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ROMA (Italia) - «Mohamed Salah vale quanto Leo Messi». Non sono pochi, tifosi del Liverpool e non, a cominciare a pensare che davvero l'egiziano sia il nuovo fenomeno del pallone mondiale. Che sia colui il quale riceverà lo scettro dalle mani della Pulce, quando questa deciderà di smettere di incantare. Certo il 25enne sta completando una stagione pazzesca; sta segnando a ripetizione e - a tratti - sta incantando. Basta però questo, bastano otto mesi stellari, per meritare l'immortalità pallonara? Momo ha fatto benissimo anche in passato, partendo dal Basilea e ripetendosi anche con Fiorentina e Roma (mentre non ha lasciato il segno al Chelsea); quei campionati sono però stati "solo" buoni, forse anche ottimi. Non si era visto nulla che, tra un applauso e l'altro, aveva spinto a paragonarlo al dieci blaugrana. In Reds però...
«Vi racconto un aneddoto - è intervenuto Arno Rossini - Nella primavera del 2013, quando ero a Sion con Gattuso, incrociammo il Basilea in semifinale di Coppa Svizzera. Perdemmo 0-1 per un gol di Stocker. Nell'occasione Salah fece la differenza. Dopo il match lo salutai e, contemporaneamente, dissi a Rino: "Questo è un fuoriclasse". Già allora si vedeva che era speciale. È sicuramente il più forte che io abbia visto dal vivo, come mio giocatore o avversario».
Che sia bravissimo non ci piove. Ma vale, o varrà, Messi?
«Negli anni è molto maturato, fino a raggiungere un livello alto. Ora ha poi grande sicurezza nei propri mezzi, che sono enormi».
È velocissimo...
«Negli ultimi trenta metri sa essere devastante. È davvero spaventoso quel che riesce a fare. Ha grande velocità di controllo ed esecuzione e poi... vede la porta. Il primo gol fatto alla Roma nell'andata delle semifinali? Nemmeno lo provi se non hai qualità e certezze. Secondo me al momento è già uno dei primi cinque attaccanti al mondo».
È un giocatore attorno al quale si può pensare di costruire una gruppo vincente?
«I Reds, con il gioco voluto da Klopp, sono per lui perfetti. Una squadra che attacca sempre con quattro uomini sa infatti sempre esaltare le doti di giocatori come Salah. Detto questo... l'egiziano potrebbe fare la differenza ovunque, in ogni campionato europeo. Potrebbe tranquillamente essere l'elemento simbolo di un club. Potrebbe essere un camino attorno al quale posizionare le panchine».
E i suoi margini di miglioramento sono ancora ampi.
«Esatto. So poi che è un professionista serio e umile. Si allena con attenzione, è meticoloso nella preparazione ma anche nell'alimentazione. E poi sa di essere l'uomo simbolo del suo paese. Tutto ciò potrebbe fare la differenza».
Contro questo Salah la Roma può pensare di ribaltare il 2-5 incassato nella semifinale d'andata?
«No. Se attaccata in verticale - soprattutto da giocatori come quelli del Liverpool - la difesa giallorossa va in difficoltà. Più facile spostare la fontana di Trevi che vedere la Roma in finale».