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Brittney Gringer, la cestista americana arrestata a febbraio all’aeroporto di Mosca, ha testimoniato oggi in aula.
MOSCA - La star del basket femminile Usa Brittney Griner ha detto di non aver avuto intenzione di portare droga in Russia. La campionessa, arrestata a febbraio all'aeroporto di Mosca, ha testimoniato oggi in aula a Khimki nel processo a suo carico.
Griner, che è accusata di possesso di droga dopo che le è stato trovato nel bagaglio dell'olio di cannabis, rischia fino a dieci anni di carcere. Durante l'ultima udienza si è dichiarata colpevole.
«Non avevo pensato o pianificato di portare sostanze vietate in Russia», ha dichiarato Griner, che è arrivata in manette al tribunale. La giocatrice ha ricostruito la giornata del suo arresto, il 17 febbraio scorso, spiegando che quando è stata fermata all'aeroporto di Sheremetyevo le è stato chiesto di firmare diversi documenti senza nessuna spiegazione e senza un avvocato presente.
Poi è stata portata in un'altra stanza dove le è stato sequestrato telefono e le sono stati fatti firmare altri documenti. La campionessa ha spiegato che tutte le carte erano in russo ed è stata costretta ad usare Google Translate senza tuttavia riuscire a capire esattamente cosa stesse firmando.
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«Non ha riconosciuto la loro dignità umana. Gli piaceva giocare al dottore e non ha ancora capito quanto li ha fatti soffrire», così la procuratrice pubblica Pamela Pedretti.
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