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Nessuno ci voleva credere, ma purtroppo la notizia si è rivelata vera, dopo una serie di smentite: David Bowie è morto. Con un post datato 10 gennaio ma pubblicato questa mattina verso le 7.30 (ora svizzera) sulle pagine Facebook e Twitter ufficiali di Bowie, questa mattina è stata annunciata la morte del musicista britannico che ha rivoluzionato il mondo del rock. È proprio di questi giorni la pubblicazione del suo ultimo album, Blackstar, che sta dominando le classifiche di mezzo mondo, un "regalo di compleanno" che si è fatto lo stesso Bowie per il suo 69mo compleanno, lo scorso 8 gennaio.
La notizia della morte del Duca Bianco è stata accompagnata da una serie di smentite dei fan, ma poco dopo è stata confermata prima sui profili social della moglie Iman e poi dal portavoce dell'artista al "Telegraph". L'annuncio sul suo profilo ufficiale Twitter e Facebook: "Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente circondato dalla sua famiglia".
David Bowie si è spesso rifugiato nella Svizzera romanda, in particolare a Losanna, dove ha vissuto e dove si è sposato, mentre il figlio ha studiato sulla Riviera vodese. La rockstar vi lascia il ricordo di una personalità semplice e discreta.
Appartiene ad altri tempi la storia raccontata al 24 Heures nel 2011 dall'ufficiale di stato civile che il 24 aprile 1992 ha unito, nel municipio losannese situato alla piazza Palud, David Bowie alla top model di origine somala Iman Mohamed Abdulmajid. "Un certo David Jones" vuole sposarsi, aveva avvertito un messaggio dell'ambasciata elvetica a Londra, completato dall'indicazione "Bowie, cantante". Il preposto non aveva nascosto la sua preoccupazione: e se l'individuo dovesse presentarsi con gli abiti che indossa sulle copertine dei suoi dischi? La cerimonia si svolge invece in modo intimo, con sole sei persone nella sala: i futuri sposi, i testimoni, l'ufficiale e un interprete. A rito ultimato "Iman mi ha abbracciato e baciato. Nei suoi occhi c'era polvere di stelle. Anch'io ne ho quando mi ricordo della scena", aveva commentato commosso l'ufficiale al giornale vodese.
Alla ricerca di discrezione e di calma, Bowie si è stabilito nella Svizzera romanda nel 1976, sfuggendo al contempo al fisco britannico. In un primo tempo in uno chalet di Blonay, poi al Signal de Sauvabelin, un'ampia dimora situata sopra Losanna. La casa è stata posta in vendita nel 1997.
Nel 2002, Bowie ha dato al Festival di jazz di Montreux un concerto definito "memorabile" dall'attuale direttore Mathieu Jaton. "Ha regalato un bis di un'ora, interpretando la quasi totalità dell'album "Low". La reazione dei suoi fan era molto forte, l'emozione intensa". L'artista britannico ha pure disegnato nel 1995 il manifesto del festival. Bowie intratteneva "veri legami di amicizia" con Claude Nobs, il fondatore dell'evento musicale. "Nello chalet di Nobs vi è un quadro di Bowie e le fotografie delle feste di Capodanno trascorse insieme, o ancora le foto di David Bowie mentre scia sopra Caux", riferisce Jaton, ricordando anche la registrazione a Montreux di "Under Pressure" con Bowie e i Queen.
La rockstar era attesa nel 2004 al Paléo Festival di Nyon (VD) ma l'esibizione fu annullata dieci giorni prima, dopo che agli organizzatori fu trasmesso il certificato medico di un cardiologo. "Nell'urgenza, avevamo dovuto sostituire qualcuno di insostituibile", racconta dal canto suo il patron del Paléo, Daniel Rossellat. "L'ho visto più volte in concerto: era un artista dai molteplici aspetti, con una presenza scenica eccezionale e incredibile".
(Red.)