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Il 7 febbraio 2021 ricorrerà il 50° anniversario dell'introduzione del diritto di voto alle donne in Svizzera. Fino al 7 febbraio 1971, la Svizzera era una democrazia di uomini che escludeva le donne. Anche in altri paesi le donne non hanno avuto fin da subito il diritto di voto e d'elezione. La partecipazione politica delle donne è stata introdotta progressivamente, e in quest'ambito la Svizzera è stata uno degli ultimi paesi in Europa (Germania 1918; Inghilterra 1928; Francia 1944; Italia 1946). Anche al di fuori dell'Europa, il diritto di voto alle donne è stato gradualmente introdotto nel 20° secolo. È stato garantito dalle potenze coloniali che si sono ritirate o imposto politicamente. Altrove, tuttavia, il processo si è fermato perché si sono generalmente respinti i diritti delle donne. I Paesi Arabi e i Paesi del Golfo si sono opposti alla partecipazione delle donne alla vita politica fino nel 21° secolo.
I diritti delle donne non sono un fatto scontato.
La lunga lotta per il diritto di voto alle donne illustra in modo esemplare che la parità di genere non può essere data per scontata e che a donne e uomini si attribuiscono interessi, capacità e ruoli diversi nella società, fattori che influiscono ancora oggi sui loro diritti, sulla loro posizione economica e sulla loro responsabilità a livello di lavori domestici e familiari. I cambiamenti non sono avvenuti in modo automatico, bensì sono stati ottenuti grazie alle nostre nonne e bisnonne che per decenni hanno lottato per conquistarli. In Svizzera, è solo dall'entrata in vigore del nuovo diritto matrimoniale che le donne hanno pari diritti nel matrimonio. Prima della sua introduzione nel 1988, la moglie doveva per esempio ottenere il consenso del marito per poter svolgere un'attività lavorativa retribuita. Ulteriori modifiche sono giunte con l'entrata in vigore della legge sulla parità dei sessi (1995), con la "soluzione dei termini", ovvero il diritto all'aborto (2002) e con l'introduzione di un'assicurazione maternità (2005). Con il matrimonio per le coppie dello stesso sesso (2020) sono anche aumentati i diritti delle donne e degli uomini omosessuali.
La maggiore uguaglianza è stata ottenuta perché le donne hanno preso in mano la situazione e sono entrate in contatto con gli uomini, con cui si sono poi alleate. L'Associazione per il suffragio femminile si è battuta instancabilmente per il diritto di voto alle donne fin dalla 1a guerra mondiale. Con gli scioperi delle donne del 1991 e del 2019, le donne hanno chiesto la parità salariale, una migliore conciliazione tra famiglia e lavoro e la lotta sistematica alla violenza e ai femminicidi. Il fatto di esigere una vera democrazia e pari diritti della donna e dell'uomo sta dando frutti concreti e rende la nostra società più democratica e diversificata.
Importanza economica e sensibilità per l'ambiente.
A livello globale, le donne non partecipano ancora completamente all'economia, alla società e all'ambiente. Le donne hanno spesso meno diritti degli uomini per accedere alla terra e all'acqua, anche se sovente sono loro ad essere responsabili di provvedere alla famiglia, per la quale queste risorse sono di vitale importanza. Per questo motivo, le donne svolgono anche un ruolo chiave nella messa in pratica dello sviluppo sostenibile. In Svizzera, secondo il sondaggio dell'UST "Rilevazione Omnibus 2019: qualità dell'ambiente e comportamento ambientale", donne e uomini non si comportano allo stesso modo nei confronti dell'ambiente. Globalmente, le donne sono più rispettose dell'ambiente, soprattutto in termini di mobilità (minor uso di mezzi di trasporto privati) e di consumi (la priorità è data agli apparecchi elettrici a basso consumo energetico e ai prodotti biologici). Sono molto più spesso le donne ad associare la qualità dell'ambiente alla qualità della vita o a percepire l'inquinamento come un problema serio rispetto agli uomini. Esse considerano i cambiamenti ambientali e le tecnologie, come per esempio le centrali nucleari o le antenne per la telefonia mobile, più pericolosi per gli esseri umani rispetto agli uomini. Le donne hanno conoscenze specifiche e una particolare libertà d'azione nell'affrontare le questioni ambientali, invece sono sottorappresentate negli organi direttivi, politici o manageriali e nei gruppi di ricerca. L'uguaglianza è quindi legata allo sviluppo della sostenibilità. A livello mondiale, l'importanza dell'uguaglianza è trasversale a diversi obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU, tra cui l’OSS4 che mira a garantire l'istruzione, soprattutto delle ragazze.
