Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/157405

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto di disposizioni legali da inserire nella LIFD e nella LAID per completare i criteri sull'esenzione fiscale delle persone giuridiche che perseguono uno scopo pubblico o di utilità pubblica (art. 56 lett. g LIFD; art. 23 cpv. 1 lett. f LAID) o fini di culto (art. 56 lett. h LIFD; art. 23 cpv. 1 lett. g LAID). Si intende evitare in tal modo che le indennità versate agli organi direttivi (membri del consiglio di fondazione, membri della direzione) e ai funzionari non superino un quadro adeguato alla loro attività.</p><p>Una minoranza (Amstutz, Caroni, Germanier, Matter, Müller Philipp, Müri, Noser, Reimann Lukas, von Siebenthal) propone di respingere la mozione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il diritto in vigore le persone giuridiche possono essere esentate, del tutto o in parte, dall'imposta federale diretta nonché dalle imposte cantonali e comunali, se perseguono uno scopo pubblico o di utilità pubblica oppure fini di culto e il loro utile e capitale sono destinati esclusivamente e irrevocabilmente a tali fini. Le persone giuridiche esentate dall'imposta sono prevalentemente associazioni e fondazioni.</p><p>I criteri per l'esenzione fiscale delle persone giuridiche sono definiti nella circolare numero 12 dell'8 luglio 1994 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni. Dal punto di vista oggettivo, secondo la giurisprudenza e la dottrina, il perseguimento di scopi di utilità pubblica presuppone che l'attività della persona giuridica sia svolta nell'interesse generale e che, sul piano soggettivo, avvenga in maniera disinteressata, ossia filantropica e altruista. Il disinteresse è dato quando i membri o gli organi attivi per la persona giuridica di utilità pubblica sopportano un sacrificio mettendo in secondo piano i propri interessi. Non è il caso quando gli obiettivi di utilità pubblica sono collegati nel contempo a scopi di lucro o ad altri interessi propri e diretti dei membri (cfr. DTF 114 lb 277, 113 lb 9 consid. 2b con ulteriori rinvii; Marco Greter, in: Zweifel/Athanas, Kommentar zum DBG, Basilea 2008, n. 31 ad art. 56 lett. g LIFD). Le prestazioni dei membri di consigli di fondazioni o di comitati di associazioni devono quindi essere in linea di massima fornite a titolo onorifico, altrimenti si presuppone il perseguimento di propri interessi diretti. Si tollerano indennità per il rimborso di spese effettive e l'erogazione di gettoni di presenza moderati. Gli onorari fissi per le organizzazioni di utilità pubblica non sono invece compatibili con il principio del disinteresse.</p><p>Nella prassi si ammettono deroghe alle attività a titolo onorifico se ad esempio un membro di un consiglio di fondazione o di un comitato di un'associazione deve svolgere compiti che, quantitativamente e qualitativamente, vanno oltre l'attività ordinaria del consiglio di fondazione o del comitato dell'associazione. Può essere il caso, in particolare, per le grandi fondazioni attive allorquando tali attività supplementari si rendano necessarie per non limitare o impedire il perseguimento dello scopo della fondazione. Se, ad esempio, l'attività operativa della fondazione o dell'associazione richiede l'esercizio di un'attività professionale principale, è permesso il versamento di un'indennità conforme al mercato. Diversamente, si dovrebbe ricorrere a servizi di terzi che dovrebbero essere indennizzati a condizioni di mercato (cfr. esenzione fiscale delle persone giuridiche che perseguono uno scopo pubblico, di utilità pubblica o fini di culto, deducibilità di liberalità, informazioni pratiche del 18 gennaio 2008 della Conferenza svizzera delle imposte all'attenzione delle amministrazioni delle contribuzioni cantonali).</p><p>Già oggi la prassi attuale verifica se le retribuzioni degli organi e funzionari direttivi si trovano nei limiti adeguati. Al riguardo si prendono in considerazione la responsabilità e le capacità della persona interessata nonché la necessità di disporre di una gestione professionale per il raggiungimento degli obiettivi (mezzi e scopo). Tenuto conto di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che non vi sia necessità d'intervento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.