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BERNA - Pragmatismo, dialogo, spirito di squadra e una lunga esperienza a Berna, con un occhio di riguardo verso le assicurazioni. È il biglietto da visita di Alex Kuprecht (UDC/SZ), che dopo 17 anni sotto la cupola di Palazzo federale in qualità di "senatore" da lunedì diventerà presidente del Consiglio degli Stati.
Kuprecht, classe 1957 (compirà fra poco meno di un mese 63 anni), fa della ricerca del consenso e della capacità di ascolto i principi del suo operato. «Per plasmare soluzioni maggioritarie i membri degli Stati devono a volte allontanarsi dalla posizione del proprio partito», racconta a Keystone-ATS.
Lo svittese, cittadino di Pfäffikon, si augura di restaurare la reputazione di camera di riflessione degli Stati, la cui cultura politica, a suo avviso, si è un po' persa dalle ultime elezioni federali di un anno fa e a causa della pandemia. Nel corso dei suoi dodici mesi di presidenza intende quindi riacquistare questa tradizione, cercando in particolare il dialogo con i membri più recenti. Il tutto puntando su valori cardine come il federalismo e la vicinanza ai cittadini.
Equilibrio, sicurezza e assicurazioni - Kuprecht per otto anni, dal 2011 al 2019, è stato accompagnato nella Camera dei Cantoni quale rappresentante di Svitto dal compagno di partito nell'UDC Peter Föhn, che tuttavia difendeva posizioni molto più a destra e meno orientate al consenso. La situazione si è più equilibrata dallo scorso autunno, quando Föhn è stato sostituito dal PPD Othmar Reichmuth.
Specialista di politica di sicurezza e assicurazioni sociali, Kuprecht presiede le commissioni parlamentari consacrate a questi due ambiti ed è stato anche a capo della Delegazione delle Commissioni della gestione. Perito assicurativo, lavora come lobbista per la Bâloise, mentre nel tempo libero si gode dalla propria barca il lago di Zurigo, sul quale si affaccia la sua abitazione, il mare nel sud della Francia o le partite del Rapperswil, squadra di hockey del quale è tifoso.
Più regista che bomber - Il "senatore", parlando del suo stile politico, si descrive come una sorta di regista, qualcuno abituato a «tirare le fila». «A volte bisogna saper costruire il gioco e lasciare gli altri segnare i gol», spiega usando una metafora sportiva. Insomma, Kuprecht non è forse tra le figure più in vista, ma è noto per il suo lavoro dietro le quinte.
Che sia pronto a lasciare le luci della ribalta ad altri lo dimostra quanto avvenuto nel 2012. Eletto vicepresidente del gruppo parlamentare UDC, preferì rinunciare e lasciò l'onore a Natalie Rickli, allora consigliera nazionale e oggi ministra della sanità dal canton Zurigo.
Coronare la carriera - Uno dei veterani, Kuprecht è ormai di casa a Palazzo federale, dove è entrato per la prima volta nel 2003, dopo 13 anni nel Gran Consiglio di Svitto. Quello ottenuto alle votazioni federali del 2019 è stato il suo quinto mandato agli Stati. Ma stavolta, per ottenere nuovamente la fiducia dei suoi conterranei, non ha nascosto le ambizioni di presiedere la Camera alta, un modo di coronare la carriera onorando il proprio Cantone.
In quel di Berna, la visione di Svitto è un po' controversa, ammette Kuprecht. Da una parte è spesso elogiato per il suo atteggiamento parsimonioso, ma dall'altra chi lo invidia lo etichetta come un Cantone approfittatore e scroccone, nonostante, ci tiene a sottolineare il suo rappresentante, l'importante contributo fornito alla perequazione finanziaria.