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Sarebbero 700mila le coppie sposate penalizzate fiscalmente. Lo indica il Consiglio federale nel messaggio aggiuntivo sulla modifica della legge sull'imposta federale diretta licenziato oggi a quattro mesi dalla decisione del Tribunale federale (TF) di annullare la votazione federale del 28 febbraio 2016 sull'iniziativa del Ppd riguardante l'imposizione fiscale dei coniugi.
In un comunicato, il governo afferma che secondo le stime – comunque soggette ad ampio margine d'errore - sono 450'000 le coppie sposate soggette a un maggiore onere anticostituzionale (ossia casi nei quali le spese fiscali supplementari superano il 10%). A queste si aggiungono altre 250'000 coppie di coniugi pensionati.
In totale le persone penalizzate fiscalmente dal matrimonio sono quindi 1,4 milioni, pari al 12% della popolazione residente in Svizzera. I dati esposti, precisa il governo, si basano comunque su ipotesi e sono caratterizzati da forte incertezza.
Se queste penalizzazioni dovessero essere eliminate, secondo le più recenti stime ci sarebbero minori entrate a titolo di imposta federale diretta pari a circa 1,5 miliardi di franchi. Di questi, circa 1,2 miliardi sarebbero a carico della Confederazione e 300 milioni ai cantoni.
Per il Governo, comunque, se si effettua una valutazione complessiva nell'ambito delle assicurazioni sociali le coppie sposate risultano essere leggermente avvantaggiate rispetto ai concubini. Ad esempio nel campo del Secondo pilastro si privilegiano tendenzialmente le coppie sposate. Per tale motivo l'esecutivo non ritiene necessario intervenire.
La votazione sull'iniziativa PPD "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi fiscali per le coppie sposate" è stata annullata dal Tf a causa di un "errore grossolano" nel numero di coppie interessate dalla modifica costituzionale. Nelle spiegazioni di voto, il Consiglio federale aveva parlato di circa 80 mila coppie sposate con due redditi penalizzate dal sistema attuale. La cifra effettiva, rivelata due anni dopo, è invece di 454 mila coppie.
Nel prendere atto della storica decisione del TF, il governo aveva così deciso di elaborare un messaggio aggiuntivo alla riforma già in corso dell'imposizione delle coppie e della famiglia. In questo modo il Parlamento potrà discutere le richieste dell'iniziativa popolare, bocciata con il 50,8% dei voti, alla luce dei nuovi dati.
Nel messaggio il governo precisa anche che intende sottoporre nuovamente a popolo e cantoni il testo del Ppd al più tardi il 27 maggio 2020. Gli iniziativisti potranno decidere il ritiro dell'iniziativa fin tanto che la data esatta non verrà fissata, precisa l'esecutivo.
Da segnalare che l'iniziativa specifica che il matrimonio è l'unione duratura di un uomo e di una donna, definizione in contrasto col progetto in discussione sull'apertura del matrimonio alle coppie omosessuali.
Il messaggio governativo sull'eliminazione degli svantaggi fiscali per le coppie sposate nell'ambito dell'imposta federale diretta (Ifd) era stato licenziato nel marzo del 2018. Il Parlamento non se ne è ancora occupato: la competente commissione aveva sospeso le discussioni nell'attesa della sentenza del Tf.
Per porre fine alle disuguaglianze, il governo propone un sistema di calcolo alternativo. In base a questo modello, l'onere fiscale dei coniugi viene dapprima conteggiato secondo la tassazione attuale e in una seconda fase come se i due sposi fossero concubini. Fra i due importi ottenuti, la coppia dovrà saldare quello meno elevato.
Stando alle stime dell'esecutivo, il progetto comporta un calo del gettito dell'Ifd di circa 1,15 miliardi di franchi all'anno, di cui 950 milioni sopportati dalla Confederazione e i restanti 200 milioni dai Cantoni. In una prima reazione, il Ppd si era mostrato favorevole alle proposte governative.