Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01089.jsonl.gz/181

BELGRADO - La Serbia è andata in tilt almeno per un'ora per migliaia di automobilisti che protestano contro l'aumento del prezzo del carburante e che fra le 17 e le 18 hanno bloccato importanti arterie cittadine, piazze, ponti, svincoli autostradali.
La protesta è stata mobilitata nei giorni scorsi attraverso le reti sociali - in primo luogo Facebook e Twitter. Tenuto anche conto dell'inizio del weekend, nel pomeriggio ha provocato la paralisi della circolazione stradale e forti disagi nella capitale Belgrado e in numerose altre città: Novi Sad, Nis, Sobor, Pozarevac, Leskovac, Sabac, Pancevo e Novi Pazar.
La protesta si è conclusa dopo un'ora, come annunciato, e la situazione del traffico sta tornando lentamente alla normalità. Ma il ministro dell'interno, Nebijsa Stefanovic, è tuonato in una dura condanna, definendo 'irresponsabili' gli autori dei blocchi stradali che hanno creato gravi disagi alla maggioranza dei cittadini.
In Serbia il prezzo di benzina e diesel è aumentato rapidamente nelle ultime settimane, e attualmente la media ai distributori oscilla tra i 152 e i 167 dinari (1,48-1,63 franchi), uno dei prezzi più alti fra i Paesi della regione.