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Il legno nell’edilizia
In edilizia e architettura il legno è diventato usuale materiale da costruzione dalle più svariate forme e portate: da ponti a ripari fonici, da case monofamiliari a plurifamiliari su più piani, da capannoni a strutture pubbliche come scuole per l’infanzia, scuole, ecc..
In Europa, come in tutte le regioni ricche di boschi, il legno fu uno dei primi materiali da costruzione. Il suo utilizzo ha avuto un’evoluzione determinata da diversi fattori, quali – tra i principali – disponibilità come risorsa, caratteristiche materiali, influenze politiche, religiose e economiche.
Testimonianze di costruzioni di legno risalenti al periodo medievale giungono da tutta Europa. In Scandinavia l’utilizzo del legno come materiale edile era già in uso in epoca precristiana ed è rimasto predominante anche nel corso del Medioevo nell’edilizia civile. Significativi ad esempio si possono citare i casi dei Paesi Bassi e l’area del Mediterraneo. Nei Paesi Bassi il legno ha avuto un’importanza fondamentale nella costruzione di abitazioni, di edifici industriali e di mulini a vento, progressivamente diffusi dal 1300. A contribuire a detta importanza furono la scarsità della pietra, da un lato, e il tipo di suolo su cui i Paesi Bassi poggiavano, dall’altro. A questo proposito il legno, materiale leggero ed elastico, avrebbe impedito che i frequenti cedimenti del suolo causassero danni gravi alle costruzioni. Nel caso dell’area del Mediterraneo, invece, pur vantando una forte tradizione di carpentieri, l’utilizzo del legno è stato segnatamente limitato a funzioni di copertura o costruzione di tetti. (1)
Laddove la pietra era disponibile, ad esempio, il legno era utilizzato per costruire parti di edifici, tra cui il tetto, ma anche per costruire importanti edifici di culto di carattere però definito ‘provvisorio’. Il tempo per costruire gli stessi edifici in pietra era notevolmente superiore al tempo impiegato per costruirli con il legno, nell’attesa che la costruzione in pietra fosse ultimata, venivano costruiti gli equivalenti funzionali in legno. Il legno non andava comunque sprecato: una volta che l’edificio cessava di svolgere la funzione per cui era stato costruito si prestava poi ad essere utilizzato altrimenti. Il carattere provvisorio del legno offriva anche vantaggi strategici. Ponti, strade ed importanti vie di comunicazione venivano realizzate velocemente con il legno per consentire connessioni altrimenti non attuabili. La loro provvisorietà era qui dovuta al fatto che potevano facilmente ‘distrutti’ a scopo civile di protezione dei luoghi che essi connettevano.
Da un lato dal carattere provvisorio, dall’altro flessibile e leggero e come materiale edile in grado di garantire più brevi tempi di costruzione, il legno – come materiale edile – presenta, fin dalle origini della sua storia, aspetti positivi e negativi.
La scelta di costruire con il legno è dettata da diversi fattori che vanno da una valutazione delle caratteristiche positive e negative del legno come risorsa e come materiale edile ad una valutazione positiva dei valori comunemente condivisi veicolati dallo stesso materiale (è naturale, positivo per il bilancio di CO2, sostenibile, salubre, ecc.). (2)
Oggetto del sessantaseiesimo Programma nazionale di ricerca (PNR 66), il legno è un materiale al centro di un interesse scientifico anche in Svizzera. Il PNR 66 include 28 progetti di ricerca sono organizzati in sei moduli, uno dei quali (il quinto) trattadel legno come materiale che si presta alla costruzione di strutture portanti e immobili.L’interesse scientifico per il legno come risorsa esprime la volontà di produrre nuova conoscenza in materia. Il nuovo sapere, le nuove acquisizioni verranno testate e applicate, portando a nuovo sapere, nuove criticità, prese di posizioni e evoluzione.
