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Incarto n. 15.2023.58 Lugano 7 novembre 2023 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Jaques, presidente Walser e Grisanti vicecancelliere: Ferrari statuendo sul ricorso 19 maggio 2023 di RI 1, __________ (patrocinato dall’avv. PA 1, __________) contro l ’operato dell’ Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano, o meglio contro il provvedimento con cui ha respinto la richiesta di rettificare l’attestato di carenza beni n. __________ emes­so l’8 maggio 2023 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da PI 1, __________ (patrocinata dall’avv. PA 2, __________) ritenuto in fatto: A. Mediante “contratto di conferma di mutuo” del 26 giugno 2006, PI 2 e i suoi fratelli PI 3 e RI 1 si sono riconosciuti debitori solidali di PI 4 ( alias __________) di fr. 120'000.– oltre agl’interessi del 10% dal 1° luglio 2003. L’8 gennaio 2009, PI 4 ha ceduto il credito a PI 1. B. Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 24 settembre 2014 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, PI 1 ha escusso RI 1 in via di pignoramento per l’incasso di fr. 12'000.– e di fr. 126'000.–, indicando quale causa di entrambi i crediti il “Contratto conferma mutuo 26.06.2003, cessione di credito 08.01.2009 […] Interessi di mutuo 01.07.2008-31.12.2009, più rimborso integrale del prestito”, come pure di fr. 124'071.65 (per “interessi calcolati al 12.12.2008” ), per complessivi fr. 262'071.65. C. I l ricavo dell’esecuzione essendo stato di fr. 27'996.20, il 16 novem­bre 2022 l’UE ha rilasciato a PI 1 un attestato di carenza beni (ACB) per lo scoperto di fr. 236'950.45. D. Sulla scorta dell’ACB, il 13 dicembre 2022 PI 1 ha chiesto nei confronti di RI 1 la continuazione dell’ese­ cuzione (cui è stato attribuito il n. __________), sempre in via di pigno­ramento. Rinviato il pignoramento a richiesta dell’escusso del 20 gennaio 2023, il 3 maggio l’Ufficio lo ha nuovamente invitato a presentarsi per l’esecuzione dello stesso. E. Quello stesso giorno, RI 1 ha chiesto all’UE di Lugano di rettificare l’ACB, nel senso d’indicare che l’importo scoperto è nullo. L’8 maggio 2023, l’Ufficio ha comunicato di non essere competente per statuire sulla richiesta. F. Con ricorso del 19 maggio 2023, RI 1 si è aggravato contro lo scritto dell’UE, chiedendo di annullare l’ACB, previo conferimento dell’effetto sospensivo all’impugnativa, protestate tasse spese e “congrue” ripetibili. G. Mediante osservazioni del 30 maggio 2023, l’UE ha chiesto la reiezione del ricorso e della domanda di effetto sospensivo, motivo per cui non ha notificato il ricorso a PI 1. H. Il 7 giugno 2023, l’UE di Lugano ha trasmesso alla Camera un complemento alle proprie osservazioni, mentre il 12 luglio RI 1 le ha inviato alcuni documenti. Considerando in diritto: 1. Interposto all’autorità di vigilanza cantonale unica – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’ap­­pello (art. 3 LPR [ RL 280.200] ) – entro dieci giorni dalla notifica della risposta 8 maggio 2023 dell’UE, il ricorso sarebbe in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF). Sennonché RI 1, in realtà, non impugna tale risposta – che ad ogni modo non costituisce un provvedimento impugnabile giusta l’art. 17 LEF nella misura in cui si limita a rifiutare di rettificare l’ACB e a confermare l’avviso di pignoramento del 19 dicembre 2022 (DTF 142 III 647 consid. 3.2; 113 III 29 consid. 1; sentenza della CEF 15.2023.9 del 9 giugno 2023 consid. 1.2 e il rinvio) – bensì l’ACB stesso, di cui chiede l’annullamento. Ora, egli ha avuto conoscenza del­l’ACB (del 16 novembre 2022) al più tardi il 20 gennaio 2023, quando ha chiesto il rinvio del pignoramento fissato sulla base dell’ACB, sicché il ricorso, presentato solo il 19 maggio 2023 ben oltre il termine di dieci giorno dell’art. 17 cpv. 2 LEF, è manifestamente tardivo. 1.1 Con riferimento a Rey-Mermet ( in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 9 ad art. 149 LEF ) e Gilliéron ( Commentaire de la LP, vol. II, 2000, n. 44 ad art. 149 LEF ), RI 1 sostiene invero che in caso d’inesattezze nell’attestato di carenza beni le parti possono chiederne la rettifica in qualsiasi momento al l’ufficio di esecuzione. Orbene, egli afferma, l’ACB impugnato è manifestamente errato in merito all’importo scoperto, perché da quest’ultimo non sono stati dedotti i versamenti avvenuti nelle esecuzioni promosse nei confronti di PI 2, la quale giusta il “contratto di conferma di mutuo” è debitrice solidale con lui della somma ivi indicata, sicché PI 1 lo sta escutendo per un credito già interamente pagato dalla condebitrice. Rimprovera all’UE di aver negato a torto la propria competenza a rettificare – anzi annullare – l’ACB malgrado abbia documentato i versamenti che hanno integralmente estinto il credito. 1.2 N el passo citato dal ricorrente, Gilliéron scrive, riferendosi alla DTF 74 III 22, che l’escutente e l’escusso possono, in ogni tempo, prevalersi dell’inesattezza delle indicazioni figuranti sull’attestato di carenza beni definitivo che è stato comunicato loro, segnatamente (“notamment”) nel caso in cui l’ufficio d’esecuzione ha stralciato a torto la menzione alternativa che s’imponeva – primo atto di carenza di beni o atto di carenza di beni che sostituisce quello precedente – e lasciato sussistere quella errata (n. 44 ad art. 149). Rey-Mermet ( op. cit., n. 9 ad art. 149 ) si limita a citare Gilliéron (inesattamente: n. 31 anziché 44), senza ulteriore motivazione. 1.3 Ebbene, nella DTF 74 III 22 il Tribunale federale non ha affatto dato una portata generale al caso sottoposto al suo esame, ma ha solo chiarito che gli effetti di un attestato di carenza beni sono p revisti direttamente dalla legge, sicché l’erronea cancellazione del­l’indicazione sull’atto della possibilità per il creditore di chiedere, entro sei mesi, la continuazione dell’esecuzione senza un nuovo precetto esecutivo (art. 149 cpv. 3 LEF) quando il precedente attestato è stato rilasciato in un’esecuzione iniziata con la notifica di un precetto esecutivo (v. DTF 98 III 12 consid. 2, pag. 16, e 69 III 68 consid. 1, pag. 71), non ha influsso sugli effetti del nuovo attestato, poiché l’errata menzione non è un provvedimento impugnabile mediante ricorso, bensì solo un’indicazione sui diritti del creditore (“Rechtsbelehrung”). Il creditore e il debitore possono dunque invocare in ogni tempo l’errore commesso a loro svantaggio e l’ufficio, cui è stata chiesta la continuazione dell’esecuzione giusta l’art. 149 cpv. 3 LEF, non può fondarsi sull’errata indicazione per respingere la domanda di continuazione dell’esecuzione. Co­me risulta dal regesto, questa giurisprudenza concerne solo l’inesattezza delle indicazioni figuranti nell’ACB “in merito al proseguimento dell’esecuzio­ne”. 1.3.1 Tale motivazione non vale invece per l’indicazione dell’importo del credito sull’ACB, la quale non è prevista in cifre dalla legge. Come per il p recetto esecutivo, le menzioni errate sull’ACB devono esse­re contestate entro dieci giorni dalla notifica dell’atto (art. 17 cpv. 2 LEF; DTF 147 III 358 consid. 