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BERNA - Non c'è alcuna disparità di trattamento tra i profughi in arrivo dall'Ucraina e tutti gli altri. Lo sostiene la Consigliera Federale Karin Keller-Sutter, che risponde a una delle maggiori critiche che vengono rivolte all'accoglienza svizzera delle persone in fuga dal paese in guerra.
Lo ha detto in una intervista alla trasmissione Tagesgespräch della radio svizzerotedesca SRF, dove ha sostenuto che più che di profughi si tratta di sfollati, poichè sono persone che, una volta passata l'emergenza, desiderano tornare nella loro terra.
Alla domanda se teme che la grande ondata di solidarietà mostrata dalla Svizzera possa cessare, ha dato risposta positiva. Teme infatti che accada "nel caso in cui dovessero arrivare ancora più rifugiati e le autorità non dovessero svolgere il loro lavoro".
Nega con forza l'idea di un trattamento di favore. Le richieste di asilo continuano a essere trattate caso per caso, come sempre, e non ci sono favoritismi. La differenza, semmai, rispetto a altri rifugiati, è che il popolo ucraino è minacciato collettivamente.