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- Oggi, la storia 06.04.15
Oggi voglio parlare di una donna straordinaria, che meriterebbe di essere molto più conosciuta di quanto non sia. Si chiamava Trotula De Ruggiero. Nacque circa mille anni or sono (attorno al 1050) a Salerno, una città speciale, un’ oasi illuminata, uno dei centri culturali più importanti del mondo allora conosciuto, dove si recavano e risiedevano i più importanti esponenti della cultura greca, araba ed ebraica. E dove aveva sede la Scuola Medica Salernitana, alla cui attività si deve, tra l’altro, il merito di aver reso nuovamente accessibili al mondo occidentale i testi di medicina degli antichi scienziati greci, iniziando a tradurli dall’arabo al latino. Era davvero una grande scuola laica quella salernitana, una delle poche libere dagli influssi della Chiesa, illuminata al punto da ammettere al suo interno anche le donne, sia come studenti sia come docenti. E Trotula, fu, appunto, una di queste donne. Sposata a un medico, Giovanni Plateario, e madre di due figli, Trotula non solo esercitò a lungo la professione medica, ma insegnò nella Scuola e scrisse alcune opere scientifiche di grandissima importanza, occupandosi dei problemi della gestazione e del parto, e proponendo nuovi metodi per alleviarne i dolori. Si dedicò allo studio dell'infertilità, affrontando in modo del tutto originale un problema che sino a quel momento era sempre stato visto come la conseguenza di un difetto femminile: per Trotula, invece, la mancanza di figli poteva essere causata da problemi non soltanto della donna, ma anche dell’uomo. Pensando alle difficoltà del parto e alla mancanza di sicuri mezzi contraccettivi prospettò nuovi metodi per evitare le gravidanze indesiderate, registrando le sue teorie in un’opera divenuta famosa con il nome di Trotula Major. E successivamente compose un’opera (nota come Trotula minor) nella quale dispensava una serie di consigli di bellezza alle donne. Trotula infatti era convinta che le malattie andassero non solo curate dopo il loro insorgere, ma andassero prevenute. E riteneva che a questo fine fosse fondamentale il benessere della mente e del corpo, del quale faceva parte anche la bellezza.
Nell’impossibilità di dilungarmi oltre sui meriti di questa donna straordinaria non posso far altro che salutarvi augurandomi che questa chiacchierata sia uno spunto capace di indurre qualcuno ad approfondire la sua conoscenza.