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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il 6 dicembre 2018 si sono incontrati a Stoccolma, per la prima volta da due anni, i rappresentanti delle parti in conflitto nello Yemen per tentare nuovamente di avviare negoziati di pace sotto la direzione dell'inviato dell'ONU Martin Griffiths. Cosa fa il Consiglio federale per sostenere questi negoziati di pace in seno all'ONU, in altri forum multilaterali e nelle sue relazioni bilaterali? </p><p>2. Condivide l'opinione dell'ONU secondo cui la guerra nello Yemen è attualmente la più grande catastrofe umanitaria in corso nel mondo? Come valuta la situazione dell'approvvigionamento di generi alimentari e la fornitura di servizi sanitari per la popolazione nello Yemen? Come evolverà la situazione umanitaria nello Yemen se a Stoccolma non si dovesse riuscire a trovare una via d'uscita alla violenza?</p><p>3. Al tavolo di Stoccolma non siedono le potenze regionali rivali che alimentano la guerra nello Yemen: da un lato l'alleanza militare guidata dall'Arabia saudita, che da marzo 2015 interviene direttamente, manu militari, nel Paese e che per anni ha ricevuto ingenti forniture di armamenti dagli Stati Uniti e da altre potenze occidentali e dall'altro le forze alleate dell'Iran. Quali possibilità vede di esercitare un'influenza politica su coloro che non siedono al tavolo negoziale di Stoccolma, ma sono i principali responsabili del fatto che la guerra abbia potuto protrarsi così a lungo? </p><p>4. Esorta, senza mezzi termini, le parti in conflitto e le potenze regionali loro alleate a porre subito fine alla violenza, a interrompere qualsiasi fornitura di armi e a concordare un armistizio sotto l'egida dell'ONU? Cosa fa a livello internazionale per guadagnare consensi per il raggiungimento di questi tre obiettivi? </p><p>5. Cosa fa affinché vengano documentati i crimini di guerra commessi nello Yemen? </p><p>6. Congelerà i patrimoni localizzati in Svizzera dei responsabili primi dei crimini contro l'umanità commessi nello Yemen e vieterà a queste persone l'ingresso in territorio svizzero?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3./4. Solo una soluzione politica inclusiva potrà portare nello Yemen una pace duratura. La Svizzera sostiene pertanto il lavoro dell'incaricato speciale del segretario generale dell'ONU per lo Yemen e ha ospitato più volte colloqui di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite. In un comunicato stampa il Consiglio federale ha preso atto con soddisfazione dei progressi fatti in occasione dell'incontro in Svezia. La Svizzera si impegna inoltre in ogni forma di dialogo che offra un supporto diplomatico al processo di pace e affronta il tema del conflitto nello Yemen con gli Stati direttamente o indirettamente implicati nel quadro di consultazioni politiche e incontri a livello ministeriale. Si adopera infine per il rispetto del diritto internazionale umanitario, critica apertamente le gravi violazioni di tale diritto e all'occorrenza convoca gli ambasciatori degli Stati responsabili.</p><p>2. Il Consiglio federale condivide la valutazione dell'ONU secondo cui attualmente nello Yemen è in corso la più grande catastrofe umanitaria del mondo. 24 dei circa 29 milioni di abitanti del Paese dipendono dagli aiuti umanitari. Più della metà degli yemeniti soffre a causa di una grave insicurezza alimentare. Come la Svizzera continua a chiedere, devono urgentemente essere garantiti un accesso senza limitazioni alle persone in stato di bisogno e il trasporto dei beni di prima necessità. Il mancato rispetto del cessate il fuoco concordato a Stoccolma metterebbe in pericolo le operazioni di soccorso umanitario in un Paese minacciato da una grave carestia.</p><p>Nel 2018 la Svizzera ha inviato aiuti umanitari per un totale di 15 milioni di franchi. Nel 2019 organizzerà per la terza volta a Ginevra, insieme alla Svezia e all'ONU, una conferenza dei donatori a favore dello Yemen.</p><p>5. La Svizzera ha sostenuto l'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani nel suo impegno nello Yemen dall'ottobre del 2015 al luglio del 2017. Ha inoltre appoggiato, all'interno del Consiglio dei diritti umani, la risoluzione con la quale è stato istituito un gruppo di esperti rinomati incaricato di indagare su tutti i casi noti di violazioni e abusi nel campo dei diritti umani e di violazioni del diritto internazionale pubblico commessi dalle parti in conflitto dal settembre del 2014 a oggi.</p><p>6. Il 5 dicembre 2014 il Consiglio federale ha preso alcuni provvedimenti nei confronti dello Yemen emanando una specifica ordinanza (RS 946.231.179.8). I provvedimenti comprendono anche sanzioni finanziarie e divieti di entrata nei confronti di persone fisiche provenienti dallo Yemen. Al momento sulla base di questa ordinanza sono stati bloccati averi patrimoniali per un totale di circa 4 milioni di franchi. La Svizzera attua in questo modo le risoluzioni 2140 (2014) e 2216 (2015) del Consiglio di sicurezza dell'ONU, come del resto è tenuta a fare in ottemperanza dei suoi obblighi di diritto internazionale in quanto Stato membro delle Nazioni Unite.</p>  Risposta del Consiglio federale.