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Ad un popolo che, visto quello che succedeva e viveva, si interrogava chiedendosi se il Signore sarebbe intervenuto in suo favore e che, certe volte, si chiedeva addirittura se il Signore effettivamente avesse il potere per intervenire, il profeta Isaia si rivolge dicendo:
Cercate il SIGNORE mentre lo si può trovare; invocatelo mentre è vicino. Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; si converta egli al SIGNORE, che avrà pietà di lui, al nostro Dio, che non si stanca di perdonare.
«Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il SIGNORE. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.
Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata. Isaia 55:6-11
Semplicemente: cercate
Il brano inizia con questo cercate il Signore! Il problema dei loro anni, infatti, come dei nostri anni, d’altronde, è che le persone si allontanano da Dio. Poi si chiedono dove sia, ma non lo cercano. Si lamentano dell’ingiustizia, ma non si convertono alla giustizia. Si affidano a nuove idee, tralasciando ciò che è fondamentale.
“Cercatelo”, dice il profeta per incarico di Dio, “mentre lo si può trovare” oppure si potrebbe anche tradurre “perché lo si può trovare”. Solo una sfumatura, che ci fa però riflettere. Quel “mentre” potrebbe sembrare in effetti un fosco avvertimento, fate presto, se no non sarete in tempo. Invece è in realtà qualcosa di luminoso: cercate il Signore e lo troverete, adesso subito.
Certo c’è anche un senso di urgenza. Non che sia tardi in un senso assoluto, ma è per la vita oggi. La vita infatti è adesso, e viverla lontano dal Signore è uno spreco in ogni giorno. Ciò rende tristi le giornate, cercatelo invece ed è già lì. Troverete il Signore ed Egli cambierà la vostra vita.
perdono
In che modo? Cercatelo e avrete perdono, dice il profeta.
Usa parole forti come “empio” e “iniquo”. E subito le persone si smarcano: “ma, noi, non siamo a quei livelli!”. Qui però non è questione di confronti con altri, siamo tutti spesso lontani dal Signore. E semmai qui sarebbe come dire anche il più empio troverà perdono come il più iniquo, figuriamoci tutti gli altri.
Anche il “convertitevi”, vuol dire letteralmente “cambiate direzione” e quindi dice di dirigere i nostri pensieri e la nostra vita verso il Signore, che avrà pietà di noi. Non ci è chiesto di mettere a posto ogni cosa della nostra vita, di riuscire ad essere irreprensibili e di rinnovarsi da soli, prima di poter andare dal Signore. Invece è il contrario. È il Signore che rinnoverà la nostra mente e cuore e vita, basta volgersi a Lui.
Pensieri
La parte successiva del brano è anche più sorprendente: i pensieri alti di Dio sono pensieri di misericordia. I piani che Dio immagina per noi e l’umanità, le vie che sceglie per realizzarli, non li comprendiamo, ce ne sfuggono i particolari. Come il Regno di Dio che cresce di nascosto dagli sguardi di tutti, così sono i pensieri dell’intervento divino. E sono pensieri misericordiosi.
Noi, se prendiamo sul serio la situazione umana, a volte ci troviamo a pensare che occorra un diluvio universale e pure un bel giudizio universale, che non sarebbe male per risolvere le cose, che non ne scampi infine nessuno.
E invece, ecco, il tema della misericordia del Signore si lega alla distanza dei suoi pensieri rispetto ai nostri.
efficace
E non solo: quella Parola è efficace, la sua Parola andrà a buon fine, realizzerà tutto ciò per cui il Signore ve l’ha mandata. E se aggiungiamo che Gesù Cristo è la Parola in assoluto, ecco che il quadro della misericordia è realmente completo. Forte, efficace, risolutiva, incomprensibile, ma piena di grazia e bellissima.
Certamente in situazioni di ingiustizia e di catastrofe, le persone si chiedono dove sia Dio e molti sono i perché che si affollano nella mente. Questo però, a mio avviso, se viene fatto seriamente e non con battute superficiali tanto per lamentarsi, è già un cercare Dio, un volgersi a Lui.
Il profeta, in effetti, non risponde ad alcun perché. Troppe sono le situazioni in cui siam ridotti al silenzio e all’indecifrabilità degli avvenimenti. Però, il profeta annuncia. Annuncia attraverso questa specie di parabola della pioggia, la potenza e insieme l’assoluta misericordia del Signore. Un annuncio di fecondità, di vita, di rinascita, basta cercarlo.
Personale
Ragionando sull’annuncio di Gesù Cristo, che è giunto sulla terra proprio per portare a buon fine la sua missione di salvezza per noi, sappiamo che la Parola del Signore ha una differenza sostanziale con l’immagine della pioggia usata dal profeta.
Certamente l’analogia con la pioggia ci descrive l’efficacia, che non si nota, ma che porta infine pane da mangiare. Però, la Parola del Signore non è un meccanismo naturale, come il ciclo dell’acqua, ma una Parola personale, da persona a persona, che si rivolge all’umanità tutta, ma anche ad ogni singolo.
L’annuncio che il Signore realizza la salvezza, che è ciò che ha deciso, è dunque un annuncio di salvezza rivolto personalmente ad ognuno di noi. Il Signore ha un piano di salvezza per la nostra persona e per tutta la nostra esistenza. È in questa vita che Egli ci rivolge una parola di grazia e di salvezza, ed Egli ha tutti i mezzi per realizzare il bene che ha deciso.
Solo allora comprendiamo quanto la grazia di Dio sia concreta per noi, oltre che per gli altri. Ciò ci fa avere conversione e un nuovo inizio, ci fa trovare fiducia e speranza, ci fa rinascere in Gesù Cristo. Amen