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Il progetto di revisione del Codice civile in materia di cognomi e cittadinanza dei coniugi e dei figli ha raccolto un forte consenso. Soltanto l'Unione democratica di centro lo considera un attacco alla famiglia.
Secondo il partito di destra nazional-conservatrice, le famiglie sposate devono continuare a portare un solo cognome, scelto al momento del matrimonio.
Sta raccogliendo pareri contrastanti il progetto di una nuova regolamentazione per i cognomi, posto in consultazione fino a mercoledì. L'idea secondo cui marito e moglie debbano poter mantenere il cognome da celibe o nubile, oppure scegliere quello dell'altro coniuge quale nome comune, non piace affatto all'Unione democratica di centro.
In nome dell'unità della famiglia, il primo partito in Svizzera vorrebbe che le coppie sposate siano obbligate a portare un solo cognome che va scelto al momento del matrimonio e non in occasione della nascita del primo figlio, come previsto dal progetto di legge. Un'opinione condivisa anche dall'Unione svizzera delle arti e mestieri.
I democentristi accettano invece, in nome dell'uguaglianza, che il cognome della coppia possa anche essere quello della donna. Il partito è pure d'accordo di offrire ai coniugi la possibilità di conservare la loro attinenza comunale.
In nome dell'uguaglianza
I socialisti sostengono al contrario il progetto, dato che «contribuisce a stabilire l'uguaglianza tra donne e uomini siccome ogni coniuge può conservare il proprio cognome per tutta la vita».
Il partito contesta però alcuni punti della revisione. Ad esempio, auspica che il cognome si riferisca all'individuo e non alla famiglia. La sinistra si oppone dunque alla possibilità data ai coniugi di scegliere un nome comune, onde evitare che «ambienti conservatori» favoriscano una forma di «patriarcato» a scapito dell'uguaglianza dei sessi.
Il Partito socialista vorrebbe anche instaurare l'uguaglianza tra bambini nati nel matrimonio e quelli venuti alla luce al di fuori dell'unione. Essi propongono che i neonati ricevano il cognome dei due genitori. Fino alla maggiore età essi porterebbero il nome della madre e in seguito avrebbero la possibilità di scegliere tra quello del padre o quello della madre.
Rispettare il diritto internazionale
Anche il Partito liberale radicale saluta il progetto di revisione. I radicali approvano il principio secondo il quale il matrimonio non influenza il nome o il diritto di cittadinanza. Sono inoltre favorevoli all'idea che i coniugi che hanno conservato il proprio cognome possano scegliere un nome comune in occasione della nascita o dell'adozione del loro primo figlio.
Il Partito popolare democratico non si è invece ancora espresso. «Il partito presenterà la propria posizione e le proprie proposte durante il dibattito parlamentare», ha indicato la portavoce Alexandra Perina-Werz.
Per i Verdi, il progetto di legge «sembra infine consacrare l'uguaglianza nella coppia e rispondere alle esigenze del diritto internazionale». Essi chiedono tuttavia che la possibilità di portare il duplice cognome sia mantenuta nella legge, così come lo propone una minoranza della commissione.
Anche tra i cantoni il progetto non suscita un sostegno unanime. Vaud, ad esempio, respinge la possibilità secondo cui i coniugi conserverebbero durante tutta la vita il cognome acquisito alla nascita.
swissinfo e agenzie
Cosa prevede il progetto
La revisione del Codice civile prevede che ciascun coniuge mantenga il proprio cognome. Gli sposi possono tuttavia assumere un cognome unico (quello della donna da nubile o dell'uomo da celibe).
Secondo il progetto, tale dichiarazione può essere fatta anche alla nascita del loro primo figlio. Inoltre, ognuno conserva la propria cittadinanza cantonale e attinenza comunale.
Attualmente, l'uomo non può in principio prendere il cognome della moglie. Questa normativa è stata denunciata dalla Corte europea dei diritti umani.
Scomparirà inoltre l'opzione, offerta finora soltanto alle donne, di portare il duplice cognome senza trattino. Resterà comunque l'usanza - che non ha valore giuridico - del cognome aggiunto a quello di famiglia con un trattino.
Il progetto di revisione, elaborato dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale è stato redatto in seguito ad un'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale socialista Susanne Leutenegger Oberholzer.