Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/84855

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Obiettivi: il Consiglio federale ha deciso diversi provvedimenti sul clima e l'efficienza energetica, tra i quali il piano d'azione per le energie rinnovabili e quelloper l'efficienza energetica.</p><p>a. Quali riduzioni di CO2 e altri gas a effetto serra e quale attenuazione dei danni si aspetta dall'attuazione dei suoi piani d'azione?</p><p>b. Quali misure supplementari (norme di incitamento, divieti, obblighi) sarebbero secondo lui necessari per attenuare ulteriormente i danni, ridurre in Svizzera dal 2010 di almeno il 2 per cento all'anno l'emissione di CO2  e aumentare dell'1 per cento all'anno la quota di fonti di energia rinnovabile ed ecologica rispetto al consumo finale?</p><p>c. Quali altre misure oltre a quelle menzionate al punto 1b sarebbero necessarie per raggiungere gli obiettivi della società a 2000 watt entro il 2030 (società a 2000 watt: il consumo energetico pro capite viene ridotto a 2000 watt senza perdite di confort. Di questi 2000 watt, almeno 1500 provengono dalle fonti rinnovabili)?</p><p>2. Effetti: quali effetti avrebbero le misure menzionate ai punti 1a-1c per quanto concerne:</p><p>a. le commesse e posti di lavoro per le aziende svizzere?</p><p>b. il gettito fiscale di comuni, cantoni e Confederazione, compresa l'IVA?</p><p>c. i contributi AVS e il fondo AVS?</p><p>3. Misure paragonabili: grazie alle tecnologie in materia energetica e climatica, sono stati creati in Germania circa 250 000 posti di lavoro nei settori dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Si possono attendere risultati simili per la Svizzera con le misure di cui ai punti 1 e 2? Il Consiglio federali ritiene più efficienti per la Svizzera le misure di cui al punto 2?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1a. Qui di seguito sono riassunti gli effetti delle misure più efficaci:</p><p>Programma nazionale per gli edifici: 80 000 tonnellate di CO2 il primo anno (2010);</p><p>(mandato di esame) 875 000 tonnellate CO2/a nel 2020</p><p>Trasformazione dei sistemi di riscaldamento e di produzione dell'acqua calda e rimunerazione per l'immissione in rete Riscaldamento su larga e piccola scala: 1,5 milioni tonnellate di CO2 (effetto globale 2020)</p><p>Accordo sugli obiettivi con auto-svizzera: 0,3 milioni tonnellate di CO2 nel 2010</p><p>1,77 milioni tonnellate di CO2 nel 2020</p><p>Sistema bonus-malus imposta sugli autoveicoli 0,25 milioni tonnellate di CO2/a</p><p>Tassa cantonale sui veicoli a motore: 0,1 milioni di tonnellate CO2/a</p><p>Misure per apparecchi e motori: 3400 terajoule all'anno (risparmio energetico)</p><p>Misure forza idrica: 1800 terajoule (risparmio energetico)</p><p>La base di calcolo è data dai modelli delle prospettive energetiche dell'UFE nonché da calcoli interni dell'ufficio.</p><p>Alcune delle misure richiedono una modifica di legge o di ordinanza e sottostanno quindi alla normale procedura normativa.</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p><p>1b. Le misure (regolamentazioni tecniche, prescrizioni, finanziamenti, ecc.) di entrambi i piani d'azione permettono già di ridurre le emissioni di CO2. Affinché queste ultime possano essere ridotte a lungo termine del 2 per cento l'anno a partire dal 2010 sono in discussione diversi altri elementi: tassa sul clima (con o senza destinazione parzialmente vincolata), finanziamento di misure in Svizzera (in particolare programma per gli edifici), finanziamento di misure all'estero e altre regolamentazioni tecniche (prescrizioni e standard). Il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DATEC di presentare entro l'estate del 2008 una proposta di revisione della legge sul CO2 da porre in consultazione, nell'ambito della quale mettere in discussione gli elementi citati.</p><p>Grazie alle misure dei piani d'azione, tra il 2010 e il 2020 la quota di energie rinnovabili rispetto al consumo finale di energia dovrebbe passare dal 16 per cento al 24 per cento (aumento dell'8 per cento). Al fine di mantenere durevolmente stabile all'1 per cento la quota di aumento annuo, sono necessarie altre misure, che dovranno essere definite tra l'altro nel quadro della revisione della legge sul CO2.</p><p>1c. Allo scopo di raggiungere gli obiettivi della società a 2000 watt sarebbero necessarie misure molto più incisive come le tasse di incitamento (ad esempio tassa sul clima, riforma fiscale ecologica). Stando all'iniziativa Novatlantis, progetto di sviluppo sostenibile del Politecnico federale di Zurigo, la scadenza per la realizzazione della società a 2000 watt è al più presto la seconda metà di questo secolo. Grazie alle misure dei piani d'azione, si possono tuttavia già fare i primi passi verso l'attuazione del progetto.