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La Conferenza sull'Ucraina in programma a Lugano il 4 e il 5 luglio sarà anche un incontro di donatori. "Non dobbiamo farci illusioni. Le sfide sono enormi", ha intanto sottolineato Ignazio Cassis a Davos oggi, martedì, con riferimento alla ricostruzione del Paese, durante una conferenza stampa congiunta con il premier ucraino Denys Shmyhal, il quale era in collegamento video da Kiev.
Secondo il presidente della Confederazione, potrebbero occorrere anni prima che a sostegno dell'Ucraina devastata dalla guerra venga allestito un piano di investimenti internazionali. I costi attuali sono stimati in Ucraina in circa 600 miliardi di dollari, ha dichiarato Shmyhal. La Confederazione deciderà nelle prossime settimane in che misura e a che condizioni darà il proprio contributo.
L'Ucraina, ha per parte sua anticipato Shmyhal, sta già lavorando ad un progetto di ricostruzione che sarà illustrato a Lugano e che concernerà le infrastrutture, gli alloggi e la lotta alla disoccupazione. Il premier ucraino auspica di portare in Ticino il maggior numero possibile di personalità politiche di alto livello, fra i circa 40 Paesi e le 18 organizzazioni internazionali invitati.
Il responsabile del DFAE si è quindi incontrato a Davos con il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba. La conferenza a Lugano, ha dichiarato Kuleba in un successivo incontro con i media, dovrà permettere di stabilire un meccanismo d'organizzazione di tutti gli sforzi internazionali per la ricostruzione dell'Ucraina. Il capo della diplomazia di Kiev, come già Cassis ieri, lunedì, ha inoltre precisato che sono in corso discussioni sulla possibilità che la Svizzera rappresenti gli interessi ucraini in Russia. La Confederazione, dopo il conflitto esploso fra Russia e Georgia nel 2008, esercita già un mandato rappresentando gli interessi diplomatici della Georgia a Mosca e quelli della Russia a Tbilisi.