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Durante il fecondo e arduo periodo della lotta rivoluzionaria, il Comandante in Capo diede priorità all'istruzione nel paese e vi apportò sostanziali contributi.
Fu precisamente durante l’autodifesa di Fidel Castro il 16 ottobre 1953, dopo gli assalti alle caserme Moncada e Carlos Manuel de Céspedes, rispettivamente a Santiago de Cuba e Bayamo, che fu resa pubblica una volta per tutte la vera e deplorevole situazione del paese, con oltre il 20% di analfabeti.
Per il nostro più grande leader, l’analfabetismo era un male da sradicare non appena ci fosse stato un governo rivoluzionario con l’appoggio e il rispetto del popolo, attraverso la riforma globale dell’educazione.
E così accadde nell’agosto del 1960, quando Fidel, durante l’assegnazione dei diplomi del primo contingente di insegnanti volontari, annunciò la massiccia campagna per sradicare l’analfabetismo a Cuba.
Il processo educativo cubano è uno dei pilastri fondamentali della Rivoluzione, nel quale la figura del Comandante in Capo è stata ed è un anello fondamentale.
Il 1° gennaio 1961, quando furono create le condizioni, la campagna di alfabetizzazione fu ufficialmente lanciata. Undici mesi dopo, Cuba fu proclamata Territorio Libero dall’analfabetismo.
Questi antecedenti segnarono definitivamente il decollo di quello che oggi è il sistema educativo cubano, stabilito per il pieno sviluppo dell’essere umano e istituito dallo Stato come diritto e dovere di tutti.
Durante la feconda e ardua fase della lotta rivoluzionaria, il leader storico della Rivoluzione diede la priorità all’istruzione nel paese, oltre a stanziare contributi sostanziali.
Le proposte di trasformazioni educative da lui realizzate e messe in atto dall’esercito di maestri e professori cubani, rispondono alle necessità e alle esigenze del momento storico, sempre sostenute dal pensiero pedagogico di José Martí.
È quindi indiscutibile affermare che il processo educativo cubano costituisce uno dei pilastri fondamentali della Rivoluzione, nel quale la figura del Comandante in Capo è stata ed è un anello fondamentale.
Per questo motivo, Cuba è attualmente considerata un paradigma fondamentale nell’agire pedagogico latinoamericano. Le sue conquiste nello sviluppo degli obiettivi globali del millennio, nell’estensione universale dell’educazione primaria e di base e la garanzia della continuità degli studi fino al livello universitario per tutti i cittadini, ne sono la prova.
L’estensione dell’esperienza nazionale nel campo dell’Educazione Popolare in tutta l’America Latina, si aggiunge alle conquiste ottenute in questo campo, possibili solo grazie alla visione strategica di Fidel Castro e alla sua concezione che: “Un mondo migliore è possibile”.
I contributi di Fidel all’educazione cubana
1.-La sua concezione umanista, basata sulla dottrina di Marti: “Essere istruiti è l’unico modo per essere liberi” e “venendo sulla terra, ogni uomo ha il diritto di essere istruito e poi in cambio di contribuire all’educazione degli altri”.
2.- La tesi del Dovere Essere dell’insegnante cubano come educatore per eccellenza della società.
3.- La definizione del ruolo e della figura dell’insegnante nella società, all’interno del processo rivoluzionario, come attivista ideologico e politico che include la famiglia, tra gli altri fattori sociali, nel contesto della lotta ideologica e delle aggressioni a cui Cuba è stata permanentemente esposta.
4.- Il concetto di Educare, come un processo complesso, multidisciplinare e interdisciplinare, in cui intervengono fattori diversi e influenze personali e sociali.
5.- La concezione del maestro come istruttore di bambini e adolescenti nelle trasformazioni educative all’interno dell’universalizzazione dell’educazione.
6.- Il ruolo della famiglia nell’educazione morale e nella formazione etica.
7.- L’importanza di acquisire una cultura generale e integrale, direttamente collegata alla formazione etica e morale dei cittadini.
8.- L’importanza della formazione degli Operatori sociali, delle Scuole per l’Avanzamento dei Giovani e l’Universalizzazione dell’Educazione Superiore.
9.- L’impostazione del concetto di Rivoluzione, con il suo rispettivo valore metodologico in termini di educazione e pedagogia, poiché le sue asserzioni contengono una profonda concezione rivoluzionaria e umanista dell’uomo nel suo carattere di essere sociale, nella sua interazione attiva e trasformante con l’ambiente, le persone e se stesso.