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18 giugno 2000, Tigers Wood vince il suo primo US Open con la partita più dominata di sempre
Alle nostre latitudini il golf non è propriamente lo sport più seguito e conosciuto, ma quando spunta il nome di Tiger Woods, sono in pochi coloro che non sanno a chi ci stiamo riferendo.
Nato a Cypress (California), Eldrick Tont “Tiger” Woods è infatti il golfista di maggior successo di tutti i tempi, definizione a cui si aggiunge l’invidiatissimo titolo di atleta più pagato del mondo che il 37enne ha mantenuto per diversi anni stando alle classifiche pubblicate da Forbes. Secondo la nota testata, inoltre, Woods è stato il primo sportivo della storia ad aver superato la soglia di 1 miliardo di dollari di guadagni.
La sua carriera da professionista è iniziata nel 1996, ma una delle date più importanti del suo percorso da assoluto dominatore del mondo del golf coincide a quella di oggi, 18 giugno. Esattamente 13 anni fa, infatti, Tiger Woods ha vinto per la prima volta gli US Open, ottenendo uno storico successo che lo aveva visto terminare le 18 buche con 15 colpi di vantaggio dal secondo classificato, lo spagnolo Miguel Angel Jimenez.
Oltre a regalargli l’ambito trofeo, con quello scarto di 15 colpi Tiger Woods si rese protagonista della partita più dominata dal vincitore nell’intera storia dei “major championship”, conferendo così un’importanza insospettabile alla 100esima edizione degli US Open giocati a Pebble Beach. Il 2000 si confermò un anno speciale per l’intero mondo del golf quando Tiger riuscì ad ottenere anche la sua sesta vittoria consecutiva, superando così il record stabilito addirittura nel 1948.
A soli 24 anni, grazie anche alla vittoria ottenuta quel 18 giugno agli US Open, Tiger Woods divenne il più giovane golfista di sempre (aveva 24 anni) ad ottenere il Career Grand Slam, titolo simile a quello esistente nel tennis che indica la vincita di tutti i “major championships” nello stesso anno.
Il 2000 si concluse con il golfista americano capace di sbriciolare ogni record di punteggio della storia del massimo circuito mondiale, ottenendo lo score più basso di sempre e venendo nominato come "sportivo dell’anno" dalla prestigiosa rivista Sports Illustrated.