Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01130.jsonl.gz/1167

Prima Michel Platini, ora Sepp Blatter. I due vecchi padroni del calcio mondiale ed europeo, finiti in uno scandalo di corruzione al seguito del quale hanno perso le loro poltrone, sono tornati a far sentire la propria voce in questi mesi di pandemia. E il bersaglio è sempre il nuovo presidente della FIFA Gianni Infantino.
A cinque anni di distanza dall'annuncio delle sue dimissioni (il 2 giugno 2015) Blatter ha dichiarato in un'intervista a Keystone-ATS che Infantino "ha voluto rendere il calcio un'enorme macchina da soldi, portando la Coppa del Mondo a 48 squadre, il Mondiale femminile a 32 e quello per club a 24. Ma è impossibile rendere tutto più grande e subito. Appena preso il potere è stato affetto da megalomania"
L'84enne vallesano, che per 17 anni è stato a capo della FIFA e che continua a sentirsi vittima del sistema, ha spiegato: "Mi sono dimesso per la pressione degli Stati Uniti. Hanno detto che doveva saltare la testa. Io ho rimesso il mio mandato e improvvisamente la FIFA non era più un'organizzazione mafiosa per la magistratura statunitense". "Pare che Infantino si sia aperto la strada verso la presidenza grazie ai contatti con il procuratore federale Lauber - ha proseguito Blatter - Platini è stato fatto fuori per aver venduto il suo voto in favore dei Mondiali in Qatar, eppure ora nessuno ha intenzione di spostarli. Si sarebbero potuti svolgere in Inghilterra, Germania, Giappone o negli Stati Uniti. Io stesso avevo proposto gli USA ma, se così fosse stato, la storia mi avrebbe dato ragione".