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Il Tribunale penale federale ha assolto un ex quadro della ABB e un dipendente di Gazprom accusati di corruzione attiva e passiva per aver versato bustarelle in cambio di appalti.
L'Alta Corte ha stabilito che i dipendenti del gigante energetico russo non possono essere considerati pubblici ufficiali stranieri e di fatto l'accusa di corruzione viene a cadere.
Il verdetto sconfessa il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), che aveva chiesto pene detentive di due anni e otto mesi per l'ex quadro di ABB, un russo di 69 anni, e di dieci mesi di prigione per l'altro imputato, un russo di 57 anni.
La Corte ha chiesto il dissequestro dei conti bloccati in Svizzera. La Confederazione dovrà farsi carico delle spese legali dei due imputati, oltre 145'000 franchi, le indennità legate alla procedura (151'000 franchi per un imputato e 6000 franchi per l'altro) e le indennità per torto morale di 3000 e 5000 franchi.
Subito dopo la lettura della sentenza, il Ministero pubblico della Confederazione ha annunciato che ricorrerà al Tribunale federale appena avrà a disposizione le motivazioni.
Secondo l'atto d'accusa, il direttore della filiale di ABB in Russia, un francese che ora ha 68 anni, avrebbe versato bustarelle a funzionari di Gazprom fra il 1998 e il 2006. Circa 7,3 milioni di dollari sarebbero transitati su conti in Svizzera.
I pagamenti sarebbero stati effettuati per ottenere appalti nel quadro di diversi progetti di costruzione, per un valore totale di 170 milioni di dollari. Il contratto più consistente, di 60 milioni di dollari, riguardava turbine a gas prodotte dalla filiale di ABB in Svezia Siemens Industrial Turbomachinery (SIT). Il dirigente francese ne avrebbe tratto un profitto indebito di 1,3 milioni di dollari. Una cifra analoga sarebbe andata all'altro quadro di ABB, accusato di aver aiutato il dirigente francese nell'opera di corruzione.
Gli altri due imputati, accusati di corruzione passiva di pubblici ufficiali stranieri, sono un funzionario e un ex dipendente di Gazprom, che avrebbero ricevuto le tangenti per un ammontare di 5 milioni di dollari. Uno dei due è accusato anche di riciclaggio: il denaro sarebbe transitato attraverso una società di comodo con sede a Cipro per poi arrivare in Svizzera.
sda-ats