Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01106.jsonl.gz/683

Il segreto di Leonardo da Vinci
Cinqecento anni fa moriva Leonardo da Vinci, controverso e affascinante genio universale
in cultura , persone
Il mondo celebra il genio per la sua indipendenza e la sua distanza dalla Chiesa. Eppure Leonardo era assolutamente credente, afferma lo storico Klaus-Rüdiger Mai, autore di "Leonardos Geheimnis" ("Il segreto di Leonardo"), pubblicato dall'Evangelisches Verlagsanstalt di Lipsia, che ha scoperto molti lati nascosti dell’artista.
Qual è il segreto di Leonardo da Vinci?
Di certo non risponderò a questa domanda. Nessun autore di gialli rivelerebbe in anticipo chi è il colpevole. Le dico soltanto che Leonardo aveva in mente i posteri sin dall’inizio e lavorò alla sua leggenda. Non appena scriviamo di lui immancabilmente cadiamo nella sua trappola. Con questa consapevolezza si riesce ad avvicinarsi al segreto di Leonardo.
Oggi lo celebriamo come genio del Rinascimento, come persona indipendente. È una leggenda anche questa?
Leonardo era sicuramente una persona dalla mentalità molto indipendente, ma questa non era una cosa così insolita ai suoi tempi. Il Rinascimento era più multiforme e sfaccettato di come lo immaginiamo. Leonardo non conosceva il latino e non poteva partecipare al dibattito scientifico, che veniva condotto in latino. Il percorso di conoscenza deduttivo, tardo scolastico, che si basava su autorità come Aristotele, gli era perciò precluso. Questa fu una benedizione. Leonardo dovette fare affidamento sulle proprie osservazioni, su misurazioni ed esperimenti propri, come avrebbe fatto cento anni dopo Giovanni Keplero. Già allora Leonardo utilizzava questi metodi scientifici.
Leonardo dovette farsi una propria immagine del mondo?
Sì, questo è anche alla base della sua religiosità continuamente messa in dubbio. Per lui è ovvio che Dio ha creato il mondo. Vuole leggere il libro della creazione, vuole capire come tutto è collegato. In questo è assolutamente un figlio del suo tempo, le cose devono corrispondere l’una all’altra. Il grande deve corrispondere al piccolo, il corpo umano alla struttura del mondo.
Leonardo è spesso presentato come un ateo. È sbagliato?
Sì. Nel tardo medioevo non c’erano veri atei. L’idea che non ci sia alcun Dio non trova riscontro in quest’epoca. Tuttavia non bisogna confondere la fede con l’atteggiamento nei confronti della Chiesa. Leonardo aveva un atteggiamento critico e distaccato nei confronti della Chiesa, che ai suoi tempi rappresentava una potenza militare e politica e conduceva guerre. Leonardo era fondamentalmente scettico, in fondo al cuore considerava l’uomo come una bestia.
La religiosità di Leonardo trapela dai suoi dipinti? Alcuni studiosi sostengono che le sue opere siano soltanto lavori su commissione...
È ovvio che si tratta di lavori su commissione. Anche un artista ha bisogno di guadagnare. Tuttavia non conosciamo tutta l’opera di Leonardo. Le botteghe di allora producevano di tutto, dai candelieri ai ritratti. Oggi sono conservate soprattutto le opere che erano appese nelle chiese o nei palazzi della nobiltà. Molte delle opere appartenute ai cittadini ricchi non esistono più. Su commissione gli artisti dipingevano motivi standard come Maria con il bambino Gesù, la crocifissione o i tre re magi. I pittori dell’epoca rinarravano questi motivi con modalità senza precedenti. In questo si palesava il genio di un artista.
Leonardo aveva un atteggiamento critico e distaccato nei confronti della Chiesa, che ai suoi tempi rappresentava una potenza militare e politica e conduceva guerre
Anche nel caso di Leonardo da Vinci?
Sì. Nella sua rappresentazione dell’ultima cena non racconta la storia dell’eucaristia, ma qualcosa di mostruoso: il tradimento.
Come Giuda tradì Gesù?
Con questo tradimento Leonardo interpreta la scena dell’ultima cena.
Ciò ha a che fare con la concezione della vita di Leonardo? Levava spesso le tende per mettersi al servizio di un nuovo principe...
