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New York rimuove la propria storia: anche la statua di Thomas Jefferson (1743 – 1826), terzo presidente degli Stati Uniti, verrà rimossa dal municipio di New York.
La New York Public Design Commission ha votato all’unanimità la rimozione dell’opera dalla camera del consiglio prima del 2022 giudicando la statua inappropriata in quanto Jefferson aveva, come costume dell’epoca, seicento schiavi nelle sue piantagioni in Virginia.
La cancel culture riguarda anche i presidenti che hanno fatto grande l’America.
La statua del terzo Presidente americano, alla Casa Bianca dal 1801 al 1809, che si ergeva sopra la sala del consiglio del municipio di New York, verrà spostata in un luogo pubblico ancora da determinare, dopo la votazione unanime della New York City Public Design Commission.
Dopo la morte di George Floyd, le voci sempre più irruenti dei BLM, hanno incrementato gli sforzi per rimuovere la statua di Jefferson, una statua in gesso alta oltre due metri, si trova nella sala del consiglio dal 1915.
Le proteste erano state avviate dal presidente del consiglio comunale afroameticano Corey Johnson, che scrivendo una lettera a De Blasio nella quale giudicava la statua “inappropriata” per lui e i membri neri, latini e asiatici, chiedeva la rimozione della statua per “le immagini inquietanti di divisione e razzismo nella nostra città” che l’opera avrebbe suscitato, impressioni che dovevano “essere rivisitate immediatamente”.
“Non siamo revisionisti – ha commentato il membro del consiglio Inez Barron – e non stiamo conducendo una guerra alla storia. Stiamo dicendo soltanto che vogliamo assicurarci che la storia venga raccontata per ciò che è: non devono esistere mezze verità”.
Mai principio fu meno appropriato per la Storia.
NB: Sorgono così automatiche le apprensioni per il Mount Rushmore National Memorial (in foto) che ritrae Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln, per la cui salvezza già si espose Donald Trump scrivendo in un post: “votatemi, se volete che venga preservato”.