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Gli inquirenti militari Usa hanno concluso che sono cinque i soldati americani coinvolti a vario livello di responsabilità nel rogo di alcune copie del Corano in una base dell'esercito in Afghanistan. Lo riferisce il Washington Post, citando fonti militari al corrente dei risultati dell'indagine.
Secondo le stesse fonti, gli investigatori nominati dal generale John R. Allen, comandante delle forze Usa in Afghanistan, hanno determinato che le copie bruciate sono state prelevate da una prigione della base di Bagram, dopo che all'interno erano stati trovati messaggi estremisti.
In un primo momento, erano state depositate in un ufficio, ma poi sono state scambiate per spazzatura e sono quindi finite in una discarica della base. Alcuni operai afghani della base si sono resi conto che si trattava di copie del Corano solo quando oramai erano avvolte dalle fiamme.
Secondo fonti militari, i cinque soldati coinvolti nella vicenda saranno rimpatriati, ma è improbabile che i loro nomi vengano resi pubblici o che vengano sottoposti alle severe punizioni richieste dagli afghani, che vorrebbero sottoporli ad un processo in Afghanistan.
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