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Il Fondo di disattivazione per gli impianti nucleari garantisce il finanziamento dei costi per la disattivazione e lo smantellamento degli impianti nucleari dismessi nonché per lo smaltimento delle relative scorie radioattive. La sua alimentazione è assicurata dai contributi versati obbligatoriamente dai proprietari degli impianti nucleari di Beznau 1 e 2, Mühleberg, Gösgen e Leibstadt, nonché del deposito intermedio centralizzato di Würenlingen.
Il 25 giugno 2014 il Consiglio federale ha approvato una revisione dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento OFDS che modifica i parametri per il calcolo dei contributi annuali che i gestori degli impianti nucleari sono tenuti a versare ai Fondi stessi. I calcoli si basano ora su un reddito del capitale del 3,5% e un tasso di rincaro dell'1,5%. Inoltre viene riscosso un supplemento di sicurezza del 30% sui costi di disattivazione e di smaltimento calcolati. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 1° gennaio 2015. Sulla base dei nuovi parametri, la Commissione di amministrazione ha effettuato una tassazione intermedia e ricalcolato i contributi annuali da versare per il resto del periodo di tassazione (2015 e 2016). Gli esercenti delle centrali nucleari tenuti a versare questi nuovi contributi annuali hanno presentato ricorso (con un'unica eccezione).
Secondo i calcoli più recenti, i costi di disattivazione delle cinque centrali nucleari svizzere e del deposito intermedio centralizzato di Würenlingen ammontano a circa 3 miliardi di franchi (dati 2011). Questi dati sono stati verificati dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), coadiuvato da un gruppo di esperti esterni. I costi di disattivazione devono essere coperti interamente dal Fondo.
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