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NEW YORK - Angelo Mozilo patteggia: senza ammettere illeciti, l'ex amministratore delegato di Countrywide si accorda con la Sec e accetta di pagare, per risolvere la disputa con cui l'autorità americana che lo accusa di insider trading, la cifra record (la maggiore mai versata da un singolo manager) di 67,5 milioni di dollari e di essere tagliato fuori a vita da incarichi di rilievo in società quotate. A patteggiare con la Sec sono stati anche l'ex presidente di Countrywide David Sambol l'ex chief financial officer della società Eric Sieracki, che si sono accordati per pagare rispettivamente 5,5 milioni di dollari e 130.000 dollari.
La Sec ha accusato lo scorso anno Mozilo, Sambol e Sierackidi di aver nascosto al pubblico i crescenti problemi di Countrywide, il gigante dei prestiti immobiliari statunitense investito dallo tsunami subprime che ne ha costretto la vendita a Bank of America. Il caso Countrywide è uno dei maggiori per la Sec da quando è scoppiata la crisi. Mozilo verserà 22,5 milioni di dollari in sanzioni e 45 milioni in termini di ritorni agli investitori. Il patteggiamento è arrivato a breve distanza dall'avvio del processo, che si sarebbe dovuto aprire martedì prossimo.
Secondo gli osservatori sia Mozilo e gli altri manager di Countrywide, sia la Sec hanno avuto buoni motivi per stringere un accordo evitando il processo. L'autorità americana così facendo evita infatti una possibile sconfitta pubblica che non farebbe altro che accentuare le già aspre critiche che le sono rivolte per non aver fatto abbastanza nella prevenzione della crisi e per non essersi mossa e non aver scovato la truffa miliardaria di Bernard Madoff. Per Mozilo, Sambol e Sieracki invece il processo civile avrebbe potuto portare alle rivelazione di alcune informazioni che avrebbero potuto condizionare e influenzare le azioni penali nei loro confronti ancora in atto.
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