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Anche in Svizzera la donazione di organi rimane ancora un fatto eccezionale e questa situazione preoccupa la Commissione nazionale d'etica per la medicina (CNE) che vorrebbe invece accrescere la fiducia della popolazione al riguardo delle donazioni, in modo da soddisfare meglio la domanda. Nel 2019, dopo un inizio positivo, le donazioni hanno fatto registrare un deciso calo. Mentre allo stesso tempo il tasso di mortalità di persone in lista d’attesa è cresciuto.
Attualmente gli organi possono essere prelevati da un cadavere solo se il donatore ha acconsentito esplicitamente a una donazione (modello del consenso). Ma ma altri modelli sui quali si è tornato a riflettere recentemente, prevedono anche un altro sistema, quello del consenso presunto, che dà il via libera alla donazione qualora l'interessato non vi si sia esplicitamente opposto.
In una sua presa di posizione pubblicata oggi però la commissione ribadisce la sua preferenza per il modello della dichiarazione esplicita che toglie al parenti dei defunti il peso di una decisione che sono sempre chiamati a prendere in un momento particolarmente difficile: i cittadini andrebbero sollecitati ad esprimersi per il sì o per il no, dando loro anche la possibilità di sospendere la decisione.
Nel Registro nazionale di donazione di organi ogni persona che ha compiuto 16 anni può annotare online la propria decisione rispetto alla donazione di organi in pochi passi, sia che sia a favore, sia che sia contro.
Stando a quanto affermato dalla fondazione Swisstransplant nell'ambito della giornata nazionale della donazione di organi, tenutasi sabato, al momento 1'400 pazienti sono in lista d'attesa. Alla maggior parte - quattro su cinque - serve un rene nuovo.
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