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NEW YORK - Dublino ancora in campo a sostegno del sistema bancario. La National Asset Management Agengy, la "bad bank" creata dall'Irlanda, acquisterà per 8,5 miliardi di euro una prima tranche di mutui dal valore nominale di 16 miliardi di euro, con uno sconto di quasi il 50%.
Oltre all'acquisto di finanziamenti in difficoltà attraverso la "bad bank", l'Irlanda ha irrigidito - riporta il "Wall Street Journal" - gli standard di capitale, in una misura che potrebbe spingere un maggior numero di banche sotto il controllo di Dublino, che già controlla Anglo Irish Bank e vanta partecipazioni pari al 25% sia in Bank of Ireland sia in Allied Irish Bank.
Iniettando ulteriori 8,5 miliardi di euro nel sistema bancario, il governo si augura che il settore possa tornare a camminare sulle proprie gambe e a concedere credito. "Dopo aver stabilizzato le nostre finanze pubbliche, dobbiamo portare a termine la stabilizzazione del nostro sistema bancario", afferma il ministro delle finanze irlandese Brian Lenihan.
La "bad bank" irlandese si rifà al modello utilizzato in Svezia agli inizi degli anni '90, quando il governo acconsentì al trasferimento degli asset tossici a una bad bank, consentendo così agli istituti di credito di essere liquidati o nazionalizzati. Gli Stati Uniti avevano valutato l'attuazione di un simile progetto poi accantonato, per privilegiare un'iniezione di capitale diretta nel sistema. La Gran Bretagna anche ha preferito iniettare capitale e ora controlla l'80% di Rbs e oltre il 40% di Lloyds.
SDA-ATS