Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/149010

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di emanare le necessarie basi legali affinché i cantoni possano prevedere la possibilità, per i lavoratori dipendenti, di dedurre volontariamente dal salario le imposte dirette. A causa di disposizioni nel CO e nella legge sul lavoro i cantoni non possono attualmente sfruttare questa possibilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1995 il diritto tributario svizzero conosce un ordinamento ampiamente unitario per la riscossione delle imposte alla fonte sul reddito da attività lucrativa. Vi sono assoggettati i lavoratori stranieri con domicilio o dimora fiscale in Svizzera, senza un permesso di soggiorno. Sono interessati anche i lavoratori domiciliati all'estero, compresi quelli di nazionalità svizzera, che svolgono un'attività lucrativa in Svizzera. La funzione centrale nella procedura di riscossione dell'imposta alla fonte non spetta all'autorità fiscale, bensì al debitore della prestazione imponibile (art. 88 e 100 LIFD nonché 37 LAID). Di norma è il datore di lavoro, che adotta le misure necessarie per la piena riscossione dell'imposta alla fonte.</p><p>La mozione intende consentire ai cantoni i pagamenti anticipati facoltativi delle imposte dirette dal reddito da attività lucrativa dei lavoratori, oggi non assoggettati alla procedura dell'imposta alla fonte. Dalla motivazione non emerge chiaramente se la possibilità di scelta debba essere concessa al datore di lavoro, al lavoratore o a entrambi.</p><p>Il modello di un pagamento anticipato facoltativo nella procedura d'imposizione alla fonte complicherebbe il sistema delle imposte sul reddito. Ciò sarebbe particolarmente evidente se il cantone di domicilio, a differenza del cantone di lavoro, non inserisse nella propria legislazione la procedura ampliata d'imposizione alla fonte. In ultima istanza solo l'introduzione dei pagamenti anticipati obbligatori nella legge federale sull'imposta federale diretta e nella legge sull'armonizzazione delle imposte (LAID) garantirebbe una soluzione armonizzata.</p><p>Dal momento che nella LAID la riscossione non è armonizzata, per la riscossione delle imposte cantonali e comunali i cantoni prevedono diversi termini di scadenza. La maggior parte di essi applica in proposito più acconti provvisori; nella Svizzera occidentale le suddette imposte sono pagate in nove, dieci o dodici rate provvisorie. In tal modo è possibile ovviare al problema del ritardo nell'incasso, senza che al datore di lavoro sia attribuito un altro compito sovrano nella riscossione delle imposte. Inoltre la deduzione diretta facoltativa dal reddito da attività lucrativa oggetto della mozione non garantisce che il lavoratore finanziariamente in difficoltà a causa dei debiti fiscali utilizzi lo strumento in modo mirato. Chi non è disposto a porvi rimedio non si avvarrà nemmeno di questa possibilità facoltativa.</p><p>Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese contro l'ampliamento della procedura di imposizione alla fonte ad altre categorie di persone (mozione 13.3800, postulato 13.3631, postulato 10.3445); al riguardo ha evidenziato anche il maggiore onere amministrativo con il quale il datore di lavoro, dalla piccolissima alla grande azienda, si troverebbe confrontato. Il quadro sarebbe ulteriormente aggravato se il diritto di scegliere tra la deduzione dell'imposta alla fonte e il pagamento dell'intero stipendio potesse essere esercitato in ogni periodo fiscale. A ciò si aggiunge che i maggiori obblighi delle aziende in questione comporterebbero il riconoscimento di provvigioni di riscossione, che per i conti pubblici implicherebbero probabilmente oneri più elevati delle presunte perdite sui crediti.</p><p>Infine è necessario segnalare che l'imminente revisione dell'imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa ha un'altra motivazione, in quanto essa persegue l'obiettivo di eliminare la disparità di trattamento tra le persone assoggettate all'imposta alla fonte e quelle assoggettate all'imposta ordinaria e di garantire il rispetto degli obblighi internazionali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.