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In India alcuni già festeggiano per l'efficacia delle misure, ma gli esperti avvisano che il peggio potrebbe non essere ancora arrivato.
Quasi un quinto della popolazione mondiale, megalopoli da milioni di abitanti, città sovrappopolate e affollate, ampie fette di povertà. Eppure l'India ha per ora registrato un tasso piuttosto basso di morti accertate per il coronavirus. Stando agli ultimi dati si tratta di 1’886 morti legate al coronavirus per un totale di 56’342 contagi. Si tratta di circa 1,4 decessi per milione di abitanti. La Cina attualmente viaggia sui 3,3 morti per milione di abitanti, gli Stati Uniti circa 234 morti per milione di abitanti.
Stando al premier indiano Narendra Modi la regione del contenimento del contagio sta nel precoce lockdown disposto dalle autorità, deciso quando i casi di contagio accertati erano inferiori ai 600. In diverse regioni si è celebrata l'efficacia delle misure adottate per fronteggiare l'epidemia, fra cui anche l'utilizzo della tecnologia per tracciare i contagi.
Tuttavia esperti indiani avvisano che non è ancora tempo di festeggiare. A partire da inizio mese in particolare i contagi hanno conosciuto un'impennata, il 5 maggio si è toccato un picco di quasi 4'000 nuovi contagi. Il virologo Shahid Jameel, intervistato dalla BBC, sostiene che "una tale euforia fa abbassare la guardia alle persone e questo può essere pericoloso".