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L’Agenzia antidoping russa ha deciso di ricorrere al Tribunale arbitrale dello sport contro il suo stesso organo disciplinare
L’Agenzia antidoping russa (Rusada) ha presentato ricorso al Tribunale arbitrale dello sport (Tas) contro la decisione del proprio Tribunale disciplinare di esentare la pattinatrice russa Kamila Valieva da sanzioni. Lo ha confermato lo stesso tribunale di Losanna.
La Valieva era stata graziata da sanzioni dal Tribunale disciplinare dell’Agenzia antidoping russa, un organo indipendente dalla Rusada. Il tribunale ha ritenuto che la giovane pattinatrice non avesse "alcuna colpa o negligenza". L’Agenzia mondiale antidoping (Ama) ha presentato ricorso al Tas contro questa decisione, una procedura a cui ha aderito l’Agenzia antidoping russa, a più di un anno dal test positivo di Valieva per una sostanza vietata, un caso che aveva fatto molto rumore ai Giochi olimpici di Pechino nel febbraio 2022.
L’Ama ha annunciato la scorsa settimana di aver presentato ricorso al tribunale di Losanna, chiedendo una sospensione di quattro anni e l’annullamento di tutti i risultati della 16enne "a partire dalla data di raccolta del campione, il 25 dicembre 2021". Anche la federazione internazionale di pattinaggio, l’International Skating Union (Isu), ha presentato ricorso.
Sebbene non sia ancora stata fissata una data per l’udienza, è probabile che il caso sia seguito con attenzione, in quanto unisce i sospetti di doping nello sport russo, i dibattiti sulla sostanza trovata nella giovane pattinatrice e la speciale protezione dovuta agli atleti molto giovani.