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L'emergenza coronavirus fa saltare anche la conferenza Onu sul clima CoP26: l'appuntamento era in calendario a Glasgow per novembre, con due pre-vertici attesi nelle settimane precedenti a Milano e a Roma, ma è stata rinviata al 2021.
"Il mondo - ha annunciato il ministro britannico delle attività produttive Alok Sharma, incaricato dal premier Boris Johnson di presiedere la conferenza - sta affrontando una sfida globale senza precedenti e i paesi sono giustamente concentrati negli sforzi per salvare vite umane combattendo contro il Covid-19. Per questo abbiamo deciso di riprogrammare la CoP26".
"Continueremo a lavorare instancabilmente con i nostri partner per realizzare l'ambizione di contrastare la crisi dei cambiamenti climatici e mi occuperò di concordare una nuova data per la conferenza", ha proseguito Sharma via Twitter.
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, "sostiene la decisione del Regno Unito e dell'Ufficio Unfccc di ritardare la CoP26" a causa del coronavirus, ha comunicato il portavoce del Palazzo di Vetro.
"Centinaia di migliaia di persone si ammalano gravemente e molti muoiono per il Covid-19, la necessità di eliminare il virus e salvaguardare la vita è la nostra priorità principale", ha aggiunto, sottolineando che bisogna "proseguire gli sforzi per aumentare l'ambizione e l'azione sui cambiamenti climatici, soprattutto quando i paesi adottano misure per riprendersi da questa crisi".
"La scienza sul clima non è cambiata - ha affermato Guterres - le emissioni sono a livelli record, l'impatto si moltiplica e aggraverà le sfide socio-economiche che questa crisi intensificherà".
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