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"Riavviare i negoziati diretti" tra israeliani e palestinesi per "raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due popoli".
È l'"urgenza" di pace sottolineata nell'incontro di oggi tra papa Francesco e il presidente israeliano Reuven Rivlin, giunto per la prima volta in Vaticano con la prospettiva di positivi rapporti con l'attuale pontefice, con il quale il suo predecessore Shimon Peres condivideva profonda stima e amicizia.
Nei "cordiali colloqui" che Rivlin, 76 anni, esponente del Likud eletto alla presidenza dello Stato d'Israele nel giugno dell'anno scorso, ha avuto in Vaticano prima con papa Francesco e poi con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, "è stata affrontata - riferisce un comunicato della Sala stampa vaticana - la situazione politica e sociale del Medio Oriente, segnata da diversi conflitti, con particolare attenzione alla situazione dei cristiani e di altri gruppi minoritari".
"Al riguardo - spiega la nota - è stata rilevata l'importanza del dialogo interreligioso e la responsabilità dei leader religiosi nella promozione della riconciliazione e della pace".
"Si sono evidenziate - viene quindi riferito - la necessità e l'urgenza di promuovere un clima di fiducia tra Israeliani e Palestinesi e di riavviare i negoziati diretti per raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due popoli, come contributo fondamentale alla pace e alla stabilità della regione".
Sono state affrontate "anche alcune questioni riguardanti i rapporti tra lo Stato d'Israele e la Santa Sede e tra le Autorità statali e le comunità cattoliche locali, auspicando - conclude il comunicato - una pronta conclusione dell'accordo bilaterale in corso di elaborazione e una soluzione adeguata di alcune questioni di comune interesse tra cui quella riguardante la situazione delle scuole cristiane nel Paese".
SDA-ATS