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Il 25 giugno ricorre il 18º anniversario del lancio del Global Compact (o Patto Globale), un’iniziativa delle Nazioni Unite volta a promuovere una maggiore responsabilità delle imprese in materia di diritti umani, tutela dell’ambiente e diritto del lavoro e a favorire la cooperazione tra l’ONU e il settore privato. La Svizzera è uno dei principali Paesi partner di questa iniziativa.
Il Global Compact è un’iniziativa dell’ONU volta a garantire una maggiore responsabilità delle imprese internazionali in materia di diritti umani, condizioni di lavoro, tutela dell’ambiente e integrità. «Il Global Compact è la più grande iniziativa mondiale nel campo della promozione della responsabilità d’impresa», afferma Luca Etter della Divisione Istituzioni globali della DSC, che aggiunge: «L’obiettivo è fare in modo che le imprese internazionali applichino i principi dell’ONU in tutti i settori della loro attività».
Le imprese che aderiscono al Global Compact si impegnano a rispettare, nello svolgimento delle loro attività, i dieci principi esposti qui di seguito.
- Principio I: Alle imprese è richiesto di promuovere e rispettare i diritti umani e
- Principio II: di assicurarsi di non essere complici negli abusi dei diritti umani.
- Principio III: Alle imprese è richiesto di sostenere la libertà di associazione dei lavoratori e di riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva.
- Principio IV: di sostenere l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato e obbligatorio
- Principio V: di sostenere l’effettiva eliminazione del lavoro minorile e
- Principio VI: di sostenere l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione
- Principio VII: Alle imprese è richiesto di sostenere un approccio preventivo nei confronti delle sfide ambientali.
- Principio VIII: di intraprendere iniziative che promuovano una maggiore responsabilità ambientale e
- Principio IX: di incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che rispettino l’ambiente
- Principio X: Le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, incluse l’estorsione e le tangenti.
Il codice di condotta non è giuridicamente vincolante, ma le imprese sono tenute a presentare una volta l’anno un rapporto sull’attuazione dei principi. Nel frattempo hanno aderito al Global Compact oltre 8000 aziende provenienti da circa 145 Paesi.
La Svizzera si impegna nel mondo
La Svizzera si impegna a favore del Global Compact sin dalla sua fondazione, sia sul piano internazionale sia a livello nazionale. «È uno dei principali Paesi partner dell’iniziativa», sottolinea Luca Etter, che spiega: «Al centro del nostro impegno ci sono il dialogo con imprese svizzere in Paesi importanti per la cooperazione allo sviluppo e i partenariati con il settore privato».
La Svizzera sostiene il Global Compact con circa 450’000 CHF l’anno e fa parte del «Global Compact Government Group», un gruppo di Governi che appoggiano l’iniziativa. In seno a questo gruppo si discutono e adottano decisioni programmatiche, di bilancio e di pianificazione e si elaborano proposte destinate al Global Compact Office, che si occupa dell’attuazione dell’iniziativa.
La Svizzera presiede anche il gruppo «Friends of Global Compact», un organo con sede a New York che si riunisce regolarmente su invito della Missione permanente della Svizzera presso l’ONU e segue la politica delle Nazioni Unite in relazione al Global Compact. Ogni due anni, inoltre, la Svizzera sostiene e accompagna il processo negoziale riguardante la risoluzione dell’ONU «Towards Global Partnership» (verso un partenariato globale). «La risoluzione legittima l’operato del Global Compact e definisce l’orientamento per il futuro», sottolinea Tatjana von Steiger, capo del team per lo sviluppo sostenibile e le questioni umanitarie presso la Missione permanente della Svizzera a New York.
A livello nazionale, la Svizzera è rappresentata in seno al «Global Compact Network», nel cui ambito discute di temi legati allo sviluppo (vedi riquadro).
