Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/133044

<h2>SubmittedText<h2><p>Fondandoci sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presentiamo la seguente iniziativa:</p><p>Occorre modificare la Costituzione federale come segue:</p><p>Art. 14 Diritto al matrimonio, alla convivenza (nuovo) e alla famiglia</p><p>Cpv. 1</p><p>Il diritto al matrimonio, alla convivenza (nuovo) e alla famiglia è garantito.</p><p>Cpv. 2</p><p>Le convivenze disciplinate dalla legge sono aperte alle coppie indipendentemente dal sesso o dall'orientamento sessuale.</p><p>Art. 38 cpv. 1 primo periodo</p><p>La Confederazione disciplina l'acquisizione e la perdita della cittadinanza per origine, ("matrimonio" stralciare), convivenza disciplinata dalla legge (nuovo) e adozione ...</p><h2>InitialSituation<h2><p><b>Mediante una modifica legislativa il Parlamento ha approvato l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. In futuro le disposizioni concernenti il matrimonio saranno quindi applicabili anche alle coppie omosessuali. Le coppie lesbiche sposate avranno inoltre accesso alla donazione di sperma in Svizzera; la moglie della madre sarà considerata madre del figlio, se questo è stato concepito mediante dono di spermatozoi secondo le disposizioni della legge del 18 dicembre 1998 sulla medicina della procreazione.</b></p><p></p><p><b>Con l'apertura del matrimonio alle coppie omosessuali non sarà più possibile contrarre nuove unioni domestiche registrate. Le coppie che hanno contratto un'unione domestica registrata prima di questa revisione legislativa potranno tuttavia mantenere tale unione, oppure convertirla in matrimonio mediante una semplice dichiarazione.</b></p><p><b></b></p><p><b>La modifica di legge approvata dal Parlamento costituisce il progetto di base: il dibattito concernente l'estensione del campo di applicazione delle norme negli ambiti in cui il diritto vigente opera una distinzione in funzione del sesso dei coniugi (si pensi alle rendite per superstiti) o presuppone l'eterosessualità della coppia (ad esempio in materia di accesso alla medicina riproduttiva) sarà condotto nel quadro di revisioni successive.</b></p><p><b></b></p><p><b>Poiché contro la modifica di legge approvata dal Parlamento il 18 dicembre 2020 è stato chiesto il referendum, il 26 settembre 2021 il Popolo sarà chiamato a votare.</b></p><p></p><p>Il 5 dicembre 2013 il Gruppo verde liberale ha presentato l'iniziativa parlamentare "Matrimonio civile per tutti" con il seguente tenore:</p><p></p><p>"Occorre modificare la Costituzione federale come segue:</p><p></p><p>Art. 14 Diritto al matrimonio, alla convivenza (nuovo) e alla famiglia</p><p></p><p>Cpv. 1</p><p>Il diritto al matrimonio, alla convivenza (nuovo) e alla famiglia è garantito.</p><p></p><p>Cpv. 2</p><p>Le convivenze disciplinate dalla legge sono aperte alle coppie indipendentemente dal sesso o dall'orientamento sessuale.</p><p></p><p>Art. 38 cpv. 1 primo periodo</p><p>La Confederazione disciplina l'acquisizione e la perdita della cittadinanza per origine, (stralciare "matrimonio") convivenza disciplinata dalla legge (nuovo) e adozione. ..."</p><p></p><p>Il 20 febbraio 2015 la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) ha dato seguito all'iniziativa con 12 voti contro 9 e un'astensione. Il 1° settembre 2015 l'omologa Commissione del Consiglio degli Stati (CAG-S) ha aderito a tale decisione con 7 voti contro 5 e un'astensione. Il 16 giugno 2017 il Consiglio nazionale ha prorogato il termine per l'elaborazione di un progetto di atto normativo fino alla sessione estiva 2019.</p><p></p><p>Il 5 luglio 2018 la CAG-N ha preso la decisione di principio di aprire il matrimonio alle coppie omosessuali mediante una modifica di legge, ma non nel quadro di una revisione unica, bensì procedendo a tappe. L'Amministrazione è stata pertanto incaricata di elaborare un progetto di base in collaborazione con esperti esterni.</p><p></p><p>Il 14 febbraio 2019 la Commissione ha adottato il progetto elaborato dall'Amministrazione, decidendo inoltre di sottoporre alla consultazione, come variante complementare del progetto di base, anche una modifica delle disposizioni del Codice civile in materia di filiazione. Questa modifica avrebbe permesso alle coppie di donne coniugate di accedere alla donazione di sperma. La consultazione si è svolta dal 14 marzo al 21 giugno 2019. Il 30 agosto 2019 la CAG-N ha preso atto dei risultati della consultazione.</p><p></p><p>Visti i pareri espressi nella consultazione, la maggioranza della Commissione ha deciso di rinunciare ad aprire l'accesso alla donazione di sperma alle coppie di donne coniugate e di affrontare la tematica della medicina della procreazione in una tappa successiva.</p><p></p><p>Con 17 voti contro 7 e un'astensione, nella seduta del 30 agosto 2019 la CAG-N ha adottato il progetto di atto normativo e il relativo rapporto esplicativo. Una minoranza era rimasta dell'avviso che occorresse concedere l'accesso alla donazione di sperma alle coppie di donne coniugate, mentre un'altra minoranza proponeva di non entrare in materia sul progetto normativo.