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BERNA - Tassisti, fisioterapisti, professionisti autonomi di vario genere che, in teoria, possono continuare a lavorare. Ma di fatto non lavorano più, o pochissimo. Il Consiglio federale sta pensando a una clausola per aiutarli.
Ci siamo occupati del problema nei giorni scorsi. L'associazione dei taxi B di Lugano, ad esempio, aveva lanciato l'allarme già due settimane fa. «La situazione è drammatica» aveva detto il presidente a tio.ch/20minuti. «Semplicemente non ci sono più clienti».
Anche l'associazione di categoria dei fisioterapisti, Physioswiss, ha scritto di recente una lettera al Consiglio federale per chiedere aiuti economici. «Ma stiamo ancora attendendo una risposta» si legge sul sito dell'organizzazione.
Una risposta, però, potrebbe arrivare a breve. Oggi il Blick riferisce di un dossier, sul tavolo del ministro dell'economia Guy Parmelin, che sarebbe dedicato proprio a queste categorie di micro-imprenditori.
Finora, ricorda il quotidiano, gli assegni sostitutivi del reddito (per un massimo di 196 franchi al giorno) sono previsti solo per i lavoratori autonomi che hanno chiuso l'attività per ordine delle autorità, o a causa del divieto di eventi. Nella riunione di oggi, però, il Consiglio federale dovrebbe discutere una "clausola per le difficoltà" causate alle micro-imprese dall'epidemia. Quanti potranno beneficiarne? Con quali limiti di reddito? Sono i punti su cui il governo dovrà determinarsi.