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Troppo cara ed iniqua: questi, in sintesi, gli argomenti che hanno portato alcuni cittadini di Torricella-Taverne ad opporsi alla decisione municipale sulla tassa sul sacco la cui introduzione non è messa in discussione, sia perché approvata a livello cantonale, sia perché – si legge in uno dei ricorsi presentati al Consiglio di Stato – se ne riconosce l'effetto positivo, "riducendo il quantitativo dei costosi rifiuti da inviare all’incenditore".
Del regolamento si era occupata un'apposita commissione municipale che aveva raccomandato, per non creare squilibri rispetto alla situazione attuale, una tassa base dai 50 ai 160 franchi l'anno per leeconomie domestiche di 1-2 persone e da 80 a 220 per quelle composte da più di 3 persone. Se nel primo caso la tassa base decisa dal Municipio rientra nella forchetta (130), nel secondo supera e di molto l'importo: 264 franchi l'anno. Il che, calcolano i ricorrenti, porta a un maggiore esborso per una famiglia di 3 persone di oltre 100 franchi l'anno. E questo anche tenendo conto della diminuzione della quantità di rifiuti non riciclabili avvenuta in tutti i comuni dove è stata introdotta la tassa sul sacco.
Un disequilibrio che ha portato a presentare una decina di ricorsi sui quali, come accennato, adesso deciderà il Consiglio di Stato.