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BERNA - I costi generati dagli assicurati insolventi delle casse malattia non devono gravare su cantoni o comuni. Con 16 voti contro 6 e 1 astensione la Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) del Consiglio nazionale si è allineata alla omologa degli Stati, dando seguito a un'iniziativa cantonale turgoviese in questo senso.
Oggi i cantoni assumono l’85% dei crediti che gli assicuratori hanno verso gli assicurati, ricorda la Commissione in una nota odierna. Gli attestati di carenza di beni rimangono tuttavia in possesso degli assicuratori.
Non appena l'assicurato ha saldato in tutto o in parte il debito alla cassa malati, quest'ultima restituisce al cantone, o al comune, solo il 50% dell'importo ricevuto. Di conseguenza, le casse statali accusano perdite che possono raggiungere il 35%, mentre le casse malattia ricevono fino al 135% del credito iniziale.
L'iniziativa cantonale turgoviese chiede di modificare questa prassi, in modo che il creditore diventi il cantone, se quest'ultimo assume il 90% dei crediti. In questo modo i cantoni potrebbero gestire direttamente gli attestati di carenza di beni invece di sottostare soltanto all'obbligo di pagamento nei confronti degli assicuratori.