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Il futuro della Svizzera è legato allo sviluppo di nuove idee. Ne è convinto Johannes Kaufmann, già direttore dell'Agenzia per la promozione dell'innovazione.
Nell'«Anno della tecnica» appena concluso, diversi eventi - come la mostra su Einstein a Berna e le manifestazioni per i 150 anni del Politecnico di Zurigo - hanno sottolineato l'importanza dell'innovazione.
«Siamo riusciti a infondere ottimismo e fiducia» dichiara a swissinfo Johannes Kaufmann, da poco ex direttore dell'Agenzia per la promozione dell'innovazione (CTI). Ad inizio 2006, Kaufmann ha lasciato la testa della CTI, che ha guidato per tre anni.
La tecnologia svizzera ben presente
Basta sfogliare i giornali per scoprire che l'economia elvetica sa creare prodotti di alta tecnologia. Quando una sonda parte per Marte o va ad esplorare l'atmosfera di Venere porta con sé anche tecnologia d'avanguardia elvetica.
La lista delle imprese che hanno creato nuovi prodotti è lunga. Kaufmann fa l'esempio della Nanosurf, che ha realizzato l'anno scorso un microscopio con nanotecnologia.
La CTI riceve ogni anno circa 800 domande di sussidi, ma solo il 40% supera l'esame. «Il concetto della CTI si basa su una collaborazione tra pubblico e privato». Le idee vengono sottoposte soprattutto dalle università, «ma in futuro bisognerà invertire la tendenza, perché i prodotti che hanno un miglior impatto commerciale sono promossi da un'impresa» afferma Kaufmann.
Il problema è che «molte piccole e medie imprese elvetiche non sanno chi li può aiutare nel campo dell'innovazione» constata Kaufmann.
Un nuovo meccanismo
Per superare l'ostacolo, la CTI ha sviluppato un nuovo meccanismo.
«Alle imprese che vogliono realizzare un buon progetto si dà un voucher (una specie di buono, ndr) con il quale possono rivolgersi alle università o ai centri di ricerca per cercare le persone in grado di realizzare il loro progetto».
In questo modo ci sono migliori probabilità che il prodotto sia immesso rapidamente sul mercato. Questo è un fattore decisivo, perché la durata di vita di un prodotto è sempre più breve e la concorrenza sempre più forte.
Prima di arrivare a Berna, Kaufmann è stato alcuni anni a Washington, dove ha studiato attentamente cosa si fa oltre oceano per promuovere la ricerca e lo sviluppo a livello pubblico.
L'esempio americano
Negli Stati Uniti molti giovani con nuove idee vogliono mettersi in proprio. In Svizzera lo spirito imprenditoriale è meno forte. La CTI, che ha un bilancio annuale di 100 milioni di franchi, cerca adesso con nuovi programmi di aiutare i giovani a superare i timori e a lanciarsi nell'imprenditoria quando hanno una buona idea.
Oltre a corsi di base, ai giovani di talento che escono dalle università o dalle scuole superiori viene spiegato «come possono sfruttare bene una idea innovativa, sviluppare una rete di contatti, risolvere i problemi logistici, lavorare in team, ma anche come devono presentare i loro prodotti al mondo degli affari» spiega Kaufmann.
Concorrenza sempre più agguerrita
In un mondo sempre più globale, la Svizzera deve fare i conti con una concorrenza agguerrita. «Personalmente ritengono che bisogna vendere globalmente, ma prosperare a livello nazionale. La Svizzera deve avere un buon portafoglio innovativo, deve eccellere nei campi della ricerca e della formazione e deve promuovere l'imprenditorialità», afferma Kaufmann ricordando che «ogni nuovo posto creato nel settore della produzione genera due posti di lavoro nel settore dei servizi».
Per vincere la sfida la Svizzera deve diventare anche più flessibile. «La struttura federalista può rivelarsi uno svantaggio perché impedisce di agire e adattarsi in fretta», osserva Kaufmann.
«Il nostro è ancora uno Stato agricolo che non ha concluso la transizione verso una società scientifica», ricorda Kaufmann. Molto resta quindi ancora da fare, ma la mostra su Einstein e le manifestazioni degli ultimi mesi hanno dimostrato che anche un paese piccolo come la Svizzera può fare cose importanti. «Quello che conta – conclude Johannes Kaufmann – è restare positivi».
swissinfo, Anna Luisa Ferro Mäder
In breve
L'Agenzia per la promozione dell'innovazione (CTI), che sino al 2003 si chiamava Commissione per la tecnologia e l'innovazione, dispone annualmente di circa 100 milioni di franchi.
L'80% di questa somma è destinato a sostenere progetti di piccole e medie imprese. Il resto permette di finanziare programmi per formare e aiutare giovani che vogliono mettersi in proprio e altre attività legate alla promozione dell'innovazione.
Dal 2002 al dicembre 2005, la CTI è stata diretta dal 47enne Johannes Kaufmann.