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La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale rileva nella sua decisione che l’ambasciatore Pitteloud ha sempre agito su mandato del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e che le sue azioni non erano illecite. Jacques Pitteloud, attualmente direttore della Direzione delle risorse del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), si dice soddisfatto della decisione definitiva.
Sul caso: il 15 maggio 2015 due uomini d’affari kenioti avevano depositato un’azione penale presso l’MPC contro Jacques Pitteloud, ex ambasciatore di Svizzera in Kenia, per tentata coazione, abuso di autorità e violazione del segreto d’ufficio durante il periodo in cui rivestiva la funzione di capomissione in Kenia. L’MPC aveva chiuso il procedimento nel marzo del 2016.
I due uomini d’affari avevano in seguito presentato un ricorso presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, che gli aveva dato in parte ragione: pur confermando la sospensione del procedimento per abuso di autorità e violazione del segreto d’ufficio, la Corte aveva tuttavia rinviato il caso all’MPC per chiarire i fatti legati alla presunta tentata coazione. Poiché l’MPC avrebbe potuto essere coinvolto come parte nel procedimento, fu presa la decisione di nominare un procuratore straordinario.
Il procuratore straordinario, con decisione del 16 aprile 2018, aveva chiuso l’indagine. Contro questa decisione era stato presentato un nuovo ricorso presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale che, con decisione del 19 dicembre 2018, lo ha respinto decretando la chiusura definitiva del procedimento.
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