Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/179027

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali ripercussioni ha avuto la chiusura della tratta di Rastatt per la Svizzera e le sue imprese sul piano socio-economico?</p><p>2. Quali sfide si sono trovate ad affrontare le autorità svizzere sul piano politico e organizzativo?</p><p>3. Di quali mezzi e possibilità dispone la Confederazione per attenuare le ripercussioni negative di un tale incidente? Come sono stati utilizzati nel caso di Rastatt e con quale effetto?</p><p>4. Quale ruolo hanno assunto i Porti renani svizzeri in seguito alla chiusura della tratta?</p><p>5. Quali conclusioni e raccomandazioni ha tratto il Consiglio federale da questo caso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide quanto espresso dall'autore dell'interpellanza: cause e conseguenze dell'interruzione della linea ferroviaria nella Valle del Reno devono essere sottoposte a un serio esame, in modo da poter adottare misure atte a evitare per quanto possibile il ripetersi di simili interruzioni o a ridurne le conseguenze.</p><p>1. A seguito delle deviazioni, dei trasporti sostitutivi e delle soppressioni, gli operatori del traffico merci ferroviario hanno accusato un aumento dei costi che solo in parte è stato possibile trasferire alla clientela. Durante il periodo di chiusura della tratta, i volumi di trasporto sui percorsi alternativi sono progressivamente cresciuti. Poiché settembre è tradizionalmente uno dei mesi di punta sul fronte del traffico, fino all'ultimo per una parte dei trasporti non si sono potute organizzare offerte ferroviarie alternative. Gli operatori del settore hanno dovuto sviluppare nuove soluzioni di trasporto. In parte è stato dato fondo alle scorte dei magazzini. Anche le imprese logistiche e i caricatori si sono quindi visti aumentare i costi e ridurre i ricavi. Gli approvvigionamenti stessi non erano a rischio. Il danno socio-economico è difficile da quantificare.</p><p>2./3. La gestione della situazione di crisi in territorio tedesco spettava alla Deutsche Bahn che, in quanto gestore dell'infrastruttura e impresa di trasporto ferroviario, era direttamente interessata dall'interruzione della tratta. La Svizzera, anch'essa fortemente colpita, poteva influire solo indirettamente sulla gestione della crisi. Sul piano politico, il Capo del Dipartimento competente ha contattato i suoi colleghi dei Paesi vicini. La Confederazione ha assicurato un rilascio di deroghe temporanee rapido e semplice - ad esempio riguardo ai limiti di peso nel traffico combinato verso gli impianti di trasbordo TC della Germania meridionale o alla lunghezza massima delle navi sul Reno - creando le premesse per la tempestiva predisposizione di trasporti sostitutivi. Le autorità competenti si sono dichiarate pronte, se necessario, a procedere a un'omologazione semplificata del materiale rotabile, possibilità di cui le imprese però non si sono avvalse. Dal momento che le indennità di esercizio per il traffico combinato transalpino vengono erogate sulla base delle prestazioni effettive, la soppressione di treni ha liberato fondi nel relativo credito. Una parte di questi fondi è stata utilizzata per intervenire immediatamente, in modo da consentire al traffico merci transalpino su rotaia di consolidare nuovamente la propria posizione sul mercato, compensando le perdite subite a seguito dell'interruzione.</p><p>4. Dopo l'interruzione della tratta, i Porti renani svizzeri hanno provveduto a un celere aumento delle capacità e garantito in parte l'operatività 24 ore su 24, compensando così parzialmente le carenze nel trasporto ferroviario. L'interruzione ha evidenziato l'importanza dei Porti renani per l'approvvigionamento del Paese. La Confederazione riconosce tale importanza e lo ha ribadito con la dichiarazione d'intenti del 25 settembre concernente lo sviluppo dei suddetti porti.</p><p>5. Da una prima analisi è emersa innanzitutto la necessità di migliorare la cooperazione internazionale nei e tra i corridoi europei per il trasporto ferroviario delle merci. Gli organi competenti, ossia il comitato esecutivo, composto da rappresentanti dei ministeri dei trasporti, e il Comitato di gestione, composto da rappresentanti dei gestori dell'infrastruttura, vanno rafforzati. Le vigenti disposizioni per la definizione di percorsi alternativi e per la gestione del traffico in caso di perturbazioni si sono dimostrate insufficienti a fronteggiare l'interruzione della linea ferroviaria nella Valle del Reno. Il Consiglio federale si adopererà affinché tutti gli attori traggano i dovuti insegnamenti. Occorre dare priorità e imprimere un'accelerazione ai lavori di ampliamento sui corridoi, attuare l'armonizzazione tecnica secondo gli standard europei e migliorare la gestione transfrontaliera delle crisi da parte dei gestori dell'infrastruttura e delle imprese di trasporto ferroviario.</p>  Risposta del Consiglio federale.