Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/123301

<h2>SubmittedText<h2><p>All'età di 15 anni, Dominik Bein è stato vittima di violenza di estrema destra. Da tale episodio, risalente a nove anni fa, soffre di una lesione cerebrale. Per il resto della sua vita resterà disabile e dipenderà dall'aiuto di terzi.</p><p>L'assicurazione invalidità gli versa una rendita mensile di 1400 franchi, dall'aiuto alle vittime ha ricevuto un risarcimento di 150 000 franchi. Alla luce della perdita di guadagno a vita, tali risorse finanziarie non bastano a garantire il suo sostentamento. In seguito alla decisione della cassa malati di non rimborsare più i costi dell'ergoterapia, a Dominik manca ora anche un'occupazione. È inoltre inutile chiamare a rispondere finanziariamente gli autori, che non dispongono di alcun patrimonio.</p><p>In questo caso la disparità di trattamento tra infortunio e malattia e le sue conseguenze finanziarie per le prestazioni delle assicurazioni sociali sono particolarmente scioccanti.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In che modo è possibile impedire che le vittime di violenza grave debbano patirne a vita le conseguenze finanziarie? Come si può rendere possibile una vita in condizioni finanziarie dignitose?</p><p>2. Quali adeguamenti della legge sull'aiuto alle vittime di reati sarebbero necessari per indennizzare meglio, sul piano finanziario, le vittime di violenza grave che non possono più condurre una vita indipendente?</p><p>3. A che condizioni Dominik o sua madre possono chiedere l'aiuto sociale?</p><p>4. Perché l'AI non versa una rendita più elevata? È possibile aumentare il contributo dell'AI?</p><p>5. In che modo è possibile impedire che la cassa malati interrompa una terapia importante per la vittima?</p><p>6. Il Consiglio federale non ritiene ragionevole che gli autori le cui vittime devono patire per tutta la vita le conseguenze della violenza subita siano tenuti a vita a risarcire il danno arrecato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come mostra il caso citato, un atto di violenza può comportare conseguenze molto gravose per le vittime. Un sistema efficace di protezione delle vittime deve provvedere affinché le vittime non patiscano le conseguenze finanziarie e i pregiudizi causati dall'atto di violenza mettendo loro a disposizione le risorse finanziarie necessarie. Nel nostro sistema giuridico, il diritto penale, il diritto civile, il diritto delle assicurazioni sociali e private e, a titolo sussidiario, l'aiuto alle vittime garantiscono questa protezione. La combinazione e il coordinamento di queste diverse misure - e le pretese finanziarie correlate - intendono consentire alle vittime di violenza di proseguire la loro vita in condizioni finanziarie dignitose. Nel presente caso, il problema non risiede nella disparità di trattamento (sotto il profilo assicurativo) tra infortunio e malattia, in quanto in termini di assicurazione sociale gli atti di violenza sono considerati un infortunio. I giovani che non esercitano ancora un'attività lucrativa non beneficiano tuttavia né della copertura offerta dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (analogamente alle persone che non esercitano un'attività lucrativa) né quella della previdenza professionale; sono assicurati contro l'infortunio soltanto presso una cassa malati.</p><p>2. Instaurando il sistema previsto dalla legge concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV), il legislatore non ha voluto assicurare alle vittime una riparazione completa e incondizionata del danno subito. Le prestazioni previste nella LAV sono un atto di solidarietà della comunità; non si tratta di un'azione di responsabilità nei confronti dello Stato. Come nella fattispecie, la LAV si applica precisamente ai casi in cui l'assicurazione responsabilità civile non versa prestazioni e l'autore non è in grado (totalmente o parzialmente) di coprire il danno arrecato per mancanza di mezzi. La riparazione può essere meno estesa di quella fondata sul diritto civile: per determinate prestazioni la LAV considera infatti la situazione reddituale della vittima e ha definito un tetto massimo per i risarcimenti e le riparazioni. Le modifiche della LAV proposte con l'interrogazione significherebbero scostarsi dai principi determinanti al momento dell'adozione della legge. In occasione della revisione del 2009 tali principi sono stati discussi a fondo e confermati dalla legislazione. Attualmente non vi è pertanto motivo di ritornare su tale decisione. Una valutazione della legge è prevista nel 2016.