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Svizzera, 08 giugno 2021
L'UDC prepara due iniziative contro la SSR: diminuzione del canone radiotelevisivo e "redazioni meno di sinistra"
L'UDC starebbe preparando due iniziative contro la SSR, una che chiede una diminuzione del canone mentre un'altra si attacca alla composizione delle redazioni giornalistiche, ritenute troppo di sinistra. Il primo partito svizzero si era già scagliato, la scorsa settimana, contro la trasmissione Der Club della radio Srf 1, la quale aveva dedicato un dibattito alla fine dell’accordo quadro, ma senzare invitare alcun esponente dell’Udc, sollevando l’indignazione nel partito.
Per ovviare al problema, l'UDC starebbe quindi per lanciare due iniziative popolari. Lo ha anticipato il consigliere nazionale della Thomas Matter al SonntagsBlick, il quale ha rivelato che il suo partito sta progettando di lanciare un'iniziativa popolare per assicurare un'informazione politica "più equilibrata" sul servizio pubblico radiotelevisivo. "Con questa trasmissione, abbiamo raggiunto il punto in cui dobbiamo agire". Matter è particolarmente critico sul fatto che l'UDC non è stata invitata ad apparire a "Der Club", perché la questione europea è uno dei temi più importanti per il partito. "Se si organizzasse un programma politico sul tema della legge sul CO2 senza i Verdi, questi si infurierebbero. E giustamente", ha detto Thomas Matter nel domenicale.
Tre anni dopo il rifiuto popolare dell'iniziativa "No Billag",
che chiedeva l'abolizione del canone, l'UDC intende quindi lanciare una nuova iniziativa. Secondo Matter, la "sinistrazzazione" del servizio pubblico radiotelevisivo è "solo peggiorata" dopo il voto.
Il partito sta considerando due scenari. Il primo sarebbe quello di diminuire nuovamente il canone, che è stato ridotto dal 2021 da 365 a 335 franchi all'anno, proponendo di portarlo a 200 franchi.
La seconda, meno precisa al momento, è che la direzione, il consiglio di amministrazione e "la redazione di tutti i programmi politici dovrebbero riflettere il panorama politico della Svizzera", spiega il consigliere nazionale zurighese, che sostiene la necessità di avere più giornalisti del campo borghese, che riflettono la maggioranza della popolazione. Per sostenere il suo punto, cita uno studio del 2017, secondo il quale il 70% dei giornalisti della SSR ha detto di essere di sinistra, una situazione "insostenibile" per un media finanziato da "una tassa".
La SRF ha risposto rapidamente alle critiche dell'UDC, dicendo che non permetterà a nessun partito di dettare chi è invitato in onda. "Ci sono sempre stati questi tentativi di pressione, e recentemente sono aumentati", ha detto al Blick Gregor Meier, vice caporedattore, assicurando che l'emittente televisiva "non fa reportage di parte".