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Non ho esitato ad obliterare del tutto la pena di morte. Oramai pare a mè che non si possa più nemmeno discutere intorno a questo argomento. La coscienza pubblica lo ha sciolto. La nazione spagnuola ce lo confermò or ora con stupenda solennità.
Ma l’abolizione della pena di morte non sarebbe un progresso, sarebbe forse un male maggiore, se alla distruzione del patibolo non succedesse immediatamente l’opera riparatrice della educazione, ed il miglioramento dei colpevoli. Il progetto suppone il penitenziere — anzi il penitenziere filadelfiano, o l’isolamento continuo — perché, a mio avviso, non è ancor dimostrata l’eccellenza del sistema misto. Ma, comunque sia, il progetto suppone una riforma radicale del sistema carcerario. Ciò che scema al Ticino l’onore di una repubblica civile, non è tanto il Codice, ma sono le sue carceri.