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WASHINGTON - Le collisioni dei mesi scorsi tra due cacciatorpedinieri Usa e altrettanti navi commerciali nel Pacifico occidentale, nelle quali sono morti 17 marinai, erano «evitabili», frutto di una serie di errori elementari di navigazione e dell'equipaggio. È la conclusione del rapporto della Marina militare Usa reso pubblico oggi.
Sette marinai morirono in giugno quando la Fitzgerald urtò una nave container vicino al Giappone. Altri dieci persero la vita nello scontro del John S. McCain con una petroliera vicino a Singapore.
Nel caso del cacciatorpediniere Fitzgerald, è stato accertato che l'equipaggio e i suoi vertici non fecero piani per la sicurezza, non rispettarono le buone pratiche di navigazione e osservazione, non usarono propriamente gli strumenti di navigazione disponibili e non risposero efficacemente all'incidente.
«Molte delle decisioni prese che portarono a questo incidente furono il risultato di cattivo giudizio e cattive decisioni prese dal comandante», conclude il rapporto.
Nel secondo caso l'indagine conclude che la collisione fu causata da una «perdita di conoscenza situazionale» mentre si tentava di rispondere agli errori nelle operazioni di guida della nave.
«Le collisioni erano evitabili», sintetizza nel rapporto l'ammiraglio John Richardson, capo delle operazioni navali.