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Il Ticinese Ignazio Cassis eletto Presidente della Confederazione
Ignazio Cassis succede a Guy Parmelin nel ruolo di presidente della Confederazione per il 2022. Il ticinese è stato eletto dall'Assemblea federale con 156 voti su 197 schede valide.
Questo rituale, dall'esito scontato - che si ripete ogni anno il secondo mercoledì della sessione invernale delle Camere federali - dà però la temperatura del gradimento di un ministro fra i parlamentari sulla base dei voti ricevuti.
Il risultato di Cassis non è particolarmente brillante se confrontato con quello ottenuto da Guy Parmelin un anno fa, quando raccolse 188 voti. Allora Cassis fu eletto vicepresidente del Consiglio federale con 162 voti.
La peggiore elezione alla presidenza fu però realizzata da Micheline Calmy-Rey nel 2011 quando ricevette soltanto 106 voti, mentre il record è detenuto da Jean-Pascal Delamuraz e Ueli Maurer, entrambi ottennero 201 voti rispettivamente nel 1988 e nel 2018.
Berset vicepresidente
L'Assemblea federale ha proceduto anche all'elezione di Alain Berset (PS/FR) alla vicepresidenza. Al socialista friburghese sono andati 158 voti su 204 schede valide. Anche in questo caso l'elezione non è stata brillante.
Sul risultato hanno sicuramente pesato i lunghi mesi di pandemia, che hanno visto il ministro della sanità sempre sotto i riflettori. Nel 2023, Berset diventerà così per la seconda volta presidente. La prima fu nel 2018.
L'ultimo ticinese 24 anni fa
L'ultima volta che uno svizzero italiano è stato eletto alla massima carica dello Stato è successo nel 1998. Ventiquattro anni fa, infatti, sulla poltrona del presidente della Confederazione si era seduto l'ormai defunto Flavio Cotti. L'esponente del PPD aveva già ricoperto quel ruolo sette anni prima, nel 1991, anno in cui si festeggiava il settecentesimo della nascita della Svizzera.
Anche Cotti nel 1998, come Cassis oggi, era a capo della diplomazia elvetica. L'esponente del PLR dirige infatti il Dipartimento federale degli affari esteri dal 2017, anno della sua elezione in Consiglio federale.
«Oggi la Svizzera italiana torna presidente di tutto il Paese»
«È una grande emozione, pur essendo abituati a una certa esposizione, ogni elezione è un po’ come tornare a scuola»: così ai microfoni della RSI Ignazio Cassis appena dopo la sua elezione alla testa del collegio governativo per il 2022, sottolineando quindi la responsabilità legata al ruolo, ma anche la consapevolezza di dare visibilità alla Terza Svizzera.
«Oggi la Svizzera italiana torna presidente di tutto il Paese. Grazie infinite di essere fieri di questa giornata», ha aggiunto il nuovo presidente della Confederazione.
La delegazione ufficiale del Cantone Ticino
A Berna c'è una delegazione politica ufficiale ticinese per l'elezione di Cassis, composta dal presidente del Governo Manuele Bertoli, dai consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta e dal presidente del Gran Consiglio Nicola Pini.
E lo stesso Consiglio di Stato ha espresso, tramite un comunicato stampa, la propria soddisfazione per l’elezione odierna di Cassis, sottolineando l’importanza di questo evento istituzionale, «che non deve essere considerato né periodico né scontato per il Canton Ticino».
«L’elezione a presidente della Confederazione di un rappresentante della lingua e della cultura della Svizzera italiana evidenzia in modo tangibile la realizzazione costante del patto di solidarietà fra i Cantoni che è stata e continua essere la forza motrice della Svizzera federalista», si legge infatti nella nota stampa.
Il Governo ticinese si dice anche certo che un presidente della Confederazione che rappresenta la Svizzera italiana possa contribuire «alla salvaguardia dell’identità del nostro Paese, che da sempre si distingue per il rispetto delle diverse componenti culturali e linguistiche e per il coinvolgimento delle minoranze nei processi politici».
Considerato il delicato periodo storico che la nostra democrazia diretta sta vivendo, l’auspicio del Consiglio di Stato è che la presidenza di Ignazio Cassis «rafforzi il dialogo con tutte le minoranze presenti in Svizzera e favorisca la comprensione delle sfide che attendono il nostro Paese, dando un contributo tangibile alla coesione nazionale nella fase di superamento della crisi legata alla pandemia».
Cassis, il primo Sottocenerino della storia
Cassis è il primo Sottocenerino della storia ad assumere la presidenza della Confederazione. Prima di lui ci fu nel 1915, in piena Prima Guerra mondiale, l'airolese Giuseppe Motta, che ricoprì la carica per cinque volte.
In Consiglio federale nel 1940, il suo posto venne preso da Enrico Celio, esponente del PPD, eletto presidente nel 1943 e poi ancora nel 1948. Trascorsero 24 anni prima che, nel 1972, la poltrona fu occupata da un altro ticinese, pure leventinese, ma esponente del PLR, Nello Celio. L'ultimo, come detto, è stato, un ventennio più tardi, il locarnese Flavio Cotti.
Giova ricordare che ci sono stati altri tre consiglieri federali ticinesi, ma non sono mai stati eletti alla presidenza. Si tratta di Stefano Franscini, in Governo dal 1848 al 1857, il locarnese Giovan Battista Pioda, nell'Esecutivo federale dal 1857 al 1863 e Giuseppe Lepori, in carica dal 1954 al 1959, anno in cui da vicepresidente dovette dimettersi per motivi di salute.