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I servizi segreti svizzeri esposti a più rischi dalla lunga transizione dopo la partenza di Jean-Philippe Gaudin e dall’insoddisfazione del personale
Il lungo periodo di transizione legato all’avvicendamento nella direzione del Servizio delle attività informative della Confederazione (Sic) e l’insoddisfazione tra i dipendenti costituiscono un "aggravio" per il Sic e portano a un "aumento dei rischi" nell’ambito delle attività dei servizi segreti elvetici.
È la critica principale emessa dall’Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative (AVI-AIn) nel suo rapporto annuale per il 2021, pubblicato stamani in tedesco e francese.
Dalla partenza inattesa del capo del Sic Jean-Philippe Gaudin alla fine di agosto dello scorso anno, i servizi segreti sono diretti dal vicedirettore Jürg Bühler. Il nuovo capo Christian Dussey, designato in novembre, entra in carica domani.
"Le incertezze relative al personale all’interno del Sic hanno interferito con le attività di intelligence del servizio". Il lungo periodo di transizione ha messo a dura prova l’organizzazione, si legge nel rapporto.
Come nota l’AVI-AIn, l’anno scorso un numero crescente di dipendenti del Sic si è rivolto all’organo di controllo. A metà anno, impiegati insoddisfatti hanno persino avvertito la stampa. Sono già stati presi provvedimenti per migliorare le cose, ma "non dovrebbero essere sufficienti", scrive l’autorità, che raccomanda quindi "un cambiamento di cultura e una revisione delle strutture e dei processi del Sic".
L’AVI-AIn ha condotto 18 verifiche presso i servizi d’informazione e ha formulato 18 raccomandazioni. Un numero, quest’ultimo, nettamente inferiore a quello degli anni precedenti. Questo calo per l’autorità di controllo è un’indicazione che i rischi esistenti nelle attività di intelligence sono stati eliminati o almeno ridotti.
L’autorità di controllo è a conoscenza di irregolarità nel campo della cyberdifesa del Sic dal maggio 2021, scrive nel rapporto. Considera sufficiente l’indagine amministrativa esterna. Giudica comunque essenziale che sia chiarita "la pertinenza di un procedimento penale", ma non vede alcun valore aggiunto nel portare avanti una propria ispezione.
L’indagine amministrativa è stata avviata dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, ed è diretta dall’ex giudice federale Niklaus Oberholzer. È inoltre in corso un’inchiesta interna al Sic. Secondo le informazioni attualmente disponibili per il pubblico, il Sic tra il 2015 e il 2020 ha ottenuto informazioni durante indagini su attacchi informatici dall’estero senza la necessaria autorizzazione del Tribunale amministrativo federale.
L’autorità di vigilanza sostiene poi che il Sic, nella sua raccolta di informazioni sull’estremismo violento di destra, compie un esercizio d’equilibrismo. Tuttavia, respinge la frequente accusa secondo cui i servizi segreti siano "ciechi dall’occhio destro" e non prendano abbastanza sul serio l’argomento.
Il Sic non è autorizzato a cercare o elaborare informazioni relative alle attività politiche o all’esercizio della libertà di opinione, di riunione e di associazione in Svizzera. "Il giusto equilibrio tra l’elaborazione di dati permessa e auspicata e l’elaborazione vietata in questo settore è molto difficile", secondo l’AVI-AIn.
Per quanto riguarda lo spionaggio all’estero, l’autorità di controllo insiste sulla protezione degli informatori e delle persone coinvolte, poiché operano anche in Paesi senza stato di diritto. Nel 2021, l’attenzione si è concentrata sulle operazioni del Dipartimento federale degli affari esteri e dell’Ufficio federale di polizia.
La gestione del rischio in questo ambito è una preoccupazione, ma dovrebbe essere rafforzata, e la direzione delle operazioni estere dovrebbe essere centralizzata presso il Sic, si legge nel rapporto.
Diciassette delle 18 verifiche dell’AVI-AIn hanno riguardato esclusivamente o parzialmente il Sic. Tra queste figura un controllo presso il Centro operazioni elettroniche (Coe) nel campo della cyberdifesa. La verifica ha mostrato che il Sic e il Coe hanno sviluppato le competenze per la protezione di infrastrutture critiche e che la collaborazione tra i due organi funziona.
Il 18esimo controllo ha riguardato la protezione dei dati presso il Servizio informazioni militare (Sim). Durante tale verifica l’AVI-AIn non ha riscontrato elementi che mettessero in dubbio la legalità del trattamento di dati personali da parte del Sim.
L’autorità di vigilanza ha poi esaminato anche i servizi segreti dei Cantoni di Basilea Città e Campagna, dei due Appenzello, di Argovia, Vaud e Neuchâtel. Ritiene che la collaborazione col Sic sia buona. Dal canto loro, i servizi cantonali e l’intelligence federale auspicherebbero tuttavia un migliore coordinamento in caso di interventi.
Il rapporto per il 2021 è l’ultimo pubblicato sotto la direzione di Thomas Fritschi, che lascia oggi l’AVI-AIn. Da domani assumerà la direzione del segretariato della Commissione federale delle case da gioco. L’autorità di vigilanza sarà guidata dal vicecapo Dominique Volken fino alla nomina di un successore di Fritschi.