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NEW YORK - Entri, vedi; tocchi, provi. Però non compri: e non perché quel vestito non ti abbia convinto.
L'e-commerce si è inventata anche questa, per amplificare il suo successo: il negozio dove non puoi fare acquisti, solo valutare quello che, una volta a casa, ordinerai via internet. Si chiama "guideshop" ed è un modello di business emergente, mirato a correggere e/o perfezionare lo shopping online e ad andare incontro a un cliente che s'illude con una fotografia. E si delude, poi, con un prodotto che non è pari a quello che sembrava.
Per non perderlo, e per abbattere inoltre le spese legate ai resi, ecco che dal mondo virtuale si torna a quello reale: del quale assumere tutto l'aspetto, compresi i commessi che servono però solo a dare ascolto e consiglio. Oltreoceano è già una tendenza, venuta con un'intuizione, dopo diversi altri esperimenti ancora insufficienti. Bonobos, fra i precursori, ha inaugurato una ventina di negozi a tutti gli effetti, fra New York e il resto degli Stati Uniti, prima di capire e togliere le casse, ormai un anno fa.
Com'è andata? «La transazione media sul nostro e-store – giura Andy Dunn, fondatore nel 2007 del marchio di abbigliamento maschile solo sul web – è più che raddoppiata e i nostri clienti tornano a comprare dopo 58 giorni invece dei precedenti 85».