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Il vostro bimbo
Dalla trentaduesima alla trentaseiesima settimana di gestazione, nei maschi, i testicoli iniziano a scendere nello scroto. Le ghiandole sono particolarmente attive in previsione del parto e i polmoni iniziano a produrre surfactante polmonare, una sostanza tensioattiva utile a mantenerli aperti così da essere pronti per iniziare una respirazione in aria. Sotto la pelle si deposita del grasso per fornire energia e riscaldamento dopo la nascita. Nel liquido amniotico ci sono dei frustoli bianchi detti "vernice caseosa" che ricopre tutto il corpicino del vostro bebè per proteggere la sua pelle delicata dall'ambiente liquido in cui è immerso. Le sensazioni
L'utero riempie quasi totalmente la vostra cavità addominale.
Comincerete a sentire le prime contrazioni dette "di Braxton Hicks" in cui la vostra pancia si indurisce per brevi istanti poi ritorna morbida, il tutto avvertito solo come tensioni addominali e non come dolore. Queste contrazioni servono per preparare l'utero al travaglio.
La pressione dell'utero può dare bruciori di stomaco e la sensazione di dovere sempre andare a fare la pipì.
Il bacino si allarga, i legamenti si allungano e tutto questo può avvenire senza che voi avvertiate niente, ma il più delle volte è associato a dei piccoli o medi dolori, avvertite come scosse di corrente al bacino, alla sinfisi pubica, alla schiena e nelle cosce. Il vostro bimbo è a testa in giù (presentazione cefalica) o a testa in su (presentazione podalica)?
Nel caso in cui fosse in presentazione podalica, si possono prendere dei provvedimenti semplici per invogliare il vostro bimbo a cambiare posizione. In effetti avere il proprio bimbo in posizione cefalica rende il parto meno rischioso. Infatti la maggiorparte delle presentazioni podaliche vengono partorite tramite taglio cesareo per non incombere in un parto a rischio di decesso durante la fase espulsiva. Ecco cosa possiamo fare per tentare di girarlo.
Il ponte indiano e altre posizioni
La MOXA
La versione cefalica esterna Come nutrire il vostro bebè: seno o biberon?
E' arrivato il momento di incominciare a pensare al tipo di allattamento che volete fare: al seno o artificiale?
Tutte e due le opzioni sono sensate e hanno un perché che per voi risulta essere di grande importanza per cui qualunque decisione voi prendiate o avete già preso è quella giusta ed è inattaccabile.
In qualunque caso sarete una buona madre che non farà mancare niente al vostro piccolo! L'allattamento al seno
L'allattamento al seno è il modo più naturale di dare da mangiare a vostro figlio per i primi mesi di vita.
Perché allattare al seno:
Metodo più pratico ed economico: non costa niente, è sempre pronto ed è sempre della temperatura giusta
Il colostro prima e il latte dopo è ricco di anticorpi fondamentale per le difese immunitarie del vostro bebè
Il latte materno è specie specifico, cioè va sempre bene e non svilupperà mai un'allergia contro il vostro latte
Il vostro bebè ha le esigenze che cambiano in base alla sua crescita, il latte cresce con lui, cambiando la sua composizione e la sua quantità in base a quello che ha bisogno vostro figlio a quel mese di età
Insieme al latte gli date anche il vostro contenimento, il vostro amore e le vostre coccole L'allattamento artificiale
Perché il biberon:
Possono intervenire altre persone nell'allattamento del vostro bebè e questo facilita le cose se dovete rientrare prematuramente al lavoro
Potete avere sott'occhio sempre la quantità di latte che prende ad ogni pasto
L'intervallo tra un pasto e l'altro è definito
Anche se allattate con il biberon potete dargli tutto il vostro amore e le vostre coccole in quel momento o tramite altri modi come ad esempio il massaggio o qualsiasi altro modo di contatto con vostro figlio. Domande ricorrenti riguardo l’allattamento
Avrò abbastanza latte?
Tutte le donne che hanno una ghiandola mammaria hanno latte. Per la quantità affidatevi a vostro figlio, alle sue esigenze e ai suoi tempi e vedrete che il latte arriva e in quantità sufficiente.
Nei primi giorni il vostro bebè vorrà succhiare spesso, tenete duro e sarete ricompensate. Il succhiare spesso favorisce la montata lattea e questo lui lo sa.
La montata lattea arriva in media 48-72 ore dopo il parto e avviene sempre perché a scatenarla è il distacco della placenta dopo il parto: la placenta produce estrogeni per la gravidanza, ma quando si stacca fa cadere a zero il livello di estrogeni e fa venire il picco di prolattina ed è proprio questa che fa venire il latte e fa mantenere l'allattamento. E' doloroso allattare?
Il vostro bebè succhia una parte del vostro corpo molto delicata, per cui all'inizio il capezzolo deve fare "il callo" e questo provoca dolore per i primissimi istanti della poppata, poi il dolore passa completamente e allattare vi sembrerà un'esperienza di grande carica emotiva. Questa situazione vi durerà circa 2 settimane, poi tutto andrà per il meglio. Posso mangiare mentre allatto?
L'alimentazione deve essere varia, ricca di nutrienti come in gravidanza.
Non ci sono cibi proibiti, ma attenzione e mangiare le cose troppo saporite (aglio, peperoncino, asparagi, broccoli ) perché il latte prende il sapore e a vostro figlio potrebbe non piacere, per cui se mangiate cibi molto saporiti e poi la poppata dopo lui non mangia, non allarmatevi, non gli piace quello che avete mangiato.
Il ferro vi rende stitiche? Potrebbe rendere anche il vostro bebè stitico.
Avete fatto una scorpacciata di verdure cotte e ora avete aria nella pancia? Potrebbe essere che anche il vostro bebè piange perché ha aria nella pancia anche lui.
Un bicchiere di vino ogni tanto non fa male alla mamma e neanche al vostro piccolo. La scelta del pediatra
Il pediatra va scelto, ma non c'è fretta perché lo dovrete contattare solo dopo il parto.
I criteri per scegliere un pediatra sono fondamentalmente due:
Per i primi giorni di vita casalinga, se ci sono delle domande o dei problemi, vi potete rivolgere alla clinica, nella quale vi sono i pediatri che avete conosciuto durante la degenza che vi aiuteranno.
A questo proposito è importante sapere che su tutto il territori ticinese ci sono dei consultori con infermiere pediatriche che vi possono seguire nelle crescita fisiologica del vostro bebè.
Tutto questo però non sostituisce la figura fondamentale del vostro pediatra da voi scelto. Cosa portare in clinica
Per il momento del parto serve solo qualcosa per raccogliere i capelli se sono lunghi mentre per quanto riguarda camicia, mutande, provvederà per voi la clinica.
Per il soggiorno in clinica dovete portare: