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Lo spagnolo vince in solitaria dopo lo scoppio del motore di Ben Spies, con il quale lottava per il primo posto
Si rimane negli Stati Uniti per questo undicesimo appuntamento con il motomondiale. Si corre ad Indianapolis. Le prove sono state caratterizzate da numerose cadute che hanno visto protagonisti Stoner, Spiese Hayden. Hayden ha rotto una mano e Stoner corre con una caviglia malconcia.
Un altro punto di riflessione è quello che riguarda Valentino Rossi. Questo è il suo primo Gran Premio da pilota Yamaha. Ora corre ancora con la Ducati, certamente, ma il Dottore ha già firmato il contratto con la casa giapponese per le prossime due stagioni. Vedremo se con meno pressione addosso saprà portare la rossa bolognese più vicino alle inarrivabili Honda e alle Yamaha.
In pole position Pedrosa, con Lorenzo e Dovizioso. In seconda fila Spies, Bradl e Stoner. 28 i giri da compiere.
Si parte con Pedrosa che si porta in testa, ma viene superato da Ben Spies. In terza posizione Dovizioso seguito da Lorenzo, Bradl, Bautista, Storen, Crutchlow Rossi.
Ben Spies è sempre in testa. Corre in casa. Se la testa non gli suggerisce cose stupide, potrebbe anche portare a termine una gara. E già questa sarebbe una notizia. Il pilota americano si meriterebbe un podio, se non altro per la sua caparbietà.
Mancano 26 giri. Il pilota Yamaha è seguito da Pedrosa in seconda posizione e i due hanno un discreto vantaggio su Lorenzo che a sua volta ha staccato Dovizioso.
Pedrosa si fa vedere. Punta Big Ben. Lo innervosisce. Spies resiste. È un caparbio, come detto, uno che lotta. Ma la Honda non perdona in rettilineo ed ecco il sorpasso. Di giri ne mancano 24.
Dietro Stoner recupera, ed ora è quinto dietro a Dovizioso. Caviglia o non caviglia c’è un mondiale da vincere prima di ritirarsi in Australia a godersi la pensione anticipata.
22 giri alla fine. Ben Spies proprio non ne vuole sapere di finire una gara. Ma questa volta non per colpa sua. Gli scoppia il motore. Incredibile. Per una volta che avrebbe potuto controllare la gara ecco che ci si mette la sfortuna. Peccato, peccato. L’augurio è di vederlo sul podio, prima o poi. Ora è Pedrosa a condurre le danze. Dietro, a quasi due secondi, Lorenzo e più staccati Dovizioso e Stoner assieme a Bradl, Bautista e Crutchlow.
Ancora 18 giri. Stoner si porta in testa al gruppetto, che ha perso Crutchlow, andato per margherite. Ancora una volta è stato il rettilineo a mostrare tutta la potenza Honda con la quale il Bomber si è issato al terzo posto superando Dovizioso.
E Valentino Rossi? Naviga senza emozioni al settimo posto, con il rischio di essere addirittura risucchiato da due CRT. Proprio nulla da fare. Il divorzio tra Ducati e Rossi è una cosa dovuta. Sono gli ultimi anni di Rossi e non può sprecarli con una moto con la quale non va d’accordo.
Quando sono 14 i giri al termine Pedrosa è sempre in testa con 3,5 secondi di vantaggio su Lorenzo, il quale, a sua volta, ha circa 10 secondi sul gruppetto capitanato da Stoner seguito da Dovizioso, Bautista e Bradl.
Le posizioni sono consolidate a 10 giri dal termine. Ma qualche cosa è successo. La moto di Pedrosa inizia a fare la ballerina e per poco non manda lo spagnolo per prati. Lorenzo dietro recupera due secondi. Ora potrebbero essere le gomme a dire la loro. Pedrosa ha una posteriore dura, Lorenzo una media.
Dietro continua la lotta per il terzo posto tra Stoner e Dovizioso. Mancano 7 giri e sono quelli decisivi. Dovizioso supera Stoner il quale decide di rimanere a guardare. Per il momento.
Ultimi tre giri. Pedrosa si avvia a vincere, seguito da Lorenzo che ha preferito passare un tranquillo pomeriggio di moto-turismo e portarsi a casa 20 punti in ottica motomondiale
Finisce con Pedrosa che vince, dietro Lorenzo e al terzo posto Dovizioso. Stoner arriva quarto tra gli applausi, visto le condizioni nelle quali ha gareggiato. E infatti appena scende dalla moto gli porgono le stampelle.