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<h2>SubmittedText<h2><p>Quanto la Commissione della gestione ha messo in luce alla fine del 2006 è tutt'altro che una piccolezza. Finalmente il pubblico viene a sapere come sono spesi i soldi delle imposte che paga. La DSC viene presentata al sovrano come grande imprenditore. Responsabile di questa grande azienda statale con 643 impiegati è il DFAE. Questo dipartimento nel 2006 aveva un bilancio globale di 1970 milioni di franchi. Di questi, 1304 sono destinati al solo aiuto allo sviluppo; per il 2007 sono preventivati 1360 milioni. Già soltanto il grande effettivo del personale che gestisce l'aiuto allo sviluppo nel DFAE attira l'attenzione. Entro un ambito d'azione molto esteso - così ci viene garantito - cui si aggiungono sei programmi speciali, 34 Paesi approfittano della generosità apparentemente senza limiti del popolo svizzero.</p><p>1. Corrisponde ai fatti che per quanto concerne il 46 per cento del denaro elargito, cioè una somma di 598 milioni di franchi, non è noto quali Paesi ne siano stati i beneficiari? </p><p>2. Secondo la risposta del Consiglio federale all'interrogazione Müri 06.0588, circa il 60 per cento dei mezzi DSC rimane in Svizzera. Dove affluisce questo denaro?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che sia sensato sostenere progetti turistici in Bulgaria, con il pretesto dell'aiuto allo sviluppo, e in tal modo far concorrenza al turismo svizzero?</p><p>4. Quanto versa l'aiuto federale allo sviluppo ad opere assistenziali private? </p><p>5. Vi sono anche altri dipartimenti dell'esecutivo federale che sotto il cosiddetto "consegnare altrove" erogano contributi cospicui a istituzioni internazionali?</p><p>6. Quale è la situazione riguardo ai fondi che cantoni e comuni versano all'estero sotto forma di elargizioni o di generosi sostegni per scopi benefici?</p><p>7. Quali parlamentari hanno partecipato negli ultimi cinque anni a viaggi all'estero della DSC (elenco)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il rapporto della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S), a cui si riferisce l'autore dell'interpellanza, riconosce l'elevata qualità tecnica e la professionalità che distinguono la cooperazione svizzera allo sviluppo nell'opinione delle cerchie internazionali specializzate, dei Paesi beneficiari e del pubblico svizzero. La CdG-S respinge fermamente le critiche secondo cui le attività della Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) non corrisponderebbero agli obiettivi e alle priorità definiti dal Consiglio federale e dal Parlamento.</p><p>La valutazione positiva delle attività della DSC, il fatto che adempia adeguatamente il suo mandato e goda di un'ottima reputazione a livello internazionale contraddicono i termini scelti dall'autore dell'interpellanza per qualificarla, ossia "grande cantiere" e "buco paludoso".</p><p>Il budget 2006 della DSC ammontava a 1 306 milioni di franchi (65,8 per cento del preventivo globale del DFAE). Quanto al budget 2007, sono previsti 1355 milioni di franchi. Le risorse personali della DSC sono proporzionate a questi mezzi e all'impegno di utilizzarli in modo mirato.</p><p>1. Quali Paesi beneficiano dell'aiuto bilaterale della DSC è noto a tutti: i fondi sono infatti ripartiti secondo criteri geografici e sono registrati di conseguenza nel sistema contabile SAP. I contributi multilaterali del budget della DSC (alle agenzie delle Nazioni Unite e alle istituzioni finanziarie di sviluppo) non sono invece destinati a Paesi e regioni specifici e non sono quindi contabilizzati nel sistema SAP secondo una ripartizione geografica. Lo stesso vale per il sostegno a reti tematiche e per i contributi di programma versati alle organizzazioni svizzere d'aiuto.</p><p>2. Nella risposta all'interrogazione Müri 06.0588 è stato menzionato che il 60 per cento circa dell'aiuto bilaterale della DSC è stato utilizzato per acquistare beni e servizi in Svizzera. Le spese della DSC effettuate direttamente in Svizzera sono parte integrante dei progetti e dei programmi di sviluppo e alla fine tornano a beneficio dei Paesi partner. Dette spese riguardano i costi d'esercizio della Centrale e degli uffici di cooperazione (infrastruttura e amministrazione, salari e prestazioni sociali ecc.), i contributi a organizzazioni cha hanno sede in Svizzera (p. es. la CICR) per attività di ricerca, sostegno e formazione nonché i costi di gestione dei diversi mandatari e partner in Svizzera (ONG, consulenti, altre organizzazioni) incaricati di realizzare progetti e programmi di cooperazione allo sviluppo in Paesi terzi.</p><p>3. La Svizzera sostiene dal 1992 lo sviluppo economico e sociale in Bulgaria nell'ambito della sua cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est. A tale proposito s'impegna in via prioritaria a promuovere le iniziative e i potenziali presenti in loco atti a creare posti di lavoro e reddito. Nel settore turistico l'impegno svizzero si traduce in un contributo finanziario annuo di 80 000 franchi destinati a rafforzare le associazioni turistiche locali e regionali nella regione poco sviluppata di Stara Planina. Il sostegno ha permesso di generare ulteriori possibilità di lavoro e di mettere quindi un freno all'esodo della popolazione. Le associazioni turistiche servono il mercato bulgaro e si rivolgono a una clientela bulgara di condizioni piuttosto modeste. Il progetto di Stara Planina non rappresenta quindi alcuna concorrenza per il turismo svizzero. Il turismo internazionale destinato a una clientela più agiata, che non è promosso in alcun modo con i fondi della cooperazione svizzera per l'Europa dell'Est, si concentra in Bulgaria sulla costa del Mar Nero.