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BAMAGA - Un 17enne è morto in ospedale qualche giorno dopo essere stato punto da una cubomedusa, mentre nuotava in una spiaggia vicino a Bamaga, nella regione australiana del Queensland.
Lo ha riportato l'emittente australiana Abc, che ha confermato che si tratta della prima fatalità causata da una cubomedusa dal 2006.
Il fatale incontro ha avuto luogo il 22 febbraio, mentre il ragazzo stava nuotando in mare. Rapidamente contattato, il servizio di aeroambulanza australiano è accorso sulla scena, ma l'adolescente è subito parso in gravi condizioni. Il giovane è stato quindi intubato e trasportato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Townsville.
Un portavoce della polizia del Queensland ha oggi dichiarato che nonostante gli sforzi profusi dal personale medico, il ragazzo è purtroppo deceduto lunedì scorso.
La biologa marina ed esperta di meduse Lisa-Ann Gerswhin ha spiegato che tale cubomedusa, conosciuta con il nome scientifico "Chironex fleckeri", è l'animale più velenoso del mondo.
Ciononostante, una sua puntura non è sempre fatale per l'essere umano, anzi, in molti casi può essere trattata persino senza ospedalizzazione. D'altra parte, in alcuni casi può portare a un rapido arresto cardiaco. Dipende molto, oltre alla rapidità con cui si è trattati, anche dall'ampiezza dell'area colpita.
Secondo Gerswhin, tali decessi possono e devono essere evitati con una maggiore sensibilizzazione: «Nelle aree popolate, alla gente viene costantemente ricordato di fare attenzione alla presenza di meduse», ci sono infatti reti di protezione e cartelli che avvertono le persone di non entrare in acqua durante la stagione delle punture.
«Mentre nelle aree remote - dove avvengono più frequentemente i decessi - spesso non c'è questo promemoria» ha dichiarato l'esperta.
Quella del giovane è la 79esima vittima registrata in Australia a causa di una cubomedusa dalla fine del 1800.