Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/156198

<h2>SubmittedText<h2><p>Con la seguente mozione si chiede che il Consiglio federale venga incaricato di presentare una proposta di deducibilità fiscale delle spese delle vacanze trascorse in Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo le intenzioni dell'autore della mozione, le spese per le vacanze trascorse in Svizzera devono poter essere dedotte dalle imposte. Si tratterebbe a questo proposito principalmente di spese per pernottamenti (in albergo o appartamento di vacanza) e ristorazione (in alberghi e ristoranti) sostenute nell'ambito di un soggiorno di vacanza. Dal punto di vista della sistematica fiscale, queste spese di pernottamento e di ristorazione, così come altre spese destinate a coprire il fabbisogno privato quotidiano, fanno parte del costo della vita. Secondo il diritto vigente, le spese destinate a soddisfare il fabbisogno vitale privato costituiscono forme di utilizzazione del reddito che di regola non sono deducibili dal reddito imponibile.</p><p>In considerazione dell'attuale forza del franco, accentuatasi ulteriormente in seguito all'abbandono del tasso di cambio minimo con l'euro, e alla crisi del debito europea, il settore svizzero del turismo è indubbiamente confrontato con grandi sfide. Rispetto ad altri costi della vita e ad altri settori economici, il Consiglio federale considera tuttavia problematica dal profilo dell'ordinamento politico l'introduzione della facoltà di dedurre fiscalmente i costi sostenuti nel settore del turismo svizzero e il conseguente privilegio contrario al sistema. Una siffatta misura sarebbe peraltro poco consona all'obiettivo di rafforzamento durevole del settore del turismo. Nel lungo periodo, infatti, una nuova deduzione fiscale non porterebbe a un aumento del numero di pernottamenti in Svizzera e genererebbe invece notevoli effetti di trascinamento. Inoltre, a causa della progressione tariffaria propria al sistema ne sarebbero più fortemente sgravati i contribuenti con redditi elevati, che possono comunque permettersi vacanze in Svizzera. D'altra parte anche altri settori economici sono colpiti dalla crisi attuale, ragione per cui bisognerebbe attendersi richieste di ulteriori possibilità di deduzione fiscale. Ma ogni nuova deduzione comporta un'ulteriore complicazione del sistema fiscale, non da ultimo perché solleva inevitabilmente nuove questioni di delimitazione. Ne risulterebbe così contrastata la semplificazione del diritto fiscale postulata dal Parlamento.</p><p>Il Consiglio federale ha inoltre deciso per principio di non ricorrere a misure fiscali per smorzare le ripercussioni negative del franco forte. Con la sua politica del turismo esso punta piuttosto a un rapido e mirato miglioramento delle condizioni quadro per le aziende turistiche e alla promozione dell'attrattività dell'offerta turistica. Nel suo messaggio del 18 febbraio 2015 concernente la promozione della piazza economica negli anni 2016-2019 esso ha presentato al Parlamento tre decreti federali sul finanziamento volti a rafforzare il settore del turismo svizzero. Due di questi decreti riguardano un importo complessivo di 250,5 milioni di franchi; con il terzo il Consiglio federale chiede invece il prolungamento fino al 2019 del mutuo supplementare a favore della Società svizzera di credito alberghiero. Per questo tramite il settore del turismo è già sostenuto in misura sostanziale dalla Confederazione. Il Consiglio federale considera che le misure chieste dall'autore della mozione non siano opportune.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.