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Incarto n. 11.2014.65 Lugano 28 agosto 2014 /jh In nome della Repubblica e Cantone Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Grisanti vicecancelliera: F. Bernasconi sedente per statuire nella causa SO.2014.2788 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 2 luglio 2014 da AP 1 (già patrocinata dall'avv.) contro AO 1, giudicando sull'appello del 21 luglio 2014 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore aggiunto l'11 luglio 2014; Ritenuto in fatto: che il 2 luglio 2014 AP 1 (1955) si è rivolta al Pretore Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata dal marito AO 1 (1959), l'allontanamento di lui dal domicilio coniugale, l'attribuzione a sé dell'abitazione comune e un contributo alimentare indeterminato dal 1° luglio 2014; che con decreto cautelare emesso il 3 luglio 2014 inaudita parte il Pretore aggiunto ha autorizzato i coniugi vivere separati, ha attribuito alla moglie l'abitazione coniugale e ha vietato al marito di rientrare o di avvicinarsi a quest'ultima fino all'11 luglio 2014; che all'udienza dell'11 luglio 2014, indetta per la discussione, i coniugi hanno trovato un accordo sulla sospensione della vita in comune, sull'assegnazione dell'abitazione coniugale (alla moglie) e su un contributo alimentare per quest'ultima di fr. 480.– mensili; che in coda all'udienza il Pretore aggiunto ha statuito sull'istanza, formalizzando l'accordo raggiunto; che il 21 luglio 2014 AP 1 è insorta a questa Camera per il tramite di I__________, dei Servizi sociali di __________, contro la decisione appena citata, chiedendo con un appello del 21 luglio 2014 di “revocare la decisione di separazione”, di ordinare il ricovero del marito in una struttura terapeutica e di rinviare gli atti Pretore per una nuova udienza; che il 4 agosto 2014 AO 1 ha comunicato di essere disposto a curarsi, proponendo di annullare “l'udienza per la separazione”; e considerando in diritto: che, non vertendo soltanto su questioni patrimoniali e introdotto entro 10 giorni dalla notificazione della decisione (art. 314 cpv. 1 CPC), l'appello è sotto questo profilo ricevibile; che l'appellante a ben vedere non discute i motivi della sentenza impugnata né indica con un minimo di precisione in che consista l'erroneo accertamento dei fatti o la viziata applicazione del diritto; che ciò basterebbe per dichiarare l'appello irricevibile; che, comunque sia, la richiesta di rinviare gli atti al Pretore perché tenga una nuova udienza “col fine di mettere in luce i nuovi fatti emersi” non ha senso, questa Camera potendo tenere conto essa medesima di nuovi fatti a norma dell'art. 317 cpv. 1 CPC; che l'appellante lamenta di avere firmato l'accordo dell'11 luglio 2011 “in stato confusionario e di non avere compreso il contenuto del verbale da lei sottoscritto”, salvo dimenticare di essere stata assistita per tutta l'udienza dalla propria legale di fiducia; che, per altro, un ripensamento dell'intesa sottoscritta l'11 luglio 2014 non denota manifestamente un difetto del consenso né un errore essenziale (nell'accezione dell'art. 24 cpv. 1 CO); che la richiesta volta a ottenere il ricovero del marito in un istituto terapeutico per la cura dall'alcolismo, non sottoposta al Pretore e quindi di dubbia ricevibilità (art. 317 cpv. 2 CPC), non rientra nel novero delle misure a protezione dell'unione coniugale enumerate all'art. 176 cpv. 1 CC; che in casi del genere il giudice delle misure protettrici potrebbe – tutt'al più – segnalare il caso all'autorità di protezione degli adulti ( Deschenaux/Steinauer/Bad­deley, Les effets du mariage, 2ª edizione, pag. 289 n. 561a con rinvio alla nota 10), intervento tuttavia superfluo in concreto, vista la disponibilità di AO 1 di sottoporsi alle cure; che, chiarito ciò, le misure a protezione dell'unione coniugale postulate dalla moglie tendevano all'organizzazione della vita separata (art. 176 cpv. 1 e 2 CC); che tali misure, di durata determinata o indeterminata, decadono automaticamente – per principio – se i coniugi tornano a vivere insieme (art. 179 cpv. 2 CC); che la ripresa della vita in comune può avvenire in qualsiasi momento, anche senza il consenso del giudice ( Chaix in: Commentaire romand, CC I, Basilea 2010, n. 7 ad art. 179); che AO 1 può quindi rientrare quando desidera al domicilio coniugale, il divieto impartitogli il 3 luglio 2014 essendo per altro scaduto l'11 luglio seguente senza essere stato prorogato dal giudice; che qualora i coniugi riprendano la vita in comune i contributi ali­mentari fissati per sentenza decadono da sé, ferma restando la libertà dell'appellante di rinunciare alla riscossione dei medesimi – per il passato e per il futuro – senza dover ricorrere all'approvazione del giudice ( Chaix, op. cit., n. 1 ad art. 179 CC) ; che, in definitiva, nella fattispecie non occorre alcuna “revoca della separazione”, i coniugi essendo liberi di riconciliarsi, di riorganizzare la loro vita coniugale e di risolvere diversamente le loro difficoltà matrimoniali; che le spese dell'attuale giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma nella fattispecie si giustifica di rinunciare – equitativamente – a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC); che non si attribuiscono ripetibili a AO 1, il quale, senza rivendicare espressamente un'indennità, ha sostanzialmente aderito all'appello; che per quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 LTF), il principio della separazione personale non dipende da questioni di valore e può formare oggetto di ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore; decide: 1. Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata. 2. Non si riscuotono spese. 3. Notificazione a: –; –. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).

