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Il Consiglio federale raccomanda alle camere il postulato di Gerhard Pfister (Centro/ZG)
BERNA - La SSR dovrebbe rimanere l'unica concessionaria di un mandato di servizio pubblico. È quanto pensa il Consiglio federale che raccomanda alle Camere di respingere un postulato di Gerhard Pfister (Centro/ZG) che chiede di approfondire la possibilità di una seconda concessione in nome della concorrenza.
Stando al presidente dell'Alleanza del Centro, la SSR difende il proprio monopolio sostenendo di essere l'unica in grado di fornire un servizio pubblico di qualità. Un'affermazione impossibile da dimostrare senza concorrenza, secondo il consigliere nazionale. A suo dire, la Germania sarebbe un esempio da seguire: due emittenti pubbliche, ARD e ZDF migliorano la qualità dell'offerta.
A detta del deputato di Zugo, in Svizzera diversi fornitori privati disporrebbero delle infrastrutture necessarie per produrre in tutte le regioni del Paese contenuti che soddisfino i requisiti del servizio pubblico, anche online. Tuttavia, pur mancando la volontà politica e i fondi necessari, Pfister chiede di esaminare la questione.
Ma il Governo crede che invece di suddividere il finanziamento pubblico tra due fornitori nazionali, sarebbe più sensato esaminare regolarmente in che misura l'offerta del SSR possa essere fornita anche da aziende private, al fine di aumentare il loro margine di manovra.
Inoltre, una seconda offerta pubblica ridurrebbe in modo significativo la quota del canone della SSR e quella delle emittenti radiofoniche locali e televisive regionali autorizzate. Ciò richiederebbe un aumento del canone, un passo politicamente difficile da concretizzare.
Il confronto con la Germania non è secondo l'esecutivo adeguato: le entrate dei due operatori tedeschi sono di molto superiori agli 1,53 miliardi di franchi della SSR. Inoltre, ARD e ZDF operano in un Paese molto più grande e non devono rendere disponibili i loro servizi in quattro lingue.
Oltre a ciò, fa notare il Consiglio federale, con la digitalizzazione l'uso dei media si sta spostando sempre più verso le offerte online e i social media. Una nuova offerta lineare finanziata con fondi pubblici sarebbe in contrasto con questo sviluppo.
E se anche venisse creato un secondo portale online finanziato dal canone, dovrebbe essere limitato, in quanto potrebbe fare concorrenza alle emittenti private. Infine, il mercato svizzero è così piccolo che non è chiaro se una seconda offerta pubblica nazionale influenzerebbe realmente la diversità delle offerte e delle opinioni, sottolinea il Governo.
Guai toccare il megafono a $inistrati e verdi anguria…
La Svizzera è troppo Piccola e frazionata linguisticamente. Ne trarrebbero vantaggio forse solo gli svizzeri tedeschi. La qualità già discutibile ne risentirebbe parecchio.
Cos`è? Cercano forse di inventarsi scuse per giustificare il canone Serafe di CHF 355 all'anno? Hanno paura che passi l'iniziativa che lo vuola abbassare a CHF 200?