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ZURIGO - La tendenza di questi ultimi decenni a delocalizzare la produzione verso paesi a basso costo s'invertirà nei prossimi anni: se ne dice convinto il presidente del gruppo industriale ABB Peter Voser, in una intervista pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag". Egli ritiene pure che i robot avranno un impatto positivo sull'impiego.
Secondo il presidente del consiglio d'amministrazione di ABB, la digitalizzazione consentirà di riportare i siti di produzione vicino ai mercati dove i prodotti sono venduti.
La trasformazione digitale implica che i prodotti sono sempre più adattati ai clienti individuali, spiega Voser. A suo avviso, di questa evoluzione beneficerà l'Europa e dunque anche la Svizzera, che ha perso molti posti di lavoro nel settore industriale nel 2017.
ABB ha aumentato la produttività di circa il 30% in uno stabilimento di Mannheim in Germania. Una performance - afferma - resa possibile soltanto grazie ai robot, programmati da lavoratori qualificati. Voser si dice convinto che i robot non soltanto aumentano la produttività, ma hanno anche un impatto positivo sull'impiego. I paesi che utilizzano un numero particolarmente alto di robot - rileva - hanno un tasso di disoccupazione molto basso.
Questo processo di modernizzazione funziona tuttavia soltanto se il sistema formativo viene adeguato, aggiunge il presidente di ABB, che siede anche nei consigli di amministrazione di IBM e Roche. Voser esorta quindi la Svizzera, e in particolare le sue imprese, a fare di più in questo senso. Gli sviluppi tecnologici sono oggi così veloci - rileva - che le persone di 35-40 anni devono di nuovo tornare a istruirsi. E ancora una volta a 50 anni, aggiunge il manager 59enne, che aveva iniziato la sua carriere con un apprendistato commerciale.
Riguardo alla delocalizzazione dal canton Ginevra verso la Polonia della quasi totalità della produzione di ABB Sécheron - che comporterà la perdita di 100 impieghi permanenti e di 43 temporanei, secondo quanto annunciato all'inizio di novembre - Voser afferma che lo stabilimento ginevrino ha costi di produzione troppo alti e non è concorrenziale.