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Gli stranieri che vivono in Svizzera da oltre dieci anni non dovrebbero più essere espulsi solo perché dipendono dall’assistenza. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (Cip-N) ha ribadito con 14 voti contro 10 il suo sostegno a un’iniziativa parlamentare in questo senso di Samira Marti (Ps/Bl).
Secondo l’autrice dell’iniziativa, dall’entrata in vigore della nuova legge sugli stranieri, la prassi in questi casi si è irrigidita. Gli stranieri vengono espulsi quando finiscono in assistenza, benché abbiano vissuto, lavorato e pagato le tasse in Svizzera per decenni. Alcuni di loro sono addirittura nati in Svizzera o vi sono arrivati molto giovani.
Invece, secondo Marti, dopo più di dieci anni di soggiorno nel Paese, essi dovrebbero poter ricevere assistenza sociale senza essere minacciati di espulsione. Sulla stessa linea la Commissione, per la quale l’incertezza e la paura non dovrebbero portare le persone a rinunciare al loro diritto all’assistenza sociale, si legge in una nota odierna dei Servizi del Parlamento.
La socialista chiede che non sia più possibile espellere persone solo sulla base della loro dipendenza dall’assistenza sociale dopo dieci anni in Svizzera, a meno che la persona interessata non sia finita deliberatamente nella povertà o non abbia fatto nulla per sfuggirvi.
Una minoranza ha respinto il testo, così come l’omologa commissione degli Stati, ritenendo che i casi menzionati da Marti siano una minoranza.