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PECHINO - Robert Lloyd Schellenberg, canadese detenuto in Cina dal 2014, è stato condannato a morte in appello per traffico di droga dalla Corte del popolo intermedia di Dalian, nella provincia nordorientale del Liaoning.
I suoi beni, secondo la nota diffusa in serata dalla corte, sono stati confiscati.
La sentenza ribalta i 15 anni di reclusione di primo grado nel 2016 ("complice" di un traffico di droga) e matura a poche settimane dall'arresto di due canadesi in una mossa vista come reazione a quello eseguito a Vancouver contro Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei.
La nuova sentenza a carico di Schellenberg, 36 anni, è frutto del riesame rapido fatto dalla corte dopo che lo scorso mese furono accolte le obiezioni della procura contro i 15 anni di carcere, definiti troppo pochi alla luce delle nuove prove emerse a suo carico sul ruolo «avuto nelle operazioni del traffico di droga organizzato».
Il caso, tuttavia, è stato oggetto di contestazione da parte di legali e familiari del cittadino canadese, in base alla convinzione che si tratti di una mossa strumentale a esercitare pressione sulla pendenza della richiesta di estradizione dal Canada verso gli Usa di Lady Huawei, il direttore finanziario del colosso delle tlc cinese, accusata da Washington di aver violato le sanzioni americane contro l'Iran.
La Cina, dopo l'arresto del primo dicembre di Meng, ha minacciato "pesanti conseguenze" contro Ottawa senza l'immediato rilascio, mentre è di poco più di una settimana dopo l'arresto di due canadesi sospettati di svolgere attività contro la sicurezza nazionale.