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Il blocco geografico, noto anche come «geo-blocking» o «geo-discriminazione», è una pratica che consiste nell’impedire a un consumatore di acquistare un prodotto o servizio da un sito web straniero per beneficiare di prezzi più bassi o per eludere il diritto d’autore. Consiste nel bloccare l’accesso ad alcuni siti internet a seconda della rete del Paese d’origine a cui appartiene l’indirizzo IP.
Il geo-blocking su Internet è vietato nell’Unione europea da dicembre 2018. In questo modo, tutti i consumatori europei, indipendentemente dalla loro nazionalità e dal luogo di residenza o di stabilimento, possono effettuare acquisti su qualsiasi sito web europeo.
Dal momento che in Svizzera questo divieto non si applica, un fornitore può sempre differenziare le condizioni applicabili ai consumatori europei da quelle applicabili ai consumatori svizzeri (discriminazione in materia di acquisti). Così, quando una persona o un’azienda svizzera desidera effettuare un ordine online all’estero, viene spesso reindirizzata al sito svizzero del fornitore, dove le merci e i servizi sono generalmente offerti a un prezzo molto più alto che in altri Paesi, e questo, senza alcun motivo oggettivo, dato che la transazione viene effettuata online.