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I giovani abitanti in Svizzera sono generalmente in salute, ma in troppi continuano a morire per incidenti della circolazione e suicidi. A constatarlo è il Polo nazionale di ricerca LIVES che ha sintetizzato gli ultimi risultati delle analisi demografiche di lungo periodo svolte da ricercatori di diverse università svizzere. Osservazioni che attestano un costante miglioramento delle condizioni di vita grazie ai progressi medici, l'efficacia delle misure adottate per ridurre la mortalità sulle strade e un allungamento costante della speranza di vita passata dai 40 anni del 1876 agli 85 odierni.
Dalle cifre rese note mercoledì emerge che tra i 15-35enni, nonostante una media in calo a 3 decessi (una ragazza e due ragazzi) ogni 1'000 giovani, continua ad esserci una sovramortalità rispetto al complesso della popolazione elvetica. Ma non solo. Gli studi evidenziano che la mortalità tra i giovani dipende notevolmente dalla condizioni sociali e formative. La disoccupazione raddoppia il rischio di morte. L’abbandono scolastico l’aumenta del 60%, l’infanzia in una famiglia monoparentale del 50%, come l’origine extraeuropea.
In altri termini: i due terzi dei giovani cresciuti in Svizzera sono risparmiati dalla sovramortalità che si spiega con la vulnerabilità dei loro coetanei sfavoriti.