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Colpito dalla tragica sorte dei migranti che cercano rifugio in Europa attraversando il Mediterraneo, il PPD propone un suo "piano d'azione" per contribuire a migliorare la situazione.
Si tratta in primo luogo di salvare delle vite, ha sottolineato oggi il partito in una nota e in una conferenza stampa a Berna. Nella misura delle sue possibilità - afferma il PPD - la Svizzera deve partecipare alle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo fornendo personale e fondi. La lotta contro i passatori deve essere rafforzata e coordinata a livello europeo.
Il PPD si oppone alla reintroduzione delle richieste d'asilo nelle ambasciate elvetiche, chiesta dall'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR). Vuole però accogliere i profughi che più hanno bisogno di protezione, come donne, bambini, anziani e handicappati.
Parallelamente, il partito vuole impedire che arrivino in Svizzera estremisti o criminali con il pretesto dell'asilo. È inoltre contrario all'accoglienza di chi cerca soltanto migliori prospettive economiche. D'altro canto, che è degno di protezione deve riceverla senza riserve. Per questo motivo, il partito esige una procedura d'asilo più rapida.
Verdi: "aprire la fortezza Europa"
Dal canto suo, in una dichiarazione pubblicata oggi, il gruppo parlamentare dei Verdi preconizza di "gettare ponti invece di erigere muri". Esorta dunque il Consiglio federale a proporre senza indugio un decreto federale urgente per reintrodurre la procedura d'asilo nelle ambasciate.
I Verdi chiedono inoltre che la Svizzera accolga senza aspettare oltre il contingente di 3000 siriani già stabilito dal governo, anche se - aggiungono - "può e deve fare di più". Ai tempi della crisi del Kosovo (1998) - rammentano - 50'000 profughi erano stati accolti nel giro di due anni.
Secondo gli ecologisti, Berna deve chiedere una riforma del sistema Dublino affinché i profughi siano ripartiti in futuro secondo la forza economica di ciascun paese. Bisogna dimostrarsi solidali con l'Italia e la Grecia, i paesi più colpiti dall'immigrazione di massa, sostenendole finanziariamente e accogliendo una parte dei "boat people", concludono.
SDA-ATS