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A Malta il marito Peter ed il figlio Matthew hanno aperto con le loro testimonianze la prima udienza della commissione d'inchiesta pubblica e indipendente sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia.
La commissione è stata nominata in estate dal premier Joseph Muscat su pressione del Consiglio d'Europa e solo dopo molti mesi di resistenza. La composizione dei membri è stata modificata e ha avuto il placito della famiglia.
Gli anni di calvario di Daphne prima dell'autobomba che la uccise il 16 ottobre 2017, tutte le pressioni, le minacce, la controinformazione, l'odio montante tra i maltesi, i primi 'avvertimenti', il cane avvelenato: tutto è stato ricostruito nelle parole del vedovo Peter, avvocato e guida del collegio di difesa.
Il figlio Matthew ha invece lanciato un'accusa diretta alla polizia maltese ed al suo capo che tolse la scorta a Daphne: "Ha lasciato Keith Schembri (l'ex braccio destro di Muscat) libero di far deragliare l'inchiesta inquinando le prove e insabbiando il crimine".
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