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Migliaia di persone hanno salutato oggi a Washington, davanti al Congresso, il Dalai Lama. Il capo spirituale tibetano, che al suo arrivo nella capitale americana era stato ricevuto dallo Speaker della Camera, John Boehner, e dalla capogruppo democratica, Nancy Pelosi, ha parlato di pace e spiritualità davanti a una folla di migliaia di persone radunate ai piedi di Capitol Hill. E ha espresso la speranza di poter tornare un giorno in Tibet, auspicando un'evoluzione democratica della situazione in Cina.
Il Dalai Lama ha risposto in questi termini alla domanda di uno dei presenti, che gli ha appunto chiesto se sperasse un giorno di rientrare in Tibet. "Oh sì, le cose cambiano continuamente", ha detto il capo spirituale dei tibetani, 76 anni, in esilio dal 1959 in seguito alla repressione in Tibet di un movimento anticinese.
"Voci per la libertà, la democrazia e lo stato di diritto si levano sempre più numerose" ha detto, ricordando che il primo ministro cinese, Wen Jiabao, "a ripetuto più volte lo scorso anno che la Cina ha bisogno di trarre vantaggio da riforme politiche". "Sul lungo termine - ha aggiunto - la forza della verità, la forza della compassione, sono beni più efficaci che la potenza dei fucili". A Washington il Dalai Lama ha inaugurato un rituale buddista denominato 'kalachakrà, che dura una decina di giorni. Nell'ambito di questo rituale ha accolto oggi in tribuna un lama di 26 anni, considerato (ma non in modo univoco dai tibetani) il 17/mo Karmapa, il capo della setta del buddismo tibetano denominata Karma Kagyu. Il monaco accolto dal Dalai Lama era fuggito dal Tibet nel 1999 per poi ricongiungersi con il suo capo spirituale in India, ed è la seconda volta che arriva a Washington.
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