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La decisione della Corte Suprema dopo lo stop dei giudici che avrebbe compromesso la sua campagna elettorale
"Comunque vada, il mio dovere resta uno, proteggere i valori dell'India": sono le parole con cui Rahul Gandhi ha commentato a caldo, dal suo account su X la decisione della Corte Suprema che ha sospeso la sua condanna a due anni per diffamazione. Poco dopo, accolto con entusiasmo nel quartier generale del partito, il leader del Congresso ha osservato "prima o poi sarebbe accaduto, perché la verità trionfa sempre". E ha sottolineato che la sua futura linea di azione è chiara, ringraziando gli indiani che lo sostengono.
Il primo e più importante effetto della decisione della Corte Suprema è il reintegro del leader dell'opposizione indiana nel suo status di parlamentare. Lo scorso 23 marzo, dopo la sentenza che lo condannava alla massima pena possibile per quel reato, era bastato appena un giorno perché lo Speaker del Parlamento lo dichiarasse decaduto dal suo status.
La fretta con cui era stata applicata la cessazione del suo ruolo di parlamentare era stata giudicata come l'ulteriore passaggio di una macchinazione delle forze di governo per estromettere il leader dell'opposizione. "Vedremo quanto impiegherà adesso lo speaker per reinstallare Rahul" ha osservato il presidente del Congresso Mallikarjun Kharge, dopo la decisione dell'Alta corte indiana.
Oltre alla decadenza, la condanna aveva precluso a Gandhi la possibilità di candidarsi alle elezioni per i prossimi otto anni, due interi mandati. E aveva anche un ulteriore risvolto pratico: aveva costretto Gandhi a traslocare dalla villa, di proprietà statale, che gli era assegnata da quando venne eletto per la prima volta per trasferirsi, a maggio, a casa della madre Sonja.
Con la decisione di oggi, ancora una volta, la Corte Suprema interviene in modo determinante nella politica del Paese: ma se da un lato condivide la tesi che non si spiega la ragione di una condanna tanto severa, sottolineando che sarebbe bastato un solo giorno in meno per evitare la decadenza da parlamentare, dall'altro sottolinea che nella vita pubblica tutti dovrebbero moderare il linguaggio e giudica le espressioni di Gandhi "di cattivo gusto". Una piccola curiosità è trapelata infine tra le notizie su Gandhi nel corso della giornata: il politico ha recentemente acquistato due cuccioli di Jack Russel, vivacissime mascotte portafortuna.