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<h2>SubmittedText<h2><p>Con la firma dell'Accordo di Parigi sul clima, nel 2017 la Svizzera si è impegnata ad adottare misure a livello nazionale intese a stabilizzare l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi celsius. L'orientamento dei flussi finanziari pubblici e privati verso uno sviluppo rispettoso del clima è di importanza decisiva per la corretta attuazione dell'accordo. Per tale ragione, un riassetto di questo tipo dei flussi finanziari è stato esplicitamente fissato come uno degli obiettivi principali dell'accordo. Sotto il profilo della protezione del clima, la necessità di intervento nell'area dei mercati finanziari è particolarmente urgente. L'attuale politica di investimento favorisce un riscaldamento globale di circa 4-6 gradi. Da un test su base volontaria condotto dall'Ufficio federale dell'ambiente sulla compatibilità climatica dei prodotti d'investimento delle casse pensioni e delle assicurazioni svizzere, è emerso che in questo ambito la Svizzera non fa eccezione, anche se la percentuale di prodotti d'investimento sostenibili tende ad aumentare.</p><p>Dalla firma dell'Accordo di Parigi, a livello internazionale sono sorte diverse iniziative volte a rafforzare la sostenibilità del sistema finanziario, le quali hanno anche lo scopo di mitigare i rischi finanziari che conseguono a massici investimenti in attività ad alta intensità di carbonio. Gli sviluppi a livello europeo sono particolarmente significativi per la piazza finanziaria svizzera. Nel marzo 2018, la Commissione europea ha pubblicato un piano d'azione che prevede numerose misure volte a rafforzare la sostenibilità del sistema finanziario. Sono già state formulate varie proposte di regolamentazione, in particolare i nuovi parametri di riferimento in materia di emissioni di CO2 per i prodotti d'investimento e un obbligo di trasparenza più ampio per quanto riguarda la sostenibilità degli investimenti. L'introduzione di standard europei per i prodotti d'investimento sostenibili interessa anche la piazza finanziaria svizzera. Poiché nei prossimi anni gli investimenti sostenibili rappresenteranno un importante mercato in espansione, è essenziale che la Svizzera non venga marginalizzata in questo settore strategico.</p><p>A livello internazionale, riveste notevole importanza anche il "Network for Greening the Financial System", fondato nel dicembre 2017 dalle banche nazionali e dalle autorità di sorveglianza di Cina, Germania, Inghilterra, Francia, Messico, Paesi Bassi, Svezia e Singapore, che si è vincolato ad un obiettivo di riscaldamento di 2 gradi. La posizione della Svizzera deve essere chiarita anche a tale riguardo.</p><p>Alla luce di quanto sopra, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quale giudizio dà il Consiglio federale sull'efficacia della politica di riorientamento dei flussi finanziari seguita fino ad oggi al fine di rafforzare la resilienza del sistema finanziario in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima?</p><p>2. Quali sono gli impedimenti di natura legislativa ed economica che si frappongono, oggi, al raggiungimento dell'obiettivo di flussi finanziari a impatto climatico zero?</p><p>3. Quali sono gli incentivi economici che il Consiglio federale è pronto ad offrire per promuovere investimenti e prestiti rispettosi del clima?</p><p>4. Quali sono gli effetti legislativi ed economici del piano d'azione dell'UE per una finanza sostenibile ("sustainable finance") sulla competitività della piazza finanziaria svizzera e come si può evitare un'eventuale marginalizzazione della piazza finanziaria svizzera e garantirne l'attrattiva?</p><p>5. Il Consiglio federale contempla eventualmente ulteriori requisiti in materia di trasparenza, sulla scorta del sistema di classificazione e degli indicatori di eco-compatibilità previsti a livello UE?</p><p>6. Una relazione pubblicata da PwC e WWF il 19 marzo 2019 sottolinea la necessità di un piano d'azione per una finanza sostenibile in Svizzera, al fine di ripristinare la leadership ed evitare la perdita di competitività del nostro Paese. Il Consiglio federale ritiene che tale richiesta sia ragionevole?</p><p>7. Qual è il parere del Consiglio federale su una collaborazione della Banca nazionale svizzera all'NGFS (Network for Greening the Financial System) quale contributo all'attuazione dell'Accordo di Parigi sul clima?