Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01197.jsonl.gz/816

Alexander Sodiqov, blogger di Global Voices e dottorando tajiko dell’Università di Toronto, è stato arrestato in Tajikistan lo scorso 16 giugno, in un caso che solleva diverse questioni di libertà di espressione e di ricerca nel paese ex-sovietico.
Come riporta Human Rights Watch, Sodiqov è stato arrestato nella città di Khorog nella regione di Gorno-Badakhshan nella parte sudoccidentale del Tajikistan. L’accusa è di spionaggio. Alexander Sodiqov stava conducendo un’intervista per una ricerca accademica quando è stato trattenuto dalle autorità. Il Guardian riporta che il ricercatore sarebbe stato anche “esposto in televisione nel tentativo di discreditare lui e un politico di opposizione”. Le autorità di Badakhshan hanno diramato un comunicato per dire che Sodiqov era stato trattenuto durante quella che loro definiscono “l’esecuzione di una missione speciale per conto di una nazione straniera”. Il governo di Dushanbe non ha invece rilasciato particolari commenti sul caso.
La città di Khorog, dove il ricercatore è stato arrestato, è la capitale della Provincia autonoma di Gorno-Badakhshan. Questa regione montuosa lungo il confine con l’Afghanistan è stata a lungo sostanzialmente al di fuori del controllo del governo centrale tajiko e i suoi confini con l’Afghanistan, il Kyrgyzstan e la Cina sono piuttosto porosi. Il governo del Tajikistan è stato anche notoriamente piuttosto ostile nei confronti di chiunque abbia cercato di rivelare le tensioni di questa particolare regione, inclusi i rapporti difficili con le minoranze etniche.
Il Tajikistan è indicato come un paese “non libero” nel report di Freedom House per il 2014. Le pressioni sui media indipendenti si sono rafforzate negli ultimi anni e il governo ha bloccato i social network in diverse occasioni, ma l’arresto di Sodiqov e la sua scomparsa, insieme alle pesanti accuse di spionaggio, sembrano portare quell’oppressione su un livello ancora piu alto.
Il caso ha scatenato una protesta internazionale. Edward Schatz, supervisor di Sodiqov all’University of Toronto, come riporta The Star, ha dichiarato che il suo ricercatore si trovava in Tajikistan per “cercare cause e modi per fermare la violenza in Tajikistan”. John Heathershaw dell’Università di Exeter, collega di Sodiqov per questo progetto di ricerca, invece, ha confermato come gli obiettivi dello studio siano la risoluzione dei conflitti nell’Asia centrale e come il loro sia “uno dei molti progetti finanziati dal British Economic and Social Research Council”.
Come parte del suo progetto “Rising Powers and Conflict Management in Central Asia”, Sodiqov ha condotto un’intervista con l’attivista Alim Sherzamonov, una delle figure chiave nel partito di opposizione socialdemocratico del Tajikistan nella regione di Gorno-Badakhsan, già leader di alcune proteste all’inizione dell’anno. Non si hanno notizie di Sodiqov da quando il Gknb, la polizia segreta del paese che ha preso il posto del Kgb sovietico, lo ha arrestato. L’agenzia indipendente Asia-Plus ha riportato il 19 giugno che un breve video in cui compariva il ricercatore è stato mandato in onda dalla tv locale di Khorog la sera prima. Nel video, fortemente editato secondo diverse fonti locali, Sodiqov sarebbe apparso “pallido, confuso e forzato a parlare”. Chris Rickleton del Guardian ha scritto che è probabile che lo studioso sia stato usato per discreitare proprio Sherzamonov.
Sia Freedom House che l’Ocse hanno espresso la loro preoccupazione sulla scomparsa di Sodiqov. David Kramer, presidente di Freedom House, ha dichiarato che, anche se il governo ha comunicato alcuni dettagli su dove si trovi Sodiqov e gli ha consentito di contattare un avvocato, “la sua detenzione sembra molto di più una scomparsa”. Dunja Mijatović dell’Organization for Security and Co-operation in Europe ha detto che è preoccupante che “né la famiglia o i suoi amici sappiano dove si trovi”. Mijatović ha chiesto al governo tajiko di rivelare al più presto tutti i dettagli sull’arresto di Sodiqov e le sue attuali condizioni.
Steve Swerdlow, ricercatore di Human Rights Watch per l’Asia centrale, ha invece dichiarato al Guardian che le autorità del Tajikistan avrebbero portato a termine una “scomparsa forzata” e come tale avrebbero violato le leggi internazionali. I colleghi di Sodiqov all’Università di Toronto hanno lanciato una petizione per sostenere il ricercatore e la validità accademica del suo lavoro. Gli amici e la famiglia dello studioso scomparso hanno inveece lanciato un’altra petizione su Avaaz, indirizzata direttamente a Saymumin Yatimov, capo del Gknb. Il 23 giugno, 8 giorni dopo l’arresto, il Gknb ha ufficializzato le accuse contro Sodiqov e gli ha assegnato un avvocato d’ufficio.
Photo credit: Tony Fischer / Flickr Cc; Alexandr Sodikov / Twitter