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Gli alberi le cui foglie cadono prima del tempo, tendono a morire nei tre anni successivi. Si teme per il Mendrisiotto
MENDRISIO - Prima perdono le foglie, prima muoiono. Secondo una ricerca apparsa sulla rivista forestale Wald und holz, il 10% dei faggi svizzeri che ingialliscono prima dell'autunno tende a scomparire prematuramente. La stessa situazione, già evidenziata nel mese di agosto, potrebbe ripetersi in Ticino, e in particolare nel Mendrisiotto.
Dopo l'estate particolarmente secca del 2018, un gruppo di ricercatori svizzeri dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio ha lanciato un programma di ricerca volto a monitorare lo stato della vegetazione dopo un periodo di siccità. In particolare, sono stati osservati 1'000 faggi che si trovano - o si trovavano - nelle regioni di Basilea Campgna, Sciaffusa e Knonauer Amt/Bremgarten nei cantoni di Zurigo e Argovia.
Come spiegato dalla coordinatrice del progetto Esther Frei in una nota, «è emerso che i danni agli alberi e il clima secco sono collegati. Gli alberi che si trovano in luoghi con scarse precipitazioni e su terreni che possono immagazzinare poca acqua sono stati colpiti più gravemente».
Nella regione di Sciaffusa, dall'inizio delle rilevazioni, il 10% dei faggi con caduta prematura delle foglie è morto, nel cantone di Basilea Campagna il 7% e nella regione di Knonaueramt/Bremgarten il 4%. A titolo comparativo, «dei 139 alberi con colorazione autunnale del fogliame solo due sono morti, ciò che corrisponde all’andamento normale».
Durante la scorsa estate, in diverse località svizzere e in particolare nel Mendrisiotto, sembrava che l'autunno fosse già arrivato. Sempre Frei afferma che in questi siti, che sono caratterizzati da terreni poco profondi, «il faggio avrà difficoltà in futuro». Non viene escluso che nei prossimi anni questo albero possa scomparire.