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BERNA - Berna accoglie con soddisfazione lo stralcio della Confederazione dalla lista grigia dei paradisi fiscali stabilita dall'Unione europea. «La Svizzera adempie e attua gli standard internazionali in materia fiscale e questo è stato riconosciuto», ha indicato la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI).
Nel maggio 2019 gli elettori svizzeri hanno accolto la legge federale sulla riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA) con oltre il 66% di voti a favore, viene ricordato in un comunicato. Con questa legge la Svizzera abroga i regimi fiscali non più compatibili con gli standard internazionali. I ministri europei hanno riconosciuto questi progressi.
«Se la Svizzera è uscita da questa lista, per me è un successo. La migliore lista, è una lista corta», si è dal canto suo rallegrato il commissario europea agli affari economici Pierre Moscovici, in occasione di una conferenza stampa a Lussemburgo.
Non tutti sono però felici. L'organizzazione non governativa (ong) Oxfam, che lotta contro l'evasione fiscale, ha sottolineato che la Svizzera «offre ancora alle imprese incentivi fiscali importanti e tassi bassi. Questo continuerà probabilmente ad attirare aziende che cercano di evitare di pagare gli importi giustamente dovuti», viene sottolineato in una nota.