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BERNA - Per garantire la protezione delle riserve di acqua potabile e dei corsi d'acqua è vietato impiegare diserbanti su strade, sentieri e spiazzi. I Comuni rispettano le disposizioni, non così invece i proprietari di giardini privati: uno su due non conosce ancora il divieto di erbicidi. Lo rileva una indagine resa pubblica oggi dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
Al fine di proteggere le acque sotterranee e le riserve, la Svizzera ha adottato nel 2001 il divieto generale d'impiego di erbicidi su strade, sentieri e spiazzi, da dove tali sostanze possono essere facilmente dilavate e quindi finire nelle acque. Una deroga al divieto è possibile solo per il trattamento di piante problematiche lungo le strade cantonali e nazionali.
Un'indagine commissionata dall'UFAM alla fondazione "sanu" ha evidenziato che il 50% dei proprietari di giardini privati interpellati non è a conoscenza del divieto. Una persona su cinque del rimanente 50% ha affermato di utilizzare gli erbicidi nonostante sia informata.
"Il risultato è preoccupante", anche se i proprietari di giardini impiegano di regola solo piccole quantità di antiparassitari, rileva l'UFAM. Lo studio stima a 100 tonnellate annue il quantitativo complessivo di sostanze attive contenute negli erbicidi acquistati in Svizzera per usi privati. Nonostante si presuma che sia utilizzata in modo illegale solo una minima parte, si deve fare tutto il necessario per ridurre il più possibile tale quantità, secondo l'Ufficio dell'ambiente.
I servizi tecnici dei Comuni e le aziende specializzate rispettano invece sempre più il divieto. Il 60% dei Comuni indica di rinunciare completamente agli erbicidi, mentre un altro 20% dice di farlo in gran parte.
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