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Lunedì anche la Commissione delle istituzioni politiche della Camera dei Cantoni ha presentato la sua proposta per applicare l’iniziativa approvata il 9 febbraio 2014 dal popolo. Le misure sono un po’ più incisive di quelle proposte dalla Camera del popolo.
In caso di forte disoccupazione in determinati gruppi professionali o settori di attività, i datori di lavoro dovrebbero essere obbligati in futuro a convocare i disoccupati residenti il cui profilo corrisponde all'impiego. E, se non li assumono, a giustificarsi.
È quanto prevede per sommi capi il modello elaborato dal consigliere agli Stati del Partito liberale radicale Philipp Müller e approvato con 6 voti contro 2 e 5 astenuti dalla Commissione della Camera dei Cantoni. In base a questa proposta, volta ad attuare l'articolo costituzionale 121a sul freno all'immigrazione, Chiunque viola l'obbligo di annunciare dei posti vacanti o di organizzare un colloquio potrebbe venir punito con una multa di 40 mila franchi al massimo.
Secondo il consigliere agli Stati Philipp Müller, la sua proposta dovrebbe essere compatibile con la libera circolazione delle persone. In questo caso, ha aggiunto il "senatore", ci muoviamo al limite delle nostre possibilità.
Se tuttavia il comitato misto Svizzera-Ue dovesse essere contrario ai provvedimenti adottati da Berna, passati 60 giorni dovrebbe essere il parlamento ad esprimersi sul seguito della procedura e, se necessario, limitare in maniera unilaterale l'immigrazione. Una simile proposta era già stata bocciata dalla Camera del popolo.
swissinfo.ch e rsi.ch (TG del 08.11.2016)