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BERNA - La Svizzera - per tramite del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) - ha condannato l’uso delle armi pesanti e chiesto a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libia di porre fine alle operazioni militari garantendo una tregua per consentire di condurre operazioni umanitarie.
«Solo il dialogo e una soluzione politica inclusiva possono assicurare una transizione pacifica in Libia», scrive il Dipartimento di Cassis in una nota, ribadendo il proprio appoggio e chiedendo a tutte le parti coinvolte di sostenere gli sforzi dell’ONU (e del rappresentante speciale del segretario generale, Ghassan Salamé) nella ricerca di una soluzione politica.
L’escalation militare in Libia è ripartita in seguito all’attacco lanciato dalle Forze armate libiche lo scorso 4 aprile, seguito dai combattimenti esplosi nei dintorni di Tripoli. Oltre 100 persone hanno perso la vita, mentre gli sfollati sono migliaia.