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SION - Nessuna interruzione di pena per Bernard Rappaz: la responsabile del dicastero vallesano della sicurezza Esther Waeber-Kalbermatten ha respinto la nuova domanda in tal senso depositata dall'avvocato del canapaio.
Se cesserà il digiuno, il detenuto beneficerà di un aiuto medico per la riabilitazione dopodiché potrà espiare la pena in una prigione vallesana. "Il processo di rialimentazione successivo a uno sciopero della fame non necessita l'interruzione della pena", ha comunicato oggi lo stato del Vallese.
Waeber-Kalbermatten ritiene che l'atteggiamento di Rappaz dimostri la sua volontà di vivere. La consigliera di stato vallesana ha inviato al canapaio una lettera personale nella quale lo esorta a cessare lo sciopero della fame.
Da marzo Rappaz sta scontando una pena di cinque anni e otto mesi di reclusione per infrazioni gravi alla legge federale sugli stupefacenti, commesse nel periodo dal 1997 al 2001. Dall'inizio della sua detenzione il canapaio protesta contro la condanna con uno sciopero della fame che dura in modo consecutivo da 96 giorni.
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