Leonardo racconta come il tradimento faccia parte dell’esistenza umana e come questo faccia di Gesù il Cristo. Gesù aveva appena spiegato ai suoi discepoli che uno di essi lo avrebbe tradito. Spaventati, i discepoli si tirano indietro, Gesù resta solo e isolato. Pietro prega il discepolo amato, Giovanni, di chiedere a Gesù chi sia il traditore. La sua mano ha afferrato il coltello. Pietro potrebbe accoltellare Giuda, che siede accanto a lui. Nel suo dipinto Leonardo racconta come i discepoli affrontino il tradimento in dodici modi diversi e così facendo rivela qualcosa dell’esistenza umana.
Giuda è seduto tra i discepoli?
Il Giuda di Leonardo non siede da solo all’altro lato del tavolo, talvolta con un diavoletto sulla spalla, come mostra la tradizione. Il suo Giuda siede in mezzo ai discepoli, vicinissimo a Gesù, perché il tradimento non giunge mai da fuori.
Qual è il messaggio del dipinto?
Leonardo non intendeva trasmettere alcun messaggio. Voleva raccontare la situazione in modo tale che parlasse nella nostra vita. Se le immagini avessero un messaggio chiaro il loro effetto sarebbe svanito già da tempo con lo scorrere degli anni. La postura di Giuda rivela la visione pessimistica del mondo di Leonardo, secondo il quale il traditore non giunge dall’esterno, ma dall’interno. Faceva parte della natura di Leonardo. Al contrario di Michelangelo Leonardo non aveva un carattere burbero, tirannico. Era spiritoso e amichevole, amava l’entrata in scena a effetto tra lo stuolo di amici e allievi ed era aperto riguardo alla sua omosessualità. Gli piaceva però anche ritirarsi in solitudine. Vagava in pace per le campagne per giorni e settimane, osservando il volo degli uccelli, il sorgere del sole e lo scorrere dell’acqua.
Leonardo da Vinci era omosessuale e sezionava cadaveri. Entrambe le cose erano considerate peccati mortali ai suoi tempi. Perché non fu giustiziato?
Siamo soliti pensare al Rinascimento e al Medioevo in bianco o nero. Allora vigeva la regola: nessun accusatore, nessun giudice. L’omosessualità, allora chiamata in modo sprezzante sodomia, era proibita. In alcune aree le persone che se ne rendevano colpevoli venivano giustiziate, in altre venivano condannate a sanzioni pecuniarie, in altre ancora non venivano affatto perseguitate. Leonardo, che non fece mai mistero della sua omosessualità, non ebbe problemi. Era una personalità fuori dell’ordinario. Si vestiva in modo appariscente e pulito. Era vegetariano e teneva in gran conto l’igiene. D’altro canto frugava nelle viscere dei morti. Certe contraddizioni non erano insolite nel Rinascimento. La normalizzazione prese piede soltanto con l’imborghesimento successivo alla Riforma.
Era una personalità fuori dell’ordinario. Era vegetariano e teneva in gran conto l’igiene
Quest’anno Leonardo da Vinci viene celebrato in quanto genio e uomo moderno. È un’interpretazione corretta?
Ovviamente celebriamo la nostra immagine di Leonardo. Non potremmo fare altro. Leonardo fece di sé una leggenda già nel corso della sua vita. E la leggenda crebbe con il passare degli anni. Oggi circolano su di lui le storie più folli. Si va dal codice da Vinci che dovrebbe essere celato nei suoi dipinti fino all’idea che fu il fondatore della pittura femminile. In realtà Leonardo dipinse alcuni ritratti femminili, ma tali rappresentazioni erano dovute allo spirito dell’epoca.
Che cosa può dirci l’artista Leonardo da Vinci?
Oggi il mondo è divenuto confuso e complicato, molte cose non riusciamo a comprenderle. Per qualsiasi cosa abbiamo bisogno di un esperto. Per questo motivo esiste un’enorme produzione di manualistica. La nostra fede negli esperti è esattamente il contrario dell’approccio di Leonardo, che voleva pensare con la propria testa, cercare autonomamente e farsi una propria immagine delle cose. Leonardo teneva in gran conto l’universalismo che noi abbiamo completamente perduto. In questo senso Leonardo è una provocazione e un buon correttivo. Anche se oggi lo stato della conoscenza è enorme noi esseri umani abbiamo la capacità e il raziocinio per occuparci di tutto e per verificare tutto. È qualcosa che non dobbiamo sottovalutare. (intervista di Tilmann Zuber; in Kirchenbote; trad. it. G. M. Schmitt)