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In un superG in cui gli svizzeri si sono dovuti accontentare delle retrovie (Marco Odermatt, il migliore degli elvetici ha chiuso addirittura fuori dalla top-10: 12° a 58 centesimi), Dominik Paris si è messo al collo la medaglia d'oro. Alle spalle dell'italiano, a pari merito, si sono piazzati l'austriaco Vincent Kriechmayr e il francese Johan Clarey, entramvi staccati di 9 centesimi di secondo. Solo 18° Beat Feuz, staccato di 1"00 al vincitore Thomas Tumler e Mauro Caviezel non sono dal canto loro riusciti a portare a termine una gara che, in generale, ha visto diverse eliminazioni anche di un certo spessore (fuori pure Ian Gut, fratello di Lara, ma in pista sotto i colori del Liechtenstein).
Su questa pista, Paris non era forzatamente il favorito numero 1. Ma l'italiano, amante dei tracciati al limite del praticabile (come testimoniano i suoi trionfi a Bormio e Kitzbühel) ha cavato dal suo cilindro il numero vincente in questa prova d'apertura delle prove maschili. Il vicecampione del mondo di discesa di Schladming (nel 2013) ha fatto la differenza nella parte bassa del percorso, dove ha saputo conservare tutta la sua velocità. Solo il leader della specialità in Coppa del mondo, l'austriaco Vincent Kriechmayr, e il francese Johan Clrey (che ha dunque mostrato a tutti che il suo secondo posto nella libera di Kitzbühel e il quarto in quella di Val Gardena non erano frutto del caso) sono riusciti a contrastare Paris che, comunque, con i suoi 100 kg di stazza ha fatto la differenza. I due hanno infatti chiuso alle sue spalle e appaiati sul podio, staccati di 9 centesimi.