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Nel primo semestre del 2022, i nuovi ordini per l’industria MEM svizzera sono aumentati del 10,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dopo sei trimestri di tassi di crescita positivi, il volume degli ordini è ora del 30% superiore al livello pre-crisi (4° trimestre 2019). Tuttavia, nel corso del secondo trimestre 2022 lo slancio della crescita è rallentato. Un quadro simile si presenta per il fatturato, che è aumentato del 12,1% rispetto al primo semestre 2021. Grazie all'elevato portafoglio ordini, le vendite dovrebbero continuare ad aumentare nel corso del secondo semestre. Sia le PMI che le grandi aziende stanno beneficiando di questo sviluppo commerciale positivo.
Nel secondo trimestre del 2022, l'utilizzo della capacità produttiva delle aziende ha raggiunto il 90,3%. Secondo il più recente sondaggio del KOF, a luglio è sceso all'89,5%. Rimane tuttavia ben al di sopra della media dell'86,2%, calcolata sul lungo periodo. Non sono ancora disponibili dati semestrali relativi all’occupazione. Nel primo trimestre del 2022, 320.900 persone lavoravano nel settore MEM. Si tratta di un aumento del 2,4% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Inoltre, in un anno, il numero di posti vacanti nelle aziende associate a Swissmem è aumentato del 32%.
Continua la crescita delle esportazioni di beni verso tutti i principali mercati
Nel primo semestre 2022, le esportazioni di beni dell’industria MEM hanno raggiunto un valore di 36,5 miliardi di franchi svizzeri. Questo valore è superiore del 9,0% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il settore MEM ha esportato di più in tutti i principali mercati (Asia +14,1%, UE +8,5% / USA +7,5%). Tutti i gruppi di prodotti hanno aumentato le esportazioni. Le esportazioni di metalli sono aumentate del +13,3%, quelle di elettrotecnica/elettronica del +8,9%, quelle di strumenti di precisione del +7,6% e quelle delle macchine del +7,4%.
Nuvole scure all'orizzonte
Stefan Brupbacher, direttore di Swissmem, afferma: "Lo sviluppo delle commesse e del fatturato nel nostro settore è incoraggiante. Tuttavia, questa è solo una mezza verità. I problemi nelle consegne e, soprattutto, il forte aumento dei prezzi di energia e materie prime hanno fatto lievitare notevolmente i costi di produzione. Non tutte le aziende sono in grado di trasferire rapidamente l’aumento dei costi ai propri clienti. In particolare l’esplosione dei costi energetici mette in pericolo l’esistenza di talune aziende.
L'umore delle aziende associate a Swissmem è generalmente peggiorato. Per i prossimi dodici mesi, il 30% delle imprenditrici e degli imprenditori prevede un calo delle commesse dall'estero. Si tratta di 12 punti percentuali in più rispetto al sondaggio del primo trimestre del 2022. La percentuale di coloro che prevedono un aumento delle commesse è scesa dal 35% al 29%. Il livello dell'indice dei responsabili degli acquisti (PMI) per l’industria riflette questa situazione negativa. Nella zona euro, il mercato più importante per l'industria svizzera, nel mese di luglio 2022 il PMI è sceso sotto la soglia di crescita, per la prima volta dalla metà del 2020.
Grande incertezza sull'approvvigionamento energetico
A causa della guerra in Ucraina, per quest'inverno sussiste la minaccia di una carenza di gas e di elettricità. Per i suoi processi produttivi, l'industria dipende in modo vitale da una fornitura ininterrotta di energia. Solo alcune delle aziende MEM sono in grado di assorbire eventuali interruzioni attraverso una pianificazione flessibile della produzione. Le aziende i cui processi produttivi richiedono temperature elevate, invece, sono assolutamente dipendenti da una fornitura ininterrotta. Se questa dovesse venire a mancare, si vedrebbero costrette ad interrompere completamente la produzione. Martin Hirzel, presidente di Swissmem, avverte: "Una carenza di energia o di gas deve essere evitata a tutti i costi. Metterebbe in pericolo le aziende e i loro posti di lavoro nell'industria". Pertanto, le aziende industriali che dipendono tecnicamente da una fornitura energetica ininterrotta devono essere esentate da qualsiasi razionamento di gas ed elettricità.
È incoraggiante che la Confederazione stia cercando di sviluppare importanti capacità di riserva per la produzione di elettricità già per questo inverno. Tuttavia, questo non sarà sufficiente. Swissmem propone le seguenti misure:
- Risparmiare energia da subito. È necessaria un'alleanza nazionale tra imprese, amministrazione e popolazione. Durante il periodo in cui sono in funzione i riscaldamenti la temperatura negli appartamenti, negli uffici, nelle sale di produzione, nei musei e nei centri commerciali non può superare i 19 gradi. La conseguente perdita di comfort è giustificabile se significa che le aziende e i loro posti di lavoro possono essere preservati.
