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Il vescovo di Basilea Kurt Koch diventa presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani. Assumerà già giovedì l'incarico affidatogli da Benedetto XVI, ha annunciato mercoledì la diocesi di Basilea.
Il 60enne svizzero sostituirà il cardinale tedesco Walter Kasper, che va in pensione. Quello che si appresta a dirigere è uno dei più importanti Consigli pontifici. Nella Confederazione potrebbe essere paragonato a un ufficio federale, ha spiegato un portavoce della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS).
Questi organismi, direttamente sottoposti all'autorità del papa, sono di solito presieduti da un cardinale. Non sarebbe dunque sorprendente che Koch fosse nominato cardinale in occasione del prossimo concistoro. La Svizzera conta attualmente tre porporati: il vallesano Henri Schwery, il ginevrino Georges-Marie Cottier e il ticinese Gilberto Agustoni.
Nato nel 1950 a Emmenbrücke (LU), Kurt Koch ha studiato teologia a Lucerna e a Monaco ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Dopo l'ottenimento del dottorato, nel 1989 è stato nominato professore ordinario di dogmatica e liturgia alla Facoltà di teologia di Lucerna.
Giovanni Paolo II lo aveva nominato vescovo nell'agosto 1995. Koch ha assunto l'incarico ufficialmente nel febbraio 1996. Per nove anni è stato vicepresidente della CVS, per poi assumerne la presidenza tra il 2007 e il 2009. Monsignor Koch è membro del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani dal 2002.
Alla testa della diocesi basilese dovrà ora essere nominato un successore. Nell'attesa Koch manterrà l'incarico parallelamente alle nuove responsabilità a Roma.
swissinfo.ch e agenzie