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(14.12.2011) La debolezza della congiuntura mondiale, la crisi del debito nella zona euro e la forza del franco potrebbero portare la Svizzera sull'orlo della recessione nel 2012. Se la crescita reale del prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe raggiungere quasi il 2% nel 2011, economiesuisse prevede un calo allo 0,5% nel 2012.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe invece restare moderato. Secondo l'organizzazione, passerà dal 3,1% nel 2011 al 3,6% nel 2012. Le misure messe in atto per far fronte alla forza del franco, come l'aumento degli acquisti all'estero, la delocalizzazione o il congelamento delle assunzioni, hanno un impatto diretto sul dinamismo dell'economia elvetica. Le società più toccate sono le imprese esportatrici e i loro subappaltatori locali, in particolare quelle attive nel commercio al dettaglio e nel turismo.
Numerosi settori prevedono una crescita negativa l'anno prossimo. È il caso in particolare della metallurgia, dell'industria meccanica, del tessile, dell'agroalimentare e della carta che figurano tra i principali esportatori. Inoltre, come sottolinea economiesuisse, l'industria chimica e quella farmaceutica sono colpite dalla riduzione delle spese nei paesi industrializzati.
L'Organizzazione traccia delle prospettive più ottimistiche per i settori delle assicurazioni, della consulenza, dei trasporti, dell'informazione, delle costruzioni e dell'edilizia. Altro punto positivo è rappresentato dal consumo delle famiglie che dovrebbe aumentare grazie all'immigrazione e al leggero aumento dei salari. Infine, l'inflazione dovrebbe mantenersi a un livello basso e potrebbe anche attraversare per un breve periodo una fase negativa nel 2012.
Ultima modifica 09.09.2015