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SAN GALLO - I cittadini del canton San Gallo si pronunceranno sul divieto generale di dissimulare il proprio volto in luoghi pubblici, deciso a fine novembre dal Gran Consiglio. Il referendum contro il testo - lanciato dalle sezioni giovanili di Verdi, Verdi liberali e PS - è riuscito. Oggi hanno depositato le 4'221 firme raccolte, mentre ne erano necessarie 4000.
In novembre, il Parlamento sangallese aveva accettato in seconda lettura - con 57 voti contro 55 - una base legale che vieta di dissimulare il viso nello spazio pubblico. Stando al testo adottato dal legislativo cantonale, chiunque si copra il volto in pubblico è punibile, dal momento che presenta un rischio per la sicurezza o minaccia la pace sociale o religiosa. L'esistenza di un pericolo imminente deve essere valutato caso per caso.
Socialisti e Verdi liberali erano stati fra i principali oppositori al testo: nel canton San Gallo le donne che portano il burqa si contano sulle dita di una mano, aveva affermato il presidente di Gioventù socialista Andri Bösch. A suo avviso, il divieto «è patriarcale e incide negativamente sull'autodeterminazione delle donne». Sulla stessa linea il rappresentante dei Verdi liberali Andrin Monstein: il problema non esiste e la legge approvata dal parlamento è di conseguenza "superflua".
A livello federale l'iniziativa popolare "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso", lanciata dal Comitato di Egerkingen, è formalmente riuscita. Il testo si ispira all'articolo costituzionale già in vigore in Ticino.
Il Consiglio federale si oppone al testo, preferendogli un controprogetto indiretto. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia è stato incaricato dall'esecutivo di elaborare entro fine giugno un progetto preliminare da porre in consultazione.