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Il Corvo imperiale
Rivista numero 83 – Dicembre 2010
Il Corvo imperiale: l’uccello dell’aldilà.
Di Luca Bettosini
Il primo uccello specificamente menzionato nella Bibbia è il Corvo. Secondo i naturalisti l’astuto Corvo è uno degli uccelli più intelligenti, adattabili e pieni di risorse. Per questo, oltre che per la sua resistenza in volo e per la possibilità di nutrirsi delle cose più svariate, incluse le carogne. Il Corvo era l’uccello più adatto a essere mandato per primo fuori dell’arca da Noè quando le acque del Diluvio cominciarono a ritirarsi. La Bibbia indica che il Corvo rimase fuori, limitandosi a posarsi sull’arca per riposare. s
“Il Corvo imperiale (Corvus corax) è un uccello passeriforme della famiglia dei Corvidi. Assieme al congenere Corvus crassirostris è il più grande rappresentante della propria famiglia, nonché uno fra i massimi esponenti dell’ordine dei passeriformi. Originario dell’Eurasia, il corvo imperiale sfruttò il ponte di terra dello stretto di Bering formatosi durante le ere glaciali del Pleistocene per colonizzare il Nord America: si tratta quindi di uno dei pochi animali (fra gli altri vi sono ad esempio l’Alce, il Lupo e l’Orso bruno) ad essere presente in ambedue i continenti senza esservi stato importato dall’uomo. Nonostante sia assai ben diffuso e rappresentato in tutto il suo areale, a causa della sua naturale diffidenza e circospezione il corvo imperiale risulta assai più raro da avvistare rispetto ad altri corvidi, come ad esempio le cornacchie”. (1)
Probabilmente a causa delle sue grosse dimensioni, dei suoi colori foschi e del suo grido rauco, gli antichi pagani consideravano il Corvo un uccello del malaugurio e un presagio di morte. Nella maggior parte delle culture questo animale aveva assunto la funzione mitologica di tramite fra il mondo terreno e quello spirituale. I greci attribuivano al Corvo, impavido e spesso insolente, capacità profetiche, forse per la sua reputazione di astuzia e sagacia. Era considerato sacro al dio Apollo e a un ordine di sacerdoti oracolari, alcuni dei quali vestivano di nero. Il Corvo imperiale è di gran lunga il più imponente e dignitoso di tutta la famiglia dei Corvidi. Può pesare più del doppio di una comune Cornacchia. Si distingue da essa per il becco più massiccio e per la lunga coda dalla forma a cuneo. Inoltre, osservandolo più attentamente si notano le caratteristiche lunghe piume della gola. I corvi sono abilissimi nel volo. È bello ammirarli mentre descrivono ampi cerchi nel cielo, librandosi senza sforzo, e perlustrano dall’alto il terreno in cerca di cibo. Non hanno difficoltà a compiere acrobazie aeree, facendo capriole o anche volando per brevi tratti capovolti, soprattutto durante il corteggiamento e a volte, sembra, per il puro piacere di farlo. Il volo del Corvo è stato ben descritto da Bernd Heinrich nel suo libro Ravens in Winter (Corvi d’inverno): “Si tuffa in picchiate e avvitamenti come una saetta nera che scende dal cielo oppure avanza veloce con colpi d’ala eleganti e regolari”. Heinrich aggiunge che il Corvo è a dir poco “il padrone dell’aria”. Pochissimi uccelli sono diffusi in una zona così ampia. Il Corvo è davvero un uccello cosmopolita, si trova in molte parti dell’emisfero settentrionale. Vive in ambienti assai diversi tra cui le aree desertiche, le foreste di conifere in Canada e in Siberia (dove, su alberi alti, costruisce nidi elaborati con ramoscelli e altro materiale disponibile), le scogliere del Nordamerica e della Scandinavia come pure la tundra e le isole del Mare Artico. Sembra che l’elemento comune a tutti questi ambienti sia la loro natura selvaggia e desolata, poiché il Corvo è in genere un uccello delle regioni desertiche. Non ci sono dubbi sulle capacità di apprendimento del Corvo; se si potesse fare una classifica degli uccelli in ordine di intelligenza, probabilmente il Corvo sarebbe ai primi posti. Il biologo e ricercatore Bernd Heinrich fa notare che il Corvo “è considerato la mente del mondo degli uccelli”. Egli afferma che, “messi alla prova, i corvi rivelano perspicacia”. Tra i corvidi, quello dotato di spirito imitativo più accentuato è probabilmente il Corvo imperiale il quale, a detta di Konrad Lorenz, sarebbe addirittura capace di utilizzare il termine giusto al momento giusto, prerogativa che fino a non molto tempo fa, si presumeva appartenesse alla sola famiglia dei pappagalli (Psittacidi)”. Questo uccello è conosciuto in lungo e in largo, e chi ne conosce le speciali caratteristiche lo rispetta. Lo si ritrova nelle leggende di popoli di tutto il mondo. È stato reso famoso da scrittori del passato e contemporanei. In Ticino può essere osservato tutto l’anno e nidifica regolarmente nella zona montana e subalpina dove predilige le zone rocciose o i ripidi pendii delle vallate alpine. In Svizzera è stimata una popolazione di un migliaio di coppie. In Ticino è distribuito uniformemente un po’ ovunque. La popolazione europea è stimata tra le 203’000 e 257’00 coppie.
