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Lo "scudo fiscale" varato dal governo di Ankara per fare tornare capitali turchi dall'estero ha consentito il rientro di 50,5 miliardi di lire turche, circa 24,3 miliardi di franchi, riferisce oggi il quotidiano "Hürriyet" citando fonti del ministero dell'economia.
Il decreto di amnistia fiscale varato in maggio dalla Grande assemblea di Ankara con scadenza il 31 luglio prevede una tassa unica del 2% - rispetto al 35% normalmente in vigore - con l'estinzione di ogni pendenza, per fare tornare in Turchia i capitali detenuti all'estero da cittadini turchi.