Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/65742

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad allestire un rapporto di sintesi interdisciplinare sul fenomeno delle violenze urbane in Svizzera e a proporre misure di prevenzione. In base alle informazioni e ai lavori disponibili presso l'Ufficio federale di statistica, il Fondo nazionale svizzero della ricerca scientifica, le università o gli istituti del settore universitario, si dovrà in particolare:</p><p>- fare il punto sullo stato delle conoscenze e dell'evoluzione del fenomeno nel nostro Paese;</p><p>- determinare i potenziali pericoli (genere, luoghi ecc.);</p><p>- attuare misure di prevenzione dinamiche in collaborazione con i cantoni e gli organismi privati interessati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli eventi verificatisi in Francia nell'autunno del 2005 hanno rivelato il fenomeno delle periferie ghetto, nelle quali vive una popolazione di adulti e di giovani senza prospettive reali di lavoro. In seguito all'accaduto ci si è interrogati sull'eventualità che queste violenze urbane potessero esplodere nel nostro Paese. Si pone dunque la questione della trasposizione, su scala svizzera, delle caratteristiche urbane e sociali dei quartieri periferici francesi.</p><p>1. Nel 2004 e nel 2005, la Commissione federale degli stranieri si è concentrata sul tema "Integrazione e habitat". I suoi lavori hanno mostrato che in Svizzera non vi sono ghetti etnici. I quartieri socialmente svantaggiati sono caratterizzati da una popolazione di persone di origini diverse. Secondo gli esperti interrogati non è dunque necessario elaborare una politica antighetto.</p><p>Il rischio che le tendenze negative (cattiva immagine di certi quartieri, offerta di alloggio poco interessante, segregazione, elevato tasso di disoccupazione) si rafforzino l'un l'altra è tuttavia preso sul serio. Nel quadro della sua politica degli agglomerati, la Confederazione sta istituendo un sistema di monitoraggio dello spazio urbano basato, in particolare, su indicatori sociali. Va inoltre menzionato il sistema di indicatori MONET ("Monitoring der nachhaltigen Entwicklung") che serve al monitoraggio dello sviluppo sostenibile. Oltre a questi strumenti d'osservazione, la Confederazione sostiene progetti per lo sviluppo dei quartieri, in cui vengono incoraggiate la mescolanza sociale e l'integrazione. Gran parte del credito destinato alla promozione dell'integrazione è attribuito a progetti di quartiere.</p><p>2. La conoscenza dei fenomeni urbani costituisce tuttavia solo un aspetto del postulato. Le violenze urbane rimandano in modo più generale al tema delle disparità sociali e alle difficoltà che i giovani hanno nell'accedere alla formazione e all'impiego.</p><p>In questi ultimi anni, il bisogno di avere un rapporto sulla situazione della società è stato all'origine di diversi studi. Vanno in particolare menzionati quello del programma prioritario "Domani la Svizzera" del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (rapporto sociale 2000, rapporto sociale 2004, d/f) e quello dell'Ufficio federale di statistica (collana "Données sociales - Suisse", f). Nel febbraio 2004, il Consiglio federale ha inoltre approvato un rapporto sugli indicatori strategici di condotta. Lo strumento ivi presentato è messo alla prova durante la legislatura 2003-2007. Esso serve segnatamente a valutare se vi sia la necessità di intraprendere un'azione politica nei diversi settori concernenti la condotta dello Stato. Coordinato con MONET e gli altri sistemi d'osservazione settoriali sviluppati nell'amministrazione federale, questo strumento contempla numerosi indicatori concernenti la situazione sociale (ripartizione dei redditi, impiego e disoccupazione, educazione, interruzione della formazione ecc.).</p><p>Il Consiglio federale accorda un'importanza fondamentale alla formazione e all'impiego dei giovani. Nel 2005, l'offerta esistente è stata rafforzata mediante numerose misure concernenti sia il mercato del lavoro che la formazione professionale (semestri di motivazione, incoraggiamento alla creazione di posti d'apprendistato, mentorato per la ricerca di lavoro ecc.). Essa comprende anche misure a bassa soglia adeguate ai giovani che manifestano difficoltà d'ordine sociale o culturale (vedi in particolare la risposta all'interpellanza Schenker 05.3680 del 7 ottobre 2005).</p><p>3. La statistica criminale di polizia (SCP), recentemente riorganizzata, costituisce un indicatore nazionale preciso e affidabile dell'evoluzione della violenza nella società. La SCP è uno strumento d'osservazione che consente non solo la repressione, ma anche la prevenzione della criminalità.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene dunque necessario procedere a lavori specifici volti alla prevenzione delle violenze urbane, ma intende proseguire la politica adottata in materia di agglomerati, di sviluppo sostenibile e d'integrazione, nonché la politica sociale, nella misura in cui questa incombe alla Confederazione, in collaborazione con i cantoni e i comuni che hanno ampie competenze in questi settori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.