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Quando un prodotto artificiale ha trovato il suo tipo e questo tipo ha raggiunto la perfezione (sia della forma, sia della funzione), il suo sviluppo si arresta: la speculazione e l'ambizione possono inventare nuove varianti, ma la loro necessità organica non esiste più.
Tali nell'artigianato artistico il violino, nel laboratorio meccanico l'orologio da tasca.
Tale nell'uso pratico, modesta ma di un'utilità inestimabile, la matita.
Non mi consta che qualche scrittore abbia rivolto sinora la sua attenzione alla scatola di sigari, o si sia preso la briga di descrivere la sua «definitività».
«Umile all'esterno, nel vestitino di legno», come canta estatico Heine delle botti nella cantina di Brema.
La scatola di sigari ha in media le dimensioni di un grosso volume di enciclopedia. Come per i libri, una diminuzione o un aumento eccessivo del formato non sono soddisfacenti, perché il formato deve essere in rapporto con la mano umana e il suo maneggio. Il fondo e le pareti laterali sono uniti tra loro da leggeri chiodini, il coperchio è fissato al lato posteriore con una striscia di carta incollata, la cui piegatura permette di alzare e abbassare l'assicella. Dalle parti il coperchio è più stretto della scatola, così che quando è chiuso si incastra tra le pareti laterali; anteriormente raggiunge la larghezza completa del rettangolo, di modo che il suo margine continua verso l'alto la parete anteriore, e la chiude. Nel tipo genuino della scatola di sigari, il legno è lasciato grezzo e senza ornamenti, alcune varietà portano un sigillo ovale impresso a fuoco sul coperchio. Del pari impressa a fuoco è la designazione del colore (“claro”) sulla parete laterale sinistra e, sulla parete anteriore, quella della qualità dei sigari. Tutti gli spigoli della scatola sono incollati con strisce di carta che tengono insieme le assicelle in modo più duraturo e chiudono ermeticamente il coperchio, tanto che per aprirlo la prima volta bisogna tagliare le striscioline. Nel centro del margine anteriore del coperchio è conficcato un chiodino, non molto più grosso di uno spillo, che penetra nella parete anteriore, come chiusura. All'interno la scatola è tutta foderata di carta incollata. Ma lo splendore della guarnizione si rivela nel rivestimento interno del coperchio. Questo foglio porta una stampigliatura in oro e in colori, nello stile delle immagini di santi e dei diplomi d'onore in uso intorno al 1860, e per lo più rappresenta un'allegoria derivata dal nome del sigaro: quasi sempre l'immagine è incorniciata da serie di medaglie d'oro, ben ordinate a destra e a sinistra, il cui conio è riprodotto plasticamente. Tra queste brillano palme, paesaggi tropicali, porti esotici. Qualche volta invece dell'allegoria fa bella mostra di sé il ritratto di un mercante, intelligente e dignitoso, in un abbigliamento dell'epoca di Dickens: il fondatore della fabbrica in questione.
Le immagini rappresentate su queste etichette meritano un piccolo riconoscimento; come quella del famoso sigaro «El Crepuscolo», che mostra un genio alato librantesi su un paesaggio crepuscolare, in atto di trasvolare un ruscello e di sparire verso destra.
Un secondo foglio è adagiato sui sigari, come una copertina; è incollato alla parete anteriore e si può piegare verso l'esterno (e in avanti). Anch'esso porta un'immagine od una scritta, che non sono però altrettanto determinanti per il carattere o la qualità e il cui contenuto e il cui senso variano di più. Lo stile e l'esecuzione di queste raffigurazioni vanno da una solida accuratezza a un chiassoso cattivo gusto pubblicitario. Il ritratto, le medaglie spesso riproducenti l'edificio della fabbrica testimoniano la sicurezza di sé del produttore; mentre l'abbagliante spreco di colori e le dorature rappresentano la mezza cultura del paese da cui proviene il tutto, sebbene le etichette vengano fabbricate principalmente a Lipsia.
L'etichetta principale è incollata anche all'esterno, sulla parete laterale destra della scatola e i suoi orli inferiore e superiore si prolungano sul fondo e sul coperchio, mentre i margini laterali sono tagliati via. Nel negozio le scatole sono accatastate in modo che questo lato resta visibile e permette di riconoscere la marca. La scatola d'uso più comune contiene cinquanta sigari, che disposti in quattro strati la riempiono esattamente. Nonostante la sua costruzione leggera, la scatola di sigari è di lunga durata, quasi indistruttibile, tanto che, una volta vuotata, si può impiegare per tutta una serie di piccoli usi domestici.
Una collezione di tali scatole non sarebbe meno interessante né meno ricca di tante altre.
Sua accompagnatrice e suo rampollo è la scatola di fiammiferi svedesi, altro tipo arrivato alla perfezione.