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Il riconoscimento dell'equivalenza della borsa svizzera da parte dell'UE è legata all'accordo quadro istituzionale fra Berna e Bruxelles: lo ha confermato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. "Proponiamo un'equivalenza limitata sino alla fine del 2018. Questo a causa di progressi non sufficientemente sostanziali nell'accordo quadro istituzionale", ha dichiarato durante una conferenza stampa di mercoledì.
Il Consiglio federale ha preso atto. "Si tratta tuttavia di una questione tecnica che non va politicizzata", ha sostenuto il portavoce del Governo, André Simonazzi.
"La Svizzera ha tutti i criteri per ricevere il riconoscimento", ha aggiunto il portavoce. Se l'UE dovesse confermare le intenzioni di limitare tutto ad un anno, la Confederazione valuterà interventi con misure adeguate. Quali mosse potrebbero arrivare da Berna verrà però solo svelato quando si avranno conferme ufficiali di Bruxelles, ha precisato.
Nel caso di passi avanti sufficienti il riconoscimento, che permetterà alla borsa elvetica di essere attiva sui mercati dell'UE a partire dal prossimo 3 di gennaio, data in cui Bruxelles cambierà le norme sulle piazze finanziarie interne, potrà però essere prolungato.
ATS/MABO
- RG 7.00 del 21.12.2017 ll servizio di Maria Jannuzzi
(notizia citata nel notiziario delle 16.00)
- RG 18.30 del 20.12.2017: il servizio di Tomas Miglierina
- RG 18.30 del 20.12.2017: le considerazioni del portavoce del Governo, André Simonazzi