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La forza del franco, dopo l'abolizione del tasso minimo di cambio con l'euro, susciterà molte discussioni in parlamento nelle sessione primaverile che si aprirà il 2 marzo. Diversi gruppi parlamentari che si sono riuniti oggi hanno deciso di chiedere un dibattito urgente sull'argomento. Si tratta di PS, PPD, Verdi, mentre l'UDC presenterà un pacchetto di rivendicazioni.
Il gruppo socialista ha annunciato una serie di atti parlamentari in cui si chiede in particolare che la Banca nazionale svizzera (BNS) introduca al più presto un nuovo tasso di cambio, di 1,15 franchi per un euro. Chiede inoltre che la metà degli utili delle BNS versata ai Cantoni sia destinata all'assicurazione contro la disoccupazione e alla formazione continua, e che i guadagni derivanti dal cambio vadano a favore dei consumatori.
L'UDC, con i suoi interventi, si prefigge una "deregulation" dell'economia e un alleggerimento dei costi delle imprese, per assicurare l'occupazione. Da parte sua il Partito popolare democratico invita le altre formazioni "borghesi" ad allearsi e fare fronte comune in favore degli accordi bilaterali con l'UE.
I Verdi chiederanno di valutare l'iscrizione nella legge sulla BNS della stabilità dei tassi di cambio, come complemento alla stabilità dei prezzi. Il Consiglio federale dovrebbe anche una tassa sulle transazioni finanziarie e controlli nel movimento dei capitali, tutte misure che, secondo i Verdi, permetterebbero di limitare la speculazione monetaria "nociva".
I Verdi Liberali, che hanno dedicato la seduta alla perequazione finanziaria, chiederanno un compromesso tra la proposta governativa e la decisione del Consiglio degli Stati. Si tratterebbe di ridurre l'onere dei Cantoni a forte capacità finanziaria di 59 milioni di franchi, invece dei 134 chiesti dal governo, e di portare il mancato guadagno dei Cantoni deboli, da 330 a 148 milioni.
SDA-ATS