In Svezia, in seguito ai molti incendi verificatisi tra il 1838 e il 1843, il legno –prima comunemente usato come materiale edile anche per strutture portanti di edifici a più piani – è stato proibito per costruzioni con più di due piani. Solo nel 1994, grazie ad una riforma di legge, il legno può essere nuovamente utilizzato anche per edifici a più di due piani. Dopo 150 anni di divieto, nel 1995, a Växjö, sorgono le prime case a cinque piani (Välludden). Il periodo di divieto ha portato però a uno sviluppo della tecnica di costruzione, delle tecnologie di prefabbricazione e delle scienze dei materiali. Tale sviluppo ha contribuito a creare i presupposti per un utilizzo migliore del legno a scopo edile. Il governo svedese, nel 2004, ha formulato la sua strategia a favore dell’utilizzo del legno come materiale da costruzione. La vision che il governo svedese si era proposto prevedeva che in 10-15 anni la scelta del legno come materiale da costruzione avrebbe dovuto essere un’ovvia opzione per edificidi ogni tipoin Svezia e, un po’ più a lungo termine, anche in Europa.
La strategia del governo svedese implicava diversi progetti tutti orientati a potenziare gli aspetti positivi dell’utilizzo del legno come materiale edile: dalla creazione di posti di lavoro al beneficio sul bilancio di CO2. Nel 2007 sono stati raccolti i primi risultati relativi ad un progetto che mirava a controllare la produzione di CO2. È risultato che, per ogni metro cubo di legno utilizzato in sostituzione di altri materiali convenzionali, nell’atmosfera si produce circa una tonnellata in meno di CO2. (3)
Costruire edifici di legno consiste in una scelta. La scelta che ci si pone non è solo decidere di costruire, già di per sé non ovvia, ma se costruire con il legno, il beton, il mattone, ecc.. Diversi sono gli argomenti positivi che possono giustificare la scelta di costruire con il legno, ma a nostro parere non sono sufficienti. Costruire con il legno, in particolare laddove c’è una tradizione dell’utilizzo del mattone o del beton, è qualcosa di più che una scelta dovuta alle caratteristiche positive del materiale. Il legno come materiale edile non è ovunque percepito come tradizionalmente utilizzato, e anche laddove è stato comunemente utilizzato – come l’esempio svedese – non costituisce ancora un’opzione comune. In determinati luoghi in particolare esso è ritenutoun materiale edile ancora ‘nuovo’. Ciò che è nuovo può eventualmente piacere. Piacere o non piacere è però un criterio debole, che non spiega come si produce la novità e neppure come distinguere le novità positive e feconde dalle novità negative e inutili. (4)
Da un punto di vista sociologico, dal nostro punto di vista, l’architettura può limitarsi a fare il proprio lavoro e a farlo bene, formulando proposte e presentando argomenti a favore, che tengano in considerazione l’evoluzione della scienza e della tecnica, la qualità e l’estetica e il rispetto dell’uomo e della natura.
Riferimenti bibliografici
(1) M. E. Savi, H. ChristieIn, A. Berg, P. Sjømar, H. Christie, A. Tschilingirov, G. Curatola, 1991, “Architettura in legno”, in: Enciclopedia dell’ Arte Medievale.http://www.treccani.it/enciclopedia/architettura-in-legno_(Enciclopedia-dell’-Arte-Medievale)
(2) J. Kolb, 2007, “Holzbau mit System”, Birkhäuser, Basel , Boston, Berlin.
(3) T. Schauerte, “Schaufenster in eine bessere Zukunft – Holzbau und mehr für eine ganzheitliche und nachhaltige Statentwicklung.“, Doktorand Växjö University, School ofTechnology and Design; Dep.:Forestand Wood Technology, Sweden. In: 13. InternationalesHolzbau-Forum 2007, 1-9.
(4) E. Esposito, 2004, “I paradossi della moda. Originalità e transitorietà nella società moderna”. Bologna, Baskerville.