Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01265.jsonl.gz/943

«Costruisci il muro! Costruisci il muro!» è un canto che i sostenitori del Presidente americano Donald Trump scandiscono sin da quando quest’ultimo presentò la sua candidatura e il suo programma elettorale : un muro al confine con il Messico avente lo scopo di fermare l’immigrazione illegale e il contrabbando. La stretta all’immigrazione promessa dall’allora candidato Trump non si ferma chiaramente al muro, ma è sicuramente la promessa che meglio caratterizza la persona e il programma dell’attuale inquilino della casa bianca. Ma a che punto è la sua costruzione ? Verrà mai costruito o rimarrà una delle tante promesse elettorali che i politici fanno per poi non mantenerle una volta eletti ?
Prima di tutto bisogna tenere a mente che per la costruzione del muro è necessario l’avallo del senato, dove i repubblicani di Trump controllano 51 seggi quando ne servono 60. È quindi necessario un accordo bipartisan con i democratici, che però manco a dirlo vedono di buon occhio una stretta all’immigrazione e tantomeno un muro che fermi il flusso di clandestini, che una volta regolarizzati diventerebbero un’interessante bacino di voti per la sinistra americana. Trump ha però una carta da giocare per raggiungere l’agognato accordo : il programma DACA, ossia un’ordine esecutivo deciso dall’allora presidente Obama che, bypassando l’autorità del congresso, regolarizzò temporaneamente 1,8 milioni di clandestini. Trump ha abolito questo programma la cui validità scade il 5 marzo, rendendo quindi i beneficiari nuovamente clandestini e soggetti ad essere deportati, cosa che per i democratici equivale a farsi sfuggire futuri elettori.
La riforma è al momento in discussione, e oltre al muro e alla regolarizzazione permanente dei beneficiari del DACA, dovrebbe, perlomeno secondo gli auspici del presidente, includere l’abolizione della cosiddetta « immigrazione a catena », cioè la possibilità data agli immigrati di far entrare negli Stati Uniti non solo consorte e figli, ma anche genitori, fratelli e sorelle e l’abolizione della « Diversity lottery », un programma che rilascia visti di entrata in modo del tutto casuale. Nel qual caso un accordo con i democratici non fosse possibile tutto sarebbe rimandato a novembre con l’elezione del nuovo congresso americano, nella speranza, per Trump e i molti americani che vogliono il muro al confine, che i repubblicani vincano almeno 9 seggi supplementari e raggiungere così la quota necessaria.
Intanto, usando il margine di manovra a lui disponibile, il presidente USA ha fatto costruire 8 prototipi di muro che serviranno da modello per la costruzione finale (vedere gallery). Se rimarranno l’unico parte di muro effettivamente costruita o meno rimane quindi da vedere.