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Mentre continua in molti Stati Usa il conteggio dei voti delle elezioni di metà mandato, sono ancora tre i seggi da assegnare al Senato americano, dove i repubblicani hanno già conquistato una maggioranza di 51 seggi (+2) contro i 46 dei democratici.
Mancano all'appello ancora i risultati di Florida e Arizona, dove la situazione è quella del 'too close to call', con un testa a testa fino all'ultimo voto tra gli sfidanti. Il Mississippi ha eletto un suo primo senatore ma manca all'appello un secondo, con i candidati che sono andati al ballottaggio previsto per il 27 novembre. In Florida è in scena una vera e propria 'battaglia' fra il repubblicano Rick Scott e il democratico Bill Nelson, che non esclude un riconteggio dei voti visto che il vantaggio di Scott è inferiore allo 0,5%.
Alla Camera dei Rappresentanti, quando sono ancora in corso le ultime operazioni di spoglio delle schede, su 415 seggi a disposizione i democratici ne hanno già guadagnati 221, strappandone 26 ai repubblicani e superando di tre la soglia di 218 deputati necessaria per la maggioranza. I repubblicani sono fermi a quota 196.
Nelle 36 corse aperte la poltrona di governatore, i democratici hanno compiuto passi avanti strappando 7 posti ai repubblicani, anche se l'impresa di Andrew Gillum in Florida non è riuscita: la vittoria è andata al repubblicano Ron DeSantis. In California si è affermato il democratico Gavin Newsom, mentre a New York è stato confermato Andrew Cuomo. Il Nevada ha girato le spalle ai repubblicani ed è stato eletto Steve Sisolak. Con Gretchen Whitmer infine i democratici si riprendono anche il Michigan.