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Mercoledì il parlamento svizzero elegge due nuovi membri del governo federale. Il Consiglio federale è composto di sette persone. Ma come fa la Svizzera a distribuire i seggi tra i partiti?
Poiché la consigliera federale Doris Leuthard e il consigliere federale Johann Schneider-Ammann hanno annunciato le loro dimissioni per la fine dell'anno, il Parlamento federale riassegna mercoledì due seggi nel governo.
Tutti i gruppi parlamentari rappresentati in seno all'Assemblea federale avrebbero potuto in teoria nominare candidati per i seggi vacanti. Tuttavia, finora solo i due partiti dei consiglieri dimissionari, il Partito liberale radicale (PLR), e il Partito Popolare Democratico (PPD), si sono avvalsi di questa opportunità. Perché?
Partiti diversi da quelli di Leuthard e Schneider-Ammann non avrebbero alcuna possibilità perché da decenni l'equilibrio di potere nel governo è garantito da un sistema di ripartizione non scritto tra i partiti e le regioni linguistiche, definito "formula magica". In anni recenti ai criteri dell'appartenenza partitica e regionale si è aggiunta la questione di genere. Per questo motivo tre donne e un uomo sono in corsa per l'elezione: Viola Amherd e Heidi Z'graggen per il PPD, Karin Keller-Sutter e Hans Wicki per il PLR.
La "formula magica" non esiste da sempre
Quando la Svizzera moderna fu fondata nel 1848, il governo svizzero era composto da membri di un unico partito. Solo nel 1891 anche un secondo partito ebbe accesso al Consiglio federale. E ci sono voluti altri 50 anni prima che anche altri due partiti ottenessero seggi in governo. Nel 1959, i quattro partiti più grandi hanno deciso di ripartire i seggi tra di loro secondo la forza elettorale che avevano in quel momento.
Questa cosiddetta "formula magica" fa parte della cosiddetta "concordanza" svizzera, un sistema di governo consociativo, e si basa sulla convinzione che le decisioni abbiano le basi necessarie per durare nel tempo solo se sono sostenute sia dalla minoranza che dalla maggioranza.
Questa divisione del potere in seno al Consiglio federale è rimasta immutata per molti anni. Solo nel 2003, quando l'Unione democratica di centro (UDC) è diventata il partito più grande, la formula magica è stata messa in discussione. All'epoca occupava un solo seggio in governo, oggi è rappresentata nel governo da due persone, mentre il PPD ha perso un seggio.