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BERNA - Dopo la nascita di un figlio, i padri devono poter beneficiare di un congedo di due settimane, durante il quale percepire l'80% dello stipendio. Con 26 voti contro 16, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare che chiede quattro settimane di libero per i neo papà. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.
Nel voto sul complesso, dopo tre ore di dibattiti, l'iniziativa «Per un congedo paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia» è stata stata bocciata con 29 voti contro 14 e 1 astenuto. "No" anche a un'iniziativa parlamentare di Andrea Caroni (PLR/AR) che chiedeva un congedo paternità "fai da te".
Il controprogetto indiretto, accolto oggi ed elaborato dalla Commissione della sicurezza sociale degli Stati, rappresenta un "buon" compromesso per la maggioranza dei "senatori": propone un congedo di due settimane, anziché quattro, che i padri potrebbero prendere nei sei mesi (anziché dodici) che seguono la nascita di un figlio, in un solo blocco o sotto forma di singole giornate. Come il congedo maternità, sarebbe finanziato tramite le indennità di perdita di guadagno (IPG): il costo stimato sarebbe di 230 milioni a fronte di 400-450 milioni per l'iniziativa popolare.
Conseguenze positive - Nel corso del dibattito i fronti sono apparsi sin dall'inizio abbastanza chiari: da un lato, PPD e PS favorevoli al controprogetto e dall'altro PLR (pur con qualche debita eccezione) e UDC contrari. I socialisti avrebbero voluto che il plenum accogliesse anche l'iniziativa popolare. «Due settimane non sono sufficienti», ha sostenuto Didier Berberat (PS/NE), aggiungendo che «è giunto il momento di entrare nel 21esimo secolo».
«Tutti i Paesi che ci circondano hanno introdotto un congedo parentale o di paternità», ha proseguito il "senatore" neocastellano. Un congedo di 20 giorni lavorativi favorisce modelli famigliari più equi. La creazione di una famiglia diventa un vero progetto di coppia, ha proseguito il "senatore" neocastellano. «Ciò consente inoltre ai padri di assumere un ruolo maggiore nella vita dei figli e alle madri di non essere sole».
Secondo il suo collega Pirmin Bischof (PPD/SO), «un congedo paternità non è solo 'nice to have' (qualcosa di bello da avere), ma studi provano che il coinvolgimento dei padri sin dalla nascita ha conseguenze positive sulla salute dei bambini e sulle loro capacità cognitive».
Difficoltà per le PMI - Per l'UDC, i due progetti si spingono invece troppo lontano. Peter Föhn (UDC/SZ) ha rilevato come numerose piccole e medie imprese lottino per la loro sopravvivenza. A differenza di Google o Johnson and Johnson, le PMI non possono finanziare un congedo paternità.
Ma, per il democentrista, non si tratta solo di una questione finanziaria. Che sia di due o quattro settimane, un tale congedo poserebbe grandi difficoltà organizzative, in particolare per le piccole aziende. Secondo Föhn, se una soluzione deve essere trovata, questa deve essere all'insegna della massima flessibilità.
Governo contrario - Anche il Governo era contrario ai due progetti. In aula il consigliere federale Alain Berset non ha contestato «il principio del congedo paternità» che sarebbe vantaggioso per le famiglie , ma «il momento».
L'esecutivo preferisce privilegiare lo sviluppo di un'offerta di custodia extra-famigliare e parascolastica, che presenta un miglior rapporto costi-benefici, ha aggiunto il ministro socialista. Secondo Berset, le soluzioni individuali a livello di contratti collettivi o di aziende offrono una maggiore flessibilità rispetto al congedo paternità introdotto per legge. A suo avviso, la questione potrà essere ripresa in futuro, ma per il momento datori di lavoro e dipendenti possono elaborare una soluzione insieme.
I liberali-radicali, ma non all'unanimità, si sono pure opposti ai due progetti, preferendo un congedo parentale di 16 settimane. Questa proposta è stata però criticata dalla sinistra, perché vedeva in tale soluzione una tattica per non sostenere il congedo paternità.
Congedo fai da te - In questo contesto, Andrea Caroni ha tentato invano di convincere il plenum a sostenere la sua iniziativa parlamentare per un congedo per i padri "fai da te". Secondo il "senatore" appenzellese, i papà dovrebbero poter fissare più facilmente le ferie in prossimità della nascita del proprio figlio. Dovrebbero insomma prenderle entro un determinato lasso di tempo prima o dopo il parto.
Ma la sua idea non ha fatto breccia tra i "senatori", che l'hanno bocciata con 33 voti contro 7 e 4 astenuti. Secondo la maggioranza, i desideri di un dipendente in fatto di fruizione dei giorni di vacanza sono già debitamente considerati dalla legge.