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PORT-AU-PRINCE - Otto dei 10 cittadini americani arrestati a Haiti il 29 gennaio scorso mentre stavano cercando di portare nella Repubblica dominicana 33 bambini tra i 2 e i 14 anni sono stati rilasciati ma due donne sono state trattenute in carcere per ulteriori accertamenti.
E' quanto ha deciso il giudice, Bernard Sainvil, il magistrato investito del caso. Laura Lusby e Charisa Coulter, secondo quanto si è appreso, saranno nuovamente interrogate per approfondire alcuni aspetti di visite effettuate nell'isola caraibica prima del terremoto del 12 gennaio. Per gli altri otto non sono stati accertati intenti criminali.
I 10 americani, cinque uomini e cinque donne, appartengono a una Ong dell'Idaho e appartengono alla Chiesa battista. Lo scorso 4 febbraio erano stati tutti accusati di sequestro di minori e associazione a delinquere per avere cercato di portare fuori dal paese gli oltre 30 bambini senza documenti in regola e in circostanze poco chiare.
Subito dopo l'arresto avevano tra l'altro affermato di avere prelevato i piccoli in un orfanatrofio di Port-au-Prince distrutto dal sisma e di voler portare i bambini in una nuova struttura a Santo Domingo.
Era emerso in seguito quasi tutti i bambini non erano orfani ma avevano una famiglia ed era sorto il sospetto che fossero predestinati al circuito delle adozioni clandestine. Alcuni, tuttavia, pare che fossero stati consegnati agli americani dagli stessi genitori.
Gli attivisti dell'Idaho, che amano definirsi 'missionari', negli interrogatori hanno sempre sostenuto la loro innocenza, affermando di avere solo voluto aiutare i bambini dopo la tragedia del sisma.
SDA-ATS