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BERNA - Diversi partiti sono riuniti oggi in assemblea: in particolare UDC, PPD e Verdi liberali (PVL) decidono la loro presa di posizione sull'iniziativa "No Billag" per la soppressione del canone radio-tv in votazione il prossimo 4 marzo.
Il paesaggio mediatico svizzero sarà al centro delle discussioni a Confignon (GE) dove si riunisce l'Unione democratica di centro (UDC). Libertà dei media, servizio pubblico, budget della SSR e "No Billag" saranno passati al setaccio in presenza del consigliere federale Guy Parmelin.
Per la maggior parte degli svizzeri, la SSR è troppo grande ed è diventata troppo cara, indica Albert Rösti, presidente dell'UDC nell'invito. Per il Partito i 17 canali di radio, i 7 della televisione, gli 8 siti internet come anche i 108 conti Facebook, i 54 conti Twitter e i 32 conti Instagram come pure i 42 canali YouTube non hanno più nulla a che vedere con l'idea di base del "servizio pubblico".
Ieri il suo comitato ha raccomandato di votare "sì" all'iniziativa "No Billag" ritenendo che la libertà della stampa sia garantita in Svizzera. Ha sostenuto inoltre il nuovo regime finanziario 2021.
Attacco frontale - Altra atmosfera a Berna dove si riuniscono i delegati del PPD anch'essi per esprimersi sull'iniziativa "No Billag". Questo testo - ritiene il Partito - è un attacco contro la diversità dei media in Svizzera, contro i media nazionali e regionali del servizio pubblico e contro la democrazia.
I delegati si pronunciano anche sull'iniziativa "Moneta intera"che dovrebbe essere sottoposta al voto popolare il 10 giugno. Questo testo vuole modificare completamente il nostro sistema monetario ciò che avrebbe effetti negativi su tutta l'economia svizzera.
Stesso programma all'assemblea dei Verdi liberali (PVL) a Basilea. I delegati dovrebbero pronunciarsi contro l'iniziativa "No Billag" e dire pure "no" al testo della "Moneta intera".
Su "No Billag" si pronunceranno anche le donne socialiste riunite a Berna: il comitato direttivo raccomanda di respingere il testo.