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L'intenzione di introdurre un salario minimo nell'Ue vede sul piede di guerra sindacati e politici dei Paesi nordici, che temono venga messo in discussione il modello basato sulla contrattazione.
Il tema del salario minimo non fa discutere solo in Ticino, o in Svizzera. Alcuni Paesi nordici sono in contrasto con l'Unione europea per i piani per introdurre un salario minimo su scala europea.
Paesi come la Danimarca, la Finlandia e la Svezia temono che la misura possa minare i loro modelli basati sulla contrattazione collettiva.
Martedì la Commissione europea dovrebbe fare i primi passi per la fissazione di un salario minimo valido negli Stati membri dell'Ue. Sindacati e politici dei Paesi dove il livello di retribuzione è fissato dalle contrattazioni tra rappresentati dei lavoratori e dei datori di lavoro si oppongono, sostenendo che l'intervento di Bruxelles potrebbe in ultima analisi portare ad un abbassamento dei salari.
Il ministro del lavoro danese, Peter Hummelgaard, citato dal Guardian, ha sostenuto la possibilità di fissare salari più alti per coloro che sono meno pagati in Europa, ma anche che "i mezzi per raggiungere questo obiettivo devono rispettare le tradizioni nazionali e i modelli ben funzionanti".
Secondo il ministro danese "in Danimarca, i salari sono negoziati solo dai sindacati e dalle organizzazioni dei datori di lavoro - è stato così per più di 100 anni". Dei 28 Stati membri dell'Ue, solo Danimarca, Italia, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia non hanno un salario minimo obbligatorio.
Lizette Risgaard, presidente della confederazione sindacale danese, dichiara che "la fissazione dei salari nel cosiddetto modello danese di contrattazione collettiva si basa su negoziati tra le parti sociali, e la produttività e l'innovazione sono elementi cruciali in questi negoziati". "La condizione preliminare per il modello danese è un grande sostegno sia da parte dei lavoratori che delle imprese", ha detto, "e le statistiche salariali mostrano che il modello danese in generale assicura che la maggior parte dei lavoratori in Danimarca ricevano un salario che sia dignitoso e che possa fornire un buon tenore di vita".