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Il servizio civile deve intervenire là dove si registra un bisogno maggiore per la società. Al fine di soddisfare questa esigenza nel modo più efficiente possibile, il CIVI segue molto da vicino gli sviluppi sociali e li utilizza come base per gestire il riconoscimento di nuovi istituti d'impiego tramite la promozione di:
- programmi prioritari: il servizio civile concentra l'impatto dei suoi impieghi in Programmi prioritari. I futuri istituti devono riuscire a mettere a disposizione impieghi che diano un contributo significativo in questo senso;
- neutralità rispetto al mercato del lavoro: gli istituti devono poter dimostrare che i loro impieghi di servizio civile non hanno alcuna incidenza né sul mercato del lavoro né sulla concorrenza;
- collaborazione duratura: il riconoscimento di nuovi istituti d'impiego dovrebbe essere garantito solo se questi ultimi s’impegnano per almeno tre anni.
Qualità non quantità
I civilisti devono essere impiegati in modo mirato ed efficiente. Se il vostro istituto opera in un campo di attività in cui sono già disponibili molti più posti rispetto al numero di civilisti che li richiedono, il CIVI può rifiutare la vostra domanda. A partire dal 1° luglio 2019 il CIVI ha limitato i riconoscimenti di nuovi istituti d'impiego (vedi anche «Ulteriori informazioni»). I nuovi istituti devono offrire impieghi che rientrino nell'ambito dei programmi prioritari «Cure e assistenza» e «Protezione dell'ambiente e della natura». Questo modo di procedere si è rivelato proficuo. Il rapporto tra l'offerta di posti e la domanda dei civilisti risulta equilibrato.
Per scoprire in quali ambiti sono possibili nuovi riconoscimenti, consultate la tabella riassuntiva in fondo (vedi «Altre informazioni»). Il CIVI verifica ogni anno il grado di occupazione per regione e ambito di attività e può rivedere la sua decisione qualora le circostanze dovessero cambiare.
Ultima modifica 28.02.2023