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Alla Conferenza dell'ONU sul Clima, in svolgimento a Parigi, la Svizzera si è aggregata ad una vasta colazione di Stati che intendono concludere il vertice con un accordo.
Un'intesa che preveda chiari obiettivi, meccanismi di verifica ogni cinque anni, una precisa via per l'abbandono delle energie fossili e un finanziamento di 100 miliardi di dollari all'anno per la tutela climatica.
Secondo la ministra dell'ambiente elvetica Doris Leuthard, gli esperti delle varie delegazioni potrebbero ancora negoziare per anni sui singoli dettagli tecnici, ma i ministri "non hanno più tutto questo tempo" e devono prendere le decisioni necessarie affinché i negoziati si concludano con un successo.
La responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha quindi deciso di passare "la notte decisiva" a Parigi. È infatti fiduciosa che domani si spossa stabilire la versione definitiva di un accordo.
La consigliera federale ha detto che la Svizzera si è unita ad un gruppo di un ottantina di paesi, sia ricchi che poveri, i quali fanno pressione per un accordo di ampia portata, in particolare affinché il riscaldamento climatico non superi 1,5 gradi.
La coalizione comprende Unione Europea (UE), Stati Uniti (USA), Messico, Norvegia, ma anche stati di Africa, Caraibi e Pacifico tra i più vulnerabili ai cambiamenti climatici, ha precisato la Leuthard. India, Cina e Brasile invece non ne fanno parte.
SDA-ATS