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Bottinare nella libreria di Flora
Dieci anni dopo la morte di Flora, ho scoperto l'intimità e le filigrane della sua biblioteca. Niente polvere. Niente a che fare con una camera mortuaria. A tutt'ora la stanza è utilizzata dalla sua dotta e numerosa prole. Al lascito policromo della madre si sono aggiunti i libri delle due figlie. Senza contare i cimeli depositati dal padre, l'ingegnere Giuseppe Roncati e dal secondo marito di Flora, Leonardo Zanier, poeta engagé nella difesa della mano d'opera italiana sfruttata dal cinismo razzista della legislazione confederale sull'immigrazione.
Anna Ruchat, la figlia primogenita, poetessa e traduttrice in tre lingue, mi ha prestato il suo filo d'Arianna per orientarmi nella foresta e nel sottobosco della biblioteca; la chiave d'acciaio della porta di vetro porta un'etichetta con la scritta biblioteca. Ma la parola libreria conviene meglio a questa raccolta di famiglia.
Domande preliminari
La relazione tra biblioteca personale e scritti personali sembra ovvia e deliziosamente imbrogliata nel caso della letteratura. Marcel Proust legge molti libri e La Recherche può essere interpretata come la risposta polemica, poetica e mostruosa alle sue numerose letture. Nell'attualità viva di questo dibattito in Italia, le due biblioteche di Umberto Eco si presentano come una sfida giocosa all'esegesi e alla paratassi dei suoi romanzi. La rilettura delle letture di Eco, o di Tabucchi, produce altri libri nell'esercitazione intertestuale. Eco stesso commenta il fenomeno nel suo saggio, Lector in fabula, parlando di cooperazione interpretativa della persona lettrice.
Ma le biblioteche personali che nutrono la produzione quotidiana dell'architettura si collocano in un'altra sfera referenziale. Esiste una prima situazione a+b, quando a rimanda alla biblioteca dello studio dove lavorano più di una persona e b rimanda all'abitazione della persona che regala la sua prestanza – o bella presenza come si dice nei balli lisci – alla cornice dello studio. Ovviamente la situazione si complica quando b ricopre l'associazione di due o tre persone. La prima situazione a+b diventa ancora più complessa quando la persona a insegna nella scuola c dove in d c'è la ricca biblioteca centrale e in e i libri che il budget annuale della cattedra permette di acquistare. La testa mi gira davanti a questa proliferazione alfabetica di libri e riviste.
Ordine e disordine
Ivo Trümpy, amico e associato di Flora, ormai custode della chiave della biblioteca, mi dice che, nella libreria di Flora, i volumi erano in costante movimento. Anzi le carte erano mescolate. Era difficile ritrovare il libro aperto il giorno precedente. Ho cercato di individuare una compartimentazione che, statisticamente, poteva riparare l'ordine primitivo secondo temi distinti. Si ipotizzava che l'ortogonalità e l'accantonamento degli scaffali potesse opporre la sua resistenza: resistere alla dispersione aleatoria delle manipolazioni. Prima di elencare questa lista tematica vorrei porre qualche domanda quantitativa. Stefano Milan mi ha aiutato in questa operazione di misurazione.
Questioni di quantità
Prima domanda: quanti libri? La parola libri non è adeguata. Ci sono anche brossure sotto ogni forma e fogli A4 rilegati in modo casalingo. La domanda diventa: quanti items? Per avere una risposta si deve moltiplicare il totale dei compartimenti (144) con la quantità media degli items contenuti in essi (23). Una prima risposta sarebbe 3'312 items, quantità non eccessiva per una biblioteca personale. Questa stima però rimane un'approssimazione. Esistono dei cassetti che non ho avuto il tempo di aprire, cassetti colmi di pubblicazioni. Il volume parallelepipedo della stanza misura 4 metri sotto la trave, 8 metri 30 centimetri in lunghezza, 3 metri 90 centimetri in larghezza. La precisione di queste misure rimanda al fatto che Flora, per disegnare la sua biblioteca, ha dovuto stabilire quegli stessi dati, prima di affidare il progetto al falegname Angelo Bernaschina di Riva.1 Flora sceglie il legno di ciliegio che permette di ottenere, dopo patinatura, una superficie liscia come un ballo liscio, senza pittoreschi accidenti venosi o nodali.
