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L'Etiopia difende la decisione di dichiarare "persona non grata" ed espellere sette funzionari dell’ONU accusati di ingerenza. Una mossa che ha suscitato le dure critiche del segretario generale dell'ONU Antonio Guterres, che davanti al Consiglio di sicurezza aveva dichiarato "illegittima" la decisione delle autorità di Addis Abeba. Adesso per la prima volta l'Etiopia risponde: "Ora siamo pronti a cooperare pienamente" ha detto a MODEM – il programma di approfondimento radiofonico della RSI – il rappresentante permanente dell'Etiopia presso le agenzie ONU a Ginevra, l'ambasciatore Zenebe Kebede Korcho. Che però esclude che gli stessi funzionari possano tornare in Etiopia: "Siamo disposti ad accogliere i nuovi funzionari che Guterres vorrà inviare nel nostro paese".
Perché pochi giorni fa avete espulso sette funzionari dell’ONU dall’Etiopia?
Le organizzazioni umanitarie sono in Etiopia in accordo e col consenso del Governo, che coopera con tutte queste agenzie. Non solo ora, ma per un lungo periodo di tempo. L'Etiopia crede nel multilateralismo e nella cooperazione.
Ambasciatore, però queste espulsioni sono avvenute in un momento di grave crisi umanitaria per la guerra in Tigray.
Le stesse organizzazioni umanitarie attive in Etiopia devono agire in modo imparziale, indipendente e neutrale. Devono rispettare i principi cardine del diritto internazionale e delle leggi locali.
In questo caso di che cosa accusate i funzionari delle Nazioni Unite?
Ogni volta che questi operatori hanno oltrepassato il loro mandato, il Governo deve rispondere. In questo caso il mio Governo lo ha notificato in modo ufficiale, con una lettera al segretario generale dell’ONU lo scorso luglio. Non siamo contro l'ONU o contro qualsiasi organizzazionie. Abbiamo espulso sette funzionari presenti in Etiopia.
La interrompo: tra loro il responsabile dell’UNICEF e degli aiuti umanitari dell’ONU. Era proprio necessaria questa misura? Perché espellerli in un momento come questo?
Perché a queste persone è stato detto: smettete di intromettervi negli affari interni dell'Etiopia. Ma loro hanno continuato le loro attività illegali. E alla fine in assenza di una risposta dall'ONU, l'Etiopia ha esercitato il proprio diritto espellendoli. Queste persone potrebbero avere un'immunità diplomatica per non essere arrestate né incarcerate. Ma il Governo dell'Etiopia ha il diritto di espellere qualsiasi straniero indesiderato e non voluto, che interferisce nei suoi affari interni.
Ma il segretario generale dell'ONU Guterres dice invece che questo è contro il diritto internazionale. Ambasciatore, lei rappresenta l'Etiopia presso le agenzie ONU qui in Svizzera a Ginevra. Cosa risponde?
Per principio e legalmente, l'Etiopia non ha necessità di giustificare il motivo dell’espulsione di questi funzionari. L'Etiopia comunque ha spiegato in pubblico le ragioni: perché hanno sostenuto il Fronte del Tigray e hanno interferito negli affari interni del Paese.
Al Consiglio di sicurezza, Guterres ha chiesto all'Etiopia di garantire l'assistenza umanitaria. Continuerete a lavorare con l'ONU, il cui aiuto è essenziale per l’Etiopia?
Questa non è una contesa legale. È una questione di relazioni internazionali. L'Etiopia sta esercitando i suoi diritti in base al diritto internazionale. Abbiamo avvertito l'ONU, informando i suoi uffici più importanti a New York. Ora siamo pronti a lavorare con le Nazioni Unite e col segretario generale. Non vogliamo la polemica. Non siamo contro l'ONU. Siamo pronti ad accogliere qualsiasi nuovo funzionario che l'ONU invierà al posto di quelli espulsi. E siamo pronti a cooperare con qualsiasi organizzazione internazionale purché nel rispetto degli standard internazionali, rispetto reciproco, integrità territoriale dell'Etiopia e limitatamente al mandato di queste agenzie.