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BELLINZONA - La Svizzera fornisce assistenza giudiziaria al Ministero pubblico tedesco di Beyreuth, in Baviera, in relazione all'inchiesta su un uomo che dal canton Zurigo ha spedito in Germania diversi CD di gruppi musicali di estrema destra.
Lo stabilisce una sentenza del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona del 19 febbraio. I fatti risalgono al 2018, quando in un pacchetto proveniente dal canton Zurigo le autorità bavaresi hanno scoperto diversi CD che incitano all'odio razziale e inneggiano al nazionalsocialismo: fra questi l'album "Planet ZOG - The End", della one-man band francese di black metal Ad Hominem.
Su richiesta delle autorità bavaresi, nell'aprile dello scorso anno la polizia cantonale di Zurigo ha perquisito l'abitazione del mittente del pacco. Sono stati sequestrati diversi supporti digitali, estratti conto bancari e un cellulare.
L'uomo ha presentato ricorso contro il decreto del Ministero pubblico di Zurigo che ha autorizzato la trasmissione dei rapporti di polizia e del materiale sequestrato alla procura bavarese.
L'indagato sosteneva in particolare che i fatti di cui viene accusato in Germania non sono punibili in Svizzera. Nella sua sentenza, il TPF arriva tuttavia a un'altra conclusione.
La norma del Codice penale contro la discriminazione razziale (Art. 261bis) - ricorda il TPF - punisce "chiunque, pubblicamente, mediante parole, scritti, immagini, gesti (...) disconosce, minimizza grossolanamente o cerca di giustificare il genocidio o altri crimini contro l'umanità".
Secondo le autorità tedesche, il ricorrente voleva che i testi delle canzoni fossero resi pubblici. Ciò non è avvenuto in seguito al sequestro del pacco postale, ma c'è stato il tentativo di farlo.