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In Svizzera non deve essere permessa la selezione di embrioni in vitro onde permettere il futuro dono di cellule staminali a un fratello o a una sorella malati. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 108 voti contro 79 affrontando la legge sulla procreazione assistita e il relativo articolo costituzionale.
La maggioranza della commissione aveva raccomandato di inserire sia nella Costituzione federale, come anche nella legge di applicazione, simile possibilità, contro il parere del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati, che in marzo si era detto contrario ai "bambini salvatori".
Per Isabelle Chevalley (Verdi liberali/VD), determinate tecniche di analisi possono salvare la vita di un bambino malato di leucemia mediante il dono di cellule staminali da parte di un fratellino o di una sorellina.
"Come si può chiedere ai genitori di guardare il proprio figlio morire", si è chiesta la consigliera nazionale, quando simili tecniche sono già applicate in diversi Paesi europei. "Se diciamo di no a una simile possibilità - ha sottolineato - obblighiamo i genitori ad andarsene all'estero, sempre che abbiano i mezzi finanziari per farlo".
Anche Jacques Neirynck (PPD/VD) ha sostenuto l'idea dei "bambini salvatori". "Preferisco un bambino vivo a un bambino morto", ha dichiarato il consigliere nazionale, aggiungendo che non bisogna considerare solo la dignità dell'embrione, ma anche quella di un bimbo colpito da una malattia che non lascia scampo.
Il fronte dei contrari - Verdi, PPD, diversi socialisti - ha respinto la possibilità dei "bambini salvatori" temendo una deriva eugenetica.
SDA-ATS