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Marck Zuckerberg contro Obama dopo lo scandalo Datagate: a Washington dopo tre anni dalla sua ultima visita 'ufficiale', il capo di Facebook ha criticato l'amministrazione per i suoi programmi d'intelligence gestiti dalla National Security che spesso hanno limitato la privacy online, danneggiando indirettamente la comunicazione via social network, a partire dalla sua creatura, Facebook.
Favorevole invece a Barack Obama sul punto centrale dell'immigrazione. Secondo Zuckerberg, è necessario aiutare la regolarizzazione di immigrati clandestini e migliorare la legge in modo da agevolare l'assunzione di personale straniero ad alta specializzazione in America.
Insomma, il celebre creatore e chief Executive di Facebook, intervistato al Newseum da James Bennet di 'Atlantic', ha fatto il punto sulle sue priorità a livello politico, dicendosi ottimista che l'amministrazione Obama riuscirà a far approvare la tanto sospirata riforma migratoria. Nei mesi scorsi, il capo di Fb, già in passato grande finanziatore del presidente, ha creato un'organizzazione, la Fwd.us, allo scopo di spingere per la legalizzazione di circa dei tantissimi lavoratori stranieri, in larghissima parte ispanici, che vivono e lavorano negli States senza documenti in regola.
"Ci sono 11 milioni di persone - ha detto tra gli applausi - che oggi vengono trattati in modo ingiusto". Quindi ha evitato di mettere in contrapposizione il modo agile in cui si lavora nella Silicon Valley e le lungaggini e le difficoltà burocratiche tipiche dell'attività politica di Washington:
"Credo che troppi cinici dicano che il sistema politico è bloccato. Qui si lavora come da noi. Anzi - ha proseguito - è necessario che i leader di Silicon Valley siano più sensibili all'azione politica mondiale".