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La Svezia ha annunciato che aprirà una nuova inchiesta sulla morte del diplomatico svedese dell'Olocausto Raoul Wallenberg dopo la sua cattura da parte dell'esercito russo nel 1945. Lo scrive oggi la BBC online.
Il ministro degli esteri Carl Bildt, che ha lanciato una serie di iniziative per il centenario della sua nascita che ricorre quest'anno, ha chiesto di appurare se possano emergere nuovi materiali per gettare nuova luce su quanto avvenne. Guiderà le nuove indagini Hans Magnusson che aveva già partecipato ad un'analoga inchiesta negli anni '90.
Wallenberg nel 1944 faceva parte del personale diplomatico svedese in Ungheria e in quella posizione distribuì circa 20'000 passaporti svedesi a ebrei ungheresi salvandoli così dai campi di sterminio e riuscì a nasconderne altre migliaia in edifici sotto la protezione della bandiera svedese.
Al momento dell'occupazione da parte dell'esercito russo Wallenberg fu arrestato nel 1945 dalle autorità sovietiche perché sospettato di spionaggio e di lui non si seppe più nulla. Nel 1957 Mosca ammise il suo arresto e affermò che era morto in prigione nel 1947 per un attacco cardiaco. Successivamente ammisero che era stato ucciso ma con una versione comunque lacunosa.
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