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Il Consiglio nazionale ha dato luce verde alla mozione che vuole rendere festivo il giorno in cui fu firmata la prima Costituzione federale
BERNA - Una mozione chiede un nuovo giorno festivo per la Svizzera, il 12 settembre, data in cui fu introdotta la moderna Costituzione federale del 1848. Il Consiglio nazionale ha già dato il via libera. E manca quindi ora il consenso del Consiglio degli Stati. Una volta dato, si aprirà la strada per un ulteriore giorno di vacanza. La NZZ ha provato a calcolare quanto questo potrebbe costare.
Chi ne beneficerebbe e chi no - Secondo la NZZ, l'orario di lavoro del 100% dei dipendenti si ridurrebbe fino allo 0,5%. Ipotizzando una produzione economica di circa 800 miliardi di franchi all'anno, ciò si traduce in una perdita fino a quattro miliardi di franchi.
Ma il calcolo non sarebbe molto affidabile, poiché molte aziende lavorano un po' di più o più intensamente prima e/o dopo le vacanze. Due economisti hanno quindi analizzato i dati di oltre 200 Paesi tra il 2000 e il 2019. Risultato: in Svizzera la perdita dovrebbe essere unicamente del 0,1%, ossia poco meno di 800 milioni di franchi all'anno. E dato, inoltre, che il nuovo giorno festivo cadrebbe in un "vero" giorno lavorativo solo in cinque anni su sette, i costi annuali sarebbero più vicini ai 600 milioni di franchi sul lungo periodo.
Cosa pensa il Consiglio federale di un secondo giorno festivo - Il Consiglio nazionale ha approvato la mozione di Heinz Siegenthaler (Centro) con 94 voti contro 82. Il Consiglio federale ha però espresso un parere negativo sulla proposta.
Secondo i giornali di Tamedia, il Consiglio federale ha affermato che il 12 settembre 1848 è probabilmente la data più importante per la fondazione del moderno Stato federale, ma non l'unica. Un ulteriore giorno festivo comporterebbe anche notevoli costi economici. Ma se il Consiglio degli Stati è d'accordo, l'esecutivo dovrà agire.