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<h2>SubmittedText<h2><p>Con la "Marcia per la vita" s'intende dare ogni settembre un segnale comune a favore della vita. Nel 2019 la manifestazione ha avuto luogo a Zurigo. Autonomi di sinistra, per lo più a volto coperto, hanno bloccato strade, incendiato cassonetti e aggredito i pompieri che cercavano di spegnere gli incendi. Hanno inoltre ferito poliziotti lanciando loro bottiglie, sassi e altri oggetti e danneggiato gravemente veicoli della polizia. Quest'anno, la manifestazione non è stata autorizzata per ragioni di sicurezza ed è stato addirittura rescisso a breve termine il contratto di locazione dei locali a Winterthur in cui era previsto un evento pacifico. Tutto ciò perché teppisti violenti di sinistra erano intenzionati a disturbare e impedire la manifestazione. </p><p>Chiedo quindi al Consiglio federale quanto segue.</p><p>Cosa intende intraprendere per garantire la libertà di espressione a tutti i gruppi di persone?</p><p>Ritiene anch'esso che le misure adottate contro i manifestanti pacifici rappresentino una capitolazione di fronte ai violenti e mettano dunque in pericolo la nostra democrazia?</p><p>Reputa che un modo di procedere più coerente contro i teppisti violenti potrebbe in futuro costituire il giusto segnale per farli smettere?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il disciplinamento dell'utilizzo dello spazio pubblico non compete alla Confederazione, bensì ai Cantoni e ai Comuni, che devono rispettare i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione federale (Cost.; RS 101). La libertà d'opinione e d'informazione di cui all'articolo 16 Cost. tutela il diritto di ognuno di formarsi liberamente la propria opinione, di esprimerla e diffonderla senza impedimenti. La libertà di riunione di cui all'articolo 22 Cost. prevede il diritto di organizzare riunioni e di parteciparvi, oppure no. Le libertà d'opinione e di riunione possono essere ristrette nel rispetto delle condizioni stabilite nell'articolo 36 Cost. (base legale, interesse pubblico o protezione di diritti fondamentali altrui, proporzionalità, intangibilità nella loro essenza).</p><p>La dottrina e la giurisprudenza concordano sul fatto che le autorità competenti devono, a determinate condizioni, mettere a disposizione il suolo pubblico per lo svolgimento di manifestazioni. In base alla libertà di opinione e di riunione, il Tribunale federale riconosce in linea di massima un diritto condizionato a utilizzare il suolo pubblico per manifestazioni con effetto di appello (DTF 132 I 260, consid. 3). Tali manifestazioni costituiscono un uso accresciuto dello spazio pubblico, poiché ne limitano l'utilizzo da parte di altre persone. Le autorità competenti possono pertanto sottoporre le manifestazioni a un obbligo di autorizzazione. Devono ponderare gli interessi dei diversi utenti dello spazio pubblico i cui diritti fondamentali sono limitati. La garanzia della sicurezza e il mantenimento dell'ordine pubblico rivestono un'importanza fondamentale in questo contesto. Le considerazioni in materia di sicurezza non devono tuttavia annullare il diritto a dimostrare. Le autorità sono tenute ad adottare misure adeguate, in particolare ad assicurare una protezione di polizia sufficiente, per garantire che le manifestazioni pubbliche possano effettivamente avere luogo senza venir turbate o impedite da cerchie di oppositori (DTF 132 I 256, consid. 3, pag. 259; DTF 127 I 164, consid. 3, pag. 169). Condizioni e oneri relativi a un orario o al luogo sono ammissibili e una manifestazione può persino essere vietata se i mezzi necessari per garantire la sicurezza e l'ordine pubblici non sono sufficienti o possono essere messi a disposizione soltanto con un onere sproporzionato (DTF 132 I 259, consid. 4.3, pag. 263). Il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire sul piano federale.</p><p>2 e 3. Non essendo competente in materia, il Consiglio federale non prende posizione in merito né a singole manifestazioni né alle misure adottate dalle autorità responsabili. Contro le loro decisioni possono essere adite le vie legali, come successo nel caso cui fa riferimento l'autrice dell'interpellanza. </p>  Risposta del Consiglio federale.