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Nei confronti dell’uomo, papà dei due fratellini rapiti a La Chaux-de-Fonds, è stato spiccato un mandato di arresto internazionale
Il Ministero pubblico neocastellano non vuole concedere un salvacondotto al padre dei due fratellini di 7 anni rapiti a La Chaux-de-Fonds (Neuchâtel) alla metà di ottobre, poiché sussiste il rischio di recidiva. Una commissione rogatoria è stata chiesta alla Spagna.
"Nei confronti del padre è stato spiccato un mandato di arresto internazionale. Il suo viaggio a La Chaux-de-Fonds era stato minuziosamente preparato e non era paragonabile a un semplice esercizio del diritto di visita", ha dichiarato oggi a Neuchâtel il procuratore generale Pierre Aubert. La questione della custodia è invece esaminata dalle autorità tutelari.
La procuratrice Sarah Weingart, responsabile del dossier, ritiene che le ferite subite dalla nonna, che era stata legata e imbavagliata, mentre si stava occupando dei due nipoti, siano coerenti con le sue dichiarazioni.
Il "no" alla richiesta di estradizione da parte della Francia – il padre dei gemelli è stato fermato dalla polizia francese con due complici e i suoi bambini nel Dipartimento delle Landes – è dovuto a un "malinteso", ha aggiunto Aubert. La questione è stata mal compresa, poiché era stata soltanto evocata una possibile domanda di estensione per ulteriori denunce.
La richiesta d’estradizione, che è passata ed è stata accettata dall’Ufficio federale della polizia (fedpol), non rispettava il principio della specialità, secondo la Corte d’appello di Pau. Per l’avvocato del padre, Frédéric Hainard, il Ministero pubblico auspicava un’estensione della procedura al di là di quanto è stipulato nel mandato di cattura internazionale.
Il padre è oggetto di diverse denunce penali, a causa di minacce di morte, da parte della madre in Svizzera. Per questo motivo era giustificato un intervento rapido della polizia il 14 ottobre scorso, nonché un mandato di cattura internazionale e un appello a eventuali testimoni, ha spiegato il procuratore generale.
La procuratrice Weingart ha invece spiegato di non aver ricevuto alcuna richiesta formale di ricusazione da parte dell’avvocato del padre. "Non sussistono motivi per chiedere una ricusa, a parte la lettura erronea della possibilità di estensione, legata all’estradizione", ha aggiunto Aubert.
Il padre contesta il rapimento. A suo avviso, era venuto a La Chaux-de-Fonds dalla Spagna – nazione di entrambi i genitori – per esercitare il suo diritto di visita. Quando ha visto i bambini uscire nel giardino, li ha chiamati e i gemelli sono accorsi verso di lui e saliti nell’auto.
Se le due versioni si contraddicono, i fatti corroborano la versione della madre e della nonna, stando al Ministero pubblico. La procuratrice Weingart ha precisato che le ferite subite dalla nonna, la quale oltre a essere imbavagliata e legata, ha subito la rottura di due costole durante il rapimento, sono compatibili con le sue dichiarazioni. Ciò è stato confermato anche da un medico legale.
La questione della custodia dei gemellini, che nel frattempo sono ritornati a La Chaux-de-Fonds con i nonni e la madre, non è di competenza del Ministero pubblico, ma è esaminata dalle autorità tutelari.
La madre deteneva la custodia dei bambini in Spagna, ma con delle restrizioni di viaggio. Aveva ritenuto più sicura la partenza dal Paese, mentre non avrebbe avuto il diritto di farlo. Un mandato di cattura internazionale era stato spiccato contro di lei, poiché era a sua volta accusata di aver rapito i due fratellini, che erano stati ritrovati in giugno a Boudry (Neuchâtel).
"La questione deve essere decisa alla luce degli ultimi eventi", ha dichiarato Aubert. Dal canto suo la procuratrice Weingart ha precisato che la Spagna aveva fatto una segnalazione ma non aveva presentato una domanda di estradizione contro la madre.