Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/155243

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di verificare e presentare in un rapporto:</p><p>1. in che modo, con quale sistematicità e in che misura gli ospedali, le cliniche, gli ambulatori ecc. versano compensi pecuniari affinché siano indirizzati loro pazienti di terzi;</p><p>2. in che modo, con quale sistematicità e in che misura i medici e le reti di medici incassano compensi pecuniari per indirizzare i loro pazienti ad altri fornitori di prestazioni;</p><p>3. le misure suscettibili di evitare, in questo frangente, l'applicazione di pratiche contrarie all'etica (perché implicanti un flusso di denaro) e di prevenire la corruzione attiva o passiva.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La questione dei compensi pecuniari tra fornitori di prestazioni è stata sollevata in diversi interventi parlamentari (Po. Heim 15.3061, Po. Hardegger 15.3062, Ip. Stolz 15.3246 e Ip. Stahl 15.3259). Pertanto il Consiglio federale si permette di rispondere allo stesso modo.</p><p>I fornitori di prestazioni che operano a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie sono obbligati ad agire nell'interesse del paziente e ad attenersi al principio dell'economicità (art. 56 della legge federale sull'assicurazione malattie, LAMal; RS 832.10). Devono rispettare i principi di efficacia, appropriatezza ed economicità sanciti dalla legge, nonché garantire la qualità delle prestazioni fornite. Queste regole si applicano anche quando un fornitore di prestazioni indirizza un paziente a un altro fornitore di prestazioni. Esso deve consigliare il paziente secondo i principi summenzionati, affinché questi disponga delle informazioni necessarie per esercitare il diritto di scegliere liberamente tra un fornitore di prestazioni ambulatoriali o stazionarie. Inoltre i pazienti possono essere indirizzati da un fornitore a un altro unicamente per atti diagnostici o terapeutici necessari. Se chi indirizza un paziente a un altro fornitore di prestazioni dovesse ricevere un compenso per questa sua decisione, l'informazione al paziente ne sarebbe influenzata e sarebbe condizionata da un conflitto d'interessi. Il Consiglio federale ritiene preoccupante ed eticamente discutibile aggirare il diritto degli assicurati alla libera scelta con simili pratiche. Per di più, esse accrescono il pericolo di fornire prestazioni superflue e di esporre i pazienti a rischi inutili.</p><p>Di per sé le agevolazioni - in particolare i vantaggi in denaro o sotto forma di sconti - tra fornitori di prestazioni non sono illegali. L'articolo 56 capoverso 3 LAMal esige in questi casi che il beneficiario faccia usufruire l'assicurato o il suo assicuratore degli sconti diretti o indiretti che ha ottenuto. Il Consiglio federale rinvia al codice deontologico della Federazione dei medici svizzeri (FMH) che, all'articolo 36, vieta la remunerazione o altri vantaggi ottenuti dai medici per l'indirizzamento di pazienti a colleghi o per farsi assegnare singoli atti diagnostici o terapeutici. Se i fornitori di prestazioni sono favoriti da compensi pecuniari, l'assicuratore ha la possibilità di rivolgersi al tribunale arbitrale, secondo l'articolo 89 LAMal, ed esigere la restituzione dello sconto di cui il fornitore di prestazioni non ha fatto usufruire l'assicurato o l'assicuratore, così come previsto dall'articolo 56 capoverso 4 LAMal. Per quanto riguarda la LAMal, la situazione giuridica non dà adito ad alcun dubbio e su questo punto non vi è alcuna necessità di un ulteriore approfondimento o di emanare nuove norme. Non è invece chiaro se e in che misura vengano effettuati pagamenti tra fornitori di prestazioni e, se ciò avviene, fino a che punto gli assicurati o gli assicuratori ne beneficino. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha sottoposto la questione alle associazioni degli assicuratori, nell'ambito degli incontri che si tengono regolarmente. Gli assicuratori non sono a conoscenza di casi di compensi pecuniari versati per indirizzare un paziente da un fornitore di prestazioni a un altro. Il Consiglio federale intende tuttavia continuare a seguire la situazione insieme agli assicuratori e alla FMH.</p><p>Inoltre, all'articolo 40, la legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11) elenca gli obblighi professionali che devono essere osservati da chi esercita liberamente una professione medica universitaria. Alla lettera e dello stesso articolo è prescritto che queste persone, nel collaborare con membri di altre professioni sanitarie, devono tutelare esclusivamente gli interessi dei pazienti e operare indipendentemente da vantaggi finanziari. Con l'articolo 40 LPMed si vuole garantire, in ultima analisi, che il diritto del paziente alla libera scelta di un fornitore di prestazioni ambulatoriali o stazionarie - fatta eccezione per i modelli che limitano questa scelta - non sia compromesso dall'interesse a un vantaggio economico da parte del fornitore di prestazioni. Inoltre l'articolo 41 capoverso 1 LPMed obbliga ogni cantone a designare un'autorità incaricata di vigilare sulle persone che esercitano liberamente una professione medica universitaria sul territorio cantonale. Tale autorità di vigilanza adotta le misure necessarie affinché siano rispettati gli obblighi professionali (art. 41 cpv. 2 LPMed). Le sanzioni previste all'articolo 43 LPMed in caso di violazione degli obblighi professionali vanno dall'avvertimento, quale misura disciplinare più blanda, al divieto definitivo del libero esercizio della professione, che è la massima sanzione possibile. I doveri professionali menzionati all'articolo 40 si applicano in modo esclusivo a chi esercita liberamente una professione medica. Alle attività esercitate da dipendenti si applicano le leggi sanitarie cantonali, che prevedono obblighi professionali in larga misura analoghi a quelli della LPMed. L'adozione di misure per riconoscere e sanzionare i compensi pecuniari incombe quindi sostanzialmente ai cantoni; questa responsabilità è compatibile con la loro competenza di autorizzare e sorvegliare l'attività dei fornitori di prestazioni. Le autorità federali hanno unicamente l'obbligo di annunciare all'autorità di vigilanza cantonale i fatti che potrebbero costituire una violazione degli obblighi professionali delle persone che esercitano liberamente una professione medica (art. 42 LPMed).</p><p>In considerazione di quanto suesposto, la situazione giuridica è chiara secondo la LAMal e anche secondo la LPMed, e non vi è alcuna necessità di un ulteriore approfondimento né di intervenire a livello normativo. Nell'ambito dei medicamenti, la questione della cessione delle agevolazioni è già stata integrata nella revisione in corso della legge sugli agenti terapeutici (messaggio del 7 novembre 2012 concernente la modifica della legge sugli agenti terapeutici; FF 2013 1).</p><p>Alla luce della chiarezza del disciplinamento normativo, del fatto che agli assicuratori non sono noti casi manifesti di pagamento di compensi pecuniari e del fatto che il collegio governativo non ha la competenza di vigilare sui fornitori di prestazioni della LAMal, un rapporto particolareggiato da parte del Consiglio federale su questo tema è inutile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.