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Il riscaldamento globale ha fatto aumentare le aree del mondo coperte da vegetazione più di quanto abbia fatto crescere quelle aride. È un nuovo e curioso dato che emerge dal rapporto uscito oggi dell'Ipcc, il comitato scientifico dell'Onu sul clima, dedicato al rapporto fra cambiamento climatico e territorio. A seguito dell'aumento delle temperature globali, si legge nello studio "il rinverdimento della vegetazione è avvenuto su di un'area più vasta di quella del disseccamento". In parole povere, la crisi climatica ha fatto avanzare le aree verdi più di quanto ha fatto avanzare i deserti.
Di solito, si pensa che il cambiamento climatico porti siccità e desertificazione. E questo è vero in molte zone del mondo, soprattutto quelle tropicali e subtropicali, concentrate in Asia e Africa (ma anche nel Mediterraneo). Zone ai margini dei deserti, che con l'aumento delle temperature vedono ridursi le piogge e seccare i campi. "Il disseccamento della vegetazione - si legge nel rapporto - è stato osservato dai satelliti in alcune regioni, comprese l'Eurasia settentrionale, parti del Nord America, Asia centrale e il bacino del Congo, soprattutto come risultato di stress idrici".
Ma ci sono anche altre zone, e questa è la novità dello studio, in cui il riscaldamento fa prosperare la vegetazione. "Le osservazioni da satellite - scrive ancora l'Ipcc - hanno mostrato il rinverdimento della vegetazione negli ultimi tre decenni in parti di Asia, Europa, Sud America, Nord America centrale ed Australia sudorientale". Con l'aumento delle temperature, spiega lo studio, la bella stagione dura di più, e così la crescita delle piante. Le emissioni di ossido di diazoto (che è un gas serra) dai combustibili fossili, quando finiscono sul terreno fanno da fertilizzante. Il tasso elevato di CO2 nell'aria provoca un aumento della fotosintesi.