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U'altra testa è saltata nei servizi sociali vodesi, in relazione al caso del padre condannato a 18 anni di carcere per abusi sui suoi otto figli. Dopo il capo del Servizio di protezione della gioventù, lascia anche la responsabile dell'Ufficio regionale Nord di protezione dei minorenni.
L'ufficio, uno dei quattro di cui dispone il servizio cantonale, era competente nella zona dove abitava la famiglia del condannato e dal 2001 si occupava dei figli dell'uomo. La responsabile ricopriva la carica dal 2008 ma vi lavorava già dal 2000. Era quindi presente nel periodo in cui le giovani vittime erano sotto la sua protezione.
Si parla di più di una decina di anni durante i quali i bambini, seppur seguiti anche da un curatore educativo, subivano quotidianamente violenze e abusi di ogni tipo. "Maltrattamenti evidenti almeno dal 2002 - aveva sottolineato nel suo rapporto commissionato dal Cantone l'ex giudice federale Claude Rouiller - che le autorità non sono stata in grado di affrontare". In base alle raccomandazioni da lui avanzate, le autorità hanno avviato una riorganizzazione del servizio di protezione. Ed è proprio in virtù di questa che anche l'allontanamento della responsabile dell'ufficio regionale è stato ritenuto necessario.