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Nel 2022 ricorre il 30° anniversario dall’adozione (ma anche dall’elaborazione) della legge sulla statistica federale (LStat) in Svizzera. È entrata in vigore nell’agosto 1993 e disciplina la produzione statistica ufficiale della Confederazione.
L’Ufficio federale di statistica coglie l’occasione di questa ricorrenza per sottolineare l’importanza persistente, anzi crescente, della Legge federale sulla statistica per lo svolgimento delle sue attività. A trent’anni di distanza, la legge costituisce un quadro solido e moderno volto a fornire informazioni oggettive per orientare le decisioni.
Fino al 9 ottobre, giorno cruciale per l’adozione della legge, l’UST ne racconta la cronistoria, sottolineandone l’importanza attraverso una campagna di comunicazione con newsmail, interviste video e molto altro. Questa pagina speciale riunisce tutti questi progetti, offrendovi una visione a 360 gradi.
1970: l’inadeguatezza della statistica ufficiale comincia a far discutere
1975: creazione di un gruppo di lavoro all’interno del Dipartimento federale dell’interno per elaborare statistiche affidabili
1983: prospettiva di creare una nuova legge sulla statistica
1990: riunione straordinaria della Conferenza degli esperti europei di statistica (CSE) e redazione dei principi fondamentali delle statistiche ufficiali
9 ottobre 1992: il Parlamento approva la legge sulla statistica federale
Agosto 1993: entrata in vigore della legge sulla statistica federale
1998: trasferimento dell’UST a Neuchâtel
1999: modifica della Costituzione federale, che per la prima volta contiene un articolo sulla statistica pubblica (art. 65).
2002: adozione della carta della statistica pubblica svizzera
2005: Codice delle statistiche europee
Il contesto: perché una nuova legge?
Dalla fondazione dell’Ufficio federale di statistica nel 1860 e dalla prima legge sulla statistica di dieci anni dopo, la società si è notevolmente sviluppata, così come le esigenze in termini di informazione. Negli anni ’70, nel bel mezzo della crisi petrolifera, in Svizzera è stato lanciato un primo allarme in concomitanza con l’interruzione della contabilità nazionale tra il 1971 e il 1974 dovuta alla mancanza di dati attendibili. La mancanza di statistiche ufficiali ha cominciato a far discutere l’opinione pubblica.
Sul piano internazionale, la Svizzera era rimasta indietro rispetto a diversi Paesi industrializzati che, per soddisfare le esigenze di diversi utenti, avevano apportato modifiche di fondo alle loro statistiche ufficiali. Nel 1973, il Consiglio svizzero della scienza ha pubblicato un rapporto in cui chiedeva statistiche attendibili. Due anni più tardi è quindi stato istituito un gruppo di lavoro in seno al Dipartimento federale dell’interno (DFI), che nel suo rapporto finale ha sottolineato la necessità di coordinare la statistica federale.
Agli inizi degli anni ’80, la statistica federale è stata oggetto di tre interventi parlamentari, tutti simili nelle loro richieste: chiedevano una struttura statistica più rigorosa. Facendo seguito a una decisione del Consiglio federale del 1982, l’anno successivo è stata avviata una procedura di consultazione per creare una nuova legge. Va detto che fino al 1990 la statistica ufficiale era molto debole, se non addirittura incomplete e incoerenti, a causa della mancanza di strutture adeguate. Inoltre era frammentata in tutta l’amministrazione: infatti la maggior parte delle statistiche non era realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST). La produzione dei risultati era quindi poco coordinata.
Il rapporto del 1985 che ha smosso la situazione
Nel corso degli anni ’80 la popolazione era confrontata alla crisi dell’indice dei prezzi e, a causa di una formula inadeguata, subiva le conseguenze di tassi decisamente troppo elevati per determinati prodotti. Nel 1985 la commissione di gestione del Consiglio nazionale ha pubblicato un rapporto sulla statistica federale che confermava i problemi e la necessità di intervenire. Nell’agosto del 1986, il Consiglio federale ha emanato un decreto con l’obiettivo di ridurre la dispersione della produzione statistica e di migliorare il coordinamento della statistica federale.
Dal 1974 l’UST ha lavorato alla preparazione di una nuova legge. Oltre ai lavori che per anni sono stati portati avanti a rilento, la caduta del muro di Berlino ha evidenziato la debolezza di molti sistemi statistici europei. È in questo contesto che Carlo Malaguerra, direttore dell’UST dal 1987, nel 1990 ha indetto una riunione straordinaria della Conferenza degli statistici europei, di cui era presidente. In totale si sono incontrati 54 Paesi, tra cui quelli dell'Europa orientale, oltre a Giappone, Canada e Stati Uniti.
Questa riunione ha dato il via ai lavori di progettazione e redazione dei principi fondamentali. Nel 1992, la conferenza ha approvato i primi principi fondamentali della statistica pubblica, che a livello svizzero saranno anche incorporati nella legge sulla statistica federale approvata dal Parlamento nello stesso anno ed entrata in vigore nel 1993. Era nato un nuovo progetto: quello del sistema statistico svizzero.
