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L'ex dipendente di UBS Bradley Birkenfeld, che è stato un testimone chiave contro la banca negli Stati Uniti, ha ottenuto dalle autorità fiscali americane una ricompensa di 104 milioni di dollari per le informazioni fornite nell'ambito dell'inchiesta per reati fiscali. Lo hanno indicato oggi i suoi avvocati.
Birkenfeld era stato condannato il 21 agosto 2009 a tre anni e quattro mesi di reclusione per aver aiutato un miliardario americano ad evadere le tasse. L'ex banchiere è stato scarcerato lo scorso primo agosto per buona condotta, dopo aver passato in cella due anni e mezzo.
Birkenfeld ha avuto un ruolo chiave nelle indagini di evasione fiscale che hanno coinvolto UBS, raccontando agli inquirenti i meccanismi di aggiramento delle imposte praticati dai consulenti dell'istituto. Il caso ha messo in moto una valanga che ha portato all'accordo del 19 agosto 2009 fra Berna e Washington: l'intesa ha impegnato UBS a fornire alle autorità tributarie USA informazioni riguardanti 4450 clienti americani sospettati di evasione.
La normativa americana prevede ricompense per chi collabora strettamente con le autorità. Già ai tempi della sua condanna si era discusso della possibilità che l'ex dipendente potesse diventare ricchissimo. A inizio 2010 lo stesso Birkenfeld aveva indicato alla rete televisiva americana CBS di avere fornito al fisco americano (IRS) informazioni su 19 mila clienti della maggiore banca elvetica che avevano depositato su conti non dichiarati una somma complessiva valutata a 20 miliardi di franchi.