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Il sogno olimpico di Marco Tadé si è infranto sulle nevi di Tignes, in Francia. Durante l'ultimo campo d'allenamento previsto prima della partenza per Pyeongchang, il 22enne di Tenero specialista delle gobbe ha subito una forte contusione al ginocchio destro, proprio quello a cui si era infortunato a fine agosto (strappo del crociato) ma che aveva deciso di non operare al fine di poter prendere parte alla sua prima Olimpiade. Un infortunio che lo ha condizionato per tutta la stagione di Coppa del mondo, costringendolo a centellinare le presenze (solo due gare portate a termine, l'ultima 12 giorni fa in Canada), ma che non metteva comunque in dubbio la sua presenza in Corea del Sud, in quanto il suo biglietto per i Giochi il ticinese lo aveva già ottenuto lo scorso marzo con il bronzo conquistato nel dual moguls ai Mondiali di freestyle a Sierra Nevada. A rovinare tutto ancora una volta (nel 2014 Tadé aveva mancato per un soffio la qualificazione alle Olimpiadi di Sochi) è però arrivata la botta subita sulle nevi francesi, che oltre a togliere al ticinese (per ora) il sogno a cinque cerchi, ha privato la Svizzera di una possibile medaglia.
Pensare che solo una settimana fa, in occasione della presentazione della tappa di Coppa del mondo di freestyle di Airolo (8-10 marzo), il ticinese ci aveva confessato che «il ginocchio va bene, non sento dolore e non mi dà fastidio, devo forse solo passare più tempo a fare fisioterapia. Ho scelto di tirare avanti senza operazione proprio per prendere parte ai Giochi, dove se tutto andrà bene arriverò comunque al cento per cento delle mie possibilità e potrò puntare al podio». Un sogno che per lo sfortunato locarnese è, ne siamo sicuri, solo rimandato.