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All'indomani delle votazioni federali, la stampa svizzera stima che il voto sull'aiuto ai paesi dell'est è pragmatico e conferma la strada dei bilaterali.
Il voto sugli assegni famigliari mostra una volontà chiara di venire in aiuto alle famiglie. Gli editorialisti però avvertono: molto resta ancora da fare in materia di politica famigliare.
"La via bilaterale scelta dalla Svizzera nei suoi rapporti con l'Unione Europea poggia su basi solide": così la Neue Zürcher Zeitung analizza il risultato della votazione di questo fine settimana sulla Legge sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'est, accettata dal 53,4% degli svizzeri.
Un'opinione condivisa da molti editorialisti. Il quotidiano popolare Blick sottolinea ad esempio che "per la quarta volta di seguito gli svizzeri hanno confermato la strada bilaterale, anche se questa costa del denaro".
A farla da padrone è il termine "coerenza". Il quotidiano vodese 24 Heures, ad esempio, sottolinea la "maturità" e la "coerenza politica in materia di relazioni con l'Unione Europea" dei cittadini svizzeri, che da 15 anni a questa parte non hanno deviato dalla linea scelta.
Una strada comunque difficile
"Una Svizzera ragionevole e coerente", titola dal canto suo la Tribune de Genève, che mette però in guardia: "La diffidenza nei confronti dell'Europa non accenna a diminuire".
Una constatazione che si ritrova su molti quotidiani. La Basler Zeitung sottolinea che i votanti hanno sì confermato la strada bilaterale, "ma di malavoglia".
Il giornale della città renana osserva che la via scelta dalla Svizzera nei suoi rapporti con Bruxelles "è irta di ostacoli".
Secondo la Berner Zeitung, la vittoria di stretta misura di domenica dimostra ancora una volta che in materia di politica europea ogni maggioranza "va conquistata".
Il Tages Anzeiger osserva dal canto suo che "nessun altro paese in Europa ha dibattuto così a fondo di politica europea". "Quale altro paese, anche membro dell'Unione, vedrebbe oggi la sua popolazione approvare un investimento così a lungo termine in favore di altre nazioni?", si chiede 24 Heures.
Pragmatismo
Molti commentatori sottolineano che il "sì" alla Legge sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'est è stato dettato più dal pragmatismo che dalla solidarietà. "Ecco qui un miliardo per l'est, quale contropartita un 'goodwill' per la Svizzera", scrive ad esempio il Bund.
"Se si spiega bene alla popolazione che vale la pena spendere un po' di denaro per favorire i nostri scambi commerciali, allora la gente vota a favore e non ci sono argomenti egoistici, dettati da populismo e demagogia che tengano", osserva La Regione. L'Agefi, dal canto suo, elenca i vantaggi economici di questo voto. "È benefico per la crescita dell'economia svizzera e lo sarà ancora di più in futuro", scrive il quotidiano economico.
Nel suo editoriale, Le Temps ricorda il contenzioso ancora aperto tra Berna e Bruxelles in materia di fiscalità dei cantoni."La questione tornerà certamente d'attualità, ma la Bruxelles farebbe bene ad osservare una tregua prima di riaprire le ostilità. La Commissione europea ha tutto da guadagnare a confortare la credibilità del governo svizzero nei confronti della sua opinione pubblica".
"L'Unione democratica di centro ha perso un'altra importante votazione", constatano al pari del Corriere del Ticino molti quotidiani. Il partito di Christoph Blocher ha subito una seria "rimessa in ordine", scrivono La Liberté e Le Nouvelliste.
Il friburghese La Liberté annota pure la vittoria delle consigliere federali Micheline Calmy Rey e Doris Leuthard: "Il notevole impegno delle due ministre ha permesso di dar vita a un miliardo di coesione che minacciava di trasformarsi in un miliardo della discordia".
Analizzando il voto in Ticino, il Corriere del Ticino e La Regione constatano che il risultato negativo era "ampiamente previsto". "La chiusura del Ticino verso l'UE non è segno di conservatorismo o di mancanza di solidarietà", spiega La Regione ricordando che il cantone è comunque all'avanguardia nel campo della socialità, quanto "piuttosto frutto di paure e di insicurezze", dovute al fatto che la popolazione avverte "il persistere e l'aggravarsi del 'gap' economico rispetto agli altri cantoni".
Un voto senza sorprese
Per quanto concerne la votazione sull'armonizzazione degli assegni famigliari, il risultato dello scrutinio non sorprende nessun editorialista. Alcuni parlano di "vittoria", altri di "progresso" e la maggior parte di loro stima che in materia di politica famigliare molto resta ancora da fare, ma che il Parlamento non sembra per ora pronto a compiere ulteriori passi.
"Dopo l'assicurazione maternità, il sì massiccio uscito dalle urne mostra che gli svizzeri sono favorevoli a una vera politica in favore delle famiglie", scrive il quotidiano neocastellano L'Express. "È compito del Parlamento rispondere a questa domanda, ad esempio riducendo il peso dei premi di assicurazione malattia per i figli. Un progetto spesso studiato, ma che si è sempre arenato".
"Con il doppio sì di ieri – conclude il Corriere del Ticino – i votanti hanno rimesso le cose al posto giusto: se l'economia deve trarre vantaggio dal cosiddetto 'miliardo', ebbene allora faccia beneficiare di questi vantaggi anche i salariati e le famiglie".
swissinfo e agenzie
In breve
Due oggetti erano sottoposti ai cittadini svizzeri in occasione delle votazioni federali del 26 novembre.
La Legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'est è stata accettata dal 53,4% dei votanti.
La Legge federale sugli assegni famigliari dal 68%.
Il tasso di partecipazione è stato del 44,9%.
Stampa internazionale
Al pari del francese Le Monde, la stampa internazionale sottolinea in generale che il risultato della votazione sul miliardo di coesione va a sostegno della politica europea perseguita dal governo svizzero.
"La Svizzera apre il suo scrigno", scrive dal canto suo Der Tagesspiegel. Secondo il giornale di Berlino, gli elvetici hanno accettato l'aiuto ai paesi dell'est "per motivi che vanno ampiamente nel loro interesse".
La Süddeutsche Zeitung rileva che il popolo elvetico ha capito "chiaramente quando deve venire a patti con Bruxelles" e osserva che il contributo svizzero "è un biglietto d'entrata a prezzo ridotto per accedere a mercati lucrativi". I due giornali austriaci Der Standard e Kurier scrivono che il risultato è una batosta per l'Unione democratica di centro.
In generale, però, il voto non ha suscitato grandi reazioni sui principali quotidiani. I maggiori giornali italiani, ad esempio, non dedicano neppure una riga al tema.