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La Contact Improvisation è una forma di danza improvvisata ed è una delle più note e caratteristiche forme di danza postmoderna. Paola Gianoli ci spiega in un’intervista la sua passione per questa disciplina.
La Contact Improvisation è nata da una serie di ricerche portate avanti all’inizio da Steve Paxton e in seguito da Nancy Stark Smith e altri protagonisti della danza postmoderna negli USA nei primi anni ’70 e scaturisce dalla volontà e curiosità di ridefinire sé stessi attraverso un corpo “sensibile” e “intelligente”. La contact improvisation è inoltre stata parte di quegli sperimenti sociali di fine anni ’60-inizio anni ’70 centrati su uguaglianza, comunità e condivisione.
La prima performance di contact improvisation riconosciuta in quanto tale è “Magnesium” di Steve Paxton (1972), presentata da Paxton e da studenti di danza dell’Oberlin College (Ohio, USA – noto per essere tra i college più avanguardisti e liberali). Cinque mesi dopo, Steve Paxton ha condotto la prima serie di performance di contact improvisation nella John Weber Art Gallery a New York. Ben presto gli studenti stessi di Steve Paxton hanno provveduto a portare avanti la ricerca e a diffondere questa disciplina, che oggi viene praticata in tutto il mondo.
In Svizzera, la contact improvisation è arrivata nei primi anni ’80, dapprima a Zurigo e a Ginevra, per poi arrivare a Berna, in cui sin dagli anni ’90 viene organizzata ogni anno una jam internazionale della durata di un fine settimana, di regola in primavera. Ora viene praticata in varie città e regioni svizzere e anche nella vicina Valtellina; in Italia la valposchiavina Paola Gianoli, che abbiamo intervistato, terrà prossimamente proprio un corso di questo tipo.
Hai già avuto modo di presentare la danza improvvisata in Valposchiavo?
Sì, circa 5-6 anni fa, quando ancora abitavo a Ginevra. Per ragioni familiari venivo a Poschiavo circa una volta al mese e la Pgi Valposchiavo aveva organizzato un ciclo di 6 corsi, una volta al mese. Poi ho dato un corso di contact improvisation anche durante la festa danzante che viene organizzata una volta all’anno in oltre 20 località della Svizzera e anche a Poschiavo da 4 anni (il 6 maggio 2017 sarà la quinta volta consecutiva a Poschiavo). Proprio durante l’ultima festa danzante a Poschiavo ho conosciuto persone di Tirano che già conoscevano la danza contact improvisation e che mi hanno spinta, sostenuta e aiutata a organizzare un corso in Valtellina. Nei mesi di novembre e dicembre scorsi ho così potuto dare i primi laboratori a Tovo Sant’Agata, nel magnifico studio di Casa Canali. L’esperienza è stata molto positiva, ho così deciso di continuare con i corsi a Tovo (il prossimo inizierà venerdì 13 gennaio, Ndr), più o meno ogni due settimane il venerdì sera. A me piacerebbe tanto organizzare un corso a Poschiavo, magari in alternanza con quello di Tovo Sant’Agata… Un passo alla volta, vediamo…
Da dove deriva questa tua passione?
Ho sempre amato il movimento, da piccola sciavo, facevo atletica leggera, più tardi, quando studiavo a Coira, rientravo il fine settimana per fare le gite in alta montagna con la Sportiva Palü.
La danza mi è sempre piaciuta; quando studiavo a Coira ho seguito alcuni corsi di Modern Jazz e altri stili moderni, mi piaceva, ma sentivo che non era esattamente quello che cercavo.
Poi quando sono arrivata a Ginevra, un po’ per caso ho scoperto la danza contact improvisation: è stata una rivelazione, mi sono subito sentita a mio agio con questa forma di movimento.
A chi sono consigliati questi tipi di esercizi?
Questa forma sviluppa la percezione del proprio corpo, l’ascolto dell’altro, del momento, del “qui e ora”. Permette di creare fluidità nel movimento e danzando si utilizzano praticamente tutti i muscoli del corpo. È inoltre molto ludica, a me mette il buon umore. Quindi: consiglierei la danza contact improvisation a tutti!
Marco Travaglia