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Scheda specie
Stato di minaccia : vulnerabile (VU)
Priorità nazionale : esigua (4)
Caratteristiche :
- Dall’aspetto gracile
- Zampe posteriori molto lunghe
- Pigmentazione color marroncino, rossastro, beige e raramente grigio
- Parte dorsale con ornamenti poco visibili
- Muso tronco e curvo alle narici
- Zona temporale scura e ben visibile
- Nei maschi, calli nuziali di color marrone - nero
- Fascia chiara sopralabiale che termina bruscamente all’altezza dell’occhio
Caratteri distintivi
La Rana di Lataste (Rana latastei BOULENGER, 1879) è molto simile alle sue due specie cugine, la Rana agile o dalmatina (Rana dalmatina BONAPARTE, 1840) e la Rana temporaria o di montagna (Rana temporaria LINNAEUS, 1758), con le quali rappresenta in Svizzera il gruppo delle cosiddette rane rosse. Il colore di fondo del suo dorso varia tra diversi toni di marrone e il beige, anche se a volte si rinvengono animali grigiastri e soprattutto le femmine sono spesso rossicce; piccole chiazze scure sono spesso presenti. La variabilità di colorazione e di punteggiatura della Rana temporaria non viene però mai raggiunta. La parte inferiore del corpo è biancastra, ricoperta sulla gola e sulla porzione anteriore del ventre da una macchiettatura scura fitta e marmorizzata, che lascia visibili due strisce chiare: l'una longitudinale sulla gola e l'altra trasversale sul petto.
La testa, se osservata di lato, appare meno appiattita e appuntita di quella della Rana agile e la barra bianca posta sopra il labbro si interrompe bruscamente sotto l’occhio. La macchia temporale scura, tipica delle rane rosse, è ben marcata e il timpano, situato al suo interno, è indistinto, più piccolo del diametro oculare e lontano dall'occhio stesso (mentre nella Rana agile è grande e molto vicino all'occhio). Le zampe posteriori sono lunghe come quelle della Rana agile e presentano bande scure. I cuscinetti nuziali dei maschi sono marrone scuro. Gli individui di Rana di Lataste non superano di norma i 60 mm, anche se eccezionalmente alcune femmine possono raggiungere i 70 mm. I maschi diventano sessualmente maturi quando misurano appena 40 mm di lunghezza.
Modo di vita
L'habitat estivo dalla Rana di Lataste può distare fino ad alcune centinaia di metri dalle acque di riproduzione. In alcuni casi sono stati osservati individui anche a 1 km di distanza. In media tali ambienti sono tuttavia più prossimi all'acqua di quelli della Rana agile. Sulla migrazione autunnale non si sa molto, se non che già in autunno è talvolta possibile osservare in acqua individui che vi trascorreranno l’inverno; e con un po’ di fortuna addirittura udirne il tipico richiamo. Molti animali raggiungono però i luoghi di riproduzione solo alla fine della latenza invernale, in febbraio o addirittura in marzo, spesso insieme con la Rana agile. Durante questo periodo capita dunque di udire contemporaneamente i richiami dei maschi di entrambe le specie, in attesa, sul fondo del corpo d'acqua, delle femmine che sopraggiungeranno più tardi (gli accoppiamenti «sbagliati» non sono rari, ma non portano alla fecondazione).
Il richiamo della Rana di Lataste ricorda il miagolio di un gatto: il singolo «ää», ripetuto a distanza di parecchi secondi, è emesso quasi esclusivamente sott’acqua ed è udibile solo dal margine dello specchio d’acqua. Le femmine che si gettano in acqua vengono subito afferrate dai maschi all'altezza del torace, dietro le zampe posteriori e trattenute fino alla fecondazione delle ovature. Una singola femmina produce dalle 400 alle 1200 uova, deposte sotto forma di compatti ammassi gelatinosi che si distinguono dalle ovature delle altre specie di rane rosse per la sottigliezza dello strato gelatinoso che avvolge ogni singolo uovo, non superiore ai 6-7 mm. Le ovature sono fissate, singolarmente o a grappoli, a una profondità di 5-30 cm a piccoli rami e ad altre strutture vegetali sommerse: di norma vengono preferiti i rametti che sporgono di traverso dalla riva. A volte, dopo qualche tempo, le ovature emergono. Nella Svizzera meridionale l'attività riproduttiva si protrae durante un paio di mesi, dalla metà di febbraio fino ad aprile; all'interno del singolo specchio d’acqua tale periodo non dura però più di tre settimane. L’apice è raggiunto nella prima metà del mese di marzo. Terminata la deposizione delle uova le femmine abbandonano subito le acque, mentre i maschi vi si soffermano ancora qualche giorno. Dai primi di aprile non si osserva però praticamente più alcuna Rana di Lataste negli specchi d’acqua.
