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Incarto n. 17.2004.9 Lugano 5 marzo 2004 /dp In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello composta dei giudici: Pellegrini, presidente, G. A. Bernasconi e Cometta segretario: Isotta, cancelliere sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 19 gennaio 2004 presentato da __________, contro la sentenza emanata il 15 gennaio 2004 dal giudice della Pretura penale nei suoi confronti; esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto il ricorso per cassazione; 2. Il giudizio sulle spese. Ritenuto In fatto: A. Con decreto di accusa del 7 ottobre 2002 il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________ autore colpevole di ripetuta minaccia per avere, – il 24 settembre 2001, incusso timore e spavento nel suo tutore, __________, afferrando nell'ufficio di lui una lampada da tavolo e cercando di scagliargliela contro, – il 12 dicembre 2001, incusso timore e spavento nel funzionario dell'Ufficio del tutore ufficiale __________, dicendogli al telefono “Vengo a prenderti e ti uccido”, “Ti aspetto fuori dalla porta e ti faccio passare la voglia di prendermi per i fondelli”, – nel dicembre del 2001, incusso timore e spavento con scritti e parole nel segretario comunale di __________, __________. Il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________, inoltre, autore colpevole di ripetuta ingiuria per avere, il 24 settembre 2001, offeso l'onore del tutore __________, tacciandolo di “ladro” e “assassino”, così come per avere, il 12 dicembre 2001, offeso l'onore del funzionario dell'Ufficio del tutore ufficiale __________, dicendogli al telefono di “Non fare l'asino”. In applicazione della pena, il Procuratore pubblico ha proposto la condanna del prevenuto a 30 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, con obbligo di sottoporsi durante il periodo di prova a una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane presso il Servizio psico-sociale di __________, e di sottoporsi altresì a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante __________, da assumere regolarmente ogni giorno presso il Centro di cura contro l'alcolismo __________ a __________. Al decreto di accusa __________ ha sollevato opposizione. B. Statuendo sull'opposizione, con sentenza del 14 gennaio 2004 il giudice della Pretura penale ha dichiarato __________ autore colpevole di ripetuta minaccia per il comportamento tenuto nei confronti di __________ e __________, come pure di ingiuria per l'epiteto di “ladro” rivolto allo stesso __________. Dalle altre imputazioni egli lo ha prosciolto. In applicazione della pena, __________ è stato condannato a 5 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e all'osservanza delle norme di condotta previste dal Procuratore pubblico nel decreto di accusa. C. Il 15 gennaio 2004 __________ ha introdotto una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione contro il dispositivo sulle norme di condotta ordinate dal primo giudice. Nella mo­tivazione scritta, presentata il 19 gennaio successivo, egli chiede che lo si esoneri dall'obbligo di sottoporsi a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante “Antabus” e che la sentenza impugnata sia riformata di conseguenza. Il ricorso non è stato intimato per osservazioni. Considerando in diritto: 1. Il ricorrente insorge contro l'obbligo di sottostare, durante il perio­do di prova riferito alla sospensione condizionale della pena, a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante il farmaco “Antabus”, da assumere quotidianamente presso il centro di cura contro l'alcolismo __________ a __________, giudicando la cura pericolosa e controproducente. Egli afferma inoltre di avere ridot­to il consumo di alcol e sostiene di non far uso di sostanze stupefacenti né di metadone. 