3.5.1; Schmid (i n: Kren-Kostkie­wicz/Vock [a cura di], Kommentar SchKG, 2017, n. 7 ad art. 149 LEF ). Scaduto tale termine, l’ufficio d’esecuzione non può più rettificare i dati menzionati sull’atto, che è dunque vincolante anche se dovesse essere errato, tranne che sia da ritenere nullo giusta l’art. 22 LEF (in generale: DTF 97 III 3 consid. 2; 88 III 12 consid. 1; sentenza 5A_367/2019 del 23 giugno 2020 consid. 4.1), segnatamente se l’ACB è fondato su un’esecuzione o un pignoramento nulli (DTF 80 III 141 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 5A_146/2018 del 5 novembre 2018 consid. 3.1.2; Gilliéron, op. cit., n. 29 ad art. 149; contra: Jäger, Commentaire de la LP, ed. francese di Petitmermet e Bovay, vol. III 1924, n. 3 ad art. 149 LEF ) o è stato rilasciato senza preventivo pignoramento e realizzazione (DTF 125 III 337 consid. 3/b). L’ufficio d’esecuzione può rettificare o completare l’attestato d’ufficio unicamente in caso di designazio­ne di una parte inesatta o equivoca, perfino totalmente erronea, oppure incompleta, a patto che non fosse suscettibile di trarre gli interessati in inganno e non abbia comportato alcun rischio di confusione (in generale: DTF 114 III 62 consid. 1/a ; sentenze del Tribunale federale 5A_34/2016 del 30 maggio 2016 consid. 3.3.1 e della CEF 15.2020.54 del 21 luglio 2020 consid. 3.2.1 con rinvii; per l’ACB: 5A_768/2014 del 2 novembre 2015 consid. 5.2); in ca­so di ricorso all’autorità di vigilanza la rettifica è possibile solo fino all’invio della sua risposta (art. 17 cpv. 4 LEF). 1.3.2 Nel caso in esame, il preteso errore dell’UE non lede prescrizioni emanate nell’interesse pubblico o nell’interesse di persone che non sono parte nel procedimento. Non si tratta quindi di un caso di nullità che l’UE dovrebbe constatare d’ufficio nel senso dell’art. 22 cpv. 1 LEF. Eventuali creditori terzi che dovessero partecipare al pignoramento richiesto da PI 1 potranno difendere i propri interessi contestando se del caso il credito di lei con un’azione di contestazione della graduatoria (art. 148 LEF), siccome l’ACB non è una cartavalore ( Huber/Sogo in: Basler Kommentar, SchKG I, 3 a ed. 2021, n. 19 ad art. 149 LEF; Rey-Mermet, op. cit., n. 16 ad art. 149; Gilliéron, op. cit., n. 19 ad art. 149) né ha un valore probante particolare ( Gilliéron, op. cit., n. 21 ad art. 149) ma solo indiziario (DTF 98 Ia 353 consid. 2 pag. 356). Anche sotto questo profilo il ricorso risulta dunque irricevibile. 1.4 Sulla scorta della DTF 73 III 23 consid. 3, G illiéron sostiene in un altro passo che le autorità di vigilanza possono in ogni tempo annullare un ACB rilasciato a torto anche se l’atto esecutivo viziato anteriore è irrevocabile (op. cit., n. 29 ad art. 149; pure Kren Kost­ kiewicz [in: SchKG Kommentar, 20 a ed. 2020, n. 8 ad art. 149 LEF] ). Il motivo addotto dal Tribunale federale è che l’annullamento del­l’ACB emesso indebitamente non lede alcun interesse di terzi, i quali anzi, se intrattengono rapporti d’affari con il debitore, vi han­no interesse, poiché l’ACB, finché sussiste, conferisce al creditore il diritto di proporre un’azione revocatoria ai sensi degli art. 285 segg. LEF. Ciò è tuttavia la caratteristica della maggior parte degli atti esecutivi, il cui annullamento non lede l’interesse di terzi, bensì ha un effetto benefico per quelli contrattualmente legati all’escusso nella misura in cui non riduce il suo patrimonio né pertanto la sua capacità di far fronte ai debiti verso quei terzi. Il punto è tuttavia che l’annullamento di un ACB o di un altro atto esecutivo lede gl’interessi dell’escutente e può essergli imposto solo se l’atto di cui è chiesto l’annullamento è impugnato con un ricorso entro il termine dell’art. 17 cpv. 2 LEF, fatti salvi i casi di nullità, che di principio, riservata la violazione di una norma imperativa, sono da escludere quando, appunto, gl’interessi di terzi non sono lesi (art. 22 cpv. 1 LEF). Ne segue che l’UE non poteva annullare l’ACB in ogni tempo come sostenuto da RI 1, sicché il ricorso si avvera tardivo e pertanto irricevibile (sopra consid. 1). 2. Per abbondanza, non si può non rilevare che l’ACB non è ad ogni modo inesatto. L’ufficio deve infatti indicarvi l’ammontare dello sco­perto del credito posto in esecuzione (art. 149 cpv. 1 LEF), ovvero la differenza tra, da una parte, l’importo del credito indicato sul precetto esecutivo o nella decisione di rigetto dell’opposizione in capitale, interessi e spese e dall’altra il “ricavo dell’esecuzione” (mod. n. 36). La legge non di spone che ricavi ottenuti all’infuori dell’ese­cuzione o pagamenti non effettuati all’ufficio d’esecuzione per con­to del creditore (giusta l’art. 12 LEF) – in particolare ricavi o ver-samenti ottenuti in un’esecuzione diretta contro un debitore solidale – debbano essere menzionati nell’attestato di carenza di beni. L’ufficio d’esecuzione deve sì considerare estinte anche le esecuzioni promosse contro i condebitori dell’escusso che ha pagato il debito solidale o i cui beni sono serviti a disinteressare il creditore comune, ma unicamente se quest’ultimo ha riconosciuto il carattere solidale del debito come pure, ove il pagamento non sia stato fatto all’ufficio, l’avvenuta estinzione del credito ( cfr. sentenza 15 febbraio 2009 del Tribunale cantonale friborghese, BlSchK 2010 pag. 219, con un rinvio a Gilliéron, op. cit., vol. I, n. 28 ad art. 85). Se il pagamento non è stato fatto all’ufficio per conto dell’escusso e l’escutente non glielo ha comunicato, rimane pur sempre la possibilità per l’escusso di chiedere al giudice l’annullamento dell’e­secuzione con l’apposita procedura (art. 85 o 85a LEF) (sentenza d ella CEF 14.2015.158-159 dell’11 dicembre 2015 consid. 6.4, mas­simato in RtiD 2016 II 646 n. 33c). Nel caso in rassegna, a parte il fatto che il ricorrente ha spiegato tardivamente, con lo scritto del 12 luglio 2023, il modo in cui il suo debito sarebbe stato estinto, dalle sue spiegazioni contorte e non documentate non si evince che i pagamenti e i ricavi da lui segnalati siano stati effettuati per suo conto all’UE, tranne il ricavato di fr. 28'411.85 ottenuto con la realizzazione della particella n. __________ RFD di __________, che prelevate le spese esecutive è stato però debitamente detratto dal credito posto in esecuzione a concorrenza di fr. 27'996.20, come risulta dall’ACB. Il ricorrente non ha d’altronde provato che PI 1 abbia riconosciuto l’ef­fetto estintivo dei pagamenti segnalati e neppure il nesso di solidarietà, non indicato nel precetto esecutivo. Di conseguenza, anche se il ricorrente avesse tempestivamente impugnato l’ACB, il ricorso sarebbe dovuto essere respinto ed egli sarebbe stato rinviato a far valere i suoi diritto con l’apposita azione di annullamen­to dell’esecuzione (art. 85 o 85 a LEF), non spettando all’UE, come rettamente rilevato nella risposta dell’8 maggio 2023, determinarsi sull’esistenza o l’importo del credito posto in esecuzione. 3. Per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [ RS 281.35 ] ). Per questi motivi, pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile. 2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità. 3. Notificazione a: – avv. PA 1, __________, __________; – avv. PA 2, __________, __________. Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.

