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Ventotto mesi di sospensione (oltre a 250 franchi di multa e altri 550 per le spese procedurali e d'inchiesta). È questa la pesante squalifica inflitta dall'Associazione svizzera di calcio al 20enne giocatore dell'Fc Aramaici-Suryoye che lo scorso 22 settembre a Gudo nella sfida del gruppo 2 di Quinta Lega tra la sua squadra e la locale Audax, aveva aggredito il direttore di gara, venendo poi espulso dallo stesso. Un fatto talmente grave che la Federazione ticinese di calcio – la quale può infliggere squalifiche di tre mesi o dieci giornate al massimo – dopo aver svolto una sua inchiesta su quanto accaduto, aveva mandato la palla nel campo appunto dell’Asf, preposta a occuparsi dei casi disciplinari tutto fuorché ordinari, riconducibili a vie di fatto, aggressioni fisiche o sputi. E la Commissione disciplinare della lega ha stabilito che il giocatore si è effettivamente reso colpevole di un comportamento sportivo grave, con tanto di vie di fatto con l'aggravante della violenza nei confronti dell'arbitro, vittima prima di un colpo al petto, poi di un calcio alla coscia e salvato solo dall’intervento deciso dei compagni di squadra, che hanno calmato l’aggressore. Quest’ultimo avrebbe riconosciuto in minima parte i fatti, specificando di aver reagito con rabbia perché l’arbitro non lo stava ascoltando. Una giustificazione che non è evidentemente stata accettata dall’Asf, che ha specificato come “episodi simili non fanno che contribuire alla penuria di arbitri, un problema più che mai presente anche in Ticino».