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Svizzera, 28 ottobre 2020
Espulso dopo aver incassato 261'690 franchi di aiuti sociali
Un cittadino francese che durante gli ultimi dieci anni non ha né lavorato né cercato lavoro dovrà lasciare la Svizzera, insieme alla compagna algerina e ai due figli di lei. Il Tribunale federale ha infatti respinto il ricorso dell’uomo, classe 1968, contro la decisione di revoca del suo permesso di domicilio.
Nella sentenza pubblicata ieri si legge che dal 2010 il cittadino francese “non lavora più e dipende interamente dall’aiuto sociale a causa, a suo dire, di una grave depressione”. Sempre nella sentenza si legge che l’uomo “riconosce di non aver nemmeno cercato lavoro durante tutti questi anni, poiché i suoi sforzi si sono focalizzati sull’ottenimento di una rendita di invalidità”. Sforzi profusi invano visto che nel 2018 la rendita
gli è stata negata.
Così le autorità del canton Vaud hanno deciso di analizzare il dossier dell’uomo. Scoprendo che, nel 2019, il suo debito nei confronti dell’assistenza pubblica ammontava a 261'690 franchi. Inoltre è emerso che alcuni anni prima l’uomo si era fatto raggiungere dalla fidanzata algerina e dai suoi due figli, tutti soggiornanti illegalmente in Svizzera.
Così a inizio 2020 l’uomo si è visto revocare il permesso C. Lui ha presentato ricorso fino al Tribunale federale, ma senza successo. “La sua integrazione in Svizzera è quasi inesistente” scrivono i giudici, che hanno confermato l’espulsione del cittadino francese, ponendo a suo carico le spese giudiziarie di 1'000 franchi.