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Negli anni '80 i massicci interventi sul mercato da parte degli Stati industrializzati erano stati all’origine di una sovrapproduzione in ambito agricolo. Per poter essere smerciati, i prodotti in eccesso venivano venduti sui mercati mondiali a prezzi sovvenzionati e ciò aveva provocato una distorsione del commercio internazionale, generando spese elevate per i Paesi sviluppati e distruggendo il mercato per i prodotti agricoli provenienti dai Paesi in via di sviluppo. In tale contesto era fondamentale concludere un accordo che contenesse norme vincolanti in materia di sostegno dell'agricoltura da parte degli Stati membri. A tal fine, al termine dell’Uruguay Round, nel 1995, erano quindi state integrate disposizioni specifiche nella normativa OMC/GATT.
Accordo dell’OMC sull’agricoltura
L'obiettivo dell'Accordo dell'OMC sull'agricoltura è riformare il commercio agricolo per creare condizioni di mercato più competitive e norme commerciali eque. L'accordo è costituito da norme generali che valgono per tutti gli Stati membri dell'OMC e che prevedono una progressiva notevole riduzione del sostegno agricolo e della protezione doganale. I singoli Stati membri, inoltre, hanno assunto impegni specifici in relazione al sostegno interno e alla protezione doganale, che sono fissati in cosiddetti «elenchi degli impegni». Il Comitato per l’agricoltura vigila sull’osservanza e sulla messa in atto delle norme generali dell'accordo nonché degli elenchi degli impegni.
Dal profilo tematico, l'accordo agricolo è costituito dai tre pilastri seguenti:
- Sostegno interno
- Accesso al mercato
- Competitività all'esportazione