Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/105491

<h2>SubmittedText<h2><p>Le lacune di Esercito XXI - registrate anche nei rapporti del DDPS in materia di lacune - sono talmente gravi che, oltre alla richiesta di una loro eliminazione, si pone anche la questione della responsabilità e dei responsabili ai vertici dell'esercito e in seno allo Stato Maggiore di pianificazione dell'esercito al momento della realizzazione di Esercito XXI.</p><p>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Chi è reso responsabile con quali misure del fatto che nel settore dei sistemi di condotta elettronici (FIS forze terrestri, ecc.) sono stati forse effettuati investimenti errati fino a 2 miliardi di franchi, acquistando indiscriminatamente programmi e sistemi cari, tra loro insufficientemente compatibili, o per nulla compatibili, per cui i sistemi acquistati non possono neanche lontanamente essere impiegati nella maniera in cui era stato annunciato a suo tempo alle commissioni e al Parlamento?</p><p>2. Chi è reso responsabile con quali misure del fatto che in breve tempo nel settore della logistica quasi tutto il personale specializzato è stato licenziato, molto prima ancora che funzionasse anche soltanto parzialmente la gestione elettronica (ancora oggi non funzionante) di equipaggiamento, armamento e personale dell'esercito?</p><p>3. Chi è reso responsabile con quali misure del fatto che dopo la decisione in merito alla realizzazione di Esercito XXI molto materiale dell'esercito di elevata qualità è stato immediatamente rottamato, eliminato o venduto (in parte anche svenduto), nonostante al Parlamento fosse stato assicurato che la maggior parte del materiale liberato nel quadro della massiccia riduzione degli effettivi dell'esercito a partire dagli anni Novanta sarebbe stato tenuto in riserva per assicurare un possibile potenziamento? Un modo di procedere che oggi di fatto impedisce l'attuabilità del concetto di potenziamento di Esercito XXI.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza di alcun indizio tale da indurre a ritenere che militari o impiegati del DDPS abbiano commesso, in relazione con la pianificazione dell'esercito o dell'armamento, atti o omissioni di cui dovrebbero essere resi responsabili.</p><p>In merito alle singole domande:</p><p>1. Trattandosi di sistemi estremamente complessi ed essendo gli investimenti totali considerevoli, sono stati eseguiti diversi controlli. In tale ambito i controlli principali sono costituiti dalle revisioni del Controllo federale delle finanze e dalle revisioni all'interno del DDPS (revisione intermedia del conto di Stato 2009, rapporto di revisione del 21 dicembre 2009). Dette revisioni comprendono diverse raccomandazioni per l'ulteriore ottimizzazione della procedura d'armamento. In seguito ai risultati ricevuti, il DDPS ha ridotto l'entità originariamente prevista dei FIS forze terrestri. Anche il volume complessivo del programma C4ISTAR è stato corretto e il progetto NaVIS è stato interrotto. Quale misura adottata per assicurare che in futuro i singoli progetti vengano armonizzati meglio, le responsabilità nel quadro delle supervisioni dei programmi saranno oggetto di una nuova regolamentazione e la relativa gestione assumerà un carattere ancora più globale.</p><p>A causa dell'elevata complessità e della lunga durata di tali progetti, saranno inevitabili degli adeguamenti, segnatamente in seguito ai progressi a livello tecnico, ma anche alla mutata situazione finanziaria internamente al Settore difesa. Tali adeguamenti saranno di volta in volta approvati dagli organi di vigilanza competenti in seno al DDPS.</p><p>2. Con Esercito XXI erano previsti un aumento della quota destinata agli investimenti e una corrispondente riduzione della quota per le spese d'esercizio. Entrambi i programmi di sgravio 2003 e 2004 hanno ulteriormente aumentato - poco dopo l'inizio della realizzazione di Esercito XXI - la pressione sulla riduzione delle spese d'esercizio in seno al DDPS. A tale scopo il DDPS ha ordinato, tra l'altro presso la base logistica dell'esercito (BLEs), di sopprimere 1800 posti. Fino alla fine del 2007 in seno alla BLEs sono stati soppressi circa 1150 posti, in gran parte sfruttando la normale fluttuazione di personale. Raramente vi sono stati licenziamenti. Tuttavia la riduzione del personale non ha potuto essere compensata mediante l'infrastruttura realizzata nello stesso periodo (introduzione di un sistema logistico informatizzato, modernizzazione dell'infrastruttura logistica), ciò che ha comportato uno squilibrio tra il fabbisogno di prestazioni logistiche e le risorse finanziarie e di personale disponibili. Per assicurare le prestazioni logistiche, il programma di riduzione del personale è stato sospeso due anni fa. Ciò nonostante, dal 1° gennaio 2008 la BLEs, a causa di ulteriori riduzioni dei crediti per la retribuzione del personale all'interno del DDPS, ha dovuto tagliare 175 posti.</p><p>3. La messa fuori esercizio di materiale dell'esercito non necessario né per l'istruzione né per impieghi dell'esercito attualmente probabili comporta costi considerevoli per le forze armate e grava sul budget d'esercizio. I costi complessivi annuali per la messa fuori esercizio di tutti i sistemi d'arma convenzionali in eccedenza sono stimati a circa 27 milioni di franchi. Per il ripristino del funzionamento originario dei sistemi, dopo un periodo di messa fuori esercizio di cinque anni, occorrerebbe prevedere, nel caso di un potenziamento, costi per un ammontare di circa 124 milioni di franchi. Le risorse necessarie per il materiale messo fuori servizio non sarebbero disponibili per investimenti necessari in futuro. I costi di riattivazione sarebbero accompagnati da investimenti per l'allestimento della prontezza d'impiego, che rappresenterebbero un multiplo dei costi di riattivazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.