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I funzionari della municipalità di Palm Beach discuteranno formalmente se l'ex presidente americano Donald Trump sia autorizzato a rimanere a vivere nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida, dopo che alcuni vicini si sono lamentati del fatto che non ne ha legalmente diritto in base ad un vecchio accordo del 1993.
L'avvocato dei vicini di Trump ha scritto il mese scorso alle autorità cittadine chiedendo al consiglio comunale di informare "The Donald" che non gli è permesso di risiedere nel resort. L'accordo del 1993 - spiega - ha convertito il sito da residenza privata a club, e impedisce all'ex presidente o a chiunque altro di viverci per più di tre volte all'anno per un massimo di una settimana.
Il legale della città John C. Randolph ha tuttavia spiegato in un memorandum inviato al sindaco e al consiglio comunale di Palm Beach che il diritto legale di Trump di risiedere a Mar-A-Lago potrebbe dipendere dal fatto che l'ex presidente è tecnicamente un dipendente del club. Le leggi locali, infatti, stabiliscono che "un club privato può fornire alloggi solo ai suoi impiegati".
Gli avvocati di Trump, da parte loro, hanno insistito sul fatto che la causa non ha "alcun merito" perché il contratto di utilizzo di Mar-a-Lago non dichiarava che il proprietario non potesse risiedervi.