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Incarto n. 14.2023.19 Lugano 20 marzo 2023 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello composta del giudice: Jaques, presidente vicecancelliere: Cortese statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.49 (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord promossa con istanza 20 gennaio 2023 dalla CO 1 (rappresentata dalla RA 1, ) contro RE 1 giudicando sul reclamo del 1° marzo 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 1° marzo 2023 dal Pretore; ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, il 20 gennaio 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 3'371.90 oltre a interessi e spese. B. All’udienza di discussione del 28 febbraio 2023 nessuno è comparso. C. Statuendo con decisione del 1° marzo 2023 il Pretore ha dichia-rato il fallimento di RE 1 dallo stesso giorno alle ore 14:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 100.–. D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 1° marzo 2023 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 3 marzo 2023 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Stante il prevedibile esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato intimato alla contropar­te per osservazioni. Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato già lo stesso giorno in cui la decisione impugnata è stata emessa, il 1° marzo 2023 (data del timbro postale), il reclamo è senz’altro tempestivo. Lo è anche lo scritto del 13 marzo 2023, con cui RE 1 ha prodotto la prova del pagamento dell’anticipo delle spese processuali presumibili richiesto dalla Camera e del versamento di fr. 200.– all’Ufficio d’esecuzione quello stesso 13 marzo. 2. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova autentici o in senso proprio, denominati in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2). L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ). 2.2 Nel caso in esame, in sede di concessione dell’effetto sospensivo la Camera ha rilevato che il reclamante aveva dimostrato di aver effettuato, prima della pronuncia del fallimento, due versamenti a favore dell’istante di fr. 589.20 il 31 gennaio 2023 e di fr. 2'782.70 il 22 febbraio 2023, pari a complessivi fr. 3'371.90, ma che l’istante non aveva confermato che tali pagamenti avessero estinto la pretesa posta in esecuzione, che secondo il registro delle esecuzioni ammontava a fr. 3'434.70, tassa del decreto di fallimento (di fr. 100.–) esclusa. Ha tuttavia considerato che il reclamante aveva ancora la possibilità, entro la scadenza del termine di reclamo, di produrre la prova del pagamento integrale del suo debito, o tramite una dichiarazione dell’istante o con un’attestazione dell’Uffi­cio d’esecuzione. Il 13 marzo 2023 RE 1 ha inoltrato una ricevuta rilasciata quello stesso giorno dall’Ufficio d’esecuzione relativa al pagamento di un “acconto” di fr. 200.– a favore dell’ese­cuzione che ha portato al fallimento. Aggiunto ai versamenti del 31 gennaio e 22 febbraio 2023 effettuati direttamente all’istante, l’acconto pare saldare l’intero debito. La CO 1 non ha però con-fermato la ricezione dei versamenti appena citati, né al reclaman­te, né all’Ufficio, che non li ha registrati nel suo applicativo informatico. Non è però necessario istruire ulteriormente questo punto, perché il reclamo va ad ogni modo respinto per un altro motivo. 2.3 Infatti, anche volendo ammettere che il versamento di fr. 200.– al­l’Ufficio il 13 marzo 2023 abbia estinto il credito dell’istante, il reclamante avrebbe dovuto rendere verosimile la propria solvibilità, come espressamente ricordatogli nell’ordinanza di effetto sospensivo, per ottenere l’annullamento del fallimento (art. 174 cpv. 2 LEF), dal momento che l’ultimo versamento è posteriore alla pronuncia del fallimento. Ora, egli non ha speso una sola parola al riguardo nel suo scritto del 13 marzo 2023. D’altronde, la Camera ha appurato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che nei suoi confronti sono pendenti 22 esecuzioni per oltre fr. 58'000.– complessivi (fatta astrazione del l’ese­cuzione che ha condotto al fallimento), di cui cinque sono giunte allo stadio del pignoramento di reddito e due della comminatoria di fallimento, e sono stati rilasciati ben 13 attestati di carenza di beni per oltre fr. 50'000.–. Ciò porta a concludere che il reclamante non dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In queste circostanze si può quindi affermare che l’incapa­cità di pagamento del reclamante appare più probabile della sua capaci­tà di pagamento. Il presupposto della solvibilità non essendo stato reso verosimile, il reclamo va respinto e il fallimento di RE 1, sospeso provvisoriamente il 3 marzo 2023, nuovamente pronunciato. 3. La tassa di giustizia, calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF ( RS 281.35 ), è posta a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. Per questi motivi, pronuncia: 1. Il reclamo è respinto e di conseguenza è nuovamente pronunciato il fallimento di RE 1 dal giorno martedì 21 marzo 2021 alle ore 09.00. 2. La tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 250.–, è posta a carico di RE 1. 3. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Mendrisio; – Ufficio dei fallimenti, Lugano; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio. Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 14.2023.19 Incarto n. 14.2023.19

