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A quasi 20 anni dal grounding di Swissair gli allora alti dirigenti passano almeno in parte alla cassa: 29 di loro verseranno complessivamente 2,75 milioni di franchi (cioè in media 94'800 franchi a testa) per gli errori commessi a suo tempo.
Il pagamento è frutto di un accordo extragiudiziale e concerne gli allora membri dei consigli di amministrazione delle quattro società SAirGroup, SAirLines, Swissair e Flightlease, afferma il liquidatore della massa fallimentare della compagnia aerea in una circolare mandata oggi ai creditori. Fra le persone in questione figurano anche gli ex numero uno Philippe Bruggisser e Mario Corti.
Come noto è ormai da diversi anni che il liquidatore cerca di incassare denaro dai manager, sulla base del principio di responsabilità degli organi di un'azienda. Alla fine del 2019 una richiesta di indennizzo per complessivi 280 milioni di franchi contro 14 persone era naufragata davanti al Tribunale federale.
Fondata nel 1931, Swissair dopo aver vissuto molti momenti di gloria negli anni 90 avviò una strategia di espansione che la portò a comprare partecipazioni sempre più vaste in varie compagnie straniere, tutti vettori in difficoltà economiche. L'avventura finì male: la società si trovò non più in grado di far volare i suoi aerei. Il cosiddetto grounding del 2 ottobre 2001, oltre ad intaccare il mito della qualità elvetica, comportò la cancellazione di migliaia di impieghi e perdite per miliardi di franchi.