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Quasi tre ore in campo per una sconfitta cocente sul Centrale di Cincinnati, per uno Stan Wawrinka che si aggrappa fino all’ultimo alla speranza di superare il primo turno al Master 1000 nell’Ohio. Invece, per colpa di una prima di servizio che non entra (e gli costa il break decisivo, sul 5-5 nel terzo set) e a qualche sbavatura di troppo nei momenti cruciali, il vodese è costretto alla resa contro il britannico Andy Murray, altro nobile decaduto che, però, sembra pronto a scalare le gerarchie dell’Atp.
Al termine di un match combattuto e appassionante il vodese scivolato in trecentoseiesima posizione è costretto a incassare la sua tredicesima sconfitta in carriera (a fronte di nove successi) contro lo scozzese ora numero 47 al mondo, e che si impone per 6-7 (7/3) 5-7 7-5. Anche se il vodese vende cara la pelle fino alla fine, salvando ben tre match point prima di alzare bandiera bianca. Per quella che è la sconfitta numero nove in dodici partite dal suo ritorno alle competizioni dopo le due operazioni al piede.