</p><p>3. L'aiuto sociale è la rete protettiva del nostro sistema sociale che interviene quando le prestazioni finanziarie delle assicurazioni sociali (o altre fonti di reddito) mancano o sono insufficienti. È versato in caso di comprovata indigenza individuale, valutata secondo i criteri previsti dal diritto cantonale. Una richiesta di aiuto sociale può essere presentata in qualsiasi momento presso il competente servizio sociale.</p><p>4. Nel caso in questione una rendita AI è versata sebbene non siano mai stati pagati contributi a tale assicurazione. Per le persone invalide precoci o dalla nascita, questa cosiddetta rendita straordinaria ammonta al 133 1/3 per cento della rendita minima ordinaria, stabilita a seconda del grado di invalidità (art. 40 della legge federale su l'assicurazione per l'invalidità, LAI). La causa dell'invalidità (malattia, infortunio, invalidità congenita) è pertanto irrilevante per l'AI. Le rendite per persone invalide precoci o dalla nascita sono quindi di un terzo più elevate di quelle versate a persone che sono diventate invalide dopo aver compiuto 18 anni e che hanno versato soltanto contributi modesti.</p><p>Secondo l'articolo 42 LAI, i grandi invalidi hanno diritto a un assegno per grandi invalidi. È considerato grande invalido colui che, a causa di un danno alla salute, ha bisogno in modo permanente dell'aiuto di terzi o di una sorveglianza personale per compiere gli atti ordinari della vita. Tale assegno non dipende dal reddito e dal patrimonio dell'assicurato. Secondo l'articolo 42quater LAI può inoltre essere richiesto un contributo per l'assistenza.</p><p>Il primo pacchetto di misure della 6a revisione AI (revisione 6a) pone maggiormente l'accento sul reinserimento professionale e prevede misure in tal senso.</p><p>I beneficiari di una rendita AI che vivono in condizioni economiche modeste hanno diritto, a determinate condizioni, alle prestazioni complementari (art. 4 della legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità), che colmano la differenza tra il reddito effettivo e il minimo esistenziale. Al momento del calcolo è considerata la situazione finanziaria complessiva dell'economia domestica. Il reddito comprende le rendite AI e le pensioni alimentari dovute in virtù del diritto di famiglia, ma non le prestazioni finanziarie dei parenti e gli assegni per grandi invalidi. L'accresciuta esigenza di mantenimento dovuta all'invalidità del figlio non deve ripercuotersi sull'obbligo di mantenimento dei suoi genitori.</p><p>5. L'assicurazione malattia si fa carico soltanto delle prestazioni elencate nella legge federale sull'assicurazione malattie e nelle pertinenti ordinanze d'esecuzione. Vi è pertanto un numero chiuso delle prestazioni prese a carico. È compito dell'assicuratore determinare se deve assumersi la prestazione chiesta dall'assicurato. In caso di controversia, l'assicurato può esigere dall'assicuratore una decisione impugnabile.</p><p>6. Secondo gli articoli 41 segg. del Codice delle obbligazioni (CO), l'autore è di principio responsabile nei confronti della vittima ed è tenuto a risarcirle il danno arrecato. L'articolo 46 CO disciplina il calcolo del danno in caso di lesione corporale. Si applica il principio della riparazione totale. Conformemente all'articolo 43 capoverso 1 CO, il giudice determina il risarcimento del danno tenendo conto delle circostanze e della gravità della colpa. L'imposizione di pretese civili nei confronti di autori di atti violenti può essere limitata, oltre che da un'eventuale prescrizione delle pretese (art. 60 e 127 CO), soprattutto dalle normative a tutela del debitore previste nel diritto in materia di esecuzione e fallimento (minimo esistenziale secondo gli art. 92 seg. della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento). Al di fuori di tali limiti, gli autori di atti violenti sono tenuti a risarcire il danno. Ne può risultare un obbligo di risarcimento pluriennale, eventualmente addirittura a vita.</p>  Risposta del Consiglio federale.