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Incarto n. 72.2012.80 Lugano, 24 agosto 2012/md Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Corte delle assise criminali composta da: giudice Rosa Item, Presidente GI 1 GI 2 Anna Grümann, vicecancelliera sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare nella causa penale Ministero pubblico e in qualità di accusatori privati: ACPR 1, ACPR 2, contro IM 1 patrocinato dall’avv. DUF 1 in carcerazione in vista di estradizione dal 12.10.2011 al 3.5.2012 (205 giorni); in carcerazione preventiva dal 4.5.2012 all'11.6.2012 (39 giorni); in anticipata esecuzione della pena dal 12.6.2012 imputato, a norma dell’atto d’accusa nr. 72/2012 del 4 luglio 2012, di 1. rapina, ripetuta per avere fra il 9 febbraio 2011 e il 11 febbraio 2011, a __________, __________, in 2 diverse occasioni, usando violenza contro una persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita, all’integrità corporale e rendendola incapace di opporre resistenza, sottratto denaro per complessivi denunciati CHF 9'710,20 e Euro 15'650.-, ed in particolare, agendo in correità con __________, previa l’effettuazione di sopralluoghi volti ad individuare la Stazione di servizio, a verificare il numero delle persone attive nella stazione nonché individuare le vie di fuga, recandosi in Svizzera attraverso un valico doganale di __________, utilizzando la vettura Smart di __________ e una Ford Fiesta targata __________ di proprietà di terzi, entrando con il correo all’interno del negozio annesso alla stazione di servizio con il viso parzialmente travisato da berretti, sciarpe o maniche di felpa appositamente tagliate, minacciando con parole, comportamenti e brandendo l’uno o entrambi una pistola asseritamente giocattolo ma dall’apparenza autentica, la vita e l’integrità corporale dei presenti, commesso i seguenti furti, 1.1. a __________, in data 09.02.2011, presso la Stazione di servizio __________ in via __________ di ACPR 2, puntandole una pistola alla nuca (il __________), minacciato la commessa __________, spingendola di fronte alla porta del locale ufficio cambio e, dopo aver fallito nel tentativo di far aprire la porta di detto ufficio per accedere alla sua cassaforte, sottratto dalla cassa del negozio complessivi CHF 1’500.- 1.2. a __________ in data 11.02.2011, presso il negozio-stazione di servizio ACPR 1 in via __________, minacciato la commessa __________ di ucciderla puntandole (lo IM 1) una pistola alla tempia e intimandole (il __________) di aprire la cassaforte nel locale ufficio cambio retrostante il bancone, ordinando al cliente __________ – successivamente sopraggiunto - di entrare in detto locale cambio e di non muoversi, sottratto dalla cassaforte complessivi CHF 8'210,20 e Euro 15'650.-, in ogni circostanza abbandonando la Stazione in vettura e, dopo essersi cambiato d’abito, parato in __________ per ripartirsi rispettivamente occultare la refurtiva, reato previsto: dall’art. 140 cifra 1 CP, 2. coazione per avere agendo in correità con __________ nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al punto 1.2. del presente atto di accusa, usando violenza e minaccia di danno contro una persona, costretto __________ ad entrare e a restare nel locale cambio della Stazione di servizio ACPR 1 in via __________, al fine di poter commettere la rapina, reato previsto: dall’ art. 181 CP 3. entrata illegale per essere entrato in Svizzera il 9 febbraio 2011 e il 11 febbraio 2011, attraverso il valico doganale di __________, senza il necessario visto d’entrata. reato previsto: dall’ art. 115 cpv. 1, lett. a LStr.; 4. infrazione alla legge sulle armi per avere a __________ il 09.02.2011 e a __________ il 11.02.2011, importato e portato sulla sua persona una pistola ad aria compressa o a CO2 che per il loro aspetto possono essere scambiate per armi da fuoco vere reato previsto: dall’ art. 33 LArm richiamato l’art. 4 LArm.; Presenti - il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico; - l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1; - il signor __________, in rappresentanza dell’accusatore privato ACPR 1; - in qualità di interprete per la lingua __________, __________. Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 14:00 alle ore 18:20. Evase le seguenti questioni: - In relazione al punto 3. dell’AA, il Procuratore pubblico osserva che per i cittadini __________ in possesso di un passaporto biometrico non è necessario il visto per l’entrata in Svizzera, per cui se del caso l’imputazione di entrata illegale verrà modificata in corso d’istruttoria nel senso di essere IM 1 entrato in Svizzera senza essere in possesso del documento di legittimazione. L’avv. DUF 1 chiede che il punto 3. dell’AA venga stralciato in quanto è stata appurata l’esistenza del passaporto biometrico e la conseguente mancata necessità del visto d’entrata. - La Presidente chiede alle parti se alla luce del procedimento d’appello di __________, vi sono documenti da produrre rispettivamente elementi che devono essere conosciuti da questa Corte per l’odierno dibattimento. PP: Dichiara che a suo giudizio non è emerso nulla che debba essere portato all’attenzione della Corte. Produce la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero di __________ al GIP in relazione al procedimento di cui all’art. 73 del DPR 309/1990 in materia di stupefacenti (doc. DIB 3). Informa che detto documento è già stato da lui prodotto dinanzi alla CARP. Difesa: Non ha osservazioni. Sentiti § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale esordisce comunicando di ritirare l’imputazione di cui al punto 3. dell’atto d’accusa, a seguito degli elementi emersi durante l’istruttoria dibattimentale. Per il rimanente, chiede la conferma integrale dell’atto d’accusa. Nella commisurazione della pena, sottolinea la gravità della colpa dell’imputato, che ha contribuito in modo determinante alla riuscita delle rapine, con l’ausilio di un’arma apparentemente vera che ha provocato un grosso spavento alle vittime. IM 1 ha inoltre agito per mero scopo di lucro. A suo sfavore vi è poi il concorso di reati. Considera invece a favore dell’imputato la sua giovane età, la sua difficile condizione di clandestino in terra straniera nonché la collaborazione prestata agli inquirenti, anche se quest’ultima deve essere relativizzata. In conclusione propone la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 28 mesi. Di principio tale pena ha da essere espiata, ma si rimette al giudizio della Corte per la concessione della sospensione condizionale parziale, tenuto conto dell’incensuratezza di IM 1 e del lungo periodo di carcerazione preventiva sofferto; § il signor __________, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale non prende la parola; § l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale a fronte dell’innegabile gravità oggettiva del reato commesso dal suo assistito, contrappone e mette in risalto l’atteggiamento di IM 1 dal momento del suo arresto. IM 1 ha infatti ammesso i fatti fin dal primo momento ed ha sempre reso la medesima versione dei fatti, collaborando pienamente con gli inquirenti. Tenendo conto del ruolo avuto da IM 1, sicuramente secondario rispetto al ruolo di __________, dell’entità del compenso da lui percepito, della sua incensuratezza, della sua giovane età, della sua difficile situazione personale ma soprattutto della piena collaborazione prestata, postula una massiccia riduzione della pena proposta dal Procuratore pubblico, da contenere in 2 anni e da porre al beneficio della sospensione condizionale. Subordinatamente postula la concessione della sospensione condizionale parziale e chiede che si tenga conto della carcerazione sin qui sofferta da IM 1, di modo che egli possa immediatamente essere scarcerato. Considerato, in fatto ed in diritto 1. IM 1 è nato il __________ a __________ (__________). Il padre e la madre vivono in __________. Il padre lavora con un parente in una fabbrica di mattonelle mentre la madre è casalinga. Ha due fratelli. Uno maggiore di lui che vive in __________ e lavora in una pizzeria, è sposato e ha una figlia. Il fratello minore ha 20 anni, vive con i genitori ed è studente. In aula, in merito alla sua vita, IM 1 ha dichiarato: " Sono nato a __________. Ho frequentato dapprima le scuole dell’obbligo, che sono di 8 anni, e comprendono le elementari e le medie. Al termine delle medie ho compiuto 18 anni. D’estate è arrivato mio cugino __________, che vive a __________ e lavora come muratore per un’impresa di costruzioni. Mio cugino mi ha chiesto se volevo andare da lui in __________ a lavorare. Nello stesso palazzo dove abita __________ abita anche un altro cugino, che si chiama __________, e che ha una piccola ditta di marmista, che mi ha preso a lavorare con lui. Ho lavorato per lui fino all’aprile 2010, momento in cui sono stato fermato dalla Polizia __________ perché non avevo il permesso di soggiorno. Il giorno seguente mi sono presentato come mi era stato richiesto e mi hanno accompagnato in __________. Sono rimasto in __________ fino al mese di settembre 2010. A settembre sono ritornato in __________. Mio cugino non aveva più lavoro per me perché aveva smesso l’attività. Da lì ho iniziato a lavorare con altri __________ o __________, sempre come piastrellista, che era il lavoro che sapevo fare. ADR: In __________ ho provato due volte, quando sono arrivato nel 2007, a mettermi a posto con il permesso di soggiorno, ma non ci sono riuscito perché una volta mi è stato detto che non erano sufficienti i documenti e un’altra volta avevo pagato una persona per essere messo a posto ma non ho più saputo nulla. ADR: Nel 2007 sono entrato in __________ illegalmente. Avevo pagato qualcuno che mi ha fatto arrivare in __________. ADR: La seconda volta che sono rientrato in __________, a settembre 2010, non ho fatto nessuna richiesta di permesso di soggiorno. Preciso però che sono entrato alla dogana con il passaporto valido. Mi era stato detto che potevo stare tre mesi in Italia e poi sarei dovuto rientrare in __________.” In occasione del verbale 4 maggio 2012 dinanzi al PP aveva dichiarato che in _____ aveva trovato lavoro presso il cugino piastrellista per tre anni ma che: " Non avevo però permessi regolari di soggiorno ragion per la quale ho avuto qualche problema con le autorità amministrative, infatti sono stato rimpatriato nel 2010. In __________ non ho però mai avuto a che fare con la giustizia penale, né con la polizia. Non ho mai commesso nessun reato. [...]. Me ne sono andato dall’__________ in cerca di qualcosa di meglio” (verbale 04.05.2012, AI 16). 2. Dall’estratto del casellario giudiziale svizzero e italiano (AI 19, 27), IM 1 non risulta avere precedenti penali. Dal rapporto di segnalazione 07.05.2012 (AI 26) della Polizia all’attenzione del PP, risulta la raccolta di “ sommarie informazioni ” concernenti IM 1, rese ai Carabinieri del Nucleo Investigativo della Legione Carabineri __________ Comando Provinciale di __________, da due persone informate sui fatti, una delle quali in particolare segnala di conoscere IM 1 con il soprannome di “__________” e quale spacciatore di cocaina. Al dibattimento la pubblica accusa in merito a detto procedimento ha prodotto (doc. dib.3) la richiesta di archiviazione avanzata dal Sostituto PM incaricato, al Giudice per le Indagini Preliminari in data 01.06.2012. 