Più di un semplice effetto catalizzatore
«Il Global Compact è molto importante per la Svizzera proprio perché lavora in base a dichiarazioni d’intenti con un effetto catalizzatore che spesso si spinge al di là delle imprese partecipanti», afferma Luca Etter. Ciò riguarda per esempio gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS / «Sustainable Development Goals», SDGs) che la comunità internazionale, inclusa la Svizzera, sta attualmente elaborando. Il ventaglio di temi da inserire nell’agenda per il periodo successivo agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) è molto più ampio rispetto al passato, ragione per cui gran parte delle risorse finanziarie e delle competenze specialistiche necessarie per il raggiungimento degli obiettivi proverrà dal settore privato. In questo contesto il Global Compact svolge un ruolo di collegamento per fare in modo che le esigenze del settore privato siano ascoltate in seno agli organi dell’ONU in cui si svolgono i negoziati e viceversa.
«La Svizzera ha interesse a sostenere l’incremento degli investimenti in settori importanti per la sostenibilità, quali la formazione, le infrastrutture e la sanità», spiega Luca Etter. È però altrettanto importante assicurare che i grandi gruppi industriali tengano conto, nelle proprie attività, degli aspetti legati allo sviluppo sostenibile. Ed è qui che interviene il Global Compact: «Il Global Compact obbliga le aziende partecipanti a confrontare la loro attività imprenditoriale con i dieci principi fondamentali dell’iniziativa», afferma Luca Etter.
La responsabilità sociale d’impresa («Corporate Social Responsibility», CSR) è un tema importante della politica estera e interna della Svizzera. Il 1º aprile 2015 il Consiglio federale ha adottato un documento programmatico in merito. Per la Confederazione, la CSR rappresenta il contributo delle imprese allo sviluppo sostenibile.
Il Global Compact è stato lanciato nel 2002 da Kofi Annan. L’iniziativa è finanziata per la maggior parte dal settore privato. Nel «Global Compact Office» di New York, circa 100 persone si occupano del lavoro programmatico e curano le relazioni con le imprese e le organizzazioni dell’ONU. Oltre a promuovere l’integrazione dei dieci principi nella cultura aziendale delle imprese, il Global Compact sostiene la collaborazione tra organizzazioni dell’ONU e settore privato.
«Global Compact Network Svizzera»
L’iniziativa Global Compact è radicata anche a livello locale e dispone di reti («network») in oltre 35 Paesi al fine di garantire l’applicazione dei principi e in Svizzera è presente con il «Global Compact Network Svizzera» (GCNS). Il GCNS e la DSC, in rappresentanza di altri servizi federali, hanno sottoscritto in primavera un accordo di collaborazione sotto forma di partenariato pubblico-privato. Il GCNS rafforza così la propria presenza e crea le condizioni necessarie per un dialogo più attivo sulla responsabilità sociale d’impresa.
«Il nuovo partenariato e la nuova struttura della rete consentono a quest’ultima di fornire anche in Svizzera un importante contributo a favore del rispetto delle esigenze in materia di responsabilità sociale d’impresa e dei principi dell’ONU riguardanti l’economia e i diritti umani. In questo modo si promuove anche una più intensa collaborazione tra la Confederazione, il settore privato e altri rappresentanti d’interessi, tra cui le ONG», spiega Jean Christophe Favre, consulente per la politica settoriale e i partenariati con il settore privato presso la DSC. Attualmente il «Global Compact Network Svizzera» comprende circa 30 imprese multinazionali.
Documenti
«Le coeur du développement, c’est l’économie » («L’economia è il motore dello sviluppo»), intervista a Georg Kell, direttore del Global Compact. In: Multilaterale Akzente/L’Accent multilatéral, informazioni della Direzione dello sviluppo e della cooperazione DSC e della Segreteria di Stato dell’economia SECO, 14ª edizione, settembre 2014, pag. 5–6 (PDF, Numero pagine 6, 2.3 MB, Francese)