Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/83650

<h2>SubmittedText<h2><p>La decisione dell'Ufficio federale della sanità pubblica di limitare e di ridurre i costi di laboratorio dei medici di famiglia, prevista per il 2009, suscita molte preoccupazioni. L'invio di pazienti a laboratori privati od ospedalieri causa costi e spostamenti supplementari, allunga i tempi necessari per la diagnosi, ostacola decisioni rapide, aumenta i rischi e priva i medici di mezzi indispensabili per esercitare efficacemente la loro professione. Il Consiglio federale ha preso in considerazione gli aspetti negativi di tale riduzione delle risorse terapeutiche dei medici di famiglia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le attuali tariffe per le analisi sono state fissate negli anni Novanta e da allora hanno subito solo poche modifiche. In seguito agli sviluppi tecnici e all'automatizzazione avvenuti nella medicina di laboratorio, con il conseguente aumento in parte massiccio dell'efficienza, le tariffe non corrispondono più in gran parte ai costi effettivi. La revisione dell'elenco delle analisi mira ad attuare la prescrizione legale relativa alla verifica regolare del soddisfacimento dei criteri dell'efficacia, dell'adeguatezza e dell'economicità nonché a garantire che le tariffe siano stabilite secondo le regole dell'economia. Anche le analisi effettuate nei laboratori degli studi medici devono essere efficaci, adeguate ed economiche.</p><p>Per queste ultime analisi, il nuovo elenco prevede, oltre alle tariffe per ogni analisi, anche una tassa di presenza supplementare, volta a compensare i costi più elevati delle analisi effettuate nei laboratori degli studi medici, confrontati con condizioni di produzione differenti rispetto ai laboratori che lavorano su mandato. In tal modo si è tenuto conto del fatto che dal punto di vista medico l'esecuzione di numerose analisi negli studi dei medici di base, con conseguente disponibilità immediata dei risultati, può essere veramente utile per il trattamento del paziente. Per calcolare la tassa di presenza, l'Ufficio federale della sanità pubblica si è basato in particolare su uno studio dei costi di laboratorio condotto dall'Istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Zurigo. Con la tassa di presenza si intende coprire i costi maggiori di un laboratorio di studio medico mediamente utilizzato ed efficientemente organizzato, senza però generare un aumento di guadagno. </p><p>Le analisi più importanti, che servono al medico di famiglia per stabilire l'ordine di priorità dei pazienti e che sovente permettono di evitare consultazioni supplementari o un ricovero in ospedale, sono menzionate nell'elenco parziale 1 dell'elenco delle analisi. Per queste, i partner tariffali possono stabilire nei contratti il valore del punto indipendentemente dalle altre analisi, applicando il numero dei punti che figura nell'elenco (art. 52 cpv. 3 LAMal e art. 62 cpv. 2 OAMal). Le restanti analisi permettono principalmente di sorvegliare le malattie croniche, per le quali non è sempre necessario convocare il paziente una seconda volta nello studio medico.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che la revisione delle tariffe non metta in pericolo la qualità delle cure mediche.</p>  Risposta del Consiglio federale.