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Molte persone sentono prima o poi il bisogno di saperne di più sulla propria personalità e cercano risposte, ad esempio, attraverso test di psicologia o test attitudinali. I risultati che ottengono, a dipendenza della metodologia applicata, possono essere vaghi, poco precisi ma sono sufficienti per far credere di aver stabilito una completa diagnosi personale.
Accettando queste descrizioni rapide di noi stessi diventiamo vittime del cosiddetto effetto Barnum.
Phineas Taylor Barnum (1810-1891), celebre imprenditore statunitense attivo nel mondo dello spettacolo, aveva notato come la voglia di credere della gente riesca a suscitare impressione anche senza far ricorso a chissà quali grandi mezzi tecnici.
Le persone tendono a accettare un’idea, una proposta, un’illusione con l’unico scopo di soddisfare le aspettative che loro stesse hanno creato.
Questo comportamento può avere una forte influenza durante un consulto psicologico o presso un veggente, un medium o un astrologo per il fatto che ogni essere umano tende a accettare qualsiasi cosa, azione o parola, se questa lo mette in valore.
Nel 1948 lo psicologo Bertram Forer aveva messo a punto un esperimento per studiare da vicino l’effetto Barnum. Aveva realizzato un test della personalità includendovi frasi prese dagli oroscopi, del genere “Avete bisogno di sentirvi amati ma siete critici verso voi stessi. Avete alcuni punti deboli ma in generale sapete come compensarli. Potete essere chiacchieroni e socievoli ma in determinati momenti sapete essere riservati.”
Forer aveva poi chiesto ai suoi studenti di attribuire una nota da 0 a 5 in funzione della concordanza con le loro personalità. La media delle note era risultata vicina al 4.25, in quanto tutti gli studenti avevano considerato che il test corrispondeva alla loro personalità, anche se in realtà era costituito da descrizioni assai generiche.
Questo, in breve, è l’effetto Barnum, una micidiale, seppur semplice, manipolazione psicologica che in qualsiasi scala venga applicata permette di controllare le persone. Un controllo reso possibile dal fatto che molte, moltissime persone sono sensibili alle lusinghe, accettano più facilmente chi fa loro un discorso di falsi elogi che non chi fa di loro un’analisi di giuste critiche.