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Tematica ricorrente nella democrazia diretta elvetica, la copertura dei costi sanitari è al centro di due iniziative sottoposte al voto popolare il 10 febbraio nel cantone di Ginevra. Una riguarda una rivendicazione avanzata nella maggior parte dei cantoni latini: l'istituzione di un'assicurazione obbligatoria per le cure odontoiatriche. Queste, in Svizzera, non sono rimborsate dall'assicurazione sanitaria di base.
I costi per trattamenti dentistici in Svizzera nel 2016, anno più recente delle statistiche ufficiali, sono ammontati complessivamente a 4,1 miliardi di franchi. Oltre i tre quarti della fattura sono andati direttamente a carico dei pazienti, poiché le cure dentarie non sono coperte dall'assicurazione malattie obbligatoria. Ci sono solo assicurazioni complementari con una copertura limitata e i cui premi costituiscono un onere che non tutti possono permettersi.
Una conseguenza è il crescente "turismo delle cure dentali", per spendere meno. In un sondaggio realizzato lo scorso anno per conto della Società svizzera odontoiatri (SSO), più di un quinto degli intervistati ha dichiarato di essersi recato almeno una volta da un dentista all'estero. Nelle zone di confine si assiste a un aumento dei "frontalieri delle cure odontoiatriche": sempre più persone vanno dal dentista nelle vicine Francia, Italia o Germania.
Rinunce e deprivazioni
Un altro fenomeno desta molta preoccupazione: due indagini complementari hanno rivelato che tante persone non vanno dal dentista a causa dei costi. Dall'inchiesta sul reddito e le condizioni di vita (SILC) dell'Ufficio federale di statistica (UST) è risultato che il 3,4% della popolazione svizzera nel 2016 è stato deprivato di cure dentarie necessarie per motivi finanziari. Una quota che nella fascia di reddito più bassa era addirittura il doppio: il 7,8%.
I risultati dell'International Health Policy Survey (IHPS), pubblicati dall'Osservatorio svizzero della salute (Obsan), indicano che, per il medesimo motivo, il 20,7% della popolazione elvetica nello stesso anno ha rinunciato a una cura o a un controllo dentistico.
Segnali giudicati allarmanti nei ranghi della sinistra, che in cinque cantoni hanno lanciato iniziative popolari per l'istituzione di un'assicurazione obbligatoria per il rimborso delle cure dentarie. La prima, che prevedeva anche la creazione di una rete di policlinici dentari regionali, era stata bocciata dal 57,5% dei votanti nel marzo dell'anno scorso nel cantone di Vaud.
Duplice obiettivo
Ginevra domenica prossima sarà il nuovo banco di prova per un'iniziativa simile – ma non uguale – promossa dal Partito del lavoro (comunista) e sostenuta da tutti i partiti di sinistra, dai sindacati e da organizzazioni sociali.
Il testo impone al cantone di istituire tale assicurazione e di finanziarla tramite prelievi sui salari, in modo paritetico tra dipendenti e datori di lavoro, e tramite la politica sanitaria cantonale. Per i promotori, "il rimborso delle cure dentarie è una questione di giustizia sociale e di sanità pubblica".
L'iniziativa è invece combattuta da governo e parlamento cantonali, partiti di destra e di centro, organizzazioni padronali e dentisti, secondo i quali il sistema attuale funziona bene. Gli oppositori sostengono che tale assicurazione genererebbe costi eccessivi, deresponsabilizzerebbe i singoli e non migliorerebbe la salute dentaria della popolazione.
Il voto ginevrino suscita interesse anche nel resto della Svizzera. Soprattutto nei cantoni di Neuchâtel, Vallese e Ticino, dove sono state depositate iniziative analoghe.
Assicurazione malattie pubblica
L'elettorato ginevrino domenica voterà anche su un'iniziativa per un'assicurazione malattie e infortuni pubblica, a scopo sociale, anch'essa lanciata dal Partito del lavoro (PdL).
L'idea dei promotori è quella di disporre di una cassa che operi in modo trasparente, non lucri e dunque offra premi più contenuti rispetto alle casse private.
Il PdL è piuttosto isolato in questa battaglia. Oltre a tutti i partiti di centro e di destra, si ritrova contro anche i socialisti.
Gli oppositori obiettano che, non essendoci la possibilità di derogare alla Legge federale sull'assicurazione malattie, la cassa pubblica dovrebbe sottostare agli stessi obblighi legali ed economici di tutte le altre casse private, come pure alle regole di concorrenza. Per legge sarebbe obbligata ad avere almeno 8 milioni di riserve iniziali. Inoltre, non avrebbe il diritto di fissare liberamente i premi. Di conseguenza, affermano gli oppositori, si mancherebbe l'obiettivo di ridurre i premi.