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Sull'iniziativa sull'autodeterminazione in votazione il prossimo 25 novembre l'UDC si vedà opposta a praticamente tutti gli attori politici. Infatti tutti gli altri partiti, i sindacati e le associazioni padronali si oppongo al testo. Ma se i campi sono chiari, meno condivisa è la strategia da seguire per opporsi al testo UDC.
Il Consigliere nazionale PLR Thierry Burkart (nella foto), si scopre oggi sul Blick, non è d'accordo con la linea seguita da Economiesuisse, l'assocazione padronale più grande della Svizzera e che sarà uno dei maggiori protagonisti del campo del "no" durante la campagna in vista del 25 novembre. Burkart critica a Economiesuisse di seguire la stessa linea seguita in occasione di votazioni simili, cioè quella di paventare conseguenze catastrofiche all'economia svizzera in caso di accettazione del testo.
Ad esempio Economiesuisse sostiene che in caso di responso positivo alle urne fino a 600 accordi internazionali sarebbero a rischio, una "esagerazione" secondo Burkart. "La gente non è stupida e non ci casca in queste esagerazioni" spiega Burkart, secondo cui le campagne di Economiesuisse "sono sempre le stesse".
Quando gli viene chiesto come argomenta la sua opposizione all'iniziativa UDC il deputato argoviese sostiene che sarebbe meglio convincere la popolazione che l'iniziativa è inutile e non chiarirebbe nulla nei rapporti tra Svizzera e Unione europea.