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Giacomo del fu Martino Grossi di Intragna detta il suo testamento. Egli ordina che venga celebrato un annovale, per il quale il sacerdote celebrante dovrà ricevere ogni volta 12 imperiali, e che il sagrestano suoni la campana. A garanzia di tali disposizioni il testatore designa un appezzamento di terreno campivo nella campagna Intragna «ad Pixolos» a rimedio dell'anima sua, del padre e della madre. Lascia due vacche a Guglielmo Vasallo del fu Martino, al quale erano state pignorate. Stabilisce che vengano distribuiti ogni anno e a ogni bocca due pani ai poveri di Golino e Intragna per Natale. Lascia alla moglie Bertina l'usufrutto di tutti i beni e nomina erede universale il figlio Guglielmo, per metà, e il nascituro o la nascitura della moglie, per l'altra metà. Qualora gli eredi universali non vivano, lascia i suoi beni alla chiesa di S. Giorgio di Golino.
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