Genesi e principi fondamentali della statistica
Come sottolineato da Carlo Malaguerra, direttore dell’UST al momento dell’elaborazione della legge sulla statistica federale, questo testo è stato il primo ad applicare dal punto di vista giuridico i principi fondamentali della statistica, adottati sempre nel 1992 dalla Conferenza degli esperti europei di statistica.
Questo organo della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite mirava a garantire il coordinamento, l’armonizzazione e la comparabilità delle statistiche. Con la caduta del muro di Berlino, improvvisamente si poneva la questione dello stato dei sistemi statistici dei Paesi dell’Europa dell’Est, fino ad allora al servizio di un’economia pianificata.
La riunione straordinaria di questa conferenza è stata l’occasione per fare il punto sullo stato della statistica nei differenti Paesi membri della Conferenza e per dotare i nuovi governi di un sistema di informazione statistica indipendente, autonomo e che garantisse risultati oggettivi.
Su proposta della delegazione polacca, è poi stato lanciato un progetto di Carta per la statistica pubblica. Al termine di tre riunioni di lavoro svoltesi nell’aprile del 1992, la Conferenza degli statistici europei ha approvato i dieci principi fondamentali della statistica pubblica, in seguito (nel 1994) adottati dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite come Carta di riferimento a livello globale.
Questa Carta affida alla statistica il compito di osservare la società in maniera oggettiva. Stabilisce il principio secondo il quale la statistica debba obbedire a principi di imparzialità, scientificità, legalità e rispetto della sfera privata. Questi elementi si ritrovano anche nella legge sulla statistica federale entrata in vigore nel 1993, successivamente sviluppati nella prima Carta della statistica pubblica svizzera, risalente al maggio del 2002.
Gli elementi principali della legge
L’introduzione della nuova legge in Svizzera ha segnato un cambiamento di paradigma per la statistica federale, catapultandola in una nuova era. Questo testo di base definisce il principio di una statistica pubblica destinata a tutti i cittadini, in contrapposizione all’epoca in cui la statistica ufficiale non era nulla di più di un ufficio di calcolo al servizio dello Stato. La statistica è così entrata al servizio del pubblico e del processo decisionale democratico.
Il primo articolo definisce il quadro generale della legge, che ha lo scopo di fornire alla Confederazione le basi statistiche necessarie e di definirne gli utenti (Cantoni, Comuni, ambienti scientifici ed economici, parti sociali e pubblico).
Lo stesso articolo stabilisce il principio di rilevazione e trattamento dei dati efficiente e rispettoso delle persone interrogate. Si prefigge inoltre di promuovere la collaborazione nazionale e internazionale nel campo della statistica, e infine garantisce la protezione dei dati.
Presentazione della LStat da parte di Anne Balzli Psyzi, responsabile del Servizio giuridico dell’UST
Le conseguenze per la Svizzera
Nonostante l’UST non sia stato incaricato di istituire un sistema di informazione statistica centralizzato, gli è stato affidato il compito di coordinare le statistiche federali e di stabilire basi uniformi nell’interesse della comparabilità nazionale e internazionale. Ai temi statistici tradizionali, come la popolazione e l’economia, sono venuti ad aggiungersi la società, la formazione, la ricerca e l’ambiente.
A questo punto è avvenuto un cambiamento fondamentale: la statistica pubblica non poteva più accontentarsi di raccogliere dati e di metterli a disposizione. Doveva utilizzare ed elaborare i dati per produrre informazioni statistiche e presentarle in modo comprensibile. A tal fine sono stati sviluppati indicatori di facile comprensione e un sistema di visualizzazione.
Per garantire la compatibilità a livello internazionale, la direzione dell’UST di allora ha deciso di adottare le norme europee in materia. Le definizioni, i concetti e le nomenclature sono stati armonizzati per garantire la coerenza delle informazioni e quindi creare un sistema statistico uniforme. Infine, per meglio coordinare la produzione statistica in Svizzera (Cantoni, città, Amministrazione federale), sono stati istituiti organi come Regiostat, Fedestat o KBStat.
Successivamente l’UST è stato trasferito a Neuchâtel, sempre sotto la direzione di Carlo Malaguerra, e sempre con la volontà di dirigersi verso una statistica pubblica moderna. Fino ad allora, infatti, gli uffici dell’UST erano sparsi in una dozzina di sedi nella città di Berna. Dopo lo scandalo delle schede, che aveva influenzato i dibattiti parlamentari, nel 2000 è stato interamente rivisto il censimento della popolazione, ormai vecchio di 150 anni. Per la prima volta si è fatto capo ai registri degli abitanti e i questionari sono stati inviati per posta a tutte le economie domestiche, sebbene ormai i tempi degli scrutatori fossero tramontati. Dal 2010 il censimento è costituito da indagini basate su registri e completate da rilevazioni campionarie.
Proprio in questo momento l’UST sta cominciando a scrivere un nuovo capitolo. Da produttore di informazioni statistiche, l’Ufficio si sta posizionando come piattaforma e centro di competenza per l’ecosistema svizzero dei dati. In concreto, sta rafforzando ulteriormente le sue attività nei settori avanguardistici della scienza dei dati, della gestione dei dati a livello nazionale e delle statistiche sperimentali.
