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Ipertensione
Riassunto sull’ipertensione
L’ipertensione arteriosa è una malattia asintomatica (nella maggior parte dei casi senza sintomi chiari) che colpisce una grossa fetta della popolazione. In numerosi paesi (USA, Francia,…) si stima che in media il 30% della popolazione soffra di ipertensione. Si parla di ipertensione quando la pressione supera 140/90 mmHg o 14/9.
Tuttavia, secondo alcune raccomandazioni europee apparse nel mese di ottobre 2013, per le persone con più di 80 anni si parla di ipertensione quando la pressione sistolica è superiore a 150 mmHg e quando quella diastolica è superiore a 85 mmHg.
Per circa il 90% dei pazienti, la causa dell’ipertensione non è conosciuta ed è la conseguenza di una cattiva alimentazione (troppi grassi, sale,…), obesità, età, uso di farmaci che alzano la pressione, fattori genetici, stress, sedentarismo, ecc. Purtroppo, lo stile di vita attuale (fast-food, stress,…) favorisce l’ipertensione. Ad agosto 2011 uno studio cinese ha dimostrato l’esistenza di un possibile legame tra il virus citomegalovirus (CMV) e l’ipertensione.
Nel 10% dei casi, invece, l’ipertensione ha una causa conosciuta ben definita come un problema a livello di sistema renina-angiotensina, arteriosclerosi, problemi renali, ecc.
Le complicazioni dell’ipertensione possono essere molto gravi, come AVC, crisi cardiaca, problemi renali, disturbi erettili, problemi di vista, ecc.
La misurazione della tensione deve essere fatta in maniera ripetuta grazie ad un tensiometro, il medico può, ad esempio, chiedere al paziente di misurarsela al mattino e alla sera per 7 giorni, grazie ad un dispositivo di auto-misurazione. La diagnosi di ipertensione può essere fatta solo dopo ripetute misurazioni.
Il trattamento dell’ipertensione consiste in primo luogo nel cambiare stile di vita scegliendo abitudini diverse, anche se in molti casi ciò non è sufficiente e quindi il medico prescrive l’assunzione di farmaci (antipertensivi) spesso combinati per aumentarne l’efficacia.
E’ interessante notare anche che trattare l’ipertensione prolunga la speranza di vita a lungo termine, secondo uno studio clinico condotto negli USA a fine dicembre 2011.
Infine, rileviamo due piante medicinali quali l’aglio e le foglie d’ulivo che possono avere un certo effetto benefico nella cura dell’ipertensione. Gli studi comunque non sono sempre molto chiari in merito all’efficacia ed è quindi consigliabile privilegiare i trattamenti di tipo tradizionale e consultare il proprio medico a riguardo.
Definizione
L’ipertensione arteriosa (pressione) è caratterizzata, come indica il nome, da una pressione troppo elevata del sangue nelle arterie.
Questa elevazione anormale della pressione è spesso permanente.
La pressione arteriosa infatti è determinata dalla quantià di sangue pompato e dalla forza di resistenza del flusso sanguigno nelle arterie. Se il cuore deve pompare più sangue e quanto più strette sono le arterie, maggiore è la pressione (rischio di ipertensione). [fonte: Mayo Clinic Book, 2007]
L’ipertensione è una malattia grave e frequente che può comportare gravi problemi (crisi cardiaca, AVC, problemi renali…) quando la patologia non viene diagnosticata e poi curata.
Si distinguono pressione sistolica (pressione piú alta) che viene definita come la pressione massima nelle arterie quando il cuore (ventricolo sinistro) espelle il sangue nell’aorta, e pressione diastolica (pressione piú bassa), cioè la pressione arteriosa minima quando il sangue viene evacuato dall’orta.
