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BERNA - La Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale è unanime nel ritenere che la "penalizzazione del matrimonio" debba essere eliminata. Secondo una risicata maggioranza (13 voti contro 12), il progetto del governo non tiene però conto dell'evoluzione della società e va pertanto rispedito al mittente, come proposto dagli Stati.
Secondo la maggioranza il testo tende a cristallizzare il sistema in vigore. Si dovrebbe invece instaurare la parità di trattamento dei contribuenti indipendentemente dal loro stato civile.
A tal fine non basta eliminare la "penalizzazione del matrimonio", ma bisogna anche istituire un regime fiscale complessivamente equo, si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento. Proprio per questo la maggioranza sostiene la proposta di rinvio del progetto, che consentirà di esaminare modelli alternativi.
Secondo la minoranza, invece, anziché limitarsi a rinviare il progetto bisognerebbe invece cercare di risolvere attivamente l'annoso problema. Al posto del rinvio, ci vorrebbe quindi una discussione sul progetto al Consiglio degli Stati, con eventuali modifiche.
Una vicenda travagliata - L'obiettivo dell'intero esercizio è abolire la penalizzazione fiscale del matrimonio limitando il più possibile le perdite fiscali.
La votazione del 28 febbraio 2016 sull'iniziativa PPD "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi fiscali per le coppie sposate" era stata annullata dal Tribunale federale a causa di un "errore grossolano" nel numero di coppie interessate dalla modifica costituzionale. Nelle spiegazioni di voto, il Consiglio federale aveva parlato di circa 80 mila coppie sposate con due redditi penalizzate dal sistema attuale. La cifra effettiva, rivelata due anni dopo, è invece di 454 mila coppie.
Nel suo progetto di riforma, il Governo stima complessivamente in 700'000 le coppie penalizzate fiscalmente dal matrimonio (ovvero 1,4 milioni di persone, pari al 12% della popolazione residente in Svizzera). I dati esposti, secondo l'esecutivo, si basano comunque su ipotesi e sono caratterizzati da forte incertezza.
Se queste penalizzazioni dovessero essere eliminate, secondo le più recenti stime ci sarebbero minori entrate a titolo di imposta federale diretta pari a circa 1,5 miliardi di franchi. Di questi, circa 1,2 miliardi sarebbero a carico della Confederazione e 300 milioni dei Cantoni.