Incarto n. 15.2023.58 Incarto n. 15.2023.58

Incarto n. Lugano 7 novembre 2023 Lugano

Lugano 7 novembre 2023

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Jaques, presidente Walser e Grisanti Jaques, presidente

Jaques, presidente Walser e Grisanti

Walser e Grisanti vicecancelliere: vicecancelliere:

vicecancelliere: Ferrari Ferrari

Ferrari statuendo sul ricorso 19 maggio 2023 di

statuendo sul ricorso 19 maggio 2023 di RI 1, __________ (patrocinato dall’avv. PA 1, __________) RI 1, __________

RI 1, __________ (patrocinato dall’avv. PA 1, __________)

(patrocinato dall’avv. PA 1, __________) contro contro

contro l ’operato dell’ Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano, o meglio contro il provvedimento con cui ha respinto la richiesta di rettificare l’attestato di carenza beni n. __________ emes­so l’8 maggio 2023 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da

l ’operato dell’ Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano, o meglio contro il provvedimento con cui ha respinto la richiesta di rettificare l’attestato di carenza beni n. __________ emes­so l’8 maggio 2023 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da ’operato dell’ Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano, o meglio contro il provvedimento con cui ha respinto la richiesta di rettificare l’attestato di carenza beni n. __________ emes­so PI 1, __________ (patrocinata dall’avv. PA 2, __________) PI 1, __________

PI 1, __________ (patrocinata dall’avv. PA 2, __________)

