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<h2>SubmittedText<h2><p>I primi richiedenti l’asilo tamil sono fuggiti in Svizzera 40 anni fa a causa dei pogrom del 1983 e dello scoppio della guerra in Sri Lanka. Da allora, la diaspora tamil è una parte importante della società svizzera. Tuttavia, anche a distanza di 40 anni, la situazione politica in Sri Lanka rimane molto fragile. Sia la popolazione tamil in Sri Lanka sia la diaspora chiedono un’indagine internazionale e il trattamento dei crimini di guerra come pure una soluzione politica al conflitto, con una maggiore autodeterminazione, e la smilitarizzazione delle aree tamil. Nel suo ultimo rapporto del settembre 2023, l’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani riscontra la mancanza di volontà, da parte del Governo dello Sri Lanka, di riconoscere le richieste di giustizia e di rendiconto e segnala il persistere delle violazioni dei diritti umani nel Paese.&nbsp;<br><br>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:<br><br>1. In che modo la Svizzera sostiene il trattamento dei crimini di guerra e la richiesta di una soluzione politica, che da parte tamil è vista come la base per un processo di riconciliazione?&nbsp;</p><p>2. In che modo la Svizzera sostiene il progetto di «commissione per la verità» del Governo dello Sri Lanka, criticato dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani e dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a causa della mancanza di giustizia e di obbligo di rendiconto?&nbsp;</p><p>3. In che misura la Svizzera sostiene la cosiddetta «Himalaya Declaration», che è stata promossa da un’organizzazione della diaspora e da un gruppo di monaci buddisti ma respinta da gran parte dei partiti tamil, della comunità delle vittime e della società civile come pure da molte organizzazioni della diaspora? 4. Perché la Svizzera non ha consultato esponenti tamil in Sri Lanka su questo tema?&nbsp;</p><p>5. In che modo la Svizzera si impegna a favore delle persone tamil che, sulla base della legge per la prevenzione del terrorismo («Prevention of Terrorism Act»), criticata a livello internazionale, sono state arrestate per aver partecipato a eventi commemorativi?&nbsp;</p><p>6. Attualmente vengono di nuovo segnalati casi di tortura e di decessi di persone detenute in Sri Lanka: in che modo la Svizzera garantisce la sicurezza dei richiedenti l’asilo rimandati in Sri Lanka tramite rinvio coatto?&nbsp;</p><p>7. Quante persone richiedenti l’asilo sono state rinviate in Sri Lanka nel 2023?</p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">1. e 5. Nello Sri Lanka il DFAE sta attuando un programma di politica di pace, sostenendo le organizzazioni per i diritti umani che forniscono assistenza legale alle persone detenute arbitrariamente e alle vittime di tortura nelle prigioni. Collabora inoltre con organizzazioni impegnate a promuovere la libertà di espressione e lo Stato di diritto. In seno al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, la Svizzera ha sostenuto la risoluzione sulla situazione dei diritti umani nello Sri Lanka. Nelle sue dichiarazioni, la Svizzera invita regolarmente il Governo dello Sri Lanka a collaborare con lo «Sri Lankan Accountability Project» (SLAP) e condanna l’applicazione arbitraria della legge sulla prevenzione del terrorismo (Prevention of Terrorism Act, PTA). La Svizzera affronta questi temi anche nelle sue relazioni bilaterali con il Governo dello Sri Lanka.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:spaces">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">2. Il Consiglio federale prende atto della volontà del Governo dello Sri Lanka di istituire una commissione per la verità, l’unità e la riconciliazione, ma al momento non intende sostenere tale commissione. Nell’ambito di un’iniziativa con le ambasciate di Giappone e Sudafrica, nel dicembre del 2023 l’Ambasciata di Svizzera in Sri Lanka ha presentato al presidente Ranil Wickremesinghe un elenco di proposte di misure per rafforzare la fiducia e promuovere un processo di riconciliazione.</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">3. e 4. Il DFAE ha fornito un contributo finanziario all’organizzazione «Association for War Affected Women» (associazione per le donne colpite dalla guerra) per la creazione di una piattaforma di dialogo tra rappresentanti della diaspora e monaci buddisti che ha portato alla cosiddetta Dichiarazione dell’Himalaya. L'organizzazione partner era responsabile della realizzazione del processo di consultazione. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial">6. e 7. La prassi della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) in materia di asilo viene costantemente adattata al contesto e alla situazione sul posto; tutte le domande d’asilo vengono esaminate individualmente. Nel 2023, le persone rinviate in Sri Lanka sono state 61, mentre 21 persone hanno lasciato la Svizzera in modo indipendente (dati aggiornati al 30 novembre 2023). </span></p></div>