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Curiosità
All'asta una lettera di Cristoforo Colombo
La copia stampata di una rara lettera scritta da Cristoforo Colombo andrà all’asta a New York. Si tratta di un testo che il navigatore scrisse di suo pugno per informare i...
La copia stampata di una rara lettera scritta da Cristoforo Colombo andrà all’asta a New York. Si tratta di un testo che il navigatore scrisse di suo pugno per informare i reali di Spagna sui risultati del suo primo viaggio verso le Americhe.
Il documento, intitolato "De Insulis nuper in mari Indico repertis" è conosciuto anche come "La lettera di Colombo", e sarà messo all’asta il prossimo 26 settembre alla Bonhams a New York. È stimato fino a un milione di dollari. La lettera fu stampata in diverse copie a Basilea nel 1494 e divenne uno dei best seller di quelli che erano all’epoca una dei primi esempi di editoria. "Si tratta di un documento importante perché rappresenta il primo annuncio della scoperta del nuovo mondo", spiega all’agenzia di stampa italiana Ansa Ian Ehling, direttore del dipartimento libri e manoscritti di Bonhams New York, nel presentare la Lettera di Colombo che sarà messa all’asta a New York. Questa copia della lettera – spiega Ehling – fu acquistata ad un’asta nel 1876 da un collezionista e apparteneva a William Menzies, a sua volta un collezionista di New York". "La lettera – continua – è una copia di alcuni manoscritti che Colombo mandò alla corte spagnola di ritorno dal suo primo viaggio. All’epoca quei documenti erano mantenuti segreti ma in quel modo si riuscì a stamparne delle copie nel 1493. Le prime furono pubblicate a Barcellona in Spagna e ne esiste solo una copia attualmente".
Ascoltare Mozart come rimedio all'epilessia
Poche note della sonata K 448 di Wolfgang Amadeus Mozart, ascoltate ogni giorno, ridurrebbero di quasi il 21% la frequenza delle crisi epilettiche in pazienti resistenti...
Poche note della sonata K 448 di Wolfgang Amadeus Mozart, ascoltate ogni giorno, ridurrebbero di quasi il 21% la frequenza delle crisi epilettiche in pazienti resistenti ai farmaci. Sono i risultati dello studio realizzato dall'Unità di ricerca dell'Istituto Serafico di Assisi, coordinata dal direttore sanitario Sandro Elisei, presentato alla International Conference on Mental Health 2017 a Cambridge. Secondo lo studio dell'istituto Serafico - centro specializzato nella riabilitazione, cura ed educazione di bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche e cognitivo comportamentale - l'ascolto indotto della Sonata K 448 di Mozart avrebbe degli effetti benefici. I ricercatori hanno infatti constato che, nei soggetti affetti da epilessia farmacoresistente in aggiunta a una severa disabilità
intellettiva, ascoltare la sonata di Mozart ridurrebbe il rischio di ricaduta: in 1 paziente su 2, la melodia del compositore austriaco porterebbe a una riduzione di circa il 21%
delle crisi epilettiche e nel 10% dei casi si è assistito alla loro scomparsa. La musica inoltre porterebbe a un miglioramento delle abilità comunicative, verbali, motorie, emotive e sociali.
Ecco perché si parla di 'Effetto Mozart'. Da tempo riconosciuta come 'malattia sociale', l'epilessia è una patologia neurologica che si manifesta sotto forma di crisi, disturbi improvvisi e transitori, causata da una alterata funzionalità dei neuroni. È una delle malattie più diffuse e nel mondo ci sono circa 65 milioni di persone che ne soffrono. In Italia, il dato si attesta a mezzo milione, con più di 30.000 nuovi casi l'anno. Lo studio ha però portato alla luce anche un altro aspetto: gli effetti benefici rilevati sono temporanei. Infatti, a distanza di qualche mese la frequenza delle crisi epilettiche è tornata ai numeri iniziali. Per avere effetti positivi a lunga durata, affermano i ricercatori, "è quindi consigliabile 'prescrivere' l'ascolto della Sonata K 448 a vita". Questo studio è un "importante contributo a sostegno dell'indicazione di far ascoltare la musica come terapia aggiuntiva nella gestione clinica dell'epilessia in soggetti con una disabilità profonda, soprattutto quando i trattamenti farmacologici standard non si dimostrano particolarmente efficaci", ha concluso Elisei.
