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Quante volte nell’ultimo anno avete sentito parlare di Timo Meier e del suo inizio di stagione decisamente sopra le righe?
Ebbene sì, con i suoi 27 gol e 33 assist Timo sta facendo sognare gli squaletti di San Jose (Sharks) e i suoi tifosi. Per i primi 30 turni di regular season, il 22enne di Herisau ha viaggiato con una media di un punto a partita, e dopo 69 partite, la media è comunque vicina a 0.9. A oggi, Timo Meier è il giocatore svizzero che ha segnato più gol in una singola stagione di NHL e la stagione regolare non è ancora giunta al termine!
Se la performance del numero #28 ha fatto scalpore alle nostre latitudini, anche gli squaletti si sono accorti del grande campionato che Meier sta vivendo. Con lo slogan “It’s Timo Time” (è il momento di Timo), gli Sharks hanno voluto omaggiare, con una sveglia a lui dedicata, i 17 mila tifosi presenti alla partita del 7 marzo al SAP Center contro i Montreal Canadiens. All’ottavo minuto del terzo periodo, l’appenzellese non ha deluso i fans, ritagliandosi il suo “Timo time” siglando il quarto gol per gli Sharks nella partita vinta per 5-2.
Il SAP Center di San Jose, conosciuto anche come “the sharks tank” (la vasca degli squali), ospita la compagine dal 1993, dopo due sfortunate stagioni giocate a San Francisco. I primi playoff disputati dalla squadra ora capitanata da Joe Pavelski, arrivarono proprio in quel lontano 1993, con un giovane Kevin Constatine, ex allenatore dell’Ambrì Piotta, designato a gestire la panchina.
Di allenatori se ne sono susseguiti diversi, ma una tradizione accompagna la squadra fin da quella prima stagione a San Jose: una testa di squalo, dalla quale, tra fumo e luci, escono i giocatori all’inizio di ogni match casalingo.
In quasi 30 anni di storia, la squadra californiana ha vinto per sei volte, tra il 2001 e il 2011, la regular season nella Pacific Division. Ma il miglior risultato finora, è arrivato nel 2016 quando, sotto la guida dell’attuale allenatore Peter DeBoer, gli Sharks presero parte alla loro unica finale di Stanley Cup, dalla quale però uscirono sconfitti in gara 6, dai Pittsburgh Penguins.
Se nomi come i San Jose Sharks, o alcuni dei suoi giocatori tra i quali il quasi 40enne ex Davos, Joe Thornton, risultano molto conosciuti anche in Svizzera, in pochi ancora associano San Jose alla zona high tech, social e universitaria nella quale è situata. Nella Silicon Valley e nella Bay Area infatti, si trovano aziende quali Tesla, Apple, o Cisco, e i quartier generali di grandi nomi del mondo social, tra cui Facebook, Youtube e Google, o ancora università prestigiose come Stanford e Berkeley. Se la California viene dapprima associata a surf, oceano e sole, i turisti di passaggio a San Francisco, non dovrebbero perdersi un’esperienza nel “Shark territory”, come molti locali a San Jose amano definirsi. Da non dimenticare anche pesci più piccoli quali i Barracuda, che dal 2015 stanno nuotando nel campionato di AHL, la seconda lega professionistica, definita lega di sviluppo, del massimo campionato nordamericano.
Ora, allo svizzero Timo Meier e ai suoi tifosi, non resta che tuffarsi in queste ultime 10 partite della stagione regolare, per poter ambire nuovamente a un posto tra le grandi dell’hockey.
Anna Albisetti