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Raccomandata Incarto n. 35.2022.13 PC / sc Lugano 4 maggio 2022 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale cantonale delle assicurazioni composto dei giudici: Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici redattrice: Paola Carcano, vicecancelliera segretario: Gianluca Menghetti statuendo sul ricorso del 1° febbraio 2022 di RI 1 rappr. da: RA 1 contro la decisione su opposizione del 17 dicembre 2021 emanata da CO 1 rappr. da: RA 2 in materia di assicurazione contro gli infortuni ritenuto, in fatto 1.1. Il 22 gennaio 1992 RI 1, allora disegnatore edile presso l’architetto __________, è scivolato su una lastra di ghiaccio riportando la lussazione della spalla destra e la frattura del terzo inferiore della tibia destra. L’CO 1, presso cui l’infortunato era obbligatoriamente assicurato contro gli infortuni, ha assunto il caso. Il 21 febbraio 1994 è stata annunciata una ricaduta alla cui chiusura l’CO 1 ha assegnato all’assicurato un'indennità per menomazione dell'integrità (di seguito: IMI) del 10%. Il 30 agosto 1995 è stata annunciata una nuova ricaduta che è stata assunta dall’CO 1 (cfr. STCA 35.97.75 del 4 gennaio 1999). 1.2. Il 7 gennaio 1997 ha chiesto all’Istituto di riesaminare l’indennità per menomazione dell’integrità a suo tempo riconosciuta. L’CO 1 ha rifiutato di corrispondere ulteriori prestazioni a titolo di indennità per menomazione dell'integrità. Il rifiuto è stato confermato, dopo l’opposizione, con decisione 23 maggio 1997. Con tempestivo ricorso l’assicurato, rappr. dall’avv. __________, ha chiesto la condanna dell’CO 1 al versamento di un'indennità per menomazione dell'integrità del 20%. Il 26 marzo 1998 il TCA ha ordinato l'allestimento di una perizia a cura del dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica. Lo specialista ha consegnato il referto peritale al TCA il 30 ottobre 1998. Sulla base delle conclusioni del perito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo (" L'CO 1 revoca la decisione su opposizione del 23.5.1997 e riconosce una indennità per menomazione dell'integrità del 20% invece che del 10%. Con ciò si tiene anticipatamente in considerazione un prevedibile aggravamento della menomazione dell'integrità come se fosse già stata eseguita l'artrodesi della caviglia destra. In merito in futuro l'attore riconosce di non più aver diritto ad altre prestazioni a titolo di indennità per menomazione dell'integrità qualora l'artrodesi venisse effettuata. Tenuto conto del guadagno annuale massimo assicurato di fr. 97'200.-, l'CO 1 riconosce di dover versare ancora fr. 9'720.- al proprio assicurato. ”) e la causa è stralciata dai ruoli per intervenuta transazione, omologata dal TCA il 4 gennaio 1999 (cfr. STCA 35.97.75 del 4 gennaio 1999). 1.3. In data 27 marzo 2018 RI 1, disegnatore edile indipendente dal 2016 (cfr. doc. 108 incarto LAINF), ha annunciato una nuova ricaduta (doc. 23 incarto LAINF), che è stata assunta dall’CO 1 con scritto del 16 aprile 2018, con il quale ha pure puntualizzato quanto segue: “ (…) Rimborseremo pertanto le spese di cura in base alle nostre tariffe e regoleremo direttamente le spese derivanti dalle cure mediche eseguite in Svizzera. Per quanto riguarda la perdita di guadagno per i giorni di inabilità, la CO 1 non è tenuta a versare le proprie prestazioni in quanto quale indipendente lei non ha stipulato nessuna copertura facoltativa LAINF (…) ” (doc. 29 incarto LAINF). 1.4. Dopo aver preso atto dell’apprezzamento medico del 29 marzo 2019 del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore (doc. 86 incarto LAINF), l’CO 1 ha riconosciuto all’assicurato un’IMI aggiuntiva del 10% con decisione del 18 aprile 2019 (doc. 89 incarto LAINF), che è cresciuta, incontestata, in giudicato. 1.5. Dopo avere preso atto del rapporto del 9 luglio 2020 relativo alla visita __________ di chiusura del 2 luglio 2020 del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore (doc. 157 incarto LAINF), in data 9 settembre 2020 (doc. 165 incarto LAINF) l’CO 1 ha comunicato all’avv. RA 1, patrocinatore dell’assicurato, quanto segue: " (…) l'esame medico al quale il sig. RI 1 è stato sottoposto in data 2 luglio 2020, presso la nostra agenzia da parte del dr med. __________, ha rivelato che per le conseguenze dell'infortunio in oggetto non è più necessaria una cura medica poiché lo stato infortunistico è stabilizzato. Alleghiamo il relativo rapporto medico. Pur riconoscendo che il sig. RI 1 presenta postumi infortunistici alla caviglia destra, questi non incidono in misura apprezzabile sulla capacità lavorativa nell'attività di disegnatore edile. Per tale motiva non ravvisiamo gli estremi per accordare ulteriori prestazioni assicurative, oltre a quelle sino ad oggi accordate, sia per quanto concerne la ricaduta del gennaio 2018 sia per quelle di lunga durata. Se in futuro lo stato clinico dovesse peggiorare notevolmente, il sig. RI 1 avrà sempre la possibilità di riannunciarsi. Su esplicita richiesta, rilasceremo una decisione formale. (…)”. 1.6. Su richiesta 19 aprile 2021 dell’avv. RA 1 (doc. 170 incarto LAINF), con decisione del 25 ottobre 2021 (doc. 183 incarto LAINF), ha statuito quanto segue: " (…) Facciamo riferimento alla pratica in oggetto e al nostro scritto del 9 settembre 2020 con il quale abbiamo ritenuto il sig. RI 1 abile al lavoro in misura completa nell'attività di disegnatore edile, nonostante i postumi infortunistici alla caviglia destra. Come da sua richiesta del 21.4.2021, rimasta in evasa per un disguido interno, per il quale ci scusiamo, rilasciamo la seguente decisione: Pur riconoscendo che il sig. RI 1 presenta postumi infortunistici alla caviglia destra, questi non incidono in misura apprezzabile sulla capacità lavorativa nell'attività di disegnatore edile. Infatti, dagli accertamenti da noi esperiti, emerge che in qualità di disegnatore edile, l'attività d'ufficio risulta essere nettamente preponderante rispetto a quella prevista in cantiere. Pertanto non ravvisiamo gli estremi per corrispondere ulteriori prestazioni assicurative, oltre a quelle sino ad oggi accordate, sia per quanto concerne la ricaduta del gennaio 2018 sia per quelle di lunga durata. (…)” 1.7. Dopo avere ricevuto l’opposizione del 23 novembre 2021 (doc. 187 incarto LAINF), dell’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, l’CO 1 ha confermato il 17 dicembre 2021 la sua precedente decisione (doc. 189 incarto LAINF). 1.8. Con tempestivo ricorso del 1° febbraio 2022 RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e “ all’assicurato sono attribuite le prestazioni in relazione all’infortunio del 22.01.1992 con assegnazione di una rendita di invalidità pari almeno al 30%. ” (doc. I, pag. 4). Anche in questa sede il patrocinatore dell’insorgente ribadisce che, dopo la ricaduta, il suo cliente, contrariamente a quanto ritenuto dall’amministrazione, non ha ritrovato la capacità lavorativa precedente, nell’attività abituale di disegnatore edile, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto. 1.9. Nella risposta del 21 febbraio 2022 (doc. III), l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto. 1.10. Il 4 marzo 2022 l’avv. RA 1 si è riconfermato nelle proprie tesi e domande con argomentazioni di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto i rapporti medici del 29 gennaio 2019 del dr. med. __________ (doc. C1, già agli atti quale doc. 61) e del 26 agosto 2019 della dr.ssa med. __________ (doc. C2, già agli atti quale doc. 99). 1.11. Il 9 marzo 2022 (doc. VII) l'CO 1 si è riconfermato nelle proprie conclusioni, in particolare, puntualizzando quanto segue: " (…) il patrocinatore ha prodotto due rapporti medici che risalgono al 2019 e che già figuravano agli atti senza fornire alcun commento (doc. 61 e 99). Il dott. __________ si è espresso unicamente in merito al danno all'integrità la cui valutazione è poi stata fatta propria dall'CO 1 (decisione 18.4.2019). Dando seguito a quanto auspicato dalla curante l'CO 1 ha disposto diversi accertamenti amministrative e medici che hanno poi condotto alla decisione del 25.10.2021 confermata su opposizione il 17.12.2021. (…)”. 1.12. Il doc. VII è stato trasmesso all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. VIII). in diritto in ordine 2.1. Preliminarmente, richiamata la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF 8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti (in concreto, dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1). nel merito 2.2. Litigiosa è la questione di sapere se, a dipendenza della ricaduta annunciatagli nel marzo 2018, l’istituto convenuto era legittimato a negare il diritto ad una rendita di invalidità, oppure no. In particolare, è contestata la valutazione medica operata dall’amministrazione (capacità lavorativa del 100% con pieno rendimento nell’attività di disegnatore edile, come da indicazione del medico __________). Preliminarmente il TCA rileva che oggetto del presente giudizio è esclusivamente il danno alla salute al piede/caviglia destra riconducibile all’infortunio del 22 gennaio 1992 e alla successiva ricaduta del marzo 2018. Dalle tavole processuali si evince infatti che l’insorgente, oltre ai disturbi (infortunistici) al piede/caviglia destra, ha sviluppato pure delle problematiche al rachide lombo-sacrale, che esulano dal presente giudizio (in particolare, con riferimento alla valutazione dalla capacità lavorativa residua e dell’esigibilità lavorativa dell’assicurato), non essendo in nesso di causalità naturale con l’infortunio/la ricaduta in questione. Questa Corte non ha, difatti, motivo di scostarsi dalle dettagliate, approfondite, motivate e convincenti considerazioni espresso dal medico __________ - che, giova ribadire, è specialista nella materia che qui ci occupa e vanta pure un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa e infortunistica - nel rapporto del 9 luglio 2020 (relativo alla visita medica di chiusura del 2 luglio 2020; doc. 157 LAINF), giusta il quale “ (…) Soggetto alto 182 cm per 130 kg. (…). Per quanto riguarda i problemi riferiti al rachide lombo-sacrale si ritiene non esservi un nesso causale probabile con gli esiti dell'evento. In questo assicurato non siamo in presenza di una importante dismetria agli arti inferiori, tale da giustificare un sovraccarico anomalo a livello del rachide lombo-sacrale, vi sono invero elementi di carattere extra-infortunistico, quali l'estremo sovrappeso, che hanno sicuramente un influsso sulla sintomatologia descritta. ” (doc. 157, pag. 2 e 4 incarto LAINF). Tanto più che la valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata smentita da certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale. Giova qui, infine, ricordare che l’assicurazione contro gli infortuni tiene conto esclusivamente il danno alla salute causato dall’evento assicurato (diversamente dall’assicurazione per l’invalidità che, in quanto assicurazione finale, deve considerare il danno alla salute nella sua globalità; cfr. tra le tante, STCA 35.2019.74 dell’11 marzo 2020, consid. 