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La vendita di una casa di vacanza o di un'unità d'abitazione in un apparthotel tra stranieri residenti all'estero sarà facilitata e non rientrerà più nei limiti del contingente annuo. La relativa modifica di legge federale viene sottoposta da venerdì alla consultazione dei cantoni.Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2001 - 14:15
La legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone residenti all'estero ha lo scopo di evitare l'eccessivo predominio straniero sul suolo svizzero. A tale scopo essa prevede che le operazioni di compravendita di abitazioni di vacanza vengano sottoposte ad autorizzazione, nei limiti di un contingente annuo massimo di 2'000 unità.
Dalla metà degli anni Ottanta tale contingente è stato tuttavia gradualmente ridotto a 1'420 unità, a causa della diminuita domanda di fondi. La Svizzera non è più così attrattiva come un tempo e le rivendite d'immobili da parte di stranieri superano gli acquisti. Ciò nonostante, uno straniero che intende rivendere un fondo a un altro straniero deve richiedere ogni volta una nuova autorizzazione e l'operazione continua a gravare il contingente annuo.
Un primo allentamento della legge è già intervenuto nell'ottobre del 1999, quando sono stati sottratti all'obbligo di autorizzazione i cittadini stranieri dei paesi dell'Unione Europea, purché abbiano il loro effettivo domicilio in Svizzera o lavorino come frontalieri nel nostro paese. Tale modifica è stata introdotta perché la legge era in effetti contraria a quanto pattuito con gli accordi settoriali tra la Svizzera e l'UE.
Per l'ulteriore allentamento ora proposto c'è voluta invece un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale vallesano Simon Epinay, che ha fatto notare come le rivendite tra stranieri residenti all'estero gravino il contingente e le parti debbano per questo aspettare oltre un anno per ottenere l'autorizzazione.
La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha accolto l'iniziativa di Epinay e propone che la rivendita di una casa di vacanza o di un'unità abitativa in apparthotel tra persone all'estero non intacchi il contingente annuale. Rimarrebbe però l'obbligo di chiedere l'autorizzazione per garantire l'adempimento dei criteri legali e permettere l'effettuazione dei necessari controlli.
Inoltre, la Commissione ritiene che la legge non è più compatibile con l'attuale politica d'integrazione europea e non dovrebbe più contenere disposizioni discriminanti nei confronti degli stranieri. Ciò nonostante, la limitazione mediante contingentamento dell'acquisto di abitazioni di vacanza da parte di persone all'estero viene mantenuta, poiché il 25 giugno 1995 il popolo respinse una revisione della legge che andava in questa direzione.
Silvano De Pietro
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