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PoliticaCina, la visita capo Onu diritti umani aiuti a chiarire fatti
SDA
24.5.2022 - 07:07
La Cina spera che la visita di un Alto commissario Onu per i diritti umani, la prima dal 2005, «possa aiutare a migliorare la comprensione e la cooperazione e chiarire la disinformazione».
SDA
24.5.2022 - 07:07
Lo ha detto ier il ministro degli Esteri Wang Y, accogliendo a Guangzhou Michelle Bachelet, a capo dell'agenzia delle Nazioni Unite.
Wang, in un resoconto dell'incontro del ministero degli Esteri diffuso oggi, ha definito la visita «di fondamentale importanza per entrambe le parti» quando l'alto commissario si appresta a visitare lo Xinjiang, la regione del nordovest dove Pechino è accusata di attuare una stretta sulle minoranze musulmane.
Wang ha sottolineato che il Partito comunista cinese rimane impegnato ad adottare un approccio incentrato sulle persone e ha fatto del suo obiettivo permanente quello di creare una vita migliore per le persone. Pechino, ha aggiunto il capo della diplomazia cinese, ha «fatto della salvaguardia dei diritti delle minoranze etniche una parte importante del suo lavoro e della protezione della sicurezza delle persone il suo obiettivo a lungo termine».
Pur promuovendo lo sviluppo della propria causa per i diritti umani, la Cina «ha promosso la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l'umanità, dando il proprio contributo alla soluzione dei principali problemi che affliggono la società umana e alla promozione dello sviluppo dei diritti umani nel mondo».
Per portare avanti la causa internazionale dei diritti umani, «dobbiamo prima astenerci dal politicizzare i diritti umani», ha messo in guardia Wang.
Bachelet, che avrebbe ricevuto da Wang una copia del libro del presidente Xi Jinping dedicato al rispetto e alla protezione dei diritti umani, è impegnata in una visita dal 23 al 28 maggio e, in un incontro video con un centinaio di diplomatici residenti in Cina, ha chiarito che la sua visita con è «un'indagine» sul rispetto dei diritti umani. L'Alto Commissario dovrebbe visitare nello Xinjiang le città di Urumqi e Kashgar, tra oggi e domani.
Il Partito comunista è accusato di aver incarcerato oltre un milione di uiguri e altre minoranze musulmane, parte di una repressione che Usa e altri Paesi occidentali hanno definito un «genocidio». Pechino, al contrario, ha sempre respinto tutte le accuse, definendole la «menzogna del secolo».
Gli attivisti hanno espresso il timore che le autorità impediranno a Bachelet di condurre un'indagine approfondita sulle presunte violazioni dei diritti e le offriranno invece un tour gestito con accesso strettamente studiato e limitato.