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Rischia di andare ancora per le lunghe la vertenza giudiziaria sulla validità del testamento con il quale il collezionista tedesco Cornelius Gurlitt, morto il 6 maggio 2014, designava quale unico erede il Kunstmuseum di Berna.
Uta Werner, la cugina che contesta le capacità mentali di Gurlitt al momento della firma, ha presentato alla giustizia bavarese tre controperizie che confermerebbero le sue affermazioni.
Due esperti sono giunti indipendentemente l'uno dall'altro alla conclusione che Gurlitt (deceduto all'età di 81 anni) non era "capace di testare", ossia di fare testamento, hanno indicato oggi gli avvocati della cugina. Un altro esperto ha trovato dal canto suo errori di metodo nella perizia su cui un tribunale di Monaco aveva basato la decisione di considerare valido il documento.
Ora toccherà all'Alta corte regionale (Oberlandsgericht), alla quale Uta Werner ha presentato appello, fare chiarezza sulle contraddizioni nelle perizie ed eventualmente designare un proprio esperto.
Nel novembre 2014, la cugina del collezionista aveva annunciato di voler rivendicare il suo diritto all'eredità dubitando delle condizioni mentali di Cornelius Gurlitt quando ha redatto il testamento. La donna si era quindi rivolta al tribunale competente di Monaco.
La collezione era stata sequestrata per la maggior parte il 28 febbraio 2012 in un vecchio appartamento di Monaco di Baviera su ordine della Procura di Augusta (Augsburg). La notizia era stata rivelata tuttavia soltanto il 3 novembre 2013 dal settimanale tedesco "Focus" ed era poi stata ripresa con clamore dalla stampa internazionale, che aveva riferito di oltre 1500 opere ritrovate - tra cui quadri di Picasso, Renoir e Monet - e subito parlato di "tesoro di Hitler". La collezione era stata infatti creata da Hildebrand Gurlitt, padre di Cornelius e mercante d'arte vicino al regime nazista.
Una taskforce tedesca è riuscita, nel corso di due anni di lavoro, a chiarire la provenienza di 11 soltanto delle 499 opere che si sospettavano rubate dai nazisti - su un totale di 1280 - e in soli cinque casi ha potuto provare che si trattava effettivamente di quadri trafugati dai nazionalsocialisti. Due tele sono state nel frattempo restituite agli eredi dei proprietari legittimi.
Per il Kunstmuseum di Berna la collezione Gurlitt è stata finora un affare in perdita. Il museo d'arte ha chiuso l'esercizio 2014 con un deficit di circa 530'000 franchi a causa dei costosi (830'000 franchi) chiarimenti storici e giuridici avviati per poter decidere sull'accettazione, avvenuta nel novembre dello stesso anno.
Il tesoro artistico era stato valutato ad oltre un miliardo di franchi da vari organi di stampa dopo la notizia del sequestro. Diversi mercanti d'arte hanno però espresso forti dubbi e fornito stime assai più basse.
SDA-ATS