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La caduta dei giganti, e non solo. Non è un bel periodo per gli atleti statunitensi che, in questo primo scorcio di Olimpiade hanno incassato una delusione dietro l'altra e in diverse discipline, fra tonfi clamorosi, harakiri ed esclusioni. L'ultimo sprofondo arriva dal basket, disciplina nella quale le stelle e le strisce hanno (quasi) sempre fatto rima con medaglia d'oro. Il kappaò contro la Francia, clamoroso, si è materializzato con un risultato che passerà alla storia 83-76: infatti era dal 2004, ossia dai Giochi di Atene, che gli Usa non perdevano in un evento a cinque cerchi (25 partite in tutto senza la macchia della sconfitta).
La maledizione a stelle e strisce in questa edizione dei Giochi era cominciata con l'esclusione del numero uno del mondo nel golf, Bryson DeChambeau, quarto americano della spedizione a stelle e strisce in Giappone fermato dalla positività al Covid. Brutte notizie anche dalla ginnastica, disciplina nella quale l'incontrastata regina Simone Biles ha balbettato nell'esercizio al corpo libero, tanto da atterrare addirittura fuori dal quadrato.
La sconfitta che non t'aspetti del tutto, però, resta quella del basket, con il Dream team capeggiato da Kevin Durant e Draymond Green che, sebbene fosse formato da diversi esordienti ai Giochi, è comunque pur sempre sostenuto dalla classe degli atleti Nba. Non un campionato qualunque. Invece la Francia di Rudy Gobert, Nicolas Batum e Evan Fournier l'ha spuntata, rovesciando nettamente un pronostico che sembrava scolpito nel parquet giapponese. Dopo i primi minuti di equilibrio, 7 punti di Durant (e una tripla di Damian Lillard) il team Usa si è fatto irretire e alla fine, pur chiudendo in vantaggio il primo periodo per 22-15, è andato sotto. Un inizio assolutamente imprevisto e imprevedibile che fa intendere come il torneo sotto canestro sia quantomai aperto.