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Il Credit Suisse Group si ritira dal consiglio di amministrazione del Banco General de Negocios, l'istituto argentino accusato di riciclaggio di denaro sporco.
La posizione del gruppo bancario elvetico è stato oggetto di critiche da parte della stampa, in particolare anche per la partecipazione allo stesso Cda di José Alfredo Martinez de Hoz, ministro dell'economia ai tempi della dittatura militare del generale Jorge Videla.
Lukas Mühlemann, presidente del Cda e della direzione del CS Group, e David Mulford, membro della direzione del Credit Suisse First Boston, hanno presentato le proprie dimissioni a fine gennaio, ha indicato Claudia Kraaz, portavoce dell'istituto elvetico, confermando la notizia data martedì dal quotidiano «Tages Anzieger». La richiesta dovrà essere ratificata dall'assemblea generale degli azionisti della BGN del 18 aprile.
CS Groupo detiene il 23% del capitale BGN
Mühlemann era entrato nel Cda del Banco General de Negocios (BGN) nel 1998. Il gruppo svizzero controlla il 23 per cento del capitale della BGN tramite il Credit Suisse First Boston. Anche gli altri quattro rappresentanti di banche estere (JP Morgan e Dresdner Bank) si sono ritirati dal Cda della banca argentina per la stessa data.
La magistratura argentina accusa i principali dirigenti del BGN, i fratelli José e Carlos Rohm, di aver agevolato la l'uscita di 70 milioni di dollari dal paese, malgrado le restrizioni bancarie in vigore, nonché di aver riciclato denaro sporco. Carlos Rohm è stato arrestato il 23 gennaio a Buenos Aires mentre il fratello è latitante.
La Commissione federale delle banche (CFB) si sta pure interessando al dossier e ha chiesto chiarimenti al CS Group. Per ora non ha ancora ricevuto il rapporto in merito, ha precisato Tanja Kocher, portavoce della CFB.
swissinfo e agenzie