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ANKARA - Circa 800 operai turchi che lavorano dal 2002 in una fabbrica turca in Israele hanno ricevuto dalle autorità dello Stato Ebraico l'invito a lasciare il Paese entro la fine di gennaio in seguito ad una controversia scaturita fra il governo di Ankara e quello di Gerusalemme circa un accordo per l'ammodernamento di carri armati dell'esercito turco. Lo riferisce l'agenzia semi-ufficiale turca Anadolu.
L'accordo riguarda la compagnia di costruzioni turca Yilmazlar che martedì scorso ha ricevuto l'ingiunzione delle autorità israeliane affinché tutte le sue maestranze lascino il Paese entro la fine di questo mese.
Un portavoce della Yilmazlar - che è presente in Israele da oltre 15 anni dove ha realizzato progetti per circa un miliardo e mezzo di dollari - ha riferito che il governo di Ankara è stato informato della vicenda e che gli è stato richiesto di intervenire.
Secondo diversi analisti turchi, quest'ultimo sviluppo potrebbe essere collegato alle controversie in atto da circa due anni fra Turchia ed Israele che si sono inasprite dopo il 31 maggio dell'anno scorso.
Quel giorno, commando della marina israeliana assaltarono in acque internazionali una flottiglia di pacifisti diretti a Gaza uccidendo nove cittadini turchi. Da allora Ankara non ha mai smesso di chiedere allo Stato Ebraico scuse ufficiali e risarcimenti danni per le famiglie delle vittime.
SDA-ATS