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Il Ministero pubblico ginevrino ha annunciato oggi l'archiviazione della procedura sulle spese professionali dell'esecutivo della Città di Ginevra. I municipali coinvolti hanno rimborsato le somme che ponevano problemi alla giustizia.
Le spese in questione riguardano il periodo 2013-2017. Il caso, che ha fatto scalpore nella città di Calvino, è emerso nel 2018 ed è stata subito aperta un'indagine. Nel mirino c'era in particolare il PPD Guillaume Barazzone, ma anche Rémy Pagani (Ensemble à gauche) e Esther Alder (Verdi).
Secondo la Procura, c'erano casi di rimborsi eticamente discutibili e altri che potevano costituire una gestione sleale degli interessi pubblici. Barazzone, che ha lasciato la politica a causa di questo scandalo, ha rimborsato 80'000 franchi di sua iniziativa, ammettendo "il carattere ingiustificato di numerose spese".
La somma include pure le spese anche solo discutibili. Secondo il Ministero pubblico, agendo in questo modo Barazzone ha riparato integralmente ai danni.
A Pagani venivano contestati soprattutto dei pranzi fatti durante i weekend o in vacanza. Il politico ha però sempre sostenuto che si trattava di spese legate all'attività professionale. Alla fine, ha comunque acconsentito a restituire 3700 franchi alla Città. Esther Alder ha dal canto suo rimborsato 3890 franchi.
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