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Caso Abacha: la Svizzera presta assistenza giudiziaria - Bloccati in Svizzera finora 645 milioni di dollari
Berna, 21.01.2000 - Il nostro Paese sostiene l'indagine penale condotta dalle autorità nigeriane per appropriazione indebita di fondi statali durante il regime dell'ex capo di Stato nigeriano Sani Abacha. L'Ufficio federale di polizia (UFP) ha esaminato la domanda formale d'assistenza giudiziaria nigeriana e deciso che l'assistenza giudiziaria in questo caso è ammissibile. L'UFP ha inoltre ordinato il blocco di ulteriori conti e l'acquisizione di documenti bancari.
La domanda d'assistenza giudiziaria nigeriano è rivolta contro l'ex capo di Stato Sani Abacha e 14 altre persone (tra cui diversi congiunti e membri dell'ex regime). Le autorità nigeriane li sospettano di avere per anni "sistematicamente saccheggiato" la Banca centrale di Nigeria. Le accuse contemplano una serie di reati patrimoniali (tra gli altri appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti e riciclaggio di denaro). Le autorità nigeriane chiedono alla Svizzera di bloccare i valori patrimoniali confluiti nel nostro Paese nonché di consegnare i documenti bancari e i valori patrimoniali.
L'UFP si occupa esso stesso dell'esecuzione della domanda d'assistenza giudiziaria. Questa possibilità gli è consentita secondo la riveduta legge sull'assistenza giudiziaria quando si tratta di casi complessi e particolarmente rilevanti. Nel caso Abacha, l'UFP opera in stretta collaborazione con l'ufficio del giudice istruttore di Ginevra che ha già aperto una procedura penale per riciclaggio di denaro relativa allo stesso caso e bloccato finora 645 mio di dollari. Questa somma potrebbe ancora aumentare visto che le banche, giusta l'articolo 9 della legge sul riciclaggio di denaro, sono tenute a comunicare ogni sospetto fondato su valori patrimoniali che provengono da attività criminali, sottostanno alla facoltà di disporre di un'organizzazione criminale o sono in relazione con il riciclaggio di denaro. Considerata la portata dell'appropriazione indebita rilevata dalle autorità nigeriane, è probabile che le banche estendano i loro controlli oltre la cerchia dei membri della famiglia Abacha anche a terzi non toccati direttamente dalla domanda d'assistenza giudiziaria nigeriana.
L'UFP ha prorogato sino alla fine della procedura d'assistenza giudiziaria il blocco cautelare dei conti, disposto il 13 ottobre scorso. I valori patrimoniali dell'ammontare di 80 mio di dollari circa, bloccati in base a queste misure cautelari, sono una parte dei valori patrimoniali bloccati nell'ambito della procedura svizzera. L'UFP ha inoltre ordinato il blocco di altri conti; da questo provvedimento sono toccate tre banche a Ginevra e quattro a Zurigo. L'UFP ha inoltre incaricato il responsabile giudice istruttore ginevrino di acquisire i necessari documenti bancari e di interrogare in qualità di testimoni i rappresentanti di dette banche. Lo stesso giudice istruttore è inoltre stato incaricato di trasmettere all'UFP informazioni risultanti dalla sua procedura penale suscettibili di essere utili per l'esecuzione della domanda d'assistenza giudiziaria.
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