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PARIGI - Dopo quasi quattro mesi di udienze davanti al Tribunale di Pontoise, nella regione di Parigi, si è concluso oggi il processo per stabilire le responsabilità del disastro aereo del Concorde precipitato nei pressi dell'aeroporto parigino Charles de Gaulle nel luglio 2000. La sentenza sarà resa pubblica il 6 dicembre. Il processo si chiude lasciando sullo sfondo un duro scontro giudiziario tra Air France e la compagnia americana Continental Airlines, che secondo l'accusa sarebbe all'origine della catastrofe.
La procura ha infatti presentato la versione ufficiale dell'inchiesta del Bea, l'ufficio di indagine per gli incidenti aerei francese, per il quale il disastro fu causato da un frammento di titanio perso sulla pista proprio da un DC-10 della Continental. Il pezzo metallico forò un pneumatico del carrello principale dell'aereo Air France, i cui detriti colpirono il serbatoio di carburante dell'ala sinistra, innescando l'incendio e determinando così il dramma. Questa versione scagiona l'Air France, che siede in aula come parte civile. Ma la Continental nega questa versione dei fatti. "Già all'indomani dell'incidente, avevamo il colpevole", ha detto oggi il legale della compagnia americana, Olivier Metzner.
"È la prima volta nella mia vita che mi trovo a difendere un pezzetto di ferraglia", ha aggiunto riferendosi alla barra di titanio incriminata. "È la lamella più conosciuta al mondo, killer di 113 persone", ha proseguito ironicamente il legale mostrando in aula un pezzo di metallo delle stesse dimensioni. Riprendendo la tesi sostenuta durante tutto il processo, Metzner ha infine ricordato che "16 testimoni" hanno visto il Concorde in fiamme almeno 700 metri prima dell'impatto con la barra metallica.
SDA-ATS