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Poco prima delle due Tom arriva con la sua bicicletta sovraccarica sul marciapiede. I capelli sotto il berretto nero sono ancora bagnati. Ha appena fatto una doccia e indossato vestiti puliti.
Un pullover grigio chiaro spunta dall'ampia giacca logora e le scarpe invernali sono di almeno due numeri troppo grandi. Le ha appena ricevute in una struttura per senzatetto. «Un colpo di fortuna», spiega il 55enne appoggiando la sua bicicletta accanto all'entrata di un negozio di alimentari.
Viene qui quasi ogni giorno e «saluta la gente», come dice lui. «Si potrebbe anche dire che mendico, ma non chiedo mai denaro direttamente alla gente. Davanti a me però metto un bicchiere. Molte persone ora mi conoscono e sanno che ho bisogno di soldi.» A volte vende cartoline postali da lui stesso stampate o magliette e qualche volta si offre di portare le borse della spesa.
Non chiedo mai denaro alla gente
Tom
Divieto di accattonaggio contrario ai diritti umani
Nessuno sa quante persone chiedono l'elemosina in Svizzera. La Polizia cantonale scrive che a Basilea Città dove si aggira Tom i mendicanti variano da 30 a 70 a seconda della stagione. In quasi tutti i cantoni è vietato chiedere la carità insistentemente o in modo organizzato.
In alcuni di questi, tra cui anche Basilea, i mendicanti non possono neppure sostare in determinati luoghi come ad esempio attorno alle stazioni, nei parchi o negli edifici pubblici. Dal mese di settembre 2021 Basilea Città ha emesso 400 multe per violazione della legge. Molti cantoni come Zurigo vietano del tutto l'accattonaggio. Qui ogni anno vengono denunciati per mendicità illegale circa 900 contravventori.
Il divieto assoluto di accattonaggio viola però i diritti umani, come ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo, che nel gennaio 2021 si è espressa sul caso di una donna rom che chiedeva l'elemosina a Ginevra. Una persona deve poter esternare la propria condizione di necessità e chiedere aiuto agli altri. Molti cantoni devono quindi rivedere ora i divieti.
Nessuno lo fa volentieri
«Nessuno tende la mano volentieri e a cuor leggero. Dietro questi casi si cela sempre una storia», afferma suor Ariane Stocklin. Ariane è fondatrice dell'associazione Incontro e porta avanti insieme al parroco Karl Wolf un lavoro di strada pragmatico nel quartiere zurighese della Langstrasse. «C'è sempre un bisogno psichico, fisico o sociale che spinge la gente a chiedere l'elemosina», aggiunge Karl Wolf. Alcune persone sono costrette a farlo, perché sottoposte alle pressioni della collettività, della famiglia o di persone a cui devono soldi. Altri hanno invece una dipendenza.
Tom vive sulla strada da 25 anni. Un tempo lavorava in una fattoria, poi ha perso il lavoro e in se-guito anche l'appartamento. «Ho messo il mio cane nel rimorchio della bici e me ne sono andato.» Prima a Zurigo, poi un giorno è finito al Platzspitz.
Non sembra parlare volentieri del suo passato, cambia sempre discorso e racconta del suo cane precedente, dell'intenzione di acquistare una roulotte da trainare con la bici, di pubblicare un gi-ornale di quartiere. Alcune cose però le racconta: la prima volta che chiese l'elemosina fu durante gli anni trascorsi a Zurigo quando iniziò a drogarsi. «Se hai bisogno urgentemente di qualcosa, è facile chiedere soldi», spiega estraendo un tablet dallo zaino per mostrare la foto di una roulotte da bici.
Un'infanzia senza genitori
Neppure Andreas (nome modificato) ama raccontare del suo passato. Un giovedì sera poco prima delle sei si mette all'angolo di fronte al ponte della stazione di Zurigo. Non lo si nota quasi tutto in nero nei suoi abiti consunti, tanto che potrebbe mimetizzarsi facilmente tra la folla.
Cerca d'incrociare lo sguardo della gente che rientra a casa chiedendo la carità con la mano tesa: «Hai una monetina?» Molti non gli badano neppure. Solo raramente qualcuno si ferma, tira fuori qualche spicciolo che gli mette in mano senza una parola e poi prosegue a passo spedito.
«La maggior parte della gente che passa per di qua ha avuto una bella infanzia», dice spontaneamente. Queste persone non sanno cosa significhi avere dei genitori che non si prendono cura dei figli e che preferiscono affidarli alle autorità. «Se tu non sei mai stato in una casa di accoglienza, non puoi sapere com'è.»
Non stai male, ti senti semplicemente molto solo. E chi è solo viene picchiato o picchia gli altri. A 14 anni ha abbandonato la scuola e ha dovuto cominciare a guadagnarsi il pane da sé. Solo l'anno scorso ha terminato l'apprendistato di operaio stradale.
Mendicare per figli e fatture
Ma perché chiedere ancora l'elemosina per strada? «Molti mendicanti hanno un problema di droga. Pure io, ma per fortuna solo erba.» Ho bisogno di soldi per pagare le bollette della luce della casa dove abito attualmente. «Voglio dare qualcosa al mio bambino.»
Suo figlio ha quattro anni e trascorre i fine settimana da lui. «Gli piace molto arrampicarsi. Ma l'ingresso al centro costa.» Val la pena mendicare? Andreas ride. «Ho l'aria di uno che sta male?» Non proprio. «Hai già risposto alla domanda.»
Da 10 a 300 franchi
La maggior parte delle persone chiede la carità solo quando ha bisogno di qualche soldo in più, spiega Michel Steiner, assistente di strada dell'organizzazione Schwarzer Peter di Basilea. «Tutti gli altri ricevono di solito un aiuto sociale o una rendita e una prestazione complementare.»
Lo stesso vale per Tom. Fino a dicembre riceveva 700 franchi, perché senza fissa dimora. Poiché dal 2023 le persone con o senza casa sono equiparate, l'importo è stato aumentato a 1100 franchi per tutti.
Questi soldi però non bastano per la tossicodipendenza di Tom. Chiedendo l'elemosina, nelle giornate buone raccoglie da 200 a 300 franchi. A volte però anche solo 10 franchi. «Il lunedì è sempre più proficuo del martedì. E di solito al mattino la gente elargisce di più che al pomeriggio. Durante l'Avvento invece le persone sono particolarmente generose», afferma Tom.
Molto dipende anche da come sta. «Se sto bene, ricevo di più. Se invece sto male, la gente non mi dà praticamente nulla, anche se ne avrei molto bisogno. Non capisco il perché.» A Tom piacerebbe che la gente gli ponesse più domande. «Durante l'Avvento ho ricevuto sette omini di pane in una sola giornata», ricorda. È stato molto gentile da parte loro, ma non sono riuscito a mangiarli tutti in un solo giorno.
Café Surprise
Se preferisci donare in forma anonima, oggi in molti caffè e ristoranti puoi pagare una bevanda o un pasto in più che verranno registrati in un apposito elenco e donati alle persone bisognose. Trovi l'elenco dei caffè partecipanti sul sito Café-Surprise. Questa iniziativa è sostenuta dal Percento culturale Migros.
Foto/scena: Getty Images
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