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TEHERAN - Come preannunciato nei giorni scorsi, l'Iran ha avviato oggi le operazioni per l'arricchimento dell'uranio al 20% nell'ambito del suo programma nucleare, nonostante le proteste dell'Occidente e la preoccupazione espressa dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).
Le operazioni sono cominciate nell'impianto per l'arricchimento di Natanz, nella provincia centrale di Isfahan, alla presenza di ispettori della stessa Aiea, che dovranno inviare un rapporto al Consiglio dei Governatori dell'agenzia dell'Onu.
Ma le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. Il segretario alla Difesa americano, Robert Gates, citato da un portavoce, ha espresso l'auspicio che una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che apra la strada a nuove sanzioni contro la Repubblica islamica possa essere approvata già "nelle prossime settimane".
Anche la Russia, finora contraria a severe misure contro Teheran, ha reagito duramente all'avvio dell'arricchimento al 20%, affermando che ciò "accresce i dubbi sulla sincerità delle intenzioni" della Repubblica islamica di giungere ad una soluzione del contenzioso sul suo programma nucleare.
Ma oggi la Cina, che ha diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza, ha fatto capire di rimanere contraria all'ipotesi di sanzioni, invitando con urgenza tutte le parti a lavorare a una nuova proposta di accordo da sottoporre all'Iran. Convincere Pechino a sottoscrivere misure punitive contro Teheran non sarà impresa facile, visto il forte aumento del suo interscambio commerciale con l'Iran negli ultimi anni e i diversi motivi di attrito con gli Stati Uniti sorti nelle ultime settimane. Intanto il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha detto che potrebbe recarsi presto a Teheran per cercare una mediazione.
Le sanzioni, ha affermato da parte sua il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast, "non aiuteranno ad uscire dallo stallo". "Si sbagliano se pensano che il nostro popolo arretrerà di un sol passo di fronte a tali misure", ha affermato il portavoce, aggiungendo che l'Iran rimane "pronto" ad un accordo per uno scambio di combustibile nucleare nel caso fossero accettate le sue proposte. Ma non è entrato nei dettagli.
L'Iran aveva rifiutato nel novembre scorso un accordo proposto in ottobre da Usa, Russia e Francia in base al quale Teheran avrebbe ottenuto dall'estero l'uranio arricchito al 20% per un reattore con finalità mediche a Teheran in cambio della consegna del 70% delle sue scorte di uranio arricchito al 3,5%.
Il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, ha detto che fra i 3 e i 5 chilogrammi di uranio arricchito al 20% saranno prodotti ogni mese, almeno il doppio quindi di quanto necessario per alimentare il reattore di Teheran, che necessita di 1,5 chilogrammi di materiale fissile al mese. Per le operazioni viene impiegata una catena di 164 centrifughe supersoniche nell'impianto di Natanz.
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