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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo le proposte di sgravi fiscali del Consiglio federale, il gettito dell'imposta federale diretta verrebbe ridotto di circa 1,3 miliardi di franchi. Ciò significa che la quota del 30 per cento spettante ai Cantoni subirebbe una riduzione di circa 400 milioni di franchi. Di questo importo, 13/30, ossia circa 175 milioni, riguardano la perequazione finanziaria orizzontale intercantonale, per la quale è applicabile una chiave di riparto che tiene conto della popolazione e della capacità finanziaria dei Cantoni. Considerando solo questo aspetto, gli sgravi fiscali si ripercuoterebbero maggiormente sui Cantoni finanziariamente deboli e meno su quelli forti. Ciononostante questi ultimi sarebbero oltremodo colpiti poiché i 17/30 della quota cantonale distribuita in base al gettito fiscale proverrebbero principalmente dai Cantoni finanziariamente più forti. Occorre in ogni caso rilevare che complessivamente le minori entrate dei Cantoni finanziariamente deboli, calcolate per abitante, sono nettamente superiori a quelle della maggioranza degli altri Cantoni. Ciò nondimeno, questo sacrificio resterebbe virtuale per il fatto che, secondo la pianificazione finanziaria della Confederazione, le entrate dell'imposta federale diretta dopo l'entrata in vigore degli sgravi fiscali sarebbero superiori a quelle registrate nel 2001.</p><p></p><p>Un aumento della quota della perequazione finanziaria da 13 a 15/30 comporterebbe una ridistribuzione di circa 250 milioni di franchi in favore dei Cantoni finanziariamente meno avvantaggiati. Sarebbe probabilmente difficile trovare l'appoggio della maggioranza dei Cantoni a questa proposta, tanto più che, secondo la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, l'attuale sistema di perequazione finanziaria non deve più subire importanti modifiche fino all'introduzione della NPC. Inoltre, su proposta di tale Conferenza, l'ordinanza sulla perequazione finanziaria mediante la ripartizione della quota cantonale dell'imposta federale diretta sarà prossimamente modificata in vista dell'introduzione di un periodo transitorio di due anni (2002 e 2003), nel corso del quale le conseguenze finanziarie negative per gli altri Cantoni finanziariamente deboli, dovute al passaggio del Canton Berna in questo gruppo di Cantoni, saranno attenuate nella misura di due terzi da un contributo finanziario dei Cantoni finanziariamente forti e dallo stesso Canton Berna.</p><p></p><p>Occorre anche rilevare che, negli ultimi anni, i Cantoni finanziariamente deboli sono stati particolarmente avvantaggiati nell'attribuzione dei sussidi federali per la riduzione dei premi delle casse malati nonché nella determinazione delle quote cantonali alle entrate provenienti dalle tasse sul traffico pesante. Inoltre, a partire dal 2003 i Cantoni riceveranno i due terzi del miliardo supplementare dell'utile distribuito dalla Banca nazionale. I sei Cantoni deboli, compreso il Canton Berna, riceveranno da soli circa 245 milioni dei 666 milioni corrispondenti alla quota spettante ai Cantoni. Alla luce di queste considerazioni, non vi è motivo di dare seguito alla proposta contenuta nell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.