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GINEVRA - «Per quanto sia per me divertente tenere questo discorso, in realtà sono triste. Perché oggi a ricevere questo premio ci dovrebbe essere mio padre». Lo ha detto Daria Navalnaya, figlia maggiore di Alexey Navalny, parlando al 13esimo 'Geneva Summit for Human Rights and Democracy', che ha assegnato il '2021 Moral Courage Award' a Navalny.
Orgoglio e lotta - Il summit, sostenuto da 25 Ong per i diritti umani, precede la principale sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. «Sono orgogliosa di mio padre», ha detto Daria. «Dobbiamo sostenere chi lotta per la nostra libertà e le loro famiglie».
Il veleno - «Ho scoperto che mio padre era stato avvelenato quando mi sono alzata e ho controllato il telefono, come sempre, e ho trovato un bel po' di notifiche di Twitter», ha raccontato Daria al suo 'debutto' sulla scena internazionale. «La mie mente a quel punto è andata a quando avevo 10 anni e mio fratello 3, quando la nostra casa è stata perquisita per la prima volta dalla polizia». «Ricordo che la sensazione di paura, confusione e ansia è stata immensa», dice ancora Daria (o Dasha, come viene spesso indicata attraverso il diminutivo russo).
Anche alle famiglie degli attivisti - «Quando sono stata a trovare mio papà dopo l'avvelenamento, ho lasciato le mie preoccupazioni fuori dalla porta e sono stata al suo fianco», racconta. «Mi ha fatto mille domande sulla mia vita e mi chiedeva sempre di restare un po' di più. Ecco perché voglio dire grazie non solo a tutti i prigionieri politici e attivisti, ma alle loro famiglie e amici, perché il vostro sostegno è davvero cruciale».
La dedica - «Nella sua lettera mio padre mi ha chiesto di dedicare questo premio a tutti i prigionieri politici in Russia e Bielorussia, che devono sapere che non sono soli", ha aggiunto. «Dobbiamo ricordare chi lotta per la nostra libertà e dobbiamo sostenere loro e le loro famiglie e voglio ricordare qui le parole di mio padre: la Russia si merita di essere libera e felice e lo sarà».