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Accompagnata da due donne poliziotto, in un gruppo di altri 99 scalatori, tutti uomini, Dhanya Sanal, 38 anni, funzionaria dei servizi informativi indiani, è stata la prima indiana a raggiungere ieri i 1'868 metri della vetta dell'Agasthyakoodam, montagna sinora inviolata dal genere femminile.
La cima è in Kerala, lo Stato del sud dell'India in cui si trova anche il tempio hindu di Sabarimala, divenuto famoso negli ultimi mesi per il tentativo dei tradizionalisti di continuare a impedire l'accesso alle donne in età fertile, a dispetto della sentenza della Corte Suprema indiana, che lo ha autorizzato in nome dell'uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini.
Con la sua impresa, Dhanya ha "violato", per la prima volta nella storia degli ultimi secoli, la montagna sulla quale gli abitanti locali salgono per venerare la statua di Agasthya, un santo hindu, votato al celibato come Ayappa, il dio cui è dedicato il tempio di Sabarimala.
Anche per la montagna di Agasthyakoodam è stato necessario l'intervento di un magistrato: lo scorso novembre l'Alta Corte del Kerala ha stabilito che il trekking non poteva essere proibito alle donne.
La montagna, la seconda più alta dello Stato, si trova nel cuore di una riserva: l'accesso viene consentito solo a cento camminatori al giorno. "Raggiungere la sommità richiede un notevole impegno fisico", ha dichiarato la prima scalatrice: "ci sono volute quattro ore e mezzo per arrivare in cima. La difficoltà maggiore sta nel sentiero su cui si incontrano frequenti frane e smottamenti. Consiglio alle donne che mi vorranno imitare di allenarsi adeguatamente".