L’ipertensione si può misurare con appositi apparecchi per come dei tensiometri automatici (apparecchio di automisura) o con strumenti manuali legati allo stetoscopio.
|Buoni consigli per misurare la pressione||1. Quando vi misurate la pressione, cercate di riposarvi per 5 minuti prima di effettuare la misurazione e di sedervi comodamente. La vostra pressione sarà allora piu vicina alla realtà e dovrebbe teoricamente abbassarsi.

2. Cercate di misurare la pressione se possibile alla stessa ora della giornata per poter effettuare una migliore analisi dei risultati.
Epidemiologia
– In Italia si stima che piú o meno 10 milioni di persone (1/6 della popolazione) sarebbero ipertesi.
– Secondo la Fondation Suisse de Cardiologie, un adulto su quattro in Svizzera ha una pressione più alta del normale. La pressione arteriosa aumenta con l’età: tra i 55 ei 64 anni, il 39% degli uomini e il 32 % delle donne sono ipertesi, tra i 65 e 74 anni il 44 % degli uomini e il 46 % delle donne, e dai 75 anni il 54% degli uomini e il 55 % delle donne (sondaggio svizzero sulla salute 2007)
– In Francia si stima che circa 10 milioni di persone (1/6 della popolazione) sia iperteso. Quindi, in base alle stime riportate, un francese su sei sarebbe iperteso.
– In Brasile (un paese con 200 milioni di abitanti) secondo stime del 2010, circa il 24% dei brasiliani soffrirebbe di ipertensione, cioà circa 50 milioni di persone.
– In Cina, 200 milioni di persone (su una popolazione di circa 1,3 miliardi di persone) soffrono di ipertensione [fonte: ATS, 15 agosto 2011]
– In Africa, circa il 46 % degli adulti soffre di ipertensione. [Fonte: OMS, 7 aprile 2013]
Questa malattia è responsabile di quasi la metà dei decessi per ictus e malattie cardiache, e nella maggior parte dei casi la malattia non viene nemmeno diagnosticata. [ Fonte: ATS 17 maggio 2012 e OMS ]
– L’ipertensione sarebbe responsabile del decesso di 9,4 milioni di persone all’anno nel mondo, a causa di malattie cardiovascolari, come l’ictus o l’infarto del miocardio. [Fonte: OMS, 8 aprile 2013]
L’ipertensione inoltre aumenta il rischio di sviluppare altri problemi di salute come l’insufficienza renale o la cecità.
Secondo dichiarazioni dell’OMS dell’Aprile 2013, l’ipertensione colpirebbe ormai 1 persona su 3 nel mondo, ovvero più di 2 miliardi di persone (leggere comunque anche l’articolo di seguito).
– Negli Stati Uniti, circa 79 milioni di persone, ossia una su tre, soffre di ipertensione. È interessante notare che la metà dei pazienti trattati nel 2015 contro l’ipertensione continua ad avere una pressione superiore a 140 mmHg, prova che abbassare la pressione sanguigna non è sempre facile, per diversi motivi.
Nel 2017, con una nuova versione sulle linee guida per l’ipertensione (pressione alta da 130/80 mmHg o più, leggere anche sotto alla sezione Diagnosi) proveniente dall’American Heart Association, quasi la metà della popolazione adulta degli Stati Uniti (46%) soffre oggi di ipertensione, ossia circa 103 milioni di americani.
Cause
– Nel 90% dei casi l’ipertensione non ha cause chiaramente definite e si parla di ipertensione essenziale o primaria.
L’ipertensione primaria tende a svilupparsi con l’età.
Ciononostante, vi sono dei fattori che possono influenzare l’ipertensione essenziale (cattiva alimentazione, peso eccessivo, cause genetiche, stress, età, consumo eccessivo di sale, alcol, alcuni medicinali come la pillola, ecc).
Inoltre, secondo uno studio dell’Università di Chicago pubblicato nel 2009, non dormire a sufficienza potrebbe causare l’ipertensione.
Lo studio ha mostrato come per un adulto di mezz’età, il fatto di perdere per 5 anni ogni notte in media un’ora di sonno eleverebbe il rischio di ipertensione arteriosa del 37%.
