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Il partito islamico tunisino Ennhadha, seconda forza politica del Paese ma prima in quanto a numero di deputati in parlamento, accetterà la nomina dell'attuale ministro degli Affari locali, Youssef Chahed, a premier incaricato, nel caso in cui fosse ufficializzata.
Lo ha reso noto il portavoce del partito Imed Hammemi, specificando che Ennhadha non si opporrà al fatto che il posto venga occupato da un appartenente a Nidaa Tounes, visto che è uscito vincitore dalle ultime politiche, ma ha ricordato le caratteristiche che dovrà avere il nuovo capo di governo, ovvero competenza, integrità, audacia e imparzialità.
Il premier designato, ha detto ancora Hammemi, dovrà essere in grado di comporre la squadra di governo e mettere a punto una metodologia di lavoro conforme ai principi stabiliti nel cosiddetto "Accordo di Cartagine" del 13 luglio scorso.
Si tratta di un documento unitario firmato dai rappresentanti di nove partiti politici, sindacati e imprenditori nel quale viene fissata una tabella di marcia per la creazione del nuovo governo di unità nazionale e le sue priorità di intervento.
SDA-ATS