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È scomparso, venerdì 16 agosto, all’età di 86 anni l’acclamato animatore canadese Richard Williams, si trovava nella sua casa a Bristol in Gran Bretagna, dove da qualche tempo combatteva contro il cancro. A riferirlo è la sua famiglia a The Guardian che annuncia «durante il corso della malattia è sempre rimasto circondato da tutti i suoi cari». Nel corso della sua carriera vinse ben tre Oscar e tre Bafta ma il mondo lo ricorda soprattutto per aver creato il personaggio di “Roger Rabbit“.
Quando si pensa al mondo dell’animazione e alle sue tecniche non si può non pensare a Richard Williams. Nato il 19 marzo del 1933 a Toronto (Canada), fin da giovane mostra il suo amore verso l’animazione: lui stesso aveva confessato che già all’età di 5 anni aveva visto Biancaneve e i 7 nani, grande capolavoro della Disney, suscitando in lui un sentimento di meraviglia e stupore. In un’intervista alla BBC del 2008, Williams confessa che ha «sempre desiderato andare alla Disney; e quando ci sono riuscito è stato come un sogno che si realizza»… all’età di 15 anni durante una visita alla Disney, Williams ha aspettato davanti alle porte per incontrare tutti gli animatori principali che in seguito gli hanno insegnato l’arte.
Sono gli anni Cinquanta quado si trasferisce in Gran Bretagna per realizzare quel sogno nel cassetto, inizia a lavorare a diversi progetti, primo tra tutti The little Island (1958) con cui ha vinto un Bafta Award, mentre il suo primo Premio Oscar gli è stato assegnato per il suo adattamento animato di A Christmas Carol di Charles Dickens nel 1971. Queste premiazioni non saranno le ultime, anzi, nel corso della sua carriera vincerà un totale di tre Bafta Awards e ben tre Premi Oscar. L’acclamato animatore ha lavorato a diversi film di successo tra cui ricordiamo Casino Royale (1967), La Pantera Rosa colpisce ancora (1975) e La Pantera Rosa sfida l’ispettore Clouseau (1976). Ma la sua opera più nota è sicuramente Chi ha incastrato Rober Rabbit, il film con protagonista Bob Hoskins girato con tecnica mista nel 1988 da Robert Zemeckis. Questa pellicola conquista tantissimi riconoscimenti – Premi Oscar, Premio Bafta, David di Donatello, Chicago Film Critics Association Award, Saturn Award, Evening Standard British Film Award, BMI Film & TV Award, Menzione speciale al Festival di Venezia, Annie Award, Boston Society of Film Critics Award, Premio Hugo, Kids’ Choice Award, Los Angeles Film Critics Association Award, Golden Reel Award, Golden Screen, Jupiter Award e Sant Jordi Award – è attraverso l’ingegno messo in atto da Williams in questo film che avviene una rivoluzione del modo in cui Hollywood si “anima”.
Ancora oggi Chi ha incastrato Rober Rabbit continua a influenzare la cultura pop: le tecniche di animazione che Williams e il suo team hanno implementato vengono ancora utilizzati per creare i personaggi CGI che vediamo oggi al cinema. Nel 2001 ha anche scritto un libro di istruzioni dedicato al mondo dell’animazione intitolato The Animator’s Survival Kit (2001); sua figlia Natasha Sutton Williams (una delle sei figlie dell’animatore) ha descritto questo volume come «il legame tra l’età d’oro dell’animazione dagli anni ’40 all’età d’oro del CGI e l’animazione digitale di oggi – ha poi aggiunto – È stato davvero fonte d’ispirazione per tutti coloro che l’hanno incontrato».
Williams è deceduto nella sua casa a Bristol in Gran Bretagna, circondato dai suoi figli e da sua moglie Imogen Sutton. Natasha Sutton Williams ha descritto il padre come un uomo «favoloso e una persona incredibilmente generosa con lo spirito chi davvero voleva conoscere il mondo», ha anche rivelato che il padre ha lavorato senza sosta fino all’ultimo giorno «ha disegnato e animato fino alle 18.00 del giorno della sua scomparsa».
MEA
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