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<h2>SubmittedText<h2><p>Molti migranti sono altamente qualificati. Dalla crisi dei rifugiati del 2015 sono arrivate in Svizzera sempre più persone da Paesi con un sistema di formazione terziario ben sviluppato (Siria, Turchia, Iraq, Afghanistan, ecc.). A causa di ostacoli di tipo giuridico, burocratico o sociale molte di queste persone svolgono lavori al di sotto delle loro qualifiche. Ignorare questo potenziale non è solamente deplorevole dal punto di vista umano, è anche uno svantaggio per l'economia e i contribuenti.</p><p>1. Cosa intraprende il Consiglio federale - in collaborazione con PF, Cantoni, università, scuole universitarie professionali e scuole specializzate superiori - per:</p><p>a. introdurre un riconoscimento parziale o modulare delle qualifiche conseguite, delle prestazioni di studio estere e delle esperienze professionali pregresse?</p><p>b. sviluppare procedure che permettano di riconoscere anche le qualifiche non sufficientemente documentate?</p><p>c. introdurre esami modulari per accertare l'idoneità individuale o l'equivalenza delle prestazioni di studio estere?</p><p>2. Questi riconoscimenti modulari possono permettere di accedere a formazioni continue o cicli di studio abbreviati, oppure portare a facilitazioni al riguardo?</p><p>3. Come possono essere riconosciute le qualifiche ottenute all'estero affinché sia possibile conseguire titoli fra loro non consecutivi, saltando così un percorso bachelor o master oppure passando a uno studio superiore in un'altra disciplina?</p><p>4. Cosa intraprende il Consiglio federale con i partner della formazione professionale per incrementare e migliorare l'offerta di corsi di lingua gratuiti al livello terziario per persone altamente qualificate?</p><p>5. E cosa intraprende invece per proporre a questo gruppo target bilanci gratuiti e servizi di orientamento alla carriera?</p><p>6. Oppure per divulgare e rendere accessibili le informazioni in materia?</p><p>7. O, ancora, per rafforzare l'offerta di formazioni continue che corrispondano maggiormente all'offerta e al mercato del lavoro?      </p><p>8. Cosa intraprende per rendere le formazioni accessibili da un punto di vista finanziario?</p><p>9. E per proporre procedure conformi alla Convenzione di Lisbona (art. VII) o allo European qualifications passport for refugees?</p><p>10. Oppure per eliminare le discriminazioni e gli altri ostacoli dal mercato del lavoro al fine di permettere ai rifugiati altamente qualificati di passare dal mondo della ricerca e della scienza a quello dell'economia privata, per esempio tramite periodi di pratica, offerte di coaching, consulenza da parte dei datori di lavoro o accesso alle procedure di ricorso?</p><p>11. E, infine, cosa intraprende per far rimanere i talenti in Svizzera (talent retention)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. &amp; 9. Il Consiglio federale concorda con l'interpellante: è importante che i migranti siano integrati a livello sociale ed economico, ma anche in base al proprio livello d'istruzione (v. anche risposta del Consiglio federale all'interpellanza 17.3048). Dall'entrata in vigore dell'articolo 121a Cost. il Consiglio federale ha adottato varie misure per sfruttare meglio questo potenziale. In Svizzera, le decisioni in merito all'ammissione e al riconoscimento delle qualifiche presso le scuole universitarie sono esclusivamente di competenza delle scuole universitarie stesse. Swissuniversities tiene una lista delle equivalenze con i titoli di maturità esteri che consentono di accedere agli studi universitari nel nostro Paese. Swiss ENIC, il servizio di contatto nazionale svizzero per le questioni relative al riconoscimento dei titoli accademici, può rilasciare - all'attenzione dei datori di lavoro - una raccomandazione di riconoscimento per i titoli universitari esteri, sempreché la professione in oggetto non sia regolamentata. Swiss ENIC offre inoltre ai profughi con un titolo universitario non sufficientemente documentato la possibilità di richiedere una descrizione del diploma.</p><p>2. &amp; 3. La competenza è degli istituti che offrono il ciclo di studi (v. risposta alla domanda 1). Il progetto "Horizon académique" dell'Università di Ginevra, sviluppato in collaborazione con la direzione della formazione del Cantone di Ginevra, facilita l'accesso ai migranti con un grande potenziale che soddisfano criteri ben definiti. Le prime cifre sono incoraggianti (2016: 35 migranti; 2021: 276). Anche altre scuole universitarie offrono progetti simili.</p><p>4. La Confederazione non eroga sussidi per promuovere l'apprendimento linguistico dei migranti con alte qualifiche. In virtù dell'articolo 54 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 142.20), l'integrazione è incoraggiata in primo luogo nelle strutture formative esistenti, fra cui rientrano anche la formazione universitaria e le offerte preparatorie.</p><p>Riguardo all'integrazione dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente, la Confederazione (DEFR, DFGP) e i Cantoni (CdC, CDPE, CDAS) hanno concordato, nel quadro dell'Agenda Integrazione Svizzera 2018, che l'apprendimento delle lingue fino al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue venga promosso dal sostegno all'integrazione. Inoltre, in virtù della legge sulla formazione continua (LFCo, RS 419.1, art. 16), vengono concessi aiuti finanziari per promuovere l'acquisizione e il mantenimento delle competenze. Queste offerte sono a disposizione di tutti gli adulti con lacune nelle competenze di base. La LStrl e la LFCo si completano a vicenda.</p><p>5. L'orientamento professionale, degli studi e di carriera è di competenza cantonale. Con l'offerta "viamia", nel periodo 2019-2024 la SEFRI sovvenziona, su mandato del Consiglio federale, lo sviluppo e l'implementazione di un bilancio gratuito delle competenze per gli adulti a partire dai 40 anni.</p><p>6. Sulla piattaforma www.orientamento.ch sono riportate informazioni su diverse offerte di formazione continua.</p><p>7. Gli operatori della formazione continua decidono in modo autonomo in merito alla propria offerta. Le organizzazioni del mondo del lavoro (oml) si adoperano per sviluppare offerte formative formali e informali nel rispettivo settore, promuovendo così il legame con il mercato del lavoro.</p><p>8. Le borse di studio - che permettono anche di finanziare le tasse universitarie - sono di competenza cantonale.</p><p>10. Nel quadro dell'Agenda Integrazione Svizzera, Confederazione e Cantoni offrono ai rifugiati riconosciuti un'offerta di case management e jobcoaching per sostenere il loro ingresso nel mondo del lavoro.</p><p>11. Già oggi, i cittadini di uno Stato terzo con un titolo universitario svizzero beneficiano di agevolazioni per l'ammissione (v. risposta alla mozione Dobler 17.3067). In effetti questa categoria non sottostà alla priorità dei lavoratori indigeni se la loro attività lucrativa riveste un elevato interesse scientifico o economico (art. 21 cpv. 3 LStrI). Il 27 ottobre 2021 il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione ulteriori agevolazioni per l'ingresso nel mondo del lavoro dei lavoratori stranieri con un titolo di formazione svizzero (proposta di modifica dell'articolo 30 cpv. 1 LStrI).</p>  Risposta del Consiglio federale.