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È il Chicago Stock Exchange l'ultima acquisizione all'estero di un gruppo cinese.
Il nuovo proprietario della Borsa di Chicago è il consorzio guidato dal Casin Enterprise di Chongqing, nel sud-ovest della Cina, gruppo nato negli anni Novanta in seguito alle privatizzazioni di alcuni asset statali e attivo nel settore del real estate.
L'accordo vale poco meno di cento milioni di dollari, secondo le prime fonti che hanno parlato ai microfoni dell'agenzia Bloomberg, e verrà chiuso ufficialmente nella seconda metà dell'anno, dopo le approvazioni da parte della Sec, la Securities & Exchange Commission, e dopo la revisione dell'accordo da parte del Comitato sugli Investimenti Stranieri (Cfius) per verificare eventuali rischi connessi a questioni di sicurezza nazionale sugli investimenti strategici da parte di gruppi stranieri.
Difficile, per gli analisti, prevedere se l'acquisizione della Borsa di Chicago possa avere conseguenze politiche. In molti, però, si chiedono in queste ore quali possano essere le reazioni di Washington nel momento in cui un'entità straniera dovesse controllare la più importante piazza d'affari statunitense, il New York Stock Exchange: nel 2011 il tentativo di acquisizione da parte di Deutsch Boerse saltò per l'opposizione del Congresso.
Diverso il caso della Borsa di Chicago. Il Chicago Stock Exchange, con i suoi 134 anni di attività, è uno dei mercati azionari di più lungo corso degli Stati Uniti, anche se oggi è un player di piccole dimensioni nell'intero mercato azionario statunitense, contando per circa lo 0,5% del totale del trading di oltreoceano.
Tra gli azionisti di minoranza conta giganti come Bank of America, Goldman Sachs e Jp Morgan Chase. A loro si aggiunge, il Casin Enterprise di Chongqing, attivo, oltreché nell'immobiliare, anche nei settori bancario e assicurativo cinesi, dove detiene alcune importanti partecipazioni.
L'accordo tra il gruppo di Chongqing e la Borsa di Chicago arriva in un momento di intenso shopping all'estero da parte dei gruppi cinesi. Solo la settimana scorsa il gigante della chimica cinese, ChemChina, che controlla Pirelli, ha offerto 43 miliardi di dollari per acquisire il gruppo della chimica agro-alimentare Syngenta, determinando la più grande operazione all'estero di sempre da parte di un gruppo cinese. Il mese scorso ha rappresentato l'inizio d'anno più aggressivo di sempre sotto il profilo delle acquisizioni all'estero da parte dei gruppi cinesi: oltre 22 miliardi di dollari.
SDA-ATS