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Le indennità giornaliere versate tra il primo marzo e il 31 agosto non saranno conteggiate nel periodo legale di cui hanno diritto i disoccupati. Lo ha ricordato oggi ai media Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), precisando che tale misura, già annunciata lo scorso mese, potrebbe costare alla Confederazione fino a 600 milioni di franchi.
Zürcher ha poi indicato che la Confederazione, in quasi 900 casi, si è opposta alle richieste di lavoro ridotto presentate da autorità cantonali. Di norma, esse non hanno diritto a questa misura. La maggior parte di queste sono state presentate da aziende di trasporto pubblico, scuole o servizi comunali.
Finora, tuttavia, sono stati trattati 420 ricorsi e in oltre 200 casi le richieste sono state respinte e i Cantoni hanno accettato la decisione, ha aggiunto Zürcher, precisando che in 43 casi i richiedenti hanno ritirato la loro opposizione. I Cantoni hanno invece mantenuto la loro posizione in oltre 120 casi.
In caso di reiterati ricorsi, tali casi possono anche giungere fino al Tribunale federale, ha ricordato il funzionario.