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(RS) I dati sulla partecipazione alla formazione continua nel 2019 non si discostano da quelli degli scorsi anni. I dati attuali pubblicati dall'Ufficio federale di statistica possono sembrare a prima vista buoni, ma a un esame più attento danno motivo di preoccupazione.
Nel 2019 circa un quarto della popolazione ha partecipato alla formazione continua, tuttavia, le differenze legate al livello di formazione dei partecipanti, che esistono da anni, sono state riconfermate anche nel 2019.
Scarsa partecipazione dalla formazione da parte di persone con un basso livello di formazione
Mentre il tasso di partecipazione alla formazione da parte di persone con una formazione professionale superiore rispettivamente un titolo della formazione superiore (diploma universitario) è del 35% rispettivamente 40%, solo il 7,8% delle persone con un diploma di scuola dell'obbligo ha frequentato un corso di formazione continua; il dato per le persone con un diploma di livello secondario II è del 20,9%. La differenza sulla partecipazione legata al genere dei corsisti è leggermente diminuita. Inoltre, la partecipazione alla formazione continua diminuisce con l'aumentare dell'età.
Considerando la crisi derivante dal Coronavirus, le differenze sulla partecipazione basate sul livello di formazione non sono un buon segno. È prevedibile che a medio e probabilmente anche a lungo termine la formazione continua sarà rallentata perché le aziende saranno più riluttanti a investire sui loro dipendenti.
In base all'esperienza, è improbabile che questa condizione sia compensata da investimenti privati. È probabile che le aziende risparmino proprio sulle persone poco qualificare, pur essendo loro il gruppo più vulnerabile nella crisi prevista, con corrispondenti tagli di posti di lavoro.