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BERLINO - Il presidente della Bassa Sassonia, dove ha sede la Volkswagen, il socialdemocratico Stephan Weil, è stato accusato di aver sottoposto alla lettura del gruppo automobilistico una propria dichiarazione sul dieselgate nel 2015, giusto all'inizio dello scandalo negli Stati Uniti. Lo ha riferito ieri Bild Am Sonntag.
La sua portavoce di allora avrebbe inviato un'email al lobbista di Volkswagen, Thomas Steg, per chiedergli un parere. Weil si è difeso dicendo che quel parere era "di importanza fondamentale per il Land della Bassa Sassonia" e che attraverso quella bozza inviata a Volkswagen voleva "esclusivamente accertare la corretta entità ed esattezza dei fatti".
Del resto il Land della Bassa Sassonia, ricordano oggi la Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) e il quotidiano economico Handelsblatt, è il secondo più grande azionista dell'industria di Wolfsburg e ha il 20% del diritto di voto nel consiglio di amministrazione. Inoltre il presidente del Land e il suo ministro dell'economia siedono nel consiglio della casa automobilistica.