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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Gli alchilfenoletossilati (APE), rispettivamente i loro prodotti di degradazione nonilfenolo e ottilfenolo, sono notoriamente sostanze problematiche. Con l'entrata in vigore, nel 1986, dell'ordinanza sulle sostanze ne è stato vietato l'impiego nei detersivi per tessili. Oggi in Svizzera i seguenti prodotti e processi costituiscono la principale fonte di inquinamento delle acque con nonilfenolo: detergenti per industria e artigianato, mezzi ausiliari tessili e in pelle, sgrassaggio dei metalli, galvanizzazione, trattamento del legno, etossilizzazione di nonilfenolo, cura del corpo e prodotti nicchia. Negli scarichi degli impianti di depurazione delle acque svizzeri nelle cui vicinanze si trovano industrie tessili e autolavaggi, è stata rilevata una concentrazione più elevata.</p><p></p><p>2. Le indicazioni attualmente disponibili sugli effetti e il carico ambientale dei nonilfenoli giustificano misure ulteriori volte alla protezione dell'ambiente. A tale conclusione giunge anche l'approfondita valutazione dei rischi effettuata nel quadro del programma dell'UE sulle sostanze vecchie. Per i prodotti che provocano un'immissione di APE nelle canalizzazioni pubbliche prevalgono i divieti. Per gli impieghi industriali, dove è possibile un trattamento preliminare delle acque di scarico, possono essere emanate prescrizioni speciali sulle immissioni.</p><p></p><p>Accordi relativi a misure facoltative dell'industria non si prestano ai fini di una riduzione del carico ambientale dovuto agli APE, considerati i numerosi campi d'applicazione e la complessa situazione di mercato. </p><p></p><p>Al momento attuale non è chiaro se anche per le persone sono necessarie misure ulteriori. Il nonilfenolo ha mostrato un effetto sul sistema ormonale negli esperimenti di colture cellulari. Negli esperimenti sugli animali si registrano effetti che possono eventualmente essere ricondotti a un effetto endocrino. Nel quadro della valutazione dei rischi svolta dall'UE, i nonilfenoli e i nonilfenoletossilati sono ulteriormente analizzati per quanto concerne questi effetti. </p><p></p><p>3. L'ordinanza del DFI del 26 giugno 1995 sui cosmetici (RS 817.042.1) comprende un elenco delle sostanze ammesse nei cosmetici. Alcune delle sostanze che filtrano i raggi UV figuranti nell'elenco sono oggetto di indagini in corso. Prime indagini ancora inedite su colture di cellule cancerogene umani e di roditori forniscono indicazioni sugli effetti estrogeni di alcune di queste sostanze. Altre analisi sono necessarie per poter procedere a una valutazione dei rischi per l'uomo. </p><p></p><p>Le sostanze che filtrano i raggi UV giungono direttamente nelle acque superficiali o tramite gli impianti di depurazione. Misurazioni effettuate nel lago di Zurigo hanno rilevato concentrazioni dell'ordine di alcuni miliardesimi di grammo per ogni litro (ng/l). Non è possibile affermare con assoluta certezza se tali concentrazioni rappresentano un pericolo per gli organismi acquatici, poiché non sono disponibili i dati sugli effetti di dette sostanze per tali specie. Non è stato chiarito nemmeno il rischio che corrono gli esseri umani che si nutrono di pesci contaminati. Tuttavia, il carico diretto per l'uomo - nell'impiego di prodotti antisolari l'assorbimento è di tipo cutaneo - dovrebbe essere maggiore rispetto al carico derivante da prodotti alimentari. </p><p></p><p>Nel caso delle sostanze che filtrano i raggi UV, la situazione dei dati disponibili e lo stato delle conoscenze non sono sufficienti per valutare in modo definitivo i rischi per l'uomo e l'ambiente. Conformemente all'ordinanza sulle sostanze pericolose per l'ambiente (RS 814.013, art. 12) e in base alle prescrizioni della nuova legge sulle sostanze chimiche, il cui progetto era dibattuto in Parlamento nel momento in cui la presente interpellanza è stata inoltrata, è compito dei produttori migliorare la situazione dei dati di singole sostanze nell'ambito del controllo autonomo. Tuttavia mancano a tale riguardo metodi standardizzati di test e valutazione. Si sta lavorando al miglioramento di questi metodi a livello internazionale. Anche la Svizzera dovrebbe fornire il proprio contributo in proposito. Nell'ambito del Programma nazionale di ricerca (PNR) devono essere elaborate delle basi per la valutazione degli effetti endocrini di sostanze e miscele di sostanze e chiarita l'entità della problematica in Svizzera. Il PNR fornirà un contributo determinante per il progetto in corso, denominato "Fischnetz", nell'ambito del quale si cercano le cause della riduzione delle popolazioni di pesci in Svizzera. </p><p></p><p>4. Sotto la direzione dell'Ufficio federale dell'educazione e della scienza, e in collaborazione con specialisti del mondo scientifico e le autorità, è stato elaborato un abbozzo del PNR concernente le sostanze presenti nell'ambiente che agiscono sul sistema ormonale e il loro significato per l'uomo e gli animali. La valutazione della proposta programmatica da parte del Fondo nazionale e dei servizi federali coinvolti ha avuto un esito positivo. Una domanda al Consiglio federale in materia è stata trattata dallo stesso il 23 agosto 2000. I lavori resi possibili nell'ambito del PNR completano gli sforzi a livello internazionale tesi ad ampliare le basi scientifiche relative all'effetto delle sostanze che incidono sul sistema ormonale, suscitando grande interesse sul piano internazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.