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Non avevano chiamato un’ambulanza in relazione all’aborto spontaneo di una donna siriana a Domodossola
La giustizia militare ha condannato tre guardie di confine in relazione all’aborto spontaneo di una donna siriana durante un rinvio in Italia, nel 2014. Secondo i giudici i tre avrebbero dovuto mostrare coraggio civile: sarebbe stato loro dovere chiamare un’ambulanza, anche contro la volontà del loro superiore.
Tre decreti di accusa sono stati emessi dalla giustizia militare, ha confermato oggi, domenica, un portavoce a Keystone-ATS, confermando una notizia pubblicata dalla SonntagsZeitung. Secondo il domenicale i tre sono stati condannati in febbraio e marzo a 30 aliquote giornaliere da 100 a 200 franchi (da 3’000 a 6’000 franchi) ciascuno.
Il capo delle tre guardie di frontiera, un sergente maggiore, era già stato condannato nel 2018. In appello, la pena detentiva per lesioni colpose e ripetuta inosservanza di prescrizioni di servizio era stata ridotta a 150 aliquote giornaliere di 150 franchi con la condizionale.