Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/136858

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a esaminare e a riferire al Parlamento le possibilità di limitare, se necessario in collaborazione con altri Paesi, la forte dipendenza della Svizzera dal sistema finanziario statunitense.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Tutti i pagamenti in dollari americani vengono effettuati attraverso il sistema della banca centrale statunitense (FED). Per queste transazioni è obbligatorio rendere pubbliche tutte le informazioni inerenti alla banca che ha assegnato il mandato. In ogni caso le transazioni di banche svizzere possono pertanto essere identificate dalla FED e anche venire bloccate su ordine delle autorità statunitensi. I titoli statunitensi sono negoziati e gestiti nelle borse statunitensi. Queste ultime come pure i loro servizi di gestione possono identificare le transazioni effettuate da una banca svizzera ed eventualmente bloccarle su ordine delle autorità statunitensi. Quindi, nel caso dei pagamenti in dollari americani o di negoziazioni di titoli statunitensi, di fatto non è possibile attenuare questa dipendenza del sistema finanziario statunitense.</p><p>Anche l'istituzione di una stanza di compensazione di diritto pubblico per i pagamenti in dollari americani o per la negoziazione di titoli statunitensi in Svizzera oppure insieme a partner europei non può modificare questa situazione, poiché alla fine tutte le transazioni in dollari americani e le negoziazioni di titoli statunitensi devono essere eseguite attraverso un sistema americano.</p><p>Tuttavia, sarebbe possibile ridurre la dipendenza dal sistema finanziario statunitense se le banche svizzere non effettuassero più pagamenti in dollari americani né negoziazioni di titoli statunitensi per i loro clienti. Questo è però molto improbabile: nell'ambito dei servizi finanziari forniti alla clientela, alla maggior parte delle banche vengono richiesti pagamenti in dollari americani e la negoziazione di titoli statunitensi. Senza questi ultimi, soprattutto i clienti istituzionali come, ad esempio, le casse pensioni, dovrebbero limitare notevolmente la loro strategia d'investimento. Per motivi di concorrenza e riflessioni su prospettive di investimento, la maggior parte delle banche non adotterebbe tali misure.</p><p>3. Per quanto riguarda le agenzie di rating, quelle predominanti sono Standard &amp; Poor's, Moody's (entrambe statunitensi) e Fitch Ratings (UK), che detengono complessivamente una quota di mercato superiore al 90 per cento. Oltre alle suddette tre agenzie di rating, nel nostro Paese sono riconosciute solo la canadese DBRS (Dominion Bond Rating Service) e la svizzera fedafin della FINMA.</p><p>In base alle esperienze fatte con la crisi del debito, all'interno dell'UE era prevista la creazione di un'agenzia di rating europea, tra l'altro, per ridurre la dipendenza dalle tre grandi agenzie di rating. Il tema è oggetto di dibattiti anche all'interno di organizzazioni internazionali come il Financial Stability Board (FSB). Gli sforzi compiuti mirano, tra l'altro, a garantire per quanto possibile la loro indipendenza, trasparenza ed oggettività.</p><p>La Svizzera, in quanto membro dell FSB, partecipa a questo progetto e segue gli ulteriori sviluppi in quest'ambito.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.