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La Confederazione potrà cessare di acquistare latte in polvere dai contadini svizzeri per distribuirlo ai Paesi in via di sviluppo. Dopo una lunga discussione, il Consiglio nazionale ha bocciato una mozione di Markus Hausammann (UDC/TG).
Hausammann chiedeva al governo di ritornare sulla sua decisione.
Dal 2018, i fondi saranno integralmente versati al Programma alimentare mondiale (PAM) dell'ONU. Le organizzazioni umanitarie, i produttori di latte in polvere e le organizzazioni di categoria sono state informate a metà dicembre 2016.
Citando uno studio dell'Alta scuola di scienze agronomiche, forestali e alimentari del canton Berna, Hausammann ha sostenuto che gli aiuti alimentari con latte in polvere hanno ricevuto una valutazione sostanzialmente positiva. Pertanto il sostegno ai Paesi in via di sviluppo tramite prodotti lattieri svizzeri, per un volume di 20'000 tonnellate, deve essere portato avanti.
Lo scopo del programma non è sostenere l'agricoltura indigena, ha replicato il consigliere federale Didier Burkhalter. Con gli stessi mezzi finanziari si potrebbe aiutare un milione di persone in più che soffre la fame, ha aggiunto il ministro degli esteri.
Nelle situazioni di carestia l'impiego di pacchi di generi alimentari proteici è inoltre più efficace. Il PAM continuerà tuttavia a fornire latte in polvere ad alcuni Paesi confrontati con problemi cronici di sottoalimentazione, come la Corea del Nord. In questi casi, il Consiglio federale chiederà al Programma alimentare di dare la priorità ai fornitori svizzeri, ha precisato Burkhalter.
SDA-ATS