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La Corea del Sud dichiara di fatto chiusa l'emergenza Mers, il focolaio della sindrome respiratoria del Medio Oriente, che da maggio ha causato 36 vittime.
"Dopo aver soppesato varie circostanze, le autorità mediche e il governo ritengono che la popolazione possa non avere alcun ulteriore timore", ha detto il primo ministro Hwang Kyo-Ahn in una delle tante riunione di funzionari governativi competenti sulla vicenda. Il numero di contagiati è rimasto stabile a 186 negli ultimi 23 giorni e, in assenza di sorprese, ad agosto ci sarà "la chiusura ufficiale".
Appena ieri si è registrata l'uscita dalle strutture sanitarie attrezzate dell'ultimo paziente ricoverato a seguito dei sintomi del virus, indicando che resta una minima possibilità che in futuro possano esserci altri casi.
La chiusura ufficiale dell'emergenza dovrebbe maturare ad agosto, quando l'Organizzazione mondiale della sanità accerterà la situazione alla scadenza del periodo di 28 giorni (sorta di tempo per l'incubazione) dopo il recupero dell'ultimo paziente.
"Mi dispiace per aver causato preoccupazioni e disagio", ha aggiunto Hwang, chiedendo il rapido ritorno alla normale vita quotidiana e offrendo le scuse del governo per l'approssimativa e lenta risposta iniziale alla crisi, causa di bufera politica.
Hwang ha anche promesso, secondo i media di Seul, un veloce via libera parlamentare all'extra budget d'aiuto all'economia: dopo il confronto di tre settimane, maggioranza e opposizione hanno trovato l'intesa su un pacchetto da quasi 10 miliardi di dollari per far fronte alle ricadute della Mers, visto l'impatto negativo sulla quarta più grande economia d'Asia costretta, infatti, a rivedere al ribasso le stime di crescita.
SDA-ATS