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Nuovi segnali nell'industria farmaceutica svizzera, con Roche che sembra farsi più vicina a Novartis. "Se dovessero sussistere le giuste contingenze saremmo molto aperti riguardo a colloqui con Novartis, come lo saremmo anche con tutti gli altri attori" sul mercato, ha affermato il presidente della direzione di Roche, Severin Schwan, in dichiarazioni riportate oggi dal "Financial Times".
Le dichiarazioni di Schwan giungono a sole due settimane dall'annuncio di un cambio della guardia alla presidenza di Roche - Franz Humer lascerà il posto a Christoph Franz - e ad un mese dalla successione in casa Novartis di Daniel Vasella, con Jörg Reinhardt che ha assunto le redini del consiglio di amministrazione.
Si tratta di cambiamenti al vertice che seguono un "lungo e gelido" periodo di relazioni fra Humer e Vasella, commenta il "Financial Times". Vasella all'inizio degli anni Duemila aveva premuto per una fusione fra i due gruppi: Novartis aveva assunto una partecipazione importante in Roche, che oggi è arrivata al 33%. Ma Humer aveva risposto picche, ritenendo che il matrimonio fra i due giganti non fosse nell'interesse della sua azienda.
Qualcosa si sta ora muovendo? Per il momento Schwan ha detto al quotidiano economico che non vi sono state discussioni fra le due società riguardo alla partecipazione che Novartis detiene in Roche.
Ma che a Novartis sembra tornato l'appetito è testimoniato anche da quanto affermato di recente da un membro del Cda, Pierre Landolt: considerata in modo obiettivo una fusione fra i due rivali avrebbe senso, aveva spiegato alla "Basler Zeitung". Insieme Roche e Novartis diventerebbero il "campione farmaceutico europeo", sottolineava Landolt. Il manager aveva ammesso che un'unione del genere non sarebbe stata realizzata in quattro e quattr'otto. "Ma presto entrambe le aziende avranno un nuovo presidente. Questo dovrebbe rendere il dialogo più facile", aveva concluso.