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BERNA - Secondo il domenicale romando Le Matin Dimanche solo un quarto di tutti i vagoni ferroviari per i trasporti di cloro - gas estremamente tossico - in Svizzera soddisfa gli standard di sicurezza più elevati. Entro la fine dell'anno la quota dovrebbe però raggiungere i tre quarti.
Il 26 settembre del 2016, nell'ultima dichiarazione dell'industria chimica, delle FFS, dell'associazione degli spedizionieri e delle autorità svizzere era stato promesso un tasso del 100%.
«La percentuale delle importazioni di cloro effettuate con i vagoni più sicuri è inferiore alle attese. Sarà necessario ancora un certo periodo di tempo», ha dichiarato l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) al domenicale romando.
«Il guadagno in termini di sicurezza derivante dall'impiego dei carri cisterna attualmente più sicuri è relativamente modesto rispetto ad altre misure», ha rassicurato Daniel Bonomi, vicedirettore della sezione prevenzione degli incidenti rilevanti dell'UFAM. È in particolare grazie all'introduzione di convogli speciali che circolano solo a 40 km/h che i rischi sono stati ridotti di un fattore 10, precisa Bonomi.
L'UFAM mantiene tuttavia il suo obiettivo di dotare i vagoni degli ultimi sviluppi tecnici. I ritardi sono dovuti al fatto che la flotta di questi veicoli speciali è relativamente limitata e un gran numero di tali vagoni è già noleggiato a lungo termine. Inoltre le capacità di produzione per gli equipaggiamenti supplementari dei vagoni cisterna sono limitate in tutta Europa.
La situazione ha provocato la rabbia dei parlamentati ginevrini. Il consigliere nazionale Hugues Hiltpold (PLR/GE) si rivolgerà lunedì al Consiglio federale, mentre Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha già depositato un'interpellanza.