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In un contesto caratterizzato dalla globalizzazione degli scambi, dall'intensificarsi dei flussi migratori e da una sempre maggiore interdipendenza di popoli e territori, «la questione – e la sfida – che sono poste attualmente girano attorno alla gestione della diversità umana» (CNCDH, 2016, La lutte contre le racisme, l’antisémitisme et la xénophobie, rapporto 2015).
La diversità delle appartenenze in una società è nel contempo un potenziale di arricchimento e una fonte di sfide. Gli abitanti dei Paesi, le diverse istituzioni e organizzazioni ma anche le politiche possono contribuire ad una convivenza armoniosa.
Le cifre qui presentate affrontano la questione del razzismo in quanto problema sociale e quella dell’integrazione dei migranti in Svizzera . Più in particolare, presentano le opinioni della popolazione in merito al funzionamento delle politiche svizzere in materia di lotta contro la discriminazione razziale e d'integrazione. Indicano anche quali sono gli attori o le attrici che si dovrebbero investire in misura superiore o inferiore nella gestione della diversità.
Valutazione del funzionamento e dei problemi
Il grafico mostra che la popolazione valuta in modo piuttosto favorevole il funzionamento dell'integrazione dei/delle migranti in Svizzera, mentre la questione del razzismo è considerata un problema sociale serio.
Il 56% delle persone interrogate sull'integrazione dei/delle migranti, indica che in Svizzera si procede bene, addirittura molto bene; il 43% ritiene invece che funzioni piuttosto male o addirittura molto male. La quota di persone che non si esprime in merito è inferiore all'1%. Per quasi un terzo delle persone la questione del razzismo non è un problema molto serio o non lo è affatto. La maggioranza (66%), tuttavia, ritiene che sia un problema sociale considerevole. Solo l'1,2% delle persone non si esprime in merito al razzismo.
Valutazione delle misure adottate
Il grafico propone una valutazione dell'efficacia delle misure adottate in Svizzera in favore dell'integrazione dei/delle migranti e della lotta contro la discriminazione razziale. Presenta, indirettamente, come la popolazione valuti il funzionamento delle politiche svizzere in materia.
Il 51% delle persone cui è stato chiesto di esprimersi sull'integrazione dei/delle migranti in Svizzera ritiene che le misure adottate soddisfino i bisogni, il 19% pensa che siano troppe e il 29% che siano insufficienti. Tendenze simili si registrano per quanto riguarda la lotta contro il razzismo: il 57% stima che le misure messe in opera siano adatte, il 6% che siano superiori ai bisogni e il 34% che siano insufficienti.
Attori coinvolti
Sia nel caso dell'integrazione dei/delle migranti sia in quello della lotta contro la discriminazione razziale, la popolazione formula la propria opinione nei confronti degli attori e delle attrici incaricati della definizione delle misure necessarie. In questa sede sono recensite solo le opinioni delle persone insoddisfatte della situazione attuale, ovvero quelle che ritengono che si faccia troppo o, al contrario, troppo poco per l'integrazione e per la lotta contro il razzismo.
Sul totale delle persone insoddisfatte della situazione attuale in termini di integrazione dei migranti in Svizzera, il 46% stima che sia lo Stato, cioè la Confederazione, i Cantoni o i Comuni, a dover adottare delle misure, il 19% considera che questo spetti a ogni individuo e il 13% che sia compito delle straniere e degli stranieri stessi fare uno sforzo d’integrazione. Anche i politici (10%), le scuole e gli/le insegnanti giocano un ruolo (5%). Gli ultimi tre attori menzionati si distinguono tuttavia in modo significativo dagli altri per dei tassi più bassi.
Il 30% delle persone insoddisfatte per quanto concerne la lotta contro il razzismo ritiene che le misure andrebbero prese dalla Confederazione, dai Cantoni o dai Comuni e il 30% da ogni individuo. Gli altri attori si distaccano in modo molto più netto tra loro; si osserva che il 20% di queste persone considera che le misure dovrebbero essere adottate dai partiti politici o da donne e uomini in politica, il 13% dalle scuole e dagli/dalle insegnanti e il 3% dagli/dalle stranieri/e.
|Rango||Classifica generale||Integrazione dei/delle migranti||Lotta contro il razzismo|
|Top 5|
|1||Stato||Stato||Stato|
|2||cittadini, cittadine||cittadini, cittadine||cittadini, cittadine|
|3||mondo politico||stranieri, straniere||mondo politico|
|4||scuole||mondo politico||scuole|
|5||stranieri, straniere||ambito del sociale||media|
|Top 10|
|6||altri attori||scuole||potere legislativo|
|7||potere legislativo||ambienti economici||altri attori|
|8||media||altri attori||ambienti economici|
|9||ambito del sociale||potere legislativo||stranieri, straniere|
|10||ambienti economici||associazioni||-|
A prescindere dall'ambito, lo Stato rimane l'attore maggiormente citato dalle persone che ritengono che attualmente in Svizzera sia necessario adottare delle misure. Sempre a prescindere dall'ambito, il secondo tra i fattori più spesso menzionati è la responsabilità individuale e il ruolo dei/delle cittadini/e. È interessante notare come il mondo politico sia considerato un attore chiave nell'ambito della lotta contro il razzismo e meno in quello dell'integrazione, dove prende invece piede il ruolo degli/delle stranieri/e.
Informazioni supplementari
Tabelle
Fonti
- Fonte: Indagine sulla convivenza in Svizzera
- Anno : 2016
- Universo : Popolazione residente permanente di 15 anni o più
- Effettivi non ponderati: n (totale) = 3010