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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella sua risposta alla mozione Widrig (98.3389) il Consiglio federale aveva sottolineato che la tariffa di reprografia allora in vigore sarebbe scaduta alla fine del 2001 e che la nuova tariffa sarebbe stata negoziata tra ProLitteris e le associazioni degli utenti. Tale nuova tariffa è entrata in vigore il 1° gennaio 2002 e scadrà il 31 dicembre 2006. I negoziati con la ProLitteris hanno visto la partecipazione di ben 36 associazioni e organizzazioni degli utenti. Le PMI erano rappresentate dall'USAM e dal DUN (Federazione degli utenti di diritti d'autore e di diritti di protezione affini) e da "economiesuisse".</p><p></p><p>Nonostante la struttura di base della tariffa sia rimasta inalterata, sono state apportate delle modifiche in base alle esperienze raccolte nel corso degli ultimi anni. In questo modo, il numero minimo di dipendenti necessario per l'applicazione della tariffa è stato aumentato per numerosi settori economici. Di conseguenza, circa 5000 utenti saranno esonerati dal pagamento della tassa. In seguito ad aspri negoziati, la nuova tariffa è stata accettata da tutte le parti che vi hanno partecipato. Inoltre, anche le organizzazioni che rappresentano le PMI hanno espresso il loro accordo in maniera esplicita. La nuova tariffa è stata sottoposta per approvazione alla Commissione arbitrale federale per la gestione dei diritti d'autore e dei diritti di protezione affini, la quale, a sua volta, ha consultato il Sorvegliante dei prezzi. Quest'ultimo non ha espresso particolari osservazioni considerato il fatto che la tariffa è il risultato di un accordo unanime tra le parti. Visto che tutte le parti considerano essere ragionevoli sia la struttura della tariffa che le tasse fissate, la Commissione arbitrale ha approvato la tariffa con decisione del 21 novembre 2001. Inoltre, il fatto che non sia stato depositato alcun ricorso di diritto amministrativo dimostra che nessuna organizzazione ha contestato tale decisione. La tariffa è stata pubblicata nel FOSC del 27 dicembre 2001 (n° 250 pag. 10241 segg.) ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2002. Inoltre, è reperibile nel sito della ProLitteris (www.prolitteris.ch).</p><p></p><p>Nella sua presa di posizione relativa alla mozione Widrig, il Consiglio federale si era dichiarato disposto, nel quadro del suo mandato, ad adeguare la legge sul diritto d'autore (LDA) alle nuove tecnologie della comunicazione, a valutare l'eventualità d'introdurre un sistema di riscossione indiretto prevedendo una tassa sull'apparecchio di riproduzione ("Geräteabgabe"). Nell'estate 2000, l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale ha elaborato un avamprogetto di revisione parziale della LDA nel quale presenta una siffatta proposta come base di discussione (art. 20 cpv. 2 dell'avamprogetto). Tuttavia, considerata l'unanimità di consensi nei confronti della nuova tariffa, attualmente non sembra necessario proseguire su questo cammino.</p><p></p><p>2. In risposta alla mozione Widrig, il Consiglio federale ha già precisato che non sarebbe possibile prevedere una licenza gratuita per le fotocopie di opere protette effettuate a fini d'informazione interna o di documentazione in seno alle aziende. Infatti, permettere alle aziende di effettuare tali fotocopie senza richiedere una rimunerazione come contropartita pregiudicherebbe la garanzia della proprietà di cui beneficiano anche i titolari dei diritti d'autore. Tale gratuità violerebbe altresì gli impegni internazionali che legano la Svizzera, segnatamente in virtù della Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche. Di conseguenza, occorre introdurre un sistema di remunerazione per questo tipo di utilizzo.