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Incarto n. 10.2004.21 Lugano 26 gennaio 2005 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli segretaria: Locatelli, vicecancelliera sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 22 novembre 2004 presentata dal IS 1 (patrocinato dall'avv. RA 1) relativa al decreto 9 novembre 2004 con cui il Giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ ha designato __________, __________ (__________) curatrice speciale di PI 1, figlio dell'istante; esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: che IS 1, sposato con __________, è padre di PI 1 (22 giugno 1989), sul quale esercita da sé solo la potestà di genitore; che lo stesso IS 1 è intenzionato a donare al figlio la sua proprietà per piani n. 136 ( 7 / 1000 ) del fondo base n. 1821 RFD di __________, con diritto esclusivo sull'appartamento n. 71 al quarto piano, composto di quattro locali; che su tale proprietà per piani gravano pegni per complessivi fr. 350 000.– (fr. 100 000.– in primo grado, fr. 150 000.– in secondo grado e fr. 100 000.– in terzo grado), per un debito effettivo di fr. 250 000.– da assumere solidalmente, in esito al trapasso immobiliare, dal donante e dal donatario; che, ravvisando un possibile conflitto d'interessi, il 9 novembre 2004 IS 1 ha instato davanti al giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ affinché sua madre __________ fosse designata curatrice speciale del figlio e accettasse la donazione in nome e per conto di quest'ultimo; che con decreto di quello stesso giorno, dichiarato immediatamente efficace, il giudice tutelare ha designato __________ quale curatrice speciale, autorizzandola a compiere in nome di PI 1 gli atti indispensabili per formalizzare il trapasso di proprietà; che il 22 novembre 2004 IS 1 ha chiesto la delibazione di tale decreto nel Cantone Ticino; che con dichiarazione del 3 dicembre 2004 __________ ha dichiarato di aderire alla domanda; che nel frattempo, con ordinanza del 24 novembre 2004, il giudice delegato di questa Camera ha fissato all'istante un termine fino al 9 dicembre 2004 per documentare che la decisione prodotta non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva; che il 6 dicembre 2004 l’istante ha fatto seguire quanto richiesto; che, come ha accertato il giudice tutelare italiano, la moglie dell'istante è di ignota dimora e non ha la potestà sul minorenne, di modo che questa Camera ha rinunciato a citarla nelle vie edittali; che nelle circostanze descritte niente osta all'emanazione del giudizio; e considerando in diritto: che in materia di “tutela e altri provvedimenti protettivi” sul piano internazionale l'art. 85 cpv. 1 LDIP dichiara unilateralmente applicabile verso tutti gli Stati esteri – sia per quanto riguarda la competenza e la legge regolatrice, sia per quanto attiene al riconosci­mento di decisioni o provvedimenti stranieri – la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori (RS 0.211.231.01); che tra la Svizzera e l'Italia vige ancora, per quanto riguarda la delibazione di sentenze civili e commerciali, la convenzione del 3 gennaio 1933 circa il riconoscimento e l'esecuzione delle deci­sioni giudiziarie (RS 0.276.194.541), la quale prevarrebbe – di per sé – sull'art. 85 cpv. 1 LDIP (art. 1 cpv. 2 LDIP); che nondimeno, per quanto concerne il riconoscimento di prov­vedimenti stranieri, la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 di­chiarata unilateralmente applicabile dalla Svizzera erga omnes prevede di massima una disciplina più favo­revole, di modo che alla convenzione italo-svizzera del 3 gennaio 1933 conviene far capo ormai solo in via sussidiaria ( Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privat­recht, IPR, Basilea 1996, n. 61 ad art. 85 LDIP); che secondo l'art. 7 della citata convenzione dell'Aia sono rico­nosciute tutte le misure estere prese in materia di protezione dei minori dalle autorità competenti “ in virtù degli articoli che precedono ” ; che competente a norma dell'art. 1 è l'autorità giudiziaria o am­ministrativa “ dello Stato di dimora abituale del minorenne ” ; che nella fattispecie PI 1 dimora abitualmente a __________, onde la competenza del Tribunale ordinario di __________; che le eventualità prospettate, in ordine alla competenza, dagli art. 4 cpv. 4, 5, 6, 8 cpv. 2 e 9 cpv. 2 della convenzione sono estranee al caso concreto; che nelle condizioni descritte occorre ancora verificare la compatibilità del decreto italiano con l'ordine pubblico svizzero (art. 16 della convenzione); che in concreto non v'è ragione per intravedere contrarietà di sorta, la procedura italiana volta all'istituzione di una curatela speciale (art. 78 a 80 del Codice di procedura civile) non scostandosi essenzialmente da quella applicabile nel Ticino per la curatela di rappresentanza (art. 23 segg. e 33 segg. della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele dell'8 marzo 1999), ma garantendo se mai l'intervento aggiuntivo del Pubblico Ministero (art. 336 comma 2 del Codice civile italiano); che, ciò premesso, rimane da accertare il passaggio in giudicato o il carattere definitivo del decreto (art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP); che, come ha dichiarato il 6 dicembre 2004 la direttrice della cancelleria del Tribunale di __________, sezione civile, sul retro della decisione prodotta davanti a questa Camera per la delibazione (firma munita di apostilla), contro il decreto in questione “non può essere proposto reclamo al collegio ed è quindi esecutivo nello Stato”; che in effetti, non potendo acquisire autorità di cosa giudicata, il decreto è diventato formalmente definitivo una volta decorso in­fruttuoso il termine di reclamo ( Picardi, Codice di procedura ci­vile, 2 ª edizione, Milano 2000, n. 2 ad art. 741; Carpi/Colesanti/ Taruffo, Commentario breve al Codice di procedura civile, 4 ª edizione, Milano 2002, n. 9 ad art. 741); che, ultima analisi, il decreto con cui il giudice tutelare ha desi­gnato __________ curatrice speciale del minorenne può essere riconosciuto e dichiarato esecutivo, fermo restando che in concreto le attribuzioni della curatrice rimangono disciplinate dalla legge italiana (criterio di collegamento rimanendo il domicilio abituale del minorenne, salvo che l'attuazione del “ provvedimento protettivo ” richieda atti d'esecuzione in un altro Stato: art. 2 della convenzione combinato con l'art. 7); che gli oneri dell'attuale giudizio vanno a carico dell'istante, non essendovi alcun “soccombente” nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC; che per gli stessi motivi non si attribuiscono ripetibili; vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, pronuncia: 1. L'istanza è accolta, nel senso che il decreto del 9 novembre 2004 con cui il Giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ ha designato __________ come curatrice speciale di PI 1 per accettare, nell'interesse di quest'ultimo, la donazione della proprietà per piani n. 136 del fondo base n. 1821 RFD di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva. 2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 200.– b) spese fr. 50.– fr. 250.– sono posti a carico dell'istante. Non si assegnano ripetibili. 3. Intimazione: –; –. terzi implicati PI 1 Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 10.2004.21 Incarto n.

