Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/117601

<h2>SubmittedText<h2><p>Al 1° gennaio 2008, il sostegno finanziario annuo della Confederazione alla Posta era così ripartito: 30 milioni di franchi come aiuto diretto e 50 milioni di franchi come aiuto indiretto (sconto TVA).</p><p>Questi sussidi servono a sostenere finanziariamente la distribuzione di diversi giornali locali e regionali; a tale scopo sul mercato sono presenti diverse imprese non sovvenzionate. </p><p>Taluni giornali ottengono prezzi più convenienti per la distribuzione rivolgendosi a imprese private. </p><p>Alla luce di queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- Gli aiuti di cui beneficia la Posta non potrebbero essere considerati come una distorsione della concorrenza?</p><p>- Per quale motivo solo la Posta beneficia del sostegno alla stampa? Non si potrebbero prevedere aiuti diretti ai giornali interessati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il sostegno indiretto alla stampa è disciplinato all'articolo 15 della legge sulle poste secondo il quale, per salvaguardare il pluralismo della stampa regionale e locale, la Posta concede tariffe ridotte a determinate categorie di stampa associativa per il recapito di giornali e riviste. In cambio, le viene versata un'indennità di 30 milioni di franchi.</p><p>La riduzione dell'IVA, che comporta uno sgravio delle case editrici pari a circa 50 milioni di franchi, non ha alcun legame diretto con il menzionato sostegno indiretto alla stampa. In particolare, la Posta non è in alcun modo implicata. Sono le case editrici, infatti, a beneficiare direttamente di questa aliquota ridotta.</p><p>1. Un obbligo giuridico di fornire determinate prestazioni, indipendentemente dalla loro redditività e per le quali è versata un'indennità statale, comporta sempre un rischio di distorsione della concorrenza. Nel presente caso, il verificarsi di tale distorsione è da temere soprattutto nel mercato editoriale, dato che le tariffe ridotte sono applicate solo a determinati giornali e riviste e, pertanto, solo le case editrici che ne beneficiano possono offrire i loro prodotti a prezzi più vantaggiosi. Optando per questo sistema di sostegno indiretto alla stampa, il legislatore ha tenuto conto di questo rischio. La stessa consapevolezza emerge anche dai dibattiti parlamentari sulle disposizioni relative al sostegno indiretto alla stampa contemplate nella nuova legge sulle poste.</p><p>2. Il recapito giornaliero di giornali e periodici in abbonamento rientra nell'obbligo di servizio universale. La Posta è tenuta per legge ad adempiere a questo compito e offrire le stesse tariffe sull'intero territorio elvetico, indipendentemente dalla distanza di trasporto. Come parziale indennità, ogni anno le viene versato un contributo di 30 milioni di franchi.</p><p>Se la Confederazione versasse un contributo anche ad altre organizzazioni incaricate del recapito, anche queste ultime dovrebbero offrire, per legge, un servizio di recapito di giornali e riviste a tariffe ridotte su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, nessun'altra organizzazione è in grado di adempiere a questo mandato o è disposta a farlo. Oggi i fornitori privati si limitano a offrire servizi di recapito all'interno di determinati agglomerati.</p><p>L'opzione di un sostegno diretto alla stampa è sostanzialmente plausibile: il Parlamento ha già tentato più volte di introdurla. Finora, tuttavia, le sue proposte non hanno avuto seguito, non da ultimo perché la maggior parte delle case editrici non è interessata. Gli editori temono, infatti, che tale sostegno diretto possa comportare un'interferenza statale sulla stampa.</p><p>Con decisione del 29 giugno 2011, il Consiglio federale ha adottato il rapporto "Mantenere la pluralità della stampa" in risposta ai postulati Fehr 09.3629 e della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale 09.3980. Il rapporto, basandosi su studi scientifici di diversi esperti dei media, analizza dettagliatamente le differenti possibilità di sostegno diretto e indiretto alla stampa ed esamina i modelli vigenti all'estero.</p><p>Nella sua valutazione, il Consiglio federale giunge alla conclusione che, al momento, non sono necessarie nuove misure di sostegno statale alla stampa. In primo luogo, è il settore a dover far sì che la funzione dei media quanto alla formazione democratica dell'opinione venga mantenuta e potenziata. Il Consiglio federale intende comunque mantenere sotto controllo gli sviluppi della questione e fare di nuovo il punto della situazione tra quattro anni.</p>  Risposta del Consiglio federale.