La legge sulla statistica federale 30 anni dopo la sua entrata in vigore
L’UST ha realizzato una miniserie in tre episodi per illustrare come, a 30 anni dalla sua entrata in vigore, a tutt’oggi questa legge regola tutte le attività di lavoro quotidiane del personale dell’UST.
Nel 2020, il direttore Georges-Simon Ulrich ha spiegato in una videointervista le tre mission dell’UST che ne fanno un Ufficio sempre rivolto al futuro. Lo spunto per queste tre mission (produzione di statistiche, gestione dei dati e scienza dei dati) deriva direttamente da questa legge all’avanguardia sulla statistica federale.
Dal primo episodio, attraverso un’intervista a Markus Schwyn, vicedirettore e capo della divisione Popolazione e formazione dell’UST, si evince in che modo la legge sulla statistica federale influisca sulla produzione di statistiche, mission principale dell’UST.
Dal secondo episodio, attraverso un’intervista a Fabio Tomasini, caposezione Registro delle imprese e degli stabilimenti dell’UST, si evince in che modo la legge sulla statistica federale influisca sulla gestione dei dati, seconda mission dell’UST.
Dal terzo e ultimo episodio, attraverso un’intervista a Jean-Pierre Renfer, caposezione Metodologia statistica, si evince in che modo la legge sulla statistica federale influisca sulla scienza dei dati, terza mission dell’UST.
Bilanco finale
Per concludere in bellezza questa ricorrenza, Carlo Malaguerra, direttore dell’UST al momento dell’adozione della legge nel 1992, e Georges-Simon Ulrich, attuale direttore dell’UST, rispondono a diverse domande in una videointervista che, a mo’ di bilancio finale, permette di gettare un ponte tra il passato e il futuro dell’UST.
Carlo Malaguerra, testimone del passato e dell’importanza di aver creato una nuova legge
Oltre a essere ex direttore dell’UST e artefice della sua decentralizzazione a Neuchâtel, Carlo Malaguerra è uno degli attori principali che hanno contribuito alla modernizzazione dell’UST. La sua visione della legge, ma anche della situazione del sistema statistico svizzero all’epoca, è molto preziosa.
Georges-Simon Ulrich, un’icona tra passato e futuro dell’UST
Georges-Simon Ulrich, direttore dell’UST dal 2013, è nella posizione migliore per testimoniare la situazione attuale della statistica, a 30 anni dall’adozione di questa nuova legge lungimirante. Oltre a fare il punto sullo stato attuale della legge e sui progetti correnti, presenta anche la futura direzione che l’UST intende prendere.
Alla visione dell’intervista senza ulteriori indugi!
Qual era la situazione del sistema statistico svizzero prima dell’introduzione della legge sulla statistica federale? Che cosa ha comportato l’introduzione della legge? Qual è la situazione della statistica 30 anni dopo? Quali dei progetti in corso seguono le linee guida fornite da questa legge? Quali sono i progetti previsti per il futuro? Le risposte si trovano qui sotto!
Fino a quando la Costituzione e gli Accordi bilaterali
Revisione della Costituzione federale
A livello politico, parallelamente alla creazione della nuova legge sulla statistica federale, negli anni ’90 in Svizzera si era acceso il dibattito sull’adesione allo Spazio economico europeo (SEE). In questo contesto, nell’ambito del progetto Eurolex, sono state esaminate tutte le leggi svizzere per renderle compatibili con l’eventuale ingresso nello SEE. Le modifiche di legge sono state convalidati in pacchetti legislativi dal Parlamento nel dicembre 1998. In questo contesto, la Costituzione federale è stata modificata e approvata da popolo e Cantoni il 18 aprile 1999. Da allora, la Costituzione federale contiene per la prima volta un articolo sulla statistica pubblica (art. 65). Mentre la precedente Costituzione federale attribuiva alla Confederazione competenze statistiche solo in alcuni settori, l’articolo 65 della Costituzione le conferisce la competenza generale in materia di statistica e il potere di legiferare nel settore dei registri ufficiali.
Accordo bilaterale sulla cooperazione nel settore statistico con l’UE
Il Comitato di direzione dell’UST e gli statistici regionali contavano sull’ingresso della Svizzera nello Spazio economico europeo (SEE), che sarebbe stato decisivo per il miglioramento della statistica pubblica svizzera. Il voto del dicembre 1992 ha deciso diversamente. Grazie ai contatti stabiliti in precedenza con Eurostat e ai buoni uffici del Comitato di direzione dell’UST presso il Consiglio federale e il Parlamento, nel 2004 è stato concluso un accordo bilaterale con l’UE. È stata la forza trainante del miglioramento quantitativo e qualitativo dell’informazione statistica pubblica in Svizzera. Con questo accordo, l’UST deve anche rispettare il Codice delle statistiche europee e partecipa regolarmente alla sua Peer Review, la prima in assoluto delle quali si è svolta in Svizzera.