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La Confederazione dovrebbe assumere un ruolo più importante in materia di politica famigliare, adoperandosi affinché nei cantoni vi sia un'offerta appropriata di asili e altri luoghi sorvegliati per i bambini. Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno approvato per 29 voti a 13 un progetto di articolo costituzionale sulla politica famigliare. Il testo è pronto per le votazioni finali.
La destra ha tentato di bloccare una proposta (basata su un'iniziativa parlamentare di Norbert Hochreutener, PPD/BE) che porterebbe - a suo parere - ad una crescita senza freni delle spese sociali per centinaia di milioni di franchi. "Peggio ancora, i cantoni dovrebbero subire le imposizioni della Confederazione", ha tuonato Alex Kuprecht (UDC/SZ).
Per la relatrice della commissione Christine Egerszegi (PLR/AG), invece, le strutture che permettono di conciliare vita professionale e vita famigliare sono ancora merce rara.
"Sovente le donne si trovano davanti al dilemma di dover scegliere tra la famiglia e la carriera professionale, dal momento che la conciliazione di questi due ambiti è una gara ad ostacoli", ha detto Liliane Maury-Pasquier (PS/GE).
"Spesso chi riesce a trovare un modus vivendi lo fa al prezzo di enormi sacrifici", ha spiegato la "senatrice" socialista. Una ragione per votare questo articolo è il numero di famiglie monoparentali in crescita, oppure in cui i due genitori lavorano. La Camera dei cantoni, come il Nazionale, ha tuttavia respinto l'idea di armonizzare a livello federale gli alimenti, materia di competenza dei cantoni.