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Prima del 1848
Prima della riforma monetaria, in Svizzera regnava il caos più totale:
l’80 per cento delle monete allora in circolazione sul territorio nazionale era di altri Paesi. Queste monete raggiungevano la Confederazione tramite i mercenari e il transito alpino. «Solo» il restante 20 per cento era coniato localmente, ma vi erano oltre 860 tipi di monete con almeno 8000 effigi diverse. Per contrastare il caos monetario, la Dieta federale cercò più volte di uniformare il sistema di monetazione, ma ogni tentativo fallì.
A posteriori, forse il termine «caos monetario» non rende abbastanza bene l’idea. Prima della riforma monetaria in Svizzera circolava un’infinita varietà di monete. Riconoscere monete false o di cattiva fattura era quasi impossibile. Per convertirle era necessario consultare libri pieni di tabelle e istruzioni.
Il franco svizzero era l’unità monetaria della Repubblica Elvetica, nata dopo il crollo della vecchia Confederazione in seguito all’invasione delle truppe francesi nel 1793. Un franco corrispondeva a 10 Batzen o a 100 Rappen. Per la prima volta nella storia della Svizzera venne introdotta una valuta che usava il sistema decimale. Tuttavia, nemmeno questo bastò a fermare il caos monetario, dato che anche questo tentativo di riforma fallì e servì solo ad aggiungere un nuovo tipo di moneta all’innumerevole varietà già in circolazione. Nel 1803, quando anche la Repubblica Elvetica crollò, la sovranità sulle monete ritornò ai Cantoni. Non sorprende quindi che il caos monetario abbia continuato a regnare.