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C'erano due condizioni da rispettare, affinché l'Ama scegliesse di togliere le sanzioni nei confronti del'Agenzia antidoping russa (Rusada): una di quelle è che le autorità moscoviti fornissero agli ispettori internazionali tutta la documentazione necessaria affinché quest'ultimi potessero fare piena luce sui dati del laboratorio in cui, nel 2015, scoppiò lo scandalo del doping istituzionalizzato in Russia. La scadenza era quella di fine anno, limite trascorso senza che – confermano dall'Ama – «alcun'altra missione sia stata effettuata».
«Sono amaramente deluso» dice Craig Reedie, il presidente dell'Agenzia mondiale antidoping, il quale ha aggiunto che «il 14 e il 15 gennaio il comitato si riunirà per fare delle raccomandazioni al Comitato esecutivo». Il quale potrebbe nuovamente pronunciare la non conformità della Rusada, ciò che equivarrebbe a una nuova sospensione per lo sport russo.