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TOKYO - Lo scandalo delle false ispezioni rallenta la corsa di Nissan, costretta a rivedere al ribasso le stime sull'utile operativo per l'anno fiscale in corso. Al pari di Toyota e Honda - tuttavia - la seconda casa automobilistica nipponica ha beneficiato del minore carico fiscale per le aziende deciso dal presidente americano Donald Trump, migliorando le previsioni sull'utile netto.
Il risultato operativo - rende noto Nissan - si assesterà a 565 miliardi di yen, poco meno di 4,9 miliardi di franchi, in calo rispetto ai 645 stimati precedentemente. Già lo scorso novembre, all'indomani dello scandalo delle ispezioni fatte da personale non qualificato, il gruppo aveva ridotto le stime sui conti relativi all'anno in corso, imputando la decisione al richiamo di almeno 1,2 milioni di veicoli sul mercato domestico, i cui costi incideranno per almeno 90 miliardi di yen.
Le valutazioni per l'utile netto sono state riviste al rialzo ad un livello record di 705 miliardi di yen, dai 535 miliardi, grazie alla riduzione del prelievo fiscale negli Usa, nel periodo da aprile a dicembre, calcolato in 207 miliardi di yen. Rivisti lievemente al ribasso anche gli obiettivi sulle vendite a livello globale per l'intero anno: a 5,78 milioni di veicoli da 5,83 milioni.
Il vicepresidente Joji Tagawa ha spiegato che l'azienda conta di normalizzare le operazioni entro la fine dell'esercizio fiscale che si conclude a marzo, e ha riconosciuto che la revisione dell'utile netto deriva essenzialmente da un incentivo fiscale: "i risultati non sono certamente incoraggianti - ha ribadito nella conferenza stampa a Yokohama - prendiamo molto seriamente le revisione negativa del risultato operativo e del fatturato".