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<h2>SubmittedText<h2><p>Nei suoi piani d'azione del 2008, il Consiglio federale accorda la priorità all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili. Inoltre, la Commissione federale per la ricerca energetica (CORE), nominata dal Consiglio federale, raccomanda nel suo piano direttivo della ricerca 2008-2011 di aumentare in modo sostanziale gli stanziamenti pubblici destinati al settore della ricerca energetica. Attualmente è in corso la procedura di selezione dei futuri programmi nazionali di ricerca (PNR), i cui principali beneficiari sono le università e le scuole universitarie professionali. Tali programmi di ricerca nel settore energetico contribuiscono fortemente all'ampliamento delle conoscenze nelle università svizzere, rafforzandone per di più la competitività. Anche l'economia svizzera potrebbe beneficiare durevolmente della loro realizzazione. </p><p>1. In che modo il Consiglio federale intende applicare le raccomandazioni della CORE per aiutare i politecnici federali a migliorare il livello della ricerca energetica, in particolare nel settore delle energie rinnovabili?</p><p>2. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per sostenere i programmi nazionali di ricerca nel campo dell'efficienza energetica o delle energie rinnovabili?</p><p>3. In che modo il Consiglio federale intende incoraggiare la ricerca nei settori delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica presso le scuole universitarie professionali e le università?</p><p>4. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale per favorire il trasferimento tecnologico e creare imprese junior nel settore delle energie rinnovabili?</p><p>5. Non è forse arrivato il momento di attribuire un'importanza strategica alla ricerca nel campo delle energie rinnovabili?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per porre fine alla preoccupante carenza energetica, il 21 febbraio 2007, il Consiglio federale ha deciso un nuovo orientamento della politica energetica basato sui seguenti quattro pilastri: l'efficienza energetica, le energie rinnovabili, le grandi centrali elettriche e il rafforzamento della politica estera in materia energetica. I piani d'azione decisi dal Consiglio federale il 20 febbraio 2008, che si fondano su tali pilastri, richiedono l'adozione di misure di sostegno quali ad esempio l'accelerazione del trasferimento tecnologico e il potenziamento della ricerca. Per il Consiglio federale, tale strategia rimane valida. </p><p>1. Nel 1986, il Consiglio federale ha nominato un organo consultivo extraparlamentare, la Commissione federale per la ricerca energetica (CORE), affinché formulasse pareri riguardo alla ricerca energetica svizzera e al suo sviluppo. La CORE è costituita da 15 esponenti nominati dal Consiglio federale e provenienti dal mondo economico, dell'insegnamento e della ricerca. I politecnici federali (ETHZ/EPFL), l'Istituto Paul Scherrer (IPS) e il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) vi inviano un rappresentante ciascuno. Il settore dei PF è dunque ben rappresentato nella CORE. Ciò garantisce il flusso di informazioni verso gli importanti organi energetici del settore, come ad esempio il centro di competenze per l'energia e la mobilità (CCEM) o l'Energy Science Center dell'ETHZ e dell'EPFL.</p><p>Il Consiglio federale prende conoscenza del piano direttivo della ricerca energetica della Confederazione elaborato dalla CORE ogni quattro anni. La stretta collaborazione esistente tra la CORE e l'Ufficio federale dell'energia (UFE) garantisce un buon coordinamento della ricerca energetica nazionale. Il Consiglio federale incarica inoltre il Consiglio dei PF di integrare gli obiettivi contenuti nel piano direttivo della CORE negli accordi sugli obiettivi conclusi con gli organi del settore dei PF. L'UFE prende già oggi posizione su tali accordi sugli obiettivi, occupandosi allo stesso tempo sia dell'efficienza energetica che delle energie rinnovabili.