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22 anni dopo la prima richiesta di assistenza giudiziaria, anche gli ultimi fondi del clan Marcos torneranno alle Filippine: il Tribunale federale ha infatti deciso di non entrare in materia in merito a un ricorso contro la decisione di restituire circa sei milioni di dollari.Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2009 - 14:08
Il denaro, intestato a una coppia vicina al defunto dittatore filippino, è bloccato dal 1986 sul conto di una società presso una banca zurighese. Nel 2006, il Tribunale federale aveva dato un ultimo termine alle autorità filippine per trasmettere alla Svizzera un verdetto giudiziario con la richiesta formale di restituzione della somma. In caso contrario, il conto sarebbe stato sbloccato.
Dopo aver ottenuto risposta positiva, il Ministero pubblico zurighese aveva ordinato – nel novembre 2007 – il versamento dei sei milioni, ma la società aveva inoltrato ricorso.
Il Tribunale penale federale aveva respinto tale ricorso nel dicembre nel 2008. La società a cui sono intestati i fondi si era opposta nuovamente, rivolgendosi al Tribunale federale, che ha appunto deciso di non entrare in materia. Secondo i giudici, non vi sono sufficienti indicazioni per ritenere che la richiesta dello Stato filippino sia dettata da motivazioni politiche.
Ferdinand Marcos, morto nel 1989, avrebbe depositato circa 10 miliardi di dollari all'estero; dopo la sua caduta, nel 1986, la Svizzera aveva bloccato in totale 683 milioni di franchi.
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