Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/104986

<h2>SubmittedText<h2><p>Un recente studio della società Weinmann Energies SA, intitolato "Comment assurer l'approvisionnement électrique de la Suisse? Efficacité énergétique, production renouvelable, nucléaire: comparaison des coûts", ha trovato ampia diffusione tra i parlamentari federali e cantonali e in diversi ambienti; riassumendo, questo documento cerca di dimostrare, attraverso una serie di confronti di dati, che gli investimenti nelle energie rinnovabili, uniti a una serie di misure per migliorare l'efficienza energetica, renderebbero superflua la costruzione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese. Essendo Charles Weinmann il responsabile dell'Agenzia dell'energia per l'economia e, quindi, un importante esponente del programma Svizzera Energia, mi permetto di porre le seguenti domande al Consiglio federale, al fine di fare chiarezza:</p><p>1. Il Consiglio federale conosce il contenuto di questo studio e condivide le affermazioni in esso contenute, che contraddicono palesemente, su molti punti, la posizione difesa ufficialmente dai servizi della Confederazione?</p><p>2. La Confederazione ha sostenuto in qualche modo la realizzazione e la promozione di questo studio? In caso affermativo, è pronta a riaffermare la sua posizione ufficiale e, se necessario, a correggere pubblicamente le affermazioni poco attendibili contenute in questo studio?</p><p>3. Secondo questo studio, l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili permetterebbero teoricamente di sostituire la produzione di elettricità di tre reattori ad acqua pressurizzata del tipo europeo EPR; qual è la posizione del Consiglio federale rispetto ad affermazioni di questo genere?</p><p>4. Mentre lo studio Weinmann parla di 13 terawattora di riduzione del consumo d'elettricità da qui al 2035, le numerose analisi realizzate dall'UFE nel quadro delle prospettive energetiche 2007 non prevedono che una riduzione del 2 per cento, e questo nello scenario IV, che è il più ottimista sotto questo punto di vista; il Consiglio federale si attiene sempre a questi dati o ha modificato il suo punto di vista sulla questione?</p><p>5. In un momento in cui i segnali di penuria di elettricità si fanno sempre più preoccupanti già a breve termine, il Consiglio federale è pronto a riaffermare, attraverso una comunicazione pubblica chiara, obiettiva e documentata, che la sua strategia per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico del nostro Paese resta la sola praticabile e che la questione della sua attuazione è di scottante attualità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Lo studio "Comment assurer l'approvisionnement électrique de la Suisse? Efficacité électrique, production renouvelable, nucléaire: comparaison des coûts" della Weinmann Energies SA è stato allestito da privati. Sulla base dei risultati e delle conclusioni di questo studio, il Consiglio federale non ritiene di dover modificare la propria posizione.</p><p>2. La Confederazione non ha partecipato né all'elaborazione, né alla diffusione dello studio. In particolare non esiste alcun legame con Svizzera Energia o con altri studi e ricerche dell'Ufficio federale dell'energia (UFE). Il Consiglio federale non vede alcun motivo per commentare lo studio nel dettaglio.</p><p>3./5. Il Consiglio federale resta fedele alla sua strategia energetica, che afferma l'importanza di tutti e quattro i pilastri per un approvvigionamento energetico sicuro della Svizzera. I due pilastri costituiti dall'efficienza energetica e dalle energie rinnovabili non sono sufficienti per poter rinunciare alle grandi centrali. Ritiene quindi che la sostituzione delle centrali nucleari esistenti o la costruzione di nuove centrali siano necessarie ed è fondamentalmente favorevole alle centrali a gas a ciclo combinato come soluzione transitoria, a condizione che esse compensino interamente le emissioni di CO2.</p><p>4. La strategia energetica del Consiglio federale si basa sulle prospettive energetiche 2035 e si orienta allo scenario III, che ipotizza un lieve aumento del consumo di energia elettrica. È nella natura stessa di queste prospettive che a un certo momento debbano essere formulate delle ipotesi che con passare del tempo si rivelano poi superate. Al momento opportuno, l'UFE verificherà e aggiornerà le ipotesi su cui si basano le prospettive energetiche 2035. Attualmente l'UFE sta lavorando a una nuova valutazione del potenziale relativo alla mobilità elettrica. Se questo potenziale dovesse rivelarsi sostanzialmente maggiore di quanto originariamente ipotizzato, ne risulterebbe un ulteriore aumento del consumo di energia elettrica, in misura non adeguatamente considerata dallo scenario III.</p>  Risposta del Consiglio federale.