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Collisione tra due F-5 Tiger della Patrouille Suisse a Leeuwarden (NL) il 9 giugno 2016: avviata l’indagine preliminare
Bern, 28.03.2019 - La collisione tra due F-5 Tiger in occasione di un volo di allenamento in prossimità della base aerea di Leeuwarden, nei Paesi Bassi, è dovuta presumibilmente al fatto che uno dei due piloti non abbia valutato correttamente la situazione. Ciò è quanto emerge dall’inchiesta svolta dalla Giustizia militare, la quale ha chiesto di avviare un’indagine preliminare a carico del pilota.
Il 9 giugno 2016, durante un volo di allenamento, due aerei da combattimento del tipo
«Northrop F-5E Tiger II» della Patrouille Suisse si sono scontrati in prossimità della base aerea di Leeuwarden, nei Paesi Bassi. In seguito alla collisione, uno dei due piloti ha perso il controllo del proprio velivolo e ha azionato il seggiolino eiettabile, che è stato espulso e ha permesso al pilota di toccare terra riportando solo lievi ferite. L’aereo, precipitato nelle immediate vicinanze di una serra situata sulla riva di uno stagno, è andato completamente distrutto. Anche il secondo velivolo coinvolto nello scontro ha subito danni, ma i comandi hanno continuato a funzionare, consentendo al pilota, rimasto illeso, di atterrare in sicurezza.
Il 22 giugno 2016 il comandante competente ha incaricato il giudice istruttore della Giustizia militare di procedere a un’assunzione preliminare delle prove allo scopo di accertare i fatti e definire se vi sono i presupposti per un’indagine preliminare. Nel suo rapporto finale il giudice istruttore ha concluso che al momento dell’incidente il pilota presumibilmente responsabile della collisione non si sia reso conto della situazione, o comunque non del tutto. Dopo una manovra per ridurre la velocità, mentre cercava di rientrare nella formazione il pilota ha presumibilmente perso di vista il secondo aereo coinvolto nell’incidente, senza però comunicarlo via radio con la parola «blind». Qualsiasi pilota che, dopo essersi separato dal gruppo, rientri in formazione e non riesca più a vedere l’aereo che lo precede ha tuttavia l’obbligo di segnalare questa modifica della visuale. Anche se il pilota non si fosse reso conto – o si fosse accorto troppo tardi – di aver perso di vista l’altro aereo, secondo i regolamenti in vigore era sua responsabilità fare in modo di prevenire la collisione durante la manovra in questione. Non si può quindi escludere a priori che l’incidente sia stato causato da un errore del pilota.
Sulla base di questi risultati il giudice istruttore ha chiesto al comandante delle Forze aeree di avviare un’indagine preliminare a carico del pilota che si presume abbia causato l’incidente, poiché vi è il sospetto di abuso e sperpero di materiale dell’esercito conformemente all’articolo 73 del Codice penale militare (CPM) nonché di inosservanza di prescrizioni di servizio secondo l’articolo 72 CPM.
Il divisionario Bernhard Müller, comandante delle Forze aeree, ha accettato la richiesta del giudice istruttore.
Per l’accusato vale tuttora la presunzione d’innocenza.
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Comunicazione Giustizia militare
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Ultima modifica 05.01.2016