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Tutto indica che l'offerta di credito e di liquidità alle piccole e medie imprese (PMI) stia al momento funzionando molto bene: lo ha indicato il presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan in una conferenza stampa a Berna.
All'inizio dell'anno il tasso di crescita annuale dei crediti in franchi svizzeri si aggirava intorno al 3%, un valore che in marzo è salito a oltre il 4%, il più elevato dal 2014, sottolinea Jordan.
Il vicepresidente della direzione Fritz Zurbrügg ha da parte sua fatto presente che finora non vi sono segnali di una diminuzione dei prestiti aziendali non garantiti. "Alla luce di queste considerazioni si può essere prudentemente ottimisti sulla capacità delle banche di apportare liquidità alle imprese, anche in questa situazione eccezionale", ha aggiunto.
Per quanto riguarda i crediti Covid-19, gli ultimi dati parlano di circa 130'000 richieste autorizzate, per un ammontare di 15,2 miliardi di franchi. Una PMI su cinque ha ricevuto un sostegno di questo tipo e la maggior parte di queste aziende ha meno di cinque dipendenti, ha sottolineato Jordan. L'importo medio è di poco inferiore a 120'000 franchi. E Jordan ha detto che si osserva come alberghi e ristoranti, che in genere ricorrono poco al credito, lo stanno facendo oggi in larga misura.
"Il blocco dell'attività dovuto al coronavirus ha messo molte imprese da un giorno all'altro di fronte a enormi difficoltà", ha osservato il 57enne. "Le perdite di ricavi non hanno precedenti in molti settori". È però fondamentale per la ripresa economica che le aziende rimangano fondamentalmente sane, in modo che siano in grado di superare la temporanea fase di difficoltà. Insieme al lavoro ridotto i prestiti Covid-19 svolgono un ruolo centrale, si è detto convinto Jordan.