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SAN PAOLO - L'economia brasiliana ha fatto registrare nel primo semestre del 2010 una crescita di 8,9%, il maqgior boom della storia del paese. La nuova conferma del periodo di benessere raggiunto con gli otto anni di governo Lula è stata annunciata oggi dall'Istituto statale di statistica (Ibge), secondo il quale il Pil brasiliano è anche cresciuto del 5,8% rispetto al primo semestre del 2009.
La crescita, secondo i dati forniti dall'Ibge, è stata particolarmente forte nel primo trimestre, mentre durante gli altri tre mesi la crescita si è mantenuta, ma tornando a ritmi più contenuti, al contrario di quanto prevedevano molti esperti finanziari, che si aspettavano un brusco arresto della "bolla" produttiva.
Gli investimenti sono addirittura cresciuti del 2,4% nella seconda metà del semestre rispetto all'inizio dell'anno e del 26,5% rispetto allo stesso periodo del 2009. Sempre rispetto alla prima metà dell'anno scorso, l'industria ha fatto registrare una crescita del 13,8%, l'agricoltura è cresciuta dell'11,4%, i servizi del 5,6%, i consumi della popolazione sono saliti del 6,7%, gli investimenti e il risparmio del 18%. Il livello di disoccupazione in questo periodo è andato calando progressivamente dal 2008 ad oggi, ed è adesso tra i più bassi della storia brasiliana, sotto il 7%.
Non è quindi un caso che il governo del presidente Luiz Inacio Lula da Silva goda di una popolarità senza precedenti (sopra l'80% negli ultimi sondaggi), e che sembra garantito il successo di Dilma Rousseff, braccio destro di Lula, alle elezioni presidenziali di ottobre. Il Brasile è la prima economia del Sudamerica e l'ottava a a livello mondiale.
SDA-ATS