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Descrizione
Jean Michel Basquiat (USA 1960 – 1988)
Ci sono due costanti nella vita di Jean-Michel Basquiat. Una è l’arte: sin da piccolo, per questo figlio del melting pot newyorkese, di padre haitiano e madre di origini portoricane, dipingere è l’unica vera passione, diventare un grande artista (anzi una leggenda) un obiettivo programmatico. L’altra costante, purtroppo, è la droga. Già da ragazzo, quando consuma LSD e droghe pesanti con l’amico Al Diaz. È insieme a lui che si fa conoscere sui muri di Lower Manhattan con scritte e aforismi criptici sotto con lo pseudonimo SAMO (acronimo di Same Old Shit), mantenendosi con la vendita di cartoline che raffigurano i suoi graffiti. Sarà proprio una cartolina, acquistata da Andy Warhol, a segnare una svolta nella sua carriera. Poco tempo dopo Basquiat entrerà nella Factory del re della Pop Art e nel giro di qualche anno diventerà, con le sue opere neo-espressioniste – fatte di segni primitivi, figure, parole cancellate – il vero enfant prodige dell’arte statunitense. Successo, soldi, donne, celebrità. Una carriera avviata a splendori inimmaginabili, nella New York degli anni Ottanta, dove tutto sembra possibile. Ma la droga continua a condizionare la sua esistenza. L’eroina lo consuma e lo allontana dalla persone. Una dipendenza che diventa insostenibile dopo la morte del suo mentore Andy Warhol, nel 1987. Solo un anno dopo Basquiat viene ritrovato morto nel suo appartamento in seguito a un overdose di eroina. Ha solo 27 anni.