Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/160312

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo la LIFD e la LAID, per quale ragione a partire dalla maggiore età del figlio gli alimenti e gli assegni di formazione non sono più deducibili dal reddito del genitore pagante?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le spese per il mantenimento dei componenti familiari rappresentano un utilizzo del reddito e pertanto non sono generalmente deducibili. Lo stesso sistema sarebbe logico anche per le prestazioni di mantenimento versate dai genitori che vivono separati a favore dei figli minorenni. Infatti neppure il genitore presso il quale vive il figlio può dedurre le proprie prestazioni di mantenimento (abitazione, vitto, "paghetta"). Il legislatore ha tuttavia introdotto un'eccezione al principio nella LIFD e nella LAID nel caso in cui i genitori con figli minorenni vivono separati. Secondo la vigente imposizione degli alimenti, i contributi di mantenimento che un genitore riceve per i figli sotto la sua autorità parentale sono completamente imponibili. Dall'altro lato, questi alimenti possono essere dedotti interamente dalla persona obbligata a prestarli. L'imposizione avviene secondo il cosiddetto principio di afflusso, ossia le prestazioni di mantenimento sono tassate presso il beneficiario e ne è ammessa la deduzione da parte della persona che le versa, secondo il principio della corrispondenza. La deducibilità dei contributi di mantenimento per i figli minorenni vale tuttavia solo per i contributi di mantenimento dovuti secondo il diritto di famiglia, non per gli alimenti versati volontariamente.</p><p>Non appena i figli diventano maggiorenni, la deroga non trova più applicazione. Sui contributi di mantenimento che affluiscono direttamente a un figlio maggiorenne non devono essere pagate tasse né dal figlio stesso né dal genitore presso cui il figlio vive. Il figlio riceve "prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia" esenti da tasse (art. 24 lett. e LIFD). In questo caso il genitore che presta i contributi di mantenimento non può più dedurli dal proprio reddito. Queste prestazioni diventano normalissime "spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia" non deducibili, come avviene sempre per i genitori non separati con figli maggiorenni (e nel loro caso vale anche per i figli minorenni).</p><p>Tuttavia, nell'ambito dell'imposta federale diretta secondo la prassi vigente il genitore che presta i contributi di mantenimento può far valere la deduzione per i figli per un importo di 6500 franchi (art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD). Se entrambi i genitori versano contributi di mantenimento, può far valere la deduzione per i figli il genitore con le prestazioni finanziarie maggiori. All'altro genitore, la deduzione del mantenimento per 6500 franchi (art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD) spetta se le sue prestazioni uguagliano almeno l'importo della deduzione. I coniugi che vivono separati o sono divorziati su questo piano risultano privilegiati rispetto ai matrimoni intatti, perché i genitori coniugati hanno diritto solo alla deduzione per i figli. Questo trattamento privilegiato è giustificato dalla situazione finanziaria generalmente più difficile in cui spesso versano i genitori che vivono separati, tenendo conto pure delle spese generalmente più alte risultanti dalla separazione (ad esempio i costi per l'alloggio).</p><p>Nella LAID una simile regolazione non è prevista per i cantoni , poiché, secondo la Costituzione, i cantoni godono espressamente di autonomia nella determinazione delle deduzioni sociali (cfr. art. 129 cpv. 2 periodo 2 Cost.). Tuttavia sono liberi di disciplinare nella loro legge tributaria cantonale una soluzione analoga a quella disciplinata nella LIFD. L'articolo 9 capoverso 4 LAID riserva esplicitamente al diritto cantonale anche le deduzioni per i figli e altre deduzioni sociali.</p><p>Inoltre per stabilire i contributi di mantenimento, i tribunali civili considerano oggi l'imposizione fiscale dei genitori di figli minorenni e maggiorenni. In caso di modifica delle disposizioni fiscali occorrerebbe adeguare gli esistenti regimi sul mantenimento.</p><p>Le Camere federali hanno respinto precedenti interventi sullo stesso tema (Mozioni 06.3305, 06.3297, 09.3129 e 09.3239). Inoltre il Consiglio federale si è espresso in tal senso in altri interventi, ritenendo che la vigente imposizione sugli alimenti sia complessivamente da considerare una soluzione equa (interpellanza 96.3638 e mozioni 99.3482, 02.3718, 05.3319 e 14.3468).</p>  Risposta del Consiglio federale.