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Molte aziende boicottano la loro presenza al Forum di Riad dopo la scomparsa del giornalista Khashoggi. Per ora confermata la presenza del ceo di Credit Suisse.
La vicenda del giornalista dissidente Jamal Khashoggi diventa un "boomerang" per l'Arabia Saudita. Dopo le notizie relative alla sua scomparsa nel consolato saudita di Istanbul in Turchia, dove sarebbe stato assissinato, si moltiplicano le diserzioni al Forum economico finanziario previsto per settimana prossia a Riad.
Fra nomi di perso che non ci saranno vi sono il ceo di JP Morgan Jamie Dimon, Bill Ford, presidente dell'omonima casa automobilistica, Larry Fink, Ceo di Blackrock, la più grande società di investimento al mondo, Bob Bakish, ceo di Viacom, Dara Khosrowshahi, ceo di Uber, il miliardario Richard Branson, fondatore del gruppo Virgin, e fra le testate "The Economist", il "Financial Times", il "New York Times", la Cnn e Bloomberg.
La vicenda sta pure mettendo a dura prova lo storico rapporto geopolitico e commerciale degli Stati Uniti con l'Arabia Saudita. Il presidente Donald Trump ha paventato "punizioni severe" qualora sia accertato che Khashoggi sia stato ucciso nel consolato saudita. Riad ha ribattuto che qualora venissero comminate sanzioni reagirebbe con contromisure.
Appena un anno fa Trump e il principe Mohammed Bin Salman avevano siglato un alleanza in chiave anti-iraniana che prevedeva la fornitura di armamenti all'Arabia Saudita peroltre 110 miliardi di dollari.
Chi invece non ha ancora disdetto la sua partecipazione alla "Davos nel deserto" è il ceo di Credit Suisse Tidjane Thiam. Come riferisce la Neue Zürcher Zeitung su richiesta la banca ha affermato che la partecipazione al Forum è ancora in programma, anche se un ripiego potrebbe essere preso in considerazione. Tidjane Thiam siede nel comitato consultivo dell'evento.