2. Il giudice può sospendere l'esecuzione di una condanna a una pena privativa della libertà non superiore a diciotto mesi o a una pena accessoria se la vita anteriore e il carattere del condannato lasciano supporre che tale provvedimento lo tratterrà dal commettere nuovi crimini o delitti o se questi ha risarcito, per quanto si potesse pretendere da lui, il danno fissato giudizialmente o mediante transazione (art. 41 n. 1 cpv. 1 CP). Sospendendo l'esecuzione della pena, il giudice prescrive un periodo di prova da due a cinque anni (art. 41 n. 1 cpv. 3 CP) e può sottoporre il condannato al patronato. Può anche imporgli, per il periodo di prova, norme di condotta, segnatamente circa l'attività professionale, il luogo di dimora, il controllo medico, l'astensione dalle bevande alcoliche e la riparazione del danno entro un termine stabilito (art. 41 n. 2 cpv. 1 CP). Le circostanze che giustificano o escludono la sospensione condizionale della pena, come pure le norme di condotta, devono figurare nella sentenza. Il giudice può modificare successivamente le norme di condotta (art. 41 n. 2 cpv. 2 CP). Se durante il periodo di prova il condannato commet­te un crimine o un delitto, se nonostante formale avvertimento del giudice persiste a trasgredire una norma di condotta imposta­gli, se si sottrae ostinatamente al patronato o se, in qualsiasi altro modo, delude la fiducia in lui riposta, il giudice ordina l'esecuzione della pena (art. 41 n. 3 cpv. 1 CP). 3. Accertata la legittimazione a ricorrere del condannato, sotto tute­la volontaria, sebbene la dichiarazione di ricorso non fosse stata ratificata dal tutore né dall'autorità tutoria (sentenza, pag. 5 e 6), il primo giudice ha ricordato che la possibilità di ordina­re un controllo medico come norma di condotta è prevista dall'art. 41 n. 2 cpv. 1 CP e che a tal fine può entrare in linea di con­to, trattandosi di abusi alcolici, anche una cura per mezzo di “Antabus”. Tali provvedimenti possono essere ordinati anche senza il consenso dell'interessato, ma necessitano del parere di un esperto. Riferendosi alla norma di condotta impugnata, il primo giudice ha rilevato che nella fattispecie le infrazioni commesse sono indubbiamente legate all'abuso di alcol, tanto che all'imputato è stata riconosciuta una scemata responsabilità sulla base di un referto redatto il 3 settembre 2002 dal Servizio psico-sociale di __________ (act. D4, pag. 4 e 10). Tale referto conferma che al momento dei fatti l'imputato denotava un disturbo antisociale della personalità, un uso dannoso di alcol e una sindrome di dipendenza da cannabis, fenomeni che special­mente in associazione con intossicazione alcolica possono condurre alla perpetrazione di crimini (sentenza, pag. 7). Del resto, i reati in rassegna erano stati commessi dall'accusato sotto influsso di alcol alle 9.15 e alle 9.30 del mattino. Il primo giudice non ha trascurato che il citato referto risale al 2002, ma lo ha ritenuto ancora attuale, l'imputato avendo ammesso in aula di avere debellato la dipendenza da droghe pesanti, non invece il consumo regolare di cannabis e alcol. Mai, per altro, l'accusato ha preteso di essere guarito dall'alcolismo, limitandosi ad asserire di esercitare, almeno per tentativi, una sorta di autocontrollo per evitare di ubriacarsi, di solito con successo, secondo i giorni (sentenza, pag. 7 seg.). Se non che – ha continuato il primo giudice – tali buoni propositi evocati al dibattimento non trovavano alcun affidabile riscontro, sicché la situazione non risultava significativamente mutata, nel senso che il soggetto soffriva ancora di problemi legati all'abuso di alcol (sentenza, pag. 8). Fondandosi sulle risultanze istruttorie e dibattimentali, in