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Il governo greco ha reintegrato oggi, con l'approvazione del Parlamento, la vecchia emittente radiotelevisiva di Stato Ert chiusa nel 2013 dal precedente esecutivo guidato da Antonis Samaras.
Con tale decisione, il Parlamento ha votato anche per la riassunzione di oltre 1500 dipendenti dell'Ert.
La Ert, per cui lavoravano circa 2700 persone, venne chiusa nel giugno 2013 con un decreto 'ad hoc' voluto dal premier conservatore che accusava la dirigenza dell'emittente di partitocrazia, nepotismo ed enormi sprechi di denaro pubblico.
Pochi giorni dopo, i giornali pubblicarono il contenuto di rapporti ufficiali sui quali indagava la magistratura e dai quali risultava una lunga serie di scandali con stipendi astronomici e bonus milionari elargiti a dirigenti e giornalisti dell'Ert, appalti di lavori a società-fantasma, assunzioni illegali e così via.
La controversa iniziativa di Samaras provocò un vero e proprio terremoto politico che per poco non travolse il suo governo di cui all'epoca faceva parte oltre al socialista Pasok anche Sinistra Democratica di Fotis Kouvelis, poi uscito dalla coalizione proprio perché in disaccordo con la chiusura dell'azienda.
Centinaia di dipendenti dell'emittente - rifiutando la decisione di Samaras - occuparono l'edificio in cui aveva sede l'Ert e, dal momento che i canali erano stati oscurati e il ripetitore principale neutralizzato dalla polizia, continuarono a trasmettere per un paio di mesi in streaming via web grazie alla collaborazione dell'European Broadcasting Union (Ebu). La polizia intervenne in forze all'alba del 7 novembre e sgomberò l'edificio dagli ultimi 50 dipendenti che vi erano ancora asserragliati.
SDA-ATS