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Quasi due terzi degli elettori respingono la proposta di anteporre il diritto svizzero a quello internazionale: è quanto risulta dal secondo sondaggio della SSR per le prossime votazioni. Pronostico ancora incerto per l’iniziativa “per vacche con corna”, mentre si delinea un sì per la “base legale per la sorveglianza degli assicurati”.
L'iniziativa "il diritto svizzero anziché giudici stranieri (iniziativa per l'autodeterminazione)"Link esterno si avvia verso una probabile bocciatura. In base al secondo sondaggio della SSR, realizzato a inizio novembre dall’istituto gfs.bern, la proposta lanciata dall’Unione democratica di centro (UDC) verrebbe respinta dal 61% degli aventi diritto di voto il prossimo 25 novembre. Solo il 37% intende approvare questo testo, mentre il 2% rimane indeciso.
Oltre a questi dati, neppure la tendenza rispetto al primo sondaggio d’inizio ottobre sembra lasciare scampo all’iniziativa: mentre il campo dei “no” è aumentato di 6 punti, quello dei “sì” è indebolito di un altro 2%. Lo stadio di formazione dell’opinione è ormai già molto avanzato, osservano gli autori del sondaggio, secondo i quali l’UDC non è riuscita a convincere molti cittadini al di fuori del suo elettorato. L’iniziativa viene infatti chiaramente bocciata dai sostenitori di tutti gli altri maggiori partiti e in tutte le regioni linguistiche.
Con il suo testo, lo schieramento di destra vuole iscrivere nella Costituzione federale che quest’ultima debba essere la fonte suprema del diritto svizzero. A detta dell’UDC, questa proposta è una reazione al fatto che governo, parlamento e Tribunale federale hanno applicato in modo vago i risultati di alcune votazioni federali, allo scopo di evitare violazioni del diritto internazionale. Secondo gli avversari, l'iniziativa indebolisce invece il rispetto dei diritti umani e metterebbe a repentaglio le relazioni internazionali della Confederazione, oltre che la reputazione della Svizzera quale partner commerciale affidabile.
Esito incerto per le vacche con corna
Più equilibrato l’esito del sondaggio per quanto concerne l’iniziativa “Per la dignità degli animali da reddito agricoli (Iniziativa per vacche con le corna)”Link esterno. Il testo promosso da un piccolo allevatore residente nel Giura bernese viene tuttora approvato dal 49% delle persone interrogate, mentre il 46% si dice contrario e il 5% non sa ancora come decidere. Permane quindi una risicata maggioranza di “sì”, ma l’iniziativa sta perdendo terreno rispetto al primo sondaggio della SSR. Il numero dei sostenitori è sceso di 9 punti nel giro di un mese, mentre gli oppositori hanno guadagnato un 10% di consensi.
L'iniziativa mira a garantire un sostegno finanziario da parte della Confederazione ai possessori di vacche, tori da monta, capre e becchi, che lasciano le corna a questi animali. I promotori sostengono che le corna sono parte integrante e vivente dell'animale. Permetterebbero loro di riconoscersi e avrebbero un ruolo importante nella comunicazione, digestione e regolazione della temperatura. Secondo gli oppositori, questa proposta limiterebbe inutilmente l'autodeterminazione imprenditoriale degli agricoltori e farebbe lievitare ulteriormente le già alte spese statali consacrate al settore agricolo.
Consensi per la sorveglianza segreta degli assicurati
Per finire appare molto probabile un “sì” il prossimo 25 novembre alla modifica della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA)Link esterno, che prevede di introdurre una base legale per la sorveglianza degli assicurati. Il 59% degli intervistati si esprime a favore, mentre il 38% è contrario e il 3% indeciso. Un risultato che conferma in grande misura i dati emersi nel primo sondaggio, con un leggero aumento del 2% delle persone favorevoli.
Questa modifica legislativa, sostenuta dal governo e dalla maggioranza del parlamento, offrirebbe alle assicurazioni sociali le basi legali necessarie per ricorrere a osservazioni segrete di assicurati sospettati di percepire indebitamente prestazioni assicurative. La sorveglianza potrebbe venir attuata solo in casi rari, in presenza di indizi concreti e se i fatti non possono essere verificati con altri mezzi. Secondo i sostenitori, la normativa proposta rappresenta uno strumento utile per evitare abusi delle prestazioni sociali, mentre agli occhi degli oppositori costituisce un’ingerenza inammissibile nella sfera privata dei cittadini.
Il sondaggio
Per la seconda indagine demoscopica in vista della votazione federale del 25 novembre 2018, l'istituto gfs.bern ha intervistato 3683 persone con diritto di voto, selezionate in modo rappresentativo e ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera, tra il 31 ottobre e il 7 novembre.
Il margine di errore è di ±2,7 punti percentuali. Il sondaggio è realizzato su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, della quale fa parte anche swissinfo.ch.Fine della finestrella
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