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BERNA - Il Consiglio federale sostiene il Patto globale sulla migrazione delle Nazioni Unite. Il testo, elaborato dagli Stati membri a partire da settembre 2016, è stato deciso in luglio all'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York e dovrebbe essere accolto ufficialmente in dicembre in Marocco. Esso fissa i principi per la gestione dei profughi e dei migranti.
Per i democentristi il Patto non è compatibile con una gestione indipendente dell'immigrazione e con l'autodeterminazione della Svizzera e il testo è lontano dalla realtà.
Il Consiglio federale deve ancora dare il suo via libera alla firma dell'accordo, ma in linea di principio è favorevole. «A causa delle numerose richieste in essa contenute, alcune delle quali sono discutibili in termini di dettaglio e di orientamento», per l'UDC «è urgente chiarire se il Consiglio federale intende attuarle nel nostro Paese».
Non avendo ricevuto risposta nell'ambito dell'ora delle domande, Marco Chiesta ha depositato in Consiglio nazionale un'interpellanza rivolgendo al Consiglio federale quattro quesiti:
1. Il Consiglio federale ha conferito al capo della missione svizzera un mandato o altri obiettivi per il suo ruolo guida nella negoziazione del Patto delle Nazioni Unite sulla migrazione? Qual era il contenuto?
2. Intende il Consiglio federale semplificare ulteriormente il ricongiungimento familiare dei migranti, come richiesto dal Patto delle Nazioni Unite sulla migrazione? Se sì, come?
3. Intende il Consiglio federale organizzare manifestazioni informative e corsi di lingua nei paesi d'origine dei migranti, in modo da poter soddisfare i requisiti del Patto delle Nazioni Unite sulla migrazione? In caso affermativo, in quali Stati?
4. Intende il Consiglio federale rivedere il codice penale svizzero in modo da soddisfare i requisiti del Patto delle Nazioni Unite sulla migrazione? Questi requisiti prevedono tra l’altro l’introduzione del perseguimento speciale dei crimini contro i migranti e la promozione del sostegno medico, legale e psicosociale delle vittime di questi crimini.
Berset contraddice Trump - Proprio ieri il presidente della Confederazione Alain Berset si è mostrato in disaccordo con l'affermazione di Trump relativa al Patto globale sulla migrazione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il presidente americano ha detto che la migrazione non deve essere discussa da un'organizzazione internazionale, la quale non deve rendere conto a nessun cittadino. Trump ha anche confermato che gli Stati Uniti non aderiranno al patto.
Dal canto suo, il presidente della Confederazione ha affermato che ritiene molto importante che proprio la migrazione venga discussa in un contesto internazionale. Dopotutto è transfrontaliera: le persone viaggiano da un Paese in un altro.
Il patto è stato redatto sotto la presidenza dell'ambasciatore svizzero all'ONU a New York, Jürg Lauber, e del so omologo messicano. Esso mira a rendere in futuro la migrazione più sicura, ordinata e regolamentata. Berset lo ha descritto come un forum ideale per affrontare le questioni legate alla migrazione.