Caratteristiche
Il Corvo imperiale è il più grosso dei Passeriformi. Osservando questo grande uccello appollaiato su un ramo viene da chiedersi come faccia a non cadere. Nel dito posteriore di ogni zampa c’è un artiglio robusto con cui fa presa su rami e ramoscelli; ma il vero segreto sta in un meccanismo di bloccaggio incorporato. Quando l’uccello si posa su un ramo, i muscoli e i tendini delle zampe fanno sì che le dita si serrino automaticamente. Il Corvo ha zampe robuste e adatte a molti usi che gli permettono anche di camminare e frugare nel terreno, così può procurarsi il cibo in un’ampia varietà di luoghi. Questo volatile ha un peso che varia da 1 a 1,5 kg e una lunghezza di circa 65 cm. La sua apertura alare varia da 120 a 150 cm. Ha occhi bruni ed è completamente nero, dalla punta del robusto e lungo becco munito di vibrisse alla coda cuneiforme, ed i due sessi appaiono perfettamente simili. Il suo becco è robusto ed è coperto alla base da penne ispide. Il colore del suo piumaggio è nero con riflessi violetti e porpora. Il “vocabolario” del Corvo è eccezionalmente ampio e vario. Oltre al caratteristico grido, profondo e penetrante – con cui sembra segnalare la presenza di una fonte di disturbo – è stato detto che i suoi versi esprimono tenerezza, felicità, sorpresa, eccitazione e rabbia. I corvi imitano anche i richiami di altri uccelli, riuscendo particolarmente bene nell’imitare la Cornacchia. L’istinto riproduttivo si sveglia in febbraio. In questa stagione le coppie si lanciano negli arditi voli nuziali, fatti di picchiate e veloci risalite. In seguito il maschio si esibisce in una sorta di parata rituale che si conclude quando la femmina si rende disponibile all’accoppiamento. Durante il mese di febbraio comincia a costruire il nido, deponendovi poi le uova che vanno da 4 a 6 e che si schiuderanno dopo un’incubazione di circa 20/21 giorni curata dalla femmina. Per tutto il periodo della cova la femmina rimane nel nido, nutrita dal maschio con cibo rigurgitato. Il compagno mostra sempre estrema cautela nell’avvicinarsi ed allontanarsi dal nido, onde evitare che lo si possa scoprire. Una volta che la femmina è sazia i due uccelli si scambiano una singolare serie di grugniti, suoni gorgoglianti e gracchianti, che fanno pensare ad una vera e propria conversazione. Per circa 40 giorni è il maschio a provvedere alla compagna e al nutrimento dei piccoli, compito che poi verrà assolto da entrambi i genitori. I piccoli abbandonano il nido dopo 6/7 settimane circa. Le femmine hanno una covata annua. La coppia è strettamente territoriale in ogni momento dell’anno e rimane unita per tutta la vita. Il legame viene rinsaldato in pieno inverno, quando si notano i caratteristici voli nuziali “dorsali” che maschio e femmina compiono assieme lasciandosi cadere nel vuoto e riunendosi con le zampe. La loro saggezza può contribuire a spiegare la loro longevità, in quanto i corvi vivono fino a circa 30 anni.
Alimentazione e territorio
I naturalisti considerano il Corvo uno degli uccelli più adattabili e ingegnosi. Un libro dice che “la sua astuzia è leggendaria”. In qualsiasi situazione si trovi, sa superare il problema adattandosi alle circostanze, specialmente per quanto riguarda il cibo. Ovviamente, il non essere schizzinoso in fatto di cibo è un grosso vantaggio! Il Corvo imperiale è onnivoro, infatti inghiotte tutto ciò che può essere ingurgitato, divora ogni sorta di sostanza vegetale, e nel contempo, è un accanito predatore. Nei mesi estivi preda i pesci lungo le spiagge, in primavera scaccia gli adulti dai nidi e divora le uova ed i nidiacei. In piccoli branchi insegue anche le aquile per strappargli brandelli di prede. Del resto è capace di aggredire mammiferi ed uccelli (come anatre, pernici e fagiani) di mole anche maggiore alla sua. Se si imbatte in qualche compagno ammalato o morto lo divora senza alcuno scrupolo. I corvi non mancano mai dove abbondano animali morti. Esso ricerca il cibo anche a grande distanza dal sito di nidificazione, frequentando anche le discariche di rifiuti. Il Corvo imperiale frequenta gli ambienti rupestri, ma non sembra legato ad una particolare fascia altitudinale in quanto può nidificare tanto su una parete rocciosa montana quanto su una falesia costiera marina. In Svizzera lo troviamo più frequentemente da 700 a 2’000 metri di altitudine. Nelle Alpi, in estate, può arrivare fino a 4’000 metri.
Scheda Zoologica
Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformi
Famiglia: Corvidi
Genere: Corvus
Specie: corax
Habitat: È una specie sedentaria diffusa con circa 10 sottospecie in Eurasia, Groenlandia, Africa settentrionale e America centrale e settentrionale fino al Messico. In Europa l’areale appare frammentato nelle parti centrali.
Fonti:
1: http://it.wikipedia.org/wiki/Corvus_corax
“Atlante degli uccelli nidificanti del Mendrisiotto”, di Roberto Lardelli, Società Ticinese di Scienze Naturali, Vol. II – 1988
“Les oiseaux de Suisse”, di Lionel Maumary, Laurent Vallotton et Peter Knaus, Station ornithologique suisse
“Enciclopedia Animali”, di Giuseppe Scortecci, Edizioni Labor-Milano, 1965