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NEW YORK - Rudy Giuliani, l'ex avvocato dell'ex presidente Donald Trump, è passato in pochi mesi dal ricoprire «uno degli incarichi più prestigiosi della professione legale» all'essere sospeso dal poter esercitare la professione di avvocato. Questo per aver rilasciato ripetutamente «dichiarazioni false e fuorvianti» sulle elezioni del 2020.
Lo ha deciso una Corte d'appello dello Stato di New York, che gli ha rimosso la licenza. Ne dà notizia l'agenzia di stampa AP.
Secondo il tribunale, la sentenza è chiara in quanto «ci sono prove inconfutabili» che Giuliani abbia enunciato «dichiarazioni dimostrabilmente false e fuorvianti ai tribunali, ai legislatori, e al pubblico in generale», in qualità di avvocato dell'allora Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Inoltre, la corte ha accettato la richiesta che la sospensione sia applicata sin da subito, sebbene il procedimento non sia ancora completo, poiché l'imputato rappresenta «una minaccia immediata» nei confronti del pubblico. «Tali dichiarazioni false, destinate a fomentare una perdita di fiducia delle persone nel Governo e nelle istituzioni, danneggiano il buon funzionamento di una società libera».
Gli avvocati di Giuliani, John Leventhal e Barry Kamins, si sono detti delusi, però convinti che «una volta che le questioni saranno esplorate completamente e che avrà luogo una vera e propria udienza, Giuliani sarà reintegrato come un membro stimato della professione legale, professione che ha servito in ottimo modo nelle sue molteplici funzioni per così tanti anni».
Il 77enne, lo ricordiamo, era a capo del team legale assemblato da Trump per dimostrare che le elezioni del 2020 erano state caratterizzate da brogli.