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Di ritorno dal paese africano, il rappresentante del segretario generale dell'ONU per gli sfollati, lo svizzero Walter Kälin, ha lanciato un appello per migliorare la protezione di oltre 160'000 profughi.
Il professore bernese, in missione in Ciad dal 3 al 9 febbraio, ha puntato il dito mercoledì a Ginevra contro "il reclutamento di bambini da parte dei diversi gruppi armati e le violenze contro le donne sfollate".
Kälin si è detto preoccupato per la sorte di oltre 160'000 profughi che si trovano nell'est del paese e ha chiesto alle autorità di moltiplicare i loro sforzi.
La proliferazione delle armi, la militarizzazione dei campi rifugiati, la criminalità e il clima d'impunità "impediscono di trovare delle soluzioni a lungo termine e su vasta scala per gli sfollati", ha inoltre sottolineato Kälin.
"È urgente una presenza dello Stato in questo zone, non solo per fornire protezione e avviare un dialogo tra le comunità, ma anche per assicurare un accesso ai servizi di base, in particolare l'acqua, la salute e l'educazione", ha aggiunto il rappresentante di Ban Ki-moon.