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Il Consiglio federale ha licenziato il messaggio per la modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni con l'Italia del 1976. Il decreto invita le Camere ad approvare fedelmente l'intesa sottoscritta dai ministri Eveline Widmer-Schlumpf e Pier Carlo Padoan il 23 febbraio scorso. La decisione del Parlamento sotto starà a referendum facoltativo.
Il testo - firmato a Milano congiuntamente alla roadmap per giungere alla sistemazione degli altri dossier aperti tra Berna e Roma, tra cui quello della tassazione dei frontalieri -, permetterà ai cittadini italiani con capitali in nero in Svizzera di godere del programma di autodenuncia (la "voluntary disclosure") in vigore dal 2 gennaio scorso. Le ricadute per la piazza finanziaria ticinese sono rilevanti. Inoltre i banchieri ed altri intermediari finanziari non sono considerati “di principio” responsabili dei reati fiscali commessi dai loro clienti.
L'intesa si era resa necessaria per evitare che la piazza finanziaria svizzera restasse nella "black list" dei Paesi poco cooperativi.
Diem/ATS