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<h2>SubmittedText<h2><p>L'attuale Strategia di cooperazione internazionale (CI) 2021-2024 prevede, in conformità con il postulato 18.4301 Weibel, che le unità incaricate dell'attuazione (Direzione dello sviluppo e della cooperazione DSC, Segreteria di Stato dell'economia SECO e Divisione Pace e diritti umani DPDU) specifichino, nelle loro direttive interne, come sfruttare più sistematicamente le analisi fondate su basi scientifiche e le valutazioni d'impatto.</p><p>Questa misura è importante per amplificare l'effetto leva della CI svizzera e aumentare l'efficienza dei mezzi impiegati.</p><p>Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure concrete sono state adottate dal 2021 per includere sistematicamente gli approcci fondati su basi scientifiche e gli studi di efficacia nella pianificazione strategica e nella definizione delle priorità dei progetti?</p><p>2. Fino a che punto queste misure rappresentano un cambiamento qualitativo e quantitativo rispetto al periodo coperto dalla Strategia 2017-2020?</p><p>3. In che modo la Svizzera intende continuare a promuovere concretamente la progettazione fondata su basi scientifiche a partire dalle misure dell'attuale strategia?</p><p>4. Come possono la DSC e la SECO utilizzare maggiormente gli studi d'impatto nella selezione e nella valutazione di progetti? Saranno sostenuti o utilizzati in misura crescente anche gli studi d'impatto di organizzazioni terze (p. es. Impact Award)?</p><p>5. La Svizzera prevede di partecipare a programmi internazionali che supportino, dalla fase di startup a quella di espansione, le organizzazioni innovative che si fondano su basi scientifiche (p. es. Global Innovation Fund)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I metodi di lavoro orientati ai risultati e fondati su basi scientifiche sono parte integrante della cultura organizzativa della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Divisione Pace e diritti umani (DPDU) del DFAE, e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) del DEFR. Le valutazioni esterne costituiscono il principale strumento per la verifica dell'efficacia, nel quadro dell'attuale Strategia di cooperazione internazionale (CI) così come di quella precedente: il numero di valutazioni commissionate esternamente, pari a circa 90-120 all'anno, è rimasto generalmente costante. Altri strumenti come le analisi del contesto o dei conflitti, gli studi di fattibilità o le valutazioni del rischio sono essenziali per lo sviluppo di progetti e partenariati efficaci. La DSC, la SECO, la DPDU e i rispettivi partner di attuazione si servono inoltre di valutazioni pubblicamente accessibili effettuate da terzi, sfruttando così le conoscenze più recenti disponibili nel quadro del proprio operato.</p><p>La DSC, la SECO e la DPDU sviluppano costantemente i loro strumenti, metodi e processi. Nel 2021, per esempio, in vista del nuovo periodo coperto dalla Strategia CI 2021-2024 sono state rielaborate le linee guida della DSC per la pianificazione di progetti, con un ulteriore consolidamento dell'approccio fondato su basi scientifiche. Da allora i progetti della DSC devono tenere conto, durante la pianificazione, di eventuali studi scientifici rilevanti. Inoltre, dal 2022, per i progetti di grande entità (a partire da fr. 6 mio.) sono previste anche analisi economiche e finanziarie (p. es. analisi costi/benefici). Dal 2021 la SECO si concentra maggiormente sul monitoraggio e sulle valutazioni ex-post. La DPDU ha sviluppato nuovi strumenti di monitoraggio e gestione per le sue attività politiche e diplomatiche nell'ambito dei conflitti armati. Infine, nel corso del 2023 la DSC, la SECO e la DPDU sottoporranno i propri processi di valutazione a una verifica completa. In quest'ottica terranno conto anche dei risultati della verifica che sta svolgendo il Controllo parlamentare dell'amministrazione, volta a misurare l'efficacia della CI, nonché dell'analisi esterna riguardante la qualità delle valutazioni dei progetti da parte dei tre attori della CI. Tali informazioni confluiranno anche nel prossimo periodo coperto dalla Strategia CI (2025-2028), in cui la questione sarà consolidata ulteriormente.</p><p>Per conseguire l'effetto leva della CI, la Svizzera si impegna sul piano locale, regionale e internazionale. L'anno scorso ha per esempio presieduto la rete Multilateral Organisation Performance Assessment Network, che riunisce i Paesi donatori che collaborano al monitoraggio della performance delle organizzazioni multilaterali di sviluppo. Quale membro dei rispettivi organi direttivi, sostiene inoltre la gestione orientata ai risultati delle sue organizzazioni partner, che si tratti di aziende del settore privato, organizzazioni multilaterali o banche di sviluppo. In aggiunta, la Svizzera detiene un seggio nella rete di valutazione del Comitato di aiuto allo sviluppo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), che elabora standard di valutazione internazionali. Infine, potenzia le capacità di valutazione nei suoi Paesi partner tramite l'iniziativa di valutazione globale della Banca Mondiale. Attualmente la Svizzera non partecipa al Global Innovation Fund. Aderisce però ad altri meccanismi analoghi a livello globale e nazionale, come Impact-Linked Finance e gli incentivi per l'impatto sociale, che offrono sostegno alle aziende con un approccio fondato su basi scientifiche, dalla fase di startup a quella di crescita. Anche i Social Impact Bond o iniziative come la SDG Impact Finance Initiative e la Outcomes Accelerator Platform, che la Svizzera sostiene, finanziano approcci fondati su basi scientifiche.</p>  Risposta del Consiglio federale.