Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/12147

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Stabilire obiettivi quantitativi per ridurre il consumo energetico complessivo in Svizzera</p><p></p><p>In virtù delle disposizioni menzionate (LOA, art. 3 cpv. 1 let b) il Consiglio federale stabilisce gli scopi fondamentali e i mezzi dell'operato statuale. Come suggerito nella presente mozione, potrebbe essere opportuno stabilire nel settore energetico non solo obiettivi qualitativi, bensì anche quantitativi. Ciò permetterebbe infatti di adeguare in modo coerente le misure agli obiettivi. Gli obiettivi quantitativi indicano approssimativamente l'orientamento futuro agli ambienti interessati. Le singole misure devono permettere di raggiungere gli obiettivi prefissati senza oltrepassare i limiti delle competenze costituzionali.</p><p></p><p>Nel quadro dell'attuale programma d'azione Energia 2000 sono stati fissati obiettivi quantitativi vincolanti a livello politico per la produzione di energia (energia idroelettrica, produzione delle centrali nucleari, energie rinnovabili) fino al 2000, per il consumo di energie fossili (e per le emissioni di CO2) e per l'elettricità anche oltre il 2000 (stabilizzazione delle emissioni ci CO2 al livello del 1990 entro il 2000 e successiva riduzione; diminuzione dell'aumento del consumo di elettricità entro il 2000 e successiva stabilizzazione). Negli ultimi anni l'articolo sull'energia e il decreto sull'energia hanno permesso di fissare in un ordinanza dei valori limite per il consumo energetico di apparecchi e automobili.</p><p></p><p>Con il disegno di legge sull'energia del 21 agosto 1996 è stata confermata l'intenzione del Consiglio federale di continuare anche in futuro a operare con obiettivi politici e programmi nel settore energetico (art. 2 cpv. 1). La stessa disposizione stabilisce esplicitamente che ciò deve avvenire in collaborazione con i Cantoni e con le organizzazioni interessate. Il messaggio precisa inoltre che lo scopo non è di introdurre un'economia pianificata, bensì di promuovere programmi analoghi a quello d'azione nell'ambito di Energia 2000.</p><p></p><p>Il disegno di legge sulla riduzione delle emissioni di CO2, mandato in consultazione dal Consiglio federale il 23 ottobre 1996, precisa l'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 a lungo termine (entro il 2010 riduzione delle emissioni di CO2 del 10% rispetto al 1990). La tassa CO2 dovrà essere sancita nella legge come strumento sussidiario e introdotta soltanto se le altre misure non dovessero rivelarsi sufficienti (continuazione del programma Energia 2000, legge sull'energia, ecc.); per garantire una maggiore trasparenza, l'aliquota massima verrà già stabilita nella legge.</p><p></p><p>Anche l'iniziativa su energia e ambiente inoltrata il 21 marzo 1995 esige l'introduzione di un obiettivo quantitativo (stabilizzazione del consumo di tutte le energie non rinnovabili e successiva riduzione dell'1% nei prossimi 25 anni). Se si prende come riferimento l'anno 2010, tale proposta di riduzione delle emissioni ci CO2 corrisponde a quella suggerita nel disegno di legge sul CO2. Il Consiglio federale ha tuttavia deciso di rifiutare l'iniziativa su energia e ambiente poiché la tassa d'incitamento sulle energie non rinnovabili e sull'elettricità proveniente da grandi centrali idroelettriche rende più difficile prendere una decisione in merito ai progetti di tassazione già inoltrati e poiché alcuni elementi dell'iniziativa, come p.es. l'introduzione vincolante della tassa, sono piuttosto problematici.</p><p></p><p>Dialogo sulla realizzazione di un obiettivo quantitativo</p><p></p><p>I dialogo del DFTCE in corso sulla politica e l'approvvigionamento energetico a lungo termine verte su una serie di scenari sviluppati recentemente su basi scientifiche per l'Ufficio federale dell'energia, per l'economia elettrica e per le organizzazioni ambientali. La discussione terrà naturalmente anche conto delle nuove ricerche effettuate e dei relativi risultati. È inevitabile che divergano anche i pareri scientifici si tratta di affrontare argomenti controversi che richiedono una valutazione dei rischi.