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GONDO (VS) - Sei anni e mezzo dopo l'alluvione che aveva devastato il villaggio di Gondo, in Vallese, si sono conclusi i lavori di ricostruzione. Domani sarà inaugurata la torre Stockalper, recentemente restaurata. Ma all'ombra della torre, il paese lotta per sopravvivere.
"Le ferite materiali sono guarite, per il resto ci vorrà ancora molto tempo", osserva il parroco Josef Serbach. La catastrofe del 14 ottobre 2000 aveva causato la morte di tredici persone e distrutto dieci abitazioni e una facciata della torre. Il villaggio di 161 abitanti era stato evacuato. Il dramma aveva provocato uno slancio di solidarietà senza precedenti in Svizzera: la Catena della Solidarietà aveva versato 14,8 milioni di franchi.
L'inaugurazione della torre Stockalper, eretta nel 17mo secolo, segna la chiusura definitiva dei lavori di restauro del villaggio. Con la celebrazione di domani, il comune intende anche ringraziare la popolazione svizzera per la solidarietà dimostrata. Il discorso d'inaugurazione sarà pronunciato dall'ex consigliere federale Adolf Ogi, che come presidente della Fondazione Stockalper ha contribuito al restauro del monumento simbolo del villaggio vallesano.
Quattro anni dopo l'alluvione, Gondo contava 120 abitanti, tra cui dodici bambini. Oggi la situazione continua a peggiorare: nel paese vivono ancora 99 persone, di cui solo quattro bambini. Le autorità hanno accettato la chiusura della scuola per il prossimo autunno, ha dichiarato il capo del servizio cantonale dell'istruzione, Jean-François Lovey. Gli scolari andranno a scuola al villaggio di Sempione, distante 15 minuti in automobile.
"Il dramma ha distrutto tutto il tessuto sociale", aggiunge il parroco. Ciò ha rinforzato la tendenza all'esodo rurale tipico delle valli alpine. Nonostante le prospettive poco rosee, il curato crede ancora nel futuro di Gondo, che come paese di contrabbando e di cercatori d'oro, ha conosciuto in passato molti alti e bassi.