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Il controllo dei funghi raccolti e utilizzati per il consumo privato

Intossicazioni, conseguenti al consumo di funghi selvatici, rapportate all'importanza delle fruttificazioni, appaiono ogni anno.
Fra i casi particolari (allergie, cottura insufficiente, alterazioni, ecc.), le intossicazioni toccano in maggior parte le persone che hanno commesso un errore di determinazione dovuto alla cattiva conoscenza dei caratteri peculiari precisi dei funghi, del loro grande polimorfismo e delle molteplici possibilità di confusione.
Sull'utilità del controllo non ci sono dubbi. Un'inchiesta realizzata in Svizzera Romanda nel 1998 e 1999 ha dimostrato che il 33,7 % dei raccolti controllati conteneva funghi non atti al consumo e l'11,3 % di funghi velenosi.
E' impossibile calcolare il numero delle persone preservate dal consumo di funghi velenosi grazie all'efficacia dei controlli. Possiamo tuttavia ragionevolmente pensare che non sia un numero trascurabile. E' altresi auspicabile che questi controlli siano inseriti pienamente nelle attività di prevenzione messe in atto dalle autorità. Infine, i costi generati da questi controlli sono irrilevanti e non paragonabili con i costi dovuti ad una eventuale ospedalizzazione e sono ridicoli se paragonati al male umano e sociale che possono generare questi tipi di intossicazioni.
Il controllo dei funghi destinati all'uso privato è gratuito ed è effettuato da controllori diplomati che:
- esaminano i funghi ed eliminano sul posto le specie velenose, indigeste, sospette o avariate, così come quelle che non possono essere identificate con certezza;
- informano i consumatori sulle precauzioni particolari da osservare nella preparazione e conservazione dei funghi e per tutte le altre indicazioni utili;
- invitano, quando è il caso, il raccoglitore al rispetto dell'ambiente naturale e della flora fungina (evitare di strappare il micelio, di raccogliere specie fungine troppo vecchie o che non hanno ancora raggiunto lo stadio di crescita sufficiente, di abusare dei quantitativi permessi, ecc.);
In casi particolari e limitati, taluni di loro sono stati chiamati da medici od ospedali per la determinazione di funghi che sono stati causa d'intossicazione.
I controllori esaminano anche, su richiesta, le raccolte private destinate ad essere messe occasionalmente in commercio, ad esempio funghi consegnati da un raccoglitore privato ad un ristoratore per essere venduti nel suo ristorante. (Formalmente questi funghi sottostanno all'autocontrollo). In pratica il ricorso ad un controllore ufficiale è sovente la sola possibilità di controllo esistente in questo caso.
IERI
Il controllo dei funghi destinati all'uso privato si è sviluppato durante il 20° secolo su iniziativa di comuni o di cantoni preoccupati di prevenire le intossicazioni. Infatti, nella legislazione federale nel 1971 si può leggere la disposizione seguente:
« Gli organi di controllo delle derrate alimentari sono, su richiesta, a disposizione delle persone che avendo raccolto dei funghi non intendono metterli in commercio ma consumarli a casa propria».
La nuova legge sulle derrate alimentari esclude esplicitamente dal suo campo d'applicazione le merci destinate all'uso personale. L'abrogazione di questa disposizione, peraltro poco impegnativa, ha indotto certi comuni, che non erano tenuti ad esercitare questa attività, a sopprimerla.
La VAPKO ha reagito energicamente chiedendo alla Confederazione di creare le basi legali per un controllo effettuato dalle autorità. Una interpellanza e una mozione dello stesso tenore sono state sviluppate al Consiglio nazionale, rispettivamente da MM. Roland Ostermann nel 1998 e da Christoph Eymann nel 1999.
Nelle sue risposte il Consiglio federale indica, in sostanza, che l'introduzione di una prescrizione legale che permetta il controllo dei funghi raccolti da privati cercatori andrebbe contro la posizione del Parlamento che ha voluto escludere il consumo personale dal campo d'applicazione della Legge sulle derrate alimentari. E' per ciò dell'avviso che siano i cantoni a regolamentare questo controllo. Una modifica della Legge sulle derrate alimentari potrà essere presa in considerazione solo se i cantoni fossero pronti o disposti a adottare una regolamentazione adatta ai rischi che il consumo dei funghi presenta.
La situazione peggiora in dicembre del 2000 in occasione della messa in consultazione, dal Dipartimento federale dell'Interno, di un progetto di revisione della legislazione sulle derrate alimentari. Il progetto propone di abrogare l'Ordinanza sulla formazione dei controllori di funghi, con conseguente sparizione di una sapienza e la lenta morte del controllo dei funghi.
Questa proposta ha incontrato una forte opposizione e l'ordinanza è stata mantenuta. Nel frattempo la Confederazione riconosce la necessità di un controllo delle raccolte private invitando, con delle campagne d'informazione, i raccoglitori di funghi a sottomettere il loro raccolto ad un esperto competente.
OGGI
In assenza di una regolamentazione federale, il controllo delle raccolte private è esercitato dai comuni e dai cantoni, sia su base volontaria, sia in virtù di una legislazione cantonale.
In Svizzera si contano ca. 500 posti ufficiali di controllo di cui 23 in Ticino :
I cantoni di Vaud e del Giura incaricano i comuni o dei gruppi di comuni di organizzare il controllo.
Nel cantone di Ginevra, i controlli sono effettuati presso il Laboratorio cantonale.
Nei cantoni Berna e Friborgo, la legislazione indica semplicemente che i comuni possono ingaggiare un controllore ufficiale dei funghi.
Il canton Neuchâtel non fissa alcun obbligo di controllo ai comuni, ma indica loro che devono regolamentarsi su base volontaria e orientare la popolazione sulle possibilità di controllo esistenti.
I cantoni Vallese e Ticino non dispongono di legislazioni specifiche.
Commento
La VAPKO si rammarica che la Confederazione non sia disposta a creare una base legale obbligante i cantoni a controllare i funghi destinati al consumo privato; assumendosi così il rischio di veder sparire gli uffici di controllo, e come corollario, un aumento dei casi d'intossicazione.