Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/200893

<h2>SubmittedText<h2><p>Per ridurre a lungo termine la povertà in Svizzera, la Confederazione, in collaborazione con Cantoni, Città, Comuni e ONG, ha attuato dal 2014 al 2018 il Programma nazionale contro la povertà (cfr. <a href="http://www.contro-la-poverta.ch">www.contro-la-poverta.ch</a> ). Nel rapporto sui risultati del Programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà 2014-2018, pubblicato nell'aprile 2018, il Consiglio federale ha stilato un bilancio positivo e prospettato di portare avanti il suo impegno nella prevenzione della povertà fino al 2024.</p><p>Le persone con disabilità sono nettamente più a rischio di povertà rispetto alle persone senza disabilità: nel 2015, il loro rischio di povertà era del 14,5 per cento, un valore ben al di sopra di quello delle persone senza disabilità (10,9 per cento). Ancora più a rischio erano le persone con forti limitazioni (24,6 per cento). Si deve partire dal presupposto che anche le persone disabili che non beneficiano di prestazione dell'assicurazione invalidità (AI) si trovino spesso in situazioni di vita molto precarie. Ciò vale, tra l'altro, per le persone la cui infermità non è riconosciuta dall'AI (in particolare per i disturbi da dolore somatoformi) o che a causa dell'elevata soglia d'entrata (grado d'invalidità di almeno il 40 per cento) non percepiscono alcuna rendita.</p><p>Rispondendo all'interpellanza Schenker Silvia 17.3833, il Consiglio federale ha confermato che le persone con disabilità sono maggiormente colpite dalla povertà rispetto al resto della popolazione. In quell'occasione, il Consiglio federale non aveva potuto rispondere alla domanda su come misure efficaci per le persone disabili a rischio di povertà potessero essere incluse nel programma successivo, poiché il rapporto finale sul programma nazionale non era ancora disponibile.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quale contributo ha fornito il Programma nazionale contro la povertà per le persone con disabilità?</p><p>2. Nel quadro della sua attuazione, le persone disabili sono state prese in considerazione, quale gruppo particolarmente a rischio di povertà, nell'elaborazione dei principi di base, nella promozione di progetti pilota, nell'individuazione di buone prassi e nella messa in rete degli attori coinvolti?</p><p>3. Le organizzazioni di aiuto ai disabili sono state coinvolte nella valutazione del programma?</p><p>4. Sono previste misure efficaci a favore delle persone con disabilità nel maggior numero possibile di campi d'azione del prosieguo dei lavori (2019-2024)?</p><p>5. In che modo sarà garantito un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni di aiuto ai disabili nel prosieguo dei lavori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. La povertà è un problema complesso con cause diverse, che si differenziano a seconda della fase della vita e possono dipendere da cambiamenti sociali ed economici o situarsi nel contesto sociale oppure a livello personale. Di conseguenza, la prevenzione della povertà comprende una molteplicità di possibili temi. All'inizio dei lavori è stato quindi necessario definire le priorità, in collaborazione con i partner del programma (Cantoni, Città, Comuni e organizzazioni private). È stato così deciso di non mettere l'accento su gruppi sociali specifici, bensì di prevedere campi d'azione di ampia portata: promozione delle opportunità educative, integrazione sociale e professionale, nonché questioni legate alle condizioni di vita. Pur non costituendo un tema prioritario in quanto tale nel quadro di questi campi d'azione, la situazione delle persone con disabilità è stata oggetto di numerosi studi. Le risorse del programma hanno inoltre permesso di promuovere alcuni progetti pratici destinati tra l'altro anche ai giovani disabili, i quali hanno partecipato a diversi incontri di messa in rete organizzati nell'ambito del programma.</p><p>3. Nel quadro della valutazione del programma sono stati interpellati principalmente rappresentanti di istituzioni e persone che avevano collaborato al programma o erano abbonati alla newsletter. Per quanto concerne le organizzazioni di aiuto ai disabili, sono dunque state coinvolte quelle che rientravano in questa cerchia.</p><p>4./5. Nell'aprile del 2018 il Consiglio federale ha deciso di portare avanti fino al 2024 le sue misure per la prevenzione della povertà nel quadro della Piattaforma nazionale contro la povertà. L'Esecutivo si prefigge così di sostenere l'attuazione delle raccomandazioni elaborate nel quadro del programma nazionale. La piattaforma continua inoltre a concentrarsi su determinati campi d'azione e temi prioritari. In questo contesto si potrà affrontare la situazione delle persone con problemi di salute, in particolare nel quadro del tema prioritario relativo alle opportunità educative e occupazionali dei giovani socialmente svantaggiati, attualmente in fase di elaborazione.</p><p>Per quanto concerne il coinvolgimento degli attori, anche negli organi della Piattaforma nazionale contro la povertà continuano a essere rappresentate le organizzazioni di persone povere, ma non le organizzazioni di gruppi specifici interessati, quali le organizzazioni giovanili, quelle di assistenza alle persone anziane o, appunto, le organizzazioni di aiuto ai disabili. In alcuni progetti, a seconda della priorità tematica, è in atto una collaborazione con tali gruppi.</p><p>In conclusione, occorre far presente che la Confederazione s'impegna su diversi piani, al di fuori della Piattaforma nazionale contro la povertà, per ridurre il rischio di povertà delle persone con disabilità o problemi di salute. Ad esempio, nell'ambito dell'ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità si mira a estendere ai giovani il rilevamento tempestivo e i provvedimenti di reinserimento. Parallelamente, un altro tema importante è costituito dalle pari opportunità nel campo della salute, tema affrontato dall'Ufficio federale della sanità pubblica nel quadro di strategie di politica sanitaria quali la Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili (Strategia MNT) e nel miglioramento dei dati di base relativi all'assistenza sanitaria delle fasce di popolazione socialmente svantaggiate.</p>  Risposta del Consiglio federale.