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Città capoluogo dell'omonima provincia e della regione Veneto, situata all'estremità settentrionale dell'Adriatico, e antica Repubblica cittadina (nota anche come "Serenissima"), che dall'inizio del XV alla fine del XVIII sec. comprendeva, oltre alla Dalmazia, l'Istria e il Friuli, i cosiddetti domini di terraferma (Padova, Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo e i rispettivi territori). Sotto dominio austriaco dal 1797 al 1805, fece in seguito parte del regno d'Italia napoleonico (1805-14), del regno Lombardo Veneto (1815-66) e poi del regno d'Italia (dal 1866) e della Repubblica it. (dal 1946).
Data la vicinanza geografica, i contatti di V. con i Grigioni furono più intensi che con il resto della Conf. Le prime testimonianze di Grigionesi stabilitisi nella città lagunare risalgono al XIV sec. Per colmare le perdite demografiche dovute alle epidemie di peste attorno al 1350, le autorità cittadine offrirono privilegi agli artigiani immigrati; nel XV sec. giunsero spec. calzolai, fabbricanti di cinture, pasticcieri, produttori di salsicce dall'area retica e dalle valli sudalpine. Nel 1458 Antonio di Giacomo è il primo fornaio grigionese menz. per nome; nel 1493 la corporazione dei pasticcieri veneziani si lamentava dei numerosi concorrenti engadinesi. Diversi Conf. si dedicarono al commercio, ad esempio di bestiame (Grigionesi) e tele di lino (Sangallesi, attestati dal 1362); dal XIV sec. sono documentati anche mercanti basilesi e zurighesi. Dal canto loro, nella seconda metà del XV sec., commercianti veneziani frequentarono spesso la fiera di Zurzach. L'arresto di alcuni di essi a Weesen, compiuto per rappresaglia da Glarona e Svitto nel 1484, portò a una diminuzione degli scambi. V. reagì abolendo i privilegi concessi in precedenza e aumentando i dazi nel territorio cittadino, ciò che colpì spec. i mercanti sangallesi.
Già nel tardo ME Conf. e Grigionesi prestarono servizio mercenario a favore della Serenissima, non ancora però nel quadro di capitolazioni militari ufficiali. In questo contesto comparvero i primi inviati veneziani su suolo sviz., tra cui Giovanni Amati a Lucerna (1425) e Francesco Brunicardi (1439) e Niccolò Bernardo (1463) a Zurigo. Quest'ultimo mirava alla conclusione di un'alleanza militare, rifiutata dai Conf. analogamente a quanto fatto con la domanda di arruolare 1000 uomini nel 1478. Nel 1489 il bernese Johann von Erlach fu inviato a V. per negoziare un'intesa su richiesta dei Conf. Pur non accettando, la città versò pensioni a politici sviz. di spicco per scongiurare eventuali accordi con la Francia. Attorno al 1490/94 il conte Jörg von Werdenberg-Sargans si impegnò senza successo per un'alleanza della Conf. e delle Tre Leghe con V.
Autrice/Autore: Martin Bundi / mku
All'inizio del XVI sec. la politica estera delle Tre Leghe oscillò tra la Francia e V. Nel 1500, dopo aver beneficiato del sostegno di V. durante la guerra di Svevia (battaglia della Calven, 1499), i Grigionesi conclusero una capitolazione militare con la Serenissima che prevedeva la fornitura di 4000 uomini. Ciò non impedì loro di stipulare un'intesa simile con la Francia nel 1509 e di consentire a loro mercenari di partecipare alla spedizione della Lega di Cambrai contro V. insieme ad altri soldati conf.; le Tre Leghe e i Conf. rifiutarono la proposta di Hieronimo Savorgnano, inviato di V., per un'ampia alleanza con quest'ultima. A cavallo tra il 1511 e il 1512, Bernardino Morosini e Rudolf von Salis-Soglio soggiornarono nella città lagunare quali rappresentanti risp. della Conf. e delle Tre Leghe per preparare l'arrivo di una missione diplomatica di tutti i cant. conf. così come la formazione di una coalizione antifranc. e la spedizione di Pavia della primavera del 1512 (Lega Santa). Con l'acquisizione dei territori sudalpini (1512), la Conf. e le Tre Leghe si avvicinarono geograficamente alla Serenissima; le Alpi Orobie a sud della Valtellina costituivano ormai il confine tra i Grigioni e V. Dall'adozione di una Costituzione comune nel 1524, il Libero Stato delle Tre Leghe intensificò i contatti con la città lagunare, dove ancora lo stesso anno inviò Martino Bovollino, notaio e poeta mesolcinese, per ottenere il riconoscimento dell'annessione della Valtellina. Nel 1526 la Serenissima, la Francia e il papa mediarono la pace tra le Tre Leghe e il castellano di Musso (guerre di Musso), la quale costrinse i Grigionesi a cedere le Tre Pievi.
