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Il centro per richiedenti l'asilo di Tschorren (BE) - chiuso a fine settembre - è investito da critiche per lacune nell'assistenza. Secondo quanto rivelato oggi dalla SonntagsZeitung un'ex dipendente ha dichiarato che talvolta i medicinali venivano somministrati scorrettamente e che le decisioni riguardo alle domande di asilo non venivano fornite nel modo dovuto. La società zurighese ORS, incaricata di assistere i richiedenti, respinge tutte le accuse.
Secondo quanto riportato dal domenicale, un richiedente l'asilo ha realizzato che gli era stata notificata una decisione negativa solo dopo la scadenza del termine di ricorso in quanto nessuno lo aveva aiutato. Da parte sua ORS, che su richiesta dell'Ufficio federale della Migrazione (UFM) sta esaminando le critiche, ha reagito oggi indicando che una tale decisione diventa effettiva una volta che il richiedente ha comunicato di averla ricevuta. Se una conferma in tal senso tarda e per conseguenza il termine di ricorso può scadere, gli uffici interessati ne sarebbero a conoscenza, puntualizza la ORS.
L'UFM ha chiesto all'ORS di chiarire in modo puntuale tale accusa, indica la sua portavoce Gaby Szöllösy, interrogata dall'ats. Se il procedimento adottato in caso di decisione negativa "non fosse stato applicato correttamente, sarebbe molto grave secondo noi", ha detto.
La ORS respinge anche altre critiche mosse nei confronti della gestione del centro di accoglienza temporaneo di Tschorren: secondo la società zurighese il cibo era sufficiente e sano e i richiedenti l'asilo avevano la possibilità di avere pasti vegetariani. Inoltre puntualizza che non vi era "caos nella farmacia" e che la distribuzione dei medicinali - con o senza ricetta - era sottoposta a regole chiare. Infine i responsabili dell'assistenza fornivano la biancheria intima richiesta.
La ORS pone l'accento sul fatto che queste lacune non sono mai state segnalate ai responsabili del centro di Tschorren, ma sono state rese pubbliche attraverso i media da una ex dipendente dopo due mesi dalla chiusura del centro. Inoltre organizzazioni e diverse persone esterne hanno effettuato regolarmente visite al centro, aggiunge l'ORS.
Per l'UFM queste critiche sono "nuove": i servizi della consigliera federale Simonetta Sommaruga danno ora una settimana di tempo all'ORS per fornire spiegazioni puntuali. Le risposte saranno esaminate e a metà dicembre verrà deciso come procedere.
La società ORS è stata al centro di polemiche il mese scorso per la gestione del centro d'accoglienza d'Eigenthal (LU). I richiedenti l'asilo erano trattati in modo inadeguato, secondo un rapporto dell'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) che critica la mancanza di controllo da parte dell'UFM. Nel frattempo quest'ultimo ha intensificato i propri controlli.