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I primi documenti che rivelano l’esistenza del molino, risalgono alla seconda metà del XVII secolo. Ma la ditta, in qualità di mulino commerciale, viene fondata più tardi, nel 1864, da Giovanni Scartazzini. Il molino come la maggior parte di essi si trova nei pressi del fiume. Fino al 1897 tutto il funzionamento del molino era assicurato dal moto di una ruota idraulica esterna.
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La vecchia ruota
Nell’anno 1897 venne installata la prima turbina all’interno dell’edificio. La turbina, oltre che trasmettere la forza al molino tramite le cinghie, mediante il collocamento di un generatore rese possibile dal 1901 la produzione di energia elettrica, in un primo tempo per le case più importanti del paese come per esempio l’Albergo Bregaglia e l’Ospedale. In seguito si passò all’illuminazione elettrica delle strade comunali, poi col passare degli anni anche i singoli privati cominciarono ad installare delle lampade per illuminare le loro case. In una valle come la Bregaglia, la gente poteva già disporre dell’energia elettrica mentre in tante città come per esempio Zurigo, solo famiglie più privilegiate potevano permettersela.
L’acqua giungeva alla turbina attraverso un canale aperto, in parte in legno e in parte in muratura, dalla presa nel fiume situata circa 200 m più a monte. Nel 1927 un’alluvione provocò ingenti danni in tutta la Bregaglia. Questa volta, il materiale sabbioso del fiume in piena, raggiunse la turbina, mettendola fuori uso per un lungo periodo. A questo punto si decise di sostituirla, anche perché l’acqua a disposizione era più di quella sfruttata e una nuova turbina poteva ottenere maggior rendimento della forza idrica. La nuova turbina (Escher Wyss, Zurigo) fu trasportata con la ferrovia fino a Chiavenna, da dove il viaggio proseguì su un carro trainato dai cavalli. La macchina del tipo Francis, era in grado di trasformare la forza idrica (1000 litri al secondo su una caduta di 6 m) in potenza meccanica pari a 68 CV (50 kW). Il movimento rotatorio veniva trasmesso tramite cinghie di cuoio, da una parte ai macchinari del mulino e dall’altra al generatore elettrico.
Ora la corrente elettrica, oltre che a Promontogno veniva fornita anche a Bondo, Soglio e Castasegna. Il molino, nonostante l’energia elettrica venisse prodotta sul posto, funzionava sempre ancora mediante il moto meccanico della turbina. Durante la guerra, se l’invasore fosse riuscito ad occupare il paese, l’addetto alla centrale elettrica aveva l’ordine di smontare l’albero di trasmissione principale e affondarlo nel letto del fiume per impedire al nemico di servirsene a suo vantaggio. Questo fu imposto dallo stato maggiore militare, ma per fortuna non è mai stato necessario.
L’approvvigionamento di energia elettrica tramite i Comuni passò all’ EWZ già nel 1953 dopo la messa in funzione delle nuove centrali di Löbbia e Castasegna.
Il Generatore
Da quel momento il mulino continuò a funzionare tramite un grosso motore elettrico messo a disposizione dall’ EWZ, ma la piccola centrale rimase in funzione per uso proprio ancora per diversi anni. La ruota a pale della turbina cessò definitivamente di girare nell’autunno del 1960 dopo una piena che per l’ennesima volta riempì di sabbia la condotta.
Ancora oggi il mulino macina il grano con la forza elettrica, tuttavia non più azionato da un solo motore, ma da diversi piccoli, collocati a fianco dei differenti macchinari.
In tempi remoti (l’ultima volta anche durante la seconda guerra mondiale) il grano veniva coltivato in Valle, in seguito esso veniva importato principalmente attraverso l’Italia.
All’inizio del secolo scorso, fino al 1925, nel Cantone dei Grigioni, a differenza della vicina Italia, era vietata la circolazione con veicoli a motore. Per questo motivo, la ditta Scartazzini ottenne nel 1906 un permesso speciale per il trasporto delle merci tra il molino e il confine a Castasegna. Questo veicolo, di marca Orion, utilizzato dall’azienda fu il primo autocarro a motore nel Canton Grigioni.
Il primo autocarro
Il molino Scartazzini presentò diverse volte i suoi prodotti a esposizioni cantonali ed internazionali. Ottenne diplomi a Napoli, Milano, Zurigo. Nel 1913 all’esposizione artigianale a Coira (oggi HIGA) vinse la medaglia d’oro.
Anche se parzialmente modernizzato ha ancora in parte le caratteristiche di un mulino del XIX secolo.
Con una produzione annua di circa 150 tonnellate di farina è uno dei più piccoli dei 54 molini ancora in funzione in Svizzera. Attualmente il molino Scartazzini viene gestito nella nona e decima generazione da Gian Andrea e Vittorio Scartazzini.
Farina bianca, semibianca, grigia e di segale nonché altre miscele speciali lasciano il Molino Scartazzini in sacchi di carta da 50 e da 25 kg come materia prima per diverse panetterie e alcuni alberghi della regione, fino in Engadina bassa. Quale specialità si produce la farina di castagne in un apposito frantoio. Da diversi anni a questa parte è in costante aumento la lavorazione di cereali biologici regionali per Gran Alpin, cooperativa di produttori di cereali nelle zone di montagna del Grigione.