Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01111.jsonl.gz/1355

Lavoro su chiamata: da utilizzare a piacimento?
Il rapporto di lavoro che esiste tra te e il tuo datore di lavoro è definito lavoro su chiamata. Si contraddistingue per via del fatto che la prestazione professionale da erogare non è definita più in dettaglio a livello di ambito e posizione. Inoltre questi parametri vengono stabiliti dal datore di lavoro a seconda delle necessità. Il volume di lavoro può variare in modo consistente di mese in mese.
Ma, nel tuo caso, risulti impiegato in modo relativamente costante da circa tre anni e, per questo motivo, hai confidato che tale carico di lavoro proseguisse con la stessa intensità.
Ora si pone la domanda se tu, nell’ambito di questa situazione di partenza e contro quanto riportato nel contratto di lavoro (che nega il diritto a un carico di lavoro minimo), abbia potuto fare affidamento sull’assegnazione del volume di lavoro consueto.
I tribunali hanno risposto a questa domanda già diverse volte, affermando che i lavoratori, in caso di una frequenza delle chiamate ormai consolidata e piuttosto costante, possono fare affidamento sul carico di lavoro usuale. Da un numero di ore mensili costante, o rispettivamente da un orario di lavoro giornaliero regolare, i dipendenti possono desumere che, nel caso di rapporti di lavoro su chiamata, il lavoro a chiamata si sia trasformato in un rapporto di lavoro con un grado occupazionale fisso, e che quindi sussista un diritto all’assegnazione di impieghi professionali secondo l’ambito consueto finché dura il rapporto di lavoro.
Tuttavia, affinché tu possa far rivalere, se necessario, questo diritto anche a livello giudiziario, occorre che tu comunichi al tuo datore di lavoro che non sei d’accordo con la riduzione del carico di lavoro e che continui a offrire il tuo lavoro come di consueto. Laddove il datore di lavoro non dovesse accondiscendere alla tua richiesta, ripresenta quest’ultima offerta di lavoro anche a mezzo di una lettera raccomandata.
Qualora il datore di lavoro risentisse effettivamente di una situazione degli ordinativi negativa e non potesse proseguire il rapporto di lavoro nell’ambito consueto, presumibilmente verrai licenziato. Almeno, però, durante il preavviso di licenziamento avrai diritto al salario percepito fino a quel momento.
Ti consigliamo di rivolgerti immediatamente al segretariato regionale competente. Lì riceverai la consulenza di un esperto e ti verrà in particolare indicato che, per relazioni di lavoro a chiamata, occorre tenere conto di alcune particolarità per quanto attiene all’iscrizione presso la cassa di disoccupazione.