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"Nomadland" di Chloé Zhao, road-western-movie pieno della solitudine di certe strade americane e, soprattutto, di chi le attraversa da nomade, vince il Leone d'oro della 77ma Mostra del Cinema di Venezia. E riporta nelle mani di una donna, la regista cinese recentemente adottata da Hollywood, il premio al miglior film della Mostra, dopo 10 anni dalla vittoria di "Somewhere'"di Sofia Coppola. La giuria, presieduta da Cate Blanchett, dopo aver visionato i 18 film in competizione, ha inoltre deciso di premiare con il Leone d'argento - gran premio della giuria, "Nuevo Orden" del messicano Michel Franco.
Vincono, dunque, forse non a caso, due film pieni delle ombre del presente. Il primo è tratto dal libro omonimo del 2017, racconto-inchiesta della giornalista Jessica Bruder e racconta il mondo dei workamper, manodopera usa-e-getta, persone da spremere per i datori di lavoro stagionali. Una squadra di loser ultra sessantenni che si spostano in lungo e in largo per gli Stati Uniti e accettano impieghi senza limite di orario. Lavoratori che fanno di tutto e non si lamentano: sono raccoglitori di frutta, manutentori di campeggi, puliscono i bagni dei grandi magazzini e soprattutto sono la forza delle cattedrali dei CamperForce di Amazon. Da dove vengono? Dalla grande recessione di questo secolo che ha spazzato via la classe media e probabilmente diventeranno molto più numerosi nel post covid. Il secondo, invece, più che un film distopico sembra un'opera sul domani, sui possibili scenari del dopo-Covid. Una guerra tra ricchi e poveri piena di sangue.
Il Leone d'argento per la migliore regia va invece al giapponese Kiyoshi Kurosawa per il film "Spy No Tsuma" ("Moglie di una spia"). Mentre il premio speciale della giuria è andato a "Dorogie Tovarischi!" ("Cari Compagni!") del regista russo Andrei Konchalovsky. Il film indiano "The Disciple" di Chaitanya Tamhane si è invece aggiudicato il premio per la migliore sceneggiatura. Infine, il premio Mastroianni ad un giovane attore emergente è andato a Rouhollah Zamani per il film "Khorshid" (Sole) dell'iraniano Majid Majidi.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata per il film "Pieces of a Woman" di Kornél Mundruczó a Vanessa Kirby, coprotagonista anche di un altro film apprezzato del concorso ("The World To Come" di Mona Fastvold). Miglior attore è Pierfrancesco Favino, per la sua interpretazione in "Padrenostro" di Claudio Noce.
Pietro Castellitto, regista esordiente per i "Predatori", è stato premiato per la miglior sceneggiatura nella sezione Orizzonti. Il film racconta dell'incontro-scontro tra due famiglie, una di proletari neofascisti e l'altra di borghesi intellettuali.
La giuria di Orizzonti, presieduta da Claire Denis, ha attribuito il premio per il miglior film a "Dashte Khamoush" (The Wasteland) dell'iraniano Ahmad Bahrami. Il premio Orizzonti per la migliore regia è stato invece assegnato al regista filippino Lav Diaz (già Leone d'Oro nel 2016 con "The Woman who left") per il film "Lahi, Hayop" (Genus Pan).
Il premio speciale della giuria Orizzonti è andato a "Listen" di Ana Rocha de Sousa, che si è aggiudicato anche il Leone del Futuro alla migliore opera prima (assegnato dall'apposita giuria presieduta da Claudio Giovannesi e composta da Rémi Bonhomme e Dora Bouchoucha). Mentre il premio per migliore attrice di Orizzonti è stato assegnato a Khansa Batma per la sua interpretazione nel film "Zanka Contact" di Ismaël El Iraki e quello per il miglior attore a Yahya Mahayni per il film "The man who sold his skin" di Kaouther Ben Hania.
Infine, il premio di Orizzonti al miglior cortometraggio è andato a "Entre tú y milagros" di Mariana Saffon e il Venice Short Film Nomination for the Efa 2020 a "The Shift" di Laura Carreira.
- Notiziario 21.00 del 12.09.2020