Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/138293

<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione all'accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Cina rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Quali misure ha adottato finora per preservare l'altopiano tibetano e altri territori di analoga importanza in Cina?</p><p>2. Che cosa intende fare in futuro per evitare che l'ecosistema dell'altopiano tibetano subisca ulteriori danni in seguito alla conclusione di questo accordo?</p><p>3. Su quali studi si è basato per valutare gli effetti dell'accordo di libero scambio sugli ecosistemi in questione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera e la Cina portano avanti da diversi anni progetti di cooperazione comuni in materia ambientale. L'accordo di libero scambio (ALS) con la Cina promuove l'intensificazione di queste attività, che non si limitano all'altopiano tibetano. I due Paesi hanno recentemente rafforzato ed esteso la loro cooperazione, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo più razionale delle risorse (energia, acqua) e l'applicazione di tecnologie moderne (per la protezione dell'aria, la prevenzione dei pericoli naturali, la gestione dei rifiuti e la protezione climatica). Tra i progetti di cooperazione svizzero-cinesi in corso vi sono ad esempio l'istituzione di un sistema di allarme precoce e di sorveglianza dei ghiacciai e dei rischi associati ai cambiamenti climatici nella provincia di Xinjiang nonché la condivisione delle conoscenze relative all'individuazione e alla gestione dei rischi nel bacino idrografico del fiume Yangtze e alla sorveglianza e alla sicurezza delle dighe. A partire dall'anno prossimo è prevista l'estensione della cooperazione per quanto riguarda il fiume Yangtze nel bacino idrografico del fiume Jinsha, un affluente che si estende fino all'altopiano tibetano. Questo progetto includerà anche le questioni legate alla previsione delle piene e alla sicurezza in caso di piena, all'utilizzo sostenibile delle risorse idriche e alla sicurezza delle dighe. La Svizzera continua a sostenere l'approfondimento globale delle conoscenze sull'andamento dei ghiacciai e contribuisce a far capire l'importanza del "terzo polo" e del suo sviluppo, in particolare si tengono sotto osservazione anche i ghiacciai del Karakorum.</p><p>2. L'ALS con la Cina contiene un capitolo dedicato alle questioni ambientali legate al commercio. Le Parti si impegnano ad applicare in modo efficace le legislazioni nazionali e gli obblighi contratti in virtù dei vari accordi multilaterali sull'ambiente di cui sono firmatarie. Inoltre, le disposizioni dell'ALS autorizzano esplicitamente le Parti a prendere le misure necessarie per tutelare la salute e la vita umana, animale e vegetale e per preservare le risorse naturali non rinnovabili. Le Parti si impegnano a migliorare continuamente i propri livelli di protezione dell'ambiente e a cooperare al fine di agevolare e promuovere gli investimenti e la diffusione di prodotti, servizi e tecnologie privi di impatto ambientale. L'attuazione e la sorveglianza delle disposizioni del capitolo sono affidate al comitato misto istituito dall'ALS. Si noterà che nel 2012 le esportazioni verso la Svizzera hanno rappresentato lo 0,17 per cento delle esportazioni totali cinesi, mentre le importazioni provenienti dalla Svizzera lo 0,55 per cento delle importazioni totali cinesi. Le possibili conseguenze per l'ambiente devono essere valutate in proporzione.</p><p>3. L'UFAM ha commissionato due studi ambientali per contribuire a preparare la posizione svizzera nei negoziati dell'ALS con la Cina sugli aspetti ambientali legati al commercio. Il primo studio, realizzato dall'Istituto svizzero di diritto comparato, consisteva in un'analisi comparativa delle legislazioni ambientali delle Parti. Il secondo studio, realizzato dal Centro internazionale per il commercio e lo sviluppo sostenibile (International Center for Trade and Sustainable Development), aveva per oggetto l'analisi dei flussi commerciali tra la Svizzera e la Cina e il loro rapporto con l'ambiente, nonché gli obblighi dei due Paesi derivanti da accordi multilaterali sull'ambiente. Entrambi gli studi sono consultabili sul sito Internet dell'UFAM.</p>  Risposta del Consiglio federale.