Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/44900

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nelle sue risposte del 7.12.2001 alla mozione Graf 01.3622 (Non utilizzare legni tropicali provenienti da coltivazioni abusive per costruzioni federali), e del 30.9.2002 all'interpellanza Gysin 02.3250 (L'Organizzazione internazionale dei legni tropicali e l'"Obiettivo 2000"), il Consiglio federale ha ricordato il ruolo attivo svolto dalla Svizzera in numerose organizzazioni internazionali che operano a favore di una gestione sostenibile delle foreste. Fra queste, occorre menzionare in particolare, come ha fatto in parte la mozionante, il Forum delle Nazioni Unite sulle foreste (FNUF), la Convenzione sulla diversità biologica (CDB), la Commissione dell'ONU per lo sviluppo sostenibile (CSS), l'Organizzazione internazionale dei legni tropicali (ITTO), la Commissione europea delle foreste della FAO nonché il Comitato del legno della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE). Riferendosi agli obiettivi perseguiti (ad es. lo sviluppo di uno strumento internazionale vincolante sul piano giuridico in materia forestale, lo sviluppo di partenariati bilaterali fra paesi industrializzati e paesi del Sud e dell'Est), il Consiglio federale esprime chiaramente la necessità di una strategia su vasta scala e di diversi strumenti, fra i quali la certificazione forestale e i marchi per il legno.</p><p></p><p>La certificazione delle foreste e del legno è stata per lungo tempo al centro di accese controversie. L'impossibilità di giungere a un accordo tra i diversi approccio ha fatto sì che si sviluppassero sistemi differenti. La diversità degli approcci rende improbabile, per molto tempo ancora, il conseguimento di un riconoscimento reciproco e generalizzato, che sarebbe peraltro auspicabile. </p><p></p><p>La certificazione forestale e i marchi per il legno sono strumenti incontestabilmente utili. Essi favoriscono una gestione forestale sostenibile offrendo, nel contempo, ai consumatori la possibilità di sostenere attraverso la loro scelta la cura delle foreste. Essi non rappresentano però la panacea per tutti i mali, potendo esplicare pienamente la loro efficacia soltanto se attuate in concomitanza con altre misure di base o di accompagnamento. La politica forestale della Svizzera applicata dalla Confederazione e dai Cantoni, fondata sulla legislazione federale e, in particolare, sulla legge sulle foreste, persegue uno sviluppo sostenibile e naturale delle foreste. L'articolo 20 capoverso 1 della legge federale sulle foreste (LFo) stabilisce che "La foresta va gestita in modo che possa adempiere le proprie funzioni durevolmente e senza restrizioni (continuità)". L'esecuzione è delegata ai Cantoni (LFo, art. 20 cpv. 2-5). La certificazione delle foreste non è esplicitamente menzionata nella LFo. In generale, l'utilizzazione del legno svizzero - certificata o non certificata - offre il vantaggio di accrescere il valore aggiunto; le distanze di trasporto vengono così ridotte.</p><p></p><p>Nel rapporto "Riconoscimento e promozione dei marchi" relativo all'attuazione della strategia del Consiglio federale sullo sviluppo sostenibile, il Comitato interdipartimentale Rio (CiRio, 2000) afferma che "la promozione dei marchi è un compito che spetta principalmente ai privati" e "il ruolo della Confederazione in questo settore dovrebbe essere unicamente sussidiario" (p. 5, v. anche p. 45 segg.). Per quanto riguarda il ruolo della Confederazione in materia di consulenza e di mediazione, nel rapporto si osserva che "gli sforzi finora compiuti per lanciare un unico marchio di qualità ecologica del legno devono essere proseguiti. Per il resto, non esiste nessun altro bisogno d'intervento diretto. La Confederazione deve, dal canto suo, continuare ad impegnarsi su questo fronte" (p. 63). Conformemente al rapporto, la Confederazione ha ampiamente contribuito allo sviluppo delle "Standard nazionali per la certificazione della foreste in Svizzera" (1999). Queste norme sono state adottate sotto