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Creato dalla Confederazione allo scopo di proteggere le specie anfibie minacciate in Svizzera, l’Inventario dei siti di riproduzione degli anfibi è entrato in vigore nel 2001. L’inventario designa i principali siti di riproduzione a livello nazionale e incarica i Cantoni di provvedere alla loro protezione e manutenzione. Oasi di sussistenza e al tempo stesso fulcri di diffusione, gli oggetti iscritti nell’inventario mirano a favorire e a conservare a lungo termine le popolazioni di anfibi.
Gli anfibi sono il gruppo di animali maggiormente esposto al pericolo d'estinzione in Svizzera: il 70 per cento delle specie indigene figura infatti sulla relativa Lista rossa. La riproduzione di tutte le specie di anfibi presenti in Svizzera, ad eccezione della Salamandra nera, dipende dalla presenza di corpi idrici.
Creato dalla Confederazione al fine di proteggere le specie anfibie minacciate d'estinzione in Svizzera, l'Inventario federale dei siti di riproduzione degli anfibi di importanza nazionale (ISAN) è entrato in vigore nel 2001. L'inventario designa i principali siti di riproduzione degli anfibi e incarica i Cantoni di provvedere alla protezione e manutenzione di tali siti. Scopo dell'inventario è conservare, sostenere o reintrodurre le popolazioni di anfibi accertate.
L'ISAN conta attualmente 897 oggetti, per una superficie totale pari a quasi 13'900 ettari. Gli oggetti repertoriati, ma non ancora iscritti nell'inventario a titolo vincolante, sono sottoposti a un regime di protezione provvisoria. I singoli oggetti hanno superfici che possono andare da una buona decina di metri quadrati fino a un migliaio di metri quadrati.
L'inventario comprende corpi d'acqua e zone umide di diverso tipo: pozze, stagni e laghetti, prati umidi o complessi idrici più estesi ubicati all'interno di paludi, zone golenali o siti estrattivi. Tutti gli oggetti inventariati si contraddistinguono o per la presenza di un'elevata varietà di specie o per il fatto di essere utilizzati come siti di riproduzione o habitat temporanei da specie minacciate o da consistenti popolazioni di alcune specie particolari.
Gli oggetti iscritti nell'inventario si concentrano per la maggior parte nelle aree climaticamente favorevoli dell'Altipiano e sono ubicati nel 72 per cento dei casi al di sotto dei 600 metri.
I siti di riproduzione iscritti nell'ISAN sono d'importanza vitale soprattutto per le specie di anfibi rare e minacciate, alcune delle quali mostrano in effetti una frequenza decisamente più marcata negli oggetti inventariati che in altri ambienti. Sopravvive ad esempio esclusivamente in oggetti iscritti nell'inventario la Rana di Lataste (Rana latastei), una specie di rana estremamente vulnerabile e quindi potenzialmente minacciata.
L'inventario distingue tra oggetti mobili e oggetti fissi. Per oggetti fissi s'intendono di norma gli specchi d'acqua classici o gli aggregati di corpi idrici e le zone umide comprensivi delle strutture seminaturali immediatamente adiacenti o delle superfici agricole e boschive limitrofe ubicate entro un perimetro più ampio. La superficie e la posizione di questi oggetti sono descritte e delimitate con estrema chiarezza.
Gli oggetti mobili sono invece siti ubicati in zone di estrazione attive, prevalentemente in cave di ghiaia. Qui le attività estrattive creano spazi vitali dinamici in cui si formano siti di riproduzione temporanei particolarmente importanti per le specie anfibie pioniere, le quali prediligono gli specchi d'acqua di nuova formazione. Questi oggetti sono delimitati in modo da inglobare interamente o in parte le zone di estrazione, senza stabilire con precisione l'esatto punto di ubicazione degli specchi d'acqua citati.
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