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BERNA - Il Consiglio degli Stati ha oggi deciso di stralciare la liberalizzazione totale della Posta dalla relativa legge. Con 19 voti contro 16 i "senatori" hanno semplicemente voluto, seguendo il Nazionale, che il governo tre anni dopo l'entrata in vigore della norma presenti un rapporto di valutazione ed eventuali nuove proposte di apertura del mercato.
Visto lo scetticismo tra la gente nei confronti della liberalizzazione del mercato postale, la Camera dei Cantoni ha ritenuto che il governo necessiti di tempo per preparare a fondo la sua posizione. La minoranza avrebbe voluto che il Consiglio federale presentasse le proprie proposte dopo due anni.
In un primo tempo gli Stati avevano accolto l'iniziativa del Consiglio federale di liberalizzare la Posta a tappe. La revisione della legge avrebbe dovuto preparare i prossimi cambiamenti, dopo la riduzione nel luglio 2009 da 100 a 50 grammi del limite del monopolio sulle lettere dell'ex regia.
Un anno dopo l'entrata in vigore della nuova legislazione, il governo sarebbe dovuto tornare davanti alle Camere con un decreto per proporre l'apertura completa del mercato. Tale decreto avrebbe dovuto essere sottoposto a referendum facoltativo.
Questo progetto, accolto di misura dagli Stati con 20 voti contro 19 lo scorso 29 settembre, però era poi stato bocciato dalla Camera del popolo con 102 voti contro 82, grazie all'alleanza tra il gruppo PPD-Verdi liberali-evangelici e la sinistra. Il Consiglio nazionale aveva quindi ritirato le disposizioni relative all'apertura completa del mercato postale e conferito al governo tre anni di tempo per nuove proposte: un termine oggi confermato dagli Stati.
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