Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/107261

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera si impegna in loco all'interno del perimetro di tensione dei "territori autonomi palestinesi e israeliani" sia con una dotazione di personale che di risorse finanziarie. Si moltiplicano però le voci secondo cui i mezzi svizzeri non produrrebbero gli auspicati benefici durevoli sul piano politico e sociale.</p><p>Viste tali premesse invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In base a quale fondamento giuridico vengono convogliati mezzi verso questo perimetro?</p><p>2. A quanto ammonta l'impegno finanziario della Svizzera degli ultimi cinque anni? Chi ne è il destinatario e qual è lo scopo dell'impiego? Chi può disporre di tali mezzi in loco?</p><p>3. Quanti collaboratori (posti in percento e numero di persone) sono impiegati in e a favore di questo perimetro, da quando e con quale incarico?</p><p>4. Quale data porta l'ultimo rendiconto sul rapporto costi-benefici di tale impegno e dove può essere visionato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le attività della Direzione dello sviluppo e della cooperazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DSC) nel territorio palestinese occupato (TPO) nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario sono assoggettate all'articolo 54 della Costituzione e alla legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e l'aiuto umanitario internazionali. Il programma di sviluppo s'inserisce nel quadro del messaggio concernente la continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario in favore dei Paesi in sviluppo del 14 marzo 2008. Il programma d'aiuto umanitario s'inscrive nell'ambito del messaggio concernente la continuazione dell'aiuto umanitario internazionale della Confederazione del 29 novembre 2006. </p><p>2. Nell'ultimo quinquennio il budget annuale del programma della DSC nel TPO ammonta a 22 milioni di franchi svizzeri. Metà di tale stanziamento è destinato a programmi umanitari, l'altra metà a programmi di sviluppo. La DSC lavora con vari partner attivi nel TPO: le Nazioni Unite (UNRWA, PAM, OCHA, OMS), determinate istituzioni parastatali (ufficio di statistica, commissione indipendente dei diritti umani), alcune organizzazioni della società civile e il settore privato. Il programma della DSC nel TPO si pone l'obbiettivo di contribuire alla creazione di uno Stato palestinese vitale e democratico e di rafforzare le prospettive di pace. A tal fine, la DSC s'impegna in due settori prioritari: uno, il consolidamento dello stato di diritto e del regime di protezione delle popolazioni più vulnerabili; due, lo sviluppo economico e la creazione di impieghi. </p><p>L'ufficio di cooperazione della DSC per il TPO, con sede a Gerusalemme Est, è incaricato di monitorare la realizzazione dei progetti e il dialogo con i partner. I crediti sono approvati dalla Centrale in Svizzera. </p><p>3. L'ufficio di cooperazione per la Cisgiordania e Gaza, con sede a Gerusalemme Est, conta dodici impiegati (1130 per cento), quattro dei quali sono espatriati (il coordinatore al 100 per cento, due aggiunti al 75 per cento ciascuno e un responsabile delle finanze e dell'amministrazione al 100 per cento). Tre impiegati locali occupano le funzioni di incaricati del programma (di cui uno con sede a Gaza). I cinque impiegati locali rimanenti rivestono cariche amministrative e logistiche. </p><p>4. Il programma della DSC nel TPO è stato oggetto di valutazione esterna nel 2009. Tale procedura ha messo in luce la pertinenza e l'efficacia dell'operato svolto. I risultati dell'indagine sono pubblici e possono essere ottenuti presso la Divisione geografica preposta.</p>  Risposta del Consiglio federale.