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Il passaporto elvetico non può essere revocato ad Alvaro Baragiola. L’articolo 42 della legge federale sulla cittadinanza svizzera non è infatti applicabile nel suo caso poiché, dal 1986, è esclusivamente cittadino svizzero, data la rinuncia al passaporto italiano 33 anni fa, contestualmente all'acquisizione della nazionalità svizzera.
La notizia è stata confermata nel corso della puntata odierna di Modem, durante la quale la giudice Agnese Balestra-Bianchi (ex presidente della Corte delle Assise criminali che condannò Alvaro Baragiola), Dick Marty (già procuratore pubblico) e lo storico Vladimiro Satta hanno ripercorso la vicenda riportando i fatti della storia e contestualizzando la vicenda dell'ex terrorista tornata d'attualità dopo l'estradizione in Italia di Cesare Battisti.
Come spiegava il Consiglio di Stato ticinese nel 1988, rispondendo a un’interrogazione dei deputati Gianfranco Soldati e Renzo Quadri che chiedevano la revoca della cittadinanza svizzera, Baragiola ha "automaticamente" cessato di essere cittadino italiano in virtù della Legge sulla cittadinanza italiana del 1912 che (art. 8, cifra1) avendo spontaneamente acquisito una cittadinanza straniera e avendo stabilito la residenza in Svizzera, a Croglio. Un automatismo, spiegava il governo, che non necessitava di nessuna notifica.
- Caso Lojacono Baragiola, alla luce del dibattito svoltosi in Gran Consiglio
Resta da capire (ma sarebbe abbastanza incredibile) se le autorità italiane abbiano nel frattempo acquisito piena coscienza di questi fatti.
Da parte sua Alvaro Baragiola, rifiutandosi di rispondere ad altre domande, tramite una e-mail alla redazione ha affermato: "dal millennio scorso non ho mai avuto documenti italiani".