Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/55747

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare basi legali che stabiliscono la necessità di realizzare e pubblicare un'analisi costi-benefici per ogni progetto di regolamentazione di una certa portata concernente il settore finanziario. In tal modo, si garantisce la proporzionalità tra i costi dei destinatari della norma e i benefici auspicati per la collettività.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In futuro il Consiglio federale terrà maggiormente conto delle considerazioni relative ai costi e ai benefici nella regolamentazione dei mercati finanziari. Sulla base dell'articolo 141 capoverso 2 lettera g della legge federale del 13 dicembre 2002 sull'Assemblea federale (Legge sul Parlamento, LParl, RS 171.10), esso è già tenuto a indicare nei messaggi le ripercussioni dei progetti sull'economia. Tuttavia, in singoli casi, considerazioni dettagliate in merito ai costi e benefici possono assolutamente avere senso. Esse accrescono la consapevolezza in materia di costi, forniscono le basi decisionali finalizzate alla valutazione della necessità e proporzionalità della futura regolamentazione e promuovono la ricerca di alternative. Oggigiorno, sono già disponibili strumenti atti a stabilire l'efficacia di una regolamentazione come l'analisi dell'impatto della regolamentazione e il test PMI del Segretariato di Stato dell'economia (seco). Inoltre, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) sta esaminando concetti pragmatici per una concretizzazione dell'analisi dell'impatto della regolamentazione, che tengono conto della realtà del settore finanziario. </p><p></p><p>Ma anche gli svantaggi delle analisi costi-benefici devono essere evidenziati: queste costose analisi non forniscono necessariamente risultati consolidati né basi decisionali complete e possono rallentare il processo di regolamentazione. L'utilità della regolamentazione non è quantificabile. Questo vale in particolare per la regolamentazione dei mercati finanziari, in cui sono in gioco la protezione degli investitori, dei creditori, degli assicurati, del sistema e del suo funzionamento, la reputazione della piazza finanziaria Svizzera e, non da ultimo, la lotta alla criminalità internazionale. Inoltre, è praticamente impossibile stabilire a priori i costi, di cui si può tutt'al più fare una stima, poiché nella maggior parte dei casi i dettagli della futura regolamentazione non sono ancora noti. Per di più, un'analisi costi-benefici non può essere condotta senza un'ampia e onerosa partecipazione delle persone interessate. Non si possono neppure escludere errori di valutazione a seguito di informazioni incomplete. Altri Paesi incontrano le medesime difficoltà nell'applicazione delle analisi costi-benefici. </p><p></p><p>La proporzionalità dell'attività di vigilanza sui mercati finanziari è garantita soprattutto anche attraverso una regolamentazione differenziata. A tale proposito, si rimanda al progetto di legge federale concernente la vigilanza sui mercati finanziari (LFINMA), che prevede l'obbligo di differenziazione nell'emanazione delle disposizioni di esecuzione. Conformemente alla proposta presentata nel 1° Rapporto parziale "Vigilanza integrata sui mercati finanziari" dalla Commissione di esperti Zimmerli, nell'emanazione delle disposizioni di esecuzione sia il Consiglio federale sia la costituenda Vigilanza federale sui mercati finanziari (FINMA) devono tener conto, quando necessario, delle diversità e peculiarità degli istituti sottoposti. Al riguardo, è possibile tenere meglio conto della dimensione e del genere dell'attività commerciale nonché dei rischi dei diversi istituti. </p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole che le cerchie economiche direttamente interessate dalla regolamentazione dei mercati finanziari esprimono sempre più spesso il loro malcontento per gli oneri finanziari che ne derivano. Per il Governo, l'obbligo legale di fornire indicazioni più dettagliate sulle ripercussioni finanziarie dei nuovi progetti di regolamentazione non è la reazione adeguata a questa critica. Bisogna altresì evitare che all'ente pubblico vengano poste esigenze che gonfiano in misura sproporzionata l'apparato amministrativo, generano costi eccessivi e rallentano considerevolmente il processo legislativo. Il Consiglio federale non ha pertanto alcun motivo per andare oltre la legge sul Parlamento, entrata in vigore di recente. Esso è quindi contrario a un ulteriore obbligo legale di effettuare regolarmente analisi costi-benefici per ogni nuova e importante regolamentazione dei mercati finanziari. Già oggi i rappresentanti del settore sono comunque liberi di allestire personalmente o far allestire analisi costi-benefici.</p><p></p><p>Tuttavia, in futuro il Consiglio federale intende prendere maggiormente in considerazione la questione relativa allo scopo e alla necessità di ogni nuova regolamentazione ed esprimersi in merito nei messaggi.</p><p></p><p>Proposta del Consiglio federale</p><p></p><p>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.