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Una persona sempre presente, disponibile all'incontro, empatica, interessata al proprio interlocutore e a quello che aveva da raccontare, e un amico che in tanti anni non ha mai dimenticato un compleanno anche senza un sito che glielo ricordasse: è il Marco Borradori privato raccontato da Francesco Russo, professore all'Istituto politecnico di Parigi, che il sindaco di Lugano lo conosceva sin dall'asilo.
"Siamo diventati davvero amici in seconda elementare, ho ancora il componimento che scrissi su di lui, il mio compagno di banco, e lui lo scrisse su di me. Abbiamo azzeccato anche la professione che avremmo intrapreso, non quella di politico ma quella di avvocato sì, e lui scrisse di me matematico". Ci furono poi gli anni del ping-pong "e tutti sanno in Ticino che Marco Borradori era un campione", "mi allenavo con lui e mi ha fatto progredire molto". Le strade degli studi si divisero in seguito, ma avrebbero dovuto prendere una stanza insieme all'università, prima che Russo optasse all'ultimo per Losanna. I contatti però rimasero e Borradori non mancò alla tesi di dottorato dell'amico, e nemmeno, più tardi negli anni, di presenziare da presidente del Governo e tenere "un bellissimo discorso" a un convegno che Russo organizzò in Ticino.
E la politica? Nelle prime discussioni in gioventù "non sembrava molto interessato", ma "l'ho sempre considerato un talento pazzesco", racconta Russo, "per la sua competenza e preparazione, ma anche empatia e strategia".
Gli incontri si erano intensificati negli ultimi tempi, durante la pandemia, quando Russo ha trascorso un periodo di diversi mesi a Lugano. "Dopo le elezioni mi ero complimentato con lui, era una macchina da guerra vincente, e per la prima volta mi aveva detto di essere stanco, ma con un sorriso così disarmante che non mi aveva fatto preoccupare". D'altra parte "mi aveva parlato di allenamenti di corsa (...) e negli ultimi tempi ne faceva veramente di molto duri".
Anche nell'ultimo incontro, era stato "il solito Marco positivo, sorridente, empatico": quel che è successo era "inimmaginabile fino a ieri".