Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/165066

<h2>SubmittedText<h2><p>1. L'articolo 38 capoverso 1 lettera b della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) prevede la possibilità di rilasciare una concessione con partecipazione al canone tra l'altro ad emittenti locali che negli agglomerati forniscono un "contributo all'adempimento del mandato di prestazioni costituzionale mediante una programmazione radiofonica complementare e senza scopo di lucro." Quante concessioni di questo tipo sono fino ora state attribuite in Svizzera? Quante invece nella Svizzera italiana?</p><p>2. Come spiega il Consiglio federale l'evoluzione di questi numeri? Quali sono i fattori che influenzarono questo sviluppo, e quali saranno i fattori determinanti per lo sviluppo delle radio con concessione con partecipazione al canone nelle varie parti della Svizzera in futuro?</p><p>3. Il Consiglio federale è disposto a valutare benevolmente richieste per il rilascio di una concessione ai sensi dell'articolo 38 capoverso 1 lettera b LRTV provenienti dalla Svizzera italiana? A quali condizioni? Entro che termini?</p><p>4. Esiste un legame (legale o pratico) tra il passaggio alla tecnologia DAB+ e il rilascio di una tale concessione per la Svizzera italiana?</p><p>5. Quando intende il Consiglio federale ridefinire le zone di copertura ai sensi dell'articolo 39 capoverso 4 della LRTV?</p><p>L'area linguistica italiana non gode ancora dell'offerta di un canale regionale non commerciale (art. 38 cpv. 1 lett. b LRTV). Tale offerta si avvera ancora più importante se alla pluralità ristretta di voci radiofoniche confrontiamo la complessità sociale e culturale di questo territorio, soprattutto alla luce dei più recenti sviluppi migratori. Vanno quindi sostenute iniziative volte a colmare questo vuoto con una offerta che si "differenzia a livello tematico, culturale e musicale dagli altri programmi radiofonici di emittenti concessionarie che sono captati nella zona di copertura interessata" e che tiene conto "in particolare delle minoranze linguistiche e culturali nella zona di copertura interessata" (art. 36 ORTV; RS 784.401).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha definito le zone di copertura delle radio locali e delle televisioni regionali nel 2007. Per quanto riguarda le radio complementari senza scopo di lucro si era basato sul panorama radiofonico esistente, limitando essenzialmente le relative zone di copertura agli agglomerati urbani. Le radio complementari sono concepite come un'alternativa alle emittenti commerciali e si rivolgono a diverse minoranze sociali: presuppongono pertanto l'esistenza di una rete sociale e culturale adeguata, generalmente presente nelle città più grandi.</p><p>Nel 2008, sulla base delle direttive del Consiglio federale, il DATEC ha attribuito nove concessioni OUC a emittenti radiofoniche complementari senza scopo di lucro, di cui otto nella Svizzera tedesca e una nella Svizzera francese.</p><p>2.-5. Il Consiglio federale analizza periodicamente, e al più tardi dopo 10 anni, le zone di copertura definite. Dopo l'attribuzione delle concessioni nel 2008 non ha più proceduto a esami approfonditi. Le attuali concessioni OUC attribuite alle radio complementari senza scopo di lucro sono valide fino al 2019. Nel periodo di concessione in corso il DATEC non intende attribuirne di nuove. Negli ultimi anni sono però nate parecchie radio complementari via Internet o DAB+, proposte da emittenti sottoposte all'obbligo di notificazione. Si tratta di emittenti che non devono soddisfare un mandato di prestazioni e che non hanno diritto a una quota del canone di ricezione. Possono però beneficiare di un sostegno finanziario per le nuove tecnologie, una misura che si inserisce nel quadro dell'attuazione della strategia di digitalizzazione del Consiglio federale che ha come obiettivo la migrazione dalle OUC al DAB+.</p><p>La LRTV prevede che le concessioni possono essere prorogate senza indire un concorso pubblico, in particolare se la situazione nelle zone di copertura o l'evoluzione tecnologica pone le emittenti dinanzi a un compito particolarmente impegnativo. Nell'ambito dell'analisi delle zone di copertura del prossimo anno, il Consiglio federale terrà conto anche della migrazione digitale delle emittenti OUC esistenti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che un eventuale sostegno finanziario destinato a nuove offerte - p. es. una radio complementare nella Svizzera italiana - andrebbe discusso in un contesto più ampio. Viste le mutate abitudini d'utilizzo dei media e l'evoluzione tecnologica, a medio termine avrà luogo un dibattito di fondo sulla futura struttura del sostegno ai media. Il Consiglio federale ha già affrontato questa tematica nel suo rapporto sul sostegno ai media del 5 dicembre 2014 e anche nel rapporto sul servizio pubblico appena pubblicato.</p>  Risposta del Consiglio federale.