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Gestione di informazioni di parte|
Nel procurarsi informazioni i giornalisti non devono usare metodi sleali. Ma chi fornisce informazioni a una redazione non può pretendere la pubblicazione integrale, oppure di un testo identico a quello fornito, soprattutto se i dati emanano da una parte interessata. Le redazioni devono informare i loro interlocutori su questa regola del gioco.
Un'associazione per la protezione degli animali nell'allevamento industriale (la «Verein gegen Tierfabriken Schweiz») aveva offerto al «Beobachter» un'ampia documentazione sul marchio «natürli» (prodotti caseari), dalla quale risultava che l'ingrasso di maiali praticato a titolo accessorio da aziende del marchio «natürli» lasciava adito a sospetti. Il periodico aveva pubblicato soltanto un breve servizio, senza citare l'associazione che aveva fornito i dati.
Il Consiglio della stampa ha respinto il reclamo contro il «Beobachter». L'associazione avrebbe dovuto sapere che le informazioni fornite al periodico sarebbero state oggetto di verifica, e che decidere sul senso e l'ampiezza del servizio spettava alla redazione. Si potrebbe sostenere che il «Beobachter» avrebbe dovuto render nota almeno la fonte delle informazioni. Ma è anche vero che il periodico non ha utilizzato i testi ricevuti, né immagini tratte dalla documentazione fornita.