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<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi quotidiani importanti evidenziano con chiarezza il problema, con titoli quali "In Svizzera non abbiamo mai vissuto una tale ondata di povertà" o "Sempre più persone povere a causa del coronavirus". Nonostante lo stanziamento di miliardi di franchi a livello federale e cantonale per salvare posti di lavoro ed evitare una disoccupazione di massa, la povertà sta crescendo. Considerando che prossimamente il numero dei posti di lavoro si ridurrà notevolmente, è prevedibile un netto incremento della povertà. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2018 il 7,9 per cento della popolazione residente permanente in economie domestiche era colpito da povertà reddituale, ovvero circa 660 000 persone. In altri termini, il 3,7 per cento delle persone esercitanti un'attività lucrativa viveva in condizioni di povertà, ovvero circa 135 000 persone, una cifra che non comprende dunque le decine di migliaia di persone povere che non lavorano. Tra le persone principalmente interessate rientrano le donne sole con figli, gli immigrati con un basso livello di formazione e le persone senza un titolo di soggiorno valido (sans papiers). Le cifre summenzionate sono destinate a crescere notevolmente a causa della crisi del coronavirus. Non è però ammissibile che, come a Ginevra, 2500 persone facciano la fila per ricevere un po' di cibo: è una cosa intollerabile e indegna di un Paese ricco come la Svizzera.</p><p>Considerata la situazione, la Svizzera deve agire rapidamente e sul lungo periodo. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure generali prevede per contrastare efficacemente l'insorgere di un'ondata di povertà?</p><p>2. Come pensa di risolvere l'insostenibile situazione dei sans papiers?</p><p>3. È disposto ad avviare programmi di formazione e formazione continua su ampia scala o a sostenere quelli esistenti, affinché molte delle persone colpite dalla povertà possano aumentare le loro qualifiche professionali e avere così nuove prospettive?</p><p>4. È disposto ad avviare progetti di consulenza o a sostenere quelli esistenti, affinché le persone povere ricevano i consigli necessari per migliorare la loro situazione?</p><p>5. È disposto ad avviare corsi di reinserimento professionale a livello nazionale o a sostenere quelli esistenti, affinché in particolare le donne disoccupate e colpite dalla povertà abbiano nuove prospettive?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che una parte della popolazione in condizioni precarie si è ritrovata in una situazione d'indigenza in seguito ai provvedimenti adottati per far fronte all'emergenza sanitaria. Le disposizioni attuate dalla Confederazione avevano lo scopo di attenuare le ripercussioni economiche e sociali immediate della crisi mantenendo l'occupazione, garantendo i salari e tutelando i lavoratori indipendenti. Presi per far fronte alla più grande crisi economica presentatasi da decenni, nell'anno corrente questi provvedimenti comporteranno uscite supplementari uniche per la Confederazione presumibilmente pari a circa 30 miliardi di franchi. Per evitare fallimenti aziendali, la Confederazione concede inoltre fideiussioni e garanzie per un importo fino a 42 miliardi. La graduale ripresa dell'economia e della vita sociale dovrebbe permettere di evitare che la paventata ondata di povertà si radichi durevolmente. Il Consiglio federale seguirà le conseguenze della crisi nei mesi a venire e, con il Parlamento, prenderà le decisioni necessarie, tenendo conto della ripartizione delle competenze tra la Confederazione e i Cantoni. Sulla base delle osservazioni attuali, non pensa di prendere misure di portata generale.</p><p>2. Le persone che soggiornano illegalmente in Svizzera sono per principio tenute a lasciare il territorio. I Cantoni sono competenti per l'esecuzione del loro allontanamento. Se questo non è possibile, le persone in questione possono beneficiare dell'aiuto in situazioni di bisogno sancito dall'articolo 12 della Costituzione federale (RS 101) da parte del Cantone, che garantisce loro il diritto di essere aiutate e assistite e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa (vitto e alloggio, vestiti, cure mediche urgenti). Nel quadro delle procedure di diritto degli stranieri, le autorità migratorie competenti sono disposte a tenere pienamente conto della situazione eccezionale del momento.</p><p>3. Nell'ambito dell'iniziativa "Formazione professionale 2030", lanciata congiuntamente dalla Confederazione, dai Cantoni e dalle organizzazioni del mondo del lavoro, sono in fase di attuazione diversi progetti volti ad agevolare l'accesso degli adulti alla formazione professionale di base. Tra questi rientra anche un progetto per migliorare il finanziamento delle spese di formazione dirette e indirette per la qualificazione professionale degli adulti: a livello cantonale sono previsti sistemi di borse di studio e prestiti nonché fondi per gli adulti che svolgono una formazione professionale di base e si stanno valutando altre possibilità di finanziamento. Inoltre, in virtù della legge federale sulla formazione continua (LFCo; RS 419.1) la Confederazione finanzia programmi cantonali per la promozione delle competenze di base degli adulti con un importo di circa 15 milioni di franchi. Per la promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2021-2024, sono poi previsti tra 31 e 43 milioni di franchi per la priorità di promozione delle competenze di base sul posto di lavoro (messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2021-2024; FF 2020 3295). Considerate le misure già previste, il Consiglio federale non ritiene necessario avviare ulteriori programmi.</p><p>4. Poiché le misure per la prevenzione della povertà vengono attuate a livello locale e cantonale, è allo stesso livello che si situa anche la responsabilità per la consulenza. Da un inventario dell'offerta informativa e di consulenza destinata alle persone povere elaborata dalla Scuola universitaria professionale di Berna (BFH) nel quadro del Programma nazionale contro la povertà 2014-2018 (BFH, "Informations- und Beratungsangebote für armutsbetroffene Menschen", Berna: UFAS, 2016; disponibile, in tedesco con riassunto in italiano, all'indirizzo www.contro-la-poverta.ch &gt; Temi &gt; Informazioni per le persone povere) emerge che già oggi in Svizzera esistono numerosi servizi di consulenza per le persone povere, proposti a livello locale e regionale da organizzazioni pubbliche e private su svariati temi. Vi è dunque un'ampia gamma di prestazioni di consulenza, che resta disponibile anche durante la crisi attuale. Per i migranti sono ad esempio proposte consulenze per la promozione dell'integrazione nei Cantoni, cofinanziate dalla Confederazione nell'ambito dei programmi d'integrazione cantonali (PIC). Attualmente la Piattaforma nazionale contro la povertà 2019-2024 sta svolgendo uno studio concernente la consulenza e la protezione giuridica delle persone povere (pubblicazione prevista nell'estate del 2020).</p><p>5. Già oggi esistono misure per la promozione mirata di corsi di reinserimento professionale, in particolare nel settore delle cure di lunga durata, in cui l'Iniziativa sul personale qualificato (IPQ) ha individuato un particolare bisogno d'intervento. Dal 2018 la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) sostiene quindi i Cantoni che propongono programmi per la promozione del reinserimento professionale di personale sanitario qualificato. Al momento la Confederazione non ritiene necessario promuovere corsi di reinserimento professionale su ampia scala.</p>  Risposta del Consiglio federale.