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ZURIGO - Il gruppo Transocean, leader mondiale delle trivellazioni in alto mare e proprietario della piattaforma petrolifera che ha provocato la marea nera nel Golfo del Messico, ha registrato nel secondo trimestre utili in calo. La flessione è inferiore alle previsioni degli analisti.
Il gruppo, ha annunciato Transocean in un comunicato diffuso questa notte, ha compensato con risarcimenti assicurativi la perdita della sua piattaforma Deepwater Horizon, affittata alla British Petroleum (BP) e inabissatasi il 22 aprile.
Transocean, gruppo di origine americana ma con sede a Zugo, ha realizzato nel trimestre aprile-giugno un risultato netto di 715 milioni di dollari, in discesa dell'11,3%. Gli esperti si attendevano 569-579 milioni.
Il risarcimento versato dai suoi assicuratori è ammontato a 267 milioni di dollari. Il fatturato è diminuito dai 2,88 miliardi di dollari del secondo trimestre 2009 a 2,50 miliardi. L'utile operativo si è attestato a 957 milioni di dollari (1,12 miliardi).
Il gruppo non ha fornito maggiori dettagli sull'impatto dell'incidente sui propri conti. Transocean è quotata alla Borsa svizzera dal 20 aprile e dal 21 giugno il suo titolo fa parte del listino principale SMI.
SDA-ATS