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Maestro, perché ha scelto la Sinfonia Manfred op. 58 di Tchaikovsky?
Rispetto alle altre sinfonie di Tchaikovsky, la Manfred raramente viene eseguita, nonostante credo sia uno dei pezzi di maggior pregio del grande Maestro russo. Così come il sole si riflette in una goccia d’acqua, gli aspetti più geniali della sua creatività sono racchiusi in questa sinfonia: dinamismo, tragedia, talento melodico, strumentazione brillante e ricca di sfumature.
Nel corso della sua importante carriera ha incontrato grandi musicisti; ci racconta un aneddoto che le è rimasto particolarmente impresso?
Ho conosciuto molti eccellenti solisti durante la mia carriera ma ricordo con particolare piacere un concerto con il leggendario pianista Emil Gilels, un incontro e una collaborazione che mi hanno dato un esempio indimenticabile di sincera attitudine verso la musica. Suonavamo con la Voronezh Philharmonic Orchestra i concerti per pianoforte di Beethoven e durante la parte lenta del Concerto n.2 ebbi qualche problema con il tempo. Durante l’intervallo Gilels si sedette al pianoforte ed iniziò a suonare proprio il frammento con il quale avevo avuto difficoltà variandone la velocità.
Dopo un breve confronto ammise di essere stato lui ad accelerare.
Mi è rimasto impresso questo episodio per l’incredibile riguardo verso la musica e per l’attenzione dimostrata verso chi stava suonando con lui.
Ho preso questa attitudine come un esempio da seguire durante la mia carriera.
Cosa raccomanderebbe ai giovani musicisti?
Di essere onesti ed esigenti verso loro stessi, i loro colleghi e verso la musica, con l’augurio di un grande successo durante la loro vita professionale.