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L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che circa un quarto dei casi di Ebola nella Repubblica democratica del Congo potrebbe non essere identificato. "La prudenza è d'obbligo, ma riteniamo d'identificare oltre il 75% dei casi", ha affermato oggi a Ginevra Michael Ryan, direttore esecutivo dell'Oms per le emergenze. "Molti casi sono identificati in ritardo", ha aggiunto.
La situazione sul fronte dell'epidemia resta "complessa e volatile", ha sottolineato l'esperto. Secondo gli ultimi dati, i casi notificati sono saliti a 2'025 e 1'358 persone sono morte dallo scoppio dell'epidemia in agosto.
Con "88 casi confermati ogni settimana nelle ultime due settimane, vi è un calo rispetto al picco - ha precisato - di 126 casi alla settimana osservati in aprile", ma la trasmissione resta sostanziale in diverse zone come Mabalako e Butembo, mentre si osserva un calo in punti caldi come Katwa, ha detto Ryan.
Globalmente la zona geografica colpita è diminuita, "ma la malattia è ancora molto presente e la trasmissione continua", ha aggiunto. "Dobbiamo restare estremamente prudenti. Il virus sfrutterà qualsiasi occasione per aumentare la trasmissione", ha aggiunto citando le violenze che potrebbero compromettere le operazioni di lotta alla malattia.