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<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 24.08.2023</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Il preventivo 2024 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2025–2027 è disponibile</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Il preventivo 2024 è stato pubblicato in forma elettronica sul sito Internet dell’Amministrazione federale delle finanze (AFF). La versione cartacea sarà disponibile a metà settembre.</strong></p><p class="Standard_d">Dopo aver reso noto le cifre per il 2024 il 28&nbsp;giugno 2023, il Consiglio federale presenta ora il preventivo dettagliato. Nella sua seduta del 23&nbsp;agosto 2023, l’Esecutivo ha adottato il messaggio concernente il preventivo della Confederazione svizzera per il 2024 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2025–2027 (preventivo con PICF), in cui sono riportate tutte le entrate e uscite della Confederazione pianificate per il 2024 come pure le previsioni per i tre anni di pianificazione successivi.<br>Le ampie misure correttive decise in primavera hanno permesso di rispettare le direttive del freno all’indebitamento per il 2024. Nel bilancio ordinario del messaggio del Consiglio federale menzionato, elaborato sulla base delle decisioni prese fino a giugno&nbsp;2023, figura un’eccedenza di finanziamento strutturale di 4&nbsp;milioni di franchi. In seguito al recesso dal contratto di garanzia a copertura delle perdite da parte di UBS l’11&nbsp;agosto 2023, le entrate provenienti dall’emolumento a copertura dei costi (36 mio.) e dalle relative spese (10&nbsp;mio.) verranno tuttavia meno; ne risulta un deficit di finanziamento strutturale di 22&nbsp;milioni di franchi. Per poter comunque garantire il rispetto del freno all’indebitamento, entro fine settembre l’Esecutivo presenterà un annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2024 all’attenzione delle Commissioni delle finanze.</p><p class="Standard_d">Visti i deficit strutturali stimati fino a 1,2&nbsp;miliardi di franchi, gli anni del piano finanziario 2025–2027 rimarranno impegnativi. Le incertezze legate ai prossimi anni sono elevate. In base alle stime attuali, è probabile che si rendano necessarie altre misure di correzione.</p><p class="Standard_d">Il «messaggio concernente il preventivo per il 2024 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2025–2027» fornisce informazioni dettagliate sulla situazione finanziaria della Confederazione. Comprende due volumi:</p><p class="Standard_d">volume 1: rapporto sul preventivo con PICF;</p><p class="Standard_d">volume 2: preventivo con PICF delle unità amministrative;</p><ul><li>volume 2A: parte I (autorità e tribunali, DFAE, DFI, DFGP, DDPS)</li><li>volume 2B: parte II (DFF, DEFR, DATEC).</li></ul><p>Sul sito Internet dell’AFF sono inoltre disponibili:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p><ul><li>la «panoramica delle finanze federali» (con relativi grafici);</li><li>il nuovo portale dati (con rappresentazioni grafiche);</li><li>serie temporali (file Excel);</li><li>il comunicato stampa del 28&nbsp;giugno 2023: «Correzione del preventivo 2024 e avvio della procedura di consultazione sulle misure di sgravio 2025».</li></ul><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Più mezzi per agricoltura e traffico viaggiatori, tagli asilo</strong><br><strong>Affrontando il preventivo 2024 della Confederazione, già rivisto al ribasso dal Consiglio federale per motivi finanziari, il Consiglio degli Stati ha deciso comunque oggi di ritoccare verso l'alto i mezzi per l'agricoltura, la politica regionale e il traffico viaggiatori, tagliando invece sui finanziamenti per l'aiuto sociale destinato ai richiedenti asilo. Così come uscito dalle deliberazioni odierne, il budget non rispetta il freno all'indebitamento.</strong></p><p class="Standard_d">Tenuto conto di quest'ultimo aspetto, il plenum ha stabilito il blocco dei crediti per 34 voti a 11. Ciò significa che non si potrà spendere più di quanto iscritto a bilancio. Non sono comprese le uscite per le organizzazioni internazionali, le assicurazioni sociali, gli interessi passivi e i contributi ai Cantoni. Va detto che il preventivo deve ancora passare sui banchi del Nazionale che potrà rivedere al ribasso - o al rialzo - determinate voci di bilancio.