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(16.01.2013) Il turismo degli acquisti dei consumatori svizzeri all'estero dovrebbe stabilizzarsi nel 2013. È quanto emana da uno studio di Credit Suisse, che sottolinea come questo tipo di commercio al dettaglio sia aumentato del 25% nel 2012, andando a raggiungere CHF 6 miliardi.
Questa stabilizzazione del turismo degli acquisti è dovuta al livello ormai costante dei tassi di cambio, l'aumento dei prezzi all'estero ed alla diminuzione dei prezzi in Svizzera. Credit Suisse sottolinea come il 73% dei consumatori elvetici possa raggiungere un supermercato in un paese confinante in meno di un'ora d'auto. In queste condizioni, gli svizzeri non dovrebbero diminuire i loro acquisti in un paese vicino durante il 2013.
Nelle regioni frontaliere, i cantoni restrittivi in termini di ore di apertura, come Neuchâtel, sono i più svantaggiati di fronte al fenomeno del turismo d'acquisto. Il canton Zurigo, che offre una legislazione più liberale in settimana, si vede però colpito nel weekend, quanto tutti i paesi vicini, Austria esclusa, presentano orari d'apertura più attrattivi.
Parallelamente al turismo degli acquisti, il commercio di prossimità guadagna importanza in Svizzera, come attesta un recente boom delle stazioni di servizio e dei negozi di quartiere, osserva Credit Suisse. Oltre il 50% dei consumatori effettua i propri acquisti nel comune in cui risiede. La distanza percorsa per andare a fare la spesa è pari ad un kilometro in media. L'automobile resta il primo mezzo di trasporto, con il 70% della lunghezza dei tragitti. Circa un quarto degli acquisti sono combinati con il lavoro o la formazione.
Nel commercio al dettaglio in Svizzera, il 62% dei 240 imprenditori interpellati dalla società di consulenza Fuhrer & Hotz, incaricata per questo studio da Credit Suisse, prevede un aumento della propria cifra d'affari nel 2013. In compenso, meno del 50% prevede una crescita degli utili.
Ultima modifica 10.09.2015