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Il bando del fumo dagli spazi chiusi di lavoro o di accesso pubblico in Svizzera ha avuto effetti sanitari benefici: è la constatazione comune di quattro studi diversi. I risultati scientifici sono evidenziati anche dalle autorità sanitarie, sia politiche che amministrative.
Il divieto di fumare negli esercizi pubblici è attualmente al centro dei dibattiti in Svizzera. L'elettorato dovrà pronunciarsi il 23 settembre su una proposta di applicare in tutto il paese le stesse disposizioni che ora vigono in otto cantoni. Questi consentono unicamente spazi separati per fumatori, senza servizio.
Negli altri 18 cantoni il servizio nelle sale per fumatori è invece autorizzato. In undici di essi sono inoltre permessi esercizi pubblici in cui si fuma liberamente, purché la loro superficie non superi gli 80 metri quadrati. La legge federale sulla protezione contro il fumo passivo, in vigore dal 1° maggio 2010, infatti lo consente. Ma ad una condizione: il personale deve dare il consenso per iscritto per lavorare dove si fuma.
Regole diverse che hanno anche ripercussioni diverse sulla salute del personale di bar e ristoranti: dove il fumo è stato bandito è migliorata, dimostra una ricerca diretta da Martin Röösli, professore dell'Istituto Tropicale e di Salute Pubblica Svizzero, presentata il 30 agosto. I partecipanti sono prevalentemente dei cantoni di Basilea Città, Basilea Campagna e Zurigo, ha precisato a swissinfo.ch il direttore del progetto.
Fattori di rischi di crisi cardiache e arteriosclerosi
Dallo studio denominato COSIBAR è emerso un aumento "significativo" della variabilità del ritmo cardiaco dei dipendenti non più esposti al tabagismo passivo, 12 mesi dopo l'introduzione del divieto di fumare. Ciò equivale a una diminuzione del rischio d'infarto al miocardio. Nessun miglioramento è invece stato osservato tra i dipendenti esposti al fumo passivo come prima.
I ricercatori hanno pure constatato che è migliorata in modo significativo la velocità dell'onda del polso dei dipendenti non più esposti al fumo passivo. In altri termini, le arterie sono diventate più elastiche. Ciò indica un abbassamento del rischio di arteriosclerosi.
Questi risultati vanno nella direzione di quelli di tre studi che hanno misurato alcuni effetti sulla salute in seguito all'introduzione di leggi per la protezione contro il fumo passivo in tre cantoni delle diverse regioni linguistiche del Paese. Tutte le tre le normative in questione sono antecedenti la legge federale e più restrittive.
Meno malattie cardiovascolari e polmonari
In Ticino, un gruppo di ricercatori diretto da Marcello Di Valentino, ha esaminato i ricoveri in ospedale per infarto del miocardio, considerando solo i pazienti residenti nel cantone. La conclusione è che il loro numero è diminuito in modo "rapido, significativo e duraturo" con l'introduzione, nel 2007, della legge che vieta il fumo negli esercizi pubblici, ma autorizza sale separate per fumatori, con servizio. Rispetto alla media dei tre anni precedenti sono calati del 22,4% nel primo anno e del 20,6% nel secondo.
All'introduzione di una legge analoga nei Grigioni, nel 2008, è seguita una riduzione del 21% del numero di infarti miocardici acuti (AMI), ha rilevato uno studio diretto da Piero O. Bonetti. I ricercatori hanno d'altra parte fatto un confronto con un cantone le cui condizioni di vita sono comparabili a quelle dei Grigioni: Lucerna, dove non vigeva alcun divieto di fumo. Lì nello stesso periodo i casi di AMI sono cresciuti.
A Ginevra, dove dal 2009 sono ammessi solo spazi separati per fumatori, senza servizio, una ricerca ha evidenziato una diminuzione del 19% dei ricoveri in ospedale di persone residenti nel cantone per esacerbazione acuta di broncopneumopatia cronica ostruttiva e polmonite. "È una novità: questo effetto non era mai stato rilevato prima", dichiara a swissinfo.ch il direttore dello studio Jean-Paul Humair.
Nell'ambito della stessa ricerca è stata osservata una contrazione delle malattie cardiovascolari. "Ma questo calo statisticamente non è significativo, poiché il numero di pazienti non era sufficientemente elevato", spiega il dottore ginevrino. Humair puntualizza che prima dell'entrata in vigore della legge cantonale, il fumo era già stato progressivamente bandito da numerosi luoghi di lavoro e spazi pubblici a partire dall'inizio degli anni 2000. È dunque probabile che le malattie cardiovascolari nel cantone abbiano già iniziato a diminuire in quegli anni, mentre lo studio ha preso in esame il periodo dal 2006 al 2012.
