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BERNA - La violenza sulle donne e la violenza domestica in generale vanno contrastate mediante standard comuni a livello europeo. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che, con 123 voti contro 50 e 10 astenuti, ha deciso di ratificare la Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa. La Svizzera dispone già della basi legali richieste.
Oltre a prevenire atti di violenza domestica, ha spiegato Giovanni Merlini (PLR/TI) a nome della commissione, la Convenzione mira anche ad eliminare le discriminazioni nei confronti della donna e promuovere la parità tra i sessi. Gli Stati aderenti sono tenuti a perseguire la violenza psichica, fisica e sessuale, lo stalking, il matrimonio forzato, la mutilazione genitale femminile nonché l'aborto e la sterilizzazione forzati.
Le parti contraenti devono prendere misure preventive, quali programmi di sensibilizzazione, nonché fornire protezione e sostegno alle vittime mettendo loro a disposizione rifugi in numero sufficiente e una consulenza telefonica nazionale.
La Svizzera, ha ricordato Merlini, dispone già delle basi legali per contrastare simili fenomeni. L'attuazione delle disposizioni in materia di prevenzione e di protezione delle vittime rientra prevalentemente nelle competenze dei Cantoni, che di regola dispongono già degli strumenti richiesti dalla Convenzione.
Una minoranza ha invano chiesto la bocciatura della Convenzione mettendo in dubbio la sua utilità per la Svizzera dato che la Confederazione soddisfa già i suoi requisiti. L'accordo si concentra inoltre soprattutto sulle donne dimenticando che anche gli uomini sono vittime di violenza, ha sostenuto Yves Nidegger (UDC/GE).