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Le difficoltà logistiche, legate alla navigazione sul Reno e alle ferrovie estere, hanno spinto la Confederazione a ridurre del 6,5% le scorte obbligatorie di prodotti petroliferi. Questa misura si estende dal 25 luglio all'inizio di settembre. In una nota, l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del paese (UFAE) precisa che il mercato internazionale è in grado di offrire quantitativi adeguati di questo genere di beni.
Le due ragioni di questa decisione
Due i fattori che riducono la possibilità di trasporto di questi prodotti in Svizzera. In primo luogo, la siccità persistente che colpisce il paese e che sta provocando "un abbassamento record del livello del Reno". Secondariamente, la mancanza del personale e gli svariati lavori di costruzione in corso, che causano cancellazioni e ritardi massicci del traffico ferroviario transfrontaliero. In tempi normali, i prodotti petroliferi provenienti dall'estero arrivano in Svizzera proprio attraverso la ferrovia e il Reno, mentre quelli elaborati a livello nazionale provengono dalla raffineria di Cressier (NE).
L'estensione della riduzione
La riduzione prevista del 6,5% si traduce nei fatti in una diminuzione pari a 245'000 m3 di prodotti petroliferi ed equivalente al 25% di quanto viene venduto in un mese. L'ultima riduzione della scorta risale a quattro anni fa, quando si era verificata una situazione analoga in termini di caldo, limitando notevolmente le capacità di trasporto sul Reno.