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<h2>SubmittedText<h2><p>Sempre più elementi indicano che il glifosato è cancerogeno. Tre anni fa l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un ente dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha constatato che il glifosato è probabilmente cancerogeno per l'uomo. Negli Stati Uniti questo erbicida è stato classificato come tale. In un processo incentrato sul glifosato, Monsanto è stata condannata a pagare un risarcimento di 81 milioni di dollari, perché non avrebbe adeguatamente messo in guardia dai rischi associati all'erbicida Roundup contenente glifosato. Già in precedenza, l'azienda era stata condannata a risarcire una persona che si era ammalata di cancro dopo l'utilizzo di tale sostanza.</p><p>La Svizzera deve tenere conto di questi elementi e proteggere dal glifosato i numerosi diretti interessati in modo adeguato. In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Le persone che utilizzano il glifosato in agricoltura, nei trasporti pubblici e privatamente sono informate sui rischi ad esso correlati? Le misure di protezione sono sufficienti per tutelare tali persone? Quali altre misure sono necessarie?</p><p>2. Le persone che si trattengono all'aperto durante le escursioni, i giri in bicicletta e le passeggiate, così come i bambini che giocano, sono sufficientemente protetti nel caso in cui respirino la nebbia di pesticidi proveniente da un campo che viene trattato con il glifosato? Quali provvedimenti si impongono affinché le persone non subiscano danni? </p><p>3. Come viene analizzata la salute di cani, gatti e animali selvatici che si muovono sui campi trattati o vi si trattengono?</p><p>4. Il glifosato, che è una sostanza aderente, può essere trasportato nelle abitazioni da cani e gatti, e il veleno può quindi depositarsi sui tappeti. Le persone, in particolare i bambini piccoli, come possono proteggersi dalle contaminazioni di glifosato in ambito domestico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dalla valutazione realizzata nel 2015 dal Centro internazionale di ricerca sul cancro, numerose organizzazioni scientifiche internazionali hanno confermato che l'uso del glifosato non rappresenta un rischio per quanto concerne l'insorgenza del cancro nell'uomo se utilizzato secondo le prescrizioni. Si tratta segnatamente del gruppo congiunto della FAO e dell'OMS sui residui, dell'Agenzia europea dei prodotti chimici (ECHA) e dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). </p><p>1. In Svizzera tutti i prodotti fitosanitari sono assoggettati a una procedura di omologazione nell'ambito della quale vengono accuratamente analizzati i possibili rischi per l'uomo e l'ambiente nonché stabiliti gli oneri che permettono di applicarli in totale sicurezza. Viene valutata, in particolare, anche la protezione dell'utilizzatore. Sulla base di questa valutazione si può imporre, ad esempio, l'uso di guanti o occhiali di protezione. Questi oneri devono essere apposti in maniera chiaramente leggibile e indelebile sulla confezione del prodotto fitosanitario. Com'è il caso per tutti i prodotti chimici, anche per quelli fitosanitari nel quadro della procedura di valutazione dei rischi, oltre a stabilire gli oneri, vengono identificate le proprietà fisico-chimiche, tossiche ed ecotossiche. Gli eventuali pericoli sono indicati sulla confezione sotto forma di pittogrammi e indicazioni di pericolo. Gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari come, per esempio, gli agricoltori, necessitano di un'autorizzazione specifica che dimostri che sono in grado di utilizzare correttamente i prodotti fitosanitari. Nel quadro del Piano d'azione sui prodotti fitosanitari si stanno mettendo a punto varie misure per migliorare le informazioni in materia di sicurezza e di protezione dell'utilizzatore riportate sui prodotti fitosanitari. A tal proposito si sono già svolti workshop con fabbricanti di prodotti fitosanitari e organizzazioni che pubblicano raccomandazioni fitosanitarie. </p><p>2. Durante l'impiego di prodotti fitosanitari una piccola frazione di poltiglia può essere trasportata dal vento fuori della particella trattata. Tale fenomeno, detto deriva, diminuisce notevolmente con l'aumentare della distanza. Questo aspetto è preso in esame nell'ambito dell'omologazione onde garantire che l'eventuale deriva non comporti alcun pericolo per la salute degli abitanti o delle persone presenti nelle vicinanze delle colture durante l'applicazione di un prodotto fitosanitario.</p><p>3. Nell'ambito dell'omologazione vengono valutati i possibili rischi correlati ai prodotti fitosanitari per diversi organismi non bersaglio come, per esempio, mammiferi e volatili che possono entrare in contatto con un prodotto fitosanitario attraverso l'acqua, il suolo, l'aria o il cibo. Il rilascio dell'omologazione avviene esclusivamente se i rischi sono ritenuti accettabili ai sensi dell'ordinanza sulla protezione dei vegetali. </p><p>4. Non esistono studi su una possibile contaminazione da prodotti fitosanitari trasportati nelle abitazioni da animali domestici. Tuttavia, simili contaminazioni sono certamente così esigue da poter ritenere che un rischio è improbabile.  </p>  Risposta del Consiglio federale.