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La qualità dell'acqua in Svizzera è in parte compromessa dalla presenza di sostanze problematiche, che danneggiano anche gli insetti, tuttavia le attuali misure di protezione e di vigilanza sono sufficienti. Ulteriori provvedimenti, come il divieto di pesticidi, non sono necessari, secondo la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) che raccomanda per 13 voti a 9 e 3 astensioni di respingere un'iniziativa parlamentare di Beat Jans (PS/BS).
Il testo dell'iniziativa chiede di completare la Legge sulla protezione delle acque affinché venga sancito il divieto di continuare a utilizzare sostanze contenenti pesticidi sintetici se in diverse acque di superficie sono stati ripetutamente pregiudicati la riproduzione, lo sviluppo e la salute di piante, animali e microrganismi sensibili oppure se nelle acque sotterranee o nell'acqua potabile sono state misurate concentrazioni eccessive di residui di pesticidi.
Stando al consigliere nazionale basilese, dati scientifici raccolti dai Cantoni, dalla Confederazione e dall'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (EAWAG) provano che diverse sostanze attive dei pesticidi pregiudicano durevolmente organismi acquatici. In particolare, tali sostanze sterminano gli insetti acquatici e le alghe, che costituiscono il cibo e la base vitale per i pesci.
La popolazione è quindi esposta agli effetti di queste sostanze, in violazione secondo l'autore dell'iniziativa della Costituzione federale che impone alla Confederazione di proteggere l'uomo da effetti nefasti, di salvaguardare gli spazi vitali nella loro molteplicità naturale, di proteggere le specie minacciate di estinzione e di emanare prescrizioni sulla protezione dell'ambiente naturale da effetti nocivi.
La Confederazione, a detta di Jans, dovrebbe "poter togliere dal mercato i pesticidi che si dimostrano nocivi per gli ambienti acquatici o che pregiudicano la qualità dell'acqua potabile".
Per la CAPTE-N, anche se la qualità dell'acqua in Svizzera è in parte compromessa dalla presenza di sostanze problematiche che danneggiano anche gli insetti, le attuali misure di protezione e di vigilanza dell'acqua potabile e delle falde acquifere sono sufficienti.
A suo parere, ad arginare gli effetti negativi dei prodotti fitosanitari bastano i provvedimenti previsti dalla politica agricola a partire dal 2022 (AP22+) volta tra l'altro a ridurre l'uso dei pesticidi.
Lo scorso 27 febbraio, il Consiglio federale aveva già proposto al Parlamento di respingere l'iniziativa popolare "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici". L'iniziativa chiede di vietare l'uso di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella trasformazione di prodotti agricoli e nella cura del suolo e del paesaggio. Da vietare sarebbe anche l'importazione di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi.
Per il governo si fa già abbastanza in quest'ambito. Nel settembre 2017 lo stesso Consiglio federale ha varato il Piano d'azione sui prodotti fitosanitari, attraverso il quale si punta a ridurre l'impiego e i rischi di tali prodotti. Il governo ha poi integrato nella Politica agricola 2022 un pacchetto di misure supplementari. I pagamenti diretti saranno stanziati soltanto a chi rinuncia all'uso di prodotti fitosanitari ad alto rischio ambientale.
Secondo l'esecutivo, un'accettazione dell'iniziativa avrebbe gravi ripercussioni sull'agricoltura, sull'industria alimentare e sulla sicurezza alimentare. Verrebbero infatti a mancare efficaci misure per proteggere le colture agricole e i loro raccolti.