(patrocinata dall’avv. PA 2, __________) ritenuto

ritenuto in fatto: A. Mediante “contratto di conferma di mutuo” del 26 giugno 2006, PI 2 e i suoi fratelli PI 3 e RI 1 si sono riconosciuti debitori solidali di PI 4 ( alias __________) di fr. 120'000.– oltre agl’interessi del 10% dal 1° luglio 2003. L’8 gennaio 2009, PI 4 ha ceduto il credito a PI 1. in fatto: A. Mediante “contratto di conferma di mutuo” del 26 giugno 2006, PI 2 e i suoi fratelli PI 3 e RI 1 si sono riconosciuti debitori solidali di PI 4 ( alias __________) di fr.. L’8 gennaio 2009, PI 4 ha ceduto il credito a PI 1. B. Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 24 settembre 2014 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, PI 1 ha escusso RI 1 in via di pignoramento per l’incasso di fr. 12'000.– e di fr. 126'000.–, indicando quale causa di entrambi i crediti il “Contratto conferma mutuo 26.06.2003, cessione di credito 08.01.2009 […] Interessi di mutuo 01.07.2008-31.12.2009, più rimborso integrale del prestito”, come pure di fr. 124'071.65 (per “interessi calcolati al 12.12.2008” ), per complessivi fr. 262'071.65.

B. Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 24 settembre 2014 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, PI 1 ha escusso RI 1 in via di pignoramento per l’incasso di fr. 12'000.– e di fr. 126'000.–, indicando quale causa di entrambi i crediti il “Contratto conferma mutuo 26.06.2003, cessione di credito 08.01.2009 […] Interessi di mutuo 01.07.2008-31.12.2009, più rimborso integrale del prestito”, come pure di fr. 124'071.65 (per “interessi calcolati al 12.12.2008” ), per complessivi fr. 262'071.65. C. I l ricavo dell’esecuzione essendo stato di fr. 27'996.20, il 16 novem­bre 2022 l’UE ha rilasciato a PI 1 un attestato di carenza beni (ACB) per lo scoperto di fr. 236'950.45.

C. I l ricavo dell’esecuzione essendo stato di fr. 27'996.20, il 16 novem­bre 2022 l’UE ha rilasciato a PI 1 un attestato di carenza beni (ACB) per lo scoperto di fr. 236'950.45. l ricavo dell’esecuzione essendo stato di fr. 27'996.20, il 16 novem­bre D. Sulla scorta dell’ACB, il 13 dicembre 2022 PI 1 ha chiesto nei confronti di RI 1 la continuazione dell’ese­ cuzione (cui è stato attribuito il n. __________), sempre in via di pigno­ramento. Rinviato il pignoramento a richiesta dell’escusso del 20 gennaio 2023, il 3 maggio l’Ufficio lo ha nuovamente invitato a presentarsi per l’esecuzione dello stesso.

D. Sulla scorta dell’ACB, il 13 dicembre 2022 PI 1 ha chiesto nei confronti di RI 1 la continuazione dell’ese­ cuzione (cui è stato attribuito il n. __________), sempre in via di pigno­ramento. Rinviato il pignoramento a richiesta dell’escusso del 20 gennaio 2023, il 3 maggio l’Ufficio lo ha nuovamente invitato a presentarsi per l’esecuzione dello stesso. cuzione (cui è stato attribuito il n. __________), sempre in via di pigno­ramento E. Quello stesso giorno, RI 1 ha chiesto all’UE di Lugano di rettificare l’ACB, nel senso d’indicare che l’importo scoperto è nullo. L’8 maggio 2023, l’Ufficio ha comunicato di non essere competente per statuire sulla richiesta.

E. Quello stesso giorno, RI 1 ha chiesto all’UE di Lugano di rettificare l’ACB, nel senso d’indicare che l’importo scoperto è nullo. L’8 maggio 2023, l’Ufficio ha comunicato di non essere competente per statuire sulla richiesta. F. Con ricorso del 19 maggio 2023, RI 1 si è aggravato contro lo scritto dell’UE, chiedendo di annullare l’ACB, previo conferimento dell’effetto sospensivo all’impugnativa, protestate tasse spese e “congrue” ripetibili.

F. Con ricorso del 19 maggio 2023, RI 1 si è aggravato contro lo scritto dell’UE, chiedendo di annullare l’ACB, previo conferimento dell’effetto sospensivo all’impugnativa, protestate tasse spese e “congrue” ripetibili. G. Mediante osservazioni del 30 maggio 2023, l’UE ha chiesto la reiezione del ricorso e della domanda di effetto sospensivo, motivo per cui non ha notificato il ricorso a PI 1.

G. Mediante osservazioni del 30 maggio 2023, l’UE ha chiesto la reiezione del ricorso e della domanda di effetto sospensivo, motivo per cui non ha notificato il ricorso a PI 1. H. Il 7 giugno 2023, l’UE di Lugano ha trasmesso alla Camera un complemento alle proprie osservazioni, mentre il 12 luglio RI 1 le ha inviato alcuni documenti.

