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In guerra contro gli anglicismi. Per difendere la lingua francese, Daniel D.P., un attento lettore ha già inviato 11.600 messaggi di richiamo a quei giornalisti colti in flagranza, rei cioè di aver inserito parole di origine anglosassone nei loro articoli.
Da quindici anni, per ogni espressione inglese usata in modo ingiustificato, Daniel recupera l'indirizzo del giornale incriminato e invia una e-mail - meglio, un messaggio di posta elettronica - ai responsabili. Nelle redazioni è ormai diventato una star.
"Non sapevo che la mia modesta persona avesse conquistato una tale notorietà", dice in un'intervista al Figaro, in occasione della Settimana della lingua francese. In genere, nei suoi richiami all'ordine, aggiunge nome e indirizzo, ma in questo caso ha preferito restare anonimo.
"In genere - spiega al giornale - non rilascio interviste, preferisco tutelare la mia vita privata". E poi "il mio nome non ha grande importanza", "ciò che conta sono i miei argomenti, quelli sì che contano".
Quarantasettenne impiegato in una società finanziaria Daniel invia una media di due messaggi al giorno ai giornalisti ma anche ad amministrazioni pubbliche e grandi enti come le Poste. La sua battaglia contro l'uso ingiustificato di termini british risale al 1999.
"Gli anglicismi sono un pericolo per il francese" e per il "prestigio internazionale della Francia", avverte, prima di citare l'ex presidente Georges Pompidou: "Se cediamo sulla nostra lingua, saremo puramente e semplicemente travolti".
SDA-ATS