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Informazioni attuali:
Conformemente a quanto previsto dalla Costituzione federale, i programmi radiotelevisivi devono contribuire all’istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all’intrattenimento, oltre che considerare le particolarità della Svizzera e le esigenze dei Cantoni. In Svizzera il servizio pubblico nei media è inteso come un servizio alla società. Dato che in un piccolo Paese quadrilingue come la Svizzera programmi di questo tipo non sono finanziabili unicamente tramite la pubblicità e la sponsorizzazione, è stato istituito un canone di ricezione radiotelevisivo. Questo modello di finanziamento garantisce anche l'indipendenza della radio e della televisione da singoli interessi privati e politici.
I proventi del canone sono destinati alla SSR e alle radio locali e TV regionali che adempiono un mandato costituzionale di servizio pubblico.
SSR
A livello nazionale e nelle diverse regioni linguistiche il mandato di servizio pubblico è affidato alla SSR. Essa diffonde informazioni su politica, economia, cultura, società e sport nelle quattro lingue nazionali. In aggiunta, propone un’offerta online in ciascuna regione linguistica. La SSR è tenuta a svolgere un’importante funzione d’integrazione e di rafforzamento dell’identità: deve promuovere la comprensione, la coesione e lo scambio fra le regioni del Paese, le comunità linguistiche, le culture, le religioni e i gruppi sociali e tenere conto delle peculiarità del Paese e delle necessità dei Cantoni.
Locale / Regionale
A livello locale e regionale 21 radio locali e 13 televisioni regionali beneficiano dei proventi del canone e adempiono un mandato di servizio pubblico (cfr. cartina). Tale mandato è meno ampio di quello della SSR. Si limita alla trasmissione di informazioni di cronaca locale e regionale nell'ambito della politica, dell'economia, della cultura, della società e dello sport durante le fasce orarie di maggiore ascolto.
La legge obbliga inoltre la SSR e le altre emittenti concessionarie a diffondere comunicati urgenti della polizia, comunicati d’allarme ufficiali e istruzioni sul comportamento da adottare in caso di crisi.
Finanziamento dell'offerta
La SSR come pure le radio locali e TV regionali con un mandato di servizio pubblico e che beneficiano dei proventi del canone si finanziano attualmente con i proventi di quest’ultimo, con la pubblicità e le sponsorizzazioni. Le radio della SSR sono prive di pubblicità. Per l'offerta di programmi destinati all'estero, come ad es. Swissinfo, la SSR riceve inoltre sussidi provenienti dalle risorse generali della Confederazione e le radio private ricevono un sostegno finanziario aggiuntivo per la diffusione di programmi nelle regioni di montagna e per il passaggio alla tecnologia digitale (DAB+). Se l'iniziativa venisse accettata, la SSR ma anche le radio locali e TV regionali subirebbero perdite finanziarie tali da vederne minacciata l’esistenza: i proventi del canone rappresentano infatti circa il 75 per cento del bilancio della SSR e una parte cospicua di quello delle radio locali e TV regionali.
Quota del canone di ricezione nel finanziamento complessivo delle radio e TV titolari di una concessione 2016
Mezzi finanziari a disposizione del servizio pubblico: confronto con i Paesi vicini
Le spese della SSR ammontano complessivamente a circa 1,6 miliardi di franchi, tre quarti dei quali sono coperti dalla partecipazione al canone e un terzo dalla pubblicità, dalle sponsorizzazioni e da altri ricavi. Nei Paesi confinanti, i programmi del servizio pubblico dispongono di mezzi nettamente più cospicui della SSR. Inoltre, a differenza di quest'ultima non devono proporre offerte in quattro lingue, bensì in una sola
Passaggio a un canone generale
Oggigiorno sono tenute a pagare il canone di ricezione le economie domestiche e le aziende che possono ricevere programmi radiotelevisivi. Smartphone e tablet consentono la ricezione anche senza un tradizionale apparecchio radio o TV. Per questo, dal 2019 il canone di ricezione sarà sostituito da un canone generale applicato su scala più ampia. Il passaggio al nuovo sistema di riscossione è stato approvato in votazione popolare nel 2015. Nel 2019 l'onere a carico delle economie domestiche scenderà pertanto da 451 a 365 franchi all'anno. Le imprese verseranno un canone calcolato in funzione della cifra d'affari. Quelle con una cifra d'affari inferiore a 500 000 franchi – ovvero circa i 3/4 del loro numero totale – non pagheranno nulla. Il nuovo sistema prevede anche un cambiamento a livello dell'organo di riscossione: presso le imprese dal 2019 il canone radiotelevisivo sarà riscosso dall'Amministrazione federale delle contribuzioni; presso le economie domestiche da Serafe SA e non più da Billag SA.
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