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Varioprint, una PMI che produce circuiti stampati, fa fronte ad una concorrenza asiatica che rappresenta l’84% del mercato mondiale. Andreas Schmidheini, direttori dell’impresa appenzellese, spiega quali sono gli atout di una piccola unità di produzione svizzera.
Come si è ritrovato a capo di Varioprint?
Andreas Schmidheini: Nel 1991 ho acquisito una parte delle azioni di questa impresa familiare che stava vivendo un periodo di difficoltà in seguito ad un cambiamento generazionale. Il fondatore, che aveva creato Varioprint nel 1970, ha voluto trasmettere l'impresa ai figli, che purtroppo non possedevano l'esperienza necessaria per mantenerla a galla. Al momento del mio arrivo, l'obbiettivo consisteva nel risolvere i gravi problemi finanziari in cinque anni e a ritirarmi una volta portato a termine il mio compito. Ciononostante, due anni dopo, la situazione si è rivelata più complessa di quanto immaginassi, e la famiglia ha finalmente ceduto la totalità delle sue quote. Dopo aver preso coscienza del piacere che mi dava lo sviluppo dell'azienda, ho cambiato idea ed ho deciso di acquisire delle quote di alcuni altri azionari, in modo da ottenere una percentuale più cospicua.
Cosa producete esattamente?
Schmidheini: Produciamo circuiti stampati, che si trovano ovunque vi siano componenti elettronici che devono essere collegati tra loro. Tutta la nostra produzione viene effettuata in Svizzera. I nostri clienti si fanno carico dell'istallazione dei nostri prodotti. Da notare che l'84% dei circuiti stampati viene fabbricato in Asia. Il resto è diviso tra Europa e Stati Uniti, che rappresentano entrambi il 7% della produzione mondiale. Il 2% restante proviene dal Brasile e dalla Russia. Noi esportiamo il 70% della nostra produzione in più di 20 paesi ripartiti tra l'Europa, l'Asia ed il Nord America.
Di fronte a tale concorrenza internazionale, quali sono i vostri punti di forza?
Schmidheini: È necessario mantenere un contatto ravvicinato con i clienti, comprendere perfettamente i loro bisogni, offrire nuove soluzioni e, soprattutto, puntare sull'innovazione durante tutte le fasi. Anche se il processo e le macchine restano praticamente le stesse per ognuno dei pezzi prodotti, esistono numerose possibilità di variazioni per i clienti. Se necessitano di un pezzo specifico, lavoriamo fianco a fianco, sviluppiamo prototipi su 3, 6 o 12 mesi e, se tutto va per il verso giusto, diveniamo direttamente un fornitore importante. Investiamo anche in progetti di sviluppo senza ricevere compensi. Questo ci permette di ottenere un vantaggio comparativo. In realtà, si tratta di una strategia piuttosto semplice e che funziona. Ogni mese riceviamo all'incirca 300 comande, tra le quale 50% rappresentano un nuovo modello, per una produzione annuale che ammonta a 6 milioni di pezzi.
Ed in Svizzera, avete dei concorrenti?
Schmindheini: In Svizzera esistono sei imprese simili alla nostra. La concorrenza nazionale esiste, ma tuttavia non è di forte intensità. Tutte queste società hanno trovato la propria nicchia: certe costruiscono grandi circuiti stampati, di oltre un metro quadrato, altre modelli ad alta frequenza o anche modelli flessibili destinati piuttosto all'industria medica. A Vrioprint fabbrichiamo diversi tipi di circuiti stampati, tranne i pezzi più grandi, che esigono delle apparecchiature specifiche.
Come fanno queste PMI a sopravvivere in un mercato internazionale molto aggressivo?
Schmidheini: È necessario essere molto rapidi, creativi ed innovanti. Se compariamo ad esempio la nostra impresa con i nostri principali concorrenti europei, la maggior parte è da 2 a 6 volte più grande di noi. La loro comunicazione interna ed i tempi di reazione soffrono di pesantezza. Noi possiamo essere più rapidi di loro. Nel nostro settore industriale, tutti i paesi europei hanno ridotto il loro volume di produzione. Al contrario della Svizzera che, dieci anni fa, si piazzava soltanto al 7° o 8° posto in termini di volume di produzione, e che ha infine raggiunto il secondo posto in Europa, allo stesso livello dell'Italia e dietro alla Germania.
L'industria del circuito stampato deve essere particolarmente innovante?
Schmidheini: Nel nostro settore, se un'impresa non investe a sufficienza, può tenere ancora tre anni, al massimo cinque, prima di scomparire. I prodotti sono in costante evoluzione. Per darvi un'idea, le piste elettriche incise diventano ogni anno più fini. Ai tempi in cui muovevo i miei primi passi nel settore misuravano 240 micron ed oggi soltanto 60 micron, e la tendenza attuale mira a raggiungere i 40 micron. Puntiamo enormemente sull'innovazione. Le nostra ricerche si sono concretizzate con i circuiti stampati ottici, che sostituiscono le vecchie piste di rame. È da ormai dieci anni che investiamo in questa nuova tecnologia, e nessun altro al mondo produce questi prodotti. Inoltre, abbiamo creato un'impresa specifica che li commercializza: www.vario-optics.ch
Risentite della forza del franco?
Schimidheini: È veramente una catastrofe. Rispetto agli anni in cui il tasso di cambio tra l'euro ed il franco svizzero ammontava ad un po' più di 1,50 CHF, attualmente vi è una differenza del 20%. Fortunatamente compriamo certi materiali in Europa, cosa che ci permette di ammortizzare certe perdite, ma tutte le nostre spese fisse sono in franchi svizzeri. Per il momento considero la forza del franco come il rischio numero uno per Varioprint. Le più grandi imprese hanno soluzioni a loro disposizione, come la delocalizzazione di una parte della loro produzione. Ma per noi, che siamo una PMI che ha dovuto investire in un'infrastruttura molto onerosa a Heiden (AR), questo non è possibile. Si tratta di un'industria molto intensiva in capitali. Miglioriamo la nostra efficacia ogni anno per restare competitivi, ma chiaramente non possiamo raggiungere continuamente il 20%.
Infine, quali consigli darebbe ai giovani imprenditori?
Schimidheini: È necessario evitare di lamentarsi e rinunciare all'idea di un cospicuo salario ed automobili di lusso. Conviene essere performanti, pensare e agire a lungo termine. Il successo arriva soltanto in seguito.