Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/245616

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di introdurre una deduzione fiscale per tutti i contribuenti al fine di alleggerire l'onere fiscale delle economie domestiche e delle imprese durante i periodi con prezzi dell'energia elevati. In particolare andrebbero applicate le regole seguenti:</p><p>1. l'importo della deduzione fiscale si basa principalmente sui prezzi medi dell'energia in Svizzera, valutati su un periodo di tempo da definire;</p><p>2. l'importo della deduzione fiscale può includere un fattore di anticipazione (per es. previsione di futuri cali dell'offerta);</p><p>3. il Consiglio federale valuta periodicamente la fondatezza e l'efficacia della deduzione fiscale e redige un rapporto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo l'interpretazione del Consiglio federale, l'autrice della mozione chiede una deduzione supplementare dalla base di calcolo per i costi energetici superiori alla media o per quelli che presumibilmente lo saranno. Il testo della mozione non precisa se la deduzione richiesta debba essere concessa solo per l'imposta federale diretta o se debba essere prevista anche per le imposte cantonali sul reddito. Se la deduzione dovesse essere sancita anche nella legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni, bisognerebbe chiarire se si tratta di una deduzione generale o di una deduzione sociale, dato che la Confederazione non ha la facoltà di imporre ai Cantoni prescrizioni sulle deduzioni sociali.</p><p>Per quanto concerne le imprese, quest'ultime hanno già il diritto di dedurre fiscalmente i costi energetici a prescindere dall'importo a titolo di oneri giustificati dall'uso commerciale. In questo ambito la deduzione supplementare richiesta è quindi superflua.</p><p>La situazione è diversa per le economie domestiche: le spese per il mantenimento del tenore di vita sono di per sé irrilevanti ai fini dell'imposta sul reddito e non sono quindi deducibili. Tuttavia, il reddito minimo di sussistenza è esonerato fiscalmente grazie a un'aliquota zero e ad altre deduzioni. Questa esenzione non tiene però conto della volatilità dei prezzi energetici, che si ripercuote in parte anche sul fabbisogno vitale minimo. A prima vista, la deduzione supplementare richiesta sarebbe quindi compatibile con la volontà di esentare dalle imposte le spese necessarie a coprire il fabbisogno vitale minimo delle economie domestiche.</p><p>Con la compensazione degli effetti della progressione a freddo, il diritto vigente prevede già uno strumento che consente di adeguare ogni anno l'importo esentasse destinato a coprire il fabbisogno vitale minimo all'aumento del costo della vita. Poiché si basa sull'ampio paniere dell'indice nazionale dei prezzi al consumo, la compensazione degli effetti della progressione a freddo è più efficace della deduzione richiesta che terrebbe conto solo dei costi energetici.</p><p>La deduzione richiesta si rivelerebbe poco adeguata anche se mirasse ad aumentare il reddito a disposizione delle economie domestiche, rinunciando a esonerare fiscalmente le spese per il mantenimento del minimo vitale: a causa delle aliquote progressive dell'imposta sul reddito, sarebbero soprattutto le fasce di reddito più elevato a beneficiare di questo sgravio. Non sono queste però le persone maggiormente colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.