Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/49477

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1:</p><p>Il sistema della sicurezza sociale occupa un ruolo centrale nella società e nell'economia e per poter svolgere la sua funzione anche per le generazioni future, deve evolversi orientandosi in funzione dei bisogni a lungo termine. In questo processo è d'importanza centrale l'evoluzione demografica. </p><p>La situazione finanziaria dell'AVS dipende in misura sempre maggiore dalla struttura dell'età della popolazione. Negli ultimi quarant'anni la speranza di vita è cresciuta in media di un anno al decennio. Tra il 1960 e il 2000 la speranza di vita media dei sessantacinquenni maschi è salita da 77,9 a 81,8 anni. Nello stesso periodo la speranza di vita media delle sessantacinquenni è passata da 80,2 a 85,7 anni. Contemporaneamente tuttavia si è dovuto registrare un regresso del tasso di natalità, sceso dai 2,5 figli per donna del 1965 agli 1,5 attuali.</p><p>Se da un lato l'innalzamento della speranza di vita è in sé un aspetto positivo, dall'altro questo fenomeno si ripercuoterà negativamente sull'AVS, che a lungo termine dovrà far fronte a problemi di finanziamento considerevoli dovuti all'aumento costante del numero di persone in età di pensionamento rispetto a coloro che esercitano un'attività lucrativa. Se nel 1960 vi erano 4,8 persone attive per ogni pensionato, nel 2040 questo numero scenderà a 2,2. Questo significa che le uscite dell'AVS, tendenzialmente in aumento, dovranno essere sostenute da un numero sempre inferiore di persone attive. I contraccolpi dell'evoluzione demografica sono inoltre aggravati dall'evoluzione economica negativa degli ultimi anni. Parimenti, l'evoluzione demografica rappresenta da parte sua una minaccia per la crescita economica, se è vero che, a causa dell'invecchiamento della popolazione, dopo il 2015 il mercato del lavoro perderà ogni anno diverse migliaia di salariati. A lungo termine le entrate garantite dall'attuale sistema di finanziamento non sono in grado di coprire l'aumento delle uscite rappresentate dalle rendite di vecchiaia dovuto all'evoluzione demografica. Per finanziare i costi supplementari dovuti all'evoluzione demografica, nel quadro dell'11a revisione AVS il Consiglio federale ha proposto di aumentare l'imposta sul valore aggiunto di 1,5 punti percentuali a favore dell'AVS. A seconda delle decisioni finali del Parlamento in merito all'11a revisione AVS, un punto percentuale potrebbe essere sufficiente per garantire il finanziamento dell'AVS fino al 2015. Tuttavia, secondo gli studi eseguiti, dopo il 2015 i costi cresceranno ulteriormente, rendendo infine necessari circa 5,3 punti percentuali IVA per garantire il finanziamento fino al 2040.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che un aumento così massicio dell'imposta sul valore aggiunto al solo scopo di finanziare l'AVS non possa essere preso in considerazione. Condivide l'opinione del PRD che bisogni procedere immediatamente a riforme ed invierà quindi in consultazione già nel 2004 proposte per una 12a revisone AVS ed una 5a revisione AI.</p><p>Ad 2:</p><p>Il fabbisogno supplementare di tutte le assicurazioni sociali (AVS / AI / IPG / PC / LPP / AINF / AMal / assegni familiari / AD), se le prestazioni non verranno adeguate, si assesterebbe all'incirca a 22 miliardi di franchi per il 2010 e ad ulteriori 29 per il 2025 (scenario medio ai prezzi attuali). La crescita economica coprirà 12 miliardi di franchi per il 2010 e 13 per il 2025. I restanti 10, risp. 16 miliardi dovrebbero essere coperti da altre entrate (imposte, detrazioni salariali). </p><p>L'onere a carico delle diverse fasce d'età risulterebbe diverso a seconda della fonte di finanziamento adottata. Non va inoltre dimenticato che oltre alla situazione attuale devono essere presi in considerazione l'intero corso della vita, il versante del finanziamento e quello delle prestazioni. Sulla base di questa visione complessiva, nel programma di ricerca sul futuro a lungo termine della previdenza per la vecchiaia è stato analizzato l'effetto di ripartizione intergenerazionale di diverse misure di finanziamento e di diverse modifiche delle prestazioni AVS. Il finanziamento attraverso l'IVA sgraverebbe le generazioni più giovani non solo perché le generazioni dei beneficiari di rendita contribuirebbero in questo modo al finanziamento, ma anche perché sarebbe necessario un minore aumento dei contributi paritetici, il che ridurrebbe (relativamente) i costi del lavoro e comporterebbe maggiori investimenti e produttività (cfr. Rapporto di sintesi del programma di ricerca, p. 25 e segg.). D'altra parte un'imposta sul valore aggiunto elevata comporta anche maggiori oneri per l'economia, inibendone la crescita. Soprattutto per quanto riguarda l'AVS vanno quindi esaminate tutte le possibili ipotesi di copertura del fabbisogno finanziario. Tra queste vi è anche l'innalzamento dell'età pensionabile.