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I tribunali federali dovrebbero rendere più trasparenti i criteri di composizione dei collegi giudicanti. Lo chiedono le Commissioni della gestione (CdG) delle Camere federali in un rapporto pubblicato oggi.
Il Controllo parlamentare dell'amministrazione (CPA) ha analizzato su incarico delle CdG le procedure di ripartizione dei dossier nei vari tribunali federali, la loro compatibilità con il quadro normativo in vigore e la loro adeguatezza al fine di garantire l'indipendenza e l'imparzialità dei collegi giudicanti. Questi ultimi sono chiamati a prendere decisioni sotto forma di sentenze.
Nel suo rapporto il CPA giunge a "risultati per lo più positivi". Vengono tuttavia evidenziate lacune e punti deboli che, secondo le CdG, i tribunali dovrebbero eliminare. Stando al rapporto, le procedure interne ai tribunali - vale a dire il modo in cui vengono ripartite le cause tra i singoli giudici e le regole in base alle quali vengono composti i collegi giudicanti - sono poco note e regolarmente oggetto di domande e discussioni in seno all'opinione pubblica e alla comunità giuridica.
Sulla base dei risultati della valutazione le CdG hanno formulato undici raccomandazioni a destinazione dei tribunali della Confederazione, vale a dire Tribunale federale (TF), Tribunale amministrativo federale (TAF), Tribunale penale federale (TPF) e il Tribunale federale dei brevetti.
Le raccomandazioni chiedono, tra l'altro, maggiore trasparenza per quanto riguarda le procedure, ad esempio mediante una loro descrizione più precisa nei regolamenti e una relazione più oggettiva sulla composizione dei collegi giudicanti grazie a sistemi informatici.
Le CdG raccomandano in particolare al TF di pubblicare sul suo sito Internet l'appartenenza politica dei giudici federali. Dal canto suo, il TAF dovrebbe esaminare l'opportunità di rendere pubblici i suoi regolamenti. I vari tribunali hanno ora tempo fino alla fine dell'anno per mostrare alle CdG come attueranno le raccomandazioni.