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<h2>SubmittedText<h2><p>La nostra società soffre di solitudine, più di quanto non sappia e non voglia ammettere. Se cronica, la solitudine rende le persone vulnerabili e può farle ammalare psichicamente e fisicamente. Le cause e gli effetti sono molteplici e riguardano tutte le generazioni.</p><p>Nella maggior parte dei casi la solitudine non si manifesta immediatamente. Chi è solo si isola, diventa silenzioso e invisibile e soltanto chi osserva con attenzione, chi chiede e ascolta, si rende conto che la solitudine è presente ovunque nella nostra vita quotidiana. Girarsi dall'altra parte non è mai un'opzione, in quanto le conseguenze della solitudine possono essere molto pesanti e toccano l'intera società, ben oltre il sistema sanitario.</p><p>Secondo l'Ufficio federale di statistica, alla fine del 2020 la Svizzera contava 3,87 milioni di economie domestiche. La dimensione media di un'economia domestica era di 2,20 persone. La dimensione media più bassa è stata rilevata nel Cantone di Basilea Città con 1,94 persone, quella più alta nei Cantoni di Appenzello Interno (2,40 persone), Ginevra e Friburgo (ciascuno 2,34 persone). In un buon terzo dei casi le economie domestiche sono composte da una sola persona (17 % della popolazione residente permanente) e in quasi un altro terzo da due persone (30 % della popolazione residente permanente).</p><p>Inoltre, il numero di economie domestiche con una sola persona continua ad aumentare. Alla fine del 2020, nel Cantone di Basilea Città ammontava al 47,6 per cento del totale. La percentuale di economie domestiche con una sola persona tende a essere più elevata nelle regioni urbane che in quelle rurali.</p><p>Va infine rilevato che queste economie domestiche sono composte sempre più spesso da persone anziane. Nel suo dossier di ricerca del 2021 sui cambiamenti della vecchiaia nel tempo ("Alter im Wandel - Zeitreihen für die Schweiz") il sociologo François Höpflinger scrive che nel 2017 vivevano soli il 55 per cento delle donne e il 31 per cento degli uomini di età compresa tra i 65 e i 79 anni, nonché l'80 per cento delle donne e il 45 per cento degli uomini di età superiore agli 80 anni. In assenza di una rete sociale, le persone sole rischiano di scivolare nell'isolamento.</p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il continuo aumento delle economie domestiche composte da una sola persona?</p><p>2. È a conoscenza degli effetti della povertà e della solitudine in età avanzata? Con quali strumenti intende contrastare questo fenomeno?</p><p>3. Quali esperienze sono state maturate contattando le persone anziane sole con il lavoro di prossimità per riconoscere e affrontare tempestivamente eventuali conseguenze negative della solitudine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Vivere soli e soffrire di solitudine sono due realtà distinte. L'aumento delle economie domestiche composte da una sola persona è un fenomeno che riflette, da alcuni decenni, il cambiamento dei modi di vita. Questa evoluzione, ben osservata nell'ambito della ricerca, ha diverse conseguenze, non solo a livello sociale, ma anche ad esempio sull'alloggio. Occorre tenerne conto, anche se non si tratta necessariamente di un problema.</p><p>Alcune informazioni sulla sensazione di solitudine come pure su sostegno sociale e rapporti di fiducia tra la popolazione vengono raccolte periodicamente nel quadro dell'indagine sulla salute in Svizzera (www.statistica-svizzera.ch &gt; Trovare statistiche &gt; Popolazione &gt; Migrazione e integrazione &gt; Indicatori dell'integrazione). Le persone di 65 anni e oltre dichiarano meno frequentemente di sentirsi sole rispetto a quelle delle fasce d'età inferiori. Al contempo, però, dichiarano meno spesso della media di avere persone di fiducia con cui parlare di problemi personali.</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole che la povertà e la solitudine hanno ripercussioni nefaste sia sulla salute fisica e psichica che sul benessere generale delle persone anziane. Le prestazioni complementari previste nella pertinente legge (LPC; RS 831.30) sono il principale strumento teso a lottare contro la povertà in età avanzata. Inoltre, la promozione della partecipazione e dell'integrazione sociali delle persone anziane e in particolare delle persone vulnerabili è una delle priorità della politica della vecchiaia della Confederazione. In virtù dell'articolo 101bis della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10), la Confederazione sostiene mediante aiuti finanziari le organizzazioni che forniscono prestazioni volte a consentire il mantenimento dei contatti sociali (p. es. i programmi di corsi di Pro Senectute), che garantiscono visite a domicilio (p. es. le visite di volontari della Croce Rossa) o che promuovono la riflessione sulla qualità di vita delle persone anziane (GERONTOLOGIE CH).</p><p>Nel quadro dei programmi d'azione cantonali, la fondazione Promozione Salute Svizzera ha elaborato una guida pratica sulla promozione dell'integrazione sociale delle persone anziane nei Comuni (disponibile, in tedesco e in francese, all'indirizzo https://promozionesalute.ch &gt; Programmi d'azione cantonali &gt; Salute psichica nelle persone anziane &gt; Temi principali &gt; Partecipazione sociale).</p><p>Con il sostegno della Confederazione, i programmi d'integrazione cantonali promuovono la convivenza, che favorisce in particolare l'integrazione delle persone anziane immigrate (www.sem.admin.ch &gt; Integrazione &amp; naturalizzazione &gt; Promozione dell'integrazione &gt; Programmi d'integrazione cantonali e Agenda Integrazione Svizzera).</p><p>3. I Cantoni e i Comuni, responsabili dell'azione sociale, hanno sviluppato notevolmente le basi e le strutture della loro politica per le persone anziane. Numerosi Comuni dispongono di delegati alla vecchiaia. Insieme con organizzazioni della società civile, fondazioni e chiese, i Cantoni e i Comuni svolgono un lavoro di prossimità. Sono proposte numerose iniziative locali, spesso organizzate in reti, come la Rete Caring Communities, i Comuni amici degli anziani o i Quartiers solidaires nel Cantone di Vaud. I metodi del lavoro sociale di prossimità in senso stretto non sono ancora molto diffusi nei programmi destinati alle persone anziane, ma si stanno facendo sforzi in tal senso. Queste esperienze devono essere valutate dalle collettività locali o dalle reti che le accompagnano. La Confederazione non dispone di valutazioni per questo tipo di misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.