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MOUTIER - Nella controversia sull'invalidazione del voto pro canton Giura di Moutier, la prefetta del Giura bernese Stéphanie Niederhauser ha ricevuto il sostegno dei colleghi, che hanno denunciato oggi la «campagna denigratoria» nei suoi confronti.
Le decisioni dei prefetti (rappresentanti regionali del governo cantonale) vengono prese sempre in modo indipendente e senza istruzioni da parte dell'esecutivo, sottolinea il Direttorio delle prefetture bernesi in una nota diramata oggi.
Le accuse mosse contro la Niederhauser sono sconcertanti, aggiunge, rilevando che chiunque sia in disaccordo con la sua decisione può ricorrere contro di essa. La campagna contro la prefetta mostra una mancanza di rispetto anche per le istituzioni democratiche, continua il Direttorio.
Lunedì scorso, la prefetta Niederhauser ha invalidato il voto del 18 giugno 2017, nel quale i cittadini di Moutier hanno scelto, con 137 voti di scarto (2067 "sì", ossia il 51,72%, contro 1930 "no" e 45 schede bianche) di lasciare il canton Berna per unirsi al Giura. La prefetta ha giudicato ricevibili i ricorsi depositati da cittadini antiseparatisti per asserite irregolarità, ritenendo in particolare che prima della votazione ci sia stata una propaganda inammissibile da parte delle autorità filoseparatiste di Moutier.
I separatisti e il governo cantonale giurassiano l'hanno accusata di aver preso una decisione politica su indicazione del Consiglio di Stato bernese.