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I politici spagnoli devono muoversi ora in uno "scenario diabolico", dopo il risultato delle politiche di domenica che hanno eletto un parlamento frammentato, senza maggioranza, per uscire dalla crisi, scrive oggi El Pais.
Dopo i veti incrociati espressi ieri dai principali partiti, un accordo che garantisca la governabilità del paese è possibile solo se qualche leader rinuncia almeno in parte alle 'linee rossè tracciate dopo il voto, rileva il quotidiano.
Il premier uscente il popolare Mariano Rajoy, primo arrivato ma senza maggioranza, ha rivendicato di tentare per primo di formare il nuovo esecutivo. Ha annunciato che cercherà l'appoggio di partiti - senza citarli - che condividono le proprie convinzioni essenziali: secondo la stampa tenterà quindi trattative con Ciudadanos e Psoe.
I socialisti hanno però indicato per ora che voteranno contro l'investitura di Rajoy e il leader di Ciudadanos Albert Rivera ha detto che non appoggerà un governo del Pp ma si limiterà all'estensione al momento della investitura.
Il segretario di Podemos Pablo Iglesias ha posto come condizione ad un eventuale patto alternativo con i socialisti la tenuta di un referendum vincolante sulla indipendenza della Catalogna, che il Psoe per ora rifiuta. Diversi baroni socialisti si sono inoltre pronunciati contro una ipotetica alleanza alternativa con i post-indignados.
SDA-ATS