3. IM 1 veniva arrestato a __________ (__________) il 12 ottobre 2011 sulla base del mandato di cattura internazionale (AI 2) 10.10.2011 emesso nei suoi confronti dal Procuratore pubblico per rapina aggravata dall’aver agito in banda per l’esecuzione di tre rapine (14.01.2011, 09.02.2011 e 11.02.2011) commesse a __________, __________ e __________, per sequestro di persona e rapimento, furto d’uso, infrazione alla legge sugli stranieri (entrata illegale) ed infrazione alla legge sulle armi. L’arresto di IM 1 trae origine dal fatto che __________, cittadino __________, autore di sei rapine commesse in correità, nel periodo 18 agosto 2010/11 febbraio 2011 tra __________, __________ e __________, dopo la commissione dell’ultima rapina, era stato fermato in __________ dalla Guardia di Finanza della tenenza di __________ (__________) e tratto in arresto in esecuzione del mandato di cattura internazionale 11.02.2011 emesso nei suoi confronti dal PP. Il correo unitamente al quale __________ aveva commesso la rapina dell’11 febbraio 2011 era riuscito invece a sottrarsi all’arresto. __________, in occasione del fermo in __________, forniva il numero di cellulare del suo correo (__________) che indicava in tale “__________”, cittadino __________ di cui forniva i connotati e con il quale, stante le difficoltà finanziarie in cui versavano entrambi, avevano deciso di compiere una rapina in Svizzera. Estradato, __________ giungeva in __________, a __________, il 05.04.2011. Interrogato dichiarava di aver commesso le prime tre rapine con un tale “__________”, cittadino __________ non meglio identificato e le ultime tre rapine (del 14.01.2011, del 09.02.2011 e dell’11.02.2011), unitamente a “__________”, pure lui cittadino __________ (verbale __________ 05.04.2011). Le attività investigative intraprese nel frattempo dai carabinieri del Comando di __________ accertavano che l’utenza (del correo), fornita da __________ (__________) era intestata al minorenne __________, __________, residente a __________, ma in uso a IM 1, persona soggiornante illegalmente in __________. Oltre alla chiamata in causa di __________, IM 1 era anche stato riconosciuto dai testi __________ e __________ che l’11.02.2011 avevano incrociato due uomini nel bosco, quando dopo la rapina l’11.02.2011 a __________, per sfuggire alla Polizia che li aveva intercettati, __________ e il correo avevano abbandonato l’auto e si erano dati alla fuga a piedi, attraverso i boschi raggiungendo il territorio italiano, così come riferito da __________. Identificato dagli italiani, la foto di IM 1 era stata così inserita in una serie di fotografie che erano state sottoposte ai due testi, che avevano riconosciuto senza ombra di dubbio IM 1 come uno dei due uomini che avevano visto nel bosco. La serie di fotografie era poi stata sottoposta alla commessa __________ (vittima della rapina dell’11.02.2011) che indicava nella foto n. 8 (corrispondente a IM 1) la persona più rassomigliante al secondo autore della rapina. Da qui, il mandato di cattura internazionale emesso nei confronti di IM 1 e la successiva domanda di estradizione presentata dal Procuratore pubblico. 4. L’Autorità __________ accoglieva la domanda di estradizione, con decreto del 19.04.2012 (AI 14). IM 1 giungeva in __________, a __________, il 4 maggio 2012 (AI 15: rapporto di arresto provvisorio IM 1). 5. Interrogato dal PP lo stesso giorno (verbale 4 maggio 2012, AI 16), IM 1 ammetteva subito di essere l’autore, unitamente a __________, della rapina del 09.02.2011 ai danni della stazione di servizio __________ e di quella dell’11.02.2011 ai danni della stazione di servizio ACPR 1, descrivendo in dettaglio i fatti e fornendo particolari. Negava invece decisamente di aver commesso la rapina ai danni della stazione di servizio __________ di __________ e ha continuato a negarlo per tutta l’inchiesta. 6. Il Procuratore pubblico preso atto delle ammissioni dell’imputato (AI 6), raccolta la sua versione dei fatti ed effettuato il confronto con __________ che si avvaleva della facoltà di non rispondere, emetteva il 4 luglio 2012 l’Atto d’accusa a carico di IM 1 per ripetuta rapina (punto 1 dell’AA) contemplante quella commessa il 09.02.2011 a __________ (punto 1.1 dell’AA) presso la stazione di servizio __________ e quella dell’11.02.2011 commessa a __________ presso il negozio-stazione di servizio ACPR 1 (punto 1.2 dell’AA), ad esclusione della rapina del 14.01.2011. Gli imputava inoltre il reato di coazione (punto 2 dell’AA) commessa nei confronti del cliente che era entrato nel negozio della stazione di servizio mentre era in corso la rapina dell’11.02.2011, quello di entrata illegale (punto 3 dell’AA) e di infrazione alla Legge sulle Armi (punto 4 del’AA). 7. Agli atti del procedimento IM 1 (AI 5) venivano acquisiti i verbali di interrogatorio di __________ del 05.04.2011, del 21.07.2011, del 16.09.2011 (AI 39, AI 75, AI 94 dell’incarto 1159/2011 concernente __________), il Rapporto d’inchiesta di Polizia Giudiziaria del 05.10.2011, nonché la sentenza di primo grado nel frattempo emessa nei confronti di __________ (AI 12), processato e condannato il 26 gennaio 2012. 8. Occorre ricordare nell’ambito del procedimento a carico di __________, che contro la sentenza di primo grado che lo condannava alla pena di 4 anni e 6 mesi di pena detentiva, __________ ha interposto appello alla Corte di appello e di revisione penale. Nell’ambito del procedimento d’appello e nelle more del processo a carico di IM 1, quest’ultimo è stato ascoltato dalla CARP. In quell’occasione __________ - come ha segnalato in aula la difesa di IM 1 (cfr. verbale di interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento) - ha ammesso che la rapina del 14.01.2011 - contrariamente a quanto aveva ripetutamente dichiarato - non l’aveva commessa con “__________” vale a dire con IM 1 (cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato pag. 3). In sostanza ha ritrattato la chiamata in correità formulata nei suoi confronti per questa rapina. IM 1 ha dichiarato di aver avuto modo di parlare in carcere di questi fatti con __________, che gli ha riferito di averlo accusato anche della rapina del 14.01.2011 perché pensava che non lo avrebbero mai preso e che “ così avrebbe lasciato la rapina a me per non coinvolgere la persona assieme alla quale l’ha fatta. Non mi ha detto chi è questa persona, ma solo che è un suo amico ” (verbale d’interrogatorio dell’imputato, pag. 8, all. 1 al verbale del dibattimento). 9. Rapina del 9 febbraio 2011 9.1. La prima rapina imputata nell’Atto d’accusa (cfr. punto 1.1) è quella commessa il 9 febbraio 2011 a __________ in danno della Stazione di servizio __________ di ACPR 2, con una refurtiva denunciata di Fr. 1'500.- sottratta dalla cassa del negozio. Come descritto nella sentenza emessa a carico di __________, " Il 9 febbraio 2011, la commessa __________ aveva iniziato il turno di lavoro alle ore 11.00 per terminare alle ore 19.00 (cfr. verbale del 09.02.2011). In base alla sua testimonianza, verso le 12.30 mentre con la signora ACPR 2 stavano mangiando nel retro del negozio, entra un uomo, per cui lei si porta al bancone per servirlo. L’uomo le chiedeva un pacchetto di Marlboro Gold da 10 sigarette. Lei gli rispondeva che non avevano questo genere di confezioni. L’uomo le diceva che aveva solo Euro 5.20 chiedendole un pacchetto di Winston rosse, che lei gli dava. L’uomo la ringraziava e usciva, allontanandosi a piedi poiché non ha sentito rumori di auto arrivare o partire. Continuava quindi il pranzo, al termine del quale ritornava alle sue faccende, mentre la signora ACPR 2 restava chiusa nell’ufficio cambio. Verso le 13.10/13.13 __________ vede all’esterno del negozio lo stesso uomo delle Winston, seguito da una seconda persona. Vede il secondo individuo che, mentre è ancora sulla porta, fa un ultimo tiro di sigaretta che poi getta e nel contempo si cala sul viso un passamontagna che aveva sotto il cappello, tipo pescatore di colore chiaro. Il primo uomo che era entrato con il viso scoperto, poco prima di arrivare al bancone si copre il volto e le dice una frase del tipo “stai zitta o stai ferma”, le si avvicina, l’afferra per il braccio sinistro e la spinge in direzione della cassa e poi davanti alla porta dell’ufficio cambio. Qui estrae dalla giacca una pistola di piccole dimensioni, di colore grigio opaco che impugna con la mano sinistra puntandogliela alla nuca, dicendole “digli di aprire”. Il rapinatore che indossava dei guanti scuri, con la mano destra cercava di aprire la porta dell’ufficio cambio muovendo la maniglia e premendo più volte l’interruttore della luce pensando che aprisse la porta dell’ufficio. Durante questi attimi concitati lei sente l’altro rapinatore, che nel frattempo era entrato nel negozio, armeggiare con la cassa del negozio e dire a quello che la minacciava “andiamo”, in italiano senza accenti particolari. __________, spaventata a morte dall’arma che le era puntata alla nuca, sapendo che nell’ufficio c’era la signora ACPR 2, grida il suo nome. I rapinatori, resisi conto che non riuscivano ad entrare nell’Ufficio cambio, escono di corsa dandosi alla fuga in direzione dell’abitato di __________. Subito dopo la signora ACPR 2 le chiedeva se era sola e usciva dall’ufficio cambi. Prima di questo la commessa era riuscita a premere l’allarme per cui poco dopo arrivava il titolare, ACPR 2 con la Polizia”. (AI 12: sentenza della Corte delle Assise Criminali 26.01.2012 emessa a carico di __________). 9.2. IM 1 in merito all’esecuzione di questa rapina ha dichiarato che: " Entrambi siamo scesi dall’auto. Ognuno di noi era in possesso di una pistola. __________ è entrato per primo nel negozio, io l’ho seguito. Una volta dentro __________ ha preso la ragazza che era lì e le ha chiesto di aprire la cassaforte. __________ impugnava la pistola con la mano sana o meglio quella senza il gesso. Alla richiesta di __________ di aprire la cassaforte la ragazza non apriva. Non ricordo se __________ mentre chiedeva alla ragazza di aprire la cassaforte le puntava l’arma. Ad un certo punto mi ha detto andiamo via. Prima di lasciare il luogo __________ mi diceva di prendere i soldi che erano nella cassa. E’ stato lui a premere un tasto e la cassa si è aperta. Io ho preso i soldi. Quando eravamo già fuori dal negozio __________ mi ha detto se avevo sollevato il divisorio della moneta in plastica per verificare se vi fosse altro contante nascosto sotto. Io gli rispondevo che non lo avevo fatto anche perché non sapevo che ci potessero essere nascosti dei soldi. Siamo quindi saliti in auto e siamo tornati in __________ passando dallo stesso valico doganale dal quale eravamo entrati” (VI PG IM 1 del 21.05.2012, pag. 3). Questa descrizione fatta dall’imputato coincide sostanzialmente con quanto riferito dalla commessa __________ in merito allo svolgimento dei fatti, versione che la Corte ha seguito. 