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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>* Conformemente al messaggio a sostegno della legge federale sul servizio civile sostitutivo del 22 giugno 1994 (FF 1994 III 1445 segg.), il servizio civile non è uno strumento della politica di sicurezza (cfr. n. 212 loc. cit.). È vero che, secondo l'articolo 7 della legge sul servizio civile, chi deve prestare servizio può essere assegnato a impieghi all'estero, tuttavia, le proposte parlamentari miranti a dichiarare esplicitamente il promovimento della pace come campo d'attività del servizio civile sono state respinte.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la futura struttura del servizio civile e l'eventuale ampliamento dell'impegno nel settore del promovimento della pace in Svizzera e all'estero, sarà necessario intavolare discussioni in relazione con il nuovo Rapporto sulla politica di sicurezza, il nuovo Concetto direttivo per l'esercito e, soprattutto, in relazione con il Concetto per il servizio civile dopo il 2000. Il servizio civile resta pur sempre l'unico mezzo civile a disposizione della Confederazione. Inoltre, ogni impiego del servizio civile dev'essere nel pubblico interesse. Accanto agli impieghi in ambito sanitario e sociale, il servizio civile comprende tra l'altro la protezione dell'ambiente e della natura, nonché l'aiuto umanitario e l'aiuto in caso di catastrofe. Nell'ambito della prevenzione e della gestione di pericoli esistenziali, il servizio civile può perciò fornire preziose prestazioni complementari alla politica di sicurezza.</p><p></p><p>* Come è stato constatato in una perizia giuridica commissionata recentemente dal DDPS, sulla base dell'attuale situazione giuridica questo caso non può presentarsi. Un'istruzione di base in comune dei militari e dei candidati al servizio civile non è prevista nemmeno per il futuro in nessuno dei modelli dell'obbligo di prestare servizio ipotizzati dal Consiglio federale.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la possibilità di un futuro coinvolgimento di ulteriori cerchie di persone nel servizio civile, il Consiglio federale rinvia alla sua risposta alla mozione Aguet (99.3046) del 4 marzo 1999.</p><p></p><p>* La forma dell'obbligo di prestare servizio nella futura protezione della popolazione (obbligo di prestare servizio di protezione) sarà elaborata nell'ambito del progetto "Protezione della popolazione". Le questioni a sapere se e in quale misura l'obbligo di prestare servizio di protezione sia da concepire come (ulteriore) alternativa per le persone obbligate al servizio militare che non intendono prestare servizio per motivi di coscienza, dovranno essere decise nel quadro della revisione della Costituzione federale che si renderà probabilmente necessaria.</p><p></p><p>* Fintanto che nella Costituzione federale è stabilito l'obbligo generale di prestare servizio militare, in Svizzera vi sarà anche un servizio civile. Le sue condizioni quadro dovranno essere adeguate a quelle di Esercito XXI e della protezione della popolazione. Attualmente non è ancora possibile valutare se dopo il 2000 il servizio civile sarà considerevolmente diverso dal servizio civile attuale. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che le possibilità operative del servizio civile debbano essere coordinate in maniera ottimale con quelle della politica di sicurezza. Oggi il servizio civile ha unicamente la funzione di un servizio sostitutivo per le persone che non possono conciliare il servizio militare con la loro coscienza. Le esperienze fatte finora nell'attuazione del servizio civile, un orientamento coerente alle necessità di pubblico interesse e il coordinamento con gli strumenti della politica di sicurezza consentiranno inoltre di definire obiettivi efficaci e compiti specifici per il servizio civile, che dovranno essere ancorati nella pertinente legge.</p>  Risposta del Consiglio federale.