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La cassa pensione AXA non deve più spedire al datore di lavoro l'estratto degli averi del secondo pilastro degli assicurati. Ciò vìola infatti l'obbligo di segretezza ed è contrario alle basi della protezione dei dati. Inoltre i datori di lavoro non hanno bisogno di queste informazioni per svolgere il loro compito nell'ambito della previdenza professionale.
Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF) in una sentenza pubblicata oggi, che dà ragione alle richieste del preposto federale alla protezione dei dati Hanspeter Thür che chiede di spedire l'estratto solamente ai diretti interessati. La questione può ancora essere portata al Tribunale federale di Losanna.
Finora AXA spediva i dati sugli averi del secondo pilastro degli assicurati ai rispettivi datori di lavoro, affinché li distribuissero poi internamente agli interessati. Dai documenti si può, tra l'altro, vedere se parte delle cassa pensione sia stata utilizzata per comperare un'abitazione oppure se ci siano stati cambiamenti in seguito ad un divorzio o ad un periodo di incapacità lavorativa.