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Il Credit Suisse ritiene che le rendite di vecchiaia scenderanno rapidamente: i versamenti del primo e del secondo pilastro scenderanno entro il 2025 sotto la metà dell'ultimo salario percepito. Per chi guadagna bene il calo sarà ancor più marcato. È la conclusione cui giungono gli esperti di casse pensione della grande banca in uno studio pubblicato oggi. Come noto il sistema della previdenza professionale è confrontato a due grandi sfide: l'aumento dell'aspettativa di vita e il contesto dei bassi tassi d'interesse, che dovrebbe perdurare ancora per diverso tempo. Concretamente secondo il Credit Suisse nel 2010 i neo-pensionati hanno ancora ottenuto un po' più della metà (57%) del loro ultimo stipendio. Nel 2025 tale valore dovrebbe scendere in media al 46%. Le persone che durante la loro carriera professionale hanno guadagnato poco sono toccate meno fortemente dal calo delle rendite rispetto a quelle con salari più elevati. Ciò si spiega con il fatto che le rendite AVS dipendono meno dal reddito che quelle delle casse pensione. Secondo il Credit Suisse i versamenti per la fascia di reddito più bassa scenderanno entro il 2025 di fino a 8 punti percentuali al 50% dell'ultimo salario. Per le remunerazioni elevate la contrazione calerà, a causa dei minori tassi di conversione, dal 51% ad appena il 37%.