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La ditta losannese di import-export, sulla quale pesa da tempo lo spettro del fallimento, ha annunciato venerdì la cessazione con effetto immediato di tutte le attività commerciali a Losanna. Solo una direzione ristretta sarà mantenuta in loco, mentre un centinaio di impieghi saranno soppressi nella sede losannese, dopo il taglio di 75 posti già annunciato in gennaio.Questo contenuto è stato pubblicato il 09 marzo 2001 - 16:22
Otto settimane dopo l'annuncio di una drastica ristrutturazione, la ditta non ha superato le difficoltà e rischia ora di fallire. I negoziati avviati con le 43 banche creditrici sono bloccati, ha spiegato venerdì Friedrich Sauerländer, direttore generale di 'André & Cie'.
Già da tempo il gruppo è confrontato a gravi difficoltà finanziarie. Nel 1999, ha perso 285 milioni di dollari ed oltre 200 milioni l'anno scorso. Il 19 gennaio, la direzione ha annunciato una drastica riorganizzazione delle attività, che avrebbe dovuto permettere di salvare la società. Ma ora le banche creditrici non sembrano più disposte a sborsare denaro ed i fondi propri della ditta si sono esauriti rapidamente, sottolinea Sauerländer.
L'azienda potrebbe quindi essere presto costretta alla chiusura definitiva per mancanza di liquidità. Per tentare di salvare quel che può esserlo ancora, il gruppo ha quindi deciso di concentrare le attività in Brasile, Argentina e sul mercato asiatico, e di cessare le attività commerciali in Europa ed in Africa, attività finora gestite direttamente dalla sede centrale losannese.
Il gruppo occupava 200 dipendenti a Losanna all'inizio dell'anno. L'organico in Svizzera sarà ridotto a poche decine di persone entro la fine del 2001, mentre i 1400 impieghi all'estero non sono colpiti dalla ristrutturazione. Il personale losannese interessato dalla misura è già stato avvertito, ed è stato predisposto un programma sociale grazie ad un fondo - si parla di decine di milioni di franchi - messo a disposizione dagli azionisti della famiglia André.
swissinfo e agenzie
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