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La giornata
Vertice finito: Putin: «Incontro costruttivo», Biden: «I rapporti devono essere stabili»
Il vertice a Ginevra Biden-Putin è finito. Il presidente degli Stati Uniti ha lasciato la Villa La Grange poco prima delle 17.30, dopo tre ore e mezza di colloqui con la sua controparte Vladimir Putin. Il presidente russo si è espresso in conferenza stampa.
Poco più di un'ora dopo il suo inizio, si è dunque conclusa anche la seconda e ultima fase del summit tra i due presidenti. La prima sessione dei lavori ristretta fra Joe Biden e Vladimir Putin a Ginevra era durata quasi due ore.
In una dichiarazione congiunta al termine del vertice Biden e Putin hanno fatto sapere, stando al Tass, che gli Stati Uniti e la Russia intraprenderanno nel prossimo futuro un dialogo bilaterale integrato sulla stabilità strategica che sarà robusto.
«Riaffermiamo il principio secondo cui una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta», riporta la dichiarazione.
Putin: «Vertice costruttivo, Biden statista esperto»
Al termine dell'incontro, ha preso la parola in conferenza stampa il presidente russo Putin, il quale ha affermato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per il ritorno degli ambasciatori.
Secondo Putin, il vertice con il presidente americano è stato costruttivo e non c'è stata «ostilità» tra i due leader. Stando a una fonte all'interno di una delle delegazioni, che ha parlato con Interfax, l'incontro è andato «abbastanza bene».
Riguardo al suo interlocutore, Putin ha detto che Biden «è molto diverso dal presidente Trump». E lo ha definito uno «statista esperto». Il leader russo ha spiegato che i due hanno parlato dettagliatamente per due ore: una cosa, ha sottolineato, che non sarebbe possibile fare con la maggior parte dei politici.
Consultazioni sulla cyber-security
I due Paesi hanno concordato di iniziare consultazioni sulla cyber-security, così come di avviare consultazioni sul futuro del trattato New START.
«Vogliamo aiutare ad agevolare accordi di Minsk se l'Ucraina è disposta a farlo, lo faremo anche noi», ha proseguito Putin cambiando argomento.
Rispondendo a una domanda su Alexei Navalny, l'oppositore del Cremlino in carcere, Putin ha detto che «questa persona sapeva di violare una legge russa e ha compiuto diverse volte lo stesso reato». Riguardo ai diritti umani, il presidente si è chiesto: «Di che diritti umani stiamo parlando? Guantanamo è ancora aperto e non corrisponde agli standard internazionali dei diritti umani o alle leggi degli Stati Uniti. In Europa c'erano prigioni dove si torturava. In Russia stiamo sviluppando il nostro percorso».
«Abbiamo parlato del tema dei cittadini Usa detenuti in Russia e su questo punto potremo trovare un compromesso», ha poi riferito Putin.
Biden: «I rapporti USA-Russia devono essere stabili»
E dopo Putin, si è espresso in conferenza stampa anche Biden. «I rapporti fra USA e Russia devono essere stabili e prevedibili», ha detto il presidente statunitense. «Ho detto a Putin che la mia agenda non è contro la Russia, è per gli americani», ha aggiunto.
«Noi continueremo a sollevare questioni per casi come Alexei Navalny e tutte le questioni legate ai diritti umani. L'ho detto a Putin», ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca, sottolineando che «noi non tollereremo violazioni dei diritti democratici e risponderemo. Le conseguenze di una eventuale morte di Navalny sarebbero devastanti».
«A Putin ho detto anche che ci sono delle regole di base che vanno rispettate. I diritti umani sono parte del Dna degli Stati Uniti. Ho detto al presidente russo che saranno sempre sul tavolo» di confronto, ha proseguito Biden, mettendo in risalto che quello fatto da Putin fra la repressione dei dissidenti russi e l'attacco al Congresso del 6 gennaio «è un paragone ridicolo».
