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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha stabilito che un impiegato di banca può contestare all'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) la trasmissione di suoi dati personali agli Stati Uniti. Alla stessa conclusione era giunto precedentemente pure il Tribunale amministrativo federale (TAF).
In seguito a una domanda di assistenza inoltrata dagli americani, l'AFC intendeva fornire tutte le informazioni richieste, comprese quelle del dipendente dell'istituto finanziario, ritenendo che questi non avesse la facoltà di agire legalmente contro la decisione.
Su questo punto l'uomo, difeso dell'avvocato ginevrino Douglas Hornung, aveva però inoltrato ricorso al TAF, che gli aveva dato ragione. Il TF ha sostenuto a sua volta questa tesi, motivandola anche con il fatto che una sentenza civile aveva concesso all'uomo la possibilità di impedire la trasmissione dei dati.
In un comunicato diffuso oggi, Hornung ha espresso la propria soddisfazione, affermando che la sentenza dei giudici losannesi rappresenta "un chiarimento importante non solo per il mio cliente, ma per tutti gli altri suoi colleghi che si trovano nella medesima situazione".
"Vi sono oltre 1500 decisioni di giudici civili di tutti i cantoni che vietano la divulgazione di dati personali", ha aggiunto l'avvocato. Starà ora all'AFC scegliere se censurare o meno le informazioni sensibili dell'impiegato prima di passare il dossier all'amministrazione americana.
Secondo Hornung, vi sono fondate speranze che il fisco federale accetti di cancellare i suddetti dati, in modo da non causare un torto considerevole all'interessato. Il legale inoltre si stupisce del fatto che l'AFC li ometta spontaneamente di fronte a una richiesta della Francia, facendo poi resistenza quando la stessa rivendicazione giunge dagli Stati Uniti.