particolare sul refer­to peritale (giudicato esauriente), il primo giudice ha quindi confermato la proposta del Procuratore pubblico, subordinando la sospensione condizionale della pena alla norma di condotta in questione. La terapia e la necessità di imporre al condannato controlli medici trova conforto inoltre, per il primo giudice, nel parere delle dottoresse __________ e __________, del Servizio psico-sociale di __________, le quali hanno suggerito proprio la terapia a base di “Antabus”, sostanza medicinale che agisce sul metabolismo alterandolo in modo da rendere l'alcol intollerabile (sentenza, pag. 9). 4. Come si è accennato, il ricorrente contesta la menzionata norma di condotta. Assevera di avere ridotto di molto il consumo di alcol e ribadisce che il farmaco prescritto (“Antabus”) non solo è pericoloso, ma anche controproducente. Così argomentando, egli di­sconosce tuttavia che gli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata vincolano questa Corte (art. 295 cpv. 1 CPP). Né egli spiega perché essi sarebbero arbitrari (art. 288 lett. c CPP), ovvero perché la constatazione secondo cui egli non ha debellato apprezzabilmente la sua dipendenza dall'alcool sarebbe insostenibile oppure perché la terapia prescritta in funzione della sospensione condizionale della pena, preavvisata favorevolmente dai medici del Servizio psico-sociale, sarebbe manifestamente inadeguata. Certo, il primo giudice non ha escluso che il medicinale possa comportare qualche effetto collaterale, ma ha rilevato che esso è frequentemente indicato come rimedio contro l'alcolismo. Inoltre egli ha soggiunto che se la cura si rilevelerà troppo onerosa, su segnalazione del Centro __________ o del personale medico si potrà ordinarne la modifica o la caducità, incombendo per altro al Centro stesso di adoperarsi per far sì che la terapia risulti meno gravosa possibile per il paziente (sen­tenza, pag. 9). Tale motivazione non viola per nulla l'art. 41 n. 2 cpv. 1 CP. 5. Ne segue che il ricorso, proposto prematuramente, ossia prima di conoscere i reali effetti e benefici della cura, dev'essere disatteso. Gli oneri processuali del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 15 cpv. 1 CPP). Dato nondimeno che l'interessato, sprovvisto di cognizioni giuridiche, ha presentato ricorso senza l'ausilio di un legale e tenuto conto anche della particolarità della fattispecie, si giustifica– eccezionalmente – di prescindere dal riscuotere tasse o spese. Per questi motivi, in applicazione dell'art. 291 cpv. 1 CPP, pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Non si riscuotono tasse né spese. 3. Intimazione a: – __________; – __________; – Procuratore pubblico avv. __________; – Pretura Penale, via dei Gaggini 1, 6500 Bellinzona; – Ministero pubblico della Confederazione, 3003 Berna; – Comando della Polizia cantonale, 6501 Bellinzona; – Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure, casella postale 238, 6857 Taverne; – Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, 6501 Bellinzona; – Servizio pscio-sociale, __________; – Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, 6901 Lugano; – __________, Centro di cura contro l'alcolismo, __________; – __________ (parte civile). Per la Corte di cassazione e di revisione penale Il presidente Il segretario ______________________________________________________________________ Mezzi di ricorso Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale, unicamente per violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). Il ricorso per cassazione dev'essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica dal testo integrale della decisione. La legittimazione e le altre condizioni per proporre ricorso per cassazione sono regolate dagli art. 268 segg. PP.

