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È notizia di poche ore fa che il regista russo Kirill Serebrennikov è stato arrestato a Mosca con l'accusa di truffa. Avrebbe sottratto, secondo gli inquirenti russi, una sessantina di milioni di rubli di fondi governativi destinati al Gogol Centre, di cui è direttore artistico.
Non è certo una novità il fatto che esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, spesso critici (o irriverenti) nei confronti del potere politico russo, come lo è Serebrennikov, finiscano nei guai con la giustizia. Il caso più noto è sicuramente quello delle "Pussy Riot", di cui tre esponenti furono condannate per offesa alla confessione ortodossa nel 2012. Recentemente le cantanti hanno avuto modo di spiegare in un video musicale il loro pensiero sulla limpidezza della procura russa....
5 febbraio 20016
Il collettivo punk e femminista russo "Pussy Riot", noto per le provocatorie azioni di protesta contro il governo di Vladimir Putin, ha rilasciato un nuovo video musicale, e questa volta c'entra pure la Svizzera. La loro nuova canzone, "Chaika", denuncia la presunta corruzione del procuratore generale della Russia, Yuri Chaika, lo stesso che chiese l'arresto delle tre cantanti nel 2012. "Io lotto contro la corruzione, o per essere più precisi, io guido la corruzione. Io amo la Russia, sono un patriota. Ma per vivere, sceglierei molto volentieri la Svizzera", recita il testo del brano. Accuse di corruzione verso Yuri Chaika erano già state lanciate dall'attivista Aleksei Navalny, che sostiene anche che il capo della Giustizia russa sarebbe proprietario di un hotel in Grecia e diverse ville in Svizzera.