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L'anno scorso 30 persone sono morte in incidenti nei quali erano implicati trasporti pubblici, sette in meno rispetto al 2012. Il numero di incidenti conferma la tendenza a lungo termine: negli ultimi decenni il livello di sicurezza dei trasporti pubblici è nettamente aumentato ed è migliore rispetto a quello di altri mezzi di locomozione, afferma l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) in un rapporto pubblicato oggi.
Tra le 30 vittime vi sono una donna caduta da una seggiovia e un dipendente di un'impresa di trasporto. Negli altri casi si è trattato di persone che hanno attraversato i binari nonostante il divieto o di automobilisti o ciclisti entrati in collisione con mezzi di trasporto pubblici. Nessun passeggero è rimasto ucciso per un errore direttamente imputabile a un'impresa di trasporto pubblico, precisa il rapporto. I passeggeri rimasti gravemente ferito sono stati 97; un terzo viaggiava in treno, un terzo in bus e un terzo in tram.
La maggioranza degli incidenti mortali è avvenuta per un errore umano. Nel 2013 quasi i tre quarti delle persone che hanno perso la vita in incidenti ferroviari sono automobilisti o pedoni che hanno attraversato passaggi a livello o i binari senza fare attenzione.
I suicidi sulle linee ferroviarie sono stati 139. L'UFT è cosciente di questo problema che - afferma - riguarda la società intera e non può essere risolto unicamente con misure per impedire l'accesso alle istallazioni ferroviarie.
SDA-ATS