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BERNA - Nessuna proroga da cinque a otto anni per il rimborso dei crediti concessi dal Consiglio federale alle aziende in difficoltà a causa del coronavirus. Lo ha deciso questa mattina tacitamente il Consiglio degli stati, archiviando definitivamente una mozione accolta dal Nazionale lo scorso maggio, durante la sessione straordinaria del parlamento dedicata alla pandemia di coronavirus.
Per il plenum, sostenuto dal "ministro" delle finanze Ueli Maurer, la questione non è urgente e il tema potrà essere affrontato quando si renderà necessario trasporre l'ordinanza urgente sui crediti Covid-19 nel diritto ordinario.
Secondo Maurer, a deporre a sfavore della mozione c'è anche il fatto che le fideiussioni garantite dal governo non sono sovvenzioni ma un aiuto urgente che vuole garantire alle aziende la liquidità necessaria a superare la fase di crisi.
Il ministro democentrista ha rammentato che, in ogni caso, l'attuale ordinanza prevede la possibilità di proroga da cinque a sette anni il termine di rimborso per casi particolari.
Qualche cifra
Maurer ha snocciolato anche alcuni dati riguardanti il volume di aiuti concessi: 16 miliardi di franchi finora a fronte di una somma messa a disposizione di 40 miliardi. Vi è tempo ancora fino a luglio per domandare un credito, ma Maurer crede che non si dovrebbe superare di molto la soglia dei 20 miliardi.
La maggior parte delle somme concesse eccede di poco i 100 mila franchi. Si tratta di piccole ditte con un fatturato inferiore o vicino al milione di franchi, ha precisato. Sono invece 800 le società che hanno richiesto un sostegno superiore al mezzo milione di franchi.