Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/104496

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è disposto a presentare presso la Corte internazionale di giustizia (CIG), entro tre mesi, un'azione contro la Germania per aver accettato e verificato dati bancari dei clienti svizzeri ottenuti illegalmente? Intende fornire un importante contributo affinché i conflitti d'interesse vengano risolti anche nel XXI° secolo secondo il diritto internazionale pubblico anziché secondo la "legge della giungla" dello Stato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'acquisto di dati rubati viola il principio della buona fede. Il Consiglio federale è fermamente contrario a questa modalità di acquisizione dei dati finalizzata al rimpatrio del substrato fiscale. In Svizzera chi acquista dati rubati è perseguibile. Tali atti gravano sulle relazioni tra Stati di diritto. La Svizzera ha rilasciato una dichiarazione alla Germania secondo la quale l'assistenza amministrativa è negata se nel singolo caso ci sono indicazioni che si basano su un tentativo di acquisizione di informazioni ottenute illegalmente e che gli interessi violati prevalgono sull'interesse allo scambio di informazioni.</p><p>Uno Stato può ricorrere a diverse soluzioni per risolvere una controversia bilaterale. Queste spaziano da contatti politici, a negoziati bilaterali fino al ricorso a un'istanza giudiziaria internazionale come la Corte internazionale di giustizia, per quanto nella prassi internazionale tra Paesi amici viene presentato ricorso a un tribunale solo quando falliscono i tentativi di soluzione. In relazione ai dati bancari rubati, il Consiglio federale punta innanzi tutto sul dialogo. Il problema dei dati bancari rubati deve essere discusso segnatamente nell'ambito del gruppo di lavoro bilaterale, istituito dal consigliere federale Merz e dal ministro delle finanze tedesco Schäuble al fine di chiarire le questioni di natura finanziaria e fiscale in sospeso. La questione se uno Stato può accettare e utilizzare dati acquisiti illegalmente da un terzo configura una controversia di diritto internazionale pubblico. Di conseguenza il Consiglio federale si riserva anche l'esame di una relativa azione.</p>  Risposta del Consiglio federale.