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Divergenze tra Svizzera e Ue
Le delegazioni impegnate nei bilaterali bis nella lotta contro la frode hanno precisato i punti di frizione. L'Ue vorrebbe un accordo globale, Berna una formulazione dettagliata.
Nel terzo round di negoziati bilaterali, venerdì a Berna, si è discusso nel dettaglio su una lista di questioni concrete sottoposte il 26 ottobre scorso alla delegazione elvetica dall'Ufficio europeo di lotta contro la frode (OLAF), indica una succinta nota del Dipartimento federale delle finanze. Il prossimo incontro è stato fissato per dicembre.
L'incontro di venerdì non ha permesso di fare passi avanti significativi, ha detto al termine della seduta il vicedirettore dell'Amministrazione federale delle dogane Hermann Kästli. I problemi rimangono, ha aggiunto. Tuttavia, ora abbiamo individuato i punti di frizione con l'Ue sulla questione della frode. La Svizzera, ha detto Kästli, si è detta pronta a discutere su alcune problematiche.
L'Ue intende evocare in un unico accordo i delitti che nuocciono ai suoi interessi finanziari mentre la Svizzera è favorevole invece a una formulazione più precisa nella quale siano indicati i reati caso per caso e la loro punibilità, in Svizzera e negli Stati Ue.
Durante l'incontro, ha detto Kästli, si è discusso nel dettaglio su una lista di questioni concrete sottoposte il 26 ottobre scorso alla delegazione elvetica dall'Ufficio europeo di lotta contro la frode (OLAF). La Svizzera, ha precisato, ha mostrato quali casi di frode sono attualmente contemplati dal diritto elvetico e quali potrebbero invece esserlo in futuro.
Dal canto suo la delegazione guidata dal direttore dell'OLAF Lothar Kuhl ha nuovamente indicato che da Berna l'Ue si attende segnali chiari sul problema delle frode fiscale.
swissinfo e agenzie
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