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La cartella informatizzata del paziente (CIP) fatica a trovare il suo posto nel mondo della sanità. Il Consiglio federale propone quindi nuove misure per estendere rapidamente il suo utilizzo da parte dei fornitori di cure e dei pazienti.
L'obiettivo della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente (LCIP), entrata in vigore il 1er gennaio 2017, era quello di introdurre l'utilizzo obbligatorio della cartella informatizzata del paziente negli ospedali per cure acute, nelle cliniche di riabilitazione e nei servizi psichiatrici ospedalieri a partire dalla primavera del 2020. Tuttavia, l'implementazione in queste istituzioni si è rivelata più laboriosa del previsto. Pochi pazienti hanno mostrato interesse. Ad aprile del 2023, erano state attivate meno di 20’000 CIP. I Cantoni, da parte loro, hanno accolto più o meno favorevolmente la CIP, investendo più o meno nella sua implementazione.
Queste carenze nell’implementazione sono la conseguenza di una base legale che ha lasciato l'attuazione della CIP praticamente al ben volere delle parti interessate. Per porre rimedio a questa situazione, il Consiglio federale ha proposto una serie di modifiche importanti nell'ambito di una revisione completa della CIP.
La CIP diventa uno strumento dell’assicurazione malattia sociale
Il Consiglio federale ha ampliato la base costituzionale fondando la legge sulla cartella informatizzata del paziente anche sull'articolo 117 della Costituzione federale. In tal modo, può ora intervenire nell’implementazione della CIP.
Promuovere l'uso della CIP
L'utilizzo della CIP viene esteso per incentivare la sua adozione da parte delle persone interessate.
- Per i pazienti: è prevista l’apertura automatica di una CIP per ogni persona assicurata con la LAMal, a condizione che non vi si opponga. In questo caso, l’opposizione sarà registrata in un registro delle opposizioni tenuto dai Cantoni. L'assicurato potrà revocare la propria decisione in qualsiasi momento.
- Per gli operatori sanitari: i fornitori di prestazioni autorizzati a fatturare a carico dell'assicurazione malattia sociale saranno tenuti a utilizzare le CIP dei loro pazienti. I cantoni terranno sotto controllo questo aspetto.
- Per gli assicuratori malattia: questi non avranno ancora accesso al contenuto delle CIP, ma vi potranno registrare i documenti amministrativi relativi alla fornitura di un'assicurazione obbligatoria o complementare, con il consenso del paziente.
Contenuto in costante espansione
Il contenuto della CIP rimane una raccolta di documenti e dati elettronici relativi alla salute dei pazienti. Tuttavia, nel prossimo futuro è prevista l'introduzione di documenti strutturati che possono essere aggiornati costantemente.
Entro la fine del 2023, il libretto delle vaccinazioni sarà incluso nella CIP, seguito dai piani terapeutici. Gli assicurati potranno accedere ai loro dati tramite le applicazioni sanitarie. Potranno altresì registrare i propri dati sanitari.
Protezione dei dati «alla carta»
L'accesso ai dati della CIP è definito dai pazienti stessi. In particolare, essi potranno:
- limitare l'accesso dei fornitori di prestazioni a determinati dati, anche in caso di emergenza;
- consentire o vietare l'utilizzo dei dati contenuti nella CIP a fini di ricerca.
In nessun caso i pazienti possono essere obbligati a rendere accessibili i dati registrati nella CIP.
Uno strumento al servizio della salute
La concentrazione di dati sulla salute dei pazienti dovrebbe supportare il corpo medico nella scelta delle misure terapeutiche, promuovendo così una "medicina più intelligente" («smarter medicine») e prevenendo gli sprechi nel sistema sanitario.
L'obbligo per gli operatori sanitari che fatturano a carico dell'assicurazione malattia sociale di utilizzare la CIP è ragionevole. Consente di introdurre la CIP tra i principali fornitori nello sviluppo dei percorsi di cura dei pazienti. D'altro canto, gli assicuratori malattia non dovrebbero poter registrare i documenti amministrativi nella CIP, in quanto dispongono già di applicazioni proprie per il trasferimento dei documenti ai loro assicurati. L’accesso alla CIP da parte degli assicuratori malattia, per quanto limitato, non può che suscitare preoccupazioni e domande tra gli assicurati.
L'apertura automatica di una CIP per gli assicurati LAMal consentirà un ampio utilizzo di questo strumento. Tuttavia, gli assicurati che hanno optato per il modello d’assicurazione che limita la scelta dei fornitori di prestazioni designati dall'assicuratore, in funzione delle prestazioni più convenienti, non dovrebbero poter rifiutare la creazione di una CIP, se le condizioni d’assicurazione lo prevedono. Infatti, è incoerente scegliere un modello d’assicurazione che propone prestazioni più convenienti e rifiutare al contempo l’utilizzo di uno strumento che può ridurre i costi sanitari.
La qualità sta diventando la norma, ma bisogna impegnarsi ancora
Da aprile del 2021, gli assicuratori e i fornitori di prestazioni sottoscrivono dei contratti sulla qualità che obbligano i fornitori a erogare le prestazioni assicurate nella qualità richiesta, in modo efficiente e conveniente. Purtroppo, l’eccessiva medicalizzazione è ancora troppo diffusa e causa dei costi inutili. Per questo il Groupe Mutuel promuove l’introduzione nel sistema sanitario svizzero di modelli di rimborso basati sul valore delle cure («Value Base Health Care») che si è rivelata efficace all’estero. La questione della riduzione del catalogo delle prestazioni rimane un argomento tabù che inizia ad essere trattato con una certa titubanza. Potrebbe essere una soluzione promettente, ma resta una strada difficilmente percorribile per via dei consensi da ottenere quando si dovrà ridefinire l’estensione della copertura minima per le cure.
Quale futuro per la CIP?
La CIP è destinata a diventare uno strumento chiave nel settore sanitario, anche se ci sono ancora molte sfide da affrontare, come:
- l’autenticazione degli utenti e la gestione delle identità
- la ricerca e l’archiviazione dei documenti
- la creazione di interfacce facili da utilizzare
Attualmente, i fornitori di prestazioni chiedono che l'utilizzo della CIP sia soggetto a una remunerazione aggiuntiva a carico dell'assicurazione malattia obbligatoria. Se il legislatore accettasse questa richiesta, aumenterebbe inutilmente i costi della sanità, poiché la gestione delle informazioni sanitarie è già remunerata nell’ambito delle tariffe. Questa richiesta deve quindi essere fermamente respinta. Inoltre, i costi di implementazione e di gestione della CIP non dovrebbero essere scaricati su coloro che pagano i premi. Spetta alle autorità federali e cantonali assumere tali costi.