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Le tasse ecologiche sono aumentate in Svizzera di oltre il 70 per cento in 10 anni. Ora rappresentano il 9.3 % del totale.
Nel 2000 hanno provocato introiti per 8,3 miliardi di franchi, pari al 9,3 per cento del gettito fiscale di Confederazione, cantoni e comuni.
Nel 1990, i prelievi fiscali legati all'ambiente ammontavano a 4,8 miliardi, ossia al 7,4 per cento del volume totale delle entrate fiscali. L'Ufficio federale di statistica comunica lunedì che la progressione è in particolare dovuta all'aumento del gettito delle imposte sugli oli minerali e all'introduzione di nuove tasse ecologiche.
Il 92 per cento degli 8,3 miliardi incassati nel 2000 provenivano dalle imposte sull'energia e i trasporti, il 6 per cento dalle imposizioni sulle risorse naturali (come i canoni per i diritti d'acqua) e il 2 per cento sulle emissioni (come la tassa d'incentivazione sui composti organici volatili).
Questi dati non tengono conto delle tasse sui rifiuti e sulle acque di scarico, che nel 1999 hanno fruttato 1,8 miliardi di franchi, portando in quell'anno il totale dei prelievi ecologici a 9,7 miliardi. I dati per il 2000 non sono ancora disponibili.
Nel raffronto internazionale, si osserva che nel 1997 il gettito delle imposte ambientali sui proventi totali delle imposte e dei contributi sociali ammontava al 5 per cento in Svizzera e al 6,7 per cento nell'Unione europea. Secondo l'UST si tratta di una differenza imputabile principalmente ad un tasso d'imposizione dell'energia meno elevato nel nostro Paese.
swissinfo e agenzie