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Un particolare dispositivo contro i lupi è attualmente in fase di sperimentazione a Les Diablerets, nelle Alpi vodesi. I primi test consistono nel misurare la frequenza cardiaca delle pecore quando subiscono uno stress: l'obiettivo finale è di mettere a punto un collare anti-lupo.
L'operazione, condotta sotto la supervisione del biologo specialista dei lupi Jean-Marc Landry, consiste in un primo tempo ad equipaggiare alcune pecore con un cardiofrequenzimetro, uno strumento impiegato dagli atleti per misurare il battito cardiaco.
Per aumentare lo stress nel gregge sono impiegati due cani lupo - di una razza nata in Cecoslovacchia da un incrocio fra un pastore tedesco e un autentico lupo - provvisti di una museruola.
Quando i cani attaccano, la frequenza cardiaca delle pecore passa da 60-80 battiti al minuto ad un massimo di 225. Una migliore conoscenza del funzionamento del cuore della pecora - spiega Landry - permetterà di calcolare un algoritmo che definirà il momento in cui il collare entrerà in azione.
Lo strumento in questione dovrebbe sprigionare un repellente abbastanza potente da allontanare il lupo, nonché emettere un sms per avvertire il pastore. Il dispositivo potrebbe inoltre essere completato da emissioni sonore. Il prototipo potrebbe essere ideato ancora quest'autunno e testato l'anno prossimo in Svizzera e in Francia.
Il collare - aggiunge Landry - permetterà di limitare i danni nelle greggi di piccole dimensioni, i cui allevatori non hanno i mezzi per procurarsi un cane di protezione. Promosso nel 2010, il progetto gode del sostegno finanziario della Fondazione per l'innovazione Cimark e dell'Ufficio vallesano dell'agricoltura. Alcuni paesi, fra i quali Francia e Norvegia, hanno già manifestato il loro interesse.
SDA-ATS