La politica ha altre ragioni
Il valore scientifico di queste ricerche è riconosciuto anche dall'Ufficio federale della sanità (UFSP). Si tratta di "studi di qualità elevata", con un metodo "molto rigoroso", dice a swissinfo.ch Patrick Vuillème, biologo dell'UFSP e membro della commissione di esperti del Fondo di prevenzione del tabagismo.
Del resto, come i promotori dell'iniziativa popolare "Protezione contro il fumo passivo", anche il ministro elvetico della sanità Alain Berset e il direttore dell'UFSP Pascal Strupler, nella conferenza stampa sulla votazione del 23 settembre, hanno dato risalto ai risultati di questi studi e sottolineato la nocività del fumo passivo. Tuttavia hanno raccomandato di bocciare l'iniziativa, argomentando che la legislazione vigente ha soddisfatto le attese e che sarebbe prematuro cambiarla dopo soli due anni.
Eppure, lo stesso governo federale, nel messaggio al parlamento riguardante l'iniziativa, e l'UFSP sul proprio sito, hanno scritto che "non esiste un livello innocuo di esposizione al fumo". Non è dunque una contraddizione combattere un'iniziativa che vuole eliminarlo da tutti gli spazi chiusi di lavoro o di accesso pubblico?
"No!, risponde Patrick Vuillème. Governo e amministrazione devono valutare gli aspetti scientifici e di salute pubblica, da una parte, e quelli politici, dall'altra. Sul piano politico, il parlamento ha varato una legge e ha adottato una decisione dopo una profonda discussione. Istituzionalmente il parlamento è superiore al governo e l'amministrazione federale è al servizio del governo. E il popolo ha l'ultima parola".
cosibar
Lo studio COSIBAR ha rivelato che prima dell'introduzione della legge sulla protezione contro il tabagismo passivo, nel maggio 2010, in media una persona che lavorava in un esercizio pubblico inalava l'equivalente di 5 sigarette al giorno, mentre 12 mesi dopo l'introduzione della legge, questa quantità si è ridotta di 16 volte.
Circa l'impatto dell'abolizione del fumo passivo sulla variabilità del ritmo cardiaco e della velocità dell'onda del polso (vedi articolo a fianco), Martin Röösli, che dirige lo studio, precisa a swissinfo che "è difficile quantificare i rischi, ma si possono comparare in termini correlati all'età". Più questa aumenta, più i rischi sia di crisi cardiaca sia di arteriosclerosi sono elevati. Per i dipendenti di bar e ristoranti non più esposti a fumo passivo, "abbiamo trovato che in termini di età/rischi per l'infarto al miocardio è come se avessero un anno in meno e per l'arteriosclerosi tre anni in meno", spiega il professore basilese.
Nell'ambito di COSIBAR sono stati misurati anche parametri della funzione polmonare. Ma l'analisi dei dati non è ancora conclusa. I risultati definitivi sono previsti per la fine dell'anno.
Alla ricerca hanno partecipato 92 persone su base volontaria, essenzialmente dei cantoni di Basilea Città e Campagna e di Zurigo, di cui 56 non sono più esposte al fumo passivo, indica Martin Röösli. Il progetto è condotto dall'Istituto Tropicale e di Salute Pubblica Svizzero di Basilea, in collaborazione con altri tre istituti universitari di Losanna, Zurigo e Basilea.Fine della finestrella
Nel mondo
I risultati degli studi realizzati in Svizzera circa l'impatto del divieto di fumare in luoghi chiusi di accesso pubblico concordano con quelli effettuati in altri paesi: più di una cinquantina di ricerche evidenziano effetti benefici sulla salute conseguenti a questa misura. Così, per esempio, nel Massachusetts (USA) dopo l'introduzione in tutto lo stato del bando generale di fumare in locali pubblici, nel luglio 2004, nelle località in cui in precedenza non vigeva è stato registrato un calo del 9,2% della mortalità dovuto a infarto miocardico acuto (AMI), mentre in quelle dove era già in vigore in precedenza non c'è stata alcuna diminuzione significativa. Infatti in queste ultime la flessione era già stata registrata negli anni precedenti. In Argentina, in seguito all'introduzione del bando generale nel 2006 nella provincia di Santa Fé è stata registrata una diminuzione dei ricoveri in ospedale per sindrome coronarica acuta (ACS). Nello stesso periodo, invece, a Buenos Aires, dove erano ammessi locali separati per fumatori con servizio, non è stato riscontrato un calo significativo.Fine della finestrella
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