Incarto n. 10.2004.21

10.2004.21 Lugano 26 gennaio 2005 /rgc Lugano

Lugano 26 gennaio 2005 /rgc

26 gennaio 2005 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli G. A. Bernasconi, presidente,

G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli

Giani e Lardelli segretaria: segretaria:

segretaria: Locatelli, vicecancelliera Locatelli, vicecancelliera

Locatelli, vicecancelliera sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 22 novembre 2004 presentata dal

sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del 22 novembre 2004 presentata dal IS 1 (patrocinato dall'avv. RA 1) IS 1

IS 1 (patrocinato dall'avv. RA 1)

(patrocinato dall'avv. RA 1) relativa al decreto 9 novembre 2004 con cui il Giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ ha designato

relativa al decreto 9 novembre 2004 con cui il Giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ ha designato __________, __________ (__________)

__________, __________ (__________) curatrice speciale di PI 1, figlio dell'istante;

curatrice speciale di PI 1, figlio dell'istante; esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'istanza di delibazione; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che IS 1, sposato con __________, è padre di PI 1 (22 giugno 1989), sul quale esercita da sé solo la potestà di genitore;

in fatto: che IS 1, sposato con __________, è padre di PI 1 (22 giugno 1989), sul quale esercita da sé solo la potestà di genitore; che lo stesso IS 1 è intenzionato a donare al figlio la sua proprietà per piani n. 136 ( 7 / 1000 ) del fondo base n. 1821 RFD di __________, con diritto esclusivo sull'appartamento n. 71 al quarto piano, composto di quattro locali;

