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Laura Sadis si dice interessata al Consiglio federale. Ecco perché potrebbe essere una candidata che riscuote molti consensi, nel suo partito e fuori.
Laura Sadis, secondo il sito della Rts, sarebbe interessata a scendere in campo per la successione di Burkhalter in Consiglio federale.
Eletta in Consiglio nazionale nell'autunno 2003 al fotofinish, tallonata dalla socialista Marina Carobbio, che per pochi voti non è riuscita in quell'occasione a portare il terzo socialista a Berna, che avrebbe affiancato Cavalli e Pedrina. Invece Laura Sadis, dopo aver fatto la capogruppo Plrt in Gran Consiglio, è riuscita a diventare consigliera nazionale, andando ad affiancare Fabio Abate (che era subentrato a Gendotti) e Fulvio Pelli, allora capogruppo Plr alle Camere federali e prossimo alla presidenza nazionale del suo partito.
Il debutto a Berna di Laura Sadis è di quelli di fuoco. C'è da eleggere il Consiglio federale, come ad ogni inizio legislatura, e da sostituire il ministro liberale Kaspar Villiger. Ma ad entrare saranno due nuovi ministri: il liberale Hans-Rudolf Merz (preferito alla sua collega di partito sangallese) e il tribuno dell'Udc Christoph Blocher, che estrometterà la ministra del Ppd Ruth Metzler.
Il governo nazionale si sposta a destra e dimezza la presenza femminile. In quel 5 dicembre 2003 la neoeletta Laura Sadis, proprio ad un'intervista alla Rsi, lascia intendere che lei non abbia votato come la maggioranza dei parlamentari del suo partito.
Poi la discesa in campo nel 2007 per il Governo cantonale (che di fatto permette al Plr di "prolungare" ancora di un quadriennio la maggioranza relativa in Consiglio di Stato), nel "duello" con Marina Masoni, che la vedrà vincente, lasciando il proprio seggio a Berna a quel Ignazio Cassis, dato da tutti come favorito alla successione di Burkhalter.
Sadis conosce bene la Banca Nazionale, la politica fiscale, il mondo delle banche (professionalmente proviene da un "satellite" della Banca del Gottardo e conosce bene l'attività di fiduciario come quella di fiscalista).
"Avversata" dai masoniani e affini, c'è chi la vede con la valigia, ma a differenza di chi fece questo pronostico, lei non ha perso nessuna elezione importante, facendosi riconfermare a suon di voti, nel 2011, davanti a Christian Vitta e all'ex braccio destro di Marina Masoni, Sergio Morisoli (che era sostenuto pubblicamente dall'imprenditore Rocco Cattaneo).
Nel 2012 a guidare il Plrt arriva l'imprenditore sempre in bicicletta, alias Rocco Cattaneo, che la vede come fumo negli occhi e una settimana si e l'altra pure spara cannonate contro la sua (non amata) consigliera di Stato. Cattaneo è il presidente Plrt con il chiaro obiettivo di riportare due ministri Plrt in Governo. Laura Sadis, la domenica dei risultati sulla votazione sulla sua proposta di freno all'indebitamento (tanto avversata a sinistra, quanto a destra), sorprendentemente approvata dal popolo ticinese, annuncia di non voler ricandidarsi per un terzo mandato in Consiglio di Stato. Rocco Cattaneo (e Michele Morisoli) hanno la strada spianata per fare la superlista tanto sognata per riconquistare il secondo seggio in Governo. "Superlista" presentata ad inizio estate 2014 e "ammutinata" il 5 dicembre dello stesso anno (l'operazione politica di "Ticino Sicuro" non piacque ad un candidato che se ne andò sbattendo la porta) e al suo posto un mese dopo, su invito da Carì, arriva Michele Bertini a ridare slancio alla lista e rovinare qualsiasi sogno di gloria per altri candidati che non fossero già stati sindaci di un Comune del piano di Magadino.
Al di là dell'exploit dell'allora giovane municipale di Lugano, l'obiettivo di Rocco Cattaneo non verrà raggiunto. La riconquista dei due seggi Plr in Governo rimane un miraggio. Forse l'obiettivo sarebbe stato raggiunto se il ministro uscente, forte di una vittoria come quella del freno all'indebitamento pubblico, fosse stata messa in lista. Forse gli elettori avrebbero preferito "la ragazza con la valigia" che "tatuaggi" e "massaggi al cioccolato". Ma non lo sapremo mai.
Rocco rimane in sella e punta a conquistare il seggio al nazionale (da strappare al radicale Merlini). Ma fallisce. Laura Sadis, lasciato il Governo, cambia vita e si riscopre studentessa, perché i saperi e le conoscenze non sono mai sufficenti. Entra in alcuni Cda, fra cui quello della Mobiliare, che diventa sponsor del Pardo.
La Laura "gné gné", come la definiva il Mattino della domenica, è da diversi anni molto stimata sia in Svizzera francese che in Svizzera tedesca. Molto più stimata che in Ticino, Cantone dove risiedono la maggior parte di coloro che l'hanno sempre combattuta.
I limiti della sua candidatura sono due: il primo che c'è una signora, la Keller-Sutter (più o meno coetanea di Sadis) che già tutti danno come colei che succederà a Schneider-Ammann. E non è pensabile che il Plr voglia ben due donne del proprio partito nel governo federale. Il disegno è un uomo (latino) e una donna (svizzero tedesca).
Il secondo limite di Laura Sadis è che la sua discesa in campo è indigesta a tutta l'area masoniana del Plr, a vecchi eponenti, notabili ed ex sindaci. Non solo. Qualche già masoniano di ferro, dai media di Muzzano, potrà sparare cannonate contro l'ex ministro del Dfe. Mentre Rocco Cattaneo, dai media a lui vicino (più on line che cartacei), potrà cercare di tagliare la strada alla Sadis in tutti i modi.
Ma Laura Sadis potrebbe farcela per la stima di cui gode nel suo partito e fuori, in Svizzera tedesca e francese, e se piacesse di più di altri candidati Plr al Ppd nazionale e al Pss. Se Marina Carobbio, che oltre ad essere consigliera nazionale è "un'ascoltata ed influente" vicepresidente nazionale del Pss, convincesse il suo partito a sostenere la Sadis, allora Cassis non sarebbe più l'unico favorito. E la riforma 2020, forse avrà conseguenze più importanti di quanto immaginava, inizialmente, Cassis.
Una Sadis potrebbe essere maggiormente gradita di altri candidati, dai Verdi, dai Verdi liberali, dai socialisti e forse anche dal Ppd.
Se lei ci crede veramente e coalizza attorno al suo nome forze trasversali, allora Sadis potrebbe dimostrarsi una "scalatrice" (per utilizzare un gergo ciclistico) eccezionale, che arriva sulla vetta a differenza di tutti quelli che sono sempre in sella ma poi non sanno scalare le montagne.