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A cinque anni dall'episodio si è chiusa l'odissea di due frontalieri al lavoro con il ‘car pooling’. Per i giudici, ‘il fatto non sussiste’
Assolti perché il fatto non sussiste. A cinque anni dalla vicenda (era la Pasquetta 2018) si è chiusa, nel migliore dei modi, l'odissea giudiziaria di due giovani frontalieri, finiti a processo per il reato di danneggiamento, sulle spalle una richiesta di condanna a 6 mesi di reclusione e al pagamento del danno (7mila euro per la rottura di 7 lucchetti, lamentata dalla parte lesa).
Ripercorriamo brevemente i fatti. Uno dei due frontalieri la mattina della Pasquetta di cinque anni or sono, come succedeva da tempo, aveva lasciato la sua auto nel posteggio di un supermercato, per poi raggiungere il posto di lavoro assieme al collega. Al ritorno, nel tardo pomeriggio, essendo un giorno festivo le sbarre del parcheggio erano state chiuse. I due frontalieri erano riusciti così a uscire dal parcheggio alzando una delle sette sbarre.
La direzione del supermercato consegnò le immagini delle telecamere di videosorveglianza in cui si vedono i frontalieri alzare la sbarra, dopo aver forzato un fermo. Operazione tentata anche con le altre sbarre. Insomma, nessuna rottura dei sette lucchetti. Tesi sostenuta dalla difesa e fatta propria del giudice monocratico di Varese, che ha mandato assolti i due frontalieri.