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Sì a domande raggruppate nell'assistenza amministrativa per evasione fiscale, chiaro no allo scambio automatico di informazioni. È questa la strategia per cui la Svizzera deve battersi, sostiene il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) Christian Wanner (PLR).
"Per l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) tra pochi mesi le domande raggruppate costituiranno lo standard. Non serve a nulla battersi per qualcosa che non è più difendibile. Dobbiamo utilizzare tutte le nostre forze per impedire lo scambio automatico di dati. È questa la linea da difendere", dice il consigliere di Stato solettese in un'intervista pubblicata oggi da Südostschweiz e Aargauer Zeitung.
Per questa ragione il liberale radicale è soddisfatto del voto di ieri del Consiglio nazionale, che seguendo gli Stati, ha approvato il complemento alla convenzione di doppia imposizione con gli Stati Uniti, che autorizza le richieste collettive.
Per il presidente della CDF la strategia di opposizione allo scambio automatico non è comunque priva di rischi. "Non metto la mano sul fuoco. Non è certo che potremo impedire a lungo lo scambio di informazioni automatico". Wanner ritiene anche poco difendibile una strategia diversa nei confronti degli Stati Uniti e dell'Europa. "Germania e Francia non accetteranno che la Svizzera in futuro consegni agli USA dati il cui accesso dovesse loro rimanere precluso".
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