Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/178212

<h2>SubmittedText<h2><p>Da ormai cinque anni un gruppo di 50 Stati, per lo più i ricchi Paesi industrializzati dell'emisfero settentrionale, sta negoziando a Ginevra nuove condizioni quadro per il commercio globale di servizi (TISA). Secondo le informazioni rilasciate dall'ambasciatore Christian Etter alla rivista dell'Associazione del personale federale PVB/APC, questo mandato si basa su quello relativo ai negoziati del ciclo di Doha dell'OMC, adottato dal Consiglio federale a metà 2005 dopo aver consultato le commissioni di politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Da allora sono trascorsi 12 anni. Nel frattempo non si discute più della revisione di un accordo dell'OMC, bensì di un nuovo accordo specifico - al di fuori dell'OMC - tra 50 Stati. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. In che misura l'Accordo TISA attualmente oggetto di negoziati si differenzia dagli obiettivi e dalle strutture del ciclo di Doha discussi a partire dal 2002?</p><p>2. Rispetto al ciclo di Doha il TISA contempla nuovi settori di servizi? Se sì, quali?</p><p>3. Nel quadro dell'accordo TISA il Consiglio federale negozia settori, clausole e meccanismi diversi da quanto stabilito nel mandato negoziale del 2005 per il ciclo di Doha?</p><p>4. Il mandato negoziale di Doha del 2005 conteneva già indicazioni sulle questioni attualmente discusse nell'Accordo TISA quali:</p><p>a. le clausole di sospensione e di non arretramento? </p><p>b. le liste negative per l'accesso al mercato?</p><p>c. gli allegati settoriali?</p><p>5. Il mandato negoziale del Consiglio federale per l'Accordo TISA è stato adeguato formalmente in seguito alle mutate condizioni (coalizione fra ricchi Paesi industrializzati e non un accordo globale OMC, nuova struttura e nuove clausole)?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto a pubblicare il mandato negoziale TISA creando trasparenza sugli obiettivi e sulle offerte attuali, come ha fatto la commissione dell'UE competente?</p><p>7. Se no, per quale motivo?</p><p>8. Come è regolamentato formalmente l'adeguamento di un mandato a seguito di un cambiamento contestuale durante i negoziati in corso? È usuale che l'amministrazione negozi per decenni sulla base di un mandato le cui condizioni quadro sono cambiate ormai da tempo? Esistono precedenti al riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel secondo semestre 2016 il processo negoziale relativo al TISA si è svolto in un contesto politico-commerciale sempre più complesso. Alla fine dell'anno i partecipanti ai negoziati hanno rinviato le trattative sine die. Da allora non ci sono più state attività.</p><p>1. I negoziati plurilaterali TISA, che derivano dal processo di Doha, hanno lo stesso oggetto e lo stesso obiettivo dei negoziati del ciclo di Doha riguardanti i servizi. L'obiettivo perseguito dai partecipanti è far confluire a tempo debito il risultato dei negoziati TISA nell'OMC (multilateralizzazione).</p><p>2. Nei negoziati sulla liberalizzazione dei servizi condotti all'interno del GATS, negli accordi di libero scambio e nei negoziati TISA la lista dei servizi e le definizioni dei settori sono riprese dalla lista di classificazione redatta dalla Commissione statistica dell'ONU (Provisional Central Product Classification, CPC). Per quanto riguarda la scelta dei settori, nelle sue offerte ed elenchi di impegni la Svizzera si è sempre basata sui propri interessi offensivi e difensivi che persegue con costanza dall'inizio del ciclo di Doha dell'OMC. Di conseguenza nella sua offerta TISA si limita, analogamente a quanto avviene con il GATS e con gli accordi di libero scambio, agli obblighi di accesso al mercato per i servizi commerciali che l'economia svizzera ha interesse a esportare (in particolare consulenza e altri servizi per le aziende, ingegneria, architettura, servizi finanziari, telecomunicazioni, trasporti e logistica). Esprime invece riserve nei settori in cui esistono limitazioni legali all'accesso al mercato o il trattamento nazionale (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza 16.3684). </p><p>3./4. Il TISA riprende per lo più le disposizioni del GATS. Rispetto a quest'ultimo include le clausole menzionate nell'interpellanza (non arretramento, sospensione e lista negativa) contenute negli accordi di libero scambio di altri Stati e da essi fatte confluire nei negoziati. Al contempo il TISA prevede la possibilità di esprimere riserve nei confronti di queste clausole negli elenchi di impegni nazionali, possibilità di cui la Svizzera si è avvalsa, laddove necessario, nelle offerte che ha depositato. La Svizzera può pertanto rispettare le linee guida del suo mandato negoziale anche nel TISA e, come ogni parte negoziale, può decidere autonomamente quali impegni contrarre. Lo stesso vale per gli allegati settoriali.</p><p>5./8. La questione del mandato negoziale per i negoziati TISA è stata trattata in diversi interventi parlamentari (p. es. interpellanze 14.3102, 14.4295, 15.3859 e 15.4145, mozione 14.3368). Le risposte del Consiglio federale sono tuttora valide. Le linee guida per la conduzione dei negoziati non sono cambiate dall'approvazione del mandato di Doha né nel settore dei servizi né in altri ambiti di negoziazione del ciclo di Doha.</p><p>Il fatto che le trattative sui servizi, bloccate nel ciclo di Doha, siano riprese a livello plurilaterale nel processo di negoziazione del TISA non cambia nulla. Se con il passare del tempo la situazione negoziale dovesse cambiare al punto da non essere più coperta dalle linee guida, il Consiglio federale prenderebbe le decisioni necessarie, come in casi analoghi, e consulterebbe come di consueto le commissioni di politica estera del Parlamento e la Conferenza dei governi cantonali.</p><p>6./7. Il Consiglio federale pubblica le proposte di negoziazione e le offerte della Svizzera e informa le commissioni della politica estera del Parlamento e le cerchie interessate sugli obiettivi e sullo stato dei negoziati TISA, in particolare nell'ambito della Commissione per la politica economica istituita dal Consiglio federale nonché nell'ambito del gruppo di collegamento OMC/ALS della SECO, aperto a tutte le organizzazioni interessate. Il mandato negoziale approvato dal Consiglio federale dopo aver consultato le commissioni della politica estera e la Conferenza dei governi cantonali concerne le posizioni della Svizzera nei negoziati in corso e, in base al diritto svizzero, non può essere reso pubblico. I negoziati richiedono una certa confidenzialità, affinché i propri interessi possano essere difesi efficacemente.</p>  Risposta del Consiglio federale.