Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01255.jsonl.gz/931

BERNA - È necessario trarre insegnamenti dalla crisi del coronavirus. Lo hanno sostenuto oggi l'associazione denominata delle insegnanti e degli insegnanti della Svizzera (LCH), propriamente della Svizzera tedesca, e il Sindacato degli insegnanti romandi (SER), che chiedono alcune misure per il rientro a scuola, tra cui l'istituzione di un responsabile della protezione della salute negli istituti.
Gli scorsi mesi sono stati molto particolari in seguito alla pandemia, hanno indicato le due organizzazione riunite in conferenza stampa oggi a Berna, precisando che la crisi avrà ripercussioni anche sull'anno scolastico 2020-2021.
Divari ampliati
In seguito all'insegnamento a distanza praticato nei vari cantoni, il divario di rendimento si è ulteriormente ampliato tra gli allievi "avvantaggiati" e coloro che - sul piano educativo - lo sono meno, hanno spiegato.
Per il nuovo anno, sarà necessario prestare maggiore attenzione a quegli alunni per i quali sono emerse lacune nell'apprendimento nel corso del confinamento. Le risorse aggiuntive promosse durante l'insegnamento a distanza a causa della pandemia devono quindi essere disponibili per tutto il nuovo anno scolastico
Allo stesso tempo, hanno ribadito le due associazioni, gli insegnanti chiedono una buona offerta di sostegno sociale scolastico, assistenza linguistica precoce e strutture adeguate per la custodia dei bambini in tutta la Svizzera.
Tali misure contribuiranno a tenere conto in modo più adeguato delle diverse situazioni familiari degli alunni - talvolta estremamente diverse fra loro - e a garantire che tutti i bambini possano completare la loro scolarizzazione con la massima equità possibile.
Strumenti digitali adeguati
Per quanto riguarda le misure di igiene e di protezione, l'emergenza degli ultimi mesi ha mostrato quanto le scuole abbiano bisogno di un sistema volto a proteggere la salute. Per questo motivo, LCH e SER chiedono l'introduzione di un responsabile della tutela della salute negli istituti scolastici, con una formazione adeguata.
La crisi ha inoltre fatto luce sull'esigenza di dotarsi di strumenti tecnologici moderni, funzionali e accessibili per garantire l'istruzione. Tuttavia, negli scorsi mesi molti studenti in tutta la Svizzera non disponevano di apparecchi digitali adeguati e alcuni insegnanti hanno dovuto utilizzare i loro dispositivi privati.
LCH e SER chiedono pertanto alle autorità di fornire ad alunni e insegnanti gli strumenti digitali necessari: i docenti dovrebbero inoltre ricevere, come altri impiegati in tutta la Svizzera che attualmente operano in telelavoro, una compensazione finanziaria per l'utilizzo del proprio equipaggiamento privato.
Penuria di personale
Le due organizzazioni a difesa dei docenti hanno poi ricordato che la penuria di personale nelle scuole rimane "critica": affinché la situazione migliori, LCH e SER ritengono necessario che l'accesso alla professione di insegnante nei primi anni di lavoro diventi più attraente e che i docenti siano incentivati a continuare a svolgere la professione.
Infine, hanno ricordato, è importante non indebolire la scuola attraverso tagli nel budget a causa dell'imminente crisi economica.