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La Commissione elettorale indipendente (Iec) afghana ha annunciato oggi di aver avviato la pianificazione del processo di verifica degli oltre otto milioni di voti espressi il 14 giugno nel ballottaggio presidenziale fra Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, ammettendo che vi sarà un ritardo nel controllo che, nell'accordo mediato dal segretario di Stato americano John Kerry, doveva cominciare domani.
La Iec ha indicato che sono stati costituiti 100 team di due persone più un assistente che dovranno verificare la validità di tutte le schede contenute nelle urne di 23'000 seggi utilizzate in 34 province. "Stiamo preparando il nuovo conteggio - ha detto oggi ai giornalisti il portavoce della Iec Noor Mohammad Noor - ma il processo vero e proprio comincerà solo fra qualche giorno".
L'intesa raggiunta implica anche che tutte le urne siano trasportate dalle province a Kabul con l'aiuto dei mezzi della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).
Nei risultati preliminari annunciati Ghani era in vantaggio di un milione di voti su Abdullah. Ma quest'ultimo ha contestato lo spoglio sospendendo la sua collaborazione con le autorità elettorali, e minacciando addirittura di dare vita ad un governo parallelo a quello ufficiale.
Da qui la mediazione di 48 ore di Kerry ed il raggiungimento di un accordo per ricontare una seconda volta, in un'iniziativa senza precedenti al mondo secondo gli analisti, tutti i voti espressi.