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Il musicista statunitense Cecil Taylor, leggendario pianista tra i maggiori innovatori del free jazz, è morto ieri a New York, sua città natale, all’età di 89 anni. Taylor h sviluppato un rapporto informale e percussivo con la tastiera, sostenuto da una tecnica eccezionale. Costituì nel 1953 il suo primo quartetto, formazione che predilesse in gran parte della sua attività (con la collaborazione dell’alto sassofonista Jimmy Lyons e per vari anni del percussionista Andrew Cyrille), ma alternando nei suoi gruppi anche vari altri musicisti d’avanguardia, da Steve Lacy ad Archie Shepp, da Sunny Murray a Sam Rivers e, tra gli europei, Enrico Rava. Taylor ha registrato dischi anche da solo e si è interessato attivamente anche alla musica per la danza e alla declamazione poetica. Nato a New York il 25 marzo 1929, Cecil Taylor è stato una delle figure più discusse e chiacchierate del jazz. Miles Davis disse di lui che non "sapeva suonare" il pianoforte. Nonostante i numerosi tentativi di sminuirne il talento, il pianista ha sempre avuto i suoi seguaci e in certi ambienti jazz è considerato una leggenda. Con il suo stile personale, l’apparente totale mancanza di tempo e armonia devono essere attribuite al suo modo di vedere e concepire la musica, certamente non alla mancanza di capacità sulla tastiera.