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Non si poteva chiedere promemoria più chiaro su quanto il 'limes' tra Nato e Russia, di questi tempi, sia teso. La conferenza stampa tra il premier spagnolo Pedro Sanchez e il presidente lituano Gitanas Nauseda, in corso presso un hangar della base alleata di Siauliai, è stata infatti interrotta dalla necessità di far decollare in tutta fretta due jet Nato (spagnoli, peraltro) per intercettare due velivoli russi apparsi sui radar. Bandiere smontate, civili allontanati e via. Pochi minuti dopo, però, Sanchez e Nauseda sono ricomparsi.
"La nostra conferenza stampa è stata interrotta da un rischio reale", ha detto Nauseda, come riportano i media lituani. Il presidente ha poi notato come i jet alleati si siano alzati in volo in meno di 15 minuti. Il ministro della Difesa della Lituania, Arvydas Anushauskas, ha precisato che i caccia sono decollati "dopo aver ricevuto un segnale di allarme". Sanchez, dal canto suo, ha osservato che l'episodio ha plasticamente mostrato "cosa stia accadendo" in quella zona d'Europa e quanto sia giustificata "la presenza dei militari spagnoli in Lituania". Sanchez ha anche riaffermato l'impegno spagnolo a proteggere la sicurezza del confine orientale dell'Alleanza Atlantica così come la "volontà della società spagnola e il governo spagnolo di proteggere l'integrità territoriale e la sicurezza di un Paese amico e alleato come la Lituania".
La risposta di Mosca è arrivata nel primo pomeriggio. Il ministero della Difesa russo, in una nota, ha precisato che due aerei Su-24 hanno eseguito un volo di "addestramento programmato" sulle acque neutrali del Mar Baltico, "senza violare i confini di altri Stati" (circostanza non immediatamente chiara sulle prime). Gli aerei hanno condotto il loro volo "in stretta conformità con le regole internazionali di utilizzo dello spazio aereo", ha sostenuto il ministero. Ma quest'ultimo episodio, dopo le schermaglie nel Mar Nero tra un vascello della Royal Navy e la guardia costiera russa, riafferma quanto sia Mosca sia la Nato vanno dicendo da tempo: c'è tensione, lungo le frontiere.
Al contempo, però, la giornata è stata scandita da un gesto di distensione. L'Unione Europea - ha annunciato Markus Ederer, ambasciatore dell'Ue presso la Federazione Russa - ha proposto di discutere con la Russia la possibilità di un riconoscimento reciproco dei certificati di vaccinazione contro il coronavirus (questione ben diversa dall'autorizzazione all'uso dello Sputnik in Europa al vaglio dell'Ema). Non è un dettaglio da poco, dato che sarebbe il primo passo pratico per una piena riapertura dei viaggi tra Russia e Ue. Un'uscita accolta con favore dal Cremlino, che l'ha bollata come "notevole e molto positiva". Visto il clima, tutto aiuta a mantenere a livelli accettabili le frizioni fra i due blocchi.