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Prologo: trattandosi di un tema assai complesso, consiglio di studiare attentamente i grafici ingranditi: a scopo didattico si ripetono sempre gli stessi elementi, ma ho messo in rilievo sempre un criterio diverso.
Nei mammiferi, l'elaborazione di stimoli coinvolge pressoché tutti i "sistemi" di un organismo: lo stimolo viene percepito inconsciamente dai sensi specifici e aspecifici, poi viene condotto dai neuroni sensibili periferici al sistema nervoso centrale e integrato ed elaborato in diverse tappe.
Lo stimolo raggiunge quindi il sistema talamico, che mette in moto gli istinti e il sistema limbico che lo trasforma in emozione. In questa forma arriva alla corteccia cerebrale ed è finalmente percepito cognitivamente.
Nelle diverse tappe sono attivati svariati sistemi di regolazione: dai riflessi neurospinali al sistema neurovegetativo, dai sistemi neuromessaggeri centrali, endocrini, ormonetessutali periferici al sistema di regolazione basale e immunitario.
I sistemi di regolazione attivano e coordinano le adeguate risposte comportamentali - locomotorie, metaboliche e immunitarie - in modo da reagire allo stimolo per modificarlo con un comportamento adatto. In questi circuiti regolatori, la cognizione, situata nella corteccia cerebrale, ha la funzione di " correggere il tiro". Tutte queste funzioni avvengono automaticamente, in modo sia consapevole che inconsapevole, cambiando lo stato interno dei sistemi e creando nuovi stimoli. Ingrandisci
Si osservano due tipi di reazioni umane ai stimoli:
Specialmente le espressioni pubbliche sono fortemente determinate da fattori culturali (per definizione antibiologici). La cognizione "corregge il tiro" del primo impulso spontaneo. Le impressioni invece sono solo parzialmente controllabili (finché sono moderate) a livello:
A livello degli altri regolatori fisiologici (vegetativi, metabolici, immunitari) invece le impressioni non sono quasi più controllabili, esse seguono infatti un percorso autonomo, determinato da:
È difficile, per non dire impossibile, distinguere gli " stimoli" dagli "stimoli stressanti" (stressori); essi infatti variano da individuo a individuo. A scopo didattico, indico come stressore ogni stimolo che provoca il netto inserimento di uno dei tre programmi basilari di adattamento / regolazione (auto-conservante, specie-riproduttivo, socio-relazionale), oltre alle ordinarie regolazioni elementari.
Nel grafico, si distinguono diversi tipi di funzioni, ovvero:
Si noti che le funzioni cognitive possono esercitare sul comportamento:
Sia le promozioni che le inibizioni possono essere soggetto di "ponderate riflessioni" tattiche,strategiche, cognitive, o semplicemente di delusione, demotivazione, stanchezza, noia come pure degli stati d'animo opposti. Si tratta di una caratteristica umana, molto meno presente negli altri animali evoluti.
Un qualsiasi stimolo raggiunge l'organismo tramite gli organi e le strutture ricettive, chiamati anche sensi specifici (equilibrio, tatto, olfatto, gusto, udito, vista) e aspecifici (p.e. autopercezione). Gli stimoli sono poi trasformati in segnali nervosi e condotti tramite il sistema nervoso periferico sensoriale alla spina dorsale e poi al cervello.
Già a livello della spina dorsale si hanno ?íriflessilocomotori?ì che tentano di correggere (o adattarsi) allo stimolo. La tappa successiva coinvolge talamo e cervelletto. Quest?ïultimi mettono in moto reazioni istintive e automatizzate per poi raggiungere il sistema limbico che decifra le emozioni appartenenti allo stimolo in base a diversi criteri:
Mette in moto i sistemi di regolazione elementari. Se si ritiene lo stimolo uno "stressore", si attiva anche" il programma adeguato in caso di:
Questi inibiscono oppure promuovono le regolazioni elementari già avviate da cervelletto, talamo e sistema limbico.
Occorre osservare che finora tutto si svolge a livello inconscio e in tempi brevissimi ( meno di un secondo). Era (e probabilmente rimane) un?ïimmediata reazione biologica a un evento momentaneo.
Il sistema limbico annuncia solo ora l'evento alla corteccia cerebrale (per essere precisi alla parte cognitiva). L'evento è perciò inseparabilmente legato a un'emozione, a un sentimento appagante oppure frustrante.
La parte cognitiva valuta la situazione non tanto dal punto di vista del luogo e del momento attuale ma piuttosto sotto l?ïaspetto della reminiscenza (passato), in un momento futuro e distante. Questa parte è responsabile delle funzioni prevalentemente umane, ovvero:
Questo processo rappresenta una parte del motore della cultura umana.
Dall'altra parte può interferire nelle nostre funzioni biologiche: ogni mossa determinata da regole civilizzate esplicite o tacite (leggi, norme, convenzioni, costumi, morale, etica canonica e laica) è per definizione un confronto con istinti ed emozioni biologiche.
In pratica, si tratta di trovare una via che non ci trasformi in una sorta di "inquisitori" civilizzati (il che sarebbe biologicamente malsano) né ci riduca allo stato di "bestie" (il che è socialmente punito).
Stressori, dopo una reazione iniziale rilessiva, istintiva ed emotiva attuano, secondo il caso, un determinato programma per il controllo e la regolazione di una sensata risposta:
Questi programmi possono essere inibiti o promossi dalle funzioni cognitive come visto sopra. È evidente, che sorgono dei conflitti di regolazione non solo tra i tre programmi e il cognitiva, ma talvolta anche tra programmi stessi. L'esempio lampante è il bloccaggio del programma "riproduttivo" dai programmi "conservante" o "sociorelazionale" attivato.
Inoltre i valori della nostra cultura non distinguono molto bene i tre criteri, p.e.: sotto il termine abiologico dell'amore si subsommano un pò di elementi conservanti (p.e. generosità), sociorelazionali (p.e. matrimonio) e riproduttivi (p.e. sessualità). È evidente, che un tale miscuglio a livello cognitivo non migliora la regolazione biologica.
Il grafico accanto tenta di raggruppare i nessi tra i sistemi " nervoso, endocrino (ormonale) e locomotorio per il programmma dell'autoconservazione. Il grafico risulta frammentario, e ciò per motivi didattici, ho infatti tralasciato il sistema motorio della muscolatura liscia, il sistema neuromessaggero centrale e degli ormoni tessutali nonché il sistema immunitario.
Inoltre si noti che la regolazione socio-relazionale e specie-conservante funzionano (nel dettaglio) diversamente. I processi regolativi dell' autoconservazione si svolgono nel seguente modo:
Si avvertono inoltre conseguenze a livello di:
Se tutti questi fattori collaborano e neutralizzano lo stimolo, si raggiunge lo scopo prefisso e si raggiunge una situazione di riposo, effetto "eustressante".
Se invece questi fattori non trovano sfogo, essi rimangono per così dire "inseriti" e ciò a lungo andare può portare a disturbi e malattie di vario genere, come vedremo nel capitolo Patologia dello stress.
Patrizia Borsa, Bianca Buser curavunt