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WASHINGTON - Le informazioni gentili hanno riscontri positivi. Diversi ristoranti americani hanno proposto dei menù alla propria clientela che includevano messaggi sulla sostenibilità dei piatti. È stato riscontrato che alcune semplici accortezze possono raddoppiare la frequenza con cui vengono scelti piatti a base vegetale.
È stata presentata una ricerca del World Resources Institute, e che verrà presto pubblicata, in cui si spiega come alcune frasi possono coinvolgere fortemente le persone, portandole a fare una scelta diversa da quella che avrebbero probabilmente fatto. In un esperimento a più fasi, i ricercatori hanno distribuito dei menù in diverse catene di ristoranti in cui si potevano leggere messaggi di sostenibilità. Seimila persone sono state sottoposte all'esperimento, la metà di queste non ha ricevuto la carta dei piatti con la modifica e ha agito quindi come gruppo di controllo.
Il risultato: chi veniva sottoposto a un menù con un'informazione aggiuntiva sul cibo e sul suo impatto sceglieva più spesso l'opzione vegetale. In alcuni casi, a dipendenza della frase proposta, il gruppo sperimentale decideva di mangiare un piatto plant-based anche due volte più spesso di quello di controllo. Questo si è verificato ad esempio, come riporta il Guardian, con il seguente messaggio: «Ognuno di noi può fare la differenza in positivo per il pianeta. Scambiare un solo piatto di carne con uno vegetale consente di risparmiare emissioni di gas serra equivalenti all'energia utilizzata per caricare il telefono per due anni. Un tuo piccolo cambiamento può fare una grande differenza».
Che giravano tra i menù c'erano anche altri nove messaggi, il cui obiettivo principale restava sempre coinvolgere il cliente. Si parlava di necessità di proteggere le generazioni future e di clima, ma non solo. Alcuni parlavano anche solo di gusto e di sensazione di mangiare qualcosa di diverso. Secondo i ricercatori questo dimostra come dei messaggi coinvolgenti e gentili, possano raddoppiare il numero di persone che andrà a fare una scelta vegetale.
L'impatto dei prodotti dell'industria animale
«La metà della superficie abitabile del mondo è utilizzata per l'agricoltura». Così il report "Impatti ambientali della produzione alimentare" pubblicato nel 2020 su Our World in data. Il 77% dei campi agricoli sono dedicati ai cereali con cui verranno nutriti i 70 miliardi di animali da reddito che soddisfano la domanda di cibo, vestiti e produzione di altri beni.
Per produrre una quantità di piselli equivalente a 100 grammi di proteine, servono 3,4 metri quadrati di terreno. Per la stessa quantità di proteine, se prese da un agnello o da un montone bisognerà investire in 184,8 metri quadri di spazio. Per il manzo si va poco lontani, con 163,6 metri quadrati di terreno necessari.
Se lo stesso principio viene applicato al calcolo delle emissioni di gas serra, per ogni 100 grammi di proteine di manzo, si emetteranno 49,89 chili di Co2. Nel caso di agnelli e montoni, i chili di anidride carbonica emessi saranno 19,85.