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La storia della Valle di Poschiavo raccontata attraverso i documenti e le pergamene dell'Archivio comunale

Il vescovo Ulrico V vuole la Valposchiavo
Investitura feudale del Vescovo di Coira
Ulrico V al Comune di Poschiavo di tutti i diritti spettanti alla Chiesa Episcopale di Coira
nel territorio di Poschiavo. Dato sotto la Caminata li 3 settembre 1338.
La Diocesi di Como ottiene la decima dovuta (aprile 1367)
20 dicembre 1385.
Dichiarazione di Francesco Batalia - cancellarius - di aver ricevuto Lire imperiali 213,
soldi 6, denari 8, qual tributo dovuto dal Comune di Poschiavo al Comune di Como (dunque la
ricevuta arriva 18 anni dopo il pagamento!).
Aggiunta: il 3 gennaio dell'anno 824, Lotario,
re dei Franchi, cedette Postclave con la chiesetta di San Pietro e alcune chiese Valtellinesi
alla Diocesi di Como. Suo nonno Carlo Magno, nell'anno 777 aveva donato la Valle e la chiesa al
convento di St. Dénis presso Parigi. La Valposchiavo dipenderà così ecclesiasticamente dalla
Diocesi di Como fino al 1869. Al dominio ecclesiastico erano legati vari diritti, come ad esempio
quello di riscuotere appunto la decima sulla pesca. Il documento dato sotto la Caminata è una ricevuta
del Cancelliere della Diocesi di Como per la decima in parola.
"Regalo" di Mastino Visconti, 29 giugno 1404
Mastino Visconti, membro (non Duca)
della famiglia ducale milanese, bandito dal Ducato per le sue aspirazioni politiche, si rifugiò
presso il Vescovo Hartmann a Coira.
In segno di riconoscenza gli regalò la Valtellina, Bormio,
il Comune di Poschiavo, il castello e le città di Chiavenna e Piuro.
Nota: si tratta di un copiale,
essendo l'originale negli archivi vescovili. Dato che Mastino Visconti non era autorizzato ad una simile
donazione, l'atto è soltanto un pezzo di carta.
Poschiavo entra a far parte della Lega Caddea 29 settembre 1408 a Zozzio (Zuoz)
Il giorno
di San Michele Arcangelo era dedicato alle votazioni tutti gli anni, essendo la popolazione nuovamente
in paese e non più sugli alpi (transumanza).
Il Comune di Poschiavo e Brusio si assoggetta di propria volontà al Vescovo di Coira ed entra a far parte della Lega Caddea
La Valle presta il giuramento di fedeltà e si impegna a prestare aiuto militare al Vescovo, a non dare
inizio a ostilità o guerre di proprie iniziativa, a pagare per 10 anni 300 fiorini l'anno e in seguito 40.
Il Vescovo nomina il Podestà della Valle e si riserva i diritti di caccia e pesca. Il Vescovo promette di
difendere i Poschiavini insieme alle altre Valli della Lega, di rendere la Valle partecipe di tutti i
diritti e privilegi degli uomini della Lega, di non introdurre nuovi dazi o imposte e di non vendere o
cedere in feudo la Valle.
I Confini della Caddea, 10 maggio 1526
Il Podestà di Poschiavo ha chiesto alla Lega Caddea quali
siano esattamente i suoi confini. Questo documento li indica: in Engadina fino a Martinsbruck, in Bregaglia
fino al Lovero, in Val Monastero fin dove si estende la giurisdizione di Glorenza (Glurs), in Val Poschiavo
fino a - Mala Platta - castello di Piattamala.