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L'intervento della Confederazione in favore di Credit Suisse non è gratuito. Berna fatturerà alla banca il dispendio aggiuntivo provocato nel conflitto fiscale con gli Stati Uniti, ha affermato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) confermando informazioni odierne della "Neue Zürcher Zeitung".
È previsto che Credit Suisse partecipi in modo adeguato ai costi, ha dichiarato il portavoce del DFF Roland Meier, citato nell'articolo del quotidiano zurighese. Importi precisi non sono tuttavia stati forniti.
Già UBS, dopo l'accordo con gli Stati Uniti del 2009, era stata chiamata alla cassa. Per la precisione, l'istituto bancario aveva dovuto sborsare 26 milioni di franchi per la gestione della domanda di assistenza amministrativa.
L'associazione Azionisti per un'economia sostenibile (Actares), ha chiesto oggi a Credit Suisse di identificare i colpevoli di quanto successo. I responsabili dello scandalo devono essere portati davanti alla giustizia, scrive l'organizzazione in un comunicato, e devono partecipare alla multa di 2,6 miliardi di dollari inflitta dalle autorità americane alla banca. Per questo è necessario stilare un rapporto su quanto avvenuto.