Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/83995

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è sollecitato a sottoporre al Parlamento le seguenti disposizioni relative alla legge sulla circolazione stradale:</p><p>- divieto generale di circolazione sulle strade di montagna per camion troppo poco potenti o muniti di sistemi di frenatura insufficienti; il Consiglio federale è sollecitato ad armonizzare le norme corrispondenti con l'accordo sul transito stipulato con l'UE e di disporre, d'intesa con i cantoni, le misure di controllo necessarie;</p><p>- divieto generale di trasportare merci pericolose sui tratti alpini, ad eccezione delle corse necessarie per garantire l'approvvigionamento diretto della regione;</p><p>- trasferimento obbligatorio dei trasporti di merci pericolose su ferrovia; il Consiglio federale deve accordare la priorità alla rapida realizzazione della borsa dei transiti alpini per i trasporti di merci pericolose.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale conosce i rischi legati al trasporto merci su tratti alpini. Al momento, le autorità competenti stanno valutando diverse opzioni volte a migliorare la sicurezza del traffico sulle strade nazionali nelle regioni montane.</p><p>Va comunque detto che su queste strade gli incidenti dovuti a difetti del veicolo, segnatamente del sistema di frenatura, sono rari rispetto a quelli da ricondurre a errori umani nell'azionare i freni in discesa. La fonte del problema è quindi il conducente e non il veicolo. A livello di UE, i sistemi di frenatura dei mezzi pesanti sono oggetto di disposizioni vincolanti (direttiva 71/320/CEE), le quali tengono sufficientemente in considerazione le strade che presentano lunghi tratti con forti pendenze. Concretamente, sia nell'UE che in Svizzera, per essere ammessi alla circolazione i veicoli pesanti devono essere muniti di un rallentatore non soggetto a usura (ad es. freno a motore, retarder).</p><p>In discesa - il fattore maggiormente problematico in materia di sicurezza - la potenza del motore dei camion non svolge praticamente alcun ruolo. Da questo punto di vista quindi la richiesta dell'autrice della mozione non è pertinente. Si consideri inoltre che la misura proposta è praticamente inapplicabile in quanto potenza del motore, peso effettivo del veicolo e caratteristiche del tratto alpino (pendenza) costituiscono variabili interdipendenti che non possono essere disciplinate introducendo a livello normativo un semplice divieto generale. D'altro canto le limitazioni, ad esempio per quanto concerne il peso o il tipo di veicolo, possono essere adottate per singoli tratti specifici come già avviene per la strada del passo del San Gottardo.</p><p>Anche il divieto generale di trasportare merci pericolose su strade alpine deve essere riservato a singoli tratti, tanto più che in tali casi sarebbe necessario impostare le limitazioni in modo non discriminatorio come previsto nell'accordo sui trasporti terrestri sottoscritto con l'UE, ciò che tendenzialmente andrebbe a svantaggio dei trasportatori indigeni. Se giustificato da un punto di vista della sicurezza, l'introduzione di limitazioni resta comunque possibile. Tuttavia, viste le forti differenze strutturali tra i vari tratti alpini, la loro introduzione può avvenire solo singolarmente valutando concretamente il tratto stradale specifico. Per questi motivi, in questo campo, il Consiglio federale ritiene inopportuno introdurre un divieto generale. </p><p>Nell'ambito del traffico di transito attraverso le Alpi il trasferimento delle merci pericolose dalla strada alla rotaia è un obiettivo che la Svizzera, e la sua politica in materia di trasporti, si prefigge di realizzare, e questo il più rapidamente possibile. La borsa dei transiti alpini non è però uno strumento volto a influire sulla qualità del carico, bensì a consentire di realizzare questo obiettivo. Nel messaggio concernente la legge sul trasferimento del traffico merci, il Consiglio federale ha ribadito la sua volontà di rafforzare le basi giuridiche per l'introduzione di una borsa dei transiti alpini. Inoltre, nel quadro del "gruppo di Zurigo" i Paesi alpini hanno commissionato uno studio internazionale che avrà il compito di far luce sulla fattibilità e sul livello di accettazione di un simile sistema per tutta l'area alpina. I risultati dovrebbero essere disponibili alla fine del 2008.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.