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Con la tecnica della nascita sincronizzata, questi animali costruiscono un’organizzazione sociale equa e solidale.
Come spesso accade, il regno animale ci fornisce straordinari esempi di organizzazione sociale all’insegna dell’equità e dell’altruismo. Questa volta la scoperta proviene da uno studio condotto da Nature Communications sulle manguste striate (Mungos mungo), mammiferi carnivori che abitano le regioni centrali e orientali dell’Africa. Questa specie di manguste è in grado di vivere in società allargate di circa trenta esemplari, ma soprattutto - secondo gli studi recenti - di occuparsi della prole eliminando qualsiasi forma di disparità tra i cuccioli. La scoperta Siamo abituati a considerare le condizioni dei genitori e il contesto sociale in cui un individuo trascorre le sue prime fasi di vita come un elemento determinante per la sua possibilità di crescere e svilupparsi al pari degli altri membri della società. Chi nasce in un contesto agiato e ricco di risorse avrà maggiori probabilità di svilupparsi e rafforzare il proprio fisico durante la crescita. Tale concetto è valido per l’essere umano e per molte altre specie di animali sociali, ma non per la mangusta striata. Questo piccolo mammifero originario dell’Africa ha risolto il problema dei cuccioli svantaggiati in maniera semplice quanto geniale. All’interno del branco, gli esemplari femmina si sforzano di partorire in sincronia, a gruppi di cinque o sei esemplari per volta; il risultato è che le madri non sanno esattamente quale sia il proprio cucciolo e quando devono allattare offrono il proprio latte a tutta la nidiata, senza fare distinzioni. In tal modo, i piccoli che nascono da madri deboli o malnutrite non sono destinati a rimanere indietro nello sviluppo, perché possono usufruire indistintamente delle risorse messe a disposizione dal gruppo. L’esperimento La scoperta della nascita sincronizzata come strategia per garantire l’uguaglianza tra i cuccioli proviene da una simulazione svolta dall’Università di Roehampton, che ha riprodotto una condizione di disparità tra le femmine di un branco di manguste. Un gruppo di esemplari è stato lasciato libero di procurarsi il cibo in autonomia, mentre ad un altro gruppo è stato fornito un supplemento proteico sotto forma di tuorli d’uovo. In questo modo, alcune delle future madri si sono trovate in una condizione di vantaggio rispetto alle altre, con più energie e più risorse per allattare i cuccioli. Nonostante questo, al termine dell’esperimento i cuccioli nati dalle madri «svantaggiate» pesavano esattamente come quelli nati dagli esemplari più fortunati, perché ogni mangusta forniva il proprio latte a tutti i cuccioli del gruppo, senza operare alcun tipo di distinzione tra i propri figli e quelli degli altri. Gli esseri umani non possono certo sincronizzare il parto per condividere la fase dell’allattamento con altre mamme, ma dovrebbero senza dubbio trarre ispirazione dall’altruismo delle manguste per garantire condizioni di vita eque indipendentemente dal contesto di nascita e dall’estrazione sociale.
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