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Il Consiglio federale ha deciso oggi (mercoledì) di aumentare di 100 milioni di franchi il credito destinato all'acquisto di vaccini contro il COVID-19. In totale saranno così a disposizione 400 milioni, che saranno attinti dal bilancio dell'esercito.
Poiché attualmente non è ancora possibile sapere con certezza quale impresa farmaceutica riuscirà ad imporsi e, dunque, quale preparato sarà messo a disposizione della popolazione svizzera, la Confederazione sta puntando su diversi produttori. Finora Berna ha concluso due contratti, che erano già noti: con la società statunitense Moderna, presso la quale Berna si è assicurata l'accesso a 4,5 milioni di dosi, e con l'inglese AstraZeneca, con la quale ha pattuito, insieme con la Svezia, la fornitura di fino a 5,3 milioni di dosi. Con Pfizer e BioNtech, che hanno annunciato di disporre di un prodotto efficace al 90%, esiste una prenotazione. Altre trattative sono in corso. A ciò si aggiunge l'adesione all'iniziativa internazionale COVAX: si tratta di un programma per l'approvvigionamento a livello globale. Idealmente si tratterebbe di ulteriori 3,2 milioni di dosi. "L'obiettivo", ha dichiarato Alain Berset, "è di averne a sufficienza per tutta la popolazione. Per stabilizzare la situazione, il 60% degli abitanti dovrà essere coperto", ma non ci sarà nessun obbligo, ha precisato il ministro della sanità.
Prima di essere distribuito alla popolazione residente nella Confederazione, il futuro vaccino, come sempre in questi casi, dovrà soddisfare i requisiti necessari in termini di sicurezza ed efficacia previsti per l'omologazione da parte di Swissmedic. Pfizer e AstraZeneca hanno già inoltrato richieste, anche se la documentazione non è ancora completa.
Attualmente non si sa ancora quando il vaccino sarà disponibile. L'Ufficio federale della sanità pubblica ritiene che le prime immunizzazioni potranno essere effettuate nella prima metà del prossimo anno. Ci sono da superare anche difficoltà logistiche, ha ricordato Berset, non solo per l'organizzazione della distribuzione, ma anche perché questi prodotti vanno spesso conservati a temperature molto basse.
Oltre ai vaccini, la Confederazione sta agendo anche a livello di farmaci destinati alle persone contagiate dal coronavirus. In questo senso si è assicurata l'approvvigionamento di un agente immunoterapico prodotto dalla Molecular Partners.