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Nel Mondiale delle sorprese, gli ottavi di finale non potevano sottrarsi alla tendenza della fase a gironi. E così, dopo l’accesso ai quarti di tutte le favorite, a rompere la tendenza è stato il Marocco che ha rispedito a casa una deludentissima Spagna. La sfida si è risolta ai rigori, lotteria nel corso della quale gli africani hanno sbagliato una sola delle quattro conclusioni effettuate (Sabiri, Ziyech e Hakini in gol, Benoun no), mentre gli iberici si sono dimostrati disastrosi sbagliando tre volte con Sarabia, Soler e Busquets. Il successo del Marocco, ai quarti di finale per la prima volta nella sua storia, è stato meritato nella misura in cui gli spagnoli si sono rotti le corna per 120’ contro il muro difensivo rossoverde, senza trovare soluzioni per aggirarlo.
Ne sono nati 120’ senza reti e con tanta noia. In particolare nel corso di un primo tempo nel quale la Spagna ha fatto il solito possesso palla ma, come già con il Giappone, non è mai riuscita a trovare il modo di aggirare l’attenta difesa del Marocco. Poco ritmo, nessuna verticalizzazione, nessun giocatore pronto a dettare la profondità: la selezione di Luis Enrique ha ampiamente deluso le aspettative, tant’è che per tutti i primi 45’ non è mai stata in grado di concludere verso la porta di Bono. Al contrario, le uniche due occasioni degne di nota le ha firmate il Marocco, al 33’ con una conclusione di Mazaouri che Simon ha controllato in due tempi, poi ancora al 43’ con un colpo di testa di Aguerd da ottima posizione, con palla però finita sopra la traversa.
Non che la ripresa sia stata migliore, ma per lo meno la Spagna ha concluso una volta verso la porta di Bono, con un tiro di Dani Olmo da fuori, respinto di pugni dall’estremo difensore marocchino.
Qualcosa di più lo si è visto nella mezz’ora di supplementari, anche grazie all’ingresso tra gli iberici di Balde e Ansu Fati, i quali hanno dato un po’ di vivacità a una manovra che finalmente ha provato qualche soluzione alternativa (verticalizzazioni, conclusioni da fuori, cross) senza per altro creare grandissimi pericoli, se non quello al 120’, con Sarabia che al volo ha scheggiato il palo. In precedenza (104’), il Marocco era andato vicinissimo al gol del probabile successo con Cheddira che davanti a Simon si era fatto ipnotizzare dall’uscita del portiere spagnolo.
Alla fine, come detto, la sfida si è decisa dagli undici metri, in un esercizio nel quale gli spagnoli si sono dimostrati stranamente imprecisi, con un palo e due sciatte conclusioni parate. Significativo che a sancire la vittoria marocchina sia stato Achraf Hakimi, attuale laterale del Psg, ma nato a getafe e cresciuto nella cantera del Real Madrid.