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Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e un'organizzazione di pacifisti svedesi, la "Swedish Peace and Arbitration Society" (SPAS), si sono alleati per cercare di impedire al Consiglio federale l'acquisto degli aerei da combattimento Gripen, di fabbricazione svedese. In occasione dell'assemblea generale di GSsE, oggi a Soletta, è stata costituita una coalizione.
La SPAS ha grande interesse a che il governo elvetico non si procuri il Gripen, prodotto dalla SAB. Se infatti la Svizzera o qualsiasi altro paese dovesse acquistarlo, la Svezia - secondo GSsE - si farebbe carico dei costi per lo sviluppo di un nuovo modello di aereo per dotare la propria aviazione militare. "Aiutiamoci a inchiodare a terra il Gripen", ha dichiarato il segretario politico di SPAS, Rolf Lindahl, presente a Soletta e citato in un comunicato di GSsE.
Le due organizzazioni, forti del comune obiettivo, hanno fondato la "Coalizione elvetico-svedese contro gli aerei da combattimento" e coopereranno in particolare nello scambio di informazioni.
In Svizzera la sinistra ha già fatto sapere che in caso di acquisto degli aviogetti lancerebbe il referendum contro il programma di risparmio di 800 milioni, legato proprio ai nuovi aerei, in modo da lasciare l'ultima parola al popolo.
Oggi a Soletta i cinquanta partecipanti all'assemblea di GSsE hanno deciso di sostenere l'eventuale referendum, rinunciando per il momento a promuovere un'iniziativa popolare per impedire l'acquisto degli aerei.
Lo scorso novembre il Consiglio federale ha scelto il velivolo svedese per sostituire gli F/A-18. La fattura per i 22 Gripen ammonta, per il momento, a 3,1 miliardi di franchi.
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