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Incarto n. 12.98.00127 Lugano 29 maggio 1998 /fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: Petrini sedente per statuire nella causa inc. no. SF.98.92 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5 promossa con istanza 3 aprile 1998 da __________ e __________ rappr. __________ contro __________ e __________ che il Pretore ha accolto, con decreto 19 maggio 1998, ordinando lo sfratto dei convenuti dalla casa unifamiliare di cui alle part. __________e __________ di __________ proprietà degli istanti. Appellanti i convenuti, con atto di ricorso 27 maggio 1998, con il quale chiedono, previo conferimento dell’effetto sospensivo, che la sentenza impugnata venga “annullata siccome priva di oggetto, subordinatamente contraria alle norme del CO relative al contratto di locazione”. Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti Considerato in fatto ed in diritto che gli appellanti si oppongono allo sfratto poiché sostengono che “per accordi verbali presi tacitamente tra le parti” si erano impegnati a lasciare libero l’immobile durante il mese di giugno 1998 e perché il relativo decreto del Pretore sarebbe contrario alle disposizioni del contratto di locazione, in particolare all’art. 257b CO; che, pur tornando difficile capire come si possano concludere “accordi verbali taciti” i due concetti essendo in contraddizione tra di loro, l’argomento di una intesa per lasciare l’immobile nel corso del giugno 1998 viene prospettato per la prima volta in appello - i convenuti non hanno presenziato all’udienza di discussione sull’istanza di sfratto - e quindi, per l’art. 321 litt. b) CPC che vieta l’adduzione di nuovi fatti in sede di appello, non può essere considerato; che il riferimento alla violazione dell’art. 257b CO, che tratta delle spese accessorie, è assolutamente inconferente nella fattispecie concreta; che se la pretesa violazione di legge, con la conclamata conseguenza dell’inefficacia della disdetta, si riferisce invece all’art. 257d CO gli appellanti non spiegano per quali motivi la disdetta per mora loro intimata sarebbe inefficace o nulla; che, dall’esame degli atti, risulta che gli appellanti sono stati messi regolarmente in mora per il pagamento dei canoni di locazione arretrati con l’avvertimento che, in caso di non pagamento, il rapporto di locazione sarebbe stato disdetto (doc. Q e doc. R), cosa che è avvenuta nei termini e secondo le formalità dell’art. 257d cpv. 2 CO (doc. S e doc. T) per ognuno dei conduttori; che l’appello, unicamente inteso a dilazionare nel tempo l’esecuzione dello sfratto, può così essere respinto già all’esame preliminare dell’art. 313bis CO senza necessità, per economia di giudizio, di intimarlo alla controparte per le sue osservazioni; Per i quali motivi vista, per le spese, la vigente tariffa giudiziaria pronuncia 1. L’appello 27 maggio 1998 di __________ è respinto. 2. La tassa di giustizia in Fr. 80.- e le spese in Fr. 20.- (totale Fr. 100.-) sono a carico degli appellanti in solido. 3. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura di Lugano, sez. 5 Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Incarto n. 12.98.00127 Incarto n. 12.98.00127

Incarto n. Lugano 29 maggio 1998 /fb Lugano

Lugano 29 maggio 1998 /fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali Cocchi, presidente Chiesa e Zali

Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: segretario:

segretario: Petrini Petrini

Petrini sedente per statuire nella causa inc. no. SF.98.92 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5 promossa con istanza 3 aprile 1998 da

sedente per statuire nella causa inc. no. SF.98.92 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5 promossa con istanza 3 aprile 1998 da __________ e __________ rappr. __________ __________ e

__________ e __________

__________ rappr. __________

rappr. __________ contro contro

contro __________ e __________ __________ e

__________ e __________

__________ che il Pretore ha accolto, con decreto 19 maggio 1998, ordinando lo sfratto dei convenuti dalla casa unifamiliare di cui alle part. __________e __________ di __________ proprietà degli istanti. che il Pretore ha accolto, con decreto 19 maggio 1998, ordinando lo sfratto dei convenuti dalla casa unifamiliare di cui alle part. __________e __________ di __________ proprietà degli istanti. Appellanti i convenuti, con atto di ricorso 27 maggio 1998, con il quale chiedono, previo conferimento dell’effetto sospensivo, che la sentenza impugnata venga “annullata siccome priva di oggetto, subordinatamente contraria alle norme del CO relative al contratto di locazione”.

Appellanti i convenuti, con atto di ricorso 27 maggio 1998, con il quale chiedono, previo conferimento dell’effetto sospensivo, che la sentenza impugnata venga “annullata siccome priva di oggetto, subordinatamente contraria alle norme del CO relative al contratto di locazione”. Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

Considerato

in fatto ed in diritto

che gli appellanti si oppongono allo sfratto poiché sostengono che “per accordi verbali presi tacitamente tra le parti” si erano impegnati a lasciare libero l’immobile durante il mese di giugno 1998 e perché il relativo decreto del Pretore sarebbe contrario alle disposizioni del contratto di locazione, in particolare all’art. 257b CO;

che, pur tornando difficile capire come si possano concludere “accordi verbali taciti” i due concetti essendo in contraddizione tra di loro, l’argomento di una intesa per lasciare l’immobile nel corso del giugno 1998 viene prospettato per la prima volta in appello - i convenuti non hanno presenziato all’udienza di discussione sull’istanza di sfratto - e quindi, per l’art. 321 litt. b) CPC che vieta l’adduzione di nuovi fatti in sede di appello, non può essere considerato;

che il riferimento alla violazione dell’art. 257b CO, che tratta delle spese accessorie, è assolutamente inconferente nella fattispecie concreta;

che se la pretesa violazione di legge, con la conclamata conseguenza dell’inefficacia della disdetta, si riferisce invece all’art. 257d CO gli appellanti non spiegano per quali motivi la disdetta per mora loro intimata sarebbe inefficace o nulla;

che, dall’esame degli atti, risulta che gli appellanti sono stati messi regolarmente in mora per il pagamento dei canoni di locazione arretrati con l’avvertimento che, in caso di non pagamento, il rapporto di locazione sarebbe stato disdetto (doc. Q e doc. R), cosa che è avvenuta nei termini e secondo le formalità dell’art. 257d cpv. 2 CO (doc. S e doc. T) per ognuno dei conduttori;

che l’appello, unicamente inteso a dilazionare nel tempo l’esecuzione dello sfratto, può così essere respinto già all’esame preliminare dell’art. 313bis CO senza necessità, per economia di giudizio, di intimarlo alla controparte per le sue osservazioni;

Per i quali motivi

vista, per le spese, la vigente tariffa giudiziaria

pronuncia

1. L’appello 27 maggio 1998 di __________ è respinto.

2. La tassa di giustizia in Fr. 80.- e le spese in Fr. 20.- (totale Fr. 100.-) sono a carico degli appellanti in solido.

3. Intimazione a: - __________

Comunicazione alla Pretura di Lugano, sez. 5

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario