Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01048.jsonl.gz/556

ZURIGO - Due anni dopo lo scoppio del "dieselgate" che ha coinvolto diversi modelli di auto Volkswagen, ma non solo, i lavori di riconversione delle automobili è quasi concluso in Svizzera. Lo ha comunicato oggi l'importatore generale Amag che ha definito un successo il richiamo delle vetture col software "taroccato".
Nella Confederazione, oltre il 98% dei modelli VW e il 95% delle altre marche del gruppo coinvolte - Audi e Skoda - ha ricevuto il programma informatico modificato, indica la nota. L'obiettivo di riconvertire tutte le automobili "truccate" entro la fine del 2017 è quindi stato praticamente raggiunto.
Le reazioni dei rivenditori e dei clienti sono state positive. Finora, gli update del programma informatico si sono svolti senza problemi.
Dal punto di vista giuridico, però, il caso non è per niente chiuso. Una denuncia dell'associazione svizzero tedesca dei consumatori contro VW e Amag è sostenuta da oltre 5 mila possessori di vetture. L'associazione stima che le auto coinvolte nello scandalo abbiano perso il 15% del valore di mercato. I proprietari dovrebbero aver diritto, secondo stime, a risarcimenti oscillanti tra 3 e 7 mila franchi cadauno. La denuncia per danni dovrebbe essere inoltrata il 29 di dicembre al tribunale del commercio di Zurigo. La Federazione romanda dei consumatori partecipa invece alla causa europea contro VW. In Svizzera circa 180 mila clienti sono interessati dallo scandalo.
A livello mondiale, Volkswagen ha dotato del software sotto accusa - che forniva emissioni al ribasso rispetto alla realtà - circa 11 milioni di veicoli. Nel settembre 2015, di fronte alle accuse delle autorità americane, l'azienda tedesca ha ammesso di aver manipolato su vasta scala i test delle emissioni di gas: le automobili in questione inquinavano molto di più di quanto indicato nelle prove. Finora lo scandalo è costato a VW oltre 25 miliardi di euro tra multe e risarcimenti.