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Meno severità con contadini</p><p class="Standard_d">Per quanto riguarda l'agricoltura, il plenum ha deciso di non tagliare - come previsto dal governo - sui finanziamenti destinati alla protezione delle greggi dagli attacchi del lupo. Più mezzi, anche se per cifre di qualche milione, a vantaggio delle razze animali svizzere, del vino e delle barbabietole da zucchero.</p><p class="Standard_d">Poiché una maggioranza crede che il mondo contadino abbia già contribuito al risanamento delle finanze federali, i "senatori" hanno stabilito di mantenere i pagamenti diretti allo stesso livello del preventivo 2023 (+55 milioni).</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Più mezzi a politica regionale e traffico viaggiatori</p><p class="Standard_d">Contrariamente alle raccomandazioni della commissione preparatoria, il plenum ha poi voluto concedere più mezzi alla politica regionale (25 milioni come chiesto dal governo) e al traffico regionale viaggiatori. Circa quest'ultima voce di bilancio, diversi rappresentanti dei Cantoni discosti o con una topografia particolare, come i Grigioni di Stefan Engler (Centro), hanno perorato più mezzi - 55 milioni - per un settore che rischia di dover tagliare nell'offerta, aumentando nel contempo le tariffe, qualora dovesse passate la linea rigorista.</p><p class="Standard_d">Benché un po' avulsa dal contesto, stamane ha fatto capolino in aula la guerra a Gaza fra l'esercito israeliano e il movimento Hamas: su proposta di Thierry Burkart (PLR/AG), il plenum ha deciso all'unanimità di innalzare i mezzi destinati alla protezione delle minoranze religiose, leggi comunità israelita, per un importo di 2,5 milioni.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Sacrificati tribunali e asilo</p><p class="Standard_d">Il plenum ha poi provveduto a vari tagli rispetto alle proposte del governo decidendo che anche l'Assemblea federale debba partecipare agli sforzi di riduzione dei costi della Confederazione (taglio trasversale del 2% circa pari a -2,2 milioni). Meno uscite anche per il Tribunale federale e il Tribunale amministrativo federale (-1,5%, ovvero -1,6 milioni, rispettivamente -1,3 milioni).</p><p class="Standard_d">Per non sovraccaricare le finanze federali è stato respinto un aumento ulteriore del contributo al settore dei Politecnici federali per il 2024 (25 milioni) soprattutto perché questo settore registra riserve dell'ordine di 1,4 miliardi di franchi. Decurtati - 30 milioni in meno - i mezzi destinati ai Cantoni per l'aiuto sociale destinato ai rifugiati o alle persone ammesse provvisoriamente. Anche i prestiti destinati ai Paesi poveri sono stati decurtati di 10 milioni.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Esercito</p><p class="Standard_d">A livello di piano finanziario, il plenum ha approvato una proposta di Jakob Stark (UDC/TG) con cui si chiede di aumentare il budget dell'esercito più velocemente di quanto previsto dal Consiglio federale. La Svizzera dovrà destinare l'1% del suo prodotto interno lordo (PIL) alla difesa nazionale già nel 2030 e non solo nel 2035.</p><p class="Standard_d">Ciò significa che, alla luce della guerra in Ucraina, negli anni di pianificazione finanziaria 2025-2027 dovranno essere messi a disposizione dell'armata più fondi. Stark ha affermato che Paesi comparabili come la Danimarca, i Paesi Bassi e la Norvegia spendono già molto di più dell'uno per cento del PIL per le loro forze armate. Per la "ministra" delle finanze Karin Keller-Sutter, e diversi altri "senatori", il problema sarà come finanziare questo incremento, alla luce anche delle difficoltà finanziarie che attendono il paese.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>Preventivo, più fondi ad agricoltura</strong><br><strong>Maggiori fondi all'agricoltura, a discapito della politica regionale. È il succo del primo giorno consacrato dal Consiglio nazionale all'esame del preventivo 2024 della Confederazione. Interrotte alle 13.00, le discussioni riprenderanno lunedì.