Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/123186

<h2>SubmittedText<h2><p>Lo Statuto di Roma definisce le regole fondamentali di funzionamento della Corte penale internazionale (CPI). Lo Statuto è stato firmato nel 1998 da 120 Stati. Dopo la sessantesima ratifica (la Svizzera lo ha sottoscritto nel 2001), nel luglio del 2002 la CPI ha iniziato ufficialmente la sua attività. Gli Stati che a tutt'oggi hanno rifiutato la firma o la ratifica comprendono gli Stati Uniti, Israele, la Cina, l'India e il Sudan.</p><p>Va rammentato che i tribunali speciali per l'ex Jugoslavia e il Ruanda hanno competenze limitate al singolo conflitto e dopo aver raggiunto l'obiettivo vengono sciolti, a differenza della CPI, a giurisdizione permanente.</p><p>Si sottolinea infine che la CPI è competente unicamente per i crimini commessi dopo il 1° luglio 2002.</p><p>Quali sforzi concreti effettua la Svizzera per promuovere la ratifica universale dello Statuto di Roma?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera attribuisce grande importanza alla ratifica universale dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Essa interviene pertanto a vari livelli.</p><p>Nel dicembre scorso, l'ambasciatore svizzero all'Aia ha assunto la vicepresidenza dell'Assemblea degli Stati Parte dello Statuto di Roma per tre anni. Questo mandato e la direzione del cosiddetto gruppo di lavoro dell'Aia, a esso associata, permettono alla Svizzera di promuovere tra l'altro la ratifica da parte di altri Stati.</p><p>La Svizzera sostiene inoltre l'universalizzazione dello Statuto di Roma in altri contesti, segnatamente nell'ambito delle Nazioni Unite, ma anche del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione internazionale della francofonia o di incontri regionali sulla prevenzione dei genocidi. Assieme a Stati che condividono gli stessi valori, ribadisce l'importanza della Corte penale internazionale nella lotta contro l'impunità e sollecita una ratifica quanto più ampia possibile dello Statuto di Roma. La Svizzera ha inoltre esortato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a estendere la giurisdizione della Corte penale internazionale a Stati non parte. In relazione al Sudan (Darfur, 2005) e alla Libia (2010), il Consiglio di sicurezza ha accolto questo appello.</p><p>La ratifica dello Statuto di Roma è affrontata anche in occasione di colloqui o dialoghi bilaterali. La Svizzera illustra le sue esperienze, sollecita la ratifica e, se del caso, offre assistenza tecnica.</p><p>La Svizzera, infine, sostiene la ratifica universale dello Statuto di Roma anche indirettamente. Fornisce infatti contributi a organizzazioni non governative che si adoperano per la ratifica e l'attuazione dello Statuto di Roma, come la Coalition for the International Criminal Court, che raggruppa più di 2500 organizzazioni della società civile, e i Parlamentarians for Global Action, che riunisce parlamentari di 131 Paesi. È soprattutto grazie agli sforzi di organizzazioni di questo genere se oggi lo statuto conta già 121 Stati Parte.</p><p>Il Consiglio federale continuerà ad adoperarsi per la ratifica universale dello Statuto di Roma.</p>  Risposta del Consiglio federale.