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Le autorità svizzere hanno sbagliato ad arrestare l'ex comandante militare delle forze bosniache musulmane a Srebrenica Naser Oric. Lo sostiene il premier bosniaco Denis Zvizdic, sottolineando che che l'interessato è stato tolto dalla lista dei ricercati di Interpol.
Oric è stato arrestato mercoledì a Thônex, nel canton Ginevra, su mandato di cattura internazionale emesso nel febbraio dell'anno scorso dalla Interpol.
L'uomo, 48 anni, ed altri quattro comandanti della difesa di Srebrenica sono sospettati di crimini di guerra commessi in due villaggi dell'area, Zalazje e Donji Potocari, nell'est della Bosnia, dove avrebbero ucciso nove civili serbi il 12 luglio del 1992.
Le autorità giudiziarie bosniache si sono dette sorprese di queste accuse, non essendo mai state informate dalla Serbia che si era rivolta all'Interpol.
Zvizdic ha esortato oggi Belgrado a rispettare le disposizioni di un accordo bilaterale concluso nel 2013 il quale prevede che le procedure siano condotte nel paese del sospettato. Nel caso di Oric sarebbe dunque la Bosnia e non la Serbia.
Il portavoce dell'Ufficio federale di giustizia (UFG) Folco Galli ha confermato all'ats che l'Interpol ha cancellato l'avviso di ricerca per Oric su intervento della Bosnia. Questo non significa però "che un arresto e una successiva estradizione siano escluse", afferma Galli.
La Serbia ha nel frattempo presentato all'UFG un mandato d'arresto emesso nel febbraio 2014. Il suo contenuto coincide con l'avviso di ricerca dell'Interpol.
Poiché Oric si oppone alla sua consegna alla Serbia, Belgrado ha ora tempo 18 giorni per presentare una richiesta formale di estradizione, sulla quale l'UFG dovrà decidere.
SDA-ATS