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Il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann, sulla destra, e il consigliere federale Didier Burkhalter, sulla sinistra, durante la 71ma Assemblea delle Nazioni Unite a New York.
Keystone/AP/JULIE JACOBSON(sda-ats)
Dobbiamo offrire posti di lavoro: è questo il messaggio del presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann a margine della 71ma Assemblea delle Nazioni Unite a New York. Al centro degli sforzi devono esserci i giovani.
"Credo che bisogna aiutare soprattutto la gioventù e offrile delle prospettive nel mercato del lavoro", ha affermato Schneider-Ammann di fronte ai media. Durante l'assemblea generale - ha aggiunto - intende ricordare ai membri, che ciò è possibile realizzarlo attraverso la formazione, la conoscenza e la competitività dei singoli Paesi.
Schneider-Ammann si è detto colpito dal discorso di Barack Obama, che è intervenuto per l'ultima volta in veste di presidente americano. L'allocuzione è stata molto ottimista e orientata al futuro, ha affermato il presidente della Confederazione precisando che è stata ben espressa l'intenzione di gestire in modo unitario i problemi nel mondo.
Schneider-Ammann ha elogiato il ruolo della Svizzera all'ONU. Essa contribuisce con la propria esperienza e le proprie conoscenze, a trovare soluzioni diplomatiche e a mediare in caso di conflitti. La Confederazione si impegna molto anche nella messa in atto dell'Agenda per lo sviluppo 2030 decisa lo scorso anno dall'ONU, ha precisato.
In relazione all'incontro di ieri a Zurigo con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, Schneider Ammann ha affermato che Juncker vuole contribuire a trovare delle soluzioni. Il presidente della Confederazione non ha voluto dire se l'Unione Europea accetterà l'applicazione "light" dell'iniziativa sull'immigrazione di massa. Juncker ha preso posizione personalmente ma deve prima ottenere il benestare dei Paesi membri, ha affermato aggiungendo però che "dopo l'incontro di ieri ho una buona sensazione".
Il consigliere federale Didier Burkhalter ha delineato di fronte ai media il punto principale del suo messaggio di quest'anno all'ONU con le parole "Pace e sicurezza attraverso la prevenzione".
"Agire per la prevenzione allo scopo di rafforzare la pace e la sicurezza è una caratteristica svizzera, fa parte di ciò che noi possiamo fare nell'ambito dell'ONU". La Svizzera ha puntato molto sulla realizzazione di progetti concreti, lanciati dalla Confederazione stessa oppure per i quali ha collaborato da più tempo con altri Stati.
Tali programmi perseguono sopratutto la lotta all'estremismo violento e il terrorismo. Se si vuole dare ai giovani prospettive diverse rispetto alla via della violenza e dell'estremismo è necessario far partecipare anche le donne a tali progetti, ha aggiunto.
Il neocastellano ha anche preso parte ad una manifestazione organizzata in modo congiunto dalla Svizzera e il Brasile che verteva sull'importanza di una "società inclusiva" per uno sviluppo pacifico. Ma, per realizzare questi progetti sono necessari mezzi. Il Fondo internazionale contro l'estremismo violento (GCERF) ha quindi lanciato un appello per la raccolta di denaro per sostenere le proprie azioni. Fondato due anni fa a Ginevra, il GCERF ha da allora cominciato ad attuare i suoi primi progetti in Bangladesh, nel Mali e in Nigeria.
SDA-ATS