Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/166128

<h2>SubmittedText<h2><p>Nell'ordinanza concernente i pagamenti diretti all'agricoltura sono stati introdotti contributi per la preservazione e la promozione della biodiversità naturale, segnatamente le strisce fiorite per impollinatori e altri organismi utili (art. 55 cpv. 1 lett. q OPD), che devono essere gestite per almeno 100 giorni e riseminate ogni anno.</p><p>Come emerge dal rapporto d'esperti "Proposte per misure volte a promuovere la salute delle api", c'è tuttavia da chiedersi se tale misura sia effettivamente adeguata o sufficiente per gli impollinatori selvatici.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. È vero che, a causa dell'autorizzazione provvisoria della miscela per strisce fiorite e della breve durata dell'impianto, gli impollinatori selvatici non possono approfittare in maniera duratura dell'offerta di cibo e dei siti per la nidificazione?</p><p>2. È vero che, a causa della durata dell'impianto, la misura può addirittura rivelarsi una trappola per gli organismi utili, in particolare per quelle specie che utilizzano le nuove superfici come habitat adeguati per la riproduzione?</p><p>3. È vero che la miscela per strisce fiorite consentita è utile in primo luogo come offerta di cibo per le api mellifere, ma contribuisce solo marginalmente alla preservazione e alla promozione della biodiversità naturale, per la quale l'agricoltura ha un'enorme responsabilità?</p><p>4. Come valuta, il Consiglio federale, l'efficienza dell'impiego di fondi per tale misura temporanea?</p><p>5. Affinché la promozione degli impollinatori non venga meno, non si dovrebbe associare l'impianto di strisce fiorite alla condizione di ridurre l'impiego di prodotti fitosanitari sui campi confinanti (bio, estensive)?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto, come raccomandato dal rapporto d'esperti e a integrazione della durata d'impianto di 100 giorni, a sviluppare una striscia fiorita pluriennale, che possa essere utilizzata da bombi, api solitarie e altri impollinatori selvatici come fonte di nutrimento e habitat per la riproduzione e mediante la quale si possa quindi promuovere in maniera efficace la biodiversità naturale?</p><p>7. È appena stato pubblicato il primo rapporto del Consiglio mondiale della biodiversità (IPBES). Come verranno inserite nel piano d'azione per la salute delle api le conoscenze e le raccomandazioni ivi riportate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I risultati della ricerca condotta dalla Scuola superiore di scienze agrarie, forestali e alimentari (SSAFA) e dall'Istituto delle scienze della sostenibilità (ISS) di Agroscope indicano che nelle regioni a vocazione prettamente campicola, nel periodo senza flora mellifera che si protrae da giugno a metà agosto, le miscele di sementi per impollinatori "SHL Plus" (miscela sperimentale) e "Impollinatori Primavera" (miscela autorizzata in via provvisoria), autorizzate dal 2015, migliorano l'offerta di cibo per le api mellifere e per una parte delle api selvatiche non specializzate, importanti per l'impollinazione delle colture agricole. Durante gli esperimenti effettuati dalla SSAFA sulle strisce fiorite sono state individuate anche alcune specie di api selvatiche OAA e della lista rossa. Le strisce fiorite sopperiscono, pertanto, in maniera mirata, alla mancanza di cibo nel periodo tra le colture (colza, frutta) e i prati che fioriscono prima di giugno e quelle che fioriscono dopo agosto (maggesi, strisce su superfici coltive, colture intercalari, sovesci invernali). A partire da metà luglio, le api mellifere possono bottinare anche nei boschi. Solo poche specie di api selvatiche dipendono da specie vegetali con fioritura tardiva (bombi, maschi di api scavatrici e di api della specie Sphecodes albilabris e poche api specializzate). La striscia fiorita annuale si presta solo in maniera limitata per la promozione delle api selvatiche, le quali o sono vincolate a una singola fonte di cibo o necessitano di più fonti di cibo specifiche. Affinché gli impollinatori selvatici possano approfittare in maniera duratura di questa misura, oltre al miglioramento, sul piano qualitativo, dell'offerta di cibo è importante assicurare l'interconnessione con siti per la nidificazione. A questo proposito è in fase di sviluppo una striscia fiorita pluriennale che combina fonte di cibo e offerta di siti per la nidificazione.</p><p>2. Nel 2015 la SSAFA ha condotto esperimenti parziali per stabilire se la misura possa rivelarsi una trappola ecologica. Con il metodo scelto non è stato riscontrato un simile effetto per le api selvatiche. Sono tuttora in corso analisi volte ad appurare l'effetto su altri gruppi di animali.