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ZURIGO - Il prodotto interno lordo svizzero crescerà dell'1,9% nel 2011 e del 2,0% nel 2012: queste le previsioni del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF). Rispetto alla forte espansione stimata per il 2010 (2,7%) la progressione l'anno prossimo sarà frenata dalla crisi dell'eurozona, dal rafforzamento del franco e dall'indebolimento congiunturale negli Usa.
Sul fronte europeo il KOF punta su un perdurare della crisi dell'euro. Il franco - scrive l'istituto in un comunicato odierno - continuerà ad assumere il ruolo di valuta rifugio, ciò che avrà un impatto negativo sull'export elvetico. I programmi di riduzione della spesa pubblica della gran parte degli stati UE potrebbero inoltre avere un effetto negativo sulla domanda di prodotti svizzeri. Sull'altra sponda dell'Atlantico gli Usa non si sono ancora completamente ripresi dalla crisi del mercato ipotecario: nel 2011 dovranno quindi fare ancora i conti con gli squilibri strutturali e l'elevata disoccupazione. Le economie asiatiche, con la loro robusta crescita, potrebbero compensare in parte il calo della domanda negli Usa e in Europa.
Tenuto conto di questo quadro complessivo il KOF ha rivisto leggermente al rialzo rispetto all'autunno (da 1,8 a 1,9%) le sue previsioni di progressione del Pil. I principali sostegni all'economia saranno i consumi privati, gli investimenti nella costruzione e nei beni strumentali, nonché le esportazioni. La spesa degli enti pubblici scenderà dello 0,1%.
L'inflazione dovrebbe essere moderata (0,7%): aumenti sono previsti per l'IVA e per le tariffe dei mezzi pubblici. Il KOF prevede che che la Banca nazionale svizzera (BNS) avvierà i primi passi verso un aumento dei tassi a metà dell'anno. Gli indizi su una possibile bolla immobiliare non si sono intensificati: non è quindi da prevedere che la BNS forzi la situazione verso il ritorno a una politica monetaria "normale". È atteso un miglioramento del mercato del lavoro: l'occupazione crescerà dello 0,8% e il tasso di disoccupazione scenderà al 3,3%.
Il KOF traccia anche un bilancio positivo del 2010: la crescita è stata robusta, sostenuta dalla domanda interna e da quella dei paesi emergenti. Sul fronte interno il ruolo avuto dall'immigrazione, nello stimolare i consumi e la costruzione di alloggi, è stato decisivo. Il fatto che le esportazioni elvetiche, nonostante il livello del franco, siano riuscite a riprendersi così rapidamente dalla crisi ha tre motivi: innanzitutto le aziende disponevano di riserve finanziarie che hanno loro permesso di limitare i prezzi, secondariamente diversi prodotti - come farmaci e strumenti di precisione - sono meno sensibili alle variazioni di cambio e in terzo luogo una parte considerevole dell'export svizzero finisce in Asia.
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