Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/31838

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole che il reclutamento di personale per determinati </p><p>rami lavorativi, ad esempio l'agricoltura, sia diventato piú difficoltoso, e dà prova </p><p>anche di una certa comprensione. </p><p></p><p>Tramite l'apertura del mercato del lavoro i datori di lavoro svizzeri potranno presto </p><p>accedere senza burocrazie a un bacino di oltre 150 milioni di lavoratori qualificati e </p><p>meno qualificati, con la possibilità di dimorare in tutta Europa per una durata limitata </p><p>o illimitata. L'imminente introduzione della libera circolazione delle persone tra il </p><p>nostro Paese e l'UE richiede, per ragioni economiche e politiche, una certa ritenuta </p><p>per quel che concerne l'ammissione di manodopera di paesi non membri dell'UE, e </p><p>quindi un accesso controllato di persone qualificate provenienti da paesi terzi. La </p><p>maggior parte dei partiti svizzeri condivide questo obiettivo di politica estera del </p><p>Consiglio federale. Questa posizione di principio è stata illustrata nel contesto della </p><p>votazione sull'iniziativa concernente la limitazione dell'effettivo degli stranieri in </p><p>Svizzera (iniziativa del 18%) ed è stata confermata dal Consiglio federale a votazione </p><p>avvenuta. Consiglio federale, Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati hanno del </p><p>resto raccomandato il rigetto dell'iniziativa poiché al di fuori degli Stati dell'UE e </p><p>dell'AELS è stata fatta sperare una chiara limitazione dell'ammissione a forze </p><p>lavorative qualificate urgentemente necessarie. Anche l'avamprogetto di una nuova </p><p>legge sugli stranieri (LStr), che il Consiglio federale ha inviato in consultazione </p><p>nell'estate 2000, parte da questo principio, proposto da un comitato di esperti </p><p>rappresentante tutte le cerchie interessate.</p><p></p><p>L'obiettivo di questa politica in materia di stranieri è quello di consentire un afflusso di </p><p>lavoratori provenienti da Stati non membri dell'UE che sia sostenibile dal punto di </p><p>vista socio-politico e che garantisca a lungo termine l'equilibrio del mercato del lavoro </p><p>svizzero. L'occupazione di stranieri provenienti da Stati terzi dovrà dunque essere </p><p>autorizzata laddove ciò è nell'interesse dell'economia e della politica nazionale. Ciò </p><p>significa però che, per la dimora di breve durata, dovrà essere possibile ammettere </p><p>manodopera da Stati terzi unicamente se ben qualificata. Questo consente tra l'altro </p><p>di evitare l'introduzione di una nuova e discutibile forma del controverso statuto di </p><p>stagionale, abolito di recente. È inoltre pure fuori discussione che le attuali condizioni </p><p>lavorative e salariali non dovranno essere compromesse dall'assunzione di </p><p>manodopera proveniente da paesi con livello salariale inferiore al nostro. </p><p></p><p>Il Consiglio federale, dunque, non è disposto a prendere una simile decisione di </p><p>principio in una questione fondamentale di politica degli stranieri prima di intensificare </p><p>gli sforzi per reclutare nell'UE persone interessate a posti di lavoro in Svizzera e </p><p>prima dell'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Ciò </p><p>significherebbe infatti anticipare la procedura legislativa concernente la LStr. Il </p><p>Consiglio federale è ancor meno disposto a tale soluzione tanto piú che, grazie al </p><p>miglioramento delle condizioni di soggiorno e di assicurazione sociale, derivante </p><p>dall'accordo di libera circolazione, esistono buone possibilità di reclutare in futuro un </p><p>numero maggiore di cittadini dell'UE.</p><p></p><p>Il Dipartimento federale dell'economia pubblica intende prossimamente trattare il </p><p>fascicolo della lotta al lavoro nero con un insieme di misure adeguate. La creazione </p><p>di uno statuto di dimorante temporaneo per otto settimane non solo non </p><p>contribuirebbe a lottare contro il lavoro nero, ma addirittura lo favorirebbe; lavoratori </p><p>occasionali provenienti da Paesi a basso livello salariale difficilmente lascerebbero la </p><p>Svizzera al termine della loro dimora temporanea se si offrisse loro un'ulteriore </p><p>occasione di lavoro a tempo limitato. Vi sarebbe da temere che ciò favorirebbe </p><p>ulteriormente l'occupazione illegale di stranieri che già si trovano sul suolo svizzero.</p><p></p><p>Grazie a vari soggiorni di perfezionamento, è tuttora già possibile tener conto </p><p>dell'idea di favorire lo scambio culturale tra i giovani. Oltre agli Stati membri dell'UE, </p><p>la Svizzera ha concluso accordi sullo scambio di tirocinanti con 14 Paesi non membri </p><p>dell'UE. Tali accordi concernono i giovani che hanno conseguito una formazione </p><p>professionale e che intendono perfezionare le loro conoscenze linguistiche o </p><p>professionali. A ciò si aggiungono soggiorni di perfezionamento per giovani </p><p>professionisti organizzati da associazioni economiche, ad esempio nel contesto della </p><p>cooperazione economica e tecnica, per cittadini di Stati dell'Europa centrale e </p><p>orientale, o la possibilità di un'occupazione ausiliare per studenti stranieri iscritti a </p><p>scuole superiori a tempo pieno in Svizzera. Taluni settori dimostrano che queste </p><p>possibilità possono essere meglio sfruttate. </p><p></p><p>I recenti dati concernenti la disoccupazione in Svizzera mostrano inoltre che, </p><p>nonostante la ripresa congiunturale, vi è un numero considerevole di cittadini svizzeri </p><p>e stranieri disoccupati. In vista dell'introduzione della libera circolazione delle </p><p>persone occorre dunque esaurire tutte le potenziali risorse sul mercato del lavoro </p><p>interno per coprire il fabbisogno di personale ausiliario. Il personale ausiliario e non </p><p>istruito potrà anche in avvenire essere reclutato per soggiorni non sottoposti a </p><p>contingente fino a quattro mesi al beneficio di un permesso della Comunità Europea. </p><p>Nei singoli settori, ciò riuscirà nella misura in cui il personale ausiliario potrà </p><p>beneficiare di condizioni salariali e lavorative paragonabili e concorrenziali. </p><p>L'economia svizzera dovrà consentire determinati sforzi onde creare condizioni di </p><p>base, volte a motivare la manodopera disponibile nello spazio economico europeo a </p><p>venire a lavorare in Svizzera e a coprire così il fabbisogno di personale della nostra </p><p>economia. Ciò presuppone anche che gli sforzi - per es. a livello di associazione - per </p><p>reclutare manodopera vengano meglio coordinati e intensificati. Il Consiglio federale </p><p>non è perciò attualmente in grado di dar seguito alla richiesta del mozionante.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.