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Un altro top manager russo è morto in circostanza misteriose. Ravil Maganov era il presidente del Consiglio di amministrazione del gigante petrolifero Lukoil. Maganov si trovava al Central Clinical Hospital di Mosca, una struttura sanitaria di lusso, per una “grave malattia” sulla quale però nessuno ha offerto dettagli: “Siamo profondamente rattristati nell’annunciare che Ravil Maganov, presidente del Consiglio di Amministrazione di Pjsc Lukoil, è morto dopo una grave malattia. Ravil Ulfatovich ha dato un contributo inestimabile non solo allo sviluppo della Società, ma all’intera industria petrolifera e del gas russa. Le molte migliaia di dipendenti di Lukoil sono profondamente rattristate per questa dolorosa perdita, e esprimono le loro sincere condoglianze alla sua famiglia”.
Alcune fonti parlano di problemi cardiaci e di depressione ma sembrerebbe che la causa della morte sia la caduta da una finestra, dal sesto piano della struttura ospedaliera. La morte di Maganov è avvenuta a pochi mesi di distanza da quanto il board di Lukoil, presieduto da lui, aveva pubblicato un comunicato in cui chiedeva la fine del conflitto in Ucraina ed esprimeva la propria vicinanza a tutte le vittime: “Supportiamo, con forza, la ricerca di un cessate il fuoco duraturo e una risoluzione dei problemi tramite negoziazioni serie e sforzi diplomatici. Lukoil, in tutte le sue attività, aspira a contribuire alla pace, alle relazioni internazionali, ai legami umanitari”.
Parole significative che andavano chiaramente contro la versione ufficiale del governo che all’inizio del conflitto non aveva neanche nominato la guerra. Gli inquirenti russi comunque stanno trattando il caso di Maganov come un suicidio.
Maganov non è il primo dirigente russo a perdere la vittima nel corso degli ultimi mesi. A partire da febbraio, sono state infatti almeno 9 le morti definite sospette dal mondo occidentale.