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Dopo 5 anni di vita, la legge sull'assicurazione malattia ha mancato l'obiettivo del contenimento dei costi. Berna ha annunciato una serie di misure a breve termine.Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2001 - 13:56
È un giudizio globalmente positivo - ma con una riserva importante - quello che scaturisce da una serie di studi compiuti dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) in collaborazione con assicuratori, cantoni ed esperti della materia sulla legge sull'assicurazione malattia (LAMal).
La legge è entrata in vigore nel 1996, introducendo per la prima volta l'obbligatorietà della copertura sanitaria a livello nazionale. "Abbiamo un sistema sanitario molto, molto buono, ma anche molto, molto caro", ha sintetizzato Otto Piller - direttore dell'UFA - presentando i risultati.
Solidarietà tra gli assicurati, garanzia di prestazioni mediche di qualità a tutti e contenimento dei costi erano i tre obiettivi principali che la LAMal si era prefissata.
Se per i primi due il bilancio è ritenuto positivo, lo stesso non si può dire per quanto riguarda l'aspetto finanziario, dove la LAMal non ha saputo mettere un freno all'aumento delle spese, e di riflesso, dei premi.
Le cause
Secondo gli esperti le cause sono da ricercare nel fatto che gli operatori del mercato non hanno preso coscienza del loro nuovo ruolo e degli strumenti offerti dalla nuova legge.
Medici e altri fornitori di prestazioni sono stati esposti troppo poco alla concorrenza, mentre casse malati e assicurati hanno fatto poco uso di modelli d'assicurazione alternativi e più convenienti, ad esempio quelli basati sul cosiddetto "managed care".
Il ministro Ruth Dreifuss ha riconosciuto "il fallimento parziale" della LAMal difendendone però con vigore i principi e lo spirito: "La LAMal rappresentava un vero progresso sociale nell'ambito dell'accesso alle cure mediche. Ne ero convita allora e ne sono convinta ancora oggi".
Grazie a questa legge, ha ricordato la signora Dreifuss, i 100mila assicuratori che nel 1999 sono stati lasciati senza copertura in seguito al ritiro di Visana da 8 cantoni hanno trovato senza problemi una nuova cassa malattia.
Ciò non sarebbe stato possibile per le persone anziane sotto il vecchio regime, o lo sarebbe stato soltanto pagando premi tre volte superiori a quelli di persone di 20 anni. La LAMal ha inoltre colmato importanti lacune nell'offerta delle prestazioni.
Quali rimedi per arginare i troppi costi?
Per contrastare il continuo aumento dei costi, le cui cause sono da attribuire anche all'inarrestabile progresso tecnico, all'evoluzione demografica e anche al grande numero di operatori sul mercato, ha voluto precisare il ministro, una nuova serie di misure a breve termine è stata messa in cantiere.
Nella seconda revisione della LAMal, all'esame in parlamento, dovrà essere integrato un fondo comune tra tutti gli assicuratori che si faccia carico dei casi che provocano costi elevati sgravando così gli assicurati "normali".
Berna intende inoltre sfruttare più a fondo la competenza che consente al governo di decidere quando un parere medico preventivo è necessario per effettuare determinate cure.
Contrario all'abolizione dell'obbligo di contrarre, il governo intende fare tuttavia ricorso alla clausola del bisogno per l'ammissione di nuovi operatori per un periodo determinato, in vista dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali, che potrebbero determinare un massiccio aumento di studi medici in Svizzera da parte di cittadini dell'Unione europea.
Anche sul fronte del finanziamento Ruth Dreifuss ha annunciato provvedimenti per attutire gli effetti negativi dei premi pro-capite, sistema che il ministro non ha mancato di giudicare iniquo.
I sussidi della Confederazione per la riduzione dei premi non utilizzati dai cantoni, circa 500 milioni di franchi l'anno, verranno distribuiti in favore delle famiglie per abbassare i premi dei figli. Una riduzione dei premi da parte delle casse malattia piccole e medie risulterà possibile grazie a nuove disposizioni che permetteranno loro di abbassare il livello minimo di riserve.
Salute&Dreifuss? "Andiamo male" per UDC e PLR
Socialisti e democratico-cristiani appoggiano la riduzione dei premi per i figli, proposta dalla consigliera federale Ruth Dreifuss. UDC e PLR invece deplorano. Ecco le reazioni dei partiti di governo.
UDC: "Il denaro penosamente risparmiato grazie ai Cantoni è gettato dalla finestra. La consigliera federale non ha tratto alcuna lezione da questi ultimi anni e dovrebbe accordare più libertà al sistema sanitario". Il Partito minaccia di lanciare un'iniziativa popolare contro l'esplosione dei costi della salute.
PLR: "E' un regalo di natale non ben accetto. Questo contributo (ai figli) è poco sociale poiché non differenziato nè preventivato: per questo non contribuisce affatto alla stabilizzazione dei costi sanitari, che si potrà ottenere soltanto con una maggiore concorrenza tra gli ospedali".
PPD: Il partito approva in linea generale la decisione della Dreifuss, ma si rammarica che il ministro non abbia colto "i segnali provenienti dal parlamento". E' inoltre "necessaria una certa riduzione delle prestazioni".
PS: Il partito è soddisfatto, ma considera le misure insufficienti. "Occorre rafforzare la competenza della Confederazione in materia di coordinamento della pianificazione cantonale e della pianificazione dei settori medici più costosi". Ciò permetterebbe di risparmiare da 4 a 6 miliardi di franchi.
Il PS esige inoltre un controllo severo sui prezzi e chiede la messa in atto, a tappe, dell'obbligo per i cantoni di partecipare al finanziamento del ricovero in ospedale degli assicurati in classe privata o semi-privata (obbligo sancito da una recente sentenza del Tribunale federale).
Luca Hoderas
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