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I lavoratori residenti in Svizzera possono considerarsi fortunati: stando al cosiddetto "Human Capital Index" elaborato dal World economic forum (WEF), possono contare su una delle migliori preparazioni al mondo, dopo Finlandesi e Norvegesi.
Lo studio del WEF analizza come i diversi paesi - 124 quelli considerati - sostengono gli abitanti nel mettere a frutto i rispettivi talenti e li aiutano a sfruttare al massimo queste qualità.
Piazzandosi al terzo posto, la Svizzera conferma l'eccellenza del proprio sistema educativo, compresa anche la formazione professionale. Rispetto a due anni fa, quando venne elaborato il primo indice, la Confederazione è scesa di due posizioni.
Unico neo: la disoccupazione fra le persone d'età compresa tra i 55 e i 64 anni è elevata. Considerando questo aspetto, la Svizzera scivola al 41esimo rango.
Lo studio svela anche l'esistenza di un nesso diretto tra Pil pro capite e il piazzamento ottenuto nella scala messa a punto dal WEF. Tuttavia, tale relazione non vale per tutti, come dimostra il caso dell'Arabia Saudita (85), Barbados (77) e Kuwait (93).
In una nota odierna del WEF, il suo fondatore Klaus Schwab sostiene che l'indice mette in luce i punti deboli degli Stati in fatto di "capitale umano", indicando anche dove si dovrebbe investire per ottenere miglioramenti a lungo termine. Il talento e non il capitale saranno i fattori chiave del 21esimo secolo, sostiene Schwab citato nel comunicato.
Lo Human Capital Index prende in considerazione 46 indicatori. I dati sono attinti da materiale elaborato da organizzazioni internazionali come l'UNESCO, l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Organizzazione internazionale del lavoro.
SDA-ATS