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<h2>SubmittedText<h2><p>Recentemente è stato informato che la RUAG disloca servizi da Brunnen a Zurigo e Thun. Si centralizza! Uno dei motivi principali è il ridimensionamento dell'esercito. In questo contesto si pone la questione di una visione globale poiché da anni se non decenni il numero dei posti nelle imprese della Confederazione e in quelle parastatali si sviluppa a discapito delle regioni e a vantaggio dei centri. In merito a questa tendenza la Confederazione dovrebbe rendere conto al Parlamento. Si pone inoltre la questione della responsabilità della Confederazione e delle sue possibilità di intervenire positivamente e conservare proprio tali posti di lavoro.</p><p>1. Come si sono sviluppati negli anni dal 1990 i posti di lavoro della Confederazione e delle sue aziende, anche parastatali, nei cantoni della Svizzera? </p><p>2. Facendo un paragone quali cantoni hanno perso il maggior numero di servizi della Confederazione? Chi sono i perdenti? Chi i vincitori, sempre che esistano?</p><p>3. La RUAG è inoltre un fornitore dell'esercito. In che misura il Consiglio federale considera le relative ubicazioni nelle regioni e le loro esigenze nelle decisioni concernenti la collocazione dell'esercito e di altri servizi della Confederazione?</p><p>4. Come si può impostare l'assegnazione di mandati della Confederazione e la prassi dei bandi di concorso affinché vengano considerate le imprese svizzere che sostengono anche le regioni periferiche?</p><p>5. Quanti bandi di concorso sono stati pubblicati a livello internazionale anche se non era necessario dal punto di vista giuridico? </p><p>6. Quali strumenti prevede la Confederazione nell'ambito degli acquisti pubblici per le ditte che decidono di rimanere nelle regioni o di insediarvisi? Questo vale specialmente per le imprese industriali che formano anche apprendisti assumendo un importante compito sociale?</p><p>7. Con la centralizzazione risultano oneri a carico delle città nucleo come l'aumento del traffico stradale, nella fattispecie a Zurigo; questi costi vengono poi nuovamente assunti dagli altri cantoni finanziariamente forti per mezzo della perequazione finanziaria. Come viene presa in considerazione questa riflessione? Dove è necessario intervenire per compensare in modo equo i costi che risultano dall'aumento del traffico stradale e non penalizzare doppiamente i cantoni donatori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'amministrazione federale centrale e le unità della Confederazione rese autonome hanno nel complesso una struttura fortemente decentralizzata. A questa conclusione è giunta il gruppo di lavoro interdipartimentale nel suo rapporto del mese di novembre del 2003 sulla decentralizzazione. Esso non tiene conto delle imprese parastatali come la FFS SA, la Posta svizzera, la RUAG Holding SA e la Swisscom SA. Tali imprese occupano comunque un numero considerevole di persone in tutta la Svizzera. I rapporti relativi allo schema direttore dell'UFCL non indicano che negli anni 2004 a 2013 siano avvenuti trasferimenti significativi di posti di lavoro dai cantoni nella regione di Berna. Essi non forniscono indicazioni che permettono di quantificare i trasferimenti tra i cantoni.</p><p>3. Il concetto di stazionamento del DDPS si basa sui bisogni dell'esercito svizzero e non influisce in alcuno modo sulla scelta delle sedi della RUAG. Nella sua strategia di proprietario il Consiglio federale si attende che la RUAG realizzi le partecipazioni estere senza penalizzare la creazione di valore aggiunto in Svizzera.</p><p>4. Il principio della parità di trattamento è sancito nel diritto federale in materia di acquisti pubblici ed è vincolante in virtù di accordi internazionali. Inoltre, l'applicazione di questo principio agli offerenti svizzeri è prevista anche dalla legge federale sul mercato interno. Le imprese delle regioni periferiche possono tuttavia essere prese in particolare considerazione in una procedura mediante invito o mediante trattativa privata, a condizione che siano rispettati i principi fondamentali del diritto in materia di acquisti pubblici. Nella procedura libera o selettiva si possono definire criteri di idoneità o di aggiudicazione che tengano conto di conoscenze locali o regionali. Le specifiche tecniche riguardanti il criterio dello sviluppo sostenibile possono riferirsi ai modi di produzione locali. Se una commessa è aggiudicata mediante la procedura selettiva, il servizio d'acquisto può richiedere referenze relative a commesse regionali o certificati locali e basarsi su queste indicazioni per invitare gli offerenti idonei.</p><p>5. In generale la Confederazione pubblica bandi di concorso a livello internazionale soltanto per le commesse che secondo le disposizioni di legge sottostanno a questa procedura di aggiudicazione. Tuttavia, alcune eccezioni confermano la regola. Le commesse edili concernenti le rappresentanze svizzere all'estero sono generalmente messe a pubblico concorso. In tal modo viene soddisfatta la richiesta dell'industria nazionale delle costruzioni di essere informati sui progetti di costruzione dell'amministrazione federale all'estero al fine di poter presentare le relative offerte.</p><p>6. Il diritto federale in materia di acquisti pubblici non prevede strumenti specifici che permettano di tenere conto di offerenti provenienti da determinate regioni allo scopo di promuovere l'economia di queste ultime. Ottiene l'appalto l'offerente che ha presentato l'offerta più favorevole sotto il profilo economico. I criteri applicati sono, ad esempio, il termine, la qualità, il prezzo, i costi d'esercizio, il servizio clientela e la compatibilità ambientale. Con la revisione dell'articolo 21 capoverso 1 LAPub in attuazione dell'iniziativa parlamentare Lustenberger 03.445, dal 1° aprile 2015 anche la formazione di persone nella formazione professionale di base costituisce un criterio per l'aggiudicazione di commesse inferiori al valore soglia.</p><p>7. L'aumento del numero di persone occupate in un cantone determina versamenti di compensazione supplementari destinati a compensare l'aggravio sociodemografico. Questa compensazione è interamente finanziata dalla Confederazione, per cui nell'ambito della perequazione finanziaria gli oneri dei centri urbani non sono sostenuti da altri cantoni.</p>  Risposta del Consiglio federale.