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TOKYO - Il governo di Tokyo ha deciso di accogliere solo tre rifugiati nei primi sei mesi dell'anno a fronte di un numero record di 8.560 richieste di asilo politico, evidenziando la riluttanza dell'esecutivo conservatore ad integrare un maggior numero di stranieri.
La tendenza segue quella registrata nello stesso periodo del 2016, con 4 richieste approvate su poco più di 5.000 domande, e che l'organizzazione non governativa internazionale Human Right Watch ha definito «a dir poco incredibile».
A differenza di altre nazioni industrializzate, il Giappone rimane contrario ad ogni apertura sulle regole di accoglienza di cittadini stranieri, malgrado il basso tasso di natalità del Paese e il progressivo invecchiamento dei suoi abitanti. Attualmente gli ultra 65enni costituiscono il 27% della popolazione.
Secondo un portavoce del ministero della Giustizia, che riverbera la posizione dei non favorevoli ad una maggiore integrazione, il processo di valutazione delle richieste di asilo ha risentito di una falla legata alla modifica delle normative avvenuta nel 2010, che ha portato a un incremento delle applicazioni fasulle da parte dei richiedenti asilo.