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Di acqua ne è passata sotto i ponti, ma il caso Madoff non è stato certo dimenticato da coloro che sono stati, a dir poco, “rapinati” dal gran visir del truffe finanziarie di tutti i tempi. Tra le vittime del raggiro ci sarebbe una associazione benefica israeliana doppiamente beffata poiché oggi le sono reclamati 150 milioni di dollari di profitti fittizi che, all’epoca, investì in un fondo di Bernard Madoff. Nel frattempo, la società in questione, avrebbe ripartito tale cifra in donazioni a università, ospedali e centri di ricerca in Israele.
È quanto scrive la newsletter romanda specializzata in casi giudiziari, Gotham City, che spiega come tutto abbia avuto inizio nel 1983 quando un banchiere francese, Albert Igoin consegnò a Madoff, attraverso la società panamense Magnify Inc., 3 milioni di dollari. Affidato sei anni più tari a un avvocato israeliano, Yair Green, questo conto aveva come obiettivo il finanziamento di un’associazione atta alla beneficenza, la Yeshaya horowitz Association (YHA).
Alla morte di Igoin nel 1995, il conto della Magnify si trasformò in una cascata di denaro gratuito che riportò alla YHA profitti fittizi del 25% all’anno per 25 anni, per una frode da 150 milioni di dollari.
Trentacinque anni più tardi il liquidatore Irving Picard stima che questi falsi redditi debbano essere riversati alla massa in fallimento, per consentire alle vittime di recuperare il perduto. Il problema è che la stragrande maggioranza dei fondi versati da Madoff a YHA sarebbero stati distribuiti in beneficenza. Per questo Picard accusa l’avvocato Green di aver approfittato personalmente del fiume di soldi alimentato da Madoff. Dal canto suo, il legale ha contestato le accuse del liquidatore, ma è stato respinto davanti alla corte di New York. Picard ha sporto denuncia anche in Israele nel 2015 per chiedere un rimborso di 65 milioni destinato alle istituzioni legate a YHA.