Incarto n. Lugano 20 marzo 2023 Lugano

Lugano 20 marzo 2023

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Cortese Cortese

Cortese statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.49 (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord promossa con istanza 20 gennaio 2023 dalla

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.49 (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord promossa con istanza 20 gennaio 2023 dalla CO 1 (rappresentata dalla RA 1, ) CO 1

CO 1 (rappresentata dalla RA 1, )

(rappresentata dalla RA 1, ) contro contro

contro RE 1 RE 1

RE 1 giudicando sul reclamo del 1° marzo 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 1° marzo 2023 dal Pretore;

giudicando sul reclamo del 1° marzo 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 1° marzo 2023 dal Pretore; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, il 20 gennaio 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 3'371.90 oltre a interessi e spese. in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, il 20 gennaio 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 3'371.90 oltre a interessi e spese. B. All’udienza di discussione del 28 febbraio 2023 nessuno è comparso.

B. All’udienza di discussione del 28 febbraio 2023 nessuno è comparso. C. Statuendo con decisione del 1° marzo 2023 il Pretore ha dichia-rato il fallimento di RE 1 dallo stesso giorno alle ore 14:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 100.–.

C. Statuendo con decisione del 1° marzo 2023 il Pretore ha dichia-rato il fallimento di RE 1 dallo stesso giorno alle ore 14:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 100.–. D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 1° marzo 2023 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 3 marzo 2023 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Stante il prevedibile esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato intimato alla contropar­te per osservazioni.

D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 1° marzo 2023 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 3 marzo 2023 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Stante il prevedibile esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato intimato alla contropar­te per osservazioni. Considerando

Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato già lo stesso giorno in cui la decisione impugnata è stata emessa, il 1° marzo 2023 (data del timbro postale), il reclamo è senz’altro tempestivo. Lo è anche lo scritto del 13 marzo 2023, con cui RE 1 ha prodotto la prova del pagamento dell’anticipo delle spese processuali presumibili richiesto dalla Camera e del versamento di fr. 200.– all’Ufficio d’esecuzione quello stesso 13 marzo.

Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato già lo stesso giorno in cui la decisione impugnata è stata emessa, il 1° marzo 2023 (data del timbro postale), il reclamo è senz’altro tempestivo. Lo è anche lo scritto del 13 marzo 2023, con cui RE 1 ha prodotto la prova del pagamento dell’anticipo delle spese processuali presumibili richiesto dalla Camera e del versamento di fr. 200.– all’Ufficio d’esecuzione quello stesso 13 marzo. del 13 marzo 2023, con cui RE 1 ha prodotto la prova del pagamento dell’anticipo delle spese processuali presumibili richiesto dalla Camera e del versamento di fr. 200.– all’Ufficio d’esecuzione quello stesso 13 marzo. del 13 marzo 2023, con cui RE 1 ha prodotto la prova del pagamento dell’anticipo delle spese processuali presumibili richiesto dalla Camera e del versamento di fr. 200.– all’Ufficio d’esecuzione quello stesso 13 marzo. 2. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

2. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova autentici o in senso proprio, denominati in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( 2.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova nova autentici o in senso proprio, autentici o in senso proprio, denominati in tedesco denominati in tedesco denominati in tedesco “echte Nova” “echte Nova”, in contrapposizione agli, in contrapposizione agli pseudonova pseudonova o o “unechte Nova” “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven-gono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2). agosto 2011, consid. 2). L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ).

