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BRUXELLES - Il Parlamento europeo ha voluto inviare un forte messaggio politico alle autorità di Minsk conferendo il premio Sakharov 2020 per la libertà di pensiero all'opposizione democratica bielorussa.
Non è la prima volta che l'Eurocamera prende una posizione ferma nei confronti della violenta repressione in atto nel paese. Per ben due volte infatti l'assemblea ha approvato due risoluzioni che condannano l'autoritarismo di Alexandr Lukashenko. Un regime che l'Europa non riconosce dopo i controversi risultati delle presidenziali del 9 agosto.
I responsabili dell'opposizione democratica, rappresentata dal Consiglio di coordinamento, un'iniziativa guidata da donne coraggiose e da personalità politiche e della società civile, «si sono dimostrati forti di fronte ad un avversario molto potente, ma ciò che li sostiene è qualcosa che la violenza non potrà mai sconfiggere, cioè la verità», ha affermato il presidente David Sassoli che si è detto «onorato» nell'annunciare il riconoscimento. Sassoli ha poi inviato un messaggio ai vincitori a continuare a "essere forti" e a "non rinunciare alle vostre battaglie", ricordando che l'assemblea parlamentare europea sarà al «vostro fianco». Nel ribadire la presa di posizione dell'Europa -, che dopo avere sanzionato 40 esponenti del regime sta ora preparando una seconda lista di misure contro il leader forte del paese - Sassoli ha poi chiesto al governo e al presidente bielorusso «di ascoltare la voce del suo popolo».
La principale esponente del Consiglio di Coordinamento, la candidata dell'opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya, si è detta «davvero felice» per l'assegnazione sottolineando che «questo premio non è personale, ma è per il popolo bielorusso». Del Consiglio fanno anche parte il premio Nobel Svetlana Alexievich, la musicista e attivista Maryia Kalesnikava e tanti altri come Mikola Statkevich, prigioniero politico e candidato presidente alle elezioni del 2010, come ha spiegato il capogruppo Pd al Pe Brando Benifei. Soddisfazione dai tre principali gruppi politici dell'Eurocamera che hanno sostenuto la candidatura del movimento di opposizione democratico, vale a dire Ppe, Socialisti e democratici e Renew Europe, oltre che dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel e dal commissario europeo Paolo Gentiloni.
Gli altri due finalisti erano invece l'arcivescovo di Mosul, Mgr Najeeb Moussa Michael, che era stato proposto dal gruppo Identità e democrazia, dove siede la Lega e agli attivisti ambientalisti Guapinol candidati dai Verdi.
L'anno scorso il premio Sakharov, istituito nel 1988 per premiare personalità od organizzazioni che abbiano dedicato la loro vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà individuali, era andato a Ilham Tohti, per il suo attivismo a difesa degli uiguri.
Intanto la situazione resta tesa in Bielorussia. «È "ovvio" che sulle proteste anti regime nel Paese ci sia "un'influenza dall'esterno"», ha dichiarato il capo dei servizi di intelligence russi all'estero (Svr) Serghiei Narishkin durante la sua visita a Minsk, dove ha incontrato Lukashenko.