Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01250.jsonl.gz/865

Va avanti la politica elvetica dei trasporti rispettosa dell'ambiente
La Svizzera compie un altro passo in direzione di una politica dei trasporti rispettosa dell'ambiente. Il governo ha autorizzato Moritz Leuenberger a firmare il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi. Il documento verrà approvato a Lucerna.
Il Protocollo «Trasporti» - indica un comunicato diffuso mercoledì dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) - obbliga gli Stati che aderiscono alla Convenzione delle Alpi (Germania, Francia, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Austria, Slovenia, Svizzera e l'Unione europea) ad assicurare una mobilità sostenibile nello spazio alpino.
In particolare il trattato chiede di rinunciare alla costruzione di nuove strade transalpine (ma non preclude la realizzazione di un secondo tunnel autostradale al San Gottardo), di coordinare tra Paesi la realizzazione d'infrastrutture di trasporto, addossando i costi di realizzazione ai promotori.
La costruzione di strade «intra alpine» continua invece ad essere possibile, purché l'esame dell'impatto ambientale lo consenta. Inoltre deve essere provato che le esigenze in materia di trasporto non possano essere soddisfatte in altro modo, aggiunge il comunicato del DATEC.
L'Austria aveva indicato che avrebbe potuto rifiutarsi di convalidare il testo qualora non fosse stata accettata una dichiarazione aggiuntiva che prevedesse eccezioni al divieto di costruzione di nuove strade di transito alpino.
La Convenzione alpina è in vigore dal 6 marzo 1995. La Svizzera ha ratificato il trattato nel gennaio 1999. La Convenzione fissa caratteri generali e poco vincolanti: di fatto sono i singoli protocolli che ne fissano più severamente le misure di applicazione.
Il Protocollo «Trasporti» sarà firmato in occasione della VI conferenza delle Alpi che si terrà a Lucerna il 30 e 31ottobre. La Conferenza si riunisce ogni due anni a livello ministeriale.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Partecipa alla discussione!