- Soluzioni per le aziende minacciate: l'esplosione dei prezzi dell'elettricità è una minaccia esistenziale per molte aziende di produzione. Non per colpa loro, esse si sono ritrovate in questa situazione straordinaria. I produttori di energia elettrica, il settore pubblico in qualità di proprietario e i consumatori industriali devono quindi collaborare per trovare soluzioni che permettano di smorzare la situazione.
- Per gli impianti a doppio combustibile passare da gas a olio da riscaldamento. Secondo stime Swissmem, si potrebbe risparmiare fino al 20% del consumo annuale di gas. Secondo l'intenzione del Consiglio federale, le aziende che non sono messe in condizione di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 non dovrebbero subire alcuno svantaggio. Questo deve essere attuato rapidamente. Tuttavia, il funzionamento con olio da riscaldamento può comportare costi aggiuntivi. Sono quindi necessarie ulteriori misure per sfruttare appieno il potenziale di risparmio.
- Creare incentivi mirati: Per poter aumentare la produzione di energia elettrica nel breve periodo, sono necessari incentivi per i proprietari di centrali di riserva e di gruppi elettrogeni di emergenza. Sono altrettanto importanti gli incentivi che motivano le aziende ad elevato consumo energetico a rinunciare temporaneamente al consumo di elettricità.
- Produzione notturna o nel fine settimana. In caso di una situazione di carenza, è necessario abbattere i picchi di consumo per l'elettricità e il gas. L'industria può contribuire spostando la produzione alla notte o alla domenica. Questo richiede una procedura di autorizzazione semplice e non burocratica da parte delle autorità.
Inoltre, sul medio e lungo termine, la Svizzera non deve perdere l'opportunità di garantire un approvvigionamento energetico sicuro e sostenibile. A tal proposito, non ci devono essere divieti tecnologici. È necessario adattare la Strategia energetica 2050. La situazione attuale dimostra chiaramente che non è possibile eliminare allo stesso tempo in modo graduale le fonti di energia nucleare e fossile. L'intenzione della Confederazione di costruire due o tre centrali a gas con una capacità totale di 1000 megawatt entro il 2025 è un passo nella giusta direzione. Inoltre, è necessario snellire le procedure di autorizzazione. Martin Hirzel, presidente di Swissmem, chiede: "I 15 progetti idroelettrici indicati dalla Tavola rotonda lo scorso dicembre devono essere realizzati al più presto. La Svizzera non può più permettersi anni di ritardi nei progetti di centrali elettriche”. Con un disegno di legge che limita le possibilità di opposizione a questi progetti e snellisce le procedure, la popolazione potrebbe essere chiamata a votare un eventuale referendum già alla fine del 2023.
Equilibrare l'AVS
Il 25 settembre 2022, la popolazione svizzera voterà sulla stabilizzazione dell'AVS (AVS 21). Il Comitato di Swissmem ha votato all'unanimità a favore di questa proposta. Nei prossimi dieci anni, i baby boomer andranno in pensione. Con questo il mercato del lavoro perderà più lavoratori di quanti subentrano. Per l’AVS comporterà un onere ancora maggiore rispetto al passato. Senza una riforma, il risultato della ripartizione diventerà probabilmente negativo a partire dal 2025. In seguito, i deficit annuali dovrebbero essere coperti dal fondo AVS, soluzione non è sostenibile.
L'AVS deve quindi essere riformata con urgenza, affinché anche la prossima generazione possa beneficiare della previdenza per la vecchiaia da essa finanziata. L'AVS21 è un primo passo e costituisce la base per ulteriori riforme volte a garantire la sostenibilità finanziaria di questo sistema di sicurezza sociale. Swissmem accoglie con favore il fatto che nel corso della riforma il momento del pensionamento possa essere reso più flessibile. Si creano così incentivi per lavorare più a lungo. Questo può alleviare la carenza di lavoratori qualificati nell'industria e rafforzare la Svizzera come sito di produzione.
Questa riforma riporta l'AVS in equilibrio tra le generazioni. Per simboleggiarlo, oltre 200 apprendisti delle aziende associate a Swissmem stanno aiutando a costruire “l’altalena" più grande del mondo sulla Turbinenplatz di Zurigo. In un solo giorno viene eretta una costruzione in acciaio di quasi 29 metri. Supera di tre metri il precedente record mondiale. Diversi consiglieri nazionali del Cantone di Zurigo sostengono l'azione in loco.
Sempre il 25 settembre 2022, il popolo voterà sulla riforma dell'imposta alla fonte. Anche il Comitato di Swissmem ha votato SÌ a questa proposta. L'abolizione della trattenuta alla fonte rafforzerebbe le grandi imprese industriali. Potrebbero finanziarsi meglio in Svizzera e non dovrebbero più rivolgersi a piazze finanziarie estere. Questo rafforzerebbe l'industria svizzera nel suo complesso, anche a vantaggio dei fornitori.