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La pandemia e le restrizioni di viaggio hanno causato un crollo della domanda e un massiccio calo delle entrate per Swiss. Per la prima volta in 15 anni, la compagnia aerea elvetica ha chiuso il 2020 con pesanti perdite. Il fatturato, in calo del 65,2% rispetto al 2019 (+5,30 miliardi), è stato di 1,85 miliardi di franchi, con una perdita operativa di 654 milioni. Il numero di passeggeri trasportato (4,79 milioni) è sceso del 74,5% rispetto al 2019 e “non è prevista alcuna ripresa significativa prima della metà dell’estate del 2021”, sottolinea la compagnia in una nota odierna.
Il risultato molto debole del quarto trimestre, dovuto al peggioramento della situazione epidemiologica, ha aggravato la perdita dell’anno. Tuttavia, grazie alle drastiche misure adottate a marzo 2020, la perdita è stata contenuta “entro limiti ragionevoli”, sottolinea la compagnia in una nota. Alla luce dei cambiamenti strutturali in atto, Swiss sta valutando ulteriori misure per garantire la redditività futura.
“La pandemia e le limitazioni ai viaggi ci hanno messo a dura prova”, commenta il Ceo Dieter Vranckx, citato nella nota. “La crisi ci ha anche colpito molto più duramente di altri settori a causa dell’elevata percentuale di costi fissi caratteristici del trasporto aereo. Abbiamo ridotto radicalmente i nostri costi per preservare la nostra liquidità e garantire la nostra redditività ”.