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La Carmat, l'azienda francese che ha messo a punto la versione attualmente più avanzata di cuore artificiale, non chiederà di riprendere i test sull'uomo, interrotti lo scorso dicembre dalle autorità francesi dopo la morte di un paziente.
Lo ha affermato la stessa compagnia con un comunicato, in cui afferma che riprenderà la sperimentazione in futuro.
"La morte è stata dovuta a una interruzione nel sistema di alimentazione - spiega - dovuto a una non corretta gestione della batteria da parte del paziente, a seguito del quale il dispositivo si è fermato. Una nuova richiesta sarà presentata in un prossimo futuro, una volta raccolte le informazioni che ci hanno richiesto le autorità, ma nel frattempo lo studio rimarrà sospeso".
Il cuore sviluppato da Carmat è progettato per sostenere a lungo termine persone con insufficienza cardiaca. Il paziente deceduto è il primo a cui era stato impiantato il dispositivo nell'agosto 2016. L'azienda aveva in un primo momento chiesto di riprendere la sperimentazione, ma ha poi cambiato idea preferendo prima raccogliere ulteriore documentazione.
A quel primo intervento sono seguiti altri quattro pazienti. "Gli ultimi tre dispositivi impiantati hanno funzionato normalmente - si legge nel comunicato - e questo ci incentiva a fornire una risposta utilizzabile a pazienti che non hanno alternative terapeutiche".
SDA-ATS