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Il nuovo obitorio è costituito da due muri paralleli che si inseriscono tra il parco e il posteggio dell'Ospedale psichiatrico, definendo una fascia intermedia tra le due entità. Una progressione lineare di spazi di intimità crescente accompagna il visitatore dal parco all'atrio fino alla camera mortuaria, in un percorso marcato dall'andamento di un soffitto riflettente che porta la luce all'interno dello spazio centrale, luogo di raccoglimento intorno alla salma. Corpi di legno contenenti i servizi scandiscono la sequenza di zone senza raggiungere la soletta, mantenendo pertanto una continuità spaziale e visiva tra le due estremità dell'edificio. I muri in cemento armato vengono casserati con assi di legno di 24 cm di altezza, 4 m di lunghezza, non piallate, che richiamano quelle utilizzate per la costruzione dei corpi interni e assegnano all'edificio un ordine orizzontale in contrapposizione alla verticalità degli alberi circostanti. Il beton brut -à peau d'éléphant- conferisce plasticità e massa al padiglione, trasformandone la parte centrale -la camera mortuaria- in un mondo assestante, sacrale. La soletta sospesa tra i due muri lascia filtrare la luce in alcuni punti: sul muro trasversale lungo il quale siede chi attende nel foyer guardando il parco e su quello lungo il quale siede chi si raccoglie intorno alla salma. La luce nel foyer è intensa, quella nello spazio centrale più astratta.