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«Il contenuto della cavità uterina»
Oppure: Di come la percezione cambia con le parole
Estate 2022. A distanza di poche settimane i portali online «schweizer-illustrierte.ch», «femelle.ch» e «familienleben.ch» pubblicano articoli con informazioni dettagliate sul tema dell’aborto in Svizzera. È notevole che nella descrizione dei metodi abortivi non viene mai usato il termine «bambino»…
… È un caso? No di certo! Le fonti utilizzate dai tre portali online sono evidentemente costituite da testi tratti da «salute-sessuale.ch» – vale a dire da chiari fautori dell’aborto! Questo comporta che, ad esempio, nel descrivere i metodi chirurgici, tutti e tre gli articoli online parlano di «contenuto della cavità uterina» che viene «aspirato» o «asportato» mediante una cannula.
«Contenuto della cavità uterina»: non utilizzano nemmeno più i termini «embrione» o «feto»! L’uccisione intenzionale di un bambino non ancora nato viene così riformulata come una semplice asportazione del «contenuto della cavità uterina».
Anche se queste parole non rientrano ancora nel linguaggio comune, dobbiamo prevedere che entreranno a farvi parte. Le parole hanno potere. E la goccia scava la pietra. Vi sono innumerevoli persone che non sono così profondamente radicate nella protezione della vita come noi. Con il tempo loro non si renderanno più conto dell’incredibile inganno che si cela dietro l’espressione «contenuto della cavità uterina». E si abitueranno a queste inaccettabili creazioni di termini.
È nostro compito tenere sveglia la consapevolezza all’interno della società: un aborto non è mai una semplice asportazione del «contenuto della cavità uterina». Impegniamoci insieme affinché l’aborto diventi impensabile!