</p><p>3. In tutti i 16 siti sperimentali della SSAFA sono state individuate api mellifere. Sono inoltre state rilevate complessivamente 30 specie di api selvatiche. Queste ultime sono cosiddette specie polilettiche, che usano il polline di diverse specie vegetali. Le miscele di sementi presentano differenze per quanto concerne le specie di api presenti, ma quasi nessuna riguardo al numero di specie e all'abbondanza di individui. Le strisce fiorite sono pertanto una fonte di cibo per le api mellifere e per diverse specie di api selvatiche. Su tali strisce è stata rilevata anche la presenza di altri organismi utili, preziosi per l'agricoltura.</p><p>4. Il contributo per le strisce fiorite per impollinatori e altri organismi utili ammonta a 2500 franchi l'ettaro all'anno e remunera il dispendio per la semina, la cura e la parziale perdita di produzione. Questo contributo può essere comparato a quello per le fasce di colture estensive in campicoltura (2300 franchi). Nel caso delle strisce fiorite, le singole superfici non possono essere maggiori di 50 are (all. 4 n. 17.1.5 OPD). Inoltre, al massimo la metà della quota necessaria di superfici per la promozione della biodiversità può essere soddisfatta computando strisce fiorite annuali per impollinatori e altri organismi utili (art. 14 cpv. 4 OPD). Tali limitazioni mirano a garantire che gli elementi SPB pluriennali, come i maggesi fioriti, non vengano soppiantati dalle strisce fiorite. Per tali motivi, il Consiglio federale ritiene che l'efficienza dell'impiego di fondi sia data anche per le strisce fiorite annuali. I dati relativi al primo anno dall'introduzione della striscia fiorita indicano che non vi è concorrenza con altre SPB; le superfici dei maggesi fioriti e da rotazione sono addirittura aumentate.</p><p>5. Le api mellifere, quelle selvatiche e altri impollinatori forniscono un importante servizio ecosistemico per l'agricoltura, ovvero l'impollinazione delle colture, garantendo il raccolto. Affinché l'impiego di prodotti fitosanitari non rappresenti un pericolo per le api in prossimità delle colture, nel quadro dell'omologazione si valuta il rischio per questi insetti e, se del caso, si emanano le rispettive prescrizioni d'uso. Secondo il piano d'azione nazionale per la salute delle api in adempimento della mozione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia 13.3372 del 6 maggio 2013, occorre ridurre la deriva di prodotti fitosanitari pericolosi per le api impiegando nuove tecniche d'irrorazione al fine di proteggere dalla sostanza nebulizzata le api e gli altri impollinatori in prossimità delle colture e sulle strisce fiorite. Se ciò non è possibile, l'autorizzazione ne vieta l'utilizzo nel periodo in cui sulle particelle limitrofe vi sono piante in fiore. In tal modo si impedisce che le api presenti sulle strisce fiorite siano esposte ai rischi correlati ai prodotti fitosanitari.</p><p>6. Il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di valutare, in collaborazione con il DFI, l'ulteriore sviluppo del piano d'azione nazionale entro fine 2016. Attualmente sono in corso accertamenti scientifici, che consentiranno di valutare il ruolo e la rilevanza delle api mellifere e selvatiche ai fini dell'impollinazione. Sulla base delle conclusioni di tali analisi le miscele di sementi saranno eventualmente adeguate per le api selvatiche.</p><p>7. Il Consiglio federale condivide la preoccupazione dell'ONU. Le raccomandazioni del rapporto del Consiglio mondiale della biodiversità (IPBES) sono già parte integrante del piano d'azione nazionale per la salute delle api. Da alcuni anni in Svizzera sono state adottate numerose misure volte a proteggere meglio e a promuovere in maniera adeguata le api mellifere e altri impollinatori. Con il piano d'azione nazionale per la salute delle api, dal 2014 vengono applicati in modo mirato provvedimenti tesi a ridurre gli influssi dei prodotti fitosanitari e a migliorare l'offerta di cibo sui terreni campicoli. Vanno prese ancora altre misure per migliorare l'offerta di cibo e di siti per la nidificazione per le api selvatiche sulla superficie agricola utile (p. es. sviluppo delle strisce fiorite, preservazione e promozione di piccole strutture, aumento proporzionale della qualità delle SPB). Nell'ambito di ulteriori progetti di ricerca si elaborano le basi scientifiche per altre misure a tutela delle api selvatiche, affinché sia garantita anche in futuro l'impollinazione delle colture agricole. Si appura, inoltre, il potenziale di interconnessione di habitat pregiati per gli impollinatori nei boschi e nelle aree urbane (piano d'azione relativo alla strategia per la biodiversità in Svizzera). Il rapporto sarà disponibile a fine 2016.</p>  Risposta del Consiglio federale.