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BERLINO - La cancelliera tedesca Angela Merkel riterrebbe possibile un rinvio della Brexit fino alla fine del 2019 o all'inizio del 2020. L'idea giunge alla fine di un pomeriggio di colloqui con Theresa May e il suo staff.
Lo riferiscono media tedeschi citando i partecipanti ad una riunione del gruppo parlamentare della Cdu al Bundestag. A questi Merkel avrebbe detto che al vertice Ue di domani si andrà ad una 'flextension', ovvero una estensione flessibile. Fonti dell'Eliseo dicono però che per la Francia «un anno risulta troppo lungo».
Rinvio a breve e dialogo con i Labour - Theresa May insiste su un rinvio breve della Brexit - limitato al 30 giugno e con la possibilità di uscire entro il 22 maggio senza partecipare alle elezioni Europee - ribadendo l'obiettivo di trovare frattanto un accordo con il Labour. Lo spiega Downing Street in una nota diffusa dopo l'incontro con Angela Merkel a Berlino.
La premier britannica - vi si legge - ha illustrato la sua richiesta e «ha aggiornato la cancelliera sui colloqui in corso con l'opposizione per condurre il processo verso la Brexit a una conclusione positiva».
«La prima ministra - riferisce Downing Street - ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel in un pranzo di lavoro. Alla vigilia del Consiglio Europeo di domani, le due leader hanno discusso della richiesta di un'estensione dell'articolo 50 fino al 30 giugno, con l'opzione di accelerare i tempi se un accordo verrà ratificato prima» a Westminster.
May - prosegue la nota - «ha sottolineato che i passi del governo (britannico) mirano a condurre il processo verso la Brexit a una conclusione positiva e ha aggiornato la cancelliera Merkel sui colloqui in corso con l'opposizione laburista». Le due leader hanno poi concordato sull'importanza di assicurare un'uscita ordinata della Gran Bretagna dall'Unione Europea, mentre hanno discusso anche della situazione in atto nello Yemen e in Libia.
I Comuni votano mozione su richiesta rinvio al 30/6 - La nuova legge anti-no deal, appena varata a Londra fra le polemiche, non pare destinata ad avere per ora effetti sull'istanza di rinvio della Brexit annunciata da Theresa May. La Camera dei Comuni, che con questa norma si è riservata il diritto di approvare o meno la durata della estensione chiesta dal governo all'Ue, voterà infatti oggi su una mozione che si limita a prendere atto della proposta della premier di puntare a una proroga limitata al 30 giugno.
Aprendo il dibattito a nome dell'esecutivo Tory, il solicitor general Robert Buckland non ha peraltro escluso che l'Ue possa offrire un'estensione più lunga. Ha poi insistito sul concetto di proroga flessibile ribadendo che se il Regno sarà in grado di uscire entro il 22 maggio non dovrà partecipare al voto europeo, mentre se uscirà dopo, ma comunque entro fine giugno, i suoi eurodeputati eletti non occuperanno i loro seggi a Strasburgo.
Matthew Pennycook, viceministro ombra laburista della Brexit, ha da parte anticipato che il Labour è pronto ad accettare anche un rinvio oltre il 30 giugno, definendolo "ragionevole".