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Una calorosa stretta di mano al re saudita Salman, ma solo un furtivo e silenzioso saluto battendo il pugno con suo figlio, il principe Mohammed bin Salman (Mbs), il reggente di fatto del Regno, che lo ha accolto a palazzo Al-Salam a Gedda. Il presidente americano Joe Biden è ricorso a questo escamotage per evitare l’imbarazzo di un gesto che sarebbe stato immortalato per sempre dalle telecamere di tutto il mondo, dopo che in campagna elettorale aveva promesso di trasformare Riad in un paria a causa dell’omicidio del giornalista saudita dissidente, Jamal Khashoggi, che, come credono i servizi segreti Usa, sarebbe stato ordinato proprio da Mbs.
La visita segna il ritorno degli Usa dopo anni di disimpegno nella regione. Il suo scopo principale è quello di normalizzare le relazioni tra Israele e i Paesi Arabi - con un fronte comune contro la minaccia iraniana - sotto l’ombrello degli accordi di Abramo lanciati dal suo predecessore Donald Trump, correggendo però l’isolamento dei palestinesi. Ma si punta anche su petrolio più a buon mercato.
L’inquilino della Casa Bianca ha incassato le prime aperture, tra cui la decisione di Riad di aprire lo spazio aereo "a tutti i vettori", mettendo così fine al bando contro i voli da e per Israele e consentendo il sorvolo dei suoi aerei verso l’Oriente. In cambio il premier israeliano Yair Lapid ha dato il suo beneplacito per la restituzione a Riad della sovranità delle isole di Tiran e Sanafir, di fronte a Sharm el-Sheikh.