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Lo ha detto Christine Lagarde, presidente della Bce, nell'ambito della conferenza "La globalizzazione dopo la pandemia"
FRANCOFORTE - «La nostra profonda integrazione nell'economia globale ha fatto sì che noi in Europa fossimo particolarmente esposti ai cambiamenti e che la nostra possibilità di beneficiare del mercato aperto e della domanda diversificata fosse probabilmente ridotta». Così la presidente della Bce, Christine Lagarde, nella Jacobsson Lecture, dal titolo "Globalization after the Pandemic", la Globalizzazione dopo la pandemia, che si è tenuta in streaming, in cui ha ripercorso alcune tappe storiche della globalizzazione e di eventi pandemici.
«Già nel 2019 - ha aggiunto - sottolineavo la necessità per l'Europa di riconoscere che il mondo intorno a noi stava cambiando rapidamente e di riconsiderare se il suo modello di crescita fosse sufficientemente equilibrato alla luce di questi cambiamenti. La pandemia finora ha solo rafforzato questo messaggio. Sebbene sia ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive, le tendenze pre-crisi che hanno limitato i guadagni sia dal commercio che dalla diversificazione della domanda potrebbero rafforzarsi».
«In primo luogo, la tendenza al protezionismo non mostra segni di cedimento. In secondo luogo, vi sono segnali che l'economia globale potrebbe essere sempre più una fonte di shock per l'Europa piuttosto che uno stabilizzatore contro la volatilità. Stiamo già vedendo che le catene di approvvigionamento just-in-time che hanno definito questa era di globalizzazione sono altamente vulnerabili agli shock sistemici».