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Le condizioni finanziarie nell'area euro restano fragili e ci sono rischi di attuazione. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale (FMI), sottolineando che ci sono fattori che potrebbero prevenire i paesi dal richiedere i programmi ESM e OMT nei tempi più adatti.
"Un altro rischio è che l'austerity diventi politicamente e socialmente insostenibile in alcuni paesi periferici, con le riforme strutturali e fiscali che impiegheranno anni a completarsi".
I paesi dell'area euro "sotto pressione" dovrebbero rivolgersi ai meccanismi di aiuto europei se necessario, continuando allo stesso tempo a risanare i propri conti, afferma il FMI. "Nell'area euro un'azione forte è necessaria su più fronti", "è essenziale l'unione bancaria" mette in evidenza il Fondo.
"La frammentazione finanziaria nell'area euro si è intensificata nei primi 6 mesi del 2012, con il flusso di capitali dalla periferia" ai paesi core dell'area euro e fuori dalla stessa Eurolandia. Gli investitori hanno ridotto la propria esposizione ai paesi periferici dell'area euro.
La fuga di capitali da Spagna e Italia è stata considerevole nell'ultimo anno, ma è iniziata a calare per l'Italia nel secondo trimestre 2012.
"Dopo l'annuncio dell'OMT da parte della Banca Centrale Europea (BCE) ci sono indicazioni di un allentamento delle pressioni per l'uscita di capitali dai paesi periferici": "la frammentazione finanziaria resta un problema e limita significativamente l'efficacia della politica monetaria comune".
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