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Mentre l'UDC è delusa per le concessioni troppo ampie fatte alla Germania, PPD, PLR, PBD e Verdi sono soddisfatti della firma del protocollo aggiuntivo all'accordo fiscale con Berlino, così come l'Associazione svizzera dei banchieri. Dal canto suo il PS continua a preferire lo scambio automatico di informazioni.
L'imposta liberatoria ricalca l'imposta preventiva in Svizzera, salvaguarda la sfera privata dei clienti bancari e tiene conto delle esigenze fiscali di altri paesi, afferma l'UDC in un comunicato. Tuttavia è delusa del fatto che con il protocollo aggiuntivo firmato oggi il governo abbia ceduto ulteriormente alle richieste della Germania - che secondo il partito sono motivate da tattiche elettorali - deviando su punti importanti dalla convenzione firmata in settembre. L'UDC intende ora esaminare approfonditamente gli effetti del protocollo aggiuntivo e dell'intero accordo; la posizione del partito sarà stabilita nell'ambito del processo di ratifica.
Anche il PS intende esaminare molto attentamente l'accordo: non si possono creare nuove possibilità di evasione, ha dichiarato la consigliera nazionale di Basilea Campagna Susanne Leutenegger. Se la convenzione dovesse essere bocciata in parlamento salirebbe la pressione per uno scambio automatico di informazioni. Secondo la Leutenegger Oberholzer, anche con la firma dell'accordo non bisogna precludere la via a questo strumento, poiché l'imposta liberatoria non rappresenta un'alternativa allo scambio automatico di informazioni, a cui il PS è favorevole. ia.
I democristiani giudicano la convenzione "piuttosto favorevole" alla Svizzera. "Penso che il PPD possa approvare questo accordo", ha dichiarato all'ats il consigliere agli Stati solettese Pirmin Bischof. A decidere in merito sarà il gruppo parlamentare alle Camere federali.
Per Bischof l'intesa rappresenta un buon equilibrio tra gli interessi dei due paesi. La strategia del denaro pulito è stata realizzata in maniera "credibile"; in futuro i soldi dei cittadini tedeschi depositati in Svizzera saranno tassati come in Germania. Si tratta di una soluzione soddisfacente anche per Berlino.
In una nota il PLR si limita ad affermare di aver preso atto "con soddisfazione" della firma del protocollo aggiuntivo e che esaminerà "con benevolenza" la convenzione. Il consigliere nazionale zurighese Ruedi Noser è convinto che la Germania si sia spinta fino al limite di sopportazione della Svizzera. Lo dimostrano le eredità, che saranno tassate con l'aliquota massima del 50% se non dichiarate. Questo punto darà adito a discussioni, ha indicato alla radio DRS Noser, secondo cui è giusto fissare un limite elevato.
Egli si è detto soddisfatto che i clienti tedeschi delle banche svizzere debbano pagare lo stesso importo, sia che si autodenuncino sia che scelgano la via dell'imposta liberatoria anonima. "L'accordo rappresenta un buon ponte tra giustizia e perdono", ha affermato Noser.
Soddisfatti i Verdi: l'intesa pone le basi per una regolarizzazione degli averi tedeschi in Svizzera e una normalizzazione dei rapporti tra i due paesi. Anche il partito ecologista ritiene tuttavia che non rappresenti un'alternativa allo scambio automatico di informazioni e vorrebbe che quest'ultimo venga introdotto per tutti i paesi.
In una nota il Partito borghese democratico (PBD) loda la "sua" ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf, che è riuscita a porre fine a una disputa pluriennale e a non farsi fuorviare dalle strategie elettorali tedesche.
Anche l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) dice "sì" al riveduto accordo fiscale con la Germania: "un primo esame del protocollo aggiuntivo firmato oggi mostra che la Svizzera ha largamente dato seguito alle esigenze tedesche", si legge in un comunicato. Gli elementi chiave della strategia finanziaria elvetica sono tuttavia salvaguardati.