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La Svizzera riaperta per le armi israeliane
Le importazioni in Svizzera di materiale bellico israeliano potranno riprendere. Gli acquisti erano congelati a causa della situazione in Medio Oriente.
Il presidente della Confederazione Samuel Schmid ha comunicato la decisione al premier israeliano Ariel Sharon nel corso di un incontro a Gerusalemme.
Al termine di un colloquio durato più di un'ora con il premier israeliano Ariel Sharon, il ministro della difesa elvetico Samuel Schmid ha annunciato che le importazioni in Svizzera di materiale militare israeliano potranno riprendere.
"Le relazioni con Israele sono migliorate", ha dichiarato il presidente della Confederazione in una conferenza stampa.
Nel corso dell'incontro, Samuel Schmid e Ariel Sharon hanno abbordato pure il tema della situazione in Medio Oriente. Il presidente della Confederazione si è detto "convinto che Israele fa tutto il possibile per far progredire il processo di pace".
Schmid ha anche indicato di aver parlato con Sharon dell'incendio che ha gravemente danneggiato la sinagoga di Lugano, assicurando che simili atti non corrispondono ai sentimenti della popolazione svizzera.
Materiale di trasmissione israeliano
La svolta avrà un effetto immediatamente tangibile. Samuel Schmid ha infatti confermato l'acquisto di materiale per le trasmissioni per un importo di 150 milioni di dollari.
La cooperazione tra la Svizzera e lo Stato ebraico era stata ridotta a partire dall'aprile del 2002, dopo che l'esercito israeliano aveva rioccupato le città cisgiordane.
Da allora, il Consiglio federale aveva deciso di onorare i contratti già firmati, ma di rinviare eventuali nuovi acquisti di materiale bellico prodotto in Israele.
Una svolta non condivisa da tutti
In Svizzera, questo cambiamento di direzione non è visto di buon occhio da tutti. Lunedì, la consigliera nazionale dei Verdi Pia Hollenstein aveva chiesto al ministro della difesa di non riprendere le importazioni d'armi fintantoché i Territori palestinesi sono occupati.
Novanta parlamentari hanno inoltre firmato un postulato nel quale si chiede che la sospensione delle importazioni d'armi sia mantenuta.
Gran parte dello schieramento politico sostiene però la posizione del Consiglio federale
Importazioni per 370 milioni nel 2003
Nel 2003, la Svizzera ha importato da Israele beni per un valore complessivo di 370,8 milioni di franchi, quasi 100 milioni in meno rispetto all'anno prima (462,5).
Le armi costituivano il 3,3% del totale delle importazioni nel 2002, il 14,1% nel 2003 e il 3,9% nel 2004. Il portavoce del Dipartimento federale della difesa ha ricordato che alcuni contratti sono pianificati su più anni, ciò che spiega l'effetto ritardato della moratoria sul volume delle importazioni.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
La Svizzera ha importato nel 2003 prodotti israeliani per un valore di 370,8 milioni di franchi (462,5 milioni nel 2002).
Armi e munizioni costituivano nel 2003 il 3,9% delle importazioni (14,1% nel 2003 e 3,3% nel 2002).
In breve
La riprese delle importazioni di armi da Israele non rappresenta un cambiamento essenziale della politica estera, ha dichiarato il portavoce del Partito socialista Jean-Philippe Jeannerat.
Hans Fehr, consigliere nazionale dell'Unione democratica di centro e leader dell'Associazione per una Svizzera neutrale ed indipendente, non vede alcun problema a comprare equipaggiamenti militari israeliani.
Per la parlamentare dei Verdi Pia Hollenstein, Berna non dovrebbe riprendere le importazioni fino a quando Israele occupa i Territori palestinesi.
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