Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/177282

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 23 febbraio 2015 Svizzera ed Italia hanno sottoscritto il documento "Roadmap on the Way Forward in Fiscal and Financial Issues", in cui sono indicate le intenzioni delle due parti su temi di natura fiscale e finanziaria per il miglioramento dell'accesso al mercato transfrontaliero.</p><p>Al punto "Ongoing dialogue" le parti hanno previsto un paragrafo esplicitamente dedicato ai servizi finanziari, che recita: "Swiss and Italian authorities will continue to investigate possible solutions to improve reciprocal provision of cross-border financial services in light of developments of EU legislation and of the evolution in the agreements between the EU and Switzerland,including the issue of the compatibility of the legislation that Switzerland will adopt after the popular vote on the initiative of February 9th with the Swiss-EU treaty on free movement of persons, and also in light of bilateral agreements concluded between Switzerland and other EU member states."</p><p>Nonostante la dichiarazione di disponibilità al dialogo sul tema, risulta invece che il Decreto sottoposto in questi giorni al Parlamento italiano, in applicazione della Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (MIFID II), esclude la possibilità di libera prestazione di servizi finanziari, prevedendo invece, per tutti gli intermediari finanziari (banche comprese) con sede in un Paese non UE, l'obbligo di una succursale in Italia.</p><p>La normativa comunitaria in oggetto lascia agli Stati membri la possibilità di non prevedere l'obbligo di una succursale. Con l'alternativa della succursale obbligatoria, l'Italia non avrebbe sfruttato il margine di manovra a sua disposizione per legiferare e, al contempo, rispettare le intenzioni manifestate nella Roadmap di cui sopra.</p><p>Tenuto conto di ciò, si chiede al Consiglio federale:</p><p>1. È a conoscenza di questi sviluppi legislativi in Italia che precluderebbero agli intermediari svizzeri di prestare servizi finanziari in Italia?</p><p>2. Non ritiene che l'Italia, pur disponendo di un sufficiente margine di manovra, stia contraddicendo le sue stesse intenzioni manifestate ufficialmente nella Roadmap del 2015?</p><p>3. Come intende intervenire nei confronti dell'Italia per tutelare gli interessi degli intermediari svizzeri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel quadro della Roadmap firmata nel mese di febbraio del 2015 è stato concordato che nell'ambito di un dialogo bilaterale con l'Italia verranno esaminate possibili soluzioni finalizzate a migliorare l'accesso al mercato per la prestazione transfrontaliera di servizi finanziari. L'Italia ha vincolato questo dialogo a miglioramenti nella collaborazione internazionale in ambito di vigilanza e all'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione federale in modo conforme all'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con la Comunità europea.</p><p>Da allora si sono svolti numerosi incontri tra il Dipartimento federale delle finanze e il Ministero italiano dell'economia e delle finanze, a cui hanno partecipato anche le rispettive autorità di vigilanza sui mercati finanziari. Nel quadro di questi incontri la Svizzera ha in particolare chiesto il mantenimento della possibilità di ottenere licenze per le banche di Paesi terzi, prevista oggi nella legislazione bancaria italiana ("Libera Prestazione Servizi").</p><p>Dai risultati del citato dialogo con l'Italia è emerso tuttavia che il governo italiano, nell'ambito dell'applicazione delle direttive UE MIFID II, abrogherà almeno parzialmente la possibilità di ottenere tali licenze e al suo posto introdurrà l'obbligo di avere una succursale nel Paese quale condizione per svolgere attività legate ai titoli.</p><p>Il Consiglio federale è informato riguardo a tale intenzione da parte dell'Italia. In occasione dell'incontro del 5 maggio 2017 con il presidente del Consiglio dei ministri italiano Paolo Gentiloni, la presidente delle Confederazione Doris Leuthard ha auspicato che si possa trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti nell'ambito dell'accesso dei servizi finanziari al mercato.</p><p>2./3. La Svizzera continuerà ad impegnarsi per il rispetto della Roadmap con l'Italia e dunque anche per il miglioramento dell'accesso al mercato per le prestazioni transfrontaliere di servizi finanziari dal nostro Paese.</p><p>Se l'Italia introdurrà quale condizione obbligatoria l'aver stabilito una succursale nel Paese, la Svizzera, nell'ambito del summenzionato dialogo, esigerà che le banche svizzere con succursale in Italia possano prestare servizi direttamente dalla Svizzera verso l'Italia. In questo contesto anche la collaborazione tra le autorità di vigilanza sui mercati finanziari e il pertinente scambio di informazioni sono oggetto di discussione.</p>  Risposta del Consiglio federale.