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Incarto n. 9.2021.187 Lugano 24 novembre 2021 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello Franco Lardelli giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 e 48b lett. a n. 2 LOG assistito dalla segretaria Scheurich sedente per statuire nella causa che oppone RE 1 patr. da: __________ all’ Autorità regionale di protezione __________, per quanto riguarda le relazioni personali tra madre e figli giudicando sul reclamo del 22 novembre 2021 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 29 ottobre 2021 dall'Autorità regionale di protezione __________; letti ed esaminati gli atti, ritenuto in fatto e in diritto che PI 1 (2011) e PI 2 (2013) sono figli di RE 1 e CO 2, genitori separati; che con decisione supercautelare 29 settembre 2021 l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di protezione) ha: privato la signora RE 1 del diritto di determinare il luogo di dimora dei figli PI 1 e PI 2 (dispositivo n. 1); affidato provvisoriamente i due figli al padre signor CO 2 (dispositivo n. 2); sospeso le relazioni personali e telefoniche tra madre e figli (dispositivo n. 3); conferito mandato all’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP), __________, di effettuare una valutazione socio-ambientale del nucleo familiare dei minori PI 1 e PI 2, nonché del bisogno di affidamento a terzi (dispositivo n. 4); che la decisione è stata determinata da uno scritto 20 settembre 2021 dell’avv. PR 2 (per fatti preannunciati in data 17 settembre 2021) a seguito di una segnalazione fatta dalla figlia di primo letto della signora RE 1, __________ (2000) e 29 settembre 2021 della SRIP, in merito ad una situazione di grave disagio familiare di cui è pure stato informato il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati (Servizio LAV), ossia maltrattamenti e percosse da parte della madre sui due figli minorenni, con bastoni e altri oggetti e a mani nude per futili motivi; che, al termine della seduta di audizione dei genitori tenutasi l’11 ottobre 2021, l’Autorità di protezione ha confermato in via cautelare la decisione supercautelare (dispositivo n. 1), ossia la privazione della madre del diritto di determinare il luogo di dimora dei figli (dispositivo n. 2), l’affidamento provvisorio dei figli al padre (dispositivo n. 3), la sospensione delle relazioni personali e telefoniche tra madre e figli (dispositivo n. 4) e il mandato all’UAP di effettuare una valutazione socio-ambientale del nucleo familiare dei minori, nonché del bisogno di affidamento a terzi (dispositivo n. 5); che, previa audizione dei minori da parte del membro permanente dell’Autorità di protezione, avvenuta in data 13 ottobre 2021 – da cui è emerso il desiderio dei figli di vedere la mamma ma di avere paura di essere da lei ancora picchiati – con decisione 29 ottobre 2021 l’Autorità di prime cure ha: istituito a favore di PI 1 e PI 2 una curatela educativa ai sensi dell’art. 308 cpv. 1 e 2 CC, indicando quali compiti della curatrice mediare tra i genitori facilitando il passaggio di informazioni riguardanti i figli, coordinare i diritti di visita, sorvegliare i diritti di visita, redigere regolari rapporti all’attenzione dell’ARP (dispositivo n. 1); nominato quale curatrice la signora CURA 1, con l’invito a chiedere un adattamento della misura in caso di modifica delle circostanze (art. 414 CC) e a consegnare il rapporto morale annuale e la richiesta della mercede entro la fine di febbraio di ogni anno (dispositivo n. 2); riconosciuto alla curatrice un compenso orario di fr. 50.– per un dispendio di 6 ore mensili, che corrispondono a un importo complessivo annuo di fr. 3'600.–, più 10 ore iniziali per avviare la pratica e conoscere il caso, riservati eventuali futuri adeguamenti per nuove necessità, debitamente comprovate e tempestivamente segnalate; a tale importo potrà essere aggiunto il rimborso delle spese determinate dallo svolgimento del mandato (materiale d’ufficio, trasferte, telefonate, spese postali, ecc...) (dispositivo n. 3); stabilito che i costi della misura sono a carico della sostanza dei genitori in ragione di metà ciascuno; in caso di comprovata indigenza e impossibilità di rimborso anche parziale o rateale, tali costi sono anticipati dall’Autorità di protezione e posti a carico del Comune di domicilio (art. 19 LPMA, art. 3 cpv. 3 ROPMA)) (dispositivo n. 4); ripristinato le relazioni personali, comprese quelle telefoniche, della madre con i figli PI 1 e PI 2 (dispositivo n. 6); stabilito i diritti di visita madre/figli in 3 ore ogni 15 giorni in modalità accompagnata dalla curatrice educativa da svolgersi il mercoledì pomeriggio e in contatti telefonici riattivati in forma libera dopo il primo incontro mamma-bambini (dispositivo n. 7); che con reclamo 22 novembre 2021 presentato da “PR 1” sottoscritto dalla __________ in rappresentanza di RE 1 viene avversato il dispositivo n. 7 di quest’ultima decisione, con richiesta nelle conclusioni sottoposte a giudizio che “ il reclamo è accolto. I diritti di visita della madre sono ampliati con effetto immediato a favore dei figli PI 1 e PI 2 ” (richiesta n. 1) e che sono “ protestate le spese giudiziarie ” (richiesta n. 2); che il gravame non è stato intimato per osservazioni; che le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti minorenni sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, che decide nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore [LPMA]; art. 48 lett. f n. 9 