Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01274.jsonl.gz/889

BERLINO - Il mondo è nel mezzo di un declino democratico. Il controllo sulla corruzione è stagnante o peggiorato. E, secondo un rapporto, numerosi governi hanno sfruttato la pandemia per erodere i diritti umani e la democrazia.
La classifica stilata da Transparency International, che va da 180 a 0, dove la nazione con il valore più alto è la migliore e quella con il più basso la peggiore, mostra che i diritti, i controlli e gli equilibri non sono minacciati unicamente nei Paesi in cui ci sono una corruzione sistemica e delle istituzioni deboli. Al contrario riguarda sempre più le democrazie consolidate.
Dal 2012, si legge nel rapporto 2021, «il 90% dei Paesi è a un punto morto o è peggiorato nel punteggio delle libertà civili». Inoltre, la pandemia «è stata sfruttata da diversi governi come scusa per limitare le libertà fondamentali ed eludere importanti controlli ed equilibri». L'analisi fatta da Transparency si basa sul fatto che dove c'è più corruzione, c'è meno libertà.
Nell'indice di corruzione mondiale di quest'anno, Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda sono a pari merito le tre nazioni che gestiscono al meglio la corruzione (180). Nella top 10 figura anche la Svizzera. La peggiore è il Sudan del Sud (1), seguita da Siria (2) e Somalia (2).
Un'ondata di autoritarismo - A livello pandemico, la stragrande maggioranza dei governi in tutto il mondo ha messo in atto, nel combattere il virus, delle violazioni dei diritti moderate, questo vuol dire che possono essere ad esempio stati limitati i diritti di stampa, dei diritti non derogabili siano stati messi da parte o ancora siano state attivate delle misure discriminatorie.
Sul portale Varieties of democracy è possibile vedere che in Italia (42), Belgio (18) e Spagna (34) sono stati messi nel corso della pandemia dei paletti ai media e per questo figurano in quei Paesi in cui c'è stato un tipo di violazione moderato. La Svizzera è tra le dieci nazioni in cui non ci sono state violazioni dei diritti umani.
Per ciò che concerne l'Europa orientale e l'Asia centrale, nel rapporto di Transparency viene scritto che «dall'Albania al Kirghizistan ci sono un circolo vizioso di crescente autoritarismo, violazioni dei diritti umani e corruzione in cui leader hanno usato la pandemia di Covid-19 come pretesto per ridurre la supervisione e la responsabilità per gli appalti pubblici e la spesa per aiuti esteri». In particolare ci sono capi di stato che reprimono fortemente il dissenso e, celandosi dietro la battaglia contro il virus, «frenano i diritti e le libertà».
Ad esempio in Ungheria (73), si legge in un rapporto di Freddom House «una serie di misure di emergenza ha consentito al governo di governare per decreto nonostante i casi di Coronavirus nel Paese siano stati trascurabili fino all'autunno del 2020. Tra gli altri abusi di questi nuovi poteri, il governo ha ritirato l'assistenza finanziaria ai comuni guidati dai partiti di opposizione».