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Il Tribunale federale ha bloccato la restituzione dei fondi depositati in Svizzera dalla famiglia dell'ex dittatore Jean-Claude Duvalier. L'Ufficio federale di giustizia (UFG) avrebbe voluto consegnare i 4,6 milioni di dollari alle autorità del paese caraibico affinché fossero impiegati per il bene della popolazione. Ma secondo la massima Corte elvetica manca la base legale per farlo, perché i reati contestati a Baby Doc" Duvalier sono ormai caduti in prescrizione.
Le autorità haitiane accusano Duvalier di aver saccheggiato le casse dello Stato con l'aiuto di persone del suo entourage. L'ex presidente, rimasto in carica dal 1971 fino alla sua fuga nel 1986, avrebbe poi depositato all'estero i fondi sottratti, pari a diverse centinaia di milioni di dollari. In seguito alla richiesta avanzata da Haiti, l'UFG aveva bloccato i conti, chiedendo lumi sulla provenienza dei fondi.
Dato che il clan Duvalier non era stato in grado di fornire informazioni dettagliate sul denaro bloccato in Svizzera, la scorsa primavera l'UFG ne aveva ordinato la restituzione alle autorità di Haiti. Una decisione confermata poi in estate dal Tribunale penale federale contro la quale il clan Duvalier aveva poi fatto ricorso.
Il 12 gennaio – alla vigilia del terremoto che ha devastato l’isola – il Tribunale federale ha però nuovamente bloccato la restituzione dei fondi al popolo di Haiti. Stando alla massima corte elvetica, la richiesta di assistenza giudiziaria può essere accolta unicamente se il reato per il quale Duvalier è accusato – ossia la partecipazione ad un’organizzazione criminale – non è caduto in prescrizione. Per reati simili, il termine di prescrizione è di 15 anni e nel caso Duvalier ha preso avvio nel 1986.
Poco importa se altri crimini commessi dal clan - come quello di assassinio - abbiano una prescrizione di 30 anni: occorre che fra i beni bloccati e le accuse vi sia un legame diretto. «I fondi del clan Duvalier non sono frutto di infrazione contro la vita o l'integrità personale, ma solo di malversazioni», afferma il TF. La restituzione degli averi di ex dittatori si scontra a diversi ostacoli, precisa il Tribunale federale al termine della sua sentenza, pubblicata mercoledì. Le condizioni sancite dalla Legge sull’assistenza internazionale in materia penale (AIMP) sono troppo «severe per questo genere di casi».
Il denaro in questione è bloccato dal 1986 e secondo gli avvocati della famiglia appartiene alla madre dell'ex dittatore 59enne, deceduta nel 1997. In mancanza di un procedimento penale ad Haiti la Svizzera si era rifiutata di restituire i fondi già nel 1991 e nel 2002. Nel febbraio 2009 l'UFG aveva però accolto una nuova domanda presentata dalle autorità di Port-au-Prince.
swissinfo.ch e agenzie