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Praticamente un miracolo. Malala Yousafzai, la ragazzina pachistana ferita alla testa da un colpo di pistola sparato da un estremista talebano, ha infatti i numeri per portare a termine "una guarigione completa". Il peggio, dunque, sembra essere passato.
I medici dell'ospedale Queen Elizabeth di Birmingham hanno rivelato che Malala oggi si è alzata dal letto per la prima volta - naturalmente aiutata dagli infermieri - e ha conversato con i dottori grazie all'uso di una lavagnetta.
Malala infatti non può ancora parlare. Le ferite subite hanno provocato il rigonfiamento della gola e i medici sono stati costretti a praticare la tracheotomia. Detto questo, la ragazza "scrive e comunica liberamente" e secondo gli esperti presto potrà tornare a usare le corde vocali.
"Non è ancora del tutto fuori dal tunnel ma le cose stanno procedendo bene", ha spiegato il dottor Dave Rosser, primario dell'University Hospitals di Birmingham. Illustrando le condizioni della ragazza ai cronisti - avendole prima chiesto il consenso - Rosser ha precisato che Malala soffre ancora di "infezioni" probabilmente legate "al tracciato del proiettile". "Al momento è la nostra fonte primaria di preoccupazione".
Il colpo esploso dal fanatico talebano l'ha infatti centrata "poco sopra il retro dell'occhio sinistro". Il proiettile ha poi proseguito la corsa lungo la mascella "danneggiando la giuntura sinistra e la calotta cranica". La pallottola è quindi passata "per il collo" e si è fermata sui tessuti che circondano la scapola.
"Il proiettile - ha osservato ancora Rosser - ha strisciato lungo il perimetro del cervello: qualche centimetro più in là e Malala non sarebbe sopravvissuta". Questo il prezzo che ha pagato per aver voluto promuovere l'istruzione femminile in Pakistan. Sottoposta a cure d'urgenza in un ospedale militare, Malala è stata trasferita lunedì scorso in Gran Bretagna per avere accesso a trattamenti specialistici.