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BERNA - Il Consiglio Federale ha deciso oggi di sottoporre due oggetti al giudizio del popolo. Il 29 novembre i cittadini svizzeri saranno infatti chiamati alle urne per esprimersi su due iniziative popolari: «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente» e «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico».
Imprese responsabili - La prima iniziativa popolare, depositata il 10 ottobre del 2016, chiede che le imprese che hanno la loro sede statutaria, l'amministrazione centrale o il centro d'attività principale in Svizzera debbano rispettare, sia nella Confederazione che all'estero, i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali. Secondo l'articolo costituzionale proposto, le imprese potranno inoltre «essere chiamate a rispondere non soltanto dei propri atti, ma anche di quelli delle imprese che controllano economicamente senza parteciparvi sul piano operativo».
«Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» - La seconda iniziativa popolare in votazione, depositata il 21 giugno 2018, vuole vietare alla BNS e alle Casse pensione di investire nelle imprese che realizzano oltre il 5 per cento del loro giro d'affari annuo con la fabbricazione di materiale bellico. Inoltre, secondo gli iniziativisti - Giovani Verdi, PS e una quarantina di organizzazioni - la Confederazione dovrebbe esigere determinate condizioni da banche e assicurazioni. Tra i finanziamenti vietati figurano, per esempio, la concessione di crediti, mutui e donazioni oppure la partecipazione e l'acquisto di titoli e quote di prodotti finanziari quali investimenti collettivi di capitale o prodotti strutturati.
Il Consiglio federale ha inoltre adottato la circolare destinata ai Governi cantonali concernente la consultazione popolare del 27 settembre. Considerata la situazione epidemiologica, attualmente non è necessario che la Confederazione adotti provvedimenti specifici volti a garantire il regolare svolgimento della votazione. «Qualora la situazione dovesse peggiorare sensibilmente - precisa il Consiglio federale in una nota - potrebbe tuttavia rivelarsi necessario adottare ulteriori misure concernenti ad esempio le operazioni di voto o di spoglio».