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La SUVA ha diritto di dimezzare le sue prestazioni assicurative a una motociclista che si era gravemente ferita nel corso di un allenamento in Francia. Secondo il Tribunale federale esercitarsi su un circuito equivale a compiere un'impresa temeraria.
Nel marzo 2009 la donna centauro aveva partecipato con una Honda XR 650 R a una sessione di guida libera, organizzata dal suo club di appartenenza su di un circuito in Francia. Dopo cinque giri cadde nell'affrontare una curva. I due motociclisti che la seguivano riuscirono ad evitare l'impatto, ma il terzo franò addosso alla donna mentre quest'ultima cercava di rialzarsi. Risultato: fratture multiple e perdita di un braccio.
L'Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni (SUVA) ha ridotto le prestazioni del 50% considerando che la donna si era gettata in un'impresa temeraria. In una prima sentenza la giustizia ginevrina aveva dato ragione alla motociclista: ora in ultimo grado il TF ha annullato quel verdetto, accogliendo il ricorso della SUVA.
I giudici federali rammentano che si parla di "impresa temeraria assoluta" quando un individuo assicurato si espone a un pericolo particolarmente grave senza prendere - o senza poter prendere - misure destinate a ridimensionare il pericolo a proporzioni ragionevoli. Proprio il caso della motociclista.
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