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BERNA - Non ci sarà smantellamento delle misure di accompagnamento e non verranno oltrepassate le linee rosse fissate dal Consiglio federale. Così si è espresso oggi davanti ai media il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann dopo la decisione dei sindacati di abbandonare le discussioni sull'adeguamento delle misure di protezione dei lavoratori in vista di facilitare la conclusione di un accordo istituzionale tra la Svizzera e l'Ue (vedi suggeriti).
Secondo il consigliere federale PLR, le informazioni diffuse dai sindacati sulle possibili ingerenze negli affari interni elvetici dell'Ue o della Corte di giustizia europea per quanto attiene alla protezione dei lavoratori e dei salari sono infondate.
Anche il ministro bernese si è detto però d'accordo col fatto che senza i sindacati non si potrà giungere ad un accordo quadro. Nonostante l'arrabbiatura, si è detto in ogni caso pronto a discutere con le associazioni dei lavoratori.
I due rappresentanti del PLR in governo, oltre a Schneider-Ammann anche il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis, responsabile degli affari esteri, sono nel mirino dei sindacati da settimane.
In un'intervista pubblicata a metà luglio, Johann Schneider-Ammann ha detto che la regola degli otto giorni non è importante quanto la protezione dei salari. Cassis ha invece dichiarato di essere pronto a discutere con Bruxelles sulla garanzia della protezione dei lavoratori.