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Mula sa kung ano ang noon
Lav Diaz, regista
Realizzo film non convenzionali: non mi preoccupo della durata. Una scena può durare pochi minuti o un'ora. Il tempo è implicito alla messa in scena.
È un film politico su uno dei periodi più bui della storia delle Filippine, quello della Legge Marziale, durante la quale molte persone sono state torturate e uccise. Il periodo rappresenta una ferita psicologica. Per raccontarlo mi sono basato sui miei ricordi di bambino e i personaggi nascono da incontri reali.
Nelle Filippine siamo vittime di quattro catastrofi: la colonizzazione, l'occupazione americana, l'occupazione giapponese e il periodo della Legge Marziale. Il mio cinema cerca di rivendicare il passato e riconnettersi alle nostre origini.
Abbiamo registrato il suono della natura nel modo più naturale possibile, affinché rappresentasse un'altra voce rispetto ai rumori dell'esercito in arrivo.
La storia delle due sorelle vuole essere una metafora della lotta nelle Filippine: il loro suicidio è condannato dal cattolicesimo, ma non dalla nostra cultura. Mi sembrava un modo per penetrare nelle molteplici fratture culturali che segnano la mia terra.Daniela Persico
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