Uguaglianza e scuola.
I diritti delle donne riguardano la metà del genere umano e sono pertanto diritti umani. L'uguaglianza riguarda sia le donne che gli uomini. Il riconoscimento dell'uguaglianza di tutti gli esseri umani e la concessione di pari diritti a tutti costituiscono il fondamento della nostra convivenza civile e della coesione sociale. Pertanto, l'uguaglianza e il dibattito sui ruoli di genere sono un tema importante da trattare a scuola e sono quindi ancorati nei piani di studio. Rientra nei compiti della scuola – dal 1° ciclo a livello secondario II – promuovere l'uguaglianza tra ragazze e ragazzi e favorirla quando i giovani sviluppano la loro identità, al di là degli stereotipi di genere.
Altri dati e informazioni di base su questo tema si trovano nella scheda «Fatti e dati».
Inoltre questo semplice «glossario» permette di conoscere meglio i termini specifici al tema.

La partecipazione alla società comprende la partecipazione politica e costituisce uno dei pilastri di una società democratica e solidale e dello sviluppo sostenibile. In questo senso, la promozione del diritto di voto alle donne nell'ambito dei diritti delle donne e dell'uguaglianza rappresenta una tappa fondamentale per favorire la democrazia e combattere la discriminazione. L'uguaglianza è essenziale per la coesione sociale e per il futuro. La parità dei diritti democratici deve ancora sfociare nella parità economica e sociale. Gli insegnanti possono discutere con i loro allievi e apprendisti il tipo di società e la parità di diritti e opportunità che auspicano per il presente e il futuro. La questione delle pari opportunità assume un significato a tutte le età, per esempio in termini di accesso alla scuola e all'istruzione, di scelte di consumo, di orientamento professionale, ecc.
Gli insegnanti possono basarsi sulle esperienze dei loro allievi, studenti o apprendisti, poiché le diverse percezioni di ragazze e ragazzi sono onnipresenti nella loro vita quotidiana. Gli insegnanti possono sfruttare l'esempio del 50° anniversario del diritto di voto alle donne, che ricorre nel 2021, per dimostrare che gli stereotipi di genere hanno un impatto sui più svariati ambiti della vita politica, economica, sociale e culturale. L'introduzione tardiva del diritto di voto alle donne è un esempio di come non si sia voluta la presenza delle donne nella vita pubblica per secoli e di come le donne si siano viste assegnare il ruolo di casalinga e della persona che si prende cura della famiglia. La polarizzazione di genere è emersa con l'industrializzazione e da allora le relazioni fra i sessi sono in costante evoluzione.
La parità di genere è una sfida fondamentale della nostra società (salari, rispetto, riconoscimento, equità, ecc.) e offre condizioni ideali per trattare l'ESS in classe. È anche particolarmente stimolante constatare che l'introduzione del diritto di voto alle donne coinvolge pure la dimensione temporale e permette agli allievi di sperimentare la possibilità di cambiare le cose e il modo in cui queste accadono nel tempo. Gli insegnanti possono lavorare con i principi pedagogici seguenti: "Riflettere sui valori e orientare l'azione", "Partecipazione e responsabilizzazione", "Pari opportunità", "Pensare in modo anticipatorio". Si consolideranno molte competenze interdisciplinari degli allievi, studenti e apprendisti come "Sviluppare il senso di appartenenza al mondo", "Riflettere sui propri valori e su quelli delle altre persone", "Cambiare prospettiva", "Partecipare attivamente ai processi sociali" o "Pensare e agire in modo anticipatorio". In sintesi: innumerevoli opportunità per praticare l'ESS.
