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<h2>SubmittedText<h2><p>Lontano dal "mondo del dopocrisi" di cui si parlava durante il primo confinamento, lontano da un "ritorno alla normalità", il mondo si trova oggi in una situazione ancora peggiore: guerre, emergenza climatica ancora più grave e crisi economica che si manifesta sotto forma di inflazione. Tutto aumenta, tranne i salari, le pensioni e le prestazioni sociali. Il problema del carovita è causato dall'inflazione, ma anche da altri fenomeni come l'inesorabile aumento dei premi dell'assicurazione malattie - che dovrebbero salire drasticamente nel 2023 - e degli affitti.</p><p>Anche se le cause sono diverse, l'impatto sul potere d'acquisto delle classi popolari è lo stesso, e per quelle più modeste è già brutale. Di fronte al rincaro occorre adottare immediatamente diverse misure.</p><p>- Il Consiglio federale intende indicizzare i salari, le pensioni e le prestazioni sociali al costo della vita, in modo da arrestare il calo del potere d'acquisto?</p><p>- Il Consiglio federale non dovrebbe introdurre controlli sui prezzi delle derrate di base e degli affitti, come è stato fatto per molto tempo con gli affitti dopo la Seconda guerra mondiale?</p><p>- Il Consiglio federale intende fissare un tetto ai premi dell'assicurazione malattie e ridurre le riserve delle casse malati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il mercato del lavoro svizzero offre un'elevata flessibilità e lascia spazio a decisioni decentralizzate nel rispetto del quadro giuridico. La grande autonomia dei lavoratori e dei datori di lavoro nelle trattative salariali è uno dei pilastri della politica del mercato del lavoro che garantisce buone condizioni quadro per la creazione e il mantenimento dei posti di lavoro nonché un elevato livello salariale e di produttività. Tra il 2010 e il 2021 l'incremento dei salari reali è stato dell'8 per cento circa, per cui negli ultimi anni il potere d' acquisto è aumentato. Anche nel contesto attuale spetta ai datori di lavoro e ai lavoratori negoziare aumenti salariali in funzione della realtà economica, degli aumenti di produttività e delle singole situazioni nei settori, nei rami e nelle aziende interessate.</p><p>Il Consiglio federale valuta di regola ogni due anni se è opportuno adeguare le rendite ordinarie AVS e AI. La decisione si basa sulla media aritmetica dell'indice dei prezzi e dell'indice dei salari (indice misto). Questa procedura collaudata offre una buona protezione contro la perdita del potere d'acquisto legata al rincaro e fa sì che anche i pensionati beneficino della crescita dei salari.</p><p>Quest'autunno, nel quadro della procedura ordinaria, il Consiglio federale si pronuncerà sull'adeguamento delle rendite a decorrere dal 1° gennaio 2023 e potrà anche procedere ad adeguamenti delle prestazioni complementari.</p><p>2. L'attuale rincaro è in gran parte causato dai prezzi dell'energia. In generale, una concorrenza efficace permette di garantire prezzi equi e un'offerta adeguata alla domanda. I controlli sui prezzi, invece, sono opportuni se la concorrenza non è possibile o auspicabile. Questo vale anche nel quadro degli affitti e delle derrate alimentari. Il Sorvegliante dei prezzi osserva il mercato e in questo ambito analizza il livello dei prezzi su vari mercati. Va tuttavia sottolineato che sussiste il rischio di insolvenze e distorsioni del mercato nei rami che non riescono più a trasferire l'aumento dei costi.</p><p>In Svizzera fino al 1970 era in vigore il sistema della sorveglianza delle pigioni, in base a cui gli aumenti degli affitti dovevano essere approvati dalle autorità. Attualmente il Parlamento sta esaminando due iniziative parlamentari (21.469 Badran e 21.476 Sommaruga, relative all'obbligo di revisione periodica dei redditi locativi per garantire la conformità giuridica). L'obbligo di revisione proposto in tali iniziative non corrisponde esattamente ai controlli sui prezzi, ma è molto simile. Il Consiglio federale intende aspettare i risultati delle deliberazioni parlamentari prima di pronunciarsi sulla questione della sorveglianza delle pigioni.</p><p>Dal 1983 l'Ufficio federale di statistica (UST) pubblica l'Indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC), che riporta l'andamento dei prezzi di numerosi gruppi di beni specifici - tra cui molte derrate alimentari - e che permette di monitorare costantemente i prezzi. Inoltre, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) segue l'andamento dei prezzi al consumo dei prodotti rilevanti per l'agricoltura svizzera, in particolare dei prodotti freschi come i latticini, la carne, le uova, la frutta, la verdura e le patate. Segue inoltre l'evoluzione dei prezzi della farina, del pane, dell'olio di colza, dell'olio di girasole o dello zucchero.</p><p>3. L'11 maggio 2022 il Consiglio nazionale ha respinto tre mozioni volte a contenere i premi dell'assicurazione malattie (mozioni 20.3202, 20.3313, 20.3434). L'andamento dei premi rispecchia quello dei costi: se questi ultimi aumentano, ci si dovrà attendere un corrispettivo aumento dei premi. Il Consiglio federale ha quindi deciso di contrastare l'incremento dei costi. Adottando misure efficaci è possibile frenare questo incremento e, di conseguenza, il rialzo dei premi. Il Consiglio federale ha già presentato al Parlamento un primo pacchetto di misure (modifica LAmal "Misure di contenimento dei costi - Pacchetto 1") nonché un controprogetto indiretto all'iniziativa per un freno ai costi proposta dall'Alleanza del Centro (modifica LAMal "Misure di contenimento dei costi - Definizione di obiettivi di costo"), mentre quest'estate seguirà un secondo pacchetto.</p><p>Per quanto riguarda la riduzione volontaria delle riserve, il Consiglio federale è già intervenuto semplificando le condizioni di ricorso a questo meccanismo (art. 26 dell'ordinanza sulla vigilanza sull'assicurazione malattie, OVAMal; RS 832.121). Questa misura si è dimostrata efficace: nell'autunno 2021, 30 assicuratori si sono avvalsi della possibilità di ridurre volontariamente le riserve.</p>  Risposta del Consiglio federale.