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Il 6 luglio ricorre il 70esimo anniversario della votazione federale con la quale il popolo svizzero ha sancito la nascita dell’Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS), uno dei pilastri della sicurezza sociale svizzera. Una nuova revisione di questa assicurazione statale sarà sottoposta in settembre al verdetto popolare.
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La nuova legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti era stata approvata il 6 luglio 1947 dall’80% dei votanti. Quasi altrettanto alto il tasso di partecipazione: il 79,66% degli aventi diritto di voto, allora solo uomini, si era recato alle urne.
Nemmeno mezz’anno dopo di questa decisione popolare venivano già versate le prime rendite: i postini suonavano alle porte di casa e distribuivano ai pensionati biglietti di banca per un importo che andava allora da 40 a 125 franchi al mese. Era così nata in Svizzera una nuova categoria di persone: i beneficiari di rendite AVS.
L’assicurazione statale viene finanziata principalmente con i contributi dei dipendenti e dei datori di lavoro, nonché con una partecipazione dello Stato, pari a circa il 20% degli introiti totali.
Nascita in tempi difficili
Il voto popolare sulla creazione dell’AVS era avvenuto in tempi non proprio gloriosi dal profilo democratico per la Svizzera. Nel 1947 era ancora in vigore il regime dei “pieni poteri”, introdotto nel 1939 per consentire al Consiglio federale di disporre di ampie libertà durante la Seconda guerra mondiale.
In virtù di questo diritto di necessità extracostituzionale, il governo poteva adottare misure e emanare ordinanze senza dover sottoporre le proprie decisioni al parlamento e al popolo. Ciononostante il popolo aveva potuto esprimersi sulla nuova legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti, un voto diventato una pietra miliare nella storia della democrazia svizzera.
Grande cantiere della politica svizzera
Da alcuni anni le prospettive dell’AVS non sono però più rosee. Senza importanti riforme, l’assicurazione statale rischia il collasso. La ragione è legata soprattutto all’evoluzione demografica degli ultimi decenni: oggi vi sono sempre meno persone attive rispetto al crescente numero di pensionati.
Il prossimo 24 settembre gli svizzeri possono esprimersi su un nuovo progetto volto a garantire, almeno a medio termine, il finanziamento dell’AVS. Il pacchetto di misure Previdenza per la vecchiaia 2020, sostenuto dal governo e dalla maggioranza del parlamento, prevede tra l’altro di innalzare l’età di pensionamento per le donne da 64 a 65 anni.
L’esito di questo voto appare ancora incerto, ma di sicuro né i sostenitori di questa riforma né i suoi oppositori riusciranno a raccogliere un 80% di voti, come nel 1947.
Traduzione e adattamento di Armando Mombelli