Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/35254

<h2>SubmittedText<h2><p>Risulta che dal prossimo anno saranno disattivati gli attuali ripetitori, che consentono di diffondere la seconda e la terza rete SSR nelle zone a più difficile irradiazione dei programmi televisivi (soprattutto nelle vallate). Per gli utenti di queste zone non allacciati alla rete via cavo, verrà così a cessare la ricezione dei canali delle altre lingue nazionali: canale svizzero-tedesco e svizzero-romando nelle zone della Svizzera italiana; canale svizzero-romando e svizzero-italiano nelle zone della Svizzera tedesca e romancia; canale svizzero-tedesco e svizzero-italiano nelle zone della Svizzera romanda. Chi volesse continuare a ricevere tali programmi sarà costretto a ricorrere al montaggio di un'antenna parabolica, assumendo i conseguenti oneri. La scelta di disattivare tali ripetitori non ha implicazioni puramente tecniche. Si pongono considerazioni anche dal profilo delle relazioni tra le diverse culture (promozione della comprensione e coesione interna) e del servizio pubblico (diffusione dei programmi anche nelle zone discoste).</p><p>Chiedo perciò:</p><p>- A quanto ammonta il numero di utenti toccati da questi cambiamenti?</p><p>- In che misura si è tenuto conto e sono salvaguardate le considerazioni riguardanti la promozione della coesione interna, la tutela del servizio pubblico e la parità di trattamento tra gli abitanti degli agglomerati e quelli delle vallate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>D'accordo con il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), la SSR prevede di cessare progressivamente, tra il 1° marzo e il 30 giugno 2002, la diffusione per via terrestre dei suoi programmi televisivi di regione linguistica diversa da quella in cui si trova il telespettatore. Invece, i programmi televisivi continueranno ad essere diffusi per via terrestre nella regione corrispondente alla lingua del programma (TSR 1 e TSR 2 in Svizzera romanda, TSI 1 e TSI 2 nella Svizzera italiana, SF 1 e SF 2 nella Svizzera tedesca).</p><p>A monte del nuovo progetto della SSR sulla diffusione nazionale dei suoi programmi televisivi vi è la creazione della nuova rete televisiva digitale per via terrestre DVB-T (Digital Video Broadcasting - terrestrial). Il fatto di diffondere per via terrestre solo i programmi televisivi della SSR della lingua corrispondente alla regione permetterà di fornire al DVB-T le risorse tecniche necessarie (frequenze) che attualmente non sono ancora disponibili. Questa nuova tecnologia TV è già stata o sta per essere introdotta in molti paesi europei.</p><p>Attualmente, la SSR sta già effettuando delle prove con una rete DVB-T. Essa prevede di mettere in servizio i primi trasmettitori DVB-T nel 2003. Tuttavia, i lavori di costruzione della rete dipendono dall'evoluzione del sistema DVB-T in Europa, in particolare nei paesi limitrofi Germania, Francia e Italia.</p><p>Il sistema DVB-T permetterà di diffondere per via terrestre un numero nettamente maggiore di programmi televisivi e, di conseguenza, di utilizzare più efficacemente le risorse esistenti. Grazie alle auspicate capacità supplementari, si potrà moltiplicare l'offerta di programmi diffusi per via terrestre. Dunque, non appena la rete televisiva digitale sarà messa a punto, la SSR potrà nuovamente diffondere per via terrestre i suoi programmi nelle altre regioni linguistiche.</p><p>Gli esercenti di reti via cavo continueranno tuttavia ad essere obbligati a proporre i programi televisivi della SSR (TSR 1 e 2, SF 1 e 2, TSI 1 e 2); di conseguenza, questi programmi continueranno ad essere captati senza alcun cambiamento in circa il 90 percento delle economie domestiche del nostro paese. Va ricordato inoltre che la SSR diffonde via satellite tutti i suoi programmi televisivi.</p><p>Vista la situazione, il Consiglio federale ritiene che, per ragioni legate alla politica dei media, sia necessario rinunciare temporeaneamente alla diffusione terrestre degli altri programmi televisivi della SSR e che ciò sia giustificato dal punto di vista politico.</p><p>1. In Svizzera vi sono più di 3 milioni di economie domestiche che possiedono una TV. La SSR calcola che la realizzazione del nuovo progetto di diffusione ne toccherà al massimo 10 000. Si tratta in particolare di economie domestiche che guardano regolarmente i programmi delle altre regioni linguistiche e che non dispongono né di un impianto satellitare, né di un allacciamento alla rete via cavo. Per evitare casi di rigore, il DATEC imporrà alla SSR l'obbligo, in caso di richiesta fondata, di fornire un sostegno finanziario per l'acquisto del necessario impianto di ricezione satellitare.</p><p>2. L'intera offerta di servizio pubblico della SSR in materia televisiva rimarrà accessibile a tutte le economie domestiche, sia grazie ad un collegamento via cavo sia via satellite; tuttavia, il segnale degli altri programmi di regione linguistica della SSR non potrà più essere captato mediante un'antenna interiore oppure un'antenna montata sul tetto. La tecnologia digitale, che permette di diffondere in modo più efficace il servizio pubblico, non può essere realizzata senza imporre alcune restrizioni all'attuale concetto di diffusione. Una volta realizzato, il sistema digitale permetterà anche di fornire una copertura terrestre completa e uniforme di tutto il territorio.</p>  Risposta del Consiglio federale.