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Il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha ricevuto oggi a Palazzo federale i diplomatici stranieri a Berna. Nel suo discorso si è detto preoccupato per la crescente "tendenza alla politica egemonica a livello internazionale". Egli ha chiesto alle grandi nazioni di accettare quelle piccole come equivalenti.
Maurer ha fatto riferimento alla Pace di Vestfalia del 1648, con la quale è stato introdotto nella politica internazionale un nuovo principio: la sovranità degli Stati e, di conseguenza, relazioni interstatali fondate sul diritto.
Ha poi tracciato paralleli con il Patto federale del 1291, in cui è convenuto il reciproco riconoscimento del pari valore delle comunità valligiane. Il documento disciplina le modalità di risoluzione pacifica dei conflitti tra i firmatari e sancisce la mutua rinuncia a pretese di dominio.
Più tardi questi principi hanno trovato posto nella Carta delle Nazioni Unite: "nessuno Stato ha più valore di un altro. Nessun paese dovrebbe dominare un altro paese. Nessun popolo dovrebbe sottomettere un altro popolo."
Il presidente della Confederazione si è detto inquieto che "queste nozioni possano cadere nell'oblio": la crisi debitoria e la recessione a livello mondiale acuiscono i conflitti d'interesse. Ciò induce fortemente la tentazione a non più trattare il più debole come un partner paritario e a cercare di imporgli le proprie esigenze.
SDA-ATS