Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01040.jsonl.gz/1347

Le violenze psicologiche sono iniziate anni fa, quando nel 2008 – quando la ragazza che aveva 16 anni – si è ammalata di anoressia. Tutto è cambiato da allora, soprattutto il suo corpo, sempre più magro, fino a diventare scheletrico, tanto da pesare solo 35 kg. Non piacendo più al padre-padrone. “Guardati, fai impressione”, le diceva quando lei cercava di abbracciarlo, cercando di fare di tutto pur di piacere al padre.
In realtà era proprio lui la causa dei suoi problemi col cibo: “Pesi troppo, non sei più la mia bambina”, le diceva. E così è iniziato il calvario dell’anoressia.
Durante il processo l’uomo si è giustificato dicendo che quelle parole servivano solo per convincere la figlia a reagire, ma in realtà lui non ha mai accettato la malattia della giovane ragazza, tanto da rifiutare l’intervento dei medici ed esperti. Il giudice quindi lo ha condannato senza alcun dubbio, avendo agito consapevolmente, imponendo alla famiglia condizioni di vita insopportabili.
A denunciare l’uomo è stata la moglie nel 2019, anche lei vittima di abusi fisici e psicologici da parte del marito. Ma a far scattare la molla è stata la figlia maggiore, quando il padre, tornato a vivere da alcuni mesi con la madre, ha puntato una pistola verso la coniuge.
“Temevo di perdere l’affetto del papà se fossi cresciuto e non fossi stata più la sua piccolina”, ha spiegato la ragazza parlando della sua malattia.