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La vittoria più bella
L’Alfa Romeo GP Tipo B, meglio nota come P3, e Tazio Nuvolari (sì, ancora lui) vissero la loro avventura più memorabile al Gran Premio di Germania del 1935, svoltosi al Nürburgring davanti a più di 300.000 spettatori. Il regime nazionalsocialista aveva preparato tutto per una grande festa dell’industria automobilistica tedesca. Mercedes scese in pista con ben cinque W25, pilotate da Caracciola, von Brauchitsch, Fagioli, Geier e Lang, mentre Auto Union partecipò con quattro delle sue V16, guidate da Stuck, Rosemeyer, Pietsch e Varzi. Secondo gli organizzatori, Alfa Romeo doveva solo dare un tocco di colore alla manifestazione. Le P3 avevano già visto tempi migliori e non avevano neanche lontanamente lo stesso numero di CV delle vetture tedesche. Il direttore di corsa Enzo Ferrari aveva convocato Tazio Nuvolari, Louis Chiron e René Dreyfus. Dopo due giri, Caracciola era visibilmente al comando e Nuvolari solo sesto. Entro il decimo giro, però, quest’ultimo era riuscito a farsi strada sino ai primi posti, lasciando il pubblico sbalordito. All’undicesimo giro, a metà della gara, le quattro vetture in testa fecero tappa ai box quasi contemporaneamente. Dopo soli 47 secondi, Caracciola era pronto per riprendere la corsa, mentre Nuvolari era ancora fermo. E fermo. E fermo. Dopo ben due minuti e 14 secondi, ripartì come un bolide. Aveva avuto di nuovo un problema di rifornimento. Nel frattempo, Manfred von Brauchitsch conduceva la gara: al tredicesimo giro, vantava più di un minuto di vantaggio su Nuvolari. Il pilota italiano avanzava lentamente: a tre giri dalla fine, la Mercedes aveva ancora 43 secondi di distacco. Ebbe inizio l’ultimo giro. Noto per l’approccio poco lungimirante nei confronti del materiale tecnico, von Brauchitsch aveva sì un vantaggio di 35 secondi sull’Alfa Romeo, ma gli pneumatici della Mercedes erano quasi al limite. Sebbene von Brauchitsch fece del suo meglio, Nuvolari diede ancora di più, arrivando vicinissimo all’avversario, con la vettura in vista all’altezza del “carosello”. Fu allora che a von Brauchitsch, detto “lo sfortunato”, scoppiò la gomma posteriore sinistra. Con un sorriso rabbioso, Nuvolari tagliò il traguardo sulla sua obsoleta Alfa Romeo, sotto gli occhi di un pubblico del tutto costernato. Al momento della premiazione, non fu inizialmente possibile far partire l’inno nazionale italiano: gli organizzatori avevano dato talmente per scontata la vittoria di un brand tedesco, che si erano dimenticati di recuperare il brano. Avendo sempre con sé la “Marcia Reale”, fu Nuvolari a risolvere il disguido.
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Foto ©Peter Ruch.