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È durato poco più di tre ore il ritorno in campo del numero uno al mondo Novak Djokovic, fermo dallo scorso 24 febbraio – quando era stato eliminato nei quarti di finale del torneo di Dubai (il primo dopo il pasticcio Australian Open) dal ceco Jiri Vesely – e battuto nel secondo turno del Masters 1000 di Monte Carlo dallo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina (Atp 46), impostosi 6-3 6-7 (5/7) 6-1 in un match caratterizzato dai molti errori da parte di entrambi i contendenti. Apparso decisamente fuori giri in un primo set nel quale ha perso per ben tre volte il servizio, il serbo ha perlomeno avuto una reazione d’orgoglio nella seconda frazione, quando dopo essersi ritrovato sotto 3-0 è riuscito a rimontare e a imporsi al tie-break. Una rimonta che il 34enne ha però pagato caro dal punto di vista fisico (e mentale) nel set decisivo che l’ha visto crollare e concedere al suo avversario un eloquente 6-1. Altrettanto significativi i numeri del match del vincitore di 20 Slam, che parlano di 46 errori non forzati e 20 palle break concesse.
Una prestazione per certi versi comprensibile calcolando che per Nole, costretto a saltare oltre all’Australian Open anche Indian Wells e Miami a causa del suo rifiuto di vaccinarsi contro il Covid, si trattava solo della quarta apparizione in questa stagione. Certo è che il campione serbo – in campo settimana prossima al torneo Atp 250 della sua Belgrado – dovrà decisamente alzare il suo livello nel mese e mezzo che manca dal Roland-Garros, dove sarà chiamato a difendere il titolo conquistato lo scorso anno.