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L’agenzia federale, la più antica forza dell’ordine degli USA, ha infatti pubblicato oggi un comunicato che annuncia un’asta di ben 660 bitcoin frutto di sequestri avvenuti a causa di crimini federali o per cause di carattere civile.
La vendita è programmata per il 5 novembre. I candidati partecipanti dovranno anticipatamente versare 200mila dollari dopo essersi registrati presso l’agenzia federale, il tutto entro il 31 ottobre.
Da quanto annunciato, la vendita avverrà dopo aver suddiviso tutto il valore sequestrato in sei lotti da 100 bitcoin ciascuno ed un lotto residuale con 60 bitcoin.
L’asta sarà con offerte in busta chiusa, segrete, quindi a carattere non competitivo come succede con le normali aste giudiziarie.
La prima era assurta agli onori della cronaca per aver comprato grosse quantità di bitcoin su Localbitcoin.com pagando sempre in contanti contenuti in una busta di carta.
Se l’acquisto di BTC è perfettamente legale, quando se ne acquistano 300 mila dollari contro banconote si va incontro all’accusa di riciclaggio.
Thomas Mario Costanzo era invece un bitcoin trader di Mesa (AZ) disposto ad accettare grosse quantità di denaro di provenienza illecita. Venne incastrato da agenti federali sotto copertura che, spacciandosi per trafficanti di droga, acquistarono da lui 165 mila dollari di BTC.
Attualmente sta scontando una condanna a tre anni e cinque mesi in un carcere federale.
Non è la prima volta che il governo USA vende all’asta BTC. A marzo furono venduti 2100 BTC ed a gennaio 3600 BTC, con incassi molto superiori, dato anche il maggior valore della criptovaluta in quel momento.