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Onorevole Blocher, si sta godendo il suo trionfo?
"Che io sia o meno felice non è determinante. Però, ora che il popolo ha preso coraggiosamente posizione, la Svizzera può respirare. Grazie all’iniziativa nella costituzione sarà chiaro che la Svizzera controlla la migrazione. Non siamo un membro dell’Ue e non vogliamo esserlo".
Qualcuno ha mai detto il contrario?
"Sì. O quantomeno l’Ue si comporta come se lo fossimo e il Consiglio federale lo accetta, così come la maggioranza del Parlamento. Sono responsabili di aver lasciato credere fino a oggi all’Ue che la Svizzera fosse intenzionata a farne parte. È per questo che ora ci ritroviamo in un tale casino".
In quale modo pensa che il Consiglio federale debba attuare l’iniziativa?
"Deve finalmente chiarire che la Svizzera non è un membro europeo, ma un paese indipendente. La domanda di adesione del 1992 deve essere dichiarata nulla. Allo stesso modo va chiarito che la Svizzera non è un membro del mercato interno europeo e anche che non lo sarà in futuro".
Sareste disposti a negoziare direttamente con l’Ue, come vi chiede il Plr?
"Naturalmente ringrazio il piuttosto impotente Plr per questa generosa proposta. Ma la cosa più importante è che a Bruxelles vada un diplomatico importante e non il Consiglio federale".
Perché no?
"Il Consiglio federale ha sempre detto all’Ue ciò che voleva sentirsi dire. Servono diplomatici che sappiano essere duri. I prossimi negoziati non sono certo una bazzecola, ma siamo in posizione di forza. È l’Ue ad aver bisogno del nostro aiuto: è nel suo interesse continuare a lavorare con noi".