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È stato un anno decisamente difficile per Thomas Lüthi. Sempre sul podio finale nelle ultime tre stagioni in Moto2, il bernese ha dovuto accontentarsi stavolta di un misero 11o rango conclusivo, con due quinti posti (in Francia e in Austria) come miglior risultato. Davvero troppo poco. "Frustrante è la parola giusta - ha spiegato lo stesso 34enne - Ci sono stati segnali positivi all'inizio nei test di Jerez nei quali eravamo veloci e la situazione volgeva al meglio. In Qatar sono però iniziati a sorgere dei problemi. Dopo Spielberg invece ho avuto l'impressione di poter lottare per qualcosa di importante e ho intravisto dei raggi di luce. Poi abbiamo cambiato circuito e abbiamo dovuto di nuovo ricominciare tutto da capo. Siamo corsi dietro a delle cose che non riesco a spiegarmi come mai non siamo riusciti a risolvere. Ed è andata sempre peggio".
Da diciotto anni ormai nel circuito del Motomondiale, Tom Tom ha raggiunto lo storico traguardo dei trecento GP: un'impresa che solo ad altri tre era riuscita finora (Valentino Rossi, Loris Capirossi e Andrea Dovizioso). Una carriera lunga, quella dell'elvetico, che non sembra però intenzionato a tirare il freno. "Sono contento se penso alla prossima stagione, è un nuovo vento che arriva e questo mi serve - ha confermato lo stesso Lüthi - È un po' come una liberazione in funzione di qualcosa di nuovo. È una sfida. Serve qualcosa di nuovo: poi sarò veramente motivato per tornare ad attaccare e mostrare cosa sono capace di fare".
- Il servizio con Thomas Lüthi (Rete Uno Sport 23.11.2020, 18h30)