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Care espatriate e cari espatriati,
anche in un passato non troppo lontano campioni elvetici si sono distinti in circuiti di Formula Uno, ma certo non avremmo mai immaginato che dodici sconsiderati si sfidassero a velocità folli sulle autostrade svizzere.
La polizia ora li ha fermati nel corso delle indagini, coordinate dalla procura zurighese, che si sono protratte dal 2019.
Intanto noi ringraziamo per la nostra incolumità e vi invitiamo a proseguire nella lettura delle notizie di giornata che trovate qui di seguito.Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2021 - 17:00
Caduta fatale per una diplomatica svizzera a Teheran: muore la prima segretaria della rappresentanza elvetica che cura gli interessi degli USA nella Repubblica Islamica.
Secondo i media iraniani, la donna di 52 anni sarebbe volata da una finestra della sua residenza che si trova al diciottesimo piano in un grattacielo a nord della capitale. Per il momento le autorità locali non escludono alcuna ipotesi in merito all'origine del decesso della funzionaria diplomatica (incidente, suicidio o omicidio).
Fonti governative riferiscono che il corpo della donna è stato rinvenuto da un addetto alla manutenzione del giardino dopo che la cameriera, non avendola trovata nel suo appartamento, aveva allertato la polizia.
Il capo del Dipartimento degli affari esteri Ignazio Cassis, che si è limitato per ragioni di riservatezza a confermare la morte "di una collaboratrice dell'ambasciata di Teheran", si è detto sconvolto per questo tragico evento e ha porto le condoglianze ai familiari della dipendente.
Lo stallo nei negoziati con l'UE costa l'esclusione delle Ferrovie federali svizzere (Ffs) dal programma di ricerca europeo del settore.
Formalmente la sospensione della partecipazione elvetica al "Partenariato europeo per la trasformazione del sistema ferroviario europeo" viene giustificata con l'assenza di Berna nel progetto Horizon Europe.
Ma secondo la Neue Zuercher Zeitung, che ha anticipato la notizia, la decisione sarebbe giunta direttamente dalla Commissione Europea per le divergenze sull'Accordo istituzionale che si sono evidenziate nell'incontro Parmelin-Von der Leyen dello scorso 23 aprile.
I mancati progressi nelle trattative, a causa dei punti su cui pare ancora lontana un'intesa (tutela dei salari, aiuti di Stato, prestazioni sociali ai cittadini UE), potrebbero innescare altre misure penalizzanti nei confronti di Berna. In ogni caso, secondo quanto indicano molti osservatori, la ripresa del dialogo potrà avvenire solo dopo l'erogazione del secondo contributo di coesione europea, boccato alle Camere federali per le note vicende.
Torna la fiducia tra i consumatori svizzeri ma restano elevate le preoccupazioni per il posto di lavoro: ce lo dice l'ultima indagine demoscopica della Segreteria di Stato dell'economia (Seco).
In aprile l'indicatore sulla propensione agli acquisti è salito a -7 punti, in netto miglioramento rispetto al trimestre precedente (-14) e sostanzialmente in linea con le rilevazioni pluriennali ante-pandemia. Questo significa che i cittadini si attendono che la ripresa economica, che si sta già delineando, prosegua nei prossimi dodici mesi.
Non viene però condiviso un analogo ottimismo riguardo all'occupazione: le prospettive sono leggermente migliorate ma restano ben al di sotto dell'era pre-Covid, in particolare in merito alla sicurezza dell'impiego. Un po' meglio va invece l'indice della disoccupazione.
A preoccupare le famiglie è anche l'evoluzione dei prezzi. La recente ripresa dell'inflazione fa temere nuovi rincari che in prospettiva potrebbero erodere significativamente il potere d'acquisto e questo induce a un atteggiamento prudente dei consumatori. Che, in maniera del tutto legittima, sembrano volerci vedere chiaro prima di effettuare spese azzardate.
L'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) ha rinviato per la seconda volta il Congresso degli svizzeri all'estero. Anche quest'anno a causa della pandemia.
"È con il cuore pesante che il comitato dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero ha deciso di rinviare il congresso al prossimo anno, ha annunciato oggi l'OSE. Il congresso annuale è un evento internazionale con partecipanti provenienti da tutto il mondo. "La sicurezza dei partecipanti e del personale deve essere la priorità assoluta", ha precisato l'OSE aggiungendo che non vuole correre alcun rischio che potrebbe mettere in pericolo la salute.
Il congresso avrebbe dovuto svolgersi a Lugano alla fine di agosto, tuttavia l'organizzazione ritiene che permangano ancora troppe incertezze riguardo alla situazione epidemiologica in Svizzera, al numero di potenziali partecipanti e all'evoluzione della campagna di vaccinazione. L'appuntamento viene quindi posticipato al 19-21 agosto 2022 a Lugano e si svolgerà attorno al tema sempre d'attualità "Quali sfide per la nostra democrazia?".
La riunione del Consiglio degli Svizzeri all'estero si terrà invece in videoconferenza venerdì 20 agosto 2021. In quest'occasione si celebrerà il passaggio della presidenza dell'OSE da Remo Gysin a Filippo Lombardi.