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Queste attività s’iscrivono in un contesto internazionale, in quanto la Svizzera ha partecipato dal 26 al 30 giugno 2009 alla «Holocaust Era Assets Conference» internazionale di Praga, dove ha approvato la «Dichiarazione di Terezin» insieme ad altri 46 Stati.
Il rapporto si basa su un’indagine volontaria sullo stato delle ricerche sulla provenienza nell’ambito delle opere d’arte frutto di spoliazioni in 551 musei svizzeri. I risultati dell’indagine, condotta dal luglio 2008 all’ottobre 2010 dall’Ufficio federale della cultura del Dipartimento federale dell’interno (DFI) e dalla Direzione politica del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in collaborazione con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), l’Associazione dei Musei Svizzeri e l’Associazione dei musei d’arte svizzeri, sono stati riassunti in un rapporto pubblicato in Internet.
Nel rapporto si constata che l’applicazione delle dichiarazioni internazionali in materia è di capitale importanza. Occorre ora potenziare a tutti i livelli le misure d’informazione e sensibilizzazione, per i musei pubblici e privati. Inoltre, il rapporto ha appurato la necessità di intensificare le ricerche sulla provenienza da parte dei musei e di facilitare l’accesso ai risultati delle ricerche sulla provenienza e agli archivi.
Il rapporto illustra inoltre gli esiti della Conferenza di Praga del giugno 2009. Da un rapporto intermedio della «Conference on Jewish Material Claims against Germany» («Claims Conference»), pubblicato prima della Conferenza di Praga, è emerso che, in un confronto internazionale, la Svizzera figura fra gli Stati che negli ultimi dieci anni hanno compiuto notevoli progressi nell’accertare la provenienza di opere d’arte confiscate durante il regime nazionalsocialista.
Occorre ora portare avanti le attività in modo mirato, al fine di raggiungere a lungo termine soluzioni equilibrate e giuste ai sensi dei «Washington Conference Principles» del 1998 e della «Dichiarazione di Terezin» del 2009.
Il Consiglio federale ha incaricato il DFI e il DFAE di continuare i lavori tesi al trattamento trasparente, legittimo e adeguato di questa tematica e alla pubblicazione del relativo rapporto.
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
Jean-Frédéric Jauslin, direttore Ufficio federale della cultura
Tel. 031 322 92 61
<email-pii>
Benno Widmer, responsabile Servizio specializzato trasferimento internazionale dei beni culturali ed Ente opere d’arte frutto di spoliazioni, Ufficio federale della cultura
Tel. +41 (0)31 322 03 25
<email-pii>