Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/109101

<h2>SubmittedText<h2><p>Benché il sistema educativo svizzero sia indubbiamente in grado di formare professionisti altamente qualificati e richiesti sul mercato del lavoro, è opportuno che i vari istituti di formazione siano costantemente raffrontati e misurati a livello internazionale. Occorre inoltre esaminare e garantire di continuo che gli ingenti fondi destinati al settore della formazione siano impiegati in modo ottimale. A tale proposito pongo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Come giudica il Consiglio federale la situazione attuale e le strutture d'incentivazione nel settore svizzero delle SUP, in cui i criteri quantitativi (numero di studenti) sembrano contare di più di quelli qualitativi (tasso di diplomati, efficienza dei costi, qualità dell'insegnamento, trasparenza)?</p><p>2. Quali criteri di qualità supplementari o integrativi andrebbero introdotti a tal proposito?</p><p>3. Come giudica il Consiglio federale l'attuale struttura organizzativa del settore in questione nell'ottica di una misurazione della qualità e di una comparabilità degli insegnamenti offerti?</p><p>4. Cosa ne pensa il Consiglio federale della possibilità di sostituire l'attuale struttura verticale delle SUP (le SUP regionali offrono, ognuna per conto suo, un ampio ventaglio di indirizzi di studio) tramite una struttura orizzontale (per ogni indirizzo di studio esiste una SUP svizzera, presente in varie sedi)?</p><p>5. Quali sarebbero le conseguenze di una tale riorganizzazione nell'ottica della misurazione e dello sviluppo della qualità nonché dell'impiego efficiente ed effettivo dei mezzi finanziari?</p><p>6. Quali modifiche e adeguamenti delle basi legali andrebbero effettuati per consentire l'istituzione di una tale struttura organizzativa nel settore delle SUP?</p><p>7. Quale importanza attribuisce il Consiglio federale alle SUP organizzate e sostenute da operatori privati e perché in Svizzera non ve ne sono di più?</p><p>8. Come si può ovviare alla distorsione della concorrenza e alla penalizzazione degli operatori privati nel settore delle SUP risultante dal flusso di fondi statali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Tramite la loro approvazione a tempo indeterminato (2003) e la verifica della loro ottemperanza alle relative condizioni (2008), il Consiglio federale ha confermato che le scuole universitarie professionali (SUP) sono organizzate in modo confacente e offrono cicli di studio che rispondono a un'esigenza reale. Attraverso il Masterplan per le scuole universitarie professionali, l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione si adoperano per una dichiarazione trasparente e concordata del fabbisogno finanziario in vista del relativo messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione. In base ai costi medi nazionali, essi definiscono aliquote di costo comuni per ogni campo specifico, ossia i costi effettivamente imputabili, tenendo conto in tal modo anche dell'economicità e dell'efficienza delle offerte formative. I cicli di studio che non sono frequentati dal numero minimo di studenti definito (e non raggiungono dunque la cosiddetta massa critica) non ricevono contributi né federali né intercantonali. L'avvio di nuovi cicli di studio a titolo sperimentale è vincolato all'approvazione provvisoria della Confederazione. Per ottenerla si esaminano in particolare il profilo, la qualificazione professionale, la domanda presso gli studenti e la domanda di mercato. Il progetto di legge federale sull'aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore universitario svizzero (LASU) prevede ulteriori criteri di misurazione, maggiormente orientati alle prestazioni, quali il numero di diplomati, la durata media di studio, i rapporti numerici tra studenti e docenti, l'acquisizione di fondi di terzi, ecc. Attraverso la nuova pianificazione finanziaria congiunta e la determinazione dei costi di riferimento, la LASU tiene debitamente conto del principio di economicità ed efficienza. La qualità delle offerte rientra nella sfera di competenza delle SUP, che la assicurano, in via di principio, tramite i loro sistemi di garanzia della qualità. Nel 2003, tutti i cicli di studio SUP sono stati riconosciuti dal Dipartimento federale dell'economia (DFE) in base ad una "peer review" e, dalla riforma di Bologna in poi, devono essere accreditati dallo stesso DFE. Il progetto LASU prevede che tutte le SUP siano sottoposte a un accreditamento istituzionale obbligatorio. Il Consiglio federale giudica che gli strumenti della legislazione attuale legge attuale e quelli nuovi proposti nella LASU siano idonei ad assicurare la garanzia della qualità nel settore universitario ai sensi dell'articolo 63a capoverso 3 della Costituzione federale.</p><p>4.-6. Gli enti responsabili delle sette SUP regionali di diritto pubblico, approvate dal Consiglio federale su loro richiesta, sono o cantoni o concordati intercantonali. Le SUP gestite a livello regionale e ben radicate nel territorio, offrono cicli di studio concepiti in base alle esigenze regionali e del mercato del lavoro. Un approccio orizzontale come quello richiesto dall'autore dell'interpellanza può sì presentare vantaggi in termini di efficienza. Verrebbe meno, però, la concorrenza tra i campi specifici delle singole SUP. Le esigenze regionali del mondo del lavoro e l'aspirazione di fungere da motori dell'innovazione tra scienza e realtà sarebbero soddisfatte soltanto in parte. La pluralità e l'interdisciplinarità delle offerte ne risentirebbero, il che si tradurrebbe in un calo della qualità. Il Consiglio federale, inoltre, non ha la competenza di imporre ai cantoni di strutturare le loro SUP in maniera orizzontale.</p><p>7./8. Nel rapporto del 21 dicembre 2006 sull'accreditamento delle scuole private in Svizzera, redatto in adempimento alla mozione Freysinger 04.3552, il Consiglio federale ha sottolineato l'importanza, per l'economia e per il sistema formativo svizzero, che rivestono gli operatori privati attivi a tutti i livelli formativi. Un operatore privato ha la possibilità di essere abilitato, alle medesime condizioni degli enti di diritto pubblico, a istituire e gestire una SUP e a rilasciare diplomi e titoli di studio riconosciuti a livello federale. Oltre alle sette SUP di diritto pubblico, hanno ottenuto tale abilitazione due SUP private (SUP Kalaidos e SUP Les Roches-Gruyère). Il fatto che la Confederazione e i Cantoni finanzino unicamente gli enti responsabili di prestazioni formative pubbliche - ossia prestazioni che si fondano in particolare su un mandato pubblico sancito per legge e che rispondono ad un'esigenza anch'essa pubblica - non penalizza gli operatori di prestazioni formative private non sovvenzionati.</p>  Risposta del Consiglio federale.