Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01181.jsonl.gz/1176

Lo scorso mese di ottobre un nuovo tesoro è venuto alla luce in Egitto, nella piana di Gizeh: l’imponente tomba del sacerdote Rudj-Ka, un prezioso reperto risalente al Vecchio Regno (2700-2300 a.C.).
Da quanto si apprende dalle fonti storiche e dal ritrovamento nel sepolcro dei cartigli reali, a Rudj-Ka era stato affidato l’incarico di celebrare i riti di purificazione in onore di Chefren, il faraone a cui viene attribuita la costruzione della seconda delle tre piramidi che svettano nella piana di Gizeh.
Zahi Hawass, Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, ha ipotizzato che la tomba di Rudj-Ka potrebbe fare parte di un più vasto complesso funerario ancora tutto da riportare alla luce. Come ebbe a dire a più riprese, sino ad oggi i siti archeologici dell’Egitto hanno svelato solo una piccola parte dei tesori della grandiosa civiltà faraonica.
Nei due dipinti rinvenuti ancora vividi sulle pareti della tomba, Rudj-Ka è ritratto con la consorte e mentre pesca nel fiume Nilo.
Nelle tombe, i morti venivano ritratti in scene di vita quotidiana, un augurio affinchè potessero svolgere queste attività anche nell’Aldilà.
Fonte: sito National Geographic Italia
Fotografie: Meghan E. Strong, SCA