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Cina-Usa Mintz Group, arrestati 5 dipendenti della filiale di Pechino
Cinque dipendenti cinesi della filiale di Pechino della società di analisi dati Mintz Group sono stati arrestati. Lo ha riferito la compagnia Usa, riporta il Nikkei, aggiungendo che gli uffici sono stati perquisiti.
«Possiamo confermare che le autorità cinesi hanno arrestato cinque dipendenti dell'ufficio di Pechino, tutti cittadini cinesi, e hanno disposto la chiusura delle nostre attività».
Mintz Group «non ha ricevuto alcun preavviso delle azioni intraprese, né la società ha ricevuto alcun avviso legale ufficiale su un caso contro la società. Siamo fiduciosi che noi e i nostri dipendenti non abbiamo fatto nulla di male».
Mintz Group ha le autorizzazioni «per condurre affari legittimi in Cina, dove abbiamo sempre operato in modo trasparente, etico e nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili», ha aggiunto la nota, affermando che la società collaborerà con le autorità competenti per «risolvere qualsiasi malinteso che possa aver portato a questi eventi».
Il gruppo Mintz, con sede negli Stati Uniti, è specializzato – secondo il suo sito web – nella conduzione di indagini su accuse di frode, corruzione e cattiva condotta sul posto di lavoro, nonché sui controlli dei precedenti. La società ha 18 uffici in tutto il mondo, tra cui Washington, e centinaia di dipendenti, e «scava a fondo nelle questioni concrete che riguardano i nostri clienti, dal palazzo presidenziale alla piattaforma petrolifera offshore».
Le società occidentali che si occupano della cosiddetta due diligence hanno già avuto in passato problemi con le autorità cinesi: ad esempio, il britannico Peter Humphrey e la moglie americana Yu Yingzeng, che gestivano la compagnia di consulenza sui rischi ChinaWhys, sono stati arrestati nel 2013 a seguito di un lavoro svolto per i produttori farmaceutici britannici.
SDA