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Il mondo della musica dice addio a James Levine, uno dei direttori d’orchestra più importanti e controversi al mondo che per oltre quarant’anni è stato sul podio della Metropolitan Opera, da cui è stato licenziato nel 2018 per un clamoroso scandalo di abusi su minori. Levine è morto a Palm Springs in California a 77 anni. Lo ha confermato il medico, Len Horovitz, al New York Times.
Prima di essere messo alla porta, Levine aveva diretto oltre 2.500 spettacoli al Met (più di ogni altro direttore d’orchestra) e vinto 37 Grammy. Era anche profumatamente pagato: 1,8 milioni di dollari solo per la stagione 2015-2016.
Il castello di carte era crollato però quando, a fine 2017, in pieno scandalo #MeToo, il New York Times aveva portato alla luce accuse di pedofilia, tra cui una di un uomo all’epoca quindicenne che le molestie sessuali del musicista avrebbero spinto sull’orlo del suicidio.
Non era la prima volta che indiscrezioni sul comportamento di Levine facevano il giro del mondo della lirica – l’ex portavoce del Met, Johanna Fielder, ne aveva scritto in un libro del 2001 – ma quella fu la prima volta in cui il teatro non le liquidò come gossip infondato. Dopo il licenziamento erano seguite le azioni legali: Levine aveva fatto causa al Met per 5,8 milioni di dollari. Il teatro aveva contrattaccato. Un accordo extragiudiziario era stato raggiunto nell’estate del 2020 in base al quale Levine fu pagato 3,5 milioni di dollari per chiudere il caso.
Il maestro negli ultimi anni aveva avuto gravi problemi di salute: quando ancora saliva sul sul podio – e da ultimo dirigeva da una sedia a rotelle – i musicisti si lamentavano che, a causa del Parkinson, era impossibile seguirne le indicazioni della bacchetta. (Fonte: ANSA)