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Un ricco programma di conferenze e altri eventi culturali accompagna in questo 2019 il 200mo anniversario della nascita di Alfred Escher, che ricorre oggi, mercoledì 20 febbraio. Uomo politico e imprenditore, lo zurighese "è stato una personalità d'eccezione" secondo lo storico Joseph Jung che ne ha studiato a lungo la figura. Ha lasciato come nessun altro un'impronta nella storia della Svizzera del XIX secolo, tanto da accumulare cariche che gli valsero fra gli altri gli epiteti di "barone federale" e "re Alfred I", oltre alle critiche degli oppositori, dopo il 1860 in particolare delle fasce svantaggiate della popolazione per aver trascurato le conseguenze sociali della sua spinta verso il progresso.
Laureato in diritto, dal 1844 al 1847 fu docente all'Università di Zurigo, iniziando nel contempo la carriera politica che lo portò in Gran Consiglio (dal 1844 al 1882), alla cancelleria dello Stato e al Governo cantonale che presiedette per tre volte, introducendo in qualità di capo del Dipartimento dell'educazione le lingue moderne e le scienze naturali nell'insegnamento secondario. Altrettanto rapida fu la sua carriera a Berna, che lo vide membro del Consiglio nazionale dal 1848 alla morte 34 anni dopo.
Escher, erede di una famiglia borghese fra le più in vista della città, è però ricordato anche e soprattutto per essere stato il fondatore (o fra i promotori) del Politecnico zurighese, della Ferrovia del Nord-Est e di quella del Gottardo, e con essa della linea ferrovia nord-sud. La sua statua opera di Rudolf Kissling troneggia davanti alla stazione centrale di Zurigo e nel 1871 venne fatto cittadino onorario di Lugano. Per raccogliere i mezzi finanziari necessari ai grandi progetti ferroviari, nel 1856 creò anche il Credit Suisse, contribuendo ad affermare Zurigo come centro economico e finanziario del paese. Non tutto andò liscio dal profilo dei costi, alla caduta dell'ultimo diaframma della galleria del San Gottardo non fu nemmeno invitato.
Indiretta ma importante anche la sua eredità culturale: con il patrimonio ricevuto, la figlia Lydia Welti-Escher diede vita fra l'altro nel 1890 alla Fondazione Gottfried Keller, che possiede una delle più importanti collezioni d'arte elvetiche e porta il nome di un poeta e pittore svizzero amico e coetaneo di Alfred Escher. Alla fondazione appartengono anche i capolavori esposti quest'anno a Zurigo e, dal 24 marzo al 28 luglio, al MASI di Lugano.