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Medico in capo dell’esercito: l’inchiesta amministrativa ne conferma l’innocenza
Berna, 22.09.2017 - Le indagini del DDPS sul medico in capo dell’Esercito svizzero, sospeso dal suo incarico, si sono concluse. Le accuse mosse nei confronti del divisionario Andreas Stettbacher non si sono rivelate rilevanti né sul piano del diritto del lavoro né su quello del diritto disciplinare. Il DDPS ritira la denuncia penale presentata al Ministero pubblico della Confederazione. Il divisionario Andreas Stettbacher riprenderà il suo lavoro di medico in capo il 1° ottobre.
Su richiesta dei vertici dell’esercito il 9 dicembre 2016 il DDPS ha presentato una denuncia penale al Ministero pubblico della Confederazione contro il medico in capo dell’esercito, divisionario Andreas Stettbacher, per il sospetto di reati contro il patrimonio nonché di reati contro i doveri d’ufficio e professionali. Il divisionario Andreas Stettbacher è stato pertanto sospeso dal suo incarico. Il DDPS ha sempre tenuto a sottolineare la presunzione d’innocenza.
Nel gennaio del 2017 il consigliere federale Parmelin ha incaricato l’avvocato dott. Cornel Borbély di svolgere un’inchiesta amministrativa che ha esaminato le prestazioni fruite dal divisionario Andreas Stettbacher nelle funzioni di medico in capo dell’Esercito svizzero e di incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato. Sono state chiarite anche le circostanze della sua temporanea sospensione.
Risultati dell’inchiesta amministrativa
Alla fine di agosto 2017 l’avvocato Borbély ha trasmesso al capo del DDPS il suo rapporto d’inchiesta, in cui sono stati definiti, tra l’altro, i punti seguenti:
- sul piano del diritto del lavoro e su quello del diritto disciplinare non c’è nulla da rimproverare al divisionario Stettbacher. Le accuse mosse nei suoi confronti e le irregolarità in relazione con determinate spese di sussistenza e la cena di Natale del 2015 sono cadute in prescrizione o non sono state confermate.
- Il divisionario Stettbacher riconosce che su questo ultimo punto non ha avuto un atteggiamento responsabile in materia di costi e ha quindi violato il principio della parsimonia sancito nella legge federale sulle finanze della Confederazione.
- I chiarimenti e le raccomandazioni formulati in merito al modo di procedere legale, e in particolare alla sospensione, avrebbero dovuto essere valutati in maniera più critica. I vertici dell’esercito, e di conseguenza anche il capo del DDPS, devono tuttavia poter fare affidamento sul parere tecnico dei giuristi del dipartimento.
- La cultura amministrativa e in materia di condotta praticata in seno all’amministrazione va riesaminata sul piano dei processi, delle spese, degli acquisti e dei possibili conflitti d’interesse.
Sulla base di questi risultati il DDPS ha ritirato la denuncia penale presentata al Ministero pubblico della Confederazione.
Il medico in capo dell’esercito riprenderà il suo incarico il 1° ottobre
Il capo del DDPS esprime fiducia al divisionario Andreas Stettbacher. Nel contempo la sua sospensione sarà revocata con effetto dal 30 settembre 2017. Il divisionario Stettbacher sarà reimpiegato nella funzione esercitata sinora di medico in capo dell’esercito e di incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato. Contemporaneamente il capo del DDPS rammenta a lui e all’amministrazione dell’esercito di attenersi ai principi di una conduzione e un modo di agire all’insegna dell’economicità. La regolamentazione delle spese della Confederazione è da rispettare rigorosamente.
Il DDPS assume le spese insorte per il medico in capo. Le due parti hanno nel contempo convenuto di mantenere il riserbo più assoluto.
Il consigliere federale Parmelin decide delle misure da adottare
I risultati emersi dal rapporto d’inchiesta hanno spinto il consigliere federale Parmelin a decidere le misure seguenti da attuare a breve:
- i processi relativi alle spese nel dipartimento vanno standardizzati e le competenze nonché le responsabilità e il loro controllo disciplinati chiaramente.
- come misura immediata l’unità organizzativa «Sanità militare» sarà attribuita a livello di conduzione al capo dello Stato maggiore dell’esercito. Si dovrà inoltre esaminare in quale misura l’unità organizzativa «Sanità militare» dovrà essere separata dalla Base logistica dell’esercito. Occorrerà inoltre analizzare il legame tra la funzione di medico in capo e quella di incaricato del Consiglio federale per il servizio sanitario coordinato.
- Il servizio «whistleblowing» dell’esercito va separato dalla divisione Affari giuridici Difesa.
- Gli affari giuridici concernenti la politica del personale devono essere trattati a livello di SG-DDPS per garantire nell’intero dipartimento una prassi uniforme del diritto del personale nelle questioni delicate legate al personale.
Il rapporto dell’inchiesta amministrativa non sarà pubblicato per motivi inerenti alla protezione della personalità dei collaboratori interessati e visto che si rendono necessari altri accertamenti. Non possono quindi essere fornite ulteriori indicazioni.
Indirizzo cui rivolgere domande
Renato Kalbermatten
Portavoce del DDPS
058 464 88 75
Pubblicato da
Ultima modifica 05.01.2016