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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato urgentemente di riassegnare la metà del budget militare federale alle polizie cantonali e urbane.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'assunzione della responsabilità che incombe loro in materia di pubblica sicurezza rappresenta una sfida impegnativa per i cantoni e le città. L'aumento delle spese per le forze di polizia non è tuttavia da ricondurre soltanto alle conseguenze dell'urbanizzazione, ma soprattutto agli sviluppi generali in materia di politica di sicurezza. I pericoli e le minacce diventano sempre più sfuocati, ciò che determina il progressivo dissolversi della separazione tra sicurezza interna ed esterna. Garantire la sicurezza della Svizzera e della sua popolazione diventa quindi sempre più complesso e dispendioso. Ciò è illustrato in particolare dall'organizzazione di grandi manifestazioni. I rischi che oggi devono essere considerati impongono provvedimenti in materia di sicurezza di un'ampiezza praticamente ignota in passato.</p><p>Proprio in considerazione di questi sviluppi, il Consiglio federale reputa la richiesta dell'autore della mozione come non idonea al raggiungimento dell'obiettivo. I pericoli e le minacce attuali, con il loro imprevedibile potenziale di aggravamento, richiedono tanto le capacità della polizia quanto quelle dell'esercito. La base legale per una collaborazione adeguata alla situazione delle autorità civili e dell'esercito è rappresentata dall'articolo 58 capoverso 2 della Costituzione federale. Esso affida all'esercito, oltre alla difesa del Paese e al promovimento della pace, la missione di appoggiare sussidiariamente le autorità civili nel far fronte a gravi minacce per la sicurezza interna e ad altre situazioni straordinarie. Da un lato, una riassegnazione delle risorse nell'entità richiesta comporterebbe che l'esercito non sarebbe più in grado di adempiere queste tre missioni. In considerazione degli sviluppi, le lacune in materia di sicurezza che ne risulterebbero sarebbero inaccettabili. Dall'altro, la riassegnazione della metà del budget militare alle polizie cantonali e urbane avrebbe come conseguenza uno sviluppo sproporzionato di riserve di polizia. In tal senso, il 26 novembre 2000 il popolo svizzero ha respinto con oltre il 62 per cento di voti contrari una ridistribuzione del budget militare a favore di altri compiti dello Stato.</p><p>La cooperazione tra Confederazione e cantoni nel settore della sicurezza è stata ottimizzata nel corso degli ultimi anni: sia la creazione dello Stato Maggiore della giunta del Consiglio federale in materia di sicurezza (SM GSic), operativo dal 2004, sia i lavori relativi alle interfacce tra corpi cantonali di polizia ed esercito nel quadro della piattaforma CDDGP/DDPS/DFGP hanno comportato una semplificazione delle procedure e un corrispondente incremento dell'efficienza. Come noto, una riassegnazione mirata di risorse a favore dei cantoni è prevista nel campo della protezione delle rappresentanze estere. I cantoni di Ginevra e di Berna riceveranno maggiori risorse finanziarie per il reclutamento di personale civile addetto alla protezione delle ambasciate. Il relativo messaggio è già stato approvato dal Consiglio nazionale nella sessione autunnale 2007 ed è stato trasmesso al Consiglio degli Stati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.