Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/159132

<h2>SubmittedText<h2><p>II Consiglio federale è incaricato di garantire la sicurezza delle frontiere svizzere introducendo controlli di confine sistematici volti a impedire entrate illegali. L'esercito può sostenere il corpo delle guardie di confine nell'assumere questo compito fornendo un servizio d'appoggio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Finora solo la Germania (il 13.9.2015), l'Austria (il 16.9.2015) e la Slovenia (il 17.09.2015) hanno temporaneamente introdotto controlli a determinate frontiere interne. Questa misura è conforme al sistema Schengen, perché il relativo codice frontiere la prevede in caso di una grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna. Per tutti e tre gli Stati, la Commissione europea ha nel frattempo sostanzialmente confermato la conformità della misura.</p><p>Non si tratta tuttavia né di sospendere la cooperazione Schengen né di chiudere le frontiere, ma solo di controllare le persone: la libera circolazione delle persone è in linea di massima garantita e le frontiere restano aperte per chi cerca protezione. Pertanto se alla frontiera di uno di questi Stati viene presentata una domanda di asilo, detto Stato è tenuto ad accogliere il richiedente e ad avviare una procedura di asilo, a condizione che non si possa trasferire tale persona in un altro Stato Dublino. I controlli di confine hanno causato in diverse località code chilometriche con in parte forti disagi per il traffico delle merci e delle persone.</p><p>Il Consiglio federale segue con attenzione la situazione attuale negli Stati limitrofi e i flussi migratori. Ritiene però che in Svizzera non vi sono al momento i presupposti per la reintroduzione temporanea dei controlli di confine, poiché né l'ordine pubblico né la sicurezza interna sono seriamente minacciati. Nell'ambito dei controlli doganali, il corpo delle guardie di confine esegue già controlli sulle persone per ragioni di sicurezza o in caso di sospetto. Gli agenti di confine hanno inoltre rafforzato la loro presenza lungo la fascia di frontiera e stanno impiegando più frequentemente unità di controllo mobili. Al momento quindi non vi è necessità di ricorre all'esercito a titolo di servizio di assistenza.</p><p>Il Consiglio federale analizza costantemente la situazione con gli uffici interessati e gli Stati limitrofi e, se del caso, procede a una nuova valutazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.