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SPRINGFIELD, MA - È stato un discorso pieno di orgoglio e affetto quello che Vanessa Bryant ha pronunciato sabato in occasione dell'ammissione del suo defunto marito Kobe nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame di Springfield, Massachusetts, il "tempio" del basket mondiale.
«Evitavo di elogiare mio marito in pubblico perché avevo l'impressione che ricevesse già abbastanza elogi da parte dei suoi fan in tutto il mondo e qualcuno doveva riportalo con i piedi per terra», ha dichiarato la 39enne alla cerimonia di ammissione. «In questo momento sono sicura che sta ridendo in paradiso perché sto per elogiarlo in pubblico per i suoi successi da uno dei palchi più pubblici», ha aggiunto.
Vanessa ha quindi elencato le doti personali e sportive di Kobe. Il cestista, che avrebbe voluto ringraziare moltissime persone per questo riconoscimento, era «unico», «speciale» e «umile fuori dal campo». Come «tutti gli atleti che condividono la Hall of Fame», sacrificava inoltre «parte» della sua vita al basket. A tal proposito, le sue statistiche personali «parlano da sole».
Guardando un commosso Michael Jordan, che l'ha accompagnata sul palco per presentare Kobe, Vanessa ha poi rivelato come, in diverse occasioni, il defunto marito abbia stoicamente continuato a giocare nonostante gli infortuni. «La gente non lo sa, ma uno dei motivi per i quali mio marito giocava malgrado lesioni e dolori era perché ricordava quando, da bambino, sedeva in galleria con suo papà per veder giocare il suo giocatore preferito - ha raccontato riferendosi a Jordan -. Kobe non voleva deludere i suoi fan, specialmente quelli nelle sezioni da 300 (dollari, ndr) che avevano messo da parte i soldi per vederlo giocare».
Nel suo discorso, la 39enne non ha potuto non rievocare anche la figlia Gianna, "Gigi", deceduta insieme al padre nel tragico incidente di elicottero che li ha strappati alla vita nel gennaio del 2020. «Vorrei che mio marito fosse qui per accettare questo incredibile riconoscimento - ha affermato -. Lui e Gigi meritano di essere qui per vederlo. Gigi sarebbe così orgogliosa di vedere il suo papà onorato nella Basketball Hall of Fame». Una settimana prima di morire, ha svelato Vanessa, Kobe parlava proprio di questo atteso premio e aveva chiesto agli organizzatori della cerimonia di aggiungere un biglietto per la loro ultimogenita, Capri: «Era così felice», ha dichiarato.
Sabato, in sala, c'erano anche i genitori e la sorella del compianto cestista. «Pam e Joe, grazie per aver cresciuto kobe perché diventasse eccezionale», ha scandito la giovane vedova. «Grazie a tutta la famiglia di Kobe. Sharia (la sorella dello sportivo, ndr), hai fatto molto più di quanto ti fosse richiesto. Ti voglio bene», ha aggiunto.
È stato un discorso pieno di orgoglio e affetto quello che Vanessa Bryant ha pronunciato sabato in occasione dell'ammissione del suo defunto marito Kobe nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame di Springfield, Massachusetts, il "tempio" del basket mondiale.