«Ho inoltre dato a Putin una lista di 16 infrastrutture critiche» che devono essere off limit da ogni forma di attacco, ha detto ancora il democratico spaziando sui vari temi. Sull'Ucraina: «Ho ribadito il nostro incrollabile sostegno alla sua sovranità».
«C'è una genuina prospettiva di migliorare significativamente le relazioni», ha affermato Biden. Anche perché «un'altra Guerra Fredda non sarebbe nell'interesse di nessuno».
Stando al presidente statunitense, «il tono di tutto l'incontro è stato buono, positivo, non ci sono state azioni stridenti. È importante incontrarsi di persona così che non ci siano incomprensioni su quello che io voglio comunicare».
Biden ha regalato a Putin un bisonte di cristallo e un paio di occhiali da sole Aviators, lo stesso modello indossato sempre dal capo della Casa Bianca, creati appositamente da Randolph Usa.
Putin ringrazia Svizzera per «l'eccellente piattaforma»
Al termine dell'incontro, il presidente russo Putin ha ringraziato Ginevra per l'ospitalità: «Grazie per l'eccellente piattaforma», ha detto in un incontro bilaterale con il presidente della Confederazione Parmelin a Villa La Grange dopo l'incontro con Biden. «Spero che abbia avuto una buona discussione con la sua controparte americana», ha risposto Parmelin.
Putin e Parmelin hanno poi iniziato i colloqui bilaterali a porte chiuse insieme ai ministri degli esteri Ignazio Cassis e Sergei Lavrov.
Parmelin: «Con Putin atmosfera rilassata»
I colloqui tra il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il presidente russo Vladimir Putin si sono svolti in un'atmosfera rilassata. Gli argomenti includevano l'economia e la politica di sicurezza. Lo ha dichiarato il presidente della Confederazione in una conferenza stampa al termine dell'incontro.
La Russia è un partner importante per la Svizzera con grande potenziale. La Svizzera è da anni uno dei dieci più importanti investitori in Russia.
L'obiettivo della Svizzera è quello di sostenere il più possibile le aziende elvetiche in Russia. La Svizzera ha anche sollevato la questione della sicurezza nei suoi colloqui con la Russia, ha aggiunto Parmelin.
Cassis: «Vertice positivo»
Dal canto suo, il ministro degli esteri elvetico Ignazio Cassis ha definito positivo l'odierno vertice. Stando al ticinese, che ha parlato con i media a fine giornata, il summit è stato un bene per la credibilità della Confederazione e la sua diplomazia.
La Svizzera ha beneficiato della visibilità nel mondo grazie a questo incontro tra due grandi potenze, ha detto Cassis. Più di 1200 giornalisti da 44 Paesi sono stati accreditati per coprire l'evento, ha precisato il consigliere federale.
Riguardo al meeting avuto dalle autorità elvetiche con Putin, Cassis ha affermato che è importante rafforzare la cooperazione con la Russia. Il leader del Cremlino, a cui è stato assicurato che la Svizzera lavorerà per una soluzione pacifica della crisi ucraina, ha dal canto suo ringraziato Berna per i suoi buoni uffici in Georgia.
Putin prima e Biden dopo sono ripartiti
Poche ore dopo il suo incontro con il presidente statunitense Biden, il capo del Cremlino Vladimir Putin è stato il primo dei due a lasciare Ginevra. L'aereo di Putin è decollato dall'aeroporto di Cointrin verso le 20.00. Putin era arrivato a Ginevra a mezzogiorno
Joe Biden, che era già arrivato ieri a Ginevra, è invece ripartito alla volta di Washington dopo le 20.30. Si è così concluso il suo primo viaggio all'estero da capo della Casa Bianca, con la partecipazione in Europa al G7, al summit NATO e al vertice USA-UE.
Dalle 16.40 il vertice allargato
Il vertice allargato era iniziato alle 16h40.
