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Lewis Hamilton ha invece saputo perdere con sportività e ha guidato in maniera perfetta. Non fosse stato per Latifi...
L'olandese è il nuovo campione del mondo di Formula 1, mentre il britannico nella sua carriera ha vinto ben sette titoli mondiali.
ABU DHABI - Max Verstappen è il campione del mondo 2021 di F1, ma Lewis Hamilton non è uscito battuto dalla sfida.
Ha saputo perdere con sportività, merce rara nello sport moderno dove chi arriva secondo ha preso la pessima abitudine di gettare la medaglia d’argento. Nel duello finale, anzi, Lewis è stato migliore di chi lo ha battuto in pista precedendolo sotto la bandiera a scacchi. Ha guidato in modo perfetto fino a quando Latifi non si è messo di traverso schiantando la sua Williams contro un muro e innescando l’ingresso in pista della Safety Car.
Si potrebbero aprire mille discussioni sull’opportunità della chiamata, preferita all’opzione bandiera rossa che avrebbe interrotto la gara e fatto ripartire tutti alla pari per quattro, cinque giri da urlo. Le regole davano parecchie opzioni a Michael Masi, il direttore di corsa, lui ha scelto quella che ha fatto infuriare la Mercedes. Ne avesse scelta un’altra si sarebbero imbestialiti gli uomini Red Bull. Se sei un arbitro sai che quando fischi un rigore non avrai mai il 100% dei consensi. La condotta di Masi lascia qualche dubbio, soprattutto ha messo altro veleno sulla coda di un campionato bellissimo dove il campione sconfitto ha comunque accettato il verdetto dopo aver urlato tutta la sua frustrazione in radio: “gara manipolata”.
Il verdetto finale però non è uno di quelli che fanno gridare allo scandalo (aver assegnato la vittoria in Belgio è stato molto peggio). Max Verstappen è un degnissimo campione del mondo, il campione del cambio generazionale, il primo campione di una nuova era, il primo olandese, il primo costruito praticamente in provetta da mamma e papà che quando si amavano facevano i piloti e avevano deciso ancor prima che nascesse che cosa avrebbe fatto Max da grande. Max non ha vinto il mondiale solo per quell’ultimo sorpasso all’ultimo giro dell’ultimo gran premio. Max è campione perché ha vinto 9 volte in stagione (non consideriamo il Belgio, dai fate i bravi), perché ha sbagliato poco o nulla anche se l’ultimo errore, alla partenza della gara decisiva, avrebbe potuto costargli carissimo.
La sua vittoria è il simbolo di quelli che non mollano mai. Max dopo l’errore al via ci ha provato in tutti i modi. Cattivo alla curva 7 (con tanto di spinta di Lewis fuori pista) con azzardo e strategia quando è andato a cambiare due volte le gomme, prima in regime di Virtual e poi di Safety Car. Ha anche avuto un aiuto da Perez che ha cercato di rallentare Hamilton. Ma senza l’incidente di Latifi (che per fortuna guida un motore Mercedes e non un motore Honda) nulla sarebbe cambiato. Ha avuto un aiuto, è innegabile. Ma forse se l’era meritato anche se per i tifosi di Hamilton la conclusione del mondiale resterà uno scandalo. Forse più per loro che per il diretto interessato.
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