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Gli sforzi per rendere più efficace la cooperazione internazionale in materia di restituzione degli averi dei potentati vanno intensificati. È l'opinione del Consiglio degli Stati.
La Camera dei cantoni ha approvato oggi all'unanimità la nuova Legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all'estero (LBRV). La camera ha altresì respinto gli "annacquamenti" proposti dal Nazionale.
Gli Stati non hanno infatti voluto limitare la cerchia dei soggetti vicini alla persona politicamente esposta (PPE) cui si applica la legge e hanno così seguito la proposta del governo che ricalca la prassi internazionale e quanto già in vigore nella legge contro il riciclaggio modificata meno di un anno fa. Il Nazionale voleva invece considerare solo coloro che hanno partecipato o conservato patrimoni di origine illecita.
La nuova legge ha quale scopo di evitare il ricorso al diritto di urgenza, come si è verificato ancora di recente, quando il Consiglio federale ha deciso di congelare gli averi del destituito presidente ucraino Viktor Ianoukovitch.
All'inizio del 2011, in seguito agli avvenimenti della primavera araba, il governo aveva reagito rapidamente agli eventi occorsi nel Nordafrica bloccando a scopo preventivo gli averi in Svizzera dei deposti presidenti Ben Ali (Tunisia) e Mubarak (Egitto) e a persone del loro entourage. In questo modo, intendeva impedire una fuga di valori patrimoniali di probabile origine illecita e facilitare l'avvio di relazioni di assistenza giudiziaria con gli Stati di provenienza.
Nel marzo del 2011, il Parlamento ha poi accolto una mozione che impone al Consiglio federale di presentare una base legale formale per l'attuazione di simili blocchi di averi. Si tratta in primis di riprendere i provvedimenti che la Confederazione ha adottato in questo ambito nel corso degli ultimi 25 anni.
Nell'ultimo quarto di secolo la Svizzera è stata più volte confrontata con simili casi. Da allora, ha restituito ai Paesi di provenienza circa 1,8 miliardi di franchi sottratti da personaggi quali Ferdinando Marcos (Filippine), Sani Abacha (Nigeria) o Vladimiro Montesinos (Perù).
Il dossier torna ora al Nazionale per l'esame delle divergenze.
SDA-ATS