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BERNA - «Il consigliere federale Ignazio Cassis non ha una linea chiara con l'Unione europea e la sua politica "trumpista" sta intaccando la credibilità della Svizzera». È quanto afferma Georges Martin, ex numero tre del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in un'intervista a Le Matin Dimanche.
«Non ho nulla contro la persona (...), è sicuramente molto simpatico, ma la sua politica, se ne ha una, non ha una direzione», afferma l'ex diplomatico citando come esempi le dichiarazioni sull'agenzia dell'ONU per i rifugiati palestinesi e le posizioni "incomprensibili" su il divieto di armi nucleari o sul patto per la migrazione. Questo modo di agire «è pericoloso per la coerenza della nostra politica estera», aggiunge.
Per quanto riguarda il dossier europeo, Martin accusa Cassis di aver «dato fuoco alle polveri» senza rispettare le linee rosse in materia di misure di accompagnamento che il Consiglio federale si era fissato. Il risultato è che ora «è tutto bloccato» e il governo ha dovuto lanciare una «pseudo-consultazione» sul progetto di accordo quadro perché è diviso.
Per l'ex diplomatico il "reset" in materia di politica europea, che Cassis aveva promesso, non c'è stato. «L'unico reale cambiamento introdotto dal consigliere federale ticinese - afferma - è stato quello di insediare una nuova direzione con il segretario di Stato Roberto Balzaretti che cura delle relazioni dell'Ue, e un altro segretario di Stato, Pascal Baeriswyl, che si occupa del resto del mondo».