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STRASBURGO - L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Cde) ha votato a favore del testo che permette ai parlamentari russi di ritornare a Strasburgo da stamattina e che teoricamente evita il rischio che la Russia abbandoni, come ha minacciato, il Cde.
Ora spetta a Mosca decidere se è soddisfatta con quanto ha ottenuto ieri sera e se quindi rinvierà nuovamente una delegazione parlamentare a Strasburgo, che potrà votare mercoledì per eleggere il nuovo segretario generale del Consiglio d'Europa.
Il dibattito che ha portato al voto finale è stato molto teso e a tratti emotivo, con accuse di tradimento da parte degli ucraini e la riaffermazione da parte di diversi parlamentari tra cui Piero Fassino (Pd) che permettere ai russi di tornare è la sola soluzione perché «solo cosi si può incidere sul governo di Mosca».
La seduta è stata assolutamente fuori dal comune: è durata 8 ore, più del doppio del solito, sono stati presentati 220 emendamenti a un testo di 12 paragrafi e nessuno è stato approvato. Con il voto finale sul testo originale l'assemblea parlamentare ha deciso di applicare una «deroga speciale» al proprio regolamento che permette alla delegazione russa di accreditarsi da oggi. In base al regolamento i parlamenti nazionali, tranne il caso in cui si siano tenute le elezioni legislative, devono presentare la delegazione prima della sessione di gennaio altrimenti questa non può partecipare ai lavori tutto l'anno.
L'assemblea ha anche deciso di limitare in modo sostanziale la lista di sanzioni che può infliggere a una delegazione, senza tuttavia precisare quelle che possono essere ancora utilizzate. Quest'ultima era una richiesta che la Russia faceva da anni e che aveva «posto come condizione essenziale» per ripartecipare ai lavori dell'assemblea parlamentare. Ai membri di una delegazione sanzionata non potrà più essere tolto il diritto di voto, di parola e di essere rappresenti nell'assemblea e i suoi organi.
Teoricamente il voto di ieri sera dovrebbe risolvere almeno in parte alcuni dei problemi dell'organizzazione paneuropea, in particolare quello finanziario. La Russia ha interrotto i pagamenti della sua quota nel 2017 e al momento deve al Consiglio d'Europa circa 66 milioni di euro. Il totale del budget annuale dell'organizzazione è circa 330 milioni di euro. Mosca ha assicurato che al ritorno dei suoi parlamentari a Strasburgo avrebbe ripreso a pagare la sua parte e anche l'arretrato.