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Le vittime dell'amianto usato negli stabilimenti italiani della Eternit ppotrebbero essere presto risarciti. La decisione sarebbe stata presa dall'industriale elvetico Stephan Schmidheiny.
Secondo l'agenzia italiana Ansa Schmidheiny, uno dei proprietari del gruppo Eternit, avrebbe preso questa decisione attraverso una delle sue società, la Becon AG, che sarebbe pronta a mettere a disposizione alcune decine di milioni di euro. Si tratterebbe di un risarcimento molto più basso di quello richiesto oltre un anno fa dalla procura di Torino, che parlava di tre miliardi di euro.
Lo scorso 10 ottobre il pubblico ministero torinese Raffaele Guariniello ha rinviato a giudizio i vertici della multinazionale svizzera del cemento, l'industriale elvetico Stephan Schmidheiny, 61 anni, e il nobile belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier, 87 anni.
Sono loro, a suo giudizio, i responsabili di quanto avveniva nelle quattro sedi prese in esame durante le indagini: Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Bagnoli (Napoli), Rubiera (Reggio Emilia). Conoscevano la portata del problema, ma non hanno preso provvedimenti adeguati. Le imputazioni: disastro doloso e omissione volontaria di cautele contro le malattie professionali. In Italia l'amianto avrebbe fatto oltre 2000 vittime.