Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/138598

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Il 28 agosto 2013 il Consiglio federale ha preso conoscenza del rapporto sui sistemi elettorali proporzionali a confronto della Cancelleria federale. Il rapporto dovrebbe fornire spiegazioni sulla discussione attualmente in corso concernente i vantaggi e gli svantaggi dei diversi sistemi elettorali.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande sulla procedura di voto del Consiglio nazionale:</p><p>1. Il rapporto menziona principalmente le "distorsioni generate dalle differenti dimensioni dei circondari." Nel cantone di Sciaffusa, che dispone di due soli seggi al Consiglio nazionale, la libertà di voto viene tuttavia limitata eccessivamente perché il quorum naturale, pari al 33 per cento, è estremamente elevato. I partiti rappresentati nel Consiglio federale, pur disponendo del 20 per cento della quota di elettori, qui rimarrebbero a mani vuote. Per questo motivo i partiti più affermati a livello svizzero spesso non formano neanche una lista nei cantoni più piccoli. Ritiene il Consiglio federale che ostacoli del genere e di conseguenza l'esclusione di un ampio elettorato siano democraticamente legittimi? Non reputa forse anche preoccupante il fatto che all'interno di un cantone si possa scegliere de facto esclusivamente tra due liste, mentre all'elettore del cantone limitrofo viene offerta una gamma di liste sproporzionatamente ampia con reali opportunità di successo?</p><p>2. Il Consiglio nazionale non dovrebbe, di nome e di fatto, rappresentare principalmente la nazione e le molteplici correnti di pensiero nella loro totalità, dato che nel Consiglio degli Stati è già rappresentato il correttivo federalistico?</p><p>3. La rappresentazione degli svantaggi del procedimento vigente "Hagenbach-Bischoff" passa sotto silenzio proprio la sua lacuna più grande: la penalizzazione sistematica dei partiti minori. I politologi ritengono che addirittura 20 cantoni paghino una tassa pro capite ai partiti più grandi (Daniel Bochsler, "NZZ", 9 agosto 2011, pag. 8). Questa disparità fondamentale non dovrebbe essere esposta e criticata? Il Consiglio federale non ritiene problematico che i partiti vengano defraudati dei propri seggi a causa di arrotondamenti e quorum elevati?</p><p>4. Il metodo Sainte-Laguë porrebbe fine a questa discriminazione poiché risulta neutrale nei confronti delle dimensioni dei partiti. È consapevole il Consiglio federale che quest'ultimo non richiede operazioni di calcolo più complicate rispetto al metodo "Hagenbach-Bischoff", ma solo (essendo entrambi metodi del divisore) l'impiego di un arrotondamento standard invece di un'approssimazione per difetto? Perché non provare almeno per una volta a usare un arrotondamento neutrale ("Sainte-Laguë" o "Hare/Nyemer"), come è d'uso anche in un terzo dei cantoni (AG, BS, NW, SH, TI, VD, ZH, ZG), tanto più che per un cambio così modesto, ma fondamentale, non sarebbe necessario neanche modificare la Costituzione?</p><p>5. Non ritiene il Consiglio federale che creare unilateralmente un sentimento di diffidenza nei confronti del sistema biproporzionale partendo da alcune opinioni negative serva solo a legittimare uno status quo ingiusto? È consapevole il Consiglio federale che numerosi rinomati esperti di diritto pubblico e costituzionale, di scienze politiche, di matematica, eccetera, sono favorevoli a una riforma della procedura di suddivisione che garantisca almeno la parità di trattamento di tutti i partiti?</p><p>6. Non ritiene problematico il Consiglio federale che la Confederazione si immischi nelle votazioni cantonali (NW, ZG) e nelle procedure di consultazione (SZ), asserendo nel rapporto che tali cantoni "si dichiarano nettamente contrari" al sistema biproporzionale, quando vengono rese note unilateralmente solo le opinioni dei partiti che lo rifiutano? Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che il sistema biproporzionale è stato accettato chiaramente e senza eccezioni dal popolo, quando quest'ultimo è stato chiamato a pronunciarsi? Dopo le votazioni del 22 settembre 2013 è pronto il Consiglio federale a rivedere la propria opinione circa il consenso raccolto da sistemi elettorali all'avanguardia e conformi alla Costituzione?