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BERNA - «La pace e la sicurezza in Europa sono nell'interesse della Svizzera». Lo afferma il presidente della Confederazione Alain Berset in occasione della Giornata dell'Europa, che si celebra domani.
Era il 1949 quando venne fondato il Consiglio d'Europa, con l'intento di ricostruire un continente devastato dalla guerra e favorire il suo progresso economico e sociale. Diventato nel frattempo una delle principali istituzione paneuropee, esso si occupa di promuovere i diritti dell'uomo, lo Stato di diritto e la democrazia, ricorda Berset nel suo messaggio.
Quasi tutti gli Stati del continente hanno nel frattempo aderito a questa organizzazione che ha sede a Strasburgo; la Svizzera ne fa parte dal 1963. L'adesione al Consiglio d'Europa «ha consentito a molti Paesi di modernizzare la propria tutela giurisdizionale e la protezione delle libertà», dice il consigliere federale, che rileva anche l'importanza della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU).
Si tratta di «uno strumento essenziale che consente a ogni singolo individuo, una volta esauriti tutti i rimedi giuridici nel proprio Paese, di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo». Dalla proibizione della tortura alla libertà di espressione, la CEDU è una «colonna portante dell'ordinamento giuridico europeo» e la Svizzera, quale Paese attento alle minoranze, «accorda ad essa un'importanza particolare».
Nonostante i successi raggiunti dal Consiglio d'Europa in quasi 70 anni di operato, «il suo futuro si presenta incerto», dice ancora Berset, secondo cui in questo momento «fanno scalpore» le accuse di corruzione dell'Assemblea parlamentare. Inoltre, negli ultimi anni la polarizzazione politica è aumentata. «È preoccupante constatare che alcuni Stati hanno la tendenza ad attuare solo in modo selettivo le raccomandazioni del Consiglio d'Europa e le sentenze della Corte di Strasburgo o a utilizzare il versamento del proprio contributo come strumento di pressione politica».
È nell'interesse della Svizzera - dichiara ancora il presidente della Confederazione - che il Consiglio d'Europa funzioni bene. Per Paesi aperti, democratici e impegnati economicamente in tutto il mondo come il nostro, il rispetto del diritto internazionale è fondamentale. Esso protegge gli Stati più piccoli obbligando quelli più grandi a rispettare le regole definite di comune accordo.
Per questo motivo, il Consiglio federale sostiene le riforme in corso e respinge l'iniziativa popolare «Il diritto svizzero anziché giudici stranieri», che «indebolirebbe non solo la posizione della Svizzera in seno al Consiglio d'Europa, ma anche l'impegno del nostro Paese a livello internazionale a favore dello Stato di diritto e della certezza del diritto».
Il 5 maggio - conclude Berset - è una giornata da celebrare «nel segno della riconoscenza ed è anche un invito, rivolto a tutti noi, a proteggere il modello di successo europeo».