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BERNA - Le coppie sposate non dovrebbero beneficiare temporaneamente di detrazioni fiscali più generose. È il parere espresso dal Consiglio federale in risposta a una mozione inoltrata dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati, volta a eliminare la penalizzazione del matrimonio.
Il governo intende eliminare l'ulteriore onere fiscale incostituzionale che grava sulle coppie sposate rispetto ai conviventi. Ma, nella sua risposta odierna, l'esecutivo non crede che la mozione abbia possibilità di venire accolta dal plenum.
In settembre, il Consiglio degli Stati aveva rinviato il suo progetto riguardante la tassazione delle coppie sposate al Consiglio federale e la Commissione preparatoria del Nazionale ha fatto altrettanto. La Camera del Popolo dovrebbe esprimersi sul dossier in dicembre.
Secondo il progetto del Consiglio federale, l'imposta federale diretta verrebbe calcolata prima secondo l'attuale aliquota comune e poi come se si trattasse di due conviventi. Alla fine, si applicherebbe l'importo più basso; in questo modo verrebbe eliminata la penalizzazione delle coppie sposate.
Il progetto è stato criticato in particolare perché l'imposizione non sarebbe indipendente dallo stato civile e comporterebbe una notevole perdita di entrate per lo Stato. Il progetto governativo ridurrebbe il gettito fiscale di 1,5 miliardi di franchi: 1,2 miliardi per la Confederazione e 300 milioni per i Cantoni.
La mozione chiede una soluzione transitoria per ridurre di 1,4 miliardi l'onere per le coppie sposate mediante un aumento della deduzione sociale per i coniugi e un incremento della deduzione del per i doppi redditi. Queste misure potrebbero essere combinate o attuate separatamente.
Circa 700'000 coppie sono penalizzate dall'attuale sistema di imposizione. Dopo l'annullamento della votazione sull'iniziativa del PPD, il Consiglio federale ha elaborato un messaggio complementare. La votazione è stata annullata dal Tribunale federale a causa di un macroscopico errore riguardante il numero di coppie interessate, fissato dal governo in 80 mila.