Ipertensione secondaria
– In circa il 10% dei casi le cause di ipertensione sono note e quindi si parla di ipertensione secondaria.
Le cause di questa ipertensione possono essere ad esempio: un problema del sistema renina-angiotensina (ormonale), diabete, problemi renali, problemi ormonali, arteriosclerosi, problemi con la tiroide, assunzione di farmaci, consumo eccessivo di alcol o di droghe (alcuni esperti classificano questi eccessi anche tra l’ipertensione primaria), ecc.
Virus e ipertensione?
Secondo uno studio realizzato da medici cinesi e pubblicato ad agosto 2011, l’ipertensione arteriosa potrebbe essere provocata da un virus, più precisamente dal citomegalovirus (CMV) che è responsabile di infezioni nella maggior parte delle persone durante un momento della loro vita e che, non presentando sintomi, nella maggior parte dei casi non viene notato. Questa scoperta potrebbe portare alla messa a punto di un vaccino che permetterebbe di prevenire l’ipertensione. Le ricerche, tuttavia, sono solo a uno stadio preliminare e, per il momento, è prematuro azzardare la data di uscita di un eventuale vaccino.
Persone a rischio
Le persone a rischio di ipertensione sono
– Le persone anziane con più di 60 anni (l’ipertensione aumenta chiaramente con l’età)
– Le donne in menopausa (infatti l’ormone estrogeno avrebbe un effetto protettivo e, dato che durante la menopausa la concentrazione di questo ormone diminuisce, si corre un rischio maggiore). Si stima che circa il 27% delle donne in genere siano colpite dall’ipertensione rispetto al 21% degli uomini.
– Le persone sole (uno studio ha dimostrato un legame tra solitudione e ipertensione)
– Le persone che soffrono di altre malattie metaboliche: diabete, sovrappeso,…
– Le persone con abitudini alimentari poco sane (stile di vita scorretto): alcol, consumo eccessivo di sale,…
– I neri. In effetti, i neri (africani, afroamericani) soffrono di ipertensione più dei bianchi.
Sintomi
In genere l’ipertensione arteriosa è una malattia silenziosa che non presenta sintomi allarmanti o chiaramente identificabili. È questo che la rende pericolosa e perniciosa. Molte persone ignorano che soffrono di ipertensione! Si stima che un terzo delle persone colpite di ipertensione non ne siano consapevoli.
E’ per questo motivo che un controllo regolare per misurare la pressione dal medico o in farmacia è vivamente consigliato. Aggiungiamo che è sempre consigliato misurare più volte la propria pressione sanguigna per avere risultati piu precisi.
A volte per alcune persone, in particolare per quelle che soffrono di ipertensione grave, i sintomi possono essere più identificabili, e sono per esempio: mal di testa, problemi alla vista, vertigini, stanchezza, nervosismo, ronzio nelle orecchie, sanguinamenti dal naso, palpitazioni….
Attenzione: per tutte le questioni di diagnosi vogliate rivolgervi al vostro medico. I sintomi qui indicati sono a titolo indicativo e non sono esaustivi, questi sintomi possono anche essere dovuti a un’altra malattia.
Quando si parla di ipertensione ?
In genere si parla di ipertensione quando la pressione diastolica (minima) supera 90 mmHg (=9 centimetri di mercurio) e la pressione sistolica supera a 140 mmHg (=14 centimetri di mercurio). Vedere la tabella riaussuntiva qui sotto.
Talvolta si ritiene che una pressione diastolica elevata (più di 80 mmHg) possa indicare uno stato di stress (nervosismo).
