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Lo studio è stato pubblicato su Neurology guidato dal professore di epidemiologia alla Michigan State University Honglei Chen che rivolge l’attenzione tra l’incidenza del morbo e i disturbi dell’olfatto, cercando cosi di poter fornire uno strumento nuovo per prevenire il morbo con una diagnosi precoce di circa 10 anni.
I pazienti sono stati sottoposti a 12 odori , tra cui la cannella, limone, benzina, sapone e cipolla, ed è stato chiesto loro di riconoscerli selezionando la risposta corretta tra quattro possibilità. Il risultato dello studio rivela che il legame olfatto-Parkinson sarebbe più forte negli uomini che nelle donne.
Lo studio ha coinvolto 1.510 persone bianche e 952 di colore, con un’età media di 73 anni, che hanno svolto il test dell’olfatto e sono state poi seguite per una media di anni 10. I bianchi con un olfatto scarso hanno dato risultati più significativi avendo sviluppato in maggior numero il morbo. Pur avendo raggiunto dei risultati significativi il ricercatore ci dice che sono necessari ancora altri esami su un campione etnicamente più variegato prima di utilizzare il test dell’olfatto come screening valido per diagnosticare precocemente il morbo.