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Nel dicembre 2020, al termine della sua avventura con il Borussia Dortmund, Lucien Favre ha sentito il bisogno di fermarsi per ricaricare le batterie. Oggi però il 64enne è pronto per riprendere il filo di una splendida carriera, forse la migliore in assoluto tra gli allenatori svizzeri. "Il calcio mi manca - ha confessato l'ex tecnico di Servette, Zurigo, Hertha, Mönchengladbach e Nizza - ma tornerò in gioco solo se sarò convinto al 100% dal progetto e se potrò avere al mio fianco persone scelte da me".
La scorsa estate Favre aveva subito dichiarato di non essere interessato a prendere il posto di Vladimir Petkovic sulla panchina della Nazionale elvetica. Una decisione che il vincitore di due titoli svizzeri non rimpiange. "Sono un allenatore che sente il bisogno di andare sul campo ogni giorno - ha spiegato l'ex centrocampista - non potrei mai accettare un incarico che ti vede giocare una partita in novembre e quella dopo in marzo. E poi Yakin ha fatto un lavoro incredibile, ha saputo portare una ventata di freschezza in squadra. La qualificazione diretta ai Mondiali dimostra la bontà delle sue scelte".