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Una vicenda intricata con una prima denuncia quasi dieci anni fa. Nel gennaio del 2015 vi era stato un decreto d'abbandono per quattro persone e domani è previsto uno strascico conclusivo: l'ex presidente sarà processato alle Assise correzionali di Locarno (in Lugano) per amministrazione infedele qualificata.
L'inchiesta del Ministero pubblico a carico dei vertici della Fondazione, che gestisce e promuove il centro Eranos ad Ascona, era scattata nel 2010 per due segnalazioni dell'autorità federale di vigilanza sulle Fondazioni. Autorità che nel suo secondo intervento aveva ipotizzato il reato di truffa e amministrazione infedele a carico dell'allora presidente e di un altro membro del consiglio di Eranos. Le indagini avevano però portato a un abbandono nei confronti di quattro persone. L'unica questione rimasta aperta era quella che finirà domani in aula e che riguarda l'ex presidente, oggi ultra 80enne. In sostanza, nel mirino dell'accusa c'è la modalità d'incasso dei compensi che gli venivano versati per la sua attività a favore della Fondazione. Secondo la procuratrice pubblica Francesca Lanz, l'imputato – che sarà difeso dall'avvocato Paolo Bernasconi – ha mancato al suo dovere di diligenza e di salvaguardia del patrimonio della Fondazione, danneggiando Eranos. Presiederà le Assise correzionali il giudice Mauro Ermani.