Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/176585

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di semplificare le basi legali determinanti attraverso una riduzione della normativa, in modo tale che sia possibile diminuire le perdite di derrate alimentari registrate nell'industria alimentare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole del problema dello spreco alimentare, affrontato anche nel quadro del piano d'azione Economia verde 2013. Secondo un rapporto sull'economia verde e sulle misure per rendere la Svizzera un Paese sostenibile e rispettoso delle risorse ("Grüne Wirtschaft - Massnahmen des Bundes für eine ressourcenschonende, zukunftsfähige Schweiz", disponibile soltanto in tedesco e francese) approvato dal Consiglio federale il 20 aprile 2016, dall'esame svolto nell'ambito del piano d'azione delle condizioni quadro legali (p. es. delle indicazioni sulla conservabilità degli alimenti e sull'alimentazione di animali con resti alimentari) non emerge la necessità di adeguamenti normativi per ridurre lo spreco alimentare. Emerge invece che è soprattutto la sensibilizzazione della popolazione ad avere un notevole potenziale in tal senso.</p><p>Secondo lo studio dell'ottobre del 2016 citato nella mozione, la causa principale degli sprechi evitabili risiede nell'insufficienza del mercato e nella tecnica produttiva. Questi dati rinsaldano l'opinione del Consiglio federale che non sia necessario procedere ad adeguamenti normativi per diminuire gli sprechi.</p><p>La valutazione vale anche per il nuovo diritto sulle derrate alimentari, entrato in vigore il 1° maggio 2017. L'unica deregolamentazione possibile consisterebbe in un allentamento dei requisiti in materia di sicurezza alimentare (p. es. autorizzazione della trasformazione di prodotti di partenza che superano i valori massimi), che comprometterebbe però considerevolmente la protezione della salute della popolazione. Ne risulterebbe inoltre una differenza rispetto alla normativa europea. Questo a sua volta consentirebbe di importare in Svizzera derrate alimentari non conformi alle disposizioni dell'UE (p. es. perché contenenti residui di prodotti fitosanitari in quantità troppo elevate). Anche una deregolamentazione delle prescrizioni sull'indicazione della data porterebbe a pericolose lacune nella protezione della salute: la data di scadenza ha infatti lo scopo di evitare che si consumino alimenti andati a male e dunque pericolosi per la salute. Senza una data minima di conservabilità, i consumatori potrebbero essere tratti in inganno sulla qualità degli alimenti. Del resto, sono i fabbricanti stessi a decidere la scadenza dei loro prodotti.</p><p>Finora, per arginare lo spreco alimentare, la Confederazione ha informato i consumatori su come poterlo evitare. Inoltre, ha sostenuto l'industria alimentare nell'attuazione del diritto in materia di derrate alimentari e, tra le varie iniziative concertate con il settore, ha anche sviluppato raccomandazioni sull'applicazione delle disposizioni sull'indicazione della data. Infine, in collaborazione con gli ambienti interessati, sono state elaborate linee guida sulla donazione di alimenti alle organizzazioni di assistenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.