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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 29.08.2018</b></p><p><b>Il Consiglio federale intende ammodernare il diritto successorio </b></p><p><b>Il diritto successorio deve essere adeguato alle nuove forme di convivenza. Il Consiglio federale propone in particolare di ridurre le porzioni legittime dei discendenti per lasciare al testatore una maggiore libertà di disporre del suo patrimonio ad esempio a beneficio del partner di fatto. Ciò semplifica anche il regolamento della successione delle imprese familiari. Una normativa per i casi di rigore mira inoltre a proteggere dalla povertà i partner di fatto superstiti. Il Consiglio federale ha approvato il pertinente messaggio all'attenzione del Parlamento nella sua seduta del 29 agosto. </b></p><p>Dalla sua entrata in vigore nel 1912, il vigente diritto successorio è stato riveduto soltanto in singoli punti. La presente revisione mira in particolare ad adempiere il mandato parlamentare di rendere il diritto successorio più flessibile adeguandolo alle realtà sociali e alle forme familiari profondamente mutate. Al giorno d'oggi, un quarto delle famiglie con figli di età inferiore ai 25 anni non ha una forma familiare tradizionale. Molte persone vivono in famiglie ricomposte, in partenariati di fatto con figli comuni o in famiglie monoparentali. In Svizzera il diritto successorio ha una grande importanza economica e sociale. Circa due terzi della popolazione hanno già ereditato o attendono un'eredità. Complessivamente, il volume annuale delle eredità è superiore al risparmio annuo delle economie domestiche; secondo le stime, nel 2015 il volume delle eredità ha raggiunto circa 63 miliardi di franchi.</p><p></p><p>Maggiore libertà di disporre per il testatore</p><p>Attualmente i figli, il coniuge o il partner registrato e in alcuni casi anche i genitori hanno diritto a una quota minima della successione. Al centro della presente revisione vi è la riduzione di queste porzioni legittime attribuite per legge ai discendenti, nonché la soppressione di quella dei genitori. In questo modo il testatore può disporre più liberamente del suo patrimonio, ad esempio beneficando in misura maggiore il partner di fatto o i suoi figli. La riduzione delle porzioni legittime semplifica anche il regolamento della successione delle imprese familiari, la qual cosa dovrebbe avere effetti positivi sulla stabilità delle imprese e garantire posti di lavoro. In considerazione dei riscontri della consultazione, il Consiglio federale intende invece rinunciare a ridurre la porzione legittima del coniuge e del partner registrato.</p><p>Se una persona decede durante una procedura di divorzio o di scioglimento dell'unione domestica registrata, in linea di massima il superstite non deve avere diritto alla porzione legittima. Il Consiglio federale vuole così tenere conto della manifestata volontà di dissolvere l'unione ed eliminare gli incentivi a ritardare per motivi tattici la procedura di divorzio o di scioglimento dell'unione domestica registrata.</p><p></p><p>Proteggere dalla povertà il partner di fatto </p><p>Il Consiglio federale propone di proteggere con un cosiddetto credito di assistenza i partner di fatto che dopo la morte del partner si trovano in una situazione di bisogno finanziario. Questo nuovo strumento mira a proteggere meglio il partner di fatto dalla povertà e a impedire che debba fare ricorso all'aiuto sociale. Un tale credito di assistenza può ad esempio sorgere se durante la vita comune il partner ha rinunciato a un'attività lucrativa per provvedere all'economia domestica, accudire i figli o curare un membro della famiglia e non è stato sufficientemente beneficato dal testatore mediante testamento o contratto successorio. Il credito di assistenza è destinato a essere applicato soltanto in casi eccezionali quando è necessario per prevenire la povertà. Dopo la consultazione il Consiglio federale ha modificato la sua proposta originaria. </p><p>Inoltre, la revisione è volta a chiarire altre questioni aperte riguardo al calcolo della massa ereditaria: la legge deve stabilire espressamente che la previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) non fa parte della massa ereditaria ma è soggetta a riduzione se le porzioni legittime non sono rispettate. Altrettanto vale per la convenzione matrimoniale o patrimoniale secondo cui sotto il profilo del regime matrimoniale dei beni l'intero patrimonio deve essere attribuito al coniuge o al partner registrato superstite. </p><p>Il Consiglio federale ha stabilito i punti principali del pertinente messaggio già nel maggio 2017, dopo aver preso conoscenza dei risultati della consultazione. Allora ha anche deciso di separare le questioni tecniche dal presente progetto e di trattarle nel 2019 in un messaggio separato.