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Secondo le rivelazioni dell'ex-deputato, il finanziamento occulto al partito del presidente francese Chirac sarebbe ammontato a 6 milioni di franchi francesi.
Didier Schuller, ex deputato dell'Rpr, il movimento gollista dell'attuale presidente della Repubblica francese Jacques Chiarc, ha ammesso di aver ricevuto 6 milioni di franchi francesi - poco meno di 1,5 milioni di franchi svizzeri - da società attive sui mercati pubblici per finanziarie la sua attività politica. Il denaro venne versato su un conto bancario in Svizzera.
Stralci delle testimonianze rilasciate agli inquirenti da Schuller sono state riprodotte sabato dal quotidiano «Le Monde». Schuller, si legge nel giornale, avrebbe ricevuto denaro da due società dal 1992 al 1994, la Bouygues e la SAE.
Nessuna inchiesta contro Schuller in Svizzera
Il portavoce del Dipartimento federale di Giustizia e polizia, Folco Galli, ha detto di non saper nulla del conto di Schuller, ma ha rammentato che la giustizia friburghese aveva già indagato nella vicenda. Tuttavia, ha ricordato Galli, contro Schuller al momento non è stata aperta alcuna inchiesta in Svizzera.
Al giornale, Schuller si è giustificato ripetendo parola per parola quanto detto da Chirac la settimana scorsa, all'annuncio della sua candidatura per le prossime presidenziali tra quattro mesi, ossia che tutti i partiti senza eccezione vivevano così. I politici francesi - aveva aggiunto Chirac - non possono essere divisi in corrotti e virtuosi.
Schuller non coinvolge il presidente Chirac
Le dichiarazioni di Schuller sono state rilasciate al giudice di Créteil, Philippe Vandingenen, che sta indagando su un presunto finanziamento occulto dell'Rpr nel dipartimento dell'Hauts-de-Seine da parte di aziende delle costruzioni, attive nel settore pubblico.
Cinquantaquattrenne, ex-assessore provinciale nella Haute-Seine, sotto inchiesta per colossali giri di tangenti che sarebbero state pagate dai costruttori edili all'Rpr per gli appalti delle case popolari, Schuller non ha finora tirato in ballo Jacques Chirac, come invece molti osservatori si attendevano.
swissinfo e agenzie