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Il pugile statunitense Floyd Mayweather è stato nominato da BoxRec - non senza discussioni - il più grande pugile della storia di questo sport.
Federer, Borg o Nadal, Pelè, Maradona, Messi o Ronaldo, Stenmark, Zurbriggen, Tomba o Hirscher, Gretzky, Lemieux o Makarov. Tutti gli sport si trovano più volte confrontati con il giudizio di chi è stato il più grande di sempre, e ogni volta, regolarmente, si accendono le discussioni tra chi parteggia per una parte e chi per un'altra, chi si basa su aspetti oggettivi e chi si lascia trascinare dalle emozioni, dai ricordi, da un'ideale di bellezza e forza. La boxe non fa eccezione.
Attraverso un complesso sistema di punteggio infatti, il sito specializzato BoxRec ha incoronato Floyd Mayweather numero 1 di sempre. Il 42enne ex pugile del Michigan ha ricevuto 2255 punti, 600 in più del secondo classificato, il filippino Manny Pacquiao.
Maywether in carriera ha combattuto 50 incontri vincendoli tutti. Nel 2017 sfidò proprio Manny Pacquiao vincendo ai punti al termine di uno dei match più belli della storia della boxe.
Per molti amanti del pugilato, i numeri - o perlomeno questi numeri - non possono definire da soli il più grande pugile di sempre. Mayweather davanti a Pacquiao, Muhammad Ali e Marvin Hagler ... un'insolenza, uno sgarbo alla storia.
Maywetaher non ha comunque perso tempo per far sapere di essere stato eletto il Numero 1 di sempre.
«I numeri non mentono - ha scritto il 42enne su Instagram - e BoxRec ha semplicemente detto la verità».
Immediata la risposta dei fans di Pacquiao e ll propagarsi di voci che dietro le quinte si stia già organizzando un grande ritorno, una rivincita della sfida andata in scena due anni fa e che vide lo statunitense prevalere sul filippino.
Alcuni esperti di boxe hanno voluto ricordare come nella classifica, o perlomeno ai primissimi posti di essa, sono stati dimenticati tre grandissimi pugili.
MIKE TYSON
Prima che Iron Mike diventasse preda di sostanze stupefacenti e di problemi di salute mentale, non c'era nessuno sulla faccia della Terra che potesse rivaleggiare con la sua forza, il suo coraggio e la sua veemenza sul ring.
Negli anni '80 e '90 Mike Tyson diventò il simbolo di uno sport, l'esempio del picchiatore dai pugni di piombo, dell'agilità e di una ferocia sportiva mai vista prima.
MARVIN HAGLER
Chiamato 'Il meraviglioso', il pugile di Newark combattè 67 incontri in carriera, vincendone 62 di cui 52 per ko. Dal 1980 al 1987 è stato l'indiscusso e imbattibile campione dei pesi medi, titolo che ha difeso per ben 11 volte prima di cadere sotto i colpi di Alan Minter.
Il leggendario incontro contro Tommy Hearns, andato in scena nell'aprile del 1985, è riconosciuto come il più grande match di sempre nella storia della boxe: un numero spaventoso di colpi dati e ricevuti, un esempio di coraggio e tecnica irripetuta. Al termine del primo round di questo incontro che è ricordato come 'The War' la folla del Caesars Palace si alzò in piedi per una lunga standing ovation. Hagler vinse l'incontro al terzo round, stendendo il coriaceo connazionale Hearns.
JOE CALZAGHE
Il pugile gallese ha combattuto in carriera 46 incontri nella categoria dei pesi super-medi vincendone 46, 32 per ko. Per 10 anni è stato l'imbattuto campione che ha difeso per 21 volte con successo la sua corona.
Calzaghe figura fuori dai primi 25 al mondo, lontanissimo da Mayweather che di incontri ne ha fatti solo tre in più. Per gli inglesi e non solo, una 'svista' incredibile.