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Il Regno Unito rischia di perdere oltre il 14% delle sue esportazioni verso l'Unione Europea in mancanza di un accordo commerciale post Brexit. Lo rileva uno studio della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo.
Il rapporto sottolinea come senza accordo tra Gb e Ue l'export potrebbe diminuire di circa 32 miliardi di dollari a causa dei dazi e delle misure non tariffarie, come le norme tecniche o sanitarie, che incidono pesantemente sul commercio internazionale. Il rapporto stima dunque, in caso di mancato accordo commerciale, perdite potenziali tra 11,4 e 16 miliardi di dollari di esportazioni correnti che verrebbero raddoppiate a causa delle misure non tariffarie.
Lo studio prevede inoltre che, anche se le parti firmassero un accordo di libero scambio "standard", le esportazioni del Regno Unito potrebbero comunque diminuire del 9%. Il mercato Ue rappresenta infatti il 46% dell'export del Regno Unito, quindi un 'no deal' post Brexit infliggerebbe un duro colpo all'economia britannica. Non ultimo, secondo lo studio Onu, l'aumento dei costi commerciali dovuti a misure non tariffarie e a potenziali aumenti di dazi raddoppierebbe gli effetti economici negativi della Brexit per il Regno Unito, l'UE e i Paesi in via di sviluppo. Infatti, se da un lato le nuove barriere commerciali tra il Regno Unito e l'UE potrebbero andare a beneficio dei fornitori di Paesi terzi, l' effetto positivo su questi ultimi potrebbe essere attenuato dall'aumento delle differenze normative con una crescita dei costi commerciali che andrebbero a colpire in modo sproporzionato i Paesi più piccoli e più poveri.
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