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La sua piena assoluzione in primo grado oggi da parte del Tpi era la sola sentenza possibile da un punto di vista legale. Lo ha detto l'ultranazionalista serbo Vojislav Seselj commentando il suo proscioglimento da parte del Tribunale penale internazionale dell'Aja.
Una sentenza che ha sorpreso tutti gli osservatori e analisti, anche in Serbia. In una affollata conferenza stampa, Seselj ha detto di essere stato certo sin dall'inizio che a suo carico non vi fosse alcuna prova di colpevolezza per i crimini di Guerra e contro l'umanità di cui era accusato.
"Sono stato assolto, ma avrei forse preferito che mi avessero dato una condanna leggera per rendere meno furiosi i nemici della Serbia, sia all'interno del Paese che all'estero", ha detto il leader ultranazionalista con la sua consueta ironia provocatoria. Confermando la sua posizione favorevole all'idea della 'Grande Serbià, Seselj si è detto rammaricato per il fatto che diversi suoi "amici stretti" - come Radovan Karadzic, Milan Martic, Zdravko Tolimir - non sono stati processati da giudici "onesti e corretti", come è il caso del presidente della corte del Tpi Jean Claude Antonetti e dell'altro giudice Mandiaye Niang, che "hanno dimostrato come la professionalità, l'onore e la dignità siano al di sopra di ogni pressione politica".
Tuttavia, ha aggiunto Seselj, "la mia posizione sul Tpi quale tribunale antiserbo e strumento di un Nuovo Ordine Mondiale non è cambiata di una virgola".