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<h2>SubmittedText<h2><p>Stando alle informazioni degli esperti di pandemia, il prossimo autunno si ammaleranno di influenza H1N1 tra 1,5 e 2 milioni di persone in Svizzera; particolarmente toccati saranno i bambini e i giovani. Al fine di ridurre la rapidità del contagio, i professionisti della salute raccomandano di tenere i propri figli a casa fino alla loro completa guarigione. Perché tale misura possa essere garantita, anche nell'interesse dell'economia, devono essere disciplinate in modo chiaro le questioni relative al diritto del lavoro che essa solleva. Finora, però, non vi si è ancora provveduto, come dimostra un manuale della SECO. In particolare non si è risolto il problema della continuazione del pagamento dello stipendio in caso di chiusura delle aziende e delle scuole. Alla luce della crisi economica, le questioni legate alla continuazione del pagamento dello stipendio rivestono un'importanza particolare, considerata l'influenza decisiva che esse hanno sul potere d'acquisto e sul clima di fiducia dei consumatori.</p><p>Oltre agli aspetti relativi al diritto del lavoro si pongono anche problemi di politica sanitaria: da diversi media si è potuto apprendere che questioni centrali, come ad esempio i prezzi delle possibili vaccinazioni e dei medicamenti, non sono ancora state chiarite.</p><p>In questo contesto, il gruppo socialista invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>Questioni relative al diritto del lavoro</p><p>1. Quale delle esigenze seguenti è ritenuta prioritaria dal Consiglio federale: quella dettata da ragioni di politica sanitaria di tenere le persone malate a casa o quella delle aziende, motivata da preoccupazioni economiche, di ridurre il più possibile le assenze, facendo pressione sui dipendenti affinché riprendano il lavoro il più rapidamente possibile?</p><p>2. Come disciplinare la continuazione del pagamento dello stipendio nei casi in cui i genitori devono rimanere più di tre giorni a casa per curare i propri figli o, più in generale, per prestare assistenza ai familiari malati?</p><p>3. Com'è regolamentata la continuazione del pagamento dello stipendio per i genitori che esercitano un'attività lucrativa, quando vengono chiuse le scuole per più di tre giorni per ordine delle autorità?</p><p>4. Com'è disciplinata la continuazione del pagamento dello stipendio in caso di chiusura provvisoria delle aziende?</p><p>5. Chi sostiene i costi (contributi dei genitori, continuazione del pagamento dello stipendio ai genitori costretti a rimanere a casa ecc.) generati dall'ordine di chiusura di asili nido, scuole o doposcuola?</p><p>Questioni di politica sanitaria</p><p>1. Perché il contratto relativo ai costi di vaccinazione, già firmato lo scorso mese di marzo dalle assicurazioni malattia e dai cantoni, non è ancora stato approvato dal Consiglio federale? Possono essere ritenute corrette le informazioni dei media, secondo cui in tale contratto è stato pattuito un prezzo forfetario per la vaccinazione che genererebbe costi complessivi pari a circa 122 milioni di franchi, mentre senza contratto i costi ammonterebbero a 500 milioni di franchi circa?</p><p>2. Si può dar credito alle notizie pubblicate dai media, secondo le quali in caso di pandemia la Confederazione è disposta ad acquistare una nuova partita del medicamento Tamiflu presso l'industria farmaceutica Roche a un prezzo di 32 franchi, mentre la stessa azienda vende il farmaco a 15 euro nel resto dell'Europa?</p><p>3. Come si spiegano questa differenza di prezzo e il fatto che le trattative con l'azienda farmaceutica basilese non abbiano avuto un esito più favorevole?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a rinegoziare i costi del Tamiflu per garantire che la Svizzera paghi lo stesso prezzo dei Paesi limitrofi?</p><p>Questioni di natura epidemiologica ed economica</p><p>1. Quale sarà, secondo il Consiglio federale, il decorso della pandemia in base alle attuali conoscenze?</p><p>2. A che punto è l'attuazione del piano pandemico?</p><p>3. Quali problemi permangono ancora?</p><p>4. Quali sono gli aspetti che hanno subito modifiche rispetto alla pianificazione iniziale?</p><p>5. A quanto ammonteranno secondo il Consiglio federale i costi, per l'economia, dell'imminente pandemia?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Questioni relative al diritto del lavoro</p><p>1.-3./5. Per il Consiglio federale rimane prioritaria la raccomandazione di politica sanitaria di tenere a casa le persone che presentano sintomi influenzali per evitare ulteriori contagi.</p><p>Secondo l'articolo 324a capoverso 1 CO, in caso di malattia di un figlio, il datore di lavoro deve continuare a pagare il salario al lavoratore per un tempo limitato (adempimento di un obbligo legale). Di regola si tratta di tre giorni, entro i quali si suppone che si possa organizzare la custodia del bambino. Tuttavia, se importanti motivi di ordine medico richiedono una cura prolungata, sussiste il diritto alla continuazione del pagamento dello stipendio per il periodo corrispondente. Questa norma è applicabile anche alla cura di familiari malati, nei confronti dei quali sussistono obblighi assistenziali sanciti dal diritto di famiglia. L'obbligo di continuare a pagare lo stipendio vale inoltre in caso di chiusura di scuole e asili nido per ordine dell'autorità. I genitori devono tuttavia organizzarsi adeguatamente per evitare ulteriori assenze.