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Le ''ferite lasciate dalla crisi sono ancora evidenti e mettono in evidenza l'importanza per i governi di ridurre il debito e investire in asset di alta qualità''.
Lo afferma il Fondo monetario internazionale (Fmi), sottolineando che la ricchezza pubblica è minore ora di quanto non lo fosse nel 2008.
In uno studio che prende in considerazione 31 Paesi che rappresentano il 61% dell'economia globale, il Fmi osserva come la loro ricchezza pubblica è 11'000 miliardi di dollari inferiore rispetto a prima della crisi.
Per quanto riguarda l'Italia "il nostro consiglio è costante da anni: sul piano delle politica di bilancio è necessario un consolidamento credibile e notevole nel medio termine per salvaguardare i conti pubblici e per mettere il debito su una traiettoria di calo", indica Vitor Gaspar, responsabile del Fiscal Monitor del Fmi.
"Questo è particolarmente importante per posizionare l'Italia in modo che possa minimizzare i rischi qualora si materializzino". "Siamo d'accordo con coloro che sostengono che la crescita italiana è deludente da anni e che le riforme strutturali chiave sono la riforma del lavoro, dei prodotti e dei servizi, pubblica amministrazione", aggiunge Gaspar.
In via generale, Gaspar spiega come il Fmi "continua a invitare i Paese ad approfittare della crescita per costruirsi uno spazio di bilancio" da usare in caso di rallentamento.