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SAN PAOLO - Primo capo dello Stato donna del Brasile: è un risultato storico quello raggiunto da Dilma Rousseff, la 'candidata-erede' di Lula, che al ballottaggio di ieri è diventata il nuovo presidente del paese battendo l'oppositore socialdemocratico Josè Serra.
I dati usciti dall'avveniristico sistema delle urne elettorali del Brasile, alle quali sono stati chiamati a votare 135 milioni di persone, dicono chiaramente che il colosso dell'America Latina ha scelto la continuità della sinistra progressista rigorosa e senza scossoni incarnata da Lula. Secondo risultati ufficiali, la Rousseff ha avuto il 55,59% delle preferenze - 52 milioni di voti - a fronte del 44,41% di Serra, che non può più superare la candidata del Partido dos Trabalhadores (Pt).
L'ingresso della Rousseff al 'palazzo del Planalto', sede della presidenza, è una vittoria della stessa Dilma, ma forse soprattutto di Lula, che ormai tempo fa ha voluto, e imposto, al Pt proprio l'economista ed ex guerrigliera nata nel 1947 a Belo Horizonte.
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