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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il costante aumento del traffico di camion sulla A2 ha provocato, soprattutto nel corso di quest'anno, carenze di capacità alla dogana di Chiasso e Basilea. Di conseguenza si sono formate code di camion nella corsia di marcia, benché anche cantieri stradali e incidenti siano causa di ingorghi. Il presidente della Confederazione ha convocato i cantoni interessati il 28 maggio 2001 a una conferenza, dalla quale sono emerse grandi divergenze d'opinioni sugli approcci possibili e auspicabili. Per questo motivo è stato insediato un gruppo direttivo Confederazione/Cantoni incaricato di analizzare in maniera approfondita il problema dell'ottimizzazione a breve e medio termine dello smaltimento del traffico sulla strada e alla dogana e di cercare soluzioni efficaci e politicamente accettabili che tengano inoltre conto degli aspetti del traffico interno e della sicurezza della circolazione. Le zone d'ingorgo dei veicoli pesanti sull'autostrada ostacolano in realtà il flusso del traffico di tutti gli utenti della strada e sono fondamentalmente indesiderabili. Poiché però queste misure sono a breve termine e colpiscono in ugual misura i veicoli pesanti stranieri e svizzeri, non violano in realtà l'accordo sul traffico di transito, tanto più che dall'altra parte della frontiera le stesse situazioni si ripetono già da molto più tempo.</p><p>Per quanto riguarda la questione dell'incanalamento del traffico in entrata in Svizzera, si deve considerare che ai valichi doganali nella regione di Basilea circa tre quarti dei trasporti provengono da località svizzere o vi sono destinati (a Chiasso si tratta di circa un terzo dei trasporti), il traffico di transito attraverso le Alpi rappresenta quindi al massimo "solo" un quarto (a Chiasso due terzi). Il dosaggio del traffico pesante in entrata in caso di grande affluenza non dovrebbe in ogni caso essere discriminante. Comunque anche questa misura è al vaglio del già citato gruppo direttivo.</p><p>2. Le prestazioni finora attuate dalla Svizzera per risolvere i problemi dell'asse nord-sud si muovono nell'ambito dell'accordo sul traffico di transito. Entrambe le parti sono tenute, ai sensi dell'art. 14 dell'accordo sul traffico di transito, a semplificare e a ridurre, ove possibile, le formalità doganali. L'accordo sui trasporti terrestri, non ancora in vigore, prevede all'art. 43 esattamente la stessa regolamentazione. Nei paesi membri dell'Ue si stanno adottando misure analoghe per rimediare ai gravi ingorghi.</p><p>Gli sforzi della Svizzera per ridurre le code sulla A2 non rispondono solo all'interesse nazionale, ma anche degli altri paesi. Poiché le dogane autostradali di Basilea/Weil am Rhein, Basilea/St. Louis e Chiasso Brogeda-Merci sono gestite in comune e si trovano in parte in territorio straniero, per le varie misure di ottimizzazione dipendiamo dal sostegno e dalla collaborazione dei nostri vicini. Lo stesso dicasi per le possibili ottimizzazioni delle procedure e formalità doganali. Tale collaborazione deve essere ricercata in primo luogo sul piano bilaterale.</p><p>3. Il Consiglio federale respinge la costruzione di un secondo tubo per la galleria stradale del San Gottardo, anche in considerazione dei dettami dell'articolo per la protezione delle Alpi incluso nella Costituzione federale. Il popolo svizzero avrà presto modo di esprimersi in merito con il voto. Se si pronunciasse a favore della costruzione del secondo tubo, sarebbe, questa, una decisione di politica interna. Né nell'accordo sul traffico di transito, né nell'accordo sui trasporti terrestri prossimamente in vigore è contenuto un riferimento diretto.</p><p>4. Con la conclusione dell'accordo sui trasporti terrestri, la Svizzera ha pattuito con l'Ue un'ampia regolamentazione della politica dei trasporti terrestri, valida per i prossimi decenni. Essa si estende anche ai problemi del trasporto stradale e ferroviario nonché del traffico combinato. L'Ue ha accettato in questo contesto che la Svizzera applichi la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), aumentando notevolmente il costo del transito per il futuro. Con questa tassa i paesi stranieri contribuiscono in misura notevole al finanziamento dell'infrastruttura ferroviaria svizzera (tra l'altro della NFTA). Il gruppo direttivo istituito dal DATEC sta attualmente verificando misure per alleviare il problema delle code. Se necessario, il Consiglio federale e i Dipartimenti competenti ricercheranno la collaborazione con i paesi limitrofi o con l'Ue.</p><p>La politica del trasferimento del traffico e l'ottimizzazione del trasporto ferroviario internazionale delle merci saranno oggetto di discussioni periodiche con i vari stati membri dell'Ue e con la Commissione europea. Questi dialoghi si svolgeranno anche sulla base del memorandum firmato nel maggio 2001 tra la Svizzera e i Paesi Bassi.</p>  Risposta del Consiglio federale.