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EFG International ha annunciato una ristrutturazione e un ridimensionamento. Gli effettivi della banca privata zurighese nei prossimi 18 mesi saranno ridotti del 10-15%. La misura riguarderà anche la Svizzera. L'istituto ha pure comunicato che chiuderà il 2011 con una perdita.
Le attività di private banking rimangono concorrenziali e redditizie, ma si impongono misure rilevanti per risolvere il problema delle attività non redditizie e non fondamentali, scrive il gruppo in una nota diffusa stamane.
Tra i problemi l'istituto cita investimenti infelici, obiettivi troppo ambiziosi e una gestione dei costi non ottimale. "Siamo cresciuti troppo rapidamente, il che si è tradotto in una struttura troppo complessa. I nostri costi sono cresciuti in modo non ideale. Oggi vogliamo trarre lezioni dal passato", ha dichiarato il presidente della direzione John Williamson, entrato in carica in giugno con il compito di rimettere in sesto i conti. Nel 2010 EFG International aveva registrato una perdita di quasi 722 milioni di franchi, dovuta principalmente ad ammortamenti su partecipazioni in hedge fund.
EFG International dispone di 2500 dipendenti, è presente in 50 città ripartite in 30 paesi. Il numero degli uffici e dei centri operativi sarà ridotto sensibilmente, permettendo una compressione degli oneri. In particolare alcuni siti in Canada sono già stati chiusi; seguiranno quelli in Svezia, a Dubai e ad Abu Dhabi. La Svizzera non sarà risparmiata. EFG intende ridurre "in modo tangibile" i costi in franchi, agendo sui comparti tecnici e amministrativi di Ginevra.
Il risultato dovrebbe così migliorare di 35 milioni di franchi all'anno. Ma in un primo tempo la ristrutturazione comporterà costi per 50 milioni di franchi e un ammortamento del goodwill di 250 milioni, causando una perdita nell'esercizio corrente.
La banca prevede di concentrarsi su quattro regioni chiave: Europa continentale, Gran Bretagna, Americhe e Asia. D'altro canto il gruppo si prefigge di introdurre in Borsa la sua divisione EFG Financial Products.
EFG International, creata 16 anni fa e controllata dalla famiglia di armatori greci Latsis, a fine giugno aveva in gestione fondi pari a 80 miliardi di franchi.
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