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Digitale & Lifestyle
Fast food: aumenta il consumo, anche tra i bambini
Secondo una nuova ricerca, il 74% dei più piccoli riceve cibo e bevande ipercaloriche settimanalmente in ristoranti come il McDonald’s.
L’obesità infantile è in continuo aumento, e le cause non sono certo un mistero. Un recente studio condotto presso la University of Connecticut, USA, ha preso come campione 800 genitori a partire dal 2010, con un focus sulla scelta dei cibi in grandi catene di fast food come McDonald's, Burger King, Wendy's e Subway.
Il picco delle ordinazioni di «cibo spazzatura» come hamburger, patatine fritte e hot dog, ma anche Coca-Cola e altre bevande ipercaloriche, è stato registrato nel 2016, con il 91% dei genitori che, secondo le statistiche, aveva acquistato cibi e bevande non salutari per i loro figli – la cui età andava dai 2 agli 11 anni – in uno di questi fast food nel corso dell’ultima settimana.
«Sappiamo che i fast food offrono ai genitori dei prezzi convenienti per soddisfare l’appetito di tutta la famiglia», ha dichiarato Jennifer Harris, leader dello studio. «Ma i ristoranti hanno la responsabilità di rendere queste scelte convenienti più sane. La maggior parte dei loro cibi – inclusi quelli per bambini – contengono troppi grassi, troppi zuccheri e troppo sodio rispetto all’apporto raccomandato, e questo, a lungo andare, può avere gravi conseguenze sulla salute dei bambini: obesità, diabete, malattie cardiovascolari e altre condizioni».
Il team di ricerca nota che, nonostante l’allarme dato dagli esperti di salute e nutrizione, queste catene di ristorazione continuano a pubblicizzare – sia dentro che fuori dal locale – cibo malsano per attrarre i loro clienti; per esempio, offrono patatine fritte e bibite frizzanti come parte di un menù a buon prezzo, mentre oscurano opzioni più salutari come le spremute fresche, i succhi di frutta naturali, il latte scremato o quello vegetale, oppure la semplice acqua minerale.
«È vero che la maggior parte dei fast food possiede opzioni più sane per i bambini, ma il problema è che fanno ben poco per rendere i genitori consapevoli di tali offerte, preferendo pubblicizzare i cibi più malsani», continua la dottoressa Harris.
«Se i ristoratori si preoccupassero veramente della salute dei bambini, farebbero delle scelte diverse sui loro alimenti, sia per informare i genitori, sia per attrarre i più piccoli».
La catena di locali fast food più frequentata, secondo i risultati dello studio, è il Mc Donald’s.Tornare alla home page
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