che lo stesso IS 1 è intenzionato a donare al figlio la sua proprietà per piani n. 136 ( 7 / 1000 ) del fondo base n. 1821 RFD di __________, con diritto esclusivo sull'appartamento n. 71 al quarto piano, composto di quattro locali; che su tale proprietà per piani gravano pegni per complessivi fr. 350 000.– (fr. 100 000.– in primo grado, fr. 150 000.– in secondo grado e fr. 100 000.– in terzo grado), per un debito effettivo di fr. 250 000.– da assumere solidalmente, in esito al trapasso immobiliare, dal donante e dal donatario;

che su tale proprietà per piani gravano pegni per complessivi fr. 350 000.– (fr. 100 000.– in primo grado, fr. 150 000.– in secondo grado e fr. 100 000.– in terzo grado), per un debito effettivo di fr. 250 000.– da assumere solidalmente, in esito al trapasso immobiliare, dal donante e dal donatario; che, ravvisando un possibile conflitto d'interessi, il 9 novembre 2004 IS 1 ha instato davanti al giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ affinché sua madre __________ fosse designata curatrice speciale del figlio e accettasse la donazione in nome e per conto di quest'ultimo;

che, ravvisando un possibile conflitto d'interessi, il 9 novembre 2004 IS 1 ha instato davanti al giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ affinché sua madre __________ fosse designata curatrice speciale del figlio e accettasse la donazione in nome e per conto di quest'ultimo; che con decreto di quello stesso giorno, dichiarato immediatamente efficace, il giudice tutelare ha designato __________ quale curatrice speciale, autorizzandola a compiere in nome di PI 1 gli atti indispensabili per formalizzare il trapasso di proprietà;

che con decreto di quello stesso giorno, dichiarato immediatamente efficace, il giudice tutelare ha designato __________ quale curatrice speciale, autorizzandola a compiere in nome di PI 1 gli atti indispensabili per formalizzare il trapasso di proprietà; che il 22 novembre 2004 IS 1 ha chiesto la delibazione di tale decreto nel Cantone Ticino;

che il 22 novembre 2004 IS 1 ha chiesto la delibazione di tale decreto nel Cantone Ticino; che con dichiarazione del 3 dicembre 2004 __________ ha dichiarato di aderire alla domanda;

che con dichiarazione del 3 dicembre 2004 __________ ha dichiarato di aderire alla domanda; che nel frattempo, con ordinanza del 24 novembre 2004, il giudice delegato di questa Camera ha fissato all'istante un termine fino al 9 dicembre 2004 per documentare che la decisione prodotta non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva;

che nel frattempo, con ordinanza del 24 novembre 2004, il giudice delegato di questa Camera ha fissato all'istante un termine fino al 9 dicembre 2004 per documentare che la decisione prodotta non può più essere impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva; che il 6 dicembre 2004 l’istante ha fatto seguire quanto richiesto;

che il 6 dicembre 2004 l’istante ha fatto seguire quanto richiesto; che, come ha accertato il giudice tutelare italiano, la moglie dell'istante è di ignota dimora e non ha la potestà sul minorenne, di modo che questa Camera ha rinunciato a citarla nelle vie edittali;

che, come ha accertato il giudice tutelare italiano, la moglie dell'istante è di ignota dimora e non ha la potestà sul minorenne, di modo che questa Camera ha rinunciato a citarla nelle vie edittali; che nelle circostanze descritte niente osta all'emanazione del giudizio;

che nelle circostanze descritte niente osta all'emanazione del giudizio; e considerando

e considerando in diritto: che in materia di “tutela e altri provvedimenti protettivi” sul piano internazionale l'art. 85 cpv. 1 LDIP dichiara unilateralmente applicabile verso tutti gli Stati esteri – sia per quanto riguarda la competenza e la legge regolatrice, sia per quanto attiene al riconosci­mento di decisioni o provvedimenti stranieri – la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori (RS 0.211.231.01);

in diritto: che in materia di “tutela e altri provvedimenti protettivi” sul piano internazionale l'art. 85 cpv. 1 LDIP dichiara unilateralmente applicabile verso tutti gli Stati esteri – sia per quanto riguarda la competenza e la legge regolatrice, sia per quanto attiene al riconosci­mento di decisioni o provvedimenti stranieri – la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minori (RS 0.211.231.01); che tra la Svizzera e l'Italia vige ancora, per quanto riguarda la delibazione di sentenze civili e commerciali, la convenzione del

che tra la Svizzera e l'Italia vige ancora, per quanto riguarda la delibazione di sentenze civili e commerciali, la convenzione del 3 gennaio 1933 circa il riconoscimento e l'esecuzione delle deci­sioni giudiziarie (RS 0.276.194.541), la quale prevarrebbe – di per sé – sull'art. 85 cpv. 1 LDIP (art. 1 cpv. 2 LDIP);

