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L'improvvisa decisione del Roland Garros di rinviare il torneo al mese di settembre non ha trovato la comprensione dei tennisti. Anzi.
È arrivata come un fulmine a ciel sereno. La notizia dello spostamento del Grande Slam parigino al mese di settembre ha lasciato sbigottiti gli stessi protagonisti del circuito. Il metodo di comunicazione e la mancata consultazione con l'ATP e con altri tornei non sono andati giù a molti tennisti e addetti ai lavori.
Jon Wertheim, giornalista attivo per Tennis Channel, ha parlato con uno dei tennisti di punta del circuito, citando le sue parole senza però farne il nome. «Il Roland Garros ha chiesto il perdono, non il permesso - avrebbe detto un giocatore ai vertici del ranking ATP - questo perché sapevano che nessuno gli avrebbe dato il via libera per fare una cosa del genere. Sinceramente non sono sicuro che verranno perdonati».
Critiche e sbigottimento
Non sono mancate anche le critiche trasparenti. Diego Schwartzman è stato uno dei primi a metterci la faccia. All'argentino, numero 13 della classifica ATP, non è piaciuto come il torneo parigino ha gestito la comunicazione: «Ancora una volta veniamo a conoscenza dei fatti su Twitter».
Fra le donne una delle prime a reagire è stata l'ex numero uno Naomi Osaka. «Scusate???», così si è espressa sui social media riguardo al cambiamento delle date dei French Open la giapponese cresciuta negli Stati Uniti fra New York e la Florida.
Anche gli US Open saranno ritardati?
Dall'altra parte dell'Atlantico, anche negli Stati Uniti si è in piena emergenza Coronavirus. Gli US Open, in programma come di consueto a cavallo fra il mese di agosto e settembre, se giocato regolarmente terminerebbe appena 7 giorni prima dell'ipotetico inizio del Roland Garros. Una congestione di appuntamenti di primo piano non da poco...
«La programmazione e l'organizzazione degli US Open di quest'anno continuano come da programma. Per ora non è ancora il caso di modificare il nostro calendario», ha fatto sapere l'Associazione statunitense di tennis.
«Questi sono tempi senza precedenti - ha proseguito l'USTA - noi stiamo valutando tutte le opzioni, inclusa la possibilità di spostare il torneo in una data successiva».
«In un momento in cui il mondo si sta unendo, riconosciamo che la decisione di un rinvio non dovrebbe essere presa in modo unilaterale. Di conseguenza ogni provvedimento verrà preso solo dopo aver consultato gli altri tornei del Grande Slam, la WTA, l'ATP, l'ITF e i nostri partner, compresa la Laver Cup», hanno poi concluso il comunicato gli organizzatori degli US Open fra gli applausi del mondo tennistico al completo.
Una lezione di stile rivolta ai parigini.