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Partiamo da una data: il 9 ottobre del 1969. Miles Davis era in macchina, subito dopo un’ultima sessione di registrazione al Blue Coronet. All’improvviso qualcuno gli sparò all’anca. Soccorso e portato all’ospedale, la ferita per fortuna non era grave. Miles raccontò alla polizia che quattro giorni prima aveva ricevuto un misterioso «avvertimento» mafioso. Dopo questa data, non ci suonerà mai più.
Sicuramente Miles non fu l’unico musicista che dovette confrontarsi con i gangster che gestivano i diversi locali notturni newyorkesi dove si suonava il jazz durante e dopo gli anni del proibizionismo. Pensiamo al Cotton Club che diede fama al grande Duke Ellington.
Da qui partiamo per una interessante riflessione sulle connessioni tra malavita e musica, passando attraverso la musica di Armstrong e Frank Sinatra, quella di Jimi Hendrix e dei neomelodici italiani.
Tutto questo grazie alla presenza di Alceste Ayroldi, musicologo, critico musicale, saggista, producer e consulente artistico di numerose realtà culturali italiane, e di Giordano Montecchi, musicologo e critico musicale, saggista e scrittore ai microfoni di Barbara Tartari e Christian Gilardi.