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Il giurista Filippo Contarini e lo studente di diritto Martino Colombo si oppongono alla "legge anti-burka" approvata dal Gran Consiglio.
Lo scorso novembre il Gran Consiglio ha approvato la cosiddetta "legge anti-burka", che vieta la dissimulazione del volto in luoghi pubblici, nata a partire dall'iniziativa lanciata da Giorgio Ghiringhelli. Già pochi giorni dopo la sua approvazione la nuova legge aveva suscitato qualche perplessità e Filippo Contarini, giurista , aveva annunciato di stare valutando il lancio di un ricorso al Tribunale federale contro questa legge (Tincinotoday l'aveva anche intervistato).
Come riporta il Tages Anzerger, Contarini e lo studente di diritto Martino Colombo hanno annunciato di voler combattere contro l'entrata in vigore di quella che definiscono una "legge totalitaria". Come spiega Contarini dalle pagine del quotidiano della Svizzera tedesca il divieto del burka è una questione secondaria, il punto centrale è che la legge vieta qualsiasi tipo di dissimulazione del viso, definendo solo alcune eccezioni. Secondo i due ciò impedisce di manifestare il dissenso politico cammuffandosi e porta alcuni esempi concreti che stando a questa legge sarebbero vietati: i dipendenti della Ssr che a novembre hanno manifestato indossando maschere bianche a Losanna contro i tagli dell'azienda, o alcuni oppositori del raddoppio del Gottardo che a gennaio si sono riuniti indossando le maschere di alcuni politici.
Il ricorso non è ancora stato inoltrato. Ciò sarà possibile, spiegano i due, solo quando il Consiglio di Stato avrà deciso l'entrata in vigore della legge, cosa che dovrebbe avvenire in primavera.