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L'accordo sull'assistenza amministrativa con gli Stati Uniti sarà applicato a titolo provvisorio in attesa che il parlamento decida in giugno. Intanto l'esame delle richieste riguardanti circa 4'200 casi di presunta evasione fiscale grave potrà proseguire. Nessun dato sarò però trasmesso.
Il governo svizzero ha approvato mercoledì il protocollo d'emendamento per la revisione del cosiddetto "accordo UBS", ponendolo sullo stesso piano della convenzione bilaterale di doppia imposizione (CDI) e conferendogli la precedenza su quest'ultima visto che è più recente e più specifico.
Il testo "pone rimedio al vizio contestato dal Tribunale amministrativo federale (TAF) nella sua decisione del 27 gennaio", precisa un comunicato del Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Le competenti commissioni delle due Camere del parlamento si erano opposte all'applicazione provvisoria dell'accordo, ma per il governo in questo caso sono soddisfatte le condizioni di "urgenza e tutela di importanti interessi della Svizzera" che consentono di porre in vigore a titolo provvisorio un trattato internazionale.
Firmando l'accordo UBS, nel 19 agosto 2009, la Svizzera si è impegnata a sbrigare la richiesta di assistenza amministrativa riguardante circa 4'450 clienti americani di banche elvetiche entro fine anno. La decisione del TAF però ha bloccato l'esame dei casi di presunta evasione fiscale e anche se in giugno il parlamento approvasse l'accordo, sarebbe comunque impossibile sbrigare tutte le pratiche entro il termine previsto.
"Se la Svizzera non dovesse ottemperare ai propri impegni internazionali, rischierebbe un nuovo inasprimento del conflitto con gli Stati Uniti, con tutte le conseguenze negative che ne derivano per la piazza finanziaria e il mercato del lavoro elvetici", precisa il governo.
Grazie al protocollo d'emendamento invece l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) può preparare anche le decisioni in merito ai circa 4'200 casi di presunta evasione fiscale grave e continuata. L'applicazione provvisoria dell'accordo, secondo il governo, non anticipa la decisione del parlamento, ma anzi "garantisce che gli venga sottoposto un accordo effettivamente attuabile una volta approvato".
Nel frattempo l'AFC non potrà trasmettere agli Stati Uniti dati di clienti, a meno che gli interessati abbiano dato espressamente il loro consenso o si siano autodenunciati alle autorità fiscali statunitensi. Il messaggio riguardante l'accordo UBS sarà presentato alla Camere in aprile.
swissinfo.ch e agenzie