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Chi aspira a ottenere la cittadinanza elvetica deve poter far valere un periodo di ammissione provvisorio nel calcolo degli anni di residenza in Svizzera. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, con 28 voti contro 12, nel quadro della revisione della legge sulla cittadinanza. Il dossier torna al Nazionale.
Questa posizione è stata contestata da una minoranza guidata da Peter Föhn (UDC/SZ). Solo poco più di un terzo delle persone ammesse provvisoriamente lavora, ha rilevato il democentrista, aggiungendo che oltre 4000 cittadini originari della ex Jugoslavia dispongono ancora di questo status.
Il fattore decisivo per l'ottenimento della cittadinanza è l'integrazione, ha replicato Robert Cramer (Verdi/GE) a nome della commissione. Se rifiutiamo di tener conto del periodo di soggiorno in Svizzera sotto l'etichetta del regime di ammissione obbligatoria, raddoppieremo il tempo di attesa per molte persone. Oggi questo periodo è preso in considerazione, ha ricordato Simonetta Sommaruga.
Il plenum ha adottato la revisione totale della legge sulla cittadinanza - di cui aveva cominciato l'esame all'inizio della sessione - con 31 voti contro 5.
Il Nazionale dovrà nuovamente pronunciarsi sul tema a causa di alcune divergenze. La Camera del popolo ritiene per esempio che otto anni di soggiorno in Svizzera siano sufficienti per ottenere il passaporto elvetico. La Camera del popolo ha invece fissato a dieci anni il periodo necessario.
Fra le altre divergenze figura inoltre il conteggio, doppio o no, degli anni trascorsi dai giovani stranieri nella Confederazione e la padronanza scritta, o solo orale, di una lingua nazionale.
SDA-ATS