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Rapporto di gestione 2014 del Ministero pubblico della Confederazione
Berna, 17.04.2015 - Nel 2014, le accuse di corruzione in seno all’Amministrazione federale, la possibile presenza della mafia in Svizzera e il fenomeno degli jihadisti volontari hanno preoccupato sia l’opinione pubblica, sia il Ministero pubblico della Confederazione (MPC). L’anno scorso, inoltre, sono stati riformati i settori delle finanze, delle risorse umane e dello sviluppo aziendale ed è stato introdotto il controllo della gestione amministrativa, strumento imprescindibile per aumentare l’efficienza.
Nel 2014 il MPC ha potuto dedicarsi ai suoi compiti centrali, ossia al perseguimento penale e alla protezione e sicurezza dello Stato e della popolazione. Le divisioni e sedi distaccate del MPC sono state generalmente confrontate a una grande mole di lavoro. In numerosi casi, in parte annosi, il MPC ha promosso l'accusa o archiviato l'incarto. Inoltre, il MPC è stato apprezzato per i pareri competenti espressi in alcune procedure di consultazione nell'ambito dell'iter legislativo.
Priorità operative e casi di interesse pubblico
Nel 2014, la Svizzera non è stata nel mirino delle organizzazioni terroristiche. Tuttavia, temi quali lo Stato islamico e i movimenti di volontari jihadisti hanno interessato anche il MPC e portato all'avvio di procedimenti penali. Nel secondo semestre è stata avviata una ventina di inchieste penali per jihadismo. Si tratta di casi con uno o più imputati, indagati per titolo di sostegno a un'organizzazione criminale (art. 260ter CP) in senso stretto.
Nel maggio 2014, la condanna di due fratelli curdi di origine irachena ad una pena detentiva rispettivamente di tre anni e tre mesi e di due anni con la condizionale ha segnato il raggiungimento di un obiettivo importante nella lotta contro il terrorismo estremista di matrice islamica. Il Tribunale penale federale li ha riconosciuti colpevoli di propaganda a favore della rete terroristica Al Qaeda sui siti Internet da loro creati a Basilea.
Nell'ambito della criminalità organizzata, la possibile presenza in Svizzera di organizzazioni italiane di stampo mafioso è stata ancora al centro dell'attualità. La stretta collaborazione con le autorità italiane antimafia ha portato all'arresto, in Italia, di presunti membri della 'Ndrangheta. I filmati registrati in Svizzera e resi pubblici dalle autorità italiane provengono in parte da inchieste del MPC.
Nel procedimento annoso «Quatur», il MPC ha invece lasciato cadere l'accusa di partecipazione e sostegno a un'organizzazione criminale per tutti i 13 imputati e ha abbandonato il procedimento condotto per il capo d'accusa di cui all'articolo 260ter CP. Al contempo, ha chiuso l'inchiesta penale e promosso l'accusa davanti al Tribunale penale federale per le altre imputazioni, ossia per riciclaggio di denaro, traffico di armi e traffico aggravato di stupefacenti.
In materia di corruzione, spiccano soprattutto due casi di grande interesse pubblico per i quali il MPC ha avviato due inchieste penali per titolo di corruzione. Si tratta delle vicende legate alla realizzazione di grandi progetti informatici della SECO, che hanno fatto notizia a inizio del 2014.
In autunno il MPC ha sostenuto l'accusa nel procedimento giudiziario promosso nei confronti dell'ex vicedirettore della società d'ingegneria canadese SNC-Lavalin, il quale aveva corrotto Saadi Gaddafi, figlio dell'ex dittatore libico, per aggiudicarsi lucrosi appalti. Il manager, con doppia cittadinanza tunisina-canadese, è stato condannato a tre anni di detenzione ed estradato in Canada dopo la pronunzia della sentenza. Il MPC ha inoltre confiscato circa 40 milioni di franchi svizzeri.
Cifre e fatti
Nel 2014, il MPC ha registrato un aumento dei procedimenti pendenti in tutte le categorie di reati (423; nel 2013 erano 367), riconducibile all'aumento dei nuovi procedimenti penali (245; nel 2013 erano 221). La quota di casi evasi (abbandoni e decreti d'accusa) è rimasta stabile. Nell'anno in esame sono stati trasmessi al Tribunale penale federale di Bellinzona 25 atti d'accusa, tra cui 9 con rito abbreviato. Inoltre, il MPC ha sostenuto l'accusa dinanzi al tribunale in 20 procedimenti, nell'ambito dei quali sono state pronunciate 25 condanne in primo grado e un'assoluzione. Tendenzialmente in crescita anche i casi di assistenza giudiziaria, materia in cui si registrano 210 procedure pendenti rispetto alle 175 del 2013. Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria passiva, il MPC ha lavorato costantemente ad alto livello e in 94 casi ha accordato assistenza a autorità estere preposte al perseguimento penale.
Progetto operativo ZAG
L'aumento continuo delle segnalazioni trasmesse annualmente al MPC per il tramite dell'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) ha portato all'avvio, nel 2014, di un progetto per l'allestimento centrale delle comunicazioni in materia di riciclaggio di denaro (denominato ZAG). La centralizzazione del trattamento e della valutazione delle comunicazioni permetterà di migliorare l'efficienza nella cernita delle comunicazioni in entrata e di procedere in modo unitario in seno al MPC.
Adeguamenti strutturali nell'organizzazione del supporto
In virtù dell'articolo 16 della legge sull'organizzazione delle autorità penali, il MPC gode di autonomia amministrativa, in quanto autorità indipendente dal Consiglio federale e dall'Amministrazione federale.
All'inizio del 2014 sono stati operati vari adeguamenti strutturali in seno allo stato maggiore. In particolare, i settori delle finanze, delle risorse umane e dello sviluppo aziendale sono stati riformati. Gli iter interni sono stati standardizzati e le interfacce del sistema informatico sono state ottimizzate. L'attuazione ottimale del mandato di legge relativo all'autonomia amministrativa del MPC è ora garantita anche dal controllo della gestione amministrativa, ossia dal controllo sistematico dei settori non operativi.
Il rapporto di gestione 2014 del Ministero pubblico della Confederazione è disponibile nel sito Internet del MPC (www.ministeropubblico.ch).
Indirizzo cui rivolgere domande
Jeannette Balmer, portavoce MPC, +41 58 464 32 40, <email-pii>
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Ministero pubblico della Confederazione
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