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Disavanzi da record per la Svizzera
Nel 2020 e nel 2021 l’Amministrazione federale delle finanze (AFF) ha comunicato in una nota che la pandemia da Covid-19 e le conseguenti restrizioni hanno provocato la maggiore crisi economica per la Svizzera degli ultimi decenni.
Questo ha inciso profondamente sulle finanze pubbliche della Confederazione, dei cantoni e dei comuni, arrivando a disavanzi da record per la Svizzera.
Basti pensare che nel 2020 ci sono state ingenti perdite fiscali che hanno procurato un deficit per un 2,8% del PIL.
Vista la diminuzione delle entrate per Cantoni e Comuni, le spese e il disavanzo delle amministrazioni resta alto. Il deficit per le amministrazioni pubbliche potrebbe anche raggiungere quest’anno il 2,2% del PIL.
Ripresa in corso
C’è comunque una ripresa in corso, e se le cose continuassero così, si potrebbe normalizzare la situazione per il 2022, con eccedenze nei bilanci di chiusura per le amministrazioni pubbliche.
E’ vero anche che per quest’anno rimane una progressione dell’indebitamento, in tutti i settori, che potrebbe arrivare al 42,3% del PIL.
Questo è dovuto anche a tutti gli interventi pubblici per arginare le ripercussioni del Covid sull’economia, quindi i crediti Covid, le indennità per lavoro ridotto e perdita di guadagno, e gli aiuti per i casi di rigore.
Tuttavia, rispetto gli altri paesi il tasso di indebitamento rimane basso. Infatti il tasso di indebitamento per la zona euro è del 124,6%.
La media dell’Ocse indica uno 134,5% per l’anno 2021.
Secondo i parametri di Maastricht ci si aspetta un aumento del 28,1%.
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