Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/84455

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sviluppare, in collaborazione con i cantoni e gli ambienti economici, una strategia nazionale per combattere la criminalità su Internet, che includa in particolare provvedimenti tesi a impedire lo spionaggio, il furto e l'abuso di dati, come pure gli attacchi asimmetrici finalizzati al terrorismo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione ha già una strategia per la lotta contro la criminalità su Internet e la sicurezza dell'informazione, che applica da circa quattro anni in collaborazione con le autorità cantonali e il settore privato. Tale strategia sarà oggetto nel prossimo futuro di un esame globale i cui risultati saranno pubblicati in un rapporto sulla situazione in Svizzera in materia di criminalità su Internet e sicurezza dell'informazione.</p><p>Per quel che concerne il problema della cibercriminalità, nel 2003 è stato creato il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI). SCOCI assiste le autorità di perseguimento penale dei cantoni e della Confederazione e funge da primo e unico centro ufficiale di contatto cui la popolazione e le imprese possono segnalare i sospetti di tutti i generi riguardanti la criminalità su Internet. SCOCI è finanziato per due terzi dai cantoni. Esso esamina le comunicazioni di sospetto e se hanno rilevanza penale le trasmette alle autorità cantonali di polizia.</p><p>Con l'articolo 27 capoverso 2 del disegno del nuovo Codice di procedura penale svizzero (CPP; l'entrata in vigore è prevista nel 2010) la Confederazione ha tra l'altro creato delle basi legali che permettono di migliorare la sua collaborazione con i cantoni nella prima fase dei procedimenti penali. La disposizione attribuisce alla Confederazione la competenza per eseguire prime indagini in caso di reati commessi in tutto o parzialmente in più cantoni o all'estero e per i quali non si è ancora stabilita la competenza della Confederazione o di un cantone. L'articolo 27 capoverso 2 CPP è stato infatti elaborato con lo scopo di rendere più efficace la lotta contro la criminalità internazionale su Internet.</p><p>Per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture nevralgiche dell'informazione (sicurezza dell'informazione), il Consiglio federale ha adottato la strategia descritta nel 2000 con il concetto di "Information Assurance". Questa strategia si basa su quattro pilastri: la prevenzione, l'individuazione tempestiva, la gestione delle situazioni di crisi e la risoluzione dei problemi. Per quanto riguarda la prevenzione, il settore infrastruttura TIC dell'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE) elabora delle analisi dei rischi in collaborazione con i servizi interessati del settore privato. La Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (Melani), aggregata all'Ufficio federale di polizia, è responsabile dell'individuazione tempestiva e della risoluzione dei problemi. A questo scopo Melani coopera strettamente con i responsabili delle infrastrutture interessate. Finora quasi sessanta grandi imprese del settore privato hanno concluso con Melani un accordo di cooperazione.</p><p>In situazioni di crisi lo Stato Maggiore speciale per la sicurezza delle informazioni (SONIA) limita il più possibile le conseguenze dei guasti e di altri disturbi, rimettendo al più presto in funzione le infrastrutture nevralgiche colpite. In questi casi Melani funge da centro di situazione per SONIA.</p><p>Nell'ottica delle strette relazioni a livello organizzativo e personale fra l'UFAE, SONIA, Melani, SCOCI e gli altri centri di contatto dell'Ufficio federale di polizia, la Svizzera dispone di una rete vasta, flessibile e poco costosa per proteggere le infrastrutture nevralgiche d'informazione e per combattere la criminalità su Internet che all'estero è considerata esemplare. Le organizzazioni coinvolte intrattengono anch'esse una fitta rete di contatti a livello internazionale.</p><p>Il parere sul postulato Frick 08.3101, "Proteggere meglio la Svizzera dalla criminalità informatica", accolto dal Consiglio federale sarà l'occasione per presentare un rapporto in cui si analizzano approfonditamente la strategia, le misure e le risorse impiegate sinora in questo settore e per eseguire gli eventuali adeguamenti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.