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Recenti evidenze scientifiche hanno confermato l’elevata plasticità del cervello umano, che si manifesta in modo particolarmente significativo durante le fasi precoci dello sviluppo. Benché si siano identificate specifiche finestre temporali di maggiore suscettibilità all’apprendimento nel bambino, studi contemporanei (Zhou, X. & Merzenich, M.M., 2007) hanno dimostrato che la plasticità cerebrale persiste per tutta la vita. È stato osservato che terapie o allenamenti intensivi possono indurre modificazioni strutturali del cervello; in termini più specifici, la stimolazione e l’esercizio continuo di una determinata abilità comportano la formazione di nuove connessioni sinaptiche. Nei bambini affetti da Disturbo dello Spettro Autistico (DSA), oltre alle compromissioni nelle abilità comunicative e relazionali, si riscontrano significative difficoltà nelle Funzioni Esecutive. Queste includono capacità di pianificazione, inibizione, flessibilità cognitiva, risoluzione di problemi e controllo degli impulsi. Queste difficoltà hanno un impatto diretto sulla competenza sociale e sul rendimento scolastico (Pellicano 2012). L’utilizzo di nuove tecnologie nell’intervento terapeutico offre una maggiore continuità e coerenza nell’allenamento di abilità specifiche. Ciò è particolarmente vantaggioso per i bambini con DSA, poiché permette loro di concentrarsi esclusivamente sul compito cognitivo, eliminando le sfide associate all’interazione sociale. In questo modo, la tecnologia fornisce un ambiente di apprendimento più controllato e meno distrattivo, facilitando così il potenziamento delle abilità desiderate.