Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01171.jsonl.gz/748

Da diversi giorni i telespettatori della televisione pubblica svedese SVT si sono visti presentare l'attualità da Cheyma Moufid, una giovane musulmana che indossa il velo islamico. Moufid è stata assunta come preentatrice delle notizie locali nella zona della capitale Stoccolma.
Come riferisce il portale svedese “Fiji Tider”, Moufid è stata assunta a SVT lo scorso autunno e
questa settimana è apparsa in alcuni reportage sulla scarsa qualità della rimozione della neve a Stoccolma. Nei servizi Moufid ha sostenuto che la città di Stoccolma non ha alcun controllo sulla rimozione della neve nelle aree con alta percentuale di immigrati, come Rinkeby e Tensta. Entrambi i quartieri sono spesso definite come "no-go zone" e comportano rischi anche per la polizia e il personale dei soccorsi.
Nei social media, l'apparizione di una donna velata sugli schermi televisivi che critica la stessa politica migratoria di cui ha beneficiato, hanno suscitato molte reazioni critiche, con diverse che interpretano la nuova presentratrice velata come un ulteriore segno che la Svezia sta diventando sempre più islamizzata.
"Perché dovremmo essere costretti a vedere i simboli dell'estremismo religioso", ha scritto su Twitter la blogger e scrittrice Katerina Janouch.
"Questo è quello per cui oltre il 90% delle donne svedesi ha votato, fra non molto tutte quante dovranno indossare il velo e vedremo cosa voteranno" ha commentato un altro utente.
"Ciao SVT, perchè fai marketing a indumenti oppressivi attraverso i tuoi dipendenti?” ha twittato un altro. Un altro utente ha invece citato le linee guida di SVT in cui si raccomanda di evitare simboli religiosi.
SVT è l'emittente televisiva pubblica nazionale svedese; è finanziato da un'imposta sul reddito personale, in modo simile alla svizzera SSR. Per sua stessa ammissione, ha affermato di volersi focalizzare sulla “diversità e l'inclusione”.