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Con un'interrogazione urgente il 'senatore' Marco Chiesa (Udc) chiede al Consiglio federale per la riapertura delle strutture nelle prossime settimane
Quali riserve frenano ancora l'apertura dei campeggi? Per quando esse sono previste? E ancora: perché obbligare questo settore a perdere un'intera stagione turistica?, un settore (quello dei campeggi) che sarebbe in grado di garantire le misure di protezione e d'igiene. Sono queste le domande poste dal 'senatore' Marco Chiesa (Udc) in un'interrogazione urgente al Consiglio federale a proposito della polemica intorno all'esclusione dei campeggi dall'elenco di strutture ricettive che potranno riaprire da domani.
Mentre le riaperture delle strutture alberghiere svizzere procedono secondo un rullino di marcia pianificato, nulla si muove ancora per i campeggi: "Essi generano oltre 3,5 milioni di pernottamenti all'anno, un milione dei quali in Ticino, pari a circa il 10% di tutti i pernottamenti registrati in Svizzera", ricorda Chiesa. Circa l'80% degli ospiti proviene dalla Svizzera. "E dunque se il Consiglio federale sostiene pubblicamente l'idea di una vacanza nel nostro Paese, non è comprensibile che i campeggi, che offrono anche alloggi a prezzi accessibili per famiglie e persone con difficoltà motorie, debbano tenere chiuse le proprie porte", afferma il consigliere agli stati democentrista.
Le risposte da parte di Berna "sono urgenti", sostiene Chiesa, perché se date con tempestività permetterebbero l'accoglienza dei turisti svizzeri già a partire dall'11 maggio o al più tardi dal 18 maggio (soggiorno nel periodo dell'Ascensione e della Pentecoste).