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Un memoriale a Berna per le vittime, tra cui centinaia di svizzeri, del nazionalsocialismo. Lo chiedono, in una petizione indirizzata al Consiglio federale, circa 150 personalità, tra cui l'ex consigliera federale socialista Ruth Dreifuss - prima persona di religione ebraica eletta in governo - e circa 30 organizzazioni.
La creazione artistica, sostenuta dall'Amitié judéo-chrétienne en Suisse, dall'Organizzazione degli Svizzeri all'estero, dalla Federazione svizzera delle comunità israelite, dal Centro per gli studi ebraici dell'Università di Basilea e dall'Archivio per la storia contemporanea del Politecnico federale di Zurigo, vuole onorare le vittime del nazionalsocialismo, ma anche coloro che si adoperarono per aiutare i perseguitati e che per questo ebbero problemi con la giustizia.
Come si legge in un comunicato odierno, il memoriale, oltre a luogo di trasmissione della memoria, dovrà servire anche, secondo i promotori, per organizzare mostre permanenti e temporanee che servano a mettere in relazione il passato con le sfide del presente.
Tra le vittime del nazismo perite nei campi di concentramento si contano anche numerose persone, specie donne, che per matrimonio persero la nazionalità svizzera. Di recente, la casa editrice Nzz Libro ha dato alle stampe il volume, dal titolo emblematico, "Die Schweizer KZ-Häftlinge. Vergessene Opfer des Dritten Reichs", in cui si fa stato di centinaia di persone - donne, uomini, bambini, ebrei, socialisti, omosessuali, testimoni di Geova, membri della resistenza o esponenti delle minoranze etniche romanì come i Sinti e i Roma - rinchiuse nei campi di concentramento. Il sostegno da parte delle autorità elvetiche dell'epoca fu sovente timido, se non assente.