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Annunciata sabato, la cancellazione dei Mondiali di Losanna e Zurigo ha messo fine alle speranze che l'evento potesse svolgersi. Una scelta difficile, ma coraggiosa, e soprattutto per il bene della salute di tutti. Preso atto di questa decisione, il comitato d'organizzazione vorrebbe ora riproporre l'evento sulle piste di Losanna e Zurigo già l'anno prossimo, cosa che tuttavia costringerebbe l'Iihf a rivedere una scaletta già prestabilita. Sulla questione, René Fasel, pur dicendosi favorevole a questa eventualità, prende tempo: «Al momento, spostare il Campionato del mondo non è la priorità - spiega René Fasel -. Abbiamo stabilito una lista di priorità e gestiremo tutto questo nelle prossime due o tre settimane. È stata una decisione molto difficile da prendere. In tre settimane abbiamo cancellato 19 eventi. Ci sono sfide da affrontare, costi da coprire e un'organizzazione da creare. Preferisco lavorare con tranquillità, anziché panicare».
In cima a tutte alle priorità dell'Iihf ci sono le questioni assicurative legate all'evento e il rimborso dei biglietti. Per quanto riguarda le assicurazioni, l'Iihf nel 2012 si era tutelata stipulando una polizza che gli dovrebbe permettere di coprire il budget preventivato. «È una fortuna che abbiamo questa assicurazione. Una decina di anni fa ci era stato consigliato di tutelarci in questo senso, e per fortuna l'abbiamo fatto. Naturalmente i premi della polizza sono alti, ma si tratta pur sempre di assicurare l'evento che ci dovrebbe garantire i maggiori introiti».
Sull'eventualità che l'edizione 2020 possa essere recuperata già quest'anno o nel 2021, Fasel è scettico: «Giocarlo d'estate, in Svizzera non sarebbe possibile. A Zurigo, ad esempio, in agosto non si potrebbe fare. La soluzione 'più semplice' sarebbe quella di spostare tutto per un anno». Al proposito, il friborghese si astiene comunque dal fare pressioni: «Non ho intenzione di proporlo al consiglio direttivo. Anche gli altri Paesi che devono organizzare i prossimi Mondiali hanno stipulato i loro contratti. Al momento, la barca sta attraversando una tempesta e si tratta di guidarla nel miglior modo possibile in attesa che torni la calma. Non ha senso forzare le cose».
Mentre il responsabile della Nazionale Lars Weibel spera che la Svizzera riesca a convincere gli altri Paesi a spostare il calendario per i prossimi cinque anni, permettendo così alla Svizzera di salvare i suoi Mondiali, René Fasel conta sulla solidarietà di tutti i giocatori: «Oggi dobbiamo limitare i danni e non servire interessi egoistici». Dei prossimi Paesi ospitanti (Lettonia/Bielorussia nel 2021, Finlandia nel 2022 Russia nel 2023, Repubblica Ceca nel 2024 e Danimarca/Svezia nel 2025), solo la Svezia sembra riluttante a vedere il suo 'slot' rimandato al 2026. Questa riluttanza è legata al fatto che i Giochi olimpici si svolgeranno in Italia proprio nel 2026. E la Svezia ricorda i Mondiali di calcio del 2002 dopo le Olimpiadi di Salt Lake City, dove probabilmente a causa di questa concomitanza, aveva subìto perdite. D'altra parte, né la Bielorussia nel 2014 (Olimpiadi di Sochi) né la Danimarca nel 2018 (Olimpiadi di Pyeongchang) hanno avuto di che lamentarsi sul piano economico.
In questa tempesta che il mondo sta attraversando, e naturalmente l'Iihf, da affrontare c'è anche la questione legata alla successione di Fasel, timoniere che a settembre, dopo 26 anni, dovrebbe lasciare il comando a un nuovo presidente doveva essere sollevata a settembre. La crisi innescata dal coronavirus potrebbe tuttavia perturbare anche questa scaletta. «Sto ascoltando e prendendo nota - dice Fasel quando gli viene chiesto se stia coniderando l'idea di restare al timone della Federazione internazionale oltre quella scadenza -. Non voglio lasciare la nave in acque agitate, non sarebbe giusto per il mio successore. Per i candidati, oggi è molto difficile fare campagna elettorale data la situazione. Se dovrò restre in carica per altri sei mesi o un altro anno, vedremo. Ma escludo un mandato di quattro anni».