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BERNA - Il Consiglio federale ha deciso di non modificare il tasso d'interesse minimo della previdenza professionale obbligatoria, che l'anno prossimo rimane fissato all'1%. L'esecutivo ha preso atto dell'andamento dei mercati obbligazionari, azionari e immobiliare e seguito il parere dei partner sociali.
Il saggio in questione costituisce il tasso minimo che deve essere corrisposto sull'avere di vecchiaia nel regime obbligatorio secondo i termini della Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP), ricorda una nota odierna dell'esecutivo. Prima di decidere, il Consiglio federale consulta la Commissione federale della previdenza professionale (Commissione LPP), che si è espressa per lo status quo, e le parti sociali.
La LPP prescrive che per la fissazione del tasso relativo al cosiddetto secondo pilastro sono determinanti l'andamento delle obbligazioni della Confederazione, delle azioni, obbligazioni e immobili. Il rendimento delle obbligazioni della Confederazione è basso: alla fine del 2018, il tasso d'interesse corrisposto su questi titoli con scadenza a dieci anni era pari a -0,15%, mentre alla fine di settembre del 2019 era di -0,70%.
La performance di azioni, obbligazioni e immobili è invece complessivamente molto positiva. Nel caso delle azioni, l'andamento negativo del 2018 è stato più che compensato dai buoni rendimenti registrati quest'anno. Nel 2018 alla borsa svizzera lo Swiss Performance Index (SPI), un indice che contempla numerose aziende, ha perso l'8,6%, tornando però a crescere nel 2019, con un aumento del 24,4% (dati di fine settembre). Anche le performance di obbligazioni e immobili sono positive, precisa il governo.
Considerati il buon andamento dei mercati finanziari di quest'anno e il basso livello del tasso d'interesse minimo, una riduzione di quest'ultimo non è giustificata. Però l'attuale basso livello dei tassi d'interesse sui mercati finanziari non rende opportuno nemmeno un aumento.