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BERNA - Estendere l'analisi del DNA anche ad altre caratteristiche fisiche visibili come l'età, il colore degli occhi, dei capelli e della pelle nonché la discendenza biogeografica. È quanto prevede una revisione di legge approvata oggi dal Consiglio nazionale per 125 voti a 54.
Contro il parere della sua commissione preparatoria e della sinistra, il plenum è andato più lontano rispetto al disegno stabilendo che il Consiglio federale può definire (97 voti a 88) caratteristiche fisiche visibili supplementari in funzione «del progresso tecnico e se l’affidabilità pratica dei nuovi metodi volti a evincere tali caratteristiche è assicurata». In questo caso, il plenum ha accolto una proposta di minoranza di Maja Riniker (PLR/AG).
Per 126 voti a 59, la maggioranza ha anche disposto, contro il parere di una minoranza eterogenea in cui figuravano anche UDC e PLR assieme a Verdi e socialisti, che in caso di suicidio il profilo del DNA del defunto può essere allestito e confrontato con i profili della banca dati. Se il confronto non dà esito, il profilo è cancellato dopo un anno. In questo caso, l'analisi verrebbe eseguita, se necessario, su un sospetto che si è dato la morte dopo aver commesso un grave crimine.
Il dibattito - Secondo i favorevoli, non si tratta di stigmatizzare un gruppo particolare di persone sulla base del colore della pelle o dell'origine, bensì di limitare la cerchia delle persone sospette. Tale sistema si è dimostrato efficace in diversi paesi che lo applicano, come gli Stati Uniti e i Paesi Bassi. Un "no" a questa revisione rappresenta un "no" al progresso della scienza forense che non tiene conto del desiderio di giustizia e riparazione delle vittime di reati gravi come lo stupro. La sicurezza degli individui deve avere un peso maggiore rispetto alla protezione delle sfera privata.
I contrari - A nome dei Verdi, Marionna Schlatter (ZH) ha sostenuto in aula che il suo gruppo non è per principio contrario a questi metodi di analisi e ricerca, ma che si è deciso a proporre la non entrata nel merito quando nelle discussioni in commissione non è stato possibile introdurre dei paletti più severi per quanto attiene la conservazione delle tracce genetiche.
Pericolo stigmatizzazione - Gli ecologisti hanno rinfacciato alla maggioranza una poca sensibilità per la protezione della sfera privata, aggiungendo che la fenotipizzazione, contrariamente a quanto sostenuto, non è un rimedio miracoloso che consentirà di rivolvere tutti i casi. In alcuni paesi, come in Austria, tali metodi usati per delucidare crimini gravi avrebbero inoltre gettato discredito su determinate categorie della popolazione (in questo caso la popolazione Rom, n.d.r.) poi risultate del tutto estranee ai fatti, poiché le tracce di DNA conservate sono risultate essere contaminate. Il pericolo di stigmatizzare un'interna categorie di persone, sia perché di origine extraeuropea sia per il suo modo di vita, è reale. Senza miglioramenti nella legge, ha promesso la deputata ecologista, il suo gruppo boccerà la revisione al voto finale.
Probabilità, non certezze - Diverse riflessioni dei Verdi sono state riprese da Min Li Marti (PS/ZH), secondo cui la fenotipizzazione indica solo delle probabilità, ossia che la persona ricercata ha i capelli neri o gli occhi blu, oppure è originaria di un altro continente, ma non offre certezze granitiche. Pur essendo favorevole all'entrata in materia, il PS tenterà di smussare alcuni aspetti della revisione per renderla il meno invasiva possibile.
Casi specifici - L'intromissione nella sfera privata è proporzionata e deve rispettare precise condizioni, ha affermato in aula la Consigliera federale Karin Keller-Sutter. Le analisi del DNA non sono dirette verso un gruppo o una persona in particolare, poiché si limitano ad estrarre dati di carattere generale, ha spiegato la ministra di giustizia e polizia. Stando al progetto di governo, il risultato delle analisi potrà essere utilizzato unicamente per le indagini riguardanti uno specifico caso e non verrà registrato nella banca dati sui profili genetici.
Reati gravi - Il metodo dovrà inoltre essere impiegato per far luce su reati puniti con una pena detentiva massima superiore a tre anni, come gli stupri o gli omicidi.