Incarto n. 11.2014.65 Incarto n. 11.2014.65

Incarto n. Lugano 28 agosto 2014 /jh Lugano

Lugano 28 agosto 2014 /jh

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Grisanti G. A. Bernasconi, presidente,

G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Grisanti

Giani e Grisanti vicecancelliera: vicecancelliera:

vicecancelliera: F. Bernasconi F. Bernasconi

F. Bernasconi sedente per statuire nella causa SO.2014.2788 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 2 luglio 2014 da

sedente per statuire nella causa SO.2014.2788 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 2 luglio 2014 da AP 1 (già patrocinata dall'avv.) AP 1

AP 1 (già patrocinata dall'avv.)

(già patrocinata dall'avv.) contro contro

contro AO 1, AO 1,

AO 1, giudicando sull'appello del 21 luglio 2014 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore aggiunto l'11 luglio 2014;

giudicando sull'appello del 21 luglio 2014 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore aggiunto l'11 luglio 2014; Ritenuto

Ritenuto in fatto: che il 2 luglio 2014 AP 1 (1955) si è rivolta al Pretore Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata dal marito AO 1 (1959), l'allontanamento di lui dal domicilio coniugale, l'attribuzione a sé dell'abitazione comune e un contributo alimentare indeterminato dal 1° luglio 2014;

che con decreto cautelare emesso il 3 luglio 2014 inaudita parte il Pretore aggiunto ha autorizzato i coniugi vivere separati, ha attribuito alla moglie l'abitazione coniugale e ha vietato al marito di rientrare o di avvicinarsi a quest'ultima fino all'11 luglio 2014;

al marito di rientrare o di avvicinarsi a quest'ultima fino all'11 luglio 2014; che all'udienza dell'11 luglio 2014, indetta per la discussione, i coniugi hanno trovato un accordo sulla sospensione della vita in comune, sull'assegnazione dell'abitazione coniugale (alla moglie) e su un contributo alimentare per quest'ultima di fr. 480.– mensili;

che in coda all'udienza il Pretore aggiunto ha statuito sull'istanza, formalizzando l'accordo raggiunto;

che il 21 luglio 2014 AP 1 è insorta a questa Camera per il tramite di I__________, dei Servizi sociali di __________, contro la decisione appena citata, chiedendo con un appello del 21 luglio 2014 di “revocare la decisione di separazione”, di ordinare il ricovero del marito in una struttura terapeutica e di rinviare gli atti Pretore per una nuova udienza;

che il 4 agosto 2014 AO 1 ha comunicato di essere disposto a curarsi, proponendo di annullare “l'udienza per la separazione”;

e considerando

in diritto: che, non vertendo soltanto su questioni patrimoniali e introdotto entro 10 giorni dalla notificazione della decisione (art. 314 cpv. 1 CPC), l'appello è sotto questo profilo ricevibile;

che l'appellante a ben vedere non discute i motivi della sentenza impugnata né indica con un minimo di precisione in che consista l'erroneo accertamento dei fatti o la viziata applicazione del diritto;

a ben vedere non l'erroneo accertamento dei fatti o la viziata applicazione del diritto; che ciò basterebbe per dichiarare l'appello irricevibile;

che, comunque sia, la richiesta di rinviare gli atti al Pretore perché tenga una nuova udienza “col fine di mettere in luce i nuovi fatti emersi” non ha senso, questa Camera potendo tenere conto essa medesima di nuovi fatti a norma dell'art. 317 cpv. 1 CPC;

