Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/191876

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Condivide l'opinione che i costi per le case di cura, che possono ammontare fino a 12 000 franchi al mese, creano problemi alle persone che vi risiedono e alle loro famiglie? </p><p>2. Considerando l'evoluzione demografica e il conseguente aumento del numero di persone bisognose di cure, non vede la necessità di intervenire sul reclutamento del personale infermieristico?</p><p>3. Un maggior impiego di civilisti nelle case di cura permetterebbe di ridurre i costi per le persone che vi risiedono?</p><p>4. Con una formazione adeguata, i civilisti potrebbero svolgere anche attività di cura finora riservate esclusivamente al personale infermieristico?</p><p>5. Vi è la disponibilità a ridefinire il programma prioritario "Assistenza e cure" e a impiegare i civilisti soprattutto nelle case di cura per ridurne i costi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Costi di 12 000 franchi al mese per l'assistenza e il soggiorno in una casa di cura sono effettivamente elevati e superano abbondantemente la media svizzera. È quanto emerge dal rapporto del dicembre 2018 sul confronto tra le tariffe di pensione e assistenza delle case per anziani e delle case di cura svizzere fatto eseguire dal Sorvegliante dei prezzi. Un prezzo elevato non significa però necessariamente che la casa di cura sia eccessivamente costosa o inefficiente. I costi sono determinati da fattori come prescrizioni cantonali, bisogno di cure, personale impiegato e dimensioni, forma giuridica e livello di comfort dell'istituto.</p><p>2. Il bisogno di personale infermieristico supplementare è stato documentato nel rapporto nazionale sul fabbisogno di effettivi nelle professioni del settore sanitario 2016 della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità e di OdASanté. Nel settore delle cure e dell'assistenza, nel 2025 saranno necessarie 40 000 persone in più rispetto a oggi. Il Consiglio federale ritiene che la Confederazione, nel quadro delle sue competenze, abbia già adottato molte misure per migliorare la situazione. I diplomi di operatore sociosanitario (OSS) sono nettamente aumentati (cfr. Rapporto finale sul masterplan Formazioni professionali sanitarie). Per accrescere la disponibilità di personale qualificato nelle cure di lunga durata, la Confederazione sta sostenendo una campagna d'immagine, un programma di reinserimento e un progetto grazie al quale gli istituti attivi nel settore possono rendersi più attrattivi quali datori di lavoro. Inoltre finanzierà ancora fino al 2020 i programmi di promozione "Interprofessionalità nel settore sanitario" e "Offerte di sgravio per chi presta aiuto ai propri congiunti" (cfr. Ufficio federale della sanità pubblica &gt; Professioni sanitarie &gt; Professioni sanitarie del livello terziario &gt; Iniziativa popolare "Per cure infermieristiche forti" &gt; Documenti). Secondo l'Esecutivo, ad essere chiamati ad agire sono in primo luogo i Cantoni e le parti sociali, cioè gli enti competenti dell'assistenza sanitaria.</p><p>3. I costi del personale di cura e assistenza sono la voce di bilancio più onerosa delle case di cura. Nel 2017 i civilisti hanno prestato 312 342 giorni di servizio in istituti per anziani. Per ogni giorno di servizio gli istituti versano alla Confederazione un tributo quale conguaglio per la prestazione lavorativa ottenuta (art. 46 della legge sul servizio civile; LSC; RS 824.0 e artt. 95 e 96 dell'ordinanza sul servizio civile; OSCi; RS 824.01) e al civilista un importo per le piccole spese personali e un rimborso spese (art. 29 LSC e art. 65 OSCi). Inoltre, i civilisti hanno diritto a un'indennità per perdita di guadagno (art. 38 LSC e LIPG). Considerati i 94 457 posti a tempo pieno complessivi delle 1561 case per anziani e case di cura attive in Svizzera e il fatto che i civilisti possono essere impiegati soltanto per certi compiti e per un tempo limitato e devono essere istruiti dalle aziende, l'effetto di contenimento dei costi resta modesto.</p><p>4. Contro la proposta di impiegare civilisti formati ad hoc nel settore delle cure vi sono solidi argomenti. Per l'esercizio di attività infermieristiche qualificate è richiesto un bachelor in cure infermieristiche o il diploma di una scuola specializzata superiore in cure infermieristiche (SSSCI). Per la dispensazione di cure di base è necessaria una formazione triennale di operatore sociosanitario. I civilisti non possono raggiungere il livello professionale di un OSS: considerata la brevità dell'impiego, l'onere formativo che dovrebbero assumersi gli istituti non sarebbe dunque giustificato. Inoltre, la non incidenza sul mercato del lavoro è un principio fondamentale del diritto in materia di servizio civile (art. 6 LSC). L'impiego di civilisti non deve minacciare posti di lavoro esistenti (lett. a) né pregiudicare le condizioni salariali e di lavoro nell'istituto d'impiego (lett. b) né distorcere le condizioni della concorrenza (lett. c).</p><p>5. Per i motivi esposti nelle risposte alle domande 3 e 4, il problema sollevato dall'autore dell'interpellanza non può essere risolto modificando il programma prioritario "Assistenza e cure" in modo da favorire l'impiego di civilisti. Inoltre, nel giugno del 2018 il Consiglio federale ha aperto le consultazioni su una revisione della legge sul servizio civile finalizzata a ridurre sostanzialmente il numero di ammissioni al servizio civile che comporterebbe anche un calo dei giorni di servizio.</p>  Risposta del Consiglio federale.