Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/169786

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Controllo federale delle finanze esige dai servizi d'acquisto un raggruppamento più coerente delle commesse. Grazie a questa strategia dovrebbero prodursi dei rendimenti di scala, un abbattimento dei costi e una riduzione di uscite per la Confederazione.</p><p>L'industria grafica, tuttavia, rappresenta un esempio di come il raggruppamento degli acquisti inasprisce ulteriormente la concorrenza sui prezzi. Le imprese straniere, infatti, non essendo vincolate agli standard sociali e ambientali a cui sono sottoposte le imprese svizzere, operano con costi di produzione e prezzi più bassi. Di conseguenza, nel confronto per l'ottenimento di commesse della Confederazione, le concorrenti straniere sono direttamente avvantaggiate rispetto alle imprese svizzere.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È vero che in futuro i bandi per l'acquisto di prodotti di stampa verranno raggruppati e pubblicati a livello di dipartimento (p. es. DDPS)?</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole che le commesse per lotti conseguenti alla strategia di raggruppamento attirano gli interessi delle imprese straniere, comportando quindi un trasferimento delle commesse verso l'estero?</p><p>3. Nella strategia degli acquisti, il Consiglio federale è disposto ad anteporre agli interessi economici della comunità argomenti di politica finanziaria e quindi ad accelerare ulteriormente il processo di cambiamento strutturale a cui l'industria grafica è soggetta attualmente, mettendo in pericolo migliaia di posti di lavoro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione è tenuta a effettuare acquisti secondo il principio dell'economicità. Già da diversi anni l'economicità è garantita in particolare attraverso la concentrazione degli acquisti (art. 2 cpv. 2 dell'ordinanza del 24 ottobre 2012 concernente l'organizzazione degli acquisti pubblici dell'amministrazione federale, OOAPub; RS 172.056.15). Questa disposizione si applica anche ai prodotti di stampa, che per l'amministrazione federale vengono acquistati a livello centralizzato. Per ricevere offerte possibilmente vantaggiose sotto il profilo economico, il servizio centrale d'acquisto raggruppa le commesse in base alle loro caratteristiche comuni e ai potenziali risparmi che generano. Al riguardo, in linea di principio le commesse possono provenire dallo stesso dipartimento o da dipartimenti diversi. Nel caso del (solo) raggruppamento per il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, cui si riferisce probabilmente l'autore dell'interpellanza, si tratta di regolamenti militari. Dal punto di vista commerciale il loro raggruppamento in un unico bando era ragionevole, come confermato anche dai risparmi ottenuti di almeno il 10 per cento.</p><p>2. È vero che il raggruppamento di singole commesse può comportare la necessità di svolgere un bando OMC nell'ambito del quale, conformemente al diritto internazionale, agli offerenti svizzeri ed esteri deve essere garantita parità di trattamento. Il raggruppamento non serve però unicamente a ottenere un prezzo inferiore, ma contribuisce anche all'affermazione di altri criteri come quello della compatibilità ambientale. Ciò è certamente vantaggioso anche per le PMI (svizzere) che generalmente soddisfano gli elevati standard ambientali richiesti dalla Confederazione svizzera. Inoltre, le preoccupazioni secondo cui le commesse relative a pubblicazioni avrebbero potuto essere aggiudicate all'estero non si sono avverate negli ultimi anni. Secondo la statistica dei pagamenti nel settore degli acquisti della Confederazione, la percentuale degli offerenti esteri nella categoria "Pubblicazioni, stampati e supporti d'informazione" ammontava rispettivamente al 5 e al 6 per cento nel 2011 e nel 2012. Negli ultimi anni la percentuale è addirittura scesa costantemente fino a raggiungere il 2 per cento nel 2015. Nel caso concreto dei regolamenti militari, gli aggiudicatari sono tutte imprese con sede in Svizzera.</p><p>3. Anche per il Consiglio federale è importante che l'industria grafica svizzera sia solida e sana. Il fattore determinante per l'aggiudicazione di commesse pubbliche è però l'economicità dell'offerta, che in linea di principio deve essere determinata in condizioni di concorrenza e sulla base di criteri di aggiudicazione e di idoneità trasparenti. Il diritto in materia di acquisti pubblici non lascia pertanto alcun margine per il perseguimento di obiettivi di politica regionale o strutturale (si vedano anche i pareri e le risposte del Consiglio federale all'interpellanza Pantani 14.4142, alla mozione Pardini 11.3853, all'interrogazione Berberat 05.1081 e all'interpellanza Robbiani 04.3714). A prescindere da ciò, l'influenza che l'amministrazione federale può esercitare sull'industria grafica è minima e rappresenta soltanto poco più dell'1 per cento della cifra d'affari annua del settore grafico svizzero. Alla luce di questi fatti il Consiglio federale non ritiene che con la sua politica in materia di acquisti la Confederazione metta in pericolo posti di lavoro in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.