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LONDRA - Nel Regno Unito, le autorità politiche e le voci scientifiche si stanno incrociando da alcune settimane sull'eventualità di dover posticipare l'ultima tappa prevista dalla roadmap per le riaperture stilata da Londra, che ha cerchiato in rosso sul calendario la data del 21 giugno. Il giorno dell'allentamento definitivo.
A rinnovare la proposta, chiedendo di procedere per passi più prudenti, è il professor Ravi Gupta dell'Università di Cambridge, che intervistato oggi sulle frequenze della "BBC Radio" ha indicato come oltre lo stretto della Manica si stiano registrando i primissimi segnali di una potenziale terza ondata.
Ieri il Regno Unito ha registrato per il quinto giorno consecutivo oltre 3000 nuovi casi confermati di positività al coronavirus. Una soglia che non era stata più oltrepassata dopo il 12 aprile scorso. «C'è stata una crescita esponenziale nel numero dei nuovi contagi e almeno tre quarti di questi sono legati alla nuova variante», ovvero quella indiana, ha indicato l'esperto. «Si tratta ovviamente di numeri relativamente bassi», ha proseguito, ma «tutte le ondate iniziano con numeri bassi che crescono in sottofondo e poi diventano esplosivi».
La variante indiana: i numeri
La presenza in proporzione crescente della variante indiana è considerata un rischio anche fuori da confini britannici. Lo dimostra anche la recente decisione dell'Ufficio federale della sanità pubblica in Svizzera, che ha iscritto la settimana scorsa il Regno Unito nuovamente sulla propria "lista nera". Sempre la scorsa settimana, durante un briefing, il Segretario di Stato per la salute e gli affari sociali Matt Hancock ha presentato i dati del Public Health England, mostrando che il numero di infezioni legate alla variante è salito da 3'535 a 6'959 casi dalla settimana precedente.
Questione di costi e benefici
Tuttavia, ha sottolineato l'esperto di Cambridge, l'eventualità di una terza ondata potrebbe in ogni caso necessitare di un tempo più lungo per emergere grazie alle vaccinazioni. Nel Regno Unito sono state distribuite finora, secondo le cifre aggiornate dalle autorità sanitarie britanniche, 64,5 milioni di dosi di vaccino, con oltre 25 milioni di persone che hanno completato il ciclo di vaccinazione.
Il rischio però, secondo Gupta, rimane. E sarebbe opportuno posticipare il "libera tutti" «di alcune settimane per raccogliere qualche dato in più». «Se valutiamo la possibilità di sbagliare dal punto di vista di costi e benefici, credo che questo sia nettamente a favore del posticipare» l'ultimo allentamento.