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The Casualties: "Senza il pubblico non esiste uno show punk"
Con la rinascita della Webzine ripronomiamo alcuni dei migliori articoli e interviste apparsa su Nextpunk tra il 2002 e il 2008.
Cominciamo con una mia intervista a Jorge dei Casualties effettuata il 13 dicembre 2003 durante il loro concerto in Ticino.
Dexter: Innanzitutto come sono nati i Casualties?
Jorge: Eravamo ragazzini e c'era una canzone, che si chiamava Casualties, che parlava di ragazzi che venivano mollati e allora io e i miei amici anche noi mollati la cantavamo sempre. Abbiamo sempre suonato in piccoli posti all'inizio e sempre gratis, con soli amici e conoscenti, poi un giorno un amico ha organizzato un concerto ci ha fatto suonare con altri gruppi, ed ha fine serata ci ha dato ben 1'000$, sono stato molto sorpreso di ció, e quei soldi li abbiamo divisi con i gruppi piú piccoli.
Dexter: A febbraio uscirà il vostro nuovo disco chiamato "On the front line"! Parlateci di questa nuova fatica!
Jorge: Il nostro nuovo l'abbiamo fatto in due lingue, in inglese e spagnolo, perché ci siamo accorti soprattutto in un concerto a Los Angeles di avere molti fans di madrelingua spagnola e abbiamo pensato di farlo per loro! Nel disco ci sono alcune canzoni lente, che sono quelle che piacciono a me, mentre le restanti saranno molto piú veloci e grintose, perché al resto del gruppo piacciono cosí.
Dexter: Avete avuto piú volte di venire a suonare in Italia, quali gruppi italiani vi piacciono maggiormente, sempre ce ne sia qualcuno.
Jorge: Me ne piacciono molti, ad esempio Los Fastidios, Nabat, Rotten Bois, Klasse Kriminale, Banda Bassotti...e me ne piacciono molti altri, mi piacciono molto le canzoni italiane, molto spesso non capisco il significato delle parole peró mi piace molto il suono e il ritmo della musica, come l'accento e lo stile della voce italiana.
Dexter: Una curiosità, ho saputo che al Warped Tour avete avuto problemi con i bicchieri della birra dei Casualties, da voi prodotti come merchandising, che é successo?
Jorge: Eh? Ah? Che bicchieri? Aaaaaaaah siii praticamente avevamo prodotto dei bicchieri dei Casualties, che avevamo venduto ai ragazzi, peró poi molti ragazzi ubriachi lanciavano questi bicchieri per provocare, e allora ci hanno proibito di venderli...ma come fai a saperlo?
Dexter: Oggi mi ha fatto molto piacere al vostro arrivo vedere la vostra reazione alla vista delle transenne e avete chiesto se non era possibile avvicinarle il piú possibile al palco se non addirittura toglierle in modo di avere il piú possibile contatto con i ragazzi!
Jorge: Noi dipendiamo dal pubblico, senza il pubblico, come posso dire, non esiste uno show punk, é importante che sia il gruppo che il pubblico sia unito in modo di creare il miglior ambiente possibile. A volte le transenne possono essere necessarie in certi grossi concerti, per via di qualche possibile pazzo. Ma un concerto é fatto per divertirsi, e tutto fa spettacolo!
Dexter: Cosa ne pensi della scena e del punk oggi?
Jorge: Mi rendo conto che molti oggigiorno diventano punk per moda, ma questi dovrebbero allargare le proprie vedute e cercare band meno conosciute ma altrettanto valide. Io non sono nato punk, ma lo sono diventato poco a poco frequentando concerti e determinati ambienti, conoscendo sempre nuove band fino ad essere la persona che sono adesso. Esistono poi diverse categoria di persone, punx, punkrockers, skinheads, ecc, credo che dovrebbero tutti cercare di smettere, come spesso succede, di litigare tra di loro, ma piuttosto di aiutarsi a vicenda, perché ognuno puó avere qualcosa da imparare da qualcun'altro. Peró la scena é molto interessante e ci sono sempre nuove band da scoprire!