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Il caldo afoso di quest'estate, e la siccità che ha messo in difficoltà agricoltori e fauna ittica, non hanno impressionato più di tanto oggi il Consiglio nazionale.
Quest'ultimo, nell'affrontare la revisione della Legge sul CO2, ha preferito la prudenza, edulcorando, grazie alla maggioranza PLR-UDC e qualche PPD, il progetto governativo e respingendo tutti i tentativi del campo rosso-verde di inasprire la normativa. I dibattiti proseguiranno lunedì.
Entro il 2030, la Svizzera dovrebbe ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 50% rispetto al 1990, così come richiesto dall'Accordo di Parigi sul clima per il periodo dal 2020 in avanti. Su questo aspetto, il plenum si è detto d'accordo.
Nessun limite alla quota parte di riduzione
Diversamente dal progetto governativo, però, il Nazionale ha deciso che buona parte della riduzione avvenga mediante l'acquisto di certificati di emissione all'estero. L'esecutivo avrebbe voluto che entro il 2030 il 60% almeno delle riduzioni avvenisse mediante provvedimenti presi in Svizzera. L'acquisto di certificati all'estero avrebbe dovuto elevarsi al 40% al massimo. Una minoranza ha perorato il 75% di riduzione all'interno del Paese, ma tale proposta è stata bocciata.
Anche per la consigliera federale Doris Leuthard, dettasi delusa per la decisione precedente del plenum, tale obiettivo sarebbe "troppo caro" per l'economia, un'affermazione condivisa da tutto lo schieramento "borghese".
1,5 gradi invece di 2
La sinistra avrebbe voluto anche coinvolgere il settore finanziario nella riduzione delle emissioni, vietando per esempio a partire dal 2030 il finanziamento nella ricerca e nello sfruttamento di nuovi giacimenti di gas, carbone o petrolio. Al voto, tuttavia, questa proposta è stata respinta.
Unica concessione: con la revisione totale della Legge sul CO2, la Svizzera intende contribuire affinché l'aumento della temperatura mondiale sia sensibilmente inferiore a 2 gradi Celsius, limitandolo se possibile a 1,5 gradi. In questo caso si è imposta una minoranza. Il Consiglio federale e la maggioranza della commissione difendevano infatti un aumento inferiore a 2 gradi.
Edifici, no a valori limite
Il plenum ha anche deciso di non inserire nella legge valori limite delle emissioni di gas ad effetto serra per gli edifici; simile compito spetta eventualmente ai Cantoni.
Una minoranza rosso-verde avrebbe voluto, come proponeva il progetto governativo, consentire al Consiglio federale di promulgare norme applicabili ai nuovi edifici e a quelli esistenti al fine di raggiungere l'obiettivo di ridurre le emissioni del 50% in media rispetto al 1990 nel 2026 e 2027.
Una maggioranza di centro-destra ha stabilito invece che questo obiettivo debba essere raggiunto nel 2030, senza che la Confederazione fissi valori di sorta. Per la maggioranza spetterà ai cantoni, assieme alle organizzazioni economiche, stabilire eventualmente degli obiettivi di riduzione. Secondo la maggioranza, tale proposta farà aumentare la pressione sui Cantoni che si sono prefissati una diminuzione dell'80% delle emissioni in questo settore entro il 2050.
Standard edilizi
La Camera del popolo ha poi deciso che il Consiglio federale potrà proporre al Parlamento l'introduzione di valori di emissione sul piano nazionale a partire dal 2026 a seconda di quanto si saranno ridotte entro quella data le emissioni di CO2 prodotte dagli edifici. Tuttavia, tali valori verrebbero applicati alla sostituzione di un vecchio riscaldamento.
Auto più pulite
Per quanto riguarda le emissioni di CO2 dei veicoli, il Nazionale ha deciso che le emissioni delle automobili da turismo messe in circolazione per la prima volta non dovranno in media oltrepassare tra il 2021 e il 2024 i 95 grammi di CO2 per chilometro.
La maggioranza della commissione proponeva come data il 2021, ma il plenum ha preferito seguire una proposta di minoranza più elastica difesa da esponenti UDC e PLR. Nessuna possibilità hanno avuto le proposte del campo rosso-verde per regole più severe. La maggioranza di destra non ne ha voluto sapere di concedere al Consiglio federale di fissare degli obiettivi intermedi.
Al momento della transizione verso nuovi valore limite, il Consiglio federale potrà prevedere disposizioni, transitorie, particolari che facilitino il raggiungimento di tali obiettivi. Tuttavia, il governo potrà escludere determinate categorie di veicoli e dovrà tenere conto anche della regolamentazione in vigore nell'Unione europea.