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Il governo birmano e 16 milizie ribelli delle minoranze etniche hanno firmato oggi una bozza preliminare per un accordo di pace, che potrebbe porre fine a decenni di violenza nel Paese, dove in questi mesi sono attivi in particolare due fronti di guerra.
"Sono molto felice che le due parti si siano finalmente accordate su una bozza singola. Ciò apre la porta al dialogo politico e a ulteriori negoziati di pace", ha detto nell'ex capitale Rangoon il presidente Thein Sein, un ex generale al potere del governo semi-civile dal 2011. I dettagli dell'accordo non sono stati annunciati. Alle trattative hanno partecipato tutti i maggiori gruppi ribelli tra cui l'Esercito per l'indipendenza Kachin (Kia), che ha ricominciato il conflitto contro il governo centrale quattro anni fa.
Le difficoltà nell'arrivare a un accordo effettivo sono tuttavia evidenziate dal fatto che a febbraio si è aperto un nuovo fronte di guerra, quello contro la minoranza Kokang (etnicamente cinese) nel nord-est, in combattimenti che hanno causato oltre cento morti e decine di migliaia di sfollati, tra cui molti rifugiatisi oltre confine in Cina. Da quando è stata raggiunta l'indipendenza dai britannici (1948), la Birmania non ha mai conosciuto una pace completa. Le diverse minoranze etniche, che compongono un terzo della popolazione e si trovano in particolare lungo le zone di confine, chiedono più autonomia nell'ambito di uno stato più federalista.
SDA-ATS