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I redditi da capitale vanno sottoposti ad una maggiore pressione fiscale, oppure no? È a questa domanda che il popolo dovrà dare una risposta il prossimo 26 settembre. L'iniziativa "99%", promossa dalla Gioventù socialista e sostenuta dal PS e dai Verdi, intende infatti chiamare alla cassa i più ricchi. L'obiettivo finale è quello di ridistribuire in modo più equo il patrimonio che circola in Svizzera. Secondo gli iniziativisti, ad essere colpiti sarebbero circa 60mila persone, ossia l'1% della popolazione. Concretamente, afferma chi ha promosso l’iniziativa, si tratta di grandi azionisti che, facendo lavorare il proprio capitale, si arricchiscono sempre più; a scapito di chi invece deve arrivare a fine mese unicamente con i guadagni del proprio lavoro.
Contro questa proposta -oltre al Consiglio federale e alla maggioranza del Parlamento- si sono schierati i partiti borghesi e anche i verdi liberali. Per loro, il testo dell'iniziativa è troppo impreciso. Se fosse accolta, hanno spiegato vari comitati (politici ed economici), ad essere penalizzato sarebbe più dell'1% della popolazione. Molte piccole-medie imprese potrebbero trovarsi in difficoltà, anche per quanto riguarda le soluzioni di passaggio dell'azienda alla prossima generazione. Per il ministro delle finanze Ueli Maurer tassare di più il capitale porterebbe a minori investimenti, a una perdita di posti di lavoro e a un fuggi fuggi di capitali. In sostanza, la piazza economica svizzera perderebbe la propria attrattività.
Disuguaglianza e ridistribuzione in Svizzera: opinioni divergenti
Uno dei motivi principali che ha spinto i giovani socialisti a lanciare l'iniziativa è il fatto che la disuguaglianza tra i ricchi e il ceto medio-basso sia in forte crescita. Stando alla rivista Bilanz, la fortuna delle 300 persone più facoltose è passata dal 2003 al 2020 da 352 a 707 miliardi. L'1% della popolazione svizzera -sottolineano poi gli iniziativisti- detiene attualmente il 43 percento del patrimonio. Un'immagine -controbattono i contrari- che è solo parziale. Lo stesso 1% -affermano- paga il 40% dell'imposta federale. Stando a Ueli Maurer, poi, la ridistribuzione, in Svizzera, funziona già: con la progressione fiscale e attraverso le prestazioni sociali (AVS, AI e assicurazione contro la disoccupazione), alimentate soprattutto dai più ricchi.
Ma cosa vuole concretamente l'iniziativa?
L'iniziativa mira ad aumentare l'imposizione dei redditi da interessi, dividendi, affitti o guadagni dalla vendita di immobili. Oltre una determinata soglia (gli iniziativisti parlano, indicativamente, di 100mila franchi) i redditi da capitale verrebbero tassati una volta e mezza. Gli introiti supplementari (10 miliardi, stando alle loro stime) andrebbero a favore di chi guadagna poco e del benessere sociale.
Per i contrari, tutte queste cifre non sono per nulla certe. Il testo dell'iniziativa, affermano, non fissa infatti una soglia precisa, a partire dalla quale i redditi da capitale verrebbero tassati una volta e mezza. Non spiega nemmeno in modo esplicito la tipologia dei redditi sottoposta a maggior tassazione e non indica, infine, chi potrebbe approfittare degli introiti supplementari. Non potendo quantificare questo gettito aggiuntivo, anche la cifra di 10 miliardi -sempre per i contrari- è tutt'altro che certa.