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Il PLR si aggiunge alla lista dei partiti, comprendente Verdi e PS, che sostengono questa misura. Contrario l'UDC.
Il Vicepresidente liberale-radicale Andri Silberschmid: «Se prendiamo davvero le cose seriamente non dovremmo più dare un solo franco al presidente russo e ai suoi colleghi assassini».
BERNA - Aumentano in Svizzera gli appelli per un boicottaggio del gas russo. Secondo uno dei vicepresidenti del PLR, Andri Silberschmidt, anche il suo partito sostiene la misura.
«Se prendiamo davvero le cose seriamente, dobbiamo chiudere il rubinetto del gas di Putin», ha affermato il consigliere nazionale zurighese ieri sera nel corso della trasmissione Arena della SRF. Egli ha poi aggiunto che secondo il PLR al presidente russo e ai suoi colleghi assassini non dovrebbe andare un solo franco.
Le sanzioni decise finora non hanno realmente danneggiato il leader del Cremlino, ha sostenuto Silberschmidt, per il quale le cose andrebbero diversamente se i pagamenti per il gas fossero bloccati. Il vicepresidente liberale-radicale ha motivato il ritardo nell'appoggiare la misura con il fatto che la Svizzera non può decidere da sola, dato che non importa materie prime direttamente dalla Russia. È una decisione che deve prendere l'Unione Europea, ha spiegato.
Anche i Verdi chiedono che la Svizzera smetta d'importare petrolio e gas russi e lo hanno ribadito oggi per bocca del loro presidente, Balthasar Glättli, che si è espresso durante l'assemblea dei delegati a Ziegelbrücke (GL).
Ieri, nel corso della prima riunione del Consiglio del partito, il PS ha da parte sua chiesto in una risoluzione che la Svizzera si liberi al più presto dalla dipendenza dal petrolio e dal gas russi. L'UDC si è invece finora espressa contro le sanzioni alla Russia, interpretandole come un abbandono della neutralità.