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BERNA - I professionisti dell'ambito sanitario chiedono una valutazione indipendente dell'impatto del coronavirus sui lavoratori del settore. Per arrivare a questo risultato, Amnesty International ha consegnato oggi una lettera aperta al Consiglio federale.
Una ventina di sindacati, associazioni e ONG, insieme a oltre 1'000 professionisti della salute, chiedono maggiore trasparenza e un vero bilancio sulla situazione del personale, si legge in un comunicato dell'organizzazione.
La valutazione dell'impatto sul personale, vista la sovra-rappresentazione delle donne e delle persone di origine straniera, dovrebbe integrare una prospettiva di genere e una legata all'origine delle persone, sottolinea Amnesty.
Secondo l'organizzazione, nel mondo almeno 7'000 professionisti della salute hanno pagato con la vita la lotta contro il Covid-19. Per quel che riguarda la Svizzera non esistono però dati esaustivi ed è necessario porre rimedio a questa mancanza.
«È necessario che il Consiglio federale valuti l'impatto della crisi e delle misure che sono state messe in atto per proteggere i diritti fondamentali delle persone che esercitano delle professioni essenziali», ha detto Pablo Cruchon, coordinatore della campagna per Amnesty International Svizzera, citato nella nota.
Lunedì prenderà il via una settimana di proteste da parte del personale sanitario che culminerà in un'azione in Piazza federale a Berna, sabato 31 ottobre.