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La Corte di giustizia europea di Strasburgo impone al Cantone Lucerna di revocare la misura.
E ogni Comune dovrà rilasciare d'ora in avanti un permesso di accattonaggio.
LUCERNA - Dopo questa sentenza a Lucerna e in tutto il cantone i mendicanti potranno tornare a fare "liberamente" il proprio mestiere. Una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha sancito infatti che il divieto di accattonaggio in vigore a Lucerna è illegittimo e viola i diritti umani.
Il Cantone dovrà adesso abolire il divieto e cercare delle soluzioni di convivenza con i mendicanti. In Svizzera sono i cantoni a decidere le condizioni per l'accattonaggio. Ma il ricorso presentato da una donna rumena che nel 2014 era stata condannata a una multa di 500 franchi per aver chiesto l'elemosina a Ginevra, ha cambiato le carte in tavola. Il caso è arrivato fino alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo: il tribunale ha ritenuto che «il divieto violasse il diritto fondamentale al rispetto della vita privata e familiare e quindi fosse in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo».
Così il Cantone di Lucerna ha proposto ai comuni di introdurre un permesso di accattonaggio, che dovrebbe essere richiesto da tutti i mendicanti. Neanche il tempo di avanzare la proposta che si è levato un coro di disapprovazione: il primo no è arrivato proprio dal Consiglio comunale di Lucerna: «Chi è in difficoltà e ha bisogno di denaro lo chiede e non si preoccupa se è permesso».
Il secondo da Franziska Reist, direttrice del Verein kirchliche Gassenarbeit Luzern (VKG): «Penso che l'attuazione non sia realistica. Molti mendicanti vivono ai margini della società e alcuni sono tossicodipendenti. Per loro è un grosso ostacolo richiedere un permesso di accattonaggio».