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"La discussione è stata costruttiva" e la premier britannica Theresa May e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, "hanno sollecitato i negoziatori a continuare ad esplorare le opzioni" per una soluzione sulla Brexit. Così la dichiarazione congiunta, seguita all'ennesimo incontro avvenuto oggi (mercoledì) tra i due leader che "rivedranno i progressi nei prossimi giorni".
Il meeting, dunque, segna ancora un nulla di fatto. Di certo il tempo stringe. Innanzi tutto poiché ormai manca poco più di un mese al 29 marzo, data messa nero su bianco dal Parlamento britannico per un'uscita dall'Unione che - salvo rinvii - scatterebbe automaticamente (e traumaticamente) anche in mancanza d'intese. E poi perché già la settimana prossima la premier Tory ha promesso di tornare a Westminster per sottoporsi a un nuovo voto, il 27 febbraio, che stavolta dovrebbe essere dirimente: un verdetto "finale" sul risultato del supplemento negoziale avviato con l'UE nel tentativo di spuntare qualche assicurazione tale da allontanare il meccanismo del backstop, la contestata clausola teorica di salvaguardia d'un confine post Brexit senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord.
ATS/M. Ang.