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Per uscire dalla crisi Sulzer Medica chiede di poter affrontare collettivamente le denunce intentate a causa di anche e ginocchia artificiali difettose. Risarcimento globale? Una buona mossa per gli analisti, promossa anche dalla Borsa.Questo contenuto è stato pubblicato il 15 agosto 2001 - 18:04
In un comunicato diffuso mercoledì, Sulzer Medica e la sua divisione in causa Sulzer Orthpopedics propongono due tipi di indennizzi oltre alle spese mediche: 97500 dollari (163000 franchi) per chi, a causa delle protesi difettose, ha dovuto subire più operazioni; e 57500 dollari a chi ha fatto ricorso ad un solo intervento chirurgico.
Il nuovo presidente della direzione generale Stephan Rietiker ha specificato che i due terzi delle somme verrebbero corrisposti in liquidità, il rimanente sotto forma di partecipazioni a Sulzer Medica, di tipo ancora da definire. E' previsto inoltre il caso di chi non ha dovuto ricorrere in seconda battuta al chirurgo, dopo aver ricevuto un'anca o un ginocchio artificiale: a queste persone andranno 2750 dollari. Infine i familiari di tutte le vittime avrebbero diritto ad un indennizzo non ancora stabilito.
Se accettato, l'accordo risponderà a tutte le richieste inerenti le protesi difettose e sospenderà le cause depositate. Il giudice Cathleen O'Malley ha tra i 60 e i 90 giorni di tempo per deliberare sulla proposta di Sulzer Medica. Per allora 2353 pazienti saranno stati rioperati all'anca e 280 al ginocchio, quasi tutti negli Stati Uniti. Complessivamente, il gruppo svizzero calcola che sarà necessario rioperare 4000 persone. Al 10 agosto, erano state presentate 1029 denunce per anche artificiali difettose e due per le placche di fissazione delle tibie, componenti delle protesi del ginocchio.
"I primi processi erano previsti per settembre, ma l'auspicato si all'accordo bloccherà la procedura", ha precisato all'ats Hans Georg Hahnloser, direttore finanziario di Sulzer Medica. "La nostra proposta ha già suscitato l'interesse di una ventina di avvocati in causa". Hahnloser non nasconde che con un risarcimento collettivo la società se la caverebbe meglio, finanziariamente: una lunga battaglia giudiziaria, caso per caso, avrebbe risultati incerti e sicuramente più costosi. Il si garantirebbe inoltre ai pazienti un versamento sicuro e relativamente rapido, per Rietiker circa 3-5 anni.
Sulzer solvibile?
Il risarcimento globale porterebbe Sulzer a pagare circa 780 milioni di dollari (1,32 miliardi di franchi). Il gruppo zurighese si dichiara in grado di pagare la somma: 240 milioni di dollari sarebbero coperti dall'assicurazione e 140 milioni sarebbero ammortizzati con un condono fiscale. A conti fatti, l'operazione graverebbe su Sulzer Medica nell'ordine di 400 milioni di dollari (676 milioni di franchi). Il gruppo prevede di investire nel programma indennizzi il 50% delle sue entrate nette annue. A questo proposito è prevista la "creazione di un capitale autorizzato", che sarà sottoposta in autunno all'assemblea generale.
L'impresa si avvale dell'avvocato Richard Scruggs, tra gli artefici dell'accordo tra malati e l'industria del tabacco negli Stati Uniti. "La proposta è valida per tutti quelli che hanno fatto causa a Sulzer, compresi i casi associati a denunce collettive. Certo, è possibile che qualcuno non sarà d'accordo, precisa Hahnloser, in quel caso cercheremo soluzioni individuali".
Reazioni positive
Gli analisti hanno accolto favorevolmente il passo. "Sulzer Medica disponeva recentemente di cash per 150 milioni di franchi. Aggiungendovi i valori immobiliari e le partecipazioni finanziarie, risulta largamente di che pagare", ha dichiarato all'ats Patrick Laager, analista presso la Banca Sarasin & Cie. Concorda Patrick Stutz, della banca Vontobel. I costi previsti superano le stime del mercato, rileva. Quello che resta da vedere è se i pazienti accetteranno di essere indennizzati in parte con azioni della società.
Anche la Borsa ha accolto molto positivamente la proposta di risarcimento globale: alle 1600 di mercoledì l'azione Sulzer Medica, che già aveva ripreso aria nelle ultime settimane, è schizzata di 27 punti percentuali verso l'alto, toccando i 110 franchi. Sono stati scambiati oltre 270 mila titoli.
Il caso delle protesi Sulzer difettose era esploso lo scorso anno, con le anche artificiali ritirate dal mercato in dicembre. Si sono aggiunti in seguito i problemi alle placche di fissazione delle tibie; anche questo prodotto era stato ritirato dal mercato. Anche e tibie artificiali di Sulzer Orthopedics sono state impiantate prevalentemente negli Stati Uniti, seguiti da Australia ed Europa.
swissinfo e agenzie
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