Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/171083

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene sufficienti i rischi correlati all'avanzata dell'islam in Svizzera per giustificare una modifica della legge federale sui sistemi d'informazione militari (LSIM) volta ad autorizzare la raccolta e il trattamento dei dati riguardanti la religione ostentata dai militari di ogni grado incorporati nel nostro esercito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'esercito non opera distinzioni per quanto riguarda l'appartenenza religiosa dei suoi militari. Per l'esercito, uno Svizzero è uno Svizzero. Allo stesso tempo la libertà di credo e di coscienza è un diritto costituzionale di cui godono, ben inteso, anche i militari.</p><p>L'appartenenza religiosa dei militari non è registrata nel Sistema di gestione del personale dell'esercito e della protezione civile (PISA). Non sono quindi disponibili cifre.</p><p>Per quanto concerne l'estremismo, l'Esercito svizzero applica la strategia della tolleranza zero per ogni tipo di estremismo violento (estremismo di destra, di sinistra, estremismo di ispirazione jihadista ecc.). La mera appartenenza a una comunità religiosa di qualsiasi genere non è considerata dall'esercito un fattore di rischio.</p><p>Ogni persona soggetta all'obbligo di leva è già sottoposta a un controllo di sicurezza relativo alle persone adeguato al livello di responsabilità. Per le funzioni in cui fosse necessario, si effettua una verifica più approfondita. Inoltre i militari possono essere sottoposti a un controllo in qualsiasi momento, qualora sussistano segni o indizi di un uso abusivo dell'arma personale (cfr. art. 5 dell'ordinanza sui controlli di sicurezza relativi alle persone, OCSP; RS 120.4). In occasione di questi controlli, vengono esaminati e valutati i rischi che queste persone rappresentano.</p><p>Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene necessario adottare alcuna misura supplementare.</p>  Risposta del Consiglio federale.