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BERNA - Il rischio di bolla immobiliare in Svizzera sussiste, ma è sempre meno marcato. È quanto indica oggi lo Swiss Real Estate Bubble Index pubblicato da UBS, secondo cui il valore si è attestato tra ottobre e dicembre 2017 a 1,32, in calo per il secondo trimestre consecutivo.
A determinare quest'ennesima flessione è stata la crescita ancora bassa dell'indebitamento ipotecario delle famiglie (+2,6% l'anno scorso, sotto il valore medio degli ultimi dieci anni del 3,8%) presso le banche, con una contemporanea solida crescita dei redditi nell'ultimo trimestre. Nel confronto trimestrale la Svizzera con un +0,6% ha registrato la crescita economica nominale più marcata da quasi tre anni.
Tuttavia, secondo i ricercatori della maggiore banca elvetica, l'indice della bolla immobiliare sottovaluta i rischi effettivi. Il volume reale delle ipoteche dovrebbe essere aumentato un po' più marcatamente di quanto non suggeriscano i dati. Infatti, specifica la nota di UBS, gli assicuratori e le casse pensioni negli ultimi anni hanno iniziato a concedere sempre più ipoteche.
Nel quarto trimestre dell'anno passato, le abitazioni di proprietà sono tornate a registrare un rincaro più marcato, con lo 0,4% circa, rispetto ai trimestri precedenti, ciò che ha agito da freno per una diminuzione più significativa dell'indice della bolla immobiliare.
Il rapporto prezzo/pigioni è passato da un picco al successivo; attualmente sono necessarie oltre 30 pigioni annue per acquistare un'abitazione di proprietà. I rapporti prezzo/pigioni più elevati si trovano nelle regioni a rischio della Svizzera tedesca (zona di Zurigo, Zugo, Lucerna) e nelle regioni turistiche (Grigioni e Vallese), dove abitazioni di proprietà possono arrivare a costare più di 35 pigioni annue.
Tra le altre zone a rischio più importanti si annovera l'arco lemanico, specie la zona di Morges, Losanna e Vevey. Il Ticino non figura tra le regioni critiche.