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<h2>SubmittedText<h2><p>Non passa giorno senza che l'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP non ci renda attenti in merito al nostro modo di vivere poco sano e ci dia istruzioni concrete per una vita quotidiana più salutare. Nel quadro del programma nazionale "Alimentazione e attività fisica", l'UFSP propone infatti un'ampia gamma di attività.</p><p>Mediante la campagna "actionsanté", la Confederazione invita le imprese a lanciare prodotti salutari. L'iniziativa, avviata in collaborazione con i grandi distributori, mira a diffondere uno stile di vita più sano e a promuovere l'attività fisica e un'alimentazione equilibrata.</p><p>Se poi si volge uno sguardo ai diversi tentativi di introdurre il cosiddetto sistema del semaforo per le derrate alimentari, nasce il sospetto che presto, per quanto riguarda l'alimentazione, i cittadini non avranno più alcuna voce in capitolo.</p><p>Alla luce di tali considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quanto denaro è stato investito nella campagna "actionsanté", quanti posti di lavoro sono stati creati all'UFSP per il lancio dell'iniziativa e quanti collaboratori sono impegnati nel progetto?</p><p>2. È davvero compito della Confederazione creare marchi per le derrate alimentari? Non è questo un ambito di attività che, per sua natura, dovrebbe invece essere affidato ai settori economici competenti?</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole che alcuni provvedimenti - tra cui la cosiddetta Strategia sale, condotta in collaborazione con i grandi distributori - mettono sotto pressione i negozi di piccole dimensioni (ma anche intere categorie professionali, come i panettieri o i macellai), che devono adeguarvisi e finiscono addirittura per trovarsi in difficoltà finanziarie?</p><p>4. I responsabili dell'UFSP hanno preso contatto con i settori artigianali interessati e tematizzato i possibili attriti? Non è forse vero che l'amministrazione ha cercato sin dall'inizio il contatto con i grandi distributori e l'industria piuttosto che con i rappresentanti delle PMI?</p><p>5. Il Consiglio federale è consapevole che, con l'istituzione di marchi di questo tipo, l'UFSP aiuta indirettamente i grandi distributori a curare la loro immagine, a scapito dei piccoli imprenditori?</p><p>6. Il Consiglio federale non condivide forse l'opinione secondo cui interventi di questo genere possano rivelarsi problematici sul fronte della libera concorrenza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, in collaborazione con l'Ufficio federale dello sport, Promozione Salute Svizzera, i cantoni e altri importanti attori della politica svizzera in materia di alimentazione e attività fisica, ha elaborato il programma nazionale "Alimentazione e attività fisica 2008-2012" (PNAAF). Adottato il 18 giugno 2008 dal Consiglio federale, che ne ha conferito l'attuazione al Dipartimento federale dell'interno, il PNAAF definisce la strategia nazionale per la promozione di un'alimentazione equilibrata e un'attività fisica regolare. "actionsanté" è un'iniziativa dell'UFSP nel quadro di questo programma, che mira a mettere in rete potenziali partner del settore economico e istituzionale desiderosi di influire sul loro ambiente circostante incentivando il singolo, ma anche la collettività, ad adottare uno stile di vita attivo e un'alimentazione sana.</p><p>1. A fronte dell'aumento dei costi per la salute, in Svizzera, provocato da malattie non trasmissibili legate all'alimentazione (p. es. il sovrappeso che, da solo, crea costi dell'ordine di 5,7 miliardi di franchi all'anno), la struttura dell'ufficio di "actionsanté" (dotato di 2,3 posti a tempo pieno) è semplice, essenziale e gestita con le risorse esistenti. Per il 2010, il budget stanziato è di 140 000 franchi.