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Il 18 maggio 2014 sono in gioco la sovranità e la sicurezza del nostro paese. Chi, nell'attuale situazione politica mondiale, non vuole trascurare la sicurezza, dice sì all'esercito. Chi non vuole nuocere alla credibilità della nostra neutralità, dice sì alle forze aeree. Chi non vuole danneggiare i nostri piloti, dice sì al Gripen.
La sicurezza riveste un ruolo centrale per il nostro paese, la nostra società, la nostra economia, il nostro benessere e la nostra libertà. Garantire la sicurezza è un compito prioritario del nostro stato. Mentre a terra sono in servizio diversi organi di sicurezza, le forze aeree sono le uniche responsabili del servizio di polizia aerea quotidiano, oltre che della difesa aerea in situazioni di crisi. La sostituzione dell'obsoleta flotta di Tiger con aeroplani moderni è un investimento nella sicurezza di tutti noi.
In qualità di stato neutrale permanente, la Svizzera ha l'obbligo di garantire autonomamente la propria sicurezza. Per far rispettare la neutralità occorre un esercito ben equipaggiato e pronto a intervenire. Le forze aeree costituiscono un elemento fondamentale della difesa della Svizzera. Ogni giorno compiono missioni di polizia aerea e di ricognizione. Garantiscono la sicurezza in occasione di importanti conferenze, come ad esempio il WEF di Davos, o la conferenza sulla Siria di Montreux e Ginevra.
Già tre anni fa il Parlamento aveva incaricato il Consiglio federale di reintrodurre una mobilità disponibile 24 ore su 24. Però occorrono del materiale efficace e membri dell'esercito ben addestrati. Con un sì il 18 maggio 2014 si può finalmente porre termine a questa situazione non certo ottimale.
Proprio dalla crisi in Crimea emerge come la neutralità della Svizzera sia oggi più importante che mai! La Svizzera ha la possibilità di mettere buoni servizi a disposizione di tutte le parti. La Svizzera ha una lunga tradizione di una credibile capacità di negoziazione.
La dotazione di Gripen consente una ragionevole collaborazione con la Svezia, che non fa parte della NATO. Inoltre la nostra piazza economica e scientifica beneficia di uno scambio di know-how.