Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01278.jsonl.gz/43

Due vortici polari al posto di uno
Il vortice polare si è diviso in due e ci prende un po' in giro.
Quest'inverno, invece di uno, si sono stabiliti due vortici polari. Ciò confonde anche le previsioni meteorologiche a medio termine. (fonte: Lucian Haas, Lu-Glidz)
Quando il sole raggiunge appena il Polo Nord d’inverno, l'aria si raffredda decisamente e forma un serbatoio di aria fredda particolarmente grande. I venti ruotano attorno a quella massa d'aria fredda e formano i cosiddetti vortici polari. All'interno del vortice, l'aria fredda rimane praticamente intrappolata. Ciò sarebbe normale, se quest'inverno non ci fosse una particolarità.
Il vortice polare si è sdoppiato in due e i rispettivi schemi di flusso agiscono ora separatamente. Essi si intralciano continuamente e si spingono vicendevolmente avanti e indietro.
Per i meteorologi, seguire queste evoluzioni è emozionante (preferibilmente su mappe geopotenziali a 500 hPa) e in ogni caso sorprendente, dal momento che i modelli meteorologici a grande scala non riescono ancora a prevederne con precisione il comportamento nella media scadenza. Il sistema risulta molto caotico a causa dei vortici in competizione, e questo è soprattutto attuale per l'Europa.
L'Europa si trova approssimativamente al confine fra le sfere d'influenza dei due vortici. A volte uno influisce maggiormente sul nostro tempo, a volte tocca all'altro, a volte invece siamo proprio nel mezzo. Questo porta ad un rapido avvicendarsi di fasi piuttosto fredde con fasi molto più miti, o di fasi umide con fasi asciutte.
Nei prossimi giorni il vortice orientale prenderà dunque il sopravvento, da noi, e porterà aria continentale molto più fredda sull’Europa. Fino a che punto l' avanzamento dell'aria fredda raggiungerà in realtà l’occidente e il meridione non è ancora chiaro, perché ogni modello, di volta in volta, ricalcola soluzioni un po’ diverse.
Questa situazione meteorologica non è vantaggiosa per la pianificazione delle attività di volo, perché i modelli a volte spostano decisamente le correnti da un punto all’altro, rispetto alla corsa precedente, lasciando i previsori in una insolita incertezza.
Perdoniamo dunque le contraddizioni o le correzioni dei vari istituti meteo, finché questa anomalia non si sarà risolta. Ma in fondo, il tempo è bello perché è vario e bisogna accontentare la natura, che a volte non ama essere troppo sondata.