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Aumentano in Svizzera le persone che trovano ormai opportuno privilegiare - nell'accesso ad attività a rischio sul fronte Covid - le persone che dispongono di un attestato vaccinale o di negatività al virus. Il 48% è favorevole a un trattamento preferenziale, mentre il 44% si oppone, emerge dai risultati di un sondaggio pubblicato oggi dal servizio di confronti internet Comparis. In un rilevamento analogo condotto in novembre la quota dei contrari era più consistente, pari al 59%.
"A quanto pare, sempre più gente dopo un anno di crisi ritiene che una maggiore libertà per chi è immune o negativo sia meglio che limitare la libertà di tutti", afferma l'esperto di Comparis Felix Schneuwly, citato in un comunicato. Vi è però anche chi desidera favorire esclusivamente i vaccinati: fra costoro figurano in particolare coloro che dispongono di una formazione superiore. Due terzi degli interpellati vorrebbe che la materia fosse risolta a livello internazionale attraverso un cosiddetto Covid-Free-Pass.
La popolazione sembra inoltre avere sempre più difficoltà con le misure di restrizione. Ad esempio, il 77% degli interrogati crede che i ristoranti dovrebbero essere attualmente aperti a tutti, nonostante il numero crescente di infezioni. Quasi la metà auspica che tornino ad essere autorizzatigli eventi sportivi (48%) e culturali (46%) senza limitazioni, cioè senza test negativi o vaccinazioni.
"Con le recenti riaperture il Consiglio sta tenendo conto della stanchezza della popolazione e sta correndo un grosso rischio, visti i contagi in crescita", mette in guardia Schneuwly. "Soprattuto se la gente farà un uso esteso delle nuove libertà e ignorerà le misure di protezione personale".