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I malati di lebbra soffrono ancora oggi di emarginazione e il Vaticano torna a lanciare un appello affinché a tutti i malati sia garantita sempre la dignità.
Nella Giornata mondiale per i malati di lebbra (morbo di Hansen) che si celebra oggi, il Prefetto ad interim del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, card. Michael Czerny, sottolinea in un messaggio: “Gli esperti concordano sul fatto che probabilmente uno dei metodi più efficaci per ridurre la stigmatizzazione dei malati di lebbra è la diagnosi precoce e il trattamento appropriato”.
“La pandemia di Covid-19 ha reso tutto questo molto difficile per molti posti nel mondo in quanto ha complicato l’assistenza sanitaria in generale. Ma nessuna pandemia può cambiare la dignità della persona umana né il suo valore inviolabile nella società”.
Il tema della Giornata mondiale della lebbra di quest’anno è “Uniti nella dignità”. “Tutti coloro che soffrono di lebbra abbiano diritto a una vita dignitosa – è l’appello di Czerny – e libera da malattie, stigma e discriminazione. In molti luoghi del mondo dove la lebbra è diffusa, gli individui colpiti continuano a vivere come emarginati, e questo porta a una miriade di problemi di salute mentale e prolunga il ciclo di malattia”.
“Le persone affette da lebbra spesso portano un doppio fardello; non solo devono far fronte alla realtà fisica della malattia, ma sperimentano anche ansia, depressione, disagio psicologico, isolamento e tendenza al suicidio. Una visione integrale della salute prevede la dimensione corporea così come quella spirituale”.