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411 anni fa, esattamente, il 14 maggio 1610 a Parigi il re veniva pugnalato a morte
Dopo secoli riappare il cranio di Enrico IV di Borbone
Il British Medical Journal pubblica la notizia del ritrovamento del cranio di Enrico IV di Borbone (1553-1610), il re di Francia che nel 1598 pose fine alle guerre di religione emanando l’Editto di Nantes, il quale garantiva la libertà di culto ai protestanti.
Il teschio, ritrovato nel 2008 in un pensionato francese, dopo due anni di studi è stato autenticato da un team di scienziati francesi guidati dal medico legale Philippe Charlier, conosciuto come l’Indiana Jones dei cimiteri e con la collaborazione di Jean-Pierre Babelon, uno dei più illustri storici dell’età di Enrico IV.
Il team di scienziati conferma che la testa del sovrano è in un buono stato di conservazione, con capelli e barba, con gli occhi parzialmente chiusi e la bocca aperta. L’analisi del cranio ha fatto emergere diversi tratti distintivi: una piccola macchia scura sopra la narice destra, un foro nel lobo destro praticato per appendere un orecchino e una lesione ossea sopra il labbro superiore sinistro, inferta al sovrano da Jean Chatel in un tentativo di omicidio il 27 dicembre 1594.
Pur essendo un sovrano dall’indole gentile, di buon carattere e amato dalla sua gente, Enrico IV fu oggetto di attentati a più riprese. Cadde pugnalato a morte il 14 maggio 1610 da Ravaillac, in rue de la Ferronnerie nei pressi del cimitero des Innocents. Il suo corpo fu seppellito nella basilica parigina di Saint-Denis, accanto ai sepolcri di tutti gli altri sovrani francesi.
Fra il 1789 e il 1799, negli anni della Rivoluzione francese, tutte le tombe reali vennero aperte e saccheggiate e i corpi dei sovrani furono gettati in fosse comuni. La tomba di Enrico IV fu profanata nel 1793 e il cadavere fu decapitato. Il regale teschio venne portato via e nei secoli fu oggetto di un lungo peregrinare. Fece parte di diverse collezioni private e fu venduto all’asta in diverse occasioni, l’ultima nel 1919, quando venne acquistato a Parigi da un antiquario. In seguito passò ad una coppia di pensionati e rimase per anni nella casa dove fu trovato nel 2008.