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L'ex direttore di Autopostale Daniel Landolf e il responsabile della finanze rischiano fino a 5 anni di carcere e una multa fino a 30'000 franchi. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) ha aperto un'inchiesta contro i due, dopo aver indagato per undici mesi contro ignoti, riferiscono Le Matin Dimanche e SonntagsZeitung citando la portavoce della Fedpol. I due quadri sono sospettati di aver "ottenuto con l'astuzia prestazioni dalle autorità pubbliche". A questo stadio dell'inchiesta - affermano i due domenicali - non è chiaro se Landolt e il responsabile delle finanze hanno tratto vantaggi personali dalle false fatturazioni. Secondo il regolamento interno i quadri di Autopostale ricevevano bonus pari al 5,25% del salario lordo se riuscivano a raggiungere gli utili fissati dal gruppo.
Lo scandalo AutoPostale era scoppiato il 6 febbraio 2018, quando l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha annunciato di aver scoperto, durante l'ordinaria attività di revisione del conteggio delle prestazioni, che l'azienda di trasporto della Posta, tra il 2007 e il 2015, aveva effettuato trasferimenti illeciti di utili dal traffico regionale viaggiatori sovvenzionato ad altri settori di attività, ottenendo indebite indennità federali e cantonali.
Daniel Landolf aveva deciso di partire in pensionamento anticipato prima che venissero alla luce le malversazioni e di aprire un ristorante, secondo i due giornali. Lo scalpore suscitato dalla vicenda ha portato a diverse dimissioni all'interno della Posta. Il 10 giugno scorso la direttrice generale Susanne Ruoff ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato, assumendosi la responsabilità di quanto avvenuto ma negando di essere stata a conoscenza delle irregolarità. Il giorno dopo, il Consiglio di amministrazione ha comunicato l'esonero dell'intera direzione di AutoPostale. In giugno ha si è dimesso anche il vicepresidente del Cda Adriano Vassalli, seguito dieci giorni dopo da un altro membro dell'organo di vigilanza, Susanne Blank, mentre è rimasto in sella il presidente Urs Schwaller, finito anch'egli nel mirino dei politici. Dallo scorso novembre, Autopostale è diretta da Christian Plüss, ex quadro dirigente di Alpiq, dopo che la divisione è stata guidata ad interim da Thomas Baur.