Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/213037

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di astenersi per almeno cinque anni dall'adozione della presente mozione dal sottoporre all'Assemblea federale disegni di atti legislativi che:</p><p>1. attribuiscano alla Confederazione e ai Cantoni nuovi compiti o che estendano compiti esistenti;</p><p>2. prevedano nuove spese o un aumento delle voci di spesa esistenti che superano la compensazione del rincaro. </p><p>Se il Consiglio federale dovesse adottare comunque un simile atto legislativo, dovrebbe proporre misure di sgravio perlomeno equivalenti. L'obiettivo è di fissare un tetto massimo alle uscite della Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La pandemia da coronavirus mette a dura prova il bilancio della Confederazione. Le uscite straordinarie volte ad arginare le ripercussioni economiche portano a un incremento dei debiti; allo stesso tempo bisognerà aspettarsi una perdita di entrate negli anni a venire. Non è ancora chiaro in che misura la pandemia graverà effettivamente sul bilancio della Confederazione. Il Consiglio federale deciderà a fine 2020 in che modo ridurre il debito straordinario causato dal coronavirus.</p><p>L'obiettivo della mozione, ossia porre un limite alle uscite della Confederazione, non è realizzabile solo con una moratoria dei compiti e delle uscite: strutturalmente, le uscite della Confederazione crescono all'incirca in pari misura all'incremento del PIL nominale. All'inizio di ogni legislatura, il Parlamento stabilisce l'aumento delle uscite per i settori di compiti gestiti con decreti finanziari pluriennali (ad es. educazione e ricerca, esercito, cooperazione internazionale); nella maggior parte dei settori l'aumento supera nettamente il rincaro. Un percorso di crescita che non superasse il rincaro comporterebbe un consistente taglio delle uscite. Inoltre, un'ampia parte delle uscite della Confederazione è definita a livello legislativo o costituzionale e aumenta di pari passo con le entrate (come il PIL nominale) o più velocemente (sanità, contributi AVS): a queste uscite non può essere posto un limite a breve termine. Anche le entrate della Confederazione aumentano di pari passo con il PIL nominale, cosicché è generalmente possibile finanziare un incremento equivalente delle uscite.</p><p>Le direttive del freno all'indebitamento e l'incertezza rispetto agli sviluppi di bilancio costringono il Consiglio federale ad adottare una politica di spesa prudente; gli oneri supplementari sono da evitare dove possibile ed è necessario stabilire un ordine di priorità tra le uscite e i compiti. È in questo spirito che il Consiglio federale condivide la richiesta della mozione: lo Stato non deve essere più rapidamente dell'economia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.