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Il governo ha deciso di innalzare, il tasso d’interesse minimo sui risparmi destinati alla previdenza professionale. A gennaio si passerà dal 2,25% al 2,5%.
La decisione è stata presa tenendo conto dell’evoluzione dei mercati finanziari. Scontenti gli assicuratori, che volevano lo statu quo, e i sindacati, che chiedevano di più.
Era nell’aria da tempo, ma ora la notizia, anticipata dalla stampa domenicale e confermata martedì da Pascal Couchepin in occasione del tradizionale incontro con i giornalisti, è ufficiale. L'anno prossimo, gli averi della previdenza professionale (II pilastro) saranno un po' meglio retribuiti. Il Consiglio federale ha deciso mercoledì di aumentare il tasso d'interesse dall'attuale 2,25% al 2,5%.
In sostanza il governo ha seguito la proposta di Pascal Couchepin, ministro degli affari sociali. L'aumento di un quarto di punto percentuale tiene conto della ripresa nel 2003 dei mercati d'investimento, ma anche della situazione finanziaria degli istituti di previdenza, che resta tesa.
Soluzione di compromesso
Il Consiglio federale ha optato dunque per una linea mediana, difesa pure dalla commissione della sicurezza sociale del Consiglio degli Stati. La Commissione federale LPP (previdenza professionale) e i datori di lavoro raccomandavano lo statu quo, mentre i sindacati e la competente commissione del Nazionale erano favorevoli a un aumento del tasso al 2,75%.
È il secondo anno consecutivo che il Consiglio federale si dimostra più magnanimo della Commissione federale LPP, che riunisce rappresentanti delle casse pensioni, dei datori di lavoro e dei lavoratori. Un anno fa, l'esecutivo aveva infatti fissato il tasso di rimunerazione degli averi del II pilastro per il 2004 al 2,25%, mentre la Commissione LPP chiedeva il 2%.
Depoliticizzare il tasso
Le reazioni dei partiti di governo alla decisione del Consiglio federale non si sono fatte attendere. Tutti d’accordo, anche se i socialisti avrebbero preferito un innalzamento del tasso di rimunerazione al 2,75%, come proposto dalla commissione competente del Consiglio nazionale. “Il 2,5% rappresenta per noi il minimo assoluto”, ha affermato il portavoce del PS, Jean-Philippe Jeanneret.
I partiti hanno inoltre colto l’occasione per chiedere che in futuro il tasso di rimunerazione non sia più stabilito in seguito ad una decisione politica, vale a dire presa dal governo. Si tratta di una grandezza economica, hanno sottolineato in particolare il Partito popolare democratico e i socialisti, e non politica. Per questo andrebbe elaborata una formula che permetta di stabilire in base a criteri economici il tasso di rimunerazione.
L’Unione democratica di centro chiede inoltre che a medio termine la scelta dell’istituto di assicurazione sia lasciata ai cittadini. Per l’UDC, infatti, ognuno dovrebbe essere libero di scegliersi la propria cassa pensione.
I timori di assicuratori e sindacati
Scontenti della decisione governativa si sono invece dimostrati gli assicuratori. Troppe casse hanno ancora una copertura insufficiente. Secondo un modello elaborato dall’Associazione svizzera d'assicurazioni, per garantire la pensione completa a tutti gli aventi diritto, bisognerebbe adottare un tasso del 2,1%. L’innalzamento del tasso al 2,5%, afferma il portavoce di Swiss Life, Rob Hartmans, è un passo falso, perché non permette agli assicuratori di accumulare delle riserve.
Dal canto loro, i sindacati avrebbero invece voluto di più. Tuttavia, l’Unione sindacale svizzera (USS) dichiara di poter accettare un tasso del 2,5%, anche se critica il momento scelto dal Consiglio federale per la sua decisione. Secondo Colette Nova, segretaria dell’USS, i dati forniti dalle casse pensione sono ancora insufficienti a dare un quadro chiaro della situazione e sarebbe stato opportuno aspettare qualche tempo.
Del tutto insoddisfatto è il sindacato Travail.Suisse, convinto che si sarebbe potuti arrivare al 2,75% quando non addirittura al 3%. Per Travail.Suisse, Col rialzo minimo di un quarto di punto percentuale, il governo fa nascere il sospetto di tenere più ai profitti degli assicuratori che al diritto dei lavoratori ad una pensione sicura.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il tasso minimo è rimasto immutato al 4% per 18 anni
Nel 2003, è stato abbassato al 3,25%
Gennaio 2004: il tasso passa al 2,25%
Gennaio 2005: il tasso passerà al 2,5%
In breve
Il miglioramento della situazione dei mercati finanziari ha spinto il governo ad innalzare di un quarto di punto percentuale il tasso di rimunerazione del secondo pilastro (previdenza professionale).
Abbastanza soddisfatti i partiti di governo, che chiedono però che in futuro il tasso sia stabilito in base a criteri economici e non rappresenti più una decisione politica.
Dal canto loro, i sindacati avrebbero preferito un innalzamento più deciso, mentre gli assicuratori si sono pronunciati contro qualsiasi aumento.