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Numerosi giornali, periodici e organizzazioni hanno inviato oggi una lettera aperta alla consigliera federale Doris Leuthard per criticare l'aumento delle tariffe postali per il settore dei media. Il rincaro di due centesimi all'anno per copia nell'arco di tre anni - deciso nel 2012 dalla Posta e applicato dal 2014 - mette a rischio numerose testate, ha affermato in conferenza stampa il condirettore di "Le Courrier" Philippe Bach.
Per alcuni giornali di bassa tiratura ciò costituisce un rincaro del 30%, ha sottolineato affiancato da Marie-Josée Kuhn, direttrice di "Work" e Felix Wirz, direttore generale della "Comunità d'interessi della stampa associativa". Un aumento "inaccettabile visto che La Posta riceve 50 milioni di franchi all'anno dalla Confederazione per sostenere indirettamente la stampa".
La scelta della Posta è "anti-democratica" - ha puntualizzato Bach - poiché va contro la decisione del parlamento di potenziare il contributo da 10 a 20 milioni per le pubblicazioni associative e da 20 a 30 milioni per la stampa locale e regionale a favore del mantenimento della varietà dei media. Dal 2013 il settore ha già subito un rincaro del 6% per l'introduzione del nuovo sistema tariffale introdotto dal gigante giallo. "La politica dei prezzi della Posta è un attacco alla diversità di opinione e il mondo politico non ha ancora preso coscienza del suo impatto", ha affermato Bach.
Tra i firmatari della lettera indirizzata a Doris Leuthard vi sono l'Unione sindacale svizzera (USS), l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), la Conferenza dei vescovi svizzeri e il Partito socialista oltre a 25 giornali, tra cui il quindicinale ticinese di critica sociale e del lavoro "Area". La missiva chiede che La Posta rinunci all'aumento delle tariffe e che la Confederazione "in quanto proprietaria della Posta, intervenga in favore dei giornali colpiti". Esige inoltre una garanzia di trasparenza sui prezzi della distribuzione e un sostegno ai media che assicuri in futuro il mantenimento delle pubblicazioni associative.
Particolarmente colpiti dagli aumenti delle tariffe sono pubblicazioni parrocchiali, di partiti, di associazioni professionali, di partner sociali (organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori), enti assistenziali e associazioni sportive. Per le pubblicazioni associative si teme infatti un aumento dei costi fino al 50%, ha affermato Kuhn.
SDA-ATS