</p><p>La decisione di chiudere una struttura è di competenza delle autorità cantonali e comunali. La Confederazione non può quindi esprimere un parere di validità generale sulla questione dell'assunzione dei costi dei contributi dei genitori, in quanto è compito dei cantoni disciplinare questo aspetto. Pertanto non è possibile regolamentare teoricamente e anticipatamente ciascun caso, ma occorre valutare ogni caso al momento opportuno. Una generalizzazione eccessiva rischierebbe di creare notevoli svantaggi alle singole persone.</p><p>4. Le aziende che chiudono provvisoriamente, di propria iniziativa o per ordine dell'autorità, si assumono tutti i rischi aziendali ed economici e sono tenute a continuare a versare lo stipendio ai propri dipendenti, anche se ciò crea loro notevoli oneri. In determinati casi, se la chiusura avviene per ordine dell'autorità - e non per decisione dell'azienda - il lavoratore può essere tenuto a recuperare le ore "perse", in virtù del suo obbligo di fedeltà.</p><p>Questioni di politica sanitaria</p><p>1. Nella sua risposta alla domanda Schenker Silvia 09.5412, il Consiglio federale si è già espresso sui costi della vaccinazione. Il contratto relativo a questi costi è stato oggetto di una lunga procedura di approvazione. Oltre al controllo dell'economicità delle tariffe previste, si è dovuto attendere l'elaborazione di una clausola aggiuntiva che disciplina le condizioni quadro relative all'influenza pandemica. Il Consiglio federale ha approvato sia le tariffe sia la clausola aggiuntiva in occasione della sua seduta del 18 settembre 2009. </p><p>Per quanto riguarda i costi della vaccinazione, i partner interessati hanno concordato il prezzo forfetario più basso possibile. Dato che la vaccinazione è facoltativa e che non è possibile stimare esattamente quante persone vi si sottoporranno, è difficile determinare i costi complessivi dell'operazione. Supponendo che la metà della popolazione residente in Svizzera si faccia vaccinare e considerando che per ogni persona sono necessarie due dosi di vaccino, i costi sopportati dall'assicurazione malattie ammonteranno all'incirca a 130 milioni di franchi e non raggiungeranno i 500 milioni menzionati nell'interpellanza. In virtù dell'articolo 32a della legge sulle epidemie (RS 818.101), il 18 settembre 2009 il Consiglio federale ha deciso che la Confederazione sosterrà i costi relativi all'approvvigionamento del vaccino. I costi per l'organizzazione della vaccinazione saranno invece a carico dei cantoni.</p><p>2.-4. Il Consiglio federale ha ordinato la costituzione di scorte di Tamiflu sufficienti per trattare il 25 per cento della popolazione. Nell'eventualità di una liberazione delle scorte obbligatorie, sono stati pattuiti gli stessi prezzi applicati negli altri Paesi europei. Inoltre ha acquistato scorte d'emergenza di Tamiflu al prezzo di 25 franchi per sopperire a un eventuale esaurimento del prodotto fino alla liberazione delle scorte obbligatorie.</p><p>Nella situazione pandemica attuale, è previsto che l'assicurazione malattie obbligatoria copra i costi della vaccinazione unicamente per i pazienti che presentano un elevato rischio di complicazioni. Una distribuzione capillare del Tamiflu non è necessaria. Questo aspetto è stato considerato nella determinazione del prezzo del medicamento, al momento della sua ammissione nell'elenco delle specialità, il 1° agosto 2009. L'ammissione nell'elenco delle specialità, avvenuta senza richiesta da parte dell'azienda, durerà per tutta la fase di allerta pandemica 6 e fino a un'eventuale liberazione delle scorte obbligatorie, al massimo però fino al 31 dicembre 2009. Con l'ammissione del Tamiflu nell'elenco delle specialità il prezzo di mercato è stato ridotto da fr. 86.50 a 54.05. Ovviamente la situazione sarà costantemente monitorata e il prezzo adeguato agli eventuali cambiamenti osservati.</p><p>In caso di liberazione delle scorte obbligatorie, il prezzo d'acquisto pagato all'azienda farmaceutica produttrice scenderà a 25 franchi, come nei Paesi europei limitrofi.</p><p>Questioni di natura epidemiologica ed economica</p><p>1.-4. Il Consiglio federale ha già fornito informazioni a questo proposito in occasione dell'ora delle domande del 22 settembre 2009 (Fehr Jacqueline 09.5414 e Heim 09.5436). Nelle ultime settimane, l'influenza pandemica si è diffusa nell'emisfero sud, dove si registra un massiccio numero di casi in molti Paesi. Nel semestre invernale si attende un'ondata pandemica analoga anche nell'emisfero nord. Benché sia difficile prevedere in quale momento l'ondata pandemica raggiungerà la Svizzera e con quale gravità, il Consiglio federale calcola che nei prossimi mesi il numero di casi di influenza pandemica supererà quello dei casi di influenza stagionale. Le capacità del sistema sanitario svizzero dovrebbero comunque essere sufficienti.</p><p>Il piano pandemico è stato attuato, tuttavia, considerata l'evoluzione benigna della malattia, le misure in esso previste sono state ridimensionate e adattate alla situazione. La cooperazione con i cantoni e i Paesi limitrofi è buona. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, la Svizzera è ben preparata. </p><p>5. Anche sulla questione del costo economico della pandemia il Consiglio federale ha già risposto in occasione dell'ora delle domande del 22 settembre 2009 (Heim 09.5437). È difficile stimarne l'impatto economico, perché vi sono molte incertezze riguardo ad aspetti come la portata e la durata della pandemia, la reazione della popolazione e delle aziende, nonché le misure adottate dai Paesi circostanti. Non è nemmeno possibile trarre conclusioni per analogia con le pandemie precedenti, in quanto i presupposti non sono gli stessi. Attualmente, le informazioni non sono sufficienti per limitare adeguatamente la portata dei possibili scenari. Per queste ragioni, il Consiglio federale rinuncia a quantificare l'impatto economico dell'influenza pandemica (H1N1) del 2009.</p>  Risposta del Consiglio federale.