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La prima ala rigida appare nel 1972 a bordo di catamarani di classe C. Nel 1988, l’ala rigida effettua il suo ingresso vincente mondo della competizione con la Coppa America, a bordo del catamarano Stars & Stripes di Dennis Conner. L’ala rigida ha anche un breve momento di gloria sul lago di Ginevra a bordo del trimarano Altaïr XII, prima di rompersi prematuramente.
La svolta avverrà nel 2010 alla 33a edizione della Coppa America, con un trimarano americano di 90 piedi montante un un’ala rigida di 68 metri. Il suo sfortunato avversario, lo svizzero Alinghi 5, ha commesso l’errore di partecipare alla gara di Valencia con le vele tradizionali.
Tuttavia le ali rigide presentano un handicap maggiore: non le si può lasciare in posizione di ancoraggio in quanto forniscono troppa superficie per il vento. Se la questione praticamente non si pone per quanto concerne le imbarcazioni leggere che vengono semplicemente posizionate fuori dall’acqua, rimane tuttavia d’attualità per le imbarcazioni più pesanti in posizione di ormeggio o di ancoraggio. Tali imbarcazioni richiederebbero quindi lo smantellamento dell’ala rigida: un operazione laboriosa e costosa. Inoltre, con un’ala rigida non è possibile ridurre / aumentare la velatura in fase di navigazione, rendendo la stessa problematica o semplicemente impraticabile (crociera, crociera a lungo raggio, trasporto marittimo).
Ecco perché abbiamo elaborato un nuovo sistema chiamato “ala flessibile”, che fornisce gli stessi vantaggi di un “ala rigida” da un punto di vista delle prestazioni, mantenendo la manovrabilità di un sistema di vele tradizionale.
Questo nuovo sistema permette di ridurre facilmente la superficie velica: la semplicità di funzionamento e le potenzialità di automazione del sistema ad ala flessibile, in combinazione con le alte prestazioni, rappresentano un vantaggio importante nel settore del trasporto marittimo.
Il sistema softwing, ideato da Hugues de Turckheim, e di proprietà della società Softwing Sàrl ed è stato brevettato sotto il certificato No. WO 2012/168048. Il brevetto include il concetto di archi flessibili sviluppati per la manutenzione ed il controllo delle curve interne ed esterne dell’ala flessibile. Questa struttura permette una gestione attiva dell’ala flessibile, ed in particolare di mantenere la forma ottimale per sfruttare al massimo la forza propulsiva del vento.