Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/71246

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Come giudica il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) la situazione dal profilo dei diritti dell'uomo nelle stazioni di polizia e nelle carceri turche? È possibile escludere torture o altri generi di trattamento o punizione crudeli e inumani?</p><p>2. Quali sono le conclusioni che il Consiglio federale trae dalla situazione dal profilo dei diritti umani in Turchia, precaria anche per i giornalisti, gli operatori culturali e gli oppositori e dalle ripetute richieste abusive di estradizione e di incarcerazione da parte delle autorità turche, dichiarate dubbie anche in altri Paesi (cfr. ad esempio la valutazione da parte della Corte d'appello di Karlsruhe nel caso di H. Sevinc)?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a riesaminare e se del caso correggere la decisione insostenibile dell'Ufficio federale di giustizia concernente E. Erdogan?</p><p>4. Il Consiglio federale si adopererà con tutti i mezzi a sua disposizione affinché D. Güner, arrestato il 27 maggio 2006 alla dogana di Basilea/Lörrach, venga rilasciato il più presto possibile e possa ritornare in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Non vi sono elementi che suffragano l'ipotesi secondo cui la Turchia spiccherebbe sistematicamente ordini d'arresto abusivi. L'Ufficio federale di giustizia (UFG), competente in materia di estradizioni, non è a conoscenza di nessun caso in cui la Turchia avrebbe avviato una ricerca manifestamente abusiva, ossia per motivi esclusivamente politici, se non addirittura creata ad arte. Questo vale anche per i casi menzionati nella motivazione. </p><p>Se un ordine d'arresto è spiccato per reati di diritto comune, l'estradizione è di principio ammissibile, anche se il presunto reato ha uno sfondo politico. L'estradizione è per contro esclusa per reati politici. L'estradizione può parimenti essere rifiutata se un reato di diritto comune appare giustificato dinanzi allo sfondo politico esistente. Tuttavia, tale riserva non si applica, in linea di principio, nel caso di reati violenti gravi, come ad esempio gli omicidi. In ogni caso, lo Stato richiedente è autorizzato a perseguire o punire la persona in questione unicamente per i reati di diritto comune per i quali la Svizzera ha concesso l'estradizione. </p><p>1./2. In generale, negli ultimi anni la Turchia ha compiuto progressi considerevoli nell'ambito dei diritti umani. Proprio recentemente il diritto penale e il diritto processuale penale turchi sono stati riveduti. Da tale revisione traspare la volontà di combattere sistematicamente la tortura e i trattamenti degradanti. Tuttavia, non è ancora possibile escludere del tutto una violazione dei diritti fondamentali, soprattutto in casi a sfondo politico. Questo può riguardare sia l'andamento di un procedimento penale sia le condizioni di detenzione. Proprio per tale motivo, l'UFG ha preteso e ottenuto esplicitamente dalla Turchia, anche nel caso Erdogan E., garanzie complete in vista di un'estradizione. Nella sua decisione, l'UFG, d'intesa con i servizi del DFAE coinvolti, ha reputato tali garanzie credibili e sufficienti. Del resto, le decisioni della Corte d'appello di Karlsruhe nel caso Sevinc non contengono una valutazione definitiva in merito al perseguimento per motivi politici e non mettono in dubbio la credibilità delle garanzie turche.</p><p>3. Il procedimento in questione è al momento pendente presso il Tribunale federale, che deve valutare in ultima istanza la questione dell'estradizione. Il Consiglio federale non auspica dunque esprimersi in proposito. </p><p>4. Se un rifugiato riconosciuto in Svizzera è arrestato all'estero, le autorità svizzere possono intervenire soltanto in modo molto limitato nella procedura estera di estradizione. La decisione in merito a un'eventuale estradizione nel caso Güner compete unicamente alle autorità tedesche. Il DFAE garantisce un'assistenza consolare. In tale ambito, il DFAE si è rivolto alle autorità tedesche rendendole attente alle circostanze particolari del caso. In particolare, ha comunicato tutte le informazioni utili quanto ai motivi per cui è stato concesso l'asilo a Dursun Güner.</p>  Risposta del Consiglio federale.