L'allestimento della biblioteca è inseparabile del suo arredamento. Mentre i compartimenti e il loro peso sono disposti nella periferia dei muri, il tavolo si dispiega nel centro della stanza in senso est-ovest. Lungo rettangolo di 300 x 89 centimetri, per un'altezza di 73 cm e uno spessore di 4 cm, questo tavolo installa un evento mastodontico. Stesso legno, stesso falegname. Il tavolo è servito da 9 sedie nere di metallo. Flora sceglie la chaise noire di Robert Mallet-Stevens, probabilmente per la sua ergonomia rilassante e discreta. La presenza centrale del tavolo mostra che Flora poteva utilizzare la sua libreria come luogo d'incontro per discussioni professionali.
Compartimenti tematici
Ecco l'elenco provvisorio. Si procede dalla parete meridionale, a sinistra dell'entrata, e si seguono i compartimenti in senso orario, all'altezza degli occhi di una persona canonica (Kahn). I compartimenti superiori necessitano una ginnastica in tensione delle braccia o persino, più in alto, l'uso occasionale e acrobatico di uno sgabello. Questa gerarchia a tre livelli segnala un criterio di urgenza relativa. La numerazione dei temi che si trovano, per così dire, al piano terra, può essere elencata in riferimento alla posizione dei temi che occupano i compartimenti del primo e del secondo piano. Ci limiteremo al primo e al secondo piano, precisato con la particola bis.
Proposta di elenco tematico
1 Architettura in Svizzera e nel mondo come emanazione dal politecnico di Zurigo;
2 Abbondanza ed espansione dell'architettura a partire dal territorio TI;
2 bis Tecnologia;
3 La costruzione del paesaggio;
4 La presenza delle donne nell'architettura del XX secolo;
5 La storia della pittura da Lascaux a Giotto, Uccello, Géricault, Picasso;
3-5 bis La rivista Du;
6 Tutte le avanguardie del XX secolo,
7 Le città amate;
8 Dall'arredamento della casa al design industriale del mobile;
9 I maestri prediletti;
10 La modernità in Germania e nell'Unione Sovietica;
11 I classici della modernità in Italia;
12 Dizionari ed enciclopedie;
13 Colpo di fulmine.
Le letture di Flora
Una bibliografia di 3'000 titoli corrisponde a questi diversi compartimenti. Cercherò di trovare il minimo sufficiente per descrivere come bottinava in questi libri la nostra studiosa lettrice.
1. Architettura in Svizzera e nel mondo come emanazione dal politecnico di Zurigo.
La forza centrifuga dell'ETH è illustrata in primo luogo dall'opera e dagli scritti di Semper, Giedion, Roth, e dei commentatori successivi, Adolf Max Vogt, Martin Fröhlich. Si mettono in orbita altre figure protagoniste, la banda dell'Atelier 5, Alberto Camenzind, Mario Campi. S'indovina che Flora stessa partecipa a questo sforzo. Agisce anche in virtù dell':
2. Abbondanza ed espansione dell'architettura a partire dal territorio TI
Nutrita sezione con le prime segnalazioni di Peter Disch. Percorso tracciato da Rino Tami fino ai tempi nostri. Non sono esclusi i cataloghi pubblicati dall'Accademia di architettura dell'USI. Ricordo che Mario Campi e Flora Ruchat, ambedue professori all'ETH, ritenevano che l'apertura in Ticino di una scuola di architettura fosse un evento superfluo. Mentre Campi mantiene la sua opinione nel secondo millennio, Ruchat guardava verso Mendrisio dove lavorava l'amico Aurelio Galfetti.
Il mio ultimo incontro con Flora ebbe luogo all'Accademia. Flora era stata sollecitata dal docente Edy Quaglia, per essere nella giuria del progetto semestrale, Un albergo diffuso a Corippo. Il progetto contava sull'analisi tipologica di Pier Giorgio Gerosa, Corippo, microterritorio alpino. Secondo Ivo Trümpy,2 il programma dell'albergo diffuso era un'invenzione concettuale di Leonardo Zanier.
