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1. Indebitamento della Grecia e pacchetto di misure per stabilizzare l'euro
La CPE-N è stata informata sulla posizione del Consiglio federale riguardo alle misure adottate dai Paesi della zona dell'euro e dal FMI per proteggere l'euro e per aiutare finanziariamente la Grecia. La Commissione ha voluto sapere in particolare in che misura e attraverso quali strumenti istituzionali la Svizzera partecipa al finanziamento di questo piano di salvataggio nella sua qualità di membro del FMI. La Commissione ha preso atto delle ragioni che hanno indotto il Consiglio federale ad approvare la partecipazione del nostro Paese al piano di salvataggio: la Svizzera, con la sua economia aperta ai mercati esteri e orientata all'esportazione, intrattiene strette relazioni con i mercati finanziari internazionali e con la zona dell'euro ed è pertanto interessata alla loro stabilità. In questo contesto, i membri della Commissione si sono interessati al modo di adozione e di attuazione dei programmi del FMI. È risultato che la particolarità dell'aiuto accordato alla Grecia risiede, ancor più che nella forma, nell'urgenza e nell'entità della somma. La Commissione ha pure affrontato le questioni legate al rischio morale («moral hazard») e all'inefficacia dei criteri di convergenza di Maastricht. Alcune voci si sono levate per criticare la politica della Banca nazionale contro l'apprezzamento del franco svizzero. Nella discussione si è parlato anche delle ripercussioni negative che le condizioni di prestito fissate dal FMI potrebbero avere sul potere d'acquisto in Grecia. Infine, la Commissione ha preso atto che il Consiglio federale è contrario all'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, ritenendola inappropriata al raggiungimento degli obiettivi fissati.
2. 10.3005 s Mo. CS (CPE-S). Misure che permettono di informare rapidamente il Parlamento sui progetti di atti legislativi europei importanti
La CPE-N ha proceduto all'esame preliminare della mozione summenzionata, depositata dall'omologa Commissione del Consiglio degli Stati. Quest'ultima invita il Consiglio federale a presentare al Parlamento misure intese a permettere alle Camere federali di essere informate tempestivamente sui progetti di atti legislativi europei importanti per la Svizzera. La mozione chiede inoltre che queste misure siano accompagnate da un parere del Consiglio federale relativo alle possibilità di agire di cui dispone la Svizzera.
Con 12 voti contro 9 la Commissione ha deciso di modificare la mozione del Consiglio degli Stati escludendo l'obbligo per il Consiglio federale di esporre sistematicamente il proprio parere. In linea generale, la Commissione ritiene estremamente importante che il Parlamento venga consultato quando la Svizzera riprende progetti di atti legislativi europei. Tuttavia, in considerazione dell'elevato numero di questi progetti, la maggioranza della Commissione è dell'avviso che, qualora il Consiglio federale fosse tenuto a esprimere il proprio parere per ciascuno di essi, il processo d'informazione risulterebbe oltremodo difficile e complicato. Da parte sua, la minoranza della Commissione ritiene che la versione proposta dal Consiglio degli Stati sia più coerente e che conceda al Consiglio federale uno spazio di manovra sufficiente per prendere posizione nei tempi previsti.
3. 09.325 Iv. Ct. BE. Aumento dell'aiuto allo sviluppo
L'iniziativa summenzionata, depositata dal Cantone di Berna, invita l'Assemblea federale ad aumentare le uscite della Confederazione a favore dell'aiuto allo sviluppo allo 0,7 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) entro il 2015. Con 14 voti contro 8 la CPE-N ha deciso di non dare seguito all'iniziativa, allineandosi in tal modo al Consiglio degli Stati, che nella sessione primaverile del 2010 l'aveva respinta con 21 voti contro 13.
La maggioranza della Commissione ritiene che un aumento dell'aiuto allo sviluppo allo 0,7 per cento sia esagerato e non terrebbe conto della situazione politico-finanziaria della Confederazione. Rileva peraltro che le Camere federali hanno già deciso di aumentare l'aiuto allo sviluppo allo 0,5 del RNL. Per la maggioranza della Commissione è inoltre importante considerare, in una discussione sull'aumento di questo aiuto, l'efficacia dei mezzi utilizzati.
La minoranza della Commissione rileva che gli obiettivi del Millennio potranno essere raggiunti solo attraverso l'aumento, da parte del nostro Paese, dell'aiuto allo sviluppo allo 0,7 per cento. Secondo la minoranza, la Svizzera non deve essere da meno rispetto agli altri Stati nella lotta contro la povertà estrema.
