Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01204.jsonl.gz/388

"Fiocchi di neve"
© 2020 FdR
James Hatch ha 52 anni. Ne ha trascorsi 26 nella Marina americana. Navy Seal. Nel 2009 è stato gravemente ferito in Afghanistan, in un'operazione destinata a liberare un ostaggio. Tornato in patria, da veterano ha conosciuto il percorso di molti suoi ex colleghi: il disorientamento (fatto anche di alcol e droghe).
Poi si è iscritto alla celebre università di Yale.
Ha firmato un lungo articolo dedicato ai primi mesi della sua esperienza e sul confronto con giovani studenti che la pensano in modo opposto alle convinzioni che lo hanno spinto a fare la guerra. Il titolo è My Semester With the Snowflakes: il mio semestre con i fiocchi di neve.
Fiocchi di neve vengono definiti gli intellettuali (studenti incl.) da chi la pensa come la pensava James. In italiano diremmo: buonisti.
L'articolo non è una dichiarazione d'amore per i buonisti. È il racconto di come, confrontandosi sulla base delle esperienze compiute nella vita, sia possibile parlarsi e ascoltarsi. Almeno questo. Non in rete, che è il luogo in cui la complessità della vita viene cancellata: in un'aula universitaria, invece, sostiene James.
In questa intervista alla National Public Radio, James Hatch racconta che cosa ha provato quando ha letto per la prima volta l'Iliade (a Yale) e ascoltato le spiegazioni di un professore.
«Se sei un politico e devi prendere la decisione di mandare dei giovani in guerra, prima dovresti leggere l'Iliade».
«Perché?», chiede la giornalista.
Perché ti dà una buona idea della follia della guerra, risponde James.
È interessante notare come la guerra sia sparita, oggi, dalla neomilitanza che si manifesta e diffonde in Occidente. Non interessa più a nessuno.