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"Andate via adesso!". Le autorità statunitensi stanno ripetendo incessantemente in queste ore quest’affermazione per convincere i più recalcitranti a fuggire dalle zone che potrebbero essere investite a breve dall’uragano Florence, con i suoi effetti distruttivi. Si ritiene che questa calamità naturale sia la più intensa a investire la regione dai tempi del tifone Hugo, 25 anni fa.
Le operazioni di evacuazione dei centri abitati riguardano all’incirca 1,7 milioni di persone e sono iniziate già martedì in Carolina del Nord, Carolina del Sud, Virginia. Questi tre Stati della costa atlantica USA sono i più minacciati dal ciclone, classificato nella categoria 4 su una scala che ne conta 5: del resto i suoi venti soffiano a oltre 215 km/h.
"Il disastro è alle nostre porte e si appresta ad entrare", ha avvertito Roy Cooper, governatore della Carolina del Nord. Dal canto suo l’agenzia federale per le emergenze (la FEMA, sorta di protezione civile), rileva che "Florence sarà come un pugno di Mike Tyson assestato sui litorali", ricorrendo ad un’immagine pugilistica per descrivere la forza con cui l’uragano potrebbe colpire le regioni atlantiche statunitensi.