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In Romandia, diversi cantoni e comuni stanno ancora aspettando la retrocessione delle imposte dei lavoratori frontalieri dalla Francia. Come già avevamo scritto (vedi articoli allegati) il pagamento doveva essere stato effetuato prima del 30 giugno.
Ma finalmente qualcosa sembra muoversi. "Il capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF) Ueli Maurer mi ha detto che la somma sarebbe stata pagata prima della fine dell'anno", ha dichiarato il consigliere di Stato Pascal Broulis all'Agenzia telegrafica svizzera, dichiarazioni riprese da "20minutes".
Per i cantoni interessati, ciò rappresenta oltre 300 milioni di franchi, di cui quasi 120 milioni per il solo Vaud. A titolo di paragone, i ristorni delle imposte dei frontalieri versati all'Italia dal canton Ticino ammontavano nel 2018 a 82,5 milioni.
Questi ritardi sono problematici per alcuni comuni, in particolare i comuni limitrofi. Una risoluzione, un'interpellanza e un postulato sono stati presentati martedì al Gran Consiglio Vaud.
Sanzionare i ritardi
Questa non è la prima volta che queste retrocessioni si verificano in ritardo. Il cantone di Vaud propone quindi di introdurre nell'accordo sanzioni per i ritardi di pagamento.
Il Dipartimento delle finanze diretto da Maurer ha indicato che studierà l'idea, ha aggiunto Pascal Broulis. Il Consiglio di Stato ricorda che questa convenzione risale agli anni '80, quando il numero dei lavoratori transfrontalieri era ancora piccolo. "Non siamo più nella stessa situazione" conclude Broulis.