Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214312

<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi da COVID-19 ha fatto precipitare molti Paesi poveri in situazioni di eccezionale emergenza. I numerosi sviluppi negativi dell'economia mondiale minacciano di scatenare su questi Paesi la peggior crisi del debito dagli anni '80 a oggi. Già iniziata prima che apparisse il virus, questa crisi si sta viepiù aggravando.</p><p>Le risorse finanziarie supplementari che sono già state stanziate da organizzazioni come il FMI e la Banca mondiale, ma anche da altri Paesi come la Svizzera nel quadro dell'aiuto umanitario e della cooperazione allo sviluppo, non bastano a rispondere in modo adeguato alla crisi in corso nei Paesi del Sud globale. </p><p>I Paesi creditori e i Paesi donatori devono quindi agire anche sul piano finanziario e su quello fiscale. Negli ultimi mesi, essi hanno predisposto dispositivi di aiuto unici nella storia per salvare la propria economia. I Paesi poveri non hanno praticamente potuto beneficiarne e non dispongono delle leve di politica economica che consentirebbero loro di mobilitare aiuti paragonabili per combattere il virus.</p><p>Cancellando il debito pubblico dei Paesi poveri si possono mobilitare rapidamente fondi supplementari per far fronte alla crisi.</p><p>La Svizzera ha smesso di accordare prestiti bilaterali ai creditori pubblici. Le banche svizzere, dal canto loro, giocano un ruolo fondamentale in qualità di creditori privati degli Stati: secondo le cifre non pubblicate della BNS, il debito pubblico contratto dagli 86 Paesi più poveri presso quaranta banche svizzere ammonta attualmente a 5,7 miliardi di franchi.</p><p>La Confederazione è creditrice di debiti pubblici? Se sì, di quali Stati e per quale importo?</p><p>La BNS o altre istituzioni di diritto pubblico sono creditrici del debito di altri Stati che non siano la Svizzera o i suoi Cantoni? In caso affermativo, di quali Stati e per quale importo?</p><p>Secondo le cifre non pubblicate della BNS, il debito pubblico contratto dagli 86 Paesi più poveri presso quaranta banche svizzere ammonta attualmente a 5,7 miliardi di franchi. Il Consiglio federale può pubblicare queste cifre?</p><p>Si è condotta o si prevede di condurre una discussione con queste banche al fine di cancellare parzialmente o completamente i debiti?</p><p>Si considera l'eventualità di ricorrere ad altri meccanismi per incoraggiare i creditori privati svizzeri a ridurre o estinguere il debito pubblico dei Paesi poveri?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Confederazione Svizzera è creditrice di debiti pubblici di altri Stati. A fine 2019, gli averi provenienti da accordi di conversione dei debiti e i crediti derivanti da ristrutturazioni negoziate con i debitori pubblici ammontavano a 696 milioni di franchi lordi (prima delle rettifiche di valore). Si tratta per la maggior parte di crediti dell'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE). L'ASRE assicura in qualità di organizzazione di diritto pubblico della Confederazione i rischi politici e i rischi di inadempimento (delcredere) legati all'esportazione di beni e servizi di imprese svizzere. L'ammontare dei crediti derivanti da ristrutturazioni e conversioni dei debiti è pubblicato nel <a href="https://report.serv-ch.com/2019/app/themes/serv-theme/document/DE/GB2019_SERV_DE.pdf">rapporto di gestione dell'ASRE</a> (pag. 44-45) e ripatito per Paese debitore. Esso non comprende i crediti che non sono ancora stati ristrutturati né gli interessi di mora maturati che derivano in parte da crediti preesistenti.</p><p>La Banca nazionale svizzera (BNS) investe una parte delle riserve in valuta in obbligazioni di emittenti pubblici, tra cui anche i Paesi emergenti, a patto che questi dispongano di un rating minimo compreso nella fascia "investment grade". Il <a href="https://www.snb.ch/it/mmr/reference/annrep_2019_komplett/source/annrep_2019_komplett.de.pdf">rapporto di gestione della BNS</a> (pag. 177) fornisce informazioni sull'ammontare degli investimenti in valuta estera, ripartito per categoria di debitori e valuta. Inoltre, a fine 2019 risultava ancora in essere un importo di circa 96,7 milioni di franchi derivante dal credito bilaterale di aiuto monetario concesso dalla BNS all'Ucraina.</p><p>Le cifre menzionate nell'interpellanza concernenti i crediti che le banche svizzere vantano nei confronti dei Paesi più poveri non sono attualmente pubblicate, ma possono essere richieste alla BNS. A questo proposito, è importante sottolineare che l'indicazione delle 40 banche si riferisce al numero di istituti che hanno fornito dei dati alla BNS e non necessariamente al numero di banche che hanno effettivamente concesso crediti ai Paesi in questione.</p><p>La Svizzera sostiene l'iniziativa del G20, del Club di Parigi, del Fondo monetario internazionale (FMI) e della Banca mondiale finalizzata alla sospensione temporanea del servizio del debito dei Paesi più poveri nei confronti dei loro creditori bilaterali pubblici (Debt Service Suspension Initiative - DSSI). Il Consiglio federale si impegna per una partecipazione dei creditori possibilmente ampia e coesa e sostiene l'appello lanciato dagli autori dell'iniziativa ai creditori privati affinché questi aiutino in modo analogo i Paesi più poveri. La DSSI è oggetto dei regolari contatti che il Consiglio federale e l'Amministrazione federale hanno con i rappresentanti del settore finanziario svizzero.</p><p>Nel contesto attuale il Consiglio federale non ritiene opportuno procedere a una cancellazione generale del debito. L'obiettivo di un sostegno duraturo ai Paesi indebitati è il loro reinserimento nel sistema finanziario globale e l'accesso a finanziamenti esterni. A tal fine, sono determinanti la solvibilità e la capacità di effettuare transazioni sul mercato dei capitali.</p><p>L'esperienza ha dimostrato che la sola cancellazione del debito non permette di raggiungere questo obiettivo e può, al contrario, costituire un ostacolo. La sostenibilità del debito presuppone in generale una politica economica, budgetaria e strutturale efficace da parte dei Paesi e una migliore mobilitazione del gettito fiscale nazionale. A tal fine, è essenziale aumentare la trasparenza per quanto riguarda il debito e rafforzare la capacità dei Paesi di gestirlo. La DSSI è parte di un pacchetto di misure del FMI e della Banca mondiale che sostiene i Paesi in tal senso.</p>  Risposta del Consiglio federale.