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per ora il Consiglio federale punta a realizzare attraverso misure volontarie l'obiettivo di orientare i flussi finanziari verso uno sviluppo rispettoso del clima. A tal fine mette a disposizione basi e strumenti utili. Il primo test pilota su base volontaria, condotto nel 2017, ha già consentito di analizzare nell'ambito delle classi d'investimento prese in esame la compatibilità climatica di circa due terzi dei patrimoni gestiti da tutte le Casse pensioni e assicurazioni. Per comprendere in quale misura sia già stato migliorato l'obiettivo di dare ai flussi finanziari un orientamento più rispettoso del clima bisognerà attendere il prossimo ciclo di test nel prossimo anno. I test saranno coordinati a livello internazionale ed estesi anche a banche e gestori patrimoniali.</p><p>2./3./5. L'ostacolo economico principale è la mancata internalizzazione dei costi esterni, che favorisce in particolare l'estrazione e il consumo di energie fossili. I rendimenti degli investimenti finanziari effettuati in quest'ottica, che dal punto di vista ambientale sono troppo elevati, inducono a un'allocazione inadeguata degli investimenti. Inoltre, molti rischi climatici si concretizzano solo a distanza di molto tempo, mentre l'orizzonte di pianificazione nel settore finanziario è pari in genere a tre-cinque anni. Tuttavia, la crescente sensibilizzazione della clientela comporta un aumento del rischio di reputazione correlato ai modelli di business dannosi per il clima. Anche per questo, sulla base di considerazioni economiche, gli istituti finanziari dovrebbero avere interesse a conoscere e limitare la propria esposizione al rischio legata al clima, nonché a individuare le opportunità per promuovere modelli di business sostenibili. Per ora, quindi, il Consiglio federale intende mettere l'accento sulle misure volontarie del settore finanziario e su una maggiore trasparenza. Qualora gli effetti delle misure volontarie dovessero risultare insoddisfacenti, il Consiglio federale prenderà in considerazione altre possibilità per realizzare l'obiettivo.</p><p>4./6. Le proposte legislative della Commissione europea, basate sul piano d'azione dell'Unione europea per una finanza sostenibile, sono ancora in fase di consultazione. Pertanto non si possono ancora valutare in modo esaustivo gli effetti sulla Svizzera. Il Consiglio federale seguirà tuttavia gli sviluppi e la loro rilevanza per il Paese. Si sta gradualmente affermando la consapevolezza che la sostenibilità di una piazza finanziaria rappresenta un fattore di competitività sempre più importante. Per questo le associazioni "Swiss Sustainable Finance" e "Sustainable Finance Geneva" hanno aderito all'"International Network of Financial Centres for Sustainability" (FC4S Network), istituito dal Programma dell'ONU per l'ambiente (UNEP). Il FC4S Network, la cui segreteria ha sede a Ginevra, gode del sostegno finanziario della Confederazione, del Cantone di Ginevra e della piazza finanziaria ginevrina.</p><p>La sostenibilità è parte integrante della politica dei mercati finanziari del Consiglio federale e insieme alla digitalizzazione è il motore dell'innovazione (cfr. rapporto del Consiglio federale "Politica dei mercati finanziari per una piazza finanziaria svizzera competitiva", ottobre 2016). Il DFF e il DATEC dialogano intensamente con le altre autorità interessate e il settore sulle sfide che si profilano nell'ambito della sostenibilità delle operazioni finanziarie. Inoltre, in ottemperanza all'Accordo di Parigi, la Svizzera è tenuta a elaborare una strategia climatica a lungo termine entro fine 2020. Tale strategia comprende anche la creazione di un settore finanziario clima-compatibile.</p><p>7. Il mandato costituzionale assegnato alla Banca nazionale svizzera (BNS) è quello di condurre una politica monetaria e valutaria nell'interesse generale del Paese. Nello svolgimento dei suoi compiti, la BNS non può chiedere né accettare istruzioni dal Consiglio federale o dall'Assemblea federale. L'Accordo di Parigi non assegna alcun ruolo alle banche centrali. Dalla fine del 2017, tuttavia, diverse banche centrali e autorità di sorveglianza si sono riunite nel Network for Greening the Financial System (NGFS). La BNS è stata ammessa tra i membri dell'NGFS il 17 aprile 2019, su richiesta della Direzione generale. Chi aderisce all'NGFS intende beneficiare di uno scambio di esperienze tra le banche centrali e acquisire informazioni utili per comprendere meglio e prevenire i rischi climatici che possono minare la stabilità finanziaria e gli scenari macroeconomici. Per il Consiglio federale, la collaborazione con tale rete è una scelta opportuna.</p>  Risposta del Consiglio federale.