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LOSANNA - I delegati socialisti, con 253 voti contro 199, hanno deciso oggi di iscrivere l'abolizione dell'esercito nel programma del partito. Questo testo di riferimento precisa pure che il servizio civile dovrà essere svolto volontariamente e sottolinea il pacifismo e l'internazionalismo del Partito socialista (PS).
Circa 600 delegati del PS sono riuniti da ieri a Losanna per discutere il nuovo programma del partito. Quello attuale risale al 1982.
L'abolizione delle forze armate - un emendamento della sezione PS di San Gallo al programma redatto dal comitato direttivo del partito nazionale - è stata propugnata con forza dalla Gioventù socialista svizzera (GISO): "dobbiamo avere il coraggio di affermare le nostre visioni", ha dichiarato lo zurighese della GISO Patrick Angele. L'esercito è inutile, caro e non conduce alla pace bensì alla distruzione, ha dal canto suo affermato il delegato ginevrino Eric Peytremann.
A nome delle donne socialiste, anche la consigliera nazionale Maria Roth Bernasconi (GE) si è battuta per la fine dell'esercito. La ginevrina ha fatto riferimento con sarcasmo al capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS): "visto come dirige il suo Dipartimento, sarà forse Ueli Maurer ad abolire l'esercito al nostro posto".
Gli argomenti dei contrari all'emendamento sangallese non hanno avuto successo. Il consigliere nazionale Eric Voruz (VD) ha sostenuto che è illusorio lasciare la responsabilità della sicurezza svizzera ai Paesi vicini. Per la consigliera nazionale Evi Allemann (BE) accettando l'emendamento il PS perde credibilità in materia di politica militare e di sicurezza. A suo avviso è sbagliato lasciare questo dibattito ai partiti borghesi.
Per evitare conflitti secondo il PS basta una forza internazionale di mantenimento della pace integrata alle Nazioni Unite. I delegati oggi hanno anche apportato il loro sostegno all'iniziativa popolare del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) per la soppressione del servizio militare obbligatorio.
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