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Sono ripresi stamane i lavori alle Camere federali, lavori che termineranno con mezz'ora d'anticipo (12.30) per permettere ai singoli gruppi di approfittare pienamente della tradizionale escursione estiva.
Al Consiglio nazionale, il programma contempla l'esame della legge sul blocco di patrimoni di persone politicamente esposte.
La nuova legge mira ad accelerare le procedure e a completare l'ambito legale per congelare, confiscare e restituire i fondi depositati nelle banche elvetiche dai governanti di paesi a regime più o meno dittatoriale, formalmente definiti con i loro famigliari e amici "persone politicamente esposte" (PPE).
Dal 1986, la Svizzera ha più volte dovuto far fronte a simili casi alla caduta di regimi autoritari e ha restituito ai paesi di provenienza oltre 1,7 miliardi di franchi sottratti da personaggi quali Ferdinand Marcos (Filippine) o Sani Abacha (Nigeria), spesso dopo lunghe trafile giudiziarie.
La legge è stata approvata per 16 voti contro 5 dalla Commissione degli affari giuridici del Nazionale. Al progetto governativo sono state apportate alcune modifiche: la Commissione propone di restringere la definizione di "famigliari" di PPE all'estero solo a coloro che, in modo riconoscibile, "hanno assistito o sono stati utilizzati per detenere beni di provenienza illecita".
Una maggioranza auspica inoltre una limitazione delle informazioni che l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro potrà fornire allo stato d'origine delle PPE in vista della preparazione o del completamento di una richiesta di assistenza giudiziaria. Senza opposizione propone di introdurre un divieto esplicito di trasmissione qualora le informazioni rischiassero di mettere in pericolo la vita o l'integrità delle persone coinvolte.
La Commissione appoggia inoltre il blocco di fondi patrimoniali in vista di una confisca se lo Stato di origine non dovesse rispettare i principi di procedura determinanti dell'assistenza internazionale in materia penale e le disposizioni relative all'informazione tra le varie autorità elvetiche in merito.
Al Consiglio degli Stati l'agenda dei lavori prevede l'esame delle ultime divergenze riguardanti la protezione dei consumatori contro le vendite per telefono o mediante Internet. I "senatori" dovranno approvare anche il compromesso raggiunto tra i due rami del parlamento circa il diritto sanzionatorio.
SDA-ATS