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Crypto news: Netflix ha fornito un considerevole finanziamento a Carl Erik Rinsch, noto regista di “47 Ronin”, per la produzione di una serie di fantascienza.
Tuttavia, secondo quanto riportato dal New York Times, Rinsch ha utilizzato il finanziamento per effettuare operazioni di scambio di azioni e criptovalute.
Il rapporto indica che Rinsch ha ottenuto notevoli profitti dal trading di Dogecoin, investendo successivamente in auto di lusso e beni di design. Vediamo di seguito tutti i dettagli.
Summary
Dalle crypto alle auto di lusso: gli investimenti di Rinsch scuotono il mondo Netflix
Come anticipato, il regista Carl Erik Rinsch, noto per il film “47 Ronin”, ha utilizzato milioni di dollari forniti da Netflix per la sua serie di fantascienza per intraprendere operazioni sui mercati azionari e delle crypto, secondo quanto riportato dal New York Times.
Rinsch, 46 anni, aveva ottenuto un contratto di produzione di 61,2 milioni di dollari da Netflix per la serie “Conquest” nel novembre 2018.
Nonostante Netflix avesse già investito 44,3 milioni di dollari nello show entro marzo 2020, Rinsch ha richiesto ulteriori fondi, minacciando l’interruzione della produzione.
Netflix ha acconsentito, aggiungendo altri 11 milioni di dollari alla sua società di produzione.
Tuttavia, Rinsch ha utilizzato 10,5 milioni di dollari di questo finanziamento per operazioni di trading, perdendo alla fine 5,9 milioni di dollari.
Successivamente, si è rivolto al mercato delle criptovalute, ottenendo notevoli profitti dall’investimento in Dogecoin, trasformando i 4 milioni di dollari in quasi 27 milioni di dollari.
Il regista ha poi speso 8,7 milioni di dollari in auto di lusso e articoli di design, tra cui una Ferrari e cinque Rolls-Royce, come riportato dai risultati di un contabile forense incaricato dalla moglie di Rinsch.
Nonostante la spesa di oltre 55 milioni di dollari sulla serie, Netflix non ha ancora ricevuto episodi dalla produzione di Rinsch.
La rottura tra Rinsch e Netflix: le richieste di danneggiamento
Il portavoce di Netflix, Thomas Cherian, ha dichiarato al Times che la società ha cancellato la serie di Rinsch, ritenendo evidente che “il signor Rinsch non avrebbe mai portato a termine il progetto accettato”.
In base a quanto emerge, sembra che Rinsch abbia scelto di non rispondere alle domande del Times in merito.
Inoltre, il Times ha riportato che Rinsch e Netflix sono coinvolti in un arbitrato riservato, con Rinsch che ha avviato il procedimento sostenendo che Netflix gli doveva almeno 14 milioni di dollari come risarcimento per la presunta violazione del contratto.
Ricordiamo che la filmografia di Rinsch include un unico film, il critico “47 Ronin” del 2013, interpretato da Keanu Reeves, che è stato uno dei flop più significativi quell’anno sia a livello di recensioni che di incassi.
Moisés Zamora, creatore di ‘Selena’ per Netflix, si converte agli NFT
Dopo una lunga scalata nell’industria cinematografica di Hollywood, nel 2020 Moisés Zamora ha finalmente ottenuto il suo traguardo: la creazione e la co-presentazione di “Selena: The Series” su Netflix, che ha raggiunto 25 milioni di famiglie nelle prime quattro settimane.
Tuttavia, nonostante il successo, Zamora ha scoperto che la sicurezza finanziaria non è automatica nel mondo dell’intrattenimento.
Da allora, Zamora ha ridefinito il concetto di successo nel settore, lanciando Videomart, una piattaforma on-chain che permette agli utenti di lanciare i propri film, creare fanbase dedicate e, attraverso gli NFT, ottenere una parte maggiore delle entrate generate.
Convinto che concentrarsi su un pubblico più ristretto di fan devoti sia la chiave del successo, Videomart ha completato il beta testing e sarà lanciato pubblicamente al Sundance Film Festival 2024.
In particolare, presenterà allo stato attuale 35 film con l’intenzione di aggiungere altri 400 titoli nei prossimi mesi.
L’iniziativa di Zamora si inserisce in un crescente ecosistema di startup blockchain che cercano di rivoluzionare la produzione cinematografica.
Nello specifico, utilizzando tecnologie emergenti come gli NFT per abbattere le barriere d’ingresso e collegare i registi direttamente alle loro fanbase, offrendo alternative ai tradizionali percorsi finanziari e di distribuzione controllati dagli studi di Hollywood.