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Il parlamento che uscirà dalle urne il 23 ottobre prossimo erediterà un dossier spinoso concernente l'AVS. Con 13 voti contro 11, la Commissione della sicurezza sociale del Consiglio nazionale ha accettato di lanciare un progetto inteso ad aumentare da 64 a 65 anni l'età di pensionamento delle donne.
L'analoga commissione degli Stati aveva già dato il proprio consenso a quest'iniziativa di Erika Forster (PLR/SG), con 8 voti a 3. La commissione della Camera dei cantoni potrà dunque elaborare un progetto concreto di revisione della legge. L'aumento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne rientrava nelle misure dell'11.ma revisione dell'AVS, naufragata dopo il pollice verso espresso in parlamento della sinistra e dall'UDC.
La commissione del Nazionale non ha invece voluto ripescare un altro punto controverso: la fine dell'indicizzazione automatica delle rendite ogni due anni. Con 17 voti a 6, la commissione non ha voluto dar seguito a un'iniziativa parlamentare volta a far dipendere l'adeguamento delle rendite dal patrimonio del fondo AVS e dalla consistenza dell'inflazione. Secondo questo progetto, se il tasso di copertura scendesse sotto il limite del 70%, il rincaro verrebbe riconosciuto soltanto in caso d'inflazione superiore al 4%.
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