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L'industria svizzera del tessile e dell'abbigliamento ha vissuto un nuovo anno difficile. Nel 2016, le esportazioni del tessile sono diminuite del 2,9% a 1,06 miliardi di franchi, quelle dell'abbigliamento dell'1,4% a 720 milioni.
Il calo della produzione industriale in Svizzera è dovuto tra l'altro al fatto che il settore si è fortemente internazionalizzato e specializzato, precisa oggi Swiss Textiles, l'organizzazione che rappresenta il comparto. Il franco forte ha accelerato questo cambiamento.
Le imprese del ramo lavorano nei campi più disparati, come la medicina, il trasporto, l'architettura, l'edilizia e lo sport. "Le imprese accentrano sempre più la loro attenzione su mercati di nicchia. Realizzano prodotti e processi innovativi destinati a nuovi impieghi", ha spiegato Andreas Sallmann, nella versione scritta del suo discorso. Il presidente di Swiss Textiles si esprimeva in occasione della conferenza stampa annuale dell'organizzazione che si teneva a San Gallo.
Globalmente, l'industria ha sofferto della situazione mondiale, ha indicato il suo direttore Peter Flückiger. La politica monetaria ultra-espansionistica della Banca centrale europea (BCE) non ha migliorato la situazione di cambio difficile per l'industria svizzera d'esportazione, ha sottolineato. In Cina la domanda è diminuita in seguito a cambiamenti strutturali. Nel Medio Oriente il potere d'acquisto è calato per la riduzione del prezzo del petrolio. La recessione ha continuato a farsi sentire in Brasile e Russia.
Swiss Textiles ha corretto le cifre ufficiali sull'esportazione d'abbigliamento. Le statistiche dell'Amministrazione federale delle dogane parlano di crescita, ma comprendono anche gli articoli restituiti ai fornitori su internet. Il 57% delle esportazioni di abbigliamento erano restituzioni di articoli e non vendite a partire dalla Svizzera. Sempre più persone in Svizzera acquistano online e all'estero, ha rilevato Flückiger.
Malgrado le prospettive congiunturali siano migliori quest'anno, Swiss Textiles sottolinea le tante incertezze, in primo luogo la politica monetaria della BCE e Brexit. Il settore è preoccupato anche dal protezionismo promosso dal presidente americano Donald Trump.
In gennaio e febbraio di quest'anno le esportazioni tessili sono calare dell'1,3% e quelle dell'abbigliamento del 12,5% rispetto ad un anno prima.
SDA-ATS