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Chelsea Manning, il soldato dell'esercito americano condannato a 35 anni di prigione per il suo ruolo nella maxifuga di notizie di Wikileaks, ha tentato il suicidio. Lo confermano i suoi avvocati dopo che la notizia era stata diffusa dal sito Tmz una settimana fa.
Ieri sull'account Twitter del militare, che non è gestito direttamente da lui, era stato postato il messaggio: "Sto bene, sono felice di essere ancora vivo. Grazie per l'affetto, ce la farò".
Secondo il sito Manning, che ha cambiato sesso in carcere, avrebbe tentato di impiccarsi nella prigione militare di Fort Leavenworth e per questo sarebbe stato ricoverato in ospedale. Il militare era stato condannato nel 2013 al termine di un clamoroso processo per violazioni della legge per lo spionaggio.
La transizione da uomo a donna avvenuta dietro le sbarre è avvenuta con grande clamore perché Bradley/Chelsea ne ha continuato a scrivere sui media internazionali: lo scorso primo luglio sul Guardian Chelsea è intervenuta sulla recente decisione del Pentagono di revocare il bando dei soldati trans per criticare i piani dei militari come insufficienti rispetto a quanto sarebbe necessario.
sda-ats