</p><p></p><p>Sulla base dell'articolo 112 capoverso 3 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento, il progetto di atto legislativo e il rapporto sono stati sottoposti al Consiglio federale per parere. Quest'ultimo ha proposto di entrare in materia e di approvare il progetto della CAG-N, raccomandando nel contempo di respingere le proposte di minoranza. Negli anni passati il Consiglio federale si è più volte espresso a favore dell'eliminazione della disparità di trattamento tra le coppie eterosessuali e quelle omosessuali, mediante l'allineamento dell'unione domestica registrata al matrimonio o mediante l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Il Consiglio federale ha accolto pertanto positivamente la chiara decisione della CAG-N di eliminare la disparità di trattamento aprendo l'istituto giuridico del matrimonio a tutte le coppie. Il Consiglio federale ha anche condiviso le considerazioni giuridiche della CAG-N, secondo cui l'apertura del matrimonio poteva essere effettuata con una revisione legislativa, senza dunque che occorresse una revisione della Costituzione federale. Pur comprendendo la richiesta della minoranza di permettere alle coppie di donne coniugate di avere accesso alla donazione di sperma, il Consiglio federale ha ritenuto, come la maggioranza della Commissione, che tale questione andava trattata in una tappa successiva sia per non sovraccaricare il progetto, sia alla luce della necessità non ancora definitivamente chiarita di procedere a una revisione costituzionale. Le critiche formulate nel quadro della consultazione riguardo all'introduzione di una presunzione di maternità della moglie della madre richiedevano peraltro un esame più approfondito sotto il profilo del bene del figlio. Si poneva in particolare la questione della compatibilità di una tale presunzione con il diritto costituzionale del figlio di conoscere le proprie origini, ad esempio quando la donazione di sperma è avvenuta in un Paese che permette la donazione anonima o se il concepimento è avvenuto in modo naturale. In quest'ultimo caso si poneva inoltre la questione della posizione giuridica del padre biologico. Il Consiglio federale ha ritenuto necessario un chiarimento fondamentale di queste delicate questioni prima di introdurre una nuova normativa.</p><h2>Proceedings<h2><p>L'oggetto è stato trattato in <b>Consiglio nazionale</b> per la prima volta nel corso della sessione estiva 2020. Una minoranza commissionale composta da membri del Gruppo UDC e del Centro ha proposto di non entrare in materia.</p><p></p><p>La maggioranza della Commissione si è espressa a favore del progetto. Il portavoce della maggioranza ha rilevato che il matrimonio non rappresenta unicamente un segno esteriore, ma costituisce anche un'unione giuridica. Negare alle coppie omosessuali l'accesso a questo istituto sarebbe discriminatorio e indegno di una società liberale. Secondo la minoranza della Commissione, invece, la nozione di matrimonio prevista dal diritto costituzionale in vigore non è applicabile alle coppie dello stesso sesso. Non vi sarebbero infatti elementi sulla base dei quali si possa concludere che, dall'adozione della Costituzione federale più di venti anni fa, nell'opinione pubblica in Svizzera si sia cristallizzata una concezione più aperta dell'istituto del matrimonio. Per la minoranza occorre pertanto risolvere la questione innanzitutto a livello costituzionale. Inoltre il "matrimonio per tutti" esisterebbe già oggi, sotto la denominazione "unione domestica registrata"; per la minoranza le differenze tra i due istituti sarebbero minime. Il plenum ha tuttavia seguito la maggioranza commissionale ed è entrato in materia con 152 voti contro 39 e 4 astensioni. Contro l'entrata in materia hanno votato parte del Gruppo UDC e di quello del Centro.</p><p></p><p>Nella deliberazione di dettaglio una prima minoranza composta da membri del Gruppo UDC ha proposto, per tutte le disposizioni in esame, di mantenere il diritto vigente. Una seconda minoranza, composta da membri del Gruppo socialista e dei Verdi e da quello verde liberale e liberale radicale, ha nuovamente proposto che il rapporto di filiazione tra il figlio e la moglie della madre risultasse dal matrimonio o, per quanto previsto dalla legge, fosse stabilito per riconoscimento o per sentenza del giudice.</p><p></p><p>La portavoce della seconda minoranza ha rilevato che il senso dell'intero progetto consiste nell'applicare in futuro a tutte le coppie, etero od omosessuali, ogni disposizione di legge per la quale il matrimonio è il presupposto per la nascita di determinati diritti o doveri. Per questo motivo la donazione di sperma andrebbe autorizzata anche alle coppie lesbiche, al pari delle coppie eterosessuali.