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Storia
Parte di Lugano dal 2013, il quartiere di Carona nel Medioevo costituiva una castellanza con l'abitato di Ciona, i cui terreni appartenevano ai vescovi di Como. Nel 1472 divenne Parrocchia indipendente.
Una fitta rete di sentieri collegava Carona al lago in differenti punti, mentre la strada di collegamento con Lugano venne costruita alla fine del XIX secolo.
Lo stemma
L'Armoriale dei Comuni ticinesi di Gastone Cambin, edito nel 1953 dall'Istituto Araldico e Genealogico di Lugano, descriveva così lo stemma di Carona: "D'azzurro, alla montagna cimata da una chiesa con campanile, aperta di rosso, sostenuta da un lago al naturale". Lo stemma venne concesso a Carona dal Duca Filippo Maria Visconti il 10 gennaio 1414 e confermato dal Duca Galeazzo Maria Sforza il 15 febbraio 1472. Rappresenta il monte San Salvatore e la chiesa posta sulla sua vetta, con ai piedi del monte il lago Ceresio.
Luoghi di interesse
Donato da una benefattrice alla Società astronomica sangallese nel 1960, l'Osservatorio venne acquistato da Carona nel 1983. Originariamente pensato esclusivamente come osservatorio di vacanza per astrofili d'oltralpe, in seguito è stato migliorato per offrire alla popolazione locale, e in particolare ai soci della Società astronomica ticinese, la possibilità di utilizzare i suoi strumenti e i locali.
La posizione facilmente accessibile fa dell'Osservatorio un punto di ritrovo ideale per le scolaresche. Serate d'osservazione sono organizzate tutti i primi venerdì del mese (da aprile a novembre) a partire dalle 21.00. Serate speciali e osservazioni del Sole secondo programma.
Il telescopio è dotato di una camera che permette la ripresa di immagini digitali.
Completamente restaurata, ha sulla facciata un'edicola a stucco con l'immagine della Vergine col Bambino adorata da due santi (probabilmente di fine Cinquecento). Su una casa nella stessa piazzetta si trova una meridiana, forse settecentesca, affrescata con puttini. Anche altri edifici di Carona ospitano meridiane.
Salendo per la strada principale si incontra Casa Cattaneo, un grande edificio che aveva un tempo ricchi affreschi barocchi con architetture illusionistiche, figure allegoriche entro nicchie e putti, purtroppo ormai andati quasi totalmente perduti (restano solo deboli tracce).
Sulla facciata di Casa Andreoli, situata lungo la via principale, si notano due bifore: su di una è incisa la data 1475, mentre sull'altra è riportato il nome di Massimo Andrioli con la data dei restauri da lui effettuati nel 1937. Sulla stessa facciata è presente un'edicola a stucco datata 1638, con all'interno un affresco oggi quasi completamente scomparso.
In una caratteristica piazza si può vedere Casa Costanza, già Solari, restaurata negli anni 1967-68. La facciata presenta una particolare decorazione illusionistica (1750-75 circa). Internamente, in diverse stanze (in una il camino porta lo stemma della famiglia Casella) si possono ammirare ricchi fregi in stucco. L'edificio vicino dai graziosi balconcini, Casa Le Bris, ha sulla facciata un affresco, ormai rovinato, con un santo in preghiera.
Dotata di un piccolo giardino, ha al suo interno un pregevole camino con una decorazione a stucco della seconda metà del Settecento, con motivi architettonici, putti e rocailles.
È semplice nella sua struttura ma con alcuni particolari degni di nota: sulla facciata presenta davanzali di granito con maschere in rilievo e al piano terreno una finestrella con lastra di granito traforata.
Si affaccia, insieme ad altre case, su una piazzetta. Modesta esternamente, presenta all'interno una stanza decorata con stucchi di gusto raffinato, con cornici, sovrapporta e due medaglioni. In uno è inserito un ritratto femminile, nell'altro uno maschile sotto cui un'iscrizione riporta data e nome dell'autore: "Opus Joseph Ant. Solari ipsso eques Et(a)tis sue an(n)i XXIII 1759".
Presenta una decorazione a graffito, con motivi a balaustre e cornici attorno alle finestre (secolo XVI). Rovinata dal tempo, è stata completamente rifatta. Sopra il portale di una casa a fianco troviamo i resti di un affresco con la Madonna col Bambino.
La Loggia comunale venne costruita tra il 1591 e il 1592 in una piazza all'entrata di Carona: presenta al piano terreno un porticato, mentre al piano superiore la facciata è dipinta fingendo un ordine sovrapposto, con pilastri ionici, finestre coronate da timpani, alternativamente tondi e triangolari. La finestra centrale è cieca e nel suo specchio è affrescata la figura della Giustizia. Sotto la grondaia corre un cornicione sorretto da mensole, mentre nella fascia tra archi e finestre sono dipinti gli stemmi dei dodici cantoni primitivi della Svizzera. Alle estremità è raffigurato lo stemma dell'ex comune di Carona: una chiesa su una montagna, ai piedi l'acqua del lago.
L'imponente chiesa di San Siro, situata a ovest del villaggio, dove un tempo sorgeva un oratorio, risale al XVI secolo: iniziata nel 1585, fu portata a termine nel 1610 e consacrata nel 1698, dopo un ulteriore ampliamento.
La chiesa è stata ristrutturata più volte, nel 1911, nel 1979 e nel 1999.
Le navate laterali di tre campate ciascuna, aperte su quella centrale per mezzo di arcate sorrette da colonne, sono coperte da volte a crociera, a eccezione dell'ultima campata verso ovest della navata sinistra, su cui è stata impostata nel XVIII secolo una cupola a pennacchi.
Sulla volta della navata centrale si trovano gli affreschi decorativi di Enrico Torriani e Silvio Laurenti, risalenti al 1911. Entrambi gli altari in stucco sul fondo delle navate laterali risalgono alla fine del XIX secolo; gli stucchi dell'altare di destra, dedicato a San Carlo, del 1894, sono di Giacomo Laurenti e Spirito Solari. Gli stucchi dell'altare della Madonna di Luca furono realizzati nel 1889, quando venne anche affrescata la cupola. Sulla parete di fondo si trova un notevole affresco di San Siro di Giuseppe Antonio Petrini, in una vivace cornice di stucco. Di particolare bellezza anche il campanile alto circa 30 metri.
L'edificio, che risale al XVI-XVIII secolo, è in parte rimaneggiato e presenta numerosi locali coperti da volte. In una sala il soffitto è ornato da stucchi e da un affresco di G. Antonio Petrini.
All'entrata del cimitero di Carabbia è presente una moderna croce di color rosso-ocra, costruita dall'architetto Bruno Pinoli. Sulla croce ci sono simboli che rimandano alla preghiera, alla passione e al supplizio di Cristo.