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Contrariamente a quanto annunciato in un primo tempo, non ci sarà nessun ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo contro la condanna per violazione del segreto d'ufficio inflitta a due ex dipendenti dei servizi sociali di Zurigo. In dicembre il Tribunale federale (TF) aveva confermato la condanna delle due donne ad una pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere da 80 franchi inflitta dalla giustizia zurighese.
Contro questa sentenza, una delle due donne aveva subito annunciato la volontà di ricorrere a Strasburgo. Oggi l'altra condannata ha però affermato all'ats, confermando quanto pubblicato dal Beobachter online, che nessun ricorso è stato inoltrato. Secondo le due ex funzionarie i rischi di perdere la causa sono troppo elevati, ciò sarebbe inoltre controproducente per i futuri "whistleblower".
Le due donne avevano trasmesso agli inizi del 2007 al settimanale Weltwoche documenti confidenziali su gravi casi di abusi nell'assistenza sociale. Secondo i giudici le due ex funzionarie avevano però la possibilità di denunciare le irregolarità ai superiori o ad altri uffici competenti, prima di rivolgersi alla stampa.
A Zurigo la vicenda aveva scatenato un ampio dibattito sugli abusi da parte di beneficiari dell'assistenza. Le due ex dipendenti del dicastero opere sociali furono sospese dall'incarico nell'autunno 2007 e licenziate in tronco nel marzo 2008 per gravi violazioni dei propri obblighi. Nel 2009 le due donne hanno tra l'altro ricevuto il "Prix Courage" assegnato ogni anno dal periodico della Svizzera tedesca Beobachter a chi si è particolarmente distinto per coraggio civile.
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