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Non c'è una "soluzione militare" per la situazione in Mali, "è una situazione politica che ci vuole". Lo ha affermato il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, in un intervento a Parigi.
A questa soluzione, ha aggiunto Juppè, devono contribuire i Paesi limitrofi, Algeria e Mauritania, e la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Cedeao).
"Bisogna che la giunta (che ha preso il potere con un colpo di Stato, ndr.) si faccia da parte - ha affermato Juppé - e che il presidente dell'Assemblea nazionale maliana, o qualcun'altro, prenda il potere costituzionale, e che questo potere sia aiutato per fermare l'avanzata di Aqmi", il ramo di Al Qaida nel Maghreb.
L'aiuto, ha precisato, potrebbe venire da una forza di intervento della Cedeao, che potrebbe beneficiare di un sostegno logistico della Francia; l'ipotesi di un invio di truppe francesi in Mali, invece, è secondo Juppé "surrealista".
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