Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/242774

<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo Francia ed Italia, pure la Germania ha deciso di introdurre degli sconti sulla benzina: si parla di ca. 30 centesimi al litro. In più, le ultime sanzioni decise dall'UE sul petrolio russo spingeranno ulteriormente al rialzo il prezzo del carburante anche nel nostro Paese, sebbene il mercato elvetico non sia rifornito dal petrolio russo. Questo a seguito del calo della disponibilità del prodotto sul mercato europeo.</p><p>Nella sua risposta all'interpellanza 22.3141, il Consiglio federale informa che, per decidere su eventuali sconti fiscali sul carburante, è stato istituito "un gruppo di lavoro interdipartimentale che riunisce il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca e il Dipartimento federale delle finanze".</p><p>E' assai difficile immaginare che il DATEC, che fa politica di sinistra contro gli automobilisti, ed il DFF, preoccupato di incassare le accise, saranno mai favorevoli ad una riduzione delle accise sulla benzina per sostenere il potere d'acquisto dei cittadini (in particolare quelli del ceto medio e basso).</p><p>Chiedo al Consiglio federale (CF):</p><p>1. Alla luce dei fatti nuovi di cui sopra, intende il CF finalmente modificare la propria posizione contraria agli sconti fiscali sulla benzina?</p><p>2. Non reputa il CF che gli sconti che le nazioni limitrofe hanno introdotto sul carburante, generando turismo del pieno verso questi Paesi, provocheranno anch'essi un calo sostanzioso del gettito svizzero delle accise sul carburante? </p><p>3. In particolare in Ticino, l'importante differenza di prezzo alla pompa, vicina ai 50 centesimi al litro, tra i distributori ticinesi e quelli della vicina Penisola, ha azzerato l'arrivo di automobilisti italiani che facevano il pieno in Svizzera, e pertanto pagavano le imposte elvetiche sul carburante: con quali minori entrate per la Confederazione?</p><p>4. Non ritiene il CF che, a conti fatti, l'immobilismo potrebbe risultare altrettanto costoso alle casse federali di un taglio sulle accise?</p><p>5. Non ritiene il CF che la composizione del "gruppo di lavoro interdipartimentale" citato sopra vada modificata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./5. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate all'aumento dei prezzi dell'energia. Il gruppo di lavoro interdipartimentale istituito dal Consiglio federale con rappresentanti del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, del Dipartimento federale dell'interno e del Dipartimento federale delle finanze segue costantemente gli sviluppi. Attualmente non vede la necessità di adottare misure urgenti. L'economia è in crescita. Il tasso di disoccupazione è inferiore rispetto al periodo precedente la crisi legata alla pandemia di COVID-19. La Svizzera dispone inoltre di un'ampia rete di sicurezza sociale che consente di affrontare il rincaro. Questo va a vantaggio anche delle economie domestiche con un reddito basso.</p><p>L'intervento diretto sui prezzi (p. es. sul prezzo della benzina) deve essere chiaramente evitato. Ciò comporterebbe effetti indesiderati. Una misura di questo tipo non sarebbe mirata alle economie domestiche con un reddito basso, in quanto anche tutte le altre economie domestiche ne trarrebbero beneficio. Un prezzo artificialmente basso creerebbe inoltre falsi incentivi e potrebbe aggravare la situazione, già tesa, di approvvigionamento sui mercati energetici attraverso un aumento del consumo.</p><p>Nel quadro di una sessione straordinaria nel mese di giugno, il Parlamento ha trattato interventi che proponevano sgravi a favore della popolazione e delle imprese. Sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati si sono espressi contro una serie di misure volte a sgravare (fiscalmente) i prezzi finali al consumo di benzina, petrolio o olio da riscaldamento.</p><p>Tuttavia la tendenza dei prezzi rimane volatile e l'ulteriore sviluppo è incerto. Pertanto, le attività del gruppo di lavoro interdipartimentale proseguono in modo mirato, affinché in caso di peggioramento significativo della situazione si disponga di opzioni d'intervento.</p><p>2./3./4. l gruppo di lavoro interdipartimentale confronta le misure che sono state adottate e/o pianificate da alcuni Paesi membri dell'UE. Esamina se tali misure devono essere adottate anche in Svizzera, se esiste una base giuridica al riguardo, come possono essere finanziate e quali effetti comporterebbero. Non è possibile stimare quali sarebbero, per la Confederazione, le previste perdite di entrate dall'imposta sugli oli minerali causate dal turismo della benzina nei Paesi limitrofi o in Svizzera, poiché non esistono statistiche in merito.</p>  Risposta del Consiglio federale.