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SYDNEY - Anche i colossi dei social media saranno presto soggetti in Australia ad un codice di condotta sulla qualità delle notizie: il governo di Canberra ha infatti incaricato l'Australian Communications and Media Authority (Acma) di sviluppare un nuovo codice volontario, al fine di ridurre l'impatto delle false notizie e della disinformazione veicolate da piattaforme come Twitter e Facebook.
Il codice renderebbe i giganti tecnologici responsabili di disinformazione e false notizie, nella stessa maniera in cui le organizzazioni australiane di media sono soggette ad un codice di etica giornalistica e di accuratezza nel riportare le notizie.
L'iniziativa coincide con un'ondata di fake news online legate al Covid-19. Secondo un sondaggio il 48% degli australiani si affida a notizie online o su social media, come fonte principale di informazione, mentre il 64% è preoccupato di non distinguere le notizie vere da quelle false online.
In particolare, un gruppo di ricerca italiano presso la fondazione Bruno Kessler ha identificato 5,9 milioni di post su Twitter linkati a notizie sul Covid-19, di cui 1,7 milioni collegati a siti contenenti disinformazioni.
«Questo è uno dei problemi più significativi che i consumatori devono affrontare in questi tempi», ha detto la presidente dell'Acma, Nerida O'Loughlin, al quotidiano The Australian.
«Notizie e informazioni false e fuorvianti online hanno il potenziale di causare gravi danni a individui, a comunità e società... I giganti tecnologici dovrebbero fornire ai loro utenti maggiori informazioni sull'origine delle notizie, in modo che le persone possano dare un giudizio, se vogliono accedere o no a quella fonte».
L'Acma avverte che le informazioni inaffidabili o ingannevoli spesso si diffondono più rapidamente di quelle genuine, poiché fanno appello a emozioni, a curiosità o a credenze radicate. Il nuovo codice di condotta dovrebbe essere pronto entro dicembre.