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BERNA - Christoph Blocher, dopo aver condotto con successo venti anni fa la campagna contro l'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE), continua a lottare contro l'Unione europea (UE). In un colloquio con l'ats annuncia un referendum contro l'accordo sull'energia e l'elettricità attualmente negoziato con l'UE.
Il consigliere nazionale zurighese teme che il Consiglio federale possa fare importanti concessioni a Bruxelles sulla questione istituzionale. Il trattato potrebbe fissare la ripresa automatica del diritto comunitario e la creazione di un'istanza arbitrale indipendente per gli accordi bilaterali dove «la Svizzera non avrebbe più niente da dire». Per questo, Blocher conta di lanciare un referendum e annuncia che un comitato interpartitico deve essere creato prima della fine dell'anno per sensibilizzare al più presto la popolazione.
«Venti anni fa le cose erano semplici, si votava per o contro lo SEE». Oggi, l'accordo sull'energia sembra a priori inoffensivo, rileva l'esponente dell'UDC. «Spetterà a noi mostrare che si tratta della sovranità della Svizzera. I partigiani dell'accordo si limiteranno a parlare di energia», aggiunge. Al di là del referendum annunciato, Blocher conta di lottare contro l'UE, «costruzione intellettuale difettosa», finché potrà. «Non so se ci sarò tra 20 anni, avrei allora 91 anni. Ma fintanto che ne sarò capace, condurrò la lotta», conclude.