</p><p>Un innalzamento dell'età pensionabile coprirebbe circa un terzo dell'aumento dei costi dell'AVS previsto fino al 2025. Innalzando l'età pensionabile si potrebbe contrastare la diminuzione della popolazione attiva, con effetti benefici per la crescita economica. Tuttavia, l'innalzamento dell'età pensionabile cela anche determinati rischi. Innanzitutto, non tutti godono di uno stato di salute tale da consentir loro di continuare a lavorare anche dopo i 65 anni: l'innalzamento dell'età pensionabile deve quindi contemplare possibilità di flessibilizzazione che ne compensino i contraccolpi sociali. In secondo luogo, innalzare l'età pensionabile ha un senso soltanto se sul mercato del lavoro vi è effettivamente richiesta di salariati più anziani. Sulla base della diminuzione della popolazione attiva è presumibile che nei prossimi anni questa richiesta aumenterà. Innalzare l'età pensionabile è però possibile soltanto adeguando di conseguenza le condizioni di lavoro. In uno studio appena pubblicato ("Résumé et principales recommandations/Executive Summary and Recommendations", in "Vieillissement et politique de l'emploi/Ageing and Employment Policies", f/e), l'OCSE ha espresso le sue raccomandazioni per una maggior considerazione delle persone più anziane sul mercato del lavoro svizzero. Il Consiglio federale ne terrà conto per la 12a revisione AVS.</p><p>Le ridistribuzioni intergenerazionali dovranno essere esaminate attentamente soprattutto nella previdenza professionale. Se in linea di principio nella previdenza professionale devono essere evitate ridistribuzioni dagli assicurati ai beneficiari di prestazioni contrarie al sistema, il tasso di conversione deve essere adeguato non solo all'evoluzione della speranza di vita, ma anche all'evoluzione a lungo termine degli investimenti (tasso d'interesse tecnico). Considerate l'evoluzione della speranza di vita e le previsioni a lungo termine sugli interessi, appare probabile a medio termine un'ulteriore riduzione del tasso di conversione. Un innalzamento dell'età pensionabile potrebbe perciò contribuire in maniera decisiva a mantenere invariato il livello delle rendite nella previdenza professionale.</p><p>Ad 3:</p><p>Indubbiamente la visione complessiva del futuro fabbisogno supplementare delle assicurazioni sociali costituisce un'importante base decisionale per il Parlamento. Di massima, i problemi principali sono conosciuti. Per poter trarre le giuste conclusioni, si impongono aggiornamenti ogniqualvolta le condizioni quadro di primaria importanza subiscono mutamenti, sia che si tratti degli scenari dell'evoluzione demografica o economica o che si tratti di significative modifiche nelle assicurazioni sociali stesse. Inoltre nei messaggi concernenti le revisioni nel settore delle assicurazioni sociali, è opportuno esporre le prospettive d'evoluzione del momento. </p><p>Per questa ragione il Consiglio federale aveva accettato il postulato Beerli (02.3172), nel quale si chiedeva un aggiornamento della visione complessiva dell'aumento del fabbisogno delle assicurazioni sociali, ed incaricato il DFI di procedere immediatamente di conseguenza. Nel suo rapporto del 17 maggio 2002 sull'aggiornamento della visione complessiva dell'aumento del fabbisogno finanziario delle assicurazioni sociali fino al 2025, il DFI ha mostrato l'aumento del fabbisogno a lungo termine e preconizzato una 12a revisione AVS. Il Consiglio degli Stati ha accettato il postulato Beerli il 18 giugno 2002. Il Consiglio federale ritiene quindi che l'incarico sia stato adempiuto con l'aggiornamento della visione complessiva del 17 maggio 2002.