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"Io ho dovuto rinunciare alle vacanze in Sardegna, mentre il mio collega frontaliere può andarci senza dover sottostare alla quarantena. Sono schifato." È questo il commento amaro di un ticinese alla notizia, riportata ieri dal Corriere del Ticino, secondo cui i lavoratori frontalieri non sono soggetti all'obbligo di quarantena al contrario dei loro collegati domiciliati in Svizzera.
Questo perchè le attuali misure federali che prevedono la quarantena per chi si è recato in una zona a rischio non vengono applicate a chi non è domiciliato in Svizzera, anche se trascorrono gran parte della giornata nel nostro paese.
"Un'incogruenza" fa notare il CdT, il quale cita l'hotline cantonale sul coronavirus secondo cui "non essendo i dipendenti residenti o domiciliati in Ticino, non sono soggetti alle leggi cantonali/federali sulla quarantena". A segnalare la questione è il titolare di un’azienda del Luganese, il quale ha fatto notare che se due suoi dipendenti, uno residente e uno frontaliere, si dovessero recare in Sardegna, il primo dovrebbe stare a casa 10 giorni una volta rientrato mentre il secondo potrebbe ritornare subito a lavorare.