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Lo squilibrio tra l’impronta ecologica della Svizzera e la biocapacità mondiale esiste da diversi decenni. Questo modo di vivere è possibile solamente grazie all’importazione di risorse naturali e allo sfruttamento dei beni globali comuni (come l’atmosfera). Esso non è però sostenibile, perché il consumo svizzero pro capite è 2,8 volte superiore alle risorse e prestazioni ambientali disponibili sul pianeta per persona (1,6 ettari globali). Viviamo dunque a spese delle generazioni future e di altre regioni del mondo.
L’impronta ecologica misura il consumo di risorse e di prestazioni naturali espresso in unità di superficie ("ettari globali") che sarebbero necessarie per rigenerare le stesse risorse e prestazioni. L’impronta ecologica misura la superficie ecologicamente produttiva necessaria per soddisfare i bisogni e smaltire i rifiuti di una regione, un Paese o dell’umanità intera. L’impronta ecologica fornisce informazioni in valore assoluto altamente aggregate che descrivono il carattere sostenibile, o meno, dell’utilizzazione delle risorse naturali.
Quasi tre pianeti come la Terra sarebbero necessari se tutti vivessero come la popolazione svizzera
Alcune regioni del mondo vivono a spese delle altre regioni
Nel 2017 l'impronta ecologica mondiale pro capite superava di 1,2 ettari globali la biocapacità mondiale disponibile per persona. Questa media nasconde tuttavia importanti differenze nel consumo delle risorse: la maggior parte dei Paesi industrializzati, infatti, consumava più di due pianeti come la Terra, mentre i Paesi del subcontinente indiano, quelli del Sud-Est asiatico e dell’Africa ne consumavano meno di uno. L'impronta pro capite della Svizzera si situava nella media dei Paesi dell’Europa occidentale. Qatar, Lussemburgo, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Trinidad e Tobago, Canada, Mongolia, Stati Uniti, Kuwait, Sultanato dell'Oman, Australia, Estonia, Danimarca e Belgio consumavano più di 4 volte la biocapacità mondiale disponibile.
Il consumo di energia della Svizzera incide fortemente sulla suaimpronta ecologica
Quasi i tre quarti dell’impronta della Svizzera sono imputabili al suo consumo di energia fossile. Tale componente dell’impronta ecologica ha registrato il maggiore incremento negli ultimi decenni. Un altro elemento importante è costituito dal nostro fabbisogno di superfici arabili, foreste e prati naturali (pascoli), che rappresenta il 24% dell’impronta ecologica totale.
Il metodo
L'impronta ecologica è una sorta di "contabilità delle risorse"
Essa rileva quale parte della capacità rigenerativa dell’ambiente è sollecitata dall’essere umano. Il metodo converte l’intensità delle utilizzazioni e dei carichi esercitati sulla natura, quali la campicoltura, la produzione di fibre vegetali o l’assorbimento di CO2, in equivalenti di superficie necessari per produrre queste risorse in modo rinnovabile o per assorbire le emissioni. L’impronta ecologica esprime la totalità dei consumi, di qualunque genere, in superficie richiesta, chiamata ettaro globale, e mostra in quale misura l’utilizzazione fatta della natura supera o no la sua capacità di rigenerazione della biosfera (biocapacità). In tal modo, un’utilizzazione delle risorse naturali è sostenibile fintanto che l’impronta ecologica non superi la biocapacità.
L’impronta ecologica non misura tutto
L’impronta ecologica considera solamente una parte della dimensione ambientale della sostenibilità e non tiene conto della dimensione sociale né di quella economica. L’impronta misura i flussi di risorse naturali ma ne ignora gli stock. Altri aspetti non considerati sono la distruzione di ecosistemi o di risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili, la perdita di biodiversità, il consumo di acqua dolce o l’inquinamento dovuto ai metalli pesanti o alle emissioni di inquinanti difficilmente degradabili. L’impronta ecologica, insomma, non è un indicatore completo della sostenibilità.
Uno studio pubblicato nel 2006 dagli uffici federali di statistica (UST), dello sviluppo territoriale (ARE), dell’ambiente (UFAM), e dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha esaminato il metodo del Global Footprint Network per l’impronta ecologica della Svizzera. Questo studio ha anche permesso di confrontare i dati del Global Fooprint Network, provenienti da fonti internazionali (principalmente delle Nazioni Unite), con i dati della statistica pubblica svizzera. I risultati dimostrano un’eccellente concordanza tra queste fonti di dati.
Il metodo del Global Footprint Network è stato sviluppato sulla base delle raccomandazioni presentate in questo studio e sui rapporti stilati da altri Paesi. Il Global Footprint Network pubblica annualmente dati aggiornati sull’impronta ecologica e la biocapacità della Svizzera e di altri 190 Paesi.
Informazioni supplementari
Tabelle
Pubblicazioni
Fonti
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