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Riuscirà l'ONU a fare dei progressi?
Alla vigilia della più importante riunione della storia dell'ONU, l'ambasciatore elvetico presso l'organizzazione esprime alcuni dubbi in merito.
Peter Maurer, che ha partecipato all'elaborazione del documento finale, si chiede se l'incontro permetterà all'ONU di fare reali e significativi progressi.
Oltre 170 capi di Stato e di governo parteciperanno al World Summit 2005 di New York, che comincerà mercoledì.
Nel corso delle ultime due settimane, gli ambasciatori di oltre 30 nazioni – inclusa la Svizzera – hanno lavorato alacremente all'elaborazione di un documento finale che dovrebbe permettere di rafforzare l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e di lottare più efficacemente contro la povertà.
I differenti Stati si sono trovati spesso fortemente divisi sulle strategie da adottare riguardo numerosi temi in discussione: lotta contro la povertà, diritti umani, terrorismo, proliferazione nucleare, interventi in caso di genocidio e riforme dell'organizzazione internazionale.
swissinfo: Gli Stati Uniti hanno dimostrato sin dall'inizio di volere diluire gli accordi sugli aiuti allo sviluppo e sulla lotta contro il riscaldamento del pianeta. Come si possono fare effettivi progressi quando la maggiore potenza mondiale rifiuta di collaborare?
Peter Maurer: Ritengo legittimo che ogni Paese esprima chiaramente la propria opinione in merito a un determinato problema. In tal senso penso sia utile che gli USA abbiano detto quali sono le loro priorità in questi negoziati.
Numerose delegazioni, inclusa la nostra, pensano però sia un peccato che la presa di posizione degli Stati Uniti sia stata un po' tardiva. All'ultimo momento siamo stati costretti ad aggiungere al testo una serie di emendamenti difficili da digerire. Sarà più difficile giungere a un compromesso.
swissinfo: La Svizzera ha contribuito alla stesura di un documento sulla riforma della Commissione dei diritti umani. Quali progressi sono stati fatti in merito alla creazione di un nuovo Consiglio dei diritti umani?
P.M.: Senza dubbio faremo il possibile affinché si affidi al Consiglio un mandato chiaro e ambizioso. Ci rendiamo però conto che esistono alcune opposizioni in merito. Quindi, fino a questo momento, non siamo sicuri che alla fine riusciremo ad ottenere un accordo.
Il vero lavoro di precisazione del mandato (grandezza del Consiglio, compiti, ecc.) deve essere deciso in seno alla 60a assemblea generale dell'ONU e non può quindi concretamente essere effettuato durante il summit. Si dovrà vedere se il summit darà linee direttive sufficienti e chiare per intraprendere poi i negoziati durante l'assemblea.
swissinfo: La Svizzera è uno dei 30 Stati che hanno partecipato attivamente all'elaborazione del testo finale. In che misura la Confederazione – uno degli ultimi Stati ad avere aderito all'organizzazione - ha contribuito alla sua stesura?
P.M.: Principalmente, penso su due punti. In alcuni settori, insieme ad altre delegazioni, abbiamo contribuito a trovare un linguaggio di compromesso. In particolare per quanto riguarda temi quali le azioni umanitarie, alcuni elementi del cambiamento climatico o lo sviluppo sostenibile.
Abbiamo inoltre ampiamente sostenuto alcuni punti cruciali della riforma, fra cui la creazione di un Consiglio dei diritti umani o la migliore gestione e sorveglianza del segretariato generale.
swissinfo: Quanto è convinto che venerdì l'incontro avrà permesso di giungere a risultati significativi?
P.M.: Sono fiducioso in merito. Ancora una volta però, il nocciolo della questione consisterà nel vedere quanto sostanzialmente si sarà riusciti a fare durante il summit e quanto invece dovrà essere nuovamente elaborato durante la 60a assemblea generale dell'ONU.
intervista swissinfo: Adam Beaumont a New York
traduzione: Anna Passera
In breve
Il World Summit 2005 si terrà dal 14 al 16 settembre presso la sede principale dell'ONU a New York.
Vi parteciperanno oltre 170 capi di Stato e di governo. Si tratta della più importante riunione della storia dell'ONU.
L'ONU considera l'incontro un'occasione unica per prendere decisioni significative riguardo temi importanti quali la sicurezza, i diritti umani, i Paesi in via di sviluppo o le riforme dell'organizzazione internazionale.
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