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GINEVRA - La scoperta di diversi casi positivi di coronavirus tra i delegati ha interrotto sin da subito gli attesi colloqui del Comitato costituzionale siriano in programma da ieri a Ginevra con la mediazione dell'Onu. Tale incontro, anche a causa del Covid-19, era il primo da quasi nove mesi ed è durato solo poche ore.
Il Comitato costituzionale è incaricato di modificare la legge fondamentale del Paese in conflitto ed è composto di 15 rappresentanti di ciascuna delle tre delegazioni, del governo, dell'opposizione e della società civile. La riunione in corso si svolge nel rispetto di severe misure sanitarie e sarebbe dovuta durare tutta la settimana.
Secondo il presidente del gruppo dell'opposizione, Hadi al-Bahra. I partecipanti si trovano ora in quarantena «tra due e dieci giorni» nei loro alberghi. La sua delegazione sta tuttavia continuando il suo lavoro internamente, tramite piattaforme virtuali.
Le Nazioni Unite ieri avevano indicato di aver rilevato tre casi positivi, mentre al-Bahra sostiene che siano quattro. L'ufficio dell'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Geir Pedersen, non ha per ora rilasciato alcuna dichiarazione in merito.
I partecipanti erano stati sottoposti ai controlli prima della partenza per Ginevra e poi all'arrivo nella città. L'ufficio di Pedersen parla comunque di un «primo incontro costruttivo» tra i 45 rappresentanti che fanno parte del Comitato costituzionale. L'inviato speciale dell'Onu solo pochi giorni fa aveva invitato le delegazioni ad avviare «discussioni sostanziali».
I colloqui in corso a Ginevra, avviati lo scorso autunno dopo lunghi negoziati sotto la mediazione dell'Onu, hanno lo scopo di dare inizio a un processo politico che ponga fine alla guerra civile in Siria, che dura da più di nove anni.