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“La competitività della Svizzera è sotto pressione, occorre ratificare l’accordo istituzionale con l’Unione europea entro fine anno dopo avere respinto l’iniziativa dell’UDC contro la libera circolazione”. Questa, in sostanza, il punto di vista di Economiesuisse, presentato martedì a Berna. Per la presidente della direzione, Monika Rühl, bisogna preservare la via bilaterale. “Una riduzione della nostra competitività porterebbe conseguenze negative sul nostro benessere. Se vogliamo continuare ad essere pionieri nella ricerca, nello sviluppo sostenibile e nella digitalizzazione, dobbiamo essere più competitivi”, ha spiegato dal canto suo il presidente Heinz Karrer.
Inoltre, la federazione delle aziende svizzere sostiene che il fatto che l’accordo quadro sia bloccato da mesi crei grande incertezza e sottolinea che molte imprese sono già state costrette ad adottare strategie contrarie agli interessi della ricerca e dell’impiego in Svizzera. Un'altra grande sfida viene ritenuta l'iniziativa "per imprese responsabili", definita estrema. Economiesuisse si dice però pronta ad accettare il controprogetto elaborato dal Consiglio degli stati nella sessione invernale.
Infine, si vuole puntare sull'innovazione e a questo proposito viene attribuita grande importanza allo sviluppo della rete 5G.