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Il concetto di sostenibilità e la bio-edilizia.
Sostenibilità in edilizia è l’esigenza di progettare l’edificio che sia realizzato con materiale che non presenti rischi sanitari o, meglio ancora, che abbia qualità che contribuiscano a sanificare l'ambiente.
L'estetica è stata, durante i primi anni di esperienza dell'architettura sostenibile, un aspetto trascurato, sacrificato sull'altare dell'efficienza dei sistemi solari attivi (pannelli solari). Oggi ci si sforza di rendere la casa "bella", proprio in aderenza al principio che la bellezza degli edifici contribuiscono al benessere psichico delle persone.
Il concetto di sostenibilità che si basa sui seguenti principi:
- l'esistenza di vincoli nel nostro pianeta, ovvero il riconoscimento che esiste una capacità portante dell’ambiente e delle sue risorse in grado di sostenere un certo numero di individui;
- la consapevolezza che il secondo principio della termodinamica pone dei limiti di irreversibilità e non ritorno agli usi e alle trasformazioni energetiche;
- l'accettazione delle ipotesi di Herman Daly, padre della teoria della sostenibilità ed uno dei maggiori economisti ecologici al mondo:
1. l'utilizzo delle risorse rinnovabili non deve superare il loro tasso di rigenerazione;
2. l'immissione di sostanze inquinanti (solide, aeree o liquide) nell'ambiente non deve superare la capacità dell'ambiente stesso di metabolizzarle;
3. l'uso di risorse non rinnovabili (es. i combustibili fossili) deve ridursi progressivamente fino ad arrestarsi per essere sostituto da risorse di tipo rinnovabili.
L'architettura sostenibile o la bio architettura fa proprio il principio della decrescita e di limite, inteso come risparmio di risorse e minima produzione di inquinamento in tutte le fasi del ciclo di vita. Il termine “sostenibile” applicato all'architettura si riferisce alla ricerca delle soluzioni costruttive che massimizzano il benessere dei fruitori attuali garantendo contemporaneamente alle generazioni future la possibilità di conseguire lo stesso risultato, nella consapevolezza che le risorse sono limitate e che lo sperpero e l'inquinamento possono diventare insostenibili per le popolazioni future. Connesso a tutto ciò è l'eco-sostenibilità. Essa è un'attività che si occupa dello studio dello sviluppo sostenibile. La crescita in maniera eco-sostenibile si pone come obiettivo lo sviluppo, il quale consente di far ereditare alle generazioni future la stessa quantità di risorse energetiche presenti attualmente. La teoria dell'eco-sostenibilità è sostenuta in modo particolare da una branca moderna di ingegneri e architetti i quali combattono a favore di ciò in vari modi, ad esempio utilizzando materiali eco-sostenibili. Molto attuale è la ricerca di sostanze da utilizzare nell'edilizia che abbiano un impatto favorevole con l'eco-sostenibilità.
Uno dei tanti problemi che l'architettura sostenibile si pone come obiettivo è quello di evitare la mancanza di fonti energetiche per le generazioni future. Esso è un problema abbastanza importante perché l'uso "sconsiderato" di alcune risorse (attualmente presenti) potrebbe portare a far sì che esse scarseggino in un futuro prossimo. È necessario quindi fare delle distinzioni tra i tipi di fonti:
le possiamo classificare in "non rinnovabili" e "rinnovabili".
1. Le “non rinnovabili” possono essere suddivise ancora in "combustibili fissili" (ovvero fonti primarie per produrre energia nucleare, tipo l'uranio) e "combustibili fossili". Questi ultimi includono petrolio, gas naturale e carbon fossile. I primi due non sono distribuiti in maniera uniforme su tutto il pianeta, ci sono zone più ricche e altre meno ricche; per quanto concerne il carbon fossile invece, il reale problema non è il consumo (sul pianeta ne è presenta ancora un'ingente quantità che ne permette l'utilizzo per qualche secolo) ma gli effetti: esso infatti rilascia una considerevole quantità di biossido di carbonio (CO2), la quale danneggia fortemente l'atmosfera (buco dell’atmosfera)
2. Le fonti rinnovabili invece sono state tra le prime a essere sfruttate dall'uomo; attualmente sono varie. Si può citare:
- La legna, o in generale le biomasse, sono state tra le prime fonti utilizzate dall'uomo;
- L'energia idraulica, utilizzata per produrre energia nelle centrali idroelettriche;
- L'energia eolica, ponendo alcune pale in determinati luoghi, il vento le mette in azione e si ricava energia;
- L'energia solare, un settore che si evolve giorno per giorno (un esempio lampante è la diffusione dei pannelli solari nelle abitazioni che sta costellando tutta l'Europa e non solo).
Il vantaggio che si può trarre dalle fonti rinnovabili rispetto ai combustibili fossili è quello di ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica (o biossido di carbonio), le quali sono molto dannose per l'uomo.
Nasce dunque l’esigenza di rivedere i progetti architettonici in un contesto di salvaguardia per l’ambiente che ci circonda e il nostro futuro, riducendo le dimensioni e accessori non indispensabili, razionalizzando e, al limite, ridefinendo il comfort offerto. Solo dopo aver eliminato gli eccessi, gli architetti si concentrano sulla molteplicità di soluzioni che aumentano l'efficienza e l'efficacia dell'opera.
Questo approccio ha immediato effetto sulla sottrazione del suolo naturale o agricolo e sullo sfruttamento delle risorse naturali, e un beneficio successivo sull'economia di gestione dell'opera.
Una corretta edificazione edile parte dunque da una “progettazione energetica”, ed occorre considerare 4 fattori:
1. l'approccio bioclimatico (orientamento, soleggiamento e ombreggiamento, ventilazione naturale);
2. la coibentazione dell'involucro edilizio (riduzione del fabbisogno energetico per riscaldare e raffreddare i locali abitati);
3. il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili (biomasse, geotermia, fotovoltaico, solare termico, micro eolico);
4. l'efficienza degli impianti (riduzione dei consumi a parità di prestazione).
Se i primi due fattori sono correlati alle caratteristiche dell'edificio (dette anche caratteristiche "passive" o “Minergie” dell'edificio), gli ultimi due sono propri degli impianti.
Ovviamente ora si pone anche la necessità della scelta dei materiali e prodotti sulla base di un ecobilancio, che confronta tra loro i prodotti valutandone i diversi impatti ambientali in tutte le fasi del ciclo di vita.