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BRUXELLES - L'Ema, l'agenzia europea per i farmaci, potrebbe dare l'autorizzazione alla commercializzazione dei vaccini di Biontech e Moderna nella seconda metà di dicembre "se tutto procederà senza problemi".
Lo ha detto la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen alla fine di una videoconferenza tra i leader Ue.
"Abbiamo appreso dall'esperienza di questa estate che uscire da una ondata è difficile e se si è troppo frettolosi nell'allentare le misure c'è un impatto molto negativo sulla situazione epidemiologica", ha proseguito.
"L'abbiamo appreso e quindi dobbiamo gestire le cose adeguatamente. Faremo una proposta per un approccio graduale e coordinato per l'allentamento delle misure di contenimento, questo per evitare il rischio che ci sia una ulteriore ondata".
Von der Leyen ha poi precisato che si sta "lavorando a una campagna di vaccinazione sostenendo gli Stati membri per quanto riguarda l'importanza dei vaccini: significa proteggersi, è una questione di solidarietà".
Sì al farmaco Baricitinib - Eli Lilly e Incyte hanno annunciato oggi che la Food and Drug Administration (Fda) statunitense ha rilasciato l'autorizzazione per l'uso di emergenza (Eua) di baricitinib, un farmaco originariamente usato contro l'artrite reumatoide.
Il medicamento è da utilizzare in combinazione con remdesivir in pazienti adulti e pediatrici ospedalizzati di età pari o superiore a due anni con Covid-19 sospetto o confermato in laboratorio che richiedono ossigeno supplementare, ventilazione meccanica invasiva o ossigenazione extracorporea a membrana.
«Sin dall'inizio della pandemia Covid-19, Lilly si è impegnata a trovare potenziali trattamenti per aiutare le persone in tutto il mondo colpite da questo virus», spiega David A. Ricks, presidente e CEO di Lilly.
«Il riconoscimento odierno della Fda per baricitinib fa sì che questo sia la seconda terapia Lilly a ricevere un Eua, dopo quella recentemente ottenuta per l'anticorpo neutralizzante per i pazienti non ospedalizzati ad alto rischio, aumentando quindi il numero di opzioni di trattamento per i pazienti Covid-19 nei diversi stadi della malattia. Questa è una pietra miliare importante per i pazienti ospedalizzati con ossigeno, poiché baricitinib può aiutare ad accelerare il loro recupero».
Il baricitinib è un inibitore di alcuni enzimi che hanno un ruolo importante nel processo infiammatorio. Il meccanismo, affermano alcuni studi già pubblicati, è per alcuni aspetti simile tra Covid e artrite, dato che in entrambe le malattie sono coinvolte le citochine, molecole proteiche prodotte dall'organismo in presenza di infiammazione che in alcuni casi possono peggiorarla.
Nei pazienti con Covid grave è l'azione fuori controllo del sistema immunitario, in particolare la cosiddetta cascata delle citochine, a peggiorare il quadro clinico. In questa cornice il farmaco potrebbe agire sui due fronti su cui il Covid-19 agisce: da un lato potrebbe ridurre l'entrata del virus nelle cellule e la sua replicazione e dall'altro bloccare alcuni processi del sistema immunitario che portano a questa infiammazione incontrollata e diffusa.
Inoltre, alcuni esperimenti in vitro, su particolari colture cellulari 3D, che riproducono i tessuti del fegato, confermano che il farmaco abbassa l'infettività dato che frena l'elevata produzione del recettore Ace2, necessario al virus per penetrare nelle cellule. L'azienda ha in corso uno studio sull'utilizzo del farmaco per il Covid, mentre sono già stati pubblicati due studi indipendenti sull'uomo, su Science Advance e sul Journal of Clinical Investigation, che hanno dimostrato che baricitinib può bloccare l'ingresso virale e ridurre la mortalità del 71% in pazienti con Covid-19 moderato o grave.