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La multinazionale elvetica Syngenta querela altre big del mercato agroalimentare. Pomo della discordia sono alcuni brevetti su procedimenti e scoperte biogenetiche.
Syngenta ha sporto querela contro sei aziende statunitensi, fra cui Monsanto, per violazioni di brevetti americani detenuti dal gruppo agrochimico basilese. La denuncia è stata depositata presso il tribunale federale del distretto di Delaware, ha comunicato venerdì la multinazionale elvetica.
Oltre a Monsanto, nel mirino di Syngenta sono finiti i gruppi DeKalb Genetics, Pioneer Hi-Bred, Delta & Pine Land, Dow AgroSciences e Mycogen Seeds. La società renana li accusa di violare dei brevetti Usa per granoturco e cotone geneticamente modificati, dei quali Syngenta ha la licenza esclusiva.
Risarcimenti richiesti
La multinazionale svizzera chiede il risarcimento dei danni e interessi, il blocco della vendita di tali prodotti e dello sviluppo di nuovi prodotti di cui Syngenta detiene i brevetti.
Contattato dall'Agenzia telegrafica svizzera, il portavoce del gruppo agrochimico basilese Rainer Mielecki non ha voluto fornire particolari sull'ammontare delle pretese di risarcimento. Ha tuttavia precisato che Syngenta auspica di poter raggiungere un'intesa extragiudiziale.
La società renana ha depositato due denunce. La prima riguarda la violazione, da parte di Monsanto, DeKalb Genetics, Pioneer Hi-Bred, Dow AgroSciences e Mycogen Seeds, di tre brevetti americani relativi a geni sintetici contenuti nel mais modificato resistente a certi tipi di insetti.
La seconda è rivolta contro Monsanto e Delta & Pine Land e concerne un brevetto sui metodi di trasferimento di geni in piante, come il cotone e la soia.
Syngenta figura fra i leader mondiali dell'agrochimica: è al primo posto per gli insetticidi e gli erbicidi e al terzo per le sementi. Nel 2001 ha realizzato un fatturato di 6,3 miliardi di dollari (9,1 miliardi di franchi). In totale impiega oltre 20mila persone.
swissinfo e agenzie