Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01292.jsonl.gz/370

Basi fondamentali
La politica energetica e climatica svizzera
Con la Strategia energetica 2050 la popolazione svizzera ha optato per la rimodulazione graduale e progressiva del sistema energetico elvetico. La Strategia energetica è costituita da tre pilastri: abbandono del nucleare, efficienza energetica e ampliamento delle energie rinnovabili. Il Consiglio federale si è inoltre prefissato il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, e di recente anche il Parlamento ha ribadito questo obiettivo. Concretamente, ciò significa che entro il 2050 il bilancio complessivo delle emissioni di gas serra della Svizzera dovrà essere pari a zero. Il 27 gennaio 2021 il Consiglio federale ha approvato la «Strategia climatica a lungo termine 2050», la quale definisce le linee guida per la politica climatica fino al 2050 e fissa gli obiettivi strategici per i vari settori. Ai sensi della Costituzione federale, i Cantoni sono responsabili per le misure riguardanti il consumo di energia degli immobili. Ad esempio, ciò significa che essi devono attuare direttamente la Legge sul CO2 della Confederazione per quanto riguarda il settore degli edifici.
I documenti fondamentali della Confederazione per il settore degli edifici sono:
Linee guida dei Cantoni in materia di energia
La Costituzione federale sancisce che «nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni si adoperano per un approvvigionamento energetico sufficiente, diversificato, sicuro, economico ed ecologico, nonché per un consumo energetico parsimonioso e razionale». Per adempiere a tali compiti, i Cantoni emanano ad esempio proprie leggi sull’energia, allestiscono programmi per la promozione dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili o stabiliscono ambiti idonei al potenziamento delle energie rinnovabili («Piani direttori cantonali»).
I membri dei 26 governi cantonali competenti per l’ambito dell’energia sono riuniti all’interno della Conferenza dei direttori cantonali dell’energia (abbreviata anche in Conferenza dei direttori dell’energia – EnDK). L’EnDK è il centro di competenza comune dei Cantoni in materia di energia. Promuove e coordina la collaborazione dei Cantoni nelle questioni energetiche e rappresenta gli interessi comuni nei confronti della Confederazione.
A fine agosto 2022 l’EnDK ha approvato le nuove Linee guida di politica energetica, ribadendo così il proprio obiettivo prioritario e sostenendo il principio della Confederazione secondo il quale entro il 2050 la Svizzera dovrà raggiungere emissioni nette di CO2 pari a zero.
Linee guida dell’EnDK
L’EnDK condivide l’obiettivo del saldo netto pari a zero delle emissioni di CO2 (c.d. «zero netto») entro il 2050 per la Svizzera, la quale si impegna inoltre a ridurre quanto più possibile il proprio fabbisogno energetico e cercare di farvi fronte con fonti rinnovabili. I Cantoni apportano un contributo fondamentale a riguardo.
Motivazione: il cambiamento climatico si trova già in una fase avanzata ed è necessario ridurre quanto prima le emissioni di CO2 per portarle allo zero netto entro il 2050. «Zero emissioni nette» significa che il bilancio tra emissioni di gas a effetto serra e il sequestro e lo stoccaggio a lungo termine del carbonio in appositi bacini deve trovarsi in equilibrio. Anche la Svizzera è fortemente colpita dal cambiamento climatico. Inoltre, un approvvigionamento energetico basato su energie rinnovabili appare opportuno anche dal punto di vista economico, poiché in questo modo la creazione di valore avviene in misura maggiore all’interno dei confini nazionali. Con la firma dell’Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è altresì impegnata a dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto all’anno di riferimento del 1990.
L’EnDK punta sull’impiego parsimonioso ed efficiente di energia. I Cantoni si impegnano affinché il consumo energetico nel settore degli immobili sia il più basso possibile.
Motivazione: l’efficienza energetica svolge un ruolo decisivo per il raggiungimento degli obiettivi sia della Strategia energetica 2050, sia della politica climatica. Il potenziale è molto elevato soprattutto nel settore degli edifici. In questo contesto, i Cantoni svolgono un ruolo chiave. La grande sfida è costituita dal risanamento energetico efficiente degli stabili esistenti e dal relativo finanziamento. Le disposizioni di legge devono essere pertanto adeguate con cadenza periodica in funzione dello stato dell’arte della tecnologia. Affinché questi requisiti incontrino un elevato grado di accettazione a livello sociale e possano essere debitamente recepiti, le misure non economiche devono essere sempre sostenute anche da opportuni incentivi da parte della Confederazione e dei Cantoni. Oltre al risanamento dell’involucro edilizio, anche all’interno degli edifici devono essere impiegate tecnologie il più possibilmente efficienti. Negli immobili di nuova costruzione, tematiche come l’energia grigia, le emissioni a monte e l’economia circolare acquisiscono un’importanza sempre maggiore, con l’obiettivo di ridurre le emissioni in tutte le fasi della catena di creazione del valore fino all’edificazione (compresa). Infine, dovrebbe essere contemplata la possibilità di mettere in discussione l’attuazione di determinati progetti che presentano un’efficienza energetica particolarmente bassa o un impiego superfluo di energia.
