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Die Forschungsstelle Diplomatische Dokumente der Schweiz (Dodis) lädt im Rahmen ihrer wissenschaftlichen Nachwuchsförderung zum Learn Dodis Day 2021.
L'assenza del diritto di voto alle donne ha rappresentato per la Svizzera anche un problema di politica estera: «attraverso i rapporti delle mie ambasciate, la lettura della stampa estera ed i miei colloqui con visitatori illustri, mi rendo conto a che punto l'assenza del diritto di voto alle donne nuoce all'immagine del nostro paese». Così si esprimeva Friedrich Traugott Wahlen, Ministro degli esteri della Confederazione dal 1961 al 1965.
Ieri, subito dopo la scadenza del periodo di protezione trentennale, i Documenti diplomatici svizzeri hanno presentato il nuovo volume sull'anno movimentato 1990, con la presenza dell'ex Consigliere federale Arnold Koller. Il Presidente della Confederazione nel 1990 ha ricordato il suo primo anno di presidenza e ha sottolineato l'edizione come «prezioso strumento di lavoro» per la ricerca storica contemporanea.
«La divisione del nostro continente appartiene al passato», annunciò il presidente della Confederazione Arnold Koller durante il vertice di Parigi della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE) tenuta nel novembre 1990. «Ciò che i popoli hanno desiderato per decenni sta per iniziare: un’era di cooperazione tra Est e Ovest con l’obiettivo di costruire un’Europa nuova e più unita» (doc. 50, dodis.ch/54685).
«Anche se rimaniamo ai margini della politica mondiale e della politica europea, questo non significa che ci disinteressiamo degli avvenimenti che accadono attorno a noi, né che ci sottraiamo a qualsiasi tipo di responsabilità»: è in questi termini che si esprime Max Petitpierre davanti al corpo diplomatico svizzero nel settembre 1953.
«Abbiamo chiamato forza lavoro, arrivano uomini»: la famosa frase di Max Frisch risale al 1965. Già un anno prima, nel 1964, il consigliere federale Hans Schaffner rivolgeva parole simili a uno dei suoi alti funzionari. «Gli svizzeri si fanno delle enormi illusioni se credono che alla lunga possiamo ottenere dal nostro Stato vicino solo la popolazione attiva, inserita nel mondo del lavoro».
«Le campane delle chiese annunciano la fine delle operazioni belliche», disse il presidente della Confederazione Eduard von Steiger in apertura del suo discorso alla radio dell’8 maggio 1945: «Le indicibili sofferenze dei popoli colpiti dalla guerra si avviano alla fine». Pochi giorni dopo, in un quadro più confidenziale, il ministro degli esteri Max Petitpierre si mostrò meno ottimista di fronte a rappresentanti del parlamento e dei governi cantonali.
150 anni fa, il 12 marzo 1870, venne fondata l’Unione svizzera del commercio e dell’industria (denominata anche Vorort, oggi economiesuisse), una delle principali associazioni economiche del paese. Sul sito di Dodis si trovano all’incirca 1000 documenti redatti dal Vorort, ad esso indirizzati o nei quali è menzionato questo influente gruppo di pressione del settore privato.
Die Forschungsstelle Diplomatische Dokumente der Schweiz (Dodis) lädt im Rahmen ihrer wissenschaftlichen Nachwuchsförderung zum Learn Dodis Day 2020.
La Svizzera fu tra i primi paesi occidentali a stabilire relazioni diplomatiche con il regime comunista cinese. In effetti, il 17 gennaio 1950 l'allora presidente della Confederazione Max Petitpierre inviò un telegramma a Mao Tse-tung che notificava il riconoscimento ufficiale del nuovo Stato (dodis.ch/8016).
Questa decisione controversa si basava su considerazioni di carattere economico, legate alla salvaguardia degli interessi elvetici in Cina.