Un dibattito in classe permetterà di mettere in evidenza le differenze tra allievi e tra apprendisti nei confronti degli argomenti seguenti: rispetto della natura, presa di coscienza dei problemi ambientali o mobilitazione per questi temi. Dopo aver identificato queste differenze, emergono diversità tra ragazze e ragazzi? Quali sono le ragioni di tutto questo? A seconda dell'età, i giovani erano scesi in strada a manifestare per il clima?
Questo diagramma presenta una selezione di parole chiave sul tema e la loro possibile collocazione nelle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile. Questa proposta di parole chiave non è esaustiva e può essere ampliata. Così come la loro distribuzione nelle tre dimensioni è da intendersi come punto di riflessione.
Lavorare con il documento fotocopiabile nuvola di parole-chiave (PDF), adattato al livello scolastico, permette di visualizzare i collegamenti tra i temi legati al genere– uguaglianza. La "nuvola di parole" può essere utilizzata in vari modi: per inserire un argomento, per raccogliere le conoscenze esistenti (rappresentazioni), per discutere i legami con la sostenibilità, per approfondire un argomento e svilupparlo, per definire sottotemi, ... Le parole possono poi essere integrate nel diagramma dello sviluppo sostenibile.
Per gli allievi più giovani, si può lavorare a partire da parole semplificate o da immagini.

Le questioni riguardanti l'uguaglianza e il genere rappresentano un tema trasversale e possono essere trattate in varie materie previste dai piani di studio: sport, musica, lingue e arte visiva. L'obiettivo è puntare ad avere una classe e una scuola senza modelli e ruoli di genere. L'orientamento centrale deve permettere a tutti gli allievi o apprendisti di svilupparsi liberamente, indipendentemente dal loro sesso biologico, senza discriminazioni palesi o mascherate. Nelle discussioni bisogna fare attenzione a dare spazio al rispetto delle differenze e ad evitare a tutti i costi le derisioni e i giudizi, soprattutto nell'età in cui si costruisce la propria identità.
In questo modo, l'accettazione, la diversità e la partecipazione possono essere praticate in classe fin dal 1° ciclo. A partire dal 3° ciclo, si può approfondire questo approccio esaminando le idee e i comportamenti di ragazze e ragazzi in termini di ruoli attesi, stereotipi di genere sulla base delle esperienze quotidiane, e riflettendo su tutti questi aspetti per capire meglio la parità di genere e riconoscere l'impatto delle questioni di genere sulla convivenza. Il fatto di portare le riflessioni e le azioni sull'uguaglianza a livello dell'intera scuola o dell'istituto di formazione professionale permette di vivere concretamente i molteplici aspetti di questa tematica attraverso l'esempio, rafforza sia la sua appropriazione da parte degli allievi che il potenziale di trasferimento al di fuori del contesto scolastico.
Per sostenere un apprendimento basato sulla ricerca e sulla scoperta, è opportuno introdurre un tema con una domanda generale che pone un problema, per esempio: "Le ragazze e i ragazzi sono uguali?". Per domanda-problema s'intende una domanda a cui non si può rispondere senza ambiguità, ma che può invece dar luogo ad un dibattito fattuale e normativo. Ad essere in primo piano non è quindi la risposta giusta da dare, bensì è la ricerca discorsiva di possibili soluzioni. La domanda-problema relativa all'ESS è aperta, si ricollega al mondo e alla vita degli allievi, studenti e apprendisti, è complessa, stimola la curiosità, non consente di fornire una chiara risposta affermativa o negativa, coinvolge il maggior numero possibile di aspetti e interessi e invita a riflettere e ad agire. Costituisce quindi il filo conduttore del lavoro, dalla pianificazione all'attuazione da parte dell'insegnante, e la risposta fornita sarà argomentata, senza necessariamente essere definitiva. La domanda-problema è anche importante per l'intera società e può essere sviluppata a patto di includere le prospettive dei vari attori e di prendere in considerazione gli aspetti ecologici, economici, sociali, sanitari, geografici e temporali.
