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<h2>SubmittedText<h2><p>Già prima della votazione del 9 febbraio una cosa era chiara: per il turismo l'iniziativa UDC è doppiamente dannosa. Il settore del turismo dipende fortemente dalla presenza di personale straniero. In nessun altro settore il tasso di lavoratori provenienti dai Paesi dell'UE è altrettanto elevato quanto in quello alberghiero, dove supera il 60 per cento. Nelle aziende alberghiere delle regioni di montagna spesso la percentuale è ancora più elevata, raggiungendo addirittura l'80 o il 90 per cento. Allo stesso tempo, il risultato della votazione, nonostante l'esultanza dei populisti della destra europea, non giova all'immagine della Svizzera come meta turistica. Gran parte dei turisti arriva tradizionalmente dallo spazio europeo.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come intende contrastare il danno d'immagine per la Svizzera quale meta turistica e il possibile crollo del numero di ospiti? </p><p>2. È opportuno, a questo punto, adottare provvedimenti in materia di formazione per riuscire ad aumentare la disponibilità di personale locale qualificato nel settore alberghiero e della ristorazione?</p><p>3. Con quali altre misure di politica interna il Consiglio federale pensa di mitigare il problema delle assunzioni?</p><p>4. Nel settore del turismo in particolare vale la regola secondo cui più basso è il salario più alto è il tasso di lavoratori stranieri. Come intende rimediare a questa situazione il Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha iniziato a lavorare all'attuazione dell'articolo costituzionale approvato il 9 febbraio 2014 concernente il controllo dell'immigrazione. Il DFGP in collaborazione con il DFAE e il DEFR sta elaborando il piano di attuazione che servirà da base per i lavori legislativi e che sarà trasmesso al Consiglio federale entro la fine di giugno 2014. È difficile prevedere quali conseguenze economiche avrà a lungo termine l'approvazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Queste dipenderanno fortemente dall'attuazione concreta dell'iniziativa e dai futuri rapporti tra la Svizzera e l'UE. Dato che quasi la metà dei lavoratori impiegati nel turismo è di origine straniera, è innegabile che questo settore risulterà particolarmente colpito.</p><p>1. L'approvazione dell'iniziativa ha avuto ampia eco sui media esteri, da cui sono giunte analisi oggettive ma anche voci critiche. Attualmente non è possibile stabilire se il risultato della votazione intaccherà a lungo termine l'immagine della Svizzera e, in tal caso, come. Al momento non sono previste ulteriori misure in aggiunta alla politica turistica e alla promozione della piazza economica attuate dalla Confederazione nonché agli sforzi diplomatici del Consiglio federale.</p><p>2./3. La Svizzera dispone di un sistema formativo d'eccellenza. Questo vale anche per il turismo. Grazie al sistema duale della formazione professionale, nel settore del turismo esistono a tutti i livelli offerte formative che rispondono a standard di qualità elevati e godono di un grande riconoscimento internazionale. L'offerta di formazione di base e continua spazia dalla formazione professionale fino ai cicli di studio terziari delle scuole universitarie professionali o degli istituti universitari. Inoltre, la legge federale del 30 settembre 2011 che promuove l'innovazione, la collaborazione e lo sviluppo delle conoscenze nel turismo (Innotour) sostiene i progetti intesi a migliorare la formazione e il perfezionamento in questo settore. Considerato quanto precede, al momento il Consiglio federale non ritiene opportuno adottare misure formative specifiche per il settore turistico. Il suo obiettivo dichiarato è di permettere a tutte le aziende in Svizzera - e non soltanto nel settore del turismo - di coprire nel migliore dei modi il loro fabbisogno di personale. Esso sostiene l'economia con una serie di misure, anche nel campo della formazione, per consentirle di reclutare sul mercato del lavoro il personale di cui necessita e si impegna per contrastare la penuria di personale qualificato. Il parere del Consiglio federale in risposta alla mozione 14.3009 CSEC-S tratta questo argomento più approfonditamente.</p><p>4. Nell'industria alberghiera e della ristorazione, principale ramo del turismo, le condizioni di lavoro sono disciplinate nel contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) dell'industria alberghiera e della ristorazione. Questo contratto, negoziato dalle parti sociali e dichiarato di obbligatorietà generale dal Consiglio federale, garantisce condizioni di lavoro conformi alle esigenze attuali e al mercato. Nel CCNL sono fissati anche i salari minimi che vengono rinegoziati ogni anno dalle associazioni interessate. Viste le sfide insite nel reclutamento di nuove leve qualificate, il CCNL mira inoltre a favorire una promozione coerente della formazione e del perfezionamento in questo settore. Considerato il buon funzionamento delle regolamentazioni stabilite dalle parti sociali nel turismo, il Consiglio federale non ritiene necessarie ulteriori misures. </p>  Risposta del Consiglio federale.