che l'appellante lamenta di avere firmato l'accordo dell'11 luglio 2011 “in stato confusionario e di non avere compreso il contenuto del verbale da lei sottoscritto”, salvo dimenticare di essere stata assistita per tutta l'udienza dalla propria legale di fiducia;

che, per altro, un ripensamento dell'intesa sottoscritta l'11 luglio 2014 non denota manifestamente un difetto del consenso né un errore essenziale (nell'accezione dell'art. 24 cpv. 1 CO);

che la richiesta volta a ottenere il ricovero del marito in un istituto terapeutico per la cura dall'alcolismo, non sottoposta al Pretore e quindi di dubbia ricevibilità (art. 317 cpv. 2 CPC), non rientra nel novero delle misure a protezione dell'unione coniugale enumerate all'art. 176 cpv. 1 CC;

enumerate all'art. 176 cpv. 1 CC; che in casi del genere il giudice delle misure protettrici potrebbe – tutt'al più – segnalare il caso all'autorità di protezione degli

che in casi del genere il giudice adulti ( Deschenaux/Steinauer/Bad­deley, Les effets du mariage, 2ª edizione, pag. 289 n. 561a con rinvio alla nota 10), intervento tuttavia superfluo in concreto, vista la disponibilità di AO 1 di sottoporsi alle cure;

Deschenaux/Steinauer/Bad­deley, Les effets du mariage, 2ª edizione, pag. 289 n. 561a con rinvio alla nota 10) che, chiarito ciò, le misure a protezione dell'unione coniugale postulate dalla moglie tendevano all'organizzazione della vita separata (art. 176 cpv. 1 e 2 CC);

che tali misure, di durata determinata o indeterminata, decadono automaticamente – per principio – se i coniugi tornano a vivere insieme (art. 179 cpv. 2 CC);

che tali misure, di durata determinata o indeterminata, decadono automaticamente – per principio – se i coniugi tornano a vivere insieme (art. 179 cpv. 2 CC); che la ripresa della vita in comune può avvenire in qualsiasi momento, anche senza il consenso del giudice ( Chaix in: Commentaire romand, CC I, Basilea 2010, n. 7 ad art. 179);

che la ripresa della vita in comune può avvenire in qualsiasi momento, anche senza il consenso del giudice ( Chaix che AO 1 può quindi rientrare quando desidera al domicilio coniugale, il divieto impartitogli il 3 luglio 2014 essendo per altro scaduto l'11 luglio seguente senza essere stato prorogato dal giudice;

che AO 1 può quindi rientrare quando desidera al domicilio coniugale, il divieto impartitogli il 3 luglio 2014 essendo per altro scaduto l'11 luglio seguente senza essere stato prorogato dal giudice; che qualora i coniugi riprendano la vita in comune i contributi ali­mentari fissati per sentenza decadono da sé, ferma restando la libertà dell'appellante di rinunciare alla riscossione dei medesimi – per il passato e per il futuro – senza dover ricorrere all'approvazione del giudice ( Chaix, op. cit., n. 1 ad art. 179 CC) ;

che qualora i coniugi riprendano la vita in comune i contributi ali­mentari fissati per sentenza decadono da sé, ferma restando la libertà dell'appellante di rinunciare alla riscossione dei medesimi – per il passato e per il futuro – senza dover ricorrere all'approvazione del giudice ( Chaix ; che, in definitiva, nella fattispecie non occorre alcuna “revoca della separazione”, i coniugi essendo liberi di riconciliarsi, di riorganizzare la loro vita coniugale e di risolvere diversamente le loro difficoltà matrimoniali;

che, in definitiva, nella fattispecie non occorre alcuna “revoca della separazione”, i coniugi essendo liberi di riconciliarsi, di riorganizzare la loro vita coniugale e di risolvere diversamente le loro difficoltà matrimoniali; che le spese dell'attuale giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma nella fattispecie si giustifica di rinunciare – equitativamente – a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);

che le spese dell'attuale giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma che non si attribuiscono ripetibili a AO 1, il quale, senza rivendicare espressamente un'indennità, ha sostanzialmente aderito all'appello;

che per quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 LTF), il principio della separazione personale non dipende da questioni di valore e può formare oggetto di ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore;

decide: 1. Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

2. Non si riscuotono spese.

3. Notificazione a:

–; –. –;

–.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d ' appello Il presidente La vicecancelliera

Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF). i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).