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BERLINO - Il tribunale di Monaco di Baviera ha respinto oggi la richiesta d'archiviazione del procedimento contro John Demjanjuk, 89 anni, accusato di concorso nell'eccidio di quasi 28 mila ebrei nel campo di concentramento di Sobibor.
La Corte ha respinto anche la richiesta di scarcerazione, anch'essa presentata dalla difesa per motivi di salute. Impassibile, con gli occhi socchiusi e seduto su una sedia a rotelle: l'imputato ha ascoltato così le deposizioni, spesso interrotte dal pianto, di alcuni testi della parte civile, tutti olandesi che hanno perso i loro parenti nel campo di concentramento. "Sobibor è per me una ferita aperta che non potrà mai guarire", ha detto un uomo di 86 anni riuscito a scappare all'estero prima dell'arresto. Tutta la sua famiglia è invece stata sterminata nel campo. Un uomo di 70 anni ha spiegato alla Corte di essere al processo come parte civile perché sua madre era incinta quando morì, assieme al marito, nella camera a gas. "Sono qui - ha aggiunto - anche per mio fratello non nato oppure mia sorella non nata".
Nel pomeriggio Demjanjuk ha seguito l'udienza disteso su una barella a causa di dolori alla schiena. Le deposizioni sono state contestata dalla difesa, perché fatte da persone che al momento dei fatti "si trovavano a centinaia di chilometri di distanza". Il processo prosegue domani.
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