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BERNA - Nessun conflitto d'interessi fra gli obiettivi che la Posta doveva rispettare. È in questo modo che risponde il Consiglio federale al rapporto in cui si criticava la mancata reazione da parte della Confederazione nella vicenda dello scandalo AutoPostale. Il rapporto sulla vicenda è stato stilato dalla Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S).
Conflitto d 'interessi - Secondo la Posta, viene ricordato in un comunicato odierno del governo, il conflitto di obiettivi consisteva nel fatto che, da un lato, nel settore del traffico regionale viaggiatori era vietato realizzare utili, mentre dall'altro, la strategia dell'esecutivo richiedeva di mantenere o incrementare il valore dell'azienda. Nella relazione della commissione, risalente a novembre, si biasimava la passività del Dipartimento dei trasporti (DATEC) e dell'Amministrazione federale delle finanze nonostante sapessero già almeno dal 2011 dell'esistenza di questo contrasto.
La risposta di Berna - Per il Consiglio federale però, la regola è chiara. Gli obiettivi strategici non possono prevalere sul rispetto delle prescrizioni di legge - in questo caso quella sul trasporto dei viaggiatori - che la Posta ha l'obbligo di seguire. Inoltre, la raccomandazione riguardo il valore della società si riferiva alla Posta nel suo insieme e non ai singoli settori, come ad esempio AutoPostale.
Indicazioni più precise - Lo scandalo ha travolto il gigante giallo nel 2018. È emerso che La Posta nascondeva tramite manipolazioni contabili i profitti proibiti realizzati nel traffico regionale di passeggeri sovvenzionato. Grazie alla frode, AutoPostale ha ottenuto illecitamente sussidi per milioni e milioni di franchi. Il governo afferma comunque di essere disposto ad attuare una raccomandazione formulata dalla CdG-S. Indicherà dunque esplicitamente negli obiettivi per il periodo 2021-24 che, per quanto riguarda le linee esercitate da AutoPostale nel settore TRV beneficiarie di indennità, la redditività deve essere pari a zero.
Niente delegazione di vigilanza - Al termine della procedura penale amministrativa che sta svolgendo l'Ufficio federale di polizia (fedpol), il Consiglio federale redigerà un rapporto in cui farà il punto sull'intero dossier. L'esecutivo è però contrario alla richiesta della commissione di istituire una delegazione permanente del governo incaricata della conduzione e della vigilanza sulle aziende parastatali.
«Le strutture hanno funzionato» - Il Consiglio federale inoltre condanna «inequivocabilmente» le irregolarità sistematicamente commesse per anni da AutoPostale, sottolineando che la Posta deve avere un comportamento esemplare nella gestione del denaro pubblico. Tuttavia, precisa che, in linea di massima, le strutture previste nel governo d'impresa hanno funzionato e che l'Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha scoperto la truffa.