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BERNA - La crisi legata al coronavirus avrà un forte impatto sul Primo e Secondo pilastro, avverte il presidente del consiglio di amministrazione di Swiss Life Rolf Dörig. La recessione e il numero crescente di disoccupati hanno causato un calo dei contributi.
A ciò si aggiungono le criticità già esistenti, come l'invecchiamento demografico, il divario crescente tra popolazione attiva e numero di pensionati, l'aumento della speranza di vita e il calo dei rendimenti finanziari.
Alla luce di questa situazione, Dörig, in un'intervista pubblicata dai giornali del gruppo CH-Media, ha evocato alcune misure per garantire la previdenza per la vecchiaia, come l'età pensionabile uniforme a 65 anni per uomini e donne. Per il presidente del cda di Swiss Life, un aumento generale dell'età pensionabile sarà inevitabile.
La riduzione del tasso di conversione, quello che serve a calcolare le rendite del Secondo pilastro, al 6,0% dovrà giungere rapidamente. Occorrerà comunque «salvaguardare le pensioni esistenti e cercare una soluzione per la generazione transitoria», ha precisato Dörig, suggerendo come la Banca nazionale (BNS) potrebbe dare un contributo.
Le conseguenze della politica dei tassi d'interesse negativi della BNS si ripercuotono negativamente sulla previdenza professionale: parte del denaro che attualmente confluisce nella cassa generale della Confederazione è sottratto agli assicurati. «Questi fondi potrebbero essere utilizzati per finanziare parte della riforma del secondo pilastro», suggerisce Dörig.