Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01030.jsonl.gz/842

La Legge federale sulle condizioni d’assicurazione (LCA) permette all’assicuratore di apporre una riserva permanente a singole malattie oppure di rifiutare completamente le assicurazioni alle persone che, al momento dell’affiliazione, soffrono di una malattia oppure se l’assicurato ha sofferto in pre- cedenza di malattie di cui sono possibili delle ricadute.
La riserva è valida solo se comunicata per iscritto all’assicurato e se la malattia posta sotto riserva è indicata in modo preciso, non equivoco. Clausole ambigue, oscure o che si prestano a una diversa lettura devono essere intese a svantaggio della parte che le ha redatte, quindi a svantaggio della Cas- sa malati.
Secondo costante giurisprudenza, non è ammissibile formulare delle riserve in cui – mediante l’aggiunta “...e sue conseguenze...” - vengano esclusi tutti i possibili futuri danni derivanti da una malattia primaria.
La riserva formulata nei confronti di una malattia primaria comprende unicamente la cura di tale ma- lattia e non anche le conseguenze dirette o indirette che ne possono derivare.
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha ad esempio deciso che con la riserva “diabete” possono essere rifiutate unicamente le prestazioni per la cura della malattia come tale (insulina, antidiabetici, dieta, ecc.) ma non le prestazioni per la terapia di tutte le possibili complicazioni patologiche di que- sta malattia, quali le malattie agli occhi, alla pelle, alle vie urinarie, e altre.
La Cassa malati ha per contro il diritto di formulare un’ulteriore riserva nei confronti di una conse- guenza concreta di una malattia primaria, già manifestatasi e che potrebbe presentarsi anche in futu- ro. La riserva relativa alla malattia secondaria non può tuttavia essere formulata in modo generico, ma dev’essere a sua volta precisa (malattia “A” quale conseguenza della malattia “B”).
Da queste considerazioni ci sentiamo di poter trarre le seguenti conclusioni:
-
La Cassa malati ha il diritto di formulare una riserva permanente nei confronti della celiachia nell’ambito delle assicurazioni complementari facoltative rette dal diritto privato.
-
La riserva dev’essere precisa. Una formulazione del tipo “Celiachia e sue conseguenze” non è ammissibile.
-
La riserva comprende unicamente la cura della celiachia come tale, ma non quella di possibili complicazioni.
-
Il celiaco che segue una dieta priva di glutine non ha quindi nulla da temere da un’eventuale ri- serva assicurativa, dal momento che non dovrà mai farsi curare per la celiachia.
-
Ulteriori riserve nei confronti di una malattia secondaria quale conseguenza della celiachia non dovrebbero essere ammissibili, non essendovene di quelle evidenti.