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BERNA - No all'introduzione nei Cantoni di una perequazione completa obbligatoria degli oneri tra le Casse per assegni familiari (CAF). È quanto propone la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, respingendo una mozione in tal senso con 5 voti contro 4 e 1 astensione.
Gli assegni familiari sono finanziati mediante una quota percentuale del salario prelevata dai datori di lavoro, spiega una nota odierna dei Servizi del Parlamento. Le aliquote variano considerevolmente a seconda del Cantone e della cassa di compensazione. La perequazione degli oneri, chiesta dalla mozione del consigliere agli Stati Isidor Baumann (PPD/UR), voleva ripartirli più equamente fra tutte le CAF di un Cantone.
Attualmente la decisione se introdurre la perequazione degli oneri per gli assegni familiari è lasciata ai Cantoni: in 16 hanno deciso di introdurla parzialmente o integralmente, mentre 7 hanno scelto di non adottarla. In Ticino la sua introduzione è già stata decisa, mentre a Zurigo e a Berna sono in corso discussioni, si legge nella nota. La commissione ritiene che a livello federale non vi sia bisogno di legiferare in questo ambito. I Cantoni devono pure continuare ad avere la libertà di introdurla (anche parzialmente) o meno, secondo la commissione.