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Biografia
Salvador Felipe Jacinto Dali, * 11.5.1904 Figueres (Catalogna-Spagna), † 23.1.1989 Figueres. Dal 1921 al 1925, frequenta l’Accademia San Fernando di Madrid; stringe amicizia con Federico Garcia Lorca ed il cineasta Luis Bunuel. La sua prima esposizione personale è del 1925 (Galleria Dalmau, Barcellona),mostra in occasione della quale Picasso e Miro’ iniziano ad interessarsi ai suoi lavori.
Dali’ viene inizialmente influenzato dal futurismo, poi dal cubismo (1925). Nell’aprile 1926 Dali’ fa il suo primo viaggio a Parigi, dove fa visita a Picasso; vi ritornerà nel 1929, in occasione delle riprese del film di Bunuel “Un chien andalou” (dove Dalì è co-scenarista)sarà allora che Miro’ lo introduce nel gruppo surrealista. Dali’ incontra André Breton e . . . Gala, la sua futura compagna e musa (Gala era allora moglie di Paul Eluard). Aderisce al gruppo surrealista nel 1929. Dali’ s’interessa allora alle teorie psicanalitiche di Freud e mette a punto il suo metodo “paranoico-critico”. In questo periodo dipinge degli spazi onirici e fantasmatici popolati da elementi simbolici : orologi molli, stampelle, animali fantastici, personaggi distorti. Dalì continuerà a partecipare alle manifestazioni e alle esposizioni surrealiste anche dopo la sua esclusione nel 1934. Dali’ reinterpreta delle opere celebri, come l’Angelus di Millet, di cui fornisce diverse versioni. Breton lo soprannomina “Avida Dollars”!
Dopo la guerra civile spagnola, s’impegna politicamente sostenendo Franco. Negli anni ’40 dichiara di volersi avvicinare alla realtà ritornando ad un’espressione pittorica piu’ classica, caratterizza comunque sempre le sue opere con la sua fantasia personale.
I temi ricorrenti nell’opera dipinta dell’artista come nell’incisione sono la donna, il sesso, la religione, le battaglie. Dali’ darà spettacolo durante il corso di tutta la sua carriera, mescolando arte e vita, mettendosi in vista in tutti i casi.
Dopo dieci anni di sforzi, Dali’ apre il proprio museo : nel 1974 ha luogo l’inaugurazione del Teatro Museo Dali’. L’ultima passione di Dali’ è la pittura stereoscopica (1975) e l’artista presenta la sua prima opera iper-stereoscopica a New York nel 1978.
Salvador Dali’ ama egli stesso definirsi “cannibale”, “maniaco megalomane” e “perverso polimorfo”. Muore a Barcellona (Spagna) nel 1989.
INFANZIA ED EDUCAZIONE
Salvator Dali nacque nel 1904 a Figueres, una piccola città in Catalogna, Spagna, poco distante dal confine con la Francia. Suo padre era un notaio ed avvocato, estremamente diligente (quasi a livello maniacale) nel proprio lavoro, mentre la madre si prendeva cura della famiglia. Salvadro Dali non era il figlio unico: nel 1903, solo un anno prima della sua nascita, era venuto a mancare, a causa di una meningite, suo fratello, chiamato anch’egli, Dali Salvador. La morte del fratello maggiore, distrusse l’equilibrio familiare a tal punto, che i genitori di Salvatore Dali, lo portavano spessissimo sulla tomba del primo figlio a pregare, convincendolo addirittura che egli, fosse la reincarnazione del bambino defunto. Quando divenne più grande, il giovane Dalí, frequentò una scuola d’arte, supportato da sua madre, e successivamente, venne stimolato anche dal suo amico Ramon Pichot. Dalí, con il passare del tempo, venne a conoscenza della pittura moderna e cominciò a realizzare alcuni disegni, molti dei quali, vennero esposti nel 1919 alla sua prima mostra pubblica, presso il Teatro Municipale di Figueres. Due anni dopo, la madre di Dalí morì a causa di un tumore, e questa tragedia fu un fatto fondamentale nella Salvador Dali biografia. Nel 1924, l’artista venne arrestato con l’accusa di aver dato vita ad una rivolta presso l’Accademia di San Fernando, e da questo evento realizzò la Salvador Dalì opera d'arte Il bambino malato.
GLI STUDI A MADRID
Negli anni Venti del Novecento, Dalí si trasferì a Madrid, dove proseguì i suoi studi d’arte presso l’Academia de San Fernando. La sua eccentrica personalità cominciava già a manifestarsi attraverso il suo abbigliamento: utilizzava giacche, pantaloni e calze molto lunghe, che ricordavano moltissimo lo stile dandy britannico. Il suo stile pittorico era ancora privo di qualsiasi definizione, anche se, inconsciamente, le opere di Salvador Dalì di questi anni, mostravano alcuni tratti distintivi del Cubismo. Proprio tra il 1924 ed il 1926, Dalí cominciò ad apprezzare maggiormente lo stile dadaista: questo, fu lo stile che lo accompagnò per tutta la vita nella realizzazione delle varie opere. Sempre nel 1926, tra i quadri Dalì che realizzò, ci fu il Cesto di pane, il quale mostrava già un notevole miglioramento rispetto alle opere Dalì che dipinse anni addietro. Nello stesso anno, l’artista spagnolo venne espulso dall’Accademia di belle arti a causa della sua grande arroganza nei confronti dei professori. Abbandonato l’istituto, si diresse a Parigi, dove incontrò per la prima volta il celebre Pablo Picasso.
