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NEW YORK - Le prospettive di crescita economica nel 2020 dipendono dalla riduzione delle controversie commerciali e dell'incertezza. Lo rivela il World Economic Situation and Prospects 2020 dell'Onu, lanciato oggi, secondo cui l'economia globale ha visto lo scorso anno la crescita più bassa in un decennio, scivolando al 2,3%.
Per l'anno in corso il dossier afferma che una crescita del 2,5% è possibile, ma una riacutizzazione delle tensioni commerciali o un'escalation delle tensioni geopolitiche potrebbe far deragliare la ripresa. In uno scenario negativo, la crescita globale rallenterebbe nel 2020 all'1,8%.
Una prolungata debolezza dell'attività economica globale può causare battute d'arresto significative per lo sviluppo sostenibile, compresi gli obiettivi di sradicare la povertà e creare posti di lavoro dignitosi per tutti. Allo stesso tempo, disuguaglianze e crisi climatica stanno alimentando un crescente malcontento in molte parti del mondo.
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha avvertito che "questi rischi potrebbero causare danni gravi e duraturi alle prospettive di sviluppo, e minacciano anche di incoraggiare un ulteriore aumento delle politiche di chiusura, in un momento in cui la cooperazione globale è fondamentale".
Negli Usa - si legge - i recenti tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve possono dare un sostegno all'attività economica. Tuttavia, data la persistente incertezza della politica e la diminuzione dello stimolo fiscale, la crescita del Pil dovrebbe rallentare dal 2,2% nel 2019 all'1,7% nel 2020. Nell'Unione europea la produzione continuerà a essere trattenuta dall'incertezza globale, ma ciò sarà parzialmente compensato dalla crescita costante dei consumi privati, consentendo un modesto aumento della crescita del Pil dall'1,4% nel 2019 all'1,6% nel 2020.
Secondo il dossier l'Asia orientale rimane la regione in più rapida crescita al mondo. In Cina si prevede che la crescita del Pil si ridurrà gradualmente dal 6,1% nel 2019 al 6% nel 2020 e al 5,9% nel 2021, mentre in altri grandi Paesi emergenti, tra cui Brasile, India, Messico, Russia e Turchia, la crescita dovrebbe guadagnare slancio nel 2020.