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Il canton Vaud vieterà in futuro negli spazi pubblici i manifesti pubblicitari a sfondo sessista: il Gran consiglio ha incaricato oggi il Consiglio di Stato di preparare un disegno di legge in questo senso. Sull'aspetto degradante dei cartelloni si pronuncerà una commissione di esperti.
La Francia e la Gran Bretagna hanno istituito organi che vietano la pubblicità sessista. Vaud sarà pioniere in materia in Svizzera, ha sottolineato davanti al parlamento la consigliera di Stato Jacqueline de Quattro, approvando la mozione presentata dalla deputata ecologista Sandrine Bavaud.
La proposta è stata appoggiata dalla sinistra e dal centro, ostacolata dai liberali, mentre ha diviso i gruppi radicale e UDC. Per il democentrista François Brélaz, questa "proposta puritana" riguarda soltanto 177 spazi pubblici nell'intero cantone, "mentre non avrà alcun effetto sulle immagini trasmesse dai media o da internet".
Il Gran consiglio ha inoltre approvato due proposte volte a promuovere la parità fra i sessi. Gli ispettori incaricati della lotta al lavoro nero e al dumping salariale avranno per missione di controllare pure l'uguaglianza salariale. Il cantone riattiverà inoltre il piano cantonale per l'uguaglianza varato nel 2004.
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