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Via libera alla riforma del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e della sua Autorità di vigilanza (AV-MPC). Dopo gli Stati settimana scorsa, oggi anche il Consiglio nazionale ha approvato una mozione in tal senso con 128 voti contro 45 e una astensione.
Ora il Consiglio federale può mettersi al lavoro. La riforma dovrà basarsi sui vari rapporti che sono stati pubblicati negli ultimi mesi, compreso il rapporto finale delle Commissioni della gestione (CdG) dei due rami del Parlamento, che hanno proposto una soluzione chiamata “status quo plus”.
Ciò significherebbe che il Ministero pubblico della Confederazione resterebbe indipendente e continuerebbe ad essere controllato da un’autorità di vigilanza indipendente. Tuttavia, le competenze di quest’ultima andrebbero chiarite e rafforzate. L’alternativa sarebbe tornare alla supervisione del Tribunale federale e del Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Secondo Sibel Arslan (Verdi/BS), che si è espressa a nome della commissione preparatoria, c’è accordo sulla necessità di agire. Anche la ministra di giustizia Karin Keller-Sutter ha sostenuto la riforma, ricordando come i cantoni non volevano una revisione totale del modello attuale. Solo l’UDC, che auspicava una riforma di più ampio respiro, ha bocciato la mozione.
I problemi tra l’autorità di vigilanza e l’MPC sono sorti durante il procedimento disciplinare contro l’ex procuratore federale Michael Lauber, riguardante il terzo incontro informale con il presidente della FIFA Gianni Infantino. Nel maggio 2019, le CdG hanno avviato le rispettive investigazioni per capire queste discrepanze.
In un rapporto intermedio del giugno 2020, le Commissioni della gestione hanno notato che Lauber faceva una “interpretazione errata della vigilanza”. Nelle loro considerazioni, hanno sottolineato che la sorveglianza non viola l’indipendenza del perseguimento penale quando influenza il ministero pubblico su questioni di gestione.
Il sistema di un MPC indipendente soggetto a una vigilanza indipendente, introdotto nel 2011, può dunque funzionare. Ma non è sufficientemente a prova di crisi, hanno concluso.
Dopo un periodo di grande tensione, l’MPC si sta stabilizzando. Lauber si è dimesso e ha lasciato il Ministero pubblico a fine di agosto 2020. L’MPC è da allora guidato ad interim dai due vice procuratori. Il Parlamento è chiamato ad eleggere il nuovo procuratore generale il 29 settembre.