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La Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale è assai scontenta del progetto di nuovo accordo con la Francia sulla tassazione delle eredità. Dal 2014, stando a questo testo, gli eredi residenti nell'Esagono di cittadini francesi domiciliati in Svizzera rischiano di dover pagare le tasse sulla successione alle autorità fiscali di Parigi. È meglio la denuncia dell'accordo attuale che un'intesa del genere, secondo la commissione.
Nelle settimane scorse, quando questo aspetto dell'intesa negoziata tra Parigi e Berna è diventato di pubblico dominio, sono piovute critiche, soprattutto dalla Romandia, dove risiedono 100'000 francesi. Si è parlato di un duro colpo alla sovranità fiscale elvetica.
Oggi, stando a quanto riferito ai media dal presidente della commissione Christophe Darbellay (PPD/VS), la maggioranza sostiene che tale accordo avvantaggia solo la Francia. Benché non si sia votato, ha proseguito il consigliere nazionale, "la maggioranza è dell'opinione che è preferibile non avere alcun accordo con la Francia su questo aspetto - Parigi ha infatti minacciato di denunciare l'attuale testo risalente al 1953 n.d.r - piuttosto che un documento così sbilanciato."
Anche il consigliere nazionale ticinese Fulvio Pelli, membro della commissione, ha criticato quelli che ha definito "negoziati lampo". "Non si è preso il tempo necessario per riflettere sulle consequenze", ha aggiunto l'ex presidente del PLR.
L'accordo è stato criticato anche dai direttori cantonali delle finanze, secondo i quali esso intacca la sovranità della Confederazione in materia fiscale. Tuttavia, per i cantoni, la nuova intesa negoziata da Berna e Parigi è preferibile alla disdetta dell'attuale accordo di doppia imposizione con la Francia sulla tassazione degli eredi.
I particolari dell'accordo non sono ancora noti. Si sa tuttavia che gli eredi di immobili domiciliati in Francia verrebbero tassati col diritto francese, anche se il parente deceduto viveva in Svizzera. Attualmente, gli eredi vengono tassati sulla base del diritto elvetico, sempre che i cantoni non abbiano abolito la tassa di successione. Le aliquote applicate in Francia sulle eredità sono più elevate di quelle esistenti nella Confederazione.
Altri temi affrontati
La commissione del Nazionale ha affrontato anche altri temi approfittando della presenza di Eveline Widmer-Schlumpf. La direttrice del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha smentito le voci secondo le quali i clienti tedeschi di banche svizzere stiano ritirando massicciamente i loro averi per collocarli a Singapore.
La commissione ha inoltre discusso dell'acquisto di CD con dati bancari rubati da parte di Länder tedeschi, ha aggiunto Darbellay. A questo proposito, Eveline Widmer-Schlumpf ha ricordato che finora non è stato dimostrato che i dati acquisiti dalle autorità germaniche siano utilizzabili.
La questione del trasferimento di dati riguardanti dipendenti di banche agli Stati Uniti è stata pure evocata. La presidente della Confederazione ha una volta ancora assicurato ai parlamentari che il Consiglio federale non ha mai autorizzato le banche ad infrangere la legge, ha sottolineato il consigliere nazionale vallesano.
Infine, la commissione ha approvato una mozione d'ordine di Fulvio Pelli con la quale si chiede al Consiglio federale di definire esplicitamente la nozione di "domanda raggruppata" nell'ambito della legge sull'assistenza amministrativa fiscale.
SDA-ATS