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BERLINO - Complici del lavoro forzato. Così il Centro europeo per i diritti costituzionali e i diritti umani, un Ong di Berlino, descrive le aziende che ha denunciato alle autorità tedesche. Nel mirino Aldi Nord e Aldi Sud, Lidl, Hugo Boss e C&A.
Dallo scaffale del sale alla minigonna in camerino, lo sfruttamento della popolazione degli Uiguri non sembra avere un limite. Questo lunedì, infatti, degli attivisti dei diritti umani hanno depositato una denuncia contro quattro grandi aziende. Sono tre storiche tedesche e una olandese, con una sede anche in Germania. L'Ong accusa le imprese di «trarre profitto e di rendersi complici, direttamente o indirettamente, del lavoro forzato nella regione dello Xinjiang del popolo minoritario Uiguro».
Il Centro europeo per i diritti costituzionali e i diritti umani sa che è difficile ottenere delle prove tangibili dello sfruttamento, ma «il fatto è capire se intrattenere delle relazioni di affari non sia un modo di incoraggiare questi crimini. Pensiamo che questi cinque casi non siano altro che l'esempio di una problema molto più vasto e sistemico».
Pechino si confronta da diversi mesi con denunce provenienti da tutto il mondo, che mettono in causa il trattamento che la Cina riserva alle comunità a maggioranza musulmana e di lingua turca che vive nell'Ovest del Paese, che sarebbe stata rinchiusa in campi di lavoro forzato. L'ultima accusa era arrivata dalla Francia lo scorso mese di aprile e remava contro le case di abbigliamento Zara e Uniqlo.