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Nuovo studio discute i pilastri di una nuova struttura del mercato svizzero dell'elettricità
Berna, 10.11.2017 - Nel quadro dei lavori preparatori per una nuova struttura del mercato dell'elettricità, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) pubblica oggi un ulteriore studio. Lo studio "Eckpfeiler eines schweizerischen Strommarktdesigns nach 2020" (Pilastri di una struttura del mercato svizzero dell'elettricità dopo il 2020) realizzato dalla Frontier Economics Ltd. su mandato dell'UFE, analizza le misure atte a sviluppare ulteriormente la struttura del mercato. Esamina le condizioni quadro economiche e i meccanismi di mercato necessari affinché la sicurezza di approvvigionamento in Svizzera possa essere garantita e mantenuta a un elevato livello di qualità tutto l'anno anche a medio-lungo termine (per contro, lo studio «System Adequacy» pubblicato il 27 ottobre 2017 - cfr. link - esamina la sicurezza di approvvigionamento sulla base di diversi scenari e in relazione alle limitazioni della rete di trasporto). Lo studio esamina una serie di potenziali modelli di mercato, fra cui anche quelli proposti dal settore elettrico, valutandone la loro efficacia per garantire la sicurezza di approvvigionamento, la loro efficienza e altri criteri.
Il sistema di approvvigionamento elettrico svizzero si contraddistingue per alcune particolarità di cui bisogna tenere conto quando si analizza la sicurezza di approvvigionamento. Fra queste figurano la quota predominante di produzione idroelettrica, la sufficiente potenza installata (20 GW), la buona flessibilità a breve termine garantita dalle centrali ad accumulazione con pompaggio, l'elevata integrazione tecnica nel sistema europeo dell'elettricità nonché l'esigua quota di produzione termoelettrica.
Tenendo costo di queste condizioni quadro, lo studio analizza l'attuale struttura del mercato svizzero dell'elettricità e le possibilità di miglioramento che esistono nell'ambito dell'Energy Only Market (EOM) esistente. Inoltre esamina e valuta una serie di modelli di mercato che possono integrare l'EOM, come la costituzione di riserve strategiche, gli obblighi di messa a disposizione di potenza decentrata, l'asta centralizzata delle capacità proposta da BKW, i Contracts for Differences ipotizzati da Alpiq e il modello della sicurezza di approvvigionamento e del mercato climatico presentato da Axpo.
Principali conclusioni dello studio
L'attuale struttura del mercato è idonea a garantire la sicurezza di approvvigionamento: nell'attuale struttura EOM, i fornitori devono garantire l'approvvigionamento dei loro clienti anche quando sul mercato è disponibile poca energia elettrica e i prezzi sono alti. Lo stesso vale per i clienti, che possono consumare energia elettrica solamente nella quantità stabilita per contratto. Se i soggetti che operano sul mercato non rispettano queste condizioni, vengono penalizzati con il pagamento di importi elevati (prezzo dell'energia di compensazione). Le misure per sviluppare ulteriormente l'EOM comprendono una migliore messa a disposizione delle informazioni sui prezzi dell'energia di compensazione e il rafforzamento dei segnali di prezzo (aumenti dei prezzi dell'energia di compensazione) nelle situazioni critiche. Inoltre si possono migliorare le possibilità di negoziare energia elettrica anche a breve termine, in una stessa giornata (intraday). Gli autori analizzano poi il ruolo della completa liberalizzazione del mercato in relazione all'efficienza dell'EOM, giungendo alla conclusione che un mercato dell'energia elettrica aperto alla competizione è in grado di aumentare la sicurezza di approvvigionamento, in quanto chi opera sul versante della domanda viene coinvolto più fortemente nei meccanismi del mercato stesso. Attraverso nuovi prodotti e modelli tariffari si incentivano i consumatori finali a flessibilizzare la loro domanda e quindi a contribuire alla stabilizzazione del sistema di approvvigionamento elettrico.
Valutazione dei modelli di mercato che possono integrare l'EOM:
La costituzione di riserve strategiche è una misura di sicurezza supplementare a costo ridotto e poco invasiva: un organo nazionale centrale stipula contratti per garantire la disponibilità di potenza o di capacità produttive (nel caso della Svizzera, soprattutto disponibilità di acqua nei bacini di accumulazione) da utilizzare esclusivamente in situazioni di carenza di capacità fisiche in Svizzera. In questo caso non si tratta di un mercato delle capacità, ma di un meccanismo per assicurare una riserva di energia in situazioni critiche. Nella costituzione di riserve strategiche viene riservata per contratto solo una piccola parte della produzione di energia elettrica o di potenza; rispetto a meccanismi più ampi e complessi, l'incidenza sul mercato è decisamente minore.
I meccanismi di capacità globali sono complessi e costosi e non si renderanno necessari nel prossimo futuro: i meccanismi di capacità globali per incentivare gli investimenti in potenza installata incidono in notevole misura sul mercato, creando forti distorsioni e rischi per il funzionamento del mercato stesso, per i costi del sistema e per gli oneri a carico dei consumatori. Alla luce della situazione delle capacità attuale e prevedibile per il prossimo futuro, tali meccanismi non sono da considerare necessari per la sicurezza dell'approvvigionamento in Svizzera. L'attuale struttura del mercato, eventualmente in una forma ulteriormente evoluta, è in grado di garantire la sicurezza di approvvigionamento anche a lungo termine.
I Contracts for Differences (CfD) e il modello della sicurezza di approvvigionamento e del mercato climatico (Versorgungssicherheits- und Klimamarktmodell - VKMM) non sono idonei a garantire un aumento mirato e a costo ridotto della produzione di energia elettrica in situazioni di penuria: i CfD sono un incentivo forfettario alla produzione di energia elettrica, con un effetto uguale lungo tutto il corso dell'anno. Rispetto all'EOM, non viene quindi creato alcun incentivo supplementare per mantenere a disposizione energia e potenza per il tardo inverno e la primavera. Questo strumento cela il rischio che i consumatori debbano addossarsi dei costi inutili. Il modello VKMM ha lo scopo di migliorare l'efficienza economica della produzione di energia elettrica a basse emissioni di CO2 in Svizzera. Questo strumento, tuttavia, non va a incidere sul problema fondamentale della sicurezza di approvvigionamento in Svizzera: la necessità di garantire la disponibilità di energia nei periodi di penuria che si verificano verso la fine dell'inverno e in primavera. La mescolanza di obiettivi relativi alla politica climatica, alla sicurezza di approvvigionamento e all'autarchia energetica comporterebbe, molto probabilmente, costi aggiuntivi non indifferenti.
Lo studio contiene inoltre un'esauriente sintesi in tedesco e in francese.
Indirizzo cui rivolgere domande
Marianne Zünd, Capo Media e politica UFE, tel. 058 462 56 75, 079 763 86 11
Pubblicato da
Ufficio federale dell'energia
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