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BELLINZONA - Nuovo smacco per il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) davanti al Tribunale penale federale: i giudici di Bellinzona hanno condannato oggi un gestore patrimoniale ginevrino per falsità in documenti ma lo hanno completamente assolto dalle accuse più gravi, quelle di sostegno a un'organizzazione criminale, riciclaggio di denaro aggravato e infrazione aggravata alla legge sugli stupefacenti per aver contribuito a organizzare il trasporto di due tonnellate di cocaina dalla Colombia.
Il processo si era tenuto lo scorso primo ottobre. Per falsità in documenti il gestore indipendente 52.enne è stato condannato a una pena pecuniaria con la condizionale di 45 aliquote giornaliere da 165 franchi l'una. L'imputato dovrà inoltre pagare 4.000 franchi di spese processuali, un ventesimo del totale valutato a 80.000 franchi. Il resto va a carico della Confederazione.
Il ginevrino era accusato di aver «durevolmente e attivamente» aiutato, tra il 1997 e il 2004, una delle principali bande di trafficanti spagnoli ad organizzare il trasporto della droga via mare. Il gestore patrimoniale avrebbe in particolare lavorato per uno dei boss della rete, un armatore sospettato di aver esercitato su vasta scala il contrabbando di tabacco e droga. Era inoltre accusato dalla Procura federale di aver costituito «strutture opache, di tipo off-shore, per occultare la vera identità dei membri della rete».