Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/204709

<h2>SubmittedText<h2><p>Un accordo tra l'Associazione svizzera dei dirigenti e gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti (ASIR) e il DATEC prevede una riduzione delle emissioni di CO2 di 200 000 tonnellate entro il 2020 rispetto al 2010 e una riduzione totale di un milione di tonnellate di CO2 per il periodo 2010-2020.</p><p>Molti impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) stanno mettendo i bastoni fra le ruote agli attori che vorrebbero riciclare la plastica. L'incenerimento di queste materie plastiche comporta emissioni di CO2 che si sarebbero potute evitare.</p><p>D'altra parte, diversi IIRU importano rifiuti dalla Germania, dall'Italia e dall'Austria. Questi rifiuti inceneriti in Svizzera producono a loro volta emissioni di CO2 che il nostro Paese avrebbe potuto evitare.</p><p>Vorrei pertanto porre al Consiglio federale le seguenti domande.</p><p>1. L'ASIR sarà in grado di rispettare l'accordo sugli obiettivi firmato con il DATEC?</p><p>2. Quale volume di emissioni di CO2 genera l'incenerimento dei rifiuti urbani provenienti dall'estero? Queste emissioni di CO2 sono attribuite alla Svizzera?</p><p>3. Il DATEC ha previsto un nuovo accordo sugli obiettivi con l'ASIR per il periodo dopo il 2020?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Secondo l'articolo 30c capoverso 1 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) i rifiuti destinati ad essere depositati definitivamente devono essere trattati in modo da ridurre il più possibile il loro tenore di carbonio organico. Ciò implica un trattamento termico dei rifiuti a temperature sufficientemente elevate. Questa combustione, volta a ridurre il tenore di carbonio dei rifiuti, genera per forza di cose emissioni di CO2 relativamente elevate. Gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (IIRU) devono garantire la sicurezza di smaltimento e non possono influire sulla quantità di rifiuti in entrata. Non possono pertanto ridurre direttamente le emissioni di CO2 diminuendo il volume di rifiuti trattati, ma devono compensarle in modo indiretto.</p><p>L'obiettivo dell'accordo settoriale tra il DATEC e l'Associazione svizzera dei dirigenti e gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti (ASIR) è di utilizzare al massimo possibile il calore residuo generato dalla combustione. Inoltre dovrebbe essere sfruttato in misura maggiore il potenziale nel settore del recupero dei metalli. In tal modo si possono risparmiare indirettamente emissioni di CO2, ad esempio sostituendo le caldaie alimentate con combustibili fossili delle economie domestiche e nell'industria con il calore proveniente dagli IIRU e rafforzando l'idea dell'economia circolare.</p><p>Negli ultimi anni, il settore si è molto impegnato e ha compiuto evidenti progressi nella produzione di elettricità e di calore dal calore residuo come pure nel recupero dei metalli. Al momento attuale riteniamo alquanto difficile raggiungere l'obiettivo fissato per il 2020 (meno 200 000 t di CO2 rispetto al 2010), ma potrebbe essere ancora possibile se le condizioni sono favorevoli. Un ruolo importante lo svolgono le temperature invernali, che hanno una forte influenza sulle vendite di calore. L'obiettivo per l'intero periodo 2010-2020 (meno 1 mio. t CO2) sarà probabilmente mancato. Informazioni supplementari sono disponibili nel rapporto annuale di monitoraggio sull'accordo settoriale, pubblicato dall'ASIR sul suo sito (https://vbsa.ch).</p><p>2) Secondo la statistica sui rifiuti pubblicata dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), nel 2018 sono state importate e valorizzate negli IIRU svizzeri 450 698 tonnellate di rifiuti urbani. La quota di rifiuti importati rispetto al volume complessivo di rifiuti inceneriti negli IIRU svizzeri, pari a oltre 4 milioni di tonnellate, ammonta quindi a poco più dell'11 per cento. Le emissioni dei rifiuti importati, pari attualmente a circa 240 000 tonnellate di CO2 sono imputate alla Svizzera poiché l'incenerimento avviene sul suo territorio. Le emissioni dei rifiuti esportati dalla Svizzera sono pertanto imputate al Paese destinatario.</p><p>Le importazioni peggiorano di fatto il bilancio di gas serra della Svizzera, anche se, a determinate condizioni, le emissioni complessive sono inferiori. In Italia mancano ad esempio capacità di incenerimento dei rifiuti. Una valorizzazione termica in Svizzera deve essere privilegiata rispetto al conferimento in discarica, che costituisce sovente l'unica alternativa e genera emissioni di metano. Inoltre, i tragitti verso IIRU svizzeri dalla zona di frontiera, ad esempio dalla vicina Italia, sono sovente più corti rispetto a quelli verso l'impianto più vicino nel proprio Paese. Infine, l'utilizzo del calore residuo degli IIRU consente, come illustrato al punto1, di risparmiare indirettamente CO2.</p><p>3) L'attuale accordo settoriale fra il DATEC e l'ASIR è valido ancora fino al 31 dicembre 2021. I negoziati ufficiali per un accordo successivo saranno avviati nel 2020.</p>  Risposta del Consiglio federale.