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<h2>SubmittedText<h2><p>Frontex è diventata il principale attore delle politiche di controllo delle frontiere esterne dell'UE dato che coordina le operazioni ai confini marittimi, aerei e terrestri in Europa. Il regolamento che ne definisce il mandato è stato rivisto al fine di garantire a Frontex più mezzi e maggiore autonomia nelle fasi di avvio e gestione delle operazioni (regolamento UE n. 656/2014 del 15 maggio 2014; RABIT, Eurosur). Poiché il regolamento costituisce uno sviluppo dell'acquis di Schengen, esso è stato notificato alla Svizzera (RU 2014 2347), la quale deve applicarlo. Inizialmente il recepimento del regolamento Frontex ha reso necessario un contributo finanziario di 2,3 milioni di franchi annui nonché la messa a disposizione di guardie di confine e di materiale operativo di controllo e sorveglianza delle frontiere.</p><p>La Svizzera essendo membro del consiglio d'amministrazione di Frontex con diritto di voto per quanto concerne le decisioni relative ad attività specifiche da realizzare alle frontiere esterne e tenuto conto delle centinaia di naufragi verificatisi nel corso degli ultimi mesi nel Mediterraneo, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché con l'operazione Triton Frontex ha salvato soltanto 15 000 persone, mentre l'operazione Mare Nostrum ne ha salvate quasi 150 000?</p><p>2. È necessario aumentare il contributo finanziario e in materia di personale della Svizzera a favore di Frontex per organizzare un numero maggiore di operazioni umanitarie? Tali decisioni saranno previamente sottoposte al Parlamento per ap-provazione? Non sarebbe più opportuno collaborare direttamente con i Paesi che organizzano importanti operazioni umanitarie come Mare Nostrum?</p><p>3. Le operazioni di controllo alle frontiere esterne dell'UE volte a respingere i migranti verso i Paesi vicini possono rappresentare violazioni del diritto d'asilo e del principio di non respingimento. Quali sono le garanzie di cui dispone il Consiglio federale a tal proposito?</p><p>4. Tenuto conto della maggiore importanza di Frontex, non è possibile rafforzare il controllo sulle attività di Frontex da parte dei Parlamenti nazionali degli Stati membri di Schengen o associati a Schengen? Non è possibile organizzare delle delegazioni parlamentari per accertare la compatibilità delle attività di Frontex con gli obblighi degli Stati membri in materia di diritti umani?</p><p>5. Frontex può stringere accordi con terzi. Il Consiglio federale è a conoscenza di tali accordi e, se del caso, può informare il Parlamento a tal proposito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le due operazioni non sono paragonabili riguardo a obiettivi e portata. L'operazione Mare Nostrum è stata la risposta delle sole autorità italiane alla tragedia del mare successa davanti all'isola di Lampedusa e aveva come scopo principale il soccorso e il salvataggio in mare dei rifugiati. Il raggio d'azione si estendeva fino in prossimità della costa libica, che dista 160 miglia da Lampedusa. Questa missione è stata dunque realizzata in acque internazionali. Il bilancio mensile disponibile ammontava a circa 9 milioni di euro, stanziati dall'Italia. Triton invece è un'operazione di sorveglianza delle frontiere esterne dello spazio Schengen condotta da Frontex per sostenere le autorità italiane competenti. All'operazione, iniziata il 1° novembre 2014, partecipano con i propri mezzi (materiale e personale) 18 Stati Schengen. La protezione e la sorveglianza delle frontiere sono i suoi principali obiettivi. Triton non sostituisce Mare Nostrum, pertanto sia i fondi stanziati (circa 3 milioni di euro al mese) sia il raggio d'azione (pattugliamento di circa 30 miglia davanti alle coste italiane e a Lampedusa) sono più limitati.</p><p>2. La Svizzera sostiene Frontex nel quadro delle risorse disponibili. Ogni anno vengono prestati circa 1200 giorni d'impiego da parte del corpo delle guardie di confine e viene versato un contributo annuo di adesione a Frontex che, secondo la chiave di ripartizione dell'accordo di adesione a Schengen, ammonta a circa 4 milioni di franchi. Poiché la Svizzera non dispone di imbarcazioni adatte alla navigazione marittima, nelle operazioni in mare mette a disposizione solo specialisti (p. es. debriefer). Il 23 aprile 2015 a Bruxelles si è tenuto un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo degli Stati membri dell'UE per discutere l'attuale situazione dei rifugiati nel Mediterraneo. Nel corso della riunione è stato fra l'altro deciso di triplicare le risorse (ovvero da 3 a 9 milioni di euro al mese) a favore delle operazioni Triton e Poseidon di Frontex in corso nel Mediterraneo. L'aumento dei fondi consente anche di potenziare i mezzi d'impiego e di ampliare il raggio d'azione. Se tali maggiori risorse comporteranno un aumento del bilancio 2015 di Frontex, anche la Svizzera dovrà innalzare proporzionalmente il suo contributo annuo all'agenzia.