Meduse sorprese a sonnecchiare… Non ci vuole un cervello per dormire
Per dormire non occorre avere un cervello: lo dimostrano le meduse Cassiopea, i primi animali senza sistema nervoso centrale sorpresi a...
Per dormire non occorre avere un cervello: lo dimostrano le meduse Cassiopea, i primi animali senza sistema nervoso centrale sorpresi a sonnecchiare. Li hanno colti sul fatto i ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) con uno studio, pubblicato su Current Biology, che dimostra come il sonno sia un comportamento molto più antico e primitivo di quanto ipotizzato finora. "Potrebbe non sembrare sorprendente che le meduse dormano: dopo tutto i mammiferi dormono, e anche altri invertebrati come i vermi e i moscerini della frutta. Da un punto di vista evolutivo, però – sottolinea il ricercatore Ravi Nath – le meduse sono gli animali più antichi che sappiamo essere in grado di dormire. Questa scoperta genera molte domande: il sonno è una proprietà tipica dei neuroni? Oppure, spingendosi ancora oltre: le piante dormono?". Per essere considerato ’dormiente’, un organismo deve dimostrare un periodo di ridotta attività (quiescenza) in cui è meno reattivo agli stimoli, e deve avere una forte spinta ad addormentarsi qualora venga privato del sonno.
I ricercatori californiani sono riusciti a dimostrare tutte e tre queste condizioni per le meduse Cassiopea, piccoli organismi argentati grandi quanto una moneta da un dollaro che vivono sul fondo delle paludi di mangrovie. Nel primo esperimento, 23 meduse sono state filmate per sei giorni consecutivi: i video dimostrano che durante la notte le meduse pulsano più lentamente, con una frequenza di 39 battiti al minuto invece che 58. Nel secondo esperimento, le meduse sono state adagiate su un piano sospeso nell’acquario che è stato poi improvvisamente abbassato, lasciando gli animali sospesi nell’acqua: intontiti dal sonno, hanno impiegato diversi secondi per riorientarsi e ridepositarsi sul fondo. Nel terzo ed ultimo esperimento, le meduse sono state tenute sveglie per 6-12 ore a notte, colpendole con dei getti d’acqua: il giorno seguente si sono mostrate più sonnolente e propense a diventare quiescenti.
I socialisti francesi devono vendere... 'casa'
Sconfitti alle presidenziali, ancora peggio alle politiche, i socialisti francesi – che hanno visto ridursi al minimo i rimborsi elettorali – sono costretti a vendere...
Sconfitti alle presidenziali, ancora peggio alle politiche, i socialisti francesi – che hanno visto ridursi al minimo i rimborsi elettorali – sono costretti a vendere la storica sede sulla rive gauche parigina, a rue de Solférino. Lo anticipa Libération, parlando di una decisione che dovrà essere approvata stasera dalla direzione del partito.
Il nuovo trailer di Mazinga Z
È stato presentato il trailer italiano di Mazinga Z Infinity, l'ultima puntata cinematografica dedicata al popolare personaggio manga, inventato dal fumettista giapponese Gō Nagai. Un...
È stato presentato il trailer italiano di Mazinga Z Infinity, l'ultima puntata cinematografica dedicata al popolare personaggio manga, inventato dal fumettista giapponese Gō Nagai. Un classico, se siete stati bimbi fra anni Settanta e Ottanta.
Dietro le ali delle farfalle c'è di più
Le ali di farfalla sono un capolavoro dell’evoluzione creato in quasi 60 milioni di anni da un gene 'pittore’ che ha deciso disegni e colori per le varie specie. Il suo...
Le ali di farfalla sono un capolavoro dell’evoluzione creato in quasi 60 milioni di anni da un gene 'pittore’ che ha deciso disegni e colori per le varie specie. Il suo ruolo è stato scoperto grazie al 'taglia-incolla’ del Dna, la famosa tecnica Crispr, impiegata da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dal biologo Arnaud Martin della George Washington University. Lo studio, condotto allo Smithsonian Tropical Research Institute di Panama, è pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas) e apre interessanti prospettive anche per la ricerca sull’evoluzione del corpo umano, cervello incluso.
