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Le donne cubane sono state nella storia un paradigma rivoluzionario.
Il loro contributo alla creazione della storia patria si è anche riflesso nelle Costituzioni cubane, da quella di Guáimaro nel 1868.
Anche se nel voto della prima costituzione mambí non era presente la donna, la voce di Ana Betancourt si alzò per reclamare i suoi diritti e disse in un suo discorso:
«La donna cubana nell’angolo oscuro e tranquillo della sua casa aspettava paziente e rassegnata questa ora sublime in cui una rivoluzione giusta rompesse i suo giogo e le sciogliesse le ali (…).
Quando giungerà il momento di liberare la donna, il cubano che ha eliminato la schiavitù della culla e la schiavitù del colore, consacrerà anche la sua anima generosa alla conquista dei diritti di quella che oggi nella guerra è la sorella della carità…».
Questa insigne patriota chiese ai legislatori cubani che così tanto presto promulgassero le leggi, altrettanto presto si concedessero alle donne gli stessi diritti degli altri cittadini.
Ana Betancourt è il riferimento storico della presenza femminile nelle costituzioni mambì, ma non fu solo l’unica che lottò da allora per una maggiore partecipazione della donna.
Anni dopo Magdalena Peñarredonda di Pinar del Río, difese a sua volta i diritti femminili di fronte al generale Wood.
Aurelia Castillo fu un esempio di lotta per la donna negra. Nei suoi reclami a sua volta, lottò perché i diritti degli studi universitari fossero sufficienti.
In accordo con le parole della scrittrice Aurelia Castillo: «Le donne devono leggere, ma devono leggere libri seri come hanno fatto sempre gli uomini.
È possibile che in principio questo costerà loro molta fatica, ma poco a poco assimileranno ed intenderanno i loro contenuti».
Per la Costituzione del 1901, uno dei temi trattati fu il diritto al voto per le donne. Nel libro /Cercando uno spazio: storia di donne a Cuba/, dello storiografo e investigatore Julio César González Pagés, l’autore riferisce sulle conseguenze che ebbe l’esigenza di questo diritto a Cuba in quell’epoca.
Senza dubbio la mozione del suffragio femminile fu disapprovata con nove voti a favore e 17 contrari e questo diritto restò regolato nell’Articolo 38 come segue:«Tutti i maschi cubani maggiori di 21 anni hanno diritto al voto».
Le donne cubane dovettero aspettare sino al 1936 per poter esercitare il loro diritto di voto per la prima volta come parte dell’approvazione, nel 1934, del suffragio universale.
Nel libro Raíces Cubanas, di Raúl Eduardo Chao, si riporta la lista di tutti i partecipanti alla creazione della Costituzione del 1940, approvata il 5 luglio dello stesso anno.
Vi figurano solamente tre donne su 76 degati: Esperanza Sánchez Mastrapa, per l’Unione Rivoluzionaria Comunista; mentre María Esther Villoch e Alicia Hernández de la Barca, parteciparono per il Partito Rivoluzionario Cubano (Autentico).
Quella Costituzione, approvata nell’emiciclo della Camera nel Capitolio Nazionale, restò vigente solamente per 12 anni e poi fu derogata con il Colpo di Stato di Fulgencio Bastita il 10 marzo del 1952.
Nonostante questo, quella Carta Magna stabilì nei suoi articoli importanti punti che marcarono alcune differenze per le donne, ottenuti grazie alle discussioni di quelle tre cubane nel Parlamento.
Tra questi figuravano la protezione della maternità, che si raccoglie nell’Articolo 68, come l’uguaglianza di condizioni nel lavoro con un salario minimo in accordo alle necessità del lavoratore e con le stesse condizioni.
Il riconoscimento dei diritti della donna nella Legge Fondamentale della Repubblica del 1940 significò una rottura rispetto al androcentrismo espresso nella Costituzione del 1901, scrisse González Pagés.
«La Costituzione del 1940 non cambiò nella pratica la situazione dell’inferiorità delle donne che continuarono a ricevere un salario più basso di quello degli uomini. Nonostante questo permise che le cubane disponessero di una serie di riconoscimenti sconosciuti in altre aree dell’America Latina», riferisce.
Il trionfo della Rivoluzione nel 1959 marcò un principio nei diritti costituzionali della donna e nella sua partecipazione come membri attivi nella presa delle decisioni nel paese.
Nel 1975 si adottarono a Cuba il Codice della Famiglia e altre leggi.
Inoltre nello stesso anno si realizzò il Primo Congresso del Partito Comunista di Cuba, nel quale tra le altre tesi, si realizzò un dibattito sul Pieno Esercizio dell’ Uguaglianza della Donna, dalle cui risoluzioni derivarono un grande numero di impegni importanti per la vita e la promozione delle cubane.
«Il 15 febbraio del 1976, uomini e donne del popolo, maggiori di 16 anni, andarono alle urne ad esercitare il loro voto libero e segreto.
Il 96% della popolazione in età elettorale approvò la Costituzione», ha spiegato il giornalista Pedro García, in un articolo pubblicato in Granma.
La partecipazione delle donne in quel momento di consultazione popolare precedente e di suffragio successivamente, fu un avvenimento nel percorso dei diritti femminili e per la loro attiva partecipazione nella creazione delle Carte Magne del paese.
Vilma Espín commentò in un’occasione che quando nel 1976 si promulgava la Costituzione Socialista in un Referendum popolare, con i suoi fondamentali Postulati, restava radicalmente cambiato lo status giuridico, con un grande rafforzamento dei principi di uguaglianza e dignità umana.
«Lavorare per organizzare e mettere in attività lo spirito creatore, l’entusiasmo della donna cubana, per far sì che la donna cubana in questa tappa rivoluzionaria faccia sparire anche l’ultimo brandello di discriminazione ed abbia, la donna cubana, per le sue virtù e per i suoi meriti, il posto che le corrisponde nella storia della Patria», disse il Comanadante in Capo Fidel Castro Ruz nella cerimonia per la creazione della Federazione delle Donne Cubane, nel 1960.
Attualmente il Parlamento cubano è composto da 322 deputate su un totale di 605, e delle dieci Commissioni Permanenti di Lavoro, quattro sono presiedute da donne, mentre ci sono 16 vicepresidenti.
Inoltre è il secondo Parlamento del Mondo con la maggior presenza di donne nella sua composizione.
Nell’occasione attuale, 13 donne hanno partecipato all’elaborazione del pre Progetto di Costituzione della Repubblica che nelle parole del Presidente cubano Miguel Díaz-Canel, «Ha considerato i principi umanisti e di giustizia sociale che configurano i nostro sistema politico».•