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Chiunque, commerciante o no, può dichiarare un’eccedenza di debiti davanti al giudice. Questi può allora aprire una procedura di fallimento.
Chiunque abbia un'eccedenza di debiti, che sia o no iscritto al registro di commercio, può dichiarare l'insolvenza davanti al giudice del tribunale competente (art.191 LEF). Se è esclusa qualsiasi possibilità di regolamento dei debiti mediante trattativa privata, il giudice può allora aprire una procedura di fallimento personale che prevede la liquidazione di tutti i beni pignorabili, tra cui eventualmente l'abitazione, con lo scopo di rimborsare i debiti.
Il fallimento personale può avere un effetto benefico sulla qualità di vita del debitore. In effetti, interrompe ogni tipo di pignoramento dello stipendio, di esecuzione personale e altro tipo di sollecitazioni dei creditori. Inoltre, offre una migliore protezione giuridica.
Tuttavia, il fallimento personale non rappresenta un modo per sdebitarsi. I debiti che non sono coperti durante la procedura rimangono attivi alla sua chiusura. I creditori ricevono un documento chiamato attestato di carenza di beni che dà loro la possibilità di rivendicare ciò che gli è dovuto se la situazione del debitore dovesse migliorare. Il fallimento personale rappresenta così un modo per concedere una tregua al debitore.
L'apertura di una procedura di fallimento personale è possibile solo a certe condizioni :
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