2.5; STCA 35.2021.81 del 7 febbraio 2022, consid. 2.2 e STCA 35.2021.89 del 14 marzo 2022, consid. 2.12.3). Da ultimo, va qui pure osservato che l’IMI, esula dal presente giudizio, in quanto già decisa con decisione del 18 aprile 2019 (doc. 89 incarto LAINF), che è cresciuta, incontestata, in giudicato (cfr. consid. 1.4). 2.3. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità. Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. Il TF, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572 ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA. Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido. L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF. Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA. Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343. Due sono, dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità: 1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico) 2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio. 2.4. L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute. D'altro canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione. Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate funzioni. Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe. Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi aspetti, STF I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002). L'invalidità, proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA). I due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo. La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. Il TF ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STF U 25/94 del 30 giugno 1994). La perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza). Le ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d). I. Termine: reddito da invalido La misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale. Secondo la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b). Nel valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STF del 30 giugno 1994 succitata). Specifica dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art. 28 cpv. 4 OAINF: "Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità." II. Termine: reddito conseguibile senza invalidità Nel determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b). Il grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido. 2.5 Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento. In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465 consid. 4.4 e consid. 4.7, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti. Trattandosi invece di perizie affidate dagli assicuratori sociali a medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti in ossequio alla procedura di cui all’art. 44 LPGA, esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.2 e 8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid. 1c e riferimenti). L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti). È infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b; STCA 35.2020.38 del 9 novembre 2020, consid. 2.9). 2.6 Nel caso di specie, è controversa la capacità lavorativa - al 100% (rendimento e presenza), secondo l’amministrazione rispettivamente a non più del 70%, secondo il patrocinatore dell’assicurato - nell’attività di disegnatore edile. Chiamato ora a pronunciarsi a tal proposito il TCA osserva che dalle tavole processuali emerge quanto segue. In data 27 marzo 2018 RI 1, disegnatore edile indipendente dal 2016 (cfr. doc. 108 incarto LAINF), ha annunciato una nuova ricaduta (doc. 23 incarto LAINF; cfr. consid. 1.3). Agli atti figura il rapporto medico del 29 gennaio 2019 (cfr. doc. 61 e doc. C1) del dr. med. __________, interpellato privatamente dall’insorgente, che riguarda solo ed esclusivamente la valutazione dell’IMI, che esula dal presente giudizio (cfr. consid. 2.2). In tale certificato, infatti, lo specialista in questione non si esprime in merito alla capacità lavorativa del ricorrente. Agli atti figura pure il certificato medico del 26 agosto 2019 (doc. 99 e doc. C2) della dr.ssa med. __________, medico di famiglia dell’assicurato, dal quale risulta quanto segue: " - Come noto il paziente nel 1992 ha subito un infortunio con frattura meta-epifisaria distale della gamba destra trattata conservativamente. - Non riprendo le conclusioni del Dr. __________ e del Dr. __________, a voi già note, ma mi soffermo sul fatto che già allora si parlava di prognosi non buona a media-lunga scadenza, dovuta in gran parte al peggioramento dell’artrosi post-traumatica, a livello dell’articolazione tibio-tarsica e sottoastragalica destra. - Dal 2018 ad oggi il paziente continua a lamentare episodi ricorrenti di dolore, difficoltà alla marcia, cedimento dell’articolazione e anche dolori alla schiena dovuti al fatto che cammina male e non simmetricamente e che zoppica. - Questa situazione lo limita molto nella sua professione (disegnatore edile in proprio), non solo quando si deve recare sui cantieri, ma anche nel lavoro d’ufficio, visto che deve mettere a riposo più volte il piede e non può stare a lungo seduto a causa dei dolori alla schiena. - Per questi motivi, si può capire come la sua capacità lavorativa sia ridotta almeno al 50% e per certi periodi è risultato inabile anche al 100%. - Si chiede quindi almeno un colloquio con visita specialistica che permetta di vedere approfonditamente le condizioni reali del paziente, nonché di sentire direttamente da lui come si sente e quali impedimenti ci siano nello svolgimento del lavoro e nel quotidiano”. Dal rapporto riguardante il colloquio del 21 novembre 2019 (doc. 108 incarto LAINF) con l’assicurato, sub “ inchiesta economica ” emerge quanto segue: " (…) Attualmente a seguito del danno alla salute ho difficoltà economiche che mi vedono costretto a fare fronte all'assistenza sociale. In assistenza mi sono annunciato già nel 2015 quando avevo cessato l'attività presso lo studio __________ di __________. In seguito avevo fatto ancora un periodo in disoccupazione ma al termine del termine quadro avevo fatto richiesta presso l'assistenza. Nel 2016 avevo aperto una mia ditta quale indipendente disegnatore edile. Confermo di non aver mai stipulato nessuna assicurazione per la perdita di guadano in caso d'infortunio né con la CO 1 né con altre compagnie private. Come detto sopra alla Cassa di compensazione ho sempre dichiarato un reddito annuale di CHF 5'000.00. Sulla scorta del peggioramento del danno alla salute l'assicurato ci informa per il tramite della dr.ssa __________ che l'attività di disegnatore edile è stata ridotta con periodi in cui i dolori riducevano la sua attività del 50% e altri del 100% e questo a decorrere dal 2018. Si procede pertanto oggi a far luce sull'attività lavorativa nel dettaglio, dando le informazioni maggiori possibili per chiarire una situazione medico/lavorativa che, fino al certificato medico della dottoressa, non è mai stata sorretta da alcun certificato medico, per quanto attiene ad inabilità lavorative. Dal mese di marzo 2018 il danno alla salute è nettamente peggiorato, oltre ai dolori molto intensi oggi ho anche dei cedimenti della caviglia. Nel corso delle mie giornate lavorative devo alternare lavoro con riposo in quanto i dolori al piede sono molto importanti questo anche durante l'attività lavorativa sedentaria e questo ogni giorno a partire da marzo. La mia attività si svolge prevalentemente in ufficio per disegni e progettazione; lavoro pertanto per circa il 70% in attività sedentaria mentre per il restante 30% devo recarmi sui cantieri per misurazioni, sopralluoghi e direzione lavori, dunque devo camminare su terreni sconnessi, salire e scendere scale e talvolta uso di scale a pioli. Come detto sopra a seguito del danno alla salute l'attività sia amministrativa che sul terreno sono rallentati dal fatto che devo fermarmi spesso per portare sollievo ai dolori al piede. Mi fermo poi per circa 30 minuti, faccio un breve sonno che mi rilassa e poi posso riprendere. Questo capita circa ogni 3-4 ore sia che io resti in ufficio, sia che io sia sui cantieri. Per i dolori assumo medicamenti antidolorifici solo al bisogno (Voltaren). Faccio sempre uso delle calze compressive e uso i plantari e le scarpe orto-pediche prescrittemi e riconosciute dalla CO 1. Oggi gli impedimenti oggettivi sono di dolori insistenti e molto importanti scala VAS 8/10. Ho inoltre una sensazione di instabilità della caviglia con tendenza a cedere. A seguito di queste problematiche mi sono sempre sforzato di lavorare sia amministrativamente e che sul terreno. Non ho mai dovuto assegnare lavori ad altre persone o dovuto assumere dipendenti per sostituirmi. In accordo con l'avvocato la tabella delle mansioni mi viene consegna da compilare separatamente con calma. Eventualmente chiederò l'aiuto della signora __________ se dovessi avere problemi alla compilazione. Dal 2018 a causa dei disturbi la mia attività è diminuita del 70% complessivamente. In pratica su 10 casi che mi vengono proposti, a 7 devo rinunciare. Vengo informato pertanto che dovrò compilare al meglio la tabella che mi viene consegnata e dovrò produrre la contabilità della ditta a decorrere dal 2016 ad oggi o eventualmente le notifiche di tassazione. Per ii 2018, visto che ho richiesto una proroga alle tassazioni, invierò la documentazione contabile 2018 e 2019. Le indennità giornaliere non mi verranno versate in quanto non ho mai annunciato un salario e/o fatto alcuna copertura LAINF.” