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LONDRA - Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: il mondo del calcio (alle sue origini), una penna eccellente (Julian Fellowes) e un periodo storico ricco di fascino.
Su Netflix il 20 marzo è arrivato “The English Game”, una serie in sei episodi che ripercorre la nascita del football in Inghilterra, il contrasto tra le classi sociali, superato, e che ha reso possibile l’origine del gioco più bello del mondo.
L’autore è sinonimo di grande qualità: Julian Fellowes. L’inglese è infatti anche il creatore di una delle serie di maggior successo degli ultimi anni, quella “Downton Abbey” che ripercorre in maniera meravigliosa uno spaccato della storia inglese di inizio Novecento. E anche in questa occasione, Fellowes sembra aver fatto centro.
La miniserie, infatti, non è destinata solo agli appassionati di calcio, ma anzi usa la nascita di questo sport per tracciare il quadro di un’Inghilterra in cambiamento, dell’influenza che sulla società britannica cominciano ad avere anche le cosiddette “classi inferiori”.
E probabilmente il successo del calcio a livello planetario nasce proprio da questa capacità di “unire” persone di estrazioni completamente diverse.
Nel cast della serie troviamo un paio di volti noti come Edward Holcroft ("Kingsman"), Kevin Guthrie, Charlotte Hope (la perversa Myranda ne "Il Trono di Spade", ndr.) e Craig Parkinson.
Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: il mondo del calcio (alle sue origini), una penna eccellente (Julian Fellowes) e un periodo storico ricco di fascino.