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I ricercatori hanno studiato 1449 soggetti, prima all'età di 50 anni e poi vent'anni dopo, quando avevano fra i 65 e i 79 anni e hanno scoperto che coloro che erano sposati o convivevano con un compagno erano meno soggetti a sviluppare demenza rispetto a coloro che vivevano da soli.
Addirittura, per coloro che erano rimasti vedovi il rischio aumentava di tre volte. Questo perché vivere una relazione con un partner implica una continua sfida cognitiva e sociale che rappresenta un effetto protettivo contro l'indebolimento cerebrale.
Non si abbattano comunque i single, esistono molti modi per ridurre i rischi di demenza, a cominciare da un'alimentazione sana, esercizi fisici costanti e controllo periodico della pressione arteriosa.
Stando ai dati del 2005 ci sono nel mondo 25 milioni di persone che soffrono di demenza, un numero che si teme salirà a 81,1 milioni nel 2040.
ATS