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La chiesa conventuale risalente a sette secoli fa non costituisce solo una pregevole testimonianza dell’universo della fede medievale, bensì anche un massiccio monumento alla dinastia degli Asburgo.
La chiesa del convento di Königsfelden rappresentava un tempo il fulcro di un grande e importante duplice complesso che ospitava gli ordini religiosi dei francescani e delle clarisse. Oltre a fungere da punto di riferimento per i monaci e le monache residenti, era stato concepito anche e soprattutto un luogo commemorativo per il re Alberto I morto assassinato e della dinastia asburgica in sé.
La chiesa conventuale
Il convento di Königsfelden fu una donazione, risalente a oltre 700 anni fa, della regina asburgica Elisabetta di Tirolo-Gorizia e Carinzia a seguito dell’assassinio del suo consorte, il re Alberto I d’Asburgo, nel 1308. Il convento fu edificato come luogo commemorativo per la salvezza dell’anima del re Alberto e degli altri membri della famiglia scomparsi. Testimonianza di ciò sono il cenotafio con la cripta sottostante, che oggi tuttavia non ospita più alcuna tomba. Dopo la regina Elisabetta, altri dieci esponenti degli Asburgo furono sepolti qui.
La chiesa è una basilica; questa struttura architettonica consta di uno spazio suddiviso in tre settori: la navata centrale rialzata, illuminata da finestre proprie, e due navate laterali minori. La navata sfocia nel coro, davanti al quale è posto una specie di portico, il cosiddetto pontile.
Il coro rappresenta l’elemento fondamentale della struttura della chiesa non solo in relazione alla pittura vetraria delle finestre, ma anche dal punto di vista architettonico. La chiave di volta al centro del soffitto e decorata con un’immagine di Cristo e, lateralmente, con l’iscrizione “Rex Albertus” (Re Alberto). Sotto ad essa si trovava un tempo l’altare centrale della chiesa conventuale; il re assassinato è in tal modo sempre presente nel punto più sacro della chiesa.
Sulla destra, nella parete sud, è posta una vasca, la cosiddetta piscina, che serviva per la lavanda liturgica delle mani. Accanto ad essa, scolpiti nella roccia, sono collocati i seggi dei sacerdoti. Il pavimento del coro è in alcuni punti ancora quello originale del XIV secolo, mentre le parti mancanti sono state sostituite da rimpiazzi realizzati nel medesimo stile.
Ulteriori dotazioni
Proprio accanto al cenotafio si può ammirare un oggetto molto raro: si tratta di un pulpito in legno mobile, che è stato analizzato nel 2011. Esso risale ai tempi della fondazione del convento (1314–1330) ed è uno dei pochi esempi esistenti di questi tipo conservatisi fino ai giorni nostri.
Nella navata si trovano varie pietre tombali, la maggior parte delle quali risalente all’epoca della signoria bernese, e solo poche provenienti da tombe medievali. Sulla parete della navata laterale settentrionale sinistra è presente una tavola dipinta del XVII secolo, che ritrae al centro il duca Leopoldo III d’Asburgo, affiancato da 27 cavalieri tutti caduti insieme a lui nella battaglia di Sempach del 1386. Leopoldo III fu l’ultimo Asburgo inumato nella cripta di Königsfelden.
Sulla parete opposta si trova un’altra tavola con i blasoni dei precettori di Berna, che amministrarono il convento dopo la fine del dominio asburgico.
Osservando la navata dal coro, si può notare una porta murata all’altezza delle finestra proprio nei pressi dell’ingresso: essa fungeva da collegamento tra il convento femminile e la chiesa, e conduceva a un matroneo oggi non più esistente, da cui le monache potevano assistere alle messe nella chiesa.
Il complesso del convento
Una passeggiata intorno alla chiesa conduce all’area del convento, dove un tempo vivevano i monaci francescani e le clarisse.
All’atto della fondazione del convento di Königsfelden, venne decretato nel documento ufficiale di edificare due conventi sulla stessa area, dando così vita a un doppio complesso.
In origine la chiesa era cinta su ambo i lati da un convento: a nord si trovava il convento francescano, di cui solo il cosiddetto locale d’archivio con soffitto a volta (il cui vero scopo è tuttora ignoto) è sopravvissuto alla demolizione del 1870. Esso contiene pitture murali dei cavalieri caduti nella battaglia di Sempach del 1836, che funsero da modello per le tavole di legno successive, realizzate nel XVII secolo, presenti nella navata. Le altre parti del convento francescano sono contrassegnate da lastre di pietra incastonate nel pavimento.
A sud si ritrovano altre parti del convento femminile, ad esempio il chiostro. Gli edifici circostanti, nella loro attuale estensione, danno solo un’idea approssimativa delle imponenti costruzioni del convento un tempo presenti su questo lato. Sulla via del ritorno alla chiesa, la passeggiata conduce attraverso l’antica corte di commercio con vari edifici; questi ultimi furono ricostruiti o completamente trasformati durante l’epoca della signoria bernese, tra cui in particolare la sovrintendenza con la sua torre scalare e il portale rinascimentale.
L’intera area a ovest della facciata della chiesa, in epoca medievale, era circondata da edifici adibiti a uso commerciale del potente convento di Königsfelden.