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F. causa un incidente d’auto mentre si trova all’estero e si infortuna seriamente. Almeno a quanto sembra, poiché non vi sono documenti ufficiali. Dagli accertamenti emerge che l’incidente è stato inventato con il solo scopo di ottenere prestazioni dalla Suva. F. deve rimborsare il denaro ricevuto.
Tutto comincia con un incidente stradale, come molti altri notificati alla Suva. L’assicurato F. notifica un incidente verificatosi in un Paese non europeo. Il passeggero accanto a lui muore, mentre F. subisce gravi lesioni. Afferma di sentirsi colpevole della morte del suo parente e di dover inoltre subire le accuse dei familiari.
Una volta inoltrata la notifica, F. si fa uccel di bosco. Non apre la porta di casa e il telefono squilla a vuoto. Solo con molta pazienza il case manager della Suva riesce infine a stabilire un contatto. Ma non appena si entra nel merito dell’incidente, F. si blocca, inizia a piangere e sostiene di non riuscire a parlare dell’accaduto.
Nonostante le ripetute richieste, F. non è in grado di fornire alla Suva i documenti relativi all’incidente. Afferma che è quasi impossibile ottenere documenti dall’estero, ad esempio un rapporto di polizia. Sostiene che dovrebbe recarsi sul posto, ma che non ha il coraggio di ritornare nel Paese in cui ha provocato il grave incidente. Solo dopo un lungo tira e molla consegna al case manager un documento, che a suo dire sarebbe un rapporto d’ospedale. Il documento è scritto a mano, mancano l’intestazione e il timbro ufficiale.
La Suva viene in aiuto di F. e si rivolge a una ditta partner che sostiene gli assicurati vittime di un infortunio all’estero. Gli accertamenti smascherano rapidamente F., e la storia dell’incidente crolla come un castello di carte: il medico che avrebbe firmato il rapporto non esiste, mentre l’ospedale in cui F. sarebbe stato curato non conosce l’infortunato. E non vi sono nemmeno indizi di un grave incidente della circolazione nel periodo e nel luogo indicati.
La Suva trae le dovute conseguenze e sospende immediatamente le prestazioni versate a F. A posteriori rifiuta di assumere il caso. F. deve restituire le prestazioni ricevute – indennità giornaliere e spese di cura – per un ammontare di circa 20000 franchi. L’assicurato non è mai stato infortunato e l’«incidente» non ha mai avuto luogo.