Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/44720

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di voler informare il Parlamento, nel limite delle sue conoscenze e dei possibili approfondimenti:</p><p>1. circa le intenzioni manifestate nei vari paesi dell'Unione europea riguardo allo svolgimento di procedure di amnistia fiscale del tipo di quella messa in atto dall'Italia a cavallo degli anni 2001/02;</p><p>2. circa l'entità (stimata) degli averi di cittadini e residenti svizzeri depositati presso istituti finanziari o bancari esteri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale è in grado di dare soltanto notizie sommarie sui progetti di amnistia fiscale degli stati dell'UE. Infatti, è difficile ottenere informazioni sulle amnistie decretate in altri paesi in quanto, di solito, i governi rendono note simili misure solo quando le stesse assumono un carattere più o meno concreto oppure quando, con annunci del genere, vengono perseguiti obiettivi di carattere politico. Tutto questo per evitare in particolare che attraverso amnistie preannunciate con largo anticipo venga ulteriormente incoraggiata la sottrazione d'imposta. Anche il Consiglio federale dispone pertanto solo di fonti pubbliche che, in quanto tali, sono accessibili a un vasto pubblico (in particolare la stampa generica e quella specializzata). Da queste fonti provengono le indicazioni che seguono.</p><p>- Sebbene circolino voci di un'amnistia a livello dell'UE secondo il modello italiano, la Commissione dell'UE non ha finora formulato nessuna proposta in tal senso. Alcuni stati dell'UE stanno invece prendendo in considerazione l'introduzione di misure per i casi di amnistia. </p><p>- Il governo tedesco ha parlato quest'anno di una possibile amnistia. Tuttavia l'idea è stata nel frattempo abbandonata. Per contro non sono da escludere agevolazioni in caso di denuncia spontanea non punibile (ad es.: riduzione del numero di anni soggetti a tassazione suppletoria). </p><p>- In Italia il governo sta vagliando la possibilità di estendere anche alle persone giuridiche l'amnistia decretata in favore delle persone fisiche. I dettagli non sono comunque noti. </p><p>- Secondo l'autore dell'interpellanza anche la Spagna ipotizzerebbe il ricorso a simili procedure di amnistia fiscale. Considerato che il governo spagnolo cerca con tutti i mezzi di arginare la sottrazione d'imposta, un'amnistia fiscale appare oggi assai improbabile.</p><p>- L'Austria vanta esperienza in materia di amnistie parziali. In particolare, in occasione dell'introduzione della vigente imposta forfettaria sugli interessi (Abgeltungssteuer) è stata concessa un'amnistia, che non ha tuttavia dato grossi risultati, in quanto caratterizzata da una regolamentazione troppo formalistica. Al momento non sono in gestazione altri progetti.</p><p>- In vista dell'allargamento dell'UE ai paesi dell'Est occorre evidenziare che nel mese di agosto del corrente anno il governo polacco ha approvato un progetto di legge di amnistia fiscale, che prevede di tassare al 7,5 percento i redditi sottratti tra il 1996 e il 2001, qualora venissero dichiarati entro il 31 dicembre 2002. Trascorso questo termine verrebbe applicata una multa fiscale del 75 percento.</p><p>2. Ancora più difficile risulta rispondere alla seconda domanda dell'autore dell'interpellanza sull'entità degli averi di cittadini svizzeri depositati all'estero. La Banca nazionale svizzera pubblica dei dati su beni di svizzeri all'estero. Questa pubblicazione non contiene però le informazioni richieste dall'autore dell'interpellanza, in quanto non esiste nessuna indicazione sui conti all'estero di residenti in Svizzera. Considerato che secondo alcune stime le banche svizzere amministrano circa il 25 a 30 percento del patrimonio mondiale, tali conti non dovrebbero rivestire una grande importanza.</p><p>Con riferimento al portafoglio investimenti delle economie domestiche svizzere, assumono una certa rilevanza tutt'al più gli investimenti in obbligazioni straniere (esenti da imposta alla fonte) nonché i certificati dei fondi d'investimento di emittenti straniere, i cui volumi alla fine del 2001 ammontavano a 93 rispettivamente 88 miliardi di franchi. Queste cifre si riferiscono tuttavia esclusivamente ai titoli amministrati da banche svizzere e straniere attive in Svizzera. Altre cifre non sono note.</p>  Risposta del Consiglio federale.