Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/57510

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Non è il compito principale dell'ambasciatore quello di aiutare gli Svizzeri che si trovano in difficoltà o in pericolo? Gli ambasciatori, con la loro formazione, sono in grado di far fronte a situazioni come i disordini nella Costa d'Avorio? Non bisognerebbe rivedere la formazione e adeguarla di conseguenza?</p><p>2. Perché l'ambasciata non ha reagito alle chiamate di aiuto degli Svizzeri?</p><p>3. Quali problemi e violazioni degli obblighi hanno constatato gli ispettori inviati nella Costa d'Avorio?</p><p>4. Questi problemi e queste violazioni degli obblighi vanno ricondotti a errori umani? Se sì, quali errori sono stati commessi? Quali saranno le conseguenze finanziarie dei ritardi nelle reazioni? Chi ne è responsabile? Non sarebbero giustificate misure disciplinari?</p><p>5. il Consiglio federale è pronto, in caso di nuova crisi nella Costa d'Avorio o altrove, a istituire strutture efficienti, sicure e affidabili affinché gli Svizzeri in difficoltà possano essere aiutati rapidamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'assistenza agli Svizzeri all'estero, e in particolare agli Svizzeri che si trovano in una situazione d'emergenza, rientra nei compiti fissi di ogni rappresentanza svizzera. I diplomatici e gli impiegati consolari devono dimostrare già al momento del reclutamento e in diverse occasioni nel corso della loro carriera le loro competenze sociali, di gestione e specializzate. Per acquisire le necessarie conoscenze devono frequentare corsi di gestione, di perfezionamento e superare una serie di assessment. Vengono quindi preparati in modo mirato ad assumere i loro compiti di gestione. A seguito delle esperienze fatte durante la crisi nella Costa d'Avorio e soprattutto durante la catastrofe dello tsunami, il DFAE ha inoltre deciso di far seguire una formazione specifica nella gestione delle crisi ai nuovi capi missione e di cancelleria, ma anche ai capi degli uffici di cooperazione della DSC, agli stagisti nel settore diplomatico e consolare e ai membri del pool di crisi del DFAE. Questa formazione inizierà nel 2006.</p><p>2. La comunicazione tra l'ambasciata e la colonia svizzera e il sostegno da parte dell'ambasciata agli Svizzeri che intendevano rimpatriare sono stati insufficienti. Inoltre, il centralino telefonico dell'ambasciata non era attrezzato in modo da poter funzionare anche in caso di interruzione della corrente. Queste lacune sono state nel frattempo eliminate.</p><p>3. Le indagini degli ispettori hanno evidenziato lacune nella gestione della crisi da parte dell'ambasciata. Sono stati in particolare commessi errori nella comunicazione con la colonia svizzera e nel sostegno agli Svizzeri che intendevano rimpatriare.</p><p>4. Questi errori vanno ricondotti soprattutto all'organizzazione inadeguata del lavoro, al cattivo impiego delle risorse e alla mancanza di iniziativa dei responsabili dell'ambasciata. Le conseguenze finanziarie non sono quantificabili. Nel frattempo, il personale dirigente dell'ambasciata di Abidjan è stato sostituito.</p><p>5. Dopo la crisi nella Costa d'Avorio e la catastrofe dello tsunami, il DFAE ha valutato la sua gestione delle crisi e ha preso una serie di provvedimenti. È stata ristrutturata l'organizzazione delle crisi alla Centrale, è stato istituito un gruppo di collaboratori che possono essere impiegati a breve termine nelle regioni di crisi, è stata allestita una rete con le agenzie di viaggio e le assicurazioni, mentre le rappresentanze sono state invitate a esaminare il loro dispositivo di crisi; inoltre le rappresentanze verranno maggiormente equipaggiate dal profilo logistico entro la fine del 2006 e, come già menzionato, verrà istituito un modulo di formazione obbligatorio sulla gestione delle crisi.</p>  Risposta del Consiglio federale.