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Con la firma di un documento di fondazione lunedì a Berna, cristiani, musulmani ed ebrei hanno creato un Consiglio delle religioni in Svizzera.
Obiettivo di questo organismo spirituale è di promuovere la comprensione reciproca e di fungere da partner di discussione con le autorità politiche.
Con la fondazione dello Consiglio svizzero delle religioni (Swiss Council of Religions), cristiani, musulmani ed ebrei vogliono assumersi la loro responsabilità per il mantenimento della pace religiosa, affermano i promotori in un comunicato diffuso lunedì.
Costituito ufficialmente con la firma di un documento redatto congiuntamente, il Consiglio è formato da dirigenti della Conferenza episcopale svizzera, del Consiglio della Federazione delle Chiese evangeliche della Svizzera, della Federazione svizzera delle comunità israelite e della Federazione delle organizzazioni islamiche in Svizzera.
Quale presidente del Consiglio è stato scelto Thomas Wipf, presidente della Federazione delle chiese evangeliche svizzere (FCES) e promotore dell'iniziativa.
"La creazione di questa piattaforma di dialogo religioso è un'assoluta novità per la Svizzera: non esiste infatti uno strumento simile, per scopi e composizione", ha dichiarato Thomas Wifpf.
Il Consiglio potrà servire da esempio per avvicinare le varie comunità, in un Paese in cui il paesaggio religioso è fortemente cambiato negli ultimi trent'anni, con l'arrivo di etnie di cultura e credenze diverse.
Carta delle religioni mutata
L'idea di fondare una simile piattaforma di dialogo era sorta nel marzo 2003, in occasione di una cerimonia interreligiosa in favore della pace tenutasi nella cattedrale di Berna, mentre gli Stati uniti preparavano la guerra in Iraq.
Durante la cerimonia – organizzata dalla FCES, dalla Conferenza dei vescovi svizzeri, dalla Federazione svizzera delle comunità israelitiche e dal Coordinamento delle organizzazioni islamiche – i rappresentanti delle tre comunità religiose avevano sottoscritto un primo documento comune, intitolato "Rafforzare i vincoli di pace – in Svizzera e nel mondo intero".
In Svizzera, la pace religiosa non è minacciata, rilevano i promotori del Consiglio fondato lunedì. Ma, negli ultimi decenni, la carta geografica delle religioni è cambiata, così come la funzione delle Chiese e delle comunità religiose nella società.
Nel 1970 il 90% della popolazione elvetica dichiarava di appartenere ad una delle due grandi Chiese nazionali. Poi la mondializzazione delle migrazioni ha portato all'arrivo della fede musulmana e "il nostro Paese è diventato uno spazio di coabitazione di genti di cultura e tradizioni estremamente diverse, portatori di valori molto differenti", scrive il Consiglio nel comunicato.
"Questa realtà ci pone davanti un compito che dobbiamo assolvere in comune, per preservare la coesione sociale e la pacifica convivenza".
Professione di fede
"La mia speranza è che il Consiglio delle religioni diventi un luogo di scambio, di dialogo tra le diverse concezioni della fede, dove ciascuno sia all'ascolto delle specifiche attese dell'altro", ha affermato mons. Kurt Koch, responsabile per l'ecumenismo all'interno della Conferenza espiscopale. A suo avviso, la creazione del nuovo organismo interreligioso rappresenta già "una pubblica professione di fede.
La religione è certamente una questione personale di ogni individuo, ma essa non deve per questo essere confinata nella sfera privata". Non è neppure un affare di Stato, ha aggiunto, "ma un affare pubblico". E il Consiglio delle religioni "vuole impegnarsi per questa presenza pubblica della religione, al servizio dell'uomo e della società".
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Appartenenza religiosa della popolazione nel 2000 in Svizzera:
Chiesa cattolica romana 41,8%
Chiese e comunità protestanti 35.3%
Chiesa cattolico-cristiana 0,2%
Chiese cristiane ortodosse 1,8%
Altre comunità cristiane 0,2%
Comunità di confessione ebraica 0,2%
Comunità islamiche 4,3%
Altre chiese e comunità religiose 0,8%
Nessuna appartenenza 11,1%
Senza indicazione 4,3%
In breve
Il paesaggio religioso della Svizzera è notevolmente mutato negli ultimi 30 anni.
Nel 1970, il 90% della popolazione apparteneva alla Chiesa cattolica romana o alle Chiese protestanti.
Con le migrazioni e la globalizzazione negli ultimi decenni è gradualmente aumentato il numero di persone che fanno parte di altre comunità religiose.
L'aumento dei musulmani è dovuto soprattutto alle guerre scoppiate negli anni '90 nei Balcani, che hanno spinto centinaia di migliaia di persone a fuggire in altri paesi europei.
In Svizzera la convivenza tra diverse religioni solleva alcuni problemi: oggetto di discussioni e polemiche sono stati ad esempio la questione del velo delle donne musulmane, la costruzione di minareti, le caricature di Maometto.
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