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BERNA - Occorre varare un piano concreto contro la "guerra elettronica". Lo ha chiesto stamani in una conferenza stampa il Partito popolare democratico (PPD). Una serie di provvedimenti devono permettere alle forze di sicurezza, in collaborazione con economia e ricerca, di proteggere tutta l'infrastruttura digitale della Svizzera.
Si tratta pure di precisare quali compiti assumerà l'esercito e in quale forma. Deluso dal rapporto sulla politica di sicurezza del Consiglio federale, il PPD chiede che la protezione delle reti di comunicazione e dei dati della Svizzera e della sua economia sia ancorata nella Costituzione quale compito dello Stato. Inoltre, occorre raddoppiare gli effettivi del Servizio di coordinamento della lotta alla criminalità su Internet.
Il partito, recentemente vittima di attacchi di ciberpirati, ha colto l'occasione per ricordare le proprie rivendicazioni per proteggere maggiormente i minorenni dai pericoli della rete. L'impiego di "talpe" per individuare i pedofili che vi operano deve rimanere autorizzato.
Tra le altre rivendicazioni figura l'istituzione di un centro di competenza nazionale e di un posto di "Mister" responsabile in materia. Oltre alle campagne di prevenzione, il PPD chiede di condannare la raccolta di dati di pornografia infantile, come pure una classificazione indipendente dei contenuti delle pagine Internet per categoria di età.
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