3 gennaio 1933 circa il riconoscimento e l'esecuzione delle deci­sioni giudiziarie (RS 0.276.194.541), la quale prevarrebbe – di per sé – sull'art. che nondimeno, per quanto concerne il riconoscimento di prov­vedimenti stranieri, la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 di­chiarata unilateralmente applicabile dalla Svizzera erga omnes prevede di massima una disciplina più favo­revole, di modo che alla convenzione italo-svizzera del 3 gennaio 1933 conviene far capo ormai solo in via sussidiaria ( Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privat­recht, IPR, Basilea 1996, n. 61 ad art. 85 LDIP);

che nondimeno, per quanto concerne il riconoscimento di prov­vedimenti stranieri, la convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 di­chiarata unilateralmente applicabile dalla Svizzera erga omnes prevede di massima una disciplina più favo­revole, di modo che alla convenzione italo-svizzera del 3 gennaio 1933 conviene far capo ormai solo in via sussidiaria ( Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privat­recht, IPR, Basilea 1996, n. 61 ad art. 85 LDIP); Schwander che secondo l'art. 7 della citata convenzione dell'Aia sono rico­nosciute tutte le misure estere prese in materia di protezione dei minori dalle autorità competenti “ in virtù degli articoli che precedono ” ;

che secondo l'art. 7 della citata convenzione dell'Aia sono rico­nosciute tutte le misure estere prese in materia di protezione dei minori dalle autorità competenti “ in virtù degli articoli che precedono ” ; che competente a norma dell'art. 1 è l'autorità giudiziaria o am­ministrativa “ dello Stato di dimora abituale del minorenne ” ;

che competente a norma dell'art. 1 è l'autorità giudiziaria o am­ministrativa “ dello Stato di dimora abituale del minorenne ” ; che nella fattispecie PI 1 dimora abitualmente a __________, onde la competenza del Tribunale ordinario di __________;

che nella fattispecie PI 1 dimora abitualmente a __________, onde la competenza del Tribunale ordinario di __________; che le eventualità prospettate, in ordine alla competenza, dagli art. 4 cpv. 4, 5, 6, 8 cpv. 2 e 9 cpv. 2 della convenzione sono estranee al caso concreto;

che le eventualità prospettate, in ordine alla competenza, dagli art. 4 cpv. 4, 5, 6, 8 cpv. 2 e 9 cpv. 2 della convenzione sono estranee al caso concreto; che nelle condizioni descritte occorre ancora verificare la compatibilità del decreto italiano con l'ordine pubblico svizzero (art. 16 della convenzione);

che nelle condizioni descritte occorre ancora verificare la compatibilità del decreto italiano con l'ordine pubblico svizzero (art. 16 della convenzione); che in concreto non v'è ragione per intravedere contrarietà di sorta, la procedura italiana volta all'istituzione di una curatela speciale (art. 78 a 80 del Codice di procedura civile) non scostandosi essenzialmente da quella applicabile nel Ticino per la curatela di rappresentanza (art. 23 segg. e 33 segg. della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele dell'8 marzo 1999), ma garantendo se mai l'intervento aggiuntivo del Pubblico Ministero (art. 336 comma 2 del Codice civile italiano);

che in concreto non v'è ragione per intravedere contrarietà di sorta, la procedura italiana volta all'istituzione di una curatela speciale (art. 78 a 80 del Codice di procedura civile) non scostandosi essenzialmente da quella applicabile nel Ticino per la curatela di rappresentanza (art. 23 segg. e 33 segg. della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele dell'8 marzo 1999), ma garantendo se mai l'intervento aggiuntivo del Pubblico Ministero (art. 336 comma 2 del Codice civile italiano); che, ciò premesso, rimane da accertare il passaggio in giudicato o il carattere definitivo del decreto (art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP);

