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Lotta al terrorismo: operazioni coordinate in Svizzera e Francia
Berna, 07.11.2017 - In data odierna il Ministero pubblico della Confederazione ha eseguito perquisizioni domiciliari nei Cantoni di Neuchâtel e Vaud nell’ambito di un procedimento penale condotto nei confronti di due persone e ne ha arrestata una delle due. Inquirenti francesi hanno proceduto contestualmente a perquisizioni e arresti nel quadro di un procedimento penale condotto in Francia. Inoltre, il secondo imputato del procedimento penale svizzero è stato arrestato in Francia. Gli imputati del procedimento penale svizzero e del procedimento penale francese intrattenevano contatti.
Da giugno del 2016 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) conduce un procedimento penale nei confronti di un cittadino svizzero di 27 anni. In un secondo tempo ha esteso il procedimento a una cittadina colombiana di 23 anni. Il procedimento penale è condotto per sospetta violazione dell’articolo 2 della legge federale che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate (RS 122) e per titolo di sostegno o partecipazione a un’organizzazione criminale (art. 260ter del Codice penale svizzero; CP). Il MPC ha avviato il procedimento penale in seguito a una denuncia della procura del Canton Vaud.
In data odierna il MPC, nell’ambito del suo procedimento penale, ha eseguito più perquisizioni domiciliari in collaborazione con fedpol ed entrambe le polizie cantonali nel Cantone di Neuchâtel e nel Canton Vaud. La cittadina colombiana è stata arrestata. Per lei, il MPC presenterà istanza di carcerazione preventiva presso il competente giudice dei provvedimenti coercitivi. Fino alla decisione definitiva del giudice l’imputata rimane in detenzione.
Al contempo, in Francia, le autorità francesi hanno eseguito più perquisizioni domiciliari e arrestato più persone nell’ambito di un procedimento penale separato. Il secondo imputato del procedimento penale del MPC, ossia il cittadino svizzero, è stato arrestato in Francia dalle autorità francesi. Siccome le persone arrestate nell’ambito dei procedimenti penali condotti dal MPC e dalle autorità francesi erano in contatto, le operazioni dei due Paesi sono state svolte simultaneamente e in stretta collaborazione. Il ruolo e le intenzioni degli imputati nel procedimento penale del MPC, con riguardo alle persone arrestate in Francia, sono ora oggetto delle indagini in corso presso il MPC. Per ragioni di strategia di indagine al momento non è possibile fornire maggiori indicazioni sull’inchiesta. Il MPC tiene a sottolineare che per tutte gli imputati vige la presunzione d‘innocenza.
Le operazioni condotte simultaneamente in Svizzera e in Francia hanno avuto luogo in presenza di un rappresentante dell’altro Paese. L’azione simultanea è stata possibile grazie a un organo investigativo comune appositamente istituita (Joint Investigation Team, JIT). Questa forma di collaborazione è sancita dal Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale.
Il MPC ringrazia le autorità francesi, i corpi di polizia e le procure dei Cantoni Neuchâtel e Vaud, fedpol e il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) per la preziosa collaborazione in questa vicenda.
L’informazione sul procedimento penale condotto in Francia compete alle autorità francesi.
Indirizzo cui rivolgere domande
André Marty, capo Informazione del Ministero pubblico della Confederazione; +41 58 464 32 40; <email-pii>
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Ministero pubblico della Confederazione
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