Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/104716

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sancire nella legge sulla cittadinanza che, prima della naturalizzazione, i candidati sono tenuti a firmare un documento dichiarando di rispettare i valori basilari della nostra Costituzione quali lo Stato di diritto, la democrazia o i diritti fondamentali. In caso di inosservanza o violazione di tale dichiarazione è possibile riconsiderare la naturalizzazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'avamprogetto di revisione totale della legge sulla cittadinanza menziona in particolare, come criterio di un'integrazione riuscita nell'ambito di una naturalizzazione ordinaria o agevolata oppure di una reintegrazione, che il candidato deve rispettare i principi fondamentali della Costituzione federale (art. 12 cpv. 1 lett. b, art. 20 cpv. 1, art. 26 cpv. 1 lett. d). La valutazione della procedura di consultazione non è ancora conclusa. Il messaggio del Consiglio federale sarà pubblicato nel secondo semestre di quest'anno. La normativa proposta nell'avamprogetto posto in consultazione costituirebbe una base legale esplicita per introdurre, a livello di ordinanza, una dichiarazione di rispetto dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.</p><p>Una tale dichiarazione presenta il vantaggio che prima della naturalizzazione i candidati riconoscono espressamente i valori fondamentali della Costituzione attestando la loro fedeltà nei confronti della Svizzera. In caso di violazione della dichiarazione sarebbe possibile annullare la naturalizzazione analogamente all'attuale articolo 41 della legge sulla cittadinanza, purché la naturalizzazione sia stata conseguita con dichiarazioni false o in seguito all'occultamento di fatti essenziali. Ciò potrebbe essere supposto, ad esempio, se prima della naturalizzazione una persona si diceva favorevole a metodi terroristici o aveva incitato al genocidio di un determinato gruppo di persone.</p><p>Tuttavia, gli autori della mozione chiedono in generale che la naturalizzazione possa essere riesaminata in caso di inosservanza o violazione della dichiarazione, il che presupporrebbe anche un riesame ex post. Una tale verifica ha senso soltanto se può comportare la revoca della naturalizzazione. Nel trattare l'iniziativa parlamentare 08.409 sul ritiro della cittadinanza a criminali naturalizzati, il Parlamento è tuttavia giunto alla conclusione che una tale possibilità di revoca violerebbe il principio costituzionale della parità di trattamento. Istituirebbe infatti due categorie di svizzeri, a seconda che abbiano acquistato la cittadinanza per naturalizzazione o per filiazione (anche da persone naturalizzate).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.