</strong></p><p class="Standard_d">Malgrado cinque ore di discussioni, oggi la Camera del popolo non ha preso alcuna decisione su altre questioni importanti dal punto di vista finanziario, come le spese per l'esercito o i contributi federali ai trasporti pubblici nelle regioni.</p><p class="Standard_d">La voce di spesa più significativa approvata oggi riguarda i pagamenti diretti ai contadini, che verranno mantenuti al livello dello scorso anno - 2,8 miliardi di franchi - come auspicato anche dal Consiglio degli Stati. Tale somma è di 55 milioni superiore a quanto chiesto dal governo, che intendeva così applicare la decisa riduzione lineare in tutti i settori, ad eccezione dell'esercito.</p><p class="Standard_d">Una minoranza ha chiesto di seguire il governo: "la simmetria dei sacrifici deve toccare anche l'agricoltura", ha sostenuto Claudia Friedl (PS/SG). I tagli ai pagamenti diretti si ripercuotono direttamente sulle retribuzioni delle famiglie contadine, ha replicato Lars Guggisberg (UDC/BE). "I contadini di montagna sarebbero i più colpiti", ha aggiunto Markus Ritter (Centro/SG).</p><p class="Standard_d">Sempre per quanto riguarda l'agricoltura, il plenum ha deciso di non tagliare - come previsto dal governo - sui finanziamenti destinati alla protezione delle greggi dagli attacchi del lupo. Più mezzi, anche se per cifre di qualche milione, a vantaggio delle razze animali svizzere, del vino e delle barbabietole da zucchero. In totale queste spese aggiuntive, rispetto al messaggio del governo, ammontano a 17,2 milioni.</p><p class="Standard_d">Il Nazionale, contrariamente agli Stati, non ha invece voluto effettuare alcun versamento nel fondo dedicato alla politica regionale. Governo e Camera dei cantoni vogliono invece iniettarvi 25 milioni di franchi. Tale strumento mira a promuovere la creazione di valore aggiunto e la competitività nelle regioni rurali, montane e di confine.</p><p class="Standard_d">Nonostante il taglio, le liquidità del fondo sono sufficienti e i progetti potranno essere realizzati, ha assicurato Jacques Nicolet (UDC/VD) a nome della commissione. I Verdi si sono invano opposti: "è ingiusto per le regioni di montagna, effettuare il versamento sarebbe un segnale importante per le regioni periferiche", ha osservato Gerhard Andrey (Verdi/FR).</p><p class="Standard_d">Per quel che concerne i cosiddetti settori propri della Confederazione, il Nazionale, contrariamente agli Stati, ha bocciato - con soli due voti contrari - la proposta del governo di stanziare un milione supplementare per migliorare la protezione di Palazzo federale, in particolare durante la notte e nei fine settimana. Con 115 voti a 73 ha anche deciso di tagliare il budget globale dell'Ufficio federale dell'ambiente di un ulteriore 1,8 milioni di franchi, che vanno ad aggiungersi al calo di 5,7 milioni proposto dal governo.</p><p class="Standard_d">La Camera del popolo ha invece seguito quella degli Stati nel contenere il previsto aumento delle uscite destiate al Tribunale federale e al Tribunale amministrativo federale. Complessivamente, il Parlamento intende spendere circa 3 milioni di franchi in meno rispetto a quanto voluto dall'esecutivo.</p><p class="Standard_d">Bocciate invece le altre misure di contenimento della spesa presentate dall'UDC, come la soppressione di tutte le misure salariali generali per i dipendenti dell'amministrazione federale.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d"><strong>Preventivo, divergenze su esercito, UNRWA e politica regionale</strong><br><strong>Nuovo passo avanti in vista dell'adozione del preventivo 2024 della Confederazione: il Consiglio degli Stati si è riunito stamane per esaminare le dodici divergenze che separavano le due Camere dopo la prima lettura. Tra quelle rimaste dopo il secondo passaggio oggi alla Camera dei cantoni, quelle più significative riguardano esercito, UNRWA e politica regionale.</strong></p><p class="Standard_d">Oggi i "senatori" hanno infatti ribadito la necessità di aumentare le spese destinate all'esercito a una quota dell'1% del PIL entro il 2030, e non entro il 2035 come vorrebbero Consiglio federale e nazionale.