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Dopo aver accolto a Ginevra la prima fase del Vertice mondiale sulla società dell'informazione, la Svizzera spera che i risultati del 2003 siano confermati a Tunisi.
Numerosi i nodi da sciogliere secondo Marc Furrer, responsabile operativo della delegazione elvetica: il rispetto delle libertà e la gestione mondiale di internet.
Marc Furrer segue i lavori del Vertice mondiale sulla società dell'informazione (WSIS) dagli inizi. Nel 2003 il presidente della Commissione federale delle comunicazioni (ComCom), ha infatti curato la prima fase del VMSI a Ginevra.
In quell'occasione ha pure coordinato i negoziati che hanno permesso l'adozione di una Dichiarazione politica e di un Piano di azione Un ruolo peraltro assunto in nome della Svizzera, paese d'accoglienza della prima fase della Conferenza dell'ONU
Dopo aver seguito la delegazione svizzera nel quadro dei lavori preparatori della seconda fase del WSIS, Marc Furrer si reca a Tunisi in veste di capo operativo dei rappresentanti elvetici, la cui delegazione è guidata dal presidente della Confederazione Samuel Schmid e dal Ministro delle comunicazioni Moritz Leuenberger.
swissinfo: Per la Svizzera, che ha co-organizzato la prima fase del VMSI, che cosa rappresenta il vertice di Tunisi?
Marc Furrer: Sono l'ONU e l'Unione internazionale delle telecomunicazione, e non la Svizzera, ad ave deciso di organizzare questo vertice in due fasi. Normalmente questi appuntamenti a livello mondiale si svolgono in un tempo, a cui poi fanno seguito delle riunioni.
Per avere una visione complessiva del WSIS occorre pertanto prendere in considerazione le due fasi che lo compongono.
Siccome i risultati della prima parte - specialmente per quanto concerne l'adozione della Dichiarazione politica - sono stati positivi, è importante portare a termine con successo anche il vertice di Tunisi.
Sembra comunque già acquisita in partenza l'adozione di una nuova Dichiarazione politica e di un Piano di azione. Sarà dunque importante individuare un terreno di intesa per l'applicazione di queste diverse risoluzioni.
swissinfo: Quale il contributo della Svizzera per questa seconda fase?
M.F.: A Tunisi la Svizzera non è coinvolta nell'organizzazione del vertice. Vi partecipa come gli altri Stati. Tuttavia proprio per aver ospitato la prima fase, ha diritto ad un posto di primo piano.
Siccome ci sentiamo comunque responsabili dell'insieme del processo avviato con successo a Ginevra, abbiamo delegato 3-4 persone presso il segretariato esecutivo del WSIS di Tunisi; si tratta di persone che al vertice di Ginevra avevano delle precise responsabilità.
La nostra speranza è che anche il vertice di Tunisi sia un successo dal profilo operativo e che l'esperienza maturata a Ginevra possa servire di aiuto alla Tunisia.
swissinfo: Quali saranno i temi più discussi a Tunisi?
M.F.: La gestione di internet sarà indubbiamente la questione più spinosa. L'altro tema sensibile riguarda il rispetto dei diritti dell'essere umano e delle libertà pubbliche. Numerose organizzazioni rimproverano alla Tunisia di non rispettare tali diritti.
swissinfo: Il vertice di Tunisi potrebbe fallire?
M.F.: La riuscita di questa seconda fase non è affatto evidente. Probabilmente a Tunisi non si riuscirà a trovare un accordo sul controllo di internet, vista la rigidità degli Stati Uniti su questo punto.
La questione dei diritti dell'essere umano pesa ugualmente sul successo del vertice. Mi auguro che le discussioni su questo tema possano svolgersi senza eccessive provocazioni. Oso sperare che le autorità tunisine diano prova di tatto nel seguire le regole volute dall'ONU. Regole che garantiscono la libertà di espressione all'insieme dei partecipanti al vertice.
Spero inoltre che anche la società civile voglia privilegiare il dialogo piuttosto che la polemica. Detto altrimenti, spero davvero che questo vertice tunisino non si focalizzi esclusivamente sulla situazione dei diritti dell'essere umano in Tunisia.
Intervista swissinfo: Frédéric Burnand
(traduzione e adattamento dal francese Françoise Gehring)
Fatti e cifre
La seconda fase del WSIS si svolge a Tunisi dal 16 al 18 novembre
Nel 2003 a Ginevra hanno preso parte al Vertice 175 paesi:
Tra gli obiettivi la concretizzazione dei risultati conseguiti a Ginevra nel 2003
In breve
A guidare la delegazione svizzera il presidente della Confederazione Samuel Schmid, che sarà presente alla cerimonia ufficiale di apertura.
Sarà sostituito dal consigliere federale Moritz Leuenberger, che prenderà parte ad una tavola rotonda di alto profilo e alla cerimonia di chiusura.
Diritti umani, libertà di informazione e di opinione, stampa indipendente, libera e pluralista in una società libera: questi i temi su cui punterà la delegazione svizzera.