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Benché l’iniziativa per l’uscita pianificata dal nucleare entro il 2029 non abbia riscontrato il successo delle urne, il 46% dei votanti ha espresso con convinzione che l’abbandono del nucleare va pianificato in tempi brevi e senza compromessi.
Il responso dell’iniziativa per l’uscita pianificata dal nucleare è stato serrato. Questo risultato sommato al fatto che sia il Consiglio Federale sia gli oppositori all’iniziativa abbiano confermato l’abbandono dal nucleare seppure con una pianificazione differente è la dimostrazione che la strategia energetica 2050 dev’essere messa in atto così come prevista.
Il conto alla rovescia del nucleare in Svizzera è cominciato: le vetuste centrali nucleari dovranno essere spente e il primo pacchetto per incrementare l’efficienza energetica e le fonti di energie rinnovabili approvato dal Parlamento va attuato senza alcuna esitazione. Alla luce del risultato del voto, il vecchio reattore di Beznau I non va riacceso: il rischio reale e lo scetticismo che genera in seno alla popolazione sono dimostrati.
Il PS ribadisce l’importanza d’intensificare la produzione di energia rinnovabile al fine di favorire la sostituzione di una fonte pericolosa come quella nucleare con energie che rispettano l’ambiente.
Le promesse di rispetto del piano energetico 2050, formulate dagli oppositori all’iniziativa, vanno mantenute e concretizzate. Il Partito Socialista s’impegna affinché questo piano non subisca compromessi nel periodo che ci separa dalla fine del nucleare in Svizzera.