</p><p class="Standard_d">Tale spesa è necessaria alla luce dei risparmi effettuati nel corso degli anni nel budget della difesa, ha sostenuto Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU). "Ne va della nostra sicurezza e della nostra capacità di difesa", ha aggiunto. Vane le proteste della sinistra, secondo cui questa decisione non farà altro che aumentare i deficit nei prossimi anni.</p><p class="Standard_d">Gli Stati si sono discostati dal Nazionale in altre due voci di spesa significative: il sostegno - 20 milioni di franchi - all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) e il versamento - 25 milioni - al fondo per la politica regionale.</p><p class="Standard_d">Concernente quest'ultimo credito, approvato con 20 voti contro 19, Beat Rieder (Centro/VS) ha sostenuto che prima di effettuare tagli occorra avere una visione d'insieme. "Questo strumento è destinato all'aiuto interno allo sviluppo", ha ricordato. Vane quindi le rassicurazioni della relatrice commissionale Johanna Gapany (PLR/FR), secondo cui le liquidità del fondo sono sufficienti e i progetti potranno essere realizzati come previsto.</p><p class="Standard_d">Con le stesse motivazioni, ossia analizzare le conseguenze dei tagli prima di deciderli, con 23 voti a 21 gli Stati hanno anche deciso, come detto, di mantenere il versamento dall'UNRWA. Considerato l'importante ruolo delle organizzazioni ONU nella Striscia di Gaza, un taglio non è appropriato, ha sottolineato Charles Juillard (Centro/JU). La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha evocato un danno d'immagine per la Svizzera qualora il taglio dovesse essere confermato.</p><p class="Standard_d">Con queste decisioni, il deficit strutturale del preventivo - ossia la parte che non rispetta il vincolo del freno all'indebitamento - sale a 60 milioni di franchi (18 milioni nella versione uscita dai banchi del Nazionale).</p><p class="Standard_d">Per rientrare nelle disposizioni legali, in prima lettura gli Stati avevano optato per un blocco dei crediti, ciò significa che non si sarebbe potuto spendere più di quanto iscritto a bilancio. Oggi i "senatori" hanno invece adottato la soluzione scelta dal Consiglio nazionale, ossia una diminuzione dei versamenti al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Quest'ultimo vedrà quindi le sue entrate ridursi di 60 milioni di franchi, a 5,885 miliardi.</p><p class="Standard_d">Il dossier torna ora alla Camera del popolo, che ne discuterà lunedì. Da notare che nelle sedute precedenti Consiglio nazionale e degli Stati avevano entrambi già avallato gli aumenti delle uscite destinati al traffico regionale di viaggiatori e all'agricoltura. Queste voci di spesa sono quindi definitive.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 18.12.2023</strong></span></h3><p><strong>Divergenze su esercito, politica regionale e UNRWA restano</strong><br><strong>Nell'esame del preventivo 2024 della Confederazione, le principali divergenze tra Consiglio nazione e degli Stati rimangono. Oggi la Camera del popolo ha infatti confermato le decisioni prese concernenti esercito, politica regionale e UNRWA.</strong></p><p>Il taglio dei 20 milioni di franchi previsti per quest'ultima - l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) - è stato confermato con 108 voti contro 85. Vano quindi l'intervento della consigliera federale Karin Keller-Sutter, che ha evocato un danno d'immagine per la Svizzera qualora la sforbiciata dovesse essere confermata. L'aiuto umanitario svizzero deve andare dove c'è bisogno, ha aggiunto Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE).</p><p>Il bisogno umanitario è coperto da un'altra voce di spesa di 99 milioni già approvata, ha replicato Peter Schilliger (PLR/LU). "L'UNRWA pretende diffondere valori di tolleranza ma la realtà è diversa: i suoi insegnanti glorificano ad esempio i martiri di Hamas", ha detto David Zuberbühler (UDC/AI). La Svizzera non deve essere complice, ha aggiunto.</p><p>Come accennato, le due Camere si oppongono anche per quel che concerne il versamento - 25 milioni di franchi - al fondo per la politica regionale. Il Nazionale vuole abolirlo, mentre gli Stati si sono opposti. Seppur con un certo mal di pancia, espresso da Nicolo Paganini (Centro/SG), la maggioranza ha nuovamente deciso - 136 voti contro 28 e 30 astenuti - di non effettuare alcun versamento nel fondo dedicato per rispettare il vincolo del freno all'indebitamento.