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La 76enne si è spenta oggi in Texas, portò davanti alla Corte suprema il caso “Roe contro Wade” che cambiò tutto
AUSTIN - Si è spenta ad Austin all'età di 76anni Sarah Weddington, avvocatessa americana che fu fra le pioniere del diritto all'aborto negli Stati Uniti.
È ricordata soprattutto per aver discusso negli anni '70 un caso molto celebre, “Roe contro Wade” fondamentalmente fresca di laurea - e a 27 anni - vincendo davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti.
Il caso di "Roe contro Wade", che riguarda un'anonima abortista vittima di violenze (Jane Roe, appunto) e Henry Menasco Wade, il procuratore che rappresentava lo Stato del Texas.
Weddington, che faceva parte di un team di legali donne - anche perché nessuno studio legale a gestione maschile avrebbe mai portato avanti una causa del genere - riuscì a convincere la Corte Suprema facendo perno su uno degli assunti fondamentali della Costituzione americana: la libera scelta.
La tesi era che il diritto all'aborto, infatti, si basa sulla “privacy” intesa come il diritto alla libera scelta dell'individuo al di là dell'ingerenza statale. La vittoria davanti al massimo scranno americano, ha finito per influenzare le leggi riguardanti l'aborto di 46 Stati.
In questi ultimi mesi negli Stati Uniti dopo diverse sentenze negli Stati più conservatori e la svolta a destra della Corte Suprema sotto il governo Trump, è proprio il diritto all'aborto - e con esso lo stesso Roe contro Wade - a scricchiolare.
Fra i giuristi si teme però che uno scacco alla “privacy“, necessario per capovolgere la sentenza, potrebbe riportare il Paese in dietro di parecchi anni per quanto riguarda i diritti civili, aprendo le porte - fra le altre cose - anche al bando del matrimonio omosessuale.