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Lo svizzero Carlo Janka si è imposto nella supercombinata di Wengen, valida per la Coppa del mondo maschile. Ottimo terzo posto per il connazionale Silvan Zurbriggen.
Dopo il risultato deludente di Adelboden, lo scorso fine settimana, lo sci elvetico rialza la testa nel migliore dei modi.
Un po' a sorpresa, il giovane astro nascente Carlo Janka si è aggiudicato la supercombinata di Wengen, sulle Alpi bernesi. Già vincitore dello slalom gigante di Val d'Isère in dicembre, Janka ha preceduto l'italiano Peter Fill e lo svizzero Silvan Zurbriggen di rispettivamente 22 e 40 centesimi.
Janka polivalente
Gli sciatori svizzeri si erano già distinti durante la discesa svoltasi in mattinata. Il più veloce è stato Daniel Albrecht, che ha staccato Janka di 68 centesimi.
Il grigionese si è tuttavia mostrato più reattivo nella prova di slalom, in cui ha dato prova della sua polivalenza. Autore di una gara non impeccabile, Albrecht - campione del mondo di supercombinata nel 2007 - è slittato dal secondo al sesto rango finale.
Nonostante il suo settimo posto, l'austriaco Benjamin Raich rimane in testa alla classifica mondiale.
Discesa creata da Dio
Tutti gli occhi sono ora puntati sulla discesa di sabato. Il Lauberhorn di Wengen appartiene infatti a una cerchia molto ristretta di tracciati leggendari, come la Streif di Kitzbühel.
«Queste discese sono state create da Dio, tutte le altre dai gatti delle nevi», aveva dichiarato con una certa ironia Karl Molitor, sei volte vincitore della prova negli anni '40.
La libera più lunga del programma di Coppa del mondo – 4,5 chilometri per un dislivello di 1'025 metri – è uno degli appuntamenti sportivi più seguiti in Svizzera. Lo scorso anno, ad esempio, la televisione svizzera ha avuto un'audience di 1,1 milioni di spettatori, un tasso di poco inferiore ai grandi appuntamenti calcistici.
Pista modificata
La partenza, con la splendida veduta su Eiger, Mönch e Jungfrau, numerosi passaggi altamenti spettacolari, come l'«Hundschopf» (la testa di cane, un salto di 40 metri tra due rocce) o la Kernen-S (due curve molto strette racchiuse in una trentina di metri) e dei concorrenti che in alcuni punti sfrecciano a 150 km/h... Il Lauberhorn sta allo sci come Wimbledon sta al tennis e Monaco alla Formula 1.
Anche se quest'anno la pista ha subito alcune modifiche per motivi di sicurezza – la S finale, ad esempio, è stata allargata e il salto 'limato' – difficilmente vi saranno sorprese, contrariamente a quanto accade a volte in altre prove di Coppa del mondo.
«Su una pista come questa, ciò che conta è riuscire a tenere sulla distanza. Dopo più di due minuti di corsa i muscoli delle gambe bruciano dal dolore e anche se la S finale è stata rifatta non cambia nulla, la discesa rimane molto difficile», spiega Patrice Morisod, allenatore degli svizzeri Cuche e Défago. Ancora una volta, insomma, solo i migliori e già affermati discesisti potranno lottare per la vittoria.
Cuche in cerca di rivincita
Dopo due secondi posti nel 2007 e nel 2008 (vittoria in entrambi i casi dell'americano Bode Miller), Didier Cuche ha sete di rivincita. Nelle quattro discese disputate in questa stagione, il neocastellano non ha brillato. Il suo miglior risultato è un quinto posto nell'ultima libera di Bormio. Su tracciati difficili come Wengen, appunto, e Kitzbühel, Cuche è però quasi sempre riuscito a superare se stesso.
Se incapperanno in una giornata di grazia, anche Daniel Albrecht, Carlo Janka, Didier Défago e Ambrosi Hoffmann potrebbero pure far vibrare il pubblico rossocrociato, che attende una vittoria dal 2003, quando si impose Bruno Kernen.
I principali favoriti sono comunque sempre gli stessi, ossia l'americano Bode Miller e l'austriaco Michael Walchofer, attuale leader nella classifica di discesa e vincitore a Wengen nel 2005. Oltre allo squadrone austriaco, pure gli italiani hanno buone carte da giocare, con Christof Innerhofer (primo a Bormio), Peter Fill e Werner Heel.
Domenica l'appuntamento di Wengen si chiuderà con lo slalom e con il probabile duello tra l'austriaco Benjamin Raich e il francese Jean-Baptiste Grange. Per i rossocrociati si tratterà soprattutto di ritrovare un po' di fiducia, dopo il tracollo negli ultimi due slalom di Zagabria e Adelboden, quando nessun elvetico era riuscito a qualificarsi per la seconda manche. Per Silvan Zurbriggen o Marc Berthod, un posto nei primi dieci sarebbe sicuramente un risultato più che positivo.
swissinfo
Carlo Janka
Nasce il 15 ottobre 1986.
Domicilio: Obersaxen (Grigioni)
Palmarès: tre volte sul podio in Coppa del mondo.
Janka si è imposto nello slalom gigante di Val d'Isère (dicembre 2008) e nella supercombinata di Wengen (gennaio 2009). È giunto secondo nella discesa a Lake Louise (novembre 2008).
Silvan Zurbriggen
Nasce il 15 agosto 1981.
Domicilio: Glis (Vallese)
Palmarès: quattro volte sul podio in Coppa del mondo
Zurbriggen è arrivato secondo allo slalom del Sestriere (2004), secondo nella supercombinata di Kvitfjell (2007), terzo a due riprese nella supercombinata di Wengen (2007 e 2009).
Miglior risultato dei Mondiali: secondo nello slalom a St. Moritz (2003).