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L'antica chiesa parrocchiale di S. Martino di Sessa è documentata fin dal 1288 come cappellania, con cura d'anime anche per Monteggio (l'aveva anche per Castelrotto fino al 1582 e per Cremenaga-Italia fino al 1842). Essa divenne parrocchiale nel 1560, elevata al titolo di Prepositura nel 1672; già nel 1402 vi era una cappellania dei nobili "De Sexa" dedicata a Sant'Orsola, poi trasferita all'omonima chiesa. L'attuale chiesa di S. Martino è stata eretta nella seconda metà del 16° secolo. Nel 1588 la parte essenziale era costruita e il 6 aprile, giorno di Pasqua, il sacerdote Don Nicolò Rusca ne prendeva possesso. Ma si lavorò ancora alla fabbrica nei decenni seguenti e nel 1609 al momento della visita pastorale il vescovo Archinto diede l'ordine "si finisca quanto prima la fabbrica della nuova chiesa".
Solo verso il 1630 fu terminato il campanile che sovrastava di poco il tetto della chiesa. La cella campanaria fu poi portata al livello attuale nel 1819 completandola con la glorietta. Ora risulta il secondo più alto del cantone. La prepositurale contiene un pregevole altare ligneo, in stile barocco, che fu commissionato nel 1662 ed è opera di Antonio Pini di Bellagio, e di Carl’ Antonio Ramponi di Sessa. Le dorature furono eseguite da GiuseppeCassina e Paolo Osmetto. I due angeli incensatori, opera del Ramponi furono aggiunti nel 1690. L'altare è stato recentemente restaurato con interventi conservativi che l'hanno riportato al suo antico splendore. La chiesa rivolta a sud è un'aula rettangolare con tre cappelle su ogni lato e coro quadrangolare. All'entrata del sagrato è collocata l'antica campana maggiore fusa dalla ditta Bizzozero di Varese appartenente al concerto del 1737. La facciata del 1634 presenta due coppie di lesene tuscaniche che inquadrano il portale di granito, con timpano spezzato, sormontato da un mosaico con San Martino e il povero opera di Aureli Gonzato del 1958 (l'opera è una donazione di Mons. Celestino Trezzini).
I restauri del ‘55
Nel corso del 1955 furono effettuati importanti lavori di restauro e di manutenzione. L’interno fu ridipinto, conservando e restaurando i migliori affreschi. Per la volta a botte si scelse un decoro “trompe l’oeil” a lacunari, prima inesistente, mentre le cappelle ritrovarono l’antico splendore. Sulla facciata sud, la finestra serliana, già da qualche anno rifletteva con i suoi colori policromi il primo intervento di Don Milesi sull’architettura parrocchiale. Il drappo rosso che valorizzava il magnifico altare, ma cadeva rigido e innaturale, fu riposizionato e sorretto dai due angeli in volo, mentre in alto fu sospeso a un nuovo copricielo. Anche il fonte battesimale che si trovava nella Cappella della confraternita fu sistemato in fondo alla navata. Le tele raffiguranti scene della Via Crucis, appese in ordine sparso lungo le pareti, furono riunite in due grandi cornici ai lati del presbiterio. Anche l’esterno, campanile compreso, ebbe l’intonaco risanato e tinteggiato.
L'organo Mascioni
Il magnifico organo di Sessa è stato costruito nel 1930 e donato interamente dall'allora sindaco di Sessa Cav.Giovanni Rossi. La Prepositurale di Sessa condivide con la Chiesa di Vacallo la caratteristica di possedere un organo costruito a trasmissione pneumatica e successivamente trasformato secondo la trasmissione elettrica. Data di nascita dell'organo pneumatico: 1931. Data di rinascita come organo elettrico: 1985. Delicata e, sembra doveroso riconoscere, riuscita operazione condotta a termine dalla stessa ditta costruttrice, la fabbrica Mascioni di Cuvio, ora con sede ad Azzio (I-VA), organari dal 1829. L'organo di Sessa ha inoltre una sua caratteristica singolare: l'organo espressivo che solitamente viene collocato sopra o sotto l'organo principale, qui è invece sistemato ai lati del Grande Organo, grazie a tale inconsueta collocazione, l'effetto dinamico del suono è singolarmente vivo. L'organo non ha propriamente una cassa. Collocato sulla vasta cantoria sopra il portale d'ingresso, ha un totale di 1546 canne. L'organo pneumatico del 1931 è stato tenuto a battesimo dal M.o. Pietro Magri di Oropa. Dopo la trasformazione dello strumento, nel 1985 tenne il primo concerto il M.o. Roberto Michaels. Il primo organista regolare era il M.o Roberto Beltrami seguito da Mons. Celestino Trezzini, Lucia Brechbühl e Luigi Demarchi. L'attuale organista è la sig.ra Viviana Tavoli.
Descrizione tecnica dell'organo
DESCRIZIONE DELL'ORGANO