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Le foreste sono di grande importanza per il nostro clima: immagazzinano il carbonio e rinfrescano l’atmosfera.
Le grandi superfici forestali funzionano da climatizzatori. L’acqua immagazzinata dagli alberi, riscaldata dall’energia solare, evapora e produce vapore acqueo, sottraendo così del calore all’aria. Il vapore acqueo forma le nubi, fonte di nuove precipitazioni. Questo ciclo naturale tende a collassare a causa della deforestazione. Più le foreste vengono distrutte, più viene a mancare il loro effetto rinfrescante sul clima.
Le foreste sono depositi di carbonio
Gli alberi, durante la loro crescita, prelevano CO2 dall’aria e l’immagazzinano nel loro legno sotto forma di carbonio. Contemporaneamente rilasciano ossigeno (O2) nell’ambiente. Se un albero muore o viene bruciato, il CO2 viene nuovamente rilasciato nell’atmosfera. Un albero è dunque neutrale per il clima. La situazione diventa però problematica, quando le foreste vengono distrutte e il patrimonio forestale diminuisce. Infatti, circa la metà del carbonio sulla terra si trova proprio nelle foreste. E la percentuale cresce, se si tiene conto anche del carbonio contenuto nel terreno boschivo.
Le foreste accumulano dalle 20 alle 50 volte più CO2
di altri ecosistemi. In questo processo sono di grande importanza le foreste tropicali, perché, grazie alla grande biomassa, immagazzinano il 50% in più di carbonio rispetto ad altri tipi di foresta. Se queste foreste vengono disboscate, il carbonio, viene liberato nuovamente sotto forma di CO2
. Ne consegue che ogni anno gigantesche quantità di CO2
vengono rilasciate nell’ambiente. I disboscamenti contribuiscono in modo determinante alle emissioni di gas a effetto serra e dunque anche al riscaldamento globale