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Caso 556 del 16/01/2024
In quale misura si possono considerare nel fabbisogno le spese di ammortamento ipotecario, di manutenzione immobiliare?
In una sentenza del 14 luglio 2023 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Se i mezzi finanziari dei coniugi lo consentono, l’ammortamento può essere considerato nel minimo vitale del diritto di famiglia allo stesso modo dell’ammortamento di altri debiti, a condizione che i pagamenti del medesimo erano già in essere regolarmente prima della fine della vita in comune e che il debito sia stato contratto nell’interesse della famiglia, deciso congiuntamente o che i coniugi ne siano responsabili solidali. Se il debitore è proprietario dell’immobile in cui abita, le sue spese abitative comprendono le spese immobiliari correnti e un importo forfetario delle spese di manutenzione (spese di riparazione e rinnovamento).
Nota a cura dell'avv. Alberto F. Forni
I coniugi si sono sposati nel 2010. Hanno un figlio nato nel 2011. La coppia è separata dal 1° ottobre 2014. Dopo una pregressa procedura di misure a protezione dell’unione coniugale, il Tribunale di prima istanza si è occupato della loro procedura di divorzio. La vertenza è poi giunta sino al Tribunale federale per alcuni aspetti relativi al calcolo dei contributi alimentari a carico dell’ex marito.
In una censura l’ex marito, ricorrente, critica l'autorità cantonale per non aver tenuto conto dell’ammortamento obbligatorio dell'ipoteca sulla sua casa.
Secondo la giurisprudenza, l'ammortamento del debito ipotecario, che non viene utilizzato per il mantenimento ma per la costituzione di sostanza, di principio non va preso in considerazione (sentenza TF 5A_105/2017 del 17 maggio 2017, consid. 3.3.1; sentenza TF 5A_608/2011 del 13 dicembre 2011, consid. 6.2.3; sentenza TF 5C.84/2006 del 29 settembre 2006, consid. 2.2.3). Se i mezzi finanziari dei coniugi lo consentono, l'ammortamento può essere considerato nel minimo vitale del diritto di famiglia allo stesso modo dell'ammortamento di altri debiti, a condizione che i pagamenti del medesimo fossero già in essere regolarmente prima della fine della vita in comune e che il debito sia stato contratto nell’interesse della famiglia, deciso congiuntamente o che i coniugi ne siano responsabili solidali (DTF 127 III 289 consid. 2a/bb; sentenza TF 5A_979/2021 del 2 agosto 2022, consid. 4.2.1 e riferimenti).
Nel caso di specie, le condizioni sopra citate non sono adempiute: secondo lo stesso ricorrente, egli si è impegnato a costruire una casa e ha contratto un mutuo ipotecario a tal fine "durante il procedimento di appello". Nella misura in cui egli sostiene che l'ammortamento è una condizione del mutuo, per cui vi è il rischio venga richiesto dalla banca il rientro del credito e che la sua casa venga poi venduta, con la conseguenza che egli sarebbe costretto ad appigionare un appartamento a condizioni più onerose, le sue affermazioni non sono quindi decisive. È poi irrilevante che nelle condizioni del contratto ipotecario vi sia un obbligo di ammortamento diretto di CHF 3'800.00 annui ed il pagamento annuo indiretto di CHF 3'000.00 tramite la costituzione in pegno di una polizza assicurativa: anche se, come sostiene il ricorrente, la polizza esisteva già all'epoca della convivenza, i versamenti effettuati per questa assicurazione non servono all’interesse della famiglia (v. sopra). Non possono quindi essere presi in considerazione per determinare il fabbisogno minimo.
In secondo luogo, il ricorrente ha sostenuto che i Giudici cantonali hanno quantificato i suoi costi abitativi in modo irrealistico.
Per quanto riguarda le spese di alloggio, nel calcolo delle spese dei coniugi si deve tenere conto solo del canone di locazione effettivo o ragionevole, che porta al calcolo del contributo di mantenimento (sentenza TF 5A_501/2022 del 21 giugno 2023, consid. <ip-pii>; sentenza TF 5A_679/2019 del 5 luglio 2021, consid. 16.1.1; sentenza TF 5A_405/2019 del 24 febbraio 2020, consid. 5.3). Se il debitore è proprietario dell'immobile in cui abita, le sue spese abitative vengono prese in considerazione includendo nel suo minimo vitale l'importo delle spese immobiliari correnti, che comprendono in particolare gli interessi ipotecari, le imposte di diritto pubblico e le spese (medie) di manutenzione (cfr. Linee guida per il calcolo del minimo vitale nell'ambito del diritto di esecuzione ai sensi dell'art. 93 LEF, cap. II, in BlSchK 2009 pag. 193 e segg., 197; sentenza TF 5A_712/2007 dell'11 marzo 2008, consid. 4.1). Per quanto riguarda le spese di manutenzione (spese di riparazione e rinnovamento) dell'immobile del debitore, deve essere considerata una somma forfettaria, ossia l'1% del valore di mercato per le case unifamiliari o lo 0,7% del valore di mercato per gli appartamenti occupati dal proprietario o il 20% del valore locativo indicato nella dichiarazione dei redditi (sentenza TF 5A_709/2022 del 24 maggio 2023, consid. <ip-pii>). Nel caso concerto il ricorrente, nonostante avesse la possibilità di comprovare le spese in questione, si è accontentato di quantificarle facendo puramente riferimento all’esperienza generale della vita, per cui in modo inammissibile.
Data modifica: 16/01/2024