Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/164956

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel sito protetto del PFZ sono stati condotti esperimenti con una varietà di frumento geneticamente modificato e con due linee di patate dell'Università di Wageningen (NL). Sono previste emissioni sperimentali di varietà di mele geneticamente modificate, resistenti al fuoco batterico e alla ticchiolatura. Queste varietà transgeniche sono state parzialmente sviluppate all'estero.</p><p>1. Per le prestazioni del sito protetto, nel messaggio ERI 2014-2017 sono stati messi a preventivo, in totale, 750 000 franchi l'anno. Tale importo copre i costi complessivi legati al sito protetto?</p><p>2. A quanto ammontano complessivamente i costi per la ricerca e lo sviluppo di varietà OGM? Quanto viene finanziato attraverso il messaggio ERI e quanto da Agroscope?</p><p>3. A quanto ammonta la partecipazione finanziaria di terzi agli esperimenti OGM nel sito protetto?</p><p>4. Nell'Eurozona le emissioni sperimentali sono diminuite passando da diverse centinaia l'anno a esperimenti sporadici. L'agricoltura, in Europa, è infatti poco interessata alle varietà OGM. Anche in Svizzera s'intende prorogare la moratoria sugli OGM. Perché il nostro Paese continua comunque a eseguire simili emissioni sperimentali?</p><p>5. Il sito protetto potrebbe essere semplicemente un sito di sperimentazione conveniente per i ricercatori europei e dai pochi benefici per la Svizzera?</p><p>6. Agroscope ha il compito di gestire il sito protetto come servizio per i ricercatori elvetici. Esso usa l'infrastruttura anche per indagini sui benefici e i rischi delle piante OGM in vista di fornire, in futuro, nuove opzioni all'agricoltura svizzera (interpellanza 14.4074). Come adempie tale compito e quante risorse si impiegano a tale scopo?</p><p>7. Gli esperimenti OGM vengono in parte giustificati adducendo il motivo della sicurezza biologica. Come si svolge la ricerca in questo ambito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Conformemente al mandato di prestazione 2014-2017, nella sede di Reckenholz, Zurigo, Agroscope gestisce un sito protetto per esperimenti con piante geneticamente modificate (PGM) in condizioni analoghe a quelle in pieno campo. La rispettiva base è esposta nel messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2013-2016, licenziato dalle Camere federali nella sessione autunnale 2012 (messaggio ERI 2013-2016). Informazioni dettagliate sono contenute nel sito <a href="http://www.protectedsite.ch">www.protectedsite.ch</a>.</p><p>1. Secondo il messaggio ERI, il preventivo di 750 000 franchi l'anno copre i costi di sviluppo e di gestione del sito protetto. La gestione include, oltre alle misure per la protezione contro atti vandalici, la realizzazione di misure per la biosicurezza, le attività agronomiche generali correlate alla cura delle piante utilizzate negli esperimenti, la cura dei restanti terreni, il coordinamento tecnico-scientifico e la comunicazione.</p><p>1.-6. Agroscope non sviluppa PGM. Tuttavia, ha l'incarico di studiarne i benefici e i rischi ecologici. Per quanto concerne il sito protetto, Agroscope ha due funzioni. Da un lato, gestisce tale infrastruttura come prestazione di servizio per i ricercatori in Svizzera. Le emissioni sperimentali con PGM sviluppate in Svizzera, per esempio il frumento, sono cofinanziate in via suppletiva dalla Confederazione attraverso la regolare promozione di progetti del Fondo nazionale svizzero. Dall'altro lato, utilizza il sito protetto per condurre ricerche su benefici e rischi delle PGM al fine di individuare future nuove opzioni per l'agricoltura svizzera. Con un organico del 200 per cento circa (in particolare nel gruppo Biosicurezza), Agroscope conduce ricerche su questioni scientifiche e agronomiche. In quest'ambito indaga il potenziale per migliorare la sostenibilità in condizioni analoghe a quelle in pieno campo, studiando, ad esempio, se è possibile ridurre l'utilizzo di prodotti fitosanitari impiegando patate resistenti al patogeno Phytophthora sviluppate all'estero.</p><p>Il calo degli esperimenti con PGM a livello europeo è dettato da vari motivi e, in particolare, dallo scarso interesse della pratica, ma anche da ulteriori fattori come la minore disponibilità finanziaria e le insicurezze legate alla distruzione dei campi.</p><p>6./7. In Svizzera possono presentare richiesta di emissioni sperimentali soltanto le persone o le istituzioni con domicilio, sede o filiale in Svizzera (art. 33 cpv. 1 dell'ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente, ODEA). Il diritto elvetico prescrive inoltre che una parte della ricerca deve essere dedicata alla biosicurezza. Ciò non è il caso nell'UE. In virtù dell'ODEA (art. 38 cpv. 1 lett. c n. 3), dopo un esame approfondito in laboratorio o in sistemi chiusi possono essere autorizzate emissioni sperimentali di PGM per studiarne le molteplici interazioni con la natura viva o morta. Le questioni da affrontare e i parametri da rilevare dipendono dalle proprietà delle PGM. I dati rilevati consentono di spiegare gli effetti positivi o negativi su reti alimentari e organismi non bersaglio.</p><p>4. In questo modo la Svizzera può profilarsi sul piano internazionale nel settore dell'ingegneria genetica verde e della rispettiva ricerca sul rischio; non vengono chiuse definitivamente le porte per futuri utilizzi in Svizzera e viene preservato e aggiornato il sapere acquisito in questo campo.</p>  Risposta del Consiglio federale.