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150 anni fa, nella Svizzera centrale, fu inaugurata la prima ferrovia a cremagliera d'Europa - la ferrovia Vitznau-Rigi. Poco dopo, furono costruite ferrovie su altre montagne. Ciò diede un forte impulso al turismo in Svizzera. Nel suo discorso in occasione dei festeggiamenti per l'anniversario delle ferrovie del Rigi, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha ricordato lo spirito pionieristico e la lungimiranza della Svizzera, due qualità che hanno caratterizzato il Paese fino ai giorni nostri.
Il 23 maggio 1874 fu inaugurata la ferrovia Vitznau-Rigi, la prima ferrovia di montagna e la prima ferrovia a cremagliera d’Europa. Questo rese il Rigi ancora più amato dai turisti. Prima si poteva salire solamente a piedi o con cavalli e animali da soma. A quel tempo, erano soprattutto giovani nobili inglesi a salire in vetta al Rigi durante il loro «Grand Tour» attraverso l'Europa.
La ferrovia a cremagliera era stata sviluppata da Niklaus Riggenbach, uno svizzero cresciuto in Alsazia. Le prime locomotive avevano una caldaia a vapore verticale, contrariamente alle consuete caldaie orizzontali. Una dopo l’altra furono inaugurate altre ferrovie e funivie: nel 1875 la ferrovia Arth-Rigi, nel 1888 la ferrovia del Bürgenstock, nel 1889 quella del Pilatus e nel 1893 la funivia dello Stanserhorn. Anche in altre regioni della Svizzera furono costruite ferrovie di montagna, che diedero impulso al turismo. Le ferrovie del Rigi hanno tuttora una grande importanza.
Ciò è stato reso possibile dallo spirito pioneristico e dalla lungimiranza della Svizzera, due qualità che già allora caratterizzavano il nostro Paese, ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga nel suo discorso in occasione dei festeggiamenti per l'anniversario delle ferrovie del Rigi il 21 maggio 2021 a Vitznau. «Guardando all'infrastruttura ferroviaria che abbiamo nel nostro Paese, possiamo capire che cosa ha finora caratterizzato la Svizzera: persone intelligenti, con idee innovative, che vogliono portare avanti il nostro Paese, know-how tecnico, un buon artigianato e una formazione professionale di cui possiamo essere orgogliosi.»