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La tradizione popolare vuole che il Col. Giuseppe Antonio Rusconi si procurò una ferita al piede durante una sua escursione in un vigneto situato sopra Giubiasco, dove possedeva un rustico nel quale amava appartarsi per sfuggire alle calunnie ed alle ire alle quali fu esposto durante la Rivoluzione di Giubiasco nel 1814, che d’altronde egli cercò in ogni modo di evitare.
Si disse allora “al sa scarpaa un pè”. Da allora il posto sopra Giubiasco fu nominato “Scarpapè” e la cascina di Giuseppe Antonio Rusconi, dopo vari passaggi di proprietà, fu acquistata dalla famiglia Archetti che, accusata di appartenenza fascista durante l’ultima guerra, dovette subire varie angherie, fino all’incendio della casa.
Dopo tale triste episodio la proprietà venne assunta da Ersilio Ostini popolarmente chiamato “Scarpa” e la moglie Lucia, che la trasformarono, non con poche fatiche, in un grotto. Poi, nel 1984 é subentrato il figlio Pietro il quale portò avanti l’attività del Grotto Scarpapé fino al 2013, anno in cui il grotto chiuse i battenti per subire una trasformazione in appartamenti di vacanza e un’osteria. Ad affiancare Pietro in questa nuova attività ci sono le figlie Febe e Ella.