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Lo scudo fiscale italiano, che tanto ha scosso le piazze finanziarie elvetiche, soprattutto quella ticinese, e ha permesso a molti contribuenti italiani di regolarizzarsi di fronte al fisco del proprio Paese soprattutto mediante il rimpatrio giuridico, ha provocato un effetto boomerang su coloro che hanno invocato la sanatoria senza informarsi su quali reati questa coprisse.
Chi ha usufruito dello scudo fiscale ter doveva accertarsi che il condono coprisse i reati per cui il soggetto scegliesse di aderire alla sanatoria. Ed è proprio ciò che non si è premurato di fare un contribuente italiano che ha scelto di scudare, tuttavia ignaro del fatto che i reati a lui imputati non fossero coperti dal condono.
Secondo quanto riportato dal "Il sole 24 ore" la Corte di Cassazione italiana ha dichiarato colpevole in sede di giudizio il cittadino che, dopo aver scudato, invocava l'impunità, seppur accusato di omessa presentazione della dichiarazione Iva, omesso versamento Iva e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, rati appunto non condonabili dallo scudo.
Lo scudo fiscale ter offriva, di fatto, copertura solo per quei capitali trasferiti e posseduti all'estero, poi rimpatriati o regolarizzati, se il contribuente era considerato reo di specifiche violazioni, tra le quali, non comparivano quelle relative all'omessa dichiarazione dell'Iva.
ticinofinanza.ch