Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01277.jsonl.gz/764

Nella vicenda che vede coinvolti CIA e BND nella gigantesca operazione di spionaggio di alleati e nemici denominata Rubicon che coinvolge la svizzera Crypto emergono le prime domande da parte dell'organo parlamentare tedesco di controllo dei Servizi segreti (Pkg).
Il deputato verde che presiede il Pkg, Konstantin von Notz, ha invitato il governo a prendere posizione in merito alla vicenda. È necessario chiarire, ha detto Notz, "se il controllo parlamentare è stato deliberatamente aggirato per circa due decenni".
La vice-portavoce del governo, Ulrike Demmer, in conferenza stampa oggi si è limitata a riferire che il governo tedesco "è venuto a conoscenza" delle notizie emerse sulla stampa ieri.
Un deputato liberale della commissione parlamentare di controllo dei Servizi, Stephan Thomae, ha chiesto conto di eventuali fondi neri: "ci sono stati profitti che apparentemente sono finiti in un bilancio ombra del BND: dove sono finiti questi fondi?".
Ieri un'inchiesta congiunta del Washington Post, della tv tedesca ZDF e della tv svizzero tedesca SRF aveva reso noto che i servizi segreti tedeschi e la CIA avrebbero avuto accesso per oltre vent'anni, dal 1970 al 1993, alle informazioni criptate di oltre 100 Paesi. A quanto risulta dai documenti analizzati, diversi governi si sono affidati alla società di Zugo Crypto per criptare le loro comunicazioni, ignorando che la società era di proprietà della CIA e del BND e che questi ne manipolavano la tecnologia per decodificarne le informazioni.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>