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Il conservatore cattolico zughese Philipp Etter (1891–1977) è membro del Consiglio federale dal 1934 al 1959. Nell’ambito della sicurezza sociale si impegna per la protezione della famiglia e, quale capo del Dipartimento federale dell'interno, negli anni 1950 è responsabile dell’introduzione dell’assicurazione invalidità.
Nato in una famiglia di artigiani zughese, dopo la scuola abbaziale di Einsiedeln Etter studia diritto all’Università di Zurigo. Durante la sua formazione lavora come redattore per il giornale conservatore Zuger Nachrichten e anche in seguito continua a pubblicare regolarmente articoli, distinguendosi inoltre come autore di libri scolastici e di civica. Membro della Società degli studenti svizzeri e del Partito conservatore popolare, Etter è fortemente legato all’ambiente cattolico, riconosce incondizionatamente l’autorità della Chiesa e rifiuta il liberalismo politico come pure un ordinamento economico liberale. Nei suoi discorsi e nei suoi scritti strizza l’occhio a una democrazia autoritaria guidata da personalità carismatiche e organizzazioni di categoria, senza temere il contatto con le destre autoritarie che, soprattutto negli anni 1930, conoscono un’impennata di consensi. Etter inizia la sua carriera politica come giudice istruttore del Cantone di Zugo. Nel 1918 diventa gran consigliere e quattro anni più tardi consigliere di Stato. Landamano di Zugo nel 1927 e nel 1928, nel 1930 fa il suo ingresso nel Consiglio degli Stati. Uomo del momento, nel 1934 Etter è eletto a soli 43 anni in Consiglio federale, dove subentra al cattolico conservatore friburghese Jean-Mary Musy. Nel corso del suo mandato particolarmente lungo in seno all’Esecutivo federale (che gli vale il soprannome «l’éternel») è presidente della Confederazione per quattro volte. Nel 1959 l’annuncio delle sue dimissioni spiana la strada all’avvento della cosiddetta «formula magica», che garantisce ai quattro partiti maggiori una rappresentanza proporzionale in Consiglio federale.
Durante tutto il suo mandato, Etter dirige il Dipartimento federale dell’interno. Nel periodo antecedente la Seconda Guerra mondiale si distingue soprattutto come politico impegnato in ambito culturale e come propagatore della cosiddetta «Difesa spirituale del Paese». Nel messaggio del 9 dicembre 1938 sulla cultura, Etter difende i valori democratici fondamentali e le peculiarità culturali della Svizzera rispetto al nazionalismo etnico e alle ambizioni totalitarie. La «Difesa spirituale del Paese», da lui definita in tale messaggio, fa definitivamente breccia nella popolazione in occasione dell’esposizione nazionale del 1939. Nel corso della Seconda Guerra mondiale, il consigliere federale fa parte dell’ala destra del Governo, che pratica una politica accondiscendente nei confronti della Germania nazista. Dopo la capitolazione francese nel giugno del 1940, legge alla Radio della Svizzera tedesca il discorso del presidente della Confederazione, Pilet-Golaz, che esorta il popolo svizzero ad adeguarsi al nuovo ordine. Tra le competenze di Etter rientrano anche il controllo e la censura della stampa. Nel periodo postbellico, il Dipartimento da lui diretto, perlopiù in ombra sino a quel momento, acquisisce notevole importanza, attivandosi per l’ampliamento del Politecnico federale, la creazione del Fondo nazionale svizzero per la promozione della ricerca scientifica, l’introduzione nel 1953 dell’articolo sulla protezione delle acque, il potenziamento della rete stradale nazionale e, a partire dagli anni 1980, il rafforzamento della sicurezza sociale.
In materia di politica sociale, Etter (padre di dieci figli) si profila come un politico votato alla difesa della famiglia. Nella sua visione cattolico-conservatrice del mondo, la famiglia costituisce la base della società nonché la «fonte di energia e di vita biologica e sociale», che necessita di particolare tutela. In veste di consigliere federale, Etter sostiene quindi attivamente gli sforzi profusi da più parti, tra cui la Società svizzera di utilità pubblica, volti a promuovere il concetto di protezione della famiglia e a introdurre gli assegni familiari. Sotto l’impulso del calo delle nascite, che mette in discussione l’immagine tradizionale della famiglia, alla fine del 1940 organizza una conferenza per la protezione della popolazione e della famiglia destinata a fungere da forum per le differenti organizzazioni attive in questo ambito. Poco più tardi, il suo partito lancia l’iniziativa popolare denominata «Per la protezione della famiglia» il cui intento è far riconoscere ufficialmente quest’ultima come «base della società e dello Stato» e assicurarle una protezione globale. All’incirca nel medesimo periodo prende vita l’associazione Pro Familia, anch’essa fortemente influenzata dall’ambiente cattolico. In questo ambito, tuttavia, Etter ha poco margine di manovra. Già nel 1942, infatti, deve cedere il timone della politica familiare al Dipartimento dell’economia pubblica guidato dal radicale Walther Stampfli. Quest’ultimo dà priorità all’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS) ed elabora un controprogetto all’iniziativa «Per la protezione della famiglia» accolto a larga maggioranza nella votazione popolare del 1945.
Etter torna a promuovere la sicurezza sociale a metà degli anni 1950, con il passaggio dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) al suo Dipartimento. Incalzato da due iniziative popolari presentate dai comunisti e dai socialisti, prende in mano l’attuazione dell’assicurazione contro l’invalidità (AI), sino a quel momento esclusa dall’elenco delle priorità dell’Amministrazione federale. Insieme al direttore dell’UFAS, Arnold Saxer, e al capo del Dipartimento federale delle finanze, concepisce un sistema sociale basato sul principio della «Priorità dell'integrazione sulla rendita», mirante all’inserimento nel mercato del lavoro di persone affette da disturbi della salute. Nel luglio del 1955 il Consiglio federale nomina una commissione di esperti; nell’ottobre del 1958 il progetto di legge è pronto e nel giugno del 1959, ossia alcuni mesi prima delle dimissioni di Etter, l’AI diventa realtà. Per quanto riguarda le altre assicurazioni sociali, negli anni in cui Etter è responsabile dell’UFAS, la situazione rimane sostanzialmente invariata. Entrambe le revisioni dell’AVS (la 3° e la 4°) che sottopone al Parlamento prevedono principalmente miglioramenti delle rendite, in particolare per la generazione d’entrata dell’AVS. Etter, inoltre, ordina la ripresa dei lavori alla legge sull’assicurazione contro le malattie (arenatisi nel 1949 in seguito all’affossamento della revisione della legge sulla tubercolosi) e nel 1957 istituisce una commissione di esperti incaricata di approntare una regolamentazione nazionale degli assegni familiari. I due progetti di riforma falliscono: l’armonizzazione degli assegni familiari è abbandonata nella prima metà degli anni 1960 e la revisione completa dell’assicurazione contro le malattie finisce in un cassetto.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Kreis, Georg (1995), Philipp Etter – „voll auf eidgenössischem Boden“, in: A. Mattioli, Intellektuelle von rechts. Ideologie und Politik in der Schweiz 1918–1939, 201–217, Zürich; Sarasin, Philipp (2003), Metaphern der Ambivalenz. Philipp Etters „Reden an das Schweizervolk“ von 1939 und die Politik der Schweiz im Zweiten Weltkrieg, in: ders., Geschichtswissenschaft und Diskursanalyse, 177–190, Frankfurt am Main; Altermatt, Urs (1991), Die Schweizer Bundesräte. Ein biografisches Lexikon, Zürich. HLS / DHS / DSS: Etter, Philipp.
(12/2014)