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La legge che qualifica Israele come ''Stato nazionale del popolo ebraico'' non è conciliabile con la proclamazione di indipendenza di Israele in quanto ''autorizza apertamente discriminazioni su base etnica e religiosa'' e pertanto ''va abolita'': lo affermano in una lettera aperta al premier Benyamin Netanyahu circa 200 intellettuali israeliani fra cui gli scrittori A.B. Yehoshua, Amos Oz, David Grossman, Etgar Keret, Eshkol Nevo e Yaael Dayan, la figlia del generale Moshe Dayan. In un gesto di protesta contro la legge ha annunciato le dimissioni il parlamentare arabo Zuheir Baalul, membro della lista laburista. Notevole fermento si avverte inoltre nella minoranza drusa israeliana. Da parte sua Netanyahu ha incoraggiato oggi i membri del suo partito Likud a non arrendersi di fronte all'estendersi della protesta. ''Contro quella legge c'e' una sobillazione continua - ha detto. - Combattete in difesa delle verita'. Lo 'Stato nazionale' - ha concluso - rappresenta una pietra fondamentale per la nostra esistenza''.