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La compagnia aerea comunica che a seguito della procedura di consultazione con i rappresentanti del personale è stato possibile ridurre la cifra
Nell'ambito della soppressione di impieghi presso Swiss sono 550 i dipendenti confrontati con un licenziamento, meno dei 780 previsti a inizio maggio.
Nel quadro della procedura di consultazione con i rappresentanti del personale è stato possibile abbassare la cifra, indica oggi la compagnia aerea in una nota. Complessivamente entro fine anno saranno tagliati 1'700 impieghi a tempo pieno, di cui due terzi attraverso misure volontarie e la fluttuazione naturale. In questo modo l'organico si riduce di oltre un quinto.
In dettaglio 492 collaboratori in Svizzera e all'estero ottengono un licenziamento ordinario. Di questi 334 fanno parte del personale di cabina, 101 di quello di terra e 57 della tecnica. Si aggiungono 58 dipendenti che ricevono una disdetta per modifica del contratto (riduzione del tempo di lavoro o cambiamento di funzione); questi continueranno ad essere impiegati presso Swiss.
Non vi sono invece licenziamenti tra i piloti. "In accordo con l'associazione professionale Aeropers la sovraccapacità verrà diminuita attraverso una riduzione prescritta del tempo di lavoro di tutti i piloti", spiega il vettore.
Nel comunicato il presidente della direzione Dieter Vranckx deplora "enormemente di dover adottare queste misure incisive in seguito ai cambiamenti strutturali nell'aviazione". "Mi dispiace molto per tutti i collaboratori interessati dal licenziamento. Ma siamo convinti che si tratta della via giusta per rimborsare il credito concesso dalle banche e rendere Swiss nuovamente concorrenziale e degna d'investimento."
A causa del crollo della domanda in seguito alla pandemia di coronavirus il vettore ridimensiona del 15% la flotta di 90 aerei. Oltre ai propri velivoli essa comprende gli apparecchi di Helvetic Airways che volano per conto di Swiss. In totale vengono messi fuori servizio cinque aerei a lungo raggio e dieci a corto raggio.
"Nella flotta a corto e medio raggio il numero dei velivoli utilizzati da Helvetic verrà ridotto in maniera sovraproporzionale rispetto a quelli di Swiss", si legge in una nota. "Quest'estate ricorreremo a quattro aerei di Helvetic", ha precisato Vranckx in una teleconferenza, vale a dire la metà di quanto previsto dal contratto. Quest'ultimo va avanti "ma stiamo conducendo colloqui per elaborare una nuova situazione di partenza". La decisione sui dettagli della riduzione della flotta sarà presa entro due mesi.
Inoltre la compagnia valuta un adeguamento delle destinazioni, una riduzione delle frequenze di volo e una ripresa ritardata di mete a lunga distanza. Complessivamente con le misure Swiss intende risparmiare circa 500 milioni di franchi. Difatti, secondo il CEO, in seguito alla pandemia la domanda dovrebbe diminuire strutturalmente di un quinto; a soffrire maggiormente saranno i viaggi d'affari.
Nonostante un aumento delle prenotazioni in vista delle vacanze la domanda in piena estate è dimezzata rispetto al passato. Attualmente Swiss continua a "bruciare" soldi, ma meno di 1,5 milioni di franchi al giorno. Entro il 2023 la compagnia si aspetta di raggiungere l'80% del livello annuo pre-Covid, ha aggiunto Vranckx, secondo cui è difficile prevedere quando si tornerà al livello precedente la crisi. Comunque "dal 2023 saremo di nuovo nelle cifre nere."
Finora il vettore ha adoperato la metà dei crediti d'emergenza pari 1,5 miliardi di franchi garantiti dalla Confederazione. In base alla pianificazione attuale - ha proseguito - il denaro basterà a superare un inverno difficile. L'obiettivo resta di rimborsare i debiti il prima possibile.
Per quanto concerne le misure inerenti agli effettivi, in una nota il sindacato del personale di terra SEV-GATA accusa la compagnia aerea di non avergli concesso il tempo necessario per "formulare proposte sui mezzi atti ad evitare o ridurre i licenziamenti, nonché ad attenuarne le conseguenze", come previsto dall'art. 335f del Codice delle obbligazioni per i licenziamenti collettivi. SEV-GATA ritiene pertanto che i licenziamenti pronunciati oggi siano abusivi e intende opporvisi per vie legali.
Anche il Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD), sezione trasporto aereo, lancia un appello ai dipendenti interessati a impugnare il licenziamento.
Il sindacato del personale di cabina Kapers non intende invece ricorrere alla giustizia: Swiss ha rispettato i termini legali per la consultazione, ha dichiarato all'agenzia AWP la presidente Sandrine Nikolic-Fuss. Nel quadro della procedura di consultazione è stato possibile salvare 66 posti; invece dei 400 impieghi previsti il personale di cabina ne perde 334. "Siamo contenti che non siano 400", ha detto la Nikolic-Fuss.
Inoltre sono state accolte tutte le richieste per il piano sociale, ad eccezione della riduzione del contratto con Helvetic. Se quest'ultimo fosse stato ridimensionato sarebbe stato possibile salvare molti posti tra il personale di cabina di Swiss. "Per noi è deludente e demoralizzante che il contratto non sia stato ridotto nella misura che ci attendavamo", ha detto la presidente di Kapers.
Da parte sua Aeropers afferma di aver raggiunto un'intesa con Swiss sulle misure per superare le conseguenze della crisi scaturita dalla pandemia di Covid-19. L'associazione dei piloti ha compiuto un grande passo verso la compagnia ed è pronta, tra le altre cose, a rinunciare fino a un mese e mezzo di salario per un anno.
Tra gli altri punti pattuiti - viene spiegato - vi sono l'estensione dell'offerta di prepensionamento, la promozione di "rapporti di lavoro giacenti" tramite sostegni finanziari da parte di Aeropers, facilitazioni attraverso riqualificazioni e un contributo finanziario nell'ambito della riduzione prescritta del tempo di lavoro.