Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01112.jsonl.gz/419

ZURIGO - La maggioranza delle piccole e medie imprese (PMI) svizzero-tedesche crede nella ripresa: il 68% è convinto che riprenderà la propria attività con rinnovato vigore dopo la crisi del coronavirus, contro un 11% che ha una percezione negativa e un 21% che non è ancora in grado di valutare la situazione.
I dati emergono da un sondaggio condotto a metà aprile presso 200 PMI nella parte tedescofona della Confederazione su mandato di Localsearch, azienda di marketing che gestisce in particolare i siti local.ch e search.ch.
L'affermazione "nel mio settore il coronavirus causerà soltanto pochi fallimenti" viene ritenuta corretta dal 46%, mentre il 27% è di parere opposto e un ulteriore 27% non si esprime. La crisi del Covid-19 è un'opportunità per la propria azienda? No, risponde il 50%; sì, per il 21%; non so, annota il 29%.
Se durante l'emergenza la popolazione ha dovuto modificare la propria quotidianità, incrementando notevolmente il proprio livello di digitalizzazione per poter usufruire di servizi, presso le imprese regna il concetto di "calma e gesso": il 55% delle ditte interrogate dichiara che il proprio interessamento nei confronti delle offerte digitali non è aumentato a causa del confinamento. Solo una minoranza del 23% è d'accordo con l'affermazione "per noi ora il marketing digitale è più importante rispetto a prima".
Questo disinteresse viene giudicato pericoloso dal presidente della direzione di Localsearch Stefano Santinelli, impresa che punta proprio sul settore in questione. «Il consumatore non segue il fornitore: se vuole ordinare online lo farà dove può farlo. Tutti quelli che non offriranno questo servizio resteranno a mani vuote», si dice convinto il manager.