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Il presidente afghano Hamid Karzai si accinge a varare un "drastico" rimpasto di governo. Lo ha assicurato il suo portavoce, Waheed Omar.
In una conferenza stampa ieri a Kabul, Omar ha detto che due commissioni sono al lavoro per definire la lista dei ministri del nuovo governo, chiamato ad affrontare decisivi appuntamenti come l'inizio sia del ritiro delle truppe statunitensi, sia del trasferimento della responsabilità della sicurezza dalla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) a esercito e polizia afghani.
Intanto il Parlamento ha esteso di due settimane la chiusura estiva per attendere una lista di ministri promessa dal capo dello Stato riguardante quei ministeri che da 18 mesi hanno titolari ad interim non approvati dai due rami del Parlamento, come previsto dalla Costituzione. Si tratta di Acqua ed Energia, Affari femminili, Sviluppo urbano, Trasporti e Aviazione, Comunicazioni e Tecnologia dell'Informazione.
Per spingere Karzai ad agire, i membri della Wolesi Jirga (Camera bassa) hanno avviato una protesta denominata "sciopero della parola" e che prevede che durante le sedute i deputati si siedano ma non svolgano alcuna attività parlamentare.
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