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L'Egitto si è stretto intorno al suo attore più noto per l'ultimo saluto.
Al Cairo, nella grande moschea Hussein Tantawi, inaugurata dal presidente Abdel-Fattah Al-Sisi nel marzo scorso, si sono tenuti i funerali di Omar Sharif, morto venerdì scorso in un ospedale della capitale egiziana per un attacco di cuore. Aveva 83 anni.
L'attore soffriva da tempo Alzheimer. Alla cerimonia ha partecipato il figlio dell'artista, Tarek El-Sharif. Lo scorso maggio rivelò in un'intervista a El Mundo che il padre soffriva di Alzheimer.
Migliaia di persone hanno affollato la moschea che sorge nella zona orientale della capitale egiziana, dove spesso si tengono importanti cerimonie religiose. Molti hanno pregato accanto al feretro posto al centro della moschea e poi portato a spalla al di fuori dell'edificio da un gruppo di uomini. La bara di Omar Sharif era avvolta in un drappo nero e nella bandiera egiziana.
Un amico dell'attore, la cui fama è divenuta planetaria per l'interpretazione di Lawrence d'Arabia e del dottor Zivago, Zahi Hawass, archeologo ed ex ministro egiziano delle antichità, fuori dalla moschea, lo ha ricordato affermando che Sharif era "nel cuore di tutti gli egiziani e di tutti nel mondo. Una star unica - ha detto - per la sua voce, la sua interpretazione, i film che ha fatto. Non ce ne sarà un altro nella storia di Hollywood".
A rendergli omaggio anche l'attore egiziano Hussein Fahmy che si è commosso durante la cerimonia funebre e ai cronisti, al termine del funerale, ha detto: "Abbiamo perso un grande attore. Omar Sharif ha rappresentato l'immagine migliore dell'Egitto".
SDA-ATS