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Anche i lavoratori frontalieri devono essere obbligatoriamente assicurati alla Lamal in Svizzera. È questa la richiesta contenuta in un'interpellanza sottoposta al Consiglio federale da parte di Piero Marchesi (Udc). La motivazione, stando all'atto parlamentare del consigliere nazionale democentrista, poco c'entra con un miglioramento della qualità delle cure dei lavoratori frontalieri. Secondo Marchesi il punto è che il diritto di opzione previsto dalla legge, in pratica la possibilità di scegliere di rimanere assoggettati al sistema sanitario italiano, concede ai non residenti una differenza di potere d'acquisto non giustificabile.
Secondo l'Ordinanza sull'assicurazione malattie 832.102 infatti, all'articolo 3 'Frontalieri', è previsto che i lavoratori frontalieri possano esercitare il diritto di opzione, cioè scegliere se venire assoggettati all'assicurazione svizzera oppure rimanere assicurati nel paese di residenza. "È ipotizzabile che la maggior parte dei lavoratori frontalieri non siano assicurati in Svizzera per ragioni di costo – ragiona Marchesi – e questo, a parità di salario, permette loro di avere un reddito disponibile molto più alto dei lavoratori svizzeri in quanto, ad esempio in Italia, l'assicurazione malattia è di fatto gratuita".
Infine nella sua interpellanza Marchesi chiede al Consiglio federale di "quantificare i benefici economici (maggior incasso per le casse malati e di conseguenza riduzione dei premi per i cittadini svizzeri) e gli eventuali problemi" di un'affiliazione obbligatoria per i frontalieri.