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La storia di Assil
© FdR 2021 / Assil con suo papà a Ramallah
Incontrai Assil nell’ottobre del 2004. Alla vista di un'ambulanza palestinese ferma a un posto di blocco israeliano sulla strada che collega Nablus a Gerusalemme decisi di dare un'occhiata. Era un'abitudine professionale in quegli anni di conflitto acceso fra Israeliani e Palestinesi.
Mi avvicinai al portellone posteriore, che era aperto, e dentro vidi un corpo minuscolo, avvolto nella garza asettica, appoggiato sulla barella. Accanto alla bambina sedeva una giovane donna: era la madre e osservandola capii che era disperata.
Chiesi a uno dei due paramedici che cosa fosse successo alla piccola: mi spiegò che si era rovesciata addosso una pentola di acqua bollente a casa sua, mentre la madre si occupava dei fratellini.
Non era stata la guerra a ferire in quel modo Assil, ma nei giorni successivi sarebbe stata la guerra fra i due popoli a ostacolare e a rendere impossibili le cure urgenti di cui aveva bisogno.
Davanti all'ambulanza spensi la mia inseparabile telecamera e decisi che avrei fatto di tutto per aiutare quella bambina di due anni.
Ventiquattro ore dopo, quando i medici mi illustrarono senza mezzi termini la gravità delle ustioni, capii che avrei tentato l’impossibile per salvarla.
© FdR 2021 / Assil ricoverata presso l'Al Makassed Hospital di Gerusalemme Est, 2004
Le ferite della piccola ricoprivano i due terzi del corpo: soltanto il collo, le mani, il volto e la testa erano stati risparmiati. Assil era stata ricoverata presso l’ospedale palestinese Al Makassed di Gerusalemme Est, sprovvisto delle strutture indispensabili per affrontare l’emergenza.
Assil stava morendo lentamente, ormai aggredita da una serie di infezioni batteriche. Riuscii ad acquistare in Israele alcune confezioni di antibiotico che l'ospedale Al Makassed aveva esaurito, guadagnando così un po' di tempo. Non mi davo per vinto, non accettavo l'idea di considerare inevitabile la morte di quella bambina.
Dopo numerosi tentativi per ottenere un suo ricovero in Israele (provai anche a chiedere in Svizzera) e dopo altrettante risposte negative, insieme alla mia assistente e interprete di allora riuscii finalmente a trovare un ospedale disposto ad accogliere Assil.
Non dimenticherò mai la gioia che provai il giorno in cui giunse la telefonata di un medico del Rambam Hospital di Haifa, nel nord di Israele: «Portatela qui, siamo pronti!».
Fu un'altra estenuante avventura trovare un'ambulanza attrezzata (palestinese), un medico di cure intense (palestinese) con il permesso di spostarsi in Israele e le autorizzazioni (israeliane) per il trasporto di Assil da Gerusalemme ad Haifa.
Nei mesi successivi, Assil ricevette una serie di delicati interventi per il trapianto di pelle, che fu asportata dalle poche parti del corpo non ustionate, in particolare dalla testa. In due occasioni, mi spiegarono i medici, fu necessario rianimarla.
Fu una squadra di specialisti ebrei, musulmani e cristiani a salvare la bambina, a regalarle una seconda vita.
© FdR 2021 / Assil con sua madre e le sorelline nel villaggio di Budrus in cui vive ancora oggi.
Nel corso degli anni ho continuato a seguire Assil e la sua famiglia, che è molto povera ma dignitosa e determinata a dare ai cinque figli un futuro migliore. Ad Assil ho garantito le visite mediche e le terapie presso l'ospedale di Haifa, così come l'acquisto di medicinali.
Il 1° febbraio 2012 fondai l'Associazione Assil, che mi ha permesso e mi permette di dare continuità all'aiuto destinato ad Assil: dopo la fase concentrata sulla sua salute, siamo passati alla sua educazione.
Oggi, Assil ha 18 anni: ha conseguito la maturità e il 27 dicembre 2020 si è iscritta all'Università di Abu Dis (Governatorato di Gerusalemme Est) dove ora studia cure infermieristiche.
Per l'Associazione, questa è una nuova e impegnativa sfida, in particolare dal punto di vista finanziario. Per questo motivo mi permetto di scriverti e di raccontarti questa storia: ogni aiuto ha un peso determinante.
Troverai maggiori dettagli nella lettera allegata, spedita lo scorso dicembre quale aggiornamento alle sostenitrici e ai sostenitori e aggiornata con gli sviluppi più recenti.
L’Associazione Assil ha fornito e fornisce aiuto anche ad altri casi di carattere umanitario in linea con i suoi principi fondatori, restando tuttavia prioritariamente concentrata sul caso di Assil.
Chi ci sostiene è informato almeno una volta all'anno in forma scritta sulle attività svolte.
A tale proposito leggi la lettera del 10 febbraio 2021.
Gianluca Grossi
Febbraio 2021
Associazione Assil
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