Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01150.jsonl.gz/1199

Dalla fine del XIX sec. l'espressione Patti fed. è solitamente impiegata per designare - singolarmente o nel loro insieme - i documenti relativi alle alleanze conf. Essa risulta in parte fuorviante, dato che suscita l'idea che si tratti di un gruppo omogeneo di accordi rimasti in vigore per sec. senza variazioni e che devono essere considerati una particolarità sviz. In realtà si tratta di numerose alleanze conf. concluse attraverso un numero ancora maggiore di trattati, di cui solo una parte fu in vigore a lungo e a cui in seguito fu attribuito un significato assente in origine. Solo nel corso del tempo i Patti fed. (geswornen pundtbrief, come venivano definiti nella convenzione di Stans del 1481) hanno acquisito importanza storica.
Nel tardo ME tutti i titolari di diritti signorili si ritenevano abilitati a concludere alleanze. Vi furono unioni tra principi, cavalieri e com. rurali e urbani (Leghe cittadine). Solitamente si alleavano fra loro istituzioni simili, ma sono pure attestati accordi tra principi e città o tra città e com. rurali. La durata di queste convenzioni poteva variare: alcuni trattati erano conclusi per lunghi periodi, altri per brevi, potevano essere periodicamente rinnovabili o essere "perpetui", quindi non prevedere limiti temporali. I loro obiettivi dipendevano dalla situazione specifica. Alla base delle Paci territoriali del XIII e XIV sec. vi erano questioni legate alla tutela patrimoniale e preoccupazioni comuni e non progetti di ampio respiro. Simili accordi non erano in ogni caso all'origine della fondazione di nuovi "Stati"; il Potere non si basava su alleanze, ma su proprietà dinastiche, vincoli feudali e privilegi concessi dall'autorità sovrana. È errato ritenere che i primi accordi conf. mirassero ad istituire la Confederazione, che assunse forme concrete alla fine del XV sec. Vi furono inoltre numerose reti di alleanze simili a quella che andò progressivamente formandosi tra i Conf.; diversi cant. fecero parte anche di altre coalizioni, in alcuni casi anche più antiche, divenendone talvolta gli esponenti egemoni (come nel caso di Zurigo in seno alla Lega delle città bodaniche, di Basilea in quella delle città del Reno superiore e di Berna, perno della Confederazione burgunda). Mentre analoghe unioni e reti di alleanze presenti nell'Impero si sciolsero dopo la metà del XV sec., in ambito sviz. riuscirono a mantenersi grazie al consolidamento della Conf.
I Patti fed. conclusi prima della metà del XV sec. furono di natura molto diversa. Il rapporto tra gli alleati poteva essere di parità (come nel caso dei Patti fed. siglati nel 1291 e nel 1315 tra i tre Paesi forestali), di soggezione (come nei patti di Lucerna con Gersau e Weggis risp. del 1332 e del 1359, Protettorati) o anche di tutela (quale l'alleanza di Zurigo e dei Paesi forestali con Glarona sottoscritta nel 1352). La validità di tali accordi era generalmente limitata (ad esempio a 20 anni nel patto di Basilea con Berna e Soletta del 1400), benché si tendesse, con maggiore frequenza rispetto al resto dell'Impero, a definirli perpetui (patto fra gli otto cant., trattato di comborghesia dei sette cant. orientali con Appenzello del 1411). I contenuti spaziavano inoltre dai semplici accordi di buon vicinato (trattato tra Berna e Lucerna del 1421) ai dettagliati patti di amicizia (convenzione conclusa tra Berna e Zurigo nel 1424). I concordati potevano riguardare singoli cant. (alleanza perpetua tra Zurigo e Glarona del 1408), ma per lo più coinvolgevano interi gruppi (alleanza di Zurigo con i tre Paesi forestali, Lucerna e Zugo del 1352).
Solitamente nei Patti fed. erano contemplati quattro aspetti principali: il diritto di sollecitare l'aiuto degli alleati (quindi l'obbligo per questi ultimi di porre in atto le disposizioni concordate), il conseguente dovere di prestarsi sostegno (in alcuni casi con precisazioni relative all'estensione geografica dell'obbligo di assistenza, il cosiddetto ambito territoriale di difesa), la composizione arbitrale delle vertenze fra gli alleati (Arbitrato) e la difesa della pace in una determinata zona (Pace nazionale). Vi erano inoltre disposizioni particolari che potevano differire a seconda del trattato (fra cui la collaborazione nella lotta al crimine, le procedure in caso di vertenze individuali per debiti, il libero acquisto di generi alimentari). Il patto di Zurigo, con poche variazioni, servì da modello ad altri trattati (convenzione di Zugo del 1352, accordo tra Zurigo e Glarona del 1408, rinnovo dei patti di Lucerna nel 1454 e di Glarona nel 1473).
