Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/11998

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) conta 125 membri. Gli impegni che si basano sugli accordi dell'OMC stanno entrando in vigore secondo lo scadenzario stabilito. I circa 40 organi dell'OMC funzionano in modo soddisfacente. Occorre parimenti rilevare il buon funzionamento della procedura di composizione delle controversie. La Conferenza ministeriale di Singapore stilerà un bilancio consolidato delle attività dell'OMC ed adotterà le disposizioni intese ad ovviare alle eventuali difficoltà incontrate nel corso degli ultimi due anni.</p><p></p><p>In Svizzera l'attuazione degli accordi dell'OMC è avvenuta entro i termini previsti e senza grandi difficoltà. Il Consiglio federale traccia un bilancio positivo dei due primi anni di attività dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Per l'economia svizzera, notevolmente integrata nei sistema di scambi internazionali, l'OMC riveste un'importanza fondamentale. L'accesso al mercato delle nostre esportazioni dipende effettivamente in larga misura dal rispetto delle regole e dei disciplinamenti convenuti a livello multilaterale.</p><p></p><p>2. Per quanto concerne le difficoltà, occorre in particolare menzionare che gli obiettivi fissati per i negoziati in due settori importanti dei servizi sono stati raggiunti soltanto parzialmente (servizi finanziari e telecomunicazioni di base). Si è convenuto di proseguire questi negoziati al fine di concluderli nel 1997.</p><p></p><p>A livello svizzero si sono potuti realizzare essenzialmente gli impegni derivanti dall'adesione all'OMC - in particolare nel settore dell'agricoltura - grazie alla collaborazione die tutte le parti interessate. Ad eccezione degli impegni la cui realizzazione è scaglionata nel tempo, questa fase è terminata. il cambiamento del sistema nella protezione all'importazione (tariffazione) non ha creato particolari problemi. Alcuni errori presenti nelle liste di concessione stilate inizialmente hanno dovuto essere corretti successivamente. Le modalità di ripartizione dei contingenti doganali di vino bianco verranno modificate il 1 gennaio 1997 in base alle esperienze accumulate negli ultimi due anni, anche se la modifica del modo di assegnazione di questi contingenti doganali non si impone secondo le disposizioni dell'OMC. Del resto, l'attuazione dell'accordo sugli acquisti pubblici a livello cantonale si è rivelata più lunga del previsto.</p><p></p><p>3. Il preambolo dell'Accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio si riferisce espressamente allo sviluppo sostenibile e alla necessità di proteggere e di preservare l'ambiente. A tale proposito occorre sottolineare che le norme OMC, analogamente a quelle del Gatt, lasciano un notevole margine di manovra ai governi per quanto concerne l'attuazione di politiche dell'ambiente che mirano ad uno sviluppo sostenibile. Gli Stati mantengono infatti la possibilità di ricorrere a una vasta gamma di strumenti - divieti, prescrizioni, tasse - per proteggere il loro ambiente dai danni provocati dalle varie attività di produzione indigena o dal consumo di prodotti di origine nazionale e importanti, a condizione che certe condizioni siano soddisfatte. Essi si impegnano così, nella realizzazione delle loro politiche ambientali, a rispettare i principi di non discriminazione, di proporzionalità e di trasparenza. Ciò è stato chiaramente riconosciuto dalla prima decisione presa dall'Organo di composizione delle controversie dell'OMC. L'Uruguay-Round ha consentito primenti di rafforzare i mezzi a disposizione per promuovere uno sviluppo sostenibile. Vanno menzionato in particolare i seguenti settori: agricoltura (autorizzazione de pagamenti diretti sulla base di programmi di protezione dell'ambiente); sussidi industriali (autorizzazione dei sussidi destinati a migliorare la protezione dell'ambiente); proprietà intellettuale (possibilità di rifiutare la registrazione di un brevetto riguardante un'invenzione che costituisce una grave minaccia per l'ambiente). Inoltre è stato costituito un Comitato del commercio e dell'ambiente, incaricato di stabilire se sia necessario modificare le disposizioni del sistema commerciale multilaterale allo scopo di contribuire allo sviluppo sostenibile. Il suo programma di lavoro copre praticamente tutti i settori di attività dell'OMC. La Conferenza ministeriale di Singapore esaminerà un primo rapporto di questo Comitato e deciderà in merito all'ulteriore modo di procedere. Finora non è stato possibile ottenere, in seno al Comitato del commercio e dell'ambiente, un consenso sull'opportunità di modificare le norme OMC allo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile. Tenuto conto degli interessi divergenti dei Membri dell'OMC, l'elaborazione di soluzioni reciprocamente accettabili richiederà ancora un certo tempo. È quindi molto importante che i lavori proseguano dopo la Conferenza di Singapore.