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<h2>InitialSituation<h2><h2 class="Titel_d"><strong>Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.09.2023</strong></h2><p class="Standard_d"><strong>Introduzione di un trust svizzero: manca al momento il sostegno della maggioranza</strong></p><p class="Standard_d"><strong>Nella seduta del 15 settembre 2023, il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione sull’introduzione di un trust svizzero. Al momento non esiste un consenso politico sufficiente per introdurre un trust secondo il diritto svizzero. In particolare le norme di diritto fiscale sono state nettamente respinte nel corso della consultazione. Il Consiglio federale rinuncia pertanto a elaborare un messaggio e propone al Parlamento lo stralcio della mozione.</strong></p><p class="Standard_d">Il trust è uno strumento flessibile che ha le sue origini nel diritto anglosassone. Nel contesto familiare, viene spesso utilizzato per la pianificazione successoria e il trasferimento del patrimonio da una generazione all'altra. È inoltre impiegato in ambito economico per preservare, amministrare o assicurare il patrimonio, ad esempio per finanziare investimenti e transazioni. Poiché dall'entrata in vigore della Convenzione dell'Aia sui trust, nel 2007, i trust costituiti all'estero sono riconosciuti in Svizzera, tale istituto giuridico ha acquisito maggiore importanza nella prassi.</p><p class="Standard_d">Per evitare che gli attori in Svizzera debbano ricorrere a trust stranieri, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale, con la mozione 18.3383, di creare le basi legali per introdurre un trust svizzero nel Codice delle obbligazioni. Il Consiglio federale ha quindi posto in consultazione il pertinente avamprogetto. I risultati della consultazione, di cui il Consiglio federale ha preso atto nella riunione del 15&nbsp;settembre 2023, mostrano tuttavia chiaramente che l'introduzione di un trust svizzero non è attualmente in grado di ottenere il sostegno della maggioranza.</p><p>&nbsp;</p><p class="Standard_d">La maggioranza rifiuta le norme di diritto fiscale per il trust</p><p class="Standard_d">Il Consiglio federale aveva proposto di disciplinare a livello di legge l'imposizione dei trust. La maggioranza dei partecipanti alla procedura di consultazione critica tuttavia la proposta di regolamento del Consiglio federale e chiede innanzitutto di continuare ad applicare la prassi vigente in materia di imposizione dei trust.</p><p>&nbsp;</p><p class="Standard_d">Grande scetticismo nei confronti di un trust svizzero</p><p class="Standard_d">Sebbene vi sia un consenso maggioritario sul fatto che in Svizzera manchi attualmente uno strumento per la pianificazione patrimoniale e successoria, molti partecipanti alla consultazione sono dell'opinione che il trust secondo il diritto svizzero non costituisca un istituto giuridico adatto. Sulla base dei risultati della consultazione, il Consiglio federale conclude che l'introduzione di un trust svizzero non è attualmente sostenuta dalla maggioranza e rinuncia pertanto a elaborare un messaggio, proponendo al Parlamento di stralciare la mozione.</p><h2>Proceedings<h2><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><strong>Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2023</strong></h3><p class="Standard_d">Il Consiglio degli Stati ha stralciato dal ruolo, come auspicato dal Consiglio federale, la mozione che chiedeva di introdurre il trust nell'ordinamento giuridico svizzero a causa delle forti critiche, specie per gli aspetti fiscali, emerse durante la procedura di consultazione. Per la commissione preparatoria, il trattamento fiscale proposto renderebbe l'istituto del trust poco attrattivo e le relative alternative di attuazione limitate.</p><p class="Standard_d">&nbsp;</p><h4 class="SDA_Meldung_d"><span style="color:black;">Notizia&nbsp;ATS</span></h4><h3 class="Debatte_sda_linksbündig_d"><span style="color:#221E1F;"><strong>Dibattito al Consiglio nazionale, 27.02.2024</strong></span></h3><p class="Standard_d"><strong>CN: "no" a trust, meglio liberalizzare fondazioni famiglia</strong><br><strong>Il trust non sarà introdotto nell'ordinamento giuridico svizzero. Dopo gli Stati in dicembre, oggi anche il Consiglio nazionale ha deciso di rinunciare a questo strumento. Via libera invece, quale alternativa, alla liberalizzazione delle fondazioni di famiglia.</strong></p><p class="Standard_d">Per evitare che i clienti svizzeri si rivolgano all'estero, il Parlamento aveva chiesto al governo di elaborare un progetto per istituire il trust nel diritto svizzero. Viste le forti critiche, specie per gli aspetti fiscali, emerse durante la procedura di consultazione il governo aveva però chiesto alle Camere di rinunciare all'idea.</p><p class="Standard_d">Come detto, il Nazionale - gli Stati avevano dato il loro benestare in dicembre - ha adottato, con 116 voti contro 68, quale soluzione alternativa una mozione del "senatore" Thierry Burkart (PLR/AG) che chiede di rafforzare e liberalizzare l'istituto della fondazione di famiglia. Per la maggioranza l'abrogazione del divieto della fondazione di mantenimento chiesta dalla mozione non dovrebbe causare problemi come nel caso dell'introduzione del trust.</p><p class="Standard_d">Una minoranza ha respinto la mozione esprimendo un certo scetticismo nei confronti di uno strumento che solleva interrogativi sotto il profilo della trasparenza e della vigilanza e da cui trarrebbero beneficio soprattutto le persone facoltose. Scettico anche il governo , che avrebbe preferito che la questione fosse studiata tramite un postulato. Ora la palla passa al Consiglio federale, che dovrà preparare un disegno di legge.</p>