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Le imprese ferroviarie hanno l’obbligo di tenere un conto per settori e di separare quindi dal punto di vista contabile e organizzativo il settore indennizzabile dell’infrastruttura dai settori del traffico viaggiatori e del traffico merci. Mentre l’esercizio e il mantenimento della qualità (manutenzione e rinnovo) dell’infrastruttura ferroviaria esistente sono finanziati con le risorse generali (cosiddetto finanziamento ordinario dell’infrastruttura), gli ampliamenti della rete avvengono generalmente attraverso finanziamenti speciali.
Poiché un'infrastruttura ferroviaria sicura ed efficiente costituisce un importante vantaggio competitivo per la Svizzera ed è dunque essenziale per la prosperità economica del Paese, la Confederazione commissiona alle FFS e, d'intesa con i Cantoni, alle ferrovie private l'esercizio, il mantenimento della qualità (manutenzione e rinnovo) e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria.
Dal 1999 (FFS) e dal 2011 (ferrovie private) l'esercizio (coordinamento del traffico, corrente di trazione, telecomunicazioni per l'esercizio ecc.) e il mantenimento della qualità (manutenzione e rinnovo) dell’infrastruttura sono finanziati mediante convenzioni sulle prestazioni (CP) pluriennali. La Confederazione gestisce le procedure attraverso la definizione di obiettivi e di indici derivati da questi ultimi.
I sussidi CP convenuti per il periodo oggetto dell'ordinazione sono concessi ai gestori dell'infrastruttura (GI) sotto forma di indennità d'esercizio e contributi d'investimento.
L'indennità d'esercizio è calcolata in funzione dei costi non coperti e pianificati derivanti dall'esercizio e dalla manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria sulla base delle pianificazioni a medio termine delle imprese.
I contributi d'investimento, ossia i fondi necessari per gli investimenti destinati al rinnovo degli impianti esistenti e per gli adeguamenti al livello della tecnica e alle esigenze dei trasporti (ad es. aumento delle sezioni di blocco e prolungamenti di marciapiedi) sono versati secondo le due seguenti modalità.
- Da un lato si compensano e/o indennizzano gli oneri di ammortamento mediante pagamenti a fondo perso.
- Dall'altro, per le esigenze d'investimento che vanno oltre tale quota si concedono mutui senza interesse rimborsabili condizionatamente. In linea di massima i mutui restano a tempo indeterminato presso l'impresa e devono essere restituiti soltanto se gli impianti al cui finanziamento hanno contribuito non vengono più utilizzati per l'esercizio ferroviario oppure se il volume d'investimento è inferiore al totale degli ammortamenti. Questi mutui sono pertanto considerati alla stregua di capitale proprio.
Dal 2016 l'intero fabbisogno per l'infrastruttura, ossia il mantenimento della qualità, l'esercizio e l'ampliamento (escluso il collegamento capillare), è finanziato attingendo al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). I Cantoni partecipano al finanziamento dell'infrastruttura ferroviaria solo con un importo forfettario annuo per il FIF.