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Gli accordi bilaterali con l'UE sono stati approvati essenzialmente perché la maggioranza dei votanti ritiene che la Svizzera debba restare aperta all'Europa. E' quanto emerge dall'analisi Vox sul voto dello scorso 21 maggio.
La larga approvazione degli accordi (67,2 percento di consensi) ha avviato una discussione vivace sul seguito da dare alla politica d'integrazione della Svizzera. Tra i punti controversi quello sulla percentuale di votanti che hanno approvato gli accordi per potere così liquidare definitivamente la questione dell'adesione della Svizzera all'Unione europea.
I dati resi pubblici dall'istituto di ricerca Gfs e dall'università di Berna dimostrano che soltanto il dieci percento dei votanti ha motivato la sua approvazione con la volontà di impedire una futura adesione. Quasi tutti i fautori dell'adesione hanno invece votato pure in favore degli accordi.
I dati indicano però anche che il 45 percento degli avversari di un'adesione hanno votato per gli accordi. Tra gli avversari meno determinati dell'adesione la proporzione di consensi per gli accordi bilaterali sale addirittura ai due terzi. La scelta degli oppositori all'adesione si è così rivelata decisiva per il risultato particolarmente chiaro della votazione del 21 maggio scorso.
Nel 1992, quando si votò sull'adesione allo Spazio economico europeo, soltanto il 28 percento degli oppositori all'adesione all'Ue avevano votato in favore dello Spazio economico.
Globalmente, il massiccio sì agli accordi è stato motivato dal fatto che la Svizzera deve rimanere aperta e non chiudersi nei confronti dell'evoluzione dell'Europa.
Tra coloro che hanno respinto i bilaterali è prevalsa la paura di una forte immigrazione. Il 38 percento ha detto di avere votato in favore per impedire una futura adesione all'Ue. Significativo il fatto che tre simpatizzanti dell'UDC su quattro abbiano bocciato gli accordi. La base di questo partito di destra ha così seguito la parola d'ordine delle sezioni cantonali, tra cui quella zurighese, e non le indicazioni della direzione nazionale.
Tra i cittadini con un titolo di apprendistato, privi cioè di istruzione superiore, il 65 percento ha votato per gli accordi bilaterali, ossia 19 percento in più di quanti votarono nel 92 per lo Spazio economico europeo.
I dati pubblicati rivelano che le opinioni dei votanti si sono formate molto rapidamente. Il 60 percento si era già deciso sei settimane prima dello scrutinio. Soltanto il sei percento ha detto di avere cambiato opinione durante la campagna. In questa categoria figurano soprattutto persone che si sono lasciate convincere dai fautori di un sì agli accordi bilaterali.
Infine, le ragioni del successo del sì variano a seconda delle regioni. Nella Svizzera tedesca ci si aspetta soprattutto un'apertura generale del Paese e una serie di vantaggi economici.
In Romandia oltre la metà degli interrogati ha detto di aver approvato gli accordi perchè è favorevole all'adesione all'UE. Hanno avuto un peso anche i vantaggi per l'economia e la possibilità di studiare e lavorare all'estero.
swissinfo e agenzie
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