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MOSCA - Dopo le richieste dei suoi medici - per un stato di salute in netto peggioramento e un rischio importante per la sua vita - Alexei Navalny è stato trasferito in un ospedale carcerario.
Strumentale in questa svolta, l'impegno dei suoi dottori che hanno fatto avere al Cremlino le cartelle mediche che denunciavano un serio rischio di aritmia cardiaca. Navalny, lo ricordiamo, è in sciopero della fame da circa 3 settimane per protestare per le sue pessime condizioni di detenzione e una serie di problemi cronici causati dai lavori forzati.
L'ospedalizzazione ha necessitato il suo spostamento in un altro istituto carcerario, come comunicato dalle autorità russe: «Attualmente lo stato di salute del detenuto Navalny è considerato soddisfacente, è tenuto sotto osservazione e gli è stata prescritta una terapia a base di vitamine», riporta una nota di Mosca.
Una tesi che non convince i suoi sostenitori che, come scrive il Guardian, sostengono che il Cremlino stia deliberatamente minimizzando. Fra le prove a dare adito a questa tesi, il fatto che il reparto medico in cui si trova solitamente ospita prigionieri malati gravi, e terminali, di tubercolosi.