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Dopo che il Consiglio nazionale ha rifiutato il progetto di semplificazione fiscale "EasySwissTax", il partito liberale-radicale svizzero (PLR) passa all'offensiva e studia un'iniziativa popolare sul tema.
Riuniti sabato in assemblea a Port, nel canton Berna, i 350 delegati radicali hanno incaricato la direzione del partito di valutare l'opportunità di lanciare un'iniziativa entro febbraio 2008.
"Sono convinto che il nostro progetto ben valga una votazione popolare", ha dichiarato il presidente del PLR Fulvio Pelli.
La proposta è stata sostenuta in particolare dal consigliere agli Stati di Zugo Rolf Schweiger. "EasySwissTax", ha affermato, è un'idea fondalmentalmente innovativa: l'obiettivo è di premiare dal profilo fiscale le persone che lavorano, invece di penalizzarle.
Con il progetto EasySwissTax il partito desidera cambiare radicalmente il sistema d'imposizione. L'obiettivo non è l'aliquota unica, ma l'introduzione di due o tre aliquote differenti in base alle categorie di reddito. Per esempio, 10% per i primi 100'000 franchi, 20% fino a 200'000 e 30% per i redditi superiori a 300'000 franchi.
In campagna elettorale
A due settimane dalle elezioni federali, l'assemblea ha rappresentato l'occasione adatta per lanciare numerose critiche nei confronti degli altri partiti. Fulvio Pelli ha affermato che la posta in gioco dell'imminente appuntamento elettorale è il futuro del paese.
L'attuale campagna assomiglia però a un "teatrino" privo di contenuti e solo il PLR si preoccupa di proporre soluzioni su temi quali l'occupazione, le assicurazioni sociali, la formazione e l'integrazione.
La Svizzera, di fronte alla globalizzazione, deve preparare tutti i settori dell'economia affinché siano in grado di raccogliere questa importante sfida, investendo da un lato nella formazione e dall'altro stimolando la concorrenza interna.
I partiti che riducono il dibattito politico a un plebiscito a favore o contro un consigliere federale potrebbero uscire perdenti dall'appuntamento con le urne del 21 ottobre.
Insicurezza non risolta dall'UDC
Pelli ha quindi invitato gli svizzeri a vedere da vicino quanto è stato fatto da ogni membro del governo. "I due consiglieri federali dell'Unione democratica di centro (UDC) da quattro anni sono responsabili della sicurezza, ma la stessa UDC afferma che mai abbiamo conosciuto tanta insicurezza".
Pelli ha anche deplorato la cattiva politica ecologica del ministro Moritz Leuenberger, che si appresta ad autorizzare la costruzione di centrali a gas, con la conseguente immissione nell'atmosfera di tonnellate di CO2.
Critiche sono state rivolte anche alla presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, la cui politica estera è molto attiva, ma inefficace: basti pensare al contenzioso fiscale con l'Unione europea.
Il bilancio del PLR nella passata legislatura è invece "eccellente", ha detto Pelli. Hans-Rudolf Merz è riuscito nel non facile intento di ridurre il debito pur diminuendo le imposte e Pascal Couchepin ha frenato l'esplosione dei premi dell'assicurazione malattia.
Progetti radicali
Oltre a "EasySwissTax", i delegati del PLR hanno evidenziato altri tre progetti che stanno loro a cuore legati alla conciliazione tra vita famigliare e vita professionale, alla formazione dei giovani (Speranza) e alla scolarità (kik.net).
È stato inoltre proiettato un film dedicato al percorso di una madre di famiglia attiva professionalmente. Secondo il PLR, la sua vita risulterebbe largamente semplificata se il programma del partito venisse applicato.
L'assemblea si è conclusa con la consegna del premio per le piccole e medie imprese (PMI) da parte di Pascal Couchepin e Hans-Rudolf Merz. Quindici aziende sono state ricompensate per il loro impegno in favore della crescita e dell'equilibrio.
swissinfo e agenzie
Sondaggio elettorale
L'ottavo sondaggio dell'istituto gfs.bern è stato realizzato tra il 12 e il 23 settembre. In totale sono state svolte 2022 interviste telefoniche. Il margine d'errore è di +/- 2,2%. Eccone i risultati:
Unione democratica di centro: 26,7% (risultato nelle elezioni del 2003: 26,7%)
Partito socialista: 22,3% (23,3%)
Partito popolare democratico: 15,4% (14,4%)
Partito liberale radicale: 15% (17,3%)
I Verdi: 10,6% (7,4%)
Tasso di partecipazione al voto: 53% (45%)
Elezioni federali
Il prossimo 21 ottobre, i cittadini svizzeri, residenti sul suolo nazionale o all'estero, sono chiamati a rinnovare le due Camere federali: i 200 seggi del Consiglio nazionale e 43 dei 46 seggi del Consiglio degli Stati (nei cantoni di Zugo e Appenzello interno l'elezione dei senatori è in programma ad un'altra data).
Dall'esito delle elezioni parlamentari può dipendere la futura composizione del governo. Il 12 dicembre il parlamento è chiamato ad eleggere a sua volta i membri dell'esecutivo per la prossima legislatura.