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Sono 500 mila i cuccioli annegati a causa dello scioglimento dei ghiacci provocato dal riscaldamento del Pianeta: la foca della Groenlandia è diventata la prima specie di mammiferi vittima in massa dell'effetto serra.
Il "Sunday Times" lancia oggi l'allarme: i cuccioli di foca hanno bisogno di restare sul ghiaccio almeno quattro settimane prima di avere le risorse sufficienti per sopravvivere a lungo in acqua. Ma il riscaldamento dei mari nelle zone del Nord Atlantico dove le foche si vanno a riprodurre hanno impedito la formazione del pack che contiene le onde e offre riparo dal vento, col risultato che in condizioni di mare in tempesta i cuccioli sono stati sbattuti in acqua o travolti da grandi onde.
"L'impatto sulla foca della Groenlandia è stato impressionante", ha detto al giornale Garry Stenson, capo della sezione mammiferi marini del ministero della pesca e delle risorse oceaniche del Canada: "Quest'anno le temperature dell'acqua sono salite di 2-4 gradi sopra la media, mentre la temperatura dell'aria è stata più alta di 10 gradi: per il 45 per cento dei cuccioli è stato letale".
La cifra di mezzo milione di cuccioli di foca annegati è il risultato di un rilevamento condotto da Stenson e dai suoi colleghi al largo di Terranova e nel Golfo di San Lorenzo. Il numero di piccoli di foca morti a causa indiretta dell'effetto serra è superiore di centomila a quello delle foche vittima ogni anno della caccia in Canada e Groenlandia.
SDA-ATS