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TEHERAN - Quattro persone sono state arrestate a Sirjan, nell'Iran centrale, per aver «insultato» esponenti delle autorità su Facebook e aver diffuso «propaganda contro il sistema». Lo riferisce l'agenzia iraniana Isna citando una fonte ufficiale della Procura locale.
Nell'annunciare gli arresti la fonte ha messo in guardia dall'uso del social network invitando ad essere «cauti nei messaggi» per evitare «punizioni».
Facebook, come Twitter, Youtube, iTunes, varie applicazioni come Google maps e Google reader, sono bloccati in Iran anche se almeno un quinto degli internauti iraniani vi accedono usando clandestinamente programmi aggira-censura detti «Virtual Private Network» (VPN). Il filtraggio però causa rallentamenti che rendono ad esempio Youtube poco utilizzabile.
Soprattutto Twitter, Youtube e Facebook erano stati utilizzati per organizzare e documentare manifestazioni durante i disordini del 2009 seguiti alla controversa rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Nonostante l'oscuramento ed in contraddizione con la politica governativa, siti ufficiali come quello dell'emittente in lingua inglese Press Tv esortano ad essere seguiti attraverso link proibiti come Facebook, Youtube e Twitter.