Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/108156

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 30 luglio 2010 l'Ufficio federale di statistica ha reso note le cifre relative agli incidenti mortali in cui sono rimasti vittima ciclisti nel 2009. I servizi competenti non hanno fornito spiegazioni in merito alle cause dell'aumento del numero di morti ma hanno espresso l'intenzione di introdurre l'obbligo del casco da ciclista per bambini e giovani ed eventualmente per ciclisti anziani.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come spiega il massiccio aumento del numero di incidenti mortali in cui sono rimasti vittima dei ciclisti?</p><p>2. La maggioranza delle vittime ha perso la vita in un incidente in cui era coinvolto un'automobile. Sapendo che un casco - una volta caduto a terra - offre una protezione limitata, il Consiglio federale ritiene che in simili casi possa impedire in maniera decisiva che la vittima riporti ferite mortali?</p><p>3. Condivide l'opinione secondo la quale l'elevato numero di incidenti mortali è legato al forte aumento del traffico motorizzato e al fatto che la politica dei trasporti svizzera attribuisce un'importanza subordinata alla protezione dei ciclisti?</p><p>4. È d'accordo che si debba sostenere l'uso della bicicletta in quanto mezzo di trasporto ecologico e salutare?</p><p>5. Condivide l'opinione secondo la quale l'obbligo di portare il casco renderebbe meno gradevole l'uso della bicicletta e quindi costituirebbe un ulteriore disincentivo all'uso di questo mezzo di trasporto?</p><p>6. Vari studi rivelano che sempre meno giovani utilizzano la bicicletta e quindi, verosimilmente, la utilizzeranno meno anche da adulti. Ritiene dunque che, per questo consistente gruppo di utenti, l'introduzione dell'obbligo di portare il casco possa invogliare maggiormente all'uso della bicicletta?</p><p>7. Molte delle vittime sono ultrasessantenni e per questo motivo si sta discutendo se introdurre l'obbligo di portare il casco anche per questa categoria. Non teme che un simile obbligo potrebbe piuttosto dissuadere questa fascia di età dall'utilizzare la bicicletta?</p><p>8. Il Consiglio federale può confermare che una promozione sistematica di piste ciclabili e di percorsi per biciclette sicuri, in particolare in prossimità di incroci, possa essere un modo più efficace per ridurre il numero delle vittime di quanto non lo sia l'obbligo di portare il casco?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel quadro di Via sicura, il programma d'intervento della Confederazione per una maggiore sicurezza sulle strade, il Consiglio federale propone l'uso obbligatorio del casco per i ciclisti che non hanno ancora compiuto i quattordici anni di età. Per quanto concerne le altre fasce di età, il Consiglio federale punta sull'uso volontario del casco e confida negli effetti delle campagne di sensibilizzazione.</p><p>In merito alle singole domande il Consiglio federale prende posizione come segue:</p><p>1. Il Consiglio federale deplora profondamente il raddoppio del numero di ciclisti che hanno perso la vita in un incidente. Esprimere considerazioni di carattere generale sulla base dei dati statistici attualmente a disposizione è tuttavia possibile solo in parte. Il Consiglio federale ritiene pertanto prematuro parlare di un'inversione di tendenza. Le cifre rilevate negli scorsi anni permettono piuttosto di considerare il 2009 un'eccezione dal punto di vista statistico.</p><p>Colpisce tuttavia il fatto che per determinati tipi d'incidente il numero di ciclisti deceduti nel 2009 sia notevolmente aumentato rispetto al 2008. Nel 2008, ad esempio, è stato registrato un solo decesso in seguito a una collisione con un ostacolo al di fuori della carreggiata, mentre nel 2009 il numero delle vittime è passato a cinque. Un altro esempio riguarda le collisioni di ciclisti che svoltando a sinistra si sono scontrati con un veicolo proveniente da sinistra: nel 2008 si è registrata una vittima, nel 2009 sei. Anche per quanto concerne le cause d'incidente più frequenti si assiste a un netto peggioramento rispetto all'anno precedente. Mentre nel 2008 sono stati registrati due decessi dovuti a una momentanea disattenzione, nel 2009 il numero dei decessi è salito a sette. Nel caso di inosservanza del diritto di precedenza in un punto con segnale fisso "dare precedenza" nel 2008 i morti erano due, mentre nel 2009 erano otto.