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Con questo sistema radar l’Unione sovietica spiava il mondo intero
Silvana Guanziroli
12.2.2018
Dal 1976, un rumore simile a un colpo di martello aveva fatto impazzire gli operatori radio del mondo intero. Un rumore che è stato soprannominato «Woodpecker» (in italiano: picchio). In piena guerra fredda, rapidamente si è diffuso il sospetto che dietro tutto questo ci fosse l'Unione sovietica. Ed era proprio così: il segnale a onde corte proveniva dal più grande sistema di rilevamento missilistico al mondo.
Fino a quel momento, la base militare top-secret russa era rimasta ben nascosta. Il sistema Duga, come viene chiamato, è situato nella zona vietata contaminata dalla radioattività che sorge intorno a Chernobyl, in Ucraina, a una decina di chilometri dal reattore accidentato.
È da qui che l’Unione sovietica si è messa a spiare il mondo a partire dal 1976. E ancora oggi, 60 colossi di acciaio si levano nel cielo, i più alti dei quali raggiungono i 150 metri. Vi sono agganciate strane boe metalliche e un palo a 44 braccia, tra le quali sono tesi migliaia di cavi trasmettitori.
Al tempo della guerra fredda, questa installazione costituiva un'arma importantissima per l'esercito russo. Il sistema poteva rilevare obiettivi a una distanza che poteva raggiungere i 9000 chilometri. A titolo di paragone, basta considerare che in linea d'aria soltanto 7500 chilometri separano Chernobyl da New York. E con il concetto di obiettivo, l’URSS intendeva «delle testate nucleari isolate in avvicinamento o dei missili nucleari raggruppati in avvicinamento.»
All’epoca, circa 2000 persone vivevano in prossimità del sistema radar. Si trattava principalmente di ingegneri, di scienziati e di soldati. Questi lavoratori e i loro familiari potevano trovare tutto ciò di cui avevano bisogno nella città di Duga. Scuole, asili o ancora ristoranti. Oggi, i turisti possono visitare la vecchia installazione segreta con una guida.
La NATO ha soprannominato «Woodpecker» il segnale ad onde corte generato da Duga. Il suo rumore somigliava a uno crepito secco e ripetitivo a una frequenza di 10 hertz, cosa che gli è valso il soprannome di «picchio». Con un'installazione dello stesso genere, Duga-2, in prossimità dell'oceano Pacifico, l’esercito sovietico controllava praticamente la totalità dello spazio aereo americano. Almeno fino all'incidente nucleare di Chernobyl.
Il 26 aprile 1986, un'esplosione ha distrutto il reattore numero 4 della centrale Lenin a Chernobyl. Tutta la zona intorno alla centrale è stata contaminata da particelle radioattive. Ben 135 000 persone sono state evacuate. Da allora, le autorità hanno allestito un perimetro di sicurezza di 30 km intorno a Chernobyl.