H. Il 7 giugno 2023, l’UE di Lugano ha trasmesso alla Camera un complemento alle proprie osservazioni, mentre il 12 luglio RI 1 le ha inviato alcuni documenti. Considerando

Considerando in diritto: 1. Interposto all’autorità di vigilanza cantonale unica – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’ap­­pello (art. 3 LPR [ RL 280.200] ) – entro dieci giorni dalla notifica della risposta 8 maggio 2023 dell’UE, il ricorso sarebbe in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF). Sennonché RI 1, in realtà, non impugna tale risposta – che ad ogni modo non costituisce un provvedimento impugnabile giusta l’art. 17 LEF nella misura in cui si limita a rifiutare di rettificare l’ACB e a confermare l’avviso di pignoramento del 19 dicembre 2022 (DTF 142 III 647 consid. 3.2; 113 III 29 consid. 1; sentenza della CEF 15.2023.9 del 9 giugno 2023 consid. 1.2 e il rinvio) – bensì l’ACB stesso, di cui chiede l’annullamento. Ora, egli ha avuto conoscenza del­l’ACB (del 16 novembre 2022) al più tardi il 20 gennaio 2023, quando ha chiesto il rinvio del pignoramento fissato sulla base dell’ACB, sicché il ricorso, presentato solo il 19 maggio 2023 ben oltre il termine di dieci giorno dell’art. 17 cpv. 2 LEF, è manifestamente tardivo. in diritto: 1. Interposto all’autorità di vigilanza cantonale unica – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’ap­­pello (art. 3 LPR [ ) – entro dieci giorni dalla notifica della risposta 8 maggio 2023 dell’UE, il ricorso sarebbe in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF). Sennonché RI 1, in realtà, non impugna tale risposta – che ad ogni modo non costituisce un provvedimento impugnabile giusta l’art. 17 LEF nella misura in cui si limita a rifiutare di rettificare l’ACB e a confermare l’avviso di pignoramento del 19 dicembre 2022 (DTF 142 III 647 consid. 3.2; 113 III 29 consid. 1; sentenza della CEF 15.2023.9 del 9 giugno 2023 consid. 1.2 e il rinvio) – bensì l’ACB stesso, di cui chiede l’annullamento. Ora, egli ha avuto conoscenza del­l’ACB (del 16 novembre 2022) al più tardi il 20 gennaio 2023, quando ha chiesto il rinvio del pignoramento fissato sulla base dell’ACB, sicché il ricorso, presentato solo il 19 maggio 2023 ben oltre il termine di dieci giorno dell’art. 17 cpv. 2 LEF, è manifestamente tardivo. 1.1 Con riferimento a Rey-Mermet ( in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 9 ad art. 149 LEF ) e Gilliéron ( Commentaire de la LP, vol. II, 2000, n. 44 ad art. 149 LEF ), RI 1 sostiene invero che in caso d’inesattezze nell’attestato di carenza beni le parti possono chiederne la rettifica in qualsiasi momento al l’ufficio di esecuzione. Orbene, egli afferma, l’ACB impugnato è manifestamente errato in merito all’importo scoperto, perché da quest’ultimo non sono stati dedotti i versamenti avvenuti nelle esecuzioni promosse nei confronti di PI 2, la quale giusta il “contratto di conferma di mutuo” è debitrice solidale con lui della somma ivi indicata, sicché PI 1 lo sta escutendo per un credito già interamente pagato dalla condebitrice. Rimprovera all’UE di aver negato a torto la propria competenza a rettificare – anzi annullare – l’ACB malgrado abbia documentato i versamenti che hanno integralmente estinto il credito.

1.1 Con riferimento a Rey-Mermet ( Rey-Mermet in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 9 ad art. 149 LEF in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 9 ad art. 149 LEF ) e Gilliéron ( Gilliéron Commentaire de la LP, vol. Commentaire de la LP, vol. II, 2000, n. 44 ad art. 149 LEF II, 2000, n. 44 ad art. 149 LEF ), RI 1 sostiene invero che in caso d’inesattezze nell’attestato di carenza beni le parti possono chiederne la rettifica in qualsiasi momento al l’ufficio di esecuzione. Orbene, egli afferma, l’ACB impugnato è manifestamente errato in merito all’importo scoperto, perché da quest’ultimo non sono stati dedotti i versamenti avvenuti nelle esecuzioni promosse nei confronti di PI 2, la quale giusta il “contratto di conferma di mutuo” è debitrice solidale con lui della somma ivi indicata, sicché PI 1 lo sta escutendo per un credito già interamente pagato dalla condebitrice. Rimprovera all’UE di aver negato a torto la propria competenza a rettificare – anzi annullare – l’ACB malgrado abbia documentato i versamenti che hanno integralmente estinto il credito. 1.2 N el passo citato dal ricorrente, Gilliéron scrive, riferendosi alla DTF 74 III 22, che l’escutente e l’escusso possono, in ogni tempo, prevalersi dell’inesattezza delle indicazioni figuranti sull’attestato di carenza beni definitivo che è stato comunicato loro, segnatamente (“notamment”) nel caso in cui l’ufficio d’esecuzione ha stralciato a torto la menzione alternativa che s’imponeva – primo atto di carenza di beni o atto di carenza di beni che sostituisce quello precedente – e lasciato sussistere quella errata (n. 44 ad art. 149). Rey-Mermet ( op. cit., n. 9 ad art. 149 ) si limita a citare Gilliéron (inesattamente: n. 31 anziché 44), senza ulteriore motivazione.

