare che, a lungo termine, da un sito non si diffondano nell'ambiente quantitativi non tollerabili di sostanze nocive. I risanamenti devono eliminare i pericoli in modo durevole e secondo il principio della sostenibilità. Non è ammissibile che ancora dopo una generazione dal risanamento siano ancora necessari una stretta sorveglianza o un oneroso trattamento delle sostanze inquinanti e neppure che, i problemi siano semplicemente spostati in un altro sito.
Questo però non significa che per ogni risanamento le sostanze nocive debbano necessariamente essere rimosse dal sito. Nel caso di sostanze facilmente degradabili, è possibile eliminare il pericolo per l'ambiente "in sito" tramite misure di circoscrizione efficaci a lungo termine o con restrizioni d'utilizzazione del suolo.
In molti casi, il risanamento dei siti contaminati avviene nell'interesse pubblico. Un risanamento efficiente e i cui costi sono economicamente giustificati è quindi spesso possibile solo se gli interessati sono convinti della sua necessità.
Ultima modifica 11.09.2018