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ZURIGO - Record di casi di encefaliti da zecche (FSME) quest'anno in Svizzera: a fine ottobre ne erano stati segnalati 435, un dato mai raggiunto dall'introduzione dell'obbligo di notifica nel 1988.
Le zecche sono particolarmente attive da marzo a novembre. I casi di FSME aumentano durante l'estate e fluttuano da una stagione all'altra, ricorda l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel suo bollettino diffuso oggi. Dal 2000, nel periodo che va da gennaio a ottobre il loro numero è compreso tra i 52 e i 435. Il precedente record era stato stato stabilito nel 2018, con 377 casi.
È invece nella media pluriennale il dato delle consultazioni per punture di zecche o casi di borreliosi (anche nota come malattia di Lyme). Da gennaio a fine ottobre ne sono state stimate 25'400 per le punture e 15'500 per casi di borreliosi acuta.
L'UFSP registra queste informazioni in un sistema di segnalazione costituito da una rete di medici di base che riferiscono su base settimanale e volontaria le loro osservazioni. I dati vengono estrapolati per l'intero Paese.
Secondo l'UFSP, è probabile che le condizioni meteorologiche favorevoli abbiano spinto molte persone a praticare attività ricreative all'aperto compatibili con le regole di distanziamento raccomandate durante la pandemia di Covid-19.
Parallelamente, per alcune settimane la crisi sanitaria ha avuto effetti indiretti sull'accesso alle vaccinazioni, a seguito del rinvio degli interventi non urgenti, e sulla disponibilità delle persone a farsi vaccinare.
L'UFSP ricorda che il vaccino è importante per proteggersi contro l'encefalite da zecche, malattia che può anche avere un decorso grave. Ciò è particolarmente raccomandato alle persone dai sei anni in su, che vivono in regioni a rischio (tutti i cantoni, salvo Ginevra e Ticino).