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Centodiciottimila. Questo è il numero di firme raccolte dall'iniziativa per porre fine alla libera circolazione delle persone con l'Unione Europea, secondo l'UDC e l'Associazione per una Svizzera indipendente e neutrale (ASIN). Il testo è stato depositato presso la Cancelleria federale questo venerdì pomeriggio.
L'iniziativa "per un'immigrazione moderata" chiede che la Svizzera regoli autonomamente l'immigrazione degli stranieri. Vieta qualsiasi nuovo trattato o obbligo di diritto internazionale che garantisca la libera circolazione a cittadini stranieri. Anche i trattati esistenti non possono essere modificati in questo senso.
Se l'iniziativa fosse accettata dal popolo, le autorità avrebbero un anno di tempo per negoziare la fine dell'accordo sulla libera circolazione con Bruxelles. In assenza di una soluzione entro questo termine, il Consiglio federale dovrebbe denunciare l'accordo entro un mese.
Secondo l'UDC non vi è il rischio che l'UE denunci l'insieme degli accordi bilaterali. L'UE avrebbe troppo interesse ad avere con la Svizzera l'accordo sul trasporto terrestre o quello sul trasporto aereo che sarebbe tra i testi in questione. Il danno recato dalla libera circolazione in Svizzera è in ogni caso così importante che il rischio deve essere preso, ha detto il presidente dell'UDC Albert Rösti.
Stipendi stagnanti
L'economia svizzera si porta bene nonostante la crisi finanziaria europea e la debolezza dell'euro, ha riconosciuto. Ma il reddito pro capite non è aumentato molto in dieci anni, la disoccupazione è elevata e i salari sono in calo o stagnanti, specialmente nelle regioni di confine.
La libera circolazione delle persone con l'UE e i suoi 500 milioni di abitanti è la causa principale di questo sviluppo, afferma l'Udc evocando una semplice logica economica: gli alti salari svizzeri causano l'arrivo in massa della manodopera straniera che spingono verso il basso i salari svizzeri. Gli stranieri ne traggono beneficio, ma non la Svizzera, che da questa situazione ha solo da perdere.
Per il consigliere nazionale Michaël Buffat (VD), l'immigrazione è anche una bomba a orologeria per la rete di sicurezza sociale. Gli stranieri contribuiscono al finanziamento dell'AVS, ma a medio termine riceveno benefici e, poiché non hanno sempre contribuito in Svizzera la differenza dovrà finanziarla chi in Svizzera ci abita e ci lavora da lungo tempo.
Per una vera preferenza indigena
L'UDC vuole finalmente far rispettare la volontà popolare. La "preferenza indigena light" escogitata dal parlamento per applicare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa accolta il 9 febbraio 2014 è un'inefficiente costruzione burocratica, ha denunciato il presidente ASIN Lukas Reimann (SG). L'annuncio dei posti vacanti non applica veramente la prima iniziativa e non corrisponde a ciò che gli svizzeri hanno votato.
Il nuovo testo non consentirà più al Consiglio federale di evitare una rigorosa attuazione. Gli iniziatori sono fiduciosi: secondo il presidente del gruppo parlamentare UDC Thomas Aeschi, la popolazione sosterrà questa iniziativa.
Per Albert Rösti, ciò aprirebbe la strada a una vera preferenza indigena. I datori di lavoro che vogliono assumere all'estero dovranno dimostrare di non aver trovato manodopera in Svizzera. Il Consiglio federale dovrà fissare quote e tetti massimi, come già avviene per i cittadini non europei.
(Fonte: 20minutes.ch)