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Il Consiglio federale vuole sfruttare di più le acque del sottosuolo per stoccare calore da attività industriali e usarlo in inverno. Attualmente il diritto è d’ostacolo perché la temperatura delle acque profonde può essere modificata al massimo di tre gradi centigradi.
In una decisione pubblicata oggi, il governo accoglie, senza fornire commento alcuno, una mozione in questo senso del consigliere nazionale Matthias Samuel Jauslin (Plr/Ag) secondo cui il potenziale geotermico del sottosuolo, compreso lo stoccaggio stagionale di calore, costituisce uno strumento per abbattere le emissioni di CO2. Il dossier passa ora alle Camere federali.
Nell’atto parlamentare, depositato in giugno, il liberale radicale spiega che il calore generato durante l’anno, ad esempio da impianti di trattamento dei rifiuti, processi industriali e centri di calcolo, potrebbe essere stoccato nell’acqua del sottosuolo.
L’Ordinanza sulla protezione delle acque (Opac) stabilisce che la temperatura delle acque sotterranee non può variare di più di tre gradi a causa dell’apporto o del prelievo termico. Con la modifica proposta, l’acqua potabile e i biotopi che dipendono dalle acque profonde continueranno a essere protetti come finora. Invece le acque non adatte al consumo, in particolare quelle a grandi profondità, potranno essere utilizzate per produrre energia termica.
Nel confronto internazionale, il limite di temperatura in Svizzera è estremamente basso. Austria, Francia, Germania e Regno Unito hanno una tolleranza compresa tra sei e undici gradi. Diversi Paesi europei consentono oscillazioni temporanee della temperatura persino tra i 15 e i 23 gradi, ricorda Jauslin.
Stando all’argoviese, l’energia termica stoccata da attività industriali consentirebbe di coprire il 30% del maggiore fabbisogno di elettricità durante i mesi invernali.