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Aveva denunciato di essere vittima di molestie sessuali da parte del cuoco del ristorante-ostello in cui era impiegata. Ma la direttrice invece di darle ascolto l’aveva licenziata. Lei quindi si è rivolta alla Pretura del distretto di Lugano, che ha condannato la società di gestione del ristorante-ostello a versarle 30'000 franchi a titolo di riparazione morale e indennità.
La vicenda emerge da una sentenza di recente pubblicazione del Tribunale d’appello, cui si era rivolta la società (che gestisce il ristorante-ostello in vetta unitamente a una funivia) per evitare di pagare i 30mila franchi. Senza successo, visto che i giudici hanno ritenuto “infondate” e “rasentanti la temerarietà” le motivazioni addotte dalla società.
La vittima di molestie sessuali è una donna che era stata assunta come cassiera nel 2012, a un salario lordo di 3'400 franchi mensili. Nella pratica, era stata impiegata anche come cameriera. Ed è in questo ruolo che ha ripetutamente subito “molestie fisiche e verbali a sfondo sessuale” da parte del cuoco del ristorante-ostello. Un cuoco che, per altro, aveva molestato anche un'altra cameriera.
Nel giugno 2015 la donna ha segnalato la problematica alla gerente e direttrice del ristorante-ostello ma questa l’ha invitata ad “avere comprensione e pazienza” nei confronti del cuoco, “affetto dal vizio del bere”. La direttrice non aveva quindi intrapreso nessuna misura per evitare che le molestie potessero ripresentarsi. Nemmeno il CdA della società, informato della vicenda, aveva ritenuto necessario intervenire.
L’unico intervento fu il licenziamento, nel gennaio 2016, della cassiera-cameriera che aveva denunciato le molestie. Quest’ultima però ha contestato la disdetta in quanto abusiva e, dopo un tentativo fallito presso l’Ufficio di conciliazione in materia di parità dei sessi, ha chiesto alla Pretura del distretto di Lugano di condannare la società al pagamento di 30'000 franchi a titolo di riparazione morale e indennità per disdetta abusiva.
La Pretura di Lugano le ha dato ragione, nonostante la società della funivia abbia tentato di addossare alla cassiera la responsabilità del suo licenziamento. Ma i giudici hanno riconosciuto che le molestie erano effettivamente avvenute e che il licenziamento era stato una ritorsione. Difatti fino alla denuncia delle molestie la donna “era considerata una persona degna di fiducia a cui venivano assegnati incarichi di responsabilità”.
Inoltre la società di gestione della funivia ha cercato di giustificare il licenziamento con un’asserita ristrutturazione aziendale. Che però è stata smentita dai fatti, visto che il cuoco autore delle molestie e la direttrice hanno anch’essi lasciato il lavoro ma solo sette mesi dopo e per loro volontà. I due, uniti da una relazione sentimentale, si erano infatti improvvisamente dimessi dai loro rispettivi ruoli nel ristorante-ostello con l’intenzione di aprire un’attività tutta loro.
La società di gestione della funivia e del ristorante-ostello si è quindi vista respingere il ricorso dal Tribunale d'appello. Inoltre dovrà rifondere ulteriori 2'500 franchi alla sua ex cassiera-cameriera a titolo di indennità per la procedura di seconda sede.