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Consiglio federale respinge iniziativa "Per una Posta forte"
Il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa popolare "Per una Posta forte" e rinuncia a presentare un controprogetto. Per il governo gli obiettivi contenuti nel testo sono già stati raggiunti con la nuova legge sulla Posta, la cui entrata in vigore è prevista per la metà del 2012.
L'iniziativa - promossa dal Sindacato della comunicazione assieme a Unione sindacale svizzera e Partito socialista - chiede il mantenimento del monopolio sulle lettere fino a 50 grammi e la concessione di una licenza bancaria all'ex regia. Nell'intento degli iniziativisti queste misure dovrebbero permettere di coprire i costi di una rete di uffici postali capillare.
La cosiddetta banca postale chiesta dall'iniziativa - vale a dire l'ampliamento dell'attività finanziaria di PostFinance che potrebbe così concedere autonomamente anche ipoteche e prestiti (oggi per farlo deve far capo a partner bancari esterni) - è stata più volte respinta dal Consiglio federale e dal Parlamento. "Non è uno strumento idoneo a garantire il finanziamento del servizio universale", afferma oggi il governo.
L'iniziativa vuole inoltre obbligare la Posta a gestire la rete degli uffici con personale proprio. Questo punto è criticato dal governo: obbligare l'azienda a impiegare personale proprio "impedirebbe la realizzazione di soluzioni flessibili e adeguate alle esigenze della clientela, come le agenzie, e non creerebbe valore aggiunto per i consumatori", sostiene l'esecutivo.
Per questi motivi, e considerato che gli obiettivi - garantire un servizio universale capillare, di alta qualità e accessibile a tutti - possono essere raggiunti con la nuova legislazione postale, il Consiglio federale invita il Parlamento a respingere l'iniziativa. Questa ha inoltre il demerito di intaccare la libertà imprenditoriale della Posta, osserva ancora il governo.