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Oltre 130 milioni di franchi riconducibili all’entourage dell’ex presidente ucraino Janukovyč interessati da procedimenti di confisca
Berna, 15.02.2023 - Nella sua seduta del 15 febbraio 2023, il Consiglio federale ha deciso di avviare nuovi procedimenti amministrativi di confisca riguardanti gli averi bloccati in Svizzera a seguito della rivoluzione ucraina del febbraio 2014. Tutti gli averi potenzialmente interessati, pari a un totale di oltre 130 milioni di franchi, saranno oggetto di procedimenti di confisca in Svizzera. Quest’ultima sostiene così l’Ucraina. La decisione odierna non è in alcun modo legata alle sanzioni adottate nel 2022 nei confronti della Russia.
Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di avviare diversi procedimenti di confisca dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF). Tali procedimenti riguardano averi appartenenti a persone politicamente esposte (PPE) e a persone a loro vicine, di presunta origine illecita. Questi individui erano legati all’ex presidente Viktor Janukovyč, destituito nel febbraio del 2014 durante la rivoluzione ucraina.
Poco dopo l’avvio dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina nel 2022, il Consiglio federale aveva iniziato a esaminare in quali casi potessero essere aperti procedimenti di confisca ai sensi della legge sui valori patrimoniali di provenienza illecita (LVP). Il 25 maggio 2022 ha incaricato il DFF di aprire un primo procedimento riguardante un importo pari a circa 100 milioni di franchi. Con il progredire degli accertamenti, il Consiglio federale ha quindi ordinato al DFF di aprire nuovi procedimenti per ulteriori 30 milioni, portando la somma totale dei valori patrimoniali che potrebbero essere confiscati a più di 130 milioni di franchi.
Tali averi resteranno bloccati fino a quando la giustizia amministrativa svizzera avrà deliberato definitivamente in merito alla loro confisca. Qualora vengano confiscati in via definitiva, saranno restituiti alla popolazione ucraina nel quadro di un accordo internazionale.
I procedimenti di confisca si basano sulla LVP, che trova applicazione unicamente in situazioni eccezionali e consente alla la giustizia amministrativa svizzera (il TAF e, in caso di ricorso, il Tribunale federale) di confiscare gli averi delle PEP, il tutto nel rispetto di condizioni rigorose. In particolare, è necessario che gli organi giudiziari dello Stato estero abbiano già tentato di confiscare tali averi, ma senza riuscirci.
Blocco da parte del Consiglio federale nel febbraio del 2014 e procedimenti giudiziari
Nel 2014, pochi giorni dopo la destituzione di Viktor Janukovyč, il Consiglio federale aveva ordinato il blocco di tutti gli eventuali valori patrimoniali dell’ex presidente, come pure delle persone a lui vicine, in Svizzera. Nei mesi successivi, l’Ucraina ha avviato dei procedimenti penali per confiscare tali averi congelati in Svizzera e ha presentato alle autorità svizzere diverse richieste di assistenza giudiziaria. Da allora la Svizzera ha fornito all’Ucraina numerosi documenti e prove.
Tuttavia, nonostante tale cooperazione, sin dall’apertura dei procedimenti penali le autorità ucraine hanno incontrato diverse difficoltà nei loro tentativi di confiscare questi averi depositati in Svizzera. Dal 2014 ad oggi, infatti, non sono state in grado di emettere sentenze che ne ordinassero la confisca. Dall’inizio dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina nel 2022, tali difficoltà sono aumentate in modo drastico. Il Consiglio federale ha pertanto ritenuto che l’apertura di procedimenti di confisca ai sensi della LVP fosse ormai possibile e opportuna.
Considerato l’avvio di tali procedimenti, il blocco disposto dal Consiglio federale nel 2014 non è più necessario. L’ordinanza di blocco di valori patrimoniali nel contesto dell’Ucraina scadrà il 27 febbraio 2023 a mezzanotte.
Differenze rispetto alle sanzioni adottate nei confronti della Russia
La decisione odierna del Consiglio federale non è in alcun modo legata alle sanzioni adottate nei confronti della Russia da febbraio 2022. Si ricorda che tali sanzioni prevedono, tra l’altro, il blocco degli averi di determinate persone ed entità russe. Si basano sulla legge sugli embarghi e sono finalizzate unicamente a esercitare una pressione politica sulla Russia affinché si attenga al diritto internazionale.
Questa situazione non è dunque paragonabile a quella degli averi di persone legate all’ex presidente ucraino Janukovyč, che sono bloccati dal 2014 e sono stati oggetto di procedimenti penali in Ucraina e di procedure di assistenza avviate dalle autorità ucraine. Le azioni di confisca, che il DFF introdurrà e che riguarderanno valori patrimoniali per un totale di oltre 130 milioni di franchi, saranno basate sulla LVP. Il loro obiettivo è determinare, in casi molto specifici, se gli averi in questione sono di provenienza illecita e se possono essere confiscati.
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