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Circa 300 minatori turchi si sono rinchiusi a 170 metri di profondità all'interno della miniera di carbone di Zonguldak per protestare contro le condizioni di lavoro e le insufficienti misure di sicurezza dell'impianto, riferisce la stampa di Ankara.
Il presidente del sindacato dei minatori turchi (Gmis) Eyup Alabas ha spiegato che "la goccia che ha fatto traboccare il vaso" è stata l'arrivo con 35 minuti di ritardo di una ambulanza dopo che un lavoratore della miniera aveva subito un infarto. I minatori di Zonguldak, ha precisato, protestano contro le difficili condizioni di lavoro, l'assenza di adeguate strutture di sicurezza, i ricorrenti ritardi nell'arrivo delle ambulanze in caso di incidenti e le forniture insufficiente di abiti e di scarpe da lavoro.
SDA-ATS