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Mentre le Camere federali mettono a punto un secondo piano di rilancio da 710 milioni di franchi, la crisi finanziaria si fa sentire anche sulle finanze di cantoni e comuni con un calo di 2,5 miliardi di franchi previsto nel 2009.
Un'inchiesta condotta a gennaio presso i 26 cantoni svizzeri e un migliaio di comuni indica per il 2009 minori entrate e maggiori uscite per un totale di 2,5 miliardi di franchi. Il 45% circa è legato a provvedimenti di politica congiunturale, mentre il restante 55% è da ricondurre a sgravi fiscali e aumenti delle spese.
Ai 2,5 miliardi dei cantoni, vanno aggiunti 300 milioni circa a carico delle città e dei capoluoghi cantonali. Le misure di politica congiunturale comprendono dunque un totale di 2,8 miliardi di franchi, di cui 1 miliardo di minori entrate e 1,8 miliardi per le uscite eccezionali.
Anche se alcuni di questi provvedimenti sono stati decisi prima dell'inizio della crisi e indipendentemente dalla situazione congiunturale, hanno comunque un effetto stimolante per l'economia, scrive martedì il Dipartimento federale delle finanze (DFF).
Le misure di stabilizzazione congiunturale porteranno anche a un aumento marcato delle spese ordinarie della Confederazione. Il DFF prevede un disavanzo di 5 miliardi di franchi per il settore dell'amministrazione pubblica nel 2009.