L’EnDK si adopera affinché entro il 2050 per il riscaldamento del parco immobiliare sia utilizzata unicamente energia proveniente da fonti rinnovabili e il potenziale tecnico ed economico degli edifici per la produzione di energia elettrica venga opportunamente sfruttato mediante l’installazione di impianti fotovoltaici. Gli edifici assumono quindi sempre più il ruolo di polo energetico. Gli stabili di proprietà dei Cantoni dovranno essere riscaldati integralmente con energia da fonti rinnovabili al più tardi entro il 2040.
Motivazione: per riuscire ad abbattere le emissioni di CO2 allo zero netto entro il 2050, gli edifici devono essere riscaldati integralmente con energia da fonti rinnovabili. Affinché questi requisiti incontrino un elevato grado di accettazione a livello sociale e possano essere debitamente recepiti, in via ideale devono essere sostenuti da opportuni incentivi. In futuro gli edifici assumeranno un ruolo ancora più centrale nel sistema energetico rispetto a oggi, trasformandosi in veri e propri poli energetici: una quantità maggiore di energia verrà infatti consumata direttamente nell’edificio, in particolare per la mobilità elettrica. Al contempo gli immobili contribuiranno sempre di più alla produzione di corrente. Le batterie delle vetture elettriche, ma anche altri accumulatori di elettricità o di calore nell’edificio, offrono la possibilità di immagazzinare l’energia in esubero prodotta dagli impianti sul tetto e di reimmetterla poi nell’edificio quando ce n’è maggiore fabbisogno. Attraverso una gestione oculata e lungimirante del proprio parco immobiliare, i Cantoni si profilano in questo ambito come veri e propri modelli di riferimento.
L’EnDK si impegna a favore di condizioni quadro politiche tali da permettere un ampliamento rapido e incisivo della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili e, al contempo, consolidare l’operatività degli impianti di produzione di energia rinnovabile già esistenti. I Cantoni contribuiscono a rafforzare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili entro i limiti delle loro possibilità.
Motivazione: per riuscire a raggiungere l’obiettivo dello zero netto è necessaria un’elevata elettrificazione, in particolare negli ambiti della mobilità e della produzione di calore mediante pompe termiche. Questo scenario comporta un forte aumento della domanda di elettricità, nonostante gli sforzi già in atto in termini di risparmio e di efficientizzazione dei consumi. A ciò si aggiunge l’uscita già decisa dal nucleare. La sinergia di questi fattori si traduce in un’esigenza molto elevata di energia elettrica rinnovabile. Secondo le Prospettive energetiche 2050+ il fabbisogno annuale di energia elettrica si colloca tra 77 e 89 TWh a seconda dello scenario, ovvero fino al 35% in più rispetto al 2019 (ovvero prima della pandemia). Una parte di questo fabbisogno può essere coperta con le importazioni, ma senza appositi accordi sull’energia elettrica si delinea uno scenario di incertezza in merito alle capacità e alle quantità disponibili per l’importazione in futuro. Già soltanto per motivi di sicurezza dell’approvvigionamento è quindi necessaria un’elevata percentuale di produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili. L’ampliamento del parco di energie rinnovabili rafforza inoltre l’autosufficienza della Svizzera e riduce la dipendenza dai Paesi esportatori di gas e petrolio. In vista delle imminenti nuove concessioni nel comparto idroelettrico, oltre al suddetto ampliamento è necessario garantire anche la continuità nell’utilizzo futuro delle centrali esistenti. Occorre quindi evitare che vengano dismessi impianti attualmente operativi e sensati dal punto di vista economico oppure che sia tagliata un’ampia parte della loro capacità produttiva a seguito dell’adozione di norme ambientali più severe.
