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L'epidemia di febbre emorragica provocata dal virus Ebola in Africa Occidentale ha costretto New Delhi a rinviare il terzo vertice India-Africa previsto in dicembre. Avrebbero dovuto partecipare 50 Paesi africani con oltre mille delegati.
Il ministero degli Esteri indiano ha spiegato che l'espandersi del virus che ha già ucciso più di 2.600 persone in Guinea, Liberia e Sierra Leone ha reso difficile "l'organizzazione logistica, tenuto conto delle norme da rispettare in materia di sicurezza sanitaria".
Tra il migliaio di delegati africani attesi vi erano ministri, esponenti governativi e uomini d'affari. Il vertice che avrebbe dovuto cominciare il 4 dicembre sarebbe stato uno degli avvenimenti internazionali più importanti in India degli ultimi anni.
New Delhi ha precisato che il governo studierà con l'Unione africana come riprogrammare il vertice, che ha finalità soprattutto economiche, nel 2015.
Gli aeroporti indiani sono già ora in stato d'allerta per controllare gli arrivi dall'Africa occidentale e per impedire che la malattia attecchisca nel Paese che conta 1,25 miliardi di abitanti. Il ministro della Sanità indiano, Harsh Vardhan, ha detto che l'India ha "predisposto un piano molto capillare e avanzato per bloccare" il virus.
Ma gli esperti della sanità pubblica ritengono che l'India, i cui servizi sanitari sono già sovraccarichi, non sarebbe in grado di fronteggiare un'epidemia di Ebola, soprattutto perché non ha i mezzi per attuare efficaci misure di isolamento dei malati e di protezione del personale medico.
SDA-ATS