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Un terremoto di magnitudo 5.5 ha fatto tremare ieri, lunedì, i grattacieli di Città del Messico. Al momento non risultano vittime o danni di rilievo. L'Usgs, osservatorio statunitense dei terremoti, riferisce che l'epicentro è stato localizzato nel sud del paese, ovvero tra gli Stati di Oaxaca e Guerrero, a oltre 400 chilometri dalla capitale e a una profondità di 18 chilometri. Città del Messico è costruita su un antico bacino lacustre, e per questo spesso terremoti anche lontani vengono avvertiti distintamente nella capitale.
Sono state tre le scosse di terremoto registrate: la prima avvertita anche a Città del Messico. Il Servizio sismologico nazionale (Ssn) ha precisato che il primo sisma è avvenuto alle 15,15 (le 22,15 in Svizzera), e ha avuto una magnitudo di 5.5 sulla scala Richter con un epicentro a 65 chilometri a sud-est di Pinotepa, nello Stato meridionale di Oaxaca. Questo è stato seguito 30 minuti dopo da un secondo sisma con lo stesso epicentro, di magnitudo 4,7, e da un terzo alle 16,49 locali di magnitudo 4,1, sempre a sud di Pinotepa.
E nelle Filippine non c'è pace
Nuova forte scossa di terremoto anche nelle Filippine, dopo il sisma di magnitudo 6.1 registrato ieri, lunedì, a nord di Manila e che ha provocato la morte di almeno 15 persone. Secondo l'Us Geological Survey (USGS), una scossa di magnitudo 6.3 è stata rilevata nei pressi di Tutubigan, sull'isola di Samar, nel settore centrorientale dell'arcipelago.
Intanto, al nord del Paese i soccorritori continuano a scavare alla ricerca di sopravvissuti sotto le macerie di un centro commerciale di quattro piani crollato a causa della scossa. Secondo quanto riferito dalle autorità, la maggior parte delle vittime si registra nella provincia di Pampanga, dove in giornata è atteso il presidente Rodrigo Duterte.
Ed Posadas, portavoce dell'agenzia per i disastri nazionali, ha fatto sapere che 24 persone risultano ancora disperse, la maggior parte delle quali sotto le macerie del centro commerciale Chuzon, a Porac, nella provincia di Pampanga.