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NEW YORK - C’era una volta New York. Quella ruvida e grezza, quando in cima alla catena alimentare c’erano il Wu-Tang Clan, gli Onyx e i Mobb Deep. La Grande Mela ha perso buona parte del suo sapore e da anni è in cerca di un ambasciatore che raccolga il testimone.
L’identikit era quello di Dave East. Il rapper del “Barrio”, dopo una solidissima gavetta, era pronto a reclamare il piatto; il suo “Survival” però non centra del tutto il bersaglio. Troppo lungo e a tratti troppo ammiccante alle chart, l’album fatica a mantenersi a ridosso dell’asticella che lo stesso rapper ha piazzato così in alto.
Un peccato, perché quando East fa sul serio ha pochi rivali. Quello che possiamo ascoltare in “Penthouse”, “Mama I Made It” e “The Marathon Continues” - malinconica dedica all’amico Nipsey Hussle - è un mc primo della classe.
Prima di poter reclamare la corona serve però anche un trono degno di tale nome. E “Survival” lo è solo in parte.