Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/200613

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo l'ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC) la velocità massima autorizzata per gli autocarri è di 80 chilometri l'ora. Dal Rapporto sul trasferimento del traffico 2017 tuttavia emerge che essi marciano in media a quasi 90 chilometri l'ora; e nel quadro del monitoraggio del rumore 2015 sono stati rilevati in più punti valori addirittura superiori. L'incremento della velocità produce un aumento delle emissioni sonore. Rispettando rigorosamente i limiti prescritti queste si potrebbero invece ridurre di un fattore analogo a una diminuzione del 20 per cento dei volumi di traffico. Senza contare che la velocità elevata incide sul consumo di carburante, sulle emissioni di CO2 e sulla gravità degli incidenti. Non ha senso disciplinare il limite per gli autocarri senza però farlo rispettare e appare ingiusto nei confronti degli automobilisti, i quali vengono sanzionati quando superano i limiti di velocità.</p><p>Fare in modo che i mezzi pesanti si attengano ai limiti prescritti contribuirebbe a proteggere il clima e a ridurre le emissioni sonore, con beneficio dei residenti confinanti.</p><p>Chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Quanti autocarri circolano sulle strade svizzere a velocità troppo elevate? A quanto corrispondono tali velocità?</p><p>2. Come si giustifica che una categoria di veicoli circola da anni a velocità sistematicamente troppo elevate?</p><p>3. Di quanto si ridurrebbe il rumore se gli autocarri circolassero a 80 anziché 90 chilometri l'ora?</p><p>4. Di quanto diminuirebbero il consumo di carburante e le emissioni di CO2 se questi rispettassero i limiti di velocità (anziché circolare a una media di 90 chilometri l'ora)?</p><p>5. Nel calcolo dei costi esterni del traffico pesante si tiene conto della velocità effettiva o ci si basa sul limite di 80 chilometri l'ora, distorcendo così i risultati?</p><p>6. Quali soluzioni, anche tecnologiche (p. es. il tachigrafo), individua il Consiglio federale per affrontare la problematica?</p><p>7. Le sanzioni per eccesso di velocità inflitte ai conducenti di mezzi pesanti sono troppo basse per avere un effetto dissuasivo o non rientra nell'interesse dei Cantoni controllare gli autocarri? </p><p>8. Per poter svolgere controlli più frequenti le autorità cantonali necessitano di sovvenzioni prelevate sui ricavi della TTPCP?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nei punti di rilevazione del Censimento svizzero automatico del traffico stradale (CSATS) la Confederazione misura, accanto al volume di traffico, anche la velocità alla quale circolano i veicoli censiti sulla rete nazionale. In più punti la velocità media dei mezzi commerciali pesanti è superiore a 80 chilometri l'ora. I contatori del CSATS non sono però tarati e l'analisi comprende anche altre categorie di veicoli (tra cui bus e pullman, autorizzati a circolare a 100 chilometri l'ora su autostrade e semiautostrade). </p><p>2. L'applicazione della legge sulla circolazione stradale e quindi delle disposizioni sui limiti di velocità è di competenza dei Cantoni. La Confederazione non dispone di statistiche relative ai controlli cantonali e ai superamenti dei limiti rilevati in tale sede. </p><p>In questo contesto occorre considerare anche i margini di sicurezza da dedurre ai sensi dell'articolo 8 dell'ordinanza dell'USTRA del 22 maggio 2008 concernente l'ordinanza sul controllo della circolazione stradale (OOCCS-USTRA; RS 741.013.01).</p><p>3. Secondo il più comune modello di calcolo del rumore (StL86+), se i veicoli commerciali pesanti circolassero a 80 anziché 90 chilometri l'ora il rumore si ridurrebbe di quasi 1 decibel ([dB]A), variazione al limite della percettibilità. </p><p>4. Secondo uno studio condotto nel 2017 su incarico dell'Ufficio federale dei trasporti, un calo della velocità media da 87 a 82 chilometri l'ora comporterebbe una riduzione delle emissioni di CO2 del 5 per cento. Passando da 90 a 80 chilometri l'ora la diminuzione sarebbe quindi compresa tra il 5 e il 10 per cento (cfr. pagina 24 dello studio,<a href="https://www.bav.admin.ch/dam/bav/de/dokumente/themen/verlagerung/kurzbericht_beitrag_gv_klimaziele.pdf.download.pdf/Beitrag_G&amp;Atilde;&amp;frac14;terverkehr_Klimaschutz">https://www.bav.admin.ch/dam/bav/de/dokumente/themen/verlagerung/kurzbericht_beitrag_gv_klimaziele.pdf.download.pdf/Beitrag_G%C3%BCterverkehr_Klimaschutz</a>_20171130_KURZBERICHT.pdf).</p><p>5. Il calcolo dei costi esterni avviene tenendo conto della velocità effettiva, eccezion fatta per quelli generati dal rumore, per i quali la base è costituita dal monitoraggio nazionale del 2012. In tale sede per il traffico merci stradale è stata considerata una velocità massima di 80 chilometri l'ora.</p><p>6. Il tachigrafo registra le velocità di circolazione. Se, in occasione di un controllo delle ore di lavoro, di guida e di riposo o in sede di accertamenti a seguito di un incidente, la polizia, analizzando i dati tachigrafici, dovesse constatare un superamento dei limiti di velocità, può già oggi sanzionare tale infrazione (cfr. art. 7 OOCCS-USTRA).</p><p>Inoltre, i mezzi pesanti sono dotati di un dispositivo normato di limitazione automatica della velocità che impedisce il superamento dei 90 chilometri l'ora, valore stabilito per ragioni di sicurezza e per permetterne l'applicabilità a livello europeo. In alcuni Paesi (Francia, Spagna e Portogallo) per gli autocarri vige infatti il limite di 90 chilometri l'ora. </p><p>Affinché la velocità massima consentita venga rispettata, sui camion immatricolati in Svizzera si potrebbe impostare la limitazione a 80 chilometri l'ora. Tale provvedimento non influirebbe tuttavia sui mezzi stranieri e impedirebbe inoltre agli autocarri elvetici di sfruttare integralmente il limite consentito in altri Paesi. </p><p>7. Il Consiglio federale stabilisce l'importo delle sanzioni per eccesso di velocità nell'ordinanza del 4 marzo 1996 concernente le multe disciplinari (OMD; RS 741.031) e prevede il medesimo trattamento per tutti i veicoli a motore. L'applicazione spetta ai Cantoni.</p><p>8. Secondo l'articolo 85 capoverso 3 della Costituzione federale, parte del prodotto netto della TTPCP è devoluta ai Cantoni. Tale prescrizione è concretizzata nella legge sul traffico pesante e nella relativa ordinanza, le quali prevedono che i Cantoni impieghino la loro quota anzitutto per compensare i costi a loro carico connessi al traffico stradale.</p>  Risposta del Consiglio federale.