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Molti faticano a ricostruirsi una vita a causa dello stigma sociale che circonda il morbo
KINSHASA - Sono circa 2770 i bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori nel corso dell'epidemia di Ebola che ha flagellato la parte orientale della Repubblica democratica del Congo tra il 2018 e il 2020. Le cifre fornite dalle Nazioni Unite non danno l'idea di quanto sia difficile la vita per questi bambini, che nel migliore dei casi vengono accolti dai parenti ma che sovente finiscono negli orfanotrofi oppure si trovano a dormire per strada.
Gli attivisti locali, spiega la Thomson Reuters Foundation, devono scontrarsi con grosse difficoltà per fornire cure e sostegno educativo ai piccoli orfani. Il motivo? Lo stigma sociale che circonda ancora oggi l'Ebola e che fa sì che il resto della popolazione li eviti. Non arrivano contributi economici sufficienti, lamenta Zawadi Bisomeko, a capo di un'organizzazione che si prende cura di donne e bambini. «I fondi sono limitati» e ciò implica che non si riesca «a rispondere ai reali bisogni di bambini che soffrono molto». Tutti i bambini che hanno avuto una perdita a causa del morbo dovrebbero ricevere assistenza ed educazione gratis, mentre si dovrebbe aiutare gli adolescenti a trovare un lavoro.
«Da quando i nostri genitori sono morti, non perdiamo alcuna opportunità di guadagnare denaro» ha spiegato la 16enne Patience*. La giovane vive a Butembo, che è stata l'epicentro di un'epidemia che ha provocato quasi 2300 vittime prima che si concludesse, nel giugno 2020. Patience deve prendersi cura dei suoi tre fratelli; altri due lavorano, trasportando sabbia e vendendo porri al mercato per coprire le tasse scolastiche della loro sorella più piccola, di sette anni. I guadagni sono esigui, pari a circa 14 franchi svizzeri al mese: sufficienti a comprare la farina di manioca con il quale preparare il loro unico pasto quotidiano. «Cerchiamo di mangiare solo di notte» spiega la 16enne.
Essere additata come «la ragazza che ha perso i genitori a causa dell'Ebola» è all'ordine del giorno, aggiunge Patience. I suoi stessi amici l'hanno allontanata. Gruppi e organizzazioni faticano a mitigare l'impatto dello stigma sociale. «Abbiamo visto bambini che vagano per le strade perché i loro parenti non li accolgono perché hanno paura» ha dichiarato una funzionaria locale di Butembo. In più, la pandemia di Covid-19 ha provocato un aumento del lavoro minorile.
Ci sono poi famiglie che aprono le porte ai piccoli orfani. Francoise Masika, madre di dieci bambini, ha accolto sette nipoti dopo che la sorella e il cognato sono morti di Ebola nel 2019. «Sono sangue del mio sangue e non potevi lasciarli per strada» ha spiegato la 38enne.
* il nome è stato cambiato per proteggere il suo anonimato.