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INTERLAKEN - I rappresentanti di 47 paesi membri del Consiglio d'Europa sono riuniti a Interlaken per esaminare proposte di riforma della Corte internazionale dei diritti umani, perennemente sovraccarica di lavoro. La conferenza, che si conclude domani, è stata organizzata dalla Svizzera, che detiene la presidenza di turno del consiglio.
Lo snellimento delle procedure è uno degli obiettivi perseguiti da Berna e un primo successo sembra già delinearsi: la Russia, quale ultimo paese membro, ha infatti deciso di ratificare un protocollo - ora pronto per essere attuato - che consente tra l'altro alla Corte di respingere in tempi rapidi ricorsi infondati.
Berna punta alla stesura di una dichiarazione congiunta che impegna gli stati membri a rafforzare il ruolo della Corte nella difesa dei diritti umani. La riforma delle procedure, secondo la Svizzera, è più urgente che mai. L'istituzione, con sede a Strasburgo, può avvalersi di 47 giudici, che non riescono però a sbrigare le pratiche: lo scorso anno i casi pendenti erano non meno di 120 mila.
SDA-ATS