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L'importanza dell'italianità per la Svizzera e della coesione nazionale sono stati gli argomenti al centro del discorso pronunciato martedì sera alla festa del Primo Agosto tenutasi a Rorschach, nel canton San Gallo. Il consigliere federale ticinese che mercoledì terrà l'allocuzione per la Festa Nazionale a Monte Ceneri e in Piazza Riforma a Lugano, sulle rive del Lago di Costanza ha ricordato quanto la cittadina, in acuta carenza di manodopera negli anni '60, sia stata influenzata dall'immigrazione italiana, a livello gastronomico, ma non solo. Il capo del Dipartimento affari esteri ha sottolineato come, dopo i forti timori iniziali per "l'inforestieramento", l'integrazione ha funzionato e l'italianità sia poi stata percepita quale arricchimento.
Il responsabile della diplomazia elvetica ha anche ricordato che con 306'000 persone gli italiani sono sempre la più grande comunità di stranieri in Svizzera. E si tratta di una comunità che parla una lingua considerata nazionale dal 1848.
Ignazio Cassis ha poi notato come la Svizzera orientale, alla pari del Ticino, sia una zona di confine, ciò che comporta particolari sfide sia economiche che culturali. Ma - ha aggiunto - la posizione di frontiera offre anche opportunità e impulsi poiché bisogna imparare a collaborare oltre i confini.
Virtù alemanne e spontaneità latina
"La Svizzera - ha ammonito - funziona sempre al meglio quando è coesa, oltre le barriere linguistiche. Bisogna quindi fondere le virtù alemanne alla spontaneità latina, con tutte le loro differenze. E occorre prendersi cura della collaborazione poiché è la nostra via per il successo", ha concluso.