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Il presidente americano Bill Clinton a colloquio con l'omologo siriano Hafez al Assad (nella foto), per riportare Damasco e Tel Aviv attorno allo stesso tavolo negoziale.Questo contenuto è stato pubblicato il 26 marzo 2000 - 14:35
Per la città di Ginevra quella di oggi è la grande giornata della pace medio-orientale. O meglio: per il tanto atteso sblocco del processo di pace tra Israele e Siria.
Il presidente siriano Hafez al Assad si incontrerà in giornata con Bill Clinton, per trovare una soluzione alla situazione di stallo creatasi con Israele, nel mese di gennaio scorso. In particolare, Assad spera che gli Stati Uniti possano esercitare pressione su Tel Aviv per la restituzione delle alture del Golan, occupate con la “Guerra dei sei giorni” nel 1967.
Il presidente siriano è giunto ieri sera all'aeroporto di Ginevra, dove è stato accolto dalle autorità cittadine, dall'ambasciatore elvetico all'Onu François Nordmann, che rappresentava il Consiglio federale, e dagli ambasciatori dei Paesi della Lega araba.
Assad si è recato immediatamente all'albergo Intercontinental, senza rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa.
Da parte sua, il presidente americano Clinton è giunto sulle rive del Lemano nel cuore della notte, con la speranza di riportare la Siria al tavolo delle trattative.
Bill Clinton e Hafez al Assad si sono già incontrati in occasione di due vertici nel 1994 (a Ginevra e Damasco), e nel febbraio dell'’anno scorso, in occasione dei funerali di re Hussein di Giordania.
Anche Deiss a Ginevra
Alla vigilia del summit siro-statunitense, il ministro degli esteri elvetico, Joseph Deiss, ne ha approfittato per incontrare il suo omologo siriano Farouk al Sharaa, con il quale ha avuto modo di fare il punto delle rispettive posizioni, tre settimane dopo il suo viaggio a Damasco.
Pur non essendo coinvolta direttamente nei colloqui odierni, da tempo la Svizzera offre i propri buoni uffici per favorire il processo di pace in Medio Oriente. Una posizione che era stata d’altro canto ribadita da Deiss, all’inizio del mese, durante la sua tournée nella regione.
Pierre Ograbek e agenzie
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