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Il rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), pubblicato oggi, è un appello ad agire, stando in particolare agli ambientalisti. Anche i partiti di governo, ad eccezione dell'UDC, sono propositivi. Il Consiglio federale promette di profilarsi a livello internazionale.
La Svizzera si impegnerà per un'efficace protezione dai mutamenti globali alla 26esima Conferenza delle parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26) prevista a Glasgow (Scozia, GB) in novembre, ha assicurato oggi in un tweet la consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), sollecitato da Keystone-ATS, indica che nei negoziati internazionali la Svizzera si concentra su miglioramenti in tre aree: "In primo luogo, vuole garantire che le emissioni di gas a effetto serra che un paese riduce all'estero non possano essere prese in considerazione due volte (per il paese donatore e quello ricevente). In secondo luogo, la Svizzera vuole rafforzare gli investimenti nella protezione del clima nei paesi in via di sviluppo. E infine, tutti i paesi dovrebbero adottare strategie per diventare climaticamente neutri entro il 2050".
I partiti di governo, ad eccezione dell'UDC, che non ha voluto prendere posizione sul documento dell'IPCC, sono propositivi soprattutto in termini di politica interna. Il più virulento è il PS: ci deve essere "una scossa attraverso tutta la Svizzera" dopo il "deplorevole no del 13 giugno", quando la Legge sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2) è stata respinta per poco, ha detto a Keystone-ATS Roger Nordmann, capogruppo del PS alle Camere federale.
Il Paese deve darsi una mossa per una maggiore promozione delle ristrutturazioni degli edifici, per regole più severe nell'immatricolazione di nuovi veicoli, per la promozione di veicoli elettrici, per più energie rinnovabili, per un'espansione della rete ferroviaria ad alta velocità come alternativa ai viaggi in aereo e per una regolamentazione delle banche con un divieto di investimenti nel petrolio, nel gas e nel carbone.
La posizione è fondamentalmente condivisa dall'Alleanza del Centro: dopo il voto di giugno, il compito ora è quello di elaborare soluzioni in singoli settori come l'edilizia, la mobilità e le energie rinnovabili, che siano in grado di ottenere il sostegno della maggioranza. Secondo il partito, l'innovazione e la promozione delle tecnologie già esistenti per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e per le energie alternative devono giocare un ruolo centrale, si legge in un comunicato.
Ribadendo di riconoscersi pienamente nell'accordo sul clima di Parigi, per il PLR è ora più che mai chiaro che il problema va affrontato con misure di politica climatica e ambientale chiaramente liberali. Il PLR si batterà per una nuova revisione della Legge sul CO2 e, a breve termine, per un accordo transitorio sulle misure che giungono a scadenza.
Il rapporto dell'IPCC mostra chiaramente che la crisi climatica procede senza sosta, indicano i Verdi in una nota. Il partito chiede al parlamento di attuare gli elementi indiscussi della Legge sul CO2, tra cui le misure per una piazza finanziaria rispettosa del clima, la promozione della protezione del clima attraverso un fondo e i limiti alle emissioni per i veicoli.
Il crescente numero di catastrofi che sconvolgono il mondo sono un campanello d'allarme, affermano Greenpeace, WWF Svizzera e Fondazione svizzera per l'energia (SES). Poiché i tre quarti delle emissioni di gas a effetto serra in Svizzera sono generate nel settore energetico, la rapida espansione di vettori rinnovabili è la misura di protezione del clima più efficace, indica dal canto suo SES in un comunicato. Anche per il WWF Svizzera non c'è tempo da perdere: la "finestra di opportunità per la lotta contro il riscaldamento globale" si chiuderà presto, scrive.