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L'Ufficio federale della sanità pubblica parla di soggetti «vulnerabili» e ricorda i 3,5 milioni d'immunizzati
BERNA - La settimana scorsa l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva comunicato che 223 persone erano risultate positive al coronavirus in Svizzera, nonostante avessero ricevuto entrambe le dosi del vaccino da più di due settimane. Nelle scorse ore il sito nau.ch ha fornito dei dati aggiuntivi, forniti dallo stesso UFSP.
Si scopre così che, di quelle 223 persone, 71 sono state ricoverate in ospedale e 17 sono decedute. Altri 37 individui hanno perso la vita dopo che gli era stata iniettata la prima dose del siero. L'UFSP spiega che si tratta di persone considerate «vulnerabili» e che sono state tra le prime a essere vaccinate. Queste cifre, aggiungono le autorità sanitarie, si limitano a indicare persone che sono morte mentre erano state infettate dal Sars-Cov-2, indipendentemente dalla causa principale del decesso. Esattamente come i dati che vengono comunicati quotidianamente (weekend a parte).
L'UFSP - che invita a contestualizzare questi 17 decessi con i quasi 3,5 milioni di svizzeri completamente protetti dal virus e con la stima dell'efficacia dei vaccini al 95% - ritiene che il numero di persone contagiate dopo la vaccinazione possa essere sottostimato: le possibili infezioni nei soggetti immunizzati portano più frequentemente a casi di Covid-19 meno gravi, che non vengono a conoscenza delle autorità.
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