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Testo depositato
Dopo la pubblicazione nel 1998 del suo rapporto sulla concorrenza fiscale dannosa, il comitato fiscale dell'OCSE ha ottenuto qualche risultato. 35 paradisi fiscali come le Isole Cayman, le Isole Cook e le Isole Marshall, Malta, San Marino, Antigua e Barbados, le Seychelles e le Bahamas hanno accettato le finalità dell'OCSE sotto il profilo politico. Barbados, le Maldive e Tonga hanno potuto essere stralciati dalla lista nera dei paradisi fiscali non cooperativi. Soltanto il Liechtenstein, Andorra e Monaco continuano a mostrarsi non cooperativi. In molti casi, le dichiarazioni politiche d'intenti sono state attuate solo da poche misure efficaci. Inoltre, la transizione dall'amministrazione Clinton all'amministrazione Bush ha rallentato il motore del comitato fiscale dell'OCSE. Tuttavia questa situazione può nuovamente mutare.
1. Cosa mette in opera il Consiglio federale sul piano internazionale affinché le piazze finanziarie attive a livello globale competano tra loro sul piano dell'eccellenza delle prestazioni fornite e non su quello dell'elusione delle prescrizioni nazionali di Stati amici?
2. Quali sono i principi di politica estera su cui poggia la politica della Svizzera nei confronti dei paradisi fiscali offshore?
3. Qual è la valutazione del fisco svizzero in merito alla gestione di patrimoni svizzeri nei paradisi fiscali offshore?
Risposta del Consiglio federale
del
21.05.2008
1. La politica economica estera del Consiglio federale è incentrata soprattutto sull'incentivazione e l'apertura internazionale delle branche economiche svizzere, compreso il settore finanziario, al fine di rafforzarne produttività e competitività. Su questi principi di portata generale poggiano sia la politica svizzera bilaterale sia quella multilaterale finalizzate al miglioramento delle condizioni quadro per la piazza finanziaria svizzera. Inoltre, nel settore fiscale internazionale la Svizzera concede l'assistenza amministrativa, se ritenuta necessaria per la corretta applicazione delle convenzioni di doppia imposizione. In seguito agli obblighi presi nei confronti dell'OCSE nel quadro di alcune convenzioni di doppia imposizione, l'assistenza amministrativa è stata espressamente estesa anche alle società holding. Inoltre, la Svizzera coopera nella lotta contro la frode fiscale, sia sul piano dell'assistenza amministrativa sia su quello dell'assistenza giudiziaria. Il Consiglio federale ha già avuto modo più volte di precisare la sua posizione in merito. Per quanto riguarda l'accesso a informazioni bancarie per scopi fiscali, le autorità fiscali estere vengono trattate in modo paragonabile a quelle svizzere.
2. Per garantire gli interessi svizzeri, la politica estera nazionale poggia sui principi della generalità e del rispetto del diritto internazionale. La Svizzera non ha nessun motivo per sviluppare una politica estera specifica nei confronti dei paradisi fiscali.
3. La gestione del patrimonio, in Svizzera o all'estero, avviene in un contesto di libera circolazione dei capitali. I contribuenti svizzeri devono però attenersi agli obblighi procedurali previsti dal diritto fiscale svizzero e sono inoltre tenuti a dichiarare i loro redditi e valori patrimoniali globali, anche se questi sono stati investiti in un paradiso fiscale. Nel caso di infrazioni sono applicate le sanzioni previste dai diritti tributari di Confederazione e cantoni.