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Secondo la Segreteria di Stato dell'economia (Seco), nell'ambito dell'accordo di circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Unione europea non sono emersi problemi di rilievo.
Stando al quarto rapporto dell'Osservatorio della libera circolazione delle persone, durante il periodo giugno 2002-dicembre 2007 l'immigrazione si è svolta in modo controllato e in funzione delle necessità dell'economia svizzera. I costi supplementari delle assicurazioni sociali sono stati nettamente meno importanti del previsto.
Dall'analisi risulta che, ad emigrare dall'Ue verso la Svizzera sono soprattutto persone qualificate. Secondo la Seco, non è stato possibile stabilire eventuali effetti negativi sul livello dei salari dei lavoratori indigeni o un dumping salariale da parte dei datori di lavoro elvetici. Il tasso di disoccupazione è nettamente diminuito grazie a una congiuntura favorevole.
Dall'entrata in vigore dell'accordo, l'immigrazione netta (saldo migratorio) in provenienza dallo spazio UE è aumentata, mentre è diminuita quella proveniente da Stati terzi. Questa tendenza – si afferma nel rapporto – è conforme agli obiettivi della Confederazione in materia di politica degli stranieri.
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