Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01272.jsonl.gz/751

Il canone radio-TV dovrebbe essere limitato a 200 franchi annui, contro i 463 attualmente. Sostenuti da internauti contrari alla Billag (società preposta all'incasso del canone), l'UDC e giovani di destra hanno raccolto 143'297 firme, di cui 135'276 in rete. Essi hanno depositato stamani la loro petizione alla Cancelleria federale.
Gli autori della petizione fanno leva su un elevato numero di firme per far pressione su Consiglio federale e parlamento. Oltre a un canone di 200 franchi, chiedono che tutti i risparmi realizzati dalla Billag (10 milioni) e tutti gli introiti non trasmessi (67 milioni) siano riversati ai contribuenti. Non occorre dunque versare questi importi alla formazione dei giornalisti, come proposto in un postulato dal Consiglio degli Stati.
La petizione vuole anche dare battaglia a una mozione discussa in parlamento e che mira a generalizzare l'incasso del canone, non vincolandolo più al fatto di possedere un apparecchio di ricezione. Resterebbero esonerate soltanto le piccole imprese e le persone a reddito molto modesto.
Nel canone generalizzato, gli autori della petizione vedono una nuova imposta. Essi vogliono invece esonerare tutti coloro che sono in grado di provare di non "consumare" i programmi radiofonici o televisivi. Un semplice annuncio scritto di disdetta dovrebbe essere sufficiente.
Per sostenere queste rivendicazioni, UDC, giovani UDC, UDF, PPD, liberali-radicali e Lega si sono allineati al gruppo "Bye Bye Billag", presente su Facebook. Essi si riservano la possibilità di lanciare un'iniziativa popolare. Secondo la consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH), per il momento si è deciso di rinunciare all'iniziativa, a causa della mancanza dei mezzi finanziari e nell'intento di influire rapidamente sul dibattito.