LOG); riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC, occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC); che, oltre ai casi previsti dall'art. 48 lett. f n. 7-11 LOG, ai sensi dell'art. 48 b cpv. 1 lett. a LOG la Camera di protezione decide nella composizione di un giudice unico anche le procedure che terminano con lo stralcio della causa (n. 1) e la non entrata nel merito nelle impugnazioni manifestamente inammissibili, manifestamente non motivate in modo sufficiente, o querulomani o abusive (n. 2); che secondo l’art. 72 LPAmm l’Autorità di reclamo può, immediatamente o dopo richiamo degli atti, decidere con breve motivazione di dichiarare l’istanza o il reclamo irricevibili o di respingerli se si rivelano manifestamente infondati; che una procedura ricorsuale davanti alla Camera di protezione – ossia una Camera appartenente alla Sezione di diritto civile del Tribunale d’appello, chiamata tra l’altro ad applicare, nelle materie di sua competenza, norme del Codice civile (da art. 388 a art. 449c CC, 450 segg. CC), come pure a verificarne l’applicazione – può essere introdotta solo da patrocinatori professionali legittimati ai sensi della Legge federale sulla libera circolazione degli avvocati (LLCA); che nel caso sottoposto a giudizio il reclamo è sottoscritto dalla sola __________, che si legittima mediante produzione della procura di cui al documento n. 1, in base alla quale il mandato è anche a lei conferito; che l’avv. PR 1, titolare dello Studio legale e sotto la cui responsabilità operano i giuristi del suo studio, non ha sottoscritto il reclamo; il legale in questione risulta menzionato solo in modo generico con riferimento a pagina 1 del reclamo allo studio “PR 1”; che già per questo motivo il gravame appare irricevibile, perché presentato e sottoscritto solo da una giurista non legittimata ad introdurre da sola un gravame alla Camera di protezione (v. anche RtiD 2019-I 1c pag. 491); che il fatto che il reclamo sia stato gestito solo dalla __________ traspare del resto dai contenuti dell’atto introdotto alla Camera di protezione, visibilmente indirizzato ad un ampliamento generale e non meglio definito dei diritti di visita (“ i diritti di visita sono ampliati con effetto immediato a favore dei figli PI 1 e PI 2 ” v. reclamo punto 7 pag. 2 e richiesta n. 1 pag. 4 nel mezzo); che, se è pur vero che a pagina 4 verso l’alto viene postulato di “ ristabilire immediatamente le relazioni personali tra madre e figli, tutti i giorni sul mezzogiorno), tutti i mercoledì e tutte le domeniche ”, la richiesta appare comunque irrealizzabile senza che venga contestato il compito assegnato alla curatrice educativa di sorvegliare i diritti di visita (v. dispositivo n. 1) e la riforma del dispositivo n. 7 tesa alla soppressione della modalità accompagnata da parte della curatrice educativa; che in vero nelle argomentazioni del reclamo (ma non nelle conclusioni) viene postulata di fatto una custodia alternata tra padre e madre: in questo senso va interpretata la richiesta di avere con se i figli tutti i giorni sul mezzogiorno, tutti i mercoledì e tutte le domeniche; del resto l’“ alternativ a” di “ alternare la cura dei bambini tra madre e padre ” (reclamo punto 13 pag. 4 verso l’alto va proprio in questa direzione); ma se questo fosse quanto si vuole perseguire con il reclamo, la richiesta sarebbe nuovamente irricevibile, dovendo essere formulata davanti all’Autorità di prima sede, cui compete modificare la privazione di custodia della madre a suo tempo decisa con risoluzione cresciuta in giudicato; che per finire il gravame non si confronta minimamente con le motivazioni che hanno indotto l’Autorità di prime cure a limitare per il momento la ripresa dei diritti di vista a 3 ore ogni 15 giorni, in modalità accompagnata, il mercoledì pomeriggio, ossia i rischi legati ai pregressi comportamenti maltrattanti di RE 1, i timori palesati dai figli minorenni di subire ulteriori percosse e la necessità di sorvegliare e relazionare (da parte della curatrice educativa) l’evoluzione dei comportamenti della madre; che il reclamo si limita in effetti a rivendicare l’“innocenza” della madre e ad addurre rimproveri al padre (“ lascia i bambini da soli ”); il gravame andrebbe di conseguenza anche respinto per carenza di motivazione; che, ritenuto che analoghe richieste sono state presentate anche all’Autorità di protezione con scritto 19 novembre 2021, l’irricevibilità del reclamo permette di fare chiarezza sulla competenza dell’Autorità di prime cure, sola competente a decidere il seguito da dare – nei tempi e secondo le modalità che riterrà opportune – al ripristino delle relazioni personali tra madre e figli e sulla richiesta di mettere in atto se del caso una custodia alternata; che gli oneri processuali seguono la soccombenza; visto l’esito del reclamo, ossia l’irricevibilità del medesimo per i motivi sopra esposti, in applicazione dell’art. 108 CPC (procedura avviata da parte di MLaw non legittimata ad agire davanti alla Camera di protezione e oltretutto, a motivo della generica domanda/conclusione di causa, da ritenersi inutile) vanno addebitati alla __________. Per questi motivi dichiara e pronuncia: 1. Il reclamo è irricevibile. 2. Gli oneri del reclamo consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 150.– b) spese fr. 50.– fr. 200.– sono posti a carico della __________ 3. Notificazione: - Comunicazione: - Il presidente La segretaria Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissi bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Incarto n. 9.2021.187 Incarto n. 9.2021.187

