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Il Tribunale distrettuale di Lenzburg (AG) ha comunicato venerdì di aver revocato il "ricovero a scopo di assistenza" di un 29enne svizzero condannato nel 2011 a quattro anni di carcere per avere stuprato e assassinato una prostituta nel 2008.
L'annuncio segue una sentenza resa pubblica lo scorso 30 aprile della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo (CEDU), la quale aveva ritenuto il collocamento in carcere a scopo di assistenza del giovane allo scadere della pena "privo di base legale e in violazione dell'articolo 5 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo". La CEDU aveva inoltre deciso che l'uomo andava risarcito con 25'000 euro per torto morale, oltre a 7000 euro per le spese sostenuto.
Nel comunicato diramato, il tribunale di Lenzburg afferma di aver riesaminato lo scorso 27 marzo la situazione dopo che il provvedimento nei confronti del giovane era stato prolungato più volte.
Avendo constatato "uno sviluppo positivo" il tribunale è giunto alla conclusione che le condizioni per un collocamento a scopo assistenziale "non erano più date" e che sarebbe "sproporzionato" mantenere il provvedimento.
Il tribunale ha così revocato il collocamento e ha richiesto al suo posto una "assistenza postpenale": l'uomo si trova attualmente in un alloggio nel canton Zurigo in cui viene seguito e assistito da personale appropriato.
I fatti risalgono al febbraio 2008 quando il giovane, allora minorenne, si era intrufolato in un edificio di Aarau che ospitava un salone erotico ed era entrato nella stanza di una prostituta 40enne. Dopo aver violentato due volte la donna, l'aveva poi brutalmente uccisa.
Il Tribunale dei minorenni di Lenzburg (AG) gli aveva poi inflitto quattro anni di carcere, la massima pena prevista dal diritto penale minorile. Per evitare il rischio di recidiva al giovane, a cui erano state riscontrate turbe psichiche, era stata ordinata una "privazione della libertà a scopo di assistenza" una volta scontata la condanna. Il Tribunale federale aveva in seguito confermato la fondatezza della misura, ritenendo che il rischio di recidiva non potesse essere sottovalutato a causa dei problemi psicologici del soggetto.
La CEDU ha però giudicato che l'uomo era stato "detenuto senza base legale e a titolo puramente preventivo" nell'ala di sicurezza del penitenziario di Lenzburg e ne aveva ordinato sia il rilascio che il risarcimento.