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Imposizione alla fonte: firmato protocollo con Gran Bretagna
(Keystone-ATS) La Svizzera e la Gran Bretagna hanno firmato oggi a Bruxelles un protocollo che modifica la Convenzione del 6 ottobre 2011 sull’imposizione alla fonte. In questo modo il testo è pronto per i dibattiti parlamentari, indica il Dipartimento federale delle finanze (DFF) in una nota.
Il protocollo è stato sottoscritto da Michael Ambühl, segretario di Stato del DFF e da Dave Hartnett, segretario permanente presso l’autorità fiscale britannica (HM Revenue & Customs). L’essenza della Convenzione non viene modificata.
Essa stabilisce che sui futuri redditi e utili da valori patrimoniali dei cittadini del Regno Unito sarà riscossa un’imposta con effetto liberatorio, che sarà versata dalle autorità elvetiche a quelle britanniche. Le aliquote ammontano al 48% sui redditi da interessi, al 40% sui dividendi, al 27% sugli utili in capitale e al 48% sugli altri redditi.
Per i valori patrimoniali non tassati già collocati in Svizzera si procederà a un’imposizione a posteriori con un’aliquota compresa tra il 19 e il 34% a seconda della durata della relazione con il cliente nonché l’importo iniziale e finale del capitale. Al posto dell’imposizione forfettaria per il passato, il contribuente può dare il suo consenso alla trasmissione alle autorità britanniche dei dati necessari ai fini di una tassazione individuale.
Per colmare una lacuna nella Convenzione, ora vengono contemplate anche le successioni: gli eredi devono acconsentire alla riscossione di un’imposta o alla divulgazione delle informazioni.
L’accordo dev’essere approvato dai parlamenti di entrambi i paesi e dovrebbe entrare in vigore all’inizio dell’anno prossimo.