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Con il profilarsi del "no" all'iniziativa per l'attuazione l'UDC spera ora che le promesse fatte dai contrari durante la campagna di votazione saranno rispettate. "In tal caso avremo un buon compromesso", ha affermato il capogruppo Adrian Amstutz alla radio SRF.
Il consigliere nazionale bernese teme però che la clausola per i casi di rigore - inserita dal parlamento nella legge di attuazione della sua iniziativa del 2010 per l'espulsione degli stranieri che commettono reati - possa portare ad abusi. Amstutz prevede che le decisioni di espulsione da parte dei giudici rimangano più l'eccezione che la regola, ma spera di essere smentito.
Da parte sua Albert Rösti, candidato alla presidenza dell'UDC, ha detto di prendere in parola la promessa del PLR, che ha parlato di un'applicazione "rigorosissima" ("pfefferscharf", nell'originale) della normativa approvata dal parlamento.
Secondo Rösti, la sconfitta democentrista è dovuta al fatto che i contrari sono aumentati nelle ultime settimane: "molti hanno avuto probabilmente l'idea che non bisognava lasciar vincere una volta ancora l'UDC". A suo avviso il "no" è comunque da accettare. "Il dibattito è stato molto positivo, ne andava della sicurezza della Svizzera", ha concluso.
SDA-ATS