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Il maoista Baburam BhattaraiI, neo primo ministro nepalese, ha nominato 13 ministri nel suo Governo formato da una coalizione con un fronte di partiti regionali dell'etnia "madhesi" del sud del paese himalayano. L'Esecutivo, come riferito da media locali, sarà completato nei prossimi giorni.
I maoisti, la principale forza in Parlamento, si sono riservati sei ministeri, tra cui quello degli esteri, occupato dal vicepresidente del partito degli ex guerriglieri, Narayan Kaji Shrestha, detto «Prakash», e quello delle finanze, andato a Barshaman Pun, considerato uno stretto collaboratore del leader Prachanda.
Gli altri otto membri del governo, tra cui il ministro degli interni, Bijaya Gachhadar, che aveva già giurato il 26 agosto insieme al premier, appartengono ai "madhesi". Il 57enne Bhattarai, un intellettuale che si è formato in India, si trova tuttavia a dover affrontare una spaccatura interna al suo gruppo che potrebbe vanificare la sua ambizione di concludere il processo di pace nei prossimi sei mesi.
Una fazione radicale ha infatti ritirato l'appoggio al Governo dopo la decisione presa la scorsa settimana (leggi sotto) dal partito maoista di consegnare a un comitato interpartitico le chiavi dei depositi di armi dell'Esercito del popolo di liberazione utilizzate nel conflitto contro la monarchia terminato nel 2006.