</p><p></p><p>4. La Svizzera ha svolto un ruolo attivo nell'ambito dei lavori del Comitato del commercio e dell'ambiente dell'OMC. Essa vi difende la posizione secondo cui eventuali adeguamenti delle norme OMC dovranno permettere di migliorare la protezione dell'ambiente, evitando che le misure commerciali adottate a tale scopo servano a giustificare interventi protezionistici. A tale proposito la Svizzera attribuisce un'importanza particolare alla questione del rapporto tra le misure commerciali relative ad accordi multilaterali in materia di ambiente e le regole del sistema commerciale multilaterale. Essa ha presentato una proposta il cui obiettivo consiste nell'assicurare una maggiore coerenza tra questi due settori del diritto internazionale. La Svizzera ha pure posto l'accento sull'esame dei programmi di eco-etichettatura e dei loro rapporti con le disposizioni dell'OMC. Essa si batte in favore di una maggiore trasparenza nell'elaborazione e nella realizzazione di tali programmi in modo da ridurre al minimo il loro eventuale impatto sugli scambi. Sul piano interno, il Consiglio federale si preoccupa della compatibilità delle pertinenti legislazioni nei settori del commercio e dell'ambiente.</p><p></p><p>5. Basandosi su uno studio relativo agli effetti dei risultati dell'Urugay-Round sui Paesi in sviluppo, la Svizzera ha ridefinito gli orientamenti della propria politica di promovimento commerciale secondo gli indirizzi d'azione seguenti: (I) il rafforzamento delle capacità nazionali dei Paesi in sviluppo allo scopo di assisterli nell'attuazione degli accordi dell'Uruguay-Round e di promuovere la loro partecipazione ai futuri negoziati commerciali; (II) il miglioramento dell'efficacia commerciale, sostenendo p. es. lo sviluppo dei servizi commerciale nei settori dei trasporti, del credito e dell'informazione; (III) il miglioramento dell'accesso al mercato svizzero, mediante un programma di promozione delle importazioni provenienti dai Paesi in sviluppo e mediante una revisione dello schema svizzera delle preferenze tariffali; (IV) il miglioramento della coerenza tra la politica di sviluppo e la politica commerciale della Svizzera e (V) la diversificazione delle basi di produzione. Questi nuovi orientamenti sono presentati nei Messaggi del Consiglio federale del 29 maggio 1996 concernenti (I) la continuazione del finanziamento e il riorientamento delle misure di politica economica e commerciale sulla base della cooperazione allo sviluppo e (II) la proroga del decreto federale sulle preferenze tariffali.</p><p></p><p>Inoltre, la Svizzera si è impegnata in favore di un migliore coordinamento, a livello internazionale, delle attività di cooperazione allo sviluppo legate al commercio. A tale scopo, essa ha riunito ad Ascona, nel mese di novembre 1995, le principali istituzioni interessate. Essa ha pure proposto linee direttive in favore delle attività di assistenza tecnica dell'OMC. Nello stesso spirito, la Svizzera appoggerà, in occasione della Conferenza di Singapore, la proposta di organizzare a Ginevra, nel 1997, una conferenza che riunisca le agenzie di cooperazione allo sviluppo dei Membri dell'OMC e le organizzazioni e le istituzioni finanziarle internazionali interessate, al fine di aumentare la coerenza e l'efficacia dell'assistenza tecnica in favore dei Paesi in sviluppo.</p><p></p><p>6. La concretizzazione degli impegni derivanti dall'accordo sull'agricoltura dell'OMC non ha comportato cambiamenti fondamentali dei quantitativi d'importazione. Importazioni maggiori o minori nel caso di singole categorie di prodotti non sono, in linea di massima riconducibili all'adesione all'OMC, ma alle variazioni a livello di domanda e di offerta (patate, cereali). Una protezione adeguata della produzione indigena e la relativa commercializzazione continua pertanto ad essere garantita in base alle aliquote doganali in vigore. L'esperienza insegna che la protezione alla frontiera è attualmente più prevedibile.</p><p></p><p>7. Con il Rapporto concernente le misure tariffali nel secondo semestre 1995, del 21 febbraio 1996, all'attenzione del Parlamento, il Consiglio federale ha presentato l'estratto intitolato Pubblicazione dell'assegnazione dei contingenti doganali. Alle pagine 1 segg. di questa pubblicazione viene descritto dettagliatamente il tipo di ripartizione dei contingenti doganali, come prevede l'articolo 32 capoverso 2 lettera b dell'ordinanza generale sull'agricoltura del 21 dicembre 1953 (RS 916.01; RU 1995 1843). Queste indicazioni fanno stato, compresa quella concernente l'organizzazione del mercato del vino bianco, anche per l'anno in corso. Il contingente doganale per il vino bianco è stato ripartito all'inizio del 1996 in base all'ordine di entrata delle domande (sistema dei contingenti a dogana).</p><p></p><p>8. Dalle domande 2 e 6 emerge che non sono sorti problemi maggiori e che quindi non esiste un'immediata necessità d'intervento nell'ambito della protezione alla frontiera. Nel messaggio sulla politica agricola 2002 non vengono proposti, a tale riguardo, modifiche essenziali. La ripartizione di contingenti doganali mediante una messa all'asta o una prestazione all'interno del Paese è stata d'altronde oggetto di aspre critiche nell'ambito dell'OMC. Finora non esiste una valutazione giuridicamente vincolante di tali meccanismi dal profilo della conformità con le norme OMC attualmente in vigore. Un ulteriore sviluppo in tal senso del diritto dell'OMC potrebbe però rendere necessaria, al momento opportuno, un'esame dei meccanismi svizzeri della ripartizione dei contingenti doganali.</p>  Risposta del Consiglio federale.