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BASILEA - Importante acquisizione per Novartis: il gruppo farmaceutico basilese ha annunciato l'intenzione di rilevare la società americana AveXis per 8,7 miliardi di dollari (8,3 miliardi di franchi).
L'operazione permetterà alla multinazionale di rafforzare la sua posizione nei comparti delle terapie geniche e della neurologia, si legge in un comunicato odierno. Secondo gli analisti - che hanno reagito con una certa sorpresa alla notizia: si parla di nuovi accenti posti da Vas Narasimhan, il CEO classe 1976 che è in carica da solo due mesi - l'acquisto va però interpretato soprattutto come un passo nel segmento delle malattie rare.
Questo perché l'azienda statunitense sta sviluppando un preparato (AVXS-101) per il trattamento della atrofia muscolare spinale (SMA), una malattia genetica degenerativa che causa morte precoce o invalidità per tutta la vita, provocando notevoli costi sanitari. Stando alle stime la malattia in questione colpisce, in qualche sua forma, un bambino su 6000-10'000.
In una conferenza telefonica Narasimhan ha detto che il AVXS-101 presenta «dati clinici molto convincenti». Negli Stati Uniti AVXS-101 dispone dello statuto di "breakthrough therapy", ovvero di terapia fortemente innovativa. La richiesta di omologazione potrebbe essere presentata nella seconda metà dell'anno. In Giappone - sempre stando a Novartis - le prime discussioni con le autorità di sorveglianza dovrebbero essere avviate nel terzo trimestre, mentre in Europa il dossier sarà presentato nel secondo semestre 2019.
Già dall'anno prossimo il prodotto potrebbe quindi dare il suo contributo al fatturato: secondo Narasimhan avrebbe il potenziale per diventare un blockbuster - nell'industria farmaceutica si chiamano in tal modo i medicinali che fruttano oltre un miliardo di dollari - e dal 2020 dovrebbe incidere in modo notevole sul risultato operativo. Nel 2018 e nel 2019 è invece atteso un influsso lievemente negativo.
Novartis non intende risparmiare sui mezzi per entrare in possesso della società con sede a Bannockburn, un piccolo paese dell'Illinois. I manager basilesi sono disposti a pagare 218 dollari per azione di AveXis: l'importo è superiore del 72% al corso medio dell'azione degli ultimi 30 giorni al Nasdaq di New York.
L'operazione, che gode del sostegno di entrambi i consigli di amministrazione, dovrebbe essere portata a termine a metà 2018. Sarà finanziata con i mezzi liquidi disponibili e con capitale di terzi di breve periodo. Sarà utilizzata anche una parte dei 13 miliardi di dollari che Novartis otterrà grazie alla cessione al rivale britannico GlaxoSmithKline (GSK) della partecipazione che detiene in Consumer Healthcare, una società controllata insieme dai due gruppi specializzata nei medicinali senza ricetta. Grazie alla vendita, annunciata due settimane or sono, il gruppo renano incasserà 13 miliardi di dollari.
Nonostante le somme in gioco la borsa ha reagito con calma alle novità odierne: in apertura il titolo Novartis è apparso leggermente negativo, ma ha poi subito recuperato allineandosi alla media del listino. Gli specialisti parlando di un'operazione strategicamente sensata, ma vi è chi avanza dubbi circa il suo costo.