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Presentate dalla Nasa le tute che saranno indossate dalla prima donna sulla Luna e dai suoi colleghi astronauti.
Saranno utilizzate nel programma Artemis, con il quale la Nasa intende riportare entro cinque anni esseri umani sulla Luna, vicino al polo sud, e realizzare una stazione spaziale, il Gateway, in orbita intorno al satellite.
Più leggere e comode, si tratta di due modelli colorati. Il primo, bianco con strisce blu e rosse, denominato Exploration Extravehicular Mobility Unit (xEMU), servirà per le attività esterne sul suolo lunare. Il secondo modello di tuta, chiamato Orion Crew Survival System (OCSS), interamente arancione come quelle usate in passato negli Space Shuttle, è un sistema di sopravvivenza per le capsule Orion, da usare durante i lanci e il rientro a Terra, o in casi di emergenza. Indossando la futura tuta per le attività all'esterno, Kristine Davis, uno degli ingegneri della Nasa che l'ha progettata, spiega, ruotando le braccia, come la tuta consenta di "migliorare molto i movimenti degli astronauti, fondamentali per lavorare sulla superficie della Luna, per raccogliere ad esempio rocce".
Intanto, la Nasa prepara la sua flotta per la Luna e ha ordinato alla Lockheed Martin altre sei capsule Orion, oltre alle due già richieste in precedenza. Scade, invece, il primo novembre la gara aperta dalla Nasa per il progetto di un lander in grado di portare uomini sulla superficie lunare. Denominato Human Landing System (Hls), dovrà essere pronto in tempo per il ritorno sulla Luna di astronauti americani entro la fine del 2024. Il suo compito sarà trasportare gli astronauti dalla stazione spaziale Gateway nell'orbita lunare alla superficie del satellite.
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