Con il presidente americano c'erano, oltre al segretario di Stato Antony Blinken, la sottosegretaria di Stato per gli Affari Politici Victoria Nuland, il consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan, gli esperti del Consiglio per la Sicurezza nazionale sui dossier russi Eric Green e Stergos Kaloudis e l'ambasciatore statunitense a Mosca John Sullivan.
La delegazione russa invece includeva, oltre al ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, il suo vice Serghiei Riabkov, il consigliere presidenziale per gli Affari Esteri Yuri Ushakov, il capo dello Stato maggiore gen. Valery Gerasimov, l'ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov, gli inviati del Cremlino per Ucraina e Siria, e il portavoce di Putin Dmitri Peskov.
Tensione e distanza nel linguaggio del corpo
Strutturato appositamente per evitare la minuziosa analisi del linguaggio del corpo, su richiesta soprattutto della Casa Bianca che anche per questo avrebbe chiesto di tenere due conferenze stampa separate, lo storico incontro tra Biden e Putin ha comunque suscitato la curiosità degli esperti che si sono cimentati nell'interpretazione delle poche immagini trapelate.
Poche parole prima del summit
Tra le poche parole di convenevoli prima del vertice Biden-Putin, non è passato inosservato il riferimento «paritario» del presidente statunitense a al suo Paese e alla Russia come «due grandi potenze», dopo che Barack Obama aveva liquidato Mosca come una potenza regionale.
«Stiamo tentando di determinare se abbiamo interessi reciproci, dove possiamo cooperare, e, dove non è possibile, stabilire un modo prevedibile e razionale in cui non essere d'accordo, noi due grandi potenze», ha detto il commander in chief.
Parole che devono aver lusingato Vladimir Putin, alla ricerca di rispetto e riconoscimento per la Russia nell'arena internazionale. Alla vigilia del summit Biden, dopo aver definito tre mesi fa lo zar un «killer», lo aveva promosso come un «avversario di valore, tosto e brillante»: pre-tattica di un summit alla ricerca del disgelo.
Nessun incidente
La città di Ginevra è stata finora all'altezza del suo soprannome di «capitale della pace» al vertice. Secondo le forze di sicurezza, non ci sono stati incidenti significativi. Nessuno è stato arrestato e tutto è andato liscio, ha detto oggi pomeriggio un portavoce della polizia di Ginevra a Keystone-ATS.
Non ci sono stati problemi neppure nei cieli. Dall'arrivo - ieri - di Biden e l'inizio del vertice a mezzogiorno di oggi, non c'è stata alcuna violazione della chiusura dello spazio aereo sulla città di Ginevra, ha dichiarato una portavoce dell'esercito.
L'incontro tra Biden e Putin a Ginevra è stato accompagnato da massicce misure di sicurezza. Migliaia di poliziotti e soldati sono stati mobilitati. Numerose restrizioni sono in vigore per i residenti della città. Gli abitanti di Ginevra sono stati invitati a lavorare da casa, se possibile, a causa del caos del traffico previsto per oggi.
Calmy-Rey
«Un'immagine molto bella e commovente del ruolo della Svizzera». Con queste parole l'ex responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri Micheline Calmy-Rey ha descritto il ricevimento dei due capi di stato Joe Biden e Vladimir Putin da parte del presidente della Confederazione Guy Parmelin a Ginevra.
Questa immagine del presidente della Confederazione affiancato dai due presidenti delle due potenze mondiali: «Si poteva vedere fisicamente quale possa essere il ruolo della Svizzera», ha detto oggi Calmy-Rey nello studio della televisione romanda RTS.
Inoltre, sullo sfondo vi è la Villa La Grange, ha detto l'ex consigliera federale. Non è un palazzo, niente oro, ma un edificio piuttosto modesto, ha sottolineato. Ciò dimostra anche che la Svizzera, che non è una grande potenza, non rappresenta i propri interessi ma quelli degli altri e della pace. Calmy-Rey è stata ministra degli esteri dal 2003 al 2011 e due volte presidente della Confederazione (nel 2007 e nel 2011).
