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Il numero di donatori e di organi disponibili per i trapianti è ancora insufficiente in Svizzera. Per ovviare a questo problema, il Consiglio federale ha deciso di adottare una serie di misure coordinate in un unico piano d'azione, sull'esempio di quanto avviene in altri paesi. Il governo ha comunque già scartato l'idea di introdurre la regola del consenso presunto, che autorizza il prelievo di organi in assenza di un esplicito rifiuto.
In Svizzera, ogni anno circa 400-500 malati gravi ricevono un organo, ma sulla lista d'attesa ci sono oltre 1000 persone e il loro numero è in aumento. "L'anno scorso, 52 pazienti sono morti mentre attendevano un trapianto", ha precisato oggi davanti ai media il ministro della sanità Alain Berset.
È necessario aumentare il numero di organi disponibili. L'obiettivo del governo è di portare i donatori dagli attuali 100 a 160 all'anno. Entro la fine dell'anno le misure e le priorità saranno fissate in collaborazione con i cantoni e Swisstransplant. La strategia sarà messa in atto nel periodo 2014-2017.
Per mettere a punto il piano d'azione ci basiamo sul rapporto "Esame delle misure necessarie per incrementare il numero di organi disponibili a scopo di trapianto in Svizzera", ha spiegato Berset. Questo studio mostra che una misura isolata non basta a far aumentare il numero di organi disponibili; è necessario adottare un a serie di disposizioni coordinate.
"I paesi che hanno applicato strategie di questo tipo, come Spagna, Stati Uniti, Australia e Austria, sono riusciti ad incrementare il numero di donatori: in Australia, ad esempio, il loro numero è passato da 200 nel 2007 a 300 nel 2010", ha spiegato il ministro della sanità.
Le misure che hanno dato i migliori risultati sono l'impiego a livello locale, regionale e nazionale di coordinatori con una formazione avanzata, l'allestimento di una procedura per la donazione vincolante in tutti gli ospedali, l'istituzione di un servizio nazionale per la donazione di organi e un'informazione intensa della popolazione. Il piano d'azione svizzero di ispirerà quindi alle esperienze fatte all'estero.
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