Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/106696

<h2>SubmittedText<h2><p>Siamo a conoscenza di casi in cui gli URC hanno dichiarato un genitore - il più delle volte la madre - non idoneo al collocamento perché sprovvisto di una possibilità di custodia dei figli esterna alla famiglia. In un periodo di forte disoccupazione, sapendo che in Svizzera mancano 120 000 posti nelle strutture di custodia esterne alla famiglia (COFF) e che le donne sono spesso le prime vittime della recessione, poniamo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è a conoscenza di tali casi? È in grado di stimare quanti siano i casi simili?</p><p>2. Il Consiglio federale può garantire che le pratiche degli URC riguardanti i genitori con figli a carico non entrino in conflitto con l'articolo costituzionale sulla parità dei sessi?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a far redigere un rapporto sulla questione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La penuria di posti per la custodia di bambini è un problema di politica familiare. Il programma della Confederazione volto a promuovere la creazione di nuovi posti per la custodia di bambini ha proprio come scopo quello di combattere questa carenza e ha già permesso di creare più di 30 000 posti supplementari. Nel suo messaggio del 17 febbraio 2010, il Consiglio federale propone al Parlamento di prolungare di quattro anni il programma che scade a fine gennaio 2011.</p><p>1. Il Consiglio federale non dispone di dati sulla quantità di madri disoccupate per le quali il problema della custodia dei figli ha comportato una non idoneità al collocamento. Tuttavia l'esame delle decisioni in materia di idoneità al collocamento effettuato dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) permette di stimare che si tratta di pochi casi. La ragione di tale numero ridotto risiede nel fatto che l'assicurazione contro la disoccupazione si dimostra pragmatica non fissando esigenze per quanto riguarda il tipo di custodia scelta dai genitori.</p><p>2. Il rapporto della SECO del 15 dicembre 2006 sulla discriminazione nel settore dell'assicurazione contro la disoccupazione ha permesso di sensibilizzare gli organi d'esecuzione e gli Uffici regionali di collocamento (URC) a questa problematica proponendo diverse misure.</p><p>- La circolare sull'assicurazione contro la disoccupazione del mese di gennaio 2007 che prescrive di procedere con le donne in disoccupazione nello stesso modo come con qualsiasi altro assicurato. La prova dell'idoneità al collocamento sarà solamente richiesta in caso dubbio e non sin dall'iscrizione alla disoccupazione. Tale pratica è ampiamente applicata.</p><p>- Due conferenze destinate agli URC sono state organizzate: giornata dell'Associazione degli uffici svizzeri del lavoro (AUSL) del 12 novembre 2009 (Questions actuelles du monde du travail) e conferenza gender del 25 gennaio 2007 (AUSL/SECO; "Gleichstellung in der Beratung im RAV").</p><p>- Un articolo pertinente è stato pubblicato nella rivista "Panorama" 5/2006.</p><p>- La SECO sta inoltre elaborando un programma sul tema che comporta l'offerta di strumenti di vigilanza, l'adozione di misure obbligatorie da parte degli URC e l'informazione degli assicurati tramite opuscoli. Il progetto ha dovuto essere sospeso a causa dei lavori legislativi in corso sull'assicurazione contro la disoccupazione. I lavori saranno però ripresi nel 2011.</p><p>3. Le misure citate dimostrano che il tema della discriminazione femminile è preso in considerazione nell'ambito dell'esecuzione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione. Attualmente il Consiglio federale non ritiene necessario fare redigere un rapporto a tale riguardo.</p>  Risposta del Consiglio federale.