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Sanzioni contro la Siria: vietato il commercio di beni culturali rubati
Berna, 17.12.2014 - Oltre ai provvedimenti già varati, il 17 dicembre 2014 il Consiglio federale ha aggiunto un divieto di commercio per i beni culturali rubati o esportati illegalmente dalla Siria. In parallelo ha inserito nell’ordinanza una serie di deroghe a scopi umanitari. È vietato anche assicurare esportazioni con la Siria a medio e lungo termine. I nuovi provvedimenti entrano in vigore il 17 dicembre 2014 alle ore 18:00.
Il Consiglio federale ha aggiunto varie disposizioni all'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Siria. D'ora in poi saranno vietati l'importazione, l'esportazione, il transito, la vendita, la distribuzione, l'intermediazione e l'acquisto di beni culturali appartenenti al patrimonio culturale della Siria qualora si possa ragionevolmente sospettare che i beni siano stati rubati o esportati illegalmente dalla Siria. In virtù della legge federale sul trasferimento internazionale dei beni culturali (LTBC) il commercio di beni culturali siriani trafugati era già vietato. Attualmente non vi sono indizi che la Svizzera sia un Paese destinatario o di transito di beni culturali siriani rubati o saccheggiati. L'aggiunta della nuova disposizione nell'ordinanza che prevede sanzioni contro la Siria rafforza il dispositivo regolamentare svizzero e lo parifica a quello dell'UE.
L'ordinanza, inoltre, prevede l'applicazione di diverse deroghe: a scopi umanitari, per la distruzione di armi chimiche e di impianti destinati alla fabbricazione di armi chimiche o per le rappresentanze diplomatiche.
Infine, per l'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE) vige il divieto formale di contrarre impegni a medio e lungo termine a copertura delle esportazioni verso la Siria. Già oggi l'ASRE non assicura transazioni di questo tipo.
Il Consiglio federale aveva pronunciato sanzioni contro la Siria per la prima volta il 18 maggio 2011. Con quella decisione la Svizzera aveva fatto suoi i provvedimenti presi dall'UE il 9 maggio 2011 nei confronti della Siria. Il continuo peggioramento della situazione in Siria ha indotto l'Unione europea a inasprire le sue sanzioni in più tappe. Anche il Consiglio federale ha adeguato a più riprese l'ordinanza in sintonia con le decisioni dell'UE.
Il DEFR, con la decisione del Consiglio federale del 17 dicembre 2014, ha ampliato l'allegato 7 dell'ordinanza aggiungendovi altre 16 persone fisiche e due persone giuridiche assoggettate alle restrizioni finanziarie e di viaggio.
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Ultima modifica 18.12.2020
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