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BERNA - L'iniziativa popolare "Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi (iniziativa per prezzi equi)" è stata depositata oggi alla Cancelleria federale con 107'908 firme valide. Il suo testo mira a impedire la maggiorazione dei prezzi in Svizzera per i prodotti fabbricati all'estero.
In una nota, il comitato d'iniziativa ricorda che molti prodotti d'importazione - come strumenti, apparecchi, macchinari e capi d'abbigliamento - costano molto di più nella Confederazione. Dal suo punto di vista la differenza di prezzo può però solo in misura limitata essere ricondotta ai maggiori costi salariali, infrastrutturali e di affitto vigenti in Svizzera.
Per gli iniziativisti, i fornitori esteri approfittano della loro posizione dominante sul mercato mantenendo artificialmente elevati i prezzi in modo da sfruttare il potere d'acquisto più elevato degli Svizzeri. Ciò penalizza anche le PMI, obbligate ad acquistare prodotti importati a un prezzo più elevato della concorrenza internazionale.
Il comitato promotore ricorda anche che i tentativi in Parlamento di adottare provvedimenti contro i cosiddetti "supplementi Svizzera" sono più volte falliti. Recentemente la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha ad esempio rinviato a tempo indeterminato la discussione su una iniziativa parlamentare in proposito. Solo con l'iniziativa si può quindi garantire che PMI e consumatori possano essere liberi di acquistare merci all'estero senza essere soggetti a discriminazioni.
Dietro l'iniziativa "Per prezzi equi" vi sono la Fondazione per la protezione dei consumatori, GastroSuisse, Hotelleriesuisse, Curafutura, la Federazione svizzera del turismo e altre associazioni economiche. Nel comitato sono presenti esponenti di tutti i partiti politici, fra i quali il consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi (PPD).