Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/200408

<h2>SubmittedText<h2><p>L'industria e le piccole imprese artigiane hanno urgente bisogno della sicurezza dell'approvvigionamento di gas e di prezzi concorrenziali. Per la prima, la Svizzera dipende da un approvvigionamento affidabile, soprattutto dalla Germania. </p><p>Il gasdotto più importante per il nostro approvvigionamento è il Trans Europa Naturgas Pipeline (TENP). Siccome oggi per certe parti della Svizzera non ci sono infrastrutture ridondanti per l'approvvigionamento dall'estero, in caso di interruzione del TENP il nostro approvvigionamento di gas dal principale punto di immissione a Wallbach (D) risulta troppo ridotto, o addirittura nullo. </p><p>Negli ultimi tempi la capacità di immissione in Svizzera è ripetutamente calata a seguito dell'interruzione del TENP 1 e di lavori di manutenzione al TENP 2. Concretamente ciò significa che le importazioni in Svizzera possono ridursi fino del 61 per cento e che le capacità fisse ordinate dagli importatori svizzeri di gas naturale vengono diminuite. L'unica alternativa valida rimane l'importazione attraverso Oltingue (F). Qui tuttavia le capacità sono vendute a un prezzo quasi quattro volte maggiore rispetto a quello di Wallbach e attualmente non sono disponibili prodotti giornalieri. Ciò significa che se per pochi giorni vengono ridotte le capacità di Wallbach noi dobbiamo acquistare gas a un prezzo elevato a Oltingue per un mese intero. A ciò si aggiunge il fatto che l'ultima asta prima dell'attuale riduzione delle capacità a Wallbach si è tenuta il 20 maggio e successivamente non è stato più possibile acquistare capacità a Oltingue per giugno 2019. Gli importatori svizzeri di gas naturale che non si sono approvvigionati con eccedenza (ossia al 165 per cento per disporre ancora di piena capacità in caso di riduzione del 61 per cento) corrono il rischio di non poter più rifornire i loro clienti. Per l'anno 2019/20 è già stato annunciato che le capacità fisse prenotate dal punto di immissione di Wallbach saranno ridotte e che si potranno forse prenotare solo capacità interrompibili.</p><p>In un simile contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Com'è regolata la sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale in Svizzera?</p><p>2. Quali accordi esistono con i nostri vicini?</p><p>3. Come vengono presi in considerazione gli interessi dell'approvvigionamento nazionale svizzero nelle decisioni dei gestori di rete internazionali?</p><p>4. È possibile fornire una stima dei danni economici arrecati alla Svizzera dalle interruzioni succitate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo la normativa attuale l'approvvigionamento energetico in generale, e quindi anche quello di gas, si basa sul principio di sussidiarietà: ai sensi dell'articolo 6 capoverso 2 della legge del 30 settembre 2016 sull'energia (LEne; RS 730.0) l'approvvigionamento energetico è compito del settore dell'energia. Un approvvigionamento energetico sicuro presuppone in ogni momento un'offerta di energia sufficiente e differenziata nonché sistemi di distribuzione e stoccaggio tecnicamente sicuri ed efficaci (art. 7 cpv. 1 LEne). La Confederazione e i Cantoni creano nel Paese le condizioni quadro necessarie affinché il settore dell'energia possa assumere questo compito in modo ottimale nell'interesse generale (art. 6 cpv. 2 LEne). Ai sensi degli articoli 31 e 32 della legge del 17 giugno 2016 sull'approvvigionamento economico del Paese (LAP; RS 531) il Consiglio federale può adottare misure volte a superare una situazione di grave penuria che il settore dell'energia da solo non è in grado di affrontare. La LAP prevede provvedimenti a breve termine e di natura provvisoria finalizzati alla risoluzione di una crisi straordinaria (situazione di grave penuria). </p><p>2. Ad oggi la Svizzera ha concluso accordi nel settore del gas con due Paesi confinanti: uno con la Francia, sotto forma di uno scambio di lettere sulla garanzia reciproca in materia di approvvigionamento di gas naturale (RS 0.733.134.9), e una dichiarazione di intenti con l'Italia per la collaborazione bilaterale in ambito energetico, che riguarda anche il settore del gas. L'accordo con la Francia stabilisce che le imprese svizzere del gas possono accedere a un impianto di stoccaggio a Etrez in Francia. In caso di congestioni nell'approvvigionamento sono previste limitazioni e interruzioni per la parte svizzera, paragonabili a quelle applicate ai fornitori pubblici della Francia orientale. Nell'accordo si segnala inoltre che diversi Comuni francesi vengono approvvigionati esclusivamente mediante i gasdotti svizzeri. La dichiarazione di intenti firmata con l'Italia si concentra, per quanto riguarda il gas naturale, sulla costruzione e sulla gestione tecnica e commerciale dei gasdotti transfrontalieri nonché sull'accesso agli impianti di stoccaggio in Italia. </p><p>3. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) è in contatto con i Ministeri e le autorità di regolazione competenti dei nostri Paesi limitrofi. L'Ufficio partecipa anche alle consultazioni inerenti al settore del gas rilevanti per la Svizzera. Ad esempio, in una lettera stesa congiuntamente alle autorità di regolazione e ai Ministeri competenti di Italia e Germania, l'UFE ha chiesto ai gestori delle reti di trasporto dei rispettivi Paesi di verificare le capacità necessarie in futuro per il consumo svizzero e il transito in Italia al punto di frontiera di Wallbach. Questi calcoli costituiscono la base per il piano di sviluppo della rete tedesca 2020-2030, che attualmente l'Agenzia tedesca delle reti (Bundesnetzagentur) sta elaborando. </p><p>La Svizzera viene, inoltre, invitata regolarmente alle riunioni del "Gas Coordination Group" dell'Unione europea (UE). All'interno di questo gruppo i Paesi dell'UE discutono periodicamente sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas e provvedono al suo coordinamento. La Svizzera gode anche dello status di Paese osservatore all'interno del Forum di Madrid, un importante organo dell'UE in cui si discutono questioni legate alla regolamentazione del mercato del gas. Infine, le società Swissgas e Erdgas Ostschweiz hanno lo status di membri osservatori all'interno della Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione del gas (REGST del gas). </p><p>4. Se i fornitori agiscono in modo responsabile pianificando con il dovuto anticipo, i danni economici si limitano al maggiore prezzo pagato per l'acquisto di capacità presso il corrispondente punto di frontiera. A ciò si può eventualmente aggiungere il maggior costo del gas acquistato sui diversi mercati. Il Consiglio federale non dispone di cifre sull'ammontare di questi costi supplementari.</p>  Risposta del Consiglio federale.