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BELLINZONA - Nella precedente interrogazione, datata 2 maggio 2017, il consigliere comunale Andrea Cereda aveva chiesto al Municipio come intendesse organizzarsi per le elezioni comunali del 2020, onde garantire ai partiti che lo desideravano di suddividere per Circondari la propria lista per il Consiglio comunale. A fine mese gli era stato risposto che sarebbe dipeso dalla conferma nel regolamento comunale, allora a livello di progetto, dei Circondari elettorali, mentre dal profilo pratico non vi sarebbero state difficoltà in quanto il Comune è un unico soggetto, per cui il voto per corrispondenza sarebbe stato gestito centralmente. Tutti coloro che volessero recarsi al seggio l’avrebbero potuto fare in uno qualsiasi, indipendentemente dal quartiere di residenza.
«È però evidente» - fa notare Cereda - «che per la ripartizione dei voti di lista tra Circondari, dev’essere rispettato il principio che lo spoglio debba avvenire, se non per quartiere, almeno per Circondario. Difatti occorrerà sapere, per il partito che vorrà suddividere la propria lista per Circondari, quanti voti il partito stesso avrà ottenuto, distintamente, in ciascuno dei 4 Circondari». Da qui la nuova interrogazione, in cui Cereda chiede al Municipio come intenda concretamente organizzarsi per le elezioni del 2020, sia per il voto al seggio, sia soprattutto per il voto per corrispondenza «onde garantire la corretta ripartizione per Circondario degli eletti sulle liste di partito». Il consigliere comunale chiede inoltre se il Municipio intenda testare il sistema già per le prossime votazioni cantonali (Consiglio di Stato e Gran Consiglio).