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Proseguono con forte affluenza le operazioni di voto nel piccolo arcipelago di Bougainville nel Pacifico meridionale, nell'atteso referendum per decidere se chiedere piena indipendenza o solo maggiore autonomia dalla Papua Nuova Guinea, di cui è regione autonoma.
Sono registrati a votare in 207 mila, nella consultazione in corso da sabato scorso fino al 7 dicembre, e i risultati sono attesi per metà dicembre. Una netta maggioranza per l'indipendenza è data per scontata, ma il referendum è non vincolante e richiede successivi negoziati fra il governo autonomo di Bougainville e quello centrale di Papua Nuova Guinea, con la decisione finale affidata al parlamento di Port Moresby.
Il voto rappresenta il culmine di un conflitto di nove anni, dal 1988 al 1997, innescata da una guerra civile che ha causato 20 mila morti, circa il 10% della popolazione di allora legato alla gigantesca miniera di rame e di oro a Panguna, a cui è seguito da un processo di pace di 20 anni sfociato in questo referendum. La miniera era la fonte di oltre il 40% delle esportazioni di Papua Nuova Guinea, ma molti degli abitanti lamentavano il massiccio inquinamento del sistema fluviale a valle e la mancanza di benefici per la popolazione locale. La miniera da allora è rimasta chiusa e molti sperano possa diventare una fonte di introiti per Bougainville se otterrà l'indipendenza.
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