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dall'inviato a PyeongChang Luca Steens
Dopo le vere medaglie distribuite durante due settimane a PyeongChang, è l'ora di fare un consuntivo e di creare un super podio, non solo basato sui risultati nudi e crudi ma pure sul valore storico dell'impresa e delle emozioni create. Insomma, non una graduatoria scientifica tenendo conto del numero di medaglie vinte dai singoli, ma opinabile, che metta però in evidenza chi più si è illustrato, nazioni o singoli atleti che siano.
Medaglia d'oro: Norvegia
Guidati dalla cinque volte medagliata Marit Björgen (due ori, un argento e due bronzi) e dall'altro fondista Johannes Klaebo (3 ori), i norvegesi hanno fatto incetta di medaglie in diversi sport, per vincere nettamente il medagliere con un totale di 39 medaglie (14/14/11), battendo il record invernale di 37 stabilito dagli USA nel 2010. Oltre a loro due, in evidenza con tre medaglie ci sono addirittura cinque atleti.
Medaglia d'argento: Ester Ledecka
La ceca, titolata in super G nello sci alpino e nel gigante parallelo nello snowboard, è la terza atleta a vincere due ori in due sport differenti nella medesima edizione dei Giochi. Ma l'unica in due sport molto differenti tra loro, e questa è davvero un'impresa incredibile e probabilmente irripetibile. Prima di lei ci erano riusciti i norvegesi Thorleif Haug nel 1924 e Johan Grottumsbraten nel 1928, entrambi in combinata nordica e fondo. Una menzione la merita pure l'olandese Jorien ter Mors, prima nei 1'000m nel pattinaggio di velocità e terza nella gara a squadre dello short track.
Medaglia di bronzo: Svizzera
Pareggiando il record di 15 medaglie portate a casa da Calgary nel 1988, la delegazione rossocrociata è andata ben al di là delle più rosee previsioni. Oltre ai tanti big che hanno confermato il loro statuto di leader (Cologna, Holdener e Feuz su tutti) ci sono stati dei giovani capaci di stupire, come le freestyler Sarah Höfflin e Mathilde Grimaud (la più giovane medagliata della storia del freestyle), così come lo slalomista Ramon Zenhäusern. Purtroppo alla festa non ha partecipato la Svizzera italiana, che puntava parecchio su Lara Gut.
Diplomi olimpici
Martin Fourcade: il biatleta è stato protagonista in tre dei cinque ori portati a casa dalla Francia. Dopo aver vinto l'inseguimento e la gara con partenza in massa, ha guidato la staffetta mista al successo. Per lui un totale ora di 7 medaglie olimpiche, 5 del metallo più prezioso e due d'argento. Un gran bel palmarès che a livello di ori lo piazza in vetta tra i transalpini e nella sua disciplina tra i coniugi Bjordalen. Il norvegese Ole Einar in bacheca ne ha 8, sua moglie Darya Domracheva, bielorussa, ha vinto il suo quarto in Corea del Sud.
USA: gli statunitensi sono riusciti a vincere almeno un oro in 10 dei 15 sport presenti alle Olimpiadi. Tra questi si è distinta Kikkan Randall, che ha vinto il titolo nello sprint a squadre nel fondo alla sua 18a gara olimpica, che ne fanno l'atleta con la perseveranza più lunga ad essere salita sul podio ai Giochi invernali.
La Germania dello Sliding Centre: nove gare in programma tra slittino, skeleton e bob, sei vittorie e un totale di 11 podi. Meglio di così era quasi impossibile.
Arianna Fontana: portando il suo bottino olimpico a 8 medaglie, l'italiana ha eguagliato il record del sudcoreano Victor An e dello statunitense Apol Anton Ohno nello short track.
Le due ore folli della Nuova Zelanda: una medaglia prima di PyeongChang 2018 ai Giochi invernali (l'argento di Annelise Coberger nel 1992 nello slalom), due nel giro di due ore in Corea del Sud grazie ai bronzi di Nico Porteous nel freestyle halfpipe e di Zoi Sadowski-Sinnott nel Big Air femminile il 22 febbraio.