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<h2>SubmittedText<h2><p>I controlli svolti dagli appositi ispettori nell'ambito delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone sono uno strumento di importanza decisiva nella lotta contro gli eventuali abusi.</p><p>Alla luce della più recente evoluzione nei flussi della manodopera estera, il numero di ispettori riconosciuti non risulta però più, in taluni casi, confacente alla realtà odierna. In Ticino, ad esempio, i dati utilizzati inizialmente (2005) sono abbondantemente superati sia dal profilo quantitativo che qualitativo. Non solo sono aumentate le entrate di manodopera ma si è assistito ad un incremento notevole delle modalità di lavoro più flessibili e conseguentemente più difficilmente controllabili. La manodopera frontaliera con un contratto di lavoro stabile è aumentata tra il 2005 e il 2006 di oltre il 20 per cento. Il lavoro distaccato (dipendenti) di oltre il 25 per cento; le assunzioni di lavoratori interinali con un contratto di durata superiore ai tre mesi di quasi il 100 per cento. La consapevolezza dell'insufficiente disponibilità di ispettori ha del resto indotto il parlamento cantonale a decidere un potenziamento significativo del loro numero.</p><p>In considerazione dell'importanza degli ispettori quale fattore di lotta contro gli abusi e di rassicurazione della popolazione (che potrebbe del resto essere chiamata prossimamente a votare sulla libera circolazione) chiedo perciò al Consiglio federale:</p><p>1. In quale modo intende considerare la più recente evoluzione dei flussi di manodopera estera?</p><p>2. Non ritiene corretto adattare i criteri per calcolare il fabbisogno di ispettori, tenendo in più ampia considerazione le necessità di controllo indotte dagli afflussi più volatili di manodopera (contratti fino a tre mesi, lavoratori interinali, lavoro distaccato)?</p><p>3. Considerando la situazione più recente, non ritiene eccessivamente esiguo il "bonus" del 10 per cento di controlli riconosciuto ai cantoni dove la manodopera frontaliera supera il 20 per cento della popolazione attiva?</p><p>4. È disposto a rivedere l'attuale attribuzione di ispettori perlomeno nei confronti dei cantoni maggiormente esposti alle ricadute della libera circolazione sia dal profilo del volume di entrate che della loro tipologia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel rapporto dell'Osservatorio della libera circolazione delle persone è stato studiato la recente evoluzione dei flussi migratori della manodopera estera e si è constatato che tali flussi rispondono ai bisogni dell'economia. Si è constatato uno spostamento dei flussi degli Stati terzi verso l'UE, il che corrisponde agli obiettivi della politica migratoria. A parte il fatto che finora non c'è nulla che indichi che la libera circolazione delle persone ha avuto un effetto negativo sull'impiego e sui salari, il Consiglio federale considera che le recenti evoluzioni sono conformi alle sue attese. Esso continuerà tuttavia a seguire l'andamento della situazione, alla luce, tra l'altro dei rapporti ulteriori di questo osservatorio.</p><p>2. I criteri determinanti il numero dei controlli e il numero degli ispettori sono stati fissati negli accordi di prestazione che la Confederazione ha concluso coi differenti cantoni e che sono applicabili dal 1° luglio 2006 fino al termine del 2007. Questi criteri tengono segnatamente conto della parte di lavoratori stranieri sul mercato cantonale del lavoro e quindi dell'esposizione di quest'ultimo al contesto transfrontaliero.</p><p>Entro il 31 luglio 2007 i cantoni devono presentare un rapporto sul primo anno dall'entrata in vigore degli accordi di prestazione. In base all'esame dei rapporti cantonali, che verranno compendiati e pubblicati in autunno in un rapporto sull'esecuzione delle misure di accompagnamento, sarà possibile valutare se il numero dei controlli o degli ispettori nei diversi cantoni dovrà essere rivisto verso l'alto o verso il basso. Il rapporto serve a render conto dell'adeguatezza degli accordi attualmente in vigore e a preparare i negoziati sugli adeguamenti da mettere in vigore nel 2008. I criteri che servono a calcolare il fabbisogno di ispettori fanno parte degli oggetti delle trattative.</p><p>Va sottolineato che il succitato rapporto conterrà anche indicazioni delle commissioni paritetiche e degli altri organi cantonali di esecuzione. Esso costituisce al contempo la sintesi dei rapporti annuali delle commissioni tripartite giusta l'articolo 11 capoverso 1 lettera k dell'ordinanza sui lavoratori distaccati in Svizzera del 21 maggio 2003 (RS 823.201). Esso comprende il periodo dal 1° gennaio 2006 al 30 giugno 2007.</p><p>3. I negoziati sugli accordi di prestazione che entreranno in vigore nel 2008 - già citati nella risposta alla domanda 2 - offriranno l'occasione di prendere in considerazione i cambiamenti importanti verificatisi presso certe categorie di persone, in particolare i frontalieri. Facciamo tuttavia osservare che l'effettivo dei frontalieri nel canton Ticino è aumentato, da dicembre 2005 a dicembre 2006, del 6,7per cento e non di oltre il 20 per cento. La quota dei frontalieri rispetto al totale delle persone attive nel canton Ticino era, nel settembre 2006, del 22,5 per cento.</p><p>Il numero di prestazioni di lavoro di una durata massima di tre mesi sottoposte alla notifica obbligatoria, effettuate in Ticino presso lavoratori svizzeri nel campo della fornitura di personale a prestito è rimasto praticamente invariato. Mentre nel 2005 si calcolavano 953 lavoratori nel ramo della fornitura di personale a prestito, nel 2006 se ne calcolavano 921.</p><p>4. I risultati del rapporto sull'esecuzione delle misure di accompagnamento e la messa in opera degli accordi di prestazione costituiranno nuovamente il punto di riferimento. Il Consiglio federale prenderà in considerazione le specificità regionali in modo appropriato nell'ambito dei negoziati sui nuovi accordi di prestazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.