Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01116.jsonl.gz/477

BERNA - «Attualmente i flussi finanziari elvetici contribuiscono al riscaldamento globale», ricorda la società di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC) in un comunicato odierno. «Produzione di petrolio, fracking, progetti di oleodotti: gli istituti svizzeri continuano a finanziare, investire e assicurare troppe attività che danneggiano il clima e la natura», sostiene Thomas Vellacott, Ceo di WWF Svizzera, citato nella nota. «Reindirizzando il denaro verso attività sostenibili, essi hanno il potere di plasmare un'economia che preserva - invece che minacciare - i nostri mezzi di sussistenza».
Al più tardi entro il 2050 tutti i flussi finanziari dovranno essere a zero emissioni nette di gas serra. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, occorre riorientare la finanza a partire dal 2030: mancano solo dieci anni.
«Ciò di cui abbiamo bisogno è un piano d'azione concreto con un mix intelligente di misure volontarie e regolamentazione», afferma Vellacott, che presenta la sua strategia insieme ad Andreas Staubli, Ceo di PwC Svizzera. «Mostriamo ai responsabili della politica e dell'industria finanziaria ciò che è necessario per far sì che la piazza elvetica possa davvero diventare un luogo di riferimento per la sostenibilità», spiega Staubli.
«Non c'è posto migliore della Svizzera per mettere in moto la macchina», aggiunge il manager, affermando che con oltre 6200 miliardi di franchi gestiti, la repubblica dei 26 cantoni ha una grande responsabilità. Inoltre, la Confederazione vanta una lunga tradizione di finanza sostenibile, un mercato innovativo, condizioni quadro snelle e università eccellenti.
«Il potenziale in Svizzera è immenso», gli fa eco Vellacott. «Inoltre tutto sommato l'economia e la società beneficiano di un ambiente intatto: ora è il momento che i politici, gli attori del mercato finanziario e tutti noi agiamo insieme».