Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01252.jsonl.gz/480

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Una donna incinta e la sua bimba che avrebbe dovuto nascere fra due settimane sono decedute la scorsa settimana al Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV).
Per chiarire le circostanze del dramma, che sarebbe stato provocato da uno streptococco raro, sono state avviate due inchieste, una interna e una penale.
La donna di 32 anni era giunta allo CHUV giovedì mattina. "Quando è arrivata le è stata misurata la temperatura ed è risultato che aveva la febbre, un dato però non confermato al primo esame", spiega il direttore medico dell'ospedale Jean-Blaise Wasserfallen, confermando la notizia data oggi dal giornale 24 Heures.
Le condizioni della paziente si sono aggravate nelle ore successive, quando la donna ha iniziato a vomitare. Dopo aver deciso, per questo motivo, il suo ricovero "sono state prese le misure di diagnosi consuete, con una sorveglianza ad intervalli regolari", precisa il medico.
La situazione è precipitata nella notte. Dopo aver constatato il decesso del feto, è stato praticato un parto cesareo. Sono poi stati svolti esami per identificare le cause della morte della bimba e decidere le cure volte a salvare la vita della madre.
"Abbiamo dovuto escludere in un primo tempo la causa più frequente - l'embolia polmonare - suscettibile di provocare il decesso durante il cesareo", spiega il direttore medico. Poiché le analisi hanno confermato la presenza di uno streptococco A produttore di tossine - uno streptococco estremamente raro - a partire da venerdì alla donna sono stati somministrati antibiotici.
Durante le cure intensive è insorto un problema supplementare. Il tubo inserito nella trachea della paziente per aiutarla a respirare si è spostato senza che sia scattato un allarme. "Questo incidente ha contribuito a provocare il decesso, sopravvenuto 24 ore dopo", conclude il direttore.
Lo CHUV ha avviato un'inchiesta interna volta a chiarire le circostanze del dramma. Il Ministero pubblico vodese, dal canto suo, ha aperto un procedimento per omicidio colposo.
Scioccato e infuriato, il fratello della vittima ha fatto irruzione nel Pronto soccorso con una mazza, provocando danni materiali per 10'000 franchi. Il nosocomio sta valutando la possibilità di sporgere denuncia.
SDA-ATS