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Caritas svizzera e l'Aiuto delle chiese evangeliche (ACES) hanno sbloccato 500'000 franchi a sostegno di 28'000 profughi del Pakistan. Un progetto portato avanti grazie alla collaborazione con un'associazione turca, l'Anatolian Development Foudation.Questo contenuto è stato pubblicato il 21 maggio 2009 - 12:04
Sono circa mezzo milione le persone che, negli ultimi giorni, hanno abbandonato le loro case in seguito ai combattimenti tra i talebani e l'esercito pakistano nel distretto di Swat, nella provincia nord-occidentale.
Grazie a questo progetto comune, 28'000 persone nella regione di Mardan potranno ricevere cibo e materiale di prima necessità. Si tratta soprattutto di quei profughi che si trovano all'esterno dei campi ufficiali e che vivono in tende di fortuna nei parchi o sul ciglio della strade e sono quindi confrontati a condizioni estremamente difficili. Questi aiuti vengono distribuiti dall'ONG Anatolian Development Foundation (ADP), attiva già da diversi anni in questa regione.
Quanto al Dipartimento degli affari esteri, al momento non prevede un aumento dei finanziamenti al Pakistan, ha precisato la scorsa settimana il suo portavoce Jean-Philippe Jutzi. In aprile, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione aveva portato a 2,2 milioni di franchi il suo contributo al Comitato internazionale della Croce Rossa per le sue attività in questo paese. L'aiuto umanitario svizzero in Pakistan ammonta quest'anno a 3,2 milioni di franchi.
swissinfo.ch e agenzie
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