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Frenare l'avanzata della SSR sul mercato delle informazioni online: è la richiesta ribadita dagli editori svizzeri al congresso dell'organizzazione di categoria Stampa Svizzera. La consigliera federale Doris Leuthard ha da parte sua invitato gli editori e l'ente radiotelevisivo a sedersi al tavolo delle trattative.
La SSR ha esteso in modo massiccio le sue offerte online e viola la costituzione e le leggi, ha tuonato il presidente degli editori Hanspeter Lebrument al congresso in corso fino a domani a Flims (GR). Il mandato delle emittenti pubbliche è di diffondere programmi radiotelevisivi nelle quattro regioni linguistiche.
Secondo il presidente di Stampa Svizzera, l'offerta online dei canali della SSR dovrebbe essere limitata alle informazioni che accompagnano e completano i rispettivi programmi. Lebrument si lamenta della concorrenza eccessiva dei portali internet finanziati attraverso il canone radiotelevisivo.
Gli editori rischiano di venire tagliati fuori dal mercato online, proprio mentre vengono lanciati i primi progetti di accesso alle notizie a pagamento. A lungo termine anche le edizioni cartacee dei giornali risultano minacciate, ha detto Lebrument.
Nel suo intervento, Doris Leuthard ha invitato editori e SSR a sedersi al tavolo delle trattative per trovare entro la fine dell'anno una soluzione. La consigliera federale ha invitato le parti a non rimanere rigide sulle loro posizioni. La Svizzera ha bisogno di editori privati e di una SSR forti, ha detto.
Internet e le nuove tecnologie hanno profondamente cambiato le carte in tavola e rappresentano una nuova sfida per i mezzi di comunicazione. Lo Stato non può e non vuole intervenire con misure dirigistiche, ha detto la ministra delle comunicazioni. Le autorità non possono regolare il comportamento dei consumatori, ma si devono limitare a fissare le condizioni-quadro.