Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/109236

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare urgentemente la legislazione vietando su tutto il territorio la fabbricazione, la vendita, l'importazione, il noleggio o la distribuzione di tutti i giochi di guerra come pure dei corrispondenti videogiochi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale nutre grande comprensione per la richiesta dell'autore della mozione e ne condivide la preoccupazione per il bene dei bambini e degli adolescenti. Sul piano scientifico non sussiste tuttavia alcuna prova attendibile secondo cui i giochi di guerra metterebbero automaticamente in pericolo o ostacolerebbero lo sviluppo infantile, o che promuoverebbero un eventuale comportamento violento dei bambini o degli adolescenti. E quindi dubbio che un divieto dei giochi di guerra possa centrare l'obiettivo perseguito (evitare di mettere in pericolo o di ostacolare lo sviluppo infantile e prevenire la violenza). Pertanto il Consiglio federale non ritiene necessario imporre un divieto generale dei giochi di guerra. </p><p>La richiesta di vietare i giochi di guerra non sarebbe nemmeno conciliabile con la Costituzione federale. I divieti di produzione o di commercio costituiscono ingerenze nella libertà economica sancita dall'articolo 27 della Costituzione. Secondo l'articolo 36 della Costituzione tali limitazioni sono ammesse se sono previste in una legge, sono giustificate da un interesse pubblico o dalla protezione di diritti fondamentali altrui, sono proporzionate allo scopo e non tangono l'essenza del rispettivo diritto fondamentale. Non essendone comprovata l'efficacia sul piano pedagogico, non vi è né un interesse pubblico sufficiente né proporzionalità. </p><p>Per quanto concerne la richiesta di vietare anche i videogiochi di guerra, il Consiglio federale segnala che le mozioni Hochreutener 07.3870 e Allemann 09.3422, recentemente accolte, lo obbligano già a esaminare la possibilità di vietare i videogiochi violenti. La seconda richiesta dell'autore della mozione è pertanto già adempiuta. Inoltre, nel suo rapporto del 20 maggio 2009 sui giovani e la violenza, il Consiglio federale ha deciso di concentrarsi sulla promozione delle competenze mediali di bambini, adolescenti e genitori e di dare maggiore visibilità all'autoregolazione già esistente in tale ambito. Il programma nazionale sulla protezione della gioventù dai rischi dei media e competenze mediali sarà attuato dal 2011 al 2015.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.