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Un ambiente più pulito, sano e sostenibile viene ora riconosciuto come un diritto umano – anche grazie alla Svizzera.
Berna, 28.07.2022 – La Svizzera si adopera anche a livello multilaterale per il rispetto dei diritti umani, per un ambiente sano e per un approccio integrale alle questioni che riguardano l’ambiente e i diritti umani. Avendo promosso, insieme ad altri Stati, una risoluzione presentata all’Assemblea generale dell’ONU, il nostro Paese ha contribuito a far riconoscere come diritto umano a tutti gli effetti il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile. La comunità internazionale afferma che un ambiente sano costituisce una premessa fondamentale per il pieno esercizio dei diritti umani, e sostenendo questa posizione invia un importante segnale politico.
Il 28 luglio 2022 l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato – con 161 voti a favore su 0 e 8 astensioni – una risoluzione, in base alla quale un ambiente pulito, sano e sostenibile viene riconosciuto come diritto umano a tutti gli effetti. Il riconoscimento universale di un diritto umano da parte dell’Assemblea generale dell’ONU, che riunisce tutti i 193 Stati membri, ha un significato storico. L’ultimo caso analogo risale al 2010, quando l’Assemblea generale ha riconosciuto il diritto all’acqua e ai servizi igienico-sanitari.
Adottando la risoluzione, la comunità internazionale ha riconosciuto che i diritti umani e un ambiente pulito, sano e sostenibile sono strettamente correlati e si influenzano a vicenda. Pur non essendo giuridicamente vincolante, la risoluzione dell’Assemblea generale dell’ONU dovrebbe innescare sviluppi positivi, come un maggiore impegno politico nei confronti delle problematiche ambientali, una più grande responsabilità degli Stati e una politica più coerente nelle questioni inerenti all’ambiente e ai diritti umani.
L’importante impegno della Svizzera e il suo ruolo di costruttrice di ponti
Sulla base del mandato della Costituzione federale di rispettare i diritti umani e di preservare le basi naturali della vita (art. 54 della Costituzione federale), la Svizzera si batte insieme a un piccolo gruppo di Stati (Costa Rica, Maldive, Marocco e Slovenia), per una politica coerente in seno all’ONU sulle questioni riguardanti l’ambiente e i diritti umani, e da oltre un decennio presenta regolarmente al Consiglio dei diritti umani dell’ONU risoluzioni che affrontano l’interazione tra questi due ambiti. Questo impegno multilaterale si basa sulla sua convinzione che le sfide ambientali di portata globale richiedano soluzioni da parte della comunità internazionale. Su iniziativa di questi Stati, nel 2021 il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite aveva già adottato una risoluzione sul riconoscimento di un ambiente sano come diritto umano a tutti gli effetti.
Grazie all’impegno della Svizzera e degli altri membri di questo gruppo di Stati, è stato possibile ottenere un ampio sostegno sovraregionale a tale questione anche all’interno dell’Assemblea generale dell’ONU. Nel suo ruolo di costruttrice di ponti, la Svizzera ha contribuito ad avvicinare i blocchi esistenti a vantaggio di una soluzione multilaterale alle problematiche ambientali.
Un ambiente sano è una premessa per l’esercizio dei diritti umani
Cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità sono tra le maggiori sfide per le generazioni presenti e future e ostacolano o impediscono la realizzazione dei diritti umani degli individui, come il diritto alla vita, alla salute, al cibo, all’acqua o a un alloggio adeguato. Il legame tra protezione dell’ambiente e diritti umani è stato sancito per la prima volta a livello di Nazioni Unite già nel 1972 con la Dichiarazione di Stoccolma. Anche la Svizzera ha firmato questo impegno e continua a portarlo avanti ancora oggi.
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