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Secondo un luogo comune, farsi obbedire da un gatto è impossibile. La realtà, però, è diversa: il padrone che instaura un rapporto comunicativo con il proprio micio, infatti, riesce a farsi obbedire eccome. Per centrare questo obiettivo bisogna tener conto del fatto che un micino di 2-3 mesi arriva in famiglia con un carattere già formato: è necessario iniziare a parlarci da subito, coinvolgerlo in giochi (tiro alla pallina, inseguimenti, etc.) e rispondergli quando miagola, in modo da fargli intendere di voler comunicare con lui.
Attenzione a chiamarlo troppo spesso per nome, il gatto a un certo punto potrebbe annoiarsi e non rispondere più. Meglio usare un vezzeggiativo per fargli le coccole e usare il suo nome, ad esempio, quando lo si deve chiamare per la pappa. Incoraggiarlo e premiarlo con un “bravo” quando fa la pipì nella cassettiera aiuterà a fargli capire cosa è giusto, mentre quando si vuole qualcosa da lui è meglio dirlo con dolcezza, piuttosto che con un urlo: se deve scendere dal tavolo o uscire dalla stanza è bene adottare un tono bonario e poi coccolarlo se esegue “l’invito”.
Evitate di prenderlo in braccio, ai gatti non piace e finiscono per innervosirsi. Se dovete proibirgli qualcosa, un fermo “no” sarà migliore di un urlo, che potrebbe spingere il gatto a non darvi più retta. Inoltre, accompagnate il divieto con un comportamento attivo: se graffia il divano, ditegli di no e accompagnatelo al tiragraffi, coccolandolo quando lo usa.