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L'idea di trasferire all'AVS capitali che la Banca nazionale svizzera (BNS) ricava in seguito all'introduzione degli interessi negativi dello 0,75% sui conti giro starebbe tornando sulla cresta dell'onda.
Un progetto in questo senso è stato bocciato in febbraio dal Consiglio federale, ma UDC e PS stanno rinegoziando. Il consigliere nazionale Alfred Heer (UDC/ZH) ha confermato alla SonntagsZeitung discussioni in questo senso. Secondo il domenicale, ai colloqui hanno partecipato anche rappresentanti dei sindacati e il direttore dell'Amministrazione federale delle finanze Serge Gaillard.
Le varie parti auspicano che la BNS trasferisca dalle proprie riserve al primo pilastro due miliardi di franchi all'anno. Questo ammontare è stato scelto perché da un lato corrisponde ai ricavi dell'istituto di emissione attribuibili agli interessi negativi e dall'altro ai mancati introiti della previdenza professionale. Gli attori della discussione sperano che l'operazione possa avvenire senza dover modificare la Costituzione federale.
L'iniziativa non è nuova. In passato sono soprattutto UDC e sindacati che hanno promosso l'idea, ma il parlamento si è opposto in nome dell'indipendenza della BNS.
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