Incarto n. Lugano 24 novembre 2021 Lugano

Lugano 24 novembre 2021

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello Il presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello

Il presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello Franco Lardelli Franco Lardelli

Franco Lardelli giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 e 48b lett. a n. 2 LOG giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 e 48b lett. a n. 2 LOG

giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 e 48b lett. a n. 2 LOG assistito dalla segretaria assistito dalla

assistito dalla segretaria

segretaria Scheurich Scheurich

Scheurich sedente per statuire nella causa che oppone

sedente per statuire nella causa che oppone RE 1 patr. da: __________ RE 1

RE 1 patr. da: __________

patr. da: __________ all’ all’

all’ Autorità regionale di protezione __________, Autorità regionale di protezione __________,

Autorità regionale di protezione __________, per quanto riguarda le relazioni personali tra madre e figli per quanto riguarda le relazioni personali tra madre e figli

per quanto riguarda le giudicando sul reclamo del 22 novembre 2021 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 29 ottobre 2021 dall'Autorità regionale di protezione __________;

giudicando sul reclamo del 22 novembre 2021 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 29 ottobre 2021 dall'Autorità regionale di protezione __________; letti ed esaminati gli atti,

ritenuto

in fatto e

in fatto e in diritto

in diritto che PI 1 (2011) e PI 2 (2013) sono figli di RE 1 e CO 2, genitori separati;

che con decisione supercautelare 29 settembre 2021 l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di protezione) ha: privato la signora RE 1 del diritto di determinare il luogo di dimora dei figli PI 1 e PI 2 (dispositivo n. 1); affidato provvisoriamente i due figli al padre signor CO 2 (dispositivo n. 2); sospeso le relazioni personali e telefoniche tra madre e figli (dispositivo n. 3); conferito mandato all’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP), __________, di effettuare una valutazione socio-ambientale del nucleo familiare dei minori PI 1 e PI 2, nonché del bisogno di affidamento a terzi (dispositivo n. 4);

che la decisione è stata determinata da uno scritto 20 settembre 2021 dell’avv. PR 2 (per fatti preannunciati in data 17 settembre 2021) a seguito di una segnalazione fatta dalla figlia di primo letto della signora RE 1, __________ (2000) e 29 settembre 2021 della SRIP, in merito ad una situazione di grave disagio familiare di cui è pure stato informato il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati (Servizio LAV), ossia maltrattamenti e percosse da parte della madre sui due figli minorenni, con bastoni e altri oggetti e a mani nude per futili motivi;

