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L'economia statunitense ha creato a gennaio 36.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 9,4% di dicembre al 9%. Lo comunica il Dipartimento del Lavoro. Gli economisti - scrive Bloomberg - avevano invece previsto un rialzo del tasso di disoccupazione al 9,5%.
Dopo la diffusione dei dati migliori del previsto, l'euro scivola sotto 1,36 dollari spingendo al rialzo il biglietto verde sui mercati valutari. La moneta unica cala da 1,3621 dollari di stamattina a 1,3592 dollari.
Il tasso di disoccupazione è inaspettatamente sceso a gennaio al livello più basso da aprile 2009, mentre il numero di nuovi posti di lavoro è il più basso mai registrato da quattro mesi a questa parte per via del maltempo. Il Dipartimento del Lavoro ha spiegato che le cattive condizioni meteo hanno impedito di lavorare a 707.000 americani, in particolare nei settori delle costruzioni e dei trasporti. Ma, al tempo stesso, nell'industria si è registrato il maggior aumento di occupati da circa 12 anni, dall'agosto del 1998, con 49.000 nuovi occupati dopo i 14.000 di dicembre.
In base alle ultime revisioni, nell'intero 2010 l'economia Usa ha creato 909.000 posti di lavoro, mentre la recessione ha determinato la perdita di 8,75 milioni di lavoro. Più in dettaglio, a gennaio l'occupazione nel settore privato è aumentata di 50.000 unità, (dopo le 139.000 di dicembre) mentre quella nel settore pubblico è diminuita di 14.000 unità. Nel comparto retail si sono registrati 27.500 nuovi impieghi e in quello dei servizi si è avuto un aumento di 18.000 unità.
Rivisto al rialzo il dato di dicembre sui nuovi occupati corretto da 103.000 a 121.000. Il tasso di disoccupazione Usa sale al 16,1% se nel calcolo vengono compresi gli 'scoraggiati', ossia chi ha smesso di cercare un'occupazione, e coloro che hanno accettato un part-time anche se cercavano un lavoro a tempo pieno.
SDA-ATS