Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/76785

<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera come in altri Paesi, la popolazione apicola è in diminuzione. Tra le probabili cause (nuovi virus, acaro Varroa) figurano anche gli insetticidi di nuova generazione, detti sistemici a causa della tecnica utilizzata. Le sementi vengono infatti rivestite con il prodotto che si diffonde conseguentemente in tutta la pianta e rimane nel terreno. Questi pesticidi sono venduti in tutto il mondo con il nome di Gaucho (Imidacloprid) o Regent (Fipronil). In Svizzera sono utilizzati nelle coltivazioni di mais, di cereali e di barbabietole; i tre quarti dei semi di colza svizzeri vengono importati dalla Germania e trattati con l'Imidacloprid.</p><p>Numerosi studi condotti su questi pesticidi neurotossici associano il loro utilizzo alla diminuzione della popolazione apicola che, a lungo termine, costituisce una minaccia per la biodiversità (la riproduzione di 20 000 specie vegetali europee dipende esclusivamente dall'impollinazione da parte delle api).</p><p>Come spesso accade, gli esperimenti realizzati sono contraddittori. In Francia, diversi test hanno confermato la presenza del pesticida nella pianta e nel terreno anche due anni dopo il trattamento nonché la sensibilità delle api. Altri studi promossi dalle aziende che commercializzano i prodotti in questione, insistono invece sull'assenza di prove certe riguardo al nesso di causalità fra sostanze impiegate ed elevata mortalità di api.</p><p>Nel 2002 e nel 2004 sono stati presentati numerosi interventi parlamentari relativi a questo tema (interpellanza Vollmer 02.3094, Colza trattata con l'Imidacloprid; interpellanza Cuche 04.3385, Insetticidi contestati). Allora, il Consiglio federale non aveva ritenuto necessario applicare il principio di precauzione al momento dell'omologazione. La Francia invece, già nel 2004 ha ritirato l'autorizzazione di messa in commercio del Gaucho e nel 2006 vietato la commercializzazione nonché l'utilizzo dei prodotti contenenti "Fipronil" (il Regent in modo particolare), nell'attesa dei risultati della procedura di valutazione condotta dalla Comunità europea. </p><p>Sebbene le conclusioni del rapporto dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sul Fipronil, pubblicato nel maggio del 2006, debbano ancora essere valutate dagli esperti del settore, pare che non tutte le questioni siano state risolte. All'inizio dell'estate 2007, è attesa una decisione riguardante l'autorizzazione o il divieto di impiegare il Fipronil in tutti i Paesi dell'Unione europea.</p><p>Sulla scorta di quanto precede, sottopongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è al corrente dei lavori e delle valutazioni effettuati nell'ambito della Comunità europea e vi ha partecipato?</p><p>2. Nel dubbio e visto il declino della popolazione apicola, segnale d'allarme per le specie vegetali e animali, il Consiglio federale non ritiene che la decisione di instaurare una moratoria relativa all'utilizzo di questi insetticidi sistemici (nel rispetto del principio di precauzione definito nella Dichiarazione di Rio del 13 giugno 1992) dovrebbe prevalere su ogni altra considerazione?</p><p>3. Tenuto conto delle decisioni che saranno prossimamente prese in seno all'Unione europea, siano esse a favore di una moratoria e/o di un divieto, il Consiglio federale intende conformarsi a tali decisioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il servizio di omologazione per prodotti fitosanitari, rappresentato dall'Ufficio federale dell'agricoltura, è informato riguardo ai processi in corso in seno all'UE grazie al contatto diretto con collaboratori delle autorità dei diversi Paesi europei e ai testi pubblicati (decisioni dell'UE, documenti dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare - EFSA). Ciò nonostante, finché non si arriverà a un relativo accordo per uno scambio ufficiale dei risultati della procedura di valutazione condotta nell'ambito dell'omologazione di prodotti fitosanitari, molte informazioni sono disponibili soltanto in via informale.</p><p>2. L'anomala mortalità di api si registra ormai da cinque a sei anni in Svizzera e nel resto dell'Europa, mentre in America settentrionale e in Asia il fenomeno risale a due a tre anni fa. </p><p>Non è finora stato possibile individuare l'origine di tale moria e ciò malgrado numerosi gruppi di ricercatori abbiano cercato di analizzare il problema. Le cause prese in esame sono diverse ed è molto probabile che a provocare gli effetti osservati non sia un solo elemento bensì una serie di elementi congiunti.</p><p>Gli studi oggettivi sulla mortalità delle colonie condotti sinora indicano che le cause probabili sono da ricercare soprattutto nell'ambito delle patologie (virus, setticemia, protozoo parassita). Per quel che riguarda i prodotti fitosanitari, l'Imidacloprid e il Fipronil in particolare, è ritenuto poco probabile che essi abbiano un ruolo centrale nella mortalità delle api per le seguenti ragioni: da un lato, la moria di api si è spesso verificata anche in zone in cui non vi sono colture per le quali sono stati utilizzati i prodotti in questione (p. es. in montagna), dall'altro le grandi superfici trattate non hanno provocato una mortalità più elevata della norma. Inoltre, nonostante la Francia abbia introdotto la moratoria per i due principi attivi in questione nel 2004, negli ultimi due anni non si è riscontrata una riduzione nella mortalità delle api.</p><p>3. L'articolo 8 dell'ordinanza concernente l'immissione sul mercato di prodotti fitosanitari (OPF) prevede che quando si procede alla verifica di principi attivi occorre prendere in considerazione i risultati della verifica del principio attivo effettuata nella Comunità europea. Se l'UE dovesse introdurre un divieto concernente i principi attivi Imidacloprid e Fipronil, il servizio di omologazione svizzero esaminerebbe tale decisione per poi eventualmente applicarla.</p>  Risposta del Consiglio federale.