Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/166208

<h2>SubmittedText<h2><p>In Europa gli edifici sono responsabili di circa un terzo del consumo globale di energia. In Svizzera ogni anno vengono bruciate grosso modo 3,8 milioni di tonnellate di olio da riscaldamento. Una riduzione del consumo di questi agenti energetici fossili rientra negli obiettivi fissati dalla Confederazione.</p><p>Grazie a leggi edilizie più severe (MOPEC) e a varie misure di incentivazione (ad es. il marchio Minergie) sono già stati compiuti passi in avanti, in particolare nel settore delle nuove costruzioni. Rimane tuttavia di fondamentale importanza anche la riduzione del CO2 negli edifici esistenti, che presentano i maggiori potenziali di risparmio energetico. Nel frattempo sono state pure sviluppate delle tecnologie in grado di migliorare notevolmente la tecnica di riscaldamento. In questo modo, con un impegno finanziario contenuto, è possibile conseguire una sostanziale riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2. I risparmi sono considerevoli: stando a ricerche condotte dal CSEM e dal Politecnico federale di Losanna, negli ultimi anni in vari edifici con diversi sistemi di riscaldamento si è registrato un risparmio energetico medio del 28 per cento. Grazie alla diffusione di queste tecnologie, ogni anno in Svizzera si potrebbe risparmiare più di un milione di tonnellate di olio da riscaldamento, con una conseguente e notevole riduzione delle emissioni di CO2.</p><p>Rispetto alle usuali misure di risanamento (sostituzione delle finestre, risanamento dell'involucro dell'edificio, isolamento dei tetti, ecc.), con costi d'investimento relativamente contenuti (circa 2000 a 3000 franchi per casa unifamiliare) su una durata di vita della misura nettamente superiore ai dieci anni si possono conseguire ragguardevoli miglioramenti dell'efficienza energetica (in media -28 per cento di consumo).</p><p>Tali tecnologie e prodotti potrebbero essere sfruttati da Confederazione e cantoni nell'ambito di programmi per il miglioramento dell'efficienza. Inoltre questo genere di misure può essere attuato in modo adeguato nelle città dell'energia o essere sfruttato nel settore della tecnica degli edifici e nelle installazioni.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa intraprende per ottimizzare progressivamente gli impianti di riscaldamento negli edifici esistenti nell'ottica di una maggiore efficienza energetica?</p><p>2. Quali sono i motivi pro e contro la promozione di tali tecnologie come misure di risanamento, in grado di aumentare l'efficienza degli impianti esistenti e nel contempo ridurre le emissioni di CO2?</p><p>3. Cosa intraprende affinché tali tecnologie possano essere riconosciute in futuro come misure di risanamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente all'articolo 89 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 (RS 101), nell'ambito delle loro competenze la Confederazione e i cantoni si adoperano per un approvvigionamento energetico sufficiente, diversificato, sicuro, economico ed ecologico, nonché per un consumo energetico parsimonioso e razionale.</p><p>La Confederazione emana anche i principi per l'utilizzazione razionale delle energie indigene e di quelle rinnovabili e per un consumo energetico parsimonioso e razionale (art. 89 cpv. 2 della Costituzione). Le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono invece in primo luogo ai cantoni (art. 89 cpv. 4 della Costituzione). Alla luce di tale premessa, il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:</p><p>1. La Confederazione e i cantoni dispongono di diversi strumenti per l'ottimizzazione degli impianti di riscaldamento negli edifici già esistenti. Tra questi vanno annoverati, ad esempio, le prescrizioni federali sulle emissioni di sostanze inquinanti degli impianti di riscaldamento (ordinanza contro l'inquinamento atmosferico). Grazie ai controlli effettuati, dall'inizio degli anni Novanta le emissioni degli impianti alimentati da olio di riscaldamento o da gas sono diminuite notevolmente. Il modello 2014 di prescrizioni energetiche dei cantoni (MOPEC) mira a rafforzare l'efficienza degli impianti di riscaldamento (ad es. sfruttamento del calore di condensazione, favorendo le energie rinnovabili nella sostituzione degli impianti di riscaldamento oppure ottimizzando la gestione negli edifici non abitativi). Anche i programmi cantonali, che beneficiano di aiuti finanziari globali provenienti dalla destinazione parzialmente vincolata della tassa sul CO2 (programma Edifici di Confederazione e cantoni), servono ad ottimizzare gli impianti di riscaldamento. A riguardo vanno pure menzionati i programmi della Confederazione volti a sostenere i progetti innovativi nell'ambito di ricerca, sviluppo e impianti di dimostrazione e pilota. Infine, nel quadro di Svizzera Energia vengono promosse misure volontarie e l'introduzione sul mercato di tecnologie innovative (tra le altre, l'Associazione energo e la Conferenza delle associazioni dell'impiantistica degli edifici KGTV).</p><p>2. Le tecnologie menzionate dall'autore dell'interpellanza corrispondono a misure che non causano costi supplementari oppure soltanto costi supplementari ammortizzabili. In altre parole si tratta di tecnologie che, a parere della Confederazione, non possono più essere considerate alla stregua di un progetto di ricerca, pilota, di dimostrazione o d'incentivazione. Inoltre, dal 1° gennaio 2015 la Fondazione per la protezione del clima e la compensazione di CO2 (KLIK) dispone del programma Automazione edifici (misure di compensazione del CO2 nel quadro della legge sul CO2) grazie al quale vengono promosse, tra l'altro, anche le tecnologie di ammodernamento dell'automazione (<a href="http://www.gebaeudeautomation.klik.ch">www.gebaeudeautomation.klik.ch</a>). Un ulteriore incentivo non risulta quindi né necessario né opportuno.</p><p>3. Il settore degli edifici e quindi eventuali disposizioni a sostegno del riconoscimento di tecnologie come misure di risanamento sono soprattutto di competenza cantonale. Nell'elaborazione delle proprie prescrizioni, i cantoni ricorrono di regola a valori di riferimento. Per evitare distorsioni del mercato, la strategia (o la tecnologia) adottata per raggiungere gli obiettivi stabiliti non è prescritta.</p>  Risposta del Consiglio federale.