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L'ultima parola per i rinoceronti bianchi settentrionali dei quali, dopo la morte dell’ultimo maschio Sudan, rimangono solo due esemplari femmina, forse non è ancora stata scritta. Forse c’è ancora una speranza. La sottospecie, si apprende dal sito dell’ONG Wild Aid, potrebbe essere salvata dalla fecondazione in vitro e il ricorso a una madre surrogata, una femmina dell’altra sottospecie di rinoceronte bianco, quella che vive nell’Africa meridionale dove restano circa 20'000 esemplari.
Per evitare l’estinzione è stata avviata una collaborazione tra la riserva Ol Pejeta, lo zoo di Dvur Kralové nella Repubblica Ceca, il Kenya Wildlife Service, la Avantea di Cremona e l'istituto IZW di Berlino. L'intervento prevede il prelievo di ovuli dalle due femmine sopravvissute, la loro fecondazione con lo sperma prelevato negli anni e l'impianto.
Si tratta di una procedura costosissima (servono 9 milioni di dollari) e non priva di rischi che, inoltre, non è mai stata tentata in precedenza sui rinoceronti.
Diem/ANSA