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Ulteriori misure di risparmio metterebbero in causa l'esistenza stessa dell'esercito: il ministro della difesa Samuel Schmid, parlando sabato a Sciaffusa all'assemblea dei delegati della Società svizzera degli ufficiali (SSU), ha detto che in termini reali le spese per l'esercito dal 1990 ad oggi sono scese del 30 per cento e quelle per l'infrastruttura e l'armamento del 50 per cento.
Questa evoluzione, ha affermato Schmid, non trova riscontro in nessun altro dipartimento federale. Le capacità operative delle forze armate sono limitate dall'attuale quadro finanziario e ulteriori tagli nel budget militare ne metterebbero in pericolo l'efficacia.
Il presidente centrale della SSU Ulrich Siegrist ha spiegato dal canto suo che la politica di sicurezza e l'esercito devono confrontarsi con un processo di trasformazione di portata storica. La SSU è chiamata ad accompagnare questo processo con occhio critico, anche sul piano politico, perché le nuove generazioni avranno bisogno di forze armate moderne e non di un esercito che ha semplicemente subito una cura dimagrante.
swissinfo e agenzie
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