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Coronavirus: mascherina, non dimenticare gli ostacoli per i disabili
Indossare una mascherina, accessorio ormai d'obbligo in tempi di epidemia, comporta problemi specifici per i portatori di handicap.
Dopo essere venuto a conoscenza di diverse situazioni sgradevoli, l'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD) invita a mostrare comprensione per questa categoria.
Anche se disponevano di un certificato medico che li dispensava dal mettere la mascherina, ci sono stati casi di persone handicappate a cui è stato vietato l'accesso a luoghi pubblici, ha affermato oggi in una conferenza stampa Urs Germann, collaboratore scientifico dell'UFPD. Ciò è avvenuto per esempio all'entrata di ristoranti, negozi, università e scuole.
Ci sono persone che semplicemente non possono indossare la mascherina, ha riassunto Germann. I motivi sono diversi e non sempre sono evidenti al colpo d'occhio: chi soffre di autismo può andare incontro a crisi di panico, mentre a chi è affetto da demenza o problemi psichici non è possibile far capire perché deve portarla.
La difficoltà è nelle due direzioni: gli audiolesi non riescono a leggere le labbra del loro interlocutore, il che provoca malintesi. Una soluzione potrebbe allora essere rappresentata dalle maschere trasparenti, suggerisce l'esperto. Allo stato attuale non si è però in grado di contare su una fornitura sufficiente.
L'importante è dare prova di comprensione reciproca, insiste Germann. Se la distanza sociale è rispettata ci si può togliere la mascherina, mentre la persona con problemi di udito può tenerla e garantire la protezione di chi si trova di fronte. Tale precauzione è scomoda per chiunque, conclude il collaboratore dell'ufficio federale, ma per i portatori di handicap lo è ancora di più, tanto da limitarli fortemente nella vita quotidiana.
bt, ats