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SION - La gestione della sicurezza non rappresenta un ostacolo per i Giochi olimpici invernali "Sion 2026", ritiene la Conferenza latina dei capi dei dipartimenti di giustizia e polizia. Alcuni aspetti, quali i costi e la disponibilità di poliziotti forniti al Vallese da altri Cantoni, vanno però ancora approfonditi.
Lo ha indicato oggi alla radio romanda RTS il presidente della Conferenza, il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet (PLR). La decisione di fondo è stata presa ieri sulla base di un rapporto dei comandanti delle sette polizie cantonali (oltre a Ginevra, quelle di Friburgo, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Giura e Ticino) e di specialisti.
Il comitato per la candidatura vallesana ha messo a preventivo 300 milioni di franchi per coprire le spese di sicurezza.
Ieri la Conferenza si è occupata soprattutto del numero di agenti necessari. Uno dei problemi è che nello stesso periodo in cui si dovrebbero tenere i Giochi, le forze dell'ordine saranno pure massicciamente mobilitate per il Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).
Un altro aspetto rilevante per la definizione dell'organico necessario è costituito dalla minaccia terroristica che «tra nove anni non sarà diminuita», ha affermato Maudet.
Il consigliere di Stato ha anche ammesso che «la questione dei costi deve ancora essere approfondita». Le autorità vallesane auspicano che quelle degli altri Cantoni forniscano agenti gratuitamente o perlomeno a costo preferenziale. Il Giura ha già manifestato il suo disaccordo. «Sarà necessario del tatto per determinare quanto sia possibile chiedere nel rispetto della solidarietà intercantonale», ha aggiunto Maudet.