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Circa 30'000 "camicie rosse" - i sostenitori dell'ex premier in esilio Thaksin Shinawatra - sono scese oggi di nuovo in piazza a Bangkok, in una seconda dimostrazione di forza, dopo quella del 9 gennaio, per ricordare nuovamente i 91 morti e 1'800 feriti delle rivolte represse lo scorso maggio.
La protesta, che dovrebbe terminare entro mezzanotte (le 18.00 in Svizzera) è iniziata in sordina nella mattinata, per poi allargarsi nel pomeriggio e in serata.
I "rossi" - che raccolgono in prevalenza i consensi delle classi medio-basse e in particolare della popolazione rurale dell'arretrato nord-est - hanno presidiato in modo pacifico la Ratchaprasong Intersection e l'area attorno al Democracy Monument, i due centri principali delle manifestazioni della scorsa primavera, sciolte poi con l'intervento dall'esercito dopo oltre due mesi di occupazione del centro della capitale.
I leader del movimento popolare hanno confermato l'intenzione di manifestare due volte al mese, ma senza danneggiare le attività degli esercizi commerciali attorno alla Ratchaprasong Intersection, che hanno dichiarato - in una lettera consegnata questo mese al premier Abhisit Vejjajiva - di aver perso 11 miliardi di baht (345 milioni di franchi) durante le proteste del 2010. Nell'ultimo giorno di manifestazioni, il 19 maggio, i "rossi" diedero alle fiamme una trentina di edifici, tra cui l'enorme centro commerciale Central World.
SDA-ATS