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Andiamo verso un riscaldamento globale ed è colpa nostra: questo ci dicono i climatologi. Da due secoli pompiamo anidride carbonica nell'atmosfera, rinforzando l'effetto serra. Questa conclusione dipende naturalmente da ciò che sappiamo sul clima del passato, anche remoto. E certo è facile scoprire com'era in epoca moderna, da quando cioè sono disponibili strumenti di misura precisi ed esistono raccolte complete di dati climatologici. Ma... prima? Come si fa con le epoche precedenti? Ebbene, si fa. Ci sono indicatori che permettono di ricostruire il clima del passato. E di recente hanno consentito pure di capire come si è scatenata la Piccola Era Glaciale.
Il clima non è statico. Cambia da sempre. Adesso siamo noi a modificarlo, ma anche la Natura ci mette del suo. E ce ne ha messo anche nel passato. In particolare, c'è stato un raffreddamento globale durato alcune centinaia di anni e conclusosi solo alla fine del XIX secolo, con un picco nella seconda metà del Seicento: quella che è stata battezzata Piccola Era Glaciale. I ghiacciai si estesero. Gli inverni si allungarono e si irrigidirono. Addirittura i fiumi nordeuropei gelavano per molti mesi ogni anno. Come mai? Esclusa in quel caso la responsabilità umana, che cosa provocò quel raffreddamento?
La risposta sta in un articolo pubblicato di recente su "Geophysical Research Letters", firmato da ricercatori islandesi, inglesi e statunitensi. Finora si riteneva che potesse esserci una causa endogena, una causa esogena o anche una combinazione di entrambe: poderose eruzioni vulcaniche o/e variazioni nell'irradiazione solare. "Per la prima volta abbiamo identificato chiaramente l'inizio dell'epoca fredda che rappresenta l'inizio della Piccola Era Glaciale", spiega Gifford Miller, dell'Università del Colorado a Boulder. Ma non solo: "Abbiamo anche identificato un feedback climatico comprensibile che spiega come il periodo freddo abbia potuto mantenersi per un lungo periodo". Ma di che si tratta? Risposta: vulcani. "Le nostre simulazioni mostrano che le eruzioni vulcaniche hanno avuto un effetto raffreddante profondo", osserva Bette Otto-Bliesner, del National Center for Atmospheric Research (NCAR), "e hanno innescato una reazione a catena che ha coinvolto i ghiacci marini e le correnti oceaniche e ha abbassato le temperature per secoli". Bisognava però anzitutto capire quand'è cominciata davvero la Piccola Era Glaciale.
Le stime oscillavano fra il XIII e il XVI secolo. Intuitivamente, basterebbe controllare nelle cronache quando i ghiacciai iniziarono ad avanzare. In realtà però non è sufficiente, perché i prodromi del raffreddamento potrebbero essere anche più antichi. Così Miller e i suoi colleghi hanno datato con il carbonio-14 alcuni campioni molto completi di piante morte raccolti nell'Artico canadese. E hanno scoperto una morìa vegetale provocata da un raffreddamento improvviso in due episodi distinti: fra il 1275 e il 1300 e intorno al 1450. Inoltre hanno analizzato i sedimenti estratti da un lago glaciale nelle regioni interne dell'Islanda. Lì hanno identificato depositi di tefrite, un materiale piroclastico emesso durante le eruzioni vulcaniche locali, che diventano più sottili in corrispondenza del tardo XIII secolo e ancora nel XV. Perché? Semplice: la maggiore erosione provocata dall'espansione dei ghiacciai. E, se i ghiacciai si espandono, significa che fa più freddo. Bingo! Abbiamo due indizi che si confermano reciprocamente. Non fanno una prova, però. Serve altro. Così gli scienziati hanno pure applicato un modello climatico sviluppato dal NCAR e dal Dipartimento dell'Energia, il Community Climate System Model, per testare le conseguenze di un raffreddamento vulcanico sull'estensione e sulla massa dei ghiacci nell'Artico. Conclusione: per spiegare le evidenze sperimentali bisogna ipotizzare alcune poderose eruzioni proprio nelle epoche previste. Ma non necessariamente lì, perché l'emissione di materiale nell'atmosfera, con un effetto raffreddante per il clima, potrebbe benissimo essere avvenuta altrove, magari anche a migliaia di chilometri di distanza. Ma non finisce qui: il modello mostra che l'espansione dei ghiacci artici dalla Groenlandia, con la loro fusione nell'Atlantico, ha rinforzato l'effetto raffreddante modificando il trasporto di calore nella massa liquida.
Dunque così è cominciata la Piccola Era Glaciale: a causa di eruzioni vulcaniche. E ci sono voluti secoli perché il clima tornasse alla normalità. Normalità... si fa per dire, perché nel frattempo, con la Rivoluzione Industriale, un nuovo fattore era apparso: l'uomo. Ma questa è un'altra storia.