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Una delegazione composta da almeno una mezza dozzina di ministri rimasti fedeli a Boris Johnson in seno al Consiglio di gabinetto – sinedrio del governo britannico composto in totale da una trentina di membri – ha annunciato di volersi recare dal primo ministro per chiedergli di dimettersi sullo sfondo della crisi provocata dallo scandalo Pincher e dalla raffica di dimissioni in casa Tory.
Della delegazione fanno parte, secondo la Bbc, il ministro-capo gruppo (chief whip) Tory alla Camera dei Comuni, Chris Heaton-Harris, e i ministri dei Trasporti, Grant Shapps; dell’Irlanda del Nord, Brendon Lewis; del Galles, Simon Hurt. Secondo alcune fonti non ancora confermate, ci sarebbe anche Nadhim Zahawi, che appena ieri aveva accettato di restare al governo e di essere promosso da ministro dell’Istruzione a cancelliere dello Scacchiere.
Interpellato a riguardo durante l’audizione di fronte al coordinamento dei presidenti di commissione della Camera dei Comuni, cui Johnson ha accettato di sottoporsi malgrado la crisi, il premier ha opposto un no comment, dicendo di non voler parlare di iniziative di cui "non sono a conoscenza".