Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/166623

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di far assumere alla Confederazione tutti i costi cagionati dall'accoglienza dei rifugiati nel nostro Paese, in particolare utilizzando a tal fine, se necessario, una parte delle somme destinate all'aiuto allo sviluppo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>A mo' di introduzione va detto che, contrariamente all'opinione dell'autore della mozione, la concessione dell'asilo non costituisce una decisione politica bensì giuridica, dato che le autorità devono fondarsi sulla legge sull'asilo e sulla Convenzione sullo statuto dei rifugiati.</p><p>Questi ultimi anni, Confederazione e cantoni hanno adottato diverse misure volte a garantire l'efficacia delle procedure d'asilo e ridurre in particolare il numero di domande d'asilo insufficientemente fondate (trattamento prioritario di tali domande, procedura di 48 ore, procedura fast-track, rinvio dei casi Dublino che hanno presentato domande multiple). In seguito, il numero di domande di questo tipo è fortemente diminuito, per cui nel 2015 soltanto il 2,9 per cento delle domande d'asilo presentate in Europa sono state depositate in Svizzera. Si tratta del valore più basso da vent'anni.</p><p>L'ammontare dei sussidi federali dipende dal numero di persone e dalla loro ripartizione tra i cantoni. I sussidi aumentano o diminuiscono pertanto proporzionalmente alle domande. Le indennità finanziarie versate tengono sistematicamente conto della progressione delle domande d'asilo, che pertanto non cagiona ai cantoni costi supplementari non coperti. I costi aumentano tuttavia per i cantoni che non assumono a sufficienza i loro obblighi in materia d'esecuzione o che dispongono di strutture costose.</p><p>Nel 2015 la Confederazione ha adottato misure per sostenere i cantoni nella gestione del numero relativamente elevato di domande d'asilo. L'anno scorso la Segreteria di Stato della migrazione ha inoltre aumentato da 2300 a 5000 i posti letto nei centri di registrazione e di procedura, il che ha comportato spese d'esercizio pari a circa 107 milioni di franchi per la Confederazione (a fronte dei 77 milioni nel 2014). Nel 2015 ha inoltre speso 860 milioni di franchi per gli importi forfetari globali, a fronte dei 684 del 2014.</p><p>La Confederazione condivide le preoccupazioni cantonali per l'aumento dei costi nel settore dell'asilo. Il Consiglio federale ritiene pure essenziale che le persone che necessitano la protezione della Svizzera e che vi rimangono per lungo tempo o per sempre siano integrate rapidamente e durevolmente nel mercato del lavoro. La Confederazione è pertanto disposta a condurre con i cantoni un dialogo teso a promuovere l'integrazione mirata e potenziata di questo gruppo di persone e analizzare anche la situazione relativa ai costi.</p><p>Quanto a un'eventuale riduzione dell'aiuto allo sviluppo, occorre rilevare che la somma prevista per la cooperazione internazionale è stata tagliata di 90 milioni di franchi all'anno nel preventivo 2016 e nel piano finanziario di legislatura 2017-2019. Le spese per la cooperazione internazionale erano già state ridotte di 116 milioni di franchi tra il 2015 e il 2016. Il Consiglio federale rifiuta di procedere a tagli supplementari a breve termine. </p><p>Va infine rilevato che l'attuazione del progetto volto a velocizzare le procedure d'asilo, su cui il popolo si pronuncerà il 5 giugno 2016, permetterà di ridurre il numero di persone del settore dell'asilo attribuite ai cantoni. In fin dei conti, in base ai calcoli realizzati durante i lavori preliminari della revisione, questa modifica sgraverà finanziariamente i cantoni per 90 milioni di franchi all'anno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.