</p><p>7. Non ritiene il Consiglio federale che lasciare intendere che si potrebbe ostacolare "la formazione di piccoli partiti" sia un pò squalificante nei confronti dei parlamentari di diversi partiti minori (PCS dell'Alto Vallese, PCS Obvaldo, PEV, Lega, MCG)? Considerata la grande diversità del nostro Paese sotto il profilo linguistico, culturale, geografico, religioso e storico, non si potrebbe invece parlare - in modo più rispettoso - di "varietà dei partiti"? Contro l'eventuale "frammentazione del Parlamento" non vengono infatti istituiti gruppi parlamentari che contano almeno cinque deputati di una Camera?</p><p>8. Il rapporto si concentra soprattutto, per quanto concerne la base legale, sull'articolo 136 capoverso 1 della Costituzione federale. Non sarebbe più adeguato - proprio dal punto di vista dell'elettore individuale e del suo diritto di pari riconoscimento del voto - fondarsi anche in modo più sostenuto sulle garanzie fondamentali in materia di libera scelta che si evincono dagli articoli 8 capoverso 1 e 34 della Costituzione nonché sull'articolo 25 del "Patto ONU II"?</p><p>9. Non ritiene il Consiglio federale che l'elettricità e un'infrastruttura informatica funzionante rappresentino già nell'ambito della procedura elettorale attuale strumenti ausiliari imprescindibili (v. panne informatica durante le elezioni 2011 nel cantone di Vaud)? Calcolare un biproporzionale senza mezzi informatici sarebbe oggettivamente oneroso, ma non in misura maggiore rispetto all'attuale procedura con tutte le sue congiunzioni di liste e le intricate sotto-congiunzioni di liste. È cosciente il Consiglio federale che a tal proposito occorre differenziare da un lato il conteggio singolo e dall'altro la tracciabilità e la verificabilità? Poiché è proprio sotto il profilo del controllo a posteriori che il biproporzionale risulta assolutamente migliore rispetto al poco trasparente "Hagenbach-Bischoff".</p><p>10. Non si può stabilire in assoluto qual è il sistema elettorale "migliore" o il "più giusto". Riconosce tuttavia il Consiglio federale che vi sono sistemi elettorali che consentono di raggiungere meglio di altri gli obiettivi politici (p. es. elezione nei circondari, proporzionalità, trattamento di favore concesso a determinati partiti)? Non è giunta l'ora per la Confederazione, quale modello istituzionale, di porre mano ai compiti nell'ambito del diritto elettorale così come hanno già fatto numerosi cantoni (AG, BE, BS, GL, LU, NW, SH, TG, ZH, ZG) o così come stanno facendo altri cantoni (FR, NE, SZ, UR, VS)? È pronto il Consiglio federale - dopo circa cento anni di distorsioni con il metodo "Hagenbach-Bischoff" - a presentare proposte volte a istituire un sistema elettorale più neutro al fine di festeggiare degnamente il giubileo del sistema proporzionale nel 2019?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1.-6. Il Tribunale federale ritiene che affinché la proporzionalità sia assicurata, un circondario elettorale debba contare almeno dieci seggi. Tuttavia, se motivi materiali sufficienti - storici, federalistici, culturali, linguistici, etnici o religiosi - lo giustificano, sono possibili deroghe. In virtù della Costituzione federale ogni cantone forma un circondario elettorale (art. 149 cpv. 3 della Costituzione federale) e ha diritto almeno a un seggio (art. 149 cpv. 4 della Costituzione). Come già espresso nel parere sul postulato Waber 07.3884, la garanzia di un seggio riflette la sovranità dei cantoni, lo sviluppo storico della Confederazione svizzera e la sua struttura federalista.</p><p>Un sistema elettorale dagli effetti di distorsione quanto più ridotti come lo intende il Tribunale federale è concepibile mantenendo il procedimento vigente "Hagenbach-Bischoff" e istituendo gruppi di circondari elettorali con almeno dieci seggi ciascuno oppure introducendo il sistema biproporzionale di procedura di assegnazione dei mandati con arrotondamento standard (il cosiddetto doppio Pukelsheim). Un raggruppamento di cantoni sotto forma di gruppi di circondari elettorali per l'elezione del Consiglio nazionale raccoglierebbe difficilmente il consenso della maggioranza (n. 2.6 del rapporto sui sistemi elettorali proporzionali).</p><p>I sistemi "Saint-Laguë" e "doppio Pukelsheim" utilizzano entrambi l'arrotondamento standard e si differenziano fra loro nella misura in cui con il "doppio Pukelsheim" i seggi vengono dapprima ripartiti a livello nazionale tra i gruppi in lizza e solo dopo tra i cantoni. I cantoni ricevono il numero di seggi che spetta loro in virtù dell'articolo 149 capoverso 4 della Costituzione. Il procedimento "Saint-Laguë" non consente invece di eliminare le distorsioni risultanti dalla diversa grandezza dei circondari elettorali.