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Al fine di garantire il plurilinguismo nell’unico cantone trilingue
della Svizzera i dibattiti parlamentari dovrebbero essere tradotti
simultaneamente in italiano e romancio, si leggeva
nell’interpellanza sottoscritta da 45 granconsiglieri il cui primo
firmatario è Tobias Rettich (PS).
I membri del Gran Consiglio di lingua madre romancia o italiana
hanno la possibilità di tenere i propri interventi in romancio o in
italiano, si argomenta nel testo, ma trattandosi di contenuti
complessi è difficile per i colleghi che parlano solo tedesco
seguire e comprendere i discorsi. Nella situazione inversa, anche
per gli italofoni la comprensione risulta tutt’altro che semplice.
Governo: oneri e difficoltà troppo alti
Secca la risposta del Governo retico: "l’attuazione pragmatica di
una traduzione simultanea non è individuabile. La soluzione
risulterebbe piuttosto complicata e provocherebbe ingenti spese".
Dovendo provvedere a sei direzioni di traduzione (T-I, T-R; I-T,
I-R; R-T, R-I), garantire un servizio del genere in tre lingue è
più complesso e oneroso rispetto allo stesso servizio con due
lingue, come accade nei Cantoni di Berna, del Vallese o di
Friburgo, spiega l’esecutivo.
In particolare, problematica risulterebbe la disponibilità di
interpreti qualificati, in particolare dall’italiano al romancio e
viceversa. Allo stesso tempo, soluzioni parziali (solo dal tedesco
all’italiano e dall’italiano al tedesco) si porrebbero in contrasto
con l’obbligo costituzionale della parità di trattamento.
Quanto ai costi: quali spese una tantum risulterebbero costi per la
realizzazione di sei cabine per interpreti, per l’acquisto e
l’installazione di un impianto per conferenze e di un impianto per
la traduzione simultanea. Si viaggia nell’ordine di diverse
centinaia di migliaia di franchi.
Inoltre, sulla base dell’esperienza dei Cantoni di Berna, Vallese e
Friburgo, il governo retico offre una stima delle spese ricorrenti
per l’impiego degli interpreti, pari a 1500 franchi al giorno per
ciascuno, ovvero per 12 considerando le sei direzioni di traduzione
e che dopo un’ora di lavoro l’interprete deve sempre essere
sostituito. Per un giorno di seduta intero sarebbero quindi
necessari 18’000 franchi, ossia 288’000 franchi di spese annue
prendendo come riferimento una media di 16 giorni di sessione.
In ogni caso, conclude il Governo retico, "in fin dei conti spetta
al Gran Consiglio stabilire come vada disciplinato l’utilizzo delle
lingue nell’attività parlamentare.".