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MOUNTAIN VIEW - Già nei guai negli Usa, dove tutti e 50 gli Stati hanno annunciato un'indagine antitrust per sospetto di abuso di posizione dominante, Google ha deciso di risolvere un'altra grana almeno al di qua dell'Atlantico.
Per liberarsi di due contenziosi aperti dall'amministrazione francese, il gigante di Mountain View, sotto tiro ormai da tempo in Europa per le sue politiche fiscali, ha accettato di versare al fisco quasi un miliardo di euro.
Gli accordi raggiunti con la Francia sono due: il primo da 500 milioni per chiudere un'inchiesta penale su una presunta frode fiscale e un secondo per pagare altri 465 milioni di tasse arretrate. Secondo l'accusa la controllata irlandese di Google non aveva remunerato adeguatamente la sua consociata in Francia, riducendo l'imponibile fiscale a Parigi tra il 2011 e il 2016.
L'accordo con Google, che riconosce i fatti sottostanti all'inchiesta ma non contiene un'ammissione di colpevolezza, è stato approvato dal giudice Jean-Michel Hayat e diventerà definitivo se entro dieci giorni Google non farà marcia indietro.
Quella della Francia contro i giganti del web è una guerra che sta progressivamente acuendosi. Il ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, si è rifiutato anche oggi di autorizzare lo sviluppo in Europa della Libra, la criptomoneta che Facebook intende lanciare nel 2020. E il primo gennaio scorso Parigi ha introdotto una web tax del 3% sulle aziende con un fatturato globale superiore ai 750 milioni di euro.