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Il Consiglio federale riconosce che gli italofoni che hanno conseguito un diploma in una professione medica oltre Gottardo, e che per lavorare in Ticino sono costretti a pagare da 50 a 100 franchi per autocertificare la loro conoscenza dell'italiano, vengono discriminati rispetto a coloro che possono studiare nella lingua madre. L'Esecutivo si dice disposto a esaminare "opzioni che migliorino la situazione".
Rispondendo oggi a una mozione del consigliere nazionale Marco Chiesa (UDC), il Consiglio federale precisa comunque di non voler rendere gratuito il riconoscimento delle competenze linguistiche.
Alla Commissione delle professioni mediche (MEBEKO) è stato conferito il compito di effettuare questo esame, precisando che ciò causa un onere notevole. Secondo il governo non è quindi possibile, come chiesto da Chiesa, rinunciare in modo generalizzato agli emolumenti dell'ordine di grandezza di 50-100 franchi riscossi per questa attività.
Il Consiglio federale ritiene di non poter nemmeno approvare una soluzione valida esclusivamente per le persone italofone che esercitano una professione medica, poiché verrebbero a crearsi nuove disuguaglianze. Il disciplinamento vigente tocca, per esempio, anche i veterinari di lingua francese, poiché la medicina veterinaria può essere studiata solo in tedesco.
Nel caso in cui la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione, il Consiglio federale sottoporrà alla Commissione della seconda Camera una proposta di modifica che rinunci alla richiesta di esentare in generale dagli emolumenti tutte le persone che esercitano una professione medica.