Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/19785

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.- L'articolo 42quinquies della Costituzione federale approvato in votazione popolare il 12 giugno 1977 disciplina l'armonizzazione delle imposte dirette della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. Fondandosi su questa norma costituzionale le Camere federali hanno adottato, il 14 dicembre 1990, la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) entrata in vigore il 1° gennaio 1993. A partire da questa data i Cantoni dispongono di otto anni per adeguare la loro legislazione alle prescrizioni di questa legge.</p><p></p><p>Secondo la vigente norma costituzionale, l'armonizzazione si limita ai cosiddetti aspetti "formali" dell'imposizione. Nella LAID la Confederazione si è quindi dovuta limitare ad emanare principi per la legislazione dei Cantoni e dei Comuni concernente l'obbligo fiscale, l'oggetto e le basi temporali delle imposte, il diritto procedurale e il diritto penale fiscale. In effetti, l'ultimo periodo del capoverso 2 dell'articolo 42quinquies della Costituzione prescrive che la determinazione delle tariffe e delle aliquote fiscali, come anche degli ammontari esenti da imposta rimane di competenza dei Cantoni. In tal modo la Costituzione riserva manifestamente ai Cantoni gli aspetti "materiali" dell'imposizione.</p><p></p><p>2.- L'autore della mozione auspica una norma che attribuisca alla Confederazione la competenza supplementare di vegliare sull'armonizzazione delle disparità tra gli oneri fiscali stabilendo condizioni quadro. La Confederazione riceverebbe quindi espressamente la competenza per una limitata armonizzazione materiale dell'imposta sul reddito, anche se l'autore della mozione, nel primo periodo della sua proposta di cambiamento del capoverso 4 dell'articolo 42quinquies della Costituzione, riprende il principio in vigore che riserva l'armonizzazione "materiale" ai Cantoni. </p><p></p><p>Potrebbe però essere difficile conciliare il mantenimento dell'attribuzione ai Cantoni degli aspetti materiali della legislazione fiscale con la contemporanea richiesta di una nuova norma auspicata dall'autore della mozione che assegni alla Confederazione una competenza nell'armonizzazione degli oneri fiscali. Effettivamente la mozione chiede che "a redditi imponibili uguali" le differenze tra gli oneri fiscali non superino il 30 per cento, però lascia ai Cantoni la competenza di fissare gli ammontari esenti da imposta per determinare il reddito imponibile. In tal modo, nei singoli Cantoni per lo stesso reddito lordo risulterebbe un reddito imponibile diverso. Per questo motivo il Consiglio federale ritiene che non ci si possano attendere risultati conclusivi da un confronto dell'onere fiscale fondato unicamente sul reddito imponibile.</p><p></p><p>Un confronto corretto tra gli oneri fiscali sarebbe quasi impossibile anche in considerazione di altre particolarità della legislazione, come le definizioni del reddito non ancora formalmente armonizzate dappertutto o l'imposizione delle rendite AVS che non sono ancora imponibili al 100 per cento in tutti i Cantoni. Anche per quanto riguarda la valutazione di certi elementi del reddito esistono grandi differenze tra i Cantoni. Un esempio di queste differenze è rappresentato dai valori locativi cantonali per i quali, alla luce anche della più recente giurisprudenza del Tribunale federale, non ci si può attendere un'uniforme direzione di marcia dei Cantoni. </p><p></p><p>Per applicare le prescrizioni quadro preconizzate dalla mozione sarebbe indispensabile disporre di confronti affidabili tra gli oneri fiscali. Considerate le precedenti riflessioni, il Consiglio federale ritiene invece che a tal proposito non esistano affatto le premesse necessarie, se dovesse permanere la competenza dei Cantoni a fissare gli importi esenti dall'imposta. Certo, adeguate misure in funzione di un corretto confronto tra gli oneri fiscali permetterebbero, in teoria, di normalizzare i redditi imponibili con aggiustamenti verso il basso o verso l'alto, ma ciò farebbe aumentare il lavoro amministrativo delle autorità fiscali cantonali in misura tale da far scartare questa ipotesi già in partenza.</p><p></p><p>3.- Con la richiesta di attribuire alla Confederazione la competenza di stabilire condizioni quadro per diminuire le disparità tra gli oneri fiscali si cerca in definitiva di ottenere una limitata armonizzazione fiscale materiale senza curarsi della vigente norma costituzionale che impone alla Confederazione di limitarsi a operare solo in funzione dell'armonizzazione formale. Le spiegazioni del numero 2 mostrano invece chiaramente che anche una nozione di reddito formalmente armonizzata, come c'è da aspettarsela secondo la LAID a decorrere dal 2001, non basterà a creare le condizioni necessarie per un'armonizzazione delle disparità tra gli oneri fiscali.</p><p></p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione espressa dall'autore della mozione secondo cui la situazione, dal punto di vista dell'uguaglianza del diritto e dell'equità, diventa problematica quando le disparità tra gli oneri fiscali dei singoli Cantoni superano una certa misura. Effettivamente per i cittadini la concorrenza fiscale tra i Cantoni presenta anche un lato positivo poiché i Cantoni devono riflettere seriamente prima di aumentare le imposte, in quanto rischiano di perdere sostrato fiscale. Pur tenendo conto di questo aspetto, il Consiglio federale reputa tuttavia che le differenze attualmente esistenti tra gli oneri fiscali siano in parte troppo grandi.</p><p></p><p>Benché da questo punto di vista sembri senz'altro auspicabile avviare i primi passi in direzione di un'armonizzazione fiscale materiale, il Consiglio federale ha già affermato (ad es. in risposta alla mozione 97.3666 del Gruppo socialista concernente l'armonizzazione fiscale materiale) che non sarebbe opportuno tentare d'istituire una nuova base costituzionale mirante a un'armonizzazione fiscale materiale prima d'aver terminato quella formale. Effettivamente i Cantoni fanno attualmente grandi sforzi per iscrivere entro il 2000 nelle loro legislazioni i principi dell'armonizzazione formale come espressa nella LAID. La realizzazione dell'armonizzazione fiscale formale deve quindi avere chiaramente la priorità assoluta.</p><p></p><p>4.- Del resto, la perequazione finanziaria è sottoposta attualmente ad una profonda revisione. Dopo i risultati positivi della prima consultazione, si delinea per la perequazione finanziaria la necessità di una nuova norma costituzionale. Sono previste nuove misure di compensazione, segnatamente una perequazione delle risorse che comporta una riduzione notevole delle disparità tra le potenzialità fiscali dei Cantoni, nonché una perequazione intercantonale degli oneri. Queste misure dovrebbero mitigare in futuro le differenze eccessive tra gli oneri fiscali dei Cantoni. La via della perequazione finanziaria dovrebbe di conseguenza rivelarsi più promettente del tentativo di realizzare un'armonizzazione fiscale materiale rivoluzionando completamente il nostro sistema fiscale.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.