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La solidarietà tra generazioni è fondamentale per il buon funzionamento dei sistemi di sicurezza sociale, in particolare nel caso dell’AVS e dell’assicurazione malattie. Oltre alla ripartizione dei rischi attuata dallo Stato sociale, è importante anche una solidarietà familiare tra le generazioni.
La ripartizione dei rischi attuata nell’ambito dello Stato sociale (in particolare nell’assicurazione per la vecchiaia [AVS] e nell’assicurazione malattie) prevede che le generazioni più giovani, attive professionalmente, si facciano principalmente carico dei contributi assicurativi, mentre le generazioni più anziane beneficino in misura maggiore delle prestazioni. Le istituzioni sociali pubbliche non sono però le uniche a fornire prestazioni di trasferimento della politica sociale: anche le istituzioni sussidiarie, in particolare le famiglie, svolgono un ruolo fondamentale.
Relazioni intergenerazionali nelle assicurazioni sociali
I gruppi d’età, spesso definiti mediante categorie di politica sociale come nel caso dei pensionati e delle pensionate, possono assumere funzioni diverse all’interno dei sistemi di sicurezza sociale. L’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS), introdotta nel 1948, si basa sul principio della solidarietà tra giovani e anziani. Le persone attive professionalmente pagano contributi sociali che vengono poi versati ai pensionati sotto forma di rendite di vecchiaia. In questo sistema basato sul principio di ripartizione una generazione paga per quella precedente e in seguito, una volta raggiunto il pensionamento, dipenderà a sua volta dai contributi versati dalle generazioni più giovani.
Al riguardo, dagli anni 1990 spesso si parla di «contratto intergenerazionale». Esso prevede un bilancio intergenerazionale equilibrato in campo sociale, in base al quale nessun gruppo d'età è avvantaggiato a spese degli altri e in cui la generazione più giovane consente a quella più anziana di percepire prestazioni, che in un secondo tempo si aspetterà di ricevere a sua volta in misura analoga.
Secondo alcuni esperti di politica sociale questo equilibrio è ora minacciato dall’invecchiamento demografico. Dalla metà dell’Ottocento, infatti, grazie al miglioramento delle condizioni di vita e ai progressi in campo medico, si assiste a un costante aumento della speranza di vita: se nel 1860 solo l’8,5 per cento della popolazione residente svizzera ha più di 60 anni, nel 1941, prima dell’introduzione dell’AVS, questa quota raggiunge già il 13 per cento e all’inizio del 21° secolo tocca il 20 per cento. Per garantire la copertura delle spese correnti dell’AVS, se il numero di pensionati cresce, a parità di condizioni deve aumentare anche la parte attiva della popolazione. Se invece l’equilibrio del finanziamento delle rendite di vecchiaia è compromesso, allora le generazioni più giovani risultano svantaggiate, perché le generazioni che succederanno loro non saranno in grado di garantire le loro rendite in misura analoga.
È tuttavia estremamente complesso fare previsioni sul futuro dell’AVS. Sebbene tra il 1975 e il 2015 la speranza di vita media della popolazione abbia continuato ad aumentare e il numero di pensionati sia raddoppiato, in questo periodo la situazione finanziaria dell’AVS è rimasta stabile. Ciò significa che l’invecchiamento della popolazione e la stabilità del finanziamento delle rendite di vecchiaia non si sviluppano in modo proporzionale tra loro, poiché intervengono molti altri fattori. Per esempio l’equilibrio finanziario dell’AVS non dipende esclusivamente dalla distribuzione per età all’interno della popolazione, ma anche dalla crescita economica, dal tasso di attività, da decisioni in materia di politica sociale (in particolare riguardo alle modalità di finanziamento dell’AVS), dalla politica del mercato del lavoro e da quella migratoria. In questo ambito ci si dovrà attendere costi particolarmente elevati nel momento in cui le generazioni ad alta natalità, ovvero quelle nate tra il 1955 e il 1965 circa quando (la cosiddetta generazione del baby boom) raggiungeranno l’età di pensionamento. Inoltre per queste generazioni occorrerà aumentare notevolmente le capacità nell’ambito dell’assistenza agli anziani.
Anche nel caso dell’assicurazione malattie, la solidarietà tra generazioni più giovani e più anziane è un dato di fatto. Sebbene infatti tutte versino premi in misura analoga, le fasce d’età più avanzate beneficiano di prestazioni mediamente più elevate rispetto a quelle più giovani, per esempio per gli onerosi servizi assistenziali. L’invecchiamento della popolazione è però solo uno dei tanti fattori che contribuiscono all’aumento dei costi del sistema sanitario. Altri aspetti importanti, come l’incremento dei costi dei medicinali e delle cure, non sono interessati dall’andamento demografico. Il sistema sanitario si basa sul presupposto che le generazioni più giovani beneficeranno un giorno di prestazioni simili a quelle percepite da chi le ha precedute.
Solidarietà e prestazioni di trasferimento a livello familiare
Fino al 19° secolo la famiglia in quanto fulcro dell’unità intergenerazionale si fa carico di molte prestazioni di sostegno oggi coperte da istituzioni sociali, per esempio dall’AVS o dall’assicurazione malattie. Nonostante lo sviluppo dello Stato sociale, la famiglia assume ancora oggi importanti compiti di politica sociale. Il modello tradizionale di famiglia, predominante per buona parte del 20° secolo in Svizzera, attribuisce alle donne la maggior parte degli incarichi che rendono possibile la solidarietà familiare, in particolare la cura dei bambini e degli anziani. Spesso i figli si occupano in prima persona dei genitori anziani. D’altro canto i nonni (e in particolare le nonne) partecipano in modo determinante alla custodia dei nipoti e sono fonte di donazioni o eredità consistenti in favore delle generazioni successive. Nell’ambito dell’aiuto sociale, inoltre, in determinate circostanze i familiari sono tenuti a sostenere finanziariamente i parenti di primo grado in difficoltà.
Literatur / Bibliographie / Bibliografia / References: Perrig-Chiello, Pasqualina et al. (a c.), Generationen - Strukturen und Beziehungen. Generationenbericht Schweiz, Zurigo 2008; Fragnière, Jean-Pierre et al. (a c.), La Question des générations. Dimensions, enjeux et débats, Sion 2002.
(12/2016)