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LOSANNA - La responsabile del Servizio penitenziario vodese (SPEN) Catherine Martin lascia la carica. Lo ha annunciato il consigliere di Stato Philippe Leuba tirando le conclusioni - particolarmente severe - dell'inchiesta amministrativa condotta sulla vicenda Skander Vogt, il detenuto morto asfissiato l'11 marzo nel carcere vodese di Bochuz dopo aver incendiato la sua cella.
"La signora Martin non dispone delle qualità e dell'autorità indispensabili per procedere alle necessarie riforme" ha spiegato oggi alla stampa il capo del Dicastero vodese degli interni. La sua partenza è stata decisa "di comune accordo", alla lettura del rapporto stilato dall'ex giudice federale Claude Rouiller.
Incaricato dell'indagine amministrativa, l'ex magistrato non lesina le critiche nei riguardi del sistema carcerario vodese, "afflitto dalla mancanza di formazione del personale e da un asservimento alla disciplina spinto fino all'assurdo". La sera del dramma, il personale di Bochuz ha confuso direttive e pratiche effettivamente esistenti, dimenticando l'essenziale: soccorrere immediatamente un detenuto in pericolo di morte, rileva Rouiller.
I secondini del penitenziario "si sono asserragliati come dei robot dietro una direttiva di sicurezza", che imponeva di aspettare l'unità delle forze speciali prima di far uscire il detenuto - considerato pericoloso - dalla cella invasa dal fumo. La stessa lentezza nel reagire può essere rimproverata al personale medico.
"Skander Vogt è morto in definitiva a causa di una direttiva mal assimilata o mal compresa dalle persone la cui missione era di proteggerlo", sottolinea l'ex giudice. Il vallesano esclude tuttavia in modo categorico che le guardie carcerarie abbiano agito deliberatamente, per sbarazzarsi di un detenuto "scomodo".
SDA-ATS