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Uno studio dell'Università di Losanna (UNIL) lo prova: la Svizzera è visitata da un numero di lupi maggiore di quanto supposto finora.
Se la sua presenza si rivelasse permanente, Berna dovrà probabilmente ridurre la quantità di ovini che potrebbe uccidere impunemente.
La presenza di sette lupi è stata confermata per il periodo che va dal novembre del 1998 al novembre del 2000; ciò significa quattro esemplari in più rispetto a quanto si ritenesse accertato, spiega Luca Fumagalli del Laboratorio di biologia della conservazione dell'UNIL sul settimanale romando «L'Hebdo». A questa conclusione hanno portato gli escrementi raccolti sui luoghi d'attacco alle greggi.
Sei degli esemplari catalogati da Fumagalli hanno scorrazzato nelle Alpi vallesane, mentre un settimo è stato confermato in Italia in Val Antigorio, tra il Vallese e il Ticino. Nello studio non sono ancora inclusi il lupo segnalato in nella regione di Monte Carasso nel gennaio 2001 e quello localizzato all'inizio di maggio in Val Bregaglia, che potrebbero essere lo stesso animale.
La presenza su un'area così piccola attira l'attenzione degli specialisti. «È sbalorditivo trovare in un territorio di pochi chilometri quadrati tanti individui; non vi sono arrivati per caso» ritiene Jean-Marc Landry, biologo ed autore di pubblicazioni sui lupi in Svizzera.
La sua conclusione personale è che ci siano sicuramente stati dei contatti tra tutti questi individui ed eventualmente ciò che lui chiama l'»insediamento di un branco», cioè la riproduzione.
Jean-Marc Weber, responsabile del Progetto Lupo Svizzera (PLS), non condivide l'opinione di Landry: «una conclusione del genere sulla base dello studio di Fumagalli mi sembra affrettata». Lo studio non permetterebbe di dire molto sui contatti tra i diversi lupi catalogati. Nessuno sa ancora con certezza se alcuni di essi non vivano già in branco. La prudenza è quindi d'obbligo.
Se la presenza di tanti lupi trovasse conferma, significherebbe che il PLS deve accelerare e rendere più severe le misure di prevenzione per impedire gli attacchi alle greggi, spiega Weber. La direttiva sulla conservazione del lupo attualmente in consultazione prevede che il suo grado d'impunità diminuisca se il predatore s'insedia in Svizzera.
Secondo il progetto di Berna, invece di poter sbranare 50 pecore in un determinato territorio, non potrà più assalirne che 25. Superato questo numero, i cacciatori saranno autorizzati a mettersi sulle sue tracce.
swissinfo e agenzie