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Sulle rive del Lago Maggiore l'animale è nuovamente andato in cerca di cibo.
I casi di morsicatura all'interno delle mura di casa sono almeno tre.
CANTONE - Una sensazione strana al braccio. Del sangue. E occhi che brillano nella notte. Un'altra coppia è stata vittima di una volpe sulle rive del Lago Maggiore.
I due vacanzieri hanno raccontato a 20 Minuten che a causa del caldo avevano deciso di dormire in terrazza. Poi, la sera del 23 luglio, poco prima di mezzanotte la donna - un'Argoviese - si è svegliata a causa di un forte dolore all'avambraccio destro. E si è messa a urlare. Destato anche il marito, l'uomo ha visto una volpe sulla terrazza e l'ha cacciata via. Questa, dopo aver indugiato alcuni attimi nel giardino, si è data alla fuga.
I due hanno richiesto l'intervento di un'ambulanza e la donna è stata portata in pronto soccorso, dopo le sono stati somministrati degli anticorpi e un vaccino contro la rabbia.
Il racconto è molto simile a quello di una coppia basilese che, sempre sulle rive del Lago Maggiore, è stata morsa da una volpe due notti dopo. E l'animale, a detta di Jacqueline von Arx, responsabile del gruppo di competenza per la promozione della natura di Naturama, è molto probabilmente lo stesso. «La volpe va dove trova cibo. Crea un territorio per se stessa e non lo condivide».
Von Arx sottolinea inoltre che dove una volpe trova cibo, «lo troveranno anche una martora e un lupo». Per questo sconsiglia vivamente di dare da mangiare agli animali selvatici.
È dello stesso avviso l'Ufficio caccia e pesca (Ucp) ticinese. E di casi simili a quelli già riportati ce ne sono stati altri. Almeno un mese fa, apprende Tio20Minuti, in zona Brissago una persona è stata morsa, probabilmente da una volpe, all'interno di un'abitazione. In seguito erano state organizzate delle ronde con i guardacaccia, ma non è chiaro se poi le ricerche abbiano portato a qualcosa.
L'uomo ha abusato di minori che avevano tra gli uno e i dodici anni.
«Non ha riconosciuto la loro dignità umana. Gli piaceva giocare al dottore e non ha ancora capito quanto li ha fatti soffrire», così la procuratrice pubblica Pamela Pedretti.
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