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È più che quintuplicato in Giappone il surplus delle partite correnti per l'intero 2015, grazie al calo del prezzo del petrolio e la svalutazione dello yen.
Secondo i dati forniti dal Ministero delle Finanze nipponico si tratta del primo aumento del surplus in 5 anni, per un valore pari a 16.600 miliardi di yen (circa 139 miliardi di franchi), in seguito alla flessione delle importazioni del 10,3%, e l'incremento dell'export, per un valore di 75.100 miliardi di yen (circa 632 miliardi di franchi).
Dal disastro di Fukushima, nel marzo 2011, con il conseguente stop alle centrali nucleari il paese è stato costretto a importare dall'estero gran parte del proprio fabbisogno di energetico. Grazie alla repentina flessione dei prezzi del barile, quasi dimezzati nel corso del 2015, i costi per le importazioni di greggio hanno segnato un calo del 41%.
A favorire il surplus anche il deprezzamento dello yen nel comparto turismo, che ha spinto il numero di turisti a quota 19,7 milioni, un incremento di quasi il 50% rispetto all'anno precedente.
SDA-ATS