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(14.11.2012) Gli squilibri sul mercato dell'immobiliare residenziale sono sempre più inquietanti. L'indice "UBS Swiss Real Estate Bubble Index" ha registrato un incremento (+0,2 punti) al terzo trimestre 2012.
A 1,02 punti, questo indicatore di UBS si situa ormai nella zona a rischio, un livello che non era più stato raggiunto dalla bolla immobiliare degli anni '90. Secondo le stime di UBS l'incremento dei prezzi nell'immobiliare deve essere considerato sempre più come una sopravvalutazione.
L'aumento non è infatti imputabile né ai prezzi al consumo, in diminuzione, né ai salari, che sono aumentati di poco. I prezzi elevati del mercato immobiliare continuano quindi ad essere influenzati dalla domanda di immobili in quanto oggetti di investimento e dal basso livello dei tassi ipotecari.
Corollario di questa evoluzione, l'indebitamento ipotecario non accenna a diminuire. Per UBS questa tendenza è pericolosa, in quanto i due fattori all'origine della crescita dei prezzi dell'immobiliare possono rapidamente invertire la loro tendenza.
Il rischio di bolla è cresciuto in un gran numero di regioni svizzere. Lo scorso semestre i prezzi sono saliti del 7,6% a Davos, del 5,1% a Zugo, del 3,8% a Zurigo e Losanna e dell'1,8% a Ginevra. Tra le regioni a rischio si possono annoverare anche le regioni di Untere Baselbiet e Saanen-Obersimmenthal, mentre Nidvaldo e la regione di Svitto interno sono anch'esse da monitorare.
Ultima modifica 10.09.2015