Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/149755

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2014 il Controllo federale delle finanze ha proceduto a una valutazione della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) da cui sono emerse importanti lacune nell'ambito del governo d'impresa. Si è parlato di notevoli problemi e di scarsa organizzazione. Sono stati rilevati problemi, ad esempio, nella ripartizione dei fondi e nella collaborazione tra la presidenza e la direzione. La "nuova" direttrice, come i suoi predecessori, ha così lasciato la CTI dopo poco tempo.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande concernenti l'organizzazione della CTI e le sue attuali strutture decisionali:</p><p>1. Come sono ripartite le competenze tra la presidenza e la direzione, durante la fase di transizione, ma anche nella nuova organizzazione? </p><p>2. In che modo viene seguita e sorvegliata la riorganizzazione?</p><p>3. Si è fatto ricorso a esperti esterni indipendenti?</p><p>4. Le funzioni direttive continueranno a essere ricoperte dalle stesse persone?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In base a vari colloqui con i responsabili della CTI, ai riscontri della segreteria e della presidenza della CTI e a un rapporto di controllo periodico sul settore "Promozione R&amp;S" redatto dal Controllo federale delle finanze (CDF) e pubblicato nel febbraio 2014, il DEFR ha incaricato il CDF di procedere a un controllo specifico per il settore di promozione "Start-up e imprenditoria" (secondo rapporto CDF, ottobre 2014). In parallelo, indipendentemente da questo controllo, è stato redatto in risposta alla mozione Gutzwiller 11.4136 un rapporto strutturale (Organisatorische Ausgestaltung der Kommission für Technologie und Innovation KTI, novembre 2014). La decisione di principio del Consiglio federale di accordare l'autonomia giuridica alla CTI si fonda soprattutto su questo rapporto. Esso ha evidenziato la necessità di riorganizzare la CTI, come conferma anche il secondo rapporto del CDF di cui sopra. Alla luce di queste considerazioni, possiamo rispondere come segue alle domande poste dall'autore dell'interpellanza.</p><p>1. Nel suo secondo rapporto il CDF ha esaminato soltanto il settore di promozione "Start-up e imprenditoria" (ca. l'8 per cento dei contributi di promozione della CTI). In base a questo esame sono state formulate critiche anche sulla ripartizione generale delle competenze all'interno della CTI. La presidenza della Commissione ha pertanto deciso di ridefinire diversi processi seguendo le raccomandazioni del gruppo d'accompagnamento (cfr. risposta 2). In tal modo ha contribuito a definire meglio le responsabilità, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi strumenti di promozione, l'assegnazione di mandati generali e l'attività di comunicazione. Questa riorganizzazione dovrebbe aver risolto alcuni punti problematici.</p><p>Tuttavia, in base al regolamento attuale, alcune doppie funzioni criticate dal CDF continueranno a comportare sovrapposizioni di competenze. Fino al momento della riorganizzazione la segreteria sarà incaricata di attuare i progetti conformemente al diritto e alle norme finanziarie, mentre alla Commissione competeranno soprattutto le decisioni di promozione, lo sviluppo degli strumenti e le questioni strategiche.</p><p>La nuova struttura, fondata sul modello collaudato del Fondo nazionale svizzero, consente una maggiore chiarezza, che costituisce un vantaggio centrale della riforma. Il consiglio dell'istituto è incaricato della direzione strategica nonché della nomina e della sorveglianza della segreteria e del consiglio dell'innovazione. Il consiglio dell'innovazione è responsabile delle perizie, dello sviluppo degli strumenti e della pianificazione del fabbisogno; per il primo di questi compiti è assistito da periti esterni. La segreteria, infine, si occupa della preparazione materiale delle decisioni di promozione, della loro esecuzione e della gestione finanziaria (incluso il controlling).</p><p>2. Dalla fine di agosto il DEFR sostiene attivamente la CTI. In primo luogo tramite un gruppo diretto dalla vicesegretaria generale del DEFR e composto da rappresentanti della segreteria e della presidenza della CTI, che si riunisce settimanalmente per fornire consulenza in materia di conformità. In secondo luogo tramite un gruppo diretto dal segretario generale del DEFR che consiglia la CTI su questioni strategiche e organizzative. I due gruppi formulano unicamente raccomandazioni, mentre gli appositi organi della CTI mantengono la competenza e la responsabilità decisionale. Finora le raccomandazioni sono sempre state seguite. Entrambi i gruppi provvedono affinché le raccomandazioni del CDF vengano applicate e la CTI possa lavorare in modo efficiente fino a quando non assumerà la sua nuova forma giuridica.</p><p>3. Per la redazione del rapporto strutturale menzionato in precedenza e per la definizione degli orientamenti della nuova struttura della CTI la SEFRI si è rivolta anche a esperti esterni. Attualmente non è prevista un'assistenza esterna permanente. In generale il DEFR attribuisce con cautela questo tipo di mandati, allineandosi in tal modo anche alle richieste delle Commissioni di gestione e delle Commissioni delle finanze. Se necessario, tuttavia, il DEFR si riserva il diritto di ricorrere a un'assistenza esterna, ad esempio in merito allo sviluppo organizzativo.</p><p>4. Attualmente è in corso la procedura di selezione del nuovo responsabile (il titolo "direttore/direttrice" è ormai riservato agli Uffici federali) e il DEFR confida di poter nominare il successore entro il primo semestre 2015. La persona prescelta svolgerà un ruolo importante nella riorganizzazione.</p><p>Alla fine del 2015 la Commissione e la sua presidenza dovranno essere rielette nell'ambito del rinnovo integrale delle commissioni extraparlamentari. Pertanto, nei prossimi mesi si dovranno stabilire le modalità di attribuzione dei posti all'interno della presidenza ed eventualmente la durata dei mandati.</p><p>La riorganizzazione della CTI prevede la suddivisione della Commissione in un consiglio dell'istituto e un consiglio dell'innovazione (cfr. risposta 1). La definizione esatta di questa struttura spetta all'amministrazione e al Parlamento nel quadro del processo legislativo. I posti e le funzioni direttive non sono ancora stati assegnati.</p>  Risposta del Consiglio federale.