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BERNA - In molte aziende avicole tedesche è stato rilevato il virus dell'influenza aviaria. Non vi sono indicazioni che il pollame proveniente dagli allevamenti infetti sia stato introdotto in Svizzera, ma l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) raccomanda di prestare la massima vigilanza.
Gli allevatori sono chiamati a osservare attentamente i loro animali e a contattare il veterinario nel caso in cui si ammalino, sottolinea l'USAV in una nota, ricordando che allo stato attuale delle conoscenze il virus non è pericoloso per l'essere umano.
La malattia - del sottotipo H5N8 - è stata individuata lo scorso 22 marzo in una grande azienda di allevamento di pollastre, molte delle quali, già infette, erano state vendute attraverso rivenditori itineranti. Si è diffusa così in quasi tutta la Germania, precisa l'USAV, aggiungendo che anche la regione del Baden-Württemberg è interessata e circa 60 piccoli allevamenti sono attualmente sottoposti ad analisi. Sono inoltre state adottate misure.
L'azienda interessata commercia i suoi prodotti solo all'interno della Germania e si può quindi supporre che nessun animale infetto sia stato venduto commercialmente in Svizzera, prosegue l'USAV, secondo cui le forti limitazioni del traffico frontaliero dovute alla pandemia rendono improbabile che l'influenza aviaria si sia diffusa in Svizzera.
In ogni caso, chi da inizio marzo ha acquistato pollame vivo da un rivenditore itinerante in Germania è invitato a rivolgersi immediatamente all'ufficio veterinario cantonale competente. Allo stesso modo gli avicoltori, soprattutto nella zona vicina al confine con il Baden-Württemberg, sono chiamati ad osservare attentamente i loro animali. Se si ammalano o muoiono, è necessario riferirlo al veterinario.
È pure importante osservare misure di biosicurezza: prima di entrare nei pollai è fondamentale cambiarsi le scarpe, indossare le tute, lavare e disinfettare le mani. Al momento, inoltre, si raccomanda fortemente di trattenere il più possibile il pollame all'interno delle aziende e limitare il commercio al minimo.
L'USAV precisa che l'attuale focolaio riguarda il pollame da cortile e non è collegato ai recenti casi di influenza aviaria verificatisi negli uccelli selvatici nella regione del lago di Costanza, prima di concludere assicurando che le autorità elvetiche restano in stretto contatto con le quelle tedesche.