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Il Consiglio federale deve continuare a precisare in quali condizioni le armi possono essere esportate. È l'opinione della Commissione della politica di sicurezza degli Stati, che non vuole affidare tale competenza al parlamento.
Con 10 voti contro 3, la commissione ha quindi proposto di respingere una mozione in materia del gruppo borghese democratico, ritenendola in particolare superata dopo che il Consiglio federale ha recentemente comunicato di voler rinunciare alla modifica dell'ordinanza sul materiale bellico.
La maggioranza - secondo quanto si legge in un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento - ritiene infatti che il Consiglio nazionale abbia accolto la mozione in questione proprio in relazione alla modifica dell'ordinanza sul materiale bellico.
La commissione è poi contraria al richiesto adeguamento dei criteri di esclusione contenuti nella legge sul controllo dei beni a duplice impiego a quelli della legge sul materiale bellico, poiché colpirebbe altri settori dell'economia (come l'industria delle macchine e della chimica) e rappresenterebbe quindi "un attacco frontale all'economia svizzera d'esportazione".