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La Parrocchia di Sant'Antonino
Etimologia: Antonino (come Antonio) = nato prima, o che fa fronte ai
suoi avversari, dal greco
Da quanto ci è stato rimandato, anche secondo la tradizione verbale, una comunità piccola viveva su queste terre, inospitali ed insalubri sul piano, esisteva sin dalle più remote conoscenze dell'evoluzione umana.
Infatti, la presenza dell'uomo è comprovata dei ritrovamenti di oggetti e prove di insediamenti risalenti all'età del ferro; la presenza dell'uomo sui lati della montagna potrebbe essere giustificata dall'abbondanza di fonti d'acqua, anche se povera di jodio.
Con la cristianizzazione si eressero le prime capanne adibite a luogo di culto e anche al lato del ruscello (ora dirottato) si eresse un capanno che poi fu trasformato in una prima chiesa (800) rifatta in muratura con un campanile romanico (900-1000) affrescata (resti degli affreschi tutt'ora visibili), ampliata ancora nel 1604 e poi ristrutturata parecchie volte, l'ultima verso il 1990.
Non sappiamo quando la chiesa fu dedicata a Sant'Antonino martire (v. immagine) ma si può tranquillamente pensare che essa avvenne quando il culto al martire di Piacenza era molto diffuso (IV-VI secolo), quindi sin dall'inizio della comunità religiosa locale.
La parrocchia, come ente autonomo indipendente, nacque invece dalla separazione dalla parrocchia di Bellinzona, retta dai canonici del capitolo della Collegiata di S. Pietro, e dopo una disputa protrattasi per quasi un secolo.
Dal lontano 14.mo secolo, quando dopo l'intervento del vescovo di Como e del papa d'allora fu nominato come parroco residente "Don Alberto da Olivono"; fino al 1981 ci fu sempre un parroco residente che serviva anche la parrocchia di San Pietro a Cadenazzo, separatasi da quella di Sant'Antonino solo nel 1883.
Con la crisi delle vocazioni ecclesiastiche la curia luganese dispose che i servizi religiosi fossero assicurati dal parroco residente a Cadenazzo (prima) e da quello residente a Camorino dal 1993.
La Legge sulla Chiesa Cattolica, del 16 dicembe 2002, ed il relativo regolamento riconoscono La Chiesa cattolica apotolica romana, la Diocesi e le Parrocchie come crporazioni di diritto publico.