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UE
UE, il taglio delle tasse dei carburanti favorirà i ricchi?
Il taglio dei costi alla pompa dei carburanti deciso dalla metà dei governi europei «premierà in massima parte gli automobilisti più ricchi, principali beneficiari di un'operazione dal costo complessivo di 8,6 miliardi di euro».
Lo rende noto uno studio curato da Transport & Environment (T&E), organizzazione senza scopo di lucro che promuove la sostenibilità del settore trasporti europeo.
T&E suggerisce che «i Paesi Ue dovrebbero seguire una strategia diversa tassando le importazioni di petrolio dalla Russia per finanziare la spesa sociale e promuovere la sicurezza energetica del Continente. Introdurre una tariffa sulle importazioni di petrolio russo potrebbe generare ricavi fino a 27 miliardi di euro all'anno». A beneficiare del taglio delle tasse sui carburanti sono «gli automobilisti più ricchi che risparmieranno in media otto volte di più rispetto al 10% più povero della popolazione», afferma T&E secondo cui sarebbe «meglio investire quei soldi in una strategia che finanzi spesa sociale, incentivi il telelavoro, il trasporto pubblico e la sicurezza energetica».
«Nonostante affermino di stare dalla parte dell'Ucraina, i governi Ue non intendono tassare il petrolio russo scegliendo, per contro, di finanziarlo con quasi 9 miliardi di euro e di scaricare il peso dell'operazione sui contribuenti», dichiara Veronica Aneris, direttrice per l'Italia di Transport & Environment. Invece di sovvenzionare gli automobilisti più ricchi, il sostegno potrebbe essere distribuito più equamente alle famiglie che ne hanno effettivamente bisogno».
Per ridurre i prezzi del petrolio si deve «permettere alle persone di usare meno l'automobile», conclude Veronica Aneris.
SDA