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Per mezzo di un’iniziativa parlamentare, la CIP-N ha presentato un progetto che prevede due modifiche della Costituzione federale. Secondo la prima modifica, in futuro il Consiglio federale sarà composto da nove membri, anziché sette, così da permettere una rappresentanza equa delle regioni del Paese e di quelle linguistiche, come pure una migliore ripartizione del carico di lavoro del Governo, notevolmente aumentato rispetto al passato. La seconda modifica intende riformulare, ai fini di una maggiore concordanza tra le tre versioni linguistiche, la disposizione sull’equa rappresentanza delle regioni linguistiche nel Consiglio federale (art. 175, cpv. 4 Cost.). Il Consiglio federale non è contrario al proposto adeguamento delle tre versioni linguistiche.
Il Consiglio federale è per contro contrario all’aumento da sette a nove del numero dei suoi membri. Nel suo parere all’attenzione della CIP‑N osserva che l’Assemblea federale è già tenuta a garantire un’equa rappresentanza delle regioni e delle componenti linguistiche del Paese, senza che vi si oppongano ostacoli giuridici. Nella prassi, l’Assemblea federale tiene sufficientemente conto di una tale rappresentanza. Secondo il Consiglio federale, l’aumento dei suoi membri è problematico anche per motivi strutturali. Ne risulterebbe infatti un maggiore onere amministrativo in seguito alla creazione di nuovi dipartimenti e al conseguente aumento del bisogno di coordinamento.
Ultima modifica 20.04.2016