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Torna a crescere l'allerta coronavirus nel Regno Unito, Paese che nei mesi scorsi ha fatto registrare il più alto numero di morti per Covid in Europa in cifra assoluta, secondo a Spagna e Belgio in rapporto alla popolazione.
L'impennata dei contagi a quasi 3000 quotidiani negli ultimi due giorni, picco da maggio, è stata definita oggi inquietante da Robert Jenrick, ministro delle Aeree Urbane del governo Tory di Boris Johnson, mentre restrizioni e forme di lockdown locali vengono ripristinate in alcune zone dell'isola, incluso in Scozia e Galles dove a gestire l'emergenza sono i governi regionali guidati da indipendentisti scozzesi e Labour.
Gli ultimi dati "sono particolarmente preoccupanti", ha notato Jenrick, malgrado il tasso di morti e ricoveri resti in questa fase relativamente basso. "Il virus è ancora molto con noi - ha avvertito rivolgendosi alla popolazione - e abbiamo tutti un peso da portare", un ruolo da svolgere "se vogliamo essere in grado di mantenere le nostre vite in una sorta di nuova normalità".
Parole che riecheggiano quelle del professor Jonathan Van Tam, deputy chief medical officer dell'Inghilterra, secondo il quale la tendenza attuale della pandemia, nel Regno come altrove, è di nuovo motivo di "grande allarme"; ed è conseguenza del fatto che molta gente "sembra essersi "rilassata troppo" rispetto alle precauzioni tuttora in vigore.