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I consiglieri agli Stati Caroni e Engler a favore di un controprogetto all'iniziativa contro i "giudici stranieri". Per i parlamentari l'incompatibilità di una legge o un articolo costituzionale con il diritto internazionale andrebbe dichiarata in anticipo e votata separatamente.
"Sono contrario all' iniziativa, ma la situazione odierna è insoddisfacente". Così si esprime citato dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ) il consigliere agli Stati liberale Andrea Caroni, in merito all'iniziativa "Il diritto svizzero anzichè giudici stranieri" (Iniziativa per l'autodeterminazione), lanciata dall'Udc svizzera e che vorrebbe sancire il primato della Costituzione federale rispetto al diritto internazionale ed obbligare le autorità ad adeguare e, all’occorrenza, a denunciare i trattati internazionali contrari alla Costituzione. Il Consiglio federale respinge l'iniziativa e ha rinunciato a presentare un controprogetto. Secondo Caroni tuttavia, che pur è contrario all'iniziativa Udc, un controprogetto sarebbe utile a chiarire il rapporto fra Costituzione svizzera e diritto internazionale. A tal proposito, spiega la NZZ, nell'ambito dei lavori della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati Caroni ha chiesto all'amministrazione di formulare suggerimenti a tal proposito. A seguire Caroni c'è anche il consigliere agli Stati Ppd Stefan Engler, secondo cui, dicendo no all'iniziativa sull'autodeterminazione, il problema della priorità fra Costituzione e diritto internazionale rimarrebbe.
Caroni a tal proposito avrebbe già sviluppato un'alternativa valida per un controprogetto. "In linea di principio", riporta la NZZ, "vuole affermare che la Svizzera rispetta i trattati. In altre parole, il diritto internazionale prevale sul diritto nazionale. Tuttavia, l' organo costituzionale, vale a dire i cittadini e le camere federali, (...), dovrebbero avere la possibilità di invertire questa gerarchia su base selettiva. A tal fine, i promotori e, nel caso dei testi legislativi, il Parlamento, devono soddisfare una condizione: devono essere responsabili. In concreto, ciò significa che gli iniziativisti sono tenuti a dichiarare esplicitamente nel loro testo d'iniziativa che il nuovo testo costituzionale ha la precedenza sul diritto internazionale". Ciò si tradurrebbe nel fatto che "se è prevedibile che una decisione parlamentare violi il diritto internazionale, il Parlamento debba esprimersi in una votazione separata sull' articolo in questione".