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New York – Entra in vigore in Texas la legge che vieta l'aborto dopo la sesta settimana, la più stringente d'America. Lo Stato del sud si conferma così il laboratorio delle politiche più conservatrici del Paese e il modello per tutti gli altri Stati controllati dai repubblicani.
Il divieto diventa effettivo dopo che la Corte Suprema non si è pronunciata sulla richiesta di emergenza di ospedali e sostenitori dei diritti dell'aborto, che le avevano chiesto di bloccarlo. La legge prevede che non si può procedere con l'aborto se si è in grado di rilevare il battito cardiaco. Ma alla sesta settimana molte donne non sanno ancora di essere incinta. L'unica eccezione è per emergenze mediche documentate per iscritto da un medico, ma non per gravidanze frutto di stupri e incesti.
Joe Biden ha denunciato la legge come "apertamente incostituzionale" e promette che la sua amministrazione proteggerà e difenderà il diritto all'interruzione di gravidanza.
Il provvedimento, prosegue il presidente Usa, citato in una nota diffusa dalla Casa Bianca, "riduce significativamente l'accesso delle donne alle cure sanitarie di cui hanno bisogno, particolarmente per le comunità di colore e gli individui con basso reddito. E, oltraggiosamente, impone ai privati cittadini di fare cause contro chiunque credano abbia aiutato un'altra persona a praticare l'aborto, il che potrebbe includere persino un famigliare, operatori sanitari, staff negli uffici delle cliniche, o estranei con nessun legame con le parti in causa”.