Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01231.jsonl.gz/1388

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
I candidati sono dieci, ma il vincitore delle presidenziali del 9 ottobre in Azerbaigian, il Paese più grande del Caucaso e uno dei più ricchi al mondo di idrocarburi, è già noto: Ilham Aliev, 51 anni, destinato ad essere rieletto per il terzo mandato consecutivo con percentuali plebiscitarie, superiori all'80%, come indicano tutti i sondaggi (nel 2003 ottenne il 76%, nel 2008 l'89%).
Una riconferma quinquennale resa possibile dall'abolizione con referendum, nel 2009, del divieto costituzionale di ricandidarsi per più di due volte alla massima carica statale.
Aliev potrà così battere la longevità politica del padre Haydar, che guidò l'Azerbaigian indipendente per dieci anni (dopo la lunga parentesi come primo segretario del Pcus azero, dal 1969 al 1982) prima di dimettersi da presidente nel 2003 nominando il figlio come suo 'erede' con manovre ancora controverse: è l'unico caso di trasmissione famigliare del potere in una ex repubblica sovietica, tanto che si parla di 'clan Aliev', con Ilham leader del partito 'Nuovo Azerbaigian', la moglie vice dallo scorso giugno, familiari e parenti nelle posizioni chiave dell'apparato politico-economico.
Degli alti nove candidati ammessi, sugli iniziali 21, l'unico che si permette di criticare Aliev e la sua famiglia è l'ex deputato Jamil Gasanli, 61enne docente universitario di storia, indicato dal Consiglio nazionale delle forze democratiche, un cartello nato lo scorso maggio per riunire vari partiti di opposizione.
Ha preso il posto del popolare Rustam Ibraghimbekov, sceneggiatore anche di diversi film di Mikhalkov, compreso 'Il sole Ingannatore', quando è apparso chiaro che non avrebbe fatto in tempo ad ottenere la cancellazione del suo secondo passaporto russo, ostacolo per la sua partecipazione alle presidenziali azere.
Gasalni è già stato ammonito dalla commissione elettorale per i suoi attacchi agli Aliev, i primi che gli azeri hanno potuto sentire in tv negli ultimi 10 anni. I sondaggi - tutti di istituti non indipendenti - lo danno secondo, ma con percentuali basse, e comunque sempre ad una cifra.
SDA-ATS