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BERNA - Non è più al passo con i tempi e va quindi cambiata: molti parlamentari PPD avrebbero intenzione di modificare l'iniziativa del proprio partito riguardante l'imposizione fiscale delle coppie sposate (risorta dopo la recente sentenza del Tribunale federale), perché discrimina lesbiche e omosessuali.
Stando a quanto riferisce oggi la SonntagsZeitung nella sua forma attuale il testo verrebbe respinto dalla maggioranza del gruppo parlamentare PPD, formazione che nel 2011 aveva lanciato l'iniziativa. Al centro del dibattito figura la frase "il matrimonio consiste nella durevole convivenza, disciplinata dalla legge, di un uomo e di una donna".
La consigliera agli stati Brigitte Häberli (TG) ritiene questo passaggio "non più adeguato ai tempi". Anche per il collega Peter Hegglin (ZG), considerato facente parte dell'ala conservatrice del partito di ispirazione cristiana, "non è più rilevante" che il matrimonio concerni un uomo e una donna.
Per un altro consigliere agli Stati, Konrad Graber (LU), è stato un errore inserire nell'iniziativa - che chiede la fine degli svantaggi fiscali per chi è sposato, quella che gli svizzeri tedeschi chiamano "Heiratsstrafe" - una definizione restrittiva dell'unione coniugale: si tratta quindi ora di proporre un controprogetto.
Il PPD appare sempre più orientato ad aprire al matrimonio per tutti. Stando al consigliere nazionale Karl Vogler (OW) oggi c'è un ampio consenso sociale sul fatto che l'unione debba concernere chiunque, anche persone dello stesso sesso.
Più sfumata appare la posizione del presidente nazionale del PPD Gerhard Pfister: in dichiarazioni rilasciate ieri alla radio SRF il 56enne ritiene che la definizione del matrimonio prevista dall'iniziativa possa godere di una maggioranza. In primo luogo vi è a suo avviso comunque la questione dell'eliminazione delle discriminazioni fiscali.
Drastico è invece il giudizio del capogruppo socialista Roger Nordmann. "Il PPD cerca disperatamente una via di uscita per eliminare la sua iniziativa omofoba", afferma.
Come noto questa settimana il Tribunale federale ha annullato il voto del 28 febbraio 2016, ritenendolo falsato dalle indicazioni fornite dal Consiglio federale. Lanciata nel 2011, l'iniziativa "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate" era stata respinta con una maggioranza del 50,8% soltanto, ossia una differenza di 55'072 voti, mentre 16 cantoni e mezzo l'avevano accettata.