Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/157500

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno di legge che integri il Codice delle obbligazioni migliorando la protezione dal licenziamento per i dipendenti più anziani e sancendo il maggiore obbligo di assistenza nei loro confronti stabilito dal Tribunale federale. I collaboratori vanno tutelati dal licenziamento al più tardi a partire dai 55 anni e vanno previste anche prestazioni finanziarie supplementari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo la rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera, nel 2014 la quota di persone attive fra i 55 e i 64 anni era del 74 per cento, vale a dire ai vertici della classifica internazionale. Lo stesso anno il tasso di disoccupazione degli ultracinquantenni è stato del 2,8 per cento, ossia di 0,4 punti percentuali al di sotto della media svizzera globale. Questi disoccupati trovano però un nuovo posto di lavoro molto meno rapidamente degli altri. Il 27 aprile 2015 ha avuto luogo la prima conferenza nazionale dedicata ai "lavoratori in età avanzata", organizzata al fine di migliorare la situazione di queste persone. In tale occasione sono state decise varie misure, tra cui l'ottimizzazione degli strumenti dell'assicurazione contro la disoccupazione, a cominciare dagli uffici regionali di collocamento. I cantoni si sono inoltre impegnati a monitorare la situazione presso le autorità cantonali del mercato del lavoro per documentare le misure efficaci di reinserimento. Data l'importanza della formazione continua, la suddetta conferenza raccomanda di fare il punto della situazione a intervalli periodici anche nelle aziende. È pure opportuno sensibilizzare i datori di lavoro, i lavoratori e l'opinione pubblica. I lavoratori in età avanzata sono non di rado vittime di pregiudizi che rendono più difficile ritrovare un lavoro. Questa situazione va corretta e bisogna valorizzare il potenziale di queste persone.</p><p>Il Consiglio federale ha già avanzato proposte tese a migliorare la protezione dalle disdette. Nel 2010 ha posto in consultazione un avamprogetto di revisione del Codice delle obbligazioni che proponeva in particolare di aumentare l'indennità al massimo a dodici mesi di salario. Il progetto è stato sospeso in seguito alla forte opposizione espressa in sede di consultazione. Il collegio governativo ha domandato al Dipartimento federale di giustizia e polizia e al Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca di esaminare in maniera approfondita le disdette abusive di rappresentanti dei lavoratori e di lavoratori che hanno fatto un uso lecito del loro diritto di sciopero. Attualmente sono in elaborazione due studi al riguardo. Dopo che avrà preso atto dei risultati di tali studi, il Consiglio federale potrà decidere se occorre potenziare il diritto in vigore in questi due casi particolari o in maniera generale. Attualmente è parimenti in corso uno studio che valuta la protezione dalla discriminazione nel diritto svizzero, che permetterà di esprimersi riguardo al postulato Naef 12.3543, "Rapporto sul diritto in materia di protezione dalla discriminazione", e tratterà in maniera approfondita l'accesso alla giustizia in Svizzera in caso di discriminazione. La discriminazione a causa dell'età non fa parte degli ambiti studiati, ma nulla impedisce di esaminare anche questo criterio in un secondo tempo.</p><p>In considerazione dei lavori in corso, il Consiglio federale predilige un approccio globale in materia di protezione dalle disdette. Ciò non esclude tuttavia che l'attuale giurisprudenza sui lavoratori più anziani possa trovare espressione in forma adeguata nel Codice delle obbligazioni nel quadro di una tale revisione più globale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.