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Il Palazzo d'inverno a San Pietroburgo.
KEYSTONE/AP/DMITRI LOVETSKY(sda-ats)
Il Ticino prestò alla Russia nella sua storia non solo architetti, bensì anche spie: per quasi 20 anni Artur Artuzov, figlio di un emigrante ticinese, è stato ai vertici del controspionaggio sovietico, arrivando a influenzare indirettamente anche l'attuale presidente.
Artuzov nasce nel 1891 nella Russia zarista, racconta oggi il settimanale Weltwoche, che dedica un lungo articolo alla poco conosciuta figura storica. Dieci anni prima nel paese era emigrato suo padre Christian Fraucci, che sfuggiva dalla povertà delle montagne ticinesi.
Nella nuova patria Fraucci porta una capacità molto apprezzata, quella di saper fare il formaggio. In poco tempo riesce a gestire un caseificio proprio e sposa una lettone, da cui avrà sei figli.
Artur si mostra molto intelligente: finisce le scuole con la medaglia d'oro e studia con il massimo profitto metallurgia a San Pietroburgo. Comincia a lavorare in un ufficio d'ingegneria, ma nel 1917 scoppia la rivoluzione, che cambia completamente la sua vita.
Dal 1918 avvia l'attività per il controspionaggio sovietico, mostrando particolare talento, e nel 1922 ne diventa il responsabile. Introduce la prassi della disinformazione su vasta scala, in cui i servizi russi hanno sempre brillato e che continua ancora oggi ad essere importante su internet.
Attraverso i suoi agenti riesce ad arruolare spie del calibro di Kim Philby, agente doppiogiochista britannico che per trent'anni lavorerà per l'URSS, o di Richard Sorge, che operando durante la Seconda guerra mondiale a Tokyo riuscirà a fornire indicazioni fondamentali sulle mosse dell'esercito tedesco. La più importante rimarrà però senza conseguenze: due giorni prima dell'attacco tedesco all'Unione Sovietica annuncia correttamente il momento dell'aggressione, ma Stalin ignora la messa in guardia.
Allora, nel 1941, Artuzov era già morto da anni. Come tanti altri era caduto in disgrazia presso il dittatore sovietico, che non lo apprezzava, anche perché contrariamente ai suoi superiori non aveva le mani sporche di sangue, preferendo puntare sempre sull'astuzia e il cervello.
Arrestato nel maggio 1937, venne fucilato nell'agosto successivo. Nel 1956 è stato riabilitato da un tribunale militare e la sua influenza è proseguita anche dopo. Il suo libro "ABC del controspionaggio" è stato anche letto dall'allievo del KGB Vladimir Putin.
"La nostra attività è nell'ombra", scriveva Artuzov poco prima della sua esecuzione. "Le nostre vittorie sono invisibili allo stesso modo delle nostre lacrime".
SDA-ATS