Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/245901

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre delle norme per regolamentare il fenomeno del microtargeting nei confronti dei politici su Internet e renderlo più trasparente agli occhi dei cittadini.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Negli ultimi anni, il cosiddetto "microtargeting" è diventata una pratica comune offerta agli inserzionisti da piattaforme Internet come Facebook, YouTube o Twitter. In base ai dati raccolti, si possono creare profili che riflettono in modo dettagliato le preferenze degli utenti. Questo permette agli inserzionisti, ma anche ai lobbisti, di adattare i loro messaggi ai rispettivi gruppi mirati. Agli utenti con altri profili non viene presentato lo stesso contenuto.</p><p>Il microtargeting riguarda qualsiasi tipo di pubblicità. Nel contesto politico può interessare l'intero elettorato elvetico, non solo chi riveste cariche politiche.</p><p>La legge sui servizi digitali, adottata nell'ottobre 2022, prevede nell'UE obblighi di diligenza per gli operatori di piattaforme digitali. Per quanto riguarda il microtargeting, essa obbliga le piattaforme a mostrare agli utenti informazioni sugli inserzionisti. Vieta alle piattaforme di visualizzare pubblicità basata sui cosiddetti dati sensibili e impone loro di creare un archivio per la pubblicità e di renderlo disponibile al pubblico.</p><p>Il DATEC (Ufficio federale delle comunicazioni) sta preparando, su incarico del Consiglio federale, un documento di discussione. In questo si intende esaminare se sia opportuna una regolamentazione svizzera delle piattaforme e quale possa essere la sua forma. Il risultato di questi lavori non deve essere pregiudicato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.