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Grazie all'evoluzione positiva dei corsi delle obbligazioni e del prezzo dell'oro, secondo UBS la Banca nazionale svizzera (BNS) dovrebbe realizzare un utile di circa 11 miliardi di franchi nel terzo trimestre, dopo 7,8 miliardi nel secondo e 30,7 miliardi nel primo.
In tal modo l'eccedenza nei primi nove mesi dell'anno dovrebbe attestarsi sui 50 miliardi di franchi circa, afferma un comunicato odierno. I dati saranno pubblicati il 31 ottobre.
Oro, obbligazioni, valute e azioni dovrebbero generare circa 7 miliardi nel periodo luglio-settembre. Si aggiungono oltre 4 miliardi di ricavi ricorrenti legati a versamenti di interessi e dividendi nonché tassi negativi, calcola UBS.
Il buon risultato viene spiegato con le incertezze congiunturali e politiche e la reazione della banca centrale americana e di quella europea, scrivono gli esperti in un comunicato odierno. Della politica monetaria espansiva hanno tratto profitto soprattutto i mercati obbligazionari; in tempi di elevata incertezza gli investitori si rivolgono inoltre all'oro.
Nei prossimi trimestri gli economisti di UBS si attendono ulteriori tagli dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve e della Banca centrale europea, considerando che resteranno i rischi globali.
Tuttavia - viene rilevato - ci sono anche fattori che potrebbero offuscare il risultato finanziario della BNS: se la congiuntura mondiale dovesse finire in una recessione allora - nonostante la politica monetaria espansiva - si giungerebbe a un importante contraccolpo sui mercati azionari e il franco si apprezzerebbe marcatamente.
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