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Birdland
Da lunedì 05 a giovedì 08 settembre 2016 alle 23:00
Tra i protagonisti della cosiddetta loft generation nella New York dei secondi anni ’70, Arthur Blythe, oggi non più in attività, è un sassofonista, compositore e bandleader originario della California.
Nato nel 1940 a Los Angeles, inizia a suonare il sax alto all’età di nove anni. I suoi modelli sono Earl Bostic e Benny Carter, ma importante fu anche la figura del tenorista Harold Land.
I debutti sono con il pianista Horace Tapscott, suona poi nel New Jazz Quintet del sassofonista Lattus McNeely, nel progetto Black Music Infinity del batterista-scrittore Stanley Crouch e con un altro sassofonista, Azar Lawrence.
Dal 1974 è a New York dove collaborerà con i più diversi colleghi: Gil Evans, Jack DeJohnette, Chico Hamilton, Lester Bowie e McCoy Tyner. Ha fatto pure parte del progetto all stars The Leaders e del Wolrd Saxophone Quartet.
A suo agio nelle più disparate situazioni musicali, Blythe è stato il musicista forse più vicino alla tradizione tra quelli che furono in prima fila nell’epoca del post-free. Tipico il suo sound dal caratteristico vibrato e dal fraseggio che molto deve al be-bop. Tra i suoi gruppi si distinguono il classico quartetto con piano-basso-batteria ma anche quelli meno convenzionali, con chitarra elettrica, violoncello e tuba - che hanno dato i più originali frutti discografici del musicista californiano tra la fine dei ’70 e l’inizio del decennio successivo.
Della figura di Arthur Blythe ci offre un pregevole ritratto Claudio Sessa in questa serie di Birdland.