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ZERMATT - Il bitcoin - accettato a inizio anno dal comune di Zermatt (VS) quale mezzo di pagamento per imposte o altre transazioni - non è riuscito a conquistare gli abitanti del comune vallesano: nessuno lo ha infatti utilizzato nel 2020. Tuttavia Zermatt non demorde e ripete l'esperienza l'anno prossimo.
«Sono stupita e non ho spiegazioni», ha detto un po' delusa oggi a Keystone-ATS Romy Biner-Hauser, sindaca di Zermatt rieletta in ottobre. Alcuni cittadini avevano espresso il loro interesse per la criptovaluta e la sindaca che ama «vivere al passo con i tempi e innovare», l'ha vista come una grande sfida per il suo comune. Secondo Biner-Hauser, i cittadini erano ben informati sull'opportunità. La stampa, in particolare, ne ha parlato ampiamente.
Interpellata da Keystone-ATS, Bitcoin Suisse, società di servizi finanziari in criptovalute che ha installato le soluzioni tecniche necessarie nella casa comunale, non ha voluto commentare l'insuccesso della moneta virtuale a Zermatt.
Armin Schmid, il suo responsabile dei cripto-pagamenti, precisa per iscritto: «I recenti annunci di Worldline e Paypal accresceranno la consapevolezza dei pagamenti digitali con bitcoin ed ether. Siamo ancora piuttosto in anticipo e l'adozione in Svizzera accelererà rapidamente nel corso di tutto il 2021».
A Zermatt, l'esperienza è senza conseguenze finanziarie per il comune e sarà ripetuta. «Rifaremo un bilancio tra un anno», precisa la sindaca.