Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/167568

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le necessarie basi legali affinché si proceda a un cambiamento generale di sistema per quanto riguarda la gestione delle previsioni sui tassi di rincaro indicate nei decreti finanziari pluriennali.</p><p>In linea di massima i crediti d'impegno e i limiti di spesa devono rimanere bloccati nella misura del rincaro previsto. Non appena le previsioni sui tassi di rincaro di riferimento si realizzano, il Consiglio federale è autorizzato a revocare del tutto o in parte il blocco. Decide la revoca annualmente e ne informa l'Assemblea federale nel messaggio concernente il preventivo.</p><p>Questo adeguamento generale della prassi deve essere attuato al più presto possibile, alla luce del difficile periodo che si prospetta per le finanze federali.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In relazione alla richiesta formulata nella mozione, un adeguamento delle basi legali non risulta sostanzialmente necessario. Il Parlamento potrebbe introdurre oggi stesso nei decreti federali concernenti i crediti d'impegno e i limiti di spesa una disposizione in base alla quale in fase di preventivazione dei crediti il Consiglio federale dovrebbe attenersi all'evoluzione reale del rincaro originariamente prevista nel decreto finanziario.</p><p>Oltre a tale ragione prettamente formale, sussistono motivi materiali che si oppongono alla soluzione proposta. Nel quadro dei programmi di risparmio e del preventivo, il Consiglio federale e il Parlamento hanno in gran parte corretto, a scadenze regolari, l'aumento reale non pianificato che rischiava di verificarsi come conseguenza dello scostamento tra il rincaro ipotizzato nei decreti finanziari e quello effettivo. L'aumento residuo è stato espressamente approvato dal Parlamento. Quest'ultimo è intervenuto più volte nel settore dell'agricoltura allorché il Consiglio federale, nel quadro del preventivo o dei programmi di risparmio, ha chiesto di ridurre il rincaro sovrastimato. Il Parlamento ha quindi deciso un aumento reale non pianificato, in quanto considerato opportuno e in grado di far rispettare le direttive del freno all'indebitamento.</p><p>Dando seguito alla mozione il Consiglio federale rischierebbe di far credere ai beneficiari dei sussidi di aver diritto all'evoluzione reale pianificata. Sotto il regime del freno all'indebitamento, la Confederazione non potrà però mai garantire pienamente che le uscite si mantengano al livello inizialmente previsto. Di conseguenza, a seguito di una flessione delle entrate o di maggiori uscite non controfinanziate in altri settori di compiti, il finanziamento delle uscite reali previste nei decreti finanziari potrebbe non essere più possibile nel periodo considerato.</p><p>In una prospettiva a lungo termine, un meccanismo aggiuntivo per l'adeguamento automatico al rincaro non migliorerebbe necessariamente la situazione di bilancio. Non si può partire dal presupposto che il rincaro resti sempre inferiore alle previsioni. Se il rincaro è superiore a quanto previsto, è possibile che i beneficiari dei sussidi chiedano un aumento corrispondente degli importi a loro destinati.</p><p>In caso di rincaro negativo, come nell'anno corrente, bisognerebbe valutare attentamente se le uscite caratterizzate da un debole grado di vincolo possano essere ridotte in uguale misura. Difatti, molti sussidi della Confederazione, ad esempio i pagamenti diretti all'agricoltura o il contributo al settore dei politecnici federali, servono in larga parte a finanziare i salari. Di regola, questi ultimi sono rigidi verso il basso, poiché i salari nominali non vengono ridotti in caso di rincaro negativo. Qualora si verificasse un rincaro negativo, la riduzione automatica dei crediti a preventivo potrebbe condurre ad una flessione reale dei compiti da adempiere.</p><p>È infine necessario considerare che un adeguamento automatico al rincaro delle uscite caratterizzate da un debole grado di vincolo comporta un onere supplementare considerevole per l'amministrazione, influendo altresì negativamente sulla comunicazione con i beneficiari di sussidi.</p><p>Per tutte queste ragioni il Consiglio federale respinge qualsiasi automatismo nell'adeguamento al rincaro. È tuttavia disposto a introdurre nell'ordinanza sulle finanze della Confederazione una disposizione che imponga al Consiglio federale di valutare una correzione delle uscite caratterizzate da un debole grado di vincolo nel momento in cui la differenza tra rincaro previsto ed effettivo dovesse raggiungere un determinato valore (ad es. 2 per cento).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.