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Art. 8 cpv. 3 Cost; art. 3 cpv. 1, art. 6 LPar – ammissibilità di sistemi salariali differenti per personale amministrativo e corpo insegnante; insegnanti di scuola elementare AG
Il Tribunale federale respinge un ricorso contro la sentenza del Tribunale amministrativo del Canton Argovia che ha negato la verosimiglianza di una discriminazione basata sul sesso in seguito a due differenti sistemi salariali per il personale amministrativo e il corpo insegnante.
Premessa:
Nell’ambito della riclassificazione generale del personale cantonale, il Canton Argovia aveva fatto effettuare un’analisi analitica di tutte le funzioni secondo il sistema ABAKABA sviluppato da Katz e Baitsch. La trasposizione di questa analisi nelle classi salariali è avvenuta in un secondo passo, tramite il cosiddetto modello dei tre vettori, che si basa su tre vettori: stipendio esistente (“Ist-Lohn”), stipendio secondo ABAKABA e stipendio “di mercato”. 88 insegnanti di scuola elementare rispettivamente elementare e di inserimento nonché l’associazione cantonale dei docenti si rivolsero in seguito al Tribunale amministrativo cantonale chiedendo di accertare una discriminazione basata sul sesso ai sensi degli art. 8 cpv. 3 frase 3 Cost e art. 3 cpv. 2 LPar per le funzioni scuola dell’infanzia, scuola elementare e scuola di integrazione. Nell’ambito della fissazione concreta dei salari infatti, per quanto riguarda gli insegnanti la valutazione ABAKABA era stata ritenuta soltanto nella misura dell’87.5%. Ciò in seguito al fatto che per il personale cantonale amministrativo da un lato e il personale insegnante dall’altro era stato adottato un sistema salariale diverso, motivato con varie differenze quali il merito per il personale amministrativo, criteri per i neoassunti, stipendio di mercato ecc. In DTF 141 II 411 del 1. dicembre 2015, il Tribunale federale aveva accertato che la funzione di docente di scuola elementare è una professione femminile, per cui erano date le condizioni per esaminare se fosse data la discriminazione ai sensi dell’art. LPar fatta valere dai ricorrenti (consid. 10).
La sentenza:
Con sentenza del 4 luglio 2017, il Tribunale federale respinge il ricorso contro una decisione nuovamente negativa del Tribunale cantonale argoviese del 31 agosto 2016: il Tribunale cantonale aveva ritenuto che non fosse stata resa verosimile nessuna discriminazione basata sul sesso e che ad ogni modo una tale discriminazione non fosse data. Il Tribunale federale non vi ravvede nessuna violazione del diritto federale. Secondo il Tribunale amministrativo cantonale, il modello comporta per tutti gli insegnanti un salario inferiore rispetto al personale amministrativo con lo stesso punteggio secondo ABAKABA, per cui non è stata resa verosimile una discriminazione basata sul sesso.
Il Tribunale federale rimprovera dapprima alla ricorrente di non essersi confrontata sufficientemente con l’argomento dell’istanza cantonale secondo cui la situazione di partenza per gli insegnanti di scuola elementare fosse fondamentalmente diversa rispetto agli insegnanti di scuola dell’infanzia, il cui ricorso apparentemente è stato accolto (consid. 3.1). Che il Tribunale federale, con sentenza del 1. dicembre 2015 (DTF 141 II 411) avesse ritenuto verosimile una discriminazione sarebbe “manifestamente errato” (consid. 3.2). Il Cantone non sarebbe tenuto a indennizzare i propri dipendenti secondo un unico sistema salariale, anche secondo l’esperto sarebbe scientificamente giustificato un sistema salariale diverso per gli insegnanti, per i quali sarebbe difficile introdurre un sistema che tenga conto del merito. Anche il mercato del lavoro giocherebbe un ruolo diverso per gli insegnati rispetto al personale amministrativo, dato che per i primi il mercato di lavoro è chiuso. Il TF non esamina se vi è una violazione del divieto generale di discriminazione secondo l’art. 8 cpv. 1, dato che non sarebbe stata fatta valere (consid. 3.3).
Quanto all’argomento secondo cui il modello dei vettori avrebbe effetti notevolmente svantaggiosi per funzioni tipicamente femminili, il Tribunale federale rileva che si tratta di una questione di fatto e che la ricorrente non avrebbe fatto valere che l’istanza inferiore sarebbe caduta nell’arbitrio (consid. 3.4).
La ricorrente fa poi valere che il paragone con la funzione di docente di scuola professionale – neutra dal profilo del sesso e che presenta anch’essa una differenza del 15.03% inferiore rispetto al salario secondo ABAKABA – non tiene perché si tratta di un’anomalia storica. Secondo il Tribunale federale, il paragone non presta il fianco a critiche (consid. 3.6).
Il Tribunale federale non vede neppure come i criteri alla base del paragone dei salari medi di mercato sarebbero stati scelti in modo arbitrario (consid. 3.7).
In relazione al salario di posizione, il Tribunale federale rimprovera alla ricorrente di non essersi confrontata sufficientemente con le spiegazioni del Tribunale inferiore (consid. 3.8).
Quanto alla giurisprudenza in relazione alla riduzione di classe – la ricorrente fa valere che il sistema per il personale insegnante comporta una differenza rispetto ai valori secondo ABAKABA unicamente per professioni tipicamente femminili, ciò che necessita una motivazione particolare – il Tribunale federale la ritiene non applicabile, dato che è stato scelto un sistema diverso per tutto il personale insegnante (consid. 3.9).
Secondo la ricorrente non è stato esaminato se i salari di mercato cui il legislatore cantonale si è riferito fossero stati definiti in modo non discriminatorio. Il Tribunale federale ripete per l’ennesima volta che al legislatore compete un ampio margine di apprezzamento nella scelta del sistema salariale, per cui è lecito adottare sistemi diversi per il personale amministrativo e il personale insegnante (consid. 3.10).
Infine, la ricorrente contesta che il lo stipendio effettivo – cioè precedente la riclassificazione – dei docenti di scuola elementare sarebbe esente da discriminazione. Il Tribunale amministrativo cantonale aveva infatti ritenuto che in precedenza la funzione era considerata neutra dal punto di vista del sesso. Anche su questo punto, il Tribunale federale conferma la decisione dell’istanza inferiore secondo cui una professione considerata finora neutra non possa retroattivamente essere considerata femminile. Fanno stato le circostanze al momento della classificazione. Ciò richiamando le sentenze emesse in occasione della riclassificazione nel 2005, quando per motivi storici la funzione di docente di scuola elementare era stata considerata neutra dal punto di vista del sesso, anche se esercitata prevalentemente da donne e ha funto quale funzione di paragone per le funzioni tipicamente femminili delle docenti di scuola dell’infanzia (cfr. STF del 15 giugno 2007, 2A.79/2007, 2A.80/2007 e 2A.81/2007) (consid. 3.11).
Commento:
La sentenza dimostra quanto sia alta la soglia di accesso al Tribunale federale e quanto difficile risulta anche solo rendere verosimile una discriminazione basata sul sesso. L’impressione è che i motivi che giustificano una differenza salariale vengano giudicati con sempre minore severità.
Pubblicazione della sentenza sul sito del Tribunale federale (www.bger.ch)