L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugna­to. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ). ). 2.2 Nel caso in esame, in sede di concessione dell’effetto sospensivo la Camera ha rilevato che il reclamante aveva dimostrato di aver effettuato, prima della pronuncia del fallimento, due versamenti a favore dell’istante di fr. 589.20 il 31 gennaio 2023 e di fr. 2'782.70 il 22 febbraio 2023, pari a complessivi fr. 3'371.90, ma che l’istante non aveva confermato che tali pagamenti avessero estinto la pretesa posta in esecuzione, che secondo il registro delle esecuzioni ammontava a fr. 3'434.70, tassa del decreto di fallimento (di fr. 100.–) esclusa. Ha tuttavia considerato che il reclamante aveva ancora la possibilità, entro la scadenza del termine di reclamo, di produrre la prova del pagamento integrale del suo debito, o tramite una dichiarazione dell’istante o con un’attestazione dell’Uffi­cio d’esecuzione. Il 13 marzo 2023 RE 1 ha inoltrato una ricevuta rilasciata quello stesso giorno dall’Ufficio d’esecuzione relativa al pagamento di un “acconto” di fr. 200.– a favore dell’ese­cuzione che ha portato al fallimento. Aggiunto ai versamenti del 31 gennaio e 22 febbraio 2023 effettuati direttamente all’istante, l’acconto pare saldare l’intero debito. La CO 1 non ha però con-fermato la ricezione dei versamenti appena citati, né al reclaman­te, né all’Ufficio, che non li ha registrati nel suo applicativo informatico. Non è però necessario istruire ulteriormente questo punto, perché il reclamo va ad ogni modo respinto per un altro motivo.

2.2 Nel caso in esame, in sede di concessione dell’effetto sospensivo la Camera ha rilevato che il reclamante aveva dimostrato di aver effettuato, prima della pronuncia del fallimento, due versamenti a favore dell’istante di fr. 589.20 il 31 gennaio 2023 e di fr. 2'782.70 il 22 febbraio 2023, pari a complessivi fr. 3'371.90, ma che l’istante non aveva confermato che tali pagamenti avessero estinto la pretesa posta in esecuzione, che secondo il registro delle esecuzioni ammontava a fr. 3'434.70, tassa del decreto di fallimento (di fr. 100.–) esclusa. Ha tuttavia considerato che 2.2 Nel caso in esame, in sede di concessione dell’effetto sospensivo la Camera ha rilevato che il reclamante aveva dimostrato di aver effettuato, prima della pronuncia del fallimento, due versamenti a favore dell’istante di fr. 589.20 il 31 gennaio 2023 e di fr. 2'782.70 il 22 febbraio 2023, pari a complessivi fr. 3'371.90, ma che l’istante non aveva confermato che tali pagamenti avessero estinto la pretesa posta in esecuzione, che secondo il registro delle esecuzioni ammontava a fr. 3'434.70, tassa del decreto di fallimento (di fr. 100.–) esclusa. Ha tuttavia considerato che “acconto” 31 gennaio e 22 febbraio 2023 effettuati direttamente all’istante, l’acconto pare saldare l’intero debito. La CO 1 non ha però con-fermato la ricezione dei versamenti appena citati, né al reclaman­te, né all’Ufficio, che non li ha registrati nel suo applicativo informatico. Non è però necessario istruire ulteriormente questo punto, perché il reclamo va ad ogni modo respinto per un altro motivo. 31 gennaio e 22 febbraio 2023 effettuati direttamente all’istante, l’acconto pare saldare l’intero debito. La CO 1 non ha però con-fermato la ricezione dei versamenti appena citati, né al reclaman­te, né all’Ufficio, che non li ha registrati nel suo applicativo informatico. Non è però necessario istruire ulteriormente questo punto, perché il reclamo va ad ogni modo respinto per un altro motivo. 2.3 Infatti, anche volendo ammettere che il versamento di fr. 200.– al­l’Ufficio il 13 marzo 2023 abbia estinto il credito dell’istante, il reclamante avrebbe dovuto rendere verosimile la propria solvibilità, come espressamente ricordatogli nell’ordinanza di effetto sospensivo, per ottenere l’annullamento del fallimento (art. 174 cpv. 2 LEF), dal momento che l’ultimo versamento è posteriore alla pronuncia del fallimento.

