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Il ministro della Difesa della Polonia, Tomasz Siemoniak, ha indicato lunedì che il conflitto in Ucraina conduce il suo paese a riorganizzare la propria struttura militare.
Di conseguenza, migliaia di uomini potrebbero essere stazionati alla frontiera orientale, ha indicato il ministro Siemoniak all’Associated Press: “La situazione geopolitica è cambiata. Viviamo la peggior crisi di sicurezza dalla Guerra fredda e dobbiamo trarne le conclusioni.”
Malgrado la Polonia faccia parte della NATO dal 1999, la maggior parte dei suoi 120’000 soldati si trova alla frontiera occidentale del paese, una vestigia della Guerra fredda, durante la quale la Polonia era attaccata al blocco sovietico.
Siemoniak ha indicato che questo stato di cose cambierà e che almeno tre basi militari situate nell’est del paese aumenteranno gli effettivi, per portarli dal 30% delle loro capacità al 90% entro il 2017.
Il ministro non ha fornito cifre ma una simile decisione implica lo spostamento di migliaia di soldati.
Dal 1989 l’esercito della Polonia ha progressivamente diminuito i suoi effettivi, portandoli da 400’000 agli attuali 120’000. Nel paese il servizio militare obbligatorio è stato abolito.
Secondo Charles Heyman, redattore capo della rivista dell’esercito britannico Armed Forces of the United Kingdom, quanto dichiarato dal ministro polacco si integra in un movimento di vaste proporzioni in seno ai paesi membri della NATO : “Probabilmente vedremo altre nazioni stazionare le loro truppe in Polonia in modo permanente. Non importanti in termini di numero, forse una piccola brigata della NATO di 2’500 soldati. Sarebbe un messaggio chiaro per la Russia.”
La decisione della Polonia fa seguito a una visita in Estonia del presidente americano Barack Obama in settembre, durante la quale Obama aveva chiesto ai paesi membri della NATO di fare il possibile per aiutare l’Ucraina.
(Fonte : Express.be)