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L’ordinanza riveduta definisce un meccanismo di consultazione tra il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) che si rifà ai meccanismi già previsti dalla legge federale sul materiale bellico (LMB) e dalla legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI). Secondo tale meccanismo, le autorità devono sottoporre al Consiglio federale le questioni sulle quali vi sono divergenze o che hanno una grande portata politica.
Un’altra novità è rappresentata dal fatto che non devono più essere notificate le prestazioni fornite in stretta relazione con un’esportazione secondo la LMB o la LBDI. Con gli adeguamenti apportati, il Consiglio federale risponde anche agli interventi parlamentari sul caso Pilatus che rivendicavano una maggiore coerenza in questo ambito.
Nell’ordinanza modificata vengono definite in modo più preciso nozioni importanti come «sostegno operativo e logistico», «consulenza e formazione di personale delle forze armate o di sicurezza» e «gestione e manutenzione di sistemi d’arma». La terminologia viene così resa più chiara per facilitare l’applicazione della legge da parte delle imprese interessate.
In esame l’eventuale necessità di un’ulteriore modifica legislativa
Le modifiche proposte – elaborate dal DFAE in collaborazione con il DEFR, il DDPS e il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) – risalgono alla decisione dello scorso febbraio 2020 con la quale il Consiglio federale ha approvato un rapporto su questo argomento e ha dato incarico di procedere alla modifica dell’ordinanza.
Dopo aver adottato le modifiche in questione, i dipartimenti coinvolti valuteranno insieme se è ancora necessario procedere a un’ulteriore revisione della legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all’estero LPSP.
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