2 bis. Tecnologia
In questo compartimento al livello superiore sono raccolti i sei volumi dell'Architettura pratica di Pasquale Carbonara e il trattato Tecnologie dell'architettura di Achille Petrignani. Questi libri arrivano dalla biblioteca del padre di Flora, l'ingegnere Giuseppe Roncati. L'ingegnere architetto Roncati lavora alla modernizzazione delle infrastrutture di Mendrisio, dove realizza opere urbanistiche e architettoniche singolari. Flora si trova a essere la figlia di un costruttore. Si tratta di una filiazione privilegiata ma difficile da assumere nella procreazione della specie costruttiva, come testimoniano le opere esemplari di altre donne architette svizzere: Jeanne Bueche, Anne Torcapel, Inès Lamunière. All'inizio degli anni Trenta, il padre di Flora aveva lavorato sul cantiere di due dighe idroelettriche (Stuetta e Cardinello) e della strada transalpina dello Spluga. Questi lavori sono documentati dal fotografo Antonio Paoletti di Milano e le foto incollate in un grande albo, vero albo di famiglia con aggiunte successive. Questo item occupa la posizione centrale del compartimento tecnologico.
3. La costruzione del paesaggio
Come suggerisce Stefano Milan,3 l'opera di Flora esiste tra l'alfa e l'omega della costruzione del territorio. Si parte dalla lastra chilometrica di cemento armato, perpendicolare al flusso del Ticino alla latitudine del Bagno pubblico di Bellinzona per arrivare alla configurazione in cemento armato della linea ferroviaria dell'AlpTransit. Ci troviamo in una poetica teorizzata da Vittorio Gregotti quando il territorio dell'architettura richiede il grande progetto. Si nota che il libro dell'ingegnere statunitense David Billington sulle diverse innovazioni tecniche di Robert Maillart si classifica nella tematica del paesaggio.
4. La presenza delle donne nell'architettura del XX secolo
In questo compartimento ci sono pochi libri. Non c'è da stupirsi. Flora ha raccolto quello che si poteva raccogliere durante la sua vita. Si parte da Eileen Gray per arrivare a Lina Bo Bardi e ai fotomontaggi di Hannah Höch. Figuriamoci che, fino all'inizio del secondo millennio, i mobili di Charlotte Perriand, erano presentati e venduti sotto il label Le Corbusier. Tra questi pochi libri sull'architettura delle donne sono presenti due pubblicazioni importanti. La prima riguarda Liesbeth van der Pol che lavora in Olanda. La copertina del libro, capolavoro di grafica, mostra l'incrocio di due piedi dolorosi per colpa dell'eleganza che colpisce le donne, quando devono fare bella figura. La seconda è l'albo sulla Torre delle Donne, pubblicato a Colonia da Alice Schwarzer.4 Per dare una sede sociale appropriata alla rivista EMMA, Alice Schwarzer incarica l'architetta Dörte Gatermann di trasformare una torre della cinta medievale di Colonia, la Bayenturm, in un centro archivistico sulla storia del femminismo, una specie di Room of One's Own collettiva.
La coscienza femminista di Flora Ruchat impregnava il suo insegnamento al politecnico di Zurigo.
5. La storia della pittura da Lascaux a Giotto, Uccello, Géricault, Picasso
Enunciato esplicito. Si nota che i grandi volumi dell'editore Albert Skira, peraltro in lingua francese, rappresentano un investimento famigliare e portano il timbro dell'ingegnere Giuseppe Roncati.
3-5 bis. La rivista Du
In tre compartimenti superiori, troviamo 1.80 metri lineari della rivista zurighese Du, fondata da Arnold Kübler nel peggiore momento della seconda guerra mondiale. Non è un periodico di architettura ma una revue d'art che cattura i temi iconografici dell'attualità. Creazione tematica, messa in evidenza dall'immagine, alta qualità della stampa, sono le sue caratteristiche.
L'interesse di Flora sarà stato ravvivato dallo sguardo e dalla penna del direttore Dieter Bachmann.
6. Tutte le avanguardie del XX secolo
Enunciato esplicito: dada, Duchamp, Malevic, Klee, Miró e Alberto Giacometti.
7. Le città amate
Un rapporto affettuoso si sviluppa presto con Barcellona e Parigi. Roma e Milano sono integrate ai compartimenti successivi.
