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Il 7 marzo 2010 i votanti hanno respinto l’adeguamento dell’aliquota minima di conversione della previdenza professionale deciso da Consiglio federale e Parlamento. Di conseguenza, il Consiglio federale ha deciso di ampliare i contenuti del rapporto sull’aliquota di conversione previsto dalla legge e di elaborare un documento che analizzi in modo approfondito i problemi attuali della previdenza professionale e proponga possibili soluzioni. Il costante aumento della speranza di vita e la crisi persistente dei mercati finanziari, che causano problemi a molti istituti di previdenza, così come i cambiamenti sociali – per esempio l’accresciuta tendenza al lavoro a tempo parziale o le frequenti interruzioni dell’attività lavorativa – pongono la previdenza professionale di fronte a sfide importanti.
Il rapporto sul futuro del secondo pilastro si occupa principalmente dell’aliquota minima di conversione, riflettendo sul suo ammontare e valutando possibili misure di accompagnamento per contenere le ripercussioni di un suo eventuale abbassamento sulle rendite. Altri temi importanti dello studio sono le spese amministrative, la semplificazione del sistema e la partecipazione delle società assicurative alle eccedenze (legal quote). Il rapporto affronta, inoltre, numerosi temi legati al finanziamento e all’impostazione della previdenza professionale.
Il rapporto sul futuro del secondo pilastro è stato realizzato in stretta collaborazione con la Commissione federale della previdenza professionale. Gli ambienti interessati avranno tempo fino all’inizio del marzo 2012 per prendere posizione sulle soluzioni proposte. Sulla base dei risultati dell’indagine conoscitiva, il Consiglio federale elaborerà proposte concrete di riforma, che trasmetterà al Parlamento in forma di programma insieme al rapporto entro la pausa estiva del 2012. In seguito si potranno iniziare i preparativi per attuare le singole riforme.