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Il consiglio nazionale ha cambiato idea in merito all'iniziativa popolare di Marche Blanche "Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli": dopo averne approvato il testo in marzo, oggi i deputati lo hanno infatti respinto. Il voto è stato serratissimo: 89 i contrari, 88 i favorevoli e 14 gli astenuti. Confermata invece - con 119 voti a 62 - la decisione di non presentare alcun controprogetto diretto.
La settimana scorsa, il Consiglio degli Stati aveva pure deciso di raccomandare a popolo e cantoni di respingere il testo di Marche Blanche. I "senatori" avevano però proposto un controprogetto diretto. Questo, a differenza dell'iniziativa, propone che solo le persone colpevoli di infrazioni di una certa gravità vengano colpite dal divieto - per una durata che va da un minimo di 10 anni fino ad una sospensione a vita se necessario - di esercitare un'attività professionale o extra-professionale con i bambini.
Oggi, in Consiglio nazionale, solo il PLR e il PPD hanno votato a favore del controprogetto diretto. La sinistra si è opposta perché ritiene che contenga gli stessi errori dell'iniziativa ma anche perché gli preferisce il controprogetto indiretto elaborato dal governo e già approvato dalla Camera del popolo. L'UDC si è invece opposta poiché vuole che venga accettata l'iniziativa.
Il controprogetto indiretto non è ancora stato finalizzato, non si sa dunque ancora se sarà abbastanza incisivo, ha spiegato Andrea Caroni (PLR/AR) difendendo il controprogetto diretto. Presentare un controprogetto indiretto (che non è visibile sulla scheda di voto, ndr) non basta per convincere l'elettorato, ha poi aggiunto.
Caroni ha anche fatto l'esempio di un giovane 19 anni innamorato di una ragazza 15enne (che non ha dunque ancora raggiunto la maggiore età sessuale). Con l'iniziativa il giovane non potrebbe mai più esercitare professioni a contatto con i ragazzi, malgrado questo non sia l'obiettivo dell'iniziativa.
La sinistra ha in gran parte condiviso le sue argomentazioni, ma non la soluzione proposta. Il controprogetto elaborato dal Consiglio degli Stati contiene lo stesso errore dell'iniziativa: l'automatismo nel decretare il divieto di attività a contatto con i bambini, ha spiegato Daniel Jositsch (PS/ZH). Bisogna lasciare un certo margine di manovra ai giudici, ha aggiunto.
Questo aspetto è però inviso a coloro che sostengono l'iniziativa. È risaputo che i giudici non tengono abbastanza conto della situazione delle vittime di reati, ha ad esempio affermato Natalie Rickli (UDC/ZH).
Al voto, i democentristi hanno respinto poi il controprogetto diretto. Anche il controprogetto indiretto non li soddisfa. "È troppo molle", ha affermato Rickli sostenendo che solo l'iniziativa garantisce che i pedofili non siano mai più a contatto con bambini.
Alcuni oratori hanno poi affermato che proporre un controprogetto diretto è utile solo se Marche Blanche è disposta a ritirare l'iniziativa. Dato che l'associazione ha già affermato di non volerlo fare in alcun caso, non serve a niente presentare una copia dell'iniziativa poiché il popolo in votazione sceglierà l'originale, ha affermato Alec von Graffenried (Verdi/BE).
Invitando i deputati a respingere sia il controprogetto diretto che l'iniziativa, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha affermato che la soluzione al problema si trova nel controprogetto indiretto. Per raggiungere gli obiettivi dell'iniziativa non servono modifiche costituzionali, basta infatti emendare alcune leggi.
Il controprogetto è anche più completo dell'iniziativa poiché estende, ad esempio, il divieto di avere contatti con bambini pure al di fuori dalle attività professionali. La maggior parte degli abusi sessuali su minori avvengono all'interno della famiglia, ha ricordato a tale proposito la ministra di giustizia e polizia. Sommaruga ha poi affermato che il controprogetto indiretto potrà entrare in vigore molto più rapidamente rispetto all'iniziativa.
Il dossier ritorna al Consiglio degli Stati.