Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/203314

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento misure integrative a "Via sicura" atte a garantire l'applicazione del codice stradale, in particolare da parte dei ciclisti, in modo da migliorare la sicurezza sulle strade: si può trattare di modifiche legislative, adeguamenti di ordinanze oppure provvedimenti frutto di scambi e collaborazione con Cantoni e Comuni. Analogamente a quanto già avviene per i conducenti di automobili, va valutata l'opportunità di applicare misure repressive (confisca del veicolo, verifica dell'idoneità alla guida, divieto di guidare) anche nei confronti di ciclisti che violano ripetutamente o gravemente le norme della circolazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come spiegato dal Consiglio federale nel suo parere relativo alla mozione Lehmann 14.3851, "Pene più severe per i pirati delle due ruote. Più nessun morto per incidenti tra biciclette o tra biciclette e pedoni", la normativa vigente prevede sufficienti sanzioni a carico dei ciclisti che violano le norme della circolazione. Attualmente è già possibile disporre un accertamento dell'idoneità alla guida e, qualora i requisiti non siano soddisfatti, l'autorità competente può vietare all'interessato di circolare in bicicletta (art. 19 cpv. 2 della legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale; LCStr; RS 741.01). Lo stesso divieto può essere imposto per almeno un mese al ciclista che abbia messo in pericolo la circolazione in modo grave o ripetuto o che sia salito in sella in stato di ebbrezza (art. 19 cpv. 3 LCStr).</p><p>Il Consiglio federale non ritiene necessario introdurre pene più severe, ma piuttosto migliorare l'applicazione delle norme esistenti, compito che spetta agli organi di controllo cantonali e al quale la Confederazione contribuisce, tra l'altro, fornendo i dati relativi agli incidenti, sulla base dei quali è possibile fissare priorità locali in termini di controlli.</p><p>Il Collegio, nell'ambito di una futura revisione di ordinanza, esaminerà singole modifiche volte a contrastare la tendenza al rialzo degli incidenti che vedono coinvolte le e-bike, come per esempio l'obbligo di accendere le luci di giorno e del tachimetro.</p><p>La problematica esposta dall'autore della mozione è anche una conseguenza della crescente importanza acquisita dalla mobilità ciclistica. Molte vie ciclabili presentano carenze oppure caratteristiche non uniformi. Ricorrendo a una separazione dei flussi di traffico, ad esempio mediante corsie ciclabili debitamente contrassegnate o ciclopiste strutturalmente separate, è possibile aumentare la sicurezza e ridurre i conflitti di utilizzo per tutta l'utenza. Il Consiglio federale terrà conto di questi aspetti nelle disposizioni d'esecuzione relative al decreto federale sulle vie ciclabili, sebbene pianificazione, realizzazione e manutenzione restino di competenza di Cantoni e Comuni, mentre la Confederazione partecipa al solo finanziamento nel quadro del programma Traffico d'agglomerato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.