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La Svizzera e la Banca mondiale firmano un accordo per la restituzione di averi patrimoniali kazaki
Berna, 21.12.2012 - La Svizzera restituisce 48 milioni di dollari al Kazakhstan tramite un fondo fiduciario della Banca mondiale. Questi averi saranno impiegati in favore della popolazione kazaka. Il 20 dicembre 2012 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Banca mondiale hanno siglato un accordo in questo senso. La restituzione s’iscrive nel quadro della politica che la Svizzera persegue da anni nella lotta contro gli abusi della propria piazza finanziaria.
La restituzione fa seguito ad una procedura giudiziaria promossa dalla giustizia ginevrina per sospetto di riciclaggio di denaro, che ha portato alla confisca nel 2011 degli averi oggetto della restituzione. Le parti coinvolte nella procedura hanno raggiunto un accordo, in base al quale gli averi bloccati in Svizzera, per una somma totale di circa 48 milioni di dollari, saranno impiegati per progetti della Banca mondiale in favore della popolazione kazaka, segnatamente per progetti nell’ambito della politica a favore della gioventù e dell’efficienza energetica.
Da oltre 20 anni la Svizzera si adopera affinché la sua piazza finanziaria non venga abusata quale rifugio per averi di provenienza illecita. Riguardo alla restituzione ai Paesi d’origine di averi acquisiti in modo illecito da persone politicamente esposte, la Svizzera assume un ruolo pionieristico a livello internazionale. Secondo le stime della Banca mondiale negli ultimi quindici anni sono stati restituiti ai Paesi coinvolti circa 5 miliardi di dollari. La Svizzera vi ha contribuito più di ogni altra piazza finanziaria con un importo superiore a 1,7 miliardi di dollari, pari a oltre un terzo della somma complessiva. In particolare la Svizzera presta attenzione affinché gli averi vengano restituiti in modo trasparente e utilizzati effettivamente per migliorare le condizioni di vita della popolazione nei Paesi interessati.
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Ultima modifica 05.01.2016