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Per la prima volta dal 2008, l’anno scorso il mercato dell’alloggio in Svizzera si è in media riassestato. Lo dice un’analisi sugli effetti della libera circolazione delle persone sul mercato dell’alloggio condotta su incarico dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB).
Questo rilassamento, leggermente più accentuato nel settore degli affitti, è stato favorito da un’attività edilizia che ha superato la progressione della domanda. A questo si aggiunge l’aumento dei canoni d’affitto e dei prezzi di vendita, in aumento del 30% dal 2005
Dietro questa apparente stabilità si celano importanti disparità tra regioni. Il Ticino, la Svizzera orientale e la Svizzera nord-occidentale presentano la maggiore disponibilità di alloggi, mentre la situazione rimane tesa nella Svizzera centrale, in particolare nella regione di Zurigo.
Per quanto riguarda la proprietà, negli ultimi anni l’attività edilizia si è spostata verso il settore delle abitazioni locative, cosa che ha riequilibrato il mercato degli affitti rispetto a quello delle abitazioni di proprietà.
La situazione si è normalizzata anche sul fronte della migrazione: le preferenze regionali e lo sviluppo dei redditi dei nuclei familiari stranieri, contrariamente a quanto osservato dopo il 2005, non si differenziano più tanto da quelli svizzeri. Anche se la domanda di abitazioni in affitto nei centri urbani o nelle regioni turistiche continua a essere alimentata da una parte dei nuclei familiari stranieri con un potere d’acquisto superiore alla media, questa tendenza si va nettamente indebolendo.