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Gli ospedali svizzeri sono sempre più confrontati con una carenza di medicinali, in particolare quelli per la lotta contro il cancro. Aggiunto a questo, si riscontrano problemi di qualità, con materie prime provenienti da India e Cina.
A causa dei margini sempre più ristretti, il ramo farmaceutico deve "piegarsi all'economia di mercato e le imprese producono il minimo necessario", ha spiegato oggi all'ats André Pannatier, responsabile del Servizio di farmacia del Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna, commentando informazioni apparse sulla "Sonntagszeitung" e sul "Matin Dimanche". Conseguenza: i prodotti si esauriscono, evento "raro in passato ma che diventa sempre più frequente".
Si tratta di un problema in crescita dal 2011. Il CHUV aveva terminato lo stock di Cisplatino, una agente chemioterapico molto utilizzato. Come altri grandi ospedali svizzeri, ha dovuto rifornirsi in Germania aspettando la prossima fornitura. "Il problema riguarda una quindicina di medicinali", secondo Pannatier. I grandi ospedali sono i più colpiti, perché è dove si concentrano i farmaci antitumorali.
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