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BERNA - Come nella votazione sulla riforma dell'imposizione delle imprese anche riguardo a Schengen e Dublino il Consiglio federale si è presentato al popolo con cifre che si rivelano ora errate. Invece che i previsti risparmi gli accordi provocano costi di decine di milioni di franchi all'anno, ha rivelato oggi un servizio della radio DRS.
Stando al libretto di presentazione della votazione del giugno 2005 - il ministro competente era allora Christoph Blocher - la partecipazione a Schengen e Dublino avrebbe dovuto pesare sulle casse federali per 7,4 milioni di franchi all'anno. Costi che sarebbero però stati più che compensati dal "sostanziale calo della spese" nel settore della sicurezza e dell'asilo, prometteva il governo. Il popolo ci credette e si schierò al 54,6% per il "sì".
La realtà si presenta oggi alquanto differente. Stando a un rapporto del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) inviato alla Delegazione delle finanze delle Camere federali (DelFin) e reso pubblico oggi dalla DRS, i costi effettivi per gli ultimi cinque anni ammontano a 216 milioni (43 all'anno). I risparmi e i maggiori introiti si fissano a 93 milioni. Complessivamente il rosso è quindi di 123 milioni. La stessa tendenza proseguirà peraltro anche in futuro: il DFGP prevede per il periodo 2011-2014 una spesa netta di 141 milioni, pari a 35 milioni l'anno.
ATS
Foto d'archivio (Keystone)