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BERNA - Accusata di aver trasmesso illegalmente negli Usa 300 dossier bancari di clienti dell'UBS, l'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziaria (FINMA) intende ora esaminare il giudizio reso noto oggi dal Tribunale amministrativo federale (TAF) e, se fosse il caso, ricorrerà al Tribunale federale.
Nella sua presa di posizione odierna, la FINMA ribadisce di aver agito fondandosi sugli articoli 25 e 26 della Legge federale sulle banche che le danno il potere, se esistono motivi seri di temere problemi di liquidità importanti, di adottare misure di protezione, "non definite in maniera esaustiva dalla legge". Tali provvedimenti possono avere effetti sui diritti di determinati creditori.
Dopo aver discusso col Consiglio federale, il Cda della FINMA ha deciso, dopo una riflessione approfondita, di trasmettere i dossier perché a suo parere era l'unica soluzione per evitare una denuncia penale imminente negli Usa contro UBS, denuncia "che avrebbe avrebbe messo in pericolo l'esistenza della banca e deteriorato le sue liquidità e, di conseguenza, minacciato la piazza economica svizzera".
Nella nota la FINMA dichiara che nella sua decisione, il tribunale non ha esaminato questa ipotesi, né l'ha contesta. La corte si limita a costatare che le misure ordinate dalla FINMA non erano legali.
SDA-ATS