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È stato arrestato senza un motivo particolare, venerdì mattina, all’aeroporto del Cairo. Patrick George Zaky, attivista e ricercatore egiziano di 27 anni, è stato interrogato, torturato e, alla fine, incriminato. Il ricercatore, che studia per il dottorato all’Università di Bologna, stava tornando dalla sua famiglia per una breve visita, quando è stato trattenuto ed è scomparso per le successive 24 ore. È stato prima interrogato al Cairo, poi trasferito nella sua città natale, Mansoura, a circa 120 chilometri a nord est. Proprio lì si trova dall’8 febbraio in detenzione preventiva ed è previsto che vi resterà per almeno 15 giorni
Le tortureNessuno, compresi i suoi genitori, è stato inizialmente informato del suo arresto. Ha subito un interrogatorio di 17 ore, bendato e ammanettato tutto il tempo, con minacce, colpi a stomaco, schiena e torturato con scosse elettriche. I dettagli sulla detenzione dell'attivista e ricercatore sono denunciati da Amnesty International Italia.
La denuncia di Amnesty"È stato interrogato sul suo lavoro sui diritti umani e sullo scopo della sua permanenza in Italia e più volte minacciato, colpito allo stomaco, alla schiena e torturato con scosse elettriche", scrive Amnesty in un tweet. "Secondo il suo avvocato i funzionari dell'Agenzia di sicurezza nazionale (Nsa) hanno tenuto Patrick bendato e ammanettato per tutto l'interrogatorio durato 17 ore all'aeroporto e poi in una località non resa nota dell'Nsa a Mansoura".