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Alla fine del 2020, le riserve degli assicuratori malattia dovrebbero raggiungere gli 11,3 miliardi di franchi, a fronte di riserve minime previste per legge di 5,6 miliardi, per un rapporto di poco superiore al 200%. In futuro, però, anche per alleggerire finanziariamente gli assicuratori, questo rapporto dovrebbe passare dal 150% al 100%.
È quanto indica il Consiglio federale rispondendo a un'interpellanza del consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega/TI), preoccupato per l'ennesimo incremento dei premi malattia nonostante le riserve in crescita e il fatto che i costi sanitari, complice a suo avviso la pandemia di coronavirus, sono scesi a causa della riduzione delle attività mediche.
Per il deputato, insomma, le "riserve esagerate degli assicuratori malattia sono la diretta conseguenza di premi eccessivi". Un aumento dei premi nel 2021 genererebbe un ulteriore incremento delle riserve.
Nella sua risposta, il Governo rammenta di aver avviato una consultazione allo scopo di favorire la riduzione volontaria delle riserve eccessive. Secondo questo progetto, la quota di riserve passa dal 150 al 100% del livello minimo legale. Tale modifica proposta dovrebbe incentivare gli assicuratori a "maggiormente a ridurre i premi a vantaggio degli assicurati".
Quanto alle cifre, stando all'Esecutivo risulta che alla fine del 2019 le riserve ammontavano a 9,5 miliardi, mentre il minimo prescritto per legge era di 4,7 miliardi. Il rapporto tra le riserve disponibili e le riserve minime era del 203%. Alla fine del 2020 le riserve degli assicuratori raggiungono gli 11,3 miliardi a fronte di riserve minime pari a 5,6 miliardi. Il rapporto tra i due elementi resta dunque invariato, precisa il Consiglio federale. In futuro, tale rapporto dovrebbe calare.