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L'odissea della famiglia ucraina che si era persa sul Monte Lema nel gennaio del 2008 si concluderà con il rientro a casa. Dopo che le è stato negato l'asilo, ha accettato il rimpatrio volontario.
La data della partenza non è ancora stata stabilita, ma i documenti sono pronti. La madre e i cinque figli - che attualmente risiedono in Vallese - dovrebbero poi disporre di alcune settimane per lasciare la Svizzera.
Per permetterle di insediarsi in Ucraina, la Chiesa evangelica del Risveglio di Martigny ha promosso una raccolta di fondi che ha già fruttato quasi 20'000 franchi. L'obiettivo è di raccoglierne 30mila per l'acquisto di una casa e l'apertura di un negozio, ha spiegato martedì il pastore Philippe Rothenbühler.
La famiglia aveva lasciato l'Ucraina nel giugno 2000 per rifugiarsi in Ungheria, dove ha vissuto per sette anni, prima di vedersi rifiutare un permesso umanitario. Nel gennaio 2008, i cinque figli e la madre tentano di entrare clandestinamente in Ticino, ma si perdono sul Monte Lema innevato, dove trascorrono due notti all'aperto, prima di essere soccorsi.
La loro domanda d'asilo è stata respinta dall'Ufficio federale delle migrazioni lo scorso giugno. La decisione è poi stata confermata dal Tribunale amministrativo federale.