Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/114976

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a prevedere un piano d'azione nel quale il versamento dell'aiuto allo sviluppo sia subordinato a determinate condizioni.</p><p>Questo piano dovrà permettere di stabilire se nel Paese interessato i cristiani sono perseguitati, sia dalle istituzioni statali che da altre parti. Gli Stati in questione dovranno provare e spiegare in maniera convincente il modo in cui soddisfano le condizioni poste. Si dovranno poter stabilire liste interne nere, grigie o bianche con i nomi dei Paesi che perseguitano o discriminano i cristiani. Se opportuno, l'aiuto allo sviluppo sarà ridotto o limitato nel tempo. Questo piano d'azione servirà come mezzo di pressione per portare i Paesi interessati a instaurare la libertà di fede e a proteggere i cristiani, che devono avere il diritto di esercitare la propria religione senza ostacoli.</p><p>L'obiettivo prefissato è quello di fornire un sostegno finanziario solamente agli Stati che proteggono a sufficienza le loro comunità cristiane.</p><p>Ogni giorno riceviamo notizie di cristiani imprigionati, torturati e assassinati. In quanto Paese cristiano, non possiamo chiudere gli occhi e dobbiamo fare il possibile per aiutare queste persone. Purtroppo, alcuni Stati sono direttamente responsabili di tali attacchi o si comportano passivamente, senza reagire in modo particolare. Ovviamente è giusto che la Svizzera, in quanto Paese ricco, aiuti le popolazioni e gli Stati meno fortunati. Tuttavia, questo aiuto deve essere riconsiderato alla luce delle persecuzioni contro i cristiani e subordinato a determinate condizioni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondol'articolo 54 della Costituzione federale, la Confederazione contribuisce ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita. La promozione dei diritti dell'uomo è un obiettivo della politica estera svizzera. </p><p>La libertà di religione e la protezione delle minoranze etniche e religiose sono parte integrante della politica dei diritti dell'uomo della Svizzera. Per difendere e rafforzare la libertà di culto, ma anche per prevenire ogni forma d'intolleranza religiosa, la Svizzera partecipa attivamente ai lavori degli organi competenti delle organizzazioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE e sostiene in questo contesto risoluzioni prese dal Consiglio dei diritti dell'uomo e dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Come sottolineato dal Consiglio federale nel proprio messaggio concernente la prosecuzione delle misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo 2012-2016, il rispetto dei diritti dell'uomo è un fattore di cui tener conto nell'ambito di tutte le attività che la Svizzera svolge all'estero. Per accentuare il valore di questo obiettivo universale, si è deciso in particolare di sollevare la questione dei diritti dell'uomo con maggior sistematicità sia a livello bilaterale, sia a livello multilaterale. Anche a livello bilaterale la Svizzera riprende regolarmente i temi della libertà di religione e dei diritti delle minoranze. Il Consiglio federale sollecita i Paesi interessati a rispettare i diritti delle minoranze etniche e religiose e soprattutto ad abolire le leggi sulla blasfemia. Chiede inoltre che gli Stati, in cui gruppi estremisti commettono attentati e massacri contro i cristiani e altre minoranze, intraprendano tutto ciò che è in loro potere per impedire tali atti e per tradurre in giustizia i responsabili. </p><p>Anche la cooperazione svizzera allo sviluppo si orienta alle norme riguardanti i diritti dell'uomo e insiste sul principio della non discriminazione. Il rispetto dei diritti dell'uomo, compresa la libertà di religione, è considerato un elemento chiave per raggiungere uno sviluppo sostenibile utile a tutti i gruppi della popolazione. Nell'ambito della cooperazione allo sviluppo la Svizzera offre anche un sostegno diretto contro l'emarginazione delle minoranze. L'aiuto a commissioni indipendenti dei diritti dell'uomo e a ombudsman, che promuovono e proteggono i diritti e ne seguono l'attuazione, fa parte dei mezzi utilizzati in questo ambito. Inoltre, la Svizzera migliora le conoscenze sui diritti dell'uomo a livello di popolazione e sensibilizza e sostiene le autorità affinché si assumano il compito di promuovere e proteggere i diritti dell'uomo.</p><p>L'obiettivo della cooperazione svizzera allo sviluppo non consiste nel sostenere i governi, bensì la popolazione. Occorre aiutare le popolazioni svantaggiate nei propri sforzi di sviluppo. La forma e il grado di cooperazione con le autorità dipendono dalle condizioni concrete nei Paesi partner. Se un governo non dispone delle strutture democratiche necessarie per una cooperazione efficace, quest'ultima avviene soprattutto con le organizzazioni non governative o direttamente con le organizzazioni delle popolazioni interessate.</p><p>Spesso il sostegno delle popolazioni svantaggiate ed escluse è particolarmente necessario e utile, soprattutto se la situazione è precaria per quanto riguarda la democrazia, i diritti dell'uomo e lo Stato di diritto. Una sospensione della cooperazione allo sviluppo colpirebbe soprattutto gli appartenenti alle minoranze religiose, ovvero coloro che già soffrono in seguito alle condizioni sfavorevoli.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.