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BERNA - In caso di riuscita dei referendum, la Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA) nonché il Decreto federale che traspone nella legislazione elvetica il nuovo diritto europeo sulle armi saranno sottoposti a votazione popolare il 19 maggio 2019. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.
Il termine di riuscita dei referendum contro i due oggetti scade domani e la Cancelleria federale informerà in merito, indica il Governo.
La RFFA risponde al Progetto fiscale 17 del Consiglio federale, che doveva sostituire la Riforma III dell'imposizione delle imprese, respinta dal popolo nel febbraio 2017. Si tratta di un compromesso elaborato in Parlamento da PLR, PPD e PS.
Il testo prevede l'abolizione dell'imposizione privilegiata delle holding a altre società internazionali invisa a livello internazionale. I due rami del Parlamento avevano approvato la RFFA durante la recente sessione autunnale delle Camere federali. Dopo la bocciatura da parte del popolo del precedente progetto - la Riforma III dell'imposizione delle imprese - governo e Parlamento hanno inserito una compensazione sociale, destinata a rendere più appetibile la RFFA, in particolare in vista di un'eventuale votazione popolare. In futuro ogni franco di tassazione perso in seguito alla riforma fiscale a livello di Confederazione, Cantoni e Comuni verrà così "compensato" con un franco di finanziamento all'AVS.
Sebbene il termine per la raccolta delle 50'000 firme necessarie alla riuscita del referendum contro la RFFA non sia ancora scaduto, diversi comitati - secondo le loro stesse dichiarazioni - avrebbero già riunito più sottoscrizioni del necessario. Il progetto è contestato tra le altre cose poiché unisce due oggetti distinti. La sinistra si oppone in particolare a nuovi sgravi alle aziende che svuoterebbe le casse pubbliche e al fatto che non venga escluso un futuro innalzamento dell'età pensionabile per le donne, mentre la destra è contraria all'aumento dei prelievi sui salari per rimpolpare le casse dell'AVS.
La trasposizione nella legislazione elvetica della direttiva dell'Unione europea sulle armi mira invece in particolare ad inasprire il possesso e la vendita di quelle semiautomatiche.
Trattandosi di uno sviluppo dell'acquis di Schengen la Svizzera è chiamata ad adeguare la propria legislazione entro maggio 2019 in quanto Paese associato allo spazio Schengen. Se non dovesse farlo, c'è il rischio che la Confederazione venga esclusa da tali accordi.
Denunciando un "dictat" dell'Ue, le associazioni di tiro e l'UDC hanno lanciato un referendum. Secondo loro si tratta di una legge liberticida, iniqua, inutile, pericolosa e antisvizzera