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Nessuna attenuante. Sentenza-fotocopia - l'esatta proposta formulata in mattinata dalla pp Pamela Pedretti - nel processo alle Assise criminali nei confronti di un cittadino eritreo di 37 anni, che in aula ha ammesso di aver trafficato 1,6 chili di cocaina. Per la presidente della Corte, Francesca Verda Chiocchetti, «soggettivamente l'imputato doveva sapere di mettere in pericolo la salute di diverse persone con lo spaccio di un quantitativo di droga decisamente elevato, per un'attività compiuta per solo lucro e durata ben un decennio», dal gennaio 2008 al settembre 20 settembre 2018, conclusasi soltanto con il suo arresto. La Corte non ha accolto l'attenutante del sincero pentimento richiesta dall'avvocato di difesa, Yasar Ravi, perché le ammissioni da parte dell'imputato sono venute solo dopo le chiamate di correo e solo in aula al processo. Il 37enne, fuggito dall'Eritrea, e che in Ticino beneficiava dell'assistenza, era già stato condannato, sempre per alienazione di cocaina. La Corte ha pronunciato nei confronti dell'imputato anche l'espulsione dalla Svizzera per 8 anni (come richiesto dal magistrato), «perché non ha nessun legame con il territorio». Per i giudici il 37enne avrebbe potuto realizzare molto prima il suo proposito di raggiungere la sorella in Svezia nella speranza di trovare un lavoro e costruirsi una famiglia. L'imputato «s'è dunque assunto le responsabilità del traffico di cocaina». La difesa non esclude di ricorrere in Appello.