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VIENNA - Dopo una settimana di lavori, numerosi studi, proposte e appelli, si e' chiusa la XVIII conferenza internazionale sull'aids a Vienna. Misto il bilancio: ottimismo sul fronte prevenzione e cura, timori che gli stati possano stringere il rubinetto dei finaziamenti.
Molte le tirate di orecchie ai governo, perche' non fanno abbastanza o non mantengono le promesse di aiuti finanziari. Ma anche qualche impegno promettente, come quello del presidente Usa Barack Obama giunto stasera via viedo: "ho incaricato la mia amministrazione di raddoppiare i nostri sforzi per la prevenzione e la terapia dell'hiv/aids, sia in America che nel mondo".
Anche il segretario di stato Hillary Clinton si e' fatta sentire in un video-messaggio: "diamo prova del nostro impegno nella lotta all'aids con una duratura, efficace e ampia risposta alla minaccia mondiale rappresentata dalla malattia", ha detto. Suo marito, l'ex presidente Bill Clinton, da anni impegnato nella lotta all'aids, ha partecipato di persona alla conferenza e in un discorso lunedi' ha sollecito nuovi modelli di finanziamento: "un grande numero di persone puo' mettere insieme con piccole offerte grandi somme", ha detto ipotizzando supplementi sui biglietti aerei o gli eventi sportivi.
Tra i dati incoraggianti emersi, l'aumento del numero di persone che ricevono cure, oltre cinque milioni in tutto il mondo (un milione in piu' rispetto all'anno scorso), ma sempre solo un terzo di quanti ne avrebbero bisogno.
SDA-ATS