Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01153.jsonl.gz/775

Gli elettori voteranno soltanto sui nuovi caccia per una fattura massima di 6 miliardi di franchi. Quanto all'acquisto del nuovo sistema difensivo terra-aria, questo sarà definito nel quadro degli ordinari programmi d'armamento.
È la decisione sul Programma Air2030 comunicata giovedì dal Governo, che ha così incaricato la ministra della difesa Viola Amherd di sottoporgli al più tardi entro l'inizio di settembre un progetto per l'acquisto dei velivoli da combattimento. Sul dossier, il Parlamento dovrebbe quindi pronunciarsi alla fine dell'anno.
Benché gli acquisti militari non siano di norma sottoposti a referendum, il ricorso alle urne è un'aspettativa di cui, secondo l'Esecutivo, occorre tener conto sul piano politico. Una mozione in questo senso è già stata adottata dalle Camere. La votazione dovrebbe tenersi nel settembre o novembre 2020.
A caldeggiare l'idea di scindere la questione dei velivoli da quella del dispositivo di difesa contraerea, era stato Claude Nicollier, consultato dalla consigliera federale in qualità di esperto. L'ex astronauta e pilota di jet, nonchè professore onorario al Politecnico di Losanna (EPFL), aveva illustrato le sue conclusioni a inizio mese.
ATS/ARi