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BERNA - I trasporti e gli edifici abitativi sono i settori che presentano il maggior potenziale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020. In questi due rami, la diminuzione potrebbe essere di oltre 3 milioni di tonnellate di CO2. È quanto emerge da un rapporto del Consiglio federale, in risposta a un postulato del consigliere nazionale Bastien Girod (Verdi/ZH).
L'industria e i servizi offrono possibilità di risparmio leggermente inferiori. Il miglioramento degli involucri degli edifici e i progressi nell'efficienza delle macchine, degli impianti, dei veicoli e degli apparecchi giocano un ruolo essenziale.
A seconda del settore, i costi delle misure di riduzione sarebbero compresi tra i 150 e i 320 franchi per tonnellata di CO2 risparmiata. Queste spese diminuiranno considerevolmente a più lungo termine.
I potenziali e i costi di riduzione delle emissioni di gas serra nel settore agricolo non sono stati calcolati nello studio. Stando a una precedente valutazione, che risale al 2009, il potenziale di riduzione tecnico è stimato in circa 0,5 milioni di tonnellate di CO2 nel 2020, indica in una nota l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
Arsenale di misure - Per raggiungere l'obiettivo fissato nella legge sul CO2 (ovvero ridurre entro il 2020 le emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990), il Consiglio federale punta a un rafforzamento ripetuto delle misure esistenti. Se le emissioni prodotte dai combustibili non diminuiscono come preventivato, la tassa sul CO2 verrà aumentata nel 2016 e nel 2018, passando rispettivamente a 72 e a 96 franchi per tonnellata.
Il programma volto a promuovere il risanamento degli edifici e l'investimento nelle energie rinnovabili verrà aumentato a 300 milioni nel 2014 e a 600 milioni nel 2015.
Gli obiettivi per le automobili nuove saranno ridotti da una media di 130 grammi di CO2 per chilometro a 95 grammi entro il 2020. Mediante altre misure e inasprimenti puntuali sarà possibile raggiungere lo scopo di riduzione stabilito nella legge.
La battaglia non è finita - Secondo il Consiglio federale, la battaglia non è però finita. Risparmi di emissioni di circa il 45% rispetto al 1990 potrebbero essere realizzati entro il 2050, se i provvedimenti venissero applicati e ulteriormente inaspriti anche dopo il 2020.
Per limitare l'aumento globale della temperatura a un massimo di 2 gradi, oltre a un contenimento dell'incremento delle emissioni nei Paesi emergenti, entro il 2050 i Paesi industrializzati dovranno comunque ridurre le proprie emissioni di almeno l'80% rispetto al 1990. Il rapporto del Consiglio federale dimostra che la Svizzera è in grado di raggiungere questo obiettivo.
Ma è altresì necessario che anche a livello internazionale venga riconosciuta la massima priorità alla politica climatica. Misure di politica ambientale, energetica e dei trasporti dovranno essere attuate a livello mondiale: ad esempio, sarebbe necessario aumentare considerevolmente il tasso di risanamento degli edifici, impiegare i combustibili e i carburanti in modo più efficiente, nonché incrementare la diffusione della mobilità elettrica.
Ats