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NEW YORK - Compiono 70 anni i Peanuts, Charlie Brown, Lucy, Linus e la coperta, Snoopy, Woodstock e tanti altri, che non hanno mai smesso di commuovere piccini e adulti: hanno infatti esordito il 2 ottobre 1950 e sono stati pubblicati quotidianamente fino al 13 febbraio del 2000, il giorno successivo alla morte dell'autore.
Il fumetto, pubblicato per gran parte della sua produzione in strisce quotidiane di quattro vignette, è stato uno dei più famosi e influenti al mondo, diffuso per cinquanta anni su oltre 2600 testate, tradotto in più di 20 lingue e pubblicato in oltre settanta nazioni, raggiungendo fino alla morte dell'autore 355 milioni di lettori. Ora con i social sarebbe impossibile fare un calcolo.
Il nome delle strisce, "Peanuts" (noccioline), venne scelto dal distributore e si è sempre detto che a Charles M. Schulz non piacesse.
Schulz era un uomo timido e riservato, al centro dell'attenzione del mondo. Da un compagno di liceo prese in prestito il nome del personaggio in cui mise tutto se stesso: Charlie Brown. Una donna che nel 1950 respinse la sua proposta del matrimonio fu cambiata in una creatura continuamente nominata ma che nessuno ha mai visto: la ragazzina dai capelli rossi.
Nel 1955 i "Peanuts" vinsero il premio Reuben, l'"Oscar dei fumetti". Il successo mondiale arrivò nel 1965, quando Snoopy cominciò a credersi un asso dell'aviazione nella prima guerra mondiale, in lotta contro il Barone Rosso.
Dal 2 ottobre 1950 Schulz, fino sua morte avvenuta nel sonno il 12 febbraio 2000, disegnò 17'897 strisce, una al giorno, dal lunedì al venerdì, con un ritmo orario metodico da impiegato, dalle 09.00 del mattino alle 16.00.
I suoi personaggi erano eterni perdenti, a partire dal protagonista indiscusso: Charlie Brown: bruttino, appassionato di baseball ma scarsissimo, innamorato ma... mai dichiarato. Poi c'è l'insicuro Linus, con la sua coperta-cordone ombelicale, e sua sorella: la spietata bulla Lucy innamorata e non corrisposta dal biondo pianista Schroeder. Segue poi Piperita Patty, una bambina decisa e un po' rude la quale sconvolge il mondo di Charlie Brown chiamandolo "Ciccio" (Chuck).
E poi c'è lui, Snoopy, il bracchetto più famoso del mondo, con la sua montagna di alter ego: dal bracchetto seduttore "Joe Falchetto" passando per l'asso del pattinaggio olimpionico, il celebre Barone Rosso e lo scrittore: armato di macchina per scrivere, tenta da sempre di scrivere il grande romanzo americano: «Era una notte buia e tempestosa», è un incipit inventato da lui.
Caratteristica comune è l'assenza degli adulti i quali non compaiono mai se non citati indirettamente. Lo stile è minimalista, senza sfondi, oppure tratteggiati sommariamente come se costringesse «i suoi lettori a focalizzarsi sulle sfumature sottili, piuttosto che su ampie azioni o passaggi improvvisi».
Schulz mantenne questa impostazione per tutta la vita, riaffermando nel 1994 l'importanza di costruire le strisce completamente da solo: «non si tratta di una sciocca questione di riempire dei riquadri d'inchiostro. È un'impresa terribilmente seria».