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Secondo economiesuisse, i tassi d'interesse devono aumentare se si vuole che l'economia svizzera cresca effettivamente dell'1,5-2%, come dicono le previsioni.
L'annuncio della federazione mantello delle imprese svizzere sopraggiunge due giorni prima il probabile aumento della fascia di oscillazione del tasso d'interesse di riferimento (0,5-1,5%) della Banca nazionale svizzera.
Per far fronte alle sempre più fragili condizioni economiche – rese ancora più precarie nel corso del 2005 a causa dell'imprevisto aumento del prezzo del petrolio – il capo economista di economiesuisse è convinto che un aumento dei tassi di interesse «è necessario per consentire che la Banca nazionale svizzera goda di un margine di manovra più ampio nell'immediato futuro».
«L'economia elvetica è abbastanza forte per assorbire questi incrementi», afferma a swissinfo Rudolf Walser.
Buone aspettative per il 2006
«Dopo le difficoltà di inizio anno, la crescita economica è divenuta chiaramente più dinamica negli ultimi mesi», ha osservato Walser.
Da maggio le esportazioni sono progredite, in particolare nel settore chimico-farmaceutico, dell'orologeria e degli strumenti di precisione, ha aggiunto.
Dopo aver registrato una solida crescita dell'1,7% quest'anno - comunica la federazione delle imprese svizzere - il Prodotto interno lordo elvetico dovrebbe salire dell'1,5-2% nel 2006. Le esportazioni continueranno anch'esse ad evolvere positivamente grazie a prezzi competitivi.
Crescita non rima con lavoro
La crescita non ha tuttavia ancora un impatto rilevante sul mercato del lavoro: il tasso medio di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 3,8% nel 2005, ossia agli stessi livelli dell'anno scorso.
Per il 2006 economiesuisse si attende una lieve riduzione al 3,6%.
La domanda di consumo, che procedeva a ritmi moderati, è dal canto suo diventata più vivace da settembre: economiesuisse prevede una crescita reale dell'1,7% per l'anno in corso, dopo un +2,1% nel 2004.
Stare al passo
Per Rudolf Walser, l'economia svizzera ha approfittato della stabilità politica della Germania e della tendenza positiva osservata per le economie di altri Paesi.
L'esperto elvetico aggiunge inoltre che si dovrà procedere ad una liberalizzazione del mercato dell'energia, ad un miglioramento dell'sistema educativo e a maggiori riforme fiscali.
L'eventuale riduzione dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) - attualmente esaminata dal Consiglio federale - non è considerata sufficiente da Walser e, anzi, implicherebbe rallentamenti nel processo politico.
«In materia di riforme, la Svizzera è relativamente in ritardo rispetto agli altri Paesi. La politica fiscale non è un qualcosa di stabile, ma è in continua evoluzione e la Svizzera deve stare al passo», conclude Walser.
swissinfo, Matthew Allen, Zurigo
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio)
Fatti e cifre
Il 1. dicembre, il Segretariato di stato dell'economia ha rivisto al rialzo le sue previsioni sulla crescita economica svizzera nel 2005: dall'1,3 all'1,7%.
Una settimana prima, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico aveva previsto una progressione annuale dell'1,25%.
L'attuale fascia di oscillazione del tasso d'interesse Libor a tre mesi della Banca nazionale svizzera è compresa tra lo 0,25 e l'1,25%, con un tasso preferenziale allo 0,75%.