"Sappiamo perché le farfalle hanno bellissimi disegni colorati", afferma Martin. "Solitamente servono per la selezione sessuale, per trovare un partner, oppure è una forma di adattamento, per proteggersi dai predatori. Quello che è davvero misterioso è come sia possibile disegnare questi punti e queste strisce, come si generi questa complessità, come si regoli una determinata caratteristica nei lunghi tempi dell’evoluzione". Per scoprirlo, i biologi hanno ritoccato il Dna di sette specie di farfalle con la tecnica Crispr in modo da rimuovere il gene WntA, che negli insetti controlla lo sviluppo delle varie parti del corpo. Senza questo gene, i disegni delle ali tipici delle varie specie di farfalle si sono alterati. "La Crispr ci ha permesso non solo di capire che con l’evoluzione questo gene ha assunto molteplici ruoli nella stessa specie, ma attraverso il confronto tra diverse specie – precisa Martin – ci ha permesso di comprendere che i diversi schemi seguiti dall’evoluzione sono variazioni di un unico tema comune. Questa ricerca è fondamentale, perché si tratta di capire da dove e come siamo arrivati fin qui. In un certo senso, l’ala di una farfalla è come una tela bianca dove chiazze di cellule si sviluppano per uno specifico obiettivo, e questo vale anche per la nostra anatomia. Per fare cervelli complicati, ad esempio, servono schemi differenti. Quello che non sappiamo è come si sviluppino. Ed è qui che entrano in gioco le farfalle".
25 anni in 34 ricordi: il compleanno de laRegione
La rucola, le videocassette, i balli lenti come occasione di rimorchio. Cose che c'erano e non ci sono più, vezzi che un tempo parevano modernissimi e oggi son...
La rucola, le videocassette, i balli lenti come occasione di rimorchio. Cose che c'erano e non ci sono più, vezzi che un tempo parevano modernissimi e oggi son quasi preistorici. Per i 25 anni de laRegione ci siamo divertiti a metterne insieme un paio, e l'occasione è buona per riproporveli qua, ché il finesettimana si presta a (ri)leggerli.
Nel 1992 la tecnologia c'era già, ma insomma, era una roba un po'diversa: erano i primi passi oltre l'analogico, in casa si vedevano i primi personal computer, quelli col Dos e i floppy disk. Davanti a uno schermo ci passavamo già i pomeriggi, a sfondarci di videogiochi come Sonic.
I più piccoli fra noi invece vedevano Gli Aristogatti e si innamoravano della musica (ancora ne fischiettano la colonna sonora). Quelli nati vecchi usavano la tivù del bar per seguire Tangentopoli, e non si sono ancora ripresi. Anche se pure il Gatto Arturo destava qualche inquietudine.
Dallo schermo della televisione - profondo e pesantissimo, e su "a monte" c'erano ancora quelli di seconda mano, senza telecomando, in bianco e nero - si seguiva ovviamente anche lo sport. Qui in newsroom si ricorda soprattutto l'impresa mitica di "Pippo" Rosset, il tennista spilungone che si portò a casa l'oro di Barcellona. Ma anche l'improbabile vittoria della Danimarca agli Europei di calcio, quando gli scarpini non erano ancora un pugno in un occhio fosforescente. Ma alla fine calcio voleva sempre dire figurine.
Poi c'erano alcune mode incresciose che ancora ci chiediamo come fossero possibili, tipo il borsello maschile e l'uso improprio della penna stilografica come status symbol. Le mogli di quelli con la stilografica si compravano la pelliccia, oggi ci si vergogna quasi. Erano abbastanza imbarazzanti anche le tute da sci, ma la neve di casa era più abbondante, e via che andavi con bob e slittini.
Si pativa soprattutto nel traffico, quando in vacanza ci si trovava incolonnati sotto il sole, e di "clima" in macchina neanche l'ombra. All'autogrill, per chi andava a sud, c'era ancora la lira. Ma siccome di tempo a quel punto ce n'era, per radio passavano pezzoni da sei minuti; e se adesso una canzone ne dura al massimo tre, è anche colpa dei DJ. Ah beh, non dimentichiamo le musicassette, ideali per la camporella: ma a quel punto si era già passata la prova del ballo lento, si diceva, e non era impresa facile.
