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Un 49enne domiciliato nel Mendrisiotto ha ottenuto 22 grammi di cocaina per il suo consumo personale
Ha aperto le porte della sua abitazione, da dove sono passati almeno 415,03 grammi di cocaina, a quattro spacciatori albanesi, ricevendo in cambio 22 grammi di cocaina per il suo consumo personale. «Purtroppo l'ho fatto», ha ammesso il 49enne domiciliato nel Mendrisiotto giudicato dalla Corte delle Assise criminali di Mendrisio per il reato principale di complicità in infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti. Il giudice Siro Quadri lo ha condannato con procedura di rito abbreviato a 30 mesi di detenzione, di cui 20 sospesi per un periodo di prova di 3 anni, e ha revocato la condizionale e una precedente pena pecuniaria. Il 49enne dovrà inoltre pagare una multa di 300 franchi per il suo consumo. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 21 ottobre 2022 e il 15 giugno di quest'anno. «Non tocco più sostanze e ho imparato molte cose», ha detto al giudice, indicando che, quando verrà scarcerato, la terapia farmacologica che sta assumendo verrà controllata da Ingrado. L'accusa è stata sostenuta dal procuratore pubblico Simone Barca; l'imputato è stato difeso dall'avvocato Barbara Pezzati.
Uno degli spacciatori ospitati, un 22enne albanese difeso dall'avvocato Alessia Minotti, è stato giudicato dalle Correzionali di Mendrisio e condannato a 16 mesi sospesi per un periodo di prova di due anni. La corte presieduta dal giudice Siro Quadri ha ordinato 7 anni di espulsione dalla Svizzera («non faccio più niente e non vengo neanche più», le parole del giovane). Durante il soggiorno nell'abitazione del 49enne, tra il 9 e il 15 giugno di quest'anno, ha alienato e detenuto almeno 146,03 grammi di cocaina. Almeno 2'200 franchi proventi della vendita sono stati trasportati in Italia. Da qui l'accusa di riciclaggio di denaro. Il processo agli altri spacciatori verrà aggiornato nelle prossime settimane.