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Situazione in Ucraina: nuove misure del Consiglio federale contro l’aggiramento delle sanzioni
Berna, 06.03.2015 - Seguendo l’esempio dell’Unione europea e alla luce della situazione in Ucraina, oggi il Consiglio federale ha deciso di varare nuove misure contro l’aggiramento delle sanzioni internazionali. Il Consiglio federale non riconosce l’annessione della Crimea e di Sebastopoli e ha integrato nell’ordinanza del 27 agosto 2014 le misure emanate dall’UE a dicembre 2014. Inoltre, per analogia all’UE ha inserito nell’allegato 3 dell’ordinanza 28 nomi di persone e organizzazioni soggette a restrizioni finanziarie e di spostamento. La nuova ordinanza e le modifiche degli allegati entrano in vigore oggi alle ore 18:00.
Il Consiglio federale ha ribadito che la Svizzera non deve essere sfruttata come porto franco per aggirare le sanzioni dell'UE. Coerentemente con la politica perseguita finora, oggi il Consiglio federale ha modificato l'ordinanza che istituisce provvedimenti per impedire l'aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina, adottando le ultimissime sanzioni UE.
Si tratta soprattutto di un'estensione delle misure adottate dal Consiglio federale che non riconosce l'annessione della Crimea da parte della Russia, considerandola contraria al diritto internazionale. D'ora in poi è vietato qualsiasi investimento straniero in Crimea e nella città di Sebastopoli, mentre nel settore degli investimenti e del turismo, così come in altri settori economici, vige il divieto di fornire servizi. L'attuale divieto di esportazione di beni strategici verso la Crimea e Sebastopoli è stato esteso ad altri beni. Inoltre, sono state inserite delle specificazioni relative alle misure che fanno riferimento alle sanzioni emanate dall'UE.
Infine, sono stati aggiunti 28 nomi all'elenco delle persone e delle imprese con le quali gli intermediari finanziari non possono intrattenere nuove relazioni d'affari e devono notificare quelle già esistenti (v. allegato 3 dell'ordinanza).
Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi della situazione in Ucraina e si riserva di predisporre ulteriori misure.
Indirizzo cui rivolgere domande
Antje Baertschi, capo della Comunicazione SECO
Tel. 058 463 52 75
Pubblicato da
Il Consiglio federale
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Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca
http://www.wbf.admin.ch
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Ultima modifica 05.01.2016