Nuove capitolazioni militari furono concluse nel 1560. L'1.6.1560 Melchior Lussi, futuro Landamano di Nidvaldo, entrò al servizio di V. con il grado di colonnello alla testa di un reggimento composto di 12 drappelli sviz.; in contemporanea il bregagliotto Hercules Salis, insieme ai due figli Rudolf e Abundius, stipulò una capitolazione per un reggimento. Nel 1571 Josua Salis diresse un contingente di 600 rematori grigionesi catt., che fornirono un sostegno logistico in occasione della battaglia di Lepanto.
L'interesse nei confronti della Conf. e dei Grigioni crebbe dopo che la letteratura umanistica e la cartografia avevano diffuso a V. le conoscenze sul territorio sviz. In particolare lo studio di Aegidius Tschudi Die uralt warhafftig Alpisch Rhetia (lat. De prisca ac vera Alpina Rhaetia) e la relativa cartina della Conf. del 1538, tradotti e ripresi nei resoconti di delegati it., ebbero grande risonanza a sud delle Alpi. Notevoli migliorie furono apportate alle vie di transito nelle Alpi Orobie, tra cui quelle del passo di San Marco e dei valichi dell'Aprica e del Mortirolo. Dopo l'introduzione della Riforma nei Grigioni, testi rif. percorsero regolarmente questi itinerari diretti a Bergamo, Brescia e V., dove in seguito si formarono minoranze o addirittura comunità parrocchiali prot. La maggioranza dei Grigionesi economicamente attivi nella Serenissima e dei commercianti zurighesi stabilitisi a Bergamo dal 1560 erano seguaci della nuova fede. Molte di queste persone e soprattutto numerosi prot. it., minacciati dall'Inquisizione e dalle autorità statali, ripararono nelle Tre Leghe. Tra questi rifugiati figurarono artigiani della val Trompia (Brescia), specialisti del settore minerario come i fratelli Bellinchetti, il teologo Girolamo Zanchi, il medico Guglielmo Gratirolo di Bergamo e diversi membri della fam. nobile dei Martinengo da Barco (Brescia). Dal 1554, gli inviati grigionesi Friedrich von Salis e suo figlio Johann si impegnarono ripetutamente per la tutela religiosa dei loro concittadini nello Stato veneziano e ottennero garanzie a questo proposito (dal 1564 estese anche ai commercianti zurighesi) dal Senato della città lagunare. Grazie alla loro tenacia, i rappresentanti delle Tre Leghe a V. riuscirono a negoziare una serie di accordi e privilegi, tra cui un trattato di estradizione (1554), l'esenzione dai dazi sulle persone (1579; a Brescia i mercanti grigionesi ne erano esonerati già dal 1541), l'accesso per i mercanti grigionesi al Fondaco dei Tedeschi a V. (1582; prerogativa garantita sul piano giur. già dal 1475) e il diritto di portare un'arma nel territorio della Serenissima (1582). Attorno al 1600, Francesco Ponte si stabilì a V. come "addetto commerciale" delle Tre Leghe. Gli scambi erano cresciuti notevolmente. Verso V. venivano esportati bestiame da macello grigionese, formaggio engadinese e vasellame in pietra ollare di Piuro; in senso contrario giungevano nei Grigioni sale e cereali. Verso il 1600, i Grigionesi che esercitavano un mestiere nella città lagunare erano ca. 3000.
