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Ragioni per votare NO all'iniziativa per bandire gli esperimenti su animali e gli studi clinici su esseri umani
Servizio comunicazione istituzionale
10 Gennaio 2022
Il 13 febbraio 2022, la Svizzera sarà chiamata ad esprimersi su un'iniziativa popolare che chiede il divieto assoluto di tutti gli esperimenti sugli animali e degli studi clinici che coinvolgono esseri umani. Inoltre, a partire dal 2024, l'iniziativa richiede che tutti i nuovi medicamenti e trattamenti che sono stati testati su animali o esseri umani, in qualsiasi parte del mondo, siano vietati. USI e EOC invitano a votare NO a questa iniziativa, che avrebbe conseguenze gravi sulla qualità della ricerca e sulla cura dei pazienti.
Messa al bando dei farmaci: gravi le conseguenze sulla qualità delle cure
Se l'iniziativa del 13 febbraio venisse approvata, i pazienti in futuro non avrebbero accesso a nuovi farmaci e a trattamenti sviluppati grazie a questi studi, anche se svolti all’estero. Ne conseguirebbe un chiaro peggioramento della qualità, dell'efficacia e della sicurezza delle cure. La presa a carico delle malattie in questo Paese, oggi all'avanguardia, perderebbe rapidamente terreno. A pagarne il prezzo sarebbero i pazienti stessi, che non potrebbero più avvalersi delle migliori cure disponibili. Un esempio attuale: se l'iniziativa fosse già stata in vigore quando è scoppiata la pandemia di Covid-19, in Svizzera non sarebbe stato permesso l’uso del vaccino, né di vari altri farmaci che sono risultati efficaci nel suo trattamento.
Esperimenti sugli animali: il quadro legale in Svizzera è all’avanguardia
La Svizzera dispone di una legislazione completa in materia di protezione degli animali e il settore della ricerca in questo ambito è regolamentato in modo rigoroso. Nella Svizzera italiana una Commissione cantonale per la sperimentazione animale esamina ogni esperimento prima di autorizzarlo, ponderando attentamente i benefici dello studio in rapporto al disagio causato agli animali. La Commissione raccomanda all'Ufficio cantonale di veterinaria di accogliere la richiesta solo quando i benefici sono chiaramente prevalenti.
Esperimenti sugli animali approvati solo se non esistono altri metodi e unicamente se il beneficio è ritenuto prevalente: il principio delle 3R
L'USI è membro del Centro di competenza svizzero 3R. Il principio delle 3R (Replace, Reduce, Refine) richiede che la sperimentazione animale sia approvata solo se non esistono metodi alternativi, se il numero di animali coinvolti negli esperimenti è limitato al minimo necessario e se i metodi sperimentali e le condizioni di vita sono il meno stressanti possibile. Quando questi esperimenti sono autorizzati significa che non ci sono alternative. Presso USI e EOC questi esperimenti sono effettuati per combattere malattie serie, ad esempio presso l'Istituto di ricerca in biomedicina (coronavirus, influenza, ebola), l'Istituto oncologico di ricerca (linfomi, cancro alla prostata), i laboratori di ricerca dell'Ente ospedaliero (infarto cardiaco, insufficienza renale, tumori gastrointestinali, Parkinson, malattie rare).
L’obiettivo di una rinuncia alla sperimentazione animale va raggiunto per gradi e il Ticino sta facendo la sua parte
A livello svizzero il numero di esperimenti sugli animali è in progressivo calo dagli anni Ottanta, lo confermano anche gli ultimi dati del 2020. È in corso un programma nazionale di ricerca che studia come ridurne ulteriormente il numero, ma non è ancora possibile rinunciarvi del tutto. Anche in Ticino si è attivi sul fronte Replace: più gruppi sono attivamente coinvolti in progetti di ricerca volti a sostituire gli esperimenti sugli animali con sistemi alternativi di coltura cellulare (es. sviluppo e uso di organoidi intestinali e di organoidi tumorali, “organs on a chip”, cartilagine e osso in vitro) e le simulazioni in-silico offrono prospettive promettenti grazie ad approcci interdisciplinari (combinati alla scienza computazionale, per es. la creazione di molecole di farmaci anti-tumorali in silico).
Il quadro legale degli studi sugli esseri umani: tra responsabilità e benefici
Uno degli obiettivi prioritari della Legge federale concernente la ricerca sull’essere umano è quello di "tutelare la dignità, la personalità e la salute dell’essere umano nella ricerca". Questa legislazione, che si basa sul consenso informato, garantisce che nella ricerca clinica gli interessi del singolo individuo abbiano la precedenza sugli interessi della scienza e della società. Prima di poter iniziare qualsiasi studio clinico occorre sottoporlo ad un Comitato etico e, a dipendenza del tipo di studio, anche ad autorità come ad esempio Swissmedic, ovvero ad un gruppo di esperti indipendenti - senza interessi/benefici di alcun tipo connessi allo studio - con background non solo scientifico ma anche ad esempio di etica, che ne valuta scrupolosamente ogni aspetto. Solo dopo l'approvazione di questo Comitato lo studio può prendere il via. Sempre più spesso viene inoltre promosso e richiesto che nella definizione e nel disegno di uno studio clinico siano coinvolti anche i pazienti o i rappresentanti dei pazienti. A livello internazionale vi è poi anche la Dichiarazione di Helsinki, che indica i principi etici per la ricerca biomedica che coinvolge gli esseri umani, e che è stata firmata anche dalla Svizzera. Il beneficio di ogni studio deve essere chiaro: lo scopo della ricerca medica sugli esseri umani è di capire le cause, lo sviluppo e l'impatto delle malattie, così come di migliorarne la prevenzione, la diagnosi e il trattamento in campi di rilevanza clinica e scientifica.
Il contributo del polo di ricerca biomedica ticinese
Negli ultimi decenni, lo sviluppo delle scienze biomediche in Ticino ha ottenuto importanti riconoscimenti sul piano nazionale e internazionale. L'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) di Bellinzona ha dato importanti contributi alla comprensione delle malattie infettive e sviluppato terapie contro molte infezioni virali potenzialmente devastanti, tra cui coronavirus, influenza ed ebola. La ricerca di base e clinica condotta all'Istituto di oncologia della Svizzera italiana (IOSI) e all'Istituto di ricerca oncologica (IOR) di Bellinzona ha contribuito a trasformare il linfoma in una malattia ampiamente curabile e ha aperto nuove prospettive terapeutiche per i pazienti affetti da cancro alla prostata. La neonata Facoltà di scienze biomediche dell'Università della Svizzera italiana (USI) mira a promuovere ulteriormente gli sviluppi biomedici dalle scoperte alla traduzione clinica. Attenendosi scrupolosamente agli elevati standard elencati in questa pagina, questi istituti hanno creato nella Svizzera italiana un polo di ricerca per le scienze della vita di rilevanza nazionale e internazionale.
Il fronte unito della ricerca scientifica svizzera
Il fronte della ricerca e delle università svizzere è compatto nel raccomandare di respingere l'iniziativa, come annunciato nella conferenza stampa tenutasi il 13 gennaio 2022 di swissuniversities, Consiglio dei politecnici federali, Medicina Universitaria Svizzera unimedsuisse, Swiss 3R Competence Center, Jeune Académie, Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, Swissfaculty, Accademie della Svizzera:
poiché la sua adozione comporterebbe conseguenze estreme e dannose per la ricerca, le cure, la competitività e il potenziale di innovazione nel nostro Paese.