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NEW YORK - La Fed alza i tassi di interesse di un quarto di punto, portandoli in una forchetta fra lo 0,75% e l'1%. Si tratta del primo aumento del 2017 e del terzo dal 2006.
La decisione non è stata unanime. Il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha votato contro preferendo il mantenimento dei tassi fermi.
«Le informazioni ricevute dall'ultima riunione di febbraio indicano che il mercato del lavoro ha continuato a rafforzarsi e l'attività economica a espandersi a una velocità moderata» si legge nel comunicato della Fed. «L'inflazione è aumentata negli ultimi trimestri, muovendosi verso l'obiettivo del 2%»: «Ci attendiamo che, con graduali aggiustamenti nella politica monetaria, l'attività economica continuerà a espandersi a una velocità moderata, le condizioni del mercato del lavoro continueranno a rafforzarsi ulteriormente e l'inflazione si stabilizzerà al 2% nel medio termine».
«I rischi nel breve termine sembrano bilanciati. Continuiamo a monitorare da vicino l'inflazione e gli sviluppi economici e finanziari globali» mette in evidenza la Fed.
«Alla luce delle condizioni del mercato del lavoro e dell'inflazione, abbiamo deciso di alzare i tassi fra lo 0,75% e l'1%. La politica monetaria resta accomodante» afferma la Fed. «Nel determinare la tempistica e l'ammontare dei futuri aggiustamenti, valuteremo le condizioni economiche relative ai nostri obiettivi della massima occupazione e di un'inflazione al 2%» aggiunge la Fed, precisando di attendersi che le condizioni dell'economia evolveranno in modo da garantire «aumenti graduali» dei tassi.