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Entro fine gennaio, l'Ufficio federale di veterinaria proporrà un dispositivo di protezione da applicare a livello federale contro i cani pericolosi.
L'annuncio giunge mentre numerose voci chiedono delle misure in seguito alla morte, settimana scorsa, di un bambino sbranato da 3 pitbull.
Per evitare il ripetersi di episodi come quello costato la vita al piccolo Süleyman, il bimbo di sei anni ucciso giovedì a Oberglatt (ZH) da tre pitbull, è necessario introdurre rapidamente e in modo unitario misure per proteggere la popolazione dai cani pericolosi.
I veterinari cantonali e l'Ufficio federale di veterinaria (UFV), dopo essersi consultati telefonicamente, hanno annunciato che proporranno entro la fine di gennaio un pacchetto di misure basato sulle esperienze dei cantoni che hanno già legiferato in materia in modo efficace.
Registrazione obbligatoria
Le misure di protezione, che saranno presentate al consigliere federale Joseph Deiss, riguarderanno l'importazione, la detenzione e l'allevamento di cani e dovranno essere valide per tutta la Svizzera.
Saranno elaborate dall'UFV, dai veterinari cantonali, dai capi dei Dipartimenti di giustizia e polizia, dalla Società cinologica svizzera e dall'Associazione veterinaria per la medicina comportamentale, che si riuniranno nei prossimi giorni.
Alcuni provvedimenti sono già stati adottati: entro la fine del 2006, tutti i cani dovranno essere identificati e registrati a livello federale in un'apposita banca dati.
La legge sulla protezione degli animali, la cui deliberazione sarà conclusa a metà dicembre, conferisce inoltre alla Confederazione la competenza di regolamentare la materia.
In questo ambito si prevede in particolare di vietare l'allevamento di cani allo scopo di renderli aggressivi.
Regime comune
Le misure decretate nel 2000 contro i cani pericolosi sono state attuate in modo molto diverso da regione a regione. L'obiettivo attuale è quindi di trovare una soluzione unitaria a livello federale.
Certi cantoni - in particolare quelli romandi e le due Basilea - hanno adottato regole più restrittive di altri, ed è proprio sulla base di tali esperienze che si intende rafforzare la normativa nazionale.
Venerdì scorso, all'indomani della tragedia di Oberglatt, il capo del Dipartimento federale dell'economia Joseph Deiss aveva chiesto all'UFV di presentare proposte in vista di un inasprimento delle condizioni per la detenzione di cani pericolosi.
Da parte sua il direttore dell'UFV Hans Wyss, in un'intervista pubblicata dalla "SonntagsZeitung", si era detto favorevole a regole chiare e unitarie.
Formazioni e divieti
Fra le varie idee in discussione, secondo Wyss, vi è quella di sottoporre i proprietari di cani a una formazione obbligatoria se l'animale supera i 15 chilogrammi di peso.
Talune razze potrebbero essere bandite, ma secondo il direttore dell'UFV la maggior parte degli esperti ritiene che questa non sia una misura adeguata per la soluzione del problema.
Contro i cani pericolosi si stanno intanto muovendo anche i parlamenti cantonali. Alcuni deputati del Gran Consiglio zurighese hanno chiesto al governo di intervenire con un'iniziativa cantonale presso la Confederazione perché sia vietata l'importazione di cani da combattimento.
Regole più severe sono state chieste anche dal parlamento lucernese, che ha costituito una commissione di esperti.
Argovia sta valutando l'opportunità di varare misure preventive: solo i proprietari titolari di una speciale autorizzazione sarebbero abilitati ad allevare razze considerate a rischio.
Nel canton Berna un deputato ha già annunciato l'inoltro di una mozione per inasprire la normativa vigente.
swissinfo e agenzie
In breve
Il dibattito sui cani pericolosi si è riacceso giovedì scorso dopo la morte di un bambino di 6 anni aggredito da tre pitbull.
In Svizzera, la legislazione sui cani è diversa da cantone a cantone.
Il dramma di Oberglatt ha spinto molte persone a chiedere leggi più severe e valide in tutto il paese.
Ogni anno in Svizzera si verificano decine di migliaia di morsicatore da parte di cani. Nel 2001, 13'000 casi hanno richiesto l'intervento di un medico.