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C'è posta per l'ex presidente del Tribunale federale Claude Rouiller, cui la commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ ha deciso di rivolgersi ancora una volta dopo averlo interpellato in qualità di perito sull'iter del rinnovo del Ministero pubblico lo scorso inverno. A Rouiller, infatti, sono stati trasmessi “i quesiti tecnico giuridici da approfondire per evadere il mandato conferito dal Gran Consiglio in merito alla questione nomine in Magistratura e organizzazione giudiziaria”, si legge in una nota diffusa dalla ‘Giustizia e diritti’. Il mandato di cui si parla è stato deciso dal Gran Consiglio lo scorso 14 dicembre, giorno in cui i procuratori pubblici uscenti - compresi quelli preavvisati negativamente dal Consiglio della magistratura (Cdm) - vennero tutti rieletti per altri dieci anni dal parlamento, sostenendo una risoluzione della Commissione con la quale si chiedeva di approfondire i problemi di natura organizzativa e procedurali emersi in quel delicato periodo riguardo alle nomine, così come la possibilità di formulare proposte di miglioramento dell'intera macchina.
Ebbene, il primo passo è stato fatto. Rouiller, come appurato dalla ‘Regione’, dovrà rispondere a un totale di 12 quesiti, sei per quanto riguarda l'Elezione dei magistrati e i preavvisi del Cdm; sei su organizzazione e vigilanza del Ministero pubblico. Per quanto concerne la prima parte, al perito viene chiesto di “verificare il quadro normativo e operativo esistente per l'attività di sorveglianza e di preavviso al rinnovo delle cariche da parte del Cdm; in particolare dica il perito quali sono i diritti delle parti e come garantirne il rispetto”. Tema sul quale Rouiller si era già espresso poiché interpellato proprio sul diritto dei cinque pp preavvisati negativamente a essere sentiti. Ma è ricco il mandato che è stato assegnato all'ex presidente del Tribunale federale, considerato come gli viene chiesto d'indicare “quali principi operativi devono essere garantiti durante la procedura di preavviso per il rinnovo delle cariche dei magistrati” e nel caso di criticità “quali soluzioni prospetta”. Sia per il primo sia per il secondo punto, Rouiller dovrà esprimersi sulla necessità che i temi principali siano disciplinati nell'eventuale base legale. Tornando alla procedura di nomina, al perito si chiede “considerato che il preavviso del Cdm non è vincolante per il rinnovo delle cariche dei magistrati, qual è il grado esigibile di motivazione di detto preavviso, sia esso contrario o favorevole alla rielezione” e ”quali limiti può opporre il Cdm alla commissione ‘Giustizia e diritti’ per quanto concerne l'accesso ai dati raccolti e agli atti in sede di procedura rinnovo delle cariche dei magistrati”. Nella sua prima perizia, Rouiller si era espresso anche proprio sul diritto di ricevere gli atti da parte dei magistrati durante la procedura di rielezione. Richiesta che era stata bocciata dal Cdm ai cinque pp e alla commissione parlamentare. Da ricordare Infine, a chiudere la prima batteria di quesiti, “alla luce delle risposte che saranno date alle domande precedenti, valuti il perito se anche il regolamento della Commissione di esperti indipendenti per l'elezione dei magistrati debba essere aggiornato e, se del caso, con quali contenuti”.
Affrontato lo spinoso argomento che ha fatto tanto parlare negli scorsi, travagliati mesi il focus della ‘Giustizia e diritti’ si sposta sull'organizzazione in senso lato del Ministero pubblico. Ma su temi comunque attuali, a partire dal carico di lavoro che ha portato recentemente alla decisione di inserire due pp in più nell'organico. Rouiller, si legge, “verifichi preliminarmente la persistenza e l'incidenza dei problemi rispetto alla ripartizione del carico di lavoro, la logistica e l'organico riscontrati in conclusione dal Cdm nel suo rapporto del 2009”. Sempre a livello di organico, spetterà al perito dire se “le figure operative attualmente previste sono sufficienti” oppure se sia “necessario dotarsi di altre figure (sostituti procuratori pubblici, segretari giudiziari con compiti e competenze accresciuti o altro)”. Riguardo alla vigilanza, Rouiller dovrà dire “quali sono le competenze effettive in ambito di vigilanza sul Ministero pubblico da parte del procuratore generale/della direzione del Ministero pubblico, se intravvede criticità e quali strumenti eventualmente propone per un più efficace controllo operativo interno”. E, soprattutto, “se e quando si applica il dovere di segnalazione dei procuratori pubblici al Cdm da parte del procuratore generale” e quando lo stesso Cdm “è tenuto a intervenire d'ufficio”.