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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha annullato una condanna per manovra pericolosa inflitta ad un automobilista che aveva tagliato la strada a un ciclomotore durante un sorpasso. Il Tribunale cantonale di Vaud aveva basato la sua decisione sulle riprese di una telecamera montata sul manubrio del motorino.
In una sentenza pubblicata oggi la corte suprema conclude che il video in questione non equivale a un sistema di sorveglianza pubblica: è stato ottenuto illegalmente e senza il consenso della persona filmata. Secondo i giudici del TF tale genere di filmati illegali può essere utilizzato solo per risolvere reati gravi.
Il conducente era invece stato giudicato colpevole di violazione semplice e qualificata del codice della strada, e condannato a una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 300 franchi e a una multa di 3000 franchi. La registrazione della piccola videocamera mostrava l'automobilista che suona il clacson, sorpassa il motorino e gli taglia la strada.
Il video registrato con una apparecchio "indossabile" tipo GoPro doveva essere trattato allo stesso modo delle registrazioni effettuate con una dash cam ("telecamera da cruscotto"). E in una sentenza del mese di febbraio i giudici dell'alta corte con sede a Losanna avevano già ritenuto che una registrazione dashcam effettuata in segreto fosse inammissibile come prova.
Il TF fa notare che con queste telecamere viene filmato in modo continuo e indistinto, ciò che equivale a un sistema di sorveglianza pubblica, riservato alle autorità per la regolamentazione del traffico. Per contro possono essere utilizzate come prove le trascrizioni degli interrogatori e il rapporto di polizia redatto dopo l'incidente. Elementi che avrebbero potuto essere ottenuti anche senza la registrazione filmata. Il caso tornerà ora al Tribunale cantonale che dovrà emettere un nuovo verdetto senza basarsi sul video.