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In quanto datori di lavoro siete tenuti a comunicare tutte le assunzioni alla vostra cassa di compensazione. Inoltre, se il loro salario annuo supera i 21 150 franchi (stato: 1° gennaio 2016) e li avete assunti per oltre tre mesi o a tempo indeterminato, dovete affiliarli anche alla cassa pensioni.
L'ammontare approssimativo della massa salariale va comunicato alla cassa di compensazione, che si basa su di esso per calcolare gli acconti. Alla fine dell'anno dovete comunicare l'importo effettivo per la determinazione esatta dei contributi dovuti. Questo vale, in linea di massima, anche per l'assicurazione contro gli infortuni. Le piccole imprese con una massa salariale esigua beneficiano di una procedura di conteggio semplificata.
Per quel che concerne il secondo pilastro, all'inizio dell'anno o del rapporto di lavoro dovete comunicare alla cassa pensioni l'importo approssimativo del salario. L'assicurazione si basa su questa indicazione. In caso di variazione della percentuale d'occupazione o dello stipendio, occorre chiarire con la cassa pensioni se debbano essere cambiati i dati assicurativi. Nella prassi il guadagno assicurato è modificato quando la variazione dello stipendio assicurato corrisponde a +/- 10 per cento.
I contributi AVS/AI/IPG e quelli all'assicurazione contro la disoccupazione sono versati per metà dal datore di lavoro e per metà dal lavoratore.
I contributi alla cassa pensioni sono di regola suddivisi allo stesso modo. Il regolamento può tuttavia prevedere una ripartizione diversa più favorevole al lavoratore.
I contributi per gli assegni familiari sono a carico del datore di lavoro (ad eccezione del Vallese, dove anche i salariati partecipano al loro finanziamento).
I contributi all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni professionali sono a carico del datore di lavoro. I contributi all'assicurazione contro gli infortuni non professionali possono essere addebitati al lavoratore.
Se è stata conclusa un'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia le cui prestazioni vanno al di là dell'obbligo legale di continuare a versare il salario, i premi possono essere versati per metà dal datore di lavoro e per metà dal lavoratore. È il caso quando l'indennità giornaliera assicurata ammonta all'80 per cento del salario.
I lavoratori non versano mai direttamente i contributi sociali. È il datore di lavoro a dedurli dal salario e a trasferirli alle varie assicurazioni.
La partenza di un dipendente deve essere comunicata unicamente alla cassa pensioni. Questa calcola la prestazione di libero passaggio e la trasferisce al nuovo istituto di previdenza o apre secondo le istruzioni del lavoratore un conto o una polizza di libero passaggio. Dopo lo scioglimento del rapporto di lavoro la persona è coperta per i rischi di decesso e invalidità ancora per un mese. Il datore di lavoro non è tenuto a comunicare la partenza di un dipendente alle altre assicurazioni sociali.
Il datore di lavoro deve informare il collaboratore uscente sulla possibilità di prolungare a titolo individuale l'assicurazione contro gli infortuni e l'assicurazione d'indennità giornaliera. I contributi sono a carico del lavoratore.
I lavoratori indipendenti non percepiscono un salario: il loro reddito corrisponde all'utile proveniente dall'attività. I loro contributi AVS/AI/IPG sono pertanto calcolati in base al reddito comunicato alla cassa di compensazione dalle autorità fiscali.
Se un lavoratore indipendente si affilia a una cassa pensioni, a un'assicurazione contro gli infortuni o a un'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia, l'ammontare dei contributi è stabilito in base alla stima del reddito preventivamente dichiarata. Salvo eccezioni, le assicurazioni non effettuano un conteggio finale in base all'utile effettivamente realizzato.
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