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GINEVRA - A un anno dall'offensiva israeliana Piombo Fuso, la prospettiva di una vita decente per i palestinesi della Striscia di Gaza appare drammaticamente lontana a causa della persistente chiusura delle frontiere.
Tra i 1,5 milioni di abitanti, disoccupazione e povertà dilagano, mentre l'accesso a cure mediche, acqua e servizi igienici è sempre più ridotto. Lo denuncia un documento del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), reso noto a Ginevra.
"Non ci sono stati praticamente progressi dalla fine del conflitto, soprattutto a causa del pesante blocco israeliano che impedisce la ricostruzione", afferma Pierre Wettach, capo della delegazione del Cicr in Israele e nei territori occupati. "E Molti abitanti sono disperati".
Il fatto che "siano caduti nel vuoto i ripetuti appelli della Cicr a porre fine all'isolamento di Gaza, rispecchiano l'assenza di volontà politica nel consentire la ricostruzione", si legge nel documento.
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