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Gli accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone hanno migliorato la protezione sociale dei pensionati svizzeri residenti nei paesi dell'UE.
Gli svizzeri che lavorano nell'UE pagano i contributi sociali nel paese che li ospita, ma solo se il loro soggiorno non è provvisorio.
Nell'Unione europea il principio è il seguente: i cittadini pagano i contributi sociali, i premi della cassa malati e le tasse nel paese in cui risiedono. Questo principio si applica sempre di più anche agli svizzeri all'estero.
Quest'evoluzione è una diretta conseguenza dell'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, degli accordi bilaterali e delle successive modifiche della legislazione svizzera in materia sociale.
Per gli svizzeri che esercitano un'attività professionale all'estero, la situazione è abbastanza chiara. Si tratta di un espatrio provvisorio: il cittadino viene considerato come "persona dislocata" e resta assicurato in Svizzera.
Se però il soggiorno si prolunga, la persona in questione deve pagare i contributi sociali e l'assicurazione malattia nel paese di residenza.
La firma degli accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone non ha avuto grandi conseguenze per gli svizzeri che lavorano in un paese dell'UE.
I pensionati, principali beneficiari
"I cambiamenti maggiori concernono i beneficiari di una rendita AVS" spiega Elisabeth Nassar, direttrice del Fondo di solidarietà degli svizzeri all'estero (Soliswiss). Si tratta, ad esempio, di chi ha deciso di vivere felicemente sotto il sole spagnolo.
Fin'ora gli stati dell'UE non erano obbligati ad assicurare queste persone, che per le assicurazioni costituiscono una categoria a rischio.
La maggior parte degli assicuratori svizzeri inoltre non offriva agli emigranti la possibilità di mantenere l'assicurazione malattia. Anziani, casalinghe o disoccupati si ritrovavano così senza copertura di base.
D'ora in avanti, tutti gli svizzeri che abitano in un paese europeo - dunque anche i pensionati - dovranno essere assicurati contro i rischi di malattia. E ciò secondo le regole vigenti nel paese che li ospita, non sempre vantaggiose per i cittadini stranieri. Il rimborso di una visita medica, per esempio, sarà calcolato in base agli usi locali, i quali in genere sono molto meno generosi del sistema svizzero.
A ciò bisogna aggiungere che la possibilità di scegliere la cassa malati varia da un paese all'altro. Uno svizzero residente in Germania può scegliere se assicurarsi sul luogo o in Svizzera. Chi vive sulla Costa azzurra invece, deve obbligatoriamente assicurarsi in Svizzera.
Premi elevati
"Le cure vengono rimborsate secondo le norme vigenti nei paesi di residenza, ma nella maggioranza dei casi i premi sono fissati e pagati in Svizzera", riassume Elisabeth Nassar. E aggiunge che i premi sono elevati, molto più elevati che se l'assicurato fosse rimasto in Svizzera.
Gli svizzeri residenti in paesi che non fanno parte dell'UE optano in genere per il sistema assicurativo proposto dal Fondo di solidarietà. "Abbiamo molte domande provenienti da cittadini svizzeri residenti negli USA, ma anche in paesi come il Brasile" dichiara Elisabeth Nasser. "La nostra assicurazione è meno cara, offre una copertura migliore e soprattutto più sicura" spiega la direttrice di Soliswiss.
Barbara Speziali, Bruxelles
(traduzione: Doris Lucini, swissinfo)