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Le confraternite
A Mendrisio, forse prima dell’arrivo dei Servi di Maria non è escluso che siano state le antiche confraternite - associazioni di laici, che si prefiggevano lo scopo di promuovere gli ideali di vita cristiani tra la gente attraverso opere di carità – a svolgere un ruolo fondamentale nell'organizzazione delle Processioni Storiche, soprattutto dopo il 1852, anno in cui i frati vennero espulsi dal cantone. Le due principali confraternite borghigiane erano quella del Santissimo Sacramento e del Santo Rosario. Entrambe fondate nel XVI secolo (ma probabilmente rifondate o rinominate nell’ottica controriformata), le due congreghe prosperarono sino al 1935, quando, a causa dello scarso numero di affiliati, si decise di unirle.
La Confraternita del Santissimo Sacramento si occupava principalmente di mantenere la chiesa di Santa Maria e di gestire la Funziun di Giüdee, mentre quella del Santo Rosario, la più antica delle due, aveva diversi compiti, tra i quali spiccava il trasporto in processione, ogni cinquant'anni, della statua della Madonna del Rosario, conservata in una nicchia della parrocchiale. Durante la processione del Venerdì Santo la relativa importanza dei confratelli rispetto ai frati di San Giovanni era sottolineata dal loro posizionamento “introduttivo”. Solo dal tardo Ottocento in poi arricchirono la processione con la serie dei cartelli con Misteri del Rosario, opera di Abbondio Bagutti (Mendrisio, 1788-1850), mentre i confratelli del Sacramento si dotarono di una serie di “cartelli” dipinti da Giuseppe Monti (1836-1876). I Misteri, che raffigurano i fatti salienti della vita di Gesù e della Madonna, sono divisi in tre gruppi di cinque, seguendo la nota suddivisione liturgica: Gaudiosi (Annunciazione, Visitazione, Nascita di Gesù, Presentazione al Tempio e Ritrovamento di Gesù fra i dottori); Gloriosi (Risurrezione, Ascensione, Discesa dello Spirito Santo, Assunzione della Vergine e sua Incoronazione in cielo), e Dolorosi (Preghiera nell'Orto degli Ulivi, Flagellazione, Incoronazione di spine, Salita al Calvario e Crocifissione).
Introdotta molto tardi, ancora oggi la processione del Venerdì Santo può contare sulla presenza della Confraternita di Salorino e, dal 1860, su quella di Morbio Superiore, che diede la propria disponibilità a sostituire i frati Cappuccini per affetto nei confronti di don Gaetano Pollini, nominato prevosto di Mendrisio ma sino a quel momento apprezzato parroco del villaggio all'imbocco della Valle di Muggio. Non è più presente, invece, la Confraternita dell'Addolorata, che in passato accompagnava i Padri Serviti nel trasporto del simulacro del Cristo morto e di cui oggi rimangono solo pochi abiti che ne ricordano la passata presenza nel Magnifico Borgo.