Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01189.jsonl.gz/1402

Unternavigation
Le questioni di natura sociale richiedono in molti casi soluzioni sovracantonali. La Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), con sede permanente a Berna, garantisce il coordinamento tra i Cantoni nel settore sociale e rappresenta i loro interessi nei confronti della Confederazione. La CDOS collabora con diverse autorità federali, tra cui l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, l’Ufficio federale di statistica e, nel settore dell’asilo, gli uffici federali del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
La CDOS nasce nel 1943 quale Conferenza dei dipartimenti cantonali dell’assistenza pubblica con lo scopo di creare un foro di discussione sulle attività dei Cantoni nel settore sociale. La Conferenza si occupa essenzialmente di cinque settori specialistici: il sistema di sicurezza sociale, la politica familiare e sociale, la politica dell’infanzia e della gioventù, la politica in materia di disabilità e il settore della migrazione. Le sue decisioni sono intese quali raccomandazioni all’attenzione dei Cantoni.
Concretamente, negli anni della sua fondazione il programma di lavoro della Conferenza comprende il disciplinamento dei costi dell’assistenza pubblica, un miglioramento del sostegno ai familiari nonché la creazione di un concordato per introdurre il sistema dell’assistenza sociale in base al luogo di domicilio. La Conferenza conduce inoltre regolarmente rilevazioni statistiche sulle spese dei Cantoni per l’assistenza pubblica e sostiene l’ampliamento dell’assistenza sociale con la creazione dell’AVS nel 1947. Negli anni 1940 coordina inoltre la lotta all’alcolismo, per la quale i Cantoni devono istituire strutture idonee per le persone alcolizzate.
Dal 1959 al 1997 l’organo porta il nome di «Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali». All’inizio degli anni 1960 la CDOS continua ad occuparsi della questione dell’obbligo di assistenza. Assieme alla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS) s’impegna per sostituire nel sistema dell’assistenza pubblica il principio del luogo di origine con quello del luogo di domicilio. Tra gli affari della CDOS rientrano anche l’attuazione della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (AI) e questioni di politica sanitaria, quali per esempio il controllo delle nascite. Dalla fine degli anni 1960 la Conferenza partecipa a diverse commissioni federali, in particolare la commissione svizzera per le questioni legate alla disabilità mentale, la commissione federale di esperti per la riorganizzazione dell’assicurazione malattie e la commissione di esperti per la revisione dell’assicurazione conto gli infortuni. La CDOS intrattiene anche contatti oltre i confini nazionali. In occasione della conferenza annuale del 1970, due periti giuridici presentano una relazione sul diritto sociale internazionale e una sulla imminente ratifica della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) da parte della Svizzera. La CEDU contrasta in modo particolare con la pratica degli internamenti amministrativi, allora corrente in Svizzera.
Negli anni 1980 la nuova ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni dà occasione alla CDOS per intavolare nuove discussioni. La Conferenza dirige l’introduzione della Convenzione intercantonale sulle case di cura, in vigore dal 1987, che obbliga i Cantoni a elaborare procedure per l’esecuzione di pene o misure e regola le modalità di finanziamento tra Cantoni nel settore delle strutture stazionarie. La Convenzione permette inoltre ai Cantoni di consultarsi nel contesto della pianificazione di questo tipo di istituti. La CDOS si occupa altresì di politica educativa e formativa nel settore sociale e di lotta alle dipendenze. Alla fine degli anni 1980 la sua attenzione si concentra progressivamente sul settore dell’asilo. Discute inoltre sulle possibili risposte all’elevata disoccupazione in Svizzera e sulla lotta alla povertà, in particolare tra i «lavoratori poveri» (working poor). Si occupa anche dell’attuazione della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reato, entrata in vigore nel 1993.
Nel 2002 viene conclusa la Convenzione intercantonale per le istituzioni sociali (CIIS), in vigore dal 2006, quale estensione della precedente Convenzione intercantonale sulle case di cura, che inserisce nelle procedure altre strutture stazionarie, tra cui i centri di disintossicazione. La CDOS è coinvolta nella valutazione dello sviluppo della CIIS e si occupa della sua direzione.
Negli ultimi anni, tra i temi principali all’ordine del giorno delle conferenze annuali della CDOS figurano l’assistenza ai familiari, il sostegno alla prima infanzia, l’integrazione nel mercato del lavoro di persone provenienti dal settore dell’asilo e la politica dell’infanzia e della gioventù. La CDOS è inoltre sempre coinvolta nei dibattiti su questioni sociali di attualità: ha partecipato per esempio alla tavola rotonda per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e alle discussioni sul congedo di paternità e sull’armonizzazione delle prestazioni sociali per le famiglie legate al bisogno. Ha preso posizione anche nell’ambito della riforma dell’AI, opponendosi ai risparmi previsti nel timore di un trasferimento dei costi dall’AI alle prestazioni complementari (PC). Ha inoltre previsto misure concrete per l’attuazione della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa, il cui obiettivo è di migliorare la protezione delle donne dalla violenza domestica. Assieme alla Conferenza dei Cantoni per la protezione dei minori e degli adulti (COPMA) ha formulato le raccomandazioni sul collocamento extrafamiliare di minori.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Meyer Markus (2006), Die interkantonale Konferenz – ein Mittel der Kantone zur Zusammenarbeit auf Regierungsebene, Bern; O. A. (2018), Jahresbericht SODK 2018. Online: https://ch-sodk.s3.amazonaws.com/media/files/2018_JB_mit_JR_f%C3%BCr_Web_d.pdf, Stand: 07.02.2021; O. A. (o.D.), Wirken der SODK, o. O. Online: https://www.sodk.ch/de/organisation/portrait/, Stand: 06.02.2021; Prot. der SODK, Jahreskonferenzen 1943, 1949, 1950, 1960, 1970, 1980, 1990, 1994; Thönen Sarah (2009), Zentralisierung der bedarfsabhängigen Sozialleistungen. Vor- und Nachteile der föderalen Aufgabenteilung – mögliche Zentralisierungsmodelle, Masterarbeit, Universität Bern, Bern. Online: https://www.kpm.unibe.ch/weiterbildung/weiterbildung/projekt__und_mas_arbeiten/e234352/e234427/ThnenSarah_ger.pdf, Stand: 07.02.2021; Zürcher Ernst (2002), Grünes Licht für das Beitrittsverfahren der Kantone. Die Interkantonale Vereinbarung für soziale Einrichtungen IVSE, in: Zeitschrift für Sozialhilfe 11, 177-182. Online: https://www.e-periodica.ch/digbib/view?pid=zes-003%3A2002%3A99%3A%3A187&referrer=search#189, Stand: 07.02.2021; Zürcher Ernst (2006), Formen und Entwicklung der interkantonalen Rechtssetzung am Beispiel der Heimvereinbarung, in: LEGES 1, 93-106. Online: https://leges.weblaw.ch/dam/publicationsystem_leges/2006/1/LeGes_2006_1_93-106.pdf, Stand: 24.03.2021.
(06/2021)