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In Svizzera, il dibattito politico sulla questione dell'aborto risale al 1893.
Il Consiglio federale aveva incaricato il professor Karl Stooss di elaborare un progetto di Codice penale che comprendesse anche una norma sull'aborto.
All'epoca in tutti i cantoni l'aborto era proibito. Nel testo proposto, l'interruzione della gravidanza era consentita in caso di pericolo di vita per la madre. Il progetto subirà poi ancora numerose modifiche entrando in vigore soltanto nel 1942.
Tuttavia, fin dall'inizio, nel campo specifico dell'aborto, non si riesce ad adottare una legislazione unitaria, per tutta la Svizzera.
Nel 1971 suscita scalpore il caso di due noti e stimati medici neocastellani, accusati di aver praticato aborti illegali, molto frequenti all'epoca. Ngli anni seguenti si succedono tre iniziative popolari di diverso tenore, ma nessuna supera l'ostacolo della votazione.
Tutti questi progetti vengono respinti da popolo e cantoni, fino all'iniziativa della deputata socialista Barbara Haering, nel 1993, che sfocia nella soluzione dei termini.
Una soluzione attaccata da due referendum, lanciati dal PDC e da alcuni gruppi ultraconservatori. Nel giugno del 2002 l'iniziativa popolare anti-abortista "per madre e bambino", viene respinta da quasi il 90% dei cittadini.
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