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Noto per i vasti cicli pittorici ispirati alla contemporaneità e in particolare alla violenza del potere nelle sue differenti forme, aveva 87 anni
È morto a 87 anni l’artista e pittore italiano Paolo Baratella, la cui opera è stata caratterizzata da vasti cicli pittorici ispirati alla contemporaneità e in particolare alla violenza del potere nelle sue differenti forme, così come ricorda la casa d’aste italiana Capitolium Art sul suo sito.
Nato nel 1935 da genitori ferraresi, la sua città natale è Bologna, capoluogo dell’Emilia-Romagna, dove trascorre l’infanzia che lo vede precocemente portato per il disegno, tanto che già all’età di sei anni decide di divenire un pittore. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale è a Ferrara (Emilia-Romagna). Dal 1960 inizia a esporre a Milano e in altre città italiane ed europee. Risale al 1961 la sua prima personale nel capoluogo lombardo. Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia, nel 1974 e 1994 è alla Biennale di Milano, nel 1986 e 1999 espone alla Quadriennale di Roma e nel 1992 alla Triennale di Milano. Nel 2006 affresca la nuova sagrestia della Cattedrale di Ferrara.
Oltre all’uso dell’olio e degli acrilici, Baratella ha compiuto ricerche anche nel campo dei riporti fotografici, sulla litografia e serigrafia.