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<h2>SubmittedText<h2><p>Con gli obiettivi di sviluppo del millennio gli Stati membri dell'ONU si sono impeganti per un reale miglioramento della qualità della vita di tutti gli esseri umani, in particolare di quelli più svantaggiati. Anche la Cina partecipa a questo impegno e non solo sul suo territorio, ma anche, tra l'altro, in Africa, dove continua a svolgere un ruolo dominante, dando inoltre l'impressione di non aver saputo trarre insegnamento dalla colonizzazione devastante degli Europei. A fronte di questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale il ruolo della Cina in Africa negli ultimi dieci anni?</p><p>2. Come pensa la Svizzera, nel quadro dell'ONU e insieme agli altri Stati membri, di portare la Cina a cambiare atteggiamento nei confronti dell'Africa, facendo sì che essa mantenga gli impegni presi in questo continente nel quadro degli obiettivi del millennio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Da 25 anni la Cina ha un ruolo di primo piano nella globalizzazione economica. La presenza della Cina in Africa non è quindi un fatto del tutto nuovo, anche se la cooperazione economica con gli Stati africani ha avuto una forte crescita negli ultimi dieci anni. La Cina è rappresentata da 49 ambasciate in 53 Stati africani, dove sono attive circa 1600 imprese cinesi. L'accesso alle materie prime è l'interesse principale della Cina in Africa. L'importazione di materie prime rappresenta l'80 per cento delle importazioni totali della Cina dal continente africano. I progetti per la costruzione di infrastrutture come strade, edifici pubblici e dighe o reti di comunicazione vengono finanziati da crediti cinesi vantaggiosi e realizzati da manodopera cinese. Per la Cina l'Africa rappresenta il terreno ideale per partenariati fondati su interessi reciproci nel rispetto della sovranità dei singoli Stati. </p><p>Per quanto riguarda gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) la Cina ritiene che il suo maggiore contributo risieda nell'eliminazione della povertà nel suo territorio. Nonostante ciò, la Cina s'impegna anche nella cooperazione Sud-Sud, in particolare con l'Africa, puntando su un atteggiamento non dogmatico e di trasmissione delle proprie esperienze nel campo dello sviluppo. La presenza economica della Cina in Africa ha effetti positivi come l'aumento del potere d'acquisto grazie all'importazione di prodotti a basso costo e l'aumento del reddito per i salariati nell'ambito dei grandi progetti infrastrutturali. Tale sviluppo comporta tuttavia anche conseguenze negative. Esso frena il processo di industrializzazione locale, è causa di inquinamento e porta a trasferimenti forzati della popolazione e all'espropriazione dei terreni a danno delle comunità locali.</p><p>2. Nel suo impegno in materia di cooperazione allo sviluppo, la Svizzera sostiene i valori e i principi della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani. Tuttavia, il Consiglio federale ritiene inappropriata una presa di posizione della Svizzera con lo scopo di diventare "protettrice" degli Stati africani e di stigmatizzare come rischiosa l'espansione economica e culturale della Cina su questo continente. Gli Stati africani sono sovrani e liberi di stabilire le condizioni che reputano migliori nell'ambito della cooperazione internazionale con la Cina.</p><p>Il Consiglio federale intende tuttavia perseguire, nell'interesse della Svizzera, lo sviluppo dei regimi internazionali volti a stabilire un quadro di riferimento per lo sviluppo sostenibile al quale la Cina sarà invitata ad aderire. La Svizzera tiene a instaurare con la Cina un dialogo costruttivo sulle buone pratiche di cooperazione internazionale, in particolare per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo.</p><p>I Paesi tradizionalmente donatori di aiuti pubblici allo sviluppo, riuniti in seno al comitato di aiuto allo sviluppo (CAS) dell'OCSE, hanno stabilito un quadro di riferimento comune - la Dichiarazione di Parigi - volto a ottimizzare l'efficacia degli aiuti. Attualmente, su iniziativa del CAS, sta avendo luogo un dialogo tra la Cina e i donatori tradizionali. Tale dialogo ha il sostegno della Svizzera, che invita regolarmente l'OCSE ad avviare un dialogo politico non solo con la Cina, ma anche con altri Paesi non appartenenti all'OCSE, quali India, Brasile e Russia, con l'obiettivo di promuovere una convergenza dei diversi sistemi di aiuto pubblico allo sviluppo in vista della realizzazione degli OSM.</p><p>Anche l'ONU persegue lo stesso obiettivo. Il Consiglio economico e sociale dell'ONU ha lanciato nel luglio del 2007 il Forum di alto livello sulla cooperazione allo sviluppo (High-Level Development Cooperation Forum). Questo forum biennale ha come obiettivo il miglioramento delle condizioni generali in materia di sviluppo, compresa la realizzazione degli OSM.</p>  Risposta del Consiglio federale.