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Uno dei tuoi dipendenti ha causato danni materiali nello svolgimento della sua attività?
Nella quotidianità lavorativa basta poco perché un collaboratore danneggi oggetti di proprietà del datore di lavoro nell’esecuzione delle proprie mansioni. Nel contratto sono presenti diverse disposizioni che regolamentano questa situazione tra lavoratore e datore di lavoro. Se uno dei tuoi dipendenti ha violato gli obblighi sanciti nel contratto di lavoro è tenuto a rispondere dell’accaduto.
Alcuni degli obblighi convenuti nel contratto con il dipendente possono essere:
- cura e custodia di apparecchiature, strumenti e altri materiali appartenenti al datore di lavoro
- divieto di accettare «bustarelle» o altri benefici
- mantenimento della quiete in azienda, ad esempio non violando la personalità di altri collaboratori
- indicazione di obblighi fuori dal regolare servizio, ad esempio per i dipendenti con funzioni dirigenziali.
In linea di massima ogni lavoratore deve svolgere accuratamente i compiti a lui assegnati, trattando con la dovuta cura gli oggetti necessari a tale scopo. Qualora il dipendente non adempia ai propri obblighi o non lo faccia in modo accurato si verifica una violazione degli stessi. In quanto datore di lavoro devi dunque provare che sussiste effettivamente una violazione degli obblighi e che ne è conseguito un danno alla tua azienda. Se il lavoratore non sarà in grado di dimostrare di non aver cagionato il danno sarà tenuto a risponderne. L’entità della responsabilità si definisce in base alla natura e al grado della colpa (art. 321e CO).
Qualora il danno sia chiaramente attribuibile al collaboratore, ad esempio in caso di incidente con un mezzo aziendale provocato per colpa propria, il datore di lavoro può querelare il dipendente e pretendere un risarcimento dei danni.
Il nostro modello ti aiuta a fare valere la tua richiesta di risarcimento.