Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01150.jsonl.gz/77

Lutto nel cinemaAddio a Marisa Pavan, stella cometa a Hollywood
SDA
7.12.2023 - 18:45
Le chiamano stelle comete per quella coda fluente che ricorda, fin dall'astronomia antica, una cascata di luminosi capelli che accompagna la stella e illumina il cielo. Questo è stata Marisa Pavan, spentasi oggi nella sua casa di Gassin (Saint Tropez).
SDA
7.12.2023 - 18:45
Sarda per caso (era nata a Cagliari il 12 giugno 1932), famiglia di origine marchigiana, romana d'adozione (vi approdò alla vigilia della seconda guerra mondiale) è stata una vera stella cometa nel firmamento di Hollywood, giacché proprio oltre oceano scoprì il suo talento da attrice e lì in qualche modo decise di seppellirlo ancora giovane.
Gemella di Anna Maria Pierangeli
Maria Luisa Pierangeli (questo il vero nome) era in realtà la gemella «saggia» di Anna Maria Pierangeli, diva mediterranea, messa sotto contratto dalla MGM dopo un fortunato esordio a fianco di Vittorio De Sica nel 1950 (per lei Nastro d'argento in «Domani è troppo tardi»).
Le due ragazze erano minute, brune, dai lineamenti perfetti e incarnavano una bellezza esotica che colpì subito i cacciatori di stelle delle Majors Americane. La gemella ingenua e sognante (Anna Maria) convinse la madre, dopo la morte del padre, a trasferirsi a Beverly Hills insieme a Maria Luisa e alla sorella minore Patrizia. Appassionata studentessa, Marisa aveva un carattere opposto a quello della gemella e il cinema non era nel suo futuro.
Quando però John Ford le chiese di apparire a fianco di James Cagney in «What Price Glory» nel 1952 e la Fox le propose un contratto in esclusiva, non seppe rifiutare: per evitare l'ombra della sorella scelse un nome d'arte (Pavan) in omaggio al fuggiasco ebreo che suo padre aveva nascosto ai nazisti, per poi sostituire (ironia della sorte) proprio Anna Maria a fianco di Anna Magnani ne «La rosa tatuata».
Ritirò l'Oscar per la scaramantica Magnani
È storia che così vinse il Golden Globe, sfiorò l'Oscar, lo ritirò al posto della scaramantica Nannarella, divenne in breve un'attrice cercata dagli Studios e spesso «prestata» dalla Fox con cui, alla fine, rescisse il contratto. Gli amanti del grande cinema americano la ricordano ne «L'uomo dal vestito grigio» con Gregory Peck, «Diana la cortigiana» con Lana Turner, «Il grande capitano» in cui recitò insieme a quello che intanto era diventato suo marito, il francese Jean Pierre Aumont.
La noia per i ruoli esotici che Hollywood voleva cucirle addosso dopo «Salomone e la regina di Saba» (era la dolce Abisag contrapposta alla Regina Lollobrigida) e il richiamo europeo favorito dal marito, portarono Marisa Pavan a scegliere sempre meno ruoli cinematografici (recitava a teatro «Gigi» con Jean Pierre Aumont), concedendosi semmai come Guest star nella promettente nuova stagione della tv.
La sorella morta nel 1971
Dopo la traumatica morte della sorella (1971), Marisa si staccò definitivamente da Hollywood. Ebbe grande successo con il teleplay «I boss del dollaro» con Kirk Douglas (un tempo amante di sua sorella), si dedicò ai due figli (più una adottiva, Tina Aumont) avuti con l'adorato Jean Pierre, tenne a battesimo alcune serie tv molto popolari, da «Wonder Woman» a «Haway Squadra cinque zero», fondò un istituto di ricerca contro l'Alzheimer, mise radici in Francia prendendone la nazionalità.
Anche per sua scelta, la luce della stella cometa si era spenta da tempo e quando tornò a Roma nel 2010 per inaugurare una mostra dedicata alla sorella, ammise con allegro distacco: «Il cinema è stato una bella avventura ma ha causato anche molto dolore a me e alla mia famiglia. Lontano dai riflettori so vivere da tanto tempo e, credetemi, non mi mi mancano».