L’EnDK è impegnata affinché nel periodo invernale sia disponibile e utilizzabile sufficiente energia elettrica prodotta in Svizzera, in modo tale da garantire in qualsiasi momento la sicurezza dell’approvvigionamento. In quest’ottica, le tecnologie rinnovabili rivestono la massima priorità. In caso di effettiva necessità di risorse di back-up da fonti fossili, esse dovranno almeno compensare le proprie emissioni di CO2 nel breve termine e, in un’ottica di medio periodo, dovranno operare con un impatto CO2 completamente neutro.
Motivazione: nel semestre invernale la Svizzera dipende già oggi dall’importazione di energia elettrica. Tale dipendenza è destinata ad aumentare ulteriormente a causa sia dell’elevata quota di fotovoltaico prevista nel mix energetico, sia dell’elettrificazione della produzione di calore. Al contempo verrà a mancare l’attività di generazione delle centrali nucleari nel periodo invernale. Sulla scorta delle sfide analoghe con cui sono chiamati a confrontarsi anche i Paesi confinanti con la Svizzera e a causa dell’assenza di un accordo sull’energia con l’UE, la disponibilità delle importazioni di energia elettrica non è garantita. Per questo motivo è essenziale puntare con decisione sul potenziamento della produzione e sulla disponibilità di energia elettrica da fonti rinnovabili, così come sulle risorse immagazzinate e utilizzabili durante il semestre invernale.
L’EnDK si prodiga per un rapporto regolamentato con l’UE in materia di energia. È necessario un accordo sull’energia elettrica o una soluzione equivalente affinché il commercio possa funzionare in maniera efficace e si possa garantire la stabilità della rete nel quadro dell’interconnessione europea.
Motivazione: un’autarchia completa della Svizzera nell’approvvigionamento di energia ed elettricità non è né opportuna né attuabile. Affinché la sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera sia garantita, anche in futuro saranno necessari il commercio e la gestione coordinata delle reti con l’UE e con i Paesi confinanti. Solo se la Svizzera è pienamente integrata nel commercio europeo potrà far valere i propri asset nell’ottica di un sistema complessivo europeo. Per la stabilità della rete interconnessa europea è quindi fondamentale una stretta collaborazione fra i gestori di rete. Senza un accordo sull’energia o una convenzione equivalente, sia la partecipazione alle piattaforme di negoziazione sia il coinvolgimento della Svizzera nella pianificazione della rete e nel calcolo delle capacità-limite subiranno una forte erosione.
L’EnDK si impegna affinché la rimodulazione del sistema energetico venga finanziata in modo sostenibile, tenendo in considerazione un opportuno equilibrio a livello regionale e sociale. I Cantoni partecipano a questo finanziamento entro i limiti delle loro possibilità.
Motivazione: è necessario creare consapevolezza nella politica e tra la popolazione che la rimodulazione del sistema energetico e la decarbonizzazione comporteranno degli oneri. Oltre alla trasparenza sui costi (che devono sempre essere sempre raffrontati con quelli di un eventuale scenario di inerzia e quindi dello status quo) è indispensabile una discussione politica sulla ripartizione di tali costi e sul ruolo dei singoli livelli statali. Nel caso in cui i costi vengano riversati sui consumatori, è necessario tenere opportunamente conto delle differenze a livello regionale e sociale. Soltanto in questo modo l’attuazione della politica energetica e climatica godrà del necessario grado di accettazione e del relativo appoggio da parte della popolazione.
L’EnDK si impegna affinché nella ponderazione degli interessi tra tutela dell’ambiente e benefici della produzione di energia da fonti rinnovabili si tenga debitamente conto di fattori quali la sicurezza dell’approvvigionamento, le modalità di generazione di energia rinnovabile così come il contributo a lungo termine alla tutela del clima.
Motivazione: nella realtà operativa, molti progetti necessari per il raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici vengono attualmente differiti o impediti per motivi di protezione del paesaggio o della biodiversità, così come di tutela dei monumenti storici, urbanistica, diritto fondiario rurale o inquinamento fonico. Tuttavia non si tiene conto a sufficienza della portata a lungo termine di questi progetti per la tutela del clima, dell’ambiente e della biodiversità. L’ampliamento della produzione di energie rinnovabili sostituisce infatti impianti di generazione vetusti e sistemi dannosi per l’ambiente e non alimentati con fonti rinnovabili, e costituisce quindi un contributo a favore dell’ambiente e della biodiversità, in particolare nella lotta al riscaldamento climatico. È pertanto necessario trovare un nuovo punto di equilibrio nella ponderazione degli interessi tra tutela dell’ambiente e vantaggi della produzione di energie rinnovabili, ma anche tra i vari interessi di tutela.
