Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01066.jsonl.gz/461

La Banca nazionale svizzera (BNS) ha mantenuto oggi il tasso di riferimento Libor a tre mesi in una forbice fra -1,25% e -0,25%. Vengono anche confermati gli interessi negativi dello 0,75% sugli averi a vista. Per quest'anno l'istituto continua a prevedere una crescita del prodotto interno lordo (Pil) di circa il 2%. La decisione è in linea con le attese del mercato.
L'istituto centrale elvetico ha quindi deciso di mantenere per ora invariata la sua politica monetaria espansiva, confermando l'obiettivo di stabilizzare l'evoluzione dei prezzi e sostenere l'attività economica. La BNS, in una nota odierna, ribadisce la propria disponibilità a intervenire se necessario sul mercato dei cambi, considerando la situazione valutaria complessiva.
In seguito al leggero rafforzamento del franco - dovuto soprattutto all'indebolimento del dollaro - l'istituto ha rivisto leggermente al ribasso la previsione dell'inflazione: per l'anno in corso sarebbe dello 0,6%, contro lo 0,7% annunciato nel trimestre precedente. Per il 2019 il rincaro dovrebbe essere dello 0,9%, contro l'1,1% previsto in precedenza.
Per quanto riguarda il Pil, la BNS ricorda che nel quarto trimestre 2017 la crescita è stata ancora una volta trainata in maniera determinante dall'industria manifatturiera, ma anche la maggior parte degli altri comparti ha fornito un contributo positivo. Complessivamente le capacità produttive dell'intera economia elvetica sono ulteriormente migliorate, mentre il tasso di disoccupazione è di nuovo leggermente calato. Per l'anno in corso l'istituto prevede quindi una crescita del 2% circa accompagnata da un'ulteriore riduzione graduale della disoccupazione.
Le decisioni comunicate oggi dalla BNS non rappresentano una sorpresa: sono perfettamente in linea con le previsioni degli analisti, soprattutto dopo la decisione della scorsa settimana della Banca centrale europea (Bce) di non cambiare politica monetaria. Anche l'istituto centrale europeo ha infatti lasciato i tassi d'interesse invariati: quello principale resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. Stando ai principali esperti, i primi aumenti sono da attendere verso la metà del prossimo anno.
(Ats)