</p><p>Un'altra divergenza tra le due Camere, nel piano finanziario 2025-2027, riguarda l'aumento delle spese destinate all'esercito a una quota dell'1% del PIL. Gli Stati vorrebbero farlo entro il 2030, il Nazionale entro il 2035.</p><p>Tale aumento è stato chiesto dal Parlamento con una mozione, occorre essere coerenti a sostenerlo anche ora, ha sostenuto Zuberbühler difendendo l'opzione 2030. "Non è ammissibile aumentare le spese militari e nel contempo tagliare nel sociale", ha replicato con successo Fehlmann Rielle (102 voti a 92 per la variante 2035).</p><p>Una divergenza concerne anche i versamenti nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Il loro importo sarà determinato dalle uscite negli altri settori. Il Nazionale ha invece eliminato due divergenze minori che riguardavano l'Ufficio federale dell'ambiente.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.12.2023</strong></h3><p><strong>Preventivo, passo in direzione del Nazionale</strong><br><strong>Non c'è ancora accordo tra Stati e Nazionale in merito al preventivo 2024 della Confederazione, ma la distanza che separa i due rami del Parlamento si sta accorciando: oggi i "senatori" hanno fatto un passo verso la Camera del popolo per quel che concerne l'UNRWA e la politica regionale, non hanno invece ceduto sull'esercito.</strong></p><p>Con 27 voti a 18, oggi i "senatori" hanno infatti mantenuto, nel piano finanziario 2025-2027, la richiesta di aumentare le spese destinate all'esercito a una quota dell'1% del PIL entro il 2030, e non entro il 2035 come vorrebbero Consiglio federale e nazionale.</p><p>Per quel che concerne il versamento al fondo per la politica regionale, la Camera dei cantoni ha invece proposto un compromesso. Nelle sedute precedenti il Nazionale ha deciso per la soppressione del pagamento per l'anno venturo, mentre gli Stati hanno sempre mantenuto la spesa di 25 milioni di franchi. Ora i "senatori" hanno tacitamente proposto una via di mezzo: 12,5 milioni.</p><p>Gli Stati hanno fatto un passo in direzione dell'altra Camera anche per quel che concerne il sostegno l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA). I "senatori" finora volevano versare 20 milioni all'UNRWA, la Camera del popolo invece voleva rinunciare completamente al versamento.</p><p>Oggi sono così stati proposti 10 milioni di franchi (decisione presa con 29 voti a 16). Il Consiglio federale è però incaricato di informare regolarmente le competenti commissioni del Parlamento in merito all'impiego dei fondi svizzeri, ha precisato la relatrice commissionale Johanna Gapany (PLR/FR).</p><p>Una ulteriore divergenza concerne anche i versamenti nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Il loro importo sarà determinato solo al termine dell'esame del preventivo e sarà determinato dalle uscite negli altri settori.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 20.12.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>CN: preventivo, dossier in Conferenza di conciliazione</strong><br><strong>Non c'è intesa tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle ultime divergenze che riguardano il preventivo 2024 della Confederazione. Sarà quindi necessario ricorrere a una Conferenza di conciliazione per appianare le ultime differenze.</strong></p><p class="Standard_d">La prima riguarda il sostegno l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA). Ieri "senatori" hanno fatto un passo verso il Nazionale dimezzando a 10 milioni il versamento previsto. Oggi il Nazionale ha però nuovamente ribadito il suo "niet" al sostegno di questa agenzia onusiana, con 106 voti contro 58.</p><p class="Standard_d">Camera del popolo e dei Cantoni divergono anche sul versamento al fondo per la politica regionale. Anche qui i "senatori" hanno proposto di dimezzare il credito: 12,5 milioni invece di 25. Ma anche in questo caso il Nazionale si è opposto - con 142 voti contro 51 - ritenendo che si possa rinunciare al pagamento per il 2024.