Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/190836

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto in cui sia esaminata a fondo la possibilità di garantire che le radiazioni non ionizzanti (onde radio ecc.) emesse da apparecchi elettronici a contatto con il corpo siano dichiarate in modo facilmente riconoscibile, con la collaborazione dei fabbricanti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella sua risposta all'interpellanza Semadeni 18.3622, "Apparecchi che emettono radiazioni elettromagnetiche a contatto con testa e corpo", il Consiglio federale aveva già affermato che vedrebbe di buon occhio una dichiarazione su base volontaria da parte dell'industria della quantità di radiazioni elettromagnetiche emesse dagli apparecchi portati a contatto con il corpo. Tuttavia l'obbligo di informazione incombe principalmente a chi fabbrica o immette in commercio questi apparecchi. Una dichiarazione di questo genere comporterebbe verosimilmente un onere supplementare modesto per l'industria, tenuta comunque a comprovare la conformità dei suoi prodotti ai requisiti normativi o ai valori limite per l'emissione di radiazioni (nel caso dei prodotti portati a contatto con il corpo si tratta del tasso di assorbimento specifico SAR).</p><p>Una dichiarazione obbligatoria dell'emissione di radiazioni non è però opportuna poiché, come ammette anche la stessa autrice del postulato, la dichiarazione del SAR massimo dice poco sugli effetti sulla salute. Il limite del SAR riduce infatti gli effetti a breve termine causati direttamente dalle radiazioni (effetto termico), ma non quelli a lungo termine. L'insufficienza di prove di eventuali rischi a lungo termine ha indotto l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) a classificare la radiazione dei telefoni cellulari come "probabilmente cancerogena per l'uomo". Non essendovi nuove acquisizioni in materia, al momento non è previsto alcun adeguamento di questa classificazione della IARC.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene opportuna una semplice dichiarazione delle radiazioni con una targhetta di avvertenza ISO 7010-W005. Le attuali conoscenze sugli effetti a lungo termine sulla salute sono troppo limitate per giustificare un'avvertenza. La targhetta di avvertenza ISO non apporta peraltro alcun valore aggiunto agli utenti, dato che non è graduata in funzione della quantità delle radiazioni emesse.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla questione dei possibili effetti sulla salute di questi prodotti. Per rispondere alle incertezze, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) pubblica diverse schede informative volte a informare la popolazione sui rischi delle radiazioni non ionizzanti e anche sui loro eventuali effetti a lungo termine.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.