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BERNA - Sono bastati sei mesi all'alleanza contro le esportazioni di armi nei Paesi in guerra civile a trovare le necessarie firme per la cosiddetta "Iniziativa correttiva". Il testo, munito di oltre 134'000 sottoscrizioni, è stato depositato oggi alla Cancelleria federale.
L'iniziativa vuole fissare nella Costituzione il diritto per parlamento e popolo di avere voce in capitolo nella vendita all'estero di materiale bellico. Attualmente tale competenza spetta esclusivamente al Consiglio federale.
Oggi, oltre 300 persone si sono riunite sulla terrazza di Palazzo federale per la consegna del testo. In autunno in circa 50'000 avevano risposto all'appello della coalizione per contribuire alla raccolta firme in sostegno dell'iniziativa popolare, ufficialmente denominata "Contro l'esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili".
«Anche con la legislazione attuale, non si può impedire che armi elvetiche siano utilizzate in conflitti interni», ha affermato la consigliera nazionale Priska Seiler Graf (PS/ZH), copresidente della coalizione. Martin Landolt (PBD/GL), suo collega alla Camera del popolo e anch'esso copresidente dell'alleanza, ha aggiunto: «È nell'interesse dell'industria riguadagnarsi la fiducia tramite regole del gioco credibili».