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I radar statunitensi rilevano degli UFO: «Ehi, guarda questo coso!»
11.6.2019 - 15:05, phi
Tutti possono vedere gli UFO. Ma non tutti sono credibili come un pilota dell’US Navy che conosce bene la questione e che può tra l’altro registrare le immagini di un oggetto volante non identificato, mentre i suoi colleghi possono confermare il contatto.
Quando qualcuno afferma di aver visto un UFO, le reazioni sono generalmente scettiche: l’osservatore è abbastanza competente per valutare la natura dell’oggetto? Esistono delle prove, come ad esempio una foto o un video? Cosa può dire realmente un rapido avvistamento di un oggetto non identificato?
Con Ryan Graves, tuttavia, tali dubbi non hanno ragione di esistere. Il pilota di F/A-18 dell’US Navy è un esperto di oggetti volanti: così, quando il tenente parla di incontri del terzo tipo a prima vista inspiegabili, racconta poi i fatti supportandoli con le immagini che ha scattato a bordo del suo caccia, per spiegare infine che ha seguito quest’oggetto non identificato per ore, ecco che la storia dell’avvistamento di un UFO sembra credibile. L’unico dubbio che resta è se ciò che Ryan Graves ha visto appartenga o meno a questo mondo.
È stato nel corso dell’estate 2014 che Ryan Graves si è imbattuto in un primo oggetto non identificato, e anche i suoi compagni della squadra dei «Red Rippers» della base aeronavale Oceana (Virginia) hanno visto questi oggetti. I piloti si esercitavano sulla costa est quando sono apparsi gli UFO: «Quei cosi sono stati là per tutta la giornata», ha dichiarato Ryan Graves al «New York Times». A volte, planano a poca distanza dal suolo ed altre volte volano a circa 10’000 metri di altitudine – prima di cambiare posizione alla velocità del suono.
Visibili sui radar, ma non ad occhio nudo
Questi UFO hanno prestazioni elevate: «Mantenere un aereo in aria necessita di un’energia considerevole. Alla velocità che abbiamo osservato, le dodici ore passate in cielo rappresentano undici ore in più di ciò che ci aspettavamo.» Danny Accoin, il suo collega nella squadra, conferma tali osservazioni e vi aggiunge strani dettagli: l'ufficiale sarebbe entrato in contatto con un UFO. O almeno, è quello che pensava.
Durante l’estate 2014, Danny Accoin ha tentato di saperne di più sull’oggetto che il suo radar aveva rilevato. Ha spostato la sua rotta di volo di circa 300 metri più in basso rispetto al misterioso oggetto, seguendo le indicazioni dei suoi strumenti. Tuttavia, non riusciva a vedere l’UFO. Qualche giorno più tardi, è riuscito a trovarne uno con l’aiuto di un missile usato per le esercitazioni e della camera a infrarossi. «Sapevo che c’era. Sapevo che non si trattava di un falso allarme.» E tuttavia, «non è riuscito a individuarlo visivamente.» Un altro pilota ha rischiato di schiantarsi contro uno di questi oggetti, secondo Ryan Graves. «Lo choc si leggeva sul suo volto.»
Manovre aeree disumane
I piloti non riescono a spiegare i movimenti degli UFO, che frenano e cambiano direzione senza sforzo, spostandosi alla velocità del suono. Questi movimenti costituiscono un enigma fisico: un essere umano sarebbe incapace di sopportare un tale carico. «La velocità non uccide, ma il fatto di rallentare o di accelerare, sì», spiega Ryan Graves. Nel 2015, la sua squadra è stata trasferita sulla portaerei Theodore Roosevelt e nel golfo Persico. Le osservazioni si sono concluse poco tempo dopo, nel corso del 2015.
Questi oggetti volanti, segnalati dai piloti e repertoriati in una base di dati speciale, sono ancora inspiegati. Un astrofisico intervistato dal «New York Times» sottolinea tuttavia che un’origine estraterrestre sia poco probabile: «Ci sono talmente tante altre possibilità: errori nel trattamento delle immagini o nella visualizzazione, effetti atmosferici e riflessi, sovraccarico neurologico durante un volo supersonico.»
I piloti dell’US Navy non vogliono speculare sulla natura di ciò che rilevavano i loro radar. Esistono secondo loro degli aerei o dei droni molto veloci, capaci di volare molto in alto o di mimetizzarsi. Potrebbe ugualmente trattarsi di un progetto di armamento segreto.
«Le persone che volano sugli aerei militari vedono cose strane da decenni», relativizza Ryan Graves. Danny Accoin è dello stesso parere: «Siamo qui per fare un lavoro, non per creare dei miti.» È anche quest’approccio concreto a distinguere gli uomini dell’US Navy dalle altre persone che hanno incontrato degli UFO – o che desidererebbero vederne uno, almeno per una volta.
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