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CARACAS - L'Accademia nazionale delle Scienze economiche del Venezuela (Ance) ha reso noto che il potere di acquisto della popolazione è crollato dell'80% nel primo semestre di quest'anno. Lo riporta il sito locale El Universal.
L'ente ha lanciato un allarme sulla ratifica da parte dell'esecutivo di Nicolas Maduro di politiche e misure che hanno contribuito al rafforzamento dell'iperinflazione nel Paese e di altri processi che hanno impoverito la popolazione venezuelana.
Secondo l'accademia, i decreti per l'aumento del salario minimo e dei bonus economici speciali «non hanno evitato il crollo del potere d'acquisto. Nel corso del 2017 sono stati decretati sette aumenti del salario minimo integrale, con un aumento totale del 778%», ha sottolineato l'Ance. «Tuttavia, l'inflazione registrata dall'Assemblea nazionale è stata del 2,616%, quindi il potere d'acquisto si è ridotto del 66,4%».
Durante la prima metà del 2018, «tre decreti di aumento hanno portato a una crescita dei salari del 552%, ma l'inflazione registrata alla fine di giugno ha superato la quota 4,500%. Pertanto, il potere d'acquisto è già diminuito di oltre l'80%», ha riferito l'istituto venezuelano.
«Sfortunatamente, non c'è la volontà politica di adottare le misure necessarie per sradicare questo flagello» dell'iperinflazione, dicono gli esperti, che esortano il governo di Maduro a «rettificare il più presto possibile le sue politiche, al fine di invertire il deterioramento disastroso delle condizioni di vita dei venezuelani».