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L'ambasciata svizzera in Israele resterà a Tel Aviv finché lo status di Gerusalemme non sarà regolato da un accordo internazionale. Lo ha indicato oggi il Consiglio federale, rispondendo a un'interpellanza del consigliere nazionale Erich von Siebenthal (UDC/BE).
Secondo quest'ultimo la Svizzera potrebbe seguire l'esempio statunitense e valutare il trasferimento della propria rappresentanza a Gerusalemme.
Ma secondo il governo, questo passo interferirebbe con la questione riguardante lo status finale della Città Santa. Il Consiglio federale ricorda la posizione elvetica: "la Svizzera s'impegna per una pace tra Israeliani e Palestinesi giusta, duratura, raggiunta attraverso trattative e che si basa su una soluzione a due Stati, sostenendo la creazione di uno Stato palestinese sovrano, stabile e unito con Gerusalemme Est quale capitale".
Inoltre la Svizzera riconosce lo Stato di Israele sulla base dei confini fissati prima della Guerra dei sei giorni del 5 giugno 1967 ("Linea verde"). Tutti i territori controllati o annessi da Israele che si trovano al di fuori dalle frontiere del 1967 vengono considerati territori occupati ai sensi del diritto internazionale umanitario. "Ciò vale anche per Gerusalemme Est, che è parte integrante del Territorio palestinese occupato".
SDA-ATS