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L'economia e la piazza finanziaria della Svizzera sarebbero minacciate, se venisse accettata l'iniziativa "Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico". È quanto ha affermato venerdì Guy Parmelin, in conferenza stampa a Berna, esponendo la posizione contraria di Governo e Parlamento al testo in votazione il prossimo 29 novembre.
La proposta di modifica costituzionale punta a proibire alla Banca nazionale (BNS), come pure alle casse pensione e alle fondazioni di effettuare investimenti in aziende che realizzano più del 5% del loro giro d'affari annuo con la produzione di materiale bellico.
Il divieto previsto dal testo viene definito dal Governo irrealistico. Un "sì" alle urne "non avrebbe alcun impatto sulla produzione mondiale" di materiale bellico, si sottolinea in una nota pubblicata stamani dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR). Inoltre, sostiene sempre l'Esecutivo, limiterebbe sensibilmente le possibilità d'investimento delle casse pensioni e dell'AVS/AI.
Red.MM/ARi