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In dieci cantoni si è votato su 17 proposte a carattere locale.
Fra i risultati di maggior rilievo: la bocciatura della nuova legge scolastica zurighese, il sì dei vodesi alla metro losannese, il no di Zugo alla partecipazione al capitale di Swiss.
Un no e un sì a Zurigo
L'elettorato zurighese ha riservato sorti diverse ai due oggetti principali a carattere cantonale su cui era chiamato ad esprimersi.
Con il 52,3 per cento dei suffragi, ha bocciato la riforma della legge sulla scuola dell'obbligo, che contemplava in particolare l'introduzione dell'insegnamento precoce dell'inglese e l'istituzione di un nuovo «ciclo primario», nel quale sarebbero dovuti confluire i due anni di scuola dell'infanzia e il primo delle elementari.
Anche se solo per una manciata di voti, ha invece approvato il credito di 6,8 milioni di franchi per coprire, fino al 2005, il 40 per cento dei costi dei corsi d'integrazione per giovani di lingua straniera.
Si farà la nuova metropolitana losannese
I vodesi hanno approvato la costruzione di una nuova metropolitana (M2) che collegherà Epalinges, alla periferia nord di Losanna, a Ouchy, in riva al lago.
I votanti hanno invece bocciato la nuova legge sui rifiuti, che avrebbe permesso ai comuni di istituire una tassa sul sacco per le immondizie o una tassa annua forfettaria.
La M2 - che dovrebbe essere terminata nel 2007 - consentirà di alleviare la rete di trasporti losannese sull'asse nord-sud e sarà in grado di trasportare circa 70'000 passeggeri al giorno. Il credito cantonale sarà di 305,5 milioni, per un progetto preventivato a 590 milioni.
Zugo non sostiene la Swiss
La compagnia aerea Swiss dovrà fare a meno anche della partecipazione al capitale azionario del canton Zugo.
'elettorato zughese ha infatti bocciato il progetto del Cantone di rilevare azioni per 2,3 milioni di franchi, dando ragione all'UDC che aveva lanciato il referendum.
Niente riduzione fiscale a Lucerna
L'onere fiscale nel canton Lucerna non verrà ridotto entro il 2011 al livello medio degli altri cinque cantoni della Svizzera centrale: l'iniziativa di un'associazione creata da esponenti dell'UDC è stata respinta nettamente.
Secondo il governo, un'approvazione avrebbe comportato un calo degli introiti per 500 milioni di franchi, con spiacevoli conseguenze quali la chiusura di scuole e il licenziamento di 2000 persone. Gli iniziativisti hanno accusato l'esecutivo di disinformazione, sostenendo che le minori entrate non avrebbero superato i 220 milioni.
Politica degli alloggi a Ginevra
In piena crisi dell'alloggio, i ginevrini non hanno voluto accettare una modifica legislativa che avrebbe consentito di accelerare le ristrutturazioni dei vecchi stabili. La modifica avrebbe favorito la creazione di nuovi alloggi, i cui affitti sarebbero però stati superiori ai massimi autorizzati attualmente.
Per gli oppositori - le associazioni di difesa degli inquilini, la sinistra e i Verdi - la modifica legislativa andava considerata come un «regalo dissimulato» agli speculatori immobiliari.
swissinfo e agenzie