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La Posta non intende sopprimere la corrispondenza prioritaria, meglio nota come posta A. La rassicurazione giunge dal direttore generale, Roberto Cirillo, stando al quale questo ambito di invii rappresenta il 30% della corrispondenza in generale, mentre quello non prioritario, il 20%.
"Perché mai dovremmo ridurre un servizio apprezzato dalla popolazione e per il quale c'è domanda", ha sottolineato Cirillo in un'intervista pubblicata da Le Matin Dimanche. L'idea di eliminarla era stata suggerita dall'Ufficio federale della comunicazione.
Se l'anno scorso La Posta ha trasportato 1,7 miliardi di lettere, 1,4 miliardi di annunci pubblicitari e circa 1 miliardo di giornali, è perché la qualità dell'offerta è alta, spiega il CEO del "Gigante giallo". "Riducendo la frequenza delle consegne, la qualità dell'offerta si riduce e la domanda diminuisce"