Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01206.jsonl.gz/584

L'alcol è uno stimolante?
NO! Non è uno stimolante ma ha un'azione depressiva sul sistema nervoso centrale, che riducendo la consapevolezza delle tue azioni e il normale grado di inibizione ti dà una falsa sensazione di grandezza e onnipotenza.
Il vino fa buon sangue?
NO! Quest'antico detto si basa sul fatto che dopo aver bevuto del vino il viso si arrossa. Questo dipende dalla vasodilatazione periferica e non dalla qualità della composizione del sangue. Al contrario l'abuso d'alcolici può portare a varie forme d'anemia.
L'alcol riscalda?
NO! L'alcol provoca la dilatazione dei vasi sanguigni nei quali quindi circola una maggiore quantità di sangue e così la pelle si arrossa e si riscalda. A lungo andare però il corpo avrà una minore capacità di sopportare il freddo perché la pelle calda disperde calore raffreddando ancora di più le parti interne del corpo.
L'alcol stimola l'appetito?
SI! A piccole dosi l'alcol stimola l'appetito perché provoca la secrezione gastrica che accresce lo stimolo della fame.
NO! A lungo andare l'alcol provocando una ipersecrezione gastrica inibisce paradossalmente lo stimolo della fame.
L'alcol concilia il sonno?
SI! Ma non è un sonnifero! La sua capacità di conciliare il sonno è pericolosa perché il suo effetto anestetico a lungo andare può portare al coma e alla morte.
L'alcol fa digerire?
SI! Solo a piccole dosi e a gradazioni non elevate le bevande alcoliche facilitano la digestione stimolando la secrezione salivare, gastrica e intestinale.
NO! A dosi elevate invece l'alcol provoca seri danni al fegato e al pancreas perciò la digestione è più difficile e buona parte del cibo non viene digerito. Inoltre la piccola parte di cibo digerito non è assorbito dal corpo a causa dei danni che l'alcol provoca alla parete intestinale.
L'alcol e diuretico?
SI! La quantità di urina sarà maggiore della quantità dei liquidi assunti. Ma attenzione! Questo effetto diuretico dell'alcol è dovuto solo ad un momentaneo blocco dell'ormone antidiuretico, ciò significa che l'acqua filtrata dai reni viene direttamente eliminata e non riassorbita dall'organismo come invece di solito avviene.
L'alcol e un afrodisiaco?
NO! A volte piccole dosi di alcol possono avere un effetto disinibente e migliorare le prestazioni sessuali, ma in realtà l'alcol diminuisce il livello di testosterone nel sangue provocando riduzione del desiderio sessuale, difficoltà di erezione, impotenza e frigidità; quindi in generale un'inibizione della funzione sessuale.
L'alcol fa bene al cuore?
E' ormai risaputo che un consumo moderato di alcol previene le malattie coronariche. Ciò è dimostrato da molti studi condotti negli ultimi vent'anni sul rapporto tra consumo di alcol e malattie coronariche. Tali studi, tuttavia, hanno anche dimostrato che, consumando grandi quantità di alcol, l'effetto preventivo viene a cadere e l'alcol diventa dannoso.
Basta consumare un solo bicchiere di vino o di birra ogni due giorni per prevenire le malattie cardiache. Si sconsiglia comunque di iniziare a bere per questo motivo. L'attività fisica, un'alimentazione sana e l'astenersi dal fumo proteggono di più dagli infarti. L'alcol riduce i rischi di malattie coronariche soprattutto nelle persone al di sopra dei 45 anni; è raro che un giovane muoia a causa di malattie coronariche.
Alcuni studi sostengono che sarebbe soprattutto il vino a proteggere dalle malattie coronariche. Tuttavia, studi analoghi condotti in diversi paesi hanno dimostrato che lo stesso effetto preventivo può essere raggiunto consumando bevande alcoliche tradizionali differenti. Di conseguenza, l'effetto particolarmente preventivo che avrebbe il vino non è stato suffragato da prove sufficienti.
L'effetto positivo dell'alcol favorisce la produzione di colesterolo HDL (il cosiddetto "colesterolo buono"). L'HDL permette un'eliminazione veloce dei grassi nel sangue, prevenendo così la formazione di depositi di grasso sulle pareti dei vasi sanguigni. Inoltre si pensa che l'alcol riduca la formazione di piastrine, che sta alla base delle trombosi coronariche e dei conseguenti infarti.