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Un altro manifestante pro democrazia è stato ucciso oggi, lunedì, in Myanmar (ex Birmania), dove banche, attività commerciali e fabbriche sono chiuse in seguito ad uno sciopero generale indetto dai sindacati per soffocare l'economia e fare pressione sulla giunta militare. Il bilancio odierno delle vittime sale così a tre. In precedenza, due uomini sono infatti stati uccisi e diverse persone sono rimaste ferite a Myitkyina, nella regione centrale del Paese. A questi, appunto, se ne è aggiunto un altro a Pyapon, una località a un centinaio di chilometri a sud di Yangon: secondo un testimone oculare, si tratta di un uomo di 30 anni colpito a morte allo stomaco da un proiettile sparato dalle forze di sicurezza.
Nel frattempo i militari stanno occupando ospedali e università del Paese. Già durante il fine settimana testimoni hanno visto i soldati occupare ospedali e università a Yangon. Da parte sua, un funzionario dell'ufficio dell'Alto commissario dell'ONU per i diritti umani - James Rodehaver - ha detto che almeno cinque ospedali sono stati occupati oggi (lunedì), di cui quattro a Yangon e almeno uno a Mandalay.