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L’espressione traduzione legalizzata è spesso utilizzata erroneamente come sinonimo di traduzione asseverata o giurata (>qui). La legalizzazione di una traduzione non concerne direttamente il lavoro del traduttore, ma le Autorità consolari. Ogni qualvolta un documento ufficiale (ad esempio, un diploma o un certificato di nascita) dev’essere utilizzato in un Paese diverso da quello che lo ha emesso, dev’essere legalizzato («reso legale»): l’Autorità del Paese che riceve il documento estero deve poter accertare che il documento stesso sia stato emesso da un’Autorità effettivamente preposta a emettere quell’atto e che il suo contenuto sia veritiero.
Casi frequenti di legalizzazione concernono i titoli di studio, oppure i certificati per il matrimonio fra persone di nazionalità diverse. Se, ad esempio, un cittadino svizzero intende contrarre matrimonio in Italia con una cittadina italiana, dovrà presentare all’Autorità italiana una serie documenti personali. Gli uffici italiani preposti, tuttavia, non hanno alcuna possibilità di accertare che tali documenti siano stati effettivamente prodotti dall’autorità svizzera competente e abbiano i requisiti di validità richiesti. Questi presupposti devono essere attestati con la procedura di legalizzazione dall’Autorità consolare italiana in Svizzera, che, trovandosi sul posto, è in grado di svolgere le necessarie verifiche. Altri uffici competenti per le legalizzazioni sono le Cancellerie cantonali (in Svizzera) e le Procure della Repubblica (in Italia).
Non diverso è il caso di uno studente che voglia iscriversi a un’università estera e debba presentare il diploma di maturità conseguito nel proprio Paese d’origine. Altri casi frequenti sono le eredità fra persone di nazionalità diversa, l’apertura di filiali estere di un’azienda e ogni altra fattispecie personale o professionale nella quale debba essere accertata la validità della firma di un pubblico ufficiale estero.
Il lavoro del traduttore concerne unicamente la fase che precede la legalizzazione, ossia la traduzione del documento e la rispettiva asseverazione. La legalizzazione non deve essere richiesta al traduttore, ma all’Autorità consolare (o a un’altra Autorità indicata specificamente) del Paese interessato.