</p><p>La partecipazione alle operazioni Frontex non preclude la partecipazione a forme di cooperazione bilaterali che si pongono come obiettivo principale l'aiuto umanitario. Tuttavia si rammenta che tali interventi di salvataggio, benché importanti, non risolvono le vere cause del problema. La migrazione, in particolare quella illegale, rappresenta una sfida per tutta l'Europa. A lungo termine occorre quindi individuare una soluzione comune.</p><p>3. Nel regolamento (UE) n. 656/2014, l'UE ha formulato una regolamentazione chiara e vincolante che deve essere rispettata da tutti gli attori incaricati di sorvegliare le frontiere marittime esterne. Ciò vale anzitutto per gli Stati membri direttamente interessati, che in qualità di Stati in cui ha luogo l'operazione conservano la responsabilità anche nel quadro delle singole operazioni Frontex. Ovviamente anche Frontex ha determinate responsabilità. Pertanto, secondo il regolamento (CE) n. 2007/2004 è tenuta espressamente al rispetto dei diritti umani, in particolare per quanto concerne l'accesso alla protezione internazionale e il principio di non respingimento. Inoltre sono stati messi a punto meccanismi specifici volti a garantire l'osservanza di questi impegni nel quadro delle operazioni Frontex. Infatti Frontex dispone di un esperto in diritti fondamentali indipendente, che vigila sul rispetto dei diritti umani durante le operazioni Frontex, si occupa di violazioni potenziali e redige rapporti a cadenza regolare. Inoltre, dal gennaio 2013 Frontex è sostenuta da un forum consultivo, composto di agenzie dell'UE e dell'ONU, organizzazioni intergovernative e diverse istituzioni della società civile. Il compito del forum è fornire consulenza in materia di diritti umani al consiglio di amministrazione e al direttore esecutivo. Il forum collabora allo sviluppo e all'applicazione della strategia di Frontex in materia di diritti umani nonché alla preparazione del codice di condotta e del "Common Core Curriculum" (base comune per la formazione).</p><p>4. Negli ultimi anni Frontex ha dedicato particolare attenzione al rispetto dei diritti umani durante le sue operazioni. A tal fine sono stati creati processi e istituzioni indipendenti. Inoltre il tema dei diritti umani è stato integrato in numerosi documenti e viene trattato in occasione dei briefing. Regolarmente si tengono anche corsi di formazione dei formatori. In quanto agenzia dell'UE, Frontex sottostà al controllo da parte di quest'ultima e dunque del Parlamento europeo. Il Consiglio federale non dispone di informazioni tali da far supporre inefficienze nell'impiego dei dispositivi per il rispetto dei diritti umani.</p><p>5. Nel quadro del suo mandato, Frontex può sottoscrivere accordi di cooperazione con autorità di Stati terzi. Questa cooperazione rappresenta un valido strumento per combattere più efficacemente la migrazione irregolare e la criminalità transfrontaliera ed è parte integrante della strategia europea per la gestione integrata delle frontiere ("Integrated Border Management").</p><p>Nell'ambito della collaborazione con Stati terzi, Frontex sviluppa una solida rete di partenariati a livello operativo. Per Frontex, tale collaborazione e il fatto di agevolare la cooperazione con Stati terzi sul piano tecnico-operativo rivestono un'elevata priorità. Per potenziare e mantenere la cooperazione operativa sono determinanti i seguenti settori chiave: scambio di informazioni, analisi dei rischi, formazione, ricerca e sviluppo, operazioni congiunte e realizzazione di progetti pilota.</p><p>Frontex ha concluso accordi con le autorità di questi 17 Paesi: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Canada, Capo Verde, Federazione russa, Georgia, Macedonia, Moldova, Montenegro, Nigeria, Serbia, Stati Uniti, Turchia, Ucraina. Infine ha previsto negoziati con Brasile, Egitto, Libia, Marocco, Mauritania, Senegal e Tunisia.</p>  Risposta del Consiglio federale.