Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/64617

<h2>SubmittedText<h2><p>Più volte al giorno siamo aggiornati sulla situazione della rete viaria svizzera, sui controlli radar in corso, sul livello del polline nell'aria, sul pericolo di valanghe e ci informano persino quando è superato il  valore limite dell'ozono. Le persone colpite direttamente dal maltempo la scorsa estate però sono state informate del pericolo di piena soltanto quando l'acqua scorreva già liberamente, coprendo strade e invadendo numerosi edifici. L'Ufficio federale delle acque e della geologia (UFAEG), sulla base delle previsioni di Meteo Svizzera, aveva tuttavia lanciato l'allarme-piena già alle ore 13 del 20 agosto 2005. La notizia è stata pubblicata sul sito Internet dell'UFAEG e inviata ai cantoni particolarmente in pericolo, ma non è stata trasmessa ai mass media che avrebbero potuto mettere in guardia la popolazione. Un allarme tempestivo, e non 36 ore dopo l'avvertimento dell'UFAEG, avrebbe probabilmente permesso a privati e aziende di sgomberare per tempo le cantine e di mettere in salvo attrezzi mobili, macchinari e altro ancora. Forse sarebbe stato addirittura possibile prevenire danni nell'ordine di milioni di franchi.</p><p>Alla luce di quanto suesposto, chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché gli allarmi-piena non sono trasmessi automaticamente e in forma adeguata ad esempio ai mass media, vale a dire ai servizi che curano i bollettini meteorologici, in grado di divulgare ad ampio raggio le notizie?</p><p>2. Chi copre i danni che avrebbero potuto essere evitati se l'allarme-piena fosse stato lanciato per tempo?</p><p>3. Il collegio considera efficiente affidare la competenza per le piene e i casi di maltempo non solo a due uffici diversi, ma addirittura a due dipartimenti distinti, vale a dire all'Ufficio federale di meteorologia e climatologia presso il DFI e all'UFAEG all'interno del DATEC?</p><p>4. Il collegio intende integrare l'Ufficio federale di meteorologia e climatologia, Meteo Svizzera, del DFI nel nuovo ufficio preposto alla protezione dell'ambiente e alla prevenzione dei pericoli in seno al DATEC?</p><p>5. Se ciò non fosse il caso, perché non si prende in considerazione tale ipotesi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Servizio idrologico nazionale dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) gestisce stazioni di allarme automatiche ed elabora le previsioni a breve termine dei deflussi per i successivi un a tre giorni nella regione del Reno (il Reno e i suoi affluenti). Si tratta di una prestazione fornita ai cantoni e a vari altri utenti. Secondo la legge, nel caso di un imminente pericolo spetta al cantone informare la popolazione sul comportamento da adottare.</p><p>Sulla base di una previsione quantitativa delle precipitazioni di Meteo Svizzera, il Servizio idrologico calcola le previsioni del deflusso per le maggiori aree fluviali del bacino imbrifero del Reno. Anche tali previsioni sono pubblicate sul sito dell'UFAM, accessibile a tutti.</p><p>Al giorno d'oggi, i mass media decidono autonomamente quali informazioni trasmettere al pubblico. Per questo motivo spesso sono pubblicati bollettini d'allarme di tenore diverso. Al Servizio idrologico dovrebbe essere conferito un mandato legale che lo incarica di informare la popolazione attraverso i mass media.</p><p>Il Consiglio federale ha incaricato il DDPS (Ufficio federale della protezione della popolazione) di elaborare, in collaborazione con la piattaforma nazionale pericoli naturali e i servizi specializzati della Confederazione, proposte di ottimizzazione del sistema di preallarme e di allarme nonché le misure necessarie.</p><p>2. Secondo la legislazione svizzera, chi subisce danni in seguito ad un evento naturale deve sopportarne le conseguenze. Il danno è tuttavia coperto se la persona è adeguatamente assicurata o se un terzo è responsabile poiché proprietario di un'opera o perché colpevole di un'omissione. L'omissione è considerata una condotta colpevole, se per legge sussiste l'obbligo di intervenire. In tal caso, si è però responsabili solo se l'intervento avrebbe permesso di impedire il verificarsi del danno, vale a dire se vi è un rapporto di causalità tra l'omissione e il danno.</p><p>3. In molti Paesi gli organismi addetti alla meteorologia e all'idrologia fanno parte della stessa unità amministrativa. Per questo motivo, nel quadro del progetto attuato in seno al DATEC per la verifica delle interfacce e il trasferimento dei compiti, è stata esaminata anche questa variante. Il Consiglio federale ha approvato l'integrazione del Servizio idrologico nel nuovo Ufficio federale dell'ambiente, rinunciando tuttavia a riunire i settori meteorologia e idrologia.</p><p>4./5. Il Consiglio federale non reputa né necessario né opportuno ampliare l'UFAM, istituito il 1° gennaio 2006. Per questo motivo non intende integrare nell'UFAM l'Ufficio federale di meteorologia e climatologia del DFI.</p>  Risposta del Consiglio federale.