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Il comandante del sedicente Esercito nazionale libico (Lna), Khalifa Haftar, ha ordinato la riapertura dei porti e dei giacimenti petroliferi dopo un blocco durato sette mesi. Lo rendono noto i media locali.
La riapertura è una decisione presa "per alleviare le sofferenze dei cittadini, facendo funzionare l'elettricità, e preservare le infrastrutture petrolifere esistenti, comprese le attività di perforazione", ha spiegato il comandante della Guardia delle strutture petrolifere dell'Lna, Naji al-Maghrib, in una dichiarazione video trasmessa dai media libici.
"Non vi sono obiezioni all'apertura dei porti e delle installazioni petrolifere, ha deciso il generale Khalifa Haftar, dopo aver incontrato un membro del Consiglio di amministrazione della Compagnia petrolifera libica (Noc), Jadallah al-Awkali, e il presidente della Arab Gulf Oil Company (Agoco, filiale dalla Noc con sede a Bengasi), Mohamed bin Shatwan", ha riferito al-Maghrib.
La mancata vendita di petrolio a causa del blocco ordinato da Haftar il 18 gennaio scorso, fino al 15 agosto ha provocato perdite di oltre 8 miliardi di dollari.