Sul fronte del cibo, non ci è ancora chiarissimo perché la rucola sia stata retrocessa da tocco di classe culinario (simil-vegano) a una trovata triste da menù turistico. Il microonde ha soppiantato i toast, e i relativi tostapane. Resistono a stento i ghiaccioli colorati (anche se il mistero di quelli marroni, rarissimi, rimane irrisolto.) Resistono molto meno le botteghe all'angolo, quelle con la farina sfusa e il latte nel cartone triangolare.
Non sono mancate le considerazioni sociali, e qui si è sospirato un po': mamme che devono spiegare ai figli cos'è lo walkman (e come abbiamo fatto a sopravvivere senza gli smartphone); ricordi di quando gli amici facevano "compagnia", e costruivano le capanne sull'albero. Gli adulti non erano stressati: avevano l'esaurimento nervoso, ed era una cosa un po' diversa. In periferia era con le partite "Svizzeri contro Italiani" che si sperimentava l'integrazione, come alla Cartiera di Tenero. Si passava anche da certe strade ormai chiuse, che a tornarci oggi è sicuro che ti perdi.
Anche in redazione le cose erano un po' diverse: la meraviglia elettronica era il fax - ci siamo venuti al mondo, tutto sommato. Le macchine per scrivere (o 'da' scrivere?) stavano invecchiando, ma erano ancora vive. Ci siamo ricordati della prima notte in cui si stampò laRegione: non proprio fra le più calme, come ricorda anche l'editore.
E insomma, ci siamo divertiti a ricordare tutte queste cose. Ma ci piace anche parecchio raccontarvi il presente, e farci trovare belli freschi quando arriva il futuro.
Una moneta d'oro per il celeberrimo Barry
Fra tanti umani da destinare al dimenticatoio, ci sono pure dei cani che meritano di essere ricordati. Magari con una statua, un poema o una moneta (dopotutto siamo in...
Fra tanti umani da destinare al dimenticatoio, ci sono pure dei cani che meritano di essere ricordati. Magari con una statua, un poema o una moneta (dopotutto siamo in Svizzera). Proprio una moneta d’oro da 50 franchi è stata coniata in memoria del valoroso e leggendario cane San Bernardo Barry che si racconta abbia salvato la vita a più di 40 persone.
Disponibile da oggi in edizione limitata per i collezionisti, è stata realizzata dalla grafica illustratrice Maya Delaquis di Gwatt ed emessa dalla Zecca federale Swissmint.
Barry visse dal 1800 al 1812 presso l’Ospizio del Gran San Bernardo, dove i canonici si adoperavano spesso in operazioni di salvataggio sulle montagne e venivano aiutati dai loro cani. Divenuto vecchio Barry fu portato da uno dei canonici a Berna, dove morì due anni più tardi. Impagliato, Barry venne esposto al Museo di storia naturale della città federale, dove può tuttora essere ammirato.
Londra, c'è un mostro di 140 tonnellate nelle fognature
Succede a Londra, ma ne dà notizia il New York Times. C'è un mostro nei sotterranei di Londra. Un mostro che minaccia l'East End. È stato soprannominato "...
Succede a Londra, ma ne dà notizia il New York Times. C'è un mostro nei sotterranei di Londra. Un mostro che minaccia l'East End. È stato soprannominato "The Whitechapel fatberg" (il "blocco" di Whitechapel) ed è un agglomerato solido di grasso alimentare, olii, lubrificanti, fazzoletti di carta, pannolini, contraccettivi e assorbenti. È stato rilevato a est del distretto finanziario della città e occupa una larga parte dei condotti di epoca vittoriana situati sotto Whitechale Road, strada che unisce una delle più ampie moschee londinesi e un pub chiamato Blind Beggar.
Thames Water, la società che gestisce le fogne della capitale britannica, ne ha stimato il peso in più di 140 tonnellate, 10 volte più di quanto trovato nel 2013 sotto Kingston (sud di Londra), il più grosso 'esemplare' nella storia britannica. Sono previsti interventi per 3 settimane, sette giorni a settimana, da parte di almeno 8 uomini che dovranno sostanzialmente "spaccare una massa di cemento", come dichiarato da uno dei responsabili di Thames Water. Il tutto a colpi di getti d'acqua, per frammentare la massa e provvedere in fase successiva al risucchio dei pezzi più piccoli.
