Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01156.jsonl.gz/830

Kanton Graubünden
Chantun Grischun
Cantone dei Grigioni
Il Governo ha risposto al progetto posto in consultazione dalla Confederazione concernente il congedo di paternità. Inoltre si impegna a favore del riconoscimento del cane da pastore dell'Anatolia nel programma nazionale di protezione del bestiame.
Il Governo accoglie favorevolmente un congedo di paternità di due settimane
Il Governo ha preso posizione riguardo al controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per un congedo di paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia". Il progetto posto in consultazione dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS) prevede un congedo di paternità pagato di due settimane che può essere utilizzato dal padre entro sei mesi dalla nascita in un blocco unico o in singoli giorni. È previsto che il congedo di paternità venga finanziato attraverso l'indennità per perdita di guadagno, come avviene per l'indennità di maternità.
Il Governo sostiene gli obiettivi dell'iniziativa di commissione. Esso ritiene che sia i padri, sia le madri e non da ultimi i figli traggano beneficio da un congedo di paternità. Il congedo di paternità è un segnale forte a favore di una ripartizione paritaria dei ruoli e della varietà dei modelli familiari. Nella prima fase successiva al parto esso contribuisce a conservare il potenziale della manodopera locale. Se entrambi i genitori partecipano sin dall'inizio alla custodia dei bambini, senza che un genitore debba rinunciare a svolgere un'attività lucrativa, anche l'economia beneficia della conservazione di lavoratori esperti. Per tale ragione il Governo accoglie con favore la soluzione di compromesso proposta dalla maggioranza della commissione che prevede un congedo di paternità di due settimane. Allo stesso modo il Governo accoglie con favore il finanziamento del congedo di paternità attraverso l'indennità per perdita di guadagno in analogia a quanto accade per l'indennità di maternità.
Documentazione relativa alle procedure di consultazione delle Commissioni parlamentari
I cani da pastore dell'Anatolia devono essere inseriti nel programma nazionale di protezione del bestiame
Il Governo si è rivolto alla Consigliera federale Simonetta Sommaruga con una lettera che ha ad oggetto il riconoscimento della razza canina "cane da pastore dell'Anatolia" quale razza adatta alla protezione del bestiame nel programma nazionale di protezione del bestiame della Confederazione. La Confederazione sta elaborando una nuova guida d'applicazione riguardo alla protezione del bestiame e delle api. Al suo interno l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) designa le razze di cani adatte alla protezione del bestiame riconosciute nel programma nazionale di protezione del bestiame. Il Governo ritiene che l'UFAM abbia rinunciato incomprensibilmente a inserire, ossia a riconoscere, il cane da pastore dell'Anatolia.
Da quando dieci anni fa sono state avviate misure di protezione del bestiame, varie aziende molto esperte intrattengono una stretta collaborazione con il Cantone dei Grigioni. Oggi tutte queste aziende detengono con successo cani da pastore dell'Anatolia, i quali vengono utilizzati nei Grigioni dal 2015. Le aziende hanno contribuito in misura determinante al successo della protezione del bestiame sviluppata nei Grigioni e insieme al Cantone svolgono preziose attività di comunicazione e di formazione riguardo a cani da protezione del bestiame. Anche grazie al successo delle aziende che lavorano in maniera professionale e alla stretta collaborazione tra aziende, autorità e popolazione la protezione del bestiame si è rivelata valida. Nel frattempo almeno un quinto delle aziende dotate di cani da protezione del bestiame detiene cani da pastore dell'Anatolia oppure intende impiegare questa razza. In ottica futura la mancanza del riconoscimento di questa razza canina nel programma nazionale produrrebbe quindi conseguenze negative gravi e di ampia portata. Tutte le aziende impegnate nel Cantone dei Grigioni non potrebbero continuare a lavorare con i loro cani nonostante i risultati convincenti ottenuti e verrebbero escluse dal riconoscimento ufficiale a livello federale.