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La Banca nazionale svizzera (BNS) lascia invariata la sua politica monetaria: l'istituto di emissione mantiene fermo fra il -1,25% e il -0,25% il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, suo principale tasso di riferimento.
Vengono anche confermati gli interessi negativi a -0,75% sui conti giro presso la BNS.
Malgrado una leggera flessione, il franco continua ad essere "nettamente sopravvalutato", ha dichiarato il presidente della direzione generale della BNS, Thomas Jordan, aggiungendo che l'istituto tiene conto del fatto che l'economia svizzera sta attraversando un periodo relativamente difficile.
La politica della banca poggia dunque su due pilastri: il tasso d'interesse negativo e il fatto di "essere disposti a intervenire sul mercato dei cambi", ha precisato Jordan. Ciò consente di rendere meno attrattivi i collocamenti in franchi e di sostenere l'attività economica.
Globalmente, le previsioni della BNS relative all'inflazione variano poco rispetto a settembre. A corto termine sarà leggermente superiore a quanto annunciato il trimestre precedente, ma sarà trascinata verso il basso a medio termine a causa del degrado delle prospettive dell'economia mondiale.
Per l'anno in corso è prevista un'inflazione del -1,1%, 0,1 punti in più rispetto a quanto preventivato in settembre. Per il 2016 è atteso un rincaro dello 0,3% (in precedenza annunciato +0,4%).
Nel terzo trimestre la crescita dell'economia mondiale è stata inferiore a quanto previsto dalla BNS, in particolare a causa della debolezza della congiuntura industriale internazionale e della mancanza di dinamismo del commercio mondiale. Positiva invece l'evoluzione del settore dei servizi, grazie a una domanda interna robusta registrata in molti Paesi.
La previsione di crescita dell'economia mondiale è stata pertanto lievemente abbassata. L'ottimismo prudente è stemperato da una serie di rischi considerevoli, rileva la BNS, secondo cui i mutamenti strutturali in Cina continueranno a pesare sulla congiuntura industriale e sugli investimenti a livello mondiale. In Europa, la fragilità strutturale e le attuali preoccupazioni di sicurezza pubblica potrebbero pesare sull'economia.
Da una prima stima ufficiale, il prodotto interno lordo (PIL) svizzero è rimasto stagnante nel terzo trimestre, al di sotto delle attese. Una serie di parametri consentono tuttavia di individuare un leggero miglioramento della congiuntura, anche se l'impiego delle capacità di produzione dell'economia svizzera resta insoddisfacente, e la richiesta di manodopera modesta.
Per l'anno in corso la BNS continua a prevedere una crescita del PIL svizzero vicina all'1% in termini reali. Il rilancio progressivo della congiuntura mondiale dovrebbe continuare a consolidare la domanda estera di beni e servizi elvetici. La domanda interna dovrebbe rimanere robusta. Per il 2016 la banca si attende una crescita vicina all'1,5%.
SDA-ATS