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La letteratura italiana nella tradizione del moderno: Leopardi e le "favole moderne" dei Patriarchi
Persone
Abstract
L´Inno ai Patriarchi di Leopardi è stato letto ora quale tardiva manifestazione di un´ormai superata adesione alla fede e agli ideali paterni; ora (per via dell´accostamento, nell´edizione fiorentina dei Canti [1831], ai "miti pagani" della canzone Alla primavera) quale espressione di una generica nostalgia per l´età dell´oro.Salvo alcune eccezioni, l´interesse per la presenza della Bibbia nell´opera di Leopardi è recente, e prevalentemente indirizzato verso i libri poetici e sapienziali della Scrittura; scarsa è stata sinora l´attenzione per i libri storici, purtuttavia fondamentali, soltanto che si pensi alla consuetudine del poeta con le storie di profeti e patriarchi contenute nei primi libri della Bibbia e nelle loro riscritture (cronologie e storie sacre, copiosamente presenti nella biblioteca di Recanati). Si tratta tuttavia di residui memoriali di letture compiute nell´infanzia (per quanto, in realtà, mai interrotte), oppure come parrebbero testimoniare le pagine dello Zibaldone, contemporanee alla stesura dell´Inno ai patriarchi, dedicate alla storia e alla letteratura del popolo ebraico, di versi decisivi, in ordine alla posizione di Leopardi sul nodo di religione e amor patrio, e alla domanda stessa sulla poesia?