Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/11239

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>Il rapporto Eichenberger (del 23.11.91; FF 1992 II 880) prevedeva cinque modelli di governo: A) sgravio dei consiglieri federali dalla direzione dipartimentale mediante l'insediamento di direttori di dipartimento; B) aumento del numero dei consiglieri federali e rafforzamento del ruolo del presidente della Confederazione; C) organizzazione a due livelli dell'Esecutivo: gabinetto governativo e ministeri tecnici; D) sistema governativo parlamentare; E) sistema governativo presidenziale. Nel messaggio sulla LOGA del 1993, il Consiglio federale ha scartato i modelli D (sistema governativo parlamentare) ed E (sistema governativo presidenziale). Inoltre, il "modello minimo" A è stato assorbito dalla riforma del 1993, perdendo così la propria peculiarità. Nel messaggio, il Consiglio federale ha dichiarato che andavano considerati seriamente soltanto i modelli B e C. Nel frattempo è nata l'idea di elaborare un modello misto (modello F) che, oltre a tener conto delle obiezioni mosse contro un eventuale aumento del numero dei consiglieri federali, dovrebbe evitare che i compiti di governo e quelli di direzione dello Stato siano affidati a due organi diversi. Detto modello prevede l'istituzione di un governo collegiale con un presidente della Confederazione a tempo pieno; con quest'ultima carica il numero dei consiglieri federali dovrebbe essere portato a otto.</p><p></p><p>Nel novembre dello scorso anno - in occasione di una seduta di riflessione durante la quale si è discusso in modo circostanziato dei maggiori progetti di riforma e delle loro influenze reciproche - il Consiglio federale ha deciso di vigilare affinché la realizzazione delle riforme venisse adeguatamente coordinata dal punto di vista temporale e materiale. La dimensione dei progetti e le scadenze fissate per la loro attuazione sono molto ambiziose. Il Consiglio federale si concentrerà quindi in primo luogo sulla realizzazione della riforma del Governo e dell'amministrazione. D'altro canto, la revisione della Costituzione è assolutamente prioritaria. Il Consiglio federale si occuperà della seconda fase, vale a dire delle modifiche costituzionali, solo quando, con la riorganizzazione dell'amministrazione, sarà stata portata a compimento la prima fase della riforma governativa.</p><p></p><p>Le considerazioni espresse qui sopra valgono anche dopo la reiezione della LOGA nella votazione popolare del 9.6.96. Visto che il Governo è uno degli organi fondamentali dello Stato, sarebbe certamente giustificato inserire la riforma governativa nella revisione della Costituzione federale. In tal modo però, la revisione costituzionale - così com'è attualmente concepita - sarebbe fortemente appesantita dal profilo politico, rischiando inoltre di essere bocciata dal popolo. Va anche considerato che, includendo tale riforma nell'attuale progetto di revisione della Costituzione, si prolungherebbe la procedura di deliberazione e di decisione, tanto più che occorrerebbe ancora sottoporre le disposizioni concernenti la riforma del Governo - le quali potrebbero tra l'altro prevedere un modello di governo non gradito da tutti - alla (indispensabile) procedura di consultazione.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che si debba continuare a seguire la procedura in due fasi adottata nel 1993. Si esprimerà in tal senso anche nel messaggio relativo a una nuova versione della LOGA che intende presentare nel corso dell'autunno prossimo. Occorre quindi attendere i risultati della prima fase della riforma (la cui attuazione è stata ora ritardata dall'esito negativo della votazione popolare del 9 giugno 1996), in modo da poter poi scegliere, sulla base delle conoscenze acquisite, la soluzione più idonea alle circostanze del momento.</p><p></p><p>Nelle discussioni sin qui intavolate, il Consiglio federale ha sempre affermato - e continua ad affermare anche dopo la votazione dello scorso mese di giugno - che sarebbe a suo avviso prematuro passare immediatamente alla seconda fase della riforma. Del resto, il risultato della votazione sopraccitata non ci incoraggia ad accelerare i tempi. È meglio avanzare a piccoli passi ma in modo sicuro, accettando i tempi più lunghi richiesti da una simile procedura, anziché avventurarsi in riforme troppo ambiziose che sarebbero sicuramente bocciate dal popolo.</p><p></p><p>Si rinvia inoltre alla risposta fornita in data odierna dal Consiglio federale alla mozione Kühne (96.3252).</p></text>