Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01126.jsonl.gz/806

Secondo un recente studio, una gravidanza sotto stress renderebbe più difficile la nascita di un maschio.
Recentemente, la rivista scientifica statunitense "Proceedings of the National Academy of Sciences" ha pubblicato i risultati di una ricerca volta a capire gli effetti dello stress su una donna in gravidanza. Lo studio è stato condotto da ricercatori provenienti da sei diverse università degli Stati Uniti e con differenti competenze: psicologia, comportamento, ostetricia, salute pubblica e scienze sociali.
I ricercatori - come spiegato da "La Lettura", inserto culturale del "Corriere della Sera" - hanno suddiviso 187 donne in gravidanza, in tre categorie: quelle che non mostravano segni di stress, quelle psicologicamente stressate (manifestanti sintomi di ansia e depressione) e quelle fisicamente stressate.
Lo studio ha fatto emergere che il 56% delle donne non stressate ha partorito un maschio; le donne psicologicamente stressate, invece, hanno avuto un figlio maschio nel 40% dei casi; le donne fisicamente stressate, infine, hanno dato alla luce un maschio soltanto nel 31% dei casi. Stando ai dati emersi, sembrerebbe che i feti o gli embrioni maschi - in condizioni di stress - siano svantaggiati, rispetto al sesso femminile.
Il perché di tutto questo non è ancora chiaro, ma vi sono però delle ipotesi. Come riportato da "La Lettura", "la prima (ipotesi, ndr.) è che la condizione di stress renda l'ovulo meno disponibile a essere penetrato da spermatozoi portatori di cromosoma Y, ma potrebbe anche succedere che embrioni maschili siano meno resistenti di quelli femminili allo stress materno e muoiano precocemente".
In fin dei conti - ci ricorda Giuseppe Remuzzi, sulle pagine del settimanale del Corriere della Sera - "nel mondo animale certi maschi, dopo aver vinto le loro battaglie con gli altri, fecondano la maggior parte delle femmine; questo però succede solo in condizioni ambientali favorevoli; in situazioni difficili - quando c'è scarsità di cibo e di acqua, oppure troppo caldo o troppo freddo - nascono prevalentemente femmine. Tutto questo, nell'ottica dell'evoluzione, serve ad assicurare il massimo successo riproduttivo: se le condizioni ambientali sono favorevoli conviene avere tanti maschi che possano competere fra loro, così chi prevale migliora la specie e alla lunga ne assicura la sopravvivenza. In tempi difficili i maschi saranno più deboli al punto di non poter più competere e nemmeno sarebbero in grado di fecondare un gran numero di femmine; in queste circostanze molto meglio contare sul sesso debole, ci vorrà più tempo ma il successo è assicurato".