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Decine di migliaia di militanti del presidente dimissionario Evo Morales si sono trasferiti oggi, giovedì, per il quarto giorno consecutivo, a La Paz, esigendo le dimissioni della presidente ad interim Jeanine Anez e il ritorno alla istituzionalità in Bolivia.
Il nuovo Governo, formato da membri del partito di opposizione Unidad democratica e altri vicini al comitato civico di Santa Cruz del leader della rivolta, Luis Fernando Camacho, avanza comunque per la sua strada, cercando di superare gli scogli costituiti dall'assenza di sostegno parlamentare, cosa che mette in discussione la legittimità della maggior parte dei suoi atti.
La comunità internazionale, sia favorevole sia contraria alla nuova gestione, ha chiesto che tutte le iniziative siano nel rispetto della Costituzione nazionale. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha chiesto al suo inviato personale Jean Arnault di partire oggi stesso per La Paz e offrire appoggio per "raggiungere una soluzione pacifica della crisi".
Nell'apertura di questo spazio diplomatico potrebbe inserirsi anche la Russia che oggi, un po' a sorpresa, ha offerto un riconoscimento provvisorio alla presidente Anez, chiarendo che per Mosca quanto è accaduto costituisce però "un colpo di stato" e che solo dopo lo svolgimento di libere elezioni si potrà procedere a un effettivo riconoscimento di legittimità.