Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/200303

<h2>SubmittedText<h2><p>Da molti anni, negli aeroporti svizzeri la polizia cantonale ritira ogni giorno più di una tonnellata di oggetti pericolosi (dangerous goods) ai passeggeri durante i controlli di sicurezza. Nell'ultimo periodo è aumentata considerevolmente la quantità di batterie, power banks, sigarette elettroniche eccetera ritirata. Né il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), né l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) tengono una statistica. Tuttavia l'UFAC stima che le cifre saliranno ancora poiché il numero di passeggeri negli aeroporti svizzeri è in continua crescita e le persone portano con sé sempre più apparecchi elettronici (incl. power banks e batterie di ricambio). A Zurigo più dell'80 per cento degli apparecchi elettronici e delle batterie funzionanti, spesso addirittura praticamente nuovi, viene distrutto.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo l'UFAC è nell'interesse dei gestori degli aeroporti e delle compagnie aeree che queste cifre diminuiscano. Allora perché sono anni ad esempio che le cifre relative alle sostanze liquide non scendono e che quelle relative alle batterie addirittura aumentano notevolmente? Quali misure hanno adottato le compagnie aeree e i gestori degli aeroporti?</p><p>2. Ai sensi dell'economia circolare e della protezione dell'ambiente, non sarebbe più sensato che questi prodotti venissero riutilizzati o riciclati?</p><p>3. Non si potrebbe far sì che gli articoli acquistati in Svizzera venissero restituiti ai rivenditori invece di essere "smaltiti"?</p><p>4. Non sarebbe compito della Confederazione (UFAC e DATEC) trovare soluzioni affinché gli articoli ancora funzionanti non debbano essere "distrutti"?</p><p>5. In Svizzera un articolo perfettamente funzionante ma il cui trasporto nel bagaglio è vietato deve imperativamente essere ritirato e distrutto dalla polizia o dalla dogana, se il passeggero ritiene che la sua spedizione o il suo deposito costino troppo. Perché non è possibile riciclarlo?</p><p>6. A Zurigo i costi di deposito e smaltimento delle batterie sono interamente a carico della Flughafen Zürich AG. Il deposito e la possibilità di ritirare l'articolo in un secondo momento è un servizio concesso a titolo volontario. L'Aeroporto di Ginevra ritiene che questa problematica sia di competenza delle compagnie aeree. Perché non c'è una regolamentazione uniforme e l'UFAC comunica solo con Zurigo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le prescrizioni sulla sicurezza emanate dall'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI) e dall'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) determinano quali oggetti i passeggeri non possono portare a bordo di un aeromobile. Esse definiscono anche quali apparecchi elettronici possono essere trasportati a bordo di un aereo passeggeri nel bagaglio a mano o in quello da stiva. Durante i controlli dei bagagli a mano o da stiva gli oggetti pericolosi vietati vengono ritirati. </p><p>1. Il costante aumento del numero di passeggeri negli ultimi anni e il vasto uso personale di apparecchi elettronici hanno portato al ritiro di una quantità significativa di oggetti. Le compagnie aeree ricordano ai passeggeri, sia on line che al check-in, quali oggetti possono essere imbarcati nei bagagli a mano e da stiva. Gli aeroporti nazionali di Zurigo e Ginevra nonché l'ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) rimandano anche alle disposizioni in vigore disponibili online. </p><p>2. Sostanzialmente il Consiglio federale condivide la richiesta dell'autore dell'interpellanza e ritiene sensato riutilizzare o riciclare i prodotti. Tuttavia le prescrizioni sulla sicurezza stabilite dall'aviazione civile non disciplinano il riutilizzo di oggetti ritirati. Secondo l'articolo 11 dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (ordinanza sui rifiuti, OPSR, RS 814.600), l'ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e i Cantoni promuovono la prevenzione della formazione di rifiuti mediante misure idonee come la sensibilizzazione e l'informazione della popolazione e delle imprese. All'aeroporto di Zurigo gli apparecchi elettronici ritirati (ad es. power bank) vengono temporaneamente conservati. Se i passeggeri non ritirano i propri oggetti entro un mese, questi vengono riciclati da imprese specializzate.</p><p>3./5. In veste di proprietario di tali apparecchi elettronici, il gestore dell'aeroporto decide se riutilizzare lui stesso i prodotti nuovi e funzionanti o se smaltirli. Se gli apparecchi elettronici o le batterie (incl. accumulatori) devono essere smaltiti, il proprietario è tenuto a consegnarli a un rivenditore, a un produttore o a un'azienda di smaltimento (ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici; ORSAE, RS 814.620, e allegato 2.15 Pile dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici; ORRPChim, RS 814.81), in modo che vengano riciclati e che le materie prime che contengono possano essere recuperate. </p><p>4. Gli oggetti ritirati durante i controlli di sicurezza appartengono ai gestori degli aeroporti. Quest'ultimi sono pertanto responsabili dello smaltimento o del possibile riutilizzo degli apparecchi (art. 31c cpv. 1 USG). Le attuali basi legali non consentono alla Confederazione di intervenire. Tuttavia, già oggi gli aeroporti danno ai passeggeri la possibilità di farsi restituire, dietro pagamento, i propri apparecchi entro un mese dal controllo di sicurezza. Nella prassi sono pochi i passeggeri che fanno capo a questo servizio. </p><p>6. Sia a Zurigo che a Ginevra, l'esercizio dell'aeroporto viene finanziato principalmente attraverso le tasse. I gestori degli aeroporti si assumono quindi, tra le altre cose, i costi per l'esercizio dell'infrastruttura, per i controlli di sicurezza, l'acqua, l'elettricità e lo smaltimento dei rifiuti. Si occupano della gestione e quindi dello smaltimento dei rifiuti. A questo proposito l'UFAC comunica allo stesso modo con i due aeroporti nazionali. </p>  Risposta del Consiglio federale.