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Nel libro “Storia del mondo in dodici mappe“, pubblicato da Feltrinelli nel 2013, l’autore Jerry Brotton mostra come il mondo è stato rappresentato nel corso della storia e in diverse parti del mondo.
Ogni società ha un’immagine mentale, una rappresentazione dei propri valori, dei propri ideali, dei propri pregiudizi espressi attraverso un’immagine del mondo. E un’immagine del mondo cos’è se non una mappa?
Queste carte geografiche non sono però oggettive, ma sono descrizioni parziali e soggettive, legate all’autorità di chi le ha commissionate e alla creatività dell’autore. Per questo motivo le carte mostrano, indirettamente, anche gli ambienti e le circostanze in cui sono state create.
Dalla prospettiva cristiana centrata su Gerusalemme, alla mappa coreana che mostra il mondo, Europa compresa, al primo mondo globalizzato del portoghese Diego Ribeiro, per andare fino alla proiezione degli anni Settanta e al mappamondo virtuale di Google.
Di “La storia del mondo in dodici mappe” parla anche l’autore in un video pubblicato dalla casa editrice.