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Il personale infermieristico in futuro dovrebbe godere di maggiore autonomia nei confronti dei medici e poter operare liberamente in determinati ambiti di cura. Lo chiede l'Associazione svizzera infermiere e infermieri (ASI), che in questo modo auspica di poter rendere la professione più attrattiva.
In teoria senza la firma di un medico, attualmente negli ospedali svizzeri non avviene nulla. Che si tratti di fasciare il braccio di un paziente o somministrare un analgesico, l'infermiere deve sempre preventivamente ottenere l'avallo del dottore. Nei fatti però il personale di cura assume da solo queste responsabilità e ottiene il nulla osta del medico solo a posteriori. "Non potrebbe essere altrimenti", ha detto oggi Markus Stadler, infermiere, durante una conferenza stampa a Berna.
L'ASI chiede dunque che la Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) venga modificata in modo che al personale ausiliario sia riconosciuta questa autonomia. Il consigliere nazionale Rudolf Joder (UDC/BE) inoltrerà un'iniziativa parlamentare in questo senso nella prossima sessione delle Camere. L'Associazione propone ad esempio che in futuro gli infermieri possano praticare lo smistamento dei pazienti al pronto soccorso, decidendo autonomamente quale sia la gravità dello stato di salute.
Stando all'ASI, se la rivendicazione fosse accolta, la professione acquisirebbe maggiore prestigio. Un fatto molto importante in un'epoca in cui i bisogni di personale infermieristico sono crescenti, aggiunge Stadler. L'associazione ritiene inoltre che la misura permetterebbe di ridurre i costi amministrativi generati dall'esame del medico per ogni singola cura. L'ASI non è comunque in grado di quantificare l'entità dei risparmi.
Sullo stesso tema Joder aveva già inoltrato una mozione undici anni or sono. Il testo era stato accolto dal Nazionale, ma bocciato dagli Stati. Anche il Consiglio federale si era opposto ad una valorizzazione della professione dell'infermiere: la LAMal già ne riconosce il valore, aveva sostenuto il governo.