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Il Leone di Lucerna è uno dei monumenti più famosi e riconoscibili della città di Lucerna e dell’intera Svizzera. Ma qual è la sua storia? E quali sono state le controversie sorte negli anni attorno a esso? Scopriamolo.
Il 10 agosto 2021 si celebreranno i 200 anni dall’inaugurazione del Leone di Lucerna ("Löwendenkmal Luzern" in Tedesco), uno dei monumenti più famosi del nostro paese nonché simbolo della città di Lucerna.
Progettato e scolpito tra il 1820 e il 1821, questo monumento si trova in una zona della città sopraelevata, non molto vicino al centro storico. Il monumento raffigurante un leone agonizzante è lungo circa 10 metri e largo poco meno di 6 metri. Esso porta con sé una storia molto particolare, che nel corso dei secoli ha fatto emergere anche qualche controversia di natura storico-politica. Scopriamo insieme perché.
Leone di Lucerna: breve storia della sua costruzione
La creazione di questo monumento viene ricondotta a un tragico evento storico verificatosi in Francia durante la Rivoluzione Francese: la presa del Palazzo di Tuileries (10 agosto 1792) da parte dei rivoltosi armati. Questo evento storico ebbe una notevole influenza, dato che gli storici identificano proprio a partire da quella data l’inizio del "Terrore", una fase rivoluzionarie caratterizzata da una dilagante violenza.
Durante l’assalto persero la vita numerose guardie svizzere arruolate tra le fila Realiste, 26 dei quali erano gli ufficiali i cui nomi sono riportati sulla facciata del monumento. Nel 1819 (quasi 30 anni dopo) l’ufficiale delle guardie svizzere Karl Pfyffer von Altishofen (1771-1840) volle rendere omaggio ai caduti con un monumento che ne ricordasse il sacrificio. Una volta assoldati lo scultore danese Bertel Thorvaldsen e il collega tedesco Lukas Ahorn, von Altishofen dettò le linee guida per la realizzazione dell’opera, la quale doveva recare tutti i nomi degli ufficiali deceduto più il computo dei morti e dei sopravvissuti dall’assalto del palazzo.
Nel 1821 il monumento fu ultimato ed inaugurato. Thorvaldsen e Ahorn scelsero di rappresentare il sacrificio della Guardia svizzera per mezzo di un fioro leone morente, con la zampa appoggiata su di uno scudo recante il giglio della monarchia francese accostato a un secondo scuso recante la croce svizzera.
Un monumento alquanto iconico e controverso
Per quanto nel corso dei secoli questo monumento sia divenuto una delle principali attrazioni di Lucerna, il Lone non riesce a togliersi di dosso una lunga serie di controversie che ancora oggi destano scalpore in parte dell’opinione pubblica svizzera.
Già nei primi decenni dalla sua inaugurazione il Leone di Lucerna finì per attirare su di sé l’astio dei liberali svizzeri, che lo consideravano un monumento di impronta reazionaria. Dopotutto lo stesso von Altishofen era molto vicino agli ambienti svizzeri più conservatori e tradizionalisti. Il dettaglio del giglio fu inoltre interpretato come un simbolo di vicinanza a una potenza straniera, elemento che nella Svizzera di inizio ’800 non veniva visto molto di buon occhio.
Come se non bastasse, gli storici moderni concordano sul fatto che le stime riportato da von Altishofen sui caduti siano state volutamente gonfiate per rendere ancora più eroico il sacrificio della Guardia.
A partire dagli anni ’30 dello scorso secolo il Leone finì per diventare anche il luogo di ritrovo di alcuni movimenti di Estrema Destra militaristi e filo-nazisti, e in tempi più recenti è stato persino accusato di essere un monumento razzista. Quest’ultima particolare accusa è stata scagliata da alcune personalità vicine al movimento statunitense "Black Lives Matter", le quali hanno evidenziato la grande somiglianza tra questo monumento e un monumento presente nel cimitero Oakland di Atlanta sulla lapide del milite ignoto confederato.
Nonostante tutto questo, non si può negare il fatto che questo iconico monumento sia uno dei simboli più riconoscibili del nostro paese.
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