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BERNA - I governi cantonali considerano comprensibili le decisioni odierne del Consiglio federale in merito alle misure di protezione contro il Covid. Corrispondono in larga misure a quanto auspicato dai cantoni, ha sottolineato la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) in un comunicato.
Nel corso della consultazione i cantoni si sono espressi a favore dell'estensione delle misure. La metà di essi ha sostenuto una proroga fino alla fine di marzo, mentre l'altra metà ha chiesto termini più brevi.
Secondo la CDS, il Consiglio Federale ha tenuto conto di queste risposte limitando l'obbligo di telelavoro solo fino alla fine di febbraio. Le altre misure invece sono state prorogate fino a fine marzo, ma possibili allentamenti saranno discussi già il mese prossimo.
La Conferenza dei responsabili della sanità accoglie con favore anche la decisione di consentire l'insegnamento in presenza nelle università e l'abolizione dei test obbligatori per entrare in Svizzera per vaccinati e guariti. Queste decisioni sono in linea con la posizione di una netta maggioranza dei cantoni.
La CDS infine ha espresso comprensione per la proroga del sistema attuale di quarantena dei contatti stretti ordinata dalle autorità. La maggioranza dei cantoni avrebbero voluto sostituirla con l'autoquarantena, ma viste le questioni irrisolte del diritto del lavoro, è comprensibile che il Consiglio federale rinunci a cambiare sistema, si legge nel comunicato.