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L'annuncio del consiglio federale, di abbassare il tasso d'interesse sui capitali pensionistici, ha suscitato la levata di scudi dei sindacati.
Ai sindacati non piace proprio il progetto governativo di abbassare dal 4 al 3 per cento il tasso minimo d'interesse sul capitale del secondo pilastro, che ritengono una decisione affrettata. Un ritocco del tasso di interesse potrà avvenire soltanto dopo che sarà stata fatta piena luce sugli utili delle compagnie di assicurazione e sul loro utilizzo, hanno detto martedì a Berna gli aderenti alla Conferenza di Ebenrain, la maggiore alleanza sindacale svizzera.
Richiesta maggiore trasparenza
"La totale assenza di trasparenza che regna sull'ammontare delle riserve degli assicuratori e sull'utilizzo delle eccedenze è un fatto deplorevole", ha dichiarato Colette Nova, dell'Unione sindacale svizzera (USS). Occorre analizzare la situazione e poi procedere ad una consultazione, secondo la sindacalista, che ha dichiarato: "Le cifre fornite venerdì scorso dagli assicuratori sono incomplete e non possono essere verificate. In queste condizioni, qualsiasi riduzione del tasso di interesse minimo è un imbroglio nei confronti degli assicurati».
La Nova, che è una specialista nel campo della legislazione sulla previdenza professionale (LPP), ha poi reso noto che a fine agosto l'USS organizzerà nella capitale federale una grande manifestazione di protesta. Le modalità di tale azione sono però ancora allo studio.
Non meno deciso Martin Flügel, dei sindacati cristiani, il quale ha affermato: "Ignoriamo l'ammontare degli utili che gli assicuratori privati hanno fatto con i fondi del secondo pilastro negli anni buoni della Borsa", e nulla si sa neppure sull'ammontare delle loro riserve. Poi ha sollecitato le Camere e il Consiglio federale a non cedere alle pressioni degli assicuratori.
Avidità dei manager
"La proposta di ridurre il tasso minimo della LPP deriva da un'avidità senza fine dei manager", ha commentato Jean-Pierre Monti, segretario generale della Federazione dei funzionari di polizia. "Gli assicuratori privati hanno realizzato enormi guadagni con il denaro degli assicurati, ma li hanno investiti in maniera imprudente".
La necessità di una maggiore trasparenza da parte degli assicuratori era stata richiamata ieri anche dalla consigliera nazionale radicale Christine Egerszegi, che presiede la commissione preparatoria per la revisione della legge sulla previdenza professionale. In un'intervista al Sonntagsblick, la parlamentare ha detto che prima si deve sapere cosa è successo con 15- 20 miliardi di franchi di fondi delle casse pensioni, poi si potrà giudicare se la riduzione del saggio d'interesse minimo è veramente necessaria.
Ma gli assicuratori finora sono stati poco cooperativi e l'Ufficio federale delle assicurazioni private (UFAP), secondo la consigliera nazionale argoviese, non manterrebbe la dovuta indipendenza. "È falso", ha ribattuto il direttore dell'UFAP Peter Pfund, "siamo assolutamente indipendenti e il nostro non è un ufficio che difende gli interessi degli assicuratori dinanzi al Consiglio federale". Pfund ha pure assicurato che i pensionati non devono allarmarsi, poiché le loro rendite sono state prefinanziate e sono sicure al cento per cento.
swissinfo e agenzie
Alla Conferenza di Ebenrain, fondata nel 1995, aderiscono L'Unione sindacale svizzera (USS), la Federazione dei sindacati cristiani (FSSC), il Sindacato cristiano dei servizi pubblici e del settore terziario (Transfair), l'Associazione mantello degli insegnanti svizzeri, l'Unione federativa del personale delle amministrazioni pubbliche, l'Associazione svizzera infermiere e infermieri (ASI), La Società svizzera degli impiegati di commercio (SSIC), la Federazione dei funzionari di polizia, la Federazione delle società svizzere d'impiegati (FSI), la Federazione centrale del personale dei cantoni e dei comuni della Svizzera.