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La Riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III), su cui probabilmente il popolo voterà a febbraio, non soddisfa l'Unione delle città svizzere (UCS), che ha deciso di lasciare libertà di voto.
In un comunicato odierno l'UCS si rammarica che la riforma uscita dal Parlamento non tenga sufficientemente conto delle preoccupazioni espresse da città e comuni.
Il comitato dell'associazione non ha raggiunto un consenso, decidendo di lasciare libertà di voto. Ha chiesto tuttavia ai Cantoni di tener conto, nell'applicazione della riforma, dei bisogni di città e comuni urbani.
Le ripercussioni sulle loro finanze sono difficilmente valutabili, secondo l'UCS. Stando a sui calcoli, ad esempio, con un tasso al 15% la cittadina di Bienne (BE) perderebbe 15 milioni di franchi, Losanna 50 milioni, Zurigo 300 e Basilea addirittura 400 milioni.
SDA-ATS