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La biodiversità è di vitale importanza per l’uomo. Tuttavia, la sua sopravvivenza è sempre più minacciata. Per conservarla sono necessarie misure a livello locale, regionale e globale.
Le cause principali per la perdita globale di biodiversità sono la scomparsa degli habitat, lo sfruttamento eccessivo, l'inquinamento, le specie alloctone invasive e i cambiamenti climatici. Il difficile stato della biodiversità è ben visibile a tutti e tre i livelli: ecosistemi, specie e geni.
Ecosistemi
A livello mondiale sono state identificate 1480 «ecoregioni»: regioni terrestri come la taiga orientale siberiana o la steppa patagonica, regioni d’acqua dolce come il lago Bajkal e regioni costiere e marine come la Grande barriera corallina. Ogni ecoregione comprende una serie di ecosistemi e habitat diversi tra loro . Gli ecosistemi permetto l'esistenza degli organismi che ospitano. Tuttavia, possono fornire servizi utili anche all'essere umano. Uno studio volto a quantificare i servizi ecosistemici ha avanzato una stima di 33 000 miliardi di dollari l'anno, ossia 1,8 volte il prodotto nazionale lordo globale.
I servizi ecosistemici sono ora minacciati. Un rilevamento mondiale dello stato degli ecosistemi condotto da 1800 scienziati ha evidenziato che circa il 60 per cento dei servizi, dai quali dipende l'uomo, sono già degradati o stanno peggiorando (Millennium Ecosystem Assessment).
Specie
Attualmente la scienza ha individuato circa 1,74 milioni di specie animali, vegetali, fungine e microrganismi. Tuttavia, stando alle stime, il loro numero effettivo potrebbe essere molto più elevato.
Studi condotti su fossili mostrano che una specie può esistere su un arco di tempo compreso tra 1 e 10 milioni di anni prima di estinguersi naturalmente. Il tasso di estinzione naturale annuo ammonta a 0,1 specie per milione di specie. L'attuale tasso supera questo valore di 1000 volte.
È bene ricordare che l'estinzione è solo il punto finale di un processo di deperimento che comincia molto prima, quando la popolazione di una specie inizia a diminuire. Uno studio mondiale condotto su 2300 specie di vertebrati ha evidenziato che dal 1970 le loro popolazioni hanno subito un calo del 30 per cento (Millennium Ecosystem Assessment).
Anche le Liste Rosse sono una prova del degrado della biodiversità: il 28 per cento delle 85 604 specie analizzate è considerato minacciato su scala mondiale (cfr. categorie «in pericolo di estinzione», «fortemente minacciato» e «minacciata» dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, IUCN).
Varietà genetica
I dati sulla diversità genetica poggiano quasi esclusivamente sulle conoscenze relative alle varietà coltivate e alle specie d'allevamento. Il 16 per cento delle 8 200 specie di animali da reddito è minacciato (Global Biodiversity Outlook 4). Si teme che dall'inizio del XX secolo sia andato perso il 75 per cento della varietà genetica delle piante coltivate.
Responsabilità internazionale
La Svizzera e le sue attività si ripercuotono non solo sulla biodiversità indigena, bensì anche su quella globale, vuoi per la corresponsabilità nei cambiamenti climatici, l'utilizzo di materie prime o il consumo di beni e servizi a livello globale.
Per questo motivo, la conservazione della biodiversità è una sfida che necessità di interventi a livello locale, regionale e mondiale. Lo strumento più importante a disposizione è la Convenzione sulla diversità biologica (CBD), conclusa nel1992 al vertice mondiale sull'ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro. Nel frattempo più di 190 Paesi, fra cui anche la Svizzera, hanno aderito a questa convenzione.
Nel corso della decima Conferenza delle Parti svoltasi a Nagoya nell’ottobre 2010, queste ultime hanno stabilito un piano strategico con 20 obiettivi da raggiungere entro il 2020 (alcuni entro il 2015). Uno degli obiettivi è la protezione del 17 per cento della superficie terrestre. Un altro risultato importante è stata l’approvazione del Protocollo di Nagoya sull’accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione (Access and Benefit Sharing, ABS).
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Ultima modifica 02.10.2018