Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/179762

<h2>SubmittedText<h2><p>Le persone e i rifugiati ammessi provvisoriamente che vivono in Svizzera da oltre cinque anni devono essere interessati a una vera integrazione. Una semplice dichiarazione non basta; la disponibilità ad integrarsi significa, oltre ad apprendere la lingua locale e partecipare alla vita sociale, anche voler lavorare. Se un disoccupato svizzero non può dimostrare di essere seriamente alla ricerca di un lavoro, gli vengono ridotte le prestazioni. Questo sistema deve essere applicato anche alle persone e ai rifugiati ammessi provvisoriamente: se non scrivono candidature si vedono ridurre le prestazioni sociali. </p><p>Il Consiglio federale è pertanto pregato di rispondere alle domande seguenti sull'introduzione di un malus:</p><p>1. Quali Cantoni si assumono le loro competenze e riducono le prestazioni alle persone e ai rifugiati ammessi provvisoriamente renitenti o refrattari al lavoro (al massimo fino al soccorso d'emergenza minimo da garantire)?</p><p>2. Nei Cantoni che hanno introdotto un sistema malus vi sono già conseguenze degne di nota? In caso affermativo, di che tipo?</p><p>3. A quanto dovrebbe ammontare il suddetto malus per essere efficace?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza, secondo cui le persone provenienti dal settore dell'asilo con una prospettiva di restare a lungo in Svizzera vanno integrate in maniera rapida e duratura, in particolare sul piano professionale. L'impostazione dell'aiuto sociale può contribuire alla realizzazione di questo obiettivo.</p><p>Conformemente all'articolo 83 LAsi, le prestazioni di aiuto sociale vanno ridotte tra l'altro se una persona non si sforza di migliorare la sua situazione, ad esempio non accettando il lavoro assegnatole oppure sciogliendo il rapporto di lavoro. Secondo l'articolo 82 capoverso 1 LAsi l'attuazione di questa normativa spetta tuttavia ai Cantoni. In ragione di questa ripartizione delle competenze, il Consiglio federale non vede motivo di monitorare la prassi dei Cantoni o formulare raccomandazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.