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La Svizzera ha versato una somma di 1,5 milioni di franchi su un conto tedesco quale garanzia nell'ambito della vicenda Hannibal Gheddafi. Il denaro andrà alla Libia se la giustizia ginevrina non identificherà la persona che ha passato alla stampa le foto segnaletiche del figlio del leader libico.
La notizia, data dalla Radio della Svizzera francese (RSR), è stata confermata il 16 giugno dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Dal canto suo, Ginevra ha fatto sapere che non intende partecipare all'indennizzo. Il governo cantonale ha ribadito l'intenzione di seguire la decisione adottata dalla giustizia in questo caso: "I tribunali cantonali hanno riconosciuto che vi è stato un errore da parte dello Stato ginevrino ma non hanno previsto il versamento di un indennizzo per Gheddafi, che dal canto suo non ha fatto ricorso", ha dichiarato il presidente del governo François Longchamp.
Il milione e mezzo di franchi è stato versato su un conto tedesco dalla Confederazione. Il DFAE ha però dichiarato alla RSR che se la somma dovesse effettivamente essere sbloccata e consegnata alla Libia, altri attori sarebbero chiamati a partecipare alle spese. Il DFAE non lo ha detto esplicitamente, ma dovrebbe trattarsi di ABB – il datore di lavoro di Max Göldi – e del Cantone di Ginevra.
La somma è stata versata prima della liberazione di Max Göldi. L'obiettivo – ha indicato il DFAE – era di ristabilire la fiducia tre le parti. Svizzera e Libia hanno stabilito insieme il montante. Secondo le stime dei due paesi, la somma dovrebbe coprire le spese legali sostenute dalla parte libica in seguito alla pubblicazione sulla Tribune de Genève delle foto segnaletiche di Hannibal Gheddafi.
swissinfo.ch e agenzie