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La Banca cantonale grigione (BCG) interviene, accanto a Confederazione e Cantone, per sostenere le piccole e medie imprese (PMI) messe in difficoltà finanziarie dalla crisi dovuta al coronavirus. Mette sul tavolo fino a 200 ulteriori milioni di franchi.
L'aiuto elaborato dal Consiglio federale, presentato il 20 marzo, prevede di mettere a disposizione delle aziende con problemi di liquidità crediti ponte garantiti per un importo massimo pari al 10% del loro fatturato.
Dal canto suo, l'altro ieri il Governo retico ha annunciato un ulteriore pacchetto di misure del Cantone, secondo cui le imprese danneggiate dalla pandemia possono contare su un credito transitorio massimo del 25% (anziché del 10%) del giro d'affari annuo. Il sostegno del Cantone interviene non appena le misure di sostegno federali dimostrano di non essere sufficienti.
Ora la BCG interviene, se necessario, con altri 200 milioni di franchi, che si aggiungono alle misure federale e cantonale. La maggior parte dell'intervento della BCG - 150 milioni di franchi - è costituito da condoni di ammortamenti, ha detto il direttore dell'istituto, Daniel Fust, a Keystone-ATS.
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