Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01234.jsonl.gz/784

BERNA - Fuoco a volontà del presidente del PPD Gerhard Pfister nei confronti del consigliere federale Ignazio Cassis e del segretario di Stato Roberto Balzaretti: il primo farebbe bene a mostrare più polso e il secondo, alla testa delle relazioni con l'Ue, deve essere sostituito, afferma il politico di Zugo.
Per Pfister in materia di accordo quadro con l'Ue non si può andare avanti come finora. «Il segretario di Stato Balzaretti ha fatto pubblicità per l'accordo e lo ha presentato come se fosse la migliore possibilità, senza che fosse autorizzato a farlo», afferma Pfister in un'intervista pubblicata oggi sul sito online della Neue Zürcher Zeitung.
Il governo, argomenta il consigliere nazionale, non aveva ancora deciso nulla in merito all'intesa con l'Unione europea. E il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Cassis non ha impedito a Balzaretti di fare quello che ha fatto. «È stato un grossolano errore: come si possono chiedere seriamente miglioramenti a Bruxelles dopo che si è accettato pubblicamente e senza riserve questo trattato? ».
Secondo Pfister è necessario un cambiamento. «Se il Consiglio federale desidera concludere con successo questo accordo, deve nominare un nuovo negoziatore. Si potrebbe trovare un nuovo compito per Balzaretti e cercare un nuovo responsabile del dossier europeo che possa trattare di nuovo in modo credibile».
Il destino di Cassis è invece «questione dell'intero governo: non voglio immischiarmi». Se l'esecutivo arriva alla conclusione che il consigliere federale PLR è in grado di difendere in modo credibile l'intesa davanti al popolo non è necessario che Cassis lasci la testa del DFAE. Ma «se rimane ministro degli esteri, mi aspetto da lui più leadership».
«Non sono sicuro - prosegue Pfister - che Cassis abbia davvero capito che abbiamo bisogno di chiari miglioramenti a questo accordo quadro se vogliamo affrontare il voto popolare». A suo avviso il ministro ticinese partecipa solo in modo tiepido alla campagna contro l'iniziativa UDC che vuole mettere fine alla libera circolazione.
La collega di partito Karin Keller-Sutter porta inoltre avanti il progetto di una rendita ponte per i lavoratori anziani che perdono il lavoro, per contrastare paure e problemi reali. «Ma non ho il sentimento che Cassis sostenga questo approccio: mi è stato anzi detto che quasi se ne distanzia».
Secondo Pfister così facendo compromette la politica europea del Consiglio federale e indebolisce la sua posizione nei confronti di Bruxelles in quanto sostenitore credibile di buone relazioni bilaterali. Per il 57enne l'attuale accordo quadro ha poche chance, se non viene migliorato.
«Cassis ha di recente detto che vuole mantenere la sua funzione di ministro degli esteri per dieci anni. Se lo farà davvero spero, nell'interesse della Svizzera, che questi dieci anni siano migliori dei primi due», osserva Pfister.
L'intervista è stata rilasciata dopo la rielezione di Cassis nell'esecutivo. Il PPD - spiega il suo presidente - lo ha sostenuto quale ministro in carica e per rispettare la rappresentanza delle regioni linguistiche prevista dalla Costituzione.