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BERNA - Per ora le autorità sanitarie federali e gli aeroporti svizzeri non hanno adottato misure specifiche in merito al coronavirus che ha infettato alcune centinaia di persone, soprattutto in Cina.
L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), interpellato da Keystone-ATS, spiega che eventuali provvedimenti dipendono dagli sviluppi della situazione, che vengono costantemente monitorati.
Berna si attiene prima di tutto alle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che proprio oggi, dalle 12.00, tiene una riunione di crisi a Ginevra. Per gli esperti dell'OMS si tratta di accertare se il nuovo coronavirus (2019-nCoV) «rappresenti un'emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla», si legge in una nota della stessa OMS diramata l'altro ieri.
L'UFSP comunque deciderà autonomamente dall'OMS sul da farsi, «in funzione di quanto è ragionevole e giusto per la Svizzera», ha riferito un portavoce. L'Ufficio aggiorna costantemente le proprie informazioni sul virus sul proprio sito internet, ma solo in tedesco e francese.
Per l'UFSP, misure negli aeroporti come quelle adottate da diversi scali nel sudest asiatico sono premature. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ritiene attualmente limitato il rischio di introduzione del virus agli aeroporti di Londra, Parigi e Roma, i soli tre scali europei con collegamenti diretti con la metropoli cinese di Wuhan, focolaio iniziale del virus, fa notare l'UFSP.
Intanto però il Regno Unito introduce controlli «precauzionali» in aeroporto, riferisce la Bbc anticipando l'annuncio del ministro della sanità, Matt Hancock, di fronte al parlamento. I controlli riguarderanno in particolare i passeggeri dei tre voli settimanali che collegano Wuhan con l'aeroporto londinese di Heathrow.
Le misure preparate da Hancock prevedono la presenza di team medici specializzati all'arrivo di ogni aereo da Wuhan, l'indicazione per l'atterraggio e lo sbarco di un'area isolata del terminal 4, la diffusione nello scalo di annunci informativi e volantini sulle precauzioni da seguire.
In Svizzera gli scali internazionale di Zurigo e Ginevra attendono raccomandazioni dell'UFSP: per ora non hanno adottato alcun provvedimento particolare per proteggere viaggiatori e dipendenti dal coronavirus, hanno indicato a Keystone-ATS dei portavoce.
Anche a Davos - Davos scende in campo anche contro il nuovo e temuto coronavirus proveniente dalla Cina: la Svizzera è pronta a fare la sua parte, ha detto il consigliere federale Alain Berset, che oggi in margine al Forum economico fra le montagne retiche ha avuto vari incontri ad alto livello sul tema. Il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha parlato innanzitutto con il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. La Confederazione ha offerto il suo sostegno per far fronte all'emergenza, come aveva già fatto per esempio durante l'epidemia di Ebola del 2014.
«Aiutiamo dove possiamo», ha detto Berset in un incontro con i giornalisti, «siamo a disposizione», ha aggiunto, senza voler fornire dettagli sui contorni dell'aiuto. Per quanto riguarda la Svizzera, «siamo ben preparati», ha detto. Per questo genere di situazioni esiste un piano d'azione che viene applicato sulla base degli sviluppi sul terreno.