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Gli autori dell'iniziativa "Più posti di formazione nel campo della medicina umana - Per prevenire la carenza di medici", lanciata un anno fa, hanno abbandonato la via popolare a favore di quella parlamentare. Le loro richieste saranno promosse dalla consigliera nazionale Margrit Kessler (Verdi liberali/SG).
Kessler era convinta fin dall'inizio del buon approccio al problema da parte dell'iniziativa popolare, scrivono i promotori sul loro sito internet. Con la mutazione dell'iniziativa in un atto parlamentare la questione entrerà più rapidamente nel processo decisionale politico, sottolineano i fautori del testo. La raccolta delle 100'000 firme da consegnare entro il 9 ottobre, che finora procedeva con una certa difficoltà, potrà così essere interrotta.
L'iniziativa contro la carenza di dottori chiede misure per assicurare una formazione che copra sul lungo periodo il fabbisogno in tutto il Paese. La competenza rimarrà in mano ai Cantoni, ai quali spetterà il compito di quantificare i bisogni e la capacità di formazione, nonché di fissare una pianificazione su scala nazionale. Se non dovessero farlo in tempo o se la Confederazione fissasse altre necessità, allora spetterebbe al Consiglio Federale intervenire fissando direttive che i cantoni dovrebbero applicare senza indugio. I costi non coperti verrebbero ripartiti tra i Cantoni.
Secondo i fautori dell'iniziativa, la Svizzera da oltre dieci anni non forma più un numero sufficiente di medici: ogni anno sono rilasciati 700-800 diplomi medici, quando per rispondere alle necessità si dovrebbe arrivare a circa 1400.
SDA-ATS