Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/229440

<h2>SubmittedText<h2><p>L'associazione ambientalista "ohneGift" ha misurato, in diverse località svizzere, le concentrazioni di acido trifluoroacetico (TFA) nelle acque di lago e nell'acqua potabile captata dai laghi. Non è per niente chiaro quanto il TFA sia pericoloso: non si degrada nell'ambiente o negli organismi viventi, non si sa se sia cancerogeno e nemmeno come reagisca a contatto con altri residui chimici (effetto "cocktail"). Alcuni studi dimostrano però che influisce su un recettore del sistema nervoso centrale. Poiché il TFA presenta una tossicità acuta solo in dosi elevate e molte acque sono inquinate, il Ministero tedesco dell'ambiente ha fissato un valore limite insolitamente alto, pari a 10 milligrammi per litro di acqua potabile. In Svizzera, non sembrano tuttavia esserci valori limite e non ci sono studi sulle conseguenze del consumo prolungato nel tempo di acqua contaminata da TFA.</p><p>A valle dell'impianto di depurazione delle acque (IDA) Werdhölzli, la Limmat è solo leggermente più inquinata delle acque del lago e dell'acqua potabile di Zurigo (di 0,07 pg/l), anche se l'impianto depura le acque di scarico di 500 000 persone. L'associazione ambientalista conclude che, se l'immissione di residui farmaceutici e industriali nelle acque di scarico fosse significativa, l'acqua della Limmat a valle dell'IDA dovrebbe contenere molto più TFA. Come fonte principale di inquinamento rimangono quindi i pesticidi agricoli, di cui il TFA è un componente rilasciato nell'ambiente.</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Se il TFA fa parte delle sostanze chimiche per sempre (i "forever chemicals"), per quale motivo in Svizzera si approvano principi attivi il cui prodotto di degradazione è il TFA?</p><p>2. Quali principi attivi e quali prodotti di degradazione sono considerati "forever chemicals"? In che quantità vengono utilizzati e rilevati nell'acqua potabile?</p><p>3. Dato che ci sono pochissimi studi sui rischi del TFA per l'uomo e per l'ambiente, come è stato possibile approvare i 25 principi attivi presenti nei pesticidi che rilasciano TFA?</p><p>4. Se il TFA è un "forever chemical" e non esistono studi sulle conseguenze a lungo termine del consumo di acqua potabile contaminata, in che misura è stato applicato il principio di precauzione per approvare i 25 principi attivi?</p><p>5. Di recente, la rivista K-Tipp ha rilevato in campioni di acqua potabile fino a 16 pesticidi: sulla base delle informazioni della procedura di omologazione dei prodotti fitosanitari, quante altre sostanze e quanti prodotti di degradazione il Consiglio federale si aspetta di trovare nell'acqua potabile? Quali sono i danni sulla salute provocati dal loro consumo prolungato nell'ottica dell'effetto cocktail?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'uso comune il termine "forever chemicals" indica i composti alchilici perfluorurati e polifluorurati (PFAS), fra i quali si annovera anche l'acido trifluoroacetico (TFA). Il TFA è un prodotto di degradazione di varie sostanze, che possono provenire da diverse fonti. Oltre all'agricoltura, queste fonti comprendono anche l'uso di refrigeranti, solventi, spray, materie plastiche espanse e medicinali, così come gli scarichi industriali nelle acque. Attualmente non si dispongono di informazioni sull'importanza relativa delle singole fonti per la Svizzera.</p><p>Sulla base di studi cronici sui ratti, l'Umweltbundesamt (UBA), il Ministero federale tedesco dell'ambiente, ha fissato a protezione della salute un valore guida di 60 microgrammi per litro di TFA nell'acqua potabile.</p><p>1, 3) L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) considera il TFA un cosiddetto metabolita non rilevante dal punto di vista tossicologico (prodotto di degradazione) dei prodotti fitosanitari (PF). Questa valutazione è stata effettuata secondo le linee guida pertinenti, applicate anche nell'UE. Per i metaboliti dei PF non rilevanti dal punto di vista tossicologico, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) nella procedura di omologazione considera per le acque sotterranee un valore regolato pari a 10 microgrammi per litro. Anche l'UBA raccomanda nella procedura di omologazione dei PF un valore soglia di 10 microgrammi per litro per i loro metaboliti non rilevanti. In base ai risultati della valutazione dei rischi nell'ambito della procedura di omologazione dei PF, l'UFAG non prevede nelle acque sotterranee o nell'acqua potabile concentrazioni di TFA superiori a 10 microgrammi per litro. La presenza di TFA come prodotto di degradazione non ne esclude in linea di massima l'omologazione.</p><p>2) L'UFAG pubblica un elenco dei volumi di vendita annuali per ogni principio attivo dei PF. Inoltre, l'UFAG, Agroscope e l'USAV pubblicano regolarmente un elenco sulla rilevanza dei metaboliti dei PF nelle acque sotterranee e nell'acqua potabile. Questa lista contiene 45 possibili metaboliti che potenzialmente possono degradarsi ulteriormente a TFA. In Svizzera, le misurazioni di TFA nell'acqua potabile sono eseguite soltanto puntualmente. Non sono noti altri "forever chemicals" tra i principi attivi e i metaboliti dei PF.</p><p>4) Il comportamento di degradazione dei PF e dei loro metaboliti è considerato in sede di omologazione nel quadro di una valutazione dei rischi. Questa procedura corrisponde al principio di precauzione.</p><p>5) Come già menzionato, UFAG, Agroscope e USAV pubblicano regolarmente un elenco sulla rilevanza dei metaboliti dei PF nelle acque sotterranee e nell'acqua potabile. Questa lista contiene circa 200 principi attivi e metaboliti di PF che potenzialmente possono finire nell'acqua potabile. Dette sostanze sono oggetto di una valutazione dei rischi nell'ambito della procedura di omologazione.</p><p>Al momento non sono disponibili studi sugli effetti cumulativi e sinergici (effetti "cocktail") dei residui di PF presenti contemporaneamente nell'acqua potabile. Tuttavia, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sta al momento sviluppando metodi di valutazione dei rischi di effetti "cocktail" dei residui di PF nella catena alimentare. Nel 2020 e nel 2021, l'EFSA ha pubblicato i risultati degli studi sull'effetto "cocktail" su vari organi e funzioni fisiologiche: in base a tali risultati, i margini di sicurezza applicati nella definizione dei livelli massimi di residui di PF negli alimenti sono abbastanza ampi da tenere conto di possibili effetti "cocktail". Questi risultati confermano la valutazione del Centro svizzero di tossicologia umana applicata (SCAHT). Secondo il suo rapporto del 2018 "Combination ("cocktail") effects of pesticide residues in food", sulla base dei dati scientifici disponibili è improbabile che le miscele di residui di pesticidi ingerite con il cibo rappresentino un rischio inaccettabile per la salute umana.</p>  Risposta del Consiglio federale.