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Il ministro dell'economia Joseph Deiss ha nominato un mediatore per risolvere il conflitto fra dirigenti e personale della ditta Swissmetal. Si tratta di Rolf Bloch.
Giovedì mattina, Swissmetal aveva annunciato la «soppressione accelerata» di 120 impieghi, provocando la reazione indignata dei sindacati.
A Reconvilier, nel Canton Berna, continua lo sciopero indetto da ormai più di due settimane dal personale dello stabilimento «Boillat» di Swissmetal.
Giovedì, anche il capo del dipartimento federale dell'economia (DFE) Joseph Deiss è intervenuto nel conflitto. Dopo aver precisato di non volere svolgere un ruolo attivo nella crisi, ha incontrato in separata sede i rappresentanti della direzione, del personale e dei sindacati per incoraggiarli a negoziare.
Per agevolare i colloqui fra le parti, Deiss ha nominato un mediatore ad hoc, incaricato di organizzare i negoziati e di porre fine alle tensioni.
Per il ruolo di mediatore è stato scelto Rolf Bloch, presidente d'onore del gruppo Camille Bloch e profondo conoscitore del settore industriale. «L'integrità di Bloch è da tutti riconosciuta. Ciò gli permetterà di reinstaurare la fiducia fra le parti», si legge in una nota del DFE.
La scelta è stata approvata sia dalla direzione che dai rappresentanti del personale e del sindacato Unia.
Per una fabbrica occupata, un'altra è acquistata
Per il momento, Swissmetal continua sulla strada che ha intrapreso. Venerdì ha annunciato di voler riacquistare la fabbrica tedesca Bush-Jaeger. Si tratta di un'ex filiale di Swissmetal che occupa 170 persone a Lüdenscheid in Germania.
Stando ad un comunicato di Swissmetal, i colloqui con Busch-Jaeger «erano pianificati da tempo e si sono intensificati negli ultimi giorni a causa dello sciopero 'illegale' e dell'occupazione 'illegale' dei locali della fabbrica (di Reconvilier)». Nel comunicato si può inoltre leggere che «è in seguito all'inizio dello sciopero a Reconvilier che sono state avviate delle trattative concrete in vista dell'acquisizione».
Licenziamenti
Il consiglio di amministrazione (cda) della ditta Swissmetal ha ribadito che non intende negoziare col personale della «Boillat». Questa intransigenza ha rafforzato la determinazione degli scioperanti, che hanno deciso di proseguire l'agitazione.
«Queste persone (cda e direzione di Swissmetal) desiderano distruggere il nostro sito e la nostra impresa», ha detto il presidente dei rappresentanti del personale e portavoce degli scioperanti Nicolas Wuillemin presentando la situazione agli operai. «Dobbiamo continuare a resistere perché è la sola speranza di avere un futuro», ha proseguito. Secondo Wuillemin, la decisione di Swissmetal di non avviare trattative ha pure provocato l'incomprensione di alcuni clienti.
In un comunicato diramato giovedì mattina, il cda del gruppo, oltre ad aver respinto la richiesta del sindacato Unia di avviare negoziati fintanto che non sarà ripreso il lavoro, ha affermato che la sospensione prolungata dell'attività a Reconvilier implica «una soppressione accelerata di circa 120 posti nei prossimi due-tre mesi», contro gli 80 che sarebbero dovuti al trasferimento delle attività di fonderia dal Giura bernese al sito Swissmetal di Dornach, nel canton Soletta.
Gli effettivi della «Boillat» diminuirebbero a quota 200 entro il 2010.
Rischio di chiusura
Secondo André Daguet, membro del comitato direttivo del sindacato Unia, la soppressione di questi posti prefigura la chiusura della sede di Reconvilier. «Il consiglio di amministrazione ci ha detto - non ufficialmente - che la Boillat dovrà probabilmente chiudere in ogni caso», ha affermato in una conferenza stampa di Unia a Berna.
Il copresidente del sindacato Renzo Ambrosetti ha espresso rammarico per il fatto che la direzione faccia portare la responsabilità del fallimento delle discussioni agli scioperanti. Questi ultimi erano pronti ad avviare negoziati da lunedì, con la conseguente ripresa del lavoro martedì mattina, ha sottolineato.
Il cda ritiene però che la definizione della strategia sia una sua prerogativa esclusiva, che non può essere negoziata con «commissioni del personale, commissioni d'impresa, sindacati, politici locali o qualsiasi altro organismo», sottolinea la nota diffusa giovedì mattina.
Vista la situazione attuale, Unia sta cercando soluzioni alternative. In particolare, il sindacato spera di creare un pool di investitori regionali disposti a riprendere la «Boillat» e a continuare in modo autonomo l'attività, ha detto alla Radio svizzero romanda (RSR) Fabienne Blanc-Kühn, membro del comitato direttivo.
swissinfo e agenzie
In breve
Swissmetal è specialista in prodotti derivati ad alto valore aggiunto a base di rame, destinati soprattutto all'industria elettronica, automobilistica, orologiera, ma anche delle telecomunicazioni e dell'aviazione.
Swissmetal ha elaborato una strategia su cinque anni basata sulla concentrazione delle competenze sui suoi due siti di sviluppo e di produzione di Reconvilier (Berna) e di Dornach (Soletta).
Presso il sito di Dornach sarà rafforzato il processo della trasformazione a caldo, mentre a Reconvilier si manterrà solo il centro di produzione per fili e sbarre. Questa strategia implicherà il taglio di numerosi posti di lavoro.
Fatti e cifre
Martin Hellweg è stato assunto nel giugno del 2003 per risollevare le sorti dell'azienda indebitata.
Il 16 novembre del 2004, i 400 impiegati, operai e quadri di Swissmetal a Reconvillier hanno indetto uno sciopero, durato dieci giorni, per protestare contro il licenziamento del direttore del loro sito.
Il 25 gennaio del 2006, gli operai della fabbrica Swissmetal tornano a scioperare. Si oppongono alle ristrutturazioni annunciate alla fine del 2005 dalla direzione.
Il 9 febbraio del 2006, la direzione annuncia la «soppressione accelerata» di 120 impieghi a Reconvilier.