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A partire da domani il regime ai confini tra la Svizzera, la Germania e l'Austria verrà progressivamente allentato. Le persone che hanno una relazione "transfrontaliera", quelle che vogliono incontrare parenti o che hanno una casa secondaria nell'altro stato potranno ora passare i confini. Lo ha indicato in conferenza stampa a Berna il segretario di Stato della migrazione Mario Gattiker.
Negli scorsi giorni la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha avuto vari contatti con i competenti ministri di Germania, Austria e Francia. Gattiker ha precisato che al momento l'allentamento con la Francia non inizierà, come per gli altri due paesi, alla mezzanotte di oggi. È tuttavia previsto che anche con l'Esagono si inizi al più presto ad aprire gradualmente le frontiere in vista del 15 giugno.
Per quanto riguarda l'Italia, ha aggiunto il segretario di Stato, i contatti non sono ancora a questo punto, dato che la Penisola è stata fortemente colpita dalla pandemia di coronavirus.
L'allentamento del regime applicato alle frontiere tra Svizzera, Germania e Austria non si applica ai viaggi turistici, al turismo degli acquisti e a quello della benzina. Tali spostamenti continuano a essere proibiti, ha detto il direttore dell'Amministrazione federale delle dogane (Afd) Christian Bock.
Alle dogane continueranno a esservi controlli e resterà operativa anche la sorveglianza aerea. Le persone che vogliono entrare nel Paese per determinati motivi devono essere munite di un'autodichiarazione.
Nel frattempo verranno riaperti tutti i valichi di frontiera con Germania e Austria: l'operazione dovrebbe essere completata al più tardi all'inizio della prossima settimana, ha indicato Bock.
Le milizie dell'esercito si ritireranno da queste regioni di confine, mentre per ora resteranno in forza lungo le frontiere con la Francia. Al confine sud, con l'Italia, non vi sono membri delle forze armate.
In Svizzera, sono stati concessi circa 123'000 prestiti Covid 19. Di questi, 36 casi sono sospettati di abusi, come ha spiegato a Berna Erik Jakob della Seco. "Nel complesso il numero di casi di abuso è basso", ha detto Jakob.
123 banche partecipano al programma di prestiti. Circa 123'000 imprese hanno ricevuto aiuti di liquidità per circa 14,6 miliardi di franchi svizzeri, ha dichiarato Jakob. Per prestiti superiori a 500'000 fino a 20 milioni di franchi, ha aggiunto, ci sono solo poche centinaia di domande.
Secondo Jako nei casi di piccoli abusi vanno cercate soluzioni amichevoli. Mentre per i casi più eclatanti, le imprese inadempienti rischiano un procedimento penale con possibili pene detentive fino a un massimo di cinque anni.