Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/128770

<h2>SubmittedText<h2><p>Di recente, il Consiglio federale ha definito le linee guida di un pacchetto di riforme della previdenza per la vecchiaia. Esso intende procedere ad ampie riforme del primo e secondo pilastro, che verranno riunite in un solo e unico messaggio. In questo modo si corre però il rischio di mescolare sul piano materiale i diversi pilastri della previdenza per la vecchiaia. L'orizzonte temporale per il trattamento delle proposte di riforma si estende su più anni, nonostante alcuni settori necessitino di un intervento immediato e diretto. Chiediamo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Intende attenersi al principio dei tre pilastri nonostante l'amalgama formale previsto dal pacchetto di riforme?</p><p>2. Viste le sfide cui deve far fronte la previdenza per la vecchiaia, non è anch'esso del parere che in certi settori si debba intervenire più rapidamente che in altri?</p><p>3. Se la situazione sul piano demografico dovesse cambiare, prevede l'adozione di misure di risanamento ad effetto rapido mediante adeguamenti automatici?</p><p>4. Come giudica il fatto che nell'ambito della previdenza professionale vi siano già oggi effetti di ripartizione indesiderati, nonostante l'assicurazione funzioni secondo il sistema di capitalizzazione?</p><p>5. Nelle sue riflessioni ha tenuto conto del fatto che, in linea di massima, a partire dal 2025 verrà a mancare lo sgravio derivante dalla generazione d'entrata, poiché da lì in poi praticamente tutti gli assicurati riceveranno una prestazione LPP completa?</p><p>6. Come giudica l'idea di anticipare il limite minimo d'età per il risparmio nell'ambito della previdenza professionale, attualmente fissato a 25 anni?</p><p>7. È disposto ad anticipare i tempi e a fare in modo che il punto percentuale IVA approvato dal popolo nel 1999 sia finalmente attribuito interamente all'AVS?</p><p>8. Secondo l'esecutivo, quali sarebbero le conseguenze per il futuro della previdenza per la vecchiaia se nei prossimi anni la congiuntura dovesse peggiorare? Prevede di elaborare diversi scenari accompagnati da misure corrispondenti?</p><p>9. Condivide il parere che un forte aumento dell'immigrazione non potrà garantire durevolmente il finanziamento della previdenza per la vecchiaia? Non pensa, invece, che l'elevata immigrazione non farà altro che acuire i problemi, rendendo ancor più impellente l'adozione di misure di risanamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 21 novembre 2012, il Consiglio federale ha definito le linee guida della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 e incaricato il Dipartimento federale dell'interno di sottoporgli entro l'estate 2013 proposte concrete, valutandone le ripercussioni finanziarie, sociali ed economiche. Su questa base, l'esecutivo definirà i parametri della riforma. Secondo il calendario previsto, entro la fine del 2013 sarà inviato in consultazione un avamprogetto e ancora nella corrente legislatura, in linea di principio alla fine del 2014, sarà sottoposto al Parlamento un messaggio. Per il momento è dunque prematuro pronunciarsi sulle misure concrete, attualmente in corso di elaborazione.</p><p>1. La strategia globale della riforma del primo e del secondo pilastro non comporta alcun rischio per il sistema attuale. Permette, invece, di proporre soluzioni coerenti ed equilibrate per rispondere alle sfide demografiche ed economiche cui deve far fronte l'intero sistema di previdenza per la vecchiaia. Il Consiglio federale non intende assolutamente rimettere in causa l'attuale sistema dei tre pilastri, che si è dimostrato valido.</p><p>2. Il Consiglio federale intende elaborare rapidamente il progetto di riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, affinché il messaggio sia sottoposto al Parlamento già entro la fine del 2014. Se le Camere federali tratteranno rapidamente il progetto, se necessario, la riforma potrà entrare in vigore prima del 2020. La strategia globale della riforma non esclude che certi elementi possano entrare in vigore prima di altri secondo la loro urgenza.</p><p>3. Tali misure saranno esaminate nel quadro di un meccanismo d'intervento finanziario simile a quello proposto dal Consiglio federale nella revisione 6b dell'AI. Tuttavia, questa soluzione mira innanzitutto a impegnare gli organi politici responsabili a prendere le misure di risanamento necessarie al realizzarsi di una data situazione finanziaria. Considerati gli scenari finanziari dell'AVS e le diverse ipotesi sull'evoluzione demografica su cui si basano, è improbabile un cambiamento improvviso del quadro demografico.</p><p>4. Il Consiglio federale deplora questa situazione e proporrà soluzioni nell'ambito della riforma, tra cui in particolare l'adeguamento dell'aliquota minima di conversione.</p><p>5. La riforma summenzionata verrà elaborata tenendo conto in particolare di tutti i parametri della previdenza professionale. Il fatto che, a partire dal 2025, non vi sarà praticamente più alcun assicurato appartenente alla generazione d'entrata che andrà in pensione è uno di questi parametri e non sarà trascurato.</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene l'idea interessante e la svilupperà nel quadro delle misure compensatorie necessarie al mantenimento del livello delle prestazioni dopo la riduzione dell'aliquota minima di conversione.</p><p>7. Le entrate provenienti dal punto percentuale IVA sono attribuite nella misura del 17 per cento alla Confederazione, conformemente a quanto deciso dal Parlamento nel decreto concernente l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS. In questo modo si tiene conto del fatto che le finanze federali, con un contributo annuo pari attualmente al 19,55 per cento delle uscite AVS, partecipano anche alla copertura dell'aumento dei costi dell'assicurazione dovuto all'evoluzione demografica. Nel 2011, il contributo della Confederazione è ammontato a 7,4 miliardi di franchi, di cui 460 milioni (circa il 6 per cento) finanziati con il 17 per cento della Confederazione sul punto percentuale IVA. Se la quota della Confederazione sul punto percentuale IVA fosse soppressa, nelle casse federali verrebbero a mancare 460 milioni di franchi, che dovrebbero essere compensati aumentando le entrate o riducendo le uscite in altri ambiti di attività. Per questo motivo si prevede di esaminare la questione del contributo federale nel contesto più generale dell'eventuale sganciamento delle finanze dell'AVS da quelle della Confederazione.</p><p>8. Il Consiglio federale prende in considerazione tre scenari finanziari dell'AVS basati su diverse ipotesi di evoluzione demografica ed economica. Lo scenario basso parte da un'evoluzione piuttosto negativa e quello alto da un'evoluzione positiva. Lo scenario medio, che può essere considerato quello più probabile, è una via di mezzo fra i primi due. Fra i tre modelli, l'evoluzione reale delle entrate varia in media da 1 a 2 punti percentuali al massimo. Tutti e tre gli scenari mostrano un considerevole peggioramento nei conti dell'AVS a partire dal 2020, ragion per cui il Consiglio federale intende fare il necessario affinché la riforma della previdenza per la vecchiaia produca i suoi effetti a partire da quel momento.</p><p>9. Il Consiglio federale condivide questo parere e prevede diverse misure per il consolidamento finanziario a lungo termine dell'AVS, che verranno concretizzate entro l'estate del 2013. Se nell'ultimo decennio l'immigrazione ha contribuito positivamente alla stabilità finanziaria dell'AVS, a lungo termine causerà un aumento delle uscite per le rendite. Gli scenari finanziari dell'AVS tengono conto di questo aspetto e del fatto che a partire dal 2020 il numero delle persone attive ristagnerà.</p>  Risposta del Consiglio federale.