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.09.2019</b></p><p><b>Diritto successorio, lasciare maggiore libertà al testatore </b></p><p><b>Nel redigere un testamento, in futuro si potrà disporre di maggiore libertà del proprio patrimonio, per esempio a beneficio del partner di fatto o dei figliastri. È una delle novità contenute nella revisione del diritto successorio approvata oggi dal Consiglio degli Stati per 34 voti favorevoli e 9 astenuti.</b></p><p>Le disposizioni attuali hanno più di 100 anni e non tengono conto delle "realtà sociali moderne", ha sottolineato il "senatore" Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione. Attualmente, i figli, il coniuge, il partner registrato e, in alcuni casi, i genitori, hanno diritto a una quota minima della successione.</p><p>Al centro della riforma vi è la riduzione di questa fetta attribuita per legge agli eredi, nonché la soppressione di quella di madre e padre. La porzione destinata a consorte e partner registrato resterà per contro invariata.</p><p>In caso di divorzio o scioglimento dell'unione domestica, qualora la procedura dovesse essere avviata ma non conclusa, il superstite non avrà più diritto a una quota dell'eredità. In questo modo si vuole valorizzare la volontà del defunto di interrompere la relazione e impedire il ritardo per motivi tattici delle procedure di separazione.</p><p>Con 28 voti contro 12 la Camera dei cantoni ha invece bocciato l'introduzione di un credito di assistenza destinato al convivente superstite proposto dal governo. Il suo obiettivo è impedire che queste persone cadano in povertà e debbano fare ricorso all'aiuto sociale, garantendo loro un minimo vitale ogni mese.</p><p>"Il testatore può già oggi proteggere il suo partner", ha sottolineato Beat Rieder (PPD/VS). Questa proposta creerà solo conflitti con gli altri eredi, soprattutto se sono giovani, ha aggiunto Thomas Hefti (PLR/GL).</p><p>Infine, la revisione del diritto successorio permetterà di chiarire alcune questioni aperte riguardo al calcolo del patrimonio lasciato: per esempio la legge stabilisce espressamente che la previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) non fa parte della massa ereditaria. Può però essere soggetta a riduzione se le porzioni legittime non sono rispettate.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2020</b></p><p><b>Eredità, maggiore libertà nel redigere un testamento </b></p><p><b>Maggiore libertà nel redigere un testamento, per esempio a beneficio del partner di fatto o dei figliastri. È una delle novità contenute nella revisione del diritto successorio, approvata oggi dal Consiglio nazionale con 140 voti a 48. Seguendo gli Stati, la Camera ha però bocciato l'introduzione di un credito di assistenza destinato al convivente superstite, come proponeva il governo.</b></p><p>Le attuali norme hanno più di 100 anni e non corrispondono più alle moderne relazioni e strutture familiari, ha affermato in entrata Laurence Fehlmann Rielle (PS/FR), a nome della commissione. Il matrimonio non ha più il monopolio, ha sottolineato la consigliera federale Karin Keller-Sutter, aggiungendo che il governo vuole più flessibilità.</p><p>Oggi un coniuge con figli comuni eredita normalmente la metà del patrimonio e ha diritto ad almeno un quarto. Il consorte o il partner registrato e i discendenti ereditano in via prioritaria. In caso contrario, la proprietà va ai genitori o ai discendenti più lontani. E se non ci sono parenti stretti o volontà, lo Stato intasca tutto.</p><p>Concubini e figli del partner o del coniuge, invece, non hanno diritto all'eredità. È qui che intervengono le modifiche, che mirano ad aumentare la quota che una persona può lasciare a suo piacimento, ad esempio a un convivente. In questo modo, si vogliono soddisfare le esigenze delle famiglie ricostituite o dei conviventi.</p><p>Contro il progetto si è battuta solo l'UDC. "Questa riforma non è neutrale", ha affermato Yves Nidegger (UDC/GE): "privilegiamo ciò che è orizzontale e temporaneo, il coniuge, a scapito di ciò che è verticale, i figli e i genitori", ha criticato. "Il diritto successorio deve servire alla pace della famiglia, non ci devono essere terzi che abbiano diritto all'eredità", ha aggiunto Pirmin Schwander (UDC/SZ).</p><p>La maggioranza del plenum ha accolto la riforma, senza però grande entusiasmo. "Il disegno di legge non porterà a meno controversie sulle eredità, ma almeno a un po' più di libertà", ha per esempio affermato Philipp Matthias Bregy (PPD/VS), che lavora come avvocato divorzista. Socialisti e Verdi avrebbero voluto una revisione più profonda. Piccoli aggiustamenti sono meglio di niente, ha però sostenuto Daniel Brélaz (Verdi /VD).</p><p>Con la riforma, i discendenti dovrebbero vedere le loro riserve ridursi dal 75% al 50% del patrimonio se non c'è più il coniuge, e dal 37% a un quarto se c'è il coniuge. La parte riservata ai genitori scomparirà, ha detto Keller-Sutter.