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Il parlamento svizzero ha adottato giovedì una revisione legislativa che limita le possibilità di ricorso delle associazioni contro dei progetti di costruzione.
Negli ultimi anni questo diritto è stato spesso criticato perché all'origine del blocco di alcuni grandi cantieri, come quello del nuovo stadio dell'Hardturm a Zurigo.
In futuro sarà meno facile per le organizzazioni ecologiste contestare progetti edilizi. È quanto prevede la revisione della legge sulla protezione dell'ambiente volta a limitare il diritto di ricorso delle associazioni adottata giovedì dal Consiglio degli Stati. La camera alta era chiamata ad analizzare l'ultima divergenza col Consiglio nazionale.
I rappresentanti dei cantoni hanno deciso di seguire i colleghi del Nazionale accettando di semplificare le prescrizioni in materia di studi di impatto ambientale. Si è quindi rinunciato ad imporre alle autorità di tener conto «delle preoccupazioni pubbliche espresse dal parlamento e dal popolo».
La maggioranza ha ammesso che tali precisazioni erano inutili, giacché simili preoccupazioni devono in ogni caso essere tenute in considerazione, ha affermato a nome della commissione il popolare democratico di Lucerna Franz Wicki.
Per uno stadio
I partigiani della revisione hanno fatto notare che la stessa è scaturita da un'iniziativa parlamentare del democentrista Hans Hofmann, volta a combattere i presunti abusi e non a sopprimere il diritto di ricorso iscritto nella legislazione da una quarantina d'anni.
L'iniziativa è stata presentata in parlamento dopo il blocco della costruzione del nuovo stadio di calcio dell'Hardturm a Zurigo. I ricorsi delle associazioni ambientaliste hanno ritardato l'inizio dei lavori, rendendo di fatto impossibile l'omologazione dello stadio per gli Europei del 2008, organizzati congiuntamente da Svizzera e Austria. Per non perdere le partite che le erano state assegnate, Zurigo è stata costretta a puntare sulla ristrutturazione dell'altro stadio cittadino, il Letzigrund.
Il governo elvetico ha accolto l'iniziativa di Hofmann come controprogetto indiretto all'iniziativa del Partito liberale radicale, che vorrebbe escludere dalle vie di ricorso tutti i progetti di costruzione che si fondano su una votazione popolare o sulla decisione di un potere legislativo.
Cosa cambia
In futuro, le autorità non entreranno più in materia se un ricorso è giudicato abusivo oppure quando l'associazione ha fatto richieste contrarie alla legge, come quella di un indennizzo in caso di rinuncia al ricorso.
Saranno possibili accordi tra le parti, purché esse abbiano un fondamento nel diritto pubblico. Inoltre, le autorità chiamate a decidere non saranno obbligate a tenere conto in maniera sistematica di queste intese: i compromessi negoziati tra le parti hanno valore unicamente quali «proposte comuni».
Per evitare ritardi sarà possibile cominciare i lavori anche prima che l'iter della procedura di ricorso giunga a conclusione. Ci si dovrà tuttavia limitare alla costruzione delle parti non contestate di un progetto edilizio.
Le organizzazioni che vedranno respingere i propri ricorsi dovranno accollarsi le spese di giustizia. Questa clausola vale solo per le procedure a livello federale, giacché i cantoni saranno liberi di regolare la materia per tutto ciò che accade sul loro territorio.
Inoltre, il progetto definisce la lista delle organizzazioni abilitate a ricorrere. Le associazioni devono essere attive a livello nazionale e non possono ricorrere che su settori inclusi da almeno dieci anni nei loro statuti. La loro azione deve avere carattere ideale, al quale vanno subordinati eventuali interessi economici.
swissinfo e agenzie
In breve
Dal 1966, la legge federale per la protezione della natura e del paesaggio prevede un diritto di ricorso contro dei progetti edilizi da parte delle organizzazioni nazionali di protezione dell'ambiente. Attualmente sono 30 le associazioni legittimate a ricorrere.
Negli ultimi anni, questo diritto è stato oggetto di molte discussioni. In particolare, le organizzazioni ambientaliste sono state attaccate per avere interposto ricorso e aver così bloccato la costruzione del nuovo stadio di calcio dell'Hardturm a Zurigo. Il progetto era stato approvato in votazione popolare.
In seguito a questo episodio, il Partito liberale radicale ha lanciato un'iniziativa popolare che chiede di escludere dalle vie di ricorso tutti quei progetti di costruzione che si fondano su una votazione popolare o sulla decisione di un potere legislativo.
Lo scorso mese di settembre, l'iniziativa – denominata «Diritto di ricorso delle associazioni: basta con la politica ostruzionista - Più crescita per la Svizzera!» – è stata respinta dal governo svizzero.