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Nello scandalo sessuale del canton Zugo, tracce di DNA del politico UDC Markus Hürlimann sono effettivamente state trovate sugli slip di Jolanda Spiess-Hegglin (Verdi).
Non c'è tuttavia alcun segno che faccia pensare a un'incapacità di opporre resistenza - tramite la "droga dello stupratore" - da parte della donna. Il caso verrà probabilmente archiviato.
Il Ministero pubblico ha analizzato tutte le prove. Le parti in causa hanno tempo fino alla fine della prossima settimana per portarne di nuove. Se non lo faranno, il caso verrà archiviato, ha comunicato oggi il portavoce Marcel Schlatter.
In seguito alle analisi dei dati forniti dall'istituto di medicina legale dell'ospedale cantonale di San Gallo, e dopo aver ascoltato diversi testimoni, si è giunti alla conclusione che il comportamento della Spiess-Hegglin "non coincide con quello tipico delle vittime della droga dello stupratore (GBH)".
Le prove indicano che vi è effettivamente stato un contatto sessuale fra le parti, ma non vi è alcun indizio che lasci pensare che la donna fosse, in un qualunque momento, incapace di opporre resistenza.
Gli eventi che hanno fatto gridare allo scandalo risalgono alla notte fra il 20 e il 21 dicembre scorso e sono avvenuti in un albergo di Zugo, al termine dei festeggiamenti per la nomina del nuovo presidente del governo cantonale, il consigliere di Stato UDC Heinz Tännler.
Entrambi i protagonisti sostengono di avere bevuto molto alcol e di non ricordarsi di cosa sia effettivamente accaduto quella notte. In ospedale la gran consigliera dei Verdi era stata sottoposta a esami dell'urina e del sangue. La 34enne si era dichiarata convinta che le fosse stata somministrata contro la sua volontà qualche sostanza.
Era stato il personale medico a segnalare il caso agli inquirenti. Hürlimann è stato posto per un giorno in stato di fermo e rilasciato alla vigilia di Natale: in seguito alla vicenda si è dimesso dalla carica di presidente della sezione cantonale dell'UDC.
SDA-ATS