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L'introduzione il primo gennaio 2012 del nuovo sistema di finanziamento ospedaliero ha avuto come effetto di ridurre "ben oltre il 50%" i costi a carico dell'assicurazione malattia complementare per la libera scelta del nosocomio all'interno della Svizzera. I Cantoni deplorano che gli assicuratori non abbiano adeguato al ribasso i relativi premi, si legge in una nota odierna della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS).
"La considerevole diminuzione delle spese delle assicurazioni complementari (a carico dei pazienti con l'assicurazione di base e dei contribuenti) deve avere come conseguenza una riduzione dei premi dei pazienti con un'assicurazione complementare". Tali premi non sono ancora stati adattati verso il basso come dovuto, rivela un'inchiesta della CDS.
Tutta la questione della mobilità nosocomiale dei pazienti manca di trasparenza, denuncia la CDS, che chiede un esame sistematico delle relazioni tra costi e premi da parte dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) in qualità di ente di sorveglianza delle assicurazioni complementari.
L'inchiesta della CDS conferma inoltre timori emessi dalla Conferenza stessa sin dal 2007: il nuovo sistema di finanziamento ospedaliero ha generato spese supplementari sensibili per i Cantoni. Gli "Stati" hanno infatti sborsato 1,3 miliardi di franchi in più (+18%). Le stime degli scorsi anni della CDS dal suo punto di vista erano un po' più ottimistiche e si fissavano attorno al miliardo di franchi.
Il nuovo finanziamento nosocomiale prevede che i Cantoni, e dunque i contribuenti, coprano il 55% dei costi e gli assicuratori, attraverso i premi dei pazienti, il rimanente 45%. Con la riforma del 2012 alcune prestazioni dell'assicurazione complementare sono inoltre entrate in quella di base, come la libera scelta dell'ospedale. I costi di quest'ultima non sono totalmente coperti dall'assicurazione di base perché il cantone di domicilio del paziente per una degenza altrove in Svizzera versa il contributo massimo previsto all'interno delle frontiere cantonali. Le tariffe tra cantoni comunque non divergono in modo enorme, ha detto all'ats Stefan Leutwyler, segretario centrale supplente della CDS.
SDA-ATS