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Cinque potenziali acquirenti si sono fatti avanti per l'eventuale rilevamento della raffineria Tamoil di Collombey (VS). Hanno adesso tempo sino al 31 marzo per presentate un'offerta definitiva, ha annunciato oggi il governo vallesano. Il cantone tuttavia si interroga sulla reale volontà della compagnia petrolifera di vendere.
Al termine di lunghe ricerche sono stati in cinque a firmare la convenzione di confidenzialità, ha precisato oggi alla stampa Jean-Michel Cina, presidente dell'esecutivo cantonale. Adesso Tamoil deve permettere loro l'accesso a vari dati sull'impresa.
"I termini imposti da Tamoil sono molto brevi e inusuali. Inoltre le sue richieste per accedere ai dati ed entrare nella seconda fase del processo sono sempre più elevate. I potenziali acquirenti cominciano ad impazientirsi. Ci chiediamo se Tamoil vuole veramente vendere", ha affermato Cina.
I cinque potenziali acquirenti sono sopratutto gruppi d'investitori con fondi svizzeri. Sono ritenuti "seri" dal cantone e rispettano le condizioni poste da Tamoil. Tra di loro non vi sono le società di Roger Tamraz e Reza Asgarnia, evocate nella stampa, è stato precisato.
L'esecutivo vallesano si prepara intanto a tutti i possibili scenari soprattutto per quanto riguarda l'aspetto ambientale. Nel 2013-14 vi è stata un'analisi supplementare del sottosuolo che ha confermato la presenza di focolai d'inquinamento all'interno della raffineria, ha precisato Cédric Arnold, capo del servizio vallesano della protezione dell'ambiente.
Adesso è stato chiesto a Tamoi di effettuare un'investigazione dettagliata. Nelle prossime settimane sono previste analisi delle acque sotterrane. Il sito è già stato iscritto nel registro fondiario come "inquinato" e quindi può essere venduto solo con l'autorizzazione del cantone.
In caso di arresto definitivo, nessuna base legale permette di esigere lo smantellamento dell'impianto. Il governo ha incaricato un esperto di valutare il costo dell'operazione. Si sta anche studiando una rivalorizzazione del sito.
Per il governo comunque la priorità attualmente è di trovare una soluzione per il personale. Il consiglio di stato "mette tutto in opera" per trovare soluzioni per i dipendenti licenziati e si tiene a disposizione del datore di lavoro.
Da notare che i colloqui per negoziare un piano sociale tra sindacati e direzione avanzano lentamente, ciò che aveva spinto le maestranze nelle settimane scorse ad organizzare varie azioni di protesta.
In gennaio il gruppo petrolifero aveva annunciato la prossima chiusura della raffineria di Collombey (VS), dove lavorano oltre 200 persone, perché considera economicamente insostenibile il proseguimento delle attività. Tamoil prevede invece di mantenere le attività di commercio al dettaglio e all'ingrosso in Svizzera, dove dispone di una rete di 300 stazioni di servizio.
SDA-ATS