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17.10.2019
La Svizzera adempie e attua gli standard internazionali in materia fiscale. Questo è stato riconosciuto dall’Unione europea, che elimina la Svizzera dalla propria lista di controllo. La modifica è entrata in vigore il 17 ottobre 2019 con la pubblicazione degli allegati riveduti nella Gazzetta ufficiale dell'UE.
Nel maggio 2019 gli elettori svizzeri hanno accolto la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) con oltre il 66 per cento di voti a favore. Con questa legge la Svizzera abroga, dal 1° gennaio 2020, i regimi fiscali non più compatibili con gli standard internazionali. La legge introduce delle misure di sgravio fiscale accettate internazionalmente, quali una «patent box», assicurando così che la Svizzera rimanga una piazza economica competitiva.
Dal mese di dicembre del 2017 la Svizzera figura su una lista dell'UE comprendente i Paesi terzi che, pur avendo assunto l’impegno di rispettare gli standard internazionali in materia fiscale, non li hanno ancora pienamente recepiti nei propri ordinamenti nazionali, la cosiddetta "lista grigia". Nell’ottobre 2014 la Svizzera e i 28 Stati membri dell’UE avevano firmato una dichiarazione comune concernente la fiscalità delle imprese, nella quale il nostro Paese si impegnava ad abrogare determinati regimi fiscali. In cambio, gli Stati membri dell’UE avevano confermato la loro intenzione di abbandonare le eventuali contromisure adottate non appena fossero stati soppressi i regimi in questione. Con l'approvazione della RFFA, la Svizzera onora l'impegno preso con la dichiarazione del 2014.
I ministri delle finanze e dell’economia dell’UE riconoscono i progressi compiuti dal nostro Paese e hanno quindi deciso, in occasione della riunione del 10 ottobre 2019, di eliminare la Svizzera da questa lista.