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Descrizione
Peter Jezler: Il paragone tra i tornei di Sciaffusa degli anni intorno al 1430 e il Passo Honroso castigliano del 1434
Kurt Bänteli: L’emporio ossia il municipio del 1395 a Sciaffusa – un edificio multifunzionale risalente al Tardo Medioevo
Daniel Grütter: Tradizioni vive intorno al Munot
Daniel Grütter: I castelli in rovina del Canton Sciaffusa
Il paragone tra i tornei di Sciaffusa degli anni intorno al 1430 e il Passo Honroso castigliano del 1434
Nell’area linguistica germanica i tornei di Sciaffusa degli anni trenta del XIV secolo sono i meglio documentati. Su uno di questi tornei informa Pero Tafur nel suo famoso diario sui suoi viaggi. Un paragone ci viene offerto dal Passo Honroso di Suero de Quiñones, torneo castigliano documentato in maniera eccellente, che ebbe luogo nel 1434 quasi contemporaneamente a Sciaffusa.
La relazione di Sciaffusa del 1436 ne descrive lo svolgimento. Il sabato i signori entrano in città ed espongono gli elmi insieme ai cimieri. La domenica vanno a prendere, accompagnati dalla musica, il corteo delle dame giunte sul luogo. Lunedì si visita la lizza e si organizza un combattimento con lancia in resta tra 15 combattenti. Il grande torneo si svolge di martedì nel corso del quale ai cavalieri accusati di comportamento disonorevole viene inflitta la pena: questi vengono malmenati e scherniti. Dopo il torneo si svolge un secondo combattimento con lancia in resta che coinvolge all’incirca 30 combattenti. Il torneo si conclude con un banchetto, con le danze e la consegna dei premi ai vincitori.
Don Suero de Quiñones membro di una famiglia illustre, in onore e per amore verso la sua venerata dama Leonor de Tovar, riuscì a ottenere dal re Juan II il diritto di organizzare un torneo per il quale lui stesso potè fissare le proprie regole. La durata di una sfida era illimitata e si concludeva solo dopo che tre lance erano state spezzate. Gli scrivani protocollavano lo svolgimento del combattimento. Assai spesso i cavalieri fallirono nel loro intento. Pedro de Nave e Francisco de Faces mancarono così spesso i loro bersagli che alla fine occorsero 27 attacchi finché finalmente Francisco con un punteggio di 2:1 (lance spezzate) potè vincere la sfida.
I tornei di Sciaffusa erano organizzati in maniera consortile mentre il Passo Honroso fu una manifestazione organizzata da un singolo nobile grazie alla benevolenza del re. Le caratteristiche principali come la dimostrazione del valore e dell’ambire all’onore sembrerebbero essere peculiarietà proprie del torneo castigliano. Tuttavia, in base all’opinione del relatore spagnolo, le pene inflitte a singoli cavalieri accusati di comportamento disonorevole durante i tornei di Sciaffusa, sembrano essere più appropriate.
L’emporio ossia il municipio del 1395 a Sciaffusa – un edificio multifunzionale risalente al Tardo Medioevo
L’edificio, fino ad ora non molto noto, è incastonato in maniera poco vistosa nel lato meridionale della fila di case della Vordergasse, oggi la via commerciale principale della città. Nonostante l’importante funzione che l’edificio ricopre (municipio, sede dei parlamenti della città e del Canton Sciaffusa), per il visitatore è visibile solo il lato corto e non quello longitudinale della costruzione.
Oltre a ciò l’edificio viene chiamato anche «Rathauslaube», nome assai curioso che in realtà si riferirebbe solo alla sala, priva di strutture di sostegno, situata al piano superiore e allestita nel 1922. Spesso il termine in questione tende a confondere in visitatori.
Fino a pochi anni or sono vi era la convinzione che l’edificio, eretto in varie tappe nel corso di decenni, fosse stato concepito come municipio fin dall’inizio. Una prima menzione risale al 1382, allorquando fu stipulato un accordo tra il Consiglio ed il vicino Heinrich di Mandach riguardo l’uso del muro spartifuoco e lo scarico dell’acqua piovana dei tetti.
