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NEW YORK - Potrebbe esserci un eccesso di testosterone, magari causato da un ciclo positivo di investimenti, dietro le "bolle" dei mercati finanziari e i conseguenti crolli che siamo abituati a vedere. Lo suggerisce uno studio della Ivey Business School pubblicato da Management Science, che ha dimostrato che l'aumento di questo ormone ha un impatto diretto sulle decisione finanziarie.
Lo studio ha utilizzato dei mercati finanziari fittizi con 140 persone, tutte di sesso maschile, che operavano da trader in competizione l'uno con l'altro. Quando ai soggetti veniva somministrato testosterone prima di iniziare le sessioni durante le stesse aumentava la dimensione e la persistenza di bolle finanziarie, causate da una crescita degli scambi e dei prezzi di vendita e acquisto, oltre che da una errata percezione del valore delle azioni scambiate da parte dei trader.
«Questi risultati dimostrano un effetto diretto di un ormone specifico sugli scambi - scrivono gli autori - Le compagnie potrebbero trarre beneficio da una migliore comprensione di quando e come gli ormoni esercitano la loro influenza, ad esempio in caso di cicli eccezionalmente positivi che non sono supportati da dati tecnici. La raccomandazione principale è di implementare periodi di "raffreddamento" che interrompano cicli positivi per far tornare l'attenzione sul valore effettivo delle azioni, riducendo la possibilità di decisioni influenzate».