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Un'iniziativa per armonizzare le borse di studio in tutta la Confederazione è stata lanciata martedì dall'Unione degli studenti universitari svizzeri (USU), che ha presentato il testo alla Cancelleria federale.
L'USU ritiene che soltanto tramite un'iniziativa si possa giungere a un'unica prassi nazionale nell'attribuzione delle borse di studio, considerate le grandi disparità ancora sussistenti in questo ambito. Gli studenti universitari si dicono inoltre preoccupati, in quanto negli ultimi 20 anni «il volume delle borse di studio si è ridotto costantemente».
L'iniziativa gode dell'appoggio di personalità del mondo accademico: il rettore dell'Università di Losanna, Dominique Arlettaz, ha rammentato martedì che il sistema di studi in Svizzera è molto selettivo in confronto a quanto avviene all'estero.
Soltanto il 32% dei giovani ottiene il diploma di maturità: «Una percentuale troppo bassa rispetto alla media dei paesi OCSE, che è superiore al 60%», ha aggiunto Arlettaz. Dal canto suo, il consigliere nazionale Jacques Neirynck ha affermato che l'insegnamento superiore rimane «riservato a rampolli di famiglie agiate».
«Se vogliamo che gli studenti possano portare a termine il percorso, bisogna garantire loro un livello esistenziale minimo», ha sintetizzato Arlettaz, facendo notare che Svizzera solo il 14% degli studenti ottiene un sussidio: questa proporzione è la più bassa d'Europa.
Concretamente, il testo presentato dall'USU vuole inscrivere nella Costituzione il principio che il finanziamento delle borse di studio compete alla Confederazione. L'iniziativa chiede che sia garantito uno standard minimo durante la formazione superiore. I cantoni sarebbero incaricati dell'applicazione della norma.
Iniziative dello stesso tenore erano state promosse nel 1972 ("Modello di Losanna") e nel 1993 ("Educazione per tutti"), ma senza esito.
swissinfo.ch e agenzie