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Il Tribunale amministrativo federale ha confermato le sanzioni inflitte dalla Commissione della concorrenza a cinque diffusori/distributori di libri in lingua francese attivi in Svizzera per aver ostacolato le importazioni parallele e ridotto le sanzioni inflitte ad altri quattro di loro. In totale le multe ammontano a circa 14,3 milioni di franchi svizzeri.
Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha stabilito che nove società hanno concluso degli accordi con i loro partner commerciali aventi come effetto di vietare la vendita passiva di libri da parte di altri fornitori autorizzati e quindi di sopprimere la concorrenza sul mercato dell’approvvigionamento dei libri in lingua francese.
Funzionamento del mercato
Sul mercato del libro in lingua francese il lavoro di edizione si concentra dapprima sulla produzione delle opere. I diffusori assicurano in seguito le attività di commercializzazione e di rappresentanza degli editori. Infine, i distributori si occupano in sostanza di registrare le ordinazioni, trattare gli arrivi e gestire le rese. Alcuni diffusori hanno integrato la distribuzione, altri la subappaltano a un distributore esterno.
I diffusori/distributori svizzeri instaurano dunque rapporti commerciali, a monte, con gli editori e/o i diffusori/distributori francesi, e, a valle, con i dettaglianti e le librerie svizzeri. I contratti con i partner commerciali situati a monte prevedono spesso un’esclusiva territoriale; in generale, quindi, ogni opera è commercializzata in Svizzera da un unico diffusore/distributore. Questi regimi di esclusività non sono problematici dal punto di vista del diritto della concorrenza se le vendite dette passive, ossia quelle sollecitate dai dettaglianti e librai svizzeri presso altri fornitori all’estero, restano possibili.
Limitazione delle importazioni
Tuttavia, a causa degli accordi conclusi dai nove diffusori/distributori interessati con i loro partner commerciali, i dettaglianti e i librai svizzeri non hanno potuto rifornirsi all’estero, e in particolare in Francia, tra il 2005 e il 2011. Numerose clausole contrattuali prevedevano, tra l’altro, l’obbligo dei partner commerciali di non lasciar vendere in Svizzera o di prendere ogni misura utile affinché fosse rispettata l’esclusività dei diffusori/distributori svizzeri.
Per giunta, nel periodo interessato dall’inchiesta della Commissione della concorrenza (Comco), i dettaglianti e librai svizzeri hanno dovuto in pratica far sempre capo ai diffusori/distributori svizzeri per poter importare libri in francese, e i tentativi intrapresi per rifornirsi in Francia sono quasi sempre falliti. Dal momento che tra il mercato svizzero e quello francese esisteva un differenziale di prezzi sufficiente, i dettaglianti e librai svizzeri avrebbero avuto un interesse a rifornirsi in Francia, se fossero stati in condizione di farlo. L’impossibilità di rifornirsi in Francia era dunque dovuta agli accordi conclusi dai diffusori/distributori svizzeri con i loro partner commerciali. Tali accordi hanno dunque avuto l’effetto di vietare le vendite passive.
Illiceità degli accordi
Siccome un simile divieto rientra nel campo d’applicazione dell’articolo 5 capoverso 4 della legge sui cartelli, è data presunzione che gli accordi conclusi dalle società Albert le Grand S.A., Dargaud (Suisse) S.A., Diffulivre S.A., Diffusion Transat SA, Éditions Glénat (Suisse) S.A., Interforum Suisse SA, Les éditions des 5 frontières SA, Les Editions Flammarion S.A. e Servidis SA sopprimano la concorrenza efficace. Tale presunzione non ha potuto essere confutata. Il TAF conclude dunque che tali accordi sono illeciti e sanzionabili, confermando in questo punto la decisione della Comco.
Il TAF ha ridotto tuttavia l’importo delle sanzioni inflitte ad altri quattro diffusori/distributori. L’importo totale delle multe è di circa 14,3 milioni di franchi svizzeri.
In alcune delle cause esaminate, il TAF ha tenuto udienze di istruzione e dibattimenti pubblici. Le cause hanno dato luogo ad una deliberazione interna il 30 ottobre 2019. La motivazione completa delle sentenze sarà trasmessa alle parti e pubblicata successivamente. Le sentenze potranno essere impugnate dinanzi al Tribunale federale.