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Come riferisce il portale “Arcinfo”, dopo aver trascorso un periodo in un ospedale psichiatrico, di ritorno a casa l'imputata aveva usato un accendino e della vodka per bruciare dei vestiti sulla porta del suo padrone di casa, che le aveva appena dato quattro giorni per lasciare il suo appartamento. Il tasso alcolico della piromane, al momento del fatto, era del 3,5g/l, ossia estremamente elevato.
Parzialemente scagionata durante il processo di primo grado, la donna di 40 anni è stata infine giudicata colpevole in appello giovedì scorso. La condanna, già iniziata, è stata accompagnata da un'espulsione dalla Svizzera per dieci anni e da un trattamento psichiatrico. In primo grado, era stata condannata a “soli” 15 mesi di carcere.
Nei mesi precedenti l'incendio, in stato di ubriachezza, l'imputata aveva fatto numerosi scandali pubblici e telefonate ai servizi di emergenza, minacciando talvolta di gettarsi sotto un treno. In cinque mesi, aveva chiamato vari servizi di emergenza ben 1136 volte.
Secondo il suo avvocato, sarà rilasciata il giorno in cui sarà guarita, senza scontare i nove anni di carcere. In caso contrario, rimarrà in un carcere o in un istituto chiuso fino alla guarigione.