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Un libro del '700, con i conti della confraternita del SS. Sacramento di Bellinzona e ritrovato in un cassetto, celava un segreto: la pergamena usata come foglio di rinforzo, infatti, si è rivelata risalente al X secolo e riporta "una scrittura musicale che è un ibrido fra la tradizione nord-italiana e quella germanica. È la prova che anche in questa area era diffuso un tipo di pratica di canto di cui non erano rimaste tracce. Si tratta per ora dell'unica testimonianza altomedievale", spiega il musicologo Giovanni Conti, che ha potuto analizzare il frammento.
Questo tipo di scrittura "ha un parallelo solo a Vercelli", spiega ancora Conti. L'allora vescovo della città piemontese, Attone, aveva possedimenti anche nell'attuale Ticino. Il frammento è parte di un tropario-sequenziario tipico di quel periodo.
Il documento, in un primo tempo mostrato all'Ufficio dei beni culturali e restaurato, sarà consegnato all'Archivio di Stato ticinese, ha affermato l'arciprete della Collegiata Don Pierangelo Regazzi, che ha raccontato tutta la storia alla Regione.