</p><p>2. Conformemente alla legge sulle derrate alimentari (art. 12 LDerr; RS 817.0), la Confederazione provvede affinché il pubblico venga informato sulle conoscenze scientifiche in ambito nutrizionale importanti per la prevenzione delle malattie. Tale informazione rappresenta una base essenziale per far sì che i consumatori possano assumere le loro responsabilità nell'ambito della salute e dell'alimentazione. Numerosi studi dimostrano che l'attuale caratterizzazione del valore nutritivo degli alimenti risulta incomprensibile per la maggioranza dei consumatori, che, di conseguenza, non riesce a operare scelte nutrizionali responsabili. Quale organo competente, in collaborazione con tutte le parti interessate - ossia con l'industria alimentare, ma anche con i consumatori principalmente - l'UFSP sviluppa proposte di soluzione finalizzate a un'informazione più semplice e chiara. L'introduzione di un marchio volontario uniforme e di facile comprensione è una delle possibilità prese in esame. Il Consiglio federale ritiene sensato che l'UFSP si occupi del coordinamento e della messa in rete dei diversi attori.</p><p>3. L'obiettivo della Strategia sale 2008-2012 dell'UFSP è di ridurre il consumo eccessivo di sale da parte della popolazione svizzera, senza che essa abbia a rinunciare al gusto e al piacere della buona tavola, e di promuovere in tal modo la salute. Un consumo eccessivo di sale aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e ictus cerebrali. La quantità di sale assunto attualmente in Svizzera ammonta a circa 10 grammi al giorno a persona, che corrisponde al doppio della dose raccomandata dall'OMS, ovvero 5 grammi. La Strategia sale si basa su provvedimenti volontari e sulla collaborazione con l'industria alimentare. Le reazioni a tale iniziativa sono state positive da parte di ogni branca del settore alimentare. Dato che l'obiettivo potrà essere raggiunto soltanto tramite soluzioni settoriali, le piccole imprese saranno rappresentate dalle loro associazioni di categoria (p. es. l'Associazione svizzera mastri panettieri-pasticcieri). Il Consiglio federale non ritiene che vi sia alcun rischio di costrizione o addirittura di difficoltà economiche, visto che ciascun settore definisce autonomamente i possibili obiettivi di riduzione volontari. Piuttosto, tale collaborazione offre anche alle imprese più piccole la possibilità di distinguersi positivamente senza costi aggiuntivi.</p><p>4. Tutti gli attori del settore economico e istituzionale possono diventare partner di "actionsanté" e contribuire alla promozione di uno stile di vita sano mediante azioni volontarie. Da un lato, quindi, l'UFSP va attivamente incontro a potenziali partner attraverso le associazioni di categoria quali, ad esempio, la Federazione delle industrie alimentari svizzere; dall'altro è auspicabile che le imprese interessate prendano spontaneamente contatto con l'UFSP. Il Consiglio federale è del parere che "actionsanté" rappresenti un esempio di collaborazione efficace tra Confederazione e mondo economico. È proprio alle PMI che questa iniziativa dà l'opportunità di diventare partner attivi e di migliorare in tal modo la propria immagine aziendale. L'ufficio di "actionsanté" ha già preso contatto con i rappresentanti delle PMI interessate a partecipare.</p><p>5. L'introduzione di un marchio volontario è un provvedimento che un gruppo di esperti sta attualmente prendendo in esame. Detto marchio deve distinguere le alternative sane all'interno di determinate categorie di alimenti. Non sostituisce i dati sul valore nutritivo già riportati sulle confezioni, ma li completa. Secondo il Consiglio federale, il possibile utilizzo di un marchio volontario uniforme non dovrebbe rappresentare uno svantaggio per le piccole imprese. Anzi, è l'esatto contrario. Le piccole imprese non hanno i mezzi per effettuare loro stesse i lavori di base necessari o per provvedere alle attività di promozione e comunicazione che sono fondamentali. Sono loro, quindi, a trarre profitto dal lavoro della Confederazione. Inoltre, sulla piattaforma messa a disposizione possono presentare e realizzare in maniera ottimale le loro azioni.</p><p>6. Il Consiglio federale non condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza: i provvedimenti e le azioni discusse nel quadro di "actionsanté" si basano sulla libera volontà e l'iniziativa è aperta a tutti gli attori dell'economia alimentare. Per questo motivo il collegio di governo non capisce dove vi siano ingerenze nella libera concorrenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.