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La vicenda dei permessi falsi che nel febbraio del 2017 investì l’Ufficio cantonale della migrazione si è conclusa martedì alle assise Correzionali di Bellinzona con una pena pecuniaria sospesa per un ex funzionario e il fratello del titolare della Aliu Big Team.
Il primo imputato è stato condannato a 270 aliquote giornaliere per un totale di 8'100 franchi. All’uomo è stata riconosciuta la responsabilità di aver allestito e rilasciato una ventina di permessi di lavoro falsi a cittadini prevalentemente kosovari, su un periodo di due anni. Il 32enne utilizzava dei profili compatibili con autorizzazioni già rilasciate, oppure giacenti, sulla quale applicava le foto fornitegli dal titolare della Aliu Big Team.
Si è poi presentato davanti alla Corte il secondo protagonista di questa vicenda: un 31enne che ha aiutato in vari modi il fratello corruttore, procurando tra le altre cose anche false dichiarazioni di residenza e spedendo poi in Kosovo i soldi, quasi 12'000 franchi, provenienti dalla vendita dei documenti.
Il processo principale di questo caso avrebbe dovuto tenersi lo scorso agosto, ma pochi giorni prima dell’inizio del procedimento l’accusato, ovvero il corruttore che deve rispondere del più grave reato di tratta di esseri umani, era finito nuovamente in manette perché sospettato d'essere coinvolto in due tentati furti al bancomat di Sant’Antonino. Il dibattito è atteso quindi entro la fine dell’anno.