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Tutte scuse. La commissione della Concorrenza (COMCO) e il consigliere federale Johann Schneider-Ammann potrebbero intervenire già oggi contro i prodotti esteri il cui prezzo sul mercato elvetico non diminuisce nonostante il forte indebolimento dell'euro: lo sostiene l'ex Mister Prezzi Rudolf Strahm, che accusa l'autorità di sorveglianza dei cartelli di immobilismo e di non applicare la volontà espressa dal parlamento.
"Da oltre un anno il problema del guadagno sul cambio, a causa del rafforzamento del franco, è acuto e finora la COMCO non ha mosso un dito", afferma l'economista in un'intervista pubblicata oggi dal "Tages-Anzeiger". A suo avviso Schneider-Ammann deve intervenire: quando un prodotto viene fornito in Svizzera a un prezzo nettamente superiore a quello praticato all'estero bisogna che scatti un procedimento.
Secondo l'ex consigliere nazionale socialista bernese (1991-2004), il ministro dell'economia potrebbe già la settimana prossima fare avviare inchieste dalla COMCO in casi rilevanti di discriminazione. Poche altre settimane basterebbero poi per semplificare e rendere più efficiente, attraverso ordinanza, l'operato dell'autorità. In seguito andrebbe avviata una revisione della legge sui cartelli per risolvere a medio termine i problemi a livello strutturale.
I cosiddetti cartelli verticali (quando imprese collocate ai diversi livelli di mercato convengono prezzi minimi o fissi) sono stati peraltro vietati dal parlamento già nel 2003, ricorda Strahm. Allora una coalizione formata da PS, Verdi, PPD, contadini e rappresentanti delle piccole e medie imprese si impose contro la volontà di economiesuisse e dell'amministrazione federale.
Gli svizzeri hanno però un approccio troppo soft. "Tutti i produttori stranieri di articoli di marca sanno che la COMCO è un'autorità poco propensa a decidere", afferma Strahm. Vi è una sola decisione riguardante cartelli verticali: essa concerne le forbici da giardino, un articolo abbastanza irrilevante. Il problema complessivo ha invece dimensioni assai diverse: secondo Strahm l'economia svizzera paga circa 20 miliardi di franchi di troppo per prodotti importati.