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice) In seguito, l’assicurato si è sottoposto il 3 aprile 2020 (doc. 151 incarto LAINF) ad una RX del piede destro e della caviglia destra, ambedue in due proiezioni, dal cui referto risulta quanto segue: " (…) L'esame viene posto a confronto con i precedenti in PDF del 23.08.2011 e del 27.02.2018 eseguiti in altra sede. Esiti fratturativi della porzione distale della diafisi tibiale, consolidata. Reperti apparentemente stabili rispetto al precedente. Segni degenerativi articolari a sede tibio-fibulo-talare con piccoli osteofiti marginali e rime articolari ancora delimitabili. Piccolo entesofita all'inserzione della fascia plantare. Lievi segni degenerativi della I articolazione metatarso-falangea. Diffusa rarefazione della matrice ossea in esame. (…)” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice) Dal colloquio telefonico del 14 aprile 2020 (doc. 136 incarto LAINF) emerge quanto segue: " (…) In merito all'attività di disegnatore edile, per la quale comunque si ritiene indipendente, conferma quanto riferito al nostro ispettore in data 21.11.2019. II 70% dell'attività è da ritenersi sedentaria (ufficio, disegni, ecc.) mentre un 30% si svolge sui cantieri per controlli lavori, rilevamenti e misurazioni. In questa attività è particolarmente disturbato dal problema alla caviglia perché deve spesso salire e scendere le scale e camminare su terreni irregolari. Deve anche accovacciarsi per prendere le misure. Di questo 30% almeno il 50% gli risulta molto difficoltoso, e a volte proprio non riesce a farlo per i dolori. La situazione non è cambiata rispetto a quella comunicata all'ispettore. (…)”. Nel mese di giugno 2020 l’CO 1 ha sottoposto l’incarto al dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore, in particolare, chiedendogli quanto segue: " (…) abbiamo fatto esperire L'RX alla caviglia destra che è stata confrontata con quelle precedenti. (…). Sulla scorta degli esami radiologici effettuata in aprile scorso, è intervenuto un peggioramento importante dello stato infortunistico rispetto alle radiografie effettuata in data 27.2.2018? Nell'affermativa, tenuto conto del peggioramento intervenuto, si giustifica una inabilità lavorativa come disegnatore in architettura tenendo presente che almeno il 70% dell'attività si svolge in ufficio (disegno e progettistica) e al massimo il 30% in di cantiere dove deve svolgere misurazioni, rilievi, controllo dei lavori?” Per chiarire la questione riguardante l'esigibilità lavorativa, l'Istituto assicuratore ha, quindi, fatto capo alla valutazione del 9 luglio 2020 (doc. 157 incarto LAINF) del dr. med. __________, il quale ha attestato quanto segue: " (…) Radiografie 03.04.2020 radiografie piede e caviglia destra, Istituto __________: referto: "non abbiamo a disposizione esami precedenti da porre a confronto. Esiti fratturativi della porzione distale della diafisi tibiale, consolidata. Segni degenerativi articolari a sede tibio fibulotalare con piccoli osteofiti marginali e rime articolari ancora delimitabili. Piccolo entesofita all'inserzione della fascia plantare. Lievi segni degenerativi della I articolazione metatarso-falangea. Diffusa rarefazione della matrice ossea in esame." Al confronto delle immagini con la radiografia del 2018 si rileva una sostanziale stazionarietà del quadro iconografico. Diagnosi Frattura III distale intrarticolare tibia destra trattata conservativamente, sviluppo progressivo di una artrosi all'articolazione tibiotalare e talocalcaneare di grado intermedio. Sullo stesso infortunio lussazione della spalla destra trattata conservativamente e guarita senza conseguenze. Artrosi post-traumatica tibio-tarsica destra. Apprezzamento (…) Proposte diagnostiche e terapeutiche Al momento non sono previsti ulteriori trattamenti in grado di migliorare la situazione in questo assicurato. Dal punto di vista clinico e radiografico, la situazione non è modificata in modo apprezzabile rispetto alla ultima perizia del dr. med. Minotti ed alle radiografie del 2018. L'assicurato potrà giovarsi eventualmente di cure di mantenimento da considerare di volta in volta su prescrizione del curante. Aspetti medico-assicurativi Per quanto riguarda i problemi riferiti al rachide lombo-sacrale, si ritiene non esservi un nesso causale probabile con gli esiti dell'evento. In questo assicurato non siamo in presenza di una impor-tante dismetria agli arti inferiori, tale da giustificare un sovraccarico anomalo a livello del rachide lombo-sacrale, vi sono invero elementi di carattere extra-infortunistico, quali l'estremo sovrappeso, che hanno sicuramente un influsso sulla sintomatologia descritta. La situazione clinica è stabilizzata e valutabile. L'assicurato è abile in misura completa in lavori leggeri e di ufficio. Per quanto riguarda l'attività in cantiere si redige una esigibilità. L'esigibilità del lavoro è redatta in presenza dell'assicurato e con suo appieno assenso. Esigibilità del lavoro Sollevare e portare: l'assicurato è in grado di sollevare con due braccia fino all'altezza dei fianchi pesi molto leggeri e leggeri fino a 10 kg molto spesso, pesi medi da 10 a 25 kg di rado, pesi pesanti e molto pesanti mai. È in grado di sollevare oltre l'altezza del petto pesi fino a 5 kg molto spesso e pesi superiori ai 5 kg di rado o mai. Maneggio di attrezzi: l'assicurato è in grado di maneggiare attrezzi leggeri e di precisione e medi molto spesso, attrezzi pesanti talvolta, molto pesati mai. La rotazione della mano è possibile molto spesso. Posizione e mobilità: l'assicurato è in grado di eseguire lavori sopra la testa talvolta, lavori che prevedono la rotazione del busto e la posizione seduta e inclinata in avanti molto spesso, la posizione in piedi e inclinata in avanti talvolta, la posizione inginocchiata talvolta, con flessione delle ginocchia di rado. Posizione di lunga durata: l'assicurato è in grado di mantenere la posizione seduta molto spesso e la posizione in piedi talvolta ed è in grado di cambiare dalla posizione seduta a posizione in piedi molto spesso con prevalenza della posizione seduta. Spostamento: l'assicurato è in grado di camminare per tratti superiori ai 50 metri molto spesso, per lunghi tratti spesso, su terreno accidentato e di salire le scale talvolta, salire le scale a pioli di rado. L'uso delle due mani è possibile. Equilibrio e stare in equilibrio: possibile. L'assicurato in un lavoro che rispetti l'esigibilità espressa, è da ritenersi abile in misura completa con rendimento completo senza pause supplementari.” (doc. 157, pag. 3 e 4 incarto LAINF; n.d.r. il corsivo è della redattrice) L’amministrazione ha acquisito agli atti anche la descrizione di “ disegnatore/disegnatrice con indirizzo architettura (AFC) ”, giusta la quale “ sono i collaboratori tecnici dell’architetto o di un team di architetti. La loro attività si svolge prevalentemente nello studio, alternata a visite sui cantieri. ” (doc. 179 incarto LAINF) e quella di “ disegnatore/disegnatrice ingegneria civile (AFC) ”, giusta la quale “ si occupano della realizzazione dei piani di strutture per l'edilizia civile (essenzialmente edifici) e per le opere pubbliche (infrastrutture) in modo che corrispondano alle esigenze dei committenti e alle norme vigenti. Oltre ai piani relativi alle strutture degli edifici, si occupa anche di vie di comunicazione come strade, ponti, gallerie e opere idrauliche quali dighe, sbarramenti, acquedotti e canalizzazioni. (…) collaborano con gli ingegneri all'allestimento dei preventivi e delle liquidazioni ed al controllo dell'esecuzione dei lavori in cantiere. Lavorano essenzialmente al tavolo da disegno equipaggiato con un terminale CAD, impiegando vari programmi specifici. (…) ”, ambedue risultanti dal sito www. Orienta-mento.ch (doc. 179 incarto LAINF; n.d.r.: le sottolineature sono della redattrice). L’amministrazione ha acquisito agli atti pure il messaggio di posta elettronica del 15 ottobre 2021 dell’arch. __________ di __________, giusta il quale: " (…) per quanto concerne il mio studio (composto da 1 architetto + 1 disegnatore svolgo personalmente la direzione lavori. Ad eccezione dei rilievi iniziali e di sporadici sopralluoghi di cantiere, il mio disegnatore svolge invece prevalentemente lavoro di ufficio (nella misura del 98-99% circa)” (doc. 177 incarto LAINF; la sottolineatura è della redattrice) L’amministrazione ha acquisito agli atti anche il messaggio di posta elettronica del 15 ottobre 2021 dello studio di progettazione __________ di __________, giusta il quale: " (…) le descrivo brevemente i compiti relativi alla posizione di disegnatore/progettista nel mio caso specifico nel settore del Riscaldamento: •Attività di ufficio circa 80% (comprende progettazione, disegni, richiesta offerte e stesura offerta, calcoli, riunione con architetti per discussione progetti) •Attività di cantiere circa 20% (sopralluogo e rilievi, controlli dei lavori qualora vi sia assegnata una DL in onorario, normali sopralluoghi legati alla realizzazione se si ritiene opportuno durante le fasi di lavorazione) Eventuali riunione di cantiere ove sia presente la presenza in cantiere settimanalmente Presenza in cantiere per le messe in funzione di impianto. Naturalmente queste due attività e relative percentuali di impegno, dipendono dal lavori svolto e dall'esperienza maturata dal tecnico vi sono cantieri o lavori in cui non si presenzia mai in cantiere, oppure in maniera limitata. Ricordo inoltre che nel diploma di progettista/disegnatore è prevista una presenza in cantiere durante l'apprendistato e su tale presenza o meno, vengono fatte domande in fase d'esame.” Nel gravame del 1° febbraio 2022 il patrocinatore dell’assicurato ha puntualizzato quanto segue: " (…). Il medico __________ dell'assicuratore, a seguito della visita effettuata il 02.07.2020, ha riconosciuto i limiti dell'esigibilità lavorativa per il ricorrente dovuti all'infortunio oggetto della presente procedura. Questi limiti impediscono al ricorrente, disegnatore edile di professione, di effettuare qualsiasi prestazione relativa alle attività sul terreno imposte dalla sua professione. Non è dunque corretto sostenere, come indicato nella decisione impugnata, che l'assicurato sarebbe in grado di svolgere la propria professione in misura completa. Egli, in sede di colloquio presso l'assicuratore infortuni, ha evidenziato che la sua professione implica la necessità di recarsi su cantieri per misurazioni, sopralluoghi e direzione lavori, con tragitti su terreni sconnessi, salite e discese da scale, anche da scale a pioli. La professione svolta dal ricorrente implica l'attività sui cantieri nella misura del 30%. Come detto, a causa delle limitazioni conseguenti ai postumi infortunistici, il ricorrente non può più in alcun modo svolgere attività sui cantieri. Ne consegue che il medesimo, dal profilo dell'assicurazione infortuni, va pertanto ritenuto invalido almeno nella misura del 30%. II grado di invalidità potrebbe in realtà essere anche maggiore se si considera che la mancata possibilità di recarsi sui cantieri incide anche sul lavoro in ufficio che conseguentemente diminuisce e implica minori entrate che devono essere considerate. La CO 1 non poteva dunque in concreto negare un peggioramento della situazione dell'assicurato e della relativa capacità lavorativa così come indicato dal medesimo. Il presente ricorso dovrà pertanto essere accolto con l'attribuzione al ricorrente di una rendita di invalidità LAINF pari almeno al 30%.” (doc. I, pag. 3) Il 4 marzo 2022 l’avv. RA 1 ha prodotto a suffragio delle proprie argomentazioni i già citati rapporti medici del 29 gennaio 2019 del dr. med. __________ (doc. 61 e C1) e del 26 agosto 2019 della dr.ssa med. __________ (doc. 99 e C2). 