</p><p class="Standard_d">La terza divergenza riguarda i fondi previsti per l'Esercito nel piano finanziario 2025-2027. Gli Stati vorrebbero aumentare le spese destinate alle forze armate a una quota dell'1% del PIL entro il 2030. Consiglio federale e nazionale vogliono invece spalmare l'incremento su più anni, fino al 2035. La decisione odierna è giunta con 98 voti contro 97 e un astenuto, e con il voto decisivo del presidente del Nazionale Eric Nussbaumer (PS/BL).</p><p class="Standard_d">Gli argomenti avanzati oggi sono gli stessi sostenuti nelle scorse sessioni: l'UNRWA ha legami troppo stretti con Hamas, serve una pausa di riflessione; il fondo per la politica regionale ha sufficienti mezzi per sostenere i progetti previsti anche senza il versamento del 2024; viste le fosche prospettive nelle finanze federali l'aumento delle spese militari va diluito in più anni.</p><p class="Standard_d">Idem sull'altro fronte: la situazione a Gaza è terribile e tagliare il sostegno all'UNRWA causerebbe un danno d'immagine per la Svizzera; prima di risparmiare nella politica regionale occorre avere una visione d'insieme; l'Esercito deve essere riarmato per compensare anni di mancati investimenti.</p><p class="Standard_d">Un'ultima divergenza concerne anche il versamento nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Il suo importo sarà determinato solo al termine dell'esame del preventivo e sarà determinato dalle uscite negli altri settori.</p><p>&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 21.12.2023</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>CN+CSt: preventivo, "sì" a proposte conciliazione</strong><br><strong>Con l'approvazione da parte di Consiglio nazionale e degli Stati delle proposte della Conferenza di conciliazione, il preventivo 2024 della Confederazione - che prevede spese per 85,7 miliardi e entrate per 83,1 - è stato oggi definitivamente adottato. Le ultime divergenze, eliminate oggi, riguardavano essenzialmente UNRWA, politica regionale ed esercito.</strong></p><p class="Standard_d">Illustrando il percorso del preventivo in questa sessione invernale, la "senatrice" Johanna Gapany (PLR/FR) ha ricordato a nome della commissione come il margine di manovra fosse assai limitato: 18 milioni di franchi su un budget che prevede uscite per 89 miliardi. "Sapevamo che ogni aumento di spesa doveva essere compensato e che un aumento delle imposte o dell'IVA era da escludere", ha detto la friburghese. L'esercizio era "trovare una soluzione equilibrata rispondendo nel contempo ai bisogni della popolazione".</p><p class="Standard_d">Annunciando le proposte uscite dalla Conferenza di conciliazione, Gapany ha spiegato che il Dipartimento degli affari esteri riceverà 10 milioni in meno di quanto chiesto dal Governo per l'aiuto umanitario (ossia 418,7 milioni).</p><p class="Standard_d">Durante la varie sedute le due Camere si sono trovate in disaccordo sui fondi da versare all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA): gli Stati volevano inizialmente 20 milioni, poi scesi a 10; il Nazionale voleva invece tagliare del tutto il contributo. Ora, come detto, il budget per l'aiuto umanitario è stato ridotto di 10 milioni, ma il preventivo non dice esplicitamente che il taglio va a danno dell'UNRWA.</p><p class="Standard_d">L'UDC ha chiesto di bocciare il compromesso della Conferenza di conciliazione (cosa che equivarrebbe a sbloccare l'ammontare più basso, ossia quello che Nazionale che in questa voce prevedeva 0 franchi). La nuova proposta non affronta il problema del fatto che i membri dell'UNRWA hanno esaltato il terrorismo contro Israele e fomentato l'antisemitismo, ha sostenuto al Nazionale Lars Guggisberg (BE).</p><p class="Standard_d">"La ragion di Stato ha prevalso, ed è comprensibile. Ciononostante, la minoranza respinge la proposta e chiede esplicitamente al Consiglio federale di occuparsi del problema UNRWA", ha detto agli Stati Jakob Stark (UDC/TG), deplorando il mancato riferimento esplicito all'Agenzia nei tagli all'aiuto umanitario. Al voto la proposta UDC è stata bocciata con 32 voti contro 12 e 2 astenuti agli Stati e 109 voti contro 85 al Nazionale.