Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201838

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 12 agosto 2019 celebriamo il 70° anniversario della Quarta Convenzione di Ginevra. Approvata dall'Assemblea federale il 17 marzo 1950, protegge i civili in tempo di guerra considerando che proprio tra i civili si conta il maggior numero di vittime in un conflitto. Ci apprestiamo dunque a commemorare un momento importante nella storia della Ginevra internazionale. Lo spirito della Quarta Convenzione di Ginevra ci invita a interrogarci sulla rilevanza delle questioni relative alla protezione dei civili in una società in trasformazione, segnatamente quando le nuove tecnologie influiscono sulla conduzione dell'azione umanitaria nel mondo.</p><p>Le nuove tecnologie offrono numerose opportunità per rendere l'aiuto umanitario più efficace, ma non devono essere trascurati i numerosi rischi emergenti che possono comportare, per esempio in termini di tracciabilità, controllo o disinformazione volontaria tramite le reti sociali. Le nuove tecnologie e la rivoluzione digitale possono originare nuove vulnerabilità per i destinatari dell'aiuto e della protezione umanitari.</p><p>In questa situazione, numerose organizzazioni internazionali e ONG cercano un contesto favorevole in termini di applicazione delle norme di protezione dei dati, sicurezza digitale, sicurezza dell'informazione e cybersicurezza, in grado di preservare l'integrità e la riservatezza dei sistemi di informazione e dei dati degli attori umanitari. Per esempio, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) attua la sua nuova strategia istituzionale cercando di avvalersi della trasformazione digitale in modo da rafforzare la sua identità di attore indipendente e neutrale, che gestisce dati sensibili, per proteggere meglio le vittime dei conflitti.</p><p>A 70 anni dalla ratifica della Quarta Convenzione di Ginevra, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ha previsto misure in grado di consentire alle organizzazioni umanitarie con sede in Svizzera di svilupparsi in ambito digitale, per permettere loro di offrire una migliore protezione alle vittime di crisi umanitarie?</p><p>2. Si prefigge di sostenere investimenti che consentano di posizionare meglio la Svizzera come Paese che offre le necessarie norme di protezione per portare avanti l'eredità del 1949?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già indicato nella risposta all'interpellanza 18.3957, il Consiglio federale attribuisce grande importanza agli impegni presi dalla Svizzera in qualità di Alta Parte contraente delle Convenzioni di Ginevra e dei relativi protocolli, e si adopera affinché il nostro Paese possa sfruttare al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Per questo motivo il 5 settembre 2018 ha adottato la strategia "Svizzera digitale", che contempla anche l'impegno internazionale del Paese.</p><p>La Svizzera ha le carte in regola per sfruttare il notevole potenziale delle nuove tecnologie e rendere l'aiuto umanitario ancora più performante e la protezione delle persone bisognose più efficace. Se da un lato offre nuove possibilità, dall'altro la digitalizzazione va di pari passo con rischi che devono essere affrontati, come l'utilizzo non consentito dei dati sensibili. La protezione dei dati e la sicurezza dei sistemi d'informazione e delle infrastrutture dedicate è sempre più importante, in particolare per le organizzazioni umanitarie. Se i dossier umanitari finiscono nelle mani sbagliate, nel giro di poco tempo la vita delle vittime e dei loro familiari può essere a rischio.</p><p>Il CICR, il principale partner umanitario della Svizzera, assume un ruolo pionieristico con la propria strategia digitale. Nell'ambito di questo partenariato la Svizzera si impegna a sostenere progetti nel settore del digitale, in particolare per far luce sui destini delle persone scomparse - nei conflitti armati, lungo le rotte migratorie e in caso di catastrofi naturali - e per ricongiungere le famiglie. Inoltre, le tecnologie digitali aprono la strada a nuove soluzioni che hanno un effetto preventivo e comportano una netta diminuzione del numero di persone scomparse.</p><p>La capacità d'azione del CICR e di altre organizzazioni umanitarie dipende dalla fiducia accordata loro dalle persone coinvolte e dagli attori statali. Questo è uno dei motivi per i quali la protezione efficace dei dati umanitari è di assoluta priorità. In collaborazione con i propri partner, la Svizzera mette in atto le condizioni quadro necessarie. A questo proposito sono in corso discussioni di fondo in vista della 33a Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa organizzata a dicembre del 2019 con la partecipazione finanziaria della Svizzera. Il Consiglio federale intende attuare le misure necessarie per potenziare la protezione dei dati nel nostro Paese, ivi compresi quelli di carattere umanitario. La stabilità politica, le normative sulla protezione dei dati e il know-how tecnologico della Svizzera rappresentano una buona base al riguardo.</p>  Risposta del Consiglio federale.