Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226916

<h2>SubmittedText<h2><p>Lo scorso anno il Consiglio federale ha posto in consultazione la nuova legge sulle ciclovie, che introduce una norma costituzionale in materia a seguito della votazione del 23 settembre 2018. Il testo si applicherà anche alle piste ciclabili ricreative, tra cui quelle per mountain bike. </p><p>Numerosi Cantoni si trovano ora a fronteggiare il problema dei sentieri non autorizzati, in particolare nei boschi. Spesso tracciati e costruiti da dilettanti senza il permesso delle autorità o dei proprietari delle particelle, tali percorsi sollevano diversi interrogativi, soprattutto riguardo alla responsabilità in caso di incidenti dovuti o meno a "difetti" del sentiero. In ottica presente e futura, chiedo al Consiglio federale di chiarire alcuni punti rispondendo alle seguenti domande:</p><p>1. Quali sono i margini di applicazione della LCStr ai percorsi forestali non autorizzati?</p><p>2. Quali rischi corrono i titolari delle particelle in caso di incidenti su piste create da terzi?</p><p>3. In che misura detti proprietari sono esonerati dalla responsabilità di cui all'articolo 58 del Codice delle obbligazioni?</p><p>4. Sono previste norme specifiche e omogenee per risolvere la problematica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ritiene che la legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (<a href="https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1959/679_705_685/it">LCStr; RS 741.01</a>) si applichi anche alle piste per mountain bike costruite senza l'autorizzazione dei proprietari fondiari o delle autorità, come confermato da decisioni del Tribunale federale. In base alla giurisprudenza costante, la LCStr è applicabile in linea di principio a tutte le "strade pubbliche", definite da detta istanza come le strade e vie non riservate all'utilizzo strettamente privato. Secondo l'interpretazione del Consiglio federale tra queste rientrano anche i percorsi per mountain bike, indipendentemente dal fatto che siano o non siano autorizzati.Il disegno di legge sulle vie ciclabili prevede l'obbligo di progettare le reti ciclabili, stabilendone i principi. Le piste non autorizzate, non facendo parte della rete ufficiale, non rientrano nel campo di applicazione.</p><p>2/3. Il Consiglio federale è del parere che le questioni legate alla responsabilità relativamente ai sentieri non autorizzati possano essere esaminate soltanto caso per caso, dovendo valutare diversi aspetti, per esempio: il percorso è naturale o contiene elementi artificiali (come trampolini)? Il proprietario è a conoscenza della presenza dello stesso e, in caso affermativo, da quando? Ha adottato eventuali misure di mitigazione dei rischi? Poiché la pratica di questo sport è pericolosa per sua natura, riveste particolare importanza anche la responsabilità individuale dell'utente.</p><p>4. Il Consiglio federale considera che le basi normative e la regolamentazione vigenti siano sufficienti per affrontare la problematica delle piste per mountain bike tracciate senza autorizzazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.