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Libretto di risparmio ritrovato 40 anni dopo l’ultima registrazione
I reclami relativi ai libretti di risparmio si fanno ormai più rari. Questi prodotti bancari, un tempo molto diffusi, sono praticamente scomparsi e quindi sono ancora raramente motivo di controversia. Quando, nei pochi casi in cui un vecchio libretto di risparmio con un saldo creditore viene ancora ritrovato e la banca non riesce più a trovare il saldo corrispondente nei suoi libri contabili, si pone regolarmente la questione se il suo portatore, il cliente ai cui esso è stato intestato o il suo successore legale abbiano diritto al saldo indicato nel libretto e agli eventuali interessi su di esso maturati. Numerose possono essere le ragioni per le quali una banca non ritrova nei suoi libri contabili il saldo corrispondente. Ad esempio, esso può essere stato versato senza presentare il libretto, cosa spesso consentita dalle norme vigenti in materia di libretti. Oppure il libretto può essere stato dichiarato nullo perché è stato smarrito. Spesso i fatti rilevanti non possono più essere determinati in modo affidabile a causa del tempo trascorso, poiché il periodo di conservazione di 10 anni per i documenti contabili è solitamente già scaduto e quindi non sono più disponibili prove dettagliate.
Inoltre, emergono regolarmente questioni giuridiche relativamente complesse che non possono essere chiarite in modo vincolante nell’ambito di una procedura di mediazione. Infine, per i clienti coinvolti in queste questioni, i libretti di risparmio hanno spesso un valore affettivo, poiché essi sono legati a relazioni con persone vicine o gli averi che vi sono iscritti sono stati risparmiati in tempi economicamente difficili. Per questi motivi, l’Ombudsman cerca di risolvere i pochi reclami che gli vengono presentati in relazione ai libretti di risparmio con un approccio il più possibile pragmatico.
Nel caso in esame, dopo aver effettuato ricerche sui propri sistemi e nella propria contabilità, la banca è stata in grado di mostrare in modo plausibile che, dopo l’ultima registrazione del 1981, il libretto di risparmio è stato sostituito da un libretto con lo stesso numero. Infatti, nel libro cassa sono stati trovati altri movimenti con questo numero. Il numero del libretto presentato è stato leggermente modificato nel 1984 a seguito di una modifica del sistema. Il libretto con il numero modificato è stato infine convertito in un altro libretto di risparmio nel 1997. Secondo la banca, quest’ultimo libretto, per il quale la banca ha potuto presentare degli estratti conto, è stato saldato nel 2014 su ordine del cliente. La banca è stata anche in grado di produrre una copia dell’ordine di chiusura.
Tuttavia, non è stato più possibile chiarire il motivo per cui, conformemente a quanto risultava dagli estratti conto, al libretto convertito nel 1997 sono state addebitate delle spese per perdita di contatto. Con ogni probabilità questo non sarebbe dovuto accadere. Infatti, il cliente avrebbe potuto essere facilmente contattato all’indirizzo indicato sugli estratti conto. La banca ha perciò accettato di rimborsare al cliente queste spese, corrispondenti a 255,10 franchi, in cambio della consegna del libretto di risparmio. La banca ha rifiutato di fare ulteriori concessioni, in quanto era praticamente certo che al cliente era stato rimborsato il saldo indicato nel libretto di risparmio.
L’Ombudsman ha ritenuto convincenti le spiegazioni della banca e ha raccomandato al cliente di accettare la soluzione proposta. Il cliente ha quindi accettato le spiegazioni aggiuntive della banca come pure la soluzione proposta.