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SIX Group, la società che gestisce la borsa svizzera, spera fino all'ultimo che l'Ue accordi l'equivalenza del mercato elvetico, sebbene anche in caso contrario non è atteso un marcato arretramento delle negoziazioni.
"Una decisione potrebbe essere presa ancora prima di Natale", afferma il Ceo Jos Dijsselhof in un'intervista all'agenzia finanziaria Awp. L'anno scorso il riconoscimento era giunto solo il 21 dicembre, fa notare.
Secondo Dijsselhof per la Commissione Ue sarebbe un grande rischio non prolungare l'equivalenza, perché andrebbe contro l'idea di creare in Europa un mercato aperto e trasparente.
Se però davvero si arriverà al mancato riconoscimento vi è un pizzico di incertezza su quanto succederà i primi giorni di gennaio. Gli operatori potrebbero assumere un atteggiamento attendista e negoziare meno azioni elvetiche. "Non lo ritengo però probabile, soprattutto per quanto riguarda i titoli di grandi aziende", spiega Dijsselhof.
Potrebbe comunque anche succedere che - in seguito alle contromisure decise dal Consiglio federale - il 30% delle negoziazioni su azioni elvetiche che oggi avviene nell'Ue possa spostarsi in Svizzera, aumentando la quota di mercato di SIX. "Ciò nonostante per noi il prolungamento dell'equivalenza borsistica continua ad avere la massima priorità", precisa il manager.