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PECHINO - La qualità dell'aria risulta migliorata nelle città della Cina nei primi cinque mesi di quest'anno. Lo rivela il Ministero dell'Ecologia e dell'Ambiente di Pechino.
Secondo alcuni dati pubblicati dallo stesso ministero, circa 337 città cinesi hanno goduto di un buon livello di qualità dell'aria durante l'80,3% dei giorni trascorsi tra gennaio e maggio del 2019, segnando un aumento di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Quasi 120 città hanno soddisfatto gli standard di qualità dell'aria previsti, tra cui 20 aree urbane iscritte quest'anno al programma di monitoraggio.
Nel periodo considerato, la concentrazione media di PM 2,5, un indicatore fondamentale dell'inquinamento atmosferico, è rimasta invariata a 44 microgrammi per metro cubo, mentre la concentrazione media di PM 10 è diminuita del 2,6% su base annua e quella di diossido di zolfo è calata del 13,3% rispetto ai primi cinque mesi dell'anno scorso.
Le città di Haikou, Lhasa e Shenzhen risultano tra le prime tre classificate nell'elenco delle 168 migliori città cinesi in termini di qualità dell'aria per il periodo tra gennaio e maggio, mentre le città delle province di Hebei, Henan e Shanxi non riescono al tenere il passo in questo campo.
A maggio, diverse regioni della Cina hanno registrato una diminuzione nella concentrazione di PM 2,5 nell'aria. Questo dato è calato del 16,7% annuo nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei, scendendo invece dell'8,6% su base annua in quella del Delta del fiume Yangtze.
Nel 2019 la Cina si è impegnata a coordinare i propri sforzi in materia di tutela ambientale e sviluppo economico. Il Paese asiatico ha promesso di ridurre le importazioni di rifiuti solidi e di promuovere una migliore qualità dell'aria grazie ad un miglior coordinamento regionale e ad un aggiornamento delle linee produttive delle industrie pesanti più inquinanti.