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Il segreto bancario non rappresenta un ostacolo per l'assistenza amministrativa fiscale.
In udienza pubblica oggi, il Tribunale federale (TF) ha autorizzato l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) a comunicare alla Francia le informazioni relative ai conti bancari di una coppia di cittadini francesi attiva professionalmente in Svizzera, dove ha stabilito il suo domicilio fiscale.
Convinte che la coppia debba essere tassata in Francia, nel 2013 le autorità di Parigi avevano sollecitato l'assistenza amministrativa dell'AFC, allo scopo di ottenere i dati bancari dei coniugi.
L'AFC vi aveva risposto favorevolmente, ma la sua decisione era stata annullata successivamente dal Tribunale amministrativo federale (TAF), secondo cui le indicazioni fornite dalla Francia per giustificare la domanda non erano sufficienti a dimostrare che la coppia deve sottostare al fisco francese.
Il TF la pensa invece diversamente: la Convenzione di doppia imposizione fra la Francia e la Svizzera - rammenta - prevede lo scambio di informazioni "verosimilmente pertinenti". Non è dunque necessario formulare al riguardo esigenze elevate.
La Francia ha peraltro fornito in un secondo tempo una serie di informazioni, quali l'esistenza di una palazzina signorile intestata alla coppia a Parigi, di una residenza nella Francia meridionale, i dati relativi al consumo di acqua, nonché di un abbonamento autostradale. Il marito svolge anche funzioni dirigenziali in diverse imprese in Francia.
Il segreto bancario - sottolinea il TF in un comunicato - non rappresenta un ostacolo per l'assistenza amministrativa. Ciò vale non soltanto per gli estratti annuali dei conti e per gli attestati degli interessi, ma anche per i movimenti intervenuti sui conti, che menzionano terze persone.
SDA-ATS