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La riabilitazione riguarda le persone collocate fino al 1981 in un istituto su decisione delle autorità amministrative, senza processo alcuno, sulla base di accuse di "oziosità", "condotta dissoluta" o "vita sregolata". Il testo di legge riconosce da un punto di vista odierno la sofferenza e il torto all’epoca inflitti agli interessati. Impone inoltre alla Confederazione di rielaborare tali collocamenti e garantisce agli interessati il diritto di accedere in maniera semplice e gratuita agli atti che li concernono.
Il progetto di legge rinuncia a prevedere un indennizzo finanziario per gli internati amministrativi. Ciò non impedisce tuttavia di esaminare in un secondo tempo, nell’ambito di un approccio globale della situazione delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e di altri collocamenti extrafamiliari, l’opportunità di versare prestazioni finanziarie.
Il 25 ottobre la Tavola rotonda per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale si è pronunciata in favore di tali prestazioni e sta ora elaborando proposte di soluzione.
Documenti
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Rapporto della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale
(FF 2013 7427)
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Parere del Consiglio federale
(FF 2013 7681)
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Disegno della legge federale
(FF 2013 7443)
Ultima modifica 13.11.2013