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Cosa può fare davvero un franco per il clima? La nostra intervista con South Pole
Per la nostra compensazione di CO2 lavoriamo insieme a South Pole, che offre diverse soluzioni progettuali per la protezione del clima. In questa intervista, il Sustainability Adviser (consulente per la sostenibilità) Roman Bolli spiega quanto denaro viene effettivamente investito nei progetti, come vengono selezionati e cosa rende South Pole diversa dalle altre organizzazioni.
Che cosa fa esattamente un Sustainability Adviser?
Roman Bolli, Sustainability Adviser: Lavoro con diverse aziende e istituzioni per aiutarle a dare il loro contributo per la protezione del clima. Questo va dal calcolo dell'impronta di CO2 allo sviluppo di obiettivi e strategie per il clima, fino all'attuazione e al monitoraggio di misure concrete di protezione climatica. Per Digitec Galaxus abbiamo sviluppato un modello di emissioni dei prodotti venduti nei negozi online. Ciò consente ai clienti di compensare le emissioni dei loro acquisti, investendo in progetti di protezione del clima di South Pole tramite i cosiddetti certificati di CO2, e quindi acquistando a zero emissioni.
Che cosa succede ai franchi donati su Digitec Galaxus con un ordine?
La quota di compensazione pagata dal cliente, viene investita in progetti di protezione del clima tramite certificati di CO2. Ciò consente ai clienti di compensare le emissioni di gas serra associate ai loro acquisti. In questo esempio, un franco corrisponde a 50 kg di CO2, che vengono estratti dall'atmosfera o addirittura evitati adottando misure concrete in un altro luogo del mondo. Questi progetti non potrebbero nemmeno essere sviluppati senza tali investimenti. Concretamente, i clienti finanziano, ad esempio, un forno di cottura efficiente che utilizza meno legna da ardere o la protezione di un'area forestale.
Quanto tempo impiega il denaro a raggiungere un progetto?
Dopo aver ricevuto il pagamento tramite Digitec Galaxus, noi di South Pole chiudiamo la quantità corrispondente di certificati di CO2. Significa che i certificati vengono ritirati dal mercato e non possono più essere utilizzati. Il cosiddetto beneficio climatico, ovvero l'eliminazione o la riduzione delle emissioni di gas serra come il CO2, viene sempre e solo assegnato a un unico acquirente*. La chiusura del certificato fa scattare un pagamento al progetto.
La maggior parte dei progetti di South Pole si trova in Africa o in Asia. Perché pensi che abbia più senso compensare in Asia o in Africa piuttosto che investire in progetti locali?
La ragione sta innanzi tutto nel principio di addizionalità. Un progetto di protezione del clima può generare certificati di CO2 solo se è possibile dimostrare, secondo standard riconosciuti, che dipende da finanziamenti esterni attraverso tali certificati. In questo modo si garantisce che i progetti abbiano un ulteriore beneficio (addizionale) per il clima e che vengano effettivamente realizzati onde evitare situazioni di «Greenwashing». Nei paesi in via di sviluppo, detti anche paesi meno avanzati (PMA), i progetti di questo tipo dipendono molto più dai finanziamenti rispetto che in Europa. Inoltre, i progetti nei PMA contribuiscono allo sviluppo sostenibile e creano valore aggiunto per la popolazione locale, ad esempio tramite l'accesso al lavoro, all'acqua potabile pulita o all'istruzione. Un altro criterio è che le emissioni nei paesi meno sviluppati possono essere ridotte in maniera economicamente efficiente, o in altri termini, con lo stesso importo si generano più effetti positivi per gli ecosistemi e il clima. Tutto sommato, al clima non importa in quale parte del mondo avviene la riduzione delle emissioni. Allo stesso tempo, stiamo sviluppando sempre più progetti anche in Svizzera e in Europa, per fare qualcosa per il clima anche alle nostre latitudini.
Secondo quali criteri selezionate un nuovo progetto? Sei stato già di persona in loco?
Nello sviluppo di nuovi progetti seguiamo uno schema chiaro. In primo luogo, tutte le parti coinvolte nel progetto devono rispettare le nostre linee guida etiche. Un nuovo progetto deve inoltre avere benefici ambientali e sociali dimostrabili, oltre a essere abbastanza grande da rendere l'investimento proficuo per il pianeta. Stiamo parlando di un minimo di circa 10 000 tonnellate di CO2, che possono essere risparmiate ogni anno grazie al progetto. Come criterio principale, un nuovo progetto deve essere in grado di superare la rigorosa procedura di audit per poter essere certificato secondo uno standard di CO2 riconosciuto a livello internazionale. Per questo dobbiamo essere in grado di dimostrare che il progetto sopra descritto è addizionale, permanente e genera in modo dimostrabile i benefici che promette. Io non ho ancora avuto la fortuna di visitare un progetto di persona. I team che si occupano dei singoli progetti vengono creati a livello regionale per evitare viaggi inutili. Ma se si presentasse un'opportunità in Svizzera, sarebbe in cima alla mia lista delle cose da fare.
La compensazione di CO2 non creerà un falso incentivo per i consumatori? Dovremmo tutti consumare meno.
