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Alle 3:26 (ora italiana) dello scorso 3 gennaio 2019 la sonda cinese Chang’e-4 è scesa sul lato invisibile della Luna, precisamente nel cratere Von Kármán (Fig.1), situato quasi al centro del bacino Sud-polare Aitken, uno dei più antichi e profondi dell’intera Luna. Alle ore 15:22 dello stesso giorno è stato fatto scendere sulla superficie lunare Yutu-2, un piccolo rover semovente a sei ruote (Fig. 2). La Chang’e-4 era stata lanciata l’8 dicembre 2018, era entrata quattro giorni dopo in orbita lunare e vi era rimasta altri 22 giorni per testare gli strumenti di bordo e attendere che si facesse giorno sul sito di atterraggio. I contatti con la Terra, trovandosi la Chang’e-4 sulla faccia invisibile della Luna, sono resi possibili da Queqiao, un satellite-relay che l’agenzia spaziale cinese aveva lanciato alle ore 22:28 del 20 maggio 2018 verso il punto lagrangiano L2 (situato sulla congiungente Terra-Luna, a 65 mila chilometri OLTRE la Luna, quindi con ottima visibilità della faccia nascosta). Per arrivare a L2 Queqiao ha seguito inizialmente una orbita allungatissima con apogeo a 400 mila chilometri che le ha permesso, il 25 maggio 2018, di essere collocata attorno al punto L2 grazie a un flyby con la Luna da soli 100 chilometri di distanza. Durante queste operazioni Queqiao ha anche lanciato in orbita lunate due satelliti sperimentali di 45 chilometri denominati Longjiang-1 e 2. Solo il secondo però, chiamato anche DSLWP-B, si è correttamente inserito in un’orbita lunare di 350 per 13.700 chilometri, dalla quale ha condotto esperimenti pilota di rice-trasmissioni radio e ha anche inviato le splendide immagini (Fig. 3) della camera di bordo fornita dall’Arabia Saudita.
Ma l’aspetto forse più interessante del successo di Chang’e-4 riguarda le politiche spaziali e i rapporti internazionali nel loro complesso.
Nello stesso anno in cui gli Stati Uniti si avviano a celebrare in pompa magna il cinquantesimo anniversario della missione Apollo 11, quella che portò i primi uomini a calpestare il suolo lunare, la Cina lancia infatti una nuova importante sfida a tutti i paesi impegnati nella conquista dello spazio e, in particolare, della Luna: la cui “riconquista” umana è vista da tutti come il prossimo passo, da farsi prima di qualunque altra conquista spaziale, in vista dell’obiettivo principale che è il pianeta Marte.