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<h2>SubmittedText<h2><p>Il prossimo negoziato dell'ONU (IGC4) sull'Accordo internazionale sulla protezione dell'alto mare è previsto per marzo 2022. Con la consigliera federale Simonetta Sommaruga, la Svizzera si è impegnata a settembre, con il Leader's Pledge for Nature, a finalizzare un ambizioso Accordo internazionale sulla protezione dell'alto mare nel quadro dei prossimi negoziati dell'ONU. </p><p>Nella sua risposta all'interpellanza 21.3755 "Che ruolo può ricoprire la Svizzera, Paese senza sbocco sul mare, nell'elaborazione dell'accordo dell'ONU sulla protezione dell'alto mare?" il Consiglio federale ha parlato di "partecipazione" della Svizzera ai negoziati dell'ONU, tuttavia rispondere a una serie di domande, che riproponiamo qui di seguito: </p><p>1. Entro quando il Consiglio federale specificherà questa "partecipazione"? </p><p>2. Detta precisazione avverrà ancora prima dell'inizio dei negoziati e come sarà comunicata? </p><p>3. Quali sono gli elementi fondamentali che il Consiglio federale ritiene indispensabili per raggiungere un accordo ambizioso sulla protezione dell'alto mare? </p><p>4. Quali parti della biodiversità marina il Consiglio federale vuole includere e quali escludere dall'accordo dell'ONU?</p><p>5. La Svizzera contribuirà attivamente con la sua posizione ai negoziati e contribuirà al loro successo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1, 2 e 5) Nell'agosto 2018, il Consiglio federale ha approvato la partecipazione della Svizzera ai negoziati per lo sviluppo di uno strumento internazionale. Questo strumento dovrebbe garantire la conservazione e l'utilizzo sostenibile della biodiversità nelle aree marine al di fuori della giurisdizione nazionale. L'incarico di condurre i relativi negoziati è stato conferito all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). La Svizzera ha già partecipato a tre sessioni negoziali svoltesi dal 2018 al 2019. La Svizzera partecipa attivamente ai negoziati ed è apprezzata per i suoi contributi costruttivi e ambiziosi.</p><p>3) Il Consiglio federale ritiene che per raggiungere un accordo ambizioso occorrano quattro elementi chiave. In primo luogo, il nuovo accordo deve garantire un'azione integrata e coerente nelle aree interessate e migliorare la governance. Attualmente esistono numerosi strumenti elaborati per proteggere i mari, ma mancano una concertazione e una cooperazione sufficienti volte a garantire la sostenibilità della biodiversità marina nelle acque internazionali.</p><p>In secondo luogo, la protezione e l'utilizzo sostenibile della biodiversità in alto mare devono essere raggiunti attraverso strumenti di gestione sviluppati per zona, comprese le aree marine protette, connesse in una rete coerente, in particolare lungo le rotte migratorie o collegate alle zone di riproduzione.</p><p>In terzo luogo, la Svizzera sostiene un regime di studi sull'impatto ambientale delle attività che potrebbero avere un impatto negativo sulla biodiversità marina in zone al di fuori della giurisdizione nazionale che non discrimini i Paesi costieri o senza sbocco sul mare.</p><p>In quarto luogo, la Svizzera è favorevole a un eventuale regolamento che disciplini l'accesso e la ripartizione dei benefici delle risorse genetiche marine nelle zone al di fuori della giurisdizione nazionale. Essa sostiene in particolare un sistema che faciliti la ricerca a livello globale e contribuisca alla conservazione e all'utilizzo sostenibile di queste risorse.</p><p>4) L'accordo interessa tutta la diversità biologica nelle aree marine al di fuori della giurisdizione nazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.