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NEW YORK - L'allergia alle arachidi, una delle allergie alimentari più diffuse, in futuro potrebbe essere trattata con un vaccino. Questa la speranza che deriva da uno studio dell'Università del Michigan, pubblicato su Journal of Allergy and Clinical Immunology, nel quale vengono proposti i risultati sui topi di un vaccino sviluppato come immunoterapia, che punta cioè a rafforzare le difese dei sistema immunitario, somministrato come spray nasale.
«In questo momento, l'unico modo approvato dalla Fda per affrontare l'allergia alimentare è evitare il cibo o sopprimere le reazioni allergiche dopo che sono già iniziate» evidenzia l'autrice principale della ricerca, Jessica O'Konek.
Il vaccino sperimentale immunoterapico è costituito da proteine di arachidi e nanoemulsioni, minuscole goccioline di olio di soia altamente purificato, detergenti e acqua miscelati ad alta velocità. I topi sono stati prima sensibilizzati alle arachidi per mimare gli effetti dell'allergia e poi sono state somministrate loro tre dosi di vaccino in due mesi o un placebo. Due settimane dopo, i roditori sono stati esposti alle arachidi. È emerso che rispetto ai topi trattati con un placebo, quelli che avevano ricevuto il vaccino sono risultati protetti da prurito e occhi gonfi, nonché da altri sintomi più gravi, quali dispnea e shock.
«Il nostro vaccino - spiega O'Konek - non solo sopprime la risposta ma impedisce l'attivazione di cellule che potrebbero avviare reazioni allergiche». Sono in corso ulteriori studi per determinare se la protezione del vaccino possa durare più a lungo. Ricerche future sempre sui roditori potrebbero inoltre rivelare ulteriori dettagli sui meccanismi responsabili di tale protezione. In caso di successo, ciò potrebbe portare a una sperimentazione clinica del vaccino nell'uomo. Altre immunoterapie testate sull'uomo hanno dimostrato di migliorare la tolleranza alle arachidi in molti, ma non in tutti i pazienti.