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Era soprannominata “la donna più veloce del mondo” e non a caso. Nel 2013 la pilota statunitense Jessi Combs aveva raggiunto per la prima volta il record di velocità su terra sfrecciando su un’automobile lanciata a 640 chilometri orari. Nel tentativo di battere se stessa però la 39enne ha perso la vita schiantandosi nel deserto di Alvord, in Oregon, lo scorso martedì.
Non sono ancora note le cause dell’incidente, la donna era una pilota esperta e aveva già battuto il suo record precedente nel 2016, raggiungendo la velocità massima di 768.61 chilometri orari. La vettura che stava provando, la North American Eagle, era un’automobile speciale lunga 17 metri e progettata con un motore a reazione di circa 45mila cavalli. La notizia del mortale incidente è stata diffusa dallo sceriffo della contea di Haney, dove è avvenuto l’incidente. Le prove si stavano svolgendo nel letto di un lago prosciugato e le dinamiche che hanno portato alla morte della donna saranno oggetto di un’inchiesta.
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Laureata al Wyoming Technical College con una tesi sulle tecniche di fabbricazione automobilistica, Jessi Combs era un’esperta nel settore. Pilota, costruttrice di automobili e personalità pubblica Jessi si era posta l’obiettivo di far riconoscere il suo record e batterlo. Purtroppo nel 2013 la sua impresa non aveva avuto un riconoscimento ufficiale a causa di un problema meccanico della vettura che aveva utilizzato all’epoca ma di fatto la donna aveva battuto il leggendario primato di Lee Breedlove che 48 anni prima aveva raggiunto la velocità di 495 chilometri orari. Quello a cui Jessi mirava però era battere l’impresa della stunt woman Kitty O’Neil che nel 1976 aveva raggiungo la velocità di 825 chilometri all’ora su un veicolo speciale a tre ruote.
Numerosi i titoli vinti negli anni: l’Ultra 4 King of the Hammers, l’Ultra 4 National Championship e l’ Ultra 4 Stampede Legends Class solo per citarne alcuni. Oltre a questo le quattro ruote hanno portato Jessi anche in televisione: dal 2005 al 2009 è stata il volto del reality Xtreme off-road 4×4.
“Le persone che l’amavano e la seguivano erano diventate una famiglia, tutti legati insieme dall’avventura e dalla passione. I suoi fan l’adoravano e lei viveva per ispirarli” ha comunicato la famiglia.