2.7. Attentamente vagliata la documentazione appena riassunta al consid. 2.6, nella concreta evenienza questo Tribunale ritiene corretta l'esigibilità stabilita dal medico fiduciario il 9 luglio 2020 e posta alla base della decisione avversata. Tanto più che la valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata smentita da certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale. Il TCA ritiene parimenti corretta la valutazione delle conseguenze sulla capacità lavorativa dell’assicurato dell’esigibilità posta dal medico __________, in particolare la capacità lavorativa - al 100% (rendimento e presenza) - nell’attività di disegnatore edile. A questo proposito giova qui infatti sottolineare che la questione riguardante la capacità lavorativa di RI 1 nella sua abituale professione (disegnatore edile indipendente) e, in ultima analisi, quella del diritto alla rendita, deve essere valutata, per giurisprudenza consolidata, in funzione dell’attività normalmente svolta da un disegnatore edile sul mercato generale del lavoro, facendo astrazione da quella che può essere la particolare situazione dell’insorgente (cfr., per dei casi analoghi, STCA 35.1998.7 del 14 settembre 1998, confermata dal TF con sentenza U 301/98 del 18 febbraio 1999; STCA 35.1999.134 del 17 aprile 2001; STCA 35.2005.92 del 24 aprile 2006, consid. 2.8; STCA 35.2006.42 del 20 marzo 2007, consid. 2.5 e STCA 35.2014.100 del 16 febbraio 2015, consid. 2.8). L’istruttoria disposta dall’amministrazione ha evidenziato che, quale disegnatore edile indipendente, il ricorrente svolgeva per il 30% del suo tempo di lavoro mansioni sui cantieri per controlli lavori, rilevamenti e misurazioni, ciò che naturalmente comportava l’assunzione di posizioni gravose per il piede/caviglia infortunata (ad esempio, la posizione accovacciata). Questa Corte è tuttavia del parere che, su un mercato equilibrato del lavoro, ad un disegnatore edile competano in prevalenza delle attività di ufficio (comprendenti progettazione, disegni, richiesta offerte e stesura offerta, calcoli, riunione con architetti per discussione progetti), per lo più di carattere sedentario. Un suo coinvolgimento diretto in attività di cantiere (comprendententi controlli lavori, rilevamenti e misurazioni) costituisce generalmente l’eccezione. In siffatte circostanze, su un mercato equilibrato del lavoro, il danno residuale al piede/caviglia destra dell’assicurato, che influisce sulla sua esigibilità lavorativa nelle attività di cantiere nei termini indicati dal dr. med. __________, costituisce un impedimento tutto sommato esiguo nell’attività di disegnatore edile. Richiamato l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221)e posto pure che, su un mercato equilibrato del lavoro, all’assicurato andrebbe oltretutto riconosciuta la possibilità - grazie alla sua particolare funzione (disegnatore edile indipendente) - d'ottimizzare l'organizzazione del proprio lavoro in modo tale da risparmiare l’arto inferiore destro, è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI 1 è in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, l’attività di disegnatore edile (sulla base dell’esigibiltà lavorativa posta del medico __________ con espresso riferimento all’attività svolta di cantiere) su un mercato equilibrato del lavoro. A questo proposito giova ricordare che, nella già citata sentenza 35.1998.7 del 14 settembre 1998 - confermata dal TF con pronunzia U 301/98 del 18 febbraio 1999 -, riguardante un assicurato direttore e unico dipendente di un’impresa di costruzioni di piccole dimensioni, il quale si trovava impedito a trasportare o sollevare pesi superiori ai 15 kg a causa del danno infortunistico alla salute, questo Tribunale ha negato l’esistenza di un qualsiasi discapito economico, nonostante che nella sua abituale attività era concretamente chiamato a compiere delle mansioni inadeguate: " (…) Ora, se è vero che P., secondo quanto raccomandato dal Prof. ____, deve astenersi dal trasportare o sollevare pesi superiori ai 15 kg, questo Tribunale è dell’opinione che un tale impedimento funzionale - peraltro il solo presentato dal ricorrente - non gli impedirebbe, su di un mercato equilibrato del lavoro, di svolgere la propria attività di capo-muratore in misura normale. Quanto affermato dai dirigenti del ____ a pagina 3 del loro rapporto 6 luglio 1998 - “nell’ambito della costruzione è comunque richiesta una buona costituzione fisica, non fosse altro per la presenta stessa sul cantiere che di per sé richiede la piena facoltà delle proprie attitudini fisiche, e d’altra parte è sempre possibile un coinvolgimento, anche nei ranghi superiori, in attività prettamente pratiche” (VIII) - deve essere relativizzato in funzione di quanto gli stessi responsabili hanno indicato in merito alle mansioni di regola espletate da un capo-muratore. Se ciò è senz’altro vero per un manovale oppure per un semplice muratore - la cui attività è incentrata sul lavoro manuale pratico - lo è assai meno per un capo-muratore, coinvolto soltanto marginalmente in questo specifico ambito. In questo senso, l’insorgente non può essere seguito allorquando pretende che l’attività di un capo-muratore implica “una forte componente di sforzo fisico” (I) In siffatte condizioni, la decisione dell’____ di negare il diritto ad una rendita d’invalidità non può che essere tutelata dallo scrivente TCA. Infatti, accertato che P. non presenta alcuna incapacità lavorativa nella sua attività professionale di capo-muratore, è giocoforza ammettere l’inesistenza di qualsivoglia incapacità di guadagno.” (STCA succitata, consid. 2.6.). Il TCA non ignora i rapporti medici del 29 gennaio 2019 del dr. med. __________ (doc. 61 e C1) e del 26 agosto 2019 della dr.ssa med. __________ (doc. 99 e C2), nuovamente prodotti in questa sede il 4 marzo 2022 dall’avv. RA 1 a suffragio delle proprie argomentazioni (capacità lavorativa a non più del 70% nell’attività abituale di disegnatore edile). Tuttavia essi non consentono di addivenire ad una conclusione differente. Innanzitutto perché il certificato medico specialistico, come già evidenziato in precedenza (cfr. consid. 2.6), riguarda solamente l’IMI e non si esprime in merito all’esigibilità e alla capacità lavorativa dell’insorgente. In secondo luogo perché il certificato del medico di famiglia - che è antecedente alla approfondita, motivata e convincente valutazione del dr. med. __________ (che è specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore e vanta un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa e infortunistica), che non apporta nuovi elementi oggettivi ignorati dal medico __________ (e va, quindi, in ogni caso intesa nel senso di una diversa valutazione delle conseguenze che il danno alla salute infortunistico ha sulla capacità di lavoro del ricorrente) e, infine, che tiene conto di pure di fattori extrainfortunistici (in particolare dei disturbi lombo-sacrali: cfr. consid. 2.1) - non concerne l’attività normalmente svolta da un disegnatore edile sul mercato generale del lavoro, bensì la particolare situazione dell’insorgente. Giova qui pure ricordare che, nella STF 9C_532/2020 del 13 ottobre 2021, al consid. 4.1, l’Alta Corte ha ribadito che: " Di principio, l’avviso dei medici curanti deve essere trattato con la necessaria prudenza a causa dei particolari legami che esse hanno con il paziente, per cui, secondo, esperienza comune, il medio curante propende generalmente, in caso di dubbio, a favore del paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e 3b/cc)”. Stante quanto precede, accertato che RI 1 non presenta alcuna incapacità lavorativa nella sua attività professionale di disegnatore edile su un mercato equilibrato del lavoro, è giocoforza ammettere l’inesistenza di una qualsiasi incapacità di guadagno. In queste condizioni, la decisione dell’CO 1 di negare all’assi-curato il diritto ad una rendita di invalidità, va tutelata da questo Tribunale. 2.8. In siffatte circostanze, le critiche ricorsuali sollevate dal patrocinatore del ricorrente all’operato dell’amministrazione non possono essere condivise e devono essere respinte. 2.9. Da ultimo, va qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove ; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). Il TCA rinuncia quindi all'assunzione di ulteriori prove, ritenendo la situazione sufficientemente chiarita. L'incarto della CO 1 è stato versato agli atti con la risposta di causa. 2.10. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il gravame deve dunque essere respinto e la decisione su opposizione avversata confermata. 2.11. L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. In data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. f bis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. Secondo l’art. 82a LPGA (Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del 21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore. In concreto, il ricorso è del 28 ottobre 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale. Trattandosi di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le spese (cfr. STCA 35.2021.9 del 20 settembre 2021 consid. 2.12; STCA 35.2021.58 del 18 ottobre 2021 consid. 2.12). Sul tema cfr. anche STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022; STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107). Per questi motivi dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto. 2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario di Camera Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti

Raccomandata Raccomandata

Raccomandata Incarto n. 35.2022.13 PC / sc Incarto n. 35.2022.13

Incarto n. 35.2022.13 PC / sc

PC sc Lugano 4 maggio 2022 Lugano

Lugano 4 maggio 2022

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici redattrice: redattrice:

Paola Carcano, vicecancelliera Paola Carcano, vicecancelliera

segretario: segretario:

Gianluca Menghetti Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 1° febbraio 2022 di

RI 1 rappr. da: RA 1 RI 1

rappr. da: RA 1

contro contro

la decisione su opposizione del 17 dicembre 2021 emanata da la decisione su opposizione del 17 dicembre 2021 emanata da

CO 1 rappr. da: RA 2 in materia di assicurazione contro gli infortuni CO 1

rappr. da: RA 2

in materia di assicurazione contro gli infortuni

ritenuto, in fatto

1.1. Il 22 gennaio 1992 RI 1, allora disegnatore edile presso l’architetto __________, è scivolato su una lastra di ghiaccio riportando la lussazione della spalla destra e la frattura del terzo inferiore della tibia destra. L’CO 1, presso cui l’infortunato era obbligatoriamente assicurato contro gli infortuni, ha assunto il caso.

Il 21 febbraio 1994 è stata annunciata una ricaduta alla cui chiusura l’CO 1 ha assegnato all’assicurato un'indennità per menomazione dell'integrità (di seguito: IMI) del 10%. Il 30 agosto 1995 è stata annunciata una nuova ricaduta che è stata assunta dall’CO 1 (cfr. STCA 35.97.75 del 4 gennaio 1999).

1.2. Il 7 gennaio 1997 ha chiesto all’Istituto di riesaminare l’indennità per menomazione dell’integrità a suo tempo riconosciuta.

L’CO 1 ha rifiutato di corrispondere ulteriori prestazioni a titolo di indennità per menomazione dell'integrità. Il rifiuto è stato confermato, dopo l’opposizione, con decisione 23 maggio 1997. Con tempestivo ricorso l’assicurato, rappr. dall’avv. __________, ha chiesto la condanna dell’CO 1 al versamento di un'indennità per menomazione dell'integrità del 20%. Il 26 marzo 1998 il TCA ha ordinato l'allestimento di una perizia a cura del dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica. Lo specialista ha consegnato il referto peritale al TCA il 30 ottobre 1998. Sulla base delle conclusioni del perito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo (" L'CO 1 revoca la decisione su opposizione del 23.5.1997 e riconosce una indennità per menomazione dell'integrità del 20% invece che del 10%. Con ciò si tiene anticipatamente in considerazione un prevedibile aggravamento della menomazione dell'integrità come se fosse già stata eseguita l'artrodesi della caviglia destra. In merito in futuro l'attore riconosce di non più aver diritto ad altre prestazioni a titolo di indennità per menomazione dell'integrità qualora l'artrodesi venisse effettuata. Tenuto conto del guadagno annuale massimo assicurato di fr. 97'200.-, l'CO 1 riconosce di dover versare ancora fr. 9'720.- al proprio assicurato. ”) e la causa è stralciata dai ruoli per intervenuta transazione, omologata dal TCA il 4 gennaio 1999 (cfr. STCA 35.97.75 del 4 gennaio 1999).

1.3. In data 27 marzo 2018 RI 1, disegnatore edile indipendente dal 2016 (cfr. doc. 108 incarto LAINF), ha annunciato una nuova ricaduta (doc. 23 incarto LAINF), che è stata assunta dall’CO 1 con scritto del 16 aprile 2018, con il quale ha pure puntualizzato quanto segue: “ (…) Rimborseremo pertanto le spese di cura in base alle nostre tariffe e regoleremo direttamente le spese derivanti dalle cure mediche eseguite in Svizzera. Per quanto riguarda la perdita di guadagno per i giorni di inabilità, la CO 1 non è tenuta a versare le proprie prestazioni in quanto quale indipendente lei non ha stipulato nessuna copertura facoltativa LAINF (…) ” (doc. 29 incarto LAINF).

1.4. Dopo aver preso atto dell’apprezzamento medico del 29 marzo 2019 del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore (doc. 86 incarto LAINF), l’CO 1 ha riconosciuto all’assicurato un’IMI aggiuntiva del 10% con decisione del 18 aprile 2019 (doc. 89 incarto LAINF), che è cresciuta, incontestata, in giudicato.

1.5. Dopo avere preso atto del rapporto del 9 luglio 2020 relativo alla visita __________ di chiusura del 2 luglio 2020 del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore (doc. 157 incarto LAINF), in data 9 settembre 2020 (doc. 165 incarto LAINF) l’CO 1 ha comunicato all’avv. RA 1, patrocinatore dell’assicurato, quanto segue:

" (…) l'esame medico al quale il sig. RI 1 è stato sottoposto in data 2 luglio 2020, presso la nostra agenzia da parte del dr med. __________, ha rivelato che per le conseguenze dell'infortunio in oggetto non è più necessaria una cura medica poiché lo stato infortunistico è stabilizzato. Alleghiamo il relativo rapporto medico.

Pur riconoscendo che il sig. RI 1 presenta postumi infortunistici alla caviglia destra, questi non incidono in misura apprezzabile sulla capacità lavorativa nell'attività di disegnatore edile. Per tale motiva non ravvisiamo gli estremi per accordare ulteriori prestazioni assicurative, oltre a quelle sino ad oggi accordate, sia per quanto concerne la ricaduta del gennaio 2018 sia per quelle di lunga durata.

Se in futuro lo stato clinico dovesse peggiorare notevolmente, il sig. RI 1 avrà sempre la possibilità di riannunciarsi. Su esplicita richiesta, rilasceremo una decisione formale. (…)”.

1.6. Su richiesta 19 aprile 2021 dell’avv. RA 1 (doc. 170 incarto LAINF), con decisione del 25 ottobre 2021 (doc. 183 incarto LAINF), ha statuito quanto segue:

" (…) Facciamo riferimento alla pratica in oggetto e al nostro scritto del 9 settembre 2020 con il quale abbiamo ritenuto il sig. RI 1 abile al lavoro in misura completa nell'attività di disegnatore edile, nonostante i postumi infortunistici alla caviglia destra.

Come da sua richiesta del 21.4.2021, rimasta in evasa per un disguido interno, per il quale ci scusiamo, rilasciamo la seguente decisione:

Pur riconoscendo che il sig. RI 1 presenta postumi infortunistici alla caviglia destra, questi non incidono in misura apprezzabile sulla capacità lavorativa nell'attività di disegnatore edile. Infatti, dagli accertamenti da noi esperiti, emerge che in qualità di disegnatore edile, l'attività d'ufficio risulta essere nettamente preponderante rispetto a quella prevista in cantiere. Pertanto non ravvisiamo gli estremi per corrispondere ulteriori prestazioni assicurative, oltre a quelle sino ad oggi accordate, sia per quanto concerne la ricaduta del gennaio 2018 sia per quelle di lunga durata. (…)”

1.7. Dopo avere ricevuto l’opposizione del 23 novembre 2021 (doc. 187 incarto LAINF), dell’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, l’CO 1 ha confermato il 17 dicembre 2021 la sua precedente decisione (doc. 189 incarto LAINF).

1.8. Con tempestivo ricorso del 1° febbraio 2022 RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e “ all’assicurato sono attribuite le prestazioni in relazione all’infortunio del 22.01.1992 con assegnazione di una rendita di invalidità pari almeno al 30%. ” (doc. I, pag. 4). Anche in questa sede il patrocinatore dell’insorgente ribadisce che, dopo la ricaduta, il suo cliente, contrariamente a quanto ritenuto dall’amministrazione, non ha ritrovato la capacità lavorativa precedente, nell’attività abituale di disegnatore edile, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.

1.9. Nella risposta del 21 febbraio 2022 (doc. III), l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.

1.10. Il 4 marzo 2022 l’avv. RA 1 si è riconfermato nelle proprie tesi e domande con argomentazioni di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto i rapporti medici del 29 gennaio 2019 del dr. med. __________ (doc. C1, già agli atti quale doc. 61) e del 26 agosto 2019 della dr.ssa med. __________ (doc. C2, già agli atti quale doc. 99).

1.11. Il 9 marzo 2022 (doc. VII) l'CO 1 si è riconfermato nelle proprie conclusioni, in particolare, puntualizzando quanto segue:

" (…) il patrocinatore ha prodotto due rapporti medici che risalgono al 2019 e che già figuravano agli atti senza fornire alcun commento (doc. 61 e 99).

Il dott. __________ si è espresso unicamente in merito al danno all'integrità la cui valutazione è poi stata fatta propria dall'CO 1 (decisione 18.4.2019).

Dando seguito a quanto auspicato dalla curante l'CO 1 ha disposto diversi accertamenti amministrative e medici che hanno poi condotto alla decisione del 25.10.2021 confermata su opposizione il 17.12.2021. (…)”.

