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L'Unesco ha sospeso il diritto di voto degli Stati Uniti, due anni dopo che Washington ha deciso di interrompere i propri contributi finanziari per protesta contro l'ammissione della Palestina come Stato membro. Lo riferiscono fonti interne all'organizzazione, citate dall'agenzia France Presse. La sospensione coinvolge anche i diritti di voto di Israele, per le stesse motivazioni.
I due Paesi avrebbero dovuto presentare oggi la documentazione necessaria a motivare la sospensione dei propri pagamenti all'Unesco, per evitare la perdita dei diritti, ma non lo avrebbero fatto.
"La questione di fondo - ha spiegato un portavoce - è che dopo l'ingresso della Palestina gli Stati Uniti hanno sospeso il loro contributo, e in base ai regolamenti se questo contributo resta sospeso per un periodo prolungato di tempo può portare alla sospensione del diritto di voto".
La questione deve in ogni caso essere sollevata ed esaminata nel corso della Conferenza generale, che si è aperta all'inizio di questa settimana e proseguirà fino alla fine della prossima.
Lo stop ai finanziamenti Usa, che al momento dell'interruzione rappresentavano circa il 22% del budget Unesco, ha generato grossi problemi per l'agenzia Onu, che è stata costretta a interrompere alcuni programmi e attuare pesanti tagli alle spese di funzionamento.
SDA-ATS