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BERNA - L'iniziativa popolare "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici" deve essere bocciata perché limita troppo il margine di manovra della filiera agroalimentare. È quanto raccomanda oggi il Consiglio federale, ricordando come in giugno abbia varato una serie di misure per ridurre i rischi legati all'uso di prodotti fitosanitari nel quadro della Politica agricola a partire dal 2022.
Vietando l'utilizzo di pesticidi sintetici, di cui fanno parte anche i prodotti usati per la disinfezione e la pulizia (biocidi), sarebbe più difficile garantire la sicurezza e l'igiene lungo l'intera filiera alimentare, sottolinea il governo in una nota.
Secondo l'esecutivo, la produzione indigena subirebbe un tracollo a causa del calo delle rese, delle perdite in termini di scorte di materie prime e di prodotti trasformati.
«L'offerta e la varietà di derrate alimentari diminuirebbero sensibilmente poiché con i metodi disponibili in Svizzera non si potrebbero più coltivare determinate colture o quantomeno soltanto in modo limitato. La libertà di scelta dei consumatori ne risulterebbe fortemente ridotta».
Il Consiglio federale teme inoltre che l'adozione dell'iniziativa possa portare a un aumento del turismo degli acquisti «perché non si potrebbero più importare neanche molte derrate alimentari a scopo commerciale». Il divieto d'importazione sarebbe inoltre parzialmente in contraddizione con il diritto Organizzazione Mondiale del commercio (OMC) e con gli accordi di libero scambio della Svizzera.
L'iniziativa chiede di vietare l'uso di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella cura del suolo e del paesaggio. Propone inoltre di proibire l'importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi.