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Guido Calgari legge e commenta il XXIX canto del Paradiso. Beatrice comincia a spiegare a Dante la creazione degli Angeli, creati da Dio nella sua eternità, ossia fuori del tempo, e nell'Empireo, ossia fuori dello spazio. Con un solo atto Dio creò la pura forma degli Angeli, la materia pura e la forma congiunta alla materia dei corpi celesti. Beatrice continua poi dicendo che una parte degli Angeli, ribelle al Creatore, precipitò sulla terra, mentre l'altra rimase nell'Empireo. Segue un'invettiva contro i cattivi filosofi che alterano la Sacra Scrittura senza pensare quanto siano cari a Dio coloro che invece le si accostano umilmente.