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Nel 2017, la consultazione indetta sull’avamprogetto di legge federale sul sostegno all’istituzione nazionale per i diritti dell’uomo (LIDU) ha destato grande interesse. La stragrande maggioranza dei partecipanti si è espressa a favore della creazione di un’istituzione nazionale per i diritti dell’uomo (INDU) in Svizzera, ma sono state anche mosse critiche al modello proposto dal Consiglio federale.
«La stragrande maggioranza dei partecipanti si è espressa a favore della creazione di un’istituzione nazionale per i diritti dell’uomo (INDU) in Svizzera.»
Con la consultazione sulla LIDU è stato compiuto un ulteriore passo avanti verso la creazione di un’istituzione per i diritti umani in Svizzera, la cui base legale sarebbe data dall’avamprogetto presentato dalla Confederazione. L’alta partecipazione di partiti, Cantoni, commissioni extraparlamentari, associazioni economiche, sindacati, ONG e altre organizzazioni rivela l’ampio interesse per la realizzazione di una INDU in Svizzera. La maggioranza dei pareri – spesso rifacendosi al lavoro svolto dal CSDU – è in linea di principio favorevole alla creazione di un’istituzione di questo tipo. Il fronte dei fautori annovera partiti come il PPD e il PS, la Conferenza dei Governi cantonali, numerosi Cantoni ed economiesuisse, l’associazione mantello dell’economia svizzera. Molti di questi partecipanti ritengono nondimeno che la via proposta nell’avamprogetto sia troppo difensiva e invitano il Consiglio federale a scegliere una soluzione più coraggiosa prevedendo una struttura che rispetti pienamente i Principi di Parigi.
Nel loro parere, anche il CSDU e il suo Comitato consultivo si sono espressi a favore dell’avamprogetto. Tuttavia, a loro modo di vedere il modello proposto ha ancora margini di miglioramento soprattutto per quanto riguarda l’indipendenza e la necessità di una personalità giuridica propria.
La nascita del CSDU ha preso il via nell’estate del 2001, quando 100 tra organizzazioni non governative, sindacati, istituzioni ecclesiastiche e personalità hanno chiesto che in Svizzera venisse creata un’Istituzione nazionale per i diritti umani (INDU). A dicembre dello stesso anno, vi hanno fatto seguito le iniziative parlamentari di Vreni Müller-Hemmi in Consiglio nazionale e di Eugen David al Consiglio degli Stati per la creazione di una «Commissione federale dei diritti dell’uomo». Il 1° luglio 2009, il Consiglio federale ha deciso di istituire un centro di competenza universitario sotto forma di progetto pilota a tempo determinato.
Il CSDU è stato inaugurato nel maggio del 2011. Sulla base della valutazione esterna conclusa nell’aprile del 2015, il 1° luglio dello stesso anno il Consiglio federale ha deciso di prorogare il mandato del Centro fino all’istituzione di un’organizzazione che gli succederà, ma al massimo per cinque anni. Il 29 giugno 2016, il Consiglio federale ha incaricato il DFAE e il DFGP di redigere un progetto da porre in consultazione. Il 28 giugno 2017, la procedura di consultazione di l’avamprogetto di legge federale sul sostegno all’istituzione nazionale per i diritti dell’uomo è stata avviata. La consultazione si è terminata il 31 ottobre 2017. Maggiori informazioni sulla creazione di un istituzione nazionale per i diritti umani in Svizzera sono disponibili sul nostro sito web.
La situazione dei diritti umani in Svizzera sotto la lente anche della comunità internazionale
Quali saranno le conclusioni che il Consiglio federale trarrà dalla consultazione e con quali modifiche l’anno prossimo sottoporrà il progetto al Parlamento sono interrogativi ancora aperti. Anche a livello internazionale ci si aspetta che la Svizzera dia vita a un’istituzione nazionale per i diritti umani in linea con i Principi di Parigi come quelle che già esistono nella maggior parte dei Paesi europei. Una richiesta in tal senso figura nel parere dell’OCSE sulla proposta del Consiglio federale nonché nelle raccomandazioni del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani, del Commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani e in quelle formulate da numerosi Paesi lo scorso novembre in occasione dell’Esame periodico universale (EPU) della Svizzera dinanzi al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani. Nel frattempo, la Confederazione ha accettato tutte le raccomandazioni relative alla INDU, comprese quelle che esigono esplicitamente l’adempimento degli standard fissati dai Principi di Parigi.
«L’elevato numero di raccomandazioni formulate nel quadro dell’EPU riguardo ai più svariati settori parla chiaro: la politica svizzera in materia di diritti umani è sotto i riflettori.»
L’elevato numero di raccomandazioni (251) formulate nel quadro dell’EPU riguardo ai più svariati settori parla chiaro: la politica svizzera in materia di diritti umani è sotto i riflettori. Benché l’accettazione di 160 di esse sia senz’altro un passo nella giusta direzione, il bilancio rimane in chiaroscuro. Basti pensare che la Svizzera ha anche respinto raccomandazioni il cui contenuto aveva in parte ben poco di sconvolgente, come il ritiro delle riserve relative alla Convenzione sui diritti del fanciullo, l’introduzione della fattispecie penale della tortura, la definizione di basi legali per la protezione della comunità LGBTI dalla discriminazione o il divieto dell’incarcerazione di minori in vista del rinvio coatto.
Jörg Künzli, Direttore del CSDU. (Immagine: CSDU)
Retrospettiva sulle attività del CSDU
Per quanto riguarda i contenuti, nel 2017 il CSDU ha continuato a focalizzarsi sui suoi assi di ricerca principali portando così a termine diversi progetti sulla restrizione e privazione della libertà, sull’accesso alla giustizia e sull’attuazione pratica dei diritti dei gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili, segnatamente delle persone anziane. I partecipanti ai convegni e seminari organizzati dal Centro hanno mostrato un notevole interesse per i risultati degli studi. La sfida rimane la loro diffusione a un pubblico più ampio.
Oltre a offrire una panoramica sulle attività svolte dal CSDU nell’anno trascorso, il rapporto annuale 2017 punta la lente sui diritti fondamentali e umani delle persone anziane e fa il punto dello stato di attuazione in Svizzera e all’estero dei Principi guida dell’ONU su imprese e diritti umani, due temi di cui il CSDU si occupa da tempo.
Vi auguro una lettura piacevole e istruttiva.
Jörg Künzli, Direttore del CSDU