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BERNA - Robert Huber, presidente dal 1985 al 2012 dell'associazione degli Jenisch e Sinti di Svizzera "Radgenossenschaft der Landstrasse", è morto mercoledì. Aveva 83 anni ha reso noto stamani la principale organizzazione dei nomadi Jenisch.
Durante la sua vita Huber si è impegnato per garantire le basi dell'esistenza e la cultura delle persone nomadi. In particolare si è battuto per la creazione di aree di accoglienza. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Fischhof contro il razzismo e l'antisemitismo.
Nel periodo attorno al 1936 la sua famiglia era stata divisa nell'ambito del programma di Pro Juventute "Kinder der Landstrasse" (bambini di strada). Circa 600 bambini nomadi furono strappati ai loro genitori fra il 1926 e il 1972, con l'intento di porre un freno al "vagabondaggio" e collocati presso genitori affidatari, istituti, cliniche psichiatriche e orfanotrofi.
La maggior parte di questi bambini ricevette una formazione scolastica scarsa o addirittura inesistente. Oltre l'80% di loro non ebbe alcuna possibilità di scegliere un mestiere. Più di un quarto fu dichiarato criminale e piazzato in un istituto chiuso.
Nel giugno del 1986 l'allora consigliere federale Alphons Egli si era scusato ufficialmente a nome della Confederazione per l'opera di assistenza "bambini della strada". In Svizzera gli Jenisch e Sinti sono circa 35'000, di cui 5000 conducono vita nomade.