Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01182.jsonl.gz/627

Sin dalla sua fondazione nel 1945, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha attuato a più riprese importanti riforme per rispondere all’evoluzione delle esigenze e delle aspettative nel tempo. La Svizzera collabora attivamente al processo di riforme in atto, dal momento che il rafforzamento dell’ONU rientra nelle sue priorità della politica ONU. La Svizzera, quale membro affidabile dell’Organizzazione, lancia proposte costruttive volte a rendere migliori e più efficienti gli strumenti dell’ONU.
Riforma delle Nazioni Unite
Iniziativa per migliorare i metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza
La Svizzera s’impegna con coerenza sin dal 2005 per perfezionare i metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza dell’ONU, in risposta anche al desiderio di molti altri Paesi che auspicano una migliore interazione tra il Consiglio di sicurezza e l'insieme degli Stati membri soprattutto nell’attuazione delle sanzioni e delle operazioni di pace. Il Consiglio di sicurezza prende le decisioni con i suoi cinque membri permanenti e dieci non permanenti, ma l’attuazione richiede la partecipazione di tutti gli Stati membri. La Svizzera coordina il gruppo sovraregionale ACT (Accountability, Coherence, Transparency), fondato nel maggio 2013 dalla Svizzera e da altri 20 Stati. L’ACT porta avanti i lavori avviati dal gruppo «S-5, Small 5» (Costa Rica, Giordania, Liechtenstein, Singapore e Svizzera).
I suoi obiettivi sono:
- incrementare la trasparenza nei processi decisionali del Consiglio di sicurezza;
- accrescere le opportunità degli Stati non rappresentati al Consiglio di sicurezza di essere coinvolti nei lavori;
- intensificare le consultazioni tra il Consiglio di sicurezza, i Paesi che mettono a disposizione truppe, gli Stati vicini interessati e le organizzazioni regionali;
- trarre maggiore insegnamento dalle esperienze raccolte in materia di attuazione delle decisioni del Consiglio di sicurezza;
- ottenere la rinuncia volontaria al diritto di veto dei cinque membri permanenti del Consiglio in caso di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità;
- fare in modo che i principi dello Stato di diritto siano maggiormente osservati durante l'applicazione di sanzioni mirate.
Grazie all'iniziativa della Svizzera e dei suoi partner, il Consiglio di sicurezza ha già recepito alcune proposte di riforma. La Svizzera continuerà a impegnarsi a favore di una riforma dei metodi di lavoro e a intavolare discussioni con i membri del Consiglio di sicurezza.
Riforma della gestione interna dell’ONU
Fin dalla sua adesione all'ONU, la Svizzera si impegna attivamente per un'ONU più efficiente ed efficace. Le riforme della gestione a livello di basi, strutture e processi sono sempre più urgenti, dal momento che, dalla sua fondazione, la sfera di competenze delle Nazioni Unite si è ampliata notevolmente. Oggi l’ONU è una struttura complessa, che unisce 193 Paesi con capacità e bisogni eterogenei. È inoltre stata nettamente potenziata la presenza sul campo. Questi cambiamenti verso un’organizzazione attiva su scala globale hanno comportato un notevole aumento dei requisiti operativi degli organi esecutivi.
Attualmente il segretario generale dell’ONU e la sua squadra non dispongono dello spazio d'azione necessario per guidare l'organizzazione con flessibilità sul piano finanziario e del personale. Le competenze del segretario generale andrebbero quindi ampliate. Ciò richiede tuttavia anche un rafforzamento generale dei meccanismi di controllo interni ed esterni e dell'obbligo di rendiconto del management nei confronti degli Stati membri.
Appello del 13 giugno per il rafforzamento della prevenzione dei conflitti
L’«Appello del 13 giugno» mira a rafforzare la prevenzione in seno all’ONU. A tal fine, è necessario considerare in modo più sistematico i diritti umani nell’ambito dei dibattiti sulla politica di sicurezza. Gli Stati membri dell’ONU sono quindi esortati a mettere l’individuo e i diritti umani al centro della prevenzione dei conflitti e a rafforzare la cooperazione tra i pertinenti organi delle Nazioni Unite. Un esempio in questo senso è la collaborazione tra il Consiglio dei diritti umani e il Consiglio di sicurezza. Da un lato, i membri del Consiglio dei diritti umani sono esortati – tra le altre cose – a informare il Consiglio di sicurezza di tutti gli sviluppi rilevanti ai fini della prevenzione dei conflitti; dall’altro, i membri del Consiglio di sicurezza sono invitati a loro volta a informarsi periodicamente presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani su determinate situazioni che riguardano tali diritti e a tenere conto, nei loro processi decisionali, dei rapporti elaborati dal Consiglio dei diritti umani.
Il consigliere federale Didier Burkhalter ha lanciato l’appello il 13 giugno 2016 in occasione del decimo anniversario del Consiglio dei diritti umani dell’ONU a Ginevra. L’appello lanciato dalla Svizzera è sostenuto da circa 70 Stati membri dell’ONU.