</p><p>2. Il Consiglio federale decide in merito alla selezione dei programmi nazionali di ricerca (PNR) basandosi sulla verifica della fattibilità effettuata dal Fondo nazionale svizzero (FNS). In passato il Consiglio federale ha autorizzato frequentemente PNR relativi a questioni concernenti l'efficienza energetica e le energie rinnovabili. Così, alla fine del 2007, è stato approvato anche il PNR "Materiali intelligenti" (PNR 62) nel cui ambito possono essere studiati i "materiali intelligenti" tra l'altro anche per le loro applicazioni nel settore energetico. Attualmente i progetti presentati sono sottoposti a verifica scientifica. </p><p>Per quanto riguarda le proposte di nuovi PNR inoltrate nel periodo 2008/09 (tra cui anche quelle relative alle questioni energetiche), è in corso la procedura di selezione. Sulla base dei risultati della valutazione e della prova di fattibilità realizzata dal FNS, il Consiglio federale potrà decidere il lancio dei progetti prevedibilmente tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010. </p><p>3. Il Consiglio federale non esercita alcuna influenza diretta sui mandati di prestazioni assegnati alle università e alle scuole universitarie professionali. La questione rientra nella competenza dei cantoni. Tuttavia, poiché circa il 19 per cento delle spese per la ricerca energetica della Confederazione (senza contare i budget del settore dei PF) vanno alle università e alle scuole universitarie professionali sotto forma di mandati di ricerca, la Confederazione può sostenere in modo mirato l'indirizzo degli sforzi di ricerca dei cantoni. </p><p>Nell'ambito del programma di stabilizzazione 2 della Confederazione, l'Agenzia per la promozione dell'innovazione (CTI) ha a disposizione 20 milioni di franchi destinati alla promozione di progetti di ricerca e di sviluppo corrispondenti alle esigenze del mercato. Attualmente la CTI, in collaborazione con l'UFE, sta lanciando una campagna di sensibilizzazione per incoraggiare le piccole e medie imprese (PMI) a inoltrare progetti relativi al settore energetico. I mezzi finanziari a disposizione della CTI sono destinati principalmente alle università e alle scuole universitarie professionali.</p><p>4. Il rafforzamento della promozione di progetti di ricerca e sviluppo orientati sui prodotti e relativi all'energia, cui mira il programma di stabilizzazione 2, è diretto in primo luogo alle PMI. Per consentire alle PMI di piccole dimensioni l'accesso alle conoscenze delle università e delle scuole universitarie professionali, la CTI dispone di un milione di franchi per il progetto pilota relativo all'assegno per l'innovazione. Tale assegno permette di retribuire le prestazioni delle università e degli istituti di ricerca svizzeri per un ammontare di 7500 franchi, facilitando così la nascita di rapporti di collaborazione con le università e le scuole universitarie professionali nel settore della ricerca e dello sviluppo. </p><p>Grazie alle riunioni e al coaching organizzati nell'ambito dell'Energie-Cluster, sostenuto dalla CTI e dall'UFE, ha luogo un trasferimento mirato di conoscenze e di tecnologie che, tra le altre cose, riguarda anche la promozione delle energie rinnovabili. L'Energie-Cluster collabora strettamente con i servizi cantonali di promozione economica, in particolare per la promozione delle imprese start up. Lo stesso UFE sta attualmente elaborando un suo approccio nel quadro del programma di ricerca sul trasferimento tecnologico e scientifico che permetterà di colmare le eventuali lacune di tale trasferimento e di potenziare i servizi di trasferimento esistenti.</p><p>5. Con la sua strategia energetica, il Consiglio federale ha sottolineato l'importanza delle energie rinnovabili per il futuro energetico della Svizzera. I piani d'azione stabiliscono gli obiettivi da raggiungere e le misure da adottare. Pertanto, la quota di energie rinnovabili rispetto al consumo totale di energia sarà aumentata di almeno il 50 per cento entro il 2020, ovvero passerà dall'attuale 16,2 per cento a circa il 24 per cento. Un'importante misura che va in questa direzione è il potenziamento della ricerca energetica. Attraverso uno spostamento di fondi interno al DATEC, nel 2009 il Consiglio federale ha aumentato di 3 milioni di franchi il budget destinato alla ricerca nel settore delle energie rinnovabili. A beneficiarne sono state in primo luogo l'energia fotovoltaica, quella prodotta dalla biomassa e quella geotermica. Anche i budget destinati all'impiego dell'energia solare e alla ricerca relativa alle pile a combustibile sono stati aumentati. Inoltre, per potenziare il trasferimento tecnologico, il budget 2009 per i progetti pilota e di dimostrazione è stato incrementato di un milione di franchi. In questo ambito, i punti chiave sono la biomassa e la geotermia. Il Consiglio federale intende perseguire la sua strategia di promozione della ricerca energetica, in particolare nel settore delle energie rinnovabili.</p>  Risposta del Consiglio federale.