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Il tracollo di Swissair non è ancora del tutto stato archiviato, ma gli ex vertici della compagnia area di bandiera elvetica fallita nell’ottobre 2001 possono tirare un profondo sospiro di sollievo. Il Tribunale federale ha chiuso una delle ultime vertenze nell'intricato processo fallimentare respingendo una causa intentata dal liquidatore che reclamava il versamento di 280 milioni di franchi da parte di 14 ex dirigenti ed amministratori, tra i quali Philipp Bruggisser, Mario Corti, Lukas Mühlemann e Thomas Schmidheiny.
La più grande e clamorosa bancarotta della storia svizzera ha generato un buco di una dozzina di miliardi e circa 300 processi. Lo specialista incaricato di accompagnare la società alla cancellazione, accusava, in sostanza, gli ex vertici di aver violato i loro doveri nella gestione del patrimonio. Ciò, in particolare, concedendo prestiti mai rimborsati alla casa madre SAir Group. Un addebito ritenuto infondato da Mon Repos che ha confermato la sentenza del Tribunale del commercio di Zurigo. A mente dei giudici, il finanziamento interno era stato fatto nell'interesse del gruppo e qualsiasi altra decisione non avrebbe evitato il fallimento e i danni per i creditori.
Gli ex dirigenti riceveranno complessivamente un indennizzo di 4,5 milioni di franchi. Saranno sottratti dalla massa fallimentare ancora da ripartire tra i vari creditori, diversi dei quali resteranno a mani vuote.