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Gli assicuratori responsabilità civile raccolgono regolarmente delle perizie da esperti esterni (medici, ingegneri, biomeccanici, economisti aziendali ecc.). Esse permettono agli assicuratori di stabilire il loro obbligo di effettuare le prestazioni. Perciò bisogna prendere in considerazione determinati aspetti giuridici sulla protezione dei dati - in particolar modo le regole dell'esternalizzazione conforme alla protezione dei dati.
In linea di massima la legge sulla protezione dei dati (LPD) vuole ottimizzare i processi basati sulla divisione del lavoro ed evitare quindi troppe delimitazioni. Per questo la LPD contiene anche una norma speciale nell'articolo 10a, nel quale viene regolamentata l'esternalizzazione, contribuendo quindi a diversificare casi simili.
I. Fondamenti giuridici
Il presupposto fondamentale per un'esternalizzazione conforme all'articolo 10a LPD è che l'assicuratore responsabilità civile sia autorizzato a trattare i dati personali della persona interessata. Perché la raccolta di dati deve avvenire in modo lecito. Per non provocare una lesione della personalità, occorre inoltre un motivo giustificativo, poiché l'assicuratore responsabilità civile non ha nessun rapporto contrattuale con la persona danneggiata. Trattandosi dell'assicuratore responsabilità civile, è nell'interesse della compagnia assicurativa che le richieste di una persona danneggiata vengano sottoposte a un esame approfondito per stabilire la fondatezza e l'entità della prestazione dovuta. Queste ultime costituiscono un interesse preponderante privato che giustifica il trattamento di dati personali della persona danneggiata.
Se il perito tratta i dati personali solo per gli scopi dell'assicuratore responsabilità civile, ciò significa incorrere in un privilegio giuridico di entrambi gli attori. Per il perito valgono gli stessi motivi giustificativi dell'assicuratore responsabilità civile. In caso di un'esternalizzazione conforme alla legge, una parte della dottrina dice addirittura che la persona interessata non deve essere informata della trasmissione dei dati personali al perito. L'IFPDT non può condividere quest'opinione. L'ultima revisione della LPD mirava urgentemente al miglioramento della trasparenza per la persona interessata. Perciò, sia il detentore della collezione di dati sia lo scopo del loro trattamento degni di particolare protezione devono essere segnalati alla persona interessata. Ogni ulteriore informazione deve inoltre essere comunicata secondo i principi della buona fede e della proporzionalità.
Il privilegio giuridico nel rapporto reciproco tra l'assicuratore responsabilità civile e il perito è riconoscibile anche dal fatto che quest'ultimo, nel caso di un'esternalizzazione di dati conforme alla legge, non deve osservare nessun motivo giustificativo sancito dalla legge; pertanto ciò non significa che non deve sottostare al principio generale della riconoscibilità. Nel momento in cui i suoi dati personali sono comunicati all'assicuratore responsabilità civile, la persona interessata deve essere consapevole che questi possono essere trasferiti pure a un perito. Poiché generalmente in questi casi si è confrontati al trattamento di dati personali degni di particolare protezione, bisogna osservare un severo criterio: se la trasmissione dei dati al perito non è facilmente riconoscibile, deve far seguito un'informazione esplicita.
II. L'IFPDT considera corretto il seguente procedimento:
- In linea di massima l'assicuratore responsabilità civile può lasciar redigere un rapporto su una persona danneggiata da un perito esterno, senza un'esplicita autorizzazione della persona interessata.
- L'assicuratore è pertanto tenuto a informare la persona interessata che i suoi dati personali possono essere trasmessi a un perito esterno per l'allestimento di un rapporto. Normalmente questa informazione deve essere comunicata quando l'assicuratore responsabilità civile richiede i dati personali, ma al più tardi nel momento in cui i dati personali vengono trasmessi al perito esterno.
Ultima modifica 15.12.2009