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BERNA - È stata appianata anche l'ultima divergenza sullo scambio automatico di informazioni relativo a conti finanziari con 41 Stati partner a partire dal 2018/2019: anche la Nuova Zelanda farà parte della lista. Lo ha deciso, con 38 voti contro 5, il Consiglio degli Stati. Il dossier è quindi definitivamente approvato.
Le basi giuridiche necessarie per l'introduzione dello scambio automatico di informazioni sono entrate in vigore in Svizzera il primo gennaio di quest'anno.
Il progetto in questione è quindi un ampliamento e comprende Stati e territori firmatari dell'Accordo sullo scambio automatico di informazioni (SAI), fra i quali Paesi del G20 (come Argentina, Brasile, Cina e Russia), membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE, come Cile e Israele), Importanti partner economici quali Liechtenstein e Emirati Arabi Uniti, altri Stati europei (tra i quali Andorra e San Marino) e grandi piazze finanziarie strategiche di settore o regionali come Costa Rica, Isole Cayman e Uruguay.
Inizialmente c'era stata un'opposizione per il caso della Nuova Zelanda, a causa di una questione pensionistica. Sia gli Stati che il Nazionale hanno però alla fine convenuto che una problematica di tale genere non giustifica un ostacolo allo scambio automatico di informazioni. I dati saranno infatti forniti a fini fiscali e non per motivi legati alla sicurezza sociale e non si tratta di una problematica pertinente al tema trattato.