che, ciò premesso, rimane da accertare il passaggio in giudicato o il carattere definitivo del decreto (art. 29 cpv. 1 lett. b LDIP); che, come ha dichiarato il 6 dicembre 2004 la direttrice della cancelleria del Tribunale di __________, sezione civile, sul retro della decisione prodotta davanti a questa Camera per la delibazione (firma munita di apostilla), contro il decreto in questione “non può essere proposto reclamo al collegio ed è quindi esecutivo nello Stato”;

che, come ha dichiarato il 6 dicembre 2004 la direttrice della cancelleria del Tribunale di __________, sezione civile, sul retro della decisione prodotta davanti a questa Camera per la delibazione (firma munita di apostilla), contro il decreto in questione “non può essere proposto reclamo al collegio ed è quindi esecutivo nello Stato”; che in effetti, non potendo acquisire autorità di cosa giudicata, il decreto è diventato formalmente definitivo una volta decorso in­fruttuoso il termine di reclamo ( Picardi, Codice di procedura ci­vile, 2 ª edizione, Milano 2000, n. 2 ad art. 741; Carpi/Colesanti/ Taruffo, Commentario breve al Codice di procedura civile, 4 ª edizione, Milano 2002, n. 9 ad art. 741);

che in effetti, non potendo acquisire autorità di cosa giudicata, il decreto è diventato formalmente definitivo una volta decorso in­fruttuoso il termine di reclamo ( Picardi, Codice di procedura ci­vile, 2 Picardi, ª edizione, Milano 2000, n. 2 ad art. 741; Carpi/Colesanti/ Taruffo, Commentario breve al Codice di procedura civile, 4 Carpi/Colesanti/ Taruffo, ª edizione, Milano 2002, n. 9 ad art. 741); che, ultima analisi, il decreto con cui il giudice tutelare ha desi­gnato __________ curatrice speciale del minorenne può essere riconosciuto e dichiarato esecutivo, fermo restando che in concreto le attribuzioni della curatrice rimangono disciplinate dalla legge italiana (criterio di collegamento rimanendo il domicilio abituale del minorenne, salvo che l'attuazione del “ provvedimento protettivo ” richieda atti d'esecuzione in un altro Stato: art. 2 della convenzione combinato con l'art. 7);

che, ultima analisi, il decreto con cui il giudice tutelare ha desi­gnato __________ curatrice speciale del minorenne può essere riconosciuto e dichiarato esecutivo, fermo restando che in concreto le attribuzioni della curatrice rimangono disciplinate dalla legge italiana (criterio di collegamento rimanendo il domicilio abituale del minorenne, salvo che l'attuazione del “ provvedimento protettivo ” richieda atti d'esecuzione in un altro Stato: art. 2 della convenzione combinato con l'art. 7); che gli oneri dell'attuale giudizio vanno a carico dell'istante, non essendovi alcun “soccombente” nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC;

che gli oneri dell'attuale giudizio vanno a carico dell'istante, non essendovi alcun “soccombente” nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC; che per gli stessi motivi non si attribuiscono ripetibili;

che per gli stessi motivi non si attribuiscono ripetibili; vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, pronuncia: 1. L'istanza è accolta, nel senso che il decreto del 9 novembre 2004 con cui il Giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ ha designato __________ come curatrice speciale di PI 1 per accettare, nell'interesse di quest'ultimo, la donazione della proprietà per piani n. 136 del fondo base n. 1821 RFD di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva. pronuncia: 1. L'istanza è accolta, nel senso che il decreto del 9 novembre 2004 con cui il Giudice tutelare del Tribunale ordinario di __________ ha designato __________ come curatrice speciale di PI 1 per accettare, nell'interesse di quest'ultimo, la donazione della proprietà per piani n. 136 del fondo base n. 1821 RFD di __________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva. 2. Gli oneri processuali, consistenti in:

2. Gli oneri processuali, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 200.–

a) tassa di giustizia fr. 200.– b) spese fr. 50.–

b) spese fr. 50.– fr. 250.–

fr. 250.– sono posti a carico dell'istante. Non si assegnano ripetibili. sono posti a carico dell'istante. Non si assegnano ripetibili. 3. Intimazione:

3. Intimazione: –; –. –;

–; –.

–. terzi implicati terzi implicati

terzi implicati PI 1 PI 1

PI 1 Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello Il presidente La segretaria

Il presidente La segretaria