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Dalla conferenza di Ginevra non è scaturita alcuna importante modifica alla Convenzione sui rifugiati. Ma l'incontro ha avuto ugualmente successo.Questo contenuto è stato pubblicato il 13 dicembre 2001 - 18:13
La conferenza di due giorni convocata dall'ONU a Ginevra per il cinquantenario della Convenzione sui rifugiati è stata un successo. È quanto ha affermato al termine dell'incontro dei ministri dei paesi firmatari la consigliera federale Ruth Metzler.
I delegati di 123 stati hanno ribadito l'importanza della Convenzione e del relativo protocollo del 1967 ed hanno firmato una dichiarazione comune che prevede il potenziamento della collaborazione internazionale nell'ambito della protezione dei rifugiati. Gli stati membri dovranno inoltre mettere a disposizione dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati (UNHCR) i mezzi finanziari per compiere il suo mandato.
Non è invece stato trovato un accordo sulle modifiche da apportare al documento, ad esempio la creazione di un meccanismo di verifica dell'applicazione della Convenzione da parte dei governi o di un protocollo sulle misure da adottare in caso di forte afflusso di rifugiati.
L'alto commissario per i rifugiati, Ruud Lubbers, non ha nascosto che le consultazioni condotte dall'UNHCR per studiare la possibilità di rivedere la Convenzione avevano poche possibilità di sfociare in qualcosa di concreto, in quanto «numerosi stati non sono contenti degli obblighi imposti loro dalla Convenzione del 1951».
«Ci sono stati progressi sul piano delle dichiarazioni politiche, ma all'atto pratico l'applicazione del principio della suddivisione del numero di rifugiati tra tutti i paesi resta molto debole», ha affermato Ruud Lubbers. «La dichiarazione adottata è un primo passo. Dobbiamo essere onesti: c'è ancora molto strada da fare», ha aggiunto.
Al termine della conferenza stampa, Ruth Metzler ha ribadito la necessità di un'adesione della Svizzera all'Onu: «Questa conferenza dimostra chiaramente che il nostro paese può e deve assumere un ruolo importante anche a livello internazionale».
swissinfo e agenzie
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