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La direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (direttiva sul rimpatrio) costituisce uno sviluppo di Schengen, che in linea di principio la Svizzera si è impegnata a recepire.
La direttiva sul rimpatrio persegue un’armonizzazione minima della procedura applicabile ai cittadini di Paesi non Schengen (Paesi terzi) il cui soggiorno è irregolare. Contiene prescrizioni sull’emanazione di decisioni di allontanamento, sulla carcerazione per garantire l'esecuzione dell'allontanamento, sull’espulsione e sull’emanazione di divieti d'entrata.
La trasposizione di questa direttiva richiede singoli adeguamenti della legge sugli stranieri e della legge sull’asilo. Occorrono adeguamenti nei settori delle misure di allontanamento e respingimento, dell'espulsione e delle misure coercitive. In particolare, l’allontanamento senza formalità va sostituito in linea di principio da una procedura di allontanamento formale. Un’ulteriore modifica concerne la durata massima di tutti i tipi di carcerazione, che secondo il diritto vigente ammonta a 24 mesi. In futuro la carcerazione potrà essere prolungata fino a una durata massima di 18 mesi.
La consultazione sul recepimento della direttiva sul rimpatrio è durata dal 5 giugno 2009 al 5 settembre 2009. La maggioranza dei partecipanti ha approvato il recepimento della direttiva.
Ultima modifica 18.11.2009