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LONDRA (Gbr) - La Commissione indipendente per la riforma del ciclismo (CIRC) ha emesso un rapporto nel quale ha accusato l’UCI per molte ragioni, come la collusione con alcuni personaggi, a esempio Lance Armstrong, e il poco impegno con il quale è stato portata avanti la lotta antidoping.
Il rapporto, che conta 227 pagine, ha puntato il dito contro l’UCI. Dal 1992 al 2006, sotto la presidenza dell’olandese Hein Verbruggen, la commissione ha fatto notare che la lotta al doping veniva vista come una caccia alle streghe che poteva portare pregiudizio al buon sviluppo della disciplina. È in questo periodo che, secondo la commissione diretta da Dick Marty, Lance Armstrong ha beneficiato di un trattamento di favore. Per redigere il documento sono stati ascoltati 174 testimoni, tra i quali ciclisti ed ex ciclisti (Lance Armstrong, Michael Booger, Chris Froome, Tyler Hamilton, Michael Rasmussen, Riccardo Riccò, Andreï Tchmil, Dietrich Thurau, Alexandre Vinokourov, Bjarne Riis), ma anche medici, membri dei team e personalità dell’UCI, come Pat MacQuaid e Brian Cookson.
Un’analisi sugli anni bui del ciclismo, su quanto si fosse caduti in basso con il doping e su come ora si veda la luce in fondo al tunnel. “Con il passaporto biologico sono stati fatti grandi passi avanti, ma bisogna continuare perché quello delle microdosi è un problema reale”, è stato scritto. Il documento si chiude con una serie di raccomandazioni su come continuare a migliorare sulla strada dell’antidoping.