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Si è aperto oggi a Lugano l'89esimo Congresso degli svizzeri all'estero. La riunione annuale dei membri della "quinta Svizzera" è cominciata al Palazzo dei congressi con la seduta del Consiglio degli svizzeri all'estero (CSE), che ha adottato, con 65 voti contro 3, una mozione esortante i partiti ad impegnarsi a favore della libera circolazione delle persone.
È stato fatto notare che 420'000 dei circa 700'000 svizzeri residenti all'estero vivono in un paese membro dell'Unione europea, si legge in un comunicato.
Altro grande tema affrontato è stata la necessaria elaborazione di una legge sugli svizzeri all'estero. L'ex consigliere nazionale, e presidente in carica del CSE Jacques-Simon Eggly, ha evidenziato l'importanza politica della diaspora elvetica. In vista delle elezioni federali di ottobre ha ricordato che ben 135'000 svizzeri all'estero sono iscritti nei cataloghi elettorali per esercitare i propri diritti politici.
Essi costituiscono il 2,5% dell'intero corpo elettorale e, a titolo di paragone, equivalgono all'elettorato dell'intero canton Grigioni. "il loro peso politico, economico e umano, fondamentale per il nostro Paese, deve poter godere di un maggiore riconoscimento ed essere tutelato da parte delle autorità svizzere", ha sostenuto Eggly, citato nella nota.
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