L'arrivo di Putin a Ginevra
Vladimir Putin è atterrato all'aeroporto di Ginevra poco prima delle 12.30. Il presidente russo si è poi recato direttamente a Villa La Grange, dove è stato accolto dal presidente della Confederazione Guy Parmelin. Poi è arrivato il loro omologo statunitense Joe Biden per dare il via al vertice.
Nessun funzionario era presente sull'asfalto dello scalo ginevrino. Putin aveva infatti fatto sapere che non voleva un ricevimento formale, ossia un incontro di protocollo con le autorità svizzere. Lo ha riferito la stampa locale, ripresa dall'emittente Eco di Mosca.
La «Tribune de Genève» ha infatti notato che le autorità cittadine si stavano preparando a ricevere il presidente russo presso la rampa dell'aereo, ovvero lo stesso modo in cui hanno accolto il presidente Joe Biden il giorno prima.
Prima Putin e poi Biden arrivati alla villa
Il convoglio russo è arrivato alla villa La Grange, dove si terrà il vertice, poco dopo le 13. Putin è stato accolto dal presidente della Confederazione Guy Parmelin davanti all'ingresso della struttura con una stretta di mano e uno scambio di parole di benvenuto.
Con il presidente russo è giunto anche un immenso convoglio, con carri pieni di guardie del corpo con occhiali da sole scuri, ma anche soldati armatissimi.
Successivamente, intorno alle 13.20, è arrivato alla villa anche Joe Biden, anch'esso accolto dal suo omologo svizzero Parmelin.
Dopodiché c'è stata la stretta di mano anche tra il presidente americano e quello russo, che si sono guardati negli occhi, ma Putin ha subito distolto lo sguardo verso i fotografi.
Poi sono entrati in villa, dove poco dopo hanno dato il via al vertice.
I leader americani e russi avrebbero dovuto iniziare il summit alle 13:00, ma è iniziato con una quarantina di minuti di ritardo. Inizialmente sono accompagnati solo dal loro capo della diplomazia, Antony Blinken per gli Stati Uniti e Sergey Lavrov per la Russia. I colloqui dovrebbero durare dalle quattro alle cinque ore, secondo un alto funzionario della Casa Bianca.
«Ci sono molte questioni che si sono accumulate, spero che il nostro incontro oggi sia produttivo», ha detto Putin a Biden prima dell'inizio dei negoziati.
«Sempre meglio incontrarsi faccia a faccia», ha detto Biden a Putin poco prima dell'inizio del vertice che si tiene nella biblioteca della Villa La Grange. I due leader hanno scambiato pochissime parole di circostanza, restando poi a lungo in silenzio. Biden è apparso sorridente e rilassato, Putin più teso e austero.
Quello di oggi è il primo vertice tra i presidenti delle due maggiori potenze nucleari da quando Biden è entrato in carica a gennaio.
Gli argomenti includono la stabilità strategica nel mondo, il disarmo nucleare, il controllo degli arsenali di armi e i conflitti in Afghanistan, Libia, Siria e la disputa sui programmi nucleari in Iran e Corea del Nord. Biden, aveva dichiarato di voler anche affrontare le violazioni dei diritti umani in Russia.
«Svizzera felice di favorire dialogo e mutua comprensione»
La delegazione svizzera, guidata da Parmelin, era arrivata alla Villa attorno alle 12.10.
Il presidente della Confederazione ha affermato che la Svizzera è «felice, in conformità alla sua tradizione di buoni uffici, di favorire il dialogo e la mutua comprensione. Vi auguro un dialogo fruttuoso nell'interesse dei vostri paesi e del mondo».
Ginevra blindata per il vertice
Zone chiuse, traffico interrotto e imponenti misure di sicurezza: è una Ginevra blindata che si apprestava ad accogliere il primo vertice tra i presidenti di Stati Uniti, Joe Biden, e Russia, Vladimir Putin.
Il parco della villa La Grange, splendida dimora del 18esimo secolo nei pressi del lago Lemano che accoglie l'incontro, è trasformato in un campo trincerato, con chilometri di filo spinato, soldati e agenti in pattuglia.
