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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Originariamente era in effetti previsto che il Consiglio federale adottasse e </p><p>sottomettesse al Parlamento il messaggio concernente il "Pacchetto fiscale 2001", e </p><p>quindi anche le proposte di riforma della coppia e della famiglia in esso contenute, </p><p>già nel corso della sessione d'inverno 2000. Il rinvio del pacchetto, di per sé pronto, </p><p>deciso dal DFF alla fine del mese di novembre del 2000 voleva unicamente </p><p>assicurare che il Parlamento potesse deliberare su questo progetto con piena </p><p>conoscenza della situazione finanziaria della Confederazione e del relativo margine </p><p>di manovra sul piano finanziario. Di fronte a questa situazione, doveva anzitutto </p><p>essere allestito un messaggio aggiuntivo sul freno all'indebitamento in cui veniva </p><p>presentata una situazione finanziaria equilibrata anche oltre un ciclo congiunturale. </p><p></p><p>Nel frattempo il Consiglio federale ha adottato questo rapporto aggiuntivo all'indirizzo </p><p>del Parlamento. Esso contiene un'analisi della situazione e mostra le conseguenze a </p><p>lungo termine di diversi scenari sulla politica finanziaria della Confederazione. Il </p><p>Parlamento è ora in grado di discutere il "Pacchetto fiscale 2001" con una visione </p><p>globale della situazione politico finanziaria. Di conseguenza, non è più previsto alcun </p><p>ulteriore rinvio. </p><p></p><p>La riforma proposta nel messaggio - conforme al pertinente obiettivo di legislatura - </p><p>riguarda espressamente l'imposizione della coppia e della famiglia. Un'estensione di </p><p>questo tema in ambiti che non rientrano nel settore fiscale esulerebbe dal campo </p><p>fissato per il "Pacchetto fiscale 2001". Ciononostante non è certo escluso che in un </p><p>altro contesto i settori citati nell'interrogazione ordinaria possano essere esaminati, </p><p>almeno in parte, in modo più approfondito:</p><p></p><p>1.- Per quanto riguarda le prestazioni complementari per genitori con redditi insufficienti, </p><p>occorre rilevare che la politica familiare e in particolare lo sgravio delle famiglie si basa da </p><p>sempre su diverse misure. Queste misure sono state prese di volta in volta, non sempre </p><p>sono state sufficientemente concordate tra di loro e sono in parte anche lacunose. Ciò è </p><p>dovuto a motivi "storici" ed è da ricondurre anche al federalismo. Ad esempio, i primi assegni </p><p>familiari sono stati versati da datori di lavoro a titolo di prestazioni facoltative e solo in un </p><p>secondo tempo sulla base di leggi sono state dichiarate obbligatorie nei Cantoni. Anche in </p><p>altri settori vi sono, a seconda dei Cantoni, prestazioni differenti a favore delle famiglie. </p><p>Undici Cantoni hanno introdotto le prestazioni assistenziali a genitori con figli piccoli che si </p><p>trovano in una difficile situazione economica. In questo ambito il Canton Ticino va più lontano </p><p>di tutti e ha introdotto un sistema analogo alle prestazioni complementari. Tale sistema copre </p><p>il fabbisogno vitale dell'intera famiglia purché vi siano figli di età inferiore ai tre anni, e in </p><p>seguito anche il fabbisogno vitale di ogni figlio di età inferiore ai 15 anni. </p><p></p><p>Attualmente sono in atto riforme nei settori più importanti della perequazione degli oneri delle </p><p>famiglie. A seguito delle iniziative parlamentari Fehr Jacqueline (00.436) e Meier-Schatz </p><p>(00.437), il Parlamento si esprimerà riguardo all'introduzione a livello nazionale di uno </p><p>strumento per lottare contro la povertà delle famiglie. Entrambe le iniziative chiedono </p><p>prestazioni complementari per genitori secondo il modello ticinese. </p><p></p><p>2.- Riguardo alla soppressione dei premi delle casse malati per bambini e giovani in </p><p>formazione, il Consiglio federale si è già espresso con il suo parere sulla mozione Robbiani </p><p>(00.3082), in cui propone di respingere la mozione. Il Consiglio federale è sempre dello </p><p>stesso avviso per cui mantiene tale proposta.</p><p></p><p>3.- Per quanto riguarda le prestazioni di trasferimento sono determinanti le seguenti </p><p>riflessioni:</p><p></p><p>a. L'introduzione di una rendita per figli è stata respinta dal Consiglio nazionale il 18 giugno </p><p>1999 quando ha deciso di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Teuscher (98.422). </p><p></p><p>b. Riguardo alla questione legata alle deduzioni sociali dall'importo imponibile il Consiglio </p><p>federale ha già preso posizione con il suo parere sulla mozione Hafner Ursula (98.3388; </p><p>ripresa da Goll Christine). Esso è contrario a un cambiamento di sistema in cui le deduzioni </p><p>sociali vengano effettuate dall'ammontare d'imposta e non più dal reddito. Ha rilevato che </p><p>l'indesiderato effetto di progressione, tipico dell'imposta federale diretta, sarebbe stato </p><p>ulteriormente aggravato; inoltre ha evidenziato che le deduzioni sociali avrebbero dovuto </p><p>essere ridotte in modo massiccio - ciò che sarebbe stato psicologicamente di difficile </p><p>comprensione - e sottolineato che un simile cambiamento, nel suo complesso, era in </p><p>contraddizione con il principio dell'imposizione in base alla capacità economica garantito </p><p>dalla Costituzione federale. Se, ciononostante, ha proposto di trasformare la mozione in </p><p>postulato, l'ha fatto poiché non intendeva anticipare i risultati della commissione di esperti </p><p>"imposizione della famiglia". Nel frattempo questa commissione si è esplicitamente </p><p>pronunciata contro l'ipotesi di operare le deduzioni sociali dall'ammontare d'imposta. Di </p><p>conseguenza il 6 marzo 2000 la citata mozione è stata respinta anche dal Consiglio </p><p>nazionale. Per il Consiglio federale non vi è pertanto più alcun motivo di proporre un simile </p><p>cambiamento di sistema nel quadro dell'imminente riforma dell'imposizione della coppia e </p><p>della famiglia.