L’EnDK si impegna a favore di reti orientate al futuro. In quest’ottica, per l’elettricità risultano quindi necessarie una rete ad alta tensione ben strutturata e stabile così come reti di distribuzione intelligenti e in grado di operare con un pricing dinamico; ove opportuno, queste devono essere dotate di sistemi di accumulo e permettere la distribuzione a basso costo dell’energia elettrica prodotta nel quartiere. Le reti di gasdotti devono essere ridimensionate nella misura del possibile o, in alternativa, modificate affinché in futuro vengano utilizzate per l’idrogeno verde. Laddove opportuno, le reti di riscaldamento locale e di teleriscaldamento, così come le reti di anergia, devono essere ampliate il più rapidamente possibile.
Motivazione: reti di trasmissione stabili sono una condizione imprescindibile per un approvvigionamento energetico sicuro. Il loro mantenimento e ampliamento deve essere quindi opportunamente garantito. In prospettiva futura, l’aumento sia della produzione decentralizzata di energia elettrica (impianti fotovoltaici) sia dei consumi (mobilità elettrica e pompe di calore) negli edifici comporterà anche nuove sfide per la rete di distribuzione. Quest’ultima deve essere dunque strutturata in modo tale da permettere di gestire al meglio i fattori di flessibilità. In primo luogo occorrono quindi una rete «intelligente» e, sulla scorta di tale rete, segnali di prezzo in grado di rispecchiare i colli di bottiglia e consentire un impiego orientato al mercato di tali fattori di flessibilità.
Oltre alla rete elettrica, anche quella dei gasdotti dovrà evolversi in una nuova direzione. In futuro non saranno infatti più necessarie tutte le ramificazioni attuali dei gasdotti, dato che il (bio)gas verrà ancora impiegato per il riscaldamento soltanto in casi eccezionali. Potrebbero invece crearsi nuove possibilità di utilizzo, che a loro volta rendono necessario un aggiornamento tecnologico per il trasporto di idrogeno verde.
Si profila infine un elevato potenziale per le reti di riscaldamento locale e di teleriscaldamento, in particolarmente nelle aree densamente popolate. Tali reti devono essere tuttavia realizzate il prima possibile, affinché la loro convenienza economica non si riduca ulteriormente a causa della diminuzione delle densità di allacciamento, dovuta a sua volta alla contestuale rapida crescita delle soluzioni decentralizzate (in particolare delle pompe di calore). In parallelo devono essere ampliate anche le reti anergetiche, soprattutto per l’estrazione di calore dall’acqua di falda.
L’EnDK si impegna a favore della ricerca e dello sviluppo di tecnologie nuove ed esistenti, ad esempio per quanto riguarda l’accumulo di energia, la geotermia, la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde in prospettiva futura, così come l’abbattimento delle emissioni di CO2 mediante tecnologie di cattura dell’anidride carbonica dagli impianti e successivo stoccaggio (CSS) o tecnologie che sequestrano in modo duraturo il CO2 dall’atmosfera (NET). L’EnDK è votato allo sviluppo di nuovi combustibili sintetici rinnovabili, da utilizzare prevalentemente negli ambiti in cui ciò risulta opportuno dal punto di vista del sistema globale. I Cantoni sostengono inoltre iniziative e attività volte a contrastare la carenza di forza lavoro specializzata nel settore dell’energia.
Motivazione: non è possibile elettrificare e/o decarbonizzare completamente tutte le applicazioni. Servono dunque ulteriori tecnologie in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi prefissati. In questo novero rientrano sicuramente le tecnologie legate all’idrogeno, benché rispetto all’utilizzo diretto dell’elettricità abbiano un’efficienza minore. Tali soluzioni devono essere pertanto utilizzate principalmente laddove non esistono alternative, ad esempio nei processi industriali ad alte temperature, nel trasporto pesante, nella navigazione e nell’aviazione o eventualmente anche per lo stoccaggio stagionale dei picchi di elettricità rinnovabile mediante la tecnologia «power to gas».
Le restanti emissioni di CO2, pressoché inevitabili, possono essere poi catturate con i sistemi NET/CCS. A tale scopo è però necessario puntare ancora su ricerca e sviluppo, in particolare per incrementare la convenienza di queste tecnologie in termini di costi.
Affinché la svolta energetica possa essere coronata da successo, serve anche una platea sufficientemente ampia di personale qualificato. Già oggi si delinea una carenza cronica di queste figure professionali e la tendenza generalizzata sembra indicare una loro ulteriore rarefazione. Sono quindi imprescindibili opportuni sforzi per contrastare la mancanza di forza lavoro specializzata nel settore energetico. Di concerto con altre conferenze, l’EnDK intende impegnarsi a fondo in questo ambito.
