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MITHOLZ - Il progetto di sgombero dell'enorme deposito di munizioni di Mitholz, nell'Oberland bernese, incide negativamente sulla vita degli abitanti della zona. Le ripercussioni su privati e autorità sono state raccolte in un rapporto pubblicato oggi dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).
I lavori di sgombero, che dovrebbero durare una decina di anni, non inizieranno prima del 2031. Il deposito di munizioni, costruito durante la Seconda Guerra mondiale sotto montagna nei pressi di Mitholz, è parzialmente saltato in aria nel 1947. Secondo le stime, nel deposito ci sono ancora 3'500 tonnellate di munizioni inesplose. Gli abitanti - in totale sono circa 170 - dovranno decidere se partire definitivamente o prevedere un futuro ritorno.
La consultazione organizzata dal DDPS si è fatta in più occasioni, ad esempio con incontri informativi nei comuni bernesi di Kandergrund e Kandersteg e con colloqui individuali con gli abitanti di Mitholz. All'inchiesta hanno partecipanti anche organizzazioni e autorità.
Conseguenze da media a molto grande - Circa il 72% degli interrogati ritiene di subire un pregiudizio da "medio" a "molto grande" della qualità di vita. Una grandissima parte dei partecipanti sostiene che ciò influenzerà i piani futuri.
Le maggiori critiche riguardano in particolare la lunga durata dei lavori. Quasi il 50% sarebbe favorevole a ricoprire l'installazione nel caso in cui lo sgombero delle munizioni non possa essere portato interamente a termine.
Una buona metà dei partecipanti aveva indicato di volersi trasferire se i lavori fossero durati più di un anno. Il progetto decennale vede invece salire questa quota oltre l'80%. Tuttavia, in caso di trasferimento, la maggioranza desidera rimanere nella regione. Al riguardo si aspetta che il DDPS fornisca sostegno e un'ampia compensazione finanziaria.
Nessuno stop ai collegamenti - La maggioranza dei partecipanti rileva che non è necessaria l'installazione di strutture per proteggere gli edifici da potenziali esplosioni. La chiusura di strade e ferrovie non raccoglie favori. Le autorità cantonali e locali, così come alcune organizzazioni, ritengono che i collegamenti non debbano essere interrotti e non debba cambiare neanche la loro frequenza.
Su questo punto, molti si dicono favorevoli alla costruzione di ripari per la linea ferroviaria, mentre per quanto riguarda la strada un'opzione sarebbe la costruzione di una galleria oppure di effettuare una deviazione per sgravare Mitholz dal traffico di transito.
I risultati dell'inchiesta pubblicata oggi dal DDPS saranno integrati in un rapporto più ampio che verrà poi presentato al Consiglio federale. Verrà attualizzata entro l'autunno anche l'analisi dei rischi, effettuata nel 2018. Una decisione dell'esecutivo sui prossimi passi da intraprendere dovrebbe giungere nell'ultimo trimestre del 2020.
Una stima dei costi non è ancora possibile, aveva indicato lo scorso febbraio il DDPS, aggiungendo tuttavia che si sorpasserà il miliardo di franchi, tra sgombero nella valle della Kander e misure di protezione.