Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01035.jsonl.gz/9

La Svizzera non intende più sostenere i programmi umanitari in Libia. La decisione, comunicata dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), è stata presa malgrado le difficoltà a cui sono sottoposti i migranti subsahariani in transito sul suolo libico.Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2009 - 10:47
Nel 2007 il DFAE ha messo a disposizione della Libia contributi per 361'400 franchi. La somma è passata a 154'100 franchi nel 2008 e a soli 4'600 franchi quest'anno, ha indicato martedì il dipartimento nella sua risposta scritta a una domanda del deputato in parlamento Lukas Reinmann.
I soldi elvetici sono stati impiegati nel quadro del programma dell'Alto Commissariato ONU per i rifugiati (HCR) in favore dei migranti detenuti e dei rifugiati.
La vigilia dell'arresto di Hannibal Gheddafi e di sua moglie, ha reso ancora noto il DFAE, il dipartimento guidato da Micheline Calmy-Rey aveva ricevuto una richiesta da parte delle autorità ginevrine, nella quale si chiedevano chiarimenti in merito allo statuto giuridico dei due libici.
Il DFAE aveva informato che «le due persone non hanno alcuno statuto diplomatico in Svizzera e vanno quindi sottoposte al diritto ordinario». Tenuto conto delle ripercussioni politiche che questo arresto avrebbe potuto avere sulle relazioni bilaterali tra Berna e Tripoli (come è effettivamente stato il caso), aveva avvertito il DFAE, gli agenti di polizia vanno istruiti in modo che «prendano tutte le precauzioni del caso durante l'intervento».
Nelle prossime settimane, il Consiglio di Stato ginevrino si recherà a Berna per fornire la propria versione dell'arresto del figlio del leader libico e della moglie, avvenuto nell'estate 2008.
swissinfo.ch e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative