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Addio al ciuccio
Il ciuccio è il miglior amico di quasi tutti i bambini piccoli: li consola, li tranquillizza ed evita che i piccoli succhino il pollice. Al più tardi a tre anni, i bambini dovrebbero gradualmente abbandonare il succhiotto, soprattutto per il bene dei loro denti.
Il ciuccio consola, tranquillizza i bambini e placa il riflesso di suzione. Quattro bambini su cinque sentono il bisogno di succhiare un ciuccio, il pollice, un animale di pezza o un lembo di stoffa. Tra tutte queste possibilità, il ciuccio è la migliore – spiega Jan Danz della Società svizzera di ortopedia dento-facciale – poiché «far perdere al bambino l’abitudine di usarlo è senz’altro più facile che disabituarlo alle altre opzioni».
Ma perché mai bisognerebbe spingere un bambino a smettere di succhiare il ciuccio o il pollice? Per evitare che i denti si spostino! Se i denti non si trovano nella posizione in cui dovrebbero essere, infatti, i piccoli fanno fatica a mangiare e a parlare. Le malposizioni dei mascellari, come il morso aperto anteriore, impediscono ai bambini di mordere il cibo e nei soggetti di tre anni sono prevalentemente da ricondurre all’abitudine di succhiare il ciuccio o il pollice. Tuttavia, «chi smette di succhiare il ciuccio, la copertina, il dito ecc. prima dell’eruzione dei denti permanenti, ha buone possibilità che le malposizioni regrediscano senza lasciare danni permanenti», tranquillizza l’ortodontista Jan Danz, che consiglia di ridurre questa abitudine tra i tre e i quattro anni, in modo da permettere al bambino di perderla del tutto. Usare meno il succhiotto favorisce anche lo sviluppo del linguaggio: se i bambini parlano con il ciuccio in bocca, acquisiscono tecniche errate nell’imparare a parlare.
Meno ciuccio
Verso gli otto mesi, il bisogno di suzione di un bambino diminuisce, per cui il tempo da dedicare al ciuccio può essere gradualmente ridotto. I genitori non dovrebbero mai proporre il succhiotto al piccolo, ma aspettare piuttosto che sia lui a chiederlo. Quando il bambino non lo usa, lo può riporre in una scatola o fargli “fare la nanna”. Non vedendolo, il piccolo non è certamente tentato di succhiarlo solo per noia. I genitori potrebbero accordarsi con il bambino su dove e quando può usare il ciuccio, per esempio quando è nel passeggino, a letto o in macchina, oppure quando si fa male.
Un addio a piccoli passi
Gli specialisti sconsigliano sia di far sparire il succhiotto, sia di cospargerlo con gel dai gusti nauseanti per far perdere velocemente al bambino l’abitudine di succhiarlo. Prima o poi, infatti, dopo una serie di separazioni più o meno lunghe, i bambini riescono a dare definitivamente l’addio al ciuccio. Per molti, però, si tratta di un passo difficile al quale andrebbero preparati. Nella migliore delle ipotesi dovrebbero scegliere loro quando farlo. Diversi rituali aiutano i bambini a dare l’addio al succhiotto: lo possono affidare alla fatina del ciuccio, a San Nicolao o al coniglietto di Pasqua e in cambio ricevere un regalo oppure organizzare con i genitori e i nonni una festa di addio al ciuccio.
Dopo i tre-quattro anni, i bambini fanno più fatica a perdere l’abitudine di succhiare il ciuccio o il pollice, ma il peggio è che spesso in seguito devono farsi correggere le malposizioni dei denti permanenti da un dentista specializzato.