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha altresì esaminato le conseguenze di un cambiamento di sistema. Nel </p><p>modello di splitting parziale proposto dal Consiglio federale per la riforma dell'imposizione </p><p>della coppia e della famiglia è prevista una deduzione per figli di 9'000 franchi da applicare al </p><p>reddito. Considerando che le minori entrate fiscali dovrebbero mantenersi negli stessi limiti, </p><p>ciò significherebbe che la deduzione per figli dall'ammontare d'imposta sarebbe di circa </p><p>400 franchi per figlio. Le ripercussioni sull'onere fiscale dei contribuenti con due figli in </p><p>rapporto al diritto vigente e al modello di splitting parziale proposto sono presentate nella </p><p>tabella allegata. </p><p></p><p>Da questa tabella si può dedurre che nel modello "Splitting parziale" del Consiglio federale la </p><p>sostituzione della deduzione per figli di 9'000 franchi dal reddito attraverso una deduzione di </p><p>400 franchi dall'ammontare d'imposta comporterebbe uno sgravio per coniugi e concubini </p><p>con due figli e un reddito lordo fino a 100'000 franchi. Per redditi superiori un cambiamento di </p><p>sistema comporterebbe un onere maggiore rispetto alla proposta del Consiglio federale. Per </p><p>le famiglie monoparentali il relativo limite si aggira attorno ai 90'000 franchi. </p><p></p><p>Rispetto al diritto vigente l'onere fiscale per concubini con una ripartizione del reddito di </p><p>70/30 aumenterebbe fino al 55 per cento, mentre la proposta del Consiglio federale </p><p>causerebbe un aumento del 27 per cento al massimo.</p><p></p><p>Infine, la tabella ci mostra che le coppie con due figli dovrebbero pagare l'imposta diretta </p><p>soltanto a partire da un reddito lordo di 100'000 franchi.</p><p></p><p>c. Per quanto riguarda un disciplinamento federale degli assegni familiari è già stato </p><p>presentato un progetto della CSS-N del 20 novembre 1998 per una legge quadro (91.411 </p><p>iniziativa parlamentare Fankhauser; FF 1999 2759). Anche nel quadro della Nuova </p><p>Perequazione Finanziaria, nel 1999, è stato proposto un progetto di legge federale. Il </p><p>Consiglio federale, nel suo parere del 28 giugno 2000 sul progetto della CSS -N (FF 2000 </p><p>4167), si è essenzialmente espresso a favore di un disciplinamento degli assegni familiari a </p><p>livello svizzero, che consentirebbe di colmare le lacune nel sistema. Tuttavia, non si è </p><p>pronunciato sulle modalità, ovvero se ciò avverrà sotto forma di legge quadro, come </p><p>proposto dalla CSS-N, oppure sulla base di una soluzione globale.</p><p></p><p>4.- Le offerte di assistenza extrafamiliare ai figli sono un'importante misura in materia di </p><p>politica familiare e di parità dei sessi. Esse non sono tuttavia un compito della </p><p>Confederazione, ma rientrano piuttosto nelle competenze dei Cantoni e dei Comuni. In </p><p>questo settore sono soprattutto le organizzazioni private e anche i datori di lavoro ad essere </p><p>invitati a presentare proposte. In occasione delle deliberazioni sull'iniziativa parlamentare </p><p>Fehr Jacqueline del 22 marzo 2000 (00.403; Incentivo finanziario per la creazione di posti di </p><p>accoglienza per figli al di fuori dell'ambito familiare) il Parlamento avrà modo di esprimersi </p><p>riguardo al finanziamento delle rispettive istituzioni da parte della Confederazione. </p><p></p><p>La CFQF si è espressa essenzialmente a favore di un mantenimento sia delle deduzioni </p><p>fiscali sia degli assegni familiari a cui andrebbero ad aggiungersi le prestazioni </p><p>complementari secondo il modello ticinese. </p><p></p><p>Anche il Consiglio federale ritiene che gli strumenti esistenti nell'ambito della perequazione </p><p>degli oneri delle famiglie debbano essere mantenuti, ma che dovrebbero sempre essere </p><p>ottimizzati e adeguati ai nuovi sviluppi in atto nella società. Pertanto, un completamento delle </p><p>misure rimane tuttora possibile. </p><p></p><p>5.- Riassumendo, il Consiglio federale non ritiene opportuno presentare un pacchetto globale </p><p>sul rafforzamento economico delle famiglie unitamente al messaggio sulla riforma </p><p>dell'imposizione della famiglia. Sarebbe invece più sensato continuare a procedere in modo </p><p>settoriale, cercando di raggiungere gli obiettivi fissati e realizzabili a medio termine. Il </p><p>Consiglio federale ha deciso di sottoporre quanto prima al Parlamento la riforma </p><p>dell'imposizione della famiglia. In una fase successiva si potrà esaminare se dovranno </p><p>essere prese ulteriori misure in particolare per sgravare le famiglie con un reddito </p><p>insufficiente. Inoltre, per un pacchetto globale sarebbero necessarie ampie chiarificazioni che </p><p>ritarderebbero inutilmente il progetto del messaggio sull'imposizione della famiglia.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.