9.3. IM 1, sia durante l’inchiesta che al dibattimento, in merito a questa rapina ha precisato che il 09.02.2011 l’obiettivo della rapina era un'altra stazione di servizio che hanno poi scartato perché erano presenti troppe persone per cui __________ si era mosso alla ricerca di un altro obiettivo, individuandolo nella stazione di servizio __________ di __________. Ha dichiarato di aver indossato gli indumenti (il braccio di una felpa e una berretta scura) che gli aveva dato __________, che erano contenuti in una borsa di stoffa leggera insieme alle targhe svizzere che __________ applicava sulle targhe originali italiane poco prima di entrare in Svizzera. Ha negato di essere stato lui a suggerire il furto di targhe svizzere, dichiarando che le targhe erano già in possesso di __________. Nella borsa di stoffa vi erano anche le due pistole giocattolo che avevano acquistato insieme a __________ per 6 o 7 Euro l’una la mattina del 09.02.2011. Nella borsa erano anche contenuti lo scotch ed un pennarello nero che avevano acquistato sempre quella stessa mattina in un’area di servizio dell’autostrada in Italia nei pressi di Varese e che sappiamo essere stati utilizzati per coprire il bollino rosso delle pistole giocattolo. 9.4. In merito all’auto con la quale è stata eseguita la rapina, IM 1 ha indicato essere la Smart bianca di __________ con la quale hanno anche raggiunto quella mattina il territorio svizzero e ciò contrariamente a quanto riferito da __________, che aveva invece dichiarato di aver eseguito la rapina con la Ford Fiesta presa in prestito dal suo amico __________. L’imputato ha precisato che la mattina del 09.02.2011 era la prima volta che entrava in Svizzera e di essere entrato attraverso un vecchio valico non controllato percorso dal correo che lui non conosceva, fatto che ha ripetuto anche al dibattimento (cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento). 9.5. Quo alla refurtiva, l’imputato ha dichiarato che il denaro che aveva consegnato a __________ durante il tragitto per rientrare in __________, era stato da questi cambiato in Euro in una banca una volta giunti a __________. Ha precisato di aver ricevuto da ______ € 250.-, di cui € 50.- erano la restituzione del prestito che aveva fatto a __________ quella mattina per fare benzina. ______ aveva dichiarato al contrario di aver trattenuto per sé € 200.-/300.- dando tutto il resto della refurtiva a IM 1. Quest’ultimo ha precisato che prima della rapina, con __________ non avevano concordato nulla quo alla spartizione della refurtiva (verbale IM 1 21.05.2012). 10. Rapina dell’11 febbraio 2011 10.1. La seconda rapina imputata nell’Atto d’accusa (cfr. punto 1.2) è quella dell’11 febbraio 2011 commessa a __________ in danno della Stazione di servizio ACPR 1 con una refurtiva complessiva denunciata di Fr. 28'674.50 (Fr. 8'210.20 ed Euro 15'560.-), colpo questo che ha condotto all’arresto di __________ e successivamente del qui imputato. Come descritto nella sentenza emessa a carico di __________: " __________, la vittima, interrogata poco dopo i fatti, ha dichiarato che il 9 febbraio 2011 verso le ore 09.15 circa, si trovava dietro il bancone a servire un cliente che le aveva chiesto di cambiare Fr. 250.- in Euro per cui si spostava nell’apposito ufficio cambio e consegnava al cliente Euro 150.-. Preso il denaro, il cliente usciva dal negozio mentre lei restava ancora nell’ufficio cambio. Non sa quanto tempo è rimasta all’interno ma quando esce si trova di fronte una persona che le intima di entrare. Indica quest’uomo che impugnava la pistola con la mano destra, quale primo rapinatore con corporatura media, alto 160/165 che ha detto una sola parola che lei non ha capito e che poteva essere in lingua straniera. Descrive il secondo rapinatore come un uomo con corporatura snella, carnagione bianca, capelli castano chiari, alto 175/180 cm con gli occhi azzurri. Pertanto appena uscita dall’ufficio cambio, quello che si ritrova di fronte e che le ordina di entrare è la persona che ha indicato quale secondo rapinatore. Lei quasi istintivamente risponde di no. L’uomo le si avvicina ancora di più e le ordina di entrare e a questo momento vede che il primo uomo era seguito da un’altra persona. All’interno dell’ufficio cambio il primo rapinatore le ordina di aprire la cassaforte ma lei in preda al panico non ci riesce. L’uomo le diceva con voce calma ma decisa “…. giuro che ti ammazzo, hai tre minuti, tre minuti, se no inizio a menarti…”, frase che le è stata ripetuta più volte, ma lei in preda al panico non si ricorda più il codice per cui chiede di poter guardare il numero sul quaderno. E’ in questi attimi, ha precisato “che sentivo il rumore metallico prodotto dalla pistola e che il primo rapinatore mi puntava la pistola alla tempia”. Alla sua richiesta di poter leggere il codice sul quaderno, viene scortata fino alla sua borsa che era vicino alla vetrata. Non sa quando esattamente ma nel negozio entra un cliente abituale (__________) che veniva preso in ostaggio e portato all’interno del locale cambio dove viene fatto sedere su una sedia poiché ha problemi di deambulazione. La commessa, letto sul quaderno la combinazione riesce ad aprire la cassaforte, per cui il secondo rapinatore prelevava il contante e nel contempo chiedeva all’altro di passargli il sacchetto di plastica giallo della __________. Presi i soldi i due rapinatori intimano di non chiamare nessuno prima di un minuto e si allontanano a piedi in direzione degli svincoli autostradali. La commessa dichiara di essere rimasta particolarmente colpita dagli occhi azzurri del secondo rapinatore. E’ stato sempre lui che ha parlato e in un certo modo ha condotto la rapina. Le ha chiesto a più riprese soldi o meglio: “…so che hai altri soldi, dove sono o qualcosa di simile….” (cfr. verbale __________ 11.02.2011 ore 12.00). Riferisce di essere stata sotto shock e di non ricordare esattamente cosa ha fatto. Forse ha schiacciato l’allarme, poi ha chiamato in ufficio parlando con il responsabile (__________) al quale riferiva della rapina e che le ha detto che avrebbe allarmato la Polizia che è arrivata pochi minuti dopo. Gli interroganti sottopongono alla commessa una documentazione fotografica con raffigurate 18 persone. __________ riconosce al 100% nel n. 5 (corrispondente ad __________) quello che ha descritto come il secondo rapinatore, per la forma degli occhi, il suo colore, lo sguardo come pure il colore della pelle identico a quello che poco prima, nel verbale, aveva indicato come il secondo rapinatore. Del secondo rapinatore, che non è riuscita a vedere in faccia, non ha invece nessun ricordo (cfr. verbale __________ 11.02.2011, AI 99, all. 18). Quello stesso giorno gli inquirenti interrogano anche il cliente che è entrato nel negozio mentre era in atto la rapina (cfr. verbale 11.02.2011 ore 10.05). __________ ha confermato che uno dei due rapinatori gli ha ordinato di entrare nel locale lì vicino da dove erano usciti “e mi ha appoggiato la sua mano sinistra sul mio braccio destro”. Lui gli riferiva di avere difficoltà motorie per le protesi alle gambe e il rapinatore gli diceva di entrare e di sedersi, cosa che lui ha fatto. Ha riferito di essere “rimasto abbastanza scosso da quanto accaduto” e di non ricordare, per tale motivo, “esattamente quello che è capitato e gli eventuali dettagli” e di non essere in grado di riconoscere i rapinatori” (AI 12: sentenza della Corte delle Assise Criminali 26 gennaio 2012 emessa a carico di __________). 10.2. IM 1 in merito alla dinamica di questa rapina ha dichiarato che con il volto travisato e muniti di pistola, __________ è entrato per primo nel negozio e si è diretto verso la cassiera mentre lui entrava subito dopo. __________, che impugnava la pistola con la mano sinistra, intimava alla cassiera di aprire la porta dell’ufficio cambio dove sono poi entrati mentre lui è rimasto sulla soglia. La commessa non ricordava il codice per cui ha chiesto di poterlo recuperare dalla sua borsa che era nel negozio. Quando sono usciti dal locale cambio hanno visto che in negozio era entrato un cliente. La commessa, recuperato il codice, rientrava nel locale cambio con __________ mentre lui minacciava con la pistola puntatagli alla tempia, facendo il movimento di carica, l’uomo entrato nel negozio. Visionando il filmato della rapina l’imputato ha preso atto che il cliente era stato fatto entrare nel locale cambio (particolare che aveva affermato di non ricordare) dove c’era la cassaforte e dove è stato fatto sedere su di una sedia. Aperta la cassaforte, hanno arraffato i soldi e sono usciti dal negozio, allontanandosi (verbale 21.05.2012; verbale d’interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento). Con questa descrizione l’imputato ha riconosciuto in sostanza la dinamica dei fatti riferita dalla commessa e dal cliente entrato in negozio, versione che ha ripetuto anche al dibattimento (verbale di interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento). 10.3. In merito all’auto, una Ford Fiesta, IM 1 ha dichiarato che __________ l’ha recuperata quella mattina da un suo amico da cui l’aveva ottenuta in prestito e che alla stessa hanno applicato le targhe ticinesi dopo essere entrati in Svizzera, poco dopo la dogana (verbale 21.05.2012 pag. 5). Nel seguito ha indicato e descritto la loro fuga dopo la commissione della rapina poiché intercettati da un’auto della Polizia. Ha riferito (verbale 21.05.2012) che __________ non si è fermato all’alt della Polizia e che dopo essersi allontanati ad un certo punto hanno abbandonato l’auto e, presi i soldi, i vestiti, le targhe e le pistole, sono scappati a piedi, hanno attraversato un corso d’acqua e camminando sono saliti su di una montagna. Qui __________ ha detto di nascondere le targhe e le pistole, cosa che hanno fatto, coprendole con la terra e le foglie. Hanno quindi proseguito e in cima alla montagna hanno incrociato due persone alle quali __________ ha chiesto se erano già in __________, ricevendo risposta positiva. Sono quindi scesi dalla montagna e si sono nascosti prima in un capannone abbandonato e poi per diverse ore, sotto un’auto sollevata da terra e coperta da un telone dove sono rimasti sin verso le ore 17.00. Dopo un paio d’ore, mentre erano ancora nascosti sotto la macchina, __________ gli ha dato € 500.- dicendogli che andava a nascondere i soldi di modo che se fossero stati fermati, non avevano con loro la refurtiva. Dopo circa 15 minuti è tornato là dove erano nascosti dicendogli che anche per sé aveva tenuto € 500.-. Verso le ore 17.00/17.30 sono usciti dal nascondiglio restando distanti l’uno dall’altro, in particolare lui camminava davanti a __________. Mentre camminavano ha visto arrivare la Finanza che li ha raggiunti da tergo fermandosi all’altezza di __________. Lui ha continuato a camminare dritto e ha visto __________ andar via con la Finanza. In seguito ha preso un pullman e quindi il treno ed è rientrato a casa. Dopo qualche giorno, via Internet, ha appreso che __________ era stato arrestato. Non ha poi più saputo nulla fino a quando il 12.10.2011 è stato a sua volta arrestato. 10.4. Va detto che le ricerche effettuate dagli inquirenti sulla base delle indicazioni date da __________, il 13.05.2011, nei luoghi da questi indicati, non hanno portato al ritrovamento delle pistole né alle targhe ticinesi sottratte. 10.5. In merito alla refurtiva, al dibattimento IM 1 ha dichiarato che __________ gli avrebbe dovuto dare ancora parte della refurtiva se non fosse stato arrestato. Ha precisato di non conoscere l’ammontare del bottino e di essersi solo reso conto che era molto più importante di quello della precedente rapina. Ha ripetuto che con __________ non avevano parlato di quanto gli avrebbe ancora dato ma che era di più della volta precedente. Ha ribadito in aula di non aver visto dove __________ ha nascosto la refurtiva che lui non ha comunque cercato. Ha pertanto negato di aver avuto con sé la refurtiva, come invece affermato da __________. 