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Dopo gli errori contabili e i deficit, il gruppo Rentenastalt/Swiss Life è sotto la lente dell'amministrazione federale.
Le speculazioni in borsa dei suoi direttori hanno portato all'apertura di una procedura d'inchiesta.
Martedì la direzione di Rentenanstalt/Swiss Life si è recata a Berna. Ha dovuto dar seguito all'invito del direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni private (Ufap), Herbert Lüthy.
A sole due settimane dalla sua nomina, il nuovo direttore dell'istanza di controllo del settore assicurativo, ha voluto sentire dapprima le ragioni degli errori contabili avvenuti negli scorsi mesi.
Per ben due volte (il 18 e il 21 ottobre), la Rentenastalt/Swiss Life a dovuto rivedere i risultati di bilancio verso il basso. Due buchi da 254 e 292 milioni di franchi che aggravano ulteriormente il deficit già previsto per il primo semestre dell'anno incorso.
"Sbaglio informatico", spiega il gruppo che cumula ormai circa 600 milioni di debiti, promettendo che simili sbagli non succederanno più.
Investimenti discreti
Ma da domenica scorsa l'Ufap ha una ragione in più per chiamare i direttori della multinazionale dell'assicurazione vita a rapporto.
È stata la SonntagsZeitung che ha fatto scoppiare un'ulteriore bomba: nel 1999, la Rentenastalt/Swiss Life a fondato a Zugo una società finanziaria chiamata Long Terme Strategy (LTS). Il capitale iniziale di 250'000 franchi è aumentato discretamente un anno dopo a due milioni di franchi, senza che l'Ufficio federale sia stato informato.
Secondo la stampa, la LTS serviva a far fruttare gli averi di alcuni membri della direzione del gruppo assicurativo zurighese. I direttori lo hanno ammesso sommessamente.
In un comunicato diffuso lunedì, l'assicuratore scrive che i membri della sua direzione "hanno potuto investire degli attivi privati, a loro proprio rischio".
Il momento peggiore
L'inchiesta dovrà appurare se i fondi privati e i fondi del gruppo siano stati tenuti legalmente separati, come affermano gli interessati.
Quanto alla "Long Term Strategy", la ditta non meriterebbe il nome. Dalla fine di luglio la ditta è in liquidazione. Almeno sulla fine delle attività la Rentenanstalt/Swiss Life promette un resoconto dettagliato.
Rimane il fatto - anche se l'inchiesta dovesse appurare che l'operazione è stata perfettamente legale - arriva al momento peggiore possibile per il gruppo di assicurazioni.
Con gli errori contabili, la ditta che la stampa ha definito di auto-arricchimento dei direttori non fa che peggiorare l'immagine già offuscata del gruppo che deve far fronte a delle serie difficoltà economiche.
Ristrutturazione
Il mese scorso, la direzione ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede una concentrazione delle attività sul settore centrale del gruppo: le assicurazioni vita in soli sei paesi. Di conseguenza gli effettivi scenderanno da 12'800 a 11'300 e i licenziamenti saranno inevitabili.
Dunque Rentenanstalt/Swiss Life venderà le partecipazioni. Se per l'assicuratore in piena salute "Suisse" non ci saranno problemi per trovare un acquirente, meno rosee sono le prospettive per il settore bancario.
Così la Banca del Gottardo e le varie società di gestione patrimoniale - tutte nelle cifre rosse - rischiano di diventare palle al piede per il gruppo. Al punto che prossimamente sarà necessario un aumento di capitale per riempire le casse della liquidità necessaria.
Come nel caso di Credit Suisse, impantanatasi nelle difficoltà di Winterthur Assicurazioni, la Rentenanstalt/Swiss Life ha dovuto rendersi conto che banca e assicurazione non portano necessariamente ad un connubio ideale.
Marc-André Miserez, swissinfo
Traduzione Daniele Papacella, swissinfo
Fatti e cifre
Rentenanstalt/Swiss Life ha perso 578 milioni nel primo semestre 2002
Il gruppo sopprime 1500 posti di lavoro (di cui 900 in Svizzera) di 12'800 a livello mondiale
A medio termine intende concentrarsi sulle assicurazioni vita in Svizzera, in Francia, Germania e Benelux