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Morto il decano della diplomazia elvetica
L'ex segretario di stato ed ex ambasciatore Edouard Brunner è morto di malattia all'età di 75 anni. È stato uno dei diplomatici più importanti per la Svizzera, e ha contribuito a forgiare la sua politica estera.
Tra i suoi successi maggiori, i negoziati nella Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE). Fu anche ambasciatore a Washington e a Parigi.
Edouard Brunner è stato uno dei più importanti diplomatici svizzeri: al servizio della politica estera del suo paese per 40 anni, condusse in porto anche alcune delicate missioni per l'ONU.
Originario di Berna, era nato il 24 febbraio 1932 ad Istanbul. Dopo gli studi di diritto a Ginevra, era entrato alle dipendenze del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nel 1956, occupando incarichi diplomatici a Bogotà, Washington, Varsavia, l'Aja e presso la sede delle Nazioni Unite a New York.
Nel 1980 era stato nominato capo della Divisione politica I, responsabile delle relazioni con i paesi europei e del Nord America, e quattro anni più tardi segretario di stato. Brunner si era ritirato in pensione nel 1997.
La diplomazia nel sangue
Dal 1972 al 1978 aveva ricoperto l'incarico di vice-capo della delegazione svizzera alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Tra i suoi maggiori successi fu proprio la partecipazione ai negoziati, che sfociarono nel 1975 nella firma, da parte di 35 stati, dell'Atto finale di Helsinki.
In un articolo che gli aveva dedicato qualche anno fa la Neue Zürcher Zeitung, Brunner veniva definito un "maestro" della diplomazia. Suo padre, bernese, era un diplomatico. Anche nella famiglia di sua madre, di origine greca, la diplomazia era una tradizione. "A Brunner riesce tutto ... il suo spirito è mobile e la sua creatività e la sensibilità per le relazioni sono di levatura superiore".
La NZZ sottolineava la memoria straordinaria di Brunner, che preferiva discutere liberamente, senza far ricorso ai fascicoli.
Molto apprezzato
Le sue capacità di negoziatore erano apprezzate tanto in patria quanto all'estero: dal 1991 al 1993 era stato rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per il Medio oriente e dal 1993 al 1997 per la Georgia.
Brunner aveva anche presieduto la Commissione di studio per le questioni strategiche, creata per ripensare la politica di sicurezza della Svizzera alla fine della guerra fredda.
In un rapporto del 1998 la commissione prevedeva già un impegno internazionale più consistente ed una riduzione degli effettivi dell'esercito e della protezione civile.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Diplomatico in pensione, Edouard Brunner era nato nel 1932 a Instanbul e si era laureato in diritto all'Università di Ginevra.
Dal 1956 al 1997 aveva lavorato presso il Dipartimento federale degli esteri, ricoprendo in particolare le cariche di segretario di Stato, di ambasciatore a Washington e a Parigi, nonché di osservatore permanente della Svizzera all'ONU.
Nel 1991 era stato nominato inviato speciale dell'ONU per il Medio Oriente e tre anni dopo inviato speciale del segretario generale dell'ONU per la Georgia e l'Abkhazia. Nel 2002 aveva pubblicato un'autobiografia intitolata "Lambris Dorés et Coulisses" ("Rivestimenti dorati e retroscena").
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