Incarto n. 17.2004.9 Incarto n. 17.2004.9

Incarto n. 17.2004.9 Lugano 5 marzo 2004 /dp Lugano

Lugano 5 marzo 2004 /dp

5 marzo 2004 /dp In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello La Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello

La Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Pellegrini, presidente, G. A. Bernasconi e Cometta Pellegrini, presidente,

Pellegrini, presidente, G. A. Bernasconi e Cometta

G. A. Bernasconi e Cometta segretario: segretario:

segretario: Isotta, cancelliere Isotta, cancelliere

Isotta, cancelliere sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 19 gennaio 2004 presentato da

sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 19 gennaio 2004 presentato da __________,

__________, contro

contro la sentenza emanata il 15 gennaio 2004 dal giudice della Pretura penale nei suoi confronti;

la sentenza emanata il 15 gennaio 2004 dal giudice della Pretura penale nei suoi confronti; esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti

posti i seguenti punti di questione: 1. Se dev'essere accolto il ricorso per cassazione;

punti di questione: 1. Se dev'essere accolto il ricorso per cassazione; 2. Il giudizio sulle spese.

2. Il giudizio sulle spese. Ritenuto

Ritenuto In fatto: A. Con decreto di accusa del 7 ottobre 2002 il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________ autore colpevole di ripetuta minaccia per avere,

In fatto: A. Con decreto di accusa del 7 ottobre 2002 il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________ autore colpevole di ripetuta minaccia per avere, – il 24 settembre 2001, incusso timore e spavento nel suo tutore, __________, afferrando nell'ufficio di lui una lampada da tavolo e cercando di scagliargliela contro,

– il 24 settembre 2001, incusso timore e spavento nel suo tutore, __________, afferrando nell'ufficio di lui una lampada da tavolo e cercando di scagliargliela contro, – il 12 dicembre 2001, incusso timore e spavento nel funzionario dell'Ufficio del tutore ufficiale __________, dicendogli al telefono “Vengo a prenderti e ti uccido”, “Ti aspetto fuori dalla porta e ti faccio passare la voglia di prendermi per i fondelli”,

– il 12 dicembre 2001, incusso timore e spavento nel funzionario dell'Ufficio del tutore ufficiale __________, dicendogli al telefono “Vengo a prenderti e ti uccido”, “Ti aspetto fuori dalla porta e ti faccio passare la voglia di prendermi per i fondelli”, – nel dicembre del 2001, incusso timore e spavento con scritti e parole nel segretario comunale di __________, __________.

– nel dicembre del 2001, incusso timore e spavento con scritti e parole nel segretario comunale di __________, __________. Il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________, inoltre, autore colpevole di ripetuta ingiuria per avere, il 24 settembre 2001, offeso l'onore del tutore __________, tacciandolo di “ladro” e “assassino”, così come per avere, il 12 dicembre 2001, offeso l'onore del funzionario dell'Ufficio del tutore ufficiale __________, dicendogli al telefono di “Non fare l'asino”.

Il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________, inoltre, autore colpevole di ripetuta ingiuria per avere, il 24 settembre 2001, offeso l'onore del tutore __________, tacciandolo di “ladro” e “assassino”, così come per avere, il 12 dicembre 2001, offeso l'onore del funzionario dell'Ufficio del tutore ufficiale __________, dicendogli al telefono di “Non fare l'asino”. In applicazione della pena, il Procuratore pubblico ha proposto la condanna del prevenuto a 30 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, con obbligo di sottoporsi durante il periodo di prova a una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane presso il Servizio psico-sociale di __________, e di sottoporsi altresì a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante __________, da assumere regolarmente ogni giorno presso il Centro di cura contro l'alcolismo __________ a __________. Al decreto di accusa __________ ha sollevato opposizione.

In applicazione della pena, il Procuratore pubblico ha proposto la condanna del prevenuto a 30 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, con obbligo di sottoporsi durante il periodo di prova a una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane presso il Servizio psico-sociale di __________, e di sottoporsi altresì a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante __________, da assumere regolarmente ogni giorno presso il Centro di cura contro l'alcolismo __________ a __________. Al decreto di accusa __________ ha sollevato opposizione. B. Statuendo sull'opposizione, con sentenza del 14 gennaio 2004 il giudice della Pretura penale ha dichiarato __________ autore colpevole di ripetuta minaccia per il comportamento tenuto nei confronti di __________ e __________, come pure di ingiuria per l'epiteto di “ladro” rivolto allo stesso __________. Dalle altre imputazioni egli lo ha prosciolto. In applicazione della pena, __________ è stato condannato a 5 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e all'osservanza delle norme di condotta previste dal Procuratore pubblico nel decreto di accusa.

B. Statuendo sull'opposizione, con sentenza del 14 gennaio 2004 il giudice della Pretura penale ha dichiarato __________ autore colpevole di ripetuta minaccia per il comportamento tenuto nei confronti di __________ e __________, come pure di ingiuria per l'epiteto di “ladro” rivolto allo stesso __________. Dalle altre imputazioni egli lo ha prosciolto. In applicazione della pena, __________ è stato condannato a 5 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e all'osservanza delle norme di condotta previste dal Procuratore pubblico nel decreto di accusa. C. Il 15 gennaio 2004 __________ ha introdotto una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione contro il dispositivo sulle norme di condotta ordinate dal primo giudice. Nella mo­tivazione scritta, presentata il 19 gennaio successivo, egli chiede che lo si esoneri dall'obbligo di sottoporsi a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante “Antabus” e che la sentenza impugnata sia riformata di conseguenza. Il ricorso non è stato intimato per osservazioni.

