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Il principe Hans Adam II del Liechtenstein festeggia domani i 25 anni di regno: è salito al trono il 13 novembre del 1989, alla morte del padre Franz Josef II. In un'intervista all'edizione speciale del quotidiano "Liechtensteiner Vaterland", il nobile più ricco d'Europa si definisce "non tanto un padre della patria, quanto piuttosto un manager che ama risolvere i problemi, e il più presto possibile". Il principe 69enne vede la monarchia non come un relitto del passato ma come un'istituzione "assolutamente contemporanea".
Hans Adam II, economista, era stato incaricato nel 1970 di riorganizzare l'amministrazione dello Stato e la gestione dal patrimonio famigliare. "Molte delle più importanti attività erano in difficoltà finanziarie e la contabilità in uno stato catastrofico", afferma oggi. Ora sono i suoi due figli cadetti a gestire le finanze famigliari: Maximilian dirige la banca LGT, la maggiore del principato, e Constantin si occupa del "resto del patrimonio".
"Sua serenissima" si è ritirato dalla direzione degli affari governativi correnti dieci anni or sono, passando l'incombenza, nell'agosto del 2004, al primogenito Alois von un zu Liechtenstein. Hans Adam resta però il capo dello Stato e l'uomo più potente di tutto il principato.
Riguardo al futuro, egli vede l'attuale forma istituzionale di governo favorevole per il Liechtenstein: "Senza monarchia questo Paese non ci sarebbe stato". E "la monarchia sarà un grosso vantaggio per questo stato anche nel XXI secolo, sia livello di politica interna che estera", afferma.
A lungo termine Hans Adam vede il principato restare nello Spazio economico europeo (SEE). E se gli altri stati membri, contrariamente alle attese, dovessero aderire all'Unione Europea (UE), "si potrà trasformare senza troppi problemi l'accordo sul SEE in accordo bilaterale tra Liechtenstein e UE".