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I neozelandesi cominciano oggi a votare per posta nel primo di due referendum, per scegliere fra cinque disegni alternativi alla presente bandiera nazionale, blu con il britannico Union Jack in alto a sinistra e la costellazione della Croce del Sud.
I cinque disegni sono stati scelti da una commissione fra gli oltre 10.200 proposti dal pubblico.
Tre dei disegni scelti, in cui prevale a turno il nero, il blu o il rosso, sono dominati dalla felce argentata, simbolo delle nazionali sportive a partire dal rugby e apertamente favorito dal primo ministro John Key. Il quarto disegno mostra una versione in bianco e nero di un kori, altro famoso emblema neozelandese: un ricciolo di felce che si dispiega, simbolo di nuova vita e di crescita nell'arte e nei tatuaggi dei maori. Due delle tre bandiere con la felce raffigurano anche la costellazione della Croce del Sud. E il quinto disegno, chiamato Red Peak, o cima rossa, simbolizza le Alpi Meridionali della Nuova Zelanda.
Gli elettori sono chiamati a scegliere una delle cinque bandiere nel primo referendum che prosegue fino all'11 dicembre. Poi in marzo 2016, con un secondo referendum, sarà presa la decisione finale fra il preferito dei nuovi disegni e la bandiera esistente, retaggio del passato status di colonia britannica e criticata perché quasi identica a quella australiana, che mostra cinque stelle anziché quattro nella Croce del Sud.
Il primo ministro conservatore John Key favorisce apertamente una nuova bandiera che rifletta una propria identità per la nazione, ma nei sondaggi la bandiera esistente raccoglie per ora il 65% dei consensi. I numeri potranno però cambiare, assicura Key, una volta scelto il disegno alternativo nel primo referendum. "Bisogna aspettare fino alla contesa uno contro uno. Sarà allora che vi saranno campagne a favore dell'uno e dell'altro disegno e sarà allora che i cittadini cominceranno davvero ad essere coinvolti", ha detto.
La Nuova Zelanda fa parte del Commonwealth, rimane una monarchia sotto la corona britannica e i sostenitori dell'attuale bandiera, guidati dall'Associazione Reduci, ricordano che i neozelandesi hanno combattuto e sono morti sotto di essa per generazioni. E affermano che il cambiamento sarebbe un affronto alla loro memoria. I critici affermano invece che si confonde troppo facilmente con quella di altre ex colonie britanniche, in particolare con quella australiana, e sostengono che la presente bandiera dà esclusivo riconoscimento al retaggio culturale britannico, ignorando la popolazione maori e gli altri gruppi etnici presenti nella popolazione.
SDA-ATS