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Paradiso, canto XIII
Renato Regli legge e commenta il XIII canto del Paradiso, dove San Tommaso scioglie il secondo dubbio di Dante spiegando perché, se è vero che Dio ha infuso in Adamo e in Cristo tanta sapienza quanta può essere concessa alla natura umana, Salomone non ebbe chi lo uguagliasse in sapienza. Gli uomini nascono con diversi ingegni, mentre Dio, operando direttamente, può infondere nella cosa creata tutta la perfezione: in tal modo furono creati Adamo e la Vergine. Quindi Dante è nel giusto quando pensa che la natura umana raggiunse la propria perfezione solo in Adamo e in Cristo; ma quando Salomone era re, chiese a Dio la sapienza necessaria a governare il proprio regno. Quindi il suo "vedere" si deve intendere come la sapienza. Tommaso termina affermando che l'uomo non deve affrettarsi nel giudicare il prossimo poiché il disegno di Dio è imperscrutabile.
25.3.2021
Lingua, letteratura e arte
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