Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01065.jsonl.gz/1328

Quest'anno, su invito della Svizzera, l'incontro annuale dei ministri di giustizia dei Paesi germanofoni si è svolto a Berna. Oltre alla consigliera federale Simonetta Sommaruga hanno partecipato all'incontro Heiko Maas, ministro federale tedesco della giustizia e tutela del consumatore, Wolfgang Brandstetter, ministro federale austrico della giustizia, Thomas Zwiefelhofer, vice capo del Governo del Liechtenstein nonché ministro dell'interno, della giustizia e dell'economia, e Félix Braz, ministro lussemburghese della giustizia.
"Qualsiasi forma di radicalizzazione è una sfida per una società aperta", ha detto la consigliera federale Sommaruga. Ciò vale sia per la Svizzera sia per gli altri Paesi germanofoni. Sommaruga ha osservato che di fronte ai simboli pubblici della religione islamica la nostra società tende a polarizzarsi. La Consigliera federale ha illustrato ai suoi colleghi il modo in cui la Svizzera si comporta con religioni diverse da quella cristiana e affronta le tensioni tra la libertà di religione e i valori della società, che affiorano ad esempio nelle discussioni sui simboli religiosi nelle scuole o su un'eventuale divieto di coprirsi il viso.
La consigliera federale Sommaruga ha sottolineato che il fondamentalismo religioso non va confuso con l'estremismo violento. I terroristi strumentalizzano il fondamentalismo religioso abusandone per giustificare i loro atti violenti.
Impiego coerente e sviluppo degli strumenti per lottare contro il terrorismo
I ministri concordano nel ritenere che gli strumenti giuridici a disposizione vadano applicati in modo coerente contro l'estremismo violento e il terrorismo. Sommaruga ha illustrato ai suoi colleghi che le autorità svizzere preposte alla sicurezza hanno intensificato le loro attività e la cooperazione nella lotta al terrorismo. La Task Force Tetra, ad esempio, ha permesso di coordinare la cooperazione tra tutte le autorità federali e cantonali responsabili per la sicurezza. Anche la cooperazione internazionale è importante, ha aggiunto Sommaruga. I misitri di giustizia hanno sottolineato che la cooperazione quotidiana funziona bene e che le autorità si scambiano le informazioni rilevanti.
Sono necessarie misure preventive
I ministri di giustizia hanno anche discusso di eventuali sviluppi di tali misure. La Svizzera prevede ad esempio misure preventive di polizia per impedire i viaggi con finalità jihadiste. In giugno il Consiglio federale ha infatti deciso di dare alla polizia i mezzi per impedire a persone che intendono recarsi all'estero per aderire a un'organizzazione terroristica di lasciare la Svizzera. Un pertinente progetto di legge è attualmente in elaborazione.
La Consigliera federale ha inoltre sottolineato che la lotta contro la radicalizzazione e l'estremismo violento non può essere affidata esclusivamente alle autorità preposte alla sicurezza. Per tale motivo, questa settimana la Rete integrata Svizzera per la sicurezza, nella quale sono rappresentati la Confederazione e i Cantoni, ha adottato un mandato comune per un piano d'azione nazionale contro la radicalizzazione e l'estremismo violento che intende coinvolgere tutti gli attori importanti della Confederazione, dei Cantoni, delle città e dei comuni e garantire lo scambio di informazioni.
Ultima modifica 10.09.2016