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La Corte svizzera di Zugo ha deciso di chiudere Envion, ICO che qualche mese fa aveva raccolto 100,012,279 USD.
Già a luglio la FINMA svizzera aveva iniziato ad indagare sulla ICO di Envion che raccolse oltre 100 milioni di dollari con l’emissione dei token ENV.
Ora il tribunale cantonale di Zugo ha decretato la chiusura dell’azienda ordinando la liquidazione.
Tuttavia, dopo la ICO, tra i due soci è nato un conflitto che ha portato Woestmann ad accusare Luckow di estrarre più monete di quanto concordato.
Lo stesso Woestmann ha poi architettato un aumento di capitale che ha diluito la quota di Luckow e ciò ha acuito il conflitto.
Alla fine, Woestmann ha rassegnato le dimissioni da presidente e la società è praticamente rimasta del consiglio di amministrazione.
Nel frattempo, si è anche scoperto che, sebbene la società fosse registrata in Svizzera, il lavoro effettivo invece era svolto da un’altra società di proprietà di Luckow, Trado con sede a Berlino.
Il tribunale cantonale di Zugo è intervenuto accusando l’azienda di una totale mancanza di qualsiasi attività di auditing, ordinando la chiusura della società e la liquidazione degli asset di proprietà della medesima.
La sentenza della corte non è vincolante e potrebbe essere ribaltata in appello, quindi non è ancora detta l’ultima parola.
Tuttavia, un esperto legale di Zurigo, Urs Schenker, sostiene che la liquidazione sia “inevitabile” e le autorità di vigilanza finanziaria hanno già nominato un investigatore.
Gli investitori di Envion che sperano di riavere indietro i propri soldi dovranno comunque avere molta pazienza, perché la liquidazione potrebbe richiedere uno o due anni e la situazione attuale non è ancora chiara dal punto di vista legale.
Ad esempio, non è ancora chiaro se i possessori dei token ENV siano a tutti gli effetti creditori dell’azienda, e gran parte del denaro raccolto non è più nei conti di Envion, ma in quelli della società di Luckow a Berlino.