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LOSANNA - «C'è una bomba nella toilette del MAD (un locale notturno di Losanna, ndr) e la farò scoppiare». Una bufala che è costata cara ad un 56enne friborghese in assistenza che pensava che l'uso del numero privato lo avrebbe salvato. Ma così non è stato. Perché la polizia vodese ha rapidamente rintracciato il telefonino da cui l'uomo ha effettuato le due chiamate anonime.
La storia risale alla notte del 28 dicembre. Il 56enne, che neppure si trovava nel locale, ha contattato due volte il numero d'emergenza dalla sua casa vallesana. La prima alle 3.28. La seconda alle 3.32. Gli agenti sono accorsi in forze presso la discoteca e hanno subito controllato il bagno. All'interno non hanno trovato nulla. Nessun ordigno esplosivo.
Allo stesso momento, degli agenti vallesani irrompevano nella casa dell'uomo, trovandolo palesemente ubriaco: da un controllo il 56enne aveva infatti un tasso alcolemico del 2.1 per mille. «Ho agito da solo ma era come se fossi posseduto da una forza incontrollabile», ha provato a giustificarsi il friborghese. Questo scherzetto, però, gli è costato caro visto che oggi è stato condannato a 15 aliquote giornaliere per "falso allarme", a una multa di 300 franchi e al pagamento delle spese giudiziarie che ammontano a 1000 franchi.