Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/72616

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di orientare la politica in materia d'integrazione insieme ai cantoni, in modo da privilegiare misure immediate d'integrazione nella forma di pertinenti accordi da concludere con gli stranieri.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La legge federale sugli stranieri (LStr), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008, soddisfa in parte le richieste contenute nella mozione.</p><p>Infatti, secondo la LStr, le autorità cantonali competenti possono concludere convenzioni d'integrazione con gli stranieri. In collaborazione con i cantoni, la Confederazione può emanare, nel quadro di istruzioni, raccomandazioni concernenti il tenore di tali convenzioni. Dato che in molti casi le persone si integrano bene anche senza una convenzione d'integrazione, non è stato introdotto un obbligo generale di concludere una tale convenzione. Il Consiglio federale ritiene opportuno concludere una convenzione d'integrazione soltanto in caso di necessità. Anche la Commissione federale degli stranieri raccomanda un'applicazione puntuale, piuttosto che sistematica, delle convenzioni d'integrazione. Del resto, non esiste una base legale che permetta di negare il rilascio di un permesso di dimora alle persone che hanno diritto a soggiornare in Svizzera (tra cui i familiari stranieri di persone titolari di un permesso di domicilio e di cittadini svizzeri) in caso di rifiuto di sottoscrivere una convenzione d'integrazione o di mancato rispetto di tale convenzione. Inoltre, una nuova normativa in tale direzione violerebbe il principio della parità di trattamento dei cittadini dell'UE/AELS rispetto agli indigeni, sancito nell'accordo sulla libera circolazione delle persone e nella Convenzione istitutiva dell'AELS. Per quanto concerne le persone che non hanno diritto a soggiornare in Svizzera, il rilascio di un permesso di dimora può essere vincolato alla condizione che lo straniero frequenti un corso di lingue o d'integrazione (art. 54 cpv. 1 LStr). Questo obbligo può rivelarsi opportuno in particolare nel caso degli stranieri incaricati dell'assistenza religiosa o dell'insegnamento della lingua o della cultura del Paese d'origine (cfr. l'art. 3c dell'ordinanza del 13 settembre 2000 sull'integrazione degli stranieri nonché la circolare dell'UFM del 1° febbraio 2006 su detta ordinanza). </p><p>La LStr attribuisce molta importanza all'informazione mirata della popolazione straniera. Un tale mandato d'informazione è assegnato alla Confederazione, dai cantoni, alle città e ai comuni (art. 56 LStr). L'informazione comprende segnatamente i diritti e i doveri degli stranieri, le offerte in materia d'integrazione nel cantone e le possibilità di formazione scolastica e professionale.</p><p>Nell'ambito del credito per l'integrazione, le organizzazioni non governative beneficiano già oggi del sostegno finanziario della Confederazione per il loro contributo al miglioramento dell'integrazione della popolazione straniera. Le esigenze particolari delle donne sono prese in considerazione nelle offerte di corsi di lingue. Il Consiglio federale respinge l'idea di un finanziamento integrale dei programmi d'integrazione da parte dei datori di lavoro o dello Stato senza un contributo dei partecipanti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.