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Per l'ambasciatore polacco a Berna i contributi ai nuovi membri dell'Unione europea per la promozione dello sviluppo economico sono tuttora motivati. Stando alla «NZZ am Sonntag», in Svizzera si starebbe pensando ad un nuovo versamento di 1,6 miliardi.
Berna si deve chiedere se i motivi che l'hanno spinta nel 2006 a versare il cosiddetto «miliardo di coesione» siano ancora validi. «Secondo noi sì», ha dichiarato Jaroslaw Starzyk alla NZZ am Sonntag.
Fino al 1989 i paesi dell'Europa centro-orientale sono stati separati dall'Europa occidentale dalla cortina di ferro, motivo per cui accusano tuttora un ritardo nello sviluppo economico, ha detto Starzyk.
«Apprezzeremmo certamente un nuovo contributo della Svizzera», ha affermato l'ambasciatore. In accordo con Berna, il denaro verrebbe utilizzato nei campi della protezione dell'ambiente, della cooperazione scientifica, della promozione delle piccole e medie imprese, dell'infrastruttura e della sanità.
In occasione di una visita di Martin Dahinden, capo della Direzione per la cooperazione e lo sviluppo (DSC) a Bruxelles, fonti vicine alla Commissione europea avevano affermato che si potrebbe discutere di un nuovo contributo all'allargamento da parte della Svizzera.
Alla fine del 2006 il popolo svizzero aveva approvato la legge federale sulla cooperazione con gli stati dell'Europa dell'Est. Con il «miliardo di coesione» Berna sostiene per il periodo 2007-2012 lo sviluppo dei nuovi membri dell'Ue. Stando alla NZZ am Sonntag ora si parla di un nuovo contributo di 1,6 miliardi di franchi.
swissinfo.ch e agenzie