Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/71106

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a elaborare un piano nazionale di attuazione della Convenzione sul clima, che definisca in particolare le misure nazionali di riduzione di tutte le emissioni antropiche aventi un impatto sul clima (compresi gli strumenti economici), le misure nazionali atte a favorire un adattamento adeguato al riscaldamento climatico, le competenze istituzionali in Svizzera nonché la politica climatica svizzera per il periodo a partire dal 2012 (ossia l'era "post Kyoto") orientandosi agli obiettivi, fissati anche dall'UE, di ridurre le emissioni di CO2 del 15 a 30 per cento entro il 2020. Infine, detto piano dovrà definire le misure necessarie per raggiungere tali obiettivi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Convenzione sul clima delle Nazioni Unite mira a stabilizzare la concentrazione di gas serra nell'atmosfera a un livello non pericoloso. Secondo studi scientifici, nel corso del ventunesimo secolo le emissioni di gas serra dovranno essere pertanto ridotte circa dell'80 per cento rispetto al livello attuale. Il Protocollo di Kyoto impegna gli Stati firmatari ad avviare, entro il 2005, negoziati su ulteriori obiettivi di riduzione a partire dal 2012. Questo processo è stato iniziato in occasione della Conferenza delle Parti tenutasi l'anno scorso a Montreal ed è stato concretizzato quest'anno a Nairobi con l'adozione di un piano di lavoro per le ulteriori tappe negoziali. In preparazione a tale incontro, nel settembre 2006 la Svizzera aveva invitato a Rüschlikon importanti Paesi.</p><p>Per il periodo successivo al primo periodo d'impegno del Protocollo di Kyoto (a partire dal 2012), la legge sul CO2 incarica il Consiglio federale di proporre tempestivamente al Parlamento ulteriori obiettivi di riduzione. Con il decreto del 23 marzo 2005, il Consiglio federale ha dato mandato al DATEC di elaborare un rapporto in materia. I lavori su questo rapporto, che sarà disponibile presumibilmente alla fine del 2007, gettano le fondamenta della politica climatica a medio e lungo termine del Consiglio federale. Inoltre, devono essere calibrati accuratamente ai progressi nell'ambito dei negoziati internazionali sul regime climatico dopo il 2012 e agli sviluppi in materia di politica climatici in altri Paesi, segnatamente nell'ambito dello scambio di diritti di emissione. I negoziati internazionali non sono ancora giunti a un punto in cui si possa discutere di obiettivi di riduzione concreti per i singoli Paesi. Per la fissazione degli ulteriori obiettivi di riduzione della Svizzera sono inoltre fondamentali le ultime prospettive energetiche dell'Ufficio federale dell'energia, che saranno disponibili nei prossimi mesi.</p><p>Si può tuttavia dire sin d'ora che, in futuro, le misure di adeguamento ai cambiamenti climatici diventeranno sempre più importanti. Le basi per la loro integrazione nella strategia climatica del Consiglio federale sono fornite dai risultati scientifici nell'ambito del polo di ricerca nazionale "Clima" nonché da vari studi relativi all'impatto dei cambiamenti climatici sull'economia nazionale svizzera.</p><p>L'elaborazione di una strategia globale di protezione del clima è incontestata. Sarebbe tuttavia prematuro fissare obiettivi quantitativi vincolanti già adesso. La discussione sui possibili obiettivi, tenendo conto degli sviluppi nazionali e internazionali, sarà un elemento cardine del rapporto citato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.