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TOKYO - Un ex impiegato dell'operatore giapponese SoftBank è stato arrestato con l'accusa di spionaggio per aver fornito informazioni riservate ad agenti russi. Lo rivela la polizia di Tokyo, spiegando che il dipendente di 48 anni, Yutaka Araki, è sospettato di aver prelevato documenti confidenziali sul commercio da un server interno di un'azienda di telecomunicazioni, lo scorso febbraio, in violazione della legge sulla concorrenza. Pur non rivelando il nome della società, i media locali presumono che sia SoftBank Corp, una divisione dello stesso gruppo SoftBank.
La polizia giapponese sospetta che alcuni agenti russi provenienti da Mosca siano coinvolti nell'operazione di spionaggio e ha chiesto all'ambasciata russa di consegnare gli indiziati.
SoftBank ha detto che «sta cooperando con l'inchiesta della polizia e che le informazioni riservate al vaglio degli inquirenti comunque non riguardano dati privati degli utenti della società».
Araki ha raccontato di aver incontrato un uomo di nazionalità russa di circa 50 anni all'Istituto del commercio russo in Giappone e la polizia sostiene che ci sia stata una ricompensa di natura economica. L'ambasciata russa, tramite la sua pagina ufficiale Facebook, ha definito le accuse delle autorità nipponiche "spiacevoli", qualificandole come «insinuazioni bizzarre degne di un film di spionaggio».
Secondo la polizia giapponese, il settore delle telecomunicazioni è uno dei principali obiettivi delle attività di intelligence per via dell'importanza delle informazioni contenute nelle infrastrutture di rete.