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BERNA - Il Consiglio federale sta lavorando a una revisione del controllo delle fusioni, soprattutto per tenere conto delle loro conseguenze negative sulla concorrenza. E, sempre in materia di concorrenza, si appresta a pubblicare un rapporto sulla situazione tra imprese pubbliche e private. È quanto indica oggi il governo in risposta a un'interpellanza del consigliere nazionale dell'UDC Hans-Ueli Vogt (ZH), nella quale precisa che per ora la questione non verrà estesa alle aziende straniere.
Lo zurighese, nel suo atto parlamentare, esprimeva in particolare preoccupazione per le conseguenze delle acquisizioni di società elvetiche da parte di imprese statali cinesi. Nella sua risposta, l'esecutivo precisa che il rapporto sulla concorrenza tra imprese private e pubbliche - che sarà pronto alla fine dell'anno - non analizzerà in modo specifico «l'eventuale distorsione della concorrenza causata dalle imprese parastatali estere».
Per il Consiglio federale, limitare o vietare la vendita a investitori parastatali esteri «renderebbe meno interessanti gli investimenti privati nelle imprese svizzere», con ripercussioni negative sulla piazza economica e degli investimenti svizzera. Inoltre - sottolinea l'esecutivo - spesso «è difficile valutare se si tratti di investitori privati o parastatali»: non è quindi possibile stabilire la quota reale di questi investimenti diretti in Svizzera.
Già oggi gli investimenti vengono verificati dal punto di vista del diritto della concorrenza, e in Svizzera i settori delicati sono protetti dalle acquisizioni non desiderate. Per questo motivo il Consiglio federale ritiene superflua l'introduzione di un meccanismo di notifica e verifica.
Il governo aggiunge di non essere a conoscenza di casi di Stati che attivano un meccanismo di controllo per gli investitori provenienti da determinati Paesi, come ad esempio dalla Cina. In alcuni Stati industriali esistono meccanismi di questo tipo per gli investimenti provenienti dall'estero, senza riferimenti specifici a un Paese, che si limitano a valutare «gli aspetti rilevanti per la sicurezza nazionale».
Rispondendo agli interrogativi di Vogt riguardo alla possibilità, per le imprese svizzere, di investire ed essere attive economicamente in Cina senza subire discriminazioni, l'esecutivo ricorda che sono in corso contatti a livello plurilaterale e multilaterale per migliorare l'accesso al mercato cinese da parte degli investitori svizzeri.