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Quale conseguenza dell'omicidio di Adeline, il canton Vaud ha deciso di sospendere per tre mesi le uscite dei delinquenti sessuali, nonché dei detenuti che hanno commesso assassini e omicidi. Il provvedimento interessa una settantina di persone, ha precisato la consigliera di Stato Béatrice Métraux alla radio-televisione romanda.
La moratoria sulle scarcerazioni sarà riesaminata entro la fine dell'anno, dopo lo svolgimento delle conferenze intercantonali e federali nell'ambito delle quali sarà discusso l'argomento, ha aggiunto la responsabile del Dipartimento vodese dell'interno.
"Fino a nuovo ordine", inoltre, i detenuti appartenenti ad entrambe le categorie non saranno più collocati in strutture aperte. L'assunzione di personale femminile sarà peraltro limitata.
A Ginevra, il consigliere di Stato Pierre Maudet ha annunciato già venerdì scorso la sospensione immediata di tutte le uscite di detenuti posti sotto la responsabilità delle autorità ginevrine, un provvedimento che interessa centinaia di carcerati.
Le decisioni dei due cantoni sono criticate dall'ex giudice federale Claude Rouiller, secondo cui esse rappresentano una "restrizione generale al diritto individuale dei detenuti, ancorato nella legge". I diritti individuali - precisa - possono essere limitati soltanto di caso in caso e non in modo generale.
Incaricato nel 2011 di chiarire le circostanze dell'evasione, durante un'uscita accompagnata, di Jean-Louis B. a Neuchâtel, l'ex presidente della Corte suprema ritiene che l'unico provvedimento adeguato consista nel "rafforzamento dell'accompagnamento di simili uscite o congedi".