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che, in caso di incidenti in cui sono coinvolte automobili, come pure in caso di altri incidenti, il casco possa contribuire in modo determinante non solo a evitare che gli incidenti abbiano esito mortale per i ciclisti, ma anche a diminuirne sensibilmente la gravità. Da numerosi studi emerge che i caschi da ciclisti riducono il rischio di riportare lesioni al capo (lesioni craniche, cerebrali o al viso) del 63-88 per cento. Questi risultati valgono per i ciclisti di tutte le fasce di età e per gli incidenti con o senza il coinvolgimento di un veicolo a motore.</p><p>3. Negli ultimi venti a trent'anni, il numero delle vittime è complessivamente diminuito nonostante l'aumento del traffico - benché il calo risulti leggermente più contenuto per quanto riguarda gli utenti della strada particolarmente vulnerabili (pedoni e ciclisti) rispetto a quello degli occupanti di automobili. Negli ultimi anni, ad eccezione del 2009, il numero dei ciclisti deceduti in un incidente ha subito un progressivo calo. Non si può quindi parlare di un'inversione di tendenza.</p><p>Le diverse misure giuridiche a livello federale introdotte negli anni passati (quali ad esempio la formazione in due fasi, l'abbassamento del valore limite di alcolemia, le zone con limite di velocità massimo di 30 chilometri all'ora e le zone d'incontro, misure amministrative più severe) hanno comportato una diminuzione del numero di incidenti per tutti gli utenti della strada. La quota di incidenti di cui sono vittime gli utenti non motorizzati è però rimasta pressoché invariata dal 1990 e continua a essere elevata. La protezione degli utenti vulnerabili riveste pertanto un'importanza particolare per il Consiglio federale. Lo stesso vale per i cantoni e i comuni, che investono somme ingenti nel miglioramento delle infrastrutture per i ciclisti (corsie ciclabili, ciclopiste, risanamento dei punti pericolosi, specchi parabolici, ecc.). Per quanto concerne l'attuazione dei programmi d'agglomerato, parte trasporti e insediamento, anche la Confederazione contribuirà in modo significativo ai costi.</p><p>4. Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa nell'interpellanza. Per questo motivo ha inserito nella sua "Strategia per uno sviluppo sostenibile: linee guida e piano d'azione 2008-2011" del 16 aprile 2008 la priorità "Rafforzamento del traffico lento". Grazie a interventi mirati intende aumentare la quota di traffico lento nella mobilità globale.</p><p>5. Non è da escludere che l'obbligo di portare il casco possa rendere meno gradevole l'uso della bicicletta, in particolare per i giovani interessati. Come tuttavia già esposto inizialmente, il Consiglio federale intende introdurre l'uso obbligatorio del casco esclusivamente fino al compimento dei 14 anni di età. La misura non si applicherebbe alle persone di età superiore. Spetta a queste ultime scegliere se privilegiare la gradevolezza di circolare senza casco o una maggiore protezione da lesioni al capo.</p><p>6. Il fatto che sempre meno giovani utilizzino la bicicletta non ha - almeno per ora - nulla a che vedere con l'obbligo di portare il casco, poiché tale obbligo non sussiste. Dovesse essere introdotto e valere fino ai 14 anni, come proposto dal Consiglio federale, potrebbe rendere meno gradevole l'uso della bicicletta per questa categoria di persone. Va tuttavia ricordato che le persone di età inferiore ai 14 anni non sono ancora in grado di affrontare i pericoli della circolazione stradale con la stessa sicurezza degli adulti. Per il Consiglio federale è pertanto importante proteggere maggiormente i giovani utenti della strada che circolano in bicicletta rendendo obbligatorio l'uso del casco. Da un sondaggio rappresentativo condotto nel marzo 2010 su incarico dell'Ufficio prevenzione infortuni emerge inoltre che l'obbligo di portare il casco per persone di età inferiore ai 14 anni verrebbe accolto positivamente. L'86 per cento degli intervistati si sono dichiarati favorevoli a un uso obbligatorio. Tra le persone che utilizzano la bicicletta più volte al mese, l'84 per cento si sono espresse a favore di un obbligo in tal senso.</p><p>7. Il Consiglio federale non intende introdurre l'uso obbligatorio del casco per questa fascia di età.</p><p>8. Evitare gli incidenti è in ogni caso meglio che attenuarne le conseguenze. In quest'ottica, un miglioramento delle infrastrutture su larga scala è a prima vista certamente più efficace di quanto lo sia l'uso obbligatorio del casco. Ma nemmeno le migliori infrastrutture possono impedire completamente comportamenti errati. In caso di incidente, l'uso del casco può contribuire a ridurre il numero di decessi o di gravi lesioni al capo.</p>  Risposta del Consiglio federale.