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Il Consiglio federale intende rafforzare il dispositivo delle misure preventive di polizia per la lotta al terrorismo
La Strategia della Svizzera per la lotta al terrorismo, approvata dal Consiglio federale nell’autunno 2015, persegue diversi obiettivi, in particolare quello di proteggere la Svizzera dalla minaccia terroristica e di impedire l’esportazione del terrorismo. Sebbene prevedano diverse misure di protezione della Svizzera dalla minaccia terroristica, quali ad esempio la pronuncia di divieti d’entrata per tenere lontane dal nostro Paese le persone a rischio, le leggi in vigore non comprendono attualmente misure preventive di polizia tese a impedire la partenza di persone intenzionate ad affiliarsi a un’organizzazione terroristica all’estero, come i simpatizzanti jihadisti europei che cercano di unirsi al sedicente Stato islamico. Diversi Paesi europei, segnatamente la Francia, la Germania e l’Italia, dispongono già di una tale base giuridica.
Il Consiglio federale ritiene pertanto indispensabile fornire alle autorità competenti la possibilità di adottare misure preventive di polizia per impedire la partenza di simpatizzanti della jihad verso le zone di conflitto. Sarebbe inoltre possibile obbligare gli interessati a presentarsi regolarmente a un posto di polizia. Se questa misura non dovesse sembrare sufficiente a raggiungere tale scopo, o se non fosse possibile attuarla, si potrebbe procedere al ritiro dei documenti d’identità.
Misure individuali
Tali misure fanno parte di una serie di provvedimenti da mettere a disposizione delle autorità competenti che decidono, di volta in volta, quelle più opportune da adottare nel rispetto del principio di proporzionalità e della ponderazione degli interessi. Si tratta infatti di ponderare gli interessi della persona in questione, ovvero la sua libertà di movimento e di viaggiare, e gli interessi della Svizzera. Per quanto riguarda questi ultimi, vanno soppesati la responsabilità della Svizzera di impedire l’esportazione del terrorismo verso le zone di conflitto e l’interesse del Paese a proteggersi dagli attacchi terroristici sul proprio territorio.
Se l’obiettivo è prevenire l’esportazione del terrorismo, occorre attuare misure volte a impedire le partenze verse le zone di conflitto. Se invece l’interesse preponderante è la protezione della Svizzera, saranno promosse misure finalizzate a tenere le persone a rischio lontane dal nostro Paese.
Prevista per fedpol la possibilità di effettuare segnalazioni ai fini di una sorveglianza discreta
Il Consiglio federale intende inoltre dare la possibilità a fedpol di segnalare persone ai fini di una sorveglianza discreta. L’obiettivo di tale segnalazione è di monitorare gli spostamenti della persona interessata: se quest’ultima è controllata alle frontiere dello spazio Schengen o all’interno del medesimo, i suoi movimenti sono notificati, a sua insaputa, a fedpol. Si tratta di una misura adottata unicamente se la persona in questione rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza interna o esterna. In questo modo le autorità di perseguimento penale possono ottenere informazioni importanti sull’attuale luogo di soggiorno di estremisti violenti o di persone oggetto di inchieste giudiziarie correlate a infrazioni più gravi, così da poter reagire a eventuali minacce.
Affinché queste nuove misure diventino applicabili, occorre adeguare le basi legali. Il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di elaborare un avamprogetto in tal senso al fine di avviare la procedura di consultazione.
Ultima modifica 22.06.2016