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L'industria biotecnologia svizzera ha subito nel 2011 gli effetti del franco forte e della debolezza congiunturale, fattori che hanno inciso sull'export.
Rispetto all'anno prima le vendite complessive sono scese del 6% a 8,69 miliardi, si legge nel Swiss Biotech Report, il rapporto periodico del settore pubblicato oggi. Senza considerare l'impatto dei cambi le vendite sarebbero rimaste stabili. Sul fronte della redditività l'intero ramo ha registrato perdite per 350 milioni, contro utili di 480 milioni nel 2010, un rosso dovuto da una parte ancora una volta a ragioni valutarie e dall'altra a fattori unici che hanno interessato alcune aziende.
L'anno scorso le società Addex, Cytos, Mondobiotech e Santhera - tutte quotate in borsa - hanno dovuto ridurre gli effettivi. A fine dicembre il settore comprendeva 249 imprese (+12), con 19'200 dipendenti. Questi numeri non tengono però conto né delle aziende estere presenti nella Confederazione né delle attività biotech dei grandi gruppi elvetici.
L'85% delle imprese è attiva nella biotecnologia detta "rossa" (medicina umana e veterinaria). Stando al rapporto i rami "verde" (agricoltura) e "bianco" (industria) offrono ancora enormi potenziali di crescita.
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