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Il partito democentrista ha lanciato un'iniziativa per agire sull'immigrazione incontrollata, ritenuta la causa principale dei problemi urgenti del Paese
La Svizzera non deve superare i 10 milioni di abitanti prima del 2050. È l'obiettivo di un'iniziativa lanciata oggi dall'Udc, con la quale si vuole far sì che il Consiglio federale adotti delle misure, in particolare in materia di asilo, qualora la popolazione residente oltrepassasse quota 9,5 milioni.
La Svizzera conta ormai 9 milioni di abitanti. "Malgrado sia stracolma, l'immigrazione di massa continua", scrive in un comunicato l'Udc, aggiungendo che solo nello scorso anno sono arrivate 180'000 persone supplementari. Il partito ha quindi lanciato un'iniziativa popolare denominata "No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)", pubblicata oggi sul Foglio federale. La causa principale dei gravi problemi, tutti urgenti, con i quali è confrontato il Paese, è l'immigrazione incontrollata, sostengono i democentristi.
A questo proposito, il partito cita ad esempio la crisi degli alloggi, l'approvvigionamento energetico, il traffico, l'aumento dei costi sanitari e sociali o ancora la sicurezza. L'immigrazione deve invece essere utile al Paese, rivendica l'Udc, che avrà ora fino al 4 gennaio 2025 per raccogliere le 100'000 firme necessarie.
Concretamente, il testo prevede l'introduzione di un nuovo articolo nella Costituzione che parla di "sviluppo sostenibile della popolazione". Stando a esso, governo e parlamento dovrebbero prendere provvedimenti se, prima del 2050, venissero superati i 9,5 milioni di abitanti, così da impedire di raggiungere i 10 milioni. Ad esempio, alle persone ammesse provvisoriamente non verrebbero accordati permessi di dimora o di domicilio, né la cittadinanza o altri diritti di rimanere.
Se ciò non dovesse bastare, Berna dovrebbe annullare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea. Secondo l'Udc, il rispetto del valore limite è in particolare volto a proteggere l'ambiente e nell'interesse della conservazione duratura delle basi naturali della vita, dell'efficienza delle infrastrutture, dell'assistenza sanitaria e delle assicurazioni sociali svizzere.
"La bella Svizzera, con la sua alta qualità di vita, non merita di diventare una seconda Hong Kong", ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa a Berna il consigliere nazionale Thomas Matter. I politici stanno facendo il contrario di quanto il popolo ha deciso, ha proseguito lo zurighese, secondo cui il suo partito riceve "innumerevoli lettere e richieste dei cittadini" sul tema dell'immigrazione.
Se non si fa nulla, i problemi della Svizzera aumenteranno, ha rincarato la dose il suo collega alla Camera del popolo Manuel Strupler. Gli ingorghi sono più numerosi che mai, treni e tram sono sovraffollati, mentre i servizi energetici, idrici e sanitari sono al limite e mancano insegnanti, ha snocciolato.
"Le giovani generazioni stanno pagando il prezzo più alto dell'esplosione demografica", ha dichiarato dal canto suo il consigliere nazionale Mike Egger. Il capogruppo democentrista alle Camere Thomas Aeschi ha respinto l'accusa che l'iniziativa indebolirebbe l'economia: "La crescita deve comunque avvenire. Vanno integrati un maggior numero di lavoratori anziani nel mercato", ha detto il deputato del Canton Zugo.