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I farmaci sono troppo cari in Svizzera: per risolvere questo problema, frequentemente criticato, la Commissione della gestione (CdG) del Consiglio degli Stati raccomanda di rivedere il sistema di ammissione e di riesame dei medicamenti nella lista dei prodotti rimborsati dalle assicurazioni malattia obbligatorie. La procedura attuale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ritenuta insoddisfacente, spinge i prezzi al rialzo. È quanto emerge da un rapporto tecnico pubblicato oggi dalla CdG.
L'analisi, focalizzata soprattutto sulle procedure di ammissione e di riesame dei farmaci rimborsati dalle casse malattia, ha messo in luce problemi di un certo peso, indica oggi la Commissione in una nota. Le critiche avanzate dalla CdG vanno da criteri troppo imprecisi impiegati nelle procedure, alla carenza di indipendenza tra le istanze coinvolte, fino alla mancanza di risorse per svolgere in maniera soddisfacente tutti questi compiti.
Il numero di farmaci rimborsati è raddoppiato nel corso degli ultimi quindici anni, mentre il loro prezzo medio è diventato di quattro volte superiore: le procedure attuali hanno molto probabilmente favorito questa tendenza, secondo la Commissione.
Per correggere la situazione, la CdG ha emanato otto raccomandazioni e tre postulati all'indirizzo del Consiglio federale: il governo ha ora sei mesi per prendere posizione, dovrà infatti presentare una risposta entro il prossimo 31 agosto.
L'organo di controllo chiede che le istanze incaricate di valutare i farmaci - l'UFSP e la Commissione federale dei medicamenti (CFM) - abbiano competenze ben distinte nelle tre tappe necessarie a determinare se un farmaco debba o no essere rimborsato. Attualmente i loro compiti si sovrappongono in parte per quanto riguarda la valutazione terapeutica e quella dell'utilità per la salute pubblica. In altri Paesi, rileva la Commissione, queste tappe sono di competenza di organi indipendenti, ciò che garantisce maggiore efficacia e oggettività.
La CdG chiede inoltre un riesame delle categorie esistenti che classificano i medicamenti in base alla loro utilità. Per essere rimborsati i farmaci devono soddisfare tre criteri: l'efficacia, l'adeguatezza e la convenienza economica. Anche questi categorie sono troppo imprecise e dovranno essere riviste.
La Commissione ritiene pure necessario rivedere la procedura di analisi del rapporto tra costi e benefici di un preparato: il sistema attuale basato sul paragone con altri prodotti esistenti e sul confronto dei prezzi all'estero non ha infatti un esito soddisfacente.
Bisognerà inoltre assumere personale a sufficienza presso la CFM e l'UFSP per consentire a questi due enti di svolgere al meglio i loro compiti: attualmente vi sono a disposizione troppo pochi collaboratori, soprattutto in occasione dei controlli periodico dei farmaci.
Per quanto concerne questa verifica dei 2400 medicamenti inseriti nella lista dei prodotti rimborsati - condotta ogni tre anni - la Commissione ritiene la forma attuale insoddisfacente: l'UFSP si limita a un confronto dei prezzi con l'estero e non tiene per nulla conto del rapporto costi-benefici.
La Commissione incoraggia l'UFSP a escludere dall'elenco quei medicamenti che non soddisfano più i criteri fissati. Nel corso degli ultimi dieci-quindici anni non è stato radiato alcun farmaco, ad eccezione di quelli ai quali Swissmedic ha ritirato l'autorizzazione di vendita per ragioni di sicurezza.
Per la CdG vi dovrà essere anche maggior trasparenza nei confronti del pubblico e dei fornitori di prestazioni, sul modello di quanto avviene ad esempio in Germania, dove ogni tappa della procedura decisionale è pubblicata in internet.
Infine, la regolamentazione attuale riguardante i farmaci generici non funziona: al momento la legge prevede due rimborsi diversi per il prodotto originale e per il suo generico, invece di spingere, a parità di qualità terapeutiche, all'acquisto di quello più vantaggioso.