Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186267

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2009 il Controllo federale delle finanze (CDF) ha pubblicato un rapporto sulla mancanza di collaborazione tra i centri di detenzione di animali da laboratorio e sui costi che ne risultano. Ha formulato varie raccomandazioni:</p><p>1. Il CDF raccomanda alla Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca di introdurre insieme al Consiglio dei PF, e dopo aver consultato le scuole universitarie, una pianificazione strategica in materia di investimenti ed esercizio dei centri di detenzione di animali da laboratorio e di procurarsi le informazioni necessarie per assicurarsi che le decisioni di costruire nuovi centri o di investire in quelli esistenti siano fondate. Questa raccomandazione vale in generale per tutti gli investimenti riguardanti gli ambiti di ricerca che comportano costi elevati.</p><p>2. Il CDF raccomanda all'Ufficio federale di veterinaria di raccogliere per ogni centro, nel quadro del registro di controllo dell'effettivo degli animali, informazioni sulla capienza, le condizioni igieniche, il tasso di occupazione, l'effettivo di personale e la struttura dei costi e di sviluppare di conseguenza la banca dati informatica relativa agli esperimenti sugli animali.</p><p>3. Il CDF raccomanda alla Conferenza dei rettori delle università svizzere di spingere le scuole universitarie a introdurre sistematicamente un modulo uniforme di contabilità analitica di esercizio - nel rispetto delle direttive della Commissione europea - per ottenere il rimborso dei costi effettivi, compresi quelli indiretti, legati ai progetti di ricerca (co)finanziati dall'UE.</p><p>4. Il CDF raccomanda al Fondo nazionale svizzero di indennizzare in futuro i progetti di ricerca sulla base dei costi effettivi, dedotti i costi per le infrastrutture già finanziati dalla Confederazione, e di finanziare i costi indiretti dei progetti analogamente a quanto avviene con i programmi di ricerca dell'UE.</p><p>Invito il Consiglio federale a spiegare in che modo sono state prese in considerazione queste raccomandazioni risalenti al 2009. Chiedo una risposta precisa per ogni punto.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le raccomandazioni del Controllo federale delle finanze (CDF) sono state attuate come segue dai servizi competenti:</p><p>1. Nel corso degli ultimi anni le scuole universitarie hanno via via centralizzato i centri di detenzione di animali da laboratorio, consentendo un utilizzo più efficiente delle risorse. In risposta alla prima raccomandazione formulata nel citato rapporto del CDF del 2009, la Conferenza dei rettori delle università svizzere CRUS (oggi swissuniversities) ha inoltre istituito nel 2014 la "Swiss Animal Facilities Network" (SAFN), il cui obiettivo è promuovere gli scambi e il coordinamento tra i centri di detenzione di animali da laboratorio delle università. Le attività della rete SAFN vanno dalla rilevazione dei dati fino alla centralizzazione di servizi relativi ai centri. La rete è inoltre partner strategico dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). Questa collaborazione serve, tra le altre cose, a garantire il benessere degli animali da laboratorio e l'attuazione delle ordinanze e delle direttive tecniche.</p><p>2. Secondo la legislazione sulla protezione degli animali i centri di detenzione di animali da laboratorio devono fornire alle autorità i dati necessari per verificare che gli esperimenti sugli animali siano condotti nel rispetto della loro dignità e del loro benessere. Di contro, la legislazione sulla protezione degli animali non contiene alcuna base legale che consenta all'USAV di rilevare dati strutturati presso i singoli centri sulla capienza, il grado di occupazione, l'effettivo di personale e la struttura dei costi. La legislazione sulla protezione degli animali mira a preservare la dignità e il benessere degli animali e non riguarda questioni di economicità.</p><p>3. Le infrastrutture di ricerca delle scuole universitarie che fatturano servizi ai ricercatori hanno introdotto moduli di contabilità aziendale che permettono ai ricercatori di ottenere il rimborso dei costi effettivi. Questi moduli sono diversi da una scuola universitaria all'altra, ma in generale seguono il modello proposto dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS). In quanto infrastrutture di ricerca anche i centri di detenzione fatturano una parte dei loro costi ai ricercatori che utilizzano gli animali a scopo di ricerca. I costi di allevamento possono così essere in parte coperti dai fondi di ricerca, per esempio del FNS o dell'UE.</p><p>4. Dopo un esame approfondito, la SEFRI, il Consiglio dei PF, il FNS e la Conferenza dei rettori hanno respinto la quarta raccomandazione del CDF motivando la decisione con gli elevati costi amministrativi legati all'attuazione. In seguito il CDF ha deciso di abbandonare la quarta raccomandazione. Dal 2012, dopo una fase di prova (2009-2011), il FNS accorda ai centri di ricerca sussidi volti a compensare i costi indiretti di ricerca (overhead) ai sensi dell'articolo 10 capoverso 4 della Legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione. Questi costi risultano dai costi di ricerca effettivi. I costi per l'utilizzo delle infrastrutture direttamente legati alla realizzazione del progetto di ricerca sostenuto sono computabili, non lo sono invece i costi generali per le infrastrutture. L'obiettivo di questo sistema duale di finanziamento è evitare doppi finanziamenti. Ciò vale anche per i centri di detenzione di animali da laboratorio.</p>  Risposta del Consiglio federale.