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La teoria delle scie chimiche è apparsa negli Stati Uniti nel 1996 dopo la pubblicazione di uno studio intitolato “Il clima come un moltiplicatore di forze : possedere il tempo nel 2025” redatto da sette militari su richiesta dell’US Air Force.
Gli autori intendevano scoprire come, nel 2025, l’aviazione americana potrebbe controllare il clima, agendo sulla pioggia, la nebbia e le tempeste, allo scopo di raggiungere una supremazia militare e aeronautica.
Il documento si iscrive in una ricerca più vasta dell’esercito americano risalente agli anni della Guerra fredda sulle armi climatiche e la guerra ambientale e sui lavori di scienziati sulla modifica dell’equilibrio energetico della Terra per contrastare il cambiamento climatico, lanciato negli anni 1950.
A partire dalla metà degli anni 1990 inizia a diffondersi presso alcuni americani e sui siti complottisti l’idea che il governo e i militari spandono nell’atmosfera prodotti chimici che formano nuvole artificiali.
Queste scie chimiche sarebbero più persistenti nel cielo delle scie di condensazione lasciate normalmente dagli aerei e si formerebbero ad altitudini inferiori agli abituali corridoi aerei.
Secondo questa idea, contrariamente ai vapori classici, le scie chimiche sarebbero composte da metalli pesanti (particelle di alluminio o titanio), da metalli alcalino-terrosi o da polimeri microscopici nefasti per la salute e l’ambiente.
Negli anni appaiono siti web e pagine su Facebook per denunciare il complotto. Video e foto mostrano il moltiplicarsi di scie anomale nel cielo.
Negli anni sono nate associazioni che pretendono di produrre prove e studi scientifici per “colmpare il vuoto della totale mancanza di informazioni e di trasparenza sulle scie chimiche e sulla geo-ingegneria”. Cortei di protesta sono organizzati “per far esplodere la verità”. Il tema della scie chimiche viene evocato anche al Parlamento europeo.
Fra le molte società accusate di spargere prodotti chimici nell’aria vi è Monsanto, gigante americano delle biotecnologie, che spargerebbe nell’aria metalli pesanti per obbligare gli agricoltori ad acquistare semenza OGM resistente all’alluminio.
(Fonte : ecologie.blog.lemonde.fr)