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La bozza di accordo sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, approvata mercoledì dal Governo di Londra, prevede anzitutto una serie di garanzie per i cittadini europei che si sono stabiliti nel Regno Unito prima della Brexit, e dei britannici nell'Unione. Anche in futuro, i cittadini potranno risiedere, lavorare, ricevere la pensione e farsi raggiungere dalle loro famiglie.
Alllo stesso modo, gli impegni finanziari sottoscritti "a 28" dovranno essere onorati da tutti e 28 i paesi. Inoltre, la Gran Bretagna dovrà rispettare fino alla fine della transizione il diritto europeo e le sue evoluzioni - sulle quali, però, non avrà voce in capitolo perché perderà commissario, eurodeputati e posti in Consiglio.
Le eventuali controversie saranno prese in carico da un tribunale arbitrale che terrà conto della giurisprudenza della Corte europea di giustizia (sulla stregua di quello che Bruxelles vuole fare con la Svizzera nell'accordo istituzionale).
La frontiera irlandese
Il punto più controverso dell'intesa riguarda la frontiera irlandese. Se entro la fine della transizione non ci sarà un accordo sulle relazioni commerciali tra UE e Londra, Belfast resterà allineata alla legislazione doganale europea evitando così la creazione di una frontiera con la Repubblica d'Irlanda.
L'incaricato per l'Irlanda del Nord in seno al parlamento britannico, Shailesh Vara, si è dimesso giovedì. Membro del partito conservatore, era dell'idea che la Gran Bretagna dovesse restare all'interno dell'UE.
I prossimi passi
Dopo il via libera dell'Esecutivo di Londra, l'accordo di divorzio dovrà essere ratificato dal Consiglio e dal Parlamento europeo. L'accordo sulla relazione futura invece richiederà il sì unanime di tutti i Parlamenti nazionali dei 27 Stati membri.
Un vertice speciale dei capi di Stato e di Governo europei per la firma si svolgerà il 25 novembre. "Se non accade nulla di straordinario - ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk - terremo una riunione per siglare ufficialmente l'accordo".