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Clamorosa sentenza in una delle vicende giudiziarie più importanti degli ultimi anni in Ticino per presunta mala-edilizia. Il caso è quello della Consonni Contract di Chiasso, azienda specializzata nel design d'interni di lusso. Per i principali imputati, compreso il titolare della ditta, l'accusa di usura è stata stralciata sulla base di un precedente decreto d'abbandono da parte della procura, per i reati di coazione ed estorsione, risalente allo scorso anno.
La Corte - presieduta dal giudice Mauro Ermani - ha in sostanza dovuto applicare il principio "ne bis in idem", accertando il precedente abbandono del procedimento per gli stessi fatti. Non si tratta dunque di un'assoluzione. La Corte ha pure prosciolto da altri capi d'accusa gli imputati minori.
Tutti erano accusati di aver sottopagato i loro operai per anni ed erano stati chiamati alla sbarra per rispondere di usura aggravata, falsità in documenti ed ingiuria.
Secondo l'accusa, il titolare difeso da Flavio Amadò e Sabrina Aldi e per il quale la procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva chiesto una pena di tre anni e otto mesi di carcere da espiare, aveva sfruttato almeno 11 dei suoi lavoratori per otto anni. Una delle otto persone a processo verrà processata individualmente. Le parti hanno ora dieci giorni di tempo per ricorrere in appello.