Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01274.jsonl.gz/507

L'attentato in Iraq ha minato la fiducia dei funzionari Onu. Si sentono poco protetti, ma non vogliono rinunciare agli ideali che furono di de Mello.
L’attentato del 19 agosto, che ha provocato la morte di Sergio Vieira de Mello e di altri nove collaboratori delle Nazioni Unite, ha suscitato preoccupazione negli ambienti delle organizzazioni umanitarie, che temono di diventare a loro volta obiettivi terroristici.
All’inizio della settimana il Comitato internazionale della Croce Rossa, con sede a Ginevra, ha annunciato che ridimensionerà le operazioni in Iraq quale conseguenza dell'attentato.
Secondo Françoise Belmont del Programma ambientale dell’ONU, l’attacco ha creato in molti operatori sul terreno una sensazione di vulnerabilità.
“Nessuno è più protetto”, dice Belmont a swissinfo, “dove andremo a finire se le persone che cercano di aiutare vengono attaccate...! E’ un duro colpo anche per i diritti umani”.
Anche Bernardo Mariano, dell’Ufficio Migrazioni dell’ONU ritiene che la morte di Vieira de Mello abbia minato gli sforzi dell’organizzazione umanitaria.
Mariano aggiunge tuttavia che il modo migliore per onorare la sua memoria è quello di portare avanti l’opera da lui iniziata.
“La morte di Sergio è una grande perdita per le Nazioni Unite e ora è inevitabile chiedersi se questo tipo di incidenti diventeranno la norma”.
swissinfo, Anna Nelson, Ginevra
(traduzione: Elena Altenburger)