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sabato 15 agosto 2020.

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Santa Teresa, allodole a distesa (15 OTTOBRE)
di Teresio Bianchessi
Santa Teresa, allodole a distesa
(15 OTTOBRE)
Sino agli anni quaranta il cacciatore era una figura che s’inseriva di diritto nella cornice agreste: fucile a doppia canna a tracolla, attorniato da cani scodinzolanti e inquieti, per lo più solitario, trascorreva giorni interi, dall’alba al tramonto, nei campi inseguendo un fagiano o una improbabile lepre instaurando con la selvaggina una battaglia di spostamenti e di posizione che spesso perdeva.
Se vittorioso, il suo rientro in paese era trionfale; anche i cani sentivano l’eccitazione della vittoria e il cacciatore, visibilmente soddisfatto, si avviava verso casa appagato dagli sguardi lanciati e alla sua cintola, da dove pendeva un fagiano o una pernice o un’allodola, e al carniere da dove sbucava, ai due lati, testa e coda della lepre.
La selvaggina catturata sarebbe poi finita all’osteria per una rara e festosa cena tra amici.
Nel tempo della caccia il cielo era spesso attraversato da stormi d’uccelli che migravano verso terre più calde e nella seconda metà d’ottobre, appunto intorno al giorno di Santa Teresa, il passaggio delle allodole era così maestoso che il loro numero gonfiava smisuratamente il cielo.