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La cassa malati ha fatto ricorso contro la decisione della FINMA
LUCERNA - Sarà il Tribunale amministrativo federale (TAF) a dover stabilire se la cassa malattia CSS poteva scaricare integralmente sugli assicurati con polizze complementari gli oneri legati agli intermediari e all'amministrazione. La società ha infatti annunciato oggi di aver presentato ricorso contro una decisione della Finma.
A metà agosto l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari aveva ordinato alla CSS di rimborsare 129 milioni di franchi di premi a suo avviso prelevati in eccesso tra il 2013 e il 2019 per l'assicurazione integrativa. Secondo i funzionari bernesi l'impresa lucernese aveva infatti scaricato sugli assicurati delle complementari tutti i costi legati ai contratti stipulati con intermediari esterni che svolgevano attività di prospezione anche nel campo dell'assicurazione obbligatoria. Inoltre i costi amministrativi, ritenuti dalla Finma talvolta ingiustificati, erano stati sostenuti in modo sproporzionato dagli assicurati delle integrative, che avevano anche dovuto assumersi la maggior parte delle spese per marketing e pubblicità del gruppo CCS.
In un comunicato odierno CSS ha indicato di voler sottomettere a esame giudiziario la decisione della Finma. Il più grande assicuratore elvetico nel campo delle polizze di base ritiene infatti che finora non vi fossero norme chiare in materia. CSS spera che portare il caso davanti al TAF permetterà di chiarire come il settore dovrà agire in futuro in questo campo.