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KHARTOUM - Grandi vestiti multicolori per le donne, galabiye bianche con turbanti - anche il presidente Omar el-Bashir, era in questa tradizionale tenuta - hanno affollato dalle prime ore di stamane gli oltre 13'000 seggi elettorali apertisi in tutto il Sudan per le prime elezioni multipartitiche, dal lontano 1986, per il rinnovo della presidenza della repubblica, dei parlamenti (nazionale e 26 locali), dei 24 governatorati.
Grande confusione è stata segnalata fino alle 18.00, orario di chiusura dei seggi nella prima giornata del voto (si continua domani e martedì): in molti seggi le urne sono arrivate in ritardo rispetto all'inizio delle votazioni, o sono state consegnate schede riguardanti altre circoscrizioni, che sono state poi annullate. Caos anche per il gran numero di voti che ciascun elettore aveva da esprimere, ben 12.
Alla fine della giornata la commissione elettorale nazionale, pur affermando che "il processo elettorale si è svolto bene", ha ammesso "qualche errore tecnico per la distribuzione delle schede". Denunce di irregolarità sono subito arrivate dalle opposizioni ma le operazioni di voto si sono svolte ovunque senza incidenti.
L'ex presidente americano Jimmy Carter, presidente della fondazione omonima per i diritti umani, presente con una sua squadra di collaboratori a vigilare sull'andamento delle elezioni, ha dichiarato che "è andato tutto bene, nessuna violenza, nessuna intimidazione, nessuno sforzo per disturbare il processo elettorale".
SDA-ATS