Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01241.jsonl.gz/165

I segreti della Sistina
Correva l’anno 1508 quando Michelangelo iniziò a dipingere la cappella Sistina.
Cinquecento anni dopo un chirurgo ebreo dell’Indiana (USA) Frank Mershberger osservò per primo che la celebre raffigurazione di Dio, nel pannello della creazione, ha la forma della sezione destra del cervello umano. Negli anni che seguirono questa rivelazione, gli studi sull’affresco portarono a nuove scoperte sui messaggi celati dal maestoso affresco. Per esempio, perché l’albero del Bene e del Male è un fico e non un melo? Perché il serpente tentatore ha cosce e braccia, come anche descritto nei testi ebraici?
Dopo queste scoperte alcuni studiosi sono giunti alla conclusione che le immagini del capolavoro di Michelangelo celavano un messaggio rivoluzionario e eretico per quei tempi. Pare che Michelangelo influenzato da studi cabalistici abbia usato un codice che fa largo uso della simbologia ebraica e neoplatonica, Michelangelo volle infatti esprimere un violento attacco alla corruzione della Chiesa ed esprimere concetti oggi attualissimi come la fratellanza universale tra le religioni.
Anche Leonardo Da Vinci, contemporaneo di Michelangelo in molte sue opere ha lasciato diversi messaggi criptati, più o meno comprensibili.
Nel periodo del Rinascimento l’arte è stata un lasciapassare per l’eternità sia per i committenti quanto per gli artisti. Ricordiamoci poi che il Rinascimento era un epoca in cui vigeva un totalitarismo religioso in cui la sottomissione dell’individuo alla Chiesa era esercitata con la forza, Michelangelo, Leonardo possiamo senza dubbio definirli dei ribelli, ecco dunque che segni, simboli, codici sono veicoli per esprimere libertà personale.