Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01170.jsonl.gz/757

In un messaggio per il Gran Consiglio, il Governo grigionese ha mostrato come intende gestire l’energia idroelettrica nei prossimi decenni: il modello attuale di gestione delle centrali, secondo l'Esecutivo, deve essere mantenuto, e verrà creata una società di partecipazione per riunire tutti i partner.Lo comunica lunedì l’Esecutivo retico in una nota.
A partire dal 2030, che numerose concessioni a favore dei gestori scadranno e molte centrali idroelettriche saranno confrontate con la possibilità di riversione, ovvero il riacquisto da parte del Cantone a prezzi attualizzati. Due le possibilità enunciate dal Governo: rinuncia alla riversione e prolungamento della concessione, con l'ottenimento di un'indennità e possibile partecipazione; esercizio della riversione, e in questo caso gli impianti diventano di proprietà di comuni e cantoni.
Il Governo retico è giunto alla conclusione che l'attuale modello delle centrali deve essere mantenuto, le partecipazioni devono essere notevolmente aumentate e devono essere effettuate più riversioni possibile. Per fare questo il Cantone sta costituendo una nuova società pubblica di partecipazione per riunire le quote di tutte le società idroelettriche e permettere una gestione uniforme. La strategia dovrà essere discussa nella sessione di febbraio 2022 del Gran Consiglio.
Nei Grigioni è prodotto circa un quinto dell'energia idroelettrica della Svizzera, viene sottolineato nella nota. Tra il 2035 e il 2050, nel cantone scadranno le concessioni di un gran numero di centrali idroelettriche. Da queste ultime deriva circa il 70 per cento dell'energia elettrica prodotta nel cantone. Oggi i comuni concedenti e il Cantone partecipano alle centrali con una quota pari a circa il 20 per cento.