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CAMBRIDGE, MA - Altra notizia promettente per quanto riguarda i vaccini allo studio per lottare contro la pandemia di Covid-19. Moderna ha annunciato che, in base ai primi dati disponibili della fase 3, il suo preparato è efficace al 94,5%.
«È un momento cruciale per lo sviluppo del nostro candidato a vaccino contro il Covid-19», commenta l'amministratore delegato della società americana, Stéphane Bancel, citato in un comunicato. «Questa prima analisi ad interim della fase 3 ci ha dato la prima validazione clinica che il nostro vaccino può prevenire il Covid-19», aggiunge.
Il dato diffuso dall'azienda si basa su una prima analisi ad interim di 95 partecipanti risultati positivi al SARS-CoV-2. Novanta facevano parte del gruppo placebo, ossia di coloro cui non è stato somministrato il vaccino ma un preparato senza principi attivi. Cinque appartenevano invece al gruppo al quale era stato inoculato il prodotto.
Moderna intende richiedere all'agenzia per il farmaco americana (FDA) un'autorizzazione all'utilizzo d'urgenza del suo preparato mRNA-1273 nelle prossime settimane. La società farmaceutica si aspetta che possa essere accordata sulla base dell'analisi finale di 151 casi con un seguito medio di più di 2 mesi.
Pfizer e BioNTech hanno recentemente annunciato un'efficacia del loro preparato, il BNT162b2, del 90% mentre il composto sviluppato in Russia dal Centro nazionale di epidemiologia e microbiologia Gamaleya, lo Sputnik V, si attesta al 92%.
Vita di scaffale più lunga - L'efficacia emersa dalla prima analisi ad interim non sembra essere l'unica buona notizia in merito al preparato di Moderna.
Rispetto ad altri prodotti che richiedono una catena del freddo a temperature molto basse - estremamente impegnativa per la distribuzione del vaccino -, il composto di Moderna dovrebbe rimanere stabile per 30 giorni a temperature standard di frigorifero di 2-8°C contro una prima previsione di sette. Potrebbe inoltre essere trasportato e immagazzinato per 6 mesi a una temperatura di -20°C, quella di un normale congelatore. Come termine di paragone, il preparato Di Pfizer/BioNTech deve essere conservato a -70°C.
«La possibilità di conservare il nostro vaccino fino a 6 mesi a -20°C e fino a 30 giorni dopo lo scongelamento alle condizioni di un normale frigorifero è uno sviluppo importante e permetterebbe una distribuzione più semplice e più flessibilità per facilitare vaccinazioni su larga scala negli Stati uniti e in altre parti del mondo», sottolinea il responsabile capo Operazioni tecniche e qualità di Moderna, Juan Andres.
Il contratto con la Svizzera - Già nello scorso agosto, la Confederazione ha firmato un contratto con Moderna per la fornitura di 4,5 milioni di dosi, che dovrebbero permettere di vaccinare 2,25 milioni di persone (per l'immunizzazione servono infatti due inoculazioni). Nel frattempo, l'azienda farmaceutica americana ha inoltrato una domanda di omologazione all'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic. Oltre a Moderna, anche AstraZeneca e Pfizer/BioNTech hanno già fatto richiesta di omologazione presso Swissmedic rispettivamente per i loro AZD1222 e BNT162b2.
Moderna non è l'unica azienda con cui Berna ha concluso un contratto di fornitura. Ha pattuito altresì la consegna di 5,3 milioni di dosi con la ditta farmaceutica britannica AstraZeneca e con il Governo svedese. Partecipa inoltre all'iniziativa internazionale COVAX, con l'obiettivo di contribuire con 3,2 milioni di ulteriori dosi all'immunizzazione di almeno il 20% della popolazione mondiale.
Per attuare la sua strategia vaccinale contro il Covid-19, la Confederazione ha finora stanziato un credito di 400 milioni di franchi.
Per il momento, Berna esclude d'introdurre un obbligo vaccinale contro il Covid-19. S'intende puntare piuttosto sulla sensibilizzazione.