Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01291.jsonl.gz/1032

WASHINGTON D.C. - Con una mossa tipica dei presidenti a fine mandato, Donald Trump ha concesso la grazia piena al generale Michael Flynn, il suo ex consigliere per la sicurezza nazionale rimasto coinvolto nel Russiagate.
Una mossa nell'aria da giorni e che arriva alla vigilia della festa del Ringraziamento, dopo che martedì il presidente uscente aveva dato la grazia a un tacchino celebrando la ricorrenza alla Casa Bianca senza rispondere se la avrebbe concessa anche a se stesso o ad altri suoi amici e collaboratori.
L'allora consigliere per la sicurezza nazionale era finito nei guai quattro anni fa per aver negato i suoi contatti con l'ambasciatore russo Serghiei Kisliak, al quale aveva chiesto di evitare escalation dopo le sanzioni del governo Obama contro le interferenze di Mosca nelle elezioni.
Quella di Flynn potrebbe essere solo la prima di una serie di provvedimenti di clemenza di fine mandato. Secondo i media Usa, ora nella lista dei possibili beneficiari ci sono Paul Manafort, ex capo della campagna di Trump condannato a sette anni e mezzo per ostruzione della giustizia e violazione delle leggi finanziarie e sull'attività di lobby; il suo ex vice Rick Gates e l'ex consigliere della stessa campagna George Papadopoulos, entrambi condannati nel Russiagate.
In lizza anche l'ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, incriminato in agosto per truffa nella raccolta di fondi per il muro al confine col Messico.
Trump potrà graziare anche sé stesso?
Qualcuno si chiede se Trump grazierà anche se stesso per sfuggire a una mezza dozzina d'inchieste. Secondo gli esperti legali, il presidente non può graziare se stesso e avrebbe solo due possibilità per eludere la giustizia.
La prima è usare il 25/mo emendamento, dichiararsi temporaneamente inabile, far diventare presidente Mike Pence e farsi graziare da lui, sempre che il suo vice sia disposto a farlo.
La seconda è ottenere la grazia dal Congresso ma, dati i rapporti al vetriolo con la speaker della Camera Nancy Pelosi, sembra un'ipotesi da escludere. Inoltre resterebbe il problema dei reati statali su cui indaga la procura New York: la grazia presidenziale copre solo quelli federali.