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Berna, 17 dicembre 2018 – Nell’accordo di libero scambio con l'Indonesia, la Svizzera impone una rigorosa protezione delle varietà vegetali che limita i diritti delle contadine e dei contadini indonesiani e mette in pericolo la loro sicurezza alimentare. E questo nonostante abbia sottoscritto la Dichiarazione delle Nazioni Unite per i diritti delle famiglie contadine, che mira a contrastare fame e povertà nel settore rurale. Un'alleanza di sette ONG chiede perciò che la Svizzera rinunci a una rigorosa protezione delle varietà vegetali nell’accordo di libero scambio.
La norma 15 dell’UPOV 91 vieta a chiunque non solo di vendere senza autorizzazione varietà di sementi, ma anche di scambiarle. Inoltre limita l’auto produzione a varietà ben precise che talvolta viene gravata da tasse. L’UPOV 91 ostacola quindi il libero accesso alle sementi per contadine e contadini e avvantaggia l’industria delle sementi.
Con il divieto all’auto produzione e al libero scambio di sementi, l’approvvigionamento alimentare subirà conseguenze negative. La scomparsa del tradizionale sistema di moltiplicazione, selezione e diffusione di sementi agricole porterà a una perdita di bio diversità e renderà la produzione agricola più vulnerabile ai cambiamenti climatici.
Con l’adozione odierna da parte dell’ONU della Dichiarazione per i diritti delle famiglie contadine e di altre persone che vivono nelle zone rurali (UNDROP) è stata posta una pietra miliare sulla strada verso il superamento di fame e povertà in ambito rurale. Insieme alla grande maggioranza degli stati, la Svizzera ha votato a favore della Dichiarazione ed è quindi incomprensibile che praticamente contemporaneamente essa pretenda dall’Indonesia la rigorosa protezione delle varietà vegetali. Di fatto l’UPOV 91 è incompatibile con il diritto al libero accesso alle sementi sancito dalla Dichiarazione appena adottata.
Doppi standard svantaggiano l’Indonesia
Le richieste di una rigorosa protezione delle varietà vegetali secondo la UPOV 91 non sono solo in contrasto con la Dichiarazione per i diritti delle famiglie contadine. La Norvegia, paese dell’EFTA, non è membro dell’UPOV e non applica le sue norme. Si chiede quindi all’Indonesia di fare ciò che nemmeno i suoi partner commerciali fanno. L’Indonesia avrebbe urgente bisogno di una maggiore flessibilità nella messa a punto di un suo sistema di protezione delle varietà vegetali, poiché la sua sicurezza alimentare dipende dal libero accesso alle sementi.
Alliance Sud, APBREBES, Pane per tutti, Pro Specie Rara, Public Eye, Sacrificio Quaresimale e SWISSAID invitano il Consiglio federale ad attuare in modo coerente la Dichiarazione per i diritti delle famiglie contadine anche all’estero, e quindi di rinunciare alle richieste di una protezione più rigorosa delle varietà vegetali in accordi di libero scambio.