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Il 6 novembre 2019 Adbul Mariga è stato rinviato in maniera coatta in Guinea dopo dieci anni di soggiorno in Svizzera. Il 17 ottobre 2020 è deceduto, solo, in un ospedale di Conakry, probabilmente in seguito a un'epatite B. L'allontanamento del signor Mariga è la conseguenza di una decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che si è rifiutata di rilasciargli un permesso di dimora in virtù dell'articolo 14 LAsi. Le autorità vodesi, tuttavia, sostenevano la domanda di regolarizzazione del giovane, che lavorava come cuoco al Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) e, come attestato dal suo datore di lavoro, era perfettamente integrato. In generale, il trattamento da parte della SEM delle domande di regolarizzazione secondo l'articolo 14 LAsi è poco trasparente, estremamente restrittivo e rivela importanti disparità tra i Cantoni, di cui non sembra considerare le raccomandazioni. (...)
Il Consiglio federale è incaricato di introdurre la possibilità di regolarizzare una tantum, con criteri chiari e oggettivi, lo status di soggiorno delle persone sottoposte alla vecchia procedura d'asilo.
Nell'aprile 2020 il centro federale d'asilo (CFA) di Basilea è stato teatro di violenze. A maggio, nel CFA di Giffers si sono verificati gravi incidenti: quattro richiedenti sono stati insultati, aggrediti e brutalizzati da agenti di Protectas, tre di loro hanno dovuto essere ricoverati in ospedale. (...)
Poco prima di Natale, il 23 dicembre 2020, un richiedente l'asilo è deceduto nei pressi del centro federale d'asilo (CFA) di Boudry. Si trattava di una persona vulnerabile, seguita da uno psichiatra, che aveva già tentato di suicidarsi in passato. Secondo le testimonianze, gli agenti Protectas le avevano negato a più riprese l'accesso al CFA a causa del suo stato di ebbrezza. Il decesso era stato in un primo tempo notificato come suicidio, ma poi è stata ventilata l'ipotesi che potesse trattarsi di un incidente. (...)
Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale una modifica delle basi legali rilevanti che permetta di revocare i permessi di dimora o di domicilio o di sostituire un permesso di domicilio con un permesso di dimora nel caso in cui a una persona sia stato revocato l'asilo o disconosciuta la qualità di rifugiato.
La Svizzera non può accogliere persone provenienti da campi incendiati, poiché altrimenti potrebbe verificarsi un effetto di richiamo. Altri campi potrebbero venir dati alle fiamme al fine di giungere in Europa.
Non ci si può arrendere ai gruppi aggressivi che cercano di ottenere l'entrata in Europa con la violenza.
La Grecia nutre riserve simili e non vuole una ripartizione in Europa. Questa sua posizione va rispettata.
La Grecia va sostenuta nel quadro dei fondi già stanziati per l'aiuto umanitario.
II Consiglio federale è incaricato di proporre le misure e gli adeguamenti legislativi atti a rendere coerente la prassi in materia di persone immigrate illegalmente (sans-papiers), in particolare negli ambiti seguenti.
1. Limitare il diritto di affiliarsi alle assicurazioni sociali e a percepire le relative prestazioni (in particolare AVS e assicurazione contro le malattie) alle persone con statuto di soggiorno regolarizzato. Sono fatte salve le convenzioni di sicurezza sociali.
2. (...)
Durante il lockdown, quando la parola d'ordine era restare a casa per salvare vite e gli studi legali, medici e i servizi sociali restavano chiusi, le procedure d'asilo sono andate avanti e sono state emanate decisioni d'asilo. Inoltre, l'ordinanza COVID-19 asilo, appena prorogata fino al giugno 2021, continua a permettere alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di svolgere le audizioni senza la presenza di un rappresentante legale, in violazione dei diritti dei richiedenti l'asilo e della Costituzione federale. (...)
Il Consiglio federale è invitato a vagliare l'istituzione di un servizio di mediazione indipendente nel settore dell'asilo che funga da interlocutore in caso di violenza, discriminazione e altri gravi problemi nei centri per richiedenti l'asilo.
Il Consiglio federale è incaricato di definire, per esempio modificando l'Ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) o di un altro testo legislativo pertinente, dei criteri chiari per i quali la situazione debitoria e/o economica di uno straniero possa essere definita "temeraria", al fine di rendere più restrittive le condizioni per risiedere in Svizzera per gli stranieri che non ossequiano ai propri obblighi finanziari, o che non dimostrano la volontà di risanare la propria situazione debitoria.
Le disposizioni delle pertinenti leggi devono essere adeguate affinché la conclusione di contratti essenziali sia possibile e legittima unicamente per chi dispone di un certificato comunale di residenza. In particolare è necessario disporre di tale certificato per la conclusione dei contratti seguenti:
- contratti di lavoro
- contratti di locazione (...)
Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione e di prendere tutte le misure necessarie affinché le banche siano tenute a controllare periodicamente che i titolari di conti bancari che risiedono in Svizzera non vi si trovino illegalmente.
Il Consiglio federale è incaricato di denunciare il Patto internazionale dell'ONU relativo ai diritti economici, sociali e culturali (RS 0.103.1), approvato dall'Assemblea federale il 13 dicembre 1991, e di firmarlo nuovamente in tempi brevi con la riserva che tutti i diritti sanciti nel Patto si applichino esclusivamente alle persone che soggiornano legalmente in Svizzera.
Le attuali disposizioni di tutte le leggi e ordinanze pertinenti vanno adeguate in modo da vietare ai Comuni e ai Cantoni di rilasciare ai migranti illegali documenti identificativi come le "city-card" o documenti simili.
Il Consiglio federale è incaricato, ai fini di una prassi coerente in materia di immigrati illegali ("sans papiers"), di proporre misure e adeguamenti legislativi volti in particolare a:
1. limitare il diritto ad affiliarsi alle assicurazioni sociali e a percepire le relative prestazioni (segnatamente AVS e assicurazione malattie) alle persone con uno status di soggiorno regolarizzato; sono fatte salve le convenzioni di sicurezza sociale;
2. (...)