In questo contesto economico fiorente, fu conclusa l'alleanza politico-militare da lungo tempo attesa tra V. e il Libero Stato delle Tre Leghe (1603). Questo accordo, frutto postumo degli sforzi dell'inviato Johann von Salis, contrastava con gli interessi del partito austro-spagnolo grigionese, che mirava a instaurare rapporti privilegiati con il vicino ducato di Milano sotto dominio iberico. La Spagna reagì immediatamente costruendo l'imponente fortezza di Fuentes (così denominata in onore dell'omonimo governatore spagnolo a Milano) nella parte alta del lago di Como, all'imbocco della Valtellina. Nelle Tre Leghe, l'inasprimento dei conflitti interni sfociò nei Torbidi grigionesi e nel coinvolgimento nella guerra dei Trent'anni. Viste le complicazioni politiche, nel 1613 le autorità grigionesi non rinnovarono l'alleanza con V., limitata a dieci anni. In compenso e per garantire in qualche modo i collegamenti con la Francia, nel 1615 la Serenissima concluse accordi simili con Zurigo e Berna che vennero ratificati nel 1618. Grazie a essi, dietro pagamento di pensioni, ottenne la facoltà di reclutare in caso di bisogno un reggimento zurighese e uno bernese. Queste intese assicurarono inoltre ai cittadini dei due cant. la libertà di commercio e di scambio - di cui beneficiò spec. l'industria serica zurighese - e il libero esercizio della fede rif. Da parte veneziana, tali alleanze furono predisposte dall'inviato Giovanni Battista Padavino (dal 1605), poi concluse da Gregorio Barbadigó. Nei suoi rapporti sui governi e la situazione politica nelle Tre Leghe (1605) risp. nella Conf. (1606), Padavino espresse giudizi piuttosto negativi, lodando però nel contempo le capacità belliche degli Svizzeri e considerando utile per V. di avere tra i suoi vicini delle così potenti Repubbliche amiche. A suo avviso le Tre Leghe traevano inoltre vantaggio dalla posizione privilegiata di cui godevano gli studenti grigionesi all'Univ. di Padova, dove vigeva uno spirito particolarmente tollerante che attirò anche numerosi rif. dalle regioni a nord delle Alpi. Il grigionese Thomas von Schauenstein fu rettore della facoltà di diritto (1583-85); Nicolò Guicciardi ed Ercole Guarinoni, entrambi provenienti dai territori soggetti alle Tre Leghe, ricoprirono la carica di rettore della facoltà delle arti risp. nel 1539 e nel 1584. Intensi furono i legami acc. con l'ateneo di Basilea. Il gesuita Barthélemy Souvey di Corbières fu professore di matematica all'Univ. di Padova dal 1624 al 1629.
Sulla base dell'alleanza con Zurigo e Berna, nel XVII sec. vennero concluse diverse capitolazioni militari. Il reggimento Werdtmüller (1648) e il reggimento Weiss (1658), per esempio, furono al servizio di V. in Dalmazia. Nel 1671 Zurigo e Berna delegarono Georg von Orelli come inviato particolare a V. per riscuotere pensioni arretrate dell'ammontare di 104'000 ducati. Nel 1652-64 il reggimento solettese Büeler combatté per la Serenissima nella guerra contro i Turchi sull'isola di Creta e in Dalmazia. La capitolazione con V., conclusa nel 1687 da diversi cant. catt. senza un'alleanza preliminare, ebbe esiti molto negativi. Il colonello urano Sebastian Peregrin Schmid condusse ca. 2500 mercenari in Grecia nella guerra contro i Turchi. Dopo sconfitte nel Peloponneso e sull'isola di Eubea, di questi nel 1691 ne tornarono in patria solo 200 ca. (spedizione di Morea). Nel XVII sec. alcuni cant. conf. iniziarono a condannare vagabondi e delinquenti al servizio nelle galere della città lagunare, dove erano poi impiegati nella guerra contro i Turchi.
Verso la fine del XVII sec. si verificò uno stallo generale dei rapporti tra la Conf. e la Serenissima, che comunque intendeva continuare a beneficiare della forza militare degli Svizzeri e dei Grigionesi. Per questo motivo, nel 1705 spedì nella Conf. l'inviato Vendramino Bianchi, che nel 1706 riuscì a concludere un'alleanza con Zurigo e Berna da un lato, e con il Libero Stato delle Tre Leghe dall'altro. Tali accordi si basarono in larga misura sulle precedenti intese del 1603 risp. del 1615, ma ebbero in primo luogo come oggetto non tanto la facilitazione degli scambi quanto il reclutamento di mercenari. A Zurigo l'alleanza venne festeggiata in pompa magna all'inizio del 1706. Sull'onda di questo successo, nel 1708 Bianchi pubblicò un resoconto sulla Conf. e i suoi Paesi alleati. Nella prima metà del XVIII sec., le autorità veneziane informarono ripetutamente il Consiglio della sanità di Zurigo sullo scoppio di epidemie nella regione adriatica.
