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JUUKAN GORGE - Il presidente della multinazionale mineraria Rio Tinto, Simon Thompson, ha annunciato le proprie dimissioni.
Il motivo va ricondotto allo scandalo della distruzione da parte della società - l'anno scorso - di uno storico sito indigeno di oltre 46'000 anni nell'Australia occidentale, che ha già portato a una serie di partenze tra i dirigenti della società.
«Come presidente, sono in definitiva responsabile delle mancanze che hanno portato a questo tragico evento», ha ammesso Thompson, che è in carica dal 2018, in una dichiarazione. «I tragici eventi a Juukan Gorge sono fonte di profondo rammarico, oltre ad essere una chiara violazione dei nostri valori come azienda».
L'azienda, lo ricordiamo, ha fatto saltare in aria a maggio 2020 le grotte di Juukan Gorge per espandere una miniera di ferro. Le grotte, oltre ad un alto valore archeologico, avevano un profondo significato culturale per gli aborigeni.
A giugno dello scorso anno, la Rio Tinto si è scusata, ma nonostante le critiche sempre più pesanti non ha effettuato alcun licenziamento. Qualche mese dopo, con l'aumentare della pressione anche da parte degli investitori, il Ceo Sébastien Jacques si è dimesso, e anche altri due dirigenti - Chris Salisbury, a capo del business del minerale di ferro, e Simone Niven, dirigente del gruppo per le relazioni aziendali - hanno lasciato l'azienda in relazione all'episodio.
Il consiglio direttivo dell'azienda ha dichiarato oggi che ha accettato la decisione di Thompson e che cercherà un successore.
Numerosi gruppi di attivisti e di associazioni hanno appreso con soddisfazione la dipartita di Thompson, tuttavia, ad esempio l'ACCR (Australasian Centre for Corporate Responsibility) sostiene che anche altri dirigenti, tra cui Sam Laidlaw, dovrebbero considerare le loro posizioni.
«Non c'è nessuna prospettiva realistica per Rio Tinto di ricostruire la propria reputazione finché i responsabili di tale degrado della cultura aziendale rimangono nel suo consiglio», ha detto James Fitzgerald, consulente legale dell'ACCR, al Guardian.