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BAK Economics rivede al ribasso le sue stime sull'evoluzione dell'economia svizzera nel 2020: secondo l'istituto di ricerche economiche basilese il prodotto interno lordo (PIL) si contrarrà del 5,8% e non del 5,3% previsto a inizio maggio.
Le misure di contenimento dell'epidemia di coronavirus hanno comportato un forte crollo dell'economia elvetica già nel primo trimestre e per il secondo è attesa una flessione ancor più forte, con contrazioni di oltre il 10% tra aprile e giugno.
Ma il fondo è ormai raggiunto, afferma il BAK in un comunicato diramato oggi: in seguito al forte calo delle nuove infezioni e alla revoca del lockdown si dovrebbe assistere a una ripresa nella seconda metà dell'anno.
Secondo gli esperti renani nel terzo trimestre vi sarà un effetto di recupero nei consumi privati. La ripresa continuerà negli ultimi tre mesi dell'anno, ma in maniera meno marcata a causa delle perdite di guadagno legate all'aumento del lavoro ridotto e della disoccupazione.
Nel secondo semestre anche le esportazioni dovrebbero essere confrontate a una ripresa, ma meno forte di quella dei consumi privati visto che la congiuntura globale sarà ancora debole.
Se si eviterà una seconda forte ondata di contagi, per il 2021 è attesa una crescita del 6,0% su base annua, a fronte del +5,6% anticipato un mese fa, grazie anche agli introiti delle licenze di grandi manifestazioni sportive - diverse grandi associazioni hanno sede in Svizzera - quali i campionati europei di calcio e le Olimpiadi di Tokyo rinviati all'anno prossimo (+5,7% al netto di tali eventi). Per il 2022 la stima è di un +3,2% - 1,5 punti percentuali in meno che in assenza dell'epidemia.
Il BAK anticipa un tasso di disoccupazione del 3,8% quest'anno, del 4,5% il prossimo e del 3,7% quello seguente. Da parte sua l'inflazione dovrebbe attestarsi rispettivamente al -0,7%, al +0,1% e al +0,5%.
Il centro di ricerca ha anche formulato scenari più ottimistici e pessimistici per l'evoluzione dell'economia elvetica, i quali prevedono una flessione del PIL del 4,5% nel 2020 e una progressione del 6,7% nel 2021, rispettivamente un calo del 12,4% quest'anno e una crescita del 2,3% il prossimo.
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