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La soluzione transitoria concernente il programma di formazione Erasmus+, inizialmente prevista per il 2014, sarà prorogata anche nei prossimi due anni universitari. Il Consiglio federale ha infatti deciso di garantire la mobilità degli studenti svizzeri anche per il 2015 e il 2016, stanziando rispettivamente 23,9 milioni e 25,1 milioni di franchi nel caso in cui la Confederazione non possa associarsi al programma.
In aprile, il Consiglio federale aveva già sbloccato 22,7 milioni per consentire ai giovani svizzeri di partire all'estero per il periodo 2014 nell'ambito di uno scambio con altre università.
Questa soluzione di ripiego si era resa necessaria dopo la sospensione dei negoziati con l'Unione europea su Erasmus+ in seguito al voto sull'iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa del 9 febbraio 2014. La Commissione europea aveva infatti sospeso le trattative con la Svizzera per la partecipazione al programma.
Di fatto, pur non offrendo le stesse condizioni previste in caso di piena associazione della Confederazione ad Erasmus+, "la soluzione transitoria garantisce una certa continuità e un certo margine di sicurezza per pianificare le attività dei prossimi anni", si legge in una nota odierna del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
Il Consiglio federale ammette che "date le circostanze attuali, non si prevede una rapida conclusione dei negoziati". Per questo il governo ha deciso di "mettere a punto una strategia alternativa per affrontare la situazione con tempestività". Dei 49 milioni complessivi di contributi, il 90% sarà destinato alla mobilità, la quale include anche i costi per gli studenti stranieri che si trovano in Svizzera per un soggiorno di studio temporaneo.
Infine, il governo precisa che i fondi per i progetti di riforma e di partenariato saranno mantenuti. "I progetti da finanziare dovranno tuttavia essere conformi agli obiettivi di formazione concordati dalla Confederazione e dai cantoni", si legge ancora nel comunicato.
SDA-ATS