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Fino al termine dell'attuale legislatura nel 2015, il Consiglio federale non deve più chiudere rappresentanze consolari. È quanto auspica il Consiglio nazionale che, con 137 voti contro 41 e 11 astenuti, ha approvato una mozione di Roland Büchel (UDC/SG). Gli Stati devono ancora esprimersi.
Gli svizzeri all'estero sono sempre più numerosi, ma negli ultimi anni il numero di consolati si è dimezzato, ha affermato Büchel. Recentemente sono così state chiuse le rappresentanze in città dove la presenza elvetica è importante, come Amburgo, Düsseldorf, Chicago e Toronto. Contemporaneamente sono state aperte rappresentanze a Tirana e Bichkek (capitale del Kirghizistan). Orbene, pochi svizzeri sono capaci di situare queste due località su una cartina, ha continuato il sangallese.
I nuovi centri consolari regionali, che spesso coprono il territorio di più paesi, non possono sostituirsi a una presenza in loco. Per la maggioranza occorre quindi fare una pausa di riflessione e stilare un bilancio intermedio della nuova prassi.
Il consigliere federale Didier Burkhalter ha cercato invano di convincere i deputati a respingere la mozione. Per il ministro degli esteri i consolati sono stati chiusi laddove la richiesta è debole. Con l'instaurazione dei centri regionali le prestazioni non sono diminuite, anzi, i servizi sono diventati più moderni e professionali, ha spiegato il neocastellano.