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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I negoziati in corso relativi all'Accordo sugli scambi di servizi (GATS/AGCS) fanno parte del programma negoziale integrato, deciso nell'ambito degli accordi sull'Uruguay-Round del 1994, e sono stati ripresi nel ciclo di conferenze di Doha. I servizi ammontano a quasi il 70 per cento del prodotto nazionale lordo della Svizzera e costituiscono la principale fonte di occupazione, in particolare per personale qualificato. In numerosi settori dei servizi l'economia svizzera è molto competitiva sul piano internazionale. A livello mondiale, i servizi continuano a essere la principale fonte di crescita e di occupazione. Nella maggior parte dei casi essi contribuiscono direttamente al miglioramento delle infrastrutture o del benessere delle popolazioni e di conseguenza svolgono una ruolo trainante nello sviluppo. Il Consiglio federale ritiene che i negoziati GATS 2000 costituiscano una priorità non soltanto per quanto concerne gli interessi commerciali della Svizzera, ma anche perché esso è consapevole che uno sviluppo armonioso ed equilibrato del settore dei servizi è utile a tutte le regioni dell'intero Paese. È del resto l'interesse generale manifestato dal Membri nei confronti del GATS a spiegare che, dal 1994, i lavori in questo settore sono avanzati, sicuramente in modo progressivo, senza però eccessivi intoppi.</p><p>L'articolo XIX dell'Accordo GATS stabilisce le fasi successive dei negoziati e ne disciplina le modalità. Questo articolo tratta proprio le preoccupazioni sollevate dall'interpellanza. Il testo in questione, giuridicamente vincolante per tutti i membri dell'OMC, tra cui la Svizzera, precisa che il processo di liberalizzazione degli scambi di servizi:</p><p>"... si svolge nel debito rispetto degli obiettivi di politica nazionale e del livello di sviluppo dei singoli Membri, sul piano generale e in singoli settori. È riservata un'adeguata flessibilità ai singoli Paesi in sviluppo Membri per quanto concerne l'apertura di un numero più limitato di settori, la liberalizzazione di un numero inferiore di transazioni, l'ampliamento progressivo dell'accesso ai loro mercati, in linea con i rispettivi livelli di sviluppo ...".</p><p>Questo testo riflette la volontà dei Paesi Membri, industrializzati e in sviluppo, di mantenere il loro margine di manovra interno, avviando contemporaneamente un processo di liberalizzazione progressiva degli scambi di servizi. Il GATS concerne soltanto l'accesso al mercato da parte di prestatori di servizi esteri e la non discriminazione di questi ultimi da parte delle autorità del Paese ospitante, fissando un quadro in cui i Membri possono assumere impegni negoziati individualmente e secondo la loro scelta. Anche quando uno Stato prende un impegno specifico in un determinato settore, il GATS gli lascia la libertà di applicare in tale settore le proprie legislazioni nazionali - ammesso che non siano discriminatorie - ai prestatori di servizi nazionali ed esteri. In tal modo il GATS protegge da un lato la prerogativa dei Membri di applicare le loro politiche di servizio pubblico, mentre dall'altro accorda un trattamento differenziato ai Paesi in sviluppo. Il GATS non ha ripercussioni sulle basi del servizio pubblico in Svizzera.</p><p>1. Nell'ambito dell'Accordo GATS, la Svizzera ha sottoscritto impegni nei seguenti settori:</p><p>* servizi alle imprese;</p><p>* servizi di comunicazione;</p><p>* servizi di costruzione e di ingegneria;</p><p>* servizi di distribuzione (commercio all'ingrosso e al dettaglio);</p><p>* educazione;</p><p>* servizi nel settore dell'ambiente;</p><p>* servizi finanziari (banche e assicurazioni);</p><p>* turismo e viaggi;</p><p>* servizi ricreativi e sportivi;</p><p>* trasporti.</p><p>La Svizzera non ha assunto alcun impegno per i servizi nel settore ospedaliero e nel settore degli audiovisivi. Essa ha ottenuto dagli altri Paesi industrializzati impegni di entità uguale ai suoi, tra l'altro nei settori importanti per le esportazioni svizzere di servizi.</p><p>Gli impegni assunti sono e resteranno giuridicamente vincolanti, ma non pregiudicano le nostre posizioni nell'ambito dei negoziati futuri.</p><p>2. Il campo d'applicazione dei negoziati GATS 2000 è definito negli accordi del 1994 e non esclude a priori alcun settore. Spetta quindi a ogni Paese il compito di decidere, in base alle richieste ricevute dai suoi partner, in quali settori intende assumere impegni. In particolare, ogni Paese ha la sua propria definizione di servizio pubblico e può anche mantenerla. Numerosi Paesi, ad esempio, hanno optato per una privatizzazione del servizio postale (ad es. Nuova Zelanda, Svezia, Finlandia) o per un mercato delle telecomunicazioni interamente soggetto alla concorrenza (ad es. Norvegia, Stati Uniti). Tali scelte sfuggono all'influsso del GATS e dei suoi Membri.