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par Rolf Kamm
Fonti scritte risalenti al periodo in cui i castelli glaronesi erano ancora abitati mancano completamente, ad eccezione di Näfels e di Windegg. Nel caso dei castelli di Windegg é sovente poco chiaro quale delle due rovine viene in definitiva menzionata. Aegidius Tschudi (1501–1572) inserì i castelli situati tra Schwanden e Niederurnen in un contesto storico. Il cronista in questione completò con aggiunte proprie e di sua invenzione i contenuti del cosiddetto «Säckinger Urbar» (circa 1350), attribuendo ad ogni castello glaronese una famiglia originaria della ministerialità di Säckingen.
Tuttavia i castelli ricoprono solo un ruolo secondario nella storiografia glaronese: contrariamente alla battaglia di Näfels, alla muraglia di sbarramento e «all’adesione al patto dei confederati svizzeri» nel 1352, i castelli in questione non rientrano nella storia della tradizionale lotta per la libertà, bensì fungono da simbolo per un «buio» feudalesimo. Nella storia glaronese meno recente vine accentuato il concetto della libertà primigenia germanica a cui si susseguono l’oppressione asburgica e infine la nascita di uno stato di stampo repubblicano. Pertanto, i cavalieri eccetto forse per il loro ruolo come ministeriali degli Asburgo o di Säckingen ed i castelli per la loro funzione di sedi amministrative, non assumono un’importanza rilevante. Questo aspetto assai interessante viene attribuito all’interpretazione storica di Tschudi, e anche nel XX secolo é stato messo in discussione solo raramente, sebbene già nel XIX secolo erano sorti dubbi in merito al valore degli scritti del cronista in questione.
Dopo che gli storici hanno accertato che molti contenuti storici risultano un’invenzione di Tschudi, in un sol colpo anche i castelli glaronesi vennero privati della loro storia. Pertanto i fortilizi posero nuovi interrogativi a cui una risposta potrebbe venir data tramite indagini archeologiche. Tuttavia gli scavi archeologici effettuati fino ad oggi hanno interessato solo due castelli glaronesi, Sola (1927–29) e Benzingen nel 2005.
Nel medioevo il sistema feudale sul territorio glaronese si era radicato solo debolmente, ma era comunque caratterizzato da una nobiltà locale. Questa nobiltà locale venne, prima ed intorno al 1300, sempre più spodestata dalla costante espansione territoriale perpetrata dagli Asburgo. Pertanto la fine di molti castelli situati su questo territorio e la comparsa a Zurigo di famiglie con nomi di origine glaronese va collocata storicamente in questo periodo. Il declino della nobiltà locale e la fine di molti castelli é riconducibile quindi all’espansione territoriale degli Asburgo e non ad un’insurrezione popolare. I nobili locali ed i castelli rimasti sopravvissero il XIV secolo solo sottomettendosi al dominio asburgico.
Conoscenze più approfondite sui castelli glaronesi potrebbero fornire maggiori elementi per la comprensione del periodo in cui avvenne il consolidamento territoriale asburgico. Questi anni tra il 1200 e il 1300 sono anche di una certa inportanza per quanto riguarda lo sviluppo successivo: con ogni probabilità nel territorio glaronese l’eredità dei Lenzburger, dei Kyburger e dei Rapperswiler passò almeno in parte agli Asburgo. Mentre molti diritti passarono anche nelle mani di persone che avevano raggiunnto una certa condizione sociale (contadini), ma anche alle parrocchie o a diverse comunità di persone. Questo aspetto portò ad una sorta di concorrenza alla sovranità territoriale degli Asburgo. Per questo motivo i castelli glaronesi hanno risvegliato l’interesse di vari gruppi di studiosi ma anche dell’opinione pubblica. Pertanto un punto focale sarà quello di scoprire nuovi elementi sulla storia di questi castelli tramite le indagini archeologiche.
Christian Saladin (Basilea/Origlio)
, Rolf : Glarner Burgen
Mittelalter – Moyen Age – Medioevo – Temp medieval, Zeitschrift des Schweizerischen Burgenvereins, 15. Jahrgang 2010, Heft 2, 49 - 61.