1.2 N Gilliéron segnatamente (“notamment”) nel caso in cui l’ufficio d’esecuzione ha stralciato a torto la menzione alternativa che s’imponeva – primo atto di carenza di beni o atto di carenza di beni che sostituisce quello precedente – e lasciato sussistere quella errata (n. 44 ad art. 149). Rey-Mermet op. cit., n. 9 ad art. 149 op. cit., n. 9 ad art. 149 1.3 Ebbene, nella DTF 74 III 22 il Tribunale federale non ha affatto dato una portata generale al caso sottoposto al suo esame, ma ha solo chiarito che gli effetti di un attestato di carenza beni sono p revisti direttamente dalla legge, sicché l’erronea cancellazione del­l’indicazione sull’atto della possibilità per il creditore di chiedere, entro sei mesi, la continuazione dell’esecuzione senza un nuovo precetto esecutivo (art. 149 cpv. 3 LEF) quando il precedente attestato è stato rilasciato in un’esecuzione iniziata con la notifica di un precetto esecutivo (v. DTF 98 III 12 consid. 2, pag. 16, e 69 III 68 consid. 1, pag. 71), non ha influsso sugli effetti del nuovo attestato, poiché l’errata menzione non è un provvedimento impugnabile mediante ricorso, bensì solo un’indicazione sui diritti del creditore (“Rechtsbelehrung”). Il creditore e il debitore possono dunque invocare in ogni tempo l’errore commesso a loro svantaggio e l’ufficio, cui è stata chiesta la continuazione dell’esecuzione giusta l’art. 149 cpv. 3 LEF, non può fondarsi sull’errata indicazione per respingere la domanda di continuazione dell’esecuzione. Co­me risulta dal regesto, questa giurisprudenza concerne solo l’inesattezza delle indicazioni figuranti nell’ACB “in merito al proseguimento dell’esecuzio­ne”. chiarito che gli effetti di un attestato di carenza beni sono p revisti direttamente dalla legge, sicché l’erronea cancellazione del­l’indicazione sull’atto della possibilità per il creditore di chiedere, entro sei mesi, la continuazione dell’esecuzione senza un nuovo precetto esecutivo (art. 149 cpv. 3 LEF) quando il precedente attestato è stato rilasciato in un’esecuzione iniziata con la notifica di un precetto esecutivo (v. DTF 98 III 12 consid. 2, pag. 16, e 69 III 68 consid. 1, pag. 71), non ha influsso sugli effetti del nuovo attestato, poiché l’errata menzione non è un provvedimento impugnabile mediante ricorso, bensì solo un’indicazione sui diritti del creditore revisti direttamente dalla legge, sicché l’erronea cancellazione del­l’indicazione (“Rechtsbelehrung”). Il creditore e il debitore possono dunque invocare in ogni tempo l’errore commesso a loro svantaggio e l’ufficio, cui è stata chiesta la continuazione dell’esecuzione giusta l’art. 149 cpv. 3 LEF, non può fondarsi sull’errata indicazione per respingere la domanda di continuazione dell’esecuzione. Co­me risulta dal regesto, questa giurisprudenza concerne solo l’inesattezza delle indicazioni figuranti nell’ACB “in merito al proseguimento dell’esecuzio­ne”. 1.3.1 Tale motivazione non vale invece per l’indicazione dell’importo del credito sull’ACB, la quale non è prevista in cifre dalla legge. Come per il p recetto esecutivo, le menzioni errate sull’ACB devono esse­re contestate entro dieci giorni dalla notifica dell’atto (art. 17 cpv. 2 LEF; DTF 147 III 358 consid. 3.5.1; Schmid (i n: Kren-Kostkie­wicz/Vock [a cura di], Kommentar SchKG, 2017, n. 7 ad art. 149 LEF ). Scaduto tale termine, l’ufficio d’esecuzione non può più rettificare i dati menzionati sull’atto, che è dunque vincolante anche se dovesse essere errato, tranne che sia da ritenere nullo giusta l’art. 22 LEF (in generale: DTF 97 III 3 consid. 2; 88 III 12 consid. 1; sentenza 5A_367/2019 del 23 giugno 2020 consid. 4.1), segnatamente se l’ACB è fondato su un’esecuzione o un pignoramento nulli (DTF 80 III 141 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 5A_146/2018 del 5 novembre 2018 consid. 3.1.2; Gilliéron, op. cit., n. 29 ad art. 149; contra: Jäger, Commentaire de la LP, ed. francese di Petitmermet e Bovay, vol. III 1924, n. 3 ad art. 149 LEF ) o è stato rilasciato senza preventivo pignoramento e realizzazione (DTF 125 III 337 consid. 3/b). L’ufficio d’esecuzione può rettificare o completare l’attestato d’ufficio unicamente in caso di designazio­ne di una parte inesatta o equivoca, perfino totalmente erronea, oppure incompleta, a patto che non fosse suscettibile di trarre gli interessati in inganno e non abbia comportato alcun rischio di confusione (in generale: DTF 114 III 62 consid. 1/a ; sentenze del Tribunale federale 5A_34/2016 del 30 maggio 2016 consid. 3.3.1 e della CEF 15.2020.54 del 21 luglio 2020 consid. 3.2.1 con rinvii; per l’ACB: 5A_768/2014 del 2 novembre 2015 consid. 5.2); in ca­so di ricorso all’autorità di vigilanza la rettifica è possibile solo fino all’invio della sua risposta (art. 17 cpv. 4 LEF).

