Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/205599

<h2>SubmittedText<h2><p>I treni notturni costituiscono un'alternativa necessaria per ridurre la nostra impronta climatica ed è importante incoraggiarli soprattutto considerato che il settore dei trasporti continua a emettere sempre più gas a effetto serra, nonostante gli impegni internazionali presi da decenni.</p><p>Una fetta sempre più cospicua della popolazione vuole optare per modi di trasporto più rispettosi dell'ambiente e preferire il treno anche per tragitti lunghi. Il 16 dicembre, la Consigliera federale Simonetta Sommaruga ha dichiarato che la creazione di nuovi collegamenti è compito delle FFS e che per realizzarli ci sarà bisogno di tempo, prevedendo come orizzonte temporale il 2024 (19.5639). Si menziona lo sviluppo su Zurigo, già polo importante, mentre la Svizzera romanda non sarà per niente servita.</p><p>Eppure esiste un collegamento tra Parigi e Venezia che dal 2011 attraversa la Svizzera ogni fine settimana, passando da Losanna, dove i treni fanno solo una sosta tecnica. Secondo le relazioni dei media, Thello, la società del gruppo Trenitalia che opera detto servizio, nel 2017 ha depositato una richiesta di fermata, respinta dalla dogana svizzera. Il direttore della compagnia si è lamentato dei notevoli ritardi - fino a 180 minuti - causati dai controlli doganali, ritenuti discriminatori. Secondo le informazioni ricevute la dogana svizzera controlla ogni carrozza, se necessario svegliando i passeggeri, mentre per altri collegamenti transfrontalieri si accontenta dei documenti raccolti dal controllore dei vagoni letto. Il direttore ha altresì riferito che il tracciato accordato al servizio è quello di un treno merci, che ne peggiora l'affidabilità.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Le nostre autorità sarebbero interessate a promuovere lo sviluppo di treni notturni, accordando loro condizioni quadro favorevoli?</p><p>2. È opportuno che siano le dogane a prendere una decisione in merito all'offerta nel settore del traffico viaggiatori internazionale? È possibile che la questione venga riconsiderata?</p><p>3. Come si spiega il fatto che un treno viaggiatori sia considerato alla stregua di uno merci? Sta usando le tracce destinate al traffico merci?</p><p>4. Si giustifica il fatto che su questa linea la dogana svizzera controlli tutti i  passeggeri e li svegli?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 21 agosto 2019 il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato 19.3643 "Aumentare l'attrattiva e la quantità delle offerte di treni notturni", allo scopo di individuare le misure che consentono un ampliamento dell'offerta di treni notturni e un aumento della loro attrattiva. La decisione riguardo all'accoglimento del postulato spetta al Consiglio nazionale.</p><p>2. L'autorizzazione del transito di treni internazionali attraverso la Svizzera è di competenza dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT). Nell'ambito della procedura di autorizzazione l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) presenta le proprie esigenze per lo svolgimento dei compiti che le sono assegnati.</p><p>3. Le tracce attribuite per il traffico viaggiatori e merci sulla rete ferroviaria svizzera sono definite nel programma di utilizzazione della rete e nei piani di utilizzazione della rete annuali. Il treno notturno Parigi-Venezia viaggia su tracce con capacità libere e, a seconda della sezione di tratta, può trattarsi di una traccia attribuita al traffico viaggiatori o merci. È quindi possibile che in determinate località il treno debba sostare un po' di tempo nell'attesa che si liberi la successiva sezione di traccia.</p><p>4. Per lo svolgimento dei propri compiti l'AFD conduce controlli in funzione dei rischi su merci, persone e mezzi di trasporto. A bordo del treno notturno Thello era stata ripetutamente rilevata la presenza di un elevato numero di persone senza titolo di soggiorno valido, motivo per cui proprio per questo collegamento si sono rese necessarie ispezioni approfondite, che le autorità francesi eseguono più frequentemente dal 2015, anno in cui hanno decretato la reintroduzione dei controlli alla frontiera. La conseguenza è che l'AFD deve far fronte a ingenti costi per il personale, impegnato a riportare alla frontiera italiana le persone respinte a quella francese.</p>  Risposta del Consiglio federale.