Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/175115

<h2>SubmittedText<h2><p>Dai Paradise Papers è emerso che le multinazionali delle materie prime operano ai margini o oltre i confini della legalità e non rispettano il loro obbligo di diligenza. Il dumping fiscale praticato legalmente è un fenomeno molto diffuso.</p><p>Le società internazionali e i super ricchi pagano molto meno imposte delle piccole e medie imprese e dei comuni cittadini. La Svizzera rischia di rimanere indietro nell'applicazione del principio di responsabilità sociale delle imprese.</p><p>1. I Paradise Papers evidenziano la necessità di intervenire sulla questione dell'equità fiscale. La Nike, ad esempio, in Svizzera paga un'imposta sull'utile del tre per cento soltanto.</p><p>a. Secondo il Consiglio federale a quanto ammontano le perdite fiscali (persone giuridiche e fisiche) a seguito di siffatte elusioni?</p><p>b. In che modo il Consiglio federale intende vietare tali strategie di elusione fiscale?</p><p>c. È disposto a proporre nel PF 17 anche misure volte a contrastare l'elusione fiscale?</p><p>2. Dai Paradise Papers emerge che all'estero i commercianti di materie prime con sede in Svizzera disattendono, in alcuni casi gravemente, l'obbligo di diligenza. Diversi Paesi hanno rafforzato questo obbligo (Modern Slavery Act 2015, Regno Unito; Loi relative au devoir de vigilance 2017, Francia; Child Labour Due Diligence Law 2017, Paesi Bassi; Regolamento dell'UE 2017/821 sui minerali provenienti da zone di conflitto). Il Consiglio federale si attiverà in questa direzione?</p><p>3. Il Consiglio federale condivide il timore che in questo caso l'inazione potrebbe condurre a una situazione analoga a quella creatasi nel settore bancario, in cui la Svizzera è con le spalle al muro ed obbligata a recepire letteralmente le regolamentazioni internazionali?</p><p>4. L'UE istituzionalizza la pubblicazione di informazioni sulla responsabilità sociale delle imprese: la direttiva 2014/95 introduce l'obbligo per talune imprese di grandi dimensioni di comunicare informazioni di carattere non finanziario sulla base di standard riconosciuti a livello internazionale. In questo modo si accresce la responsabilità sociale delle imprese. Queste devono ottemperare al loro obbligo di rendicontazione anche nei confronti degli stakeholder, che possono quindi pretendere l'adempimento degli obblighi di diligenza e l'equità fiscale. Anche altri Paesi vanno in questa direzione.</p><p>a. Il Consiglio federale concorda che il rafforzamento della responsabilità sociale delle imprese è nell'interesse di tutti?</p><p>b. Come pensa di garantire che le imprese operanti in Svizzera dichiarino le informazioni di carattere non finanziario rilevanti per gli stakeholder?</p><p>5. A prescindere dai punti elencati in precedenza, ritiene necessario reagire in qualche modo sul piano nazionale o internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.a. La corretta attribuzione a livello internazionale dei fatturati e degli utili realizzati con l'attività aziendale (ripartizione fiscale) costituisce la base per l'imposizione delle multinazionali. In Svizzera le autorità fiscali cantonali competenti per la tassazione ai fini della riscossione dell'imposta sull'utile determinano la base di imposizione sotto la vigilanza dell'AFC. I casi in cui Paesi hanno fatto valere una ripartizione fiscale internazionale differente hanno mostrato che la collaborazione tra la Svizzera e questi Paesi funziona. Non si deve quindi supporre che l'imposizione in Svizzera di tali gruppi comporti generalmente perdite fiscali ingiustificate. Il Consiglio federale non si esprime sul caso citato dall'autore dell'interpellanza. Se dai controlli dovessero emergere casi di risparmio fiscale ingiustificato o di sottrazione d'imposta (cfr. risposta ad 1.b e 1.c), si procederà alle rettifiche necessarie. Non ci si può riferire a tali casi per effettuare una stima generale delle perdite.</p><p>b./c. Il Consiglio federale è consapevole che le interconnessioni internazionali possono anche essere utilizzate per influenzare in modo illecito la ripartizione fiscale internazionale, ad esempio fornendo informazioni incomplete alle autorità fiscali o generando per le società del gruppo spese ingiustificate attraverso presunte imprese terze. Siffatte pratiche possono essere considerate un'elusione o una sottrazione d'imposta. I controlli e i procedimenti penali fiscali condotti dalle autorità fiscali svizzere sono le misure adeguate per contrastarle.