Nel suo complesso la Conf. costituiva un'intricata rete di alleanze, in cui ogni relazione era regolata da disposizioni contrattuali specifiche. Sono attestate solo poche tracce di un diritto fed., in particolare nella Carta dei preti del 1370, nella convenzione di Sempach del 1393 e nella convenzione di Stans del 1481 (Diritto confederale). Dal 1393 i cant. presero a rinnovare le loro alleanze ogni cinque anni ca., ma il tentativo di sostituire i vecchi patti con un accordo complessivo naufragò sia nel 1481 sia poco dopo la metà del XVII sec. (progetto di revisione di Johann Heinrich Waser). Ciascun cant. tentò a più riprese di sottrarsi agli obblighi eterogenei contenuti nei trattati, interpretandoli secondo i propri interessi. Ognuno di essi era infatti autonomo in virtù della propria sovranità, basata sui Privilegi concessi dall'Impero. Nella prima metà del XV sec. la Conf., ancora molto fragile, fu più volte esposta a crisi dilanianti (Siegel- und Bannerhandel avvenuto a Zugo nel 1404, affare di Raron del 1415-20, Campagne transalpine del decennio 1420-30, Vecchia guerra di Zurigo degli anni 1436-50). La convivenza tra i cant. era influenzata solo in modo limitato dalle alleanze reciproche; altrettanto determinanti erano i contatti continui tra le Elite coltivati secondo abitudini sociali collaudate, ad esempio in occasione delle Diete federali, gli interessi politici comuni (che tuttavia potevano mutare rapidamente), i Baliaggi comuni, dal 1415 amministrati a turno collettivamente, e le iniziative di uno o più cant. Non va sottovalutata neppure l'importanza dei trattati di pace sottoscritti con l'Austria dagli otto cant. e da Soletta (paci di 20 e 50 anni concluse risp. nel 1394 e nel 1412).
Un passo decisivo verso la realizzazione di una solida rete territoriale di alleanze fu compiuto in seguito alla Vecchia guerra di Zurigo. Sul piano costituzionale il conflitto ebbe origine dal desiderio di rafforzare la struttura ancora vaga della Conf. In questa occasione le alleanze concluse dagli otto cant. nel XIV sec. furono strumentalizzate in funzione delle nuove esigenze della metà del XV sec. Gli Svittesi presero a considerarle come leggi fondamentali, attribuendo loro un ampio valore giur.; ne conseguiva che ogni vertenza tra i cant. poteva essere sottoposta al giudizio di un tribunale arbitrale. Per gli Zurighesi si trattava invece di trattati vincolanti solo su quanto pattuito, per cui potevano essere giudicate da un tribunale arbitrale solo le vertenze relative ad ambiti specificatamente indicati nelle convenzioni. Una città imperiale si sottometteva senza riserve solo all'autorità dell'imperatore, da cui dipendevano tutti i diritti signorili, o a un tribunale da questi istituito. Benché storicamente corretto, il punto di vista zurighese non favoriva il rafforzamento della coesione fra i cant. Per contro quello svittese, per quanto storicamente errato, rispondeva all'aspirazione a un consolidamento della Conf. Questa seconda interpretazione si impose e nel 1450 Zurigo fu costretto dagli altri cant. a rinunciare alla sua alleanza con l'Austria e a rinsaldare il suo legame con la Conf., che ne risultò rafforzata. Solo con l'affermazione di questo principio le alleanze sottoscritte nei Patti fed. favorirono il consolidamento statale. La rete conf. di alleanze non costituiva comunque uno Stato nell'accezione moderna del termine: lo divennero invece i singoli cant. attraverso la trasformazione dei loro diritti signorili, derivanti dai privilegi concessi dall'imperatore, in sovranità su un territorio definito (Signoria territoriale).
Verso la metà del XV sec. l'importanza storica dei Patti fed., associati al nascente mito di una lotta per l'indipendenza della Conf. avviata attorno al 1300, fu oggetto di una nuova lettura (Miti di fondazione). Secondo quest'ultima solo grazie a tali alleanze i Conf. avevano potuto difendersi dall'ingiusto dominio austriaco sia in occasione della prima determinante offensiva (Guglielmo Tell e la distruzione delle rocche) sia nelle battaglie del Morgarten (1315), di Sempach (1386) e di Näfels (1388). Alla diffusione di questo mito delle alleanze contribuì il rinnovo nel 1454 dei patti di Lucerna, Zurigo e Zugo e nel 1473 di quello di Glarona. Nei primi tre casi la riserva, obsoleta e compromettente, riferita all'Austria fu sostituita con quella più attuale al Sacro Romano Impero. Contrariamente a quanto avvenuto in precedenza, i cant. che sottoscrissero il patto di Glarona si trovavano su un piano di uguaglianza. A fini ideologici le nuove versioni degli accordi furono inoltre retrodatate agli anni in cui erano stati conclusi i patti originari (1332, 1351 e 1352), falsando così la realtà storica del XIV sec.
L'interpretazione che attribuiva ai Patti fed. una speciale valenza storica si sviluppò parallelamente al rafforzamento dell'identità nazionale. Tra i numerosi accordi del tardo ME furono considerati solo quelli ancora esistenti e più utili al consolidamento dell'identità nazionale. Agli antichi patti furono attribuite finalità che corrispondevano allo spirito dell'epoca e alle aspirazioni politiche del XV sec., ma che le intenzioni originarie non contemplavano. La rivalutazione di questi patti - tra cui quello del 1291, riscoperto nel 1758 - attribuì loro un forte valore ideale, benché non avessero praticamente più alcuna validità. In occasione della Dieta fed. svoltasi ad Aarau il 24.1.1798, a meno di due mesi dalla fine della vecchia Conf. (Rivoluzione elvetica), fu celebrato il rinnovamento solenne dei patti di alleanza conf., al fine di dare "aperta dimostrazione all'estero della perfetta armonia regnante tra i membri della Conf. elvetica".
Fonti
– H. Nabholz, P. Kläui, Quellenbuch zur Verfassungsgeschichte der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Kantone von den Anfängen bis zur Gegenwart, 19473
Bibliografia
– HRG, 1, 539 sg.
– Peyer, Verfassung, 21-44
– B. Stettler, Die Eidgenossenschaft im 15. Jahrhundert, 2004
– R. Sablonier, Gründungszeit ohne Eidgenossen, 2008, 163-194
Autrice/Autore: Bernhard Stettler / ato