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GINEVRA - Il gruppo bancario privato ginevrino Mirabaud potrebbe finire nel mirino degli Stati Uniti per una vicenda di evasione fiscale: il presidente della commissione finanze del Senato (Senate Finance Committee) Ron Wyden ha scritto una lettera all'istituto, chiedendo come sia stato possibile che un imprenditore americano abbia potuto depositare 1 miliardo di dollari su conti non dichiarati al fisco.
La vicenda, di cui riferisce oggi Le Temps, concerne il miliardario Robert Brockman, accusato nel settembre 2020 di aver evaso in totale 2 miliardi di dollari di imposte. Stando a Wyden si tratta del più grande caso di frode tributaria commessa da un singolo singolo individuo nella storia degli Stati Uniti.
Nella sua missiva - di cui l'agenzia Awp ha preso conoscenza - il senatore dell'Oregon chiede se la banca abbia informato l'autorità fiscale americana IRS sui versamenti che venivano effettuati da Brockman usando una rete di società offshore, fra l'altro con sede nelle Bermuda. Il passaggio di informazioni è infatti regolato dall'accordo Fatca, firmato anche dalla Svizzera.
L'atto di accusa contro l'imprenditore promosso nel distretto settentrionale della California nomina ripetutamente Mirabaud come destinatario di trasferimenti dalle società dell'imputato. I giudici non hanno però formulato accuse contro la banca.
Mirabaud ha confermato all'Awp di essere stata contattata dal senatore Wyden. L'impresa afferma di essere stata «ingannata da Robert Brockman per quanto riguarda il suo reale coinvolgimento con vari conti detenuti presso la banca, nessuno dei quali era a suo nome». L'istituto aggiunge di aver cooperato pienamente con le autorità americane in conformità con le procedure di assistenza giudiziaria e scambio di informazioni. La banca fa pure sapere di aver «implementato tutte le procedure necessarie per conformarsi ai requisiti Fatca».