Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/217166

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se le basi legali vigenti sono sufficienti per le decisioni di triage che dovrebbero essere prese negli ospedali svizzeri se la persistente pandemia di COVID-19 provocasse una penuria di risorse nei reparti di terapia intensiva, in particolare se bastano per escludere la discriminazione delle persone con disabilità.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le autorità federali e cantonali sono tenute ad adottare nei rispettivi ambiti di competenza tutte le misure ragionevolmente attuabili per assicurare a tutte le persone che ne hanno bisogno l'accesso a provvedimenti di medicina intensiva. Per adempiere a questo obbligo sono state prese diverse misure, quali l'aumento dei posti letto nei reparti di terapia intensiva, il coordinamento e l'assistenza reciproca per gestire le capacità dei reparti di terapia intensiva, la sospensione temporanea o il rinvio di interventi elettivi, il coordinamento nella messa a disposizione di materiale medico importante e, in generale, le misure di protezione contro il SARS-CoV-2. In questo modo, è stato possibile evitare il triage per i trattamenti di medicina intensiva durante la pandemia di COVID-19.</p><p>Se nonostante tutto per i trattamenti di medicina intensiva dovesse porsi la domanda del triage, il personale medico può fondarsi su prescrizioni generali-astratte derivanti dal diritto alla vita garantito dal diritto costituzionale e penale, così come dal principio dell'uguaglianza giuridica e dal divieto di discriminazione. Queste regole forniscono un quadro chiaro. Nei casi concreti il personale medico responsabile dovrebbe tuttavia sempre tenere conto della situazione specifica, che si sottrae a una regolamentazione generale-astratta esaustiva. L'esercizio della professione da parte degli operatori sanitari è inoltre soggetto alla vigilanza dei Cantoni.</p><p>I criteri - giuridicamente non vincolanti - dell'Accademia svizzera delle scienze mediche forniscono un aiuto al personale medico responsabile (v. anche la risposta all'interpellanza Feri Yvonne 20.4082 "Adottare le direttive medico-etiche secondo una procedura chiara e trasparente"). Elaborati nel corso della pandemia di COVID-19, questi criteri sono stati oggetto di una revisione sottoposta per consultazione alle organizzazioni dei disabili e all'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità per escludere in particolare la discriminazione delle persone con disabilità. I criteri precisano così esplicitamente che la scala della fragilità clinica, che costituisce un criterio per l'ammissione al reparto di terapia intensiva, non è convalidata per la valutazione della fragilità delle persone con disabilità ed è quindi irrilevante in questo contesto.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che le regole legali summenzionate e i criteri medico-etici dell'Accademia svizzera delle scienze mediche costituiscano una base sufficiente e praticabile per qualsiasi decisione di triage nella prassi e permettano allo stesso tempo la necessaria riflessione critica su questi temi sensibili.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.