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Come comportarsi in caso di molestie sessuali? Le imprese hanno l'obbligo di intervenire adottando una delle procedure ormai consolidate nella pratica.
Procedura interna: rapida, discreta ed equa
Ogni indizio di molestia sessuale deve essere preso sul serio. In caso di sospetto o reclamo, la direzione o la persona da essa incaricata deve procedere con rapidità, discrezione ed equità a tutti gli accertamenti del caso. In taluni casi il conflitto può essere risolto per via amichevole in un colloquio tra le persone coinvolte. È di conseguenza plausibile e giusto che la datrice o il datore di lavoro oppure la direzione non siano informati dell'accaduto.
Se per chiarire un caso concreto si rende necessaria un'indagine, la persona molestata deve presentare reclamo. Con questo atto dà il suo consenso all'apertura di una procedura formale. La datrice o il datore di lavoro può affidare l'indagine a una persona qualificata all'interno dell'impresa, ma soprattutto nelle piccole aziende è spesso più semplice per tutte le parti coinvolte ricorrere a servizi specializzati esterni.
Procedura esterna: conciliazione o vertenza giudiziaria
Se con la procedura interna non si perviene a una soluzione ci si può rivolgere all'ufficio cantonale di conciliazione, che cercherà di mediare un'intesa tra le parti. In caso di mancato accordo, per far valere i propri diritti la parte che ha promosso l'azione legale deve adire il tribunale entro tre mesi. In alcuni Cantoni la procedura di conciliazione è obbligatoria per poter intentare una causa dinanzi a un tribunale.
Buono a sapersi
Conformemente alla legge sulla parità dei sessi, la parte che promuove l'azione e le/i testimoni godono della protezione dal licenziamento fino a sei mesi dalla conclusione di una procedura interna o esterna. Il tribunale può obbligare le datrici e i datori di lavoro al versamento di un'indennità, al risarcimento del danno e alla riparazione morale.