DALÌ A PARIGI
Arrivato nella capitale francese, Dalí aveva già sentito parlare di molte Picasso opere negli studi che aveva effettuato, ed ora, aveva la possibilità di conoscere di persona il celebre artista. In questi anni, la produzione di Dalí quadri continuava, e cominciarono a manifestare, sempre più, l’influsso di Picasso e di Joan Miró. Nella produzione di questo periodo, Dalí prese ispirazione da svariati artisti di tutta la storia dell’arte, come ad esempio Raffaello (il quale realizzò anche l’importante San Giorgio e il drago),Bronzino e Velázquez. In omaggio proprio a Velázquez, Salvador, decise di farsi crescere dei lunghi baffi, che con il passare del tempo, divennero un tratto unico e distintivo della sua figura.
IL SUCCESSO DI DALÌ
Nel 1929, Dalí conobbe una donna, che successivamente sarebbe diventata sua moglie: Elena Ivanovna Diakonova, conosciuta anche come Gala. La donna, in precedenza era sposata con il poeta surrealista Paul Éluard; sempre in quegli anni, Dalí, entrò ufficialmente a far parte del gruppo dei surrealisti di Montparnasse. Mentre la sua fama cresceva, dall’altra parte, i rapporti di Dalí con il padre cominciavano ad incrinarsi, in primo luogo per la relazione con Gala ed inoltre, per il legame con i surrealisti. Il pittore, trovandosi in questa scomoda situazione, scelse di andare contro il padre, e, nel Dicembre del 1929, venne cacciato dalla casa paterna.
Tempo dopo, Dalí e la sua compagna Gala, si trasferirono in un capanno presso Port Lligat, dapprima preso in affitto, poi acquistato e, negli anni, ingrandito.Nel 1931, arriva da Salvador Dalì la persistenza della memoria, uno dei Salvador Dalì quadri più popolari di tutta la sua produzione e che contribuì enormemente a far crescere la sua fama.
Passano tre anni, e Dalí e Gala si sposarono con un rito civile; sempre nello stesso anno, la coppia, forte del successo del pittore, andarono negli Stati Uniti e parteciparono a diverse feste, tra cui quella data dalla ricca Caresse Crosby: in questo caso, la coppia Dalí, trattandosi di un ballo in maschera, scelsero di vestirsi come Charles Augustus Lindbergh Jr. ed il suo rapitore. Questa scelta non venne molto apprezzata e nacque uno scandalo, che portò, successivamente, a far tornare Dalí sui propri passi. Tornato in Europa, il pittore dovette, inoltre, affrontare le accuse da parte degli altri pittori surrealisti, i quali andarono contro di lui, a causa delle scuse che presentò dopo l’oltraggioso gesto che fece in America. La lite portò Dalí ad abbandonare il gruppo di artisti, ed in questa occasione, venne detta una delle più celebri frasi Salvador Dalì “Il surrealismo sono io”. La carriera dell’artista spagnolo continuò, nonostante il suo abbandono del gruppo dei surrealisti, soprattutto grazie al supporto finanziario di Edward James, il quale era il più grande mecenate di Dalí; negli anni, i due divennero amici, e così, l’artista, introdusse il ritratto dello stesso Edward James all’interno del lavoro salvador dali swans reflecting elephants.
Con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale, la coppia Dalì si trasferì negli Stati Uniti, lontano dal conflitto; nel 1948, realizzò anche l’importante opera salvador dali les elephants.
IL RITORNO IN EUROPA E GLI ULTIMI ANNI
Nel 1951, Salvador Dalí e Gala tornarono in Catalogna, e la popolarità attorno alla figura dell’artista era sempre molto grande. L’artista spagnolo, in questa ultima fase artistica, cominciò ad introdurre nei suoi lavori innumerevoli illusioni ottiche, mescolandole anche a nozioni di matematica e scienze, due materie alle quali, Dalí, si dedicava con molto interesse. Questa forte voglia di innovazione, colpì immediatamente Andy Warhol, il quale, in futuro, lo indicò pubblicamente come una delle principali influenze per i quadri pop art. In questi anni, Salvador Dalí, produsse opere di grande interesse, come la Madonna di Port-Lligat, Corpus Hypercubus, La Stazione di Perpignan ed il Torero allucinogeno.
Nel 1960, nella sua città natale, Figueres, dà vita e dedica grandi energie al Teatro-Museo Dalí, che, attualmente, è il luogo della sua sepoltura. Nel 1980, sua moglie Gala, colpita da una lieve demenza senile, somministrò involontariamente a Salvador un miscuglio quasi letale di medicine, le cui conseguenze (tra cui il fortissimo tremore della mano destra),lo costrinsero ad abbandonare per sempre il mondo della pittura. Nel 1982, Gala morì e da quel momento, Salvador Dalí perse la sua voglia di vivere, cercando di suicidarsi in più occasioni, fino a che nel 1989, ad 84 anni, morì in ospedale a causa di un attacco di cuore.
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