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In base ad un adeguamento degli accordi di Schengen, la Svizzera sarebbe teoricamente tenuta a bandire l’arma d’ordinanza dal domicilio dei militi, oltre a recepire regolamentazioni estremamente restrittive per quel che riguarda la detenzione di armi sportive, da caccia o da collezione da parte di onesti cittadini, ciò in contraddizione con l’esito della votazione popolare del 2011. Il Consiglio federale intende difendere l’indipendenza della Svizzera e la volontà dei cittadini dall’ennesima inaccettabile ingerenza sovranazionale?
Lorenzo Quadri, consigliere nazionale