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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il principio della previdenza per la vecchiaia si fonda sui tre pilastri: AVS, previdenza professionale e previdenza individuale facoltativa. Mentre il primo pilastro garantisce durante la vecchiaia un reddito minimo a tutta la popolazione, il regime obbligatorio della previdenza professionale concerne solo i salariati con reddito superiore a 24'120 franchi. Dagli indipendenti - e quindi anche dagli agricoltori - si attende nell'ambito della previdenza professionale un maggior senso della responsabilità individuale. Per questo motivo sono anche più liberi di disporre dei loro fondi. Possono tuttavia affiliarsi a titolo facoltativo a un istituto di previdenza (affiliazione all'istituto di previdenza presso cui è assicurato il personale, affiliazione all'istituto collettore o affiliazione alla fondazione di previdenza dell'associazione professionale). La fondazione di previdenza dell'associazione professionale offre agli agricoltori un sistema di risparmio specifico per le loro necessità. Fino a oggi circa 20'000 persone si sono affiliate alla fondazione di previdenza, di cui più di 3000 hanno contratto, oltre alla copertura del rischio di decesso e di invalidità anche una previdenza per la vecchiaia. Oltre al pilastro 2b (previdenza professionale) gli agricoltori hanno a disposizione la previdenza privata dei pilastri 3a (previdenza vincolata) e 3b (previdenza libera) quali possibilità per creare riserve per la vecchiaia. Il Consiglio federale prevede che la partecipazione degli agricoltori ai pilastri 2b, 3a e 3b continuerà ad aumentare dato lo sgravio fiscale che queste forme di previdenza per la vecchiaia rappresentano. Queste condizioni quadro statali dovrebbero incentivare anche in futuro la previdenza facoltativa.</p><p>Se gli agricoltori non sfruttano queste possibilità, il patrimonio si limita in genere all'azienda agricola. La previdenza per la vecchiaia può essere in questi casi minacciata, se si deve attingere al patrimonio già prima del passaggio dell'azienda alla generazione successiva o della sua cessione. La proposta dell'autore della mozione non risolverebbe i problemi di queste aziende, molte delle quali, visti i bassi redditi, non potrebbero soddisfare i criteri di partecipazione alla previdenza professionale obbligatoria o potrebbero assicurare solo un'esigua parte del reddito. La rendita o il capitale dopo il pensionamento sarebbero bassi di conseguenza.</p><p>Il Consiglio federale è consapevole che i cambiamenti nell'agricoltura possono provocare casi di rigore sociale. Misure sociali d'accompagnamento limitate nel tempo sarebbero però più consone alla situazione che non un obbligo, che comporterebbe una limitazione della libertà imprenditoriale. In maggio il Consiglio federale ha istituito una commissione consultiva per l'agricoltura, che verificherà tra l'altro la questione delle misure sociali limitate nel tempo. </p><p>Il Consiglio federale respinge la proposta dell'autore della mozione di risolvere il problema con una cassa pensioni della Confederazione il cui capitale iniziale provenga dalla vendita delle riserve di oro e al flusso dei cui mezzi la Confederazione debba continuamente partecipare versando contributi paritetici anche per altre considerazioni di principio:</p><p>La cassa pensioni proposta non può appoggiarsi né all'articolo 104 (agricoltura) né all'articolo 113 (previdenza professionale) della Costituzione federale, con la quale anzi è in parte in contraddizione. Anche se giusta l'articolo 113 capoverso 2 lettera e la Confederazione può dichiarare obbligatoria la previdenza professionale per determinati gruppi di indipendenti, la richiesta della mozione che la Confederazione partecipi ai costi contraddice al capoverso 3 dello stesso articolo che stabilisce: "La previdenza professionale è finanziata con i contributi degli assicurati; almeno la metà dei contributi dei dipendenti è a carico del datore di lavoro." Il versamento di contributi della Confederazione a persone diverse dai dipendenti della stessa è quindi escluso secondo il diritto vigente.</p><p>Secondo la proposta dell'autore della mozione la cassa pensioni dovrebbe essere dotata di capitale sufficiente per l'immediato finanziamento delle rendite di coloro che hanno versato contributi esigui o non ne hanno versati affatto. Una parte degli agricoltori percepirebbe così una prestazione senza aver versato contributi. Con una simile misura tutti gli agricoltori affiliatisi spontaneamente ad una cassa di previdenza subirebbero retroattivamente uno svantaggio finanziario proprio per il loro comportamento previdente. Inoltre, secondo la mozione, gli agricoltori ad alto reddito percepirebbero fin dall'inizio una rendita elevata anche senza aver versato contributi, mentre quelli a basso reddito dovrebbero accontentarsi di una rendita esigua. Una misura del genere corrisponderebbe ad una ridistribuzione dal basso verso l'alto e sarebbe estremamente antisociale. </p><p>Il Consiglio federale ha già inviato in consultazione le sue proposte per l'impiego delle riserve di oro della Banca nazionale svizzera. La procedura di consultazione si concluderà alla fine di ottobre 2000. Il Consiglio federale propone che 500 delle 1300 tonnellate d'oro, conformemente al suo messaggio del 17 maggio 2000, vengano impiegate come capitale per la Fondazione Svizzera solidale. Per l'utilizzazione delle rimanenti 800 tonnellate propone due varianti. Da una parte si propone l'impiego scaglionato nel tempo dapprima per sostenere un'iniziativa nel campo della formazione e in seguito per fornire prestazioni transitorie nell'ambito dell'AVS, dall'altra la riduzione dei debiti di Confederazione e Cantoni. Dal punto di vista dell'economia nazionale entrambe le utilizzazioni vanno, direttamente o indirettamente, a vantaggio della popolazione nel suo complesso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.