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La prima discesa libera della stagione, in Val d'Isère, è stata un susseguirsi di sorprese. Alla fine si è imposto lo sloveno Martin Cater, alla sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Ha battuto Otmar Striedinger (2° a 0''22) e lo svittese Urs Kryenbühl (3° a 0''27), ai quali è stata tolta la possibilità di conquistare pure loro il primo successo della carriera. Partito con il numero 41, Martin Cater ha messo tutti d'accordo su una pista diventata più veloce con il trascorrere del tempo. La vittoria del 27enne sloveno, più che una sorpresa è una sensazione: finora ha ottenuto solo cinque piazzamenti nella top ten (di cui tre in combinata) e nel 2019 a Wengen ha concluso all'ottavo posto quale miglior risultato di Coppa del mondo! Il 29enne Otmar Striedinger (pettorale numero 26) pensava di aver fatto la parte più difficile finendo con 5 centesimi di vantaggio su Urs Kryenbühl, ma ha dovuto accontentarsi di quello che per lui è il quarto podio in Coppa del mondo. L'Austria, d'altra parte, sta ancora aspettando la prima vittoria della stagione...
Urs Kryenbühl, che al momento della sua discesa aveva strappato il primo posto al norvegese Kilde, è senza dubbio soddisfatto del terzo posto finale. Il 26enne di Svitto ha dimostrato che il suo secondo posto dello scorso inverno nella difficile discesa libera di Bormio non era dovuto al caso.
In questo avvio di stagione la Nazionale svizzera è stata sin qui eccellente, con una seconda vittoria, quella di Mauro Caviezel sabato in superG. Niels Hintermann avrebbe potuto regalare la tripletta, ma lo zurighese è uscito di scena dopo aver segnato il miglior tempo intermedio dopo 1'34'' di gara, con un margine di 0''14 sul vincitore.
Beat Feuz non è salito sul suo primo podio stagionale per 0''26. È solo la settima volta su 27 corse dall'autunno del 2017, che il tre volte vincitore della coppetta di discesa non chiude tra i primi tre di giornata. Tuttavia, il 33enne bernese ha iniziato bene la sua stagione su una pista che non gli piace. Altri tre discesisti svizzeri si sono classificati tra i primi 20. Ralph Weber, Mauro Caviezel (16° ex-aequo) e Carlo Janka (18°) hanno concesso rispettivamente 1'09 e 1'10 al vincitore di una gara molto combattuta.
E se la prima vittoria in Cdm è sfuggita a Kryenbühl, il weekend della Nazionale elvetica è stato allietato dalla vittoria, anche per lui la prima, di Mauro Caviezel nel superG disputato su un tracciato accorciato a causa delle condizioni meteo difficili.
Nonostante sia il detentore della coppa di specialità, sulle nevi di Val d'Isère il grigionese ha ottenuto una vittoria molto sorprendente. Operato a metà giugno a seguito dello strappo al tendine d'Achille sinistro, Caviezel non è stato in grado di preparare al meglio l'inizio della stagione. «E' incredibile – ha affermato l'elvetico, che si pensava di essere fuori gioco per sei mesi e di tornare in gara solo a gennaio –. Non mi sentivo al 100% e ho ancora del lavoro da fare, ma questo fa ben sperare per il futuro».
Questa vittoria ha anche un forte valore emotivo. È su questa stessa pista che il suo idolo di gioventù, Silvano Beltrametti, aveva perso l'uso delle gambe dopo il terribile incidente dell'8 dicembre 2001. L'allenatore fisico di Mauro Caviezel, Tom Jäger, è amico d'infanzia di Silvano Beltrametti.
Mauro Caviezel ha preceduto il norvegese Adrian Smiseth Sejersted (2°) di 0''10 e l'austriaco Christian Waldner (3°) di 0''54. Ha avuto il vantaggio di poter “imparare” da Marco Odermatt (pettorale numero 1), autore di alcuni errori di traiettoria rivelatisi decisivi. Il nidvaldese, vincitore pochi giorni da in gigante, ha concesso 1''01 al suo connazionale e si è dovuto accontentare del 13° posto. Il secondo miglior elvetico è stato Beat Feuz (10° a 0''91).
Una sola gara nel weekend femminile, quella di sabato in gigante a Courchevel. La replica, infatti, è stata rinviata di 24 ore per la pericolosità della pista a seguito delle abbondanti precipitazioni nevose e si disputerà lunedì. La vittoria è andata all'italiana Marta Bassino. Seconda sul tracciato iniziale, ha saputo superarsi nella seconda discesa per lasciarsi alle spalle la svedese Sara Hector (a 0“46) e la slovacca Petra Vlhova (a 0“59). Poche soddisfazioni per le elvetiche. La migliore è stata Michelle Gisin che ha chiuso all'ottavo posto a 3“09 dalla Bassino, mentre Lara Gut-Behrami si è piazzata direttamente alle spalle della connazionale.