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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da una decina d'anni, la qualità della formazione e del perfezionamento del corpo medico costituisce un ambito prioritario. Basandosi sul messaggio del 3 dicembre 2004 concernente la legge federale sulle professioni mediche universitarie (LPMed) e richiamandosi alla cooperazione con le facoltà in particolare in seno alla Conferenza svizzera delle facoltà di medicina, alla procedura di accreditamento dei programmi di perfezionamento e al dialogo con i cantoni sulle questioni di politica sanitaria, il Consiglio federale risponde come segue alle domande sollevate dall'autore dell'interpellanza:</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole dei problemi evocati nell'interpellanza. La demografia medica non è certo ottimale e la penuria rischia di coinvolgere sia gli studi medici di base che i medici ospedalieri. Non va però dimenticato che la Svizzera conta globalmente una densità di medici tra le più alte al mondo, anche se la loro ripartizione varia dagli agglomerati alle regioni rurali. Si osserva inoltre una crescente presenza femminile e la tendenza ad adeguare la vita professionale a uno stile di vita meno rigido (lavoro a tempo parziale; prossimità di un ospedale terziario ecc.). </p><p>La situazione e i potenziali effetti sono noti e sono già stati pure affrontati dal capo del DFI in occasione di un incontro con rappresentanti della Federazione dei medici svizzeri (FMH), avvenuto il 7 settembre 2004. Il tema è anche regolarmente all'ordine del giorno nei dibattimenti tra le autorità federali e la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS).</p><p>2. L'eterogeneità dei pazienti ricoverati negli ospedali dove i giovani medici svolgono una parte importante della loro specializzazione può effettivamente originare differenze di apprendimento e di perfezionamento. Si tratta tuttavia di una segmentazione derivante dal ventaglio dei casi trattati (case mix) e dalla pianificazione ospedaliera a livello cantonale: una differenziazione auspicabile, anzi necessaria dal punto di vista della salute pubblica. Se tutti i giovani medici si orientassero verso ambiti sanitari altamente specializzati, la Svizzera non sarebbe più in grado di formare un numero sufficiente di medici di base, tanto più che già oggi vi è un rapporto squilibrato sfavorevole a questi ultimi nel settore del perfezionamento. È una delle preoccupazioni dell'autore dell'intepellanza condivise dal Consiglio federale, poiché la struttura degli studi e l'ambiente clinico universitario possono indurre alla specializzazione individuale. Anche se questa situazione può comportare una ripartizione poco equilibrata e forme di assistenza diverse da un tipo di ospedale all'altro, non provoca necessariamente un deterioramento della qualità del perfezionamento negli ospedali regionali. La qualità del perfezionamento dipende da un lato da programmi strutturati e da misure organizzative e dall'altro dalla disponibilità e dall'impegno dei capiclinica. Tale contesto è peraltro oggetto di esame nell'ambito dell'accreditamento dei programmi di perfezionamento.</p><p>Queste diverse cause sono oggetto di un'analisi approfondita nell'ambito del mandato attribuito dal capo del DFI al fine di rafforzare la medicina universitaria mediante una legge quadro sulle università e una legge sulle professioni mediche universitarie. Con quest'ultima legge, che sarà trasmessa al Parlamento all'inizio 2005, ci si prefigge di migliorare la qualità dei processi di formazione e delle pratiche professionali, tenendo conto dei proficui dibattiti degli ultimi dieci anni. Progressivamente, si va quindi delineando un contesto molto più coerente e orientato verso la medicina di base, che gode del sostegno di tutti i partner (Confederazione, cantoni, università, facoltà di medicina, organismi incaricati del perfezionamento ecc.).</p><p>3. Quanto agli incentivi per gli stage negli studi medici, ci si può riallacciare alle esperienze fatte a Basilea e a Berna. Le due università, nell'ambito delle loro facoltà, offrono un sostegno particolare ai medici che prestano cure di base. L'Università di Basilea aprirà presto un istituto specializzato in medicina di famiglia. Analoga la situazione per quanto riguarda il perfezionamento, nell'ambito del quale il collegio di medicina di base garantisce il coordinamento degli stage e del finanziamento. Va comunque detto che, soprattutto nella Svizzera romanda, il numero di giovani medici interessati ad uno stage è inferiore ai posti disponibili. L'importanza della formazione pratica e delle conoscenze acquisite in uno studio medico (silent faculty) non vanno tuttavia sottovalutate. Infatti, per rafforzare la funzione di filtro nell'ottica di una migliore gestione dei costi, oltre agli aspetti curativi, i giovani medici devono conoscere anche le questioni relative alla prevenzione e al contesto socioeconomico. La situazione professionale di molti medici indipendenti non favorisce certo l'espletamento dei compiti di formazione. Questa problematica va però intesa anche come una sfida per i medici, chiamati a sviluppare nuovi modelli (reti, studi collettivi ecc.), che consentano loro di coniugare in modo più equilibrato impegni professionali e interessi personali (perfezionamento, scambio di esperienze, vita privata ecc.). Un miglioramento strutturale in questo ambito lascerebbe loro più spazio per un maggiore impegno in favore della formazione.</p><p>4. La Confederazione e i cantoni intrattengono scambi regolari in ambito sanitario (cfr. anche l'interpellanza Rossini 04.3139, La politica nazionale della sanità è fallita?). Le problematiche relative alla demografia medica sono state affrontate in diverse occasioni, e si prevede di approfondirle ulteriormente nell'ambito del dialogo istituzionalizzato tra la Confederazione e i cantoni. I cantoni osservano l'evoluzione della situazione degli studi medici con una certa preoccupazione. Tuttavia, le constatazioni degli ospedali regionali non possono essere generalizzate per quanto riguarda la mancanza di medici assistenti. In effetti, il nuovo disciplinamento del tempo di lavoro è soltanto una delle ragioni delle difficoltà, che costituiscono una sfida per le istituzioni, costrette a verificare il proprio funzionamento interno. Il Consiglio federale ritiene che vi sia senza dubbio un potenziale di miglioramento. Pertanto, prima ancora di creare nuovi posti di lavoro, occorre accrescere l'efficacia delle istituzioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.