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<h2>SubmittedText<h2><p>Per non dover decidere all'ultimo momento e dare invece alle autorità la possibilità di appoggiarsi a riflessioni formulate tempestivamente, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ha già elaborato e sperimentato piani per l'eventualità di un collasso del sistema bancario?</p><p>2. La Banca nazionale dispone di analoghi piani?</p><p>3. È indispensabile aumentare le garanzie sui risparmi degli investitori ed estenderle eventualmente ad altri averi?</p><p>4. Nel caso di un grave collasso del sistema bancario, quali sono le principali misure di sostegno (riguardo al minor gettito fiscale, a problemi di casse pensioni, ecc.)?</p><p>5. Come mantiene il Consiglio federale i contatti necessari con le grandi banche?</p><p>6. Si impongono modifiche di leggi (in particolare in ambiti come quello di Basilea II, della FINMA, della CFB, ecc.) affinché sia possibile gestire meglio eventuali crisi del sistema bancario?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In considerazione del grado elevato di coinvolgimento internazionale dell'economia svizzera e del carattere aperto della piazza finanziaria Svizzera, il Consiglio federale attribuisce una grandissima importanza alla stabilità finanziaria. Per garantire la stabilità del sistema finanziario nazionale e internazionale, rientra da sempre nei compiti del Consiglio federale confrontarsi costantemente con i possibili scenari di crisi e le opzioni di intervento. Considerazioni corrispondenti concernono segnatamente le grandi banche svizzere, rilevanti ai fini del sistema. I lavori correlati sono effettuati dal Dipartimento federale delle finanze, in collaborazione con la Banca nazionale svizzera (BNS) e la Commissione federale delle banche (CFB).</p><p>2. Le direttive della BNS del 25 marzo 2004 sugli strumenti di politica monetaria descrivono gli strumenti e le procedure che la BNS applica per attuare la propria politica monetaria. In questo senso la BNS può, nel quadro di un aiuto straordinario di liquidazione, mettere liquidità a disposizione di banche svizzere solvibili e rilevanti ai fini del sistema se questi istituti non possono più rifinanziarsi sul mercato.</p><p>3. La protezione dei titolari di depositi bancari è stata adeguata per l'ultima volta e notevolmente migliorata dalla modifica del 1° luglio 2004 della legge sulla banche. Il livello attuale di protezione dei depositi assicurati (importo nominale assicurato, garanzia obbligatoria dei depositi, diritti) corrisponde in ampia misura allo standard minimo richiesto nell'UE. Il Consiglio federale non intravede per il momento una necessità di intervento.</p><p>4. Per il Consiglio federale importa soprattutto impedire presso gli istituti bancari svizzeri situazioni di crisi che pregiudicherebbero la stabilità. A tale scopo la vigilanza sulle banche dispone di numerosi strumenti di vigilanza. In questo senso le esigenze che le banche svizzere devono adempiere per quanto riguarda i fondi propri sono molto elevate. Nel caso altamente improbabile del tracollo di una grande banca, le eventuali misure di sostegno perseguirebbero un'attenuazione del danno economico. Il genere e la struttura delle misure dipendono in maniera determinante dalle cause e dalle ripercussioni specifiche della situazione di crisi. È incontestabile che il tracollo di una grande banca si ripercuoterebbe negativamente sulle entrate fiscali future della comunità. I rischi corrispondenti di perdite sottolineano il valore di una politica finanziaria e della spesa prudente e orientata sul lungo termine. Spetta alle direzioni degli investitori istituzionali, come le casse pensioni, provvedere a una diversificazione ottimale dei rischi dei loro portafogli di azioni.</p><p>5. La vigilanza sul settore bancario è assunta dalla CFB, mentre la vigilanza generale sulla stabilità del sistema e sull'approvvigionamento irreprensibile in liquidità compete alla BNS. La CFB è costantemente in contatto con gli istituti sottoposti a vigilanza. Il Consiglio federale è informato in merito ai principali sviluppi della crisi finanziaria e alle loro ripercussioni sul settore finanziario.</p><p>6. È prematuro valutare un'eventuale necessità di regolazione. Il Consiglio federale è inoltre convinto che eventuali misure di regolazione debbano essere poste in sintonia a livello internazionale. Un gruppo di lavoro di rango elevato del Financial Stability Forum (FSF) ha elaborato nel corso degli ultimi mesi - con il concorso determinante della Svizzera - raccomandazioni per l'eliminazione dei punti vulnerabili del settore finanziario internazionale. Le raccomandazioni del FSF sono state pubblicate l'11 aprile 2008. Per quanto concerne Basilea II, la CFB e la BNS collaborano in seno al comitato sulla vigilanza bancaria in vista di un inasprimento delle norme in materia di fondi propri per i rischi di mercato e di un aumento del cuscinetto di fondi propri nel quadro del pilastro II. Le leggi svizzere sui mercati finanziari sono strutturate come leggi quadro flessibili. Gli eventuali adeguamenti di Basilea II potrebbero pertanto essere attuati al livello subordinato di regolazione oppure tramite modifiche della prassi di vigilanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.