4. Importazione di metalli preziosi in Svizzera e legislazione in materia di riciclaggio di denaro
La Commissione si è informata sul problema del riciclaggio di denaro in relazione al commercio di metalli preziosi. Nel corso della discussione, i deputati si sono interrogati sui mezzi da adottare per prevenire l'importazione in Svizzera di oro e altri metalli preziosi di origine criminosa o provenienti da zone di conflitto. Con 12 voti contro 10 e un'astensione, la Commissione ha approvato un postulato che incarica il Consiglio federale di sottoporre al Parlamento un rapporto sui mezzi legali, esistenti o da adottare, per lottare efficacemente contro questo fenomeno. La maggioranza della Commissione propone che si valuti la possibilità di estendere il campo di applicazione della legislazione in materia di riciclaggio di denaro all'insieme delle importazioni di metalli preziosi. Per la minoranza della Commissione non sussiste la necessità di legiferare sul piano nazionale.
5. Rapporto Swisscoy 2009
Nel quadro dell'esame del rapporto 2009 sull'impiego di Swisscoy, la CPE-N si è occupata in particolare degli sviluppi della situazione in Kosovo, nonché degli obiettivi e dei compiti del contingente svizzero. Per quanto riguarda la pertinenza della missione di Swisscoy, in seno alla Commissione le opinioni divergono. Alcuni suoi membri vedono con favore l'impiego di Swisscoy; preoccupati per il persistere in Kosovo di una situazione di instabilità politica, istituzionale ed economica, essi continuano a ritenere indispensabile la presenza della KFOR, il cui ruolo si rivela essenziale, in particolare ai fini della stabilizzazione del Paese. Altri membri della Commissione hanno valutato il rapporto in modo critico. A loro avviso, Swisscoy non è investita attualmente di una missione militare tale da giustificare il suo impiego. La Commissione ha deciso di approfondire la situazione in Kosovo in occasione di una delle sue prossime sedute.
6. Gestione del personale e rete esterna del DFAE
La Commissione ha svolto un primo esame approfondito del tema «gestione del personale e rete esterna del Dipartimento federale degli affari esteri». Nel corso delle discussioni si è parlato fra l'altro di risorse del personale, di rete consolare e di attrattività della carriera diplomatica. La CPE-N ha deciso di riprendere l'argomento in occasione della sua prossima seduta, affrontando in particolare la pianificazione della rete esterna per i prossimi cinque anni.
7. Altri temi
La Commissione si è occupata di vari altri temi dell'attualità internazionale, fra cui il conflitto in Medio Oriente, il rapporto Goldstone e il mandato affidato dall'ONU alla Svizzera.
La CPE-N doveva inoltre pronunciarsi sulla proposta di una mozione commissionale che chiede il ritiro della Svizzera dal Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU qualora Max Göldi non venga liberato dalla Libia entro il 1° luglio 2010. La Commissione ha respinto la proposta con 9 voti contro 5. La maggioranza della Commissione ritiene che, per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, è più logico che sia la Libia e non la Svizzera a ritirarsi dal Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU. La Commissione dubita d'altronde che il ritiro del nostro Paese possa produrre qualche effetto positivo sulla situazione personale dell'ostaggio svizzero. Al contrario, la minoranza della Commissione ritiene che uno Stato di diritto qual è la Svizzera non debba far parte di un organo internazionale in cui siedono Stati come la Libia, che non rispettano né i principi fondamentali dello Stato di diritto né i diritti dell'uomo.
La Commissione si è poi occupata dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), delle sue norme fondamentali e delle sue convenzioni. In particolare ci si è chiesti se la Svizzera debba ratificare determinate convenzioni dell'OIL, impegnarsi a livello internazionale per un maggior rispetto delle norme fondamentali emanate dall'OIL e integrarle maggiormente nella propria politica economica estera. Per rispondere a queste domande, la Commissione intende procedere a delle audizioni, da tenersi in occasione di una delle sue prossime sedute.
Presieduta dalla consigliera nazionale Christa Markwalder (PLR/BE), la Commissione si è riunita a Berna il 17 e il 18 maggio 2010. Alla seduta erano presenti la presidente della Confederazione Doris Leuthard e la consigliera federale Micheline Calmy-Rey.
Berna, 18 maggio 2010 Servizi del Parlamento