Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/210698

<h2>SubmittedText<h2><p>L'8 maggio 1945 il regime nazista si arrese alle forze alleate. La vittoria degli alleati liberò anche la Svizzera da una minaccia senza precedenti nella storia europea.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale:</p><p>1. Concorda che l'8 maggio è un giorno di festa per la Svizzera, la sua libertà e la sua democrazia che deve essere degnamente commemorato? In che modo intende eventualmente farlo? Per esempio con una dichiarazione ufficiale? O invitando le chiese nazionali a suonare le campane?</p><p>2. Non ritiene che, quale segno di gratitudine, s'impongano atti concreti di solidarietà? Per esempio, accogliere un determinato numero di rifugiati particolarmente perseguitati, se possibile concertando l'operazione a livello internazionale?</p><p>3. È disposto a versare inoltre un sostanzioso contributo supplementare all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che presta un aiuto indispensabile nelle regioni di crisi ma è cronicamente sottofinanziato, come già accadde a suo tempo con il "Dono svizzero alle vittime della guerra"?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Pur consapevole del significato che gli eventi dell'8 maggio 1945 rivestono per la storia europea e svizzera, il Consiglio federale, che rimanda in merito al suo parere in risposta alla mozione Fehr Jacqueline 14.3338, non organizzerà celebrazioni proprie per i 75 anni dalla fine della guerra. La Svizzera partecipa però regolarmente a giornate in commemorazione delle vittime dell'Olocausto. Inoltre, prenderà parte ai festeggiamenti dell'ONU per i 75 anni dalla sua fondazione e al dialogo mondiale che si propone di rilevare l'opinione delle popolazioni sulla visione del futuro dell'ONU.</p><p>2. In linea con la sua tradizione umanitaria, dal 2013 la Svizzera partecipa al programma di reinsediamento dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), dimostrando così già oggi la sua solidarietà internazionale. Nel quadro di questo programma il nostro Paese ha finora fornito protezione a 4343 persone vulnerabili (soprattutto vittime del conflitto siriano). Lo scorso anno il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera continuerà a partecipare al programma di reinsediamento e che negli anni 2020 e 2021 accoglierà fino a 1600 ulteriori persone bisognose di protezione.</p><p>3. Nella seduta del 7 giugno 2019 il Consiglio federale ha deciso di sostenere l'ACNUR con 125 milioni di franchi per il periodo 2019-2022. Questi fondi sono impiegati per l'attività svolta nelle regioni di crisi.</p>  Risposta del Consiglio federale.