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Aiutare i rifugiati in Medio Oriente per limitare l'afflusso di immigrati verso l'Europa: è la strategia del nuovo sottosegretario generale dell'Onu per gli affari umanitari, Stephen ÒBrien, per far fronte alla drammatica emergenza in corso nel Vecchio Continente.
ÒBrien ha esortato i Paesi ricchi del mondo a rafforzare gli aiuti nelle zone di guerra del Medio Oriente, in modo che i rifugiati non siano costretti a cercare sicurezza in Europa. "Se hai paura per la tua vita o non hai da mangiare per i tuoi bambini la prima cosa che ti viene in mente è quella di fuggire dove pensi di poter soddisfare tali esigenze", ha detto il sottosegretario generale, che di recente è stato per la prima volta dalla sua nomina in Siria, Iraq e Yemen. Secondo gli ultimi dati dell'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, 3.000 persone al giorno arrivano nel Vecchio Continente soltanto nei Balcani. E nella prima metà del 2015, almeno 137.000 persone hanno attraversato il Mediterraneo verso l'Europa.
ÒBrien ha quindi suggerito di destinare più soldi per aiutare le famiglie nei loro paesi d'origine prima che questi pensino di non avere altra scelta se non quella di emigrare. E bisogna agire in fretta, poiché "se non affrontiamo la crisi migratoria molto rapidamente, diventerà una crisi umanitaria".
SDA-ATS