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Nata nel 1984, Claudia Durastanti, scrittrice e traduttrice, vive a Londra. È stata fellow alla American Academy di Roma e ha cofondato il Festival of Italian Literature di Londra. «La straniera» (La nave di Teseo, 2019) è stato finalista del Premio Strega e sta per essere tradotto in 15 lingue.
È una riflessione sull’identità e sulle sue sfaccettature «La straniera» di Claudia Durastanti. Tra la Basilicata e Brooklyn, tra Roma e Londra, l’autrice racconta il suo vissuto di migrazione e di straniera; un destino speculare a quello dei suoi genitori non udenti. Con una scrittura densa, che sa sorprendere pagina dopo pagina, Durastanti scrive un romanzo autobiografico che racconta le tappe di una crescita e di un’educazione sentimentale vissute attraverso il cinema, la musica e la lettura.
«In primavera, alla fine delle lezioni pomeridiane, ci davamo
appuntamento per andare ad assistere alle partite di calcio
al campo sportivo, aspettando che qualcuno ci dedicasse un
gol. Speravamo che il ragazzo che ci piaceva in quelle settimane
– non durava mai più di alcune settimane – si allontanasse
dalla porta dove aveva segnato e puntasse un dito nella nostra
direzione, fermandosi sotto le gradinate di cemento in cui stavamo
strette l’una contro l’altra.»
Lettura e discussione (annullato)