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Le domande raggruppate concernenti le persone sospettate di evasione non dovrebbero più essere escluse. Il Consiglio degli Stati ha tacitamente corretto oggi in questo senso la legge sull'assistenza amministrativa. Il Consiglio nazionale, che aveva respinto una proposta in questo senso, deve pronunciarsi di nuovo.
L'assistenza amministrativa dovrebbe essere concessa esclusivamente su richiesta. La precisazione "e per un caso particolare", contenuta nel testo di legge, è stata stralciata dai "senatori". La Svizzera non sarà tenuta ad accettare le domande raggruppate, ma la legislazione non le esclude più.
La legge sancisce la ripresa degli standard dell'OCSE, già applicati dalla Svizzera in numerose convenzioni di doppia imposizione. Sotto la pressione internazionale, Berna accorda oramai agli altri Stati l'assistenza anche per casi di evasione e non solo di frode.
Ancora quest'anno, l'OCSE potrebbe aggiungere a queste rivendicazioni l'assistenza sulla base di domande raggruppate. Per ora la Svizzera ha accettato questa misura solo nella convenzione sottoscritta con gli Stati Uniti.
Con 21 voti contro 15 i senatori non hanno voluto seguire la sinistra. Essa voleva precisare nella legge che le informazioni raccolte potessero venir utilizzate in Svizzera per lottare contro le organizzazioni criminali, il riciclaggio, la corruzione o altri reati.
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