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Il 4 giugno, Il Consiglio nazionale ha deciso di prolungare la missione Swisscovy fino alla fine del 2023 e di portare gli effettivi militari da 165 a 195 persone. Il Partito Svizzero del Lavoro-Partito Operaio e Popolare (PSdL-POP) si oppone con fermezza a questa decisione. E’ inoltre sorpreso e deluso per il fatto che il Partito Social Democratico (PS,) quasi all’unanimità, ha approvato questa decisione come pure l’aumento degli effettivi dell’esercito.
Dal 1999, la Svizzera partecipa alle operazioni dette “di mantenimento della pace” in Kossovo con un contingente di soldati volontari. L’operazione SWISSCOVY fa parte della Forza per il Kossovo (KFOR) che è dispiegata e comandata dalla NATO. Questa cooperazione diretta con l’alleanza militare occidentale è in forte contrasto con la pretesa neutralità della Svizzera. Il PSdL-POP sottolinea pure che la Svizzera è membro dell’iniziativa della NATO chiamata Partenariato per la pace (PpP) dal 1996. In questo contesto, la Svizzera partecipa regolarmente alle manovre militari, come l’operazione Northern Coast, che ha avuto luogo l’ultima volta dal 2 al 18 settembre 2019. Con 3.000 soldati di 18 paesi, fra i quali gli Stati Uniti, 47 navi e battelli da guerra, 7 aerei e 5 elicotteri, la NATO ha mostrato i muscoli.
Dalla sua fondazione nel 1944, il PSdL-POP si è impegnato a favore della pace mondiale fra le nazioni. Oggi ancora, risulta necessario sviluppare e promuovere una politica di pace globale.
Vogliamo una Svizzera che si impegna per la pace. Di conseguenza, il PSdL-POP chiede il ritiro immediato di tutti i militari svizzeri dispiegati all’estero come pure la fine della cooperazione militare con la NATO.
Partito Svizzero del Lavoro-Partito Operaio e Popolare (PSdL-POP)