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<h2>SubmittedText<h2><p>Le emissioni di azoto sono ferme a un livello elevato da molti anni, tanto che i carichi critici sono superati nel 90 per cento dei boschi svizzeri. </p><p>Una vera tendenza al ribasso non è ancora stata osservata. Nella risposta alla mia domanda 21.8190, il Consiglio federale cita diverse misure attuate o previste per ridurre le emissioni di azoto alla fonte e l'acidificazione dei suoli forestali (silvicoltura). Per il risanamento di suoli altamente acidificati, menziona anche esperimenti pilota con la calcinazione. </p><p>Sullo sfondo di questa situazione, preoccupante per i boschi, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Quali sono le fonti primarie di azoto in Svizzera? Qual è il contributo complessivo che queste fonti devono fornire alla riduzione dei carichi critici, quale contributo hanno già fornito e quale deve ancora essere fornito dalle varie fonti? </p><p>2. Qual è lo stato di attuazione delle misure annunciate nel rapporto in adempimento del postulato 13.4201? Quando il Consiglio federale farà un bilancio intermedio o un bilancio dell'attuazione di queste misure e lo comunicherà? </p><p>3. Il Consiglio federale può già dire se queste misure saranno sufficienti per ridurre in modo adeguato gli elevati carichi di azoto nei boschi? In caso affermativo, entro quando sarà possibile? In caso negativo, cosa è ancora necessario fare e quando potrà pronunciarsi in merito? </p><p>4. Quali sono i principali strumenti per affrontare la problematica del superamento dei carichi critici delle immissioni di azoto? Vengono sfruttati appieno? In caso negativo, per quale motivo? </p><p>5. Quali sviluppi regolatori o legislativi previsti avranno un impatto sui depositi di azoto, e in che modo? </p><p>6. Quando potrà essere raggiunto l'obiettivo delle 25 000 tonnellate di azoto all'anno in agricoltura? Che cosa è necessario per poterlo raggiungere? </p><p>7. Esistono impegni internazionali della Svizzera in materia di emissioni di azoto? In caso affermativo, quali sono e qual è la posizione della Svizzera al riguardo e in merito al loro adempimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.Circa due terzi dell'azoto emesso nell'atmosfera provengono dall'agricoltura. Un terzo è generato da processi di combustione. Secondo la Strategia di lotta del Consiglio federale contro l'inquinamento atmosferico del 2009, le riduzioni delle emissioni necessarie per il raggiungimento dell'obiettivo di protezione sono pari a circa il 50 per cento per le emissioni di ossidi di azoto e a circa il 40 per cento per quelle di ammoniaca rispetto all'anno di riferimento 2005. Fino al 2019, le emissioni di ossidi di azoto sono state ridotte di circa il 33 per cento e quelle di ammoniaca di circa l'8 per cento rispetto all'anno di riferimento.</p><p>2.Nel rapporto in adempimento del postulato 13.4201 von Siebenthal sono state descritte sia misure volte a ridurre le emissioni di ossidi di azoto alla fonte sia misure a carattere selvicolturale. Le misure riguardanti il bosco sono attuate dal 2017. Le previste raccomandazioni di intervento selvicolturale per la raccolta del legno e la selezione delle specie arboree saranno pubblicate nel 2022 e nel 2023. Per il risanamento delle aree forestale fortemente acidificate, dal 2019, in tre siti, è in corso un progetto pilota per la calcinatura sperimentale.</p><p>3.Al momento non è ancora possibile valutare in modo definitivo il raggiungimento degli obiettivi. Il rispetto degli impegni internazionali di riduzione secondo il Protocollo di Göteborg (RS 0.814.327) sarà verificato per la prima volta in base all'inventario delle emissioni 2022. Per il raggiungimento dell'obiettivo nazionale della strategia di cui al risposta 1 non è stato stabilito alcun termine. Lo stesso vale per l'obiettivo ambientale di riduzione delle emissioni di ammoniaca dell'agricoltura, che coincide con quello della strategia.</p><p>4., 5.Il principale fattore di leva della riduzione dell'apporto di azoto è l'applicazione sistematica dello stato della tecnica in tutti i settori (agricoltura, industria, energia e mobilità). Il raggiungimento dell'obiettivo nell'ambito delle emissioni di ammoniaca dipende in misura determinante dall'ulteriore attuazione delle misure di riduzione nel settore agricolo e dall'evoluzione futura dell'effettivo di bestiame. Dal 1° gennaio 2022, per la riduzione delle emissioni di ammoniaca nell'agricoltura vigono nuove disposizioni concernenti la copertura dei depositi di colaticcio, mentre il 1° gennaio 2024 entreranno in vigore nuove disposizioni per lo spandimento di colaticcio a basse emissioni. È pertanto prevista una riduzione delle emissioni di ammoniaca pari a circa il 6 per cento. I contributi d'incentivazione per misure volte alla costruzione di stalle a basse emissioni e l'alimentazione a fasi povera d'azoto dei maiali contribuiranno ulteriormente alla riduzione delle emissioni di ammoniaca.</p><p>Inoltre, nel quadro del pacchetto di ordinanze concernente l'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi", il Consiglio federale prevede di aumentare il margine di errore del +10 per cento per l'azoto nel bilancio dei nutrienti, un elemento della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. Anche questo contribuirà alla riduzione dell'apporto di azoto, in parte sotto forma di ammoniaca.</p><p>6.Non è possibile prevedere quando sarà raggiunto l'obiettivo di 25 000 tonnellate di azoto l'anno nell'agricoltura. Le misure attuate finora e quelle future porteranno a una riduzione, ma non saranno probabilmente sufficienti. Misure supplementari sarebbero necessarie. Il raggiungimento dell'obiettivo dipende dagli effetti delle misure attuali e future nonché dall'attuazione di misure volontarie.</p><p>7.Gli impegni di riduzione della Svizzera stabiliti nel Protocollo di Göteborg per il 2020 e gli anni successivi sono pari al 41 per cento per le emissioni di ossidi di azoto e all'8 per cento per quelle di ammoniaca rispetto al 2005. Il rispetto degli impegni di riduzione secondo il Protocollo di Göteborg sarà verificato per la prima volta in base all'inventario delle emissioni 2022.</p>  Risposta del Consiglio federale.