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Gli istituti di fisica e di chimica dell'ateneo hanno annunciato due importanti realizzazioni, presentate in autorevoli riviste scientifiche.
Il primo raggio laser semiconduttore nell'infrarosso che può funzionare di continuo a temperatura ambiente è stato messo a punto dai ricercatori dell'istituto di fisica dell'Unaiversità di Neuchâtel. La scoperta, presentata sulla rivista scientifica americana «Science» dell'undici gennaio, potrebbe servire per sostituire le fibre ottiche nella trasmissione dei segnali numerici nel cosiddetto ultimo miglio, oppure per misurare la concentrazione di gas inquinanti.
In realtà, ha spiegato il ricercatore Mattias Beck, si tratta di uno sviluppo tecnico della scoperta del 1994 del laser a «cascata quantica», compiuta da un'équipe americana dove ha lavorato anche il professor Jérôme Faist, ora professore a Neuchâtel.
Il «laser a cascata quantica» ha consentito di mettere a punto un raggio funzionante in modo continuo fino ad una temperatura massima di 39 gradi centigradi, evitando le complicazioni del raffreddamento ad azoto liquido, finora necessario visto l'immenso calore prodotto da sistemi simili.
Il nuovo laser è stato messo a punto in collaborazione con i ricercatori dei politecnici federali di Losanna e Zurigo, che hanno messo le loro attrezzature di misurazione a disposizione dell'Univeristà di Neuchâtel. La scoperta neocastellana sarà commercializzata dalla società Alpes Lasers.
Un nuovo catalizzatore per reazioni chimiche
Sempre all'Università di Neuchâtel, tre ricercatori dell'istituto di chimica hanno sintetizzato un nuovo catalizzatore - una sostanza che favorisce una reazione - promettente in termini di economia di energia. Si tratta di una sostanza artificiale, alla quale i ricercatori hanno «conferito» la selettività propria dei catalizzatori biologici, gli enzimi. Le applicazioni sono destinate in primo luogo all'industria tessile, in particolare alla fabbricazione di fibre poliamidiche o poliesteri, indica un comunicato dell'università.
Georg Süss-Fink, Matthieu Faure e Thomas Ward hanno pubblicato il risultato dei loro lavori nella rivista «Angewandte Chemie International Edition» - una referenza nella disciplina - che ha presentato la ricerca in copertina del primo numero del 2002. I tre scienziati hanno messo a punto una molecola organometallica (sostanza organica contenente uno o più atomi metallici) capace di agire come un enzima in una catalisi da loro battezzata «con aggregati supramolecolari» (»supramolecular cluster catalysis»).
L'interesse sta nella elevata selettività del catalizzatore, che permetterà di abbassare considerevolmente le temperature di reazione nella trasformazione di prodotti petroliferi utilizzati nell'industria tessile. Grazie al nuovo catalizzatore, sarà possibile lavorare fra i 20 e i 100 gradi, contro il 170-230 gradi centigradi dei catalizzatori industriali, con prevedibili possibilità di risparmi energetici.
swissinfo e agenzie