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Con un tasso che si aggira attorno al 97 per cento, in Guinea quasi l’intera popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni ha subìto una mutilazione genitale. Combattere questa piaga è una delle priorità dell’UNICEF nel paese.
La situazione
Ogni dieci secondi, gli organi genitali di una bambina sotto i dodici anni vengono mutilati, il che corrisponde a tre milioni di casi l’anno. Si stima che 200 milioni di ragazze e donne tra i 15 e i 49 anni subiscano nel mondo questa barbara pratica, che sovente lascia ferite fisiche e psichiche a vita.
Il tasso più alto dell’Africa occidentale
La Guinea è lo Stato dell’Africa occidentale con il più alto tasso di mutilazioni genitali femminili. E pensare che questo rituale sarebbe vietato dalla legge dal 2000. La paura dell’emarginazione sociale impedisce tuttavia sovente ai genitori di rinunciare all’intervento sulle loro figlie. Quasi la metà delle bambine e delle adolescenti, inoltre, vive in povertà e non ha accesso alla protezione e a prestazioni mediche di base.
L’operato dell’UNICEF
L’UNICEF si impegna per abolire le mutilazioni genitali femminili nei trecento distretti in cui tale pratica è più frequente. La complessità del rituale esige un approccio su più livelli fondato su programmi per il superamento delle norme sociali, al fine di avviare un processo di cambiamento a lungo termine. L’UNICEF
- organizza campagne di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole e sui media;
- coinvolge i capi religiosi, gli anziani più rispettati e i sindaci;
- forma e istruisce personale sanitario;
- informa sui diritti dell’infanzia.
Aiutate anche voi!
Sostenete la lotta contro le mutilazioni genitali femminili! Grazie di cuore.