Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01255.jsonl.gz/717

Nessuna tregua negli incendi che da giorni stanno devastando la Spagna e in particolare le isole Canarie, ma anche alcuni Paesi dell'area balcanica del Mediterraneo, come la Bosnia e la Croazia, con inevitabili ricadute sul turismo.
In Spagna le fiamme continuano a divampare e hanno provocato la morte di due vigili del fuoco, mentre sono 5.000 le persone evacuate dalla notte scorsa da una zona dell'isola di La Gomera, alle Canarie. Le fiamme scoppiate il 4 agosto hanno già distrutto 800 ettari del parco naturale di Garajonay, santuario di specie rare è considerato patrimonio dell'Unesco. Nelle zone vicine al parco tutti fuggono e si portano con sè ciò che hanno di più caro. La Guardia Civil è arrivata e ha consigliato di andare verso San Sebastian, per precauzione.
Il lavoro dei pompieri "è complicato per le alte temperature, con almeno 35 gradi, dal vento e dalle debole umidità", con un tasso dell'11%, spiegano le autorità dell'isola che chiedono più mezzi. Complessivamente in tutta l'isola sono andati in fumo oltre 4.100 ettari di terreno dal 4 agosto. E non va meglio nel resto della Spagna, dove il Wwf ha calcolato che quest'anno il 65% degli incendi ha distrutto oltre 500 ettari dei siti protetti. U
Centinaia di vigili del fuoco stanno lottando anche nei boschi delle zone meridionale della Croazia e della Bosnia, dove si sono già bruciati circa 1.500 ettari di terreno tra cui pinete, aree da pascolo, oliveti e vigneti. Un dispiegamento di 450 vigili del fuoco e di circa 150 soldati sta combattendo contro le fiamme.
Secondo la Protezione civile nella regione di Skradin un fronte del fuoco ha addirittura minacciato una zona contaminata dalle mine dopo la guerra del 1991-95.