1.3.1 Tale motivazione non vale invece per l’indicazione dell’importo del credito sull’ACB, la quale non è prevista in cifre dalla legge. Come per il p recetto esecutivo, le menzioni errate sull’ACB devono esse­re contestate entro dieci giorni dalla notifica dell’atto (art. 17 cpv. 2 LEF; DTF 147 III 358 consid. recetto esecutivo, le menzioni errate sull’ACB devono esse­re contestate 3.5.1; Schmid (i Schmid n: Kren-Kostkie­wicz/Vock [a cura di], Kommentar SchKG, 2017, n. 7 ad art. 149 LEF n: Kren-Kostkie­wicz/Vock [a cura di], Kommentar SchKG, 2017, n. 7 ad art. 149 LEF ). Scaduto tale termine, l’ufficio d’esecuzione non può più rettificare i dati menzionati sull’atto, che è dunque vincolante anche se dovesse essere errato, tranne che sia da ritenere nullo giusta l’art. 22 LEF (in generale: DTF 97 III 3 consid. 2; 88 III 12 consid. 1; sentenza 5A_367/2019 del 23 giugno 2020 consid. 4.1), segnatamente se l’ACB è fondato su un’esecuzione o un pignoramento nulli (DTF 80 III 141 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 5A_146/2018 del 5 novembre 2018 consid. 3.1.2; Gilliéron, op. cit., n. 29 ad art. 149; Gilliéron contra: Jäger Commentaire de la LP, ed. francese di Petitmermet e Bovay, vol. III 1924, n. 3 ad art. 149 LEF Commentaire de la LP, ed. francese di Petitmermet e Bovay, vol. III 1924, n. 3 ad art. 149 LEF francese di Petitmermet e Bovay, vol. III 1924, n. 3 ad art. 149 LEF ) o è stato rilasciato senza preventivo pignoramento e realizzazione (DTF 125 III 337 consid. 3/b). L’ufficio d’esecuzione può rettificare o completare l’attestato d’ufficio unicamente in caso di in caso di designazio­ne inesatta o equivoca, perfino totalmente DTF 114 III 62 consid. 1/a sentenze del Tribunale federale 5A_34/2016 del 30 maggio 2016 consid. 3.3.1 della CEF 15.2020.54 del 21 luglio 2020 consid. 3.2.1 con rinvii; per l’ACB: 5A_768/2014 del 2 novembre 2015 consid. 5.2); in ca­so di ricorso all’autorità di vigilanza la rettifica è possibile solo fino all’invio della sua risposta (art. 17 cpv. 4 LEF). 1.3.2 Nel caso in esame, il preteso errore dell’UE non lede prescrizioni emanate nell’interesse pubblico o nell’interesse di persone che non sono parte nel procedimento. Non si tratta quindi di un caso di nullità che l’UE dovrebbe constatare d’ufficio nel senso dell’art. 22 cpv. 1 LEF. Eventuali creditori terzi che dovessero partecipare al pignoramento richiesto da PI 1 potranno difendere i propri interessi contestando se del caso il credito di lei con un’azione di contestazione della graduatoria (art. 148 LEF), siccome l’ACB non è una cartavalore ( Huber/Sogo in: Basler Kommentar, SchKG I, 3 a ed. 2021, n. 19 ad art. 149 LEF; Rey-Mermet, op. cit., n. 16 ad art. 149; Gilliéron, op. cit., n. 19 ad art. 149) né ha un valore probante particolare ( Gilliéron, op. cit., n. 21 ad art. 149) ma solo indiziario (DTF 98 Ia 353 consid. 2 pag. 356). Anche sotto questo profilo il ricorso risulta dunque irricevibile.

1.3.2 Nel caso in esame, il preteso errore dell’UE non lede prescrizioni emanate nell’interesse pubblico o nell’interesse di persone che non sono parte nel procedimento. Non si tratta quindi di un caso di nullità che l’UE dovrebbe constatare d’ufficio nel senso dell’art. 22 cpv. 1 LEF. Eventuali creditori terzi che dovessero partecipare al pignoramento richiesto da PI 1 potranno difendere i propri interessi contestando se del caso il credito di lei con un’azione di contestazione della graduatoria (art. 148 LEF), siccome l’ACB non è una cartavalore ( Huber/Sogo Huber/Sogo in: Basler Kommentar, SchKG I, 3 a ed. 2021, n. 19 ad art. 149 LEF; Rey-Mermet, op. cit., n. 16 ad art. 149; Gilliéron, op. cit., n. 19 ad art. 149) né ha un valore probante particolare ( Gilliéron, op. cit., n. 21 ad art. 149) ma solo indiziario (DTF 98 Ia 353 consid. 2 pag. 356) in: Basler Kommentar, SchKG I, 3 a ed. 2021, n. 19 ad art. 149 LEF; Rey-Mermet, op. cit., n. 16 ad art. 149; Gilliéron, op. cit., n. 19 ad art. 149) né ha un valore probante particolare ( Gilliéron, op. cit., n. 21 ad art. 149) ma solo indiziario (DTF 98 Ia 353 consid. 2 pag. 356) Rey-Mermet Gilliéron Gilliéron. Anche sotto questo profilo il ricorso risulta dunque irricevibile. 1.4 Sulla scorta della DTF 73 III 23 consid. 3, G illiéron sostiene in un altro passo che le autorità di vigilanza possono in ogni tempo annullare un ACB rilasciato a torto anche se l’atto esecutivo viziato anteriore è irrevocabile (op. cit., n. 29 ad art. 149; pure Kren Kost­ kiewicz [in: SchKG Kommentar, 20 a ed. 2020, n. 8 ad art. 149 LEF] ). Il motivo addotto dal Tribunale federale è che l’annullamento del­l’ACB emesso indebitamente non lede alcun interesse di terzi, i quali anzi, se intrattengono rapporti d’affari con il debitore, vi han­no interesse, poiché l’ACB, finché sussiste, conferisce al creditore il diritto di proporre un’azione revocatoria ai sensi degli art. 285 segg. LEF.

1.4 illiéron Kren Kost­ kiewicz kiewicz [in: SchKG Kommentar, 20 a ed. 2020, n. 8 ad art. 149 LEF] ). l’annullamento del­l’ACB emesso indebitamente non lede alcun interesse di terzi, i quali anzi, se intrattengono rapporti d’affari con il debitore, vi han­no interesse, poiché l’ACB, finché sussiste, conferisce al creditore il diritto di proporre un’azione revocatoria ai sensi degli art. 285 segg. LEF. Ciò è tuttavia la caratteristica della maggior parte degli atti esecutivi, il cui annullamento non lede l’interesse di terzi, bensì ha un effetto benefico per quelli contrattualmente legati all’escusso nella misura in cui non riduce il suo patrimonio né pertanto la sua capacità di far fronte ai debiti verso quei terzi. Il punto è tuttavia che l’annullamento di un ACB o di un altro atto esecutivo lede gl’interessi dell’escutente e può essergli imposto solo se l’atto di cui è chiesto l’annullamento è impugnato con un ricorso entro il termine dell’art. 17 cpv. 2 LEF, fatti salvi i casi di nullità, che di principio, riservata la violazione di una norma imperativa, sono da escludere quando, appunto, gl’interessi di terzi non sono lesi (art. 22 cpv. 1 LEF). Ne segue che l’UE non poteva annullare l’ACB in ogni tempo come sostenuto da RI 1, sicché il ricorso si avvera tardivo e pertanto irricevibile (sopra consid. 1).

