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Un sì schiacciante ha accompagnato la ratifica popolare delle quattro modifiche costituzionali già approvate dal Gran Consiglio lo scorso 6 novembre nell'ambito della revisione della Legge sui diritti politici.
La modifica inerente ai diritti politici dei ticinesi all'estero ha avuto il semaforo verde da parte del 75,7 per cento dei votanti. Netta maggioranza di sì anche per quanto concerne l'allungamento dei termini per le raccolte firme per iniziative e referendum (alzati, rispettivamente, a 100 e 60 giorni), approvto dal 79 per cento dei votanti.
Il 73,2 per cento dei votanti ha dato via libera alla decisione di non sottoporre più obbligatoriamente al voto popolare un'iniziativa generica già approvata dal parlamento (fatto salvo il diritto di fare comunque un referendum) mentre l'87,6 per cento dei votanti si è detto d'accordo anche sulla modifica della Revisione della Costituzione con varianti.
Alle urne si sono recati circa il 32 per cento degli aventi diritto.