Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/11093

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera concede attualmente un aiuto considerevole solo per la ricostruzione della Bosnia Erzegovina. Appoggia inoltre progetti e programmi di aiuto umanitario in alcune regioni croate e serbe. Nella Macedonia e in Slvenia, per contro, la Confederazione opera sotto forma di cooperazione tecnico-finanziaria nel quadro dell'aiuto ai Paesi dell'Est.</p><p></p><p>L'aiuto alla ricostruzione nella Bosnia Erzegovina è un aiuto congiunto della comunità internazionale; la Svizzera vi partecipa parimenti attraverso i propri progetti e programmi bilaterali come anche attraverso il sostegno accordato alle organizzazioni internazionali. Ebbene, la scelta degli strumenti da usare in un determinato caso è legata al problema che si tratta di risolvere. L'applicazione di questi strumenti è effettuata in modo coordinato e l'impegno globale è oggetto di una costante vigilanza.</p><p></p><p>Il Consiglio federale vigila, per quanto possibile e fintanto che giustificato, affinché queste misure di aiuto abbiano ripercussioni positive sull'impiego in Svizzera. Ma questo non può essere il criterio decisivo nel quadro della ricostruzione della Bosnia Erzegovina. I criteri più importanti sono infatti soprattutto l'efficienza dell'impegno dei nostri mezzi, un rapporto costi/utilità ottimale, la disponibilità delle risorse in personale e in materiale in loco come anche questioni di opportunità.</p><p></p><p>Nel caso della Bosnia Erzegovina, la questione del rientro in patria dei rifugiati in Svizzera assume parimenti un ruolo importante da non trascurare. Ogni rifugiato che lascia la Svizzera alleggerisce l'economia dal contributo alle spese per il suo mantenimento. La creazione di posti di lavoro e l'aiuto all'integrazione in questo Paese duramente colpito dalla guerra svolgono un ruolo non trascurabile nella promozione dei rientri volontari nella Bosnia Erzegovina.</p><p></p><p>Possiamo costatare che ampia parte dei mezzi impegnati in favore dell'aiuto umanitario e della ricostruzione nella Bosnia Erzegovina crea posti di lavoro - direttamente o indirettamente - in Svizzera. Dall'inizio della sua azione nella ex Jugoslavia, e solo in favore dell'aiuto umanitario, oltre 35 milioni di franchi sono rientrati in Svizzera sotto forma di salari, ordinazioni di merci o servizi. I progetti e i programmi di ricostruzione economico-sociale nella Bosnia Erzegovina sono finanziati dall'Ufficio federale dell'economia esterna, per quanto concerne l'aiuto finanziario, e dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione, per quanto concerne la cooperazione tecnica. Ampia parte di queste somme rientra pure direttamente o indirettamente in Svizzera attraverso salari di consulenti o sotto forma di approvvigionamenti. In questo contesto va osservato che l'aiuto finanziario ai Paesi dell'Europa dell'Est è di norma vincolato all'approvvigionamento di beni e servizi provenienti dalla Svizzera.</p><p></p><p></p><p>Dichiarazione del Consiglio federale</p><p></p><p>Il Consiglio federale propone di togliere di ruolo il postulato poiché l'obiettivo è realizzato.</p>  Il Consiglio federale propone di togliere il postulato di ruolo.