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È stato il primo romanzo propriamente vittoriano, nonché la prima opera letteraria della storia ad avere come protagonista un bambino: è “Oliver Twist” dello scrittore inglese Charles Dickens, pubblicato per la prima volta a puntate su una rivista londinese fra il 1837 e il 1839.
Il romanzo, scritto da Dickens dopo l’esordio fortunato del “Circolo Pickwick”, che conobbe una grandissima fortuna presso la società inglese del tempo ma che venne anche accusato di essere troppo lacrimevole, manicheo ed edulcorato. “Oliver Twist” si conferma invece un testo potente e di grande attualità, che inaugura il genere del romanzo sociale e ci rivela in nuce i temi più cari a Dickens, derivati dalla sua sensibilità di intellettuale impegnato ma anche da un trauma infantile mai superato. Istanze che emergono in filigrana lungo tutta la storia del povero orfanello e nella rappresentazione della città di Londra, dilaniata dalle contraddizioni provocate dalla rivoluzione industriale.
A guidarci lungo queste piste sociali, storiche e biografiche che attraversano “Oliver Twist” è Marisa Sestito, già professoressa ordinaria di Letteratura inglese presso l’Università di Udine e traduttrice di Dickens, insieme a Mario Maffi, professore di cultura anglo-americana dell’Università di Milano, e con i contributi anche dei professori Alessandro Vescovi e Maria Teresa Chialant e del giornalista e scrittore Alessandro Zaccuri.