Anche se Ginevra, sede di numerose organizzazioni internazionali, è abituata ad accogliere capi di Stato e incontri diplomatici di alto livello, questo vertice rappresenta un'enorme sfida logistica e di sicurezza.
Per il summit sono stati mobilitati circa 2.000 agenti della polizia di Ginevra, 900 agenti di altre parti della Svizzera, anche ticinesi.
Pure l'esercito è presente con 1000 uomini e le forze aeree proteggono lo spazio aereo, temporaneamente ridotto dal 15 al 17 giugno in un raggio di 50 chilometri e fino a 6'000 metri.
Il vertice è stato posto «sotto un alto livello di minaccia», secondo Stéphane Theimer, vicedirettore dell'ufficio federale di polizia (fedpol).
Democratici per Biden e folla curiosi per entrambi
Circa 20 democratici statunitensi i che vivono in Svizzera si sono riuniti fuori dalla stazione ferroviaria di Cornavin nella tarda mattinata per salutare il loro presidente Joe Biden. Il raduno, non autorizzato, è stato disperso dalla polizia.
Il piccolo gruppo di democratici, giunti da diverse città svizzere, si era riunito dietro un grande cartello di benvenuto, indossava maschere con i colori del Partito democratico e sventolava le bandiere degli Stati Uniti in un'atmosfera festosa. Ma la polizia ha rapidamente bloccato la manifestazione.
Gli organizzatori non avevano chiesto un permesso, che non avrebbero comunque ricevuto per la zona della stazione.
Numerosi altri curiosi si sono invece posizionati nelle vicinanze della rada per vedere passare i convogli dei due Presidenti che si recavano alla Villa La Grange. La folla di curiosi si è dispersa rapidamente dopo il passaggio del convoglio del presidente degli Stati Uniti, che ha seguito di un buon quarto d'ora quello del presidente russo.
Cremlino: «Volontà di trovare soluzioni, ma non sarà un vertice storico»
«I colloqui di oggi» a Ginevra tra il presidente russo Vladimir Putin e quello americano Joe Biden «non saranno facili, sarà una conversazione molto difficile»: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in un'intervista alla tv russa ripresa dalla Tass.
«Abbiamo un sacco di arretrati che devono essere affrontati, quindi il presidente Putin arriva con l'intenzione di sollevare questioni in maniera onesta e costruttiva e di cercare di raggiungere delle soluzioni», ha affermato Peskov.
Ma il vertice odierno «non può diventare storico e non ci si può e non ci si dovrebbe aspettare nessuna svolta»: ha ancora affermato il portavoce del Cremlino, rimarcando che i rapporti tra Stati Uniti e Russia sono tesi. Lo riporta la Tass.
Peskov ha comunque affermato che «il fatto stesso che i due presidenti abbiano deciso di incontrarsi e di cominciare a parlare apertamente dei problemi esistenti è già un risultato. Anche prima di iniziare, questo summit ha questo risultato positivo», ha detto Peskov.
Gli armeni non vogliono essere dimenticati
Rappresentanti della diaspora armena in Svizzera hanno manifestato oggi nell'ampio spazio del quartiere Plainpalais nel centro città di Ginevra, a margine del vertice russo-americano, denunciando l'indifferenza delle due potenze per il destino dell'Armenia.
I manifestanti hanno ricordato che gli Stati Uniti e la Russia copresiedono, con la Francia, il gruppo di Minsk, che è stato incaricato dall'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) di risolvere pacificamente lo status del Nagorno-Karabakh, regione contesa da Armenia e Azerbaigian.
Gli armeni di Svizzera ritengono che attualmente l'Armenia sia stata abbandonata dagli Stati Uniti e dalla Russia. Secondo loro questi due Paesi non si assumono la loro responsabilità morale e non garantiscono la sicurezza dello stato armeno e della popolazione armena del Nagorno-Karabakh, come si sono impegnati a fare.
ATS / sam