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Il governo spagnolo conta di proporla presto ai cittadini, con la speranza di incoraggiare gli uomini a impegnarsi di più in casa
Una app che registra il tempo che ciascun membro della famiglia dedica alle faccende domestiche. Il governo spagnolo la sta mettendo a punto e conta di proporla presto ai cittadini, con la speranza di incoraggiare gli uomini a impegnarsi di più in casa.
Ne ha parlato a Ginevra, al comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne, la segretaria di Stato spagnola per l'Uguaglianza, Ángela Rodríguez: l'obiettivo è quello di far luce sull'invisibile «carico mentale» che grava sulle donne, quando si tratta di lavori di casa. «Presto presenteremo un'app che consentirà alle persone di registrare le faccende domestiche che i diversi membri della famiglia svolgono», ha spiegato, «in modo da poter vedere quante ore di lavoro ogni donna trascorre occupandosi delle faccende domestiche e di riordinare».
Per sviluppare la app sono stati stanziati circa 200mila euro: l’idea è quella che possa servire per distribuire più equamente le faccende tra figli, figlie, padri, madri, coinquilini o compagni di vita, «perché la divisione di questi compiti a volte è ineguale».
La app servirà anche a sottolineare tutti quei «lavori invisibili» necessari per il buon funzionamento della casa, ma che spesso passano completamente inosservati. «Anche se riordinare la cucina può richiedere 20 minuti, tutto dipende dal fatto che qualcuno si sia ricordato di comprare il detersivo per i piatti o abbia pianificato la lista della spesa», ha spiegato Ángela Rodríguez.
E, a chi ha criticato l’iniziativa, ha risposto con un tweet: «Ciò di cui sono davvero seccati coloro che sono infastiditi dall'app di condivisione dei compiti è la possibilità di dover iniziare a fare la propria parte in casa». D’altra parte, un sondaggio dello scorso anno, effettuato dall'Istituto nazionale di statistica spagnolo, ha rivelato che il 45,9% delle donne svolgeva la maggior parte dei lavori domestici, rispetto a solo il 14,7% degli uomini.