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transfair chiede una procedura non discriminatoriaNon soddisfatto della presa di posizione del Consiglio federale che non differisce da quella della SECO, assieme alla sua co-presidente e Consigliera nazionale Greta Gysin il sindacato transfair ha lanciato un’interpellanza parlamentare al riguardo (20.4492). transfair lancerà una mozione parlamentare durante la sessione primaverile 2021.
Di recente, il capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) Simonetta Sommaruga ha posto una domanda fondamentale: perché le imprese di TP dovrebbero continuare a pagare i contributi di disoccupazione se poi non possono beneficiare delle indennità in caso di lavoro ridotto? Nell’interpellanza parlamentare a questo riguardo, lanciata dalla co-presidente di transfair Greta Gysin durante la sessione invernale 2020, transfair si è spinto addirittura oltre. Il sindacato ha chiesto al Consiglio federale di modificare la legge sull’assicurazione contro la disoccupazione affinché la procedura di concessione delle indennità in caso di lavoro ridotto sia armonizzata e non discriminatoria per tutte le IT e affinché siano loro accordate le indennità, indipendentemente dalla loro forma giuridica. Nella sua risposta, il Consiglio federale rimane fermo sulla posizione della SECO: senza rischio di licenziamento immediato, le IT non hanno diritto a queste indennità. Inoltre, il Consiglio federale afferma che la pratica amministrativa attuale è chiara e che è stata anche confermata dalla giurisprudenza degli ultimi anni. Questa risposta, per transfair insufficiente, dimostra che esiste tuttora un conflitto tra il DATEC e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), al quale appartiene la SECO.
Esiste un rischio molto reale per il personale delle ITPerché transfair conduce questa lotta? Il sindacato afferma che non sono da escludere perdite di impieghi presso le IT a causa della pandemia di Coronavirus. Gli aiuti finanziari della Confederazione e dei Cantoni previsti dalla legge temporanea COVID-19 permettono senza dubbio di coprire alcune perdite di entrate. Ciononostante, presso le FFS, ad esempio, i deficit risultanti dal traffico a lunga distanza rimangono senza copertura. Le liquidità devono dunque essere ottenute sotto forma di aiuti rimborsabili. Gli oneri finanziari che gravano sulle IT potrebbero pertanto rimanere elevati per diversi anni e avere un impatto negativo sullo sviluppo del personale e delle imprese. FFS Cargo non è peraltro autorizzata ad adeguare i prezzi per la maggior parte dei clienti a causa del contributo federale. L’indennità di disoccupazione parziale sarebbe sicuramente giustificata per queste imprese.
Serve un’azione politica supplementareGià lo scorso aprile, in una lettera indirizzata a Simonetta Sommaruga, transfair aveva chiesto che le direttive concernenti le indennità per lavoro ridotto per le imprese di TP fossero chiarite tra il DATEC e il DEFR. Il sindacato è deluso dalla mancanza di coerenza che regna all’interno di questi dipartimenti. Nella sua risposta, Simonetta Sommaruga aveva affermato nei confronti del sindacato che gli impiegati delle imprese legate alla Confederazione non dovranno subire conseguenze negative della crisi del Coronavirus. Inoltre, questi collaboratori hanno dimostrato il loro enorme impegno sin dall’inizio della crisi. transfair continuerà la sua lotta politica e lancerà una mozione affinché il diritto alle indennità in caso di lavoro ridotto per le IT sia integrato nella legge.
ContattoGreta Gysin, co-presidente di transfair e Consigliera nazionale, 079 409 33 10
Ambiti d'impiego
FFS, FFS Cargo AG
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