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Un eminente avvocato, difensore dei diritti umani, è «scomparso» con un suo amico mentre si stava recando al lavoro. Sarebbe detenuto dalle forze di sicurezza siriane. Se tale ipotesi trovasse conferma, Amnesty International ne chiederebbe l'immediato rialscio.
Secondo la famiglia e i colleghi di Khalil Matouq, il legale ha lasciato il proprio domicilio a Sahnaya, alla periferia di Damasco, verso le 9 di martedì 2 ottobre, accompagnato da Mohammed Thatha. I due non hanno mai raggiunto lo studio legale, sito a Damasco. Il tragitto che l'avvocato era solito percorrere attraversa vari posti di controllo dislocati dalle forze governative e i telefonini dei due non sono più funzionanti.
«Le famiglie dei due uomini hanno il diritto di sapere che cos'è accaduto loro; se sono detenuti, i due debbono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni, a meno che non siano accusati di un'infrazione debitamente contemplata dal diritto internazionale», ha affermato Ann Harrison, direttrice aggiunta del programma Africa del Nord e Medio Oriente di Amnesty International. «La situazione è particolarmente preoccupante, in quanto Khalil Matouq soffre di gravi disturbi polmonari, per cui necessita di farmaci e di un'assistenza medica continua».
Da diversi anni Khalil Matouq, membro della minoranza cristiana siriana, difende i diritti umani esercitando l'avvocatura. Ha assunto il patrocinio di centinaia di prigionieri e di prigionieri d'opinione perfino dinanzi alla Corte suprema della sicurezza dello Stato.