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Basta tentennamenti, la Svizzera deve firmare e ratificare senza indugio il trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW).
Lo ha ribadito oggi per 16 voti a 6 la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N), che critica la posizione attendista del Consiglio federale.
Quest'ultimo, il 15 di agosto scorso, aveva annunciato di non volere, per il momento, firmare il TPNW negoziato in seno all'ONU nel 2017. Il governo aveva assicurato però che avrebbe continuato ad impegnarsi per il disarmo.
Ritenendo che l'adesione della Svizzera possa essere giustificata da ragioni umanitarie, di diritto internazionale e di politica di pace, l'esecutivo è del parere che, nel contesto internazionale attuale, il trattato rischi di mettere a repentaglio la prosecuzione della diplomazia in materia di disarmo e gli interessi di politica di sicurezza della Svizzera.
TPNW sancisce, per la prima volta, un divieto totale ed esplicito delle armi nucleari ispirato dal diritto internazionale. Proibisce di usarle, di minacciarne l'uso, di produrle, stoccarle, acquistarle, detenerle, stazionarle, trasferirle e testarle.
Per la CPE-N, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, l'adesione della Svizzera al TPNW si giustificata "da evidenti ragioni umanitarie, di diritto internazionale e di politica di pace". La maggioranza della Commissione precisa tuttavia che con questa sua decisione non "intende stigmatizzare né i detentori di armi nucleari, né gli Stati alleati alle potenze nucleari".
Per una minoranza, invece, il principio della neutralità sancito dalla Costituzione esclude una ratifica del trattato.