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Storia
Viganello, che si estende per 620'000 m² su di una superficie di 119 ettari, si unisce a Lugano nel 2004 e conserva tracce del passato rurale nel suo nucleo e in quello di Albonago, mentre assume caratteristiche urbane nella zona pianeggiante e nella collina del quartiere.
Nell'Ottocento i redditi agricoli di Viganello sono integrati dalla bachicoltura e dalle filande. Con la costruzione del ponte di Cassarate, nel 1866, e con successive opere d'ingegneria idrica, Viganello viene inserito nella rete viaria della sponda destra del Cassarate e diventa zona industriale di Lugano. Diventa così sede della fabbricazione del cuoio e della conceria delle pelli, dell'industria dei mulini e della pasta, del legno e di quella farmaceutica. Le nuove attività produttive attirano numerosa manodopera italiana, tanto che nel 1900 il 44% della popolazione di Viganello è straniera.
Come tutti i quartieri situati poco lontano dal centro città, l'andamento demografico di Viganello subisce un forte incremento a partire dal Novecento, in particolar modo dalla seconda metà: nel 1808 si contano 244 abitanti, nel 1850 sono 319, ben 1'477 nel 1910, 2'163 nel 1950. Poco più di 50 anni dopo, nel 2008, gli abitanti risultano quasi quadruplicati, giungendo a 7'010.
Il significato etimologico di Viganello va ricercato nel nome latino vicus (villaggio). Il linguista Ottavio Lurati spiega che da vicus si giunge all'aggettivo vicanus, cioè relativo al villaggio per indicare le terre adibite all'uso collettivo, in opposizione e ben separate dai fondi di proprietà privata. Vicanus dà poi origine a Vigan. Mentre il nome di Viganell, senza la "o" finale, deriva dal diminutivo -ellum. La prima citazione di Viganello come comune risale al 1335 in un codice, il Volumen Magnum, conservato nell'Archivio di Stato di Como.
Lo stemma riproduce la Muggina, bell'esempio di casa rustica o masseria, iscritta nell'Elenco dei beni culturali del Ticino, restaurata negli anni 1981-87 (ospita anche il centro formativo dell'amministrazione comunale).
Luoghi di interesse
La Muggina viene eretta probabilmente nel XVI secolo ed è un buon esempio di casa rustica o masseria. Era di proprietà della famiglia luganese dei Mugini di cui, stando a diverse fonti storiche, esistono testimonianze a partire dal Cinquecento. La proprietà era circondata in buona parte da un muro, oltre il quale passavano le strade per Bottogno e per Viganello.
Una volta estintosi il Casato dei Mugini (l'ultimo discendente maschio della famiglia detta il suo testamento nel 1710) l'edificio e il terreno passano per volontà testamentaria all'ospedale di Santa Maria di Lugano, di cui oggi non c'è più traccia. L'ospedale, nella seconda metà del Settecento, cede tutto alla famiglia Perseghini. Il discendente Giacomo Luvini Perseghini eredita l'edificio e i terreni. Di forte ispirazione liberale, Luvini Perseghini mostra grande entusiasmo per i fatti del Risorgimento Italiano, fino a offrire rifugio e protezione alla Muggina a numerosi esuli politici.
Dopo un incendio viene restaurata la parte dell'edificio adibita a abitazione.
La Muggina è iscritta nell'Elenco dei beni culturali del Canton Ticino: tra gli elementi architettonici e decorativi di pregio si segnalano due torrette cilindriche, un portale bugnato e un camino con stucchi.
È oggetto di restauro nel 1981-87.