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Il Tribunale federale dovrà decidere se una scolara di St. Margrethen (SG) può andare a scuola con il velo islamico. Il consiglio scolastico della cittadina sangallese ha reso noto oggi di aver impugnato la decisione del Tribunale amministrativo cantonale che aveva accolto un ricorso presentato dalla famiglia della giovane contro il divieto di indossare il copricapo in classe.
Il fatto di portare il velo islamico è "un simbolo per una interpretazione fondamentalista dell'islam e quindi un ostacolo all'integrazione". Il diritto costituzionale alla libertà di religione è naturalmente un bene prezioso che deve essere rispettato. Ma se in questo modo si ostacolano gli sforzi d'integrazione allora si tratta di una errata interpretazione della tolleranza, affermano le autorità, le quali ritengono che questi argomenti non siano stati tenuti in debito conto dalla corte sangallese.
Nel novembre scorso la corte amministrativa aveva ammesso che il desiderio della 13enne di portare il velo islamico (hijab) durante le lezioni è protetto dalla libertà di credo e di coscienza e aveva quindi ritenuto che un divieto sarebbe "sproporzionato".
Dopo le vacanze estive del 2013 la giovane, di origine bosniaca, si era presentata a scuola, accompagnata dal padre, con un velo. La responsabile dell'istituto aveva spiegato loro che ciò è vietato da una direttiva del Consiglio scolastico. La famiglia aveva quindi inoltrato ricorso.
SDA-ATS