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Bernard Rappaz non sarà rilasciato in attesa che il Tribunale federale (TF) esamini il suo caso. Lo ha deciso giovedì l'alta corte di Losanna respingendo le misure cautelative allegate al ricorso del canapaio vallesano.
I giudici ritengono che l'interruzione dell'esecuzione della pena non possa essere decisa tramite misure cautelative, ha spiegato all'Agenzia telegrafia svizzera Aba Neeman, avvocato di Rappaz.
Il Tribunale cantonale vallesano ha respinto il 9 luglio il ricorso contro il rifiuto di accordare al canapaio una seconda interruzione di pena, deciso dalla consigliera di Stato Esther Waeber-Kalbermatten. Il legale si è quindi rivolto al TF.
In attesa che i giudici di Losanna esaminino la richiesta, la responsabile del Dipartimento della sicurezza vallesano dovrà adottare «tutte le misure conformi alla Costituzione necessarie alla salvaguardia della vita» del detenuto, ha aggiunto l'avvocato.
Il canapaio Rappaz aveva coltivato e commerciato canapa nella sua fattoria. Con uno sciopero della fame, durato oltre 100 giorni non consecutivi, protestava contro la sentenza che lo ha condannato a cinque anni e otto mesi di prigione. Il 12 luglio è stato ricoverato all’Inselspital di Berna.
swissinfo.ch e agenzie