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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera lotta efficacemente contro l'ESB dal 1990: grazie al divieto di foraggiamento di </p><p>bovini, ovini e caprini con farine di origine animale nonché ad un sistema completo di notifica e </p><p>di sorveglianza dell'epizoozia e ad altre misure, il numero dei casi clinici di ESB è in netta </p><p>diminuzione. Adattando costantemente le misure prese alle più recenti conoscenze scientifiche, </p><p>il Consiglio federale spera di raggiungere il più presto possibile il suo obiettivo, ossia </p><p>l'eradicazione dell'epizoozia in Svizzera.</p><p>In merito alle singole domande, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. L'attuale rischio di ESB in Svizzera non è mutato in seguito all'aumento del numero di casi </p><p>all'estero. Con tutte le misure adottate in base alle conoscenze scientifiche disponibili </p><p>abbiamo fatto tutto il possibile per ridurre al minimo il rischio di una nuova infezione dei </p><p>bovini con l'agente dell'ESB. A causa del lungo periodo di tempo che decorre dal momento </p><p>del contagio a quello dello scoppio della malattia, l'efficacia delle nuove misure potrà essere </p><p>valutata fra soli cinque anni circa. Per questo motivo bisogna ancora fare i conti con un </p><p>certo numero, anche se ristretto, di casi di ESB nei bovini. Il numero dei casi clinici di ESB, </p><p>vale a dire il numero di vacche manifestamente malate, ha continuato a diminuire passando </p><p>da 25 nel 1999 a 17 nel 2000. Da due anni la Svizzera è il primo Paese al mondo a </p><p>condurre un programma di sorveglianza attiva dell'ESB con il quale si può chiaramente </p><p>dimostrare che numero dei casi di ESB in Svizzera diminuisce. Nell'ambito di questo </p><p>programma di sorveglianza, tutte le vacche perite o abbattute d'urgenza nonché quelle </p><p>macellate normalmente, ossia più di 7000 l'anno, sono state sottoposte al test dell'ESB. Nel </p><p>1999, erano risultate positive 25 vacche e nel 2000, 16. </p><p>2. e 3. Considerate le misure fin qui adottate e l'estensione del divieto di foraggiamento dei </p><p>ruminanti con farine animali, introdotto nel 1990, a tutti gli animali da reddito non vi è </p><p>attualmente alcun motivo di prevedere ulteriori misure.</p><p>4. Sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, la carne e i prodotti a base di carne non </p><p>presentano alcun rischio per la salute dei consumatori in quanto dal 1990 tutti gli organi a </p><p>rischio sono esclusi dalla catena alimentare. Dato che i test a tappeto su tutti i bovini di più </p><p>di 30 mesi non contribuiscono in alcun modo a diminuire il rischio, essi non saranno resi </p><p>obbligatori. Tuttavia, i venditori di carne e di prodotti a base di carne possono far svolgere </p><p>tali test. Comunque, con i metodi diagnostici attualmente disponibili, anche un risultato </p><p>negativo al test non permette di affermare con certezza che l'animale non è infetto. Il </p><p>rispetto del divieto di utilizzare organi a rischio nella fabbricazione di prodotti a base di </p><p>carne è controllato mediante un test a campione che consente di rilevare la presenza di </p><p>tessuti cerebrali e spinali. Fino ad oggi non è stato trovato alcun prodotto a base di carne </p><p>contenente materiale celebrale o midollo spinale di vacche.</p><p>5. Dalla catena alimentare sono banditi: </p><p>- cervello, midollo spinale, occhi e intestini di bovini di più di 6 mesi (infettività dimostrata </p><p>in animali affetti da ESB; per quanto riguarda l'intestino, solo in una determinata sezione </p><p>e in animali infettati sperimentalmente);</p><p>- tonsille, timo e milza di bovini di più di 6 mesi (infettività non dimostrata in bovini affetti </p><p>da ESB);</p><p>- colonna vertebrale delle vacche (infettività dei gangli nervosi della colonna vertebrale è </p><p>stata osservata nello stadio finale della malattia);</p><p>- tessuti nervosi e linfatici visibili e gangli linfatici di bovini di tutte le età (la loro infettività </p><p>non è stata dimostrata).</p><p>6. I controllori delle carni, che devono procedere al controllo della carne in ogni macello, </p><p>sorvegliano l'eliminazione di questi organi. I prodotti a base di carne vengono controllati </p><p>mediante il test summenzionato per determinare l'eventuale presenza di cervello o di </p><p>midollo spinale. Questo tipo di controllo è per ora effettuato solo in Svizzera.</p><p>7. Non è consentito importare in Svizzera organi di animali la cui utilizzazione in Svizzera </p><p>come derrata alimentare non è autorizzata. Anche i prodotti a base di carne provenienti </p><p>dall'estero sono controllati a campione, con il test summenzionato, per rilevare l'eventuale </p><p>presenza di materiale cerebrale.</p><p>8. L'introduzione di standard di qualità e la valutazione dei relativi effetti spetta agli ambienti </p><p>economici.</p>  Risposta del Consiglio federale.