Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01258.jsonl.gz/1443

Nel 1798, nasce la Repubblica Elvetica come conseguenza della rivoluzione francese. A imitazione del modello francese, fu introdotta una valuta unitaria che prese il nome di franco svizzero. Prima di allora, il conio era di competenza dei singoli cantoni.
L’invasione francese portò all’abolizione di un complicato sistema di valute interne ed estere che circolavano nel paese dai tempi della fondazione della «vecchia» Confederazione. Fu così che dobloni, ducati, fiorini, scellini, batzen e compagnia divennero vieppiù ridondanti.
Il batzen era una moneta coniata a Berna sin dal 1492. Nonostante l’introduzione del franco, essa resistette ancora parecchio tempo. Un franco valeva dieci batzen, un batzen dieci centesimi di franco.
Quando Napoleone Bonaparte prese il potere nel 1803, la sovranità monetaria tornò ai cantoni. La dieta federale – l’assemblea dei delegati dei singoli cantoni della vecchia Confederazione – decise tuttavia di mantenere l’unità monetaria, alla quale dovettero orientarsi tutte le altre valute ancora in uso.
Quando nel 1848 fu finalmente fondato lo Stato federale moderno, la competenza monetaria passò definitivamente alle autorità federali. Il 1850, il franco fu dichiarato valuta nazionale ufficiale. Furono coniate monete che entrarono in circolazione l’anno seguente.
Tra il 1865 e il 1927, la Svizzera partecipò addirittura alla cosiddetta unione monetaria latina, un sistema continentale che imponeva determinate direttive in materia di conio delle monete. L’unità di una moneta nazionale doveva corrispondere a 4,5 grammi d’argento oppure a 0,290322 grammi d’oro. Nel 1924, il franco svizzero fu introdotto anche nel Principato del Liechtenstein. Un trattato monetario non è tuttavia stato siglato fino al 1980.
Ai tempi dell’unione monetaria, in Svizzera circolavano ufficialmente monete d’oro e d’argento di vari paesi, quali la Francia, il Belgio, l’Italia e la Grecia. In seguito, se ne aggiunsero altre ancora, persino dalla colonia spagnola del Venezuela.
Dopo lo scioglimento dell’unione monetaria, si conservò tuttavia la parità aurea, ossia un rapporto di cambio fisso con l’oro. Dopo il crash borsistico di New York del 1929, una grande crisi economica colpì il mondo intero. Ne conseguì che nel 1936 il franco svizzero dovette essere svalutato del 30 per cento. Aveva infatti un valore troppo elevato rispetto all’oro.
Da allora, l’economia svizzera si è sempre sviluppata con successo, il che ha portato il paese alla stabilità economica e politica. Questa situazione ha a sua volta dato fiducia agli investitori e contribuito a dare della Svizzera l’immagine di un rifugio sicuro in tempi di instabilità politica ed economica. Di conseguenza, il franco svizzero si è rafforzato e, grazie al tasso di cambio flessibile, è considerato una valuta stabile e al riparo da crisi.