</p><p></p><p>Nell'attuale fase della discussione il DFTCE non intende coinvolgere ulteriori cerchie interessate della popolazione. Le considerazioni e le perizie di gruppi di cittadini interessati possono essere utili e non sono da scartare a priori. Al momento una tale consultazione non potrebbe tuttavia avvenire nei termini stabiliti e, poiché non ha un ruolo ben definito nel sistema di democrazia diretta, non si può neanche valutare l'utilità di un tale intervento. Le delusioni sono inevitabili quando tale sistema non può tener conto delle soluzioni elaborate dai cittadini. Non bisogna tuttavia dimenticare che le questioni principali della politica energetica non concernono soltanto singoli gruppi di popolazione, bensì tutto il paese. Il DFTCE, nel limite delle sue capacità di personale, s'impegna a informare la popolazione sulle questioni energetiche attuali nei mass media e organizzando manifestazioni e ad essere aperto al dialogo.</p><p></p><p>Il Parlamento dovrà esprimersi prossimamente sulle proposte già inoltrate riguardo agli obiettivi quantitativi (legge sul CO2, iniziativa su energia e ambiente). Sarà infine anche la volontà del popolo a decidere sia attraverso le iniziative popolari (iniziativa su energia e ambiente), sia, nel caso venissero indetti dei referendum, attraverso le leggi federali proposte (legge sull'energia e legge sul CO2).</p><p></p><p>Per raggiungere gli obiettivi quantitativi si possono applicare in linea di massima i seguenti strumenti: le prescrizioni, le sovvenzioni, le tasse d'incitamento e ulteriori strumenti di economia di mercato (p.es. il rilascio di certificati). La riduzione del consumo può però anche essere oggetto di accordi e misure volontari. Sono importanti le misure di sostegno, come p.es. la ricerca e lo sviluppo, la formazione e il perfezionamento professionale, l'informazione e la consulenza. Gli strumenti elencati sono applicabili in virtù dei progetti in sospeso (legge sull'energia e legge sul CO2, iniziative popolari) e delle competenze federali esistenti. Secondo la legge vigente, le restrizioni, come p.es. il razionamento e il contingentamento, possono essere adottate in gravi situazioni di scarsità, alle quali l'economia non riesce a far fronte in modo autonomo (legge federale sull'approvvigionamento economico del Paese).</p><p></p><p>Informazione alle Camere federali entro la fine del 1998</p><p></p><p>Come richiesto dalla presente mozione, nel quadro del programma d'azione Energia 2000 il DFTCE informa annualmente, vale a dire anche nel 1998, sulle strategie e sulle misure adottate nel settore energetico e sui risultati ottenuti. Tali dati, che possono essere discussi ogni anno durante le conferenze stampa, si basano su rilevamenti e sondaggi fatti presso operatori attivi nella politica energetica (tra l'altro i Cantoni e gli ambienti economici). Un'analisi dell'evoluzione del consumo rilevato statisticamente permette di valutare i risultati tenendo conto anche dei fattori che non possono essere influenzati dalle misure di politica energetica, come p.es. le condizioni meteorologiche o la situazione economica generale (cfr. allegato del sesto rapporto annuale del programma d'azione Energia 2000). Nell'ultimo rapporto annuale viene inoltre illustrato come il programma d'azione Energia 2000 ha influito sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Il promovimento di innovazioni e l'apertura dei mercati sono aspetti molto importanti dell'attuale politica energetica.</p><p></p><p>Quanto suesposto dimostra che il Consiglio federale si è già espresso in merito agli obiettivi quantitativi atti a ridurre il consumo energetico fino al 2010 e che sono già state presentate ulteriori proposte per il futuro. Il Consiglio federale attualmente non ritiene opportuno mettere in discussione nuove varianti. Il DFTCE, nel quadro dei dialoghi sulla politica energetica avviati lo scorso agosto, sta esaminando gli obiettivi, le strategie e gli strumenti da adottare oltre il 2000 unitamente ai gruppi interessati. I dialoghi si concluderanno nell'estate del 1997. La mozione deve perciò essere accettata come postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.