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Il Consiglio federale è disposto a concedere al Fondo monetario internazionale (FMI) un "contributo sostanziale" per lottare contro la crisi economica e debitoria.
Mario Tuor, portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), non ha voluto precisare all'ats quale sia l'ammontare dell'aiuto elvetico. La somma dipende dall'esito delle discussioni nell'ambito del vertice primaverile di FMI e Banca mondiale in agenda domani e sabato a Washington. Determinante risulterà essere anche la partecipazione di altri stati.
Stando ad un comunicato del FMI diffuso ieri la "Svizzera ed altri paesi" prevedono un aiuto di 26 miliardi di dollari, il Giappone 60 miliardi, la Polonia 8 miliardi, la Danimarca 7, la Svezia almeno 10 e la Norvegia 9,3 miliardi. Eurolandia mette inoltre a disposizione circa 200 miliardi.
Al potenziamento dei mezzi per il FMI, limitato nel tempo e concertato, dovrebbero partecipare vari importanti paesi creditori, si limita ad indicare un comunicato del governo. La somma in questione dovrà ricevere l'avallo del parlamento.
Per l'economia nazionale la stabilizzazione del sistema finanziario internazionale è di grande importanza, indica l'esecutivo facendo riferimento alla persistente forza del franco e alla piazza finanziaria elvetica.
Il FMI per impedire un'estensione della crisi del debito sovrano in Europa conta su un potenziamento dei propri mezzi di 400-500 miliardi di dollari.
Dal canto loro il Canada e gli Stati Uniti, che costituiscono un peso massimo all'interno del FMI, a priori non intendono fornire ulteriori mezzi finanziari. Il ministro delle finanze Usa Timothy Geithner ieri è però sembrato meno radicale: ha infatti affermato che sarebbe positivo se il FMI riuscisse a raccogliere rapidamente il denaro "in modo, se necessario, da ammortizzare gli effetti del trauma europeo". La Lagarde ieri ha affermato che nel frattempo 320 miliardi dollari sono già stati promessi, in cui non sono compresi gli otto provenienti dalla Polonia.
La delegazione elvetica nella capitale Usa sarà guidata dalla presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf. Ne faranno parte anche il capo del Dipartimento federale dell'economia (DFE) Johann Schneider-Ammann e Thomas Jordan, nominato ieri presidente della direzione della Banca nazionale.
Accanto all'aumento dei fondi del FMI, al centro dei lavori del vertice vi sarà la discussione sulla ripartizione del diritto di voto in seno al FMI. I paesi emergenti esigono maggiore peso. La Svizzera dal canto suo intende difendere il suo seggio nel Consiglio esecutivo del FMI (che ne conta 24).
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