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Il premier 'ribelle' di Tripoli Khalifa Ghwell ha lasciato la capitale libica e si è rifugiato a Misurata, sua città natale. Lo ha riferito il Libya Herald, dopo che a Bruxelles il Consiglio Ue ha aggiunto il suo nome alla lista delle persone oggetto di sanzioni.
Nelle ultime ore sta crescendo il sostegno al capo del governo di unità nazionale, Fayyez al Serraj. "Sosteniamo tutti insieme lo sforzo del Governo di al-Serraj, finalmente a Tripoli", ha detto il premier italiano Matteo Renzi. Mentre la Francia ha chiesto alla comunità internazionale di prepararsi ad aiutare anche militarmente il nuovo governo, qualora lo dovesse chiedere.
Il governo di Tripoli non riconosciuto dalla comunità internazionale - insieme al capo del sedicente Governo di salvezza Nazionale, Khalifa Ghwell - non sarebbe più dunque nella capitale libica. La partenza di Ghwell segna di fatto la fine dell'esecutivo che fino all'ultimo ha tentato di ostacolare l'arrivo a Tripoli di al Serraj.
Una fonte di Misurata ha raccontato che Ghwell ha deciso di mettere fine alla sua esperienza di governo dopo un incontro in serata con i capi tribù di Misurata giunti a Tripoli proprio per incontrarlo. Su invito dei capi tribù di Misurata si sono ritirati anche i manifestanti radunati in piazza dei Martiri, a Tripoli, per protestare contro al Serraj.
Avrebbero lasciato Tripoli anche diversi ministri e il presidente del Parlamento vicino ai miliziani filo-islamici di Alba Libica, Nouri Abu Sahimin, che è ritornato nella sua città natale, la berbera Zuwara a ovest di Tripoli (peraltro rilasciando in serata una dichiarazione per nulla ostile nei confronti del nuovo governo).
Nel frattempo Serraj rimane nella sede in cui si è provvisoriamente installato, nella base navale di Bu Sitta, non lontano dal principale porto di Tripoli, e lavora a consolidare la sua presa. Tra gli incontri nelle ultime ore, i sindaci delle principali municipalità della città, i responsabili delle installazioni petrolifere nella zona, e il governatore della Banca centrale libica, Saddek Elkaber.
Un personaggio che si sarebbe invece rifiutato di incontrarlo è lo sceicco Sadeq al-Ghariani, l'ex Gran Mufti del Paese che sostiene Ghwell e che ancora ieri aveva invitato il Consiglio di presidenza a lasciare Tripoli, avvertendo in caso contrario che "ci sono armi in ogni casa". Parole che sono state però criticate dalla Lega degli Ulema. Dopo una riunione che si è tenuta ieri sera a Sabrata, a 70 chilometri dalla capitale, anche i rappresentanti di dieci città libiche situate a ovest di Tripoli e prima controllate dal governo 'ribelle - hanno annunciato sostegno a Serraj.
SDA-ATS