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Il Tribunale federale (TF) ha annullato oggi una sentenza della giustizia di San Gallo che aveva permesso a due uomini in unione domestica registrata di essere riconosciuti entrambi padri di un bambino nato negli Stati Uniti per procreazione con assistenza medica.
Nato nel 2011 in California da una madre surrogata sposata, il bambino era stato concepito grazie a una fecondazione in vitro effettuata con gli spermatozoi di uno dei due uomini in coppia e gli ovuli di una donatrice anonima. Una sentenza di un tribunale californiano aveva in seguito riconosciuto la validità del legame di filiazione tra il piccolo e i due sangallesi, che avevano registrato in Svizzera la loro unione domestica due mesi prima della nascita.
L'anno scorso il Tribunale amministrativo del Canton San Gallo aveva confermato la decisione, poi impugnata dall'Ufficio federale di giustizia (UFG) davanti al TF. L'Ufficio ritiene che nel registro dello stato civile vada iscritto uno solo dei due uomini viventi in unione domestica registrata, ossia il donatore di sperma in quanto padre biologico del bambino.
Al termine di una seduta pubblica, il TF ha confermato il parere dell'UFG. Ritiene che la paternità del padre che non ha un legame biologico con il bambino è contraria all'ordine pubblico. Nel registro dello stato civile rimarrà iscritto solo il nome del padre biologico.
I due uomini hanno fatto valere l'atto di nascita californiano, che fa riferimento a una decisione giudiziaria secondo cui la madre surrogata e suo marito non vogliono né esercitare l'autorità parentale né assumere responsabilità.
SDA-ATS