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EDILIZIA
MILITARE
A MORCOTE.
Il castello, su uno sperone di roccia sopra il villaggio, iniziato nel 1100, il 16 settembre 1416 fu assegnato al conte Loterio Rusca da Filippo Maria Visconti in cambio della Val Chiavenna; nel 1447 Franchino Rusca lo espugnò, ma i comaschi lo stesso anno lo riconquistarono per assegnarlo alla Repubblica ambrosiana. In un rapporto di un messo milanese, del maggio 1467, venne qualificato come « una superba e gagliarda fortelizia », aggiungendo « et molto l’ha fornita de munitione et instrumenti da offendere et da difendersi».
Nel luglio 1467 la rocca, occupata dai Sanseverino, fu consegnata ai messi della duchessa Bianca Maria Sforza. In epoca ducale era la più importante struttura difensiva del Sottoceneri.
Nel gennaio o febbraio del 1479 l’ingegnere ducale Benedetto Ferrini lo visitò per farvi le necessarie riparazioni. Il giudizio del messo ducale Ettore Rusca nel febbraio 1482 certificò la straordinaria robustezza della rocca. Il 24 febbraio fu riconsegnato agli Sforza, ma nell’agosto del 1484 tornò ai Sanseverino.
Dopodiché i Confederati s’impossessarono della piazza nel 1512 e il 9 maggio 1513 si decise che « tutto quello che si trova nel Castello di Morcò fosse da trasportarsi a Lugano e quindi lasciato diserto ».
Dalle rovine attualmente visibili risulta che nel secolo XV furono intrapresi importanti lavori di trasformazione del complesso originario medioevale, cui apparteneva una torre quadrata databile alla fine del secolo XII di cui sono state rinvenute le fondamenta; si conservano i resti della cinta perimetrale, un massiccio torrione circolare, il rivellino, tracce di un ponte levatoio e alcuni vani abitativi ampiamente ristrutturati in epoca recente.