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Il presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), Herbert Scheidt, ritiene che la vicenda del top manager pedinato da Credit Suisse sia "un caso isolato". Poiché non sussistono rischi sistemici per il settore bancario, non vi è la necessità di intervenire.
"Ognuno di noi, ovviamente, sta seguendo la questione molto da vicino, ma non siamo degli arbitri", ha indicato Scheidt alla trasmissione "Samstagsrundschau" della radio svizzerotedesca SRF.
Il presidente dell'ASB ha tuttavia ritenuto corretta e rassicurante la presa di posizione di Urs Rohner, presidente del consiglio di amministrazione del numero due bancario elvetico, il quale aveva affermato che la sorveglianza dell'ex manager di Credit Suisse Iqbal Khan era sbagliata e sproporzionata.
"Penso che dovremmo accettare queste scuse", ha ribadito Scheidt, precisando che quanto capitato è tuttavia un caso eccezionale e deve essere considerato come tale. "Ci rammarichiamo per quello che è successo e guardiamo al futuro", ha aggiunto.
CEO Thiam all'oscuro di tutto
Il caso del pedinamento, da parte di Credit Suisse, del top manager Iqbal Khan ha tenuto banco per diversi giorni sulla piazza finanziaria elvetica.
Stando a un rapporto pubblicato questa settimana, basato su una inchiesta commissionata dal consiglio di amministrazione di Credit Suisse allo studio legale Homburger, il direttore operativo (COO) di Credit Suisse Pierre-Olivier Bouée lo scorso 29 agosto ha ordinato al responsabile della sicurezza Remo Boccali di sorvegliare Khan. Quest'ultimo aveva appena annunciato il passaggio alla concorrente UBS.
Il COO avrebbe preso questa decisione di sua iniziativa "per proteggere gli interessi della banca" senza consultare né il CEO Tidjane Thiam, né qualsiasi altro membro della direzione generale, compreso il presidente del consiglio di amministrazione Urs Rohner. La sorveglianza del top manager è durata fino al 18 settembre
Il COO si è assunto le proprie responsabilità e ha rassegnato le dimissioni dal consiglio d'amministrazione, così come ha deciso di partire con effetto immediato anche il responsabile della sicurezza.
Lo scorso martedì, il presidente del cda Rohner ha condannato il pedinamento di Khan, scusandosi con i dipendenti, i clienti e gli azionisti di Credit Suisse, nonché con lo stesso top manager e la sua famiglia "per i disagi causati". Si è pure dichiarato profondamente attristato per la notizia della "tragica morte" di un esperto in sicurezza che lavorava per il Credit Suisse.
Rohner faceva riferimento al suicidio, dopo lo scoppio del caso Khan, di un detective privato a cui la banca aveva affidato il compito di sorvegliare l'ex banchiere del Credit Suisse, e di cui ha riferito il portale Inside Paradeplatz.
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