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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Preambolo</p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole che il fuoco batterico può provocare danni ingenti nei frutteti svizzeri, nella fattispecie a meli, peri e cotogni. Nel 1962, poco dopo l'arrivo della malattia sul continente europeo, il Consiglio federale varava le prime misure inserendo l'agente patogeno, il batterio Erwinia amylovora (Burri) Winslow et al., nell'allegato I dell'ordinanza sulla protezione dei vegetali (RS 916.20). Questa ordinanza contempla le disposizioni atte a prevenire l'introduzione e la diffusione di malattie e fitofagi cosiddetti di quarantena. Dal 1972 vige il divieto d'importazione per le piante ospiti del fuoco batterico. Le misure di lotta contro tale malattia sono state precisate nel 1982 con il varo dell'ordinanza sulla lotta contro la cocciniglia di San José, la necrosi batterica e le virosi degli alberi da frutto, di generale pericolo (RS 916.22). Le disposizioni contenute nell'ordinanza sono tutt'ora in vigore.</p><p></p><p>Evoluzione del fuoco batterico in Svizzera</p><p></p><p>In Svizzera la comparsa del fuoco batterico risale al 1989, più precisamente nella parte settentrionale del Canton Zurigo. Negli anni seguenti si riscontrano altri focolai circoscritti, dapprima nel Canton Turgovia, poi nei Cantoni di Zurigo ed Argovia. Nel 1995 il fuoco batterico causa per la prima volta danni ingenti ai frutteti commerciali nei Cantoni di Sciaffusa e Lucerna, dove la malattia non era mai stata segnalata in precedenza. Nel 1996 il fuoco batterico imperversa su ampia scala, colpendo pesantamente le piante ornamentali (in primis Cotoneaster salicifolius) in oltre trenta comuni sangallesi e appenzellesi. Danni minori si segnalano anche nei Cantoni di Argovia, Lucerna e Zugo, con una novità: la malattia colpisce anche gli alberi da frutto ad alto fusto. Il 1997 è l'anno della nuova offensiva al C. salicifolius, stavolta nel Canton Zurigo, soprattutto nel bacino dell'omonimo lago. Anche i Cantoni di Berna e Soletta sono confrontati con focolai sul proprio territorio. Nel 1998 Zurigo figura di nuovo tra i Cantoni più martoriati, soprattutto nella fascia orientale di media altitudine. Situazione simile nelle regioni limitrofe del Canton San Gallo. A differenza del 1997, a subire l'attacco del fuoco batterico sono ora le specie coprenti del genere Cotoneaster (in particolare Cotoneaster dammeri). Nella Svizzera settentrionale il fuoco batterico imperversa nei Cantoni di Basilea e Soletta mentre nel Canton Lucerna il contagio ha raggiunto gli alberi ad alto fusto (cotogni, meli e peri) nelle zone a 600 fino a 900 metri d'altitudine. In totale i Cantoni contaminati sono 13. Nel 1999 il fuoco batterico ha concesso un po' di tregua ad alcuni Cantoni, mentre ha continuato la sua avanzata in altri, come Lucerna, Zurigo, San Gallo ed Appenzello esterno, dove sono nati nuovi focolai. I dati sulla diffusione della malattia indicano che le zone a media altitudine presentano spesso e volentieri le condizioni ideali per lo sviluppo del fuoco batterico. La grande novità dello scorso anno è comunque rappresentata dall'arrivo della malattia in Svizzera romanda, dapprima nel Canton Giura, poi sulle colline circostanti Nyon, sul bacino del lago Lemano. La malattia si è spinta fino nella zona di confine francese (Alta Savoia).</p><p></p><p>Misure di lotta</p><p></p><p>Dal 1989 la Confederazione sostiene misure di lotta al fuoco batterico. Si distingue tra le misure di carattere preventivo e quelle applicate nel quadro del risanamento dei focolai.</p><p></p><p>a) Misure preventive</p><p></p><p>Le misure preventive riguardano prevalentemente il materiale vegetale destinato alla moltiplicazione o alla messa a dimora e mirano a scongiurare la diffusione della malattia dovuta al trasferimento delle piante ospiti. I servizi fitosanitari cantonali effettuano controlli annuali nelle aziende produttrici (vivai); i requisiti da ottemperare variano in funzione della zona d'ubicazione delle singole aziende. Quando si scopre un focolaio in un vivaio o nelle sue immediate vicinanze, scatta il divieto di vendita temporaneo per le piante ospiti; la sua abrogazione, totale o parziale, dipende dagli sviluppi della situazione. Se taluni requisiti non sono più rispettati, l'immissione di piante ospiti sul mercato viene limitata per un lungo periodo. A livello federale si è provveduto a definire norme precise tali da agevolare e armonizzare il processo decisionale in seno ai servizi fitosanitari cantonali.</p><p></p><p>Le misure preventive consistono nella sorveglianza del territorio, assicurata anche nelle zone indenni, al fine di constatare o verificare la situazione fitosanitaria. I servizi cantonali competenti eseguono rilevazioni mirate soprattutto nelle zone a rischio. Inoltre, essi verificano le segnalazioni giunte da terzi; anche se negativi, i risultati raccolti confluiscono nella base di informazioni che permette di tracciare la situazione fitosanitaria precipua di ogni singola località.</p><p></p><p>b) Misure di risanamento</p><p></p><p>Non appena insorge un focolaio, occorre distruggere le piante ospiti colpite. La strategia di lotta dipende dalle dimensioni e dalla tenacia del focolaio:</p><p></p><p>* nelle zone fino a quel momento indenni, si cerca in primis di debellare la malattia. Occorre fare tutto il possibile per eliminare durevolmente l'agente infettivo. Di solito viene ordinata, a titolo precauzionale, anche la distruzione delle piante situate nelle immediate vicinanze di quelle che presentano i sintomi del fuoco batterico, anche se hanno un aspetto sano. La loro distruzione implica un indennizzo per i proprietari. Anche i lavori necessari per eseguire le misure di debellamento sono a carico dello Stato. Non è invece previsto alcun indennizzo per la sostituzione delle piante colpite dalla malattia;</p><p></p><p>* nelle zone in cui non è più possibile il debellamento, le misure di lotta mirano unicamente a contenere la malattia, limitandone la propagazione. In tal caso, la distruzione riguarda soltanto le piante colpite. A seconda della gravità dell'attacco, soprattutto nel caso in cui il focolaio si sia sviluppato in frutteti commerciali, è possibile limitarsi a rescindere solo gli organi colpiti: si tratta infatti di giungere al miglior compromesso tra efficacia della misura e contenimento delle perdite dovute alla distruzione degli organi fruttiferi. </p><p></p><p>Va ribadito che la Confederazione sostiene finanziariamente le misure di lotta adottate dai Cantoni. Tale partecipazione è massiccia quando si tratta di debellare la malattia (fino al 75 per cento).</p><p></p><p>Conclusione</p><p></p><p>Le misure di lotta attuate fino ad oggi dimostrano che è possibile frenare l'avanzata del fuoco batterico. Il Consiglio federale è convinto che la strategia di lotta adottata consenta di attenuare gli effetti nefasti della malattia, soprattutto per i frutteti e continuerà a sostenere le misure di debellamento e di contenimento nel quadro della strategia sopra descritta.</p>  Risposta del Consiglio federale.