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Il Consiglio federale vuole rafforzare la lotta contro il lavoro nero, ma il suo progetto di revisione delle legge è oggetto di un fuoco incrociato di critiche.
La sinistra e i sindacati lo ritengono troppo debole, l'UDC, il PLR e le associazioni padronali troppo burocratico. I cantoni, primi interessati, lo sostengono ma con un distinguo: non vogliono essere loro a pagare.
In Svizzera il lavoro nero ha un volume di 45 miliardi l'anno, il 6,9% del Prodotto interno lordo, stando alle valutazione del Dipartimento federale dell'economia (DEFR). Un rapporto del 2012 aveva concluso che era necessario rivedere la legge.
La novità centrale del progetto, in consultazione fino al primo agosto, consiste in una maggiore collaborazione fra autorità: ispettori del lavoro, responsabili dell'aiuto sociale, del controllo abitanti e dell'amministrazione fiscale dovrebbero potersi scambiare le informazioni per scoprire più facilmente i casi di abusi.
I partiti borghesi si dicono favorevoli ad un maggiore scambio di informazioni. La proposta del governo però a loro avviso lascia un margine di interpretazione eccessivo alle autorità di controllo. Per l'UDC, l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) e l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) invece le modifiche di legge causano un aumento della burocrazia. A loro avviso l'attuale legge è sufficiente.
La destra ha criticato in particolare una delle proposte del Consiglio federale: la possibilità di infliggere una multa ai datori di lavoro che non annunciano i nuovi assunti all'AVS. L'UDC vorrebbe addirittura abolire l'obbligo di notifica dei nuovi dipendenti.
Questa disposizione è la chiave di volta della lotta contro il lavoro nero, fa notare l'Unione sindacale svizzera (USS). Sinistra e sindacati però ritengono che le multe previste nel progetto di legge siano "completamente fuori dalla realtà".
Il Consiglio federale propone sanzioni di 1000 franchi per le imprese che non annunciano i dipendenti all'AVS e 5000 franchi in caso di recidiva. Queste somme non hanno alcun effetto dissuasivo, sottolinea il PS. I Verdi propongono multe di 30'000 franchi e 50'000 in caso di recidiva.
Il progetto prevede anche di cambiare la chiave di ripartizione dei costi per i controlli sul lavoro nero, che attualmente vengono suddivisi in parti uguali da Confederazione e cantoni. Berna assumerebbe in futuro solo il 40% delle spese legate al salario degli ispettori. Per i cantoni è assurdo che la Confederazione voglia inasprire la lotta contro il lavoro nero e nel contempo ridurre i costi del personale impegnato in questa lotta. I cantoni poi sarebbero spinti a fare controlli solo in certi settori, a scapito di una prevenzione generale.
SDA-ATS