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BERNA - L'accordo quadro istituzionale raggiunto tra Svizzera e Unione europea va rinegoziato, in particolare per quel che concerne la protezione dei salari. Lo afferma il gruppo parlamentare dei Verdi.
«L'attacco contro le misure di accompagnamento minaccia il sistema di partenariato sociale e la protezione dei salari in Svizzera», afferma la consigliera nazionale Sibel Arslan (BS) citata in una nota. Insomma, per gli ecologisti così com'è l'accordo quadro rimette in discussione il principio «stesso lavoro - stesso salario».
I Verdi si dicono convinti che sia possibile rinegoziare l'intesa: la Svizzera potrebbe fare delle concessioni in vista di una armonizzazione fiscale e un rafforzamento dell'assistenza amministrativa. Per la presidente del partito Regula Rytz,«è necessario garantire salari decenti e combattere le nicchie fiscali in Svizzera e in seno all'Ue».
Per i Verdi l'accordo quadro contiene comunque anche aspetti positivi, come la protezione dello spazio alpino e il meccanismo per risolvere le vertenze tra Berna e Bruxelles «che rispetta la nostra democrazia diretta».
Più in generale, i Verdi ritengono l'accordo quadro essenziale per collaborare strettamente con i Paesi dell'Ue nei settori dell'ambiente, dei trasporti, della formazione e dell'economia. Inoltre, solo con soluzioni internazionali si può far fronte alle sfide del giorno d'oggi, come il risaldamento ambientale, sottolineano gli ecologisti.