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BERNA - Le misure previste dal Consiglio federale a sostegno dei familiari curanti sollevano alcune critiche: associazioni del settore e sindacati rilevano alcune lacune, mentre le aziende non vogliono andare oltre le soluzioni volontarie valutate caso per caso.
Il progetto della Confederazione prevede tre misure: il mantenimento del salario in caso di brevi assenze dal lavoro, l'istituzione di 14 settimane di congedo retribuito per i genitori di figli gravemente ammalati o infortunati e l'estensione del diritto alle indennità di perdita di guadagno, analogamente a quanto succede per un congedo di maternità o per chi presta servizio nell'esercito. I costi sarebbero a carico della Confederazione e delle aziende.
In Svizzera circa 1,9 milioni di persone (35% della popolazione adulta) si curano quotidianamente di un bambino o di un adulto. Nel 2016, ciò ha rappresentato 80 milioni di ore di lavoro non retribuite. Per le imprese coinvolte, questa spesa rappresenta un enorme perdita.
Barriera tra destra e sinistra - Nel corso della procedura di consultazione, che si conclude domani, sono emersi pareri contrastanti sulle soluzioni da adottare, con posizioni diametralmente opposte tra destra e sinistra.
L'Unione svizzera degli imprenditori respinge ogni regolamentazione vincolante in questo ambito. Le singole aziende, sostiene l'associazione a difesa degli interessi dei datori di lavoro, stanno già sviluppando soluzioni adatte a singoli casi nei confronti delle persone che devono affrontare la malattia di una persona cara. Le proposte del governo rappresentano un nuovo onere finanziario che andrebbe a incidere in modo significativo sulle piccole imprese.
Inoltre, aggiunge l'organizzazione, non è nell'interesse dell'economia incoraggiare i lavoratori a essere remunerati per compiti al di fuori della loro attività professionale. Applicando le proposte formulate dal Consiglio federale "sarebbe possibile essere pagati per occuparsi regolarmente di un vicino anziano", critica l'Unione svizzera degli imprenditori. La previdenza, viene sottolineato, deve rimanere di competenza dello Stato e non dei datori di lavoro.
Proposte "minimaliste" - La sinistra e le organizzazioni che rappresentano i familiari curanti vedono invece il progetto del Consiglio federale sotto una luce diversa: "Il servizio pubblico nel settore sanitario deve essere sviluppato", ritiene l'Unione sindacale svizzera (USS).
Le misure proposte vanno nella giusta direzione, ma rimangono "troppo minimaliste". I sindacati propongono che il congedo retribuito venga esteso da 3 a 5 cinque giorni e che il congedo per ogni genitore sia prolungato da 14 a 26 settimane.
Secondo la Comunità nazionale di interessi per familiari curanti - che raggruppa Travail.Suisse, Pro Senectute, Croce Rossa, Pro infirmis e Lega svizzera contro il cancro - il progetto non include la disabilità nel congedo retribuito a favore delle persone impiegate che assistono i familiari.
Manca inoltre un congedo di lunga durata per accompagnare persone care malate, con disabilità o in punto di morte. Un'osservazione condivisa anche dai cantoni. Per la Conferenza dei direttori cantonali degli affari sociali (CDAS) il progetto non prende in considerazione i bambini di età superiore ai 18 anni o di cari, ad esempio il partner, che avrebbero bisogno di cure domiciliari in seguito a incidenti o malattie.
L'organizzazione Agile.ch, che rappresenta una quarantina di organizzazioni a difesa dei disabili, è invece delusa poiché il Consiglio federale non ha colto l'occasione di utilizzare il contributo di assistenza dell'AI per pagare i familiari curanti. Introdotto nel 2012, ciò è destinato attualmente ad aiutare solo le perone con disabilità a rimanere indipendenti a casa propria.