</p><p>Inoltre la Svizzera si impegna su molti fronti adottando misure preventive: in particolare con l'estensione dell'assistenza amministrativa sulla base delle convenzioni per evitare la doppia imposizione, lo scambio di informazioni spontaneo e la rendicontazione Paese per Paese la Svizzera contribuisce ad assicurare che i Paesi partner interessati dalle attività aziendali internazionali e essa stessa ottengano le informazioni necessarie per individuare e impedire gli abusi nell'ambito della ripartizione fiscale internazionale.</p><p>2. Il Consiglio federale promuove la gestione aziendale responsabile e il rispetto dei diritti umani basandosi sul piano d'azione 2015-2019 relativo alla responsabilità sociale d'impresa (documento programmatico RSI) e sul piano d'azione nazionale per l'attuazione dei Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Esso segue gli sviluppi internazionali concernenti i meccanismi di diligenza per i minerali provenienti da zone di conflitto ed osserva le loro ripercussioni sull'economia svizzera. Se necessario, esaminerà l'opportunità di presentare proposte adeguate in linea con questi sviluppi. Fondandosi sul rapporto di base sulle materie prime, il Consiglio federale ha conferito il mandato di elaborare delle linee guida per l'attuazione dei Principi Guida delle Nazioni Unite, contenenti anche raccomandazioni sui meccanismi di diligenza in materia di diritti umani per le imprese che operano nel settore delle materie prime. La Svizzera si ispira quindi ai principi internazionali delle Nazioni Unite.</p><p>3. Le autorità interessate dal settore delle materie prime non sono inattive. Infatti si incontrano regolarmente nell'ambito della piattaforma interdipartimentale sulle materie prime per valutare la situazione. A inizio dicembre 2017 si è svolta la tavola rotonda annuale sulle materie prime che ha riunito i rappresentanti di Cantoni, imprese, associazioni e ONG. Il Consiglio federale ha incaricato la piattaforma di redigere entro novembre 2018 una nuova valutazione della situazione del settore svizzero delle materie prime, per stabilire in particolare se sia opportuno che le autorità intervengano per quanto riguarda la competitività, l'integrità, l'ambiente o altri aspetti.</p><p>4. Il Consiglio federale accorda grande importanza alla responsabilità sociale d'impresa ("Corporate Social Responsibility", CSR), al rispetto dei diritti umani e alla tutela dell'ambiente. Nel suo programma di legislatura 2016-2019, questi temi sono obiettivi permanenti e prioritari. Il Consiglio federale mira a utilizzare un dispositivo armonizzato sul piano internazionale e gli strumenti esistenti, segnatamente i piani d'azione menzionati nella risposta 2 e il rapporto del 20 aprile 2016 sull'economia verde ("Grüne Wirtschaft. Massnahmen des Bundes für eine ressourcenschonende, zukunftsfähige Schweiz").</p><p>Il Consiglio federale verifica regolarmente l'attuazione dei piani d'azione e, se necessario, adeguerà i pertinenti strumenti. Se l'attuazione non dovesse corrispondere alle aspettative, esso si riserva la facoltà di vagliare ulteriori misure o addirittura strumenti giuridicamente vincolanti.</p><p>5. La Svizzera si impegna sul piano internazionale a favore di una maggiore trasparenza delle società offshore. Nella sua legislazione nazionale ha adottato misure di ampio respiro per migliorare la trasparenza e impedire gli abusi (AIA, rendicontazione Paese per Paese, ultima revisione della legge sul riciclaggio di denaro). Il Consiglio federale ha incaricato il DFF di elaborare un progetto per la procedura di consultazione volto a introdurre obblighi di diligenza che dovranno essere rispettati nella fornitura di prestazioni di consulenza in relazione alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società.</p><p>L'AFC e la SIF seguono gli sviluppi dei cosiddetti Panama Papers e i Paradise Papers sul piano fiscale. Nel concreto, la Svizzera partecipa alle sedute del gruppo di lavoro dell'OCSE e collabora alla definizione dei requisiti per le domande di informazione nel quadro dello scambio automatico di informazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.