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Sabato 22 settembre, 21:27
Circa 2000 lavoratori si sono riuniti oggi pomeriggio a Berna per difendere la piazza industriale svizzera. Rispondendo all'appello di 4 sindacati, i manifestanti hanno rivendicato un rafforzamento del contratto collettivo di lavoro (CCL) e impieghi sicuri.
Unia, Syndicom, l'Associazione del personale della Confederazione (APC) e il Sindacato del personale dei trasporti (SEV) hanno fatto appello alle autorità e ai protagonisti degli ambienti economici affinché si mobilitino per preservare il settore industriale. La manifestazione in Piazza federale si svolge 2 settimane dopo l'annuncio da parte del fabbricante di macchine utensili Tornos della soppressione di 225 posti a Moutier (BE) e La Chaux-de-Fonds (NE).
I manifestanti hanno voluto dare un segnale forte ai datori di lavoro, all'avvicinarsi dei negoziati per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro dell'industria metal-meccanica all'inizio di novembre. I sindacati chiedono al Consiglio federale di condurre una politica industriale e d'innovazione senza la quale sono minacciati circa 10'000 impieghi.
Alcune centinaia di musulmani si sono riuniti questo pomeriggio a Berna rispondendo all'appello del Consiglio centrale islamico della Svizzera (IZRS) ed hanno chiesto maggiore rispetto per i loro sentimenti religiosi. L'autorizzazione alla manifestazione è stata data dalle autorità comunali bernesi, a condizione che la protesta rimanesse confinata a Helvetiaplatz. Gli organizzatori avrebbero voluto sfilare davanti all'ambasciata americana, o sulla Piazza federale, che oggi però accoglieva già la manifestazione sindacale. I musulmani si sono riuniti urlando lo slogan «per il nostro profeta Maometto e il rispetto dei nostri sentimenti religiosi». Sul proprio sito internet, l'IZRS ha invitato i partecipanti a manifestare in modo pacifico.