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«Sono contento di essere in vita e sulla via della guarigione». A dirlo è Chris Froome in un'intervista al Daily Telegraph. In giugno il quattro volte vincitore del Tour de France si era procurato numerose fratture in una caduta: a una vertebra cervicale, al femore, al gomito, all'anca e alle costole. Un incidente che in un primo tempo aveva fatto temere che la carreira del 34enne finisse lì.
Dell'episodio, accaduto durante una ricognizione prima di una tappa del Criterium del Delfinato, il britannico ha detto di avere «una finestra di cinque minuti di cui non ricordo nulla. Suppongo che il fatto di non ricordarmi di nulla, farà sì che, in un certo senso, questa caduta non mi assillerà». Froome sta preparando il suo ritorno alle competizioni, con lo sguardo rivolto ai Giochi Olimpici 2020 e, ovviamente, al Tour de France. «Sia la cronometro che la corsa in linea a Tokyo mi tentano. E siccome si correranno una settimana dopo il Tour, sempre che faccia il Tour, sembra una situazione quasi perfetta. Mi piacerebbe provare a fare qualcosa in entrambi gli appuntamenti». Vincere un quinto Tour dopo una caduta che avrebbe potuto fermarlo, sarebbe qualcosa «di ancora più grande». Se ci riuscisse, eguaglierebbe Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain.
La sfida è di quelle grandi: nessun corridore di 35 anni o più ha mai vinto il Tour de France, dopo il belga Firmin Lambot nel lontanissimo 1022. L'ultimo vincitore, il suo compagno di squadra all'Ineos Egan Bernal (Colombia), ha 12 anni meno di Froome.