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Il politologo ha definito quanto accaduto una «grande stupidità imperdonabile»
PARIGI - Il politologo francese Olivier Duhamel ha parzialmente ammesso le accuse di violenza sessuale rivolte nei suoi confronti dal figliastro "Victor", secondo il nome di fantasia contenuto nel libro "La Familia grande", scelto per tutelare la sua privacy dalla sorella Camille Kouchner.
I fatti, ora prescritti, risalgono agli anni Ottanta, quando il giovane aveva 14 anni. Duhamel, ascoltato martedì dagli inquirenti della Brigata per la tutela dei minori, ha riconosciuto «in parte» le proprie responsabilità. Le aggressioni sessuali sono state una «grande stupidità imperdonabile» e «un errore», specialmente per il grande divario d'età tra lui e Victor.
Duhamel avrebbe aggiunto di non aver mai toccato altri bambini. Una prima inchiesta sui fatti era finita in un nulla di fatto, a causa della volontà dell'uomo di non denunciare per non compromettere l'equilibrio della famiglia e il suo personale.
Nonostante l'ammissione di responsabilità, Duhamel non sarà perseguito penalmente a causa - come detto - della prescrizione del reato.