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NEW YORK - I vaccini anti-coronavirus a mRNA, ovvero quelli di Pfizer e Moderna, potrebbero offrire una protezione più duratura del previsto contro il Sars-CoV-2, riducendo quindi la necessità di sottoporsi a richiami periodici.
Lo riferisce l'Associated Press, sottolineando come siano in corso vari studi clinici e come gli esperti non siano ancora giunti a stabilire quale sia la copertura massima offerta da questi preparati. «Sarei sorpreso se avessimo davvero bisogno di un richiamo annuale» ha dichiarato il dottor Paul Offit, specialisti di vaccini presso il Children's Hospital di Filadelfia e consigliere della Food and Drug Administration (Fda), l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.
Almeno sei-nove mesi - Una volta svaniti gli anticorpi originari, il sistema immunitario può riattivarsi se una persona viene nuovamente esposta al coronavirus. Ci sono sempre più prove che gli anticorpi rimangono forti per almeno sei-nove mesi, se non di più, con i vaccini Pfizer e Moderna. «Sono abbastanza ottimista. Non escluderei la necessità di un booster» ovvero una terza dose di richiamo, finalizzata a capire se le somministrazioni ripetute sono efficaci, «ma la risposta immunitaria finora sembra davvero impressionante», ha spiegato l'immunologo dell'Università della Pennsylvania John Wherry.
L'esempio degli altri coronavirus - Un metro di paragone sono altri coronavirus già conosciuti, ovvero quelli che causano il comune raffreddore. Wherry ha indicato che le persone tendono a essere infettate nuovamente ogni due o cinque anni. In base a quello che si conosce sull'immunità naturale rispetto al raffreddore, «ci aspettiamo che la nostra immunità possa diminuire. Ma non lo sappiamo. Per questi vaccini mRNA, potremmo fare meglio della natura, meglio di un'infezione naturale» ipotizza l'immunologo.
C'è ancora molto da scoprire - Al momento non si è conoscenza di quale sia la soglia al di sotto della quale gli anticorpi non possano respingere il virus, senza un ulteriore aiuto. Ovvero un richiamo del vaccino, che è stato ipotizzato dalle società produttrici e anche da svariati esperti. Tra di loro c'è Anthony Fauci: «Quello che stiamo scoprendo in questo momento è quale sarà l'intervallo» tra le somministrazioni delle prime due dosi e il booster.
I vaccini anti-coronavirus a mRNA, ovvero quelli di Pfizer e Moderna, potrebbero offrire una protezione più duratura del previsto contro il Sars-CoV-2, riducendo quindi la necessità di sottoporsi a richiami periodici.