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Il fabbricante di macchine per l’industria delle plastiche Maag Goup esporta quasi l’intera produzione. Il suo direttore Ueli Thuerig spiega come l’impresa evita i danni del franco forte.
Dalla sua creazione quasi un secolo fa, l'impresa Maag Group si è imposta in tutto il mondo nell'industria della plastica. Specializzata nei sistemi destinati all'estrusione, un procedimento di fabbricazione ad alta velocità attraverso cui il materiale è spinto lungo un condotto prima di essere sezionato, produce in particolare delle pompe e delle soluzioni di filtraggio. Con sede a Oberglatt nel canton Zurigo, Maag Group dà lavoro a 140 persone in Svizzera e possiede succursali in 11 paesi.
Quali sono le specificità dei vostri prodotti?
Ueli Thuerig: Più del 90% dei nostri prodotti sono destinati all'industria della plastica. Sono in generale personalizzati, al fine di garantire un'alta affidabilità. Proponiamo pompe ad ingranaggio che servono ad aumentare la pressione della materia fusa e a farla avanzare nella linea di estrusione. Questo procedimento permette di fabbricare prodotti in plastica come ad esempio dei tubi o dei profili. Produciamo inoltre dei dispositivi di filtraggio della materia, che garantiscono una qualità elevata dei prodotti ultimati. Questo è particolarmente importante per i vetri degli schermi piatti o i CD-ROM.
Avete avuto una crescita negli ultimi anni?
Thuerig: L'industria dei polimeri in generale ha avuto una crescita piuttosto notevole. Grazie a questo, la nostra cifra d'affari è progredita più o meno fortemente. Nel 2011 abbiamo fatto registrare una crescita di oltre il 30%.
Quale percentuale della vostra produzione esportate?
Thuerig: Esportiamo tra il 95% ed il 98% dei nostri prodotti all'estero. I nostri principali mercati sono la Germania, la Cina e gli Stati Uniti. La Germania è tra i nostri maggiori fabbricanti nell'industria della plastica. Ed il mercato cinese progredisce rapidamente.
Risentite della concorrenza straniera?
Thuerig: Molto. Abbiamo importanti concorrenti in Asia, ma anche in Europa. Rispetto al 2008 o 2009, i nostri concorrenti detengono grandi vantaggi, in particolare a causa del franco forte. Inoltre, possediamo 11 succursali in diversi paesi. Distribuiscono anche prodotti fabbricati in Svizzera e risentono quindi direttamente dei tassi di cambio sfavorevoli. Abbiamo perso molto margine sui nostri prodotti negli ultimi 36 mesi.
Quali misure avete preso per far fronte al franco forte?
Thuerig: Dopo le nostre analisi realizzate negli ultimi anni, abbiamo comprato più materie prime e componenti in Europa. Abbiamo anche comprato provvigioni in Asia. Abbiamo investito in nuovi macchinari di produzione per incrementare la nostra produttività. Questa si è rivelata una misura importante contro il franco forte.
Avete subito delle grandi perdite in seguito a questa crisi?
Thuerig: Restiamo relativamente prosperi rispetto ad altre imprese svizzere. Ma abbiamo comunque dovuto agire, investire, aumentare la produttività e le ore di lavoro dei nostri impiegati. Abbiamo tentato di evolvere il più in fretta possibile al fine di eliminare l'impatto del franco forte.
Quale parte della vostra produzione viene fabbricata all'estero?
Thuerig: La metà dei EUR 130 milioni di cifra d'affari realizzata lo scorso anno proviene dalla Svizzera. Il resto è stato prodotto in Germania, negli Stati Uniti, in Italia ed in Cina. Questo elimina i costi di trasporto dalla Svizzera, che non sono trascurabili. Il dipartimento di sviluppo delle pompe ha sede in Svizzera e sostiene le altre succursali con il know-how necessario.
In cosa consiste la vostra strategia per il futuro dell' impresa?
Thuerig: Per garantirne la qualità, la concezione e la fabbricazione di buona parte dei nostri prodotti continuerà ad avvenire in Svizzera. Pianifichiamo anche di continuare ad investire per poter aumentare la produttività. Per limitare l'impatto del franco forte è pure importante essere in anticipo sul mercato ed evolvere velocemente, ed anche apportare i cambiamenti necessari. I nostri 140 impiegati in Svizzera comprendono che se si vorrà sopravvivere e restare competitivi, dovremo lavorare di più e più duramente.