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Sport - 25.07.2012
Roger Federer si vede alla sua quinta Olimpiade, tra quattro anni a Rio de Janeiro. Il basilese tuttavia è cosciente che non avrà, in Brasile, una ghiotta occasione di vincere finalmente una medaglia d’oro olimpica nel singolare come oggi, nel suo giardino di Wimbledon, a tre settimane dal 17° titolo ottenuto in un Grande Slam. Il titolo conquistato nel doppio a Pechino in compagnia di Stanislas Wawrinka ha certamente lo stesso valore di qualsiasi altro oro, ma Roger Federer (che il prossimo 8 agosto compirà 31 anni) vuole entrare ancor di più nella storia, a 20 anni esatti dall’exploit conquistato da Marc Rosset sulla terra battuta di Barcellona.
Tre bocciature indelebili
che fanno ancora male
La vita dell’ormai sette volte campione di Wimbledon è strettamente legata alle Olimpiadi. È in effetti a Sydney, dodici anni fa, che l’allora 19enne Roger Federer, alla sua prima avventura ai Giochi, si è innamorato di Mirka Vavrinec. E sempre in Australia il renano ha conosciuto la sua prima disfatta di un’incredibile carriera: confrontato ad Arnaud Di Pasquale nella finale per il terzo posto, il giovane tennista (allora 36° del ranking mondiale) perse malamente l’incontro sfiorando solamente la medaglia di bronzo. In cima alla classifica della gerarchia mondiale per oltre 4 anni – 237 settimane consecutive dal 2 febbraio 2004 al 18 agosto 2008 –, Roger Federer non ha tuttavia saputo reggere la pressione nei Giochi del 2004 e del 2008. La felicità per il suo ruolo di portabandiera (che quest’anno ha rifiutato per scaramanzia?) in entrambi gli appuntamenti si è scontrata con la delusione per due eliminazioni precoci. Ad Atene il numero uno al mondo si è arreso al secondo turno alla “bestia nera” Tomas Berdych, mentre a Pechino non è andato oltre i quarti di finale, estromesso stavolta dallo statunitense James Blake.
Doppio, un titolo
venuto dal nulla
Rilanciato da uno Stanislas Wawrinka ultra-motivato e in grande spolvero nel suo momento di maggior tristezza a Pechino, Roger Federer è riuscito in parte a cancellare la frustrazione con il titolo olimpico del doppio. Un cammino nel quale l’affiatamento tra i due è aumentato con il passare dei set, e che ha portato in trionfo la coppia rossocrociata per un titolo meritato, ma quantomeno inatteso. Già, perché prima di allora (e pure ultimamente...) in Coppa Davis insieme non avevano particolarmente brillato. Nel momento della premiazione, Roger Federer ha potuto, per una volta almeno, condividere la gioia con il suo connazionale. Certo, poi c’era da cancellare un’altra delusione dettata dal primo posto perso ai danni di Rafael Nadal, campione olimpico a Pechino dopo la doppietta Roland Garros - Wimbledon. Poco importa, visto che dopo l’appuntamento cinese Federer conquistò quattro dei 10 tornei del Grande Slam successivi, approfittando del ginocchio traballante del suo “rivale-amico-nemico” spagnolo e riprendendo il comando dell’ATP. Anche stavolta l’iberico non ci sarà: che questa assenza corrisponda con un’altra vittoria del Roger Federer nazionale?