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Sono 59 in tutto e coronano con variopinti motivi il cornicione della volta della sala del Consiglio nazionale a Berna. Di cosa stiamo parlando? Degli stemmi comunali che, stando alle parole del presidente della camera bassa Martin Candinas, rappresentano un importante simbolo del “federalismo” svizzero e “dell’unità del nostro Paese”.
Le alte cariche dei comuni interessati sono state recentemente invitate dal primo cittadino svizzero nella sala del Consiglio nazionale per poter ammirare gli stemmi. Un incontro che ripercorre una storia densa di significati.
L’introduzione degli stemmi è stata decisa oltre un secolo fa, nel 1901, quando l’architetto di Palazzo federale Hans Wilhelm Auer propose all’esecutivo di enfatizzare maggiormente la natura variegata della Confederazione. Nella visione dell’architetto, le stanze del Parlamento avrebbero dovuto infatti rappresentare simbolicamente l’intera Svizzera.
Il Consiglio federale accolse la proposta stabilendo, in base al numero di abitanti, quanti stemmi comunali assegnare ad ogni cantone. A rappresentanza del Ticino furono indicati gli “scudi” di Bellinzona, Locarno e Lugano, mentre per il canton Grigioni la scelta ricadde su Ilanz, Coira e Mainfeld.