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Uno studio condotto su mezzo milione di canzoni pubblicate fra il 1985 e il 2015 mostra come sia progressivamente aumentata la percentuale di canzoni tristi.
La musica pop ha toni sempre più tristi e depressivi. Un’affermazione che ora ha a supporto anche uno studio universitario condotto dall’Università della California, che ha preso in esame 500’000 canzoni pubblicate fra il 1985 e il 2015. I ricercatori hanno deciso di classificarle in base al tono allegro o meno, attraverso categorie come “triste”, “rilassato”, “felice”, “aggressivo”, “festoso”, una classificazione che ha preso in considerazione sia i testi delle canzoni che il loro arrangiamento musicale. Tutti i 500’000 brani sono poi stati analizzati grazie all’ausilio di tecniche di machine learning.
Dall’analisi sono emersi alcuni dati interessanti. Nel corso degli ultimi decenni è aumentata la percentuale dei brani dai toni tristi, mentre è diminuita quella dei brani allegri e festosi. "la felicità è in ribasso, la brillantezza sta calando mentre la tristezza cresce" spiega Natalia L. Komarova, fra le autrici dello studio. Ancora più curioso è il fatto che a scalare le classifiche sono però le canzoni “più ballabili e con ritmi da party”. Un’apparente contraddizione. "La gente sembra preferire le canzoni più felici”, scrivono i ricercatori nel paper pubblicato su Royal Society Open Science, “anche se ogni anno vengono pubblicati brani sempre più tristi”.