Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/137423

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel luglio 2013, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ammette a titolo provvisorio una donna afghana con i suoi quattro figli. Non reputa necessario esaminare la verosimiglianza dei motivi d'asilo e concede l'ammissione provvisoria "alla luce della situazione famigliare". Il TAF mette in questione questa decisione presa "per economia procedurale".</p><p>Sempre nel luglio 2013, dopo vent'anni in Svizzera una donna sola, madre di quattro figli, si vede revocare il permesso B umanitario ottenuto nel 2003 e rilasciare un permesso F in seguito alla separazione da un uomo violento, che non è il padre dei suoi figli. Fatto ancora più grave, la figlia maggiore, tredicenne, subisce la medesima sorte, allorquando non ha conosciuto altro Paese che la Svizzera. Il permesso F le rende molto difficile un'integrazione professionale.</p><p>In relazione a queste due situazioni, pongo pertanto al Consiglio federale le domande seguenti: </p><p>1. È ammissibile che l'UFM prenda decisioni sommarie per "economia procedurale", decisioni che potenzialmente incideranno a lungo termine sul futuro di donne e minori mantenendoli in una situazione di precarietà pregiudizievole sia per loro sia per la società?</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole del circolo vizioso in cui rischiano di ritrovarsi intrappolate queste famiglie mantenute in uno statuto precario, una volta che il ritorno sarà comunque durevolmente inesigibile?</p><p>3. Come può essere tutelato l'interesse superiore dei minori residenti in Svizzera se una ragazzina che conosce soltanto la Svizzera e la cui probabilità di ritorno nel Paese d'origine è praticamente nulla si vede revocare il permesso B e rilasciare un permesso F, così poco propizio all'integrazione?</p><p>4. Quali misure può adottare il Consiglio federale per evitare tali decisioni controproducenti sia per gli interessati sia per la società?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza dei casi menzionati nell'interpellanza. Va inoltre osservato che per principio non si esprime in merito alle decisioni del Tribunale amministrativo federale e che non può comunicare dettagli di dossier personali che gli interessati non hanno reso noti.</p>  Risposta del Consiglio federale.