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La Confederazione sta sondando il terreno con cantoni e associazioni economiche per aumentare gli aiuti.
Tra una settimana, il Consiglio federale intende discuterà un ulteriore sviluppo dell'attuale pacchetto di misure economiche. La decisione finale spetterà poi al Parlamento.
BERNA - La Confederazione sta sondando i cantoni e le associazioni economiche per sapere se e come gli aiuti per i casi di rigore debbano essere ulteriormente ampliati. Il progetto in consultazione prevede un raddoppio dei fondi destinati a questo scopo a dieci miliardi di franchi.
I giornali Tamedia hanno riferito oggi in merito al progetto. Alla fine di gennaio, il parlamento aveva proposto di raddoppiare i fondi per i casi di rigore a cinque miliardi di franchi. Ora un ulteriore raddoppio è in discussione, come emerge dai documenti dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF), di cui è in possesso anche l'agenzia di stampa Keystone-ATS. Le proposte sono state formulate da un gruppo di lavoro congiunto tra la Confederazione e otto rappresentanti cantonali.
In base alle richieste dei singoli cantoni e visto che si prospetta un'estensione delle restrizioni oltre la fine di febbraio, i cinque miliardi di franchi previsti potrebbero non essere sufficienti, si legge nei documenti. I cantoni e le associazioni economiche devono quindi esprimersi su un ulteriore aumento di cinque miliardi - per un totale di dieci miliardi di franchi - con un contributo cantonale del 20%.
Adeguamenti - Per le grandi imprese, è previsto un aumento dei limiti massimi per i contributi a fondo perso da 1,5 milioni a 8 milioni. Secondo l'AFF un tale aumento dovrebbe essere «un contributo di ristrutturazione dell'azienda».
Un ulteriore adeguamento prevede che il cantone in cui una società ha la sede legale effettuerebbe la procedura di rigore per tutte le filiali della società. I cantoni colpiti riceverebbero poi denaro dalla «riserva del Consiglio federale».
Il calo del 40% del fatturato per le aziende che richiedono gli aiuti per i casi di rigore sarà mantenuto. Le imprese colpite da chiusure ufficiali, come ristoranti o negozi di abbigliamento, sono esenti da questo requisito.
Tra una settimana, il Consiglio federale intende discutere l'ulteriore sviluppo dell'attuale pacchetto di misure per attutire l'impatto economico del coronavirus. La decisione finale sarà probabilmente presa dal Parlamento durante la sessione primaverile di marzo.
Sarò curioso di vedere quante imposte dovrò pagare nei prossimi anni a causa di questi aiuti.
Sono comunque soldi nostri, non del CF. Facile fare i brillanti con i soldi degli altri..... e comunque tranquilli, ce li chiederanno in dietro.