Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01147.jsonl.gz/1426

La legge sulla parità dei sessi
Base giuridica dell'uguaglianza nella vita professionale
Entrata in vigore il 1° luglio 1996, la legge sulla parità dei sessi (LPar) rappresenta uno strumento importante per promuovere la parità effettiva tra donna e uomo.
Il mandato dell'Ufficio federale per l'uguaglianza tra donna e uomo è definito nell'articolo 16 LPar.
La LPar considera tutti gli aspetti della vita professionale quali l'assunzione, la formazione, il licenziamento, il salario o le molestie sessuali sul posto di lavoro. La legge vieta sia le discriminazioni dirette che quelle indirette. Inoltre prevede aiuti finanziari per sostenere progetti innovativi che promuovono la parità nella vita professionale.
Analisi della parità salariale
La revisione della legge sulla parità dei sessi è entrata in vigore il 1° luglio 2020.
Da tale data, le datrici e i datori di lavoro con un organico pari o superiore alle 100 unità devono eseguire un’analisi della parità salariale entro un anno, di farla verificare da un organo indipendente entro il 30 giugno 2022 e di informarne dei risultati le lavoratrici e i lavoratori, come pure le azioniste e gli azionisti entro il 30 giugno 2023.
L’obiettivo è di far valere il diritto costituzionale a un salario uguale per un lavoro di uguale valore. Allo scopo, la Confederazione mette a disposizione lo strumento di analisi standardizzato Logib, ora offerto sotto forma di applicazione web.
La revisione, che introduce le disposizioni sull'analisi della parità salariale, è la prima da quando la legge è entrata in vigore nel 1996.
Favorire l'applicazione della legge
Le disposizioni della LPar sono finalizzate ad agevolare la tutela dei diritti. Concorrono a concretizzare questo obiettivo l'introduzione di una procedura giudiziaria cantonale gratuita per rivendicazioni in materia di parità, l'alleviamento dell'onere della prova, la legittimazione delle organizzazioni a proporre azioni collettive e la tutela contro i licenziamenti pronunciati per ritorsione.