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COMO - Il Titanic colò a picco, ma il suo mito è inaffondabile. "Titanic, quali misteri?" è il titolo della conferenza a cura di Claudio Bossi (tra i maggiori esperti italiani dell'argomento), tenuta presso il salone del Sacrario degli Sport Nautici di Garzola, frazione sopra Como.
Il Titanic, lo ricordiamo, affondò il 15 aprile 1912 dopo aver urtato un iceberg che lacerò la fiancata destra, causando l'allagamento di un gran numero di compartimenti stagni. Il transatlantico affondò rapidamente, lasciando solo 705 superstiti sui 2223passeggeri imbarcati.
Nella tragedia perirono anche alcuni ticinesi (la stampa dell'epoca, ad esempio "Il Lavoro", parlò di 26 vittime di cittadinanza svizzera. Sei di essi facevano parte del personale di cucina agli ordini di Luigi Gatti, che gestiva il ristorante à la carte di prima classe del Titanic). Le vittime ticinesi e poschiavine furono scambiate per italiane nelle prime liste compilate subito dopo la tragedia, a causa del nome italofono. In particolare tre di essi: Narciso Bazzi di Brissago, Alessandro Pedrini di Osco e Mario Zanetti di Poschiavo.
Una storia affascinante, quella del Titanic, ma ricca ancora oggi di incongruenze, dubbi e misteri. Bossi ha avanzato due inquietanti ipotesi: la prima vuole che ad affondare sia stato l'Olympic (la nave gemella del Titanic). Questo per ragioni finanziarie. Fu una truffa ai danni delle compagnie assicurative? Ad andare a fondo sarebbe stata, nel caso che l'ipotesi sia vera, una nave già usurata e danneggiata, che ormai portava più costi che benefici alla compagnia White Star Line. Resta da capire se il rimborso delle assicurazioni valesse quanto il danno d'immagine subito dalla compagnia (agli occhi del mondo era affondata la nave migliore in circolazione).
La seconda ipotesi è ancora più inquietante: l'ordine dei Gesuiti, sostiene Bossi, "ordinò" al banchiere John Pierpont Morgan di stanziare i fondi per costruire il Titanic, che sarebbe stata la tomba di chi si opponeva al sistema nascente della Federal Reserve. Il capitano John Smith (al quale era stato affidato il comando del Titanic) avrebbe quindi ucciso i passeggeri innocenti al fine di adempiere "ad un fine più grande". Bossi sostiene che Smith in quel momento era un uomo senza volontà (egli stesso era legato strettamente ai Gesuiti), che mandò al macello la nave e i suoi passeggeri per adempiere ad un giuramento. La tragedia fu messa in piedi per uccidere John Jacob Astor, Benjamin Guggenheim e Isidor Straus, tre degli uomini più ricchi del mondo, e permettere la costituzione della Federal Reserve statunitense e il dominio dell'economia mondiale.
Una tesi, questa, francamente difficile da provare e che getta (vera o falsa che sia) un alone di tenebra sulla già drammatica vicenda del Titanic."L'unica verità" ha aggiunto Bossi "è a 3810 metri sul fondo del mare".
I soci dell'Associazione Radioamatori Italiani sezione di Como hanno dato poi dimostrazione dell'uso del telegrafo senza fili, che in quell'occasione fu protagonista per la prima volta in una sciagura marina di così grandi proporzioni. Sono stati ritrasmessi i messaggi che si scambiarono le varie navi coinvolte in quelle drammatiche ore della notte tra il 14 e il 15 aprile.
Presente al Sacrario anche uno splendido modello del transatlantico in scala 1:100, realizzato con estrema cura e dovizia di particolari da Duilio Curradi. La mostra resterà aperta fino al 21 ottobre.