Il sistema fognario vittoriano, disegnato per reggere l'impatto di 4 milioni di persone, non prevedeva evidentemente tutti gli scarti dell'epoca moderna. Londra non è la sola ad essere popolata da queste creature. New York ha speso milioni di dollari per questo problema, così come Hawaii, Alaska, Wisconsin e California.
There's a monster in London's sewers. It's a mass of fat, wipes diapers and tampons that weighs more than 140 tons. https://t.co/655mInLqaB— The New York Times (@nytimes) 13 settembre 2017
Sfreccia nei cieli a 77 anni (portati bene)
Un aereo d’epoca DC-3 ha effettuato il giro del mondo. L’apparecchio è atterrato oggi all’aeroporto di Sion: il suo viaggio era iniziato a Ginevra il 9 marzo scorso,...
Un aereo d’epoca DC-3 ha effettuato il giro del mondo. L’apparecchio è atterrato oggi all’aeroporto di Sion: il suo viaggio era iniziato a Ginevra il 9 marzo scorso, giorno del suo 77esimo compleanno. Il pubblico potrà ammirarlo per tre giorni a partire da venerdì al "Breitling Sion Airshow". Dopo un primo scalo ad Avignone (F), il velivolo ha proseguito verso i Balcani, il Medio Oriente, il Sud-est asiatico, la Cina, il Giappone e ha infine effettuato la traversata del Pacifico. In sei mesi, ha sorvolato 28 Paesi, percorso più di 45’000 chilometri ed effettuato 240 ore di volo. Per l’esclusivo giro del mondo, finora mai effettuato da un velivolo di questo tipo e così datato, è stato necessario aumentare l’autonomia del DC-3 installando nell’abitacolo dei serbatoi, ha riferito il comitato organizzatore del meeting aereo. Prodotti dal gruppo americano Douglas Aircraft negli anni trenta, questi aeroplani risultarono indispensabili agli eserciti alleati durante la Seconda Guerra mondiale. Gli inglesi lo chiamarono Dakota. Dall’estate del 1948 per un anno, insieme ad altri aerei garantirono il ponte aereo che permise di rifornire Berlino Ovest di generi alimentari e di prima necessità, aggiudicandosi affettuosamente il nomignolo di "Rosinenbomber" (bombardieri d’uva passa). A Sion, l’aeroplano è stato scortato dalle Frecce Tricolori, che come il DC-3 e la Pattuglia svizzera parteciperanno all’Airshow.
Ma quale Lady D., sembra Rod Stewart
L'intenzione era quella di omaggiare l'amata principessa, a 20 anni dalla sua scomparsa. Il risultato appare pessimo. Il ritratto floreale di Lady D., esposto in Market Place a...
L'intenzione era quella di omaggiare l'amata principessa, a 20 anni dalla sua scomparsa. Il risultato appare pessimo. Il ritratto floreale di Lady D., esposto in Market Place a Chesterfield, è finito sotto i riflettori della Bbc. Impietosa la rete: "sembra Theresa May". Ma c'è chi si allarga fino a Rod Stewart. Per tutti, il giudizio sta tra "horrific" e "awful".
Schwellbrunn è il più bel villaggio svizzero del 2017
È Schwellbrunn, canton Appenzello Esterno, il più bel villaggio svizzero del 2017. Il più elevato comune del cantone ha surclassato 49 concorrenti nella gara...
È Schwellbrunn, canton Appenzello Esterno, il più bel villaggio svizzero del 2017. Il più elevato comune del cantone ha surclassato 49 concorrenti nella gara indetta da 'il Caffè', 'L'illustré', 'Schweizer Illustrierte' e Ssr. Da quando esiste il concorso, è la prima volta che vince una località della Svizzera tedesca, dopo Morcote (2016) e Soglio (2015, Grigioni).
Schwellbrunn – 1'500 abitanti circa – conserva un fascino inalterato di rilevanza nazionale, è una meta molto dagli escursionisti per i suoi sentieri da percorrere a piedi e in bicicletta. Inoltre, offre una vista mozzafiato che spazia dall'Alpstein al lago di Costanza.
Profuga afghana ultra centenaria dovrà lasciare la Svezia
Una profuga afghana di 106 anni, dopo avere affrontato due anni fa un pericoloso viaggio per raggiungere l’Europa attraversando deserti, montagne e...