Si possono riassumere i valori seguenti nella tabella, notiamo che con l’età alcuni valori possono variare (i limiti inferiori possono aumentare).
|**Osservazioni sulla pressione sanguigna||Pressione diastolica

(*mmHg)
|Pressione sistolica

(*mmHg)
|°*pressione da buona a eccellente

(ottimale)
|meno di 80||meno di 120|
|pressione normale (normale)||tra 80 e 84||tra 120 e 129|
|soglia precedente l’ipertensione (normale alta)||tra 85 e 89||tra 130 e 139|
|ipertensione lieve (grado 1)||tra 90 et 99||Tra 140 e 159|
|ipertensione media o moderata (grado 2)||tra 100 e 109||tra 160 e 179|
|ipertensione elevata o severa (grado 3)||110 e oltre||180 e oltre|
|°ipertensione sistolica (solo)||meno di 90||140 e oltre|
Fonte della tabella: raccomandazioni europee sull’ipertensione
* A volte si utilizzano anche valori in centimetri di mercurio (in Francia), quindi, per esempio, 80 mmHg equivalgono a 8cmHg, si dividono i valori per 10, si dice parlando che una persona ha una pressione di 9/13, e cioe 90 mmHg come pressione disatolica e 130mmHg come pressione sistolica.
** Valori a titolo puramente indicativo, vogliate consultare un medico per tutte le questioni legate alla diagnosi
° In generale gli ipertesi sistolici (solamente) sono molto legati alle emozioni, in tutti i casi in cui si riscontra pertensione, vogliate consultare un medico.
°* Sotto una certa pressione si puo anche parlare di ipotensione, per tutte queste questioni di diagnosi e trattamento chiedete consiglio al vostro medico.
|Buoni consigli per misurare la pressione||1. Quando vi misurate la pressione, cercate di riposarvi per 5 minuti prima di effettuare la misurazione e di sedervi comodamente. La vostra pressione sarà allora piu vicina alla realtà e dovrebbe teoricamente abbassarsi.

2. Cercate di misurare la pressione se possibile alla stessa ora della giornata per poter effettuare una migliore analisi dei risultati.
Nuove raccomandazioni (linee guida) da seguire per le persone con più di 50 anni d’età
Uno studio preliminare, che è stato interrotto più di un anno prima della sua conclusione a causa di risultati eccezionali che possono salvare la vita di molte persone, ha dimostrato che diminuire la pressione sistolica a 12 o 120 mmHg nei pazienti di età superiore ai 50 anni, potrebbe consentire di ridurre di circa un terzo il rischio di infarto del miocardio, malattie cardiache e ictus e inoltre, consentirebbe di diminuire di circa il 25% il rischio di mortalità correlato a queste patologie, lo stesso vale per il raggiungimento di una pressione sistolica a 14 in questa fascia di età o anche a 15 in pazienti di età superiore ai 60 anni. La pressione diastolica deve essere ridotta a 8 o 80 mmHg, contro i 90 mmHg, traguardo spesso consigliato prima della divulgazione di tale lavoro preliminare. Questi risultati provengono da uno studio pubblicato il giorno venerdì 11 settembre 2015 e finanziato dal National Institutes of Health (NIH), studio intitolato “Systolic Blood Pressure Intervention Trial” (SPRINT).
Ipertensione ed età (oltre gli 80 anni)
Secondo alcune raccomandazioni europee apparse nel mese di ottobre 2013, per le persone con più di 80 anni si parla di ipertensione quando la pressione sistolica è superiore a 150 mmHg e quando quella diastolica è superiore a 85 mmHg. Si deve seguire un trattamento quando la pressione sistolica è superiore a 160 mmHg. Tuttavia, possono esistere differenze tra pazienti, il vostro medico saprà consigliarvi.
