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Il Tribunale federale (TF) ha dichiarato nullo oggi l'accordo firmato lo scorso anno fra l'associazione di assistenza al suicidio Exit e il ministero pubblico zurighese, il quale regola le condizioni e i metodi utilizzati nell'accompagnamento alla morte. Stando ai giudici, il diritto vigente non dà spazio a simili intese.
Contro questa convenzione, la prima in materia a livello svizzero, avevano inoltrato ricorso la sezione svizzera dell'associazione cattolica anti-abortista americana Human Life International (HLI), l'Associazione dei medici cattolici svizzeri (VKAS) e la Società svizzera di etica biomedica (SSEB). I giudici del Tribunale federale non sono entrati in materia sul ricorso in quanto tale, ma hanno nel contempo invalidato l'accordo.
Nella sua seduta pubblica del 16 giugno, il TF è giunto alla conclusione che il diritto vigente non permette la conclusione di simili convenzioni tra privati e autorità di perseguimento penale. L'oggetto della regolamentazione – con al centro il diritto alla vita – è di tale importanza che solo il legislatore federale ne è competente.
In particolare, l'intesa rappresenta un'estensione illecita dell'articolo 115 del Codice penale, il quale disciplina in maniera esaustiva l'aiuto al suicidio. Inoltre dal punto di vista procedurale non vi è spazio per un accordo che garantisca la rinuncia al perseguimento penale nel caso in cui vengano rispettate determinate condizioni.
La regolamentazione prevede che il suicidio assistito possa essere accordato solo a persone in grado di discernere. I malati psichici non vengono completamente esclusi a priori, tuttavia la loro capacità di intendere e volere va chiarita in maniera ancor più approfondita rispetto alle persone sane di mente.
L'unico metodo autorizzato è il pentobarbitale sodico. Le organizzazioni di aiuto al suicidio non devono essere a scopo di lucro. Inoltre l'intesa regolamenta il comportamento delle autorità di perseguimento penale una volta eseguito un accompagnamento alla morte e la notifica di violazioni della convenzione.
swissinfo.ch e agenzie