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Secondo un sondaggio condotto in mille siti di produzione in Bangladesh, numerose aziende "occidentali" non starebbero pagando i dipendenti
LONDRA - Zara, H&M, Primark, Lidl. Sono numerosi i marchi al centro di un'indagine portata avanti da una squadra di ricercatori nel Regno Unito, che, stando ai risultati ottenuti, con l'esplosione della pandemia da Covid-19 avrebbero annullato gli ordini senza coprire le spese ed effettuato pagamenti per un valore ben al di sotto del valore di produzione, rendendo i siti di produzione incapaci di pagare anche solo il salario minimo ai propri dipendenti.
Il sondaggio dei ricercatori dell'Università di Aberdeen in collaborazione con Transform Trade ha preso in considerazione mille fabbriche in Bangladesh. Come riportato sulle colonne del Guardian, ad esempio la metà dei fornitori di Primark non avrebbe ricevuto i soldi necessari a coprire le spese aumentate con lo scoppio della pandemia, mentre per un terzo gli ordini sarebbero stati improvvisamente annullati.
Il rapporto esamina il periodo rientrante tra marzo 2020 e dicembre 2021 e sottolinea che i marchi che hanno acquistato 15 o più fabbriche all'interno del Paese tendono maggiormente a ritardare i pagamenti e cancellare gli ordini. Secondo i ricercatori sarebbe quindi necessario istitutite un "watchdog" della moda «per fermare le pratiche di acquisto inaccettabili dei rivenditori di abbigliamento che beneficiano dei grandi mercati di consumo».
Alcuni marchi, come Lidl, hanno affermato che i risultati della ricerca sono fallaci. Altri, come Primark, hanno ammesso di aver cancellato degli ordini, «ma solo alcuni». Inditex, casa madre di Zara e di numerosi altri brand, ha affermato di prendere a cuore la situazione e di impegnarsi ogni giorno per sostenere queste realtà. H&M non ha commentato.