Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/212383

<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alla chiusura degli esercizi pubblici e al calo generalizzato del consumo di vino in relazione alla situazione eccezionale dovuta al COVID-19 si stima che il settore vitivinicolo abbia subito una perdita di mercato pari al 40 per cento. Da ciò deriva una pressione sui prezzi del vino e in particolare sul reddito dei viticoltori svizzeri. Ad oggi si stima che il calo dei redditi superi già i 50 milioni di franchi.</p><p>Inoltre, molto probabilmente, tali produttori saranno confrontati con limitazioni delle quote di produzione per la prossima raccolta 2020, per via dell'attuale pressione economica e commerciale (calo delle vendite e aumento delle scorte). Queste limitazioni imposte in materia di produzione potrebbero incidere in maniera considerevole sui loro redditi alla prossima vendemmia e avere un impatto importante sull'annata 2021.</p><p>Considerando quando precede, chiediamo al Consiglio federale di mettere in atto una misura di sostegno diretto a favore dei produttori svizzeri di uva con un importo minimo di 15 milioni di franchi. Tale importo corrisponde a un aumento dei pagamenti diretti vincolati alla superficie pari a 10 centesimi per metro quadrato nel 2020. La misura di sostegno potrebbe essere rinnovata nel 2021, in funzione dell'evolversi della situazione.</p><p>Tale misura offre segnatamente i seguenti benefici:</p><p>1. sostiene direttamente il reddito dei viticoltori;</p><p>2. utilizza uno strumento esistente e non implica un onere amministrativo supplementare;</p><p>3. riduce la disparità di trattamento tra la viticoltura e gli altri settori di produzione, poiché i pagamenti diretti costituiscono una minima parte del reddito dei viticoltori;</p><p>4. è neutrale in relazione alle decisioni economiche e commerciali già prese dai viticoltori cantinieri (ad es. declassamento delle scorte);</p><p>5. può essere vincolata a misure di riduzione dell'offerta, che le regioni devono attuare per la raccolta 2020, e quindi avere un effetto anche sull'adeguamento dell'offerta futura alla situazione di mercato;</p><p>6. è compatibile con gli impegni della Svizzera nell'ambito del commercio internazionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito alle misure adottate dal Consiglio federale per rallentare la diffusione del COVID-19, in particolare la chiusura dei ristoranti e il divieto di manifestazioni, in Svizzera le vendite di vini sono crollate. In questo contesto, il 20 maggio 2020 il Consiglio federale ha approvato l'ordinanza concernente il sostegno finanziario straordinario per il declassamento dei vini a denominazione di origine controllata in vini da tavola in relazione al coronavirus, entrata in vigore il 1° giugno 2020. In virtù di questa ordinanza, sono previsti 10 milioni di franchi per il declassamento del vino. Il 4 giugno 2020 il Parlamento ha approvato il credito aggiuntivo necessario. In tal modo è possibile ridurre il prezzo del vino declassato di al massimo 2 franchi al litro. A partire dal momento in cui questo importo è esaurito, i Cantoni possono subentrare, su base volontaria, alla Confederazione facendosi carico del sostegno finanziario. I Cantoni che partecipano al declassamento devono ridurre le rese massime della vendemmia 2020 per la produzione di vini bianchi e rossi DOC. Con queste misure mirate di sgravio del mercato il Consiglio federale ha integrato i fondi supplementari già disposti per l'anno in corso onde promuovere le vendite di vini svizzeri. Il Consiglio federale ha reagito prontamente e adeguatamente ai problemi del mercato, in analogia alla sua decisione del 1° aprile 2020 concernente le misure di immagazzinamento della carne. Questi provvedimenti mirano a stabilizzare i prezzi del mercato e quindi il reddito.</p><p>Il Consiglio federale è contrario a pagamenti diretti a titolo di sostegno per far fronte alle conseguenze causate dalla pandemia di COVID-19 per due motivi: in primo luogo i pagamenti diretti sono previsti per la promozione di prestazioni d'interesse generale e non per la compensazione di perdite di reddito a causa di problemi di mercato; in secondo luogo molte aziende viticole non ricevono pagamenti diretti e pertanto non beneficerebbero di questa misura. Circa il 15 per cento della superficie viticola in Svizzera è gestita da aziende senza pagamenti diretti. I gestori di aziende agricole particolarmente colpiti dalle conseguenze delle misure volte a rallentare la diffusione del COVID-19, così come altri lavoratori indipendenti, possono peraltro richiedere un'indennità per la perdita di reddito rispettando determinate condizioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.