Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01171.jsonl.gz/52

Domenica 20 giugno alle ore 17 si terrà a Cassago Brianza (parco Monumentale Rus Cassiciacum) un’inedita Lezion de Dante, con musiche medievali in sottofondo. Sarà un originale lettura di alcuni canti della Commedia dantesca declamati alternativamente in lingua italiana e lombarda da Ettore Fiorina e Renato Ornaghi.
Mostrare oggi che una lingua regionale possa con pari dignità maneggiare il tema sublime di un viaggio ultraterreno è parimenti utile per testimoniare come le lingue popolari regionali (i cosiddetti dialetti come superficialmente e impropriamente sono, a volte, denominati) non debbano precludersi alcun ambito di utilizzo: non vadano cioè relegate in una riserva protetta, utili solo a declamare proverbi popolari e canzoni folkloristiche. Confinate in una sorta di recinto controllato, dal quale è opportuno fare in modo che non ne escano.
La lettura di alcuni canti della Commedia dantesca in italiano e lombardo è l’opportunità per far cogliere pienamente il ruolo che tale capolavoro ebbe per l’italiano volgare, attestandone l’idoneità a poter affrancarsi dal latino e imporsi come lingua nuova, da adottarsi a tutti gli effetti come strumento per comunicare, legiferare, dibattere e trattare con piena autorevolezza concetti anche scientifici o culturalmente complessi. E se l’ha fatto l’italiano (che in sostanza ai tempi di Dante era lingua volgare regionale), perché non potrebbe farlo anche il lombardo, o un qualsiasi altro idioma italico?