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Attraversare le Alpi con il treno, scavare le montagne, creare lunghe gallerie per unire nord e sud dell’Europa con moderni mezzi di trasporto. È questo l’ambizioso progetto delle élite di metà Ottocento. Un sogno che in Svizzera si trasforma in realtà a partire dalla galleria del San Gottardo. Tra i vari progetti che si confrontano vince quello dell’Unione per il Gottardo, fondata nel 1863 da 15 cantoni e due compagnie ferroviarie e presieduta dal banchiere zurighese Alfred Escher. Nel 1871 l’Unione trasferisce i propri diritti alla Ferrovia del Gottardo, poco dopo ad aggiudicarsi il concorso per la realizzazione della galleria è l’ingegnere ginevrino Louis Favre, che morirà nel 1879, prima della fine dei lavori. A finanziare l’opera sono i governi della Svizzera, dell’Italia e della Germania.
I lavori iniziano nel 1872. Dieci anni dopo, dal 22 al 25 maggio 1882, avviene la festa d’inaugurazione. I 15 km di galleria, tra Airolo, nel Cantone Ticino, e Göschenen, nel Canton Uri, fanno conquistare al San Gottardo il titolo di tunnel ferroviario più lungo al mondo. Record che sarà superato nel 1906 dal traforo del Sempione. Quest’ultima galleria, lunga oltre 19,8 km, viene realizzata, a partire dal 1898, per unire Briga nel Canton Vallese all’italiana Domodossola.
Robert Walser
La storia dei tunnel alpini realizzati nella seconda metà dell’Ottocento è anche la storia di migliaia di operai e manovali impiegati in turni massacranti per molte ore nelle viscere della terra, con temperature di oltre 30 gradi centigradi. Numerosi gli incidenti sul lavoro e le morti (si calcola circa 200) avvenuti durante la realizzazione del tunnel del San Gottardo.
Si registrano anche epidemie per le scarse condizioni igieniche. I paesi di Airolo e Göschenen vedono più che raddoppiare la popolazione. Molti sono i lavoratori provenienti dal Nord Italia che vengono alloggiati in baracche. Avvengono proteste e scioperi, e si arriva anche a sparare
sui manifestanti.