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Il mare ossida i chiodi
Chi ama arrampicare vicino al mare deve fare attenzione. In seguito ad alcuni incidenti, la International Mountaineering and Climbing Federation (UIAA) ha emanato un avvertimento in relazione ai chiodi in acciaio inossidabile: in ambienti tropicali e umidi, i chiodi a pressione possono infatti ossidarsi più rapidamente di quanto si ritenesse sinora.
In condizioni di umidità, la corrosione può manifestarsi nell’arco di pochi mesi e, stando all’UIAA, dal 10 al 20 percento dei chiodi a pressione cede con carichi di 1 kN. Secondo gli standard in vigore, gli ancoraggi dovrebbero essere in grado di reggere al minimo 22 kN. Alcuni di essi si sarebbero spezzati con il peso di un singolo scalatore.
La Commissione per la sicurezza dell’UIAA attribuisce il fenomeno all’ossidazione e alla corrosione galvanica, e raccomanda perciò di informarsi sullo stato dei chiodi presso gli scalatori locali prima di lanciarsi nelle vie. Sarebbe meglio non fare affidamento neppure sui chiodi che presentano anche solo tracce di ruggine.