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GINEVRA - Il Tribunale federale (TF) si pronuncerà sulla legalità dell'invio, da parte dei datori di lavoro, dei certificati di salario all'autorità fiscale: il Consiglio di Stato ginevrino ha deciso di sottoporre la questione a Losanna, in seguito ad una decisione della giustizia.
In ottobre, la Camera costituzionale della Corte di giustizia di Ginevra aveva ritenuto la trasmissione al fisco dei certificati di salario - una pratica già introdotta nelle rispettive legislazioni da diversi cantoni - contraria al diritto federale e aveva di conseguenza annullato una modifica in questo senso della legge cantonale di procedura fiscale.
Secondo l'esecutivo ginevrino, invece, la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) lascia al riguardo ai cantoni un certo margine di manovra.
La Camera costituzionale ha statuito sulla questione in seguito al ricorso presentato da due deputati contro la modifica della legge cantonale di procedura fiscale, adottata un anno fa dal Gran consiglio, e che costringe i datori di lavoro a trasmettere direttamente e spontaneamente i certificati di salario all'autorità fiscale cantonale.
Proposta dal Consiglio di Stato, questa disposizione sarebbe dovuta entrare in vigore quest'anno e far affluire 16 milioni di franchi supplementari nelle casse cantonali. Essa - rileva in un comunicato odierno il governo ginevrino - permetterebbe di lottare contro la frode fiscale e la riscossione indebita di prestazioni sociali, nonché di rafforzare l'uguaglianza davanti al fisco.