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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>È opportuno premettere che in Svizzera i tre livelli statali, coiè i Comuni, i Cantoni e la Confederazione contribuiscono insieme alle spese pubbliche per la formazione con quote molto differenti, che dipendono dal grado e dal tipo di formazione.</p><p></p><p>È vero tra l'altro che in sostanza il totale delle spese di formazione in Svizzera tra il 1980 e gli anni Novanta ha conosciuto un aumento relativamente spinto, mentre rimane pressoché immutato a 20,8 miliardi di franchi dal 1992. Questa crescita d'altra parte deve essere esaminata nell'evoluzione complessiva delle spese statali, in particolare per l'arco di tempo cui si riferisce l'interpellanza (anni dopo il 1992). </p><p></p><p>È possibile rispondere alle domande come segue:</p><p></p><p>1. Durante gli anni Settanta la quota delle spese federali a favore della formazione e della ricerca fondamentale ha continuato a crescere. Nel 1975 si è raggiunto il culmine con il 9%. Negli anni Ottanta la quota ha ricominciato una continua discesa. Negli anni dal 1980 al 1995 le spese reali hanno registrato di nuovo un aumento, mentre dalla metà degli anni Novanta conoscono una stagnazione a livello del 7% circa.</p><p></p><p>Analizzando lo sviluppo delle quote in percentuale in relazione alla spesa complessiva tra il 1992 e il 1997, si nota come solo due settori godano di un tasso di crescita positivo: quello della previdenza sociale e quello finanziario e fiscale. In un raffronto tra cifre assolute, solo le spese per la previdenza sociale (+8.1 miliardi) e quelle per la sanità (+1.6 miliardi) conoscono una crescita maggiore di quelle per la formazione (+1.5 miliardi). </p><p></p><p>Per quel che riguarda le spese di formazione federali si può affermare che la quota di spesa complessiva è già in fase di nuova crescita ancor prima del termine del periodo previsto per i tagli, salendo dal 5,4 percento nel 1998 al 5,7 percento nel 1999. Comincia dunque a delinearsi una svolta.</p><p></p><p>La parte delle spese totali destinata alla formazione tiene senz'altro testa ad un paragone a livello internazionale: solo negli Stati Uniti è pressappoco allo stesso livello, mentre nei bilanci pubblici di altri Paesi il settore formativo non assume sicuramente la stessa importanza (S, F, A, J, D, I, NL). Più eloquente della quota formativa nelle spese totali è la quota nel PIL e anche in questo caso la Svizzera è in ottima posizione. Tra i Paesi industrializzati più importanti, solo la Svezia e la Francia (di poco) offrono di meglio. Anche dal punto di vista delle spese formative pubbliche pro capite, la Svizzera ottiene un ottimo punteggio. Tra i Paesi con un PIL elevato, gli Stati Uniti e la Svizzera concedono un contributo particolarmente significativo alla formazione.</p><p></p><p>2. I vantaggi comparativi dell'economia svizzera sono dovuti, oltre a fattori quali la pace sociale e una produttività elevata, soprattutto a prodotti e servizi che presuppongono un avanzato livello di ricerca e formazione. La competitività ed il benessere elvetici dipenderanno a medio e a lungo termine in misura decisiva dalla capacità degli investimenti nella ricerca e nella formazione di continuare a sostenere questi vantaggi comparativi. Grazie alla formazione professionale basata sul sistema duale, su un piano internazionale (Paesi dell'OCSE), la Svizzera occupa un posto in prima fila per quanto concerne la quota di studenti che porta a termine la formazione di livello secondario II, anche se negli ultimi anni anche altri Paesi hanno migliorato notevolmente i propri risultati. Invece, per quanto riguarda il livello terziario, la quota svizzera di studenti che portano a termine l'università raggiunge a malapena la media dei Paesi OCSE. La Svizzera sta perdendo il vantaggio che aveva in materia di capitale umano qualificato.</p><p></p><p>La trasformazione delle attività dovuta ai cambiamenti della struttura economica e al progresso tecnico richiede più lavoratori qualificati o altamente qualificati. In un'epoca di accentuata pressione innovativa e di accelerata trasformazione tecnologica, nuove conoscenze tecniche devono essere acquisite senza interruzione. Per far fronte alle esigenze del mercato del lavoro in costante evoluzione, in futuro sarà ancor più fondamentale di ora adeguare costantemente le qualifiche, offrire curricoli conformi e rendere più flessibili insegnamento ed offerta formativa. </p><p></p><p>Un sistema che non sia in grado di rispondere a tali sfide, senza dubbio sarà destinato ad ostacolare a lungo termine l'evoluzione dell'economia. Non si tratta qui unicamente di mettere a disposizione i mezzi finanziari: anche altri provvedimenti possono contribuire a raggiungere qualità e flessibilità ancora più elevate. Come mostrato nella risposta alla domanda n. 4, negli ultimi tempi il Consiglio federale ha dato chiari segni su questa strada o è in