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Il Tribunale federale (TF) ha annullato il ritiro del permesso di soggiorno a un macedone del nord e ai suoi due figli per un presunto matrimonio di facciata. Le autorità sangallesi avevano motivato la decisione col fatto che la moglie lavorasse in parte in Vallese.
Il 44enne della Macedonia del Nord nel 2013 ha sposato una slovacca di 12 anni più giovane. La donna si è trasferita nel 2014 in Svizzera ed è stata poi raggiunta dal marito e i suoi due figli, avuti in una precedente relazione.
Le autorità del Canton San Gallo hanno poi scoperto che la donna lavorava al 50% in Vallese e hanno iniziato a sospettare un matrimonio di fittizio. Hanno quindi interrogato i due, che hanno fornito informazioni divergenti su diversi punti, come il loro incontro o i nomi dei suoceri.
L'ufficio incaricato ha quindi ordinato all'uomo e ai due figli di lasciare la Svizzera entro 60 giorni, decisione confermata dal Tribunale cantonale.
Il TF ha però ora annullato il giudizio e rinviato il dossier alla giustizia sangallese. Secondo l'Alta Corte, le autorità cantonali si sono basate solamente sul fatto che la donna è spesso in Vallese, ma non hanno ascoltato diversi testimoni proposti dalla coppia, rifiutando in blocco i tentativi di spiegazione. Una procedura non corretta, secondo i giudici di Losanna.
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