C. Il 15 gennaio 2004 __________ ha introdotto una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione contro il dispositivo sulle norme di condotta ordinate dal primo giudice. Nella mo­tivazione scritta, presentata il 19 gennaio successivo, egli chiede che lo si esoneri dall'obbligo di sottoporsi a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante “Antabus” e che la sentenza impugnata sia riformata di conseguenza. Il ricorso non è stato intimato per osservazioni. Considerando

Considerando in diritto: 1. Il ricorrente insorge contro l'obbligo di sottostare, durante il perio­do di prova riferito alla sospensione condizionale della pena, a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante il farmaco “Antabus”, da assumere quotidianamente presso il centro di cura contro l'alcolismo __________ a __________, giudicando la cura pericolosa e controproducente. Egli afferma inoltre di avere ridot­to il consumo di alcol e sostiene di non far uso di sostanze stupefacenti né di metadone. in diritto: 1. Il ricorrente insorge contro l'obbligo di sottostare, durante il perio­do di prova riferito alla sospensione condizionale della pena, a una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche mediante il farmaco “Antabus”, da assumere quotidianamente presso il centro di cura contro l'alcolismo __________ a __________, giudicando la cura pericolosa e controproducente. Egli afferma inoltre di avere ridot­to il consumo di alcol e sostiene di non far uso di sostanze stupefacenti né di metadone. 2. Il giudice può sospendere l'esecuzione di una condanna a una pena privativa della libertà non superiore a diciotto mesi o a una pena accessoria se la vita anteriore e il carattere del condannato lasciano supporre che tale provvedimento lo tratterrà dal commettere nuovi crimini o delitti o se questi ha risarcito, per quanto si potesse pretendere da lui, il danno fissato giudizialmente o mediante transazione (art. 41 n. 1 cpv. 1 CP). Sospendendo l'esecuzione della pena, il giudice prescrive un periodo di prova da due a cinque anni (art. 41 n. 1 cpv. 3 CP) e può sottoporre il condannato al patronato. Può anche imporgli, per il periodo di prova, norme di condotta, segnatamente circa l'attività professionale, il luogo di dimora, il controllo medico, l'astensione dalle bevande alcoliche e la riparazione del danno entro un termine stabilito (art. 41 n. 2 cpv. 1 CP). Le circostanze che giustificano o escludono la sospensione condizionale della pena, come pure le norme di condotta, devono figurare nella sentenza. Il giudice può modificare successivamente le norme di condotta (art. 41 n. 2 cpv. 2 CP). Se durante il periodo di prova il condannato commet­te un crimine o un delitto, se nonostante formale avvertimento del giudice persiste a trasgredire una norma di condotta imposta­gli, se si sottrae ostinatamente al patronato o se, in qualsiasi altro modo, delude la fiducia in lui riposta, il giudice ordina l'esecuzione della pena (art. 41 n. 3 cpv. 1 CP).

