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Alisa Sullivan ha paura. "Temo che il cancro possa tornarmi per non aver effettuato i controlli in modo diligente... solo perché non posso più permettermelo". Lei lo ha già sconfitto una volta, un paio di anni fa. Le è stato diagnosticato un tumore al seno, subito asportato con un intervento chirurgico d’urgenza. "Se non avessi avuto la copertura dell’Obamacare, non avrei nemmeno scoperto di averlo". Alisa è una madre single, vive a Columbus, in Ohio. Lavora come barista e cameriera. I suoi datori di lavoro non hanno mai pagato per le cure sanitarie. E lei, fino ai 45 anni, non aveva mai effettuato una mammografia preventiva. "Costava troppo, quasi 2'000 dollari. Non poteva permettermela".
Adesso Alisa è preoccupata. Come lei, lo sono 20 milioni di americani che non avevano mai avuto copertura sanitaria prima della riforma approvata col solo voto dei democratici nel 2010. Donald Trump ha promesso di cambiare questa legge. Al Congresso di Washington i repubblicani stanno già votando la nuova normativa.
"Repeal and replace" è il loro mantra: cancellare e sostituire la riforma-simbolo voluta da Obama, la più significativa riorganizzazione del sistema sanitario degli Stati Uniti nell’ultimo mezzo secolo. Secondo molti esperti può essere migliorata. Secondo Trump e i repubblicani va smantellata. Secondo la signora Alisa, invece, non bisognerebbe nemmeno discuterne al Congresso: la salute – dice - è un diritto acquisito. "Senza l’Obama-care non sarei più in grado di proseguire le cure per evitare una recidiva del mio tumore".
Emiliano Bos