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Perdita netta di 637 milioni di franchi per Credit Suisse nel quarto trimestre del 2011 contro gli 841 milioni di utile alla fine dell'anno precedente. Sull'insieme dell'anno, il numero due bancario elvetico ha realizzato un utile netto distribuibile agli azionisti di 1,95 miliardi, in calo del 62% rispetto al 2010.
Sui risultati dell'esercizio 2011 hanno influito la contrazione dell'attività della clientela e il franco forte oltre a elementi particolari legati agli sforzi di riduzione dei costi e all'evoluzione della strategia della banca, ha comunicato oggi lo stesso istituto di credito.
La nostra performance nel quarto trimestre è stata deludente, indica nel comunicato il presidente della direzione Brady W. Dougan. Per l'insieme dell'anno, l'afflusso netto di nuovo denaro per il gruppo è diminuito del 40% a 40,9 miliardi di franchi. Nel quarto trimestre, i nuovi capitali sono stati di 400 milioni di franchi, contro i 7 miliardi del trimestre precedente.
Il programma di riduzione dei costi di 2 miliardi di franchi, che deve concludersi nel 2013, è sulla buona strada, indica la banca. I costi e i risultati dovrebbero riflettere la riduzione di 1,2 miliardi di franchi dal primo trimestre dell'esercizio in corso.
Il Credit Suisse - secondo quanto indicato in una conferenza telefonica da David Mathers direttore delle finanze della banca - non ritiene che ci siano motivi per adeguare gli accantonamenti fatti in vista del contenzioso fiscale con gli Stati Uniti. Non ci sono nuovi elementi che giustifichino una modifica, ha osservato.
Nel terzo trimestre del 2011 l'istituto aveva accantonato 295 milioni di franchi per tenere conto dei risvolti giuridici della vicenda fiscale americana. La somma si basa sulle informazioni disponibili e sul consiglio degli esperti, aveva indicato allora l'istituto.
Nella nota di stamane in cui rende noto il bilancio 2011, il Credit Suisse rammenta soltanto che le indagini statunitensi sulle passate attività transfrontaliere delle banche svizzere proseguono. È una questione a cui il Credit Suisse, insieme alle autorità governative, lavora costantemente. La banca si dice determinata a trovare una soluzione accettabile sia per gli Stati Uniti sia per la Svizzera.
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