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Nella storia dei Mondiali, i magrebini erano già stati pionieri ed esempio per le altre squadre africane
Oltre al Marocco, che sabato si giocherà il terzo posto contro la Croazia, anche altre squadre africane hanno mostrato cose buone in questo Mondiale, dando finalmente forma concreta a quelle che, per decenni, erano state più che altro speranze. Il Senegal campione continentale ha in effetti superato il primo turno in modo piuttosto convincente, prima di arrendersi (3-0) negli ottavi di finale a un’Inghilterra obiettivamente troppo forte per i Leoni della Teranga. Persa la gara d’esordio (2-0) contro i Paesi Bassi, gli uomini guidati da Aliou Cissé hanno poi colto ben due successi: 3-1 sul Qatar padrone di casa e 2-1 sull’Ecuador.
Prestazioni degne di nota le hanno comunque fornite anche le altre rappresentanti africane, benché eliminate al primo turno. Tunisia e Camerun sono state infatti capaci, pur in partite senza più nulla in palio e con avversari imbottiti di riserve, di sconfiggere corazzate come la Francia e il Brasile. Il Ghana, infine, è riuscito a superare 3-2 la Corea del Sud, squadra in grado di dar fastidio a chiunque.
Prima di quest’anno, con Marocco e Senegal agli ottavi, solo un’altra volta era capitato di vedere due squadre africane passare contemporaneamente il primo turno: era successo nel 2014, quando a superare il primo scoglio furono Algeria e Nigeria. Si tratta dunque di un bell’exploit, specie se consideriamo che quattro anni fa in Russia nessun rappresentante del continente africano era stato in grado di accedere agli ottavi di finale.
«Non dobbiamo avere complessi di inferiorità», ha detto Romain Saïss, capitano della selezione marocchina. «Oggi tutte le squadre africane sono composte da grandi giocatori, anche quelle che non erano presenti in Qatar. Spero che la nostra impresa serva da esempio in futuro: succederà sempre più spesso di vedere squadre della nostra terra in semifinale». Della stessa opinione il Ct magrebino Walid Regragui: «L’Africa e il Marocco avanzano: abbiamo mostrato al mondo che nel nostro Paese si lavora molto bene».
La strada da percorrere è stata ad ogni modo piuttosto lunga: prima del 1970, l’Africa nemmeno aveva diritto a un posto fisso alla fase finale dei Mondiali. La prima squadra a qualificarsi di diritto – senza dover passare da spareggi quasi impossibili da superare – fu proprio il Marocco, che nel primo Mondiale messicano conquistò 1 solo punto. Ancor peggio andò allo Zaire, che nel 1974 conobbe solo sconfitte, fra cui un umiliante 9-0 contro la Jugoslavia. Il primo successo lo colse la Tunisia nel 1978, superando 3-1 il Messico. Dal 1982, le squadre africane qualificate di diritto furono due, e l’Algeria in Spagna – dopo aver battuto nientemeno che la Germania Ovest – avrebbe anche superato il primo turno, se tedeschi e austriaci non avessero infornato un clamoroso biscotto che qualificava entrambe. Per vedere un’africana passare il primo turno si dovette attendere fino al 1986, di nuovo grazie al Marocco, mentre il Camerun nel 1990, il Senegal 2022 e il Ghana nel 2010 erano stati capaci di giungere fino ai quarti di finale.