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Il gruppo Feldschlösschen-Hürlimann cede il settore bevande, per trasformarsi in una semplice società immobiliare quotata in borsa. La decisione è stata presa dalla maggioranza degli azionisti, riuniti lunedì in assemblea a Basilea.
Lo scorso 29 marzo, la direzione del gruppo aveva annunciato l'intenzione di vendere il settore birra e bibite, per dedicarsi unicamente alle attività del settore immobiliare.
Il piano è stato ora approvato dal 74 percento dei 2'100 azionisti, riuniti lunedì in assemblea a Basilea, al termine di accese discussioni. Molti piccoli azionisti rifiutavano infatti l'idea di cedere a ditte straniere quello che, ai loro occhi, costituisce il vero e proprio gioiello del gruppo, fondato 125 anni or sono.
Ma il presidente del consiglio di amministrazione, Robert Jecker, ha ricordato che, in Svizzera, si sta assistendo a un calo continuo del consumo di birra, e che la concentrazione delle birre indigene in un'unica ditta aveva generato, negli ultimi anni, un importante indebitamento. Sul piano commerciale e finanziario, l'operazione aveva indebolito la Feldschlösschen, invece di rafforzarla.
Rifiutare di vendere il settore avrebbe quindi significato, per Jecker, condurre l'impresa, con tutti i suoi impiegati, le sue marche e il suo valore, verso il caos. Nel quale sarebbero pure cadute anche le azioni della Feldschlösschen.
Da anni, infatti, il gruppo argoviese si dibatteva in difficoltà finanziarie, dalle quali non era uscito, né grazie alla fusione con il suo rivale zurighese Hürlimann, né dopo la chiusura di birrerie e il successivo cambiamento ai vertici. E nonostante il controllo sul 46 percento del mercato svizzero, la Feldschlösschen è troppo piccola, per sostenere la concorrenza sul mercato internazionale.
Robert Jecker ha quindi ripetuto agli azionisti che birrerie straniere, ma anche svizzere, avevano manifestato vivo interesse per la ripresa del settore. E per questo il consiglio di amministrazione aveva incaricato il Crédit Suisse First Boston di cercare un partner, che garantisca il successo sul piano internazionale.
Attualmente, il settore bevande del gruppo Feldschlösschen occupa circa 2500 persone nei 37 stabilimenti suddivisi in tutta la Svizzera, vale a dire 7 centri di produzione, 27 di distribuzione e 3 società.
Dopo la trasformazione, il gruppo conserverà un sostanzioso portafoglio, con 213 immobili per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di franchi - tanto quanto l'attuale cifra d'affari annua del settore birra e bibite.
La decisione economica di Feldschlösschen di cedere il suo principale comparto della birra e delle bevande analcoliche avrà però un seguito a livello politico. Il consigliere agli Stati udc argoviese Maximilian Reimann vuole infatti presentare entro quest'estate un'interpellanza alle Camere federali sul ruolo delle casse pensione nella vicenda e sulla regolarità del voto. Il movimento diretto da Reimann "Azione pro Feldschlösschen" chiede quindi un nuovo conteggio dei diritti di voto, tenendo conto anche del fatto che circa 7.000 azionisti non erano presenti per vari motivi. Se dovessero emergere irregolarità, Reimann (che continuerà comunque ad essere azionista del gruppo argoviese) minaccia di portare il caso davanti alla giustizia: «In questo modo potrò vedere se le promesse del presidente del consiglio d'amministrazione Robert Jeker avranno un seguito», ha sottolineato il consigliere agli Stati udc argoviese.
swissinfo e agenzie
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