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Queste sono le risposte sintetiche ai dubbi più ricorrenti a proposito del Volo 77, il Boeing 757 dirottato e lanciato contro il Pentagono alle 9:37 dell'11 settembre 2001. Per gli approfondimenti si possono leggere gli articoli indicati nei link qui sotto oppure si può cercare in questo blog usando la casella di ricerca qui a destra.
2.6. I rottami
2.6.1. Perché al Pentagono non c’erano rottami d'aereo?
C’erano eccome. Ci sono decine di fotografie di rottami sminuzzati sul prato e dentro l’edificio (dettagli). Non ci si deve aspettare grandi rottami sul prato, esattamente come al World Trade Center non c’erano grandi rottami d'aereo fuori dalle Torri Gemelle.
2.6.2. Va bene, i rottami c’erano, ma perché erano troppo pochi?
Quanti rottami dovrebbe lasciare visibili fuori un aereo che entra in un edificio? Confrontate con gli impatti alle Torri Gemelle: quanti rottami d’aereo avete visto a New York?
2.6.3. Va bene, i rottami c’erano e non erano troppo pochi, ma perché erano troppo piccoli?
L'aereo entrò nell’edificio ad altissima velocità, sfondando la facciata, e pertanto si sminuzzò. È ridicolo aspettarsi di trovare tronconi di fusoliera o altro, specialmente all’esterno: gli aerei non rimbalzano, quando si schiantano.
2.6.4. I rottami c’erano, ma non potrebbero essere stati collocati da agenti della CIA?
Come avrebbero fatto, sotto gli occhi delle migliaia di automobilisti che passano sull’autostrada (il Washington Boulevard) che confina con il Pentagono? E perché rischiare di farsi scoprire con un piano così stupido, quando sarebbe stato molto più semplice per esempio far precipitare per davvero un aereo di linea sul Pentagono oppure lasciare che i terroristi dirottatori lo facessero schiantare?
2.6.5. I rottami c'erano, ma perché erano lucidi invece di essere bruciacchiati dall'esplosione?
Perché furono proiettati lontano durante l'impatto dell'aereo, pochi istanti prima della deflagrazione del carburante. Confrontate con i video degli impatti al World Trade Center: l'aereo prima penetra e si disintegra, poi deflagra il carburante.
2.6.6. I rottami c'erano, ma come mai non corrispondono a pezzi di un Boeing 757?
Secondo chi fa questa domanda, gli organizzatori della sofisticatissima messinscena sarebbero stati così idioti da fabbricare finti rottami e sbagliarli invece di prenderli da un Boeing 757 da rottamare.
In realtà i rottami corrispondono e sono stati identificati come parti di un Boeing 757: cerchioni, carrelli, poltrone, motori. E poi ci sono i pezzi dei passeggeri del Volo 77 e i loro effetti personali, riconosciuti dai loro familiari. La “scatola nera” fu recuperata e corrisponde a quella del Volo 77. In uno dei rottami c'è anche il numero di serie del pezzo e il marchio della American Airlines, che secondo un tecnico della compagnia aerea lo identifica come un alimentatore per le luci d'emergenza (foto qui sopra, cliccabile per ingrandirla) (dettagli).
2.6.7. Che fine fece la scatola nera?
Fu recuperata, gravemente danneggiata, all'interno della zona colpita del Pentagono. La foto qui accanto ne mostra un frammento.
Dall'analisi di laboratorio emerse che la registrazione dell'audio in cabina era illeggibile, ma i dati di volo furono invece recuperati e sono pubblicamente disponibili (dettagli). Dal loro studio emerge che le manovre del velivolo furono effettuate da due dirottatori coordinati in cabina di pilotaggio (dettagli).
2.6.8. La scatola nera indica che la porta della cabina di pilotaggio non fu mai aperta durante il volo: come fecero allora i dirottatori a prendere i comandi dell'aereo?
Sui Boeing 757 costruiti nel 1991, come quello che colpì il Pentagono, la scatola nera era predisposta per registrare il segnale del sensore della porta della cabina, ma il sensore corrispondente non c'era (fu montato solo nei 757 costruiti dal 1997 in poi), per cui nella scatola nera veniva registrato un valore fittizio.
Questo fatto è chiaramente indicato nel rapporto tecnico del National Transportation Safety Board.
Infatti la scatola nera dell'aereo dirottato indica che la porta rimase perennemente chiusa anche per tutte le 40 ore di volo precedenti, eppure è improbabile che i piloti non abbiano mai fatto una capatina alla toilette o non si siano fatti portare neanche un caffè da un assistente di volo (dettagli).
2.6.9. Dove andarono a finire i motori?
Almeno uno dei motori fu trovato, sventrato, all'interno del Pentagono, incastrato in una colonna, come descritto nel libro Firefight (dettagli).
2.6.10. Come è possibile che la versione ufficiale giustifichi l'assenza di rottami dell'aereo dicendo che l'incendio lo ha "vaporizzato" o "gassificato"?
A quanto ci risulta, nessun documento tecnico e nessun rapporto ufficiale afferma una cosa del genere. L'unica fonte che parla di “vaporizzazione” – e l'unica fonte finora presentata dai complottisti – è un articolo giornalistico in cui un testimone, Frank Probst, dice che un motore (non l'intero aereo) si “vaporizzò” all'impatto (non nell'incendio). Ma dal contesto è chiaro che non si tratta di una descrizione letterale, tant’è vero che lo stesso testimone dice di aver visto pezzi del motore schizzare in ogni direzione (dettagli).