11. Il Procuratore pubblico in relazione a questa fattispecie, oltre alla rapina di cui al punto 1.2, ha imputato a IM 1 il reato di coazione (cfr. punto 2 dell’AA) in relazione a quanto commesso nei confronti del cliente entrato nel negozio mentre la rapina era in atto (__________) e che è stato costretto con la minaccia della pistola, ad entrare e restare nel locale cambio unitamente alla commessa (cfr. verbale __________). Al dibattimento l’imputato ha confermato che il cliente è stato costretto ad entrare nel locale cambio dove è stato fatto sedere su una sedia mentre la commessa apriva la cassaforte (cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato pag. 7, all. 1 al verbale del dibattimento). 12. In merito all’infrazione alla LF sugli stranieri, al dibattimento l’imputato ha dichiarato di essere stato in possesso del passaporto quando il 09.02.2011 ed l’11.02.2011 è entrato in Svizzera per commettere le rapine. La Pubblica accusa preso atto delle dichiarazioni dell’imputato, ha rinunciato alla relativa imputazione di cui al punto 3 dell’AA. 13. Relativamente all’imputazione di infrazione alla legge sulle armi, l’imputato ha pacificamente ammesso di aver, in due occasioni, portato su di sé ed importato in Svizzera la pistola giocattolo al fine di commettere le rapine. 14. Giusta l’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP commette rapina ed è punito con una pena detentiva fino a 10 anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 180 aliquote giornaliere, chiunque commette un furto usando violenza contro una persona o minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all'integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza. Non occorre spendere molte parole per sostenere che quel che è stato fatto dall’imputato ai danni della stazione di servizio __________ di ACPR 2 a __________ e ai danni della stazione di servizio ACPR 1 di __________, si qualifica giuridicamente come rapina ai sensi dell’art. 140 CP laddove IM 1 e __________, con la minaccia di una pistola (giocattolo, modificata ed utilizzata in modo da sembrare vera) hanno piegato la volontà delle impiegate dell’obiettivo preso di mira tanto da costringerle ad aprire la/le casseforti appropriandosi del denaro ivi contenuto e in un caso, il denaro presente nella cassa del negozio. Ne discende la conferma delle imputazioni di cui al punto 1 (1.1. e 1.2 ) dell’Atto d’accusa. 15. Per l’art. 181 CP, si rende colpevole di coazione ed è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria, chiunque usando violenza o minaccia di grave danno contro una persona, o intralciando in altro modo la libertà d’agire di lei, la costringe a fare, omettere o tollerare un atto. La Corte ha ritenuto che quanto commesso nei confronti del cliente (di cui al punto 2 dell’AA) che è entrato nel negozio mentre era in corso la rapina e che è stato costretto come la commessa, con la minaccia della pistola, ad entrare nel locale cambio dove era situata la cassaforte e a restarvi per il tempo necessario all’esecuzione della rapina, adempie la fattispecie del reato di coazione ex art. 181 CP, con la conferma dell’imputazione di cui al punto 2 dell’Atto d’accusa. 16. Ugualmente realizzati in concreto sono stati ritenuti i presupposti del reato di cui al punto 4 dell’AA nella misura in cui è stato pacificamente ammesso dall’imputato di aver, in due occasioni, portato su di sé ed importato in Svizzera la pistola giocattolo così come riportato nell’AA, al fine di commettere le rapine. La relativa imputazione descritta al punto 4 dell’AA ha trovato pertanto conferma. 17. Nella commisurazione della pena (art. 47 CP) il giudice tiene conto della colpa del reo, della vita e delle condizioni personali di lui nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione. Per il resto è ancora valida la vecchia giurisprudenza elaborata nell’ambito del vecchio art. 63 CP per cui, nella valutazione della colpa, entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20, 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289). Vanno inoltre considerati la situazione familiare professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena ( Strafempfindlichkeit ) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (cfr. per tutte, la sentenza 18.12.2007 della CCRP in re A.A. e la giurisprudenza ivi richiamata). 18. Avuto riguardo alla commisurazione della pena va detto innanzitutto che la Corte ha ritenuto oggettivamente e soggettivamente grave la colpa dell’imputato. La rapina è un reato già grave di per sé perché chi, per soldi facili, è pronto ad aggredire e a porre la vittima nell’impossibilità di difendersi mediante minaccia, violenza o altre forme di pressione psicologica o coazione, per potersi appropriare di denaro o di valori altrui, dimostra una mancanza di scrupoli che non deve essere banalizzata. L’oggettiva gravità del reato di rapina risulta poi in modo chiaro anche dalla comminatoria di una pena minima di 180 aliquote giornaliere anche per il caso meno grave e fino a 10 anni di pena detentiva, voluta dal legislatore. IM 1 ha commesso, unitamente a __________, ben due rapine sul nostro territorio, a brevissima distanza l’una dall’altra. Per egoistico scopo di lucro non si è fatto alcuno scrupolo a spaventare a morte le vittime perché anche se sono state usate pistole giocattolo, appositamente modificate tanto da sembrare autentiche, le vittime non lo sanno per cui il loro spavento è davvero autentico ed enorme tanto da comportare talvolta conseguenze negative anche importanti nella loto vita futura. Incide poi negativamente anche il fatto che le rapine siano state commesse insieme da due autori ciò che anche agli occhi delle vittime, ne aumenta sensibilmente la pericolosità. L’imputato, ventiduenne all’epoca dei fatti, commettendo una dietro l’altra, due rapine, ha mostrato una prontezza a delinquere, nello spazio di poco tempo, notevole oltre ad una grande determinazione nel raggiungimento dell’obiettivo: visto che la rapina del 9 febbraio aveva fruttato il magro bottino di fr. 1'500.- ecco che, dopo soli due giorni, torna a commettere la seconda rapina dimostrando anche una notevole spregiudicatezza poiché non poteva affatto escludere ma anzi ben prevedere la presenza ed i controlli della polizia sul territorio, allertata dalla rapina commessa soli due giorni prima. E’ stato infatti l’imputato stesso a dichiarare, anche in aula, che l’11 febbraio 2011, prima di commettere la rapina, avevano incrociato un’auto della Polizia, senza che ciò abbia avuto alcun effetto dissuasivo, ciò che a giudizio della Corte denota un agire senz’altro spregiudicato. L’imputato ha agito con grande determinazione anche se si pensa ai chilometri da percorrere per arrivare dall’Italia in Svizzera, terra a suo dire mai visitata prima, senza mai avere ripensamenti o esitazioni di sorta. IM 1 ha svolto un ruolo importante nell’esecuzione delle due rapine nella misura in cui è accertato che __________ non ha mai agito da solo nel commettere le rapine sul nostro territorio. L’imputato poi ha dato prova di lucidità e sangue freddo allorché ha saputo fronteggiare prontamente durante l’esecuzione della seconda rapina, l’imprevisto costituito dall’arrivo nel negozio del cliente __________ che ha immediatamente reso inoffensivo minacciandolo con la pistola puntatagli alla tempia, dimostrando con ciò, come detto, un notevole sangue freddo per essere uno alle prime armi. Ha agito per scopo di lucro ma non perché aveva fame o versava nel bisogno avendo lui stesso dichiarato di fare saltuariamente qualche lavoro ma, come riconosciuto dalla difesa, per aumentare il suo tenore di vita, per acquistare beni non strettamente necessari per vivere, ciò che è particolarmente grave, così come è grave e colpisce la facilità con la quale l’imputato si è dedicato a questo genere di attività criminale. Dal profilo personale, dagli atti e dal suo racconto non emergono elementi che possano far ritenere un’esistenza particolarmente difficile. La Corte comunque ha considerato a favore dell’imputato la sua condizione di illegalità in __________, sottolineata dalla difesa nonché il fatto che al momento della commissione delle rapine aveva poco più di 22 anni. Ha tenuto conto dell’assunzione di responsabilità sin dal primo verbale di polizia e quindi della collaborazione prestata agli inquirenti valutando positivamente l’uso di pistole giocattolo, la sua incensuratezza (posto che per il procedimento pendente in __________ per stupefacenti [reato di cui gli artt. 73 D.P.R. 309/1990] il Sostituto Procuratore della Repubblica ha chiesto l’archiviazione al GIP, doc. DIB 3) e soprattutto del lungo carcere preventivo sofferto fino al dibattimento (dal 12.10.2011 al 24.08.2012) compreso quello in vista dell’estradizione per cui, tenuto conto del concorso di reati, ha ritenuto giusto ed equo condannare IM 1 alla pena di 26 mesi di pena detentiva di cui, tenuto conto che la Pubblica accusa non si è opposta alla concessione della sospensione parziale della pena, 12 mesi da espiare e 14 sospesi condizionalmente per un periodo di prova di tre anni. 19. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- e le spese processuali sono poste a carico del condannato, ad eccezione delle spese per la difesa d’ufficio, che sono sostenute dallo Stato, con la riserva dell’art. 135 cpv. 4 CPP. Visti gli art. 12, 40, 43, 44, 47, 49, 51, 140 cifra 1, 181 CP; 115 cpv. 1 lett. a LStr; 33 Larm; 135, 422 e segg. CPP e 22 LTG sulle spese; dichiara e pronuncia: IM 1 1. è autore colpevole di: 1.1. ripetuta rapina per avere, agendo in correità con __________, 1.1.1. il 9 febbraio 2011, a __________, commesso il furto di fr. 1'500.-- in danno della stazione di servizio __________, minacciando la commessa __________ di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale; 1.1.2. l’11 febbraio 2011, a __________, commesso il furto di fr. 8'210.20 ed euro 15'650.-- in danno della stazione di servizio ACPR 1, minacciando la commessa __________ di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale; 1.2. coazione per avere, agendo in correità con __________, al fine di commettere la rapina di cui al punto 1.1.2. del dispositivo, costretto __________, usando minaccia di grave danno, ad entrare e a restare nel locale cambio della stazione di servizio ACPR 1; 1.3. infrazione alla LF sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni per avere, il 9 e l’11 febbraio 2011, importato in Svizzera e portato sulla sua persona, senza diritto, una pistola giocattolo che per il suo aspetto può essere scambiata per arma vera, e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi. 2. Di conseguenza, IM 1 è condannato: 2.1. alla pena detentiva di 26 (ventisei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto; 2.2. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 1'000.-- e dei disborsi. 3. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 14 (quattordici) mesi, con un periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare. 4. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La retribuzione del difensore sarà stabilita con decisione separata. 5. Questo giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata. Intimazione a: Per la Corte delle assise criminali La Presidente La vicecancelliera Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 1'000.-- Inchiesta preliminare fr. 300.-- Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 170.-- fr. 1'470.-- ===========

