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Passato il picco della pandemia la situazione economica dovrebbe migliorare. All’orizzonte c’è però l’incertezza dettata dal conflitto
Grazie al miglioramento della situazione epidemiologica e alla conseguente ripresa economica, nel 2023 Cantoni e assicurazioni sociali dovrebbero registrare conti nuovamente in salute. Lo indica oggi l’Amministrazione federale delle finanze (Aff), che mette però in guardia da eventuali contraccolpi negativi causati dalla guerra in Ucraina.
Secondo la statistica finanziaria dell’Afc, strumento che fornisce una panoramica della situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche (Confederazione, Cantoni, Comuni e assicurazioni sociali pubbliche), la pandemia da coronavirus ha innescato la peggior crisi economica degli ultimi decenni, portando nel 2020 a un disavanzo record di 21 miliardi di franchi per le finanze delle amministrazioni pubbliche.
Il deficit del 3% del Pil è dovuto a un forte aumento delle uscite nei settori parziali di Confederazione, Cantoni e assicurazioni sociali pubbliche e a una riduzione del gettito fiscale della Confederazione (soprattutto a titolo di imposta preventiva).
Buona parte delle uscite supplementari sono dovute alle indennità per perdita di guadagno e per lavoro ridotto e all’acquisto di materiale sanitario. Nel 2021 le misure di stabilizzazione sono state completate con aiuti per i casi di rigore erogati alle imprese. Negli anni 2020 e 2021 l’insieme delle amministrazioni pubbliche ha registrato uscite complessive pari a circa 34 miliardi per fronteggiare la pandemia.
Sulla scia della ripresa dell’economia, nel corso del 2022 la situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche dovrebbe normalizzarsi. La distribuzione supplementare dell’utile della Banca nazionale svizzera e la crescita sostenuta del gettito fiscale dei Cantoni e dei Comuni dovrebbero contribuire in misura importante all’evoluzione positiva dell’intero settore delle amministrazioni pubbliche.
Per finanziare – 2020 e 2021 – le misure volte mitigare le conseguenze negative della pandemia, le amministrazioni pubbliche hanno utilizzato la liquidità disponibile e aumentato il debito. Anche nel 2022 il capitale di terzi per l’insieme delle amministrazioni pubbliche (in particolare a livello di Confederazione) dovrebbe continuare ad aumentare in termini nominali e raggiungere un nuovo record di 314,3 miliardi.
Secondo le stime attuali, per il 2023 è previsto un calo del debito grazie alle eccedenze di finanziamento nei settori parziali di Confederazione, Cantoni e assicurazioni sociali. Grazie alla forte crescita economica, la quota di capitale di terzi per l’insieme delle amministrazioni pubbliche dovrebbe passare dal 42,6% (2020) al 41,4% (2021) del PIL. La pressione globale sui prezzi potrebbe portare anche in Svizzera a un’impennata dell’inflazione. In tal caso le previsioni sull’evoluzione delle finanze pubbliche per i prossimi anni potrebbero risultare troppo ottimistiche.