Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85930

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale come giudica le attuali condizioni di autorizzazione e le relative conseguenze sull'offerta di posti per la custodia di bambini complementare alla famiglia?</p><p>2. Quali misure intende adottare, affinché le limitazioni relative alle autorizzazioni non compromettano l'obiettivo perseguito col finanziamento degli asili nido?</p><p>3. È disposto a concentrare il versamento di sussidi sui cantoni le cui condizioni di autorizzazione non sono esageratamente elevate?</p><p>4. È disposto a emanare una normativa federale che definisca limiti massimi per le condizioni richieste per l'autorizzazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito della custodia di bambini complementare alla famiglia, il rilascio delle autorizzazioni e la vigilanza spettano ai cantoni. L'ordinanza federale sull'accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (OAMin) sancisce che per l'esercizio della custodia di bambini complementare alla famiglia è necessaria un'autorizzazione e menziona alcuni requisiti minimi. I cantoni hanno la facoltà di prevedere condizioni più severe per la concessione dell'autorizzazione e la maggior parte di essi (o dei comuni) se ne avvale. Queste condizioni riguardano non soltanto la qualità, ma anche la protezione antincendio o l'igiene dell'abitazione e degli alimenti. Di conseguenza, le condizioni di autorizzazione variano molto da un cantone all'altro. Attualmente, tuttavia, non è disponibile una panoramica delle disposizioni dei singoli cantoni. La Confederazione intende colmare questa lacuna aprendo su Internet la piattaforma "Professione e famiglia: provvedimenti dei cantoni e dei comuni". </p><p>1. Il Consiglio federale concorda con l'autore dell'interpellanza sul fatto che l'imposizione di condizioni di autorizzazione troppo rigide ostacola il necessario e urgente ampliamento dell'offerta. Tuttavia, nel valutare i requisiti occorre pensare anche al bene dei bambini e alle loro prime esigenze di sviluppo e integrazione. Il Consiglio federale ritiene giustificato attribuire ai cantoni la competenza per il settore della custodia di bambini complementare alla famiglia. </p><p>2. Il Consiglio federale ha chiesto al DFGP di esaminare il contenuto dell'OAMin e di presentargli eventuali proposte di riforma. Per il momento non è possibile dire se queste interesseranno la custodia di bambini complementare alla famiglia e in che misura. </p><p>Il Consiglio federale ritiene che un cambiamento del sistema di finanziamento potrebbe dare nuovo slancio alla custodia di bambini complementare alla famiglia. Con il nuovo sistema, i poteri pubblici, invece di sussidiare come finora le istituzioni, assegnerebbero buoni di custodia ai genitori che ne faranno richiesta. Questi potrebbero così acquistare le prestazioni di custodia di loro scelta, il che favorirebbe la concorrenza tra i fornitori di prestazioni, aumenterebbe l'attenzione alle esigenze del cliente e contribuirebbe all'ampliamento dell'offerta. Il Consiglio federale ha pertanto creato le basi giuridiche che gli permetteranno di contribuire al finanziamento di progetti pilota idonei promossi dai cantoni o dai comuni. La città di Lucerna e il cantone di Neuchâtel stanno preparando progetti di questo genere in collaborazione con l'ufficio federale delle assicurazioni sociali.</p><p>3./4. Con la legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, la Confederazione promuove la creazione di nuovi posti di custodia. Una delle condizioni per la concessione dei sussidi è che il cantone o il comune abbia rilasciato all'istituzione un'autorizzazione all'esercizio. Così facendo, il legislatore ha voluto ribadire esplicitamente la competenza dei cantoni e dei comuni. Le condizioni qualitative richieste per l'autorizzazione devono tenere conto della situazione regionale. È quindi ragionevole che siano i cantoni a stabilirne i dettagli. Come detto, nell'ambito dell'esame e dell'eventuale revisione dell'OAMin andrà però chiarita anche la questione delle prescrizioni qualitative federali.</p>  Risposta del Consiglio federale.