Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/180341

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche legislative necessarie a permettere l'iscrizione nei registri dello stato civile dei titoli nobiliari compresi nei cognomi in virtù del diritto del Paese di provenienza del cognome.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il diritto vigente, i nomi di una persona sono iscritti nel registro dello stato civile senza titoli e gradi (art. 39 cpv. 2 n. 3 CC, art. 25 OSC). Questa è l'espressione del principio dell'uguaglianza sancito nella Costituzione federale (art. 8 Cost.) Non sono pertanto iscritti i titoli nobiliari (lord, conte, barone, ecc.), l'indicazione della funzione (consigliere nazionale, ambasciatore, pastore, giudice, notaio, ecc.), la posizione gerarchica (colonnello, vicedirettore, ecc.), i titoli onorifici (console onorario, cittadino onorario, ecc.) o i titoli accademici (lic. phil., dr. med., ing. dipl., MAS o BA, ecc.).</p><p>Se una persona possiede una cittadinanza straniera, può chiedere che il suo nome sia retto dal suo diritto nazionale (art. 37 cpv. 2 LDIP). Tuttavia, anche in questo caso il nome è iscritto nel registro dello stato civile secondo i principi svizzeri sulla tenuta dei registri (art. 40 LDIP).</p><p>Alcuni ordinamenti giuridici, ad esempio quello tedesco, considerano determinati titoli e gradi componenti del nome. Come in Svizzera, altri ordinamenti giuridici, ad esempio quello austriaco, non ammettono l'iscrizione di titoli e gradi nel registro dello stato civile. La Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) ha stabilito, in una decisione del 2010, che questa soluzione non è discriminatoria (sentenza CGUE C-208/09 del 22 dicembre 2010 nella causa Ilonka Sayn-Wittgenstein), ritenendo ammissibile che un nome portato validamente con un titolo nobiliare secondo il diritto tedesco (nome in Germania: "Fürstin von Sayn-Wittgenstein") sia amputato del titolo ("Fürstin") e della particella nobiliare ("von") nel diritto austriaco (nome in Austria: "Sayn-Wittgenstein"). Una tale prassi non è nemmeno contraria alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.</p><p>Alla luce di quanto precede non vi è motivo di rivedere l'ordinanza sullo stato civile.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.