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Il Vaticano, per bocca del presidente del Pontificio Consiglio per la Salute Javier Lozano Barragan, critica Obama per l’annunciata decisione di sospendere il veto posto da Bush sui finanziamenti pubblici alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Lozano Barragan, a leggere il suo intervento, ha affrontato molti altri temi: dai 300000 bambini soldato agli oltre 4 milioni e 300 mila bambini morti di AIDS, giusto per limitarsi al primo paragrafo del testo; la ricerca sulle cellule staminali, pare di capire, è stata tirata in ballo da qualche giornalista. È lecito pensare che il cardinale non fosse preparato a una simile domanda, e quindi abbia fornito la risposta standard: l’embrione è persona e non si può mai usare una persona come un mezzo per gli altri; inoltre le cellule staminali embrionali non servono a nulla.
Nulla da dire sulla prima parte della risposta: se sei convinto che l’embrione (è bene tenere presente che qui embrione significa blastocisti, non feto) sia una persona, è ovvio che per te la soppressione di embrioni sia un male; secondo me l’embrione non è una persona, ma questo è un discorso già affrontato in passato e sul quale non ho voglia di tornare.
A lasciarmi perplesso è l’aggiunta sulla inutilità delle cellule staminali.
Dal punto di vista etico e legale si tratta di una precisazione del tutto superflua: un omicidio è immorale e illegale indipendentemente dalla sua utilità. Per rimanere nel campo della ricerca medica, riconoscere che sarebbe molto utile poter usare esseri umani come cavie non ha alcuna conseguenza sulla ferma condanna di simili pratiche o sulla necessità di regolamentare rigidamente la sperimentazione sull’uomo.
C’è qualcosa di surreale e grottesco nello specificare l’utilità o l’inutilità di un crimine: simili considerazioni sono fuori contesto, come giudicare il sapore di una pietanza velenosa (direste che un risotto alla stricnina manca di sale?).
Perché, dunque, Lozano Barragan si è prodigato a specificare l’inutilità della ricerca sulle staminali embrionali?
Forse è solo una questione retorica: sapendo che non tutti condividono la sua posizione sulla personalità dell’embrione, prova a fornire altri argomenti per persuadere chi non la pensa come lui.