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MANILA - Il governo ha a disposizione i vaccini, ma la popolazione non li vuole. È quanto sta accadendo nelle Filippine, Paese già confrontato con elevati contagi giornalieri e quasi 20'000 decessi, oltre ad una situazione economica preoccupante, soprattutto per la fascia più povera (quasi un quarto della popolazione).
Per fare un esempio, settimana scorsa le Filippine hanno ricevuto 8,2 milioni di dosi, ma solo la metà sono state inoculate, stando alla CNN. La campagna è partita a marzo, ma solamente lo 0,9% della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi, mentre il 3,1% ha ricevuto almeno una dose. Come mai?
Diffidenza - Tra le prime cause c'è la diffidenza da parte della popolazione, soprattutto quella più povera, che ha un accesso limitato alle informazioni. Stando ad un sondaggio dell'SWS (Un centro di ricerca filippino, ndr) svolto nel Paese a maggio, circa il 68% degli intervistati si è dichiarato scettico o contrario alla vaccinazione contro il Covid-19 (la media internazionale si aggira attorno al 32%). In molti sono preoccupati per gli effetti collaterali, come ha dichiarato un medico alla CNN, aggiungendo che spesso gli anziani sono convinti di poter guarire curandosi con zenzero, limone e miele.
Precedenti - Comunque, la diffidenza della popolazione filippina non è dovuta solamente ad un accesso limitato alle informazioni, come accade in altri paesi, ma ha anche radici più profonde. Il Paese nel 2017 è infatti stato confrontato con un problema che riguardava i vaccini ideati per proteggere dalla Dengue, malattia virale diffusa dalle zanzare infette, e potenzialmente mortale. Il Paese aveva adottato un programma vaccinale, utilizzando il preparato Dengvaxia, che mirava ad immunizzare la popolazione dalla pericolosa malattia. Tuttavia, solo in un secondo momento ci si è accorti che il vaccino non era sicuro soprattutto per le persone che non avevano mai incontrato prima la malattia. In questi ultimi erano stati riscontrati casi più gravi della stessa malattia. Il vaccino è stato perciò successivamente sospeso, ma era stato già iniettato a più di 730'000 persone, bambini compresi.
La stessa diffidenza riguardo ai vaccini è stata riscontrata anche due anni fa, quando nel paese si è registrato un focolaio di morbillo. Il Paese si trova dunque confrontato a combattere una doppia battaglia.
A peggiorare la situazione ci ha pensato lo stesso presidente Duterte, quando ad inizio maggio ha ricevuto il vaccino Sinopharm in diretta tv. Il prodotto cinese però non era stato approvato dalle Filippine.
Nel frattempo, prosegue il programma del governo per incentivare le persone a farsi vaccinare, con l'aiuto di funzionari e operatori sanitari.
Il governo ha a disposizione i vaccini, ma la popolazione non li vuole. È quanto sta accadendo nelle Filippine, Paese già confrontato con elevati contagi giornalieri e quasi 20'000 decessi, oltre ad una situazione economica preoccupante, soprattutto per la fascia più povera (quasi un quarto della popolazione).