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Grandi cambiamenti presso Novartis: il gigante farmaceutico basilese acquisisce le attività oncologiche del gruppo inglese GlaxoSmithKline (GSK) per 14,5 miliardi di dollari (13 miliardi di franchi) e nello stesso tempo vende a quest'ultimo - per 7,1 miliardi di dollari - la divisione vaccini, eccetto quelli per l'influenza. Inoltre Novartis cede all'americana Lilly - per 5,4 miliardi di dollari - il settore dei prodotti veterinari. Lo ha annunciato oggi il gruppo renano.
In una conferenza telefonica il presidente della direzione di Novartis Joseph Jimenez si è detto molto emozionato: si tratta di un momento storico.
Con l'acquisizione della divisione oncologica di GSK per 14,5 miliardi di dollari e fino a 1,5 miliardi supplementari in funzione degli sviluppi futuri il gruppo renano si assicura potenziali medicinali "blockbuster" che vanno ad aggiungersi a quelli attuali e a quelli ancora in fase di sviluppo. Lo scorso anno il comparto di GSK ha registrato un giro d'affari di circa 1,6 miliardi di dollari e una crescita del 20%.
La cessione del settore dei vaccini a GSK per 7,1 miliardi di dollari, più diritti sui brevetti, comporta un pagamento immediato di 5,25 miliardi cui si aggiungono al massimo 1,8 miliardi in caso di raggiungimento di "pietre miliari nello sviluppo". Con l'attività dei vaccini, compresi quelli contro l'influenza, Novartis ha realizzato nel 2013 un fatturato di 1,4 miliardi di dollari.
Tuttavia questa divisione è stata l'unica a chiudere l'anno nelle cifre rosse, facendo fatica a tenere il passo con la concorrenza di GSK, Sanofi e Merck. Per questo motivo era da tempo sulla lista dei candidati per una possibile cessione. Quanto ai vaccini per l'influenza, il gruppo basilese ha avviato un processo di vendita separato per motivi di massimizzazione del valore.
Novartis prevede di concludere lo scambio di attività con GSK nella prima metà dell'anno prossimo. Gli azionisti della società britannica devono ancora dare il loro consenso, così come le autorità preposte alla concorrenza. Dal canto suo il Consiglio d'amministrazione del gruppo basilese sostiene le due operazioni all'unanimità.
Novartis e GSK creano inoltre una joint venture che riunisce la divisione dei farmaci da banco (anche noti come OTC dall'inglese "Over The Counter"), ossia senza prescrizione, dei due gruppi. Della nuova società, Novartis deterrà il 36,5%.
L'operazione non avrà effetti sui circa 15'000 impieghi del gruppo renano nel mondo, ha spiegato Jimenez. I 1'500 posti di lavoro nel sito di produzione a Nyon (VD) e nella sede centrale di Basilea saranno mantenuti. Lo scorso anno Novartis ha generato vendite per 2,9 miliardi di dollari con i medicinali non soggetti a ricetta medica.
Anche la cessione di Novartis Animal Health all'americana Lilly non avrà conseguenze sugli effettivi, ha proseguito il CEO. Il prezzo della transazione - 5,4 miliardi di dollari circa - corrisponde al valore della società. Nel 2013 il giro d'affari si era attestato a 1,1 miliardi di dollari. L'operazione dovrebbe essere conclusa entro la fine del primo trimestre 2015.
In seguito alla riorganizzazione Jimenez prospetta un calo del fatturato di circa 4 miliardi di dollari all'anno per Novartis, mentre la redditività dovrebbe aumentare nettamente. Le tre divisioni vaccini, farmaci da banco e prodotti veterinari rappresentano assieme il 10,5% delle vendite complessive del colosso basilese, che lo scorso anno ammontavano a circa 58 miliardi di dollari.
A seconda dei versamenti che dipendono dai successi raggiunti le transazioni costeranno al netto 6-7 miliardi di dollari a Novartis, ha ancora spiegato il presidente della direzione. Ciononostante il gruppo manterrà il suo rating di "doppia A". Le operazioni saranno finanziate con mezzi liquidi, prestiti bancari a corto termine e, se necessario, nuovi prestiti.
La riorganizzazione è stata accolta bene dal mercato: poco dopo le 11.00 il titolo guadagna il 2,34% alla Borsa svizzera. Gli esperti considerano lo scambio di attività con GSK una buona idea. Secondo la banca Notenstein Novartis ha trovato una soluzione per quasi tutte le divisioni poco redditizie: al contempo con il comparto oncologico del gruppo britannico acquisisce un'attività con alti margini e buone prospettive per il futuro.
SDA-ATS