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Descrizione
Christian Bader: Pali da legno nella Thur presso Andelfingen – testimoni di una storia lunga dei ponti
Hansjörg Brem, Daniel Steiner e Monika Zutter: Die alte Thurbrücke von Bischofszell – ein teures Stück Architektur
Pali da legno nella Thur presso Andelfingen – testimoni di una storia lunga dei ponti
Nel corso di lavori idrici la Sezione Archeologica Cantonale di Zurigo ebbe la possibilità dal 1998 fino al 2002 di esaminare e recuperare in tutto 94 pali che si trovavano nel letto del fiume della Thur presso Andelfingen. La maggior parte dei pali era in quercia e proveniva da 12 campate appartenenti a ponti ormai scomparsi. Le analisi dendrocronologiche hanno dato la prova dell’esistenza di due ponti che sorgevano nella zona dove nel 1814/1815 venne eretto il ponte ancora oggi utilizzato. Il pilone del ponte più antico che è stato archeologicamente rilevato e datato nel periodo attorno al 1360, apparteneva ad un ponte che è menzionato per la prima volta in un documento scritto risalente all’anno 1324. Riparazioni o sostituzioni di piloni più vecchi e danneggiati sono state effettuate ad intervalli di tempo abbastanza regolari di 30 o 40 anni, vale a dire nell’anno 1381, 1424, 1451 e 1481. I pali del pilone numero 6 che è stato aggiunto per ultimo, presentano una scarpa. Questo primo ponte era stato concepito come semplice passerella non coperta.
Agli inizi del XVI sec. si passò alla costruzione di un ponte coperto completamente nuovo. Un ponte a quattro piloni con una campata di 15 m, di cui ciascuno composto da 8 pali in quercia con scarpa. Questi pali fungevano da basamento per il nuovo passaggio. Gli alberi che servirono alla costruzione del ponte vennero abbattuti nel 1507. Le riparazioni effettuate al ponte, dopo che aveva subito diversi danni, vennero si menzionate nei documenti scritti, ma non poterono essere rilevate archeologicamte. Il ponte in questione servì per quasi trecento anni come passaggio al traffico locale e regionale. Solo nell’anno 1799 venne distrutto, in seguito all’occupazione della Svizzera da parte di Napoleone.
Infine nel 1815 il ponte in legno ancora oggi utilizzato, potè essere aperto al traffico. Come testimonianza di una riparazione eseguita al ponte fungono undici pali con scarpa ricavati da abeti rossi abbattuti nel 1874. I pali facevano parte di una piattaforma di lavoro.
Die alte Thurbrücke von Bischofszell – ein teures Stück Architektur
Uno dei monumenti storici più famosi del Canton Turgovia è il ponte sulla Thur di Bischofszell. È il ponte in pietra più lungo della Svizzera.
Il ponte, più volte modificato e migliorato, funse a partire dal tardo XV sec. fino al 18 luglio 1969 da collegamento, sia per il traffico su ruota, sia per quello pedonale, tra Bischofszell e la regione di Neukirch e Wil. A partire dal 1969 venne aperto, a distanza ragionevole da quello vecchio, un nuovo ponte al traffico.
Il primo ponte sulla Thur viene menzionato attorno al 1300. Il nucleo del ponte oggi ancora esitente, venne terminato nel 1487. A causa dei continui danni subiti dall’acqua alta, il ponte ha dovuto essere continuamente riparato. In seguito al costante aumento del traffico, nel 1860 fu necessario allargare la carreggiata del ponte, sostituendo il parapetto in pietra con una ringhiera in metallo. Il nuovo rivestimento della carreggiata costituito da lastre di pietra aveva lo scopo di evitare le infiltrazioni di acqua piovana nella struttura interna del ponte.
Tuttavia questo rivestimento venne asportato nel 1973. L’acqua cominciò cosi a penetrare di nuovo nelle strutture interne del ponte, e i danni provocati in seguito dal gelo furono ingenti. Nel 2003 sono cominciati i lavori, tra l’altro molto costosi, di risanamento del ponte. I parapetti ricostruiti nel loro sito originale verranno ricoperti da uno strato di bitume. Il marciapiede verrà rivestito con una colata di asfalto posto su un foglio di divisione. Entrambi i provvedimenti sono reversibili. Negli anni a venire i blocchi in tufo ed in pietra arenaria disgregati dal tempo verranno gradualmente sostituiti con blocchi di pietra arenaria di Rorschach.
Trad. Christian Saladin, Origlio/Basilea