Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01252.jsonl.gz/1162

1° Agosto 1912: Inaugurazione della ferrovia della Jungfrau
Il 1° agosto 1912 fu un grande giorno per la storia della ferrovia della Jungfrau e del turismo svizzero. Per la prima volta un convoglio della nuova linea ferroviaria, con a bordo una cinquantina di «stranieri», si diresse verso lo Jungfraujoch. Gli stranieri di allora erano per lo più turisti inglesi, mentre al giorno d'oggi oltre la metà dei passeggeri proviene da Paesi asiatici.
Un primo opuscolo informativo sulla linea ferroviaria della Jungfrau apparse già nel 1903. In quel periodo, la rete ferroviaria si estendeva fino alla stazione di Eigerwand (a 2867 m. s.l.m.). L'opuscolo, redatto in tedesco, francese e inglese, si trova ora nelle collezioni della Biblioteca nazionale svizzera. Il documento è inoltre accessibile anche on-line essendo integrato nella «Reading Europe» della European Library, ovvero la collezione virtuale che raccoglie i tesori delle biblioteche nazionali e universitarie europee.
La costruzione della linea ferroviaria della Jungfrau ebbe inizio il 27 luglio 1896 e si concluse dopo ben 16 anni di duro lavoro. A partecipare ai lavori furono soprattutto lavoratori italiani, che a suon di dinamite e colpi di martello realizzarono la galleria lungo i 3454 metri di altitudine. La traforazione della galleria avvenne il 21 febbraio 1912, quando finalmente si raggiunse il passo. In occasione della Festa nazionale dello stesso anno, un primo convoglio della ferrovia si diresse verso la tanto ambita vetta trasportandovi i primi passeggeri.
Nonostante l'evento appaia tuttora di straordinaria importanza per la ferrovia della Jungfrau e per il turismo svizzero, la stampa dell'epoca, rispetto agli standard odierni, spese poche parole a riguardo. I giornali conservatori anticiparono la notizia in modo alquanto marginale, come ad esempio il «Berner Wochenblatt und Oberländer Zeitung» che, il 31 luglio 1912, alla vigilia dell'evento, dedicò appena quattro frasi ad un tema di tale importanza. La cronaca di allora riflette la posizione dei conservatori nei confronti della costruzione della ferrovia Jungfrau, i quali temevano la profanazione del mondo alpino. Anche il Club Alpino Svizzero, alla vigilia della costruzione della ferrovia, oppose resistenza. I giornali liberali, invece, si dimostrarono molto favorevoli al progetto. La «NZZ», ad esempio, pubblicò, il 1° e il 2 agosto 1912, dei resoconti piuttosto dettagliati sugli avvenimenti della Jungfrau.
6 settembre 1912 – L’imperatore non viene, ma la festa ha luogo ugualmente
La società di gestione della ferrovia della Jungfrau sperava nella realizzazione di un altro grande evento nello stesso anno. Il 6 settembre 1912, l'imperatore tedesco, Guglielmo II in persona, sarebbe dovuto salire sullo Jungfraujoch. A tale proposito il «Bund» pubblicò anticipatamente, l'11 agosto 2012, il programma dettagliato della visita dell'imperatore, il quale, purtroppo, dovette disdire a causa di altri impegni. Ciononostante, l'invito ai giornalisti della stampa internazionale rimase valido - e questi rimasero soddisfatti. Il «Bund» del 9 settembre 1912 pubblicò una cronaca dell'escursione molto positiva. I giornalisti, provenienti da ogni parte del mondo, furono molto soddisfatti e trascorsero una bella giornata insieme. A conclusione del pasto imperiale presso il ristorante della stazione «Eismeer», i giornalisti spedirono «in tono cordiale dei telegrammi di simpatia» al presidente della Confederazione Furrer e a Guglielmo II.
1° Agosto 2012 – Una parola sulla Festa nazionale
Tutte le cronache citate sono custodite nei depositi della Biblioteca nazionale, dove si trovano naturalmente anche le pubblicazioni svizzere attuali, come ad esempio la rivista «via». Proprio nel numero di maggio 2012 di quest'ultima appare un reportage intitolato «100 Jahre Jungfraubahn». Il reportage si conclude con una considerazione che si presta egregiamente come «commento alla Festa nazionale»:
«Qui su in cima, tra la Kleine Scheidegg e lo Jungfraujoch, si trova una delle chiavi fondamentali per comprendere al meglio la Svizzera moderna, la cellula primordiale di un progetto straordinario nel cuore dell‘ Europa. Una vera e propria visione, l'eccezionale arte ingegneristica, un sistema bancario funzionante, una dose di senso degli affari e di ospitalità, in aggiunta ad un pizzico di buona fortuna e molta perseveranza - che molti preferiscono chiamare testardaggine. È ormai da tempo che la Svizzera ha fatto il suo ingresso nel mondo.»