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BERNA - Chiunque entri in Svizzera da un Paese a rischio coronavirus attualmente è sottoposto a una quarantena di dieci giorni. La Task force della Confederazione sta ora discutendo una riduzione a sei o sette giorni. Spetta al Consiglio federale decidere.
«Lo stiamo valutando scientificamente», ha detto ieri sera Marcel Tanner, epidemiologo e membro della Task force, nella trasmissione "Club" della televisione svizzera SRF. La Task force comprende le richieste dell'economia e del settore dei viaggi riguardo a un periodo di quarantena più breve.
La condizione per una quarantena abbreviata sarebbe un test del coronavirus negativo. In un documento pubblicato di recente, il professore del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e membro della Task force Sebastian Bonhoeffer conclude che sarebbe possibile una riduzione del periodo di quarantena in combinazione con test per il coronavirus.
«La proposta concreta che è stata ora esaminata sulla base del documento è che se vengono effettuati i test necessari, la quarantena può essere ridotta in tutta sicurezza» ha detto Tanner nel programma televisivo. «Forse fino a sette giorni». Ma che si può anche provare se sia percorribile una quarantena di sei giorni con un test negativo.
La decisione se allentare le regole di quarantena per i viaggiatori e se abbreviare il periodo di quarantena spetta al Consiglio federale. Due settimane fa, il ministro delle finanze Ueli Maurer ha dichiarato al telegiornale della televisione svizzero tedesca "Tagesschau" di ritenere che la Svizzera possa abbreviare il periodo di quarantena per coloro che rientrano da Paesi a rischio.
In diversi Paesi, tra cui Germania, Francia e Italia, sono in corso discussioni per ridurre il periodo di quarantena a circa sette o addirittura cinque giorni.