Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/86942

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato:</p><p>1. ad adottare le misure necessarie per promuovere l'assunzione di persone di origine straniera nel corpo delle guardie di confine;</p><p>2. ad adottare le misure necessarie per evitare qualsiasi discriminazione delle persone di colore durante i processi di selezione;</p><p>3. a organizzare una formazione tesa a sensibilizzare i membri del corpo delle guardie di confine sul problema della discriminazione razziale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le condizioni di assunzione per gli impiegati federali si fondano sulla legge del 24 marzo 2000 sul personale federale (LPers; RS 172.220.1) e sull'ordinanza del 3 luglio 2001 sul personale federale (OPers; RS 172.220.111.3). La LPers (art. 8 cpv. 3) autorizza il Consiglio federale a limitare, mediante ordinanza, l'accesso a determinati rapporti di lavoro a persone con la cittadinanza svizzera, se necessario per l'adempimento di compiti di sovranità nazionale. Secondo la prassi, questi compiti sovrani sono principalmente riservati all'esercito, alla polizia, all'Amministrazione delle contribuzioni e alla diplomazia (messaggio del Consiglio federale del 14 dicembre 1998 concernente la legge sul personale federale; FF 1999 1343; 1380). L'articolo 23 OPers autorizza il Dipartimento federale delle finanze a limitare l'accesso ai posti per i membri del Cgcf alle persone di nazionalità svizzera. In tal caso questa limitazione è motivata dai compiti di polizia doganale, di polizia di sicurezza e di polizia degli stranieri svolti dal Cgcf e che rientrano nella sovranità nazionale.</p><p>Per contro, l'aspetto del candidato non influisce minimamente sulla sua assunzione, sebbene non vi siano molte guardie di confine di origine non europea. I pochi membri non europei del Cgcf sono di origine asiatica o nordafricana. Uno di essi ricopre il grado di capitano, mentre gli altri occupano gradi della truppa. Questi membri del Cgcf godono di elevata approvazione presso il pubblico e hanno sempre dato prova delle loro competenze anche in situazioni delicate. Il Cgcf ha dichiarato la disponibilità ad assumere anche guardie di confine nere di origine africana che, per altro, potrebbero eventualmente contribuire a prevenire malintesi durante i controlli al confine. Ciononostante, negli ultimi anni, non sono state presentate candidature che soddisfacessero i requisiti relativamente elevati in materia di formazione scolastica. Vista però la carenza di personale, in particolare nella regione di Ginevra, chi supera l'esame viene assunto. Secondo il Cgcf, si tratta semplicemente di una questione di tempo prima che anche persone di colore possano indossare l'uniforme delle guardie di confine.</p><p>Chi esercita la professione di guardia di confine si vede spesso confrontato con accuse di razzismo. Ciò potrebbe essere dovuto unicamente al fatto che i cittadini provenienti da gran parte dei Paesi africani necessitano di un visto per entrare in Svizzera e dunque si sentono penalizzati nei confronti degli altri viaggiatori. Le autorità doganali tenute ad adempiere il proprio compito, ad esempio su un treno, in presenza sia di viaggiatori soggetti all'obbligo del visto sia di viaggiatori non soggetti a tale obbligo, devono procedere con molta accortezza.</p><p>L'AFD è consapevole che le guardie di confine devono possedere competenze psicosociali superiori alla media per poter assumere, sin dall'inizio dell'impiego e sotto ogni aspetto, un comportamento corretto. La materia relativa a etica e diritti dell'uomo viene dunque trattata direttamente nel primo corso introduttivo per guardie di confine. Il Cgcf attribuisce la massima importanza al fatto che i suoi impiegati assolvano i propri compiti correttamente.</p><p>Se la mozione dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, il governo proporrà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato di esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.