Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/215011

<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera la formazione continua svolge una funzione sociale ed economica centrale e, soprattutto in tempi di crisi, può attenuare le conseguenze dei cambiamenti in atto e rafforzare la coesione sociale. Oggi questa funzione è quindi diventata più che mai importante.</p><p>In seguito al processo di digitalizzazione, ulteriormente accelerato dalla crisi del coronavirus, e alla trasformazione dei modelli aziendali, i lavoratori sono chiamati ad acquisire nuove competenze e qualifiche in tempi sempre più celeri. Chi non riesce a tenere il passo si ritrova disoccupato. Secondo gli ultimi studi, in Svizzera sono a rischio 100 000 posti di lavoro, occupati soprattutto da lavoratori senior e poco qualificati. I cambiamenti strutturali in corso fanno così aumentare la necessità di seguire formazioni continue. </p><p>Nel nostro Paese il livello di qualifica influenza in modo significativo il tasso di partecipazione a formazioni continue: rispetto a chi non ha un titolo di formazione post-obbligatoria, le persone con un diploma universitario partecipano a formazioni continue con una frequenza almeno quattro volte superiore (fonte: Ufficio federale di statistica). Per questa ragione, già prima della crisi causata dal coronavirus, il Consiglio federale ha definito come priorità della politica in ambito formativo l'aumento della partecipazione alla formazione continua da parte di persone poco qualificate. Finora, tuttavia, non esistono misure nazionali efficaci per raggiungere questo obiettivo.</p><p>Su incarico della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI), l'agenzia BSS ha studiato e analizzato il finanziamento della formazione continua dei lavoratori in età avanzata, prendendo in considerazione i diversi strumenti disponibili. In sintesi, dal rapporto dell'agenzia emerge che i buoni di formazione continua hanno un effetto positivo sul coinvolgimento delle persone poco qualificate. Rispetto ad altri strumenti di finanziamento i buoni offrono infatti diversi vantaggi supplementari, soprattutto se abbinati ad attività di informazione e orientamento. Allo stesso risultato è giunto anche un recente studio dell'OCSE sulla formazione continua (Individual Learning Accounts, 2019).</p><p>Ad oggi, tuttavia, questi buoni non sono utilizzati a livello nazionale per aumentare la partecipazione dei lavoratori poco qualificati alle offerte di formazione continua. </p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In vista del periodo ERI 2025-2028, come dev'essere concepito un sistema nazionale di buoni per aumentare la partecipazione dei lavoratori poco qualificati alle offerte di formazione continua? </p><p>2. Come vanno inseriti i buoni di formazione continua nel piano di misure per il potenziamento dell'orientamento professionale, universitario e di carriera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza secondo cui la formazione professionale continua svolge un ruolo importante sia per i singoli che per le imprese. Le rapide trasformazioni sociali ed economiche richiedono che le qualifiche e le conoscenze siano adattate e ampliate in modo tempestivo e in base alle esigenze. A complemento delle iniziative a titolo privato, la Confederazione e i Cantoni hanno già affrontato la questione adottando una vasta gamma di misure. Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1) L'aumento della partecipazione delle persone poco qualificate alle misure di formazione continua è già stato incluso tra gli obiettivi previsti nel messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione 2021-2024. In virtù della legge federale sulla formazione continua (LFCo; RS 419.1), la Confederazione collabora con i Cantoni per migliorare la competitività sul mercato del lavoro delle persone poco qualificate. Ciò avviene, ad esempio, attraverso convenzioni di programma volte a promuovere le competenze di base degli adulti. Con il programma di promozione "Competenze di base sul posto di lavoro", fondato sulla legge sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10), dal 2018 la Confederazione sostiene anche programmi di formazione continua gestiti da imprese e organizzazioni che contribuiscono a garantire che i collaboratori possano stare al passo con i requisiti specifici del posto di lavoro. Poiché le esigenze e le realtà sono molto diverse da regione a regione e da settore a settore, tali offerte mirate e soluzioni cantonali sono preferibili a sistemi nazionali come i buoni di formazione continua.</p><p>2) L'orientamento professionale, universitario e di carriera nonché lo sviluppo di strategie in questo settore sono ambiti di competenza cantonale. Conformemente all'articolo 31 LFPr, i Cantoni garantiscono inoltre un'offerta adeguata di formazione professionale continua. Nel quadro dell'iniziativa "Formazione professionale 2030" i Cantoni stanno lavorando a un progetto per sviluppare una strategia nazionale di orientamento professionale, universitario e di carriera. Si prevede che la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione adotti la versione consolidata della strategia nella prima metà del 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.