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La scossa di assestamento di magnitudo 7,1 registrata ieri in Giappone non ha stupito gli esperti, e anzi c'è una forte probabilità che si ripeta nei prossimi giorni. Lo afferma Thomas Heaton, che dirige l'Earthquake Engineering Research Laboratory al California Institute of Technology.
"Il comportamento di questi giorni è perfettamente normale - spiega l'esperto a Scientific American - la statistica delle scosse di assestamento è che per ogni sisma c'è una scossa di una unità di magnitudo più piccola, dieci di due unità e così via. Ogni terremoto ha una storia a sè, ma fino a questo momento la sequenza è abbastanza tipica".
Le scosse di assestamento sono continuate anche dopo quella molto forte di ieri che ha fatto almeno tre morti: secondo la mappa in tempo reale messa a punto dal Texas Tech Center for Geospatial Technologies una scossa di magnitudo 5 è stata registrata questa mattina a largo della costa giapponese di Honshu, ed è difficile predire quando finiranno.
"C'è un grande dibattito su quando una scossa è di "assestamento" e quando invece è un sisma indipendente, anche perché ogni terremoto ne genera altri più piccoli - spiega l'esperto - la scossa originale giapponese, che è stata di magnitudo 9, ne dovrebbe generare dieci di magnitudo 7, 100 di magnitudo 6 e così via, è difficile dire quando finiranno. La zona del terremoto principale era sostanzialmente calma da 1000 anni, quindi ha accumulato una grande energia che probabilmente non si è dissipata ancora completamente".
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