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Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha concluso oggi l'interrogatorio dell'ex presidente della Federazione internazionale di calcio (Fifa) Sepp Blatter in relazione al controverso pagamento di 2 milioni di franchi all'allora presidente dell'Unione delle federazioni calcistiche europee (Uefa) Michel Platini nel 2011.
L'85enne vallesano continua a sostenere che i due milioni di franchi erano parte di un contratto verbale con il già tre volte Pallone d'oro.
Catherine Hohl-Chirazi, legale della Fifa, che si è costituita parte civile, oggi davanti al Mpc ha reiterato le accuse contro Blatter. L'organizzazione chiede il rimborso della somma lamentando l'assenza di un contratto scritto che menzioni il compenso. Dal canto suo l'avvocato dell'ex massimo rappresentante della FifaA, Lorenz Erni, ha chiesto che Blatter non venga più "molestato", come ha indicato a Keystone-Ats Thomas Renggli, consigliere per la comunicazione del vallesano.
I due ex pezzi grossi del mondo del calcio sono sospettati di truffa. Blatter lo è inoltre per appropriazione indebita e amministrazione infedele, Platini per partecipazione a questi due reati e per falsità in documenti.
Blatter e Platini concordano nel definire l'assegno di 2 milioni parte di un contratto verbale. Nulla di illegale dunque: si tratterebbe della remunerazione che spetta a Platini per regolare una consulenza effettuata per la Fifa a cavallo degli anni Duemila.
Gli inquirenti svizzeri, stando ai media, sospettano però che la situazione sia ben diversa. In passato, i due erano considerati rivali per la presidenza della Fifa. L'ipotesi è quindi che i due milioni siano in realtà un incentivo versato a Platini per convincerlo a rinunciare a candidarsi contro Blatter.
A causa di quanto venuto a galla, la Fifa ha sospeso entrambi nel 2015 tramite il suo comitato etico. Blatter e Platini sono in seguito stati banditi da tutte le attività calcistiche per otto anni, provvedimento poi ridotto a sei anni per il primo, mentre il francese è stato scagionato.