Incarto n. 72.2012.80 Incarto n. 72.2012.80

Incarto n. Lugano, 24 agosto 2012/md Lugano,

24 agosto 2012/md

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino Sentenza

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise criminali La Corte delle assise criminali

La Corte delle assise criminali composta da: composta da:

giudice Rosa Item, Presidente giudice Rosa Item, Presidente

GI 1 GI 2 GI 1

GI 2

Anna Grümann, vicecancelliera Anna Grümann, vicecancelliera

sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

nella causa penale nella causa penale

Ministero pubblico Ministero pubblico

e in qualità di accusatori privati: e in qualità di accusatori privati:

ACPR 1, ACPR 2, ACPR 1,

ACPR 2,

contro contro

IM 1 patrocinato dall’avv. DUF 1 IM 1

patrocinato dall’avv. DUF 1

in carcerazione in vista di estradizione dal 12.10.2011 al 3.5.2012 (205 giorni); in carcerazione preventiva dal 4.5.2012 all'11.6.2012 (39 giorni); in anticipata esecuzione della pena dal 12.6.2012 in carcerazione in vista di estradizione dal 12.10.2011 al 3.5.2012 (205 giorni); in carcerazione preventiva dal 4.5.2012 all'11.6.2012 (39 giorni); in anticipata esecuzione della pena dal 12.6.2012

imputato, a norma dell’atto d’accusa nr. 72/2012 del 4 luglio 2012, di

1. rapina, ripetuta

per avere

fra il 9 febbraio 2011 e il 11 febbraio 2011,

a __________, __________,

in 2 diverse occasioni,

usando violenza contro una persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita, all’integrità corporale e rendendola incapace di opporre resistenza,

sottratto denaro per complessivi denunciati CHF 9'710,20 e Euro 15'650.-,

ed in particolare,

agendo in correità con __________,

previa l’effettuazione di sopralluoghi volti ad individuare la Stazione di servizio, a verificare il numero delle persone attive nella stazione nonché individuare le vie di fuga,

recandosi in Svizzera attraverso un valico doganale di __________,

utilizzando la vettura Smart di __________ e una Ford Fiesta targata __________ di proprietà di terzi,

entrando con il correo all’interno del negozio annesso alla stazione di servizio con il viso parzialmente travisato da berretti, sciarpe o maniche di felpa appositamente tagliate,

minacciando con parole, comportamenti e brandendo l’uno o entrambi una pistola asseritamente giocattolo ma dall’apparenza autentica, la vita e l’integrità corporale dei presenti,

commesso i seguenti furti,

1.1. a __________, in data 09.02.2011, presso la Stazione di servizio __________ in via __________ di ACPR 2, puntandole una pistola alla nuca (il __________), minacciato la commessa __________, spingendola di fronte alla porta del locale ufficio cambio e, dopo aver fallito nel tentativo di far aprire la porta di detto ufficio per accedere alla sua cassaforte, sottratto dalla cassa del negozio complessivi CHF 1’500.-

1.2. a __________ in data 11.02.2011, presso il negozio-stazione di servizio ACPR 1 in via __________, minacciato la commessa __________ di ucciderla puntandole (lo IM 1) una pistola alla tempia e intimandole (il __________) di aprire la cassaforte nel locale ufficio cambio retrostante il bancone, ordinando al cliente __________ – successivamente sopraggiunto - di entrare in detto locale cambio e di non muoversi, sottratto dalla cassaforte complessivi CHF 8'210,20 e Euro 15'650.-,

in ogni circostanza abbandonando la Stazione in vettura e, dopo essersi cambiato d’abito, parato in __________ per ripartirsi rispettivamente occultare la refurtiva,

reato previsto: dall’art. 140 cifra 1 CP,

2. coazione

per avere

agendo in correità con __________

agendo in correità con __________ nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al punto 1.2. del presente atto di accusa,

usando violenza e minaccia di danno contro una persona,

costretto __________ ad entrare e a restare nel locale cambio della Stazione di servizio ACPR 1 in via __________, al fine di poter commettere la rapina,

reato previsto: dall’ art. 181 CP

3. entrata illegale

per essere entrato in Svizzera il 9 febbraio 2011 e il 11 febbraio 2011, attraverso il valico doganale di __________, senza il necessario visto d’entrata. reato previsto: dall’ art. 115 cpv. 1, lett. a LStr.;

4. infrazione alla legge sulle armi

per avere a __________ il 09.02.2011 e a __________ il 11.02.2011,

importato e portato sulla sua persona una pistola ad aria compressa o a CO2 che per il loro aspetto possono essere scambiate per armi da fuoco vere

reato previsto: dall’ art. 33 LArm richiamato l’art. 4 LArm.;

Presenti Presenti

- il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico; - l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1; - il signor __________, in rappresentanza dell’accusatore privato ACPR 1; - in qualità di interprete per la lingua __________, __________. - il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

- il signor __________, in rappresentanza dell’accusatore privato ACPR 1;

- in qualità di interprete per la lingua __________, __________.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 14:00 alle ore 18:20.

Evase le seguenti

questioni: - In relazione al punto 3. dell’AA, il Procuratore pubblico osserva che per i cittadini __________ in possesso di un passaporto biometrico non è necessario il visto per l’entrata in Svizzera, per cui se del caso l’imputazione di entrata illegale verrà modificata in corso d’istruttoria nel senso di essere IM 1 entrato in Svizzera senza essere in possesso del documento di legittimazione.

In relazione al punto 3. dell’AA, il Procuratore pubblico osserva che per i cittadini __________ in possesso di un passaporto biometrico non è necessario il visto per l’entrata in Svizzera, per cui se del caso l’imputazione di entrata illegale verrà modificata in corso d’istruttoria nel senso di essere IM 1 entrato in Svizzera senza essere in possesso del documento di legittimazione. L’avv. DUF 1 chiede che il punto 3. dell’AA venga stralciato in quanto è stata appurata l’esistenza del passaporto biometrico e la conseguente mancata necessità del visto d’entrata.

L’avv. DUF 1 chiede che il punto 3. dell’AA venga stralciato in quanto è stata appurata l’esistenza del passaporto biometrico e la conseguente mancata necessità del visto d’entrata. - La Presidente chiede alle parti se alla luce del procedimento d’appello di __________, vi sono documenti da produrre rispettivamente elementi che devono essere conosciuti da questa Corte per l’odierno dibattimento.

La Presidente chiede alle parti se alla luce del procedimento d’appello di __________, vi sono documenti da produrre rispettivamente elementi che devono essere conosciuti da questa Corte per l’odierno dibattimento. PP: Dichiara che a suo giudizio non è emerso nulla che debba essere portato all’attenzione della Corte. Produce la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero di __________ al GIP in relazione al procedimento di cui all’art. 73 del DPR 309/1990 in materia di stupefacenti (doc. DIB 3). Informa che detto documento è già stato da lui prodotto dinanzi alla CARP.

PP: Dichiara che a suo giudizio non è emerso nulla che debba essere portato all’attenzione della Corte. Produce la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero di __________ al GIP in relazione al procedimento di cui all’art. 73 del DPR 309/1990 in materia di stupefacenti (doc. DIB 3). Informa che detto documento è già stato da lui prodotto dinanzi alla CARP. Difesa: Non ha osservazioni.

Difesa: Non ha osservazioni. Sentiti § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale esordisce comunicando di ritirare l’imputazione di cui al punto 3. dell’atto d’accusa, a seguito degli elementi emersi durante l’istruttoria dibattimentale. Per il rimanente, chiede la conferma integrale dell’atto d’accusa. Nella commisurazione della pena, sottolinea la gravità della colpa dell’imputato, che ha contribuito in modo determinante alla riuscita delle rapine, con l’ausilio di un’arma apparentemente vera che ha provocato un grosso spavento alle vittime. IM 1 ha inoltre agito per mero scopo di lucro. A suo sfavore vi è poi il concorso di reati. Considera invece a favore dell’imputato la sua giovane età, la sua difficile condizione di clandestino in terra straniera nonché la collaborazione prestata agli inquirenti, anche se quest’ultima deve essere relativizzata. In conclusione propone la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 28 mesi. Di principio tale pena ha da essere espiata, ma si rimette al giudizio della Corte per la concessione della sospensione condizionale parziale, tenuto conto dell’incensuratezza di IM 1 e del lungo periodo di carcerazione preventiva sofferto;

§ § il signor __________, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale non prende la parola;

§ § l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale a fronte dell’innegabile gravità oggettiva del reato commesso dal suo assistito, contrappone e mette in risalto l’atteggiamento di IM 1 dal momento del suo arresto. IM 1 ha infatti ammesso i fatti fin dal primo momento ed ha sempre reso la medesima versione dei fatti, collaborando pienamente con gli inquirenti. Tenendo conto del ruolo avuto da IM 1, sicuramente secondario rispetto al ruolo di __________, dell’entità del compenso da lui percepito, della sua incensuratezza, della sua giovane età, della sua difficile situazione personale ma soprattutto della piena collaborazione prestata, postula una massiccia riduzione della pena proposta dal Procuratore pubblico, da contenere in 2 anni e da porre al beneficio della sospensione condizionale. Subordinatamente postula la concessione della sospensione condizionale parziale e chiede che si tenga conto della carcerazione sin qui sofferta da IM 1, di modo che egli possa immediatamente essere scarcerato.

§ Considerato, in fatto ed in diritto

1. IM 1 è nato il __________ a __________ (__________). Il padre e la madre vivono in __________. Il padre lavora con un parente in una fabbrica di mattonelle mentre la madre è casalinga. Ha due fratelli. Uno maggiore di lui che vive in __________ e lavora in una pizzeria, è sposato e ha una figlia. Il fratello minore ha 20 anni, vive con i genitori ed è studente. In aula, in merito alla sua vita, IM 1 ha dichiarato:

" Sono nato a __________. Ho frequentato dapprima le scuole dell’obbligo, che sono di 8 anni, e comprendono le elementari e le medie. Al termine delle medie ho compiuto 18 anni. D’estate è arrivato mio cugino __________, che vive a __________ e lavora come muratore per un’impresa di costruzioni. Mio cugino mi ha chiesto se volevo andare da lui in __________ a lavorare. Nello stesso palazzo dove abita __________ abita anche un altro cugino, che si chiama __________, e che ha una piccola ditta di marmista, che mi ha preso a lavorare con lui.

" Ho lavorato per lui fino all’aprile 2010, momento in cui sono stato fermato dalla Polizia __________ perché non avevo il permesso di soggiorno. Il giorno seguente mi sono presentato come mi era stato richiesto e mi hanno accompagnato in __________. Sono rimasto in __________ fino al mese di settembre 2010. A settembre sono ritornato in __________. Mio cugino non aveva più lavoro per me perché aveva smesso l’attività. Da lì ho iniziato a lavorare con altri __________ o __________, sempre come piastrellista, che era il lavoro che sapevo fare.

ADR: In __________ ho provato due volte, quando sono arrivato nel 2007, a mettermi a posto con il permesso di soggiorno, ma non ci sono riuscito perché una volta mi è stato detto che non erano sufficienti i documenti e un’altra volta avevo pagato una persona per essere messo a posto ma non ho più saputo nulla.

ADR: Nel 2007 sono entrato in __________ illegalmente. Avevo pagato qualcuno che mi ha fatto arrivare in __________.

ADR: La seconda volta che sono rientrato in __________, a settembre 2010, non ho fatto nessuna richiesta di permesso di soggiorno. Preciso però che sono entrato alla dogana con il passaporto valido. Mi era stato detto che potevo stare tre mesi in Italia e poi sarei dovuto rientrare in __________.”

In occasione del verbale 4 maggio 2012 dinanzi al PP aveva dichiarato che in _____ aveva trovato lavoro presso il cugino piastrellista per tre anni ma che:

" Non avevo però permessi regolari di soggiorno ragion per la quale ho avuto qualche problema con le autorità amministrative, infatti sono stato rimpatriato nel 2010. In __________ non ho però mai avuto a che fare con la giustizia penale, né con la polizia. Non ho mai commesso nessun reato.

" [...]. Me ne sono andato dall’__________ in cerca di qualcosa di meglio”

(verbale 04.05.2012, AI 16).