procinto di aprirne nuove. </p><p></p><p>3. Se si parla di lacune nel finanziamento o di ulteriore fabbisogno finanziario, bisogna premettere che anche in questo caso naturalmente ci si rivolge a tutti i livelli di competenza (Comuni, Cantoni, Confederazione) e soprattutto che queste lacune hanno dimensioni differenti. Il Consiglio federale ritiene che esista un ulteriore fabbisogno di finanziamento in particolare nel settore della formazione professionale. Dopo la revisione della Costituzione in merito, con il conseguente ampliamento delle competenze federali alle professioni legate ai settori sociale, sanitario ed artistico, il Collegio governativo intende dunque proporre al Parlamento un aumento di circa 150 milioni di franchi annui, in cui sono compresi anche i mezzi a favore di ulteriori innovazioni nella formazione professionale. Del fabbisogno finanziario relativo agli altri settori formativi per i quali la Confederazione è competente in seconda linea, ha già tenuto conto nelle proposte per decreti finanziari contenute nel messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003.</p><p></p><p>Tendenzialmente, gli enti dei tre livelli di competenza sono al limite del carico di lavoro sopportabile. Ad essere colpiti sono soprattutto i Cantoni, in prima linea i Cantoni universitari, quantunque anche la pressione sui Comuni aumenti anch'essa. Tuttavia si riscontrano chiare differenze tra i diversi Cantoni. Le spese di formazione correnti dei Cantoni e dei Comuni ammontano in media a 2.700 franchi pro abitante. Solo nei Cantoni di ZH, ZG, FR, NE e soprattutto BS e GE le spese sono più elevate. All'altro capo della tabella scalare troviamo i Cantoni di TI, OW, VS, GL, UR, TG e AR con 2.300 franchi o meno pro abitante. Ciò significa che le spese maggiori sono sopportate dai Cantoni in cui si trovano le grandi agglomerazioni metropolitane ed i centri economici. In tutte le regioni, i Cantoni universitari registrano di regola le spese maggiori pro abitante, indipendentemente dall'ammontare del reddito medio pro capite. Sono soprattutto questi Cantoni con i Comuni sul loro territorio ad essere confrontati in modo crescente con il limite del sopportabile. In questo contesto deve però anche essere menzionato l'impegno intercantonale a favore di una partecipazione finanziaria più consistente dei Cantoni non universitari, impegno che si esprime attualmente nella negoziazione di un concordato sulla coordinazione universitaria.</p><p></p><p>4. Come esposto nel suo rapporto del 1° marzo 2000 sul programma di legislatura 1999-2003, il Consiglio federale è convinto che un sistema di formazione e di ricerca moderno ed efficace svolgerà a medio e lungo termine un ruolo determinante per poter rinnovare nel futuro gli attuali vantaggi della Svizzera. Il potenziamento dei settori di ricerca e di formazione svizzeri costituisce per il Consiglio federale una priorità (cfr. Oggetti previsti dalle direttive R10), mentre per le singole intenzioni si rimanda al programma di legislatura. Anche nelle sue direttive finanziarie, il Consiglio federale si è espresso chiaramente per investimenti nel capitale umano (ricerca, sviluppo, formazione).</p><p></p><p>I decreti sui crediti presentati al Parlamento nel messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 del 25 novembre 1998 ed approvati nell'autunno del 1999 si basano, dal 2002, su un tasso di crescita medio del 5%. In virtù dell'articolo 24 capoverso 5 delle disposizioni transitorie della Costituzione federale, il Consiglio federale ha bloccato finanziamenti corrispondenti a 2 punti percentuali di accrescimento a partire dal 2002 e potrà scioglierli da questo vincolo solo quando la situazione budgetaria lo permetterà e se ciò non metterà in forse l'obiettivo budgetario fissato nella Costituzione. Si premurerà dunque di seguire attentamente lo sviluppo della situazione permettendo l'accesso ai crediti bloccati non appena possibile, tenuto conto dell'importanza particolare di maggiori investimenti a favore della formazione. In tale contesto bisogna comunque sottolineare che oltre ai mezzi concessi per la realizzazione del messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003, sono stati autorizzati ulteriori fondi per il settore della formazione e della ricerca, o comunque prossimamente verrà inoltrata domanda in merito presso il Parlamento: contributi alle università per sostenere l'accresciuto numero di studenti a seguito dei corsi di maturità compressi (4 anni in 3), fondi per la realizzazione del decreto II sui posti di tirocinio, altri mezzi per la partecipazione integrale al quinto programma quadro di ricerca nell'ambito delle convenzioni settoriali con l'UE e finanziamenti per le spese supplementari causate dalla revisione della legge sulla formazione professionale. In questo modo il Consiglio federale segnala quale importanza fondamentale assumano per lui la formazione e la ricerca anche in futuro.</p>  Risposta del Consiglio federale.