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La mindfulness, tecnica di rilassamento e meditazione basata sulla concentrazione, la respirazione, lo yoga e lo stretching, può modificare positivamente il modo in cui chi è affetto da artrite reumatoide vive la sua condizione, attenuando sensibilmente il dolore e altri sintomi. A suggerirlo è uno studio pubblicato sugli Annals of Rheumatic Diseases da ricercatori dell’Università di Aukland, in Nuova Zelanda, nel quale una ventina di malati sono stati invitati a seguire un programma di mindfulness di otto settimane, e altrettanti, non coinvolti nel programma, sono stati utilizzati come gruppo di controllo per valutarne i benefici.
Subito dopo i 2 mesi di sedute, e poi ancora dopo altri 2, 4 e 6 mesi, a tutti i pazienti è stato chiesto di riferire in merito alla sensazione di gonfiore delle articolazioni, di rigidità e di dolore. Contemporaneamente è stata misurata la concentrazione di proteina C reattiva, marcatore dell’infiammazione. Ne è emerso che i 20 che avevano praticato la mindfulness avevano avuto a che fare con un’attenuazione generalizzata di tutti i sintomi. Non è stato però rilevato nessun cambiamento significativo nei livelli di proteina C reattiva.
Secondo gli autori ciò che cambia è dunque il modo in cui un malato vive e percepisce il proprio stato; a questo non corrisponde necessariamente un cambiamento fisiologico, ma resta il fatto che vivere meglio i sintomi dolorosi di una malattia cronica è un traguardo molto importante. Farlo con la mindfulness non comporta il rischio di effetti collaterali. Sembra proprio, insomma, che tentar non possa nuocere.
A.B.
Data ultimo aggiornamento: 11 giugno 2015