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Il legislativo della città russa di San Pietroburgo ha adottato, dopo un terzo e ultimo dibattito, il controverso progetto di legge anti-gay.
Oggi, mercoledì 29 febbraio 2012, è un triste giorno per le libertà individuali nella città più europea della Federazione russa. San Pietroburgo ha definitivamente adottato la cosiddetta legge contro la propaganda gay, che introduce pene pecuniarie per chi fosse giudicato colpevole della promozione di relazioni gay e lesbiche in presenza di minori o di sostenere la pedofilia. Le multe partono da 5000 rubli (155 franchi) per violazioni da parte di persone fisiche e vanno fino a 500'000 rubli (17’000 franchi) per le entità giuridiche.
Le voci critiche in Russia e all’estero sostengono che in realtà la legge equivale a un divieto delle gay pride e di altre manifestazioni o discussioni pubbliche sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. A nulla sono valse le veementi proteste di attivisti dei diritti umani nel paese e della comunità internazionale, tra cui un messaggio ufficiale del Parlamento europeo. Dalle informazioni trapelate, risulta che il testo sia passato per 29 voti a favore, cinque contrari e un’astensione.
San Pietroburgo non è la prima città russa ad adottare una legislazione simile, ma è la prima volta che ciò accade in una città così importante e cosmopolita, che rischia di fungere da modello per altri centri urbani del paese se non addirittura per l’adozione di misure analoghe a livello federale.