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Il Partito del progresso serbo (Sns) del leader conservatore Tomislav Nikolic ha conquistato il maggior numero di seggi nelle elezioni legislative di ieri in Serbia, secondo gli ultimi dati parziali diffusi dal Centro di monitoraggio CeSID.
All'Sns sono andati 73 seggi, rispetto ai 68 conquistati dal Partito democratico (Ds, riformista) del presidente uscente Boris Tadic. Il Partito di Tadic ha perso molti voti rispetto alle ultime legislative del 2008, passando dal 38,4% e 102 seggi al 22% circa di oggi. L'Sns non esisteva ancora nelle ultime elezioni, essendo nato subito dopo l'uscita di Nikolic dal Partito radicale serbo (Srs) dell'estremista Vijislav Seselj.
Seguono il Partito socialista serbo (Sps) del ministro dell'interno Ivica Dacic, terzo con 45 seggi, e appaiati il Partito democratico della Serbia (Dss) dell'ex premier conservatore Vojislav Kostunica e il Partito socialdemocratico (Ldp) di Cedomir Jovanovic con 20 seggi ciascuno. 16 seggi andranno al Partito delle regioni di Mladjan Dinkic, cinque al Partito della minoranza ungherese della Voivodina, mentre un seggio ciascuno andrà al Partito di azione democratica del Sangiaccato e ad altre due formazioni minori.
Non hanno superato la soglia minima del 5% dei voti i due gruppi ultranazionalisti di estrema destra in lizza, il Partito radicale serbo (Srs) di Vojislav Seselj (sotto processo per crimini di guerra al tribunale oenale dell'Aja) e la formazione Dveri.