2. Dall’estratto del casellario giudiziale svizzero e italiano (AI 19, 27), IM 1 non risulta avere precedenti penali. Dal rapporto di segnalazione 07.05.2012 (AI 26) della Polizia all’attenzione del PP, risulta la raccolta di “ sommarie informazioni ” concernenti IM 1, rese ai Carabinieri del Nucleo Investigativo della Legione Carabineri __________ Comando Provinciale di __________, da due persone informate sui fatti, una delle quali in particolare segnala di conoscere IM 1 con il soprannome di “__________” e quale spacciatore di cocaina. Al dibattimento la pubblica accusa in merito a detto procedimento ha prodotto (doc. dib.3) la richiesta di archiviazione avanzata dal Sostituto PM incaricato, al Giudice per le Indagini Preliminari in data 01.06.2012.

3. IM 1 veniva arrestato a __________ (__________) il 12 ottobre 2011 sulla base del mandato di cattura internazionale (AI 2) 10.10.2011 emesso nei suoi confronti dal Procuratore pubblico per rapina aggravata dall’aver agito in banda per l’esecuzione di tre rapine (14.01.2011, 09.02.2011 e 11.02.2011) commesse a __________, __________ e __________, per sequestro di persona e rapimento, furto d’uso, infrazione alla legge sugli stranieri (entrata illegale) ed infrazione alla legge sulle armi.

L’arresto di IM 1 trae origine dal fatto che __________, cittadino __________, autore di sei rapine commesse in correità, nel periodo 18 agosto 2010/11 febbraio 2011 tra __________, __________ e __________, dopo la commissione dell’ultima rapina, era stato fermato in __________ dalla Guardia di Finanza della tenenza di __________ (__________) e tratto in arresto in esecuzione del mandato di cattura internazionale 11.02.2011 emesso nei suoi confronti dal PP. Il correo unitamente al quale __________ aveva commesso la rapina dell’11 febbraio 2011 era riuscito invece a sottrarsi all’arresto. __________, in occasione del fermo in __________, forniva il numero di cellulare del suo correo (__________) che indicava in tale “__________”, cittadino __________ di cui forniva i connotati e con il quale, stante le difficoltà finanziarie in cui versavano entrambi, avevano deciso di compiere una rapina in Svizzera.

Estradato, __________ giungeva in __________, a __________, il 05.04.2011. Interrogato dichiarava di aver commesso le prime tre rapine con un tale “__________”, cittadino __________ non meglio identificato e le ultime tre rapine (del 14.01.2011, del 09.02.2011 e dell’11.02.2011), unitamente a “__________”, pure lui cittadino __________ (verbale __________ 05.04.2011).

Le attività investigative intraprese nel frattempo dai carabinieri del Comando di __________ accertavano che l’utenza (del correo), fornita da __________ (__________) era intestata al minorenne __________, __________, residente a __________, ma in uso a IM 1, persona soggiornante illegalmente in __________. Oltre alla chiamata in causa di __________, IM 1 era anche stato riconosciuto dai testi __________ e __________ che l’11.02.2011 avevano incrociato due uomini nel bosco, quando dopo la rapina l’11.02.2011 a __________, per sfuggire alla Polizia che li aveva intercettati, __________ e il correo avevano abbandonato l’auto e si erano dati alla fuga a piedi, attraverso i boschi raggiungendo il territorio italiano, così come riferito da __________. Identificato dagli italiani, la foto di IM 1 era stata così inserita in una serie di fotografie che erano state sottoposte ai due testi, che avevano riconosciuto senza ombra di dubbio IM 1 come uno dei due uomini che avevano visto nel bosco. La serie di fotografie era poi stata sottoposta alla commessa __________ (vittima della rapina dell’11.02.2011) che indicava nella foto n. 8 (corrispondente a IM 1) la persona più rassomigliante al secondo autore della rapina.

Da qui, il mandato di cattura internazionale emesso nei confronti di IM 1 e la successiva domanda di estradizione presentata dal Procuratore pubblico.

4. L’Autorità __________ accoglieva la domanda di estradizione, con decreto del 19.04.2012 (AI 14). IM 1 giungeva in __________, a __________, il 4 maggio 2012 (AI 15: rapporto di arresto provvisorio IM 1).

5. Interrogato dal PP lo stesso giorno (verbale 4 maggio 2012, AI 16), IM 1 ammetteva subito di essere l’autore, unitamente a __________, della rapina del 09.02.2011 ai danni della stazione di servizio __________ e di quella dell’11.02.2011 ai danni della stazione di servizio ACPR 1, descrivendo in dettaglio i fatti e fornendo particolari. Negava invece decisamente di aver commesso la rapina ai danni della stazione di servizio __________ di __________ e ha continuato a negarlo per tutta l’inchiesta.

6. Il Procuratore pubblico preso atto delle ammissioni dell’imputato (AI 6), raccolta la sua versione dei fatti ed effettuato il confronto con __________ che si avvaleva della facoltà di non rispondere, emetteva il 4 luglio 2012 l’Atto d’accusa a carico di IM 1 per ripetuta rapina (punto 1 dell’AA) contemplante quella commessa il 09.02.2011 a __________ (punto 1.1 dell’AA) presso la stazione di servizio __________ e quella dell’11.02.2011 commessa a __________ presso il negozio-stazione di servizio ACPR 1 (punto 1.2 dell’AA), ad esclusione della rapina del 14.01.2011. Gli imputava inoltre il reato di coazione (punto 2 dell’AA) commessa nei confronti del cliente che era entrato nel negozio della stazione di servizio mentre era in corso la rapina dell’11.02.2011, quello di entrata illegale (punto 3 dell’AA) e di infrazione alla Legge sulle Armi (punto 4 del’AA).

7. Agli atti del procedimento IM 1 (AI 5) venivano acquisiti i verbali di interrogatorio di __________ del 05.04.2011, del 21.07.2011, del 16.09.2011 (AI 39, AI 75, AI 94 dell’incarto 1159/2011 concernente __________), il Rapporto d’inchiesta di Polizia Giudiziaria del 05.10.2011, nonché la sentenza di primo grado nel frattempo emessa nei confronti di __________ (AI 12), processato e condannato il 26 gennaio 2012.

8. Occorre ricordare nell’ambito del procedimento a carico di __________, che contro la sentenza di primo grado che lo condannava alla pena di 4 anni e 6 mesi di pena detentiva, __________ ha interposto appello alla Corte di appello e di revisione penale.

Nell’ambito del procedimento d’appello e nelle more del processo a carico di IM 1, quest’ultimo è stato ascoltato dalla CARP. In quell’occasione __________ - come ha segnalato in aula la difesa di IM 1 (cfr. verbale di interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento) - ha ammesso che la rapina del 14.01.2011 - contrariamente a quanto aveva ripetutamente dichiarato - non l’aveva commessa con “__________” vale a dire con IM 1 (cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato pag. 3). In sostanza ha ritrattato la chiamata in correità formulata nei suoi confronti per questa rapina.

IM 1 ha dichiarato di aver avuto modo di parlare in carcere di questi fatti con __________, che gli ha riferito di averlo accusato anche della rapina del 14.01.2011 perché pensava che non lo avrebbero mai preso e che “ così avrebbe lasciato la rapina a me per non coinvolgere la persona assieme alla quale l’ha fatta. Non mi ha detto chi è questa persona, ma solo che è un suo amico ” (verbale d’interrogatorio dell’imputato, pag. 8, all. 1 al verbale del dibattimento).

9. Rapina del 9 febbraio 2011

9.1. La prima rapina imputata nell’Atto d’accusa (cfr. punto 1.1) è quella commessa il 9 febbraio 2011 a __________ in danno della Stazione di servizio __________ di ACPR 2, con una refurtiva denunciata di Fr. 1'500.- sottratta dalla cassa del negozio.

Come descritto nella sentenza emessa a carico di __________,

" Il 9 febbraio 2011, la commessa __________ aveva iniziato il turno di lavoro alle ore 11.00 per terminare alle ore 19.00 (cfr. verbale del 09.02.2011).

" In base alla sua testimonianza, verso le 12.30 mentre con la signora ACPR 2 stavano mangiando nel retro del negozio, entra un uomo, per cui lei si porta al bancone per servirlo. L’uomo le chiedeva un pacchetto di Marlboro Gold da 10 sigarette. Lei gli rispondeva che non avevano questo genere di confezioni. L’uomo le diceva che aveva solo Euro 5.20 chiedendole un pacchetto di Winston rosse, che lei gli dava. L’uomo la ringraziava e usciva, allontanandosi a piedi poiché non ha sentito rumori di auto arrivare o partire. Continuava quindi il pranzo, al termine del quale ritornava alle sue faccende, mentre la signora ACPR 2 restava chiusa nell’ufficio cambio.

Verso le 13.10/13.13 __________ vede all’esterno del negozio lo stesso uomo delle Winston, seguito da una seconda persona. Vede il secondo individuo che, mentre è ancora sulla porta, fa un ultimo tiro di sigaretta che poi getta e nel contempo si cala sul viso un passamontagna che aveva sotto il cappello, tipo pescatore di colore chiaro.

Il primo uomo che era entrato con il viso scoperto, poco prima di arrivare al bancone si copre il volto e le dice una frase del tipo “stai zitta o stai ferma”, le si avvicina, l’afferra per il braccio sinistro e la spinge in direzione della cassa e poi davanti alla porta dell’ufficio cambio. Qui estrae dalla giacca una pistola di piccole dimensioni, di colore grigio opaco che impugna con la mano sinistra puntandogliela alla nuca, dicendole “digli di aprire”. Il rapinatore che indossava dei guanti scuri, con la mano destra cercava di aprire la porta dell’ufficio cambio muovendo la maniglia e premendo più volte l’interruttore della luce pensando che aprisse la porta dell’ufficio. Durante questi attimi concitati lei sente l’altro rapinatore, che nel frattempo era entrato nel negozio, armeggiare con la cassa del negozio e dire a quello che la minacciava “andiamo”, in italiano senza accenti particolari.

__________, spaventata a morte dall’arma che le era puntata alla nuca, sapendo che nell’ufficio c’era la signora ACPR 2, grida il suo nome. I rapinatori, resisi conto che non riuscivano ad entrare nell’Ufficio cambio, escono di corsa dandosi alla fuga in direzione dell’abitato di __________. Subito dopo la signora ACPR 2 le chiedeva se era sola e usciva dall’ufficio cambi. Prima di questo la commessa era riuscita a premere l’allarme per cui poco dopo arrivava il titolare, ACPR 2 con la Polizia”.

(AI 12: sentenza della Corte delle Assise Criminali 26.01.2012 emessa a carico di __________).

9.2. IM 1 in merito all’esecuzione di questa rapina ha dichiarato che:

" Entrambi siamo scesi dall’auto. Ognuno di noi era in possesso di una pistola. __________ è entrato per primo nel negozio, io l’ho seguito. Una volta dentro __________ ha preso la ragazza che era lì e le ha chiesto di aprire la cassaforte. __________ impugnava la pistola con la mano sana o meglio quella senza il gesso.

" Alla richiesta di __________ di aprire la cassaforte la ragazza non apriva. Non ricordo se __________ mentre chiedeva alla ragazza di aprire la cassaforte le puntava l’arma. Ad un certo punto mi ha detto andiamo via. Prima di lasciare il luogo __________ mi diceva di prendere i soldi che erano nella cassa. E’ stato lui a premere un tasto e la cassa si è aperta.

Io ho preso i soldi. Quando eravamo già fuori dal negozio __________ mi ha detto se avevo sollevato il divisorio della moneta in plastica per verificare se vi fosse altro contante nascosto sotto.

Io gli rispondevo che non lo avevo fatto anche perché non sapevo che ci potessero essere nascosti dei soldi.

