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I
Segantini, Giacometti e Hodler in Engadina
Con Oskar Bätschmann
Il fascino per le Alpi ha catturato per secoli l’interesse dei pittori europei; tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento anche l’Engadina diventa importante luogo d’arte prescelto da molti artisti svizzeri. Giovanni Segantini lascia Milano per trasferirsi sulle montagne Svizzere, prima a Savognin, poi a Maloja e, nel 1894, conosce Giovanni Giacometti, originario di Stampa, con cui stringe un forte rapporto d'amicizia e di lavoro. La loro amicizia si rivelerà preziosa anche in funzione della realizzazione del Trittico della Natura. Nel 1907 Ferdinand Hodler trascorre un soggiorno in Engadina durante il quale realizza alcuni dipinti di paesaggio che diventeranno pietre miliari, sia della storia dell’arte sia del turismo svizzero. Anch’egli parteciperà all’esperienza del Trittico. L’intervento si focalizzerà sul rapporto che i tre artisti ebbero con l’Engadina.
Informazioni extra
Oskar Bätschmann studia storia dell'arte, letteratura tedesca e filosofia a Firenze e all'Università di Zurigo, dove consegue un Dottorato. Seguono lavori di ricerca a Roma, Parigi e Londra. Ottiene una serie di cattedre in diverse università e, per cinque anni, è conservatore presso Museum für Gestaltung di Zurigo. Molte delle sue ricerche si sono concentrare su Ferdinand Hodler e la sua opera. È responsabile, dal 2000 al 2018, del progetto "Ferdinand Hodler. Catalogue raisonné der Gemälde" realizzato da Schweizerischen Instituts für Kunstwissenschaft (SIK ISEA).