Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01075.jsonl.gz/131

Uno dei miei libri più recenti - The Museum Collection - tratta i 100 orologi che il collezionista esperto dovrebbe inserire tra gli acquisti da prendere in considerazione. Questo post è dedicato a un orologio che ho la fortuna di possedere, ma non figura nel libro. Non è un "must", anzi. In un certo senso non esiste nemmeno. Eppure sono riuscito a scrivere 300 pagine solo su di lui.
La storia comincia con una curiosità condivisa da molti amanti degli orologi vintage. Chi era il proprietario originale dell'oggetto che hanno appena comprato? Dove abitava? Cosa faceva? In genere non è possibile rispondere a queste domande, tanto meno in casi come questo: un Longines WWW (Wrist Watch Waterproof, Orologio da Polso Impermeabile) fabbricato negli Anni 40 per l'Esercito britannico. Sapevo qualcosa di questi orologi anche prima dell'acquisto, ma non ero un esperto, visto che il mio interesse per la storia dell'orologeria verte sulla produzione civile e non su quella militare. Ora che possedevo uno dei famosi e ricercati WWW, sentivo di doverne sapere di più. Le prime ricerche mi condussero a un articolo di T. Koenig e A. van der Meijden pubblicato nel 2008 dall'Horological Journal. Si tratta di una lettura obbligata per chiunque abbia un interesse per questi orologi, in quanto fornisce una panoramica completa dei fabbricanti, dei requisti di conformità definiti dall'Esercito britannico, dei quantitativi e delle date di produzione. Quest'ultimo dettaglio mi ha un po' deluso: pare che nessun WWW abbia partecipato alle battaglie per la liberazione dell'Europa perché sono stati consegnati tutti dopo la fine della guerra nel Vecchio Continente. Per quanto riguarda il mio Longines in particolare, una conferma autorevole è arrivata dalla Casa stessa. Il movimento fu venduto a Baume, il suo agente londinese, nell'autunno del 1945.
Avrei potuto archiviare la questione. Dopo tutto, ne sapevo abbastanza per non fare una brutta figura se qualcuno mi avesse chiesto informazioni sul mio orologio dall'aspetto vissuto. Invece non l'ho fatto. Il mio interesse di lunga data per la Seconda Guerra Mondiale, insieme con l'orgoglio per l'acquisizione del Longines e una passione per gli scenari alternativi, ha prodotto una serie di "E se...". E se un prototipo del WWW fosse stato consegnato per un test molto prima del 1945? E se fosse stato al polso di un Paracadutista britannico nelle ore del D-Day? E se fosse stato smarrito durante uno scontro a fuoco? E se fosse ricomparso sul catalogo di una casa d'aste settant'anni più tardi? E se...
Queste ipotesi fantasiose sono state seguite da due anni di ricerche, di viaggi nel Regno Unito e in Francia, di conversazioni con i veterani e gli storici, di scrittura. Per la prima volta in vita mia, passavo dalla descrizione della realtà alla narrativa, ma allo stesso tempo avvertivo il dovere di essere plausibile e di rispettare la verità storica. Il risultato è il romanzo L'orologio con le ali, successivamente tradotto dall'originale italiano in inglese (Wingwatch) e in francese (La montre ailée). I suoi temi sono il coraggio, la paura, la trasmissione della memoria tra generazioni, il dolore della perdita, l'incoraggiamento trovato nella certezza che "Non Camminerai Mai Solo" (You'll Never Walk Alone), come recita la canzone preferita del protagonista.
Che c'entra l'orologio con tutto questo? Beh, si tratta di una macchina del tempo. Non c'è da stupirsi se riesce a far emergere una storia lungamente dimenticata e a facilitare la soluzione di un mistero. Le sue lancette arrugginite e il suo quadrante scolorito sanno scandire giorni che non sono quelli limitati degli uomini.
Ecco perché questo orologio è importante. Mi ha spinto a creare qualcosa di cui non sapevo essere capace. Mi ha indotto a visitare i luoghi dove è stata scritta la storia e a incontrare coloro che l'hanno scritta. E mi ha confermato che i collezionisti hanno ragione ad essere curiosi sul passato degli orologi vintage che acquistano...
E ora le immagini. Ci sono sia l'orologio autentico (in alto) che la versione romanzata (sopra e sotto) creata per il video e per il presente blog. Quest'ultima è il risultato di ritocchi compiuti con Photoshop per modificare il quadrante, sopprimendo il nome della marca, e il fondo della cassa, sostituendo i contrassegni usuali dei WWW con le incisioni citate nel racconto. Nessuna correzione si è resa necessaria per il movimento.
A (nearly) fictional watch
One of my latest books - The Museum Collection - deals with the 100 timepieces that a knowing collector should consider buying. This post is about a watch that I am lucky enough to own, but does not appear in the book. It does not even exist, in a sense. Yet I managed to write 300 pages about it.
The story starts from a form of curiosity many vintage watch lovers share. Who was the original owner of the timepiece they have just bought? Where did he/she live? What did he do for a living? The answers to these questions are mostly beyond our reach, and even more so in instances such as this one: a Longines WWW (Wrist Watch Waterproof) made for the British Army in the 1940s. I had some knowledge about these timepieces before my purchase, but was not a specialist by any means, my interest in the history of watchmaking being focused on civilian rather than military production. Now that I owned one of the famous and sought after WWWs, I felt I ought to learn more. A first round of research led me to an in-depth study by T. Koenig and A. van der Meijden published in 2008 by the Horological Journal. It is a must-read for whoever is interested in such watches, as it gives a thorough overview of the companies that manufactured them, the requirements set by the British Army, the numbers produced, the dates of production. This last detail was a bit of a disappointment for me - it appears that no WWWs actually took part in the fighting, as they were only delivered after the end of WWII in Europe. As far as my Longines is concerned, a confirmation of that came from the company itself. The movement was sold to Baume, their London agent, in Autumm 1945.
I could have left it to that - after all I knew enough not to make a fool of myself should somebody ask about my lived-in looking watch. But I did not. My long-time interest in WWII, combined with the proud ownership of the Longines watch and a fascination with alternative history, produced a series of What Ifs. What if a WWW prototype had been delivered for testing well before 1945? What if it had been strapped to the wrist of a British Paratrooper on D-Day? What if it had been lost during a fight? What if it had appeared in an auction house catalogue seventy years later? What if ...
There followed two years of research, trips to Britain and France, interviews with historians and veterans, and writing. For the first time in my life, I was switching from reality to fiction, but I felt I needed to be plausible and respectful of history. The result was a novel in Italian - L'orologio Con Le Ali, subsequently translated in English (Wingwatch) and French (La montre ailée). Its themes are courage, fear, the transmission of memory between generations, the pain of loss, the healing power found in the certainty that You'll Never Walk Alone, as the protagonist's favourite song puts it.
What's the watch got to do with it? Well it's a time machine, isn't it? Why wonder if it can bring to life a long forgotten story and help solve a mystery? Its rusted hands and faded dial measure more than just the limited span of a minute, an hour, or a human life.
Now for the pictures. Both the real and fictional watch are featured. Created for the book trailer, the latter is the result of some Photoshop work that modified its dial by suppressing the brand's name, and its case back by replacing the usual WWW markings with the engravings mentioned in the novel. No corrections were necessary to the movement.
So that's why this watch is special to me. It pushed me to build up something I did not know I was capable of. It led me to visit the places where history was made and to meet those who made it. All of which confirms that collectors are right in being curious about the past of their pre-owned watch ...