Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/98718

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di studiare e determinare in particolare i vantaggi e gli inconvenienti derivanti dall'estensione delle possibilità di investimento degli istituti di previdenza ai crediti concessi alle imprese i cui interessi, compresi gli ammortamenti, sono garantiti da una fideiussione della Confederazione, di un cantone, di un comune o di una banca.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>All'inizio del 2009 sono entrate in vigore le nuove prescrizioni in materia d'investimenti della previdenza professionale, che comprendono un ventaglio molto ampio di possibilità d'investimento e permettono di regola investimenti in crediti (art. 53 cpv. 1 lett. b dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità). Tuttavia, gli istituti di previdenza raramente fungono direttamente da datori di credito, in quanto nella maggior parte dei casi non hanno probabilmente le conoscenze necessarie per valutare la solvibilità dei debitori. Pertanto l'adeguamento delle prescrizioni in materia d'investimenti non è necessario e, per i motivi seguenti, neanche opportuno.</p><p>Le crisi degli ultimi anni mostrano che gli istituti di previdenza possono senz'altro affrontare la volatilità dei mercati e i conseguenti rischi. Stando alle conoscenze attuali, questo vale anche per il settore degli "Asset-backed Securities", cui si fa riferimento nel postulato. Gli istituti di previdenza assumono la responsabilità dei loro investimenti, compiuti nel quadro delle prescrizioni vigenti.</p><p>Per quanto attiene alle misure volte a garantire il finanziamento delle PMI, va osservato che in Svizzera la crisi attuale non ha generato una penuria di credito. Dal dicembre 2008, un gruppo di lavoro diretto dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e composto di rappresentanti della Banca nazionale svizzera, dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, di Swissmem, di Economiesuisse, dell'Amministrazione federale delle finanze e dell'Associazione svizzera dei banchieri si riunisce regolarmente per monitorare la situazione delle imprese in materia di finanziamento. Nella riunione del 26 novembre 2009, esso ha constatato che non vi era una vera e propria stretta creditizia né presso le grandi imprese né presso le PMI. Questo è stato confermato da due inchieste sul finanziamento delle imprese condotte dalla SECO nell'aprile e nell'ottobre 2009. Nel rapporto sull'approvvigionamento creditizio dell'economia svizzera ("Kreditversorgung der Schweizer Wirtschaft: Lagebeurteilung und möglicher Handlungsbedarf", d/f), pubblicato a fine settembre 2009 su richiesta della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, la SECO osserva che, qualora si dovessero adottare misure volte a finanziare le imprese, sarebbe prioritario salvare singole imprese anziché evitare una stretta creditizia.</p><p>Va aggiunto che a metà del 2007 il sistema delle fideiussioni delle arti e mestieri era stato riesaminato proprio per garantire il finanziamento delle PMI. Giusta l'articolo 8 capoverso 2 della legge federale sugli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle piccole e medie imprese (RS 951.25), il volume netto delle fideiussioni che fruiscono della copertura delle perdite non può superare i 600 milioni di franchi. Attualmente questo limite è lungi dall'essere raggiunto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.