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Dieter Bänziger, 39 anni, ha subito un grave infortunio in bici 13 anni fa. Non indossava il casco, e ancora oggi paga le conseguenze delle lesioni riportate. Per questo, insieme a un agente di polizia, fa visita agli allievi di una scuola e spiega loro l'importanza di indossare il casco per bici.
Dieter Bänziger
Al termine di una partita dei Mondiali, Dieter Bänziger torna a casa in bicicletta. All'improvviso, come comparso dal nulla, si trova davanti un cartello stradale; nell'urto perde l'equilibrio e batte la testa contro il cordone del marciapiede, procurandosi un trauma cranico. Dopo 34 giorni di coma non è più in grado di camminare e la riabilitazione gli richiede enorme impegno e disciplina. Oggi, a distanza di 13 anni, la cicatrice in testa è ancora ben visibile e i postumi dell'infortunio continuano a provocare sofferenze e limitazioni. «A volte la memoria a breve termine non funziona a dovere e faccio fatica a concentrarmi».
Nel frattempo Dieter Bänziger ha trovato un nuovo impiego: lavora all'80 per cento nel retrocucina di una casa per invalidi. Inoltre beneficia delle prestazioni dell'AI.
Dieter Bänziger vuole che altre persone possano imparare dal suo infortunio. Per questo, insieme a un agente di polizia, si reca in una scuola superiore ad Aarberg, dove racconta la sua storia durante la lezione annuale di educazione stradale. «I genitori e l'agente si limitano a spiegare cosa potrebbe accadere se non si utilizza il casco. Io invece racconto quello che ho vissuto in prima persona».
Ogni anno si verificano 17 000 incidenti con la bici, nei quali 1300 persone subiscono un trauma cranico. È dimostrato che il casco per bici riduce notevolmente il rischio di lesioni alla testa in caso di caduta, ma solo se viene indossato correttamente . Il casco va inoltre sostituito dopo un urto. L'efficacia protettiva dipende anche dall'età e dallo stato di usura del casco.