Esiste lo slogan «Do your best, compensate the rest». Questo riassume abbastanza bene il tutto. Per raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi, dobbiamo ridurre significativamente le nostre emissioni e questo include un minor consumo nella società. Ma spetta agli acquirenti decidere ciò che finisce nel loro carrello (digitale). Quello che offriamo noi di South Pole è di diventare consapevoli del problema. Se oggi acquisto un portatile o mobili da giardino su Digitec Galaxus, il CO2 emesso nell'atmosfera parte dall'estrazione delle materie prime fino alla consegna a casa mia. Cerchiamo di attirare l’attenzione su questo fatto. Tuttavia, se l'acquisto è ancora necessario, ha senso investire contemporaneamente nella protezione del clima. Investendo in progetti certificati, oggi è possibile fare acquisti «a impatto climatico zero». Inoltre, ci sono studi che dimostrano che il commercio elettronico offerto da imprese di medio e grosso calibro ha un vantaggio climatico rispetto alle forme tradizionali di acquisto, poiché meno consumatori si recano presso il rivenditore in auto e la merce viene consegnata a domicilio in modo più efficiente in termini di CO2.
Quanto efficacemente vengono utilizzati i fondi? Molte aziende hanno costi amministrativi elevati. Com’è la situazione da voi?
A seconda del progetto, circa il 70-80% dei nostri fondi confluisce direttamente nelle attività del progetto, ad esempio piantare alberi, gestire centrali elettriche o costruire scuole. Il resto copre i costi per la creazione e la certificazione del progetto. Una piccola parte rimane a South Pole, che viene utilizzata per la nostra amministrazione e per lo sviluppo di nuovi progetti.
Cosa rende South Pole diversa da altre organizzazioni come myclimate?
South Pole si distingue in particolare per la sua rete globale. Siamo rappresentati in 19 paesi e quindi molto vicini ai nostri progetti di protezione del clima. Ad esempio, abbiamo creato dei centri locali in Colombia e in Indonesia, da dove lavoriamo e continuiamo a sviluppare nuovi progetti. In confronto, molti fornitori di servizi di compensazione del CO2 non sviluppano i progetti offerti, ma fungono da intermediari acquistando e vendendo i certificati sul mercato. Inoltre, come detto all’inizio, i nostri punti di forza stanno nel fatto che siamo in grado di soddisfare praticamente tutte le esigenze delle aziende e delle organizzazioni nel campo della protezione climatica. Possiamo consigliare le aziende non solo sulle opzioni di compensazione, ma anche su efficaci misure di riduzione. Inoltre, siamo probabilmente l'unica azienda che chiama i suoi collaboratori e le sue collaboratrici «pinguini». Personalmente penso che sia una bella cosa.
South Pole ha alle spalle una società anonima. Puoi spiegare il perché? È una cosa comune nel vostro settore?
Nel nostro settore esistono diverse forme societarie. South Pole stesso è un’azienda «Profit for Purpose» (utile allo scopo). Come azienda privata, possiamo crescere molto più velocemente perché possiamo effettuare i nostri investimenti in modo molto più flessibile. Quindi la nostra struttura ci permette di rapportare l'impatto positivo sul nostro clima. Dalla nostra fondazione nel 2006, abbiamo ridotto oltre 170 milioni di tonnellate di CO2, pari a circa quattro volte le emissioni annuali della Svizzera. South Pole è quasi completamente in mano ai «pinguini» (collaboratori e collaboratrici). Nonostante la nostra crescita negli ultimi 14 anni, non abbiamo mai perso il nostro spirito da start-up.
La crisi legata alla pandemia di Coronavirus avrà un impatto sul vostro lavoro a breve e lungo termine? Se sì, quale?
Anche noi lavoriamo in gran parte da casa per ridurre al minimo il contatto diretto con i clienti al fine di proteggere noi stessi e gli altri. Poiché siamo abituati a risparmiare risorse anche a livello internazionale, per quanto possibile, in generale il nostro lavoro procede come al solito. Fare conferenze telefoniche con colleghi e colleghe a Giacarta, Londra o New York ha sempre fatto parte della nostra routine quotidiana.
Ovviamente, alcuni dei nostri partner hanno subito conseguenze a breve termine dalla crisi. Tuttavia, siamo impressionati dalla chiarezza con cui le aziende continuano a parlare a favore della protezione del clima e a portare avanti le misure che hanno annunciato. Allo stesso tempo, vediamo che questo è anche il momento in cui molte aziende stanno valutando la loro strategia di sostenibilità. Questa pandemia ha dimostrato quanto le crisi globali influenzino fortemente l’economia – e le organizzazioni lungimiranti lo sanno. Gli effetti del cambiamento climatico globale saranno ancora più gravi, se i rischi e le chance di questi effetti non vengono definiti e valutati sin d’ora.
La cosa più positiva di tutta la situazione è che la nostra società possa agire con una tale determinazione di fronte a una crisi. Dovremmo dimostrare questa risoluzione anche per quanto riguarda il cambiamento climatico e in questo senso ci imegnamo a sostenere tutti coloro che vogliono fare qualcosa per il clima.
Le mie passioni: sperimentare e scoprire cose nuove. A volte qualcosa non va come dovrebbe andare o nel peggiore dei casi, qualcosa si rompe.
Sono dipendente dalle serie tv, quindi non posso fare a meno di Netflix. D'estate mi trovate fuori, sotto il sole, al lago o a un festival musicale.
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