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Caroline Ellison, che in molti chiamano “Lady Crypto”, era la CEO di Alameda Research, ovvero la società del gruppo FTX che si occupava di trading.
Alameda Research a quanto pare era il fulcro dei problemi di FTX, perchè sebbene la gestione dei fondi dell’exchange fosse alquanto problematica, ad innescare il crollo sembra siano state proprio le perdite di Alameda Research.
Le colpe di Lady Crypto nel collasso di FTX
Oggi l’ufficio del Procuratore generale del Southern District of New York (SDNY) ha informato via Twitter che Caroline Ellison, insieme a Gary Wang, si è dichiarata colpevole.
Statement of U.S. Attorney Damian Williams on U.S. v. Samuel Bankman-Fried, Caroline Ellison, and Gary Wang pic.twitter.com/u1y4cs3Koz
— US Attorney SDNY (@SDNYnews) December 22, 2022
L’accusa era quella di frode, ed a quanto pare Ellison ha deciso di vuotare il sacco e collaborare con le indagini del Dipartimento di Giustizia USA. Sembra che patteggiando in questo modo abbia evitato una condanna potenziale a 110 anni di carcere.
Il procuratore Damian Williams ha rivelato che SDNY ha sporto denuncia contro Caroline Ellison e Gary Wang in relazione al loro ruolo nella frode che ha contribuito al collasso di FTX, e che sia Ellison che Wang si sono dichiarati colpevoli e stanno collaborando con l’SDNY.
Williams ha anche aggiunto che è improbabile che questo sia l’ultimo importante sviluppo della vicenda, perché l’indagine è ancora in corso e sta evolvendo molto rapidamente.
Ha anche aggiunto una frase che apparentemente sembra rivolta a Sam Bankman-Fried (SBF), quasi a volerlo convincere a dichiararsi colpevole come i suoi complici.
In precedenza la SEC aveva accusato Ellison e Wang di aver messo in piedi uno schema pluriennale per frodare gli investitori azionari di FTX, e di altre violazioni della legge sulle security.
Quindi l’accusa di cui Ellison si è dichiarata colpevole è quella di frode.
Williams non ha descritto i dettagli di questa frode, ma evidentemente si riferisce al modo con cui erano gestiti FTX ed Alameda Research.
Oltre a ciò ci sono però altre accuse che pendono sulla sua testa, provenienti non dall’SDNY, ma dalla SEC. Secondo la SEC, Ellison, sotto la direzione di SBF, avrebbe promosso uno schema per manipolare il prezzo del token di FTX (FTT). La manipolazione sarebbe stata condotta acquistando grandi quantità di FTT sul mercato per sostenerne il prezzo.
La truffa e il token FTT
L’exchange crypto FTX è stato creato nel 2019, ed il suo token FTT è sbarcato sui mercati a luglio dello stesso anno ad un prezzo di circa 1,6$.
Fino a novembre del 2020 il suo prezzo era salito lentamente fino a superare i 4$, ma con l’inizio dell’ultima grande bull run dei mercati crypto si è impennato fino a sfiorare i 60$ a maggio 2021.
Dopo un primo crollo sotto i 23$, a luglio aveva iniziato nuovamente a salire fino a toccare il massimo storico di 84$ a settembre dello stesso anno.
In seguito il prezzo ha iniziato a scendere, arrivando prima a 35$ a gennaio di quest’anno, e poi di nuovo a 23$ a giugno.
Ad inizio novembre era ancora di 26$, ma a quel punto ha iniziato a crollare.
Il crollo ha avuto inizio quando il co-fondatore e CEO di Binance, Changpeng CZ Zhao, ha dichiarato pubblicamente di voler vendere tutti i token FTT in cassa.
In un primo momento Caroline Ellison aveva risposto a CZ che Alameda Research avrebbe acquistato tutti i token FTT di Binance ad un prezzo di 22$, ma l’8 novembre il prezzo di mercato scese sotto questa soglia.
A quel punto è subentrato il panico, e nell’arco di un solo giorno il prezzo è precipitato a 4$.
