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In caso di infezione COVID-19, le donne incinte presentano un rischio nettamente accresciuto di decorso grave della malattia e quindi rientrano fra le PPR. Come per tutte le PPR, nella primavera/estate 2023 anche per le donne incinte una vaccinazione anti-COVID-19 è raccomandata soltanto nel singolo caso: se il medico curante la ritiene indicata dal punto di vista medico nel singolo caso, tenendo conto della situazione epidemiologica del momento, è attesa una temporanea maggiore protezione da un decorso grave e l’ultima dose di vaccino risale ad almeno 6 mesi prima.
Alla luce dell’evidenza scientifica e delle valutazioni di diversi gruppi di esperti internazionali in questi casi la CFV e l’UFSP consigliano la vaccinazione anti-COVID-19 con un vaccino a mRNA a tutte le donne incinte a partire dal 2° trimestre di gravidanza. Su richiesta della donna è possibile eseguire la vaccinazione anche nel 1° trimestre di gravidanza.
Le donne incinte sono esposte in particolare a un rischio nettamente aumentato in caso di infezione da COVID-19 per quanto riguarda il ricovero in un reparto di cure intensive nonché la respirazione artificiale e a un rischio di mortalità aumentato (Allotey et al. 2020; Chinn et al. 2021; Villar et al. 2021; La Verde et al. 2021). Inoltre, il rischio di un parto prematuro (con possibili conseguenze per il neonato) è nettamente aumentato (Chinn et al. 2021, Villar et al. 2021, Martinez-Perez et al. 2020, Norman et al. 2021).
Una vaccinazione anti-COVID-19 prima o durante la gravidanza protegge la donna e il nascituro (Halasa et al. 2022; Goldshtein et al. 2021, Dagan et al. 2021, Theiler et al. 2021, Morgan et al. 2022, Stock et al. 2022) ed è raccomandata anche in diversi altri Paesi. Alcuni studi indicano che gli anticorpi contro il SARS-CoV-2 delle donne incinte vaccinate vengono trasmessi al nascituro (Halasa et al. 2022; Nir et al. 2022). Questi anticorpi contribuiscono alla protezione del bambino dal SARS-CoV-2. In tutto il mondo è già stato vaccinato più di un milione di donne incinte (OMS). Le donne che pianificano una gravidanza o che allattano possono essere vaccinate contro la COVID-19. Se per una persona particolarmente a rischio è indicata una vaccinazione secondo la raccomandazione, è possibile effettuarla anche in caso di pianificazione di una gravidanza o durante il periodo di allattamento.
Le prove scientifiche sulla sicurezza e sull’efficacia di una vaccinazione anti-COVID-19 a mRNA durante la gravidanza confermano che i benefici prevalgono nettamente sui possibili rischi (CDC Pregnancy Registry; Public Health England; Shanes et al. 2021; Theiler et al. 2021; Trostle et al. 2021; Shimbabukuro et al. 2021).
Attenzione: attualmente una vaccinazione con Nuvaxovid® in generale non è raccomandata alle donne incinte e a quelle che allattano non essendo ancora disponibili sufficienti dati sulla sicurezza. Se una donna incinta non può essere vaccinata con un vaccino a mRNA per motivi medici, può essere presa in considerazione una vaccinazione con Nuvaxovid® nel quadro di una vaccinazione raccomandata a persone particolarmente a rischio nella primavera/estate 2023 qualora da una valutazione individuale dei rischi e dei benefici risulti una chiara prevalenza dei potenziali benefici.