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Volare compensando le emissioni di CO2 pagando di più il biglietto. Una misura che pulisce l'ambiente, o soltanto la coscienza? La questione si pone, dopo che Easyjet ha annunciato che compenserà tutte le emissioni dei suoi voli, e non più solo su base volontaria dei passeggeri. Anche altre compagnie, come la Swiss, offrono programmi simili, ma su libera scelta del cliente. Si tratta di compensazioni davvero efficaci e sensate?
Lo abbiamo chiesto a Reto Knutti, professore del politecnico di Zurigo, esperto di cambiamenti climatici.
L'idea di ridurre CO2 in un altro luogo, dove costa meno, è economicamente logica. Per il clima non cambia nulla dove interveniamo. Diverso il discorso politico. Ci possiamo chiedere se sia corretto che la Svizzera, uno dei paesi più ricchi e avanzati e allo stesso tempo col maggior impatto ambientale pro capite, esporti queste misure. È un po' come il mercato delle indulgenze, che si possono permettere solo i ricchi. Una questione morale. Ma allo stesso tempo rende più difficile convincere gli altri a migliorare in casa propria, se non lo facciamo nemmeno noi.
Ma dal punto di vista fisico, funziona davvero? Le emissioni di un volo vengono rimpiazzate da un albero piantato in Russia, o da un forno a legna sostituito in Africa?
"I promotori dei certificati argomentano che con quei soldi si realizzano progetti nuovi. Ma è difficile provare che queste migliorie non sarebbero avvenute comunque. E in quel caso le misure di compensazione non danno un contributo per migliorare il clima".
Quindi lei personalmente, ritiene che le misure di compensazione non siano una buona cosa?
No, non sono inutili a priori. Se non si può fare altrimenti, meglio le compensazioni. Però è soltanto un modo per rinviare il problema. Alla fine tutto il mondo deve ambire ad annullare le emissioni, e questo obiettivo si raggiunge solo modificando l'infrastruttura e le abitudini, in Svizzera e all'estero.
Intende che le compensazioni potrebbero essere controproducenti perché ritardano le decisioni giuste?
Le compensazioni sono controproducenti se danno l'impressione che pagando non sia più un problema il fatto di volare. Come detto, a lungo termine dobbiamo cambiare le abitudini. Tanto più che attualmente queste compensazioni costano pochissimo, a causa di meccanismi sbagliati sul mercato dei certificati delle emissioni. Quindi c'è la sensazione che bastino pochi franchi per risolvere il problema, mentre i costi per la società in realtà sono molto più alti.