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SARAJEVO - Il presidente serbo Boris Tadic, che ha assistito oggi a Srebrenica alle commemorazioni per i 15 anni dal massacro di ottomila musulmani ad opera dei serbo-bosniaci, ha promesso di fare di tutto per giungere alla cattura di Ratko Mladic, principale responsabile di quello che viene ritenuto il peggiore eccidio di civili in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale.
"Io come presidente della Serbia non desisterò dalle ricerche dei responsabili ancora latitanti, e mi riferisco innanzitutto a Ratko Mladic", ha detto Tadic parlando con i giornalisti. Quella di Srebrenica, ha aggiunto, "è una tragedia per i bosniaci musulmani ma anche per tutti quelli che vivevano sul territorio della ex Jugoslavia".
Per il presidente serbo, questa pagina della storia non si potrà chiudere fino a quando non saranno stati catturati e processati tutti i responsabili. "Solo allora - ha concluso - potremo tendere la mano gli uni agli altri e tornare a vivere da persone normali, come vivevamo una volta".
Alla vigilia delle cerimonie a Srebrenica, Tadic aveva lanciato un appello alla riconciliazione fra tutti i paesi della ex Jugoslavia.
Oggi il presidente serbo ha deposto una corona di fiori al Memoriale di Potocari, alle porte di Srebrenica, dove vengono sepolte le vittime dell'eccidio che sono state identificate e dove si è svolta la cerimonia odierna di commemorazione. Sul nastro la scritta "Alle vittime innocenti - il presidente della Serbia Boris Tadic".
SDA-ATS