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Alcuni degli oppositori al progetto.
KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUD(sda-ats)
Non vi è motivo di interrompere i lavori della linea ad altissima tensione THT tra Chamoson e Chippis, in Vallese. Il Tribunale federale (TF) ha infatti respinto una richiesta in tal senso presentata dagli oppositori.
Questi avevano domandato la revisione di due sentenze del TF, risalenti al settembre 2017, che davano il via libera alla costruzione. Nell'ambito di questo riesame, la fondazione "Ermitage de Longeborgne" e undici cittadini puntavano a fermare il cantiere grazie a un effetto sospensivo.
Ma i giudici losannesi, come reso noto oggi, non hanno accolto tale rivendicazione. I contrari alla linea facevano leva su un rapporto geologico secondo il quale 34 dei 52 piloni previsti sarebbero esposti a pericoli naturali, come frane e cadute di massi. Tre di loro sarebbero addirittura irrealizzabili.
Stando agli oppositori, nel corso dell'iter di approvazione l'esposizione dell'opera agli elementi non è stata seriamente esaminata. Inoltre, nuovi fatti sarebbero emersi nel quadro dei progetti di correzione del Rodano. Ciò imporrebbe una revisione delle precedenti sentenze, in quanto il costo della linea aerea di 28 chilometri sarebbe di parecchio superiore alle stime: tenendo conto di ciò, potrebbe tornare in auge la versione interrata proposta dagli antagonisti e scartata proprio perché avrebbe comportato spese eccessive.
Il TF ha però ribattuto affermando che i lavori saranno supervisionati dall'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI). Per di più, nulla suggerisce che le misure di sicurezza non siano rispettate.
La linea Chamoson-Chippis è oggetto di una controversia che dura da tempo, fatta di numerosi capitoli giudiziari. Pianificata per 15 anni, una volta costruita permetterà una connessione verso la parte orientale del Paese e una verso la rete internazionale.
SDA-ATS