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Il Dipartimento federale degli affari esteri ha annunciato martedì che rinuncerà al sostegno della Philip Morris per la realizzazione del padiglione svizzero in occasione dell'esposizione universale che Dubai organizzerà dall'ottobre 2020 all'aprile 2021. Come sottolineato martedì, la decisione è stata presa dal consigliere federale Ignazio Cassis per evitare che l'immagine positiva della Confederazione ne esca compromessa.
Il fabbricante di sigarette, il maggiore al mondo, s'era impegnato a versare 1,8 milioni di franchi, circa un quarto del totale dovuto dai privati (il costo totale sarà di 15 milioni, metà a carico dello Stato), ma l'iniziativa ha scatenato tali e tante polemiche che hanno inevitabilmente finito per avere anche un risvolto politico.
La multinazionale, la cui sede europea si trova a Losanna, ha immediatamente reagito, indicando in un comunicato di deplorare la scelta. Se la prende poi con chi chiede la pura e semplice messa al bando del fumo, non interessandosi dei progressi compiuti in materia né delle alternative proposte, il cui minore impatto sulla salute -afferma- è scientificamente provato. Aggiunge, infine, che continuerà a cercare il dialogo con le organizzazioni interessate e ad aiutare i tabagisti a smettere.
ATS/dg
- NOT 17.00 del 30.07.2019 iIl DFAE rinuncia a Philip Morris