Diminuzione della pressione con l’età
La pressione sanguigna nelle persone anziane a poco a poco comincia a scendere circa 14 anni o più prima della morte, secondo uno studio pubblicato il 4 dicembre 2017 nella rivista scientifica Journal of the American Medical Association Internal Medicine (DOI :10.1001/jamainternmed.2017.7023). È normale che la pressione arteriosa tenda a diminuire negli anziani, ma ne annuncia anche la fine della vita. Per raggiungere queste conclusioni, i ricercatori di UConn Health e della facoltà di medicina dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, hanno esaminato le cartelle cliniche elettroniche di 46.634 cittadini britannici morti a 60 anni o più. Le ampie dimensioni del campione comprendevano persone sane e persone con malattie cardiache o demenza (ad esempio il morbo di Alzheimer). Lo scienziato dell’UConn Health, George Kuchel, uno degli autori dello studio, ha avvertito in un comunicato di evitare errori di interpretazione dei risultati: “Sarei molto preoccupato se qualcuno dovesse interpretare il nostro articolo come suggerimento del fatto che l’ipertensione non dovrebbe essere trattata alla fine della vita o che questi pazienti dovrebbero interrompere l’assunzione dei loro farmaci per l’ipertensione”.
Diagnosi
La diagnosi dell’ipertensione avviene preferibilmente da un medico che utilizza un apparecchio affidabile per la misurazione della pressione (tensiometro), se possibile con un tensiometro al livello del braccio. Il medico giudica in funzione della vostra età se siete ipertesi (vedi anche i livelli indicati sotto) e sceglie il trattamento più adatto al vostro caso.
In seguito è anche possibile misurarsi la pressione da soli a casa o in farmacia, ma è comunque fortemente raccomandato rapportarsi regolarmente con il proprio medico per confermare i dati e adattare il trattamento nel caso ce ne fosse bisogno, perché l’ipertensione è una malattia seria.
Si consiglia inoltre di misurare la tensione nei due bracci, una differenza di 15 mmHg o più tra i risultati per ciascuno dei due bracci indica un rischio maggiore di soffrire di alcune malattie cardiovascolari. Uno studio pubblicato nel 2012 sulla rivista medica “Lancet”, ha dimostrato che il rischio di morte per malattie cardiache, come l’infarto miocardico, è superiore del 70% in pazienti con una differenza di misure di tensione tra i due bracci maggiore di 15 mmHg rispetto a persone con una differenza inferiore a 15 mmHg.
La diagnosi di ipertensione dovrebbe basarsi su ripetute misurazioni di tensione, ad es. misurandosela alla mattina e alla sera per 7 giorni consecutivi.
È preferibile effettuare una misurazione della tensione a livello del braccio e non del polso.
Raccomandazioni 2017 dell’American Heart Association
Negli Stati Uniti, le linee guida (in inglese guideline) per il trattamento dell’ipertensione sono state abbassate. Invece di 140/90 mmHg, una persona è già considerata con ipertensione a 130/80 mmHg o più. Ciò significa che stiamo parlando di ipertensione a una pressione arteriosa sistolica di 130 mmHg o più e una pressione diastolica di 80 mmHg o più. Si tratta della prima revisione ufficiale della diagnosi di ipertensione dal 2003. Queste linee guida provengono dall’American Heart Association che ha pubblicato uno studio con questa nuova versione nella rivista Hypertension (DOI: 10.1161/HYP.0000000000000065) il 13 novembre 2017, in occasione di un congresso tenutosi nell’area di Los Angeles. Con questa nuova versione, quasi la metà della popolazione adulta americana (46%) soffre di ipertensione, ossia circa 103 milioni di persone. In precedenza, questa cifra era del 32% ossia 72 milioni di americani.
Complicazioni
Le complicazioni o rischi (25.000 morti all’anno in Svizzera) legati all’ipertensione arteriosa possono essere:
– AVC (incidente vascolare cerebrale), detto anche ictus
– Crisi cardiaca (infarto del miocardio)
– Insufficienza cardiaca
– Forme di demenza, come il morbo di Alzheimer
– Disturbi erettili
– Problemi renali (insufficienza renale)
– Problemi di vista (retinopatia)
– Arterioscelrosi
Consultare ipertensione
L’ipertensione è una malattia che si sviluppa lentamente e in modo silenzioso e che presenta raramente dei sintomi: è consigliabile controllare regolarmente la propria pressione (quando si comincia ad avere una certa età fare un controllo ogni sei mesi o almeno una volta l’anno dal medico o in farmacia).