2. Il giudice può sospendere l'esecuzione di una condanna a una pena privativa della libertà non superiore a diciotto mesi o a una pena accessoria se la vita anteriore e il carattere del condannato lasciano supporre che tale provvedimento lo tratterrà dal commettere nuovi crimini o delitti o se questi ha risarcito, per quanto si potesse pretendere da lui, il danno fissato giudizialmente o mediante transazione (art. 41 n. 1 cpv. 1 CP). Sospendendo l'esecuzione della pena, il giudice prescrive un periodo di prova da due a cinque anni (art. 41 n. 1 cpv. 3 CP) e può sottoporre il condannato al patronato. Può anche imporgli, per il periodo di prova, norme di condotta, segnatamente circa l'attività professionale, il luogo di dimora, il controllo medico, l'astensione dalle bevande alcoliche e la riparazione del danno entro un termine stabilito (art. 41 n. 2 cpv. 1 CP). Le circostanze che giustificano o escludono la sospensione condizionale della pena, come pure le norme di condotta, devono figurare nella sentenza. Il giudice può modificare successivamente le norme di condotta (art. 41 n. 2 cpv. 2 CP). Se durante il periodo di prova il condannato commet­te un crimine o un delitto, se nonostante formale avvertimento del giudice persiste a trasgredire una norma di condotta imposta­gli, se si sottrae ostinatamente al patronato o se, in qualsiasi altro modo, delude la fiducia in lui riposta, il giudice ordina l'esecuzione della pena (art. 41 n. 3 cpv. 1 CP). 3. Accertata la legittimazione a ricorrere del condannato, sotto tute­la volontaria, sebbene la dichiarazione di ricorso non fosse stata ratificata dal tutore né dall'autorità tutoria (sentenza, pag. 5 e 6), il primo giudice ha ricordato che la possibilità di ordina­re un controllo medico come norma di condotta è prevista dall'art. 41 n. 2 cpv. 1 CP e che a tal fine può entrare in linea di con­to, trattandosi di abusi alcolici, anche una cura per mezzo di “Antabus”. Tali provvedimenti possono essere ordinati anche senza il consenso dell'interessato, ma necessitano del parere di un esperto. Riferendosi alla norma di condotta impugnata, il primo giudice ha rilevato che nella fattispecie le infrazioni commesse sono indubbiamente legate all'abuso di alcol, tanto che all'imputato è stata riconosciuta una scemata responsabilità sulla base di un referto redatto il 3 settembre 2002 dal Servizio psico-sociale di __________ (act. D4, pag. 4 e 10). Tale referto conferma che al momento dei fatti l'imputato denotava un disturbo antisociale della personalità, un uso dannoso di alcol e una sindrome di dipendenza da cannabis, fenomeni che special­mente in associazione con intossicazione alcolica possono condurre alla perpetrazione di crimini (sentenza, pag. 7). Del resto, i reati in rassegna erano stati commessi dall'accusato sotto influsso di alcol alle 9.15 e alle 9.30 del mattino.

3. Accertata la legittimazione a ricorrere del condannato, sotto tute­la volontaria, sebbene la dichiarazione di ricorso non fosse stata ratificata dal tutore né dall'autorità tutoria (sentenza, pag. 5 e 6), il primo giudice ha ricordato che la possibilità di ordina­re un controllo medico come norma di condotta è prevista dall'art. 41 n. 2 cpv. 1 CP e che a tal fine può entrare in linea di con­to, trattandosi di abusi alcolici, anche una cura per mezzo di “Antabus”. Tali provvedimenti possono essere ordinati anche senza il consenso dell'interessato, ma necessitano del parere di un esperto. Riferendosi alla norma di condotta impugnata, il primo giudice ha rilevato che nella fattispecie le infrazioni commesse sono indubbiamente legate all'abuso di alcol, tanto che all'imputato è stata riconosciuta una scemata responsabilità sulla base di un referto redatto il 3 settembre 2002 dal Servizio psico-sociale di __________ (act. D4, pag. 4 e 10). Tale referto conferma che al momento dei fatti l'imputato denotava un disturbo antisociale della personalità, un uso dannoso di alcol e una sindrome di dipendenza da cannabis, fenomeni che special­mente in associazione con intossicazione alcolica possono condurre alla perpetrazione di crimini (sentenza, pag. 7). Del resto, i reati in rassegna erano stati commessi dall'accusato sotto influsso di alcol alle 9.15 e alle 9.30 del mattino. Il primo giudice non ha trascurato che il citato referto risale al 2002, ma lo ha ritenuto ancora attuale, l'imputato avendo ammesso in aula di avere debellato la dipendenza da droghe pesanti, non invece il consumo regolare di cannabis e alcol. Mai, per altro, l'accusato ha preteso di essere guarito dall'alcolismo, limitandosi ad asserire di esercitare, almeno per tentativi, una sorta di autocontrollo per evitare di ubriacarsi, di solito con successo, secondo i giorni (sentenza, pag. 7 seg.). Se non che – ha continuato il primo giudice – tali buoni propositi evocati al dibattimento non trovavano alcun affidabile riscontro, sicché la situazione non risultava significativamente mutata, nel senso che il soggetto soffriva ancora di problemi legati all'abuso di alcol (sentenza, pag. 8). Fondandosi sulle risultanze istruttorie e dibattimentali, in particolare sul refer­to peritale (giudicato esauriente), il primo giudice ha quindi confermato la proposta del Procuratore pubblico, subordinando la sospensione condizionale della pena alla norma di condotta in questione. La terapia e la necessità di imporre al condannato controlli medici trova conforto inoltre, per il primo giudice, nel parere delle dottoresse __________ e __________, del Servizio psico-sociale di __________, le quali hanno suggerito proprio la terapia a base di “Antabus”, sostanza medicinale che agisce sul metabolismo alterandolo in modo da rendere l'alcol intollerabile (sentenza, pag. 9).

