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Credit Suisse ha registrato un utile netto di 454 milioni di franchi nel terzo trimestre di quest'anno, contro 254 nello stesso periodo del 2012. Il risultato è inferiore alle attese degli analisti. Gli esperti interrogati dalla Reuters avevano pronosticato un utile netto di 700 milioni.
Senza tenere conto delle imposte il risultato ammonta a 685 milioni, contro 384 nel terzo trimestre 2012, ha indicato oggi il numero due bancario elvetico in un comunicato.
Il settore della gestione patrimoniale (Private Banking & Wealth Management), senza tenere conto delle imposte, tra luglio e settembre ha realizzato un utile di 1,01 miliardi di franchi, contro 936 milioni un anno prima. La raccolta netta di fondi si è attestata a 8,1 miliardi di franchi.
La divisione Investment Banking dal canto suo presenta un risultato in calo. Sempre senza tenere conto delle imposte, si è passati dai 483 milioni del terzo trimestre 2012 a 229 milioni. Il deludente risultato deriva da redditi in discesa negli affari con obbligazioni e altri titoli a reddito fisso. I proventi del comparto sono diminuiti del 42% a 833 milioni di franchi.
Visto l'andamento dei risultati, i vertici hanno deciso di rendere più incisivo il programma di risparmi. Entro il 2015 i costi dovranno scendere di 4,5 miliardi e non di 4,4 miliardi come indicato in precedenza, ha affermato oggi il Ceo Brady Dougan. D'altro canto la banca intende ridurre l'importanza degli affari nel settore dei titoli a reddito fisso e puntare maggiormente sulla gestione patrimoniale per la clientela facoltosa.
SDA-ATS