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Formazione e ricerca accademiche vanno escluse da un eventuale regime di contingenti introdotto per applicare l'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa", afferma il presidente del Consiglio dei Politecnici federali Fritz Schiesser.
Questi si è espresso in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung. L'esigenza non è nuova.
A pochi giorni dal voto del 9 febbraio 2014, il presidente del Politecnico federale di Losanna (EPFL) Patrick Aebischer parlava già dei contingenti come di un "disastro". "Se si ottengono solo 20 posti per postdottorati si è morti. La ricerca deve essere fatta con i migliori scienziati", indipendentemente dalla loro provenienza. All'inizio del 2014 l'80% di coloro che erano impegnati in "postdoc" all'EPFL venivano dall'estero, ossia circa 1000 persone.
Oggi, cinque giorni dopo la fine della procedura di consultazione sul progetto del Consiglio federale di applicazione dell'iniziativa dell'UDC, Schiesser dice la stessa cosa: "Abbiamo bisogno di ottenere i migliori cervelli. Quale sia il passaporto posseduto da un cervello è insignificante".
"Fine del sistema"
L'ex consigliere agli Stati (PLR/GL), diplomato in diritto all'università di Zurigo, avvocato e notaio nel suo cantone, chiede una regolamentazione speciale per la formazione e la ricerca, ambiti per cui "i contingenti non devono valere". La limitazione dell'immigrazione frenerebbe eccessivamente le attività delle alte scuole: sarebbe la "fine del sistema".
Il 61enne, che presiede il Consiglio dei Politecnici federali dal 2008, osserva che già oggi personale qualificato non vuole venire in Svizzera perché non sa cosa accadrà dal 2017, quando al più tardi l'iniziativa dovrà essere applicata. L'Europa attualmente offre posti interessanti e competitivi, mette in guardia.
Il Consiglio è l'organo di direzione e sorveglianza strategica del settore dei Politecnici che, oltre all'EPFL e all'ETH (Politecnico federale di Zurigo) comprende anche i quattro istituti di ricerca PSI (Istituto Paul Scherrer), WSL (Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio), Empa (Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca) ed Eawag (Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque).
Ennesima proposta per applicare l'iniziativa UDC
Il Consiglio federale ha posto in consultazione in febbraio il suo progetto d'applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione. Prevede contingenti annuali per pressoché tutti gli stranieri e priorità al reclutamento della forza lavoro residente.
Nel disegno del governo gli obiettivi saranno codificati in una revisione della Legge federale sugli stranieri (LStr) e, soprattutto, dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). I più alti dirigenti dell'Unione europea tuttavia hanno più volte ribadito di non voler rinegoziare l'ALC.
Proprio per questa ragione moltissimi ambienti consultati, in primis i partiti, hanno giudicato negativamente il progetto del governo. Ad eccezione dell'UDC che chiede un'applicazione rigorosa del testo, auspicano infatti un progetto conciliabile con gli accordi bilaterali. La voce di Schiesser oggi si aggiunge dunque al coro di critiche e a una cacofonia di proposte.
SDA-ATS