l'egida dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) nell'ambito della Conferenza dei presidenti sulla certificazione del legno e il marchio per il legno che ha riunito i responsabili di uffici, federazioni e organizzazioni interessati. Esse definiscono le esigenze, in termini di gestione forestale sostenibile, che l'economia forestale svizzera deve adempiere nell'ambito della certificazione delle foreste. I sistemi di certificazione esistenti in Svizzera, ossia l'FSC e il marchio Q, si fondano su tali norme. Inoltre, la Confederazione ha sostenuto certificazioni parallele secondo i sistemi FSC e del marchio Q (2000) e ha conferito a un gruppo di lavoro tecnico il mandato di elaborare le basi necessarie a un sistema di certificazioni comuni. L'armonizzazione tra i diversi sistemi ha compiuto enormi progressi anche se l'obiettivo dell'istituzione di un marchio uniforme per il legno in Svizzera non è ancora stato realizzato. </p><p></p><p>Il Consiglio federale ritiene che l'impegno finora profuso dalla Confederazione vada nella giusta direzione e che debba proseguire nel quadro esistente. In altri termini, la Confederazione non privilegerà nessun sistema in particolare. Continuerà invece a sostenere gli sforzi di collaborazione e di riconoscimento reciproco dei sistemi esistenti sul piano svizzero e internazionale.</p><p></p><p>Sul piano svizzero, le attività della Confederazione (punto 1 della mozione) proseguiranno. Sia per quanto riguarda l'economia forestale che la lavorazione del legno, il Consiglio federale ritiene inopportuno sovvenzionare i diversi sistemi di certificazione, tenuto conto che si tratta soprattutto di iniziative private e assunte liberamente. Inoltre, la Confederazione non può sostenere taluni istituti di certificazione se le parti interessate non trovano un accordo per una soluzione uniforme poiché rischierebbe di violare il principio della libera concorrenza. Può tuttavia continuare ad assumere compiti di coordinamento nell'ambito della Conferenza dei presidenti e del gruppo di lavoro incaricato delle questioni in materia di certificazione di cui si è parlato in precedenza e, se occorre, intensificare il proprio impegno in tal senso.</p><p></p><p>Sul piano internazionale (punto 2 della mozione), e in particolare nell'ambito dell'ITTO, del FNUF e della CDB, la Svizzera si è sempre impegnata a favore della gestione sostenibile delle foreste anche mediante sistemi di certificazione. I lavori condotti sul piano internazionale non sono tuttavia progrediti al punto da poter prevedere sin d'ora l'adozione di un sistema di certificazione uniforme. Una proposta in tal senso sarebbe destinata a scontrarsi con il rifiuto categorico dei principali paesi esportatori di legno, i quali vedono nei sistemi di certificazione internazionali soprattutto un ostacolo al commercio. Ci si troverebbe inoltre senza ombra di dubbio a dover affrontare la resistenza di certi paesi industrializzati che in generale diffidano delle regolamentazioni multilaterali. Inoltre, non è possibile attualmente stabilire quale sarebbe la piattaforma internazionale appropriata per la creazione di un tale sistema di certificazione. Ciononostante, la Svizzera continuerà a impegnarsi a favore di misure di certificazione internazionalmente riconosciute. Tuttavia, il Consiglio federale ritiene che la Svizzera non possa impegnarsi a favore di un marchio di certificazione in particolare, nel caso specifico le norme FSC, come chiesto dalla mozionante. Si tratta, per ora, di fare meglio recepire l'utilità di tali misure e di creare le condizioni necessarie al buon funzionamento dei sistemi di certificazione fornendo un sostegno tecnico e consentendo misure di formazione nell'ambito di progetti sviluppati in particolare in collaborazione con l'ITTO. Tuttavia, il Consiglio federale ritiene che la Svizzera non possa schierarsi a favore di un determinato marchio di certificazione, nel caso specifico le norme FSC, come richiesto dalla mozionante.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.