Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186412

<h2>SubmittedText<h2><p>Ringrazio il Consiglio federale della sua risposta del 14 febbraio 2018 alla mia interpellanza 17.4052 dell'11 dicembre 2017 sul futuro degli impianti militari di Dailly e sull'utilizzazione delle relative moderne infrastrutture per l'alloggio e la formazione.</p><p>Non posso dire di essere soddisfatto della risposta.</p><p>Per quanto concerne la risposta alla domanda no 2: i lavori di chiusura sarebbero già in corso, ma l'utilizzazione futura dell'ubicazione non è ancora stata stabilita. Che senso ha smontare o, addirittura, distruggere degli impianti quando non si sa ancora che uso se ne farà? Il modo di procedere è illogico.</p><p>Per quanto concerne la risposta alla domanda no 3: il Dipartimento federale della difesa, della protezione e dello sport (DDPS) si assume i costi di messa fuori esercizio. A quanto ammontano tali costi? In quale budget figurano? Per quale periodo di tempo sono stati pianificati?</p><p>Per quanto concerne la risposta alla domanda no 3: alcune parti degli impianti saranno conservate in qualità di testimonianze storiche. Quali? Chi se ne assumerà le spese? La Confederazione? Il Cantone? Il Comune? Privati? In virtù di quali convenzioni?</p><p>Per quanto concerne la risposta alla domanda no 3: la messa fuori servizio delle componenti degli impianti, segnatamente delle parti sotterranee dell'ubicazione, è conforme alle norme di protezione dell'ambiente? Per esempio, gli impianti sono privi di amianto? Se è stato necessario asportare dell'amianto, quali misure sono state adottate e a quali costi supplementari?</p><p>Per quanto concerne la risposta alla domanda no 4: un'ulteriore utilizzazione da parte dell'esercito non è prevista perché altrimenti non sarebbe possibile realizzare i risparmi previsti. Quali sono i risultati numerici dei confronti eseguiti, ad esempio tra, da un lato, l'ulteriore utilizzazione della piazza d'armi di Dailly e, dall'altro, il trasferimento della SR infra/QG prima a Bülach e poi a Frauenfeld oppure gli impianti della Polizia militare a Sion?</p><p>Per quanto concerne la risposta alla domanda no 4: in che fase si trovano le trattative tra la Confederazione e il Cantone di Vaud sull'eventuale utilizzazione dell'ubicazione da parte dell'Accademia di Polizia di Savatan?</p><p>Infine, se l'abbandono della piazza d'armi di Dailly è definitivo, la Confederazione come intende aiutare la città di Saint-Maurice o il comune di Morcles a compensare la partenza dei militari e il venir meno delle corrispondenti risorse finanziarie?</p><p>Invito il Consiglio federale e, in particolare, il DDPS a comunicare le vere ragioni dell'abbandono della piazza d'armi di Dailly e tutti i dati finanziari utili per chiarire la questione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale precisa le sue risposte all'interpellanza 17.4052 come segue:</p><p>2. I preparativi per l'abbandono della piazza d'armi di Dailly che sono già stati avviati non pregiudicano un eventuale riutilizzo. Al momento non sono in corso smantellamenti. Il DDPS intende procedere rapidamente con l'abbandono dell'ubicazione, tenendo naturalmente conto di un eventuale riutilizzo.</p><p>3. I costi della messa fuori esercizio dell'ubicazione di Dailly nonché la relativa tempistica dipendono da due fattori: il riutilizzo o meno di alcune parti dell'infrastruttura per scopi civili e l'entità della messa fuori servizio. Una stima dei costi - costituiti dalle spese per il personale, in particolare della Base logistica dell'esercito, e dalle spese d'esercizio a carico dei crediti immobiliari del DDPS - non è quindi al momento ancora possibile. Lo scopo del DDPS è tuttavia quello di attuare il più rapidamente possibile la messa fuori esercizio. Le parti sotterranee degli impianti saranno sgomberate secondo le disposizioni ambientali affinché non rappresentino più un pericolo per l'essere umano e la natura. La valutazione in merito al tipo, alla qualità e alla quantità dei rifiuti (incl. amianto), nonché al relativo riciclaggio o smaltimento, spetta all'autorità competente per le autorizzazioni edilizie. Nel caso di sospetta presenza di amianto vengono coinvolti anche esperti e rispettate le disposizioni concernenti la protezione dei lavoratori. L'amianto identificato viene rimosso solo se è in matrice friabile (debolmente agglomerato).</p><p>Il DDPS ha registrato in un inventario gli impianti militari in Svizzera di importanza storica. Le corrispondenti parti dell'impianto di Dailly sono registrare in questo inventario. In qualità di proprietario la Confederazione è in linea di principio responsabile per la salvaguardia delle parti storiche. Nel caso di un eventuale riutilizzo per scopi civili tale salvaguardia sarà regolamentata.</p><p>4. La messa fuori esercizio di Dailly permette di risparmiare circa 0,8 milioni di franchi in costi di gestione. Il trasferimento della SR infra/QG a Frauenfeld fa parte di una fase successiva dell'ulteriore sviluppo della piazza d'armi di Frauenfeld. I costi saranno definiti solo al momento della pianificazione concreta di questa fase. Il trasferimento presso un'altra ubicazione non permette solo di risparmiare i costi di gestione annuali, ma anche di evitare investimenti dovuti all'USEs o alla modifica di disposizioni nonché futuri risanamenti. Inoltre le dimensioni (attuali) della SR infra/QG non giustificano più l'esigenza di una propria piazza d'armi.</p><p>I colloqui tra il Cantone di Vaud e il DDPS sull'impiego di Dailly per l'Académie de Police Savatan sono ancora in corso. Al riguardo il Consiglio federale non intende fornire indicazioni.</p><p>L'effettivo dell'esercito è stato ridotto massicciamente negli ultimi 25 anni. Il DDPS è inoltre costretto a ridurre sensibilmente il proprio patrimonio immobiliare per risparmiare sui costi d'esercizio e ottenere in questo modo una certa libertà d'azione per quanto riguarda il rinnovo dell'equipaggiamento dell'esercito. Ne consegue che l'esercito ha dovuto lasciare parzialmente o completamente diverse regioni, o dovrà farlo in futuro. In particolare nelle regioni periferiche ciò è legato alla perdita dei vantaggi economici conseguiti finora. Una vera e propria compensazione non è prevista. La Confederazione può tuttavia sostenere le regioni colpite mediante gli strumenti previsti dalla legge federale sulla politica regionale (RS 901.0). Per quanto riguarda il riutilizzo per scopi civili degli ex immobili militari, il DDPS lavora inoltre attivamente con i Cantoni e i Comuni che godono della priorità in caso di vendita in virtù dell'articolo 130b della legge militare.</p>  Risposta del Consiglio federale.