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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2010 ho presentato un postulato sul legame tra le nostre scelte alimentari e la protezione del clima. All'epoca il Consiglio federale ha dichiarato che "le emissioni di gas serra generate dalla produzione e dall'approvvigionamento di generi alimentari costituiscono una parte importante delle emissioni pro capite complessive. Al fine di ridurre le emissioni globali di gas climalteranti a un livello sostenibile a lungo termine occorre pertanto cambiare le abitudini alimentari. Un mercato all'insegna della trasparenza ecologica e una maggiore sensibilizzazione dei suoi attori possono fornire un contributo supplementare a una politica di riduzione delle emissioni coordinata a livello internazionale". Il Consiglio federale si era detto disposto ad approfondire lo studio del consumo di generi alimentare in termini di impatto sul clima e a illustrare i vantaggi e gli svantaggi delle diverse forme di misure che influenzano la domanda, tenendo conto delle interazioni e dei conflitti di obiettivi con la politica sanitaria e agricola. Purtroppo, il Consiglio nazionale si è opposto. </p><p>Da allora, sono stati pubblicati numerosi studi sull'impatto climatico delle nostre scelte alimentari. In particolare, sembra che il consumo eccessivo di carne, che ha anche un effetto negativo sulla nostra salute, il trasporto di prodotti importati su lunghe distanze nonché lo spreco di cibo abbiano un forte impatto sul clima.</p><p>1. Il Consiglio federale è ancora dell'avviso che per raggiungere a lungo termine un livello compatibile con la protezione del clima saranno necessari cambiamenti nel comportamento alimentare e che occorrerebbe contribuirvi in particolare migliorando la trasparenza e la consapevolezza al fine di influenzare la domanda?</p><p>Quali misure ha adottato dal 2010 per andare in questa direzione?</p><p>2. Che cosa intende fare in futuro, in particolare per ridurre il consumo eccessivo di carne, limitare al minimo l'impatto dei trasporti nel settore alimentare e dello spreco di cibo?</p><p>3. Ritiene possibili delle sinergie con la Strategia nutrizionale svizzera o la Strategia per la filiera agroalimentare?</p><p>4. Le filiere di formazione nel settore alimentare, in particolare quelle relative a nutrizione, trasformazione, commercio al dettaglio e gastronomia, non dovrebbero includere contenuti formativi al riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale informa sull'impatto ambientale causato dai consumi nel rapporto Ambiente 2018 e sul sito www.umwelt-schweiz.ch. L'alimentazione è trattata in modo più dettagliato in un capitolo a parte, poiché, insieme all'alloggio e alla mobilità, rappresenta il 28 per cento dell'impatto ambientale complessivo dei consumi svizzeri. In tale quota rientrano anche le emissioni di gas serra generate dalla produzione e dalla preparazione delle derrate alimentari. Il Consiglio federale rimane del parere che occorre un cambiamento del comportamento alimentare per poter annullare le emissioni di gas serra entro la metà di questo secolo. La transizione a produzione e consumi più sostenibili è opportuna anche ai sensi dell'Agenda 2030. In questa logica, la prevenzione dei rifiuti alimentari e la promozione di un'alimentazione rispettosa delle risorse sono previste sin dal 2013 fra le misure dell'economia verde. Nel 2016 il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sulle misure finora attuate. Esempi di misure sono la partecipazione della Confederazione alla piattaforma werkzeugkastenumwelt.ch e a un progetto pilota europeo per migliorare la trasparenza sull'impatto ambientale dei prodotti. A livello internazionale, la Svizzera, il Sudafrica, WWF International e l'organizzazione non governativa olandese Hivos guidano il programma dell'ONU per sistemi alimentari sostenibili.</p><p>2. Nel 2019 la Confederazione avvierà un dialogo con attori dell'amministrazione, del settore privato, della scienza e delle organizzazioni della società civile in vista di un sistema alimentare svizzero più sostenibile. Al fine di ridurre i rifiuti alimentari, la Confederazione si impegna a concordare obiettivi di riduzione con tutti i settori interessati e a valutare le riduzioni ottenute nel 2024. Nel 2019 la fondazione Praktischer Umwelschutz (PUSCH), con il sostegno degli uffici federali dell'ambiente (UFAM), dell'agricoltura (UFAG) e della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), lancerà una campagna nazionale triennale di sensibilizzazione alla prevenzione dei rifiuti alimentare.</p><p>La vigente legge sul CO2 e le proposte del Consiglio federale sulla futura politica climatica comprendono diversi strumenti, come ad esempio le norme sulle emissioni di CO2 per i veicoli e l'obbligo di compensazione per gli importatori di combustibili fossili, che contribuiscono a ridurre l'impatto dei trasporti sul clima.</p><p>3. Se paragonata alle attuali abitudini alimentari, un'alimentazione equilibrata e sana secondo la piramide alimentare svizzera porta anche a un'alimentazione più rispettosa del clima e delle risorse. Ad esempio, il sondaggio nazionale sull'alimentazione menuCH mostra che in Svizzera la fascia di età dai 18 ai 75 anni consuma oltre il triplo della quantità giornaliera raccomandata di carne pro capite, ovvero da due a tre porzioni da 100 a 120 grammi di carne alla settimana. Queste raccomandazioni costituiscono una base importante per l'attuazione del piano d'azione Strategia nutrizionale svizzera. Nell'attuazione del piano d'azione si terrà fra l'altro conto di diversi aspetti ambientali fra cui anche quelli della ristorazione collettiva.</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che la formazione e la formazione continua siano leve importanti per promuovere un'alimentazione rispettosa delle risorse. L'UFAM e l'Ufficio federale dell'energia (UFE) offrono consulenza alle associazioni professionali e alle organizzazioni settoriali per la revisione e lo sviluppo dei profili professionali al fine di integrare le competenze in materia ambientale ed energetica rilevanti nel quadro formativo. Dal 2017 il Programma per il clima dell'UFAM sostiene attivamente le associazioni professionali e le organizzazioni settoriali per integrare e rafforzare le competenze in quelle professioni che sono di grande importanza per il clima. Fra queste vi sono anche le professioni nel campo dell'alimentazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.