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La società che gestisce la Colonial pipeline, il più grande oleodotto Usa, ha pagato un riscatto di quasi 5 milioni di dollari agli hacker – si suppone di origine russa - autori del cyber attacco che ha costretto la compagnia a chiudere l'infrastruttura.
- Notiziario 11.00 del 10.05.2021 - Il servizio di Claudio Bustaffa
Lo riporta Bloomberg sul suo sito. La notizia contrasta con quelle dei giorni scorsi secondo cui la società non aveva alcuna intenzione di pagare per ripristinare l'operatività della pipeline.
La compagnia, sempre secondo l'agenzia Bloomberg, ha pagato il riscatto in criptovaluta (quindi non rintracciabile) nelle ore successive all'attacco, una circostanza che evidenza l'immensa pressione subita dall'operatore per garantire il flusso di carburante.