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UBS: sanzione miliardaria in Francia, presto la decisione sul ricorso
(Aggiornato alle 11.20) Decisioni cruciali in vista per UBS nell'annosa vertenza in Francia, dove è accusata di avere aiutato facoltosi clienti ad evadere il fisco: la corte di cassazione esaminerà il prossimo 27 settembre il ricorso che l'istituto ha presentato contro la condanna (di secondo grado) al pagamento di 1,8 miliardi di euro.
La più alta corte francese, che esamina l'applicazione della legge e non i fatti, darà poi il suo responso dopo diverse settimane, riferisce l'agenzia AFP.
La grande banca elvetica è accusata di essere andata a caccia di clienti nell'esagono, fra il 2004 e il 2022, per convincerli ad aprire conti in Svizzera non dichiarati alle autorità tributarie. Gli inquirenti avevano stimato che gli averi celati allo sguardo del fisco ammontassero ad almeno 10 miliardi di euro. Legalmente UBS deve rispondere di fornitura illecita di servizi finanziari a domicilio («démarchage») e di riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale.
In prima istanza, nel febbraio 2019, l'istituto allora guidato da Sergio Ermotti (che come noto è tornato sul ponte di comando della società lo scorso 5 aprile) si era visto infliggere una multa record di 3,7 miliardi di euro, a cui andava aggiunto un risarcimento di 800 milioni di euro, per un ammontare complessivo di 4,5 miliardi di euro.
In appello, nel dicembre 2021, la multa era però stata drasticamente ridotta a 3,73 milioni, era stata decisa una confisca di 1 miliardo (di una cauzione già versata di 1,1 miliardi) ed era stato confermato l'indennizzo per lo stato francese, parte civile, pari a 800 milioni. Sommando gli importi si arriva così a 1,8 miliardi di euro, l'equivalente di circa 1,7 miliardi di franchi al cambio odierno. La banca - che in passato aveva proceduto ad accantonamenti per questa vertenza - ha sempre contestato le accuse.