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BELLINZONA – Non solo il marito della signora Meroni, che ieri ha rilasciato la sua testimonianza al Quotidiano. Stando a La Regione, sarebbero cinque le morti collegabili all’amianto fra lavoratori delle Officine di Bellinzona.
“Mio marito diceva sempre che sarebbe morto per quello”, è la drammatica frase che la vedova dell’operaio deceduto qualche mese fa ha riportato.
Dopo di lei, un’altra donna che ha perso il marito, scomparso nel 2007 a Biasca, ha spiegato al quotidiano bellinzonese come l’uomo avesse contratto un mesotelioma. Come nel caso della signora Meroni, la Suva ha riconosciuto la malattia professionale, ammettendo dunque indirettamente che la morte è stata proprio causata dall’amianto.
Gli altri casi riconducibili sarebbero altri tre. Nel 2006 ad andarsene fu un operaio bellinzonese che aveva lavorato solamente sei mesi alle Officine, per lo stesso tumore. Più recenti le morti di un dipendente domiciliato a Chiasso (due anni fa) e di uno di Arbedo-Castione.