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Il Museo d'arte di Berna e l'Università di Amburgo hanno deciso di ispezionare circa 400 opere della collezione del defunto appassionato d'arte Cornelius Gurlitt. L'istituto elvetico finanzierà per un anno un posto di lavoro per una collaboratrice scientifica.
"Accettando l'eredità di Cornelius Gurlitt (1932-2014), il Museo d'arte di Berna ha assunto una responsabilità particolare", indica Nikola Doll, alla testa del dipartimento di ricerca sulla provenienza delle opere, citata in un comunicato odierno del Kunstmuseum bernese.
Le opere d'arte oggetto di studio sono quelle che presumibilmente sono considerate "arte degenerata", ossia che riflettevano valori o estetiche contrarie alle concezioni naziste. La ricerca è volta a stabilire la natura legale o illegale dei cambiamenti di proprietà delle opere d'arte, spesso confiscate dal regime nazista. L'ateneo di Amburgo si è distinto negli ultimi anni per la conoscenza specifica della materia, dove è stata istituita anche una cattedra in questo ambito.
Oltre mille opere
Lo storico dell'arte e commerciante tedesco Hildebrand Gurlitt (1895-1956) nel corso della sua vita aveva raccolto circa 1500 opere che anni dopo avrebbero rappresentato la Collezione Gurlitt.
Minacciato inizialmente dal regime, Hildebrand Gurlitt era diventato col tempo uno dei mercanti preferiti dall'apparato nazista, del quale ha permesso di riempire le casse vendendo all'estero opere d'arte definite "degenerate".
Dopo la morte di Hildebrand Gurlitt, la preziosa collezione è stata ereditata dal figlio Cornelius. Questi, che custodiva le opere nelle sue case di Monaco di Baviera (D) e Salisburgo (A), di tanto in tanto ne vendeva una.
Il 28 febbraio 2012 alcune ispezioni avevano portato la Procura di Augusta (D) a scoprire che Cornelius Gurlitt era in possesso di questo patrimonio dal valore inestimabile ereditato dal padre e prontamente soprannominato "tesoro di Hitler". Le tele e i disegni, che erano firmati da artisti di fama mondiale, furono confiscati. Fino alla sua morte, avvenuta a 81 anni il 6 maggio del 2014, Cornelius Gurlitt ha rivendicato la legittima proprietà della collezione, lasciata per finire in eredità esclusiva al Kunstmuseum di Berna.
Colta di sorpresa, la direzione del museo svizzero, dopo un periodo di riflessione, ha deciso di accettare il lascito. Una lunga battaglia giuridica con gli eredi di Cornelius Gurlitt, in particolare una cugina, si è conclusa in favore dell'istituzione nel dicembre del 2016.
In base a un accordo concluso con la Germania, solo le opere la cui provenienza è ineccepibile possono giungere a Berna. Quelle di dubbia origine sono al vaglio di una speciale task force istituita a suo tempo e chiamata a far luce sulla proprietà delle stesse.