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A Frauenfeld (TG) si è aperto oggi un processo per riciclaggio in relazione alla truffa della società tedesca FlowTex, che nel 2000 fece perdere a diverse banche 2,8 miliardi di marchi dell'epoca.
Gli imputati sono un ex dirigente, i suoi famigliari e un avvocato svizzero.
In base all'atto d'accusa, gli imputati avrebbero acquistato in Svizzera, con i proventi della truffa, diversi beni che hanno poi rivenduto. Fra questi figurano una villa a St. Moritz (GR), quattro quadri di Chagall, un diamante da 51 carati e altri gioielli.
La ditta FlowTex, specializzata nella fabbricazione di sistemi di trivellazione, ha truffato in Germania un centinaio di banche con le quali firmò oltre 3000 contratti di leasing per macchinari mai esistiti. I macchinari fantasma furono rivenduti o noleggiati a società dello stesso gruppo e gran parte dei proventi della mega-truffa scomparvero nel nulla.
Il direttore della società, Manfred Schmider, è stato condannato nel 2001 dalla giustizia tedesca a 12 anni di prigione. L'ex dirigente, oggi 65enne, è stato rilasciato nel 2007. Secondo quanto ha fatto sapere la giustizia turgoviese, oggi vive sull'isola di Maiorca (Spagna) ad un indirizzo sconosciuto.
Il filone svizzero del procedimento è stato aperto in seguito ad una segnalazione dell'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS). Quest'ultimo ha scoperto movimenti sospetti su conti aperti presso la filiale di una grande banca a Frauenfeld.
Le persone giudicate dal Tribunale distrettuale del capoluogo turgoviese sono, oltre a Schmider, la sua ex moglie, i due figli e un avvocato del canton San Gallo. Riciclaggio di denaro, frode fiscale, appropriazione indebita e subordinatamente truffa sono i capi d'imputazione.
Gli atti del processo riempiono 140 classificatori e il tribunale prevede che il processo si protrarrà fino in dicembre, con una ventina di giorni di dibattimento. Il valore dei beni sequestrati in Svizzera in relazione alla truffa tedesca è dell'ordine di alcune decine di milioni di franchi.
SDA-ATS