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BERNA - Si manifesta su larga scala nelle strade svizzere. Sono infatti state diverse migliaia le persone che stasera hanno partecipato a manifestazioni e cortei indetti in varie città nell'ambito del cosiddetto sciopero delle donne, un'iniziativa nazionale volta a sostenere le rivendicazioni femminili.
In tutto il Paese - I raduni, svoltisi a partire dalle 18 in modo decentralizzato, tenuto conto anche della situazione pandemica, e favoriti da una meteo estiva, hanno visto scendere in piazza 4'000 persone a Basilea, oltre 1'000 a Berna e a Lucerna, diverse migliaia a Ginevra, 800 a Bienne, 100 a Losanna e alcune centinaia a Zurigo. Un corteo è stato organizzato anche a Bellinzona.
Lotta contro il patriarcato - Le dimostranti hanno scandito slogan e hanno mostrato striscioni che facevano riferimento alle principali richieste del movimento: salari più elevati e parificati a quelli degli uomini, pensioni migliori, rispetto dell'integrità della persona. Molti i riferimenti al cosiddetto patriarcato, inteso come un'organizzazione della società in cui i maschi avrebbero la preminenza.
Uomini indietro - Oggi era però la giornata delle donne e a compagni e mariti è stato affidato un ruolo di secondo piano. Ad esempio a Berna agli uomini che volevano partecipare è stato chiesto di sfilare nelle ultime file del corteo, oppure di mostrare la loro solidarietà al di fuori dell'evento stesso, per esempio svolgendo i lavori domestici o occupandosi della prole.
Un principio sancito quarant'anni fa - Le dimostrazioni hanno concluso una giornata di mobilitazione caratterizzata anche da appuntamenti più piccoli quali pic-nic femministi, seminari, letture collettive e azioni di vario tipo. La data non è stata scelta a caso: 40 anni or sono, il 14 giugno del 1981, il popolo e i cantoni accettarono infatti di ancorare nella Costituzione il principio della parità fra i sessi. Esattamente 10 anni dopo, nel 1991, si svolse il primo sciopero delle donne. Secondo gli storici ebbe grande impatto. Una seconda agitazione dello stesso tipo si era verificata due anni or sono, il 14 giugno 2019.