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Le parole del giudice Marco Villa hanno leso la sua reputazione, secondo l'ex funzionario del Dss
BELLINZONA - Un risarcimento simbolico da parte del Cantone: è quanto chiede Ivan Pau-Lessi, ex responsabile dell'Ufficio famiglie e minorenni del Dipartimento sanità e socialità (Dss) oggi in pensione, per le parole pronunciate nel gennaio 2019 da parte del giudice Marco Villa nel corso della sentenza contro l'ex operatore sociale dello stesso Dss colpevole di abusi sessuali su una giovane. Lo riferisce la Rsi.
Villa, lo ricordiamo, chiamò in causa Pau-Lessi e lo accusò di non aver preso provvedimenti adatti quando, nel 2005, la vittima dell'abuso e un'altra ragazza gli parlarono a proposito delle azioni dell'operatore sociale e la decisione di trasferirlo non sarebbe stata sufficiente secondo il giudice. Ma, nell'aprile dello scorso anno, la Corte d'appello ha stabilito che a Pau-Lessi venne riferito nel corso dell'incontro che c'erano state delle avances e non dei rapporti sessuali.
Pau-Lessi ritiene, aggiunge la Rsi, che l'eco mediatica di quelle parole abbia leso la sua persona e chiede quindi allo Stato un risarcimento per torto morale e per le spese legali sostenute. Il Cantone ha respinto la richiesta nella procedura di conciliazione, quindi si è arrivati alla causa civile presentata nel mese di luglio alla pretura di Bellinzona.