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L'accesso a internet a banda larga nel servizio universale deve avere una velocità minima di 80 Megabit al secondo. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che ha approvato, con 176 voti contro 2 e 3 astenuti, una mozione della sua Commissione delle telecomunicazioni.
La velocità minima di trasmissione attuale - 10 Mbit/s - non corrisponde infatti più alle attuali possibilità tecniche e alla domanda. "Dobbiamo garantire un adeguato servizio in tutto il paese in modo da evitare che in futuro tra regioni rurali e urbane ai cresca il divario digitale", ha sostenuto il relatore commissionale Bruno Storni (PS/TI).
La velocità proposta, ha proseguito il ticinese, "garantisce un accesso adeguato alle necessità attuali di comunicazione digitale in tutte le zone residenziali del paese, regioni periferiche incluse". Secondo il testo della mozione, l'aumento va attuato al più tardi al momento della messa a concorso della prossima concessione per il servizio universale a partire dal 1° gennaio 2023.
La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha invano chiesto di bocciare la mozione sostenendo che la velocità richiesta è troppo elevata per essere considerata "servizio universale". Già con quella attuale, ha ricordato, la Svizzera è leader a livello europeo. La ministra delle comunicazioni ha anche ritenuto la scadenza del 2023 irrealistica.
Gli Stati devono ancora esprimersi.