8. Dall'arredamento della casa al design industriale del mobile
Si tratta di un'evoluzione concettuale. Al momento del fascismo l'arredamento coinvolge le nozioni di stile e ambiente in primo luogo nel confort della casa privata. Dopo la guerra si porrà la questione della produzione industriale del mobile, secondo i modelli statunitensi, peraltro teorizzati nella Germania di Weimar.
9. I maestri prediletti
Sono Corbu, Loos, Perret e basta.
10. La modernità in Germania e nell'Unione Sovietica
Si ricorda che in Italia, seguendo le ricerche di De Feo prolungate da Dal Co e Tafuri, si colleziona l'iconografia dell'architettura sovietica. L'utopia urta contro il resto del mondo, incluso il mondo di Stalin e la sua voglia di monumentalità gloriosa.
11. I classici della modernità in Italia
L'opera completa di Figini e Pollini, a cura di Vittorio Gregotti e Giovanni Marzari, pubblicata da Electa nel 1996, è il punto di raduno. Un altro luogo d'incontro si trova nella Casa Malaparte di Adalberto Libera.
12. Dizionari ed enciclopedie
Troviamo una ventina di titoli. Passiamo oltre i singoli lessici e oltre i 15 volumi della fiorentina Enciclopedia universale dell'arte. Guardiamo verso la filosofia. Esiste da un lato un compartimento utilizzato e alimentato da Anna Ruchat, dove l'edizione critica delle opere complete di Nietzsche fiancheggia la corrispondenza tra Hannah Arendt e Karl Jaspers. Ma esistono anche due Dizionari di Filosofia utilizzati da Flora, il primo curato da Andrea Biraghi per le Edizioni di Comunità, uscito nel 1957, il secondo curato da Nicola Abbagnano per UTET (1971). La lettura di Essere e tempo, combinata con l'ironia di Steinberg, si manifesta in questa prima strofa dell'ars poetica di Ruchat: «Essere – con/nel/il luogo — è un modo di essere nel confronto delle cose e delle persone: crederci ma non troppo […]».5
13. Colpo di fulmine
Cosa significa un colpo di fulmine? Magari un libro segnato da uno sciame di post-it. Capisco che il post-it, emerso in Europa all'inizio del terzo millennio, poteva essere utilizzato da una professoressa all'ETH come il segnale destinato alla persona che costruisce la sequenza del PowerPoint. Flora è colpita da Saul Steinberg. Gli Stati Uniti sono lontani, ma la milanesità di Steinberg invade la corte di Riva San Vitale con l'energia e l'ubiquità della sua ironia.
Ars poetica
I 13 tasselli del nostro mosaico compongono l'identikit di una lettrice che legge, costruisce e insegna. Ma la frammentazione dei libri in compartimenti diversi comporta anche un effetto di distanziamento. Come ritrovare la persona e il suo engagement?
Guardiamo verso la figlia Anna. Ci presenta un estratto della sua autobiografia sotto il nome scelto di Sofia, e ci dice che: «Appeso alla parete della stanza da ragazza della mamma c'è un manifesto. La fotografia in bianco e nero di un ragazzo dalle pelle scura che gioca a biglie sul selciato in pietra di una strada vuota. [..] Il ragazzino, una gamba tesa all'indietro, l'altra piegata in avanti fissa ostinatamente la biglia».6 Da questa descrizione si riconosce un'immagine di Gotthard Schuh presa con la sua Leica a Java nel 1938. Siamo in un orfanotrofio dove le ragazze e i ragazzi sono senza capelli per colpa dei pidocchi e senza scarpe: vivono nella povertà. Il ragazzo che lancia la biglia è vestito con una camicia che funziona come garbuglio. La povertà catturata da Schuh è l'antitesi del pittoresco: un minimo espressivo. Perché una teenager appunta quest'immagine nella sua stanza? Non lo so, ma posso ipotizzare che la foto sia stata ritagliata dalla rivista Du.
Nella sua ars poetica pubblicata in «Controspazio», Flora punta verso le cose e le persone «depositarie di esperienza di cui ci appropriamo per generare nuova esperienza, liberare nuove energie».7 Esprime anche l'esigenza di temperare l'espressione formale per «riconoscere la forza dei segni elementari, delle loro molteplici declinazioni e ambiguità: come scoprire in una superficie blu di Klein i suoi infiniti significati».8