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Covid-19 e danni al cervello: nuove conferme si stanno cercando grazie a uno studio partito in Canada in corso di realizzazione dai neurologi dell'Università dell'Alberta.
Gli studiosi hanno avviato una ricerca che confronta gli elettroencefalogrammi con le risonanze magnetiche dei pazienti risultati positivi al virus.
Secondo gli analisti canadesi un test sul fluido spinale cerebrale non è stato ancora sviluppato per studiare i malati di coronavirus, ma sarebbe un'indagine "molto utile" per capire anche quale sia l'evoluzione della patologia nel cervello.
Tra i sintomi neurologici dei pazienti c'è l'anosmia, una perdita dei sensi dell'olfatto e del gusto, che si è presentata anche in alcuni pazienti Covid-19 altrimenti asintomatici. Per i ricercatori canadesi questo sintomo dovrebbe essere monitorato proprio come la febbre e la tosse.
Nel caso in cui dovesse persistere l'anosmia, sarebbe opportuno "continuare a mantenere le misure di isolamento", spiega Jennifer McCombe, ricercatrice che sta conducendo l'analisi che parte dagli studi italiani, cinesi e statunitensi dai quali emerge come le persone che hanno riscontrato sintomi neurologici sembrano essere "i pazienti più malati".
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