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L'associazione per la difesa del servizio pubblico si è chinata sugli ultimi avvenimenti riguardanti l'AET (la modifica della legge sulla sorveglianza) e il bilancio di attività 2015. Al riguardo essa osserva quanto segue: No alla trasformazione di AET in SA L'Associazione ha preso atto della recente decisione del Gran Consiglio con la quale si sono soppresse quasi tutte le competenze del legislativo riguardanti l'attività di AET. In particolare: - è stato soppresso il compito di approvazione del rapporto di gestione (articolo 5 della versione precedente); - nessuna sostanziale competenza è rimasta nemmeno per quanto riguarda le strategie e l'attività futura; - si sono perfino limitate le facoltà della commissione del controllo del mandato pubblico, una commissione istituita negli anni 2000, ossia ai tempi in cui AET era stata sottoposta a molte critiche in seguito a una gestione che si era discosta da un concetto di servizio pubblico. Una commissione che aveva svolto e sicuramente avrebbe potuto continuare a svolgere un ruolo importante. Il Consiglio di Stato, per motivare la proposta, fatta successivamente propria dal Gran Consiglio, fa riferimento a un documento del Consiglio federale sulla “Public Corporate Governance” e al Rapporto sullo scorporo e la gestione strategica di compiti della Confederazione” (13 settembre 2006), documenti di stampo liberista con i quali il Consiglio federale auspica la privatizzazione della totalità dei compiti della Confederazione, fatta eccezione per l'esercito. Non sorprende quindi che il Gran Consiglio vede positivamente la trasformazione in società anonima di AET, con il pretesto di favorire la collaborazione con le aziende comunali di distribuzione di energia elettrica. L'Associazione per la difesa del servizio pubblico si rammarica per questa decisione, in manifesto contrasto con i principi di un vero servizio pubblico ed esprime viva preoccupazione per l'eventuale proposta tendente a trasformare AET in società anonima. Essa dichiara già sin d'ora che si opporrà con ogni mezzo a tale eventualità. Bilancio attività 2015: perplessità L'Associazione per la difesa del servizio pubblico ha pure preso atto del rapporto di gestione e dei conti per l'anno 2015, ed in particolare del fatto che questi ultimi chiudono con una perdita di 46 milioni di franchi. Tale situazione è il frutto di varie contingenze: - errori del passato. L'acquisto della centrale a carbone di Lünen, alla quale la nostra Associazione si era opposta, comporta una perdita annua di 32 milioni di franchi (se la nostra lettura dei conti di AET è corretta, poiché non sono particolarmente trasparenti); - la diminuzione del prezzo di mercato dell'energia, dovuto a incomprensibili massicci sussidi all'energia eolica e fotovoltaica versati ai produttori, in particolare dal governo tedesco; sussidi eccessivi, che vanno al di là di un'auspicato sostegno alle energie rinnovabili; - da una scelta dell'Unione europea di non introdurre una tassa adeguata sul C02, ciò che permette alle vecchie e inquinanti centrali a carbone totalmente ammortizzate di offrire energia miglior mercato rispetto all'energia di origine idro-elettrica. Questa tassa è stata addirittura ridotta da 32 euro /tonnellata nel 2008 a 5 (cinque) euro nel 2016. Anche in questo caso siamo confrontati con una politica in contrasto con il servizio pubblico e sorprende che AET, ed in particolare il Consiglio di Stato, per quanto riguarda il prezzo dell'energia, non si siano attivati a livello nazionale per tentare almeno di attenuare tali fenomeni. AET rimane infatti fondamentale per la politica energetica del nostro Cantone ed è necessario fare in modo che il suo futuro sia assicurato.