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Popolazione e autorità, ma anche un'acquazzone estivo ha accolto Guy Parmelin poco prima delle 18.00 sulla piazza di Cavaione. Il consigliere federale ha scelto la piccola frazione di Brusio per i festeggiamenti del 1° agosto perché il villaggio della Valposchiavo posto a 1'600 metri di quota fu l'ultimo annesso alla Confederazione. Prima del 1874 quando i suoi 103 abitanti ricevettero la cittadinanza elvetica, per decenni non era stato né svizzero né italiano. "Un paesino dimenticato", era stato definito da Riccardo Tognina in un articolo del 1963, ma la presenza di sabato "è la prova che il Consiglio federale non vi ha dimenticati", ha detto Parmelin.
Nel suo discorso il politico vodese si è quindi concentrato sulle difficoltà del presente e sul gusto allo stesso tempo dolce e amaro di questa festa nazionale: da un lato il sollievo per aver superato il momento più difficile della pandemia, durante il quale "ognuno ha sacrificato una parte della propria libertà a vantaggio del benessere comune", dall'altro le incertezze legate al futuro, non da ultimo per l'economia di cui è ministro.