Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/72621

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, con l'entrata in vigore della legge sugli stranieri, di elaborare, in collaborazione con i cantoni, un piano nazionale d'azione "Integrazione", che affronti in via prioritaria le sfide citate nel rapporto dell'UFM relativo ai problemi nell'ambito dell'integrazione (giugno 2006). L'offensiva integrativa si propone in particolare di colmare le lacune scolastiche e linguistiche dei figli di immigrati. Occorre inoltre prevedere corsi linguistici per i genitori (in particolare per le madri) conformi alle loro esigenze.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'ambito dell'integrazione, il Consiglio federale collabora già oggigiorno strettamente con i cantoni. Benché il settore dell'educazione rientri nella competenza cantonale, la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) coopera anche con l'Ufficio federale della migrazione (UFM) in materia d'integrazione. A titolo di esempio, il progetto sulla transizione permette di attuare direttive vincolanti volte a facilitare e garantire il passaggio dei giovani dalla scuola dell'obbligo al grado secondario II (formazione professionale, scuola secondaria superiore). A tale progetto, finalizzato a creare una visione d'insieme coordinata e a definire e adottare misure, collaborano i competenti uffici federali (l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia, la Segreteria di Stato dell'economia nonché l'UFM), la CDPE, nonché organizzazioni del mondo del lavoro e le associazioni professionali. </p><p>Le autorità cantonali competenti possono concludere convenzioni d'integrazione con gli stranieri e prevedere sanzioni in caso di mancato rispetto di tali convenzioni (art. 54 LStr). D'intesa con i cantoni, la Confederazione può emanare, nel quadro di istruzioni, raccomandazioni concernenti il tenore di tali convenzioni. Per la maggior parte degli stranieri che entrano in Svizzera non vi sono tuttavia basi legali che li obbligano a concludere una convenzione d'integrazione o che permettano di sanzionarli in caso di mancato rispetto. Questo riguarda soprattutto le persone che hanno diritto a soggiornare in Svizzera (familiari stranieri di persone titolari di un permesso di domicilio o di cittadini svizzeri). Inoltre, una nuova normativa in tale direzione violerebbe il principio della parità di trattamento dei cittadini dell'UE/AELS rispetto agli indigeni, sancito nell'accordo sulla libera circolazione delle persone e nella Convenzione istitutiva dell'AELS. </p><p>A livello della Confederazione, il Consiglio federale ha incaricato gli uffici e i dipartimenti competenti di esaminare la necessità di agire in materia di politica d'integrazione e di determinare, se del caso, i provvedimenti da adottare nei rispettivi settori di competenza. A tal fine, essi si baseranno sul rapporto dell'Ufficio federale della migrazione intitolato "Problemi dell'integrazione degli stranieri in Svizzera", pubblicato nel luglio 2006. Tale rapporto riunisce per la prima volta un'ampia documentazione in undici settori dell'integrazione e tiene conto dei lavori preliminari allo studio "Ostacoli giuridici all'integrazione degli stranieri in Svizzera" della Conferenza tripartita sugli agglomerati. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), cui compete il coordinamento, redigerà un rapporto basato sulle risposte pervenute dagli altri servizi federali. Sottoporrà tale rapporto al Consiglio federale entro il 30 giugno 2007, corredato da uno scadenzario concernente l'attuazione adeguata delle proposte. In tale contesto, verrà accordata particolare importanza alla formazione professionale e all'integrazione dei giovani, come raccomandato nelle conclusioni del rapporto. Prima di prendere una decisione quanto all'introduzione di nuovi provvedimenti quali la realizzazione di un piano d'azione nazionale, occorre attendere le conclusioni del mandato che il Consiglio federale ha assegnato il 30 agosto 2006 come pure i risultati dell'attuazione concreta dei progetti. Il Consiglio federale ha presentato argomentazioni simili nel suo parere sulla mozione Schiesser "L'integrazione in quanto compito sociale e statale di fondamentale importanza", che chiede l'elaborazione di una legge quadro sull'integrazione (06.3445).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.