La città lagunare adottò però misure sempre più restrittive nei confronti degli artigiani grigionesi, allo scopo di porre fine al loro predominio - in particolare dei rif. - in alcuni settori economici. A V. nel 1704 i Grigionesi detenevano 95 pasticcerie su 104, e nel 1773 annoveravano 75 venditori di acquavite su 100 e 23 arrotini su 39. Dopo che la politica ufficiale delle Tre Leghe e soprattutto i vari rami della fam. von Salis ebbero nuovamente rinsaldato i legami con Milano (terzo capitolato di Milano, 1763), e in seguito al rifiuto della proposta di V. di migliorare congiuntamente la rete viaria tra i passi alpini grigionesi e la Serenissima, quest'ultima nel 1764 sciolse l'alleanza con il Libero Stato delle Tre Leghe. Privati così dei loro privilegi, nel 1766 ca. 3000 mercanti e artigiani grigionesi dovettero tornare in patria. A questa decisione avevano contribuito l'invidia e il timore della concorrenza della pop. locale. A causa di queste misure di rappresaglia e a provvedimenti contro i rif., si allentarono anche i legami di V. con Zurigo e Berna.
Jean-Jacques Rousseau soggiornò a V. nel 1743-44 come segr. del conte Pierre François de Montaigu, ambasciatore franc. Nella città lagunare molti Ticinesi esercitavano professioni artistiche e scientifiche. Già negli anni 1480-90 l'architetto Pietro Lombardo era attivo presso la scuola di S. Marco. Nel XVI sec. operarono a V. lo scultore Lorenzo Bregno e gli architetti Bernardo Contino e Marc-Antonio Paleari, nel XVII sec. gli architetti Baldassarre Longhena e Giuseppe Sardi, lo scultore Bernardo Falcone e il pittore Pier Francesco Mola, nel XVIII sec. gli architetti Domenico Rossi e Giorgio Domenico Fossati, gli stuccatori Abbondio Stazio e Carpoforo Mazzetti Tencalla, il bibliotecario Jacopo Morelli (presso la Biblioteca Marciana) e nel XIX sec. il chirurgo militare Tommaso Rima e il pittore e scenografo Vittore Pelli. All'inizio del XXI sec. il ricordo degli artisti ticinesi nella Repubblica veneziana era tenuto vivo dalla Fondazione sviz. Pro V.
Autrice/Autore: Martin Bundi / mku
L'occupazione da parte di Napoleone Bonaparte e la pace di Campoformio del 1797 segnarono la fine della vecchia Repubblica di V., il cui territorio dal 1815 al 1866 fece parte del regno Lombardo Veneto. In seguito all'insurrezione antiaustriaca del marzo del 1848 venne proclamata la Repubblica di San Marco, per la cui difesa si invocò il ricorso a truppe sviz. Malgrado il divieto dei cant. liberali, il capitano turgoviese Johannes Debrunner reclutò 126 Svizzeri con cui si recò a V. Questa compagnia, impiegata in diverse località spec. per il servizio d'ordine, si distinse per il valore e la disciplina. Dopo la resa di V., nel 1849 tornarono in patria ancora 61 uomini.
All'inizio del 1848, poco prima della proclamazione della Repubblica, la Conf. insediò come viceconsole a V. Benedikt Wölflin, che soprattutto da Milano mantenne contatti, anche epistolari, con il governo provvisorio. Dopo la caduta di quest'ultimo, Wölflin rimase in carica fino al 1850. Nel 1862 venne infine istituita a V. una rappresentanza consolare permanente. Si distinse in modo particolare il console Victor Cérésole (1865-92), che ricostruì, in forma di regesti, l'intera storia delle relazioni diplomatiche tra V. e la Conf. e le Tre Leghe (La République de Venise et les Suisses, 1864) e che supervisionò la copia della maggior parte dei relativi documenti (94 volumi conservati all'Archivio fed. a Berna).
Nel XX sec. V. divenne un'apprezzata meta turistica. Dal 1895 la città lagunare ospita la Biennale di V., uno dei più importanti eventi intern. di arte contemporanea. La Svizzera vi partecipa ufficialmente dal 1920 e dal 1951 dispone di un proprio padiglione ai Giardini, dove vengono presentate opere di artisti sviz. segnalate dalla commissione fed. delle belle arti. Dal 1988 al 2009 vennero esposti lavori sviz. anche nella chiesa di S. Stae, dal 2011 nel Teatro Fondamenta Nuove.
Autrice/Autore: Martin Bundi / mku
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