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Il prossimo 6 novembre i cittadini degli Stati Uniti d'America si recheranno a votare per eleggere i 435 membri della Camera dei Rappresentanti e un terzo dei 100 membri del Senato. Gli USA, oggi come non mai, sono divisi e polarizzati. Inoltre non va dimenticato che le elezioni di Midterm riguardano anche i governatori di trentasei dei cinquanta Stati membri dell'Unione. Tra questi anche la California, che da sola rappresenta la quinta economia al mondo
Due anni fa, al termine di una campagna elettorale infuocata, a risultare eletto presidente degli USA fu Donald Trump.
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Riccardo Ferraris ha viaggiato attraverso un paese diviso e propone - in modalità web - una sorta di check-up a puntate della società americana due anni dopo l'insediamento di Donald Trump, dalle Donne del Movimento “March for Women” (che hanno visto crescere il numero dei loro aderenti e sostenitori) alle ragioni dei Repubblicani che sostengono Trump, passando per il parere degli indipendentisti californiani (sabato 3), i lavoratori del sistema sanitario americano (domenica 4), il terzo polo (lunedì 5) - ovvero il partito liberale americano - per poi finire, il giorno delle elezioni (martedì 6) con il movimento dei "Cristiani contro Trump".
Il 21 gennaio 2017, dopo l'ufficiale cerimonia di insediamento del Presidente Trump, a Washington e in altre citta' degli Stati Uniti hanno sfilato 500 mila persone per promuovere i diritti delle donne, la riforma dell'immigrazione e la parita' razziale. Oggi Women's March e' un organizzazione che raccoglie oltre 2 milioni di sostenitrici in tutto il Paese e che punta a raccogliere consensi per eleggere la prima Presidente donna dell'Unione nel 2020.
Le puntate saranno pubblicate in questa pagina secondo il calendario:
I supporter di Trump (2 novembre)
I Repubblicani sono convinti di mantenere la maggioranza al Congresso anche dopo le Midterm Elections. Le opinioni espresse dai dirigenti del partito accorsi al Politicon di Los Angeles, uno degli eventi piu' grandi al mondo di dibattito e approfondimento politico, si sono concentrate piuttosto sulla riconquista di alcuni Stati chiave fondamentali nella prossima battaglia presidenziale del 2020. In cima alla lista c'e' la California che vede sul fronte Repubblicano l'impegno del candidato John Cox, un ex commercialista originario dell'Illinois che punta a diventare governatore promettendo di risolvere la crisi acquifera dello Stato.
Gli indipendentisti (3 novembre)
La stampa a stelle e strisce lo ha ribattezzato “Calexit”. Si tratta di un movimento spontaneo di cittadini uniti sotto il nome di YesCalifornia che punta alla secessione del Golden State dagli USA entro 2020. “Siamo la quinta economia al mondo e non vogliamo piu' pagare tasse al governo centrale” dice Luis Marinelli, l'insegnante d'inglese che nel 2014, dalla sua sede di lavoro in Russia, ha lanciato un appello on-line che in poche ore ha ottenuto migliaia di condivisioni. Negli scorsi mesi il dibattito e' stato riportato all'ordine del giorno quando il guru della Silicon Valley Tim Draper ha raccolto oltre 400'000 firme e presentato un disegno di legge per dividere la California in tre stati separati: nord, sud e centro.
Il sistema sanitario (4 novembre)
I Democratici puntano tutto sulla riforma sanitaria in queste elezioni di meta' mandato. Il New York Times ha pubblicato un lungo reportage nel quale diversi senatori democratici in Missouri, Florida, West Virginia hanno lanciato un appello per salvare l'Affordable Care Act e continuare un percorso verso un sistema di sanita' pubblica gratuita per tutti. Donald Trump, dal canto suo, ha proposto che Medicare – il programma di assicurazione sanitaria per le persone dai 65 anni in su o con particolari patologie - paghi per alcuni farmaci da prescrizione in base ai prezzi pagati in altri paesi industrializzati.
Il terzo polo (5 novembre)
Alle scorse presidenziali il Libertarian Party con il proprio candidato Gary Johnson ha raccolto 4.5 milioni di voti consolidandosi come il terzo polo politico del Paese. Oggi il partito riparte dalle consultazioni amministrative, che insieme al voto di meta' mandato saranno al vaglio degli elettori il prossimo 6 novembre. “La politica sta cambiando e sempre piu' cittadini sono esausti del duopolio Democratici-Repubblicani che ha segnato la storia dell'Unione sin dalla sua Fondazione – dice Angela McArdle, che in California rappresenta il Libertarian Party – Noi siamo per un governo centrale sempre meno presente nelle scelte personali degli individui e ci aspettiamo di raddoppiare i nostri numeri in queste midterm elections”.
I cristiani contro Trump (6 novembre)
Le politiche di Trump sul campo minato nell'immigrazione hanno spaccato il fronte religioso del Paese, fino al gennaio 2016 compatto nel sostenere il magnate newyorkese nella sua corsa alla Casa Bianca. “Christians against Trump” e' una costola del movimento politico “Christian Democrats of America” che condanna scelte azzardate del Presidente come il “Travel Ban” (il divieto di ingresso nel Paese per i cittadini di 7 Paesi stranieri). “Gesu' ci ha insegnato ad accogliere non ha respingere” dice la fondatrice del movimento Christina Forrester.
Red. MM/Riccardo Ferraris