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I magistrati sono sulla strada di Nicolas Sarkozy. Il leader della destra francese che vuole tornare all'Eliseo nel 2017 rischia il processo. E' sospettato di aver provato a corrompere un giudice.
Tentativo che non andò in porto ma le intercettazioni che portarono all'apertura dell'inchiesta sono state convalidate.
Impegnatissimo ad assicurarsi la leadership a destra - rintuzzando il concorrente Alain Juppé - Sarkozy in questi giorni ha intensificato la rifondazione dell'UMP, varando anche il nuovo nome "Les Républicains" con tanto di logo. Ha osservato con soddisfazione la faida della famiglia Le Pen al vertice del Front National, fiducioso di ricavarne vantaggi.
E non ha risparmiato bordate a François Hollande in occasione dei tre anni di mandato del presidente socialista. Oggi, però, si è riaperta la vicenda per lui più spinosa, quella che lo vede accusato di aver provato a corrompere una toga amica. Ancora ieri, i più stretti collaboratori dell'ex presidente si dicevano fiduciosi che la giustizia non avrebbe consentito di utilizzare nell'inchiesta le conversazioni telefoniche intercettate fra Sarkozy e il suo avvocato, Thierry Herzog.
Proprio la contestazione della regolarità di una simile procedura aveva portato al congelamento - dall'autunno scorso - delle indagini, in attesa di una decisione. Adesso l'inchiesta riprenderà e la fase istruttoria potrà sfociare in un rinvio a giudizio e poi, peggio ancora, in un processo. In caso di condanna, gli toccherebbe probabilmente una temporanea ineleggibilità.
L'accusa sospetta Sarkozy ed Herzog di aver tentato di ottenere indebitamente, da un alto magistrato della Cassazione, Gilbert Azibert, informazioni coperte da segreto nella vicenda Bettencourt, quella delle tangenti ai politici dell'ereditiera L'Oreal. In cambio delle informazioni, Sarkozy avrebbe promesso di intervenire per garantire al magistrato una carica di prestigio alla quale avrebbe ambito, nel Principato di Monaco.
In conclusione - questo è stato sempre il cavallo di battaglia difensivo di Sarkozy - né lui né il giudice Azibert hanno raggiunto i loro scopi. Ma dalle intercettazioni fra l'avvocato Herzog e Sarkozy - sotto il falso nome di Paul Bismuth, titolare di un cellulare fornito dal legale al suo cliente - emerge abbastanza chiara l'intenzione: "lo faccio promuovere... lo aiuto".
"Giustizia-spettacolo", è stata la reazione dell'UMP, attraverso il portavoce Sebastien Huyghe, che ha denunciato "una strumentalizzazione". Ma intanto, nell'inchiesta denominata "Bygmalion" e riguardante false fatture che avrebbero permesso di dissimulare spese della campagna elettorale 2012, è finito sotto interrogatorio e in stato di fermo Franck Louvrier, ex consigliere di Sarkozy all'Eliseo, incaricato della comunicazione e popolarissimo presso i giornalisti. In serata, Louvrier è potuto tornare a casa.