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(29.02.2012) Se l'economia svizzera non ha subito la stessa evoluzione di quella della zona euro è grazie al dinamismo del mercato interno, sottolinea UBS in un comunicato. Il rallentamento economico mondiale ha comunque toccato le imprese esportatrici e l'industria.
Il PIL svizzero è aumentato dell'1,1% al 4° trimestre 2011 rispetto all'anno precedente. Il primo trimestre 2012 dovrebbe far registrare un nuovo rallentamento, con un calo allo 0,8%. Sull'arco dell'anno 2012, la crescita del PIL dovrebbe raggiungere 0,4%, indica UBS sulla base di un sondaggio realizzato presso 240 imprese industriali svizzere.
Il rallentamento della congiuntura mondiale e la forza del franco influenzano l'industria e le imprese esportatrici. Tuttavia, il potere d'acquisto dei consumatori è aumentato grazie al calo dei prezzi. I tassi d'interesse hanno raggiunto un ulteriore soglia record e l'immigrazione continua. Risultato: il consumo domestico ne esce più dinamico, così come l'edilizia ed il prezzo dei beni immobiliari.
Secondo UBS, la BNS potrebbe proseguire la sua politica espansionista fino al 2014, a causa del franco forte e del calo dei prezzi all'importazione, i quali tendono a frenare le pressioni inflazionistiche.
Inoltre, la crisi del franco forte fa apparire la minaccia della deindustrializzazione. Questo fenomeno, che è sempre esistito, era rallentato dalla debolezza del franco. Ma proseguirà inevitabilmente a lungo termine, come prevede UBS.
Ultima modifica 09.09.2015