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Il sondaggio "La città sostenibile" indica anche che solo una persona su cinque crede nell'obiettivo "zero emissioni"
BUCHS - La maggioranza vuole centri urbani a traffico ridotto e autostrade più veloci; solo uno su cinque crede all’obiettivo dell'azzeramento delle emissioni nette. Questi i primi risultati del sondaggio «La città sostenibile del futuro», realizzato dall’Istituto Sotomo su incarico di DPD Svizzera.
La popolazione punta inoltre su abitazioni a basso costo e complessi edilizi più alti e densificati. Le aspettative degli intervistati per i prossimi 30 anni sono in parte pessimistiche. Le misure di protezione del clima vengono chiaramente appoggiate ma solo il 13 % delle persone tra i 18 e i 30 anni crede al raggiungimento dell’obiettivo legale dell'azzeramento delle emissioni nette.
Che visioni ha la popolazione per le città svizzere tra 30 anni? Come potrebbe essere un futuro sostenibile? Quali misure vanno adottate oggi a questo scopo nei settori mobilità, spazi, clima e abitazione? Nel giugno 2023 l’Istituto Sotomo ha intervistato online, per conto del fornitore di servizi pacchi DPD Svizzera, 2’269 persone nella Svizzera tedesca e francese. La ponderazione dei dati rende lo studio rappresentativo.
Sei persone su dieci sono favorevoli a misure a breve termine per limitare il traffico motorizzato individuale nelle città. Tra le donne il consenso è particolarmente elevato. La maggioranza desidera zone senza auto (60 % «Sì»/«Tendenzialmente sì»), lo smantellamento dei parcheggi a favore di alberi e aree verdi, piste ciclabili separate al posto delle corsie per automobili e la riduzione dei limiti di velocità. Solo il 38 % degli intervistati e la maggioranza nelle grandi città è a favore ai pedaggi stradali (road pricing).
Due su cinque persone che guidano molto spesso l’auto auspicano una maggiore riduzione del traffico urbano. Tuttavia, anche questo gruppo è generalmente a favore di un allestimento dello spazio stradale non concepito unilateralmente per l’automobile. È quanto emerge dal confronto delle visualizzazioni valutate dagli intervistati. Lo scetticismo nei confronti delle città a traffico limitato è maggiore negli agglomerati piuttosto che nelle campagne. Ma anche in questo caso una risicata maggioranza è a favore di più alberi anziché parcheggi e di più piste ciclabili.
Mentre il traffico cittadino andrebbe limitato, più della metà degli intervistati (53 %) desidera un incremento delle capacità autostradali tra le città e intorno ad esse. Sul potenziamento del trasporto pubblico in Svizzera e della rete europea di treni veloci e notturni regna un consenso quasi unanime, al di là dell'ideologia politica e della provenienza geografica.
Solo il 20 % crede al raggiungimento dell’obiettivo dell'azzeramento delle emissioni nette. Una netta maggioranza sostiene diverse misure per il raggiungimento della neutralità climatica: Sovvenzioni per il risanamento energetico degli edifici (80 %), obbligo del solare per nuove costruzioni e ristrutturazioni (69 %) e tassa sul consumo di CO2 nel settore edile (56 %).
Solo il 21 % degli intervistati crede che entro 30 anni la Svizzera sottrarrà all’aria più CO2 di quanta ne emetta (neutralità climatica). Particolarmente pessimisti a questo riguardo sono i giovani: Solo il 13 % delle persone tra i 18 e i 30 anni crede al raggiungimento dell’obiettivo dell'azzeramento delle emissioni nette nei prossimi 30 anni. Secondo la legge sul clima approvata con la votazione popolare del 18 giugno 2023, l’obiettivo dovrà essere raggiunto già nel 2050.
Da un’analisi sulle affinità con i partiti emerge che anche due terzi degli elettori dell’UDC e del PLR sono favorevoli alle sovvenzioni per il risanamento energetico degli edifici.
La creazione di un nuovo parco nazionale nelle Alpi per compensare la densificazione dei centri è sostenuta da tutti gli schieramenti politici, mentre l’impiego dell'idrofilia per raffreddare i centri cittadini in estate viene bocciata da tutti i partiti. Anche nelle grandi città solo due su cinque si esprimono a favore dell'impollinazione ad opera dell'acqua.
Larga maggioranza favorevole ad abitazioni più convenienti nei centri
40 % degli intervistati teme che nei prossimi 30 anni i centri cittadini svizzeri si trasformino in zone esclusive prive di alloggi a prezzi accessibili. Per questo si evidenzia nettamente anche il consenso a diverse contromisure, dalla promozione di abitazioni a basso costo per anziani (91 %) e abitazioni di pubblica utilità (70 %) fino alla costruzione di edifici più alti (65 %) e alla limitazione delle possibilità di ricorso nei progetti edilizi (52 %).
Solo un quarto degli intervistati è favorevole a una maggiore liberalizzazione del mercato per quanto riguarda i prezzi degli affitti degli appartamenti. Mentre le donne tendono a sostenere gli interventi statali a favore di alloggi a basso costo, gli uomini puntano piuttosto sul libero mercato. Le persone con un reddito superiore a 10’000 franchi sono tendenzialmente contrarie a un ulteriore incentivo.
La promozione di alloggi a basso costo è sostenuta da tutti, anche nella cerchia dei partiti di destra. La metà delle persone vicine all’UDC si esprime a favore di un maggior numero di abitazioni di utilità pubblica. Anche i simpatizzanti del PLR (88 %) e dell’UDC (85 %) sono nettamente d’accordo con la promozione di abitazioni a prezzi agevolati per anziani. Un intervento statale che regolamenti l’occupazione minima nelle abitazioni riscuote la maggioranza solo nelle grandi città.