Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/186158

<h2>SubmittedText<h2><p>Gli imbrogli contabili commessi da Auto postale Svizzera sono gravi. Il caso deve pertanto essere chiarito col massimo rigore e i responsabili devono ricevere sanzioni adeguate. È fondamentale che sia sempre garantita l'obiettività e l'autonomia delle inchieste e delle parti coinvolte. La vicenda di Auto postale cela tuttavia un problema molto più profondo. È importante quindi che la questione sia lo spunto per un dibattito approfondito. Da una parte la Posta, esattamente come la maggior parte delle imprese parastatali a livello federale e cantonale, si trova a dover affrontare una crescente digitalizzazione dei settori operativi. Dall'altra queste imprese devono recuperare le perdite dovute alla diminuzione delle principali fonti di guadagno provenienti dai loro settori operativi tradizionali. Di conseguenza cercano di rifarsi in altri settori di attività, mettendosi in concorrenza con le imprese private. A ciò si aggiunge il fatto che le imprese parastatali hanno ricevuto un maggiore margine di manovra imprenditoriale dai loro proprietari, senza però che nel contempo siano state adeguate le restrizioni a livello regolatorio. Per questi motivi conflitti di interessi e di obiettivi sono e restano inevitabili. Il gruppo del PLR chiede pertanto un dibattito sulla questione. Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Come può un'inchiesta essere del tutto autonoma se la competente task force, come nel caso di Auto postale, è subordinata direttamente al presidente del consiglio di amministrazione dell'impresa coinvolta? </p><p>2. È anch'esso del parere che nel sistema attuale vi siano falsi incentivi come quelli che hanno contribuito allo scandalo di Auto postale? Casi come questo potrebbero essere evitati con una privatizzazione o scorporo di singoli settori operativi?</p><p>3. Come si può evitare che imprese parastatali si procurino un vantaggio concorrenziale ingiustificato rispetto a fornitori privati, ad esempio nell'ambito di gare d'appalto? </p><p>4. Come si possono garantire pari condizioni tra imprese private e imprese parastatali?</p><p>5. In quale misura i diversi ruoli della Confederazione, quale proprietario, regolatore e committente, causano conflitti di interesse nelle imprese parastatali? Quali provvedimenti sono stati adottati dalla Confederazione per attuare le raccomandazioni dell'OCSE in materia di governance volte a evitare tali conflitti? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è deluso per quanto accaduto in seno ad Auto postale SA. La Posta, quale impresa parastatale, ha una responsabilità da adempiere anche nella gestione del denaro pubblico. Il Consiglio federale esige che sia fatta rapidamente piena luce su tutti i fatti riscontrati.</p><p>La Posta Svizzera è una società anonima di diritto speciale. Secondo il diritto della società anonima, l'alta direzione di una società spetta al consiglio d'amministrazione. Pertanto è anche compito del presidente del consiglio d'amministrazione ordinare inchieste su irregolarità commesse all'interno della Posta o di incaricare una task force nel contesto del rapporto di revisione dell'UFT 2007-2015. </p><p>Il 27 febbraio 2018 il Consiglio federale ha designato l'Ufficio federale di polizia (fedpol) quale autorità competente per condurre la procedura penale amministrativa in relazione a Auto postale Svizzera SA e per perseguire e giudicare le infrazioni ai sensi del diritto penale amministrativo e della legge sui sussidi.</p><p>La SG-DATEC e l'Amministrazione federale delle finanze, nella loro funzione di tutela degli interessi del proprietario di fronte alla Posta, hanno istituito una task force e stanno esaminando la possibilità di far valutare da periti esterni anche la prassi della Confederazione sul governo d'impresa. In vista dell'assemblea generale 2018 della Posta Svizzera SA nonché in particolare dell'approvazione del bilancio 2017 e dello scarico al consiglio d'amministrazione, si dovrà anche valutare se nominare un perito in virtù dell'articolo 731a CO o far eseguire una verifica speciale in virtù dell'articolo 697a CO.</p><p>Questo provvedimento garantisce una valutazione indipendente su quanto accaduto in seno alla Posta Svizzera.</p><p>2. Gli accertamenti in corso sono volti a chiarire anche se le irregolarità commesse all'interno di Auto postale SA siano collegate a eventuali falsi incentivi. A tale riguardo va sottolineato che se è vero che il Consiglio federale esige dalla Posta una redditività abituale nel settore in tutte le unità operative, già nel 2012 la Confederazione aveva ribadito con chiarezza che nel traffico viaggiatori beneficiario di indennità la redditività usuale del settore deve essere pari a zero.</p><p>Nel caso in questione, la privatizzazione o lo scorporo dell'unità operativa traffico viaggiatori dal gruppo della Posta non avrebbe cambiato nulla, in quanto le sfide nell'ambito del traffico viaggiatori regionale e i principali requisiti a livello regolatorio sarebbero stati gli stessi. Inoltre con la privatizzazione o lo scorporo di un'unità operativa verrebbero a mancare le sinergie con altri settori aziendali, come ad esempio l'acquisto e la manutenzione di veicoli all'interno della Posta.</p><p>Prima ancora del verificarsi dei fatti in seno a Auto postale SA, la questione riguardante l'esistenza o meno di falsi incentivi nell'ambito delle ordinazioni della Confederazione e dei Cantoni nel traffico viaggiatori regionale è già stata affrontata attentamente nel quadro di un progetto diretto dall'Ufficio federale dei trasporti e finanziato dalla Confederazione e dai Cantoni.</p><p>3./4. A questo proposito si rimanda al rapporto del Consiglio federale del 9 dicembre 2017 "Stato e concorrenza - Ripercussioni delle imprese a controllo pubblico sui mercati concorrenziali" (disponibile in tedesco e in francese) in adempimento dei postulati del gruppo liberale-radicale 12.4172 del 13 dicembre 2012 e Schilliger 15.3880 del 22 settembre 2015.</p><p>Il rapporto esamina alcuni studi di casi, secondo i quali certe distorsioni della concorrenza rimangono indissolubilmente legate all'attività imprenditoriale dello Stato. Sempre secondo il rapporto, la totale eliminazione di tali distorsioni richiederebbe la completa privatizzazione delle imprese pubbliche. Una tale misura andrebbe ponderata con il rischio derivante dalla perdita del controllo diretto dello Stato sulla qualità delle infrastrutture critiche gestite da tali imprese. Il rapporto ha inoltre analizzato e escluso per ragioni economiche e aziendali altre soluzioni radicali, come il divieto per le attività svolte al di fuori del mandato di servizio pubblico.</p><p>Il rapporto conclude che uno dei presupposti fondamentali per creare pari condizioni di concorrenza tra le imprese pubbliche e quelle private e per evitare distorsioni della concorrenza è che lo Stato separi totalmente, sul piano giuridico, istituzionale e amministrativo, il suo ruolo di proprietario delle imprese parastatali, di autorità di regolazione e di sorveglianza del mercato nonché di garante degli obiettivi della politica statale e industriale. In virtù delle direttive dell'OCSE, questo presupposto è da ritenersi ampiamente soddisfatto a livello federale.</p><p>5. Come esposto nella risposta alle domande 3 e 4, la totale separazione dei diversi ruoli dello Stato è un presupposto importante per la garanzia di pari condizioni tra le imprese parastatali e quelle private. Nell'elaborare le disposizioni di legge e altri strumenti di riferimento come gli obiettivi strategici, la cui emanazione avviene anche con la partecipazione delle Camere federali, occorre fare il possibile affinché non ci siano conflitti di interesse per l'impresa interessata.</p>  Risposta del Consiglio federale.