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<h2>SubmittedText<h2><p>Il 17 febbraio 2009 la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) aveva accolto a grande maggioranza una propria mozione in cui auspicava un impegno attivo della Svizzera a favore della pace e della popolazione civile di etnia tamil e con la quale incaricava il Consiglio federale di "sfruttare tutte le opportunità offerte dalla diplomazia svizzera per fare in modo che nello Sri Lanka venga negoziata una tregua immediata, venga di nuovo autorizzato l'aiuto umanitario incondizionato alla popolazione bloccata nella regione dalla guerra civile, venga di nuovo ripristinata la libera informazione fornita da media indipendenti e vengano avviati negoziati tra le parti in conflitto per trovare una soluzione politica". Alla luce del drammatico aggravarsi della situazione, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Cosa ha fatto sinora per realizzare quanto richiesto dalla mozione della CPE-N?</p><p>2. Ha affrontato con il governo dello Sri Lanka il problema delle manifeste violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario commesse da quest'ultimo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Misure per realizzare quanto richiesto dalla mozione della CPE:</p><p>Impegno diplomatico della Svizzera a livello bilaterale e multilaterale</p><p>Come già chiarito il 13 maggio 2009 in occasione dell'accoglimento della mozione della CPE, il Consiglio federale sta già realizzando quanto richiesto nell'intervento parlamentare.</p><p>A livello bilaterale la Svizzera ha riaffermato a più riprese il suo impegno a favore del diritto internazionale umanitario: il 5 febbraio e il 21 aprile ha lanciato appelli umanitari, è intervenuta diverse volte attraverso i canali diplomatici e ha perorato la causa umanitaria anche in occasione di incontri con rappresentanti del governo dello Sri Lanka. Il Consiglio federale deplora espressamente che questo conflitto che si trascina da decenni abbia provocato la morte di diverse migliaia di persone e privato decine di migliaia di sfollati dei propri mezzi di sussistenza.</p><p>A livello multilaterale la Svizzera si è attivata per la convocazione di una sessione speciale del Consiglio dei diritti dell'uomo dedicata allo Sri Lanka, che si è tenuta a Ginevra il 26 e 27 maggio 2009. Purtroppo la Svizzera non è riuscita a far passare le sue proposte volte a rafforzare le misure di protezione della popolazione civile e a indagare e perseguire le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Una maggioranza dei membri del Consiglio dei diritti dell'uomo si è schierata a favore del testo di risoluzione nettamente edulcorato proposto dallo stesso Sri Lanka. Nel discorso pronunciato davanti al Consiglio dei diritti dell'uomo, lo Sri Lanka si è tuttavia impegnato a attuare un piano d'azione nazionale per la protezione e la promozione dei diritti umani. Nel quadro dell'11esima sessione del Consiglio dei diritti dell'uomo, il 5 giugno 2009, la Svizzera ha ribadito la sua preoccupazione e ricordato le promesse fatte dallo Sri Lanka.</p><p>La Svizzera si adopera perché sia trovata una soluzione politica in grado di garantire una pace duratura e il riconoscimento dei diritti di tutte le minoranze. Il 19 maggio ha lanciato un appello a tutte le parti, a tutti i gruppi e ai membri della diaspora a non incitare all'odio, a avviare la riconciliazione con misure unilaterali o concordate e a lavorare a una soluzione duratura in collaborazione con le istituzioni internazionali attraverso un dialogo politico con spirito d'apertura.</p><p>Aiuto umanitario</p><p>Il Consiglio federale ritiene che la priorità assoluta sia di garantire la protezione della popolazione civile, in particolare le vittime di guerra evacuate e gli sfollati. Per questa ragione la Svizzera si impegna attivamente sul posto per garantire alle organizzazioni di aiuto internazionali di poter avvicinare senza restrizioni queste persone, in modo da rifornirle adeguatamente di cibo e medicamenti, mettere loro a disposizione alloggi d'emergenza e accelerarne il rientro nelle rispettive regioni d'origine in tutta sicurezza e dignità.</p><p>Per l'aiuto umanitario la Svizzera ha stanziato, in aggiunta al budget ordinario di 4,8 milioni di franchi, un milione supplementare destinato alla popolazione coinvolta nel conflitto nel nord dello Sri Lanka. Occorre inoltre esaminare se non sia opportuno destinare alla popolazione dello Sri Lanka nel bisogno ulteriori 5 milioni di franchi da prelevare dalla riserva obbligatoria dell'aiuto umanitario internazionale della Confederazione. La Svizzera sostiene in tal modo azioni d'aiuto d'urgenza del CICR, dell'ACNUR e del Programma alimentare mondiale sia mediante sostegni finanziari, sia mediante risorse umane con l'invio di specialisti del Corpo svizzero di aiuto umanitario.</p><p>Libera informazione fornita da media indipendenti</p><p>La libera informazione attraverso media indipendenti non è garantita. I giornalisti stranieri si vedono spesso rifiutare il visto d'ingresso e non di rado sono espulsi dal Paese. La Svizzera è intervenuta a più riprese su questo punto. Inoltre, ha accolto numerosi giornalisti e difensori dei diritti umani in pericolo accordando loro asilo politico.</p><p>Negoziati tra le parti in conflitto per una soluzione politica</p><p>La Svizzera offre i suoi buoni uffici, come già in occasione dei colloqui di pace tenutisi nei mesi di febbraio e ottobre 2006 a Ginevra. La Svizzera continuerà a svolgere un ruolo attivo nei settori dell'aiuto umanitario, della protezione umanitaria e del dialogo politico per favorire la riconciliazione e l'elaborazione di soluzioni internazionali che garantiscano la tutela delle minoranze e la decentralizzazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.