In caso di ipertensione diagnosticata solo un medico potrà prescrivervi il trattamento piu adatto.
Trattamento
In caso di ipertensione essenziale (si veda la sezione Cause), il medico può soprattutto incoraggiare il paziente a cambiare il proprio stile di vita o prescrivere dei farmaci. In caso di ipertensione secondaria, il trattamento della malattia o del problema in questione può portare di conseguenza a una diminuzione della pressione.
Per curare l’ipertensione essenziale si adotterà come prima misura un cambiamento dello stile di vita, e in altre parole:
– Diminuzione o interruzione (meglio) del consumo di tabacco (vedi il nostro dissier come smettere di fumare), pratica di esercizio, diminuzione del consumo di sale.
Detto questo, a seconda di ogni paziente (sesso, età, rischio), il medico determinerà un obiettivo da raggiungere, che sia per la tensione sistolica o diastolica. I cambiamenti nello stile di vita e/o la terapia farmacologica mireranno a ottenere questi valori di tensione. Un fattore molto importante per il successo è l’adeguata somministrazione di farmaci e un regolare monitoraggio della pressione sanguigna.
In funzione della vosra pressione sanguigna può rendersi necessario un trattamento farmacologico, con l’obiettivo teorico di portare la pressione sistolica al di sotto di 140mmHg e la pressione diastolica al di sotto di 90mmHg. Questi parametri possono variare in funzione dell’età e della storia medica e familiare (vedi la nostra pagina su questo argomento).
* Medicinali in genere utilizzati per curare l’ipertensione arteriosa= ipotensori
I medici hanno a dsposizione diverse classi di medicinali (medicinali in vendita con prescrizione):
- Quelli in interazione con il sistema renina-angiotensina:
Inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensine (ACE-inibitori): questi medicinali bloccano la conversione dell’angiotesnsina I in angiotensina II, quest’ultimo ormone è responsabile dell’aumento della pressione sanguigna; attenzione, alcuni medicinali di questa classe possono provocare degli effetti collaterali come tosse secca.
Antagonisti del ricettore dell’angiotensina (ARA):blocca l’effetto dell’angiotestina. II (responsabile dell’aumento della pressione sanguigna) e agisce così come un antagonista. Questi medicinali sono sempre più venduti nel mondo, certamente per la loro alta efficacia, alcuni farmaci sono già blockbusters importanti (più di un miliardo di dollari di giro di affari).
Inibitori diretti della renina: come per esempio in Svizzera aliskirene (Rasilez®), si tratta di una niova classe di farmaci antipertensivi (2008). Può essere una buona alternativa agli IECA, in particolare nel caso compaia la tosse secca come effetto secondario.
- Gli anticalcici (antagonisti calcici):
Questa classe di farmaci agisce come antagonista del calcio, quest’ultimo è responsabile dell’attivazione dei muscoli lisci nelle vene cardiache. Con l’assunzione di anticalcici i muscoli lisci sono più rilassati e la pressione sanguigna diminuisce. Attenzione ai possibili effetti collaterali: vampate di calore, mal di testa, stitichezza, gonfiore alle cavilgie.
- I diuretici :
Si distinguono diversi tipi di diuretici (osmotici, tiazidici, risparmiatori di potassio). In generale la loro azione consiste nell’aumentare l’eliminazione dell’acqua e del sodio, facendo diminuire la pressione sanguigna.
Osservazione importante per specialisti: mai associare 2 diuretici anticaliuretici e questo tipo di diuretico con un complemento di K+.
I diuretici della famiglia dei tiazidici sono spesso prescritti dal medico in caso di ipertensione.
- I betabloccanti :
Agiscono sul sistema simpatico che è in generale responsabile di una reazione allo stress o all’attivita fisica. Agendo su questo sistema, i beta-bloccanti bloccano in parte alcune reazioni, che in generale provocano un aumento della pressione sanguigna.
