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Il Patriziato
Generale è la continuazione nel tempo dell’antico «Comune
d’Onsernone» o altresì
chiamato «Comun Grande» ;
cioè di quell’organo comunitario che caratterizzava l’ordinamento
politico e giuridico delle comunità alpine, sorto nei secoli attorno
al mille, allorquando le popolazioni rustiche riscattarono la propria
autonomia dai legami feudali, nel nostro caso dai nobili di Locarno.
Il Comune
d’Onsernone comprendeva tutto il
territorio della Valle, ad eccezione di Auressio, che era legato al
Comune di Pedemonte (Cavigliano e Verscio). Con la creazione del
Cantone Ticino, nel 1803, nacque una nuova forma di Comune, fondato
non più sull’origine con i suoi diritti e privilegi riconosciuti,
ma sul domicilio dei suoi abitanti. Venne così a formarsi un
dualismo fra i moderni comuni politici, corrispondenti ai singoli
villaggi, ed il «comune patriziale», il quale rimaneva
proprietario di quasi tutto il territorio, boschi e alpi, le cui
risorse ormai da secoli erano gestite da tutta la comunità.
Due anni prima
dall’entrata in vigore della prima Legge organica patriziale, nel
1857, venne proclamata la fine del millenario Comune
d’Onsernone e la nascita del
Patriziato Generale.
Attualmente, il
Patriziato gestisce quasi tutta la superficie boschiva della valle
(4748 ettari), la maggior parte degli alpi, le capanne di Arena e di
Ribia, le cave di granito in Valle di Vergeletto, la teleferica
Zott-Salei, ed è stato il promotore della creazione del Centro
Sociale Onsernonese (CSO), con le sue sedi di Russo e di Loco.
Il Patriziato
Generale d’Osernone ha la sua sede a Russo.