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GINEVRA - Niente licenziamenti presso Easyjet Svizzera, malgrado la rinuncia a due dei 12 velivoli stazionati allo scalo di Basilea-Mulhouse.
La compagnia ha concordato con i dipendenti la possibilità di ridurre i tassi di occupazione, per poi farli tornare a livelli precedenti se il vettore tornerà ai livelli di operatività precedenti alla pandemia.
«Grazie a queste misure, i 23 posti di pilota e i 45 impieghi di equipaggio di cabina che erano a rischio sono stati completamente preservati», ha indicato all'agenzia Awp il direttore generale dell'impresa, Jean-Marc Thévenaz, precisando i contorni di un'intesa annunciata con un comunicato diffuso in mattinata.
La ristrutturazione riguardava solo l'aeroporto renano: quello di Ginevra, con i suoi 15 aeromobili, non era interessato. Complessivamente Easyjet Svizzera impiega quasi 1000 persone: 560 nella regione della città di Calvino, 420 a Basilea-Mulhouse. La compagnia è stata duramente toccata dalla crisi del coronavirus: nell'esercizio 2019/2020, chiuso a fine settembre, i passeggeri sono stati 7,9 milioni, con una flessione del 48% rispetto ai dodici mesi precedenti. E nei mesi successivi l'attività non è più decollata veramente.
L'esito dei negoziati fra Easyjet e personale potrebbe ispirare anche le trattative in corso presso Swiss. Il vettore nato sulle ceneri di Swissair punta infatti a ridurre la flotta e di conseguenza l'organico, con la cancellazione di 1700 posti, il 20% del totale. Molti dipendenti hanno già lasciato l'impresa, ma in aprile si è parlato di un possibile licenziamento per 780 collaboratori (che occupano 650 posti).
Niente licenziamenti presso Easyjet Svizzera, malgrado la rinuncia a due dei 12 velivoli stazionati allo scalo di Basilea-Mulhouse.