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L'AVANA - Il progetto di nuova Costituzione approvato dal Parlamento cubano contiene "impegni" economici con valenza politica come il riconoscimento della legittimità di un settore privato, l'arricchimento lecito e gli investimenti stranieri, che entreranno in vigore all'inizio del prossimo anno, quando il testo costituzionale sarà definitivamente approvato.
Durante il dibattito parlamentare che ha profondamente modificato la Costituzione del 1976 in cui il concetto di economia privata era di fatto proibito, responsabili governativi e deputati hanno ricordato che le nuove norme che ampliano l'economia ed il mercato cubani, sono sottoposte a un concetto fondamentale: il sistema socialista cubano, che resta irreversibile e impedisce "il ritorno al capitalismo".
Questo significa, come è stato detto, che il settore privato "è tornato per restare". Ma anche che quanti saranno impegnati nel settore privato, conosciuti come 'cuentapropistas', non potranno gestire più di un business, e saranno vincolati al pagamento di imposte per il loro arricchimento.
Il deputato Homero Acosta Alvarez, commentando questo aspetto ai giornalisti, ha spiegato che la dimensione della ricchezza che potranno ora accumulare i 'cuentapropistas' "è stata particolarmente discussa" durante il dibattito sulla riforma costituzionale. La tesi da lui stesso sostenuta è stata che «non si può vietare la ricchezza, un concetto che si lega con la prosperità individuale e collettiva».
Da parte sua la 'Controlora general de la Republica', Gladys Bejerano, ha dichiarato che «come a tutti i cubani mi ferisce l'arricchimento illecito. Però non ci ferisce che qualcuno con il suo impegno, capacità e energia, ottenga prosperità economica».
Altro aspetto fondamentale della nuova Costituzione è che adesso Cuba considera gli investimenti stranieri come "imprescindibili" per lo sviluppo della sua economia.