Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01046.jsonl.gz/248

Contrariamente a Max Göldi, condannato sabato a una multa di 800 dollari, per l’altro ostaggio svizzero la giustizia libica ha dichiarato il non luogo a procedere. È quanto ha annunciato Salalh Zahaf, l’avvocato dei due cittadini svizzeri trattenuti a Tripoli da oltre un anno e mezzo e accusati – tra l’altro – di «violazione della legge sul commercio».
Göldi e Hamdani sono già stati condannati il 30 novembre a 16 mesi di carcere a una multa di 2'000 dinari (circa 1'600 franchi) per violazione delle norme sui visti. Contro la sentenza è stato inoltrato ricorso. Hamdani è stato assolto in appello dall’accusa di soggiorno illegale, mentre per Göldi la sentenza è stata rimandata all’11 febbraio. Göldi è stato inoltre condannato sabato a una multa di 800 dollari per violazione della legge sul commercio.
Assolto da tutti i capi d’accusa, Rachid Hamdani è dunque libero di lasciare il paese, ha sottolineato il portavoce di Amnesty Internationale Daniel Graf. «Aspettiamo soltanto che le autorità gli restituiscano il passaporto e che gli consegnino un visto d’uscita». L’avvocato Salalh Zahalf ha tuttavia precisato che il procuratore pubblico potrebbe ancora presentare ricorso contro questa sentenza.
Göldi, un ingegnere bernese che dirigeva la filiale libica di ABB, e Hamdani, uno svizzero-tunisino domiciliato nel canton Vaud sono trattenuti in Libia dal 19 luglio 2008 in segno di ritorsione per l'arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi, costretto a trascorrere due notti in guardina tra il 15 e il 17 luglio. Il figlio del leader libico Muammar e sua moglie Aline erano stati denunciati per maltrattamenti da due domestici, una tunisina e un marocchino.
swissinfo.ch e agenzie