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I giganti bancari giudicati too big to fail, ossia troppo grandi per poter fallire, beneficiano ancora di garanzie implicite degli Stati, che incoraggiano la presa di rischi e rappresentano sino a 300 miliardi di dollari nella Zona euro. Lo ha indicato lunedì il Fondo monetario internazionale.
Questi istituti beneficiano della protezione implicita di poteri pubblici che – per il rischio di minacciare la stabilità dell’insieme del sistema finanziario – non possono permettersi di vederli fallire, spiega il FMI in un rapporto.
In questo modo, al culmine della crisi finanziaria, fra il 2008 e il 2009, gli Stati Uniti avevano concesso a grandi banche in difficoltà aiuti massicci, il tutto per evitare l’implosione del sistema.
“Dalla crisi finanziaria mondiale, le diverse riforme hanno ridotto ma non eliminato le garanzie implicite dei governi a beneficio delle banche too big to fail – scrive il Fondo monetario internazionale.
Grazie a queste misure, le grandi banche attirano più investitori delle banche di media e piccola entità e possono prendere a prestito a costi inferiori.
Secondo il rapporto del FMI, queste sovvenzioni implicite rappresentavano nel 2012 fra 90 e 300 miliardi di dollari nella Zona euro, fra 15 e 70 miliardi di dollari negli Stati Uniti e fra 20 e 110 miliardi di dollari in Gran Bretagna.