Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/228160

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Per la Confederazione, la fondazione Saïd Ramadan e l'associazione Centro islamico di Ginevra (CIG) sono assolutamente irreprensibili? </p><p>2. La competente autorità cantonale può rilasciare un permesso di costruzione a un'organizzazione che si adopera in favore della ripresa del diritto islamico nel nostro ordinamento giuridico e si oppone alla nostra concezione dei diritti fondamentali? </p><p>3. La competente autorità cantonale può rilasciare un permesso di costruzione a una tale organizzazione senza violare:</p><p>- la legge federale sulla pianificazione del territorio, secondo cui i Cantoni devono sostenere con misure pianificatorie in particolare gli sforzi intesi a promuovere l'integrazione degli stranieri e la coesione sociale;</p><p>- la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, la quale precisa che l'integrazione mira alla convivenza della popolazione svizzera e di quella straniera sulla base dei valori sanciti dalla Costituzione nonché del rispetto reciproco e della tolleranza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Centre Islamique de Genève (CIG) è un'associazione privata ai sensi degli articoli 60 e seguenti del Codice civile svizzero del 1° gennaio 1912 (CC; RS 211). La fondazione Saïd Ramadan è una fondazione privata secondo gli articoli 80 e seguenti CC. Entrambe le organizzazioni e tutte le persone che ne sono responsabili sono vincolate al diritto svizzero e devono rispettare le pertinenti disposizioni del diritto nazionale, cantonale e comunale. In caso di violazione del diritto vigente si applicano i consueti meccanismi del sistema giudiziario.</p><p>2. Il diritto edilizio e il rilascio di autorizzazioni edilizie rientrano nella competenza dei Cantoni e dei Comuni. Nel presente caso, spetta al Cantone e alla città di Ginevra esaminare se i requisiti per il rilascio di un'autorizzazione edilizia sono adempiuti. In questo contesto può essere richiesto anche un piano di impiego al fine di garantire che la costruzione prevista sia utilizzata in modo conforme alla legge.</p><p>3. La legge del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT; RS 700) prevede, tra i suoi scopi, che Confederazione, Cantoni e Comuni provvedano, tramite misure pianificatorie, a "promuovere l'integrazione degli stranieri e la coesione sociale" (art. 1 cpv. 2 lett. f LPT). In particolare la pianificazione degli insediamenti, concretizzata da piani direttori (art. 6 segg. LPT) e piani di utilizzazione (art. 14 segg. LPT), deve tenere conto di questo obiettivo. I piani direttori e di utilizzazione non sono tuttavia allestiti dalla Confederazione, bensì dai Cantoni, che devono rispettare il diritto federale. Inoltre, sono i Cantoni e i Comuni che esaminano se i requisiti per il rilascio di un'autorizzazione edilizia sono adempiuti (cfr. n. 2).</p><p>L'articolo 4 capoverso 1 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) designa, quale obiettivo dell'integrazione, la "convivenza della popolazione residente indigena e di quella straniera, sulla base dei valori sanciti dalla Costituzione federale, nonché sulla base del rispetto reciproco e della tolleranza". Secondo l'articolo 1 LStrI questa legge disciplina "l'entrata, la partenza, il soggiorno e il ricongiungimento familiare degli stranieri in Svizzera". La LStrI non concerne dunque le costruzioni e le relative autorizzazioni, bensì gli stranieri, il cui soggiorno in Svizzera è vincolato a determinate condizioni per garantire la loro integrazione. Spetta alle autorità cantonali competenti in materia di stranieri e integrazione valutare se singoli stranieri con un legame con il CIG o la fondazione Saïd Ramadan soddisfano questi requisiti.</p>  Risposta del Consiglio federale.