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Negli Stati Uniti, in particolare, la neutralità della rete è oggetto di un acceso dibattito, ma anche l'UE si sta attivando a favore delle sua salvaguardia. La Svizzera segue con interesse i vari sviluppi.
Negli USA la Federal Communications Commission (Commissione comunicazioni federali, FCC) ha pubblicato una guida generale che fissa quattro libertà fondamentali del consumatore:
Chiunque può rivolgersi alla FCC tramite procedura informale per denunciare una violazione di queste libertà. La FCC verifica se nel caso specifico la neutralità della rete sia stata effettivamente violata: la decisione non tiene conto dei quattro criteri sopra elencati, bensì di volta in volta del caso particolare. La FCC ritiene infatti impossibile fissare criteri astratti in base ai quali valutare gli effetti dannosi prodotti dalla discriminazione di applicazioni, contenuti e servizi e crede nell'evoluzione di caso in caso dei propri principi (case law). I casi finora più rappresentativi sono Carterfone (1959), Madison River (2005) e Comcast (2007).
Nel caso Carterfone si trattava del collegamento di un apparecchio radio alla rete telefonica, mentre nel caso Madison River di un accesso a Internet con blocco dei servizi Voice over IP (VoIP).
Comcast bloccava sistematicamente e segretamente presso i suoi clienti le applicazioni peer-to-peer (ad es. BitTorrent), che pertanto non funzionavano e venivano ritenute difettose dai clienti. Comcast proteggeva in tal modo la propria offerta di servizi video on demand dalla concorrenza. La FCC ha proibito a Comcast un simile comportamento.
Negli USA, la FCC ha dunque trovato un modo per affrontare il problema della neutralità della rete. L'esito dei suoi interventi dipende tuttavia da due fattori: in primo luogo deve intervenire prontamente dietro segnalazioni informali, in secondo luogo deve giudicare ciascun singolo caso senza rifarsi a regole precedentemente fissate - il che non si confà ai sistemi giuridici vigenti nel continente europeo.
In Norvegia, le branche del settore sono a pochi passi dalla conclusione di un accordo che prevede il rispetto su base volontaria di obblighi molto simili alle sopraccitate quattro libertà fondamentali del consumatore:
La Norvegia segue dunque in parte l'esempio degli USA. Solo l'esperienza potrà dirci fino a che punto gli obblighi legati al canale best effort siano utili.
Nella proposta della Commissione europea per un nuovo quadro giuridico in materia di telecomunicazioni figurano due interventi relativi alla garanzia della neutralità della rete:
le imprese che forniscono servizi di telecomunicazione devono comunicare chiaramente ai loro clienti, prima della conclusione di un contratto, le eventuali limitazioni imposte all'accesso a contenuti legittimi oppure all'esecuzione di applicazioni o servizi legittimi di loro scelta (articolo 20, paragrafo 5, direttiva servizio universale).
Inoltre, le autorità nazionali di regolamentazione devono poter prescrivere misure tecniche in materia di qualità minima del servizio (articolo 22, direttiva servizio universale).
Per le questioni legate alla neutralità della rete, l'UE, grazie alla sua più solida normativa in materia di accesso, andrà prevedibilmente incontro a meno problemi che non altri Paesi.
L'UFCOM osserva continuamente i differenti sviluppi. Finora la neutralità della rete non figura ancora tra i punti dell'agenda politica svizzera.
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