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BERNA - Dopo la sua partenza dalla Posta nel giugno dello scorso anno, sulla scia dello scandalo presso AutoPostale, l'ex Ceo del gigante giallo Susanne Ruoff ha recentemente ottenuto un mandato prestigioso per il gruppo tecnologico zughese Ascom.
«Susanne Ruoff è stata assunta quale membro esterno di un gruppo di lavoro incaricato di accelerare la trasformazione di Ascom», ha confermato alla SonntagsZeitung il segretario generale dell'azienda con sede a Baar (ZG) Daniel Lack.
Ruoff è stata scelta perché dispone di grande esperienza in merito a tali processi nelle aziende e perché ha grandi competenze nel settore tecnologico, ha aggiunto Lack.
Il gruppo di lavoro è incaricato di ridurre i costi e di individuare gli strumenti affinché Ascom raggiunga meglio e più rapidamente i clienti.
Stando al domenicale, l'arrivo di Ruoff presso la società della Svizzera centrale si spiega anche con la sua rete di contatti. La guida operativa di Ascom è infatti nelle mani di Jeannine Pilloud, una conoscenza di lunga data. Le due donne hanno ad esempio lavorato simultaneamente presso il gruppo informatico IBM. I loro percorsi si sono incrociati anche quali esponenti del servizio pubblico: Pilloud è infatti stata capo della divisione passeggeri delle FFS fino alla fine del 2017, quando Ruoff era ancora alla testa della Posta.
Ruoff aveva rassegnato le dimissioni con effetto immediato dalla direzione dell'ex regia federale il 10 giugno 2018. Aveva assunto la responsabilità delle operazioni contabili illecite presso AutoPostale, ma aveva negato di essere stata a conoscenza delle irregolarità.
Secondo i media, la sua versione dei fatti è perlomeno dubbia. Nel febbraio del 2018 il Blick aveva pubblicato una nota confidenziale interna alla Posta del 2013 - allora verificata da Keystone-ATS - indirizzata tra gli altri all'allora presidente del consiglio di amministrazione Peter Hasler e a Ruoff. Vi si menzionano tra l'altro «sovvenzioni trasversali a spese dei settori finanziati dall'ente pubblico».