Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01127.jsonl.gz/327

Slitta la ratifica del complemento al nuovo accordo di doppia imposizione tra Svizzera e Stati Uniti. Mentre il conflitto fiscale agita i partiti politici, il Consiglio degli Stati ha deciso oggi, con 29 voti a 7, di rinviare il testo in commissione, in attesa che il Consiglio federale compia progressi sostanziali verso una soluzione globale del conflitto con Washington. Se ne riparlerà nella sessione di dicembre.
Con la nuova convenzione di doppia imposizione gli Stati Uniti potrebbero continuare a inoltrare in Svizzera una domanda collettiva di assistenza amministrativa per scovare chi ha frodato il fisco, senza dover precisare l'identità esatta di ogni evasore. Il Consiglio federale ha preparato un rapporto complementare per precisare l'interpretazione di questo testo.
Gli USA non saranno più obbligati a fornire dati personali e numeri bancari; basterà invocare un comportamento di colpevolezza indotto da un istituto finanziario. Ma la pesca alle informazioni ("fishing expedition") rimarrà esclusa: le autorità fiscali americane dovranno giustificare le ragioni per le quali hanno bisogno delle informazioni richieste e presentare una descrizione dettagliata. Le spiegazioni fornite non hanno convinto gli Stati.
Il Segretario di Stato alle questioni finanziarie, Michael Ambühl, la scorsa settimana ha trattato con Washington per motivare la proposta di rinvio della ratifica fatta dalla commissione, ha spiegato Eugen David (PPD/SG). Prima di esprimersi sugli accordi la commissione vuole saperne di più. Auspica inoltre di poter chiedere conto alle banche e alla FINMA, ma anche di attendere la ratifica del nuovo accordo da parte del Senato americano. Tutto il dossier verrà messo all'ordine del giorno della sessione di dicembre, ha detto Eugen David.
"Se la casa comincia a bruciare il venerdì sera non si aspetta il lunedì per chiamare i pompieri", ha invano commentato Dick Marty (PLR/TI), secondo cui il rinvio potrebbe incoraggiare gli USA ad aumentare la pressione e ad aggiungere alla lista altre banche. Il parlamento deve dare il suo sostegno al governo nel negoziato di un accordo globale.
Secondo la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf è necessario trovare una soluzione globale per evitare nuovi e ulteriori problemi il prossimo anno. UBS e Credit Suisse non sono le sole banche implicate; nel mirino di Washington vi sono una decina di istituti, tra cui una o due banche cantonali.
La consigliera federale ha detto che gli USA vogliono chiarire la situazione entro novembre. Ancora qualche settimana fa puntavano ad un nuovo accordo del tipo UBS o il ricorso al diritto d'urgenza. Hanno ormai convenuto per una soluzione nell'ambito delle convenzioni di doppia imposizione.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>