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BERLINO/ZURIGO - L'equa ripartizione dei lavori domestici e degli impieghi retribuiti tra uomini e donne è un ideale sociale. Questo, per lo più, nel tessuto urbano. A quanto pare, però, una tale distribuzione dei ruoli non contribuirebbe alla felicità dei padri di famiglia.
Come scrive il Tages-Anzeiger, uno studio del sociologo tedesco Martin Schröder incentrato sul rapporto tra orario di lavoro e soddisfazione personale riporta che, in media, i padri con un impiego a tempo pieno sono più felici dei padri che lavorano a tempo parziale e che, di conseguenza, sono più spesso a casa.
Sempre stando allo studio, gli uomini accetterebbero gli straordinari anche se il salario rimane invariato. Tant’è vero che il sociologo sospetta che, rispetto alle madri, sul posto di lavoro diano di più. Anche perché, a quanto pare, il ruolo del padre non sarebbe equivalente quello della madre, per cui darebbe meno soddisfazioni. «Se i padri riducono la loro percentuale lavorativa, si trasformano in persone infelici. Succede tutto molto rapidamente», spiega Schröder al quotidiano.
Gli svizzeri voteranno presto per il congedo paternità. Questo studio ha però mostrato le reali necessità dei padri. «Secondo me - spiega Schröder - non dovrebbero essere costretti a lasciare - seppur temporaneamente - il lavoro contro la loro volontà. Non c'è nulla di sbagliato nel congedo paternità, ma i padri dovrebbero avere la possibilità di scegliere».
Dal canto loro, le madri si sentono appagate sia nei lavori domestici, sia in ufficio.