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La lotta contro il riciclaggio di denaro sarà intensificata e gli obblighi di diligenza delle banche saranno rafforzati. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.
Il governo ha posto in consultazione, fino al 15 giugno, due progetti riguardanti la strategia del denaro pulito. Le misure erano molto attese dai partiti e dalla piazza finanziaria.
Come annunciato in dicembre, le banche non saranno obbligate a chiedere ai clienti una auto-dichiarazione sul rispetto degli obblighi fiscali vigenti nel loro paese. Il Consiglio federale preferisce puntare su un sistema di autoregolamentazione delle banche. Gli istituti finanziari dovranno basarsi sugli indizi a loro disposizione per assicurarsi che il denaro dei clienti sia pulito. Dovranno adattare la loro analisi ai rischi.
Il secondo progetto posto in consultazione ha lo scopo di attuare alcune raccomandazioni internazionali. Si vuole ad esempio introdurre un nuovo reato preliminare al riciclaggio di denaro.
Non sarà inoltre più possibile acquistare in contanti beni immobili e mobili di un valore superiore a 100'000 franchi. I pagamenti di importi più elevati devono svolgersi imperativamente tramite un intermediario finanziario sottoposto alla legge sul riciclaggio di denaro. Per aumentare la trasparenza, verrà pure introdotto l'obbligo di annunciare per i titolari di azioni al portatore e di azioni nominative di società non quotate in borsa.
Associazione banchieri: reazione positiva
L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) accoglie in linea di principio positivamente l'estensione degli obblighi di diligenza proposta oggi dal Consiglio federale.
Secondo l'organizzazione è giusto che gli istituti debbano sottoporre i clienti a un esame per evitare di accettare valori patrimoniali non dichiarati al fisco. Per l'ASB questa verifica va però effettuata a tappeto solo per i nuovi fondi accolti nelle banche. Le relazioni esistenti devono essere esentate da un esame generale: accertamenti vanno condotti solo in caso di sospetti. E non deve sussistere l'obbligo di sciogliere una relazione in atto.
Riserve vengono espresse dall'ASB anche nei confronti delle intenzioni del governo di classificare in alcuni casi l'evasione quale reato penale. I banchieri sono d'accordo nel considerare penalmente perseguibili i casi gravi, ma - riferendosi al concetto di "astuzia" - auspicano che il relativo articolo di legge comprenda solo fattispecie oggettive e non soggettive.
SDA-ATS