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comparis.ch sulle telefonate pubblicitarie delle casse malati - Nessun calo delle attività di marketing telefonico
Zürich (ots) - Quest'autunno le chiamate di mediatori telefonici e casse malati non sono diminuite. Questi sono i risultati di un sondaggio rappresentativo del servizio di confronto internet comparis.ch. Il 70 per cento degli intervistati ha ricevuto telefonate per la proposta di un cambio dell'assicurazione malattie di base senza aver avuto precedenti contatti con la cassa malati in questione. comparis.ch chiede una rigorosa applicazione della revisione alla LCSI che entrerà in vigore a partire da aprile 2012 per impedire il marketing telefonico tanto sgradito alla maggioranza della popolazione.
Ogni anno in autunno la popolazione viene invitata a cambiare l'assicurazione malattie di base con offerte telefoniche allettanti da parte di casse malati o mediatori. Dato che molti assicurati trovano queste chiamate alquanto fastidiose, tutte le casse malati associate a Santésuisse hanno sottoscritto un accordo settoriale che vieta l'acquisizione telefonica a freddo. Quindi è possibile cercare di vendere un cambio di cassa per l'assicurazione di base a potenziali clienti soltanto se questi hanno precedentemente acconsentito a essere chiamati a tale scopo. Possono continuare a essere contattati telefonicamente i clienti di un tempo, i nuovi clienti di assicurazioni complementari o anche le persone che hanno richiesto offerte alla cassa malati. Gli sforzi di autolimitazione nella propaganda per attirare clienti nell'assicurazione di base non sembrano però aver sortito alcun effetto finora, come mostra un sondaggio rappresentativo di comparis.ch. Per il sondaggio l'istituto di ricerche di mercato GfK Svizzera, tra fine novembre e inizio dicembre, ha intervistato 2000 persone in tutta la Svizzera. Il 70 per cento degli intervistati ha dichiarato di essere stato contattato quest'anno da una cassa malati o da un'agenzia di marketing telefonico per un cambio di cassa malati nell'ambito dell'assicurazione di base, senza però aver avuto in precedenza alcun tipo di contatto con la cassa malati in questione.
Secondo il sondaggio le attività di procacciamento clienti per telefono non accennano a diminuire: tra gli intervistati il 31 per cento ha ricevuto lo stesso numero di telefonate dell'anno scorso, il 28 per cento dichiara di averne ricevute addirittura di più, mentre solo il 21 per cento è stato contattato con minore frequenza. Il 13 per cento non ha ricevuto chiamate telefoniche né l'anno passato né quest'anno e l'8 per cento non sa giudicare se, rispetto all'anno scorso, ha ricevuto una chiamata da una cassa malati con maggiore frequenza, in misura uguale o minore.
Il 30 per cento degli intervistati afferma di essere stato contattato quest'anno direttamente da una cassa malati, il 12 per cento da un'agenzia di mediazione e il 58 per cento non sa su incarico di chi sia stato chiamato. «A causa della rabbia dovuta alle fastidiose chiamate, molte persone non si ricordano se a contattarle sia stata una cassa malati o un'agenzia di marketing telefonico», afferma Felix Schneuwly, esperto di assicurazione malattie presso comparis.ch. Certo stupisce che se si chiede alle persone quale cassa malati le abbia contattate vengano indicati innanzitutto due nomi. Il 23 per cento degli intervistati cita il Groupe Mutuel, seguito dal gruppo Helsana con il 16 per cento. Nel complesso, tuttavia, gli interessati non sono in grado di dire se le telefonate siano state effettuate direttamente dalle casse malati o da agenzie di mediazione prive di un incarico da parte di una cassa. È necessaria una rigorosa applicazione della nuova LCSI Per far calare in futuro l'irritazione dovuta al marketing telefonico è necessaria una soluzione generale. «Una regolamentazione all'interno della Legge federale sull'assicurazione malattie non è appropriata in quanto la problematica non si limita esclusivamente all'ambito dell'assicurazione sanitaria obbligatoria. Inoltre, il divieto potrebbe sempre essere aggirato tramite il pretesto delle assicurazioni complementari», afferma il signor Schneuwly. Con l'entrata in vigore della modifica alla Legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI) il 1° aprile 2012 si profila invece una soluzione. All'articolo 3 lettera u la nuova LCSI prevede di potersi tutelare contro la pubblicità di terzi grazie a un'annotazione nell'elenco telefonico. «L'importante è che le persone infastidite dalle telefonate pubblicitarie facciano pubblicare l'apposita annotazione nell'elenco telefonico», prosegue Schneuwly. All'inizio del 2012 comparis.ch metterà a disposizione un servizio online per poter creare in modo facile e veloce questa annotazione.
Questa nuova regolamentazione dà la possibilità ai consumatori di opporsi all'acquisizione telefonica indesiderata. Un mancato rispetto di questa annotazione nell'elenco telefonico rappresenterà un'infrazione della legge. In futuro, oltre agli interessati, anche la Confederazione potrebbe sporgere querela se le casse malati o le agenzie di mediazione non si attenessero alla nuova LCSI. «Mi aspetto che il Consiglio federale si avvalga della nuova possibilità di agire e che proceda legalmente contro gli autori in caso di abusi gravi delle singole voci presenti nell'elenco telefonico», afferma il consigliere nazionale Alec von Graffenried (Verdi, canton Berna), aspettando una chiara risposta dal Consiglio federale alla sua richiesta parlamentare. Anche le chiamate tramite call center dall'estero sono soggette alle disposizioni della LCSI.
Non solo i consumatori subiscono la pubblicità telefonica La pubblicità telefonica non riguarda soltanto i consumatori, ma anche terzi estranei ai fatti. Infatti le agenzie di marketing telefonico utilizzano spesso il nome di enti o istituti degni di fiducia, in modo che il potenziale cliente non riattacchi immediatamente. Alcuni mediatori hanno chiamato i consumatori anche a nome di comparis.ch, ingannevolmente. «comparis.ch non pratica nessun marketing telefonico. Il consumatore non viene indotto in alcun modo ad utilizzare le offerte di informazione online», spiega Schneuwly.
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