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Il Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC) assegnerà prossimamente le funzioni direttive per l'elaborazione del Quinto Rapporto di Valutazione sui cambiamenti climatici, la cui pubblicazione è prevista entro il 2013. Come per i precedenti rapporti, anche questa volta saranno coinvolti tre gruppi di lavoro: il primo si occuperà delle basi scientifico-naturali, il secondo delle ripercussioni dei cambiamenti climatici e il terzo delle questioni socioeconomiche. Ogni gruppo di lavoro sarà presieduto da due personalità di spicco (una di un Paese industrializzato e una di un Paese in via di sviluppo).
Il climatologo svizzero Thomas Stocker, professore all'Università di Berna, ha accettato la candidatura, proposta da diversi membri dell'IPCC, alla copresidenza del primo gruppo di lavoro insieme a un rappresentante di un Paese in via di sviluppo. Il Consiglio federale ha deciso di appoggiare tale candidatura. Secondo il Governo, infatti, il conferimento della carica di copresidente a Thomas Stocker sarebbe un onore per la Svizzera e sottolineerebbe ancora di più il ruolo chiave del nostro Paese nel settore del clima. Inoltre, sarebbe un riconoscimento per i contributi forniti dalla ricerca climatica svizzera. Thomas Stocker ha già collaborato agli ultimi Rapporti di Valutazione dell'IPCC in qualità di esperto. Quest'estate l'IPCC deciderà chi presiederà i gruppi di lavoro.
Per la Svizzera, la copresidenza del primo gruppo di lavoro dell'IPCC è legata a diversi interessi: politica estera, politica dello sviluppo, scienza e ricerca, sicurezza, economia e sviluppo nonché politica climatica nazionale e internazionale. I costi necessari per un periodo fino a sette anni, pari a circa 1,8 milioni di franchi all'anno, saranno sostenuti dal DATEC. In tale ambito è indispensabile creare un'unità organizzativa che resti in carica sette anni e sia composta da una decina di collaboratori scientifici e amministrativi.
L'IPCC è stato insignito del Premio Nobel per la Pace nell'ottobre 2007. Il suo primo rapporto, pubblicato nel 1990, era sfociato nella creazione della Convenzione dell'ONU sui cambiamenti climatici. Il secondo rapporto, del 1995, aveva costituito la base del Protocollo di Kyoto.
Thomas Stocker (1959, cittadino di Zurigo e Büron LU) è cresciuto a Zurigo, dove si è laureato nel 1984 in fisica ambientale al Politecnico federale. La dissertazione, redatta con il professor Kolumban Hutter presso il Laboratorio di idraulica, idrologia e glaciologia del Politecnico di Zurigo (PFZ), è stata insignita nel 1987 della medaglia del PFZ. Dopo un periodo di ricerca all'University College di Londra, Stocker ha ottenuto dal Fondo Nazionale Svizzero una borsa di studio per ricercatori avanzati, grazie alla quale, con un soggiorno presso la McGill University (Montreal, Canada) dal 1989 al 1991, ha potuto approfondire lo sviluppo di modelli climatici efficienti e l'analisi delle rapide oscillazioni del clima. Dal 1991 al 1993 ha poi lavorato come Associate Research Scientist presso il Lamont Doherty Earth Observatory della Columbia University di New York.
Nel 1993 Stocker è stato nominato professore presso l'Istituto di fisica dell'Università di Berna, dove attualmente dirige la divisione di fisica climatica e ambientale. Il lavoro scientifico condotto dal suo team comprende la modellizzazione di brusche variazioni del clima, l'analisi dei cambiamenti passati e futuri della circolazione oceanica e la ricostruzione di situazioni climatiche del passato con l'aiuto di carote di ghiaccio provenienti dalla Groenlandia e dall'Antardide. L'istituto è all'avanguardia a livello internazionale per quanto riguarda la determinazione delle concentrazioni di gas serra degli ultimi 800 000 anni nell'aria contenuta nelle carote di ghiaccio.
In veste di autore e coautore, Thomas Stocker ha pubblicato oltre 140 articoli scientifici. È membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche del Fondo Nazionale Svizzero dal 2006 e dirige il Polo di ricerca nazionale Clima dal 2008. Dal 1997 Stocker ricopre inoltre un ruolo di primo piano in seno al Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) dell'ONU. Per i rapporti di competenza del gruppo di lavoro I, pubblicati dall'IPCC nel 2001 e nel 2007, ha coordinato i capitoli "Physical Climate Processes and Feedbacks" e "Global Climate Change Projections". Grazie ai suoi lavori, nel 1993 gli è stato conferito il premio nazionale Latsis e nel 2006 ha ottenuto il dottorato honoris causa presso l'Università di Versailles.