L’inaugurazione dell’edificio avvenne nella primavera del 1412 in occasione della prima seduta del nuovo Gran Consiglio. Era composto da artigiani e commercianti, i quali, dopo l’introduzione degli statuti della corporazione nel 1412, ottennero pieno accesso al potere politico, diritto che fino ad allora era riservato solo alla nobiltà.
Tramite le datazioni dendrocronologiche è stato stabilito che l’edificio fu eretto solo intorno al 1394/95 e non nel 1382. La menzione del 1382 è da considerare una semplice dichiarazione di intenti. Dai documenti contabili della città risulta chiaramente che l’edificio inizialmente ricopriva la funzione di emporio ovvero di magazzino dove veniva immagazzinata la merce per il commercio e soprattutto per la fiera annuale. La funzione di municipio la assunse solo dopo una serie di interventi sulle strutture (ampliamenti) effettuati intorno al 1411-13.
La creazione di una banca dati sulle case della città, effettuata nell’ambito di un progetto privato, offre inoltre la possibilità di ricostruire, sulla base delle fonti scritte, l’organizzazione durante il periodo medievale dando anche un’immagine alle persone che vi svolgevano delle mansioni (manovali, funzionari, sui consigli, giudici, reclusi, visitatori della città e tanti altri).
Altre fonti attestano che l’edificio ricoprì altresì la funzione di magazzino per il grano, di arsenale, di luogo di esposizioni, di sala delle feste in occasione dei tornei e probabilmente funse anche da residenza temporanea ai duchi d’Austria. Gli empori delle città medievali, dotati di grandi sale, potevano essere usati dalla cittadinanza come edifici multifunzionali.
Tradizioni vive intorno al Munot
Il Munot è l’indiscusso emblema della città di Sciaffusa. Nel XVI secolo nessun altra città della Confederazione ha eretto una costruzione di tale monumentalità.
Intorno a questo simbolo della città di Sciaffusa si svolgono una moltitudine di attività tradizionali e moderne. Promotore di queste attività è l’associazione «Munot» fondata nel 1839. Sulla piattaforma coronata dai merli, tra la fine di giugno e quella di agosto, si svolgono i tradizionali balli del Munot (Munotbälle) il cui momento culminante, fin dal 1886, è dato da un ballo liscio chiamato Quadriglia. Dal 1940 si svolge una festa per i bambini accompagnata da fuochi d’artificio e dal 1996, durante i mesi estivi, è presente pure un cinema all’aperto molto apprezzato.
Fino al 1926 il guardiano del Munot presidiava effettivamente ancora un posto di segnalazione. Oggigiorno il guardiano, che risiede nella torre della fortezza, suona ogni sera intorno alle 21:00 il campanellino del Munot. Il famoso campanellino del 1589 è il protagonista di una leggenda e di una canzone nota in tutto il paese.
I castelli in rovina del Canton Sciaffusa
Sulla base delle fonti scritte si possono trarre solo poche informazioni per quanto concerne la datazione e lo sviluppo architettonico dei cinque castelli in rovina (Ottersbühl, Wolkenstein, Hartenkirch (Siblinger Schlossranden), Radegg e Randenburg) situati nel Canton Sciaffusa. Purtroppo non si sono conservate fonti scritte risalenti al Basso Medioevo. I resoconti più antichi sono raccolti nella cronaca della città e del territorio di Sciaffusa redatta da Johann Jakob Rüeger intorno al 1605.
Dai reperti archeologici, provenienti da indagini effettuate prevalentemente nel XIX e agli inizi XX secolo, è possibile attingere informazioni solo in maniera limitata. Solo il castello di Radegg conserva ancora muratura di elevazione.
Unicamente i proprietari del castello di Randenburg e del castello di Radegg sono noti. La loro presenza nella città di Sciaffusa è attestata nel XIII secolo. Le loro residenze originarie ossia i castelli in questione sembrerebbero essere state gradualmente abbandonate. Indizi che attestano una distruzione nell’ambito di un conflitto sono stati scoperti solo nel castello di Radegg. In ambito turistico i castelli sono stati ‚riscoperti’ nel corso del XIX secolo mentre Radegg agli inizi del XX secolo.
Trad. Christian Saladin (Basilea-Origlio)