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Missione difficile in vista per Johann Schneider-Ammann.
Il presidente della Confederazione incontrerà domani a Colmar (F) il presidente francese François Hollande per difendere la posizione della Svizzera, pronta ad attivare una clausola di salvaguardia unilaterale, nei confronti dell'Unione europea (UE).
Ufficialmente il ministro dell'economia è invitato all'inaugurazione del museo Unterlinden, ma i due capi di Stato approfitteranno dell'occasione per discutere della questione spinosa dei bilaterali, ha spiegato Schneider-Ammann ai media ieri a margine del Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).
Saranno ben presto due anni che la Svizzera cerca di trovare una soluzione per poter applicare l'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa, la quale chiede di limitare i flussi migratori con l'aiuto di contingenti.
Libera circolazione delle persone cara alla Francia
La sfida è ora quella di trovare un'interpretazione comune della clausola di salvaguardia senza dover scindere l'accordo sulla libera circolazione delle persone, particolarmente caro alla Francia. In caso di disaccordo con l'UE, la Svizzera l'applicherà secondo suoi criteri.
Durante la sua visita a Berna ad aprile dell'anno scorso, Hollande era stato intransigente sulla libera circolazione. Aveva ammesso di non sapere se una soluzione con Bruxelles fosse possibile.
Il problema è che il tempo stringe: Berna e Bruxelles devono trovare un accordo prima della fine di febbraio, poiché il Consiglio federale prevede di trasmettere il suo messaggio al Parlamento in marzo.
Partecipazione svizzera a "Horizon 2020"
Argomento di discussione sarà anche "Horizon 2020". Dopo il voto del 9 febbraio 2014 e la mancata firma del protocollo d'accordo della libera circolazione con la Croazia, la Svizzera è associata solo parzialmente e temporaneamente ai programmi dell'UE sino alla fine del 2016.
A partire dal 2017, la Svizzera sarà di nuovo completamente integrata a "Horizon 2020" se trova una soluzione per applicare il testo dell'UDC che venga accettato dall'UE. Se non sarà così, parteciperà come Stato terzo all'insieme del programma, come ha fatto tra il 1987 e il 2003.
Infine, il socialista francese e il liberal-radicale bernese parleranno anche del dossier relativo allo scalo di "Basilea-Mulhouse". I due Paesi dovranno regolare la questione della fiscalità diretta da applicare alle imprese elvetiche sul posto. L'aeroporto comprende due settori doganali, francese e svizzero, ma è interamente su suolo francese.
Il consigliere federale partirà domani mattina da Davos, non potrà quindi partecipare all'incontro ministeriale informale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC/WTO). Sarà rappresentato dalla segretaria di Stato all'economia Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch.
SDA-ATS