Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01038.jsonl.gz/1246

BERNA - L'iniziativa popolare contro la dispersione degli insediamenti, ampiamente respinta ieri, era troppo estrema e ancora prematura, commenta oggi all'unanimità la stampa svizzera. Il dibattito attorno al tema è però ancora molto aperto su più fronti.
«Sin dall'inizio, un massiccio no era un rischio prevedibile di questo testo», indica oggi il Tages-Anzeiger. «L'opposizione, che comprendeva anche una parte della sinistra, era troppo schiacciante», e «la necessità di un concetto così rigido per la pianificazione del territorio elvetico non è stata sufficientemente dimostrata», sostiene il quotidiano del gruppo Tamedia.
Per la Neue Zürcher Zeitung la ricetta degli iniziativisti non era la soluzione ideale e ora il largo "no" alle urne può essere interpretato come un segnale che la popolazione non vuole alcuna restrizione. Ciò, aggiunge la NZZ, «fa il gioco di coloro che vogliono minare il principio faticosamente raggiunto della separazione tra aree edificabili e non edificabili».
«La maggior parte dei votanti ricorre a soluzioni radicali solo se non vi è un'altra strada o se il compromesso tipicamente svizzero non funziona», analizza il Blick, precisando che attualmente in merito alla pianificazione territoriale non si è ancora alle strette.
Secondo Le Temps «questa iniziativa è arrivata dopo diverse votazioni eclatanti legate al territorio», in particolare la Lex Weber sulle case secondarie nel 2012 e la Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) nel 2013, entrambe accettate dal popolo. Il messaggio era dunque già stato lanciato dopo queste due votazioni ravvicinate per tornare di nuovo sull'argomento, ritiene il quotidiano romando.
Per 24Heures, i Giovani Verdi «si sono bruciati le ali» con un testo troppo radicale, dando alla questione «una risposta inadeguata». A rincarare la dose anche Le Nouvelliste, secondo cui «proibire la creazione di nuove zone edificabili equivaleva ad aggiungere, a metà percorso, venti chilometri di salita a maratoneti che non avevano ancora terminato la loro corsa in pianura».
La Svizzera, tuttavia, è molto sensibile al tema dell'ambiente e del paesaggio e in futuro accoglierà sicuramente altre iniziative in questo senso, sostengono all'unisono tutti i giornali odierni.