Ciò è tuttavia la caratteristica della maggior parte degli atti esecutivi, il cui annullamento non lede l’interesse di terzi, bensì ha un effetto benefico per quelli contrattualmente legati all’escusso nella misura in cui non riduce il suo patrimonio né pertanto la sua capacità di far fronte ai debiti verso quei terzi. Il punto è tuttavia che l’annullamento di un ACB o di un altro atto esecutivo lede gl’interessi dell’escutente e può essergli imposto solo se l’atto di cui è chiesto l’annullamento è impugnato con un ricorso entro il termine dell’art. 17 cpv. 2 LEF, fatti salvi i casi di nullità, che di principio, riservata la violazione di una norma imperativa, sono da escludere quando, appunto, gl’interessi di terzi non sono lesi (art. 22 cpv. 1 LEF). Ne segue che l’UE non poteva annullare l’ACB in ogni tempo come sostenuto da RI 1, sicché il ricorso si avvera tardivo e pertanto irricevibile (sopra consid. 1). 2. Per abbondanza, non si può non rilevare che l’ACB non è ad ogni modo inesatto. L’ufficio deve infatti indicarvi l’ammontare dello sco­perto del credito posto in esecuzione (art. 149 cpv. 1 LEF), ovvero la differenza tra, da una parte, l’importo del credito indicato sul precetto esecutivo o nella decisione di rigetto dell’opposizione in capitale, interessi e spese e dall’altra il “ricavo dell’esecuzione” (mod. n. 36). La legge non di spone che ricavi ottenuti all’infuori dell’ese­cuzione o pagamenti non effettuati all’ufficio d’esecuzione per con­to del creditore (giusta l’art. 12 LEF) – in particolare ricavi o ver-samenti ottenuti in un’esecuzione diretta contro un debitore solidale – debbano essere menzionati nell’attestato di carenza di beni.

2. modo inesatto. L’ufficio deve infatti indicarvi l’ammontare dello sco­perto del credito posto in esecuzione capitale, interessi e spese e dall’altra il “ricavo dell’esecuzione” (mod. n. 36). spone che ricavi ottenuti all’infuori dell’ese­cuzione o pagamenti non effettuati all’ufficio d’esecuzione per con­to solidale – debbano essere menzionati nell’attestato di carenza di beni. L’ufficio d’esecuzione deve sì considerare estinte anche le esecuzioni promosse contro i condebitori dell’escusso che ha pagato il debito solidale o i cui beni sono serviti a disinteressare il creditore comune, ma unicamente se quest’ultimo ha riconosciuto il carattere solidale del debito come pure, ove il pagamento non sia stato fatto all’ufficio, l’avvenuta estinzione del credito ( cfr. sentenza 15 febbraio 2009 del Tribunale cantonale friborghese, BlSchK 2010 pag. 219, con un rinvio a Gilliéron, op. cit., vol. I, n. 28 ad art. 85). Se il pagamento non è stato fatto all’ufficio per conto dell’escusso e l’escutente non glielo ha comunicato, rimane pur sempre la possibilità per l’escusso di chiedere al giudice l’annullamento dell’e­secuzione con l’apposita procedura (art. 85 o 85a LEF) (sentenza d ella CEF 14.2015.158-159 dell’11 dicembre 2015 consid. 6.4, mas­simato in RtiD 2016 II 646 n. 33c). cfr. sentenza 15 febbraio 2009 del Tribunale cantonale friborghese, BlSchK 2010 pag. 219, con un rinvio a Gilliéron, op. cit., vol. I, n. 28 ad art. 85) pag. 219, con un rinvio a Gilliéron, op. cit., vol. I, n. 28 ad art. 85) Gilliéron. ella CEF 14.2015.158-159 dell’11 dicembre 2015 consid. 6.4, mas­simato Nel caso in rassegna, a parte il fatto che il ricorrente ha spiegato tardivamente, con lo scritto del 12 luglio 2023, il modo in cui il suo debito sarebbe stato estinto, dalle sue spiegazioni contorte e non documentate non si evince che i pagamenti e i ricavi da lui segnalati siano stati effettuati per suo conto all’UE, tranne il ricavato di fr. 28'411.85 ottenuto con la realizzazione della particella n. __________ RFD di __________, che prelevate le spese esecutive è stato però debitamente detratto dal credito posto in esecuzione a concorrenza di fr. 27'996.20, come risulta dall’ACB. Il ricorrente non ha d’altronde provato che PI 1 abbia riconosciuto l’ef­fetto estintivo dei pagamenti segnalati e neppure il nesso di solidarietà, non indicato nel precetto esecutivo. Di conseguenza, anche se il ricorrente avesse tempestivamente impugnato l’ACB, il ricorso sarebbe dovuto essere respinto ed egli sarebbe stato rinviato a far valere i suoi diritto con l’apposita azione di annullamen­to dell’esecuzione (art. 85 o 85 a LEF), non spettando all’UE, come rettamente rilevato nella risposta dell’8 maggio 2023, determinarsi sull’esistenza o l’importo del credito posto in esecuzione.

3. Per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [ RS 281.35 ] ).

3. Per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20 a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF RS 281.35 ). Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile. pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile. 2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità. 3. Notificazione a:

3. Notificazione a: – avv. PA 1, __________, __________; – avv. PA 2, __________, __________. – avv. PA 1, __________, __________;

– avv. PA 1, __________, __________; – avv. PA 2, __________, __________.

– avv. PA 2, __________, __________. Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano

Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, sede di Lugano Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere

Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.