Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01088.jsonl.gz/386

Secondo un esperto intervistato da swissinfo, la decisione del governo di privatizzare Swisscom sarà fortemente osteggiata in parlamento.
Stando a quanto annunciato giovedì dal Consiglio federale, la partecipazione del 66% della Confederazione limiterebbe il margine di manovra dell'azienda e le sue possibilità d'espansione.
Per Communication, il maggiore sindacato degli impiegati di Swisscom, l'annuncio del Consiglio Federale è una "dichiarazione di guerra" al settore del servizio pubblico.
Secondo Christian Levrat, sindacalista e parlamentare socialista, la decisione del governo sarebbe "un errore dalle conseguenze pesanti".
Matthias Finger, professore al Politecnico di Losanna ed esperto di liberalizzazione delle industrie di rete in Svizzera, sostiene che il piano del governo potrebbe rivelarsi un campo minato.
swissinfo: Ritiene una buona idea quella del governo di liquidare la propria quota maggioritaria in Swisscom?
Matthias Finger: Dal punto di vista commerciale sì. C'è però da chiedersi se la scelta è politicamente accettabile. Questa è un'altra faccenda. L'annuncio del governo è una cosa, la decisione del parlamento un'altra.
I partiti di sinistra si batteranno certamente contro questa decisione. Faranno leva sulla garanzia dell'approvvigionamento, che secondo loro il mercato non è in grado di fornire.
Vorranno sapere chi ottempererà agli obblighi di servizio universale una volta che Swisscom non sarà più in mani pubbliche.
Anche il parlamento non sarà entusiasta della decisione. Il dado non è dunque ancora tratto.
swissinfo: È sensato per un governo detenere una partecipazione in un'azienda mentre è in corso una riforma del mercato?
M. F.: Voler liberalizzare un mercato e allo stesso tempo partecipare ad un'azienda operante su quel mercato è perlomeno contraddittorio. L'unico modo per uscirne è ritirarsi (da Swisscom).
Così facendo, il governo si concentrerebbe sulla regolamentazione dell'intero settore e non su quella di un'unica azienda. È un'evoluzione logica.
swissinfo: La privatizzazione di Swisscom potrebbe accelerare il processo di riforma del settore?
M.F.: No, il processo è già ben avviato. Oggi la discussione porta sul mantenimento del monopolio di Swisscom sul cosiddetto "ultimo miglio" (la connessione tra l'abbonato la centralina telefonica). Per il resto, il settore delle telecomunicazioni è già largamente riformato se comparato con altri settori delle industrie di rete.
swissinfo: Quali potrebbero essere i benefici per Swisscom se lo Stato dovesse ritirarsi?
M.F.: L'operatore svizzero usufruirebbe di un più ampio margine di manovra per prendere dei rischi e fare nuove acquisizioni. Il mercato delle telecomunicazioni è sempre più competitivo e Swisscom è costretta ad agire. Paragonato a Vodafone o Orange, il gruppo elvetico è un attore ancora poco influente. Deve quindi guardare oltre.
Il mercato svizzero è molto ristretto. Abituata ad avere un monopolio, Swisscom commetterebbe un errore se non guardasse al di fuori delle proprie frontiere. Grazie a delle finanze sane e se ne avesse la possibilità, la ditta elvetica si troverebbe in buona posizione per agire sul mercato estero.
swissinfo: Quali sarebbero le conseguenze se il parlamento non dovesse avallare la decisione governativa?
M.F.: Swisscom ne uscirebbe gravemente danneggiata, perché le restrizioni al suo margine di manovra rimarrebbero in vigore. La mancata privatizzazione limiterebbe inoltre la sua possibilità di rischiare sul mercato, visto che le strategie adottate sarebbero sottoposte ad un dibattito politico più che economico.
Intervista swissinfo: Matthew Allen
Traduzione dall'inglese: Michel de Marchi e Anna Passera
Fatti e cifre
Il governo elvetico detiene il 66% del capitale di Swisscom.
Swisscom sta attualmente conducendo dei negoziati in vista del rilevamento dell'operatore irlandese Eircom.
In precedenza, i progetti di acquisto di Cesky Telecom alla Repubblica Ceca e di Telekom Austria era andato in fumo.
Otto anni fa, Swisscom ha perso il monopolio nel settore delle telecomunicazioni.