Il primo giudice non ha trascurato che il citato referto risale al 2002, ma lo ha ritenuto ancora attuale, l'imputato avendo ammesso in aula di avere debellato la dipendenza da droghe pesanti, non invece il consumo regolare di cannabis e alcol. Mai, per altro, l'accusato ha preteso di essere guarito dall'alcolismo, limitandosi ad asserire di esercitare, almeno per tentativi, una sorta di autocontrollo per evitare di ubriacarsi, di solito con successo, secondo i giorni (sentenza, pag. 7 seg.). Se non che – ha continuato il primo giudice – tali buoni propositi evocati al dibattimento non trovavano alcun affidabile riscontro, sicché la situazione non risultava significativamente mutata, nel senso che il soggetto soffriva ancora di problemi legati all'abuso di alcol (sentenza, pag. 8). Fondandosi sulle risultanze istruttorie e dibattimentali, in particolare sul refer­to peritale (giudicato esauriente), il primo giudice ha quindi confermato la proposta del Procuratore pubblico, subordinando la sospensione condizionale della pena alla norma di condotta in questione. La terapia e la necessità di imporre al condannato controlli medici trova conforto inoltre, per il primo giudice, nel parere delle dottoresse __________ e __________, del Servizio psico-sociale di __________, le quali hanno suggerito proprio la terapia a base di “Antabus”, sostanza medicinale che agisce sul metabolismo alterandolo in modo da rendere l'alcol intollerabile (sentenza, pag. 9). 4. Come si è accennato, il ricorrente contesta la menzionata norma di condotta. Assevera di avere ridotto di molto il consumo di alcol e ribadisce che il farmaco prescritto (“Antabus”) non solo è pericoloso, ma anche controproducente. Così argomentando, egli di­sconosce tuttavia che gli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata vincolano questa Corte (art. 295 cpv. 1 CPP). Né egli spiega perché essi sarebbero arbitrari (art. 288 lett. c CPP), ovvero perché la constatazione secondo cui egli non ha debellato apprezzabilmente la sua dipendenza dall'alcool sarebbe insostenibile oppure perché la terapia prescritta in funzione della sospensione condizionale della pena, preavvisata favorevolmente dai medici del Servizio psico-sociale, sarebbe manifestamente inadeguata. Certo, il primo giudice non ha escluso che il medicinale possa comportare qualche effetto collaterale, ma ha rilevato che esso è frequentemente indicato come rimedio contro l'alcolismo. Inoltre egli ha soggiunto che se la cura si rilevelerà troppo onerosa, su segnalazione del Centro __________ o del personale medico si potrà ordinarne la modifica o la caducità, incombendo per altro al Centro stesso di adoperarsi per far sì che la terapia risulti meno gravosa possibile per il paziente (sen­tenza, pag. 9). Tale motivazione non viola per nulla l'art. 41 n. 2 cpv. 1 CP.

