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Cresce il numero di persone colpite dalle catastrofi naturali
Il numero di persone colpite da catastrofi naturali in tutto il mondo non è mai stato così alto. Il ciclone Mocha che si è abbattuto sulla Birmania e il Bangladesh è solo l'ultimo disastro in ordine di tempo. Nel marzo scorso il ciclone Freddy ha messo in ginocchio il Malawi in Africa meridionale con centinaia di persone disperse. Anche se non paragonabili le alluvioni che interessano l'Italia in questi giorni stanno causando enormi danni.
Per analizzare gli interventi necessari a ridurre l'impatto delle catastrofi naturali e fare il punto sull'accordo internazionale sul tema, sottoscritto nel 2015 da 187 Paesi, esperti di tutto il mondo si incontreranno alle Nazioni Unite il 18 e 19 maggio. L'obiettivo è accelerare gli sforzi per attuare pienamente il Sendai Framework, l'accordo che prende il nome dalla città giapponese in cui è stato adottato, e rendere il mondo un posto più sicuro.
Il Sendai Framework è stato pensato per ridurre significativamente il numero di morti per catastrofi, i danni alle infrastrutture e migliorare i sistemi di allarme rapido entro il 2030. Tuttavia, Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi (UNDRR), otto anni dopo la firma dell'accordo, i progressi compiuti sono pochi. Il numero di persone colpite da disastri è aumentato dell'80% dal 2015 e molte lezioni apprese da eventi passati sembrano essere state ignorate. Lo stato dell'arte, contenuto in un'analisi stilata in previsione della riunione di domani, rileva infatti che i crescenti impatti dei cambiamenti climatici dal 2015 sono molto più gravi nei paesi in via di sviluppo. Un esempio è l'alluvione in Pakistan nel 2022, che ha colpito più di 33 milioni di persone e danneggiato milioni di ettari di terreni agricoli, causando una diffusa insicurezza alimentare.
Inoltre, il Covid ha dimostrato che la crescente interconnessione di società, ambienti e tecnologie in tutto il mondo comporta che i disastri possono diffondersi molto rapidamente. Secondo Mami Mizutori, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi e direttore dell'UNDRR «la triste realtà è che molti di questi disastri potrebbero essere evitati perché sono causati da decisioni umane. L'invito ai Paesi, dunque, è ridurre i rischi in ogni decisione, azione e investimento che fanno», ha aggiunto.