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Secondo l'ex tennista italiano Paolo Lorenzi, i «Big Three» sono stati la sfortuna del tennis moderno. L'ex giocatore italiano ha pure affermato che, a causa loro, ora c'è una ricerca troppo affrettata nel voler trovare i loro eredi.
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- Paolo Lorenzi riflette sul dominio di Federer, Nadal e Djokovic negli ultimi 20 anni, sottolineando come la generazione successiva abbia faticato a competere con loro, lasciando i «Big Three» al vertice del tennis mondiale per «troppo tempo».
- Il tennista azzurro critica la ricerca affrettata di nuovi fenomeni per sostituire Roger, Rafa e Nole, evidenziando come i giovani promettenti come Zverev e Tsitsipas non siano (ancora) riusciti a imporsi ai vertici.
- Anche Roger Federer aveva commentato con disappunto la tendenza di voler continuare a proporre confronti tra giocatori.
«I Big Three erano troppo forti oppure la generazione successiva non era abbastanza competitiva da sfidarli. E così sono rimasti al top per 20 anni. In quel periodo c'erano praticamente solo loro»: così l'ex tennista italiano Paolo Lorenzi, nella trasmissione televisiva «Tennis Talk», sul dominio di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic degli ultimi decenni
«Quando iniziava un torneo importante, uguale se un Master 1000 o un Grande Slam, c'erano pochi giocatori che potevano competere con i migliori. Solo Andy Murray o David Ferrer riuscivano a issarsi fino in semifinale, ma poi anche per loro diventava difficile andare oltre», ha spiegato il 42enne nato a Roma e cresciuto a Siena.
«Di conseguenza dopo questo periodo di grande dominio di pochi, ora c'è una ricerca troppo affrettata nel voler trovare i tre nuovi fenomeni, ossia gli eredi dei Big Three», ha analizzato Lorenzi, il quale ha lasciato il tennis professionistico nel 2021.
«Adesso ai vertici rimane solo il serbo. Quelli che dovevano arrivare, i vari Alexander Zverev, Stefanos Tsitsipas, ecc., hanno mancato la loro occasione, dimostrando di non essere all'altezza».
«I giovani forti probabilmente c'erano anche prima, - ha aggiunto Lorenzi - ma non abbastanza per mettere in difficoltà quei tre. In questo periodo si apprezzano i risultati di alcune giovani leve».
Federer: «Basta fare confronti»
Lo scorso autunno anche Roger Federer aveva commentato, con una certa indignazione, la continua ricerca di paragoni della stampa e di molti tifosi fra i grandi tennisti del presente e passato e i giovani rampanti di oggi e domani.
Dopo i primi due sigilli in tornei del Grande Slam, Carlos Alcaraz era infatti stato battezzato il nuovo «enfant prodige» del circuito, azzardando paragoni altisonanti con Nadal, Djokovic e tirando in ballo anche lo stesso Roger Federer.
«Non mi piace quando ci sono troppi confronti. Preferisco che ciascuno abbia il suo spazio», aveva commentato il renano.
«Ovviamente tutti noi ci aspettiamo, come è stato per Rafa, Novak, me e Andy Murray, che ogni generazione mostri il suo miglior tennis ogni settimana, ma questo è difficile da raggiungere», aveva sottolineato il King Roger. E, tenendo conto dei vincitori degli ultimi tornei del Grande Slam, oltre all'eterno Djokovic si può decisamente guardare al futuro con fiducia. Con Carlitos Alcaraz e Jannik Sinner, ma non solo, il tennis sembra essere in buone mani.