Una profuga afghana di 106 anni, dopo avere affrontato due anni fa un pericoloso viaggio per raggiungere l’Europa attraversando deserti, montagne e foreste, aiutata dal figlio e dal nipote, sarà espulsa dalla Svezia perché la sua richiesta di asilo è stata respinta. La donna, Bibihal Uzbeki, disabile e con problemi di linguaggio, ha deciso di appellarsi alla decisione di Stoccolma. Il procedimento prevede tre gradi di giudizio e dunque diversi anni prima che si concluda. L'ultra centenaria è giunta in Europa nel 2015, insieme ai suoi familiari e altri richiedenti asilo provenienti in maggioranza da Siria, Afghanistan, Iraq e altri Paesi. Hanno attraversato i Balcani, in treno o a piedi, prima di raggiungere il Paese scandinavo. L’agenzia per le migrazioni svedese ha confermato di avere preso la decisione di negarle l’asilo sostenendo che l’età non è un requisito per concederlo.
Genova, via libera all'abbattimento dei cinghiali in città
Troppi cinghiali in città e allora il Comune di Genova ha varato un’ordinanza per poterli abbattere nelle aree urbane, come extrema ratio, per tutelare l...
Troppi cinghiali in città e allora il Comune di Genova ha varato un’ordinanza per poterli abbattere nelle aree urbane, come extrema ratio, per tutelare l’incolumità pubblica. Dall’inizio dell’anno sono stati 470 gli avvistamenti in città di cinghiali segnalati alla centrale operativa della Polizia Municipale. È sempre più frequente anche vederli nel centro. Negli ultimi giorni tre motociclisti sono finiti in ospedale dopo aver investito gli ungulati nel quartiere di Molassana.
Cose che non sapevamo bene a cosa servissero
Siccome il sabato è fatto anche per dedicare un po' di tempo a cose apparentemente inutili, ne approfittiamo per spiegarvi - e spiegarci - a cosa servono alcune piccole...
Siccome il sabato è fatto anche per dedicare un po' di tempo a cose apparentemente inutili, ne approfittiamo per spiegarvi - e spiegarci - a cosa servono alcune piccole cose la cui funzione potrebbe esservi sfuggita. Almeno finora.
Il buco al centro del mestolo per gli spaghetti
«Serve a scolare l'acqua, ovvio!» Mica tanto. L'acqua esce tranquillamente dai bordi, sotto il peso della pasta. Il buco serve a misurare la quantità di spaghetti necessaria a preparare una porzione standard. Basta infilarceli (da crudi) per farsi un'idea.
La taschina piccola dei jeans
Quella che sta a destra, dentro a quella più grande. Quando Levi's la introdusse, nell'Ottocento, serviva a riporre l'orologio detto, appunto, da tasca, senza che venisse danneggiato da altri oggetti. Oggi molti ci mettono le monetine, magari per non rigare lo smartphone.
La parte blu nelle gomme per cancellare
Non serve per cancellare la penna, anche se poi alcuni produttori hanno fatto propria questa convinzione, a scopo di marketing. In realtà, entrambe le estremità sono pensate per cancellare la matita: quella rossa cancella il tratto, mentre quella blu serve a pulire le eventuali macchie e aloni formatisi durante la prima cancellatura.
Il buchino nel finestrino degli aerei
Serve ad equilibrare la pressione fra l'interno e l'esterno dell'abitacolo. Quando l'aereo prende quota si crea uno scompenso fra la pressione interna, controllata, e quella esterna, che scende molto più velocemente. Il buco, situato nel vetro centrale (quello fra il vetro esterno e quello interno, che in realtà è di plastica) serve a fare sì che l'intero finestrino regga al meglio gli scompensi di pressione. E già che ci siamo: le piccole formazioni ghiaccio che si formano attorno al buco - quelle a struttura di cristallo - sono dovute all'umidità dell'abitacolo che entra in contatto con l'aria gelida dell'esterno.
Il pezzo di tessuto extra che ti danno insieme agli abiti nuovi
No, non serve a rattoppare i buchi. Serve per poterlo lavare prima di mettere a mollo l'intero abito, in modo da essere sicuri di usare detersivo e temperature giusti per non danneggiare il vestito.
La zigrinatura sul fondo delle bottiglie di vino
Non è un antiscivolo: aiuta ad equilibrare l'aumento di pressione durante l'imbottigliamento, evitando che il vetro vada in frantumi.
