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È il popolo a decidere della costituzione e non la Banca nazionale (BNS): questa la reazione del comitato di sostegno all’iniziativa Moneta intera nei confronti dell’opposizione espressa oggi dal presidente della direzione della BNS Thomas Jordan alla proposta di modifica costituzionale. Come noto l’iniziativa vuole impedire alle banche di creare dal nulla denaro che, secondo i critici, finisce poi in inutili speculazioni e in grandi bolle finanziarie.
In un comunicato odierno il portavoce del comitato, Reinhold Harringer, afferma di non comprendere le critiche di Jordan nemmeno nel merito. A suo avviso la BNS avrebbe tutto il tempo per pianificare il cambiamento di sistema.
La riforma si limiterebbe inoltre ad ampliare il monopolio che ha la BNS sulle banconote anche al denaro elettronico scritturale, che viene oggi creato dalle banche. Tecnicamente non si farebbe quindi che sostituire il denaro contabile "privato" con soldi dello stesso tipo "pubblici".
Questo è quello che fra l’altro è già avvenuto cento anni fa, sostiene Harringer, dottore in economia ed ex responsabile delle finanze del canton San Gallo. "Allora il sistema finanziario non è crollato, bensì al contrario è diventato assai più stabile", afferma lo specialista, citato nel comunicato.