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Un gruppo di ricercatori dell’Alta scuola pedagogica dei Grigioni ha analizzato circa 650 elaborati scritti di bambini che frequentano le scuole nelle varie regioni linguistiche del Cantone e li ha successivamente confrontati tra loro. I risultati di questa ricerca sono ora disponibili in una corposa pubblicazione che, grazie a numerosi esempi, permette di operare una serie di interessanti osservazioni.
Il primo volume di una nuova collana di scritti dell’Alta scuola pedagogica dei Grigioni (ASPGR) è intitolato „Mamma eu les cuelas chochas“. L’espressione è la versione rimaneggiata da parte di un allievo della frase in lingua romancia “Mamma, eu less quellas chotschas”, che significa: “Mamma, mi piacerebbero quei pantaloni”. La frase è emersa nel contesto di un esercizio di scrittura in cui gli allievi di quinte classi di scuole germanofone, romaciofone e italofone di varie zone del Canton Grigioni dovevano descrivere autonomamente, senza aiuti esterni, una storiella rappresentata sotto forma di fumetto.
Chi scrive meglio? Bambini monolingui o bambini bilingui?
I ricercatori hanno in un primo momento provveduto a rendere anonimi i testi; successivamente questi sono stati trascritti ed elaborati in base ad uno specifico programma elettronico per l’analisi di dati. Il confronto fra i testi è stato fatto in base a cinque questioni: in quinta classe i bambini che hanno frequentato delle scuole monolingui scrivono meglio rispetto ai loro compagni delle scuole bi- o plurilingui? I bambini che frequentano scuole bilingui raggiungono un livello simile a quello dei monolingui oppure padroneggiano semplicemente le due lingue solo parzialmente? Oppure sanno addirittura esprimersi meglio?
La ricerca ricalca uno studio simile che è stato svolto alcuni anni fa dalla Libera Università di Bolzano. Tuttavia il presente studio si è soffermato ad analizzare solamente le competenze scritte. In quest’ottica sono stati presi in considerazione la facoltà di esprimersi appropriatamente dal punto di vista dei contenuti ma anche degli aspetti della correttezza formale.
Emergono notevoli differenze fra le diverse regioni
E’ stata analizzata la capacità di narrazione dei bambini utilizzando criteri come l’ampiezza del vocabolario oppure la scorrevolezza dei testi. In questo ambito sono emerse, ad esempio, differenze importanti nelle diverse regioni a livello delle scuole romanciofone: i bambini cresciuti in famiglie bi- o plurilingui delle scuole del Grigioni centrale hanno evidenziato il livello lessicale più ampio. Le allieve e gli allievi delle scuole engadinesi e della Val Monastero, invece, hanno mostrato l’impiego di un lessico più ristretto – risultato che sorprende non poco e che si può spiegare unicamente in base al fatto che la varianza linguistica del romancio in queste ultime regioni è in fase di ridimensionamento.
Non c’è solo la scrittura
Gli autori sono consapevoli del fatto che le costatazioni relative ai livelli linguistici, così come sono state qui intraprese, rappresentano fondamentalmente uno sforzo di registrare la situazione esistente e che tali livelli si possano confrontare solo con le dovute riserve – viste le differenze esistenti sul piano sociolinguistico e delle tipologie scolastiche. È vero che si può mettere a confronto la competenza nella lingua tedesca di un bambino socializzato e scolarizzato in un contesto romanciofono con quella di un bambino germanofono – tuttavia si tratta di relativizzare i risultati del confronto in modo appropriato e di discuterli conseguentemente.
Questa l’indicazione bibliografica del libro:
- Manfred Gross, Leci Flepp: Mamma eu les cuelas chochas. Schreibkompetenzstudie Graubünden 5. Primarschulklasse, Collana PHGR 2012/Südostschweiz Buchverlag, 272 pagine, Fr. 28.–