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SION (VS) - Non è passato nemmeno un anno, da quando nella caserma di Sion ben 91 reclute avevano dovuto fare i conti con la diarrea. E ora, sempre nella struttura militare vallesana, c'è una nuova epidemia: stavolta sono trentatré le reclute colpite, come conferma a 20 Minuten Daniel Reist, portavoce dell'esercito. Si tratta di giovani che stanno assolvendo la scuola di polizia militare.
L'attuale situazione non avrebbe comunque nulla a che fare con quella della scorsa estate. Allora si era trattato di un'intossicazione alimentare dovuta a dell'acqua potabile rimasta troppo a lungo all'interno di un tubo. Ora la colpa sarebbe invece del norovirus, che chiunque potrebbe aver portato in caserma.
La maggior parte delle reclute malate ha comunque potuto trascorrere a casa il weekend: soltanto quattro erano troppo deboli per affrontare il viaggio. Domenica sera tutte, anche quelle ancora malate, sono comunque dovute rientrare in caserma.
Una decisione, questa, che non è piaciuta al padre di una recluta: «Il norovirus è estremamente contagioso, le reclute che tornano a casa rischiano di trasmetterlo a tutta la famiglia». Si tratterebbe di un pericolo in particolare per le persone anziane e per i bambini. Una critica che il portavoce Reist comprende: «Stiamo ancora valutando se lasciar rientrare a casa le reclute sia stata la decisione giusta».