Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/41773

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già indicato in occasione della risposta all'interpellanza Ducrot 98.3161, le persone implicate in attività terroristiche non ottengono l'asilo in Svizzera. La Convenzione sullo statuto dei rifugiati e la legge sull'asilo prevedono la possibilità di negare l'asilo ai richiedenti imputati di aver commesso un reato. Il Consiglio federale conferma la prassi vigente, in virtù della quale si nega l'asilo alle persone che ricorrono alla violenza, e fa notare che esse vengono anche perseguite penalmente. </p><p></p><p>ad 1</p><p>La semplice appartenenza al Fronte islamico di salvezza (FIS) non rappresenta in sé una minaccia per la sicurezza interna ed esterna della Svizzera, visti gli orientamenti attuali dell'organizzazione. Se tuttavia una persona si dedicasse a attività concrete suscettibili di minacciare la sicurezza interna ed esterna del nostro Paese, il Consiglio federale non esiterà a pronunciarne l'espulsione, in virtù delle competenze attribuitegli dalla Costituzione, e a cercare un Paese disposto ad accoglierla. Per quanto concerne Ahmed Zaoui, il Burkina Faso si era dichiarato disposto a riceverlo con la famiglia. In quell'occasione era stato difficile trovare un Paese terzo sicuro per lui e la sua famiglia. </p><p>Nella decisione del 23 ottobre 2002 il Consiglio federale ha minacciato Mourad Dhina di espellerlo dalla Svizzera in caso di violazione dei divieti proclamati nei suoi confronti. </p><p>ad 2</p><p>Il Consiglio federale ritiene che non sia possibile escludere sistematicamente, tramite un'ordinanza, i membri del FIS dal diritto all'asilo. Una simile esclusione sarebbe anche contraria alla nostra tradizione umanitaria e non soddisferebbe affatto l'esigenza di un esame individuale delle richieste d'asilo, requisito fondamentale della relativa procedura. I casi particolari menzionati dimostrano del resto in maniera soddisfacente che le nostre disposizioni legislative rispondono già alle aspettative formulate dall'autore dell'intervento.</p>  Risposta del Consiglio federale.