Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/14478

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tra maggio e ottobre 1997, l'Ufficio federale dei rifugiati ha registrato 291 domande d'asilo di cittadini della Repubblica democratica del Congo. Una decina adducono motivi direttamente in relazione con le attività connesse con il vecchio regime. La maggioranza ha chiesto la protezione del nostro Paese all'arrivo in un aeroporto. Nei casi sottoposti all'Alto Commissariato per i rifugiati (ACNUR) in applicazione della legge sull'asilo, questa istituzione ne ha raccomandato l'entrata in Svizzera. L'esame di queste domande dovrà stabilire la verosimiglianza delle peculiarità invocate, segnatamente l'identità, il grado di parentela, la funzione esercitata o l'attività militare svolta. Se le allegazioni sono accertate, è fatta salva l'applicazione delle clausole d'esclusione della qualità di rifugiato o dell'asilo.</p><p>Ancora prima della caduta del regime Mobutu, l'Ufficio federale degli stranieri (UFDS), d'intesa con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha emanato direttive intese a disciplinare la competenza in materia di concessione di visti ai cittadini dello ex-Zaire. Queste prevedono, nella stragrande maggioranza dei casi, l'accordo preventivo dell'UFDS, d'intesa con il DFAE, prima del rilascio di un visto. Dall'agosto 1997, l'Ambasciata di Svizzera nella Repubblica democratica del Congo è nuovamente abilitata a trattare sotto propria responsabilità le domande di concessione di visti, ad eccezione di quelle depositate da persone la cui presenza in Svizzera potrebbe rivelarsi indesiderata o mettere in pericolo la sicurezza interna ed esterna del Paese. Nel dicembre 1996, 2'693 cittadini dello ex-Zaire dimoravano in Svizzera ai sensi della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri. Il 31 ottobre 1997, il numero era di 2'716.</p>  Risposta del Consiglio federale.