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Si rompe il silenzio riguardante il Béjart Ballet Lausanne (BBL), per il quale un audit globale è stato ordinato la settimana scorsa dopo il licenziamento del direttore a fine maggio. Il Consiglio di fondazione conferma in un comunicato odierno di aver ricevuto una lettera anonima contenente una serie di accuse, fra cui mobbing e molestie sessuali, contro la direzione della compagnia. Il Consiglio di fondazione non desidera svelare il contenuto della missiva. Secondo una decina di ex dipendenti del BBL ci sarebbero stati casi di pressione psicologica e molestie sessuali in seno all’azienda, nonché consumo di cannabis e nepotismo. Lo affermano 24 heures e la RTS che hanno ottenuto un esemplare della lettera.
Raccolte una ventina di testimonianzeAnne Papilloud, segretaria generale del Sindacato svizzero-romando dello spettacolo (SSRS), ha confermato queste informazioni ieri alla trasmissione della radio romanda “Forum”, spiegando di aver raccolto una ventina di testimonianze che coincidono con le accuse contenute nella lettera. Il Consiglio di fondazione ha indicato nel comunicato che non si esprimerà più a questo proposito prima della pubblicazione dell’audit, salvo se emergono nuovi fatti. I risultati dell’inchiesta sono attesi entro settembre.
Un primo controllo aveva portato a due licenziamenti Un primo controllo a fine maggio aveva rivelato disfunzioni in seno alla scuola-atelier Rudra Béjart causando il licenziamento del direttore e della regista, nonché la chiusura della scuola per almeno un anno. In seguito alle nuove accuse riguardo la compagnia stessa, il Consiglio di fondazione ha annunciato venerdì scorso il lancio di una verifica globale su tutta la BBL (compagnia e scuola).