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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Negli ultimi anni è stato frequentemente espresso il sospetto che il sistema svizzero per l'esplorazione di collegamenti di comunicazione satellitare ONYX (prima SATOS-3) fosse connesso in qualche modo con quello americano ECHELON. Tutti questi sospetti, che, tra l'altro, figurano nei rapporti del Parlamento belga, del Parlamento francese e del Parlamento europeo, si fondano su dichiarazioni di Duncan Campbell, probabilmente il più noto dei giornalisti che si occupano del tema ECHELON. Il signor Campbell non ha mai affermato di poter provare la sua ipotesi di un collegamento tra ONYX e ECHELON. Egli è giunto a questa conclusione considerando che una tale cooperazione presso gli altri Stati costituisce un fatto usuale e potrebbe pertanto aver luogo anche nel caso della Svizzera.</p><p>Per quanto concerne la Svizzera, ONYX è tuttavia un strumento nazionale gestito soltanto dalla Svizzera e che non dispone di alcun collegamento tecnico con sistemi comparabili di altri Stati.</p><p>2.-4. Il Consiglio federale ha già preso posizione a più riprese di fronte al Parlamento in merito alle speculazioni infondate su una partecipazione svizzera a ECHELON. In occasione di un dibattito in Parlamento relativo al messaggio sugli immobili 2000, l'allora consigliere federale Ogi ha chiarito che SATOS-3 (oggi ONYX) non è connesso a sistemi di esplorazione stranieri quali ad esempio ECHELON. Nella sua risposta all'interpellanza Raggenbass (01.3601), il Consiglio federale ha confermato tale affermazione e ha ribadito che non sussistono collegamenti tra ONYX e ECHELON.</p><p>Per quanto riguarda la minaccia costituita da ECHELON nell'ambito dello spionaggio economico, il Consiglio federale ha preso posizione in merito in occasione dell'ora delle domande del 18 giugno 2001 (domanda di Hess Bernhard, 01.5095) nonché nella sua risposta all'interpellanza Raggebass (01.3601).</p><p>5. Il sistema ONYX serve all'acquisizione di informazioni relative ad avvenimenti all'estero, valutazione che possono pregiudicare la sicurezza della Svizzera. Si tratta quindi di informazioni in materia di politica di sicurezza, come stabilito sin dall'inizio dal Consiglio federale.</p><p>Nell'attuale mondo interconnesso, gli attori statali e non delle differenti regioni di crisi sono collegati con il resto del mondo e si servono di tali collegamenti, ad esempio, per acquisire tecnologie nel settore della proliferazione di armi nucleari. Per citare un altro esempio, tali collegamenti sono sfruttati anche dalla criminalità organizzata o da organizzazioni terroristiche. Tutti questi attori utilizzano a proprio vantaggio gli atout della moderna società delle informazioni e della comunicazione globali. In molti casi le comunicazioni intercettate consentono di trarre conclusioni concrete sull'attività e sulle intenzioni degli attori summenzionati.</p><p>6. L'utilizzazione di ONYX avviene su territorio svizzero e si orienta solamente verso le priorità della Svizzera in materia di politica di sicurezza. Le informazioni acquisite con ONYX migliorano le possibilità della Svizzera di riconoscere le minacce e i rischi in materia di politica di sicurezza. Uno strumento come ONYX, sottoposto a un controllo esclusivamente nazionale, aiuta la Svizzera ad effettuare una valutazione della situazione autonoma e indipendente dall'estero, valutazione che funge da base per la gestione dei rischi e la difesa dai pericoli. L'impiego delle conoscenze così acquisite è sicuramente da ritenersi conforme alla neutralità.</p><p>7. Le informazioni relative a una stazione ECHELON su territorio svizzero sono evidentemente errate e si fondano su un malinteso. A Leuk non esistono impianti relativi al sistema ECHELON. Tuttavia, nel 2000 la società statunitense Verestar ha acquistato da Swisscom stazioni satellitari di terra commerciali situate a Leuk. Già nella sua risposta all'interpellanza Hess (00.3629), il Consiglio federale non ha tuttavia rilevato alcuna relazione tra l'esercizio dell'impianto a Leuk da parte della ditta Verestar e il sistema ECHELON. </p><p>8. L'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) assicura in Svizzera che i titolari di concessioni (tra cui Verestar) rispettino il diritto internazionale delle telecomunicazioni, il diritto costituzionale svizzero e la legislazione svizzera nonché le disposizioni inerenti alla concessione. I titolari delle concessioni sono inoltre vincolati dalla legge a fornire all'UFCOM, in quanto autorità concedente, tutte le informazioni necessarie all'esecuzione della legge sulle telecomunicazioni (LTC). </p><p>Né nella LTC né nella concessione figurano tuttavia disposizioni concernenti il genere di informazioni che possono essere trasmesse dal titolare di una concessione. Inoltre, il diritto della neutralità, come risulta dalla Convenzione dell'Aia del 1907, non obbliga la Svizzera a a proibire o a restringere l'uso, da parte dei belligeranti, dei cavi telegrafici o telefonici e degli apparecchi di telegrafia senza filo, siano essi di sua proprietà, oppure proprietà di compagnie o di privati. Non sussiste alcun motivo di ritenere che la società Verestar abbia violato le regolamentazioni vigenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.