</p><p class="Standard_d">Teoricamente, quindi, l'UNRWA potrebbe ricevere i 20 milioni chiesti dal Consiglio federale. Il versamento verrà tuttavia subordinato a una condizione: le competenti commissioni dovranno essere informate sull'impiego dei soldi, che dovranno esclusivamente andare a beneficio della società civile, ha detto Gapany. I fondi saranno inoltre liberati a rate, ha aggiunto precisando che in conciliazione la decisione è stata presa con 19 voti contro 7.</p><p class="Standard_d">Nell'invitare il Nazionale ad approvare le proposta della Conferenza di conciliazione, la relatrice commissionale Anna Giacometti (PLR/GR) ha ricordato che se questa dovesse venir bocciata caderebbe infatti anche il decreto federale che precisa dove vanno effettuati i tagli. Tale decreto precisa però anche altre cose, come il fatto che i 4 milioni supplementari previsti per Ufficio federale dell'ambiente siano destinati alla protezione delle greggi. Se le condizioni dovessero cadere, i 4 milioni resterebbero, ma non andrebbero automaticamente laddove il Parlamento vorrebbe.</p><p class="Standard_d">La Conferenza di conciliazione ha poi sposato la versione degli Stati anche per quel che concerne il versamento al fondo per la politica regionale. I "senatori", dopo aver inizialmente domandato il versamento di 25 milioni, in segno di compromesso ne avevano chiesti solo 12,5. Il Nazionale ha invece sempre voluto sopprimere il versamento per il 2024.</p><p class="Standard_d">L'ultima divergenza riguardante il preventivo concerne il versamento nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). Si tratta però di una differenza che può essere definita "tecnica": per rispettare i vincoli del freno all'indebitamento i due rami del Parlamento si sono detti d'accordo nel voler tagliare i fondi destinati al FIF, restava solo da determinarne l'ammontare.</p><p class="Standard_d">Considerati i 10 milioni all'UNRWA e i 15 al fondo per la politica regionale, il FIF riceverà quindi 5,91 miliardi. Il Governo nel suo Messaggio ne chiedeva 5,95.</p><p class="Standard_d">Un'altra divergenza esiste nel piano finanziario 2025-2027, documento esaminato congiuntamente al preventivo, e concerne i fondi destinati all'esercito. Gli Stati vorrebbero aumentare le spese destinate alle forze armate a una quota dell'1% del PIL entro il 2030. Consiglio federale e Nazionale vogliono invece spalmare l'incremento su più anni, fino al 2035.</p><p class="Standard_d">Con 17 voti contro 9, la Conferenza di conciliazione ha seguito la versione fin qui difesa dalla Camera del popolo. Decisione, come detto, fatta sua ora anche dal plenum.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><p class="Standard_d">Le altre decisioni</p><p class="Standard_d">Nelle scorse sedute le Camere avevano adottato altre decisioni importanti. Il Parlamento ha in particolare deciso di mantenere al livello dello scorso anno - 2,8 miliardi di franchi - i pagamenti diretti ai contadini. Tale somma è di 55 milioni superiore a quanto chiesto dal Governo, che intendeva così applicare la decisa riduzione lineare in tutti i settori, ad eccezione dell'esercito.</p><p class="Standard_d">Sempre per quanto riguarda l'agricoltura, le Camere hanno ha deciso di non tagliare - come previsto dal Consiglio federale - nei finanziamenti destinati alla protezione delle greggi dagli attacchi del lupo. Più mezzi andranno pure alla promozione delle razze animali svizzere, del vino e delle barbabietole da zucchero. In totale queste spese aggiuntive, rispetto al messaggio del Governo, ammontano a 17,2 milioni.</p><p class="Standard_d">Tra le altre decisioni spiccano i 55 milioni di franchi in più desinati al traffico viaggiatori. Capitolo "relazioni con l'estero e migrazione", diverse proposte democentriste di ridurre i fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo, ai centri federali per asilanti, alle misure di integrazione e ai contributi federali ai Cantoni in relazione all'assistenza ai rifugiati ucraini sono state bocciate.</p><p class="Standard_d">"Sì" invece al taglio di 30 milioni - rispetto a quanto chiesto dal Governo - agli indennizzi versati ai Cantoni per l'aiuto sociale per asilanti, persone ammesse provvisoriamente e rifugiati. Approvata anche la sforbiciata di 10 milioni alla voce "prestiti e partecipazioni ai Paesi in via di sviluppo".</p>