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Storia
La nascita
Nella prima metà degli anni 1980 i cantoni della Svizzera centrale Uri, Svitto, Obwaldo, Nidwaldo, Lucerna e Zugo e la Confederazione diedero vita alla Fondazione CH91 che aveva lo scopo di festeggiare il giubileo per i 700 anni di esistenza della Confederazione con un’esposizione nazionale nella Svizzera centrale. La Fondazione diede alla luce numerose idee e una moltitudine di bozze per grandi e piccoli progetti. Tra i piccoli progetti c’era anche l’idea di collegare i vari sentieri esistenti attorno al ramo urano del Lago dei Quattro Cantoni in un unico percorso continuo tra il praticello del Rütli e Brunnen. Nell’aprile 1987, in una memorabile votazione popolare nei cantoni toccati, la proposta di un’esposizione nazionale fu sonoramente respinta. Solo l’idea del sentiero sopravvisse.
L‘idea
Anche la proposta di sentiero però all’inizio non faceva l’unanimità. Definizioni come “via panoramica”, “via alta”, “percorso a tappe”, eccetera non facevano presa. Solo la proposta degli architetti zurighesi Stefan Rotzler e Peter Lanz di suddividere il percorso in 26 tratte cantonali che si susseguono nell’ordine di entrata dei cantoni nella Confederazione riuscì a dare un’anima al progetto. Il nome “Via Svizzera” richiamava la „Voie Suisse“ dell’esposizione nazionale del 1964. Il Consiglio federale decise di dare alla Via Svizzera un posto d’eccezione in relazione ai festeggiamenti del 1991: „Non si erigeranno costruzioni durature ad eccezione della Via Svizzera“, decretò. I cantoni modificarono la „Fondazione CH91“ in „Fondazione Via Svizzera“ e la dotarono del capitale necessario.
Il simbolo
Per la scelta del simbolo della Via Svizzera fu lanciato un concorso nazionale, che ricevette oltre duecento proposte. Il logo vincitore, di Marco Mariotta di Locarno, mostra una croce svizzera stilizzata, una freccia rivolta al futuro, le vie del passato sulle quali si è costruito il nuovo.
Le pietre miliari cantonali
Durante l’anno 1990 scalpellini di tutto il paese lavorarono contemporaneamente alla creazione delle 26 pietre miliari cantonali. Esse sono posate al confine delle tratte di ciascun cantone. Nei blocchi ovali di marmo di Peccia (TI) sono scolpiti il simbolo della Via Svizzera, i nomi e l’anno di entrata nella Confederazione dei rispettivi cantoni.
L’inaugurazione
Il 4 maggio 1991 fu inaugurata la Via Svizzera. Circa 700 invitati della Confederazione e dei cantoni affrontarono il percorso a gruppi, pranzando al sacco nelle nuove aree per picnic. Fu la prima giornata di una lunga carriera al servizio degli escursionisti.
Il successo
L’interesse per la Via Svizzera ha superato ogni attesa. Interi convogli ferroviari e battelli di linea trasportarono i visitatori fino alla Via Svizzera. Il numero di visitatori nel 1991 fu stimato a oltre 700'000. Vi fu in particolare un enorme interesse per la Via Svizzera in romandia, tanto che nell’anno del giubileo sul sentiero il francese si sentiva parlare tanto frequentemente quanto i diversi dialetti svizzerotedeschi.
Le soddisfazioni
Per la Fondazione Via Svizzera il primo anno di esercizio portò con sé la soddisfazione che la scelta fatta anni prima di realizzare un percorso escursionistico tranquillo, discreto, rispettoso dell’ambiente e collegato esclusivamente attraverso i trasporti pubblici fu giusta. Ancora oggi l’opera accoglie circa 200'000 visitatori all’anno.