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ZURIGO / ONSERNONE - Tobias K., il 26enne incriminato per l'assassinio di un 42enne a Zurigo-Seefeld, si sarebbe recato dopo il delitto sull'Alpe Arena, in Val Vergeletto. Lo scrive oggi il Tages Anzeiger, che parla di un possibile collegamento con il ritrovamento di resti umani rinvenuti in valle nell'estate 2016.
L'accoltellamento a Zurigo di un 42enne risale al 30 giugno 2016, mentre il ritrovamento di un femore appartenuto a Nikola Hadziev, il bracciante macedone che lavorava in nero sull'Alpe Arena è del 9 agosto successivo e sarebbe avvenuto circa un mese dopo il decesso.
Secondo quanto riferisce oggi il quotidiano zurighese, Tobias K. - rintracciato dalla polizia dopo più di sei mesi di latitanza nel canton Berna - sarebbe stato trovato in possesso di un capo di abbigliamento attribuibile al bracciante macedone.
Gli inquirenti zurighesi si sono fatti trasmettere dai colleghi ticinesi gli incarti sul misterioso decesso e li hanno fatti tradurre in tedesco. «Non è stato trovato un collegamento diretto tra la morte del macedone e Tobias K.», precisa il Tages Anzeiger, che sulla questione ha interpellato il procuratore competente Adrian Kaegi.
In Ticino l'inchiesta sul ritrovamento dei resti umani è stata archiviata nell'ottobre 2017 con un decreto d'abbandono e la conclusione che Hadziev morì per sfinimento. La morte sarebbe sopraggiunta la sera del 10 luglio 2016, quando il macedone, dopo essere passato da Locarno, decise di ritornare a piedi sull'Alpe Arena. Quella sera ci fu un temporale e durante il tragitto Hadzei si sarebbe ferito, perdendo l'orientamento e vagando fino al sopraggiungere della morte.
Non è stato provato che Tobias K. abbia effettivamente incontrato Nikola Hadziev, scrive il Tages Anzeiger. È possibile che il giovane sia arrivato sull'Alpe Arena soltanto il giorno successivo alla sua morte. L'autore dell'articolo precisa di aver raccolto testimonianze di diverse persone coinvolte nelle indagini che confermerebbero che il presunto assassino sia arrivato sull'alpeggio della Val Vergeletto.
In relazione al soggiorno di Tobias K. sull'Alpe Arena, a Zurigo un uomo è stato posto per diversi mesi in detenzione preventiva per sospetto favoreggiamento. Il procedimento nei suoi confronti, come pure quelli riguardanti la sua ex compagna e diverse altre persone sono ancora in corso, ha detto il procuratore Kaegi al Tages Anzeiger.
Tobias K. è stato arrestato nel canton Berna il il 18 gennaio 2017 grazie al caso: la polizia bernese lo aveva fermato nell'ambito di un'indagine sull'acquisto illegale di un'arma sul "darknet". Esaminando le sue impronte digitali gli inquirenti avevano scoperto che corrispondevano a quelle del presunto omicida.
Il Ministero pubblico generale di Zurigo ha reso noto ieri di aver stabilito l'atto d'accusa per il delitto di Zurigo-Seefeld. Il 26enne cittadino svizzero dovrà rispondere assieme a un complice lituano di 38 anni conosciuto in carcere di assassinio, atti preparatori punibili, tentativo di liberazione di detenuti, sviamento della giustizia e ripetute infrazioni alla legge sulle armi.
Il 30 giugno 2016, Tobias K. accoltellò, durante un congedo non accompagnato dal carcere, un 42enne che era seduto durante la pausa pranzo sul muretto di una stradina del quartiere zurighese che si affaccia sul lago. Lo svizzero e il lituano si erano conosciuti nel penitenziario Pöschwies di Regensdorf (ZH). Due giorni prima del delitto, all'ufficio del Gran consiglio di Zurigo era stata indirizzata una lettera anonima in cui si chiedeva la liberazione del lituano. In caso contrario ci sarebbero stati dei morti.