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Esperti in campo idrico, delle costruzioni o dei negoziati: la Svizzera dispone di circa 700 specialisti che possono essere inviati rapidamente in tutto il mondo. Sguardo dietro le quinte del Corpo svizzero di aiuto umanitario.
Organizzano le prime cure mediche in caso di catastrofi naturali o fanno in modo che le tende raggiungano i luoghi terremotati. Documentano i processi dell'aiuto umanitario internazionale, realizzano progetti idrici o sostengono la costruzione di edifici antisismici. Il campo d'azione dei membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA)Link esterno è molto ampio.
Aiuto umanitario
Insieme di misure urgenti, private o statali, adottate per salvare vite umane o per attenuare le sofferenze delle vittime di conflitti internazionali, guerre civili, catastrofi naturali o tecnologiche che si verificano all'estero.
(Fonte: Dizionario storico della Svizzera)Fine della finestrella
Anche se ha un nome che ricorda quello di un reparto militare, questa istituzione è attiva in campo umanitario. Tuttavia c'è un'analogia con l'esercito svizzero: si fonda sul sistema di milizia. Nella quotidianità, i membri del CSA sono attivi nel loro settore professionale specifico in Svizzera e intervengono solo di tanto in tanto nei luoghi colpiti da una catastrofe naturale in altri Paesi nel mondo.
Pronti a partire in ogni momento
L'istituzione conta un pool di circa 700 specialisti che hanno il compito di soccorrere le persone in difficoltà. Questi esperti formano una sorta di esercito permanente: sono flessibili, disponibili e possono essere inviati rapidamente in tutto il mondo.
Per questo motivo svolgono spesso un'attività indipendente e possiedono le competenze necessarie per soccorrere le vittime di crisi, catastrofi o guerre. Molti membri del CSA svolgono professioni tecniche, per esempio in settori vitali come la logistica, l'acqua e l'edilizia. Sono suddivisi in undici gruppi, ripartiti secondo le seguenti specializzazioni.
Le missioni possono durare settimane o mesi a dipendenza della situazione. Nell'ambito di progetti a lungo termine, i membri del CSA rimangono sul campo da sei mesi a due anni, collaborando con il personale locale.
Ci sono due tipi di missione: gli esperti del CSA sono inviati sul luogo d'intervento direttamente dalla Confederazione oppure collaborano su mandato della Svizzera per un'organizzazione delle Nazioni Unite nell'ambito di un'operazione internazionale. In questo modo le competenze degli esperti elvetici vengono trasmesse alle équipe internazionali di specialisti.
Saper convivere con l'insicurezza
Per entrare nel Corpo svizzero di aiuto umanitario bisogna inoltrare la propria candidatura. La procedura di reclutamento è molto selettiva poiché i candidati devono essere disposti a collaborare con il CSA per più missioni.
Inoltre devono possedere la cittadinanza svizzera e avere alle spalle un'esperienza pluriennale sia nel loro settore specialistico sia nell'ambito della cooperazione internazionale. Ulteriori condizioni sono la conoscenza di più lingue e l'età compresa tra i 25 e i 55 anni.
L'impiego non è a tempo pieno. Gli specialisti sono chiamati a intervenire sul campo solo in caso di necessità. I membri del CSA ricevono un contratto di lavoro per ogni loro attività nell'ambito di una missione. Chi collabora con il CSA deve riuscire a convivere con una certa insicurezza economica e con situazioni estreme sul campo.
Le quattro colonne della cooperazione allo sviluppo svizzera
Il CSA fa parte dell'aiuto umanitario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), l'agenzia del Dipartimento federale degli affari esteri preposta alla cooperazione internazionale della Svizzera. Le attività del CSA sono quindi una parte integrante della politica estera ufficiale della Confederazione. Il CSA è il braccio operativo dell'Aiuto umanitario svizzero.
Il CSA appartiene anche alla cosiddetta Catena svizzera di salvataggio, un organismo composto di organizzazioni civili, statali e militari che intervengono immediatamente in caso di terremoto con esperti nella localizzazione e nella ricerca di persone e con cani di salvataggio.
Tra le organizzazioni partner ci sono il Servizio sismico svizzero, la Croce rossa internazionale, la compagnia aerea Swiss e l'aeroporto di Zurigo.
Imparzialità sancita dalla legge
L'attività del CSA è ancorata nella legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e sull'aiuto umanitario internazionali del 1976. L'articolo 7 stabilisce che l'aiuto umanitario deve contribuire a "preservare la vita umana in pericolo e ad alleviare le sofferenze". Un mandato che può essere rispettato mediante misure preventive, ma anche attraverso aiuti di emergenza.
I principi del CSA sono i seguenti: svolge il proprio mandato con spirito di neutralità e imparzialità, in modo autonomo e indipendente. Collabora inoltre con vari partner locali e adotta misura preventive e di soccorso, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione e credo.
Generale sostegno dopo la carestia in Biafra
Nel 19° secolo "l'aiuto all'estero" era garantito soprattutto da istituzioni private. Inoltre, fino alla Seconda guerra mondiale, la decisione relativa agli interventi di emergenza in Europa era presa secondo criteri ideologici o confessionali. Nel dopoguerra, l'aiuto umanitario è diventato parte integrante della politica estera della Svizzera.
L'importanza della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario della Svizzera si è radicata nella coscienza collettiva elvetica soprattutto durante la guerra civile in Nigeria e la grave carestia in Biafra alla fine degli anni Sessanta, tragedie che la televisione ha portato nei salotti degli svizzeri. Il Corpo svizzero di soccorso in caso di catastrofe è stato fondato dal governo nel 1973. Il nome attuale, Corpo svizzero di aiuto umanitario risale al 2001.
Traduzione di Luca Beti