Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01100.jsonl.gz/574

La settima arte prodotta in Svizzera è caratterizzata da un forte disinteresse reciproco tra le regioni linguistiche, come una sorta di "Röstigraben" in salsa cinematografica. Lo confermano i numeri, secondo i quali il 90% delle entrate realizzate dai film confederati prodotti lo scorso anno sono della Svizzera tedesca, l'8,5% nella svizzera romanda e il restante 1,5% nella Svizzera italiana.
Il produttore elvetico di maggior successo degli ultimi 20 anni Peter Reichenbach ha sottolineato questo disinteresse anche nel dibattito che si è tenuto oggi, lunedì, a Locarno: "La Romandia è molto orientata verso la Francia e non c'è grande curiosità su quanto è rilasciato dalla Svizzera tedesca".
La conferenza ha visto anche l'intervento di Roger De Weck, direttore generale della SSR, che ha ricordato come questa abbia un ruolo fondamentale nel sostegno all'industria, con un contributo al cinema svizzero di 27 milioni all'anno e 40 in totale per l'audiovisivo a livello nazionale.
CSI/px
- Il "cine-röstigraben" svizzero (CSI 8 agosto)