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Il Tribunale amministrativo grigionese non entra in materia sull'asserita incostituzionalità del sistema maggioritario per l'elezione del Gran Consiglio, oggetto di un ricorso inoltrato dopo le elezioni cantonali del maggio 2014.
In una sentenza pubblicata oggi, si dichiara incompetente a farlo e giudica peraltro il ricorso tardivo. La vertenza può ancora essere portata davanti al Tribunale federale.
Il sistema in uso nei Grigioni per l'elezione dei 120 membri del parlamento cantonale è contestato da tempo. I ripetuti tentativi di riforma a favore del sistema proporzionale vigente nel resto della Svizzera sono però tutti falliti alle urne. Il 3 marzo 2013 l'iniziativa che chiedeva il passaggio al proporzionale è stata respinta con 40'104 voti contro 31'382. Oltre che nei Grigioni, il maggioritario è in vigore solo nel piccolo Appenzello Interno.
Elezione contestata
Il giorno dopo le elezioni del 18 maggio 2014 per il rinnovo del Gran Consiglio, 33 cittadini, tra cui un ex consigliere di Stato il cui nome non era stato rivelato e sei ex deputati cantonali, avevano inoltrato ricorso per violazione dei diritti politici.
In una conferenza stampa a Coira avevano chiamato in causa il sistema maggioritario, sostenendo che lede il diritto di voto ed eleggibilità, ragione per cui i risultati dell'elezione avrebbero dovuto essere annullati. In subordine, proponevano di rinunciare all'annullamento a condizione che il sistema maggioritario grigionese fosse riconosciuto come contrario alla Costituzione federale. Obiettivo del ricorso: che le elezioni cantonali del 2018 si svolgano con un sistema ritenuto più equo.
Il sistema attuale - sostengono i ricorrenti - presenta infatti grosse differenze nei 39 circoli elettorali e lede in maniera grossolana il principio dell'uguaglianza fra i votanti: nel circolo di Coira ci vogliono almeno 2'300 voti per un mandato nel parlamento cantonale, quando nel mini circolo di Avers ne bastano 70.
Ricorso tardivo e tribunale non competente
Nella sentenza pubblicata oggi il Tribunale amministrativo sostiene che il ricorso avrebbe dovuto essere presentato già nel 2013, quando il Governo retico aveva pubblicato sul Foglio ufficiale il numero dei deputati da eleggere per la legislatura 2014-2018 in ciascuno dei 39 circoli. Non si può aspettare l'esito di una elezione per contestare un sistema elettorale già da tempo in vigore, scrive il tribunale.
Detto questo, esso lascia intendere che non sarebbe comunque in ogni caso entrato in materia sul ricorso. Il Tribunale amministrativo - afferma - può essere sì interpellato quale corte costituzionale. Tuttavia la sua competenza non va oltre lo stabilire se leggi e ordinanze cantonali siano in accordo con la Costituzione cantonale. A causa della separazione dei poteri esso non può giudicare se la Costituzione cantonale stessa sia legittima.
TF già critico verso sistemi cantoni Svizzera centrale
I ricorrenti non hanno ancora deciso se rivolgersi ora al Tribunale federale, a quanto si è appreso. I supremi giudici di Losanna hanno già biasimato i sistemi elettorali (proporzionali) vigenti in alcuni cantoni della Svizzera centrale, in particolare Zugo, Svitto e Nidvaldo, criticando ogni volta il fatto che la diversa forza dei voti nelle diverse circoscrizioni elettorali non dava ai partiti minori un peso adeguato. Nel canton Nidvaldo, per esempio, per ottenere un mandato a Stans bastava l'8% dei voti, mentre a Emmetten occorreva arrivare al 33%.
Appenzello esterno può dal canto suo mantenere il suo sistema elettorale misto malgrado la forte componente maggioritaria, un'eccezione in Svizzera. Il TF ha infatti respinto lo scorso autunno il ricorso di un cittadino, che contestava i risultati elettorali cantonali del 2011. Secondo l'Alta Corte, l'elezione dei 65 deputati con sistema misto, proporzionale per Herisau e maggioritario peri i piccoli comuni, è conforme alla Costituzione federale.
SDA-ATS