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La Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP) ritiene che la decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) sul cambio minimo con l'euro rappresenti una grossa sfida per l'economia elvetica. La CDEP difende la messa in atto, al momento opportuno, di misure collaudate nel settore del mercato del lavoro e della promozione economica. È quanto emerso nel corso di una seduta di lavoro odierna a Berna, a cui ha partecipato anche Jean-Pierre Danthine, vicepresidente della BNS.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, i direttori cantonali dell'economia vorrebbero una regolamentazione applicabile alla disoccupazione parziale e aiuti per i lavoratori di una certa età.
Confederazione e Cantoni non vogliono per il momento programmi congiunturali, ma si preoccupano delle condizioni quadro economiche per le imprese con sede in Svizzera. Difendono la messa in atto di riforme come quella dell'imposizione delle imprese o l'applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa.
L'accento è anche stato posto su una stabilizzazione delle relazioni con i principali partner economici europei e internazionali. I cantoni hanno chiesto il mantenimento degli accordi bilaterali con l'Unione europea.
Oltre alla situazione monetaria, la CDEP ha preso posizione sui contingenti di lavoratori provenienti da Stati terzi. Su questo punto, i responsabili cantonali del mercato del lavoro hanno sottolineato che la decisione del Consiglio federale di ridurre i contingenti per l'anno 2015 costituisce un brutto segnale per l'economia.
SDA-ATS