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BASILEA - Il tribunale penale di Basilea ha prosciolto oggi cinque attivisti per il clima che nel luglio del 2019 avevano partecipato al blocco dell'entrata della sede centrale di UBS nella città sul Reno.
La vicenda è approdata in tribunale perché gli imputati hanno fatto ricorso contro i decreti di accusa pronunciati dal ministero pubblico di Basilea, che li aveva condannati a pene pecuniarie. L'attivista più pesantemente sanzionato era stato condannato a 150 aliquote giornaliere di 30 franchi ciascuna. I cinque hanno dovuto tra l'altro rispondere di reati di danneggiamento, coazione e sommossa. Nel frattempo, lo scorso dicembre, UBS ha ritirato le denunce penali: il Codice di procedura penale prevede che il danneggiato possa in ogni tempo dichiarare di rinunciare ai suoi diritti. La rinuncia è definitiva.
Cosa accadde l'8 luglio 2019 - Gli imputati, l'8 luglio del 2019, avevano partecipato a un'azione promossa dal movimento Collective Climate Justice (collettivo per la giustizia climatica) e bloccato l'ingresso principale dell'edificio di UBS nella Aeschenplatz, in cui sono concentrate le attività amministrative dell'istituto di credito.
Avevano ammassato davanti all'entrata cataste di rami e sporcato le facciate con segni tracciati col carbone. Intendevano protestare contro gli investimenti della grande banca nelle fonti di energia fossile.
Lo stesso giorno una manifestazione analoga si era svolta a Zurigo presso la sede del Credit Suisse, sulla centralissima Paradeplatz. Anche in questo caso la procura ha emesso dei decreti d'accusa, contro cui è stato fatto ricorso.