Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/190611

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le basi legali affinché la Banca nazionale svizzera (BNS) per quanto riguarda la stabilità del sistema e gli investimenti persegua una politica coerente con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La gestione degli attivi della Banca nazionale svizzera (BNS) è subordinata alle finalità della politica monetaria. I suoi attivi (investimenti in valute estere, oro, ecc.) le consentono di disporre in qualsiasi momento del margine di manovra necessario per attuare la politica monetaria. Come prevede il suo mandato, la BNS non persegue obiettivi politici o strategici particolari, né obiettivi economici diversi dalla politica di stabilità. Inoltre, la BNS gestisce i propri investimenti in azioni in maniera neutrale. Ciò significa che la sua politica degli investimenti riflette i singoli mercati nella loro interezza. La BNS mantiene così il suo margine di manovra ed evita le distorsioni del mercato e la discriminazione di determinate imprese o settori. In questo contesto, la BNS non opera, in linea di massima, una selezione positiva o negativa di titoli o di settori, salvo due eccezioni. Da un lato, la BNS si astiene dall'investire in azioni di banche e istituzioni parabancarie internazionali a capitalizzazione medio-grande per evitare conflitti d'interesse. Dall'altro, nel 2013 ha deciso di non investire nelle azioni di imprese che producono armi vietate dalla comunità internazionale, che violano pesantemente i diritti umani fondamentali o causano sistematicamente gravi danni ambientali. Secondo il Consiglio federale i criteri d'eccezione fissati dalla BNS nella propria politica di investimento dimostrano che la BNS prende sul serio la propria responsabilità di investitore istituzionale.</p><p>Il mandato costituzionale assegnato alla BNS è quello di condurre una politica monetaria e valutaria nell'interesse generale del Paese. Questo mandato viene ulteriormente concretizzato a livello di legge: la legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN) stabilisce che la BNS garantisce la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale (art. 5 LBN). Spetta alla politica adottare misure per attuare l'Accordo di Parigi sul clima, che mirano a stabilizzare l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi celsius rispetto al periodo preindustriale. La comunità internazionale di Stati si è posta l'obiettivo di orientare i flussi finanziari nel rispetto del clima. In Svizzera l'Accordo viene essenzialmente attuato tramite la revisione totale della legge sul CO2.</p><p>L'Accordo di Parigi non prevede alcun impegno da parte delle banche centrali. Tuttavia, dalla fine del 2017 diverse banche centrali e autorità di vigilanza si sono riunite in una rete chiamata "Network for Greening the Financial System" (NGFS). Attualmente la Svizzera non fa parte di questa rete, che mira a permettere lo scambio di esperienze su base volontaria e a contribuire allo sviluppo di una gestione dei rischi legata agli aspetti climatici nel settore finanziario. Oltre alle questioni centrali relative all'influsso del cambiamento climatico sul settore finanziario e sull'attività di vigilanza, uno dei tre gruppi di lavoro (WorkStream3) si occupa di questioni relative alla divulgazione e alla terminologia di "impianti verdi", dell'agevolazione del loro finanziamento e dell'osservazione della loro evoluzione sul mercato. Inoltre, il gruppo di lavoro si occupa in via accessoria delle possibili attività di investimento delle banche centrali. L'accento è posto sull'investimento di fondi propri ("own funds") e non delle riserve monetarie. Un primo resoconto dei tre gruppi di lavoro è atteso per aprile 2019. Il Consiglio federale è informato del fatto che la BNS scambia regolarmente informazioni con le altre banche centrali e che segue i lavori internazionali.</p><p>Alla luce di queste considerazioni il Consiglio federale non ritiene opportuno adeguare le basi legali della politica degli investimenti agli obiettivi di politica climatica dell'Accordo di Parigi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.