4. Come si è accennato, il ricorrente contesta la menzionata norma di condotta. Assevera di avere ridotto di molto il consumo di alcol e ribadisce che il farmaco prescritto (“Antabus”) non solo è pericoloso, ma anche controproducente. Così argomentando, egli di­sconosce tuttavia che gli accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata vincolano questa Corte (art. 295 cpv. 1 CPP). Né egli spiega perché essi sarebbero arbitrari (art. 288 lett. c CPP), ovvero perché la constatazione secondo cui egli non ha debellato apprezzabilmente la sua dipendenza dall'alcool sarebbe insostenibile oppure perché la terapia prescritta in funzione della sospensione condizionale della pena, preavvisata favorevolmente dai medici del Servizio psico-sociale, sarebbe manifestamente inadeguata. Certo, il primo giudice non ha escluso che il medicinale possa comportare qualche effetto collaterale, ma ha rilevato che esso è frequentemente indicato come rimedio contro l'alcolismo. Inoltre egli ha soggiunto che se la cura si rilevelerà troppo onerosa, su segnalazione del Centro __________ o del personale medico si potrà ordinarne la modifica o la caducità, incombendo per altro al Centro stesso di adoperarsi per far sì che la terapia risulti meno gravosa possibile per il paziente (sen­tenza, pag. 9). Tale motivazione non viola per nulla l'art. 41 n. 2 cpv. 1 CP. 5. Ne segue che il ricorso, proposto prematuramente, ossia prima di conoscere i reali effetti e benefici della cura, dev'essere disatteso. Gli oneri processuali del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 15 cpv. 1 CPP). Dato nondimeno che l'interessato, sprovvisto di cognizioni giuridiche, ha presentato ricorso senza l'ausilio di un legale e tenuto conto anche della particolarità della fattispecie, si giustifica– eccezionalmente – di prescindere dal riscuotere tasse o spese.

5. Ne segue che il ricorso, proposto prematuramente, ossia prima di conoscere i reali effetti e benefici della cura, dev'essere disatteso. Gli oneri processuali del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 15 cpv. 1 CPP). Dato nondimeno che l'interessato, sprovvisto di cognizioni giuridiche, ha presentato ricorso senza l'ausilio di un legale e tenuto conto anche della particolarità della fattispecie, si giustifica– eccezionalmente – di prescindere dal riscuotere tasse o spese. Per questi motivi,

Per questi motivi, in applicazione dell'art. 291 cpv. 1 CPP,

in applicazione dell'art. 291 cpv. 1 CPP, pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Non si riscuotono tasse né spese.

2. Non si riscuotono tasse né spese. 3. Intimazione a:

3. Intimazione a: – __________;

– __________; – __________;

– __________; – Procuratore pubblico avv. __________;

– Procuratore pubblico avv. __________; – Pretura Penale, via dei Gaggini 1, 6500 Bellinzona;

– Pretura Penale, via dei Gaggini 1, 6500 Bellinzona; – Ministero pubblico della Confederazione, 3003 Berna;

– Ministero pubblico della Confederazione, 3003 Berna; – Comando della Polizia cantonale, 6501 Bellinzona;

– Comando della Polizia cantonale, 6501 Bellinzona; – Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure, casella postale 238, 6857 Taverne;

– Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure, casella postale 238, 6857 Taverne; – Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, 6501 Bellinzona;

– Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, 6501 Bellinzona; – Servizio pscio-sociale, __________;

– Servizio pscio-sociale, __________; – Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, 6901 Lugano;

– Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, 6901 Lugano; – __________, Centro di cura contro l'alcolismo, __________;

– __________, Centro di cura contro l'alcolismo, __________; – __________ (parte civile).

– __________ (parte civile). Per la Corte di cassazione e di revisione penale

Per la Corte di cassazione e di revisione penale Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario ______________________________________________________________________

______________________________________________________________________ Mezzi di ricorso

Mezzi di ricorso Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale, unicamente per violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). Il ricorso per cassazione dev'essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica dal testo integrale della decisione. La legittimazione e le altre condizioni per proporre ricorso per cassazione sono regolate dagli art. 268 segg. PP. Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale, unicamente per violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). Il ricorso per cassazione dev'essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica dal testo integrale della decisione. La legittimazione e le altre condizioni per proporre ricorso per cassazione sono regolate dagli art. 268 segg. PP.

Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale, unicamente per violazione del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). Il ricorso per cassazione dev'essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica dal testo integrale della decisione. La legittimazione e le altre condizioni per proporre ricorso per cassazione sono regolate dagli art. 268 segg. PP.