Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/129504

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'estate del 2012 è stato riscontrato per la prima volta in Svizzera il virus di Schmallenberg. Dall'autunno si presuppone che la maggior parte dei nostri animali da reddito sia entrata in contatto con il virus, che si trasmette tramite la puntura di zanzare. Negli animali colpiti si possono riscontrare sintomi acuti; se a essere colpite sono vacche, pecore o capre gravide il virus può provocare aborti o causare malformazioni nel feto. La rapida diffusione di questa nuova malattia animale desta preoccupazione. Ci si deve dunque chiedere se la Svizzera sia in grado di adottare tempestivamente misure adeguate per proteggere il suo effettivo di animali. Alla luce di queste considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure adotta l'UFV per combattere il virus di Schmallenberg?</p><p>2. È possibile eradicarlo?</p><p>3. Qual è la pressione della malattia su scala nazionale?</p><p>4. Come sostiene l'UFV i detentori di animali danneggiati?</p><p>5. Sono previste indennità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I primi casi del virus di Schmallenberg sono stati registrati già nell'estate-autunno del 2011. A partire da quel momento l'UFV ha monitorato la diffusione della malattia. Si presumeva che nel corso del 2012 la malattia avrebbe colpito anche i bovini e gli ovini svizzeri. Per questo motivo, nell'inverno 2011/12 l'UFV ha realizzato in collaborazione con le autorità veterinarie cantonali un sistema di riconoscimento precoce e di sorveglianza che permette di rilevare la comparsa e la diffusione del virus di Schmallenberg. I detentori di animali possono notificare gli aborti e le malformazioni ai veterinari competenti e far esaminare gratuitamente il materiale di analisi e i campioni di sangue. Inoltre, la facoltà Vetsuisse dell'Università di Berna ha avviato un progetto di ricerca inteso a identificare i fattori di rischio epidemiologici e le conseguenze economiche del virus.</p><p>2. Attualmente non sono disponibili contromisure e vaccini efficaci. Per molti aspetti, la ricerca scientifica è ancora agli inizi. Il virus vive e si moltiplica soprattutto in insetti vettori. Le misure di protezione, pur comportando gravosi oneri, hanno un'efficacia limitata. A circa sei mesi dalla comparsa dei primi casi in Svizzera non si può ancora valutare in modo definitivo come evolverà la malattia e se sarà possibile eradicarla.</p><p>3. I primi riscontri della presenza del virus di Schmallenberg in Svizzera sono del mese di luglio del 2012. Alla fine del 2012 l'infezione era stata rilevata in gran parte delle aziende detentrici di animali del nostro Paese. Nel frattempo in quasi tutti gli animali sono stati riscontrati anticorpi del virus, mentre soltanto in una piccola parte degli animali colpiti la malattia si è manifestata in forma acuta. La pressione infettiva del virus di Schmallenberg nei prossimi anni può essere solo stimata. Probabilmente vi sarà un calo, dato che molti animali sono protetti dagli anticorpi già presenti.</p><p>4. L'UFV ha informato sin dall'inizio i detentori di animali della comparsa del virus in Europa e comunica costantemente i risultati più recenti del monitoraggio e le nuove conoscenze acquisite. I costi del sistema di riconoscimento precoce e di sorveglianza, che comprendono in particolare i costi per il prelievo di campioni e i costi di laboratorio, sono assunti dall'UFV e dalle autorità veterinarie cantonali.</p><p>5. La malattia di Schmallenberg non è oggetto dell'ordinanza sulle epizoozie. Per questa malattia non sono dunque previste né misure né indennità.</p>  Risposta del Consiglio federale.