Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17625

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Costituzione federale e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo garantiscono la libertà di ricerca. Tale diritto protegge la libertà dei singoli da interventi dello Stato. Nel 1991 il legislatore ha fissato esplicitamente nell'art. 5 cpv. 3 della legge sui PF la libertà di ricerca per il corpo dei politecnici federali, che si accompagna alla libertà di espressione.</p><p></p><p>Nel caso in questione ci troviamo di fronte a pubblicazioni di risultati scientifici nella rivista "Nature", famosa e riconosciuta a livello internazionale, e di affermazioni di un professore del PFZ, insegnante e ricercatore di microbiologia alimentare.</p><p></p><p>La pubblicazione del prof. Teuber citata dall'autore dell'interpellanza riporta solo una piccola parte dei risultati delle ricerche del suo gruppo di lavoro al PF di Zurigo. Batteri dell'acido lattico resistenti agli antibiotici sono stati trovati anche nel formaggio di latte crudo svizzero. Dal 1991 al 1995 sono stati analizzati 35 tipi di formaggio di latte crudo svizzeri (Emmentaler, Gruyère, Appenzeller, Tilsiter e Tête de Moine): in parte anch'essi contenevano vari germi resistenti agli antibiotici. Questi risultati sono stati pubblicati esaurientemente nel 1996 nella rivista svizzera "Lebensmittel-Technologie (29 (5) 182 [1996])". Il comunicato stampa del PFZ del 22 ottobre 1997, in base a quanto pubblicato su "Nature", riporta un quadro nel suo insieme complessivo di questi risultati.</p><p></p><p>In concomitanza con questi lavori di ricerca e su iniziativa dell'Ufficio federale della sanità pubblica, dell'Ufficio federale dell'agricoltura e dell'Ufficio federale di veterinaria è stato creato un gruppo di coordinamento "Microorganismi resistenti agli antibiotici" nel quale sono presenti anche rappresentanti degli istituti di ricerca agraria, le università di Zurigo e di Berna ed il PFZ. Il gruppo ha stabilito che il nesso di cui parla il prof. Teuber tra le resistenze agli antibiotici nella medicina umana ed il consumo di alimenti di provenienza animale per la Svizzera non è ancora definitivamente provato. Il gruppo di coordinamento ne ha concluso che nel settore della trasformazione del latte è necessario prendere misure per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di microorganismi resistenti durante la produzione. A lungo termine mira ad un'ampia ricerca e ad un controllo dello sviluppo delle resistenze agli antibiotici ed all'elaborazione preventiva di un catalogo di provvedimenti.</p><p></p><p>Inoltre, sempre in base ai lavori di ricerca in questione, nel messaggio sulla politica agraria 2002 sono state integrati i passaggi relativi della legge sulle epizoozie (96.060 CN: art. 10 lettera c, nuovo) e sull'agricoltura (96.060 CS: art. 157 cifra 8, nuovo). L'uso di antibiotici e sostanze analoghe per migliorare le prestazioni degli animali deve essere vietato: deve essere ammesso solo un uso a scopo terapeutico e su autorizzazione.</p><p></p><p>Risposte alle singole domande:</p><p></p><p>1.Gli scienziati che pubblicano i risultati delle proprie ricerche lo fanno con grande responsabilità in termini di qualità e di affidabilità del lavoro svolto. Nel caso in questione si tratta di impedire che ne conseguano danni all'agricoltura ed ai consumatori. Perciò anche il Parlamento ha già cominciato ad occuparsi del problema.</p><p></p><p>2.I risultati ottenuti dal prof. Teuber non valgono solo per il formaggio francese, ma anche per quello svizzero. Bisognerebbe rimproverargli un metodo di lavoro scientifico scorretto se si fosse limitato a comprendere nelle informazioni unilateralmente solo il formaggio francese. Per questa ragione, le autorità superiori non hanno avuto motivo di biasimare il prof. Teuber.</p><p></p><p>3.Come già menzionato alla cifra 1, non si tratta di chiarire il danno arrecato dalle informazioni sui risultati delle ricerche del prof. Teuber. La questione della responsabilità come formulata dall'autore dell'interpellanza viene perciò a cadere.</p><p></p><p>4.La pubblicazione di risultati di richerche segue i principi già esposti della libertà di ricerca e di espressione. Gli scienziati del PFZ hanno pubblicato i risultati in riviste nazionali ed internazionali solo sulla base dei criteri scientifici riconosciuti e li hanno presentati a congressi e seminari internazionali. Non sono stati espressi dubbi sulla metodica o sulla qualità e sull'affidabilità dei risultati.</p><p></p><p>5.Il rimprovero che si tratti di pubblicazioni discutibili è respinto. Il Consiglio federale non ha avuto motivo di impedirle: si basano su risultati scientifici fondati. Anche in futuro si asterrà dall'influire su pubblicazioni scientifiche, ma ha preso atto del fatto che la discussione che ne è scaturita coinvolgendo scienza, pubblico, economia ed autorità esecutive, ha portato a opinioni, affermazioni ed interpretazioni diverse in special modo tra i media.</p>  Risposta del Consiglio federale.