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Caritas Schweiz / Caritas Suisse
Conclusione della procedura di consultazione sulla cooperazione internazionale 2021-2024
Caritas invita la Svizzera a lottare efficacemente contro la povertà
Luzern (ots)
La cooperazione allo sviluppo della Svizzera deve ricevere nuovi impulsi. Nella consultazione sul Messaggio concernente la cooperazione internazionale 2021-2024, che si concluderà venerdì 23 agosto, Caritas Svizzera sottolinea che la lotta contro la povertà e la disuguaglianza deve essere, per spirito di solidarietà e nel proprio interesse, al centro delle preoccupazioni della Svizzera. Affinché la cooperazione internazionale possa raggiungere gli obiettivi prefissati, sono necessarie risorse finanziarie nettamente superiori a quelle proposte dal Consiglio federale.
In considerazione del fatto che 750 milioni di persone nel mondo soffrono ancora di estrema povertà, è positivo che la Svizzera stia discutendo della propria cooperazione allo sviluppo. Il Consiglio federale intende promuovere una crescita economica sostenibile e creare posti di lavoro nei Paesi poveri. Come scrive Caritas nella sua presa di posizione in merito alla consultazione, l'accento deve essere posto sulla creazione di salari minimi e posti di lavoro dignitosi, in modo che la povertà possa essere combattuta in maniera inclusiva.
Caritas approva la discussione differenziata sul tema della migrazione nel rapporto esplicativo e accoglie con favore la rinuncia da parte del Consiglio federale alla condizionalità motivata da decisioni di politica interna nel collegamento tra cooperazione internazionale e interessi di politica migratoria. I fondi per lo sviluppo non devono essere vincolati a condizioni nel settore del rimpatrio, né offerti in cambio di controlli repressivi alle frontiere e di altre misure di prevenzione della migrazione.
La crisi climatica richiede crediti supplementari
La Svizzera si prefigge giustamente l'obiettivo di tutelare le popolazioni più povere del mondo dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Le persone colpite hanno bisogno di aiuto per adeguarsi ai mutamenti e far fronte a minacce quali siccità o inondazioni. I Paesi industrializzati si sono impegnati, in virtù dei diritti internazionali, a predisporre i mezzi finanziari per i danni causati dal clima, oltre a quelli per la cooperazione allo sviluppo. Agli occhi di Caritas è inaccettabile che la Svizzera - nonostante la sua marcata corresponsabilità al surriscaldamento climatico - non voglia ancora fornire sostegno in questo senso.
Mezzi finanziari: aumento necessario e possibile
Per poter raggiungere gli obiettivi ambiziosi del Messaggio e rispondere alle aspettative del mondo nei confronti della Svizzera servono risorse finanziarie molto più consistenti. La Svizzera è inoltre chiamata a partecipare adeguatamente al crescente fabbisogno mondiale di fondi per gli aiuti umanitari. E infine, per fornire i finanziamenti aggiuntivi promessi per la protezione del clima e gli adeguamenti climatici, non può servirsi semplicemente dei fondi per l'aiuto allo sviluppo. Caritas stima che i contributi per la cooperazione allo sviluppo nei Paesi poveri debbano essere raddoppiati a 6,5 miliardi. Una cifra che nel complesso corrisponde all'1% del reddito nazionale lordo.
Dal punto di vista finanziario la Confederazione gode di ottima salute. Dal 2017 le eccedenze si sono attestate a 7,7 miliardi di franchi. Secondo le ultime stime, quest'anno si prevede un incremento di ulte-riori 2,8 miliardi. Caritas s'impegna affinché la Svizzera, anziché ridurre ulteriormente i debiti già conte-nuti, aumenti i propri investimenti in un mondo in cui regni la pace e che sia vivibile anche per le genera-zioni future.
La presa di posizione di Caritas Svizzera in merito al Messaggio del Consiglio federale si trova qui: www.caritas.ch/cad. Su questa pagina è disponibile anche il nuovo opuscolo di Caritas dal titolo «Faut-il aider le monde entier? Réponses aux questions pressantes sur la coopération au développement» (solo in francese e tedesco).
Contatto:
Nota per le redazioni:
Per maggiori informazioni rivolgersi a Fabrice Boulé, responsabile
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23 36 , e-mail <email-pii>.