Siamo quindi saliti in auto e siamo tornati in __________ passando dallo stesso valico doganale dal quale eravamo entrati”

(VI PG IM 1 del 21.05.2012, pag. 3).

Questa descrizione fatta dall’imputato coincide sostanzialmente con quanto riferito dalla commessa __________ in merito allo svolgimento dei fatti, versione che la Corte ha seguito.

9.3. IM 1, sia durante l’inchiesta che al dibattimento, in merito a questa rapina ha precisato che il 09.02.2011 l’obiettivo della rapina era un'altra stazione di servizio che hanno poi scartato perché erano presenti troppe persone per cui __________ si era mosso alla ricerca di un altro obiettivo, individuandolo nella stazione di servizio __________ di __________. Ha dichiarato di aver indossato gli indumenti (il braccio di una felpa e una berretta scura) che gli aveva dato __________, che erano contenuti in una borsa di stoffa leggera insieme alle targhe svizzere che __________ applicava sulle targhe originali italiane poco prima di entrare in Svizzera. Ha negato di essere stato lui a suggerire il furto di targhe svizzere, dichiarando che le targhe erano già in possesso di __________. Nella borsa di stoffa vi erano anche le due pistole giocattolo che avevano acquistato insieme a __________ per 6 o 7 Euro l’una la mattina del 09.02.2011. Nella borsa erano anche contenuti lo scotch ed un pennarello nero che avevano acquistato sempre quella stessa mattina in un’area di servizio dell’autostrada in Italia nei pressi di Varese e che sappiamo essere stati utilizzati per coprire il bollino rosso delle pistole giocattolo.

9.4. In merito all’auto con la quale è stata eseguita la rapina, IM 1 ha indicato essere la Smart bianca di __________ con la quale hanno anche raggiunto quella mattina il territorio svizzero e ciò contrariamente a quanto riferito da __________, che aveva invece dichiarato di aver eseguito la rapina con la Ford Fiesta presa in prestito dal suo amico __________. L’imputato ha precisato che la mattina del 09.02.2011 era la prima volta che entrava in Svizzera e di essere entrato attraverso un vecchio valico non controllato percorso dal correo che lui non conosceva, fatto che ha ripetuto anche al dibattimento (cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento).

9.5. Quo alla refurtiva, l’imputato ha dichiarato che il denaro che aveva consegnato a __________ durante il tragitto per rientrare in __________, era stato da questi cambiato in Euro in una banca una volta giunti a __________. Ha precisato di aver ricevuto da ______ € 250.-, di cui € 50.- erano la restituzione del prestito che aveva fatto a __________ quella mattina per fare benzina. ______ aveva dichiarato al contrario di aver trattenuto per sé € 200.-/300.- dando tutto il resto della refurtiva a IM 1. Quest’ultimo ha precisato che prima della rapina, con __________ non avevano concordato nulla quo alla spartizione della refurtiva (verbale IM 1 21.05.2012).

10. Rapina dell’11 febbraio 2011

10.1. La seconda rapina imputata nell’Atto d’accusa (cfr. punto 1.2) è quella dell’11 febbraio 2011 commessa a __________ in danno della Stazione di servizio ACPR 1 con una refurtiva complessiva denunciata di Fr. 28'674.50 (Fr. 8'210.20 ed Euro 15'560.-), colpo questo che ha condotto all’arresto di __________ e successivamente del qui imputato.

Come descritto nella sentenza emessa a carico di __________:

" __________, la vittima, interrogata poco dopo i fatti, ha dichiarato che il 9 febbraio 2011 verso le ore 09.15 circa, si trovava dietro il bancone a servire un cliente che le aveva chiesto di cambiare Fr. 250.- in Euro per cui si spostava nell’apposito ufficio cambio e consegnava al cliente Euro 150.-. Preso il denaro, il cliente usciva dal negozio mentre lei restava ancora nell’ufficio cambio. Non sa quanto tempo è rimasta all’interno ma quando esce si trova di fronte una persona che le intima di entrare. Indica quest’uomo che impugnava la pistola con la mano destra, quale primo rapinatore con corporatura media, alto 160/165 che ha detto una sola parola che lei non ha capito e che poteva essere in lingua straniera. Descrive il secondo rapinatore come un uomo con corporatura snella, carnagione bianca, capelli castano chiari, alto 175/180 cm con gli occhi azzurri.

" Pertanto appena uscita dall’ufficio cambio, quello che si ritrova di fronte e che le ordina di entrare è la persona che ha indicato quale secondo rapinatore. Lei quasi istintivamente risponde di no. L’uomo le si avvicina ancora di più e le ordina di entrare e a questo momento vede che il primo uomo era seguito da un’altra persona. All’interno dell’ufficio cambio il primo rapinatore le ordina di aprire la cassaforte ma lei in preda al panico non ci riesce.

L’uomo le diceva con voce calma ma decisa “…. giuro che ti ammazzo, hai tre minuti, tre minuti, se no inizio a menarti…”, frase che le è stata ripetuta più volte, ma lei in preda al panico non si ricorda più il codice per cui chiede di poter guardare il numero sul quaderno. E’ in questi attimi, ha precisato “che sentivo il rumore metallico prodotto dalla pistola e che il primo rapinatore mi puntava la pistola alla tempia”. Alla sua richiesta di poter leggere il codice sul quaderno, viene scortata fino alla sua borsa che era vicino alla vetrata. Non sa quando esattamente ma nel negozio entra un cliente abituale (__________) che veniva preso in ostaggio e portato all’interno del locale cambio dove viene fatto sedere su una sedia poiché ha problemi di deambulazione. La commessa, letto sul quaderno la combinazione riesce ad aprire la cassaforte, per cui il secondo rapinatore prelevava il contante e nel contempo chiedeva all’altro di passargli il sacchetto di plastica giallo della __________. Presi i soldi i due rapinatori intimano di non chiamare nessuno prima di un minuto e si allontanano a piedi in direzione degli svincoli autostradali.

La commessa dichiara di essere rimasta particolarmente colpita dagli occhi azzurri del secondo rapinatore. E’ stato sempre lui che ha parlato e in un certo modo ha condotto la rapina. Le ha chiesto a più riprese soldi o meglio: “…so che hai altri soldi, dove sono o qualcosa di simile….” (cfr. verbale __________ 11.02.2011 ore 12.00).

Riferisce di essere stata sotto shock e di non ricordare esattamente cosa ha fatto. Forse ha schiacciato l’allarme, poi ha chiamato in ufficio parlando con il responsabile (__________) al quale riferiva della rapina e che le ha detto che avrebbe allarmato la Polizia che è arrivata pochi minuti dopo.

Gli interroganti sottopongono alla commessa una documentazione fotografica con raffigurate 18 persone. __________ riconosce al 100% nel n. 5 (corrispondente ad __________) quello che ha descritto come il secondo rapinatore, per la forma degli occhi, il suo colore, lo sguardo come pure il colore della pelle identico a quello che poco prima, nel verbale, aveva indicato come il secondo rapinatore. Del secondo rapinatore, che non è riuscita a vedere in faccia, non ha invece nessun ricordo (cfr. verbale __________ 11.02.2011, AI 99, all. 18).

Quello stesso giorno gli inquirenti interrogano anche il cliente che è entrato nel negozio mentre era in atto la rapina (cfr. verbale 11.02.2011 ore 10.05). __________ ha confermato che uno dei due rapinatori gli ha ordinato di entrare nel locale lì vicino da dove erano usciti “e mi ha appoggiato la sua mano sinistra sul mio braccio destro”. Lui gli riferiva di avere difficoltà motorie per le protesi alle gambe e il rapinatore gli diceva di entrare e di sedersi, cosa che lui ha fatto. Ha riferito di essere “rimasto abbastanza scosso da quanto accaduto” e di non ricordare, per tale motivo, “esattamente quello che è capitato e gli eventuali dettagli” e di non essere in grado di riconoscere i rapinatori”

(AI 12: sentenza della Corte delle Assise Criminali 26 gennaio 2012 emessa a carico di __________).

10.2. IM 1 in merito alla dinamica di questa rapina ha dichiarato che con il volto travisato e muniti di pistola, __________ è entrato per primo nel negozio e si è diretto verso la cassiera mentre lui entrava subito dopo. __________, che impugnava la pistola con la mano sinistra, intimava alla cassiera di aprire la porta dell’ufficio cambio dove sono poi entrati mentre lui è rimasto sulla soglia. La commessa non ricordava il codice per cui ha chiesto di poterlo recuperare dalla sua borsa che era nel negozio. Quando sono usciti dal locale cambio hanno visto che in negozio era entrato un cliente. La commessa, recuperato il codice, rientrava nel locale cambio con __________ mentre lui minacciava con la pistola puntatagli alla tempia, facendo il movimento di carica, l’uomo entrato nel negozio. Visionando il filmato della rapina l’imputato ha preso atto che il cliente era stato fatto entrare nel locale cambio (particolare che aveva affermato di non ricordare) dove c’era la cassaforte e dove è stato fatto sedere su di una sedia. Aperta la cassaforte, hanno arraffato i soldi e sono usciti dal negozio, allontanandosi (verbale 21.05.2012; verbale d’interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento).

Con questa descrizione l’imputato ha riconosciuto in sostanza la dinamica dei fatti riferita dalla commessa e dal cliente entrato in negozio, versione che ha ripetuto anche al dibattimento (verbale di interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento).

10.3. In merito all’auto, una Ford Fiesta, IM 1 ha dichiarato che __________ l’ha recuperata quella mattina da un suo amico da cui l’aveva ottenuta in prestito e che alla stessa hanno applicato le targhe ticinesi dopo essere entrati in Svizzera, poco dopo la dogana (verbale 21.05.2012 pag. 5). Nel seguito ha indicato e descritto la loro fuga dopo la commissione della rapina poiché intercettati da un’auto della Polizia. Ha riferito (verbale 21.05.2012) che __________ non si è fermato all’alt della Polizia e che dopo essersi allontanati ad un certo punto hanno abbandonato l’auto e, presi i soldi, i vestiti, le targhe e le pistole, sono scappati a piedi, hanno attraversato un corso d’acqua e camminando sono saliti su di una montagna. Qui __________ ha detto di nascondere le targhe e le pistole, cosa che hanno fatto, coprendole con la terra e le foglie. Hanno quindi proseguito e in cima alla montagna hanno incrociato due persone alle quali __________ ha chiesto se erano già in __________, ricevendo risposta positiva. Sono quindi scesi dalla montagna e si sono nascosti prima in un capannone abbandonato e poi per diverse ore, sotto un’auto sollevata da terra e coperta da un telone dove sono rimasti sin verso le ore 17.00. Dopo un paio d’ore, mentre erano ancora nascosti sotto la macchina, __________ gli ha dato € 500.- dicendogli che andava a nascondere i soldi di modo che se fossero stati fermati, non avevano con loro la refurtiva. Dopo circa 15 minuti è tornato là dove erano nascosti dicendogli che anche per sé aveva tenuto € 500.-. Verso le ore 17.00/17.30 sono usciti dal nascondiglio restando distanti l’uno dall’altro, in particolare lui camminava davanti a __________. Mentre camminavano ha visto arrivare la Finanza che li ha raggiunti da tergo fermandosi all’altezza di __________. Lui ha continuato a camminare dritto e ha visto __________ andar via con la Finanza. In seguito ha preso un pullman e quindi il treno ed è rientrato a casa.

Dopo qualche giorno, via Internet, ha appreso che __________ era stato arrestato. Non ha poi più saputo nulla fino a quando il 12.10.2011 è stato a sua volta arrestato.

