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BERNA - Il ministro degli esteri Ignazio Cassis prevede di recarsi a Bruxelles insieme al presidente della Confederazione Guy Parmelin per i colloqui conclusivi riguardanti l'accordo quadro tra Svizzera e Ue. «Nessun altro consigliere federale conosce il dossier così bene come me», sostiene il ticinese in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale "SonntagsBlick".
Attualmente «non ha senso parlare di una delegazione», afferma Cassis, che suppone tuttavia di essere presente ai negoziati accanto al presidente della Confederazione.
Ora, però, si tratta innanzitutto di trovare il giusto percorso politico, aggiunge il ticinese. La segretaria di Stato Livia Leu ha condotto sei tornate di discussioni sostanziali e il Consiglio federale sta attualmente analizzando i risultati di questi chiarimenti. Poi il governo farà il punto della situazione.
Non si può sapere quanto durerà questa fase, dice Cassis. Solo al termine di questa discussione sostanziale si deciderà chi andrà a Bruxelles. Un'ipotesi è quella che anche la ministra della giustizia Karin Keller-Sutter debba far parte della delegazione.
Secondo il ticinese, lo spazio di manovra a livello politico è maggiore di quello dei segretari di Stato. «I negoziati di solito iniziano a livello tecnico e finiscono con una decisione politica», afferma Cassis.
Il consigliere federale non si esprime su un possibile piano B in caso di fallimento dell'accordo. Come ha più volte detto «ogni negoziazione ha come possibile esito un successo o un mancato successo. Chi negozia duramente deve anche aspettarsi un fallimento». Un eventuale piano B potrà essere discusso solo dopo aver esaminato «ciò che l'UE è pronta a concedere».