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La testimonianza in tribunale a Basilea di una giovane commessa molestata dal suo capo. La sentenza sarà pronunciata venerdì.
BASILEA - Un uomo, titolare di una pasticceria, è finito a processo con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una dipendente.
La donna, di fronte al tribunale penale di Basilea, ha descritto le sofferenze patite in due anni. Stando al racconto dell’accusatrice, ogni martedì era costretta a subire le molestie del proprietario nel seminterrato del locale.
L’uomo, 30 anni più vecchio della giovane commessa, non si sarebbe fermato neppure quando la donna gli disse che aspettava un figlio dal suo fidanzato, anzi. «Mi guardava e mi toccava come fossi una bambola»
La vittima, attraverso l’impiego, manteneva la sua famiglia. Temeva che, se avesse agito contro il suo capo, avrebbe perso il lavoro e ricevuto cattive referenze. Inoltre, essendo straniera e senza laurea, avrebbe fatto fatica a trovare un nuovo impiego. «Mentre io volevo difendermi, lui poteva rovinarmi la vita. Mi diceva che poteva permettersi i migliori avvocati». Infatti, la donna, dopo essersi confidata con un medico, è stata licenziata. «La violenza subita mi ha cambiato. Sono distrutta dentro».
Dal canto suo, l’uomo, tramite il suo avvocato, si è dichiarato innocente, sottolineando l’ottimo rapporto con la sua dipendente (sebbene gli altri lavoratori abbiano confermato il rapporto malsano».
La sentenza sarà pronunciata venerdì pomeriggio.