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BERNA - Riuniti oggi in assemblea a Confignon (GE), i delegati dell'UDC svizzera hanno ampiamente approvato l'iniziativa "No Billag" in votazione il prossimo 4 marzo. Aspre critiche sono state espresse nei confronti della SSR.
L'iniziativa è stata sostenuta con 239 voti contro 17 e 5 astensioni. Solo due delegati, un lucernese e un vodese hanno chiesto di respingere il testo che mira a sopprimere il canone radio-tv. Alla fine l'assemblea, senza sorprese, ha seguito le raccomandazioni del comitato direttivo del Partito.
«I canoni Billag sono un veleno per il paesaggio mediatico svizzero», ha detto oggi il consigliere nazionale zurighese UDC Roger Köppel capo redattore del settimanale Weltwoche. Secondo Köppel è perfettamente possibile coprire i bisogni d'informazione in tutto il Paese e nelle tre lingue nazionali senza passare attraverso sovvenzioni.
I media regionali sono maggiormente in grado di soddisfare i bisogni degli utenti locali rispetto a un'istituzione statale, secondo Köppel. I consiglieri nazionali Yves Nidegger (GE) e Jean-François Rime (FR) hanno calcato la mano criticando aspramente una SSR «mastodonte».
La vice presidente Céline Amaudruz, ha sottolineato che il canone serve a diffondere l'ideologia del partito socialista. «Siamo perfettamente in grado di andare a cercare informazioni di cui abbiamo bisogno là dove esse si trovano, si tratta addirittura di un dovere civico di ampliare l'opinione che ci offre Billag», ha sottolineato la consigliera nazionale ginevrina.
L'accordo con l'UE - Precedentemente il presidente dell'UDC, Albert Rösti, ha vivacemente criticato l'accordo quadro tra Svizzera e Unione europea (Ue). «L'UDC tiene a ribadire che la conclusione di un accordo quadro sulla base del mandato negoziale attuale non è una soluzione accettabile. Non ci sarà compromesso», ha affermato Rösti.
«La versione che ci è stata fornita oggi è chiaramente un trattato di sottomissione», ha aggiunto. L'UDC farà quindi di tutto per impedire un disastro per l'autodeterminazione della Svizzera, ha avvertito il presidente dell'UDC.
Il consigliere federale Guy Parmelin ha da parte sua difeso l'importanza di un «esercito moderno ed efficace» per la sicurezza del Paese.