Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01170.jsonl.gz/307

E' necessaria una strategia nazionale per combattere la povertà infantile. E per ridurre questo flagello sono necessarie, tra l'altro, anche prestazioni complementari per le famiglie. Lo sostiene la Caritas svizzera.
La povertà infantile è un dato di fatto in Svizzera, ha ricordato giovedì l'organizzazione: 76'000 bambini ne sono colpiti e altri 188'000 vivono in condizioni precarie, appena al di sopra della soglia di povertà. I bambini che vivono in famiglie monoparentali e quelli i cui genitori hanno un basso livello di istruzione sono particolarmente interessati dal problema.
Una famiglia povera deve sopravvivere con meno di 20 franchi al giorno a persona per cibo, vestiti, energia, mobilità, igiene, comunicazioni, manutenzione e istruzione.
Lo Stato non sta facendo abbastanza per sostenere bambini e famiglie, afferma la Caritas: con l'1,5% del PIL, la Svizzera è ben al di sotto della media europea del 2,3%. Per recuperare il tempo perduto, la Svizzera dovrebbe investire tre volte e mezzo quello che sta investendo nella cura extra familiare dei bambini.
- RG delle 12.30 del 16.11.2017; il servizio di Mattia Serena
ATS/M. Ang.