Esempi di domande-problema ESS
- Cosa si considera maschile, femminile o comune a tutti i generi?
- Cosa significa essere una ragazza / un ragazzo? In che misura il genere plasma la vita (hobby, scelte di carriera, relazioni, il modo in cui la società percepisce le persone, ecc.)? In che misura il genere con cui sono percepito/a, o attraverso il quale mi definisco, modella la mia vita? E le reti sociali?
- Cosa fa un padre a casa nel suo tempo libero? Cosa fa una madre a casa nel suo tempo libero? Mettere in discussione le rappresentazioni di bambini e giovani.
- In quali professioni le donne sono principalmente attive e quali professioni svolgono prevalentemente gli uomini? Cosa li differenzia?
A partire dal 3° ciclo
- Perché ci sono meno donne in politica / in parlamento? La politica è considerata "maschile" / "dominata gli uomini"? Conoscete donne impegnate in politica, associazioni, sindacati, aziende, ecc.
- Perché ci sono più imprenditori di imprenditrici?
- Perché le donne guadagnano meno degli uomini?
Altri suggerimenti
- Perché alcune persone ritengono che le ragazze non siano uguali ai ragazzi o che i ragazzi non siano uguali alle ragazze?
- Perché mi piacerebbe o non mi piacerebbe essere un ragazzo?
Perché mi piacerebbe o non mi piacerebbe essere una ragazza?
- Il bullismo nei vostri confronti è diverso a seconda che voi siate ragazzi o ragazze? Ci sono stati momenti in cui siete stati trattati diversamente / siete stati discriminati a causa del vostro sesso?
- A scuola, ci sono materie per le quali le ragazze sono più portate e altre che si addicono meglio ai ragazzi?
Riunire i prerequisiti
- Che cosa significa per voi il concetto di uguaglianza? E l'uguaglianza tra donne e uomini?
- Cosa faccio che le ragazze / i ragazzi non fanno?
- Gioco di posizionamento: l'insegnante formula delle frasi e gli allievi si posizionano su una linea, a seconda che si trovino il più d'accordo e il più in disaccordo con l'affermazione. Poi discussione e scambio di punti di vista.
- Ci sono giocattoli, giochi, sport, attività, ecc. destinati unicamente alle ragazze o ai ragazzi?
- Dove vedete grandi disuguaglianze tra ragazze e ragazzi?
Attività, idee per le lezioni
Promuovere attività che riuniscano ragazze e ragazzi in quanto persone uguali e uniche. Attività che mettono in discussione gli stereotipi di ruolo, che permettono alle ragazze e ai ragazzi di fare delle scelte, di seguire il proprio percorso in modo non discriminatorio e che valorizzano la diversità.
- Tutti-tutte stanno bene così come sono: in cerchio, gli allievi cercano un punto in comune visibile con i loro due vicini. In una seconda fase, gli allievi cambiano posto nel cerchio e cercano un punto in comune invisibile con i loro nuovi vicini. Poi, si valutano le scoperte.
- Gioco delle appartenenze: l'appartenenza al gruppo cambia in funzione della situazione e dei criteri. Gli allievi affrontano il capogruppo. Essi devono sempre formare due gruppi secondo i criteri indicati dal capogruppo. Per esempio, chi indossa sandali a sinistra - chi indossa scarpe da ginnastica a destra; chi adora nuotare a sinistra - chi detesta nuotare a destra; ecc. Valutazione.
Sottolineare le qualità personali (positive) e incoraggiare la discussione su interessi ed esigenze, indipendentemente dal fatto di essere una ragazza o un ragazzo (mi piace leggere gialli, ridere e sciare in inverno. E tu?).