Politica energetica nell’ambito degli edifici
Per la politica energetica nell’ambito degli edifici la competenza primaria spetta ai Cantoni. Questo principio è sancito esplicitamente nella Costituzione federale (art. 89 cpv. 4 Costituzione federale). Ai Cantoni competono quindi sia la definizione del quadro normativo per il consumo di energia negli edifici, sia l’attuazione delle relative misure.
In Svizzera gli stabili sono responsabili di circa il 40% del consumo di energia e di circa un terzo delle emissioni di CO2. Il settore degli edifici è quindi di primaria importanza per il raggiungimento dell’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.
Nell’agosto 2022 i membri della Conferenza dei direttori cantonali dell’energia (EnDK) hanno approvato un articolato documento in materia di politica energetica degli immobili. La «Politica degli edifici 2050+» descrive i principi strategici dei Cantoni in materia di politica energetica e climatica necessari per rispettare i valori soglia previsti dalla Confederazione nel settore degli edifici entro il 2050.
Per raggiungere tali obiettivi, al più tardi dal 2030 non sarà più consentita l’installazione di sistemi di riscaldamento a combustibili fossili negli edifici nuovi ed esistenti. Tali sistemi di riscaldamento hanno infatti una durata di vita utile di 20 anni. I Cantoni intendono dare il buon esempio e, ogniqualvolta risulti possibile, per i propri edifici si prefiggono di passare alle energie rinnovabili già prima di tale termine.
Inoltre, per l’approvvigionamento di energia della Svizzera sarà sempre più importante che gli edifici stessi possano produrre energia elettrica attraverso fonti rinnovabili (prevalentemente mediante impianti fotovoltaici installati sui tetti e sulle facciate). L’edificio diventa così un vero e proprio del polo energetico, che non solo consuma energia per le applicazioni abituali, bensì utilizza con frequenza sempre maggiore le nuove applicazioni elettriche, ovvero produce e accumula energia elettrica in modo autonomo.
La «Politica degli edifici 2050+» si basa sulle Prospettive energetiche 2050+ dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) e ne recepisce i valori target energetici per il settore degli edifici. Nello scenario di «saldo netto pari a zero» (zero netto), le Prospettive energetiche 2050+ analizzano infatti uno sviluppo del sistema energetico che sia compatibile con l’obiettivo a lungo termine di zero emissioni nette di gas serra nel 2050 e che garantisca al contempo un approvvigionamento energetico sicuro.
Sulla base delle Prospettive energetiche 2050+ la Conferenza dei direttori cantonali dell’energia (EnDK) ha approvato sei principi che rappresentano le leve essenziali per il raggiungimento degli obiettivi nel settore degli edifici.
I nuovi edifici hanno in linea generale un’efficienza energetica elevata. Negli stabili con un isolamento termico insufficiente è necessario migliorare l’efficienza energetica.
I nuovi edifici sono autosufficienti in termini di approvvigionamento di calore da fonti rinnovabili. Negli edifici esistenti si installano soltanto sistemi di riscaldamento alimentati da energie rinnovabili. Al più tardi dal 2050 tutti gli edifici dovranno operare senza emissioni di CO2.
Gli edifici sia nuovi che esistenti si autoalimentano in una misura adeguata con elettricità rinnovabile prodotta in loco, tenendo conto anche della quota necessaria per la generazione di calore e per l’elettromobilità. Gli incentivi promuovono l’ulteriore diffusione su ampia scala degli impianti fotovoltaici su superfici idonee degli edifici.
Per una gestione ottimale del parco immobiliare si ricorre sempre più a tecnologie digitali.
Negli edifici esistenti di proprietà dei Cantoni si installano soltanto sistemi di riscaldamento alimentati da energie rinnovabili. Al più tardi dal 2040 tutti gli edifici di proprietà dei Cantoni dovranno operare senza emissioni di CO2. Sempre entro il 2040, gli edifici cantonali dovranno utilizzare le superfici idonee dell’involucro edilizio per l’installazione di impianti fotovoltaici, auto approvvigionandosi in misura congrua di energia elettrica da fonte rinnovabile.
I nuovi edifici presentano un consumo di energia grigia il più possibilmente ridotto durante il loro intero ciclo di vita, consentendo così di ridurre le emissioni di CO2 causate dalle attività di costruzione e manutenzione.