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Tramite un dossier di 19 pagine spedito ad alcuni media, l'UBS risponde alle accuse lanciate dall'ultimo responsabile di SAirGroup Mario Corti in occasione del processo Swissair.
L'istituto bancario denuncia in particolare un ritardo di "diversi mesi" nella ristrutturazione del gruppo aereo.
Durante il processo in corso a Bülach, l'ex presidente e direttore di SAirGroup aveva designato le grandi banche, in modo particolare UBS, quali responsabili del collasso di Swissair.
Secondo Corti, l'UBS ha voluto il grounding ed ha così provocato la moratoria concordataria.
Nel documento distribuito mercoledì ai media, l'UBS contrattacca. Secondo l'istituto, Mario Corti aveva mancato il buon momento per iniziare la ristrutturazione del gruppo.
"Se fossero esistiti volontà e coraggio per avviare un vero processo di risanamento, una parte di Swissair avrebbe verosimilmente potuto essere salvata", scrive UBS.
Nessun dialogo
Dall'entrata in funzione di Corti nel marzo del 2001, è stato difficile stabilire un dialogo costruttivo tra UBS e SAirGroup, rileva la banca.
A fine marzo, l'istituto aveva trasmesso al CEO di Swissair un documento secondo il quale il debito della compagnia aerea era di 3 miliardi superiore al valore della stessa azienda. Secondo UBS, Corti l'aveva rifiutato.
La banca ritiene anche di non avere peggiorato la situazione del gruppo con la decisione di ritirarsi dal cash pool, ha indicato un portavoce. Il sistema serviva a gestire le liquidità di SairGroup. Secondo Corti, al contrario, la dissoluzione di questo sistema ha in pratica strangolato il gruppo di cui era responsabile.
Variante sbagliata
Davanti al Tribunale di Bülach, l'ultimo capo di quella che era la prestigiosa compagnia di bandiera nazionale aveva pure criticato il piano Phoenix, che prevedeva la ripresa delle attività di Swissair da parte di Crossair. Corti aveva parlato della "variante peggiore", sottolineando che era stata imposta proprio da UBS.
Nel suo documento, la banca ribatte sostenendo di aver sentito parlare di questo concetto soltanto il 29 settembre durante una seduta di crisi. E quando l'istituto aveva chiesto delle precisazioni al proposito di una seconda variante, Mario Corti aveva bloccato le discussioni privilegiando il piano Phoenix, conclude UBS.
swissinfo e agenzie
In breve
Il processo Swissair è iniziato il 16 gennaio e si concluderà il 9 marzo davanti al Tribunale distrettuale di Bülach, nel canton Zurigo.
Giovedì si sono ritrovati alla sbarra l'ex capo-giurista di SAirGroup Karin Anderegg Bigger e un avvocato dello studio Bär & Karrer. Il tribunale dovrà determinare se la prima si era resa colpevole d'aver accordato vantaggi ad alcuni creditori e se il secondo l'aveva incitata.
Venerdì sarà il turno dell'ex CEO del Credit Suisse Lukas Mühlemann.
Le audizioni dei 19 accusati dovrebbero durare almeno fino al 5 febbraio. Le requisitorie del Ministero pubblico e le arringhe degli avvocati difensori inizieranno il 15 febbraio.
Il progetto Phoenix
Il progetto "Phoenix" è stato adottato dal consiglio d'amministrazione di SAirGroup durante il fine settimana del 29 e 30 settembre, alcuni giorni prima del "grounding" di Swissair.
Il piano, elaborato sotto la direzione delle grandi banche svizzere, prevedeva la ripresa da parte della compagnia Crossair di diverse attività aeree di Swissair e il riacquisto della partecipazione del 70% detenuta da Swissair nella Crossair da parte di UBS e Credit Suisse.