Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/267135

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 19&nbsp;dicembre 2023 la Commissione svizzera per la lealtà (CSL) ha pubblicato nuove direttive nelle quali sono specificati i requisiti necessari affinché il green marketing rispetti il principio di veridicità e chiarezza previsto dal diritto della concorrenza. Inoltre, nella sessione invernale il Parlamento ha deciso di inserire nella legge sul CO2 un passaggio sul greenwashing per contrastare la concorrenza sleale prevedendo l’obbligo di comprovare con dati oggettivi e verificabili le informazioni sull’impatto climatico.</p><p>La CSL riceve continui reclami in tema di greenwashing. Recentemente ne ha accolti due: uno contro la Kübler Heizöl AG di Winterthur relativo al messaggio pubblicitario «l’olio da riscaldamento è neutrale dal punto di vista climatico» e un altro contro l’azienda tedesca Hipp, che vendeva i suoi alimenti per bambini come «positivi per il clima». Anche Swissmilk e Proviande sono già state criticate per la diffusione di pubblicità sleale, in parte finanziata con i fondi destinati alla «promozione dello smercio», cioè con i soldi dei contribuenti. Nel maggio 2022, ad esempio, in riferimento alla campagna «Schweizer Fleisch. Der feine Unterschied» (la carne svizzera fa la differenza) di Proviande, la CSL ha stabilito che l’affermazione «i bovini in Svizzera mangiano alimenti per il 91,5&nbsp;per cento di provenienza nazionale» e l’espressione «grado di autoapprovvigionamento» senza l’aggiunta dell’indicazione «al lordo» erano ingannevoli (n.&nbsp;234/21).</p><p>&nbsp;</p><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.</p><ol><li>È a conoscenza dei reclami contro Kübler Heizöl AG e Hipp che sono stati accolti dalla CSL? In caso affermativo, come li valuta, in particolare per quanto riguarda il segnale che viene dato in questo modo in ambito pubblicitario?</li><li>Quando sostiene finanziariamente misure di comunicazione e marketing, come ad esempio nella «promozione dello smercio», adotta forse misure o accordi preventivi, o formula prescrizioni contro il greenwashing? Se sì, quali?</li><li>Se non adotta misure, non formula prescrizioni e non conclude accordi, entro quando pensa di farlo?</li><li>Se dovessero verificarsi nuovi casi di greenwashing e di concorrenza sleale nella promozione delle vendite, quali azioni intende intraprendere?</li><li>I reclami presentati alla SECO in questo contesto sono resi noti in modo trasparente? Se sì, dove? In caso contrario, entro quando lo saranno?</li></ol>