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WASHINGTON - L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump mantiene la mano ferma e non si limita a far soltanto la voce grossa con l'Iran. È questo il messaggio che Washington ha voluto mandare in queste ore a Teheran imponendo nuove sanzioni contro 18 soggetti, tra individui e gruppi, per attività non legate strettamente al programma nucleare.
Lo sono in parte a programmi missilistici balistici, ma nella maggior parte dei casi si tratta di attività legate alle élite militari e alla criminalità internazionale.
Il provvedimento è stato preso a stretto giro dalla 'certificazione' inviata dall'amministrazione Usa al Congresso. Secondo cui sì, l'Iran sta adempiendo ai suoi obblighi nell'ambito del programma nucleare e quindi supera il 'test' della verifica periodica prevista dall'intesa così come stipulata nel 2015. Però l'intesa sta «indiscutibilmente venendo meno nello spirito».
Una constatazione quest'ultima che, sebbene limitata ad un giudizio 'tecnico' come hanno fatto presente le fonti ufficiali che l'hanno illustrata ai giornalisti, impone di fatto all'amministrazione Usa di estendere l'esenzione da sanzioni relative al programma nucleare.
Si garantisce però che è in corso la revisione dell'accordo - e di conseguenza quella della politica americana verso l'Iran - così come promesso da Donald Trump che ancora oggi giudica «pessima» quell'intesa voluta dal suo predecessore Barack Obama.
Ma, forse paradossalmente, è la seconda volta dal suo insediamento che Trump ne conferma le condizioni: l'accordo prevede una verifica periodica per stabilire se il comportamento di Teheran è conforme a quanto stabilito dall'accordo e la scadenza in questo caso era fissata per la mezzanotte di ieri, ora di Washington.
La decisione presa dall'amministrazione Trump conferma quindi lo status quo, ma promette vigilanza sulle mancanze dell'intesa e sottolinea l'intenzione di punire l'Iran per il suo comportamento in materia extra-nucleare. Promessa cui dà seguito poche ore dopo comunicando la lista di 18 entità oggetto di nuove restrizioni economiche. Si va da una società di base in Iran che avrebbe collaborato alla costruzione del programma di droni scelto da Teheran, ad un fornitore di equipaggiamenti navali di base in Turchia, fino ad un network che ha assistito Teheran con materiale elettronico.
Le sanzioni prevedono il congelamento di asset negli Usa e impediscono rapporti commerciali e partnership con americani.