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La commissione delle istituzioni politiche del Nazionale propone di sostenere finanziariamente un certo tipo di giornali.
Il nuovo articolo costituzionale si baserebbe sull'importanza dei media nella formazione democratica dell'opinione pubblica.
Per garantire la diversità della stampa, una commissione del Consiglio nazionale vuole attribuire un aiuto finanziario mirato a determinati giornali.
Questo sistema dovrebbe sostituire gli attuali sussidi destinati a ridurre le tariffe di distribuzione postale.
100 milioni per la distribuzione
La commissione delle istituzioni politiche del Nazionale ha adottato all'unanimità un progetto di nuovo articolo costituzionale sulla politica dei media, ha annunciato alla stampa il suo presidente Charles-Albert Antille, radicale vallesano. Questo consenso - ha aggiunto - lascia ben sperare in vista della consultazione che sarà lanciata prossimamente.
La Confederazione versa ogni anno 100 milioni di franchi alla Posta per tariffe preferenziali concesse a circa 3300 testate, tra giornali e periodici vari.
Questo sistema è regolarmente criticato, dato che favorisce in gran parte i grossi gruppi editoriali e di vendita, ha ricordato Andreas Gross, socialista zurighese. Inoltre, non è riuscito a impedire negli ultimi anni l'ondata di fusioni e la scomparsa di numerosi giornali.
Il progetto propone di ancorare nella Costituzione un articolo sulla politica dei media: «La Confederazione incoraggia la diversità e l'indipendenza dei media. Così facendo, essa tiene conto dell'importanza dei media per la formazione democratica dell'opinione pubblica a livello nazionale, regionale e locale, nonché per la coesione sociale».
Criteri precisi
I criteri che determinano la concessione dei sussidi dovranno essere definiti. Al riguardo, la commissione già dispone di alcune idee. Propone per esempio di limitare l'aiuto ai giornali sottoposti a un abbonamento «che non sia simbolico». Automaticamente, i giornali gratuiti verrebbero esclusi.
La tiratura del giornale dovrebbe inoltre essere compresa in un segmento determinato, per esempio tra 2000 e 40 000 copie. Il giornale dovrebbe uscire regolarmente, almeno 25 volte all'anno, e la parte redazionale raggiungere una media annua di almeno il 30 per cento.
Altro criterio proposto dalla commissione: le testate che aspirano all'aiuto federale dovrebbero disporre di una «Carta redazionale» e la loro indipendenza nei confronti dell'editore dovrebbe essere garantita.
Obbligo di trasparenza
La commissione vuole anche introdurre un obbligo di trasparenza: il giornale dovrebbe comunicare le generalità dei proprietari e le partecipazioni in altre aziende.
Si vuole così contribuire al mantenimento sul mercato di giornali in concorrenza con altre testate a livello locale o regionale.
Negli ultimi 6 anni, il numero dei quotidiani è sceso da 120 a 100, mentre le redazioni complete sono passate da 60 a 40.
Alcuni specialisti temono che nel 2010 in Svizzera ci saranno soltanto ancora nove case editrici, ognuna delle quali gestisce varie testate.
swissinfo e agenzie