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BERNA - Se accolta alle urne, l'iniziativa dell'UDC che chiede la fine della libera circolazione delle persone (ALC) con l'Ue equivarrebbe a una "Brexit elvetica" con pesanti ripercussioni sull'economia svizzera.
Per questo motivo, ha dichiarato oggi davanti ai media la consigliera federale Karin Keller-Sutter, questa proposta di modifica costituzionale va bocciata, come raccomanda il Consiglio federale nel suo messaggio indirizzato alle Camere federali approvato oggi.
L'iniziativa "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)" è stata depositata lo scorso 31 agosto con 116'139 firme valide. Il testo esige che la Svizzera regoli in maniera autonoma l'immigrazione degli stranieri. Impedisce inoltre ogni nuovo trattato di obbligo internazionale per la libera circolazione.
«Non si gioca col fuoco» - Se l'iniziativa venisse accettata dal popolo, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo con Bruxelles. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall'intesa nel mese successivo.
Per la ministra di giustizia e polizia, l'iniziativa «gioca col fuoco». La libera circolazione è infatti un principio cardine per poter accedere al mercato comune europeo, ha rammentato la consigliera federale PLR, aggiungendo che l'Ue ha già mostrato una volta di essere irremovibile su questo aspetto, «ossia quando il popolo ha accolto nel 2014 l'iniziativa sempre dell'UDC contro l'immigrazione di massa».
All'epoca, «l'Ue non ha voluto nemmeno intavolare negoziati con noi». Insomma, non facciamoci illusioni, «un sì all'iniziativa equivarrebbe a una Brexit svizzera e alla fine della via bilaterale con Bruxelles». Il termine di un anno per rinegoziare l'accordo sulla libera circolazione, inoltre, «è irrealistico" secondo la responsabile del DFGP. Insomma, la Svizzera rischia secondo Karin Keller-Sutter "un'uscita disordinata dai Bilaterali I».
Ue, un partner economico ineludibile - Sì perché, sempre secondo la ministra sangallese, a causa della clausola ghigliottina, gli accordi Bilaterali I approvati dal popolo nel 2000 - abolizione degli ostacoli tecnici al commercio, commercio di prodotti agricoli, trasporto su strada e per ferrovia, trasporto aereo, appalti pubblici e ricerca - cadrebbero dopo sei mesi dall'abolizione dell'ALC.
I Bilaterali I assicurano alle imprese svizzere un accesso non discriminatorio al mercato interno europeo in importanti settori dell'economia, ha dichiarato Keller-Sutter, ricordando l'importanza cruciale dell'Ue per il benessere economico della Svizzera. L'Ue è il nostro principale partner economico: nel 2018, «il nostro Paese vi ha esportato merce per un valore pari a oltre 120 miliardi di franchi», somme ben più importanti se confrontate con l'export verso gli Stati Uniti o la Cina.
Da studi del 2015 commissionati dalla Segreteria di Stato dell'economia emerge inoltre che senza gli Accordi bilaterali I, in meno di 20 anni il prodotto interno lordo subirebbe una flessione tra il 5 e il 7%.
ALC fondamentale per nostro benessere - Questo benessere economico, ha aggiunto, «è dovuto in larga parte alla libera circolazione che consente alle imprese di assoldare forza lavoro estera in maniera poco burocratica». In futuro, inoltre, «tenuto conto anche dell'invecchiamento della popolazione, avremo sempre più bisogno di manodopera estera specializzata».
Certo, ha puntualizzato la consigliera federale, l'immigrazione rappresenta anche una sfida e andrebbe limitata allo stretto necessario. Occorre quindi continuare a sostenere e a promuovere in modo mirato la manodopera indigena. Questo obiettivo corrisponde anche alla richiesta contenuta nell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, accettata dal popolo nel 2014.
Per questo motivo, nel quadro dell’ALC il Consiglio federale ricorre alle misure accompagnatorie esistenti, quali l'obbligo di notifica e i controlli nell'ambito dei lavoratori distaccati. Inoltre, non va dimenticato il dovere imposto alle imprese di annunciare i posti di lavoro vacanti, che concede agli indigeni in cerca di lavoro un vantaggio temporale sul mercato.
Oltre a ciò, il Consiglio federale ha deciso una serie di misure supplementari di politica economica e sociale per sostenere in modo mirato la manodopera indigena, in particolare i lavoratori anziani.
Keller-Sutter ha poi ricordato che l'eventuale abolizione dei Bilaterali I avrebbe conseguenze anche su altre intese, come quelle di Schengen e Dublino sulla cooperazione a livello di polizia e asilo. L'ALC rappresenta una precondizione per l'associazione allo spazio Schengen/Dublino, ha sottolineato l'esponente PLR in governo.