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In Svizzera l’agricoltura è la principale fonte di emissioni ammoniaca, un inquinante atmosferico, e dei gas serra metano e protossido di azoto. L’ammoniaca nuoce agli ecosistemi sensibili. I gas serra contribuiscono al riscaldamento climatico. Tra il 1990 e il 2000 le emissioni di ammoniaca sono calate, ma da allora si sono stabilizzate. Per il metano e il protossido di azoto si delinea un quadro analogo.
Dagli escrementi animali possono liberarsi sostanze nocive nell'atmosfera. Fra queste figurano l'ammoniaca, che provoca una sovraconcimazione degli ecosistemi sensibili e produce polveri fini respirabili (PM10), nonché i gas serra metano e protossido di azoto. Sono liberate anche emissioni maleodoranti.
Oltre al fosforo, il concime contiene soprattutto diverse componenti contenenti azoto. Composti azotati, come l'ammoniaca e il protossido di azoto, finiscono così anche nell'aria. Ad assumere rilievo nella lotta contro l'inquinamento atmosferico sono soprattutto l'ammonio e l'ammoniaca liquida.
Ammoniaca (NH3)
Circa il 95 per cento delle emissioni complessive di ammoniaca in Svizzera proviene dall'agricoltura. La quota attribuibile all'allevamento di animali è del 90 per cento, quella della coltivazione di piante si aggira sul 10 per cento.
Le emissioni provocate dall'allevamento di animali si ripartiscono come segue:
- spargimento di letame e liquame: 47 per cento;
- stalle e recinti: 34 per cento;
- stoccaggio del concime: 16 per cento.
Le singole specie di animali provocano emissioni distinte. In funzione della specie, le emissioni provocate dall'allevamento di animali si ripartiscono come segue:
- bovini: 79 per cento;
- suini: 15 per cento;
- pollame: 3 per cento.
Non appena i concimi vengono distribuiti sul terreno sono a diretto contatto con l'aria e una parte dell'ammoniaca presente nel concime fuoriesce. Successivamente dall'ammonio presente nel concime viene riprodotta ammoniaca, che a sua volta si libera nell'atmosfera.
Lo spargimento dei concimi sul terreno, le temperature e il vento sono fattori determinanti per le perdite di azoto: quanto più lungo è il periodo di spargimento del liquame o del letame e più elevate sono le temperature e la velocità del vento, maggiori saranno le perdite di ammoniaca. Per i concimi aziendali, lo stesso meccanismo provoca emissioni già nella stalla e durante lo stoccaggio.
In seguito alla flessione degli effettivi di animali, le emissioni annue di ammoniaca dell'agricoltura sono scese da 69 000 t (1990) a 59 000 t (2000). Da allora sono rimaste pressoché costanti. L'obiettivo del Consiglio federale è di ridurre le emissioni di ammoniaca del 40 per cento circa rispetto al 2005.
Metano (CH4)
La quota dell'agricoltura sul totale delle emissioni di metano in Svizzera è dell'80 per cento circa. Le emissioni di metano sono provocate dall'allevamento di animali da reddito. Durante la fase di digestione, i ruminanti producono grandi quantità di questo gas serra: sono responsabili dell'80 per cento circa delle emissioni di metano dell'agricoltura. Anche lo stoccaggio di concimi aziendali produce metano, proveniente soprattutto dai liquami e, in misura minore, dal letame.
Le emissioni di metano dipendono principalmente dagli effettivi di bovini. Tra il 1990 e il 2000 le emissioni sono diminuite del 9 per cento circa e da allora sono rimaste pressoché costanti.
Protossido di azoto (N2O)
In Svizzera circa l'80 per cento delle emissioni di protossido di azoto è riconducibile all'agricoltura. La causa principale è l'impiego di concimi azotati sulle superfici agricole utili. Poco più del 50 per cento delle emissioni di protossido di azoto dell'agricoltura proviene direttamente dai suoli utilizzati per fini agricoli. Circa il 40 per cento è emesso indirettamente, ad esempio quando l'ammoniaca prodotta dall'agricoltura è depositata nel bosco, dove può provocare emissioni di protossido di azoto. Le emissioni restanti provengono dallo stoccaggio di concimi aziendali, soprattutto di letame.
Attraverso l'attività microbica (nitrificazione, denitrificazione), nello strato superiore del terreno composti azotati sono trasformati in protossido di azoto, un gas serra dannoso per il clima. Si tratta di un inquinante importante sia per i terreni agricoli, in cui sono presenti molti composti azotati in seguito alla concimazione, sia per gli ecosistemi non agricoli, che ricevono un apporto di azoto eccessivo attraverso l'aria.
Le emissioni di protossido di azoto dipendono soprattutto dalla quantità dei concimi aziendali e chimici impiegati. Tra il 1990 e il 2000 le emissioni sono diminuite e da allora sono rimaste pressoché costanti.
Emissioni di cattivi odori
La maggior parte dei cattivi odori è da attribuire ai resti di letame e liquami degli animali. Sono prodotti perlopiù nelle stalle, ma in parte anche emanati dagli animali stessi.
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Ultima modifica 04.03.2019