Osservazione importante sui beta-bloccanti: non interrompere mai un trattamento bruscamente perché vi è il rischio di tremori, sudorazione, aritmia….Chiedete sempre consiglio al vostro medico o farmacista per qualsiasi informazione sul trattamento e la diagnosi.
5. Insieme (più farmaci) ai farmaci di cui ai punti da 1 a 4. Ad es. associare un diuretico con un beta-bloccante, ecc.
Spesso è proprio con i trattamenti composti che i risultati sono più efficaci nel ridurre la pressione sanguigna, specialmente quando la tensione supera l’obiettivo terapeutico desiderato.
I medici dispongono spesso di linee guida (un algoritmo) che li aiutano a raggiungere i loro obiettivi.
*Attenzione le classi di medicinali menzionate qui sono a titolo puramente informativo e non volgiono essere esaustive, solo il vostro medico potrà prescrivervi un trattamento appropriato e fare una diagnosi esatta. Inoltre è possibile che il medico vi prescriva dei medicinali di classe diversa da prendere insieme o simultaneamente.(vedi punto 5).
Fitoterapia
– L’aglio si rivela una pianta particolarmente efficace per aiutare a diminuire l’ipertensione; a nostro giudizio, comunque, più come trattamento complementare rispetto a altre misure o ai trattamenti farmacologici.
– Le foglie di olivo sono altrettanto consigliabili per curare l’ipertensione, da prendere sotto forma di capsula.
Comunque l’effetto scientifico di questa pianta non è stato ancora veramente provato (a nostro parere). Bisogna quindi, come nel caso dell’aglio, privilegiare i trattamenti farmacologici tradizionali.
– Bere delle tisane a base di ibisco (ibisco rosa) può aiutare a curare un’ipertensione leggera.
– Il tè nero: secondo uno studio australiano pubblicato nel 2012, bere tutti i giorni una tazza di tè nero 3 volte al giorno aiuta ad abbassare leggermente la pressione sanguigna, da circa 2 a 3 mmHg. Lo studio è stato condotto dalla University of Western Australia a Perth (Australia) su 95 partecipanti che bevono regolarmente tè nero. I flavonoidi che troviamo in grandi quantità nel tè nero possono essere responsabili di tale effetto ipotensivo.
Attenzione l’ipertensione è una malattia che comporta possibili conseguenze gravi, chiedete sempre consiglio al vostro medico o farmacista per qualsiasi consiglio sul trattamento o sulla diagnosi
Rimedi della nonna ipertensione
Consigli utili
Come principale misura preventiva e come trattamento per diminuire i rischi legati all’ipertensione essenziale, e per cambiare il proprio stile di vita (lifestyle), potete:
– Limitare il consumo di sale che favorisce l’ipertensione per effetto di osmosi (aumenta l’assorbimento di acqua nelle vene, causando un aumento della pressione sanguigna)
– Diminuire il peso corporeo, mantenere il proprio IMC al di sotto di 25 ha un effetto è molto benefico per combattere l’ipertensione (calcolate il vostro IMC), in più un alimentazione sana e ricca in fibre è molto consigliata.
– Il ruolo dell’alimentazione per ridurre l’ipertensione è oggetto di diversi studi: in inglese si parla del concetto DASH (Dietary Approach to Stop Hypertension) o in italiano (traduzione libera) approccio dietetico per ridurre l’ipertensione. Scoprite di seguito alcuni alimenti o bevande da consumare in caso d’ipertensione e consultate la nostra pagina sulle piante contro l’ipertensione (la barbabietola è particolarmente interessante).
– Fare regolarmente dell’esercizio o dello sport. Soprattutto gli sport di resistenza fisica aiutano a diminuire l’ipertensione, come fare jogging, il nuoto, la bicicletta.
– Diminuire lo stress : quest’ultimo può aumentare la pressione arteriosa, sopratutto la pressione sistolica.
