Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/228500

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo il rapporto pubblicato nell'agosto del 2020 sull'andamento dei passaggi dall'assicurazione invalidità all'aiuto sociale, dalla 4a revisione AI il numero di rendite AI concesse è diminuito nonostante l'aumento delle nuove richieste, il che non si spiega né con la variazione nel tempo della composizione della popolazione dei richiedenti prestazioni AI, né con l'evoluzione del mercato del lavoro. Nel contempo, in particolare dal 2013, sono state soppresse più rendite AI che negli anni precedenti. I passaggi dall'AI all'aiuto sociale generati da questa prassi restrittiva dell'AI ammontano complessivamente al 4,2 per cento.</p><p>La concessione di una rendita AI del 1° pilastro è un presupposto affinché anche le casse pensioni versino una rendita d'invalidità. Il passaggio dall'AI all'aiuto sociale, iniziato con la 4a revisione AI, ha quindi anche fatto scendere il numero di persone con problemi di salute di lunga durata a beneficio di prestazioni d'invalidità del 2° pilastro.</p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Può quantificare i risparmi annui per le casse pensioni generati dalla diminuzione delle rendite AI concesse e alla soppressione delle rendite AI correnti nel 1° pilastro?</p><p>2. A quali spese supplementari devono far fronte i Comuni in seguito al passaggio di persone in condizioni di salute spesso molto complesse e poco chiare dal 1° e dal 2° pilastro all'aiuto sociale?</p><p>3. Come intende contrastare i passaggi dal 1° e dal 2° pilastro all'aiuto sociale?</p><p>4. La reintegrazione professionale delle persone con problemi di salute di lunga durata è particolarmente difficile se queste sono già disoccupate al momento della richiesta di prestazioni AI. Vi sono strategie specifiche per questo problema a cavallo tra AI e aiuto sociale oppure ne è prevista l'elaborazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Secondo la statistica delle casse pensioni dell'Ufficio federale di statistica, la somma delle rendite d'invalidità correnti della previdenza professionale ha registrato un picco di 2275 milioni di franchi nel 2007. Da allora, è diminuita costantemente, fino a raggiungere l'importo di 1933 milioni di franchi nel 2019. Rispetto al livello record segnato nel 2007, ciò corrisponde a una riduzione di 342 milioni di franchi. Poiché nel periodo in questione la somma dei salari assicurati nella previdenza professionale è aumentata, considerato il calo del numero di rendite AI il risparmio annuale effettivo per le casse pensioni è probabilmente più alto; non è tuttavia possibile stabilire una cifra esatta.</p><p>2. Lo studio sull'andamento dei passaggi dall'assicurazione invalidità all'aiuto sociale mostra che nel 2017, nella prospettiva trasversale, 5450 persone sono passate dall'AI all'aiuto sociale. Rispetto al totale dei dossier di aiuto sociale dell'anno in questione, questo corrisponde a una quota del 3,1 per cento. Se aggiungiamo le persone che sono passate all'aiuto sociale dopo la soppressione della loro rendita AI, la quota si attesta al 4,2 per cento. Lo studio non contiene alcuna informazione sulle spese che ne derivano per i Comuni (e i Cantoni). Le spese dell'aiuto sociale sono sostenute dai Comuni e dai Cantoni e dipendono da vari fattori (come le dimensioni dell'economia domestica e il numero di figli).</p><p>3. L'AI procede sempre d'ufficio all'accertamento delle prestazioni degli assicurati, che vengono concesse se le condizioni di diritto sono adempiute. L'obiettivo è quello di rilevare gli assicurati il prima possibile e mantenere la loro capacità al guadagno e il loro posto di lavoro con un sostegno e provvedimenti d'integrazione mirati. L'accento è posto sulla reintegrazione anche per le persone senza impiego. Questo indirizzo è perseguito anche dalla riforma Ulteriore sviluppo dell'AI (17.022), che mira al potenziamento e all'ampliamento dei provvedimenti d'integrazione, contrastando il passaggio all'aiuto sociale. Tuttavia, tenendo conto delle diverse situazioni degli assicurati, occorre rilevare che l'AI non può risolvere da sola tutti i problemi. L'aiuto sociale costituisce una prestazione essenziale nel sistema di sicurezza sociale svizzero.</p><p>4. Il principio "priorità dell'integrazione sulla rendita", introdotto con la 5a revisione AI entrata in vigore il 1° gennaio 2008, sarà rafforzato nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'assicurazione, tra l'altro ponendo l'accento sulle persone con problemi psichici. Il rilevamento tempestivo, l'intervento tempestivo e i provvedimenti di reinserimento sono strumenti importanti a tale scopo e saranno ulteriormente migliorati, in modo da garantire sostegno anche agli assicurati che non esercitano più un'attività professionale. Pertanto, anche gli organi incaricati di eseguire le leggi cantonali sull'aiuto sociale sono autorizzati a comunicare i casi di persone con problemi di salute ai fini di un rilevamento tempestivo. Inoltre, a seconda della situazione degli assicurati, gli uffici AI collaborano già attualmente con i servizi dell'aiuto sociale per consentire la loro integrazione nella vita professionale. Il quadro giuridico per una collaborazione orientata agli obiettivi esiste già. I Cantoni sviluppano i relativi piani d'applicazione. Il coinvolgimento tempestivo degli uffici AI aumenta le probabilità di successo dell'integrazione. Ne sono un esempio il progetto "Kooperation Arbeitsmarkt" nel Cantone di Argovia e il servizio "Hospice général" nel Cantone di Ginevra.</p>  Risposta del Consiglio federale.