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TAIWAN - Taiwan boccia il referendum sul ripristino del divieto all'import di carne di maiale dagli Usa, scongiurando un colpo ai legami con Washington in un momento in cui la Cina ha intensificato la pressione diplomatica e militare sull'isola.
Il governo della presidente Tsai Ing-wen aveva revocato il bando, ma gruppi di consumatori e il principale partito nazionalista di opposizione (KMT) chiedevano il ritorno del divieto sulla carne di maiale per le tracce di additivi usati nei mangimi animali negli Stati Uniti.
Tutti e quattro i referendum tenuti oggi, compreso uno che cercava di spostare il sito di un proposto terminale di gas naturale liquefatto e un altro che cercava di riprendere la costruzione di una centrale nucleare, sono falliti, dando al governo Tsai un mandato popolare per le sue politiche chiave.
Perché un referendum passi, almeno un quarto dei circa 19,83 milioni di aventi diritto di voto, ovvero circa 4,96 milioni, deve approvare la proposta: nessuno dei quattro ha raggiunto il quorum e in tutti, in più, hanno prevalso i no rispetti ai sì.
Il presidente del KMT Eric Chu ha ammesso la sconfitta in una conferenza stampa, definendo il risultato «spiacevole», secondo i media locali.
Taiwan aveva da tempo sospeso le importazioni di carne bovina e suina dagli Stati Uniti, soprattutto per i timori sul morbo della mucca pazza, ma il governo del Partito democratico progressista di Tsai ha dichiarato che da gennaio il divieto sulla carne di maiale sarebbe stato revocato, con un allentamento anche sulla carne bovina. La mossa è vista come strumentale per la ripresa delle trattative sul trattato di Washington che manderebbe Pechino su tutte le furie.
La Cina considera Taiwan parte «inalienabile» del suo territorio, destinata a essere riunificata anche con l'uso della forza, se necessario.