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Testo: Fabian Kern / Foto: Alamy, Shutterstock
Ma come? È appena uscito al cinema! Vero, ma prima di Ridley Scott già il grande maestro Stanley Kubrick aveva ammesso di avere a cuore la realizzazione di un film su Napoleone. Ma siccome era un ossessionato, il progetto che sarebbe dovuto uscire subito dopo «2001: Odissea nello spazio» (1986) non andò mai in porto. Kubrick aveva infatti formulato pretese esagerate: dopo 2 anni di ricerche condotte da decine di consulenti storici, con 15.000 foto di possibili location e 17.000 immagini di Napoleone, gli studi cinematografici rifiutarono l'idea, perché sarebbe costata troppo. Ora, a 24 anni dalla morte di Kubrick, l'ha realizzata lo specialista di battaglie Ridley Scott.
Anche se per fare dei film non c'è un'età specifica, a 60 anni Tarantino ha annunciato che andrà in pensione. Dopo la sua 10ª opera cinematografica vuole smettere con il grande schermo. La pellicola si chiamerà «The Movie Critic» (il critico cinematografico), un titolo che parla da sé. Non potranno esserci altri film dopo questo. Peccato! Sì, perché di idee per attizzare la curiosità del suo affiatato pubblico ne aveva ancora diverse. In «Double V Vega» Michael Madsens, cioè Mr. Blonde di «Le iene» (1992), e John Travolta, nei panni di Vincent Vega di «Pulp Fiction» (1994), avrebbero dovuto impersonare una coppia di fratelli criminali. In «Kill Bill: Volume 3» Maya Hawke, la figlia di Uma Thurman, avrebbe avuto il ruolo di protagonista. E in «Killer Crow» avremmo ritrovato la banda di cacciatori di nazi capitanata da Brad Pitt in «Bastardi senza gloria» (2009).
Certo, anche questo è un film che esiste già. Ma Baz Luhrmann voleva realizzarlo con Leonardo DiCaprio nella parte di Alessandro Magno. Solo che Oliver Stone è arrivato prima. Forse, col senno di poi, Luhrmann può essere contento di non avercela fatta: «Alexander», il film di Stone del 2004 con Colin Farrell, Angelina Jolie e Anthony Hopkins è stato un flop colossale.
Nemmeno a Martin Scorsese riesce tutto. Eppure, per la sua idea di biopic (film biografico) sul cantante e attore Dean Martin, aveva previsto un cast fenomenale: Tom Hanks nei panni del protagonista, John Travolta in quelli del leggendario Frank Sinatra e poi Hugh Grant, Adam Sandler e Jim Carrey in altri ruoli. Siccome tutto ciò risultava troppo costoso e non si riusciva a coordinare le agende delle varie star, alla fine Scorsese ha rinunciato e si è messo a lavorare su «Gangs of New York» (2002).
Il regista britannico Nolan è apprezzatissimo a Hollywood, e questo non solo da quando è uscito il magistrale «Oppenheimer». Si può quindi presumere che anche la sua biografia dell'imprenditore e produttore cinematografico Howard Hughes avrebbe avuto successo. Nella parte del protagonista ci sarebbe stato Jim Carrey. Martin Scorsese è però stato più veloce e ha fatto impersonare Hughes in «The Aviator» da DiCaprio. Non è grave: per consolarsi Nolan ha poi girato il capolavoro «Batman Begins» (2005).
Se si pensa che è morto a soli 24 anni, James Dean ha lasciato un'eredità pazzesca come icona di stile. All'inizio degli anni ’90, Michael Mann aveva voluto raccontarne la storia in un film in cui l'attore statunitense sarebbe stato interpretato da un giovanotto di cui ammirava il grande talento. Peccato che a 19 anni Leonardo DiCaprio aveva ancora troppo un aspetto da sbarbatello. Ma poiché secondo Mann si trattava dell'unico attore adatto a quel ruolo, preferì abbandonare il progetto.
A volte capricci, pretese o indecisioni possono mandare all'aria dei grandi progetti cinematografici. Altre volte, invece, grazie a decisioni vincenti, si realizzano dei capolavori leggendari. Scopri le decisioni prese a Hollywood che hanno cambiato la storia del cinema.
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