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L'ex presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva, "può andare in carcere", ma secondo la stampa brasiliana, non sarà così.
"Avete più paura voi ad emanare questa sentenza..." diceva Giordano Bruno. Probabilmente oggi anche l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva potrebbe dire qualcosa di simile. Condannato a 12 anni e un mese di reclusione da parte della Corte d'appello di Porto Allegre nell'ambito dello scandalo Petrobras, il Supremo tribunale di giustizia, l'ultima istanza prima della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'ex presidente può essere arrestato e scontare la sua condanna. Secondo delle indiscrezioni riportate dai media brasiliani però, ciò non avverrà, almeno per ora. E questo perché il timore è quello che l'incarcerazione di Lula si traduca in un'ulteriore impennata dei suoi consensi in vista delle elezioni presidenziali di ottobre. I sondaggi lo danno infatti in testa alle preferenze.
Per gli avvocati di Lula "la privazione della libertà di Lula durante la campagna elettorale costituirebbe un pregiudizio irreversibile nell'esercizio delle prerogative democratiche del Paese". Inoltre sostengono che la carcerazione sarebbe incompatibili con l'articolo 5 della Costituzione, secondo cui "nessuno è colpevole fino alla condanna definitiva" e ritengono che Lula non possa essere arrestato fino al termine del ricorso alla Corte Costituzionale. Una tesi respinta dal Supremo tribunale di giustizia.