che, al termine della seduta di audizione dei genitori tenutasi l’11 ottobre 2021, l’Autorità di protezione ha confermato in via cautelare la decisione supercautelare (dispositivo n. 1), ossia la privazione della madre del diritto di determinare il luogo di dimora dei figli (dispositivo n. 2), l’affidamento provvisorio dei figli al padre (dispositivo n. 3), la sospensione delle relazioni personali e telefoniche tra madre e figli (dispositivo n. 4) e il mandato all’UAP di effettuare una valutazione socio-ambientale del nucleo familiare dei minori, nonché del bisogno di affidamento a terzi (dispositivo n. 5);

che, previa audizione dei minori da parte del membro permanente dell’Autorità di protezione, avvenuta in data 13 ottobre 2021 – da cui è emerso il desiderio dei figli di vedere la mamma ma di avere paura di essere da lei ancora picchiati – con decisione 29 ottobre 2021 l’Autorità di prime cure ha: istituito a favore di PI 1 e PI 2 una curatela educativa ai sensi dell’art. 308 cpv. 1 e 2 CC, indicando quali compiti della curatrice mediare tra i genitori facilitando il passaggio di informazioni riguardanti i figli, coordinare i diritti di visita, sorvegliare i diritti di visita, redigere regolari rapporti all’attenzione dell’ARP (dispositivo n. 1); nominato quale curatrice la signora CURA 1, con l’invito a chiedere un adattamento della misura in caso di modifica delle circostanze (art. 414 CC) e a consegnare il rapporto morale annuale e la richiesta della mercede entro la fine di febbraio di ogni anno (dispositivo n. 2); riconosciuto alla curatrice un compenso orario di fr. 50.– per un dispendio di 6 ore mensili, che corrispondono a un importo complessivo annuo di fr. 3'600.–, più 10 ore iniziali per avviare la pratica e conoscere il caso, riservati eventuali futuri adeguamenti per nuove necessità, debitamente comprovate e tempestivamente segnalate; a tale importo potrà essere aggiunto il rimborso delle spese determinate dallo svolgimento del mandato (materiale d’ufficio, trasferte, telefonate, spese postali, ecc...) (dispositivo n. 3); stabilito che i costi della misura sono a carico della sostanza dei genitori in ragione di metà ciascuno; in caso di comprovata indigenza e impossibilità di rimborso anche parziale o rateale, tali costi sono anticipati dall’Autorità di protezione e posti a carico del Comune di domicilio (art. 19 LPMA, art. 3 cpv. 3 ROPMA)) (dispositivo n. 4); ripristinato le relazioni personali, comprese quelle telefoniche, della madre con i figli PI 1 e PI 2 (dispositivo n. 6); stabilito i diritti di visita madre/figli in 3 ore ogni 15 giorni in modalità accompagnata dalla curatrice educativa da svolgersi il mercoledì pomeriggio e in contatti telefonici riattivati in forma libera dopo il primo incontro mamma-bambini (dispositivo n. 7);

che con reclamo 22 novembre 2021 presentato da “PR 1” sottoscritto dalla __________ in rappresentanza di RE 1 viene avversato il dispositivo n. 7 di quest’ultima decisione, con richiesta nelle conclusioni sottoposte a giudizio che “ il reclamo è accolto. I diritti di visita della madre sono ampliati con effetto immediato a favore dei figli PI 1 e PI 2 ” (richiesta n. 1) e che sono “ protestate le spese giudiziarie ” (richiesta n. 2);

che il gravame non è stato intimato per osservazioni;

che le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti minorenni sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, che decide nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore [LPMA]; art. 48 lett. f n. 9 LOG); riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC, occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC);

che, oltre ai casi previsti dall'art. 48 lett. f n. 7-11 LOG, ai sensi dell'art. 48 b cpv. 1 lett. a LOG la Camera di protezione decide nella composizione di un giudice unico anche le procedure che terminano con lo stralcio della causa (n. 1) e la non entrata nel merito nelle impugnazioni manifestamente inammissibili, manifestamente non motivate in modo sufficiente, o querulomani o abusive (n. 2);

che secondo l’art. 72 LPAmm l’Autorità di reclamo può, immediatamente o dopo richiamo degli atti, decidere con breve motivazione di dichiarare l’istanza o il reclamo irricevibili o di respingerli se si rivelano manifestamente infondati;

che una procedura ricorsuale davanti alla Camera di protezione – ossia una Camera appartenente alla Sezione di diritto civile del Tribunale d’appello, chiamata tra l’altro ad applicare, nelle materie di sua competenza, norme del Codice civile (da art. 388 a art. 449c CC, 450 segg. CC), come pure a verificarne l’applicazione – può essere introdotta solo da patrocinatori professionali legittimati ai sensi della Legge federale sulla libera circolazione degli avvocati (LLCA);

