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Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare il dissidente Chen Guangcheng, qualsiasi decisione prenda. Lo ha detto oggi un alto funzionario americano a Pechino. Tra le opzioni possibili, anche quella per Chen di lasciare la Cina perché, come ha detto nelle ultime ore lo stesso dissidente più volte, non si sente sicuro.
Funzionari dell'ambasciata americana di Pechino si sono recati oggi all'ospedale di Chaoyang per "verificare" le condizioni del dissidente cieco, ha constatato un giornalista dell'agenzia stampa italiana ANSA sul posto.
Il dissidente aveva affermato di sentirsi "abbandonato" dagli Usa dopo aver accettato di lasciare l'ambasciata e si era appellato direttamente al presidente Barak Obama.
Chen, fuggito dagli arresti domiciliari nella sua provincia natale dello Shandong, si era rifugiato nella sede diplomatica americana sei giorni fa, dopo aver ricevuto "garanzie" sulla sua sicurezza e sul suo futuro dalle autorità cinesi.
Dopo aver incontrato la moglie e aver appreso che era stata minacciata di morte dalla polizia cinese, Chen ha affermato di sentirsi minacciato e di voler lasciare la Cina con la sua famiglia.
Si parla di un briefing imminente dell'ambasciatore Usa a Pechino Gary Locke, il quale avrebbe detto di non aver mai spinto Chen a lasciare la sede diplomatica statunitense.
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