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Il governo spagnolo del premier Mariano Rajoy ha annunciato oggi una profonda riforma del sistema bancario destinata a "risanare definitivamente" gli attivi immobiliari tossici ereditati dall'esplosione nel 2008 della bolla del mattone, che prevede fra l'altro la costituzione di una riserva supplementare di 50 miliardi di euro da parte degli istituti finanziari.
La riforma, che sarà varata domani dal consiglio dei ministri, dovrà essere completata in un anno e senza aiuti pubblici, ha indicato in una conferenza stampa il ministro dell' economia Luis de Guindos. Il risanamento del settore finanziario è una delle tre grandi riforme annunciate da Rajoy entro metà febbraio. La settimana scorsa il governo ha varato la legge sull'equilibrio di bilancio, e la settimana prossima è prevista l'adozione della riforma del mercato del lavoro. Il governo, ha indicato De Guindos, si propone di "provocare delle fusioni per creare entità più solide" nel settore bancario e vuole che il "risanamento" degli attivi immobiliari sia "rapido e profondo".
Secondo le stime della Banca di Spagna, gli attivi immobiliari "problematici" delle banche iberiche rappresentano circa 176 miliardi di euro nel giugno 2011. Le riserve costituite dalle banche spagnole per coprire questi attivi potenzialmente tossici corrispondono a circa un terzo di questa somma, ma il governo esigerà con la riforma che sarà approvata domani, che la copertura per "gli attivi problematici aumenti fino all'80%, a seconda dei casi". Il trattamento sarà più flessibile per gli istituti che procederanno a fusioni, che potranno disporre di due anni invece che di uno per costituire le riserve indicate dal governo. La riforma punta a rafforzare la credibilità internazionale del settore bancario spagnolo e rilanciare il credito interno, nel quadro della grande manovra di rilancio dell'economia del paese e di lotta contro la disoccupazione, oggi al 22,85%, messa in cantiere dal nuovo governo Rajoy.