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Gli Svizzeri all’estero moltiplicano i loro sforzi per ottenere almeno un seggio in Consiglio nazionale: 16 finora le candidature depositate.
Finora nessun candidato di sinistra. La destra, Unione democratica di centro in testa, più attiva nel presentare svizzeri all’estero sulle proprie liste.
Gli svizzeri all’estero ci riprovano. Vogliono entrare in parlamento e sperano che le elezioni federali 2003 siano l’occasione buona per farlo. Sono addirittura 16 le persone che vivono fuori dai confini elvetici e che hanno inoltrato la loro candidatura. Tante come non mai, e la cifra non è definitiva perché in alcuni cantoni non è ancora scaduto il termine per depositare le candidature.
Colpisce in particolar modo l’offensiva sferrata dall’Unione democratica di centro (UDC) che presenta una propria lista di svizzeri all’estero. Con questa novità, il maggiore partito di destra svizzero spera di farsi una buona pubblicità i cui effetti positivi vadano aldilà delle elezioni.
Cittadini a pieno titolo da undici anni
Gli svizzeri all’estero non godono da sempre di tutti i diritti propri ad una democrazia. Undici anni fa la Confederazione ha finalmente concesso loro di votare ed eleggere per corrispondenza. Non è stato creato però un “ventisettesimo cantone”. Gli svizzeri all’estero non hanno dei posti riservati a loro e possono essere eletti solo nell’ambito del contingente a disposizione del loro cantone.
Finora 14 candidati hanno tentato il grande salto nella camera bassa del parlamento, il Consiglio nazionale. Il risultato migliore è stato raggiunto nel 1999 da Pierre-Alain Bolomey. Il candidato del Partito socialista (PS), che all’epoca abitava a Bruxelles, ha mancato l’elezione per soli 2000 voti.
Questa volta, con 16 candidati – sulla sola lista UDC, depositata nel semicantone di Basilea campagna, se ne trovano sette – gli svizzeri all’estero potrebbero vedere uno dei loro rappresentanti sedere per la prima volta in Consiglio nazionale.
Oltre ai sette candidati di Basilea campagna, l’UDC presenta un candidato anche per il canton Berna. A Zurigo, l’Unione degli svizzeri all’estero, un’organizzazione vicina all’UDC, presenta quattro candidati. Sono inoltre in corsa per un seggio tre candidati del partito liberale radicale (PLR) e una candidata residente in Alsazia per l’Unione democratica federale (estrema destra).
Sconosciuti
Per Georg Stucky, presidente dell’ASO, gli svizzeri all’estero hanno delle possibilità concrete di essere eletti, anche se devono condurre la loro campagna elettorale in una situazione oggettivamente difficile.
I candidati che vivono all’estero, soprattutto se da molti anni, hanno pochi contatti nel loro cantone. L’accesso ad associazioni culturali, sportive o legate al mondo del lavoro – luoghi dove per eccellenza si forma l’opinione pubblica – risulta quindi più difficile.
Inoltre la campagna elettorale deve essere condotta dall’estero e per questo è spesso limitata al periodo delle vacanze. Le spese di viaggio incidono poi notevolmente sui costi.
Dall’Africa il candidato con le maggiori opportunità
Rolf Schudel, imprenditore, residente in Sudafrica: è questo il candidato che secondo Stucky ha le maggiori possibilità di essere eletto. Anche se sono su una linea politica diversa – Schudel candida sulle liste dell’UDC – Stucky si augura che venga eletto.
Per il presidente dell’ASO, è importante che qualcuno rappresenti direttamente gli interessi dei cittadini elvetici all’estero in Consiglio nazionale.
Dal canto suo Schudel, il candidato di punta dell’UDC, ritiene che la possibilità di essere eletto sia piuttosto remota. Più che per sé stesso, lotta per contribuire al successo del suo partito.
Presentando un numero così elevato di candidati, l’UDC si delinea come il partito più attivo presso gli svizzeri all’estero.
Ci si può chiedere se questo attivismo basterà a modificare il risultato di un recente sondaggio dell’istituto di ricerca GfS secondo il quale il 31% degli svizzeri all’estero vota per il PS, il 18% per il PLR, il 15% per l’UDC, un altro 15% per i verdi e l’8% per il Partito popolare democratico.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
600'000 circa gli svizzeri che vivono all’estero
Dal 1992 gli svizzeri all’estero possono votare per corrispondenza
Da allora il numero delle persone iscritte ai registri elettorali è passato da 14'000 a quasi 83’000
In breve
Per le elezioni 2003 sono state presentate 16 candidature di svizzeri all’estero. Il numero non è definitivo, perché in alcuni cantoni il termine per depositare le candidature non è ancora scaduto. Negli anni passati c’erano state 14 candidature ma nessun eletto.
Forte presenza dell’Unione democratica di centro (UDC), che include nelle sue liste 8 candidati ai quali si aggiungono altre 4 persone provenienti da un’associazione vicina al partito. 3 candidati militano nel partito liberale e una candidata si presenta sotto i colori dell’Unione democratica federale (destra).
Mancano candidati di sinistra, un dato di fatto che contrasta con le intenzioni di voto dell’elettorato svizzero all’estero. Secondo un sondaggio infatti ben il 31% voterebbe per il Partito socialista. I verdi raggiungono il 15%, la stessa percentuale dell’UDC.