Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/75501

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 21 febbraio 2007 la radio DRS ha reso noto che il giudice istruttore federale Jürg Zingle intende chiedere al Ministero pubblico della Confederazione di abbandonare il procedimento per distruzione di atti presso i servizi d'informazione svizzeri. Tale procedimento era stato avviato sulla base dell'inchiesta amministrativa condotta in seno al DDPS dal professor Rainer Schweizer e si fondava quindi su sospetti concreti.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali iniziative ha intrapreso l'autorità competente per suffragare tali sospetti?</p><p>2. In che misura non è stato possibile suffragare il sospetto di distruzione di atti?</p><p>3. A quali altri mezzi giuridici sarebbe stato possibile ricorrere? Perché vi si è rinunciato?</p><p>4. Quali sono stati i motivi precisi per l'abbandono del procedimento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Ministero pubblico della Confederazione è tenuto a mantenere il segreto sui fatti di cui viene a conoscenza e sugli atti istruttori che compie. Inoltre, informa generalmente solo l'imputato della sospensione di un procedimento (art. 106 cpv. 1 della legge federale del 15 giugno 1934 sulla procedura penale, PP). In virtù di questi principi e di quello della separazione dei poteri, il Consiglio federale può fornire solo le informazioni qui di seguito riportate.</p><p>In seguito all'inchiesta amministrativa che ha condotto in seno al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport in merito alle relazioni del servizio di informazione dell'esercito con le autorità dell'Africa del Sud all'epoca dell'apartheid, nel mese di gennaio 2003, il signor Rainer J. Schweizer ha sporto denuncia penale nei confronti di ignoti per distruzione di documenti presso il Ministero pubblico della Confederazione. Il mese di marzo 2007, il giudice istruttore federale ha chiuso l'istruzione preparatoria proponendo di sospendere il procedimento (art. 119 cpv. 3 PP).</p><p>Il procuratore federale incaricato del caso ha dato seguito alla proposta, poiché non si è potuto determinare il numero di documenti distrutti, l'importanza di questi ultimi e l'autore della distruzione in modo da fornire un indizio sufficiente di reità a carico dell'imputato e, quindi, emettere l'atto d'accusa giusta gli articoli 125 e 126 del Codice penale.</p>  Risposta del Consiglio federale.