Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/184769

<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.08.18</b></p><p><b>Il 15 agosto 2018 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l'approvazione di una Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI) con l'Arabia Saudita. Affinché possa entrare in vigore, la CDI dovrà essere approvata dal Parlamento svizzero e seguire le necessarie procedure di emanazione in Arabia Saudita. </b></p><p>Firmata a Riad il 18 febbraio 2018, la CDI è stata accolta favorevolmente dai Cantoni e dagli ambienti interessati dell'economia. Si tratta della prima Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio conclusa tra i due Stati.</p><p>La CDI prevede normative vantaggiose per l'imposizione internazionale degli utili delle imprese e di altri redditi. Inoltre recepisce diverse disposizioni elaborate nel quadro del progetto dell'OCSE e del G20 volto a contrastare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (progetto BEPS). La CDI contempla anche una disposizione per l'assistenza amministrativa secondo il vigente standard internazionale in materia di scambio di informazioni su domanda.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 02.03.2020</b></p><p><b>Arabia Saudita, approvata convenzione doppia imposizione</b></p><p><b>Con 119 voti contro 71 e due astensioni, il Consiglio nazionale ha approvato oggi la convenzione contro la doppia imposizione conclusa con l'Arabia Saudita. Il dossier era stato sospeso nel dicembre 2018 dopo l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuta nel consolato saudita di Istanbul.</b></p><p>La commissione preparatoria aveva ritenuto che questo assassinio rendesse necessario un riesame approfondito delle relazioni tra Svizzera e Arabia Saudita. </p><p>Nel frattempo un rapporto presentato dal Consiglio federale ha convinto la maggioranza che si tratta di una convenzione importante sul piano economico e politico. La Svizzera, è stato sottolineato, potrà far sentire la sua voce in merito ai diritti dell'uomo e alla parità dei sessi solo continuando il dialogo con l'Arabia Saudita.</p><p>La sinistra ha invece criticato l'accordo, affermando che il governo persegue obiettivi essenzialmente di carattere economico e non dispone di una strategia politica solida nei confronti di Riad. La sua proposta di rinviare il dossier all'esecutivo è però stata bocciata con 120 voti contro 66.</p><p>Firmata a Riad il 18 febbraio del 2018, la convenzione era stata accolta favorevolmente dai Cantoni e dagli ambienti interessati dell'economia. Essa prevede "normative vantaggiose" per l'imposizione internazionale degli utili delle imprese e di altri redditi.</p><p>Recepisce inoltre diverse disposizioni elaborate nel quadro del progetto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e del G20, volte a contrastare l'erosione della base imponibile (evasione fiscale) e il trasferimento degli utili.</p><p>Il documento contempla anche una disposizione per l'assistenza amministrativa secondo gli standard internazionali in materia di scambio di informazioni su richiesta. Riad è il secondo partner commerciale della Svizzera nel mondo arabo, dopo gli Emirati Arabi Uniti.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 22.09.2020</b></p><p><b>Arabia Saudita, approvata convenzione doppia imposizione </b></p><p><b>Anche se senza entusiasmo, con 24 voti a 2 e 10 astenuti il Consiglio degli Stati ha, dopo il Nazionale in marzo, approvato oggi la convenzione contro la doppia imposizione conclusa con l'Arabia Saudita.</b></p><p>Il dossier, ormai pronto per le votazioni finali, era stato sospeso nel dicembre 2018 dopo l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuta nel consolato saudita di Istanbul. La commissione preparatoria del Nazionale chiedeva di riconsiderare le relazioni tra i due Paesi alla luce di questo fatto.</p><p>Nella primavera scorsa, la Camera del popolo aveva però approvato l'intesa, in seguito a un rapporto presentato dal Consiglio federale secondo cui la convenzione era importante sul piano economico e politico. La Svizzera, secondo il Governo, potrà far sentire la sua voce in merito ai diritti dell'uomo e alla parità dei sessi solo continuando il dialogo con l'Arabia Saudita. La sinistra aveva invece criticato l'accordo, affermando che l'esecutivo perseguiva obiettivi essenzialmente di carattere economico e non disponeva di una strategia politica solida nei confronti di Riad. La sua proposta di rinviare il dossier all'esecutivo era però stata bocciata.</p><p>Oggi, l'intesa tra i due Paesi non ha suscitato lunghe discussioni in aula. La maggioranza ha giudicato i vantaggi superiori agli svantaggi. La sinistra ha però voluto manifestare il proprio malcontento astenendosi al voto finale.</p>