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Théâtre Molière di Bruxelles, 12 ottobre 2022
Il ritorno di Boubacar Traoré, “leggenda del blues africano”, come lo definisce la locandina.
Negli anni Sessanta, al tempo dell’euforia per le indipendenze delle ex-colonie africane, Boubacar Traoré era popolarissimo nel suo paese, il Mali. Fu il primo, in largo anticipo sul suo erede Ali Farka Touré, a usare la chitarra elettrica per una musica di ispirazione mandinga, istituendo un collegamento evidente con i bluesmen del Delta del Mississippi che avevano elettrificato il “loro” blues. In seguito, le vicende politiche (il colpo di stato militare del 1968) lo hanno messo in ombra: trasferitosi in Francia, è riemerso solo negli anni Novanta. Boubacar, a ottant’anni, resta nel mito della musica del Mali e della world music, e impone con la sua presenza una riflessione sulle somiglianze tra i bluesmen e i griots del Mail, fra la chitarra e la kora, e sulle suggestive allusioni al flamenco e alla musica araba. Traoré è accompagnato da Babah Koné (calebasse) e Vincent Bucher (armonica).