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La Francia boccia una proposta elvetica volta ad imporre fiscalmente i patrimoni di cittadini dell'Esagono depositati segretamente in Svizzera secondo il modello adottato nell'accordo appena concluso tra Berna e Berlino. Lo ha indicato ieri sera una fonte del Ministero francese del budget, dei conti pubblici e della riforma dello Stato, confermando un'informazione del quotidiano "Le Monde".
Parigi, che tenta di ridurre sostanzialmente il deficit di bilancio, attualmente ritiene di non poter accettare un tale accordo. "Osserviamo quello che stanno facendo i nostri partner europei e ne studiamo la compatibilità con i nostri pincipi", ha spiegato la fonte.
Germania e Svizzera hanno concluso un'intesa per applicare un'imposta sui patrimoni di cittadini tedeschi su conti segreti nella Confederazione. Un accordo analogo sta per essere concluso con la Gran Bretagna e potrebbe essere fatto proprio anche da altri paesi dell'Unione europea (Ue).
Secondo "Le Monde", il primo media ad aver rivelato che la Francia ha respinto la proposta svizzera, Parigi ritiene che equivarrebbe all'abbandono del perseguimento degli evasori fiscali e sarebbe dunque in contraddizione con la politica francese degli ultimi anni.
L'accordo - parafato dai negoziatori, deve ancora ricevere l'avallo dei governi svizzero e tedesco e poi essere ratificato dai rispettivi parlamenti - prevede un'imposta liberatoria (imposta alla fonte) sotto forma di un pagamento unico per i capitali in nero su conti elvetici. L'aliquota sui fondi dovrebbe variare tra il 19% e il 34% in funzione della durata della relazione bancaria e dall'ammontare dei capitali.
I contribuenti che dichiareranno i propri averi al fisco prima dell'entrata in vigore dell'accordo, beneficeranno di un'aliquota ridotta compresa tra il 15% e il 17%. Il trattato dovrebbe entrare in vigore nel 2013.
Per colmare una parte del deficit governo e parlamento francesi stanno cercando di elaborare una tassazione eccezionale per l'anno venturo dei cittadini più facoltosi.
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