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Caso di stupro in Francia
Un esempio concreto di una ricerca di legami di parentela è rappresentato dal caso di Élodie Kulik, 24 anni, stuprata e poi uccisa nel 2002 nel nord della Francia. Il crimine è compiuto di notte in una zona isolata di campagna, non vi sono testimoni. Sulla base del profilo del DNA ricavato da una traccia di sperma rilevata sul luogo del reato, viene avviata anzitutto un’indagine a tappeto nei dintorni del luogo in cui si è consumato il reato. Né il confronto dei profili del DNA così ottenuti, né la verifica di svariate migliaia di altri profili del DNA nel sistema d’informazione francese e a livello europeo hanno dato alcun esito. A questo punto la «Gendarmerie nationale» decide di procedere, per la prima volta in assoluto, a una ricerca di legami di parentela. Le autorità inquirenti francesi individuano così un uomo già registrato nel sistema d’informazione la cui famiglia vive nei pressi del luogo del reato. Avvalendosi di metodi investigativi convenzionali, in particolare delle informazioni tratte dai registri pubblici, le autorità allestiscono l’albero genealogico dell’uomo. Risulta avere due figli. Quello minore è escluso a causa della giovane età al momento del reato. Il figlio maggiore è morto poco dopo la commissione dei fatti, motivo per cui l’indagine a tappeto non ha dato risultati. La salma viene esumata per allestire il profilo del DNA che combacia con il profilo di traccia. L’autore del reato viene così identificato, nove anni dopo il reato.
Ultima modifica 22.12.2020