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Il referendum contro il secondo tubo al Gottardo è cosa certa
Altdorf (ots) - L'Iniziativa delle Alpi si schiera contro la costruzione di una seconda galleria stradale al Gottardo. Una volta costruito il secondo tubo, lo stesso verrà anche utilizzato appieno. Chi costruisce costose gallerie per poi utilizzale solo a metà, come auspicato dal Consiglio federale? Nel caso in cui il Parlamento decida di costruire una seconda galleria stradale al Gottardo, l'Iniziativa delle Alpi lancerà prontamente il referendum.
Il Comitato dell'Iniziativa delle Alpi ha accettato all'unanimità questo giovedì a Berna il lancio del referendum. "Con una seconda galleria stradale si creano le premesse tecniche e costruttive per l'uso di quattro corsie e quindi per un raddoppio delle capacità. Questo è anticostituzionale", ha rilevato Fabio Pedrina, presidente dell'Iniziativa delle Alpi. La costruzione di un secondo tubo necessita comunque sia un cambiamento della Costituzione. "Il trucchetto politico della promessa di utilizzare soltanto a metà i futuri 2 tunnel è un affronto alle nostre tradizioni democratiche. Il Parlamento non dovrebbe lasciarsi invischiare in certi giochetti", aggiunge Pedrina.
Per l'Iniziativa delle Alpi è incomprensibile che, per il risanamento del tunnel attuale, il Consiglio federale ritenga che la costruzione del secondo tubo sia la variante migliore. Tutti gli studi della Confederazione stessa contraddicono questa scelta. Durante il periodo del risanamento, la variante con un'offerta alternativa su rotaia è opportuna e fattibile, permettendo al Ticino di rimanere ben collegato con il resto della Svizzera. Secondo uno studio dell'Ufficio prevenzione infortuni (upi) la variante con raddoppio migliorerebbe si la sicurezza, ma già un aumento del traffico oltre il 3% ridurrebbe la sicurezza sull'intera tratta di transito (Chiasso-Basilea).
Il raddoppio spalancherebbe le porte ad una valanga di camion in transito, sancirebbe il definitivo sabotaggio della politica di trasferimento delle merci e danneggerebbe finanziariamente AlpTransit, la cui apertura è previsa nel 2016. Volendo imporre un secondo tunnel, il Consiglio federale e il Parlamento rischiano una lunga procedura con in coda un ammasso di cocci come fu il caso nel 2004 con il rifiuto popolare del controprogetto all'iniziativa Avanti.
Contatto:
Alf Arnold, direttore, 079 711 57 13
Fabio Pedrina, presidente, 079 249 29 42