Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01028.jsonl.gz/592

Immaginate di avere fra le dita una ciliegia e supponete che sia la Terra. Poi andate a chiedere a una persona qualunque di che dimensione sarebbe il Sole nella stessa scala. Le risposte varieranno tra le grandezze di un pallone da calcio e il diametro dello stadio. Si capisce così che non esistono né nozioni né conoscenze reali su quest’argomento presso la maggioranza delle persone. Se poi si chiedono ancora altri dettagli sulle dimensioni dei corpi celesti più conosciuti, come la Luna o Venere, il disorientamento diventa quasi totale. Ecco a che cosa servono i sentieri dei pianeti: a porre in una giusta prospettiva le dimensioni del nostro sistema solare.
L’Astrovia di Locarno
La cerimonia di inaugurazione si è tenuta a Locarno il 28 settembre 2001, ma la genesi dell’Astrovia di Locarno risale a 30 anni fa. Nel 1975 nacque nella mente di Hermann Draga, un vetrinista professionista di Locarno senza particolari conoscenze astronomiche, l’idea di realizzare nel locarnese una riproduzione fedele del sistema solare in scala tale da dare alla gente comune la percezione delle reali proporzioni spaziali. Dopo aver scelto il percorso, lungo le sponde della Maggia e della Melezza, il terreno venne picchettato nella primavera del 1978. Dopo pochi mesi, purtroppo, si verificò la disastrosa alluvione d’agosto che devastò le sponde dei nostri fiumi. Si dovette allora attendere per lunghi anni le decisioni della autorità cantonali circa la ricostruzione degli argini parzialmente distrutti. Queste opere terminarono solo nel 1998, e da quell’anno il progetto iniziò a precisarsi con la scelta dei modelli planetari da realizzare in maniera originale, mai praticata negli altri sentieri dei pianeti svizzeri, e inoltre con la ricerca delle indispensabili sponsorizzazioni private e pubbliche.
L’Astrovia rappresenta il sistema solare lungo una passeggiata pianeggiante di circa 6 chilometri di lunghezza (in scala 1 a 1 miliardo), lontano dal traffico motorizzato, particolarmente adatta al pedone e al ciclista. La passeggiata inizia alla foce della Maggia con il modello del Sole e si sviluppa lungo la diga insommergibile del fiume per 1500 metri fino al modello di Saturno, situato nei pressi del nuovo ponte stradale alla Morettina. Qui si attraversa la Maggia e si prosegue sulla sponda destra fino alle Gerre di Losone (Golf), dove si trova il modello di Nettuno. Si segue quindi la sponda della Melezza fino alla passerella pedonale. Attraversandola si raggiunge Tegna, dove, ai piedi del campanile della chiesa, l’Astrovia termina con il modello di Plutone.
Da Tegna, se si vuole evitare il ritorno a piedi, si può prendere la Centovallina fino alla stazione FFS di Locarno oppure l’autopostale. Alla partenza, alla foce della Maggia, si può avere un’idea dell’intero percorso guardando verso le Terre di Pedemonte, dove, sul fianco della montagna sopra Tegna, si scorge l’edificio chiaro di una chiesetta.
Per una programmazione personale fatta su misura, proponiamo delle spezzate di vari tratti con l’indicazione delle lunghezze e dei tempi di percorrenza normali, a piedi, calcolando gli arresti per la lettura delle targhe. Vi sono tre accessi per le autovetture: ai modelli del Sole (foce Maggia), di Saturno (ponte della Morettina) e di Plutone (chiesa di Tegna).
Occhiata minima: dal Sole a Mercurio e ritorno. Sono 100 metri, tempo 10 minuti.
Occhiata corta: dal Sole a Marte e ritorno. Sono 450 metri, tempo 30 minuti.
Spazio vicino I: dal Sole a Giove e ritorno. Sono 1.300 metri, tempo 45 minuti.
Spazio vicino II: dal Sole a Saturno e ritorno. Sono 2.800 metri, tempo 1 ora e 20 minuti.
Percorso ibrido: Saturno-Sole-Saturno a piedi, da Saturno direttamente a Plutone (Tegna) in automobile, saltando Urano e Nettuno. Tempo 1 ora.
Percorso completo di sola andata: Sole-Plutone. Sono 6 chilometri, tempo 1 ora e 30 minuti. Per il ritorno si può utilizzare il trenino della FART da Tegna fino alla stazione di Locarno (12 minuti). Da questa alla foce della Maggia vi è ancora quasi mezz’ora a piedi.
Percorso completo di andata e ritorno: Sole-Plutone-Sole. Sono 12 chilometri, tempo 3 ore.
Il sentiero del Monte Generoso
Il sistema planetario è stato ricostruito sul Monte Generoso in scala 1 a 10 miliardi, ridotto a un tratto rettilineo di circa 600 metri.
Il percorso parte dal piazzale est dell’Albergo-Ristorante Vetta, con un modello tridimensionale del Sole, una sfera in metallo di 14 centimetri di diametro incastonata in una tavola plastificata che riporta i dati fisici e varie altre informazioni in quattro lingue. Sul sentiero pianeggiante lungo il confine italo-svizzero si incontrano poi le tavole con la riproduzione bidimensionale dei nove pianeti, da Mercurio a Plutone. La “passeggiata fra gli astri” giunge a metterci mentalmente a contatto con la realtà del cosmo, un vuoto quasi assoluto in cui l’essere umano è ben poca cosa.
Il sentiero di Saurù-Parusciana
Il percorso, della lunghezza di poco meno di un chilometro e mezzo, parte da Saurù (l’arrivo in quota della teleferica di Lumino), arriva fino ai monti di Parusciana e si conclude presso l’Aula Nel Bosco sopra i monti di Saurù. È arredato con 10 pannelli didattici raffiguranti il Sole, gli otto pianeti del sistema solare e una targa, posta nel luogo di Plutone, a rappresentare i cinque pianeti nani. Su ogni cartello sono riportati i dati più significativi riferiti a questi corpi celesti, accompagnati da un breve descrizione. L’intervallo fra di loro è stato calcolato in proporzione alla distanza reale, in modo che ci si renda conto della loro collocazione all’interno del sistema solare.Per rendere ancora più attrattivo il percorso, ogni cartello è stato completato con un modellino tridimensionale del corpo celeste che può essere illuminato tramite una torcia elettrica, dandogli così un effetto quasi “magico”.