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Messico: respinto ingresso famiglia Gheddafi
Il governo del Messico ha reso noto che, grazie all'intelligence locale, ha smantellato un piano per permettere l'ingresso nel paese di Saadi Gheddafi, figlio di Muammar Gheddafi, e dei suoi familiari.
A dare i dettagli dell'operazione è stata in un incontro con la stampa la portavoce della presidenza, Alejandra Sota, precisando che l'intelligence ha avuto le informazioni sul piano lo scorso 6 settembre.
Saadi Gheddafi - ha ricordato Sota - è accusato dalle attuali autorità libiche di essere stato comandante delle forze speciali dell'esercito di Tripoli, che ha attivamente partecipato alla repressione delle manifestazioni degli scorsi mesi contro il regime di Gheddafi.
Proprio a causa di ciò - ha aggiunto - l'Interpol aveva lo scorso 19 settembre fatto sapere di star ricercando Saadi, contro il quale sono state emesse "sanzioni da parte degli stati membri dell'Onu".
Il capo gabinetto del governo, Alejandro Poiré, ha d'altra parte sottolineato che il piano prevedeva il rilascio di documenti falsi con la nazionalità messicana, la proprietà di diversi immobili nel paese e l'organizzazione di una serie di voli privati tra il Messico, gli Usa, il Canada e diversi paesi del Medio Oriente, nell'ambito del tentativo di Saadi di entrare nel paese.