10.4. Va detto che le ricerche effettuate dagli inquirenti sulla base delle indicazioni date da __________, il 13.05.2011, nei luoghi da questi indicati, non hanno portato al ritrovamento delle pistole né alle targhe ticinesi sottratte.

10.5. In merito alla refurtiva, al dibattimento IM 1 ha dichiarato che __________ gli avrebbe dovuto dare ancora parte della refurtiva se non fosse stato arrestato. Ha precisato di non conoscere l’ammontare del bottino e di essersi solo reso conto che era molto più importante di quello della precedente rapina. Ha ripetuto che con __________ non avevano parlato di quanto gli avrebbe ancora dato ma che era di più della volta precedente. Ha ribadito in aula di non aver visto dove __________ ha nascosto la refurtiva che lui non ha comunque cercato. Ha pertanto negato di aver avuto con sé la refurtiva, come invece affermato da __________.

11. Il Procuratore pubblico in relazione a questa fattispecie, oltre alla rapina di cui al punto 1.2, ha imputato a IM 1 il reato di coazione (cfr. punto 2 dell’AA) in relazione a quanto commesso nei confronti del cliente entrato nel negozio mentre la rapina era in atto (__________) e che è stato costretto con la minaccia della pistola, ad entrare e restare nel locale cambio unitamente alla commessa (cfr. verbale __________).

Al dibattimento l’imputato ha confermato che il cliente è stato costretto ad entrare nel locale cambio dove è stato fatto sedere su una sedia mentre la commessa apriva la cassaforte (cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato pag. 7, all. 1 al verbale del dibattimento).

12. In merito all’infrazione alla LF sugli stranieri, al dibattimento l’imputato ha dichiarato di essere stato in possesso del passaporto quando il 09.02.2011 ed l’11.02.2011 è entrato in Svizzera per commettere le rapine. La Pubblica accusa preso atto delle dichiarazioni dell’imputato, ha rinunciato alla relativa imputazione di cui al punto 3 dell’AA.

13. Relativamente all’imputazione di infrazione alla legge sulle armi, l’imputato ha pacificamente ammesso di aver, in due occasioni, portato su di sé ed importato in Svizzera la pistola giocattolo al fine di commettere le rapine.

14. Giusta l’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP commette rapina ed è punito con una pena detentiva fino a 10 anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 180 aliquote giornaliere, chiunque commette un furto usando violenza contro una persona o minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all'integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza.

Non occorre spendere molte parole per sostenere che quel che è stato fatto dall’imputato ai danni della stazione di servizio __________ di ACPR 2 a __________ e ai danni della stazione di servizio ACPR 1 di __________, si qualifica giuridicamente come rapina ai sensi dell’art. 140 CP laddove IM 1 e __________, con la minaccia di una pistola (giocattolo, modificata ed utilizzata in modo da sembrare vera) hanno piegato la volontà delle impiegate dell’obiettivo preso di mira tanto da costringerle ad aprire la/le casseforti appropriandosi del denaro ivi contenuto e in un caso, il denaro presente nella cassa del negozio. Ne discende la conferma delle imputazioni di cui al punto 1 (1.1. e 1.2 ) dell’Atto d’accusa.

15. Per l’art. 181 CP, si rende colpevole di coazione ed è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria, chiunque usando violenza o minaccia di grave danno contro una persona, o intralciando in altro modo la libertà d’agire di lei, la costringe a fare, omettere o tollerare un atto.

La Corte ha ritenuto che quanto commesso nei confronti del cliente (di cui al punto 2 dell’AA) che è entrato nel negozio mentre era in corso la rapina e che è stato costretto come la commessa, con la minaccia della pistola, ad entrare nel locale cambio dove era situata la cassaforte e a restarvi per il tempo necessario all’esecuzione della rapina, adempie la fattispecie del reato di coazione ex art. 181 CP, con la conferma dell’imputazione di cui al punto 2 dell’Atto d’accusa.

16. Ugualmente realizzati in concreto sono stati ritenuti i presupposti del reato di cui al punto 4 dell’AA nella misura in cui è stato pacificamente ammesso dall’imputato di aver, in due occasioni, portato su di sé ed importato in Svizzera la pistola giocattolo così come riportato nell’AA, al fine di commettere le rapine. La relativa imputazione descritta al punto 4 dell’AA ha trovato pertanto conferma.

17. Nella commisurazione della pena (art. 47 CP) il giudice tiene conto della colpa del reo, della vita e delle condizioni personali di lui nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.

Per il resto è ancora valida la vecchia giurisprudenza elaborata nell’ambito del vecchio art. 63 CP per cui, nella valutazione della colpa, entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20, 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati la situazione familiare professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena ( Strafempfindlichkeit ) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (cfr. per tutte, la sentenza 18.12.2007 della CCRP in re A.A. e la giurisprudenza ivi richiamata).

18. Avuto riguardo alla commisurazione della pena va detto innanzitutto che la Corte ha ritenuto oggettivamente e soggettivamente grave la colpa dell’imputato. La rapina è un reato già grave di per sé perché chi, per soldi facili, è pronto ad aggredire e a porre la vittima nell’impossibilità di difendersi mediante minaccia, violenza o altre forme di pressione psicologica o coazione, per potersi appropriare di denaro o di valori altrui, dimostra una mancanza di scrupoli che non deve essere banalizzata. L’oggettiva gravità del reato di rapina risulta poi in modo chiaro anche dalla comminatoria di una pena minima di 180 aliquote giornaliere anche per il caso meno grave e fino a 10 anni di pena detentiva, voluta dal legislatore.

IM 1 ha commesso, unitamente a __________, ben due rapine sul nostro territorio, a brevissima distanza l’una dall’altra. Per egoistico scopo di lucro non si è fatto alcuno scrupolo a spaventare a morte le vittime perché anche se sono state usate pistole giocattolo, appositamente modificate tanto da sembrare autentiche, le vittime non lo sanno per cui il loro spavento è davvero autentico ed enorme tanto da comportare talvolta conseguenze negative anche importanti nella loto vita futura. Incide poi negativamente anche il fatto che le rapine siano state commesse insieme da due autori ciò che anche agli occhi delle vittime, ne aumenta sensibilmente la pericolosità.

L’imputato, ventiduenne all’epoca dei fatti, commettendo una dietro l’altra, due rapine, ha mostrato una prontezza a delinquere, nello spazio di poco tempo, notevole oltre ad una grande determinazione nel raggiungimento dell’obiettivo: visto che la rapina del 9 febbraio aveva fruttato il magro bottino di fr. 1'500.- ecco che, dopo soli due giorni, torna a commettere la seconda rapina dimostrando anche una notevole spregiudicatezza poiché non poteva affatto escludere ma anzi ben prevedere la presenza ed i controlli della polizia sul territorio, allertata dalla rapina commessa soli due giorni prima. E’ stato infatti l’imputato stesso a dichiarare, anche in aula, che l’11 febbraio 2011, prima di commettere la rapina, avevano incrociato un’auto della Polizia, senza che ciò abbia avuto alcun effetto dissuasivo, ciò che a giudizio della Corte denota un agire senz’altro spregiudicato. L’imputato ha agito con grande determinazione anche se si pensa ai chilometri da percorrere per arrivare dall’Italia in Svizzera, terra a suo dire mai visitata prima, senza mai avere ripensamenti o esitazioni di sorta.

IM 1 ha svolto un ruolo importante nell’esecuzione delle due rapine nella misura in cui è accertato che __________ non ha mai agito da solo nel commettere le rapine sul nostro territorio. L’imputato poi ha dato prova di lucidità e sangue freddo allorché ha saputo fronteggiare prontamente durante l’esecuzione della seconda rapina, l’imprevisto costituito dall’arrivo nel negozio del cliente __________ che ha immediatamente reso inoffensivo minacciandolo con la pistola puntatagli alla tempia, dimostrando con ciò, come detto, un notevole sangue freddo per essere uno alle prime armi.

Ha agito per scopo di lucro ma non perché aveva fame o versava nel bisogno avendo lui stesso dichiarato di fare saltuariamente qualche lavoro ma, come riconosciuto dalla difesa, per aumentare il suo tenore di vita, per acquistare beni non strettamente necessari per vivere, ciò che è particolarmente grave, così come è grave e colpisce la facilità con la quale l’imputato si è dedicato a questo genere di attività criminale.

Dal profilo personale, dagli atti e dal suo racconto non emergono elementi che possano far ritenere un’esistenza particolarmente difficile. La Corte comunque ha considerato a favore dell’imputato la sua condizione di illegalità in __________, sottolineata dalla difesa nonché il fatto che al momento della commissione delle rapine aveva poco più di 22 anni. Ha tenuto conto dell’assunzione di responsabilità sin dal primo verbale di polizia e quindi della collaborazione prestata agli inquirenti valutando positivamente l’uso di pistole giocattolo, la sua incensuratezza (posto che per il procedimento pendente in __________ per stupefacenti [reato di cui gli artt. 73 D.P.R. 309/1990] il Sostituto Procuratore della Repubblica ha chiesto l’archiviazione al GIP, doc. DIB 3) e soprattutto del lungo carcere preventivo sofferto fino al dibattimento (dal 12.10.2011 al 24.08.2012) compreso quello in vista dell’estradizione per cui, tenuto conto del concorso di reati, ha ritenuto giusto ed equo condannare IM 1 alla pena di 26 mesi di pena detentiva di cui, tenuto conto che la Pubblica accusa non si è opposta alla concessione della sospensione parziale della pena, 12 mesi da espiare e 14 sospesi condizionalmente per un periodo di prova di tre anni.

19. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- e le spese processuali sono poste a carico del condannato, ad eccezione delle spese per la difesa d’ufficio, che sono sostenute dallo Stato, con la riserva dell’art. 135 cpv. 4 CPP.

Visti gli art. 12, 40, 43, 44, 47, 49, 51, 140 cifra 1, 181 CP;

12, 40, 43, 44, 47, 49, 51, 140 cifra 1, 181 CP; 115 cpv. 1 lett. a LStr;

33 Larm;

135, 422 e segg. CPP e 22 LTG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autore colpevole di:

1.1. ripetuta rapina

per avere,

agendo in correità con __________,

1.1.1. il 9 febbraio 2011, a __________,

commesso il furto di fr. 1'500.-- in danno della stazione di servizio __________, minacciando la commessa __________ di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale;

1.1.2. l’11 febbraio 2011, a __________,

commesso il furto di fr. 8'210.20 ed euro 15'650.-- in danno della stazione di servizio ACPR 1, minacciando la commessa __________ di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale;

1.2. coazione

per avere,

agendo in correità con __________,

al fine di commettere la rapina di cui al punto 1.1.2. del dispositivo,

costretto __________, usando minaccia di grave danno, ad entrare e a restare nel locale cambio della stazione di servizio ACPR 1;

1.3. infrazione alla LF sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni

per avere,

il 9 e l’11 febbraio 2011,

importato in Svizzera e portato sulla sua persona, senza diritto, una pistola giocattolo che per il suo aspetto può essere scambiata per arma vera,

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

. 2. Di conseguenza, IM 1 è condannato:

2.1. alla pena detentiva di 26 (ventisei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

2.2. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 1'000.-- e dei disborsi.

3. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 14 (quattordici) mesi, con un periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

4. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La retribuzione del difensore sarà stabilita con decisione separata.

5. Questo giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Intimazione a:

Per la Corte delle assise criminali

La Presidente La vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 170.--

fr. 1'470.--

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