Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/257150

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre una modifica della legislazione sui medicamenti, affinché le terapie sostitutive della nicotina (NRT) siano ammesse nell’elenco delle specialità (ES) rimborsate dall’assicurazione malattie di base.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l’opinione che i preparati sostitutivi della nicotina rivestono un ruolo importante nella disassuefazione dal fumo e che la loro efficacia è dimostrata da valide prove scientifiche. Non figurando nell’elenco delle specialità (ES), questi medicamenti non sono rimborsati in Svizzera dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Le aziende farmaceutiche che li offrono non presentano domanda di rimborso e l’Ufficio federale della sanità pubblica, come già esposto nella mozione 19.3284 Fehlmann Rielle "Rimborso dei prodotti sostitutivi della nicotina da parte delle casse malati. Perché attendere ancora?" non ritiene opportuno obbligarle a farlo o disporre un’iscrizione d’ufficio nell’ES, poiché ciò comporterebbe un’ingerenza nella libertà economica. Grazie a questi preparati sostitutivi le aziende farmaceutiche realizzano un fatturato annuo di circa 17&nbsp;milioni di franchi. I medicamenti sono generalmente utilizzati per tre mesi e i costi sono simili a quelli finora sostenuti per il tabagismo. Tuttavia, il Consiglio federale riscontra che i prezzi di questi medicamenti sono superiori a quelli praticati all’estero e che in altri Paesi alcuni di essi sono persino gratuiti. In Svizzera diversi preparati sostitutivi della nicotina sono omologati da Swissmedic e disponibili sul mercato. A costituire probabilmente il motivo principale per cui le aziende farmaceutiche si astengono dal richiedere il rimborso in Svizzera<strong>&nbsp;</strong>non sono tanto i medicamenti Zyban o Champix, i cui costi non sono molto più elevati, quanto i prezzi senza eccezione più bassi dei preparati sostitutivi della nicotina all’estero, che in alcuni casi sono fino a cinque volte inferiori. La fissazione dei prezzi tiene conto segnatamente del prezzo praticato all’estero. L’ammissione nell’ES potrebbe quindi comportare una diminuzione dei fatturati e degli utili delle aziende farmaceutiche in Svizzera malgrado una diffusione più ampia dei preparati. L’iniziativa parlamentare Crottaz 19.508 "Modifica delle basi legali per consentire a Swissmedic di registrare dosaggi e confezioni di medicamenti anche se la richiesta non proviene dal fabbricante" chiede misure coercitive per l’omologazione e il rimborso di terapie più economiche. Non si sa ancora se il Parlamento approverà una corrispondente modifica di legge. Tuttavia, il Consiglio federale non ritiene che tali misure siano l’approccio giusto, poiché potrebbero portare le aziende farmaceutiche a rinunciare a commercializzare i loro medicamenti in Svizzera.</p>