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Le autorità russe hanno convocato martedì l'ambasciatore svizzero e la rappresentante olandese per denunciare le “accuse infondate” secondo le quali spie di Mosca avrebbero tentato di operare cyberattacchi in terra elvetica. Nel mirino vi sarebbero stati il Laboratorio di Spiez e l'Agenzia mondiale antidoping (AMA) di Losanna.
All'ambasciatore elvetico Yves Rossier, indica il Ministero russo degli Affari esteri, è stato fatto notare che tale “retorica dello scontro” potrebbe nuocere alle relazioni fra i due Stati. La rappresentante olandese Renée Jones-Bos è stata invece convocata per una “campagna d'incitamento alla mania dello spionaggio”. Lo afferma in una nota lo stesso Ministero.
Lunedì il consigliere federale Ignazio Cassis si era espresso sulla vicenda dicendo che “al momento non c'è nessuna crisi”, aggiungendo però che di recente diversi diplomatici russi non sono stati accreditati. Secondo quanto ha precisato il ministro degli Esteri la questione sarà discussa la prossima settimana in un incontro che avrà con il suo omologo Sergej Lavrov.
L'antefatto
Nel marzo dell’anno scorso, il Ministero pubblico della Confederazione aveva avviato un procedimento penale contro due presunte spie russe, sospettate di un tentativo di cyberattacco all'AMA, struttura con un ruolo chiave sull'inchiesta di doping che ha coinvolto la Russia. Sono le stesse persone arrestate vari mesi fa in Olanda mentre si dirigevano in Svizzera per spiare il Laboratorio di Spiez, dove fu analizzato l'agente nervino usato sull'ex 007 sovietico Sergej Skripal e sulla figlia.