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Nuovi guai giudiziari per l'ex presidente georgiano filo-occidentale Mikheil Saakashvili. La procura generale georgiana sostiene che l'ex capo di Stato e l'ex premier Vano Merabishvili abbiano fatto picchiare un deputato nel 2005. Saakashvili e Merabishvili rischiano da tre a otto anni per questa accusa.
Secondo la procura, un parlamentare georgiano del partito repubblicano, Valeri Ghelashvili, avrebbe scritto un articolo nel 2005 criticando Saakashvili per avergli espropriato un terreno per costruirvi la sede presidenziale. Nell'articolo il deputato aveva criticato anche la vita privata dell'allora presidente e la moglie.
In tutta risposta, Saakashvili avrebbe ordinato a Merabishvili, allora ministro dell'Interno, di punire fisicamente il deputato, che sarebbe stato picchiato brutalmente nel luglio di nove anni fa nel centro di Tbilisi da una sorta di squadrone punitivo formato da uomini delle truppe speciali e sarebbe quindi finito in ospedale con un trauma cranico e diverse fratture al viso.
Appena tre giorni fa, il tribunale di Tbilisi ha accolto una richiesta di arresto preventivo per l'ex presidente georgiano, ma Saakashvili dopo la sconfitta elettorale vive negli Usa. Convocato in patria per essere interrogato su casi di presunta corruzione, ma anche nell'ambito dell'inchiesta sulla morte in circostanze sospette nel 2005 dell'ex primo ministro Zurab Zhvania, Saakashvili non sembra avere alcuna intenzione di presentarsi: e Washington ha già lasciato intendere di volerlo proteggere.
SDA-ATS