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<h2>SubmittedText<h2><p>La Confederazione deve garantire a tutte le forze politiche del Paese identiche condizioni per comunicare il loro messaggio politico agli Svizzeri all'estero.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'introduzione, nel 1992, del diritto di voto per corrispondenza per gli Svizzeri all'estero, un numero sempre crescente di concittadini i residenti all'estero esercita attivamente i diritti politici. Oggi, su 460'000 Svizzeri all'estero a beneficio del diritto di voto, circa 90'000 sono iscritti nei registri elettorali di un Comune svizzero per partecipare alle votazioni e alle elezioni federali, il che corrisponde all'1,8 per cento dell'elettorato svizzero.</p><p>Con l'introduzione del diritto di voto per corrispondenza si sono potenziati anche i canali d'informazione, che già precedentemente beneficiavano del sostegno della Confederazione. L'articolo 17 dell'Ordinanza del 16 ottobre 1991 sui diritti politici degli Svizzeri all'estero (RS 161.5) incarica il periodico "Rivista svizzera" di informare gli Svizzeri all'estero sulle imminenti votazioni ed elezioni. "Rivista Svizzera" è edita dall'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE), che funge da organizzazione mantello a 750 associazioni e istituzioni svizzere in tutto il mondo. La Confederazione ha quindi affidato il compito di informare gli Svizzeri all'estero a una organizzazione politicamente neutrale, rappresentativa degli interessi della Quinta Svizzera, in grado di garantire l'informazione oggettiva e equilibrata dei nostri concittadini espatriati.</p><p>La collaborazione tra il Servizio degli Svizzeri all'estero del DFAE e l'OSE per la pubblicazione di "Rivista Svizzera" è definita in un accordo del 15 luglio 1992. L'OSE è responsabile della pubblicazione, il DFAE prende a carico i costi redazionali e i costi di spedizione. A tal fine, il DFAE ha devoluto, nel 2003, la somma di 1'654'490 franchi. Nei limiti degli obiettivi fissati a "Rivista Svizzera" (orientamento del lettore su importanti sviluppi in Svizzera; diffusione delle informazioni indispensabili all'esercizio dei diritti politici in Svizzera; incoraggiamento dei legami con la madre patria ecc.) la redazione è libera di determinare la concezione e la forma dei vari articoli. Deve però utilizzare in maniera responsabile la libertà di manovra che le è consentita e tenere conto, nel proprio lavoro, della posizione particolare della rivista in quanto unico organo di stampa per gli Svizzeri all'estero. La redazione deve quindi dar prova di oggettività e di equilibrio. La commissione "Rivista Svizzera", in seno alla quale è rappresentato anche il Servizio degli Svizzeri all'estero del DFAE, assiste l'editore nel suo compito e veglia al rispetto dei principi dell'etica giornalistica.</p><p>Indubbiamente, "Rivista Svizzera", distribuita a più di 350'000 esemplari, sei volte all'anno e gratuitamente, in tutte le economie domestiche registrate presso una rappresentanza svizzera, ha un ruolo importante nell'informazione degli Svizzeri all'estero. Non si può invece parlare, come fa l'autore della mozione di una "posizione di monopolio incoraggiata dalla Confederazione". Basta pensare alle informazioni diffuse da swissinfo per Internet e alle edizioni elettroniche di numerosi organi di stampa svizzeri. Ma, innanzi tutto, le presenti spiegazioni sull'adempimento del compito di informazione tramite "Rivista svizzera" vanno a confutare la critica dell'autore della mozione, secondo il quale alla libera formazione dell'opinione degli Svizzeri all'estero si opporrebbe "un grave ostacolo".</p><p>L'accordo del 15 luglio 1992 tra il DFAE e l'OSE regola i particolari relativi all'acquisizione di inserzioni. È stipulato, fra l'altro, che le tariffe e le condizioni sono determinate dall'OSE d'intesa con il Servizio degli Svizzeri all'estero del DFAE. Il 70 per cento dei proventi netti delle inserzioni va alla Confederazione; nel 2003 tali entrate ammontavano a 243'086.95 franchi. Ciò riduce proporzionalmente l'importo delle sovvenzioni pubbliche al finanziamento di "Rivista svizzera".</p><p>Il Consiglio federale ritiene che i prezzi delle inserzioni attualmente praticati da "Rivista Svizzera" siano giusti e appropriati. Sono paragonabili alle tariffe di altri giornali e periodici di tiratura analoga e sono stati generalmente bene accetti sul mercato anche in passato. Infine va considerato che, per ragioni postali e finanziarie, il volume di "Rivista svizzera" è limitato ad appena 20 pagine, per cui lo spazio pubblicitario non può essere moltiplicato a volontà. Per queste ragioni, il Consiglio federale non giudica opportuna, attualmente, una riduzione delle tariffe in questione, che avrebbe anche ripercussioni indesiderate sulle finanze federali.</p><p>In seguito all'intervento del Sorvegliante dei prezzi del 12 agosto 2003, l'OE ha deciso, d'intesa con il Servizio degli Svizzeri all'estero del DFAE, di abbassare il livello tariffale per le inserzioni di natura politica, in considerazione dell'importanza di "Rivista svizzera" come piattaforma d'informazione per gli Svizzeri all'estero che dispongono del diritto di voto. A partire dal 2004, quindi, i partiti politici potranno beneficiare, una volta all'anno, di un considerevole sconto per un'inserzione di un quarto di pagina. Dopo di che spetta loro decidere se desiderano acquistare ulteriori spazi alle condizioni usuali. In previsione di votazioni popolari si accorderà inoltre ai comitati d'iniziativa uno sconto unico per un'inserzione di un quarto di pagina. Anche in questo caso nulla si oppone all'acquisto di ulteriori spazi alle condizioni usuali. Lo sconto preferenziale per le inserzioni pubblicitarie a carattere politico nell'ambito sopra descritto è del 25 per cento. Le considerazioni finanziarie evocate in quanto precede impongono la limitazione degli spazi offerti a condizioni speciali; al tempo stesso lo sconto straordinario accordato una volta all'anno favorisce la parità di trattamento di tutti i partiti o comitati d'iniziativa. L'OSE ha comunicato la sua decisione al Sorvegliante dei prezzi con scritto del 1° dicembre 2003.</p><p>Il Consiglio federale considera che questo nuovo regolamento per i partiti politici tiene sufficientemente conto delle preoccupazioni evocate nella mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.