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BERNA - Tutte le famiglie riceveranno 50 franchi quale compensazione per l'Iva prelevata illegalmente sul canone radio-tivù dal 2010 al 2015. Dopo gli Stati in giugno, oggi anche il Consiglio nazionale ha approvato - senza opposizioni - il relativo disegno di legge che è pronto per le votazioni finali.
Il rimborso dell'Iva si basa su due decisioni di principio del Tribunale federale, stando alle quali sul canone di ricezione non può essere prelevata questa tassa e i proventi devono quindi essere restituiti per il periodo 2010-2015.
La decisione di concedere un rimborso forfettario permette di evitare oneri amministrativi sproporzionati che sgrava anche i contribuenti, che non dovranno presentare una domanda individuale. L'accredito verrà effettuato su una fattura dell'organo di riscossione Serafe, ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga. I primi pagamenti dovrebbero essere effettuati nel 2021.
Durante le discussioni, una minoranza ha chiesto d'innalzare l'ammontare da restituire alle economie domestiche a 60 franchi. In questo modo può essere rimborsata la totalità degli interessi, ha sostenuto Aline Trede (Verdi/BE).
I 50 franchi sono giusti e corrispondono a quanto la Confederazione ha effettivamente incassato nel periodo in questione, interessi compresi, ha replicato Sommaruga. La differenza si spiega con le riserve previste dal credito. Al voto, il plenum le ha dato ragione con 95 voti contro 80 e 6 astenuti.
Nel suo messaggio, il Governo ha stimato in 3,7 milioni il numero degli aventi diritto. Calcolando un tasso d'interesse del 5% e di una riserva di 3 milioni di franchi, il Consiglio federale prevede di restituire un importo massimo di 185 milioni.
Da notare che rispetto al progetto governativo, il Consiglio degli Stati ha deciso di far beneficiare dell'indennizzo forfettario non solo le economie domestiche, ma anche le imprese.