Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/158715

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stilare un rapporto in cui esamina le misure da adottare affinché l'articolo 261bis del Codice penale tuteli anche gli Svizzeri dalla discriminazione e dall'odio.</p><p>Dovrà esaminare in particolare:</p><p>1. se non occorra aggiungere la nazionalità ai tre motivi di discriminazione (appartenenza a una razza, a un'etnia o a una religione) di cui all'articolo 261bis CP per tutelare esplicitamente gli Svizzeri;</p><p>2. in che misura si possano e debbano aggiungere altre forme di odio e discriminazione (p. es. discriminazione per età, odio nei confronti dei disabili, ecc.) alle forme già vietate dall'articolo 261bis CP;</p><p>3. se l'articolo 261bis CP è ancora efficace e conforme al diritto in seguito alla sentenza Perinçek oppure se andrebbe abrogato a causa di una violazione del diritto alla libertà di espressione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'articolo 261bis del Codice penale (CP; nonché l'analogo art. 171c del Codice penale militare, CPM) riguarda esclusivamente la discriminazioni contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione. Si è rinunciato volutamente a inserire il criterio della nazionalità, in quanto avrebbe potuto provocare malintesi, segnatamente in relazione alle disposizioni sull'acquisizione della nazionalità svizzera (FF 1992 III 257). Le discriminazioni fondate unicamente sulla nazionalità, ossia su uno statuto giuridico, non sono contemplate dall'articolo 261bis CP. La nazionalità tuttavia spesso non designa lo statuto giuridico, bensì le caratteristiche etniche legate al Paese. Questi casi rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 261bis CP. Gli Svizzeri sono quindi tutelati dalla norma penale antirazzismo nella stessa misura delle persone di altra nazionalità, razza, etnia o religione. Non sussiste alcuna lacuna normativa.</p><p>Nessun'altra deduzione può essere tratta dall'inserzione citata dall'autore del postulato. Infatti, di norma, gli annunci di appartamenti destinati, ad esempio, esclusivamente a Svizzeri o europei, oppure che escludono tutti gli stranieri, o che effettuano distinzioni in funzione dello statuto di soggiorno non rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 261bis CP.</p><p>2. Il 14 dicembre 2012 il Consiglio nazionale ha accolto il postulato Naef 12.3543, "Rapporto sul diritto in materia di protezione dalla discriminazione", che incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto che illustri il potenziale dell'attuale diritto federale in materia di protezione dalla discriminazione e faccia il punto della situazione, in termini di diritto comparato, sull'efficacia dei vari strumenti giuridici. Il rapporto si concentrerà sulla discriminazione uomo-donna e LGBTI (persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate), nonché su quella legata alla razza e alle disabilità. Un rapporto su determinate forme di discriminazione è pertanto già in fase di elaborazione.</p><p>3. La Svizzera ha impugnato dinanzi alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo la sentenza della medesima Corte del 17 dicembre 2013 nella causa Perinçek contro la Svizzera. L'udienza ha avuto luogo il 28 gennaio 2015, la Grande Camera non ha ancora emanato la sua sentenza. Non appena sarà disponibile, il Consiglio federale analizzerà la situazione.</p><p>La richiesta di abrogare l'articolo 261bis CP non è peraltro inedita. Il Consiglio federale si è già espresso in dettaglio nel parere relativo alla mozione del gruppo dell'Unione democratica di centro 14.3059, "Abrogazione dell'articolo sul razzismo", non ancora trattata, rinviando alle numerose risposte date a interventi parlamentari analoghi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.