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La storia della maratona
Chissà cosa avrebbe pensato Filippide, mentre correva a perdifiato verso Atene, se qualcuno gli avesse detto che migliaia di anni dopo moltitudini di persone in tutto il mondo avrebbero corso, marciato, camminato, sudato e sofferto, ricordando più o meno inconsapevolmente quella sua folle corsa.
La maratona è una gara di corsa che si percorre su una distanza di 42,195 km e prende il nome dalla città Maratona in Grecia. Il suo nome viene da un evento epico dell’antica Grecia: dopo la guerra contro i persiani, nel 490 a. C, Fidippide dovette correre fino all’Acropoli di Atene per annunciare la vittoria.
Nella storia raccontata da Erodoto, la figura di Fidippide era l’emissario di generali e politici, colui che trasmetteva i messaggi semplicemente correndo da un punto all’altro della Grecia. Chi, come Fidippide, ricopriva questo ruolo doveva essere molto allenato, poiché doveva essere in grado di percorrere circa 100 km in poco meno di 48 ore su terreni aspri e selvaggi. Si racconta che Fidippide percorse l'intero tragitto, circa 40 km di corsa, senza mai fermarsi; giunto a destinazione riuscì a gridare “nenikèkamen” ovvero “abbiamo vinto”, ma subito dopo crollò a terra esanime, stremato dallo sforzo.
L’idea di organizzare una corsa chiamata Maratona in sua memoria, venne al filologo francese Michel Brèal, un amico di Pierre de Coubertin, il fondatore dei Giochi Olimpici che nel 1896 la inserì nei primi giochi di Atene.
La distanza di 42 km fu decisa solo dopo aver calcolato con strumenti moderni la distanza che aveva percorso Fidippide.
Da questo evento proviene anche l'espressione medica "cardiomiopatia di Filippide", che colpisce chi fa troppo esercizio.