</p><p>Le modalità dei negoziati sono stabilite negli accordi GATS e i suoi Membri, tra cui la Svizzera, le hanno approvate. Queste non dovrebbero essere modificate in un prossimo futuro, in quanto l'accordo è stato concluso di recente. Come i suoi partner, la Svizzera agirà essenzialmente tramite le sue richieste nazionali.</p><p>Gli interessi svizzeri all'esportazione, e di conseguenza i settori prioritari nelle nostre richieste, sono i servizi finanziari (banche, assicurazioni), i servizi nel settore dell'ambiente, la logistica, il settore alberghiero e, in generale, i servizi destinati a una determinata clientela, come le imprese e i Governi. Attualmente la Svizzera ha pochi interessi offensivi, oltre agli impegni già assunti dai nostri partner, in settori come l'educazione, la sanità, i trasporti ferroviari e stradali, la posta, le comunicazioni e gli audiovisivi. Considerando inoltre la nostra concezione attuale del servizio pubblico, non è assolutamente necessario presentare richieste di accesso al mercato in questi settori.</p><p>3. Come emerge tra l'altro dalla citazione surriferita, il GATS è uno strumento flessibile che stabilisce un quadro affinché i Membri possano assumere impegni propri e decisi in modo sovrano in funzione della loro situazione nonché delle loro priorità e degli obiettivi politici. Secondo l'articolo I.3 lett. (b) del GATS, sono esclusi dal campo d'applicazione dell'accordo i servizi forniti nell'esercizio del potere governativo. Il preambolo del GATS riconosce il diritto dei Membri di fissare i loro obiettivi politici e di disciplinare o di introdurre nuove regolamentazioni. Nella dichiarazione di Doha (paragrafo 7) i ministri hanno riaffermato, ancora una volta, il diritto dei Membri di disciplinare e di introdurre nuove regolamentazioni in materia di fornitura di servizi.</p><p>Su questa base, la posizione difesa finora dalla Svizzera nel corso dei negoziati GATS 2000 è stata quella di ribadire che in particolare l'organizzazione dei sistemi della sanità e dell'educazione continuerà a essere stabilita in funzione delle priorità e delle politiche nazionali.</p><p>4. Le richieste dei Paesi Membri verranno presentate quest'estate. Alla luce di tali richieste i nostri negoziatori disporranno degli elementi per preparare una prima offerta svizzera. Seguiranno poi i negoziati. Soltanto al termine di questo esercizio sarà possibile stabilire l'offerta finale svizzera. In ogni caso il Consiglio federale, in questo processo, cercherà di ottenere la coerenza tra il quadro legislativo e gli obiettivi politici nazionali, da un lato, e i futuri impegni svizzeri nei confronti del GATS dall'altro.</p><p>5. L'accordo GATS è un accordo flessibile, fondato su liste nazionali negoziate individualmente da ogni Paese secondo le proprie circostanze e possibilità nonché in funzione dei suoi interessi difensivi e offensivi. Per questo motivo, gli impegni assunti divergono profondamente a dipendenza del livello di sviluppo dei Paesi membri: si va da una pagina, per certi Paesi meno progrediti, a diverse dozzine di pagine nel caso dei Paesi industrializzati. Inoltre l'accordo GATS, che è stato adottato consensualmente da tutti i Paesi, compresi i Paesi in sviluppo, contiene diverse disposizioni che riconoscono la situazione differente di questi ultimi (si veda sopra). Si tratta di un principio che è stato ribadito a Doha (paragrafo 15 della Dichiarazione).</p><p>Nel corso dei negoziati la Svizzera terrà debitamente conto di questo fatto e del grado di sviluppo di tali Paesi, come pure dell'importanza dei Paesi interessati quali mercati di sbocco per le esportazioni svizzere di servizi. Siccome si tratta di Paesi emergenti, il Consiglio federale ritiene che occorra indurli a impegnarsi in misura maggiore nell'ambito dell'OMC, come pure in seno al GATS, in particolare nei settori che rivestono un certo interesse per la Svizzera.</p><p>6. Come testé menzionato, il GATS è un accordo neutro in rapporto alla deregolamentazione del servizio pubblico: esso non obbliga alcun Paese né gli impedisce di regolamentare o di deregolamentare il proprio servizio pubblico. In tal modo ogni Membro ha seguito la sua strada in funzione dei propri interessi interni ed esterni, prendendo all'occorrenza i rispettivi impegni in modo sovrano. L'organizzazione e la copertura del servizio pubblico differiscono del resto in modo sensibile da un Paese all'altro, e non sono rigide.</p><p>La politica svizzera in materia di servizio pubblico continuerà a basarsi essenzialmente su considerazioni proprie, non mancando comunque di tenere conto degli sviluppi a livello internazionale.</p><p>7. In occasione dell'elaborazione dei mandati di negoziazione relativi al ciclo di conferenze di Doha, il Consiglio federale terrà debitamente conto delle pertinenti procedure di consultazione, in particolare quella delle Commissioni della politica estera delle due Camere federali e quella delle cerchie interessate (economia, partner sociali, Cantoni, Dipartimenti federali).</p>  Risposta del Consiglio federale.