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Negli anni '80 oltre 700 bambini dello Sri Lanka sarebbero stati adottati in parte illegalmente in Svizzera con l'intermediazione di una assistente sociale sangallese, Alice Honegger. È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dal Cantone di San Gallo.
Il rapporto di 74 pagine, reperibile su Internet, vuol essere d'aiuto alle persone coinvolte nella ricerca dei loro genitori biologici, indica la Cancelleria dello Stato sangallese in una nota diramata oggi.
L'assistente sociale Alice Honegger (1915-1997) di Bollingen (SG), che fa parte oggi del comune di Rapperswil-Jona, aveva fatto per quasi 50 anni - dal 1948 al 1997 - da tramite in procedure di adozione con il beneplacito delle autorità. Negli anni '80 sarebbero stati illegalmente adottati in Svizzera bambini dello Sri Lanka contro la volontà delle loro madri e tramite documenti falsificati.
Già in quegli anni erano stati sollevati dubbi sulla correttezza e legalità di tali procedure. Indicazioni in tal senso erano state allora oggetto di indagini da parte delle competenti autorità cantonali, ma non avevano comportato conseguenze durevoli per Alice Honegger, scrive il Cantone.
Alle autorità di vigilanza in questione non si possono muovere «comportamenti contrari alla legge considerato il contesto legale e sociale di allora», aggiunge, ma ammette che «dal punto di vista odierno sarebbero tuttavia state in parte opportuni più approfonditi chiarimenti».
A dare avvio a questa nuova valutazione era stato un servizio, diffuso nel settembre 2017, del programma di documentari d'inchiesta Zembla della Tv olandese, in cui si parlava di un vasto traffico di bambini tra lo Sri Lanka e diversi paesi europei, tra cui la Svizzera. Secondo Zembla fino a 11'000 bambini provenienti dallo Sri Lanka sarebbero stati affidati negli anni '80 per adozione a famiglie straniere, oltre 700 dei quali in Svizzera.
Stando al programma olandese - le cui rivelazioni erano state riprese da media svizzeri - in alcuni casi sarebbe stato promesso del denaro a ragazze e donne per la consegna dei loro neonati. Altre donne sarebbero state messe sotto pressione per fare altrettanto e ci sarebbero perfino stati furti di bebè da ospedali e istituti.