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Messaggio relativo al Fondo per le frontiere esterne
Comunicati, DFGP, 24.02.2010
Berna. Il Consiglio federale ha licenziato in data odierna il messaggio relativo al Fondo per le frontiere esterne. Ha inoltre deciso di firmare l'accordo aggiuntivo tra la Comunità europea, l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e il Liechtenstein recante le modalità di partecipazione di tali Stati al Fondo per le frontiere esterne. Infine ha approvato l'applicazione temporanea dell'accordo aggiuntivo.
Il Fondo per le frontiere esterne costituisce uno sviluppo dell'acquis di Schengen. Si tratta di un fondo di solidarietà volto in particolare a sostenere gli Stati Schengen che in seguito all'entità delle loro frontiere terrestri e marittime sostengono spese ingenti per la protezione delle frontiere esterne. L'obiettivo del fondo è quello di migliorare l'efficienza dei controlli e di conseguenza anche la protezione delle frontiere esterne nonché di ridurre le entrate illegali. Esso è teso altresì ad agevolare e accelerare l'entrata delle persone autorizzate. Gli Stati Schengen possono beneficiare di un aiuto finanziario proveniente dal Fondo per le frontiere esterne a sostegno delle loro pertinenti misure. Per il periodo che si estende dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 il Fondo per le frontiere esterne è dotato di un credito complessivo pari a 1 820 milioni di euro.
Per disciplinare i loro diritti e doveri di partecipazione, gli Stati associati a Schengen (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) hanno dovuto concludere un pertinente accordo aggiuntivo con la Comunità europea. L'accordo aggiuntivo disciplina in particolare i contributi finanziari versati al Fondo per le frontiere esterne dagli Stati associati nonché i mezzi provenienti dal fondo attribuiti a tali Stati. Il computo dei contributi annui si basa sulla quota del prodotto interno lordo (PIL) di uno Stato associato rispetto alla somma del PIL di tutti gli Stati partecipanti. Per la Svizzera tale contributo annuo ammonta in media a 15 milioni di franchi. D'altro canto la Svizzera può beneficiare di un contributo annuo pari a 3-5 milioni di franchi proveniente dal fondo per cofinanziare progetti ad esempio nei settori della formazione, del materiale e dei sistemi IT.
Il Consiglio federale ha deciso in data odierna di firmare l'accordo aggiuntivo nel marzo 2010 e di applicarlo in via temporanea fino all'approvazione da parte dell'Assemblea federale. L'applicazione temporanea consente alla Svizzera di partecipare al fondo con effetto retroattivo al 2009. In tal modo può beneficiare di un sostegno finanziario da parte dell'UE per i progetti realizzati nel 2009 e nel 2010. Le Commissioni delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sono state consultate in merito all'applicazione temporanea, cui hanno dato la loro approvazione.
In data odierna il Consiglio federale ha parimenti licenziato il messaggio relativo al Fondo per le frontiere esterne, che approva nel contempo l'accordo aggiuntivo. Il Parlamento si pronuncerà sul progetto durante la sessione autunnale 2010.
La partecipazione della Svizzera al Fondo per le frontiere esterne è stata oggetto di una consultazione svoltasi dall'11 settembre all'11 dicembre 2009. Una netta maggioranza dei partecipanti ha approvato tale partecipazione.
Anna Maria Krajewska, Ufficio federale della migrazione, T +41 31 323 43 88, Contatto