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Nella sua, l’Unione svizzera degli imprenditori riconosce che il giudizio della Corte europea dei diritti dell’uomo rende inevitabile un adattamento del metodo misto utilizzato per determinare il tasso d’invalidità degli assicurati che lavorano a tempo parziale. Essa approva pertanto gli adattamenti proposti dal Consiglio federale. Questi ultimi comportano tuttavia per l’AI degli oneri supplementari annuali stimati almeno a 35 milioni di franchi e che rinviano di diversi mesi la scadenza del rimborso dei debiti di questa assicurazione.
Già da tempo l’USI affermava che l’AI non è stata risanata. Anno dopo anno, l’ammortamento del suo debito accumula ritardi. All’origine, questo obiettivo era fissato al 2025. Ma, a seguito degli ultimi sviluppi, esso non dovrebbe poter essere raggiunto prima del 2031. Ecco perché l’USI chiede un’applicazione finanziariamente neutra degli adattamenti proposti dal Consiglio federale. I sovraccosti che essi comportano devono essere compensati nell’ambito dell’AI. Del resto, la montagna di debiti dell’AI, che raggiunge gli 11,4 miliardi di franchi, nonché il suo disavanzo strutturale di 450 milioni di franchi all’anno, rendono inevitabile una nuova riforma dell’AI accompagnata da misure di sgravio effettive. È tempo che il Parlamento affronti seriamente questo problema.