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Epidemia
Covid: «ancora troppe persone non immunizzate»
I tassi di vaccinazione sono ancora troppo bassi in Svizzera, nonostante l'aumento delle ultime settimane. Secondo gli esperti della Confederazione, la Svizzera è in ritardo rispetto ad altri paesi.
Il 66% delle persone sopra i 12 anni è attualmente completamente vaccinato. «È ancora troppo poco per raggiungere un'immunizzazione sufficiente entro l'inverno», ha dichiarato oggi davanti alla stampa Virginie Masserey, capo della sezione controllo delle infezioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
Masserey ha ribadito l'importanza di vaccinarsi. L'attuale situazione epidemiologica è tranquilla ed è il momento ideale per farsi vaccinare. «Dobbiamo approfittare della situazione», ha detto l'esperta. La situazione può cambiare rapidamente, in particolare con l'arrivo della stagione fredda.
L'occupazione degli ospedali sta gradualmente diminuendo, ma basta pensare a quanto successo nell'ottobre di un anno fa per sapere che la situazione potrebbe diventare di nuovo critica. «Sono soprattutto i giovani non vaccinati che si trovano attualmente negli ospedali», ha ricordato Masserey.
In arrivo il vaccino Janssen
Fra i non immunizzati ci sono circa 260'000 persone (il 10-12% della popolazione) reticenti ai vaccini mRNA, ma anche chi non può farvi ricorso per motivi medici. Per tutte queste persone, un'alternativa è rappresenta dal nuovo vaccino monodose Janssen a vettore virale dell'azienda farmaceutica Johnson & Johnson.
La Confederazione ha ordinato 150'000 dosi del vaccino. Le prime dosi di Janssen saranno distribuite a partire dalla settimana prossima ai cantoni, ha detto Virginie Masserey.
Secondo Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV), il vaccino Janssen a vettore virale è adatto in particolare alle persone estremamente allergiche, in tutto «meno di un centinaio di persone», e rappresenta una buona alternativa per chi è reticente ai vaccini mRNA.
Terzo richiamo non necessario
Le poche eccezioni per le quali non viene consigliato sono le donne incinte e le donne sotto i 60 anni con rischi particolari di trombosi. Questi rischi non sono stati riscontrati con i vaccini mRNA, ha precisato Berger.
Berger si è espresso anche sui richiami vaccinali: «Al momento non sono necessari per gli adulti vaccinati e in buona salute». Gli esperti continuano tuttavia a seguire la situazione da vicino.
«Test non per forza gratuiti»
I test effettuati al solo scopo di ottenere un certificato Covid «non devono per forza rimanere gratuiti», ha affermato da parte sua Linda Nartey, medico cantonale bernese e vicepresidente dell'Associazione dei medici cantonali (AMCS).
L'importante è che i test siano disponibili, specialmente per le persone con sintomi. Nelle scuole e nei centri medici, i test continueranno ad essere gratuiti, ha sottolineato Nartey. Dal punto di vista dei medici cantonali, la priorità va data al raggiungimento della massima copertura vaccinale possibile.
pl, ats