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I pagamenti diretti per capo di bestiame scompariranno. Lo ha deciso il Consiglio nazionale con 100 voti contro 80 durante il dibattito sulla Politica agricola 2014-2017 (PA 14-17). I deputati hanno invece accolto un aiuto supplementare per i prati da sfalcio in forte pendenza.
La Camera del popolo ha sostenuto la pietra angolare della riforma: il sistema di pagamenti diretti punterà sugli obiettivi assegnati ai contadini. Finora vi erano due tipi di sostegno: i pagamenti diretti legati alla superficie e agli animali e quelli ecologici. In futuro ogni obiettivo costituzionale darà diritto a un sostegno.
Vi saranno contributi per la sicurezza dell'approvvigionamento, per il paesaggio coltivato, per la biodiversità, per la qualità del paesaggio, per promuovere sistemi di produzione particolarmente favorevoli all'ambiente e agli animali, per l'efficacia nell'uso delle risorse nonché i contributi per rendere la transizione verso il nuovo paradigma socialmente sopportabile.
In favore dei contadini sono stati raggiunti numerosi compromessi, ha assicurato Johann Schneider-Ammann. La proporzione dei contributi per la sicurezza dell'approvvigionamento è stata nettamente aumentata raggiungendo 1,1 miliardi di franchi all'anno, pari al 40% dei pagamenti diretti, ha sottolineato il capo del Dipartimento federale dell'economia (DFE). La situazione dei contadini di montagna, il cui reddito è solo la metà di quello degli agricoltori di pianura, sarà migliorata.
Contributi di transizione dell'ordine di 480 milioni aiuteranno i contadini a compensare le differenze col sistema attuale. L'idea di limitare la loro attribuzione a un periodo di sei-dieci anni è fallita.
Il quadro finanziario non è ancora stato deciso. Sui 3,4 miliardi annuali per l'agricoltura, i pagamenti diretti rappresentano 2,8 miliardi, contro 444 milioni destinati alla promozione della vendita e 160 per le misure sociali.
SDA-ATS