1.12. Il doc. VII è stato trasmesso all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. VIII). in diritto

in ordine

2.1. Preliminarmente, richiamata la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF 8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti (in concreto, dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1). nel merito

2.2. Litigiosa è la questione di sapere se, a dipendenza della ricaduta annunciatagli nel marzo 2018, l’istituto convenuto era legittimato a negare il diritto ad una rendita di invalidità, oppure no. In particolare, è contestata la valutazione medica operata dall’amministrazione (capacità lavorativa del 100% con pieno rendimento nell’attività di disegnatore edile, come da indicazione del medico __________). Preliminarmente il TCA rileva che oggetto del presente giudizio è esclusivamente il danno alla salute al piede/caviglia destra riconducibile all’infortunio del 22 gennaio 1992 e alla successiva ricaduta del marzo 2018. Dalle tavole processuali si evince infatti che l’insorgente, oltre ai disturbi (infortunistici) al piede/caviglia destra, ha sviluppato pure delle problematiche al rachide lombo-sacrale, che esulano dal presente giudizio (in particolare, con riferimento alla valutazione dalla capacità lavorativa residua e dell’esigibilità lavorativa dell’assicurato), non essendo in nesso di causalità naturale con l’infortunio/la ricaduta in questione. Questa Corte non ha, difatti, motivo di scostarsi dalle dettagliate, approfondite, motivate e convincenti considerazioni espresso dal medico __________ - che, giova ribadire, è specialista nella materia che qui ci occupa e vanta pure un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa e infortunistica - nel rapporto del 9 luglio 2020 (relativo alla visita medica di chiusura del 2 luglio 2020; doc. 157 LAINF), giusta il quale “ (…) Soggetto alto 182 cm per 130 kg. (…). Per quanto riguarda i problemi riferiti al rachide lombo-sacrale si ritiene non esservi un nesso causale probabile con gli esiti dell'evento. In questo assicurato non siamo in presenza di una importante dismetria agli arti inferiori, tale da giustificare un sovraccarico anomalo a livello del rachide lombo-sacrale, vi sono invero elementi di carattere extra-infortunistico, quali l'estremo sovrappeso, che hanno sicuramente un influsso sulla sintomatologia descritta. ” (doc. 157, pag. 2 e 4 incarto LAINF). Tanto più che la valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata smentita da certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale. Giova qui, infine, ricordare che l’assicurazione contro gli infortuni tiene conto esclusivamente il danno alla salute causato dall’evento assicurato (diversamente dall’assicurazione per l’invalidità che, in quanto assicurazione finale, deve considerare il danno alla salute nella sua globalità; cfr. tra le tante, STCA 35.2019.74 dell’11 marzo 2020, consid. 2.5; STCA 35.2021.81 del 7 febbraio 2022, consid. 2.2 e STCA 35.2021.89 del 14 marzo 2022, consid. 2.12.3). Da ultimo, va qui pure osservato che l’IMI, esula dal presente giudizio, in quanto già decisa con decisione del 18 aprile 2019 (doc. 89 incarto LAINF), che è cresciuta, incontestata, in giudicato (cfr. consid. 1.4).

2.3. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

Il TF, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572 ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.

L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

Due sono, dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato (fattore causale).

Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

2.4. L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

D'altro canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.

Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi aspetti, STF I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002).

L'invalidità, proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

I due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.

Il TF ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STF U 25/94 del 30 giugno 1994).

La perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

Le ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

I. Termine: reddito da invalido

La misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

Secondo la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

Nel valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STF del 30 giugno 1994 succitata).

Specifica dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

"Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

II. Termine: reddito conseguibile senza invalidità

Nel determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

Il grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido.

2.5 Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.

Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465 consid. 4.4 e consid. 4.7, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

Trattandosi invece di perizie affidate dagli assicuratori sociali a medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti in ossequio alla procedura di cui all’art. 44 LPGA, esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.2 e 8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).

Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid. 1c e riferimenti).

L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

È infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b; STCA 35.2020.38 del 9 novembre 2020, consid. 2.9).

2.6 Nel caso di specie, è controversa la capacità lavorativa - al 100% (rendimento e presenza), secondo l’amministrazione rispettivamente a non più del 70%, secondo il patrocinatore dell’assicurato - nell’attività di disegnatore edile.

Chiamato ora a pronunciarsi a tal proposito il TCA osserva che dalle tavole processuali emerge quanto segue. In data 27 marzo 2018 RI 1, disegnatore edile indipendente dal 2016 (cfr. doc. 108 incarto LAINF), ha annunciato una nuova ricaduta (doc. 23 incarto LAINF; cfr. consid. 1.3). Agli atti figura il rapporto medico del 29 gennaio 2019 (cfr. doc. 61 e doc. C1) del dr. med. __________, interpellato privatamente dall’insorgente, che riguarda solo ed esclusivamente la valutazione dell’IMI, che esula dal presente giudizio (cfr. consid. 2.2). In tale certificato, infatti, lo specialista in questione non si esprime in merito alla capacità lavorativa del ricorrente. Agli atti figura pure il certificato medico del 26 agosto 2019 (doc. 99 e doc. C2) della dr.ssa med. __________, medico di famiglia dell’assicurato, dal quale risulta quanto segue:

" - Come noto il paziente nel 1992 ha subito un infortunio con frattura meta-epifisaria distale della gamba destra trattata conservativamente.

- Non riprendo le conclusioni del Dr. __________ e del Dr. __________, a voi già note, ma mi soffermo sul fatto che già allora si parlava di prognosi non buona a media-lunga scadenza, dovuta in gran parte al peggioramento dell’artrosi post-traumatica, a livello dell’articolazione tibio-tarsica e sottoastragalica destra.

- Dal 2018 ad oggi il paziente continua a lamentare episodi ricorrenti di dolore, difficoltà alla marcia, cedimento dell’articolazione e anche dolori alla schiena dovuti al fatto che cammina male e non simmetricamente e che zoppica.

- Questa situazione lo limita molto nella sua professione (disegnatore edile in proprio), non solo quando si deve recare sui cantieri, ma anche nel lavoro d’ufficio, visto che deve mettere a riposo più volte il piede e non può stare a lungo seduto a causa dei dolori alla schiena.

- Per questi motivi, si può capire come la sua capacità lavorativa sia ridotta almeno al 50% e per certi periodi è risultato inabile anche al 100%.

- Si chiede quindi almeno un colloquio con visita specialistica che permetta di vedere approfonditamente le condizioni reali del paziente, nonché di sentire direttamente da lui come si sente e quali impedimenti ci siano nello svolgimento del lavoro e nel quotidiano”.

Dal rapporto riguardante il colloquio del 21 novembre 2019 (doc. 108 incarto LAINF) con l’assicurato, sub “ inchiesta economica ” emerge quanto segue:

" (…) Attualmente a seguito del danno alla salute ho difficoltà economiche che mi vedono costretto a fare fronte all'assistenza sociale.

In assistenza mi sono annunciato già nel 2015 quando avevo cessato l'attività presso lo studio __________ di __________.

In seguito avevo fatto ancora un periodo in disoccupazione ma al termine del termine quadro avevo fatto richiesta presso l'assistenza.

Nel 2016 avevo aperto una mia ditta quale indipendente disegnatore edile. Confermo di non aver mai stipulato nessuna assicurazione per la perdita di guadano in caso d'infortunio né con la CO 1 né con altre compagnie private. Come detto sopra alla Cassa di compensazione ho sempre dichiarato un reddito annuale di CHF 5'000.00.

Sulla scorta del peggioramento del danno alla salute l'assicurato ci informa per il tramite della dr.ssa __________ che l'attività di disegnatore edile è stata ridotta con periodi in cui i dolori riducevano la sua attività del 50% e altri del 100% e questo a decorrere dal 2018.

Si procede pertanto oggi a far luce sull'attività lavorativa nel dettaglio, dando le informazioni maggiori possibili per chiarire una situazione medico/lavorativa che, fino al certificato medico della dottoressa, non è mai stata sorretta da alcun certificato medico, per quanto attiene ad inabilità lavorative.

Dal mese di marzo 2018 il danno alla salute è nettamente peggiorato, oltre ai dolori molto intensi oggi ho anche dei cedimenti della caviglia.

Nel corso delle mie giornate lavorative devo alternare lavoro con riposo in quanto i dolori al piede sono molto importanti questo anche durante l'attività lavorativa sedentaria e questo ogni giorno a partire da marzo.

La mia attività si svolge prevalentemente in ufficio per disegni e progettazione; lavoro pertanto per circa il 70% in attività sedentaria mentre per il restante 30% devo recarmi sui cantieri per misurazioni, sopralluoghi e direzione lavori, dunque devo camminare su terreni sconnessi, salire e scendere scale e talvolta uso di scale a pioli.

Come detto sopra a seguito del danno alla salute l'attività sia amministrativa che sul terreno sono rallentati dal fatto che devo fermarmi spesso per portare sollievo ai dolori al piede.

Mi fermo poi per circa 30 minuti, faccio un breve sonno che mi rilassa e poi posso riprendere. Questo capita circa ogni 3-4 ore sia che io resti in ufficio, sia che io sia sui cantieri.

Per i dolori assumo medicamenti antidolorifici solo al bisogno (Voltaren). Faccio sempre uso delle calze compressive e uso i plantari e le scarpe orto-pediche prescrittemi e riconosciute dalla CO 1.

Oggi gli impedimenti oggettivi sono di dolori insistenti e molto importanti scala VAS 8/10. Ho inoltre una sensazione di instabilità della caviglia con tendenza a cedere.

A seguito di queste problematiche mi sono sempre sforzato di lavorare sia amministrativamente e che sul terreno. Non ho mai dovuto assegnare lavori ad altre persone o dovuto assumere dipendenti per sostituirmi.

In accordo con l'avvocato la tabella delle mansioni mi viene consegna da compilare separatamente con calma. Eventualmente chiederò l'aiuto della signora __________ se dovessi avere problemi alla compilazione.

Dal 2018 a causa dei disturbi la mia attività è diminuita del 70% complessivamente. In pratica su 10 casi che mi vengono proposti, a 7 devo rinunciare.

Vengo informato pertanto che dovrò compilare al meglio la tabella che mi viene consegnata e dovrò produrre la contabilità della ditta a decorrere dal 2016 ad oggi o eventualmente le notifiche di tassazione. Per ii 2018, visto che ho richiesto una proroga alle tassazioni, invierò la documentazione contabile 2018 e 2019.

Le indennità giornaliere non mi verranno versate in quanto non ho mai annunciato un salario e/o fatto alcuna copertura LAINF.” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

In seguito, l’assicurato si è sottoposto il 3 aprile 2020 (doc. 151 incarto LAINF) ad una RX del piede destro e della caviglia destra, ambedue in due proiezioni, dal cui referto risulta quanto segue:

" (…) L'esame viene posto a confronto con i precedenti in PDF del 23.08.2011 e del 27.02.2018 eseguiti in altra sede.

Esiti fratturativi della porzione distale della diafisi tibiale, consolidata. Reperti apparentemente stabili rispetto al precedente.

Segni degenerativi articolari a sede tibio-fibulo-talare con piccoli osteofiti marginali e rime articolari ancora

delimitabili.

Piccolo entesofita all'inserzione della fascia plantare.

Lievi segni degenerativi della I articolazione metatarso-falangea.

