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Scritto da Stannah il 25-03-2019
In “The Downside of Upright” articolo pubblicato su National Geographic da Jennifer Ackerman, nota scrittrice scientifica, risponde così alla questione:
“Gli esseri umani hanno rinunciato alla stabilità e alla velocità. Abbiamo rinunciato ai piedi come strumento, e abbiamo indebolito ossa e articolazioni.”
Nei quadrupedi, la tensione che si sviluppa dal correre e dal saltare viene equamente divisa tra quattro estremità e, in generale i muscoli assorbono la maggior parte della tensione sviluppata.
Quando i nostri antenati iniziarono a muoversi su 2 anziché su 4 estremità, le nostre gambe duplicarono lo sforzo che dovevano sopportare per correre o camminare.
Anche se sono passati millenni di evoluzione, biologicamente parlando, i muscoli non sono ancora pronti per la postura bipede, quindi le ossa finiscono per risentire maggiormente degli sforzi. Sono proprio le nostre ossa ad ammortizzare e assorbire tutte le tensioni. In breve, in termini evolutivi, il corpo umano non si è ancora adattato al 100% alla posizione eretta.
Che funzione hanno le nostre ginocchia?
Il ginocchio è l’esempio eclatante di anatomia umana che non si è ancora adattata perfettamente alla postura eretta e allo stile di vita bipede. Secondo il saggio di Jennifer Ackermen “Gli svantaggi della posizione eretta”, e come ribadisce Scott Dye, l’articolazione del ginocchio è “una struttura vecchia di 360 milioni di anni, meravigliosamente progettata per fare il suo lavoro di trasferimento del carico tra gli arti”
Tuttavia, in termini evolutivi, adottare la posizione bipede ha significato infliggere più sforzi alla schiena, alle ginocchia, alle caviglie e ai piedi. Le nostre ginocchia infatti, constano tra le articolazioni del corpo umano che si danneggiano più facilmente, richiedendo milioni di interventi chirurgici ogni anno.
L’articolazione del ginocchio può sembrare un semplice perno, in realtà il suo meccanismo di funzionamento è molto complicato che permette all’uomo di correre e saltare. L’articolazione del ginocchio ha molte “parti” che svolgono un lavoro complesso e tutte nello stesso momento. Inoltre, il ginocchio è la seconda articolazione dell’arto inferiore che si situa più in basso, ovvero, sopporta quasi interamente il nostro peso corporeo e subisce uno stress maggiore rispetto alle articolazioni situate più in alto, specialmente quando si corre, salta o si salgono e scendono le scale
Il dolore a volte può essere causato dalla debolezza muscolare, dovuta a una scarsa attività, alla fatica o ad un trauma. Il dolore alle ginocchia o le lesioni alle ginocchia possono limitare la mobilità. Questo perché le nostre ginocchia sono fondamentali per la stabilità, l’equilibrio e la flessibilità del corpo. Se le ginocchia non stanno bene, avremo difficoltà a piegarci o ad allungarci. Tutte queste limitazioni influiscono inevitabilmente sulla nostra capacità di stare in piedi, di camminare, di correre, di inginocchiarsi, di saltare o di girarci per cambiare strada per esempio.
È anche vero, però, che le ginocchia non funzionano da sole. Ci sono altre parti del corpo che aiutano le ginocchia a fare il loro lavoro.
- Le Ossa
- Le Cartilagini
- I Muscoli
- I Legamenti
- I Tendini
Una lesione a una qualsiasi di queste parti che aiutano il ginocchio a svolgere il proprio lavoro potrebbe causare dolore o lesionare le ginocchia stesse.
Una delle lesioni più comuni è lo strappo del legamento crociato anteriore.
Come ci si accorge se il “crociato anteriore” si rompe?
Il legamento crociato anteriore del ginocchio è così vulnerabile allo strappo e si può rompere con facilità perché è costretto a dover sopportare molto più stress di quanto non sia effettivamente progettato. Per capire meglio cosa succede, proviamo a confrontare un essere umano con una scimmia in piedi. Le nostre gambe sono abbastanza dritte, mentre le gambe della scimmia sono più arcuate e, di solito, piegate. Per sostenere il peso, le scimmie usano i muscoli. Gli esseri umani utilizzano le ossa.
Riuscire a mantenere dritte le gambe ci aiuta a camminare e correre normalmente. Il problema si verifica quando cerchiamo di fare movimenti o “cambiamenti di rotta” improvvisi. Quando ci fermiamo improvvisamente mentre corriamo, o quando diamo una svolta brusca e ad alta velocità, le nostre ginocchia devono resistere alla forza della tensione improvvisa e intensa che si sviluppa dall’arresto improvviso. In questo caso il legamento crociato anteriore non è abbastanza robusto da poter assicurare e “aiutare” il movimento delle ossa del ginocchio, le quali “si attorcigliano” rompendosi frequentemente e con facilità. Quando subiamo uno strappo al crociato anteriore, possiamo intervenire solo chirurgicamente perché si trova all’interno del ginocchio.
Dopo l’intervento chirurgico segue un lunghissimo periodo di recupero e riabilitazione necessaria perché i legamenti hanno poche cellule e pochi vasi sanguigni, fatto che ne rallenta la guarigione. La rottura del crociato anteriore è una delle lesioni più temute tra gli atleti professionisti, proprio a causa del lungo periodo di recupero richiesto. Resta il fatto che, qualunque sia la nostra professione, l’impatto sarà comunque negativo, in quanto può diventare una condizione invalidante che ci potrebbe impedire di uscire di casa.
A rendere le cose ancora più difficili, la nostra specie sta diventando sempre più alta, rendendo l’impatto sulle ginocchia ancora maggiore, soprattutto durante quei movimenti improvvisi.
Inoltre, l’associazione tra artrosi del ginocchio e obesità è evidente in quanto il sovraccarico biomeccanico favorisce la comparsa di un processo infiammatorio degenerativo. Nei pazienti con osteoartrite, la perdita di peso riduce notevolmente la sintomatologia.