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La presidente uscente del Brasile e candidata del Partito dei lavoratori, Dilma Rousseff, è stata rieletta per un nuovo mandato con il 51,64% dei voti, contro il 48,36% del suo avversario della destra, Aécio Neves, rappresentante del partito della Social-democrazia brasiliana.
Questa vittoria, che offre al Partito dei lavoratori il suo quaurto mandato dall’elezione di Luiz Inacio Lula da Silva nel 2002, Dilma Rousseff la deve soprattutto alla fedeltà del Nordeste.
La regione più povera del Brasile, ma anche una delle più dinamiche nell’ultimo decennio, ha votato per lei a oltre il 70%. E’ il riconoscimento dei programmi sociali, delle politiche di inclusione e degli investimenti pubblici in questa regione tradizionalmente disprezzata dall’élite.
Il ricco sud del Brasile, istruito e industrializzato, ha invece voltato le spalle alla presidente uscente. Ad esempio, nello Stato di Sao Paulo, primo collegio elettorale del paese, Rousseff ha raccolto solo il 35% dei voti, contro il 65% del suo avversario.
Accanto a Lula da Silva, suo predecessore e mentore, Dilma Rousseff ha ringraziato gli elettori e ha chiesto l’unione del paese, a seguito di una campagna elettorale segnata da episodi di violenza : “Il mio primo impegno è il dialogo – ha detto in un discorso dove ha respinto l’idea di un Brasile diviso dalle elezioni, il “Brasile povero” che ha votato per lei e il “Brasile ricco” che ha votato per Aécio Neves.