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Renato Bernasconi è stato ritenuto il migliore fra 83 candidati, stando al Consiglio di Stato e come si può leggere nella risposta all’interrogazione del leghista Massimiliano Robbiani sulla nomina del nuovo direttore amministrativo della SUPSI.
Una posizione che, come conferma il Consiglio di Stato, non è mai esistita in precedenza. “La funzione di direttore amministrativo è nuova - scrive il Governo – e rientra nella riorganizzazione della direzione SUPSI decisa dal Consiglio della SUPSI l’8 novembre 2019”.
Per questa nuova e remunerativa posizione hanno dunque concorso in 83. E la SUPSI non ha trovato nessuno di meglio del funzionario statale balzato all’onore della cronaca per lo scandalo Argo 1.
Sia chiaro, Bernasconi non ha avuto alcuna responsabilità penale nello scandalo, ma a Bernasconi era stato rimproverato di aver agito con superficialità e leggerezza.
Non certo una bella referenza. Eppure al contrario di Beltraminelli, cui il popolo ha deciso di togliere la carica, Bernasconi viene ora promosso a una importante e prestigiosa funzione.
Del resto la SUPSI non ha nemmeno ritenuto necessario valutare il ruolo di Renato Bernasconi nello scandalo Argo 1. “La SUPSI non ha ritenuto di approfondire i contenuti dei documenti legati alle procedure d’inchiesta citate – scrive il Consiglio di Stato in risposta a Robbiani – non ritenendoli determinanti per la valutazione complessiva del candidato”.