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Nonostante non sia d’accordo, una madre che vive nel Canton Argovia deve far vaccinare il figlio in età prescolare. Il Tribunale federale (Tf) ha confermato una sentenza in questo senso emessa dall’alta corte argoviese. Padre e madre hanno l’autorità parentale congiunta e in caso di disaccordo vale la raccomandazione dell’Ufsp.
Su richiesta del padre, il tribunale della famiglia di Brugg (Ag) nel settembre 2021 aveva emesso una direttiva punibile penalmente perché la madre facesse vaccinare il figlio contro la difterite e il tetano, contro il morbillo, la parotite e la rosolia, e contro i pneumococchi. Il bambino di cinque anni vive con la madre. I genitori non sono sposati, ma hanno l’autorità parentale congiunta.
La madre ha fatto allora appello, senza successo, contro la direttiva presso l’alta corte argoviese. Se i genitori non sono d’accordo sulla vaccinazione del bambino, l’autorità di protezione dell’infanzia può essere chiamata a decidere al posto dei genitori, come indica la sentenza del tribunale cantonale.
L’autorità di protezione dei bambini si orienta alle raccomandazioni dell’Ufsp, da cui ci si può distanziare solo se la vaccinazione non è nel migliore interesse del bambino a causa delle circostanze speciali del caso concreto.
Secondo il Tf, che nella sentenza ha sostenuto la decisione di prima e seconda istanza, la madre ha affermato in modo generale che le vaccinazioni sono dannose e ha cercato di presentarlo come scientificamente provato.