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Primo accordo con l'industria sul CO2
Il ministro Moritz Leuenberger e i responsabili dell'industria del cemento si sono accordati sugli obiettivi per la riduzione delle emissioni di CO2.
E' la prima di una serie di intese che il governo mira a raggiungere anche con altri rami industriali.
L'industria del cemento (cemsuisse) si impegna a ridurre del 44,2 per cento, rispetto ai valori del 1990, le emissioni di CO2 provenienti da combustibili fossili.
Si tratta di una diminuzione significativa che cemsuisse renderà possibile entro il 2010 sostituendo carbone e petrolio con combustibili alternativi.
Nell'industria cementiera - fa sapere il Dipartimento dell'ambiente (DATEC) guidato da Moritz Leuenberger - vengono impiegati a tale scopo principalmente oli usati, fanghi di depurazione disidratati, farine animali, solventi esausti e rifiuti plastici.
"E' un buon segno per l'insieme delle imprese", dice a swissinfo Philippe Roch, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP). Fra poco infatti, altri rami dell'industria dovrebbero seguire l'esempio di cemsuisse.
Combustibili alternativi
Circa il 40 per cento dei combustibili oggi in uso nel settore del cemento è costituito da combustibili alternativi.
Si tratta di una percentuale elevata, anche a livello internazionale, che le imprese intendono mantenere.
Entro il 2010 l'industria del cemento si è inoltre impegnata spontaneamente a ridurre del 30,3 per cento, rispetto al 1990, le emissioni supplementari di CO2 derivanti dal processo produttivo.
"La Svizzera si è conquistata il primo posto a livello mondiale nella produzione sostenibile di cemento", ha affermato il presidente di cemsuisse, Leo Mittelholzer.
La tecnologia di processo sviluppata in Svizzera viene applicata in molti altri Paesi, ha spiegato Mittelholzer e contribuisce pertanto alla diffusione di un metodo di produzione sostenibile.
Primo accordo su obiettivi
Nel settore dell'industria, cemsuisse è la prima branca con cui il DATEC abbia siglato un accordo sugli obiettivi. Un accordo che, prima della firma, è stato sottoposto ad un audit da parte di esperti indipendenti.
Nel febbraio 2002 era già stato firmato un altro accordo con gli importatori di automobili per la riduzione del consumo specifico di carburante nelle nuove vetture.
La strada da percorrere è però ancora lunga. Entro la fine dell'anno dovrebbero essere conclusi circa 30 accordi sugli obiettivi, elaborati dall'Agenzia per l'energia dell'economia (AEnEC).
L'esempio di cemsuisse ed il continuo impegno dell'AEnEC rappresentano una chiara conferma "di come l'economia affronti con serietà la questione della protezione del clima e si assuma le proprie responsabilità", afferma il DATEC.
Una tassa per combustibili e carburanti?
La legge sul CO2 - in vigore dal 1. maggio 2000 - e Svizzera Energia, quindi, "funzionano". Il raggiungimento degli obiettivi della legge sul CO2 è tuttavia ancora lontano e non è esclusa l'introduzione di una tassa sul CO2 per i combustibili e i carburanti.
Ai sensi della legge sul CO2, entro il 2010 le emissioni di anidride carbonica (biossido di carbonio) dovranno essere ridotte complessivamente del 10 per cento rispetto ai livelli del 1990 (combustibili - 15 per cento, carburanti -8 per cento).
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Entro il 2010 l'industria del cemento ridurrà del 44,2% le emissioni di CO2 provenienti da combustibili fossili
Entro lo stesso anno diminuirà del 30,3% le emissioni supplementari di CO2 derivanti dal processo produttivo
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