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Valutazioni differenti possono comportare situazioni molto delicate, che non sempre si riesce a raddrizzare.
L’importanza delle perizie negli incarti dell’AI
Lo scorso mese di giugno, il tribunale federale ha respinto il ricorso di John, malato di depressione.
John soffre da tempo di depressione. Da principio, l’AI ha riconosciuto la sua malattia, versandogli di conseguenza una rendita, che è in seguito stata confermata da due revisioni.
Nell’ambito di una terza procedura di revisione, l’AI ha chiesto una perizia ad uno specialista FMH in psichiatria e psicologia. La perizia ha definito esigibile un’attività a tempo pieno con un rendimento almeno dell’80 percento in qualsiasi attività corrispondente alle competenze di John, precisando che il suo stato di salute andava considerato stabile.
Dal canto suo, John ha presentato diversi rapporti medici che confermano i suoi problemi psichici, senza riuscire però a far cambiare la posizione all’AI che sopprime il suo diritto alla rendita d’invalidità.
John deve quindi opporsi alla decisione e la pratica giunge sino al tribunale federale.
La procedura vuole però che questa autorità basi le sue decisioni sui fatti accertati da quella precedente, nella fattispecie il tribunale amministrativo federale. Se i fatti sono stati rilevati in modo errato o arbitrario, la decisione può essere annullata. Non basta però che gli apprezzamenti siano criticabili, ma devono aver portato ad una decisione criticabile nel suo insieme. La valutazione delle prove e l’accertamento dei fatti possono essere ritenuti arbitrari allorquando, senza motivo adeguato, è stato trascurato un elemento di prova abbastanza importante da modificare la decisione, oppure vi è un manifesto errore sul suo senso o la sua portata, oppure ancora se, sulla base degli elementi raccolti, vengono tratte conclusioni errate.
Vi è stato un cambiamento?
Lo stato di salute di John è migliorato da quando gli è stata riconosciuta la rendita?
È quanto la perizia e la successiva procedura di ricorso avrebbero dovuto chiarire.
Per quanto riguarda la perizia, vi sono regole per affermare il valore probatorio di un rapporto medico: la perizia deve essere redatta in modo circostanziato, dopo uno studio completo e approfondito della condizione dell’assicurato. Il perito deve tener in considerazione l’anamnesi e i disturbi patiti. La diagnosi deve essere esposta chiaramente e deve essere motivata e il perito deve trarne conclusioni prive di contraddizioni.
Secondo il parere unanime dei medici, lo stato di salute di John era nettamente migliorato negli anni considerati, ossia dal 2001 al 2012, tanto che lui non presentava più una diagnosi psichiatrica vera e propria. Visibilmente, era ritornato in grado di gestire la propria vita, tanto che in questi anni aveva avuto tre figli. Nonostante John sostenesse che il suo stato depressivo non fosse cambiato e che la sua incapacità lavorativa fosse tutt’ora presente, il Tribunale federale ha constatato che la diagnosi di disturbi depressivi non rientrava più negli elementi medici dell’incarto. Vi era di conseguenza stato un miglioramento dello stato di salute rispetto a quanto accertato al momento del riconoscimento della rendita. Il ricorso è quindi stato respinto.
Team Assistenza giuridica SEV