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Svizzera chiede di cessare le violazioni dei diritti umani
Le violazioni dei diritti umani in Libia devono cessare immediatamente: è quanto ha chiesto oggi la Svizzera all'ONU. La Confederazione è d'accordo per sospendere la Libia dal Consiglio dei diritti dell'uomo e appoggia la risoluzione dell'Unione europea di condanna alla Libia.
Durante il dibattito al Consiglio dei diritti dell'uomo, riunito in sessione straordinaria a Ginevra, ha inoltre reso omaggio al coraggio delle vittime. La Confederazione "esprime le sue condoglianze ai familiari delle vittime e rende omaggio alla loro memoria e al loro coraggio. Tenendo conto della sua esperienza con le autorità libiche, la Svizzera è ben consapevole del coraggio che hanno avuto a scendere nelle strade e a rivendicare i loro diritti democratici", ha affermato l'ambasciatore all'ONU Dante Martinelli.
Il diplomatico ha "condannato con fermezza" le violazioni dei diritti umani avvenuti in Libia, in particolare le esecuzioni di manifestanti da parte delle forze di sicurezza libiche. "Secondo diverse fonti, varie centinaia di persone sono state uccise in pochi giorni e i feriti sono probabilmente migliaia", ha sottolineato il rappresentante del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Martinelli ha inoltre esortato le autorità libiche ad agire affinché i feriti siano curati e aiutati rapidamente. Le ha anche invitate a "cooperare subito con le agenzie umanitarie nazionali e internazionali", permettendo loro di accedere al paese senza problemi.
La Svizzera chiede che siano immediatamente rispettati il diritto alla vita, l'interdizione della tortura nonché le libertà d'opinione, di riunione e d'informazione, ha aggiunto l'ambasciatore. La Confederazione vuole inoltre che le gravi violazioni dei diritti umani commessi in Libia "siano oggetto rapidamente di un'inchiesta internazionale, indipendente, imparziale e credibile e che i responsabili siano perseguiti e giudicati".
Infine Martinelli ha auspicato "un dialogo tra i vari gruppi in vista di un nuovo inizio che rispetti la volontà del popolo libico".