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Beve alcolici in diretta streaming e poi muore
Un influencer è morto poco dopo una diretta live sulla versione cinese di TikTok, durante la quale ha bevuto diverse bottiglie di superalcolici. Ne danno notizia i media statali del Paese, riaccendendo il dibattito sulla regolamentazione del settore.
«Sanqiange», o «Fratello Tremila», è stato trovato morto poche ore dopo aver trasmesso in diretta. La sfida, alla quale ha partecipato un altro influencer, prevedeva il consumo di Baijiu, un'acquavite cinese dal contenuto alcolico fra il 30 e addirittura il 60%.
Uno dei suoi amici ha raccontato che Sanqiange, il cui cognome reale era Wang, ha preso parte a una cosiddetta challenge online nota come PK. I fatti risalgono alle prime ore del 16 maggio scorso mentre la diretta streaming è stata trasmessa su Douyin, la versione nazionale di TikTok appunto.
Le sfide PK prevedono battaglie uno contro uno nelle quali gli influencer competono tra loro per vincere premi e regali da parte degli spettatori. Spesso, prevedono altresì punizioni per il perdente: a quanto pare, in questo caso, il pegno da pagare era bere Baijiu.
«Non so quanto avesse consumato prima che mi sintonizzassi. Ma nell'ultima parte del video, l'ho visto finire tre bottiglie prima di iniziarne una quarta», ha detto l'amico, identificato solo come Zhao, a Shangyou News. «Le partite di PK sono finite intorno all'una di notte e alle 13, quando la famiglia l'ha trovato, non c'era più», ha aggiunto.
Wang, descritto da Zhao come una persona «onesta e corretta», aveva già filmato se stesso mentre partecipava a concorsi simili che coinvolgevano l'alcol e li aveva postati sulla piattaforma. Il video che mostra Wang mentre partecipa alla sua sfida finale è diventato virale sui social media cinesi, ma non è più disponibile per la visione.
Negli ultimi anni, il boom del live-streaming nel Paese ha dato vita a un'industria multimiliardaria, in cui influencer con spirito imprenditoriale competono per vendere i propri prodotti in tempo reale sulle varie piattaforme dei social media.
La morte di Wang è destinata ad accrescere il dibattito sulla regolamentazione del settore, che negli ultimi anni ha attirato l'attenzione delle autorità a causa degli stili di vita sfarzosi di alcuni streamer e delle sfide fuori dagli schemi a cui partecipano.
L'anno scorso, le Autorità radiotelevisive del Paese hanno vietato ai giovani di età inferiore ai 16 anni di utilizzare gli streamer e ne hanno limitato l'accesso dopo le dieci di sera.
Anche l'Amministrazione nazionale cinese per i video e la televisione e il Ministero della cultura e del turismo si sono mossi per vietare «31 comportamenti scorretti da parte dei livestreamer», tra cui – comer riferito dal media statale Global Times – «l'incoraggiamento degli utenti a interagire in modo volgare».