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Il presidente americano Barack Obama ha incontrato stasera, dopo il G20 di San Pietroburgo, alcuni rappresentanti di associazioni che lottano per la difesa dei diritti umani e militanti della comunità gay, elogiando il loro lavoro. Ma non ha infierito contro le leggi "liberticide" varate in Russia dopo il ritorno di Vladimir Putin al Cremlino, tra cui quella che vieta la propaganda omosessuale in presenza di minori, forse per non aggravare ulteriormente le tensioni con Mosca sulla Siria e altri dossier internazionali.
Obama ha preferito raccontare l'inizio della sua carriera politica come attivista dei diritti umani, definendolo un lavoro importante per formare una società civile e aperta. Poi ha elogiato le attività delle organizzazioni presenti all'incontro, rappresentate dalla paladina ambientalista Ievghenia Cirikova, da Pavel Cikov dell'ong Agora e dal leader della comunità Lgbt locale Igor Kocetkov: "sono essenziali per lo sviluppo della Russia e sono molto fiero del vostro lavoro".
"In Russia, ma anche negli Usa, in tutto il mondo, il ruolo di un buon governo è in parte di lasciare spazio per la società civile", ha aggiunto. Obama ha evitato di pronunciarsi sulla legge omofoba, che tuttavia aveva già denunciato in agosto, affermando di non avere "alcuna tolleranza per i Paesi che tentano di trattare i gay, le lesbiche o i transessuali in modo intimidatorio o dannoso". Cikov ha chiesto al presidente Usa di essere "più onesto, più sincero nel valutare la situazione del rispetto dei diritti umani in altri Paesi, in primo luogo la Russia". Ma Obama, secondo lo stesso Cikov, ha confessato di non poter mettere in primo piano nei rapporti con la Russia solo i diritti umani perché ci sono altri problemi.
SDA-ATS