Le uova si schiudono dopo un paio di settimane, ma le larve rimangono attaccate agli ammassi gelatinosi ancora alcuni giorni, fino allo sviluppo della coda pinna caudale che permette loro di nuotare liberamente.
A partire dall'inizio di giugno appaiono i primi giovani metamorfosati, lunghi 13-15 mm e pronti per lasciare l'ambiente acquatico. I maschi di Rana di Lataste torneranno a riprodursi già dopo il primo inverno, le femmine solo dopo il secondo.
Distribuzione
L'areale di distribuzione della Rana di Lataste è estremamente circoscritto e si estende da Torino e Cuneo attraverso la Pianura Padana, il Veneto e il Friuli fino alla Slovenia occidentale e all’Istria croata. I circa 250 siti noti si concentrano soprattutto nella metà settentrionale della Pianura Padana.
In Svizzera la Rana di Lataste è presente unicamente nella parte più meridionale del Ticino, nel Mendrisiotto, a sud della linea Rancate-Mendrisio-Balerna. In quest’area di circa 24 km2 la specie è presente in maniera continua e con una sorprendente densità (ben 24 siti). Il luogo di riproduzione più elevato è localizzato a Pedrinate (Chiasso) a un’altitudine di 490 m. Presenze al di sopra dei 300 m sono peraltro rare.
Protezione
Con circa soli 250 siti di riproduzione noti la Rana di Lataste è una delle specie di anfibi più rare d'Europa. Nella Lista rossa degli animali minacciati della Svizzera questo anuro è inserito nella categoria “specie in pericolo di estinzione”. La sua distribuzione circoscritta alle pianure, utilizzate intensivamente anche dall’uomo, la rendono inoltre particolarmente sensibile alla distruzione diretta sia dei siti di riproduzione sia degli habitat estivi: delle estese aree golenali che caratterizzavano un tempo la Pianura Padana non rimangono oggi che pochi sparuti relitti. Inoltre, l’abbassamento del livello della falda freatica riscontrato in più luoghi ha provocato il prosciugamento di numerosi ambienti favorevoli. In Svizzera la specie ha reagito positivamente ai provvedimenti di valorizzazione degli habitat. Ciò nonostante, a causa delle dimensioni estremamente esigue del suo areale di distribuzione, la Rana di Lataste esige un'attenzione del tutto particolare.
Per favorire la conservazione e l’incremento di questa specie bisogna creare degli specchi d’acqua nuovi e appropriati che vengono alimentati dalla nappa freatica o da ruscelli, e riconvertire le piantagioni di pioppi e altre monocolture in associazioni boschive indigene. È di vitale importanza impedire un ulteriore abbassamento del livello della falda freatica e bisogna creare una una rete d’habitat intatti tra i siti di riproduzione (specchi d’acqua) e la foresta.
Habitat
A differenza della Rana agile e della Rana temporaria, la Rana di Lataste è una specie caratteristica delle vaste pianure alluvionali, dove il livello della falda freatica è elevato. Qui è una tipica abitante delle aree golenali e palustri. La tipologia delle acque nelle quali si riproduce è diversificata e spazia dalle piccole pozze, agli stagni - di norma alimentati da acqua di falda - fino ai piccoli corsi d'acqua; nella Pianura Padana utilizza anche le risaie. Pare mostrare una predilezione per le acque leggermente correnti di fossati, canali di drenaggio e lanche, dove le uova sono spesso deposte in depressioni e nei luoghi più tranquilli, anche se in questo tipo di acque la competizione con i pesci può rivelarsi assai elevata. Il grado di soleggiamento non sembra invece essere determinante.
Habitat favorevoli sono i boschi golenali e altri tipi di boschi umidi e freschi: i tipici boschi misti aperti e freschi di quercia e carpino, con sottobosco erbaceo, sembrano essere i più adatti. Ambienti di questo tipo si trovano anche nell’areale di distribuzione ticinese, accanto ai boschi di castagno, di frassino e di ontano. Poche sono tuttavia le aree che presentano ancora boschi golenali integri, tanto che la specie ha dovuto colonizzare habitat alternativi: nel Ticino meridionale, per esempio, vive anche nei boschi dominati dalla robinia, mentre nella Pianura Padana la si ritrova nei filari di pioppo, se sufficientemente strutturati e umidi. Mancano però tuttora indagini mirate sulla distribuzione della Rana di Lataste durante il periodo estivo.