</p><p>Le prospettive di finanziamento vengono aggiornate nel quadro dei lavori preliminari, già in corso, della 12a revisione AVS e della 5a revisione AI, i cui disegni saranno disponibili all'inizio del 2004. </p><p>Ad 4:</p><p>Le discussioni riguardanti le revisioni in corso o appena concluse nell'ambito del primo e del secondo pilastro e le reazioni suscitate anche solo dalla questione dell'età di pensionamento hanno mostrato chiaramente che gli attuali problemi della garanzia a lungo termine delle assicurazioni sociali possono essere affrontati solo con il consenso della popolazione, che deve quindi essere sensibilizzata in merito.</p><p>Ed è in particolare nell'AVS, per natura articolata su lunghi orizzonti temporali, che è importante prevedere già oggi provvedimenti - come l'innalzamento dell'età pensionabile - che potranno essere realizzati soltanto tra 10 o 20 anni. Le persone interessate devono essere preparate con largo anticipo a cambiamenti di questa portata. Soltanto così si può evitare che decisioni legislative ne sconvolgano i piani di vita. Decisioni di questo tipo non possono quindi essere prese soltanto in funzione della situazione del momento del mercato del lavoro. I provvedimenti necessari potranno contemplare normative transitorie generose soltanto se vengono avviati già oggi. Se non si tiene conto già ora dei problemi che dovranno essere affrontati in futuro, si rischia tra pochi anni di dover mettere in atto in breve tempo provvedimenti dolorosi.</p><p>Ad 5:</p><p>Vista la presumibile evoluzione, le misure di consolidamento previste dalle attuali revisioni (4a revisione AI, 11a revisione AVS, 1a revisione LPP) non saranno sufficienti. Il Consiglio federale ha pertanto già avviato la preparazione della 12a revisione AVS e della 5a revisione AI con l'obiettivo di sottoporre entrambi i progetti ad una procedura di consultazione nel 2004.</p><p>Ad 6:</p><p>L'esame degli effetti di un aumento delle entrate a favore dell'AVS, di un innalzamento dell'età di pensionamento e di una modifica del ritmo di adeguamento delle rendite all'evoluzione economica, era una parte del mandato del Consiglio federale al gruppo di lavoro interdipartimentale che ha condotto il programma di ricerca sul futuro a lungo termine della previdenza per la vecchiaia (IDA ForAlt). Nel suo rapporto di sintesi il gruppo di lavoro giunge alla conclusione che tra le misure di finanziamento l'imposta sul valore aggiunto risulta nel complesso la più positiva dal punto di vista economico. Un innalzamento dell'età pensionabile riduce il maggiore fabbisogno finanziario riferito al 2025 di circa un terzo; in caso di congiuntura favorevole una permanenza più lunga dei lavoratori sul mercato del lavoro ridurrebbe inoltre anche la carenza di manodopera. Tuttavia, in questo contesto le possibilità offerte dalle aziende ai dipendenti più anziani e altre possibilità di finanziamento di cui i lavoratori possono avvalersi per il pensionamento svolgono un ruolo decisivo (cfr. ad 2).</p><p>Un adeguamento delle rendite in base all'indice dei prezzi anziché in base all'indice misto ridurrebbe la lacuna di finanziamento di circa un terzo fino al 2025 e di circa la metà fino al 2040. Un adeguamento basato unicamente sull'evoluzione dei prezzi comporterebbe, considerando l'intera durata della vita, una situazione relativamente migliore per le classi d'età più giovani. Una riduzione moderata delle prestazioni avrebbe inoltre effetti positivi sull'economia, essendo presumibile che gli assicurati, consapevoli del livello inferiore delle rendite, resterebbero attivi più a lungo e risparmierebbero in maggior misura. Laddove le prestazioni dell'AVS/AI non fossero sufficienti a coprire il fabbisogno vitale, si può del resto ancora far ricorso alle prestazioni complementari. </p><p>Ad 7:</p><p>Il sistema dei tre pilastri della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità si è dimostrato valido. All'estero viene spesso considerato un esempio ed è preso a modello in occasione di riforme. Il primo e il secondo pilastro sono componenti fondamentali di questo sistema. L'ulteriore evoluzione dell'AVS/AI e della previdenza professionale si compirà perciò all'interno del sistema dei tre pilastri, che non viene pertanto messo in discussione. Il Consiglio federale intende mantenere le attuali condizioni quadro anche per il terzo pilastro e non ritiene attualmente necessarie misure supplementari volte a rafforzarlo.</p>  Risposta del Consiglio federale.