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(Milano 1825 – ivi 1890)
Minore di dieci anni del fratello Domenico, frequentò, come quasi tutti i grandi lombardi, l’Accademia di Brera, sotto la guida di Luigi Sabatelli.
Indubbiamente Gerolamo è attratto dalla pittura del fratello, dal quale non si può disgiungere. Fu attivo nella lotta risorgimentale: combatté per la difesa della Repubblica romana nel ’49, riportando venticinque baionettate, e si distinse inoltre nella guerra di Crimea (1855), meritandosi una medaglia all’onore, e anche nella seconda guerra d’Indipendenza (1859). Nei suoi dipinti Gerolamo si ricordò di quelle memorabili imprese: ad esempio dalle spedizioni piemontesi in Crimea nacquero ritratti di ufficiali e la celebre Battaglia della Cernaia. Numerosi i ritratti di Garibaldi, che lo aveva definito uno dei più “intrepidi e valorosi combattenti di Roma”.
Caratterizza la pittura di Gerolamo una nota naturalistica, sia nei quadri di paesaggio (Pescarenico sotto la neve, Villaggio sull’Adda) sia in quelli più propriamente di genere, dove forse appare più manierato che non il fratello.
Gerolamo fu esecutore raffinato e preciso (forse qua e là leggermente discontinuo) nell’interpretare in modo un po’ nostalgico un periodo tanto vivo, anche se non privo di retorica, quale fu il Risorgimento. Ricordiamo tra le sue numerose opere di genere: Una lezione di ballo e L’artigiano.
Collaborò pure con Eleuterio Pagliano, con soggetti di città italiane, e alla decorazione della stazione di Milano.