Il 10 novembre, ovvero il giorno del crollo di FTX, il prezzo era sceso a 2$, mentre il 14 novembre era sceso a 1,3$.
Solo due giorni fa è sceso anche sotto 1$, e ieri ha fatto registrare il suo prezzo minimo di sempre a quota 0,85$. Tuttavia potrebbe scendere ancora.
Rispetto ai massimi di settembre 2021 la perdita cumulata è del 99%, mentre dal collocamento è del 49%.
Altre accuse
Anche la CFTC sta accusando Caroline Ellison, Gary Wang e SBF, in particolare di frode e false dichiarazioni in relazione alla vendita di asset digitali nel commercio interstatale.
In particolare Gary Wang è accusato di aver creato il codice software di FTX che ha poi consentito ad Alameda di sottrarre i fondi dei clienti dell’exchange, e quindi ad Ellison di appropriarsene indebitamente per utilizzarli per finanziare le attività di trading di Alameda.
Il punto chiave sembra proprio essere l’utilizzo non autorizzato dei fondi che i clienti di FTX avevano depositato sull’exchange.
Infatti a chi depositava i propri fondi su FTX non era chiaro che la società li avrebbe utilizzati per finanziare attività proprie come se fossero soldi suoi.
A questo punto ogni tentativo di convincere gli utenti a depositare fondi propri su FTX potrebbe essere considerato parte di una vera e propria truffa, dato che ai clienti invece veniva detto che avrebbero potuto prelevare i loro fondi in qualsiasi momento, facendo intendere che l’exchange li conservasse in cassa per poterli erogare in qualsiasi momento.
In effetti il problema è esploso proprio il 10 novembre quando FTX ha dovuto di fatto interrompere i prelievi. A quel punto era evidente che non aveva più in cassa i fondi dei clienti, tanto che si è scoperto poi in seguito che li aveva proprio spesi per finanziare attività proprie.
La posizione di SBF
Ora che Ellison e Wang stanno vuotando il sacco, pare che sarà molto difficile per SBF continuare a dichiararsi innocente.
Anzi, anche SBF rischia più di 100 anni di carcere, quindi non c’è da stupirsi se il procuratore Williams stia cercando di lanciargli una sorta di salvagente per convincerlo a patteggiare dichiarandosi colpevole, e quindi ridurre in modo drastico la sua pena.
Sam Bankman-Fried è il co-fondatore ed ex CEO di SBF, ovvero la figura centrale di questa vicenda e del gruppo FTX. Qualche giorno fa è stato arrestato alle Bahamas, dove la società aveva sede, e ad oggi è stato estradato negli USA.
In un primo momento aveva provato ad opporsi all’estradizione, ma poi si è convinto che forse conveniva in qualche modo assecondare le richieste statunitensi.
SBF è cittadino statunitense, come la maggior parte dei frodati. Quindi sebbene la sede legale ed operativa della società fosse alle Bahamas, è piuttosto logico che il processo si tenga negli USA.
Va anche detto che nel suo Paese Natale SBF può forse ancora contare su diverse amicizie, tanto che a quanto pare il nuovo regime di detenzione sarebbe già molto più morbido rispetto alle dure condizioni che aveva dovuto sopportare nel carcere bahamense.
Lady Crypto e il legame con SBF e l’impero FTX
Mentre SBF è destinato a rimanere in carcere ancora per un bel po’, Caroline Ellison invece a quanto pare potrebbe essere rilasciata grazie al pagamento di una cauzione da 250.000$, a patto che non lasci gli Stati Uniti.
Il fatto che con il patteggiamento abbia evitato una potenziale condanna a 110 anni di carcere non significa, però, che non verrà incarcerata. Per sapere quale sarà la condanna bisognerà attendere l’esito del processo.
Pare che con il patteggiamento abbia evitato ben sette capi d’accusa, mentre sarebbe ancora perseguita dall’SDNY solo per violazioni fiscali penali. Non è chiaro, però, se questo accordo possa valere anche per le accuse della SEC e della CFTC, ma dato che è un accordo solo con l’SDNY non sembra che possa valere anche nei confronti di altre autorità.