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La storia della stretta di mano
Servizio comunicazione istituzionale
20 Aprile 2020
La professoressa Annick Paternoster dell'Istituto di studi italiani ci porta in un breve video a ripercorrere la storia della stretta di mano e i suoi molteplici significati simbolici assunti nel tempo.
Presente fin dall’antichità greca come rituale per suggellare le alleanze, come saluto la stretta di mano emerge solo con la Rivoluzione francese. Dopo gli inchini e le riverenze dell’Antico regime, una società particolarmente stratificata, in cui il movimento verticale del corpo esprime sottomissione, i galatei repubblicani promuovono la stretta di mano come simbolo dell’uguaglianza, poiché essa coinvolge solo uno spostamento corporeo perfettamente orizzontale. Nell’Ottocento, la stretta di mano appartiene al mondo rurale, dove viene usata per segnalare la conclusione di un affare. Negli ambienti borghesi, invece, si usa salutarsi con cenni del capo, con inchini, o levando il cappello. La stretta di mano rimane un po’ al margine, probabilmente perché necessita un contatto fisico. Nei salotti, la stretta di mano è soggetta a delle regole particolari: solo la donna offre la mano all’uomo, e quando decide di farlo, è un gesto confidenziale che esprime vicinanza. Questa associazione positiva tra la stretta di mano e la cordialità annuncia la sua futura popolarità.
Per approfondire Paternoster consiglia la spiritosa rubrica di Mary Beard, professoressa di studi classici presso l'Università di Cambridge, dedicata ai saluti dell’antichità greco-romana: https://www.the-tls.co.uk/articles/who-invented-the-handshake/