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Lo studio di 180 pagine, condotto da un team di ricercatori guidato
da Tanja Rietmann (Università di Berna) su incarico del Governo
retico nel 2015 fa luce su misure coercitive quali internamenti
amministrativi, collocamenti extrafamiliari e misure di
interdizione.
"Istituti correttivi" in Grigioni
Nel confronto con il panorama svizzero, i Grigioni hanno
regolamentato relativamente presto il concetto secondo il quale
persone povere "dissolute" "fannullone" e "vagabonde" dovessero
essere internate nelle cosiddette case di lavoro.
Già nel 1840 fu aperto lo Zwangsarbeitsanstalt Fürstenau (casa di
lavoro forzato), uno dei primi istituti di questo tipo della
Svizzera, che nel 1855 fu trasferito nella "casa di correzione" di
Realta a Cazis, dove lo studio stima che tra il XIX e il XX secolo
gli internamenti amministrativi abbiano riguardato 1’500 persone,
spesso senza che avessero neppure commesso un reato.
L’istituto correttivo Realta di Cazis è stato uno dei luoghi di
coercizione più importanti in Svizzera fino alla metà degli anni
Settanta per quanto riguarda gli internamenti amministrativi,
ricoprendo un ruolo di "pioniere" in questo senso a livello
nazionale.
Affidamenti dei minori
Per quanto riguarda i collocamenti extrafamiliari di bambini, una
tappa fondamentale nei Grigioni fu l’entrata in vigore del Codice
civile svizzero nel 1912, che contiene articoli per la protezione
dei minori, per cui le autorità potevano procedere a collocamenti
extrafamiliari o interdire e internare adulti a scopo
assistenziale.
I numeri in proposito non sono tuttavia affidabili - spiega lo
studio -, soprattutto alla luce del fatto che fino a pochi decenni
fa i genitori stessi decidevano tali misure senza la partecipazione
delle autorità.
Nel 1954 un’ordinanza disciplina l’ammissione ed il controllo di
istituti minorili statali e privati: in seguito a delle verifiche
vari istituti vengono chiusi per vari motivi, come ad esempio
violenze contro bambini e adolescenti o lacune edilizie.
Risale al 2013 l’entrata in vigore del nuovo diritto in materia di
protezione dei minori e degli adulti, attraverso il quale si arriva
alla creazione di strutture di assistenza più professionali.
Pochi sono anche i dati che è stato possibile raccogliere sulle
interdizioni, quasi nulli quelli sulle sterilizzazioni.
Confederazione e Cantoni al lavoro
Lo studio pubblicato nei Grigioni rientra nel progetto lanciato a
febbraio dal Consiglio federale, denominato "Assistenza e
coercizione - passato, presente e futuro", che ha come obiettivo di
analizzare in chiave storica gli effetti e le conseguenze sociali
delle misure di assistenza e di coercizione applicate in Svizzera.
Il programma di ricerca, finanziato con 18 milioni di franchi e la
cui durata prevista è di cinque anni, va ad integrare i lavori
della commissione di esperti indipendente "Internamenti
amministrativi", istituita nel 2014 dal Consiglio federale con il
compito di approfondire la storia di questi provvedimenti.
A Lucerna già nel 2012 sono apparsi due rapporti sulla storia dei
luoghi di accoglienza della Città e del Cantone per bambini e
adolescenti. Nel novembre 2015 è stato pubblicato uno studio sulla
storia degli internamenti amministrativi nel Canton San Gallo,
mentre a Zurigo un team di ricerca ha avviato a gennaio gli studi
sul tema delle misure coercitive a scopo assistenziale.