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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Quali sono i potenziali esistenti in Svizzera per la cattura e lo stoccaggio del carbonio?</p><p>2. Quanto costerebbe sfruttare tali potenziali? </p><p>3. Quali sono i rischi legati a detto sfruttamento?</p><p>4. Quali sforzi sono stati intrapresi per fornire risposte più precise alle tre domande di cui sopra?</p><p>5. Quali sono le norme giuridiche esistenti che regolano lo sfruttamento dei potenziali esistenti per la cattura e lo stoccaggio del carbonio? Cosa prevede il Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In base alle conoscenze attuali, il potenziale esistente in Svizzera è da considerarsi scarso. </p><p>Il sottosuolo geologico e la struttura tettonica della Svizzera non sembrano adatti per la cattura e lo stoccaggio di grandi quantità di CO2. Le numerose perforazioni effettuate per trovare giacimenti fossili negli strati sedimentari dell'Altipiano e la ricerca di un adeguato giacimento di gas naturale al fine di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento non hanno prodotto risultati degni di nota. Entrambi questi casi possono pertanto essere considerati anche un indizio della mancanza di giacimenti adatti per la cattura e lo stoccaggio di CO2.</p><p>Inoltre, attualmente in Svizzera non esiste pressoché alcuna fonte puntuale con un'intensità di emissioni tale da rendere possibile la separazione e la cattura di grandi quantità di biossido di carbonio. Circa il 75 per cento delle emissioni totali di CO2 è causato da fonti mobili e diffuse (soprattutto traffico ed edifici), e in questo caso la cattura e lo stoccaggio del CO2 non rappresenta un'opzione realistica. Questa soluzione potrebbe essere invece presa in considerazione per i cementifici esistenti o per eventuali centrali termiche future alimentate con combustibili fossili.  </p><p>2. I costi della cattura e dello stoccaggio del CO2 comprendono gli investimenti per le infrastrutture (impianti per la separazione, il trasporto e lo stoccaggio del CO2) e le spese per il funzionamento pratico degli impianti di stoccaggio. I costi effettivi dipendono prevalentemente dalla situazione presente a livello locale e nazionale, ad esempio dalle condizioni generali riguardanti la politica energetica e climatica nonché dal contesto giuridico e geologico.</p><p>Il rapporto speciale dell'IPCC relativo alla cattura e allo stoccaggio del biossido di carbonio fornisce i seguenti dati relativi ai costi sostenuti per ogni tonnellata di CO2 dalle grandi centrali alimentate con combustibili fossili: </p><p>separazione/cattura: 15-75 dollari;</p><p>trasporto: 1-8 dollari;</p><p>stoccaggio: 0,5-8 dollari;</p><p>monitoraggio: 0,1-0,3 dollari.</p><p>Non è possibile fornire indicazioni specifiche sui costi in Svizzera per mancanza di progetti concreti.</p><p>3. Il rapporto speciale dell'IPCC relativo alla cattura e allo stoccaggio del biossido di carbonio giunge alla conclusione che la quota di CO2 trattenuta in serbatoi correttamente selezionati e sorvegliati è "molto probabilmente" superiore al 99 per cento su un arco di 100 anni e "probabilmente" superiore a tale percentuale in un periodo di 1000 anni. L'iniezione di liquidi o gas in strati di roccia porosi può scatenare un'attività sismica. </p><p>Per ridurre al minimo il rischio sono indispensabili direttive chiare per la scelta del giacimento e la gestione durante la fase di iniezione come pure un piano di sorveglianza. In caso di fughe o di eventi sismici, inoltre, è necessaria una direttiva sulla responsabilità ambientale che disciplini la gestione dei danni ambientali subiti a livello locale.  </p><p>Sempre per mancanza di progetti concreti è impossibile indicare i rischi specifici per la Svizzera derivanti dalla tecnologia usata per la cattura e lo stoccaggio del CO2.</p><p>4. L'obiettivo prioritario della politica climatica svizzera è quello di adottare misure durature e sostenibili per la protezione del clima (riduzione e prevenzione delle emissioni mediante un'utilizzazione più efficiente dell'energia, promozione di fonti energetiche rinnovabili). Inoltre, poiché il potenziale di utilizzazione sembra essere scarso, finora non sono stati condotti studi sistematici sul ruolo della cattura e dello stoccaggio del CO2 nella strategia nazionale di protezione del clima e nel sistema svizzero di approvvigionamento energetico.  </p><p>Al fine di ottenere una panoramica dei progetti rilevanti per la cattura e lo stoccaggio del CO2 in Svizzera, è attualmente in corso uno studio interno all'amministrazione volto a individuare i detentori di conoscenze e gli attori presenti in seno all'amministrazione stessa, all'industria e alla ricerca (ad es. PF, IPS) nonché a indicare le attività già svolte e quelle previste in tale ambito.</p><p>5. In Svizzera non esistono speciali disposizioni di legge che regolano lo sfruttamento del potenziale di cattura e stoccaggio del CO2. Il Consiglio federale intende esaminare questo aspetto nel quadro della sua futura strategia relativa al clima.  </p><p>Vista la sempre maggiore importanza attribuita alla cattura e allo stoccaggio del CO2, il Consiglio federale segue l'evoluzione della situazione a livello internazionale e, in particolare, continuerà a partecipare al programma dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) sui gas serra e a diversi progetti dell'UE. Tali attività sono interessanti per la Svizzera in quanto le imprese elvetiche potrebbero proporsi come fornitrici di nuovi componenti tecnologici per la cattura e lo stoccaggio del CO2.</p>  Risposta del Consiglio federale.