che nel caso sottoposto a giudizio il reclamo è sottoscritto dalla sola __________, che si legittima mediante produzione della procura di cui al documento n. 1, in base alla quale il mandato è anche a lei conferito;

che l’avv. PR 1, titolare dello Studio legale e sotto la cui responsabilità operano i giuristi del suo studio, non ha sottoscritto il reclamo; il legale in questione risulta menzionato solo in modo generico con riferimento a pagina 1 del reclamo allo studio “PR 1”;

che già per questo motivo il gravame appare irricevibile, perché presentato e sottoscritto solo da una giurista non legittimata ad introdurre da sola un gravame alla Camera di protezione (v. anche RtiD 2019-I 1c pag. 491);

che il fatto che il reclamo sia stato gestito solo dalla __________ traspare del resto dai contenuti dell’atto introdotto alla Camera di protezione, visibilmente indirizzato ad un ampliamento generale e non meglio definito dei diritti di visita (“ i diritti di visita sono ampliati con effetto immediato a favore dei figli PI 1 e PI 2 ” v. reclamo punto 7 pag. 2 e richiesta n. 1 pag. 4 nel mezzo);

che, se è pur vero che a pagina 4 verso l’alto viene postulato di “ ristabilire immediatamente le relazioni personali tra madre e figli, tutti i giorni sul mezzogiorno), tutti i mercoledì e tutte le domeniche ”, la richiesta appare comunque irrealizzabile senza che venga contestato il compito assegnato alla curatrice educativa di sorvegliare i diritti di visita (v. dispositivo n. 1) e la riforma del dispositivo n. 7 tesa alla soppressione della modalità accompagnata da parte della curatrice educativa;

che in vero nelle argomentazioni del reclamo (ma non nelle conclusioni) viene postulata di fatto una custodia alternata tra padre e madre: in questo senso va interpretata la richiesta di avere con se i figli tutti i giorni sul mezzogiorno, tutti i mercoledì e tutte le domeniche; del resto l’“ alternativ a” di “ alternare la cura dei bambini tra madre e padre ” (reclamo punto 13 pag. 4 verso l’alto va proprio in questa direzione); ma se questo fosse quanto si vuole perseguire con il reclamo, la richiesta sarebbe nuovamente irricevibile, dovendo essere formulata davanti all’Autorità di prima sede, cui compete modificare la privazione di custodia della madre a suo tempo decisa con risoluzione cresciuta in giudicato;

che per finire il gravame non si confronta minimamente con le motivazioni che hanno indotto l’Autorità di prime cure a limitare per il momento la ripresa dei diritti di vista a 3 ore ogni 15 giorni, in modalità accompagnata, il mercoledì pomeriggio, ossia i rischi legati ai pregressi comportamenti maltrattanti di RE 1, i timori palesati dai figli minorenni di subire ulteriori percosse e la necessità di sorvegliare e relazionare (da parte della curatrice educativa) l’evoluzione dei comportamenti della madre;

che il reclamo si limita in effetti a rivendicare l’“innocenza” della madre e ad addurre rimproveri al padre (“ lascia i bambini da soli ”); il gravame andrebbe di conseguenza anche respinto per carenza di motivazione;

che, ritenuto che analoghe richieste sono state presentate anche all’Autorità di protezione con scritto 19 novembre 2021, l’irricevibilità del reclamo permette di fare chiarezza sulla competenza dell’Autorità di prime cure, sola competente a decidere il seguito da dare – nei tempi e secondo le modalità che riterrà opportune – al ripristino delle relazioni personali tra madre e figli e sulla richiesta di mettere in atto se del caso una custodia alternata;

che gli oneri processuali seguono la soccombenza; visto l’esito del reclamo, ossia l’irricevibilità del medesimo per i motivi sopra esposti, in applicazione dell’art. 108 CPC (procedura avviata da parte di MLaw non legittimata ad agire davanti alla Camera di protezione e oltretutto, a motivo della generica domanda/conclusione di causa, da ritenersi inutile) vanno addebitati alla __________.

Per questi motivi

Per questi motivi dichiara e pronuncia:

1. Il reclamo è irricevibile.

2. Gli oneri del reclamo consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 150.–

b) spese fr. 50.–

fr. 200.–

sono posti a carico della __________

3. Notificazione:

Comunicazione:

Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissi bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissi bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.