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BERNA - Caritas Svizzera ha chiesto alla Confederazione un pacchetto di aiuti coronavirus del valore di un miliardo di franchi per combattere la fame nel mondo. La fame continua a diffondersi e la crisi del Covid-19 peggiora la situazione, scrive oggi l'associazione.
I singoli Stati non dispongono delle risorse per affrontare la crisi umanitaria da soli, ha indicato l'organizzazione umanitaria. «La Svizzera non deve guardare dall'altra parte». A causa della crisi del coronavirus, il Consiglio federale ha sbloccato in Svizzera un pacchetto di 30 miliardi di franchi. Così facendo, ha dimostrato di voler affrontare le sfide attuali con coraggio.
La Caritas ha chiesto al Dipartimento degli affari esteri di presentare al Parlamento un corrispondente pacchetto di aiuti umanitari per l'estero. Inoltre, la Svizzera deve elaborare una strategia per la cooperazione con l'Africa e rendere la sua politica agricola «giusta».
Secondo Caritas il numero di persone che muoiono di fame in tutto il mondo è di nuovo in aumento dal 2014. Oltre al cambiamento climatico, le cause sono la povertà, la disuguaglianza e i problemi strutturali del sistema agroalimentare.
Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), 690 milioni di persone, ossia l'8,9% della popolazione mondiale, soffrivano la fame prima della crisi del coronavirus. La FAO teme che fino a 130 milioni di persone in più possano trovarsi in una carestia acuta.
Caritas Svizzera si impegna con diversi progetti per lottare contro la fame. L'attenzione si concentra sull'Africa subsahariana. In Mali, Ciad, Etiopia e Uganda, ad esempio, l'organizzazione umanitaria promuove la produzione agricola da parte di piccole famiglie di contadini e si impegna a garantire loro l'accesso ai mercati locali e quindi a generare reddito.