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"L'UE sta diventando impaziente riguardo all'accordo quadro con la Svizzera e aumenta la pressione sulla Svizzera" titolavano ieri diversi media svizzeri. La Commissione europea ha infatti emanato una direttiva interna secondo cui gli accordi bilaterali dovrebbero essere aggiornati solo se questo è nell'interesse dell'UE.
La notizia è trapelata giovedì dalla Neue Zürcher Zeitung. La direttiva, datata 10 gennaio, conferma l'annuncio fatto dal commissario europeo Johannes Hahn a metà dicembre. Il testo reca la firma del segretario generale della commissione e del presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker.
Ciò riguarda i cinque accordi interessati dal progetto di accordo quadro: libera circolazione, prodotti agricoli, trasporto aereo, trasporto terrestre e sulle barriere tarrifarie, oltre che menzionare anche l'equivalenza borsistica.
Le discussioni in corso devono essere sospese o rinviate fino al raggiungimento di un risultato soddisfacente sull'accordo quadro, si può inoltre leggere. Tranne quando è nel migliore interesse dell'UE e esiste un obbligo legale.
"Niente da rinegoziare"
L'UE sta "perdendo un pò la pazienzaa" sull'accordo quadro, ha confermato giovedì mattina dall'ambasciatore dell'UE Michael Matthiessen in Svizzera (nella foto) alla RTS. Secondo il danese, in carica dal 1 ° settembre 2016, i negoziati sono finiti e non vi sarebbe nulla da rinegoziare.
"Sono passati dieci anni da quando l'Unione Europea ha richiesto un accordo quadro, seguiti da cinque anni di negoziazione" ha detto l'ambasciatore. Il progetto sul tavolo è un "buon compromesso", il testo può ora deve solamente essere spiegato. L'UE attende la fine delle consultazioni e quindi "spera che il Consiglio federale dia una risposta positiva prima dell'estate".
In un rapporto esplicativo pubblicato giovedì sul progetto, il Consiglio federale è altrettanto chiaro. "Per l'UE, non è possibile sospendere o rinviare i negoziati (...) In futuro, i negoziati istituzionali non sono certamente esclusi, ma richiederebbero un nuovo mandato da parte dell'UE e non potrebbero essere avviato fino alla metà del 2020".