– Consumare una quantità sufficiente di derivati del latte, perché questi prodotti sono ricchi in calcio, un minerale che ha un ruolo molto importante nella regolazione della pressione arteriosa. Potete ancheassumere degli integratori alimentari ricchi di calcio.
– Diminuire se possibile, o interrompere, il consumo di tabacco e di alcool.
– Limitare e/o controllare le altre malattie del metabolismo come il diabete o il colesterolo.
– Il consumo di potassio è utile per abbassare la tensione. Per il dosaggio esatto, rivolgersi al medico o al farmacista.
– Mangiare ogni giorno due quadratini di cioccolata fondente aiuterebbe a far abbassare la pressione secondo alcuni studi di scienziati tedeschi. (studio pubblicato a luglio 2007, ritrasmessa da Creapharma.ch).
– Ovviamente se prendete dei medicinali contro l’perpressione , assumeteli regolarmente. Secondo uno studio americano del 2005, dopo un anno di trattamento a base di antipertensivi, la metà delle persone analizzate non seguiva più la terapia!!
– L’agopuntura potrebbe aiutare ad abbassare la pressione. Secondo un libro della celebre Mayo Clinic negli USA, l’agopuntura rimane comunque un metodo controverso per curare l’ipertensione, ma se fatta da un professionista della salute serio, i rischi sono bassi e non ci sono pericoli particolari a provare questo metodo alternativo.
– Il consumo di omega-3 può contribuire a far abbassare la pressione. In dosi eccessive (piùdi 3 gr al giorno) esiste il rischio di sanguinameti (sangue troppo fluido). Parlatene con il vostro medico per individuare il dosaggio corretto nel vostro caso.
– Il co-enzima Q10 sarebbe consigliabile in caso di ipertensione secondo la Mayo Clinic (una celebre clinica americana), ma mancano ancora dati che permettano di verificare gli effetti a lingo termine del consumo di co-enzima Q10.
– Anche alcune tecniche alternative come lo yoga e il Qi gong possono avere un effetto positivo sul trattamento dell’ipertensione.
– Bere caffé aumenta la pressione sanguigna al momento, ma la diminuisce nel tempo.
Infatti, secondo uno studio svizzero pubblicato nell’aprile del 2012, condotto dal team di Murielle Bochud del CHUV di Losanna (Svizzera), un caffè al giorno diminuirebbe in alcune persone la pressione arteriosa fino a 9 millimetri di mercurio. Questo consiglio è valido solo per i non fumatori poiché il fumo, a livello genetico, maschera l’effetto protettivo del caffè.
– Un’intensa esposizione alla luce solare, soprattutto ai raggi UVA può abbassare la pressione sanguigna, come dimostra uno studio inglese pubblicato nel gennaio 2014 nel “Journal of Investigate Dermatology”. Il monossido di azoto (NO) e i suoi metaboliti presenti nella pelle, alterati dagli UVA, sarebbero responsabili di questo effetto. Possiamo dire che il sole promuove il trasferimento del NO e dei suoi metaboliti dalla pelle al flusso sanguigno. Il NO viene immagazzinato in grandi quantità nella pelle.
Sapevamo, prima di questo studio, che la pressione sanguigna era più alta in inverno che in estate nei paesi lontani dall’equatore. Anche se l’esposizione eccessiva al sole può portare al cancro della pelle, i ricercatori britannici delle Università di Edimburgo e Southampton che hanno partecipato allo studio, osservano che non esporsi affatto alla luce del sole aumenta il rischio di attacchi cardiovascolari (ictus, infarto), a causa di un più elevato rischio di ipertensione.
Riferimenti (fonti):
WHO, Mayo Clinic

Come si dice ipertensione nelle altre grandi lingue ?
|in inglese: high blood pressure||in tedesco: Bluthochdruck|
|in francese: hypertension||in spagnolo: tensión demasiado alta|
|in portoghese: hipertensão|