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Ucraina
Improbabile per la Svizzera ruolo di mediatore nella guerra
L'ex ambasciatore svizzero a Mosca, Yves Rossier, considera scarse le possibilità che la Svizzera venga ancora considerata per un ruolo di mediazione nella guerra in Ucraina.
Inoltre, ha affermato in un'intervista alla «SonntagsZeitung» in edicola oggi, ha espresso dubbi sull'efficacia a breve termine delle sanzioni adottate contro la Russia.
La Svizzera, ha ricordato l'ex diplomatico, si era già offerta come mediatore all'inizio dell'invasione da parte della Russia. Ora, tuttavia, questo ruolo sembra essere stato assunto dalla Turchia, dove si stanno svolgendo colloqui tra i rappresentanti delle parti in guerra.
In questo, la Turchia – Stato membro della Nato n.d.r – è stata molto abile. Da un lato, Ankara non ha adottato sanzioni contro la Russia e, dall'altro, fornisce armi all'Ucraina e compra gas russo. Dal momento che la Svizzera si è allineata alle sanzioni dell'Ue finendo sulla lista russa degli «Stati ostili», un ruolo di mediazione sembra quindi improbabile, ha spiegato Rossier.
Rossier non crede tuttavia che la Svizzera, approvando le sanzioni, abbia danneggiato definitivamente la sua reputazione quale mediatore internazionale. A suo avviso non bisogna essere assolutamente neutrali per svolgere questo ruolo.
Quanto alle sanzioni, per Rossier è difficile dire adesso se stiano avendo l'effetto desiderato. A suo avviso ci si deve chiedere se le sanzioni indurranno davvero la Russia a fare concessioni. Le sanzioni contro gli oligarchi, per esempio, fanno senz'altro male a queste persone, ma difficilmente avranno un effetto sulle decisioni del governo.
In generale, le sanzioni secondo Rossier non hanno finora portato ad un allentamento delle tensioni; è il caso dell'Iran, della Siria o della Corea del Nord. D'altra parte, la guerra rappresenta un costo per Mosca e, a medio e lungo termine, danneggeranno senz'altro il paese. Il fatto che la Russia chieda con tanta veemenza, nei negoziati con Kiev, la revoca delle sanzioni come condizione per la pace dimostra che il Paese è sottoposto a una forte pressione finanziaria ed economica.
In merito al presidente Putin, Rossier ha risposto al domenicale di averlo incontrato «tre o quattro volte» durante il suo mandato come ambasciatore in Russia (dal 2016 al 2020). All'epoca, l'ha trovato un «interlocutore attento e amichevole» e «molto razionale».
jc, ats