</p><p></p><p>A nome dell'Esecutivo, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha rimarcato che in Svizzera ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie origini. Quanto sia importante questo diritto per il legislatore lo dimostra il divieto della donazione anonima di sperma, in vigore in Svizzera dal 1° gennaio 2001. La legge prescrive quindi la comunicazione di nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza, luogo di origine o nazionalità, professione e formazione del donatore. Al compimento dei 18 anni di età, il figlio può chiedere di venire a conoscenza di tali dati. Per il Consiglio federale la proposta della minoranza commissionale sarebbe problematica poiché non limiterebbe l'estensione della presunzione di paternità ai casi in cui i dati del donatore sono ufficialmente documentati, ma la ammetterebbe anche quando il figlio fosse stato concepito in seguito a un rapporto sessuale avuto dal donatore di sperma, mediante inseminazione privata o donazione di sperma anonima all'estero.</p><p></p><p>I favorevoli alla proposta di minoranza hanno ribattuto affermando che l'accesso delle coppie omosessuali alla donazione di sperma in Svizzera permetterebbe, per la prima volta, di tutelare il diritto dei figli di tali coppie di conoscere le proprie origini; il problema dei figli che non conoscono la propria discendenza, inoltre, non concernerebbe soltanto i figli delle coppie omosessuali, ma tutti i bambini: di figli illegittimi ve ne sono ovunque.</p><p></p><p>Con 146 voti contro 45 e 2 astensioni la Camera ha respinto la proposta della prima minoranza commissionale, mentre ha accolto la proposta della seconda con 124 voti contro 72 e un'astensione. Contro la proposta della seconda minoranza ha votato la maggioranza del Gruppo UDC e di quello del Centro e una parte del Gruppo liberale radicale.</p><p></p><p>Nella votazione sul complesso il Consiglio nazionale ha approvato il progetto con 132 voti contro 53 e 13 astensioni.</p><p></p><p>L'oggetto è stato trattato dal <b>Consiglio degli Stati</b> nel corso della sessione invernale 2020. L'entrata in materia non è stata contestata, ma una minoranza composta da membri del Gruppo del Centro, del Gruppo liberale radicale e di quello UDC ha proposto di rinviare il progetto in commissione con l'incarico di presentare un'iniziativa volta a creare una base costituzionale applicabile al matrimonio per tutti. L'intenzione della minoranza era conferire al matrimonio per tutti un esplicito fondamento costituzionale attraverso l'accettazione da parte del Popolo e dei Cantoni. Per la minoranza, l'apertura dell'istituto del matrimonio ai partner dello stesso sesso è una svolta fondamentale che riveste pertanto un carattere costituzionale. I sostenitori del progetto hanno tuttavia fatto notare che l'articolo 14 della Costituzione federale garantisce già il diritto al matrimonio e alla famiglia, e che quindi una modifica costituzionale non si rivela necessaria. La proposta di rinvio è stata respinta con 22 voti contro 20 e 2 astensioni.</p><p></p><p>Al fine di tutelare maggiormente il diritto del figlio di conoscere la propria discendenza, nella deliberazione di dettaglio la Commissione ha proposto di modificare le disposizioni adottate dal Consiglio nazionale relative alla nascita del rapporto di filiazione, in modo da introdurre la presunzione di maternità della moglie della madre soltanto in caso di concepimento del figlio mediante dono di spermatozoi in Svizzera. La Commissione ha inoltre proposto l'improponibilità dell'azione di contestazione della genitorialità in caso di donazione di sperma. La Camera ha accolto tali proposte e ha approvato il progetto nella votazione sul complesso con 22 voti contro 15 e 7 astensioni. È stata infine respinta una proposta individuale volta a stralciare dal progetto le questioni inerenti alla medicina della procreazione.</p><p></p><p>Nel corso della stessa sessione l'oggetto è tornato al <b>Consiglio nazionale</b>. La maggioranza della Commissione di tale Camera ha proposto di approvare le modifiche apportate dal Consiglio degli Stati. Una minoranza composta da membri del Gruppo UDC e di quello del Centro ha invece proposto di stralciare dal progetto le disposizioni concernenti la donazione di sperma, ritenendole non conformi alla Costituzione. Il Consiglio nazionale ha respinto la proposta di minoranza con 133 voti contro 57, accogliendo le soluzioni di compromesso adottate dal Consiglio degli Stati.</p><p></p><p><b>Nelle votazioni finali l'oggetto è stato approvato dal Consiglio nazionale con 136 voti contro 48 e 9 astensioni e dal Consiglio degli Stati con 24 voti contro 11 e un'astensione. Contro il testo si è espressa la maggioranza del Gruppo UDC e di quello del Centro.</b></p><p></p><p>(Fonti: Rapporto della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale; Bollettino ufficiale) </p><p><b></b></p><p><b>Il 26 settembre 2021 il progetto è stato accolto in votazione popolare dal 64,1 % dei votanti.</b></p>