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La 34enne argoviese Irène Kälin è la nuova presidente della Camera bassa.
È stata eletta con 151 voti su 166. Succede al democentrista Andreas Aebi.
BERNA - Irène Kälin, 34anni, è la nuova presidente del Consiglio nazionale. L'ecologista argoviese è stata eletta oggi con 151 voti su 166 schede valide e succede a Andreas Aebi (UDC/BE). Al Nazionale dal novembre 2017, Kälin è la quattordicesima argoviese a presiedere la Camera del popolo, la quindicesima donna. Si tratta della seconda ecologista ad accedere alla funzione. La prima fu Maya Graf (BL) nel 2013.
Alla vicepresidenza è stato eletto il grigionese Martin Candinas (GR) con 172 voti su 174 schede valide, mentre secondo vicepresidente è Eric Nussbaumer (PS/BL), al quale sono andati 145 voti su 167 schede valide.
«È un grande onore per me rappresentarvi», ha sottolineato Kälin in un breve discorso. «Quello che è ovvio per me, per le mie nonne era un sogno», ha aggiunto, ricordando che per troppo tempo metà della popolazione svizzera non ha potuto votare né essere eletta. La nuova presidente della Camera del popolo ha poi ricordato le prime undici donne a sedersi e votare nell'Assemblea nazionale dando un volto nuovo alla parità.
Preoccupata dalla crescente polarizzazione della società, acuitasi con la pandemia, l'argoviese intende usare il suo mandato per riunire le persone e trovare soluzioni a questioni cruciali come il cambiamento climatico e le relazioni con l'Unione europea. «La prima cittadina non rappresenta un partito, ma tutti i cittadini», ha sottolineato.
Islamologa, ecologista, progressista, Kälin è riuscita ad imporsi in un cantone tendenzialmente borghese, prima di convincere i suoi colleghi sotto la cupola federale. È fondamentale per me «conciliare realtà di vita e prospettive diverse», affermava in una recente intervista all'agenzia Keystone-ATS.
Ascesa fulminea - Dopo gli studi universitari in islamologia, ha ottenuto un master in culture religiose. A livello politico, il suo impegno spazia dall'asilo alla socialità, dai diritti dei lavoratori, all'assistenza all'infanzia e contro il nucleare. Nel suo cantone di origine le sue posizioni si sono spesso scontrate con l'opinione dominante, ma la sua tenacia le ha permesso di essere vista come una delle principali voci "dell'altra Argovia", anche a Berna.
Già in Gran Consiglio ha difeso con coraggio le sue opinioni minoritarie, mettendosi in gioco senza complessi in dibattiti televisivi che l'hanno vista opporsi a esponenti dell'UDC. «Ho semplicemente difeso le mie convinzioni senza mai perdere di vista la mia linea - verde, sociale e solidale», precisava Kälin.
Eletta nel parlamento cantonale nel 2014, è ben presto diventata presidente del suo gruppo, fallendo tuttavia l'anno successivo l'ingresso al Consiglio nazionale e agli Stati. Sotto la cupola di Palazzo federale è arrivata poco dopo, nel 2017, come prima subentrante, dopo le dimissioni del verde argoviese Jonas Fricker, travolto dalle polemiche per aver paragonato il trasporto dei maiali diretti macello alla deportazione degli ebrei.
Rieletta facilmente nel 2019, in men che non si dica Kälin è ora presidente del Nazionale, a soli quattro anni dal suo arrivo a Berna. Lei però assicura di non aver mai puntato alla carriera politica: «Volevo solo impegnarmi affinché i nostri figli e nipoti avessero un futuro degno di essere vissuto, sul e con il nostro pianeta».
Alla sessione con il figlio - Quello della conciliazione tra vita professionale e familiare è un principio che Kälin vive alla lettera, tanto che più volte si è presentata alle sessioni del Nazionale con il suo bimbo, nato nel 2018.
Nella vita privata, Kälin forma un'insolita coppia con il co-caporedattore della rivista Schweizer Illustrierte, Werner de Schepper, di circa venti anni più anziano. Teologo cattolico solettese, de Schepper ha in precedenza diretto il Blick. La coppia vive con il figlio a Oberflachs, nella campagna argoviese.
Nel 2009, un'altra politica argoviese aveva lasciato il segno a Berna, diventando la più giovane presidente del Consiglio nazionale a soli 32 anni. Si trattava della socialista Pascale Bruderer, che da allora ha lasciato il Parlamento federale dopo essere stata anche sui banchi del Consiglio degli Stati.
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