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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al governo statunitense una dichiarazione ufficiale che spieghi come le banche, i gestori patrimoniali e gli offerenti di fondi domiciliati in Svizzera, in virtù del segreto bancario ancorato nel diritto svizzero, possono trasmettere dati riguardanti i loro clienti statunitensi all'autorità fiscale degli Stati Uniti IRS solo in determinati casi di assistenza amministrativa e giudiziaria e solo indirettamente, attraverso le competenti autorità federali. In caso di trasmissione generale di dati personali di tutti i loro clienti statunitensi, gli istituti menzionati si renderebbero punibili secondo il diritto svizzero.
Motivazione
Nel mese di marzo del 2010 il Senato statunitense ha approvato il "Foreign Account Tax Compliance Act". Questa legge esige dagli istituti finanziari e dai fondi d'investimento esteri un'ampia cooperazione con l'autorità fiscale IRS. Le banche, i gestori patrimoniali e gli offerenti di fondi non statunitensi devono rendere nota all'IRS l'identità dei loro clienti statunitensi indicando nome e cognome, indirizzo, codice fiscale, numero di conto e movimenti del conto. Qualora i clienti si opponessero al fatto che la banca comunichi i loro dati personali, la banca sarebbe costretta a interrompere le sue relazioni bancarie con tali clienti. Questa esigenza non testimonia soltanto l'ignoranza notevole da parte del legislatore statunitense nei confronti di ordinamenti giuridici esteri, ma rappresenta anche un'intromissione eccessiva nell'attività e nell'autonomia contrattuale delle banche. Secondo un comunicato dell'Associazione svizzera dei banchieri questa legge dovrebbe inoltre aumentare considerevolmente l'onere amministrativo degli istituti interessati. In questo modo i diritti della personalità e gli interessi riguardanti la protezione delle persone fisiche e giuridiche, di centrale importanza secondo il punto di vista svizzero, sarebbero elusi a favore del fisco statunitense.
Parere del Consiglio federale del 01.09.2010
Con il "Foreign Account Tax Compliance Act" (FATCA) gli Stati Uniti d'America intendono garantire a livello internazionale l'identificazione e il resoconto relativi ai soggetti statunitensi che detengono conti bancari al di fuori degli USA. La normativa americana prevede il prelievo di un'imposta alla fonte del 30 per cento su tutti i pagamenti di provenienza statunitense, effettuati a un intermediario finanziario straniero (a suo favore o di clienti). Un intermediario finanziario estero può evitare il prelievo dell'imposta alla fonte soltanto sottoscrivendo con l'autorità fiscale statunitense IRS un contratto ("Information Reporting Agreement") in cui si impegna a fornire informazioni su soggetti statunitensi che, direttamente o indirettamente, detengono una relazione bancaria con l'istituto.
Il FATCA, che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2013, si ripercuoterà su vasta scala essenzialmente sugli intermediari finanziari non statunitensi, ma anche sui loro clienti. Se gli intermediari finanziari intendono investire sul mercato statunitense dei capitali e assistere clienti statunitensi anche dopo l'entrata in vigore della nuova normativa, si vedranno costretti a sottoscrivere con l'autorità fiscale degli Stati Uniti d'America il suddetto "Information Reporting Agreement". Si suppone che l'adempimento dei doveri in esso statuiti causerà agli intermediari finanziari interessati oneri amministrativi relativamente elevati. Nell'ambito di diversi contatti con le autorità statunitensi i rappresentanti dell'amministrazione federale hanno espresso la richiesta che nell'attuazione del FATCA si tengano in considerazione anche le esigenze degli attori del settore finanziario. Il Consiglio federale segue gli sviluppi della questione e soprattutto l'attuazione della nuova normativa, valutando l'eventuale necessità di intervenire. Per contro, il governo non ritiene necessario dare una spiegazione dal tenore indicato nella mozione. Se un istituto finanziario svizzero decide di stipulare un "Information Reporting Agreement" con l'IRS, nell'adempimento dei doveri ivi stabiliti deve naturalmente rispettare la legislazione svizzera e in particolare il segreto bancario. La comunicazione di informazioni sui clienti alle autorità statunitensi da parte di una banca svizzera può essere effettuata solo previo consenso esplicito dei soggetti interessati. Infine occorre ricordare che, secondo il FATCA, nel flusso diretto di informazioni tra gli intermediari finanziari svizzeri e le autorità fiscali statunitensi non è previsto alcun accesso ai dati da parte delle autorità svizzere. Secondo la proposta degli autori della mozione, trasmettendo i dati in maniera analoga a quanto avviene per l'assistenza amministrativa e giudiziaria, le autorità svizzere verrebbero a conoscenza dei dati e potrebbero probabilmente utilizzarli secondo la prassi ordinaria anche per i propri scopi fiscali.
Proposta del Consiglio federale del 01.09.2010
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.