Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/116826

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rivedere la gamma delle sanzioni pecuniarie per l'importazione di derrate alimentari pericolose per la salute. Analogamente alla gamma delle sanzioni previste per le limitazioni illecite della concorrenza, le sanzioni devono essere proporzionali alla cifra d'affari della ditta importatrice, da un lato, nonché alla gravità e alla durata dell'infrazione, dall'altro.</p><p>Se una tale revisione delle sanzioni doganali non dovesse essere possibile in ragione del diritto internazionale, il Consiglio federale è incaricato di promuovere internazionalmente l'inasprimento delle sanzioni pecuniarie per l'importazione di derrate alimentari pericolose per la salute.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'autore della mozione chiede che le sanzioni pecuniarie per l'importazione di derrate alimentari pericolose per la salute siano equiparate a quelle vigenti nel diritto sui cartelli. Quest'ultimo prevede che un'azienda che si comporta illecitamente sia sanzionata con il versamento di un importo sino al 10 per cento della cifra d'affari realizzata in Svizzera nei tre ultimi esercizi. L'importo deve essere commisurato alla durata e alla gravità dell'illecito.</p><p>La sanzione prevista dal diritto sui cartelli è una misura di carattere amministrativo, non penale. Con essa si intende eliminare almeno la rendita cartellistica, ossia l'utile netto risultante da una violazione dell'accordo cartellistico concluso tra le diverse imprese. Finora, né la legge sulle derrate alimentari né quella sulle dogane prevedono sanzioni di carattere amministrativo estranee ai principi che reggono le due leggi.</p><p>Riguardo ad un eventuale adeguamento delle disposizioni penali delle due leggi, il Consiglio federale fa presente che secondo il principio alla base del diritto penale svizzero la pena deve essere commisurata alla colpa. Il collegio governativo non vede la necessità di derogare a questo principio unicamente nel campo delle derrate alimentari importate. Se fosse introdotta una pena minima indipendente dal grado di colpa, la consegna di derrate alimentari pericolose per la salute provenienti dall'estero sarebbe sanzionata principalmente in funzione della cifra d'affari. Pertanto, le pene comminate per questa infrazione sarebbero più severe rispetto a quelle inflitte per la consegna di alimenti pericolosi per la salute prodotti in Svizzera. Una regola del genere sarebbe discriminatoria e pertanto illegale.</p><p>Inoltre, il diritto vigente permette già ora di infliggere pene severe. Nella legge sulle dogane sono previste multe fino al quintuplo dell'importo del tributo doganale o del valore della merce. In casi gravi le multe possono essere aumentate della metà e combinate con una pena detentiva fino a un anno. Nella legge sulle derrate alimentari, per i crimini è comminata una pena detentiva fino a 5 anni o una pena pecuniaria, per i delitti una pena detentiva fino a 3 anni o una pena pecuniaria e per le contravvenzioni una multa fino a 40 000 franchi; le pene pecuniarie possono ammontare al massimo a 1 080 000 franchi. Infine, l'articolo 70 del Codice penale (CP; RS 311.0) consente al giudice di confiscare i valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di un reato.</p><p>Il Consiglio federale è convinto che le basi giuridiche vigenti permettano di sanzionare con la dovuta severità la consegna di derrate alimentari pericolose per la salute importate dall'estero. Il fatto citato dall'autore della mozione non costituisce un problema sanitario generale nel settore alimentare, bensì un caso isolato.</p><p>Per quanto concerne la richiesta dell'autore della mozione, che auspica un maggiore impegno sul piano internazionale da parte del Consiglio federale in favore di sanzioni pecuniarie più severe inflitte per l'importazione di derrate alimentari pericolose per la salute, va detto che attualmente, a livello internazionale, non si sta operando in questo senso nel settore alimentare. Il diritto europeo prevede all'articolo 55 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (GU L 191 del 30 avrile 2004, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 208/2011, GU L 58 del 2 marzo 2011, pag. 29) che siano gli Stati membri a stabilire le regole in materia di sanzioni applicabili in caso di violazione della normativa sugli alimenti. Il diritto europeo chiede soltanto che gli Stati membri prendano tutte le misure necessarie per assicurare che tali regole siano attuate. Inoltre le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Il diritto svizzero soddisfa tutti questi criteri.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.