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ZURIGO - Il Tribunale federale (TF) respinge il ricorso di un medico sospettato di aver venduto dispense dall'obbligo di indossare una mascherina sanitaria. Di fronte alla richiesta della giustizia zurighese di consultare le sue cartelle mediche, l'uomo opponeva il segreto professionale.
Il Ministero pubblico di Winterthur/Unterland potrà pertanto visionare tre dossier completi di pazienti, così come informazioni relative ad altri nove. Questi documenti erano stati sequestrati in aprile durante una perquisizione dello studio del medico.
Quest'ultimo aveva in seguito chiesto che i documenti venissero sigillati. Alla fine di luglio, il tribunale distrettuale, competente in materia, aveva concesso un parziale accesso ai dati dei pazienti. In una sentenza pubblicata oggi, il TF conferma questa decisione, ritenendola conforme al principio di proporzionalità.
Nel suo ricorso, il medico sosteneva che i fatti contestatigli non corrispondessero al reato di redazione di un certificato falso. A suo avviso, non sussisteva pertanto una sufficiente presunzione di colpevolezza.
Il TF ha respinto questa tesi, invocando la sua giurisprudenza in materia di uso della mascherina. A più riprese la Corte ha potuto constatare che l'obbligo è sufficientemente ancorato nella legge. Per il TF c'è inoltre un importante interesse pubblico a risolvere il caso.
Il medico aveva attirato l'attenzione della polizia quando diverse persone avevano mostrato un certificato di esenzione dall'obbligo di indossare la mascherina firmato da lui. Una paziente aveva confessato che sua figlia aveva ottenuto il documento senza una visita. Un altro paziente aveva ammesso di aver consultato proprio questo dottore perché noto per essere accomodante e per rilasciare dispense a pagamento. Contro il medico è stato anche avviato un procedimento disciplinare da parte della Direzione della sanità del canton Zurigo.