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Per Michael Ambühl, il segretario di Stato incaricato della questioni fiscali, l'acquisto da parte di länder tedeschi di CD con dati bancari svizzeri "non è ammissibile".
L'accordo fiscale con la Germania permette di ottenere solo passivamente dati bancari provenienti dalla Svizzera, ma una loro attiva acquisizione non è consentita, afferma Ambühl in un'intervista al domenicale SonntagsZeitung. "Ciò significa che comperarli, azione di per sé sempre attiva, è vietato", sottolinea il segretario di Stato.
La formulazione dell'accordo di stato con la Germania "è chiara" ed "è stata scelta espressamente così", aggiunge Michael Ambühl. A suo parere è "spiacevole che le regole concordare non siano applicate da tutte le regioni-stato tedesche prima delle loro entrata in vigore".
Secondo la stampa, il Nordreno-Westfalia avrebbe comperato due CD con i dati di clienti tedeschi, uno dei quali con estratti conto di una grande banca elvetica.
L'accordo fiscale tra Confederazione e Repubblica federale deve ancora essere ratificato nei due paesi.
La decisione definitiva del parlamento tedesco è ancora lontana. Il dibattito finale nel plenum del Bundestag (la Camera del popolo) è previsto in autunno e il voto del Bundesrat (la Camera delle Regioni-Stato) interverrà solo in seguito. La coalizione dei cristiano democratici e liberali del governo della cancelliera Angela Merkel, favorevole all'intesa con la Confederazione, al Bundestag dispone della maggioranza. Ma al Bundesrat la maggioranza è detenuta dalla sinistra, contraria agli accordi fiscali in questione.
In Svizzera, invece, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato l'accordo lo scorso 15 giugno. Il trattato, che introduce l'imposta liberatoria alla fonte per i capitali tedeschi depositati nelle banche elvetiche, è però combattuto con referendum dalla Lega dei Ticinesi, dall'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) e dalla Lega dei contribuenti, nonché dalla Gioventù socialista svizzera (GISO).
SDA-ATS