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Erwin Sperisen ha depositato una richiesta di revisione del processo dopo la sentenza del 14 novembre del Tribunale federale (TF) con cui è stato definitivamente condannato a 15 anni di carcere.
La massima istanza giuridica aveva respinto il ricorso dell'ex capo della polizia nazionale civile del Guatemala, riconoscendolo colpevole di complicità nell'assassinio di sette detenuti nel 2006 nel Paese centroamericano.
La domanda di revisione emerge da una comunicazione diffusa oggi dal servizio stampa del TF. I legali dell'imputato avevano subito etichettato la decisione dei giudici losannesi come "incomprensibile" e fatto sapere di volersi battere ancora.
Sperisen, cittadino svizzero e guatemalteco, è stato condannato per il suo ruolo durante un'operazione che aveva come obiettivo riprendere il controllo del penitenziario di Pavon, dove il 25 settembre 2006 era scoppiata una rivolta.
Nel corso di un intervento effettuato da suoi stretti collaboratori, sette galeotti, considerati leder dell'ammutinamento, erano stati uccisi. Per il TF, l'uomo, conosciuto come "il Vichingo" per l'imponente statura e la barba rossa, non poteva non essere a conoscenza dei dettagli della repressione pianificata.
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