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La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l'Italia, accusata da Berna di "discriminare le aziende svizzere sul mercato italiano dei servizi pubblici". Bruxelles, in una lettera inviata lunedì scorso, chiede a Roma di fornire spiegazioni.
La missiva, che figura sulla lista delle procedure per infrazione ai trattati pubblicata dall'esecutivo europeo, costituisce solo un primo passo e solo al termine di una lunga trafila la Commissione potrà eventualmente presentare denuncia contro Roma presso la Corte europea di giustizia. L'Italia, secondo la Radiotelevione svizzera RSI che ha anticipato ieri la notizia, ha ora due mesi di tempo per prendere posizione.
Roma ha iscritto la scorsa estate la Svizzera sulla sua lista nera dei paradisi fiscali e le aziende elvetiche che vogliono partecipare agli appalti pubblici italiani devono di conseguenza chiedere un'autorizzazione preliminare e inviare tutta una serie di informazioni al ministero italiano delle finanze. Già in gennaio, accogliendo a Berna il ministro italiano degli esteri Franco Frattini, la presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey aveva denunciato tale prassi discriminatoria.
SDA-ATS