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I dipendenti della Confederazione sono scesi nelle strade della capitale per manifestare contro i piani di risparmio voluti dal governo.
Il personale teme che la cura dimagrante prevista per l'amministrazione federale porti a massicce soppressioni di impieghi, diminuzioni salariali e a un degrado generale delle condizioni di lavoro.
Scandendo lo slogan «Agire, non subire», circa 2'500 dipendenti della Confederazione sono sfilati giovedì per le vie di Berna per protestare contro il peggioramento delle condizioni di lavoro e «la serie infinita di risparmi a spese del personale».
L'azione non ha però prodotto frutti e le discussioni sui salari avvenute in serata si sono concluse con nuovi smacchi per il personale.
Promesse non mantenute
Stando ad un comunicato diramato dal sindacato Transfair, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha garantito per il 2006 una gratifica dell'1,9%, mentre i rappresentanti dei lavoratori chiedevano un bonus pari almeno al 2,4%, giudicato il tasso minimo per adeguare gli stipendi al costo della vita.
Secondo gli altri sindacati - Associazione del personale della Confederazione, Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD) e Garanto - la Confederazione non ha tenuto fede alle proprie promesse.
È comunque chiaro - si legge nella nota - che non è Merz il principale colpevole, ma il parlamento, che durante le discussioni sul programma di risparmio 2004 ha inserito nuovi pesanti tagli.
No alla riforma
La manifestazione si è svolta pacificamente. I partecipanti, muniti di fischietti e bandiere, hanno chiesto più rispetto per il lavoro svolto, che spesso avviene in condizioni molto difficili.
Inoltre hanno auspicato uno stop ai licenziamenti (4'500 le soppressioni di impieghi previste entro il 2010), all'aumento dell'età di pensionamento e alle riduzioni del potere d'acquisto.
Una risoluzione in questo senso, votata all'unanimità, è stata consegnata nel pomeriggio al consigliere federale Merz, il quale non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Molti dipendenti rassegnati
La consigliera nazionale socialista Christine Goll, presidente del SSP/VPOD ha criticato soprattutto il fatto che persino i consiglieri federali non esitano a ridicolizzare in pubblico e mettere in cattiva luce il lavoro degli impiegati dell'Amministrazione. E poi ci si chiede perché il personale è insicuro e frustrato, ha aggiunto.
I sondaggi dimostrano che quasi un terzo dei dipendenti della Confederazione è ormai rassegnato sulle condizioni di lavoro, ha osservato la deputata.
Dopo i ripetuti risparmi e la forzata rinuncia a determinate attività, ora arriverà la riforma dell'Amministrazione: il tutto - ha aggiunto Goll - sempre a scapito delle condizioni di lavoro del personale. Gli impiegati dovranno lavorare più a lungo e pagare più contributi per poi ottenere prestazioni peggiori.
Alcuni rappresentanti sindacali hanno puntato il dito contro i progetti governativi di risanamento della Cassa pensioni Publica: il Consiglio federale intende risparmiare un miliardo di franchi a spese del personale e questo non può essere accettato in nessun modo, hanno dichiarato.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
37'000 persone sono attualmente impiegate nell'Amministrazione federale.
Entro il 2010, 4'500 posti saranno probabilmente soppressi.
Il costo del progetto di riforma adottato dal Consiglio federale si aggira attorno agli 8 milioni e mezzo di franchi.
L'investimento che dovrebbe consentire di risparmiare fino a 40 milioni di franchi annui.
In breve
Alla fine della manifestazione di giovedì, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha promesso ai rappresentanti delle associazioni del personale di versare nel 2006 una gratifica pari all'1,9% del salario annuale lordo.
I lavoratori chiedono però un bonus pari almeno al 2,4%.
Il Consiglio federale non si è per il momento ancora espresso in merito.