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Il Bosco della Partecipanza di Trino è l’ultimo “fazzoletto” di bosco rimasto nella Pianura Padana. Il motivo di questo piccolo miracolo, di un’area naturale sopravvissuta a secoli di bonifiche tutt’intorno, è proprio la gestione attiva dell’uomo. Un bosco gestito per i bisogni dell’uomo, senza sfruttamento industriale, è un bosco che si rigenera continuamente e che può sopravvivere di fronte allo sfruttamento agricolo.
La fruizione del Bosco da parte dei soci-partecipanti è regolato oggi come lo era nei secoli passati. Ogni anno una zona ("presa") di Bosco viene messa in turno di taglio e suddivisa in un determinato numero di aree minori dette "sorti" o "punti". Ciascun "punto" è poi diviso in quattro parti, da qui il nome di "quartaruoli". Ad ogni punto è assegnato un numero ed i Partecipanti sono chiamati annualmente, nel mese di novembre, ad estrarre a sorte uno dei "punti".
La sorte deciderà in quale zona ciascun socio avrà diritto di abbattere uno o due "quartaruoli" di ceduo. Per questo il Bosco è detto "delle Sorti".
Ruben Lagattolla