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«Un bambino che cresce sotto la cura di un adulto con sindrome di Down riceve in dono tutto l’amore e l’attenzione possibili.» Così Sader Issa descrive nel video la sua propria esperienza.*
Sader vede il proprio padre come ogni altro padre che lavora duramente per la famiglia. Il rapporto tra i suoi genitori è come per altre coppie che vivono insieme da decenni. Sposati da 23 anni, manifestano talvolta disparità di vedute, ma portano tuttavia avanti «sotto ogni aspetto una vita densa di amore, semplicità e modestia». Il fatto che suo padre è anche una persona debole – come dice – lo spinge a migliorarsi come essere umano.
Grazie alla sua famiglia, Sader comprende in modo particolare ciò che significa una vita con la sindrome di Down. «Per molti», dichiara, «l’idea di una donna incinta di una creatura con sindrome di Down è una cosa delle più gravi, e tante donne in tale situazione abortiscono. Se mia nonna avesse pensato così, oggi non sarei qui con voi!» Ogni anno in Svizzera, decine di migliaia di donne gravide si sottopongono a un test non invasivo del sangue. Esse vogliono sapere se il loro bebè sia affetto da sindrome di Down. Nel caso di diagnosi positiva, gran parte di loro, fa richiesta di abortire! Che la vita con la sindrome di Down possa riuscire è mostrato dalla storia della famiglia di Sader. Anche Rick Smith, pure padre di un bambino con sindrome di Down e fondatore in USA di «Hope Story» («Storia di speranza), nella sua conferenza del 15 giugno 2019 a Münchenstein/BL ha riferito di un gran numero di casi, tutti a buon fine, di persone con sindrome di Down.
* https://territoriolivre.com/um-filho-de-down-muito-especial/