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Stando agli archeologi almeno sei sacrifici di massa dell'etnia Chimù sono avvenuti nell'arco di 450 anni
LIMA - Archeologi peruviani al lavoro dal 2016 nella zona archeologica di Pampa La Cruz, situata nel distretto di Huanchaco (provincia di Trujillo), hanno individuato altre 76 tombe di bambini vittime di sacrifici, portando il loro totale a 302.
Il ritrovamento è stato confermato al quotidiano El Peruano dal direttore del Programma archeologico di Huanchaco (Pahuan), Gabriel Prieto Burméster, secondo cui almeno sei sacrifici di massa di bambini dell'etnia Chimù sono avvenuti nell'arco di 450 anni fra il 1050 e il 1500 d.C..
Essi, ha precisato «erano senza dubbio associati a momenti importanti dell'inizio, dello sviluppo e del consolidamento della società Chimú».
In particolare l'archeologo Gabriel Prieto ha spiegato che «grazie a Pampa La Cruz sappiamo che i sacrifici umani, soprattutto di bambini, erano una parte strutturale della religione Chimù per celebrare e glorificare il loro stato. I sei eventi che abbiamo documentato ne sono la prova».
Le 76 tombe, ha aggiunto, «sono state trovate tra luglio e agosto di quest'anno in due diversi tumuli». Il 90% dei resti dei minori rinvenuti erano sistemati in modo tale che i loro piedi fossero rivolti ad est e la testa ad ovest, cioè con le spalle al mare».
Il regno Chimù fu protagonista di una civiltà che si stabilì sulla costa settentrionale del Perù tra il 1000 e il 1500 dopo Cristo. È considerato dagli studiosi il regno costiero più prospero e potente dell'America precolombiana.