Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/170178

<h2>SubmittedText<h2><p>Soltanto il 28 novembre 2016, in Italia, in poche ore 1400 migranti sono stati soccorsi sulle loro imbarcazioni e portati a terra. Il numero dei rifugiati arrivati via mare in Italia dall'inizio dell'anno, oltre 170 000, ha registrato un nuovo record. Nel contempo, migliaia di persone alla ricerca di una vita migliore riescono tuttora ad immigrare illegalmente nello spazio Schengen attraverso i Balcani o l'Europa orientale. È peraltro ipotizzabile che la Turchia possa presto denunciare l'accordo con l'UE, inviando quindi di nuovo decine di migliaia di migranti in Europa. Non si prevede la fine di questa gigantesca migrazione economica dall'Africa e dal Medio Oriente alla volta dell'Europa occidentale, con drastiche conseguenze tra l'altro per il nostro Stato sociale e la nostra sicurezza.</p><p>Alla luce della situazione il gruppo UDC chiede al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti.</p><p>1. Può confermare che rispetterà le promesse fatte nell'ambito del programma europeo di ricollocazione dei richiedenti l'asilo soltanto nella misura in cui anche tutti gli altri Stati europei coinvolti esauriranno completamente le loro quote?</p><p>2. È evidente che il forte afflusso di rifugiati economici senza prospettive di integrazione nel mercato del lavoro persisterà ancora per anni. Dove vede il limite del numero di immigrati che pesano sull'assistenza sociale svizzera: a ulteriori 100 000, 200 000 o piuttosto 500 000? </p><p>3. Il Consiglio federale è finalmente disposto, nell'interesse della stabilità interna della Svizzera, a chiudere le frontiere agli immigrati illegali? Come pensa di attuarlo sul piano tecnico? Quali mezzi utilizzerà?</p><p>4. Non condivide forse l'opinione secondo cui questo afflusso permanente di migranti economici sprovvisti di qualsivoglia qualifica, che perlopiù vivranno per tutta la loro vita a spese dei contribuenti svizzeri, comporterà a medio termine un massiccio aumento della criminalità, in particolare anche di quella organizzata?</p><p>5. Non è forse prevedibile che la popolazione porrà presto fino a questa situazione insostenibile, cagionata dall'incapacità di agire del Consiglio federale, abolendo la tradizione umanitaria svizzera? Come intende impedirlo?</p><p>6. Come intende finanziare a lungo termine questi costi, già oggi fuori controllo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi per ripartire in maniera equa e solidale i richiedenti l'asilo tra gli Stati Dublino. La Svizzera intende onorare il suo impegno a partecipare al programma di ricollocazione dell'Unione europea (UE) e accogliere le 1500 persone previste. Nell'attuare il programma la Svizzera tiene conto anche dello stato di attuazione negli altri Stati partecipanti. Oltre ai grandi Paesi dell'UE Spagna, Germania e Francia, anche altri Paesi come la Finlandia, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Romania si impegnano in questo programma in misura perlomeno equivalente alla Svizzera.</p><p>2. La Costituzione federale, la legge sull'asilo e la Convenzione sullo statuto dei rifugiati prescrivono quali persone ottengono protezione in Svizzera e quali no. Le persone che non adempiono le condizioni richieste per ottenere lo statuto di rifugiato o beneficiare di un'ammissione provvisoria sono allontanate in maniera sistematica e il più rapidamente possibile. Nel 2016 la Svizzera ha registrato circa il due per cento di tutte le domande d'asilo in Europa, la quota più bassa degli ultimi 20 anni. Il nostro Paese non prevede un limite massimo per l'accoglienza di persone bisognose di protezione. Non vi è stato tuttavia nessun anno in cui le cifre citate dall'autore dell'interpellanza sono state raggiunte o sfiorate in Svizzera. Peraltro il 50 a 60 per cento delle persone del settore dell'asilo che vivono in Svizzera da almeno 10 anni ha un lavoro. L'obiettivo dichiarato del Consiglio federale, delle Camere federali e dei Cantoni è di aumentare ulteriormente tale tasso e ridurre la dipendenza di questo gruppo dall'aiuto sociale.</p><p>3. Le persone che entrano illegalmente in Svizzera senza depositare una domanda d'asilo sono respinte sistematicamente dal Corpo delle guardie di confine (Cgcf) conformemente agli accordi bilaterali di ammissione. Il Cgcf ha così riconsegnato migliaia di persone all'Italia nel 2015 e ha proceduto a 20 277 riconsegne, perlopiù all'Italia, nel corso dei primi 11 mesi del 2016. Circa l'85 per cento dei migranti in situazione irregolare intercettati dal Cgcf in Ticino entra in Svizzera in treno attraverso la stazione di Chiasso. Sarebbe quindi poco utile chiudere la frontiera (eventualmente tramite provvedimenti edilizi) e una misura di questo tipo sarebbe possibile soltanto a prezzo di gravi perturbazioni del traffico regionale e internazionale di merci e persone. Questa chiusura potrebbe dunque causare problemi economici notevoli per la Svizzera. Il Consiglio federale è pertanto contrario a un tale provvedimento.</p><p>4. Attualmente le qualifiche dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente non sono rilevate in maniera esaustiva. Nondimeno il tasso di occupazione di tali persone aumenta con la durata del soggiorno in Svizzera. I dati della statistica criminale di polizia mostrano che dal 2012 il numero dei reati registrati in Svizzera è in calo. Nel 2015 il numero degli imputati del settore dell'asilo ha persino raggiunto il livello più basso dal 2009.</p><p>5. Le modifiche della legge sull'asilo adottate dal Parlamento sono state accolte ad ampia maggioranza dal popolo svizzero nelle votazioni del 9 giugno 2013 (modifiche urgenti; 78,4 per cento di sì) e del 5 giugno 2016 (riassetto del settore dell'asilo; 66,8 per cento di sì). Il Consiglio federale vede così la sua politica in materia d'asilo ampiamente sostenuta da due recenti decisioni del popolo.</p><p>6. Negli ultimi anni i costi legati al settore dell'asilo sono aumentati in ragione del numero e della composizione dei richiedenti l'asilo, ma non sono fuori controllo. Per conseguire risparmi a lungo termine il Consiglio federale prevede soprattutto tre misure:</p><p>- attuare il più rapidamente possibile, insieme ai Cantoni, alle città e ai Comuni, il riassetto del settore dell'asilo accolto dal popolo il 5 giugno 2016. La velocizzazione delle procedure d'asilo permette di realizzare ogni anno risparmi considerevoli;</p><p>- integrare il più rapidamente possibile le persone riconosciute come rifugiati o ammesse provvisoriamente in Svizzera. A tal fine, il Consiglio federale e il Parlamento hanno già deciso varie nuove misure, tra cui la sostituzione dell'obbligo di ottenere un'autorizzazione per esercitare un'attività lucrativa con un obbligo di comunicazione, l'abolizione della tassa speciale sul reddito nonché il programma pilota "apprendimento precoce della lingua/pretirocinio d'integrazione" a partire dal 2018. Altre misure sono al vaglio;</p><p>- continuare ad attuare in modo sistematico le misure adottate per evitare le domande d'asilo manifestamente infondate (trattamento prioritario delle domande poco fondate, procedure rapide per le domande di persone provenienti da Paesi sicuri e applicazione sistematica delle regole di Dublino).</p>  Risposta del Consiglio federale.