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È un giochino molto affascinante: due suoni puri, se hanno frequenza doppia l’uno dell’altro, vengono percepiti come un unico suono; tuttavia se uno dei due suoni viene interrotto per alcuni secondi, il cervello riesce a separare i due suoni.
Il suono iniziale è uguale a quello finale (due onde triangolari di 294 e 588 Hz), eppure il primo viene percepito come un unico suono, il secondo come sovrapposizione di due suoni distinti.
Si tratta di un fenomeno curioso: lo stesso suono viene sentito ora in un modo, ora in un altro modo.
Trattandosi di un suono puro, credo si possa dire che questo è il livello zero del sentire-come, fenomeno affine al vedere-come tipico delle figure ambigue come l’anatra-coniglio di Jastrow:
Il sentire-come è tipico delle parole ambigue: il mio esempio preferito è “la vecchia porta la sbarra”, ma ve ne sono molti altri; i più interessanti riguardano le parole appartenenti a diverse lingue, come cigale (cicala in francese) e seagull (gabbiano in inglese), Artie Shaw (musicista jazz americano) e artichaut (carciofo in francese), igel (riccio in tedesco) e eagle (aquila in inglese). Pronunciate o ascoltate una di queste parole ora in un senso ora nell’altro: il suono è lo stesso ma lo sentite in una maniera diversa.
Il sentire-come costituisce un po’ il grimaldello con cui far saltare la classica e intuitiva distinzione tra i concetti di percezione e interpretazione. In realtà non riesce a far saltare un bel nulla: la distinzione tra vedere e interpretare rimane lì dov’è (se volete dimostrare che esistono solo interpretazioni dovete seguire un’altra strada), ma certo si ammorbidisce un po’.
Non ne ho la certezza, e sarebbe interessante imbastire un test psicologico per appurarlo, ma credo che nell’educazione del gusto intervenga un fenomeno di percepire-come. Sono ad esempio convinto che molti generi musicali vengano giudicati sgradevoli e quasi fastidiosi appunto perché non si è in grado di ascoltarli correttamente.
Non posso quindi non apprezzare, e non segnalare con questo lungo testo, la meritoria iniziativa dell’Orchestra sinfonica di Milano (auditorium Giuseppe Verdi, largo Gustav Mahler – il sito internet sembra essere in manutenzione) che organizza la rassegna Novecento: concerti preceduti da una introduzione e presentazione.