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«In ragione delle circa 170’000 persone di origine kosovara che vivono in Svizzera, vi sono forti legami tra i due Paesi», ha dichiarato la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey al termine degli odierni colloqui tenutisi a Berna con il ministro degli esteri kosovaro Enver Hoxhaj. È quindi essenziale stabilire solide fondamenta giuridiche. L'accordo ratificato oggi a Berna fa parte di una serie di accordi conclusi negli ultimi tempi dalla Svizzera con il Kosovo. Nel 2010, la Svizzera aveva firmato con il Paese balcanico un accordo di riammissione, seguito da un accordo sui trasporti aerei, da un accordo sulla cooperazione tecnica e da un «Memorandum of Understanding» sulla collaborazione in materia di migrazione. Alcune settimane or sono è stato stipulato un accordo sulla protezione degli investimenti.
Dopo la dichiarazione d'indipendenza nel 2008, il Kosovo ha intrapreso vari passi per consolidare lo Stato e per migliorare l'integrazione politica delle proprie minoranze. Rimangono da affrontare le sfide sullo Stato di diritto, la lotta contro la corruzione e lo sviluppo economico. A questo proposito la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha esortato il governo kosovaro a dimostrare la volontà politica di risolvere tali questioni e di adottare misure concrete. Sotto il profilo politico, la situazione rimane estremamente incerta, come evidenziato dai più recenti episodi nel Kosovo settentrionale.
Con la Swisscoy, la Svizzera partecipa agli impieghi di mantenimento della pace della comunità internazionale. La presidente della Confederazione auspica una risoluzione pacifica del conflitto nel Kosovo settentrionale e si augura che Serbia e Kosovo proseguano sul cammino del dialogo con la mediazione dell'UE. Inoltre, Micheline Calmy-Rey ha dichiarato che la Svizzera è interessata a un'inchiesta esaustiva e credibile che faccia chiarezza sulle critiche sollevate dal Consiglio d'Europa nel cosiddetto «Rapporto Marty» relativo al traffico illegale di organi in Kosovo.
Al termine dell'incontro con il ministro degli esteri Hoxhaj, alcuni rappresentanti della diaspora kosovara in Svizzera hanno consegnato il «Prix Diaspora» al capo del DFAE per quanto svolto dalla Svizzera in Kosovo.
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