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SAN GALLO - WWF Svizzera dovrà essere coinvolta nella procedura di riesame di prodotti fitosanitari contenenti una sostanza che potrebbe essere tossica per la biodiversità. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha accettato il ricorso dell'associazione ambientalista annullando la decisione dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG).
Nel 2015 il WWF è venuto a sapere, da una pubblicazione dell'UFAG, che l'ufficio avrebbe svolto un riesame di alcuni pesticidi che contengono quattro sostanze controverse.
L'associazione ambientalista ha quindi chiesto di potervi partecipare ritenendo tali sostanze tossiche per le api selvatiche e per altri insetti come farfalle, formiche e libellule. Secondo il WWF, le decisioni concernenti i prodotti fitosanitari sottoposti al riesame soggiacciono al diritto di ricorso delle associazioni ai sensi della legge sulla protezione della natura e del paesaggio.
Nella sua risposta, l'UFAG entrò in materia solo riguardo a prodotti contenenti un principio attivo specifico, la chinoclamina, e respinse la richiesta sostenendo che non vi era una "concreta correlazione".
Nella sentenza pubblicata oggi, il TAF ritiene che la fondazione è legittimata, in quanto associazione, a interporre ricorso nella procedura di riesame della chinoclamina. Di conseguenza, l'UFAG non avrebbe dovuto rifiutarle la possibilità di partecipare. La decisione può tuttavia ancora essere impugnata dinanzi al Tribunale federale (TF).
Per quanto riguarda gli altri tre principi attivi, l'UFAG ha fatto sapere al WWF che i permessi sono stati adattati nel dicembre del 2015. Il TAF tratterà tali questioni separatamente da quella della chinoclamina.
Il WWF si rallegra della decisione del tribunale. Essa offre le basi per rappresentare meglio gli interessi della natura e dell'ambiente nell'analisi di pesticidi, scrive l'organizzazione in un comunicato. La sentenza permette di ottenere un maggiore equilibrio tra i diversi interessi, mentre finora erano stati considerati soprattutto quelli economici delle aziende.