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L'impatto dei detriti del razzo di SpaceX fa preoccupare
Dalle stelle a un... polverone di polemiche. Potrebbe essere descritta così, la traiettoria del nuovo razzo Starship di SpaceX, fatto esplodere pochi minuti dopo il lancio di prova sopra il Golfo del Messico giovedì scorso. Polemiche per motivi ambientali, però. Sì, perché la forza d'urto del decollo ha fatto piovere una nube di cemento polverizzato su una cittadina vicina al sito di lancio, stando a quanto riportano le autorità federali, sollevando nuovi interrogativi sull'impatto ambientale delle operazioni di lancio nel sito. La struttura di SpaceX è vicina a un parco nazionale protetto nell'area di Boca Chica Beach. Il problema? È che il botto della partenza ha scagliato grossi pezzi di cemento e metallo a migliaia di metri di distanza, innescando pure un incendio che si è esteso poi su un'area complessiva di quasi un ettaro e mezzo, sempre secondo le informazioni riportate dall'ufficio caccia e pesca degli Stati Uniti. Un'esplosione che non c'entra nulla con quell'altra, altrettanto spettacolare su cui gli occhi del mondo erano puntati, avvenuta in quota, a 34 chilometri di altitudine. I cittadini vogliono vederci chiaro e, adesso, intendono mettere sotto pressione nientemeno che il governo degli Stati Uniti. Chiedendo una revisione dei danni all'ambiente provocati dalle operazioni di Elon Musk. Cosa, questa, che potrebbe ritardare e non di poco tutte le future operazioni strategiche, compreso il sogno di riportare l'umanità sulla Luna e, un domani, far sbarcare i primi coloni su Marte.
I danni alla rampa di lancio, il cui pavimento è stato in gran parte demolito durante il decollo, sono ben visibili nelle foto. Nessuno è rimasto ferito e non sono stati trovati uccelli o animali selvatici morti nei terreni di proprietà o gestiti dall'ente che si occupa dell'area protetta, ha dichiarato la stessa agenzia. Il razzo stesso è andato fuori controllo ed è esploso a mezz'aria dopo pochi minuti di volo.
Gli ambientalisti hanno preso il rapporto come una prova che uno studio più approfondito dei potenziali rischi per la sicurezza pubblica e la fauna selvatica dovrebbe essere condotto prima di ulteriori lanci di Starship a Boca Chica. «Avevano previsto che ci potessero essere detriti causati da questi lanci, ma non che una parte della rampa di lancio stessa potesse poter essere spazzata via a chilometri di distanza e sparsa per tutto il paesaggio», ha dichiarato all'agenzia Reuters Jared Margolis, avvocato del Center for Biological Diversity. «Quel che è successo non è quanto avevano previsto».
Danni collaterali
La NASA conta su Starship come componente principale del suo programma Artemis, che mira a riportare gli astronauti sulla Luna nei prossimi anni, un'operazione che, a sua volta, farebbe da trampolino di lancio per un'eventuale esplorazione umana di Marte. SpaceX non ha risposto a una richiesta di commento sui risultati dell'ente locale che si occupa della fauna selvatica e della pesca.
Il lancio del 20 aprile è avvenuto pochi giorni dopo che la Federal Aviation Administration aveva concesso a SpaceX la licenza per il lancio dell'astronave tramite il suo razzo Super Heavy. Il volo di prova senza equipaggio è stato il primo per il veicolo combinato a due stadi. Nonostante l'esito, SpaceX ha salutato la missione interrotta come un successo. L'azienda ha dichiarato di essere soddisfatta di aver fatto decollare la Starship nel suo primo volo di prova, una fonte preziosa di dati per l'ulteriore sviluppo del veicolo spaziale.
Il rapporto del Fish and Wildlife Service, parte del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti, è stato il primo resoconto delle autorità governative sull'entità dei danni collaterali del lancio, a parte l'esplosione aerea della Starship stessa. Elon Musk, il miliardario fondatore e amministratore delegato di SpaceX, aveva dichiarato, venerdì, che l'azienda avrebbe in programma l'installazione di un sistema di raffreddamento ad acqua, oltre a delle nuove fondamenta in acciaio per il prossimo lancio del razzo, il più potente mai costruito.
Volano pezzi di cemento e metallo
La scorsa settimana, sempre l'Ente federale dell'aviazione, aveva dichiarato di aver aperto un'indagine classificando l'evento come «incidente», come previsto dalla legge, bloccando tutte le nuove operazioni, fino a quando SpaceX non avrà determinato la causa di ogni guasto e non avrà adottato misure correttive.
A terra, la forza di circa 30 motori a razzo accesi alla massima potenza ha colpito il pavimento della rampa di lancio al momento del decollo, scavando un cratere profondo diversi metri. Il pennacchio di polvere di cemento che ne è derivato si è spostato fino a 10,5 km a nord-ovest. Il materiale polverizzato è caduto sulle piane di marea della zona e anche su Port Isabel, una città vicina all'estrema punta sudorientale dello Stato, ha dichiarato il portavoce dell'agenzia che cura la fauna selvatica e le questioni relative alla pesca, Aubry Buzek.
Una valutazione ambientale che l'agenzia ha approvato l'anno scorso per la struttura Starbase, recentemente ampliata, prevede che i detriti dell'esplosione rimangano in una zona di 700 acri (circa un miglio quadrato) intorno alla piattaforma di lancio. I pezzi di cemento e le schegge metalliche scagliati a migliaia di metri dalla rampa di lancio sarebbero probabilmente atterrati nell'habitat critico del piviere, un uccello costiero inserito nell'elenco delle specie minacciate.
Ritardi (forse) in vista
Prima che fosse concessa la licenza a SpaceX, gli ambientalisti avevano chiesto uno studio di impatto ambientale più approfondito. Margolis ha detto che l'incidente di lancio ha dimostrato che l'analisi ambientale originale era inadeguata. Sottoporre l'impianto di SpaceX a una revisione ambientale su larga scala ritarderebbe lo sviluppo di Starship, complicando la tempistica di Artemis della NASA, nonché l'uso previsto della navicella per le missioni del Pentagono e per quelle commerciali. Musk ha suggerito la scorsa settimana che SpaceX avrebbe potuto predisporre gli aggiornamenti al sito di lancio prima del prossimo tentativo, previsto tra uno o due mesi.