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Il Comune può ridurre le tariffe di parcheggio di un centro commerciale in maniera informale?
Se le tariffe di parcheggio sono disciplinate in un accordo, che è parte integrante della licenza edilizia, l'autorità competente può modificare le tariffe solo nella procedura formale di licenza edilizia. Ciò è stato confermato dal Tribunale federale nella sua sentenza del 28 febbraio 2022.
Il Comune non può adeguare una licenza edilizia in maniera informale, accordandosi con la proprietaria: se prevale l'interesse alla protezione della buona fede, non può riesaminare una licenza edilizia formalmente cresciuta in giudicato. In particolare il riesame non deve servire a mettere ripetutamente in discussione decisioni cresciute in giudicato.
La nuova proprietaria vuole ridurre le tariffe di parcheggio
I Comuni di Ebikon e Dierikon nel 2007 hanno rilasciato una licenza edilizia per un centro commerciale. Parte della licenza edilizia è un accordo tra Ebikon e la proprietaria. In esso la proprietaria si impegna a gestire i parcheggi e a far pagare una tassa di parcheggio di 2 CHF per un tempo di parcheggio minimo di un'ora. Entrambe le parti possono richiedere una modifica, se le circostanze dovessero mutare in maniera sostanziale. L’associazione traffico e ambiente (ATA) è cofirmatario dell'accordo.
Dieci anni dopo la nuova proprietaria apre il centro commerciale e dopo due anni chiede che le tariffe di parcheggio siano ridotte a 1 CHF. Il Consiglio comunale non entra nel merito della richiesta. La proprietaria interposto ricorso senza successo al Tribunale cantonale di Lucerna. Anche il Tribunale federale ha respinto il ricorso.
Il Comune non può modificare la licenza edilizia in maniera informale
La ricorrente vuole adeguare l'accordo, senza modificare la licenza edilizia. Tuttavia secondo il Tribunale federale un riesame non deve servire a «rimettere ripetutamente in discussione decisioni cresciute in giudicato o ad aggirare i termini per far valere un rimedio legale». (Vedi anche: «Un‘autorizzazione orale può costituire una licenza edilizia?»).
Il Comune avrebbe pertanto dovuto considerare la domanda quale domanda di modifica della licenza edilizia e avrebbe dovuto esaminare se c'erano «ragioni sufficienti per riesaminare la licenza edilizia».
Le aspettative insoddisfatte non giustificano una modifica della licenza edilizia
Nel 2005 il piano di sviluppo ipotizzava un numero massimo di un buon 3 milioni di corse in auto all'anno. Poiché questo numero non è stato raggiunto nei primi due anni e poiché «l'unico scopo della gestione concordata dei parcheggi era quello di impedire il superamento del numero di corse consentite», le condizioni risultavano cambiate in maniera sostanziale.
Tuttavia le aspettative non soddisfatte non costituiscono una modifica delle circostanze e le tariffe di parcheggio sono «generalmente destinate ad avere un effetto di orientamento a favore del trasporto pubblico e del traffico non motorizzato». Così, secondo il Tribunale federale, non sussiste un cambiamento sostanziale delle circostanze e un riesame della licenza edilizia cresciuta in giudicato non è giustificato.
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso e condannato la ricorrente a pagare le spese processuali per un importo di 5'000 franchi.