</p><p>2. È molto difficile quantificare secondo i punti 2a-2c gli effetti dell'attuazione delle misure menzionate ai punti 1a-1c, tanto più che secondo i punti 1b e 1c sono immaginabili più varianti. Sono state effettuate in parte analisi degli effetti dei piani d'azione per l'efficienza energetica e per le energie rinnovabili già nell'ambito delle prospettive energetiche dell'UFE e della prima fase della stima degli effetti. Laddove ritenuto opportuno, nell'ambito della seconda fase di questa stima, dovranno essere esaminati ancora più approfonditamente i costi e i benefici di misure selezionate. Nel quadro dei piani d'azione sono state effettuate stime delle misure proposte, che possono essere applicate per analogia alle misure 1a-1c.</p><p>2a. Il potenziamento dei mercati delle energie rinnovabili e delle soluzioni energetiche efficienti in Svizzera migliora la competitività internazionale delle imprese svizzere operanti nel settore. Inoltre, poiché a livello mondiale si attende un aumento dinamico della domanda di tecnologie efficienti sul piano energetico e delle tecnologie di impiego delle energie rinnovabili, aumentano le possibilità di esportazione. Grazie alle misure dei piani d'azione sono previsti effetti positivi sull'occupazione, generati soprattutto dal programma di risanamento degli edifici e dal programma di trasformazione degli impianti di riscaldamento e di produzione dell'acqua calda (circa 12 000 anni-persona). Tuttavia è difficile stimare in quale precisa misura le misure permetteranno di creare ulteriori investimenti e domanda di lavoro o semplicemente come questi saranno ridistribuiti.</p><p>2b. La realizzazione delle misure dei piani d'azione comporta in primo luogo oneri indiretti supplementari per Confederazione e cantoni dovuti a perdite di gettito fiscale (maggiori possibilità di detrazione degli investimenti nelle energie rinnovabili e costi d'investimento in ambito energetico). Queste perdite sono controbilanciate da maggiori introiti (imposta sul valore aggiunto, imposta sui redditi) dovuti agli investimenti supplementari e alle conseguenze positive a livello occupazionale. Quanti investimenti supplementari, conseguenze positive per l'occupazione e quindi maggiori introiti si riescono ad ottenere dipende dagli effetti collaterali che possono variare notevolmente a seconda delle singole misure (ad esempio effetto collaterale piuttosto elevato per detrazioni fiscali, più basso per programma di promozione). Un altro effetto positivo potrebbe verificarsi se i posti di lavoro supplementari potessero essere attribuiti a disoccupati. Ciò permetterebbe infatti di ridurre il carico dell'assicurazione contro la disoccupazione. Senza una conoscenza precisa degli effetti collaterali delle singole misure e del rapporto concreto tra oneri supplementari e sgravi, non è possibile valutare le ripercussioni nette sulle finanze federali. In linea di massima per Confederazione, cantoni e comuni sono da attendersi oneri leggermente più elevati legati ai compiti di esecuzione, i quali tuttavia possono essere coperti nel quadro delle normali attività amministrative.</p><p>2c. Gli effetti veri e propri dipendono molto dalla situazione congiunturale. In periodi di bassa congiuntura con scarsità di domanda c'è da attendersi che gli effetti sul mercato del lavoro siano particolarmente rilevanti. Allo stesso modo, sempre in una fase di bassa congiuntura, la quota di investimenti supplementari effettivamente generati potrebbe essere in confronto alta. Una minore disoccupazione permetterebbe di ridurre i versamenti dell'AD di circa 60 000 franchi per anni-persona. Tuttavia, non è possibile stimare la diminuzione della disoccupazione nella sua globalità. Infatti le misure attualmente non sono ancora state concretizzate. I rispettivi progetti di attuazione saranno presentati al Consiglio federale solo alla fine dell'anno.</p><p>3. Viste le condizioni quadro simili in Svizzera e in Germania (economia, politica, stato della tecnologia, ecc.), in linea di massima il nostro Paese potrebbe raggiungere risultati analoghi, in proporzione al suo territorio e al numero dei suoi abitanti. Va notato tuttavia che in Germania il tasso di disoccupazione è molto più elevato e le condizioni di assunzione sono in parte diverse. Questi fattori, determinanti per gli effetti sull'occupazione, non possono pertanto essere trasposti uno a uno alla Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.