Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/60862

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2001, lo "Study Fonds", un programma del Seco per la promozione degli investimenti, ha accordato un credito di 230 000 franchi a un privato bernese che voleva fondare, con due cittadini bulgari, un'azienda di trasformazione del legno a Sliven, in Bulgaria.</p><p>A tale proposito, rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Il credito è stato restituito come previsto?</p><p>2. Questo partenariato tra il Bernese e i due Bulgari è sopravvissuto al di là del contratto? In caso contrario, per quali motivi?</p><p>3. L'azienda esiste ancora? In caso affermativo, qual è la sua cifra d'affari e quante persone occupa?</p><p>4. Le esperienze fatte con questo progetto sono tipiche di questo Paese o di altri Paesi in transizione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel 2001, il fondo per il finanziamento di studi (oggi fondo start-up) del SECO ha accordato a un imprenditore svizzero un credito d'investimento di 229 800 franchi per fondare un'azienda di trasformazione del legno in Bulgaria. La società bulgara nata da questo progetto è in maggioranza di proprietà dell'imprenditore svizzero, mentre due cittadini bulgari, ex direttori dell'azienda, ne detengono quote minoritarie. Il credito del fondo start-up era stato accordato personalmente all'imprenditore svizzero e i due cittadini bulgari o la società bulgara non erano parti contraenti.</p><p>Per quanto riguarda le singole domande rispondiamo come segue:</p><p>1. Il credito non è stato ancora restituito dall'imprenditore svizzero.</p><p>2. I due cittadini bulgari sono tuttora azionisti di minoranza della società bulgara. Tuttavia, sono stati sollevati dall'incarico di direttori già da alcuni anni non avendo raggiunto gli obiettivi convenuti.</p><p>3. L'azienda esiste tuttora, ma decisioni amministrative e giudiziarie emanate dalle autorità bulgare le impediscono di esercitare l'attività e l'azienda ha dovuto licenziare tutti i suoi dipendenti. Le procedure trattano in sostanza due questioni controverse, ossia se le condizioni di privatizzazione dell'immobile aziendale sono state adempiute e se il deposito giudiziale di una somma di denaro è stato eseguito correttamente. Le procedure giudiziarie non si sono ancora concluse.</p><p>4. Le esperienze fatte con questo progetto non sono tipiche della Bulgaria né di altri Paesi in transizione. I progetti d'investimento svizzeri, siano essi sostenuti dal fondo start-up o realizzati in altro modo, vengono generalmente portati avanti con successo. Proprio in Bulgaria, un progetto simile nello stesso settore ha potuto essere realizzato in modo esemplare. Non si può tuttavia negare che molti Paesi in transizione presentano tuttora, soprattutto per le PMI svizzere, un ambiente ostico. Per tale ragione il Seco, creando il fondo start-up e la Sofi (Swiss Organisation for Facilitating Investments), ha introdotto degli strumenti che, nell'ambito della cooperazione economica allo sviluppo, incoraggiano e agevolano gli investimenti nei Paesi in transizione e in via di sviluppo, contribuendo a ridurre i rischi talvolta elevati per gli investitori svizzeri. In tal modo favoriscono non solo il trasferimento di capitale, know-how e tecnologie, ma anche e direttamente la promozione della prosperità nei Paesi partner.</p>  Risposta del Consiglio federale.