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<h2>SubmittedText<h2><p>Il plutonio è quasi inesistente in natura, ma è stato prodotto in grandi quantità mediante reattori nucleari per scopi militari, e si forma inevitabilmente anche durante l'esercizio di reattori civili. Come tutti i metalli pesanti, il plutonio è molto tossico. Ancora più pericolosi sono la sua forte radioattività e il fatto che, in forma separata, può essere utilizzato direttamente per fabbricare armi atomiche. La separazione avviene mediante processi di ritrattamento. Secondo l'Ufficio federale dell'energia, al 31 dicembre 2012 si trovavano, all'estero, 1344 chili di plutonio svizzero, in gran parte negli elementi di combustibile esausti stoccati negli impianti di ritrattamento, e in piccola parte negli impianti di fabbricazione degli elementi di combustibile. Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Quanto plutonio ha prodotto la Svizzera nelle sue 5 centrali nucleari e negli altri reattori (ricerca, medicina) dalla loro messa in servizio? Dove si trova oggi questo plutonio (quanto negli impianti di ritrattamento, quanto in quelli di fabbricazione di elementi di combustibile, quanto in Svizzera) e in quale forma? Quanto plutonio viene ad aggiungersi ogni anno?</p><p>2. Qual è la quantità di plutonio separato stoccata a) all'estero b) in Svizzera? Quanto plutonio è stato separato in assoluto/dal 2006?</p><p>3. La Svizzera ha vietato per dieci anni, a decorrere dal 1° luglio 2006, l'esportazione di elementi di combustibile esausti a scopo di ritrattamento (legge sull'energia nucleare, art. 106 cpv. 4, RS 732.1). Il Consiglio federale prevede di prorogare questo divieto dopo il 2016?</p><p>4. Nel suo parere relativo alla mozione 11.3457, il Consiglio federale ha affermato che il plutonio dovrebbe essere "bruciato" nelle centrali nucleari svizzere con l'impiego di elementi di combustibile MOX a ossidi misti; con questa tecnica, "al termine di un anno d'esercizio il nocciolo del reattore contiene circa 60 chilogrammi in meno di plutonio rispetto all'inizio". Nonostante ciò, è da anni che gli stock di plutonio svizzero all'estero non diminuiscono. Quanto plutonio è stato "bruciato" in Svizzera negli ultimi anni con questa tecnica? Perché non una quantità maggiore?</p><p>5. Alla resa dei conti, non esiste alcun modo praticabile per liberarsi davvero dal plutonio. Resta quindi il problema di come stoccare questa sostanza in modo sicuro e senza il rischio che estranei possano accedervi illecitamente. Questa sicurezza è maggiormente garantita all'estero o in Svizzera? In un deposito finale o in un'altra forma? Come esattamente?</p><p>6. Dal punto di vista della politica estera, quali sono le proposte della Svizzera in merito al modo di gestire il plutonio?</p><p>7. La Svizzera si impegna a favore di un divieto di ritrattamento, dal momento che il rischio di abuso è molto maggiore nel caso del plutonio separato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Durante il funzionamento dei reattori nucleari, oltre ai prodotti di fissione radioattivi, si forma anche plutonio. Una parte del plutonio prodotto subisce a sua volta la fissione e contribuisce alla produzione di energia.</p><p>Gli elementi di combustibile esausti possono essere sottoposti a ritrattamento oppure stoccati in un deposito in strati geologici profondi. Nel primo caso, l'uranio e il plutonio restanti vengono separati e possono poi essere riutilizzati per la fabbricazione di elementi di combustibile a miscela di ossidi (i cosiddetti elementi MOX, costituiti da uranio e plutonio). Il ritrattamento consente di ridurre il volume di scorie radioattive. Nel secondo caso il plutonio, l'uranio ancora presente e i prodotti di fissione restano all'interno dell'elemento di combustibile, che viene stoccato come un tutt'uno in un deposito in strati geologici profondi.</p><p>1./2./4. All'estero, dalla primavera del 2013, è registrato ancora circa un chilogrammo di plutonio di proprietà della Svizzera. Il restante plutonio svizzero fino a quel momento registrato all'estero era già stato utilizzato in precedenza per la produzione di elementi di combustibile MOX per le centrali svizzere, ma era ancora contabilizzato alla voce "ritrattamento", come richiesto dalla legge sull'energia nucleare. Recentemente, queste transazioni sono state portate a termine definitivamente, ragion per cui anche dal punto di vista contabile è stato possibile ridurre a circa un chilogrammo la quantità di plutonio registrata all'estero.</p><p>In Svizzera vi sono circa 20 chilogrammi di plutonio provenienti dai reattori di ricerca e circa 17 tonnellate di plutonio all'interno di elementi di combustibile di uranio e di elementi MOX esausti. Questi elementi di combustibile sono stoccati nelle centrali nucleari e nel deposito intermedio Zwilag (Zwischenlager Würenlingen AG). Il plutonio recuperato nel processo di ritrattamento è stato riutilizzato negli elementi di combustibile MOX. È stato quindi parzialmente "bruciato" nei reattori svizzeri oppure si trova come sostanza residua negli elementi di combustibile MOX esausti. Poiché dal 1° luglio 2006 l'esportazione a scopo di ritrattamento è vietata, da tale data viene meno la produzione e l'utilizzo di nuovi elementi di combustibile MOX.</p><p>3. Il Consiglio federale si esprimerà in merito al futuro del ritrattamento nell'ambito del messaggio sul primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050.</p><p>5. Come gli altri materiali nucleari fissili, il plutonio ricade sotto la vigilanza dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), sia all'estero che in Svizzera, come anche per quanto riguarda le operazioni di importazione e esportazione. Le misure di messa in sicurezza dei trasporti e dei luoghi di stoccaggio corrispondono agli standard internazionali e sono sorvegliate dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). I combustibili nucleari devono essere conservati in aree sicurizzate degli impianti nucleari. Viene tenuta una contabilità del relativo inventario. Le scorie radioattive, incluse quelle contenenti plutonio, devono essere smaltite in maniera tale da garantire la protezione duratura delle persone e dell'ambiente. La legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (RS 732.1) impone quindi lo smaltimento in un deposito in strati geologici profondi in Svizzera. Le norme in materia di sicurezza nucleare e di protezione da un uso improprio dei combustibili nucleari (non proliferazione) sono severe. I controlli dell'AIEA consentono di escludere gli abusi, a condizione che uno Stato non vi si sottragga.</p><p>6. La Svizzera si impegna fortemente a favore del disarmo nucleare. Da anni sostiene gli sforzi intesi a negoziare, nel quadro della Conferenza per il disarmo a Ginevra, una convenzione sulla sospensione della produzione di materiale fissile a scopo militare. Un accordo di questo genere eviterebbe l'ulteriore incremento degli stock di plutonio destinato alla costruzione di armi. Nel quadro dei vertici sulla sicurezza nucleare (Washington 2010, Seoul 2012, l'Aja 2014), la Svizzera si è impegnata e s'impegnerà affinché le norme esistenti in materia di trattamento del plutonio ad uso civile valgano anche per il plutonio ad uso militare.</p><p>7. Un divieto generale di ritrattamento non è in discussione a livello internazionale. Il ritrattamento è un aspetto del diritto all'uso pacifico dell'energia nucleare sancito dall'articolo IV del trattato di non proliferazione nucleare (RS 0.515.03). Per gli Stati che dispongono di un programma nucleare, il plutonio è una risorsa. Ogni Stato decide in modo sovrano, tenendo conto delle condizioni quadro energetiche, economiche e politiche se fare ricorso all'energia nucleare e al ritrattamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.