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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di elaborare proposte per migliorare la parità di trattamento delle regioni linguistiche nell'assegnazione delle commesse pubbliche da parte della Confederazione.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Un acquisto che rientra nel campo d'applicazione dell'accordo OMC deve essere pubblicato in almeno due lingue ufficiali. Se una commessa prevista non è pubblicata in lingua francese, al bando dev'essere allegato un compendio in lingua francese, inglese o spagnola (art. 24 cpv. 4 della legge federale sugli acquisti pubblici; RS 172.056.1). I servizi d'acquisto assegnano l'appalto all'offerta economicamente più conveniente. Non sono ammesse deroghe neppure per salvaguardare l'equilibrio tra le regioni linguistiche. Il principio del pari trattamento degli offerenti non consente di avvantaggiare o discriminare partecipanti appartenenti a determinate regioni linguistiche. </p><p>Al fine di incentivare la partecipazione degli offerenti ticinesi e romandi, l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) tiene eventi informativi tematici per gli offerenti della Svizzera romanda. L'obiettivo è di far conoscere agli offerenti le condizioni quadro degli acquisti pubblici della Confederazione e quindi di aumentare le loro possibilità di aggiudicarsi le commesse. Gli offerenti vengono istruiti anche sulla possibilità di sottoscrivere un abbonamento Simap ("push-service") per le informazioni concernenti i bandi di concorso in determinati settori e servizi di aggiudicazione.</p><p>Chi si rivolge a un'autorità federale può farlo nella lingua ufficiale di sua scelta (art. 6 cpv. 1 LLing). Gli offerenti possono quindi presentare la loro offerta nella lingua ufficiale di loro scelta, a meno che il servizio d'acquisto non limiti esplicitamente questa possibilità nel bando. Le condizioni generali della Confederazione e tutti i modelli di contratto sono disponibili nelle tre le lingue ufficiali.</p><p>Il Consiglio federale parte dal presupposto dell'equivalenza delle lingue ufficiali. L'amministrazione federale esige dai propri collaboratori che dispongano delle conoscenze di una seconda lingua ufficiale necessarie all'esercizio della loro funzione. Questi requisiti sono stabiliti nella legge e nell'ordinanza sul personale federale, come pure nella legge sulle lingue e nella relativa ordinanza (art. 6 cpv. 1 OLing; RS 441.11; in vigore dal 1° luglio 2010). Qualora i dipendenti non dispongano delle conoscenze linguistiche necessarie, le unità amministrative offrono corsi di formazione e perfezionamento linguistici in tedesco, francese e italiano (art. 6 cpv. 3 OLing). L'UFCL si adopera, per quanto possibile, ad occupare i posti vacanti con dipendenti provenienti dalla Svizzera francese e italiana. Le persone responsabili dell'assunzione rispettano le disposizioni dell'OLing, secondo cui a parità di qualifica devono essere privilegiati i candidati provenienti da comunità linguistiche sottorappresentate nell'UFCL. I bandi vengono sempre pubblicati in tedesco, francese e italiano e anche sotto forma di singoli annunci nei quotidiani della Svizzera romanda e del Ticino. È tuttavia molto difficile assumere dipendenti provenienti da queste regioni del Paese (cfr. risposta all'interrogazione Levrat 06.1169 e all'interpellanza Moret 09.3828). </p><p>L'Ufficio federale del personale ha nominato un delegato al plurilinguismo, entrato in carica il 1° luglio 2010, il cui compito principale è quello di promuovere le lingue italiana e francese all'interno dell'amministrazione federale. Egli è incaricato di esaminare se il personale dell'UFCL dispone delle conoscenze linguistiche richieste da LLing e OLing. A partire da dicembre 2010 nella Cancelleria federale sarà in funzione un consulente per la politica linguistica, il cui compito principale sarà garantire la parità di trattamento delle lingue ufficiali nell'amministrazione federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.