2.3 Infatti, anche volendo ammettere che il versamento 2.3 Infatti, anche volendo ammettere che il versamento Ora, egli non ha speso una sola parola al riguardo nel suo scritto del 13 marzo 2023. D’altronde, la Camera ha appurato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che nei suoi confronti sono pendenti 22 esecuzioni per oltre fr. 58'000.– complessivi (fatta astrazione del l’ese­cuzione che ha condotto al fallimento), di cui cinque sono giunte allo stadio del pignoramento di reddito e due della comminatoria di fallimento, e sono stati rilasciati ben 13 attestati di carenza di beni per oltre fr. 50'000.–. Ciò porta a concludere che il reclamante non dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In queste circostanze si può quindi affermare che l’incapa­cità di pagamento del reclamante appare più probabile della sua capaci­tà di pagamento. Il presupposto della solvibilità non essendo stato reso verosimile, il reclamo va respinto e il fallimento di RE 1, sospeso provvisoriamente il 3 marzo 2023, nuovamente pronunciato.

Ora, egli non ha speso una sola parola al riguardo nel suo scritto del 13 marzo 2023. D’altronde, la Camera ha appurato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che nei suoi confronti sono pendenti 22 esecuzioni per oltre fr. 58'000.– complessivi (fatta astrazione del l’ese­cuzione che ha condotto al fallimento), di cui cinque sono giunte allo stadio del pignoramento di reddito e due della comminatoria di fallimento, e sono stati rilasciati ben 13 attestati di carenza di beni per oltre fr. 50'000.–. Ciò porta a concludere che il reclamante non dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In queste circostanze si può quindi affermare che l’incapa­cità di pagamento del reclamante appare più probabile della sua capaci­tà di pagamento. Il presupposto della solvibilità non essendo stato reso verosimile, il reclamo va respinto e il fallimento di RE 1, sospeso provvisoriamente il 3 marzo 2023, nuovamente pronunciato. Ora, egli non ha speso una sola parola al riguardo nel suo scritto del 13 marzo 2023. D’altronde, la Camera ha appurato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che nei suoi confronti sono pendenti 22 esecuzioni per oltre fr. 58'000.– complessivi (fatta astrazione del l’ese­cuzione che ha condotto al fallimento), di cui cinque sono giunte allo stadio del pignoramento di reddito e due della comminatoria di fallimento, e sono stati rilasciati ben 13 attestati di carenza di beni per oltre fr. 50'000.–. Ciò porta a concludere che il reclamante non dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In queste circostanze si può quindi affermare che l’incapa­cità di pagamento del reclamante appare più probabile della sua capaci­tà di pagamento. Il presupposto della solvibilità non essendo stato reso verosimile, il reclamo va respinto e il fallimento di RE 1, sospeso provvisoriamente il 3 marzo 2023, nuovamente pronunciato. l’ese­cuzione che ha condotto al fallimento), di cui cinque sono giunte 3. La tassa di giustizia, calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF ( RS 281.35 ), è posta a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.

3. La tassa di giustizia, calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF ( RS 281.35 ), è posta a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. Il reclamo è respinto e di conseguenza è nuovamente pronunciato il fallimento di RE 1 dal giorno martedì 21 marzo 2021 alle ore 09.00. pronuncia: 1. Il reclamo è respinto e di conseguenza è nuovamente pronunciato il fallimento di RE 1 dal giorno martedì 21 marzo 2021 alle ore 09.00. 2. La tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 250.–, è posta a carico di RE 1.

2. La tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 250.–, è posta a carico di RE 1. 3. Notificazione a:

3. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Mendrisio; – Ufficio dei fallimenti, Lugano; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio. – ;

– ; –

– ;

; – Ufficio d’esecuzione, Mendrisio;

– Ufficio d’esecuzione, Mendrisio; – Ufficio dei fallimenti, Lugano;

– Ufficio dei fallimenti, Lugano; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca;

– Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio.

– Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio. Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord.

Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).