Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/258320

<h2>SubmittedText<h2><p>È indiscutibile che sia necessario intervenire per promuovere la biodiversità, anche in agricoltura. Per questo motivo, tra le molte altre misure, a partire dal 1° gennaio 2024 nell’ambito della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate sarà introdotta l’esigenza relativa a una quota del 3,5&nbsp;per cento di superfici per la promozione della biodiversità (SPB) sulla superficie coltiva. Tuttavia, questa esigenza suscita molte incertezze nelle aziende agricole. È prevedibile che possa purtroppo comportare anche effetti collaterali indesiderati (lavorazione del terreno su SPB di livello qualitativo 2). Inoltre, la nuova norma pone problemi soprattutto alle aziende agricole biologiche, che hanno già fatto molto per la biodiversità.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. In che modo si possono evitare questi effetti collaterali indesiderati (p.es. aratura di SPB QII)?</p><p>2. Quali misure supplementari potrebbero venir computate (p.es. coltivazione di colture campicole estensive quali lino,&nbsp;farro o piccola spelta;&nbsp;sottosemine in colture di cereali in file distanziate senza pesticidi)?</p><p>3. Come si può garantire che le aziende che hanno già comprovatamente fatto molto per la biodiversità non debbano incorrere in riduzioni dei pagamenti diretti?</p><p>4. Come si possono integrare in modo ottimale ed efficiente programmi di biodiversità controllati e certificati nelle misure di promozione della Confederazione (p.es. programma a punti IP-SUISSE, catalogo di misure Bio Suisse)?</p><p>5. Come si può attuare la nuova esigenza con un dispendio amministrativo minimo per le aziende agricole e le autorità preposte all’esecuzione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo il Consiglio federale il rischio che molti prati pregiati dal punto di vista ecologico vengano arati a causa dell’esigenza PER relativa al 3,5 per cento di superfici per la promozione della biodiversità (SPB) sulla superficie coltiva è basso. In singoli casi, la decisione di sostituire questi prati con SPB campicole può essere dettata dall’esigenza di ottimizzare l’avvicendamento delle colture.&nbsp;</p><p>Tuttavia, i contributi per le SPB – in particolare per i prati sfruttati in modo estensivo con qualità (QII) – sono sufficientemente alti (fino a 4000 fr./ha se il prato è integrato in un progetto d’interconnessione) e di conseguenza l’aratura non è un’opzione economicamente vantaggiosa. Inoltre le aziende generalmente tendono ad aumentare il numero di SPB campicole e questo, in ultima analisi, è ciò a cui mira l’esigenza relativa al 3,5 per cento di SPB campicole. Infine le principali SPB campicole non possono essere predisposte direttamente dopo l’aratura del prato, bensì devono essere impiantate sulla superficie coltiva. Chi intende sostituire una SPB esistente su una superficie inerbita con una SPB campicola, deve aver già effettuato l’aratura in primavera. Rispetto a questa novità le aziende si comportano esattamente come in tutti gli altri casi di adeguamento della PER o dei contributi, ovvero valutano l’opzione migliore dal punto di vista agronomico ed economicamente più redditizia da attuare. Nel complesso, la struttura dei contributi offre incentivi sufficienti per preservare le SPB pregiate esistenti.</p><p>2. La nuova esigenza PER è stata introdotta nel quadro dell’iniziativa parlamentare 19.475 «Ridurre il rischio associato all’uso di pesticidi» e non soltanto rafforza la varietà di specie nelle regioni campicole, bensì contribuisce anche al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle perdite di sostanze nutritive e dei rischi associati all’impiego di prodotti fitosanitari. Se sul 3,5 per cento delle SPB sulla superficie coltiva venissero computati elementi supplementari, già esistenti, l’efficacia in termine di conseguimento di questi obiettivi sarebbe minore.&nbsp;</p><p>3. Purché rispettino le esigenze minime in relazione alla quota adeguata di SPB, le durate d’impegno e le altre esigenze per le SPB, le aziende sono libere di prendere le proprie decisioni e non sono previste sanzioni.&nbsp;</p><p>4. Le esigenze per i label che si distinguono dalle disposizioni sui pagamenti diretti sono importanti per il posizionamento dei label sul mercato. Il rapporto sul futuro orientamento della politica agricola in adempimento dei postulati 20.3931 e 21.3015 prevede che il settore si assuma maggiori responsabilità prendendo misure volontarie.</p><p>5. A livello di esecuzione l’esigenza può essere attuata in modo semplice dal profilo amministrativo. I corrispondenti modelli di calcolo sono già implementati nei sistemi informatici cantonali sull’agricoltura. Il computo di ulteriori elementi aumenterebbe notevolmente l'onere amministrativo. L’aggiunta di altri elementi che esulano dalle SPB campicole renderebbe notevolmente più complicati il modello di calcolo e l’esecuzione poiché, ad esempio, i prati sfruttati in modo estensivo non potrebbero essere computati in via generale, bensì soltanto a determinate condizioni (all’interno di un comprensorio come lo spazio riservato alle acque, un progetto per la protezione delle acque o una superficie per l’avvicendamento delle colture). Il modello di calcolo necessario a tal fine richiederebbe complesse operazioni di calcolo e l’incrocio dei dati e di conseguenza tempo e investimenti supplementari. Anche per le aziende agricole l’attuazione sarebbe notevolmente più complessa, genererebbe incertezze nonché aumenterebbe il rischio di predisporre non correttamente le SPB e di incorrere in sanzioni. Tuttavia, il Consiglio federale prende sul serio le preoccupazioni espresse dagli attori del settore.&nbsp;</p><p>Nel prossimo anno valuterà costantemente l'attuazione e l’adeguatezza della misura alla pratica, appurerà la necessità d’intervento e, all’occorrenza, vaglierà eventuali modifiche.</p>