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In attesa della consultazione di domenica (un sondaggio diffuso venerdì mattina dà in leggero vantaggio il "sì" con il 44,8% contro il 43,4% del "no"), uno dei settori economici cardine della Grecia, il turismo, continua a peggiorare. Fonti di stampa locali riferiscono, per esempio, che diverse isole dell'arcipelago delle Cicladi, dove un gran numero di turisti stranieri si trovano attualmente in vacanza, sono alle prese con problemi di approvvigionamento, soprattutto per certe categorie di generi alimentari, come la carne, o le medicine. Alla base del problema, secondo la Camera di Commercio delle Cicladi, c'è il fatto che le imprese locali non possono pagare i loro fornitori esteri a causa del controllo dei capitali imposto dal governo.
Le isole cicladi
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L'Associazione delle agenzie turistiche elleniche ha confermato che negli ultimi giorni il calo delle prenotazioni ha raggiunto il 30-40%. Inoltre, solo nella settimana corrente, oltre 240'000 presenze attese non si sono concretizzate essendo state annullate.
Da parte loro gli industriali greci esortano i connazionali a votare “sì” al referendum di domenica e avvertono che il Paese rischia di ritrovarsi nella stessa drammatica situazione in cui si trovò l'Argentina una decina di anni fa. A pochi giorni dal cruciale referendum in cui i greci sono chiamati ad esprimersi sulle proposte di riforma dei creditori in cambio del salvataggio del loro Paese (il governo Tsipras si batte per il “no” ma alcuni deputati della sua coalizione voteranno a favore), gli industriali ellenici proclamano “sì alla salvezza di migliaia di posti di lavoro e al ritorno alla normalità”.
Il nostro dossier: Passione greca
Red.MM/ANSA/AFP/ATS/Swing