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La Banca nazionale svizzera (Bns) conferma le sue previsioni di crescita per il 2021: il prodotto interno lordo (Pil) dovrebbe salire di un valore compreso fra il 2,5% e il 3%, ha indicato l'istituto nell'ambito dell'analisi trimestrale della situazione economica e monetaria. Viene confermata quindi la stima precedente che risaliva a dicembre. L'istituto prevede anche il ritorno di una moderata inflazione.
Il Pil è progredito solo lievemente nel quarto trimestre 2020, dopo una robusta crescita nei tre mesi precedenti, commentano gli specialisti della Bns in un comunicato odierno. Per il periodo gennaio-marzo di quest'anno è da attendersi un nuovo calo, con la nuova ondata pandemica che ha ripercussioni anche sull'impiego, portando a un aumento del lavoro ridotto e della disoccupazione.
L'evoluzione futura dipenderà in modo determinante dall'arrivo di eventuali nuove ondate del coronavirus e dai provvedimenti che saranno adottati per contrastarle.
Cambia, rispetto a dicembre, la previsione sull'inflazione: il rincaro dovrebbe essere del +0,2% nel 2021, del +0,4% nel 2022 e del +0,5% nel 2023. In dicembre gli economisti puntavano rispettivamente su prezzi al consumo invariati nel 2021 e in crescita dello 0,2% nel 2022 (per l'anno dopo non era ancora disponibile una stima). Il cambiamento è riconducibile principalmente all'incremento del costo dei prodotti petroliferi e alla perdita di valore del franco. Se si avvereranno i pronostici della Bns l'anno in corso dovrebbe quindi tornare a mostrare prezzi in progressione: nel 2020 il rincaro era stato negativo, pari al -0,7%.