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Nell'ultimo decennio è raddoppiata il debito dei Paesi poveri e 50 di essi sono a rischio di una crisi debitoria. Il covid ovviamente rischia di peggiorare la situazione.
Nell’ultimo decennio nel mondo il debito degli Stati è più che raddoppiato e 50 Paesi sono a rischio di una crisi debitoria.
Anche senza l’impatto della crisi del coronavirus, stando ai dati forniti dalla campagna “Debito del Giubileo” (che chiedeva, negli anni ’90, la cancellazione del debito dei Paesi in sei di sviluppo), l’aumento del debito dei Paesi in via di sviluppo si è registrato in particolare a partire dal 2018. Nonostante alla fra fine degli anni ’90 e inizio 2000 sia stata prevista una riduzione del debito per i Paesi poveri, l’associazione spiega come la quarta delle entrate statali destinate al pagamento del debito sia passata dal 2010 ad oggi dal 6,7% al 14,3%, raggiungendo il livello più alto dal 2001.
Il numero di paesi a rischio di una crisi debitoria è passato da 30 a 52. Secondo Sarah-Jayne Clifton, il direttore della Jubilee Debt Campaign, citata dal Guardian, “gli oneri del debito stavano già sottraendo il denaro necessario alla sanità e alla protezione sociale prima che la crisi Covid-19 colpisse, e la situazione si sta rapidamente deteriorando. I pagamenti del debito per i paesi poveri sono al livello più alto degli ultimi 20 anni. Abbiamo bisogno di un'azione urgente per cancellare i pagamenti, per ridurre il debito a un livello sostenibile e per frenare il prestito irresponsabile per fermare le crisi del debito che tornano a perseguitarci ogni decennio".