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Il titolo del colosso ha scontato i 17 mesi di sospensione. E sulla piazza di Hong Kong ha subito perso l'87%
HONG KONG - Evergrande, il colosso immobiliare cinese in gravissime difficoltà finanziarie e gestionali, torna alla Borsa di Hong Kong dopo la sospensione di 17 mesi e segna un crollo nelle prime battute dell'87,88%, scivolando a 0,20 dollari di Hk.
La controllata attiva nelle auto elettriche, Evergrande Nev, sale del 3,10%, mentre quella operativa nella gestione dei servizi immobiliari, Evergrande Services, guadagna il 5,8%.
La ripresa delle negoziazioni è avvenuta dopo che la società ha affermato venerdì "di aver rispettato le linee guida" stabilite dalla Borsa, inclusa la pubblicazione tardiva dei suoi risultati finanziari. Evergrande, un tempo la più grande società immobiliare cinese, è andata in default nel 2021 e si ritrova alle prese con oltre 330 miliardi di dollari di passività, simbolo della grave crisi immobiliare nazionale che molti temono possa colpire l'economia nazionale.
Domenica, Evergrande ha riportato nuove perdite per la prima metà del 2023 pari a 33 miliardi di yuan (4,5 miliardi di dollari), dimezzando il rosso dello stesso periodo del 2022 di 66,4 miliardi di yuan, a fronte di una liquidità scesa del 6,3%, a 13,4 miliardi. Le passività si sono leggermente attenuate: a 2.390 miliardi dai 2.440 miliardi di fine 2022 (a 332 miliardi di dollari da quasi 340 miliardi). In frenata anche il totale delle attività: da 1.840 miliardi a 1.740 miliardi di yuan.
Come per i due precedenti bilanci annuali di Evergrande, il revisore dei conti Prism Hong Kong e Shanghai non ha rilasciato il giudizio di conformità a causa delle "molteplici incertezze relative alla continuità aziendale, compreso il flusso di cassa futuro". Il gruppo cinese ha chiarito che la capacità di proseguire le attività sarà legata "al successo dell'attuazione del piano di ristrutturazione del debito offshore e al successo dei negoziati con il resto dei finanziatori sulle estensioni dei rimborsi".
Evergrande ha presentato istanza di protezione dal fallimento negli Usa (ex capitolo 15) a inizio agosto, parte di una delle più grandi ristrutturazioni del debito al mondo, in particolare su strumenti per 31,7 miliardi di dollari, tra cui bond, garanzie collaterali e obblighi di riacquisto. I creditori hanno votato il piano la scorsa settima e lo sviluppatore è in attesa di conoscere il risultato.