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Il governo, le imprese del carbone e i principali Länder coinvolti nell'attività mineraria hanno raggiunto un accordo in serata sulla progressiva chiusura delle centrali a carbone che prevede aiuti per 40 miliardi. Lo ha reso noto la Dpa. Entro il 2038 in Germania dovranno essere chiuse tutte le centrali che producono energia elettrica dal carbone, secondo un piano stabilito circa un anno fa per proteggere l'ambiente. Oggi sono stati concordati gli aiuti per sostenere l'uscita nei quattro Länder maggiormente interessati dal processo: Nord Reno-Westfalia, Sassonia-Anhalt, Brandeburgo e Sassonia.
Una riconversione che costerà decine di miliardi
Si tratta di uno stanziamento totale da 40 miliardi, per la riconversione economica e il sostegno per la perdita dei posti di lavoro. Per le centrali elettriche a carbone, le gare d'appalto saranno inizialmente indette in modo che gli operatori possano chiedere la chiusura in cambio di una compensazione. Per le miniere di lignite la situazione è più complicata, soprattutto dove è coinvolta l'estrazione mineraria a cielo aperto. Sono in corso da mesi le trattative tra il governo federale e le aziende e si parla di indennizzi miliardari. Un portavoce del ministro dell'Economia, Peter Altmaier oggi ha detto che le posizioni si sono "avvicinate".