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In una fattoria di Basilea sono stati individuati i primi casi di lingua blu, una malattia che colpisce i ruminati. Un bovino è stato abbattuto, altri cinque sono stati infettati dal virus.
La lingua blu non è pericolosa per gli esseri umani. Il virus attacca esclusivamente i ruminanti. Per evitare il diffondersi della malattia è stata creata una zona di sicurezza di 20 km intorno all'allevamento colpito.
Il virus della febbre catarrale è arrivato anche in Svizzera. Conosciuta con il nome di «lingua blu», la malattia colpisce i ruminanti ma non rappresenta un pericolo per gli esseri umani.
Il primo focolaio è stato riscontrato in un allevamento di bovini nel cantone di Basilea Città. Attorno alla fattoria in questione è stata creata una zona di protezione di 20 chilometri.
Sei dei diciannove capi della mandria sono risultati positivi ai test: uno presentava sintomi gravi ed è stato abbattuto, ha comunicato domenica l'Ufficio federale di veterinaria (UFV).
Col sopraggiungere dell'inverno è probabile che la malattia, veicolata da un insetto, non si diffonda. Gli esperti non si fanno però illusioni. Importanti focolai della malattia sono presenti a poca distanza dal confine con la Germania e in primavera la lingua blu potrebbe diventare un serio problema anche in Svizzera.
Misure precauzionali
La lotta contro la lingua blu comporta alcune limitazioni dello spostamento degli animali, che viene ridotto al minimo attorno ai focolai.
All'interno della zona di protezione non vi saranno invece restrizioni. Tuttavia, bovini, ovini e caprini potranno lasciare la zona solo per essere portati direttamente al macello, con l'apposito nullaosta del veterinario cantonale, spiega l'UFV.
Per proteggere le mandrie dall'insetto vettore della malattia, i ruminanti verranno portati in stalla un'ora prima del crepuscolo.
Focolai in Europa
L'anno scorso la lingua blu era comparsa in Germania, Francia e Benelux. Alcuni focolai erano stati segnalati ai primi di ottobre a meno di 50 km dalla Confederazione, nel Land tedesco del Baden-Württemberg. E lo stesso UFV aveva ribadito che era solo questione di tempo prima che la malattia raggiungesse anche la Svizzera.
La lingua blu è una malattia infettiva dei ruminanti trasmessa dalla Culicoides imicola, un insetto simile ad una zanzara di piccole dimensioni.
Il virus può attaccare tutti i ruminanti, ma la malattia si manifesta in forma grave soprattutto negli ovini. Provoca lesioni nella regione boccale e degli zoccoli. Gli animali sono confrontati ad una produzione eccessiva di saliva e spesso zoppicano.
Dall'Africa col vento del deserto
Questa malattia, originaria del continente africano, ha raggiunto ormai da alcuni anni il nord dell'Europa, attraverso lo spostamento di insetti infetti dall'Africa settentrionale con la sabbia del deserto.
L'anno scorso ha destato scalpore la comparsa di casi in Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Quest'anno sono stati segnalati già più di 4'500 focolai e il virus è risultato più aggressivo dell'anno scorso.
La lingua blu non è una zoonosi. Ciò significa che non è trasmissibile all'uomo, né direttamente o tramite insetti, né attraverso l'alimentazione con carni, latte o formaggi derivanti da animali ammalati. Le carni, il latte e i formaggi in commercio sono pertanto sicuri.
swissinfo e agenzie
In breve
La malattia della lingua blu è un epizoozia che va obbligatoriamente segnalata alle autorità competenti. È tipica dei paesi caldi, ma negli ultimi anni è arrivata anche in Europa.
Come la malaria è veicolata da un insetto. Colpisce esclusivamente i ruminanti, in particolare pecore, capre e bovini. Per gli essere umani è innocua.
L'agente eziologico è un virus appartenente alla famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, del quale si conoscono 24 sierotipi (21 isolati in Africa australe).
Il tipo di virus attualmente presente in Europa si manifesta con i seguenti sintomi: infiammazione, congestione, edema a carico della regione della testa, emorragie ed ulcere delle mucose. Questo porta ad ipersalivazione e lesioni nella zona della bocca e in quella degli zoccoli. I segni della malattia si manifestano da 4 a 20 giorni dopo l'avvenuta infezione.