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Il Consiglio federale sarà tenuto a garantire effettivi sufficienti al Corpo delle guardie di confine (Cgcf). La commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale rinuncia a pretendere un aumento di 200-300 unità. Tuttavia, essa chiede di chiarire i compiti di polizia tra Confederazione e cantoni.
Senza opposizione, la commissione raccomanda al plenum di allinearsi alle correzioni effettuate dal Consiglio degli Stati a una mozione del consigliere nazionale Hans Fehr (UDC/ZH). Il testo chiede che le guardie di confine dispongano di effettivi sufficienti per garantire i controlli richiesti dalla situazione.
Inizialmente, si parlava di un aumento di 200-300 posti. Il Consiglio federale si era opposto alla mozione in gennaio, limitandosi ad accordare 35 posti supplementari. Le esigenze delle guardie di confine, in particolare ginevrine, ma anche ticinesi, che chiedono un aumento dei collaboratori per poter garantire la presenza sul territorio, restano così in sospeso.
La commissione del Nazionale auspica che Confederazione e cantoni procedano a un esame della ripartizione dei compiti. Si tratta di risolvere il problema di competenze tra polizie cantonali e Cgcf nelle zone di frontiera, ma anche negli aeroporti e sui treni.