</p><p>Il sistema di ripartizione dei mandati con il metodo "doppio Pukelsheim" è applicato nei cantoni di Zurigo, Argovia e Sciaffusa. Zugo e Nidvaldo l'hanno approvato in occasione della votazione del 22 settembre 2013, Basilea Città applica il metodo "Sainte-Laguë", mentre i cantoni Ticino e Vaud il metodo "Hare/Niemeyer" (tabella 1 del rapporto sui sistemi elettorali proporzionali).</p><p>Il Consiglio federale prende atto del fatto che altri due cantoni si sono espressi a favore dell'introduzione del metodo del "doppio Pukelsheim" e osserva attentamente l'evoluzione nei cantoni; non è tuttavia di sua competenza esprimere commenti riguardo alle votazioni cantonali. L'esperienza dei cantoni che applicano il metodo del "doppio Pukelsheim" o che sono a favore della sua introduzione, potrebbe altresì contribuire al consenso nei confronti di questo metodo a livello nazionale.</p><p>L'articolo 149 capoverso 4 della Costituzione stabilisce che i seggi del Consiglio nazionale sono ripartiti tra i cantoni proporzionalmente alla loro popolazione. Il Consiglio nazionale rappresenta dunque il popolo.</p><p>In giurisprudenza e in dottrina sono già stati discussi ampiamente sia gli aspetti positivi, che gli aspetti negativi dell'attuale procedura di attribuzione dei mandati. Nel suo rapporto la Cancelleria federale ha esposto gli svantaggi del metodo "Hagenbach-Bischoff" e sottolineato che esso favorisce sistematicamente i partiti più grandi (n. 2.3.2 lett. b e n. 2.4 nonché n. 3.7.2). Quale correttivo diventa utile optare per le congiunzioni e sotto-congiunzioni di liste, ragione per cui il Consiglio federale e il Parlamento hanno recentemente respinto la proposta di vietare le congiunzioni di liste (mozione Frehner 12.3050 e mozione del gruppo liberale-radicale 12.3374).</p><p>Nel suo rapporto la Cancelleria federale ha pure dimostrato in maniera univoca che il metodo "Sainte-Laguë" esclude distorsioni nella ripartizione dei mandati (n. 2.4). Per aderire a questo metodo di ripartizione dei seggi ai cantoni è necessaria una modifica della legge, che va decisa dal Parlamento in qualità di potere legislativo. In questo modo, però, il problema principale dei circondari elettorali di diversa grandezza non viene risolto.</p><p>7. Il Consiglio federale apprezza la varietà di partiti esistente in Svizzera. Ciononostante una frammentazione di partiti troppo ampia impedisce al Parlamento di operare in modo efficiente. Rimane aperto se sia opportuno e auspicabile introdurre a livello nazionale quorum estranei al sistema come correttivo per il metodo del divisore biproporzionale con arrotondamento standard. Per di più un gruppo parlamentare non va equiparato ai partiti perché può essere composto da più partiti di orientamento affine.</p><p>8. Nel rapporto si è deliberatamente rinunciato a un elenco di tutte le basi giuridiche, anche se tutte le disposizioni rilevanti e gli obblighi internazionali stanno naturalmente alla base dello stesso. La Cancelleria federale richiama l'attenzione sulla Commissione di Venezia del Consiglio europeo (p. es. n. 2.6 e n. 2.7.3).</p><p>9. Al giorno d'oggi nello svolgimento di un'elezione è giustificato avvalersi di strumenti elettronici ampiamente diffusi, grazie ai quali è possibile rilevare i risultati più velocemente. Senza mezzi ausiliari di questo genere, il calcolo dei risultati elettorali risulta oneroso e necessita di molto tempo, sia per il procedimento "Hagenbach-Bischoff", sia per il "doppio Pukelsheim". Il metodo attualmente in uso agevola il rilevamento a mano dei dati rispetto al "doppio Pukelsheim", e ciò rappresenta un vantaggio nel caso di avarie ai mezzi ausiliari per l'elaborazione elettronica dei dati.</p><p>10. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che i vari sistemi elettorali hanno i propri vantaggi e svantaggi, ritiene però che non sia ancora il momento propizio per cambiare l'attuale sistema. Prima di avviare a livello federale, con buone possibilità di successo, le relative modifiche di legge, il "doppio Pukelsheim" oppure altri metodi del divisore biproporzionale devono affermarsi ulteriormente, anche in considerazione del fatto che il Consiglio degli Stati ha da poco respinto con decisione la mozione Minder 12.3711, "Elezione del Consiglio nazionale. Introduzione del cosiddetto metodo doppio Pukelsheim", e che il Consiglio nazionale non ha dato seguito all'iniziativa parlamentare Zisyadis 08.410, "Elezione del Consiglio nazionale. Sistema proporzionale".</p><p>Il Consiglio federale ritiene che il metodo "Hagenbach-Bischoff" abbia dato buoni risultati, che sia apprezzato dal popolo e che tutt'oggi goda di ampi consensi.</p></text>