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WASHINGTON - «General Motors sta inviando un modello di Chevy Cruze, fatto in Messico, ai concessionari Usa esentasse. Faccia (le auto, ndr) negli Usa o paghi pesanti tasse doganali!». Lo scrive il presidente degli Stati Uniti eletto Donald Trump in un tweet.
General Motors is sending Mexican made model of Chevy Cruze to U.S. car dealers-tax free across border. Make in U.S.A.or pay big border tax!— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 3 gennaio 2017
Le azioni di Gm hanno registrato una flessione di circa l'1% dopo il cinguettio di Trump. Il presidente eletto aveva già minacciato Ford allo stesso modo.
Lo scorso novembre Gm aveva annunciato l'intenzione di licenziare 2000 dipendenti in due fabbriche, inclusa una a Lordstown, in Ohio, dove costruisce la compact Chevrolet Cruze. La casa automobilistica, secondo alcune fonti del settore, avrebbe pianificato di realizzare la Cruze hatchback in Messico e di continuare a costruire la Cruze sedan in Ohio. L'industria automobilistica di Detroit tende a produrre le auto piccole per il Nord America in Messico sfruttando il minore costo della manodopera, preferendo impiegare i più costosi operai statunitensi per realizzare veicoli più redditizi, come i suv e le auto di lusso.
«Solo poche auto» - In risposta al tweet di Trump, Gm ha precisato che fabbrica in Messico solo la versione 'hatchback' della Cruze «per i mercati globali, con un piccolo numero venduto in Usa».
Le critiche di Trump sono arrivate mentre Gm programma di cancellare un turno alla fabbrica di Lordstown, Ohio, sullo sfondo della diminuzione delle vendite della Cruze sedan: una mossa che costerebbe l'eliminazione di 1200 posti di lavoro a partire da questo mese.
Gm, il più grande produttore di auto americano, è ben radicato in Messico, con circa il 19% della sua produzione nordamericana, contro il 13% della Ford.