Diffusa rarefazione della matrice ossea in esame. (…)” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

Dal colloquio telefonico del 14 aprile 2020 (doc. 136 incarto LAINF) emerge quanto segue:

" (…) In merito all'attività di disegnatore edile, per la quale comunque si ritiene indipendente, conferma quanto riferito al nostro ispettore in data 21.11.2019. II 70% dell'attività è da ritenersi sedentaria (ufficio, disegni, ecc.) mentre un 30% si svolge sui cantieri per controlli lavori, rilevamenti e misurazioni. In questa attività è particolarmente disturbato dal problema alla caviglia perché deve spesso salire e scendere le scale e camminare su terreni irregolari. Deve anche accovacciarsi per prendere le misure. Di questo 30% almeno il 50% gli risulta molto difficoltoso, e a volte proprio non riesce a farlo per i dolori.

La situazione non è cambiata rispetto a quella comunicata all'ispettore. (…)”.

Nel mese di giugno 2020 l’CO 1 ha sottoposto l’incarto al dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore, in particolare, chiedendogli quanto segue:

" (…) abbiamo fatto esperire L'RX alla caviglia destra che è stata confrontata con quelle precedenti. (…). Sulla scorta degli esami radiologici effettuata in aprile scorso, è intervenuto un peggioramento importante dello stato infortunistico rispetto alle radiografie effettuata in data 27.2.2018? Nell'affermativa, tenuto conto del peggioramento intervenuto, si giustifica una inabilità lavorativa come disegnatore in architettura tenendo presente che almeno il 70% dell'attività si svolge in ufficio (disegno e progettistica) e al massimo il 30% in di cantiere dove deve svolgere misurazioni, rilievi, controllo dei lavori?”

Per chiarire la questione riguardante l'esigibilità lavorativa, l'Istituto assicuratore ha, quindi, fatto capo alla valutazione del 9 luglio 2020 (doc. 157 incarto LAINF) del dr. med. __________, il quale ha attestato quanto segue:

" (…)

Radiografie 03.04.2020 radiografie piede e caviglia destra, Istituto __________: referto: "non abbiamo a disposizione esami precedenti da porre a confronto. Esiti fratturativi della porzione distale della diafisi tibiale, consolidata. Segni degenerativi articolari a sede tibio fibulotalare con piccoli osteofiti marginali e rime articolari ancora delimitabili. Piccolo entesofita all'inserzione della fascia plantare. Lievi segni degenerativi della I articolazione metatarso-falangea. Diffusa rarefazione della matrice ossea in esame."

Al confronto delle immagini con la radiografia del 2018 si rileva una sostanziale stazionarietà del quadro iconografico.

Diagnosi Frattura III distale intrarticolare tibia destra trattata conservativamente, sviluppo progressivo di una artrosi all'articolazione tibiotalare e talocalcaneare di grado intermedio.

Sullo stesso infortunio lussazione della spalla destra trattata conservativamente e guarita senza conseguenze.

Artrosi post-traumatica tibio-tarsica destra.

Apprezzamento

(…)

Proposte diagnostiche e terapeutiche

Al momento non sono previsti ulteriori trattamenti in grado di migliorare la situazione in questo assicurato. Dal punto di vista clinico e radiografico, la situazione non è modificata in modo apprezzabile rispetto alla ultima perizia del dr. med. Minotti ed alle radiografie del 2018. L'assicurato potrà giovarsi eventualmente di cure di mantenimento da considerare di volta in volta su prescrizione del curante.

Aspetti medico-assicurativi

Per quanto riguarda i problemi riferiti al rachide lombo-sacrale, si ritiene non esservi un nesso causale probabile con gli esiti dell'evento. In questo assicurato non siamo in presenza di una impor-tante dismetria agli arti inferiori, tale da giustificare un sovraccarico anomalo a livello del rachide lombo-sacrale, vi sono invero elementi di carattere extra-infortunistico, quali l'estremo sovrappeso, che hanno sicuramente un influsso sulla sintomatologia descritta.

La situazione clinica è stabilizzata e valutabile. L'assicurato è abile in misura completa in lavori leggeri e di ufficio. Per quanto riguarda l'attività in cantiere si redige una esigibilità.

L'esigibilità del lavoro è redatta in presenza dell'assicurato e con suo appieno assenso.

Esigibilità del lavoro

Sollevare e portare: l'assicurato è in grado di sollevare con due braccia fino all'altezza dei fianchi pesi molto leggeri e leggeri fino a 10 kg molto spesso, pesi medi da 10 a 25 kg di rado, pesi pesanti e molto pesanti mai. È in grado di sollevare oltre l'altezza del petto pesi fino a 5 kg molto spesso e pesi superiori ai 5 kg di rado o mai.

Maneggio di attrezzi: l'assicurato è in grado di maneggiare attrezzi leggeri e di precisione e medi molto spesso, attrezzi pesanti talvolta, molto pesati mai. La rotazione della mano è possibile molto spesso.

Posizione e mobilità: l'assicurato è in grado di eseguire lavori sopra la testa talvolta, lavori che prevedono la rotazione del busto e la posizione seduta e inclinata in avanti molto spesso, la posizione in piedi e inclinata in avanti talvolta, la posizione inginocchiata talvolta, con flessione delle ginocchia di rado.

Posizione di lunga durata: l'assicurato è in grado di mantenere la posizione seduta molto spesso e la posizione in piedi talvolta ed è in grado di cambiare dalla posizione seduta a posizione in piedi molto spesso con prevalenza della posizione seduta.

Spostamento: l'assicurato è in grado di camminare per tratti superiori ai 50 metri molto spesso, per lunghi tratti spesso, su terreno accidentato e di salire le scale talvolta, salire le scale a pioli di rado. L'uso delle due mani è possibile.

Equilibrio e stare in equilibrio: possibile.

L'assicurato in un lavoro che rispetti l'esigibilità espressa, è da ritenersi abile in misura completa con rendimento completo senza pause supplementari.” (doc. 157, pag. 3 e 4 incarto LAINF; n.d.r. il corsivo è della redattrice)

L’amministrazione ha acquisito agli atti anche la descrizione di “ disegnatore/disegnatrice con indirizzo architettura (AFC) ”, giusta la quale “ sono i collaboratori tecnici dell’architetto o di un team di architetti. La loro attività si svolge prevalentemente nello studio, alternata a visite sui cantieri. ” (doc. 179 incarto LAINF) e quella di “ disegnatore/disegnatrice ingegneria civile (AFC) ”, giusta la quale “ si occupano della realizzazione dei piani di strutture per l'edilizia civile (essenzialmente edifici) e per le opere pubbliche (infrastrutture) in modo che corrispondano alle esigenze dei committenti e alle norme vigenti. Oltre ai piani relativi alle strutture degli edifici, si occupa anche di vie di comunicazione come strade, ponti, gallerie e opere idrauliche quali dighe, sbarramenti, acquedotti e canalizzazioni. (…) collaborano con gli ingegneri all'allestimento dei preventivi e delle liquidazioni ed al controllo dell'esecuzione dei lavori in cantiere. Lavorano essenzialmente al tavolo da disegno equipaggiato con un terminale CAD, impiegando vari programmi specifici. (…) ”, ambedue risultanti dal sito www. Orienta-mento.ch (doc. 179 incarto LAINF; n.d.r.: le sottolineature sono della redattrice).

L’amministrazione ha acquisito agli atti pure il messaggio di posta elettronica del 15 ottobre 2021 dell’arch. __________ di __________, giusta il quale:

" (…) per quanto concerne il mio studio (composto da 1 architetto + 1 disegnatore svolgo personalmente la direzione lavori. Ad eccezione dei rilievi iniziali e di sporadici sopralluoghi di cantiere, il mio disegnatore svolge invece prevalentemente lavoro di ufficio (nella misura del 98-99% circa)” (doc. 177 incarto LAINF; la sottolineatura è della redattrice)

L’amministrazione ha acquisito agli atti anche il messaggio di posta elettronica del 15 ottobre 2021 dello studio di progettazione __________ di __________, giusta il quale:

" (…) le descrivo brevemente i compiti relativi alla posizione di disegnatore/progettista nel mio caso specifico nel settore del Riscaldamento: •Attività di ufficio circa 80% (comprende progettazione, disegni, richiesta offerte e stesura offerta, calcoli, riunione con architetti per discussione progetti) •Attività di cantiere circa 20% (sopralluogo e rilievi, controlli dei lavori qualora vi sia assegnata una DL in onorario, normali sopralluoghi legati alla realizzazione se si ritiene opportuno durante le fasi di lavorazione) Eventuali riunione di cantiere ove sia presente la presenza in cantiere settimanalmente Presenza in cantiere per le messe in funzione di impianto. Naturalmente queste due attività e relative percentuali di impegno, dipendono dal lavori svolto e dall'esperienza maturata dal tecnico vi sono cantieri o lavori in cui non si presenzia mai in cantiere, oppure in maniera limitata. Ricordo inoltre che nel diploma di progettista/disegnatore è prevista una presenza in cantiere durante l'apprendistato e su tale presenza o meno, vengono fatte domande in fase d'esame.”

Nel gravame del 1° febbraio 2022 il patrocinatore dell’assicurato ha puntualizzato quanto segue:

" (…). Il medico __________ dell'assicuratore, a seguito della visita effettuata il 02.07.2020, ha riconosciuto i limiti dell'esigibilità lavorativa per il ricorrente dovuti all'infortunio oggetto della presente procedura. Questi limiti impediscono al ricorrente, disegnatore edile di professione, di effettuare qualsiasi prestazione relativa alle attività sul terreno imposte dalla sua professione. Non è dunque corretto sostenere, come indicato nella decisione impugnata, che l'assicurato sarebbe in grado di svolgere la propria professione in misura completa. Egli, in sede di colloquio presso l'assicuratore infortuni, ha evidenziato che la sua professione implica la necessità di recarsi su cantieri per misurazioni, sopralluoghi e direzione lavori, con tragitti su terreni sconnessi, salite e discese da scale, anche da scale a pioli. La professione svolta dal ricorrente implica l'attività sui cantieri nella misura del 30%. Come detto, a causa delle limitazioni conseguenti ai postumi infortunistici, il ricorrente non può più in alcun modo svolgere attività sui cantieri. Ne consegue che il medesimo, dal profilo dell'assicurazione infortuni, va pertanto ritenuto invalido almeno nella misura del 30%. II grado di invalidità potrebbe in realtà essere anche maggiore se si considera che la mancata possibilità di recarsi sui cantieri incide anche sul lavoro in ufficio che conseguentemente diminuisce e implica minori entrate che devono essere considerate.

