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Comunicato stampa il 6 settembre 2018
Il programma delle Camere federali prevede due transazioni nella sessione autunnale dal 10 al 28 settembre, per le quali la Società Svizzera degli Ufficiali (SSU) si aspetta correzioni corrispondenti da parte del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Ciò riguarda, da un lato, il messaggio sull’esercito 2018 e, dall’altro, la modifica della direttiva UE sulle armi.
Per quanto riguarda il messaggio sull’esercito 2018, la SSU richiede due correzioni:
1. Nel caso di abbigliamento ed attrezzature modulari, nell’ambito dell’appalto deve essere prevista una protezione balistica per un importo di 199 milioni di franchi svizzeri per ciascun milite. La decisione del Consiglio degli Stati nella sua ultima sessione di dimezzare il credito a 100 milioni di franchi, dovrebbe essere corretta di conseguenza. Ogni milite ha diritto ad una protezione completa.
2. La disattivazione degli impianti di lanciamine di fortezza è da sospendere. Anziché essere cancellati senza sostituzioni, devono essere tenuti in profonda prontezza. I bassi costi di manutenzione rispetto ad una sostituzione successiva, giustificano una sospensione.
Secondo la SSU, i tre punti seguenti devono essere corretti nell’attuazione della direttiva UE sulle armi:
1. Tutte le armi semiautomatiche utilizzate per il tiro sportivo, compresi dunque i Fass 57 e 90, non sono da attribuire alla categoria delle armi proibite.
2. L’obbligo di nuova registrazione per i proprietari di un’arma da fuoco è da sopprimere.
3. Analogamente, l’obbligo di marcatura per tutti i componenti essenziali delle armi è da sopprimere.
La SSU fa appello alla responsabilità civica dei Consiglieri Nazionali e degli Stati, affinché difendano le tradizioni ed i valori della milizia svizzera ed apportino le necessarie correzioni.