- Utilizzando il simbolo di una cipolla a più strati, gli allievi si descrivono in 3-5 frasi. L'esterno è ciò che viene percepito dagli altri (per esempio, l'abbigliamento, le caratteristiche fisiche, ecc.), mentre l'interno è piuttosto una questione di attitudini, gusti, ecc.
Sensibilizzare alle situazioni discriminatorie senza moralizzare. Promuovere la diversità: avere una propria personalità, libera da stereotipi sessisti.
- Esaminare le immagini dei media che riguardano la presenza e la rappresentazione di donne e uomini (sport, moda, musica, pubblicità, politica, mercato del lavoro, ecc.). Analizzare testi in cui donne e uomini si esprimono sulla loro identità e sul fatto di essere o meno trattati in modo stereotipato per quanto riguarda il loro genere.

Le questioni di uguaglianza e di genere hanno un reale potenziale d'interesse per un'intera scuola, Harmos o il livello secondario II. Possono dar luogo ad attività tra coetanei di età diverse, dove i più grandi preparano per esempio attività, mostre per fornire spiegazioni ai più giovani e dove i più piccoli danno o illustrano le loro rappresentazioni ai più grandi per intavolare discussioni e avere scambi formativi. L'obiettivo di queste attività può essere, se necessario, lo sviluppo di una carta o di un regolamento per integrare meglio questi temi nella vita quotidiana dell'intero istituto, degli allievi e di tutto il personale della scuola – direzione, insegnanti, impiegati amministrativi, incaricati della manutenzione, ecc. A livello di formazione professionale, si potranno costruire ponti tra la scuola e le aziende.
Il fatto di portare le riflessioni e le azioni sull'uguaglianza a livello dell'intera scuola o dell'istituto di formazione professionale permette di vivere concretamente i molteplici aspetti di questa tematica attraverso l'esempio, rafforza sia la sua appropriazione tra gli allievi che il potenziale di trasferimento al di fuori del contesto scolastico.
- Attività sulle domande-problema (vedere sopra). Analizzare la comunicazione e le strutture dell'istituto in termini di rispetto delle differenze, tenendo conto delle discriminazioni (pregiudizi impliciti, testi prodotti, linguaggio epiceno, spazi di vita, custodia dei bambini, integrazione dei genitori, ecc.). Inserire gli indirizzi dei servizi e degli uffici di risorse esterne.
- Elaborare un quadro di riferimento per i valori comuni (parità dei diritti umani, carta della scuola): lavorare con tutte le classi in modo partecipativo alla preparazione di una carta per la parità di trattamento e la non discriminazione di ragazze e ragazzi per l'intera scuola.
- Mettere in discussione gli stereotipi sui ruoli e l'appartenenza a gruppi (sono diverso perché non gioco a calcio?) e trovare dei mezzi per ridurre le disuguaglianze che ne derivano nella vita quotidiana della scuola (distribuzione degli spazi, delle responsabilità o dei ruoli in progetti o attività, ecc.). 3° ciclo / sec. II.
- Mettere in piedi un progetto d'istituto che promuova la partecipazione di tutti gli allievi, l'apprezzamento delle differenze e dei talenti di ogni persona, indipendentemente dall'identità di genere. Sviluppare lo spirito critico nei confronti degli stereotipi sessisti nella vita quotidiana (statistiche sulla disparità salariale, riduzione dell'apparizione negli articoli dei media, compresi media sociali (Instagram, Snapchat, TikTok, ...)), dell'oggettivazione delle donne nei video musicali (soprattutto nel rap), della violenza contro le donne in Internet, delle dichiarazioni dispregiative dei politici sulle donne. Discutere le possibili conseguenze per gli studenti per quanto riguarda le pari opportunità nel loro percorso formativo, la loro identità, la loro salute psichica. Promuovere possibilità concrete di partecipazione civica, ecc.

aggiornato il 08.01.2021