Il buco sui tappi delle penne a sfera
Non serve a proteggere a non fare asciugare l'inchiostro o a evitare perdite. Serve in caso di ingestione: nel caso il tappo si incastrasse causando il rigonfiamento delle pareti delle vie respiratorie, il buco riuscirebbe comunque a fare arrivare un po' d'aria ai polmoni (adesso che lo sapete, non provateci solo per fare i fighi con gli amici! Qui si declina ogni responsabilità).
Le righine in rilievo sui tasti F e J delle tastiere
Sono i tasti sui quali devono poggiare gli indici a riposo quando si scrive con dieci dita. I rilievi permettono alle dita di riposizionarsi senza dover abbassare lo sguardo.
La freccina accanto al simbolo della pompa di benzina
Quello che sta su tutti i cruscotti, accanto alla lancetta del carburante. Accanto c'è disegnata una freccia (abbiamo controllato, perchè non l'avevamo mai notata). Indica il lato del mezzo sul quale si trova lo sportellino del serbatoio.
BONUS TRACK: come si usano i cotton fioc
L'idea iniziale del suo inventore era quella di usarli per pulire o applicare creme con delicatezza e precisione. Si possono usare per il trucco, o per prelevare campioni. Ma non vanno usati per pulire le orecchie: questo utilizzo rischia di danneggiare l'udito; inoltre il cerume ha un'importante funzione protettiva, e in soggetti sani il suo eccesso si smaltisce spontaneamente.
Coperto di api per un'ora, entra nel Guinness (video)
Si chiama 'bee bearding', ovvero lasciarsi coprire il volto (e il corpo) di api, quasi a formare una barba di insetti. E ora il record mondiale della disciplina...
Si chiama 'bee bearding', ovvero lasciarsi coprire il volto (e il corpo) di api, quasi a formare una barba di insetti. E ora il record mondiale della disciplina spetta a Juan Carlos Noguez Ortiz di Toronto, in Canada. Chiuso in una 'bolla' di plastica trasparente, è rimasto immobile per un'ora sotto la coltre di api, pur essendo stato punto per due volte. Per ridurre le api a posarsi su di lui, l'uomo ha posto l'ape regina in una piccola gabbia appesa al mento, liberando poi il resto della colonia. Le api operaie, attirate dall'odore della regina, si sono subito posate sul volto dell'uomo. «Volevo mostrare alla gente che non bisogna temere le api», ha dichiarato il neocampione.
La scoperta: acqua abbondante su sette pianeti
L’acqua allo stato liquido potrebbe essere abbondante nei sette pianeti simili alla Terra della stella Trappist-1, in particolare su tre. Di conseguenza aumenta la...
L’acqua allo stato liquido potrebbe essere abbondante nei sette pianeti simili alla Terra della stella Trappist-1, in particolare su tre. Di conseguenza aumenta la probabilità che questi pianeti, distanti ’solo’ 40 anni luce, possano essere ospitali per la vita. La scoperta, basata sulle osservazioni del telescopio spaziale Hubble, è stata pubblicata sull’Astronomical Journal e si deve al gruppo coordinato da Vincent Bourrier dell’università di Ginevra. I pianeti che potrebbero contenere maggiori quantità di acqua sono i più esterni, compresi i pianeti e, f e g che sono nella zona abitabile, ossia la regione intorno alla stella dove le temperature consentono l’esistenza dell’acqua liquida. I due più interni, Trappist-1b e Trappist-1c, invece ne ospiterebbero di meno. La rivelazione è stata possibile misurando con il telescopio gestito dalle agenzie spaziali Nasa (americana) ed Esa (europea) la radiazione della stella. Questo ha permesso di calcolare come la sua energia sia cambiata nel corso di 8 miliardi di anni e come abbia influenzato le risorse d’acqua dei sette pianeti.
