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TEL AVIV - Nel maggio scorso il presidente palestinese Abu Mazen (83 anni) si è trovato in condizioni critiche e durante il ricovero a Ramallah il suo entourage perse ormai ogni speranza.
Lo rivela oggi in un'intervista a Maariv il segretario generale del Comitato esecutivo dell'Olp Saeb Erekat. ''Sia lui che io siamo tornati dal mondo dei morti'', afferma, riferendosi anche al proprio trapianto dei polmoni. ''Io per due minuti e 40 secondi sono stato in condizioni di morte clinica il 12 ottobre 2017, durante il trapianto''.
''Abu Mazen - prosegue - è già morto nel maggio scorso, con una gravissima polmonite, ma in un modo o nell'altro è tornato. Il livello di proteine nel suo sangue era 391, mentre in un uomo sano è compreso fra 0 e 5. Io, nei momenti più difficili, sono arrivato a 271. Invece lui, con 391, con un'infiammazione grave ai polmoni, con 42 gradi di febbre, mentre nessuno pensava che ce la facesse, è tornato''.
Erekat - che è stato il negoziatore capo palestinese - si dice ora totalmente sfiduciato. ''Abu Mazen ed io abbiamo fatto tutto il possibile per la pace. Ma Israele non vuole. Non resta più niente da fare. Tutto è finito''.
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