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Il Consiglio di Stato ha risposto ad un'interrogazione del grancosigliere Udc Tiziano Galeazzi e cofirmatari che chiedeva lumi sul parere del Governo ticinese sul miliardo di coesione espresso in consultazione.
Il Consiglio di Stato è favorevole al cosidetto miliardo di coesione, il contributo per lo sviluppo da parte svizzera ad alcuni paesi dell'Ue. Le ragioni del sì si apprendono nella risposta del Governo all'interrogazione presentata dal granconsigliere Udc Tiziano Galeazzi (cofirmatari Ferrari, Filippini, Morisoli, Pamini e Pinoja), che chiedeva quale fosse la motivazione del parere del Consiglio di Stato nella cosultazione indetta dal Consiglio federale. "Il Consiglio di Stato", si legge nella risposta all'interrogazione, "ha formulato parere positivo alla consultazione sul secondo contributo svizzero ad alcuni Paesi membri dell'Unione europea poiché ritiene che il primo contriubuto (deciso nel 2007) ha avuto - direttamente o indirettamente - delle ricadute positive per la Svizzera, e così si prospetta per il (secondo) contributo in oggetto".
Inoltre il Consiglio di Stato scrive che "segue con attenzione i negoziati in corso tra la Svizzera e l'Unione europea e condivide l'obiettivo di trovre una soluzione che definisca in modo duraturo e stabile il quadro giuridico e le relazioni fra Svizzera e Ue, in particolare sulle questioni centrali che sono l'accesso al mercato, la cooperazione e gli accordi istituzionali". Secondo il Consiglio di Stato "in questo difficile esercizio negoziale lo scrivente Consiglio ritiene che la Svizzera debba poter disporre di carte da giocare, come ad esempio il contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'UE, in modo da rafforzare la sua posizione negoziale".
Rispondendo in vece alla domanda su come mai il Consiglio di Stato ha deciso di avallare la proposta senza porre alcuna condizione, mente altri Cantoni hanno respinto il versamento in consultazione, oppure accettato richiedendo significative contropartite, il Governo afferma che "per il Cantone sia strategicamente più importante esprimere fermezza contro un eventuale proposta di indebolimento delle misure di accompagnamento alla libera circolazione, così come fatto il 4 luglio scorso tramite una lettera indirizzata al Consiglio federale".