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YAMOUSSOUKRO - Il "Consiglio caffè-cacao" (Ccc), la nuova organizzazione del comparto in Costa d'Avorio, creata solo nell'ottobre scorso, sta già vivendo la "prima grave crisi".
Lo sottolinea il sito di Jeune Afrique segnalando il siluramento del vice-direttore generale del Ccc, Lamine Claude Bamba.
Il direttore generale Yves Brahima Koné "ha chiesto e ottenuto" le dimissioni volontarie dell'alto funzionario accusato di aver preso "da solo" decisioni pesanti come l'attribuzione diretta di un totale di circa 180 mila tonnellate di fave a multinazionali e operatori nazionali "fuori dal sistema abituale di vendita".
In dicembre la Costa d'Avorio, all'apertura della campagna di vendita del cacao, ha vissuto un crollo delle quotazioni a causa della ristrutturazione della filiera e della lotta all'esportazione clandestina verso il Ghana, sua principale concorrente.
E' in questi due paesi dell'Africa occidentale che si sviluppa più del 60% della produzione mondiale del cacao, stimata in 4,7 milioni di tonnellate l'anno, ricorda Jeune Afrique.