Secondo i ricercatori i sette pianeti di Trappist-1 si sarebbero formati molto lontano dalla loro stella, in una zona fredda popolata di cristalli di ghiaccio d’acqua, che probabilmente avrebbero catturato durante la formazione. Così si sarebbero creati enormi depositi d’acqua, sia all’interno che sulla superficie di questi mondi alieni. Grazie alle osservazioni e ai calcoli è stato stimato che negli ultimi 8 miliardi di anni il calore della stella potrebbe aver fatto evaporare soprattutto l’acqua dei pianeti più interni, che ne avrebbero perso una quantità pari a 20 volte quella contenuta negli oceani della Terra. I cinque più esterni invece ne avrebbero perso una quantità inferiore, pari a tre volte quella degli oceani della Terra e potrebbero avere ancora molta acqua allo stato liquido sia nel sottosuolo sia sulla superficie.
’’In termini di abitabilità, questo è un passo positivo per dire che le speranze sono ancora alte’’ ha rilevato uno degli autori, Julien de Wit, del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Tuttavia, ha aggiunto, ’’abbiamo bisogno di raccogliere ulteriori informazioni e vedere veramente l’acqua, che non abbiamo ancora osservato’’. Con questo obiettivo i ricercatori pianificano un’altra campagna di osservazioni con il telescopio Hubble, in cerca soprattutto di nuvole di idrogeno nell’atmosfera dei pianeti, che sono l’indizio della presenza di vapore d’acqua. Se l’atmosfera di un pianeta ha vapore acqueo, le radiazioni ultraviolette possono infatti rompere le molecole di vapore, liberando l’ossigeno e l’idrogeno, come succede sulla Terra. Poiché l’ossigeno è più pesante scende sulla superficie, mentre l’idrogeno sale verso gli strati più esterni dell’atmosfera. (Ats)
Brigitte, la 'rappresentante' della Francia senza stipendio
L'Eliseo ha affidato un incarico ufficiale a Brigitte Macron. Lo riportano i media francesi. La moglie del presidente sarà 'rappresentante' della...
L'Eliseo ha affidato un incarico ufficiale a Brigitte Macron. Lo riportano i media francesi. La moglie del presidente sarà 'rappresentante' della Francia ma per svolgere questo compito non percepirà alcuno stipendio. La presidenza francese ha pubblicato oggi sul suo sito tutti i dettagli del nuovo incarico di Brigitte in un documento intitolato 'Carta di trasparenza sul ruolo della consorte del capo della Stato'. “Non si tratta di un ruolo istituzionale ma di un incarico che varrà soltanto per la durata del mandato di Emmanuel Macron”, hanno precisato fonti vicine alla Premiere Dame.
Papa Francesco ha 37 milioni di follower su Twitter
Papa Francesco ha raggiunto oggi il traguardo di 37 milioni di follower su Twitter. Lo scorso 2 agosto i nove account Twitter di Papa Francesco, @pontifex,...
Papa Francesco ha raggiunto oggi il traguardo di 37 milioni di follower su Twitter. Lo scorso 2 agosto i nove account Twitter di Papa Francesco, @pontifex, avevano raggiunto 36 milioni di seguaci; erano 35 milioni il 14 luglio. A fare i calcoli è il sito di informazione vaticana 'Il Sismografo'. Al primo posto, tra i più seguiti, i tweet del Papa in lingua spagnola; seguono l'account in inglese e in italiano.
Roma, toro in autostrada: traffico in tilt
Traffico in tilt e dieci chilometri di coda oggi pomeriggio sull'A1, tra la diramazione di Roma Nord e Ponzano Romano in direzione Firenze, a causa dell'attraversamento di...
Traffico in tilt e dieci chilometri di coda oggi pomeriggio sull'A1, tra la diramazione di Roma Nord e Ponzano Romano in direzione Firenze, a causa dell'attraversamento di un toro in autostrada.
Le operazioni di confinamento e cattura dell'animale hanno richiesto il blocco momentaneo della circolazione. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l'Italia della Direzione 5 Tronco di Fiano Romano. "Da una prima verifica effettuata sulla recinzione autostradale non sono emerse anomalie", comunica Autostrade.
Il bovino, dal manto chiaro e con la targhetta di un allevamento all'orecchio, è entrato all'improvviso sulla carreggiata al chilometro 527,400. Secondo quarto riportato dal quotidiano La Repubblica, una delle prime automobiliste a imbattersi nel toro è stata Iryna Kepych. "Ci siamo messi paura, certo, e abbiamo perso un'ora bloccati nel traffico prima che la situazione tornasse alla normalità. Di certo in Olanda, dove sono diretta, certe cose non si vedono". (Ansa/red)