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L'emittente televisiva libica 'al-Jamahiriya', il cui logo in passato apparteneva alla tv pubblica del regime di Muammar Gheddafi, ha ripreso da alcuni giorni le sue trasmissioni. I sostenitori del vecchio regime libico residenti all'estero sono infatti riusciti a ridare vita all'emittente, chiusa dopo la conquista di Tripoli lo scorso agosto da parte delle milizie del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), trasmettendo attraverso la piattaforma satellitare 'Nile Sat'.
L'esistenza nell'etere arabo di una emittente dal nome 'al-Jamahiriya' ha fatto andare su tutte le furie i leader del Consiglio nazionale transitorio libico che ieri, attraverso il giornale 'al-Sharq al-Awsat', hanno chiesto alle autorità egiziane di oscurare il nuovo canale.
"Nile Sat ha consentito la rinascita della vecchia tv di Gheddafi - ha spiegato Abdullah Nakir, capo delle milizie di Tripoli del Cnt - che è finanziata da alcuni uomini d'affari vicini alla sua famiglia".
La 'nuova' televisione, che rimanda in onda i vecchi discorsi di Gheddafi, ha quindi provocato una vera crisi diplomatica tra Tripoli e il Cairo. A tal punto che i capi delle milizie libiche hanno minacciato di chiudere i confini tra i due paesi e di cacciare l'ambasciatore egiziano a Tripoli se non verrà subito oscurata la nuova emittente.
Non si è fatta attendere la replica della società che gestisce 'Nile Sat', che ha precisato che "l'emittente 'al-Jamahiriya' non trasmette sulla nostra piattaforma, ma su un'altra piattaforma gestita anche da altre società".
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