Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01114.jsonl.gz/197

Il gruppo basilese investe 100 milioni di dollari in Cina per costruire un centro di ricerca e sviluppo che potrà accogliere circa 400 persone.
Con questo investimento Novartis intende rafforzare la propria posizione nel crescente settore dei medicamenti cinese e avvalersi delle specifiche conoscenze degli scienziati locali.
Il nuovo centro - che si occuperà in primo luogo delle cause infettive dei tumori - è il primo nel suo genere in Cina, indica il gigante farmaceutico basilese in un comunicato diffuso lunedì.
Crescita della domanda
«Il livello della ricerca scientifica in Cina sta rapidamente crescendo», afferma l'amministratore delegato di Novartis, Daniel Vasella. «Al contempo aumentano i bisogni in ambito sanitario. Principalmente a causa del processo d'urbanizzazione, ma anche per il cambiamento dello stile di vita della popolazione e per le malattie croniche ad esso associate».
Con l'aumento dei salari e del potere d'acquisto, nel paese asiatico i casi di ipertensione o di diabete – dovuti alla sedentarietà e all'alimentazione sempre meno equilibrata – sono in aumento.
Secondo le previsioni del centro di consulenza indipendente Boston Consultancy, entro il 2010, le vendite di prodotti farmaceutici in Cina dovrebbero raddoppiare e passare così dai 13 miliardi di dollari del 2005 a 25 miliardi di dollari.
Medicina cinese
In seno al nuovo centro di Shanghai, nel quale investirà 100 milioni di dollari (125 milioni di franchi), Novartis intende combinare la medicina moderna occidentale con quella tradizionale cinese.
Non è la prima volta che il gigante farmaceutico elvetico si avvale delle conoscenze di scienziati locali.
In collaborazione con l'Accademia delle scienze cinese ha, ad esempio, sviluppato il medicamento Coartem contro la malaria, utilizzando i principi attivi dell'artemisia, una pianta usata nel paese asiatico per scopi farmacologici da più di 2000 anni.
Protezione dei brevetti
In passato i produttori occidentali di medicamenti si mostravano prudenti nell'investire in Cina, perché temevano che la protezione dei brevetti non fosse sufficientemente garantita.
Ora però la situazione sta cambiando. Lo scorso mese di giugno il colosso americano Pfizer Inc. ha vinto davanti alla corte di Beijing la causa che gli permette di essere l'unico a vendere in Cina il suo farmaco contro l'impotenza Viagra, mettendo così fine al fatto che decine di compagnie cinesi vendevano una versione a basso costo del farmaco.
Crescita annuale
Nel paese asiatico il tasso di crescita annuale di Novartis si attesta circa al 20% dal 2001.
L'inizio delle attività del nuovo centro di ricerca e sviluppo è previsto nel maggio del 2007, ma a questa data i ricercatori occuperanno ancora locali provvisori. La costruzione dell'insieme del sito inizierà in luglio.
swissinfo e agenzie
In breve
Gli Istituti Novartis di Ricerca Biomedica rappresentano l'organizzazione di ricerca globale del gigante farmaceutico elvetico.
La loro sede è a Cambridge (Massachusetts, Stati Uniti), sebbene parte della ricerca sia svolta ancora a Basilea.
Altri importanti centri di ricerca si trovano in Gran Bretagna (Horsham), Austria (Vienna), Giappone (Tsukuba) e nel New Jersey (East Hanover).
Il gruppo elvetico si occupa inoltre della supervisione di altri tre centri: l'Istituto di genomica della Fondazione di ricerca Novartis in California (La Jolla), l'Istituto Novartis per le malattie tropicali a Singapore e l'Istituto Friedrich Miescher a Basilea.
Fatti e cifre
Entro il 2010 Novartis prevede di raddoppiare il volume delle sue vendite in Cina.
Il tasso di crescita registrato negli ultimi 5 anni è stato del 20%. Nel 2006 dovrebbe però attestarsi al 10%.
Entro il 2010 la Cina dovrebbe diventare uno dei dieci principali mercati di Novartis.
La maggior parte dei medicamenti venduti in Cina da Novartis sono prodotti localmente.