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Negli ultimi 200 anni, il popolo svizzero ha sviluppato la democrazia in un modello unico al mondo. La democrazia diretta è parte integrante della cultura politica e la base decisiva per il successo economico del Paese. È quindi sorprendente che la costituzione e lo sviluppo della democrazia diretta a lungo non siano stati un tema di ricerca importante negli studi storici. Per colmare le lacune della ricerca, l’autore ha fondato nel 2013 l’istituto scientifico Research Institute for Direct Democracy» (Istituto di ricerca sulla democrazia diretta).1
In un breve articolo di sintesi riassumiamo di seguito i risultati delle ricerche condotte fino ad oggi, che in seguito dovranno essere approfonditi in una sequenza sciolta sulla base di singole tematiche.
Il principio cooperativo e il diritto naturale come base
Già prima della fondazione dello Stato federale nel 1848 con la democrazia diretta, la Svizzera ha sviluppato un modello che ha assunto forme molto diverse nel corso del XIX secolo. Ciò è sempre avvenuto «dal basso verso l’alto», cioè partendo dai Comuni, passando dai rispettivi Cantoni fino al livello
federale. In questo processo il principio cooperativo e la legge naturale hanno svolto un ruolo fondamentale.
La «legge naturale» significa che la gente riflette sulle norme sovratemporali della convivenza, sul comportamento morale (la questione dei valori) e sulla formazione dell’ordine politico e giuridico. In Svizzera, tra l’altro, il diritto naturale è stato messo in pratica con il principio cooperativo con i suoi tre «auto», ossia l’auto-aiuto, l’autodeterminazione e l’auto-responsabilità. Questo principio conteneva una forza integrativa senza la quale non sarebbe stato possibile creare una nazione di volontà come la Svizzera, basata sulla libertà e sull’uguaglianza. Non c’è traccia di «arretratezza», come hanno ripetutamente affermato certi storici. Sebbene il dinamismo economico della Confederazione sia iniziato tardi, questo avvenne però su una solida base umana. Prima del 1848 la Svizzera era prevalentemente rurale e agricola, ma dalla fine del XVIII secolo al 1848 ha vissuto il suo primo slancio industriale. Tuttavia, ciò ha riguardato solo alcune regioni del Paese e si è basato su industrie leggere orientate all’esportazione, come la filatura e la tessitura del cotone, la tessitura della seta e l’orologeria. Per quanto riguarda il sistem educativo, la Svizzera è stata di gran lunga& in testa alla maggior parte dei Paesi europei, come dimostrano le attuali valutazioni del cosiddetto Stapfer-Enquête2. Intorno al 1800 la Svizzera era una vera e propria «roccaforte della scuola», dove quasi tutti i bambini andavano a scuola. Purtroppo, oggi, risultati di ricerca così importanti non vengono quasi mai presi in considerazione.
Su questa base, nella prima metà del XIX secolo, in Svizzera i movimenti popolari rurali si sono battuti per i primi diritti popolari di democrazia diretta. Hanno fatto valere questi diritti contro la resistenza a volte molto intensa, soprattutto liberale. Lo illustran diversi esempi cantonali.
Basilea Campagna e i suoi «movimenti popolari»
A Basilea Campagna, gli ambienti liberali a partire dal 1830 hanno fatto pressione sullo sviluppo democratico. Come piccola classe dirigente liberale incarnavano il principio della rappresentanza. La sovranità del popolo si esauriva con l’elezione del legislatore, limitata da un censimento, e senza ulteriori diritti popolari. Da parte della popolazione rurale& si è rapidamente formata un’opposizione, i cosiddetti «movimenti popolari». Si trattava di liberi pensatori radicali, alcuni dei quali si svilupparono in una direzione giacobina e socialista e sostenevano diritti popolari di più ampia portata. Nel corso della separazione da Basilea Città, i «movimenti popolari» hanno ottenuto ben presto il loro primo successo. Nel 1832, Basilea Campagna ha adottato la sua prima costituzione indipendente, in cui ha sancito il veto legislativo, predecessore dell’odierno referendum facoltativo. Con ciò Basilea Campagna è stato il secondo cantone dopo San Gallo a introdurre questo diritto popolare. Le prime esperienze politiche sono state buone, e la democrazia diretta è stata successivamente migliorata passo per passo.
Lucerna e i suoi «democratici rurali»
Il Canton Lucerna ha adottato una costituzione per votazione popolare nel 1831. È stato soprattutto il prodotto dei circoli liberali e ha costituito un grande passo avanti grazie al suo carattere democratico. Tuttavia, la democrazia era rappresentativa, cioè, a parte il censimento, la popolazione on aveva la possibilità di partecipare attivamente alla gestione della politica. Per i liberali questo era il «sistema statale più completo». I cattolici-conservatori, chiamati anche «democratici rurali», avevano un’idea diversa della sovranità popolare. Volevano dare al popolo una maggiore voce in capitolo. Per raggiungere questo obiettivo, si è formato un movimento popolare rurale.
Nel 1841, dopo un intenso dibattito politico, i «democratici rurali» forzarono una revisione totale della costituzione, che finalmente ottenne un’ampia maggioranza nella votazione. Decisiva fu l’introduzione dei diritti popolari, compreso il veto legislativo, che molti consideravano «la nuova, più importante istituzione», e che negli anni successivi fu ulteriormente sviluppata.
Completare una visione liberale della storia
Dopo la fondazione dello Stato federale nel 1848, i liberali hanno tracciato un importante percorso per lo sviluppo economico della Svizzera e hanno così reso possibile la seconda industrializzazione (compresa la costruzione di ferrovie). Tuttavia, essi coltivavano anche una tendenza aristocratica e favorivano un principio utilitaristico che produceva disuguaglianza sociale e ingiustizia. Nel 1848 il «movimento popolare» e i «democratici rurali» furono tra i perdenti politici. Tuttavia, hanno plasmato la storia svizzera prima e dopo il 1848 tanto quanto i liberali. I vincitori liberali della guerra del Sonderbund del 1847 dovettero affrontare un lungo processo di apprendimento prima di accettare la democrazia diretta e rinunciare alla loro visione elitaria nei confronti del «popolo». La Svizzera non sarebbe un sistema statale federalista con la democrazia diretta, né disporrebbe dell’odierno modello economico di successo, se gli elementi liberali, anticlericali e in parte anche centralisti avessero prevalso senza incontrare una resistenza rurale consistente. •
(Traduzione Discorso libero)
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