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L'elezione mediante sorteggio dei giudici federali costituirebbe un elemento estraneo nell'ordinamento giuridico elvetico e indebolirebbe la legittimità democratica dell'istituzione e delle sue sentenze.
Per tutti questi motivi, il Consiglio federale - contrario anche a un controprogetto - raccomanda di respingere l'iniziativa popolare "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)".
In principio, in Svizzera i giudici dei tribunali sono eletti, su scala sia cantonale sia nazionale, o dal popolo o dal Parlamento. Per l'elezione al Tribunale federale (TF) è competente l'Assemblea federale. In caso di "sì" alle urne, la scelta dei giudici della massima istanza giudiziaria elvetica non sarebbe più oggetto di una procedura democratica che rispecchia i rapporti di forza politici, ma frutto del caso, ha sostenuto davanti ai media la consigliera federale Karin Keller-Sutter, spiegando le ragioni dell'opposizione del Governo alla modifica.
"La proposta di estrarre i giudici federali a sorte contraddice la nostra tradizione e sarebbe un corpo estraneo all'interno del nostro diritto. Non c'è peraltro un singolo cantone che si affidi al caso per la scelta dei suoi giudici" , ha affermato la titolare del Dipartimento federale di giustizia e polizia, sottolineando che per le stesse ragioni il Governo è anche contrario a un controprogetto.
L'iniziativa sulla giustizia - riuscita a settembre dello scorso anno - caldeggia il sorteggio per aumentare la fiducia della popolazione nei confronti del Tribunale federale e rafforzare la separazione e l'indipendenza dei poteri. Secondo i suoi promotori non dovrebbe contare l'appartenenza partitica, ma solo le competenze, che verrebbero vagliate attraverso una commissione apposita.