</p><p>La quota che il testatore può disporre come meglio crede aumenterà. Ciò significa che un partner o i figli di entrambi i coniugi potranno beneficiarne. In caso di divorzio o di scioglimento dell'unione registrata, il superstite non avrà in linea di principio diritto alla parte riservata.</p><p>Seguendo i "senatori", i deputati hanno bocciato l'introduzione di un credito di assistenza destinato al convivente superstite, come proposto dal governo (94 voti favorevoli, 90 contrari e 2 astensioni). L'obiettivo era impedire che queste persone debbano ricorrere all'assistenza sociale, garantendo loro un minimo vitale mensile.</p><p>Per la maggioranza il regolamento sarebbe stato difficile da attuare e avrebbe portato a complesse controversie in materia di eredità. Da più parti è stata sottolineata una contraddizione: da un lato, una maggiore libertà per il testatore, dall'altro, la necessità di prendere in considerazione i coniugi. I sostenitori, a sinistra, ritenevano che il miglioramento della protezione dei partner non sposati avrebbe tenuto conto delle mutate realtà sociali.</p><p>Infine, la revisione del diritto successorio permetterà di chiarire alcune questioni aperte riguardo al calcolo del patrimonio lasciato: per esempio la legge stabilisce espressamente che la previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) non fa parte della massa ereditaria. Può però essere soggetta a riduzione se le porzioni legittime non sono rispettate.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.12.2020</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha trattato alcune divergenze nell'ambito della revisione del diritto successorio, i cui punti fondamentali sono già stati adottati dalle due Camere e che mira a tener meglio conto delle nuove situazioni familiari. Resta una divergenza, relativa alla possibilità per i coniugi, prevista attualmente, di stipulare un contratto in base al quale viene ceduto al partner, in caso di morte, più della metà di quanto legalmente previsto. Il Consiglio nazionale vorrebbe lasciare le cose come stanno. Secondo gli Stati, la questione deve essere chiarita nella legge.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2020</b></p><p>Il Consiglio nazionale ha deciso di non eliminare, ma di modificare, l'ultima divergenza con gli Stati in merito alla revisione del diritto successorio, i cui punti fondamentali sono già stati adottati e che mira a tener meglio conto delle nuove situazioni familiari.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.12.2020</b></p><p>Il Consiglio degli Stati ha tacitamente mantenuto l'ultima differenza con il Nazionale nell'ambito della revisione della legge sul diritto successorio. Essa riguarda la possibilità per i coniugi, prevista dalla legge attuale, di stipulare un contratto in base al quale viene ceduto al partner, in caso di morte, più della metà di quanto legalmente stipulato. Il Consiglio nazionale vorrebbe lasciare le cose come stanno. Secondo i "senatori", che la pensano come il Governo, agendo in tal modo si può arrecare pregiudizio ai figli. Intendono pertanto chiarire la questione nella legge.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.12.2020</b></p><p><b>CN: riforma del diritto successorio pronta per le votazioni finali </b></p><p><b>La riforma del diritto successorio grazie alla quale si vuole tener meglio conto delle nuove situazioni familiari è pronta per le votazioni finali. Il Consiglio nazionale si è tacitamente allineato oggi agli Stati su una disposizione concernente i coniugi e i figli e sull'idea di non introdurre una regola transitoria. </b></p><p>Il punto maggiormente controverso tra le due Camere riguardava la possibilità per i coniugi, prevista dalla legge attuale, di stipulare un contratto in base al quale viene ceduto al partner, in caso di morte, più della metà di quanto legalmente stipulato. Il Consiglio nazionale finora aveva sempre ribadito di voler lasciare le cose come stanno. Secondo i "senatori" e il Governo, agendo in tal modo si può arrecare pregiudizio ai figli. Per questo hanno voluto chiarire la questione nella legge. </p><p>Questa soluzione favorisce il coniuge superstite, il che corrisponde apparentemente al desiderio della maggior parte dei testatori, ha sottolineato Laurence Fehlmann-Rielle (PS/GE) a nome della commissione. Le conseguenze pratiche sono marginali, ha aggiunto. </p><p>La Camera del popolo ha pure rinunciato a introdurre una regola transitoria nel diritto delle successioni. Occorre applicare le stesse regole per i vecchi e i nuovi testamenti, ha rilevato ancora Fehlmann Rielle. A suo avviso, la norma proposta garantisce la certezza giuridica per il passato e per il futuro, mentre una disposizione transitoria sarebbe fonte di incertezza. </p>