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BERNA - L’esercito svizzero ha intenzione di reclutare anche le persone transgender. Di recente ha creato pure il servizio denominato "Diversity Swiss Army". Con il termine transgender si intendono quelle persone che non si identificano con il sesso definito alla nascita.
Il nuovo ufficio si occupa dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere dei membri dell'esercito. Collabora con il distaccamento del reclutamento, il servizio medico e gli avvocati delle forze armate.
18 "diagnosi" transessuali all'anno
Anche se un regolamento sulla transessualità prevede una mancanza di idoneità per quanto riguarda la difesa militare e civile, l’esercito vuole comunque mantenere aperte le porte ai transgender, questo almeno secondo il rapporto. Anche se un attestato medico dovesse confermare qualche resistenza al ruolo dell’esercito o allo stress che potrebbe derivare dall’ambiente dell’arma, questo non vuol dire dover chiudere necessariamente le porte ai trans.
Ogni anno l'esercito affronta una media di 18 "diagnosi" transessuali. Nel tradizionale sondaggio sul reclutamento, a partire dal 2020, i 50.000 uomini da reclutare e le 3000 donne saranno anche informati sul genere che loro percepiscono. Quindi oltre a uomini e donne, nel sondaggio ci sarà la possibilità di mettere una crocetta alla voce “altro” per quanto riguarda l’appartenenza sessuale.