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Caritas ha ricordato che ogni cittadino elvetico emette quasi quattordici tonnellate di CO2. La media mondiale è di sei
Secondo l'ONG la Legge sul CO2 sarebbe un primo passo per assumersi «parte della responsabilità di frenare il cambiamento climatico»
BERNA - Berna deve instaurare una giustizia climatica. È quanto chiede oggi Caritas, ricordando che la Svizzera è un grande produttore di gas a effetto serra - uno dei maggiori in termini di emissioni per abitante - mentre sono i paesi in via di sviluppo a essere colpiti più duramente dal cambiamento climatico.
In una conferenza stampa odierna, l'organizzazione ha ricordato che, secondo i dati dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), la Confederazione emette quasi quattordici tonnellate di CO2 equivalente per abitante, ciò che rappresenta più del doppio della media mondiale, situata a sei tonnellate.
Sebbene si sia assistito a una leggera diminuzione della produzione di gas a effetto serra all'interno dei confini elvetici, l'impronta climatica della Svizzera sta aumentando all'estero, a causa dell'esternalizzazione dell'industria pesante, a un mercato finanziario che si basa ancora sull'estrazione del carbone e sull'industria petrolifera, e alle importazioni a basso costo dai paesi poveri, è stato sottolineato nel corso di una conferenza stampa a Berna.
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L'organizzazione ritiene pertanto che la Svizzera debba assumersi parte della responsabilità di frenare il cambiamento climatico, in primo luogo riducendo «radicalmente» le sue emissioni di gas a effetto serra. La legge riveduta sul CO2 è un «primo passo decisivo in questa direzione», secondo l'ong.
Quest'ultima è già impegnata ad aiutare le persone colpite con progetti climatici come lo stoccaggio dell'acqua, l'uso di sementi resistenti alla siccità o investimenti in tecnologie innovative. Chiede comunque a Berna di sostenere maggiormente i paesi poveri nella protezione del clima e nell'adattamento al cambiamento climatico.
Secondo Caritas, la Svizzera dovrebbe raddoppiare i suoi fondi per il clima destinati ai Paesi in via di sviluppo - in aggiunta all'aiuto allo sviluppo - portandoli ad almeno un miliardo di franchi all'anno. Dovrebbe anche fare di più per indennizzare i paesi più poveri, è stato sottolineato. «È solo una questione di volontà politica e sociale».
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