Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/147460

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di dare avvio a un processo di regolamentazione internazionale dell'impiego di droni, tenendo conto del diritto bellico e del rispetto dei diritti umani. Tale processo può avvenire sia nell'ambito dell'ONU che tramite un'estensione delle Convenzioni di Ginevra oppure della Convenzione sull'impiego di talune armi classiche, oppure in qualsiasi altra modalità appropriata.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I droni, armati e non armati, sono sempre più utilizzati dalle forze di sicurezza e dalle autorità a livello mondiale. Il Consiglio federale è dell'avviso che né i droni né l'impiego di droni armati, inclusi gli attacchi sferrati con questi aeromobili a pilotaggio remoto, siano in sé vietati dal diritto internazionale. Il ricorso alla forza delle armi deve tuttavia sempre avvenire nel rispetto delle norme giuridiche in vigore. Il quadro giuridico esistente, in particolare i diritti dell'uomo e il diritto internazionale umanitario, disciplina in maniera esaustiva gli attacchi aerei, compresi quelli sferrati con i droni, e per valutare la legittimità di simili attacchi sono determinanti le circostanze e le conseguenze di ogni singolo intervento. La priorità è quindi garantire l'applicazione e il rispetto del quadro giuridico esistente, chiarendo anche i relativi obblighi (come ad esempio gli aspetti della trasparenza e della responsabilità o l'impiego di questi sistemi d'arma al di fuori dei conflitti armati), e non creare nuove regole. Definendo nuove regole si corre infatti anche il rischio che nel processo di rinegoziazione si allentino gli standard esistenti, riducendone l'effetto di tutela.</p><p>Per l'impiego di droni da combattimento durante i conflitti armati si applicano le regole del diritto internazionale umanitario, in particolare i principi e le norme che disciplinano la condotta di guerra. Al fine di garantire un maggiore rispetto del diritto internazionale umanitario, la Svizzera intrattiene un dialogo regolare con vari partner, tra cui il CICR, sull'impiego di nuove tecnologie, sostenendo anche progetti delle università e della società civile in tale ambito.</p><p>L'impiego di droni armati non riguarda tuttavia soltanto il diritto internazionale umanitario. Al di fuori dei conflitti armati si applicano le ben più severe norme sancite dai diritti dell'uomo, in particolare il diritto alla vita. </p><p>La Svizzera sostiene i meccanismi dell'ONU nel settore della protezione dei diritti dell'uomo, segnatamente il relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie e il relatore speciale sulla promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nell'ambito della lotta contro il terrorismo, nonché i rispettivi rapporti. Lo scorso anno, nell'ambito dell'ONU, la Svizzera ha appoggiato l'adozione di numerose risoluzioni sul tema dei droni armati, e in particolare del loro utilizzo nella lotta al terrorismo, in cui si esortano gli Stati a osservare gli obblighi loro imposti dal diritto internazionale. Il problema dei droni armati è pertanto già stato affrontato a più riprese nel quadro dell'ONU, dove è tuttora oggetto di discussione.</p><p>La Svizzera continua altresì a impegnarsi attivamente a favore del rispetto e della chiarificazione del diritto internazionale, condividendo a questo proposito la richiesta di fondo formulata dall'autore della mozione, ovvero l'obbligo di rispettare il diritto internazionale. Segue inoltre con attenzione gli ulteriori sviluppi in materia. Qualora si rivelasse necessario chiarire o adeguare il quadro giuridico esistente, in particolare nel settore del diritto internazionale umanitario, il Consiglio federale è disposto a valutare, a tempo debito, un'iniziativa in tal senso.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.