Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/4223

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di far sopprimere la scena aperta della droga nel nostro Paese come segue:</p><p>1. Ogni cantone deve - a dipendenza dei suoi bisogni - mettere a disposizione uno o più centri in cui i tossicodipendenti saranno detenuti e disintossicati (i cantoni piccoli possono creare un centro in comune).</p><p>2. I tossicodipendenti svizzeri e quelli stranieri con un permesso di soggiorno o di dimora che frequentano una scena aperta della droga sono ricondotti nel loro cantone d'origine e internati nei centri summenzionati.</p><p>3. Nei centri summenzionati, i tossicodipendenti possono spostarsi liberamente. Ricevono vitto e alloggio nonché assistenza medica e psicologica. Ottengono, inoltre, la dose quotidiana di eroina di cui hanno bisogno. Tale dose può essere consumata solo all'interno del centro. I pazienti possono lasciare quest'ultimo solo sotto sorveglianza. L'internamento corrisponde quindi a una specie di privazione della libertà a scopo previdenziale, non può tuttavia essere equiparato o scambiato con una pena detentiva.</p><p>4. Le persone che soggiornano nei centri e che desiderano sottoporsi a una cura di disintossicazione hanno la possibilità di farlo, sia in un altro reparto del centro, sia in un luogo designato dal cantone.</p><p>5. Alla fine della cura di disintossicazione, il paziente può lasciare il centro. Continua comunque ad essere assistito e verranno prese tutte le misure relative al suo reinserimento nella società (ricerca di un alloggio adeguato, di un posto di lavoro, eventualmente formazione o riformazione professionale, assistenza sociale, materiale e psicologica).</p><p>6. I trafficanti di droga svizzeri e quelli stranieri con un permesso di soggiorno o di dimora sono immediatamente rinchiusi nella prigione del loro cantone d'origine e non possono in nessun caso uscire di prigione prima del processo. I trafficanti stranieri senza un permesso di soggiorno valido sono respinti immediatamente. I tossicodipendenti che spacciano droga, siano essi svizzeri o stranieri con un permesso di soggiorno o di dimora, sono trattati come i tossicomani.</p><p>7. I costi causati da tale iniziativa sono assunti unitamente dalla Confederazione e dai cantoni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-5. Tutti i cantoni hanno già a loro disposizione istituzioni ambulatorie o stazionarie, specializzate nella cura e nell'assistenza dei tossicodipendenti. Inoltre, i medici di famiglia curano numerosi pazienti tossicomani.</p><p>Il Consiglio federale insiste, per quanto riguarda il trattamento dei tossicodipendenti, sulla necessità di una vasta offerta di forme d'aiuto, di assistenza e di terapia basate, nel limite del possibile, sulla motivazione delle persone dipendenti. Per tale motivo, il 3 ottobre 1994 esso ha deciso di contribuire a rafforzare in modo quantitativo l'offerta dei trattamenti stazionari basati sull'astinenza.</p><p>Il Consiglio federale ha inoltre deciso di dare l'incarico a una commissione di esperti di proporre elementi di revisione riguardo alla legge federale sugli stupefacenti, in particolare riguardo alla punibilità del consumo di droga, alla prescrizione di stupefacenti e alla privazione della libertà per motivi assistenziali. Quest'ultimo tema riguarda le proposte dell'autore della mozione.</p><p>Il catalogo delle misure proposte dall'autore della mozione mette tuttavia l'accento su una forma massiccia e obbligatoria d'assistenza dei tossicodipendenti in istituti, allo scopo di far sparire la scena aperta della droga. In tali istituzioni si procederebbe sistematicamente a una distribuzione dell'eroina. Sarebbe inoltre possibile effettuare una cura di disintossicazione. Misure di reintegrazione sarebbero proposte su vasta scala e associate a un'ulteriore assistenza dopo la fine della cura. Sarebbe tuttavia possibile lasciare tali istituzioni di cura solo dopo aver terminato con successo una cura di disintossicazione.</p><p>Una tale concezione dell'assistenza non corrisponde né alla base legale esistente (legge federale del 5 ottobre 1951 sugli stupefacenti, legge federale del 24 giugno 1977 sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno, Codice civile svizzero), né alle norme etiche e professionali relative al trattamento della tossicomania. Tale concezione non sarebbe realizzabile e sarebbe poco efficace poiché si troverebbero pochi terapeuti disposti a cooperare a un tale programma e le misure necessarie a un soggiorno a lungo termine dei pazienti sarebbero completamente sproporzionate. Inoltre le istanze internazionali non autorizzerebbero una distribuzione generalizzata di stupefacenti.</p><p>L'autore della mozione ritiene molto importante rafforzare le misure d'aiuto alla reintegrazione sociale destinate alle persone che hanno terminato una terapia (punto 5: ricerca di un alloggio appropriato, di un posto di lavoro, eventualmente formazione o riformazione professionale, assistenza sociale, materiale e psicologica). La Confederazione potrebbe, se vi fossero abbastanza mezzi finanziari e personale, appoggiare maggiormente i cantoni per poter organizzare sistematicamente tali aiuti.</p><p>6. La carcerazione preventiva di tutti i trafficanti di droga svizzeri o stranieri residenti in Svizzera fino al giorno del processo è una disposizione contraria alla legislazione attuale in materia di procedura penale. Le decisioni spettano alla giustizia e sono prese a dipendenza dei casi. Le disposizioni del diritto penale e della procedura penale sono applicabili anche agli stranieri che hanno una situazione irregolare in Svizzera. Tuttavia, in futuro si applicheranno, riguardo a tale categoria di persone, le nuove disposizioni della legge federale concernente misure coercitive in materia di diritto degli stranieri, adottate dal popolo a forte maggioranza il 4 dicembre 1994, in vista di ottenere effettivamente l'esecuzione del rinvio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.