</p><p>4. Contributi dell'Aiuto pubblico allo sviluppo (APD) della Confederazione a organizzazioni non governative private svizzere (ONG) per la realizzazione di diversi programmi e progetti di sviluppo e di iniziative umanitarie:</p><p>- DSC: circa 60 milioni di franchi; finanziamento parziale di programmi/contributi di programma;</p><p>- DSC: circa 150 milioni di franchi; mandati d'esecuzione;</p><p>- SECO: circa 5 milioni di franchi; mandati d'esecuzione;</p><p>- UFM (programmi d'aiuto al ritorno diretti dalla DSC): circa 4 milioni di franchi; mandati d'esecuzione;</p><p>- cantoni e comuni: 32 milioni di franchi; contributi a favore della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario tramite il canale delle ONG svizzere.</p><p>Nel 2005 sono transitati complessivamente circa 250 milioni di franchi dell'APD bilaterale svizzero per le ONG del nostro Paese.</p><p>5. Anche nelle statistiche dell'APD multilaterale della Svizzera figurano determinati contributi generali versati ad agenzie specializzate delle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali provenienti da diversi dipartimenti e uffici federali. Nel 2005 il loro importo ammontava a 65 milioni di franchi circa:</p><p>- DFE/SECO: 6 milioni di franchi;</p><p>- DFAE/Direzioni politiche: 17 milioni di franchi;</p><p>- DFF/AFF: 8 milioni di franchi;</p><p>- DATEC/UFAM: 21 milioni di franchi;</p><p>- DFI/UFSP: 5 milioni di franchi;</p><p>- DDPS/Politica di sicurezza: 4 milioni di franchi;</p><p>- altri uffici: 4 milioni di franchi.</p><p>I dipartimenti erogano contributi a organizzazioni internazionali che operano nel loro settore specifico. Non si può quindi parlare di contributi che i dipartimenti "consegnano altrove".</p><p>6. I contributi dei cantoni e dei comuni svizzeri sono sensibilmente aumentati dal 2000 al 2005, passando da 22 milioni di franchi nel 2000 a 39 milioni nel 2005. Essi rappresentano il 2 per cento circa dell'APD svizzero. I cantoni e i comuni decidono autonomamente dove e in che misura impegnarsi.</p><p>7. In linea di massima la DSC non organizza e non paga mediante il suo budget i viaggi dei parlamentari.</p><p>Per i membri della commissione consultiva della cooperazione internazionale allo sviluppo è prevista la visita di un Paese prioritario dell'aiuto allo sviluppo e di progetti svizzeri una volta nel corso della legislatura, vale a dire ogni quattro anni. Sinora ha avuto luogo una sola visita per i membri della commissione consultiva: la consigliera nazionale Vreni Müller-Emmi e il consigliere nazionale Serge Beck hanno visitato nel gennaio 2005 il Burkina Faso. Il presidente della commissione Hugo Fasel, che nel 2005 non ha potuto recarsi nel Burkina Faso, ha visitato nel luglio 2006 alcuni progetti nel Niger. Globalmente per questi due viaggi sono stati spesi 12 766 franchi.</p><p>Tutti gli altri viaggi, che la DSC ha finanziato dal 2000 per i parlamentari, riguardavano un compito specifico. Nell'ambito del loro impegno nella rete "Parlamentarians for Global Action" (PGA) la consigliera nazionale Therese Frösch ha visitato il Pakistan nel gennaio 2005 e il consigliere nazionale Remo Gysin il Bangladesh nel gennaio 2006 allo scopo di partecipare al "Sub-Regional Parliamentary Seminar on HIV/AIDS in South Asia". Complessivamente la DSC ha prestato un contributo di 4700 franchi.</p><p>Nell'ambito del "Bishkek Global Mountain Summit" in occasione della chiusura dell'anno ONU dedicato alla montagna, il consigliere agli Stati Theo Maissen ha partecipato nel novembre 2002 quale parte della delegazione svizzera alla conferenza finale nel Kirgistan. Le spese ammontavano a 7400 franchi.</p><p>Dal 2000 la DSC ha speso globalmente per viaggi di parlamentari legati a compiti specifici 24 866 franchi.</p><p>Il Consiglio federale è favorevole a un sostegno limitato ai viaggi dei membri del Parlamento da parte della DSC in relazione alla cooperazione allo sviluppo. Per i parlamentari è importante farsi un quadro proprio dei compiti e dei risultati dell'aiuto svizzero allo sviluppo e dell'aiuto umanitario. È pure importante poter condurre con rappresentanti di organizzazioni internazionali discussioni e avere uno scambio con colleghi di altri Paesi su questioni di politica dello sviluppo.</p><p>Oltre ai viaggi organizzati dalla DSC, negli ultimi anni hanno anche avuto luogo visite private da parte di parlamentari nei Paesi in sviluppo. Questi viaggi non sono stati né organizzati né finanziati dalla DSC. L'iniziativa è partita dalle opere assistenziali svizzere (p. es. Swissaid, E-changer, Alliance Sud) che, dal canto loro, non finanziano i viaggi dei parlamentari ma si occupano della loro organizzazione. Su richiesta, la DSC offre consulenza ai visitatori o agli organizzatori nella preparazione di visite nei Paesi in sviluppo o in transizione. Gli uffici svizzeri di cooperazione sul posto concedono ai parlamentari che viaggiano a proprie spese la stessa assistenza garantita dalle ambasciate.</p><p>I viaggi dei deputati effettuati nell'ambito del loro mandato, come ad esempio quelli della commissione di politica estera del Consiglio nazionale alle Nazioni Unite a New York e alla Banca mondiale a Washington nell'ottobre 2006, rientrano nelle competenze dell'Assemblea federale e dei suoi organi.</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.