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Tre mandati d'arresto sono stati disposti a carico di Lee Jun-seok, il capitano del traghetto Sewol affondato mercoledì con 475 persone a bordo al largo delle coste meridionali della Corea del Sud, e per altri due membri dell'equipaggio. Lo riferisce l'agenzia Yonhap.
La mossa della procura incaricata di chiarire le responsabilità del disastro sarà ora al vaglio di una corte per il giudizio di convalida.
Le accuse spazierebbero, a vario titolo, dall'abbandono della nave alla negligenza professione, ma potrebbero diventare anche più pesanti, non appena si chiarirà la sorte dei dispersi.
La svolta era nell'aria dopo che il team d'indagine congiunto di procuratori e polizia aveva annunciato, in una conferenza stampa, che il capitano della Sewol aveva affidato il comando al terzo ufficiale di navigazione prima che la nave affondasse al largo dell'isola di Jindo. Tuttavia, era da chiarire se Lee avesse o meno lasciato il ponte di comando, ribadendo che "il timone era stato ceduto all'ufficiale".
"Il terzo ufficiale era alla guida della nave", ha detto Park Jae-eok, il procuratore a capo del team d'indagine, aggiungendo che, anche quando il traghetto continuava a inclinarsi sul lato sinistro, il capitano era "vicino" al ponte, ma non si sa con precisione dove realmente fosse.
La ragione dell'affondamento potrebbe essere nella repentina manovra per un inspiegabile cambio di rotta di quasi 90 gradi, seguita da un'altra altrettanto rapida, in base alla lettura del sistema automatico di tracciamento (Ais).
SDA-ATS