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La famiglia di asilanti afghani, la cui espulsione verso l'Italia era stata sospesa da Strasburgo fino a quando la Svizzera non avesse ottenuto da Roma garanzie relative alle condizioni di vita dei bambini, è nel frattempo stata trasferita nella vicina Penisola.
Lo indica oggi la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). "Il 31 marzo la famiglia afghana è stata rinviata dalla Svizzera verso l'Italia e attualmente vive in un alloggio adeguato all'età dei figli, come richiesto dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU)", si precisa nel comunicato. Roma ha peraltro garantito che la famiglia non sarà separata. Anche questa condizione - "unità della famiglia" - era stata posta dalla CEDU.
Secondo una sentenza pronunciata a Strasburgo ad inizio novembre 2014, "per poter trasferire una famiglia verso l'Italia in virtù dell'accordo di Dublino la Svizzera deve chiedere a Roma la garanzia che la famiglia non venga separata e che i figli siano alloggiati in modo adeguato alla loro età".
Successivamente il capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno italiano, Mario Morcone, ha assicurato alla Svizzera che per tutti i singoli casi di trasferimento di famiglie l'Italia avrebbe fornito le garanzie richieste.
SDA-ATS