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Il 24 novembre prossimo non si voterà sulla politica agricola 2014-2017. Il relativo referendum, promosso dal sindacato agricolo Uniterre e da altre organizzazioni "alternative", non ha infatti raccolto entro i termini prestabiliti le 50 mila firme necessarie.
La scadenza ultima per la consegna delle sottoscrizioni alla Cancelleria federale era fissata per lunedì prossimo, ma gli avversari della riforma, giudicando il traguardo irraggiungibile, hanno gettato la spugna, secondo quanto indica un comunicato odierno di Uniterre e del comitato referendario.
Uniterre aveva promosso in aprile la raccolta delle firme sostenendo che la nuova politica agricola, approvata dal parlamento nella sessione primaverile, fosse lacunosa e insufficiente dal profilo della "sovranità alimentare della Svizzera". I referendaristi sono comunque subito apparsi isolati: l'Unione svizzera dei contadini aveva infatti negato il proprio sostegno.
La riforma, il cui punto centrale è costituito da un riorientamento dell'attribuzione dei versamenti diretti, dovrebbe quindi entrare in vigore in gennaio. Essa prevede un contributo al mondo agricolo di quasi 14 miliardi di franchi su quattro anni.
SDA-ATS