La CO 1 non poteva dunque in concreto negare un peggioramento della situazione dell'assicurato e della relativa capacità lavorativa così come indicato dal medesimo.

Il presente ricorso dovrà pertanto essere accolto con l'attribuzione al ricorrente di una rendita di invalidità LAINF pari almeno al 30%.” (doc. I, pag. 3)

Il 4 marzo 2022 l’avv. RA 1 ha prodotto a suffragio delle proprie argomentazioni i già citati rapporti medici del 29 gennaio 2019 del dr. med. __________ (doc. 61 e C1) e del 26 agosto 2019 della dr.ssa med. __________ (doc. 99 e C2).

2.7. Attentamente vagliata la documentazione appena riassunta al consid. 2.6, nella concreta evenienza questo Tribunale ritiene corretta l'esigibilità stabilita dal medico fiduciario il 9 luglio 2020 e posta alla base della decisione avversata. Tanto più che la valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata smentita da certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale. Il TCA ritiene parimenti corretta la valutazione delle conseguenze sulla capacità lavorativa dell’assicurato dell’esigibilità posta dal medico __________, in particolare la capacità lavorativa - al 100% (rendimento e presenza) - nell’attività di disegnatore edile. A questo proposito giova qui infatti sottolineare che la questione riguardante la capacità lavorativa di RI 1 nella sua abituale professione (disegnatore edile indipendente) e, in ultima analisi, quella del diritto alla rendita, deve essere valutata, per giurisprudenza consolidata, in funzione dell’attività normalmente svolta da un disegnatore edile sul mercato generale del lavoro, facendo astrazione da quella che può essere la particolare situazione dell’insorgente (cfr., per dei casi analoghi, STCA 35.1998.7 del 14 settembre 1998, confermata dal TF con sentenza U 301/98 del 18 febbraio 1999; STCA 35.1999.134 del 17 aprile 2001; STCA 35.2005.92 del 24 aprile 2006, consid. 2.8; STCA 35.2006.42 del 20 marzo 2007, consid. 2.5 e STCA 35.2014.100 del 16 febbraio 2015, consid. 2.8). L’istruttoria disposta dall’amministrazione ha evidenziato che, quale disegnatore edile indipendente, il ricorrente svolgeva per il 30% del suo tempo di lavoro mansioni sui cantieri per controlli lavori, rilevamenti e misurazioni, ciò che naturalmente comportava l’assunzione di posizioni gravose per il piede/caviglia infortunata (ad esempio, la posizione accovacciata). Questa Corte è tuttavia del parere che, su un mercato equilibrato del lavoro, ad un disegnatore edile competano in prevalenza delle attività di ufficio (comprendenti progettazione, disegni, richiesta offerte e stesura offerta, calcoli, riunione con architetti per discussione progetti), per lo più di carattere sedentario.

Un suo coinvolgimento diretto in attività di cantiere (comprendententi controlli lavori, rilevamenti e misurazioni) costituisce generalmente l’eccezione. In siffatte circostanze, su un mercato equilibrato del lavoro, il danno residuale al piede/caviglia destra dell’assicurato, che influisce sulla sua esigibilità lavorativa nelle attività di cantiere nei termini indicati dal dr. med. __________, costituisce un impedimento tutto sommato esiguo nell’attività di disegnatore edile. Richiamato l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221)e posto pure che, su un mercato equilibrato del lavoro, all’assicurato andrebbe oltretutto riconosciuta la possibilità - grazie alla sua particolare funzione (disegnatore edile indipendente) - d'ottimizzare l'organizzazione del proprio lavoro in modo tale da risparmiare l’arto inferiore destro, è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI 1 è in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, l’attività di disegnatore edile (sulla base dell’esigibiltà lavorativa posta del medico __________ con espresso riferimento all’attività svolta di cantiere) su un mercato equilibrato del lavoro. A questo proposito giova ricordare che, nella già citata sentenza 35.1998.7 del 14 settembre 1998 - confermata dal TF con pronunzia U 301/98 del 18 febbraio 1999 -, riguardante un assicurato direttore e unico dipendente di un’impresa di costruzioni di piccole dimensioni, il quale si trovava impedito a trasportare o sollevare pesi superiori ai 15 kg a causa del danno infortunistico alla salute, questo Tribunale ha negato l’esistenza di un qualsiasi discapito economico, nonostante che nella sua abituale attività era concretamente chiamato a compiere delle mansioni inadeguate:

" (…) Ora, se è vero che P., secondo quanto raccomandato dal Prof. ____, deve astenersi dal trasportare o sollevare pesi superiori ai 15 kg, questo Tribunale è dell’opinione che un tale impedimento funzionale - peraltro il solo presentato dal ricorrente - non gli impedirebbe, su di un mercato equilibrato del lavoro, di svolgere la propria attività di capo-muratore in misura normale.

Quanto affermato dai dirigenti del ____ a pagina 3 del loro rapporto 6 luglio 1998 - “nell’ambito della costruzione è comunque richiesta una buona costituzione fisica, non fosse altro per la presenta stessa sul cantiere che di per sé richiede la piena facoltà delle proprie attitudini fisiche, e d’altra parte è sempre possibile un coinvolgimento, anche nei ranghi superiori, in attività prettamente pratiche” (VIII) - deve essere relativizzato in funzione di quanto gli stessi responsabili hanno indicato in merito alle mansioni di regola espletate da un capo-muratore. Se ciò è senz’altro vero per un manovale oppure per un semplice muratore - la cui attività è incentrata sul lavoro manuale pratico - lo è assai meno per un capo-muratore, coinvolto soltanto marginalmente in questo specifico ambito. In questo senso, l’insorgente non può essere seguito allorquando pretende che l’attività di un capo-muratore implica “una forte componente di sforzo fisico” (I)

In siffatte condizioni, la decisione dell’____ di negare il diritto ad una rendita d’invalidità non può che essere tutelata dallo scrivente TCA. Infatti, accertato che P. non presenta alcuna incapacità lavorativa nella sua attività professionale di capo-muratore, è giocoforza ammettere l’inesistenza di qualsivoglia incapacità di guadagno.” (STCA succitata, consid. 2.6.).

Il TCA non ignora i rapporti medici del 29 gennaio 2019 del dr. med. __________ (doc. 61 e C1) e del 26 agosto 2019 della dr.ssa med. __________ (doc. 99 e C2), nuovamente prodotti in questa sede il 4 marzo 2022 dall’avv. RA 1 a suffragio delle proprie argomentazioni (capacità lavorativa a non più del 70% nell’attività abituale di disegnatore edile). Tuttavia essi non consentono di addivenire ad una conclusione differente. Innanzitutto perché il certificato medico specialistico, come già evidenziato in precedenza (cfr. consid. 2.6), riguarda solamente l’IMI e non si esprime in merito all’esigibilità e alla capacità lavorativa dell’insorgente. In secondo luogo perché il certificato del medico di famiglia - che è antecedente alla approfondita, motivata e convincente valutazione del dr. med. __________ (che è specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore e vanta un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa e infortunistica), che non apporta nuovi elementi oggettivi ignorati dal medico __________ (e va, quindi, in ogni caso intesa nel senso di una diversa valutazione delle conseguenze che il danno alla salute infortunistico ha sulla capacità di lavoro del ricorrente) e, infine, che tiene conto di pure di fattori extrainfortunistici (in particolare dei disturbi lombo-sacrali: cfr. consid. 2.1) - non concerne l’attività normalmente svolta da un disegnatore edile sul mercato generale del lavoro, bensì la particolare situazione dell’insorgente. Giova qui pure ricordare che, nella STF 9C_532/2020 del 13 ottobre 2021, al consid. 4.1, l’Alta Corte ha ribadito che:

" Di principio, l’avviso dei medici curanti deve essere trattato con la necessaria prudenza a causa dei particolari legami che esse hanno con il paziente, per cui, secondo, esperienza comune, il medio curante propende generalmente, in caso di dubbio, a favore del paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e 3b/cc)”.

Stante quanto precede, accertato che RI 1 non presenta alcuna incapacità lavorativa nella sua attività professionale di disegnatore edile su un mercato equilibrato del lavoro, è giocoforza ammettere l’inesistenza di una qualsiasi incapacità di guadagno. In queste condizioni, la decisione dell’CO 1 di negare all’assi-curato il diritto ad una rendita di invalidità, va tutelata da questo Tribunale.

2.8. In siffatte circostanze, le critiche ricorsuali sollevate dal patrocinatore del ricorrente all’operato dell’amministrazione non possono essere condivise e devono essere respinte.

2.9. Da ultimo, va qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove ; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

Il TCA rinuncia quindi all'assunzione di ulteriori prove, ritenendo la situazione sufficientemente chiarita.

L'incarto della CO 1 è stato versato agli atti con la risposta di causa.

2.10. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il gravame deve dunque essere respinto e la decisione su opposizione avversata confermata.

2.11. L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. f bis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Secondo l’art. 82a LPGA (Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del 21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

In concreto, il ricorso è del 28 ottobre 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale. Trattandosi di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le spese (cfr. STCA 35.2021.9 del 20 settembre 2021 consid. 2.12; STCA 35.2021.58 del 18 ottobre 2021 consid. 2.12).

2.12; STCA 35.2021.58 del 18 ottobre 2021 consid. 2.12). Sul tema cfr. anche STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022; STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

Sul tema cfr. anche STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022; STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107) Ares Bernasconi. Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti