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Parallelamente al suo messaggio sulla Strategia energetica 2050, il Consiglio federale ha incaricato oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di lanciare una consultazione preliminare relativa a una riforma fiscale ecologica. Un anno fa il governo aveva deciso di sostituire gradualmente solo dal 2012 il sistema di promozione con un sistema di incentivazione.
Una nuova imposta energetica potrebbe sostituire la tassa sul CO2 e il supplemento per l'immissione di energia verde nella rete, ha spiegato il governo. "Molte questioni restano aperte e sarà necessario modificare la Costituzione", ha fatto notare in conferenza stampa la consigliera federale Doris Leuthard.
Il progetto, in consultazione fino alla fine dell'anno, presenta due varianti. La prima prevede il mantenimento della tassa sul CO2 limitandola ai combustibili e l'introduzione di un'imposta sul consumo. Le tasse vengono aumentate gradualmente, l'onere fiscale rimane nel complesso modesto e si rinuncia a un'imposizione dei carburanti.
L'effetto di incentivazione non risulta sufficientemente elevato per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici. Per garantire il raggiungimento di tali obiettivi, bisognerebbe mantenere almeno in parte le esistenti misure di regolamentazione e promozione previste. La parte dei proventi non utilizzata per la promozione è ridistribuita alla popolazione e all'economia.
La seconda variante prevede che l'attuale tassa sul CO2 applicata ai combustibili venga estesa anche ai carburanti e, analogamente alla prima variante, venga introdotta una tassa sul consumo di energia elettrica. Le aliquote della tassa sono più elevate rispetto a quelle previste nel primo caso e permettono di ridurre le misure di promozione.
Grazie a un'utilizzazione adeguata dei proventi, ha rilevato il governo, la tassa sull'energia non dovrebbe incidere sulle finanze pubbliche e per quanto possibile nemmeno sulle aliquote fiscali, per cui lo Stato non dovrebbe disporre di maggiori mezzi rispetto a quelli che disporrebbe senza la tassa sull'energia. Di conseguenza, l'onere fiscale delle economie domestiche e delle imprese non dovrebbe nel complesso aumentare.