</p><p></p><p>Nel settore dell'utilizzo di massa soltanto un sistema forfetario permette una formula praticabile sia per gli utenti che per la società di gestione responsabile della riscossione. Infatti, se ci si volesse basare unicamente sull'utilizzo effettivo di opere protette, occorrerebbe esigere da parte degli utenti un resoconto dettagliato di tutti i documenti da essi fotocopiati. Tale prassi sarebbe estremamente fastidiosa ed esosa in termini di costi amministrativi e avrebbe come conseguenza l'obbligo da parte degli utenti di fornire sistematicamente la prova di ciò che fotocopiano o no, prassi questa che sembra molto più impegnativa rispetto al pagamento di una modica somma forfetaria annuale calcolata in base al tipo e alla dimensione dell'azienda. Tale sistema è stato dunque scelto non soltanto per facilitare il lavoro delle società di gestione ma anche la vita degli utenti. Inoltre, occorre precisare che all'atto di calcolare l'importo della somma forfetaria è stato tenuto in considerazione il fatto che soltanto una minima percentuale della totalità delle fotocopie effettuate interessa realmente le opere protette. Il Consiglio federale aveva già reso noto tale questione nella sua presa di posizione relativa alla mozione Imhof (99.3347). </p><p></p><p>È errato sostenere che la legge non prevede alcuna via di ricorso. Da una parte, le associazioni degli utenti partecipano appieno all'elaborazione delle tariffe: nell'ambito della negoziazione esse partecipano alle discussioni e al momento dell'approvazione esse fanno parte della Commissione arbitrale che è un organo paritetico. D'altra parte, gli utenti possono depositare un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale contro le decisioni della Commissione arbitrale. Inoltre, l'utente ha la possibilità, a livello individuale, di ricorrere alla giurisdizione civile. È sulla scorta di una tale azione individuale che il Tribunale federale ha confermato la struttura attuale della tariffa di reprografia che non permette di basarsi sull'utilizzo effettivo (cfr. DTF 125 III 141).</p><p></p><p>3. ProLitteris è in possesso di un'autorizzazione, concessale dall'autorità di sorveglianza, l'Istituto Federale della Proprietà Intellettuale, che le permette di gestire i diritti d'autore. In questo contesto, essa deve, per legge, rispettare la parità di trattamento e quindi non può favorire alcun utente rinunciando al suo credito, anche in caso di rifiuto di pagamento. Di fronte a difficoltà nell'ambito dell'incasso, ProLitteris si è vista costretta a ricorrere ai servizi di un'azienda specializzata nella copertura dei crediti. Tuttavia, quest'ultima entra in scena soltanto quando gli sforzi di ProLitteris non conseguono i risultati sperati (invio della fattura e richiami) e, in ogni caso, agisce sotto la sorveglianza e la responsabilità di ProLitteris. Occorre sottolineare che il ricorso ad una ditta specializzata nella copertura non comporta un aumento delle spese per gli utenti poiché, in virtù dell'accordo tra ProLitteris e Intrum Justitia SA, quest'ultima non esige spese supplementari, ma versa soltanto il 50% del credito a ProLitteris. Il ripetuto rifiuto di pagare da parte di alcuni utenti non comporta quindi un aumento delle spese per questi ultimi, ma piuttosto ad una notevole diminuzione del guadagno di ProLitteris e di conseguenza dei titolari dei diritti.</p><p></p><p>4. ProLitteris, alla stregua della maggioranza delle società di gestione, è una società cooperativa i cui membri sono anche i titolari dei diritti d'autore. Essa esercita quindi i diritti dei suoi membri e ridistribuisce a questi ultimi le somme incassate una volta sottratte le spese amministrative. La LDA vieta alle società di gestione di perseguire uno scopo lucrativo. Conseguentemente, non è esatto parlare di una "commissione". </p><p></p><p>È vero che il 10% delle entrate sono versate alla Fondazione previdenziale a favore degli autori ed editori. La LDA riconosce esplicitamente tale possibilità visto che esige che una siffatta decisione sia emessa dall'organo supremo della società di gestione (art. 48 cpv. 2 LDA). Sono quindi i titolari di diritto che - per il tramite di una decisione dell'assemblea generale di ProLitteris del 28 giugno 1980 - hanno rinunciato volontariamente a incassare immediatamente una parte del loro reddito per esprimere la loro solidarietà e per finanziare un istituzione di previdenza. Altri gruppi di professioni hanno altresì la possibilità di contribuire alla creazione di un organo di previdenza: non vi è ragione di impedire ai titolari di diritti d'autore di fare altrettanto.</p>  Risposta del Consiglio federale.