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Seconda medaglia per la Svizzera ai Mondiali di Imola. Dopo l'argento di Marlen Reusser nella cronometro femminile, è giunto il bronzo di Stefan Küng nella prova maschile. Il successo è andato all'italiano Filippo Ganna, assoluto dominatore, che ha vestito la maglia iridata con 26" di vantaggio su Wout van Aert. Uomo più in forma di questo inizio stagione, il belga ha preceduto di soli 3" uno Stefan Küng, il quale subito dopo aver tagliato il traguardo deve aver pensato di doversi accontentare dell'amarissimo quarto posto. Dopo di lui, infatti, dovevano ancora chiudere Ganna (il tempo intermedio lo dava una spanna sopra gli altri), Tom Dumoulin e il campione del mondo in carica Rohan Dennis. Ma l'olandese, che a metà gara concedeva poco più di 3" a Küng, all'entrata dell'autodromo è stato protagonista di una paurosa sbandata che ha rischiato di farlo finire contro il guard-rail. È riuscito a mantenere il controllo della bicicletta, ma ha perso molto tempo, tando da chiudere con un ritardo consistente di 1'14" valsogli soltanto la decima posizione. Dennis, per contro, all'intertempo era risultato il più vicino a Ganna (concedeva comunque già 20"), ma nella seconda parte di gara è andato via via perdendo tempo e alla fine si è dovuto accontentare del quinto posto a 40" dal vincitore. Non è così riuscito a emulare il tedesco Tony Martin, l'unico ad aver vinto per tre volte consecutive il titolo iridato.
Stefan Küng (26 anni) si è così messo al collo la seconda medaglia mondiale, dopo quella, sempre di bronzo, conquistata una anno fa in Inghilterra nella prova in linea. Laureatosi campione europeo contro il tempo in agosto a Plouay, il turgoviese aveva abbandonato il Tour de France all'ingresso dell'ultima settimana proprio per preparare al meglio la crono di Imola. Risultati alla mano, una decisione vincente.
Filippo Ganna, 24 anni, membro della Ineos, ma soprattutto grande specialista della pista (quattro volte campione del mondo dell'inseguimento individuale), festeggia il suo primo titolo iridato su strada e, soprattutto, regala all'Italia il primo oro in una cronometro mondiale.
Una argento giovedì, un bronzo venerdì, adesso manca soltanto l'oro. E per la prima volta da molti anni a questa parte, uno dei favoriti per la prova dei professionisti di domenica sarà un elvetico: Marc Hirschi vuole proseguire sull'onda favorevole di un Tour de France che lo ha visto aggiudicarsi una tappa e il titolo di ciclista più combattivo del gruppo. Dall'inizio del 21.mo secolo, gli stradisti svizzeri hanno brillato in poche occasioni. Fabian Cancellara non è mai andato ai di là del quarto posto (Copenaghen 2011) e l'unica medaglia (di bronzo) e l'è messa al collo un anno fa Stefan Küng, in un'edizione nella quale non figurava tra i possibili protagonisti. L'ultimo a salire sul podio iridato, prima del turgoviese, era stato l'urano Markus Zberg a Verona nel 1999.
Quest'anno i presupposti sono diversi. Grazie a Hirschi, la Svizzera possiede un asso nella manica. Il 22.enne di Ittingen ha dimostrato alla Grande Boucle di possedere le qualità per un ruolo da protagonista. Sarà spalleggiato da cinque compagni di squadra sperimentati: Michael Albasini (39 anni), Enrico Gasparotto (38), Michael Schär (33), Silvan Dillier (30) e Simon Pellaud (27). Dopo quanto mostrato in Francia, nessuno prenderà sottogamba le aspirazioni dell'elvetico, a maggior ragione su un tracciato che si adatta perfettamente alle sue caratteristiche (nel 2017 aveva vinto il titolo U23 a Innsbruck, su un percorso per scalatori). In totale i corridori dovranno pedalare per quasi 260 km, con un dislivello di circa 5'000 metri: un disegno su misura per chi sa andare forte (molto forte) in salita, ma nel contempo possiede un'elevata punta di velocità.
Le due salite di un circuito di 29 km (Mazzolano, 2,7 km al 6,1% con punte al 13%) e Gallisterna (2,7 km al 6,4% con punte al 15%) renderanno la corsa sicuramente dura (forse un pizzico meno rispetto al tracciato di Aigle/Martigny), aiutate in questo dalla pioggia che sembra accompagnerà lo svolgimento della gara. Hirschi, che dovrà riuscire a gestire una distanza superiore al 250 km, non sarà però il favorito principale. Tutti gli occhi sono puntati sul belga Wout van Aert che spera di bissare la medaglia d'argento nella crono con la maglia iridata in linea. I nomi su cui scommettere, comunque, sono quelli usciti dalla Grande Boucle: in primis il duo sloveno Roglic - Pogacar, ma anche l'australiano Porte, il francese Alaphilippe, così come il polacco Kwiaktowski.
Quale antipasto alla prova maschile, domani andrà in scena la gara femminile che avrà nell'Olanda (su tutti la Van Breggen) la squadra da battere. La Svizzera punterà ancora sull'entusiasmo di Marlen Reusser per un nuovo risultato di prestigio.