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La premier Theresa May difende l'intesa raggiunta ieri con l'Unione europea come una scelta fatta "nell'interesse nazionale" che garantirà l'uscita dall'UE del Regno "nei tempi previsti". Altrimenti l'unica alternativa sarebbe "un no deal" o "nessuna Brexit".
La premier si dice quindi decisa ad andare avanti malgrado le dimissioni di alcuni ministri del suo governo (almeno quattro).
La May nota nel suo intervento ai Comuni che il negoziato ha comportato "scelte difficili" ed esprime "rispetto" per le decisioni del ministro per la Brexit Dominic Raab e di chi s'è dimesso, ma afferma di non condividerle.
L'intesa sulla Brexit concordata con l'UE è la migliore negoziabile "nell'interesse nazionale", ha ripetuto la premier, ammettendo che la soluzione indicata per garantire un confine aperto fra Irlanda e Irlanda del Nord può suscitare perplessità, ma che sarebbe stato "irresponsabile" rifiutarla.
May ha insistito che l'obiettivo è evitare l'entrata in vigore del meccanismo di salvaguardia del backstop (mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord fino alla definizione complessiva delle relazioni post Brexit), sostenendo tuttavia che non sarebbe stato possibile escluderlo come clausola da alcun tipo di accordo.