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La qualità dell'informazione al pubblico è buona, ma il livello è diminuito. È quanto emerge dallo studio annuale condotto dall’istituto di ricerca Fög dell'Università di Zurigo pubblicato lunedì. Le cause principali sono una mancanza di mezzi finanziari e umani necessari a un'offerta mediatica diversificata e la crescente influenza di Google e Facebook.
L'"Annuario 2018 sulla qualità dei media" si basa su un campione di 26'444 articoli tratti da 66 media d'informazione nelle tre grandi regioni linguistiche. Circa un terzo delle testate analizzate non ha potuto mantenere il livello qualitativo dell'anno precedente.
La concentrazione degli organi di stampa elvetici ha generato una perdita marcata della diversità nella copertura della politica nazionale e internazionale, dell'economia e della cultura. Nella Svizzera romanda, i tre maggiori editori occupano complessivamente il 90% del mercato della carta stampata e il gruppo Tamedia detiene una quota del 72%.
Inoltre, la digitalizzazione ha cambiato il modo di informarsi degli utenti che sono meno propensi a pagare per avere informazioni, preferendo i social media ai tradizionali canali mediatici e le notizie in forma audiovisiva.