Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/62827

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In che modo la Confederazione sostiene gli sforzi intrapresi nella ricerca sulla diagnostica e la cura di malattie trasmesse dalle zecche (p. es. borreliosi)?</p><p>2. In che modo intende procedere affinché sia disposto, in Svizzera, l'esame scientifico delle cause e della diffusione delle malattie trasmesse dalle zecche?</p><p>3. Come si può spiegare l'elevato numero di casi di borreliosi non del tutto riconosciuti o riconosciuti solo tardivamente?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a introdurre un obbligo di dichiarazione per la borreliosi e per altre malattie trasmesse dalle zecche?</p><p>5. Quali misure preventive intende adottare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nella maggior parte dei casi la borreliosi è una malattia curabile e dal decorso benigno. Si stima che in Svizzera vi siano circa 3000 casi all'anno, di cui una piccola parte ha un decorso più grave. Le informazioni relative alle misure preventive sono a disposizione della popolazione e mirano in primo luogo a evitare le punture delle zecche, a comportarsi in maniera corretta in caso di puntura e a riconoscere tempestivamente la malattia. Al momento le misure di risparmio non consentono alla Confederazione d'intensificare la diffusione delle informazioni esistenti.</p><p>1. Il Fondo nazionale svizzero sostiene dal 1987 la ricerca relativa a malattie trasmesse da zecche con contributi per un valore complessivo di 5,4 milioni di franchi. La Confederazione sostiene pure i programmi quadro dell'Unione europea per la ricerca e lo sviluppo. L'attuale 6º programma quadro si occupa, tra l'altro, dello sviluppo di un vaccino contro la borreliosi. È opportuna una cooperazione internazionale nella ricerca, visto che numerosi Paesi presentano i medesimi problemi della Svizzera.</p><p>2. Le conoscenze attuali sulle cause e sulla diffusione delle malattie trasmesse dalle zecche permettono di fornire continuamente raccomandazioni aggiornate alla popolazione e ai medici. Al momento non è necessario che la Confederazione intensifichi le attività di ricerca.</p><p>3. Le pertinenti misure atte a evitare le punture di zecche e di comportamento in caso di puntura sono note ai medici e pure alla maggioranza della popolazione. Tuttavia, non tutte le punture di zecche sono riconosciute in tempo, non tutte le infezioni comportano sintomi precoci e i sintomi precoci possono anche essere interpretati in modo erroneo. Anche se l'infezione da borreliosi non è riconosciuta, il rischio di ammalarsi gravemente è tuttavia relativamente esiguo.</p><p>4. Per l'encefalite da zecca sussiste già l'obbligo di dichiarazione. Le possibilità tecniche per monitorare la frequenza della borreliosi mediante un sistema di dichiarazione con relativo obbligo da parte di laboratori e medici sono però insoddisfacenti a livello mondiale. Neanche la revisione dei criteri di dichiarazione per la borreliosi, effettuata in Svizzera nel 1999, ha prodotto risultati soddisfacenti. Pertanto l'obbligo di dichiarazione non esiste più dal 2003. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) intrattiene contatti con partner internazionali al fine di elaborare possibili varianti risolutive. Un sistema di dichiarazione affidabile per la borreliosi potrebbe fornire indicazioni più precise sulla frequenza della malattia in Svizzera, ma contribuirebbe ben poco a incrementare le conoscenze sulla diffusione delle zecche infette, anche perché già ora, in tutta la Svizzera, si registrano zecche infette.</p><p>5. Per la prevenzione delle malattie trasmesse da zecche esiste già una vasta offerta: il sito Internet dell'UFSP (www.bag.admin.ch/infekt); opuscoli di diversi partner, in particolare dell'Università di Neuchâtel, e di cerchie interessate, p. es. dell'Associazione Svizzera d'Assicurazioni. Le raccomandazioni e le schede informative dell'UFSP sono conformi allo stato attuale delle conoscenze e sono continuamente aggiornate. I medici sono informati dall'UFSP anche mediante articoli specialistici. L'UFSP raccomanda ai gruppi a rischio di vaccinarsi contro l'encefalite da zecca; contro la borreliosi, tuttavia, non esiste ancora alcun vaccino.</p>  Risposta del Consiglio federale.