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Creata dalle ceneri del Sonderbund, la Conferenza dei vescovi svizzeri ha cercato dapprima di difendere il cattolicesimo nei confronti del protestantesimo.
Negli ultimi decenni ha assunto posizioni molto più liberali rispetto a quelle del Vaticano.
La Conferenza dei vescovi svizzeri è stata fondata nel 1863. A livello mondiale è la prima assemblea di vescovi che si riunisce regolarmente, che dispone di una struttura giuridica e che si assume funzioni di guida a livello ecclesiale.
Fin dall'inizio la Conferenza si occupò di questioni concrete come il miglioramento delle possibilità di formazione per i cattolici, la salvaguardia del matrimonio e della famiglia, il mantenimento dei giorni festivi a livello nazionale.
Dopo la sconfitta dei cantoni cattolici nella guerra del Sonderbund, il nuovo Stato federale del 1848, progressivo e liberale, aveva infatti tolto ai cattolici molti privilegi, preferendo la comunità protestante più liberale e moderna.
Nel 1967 gli statuti del 1863 furono rinnovati nello spirito del Concilio Vaticano II e da allora la CVS si considera come l'organo direttivo della Chiesa cattolica in Svizzera.
Le sue decisioni hanno, nell'ambito delle norme previste dal diritto canonico, valore legislativo. I suoi organi permanenti sono l'assemblea, la presidenza e il segretariato di Friburgo.
Elena Altenburger, swissinfo