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La Cina invita a promuovere un più stretto coordinamento delle politiche economiche globali: è il premier Li Keqiang a dirlo nella "tavola rotonda 1+6", l'inedito incontro voluto a Pechino alla vigilia del G20 finanziario di Chengdu.
Erano presenti i leader di sei istituzioni internazionali: Banca Mondiale, Fmi, Wto, Ocse, Organizzazione mondiale del lavoro (Ilo) e Financial stability boards (Fsb).
Li, a capo delle strategie economiche cinesi, ha affermato che Paesi con margini di bilancio disponibili dovrebbero usare la spesa e gli investimenti pubblici, senza però trascurare il cammino delle riforme dei mercati finanziari e del lavoro.
"Ci sono rischi geopolitici in aumento, più incertezze e fattori destabilizzanti", ha detto il premier secondo cui "tutti i Paesi dovrebbero lavorare insieme per promuovere la ripresa dell'economia mondiale". Pechino vuole uno yuan stabile, non un suo deprezzamento per aiutare l'export, ed "evitare una guerra commerciale o delle valute". Parole che rimandano al comunicato finale del G20 finanziario di febbraio tenuto a Shanghai.
SDA-ATS