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Non si è accontentato di domare la Streif per la prima volta in carriera nella discesa di venerdì Beat Feuz. No, il bernese ha voluto sottolineare come quella "mancanza" fosse effettivamente un'anomalia nel suo palmarès e nella storia dello sci mondiale bissando immediatamente il successo nella seconda delle due prove regine di Kitzbühel, disputata due giorni dopo (era prevista sabato ma è stata rinviata di 24 ore, così come il super-G che si disputerà lunedì) e in condizioni differenti, compreso un salto finale reso decisamente meno pericoloso dagli organizzatori dopo la drammatica caduta dell'elvetico Urs Kryenbühl (il 26enne ha riportato una commozione cerebrale, una frattura della clavicola destra e uno strappo dei legamenti crociati e mediali del ginocchio destro).
Presupposti diversi che non hanno però cambiato il risultato, con Feuz che ancora una volta ha sfruttato la sua immensa classe e la sua grande esperienza interpretando quasi alla perfezione la mitica pista di Kitzbühel che a lungo gli si era negata (quattro volte secondo nel 2016, 2018, 2019 e 2020) per precedere di 17 centesimi il 40enne francese Johan Clarey e di 38 l'austriaco Matthias Mayer, quest'ultimo superato dall'elvetico anche in vetta alla classifica di specialità.
Il 33enne nato a Schangnau ha così raggiunto il connazionale cinque volte vincitore sulla Streif Didier Cuche a quota 12 successi in Coppa del mondo in discesa, a livello svizzero dietro solo a Peter Müller (19 vittorie nella disciplina regina) e Franz Heinzer (15). E come spesso fatto dal neocastellano (l'ultima volta nel 2012), l'atleta dell'Oberland bernese ha sbaragliato la concorrenza nella parte finale del tracciato, visto che dopo circa un minuto di corsa accusava un ritardo di 0"42 da Clarey, ridotto a un centesimo dopo la traversa e tradotto in un vantaggio di appunto 17 centesimi dopo uno "schuss" conclusivo nel quale ha toccato i 145 km/h.
Da notare anche come Feuz è il settimo sciatore a riuscire a trionfare in due discese nelle corse dell'Hahnenkamm nello stesso anno. In casa rossocrociata prima di lui ci erano riusciti Heinzer (29 anni fa) e Pirmin Zurbriggen (36), mentre l'ultimo atleta a compiere tale impresa era stato 26 anni fa il francese Luc Alphand.
Per quel che riguarda gli altri elvetici, il migliore è risultato il nidvaldese Marco Odermatt, ottimo decimo a meno di un secondo dal podio (+1"32 da Feuz) dopo che venerdì non aveva potuto lanciarsi sull Streif a causa dell'interruzione della prova al 30esimo concorrente. Più lontani, a oltre due secondi dalla vetta, Roulin, Janka e Weber.