Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01065.jsonl.gz/435

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Dominique de Buman illustra la sua iniziativa.
KEYSTONE/ANTHONY ANEX(sda-ats)
Il tasso preferenziale IVA (3,8%) di cui beneficia il settore alberghiero svizzero deve essere prorogato illimitatamente. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale.
Per 92 voti a 89 (cinque astenuti), questa soluzione ha prevalso su quella che auspicava un prolungamento di dieci anni. Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.
Il progetto, scaturito da un'iniziativa parlamentare di Dominique de Buman (PPD/FR), chiedeva la proroga permanente di questa aliquota speciale sulle prestazioni, applicata dal 1996 a tempo determinato e già protratta cinque volte. Nella votazione complessiva, è stato approvato con 114 voti a favore, 62 contrari e 10 astenuti.
La Commissione dell'economia e dei tributi, con una maggioranza risicata (13 voti a 12), aveva invece proposto il prolungamento fino al 2027. In aprile, anche il Consiglio federale si era espresso in favore di questa estensione decennale, posizione confermata nella seduta odierna dal "ministro" delle finanze Ueli Maurer.
I sostenitori di un'IVA ridotta senza limiti temporali ritengono fondamentale garantire un sostegno agli albergatori. "Discutere questo oggetto ogni cinque anni mette troppa pressione sul settore, a cui invece bisogna dare fiducia", ha detto durante il dibattito Duri Campell (PBD/GR). De Buman, che è pure presidente della Federazione svizzera del turismo, ha ribadito che non si tratta di un privilegio: "in 25 Paesi dell'UE, l'aliquota in questo ramo è la metà di quella ordinaria". Stando a Magdalena Martullo-Blocher (UDC/GR), la prosperità degli hotel avvantaggia anche l'agricoltura e l'edilizia.
I fautori hanno messo in evidenza che l'aliquota speciale deve essere concepita come un aiuto duraturo a un settore confrontato con la concorrenza internazionale. Con un'IVA a tasso normale gli alberghi elvetici subirebbero un carico supplementare di 200 milioni di franchi, ritenuto insostenibile. PBD, PPD e UDC si sono schierati a favore della proroga illimitata, così come 15 cantoni, fra i quali Ticino e Grigioni, e associazioni come l'Unione svizzera dei contadini, Gastrosuisse e Hotelleriesuisse.
Durante la procedura di consultazione, altri 11 cantoni, così come sindacati e PS, avevano sostenuto un prolungamento di soli tre anni. Per loro, il tasso preferenziale del 3,8% rappresenta un trattamento di favore che deve essere regolarmente riesaminato, restando sotto sorveglianza politica.
Ada Marra (PS/VD), relatrice della commissione, ha dichiarato che sono fattori come il franco forte e il cambiamento climatico a pesare di più sugli alberghi, mentre Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha sottolineato che "anche altri settori avrebbero il diritto di richiedere un aiuto economico del genere". Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) ha affermato che i problemi del ramo sono altri: la politica della Banca nazionale svizzera sull'euro, i prezzi troppo alti, la mancanza d'innovazione nel turismo e le prenotazioni su siti web specializzati.
PLR e Verdi Liberali si opponevano per contro a qualsiasi proroga dopo il 2017. A loro avviso, il tasso speciale non consentirà di risolvere in modo duraturo i grattacapi del settore alberghiero. "Bisogna approfittare dell'occasione per dare una nuova chance a un modello di IVA a tasso unico", ha vanamente sostenuto Kathrin Bertschy (Verdi Liberali/BE).
SDA-ATS