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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La BVD è una malattia virale dei bovini, caratterizzata da diarrea, conosciuta da molto tempo. Il virus non causa soltanto diarrea, bensì anche polmoniti, aborti, malformazioni, nascita di vitelli indeboliti e rallentamento della crescita degli animali. Inoltre, gli animali persistentemente infetti possono sviluppare la malattia nella forma che colpisce le mucose (malattia delle mucose, mucosal desease: MD).</p><p></p><p>Dalla metà degli anni 90, la Confederazione promuove presso l'università di Berna la ricerca sulla comparsa, la diagnosi, il decorso e i costi di questa malattia in Svizzera. In base ai risultati forniti da questi studi, in collaborazione con l'Ufficio federale di veterinaria (UFV), sono state elaborate diverse strategie di lotta alla malattia, tenendo conto delle peculiarità del nostro Paese.</p><p></p><p>Nella legge del 1° luglio 1966 sulle epizoozie (RS 916.40) il legislatore ha attribuito al Consiglio federale diversi mandati in materia di epizoozie. Conformemente alla legge, le epizoozie sono da estirpare nella misura in cui ciò sia richiesto da un bisogno sanitario o economico e sia possibile con una spesa sopportabile; oppure da combattere, in modo tale da limitare il più possibile i danni sanitari ed economici. Un'epizoozia viene sorvegliata nel caso in cui occorra raccogliere dati epidemiologici che permettano la lotta contro di essa o la sua estirpazione.</p><p></p><p>Nella primavera del 2001 la MD è stata introdotta nell'elenco delle epizoozie da sorvegliare, contenuto nell'ordinanza federale del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (RS 916.401). Da allora, gli annunci trasmessi forniscono un'importante base di dati sul tasso di prevalenza di questa malattia in Svizzera.</p><p></p><p>Alle singole domande si può rispondere nel modo seguente:</p><p></p><p>Ad 1 Il Consiglio federale è cosciente del fatto che il singolo proprietario può proteggere i suoi animali soltanto grazie ad un impegno considerevole. Ed è per questo motivo che gli ambienti interessati propugnano una lotta a questa malattia coordinata a livello nazionale. Dal punto di vista della messa a disposizione di personale e finanziamenti, un'operazione di tale portata sarebbe però onerosa, sia per la Confederazione, sia per i Cantoni. La procedura di consultazione in merito ad eventuali modifiche dell'ordinanza dovrebbe fornire gli elementi che consentiranno di prendere una decisione a questo proposito.</p><p></p><p>Ad 2 La BVD causa annualmente in Svizzera costi ammontanti ad una cifra compresa tra 6 e 12 milioni di franchi. I costi indiretti, ad esempio quelli causati dall'impiego di medicamenti, non sono compresi nel calcolo. Queste cifre, se confrontate con quelle pubblicate da altri Paesi, potrebbero sembrare basse: si basano però su accurate analisi di costi e benefici come all'estero non ne sono ancora state effettuate.</p><p></p><p>Ad 3 Attualmente è disponibile un piano operativo dettagliato, basato su conoscenze scientifiche e diagnostiche, che potrebbe condurre a eradicare la malattia. Questo progetto presuppone un notevole carico amministrativo, organizzativo e finanziario, che dovrebbe essere sopportato per diversi anni dalla Confederazione e dai Cantoni. Si tratta di un progetto ambizioso, che potrebbe essere affrontato soltanto qualora i mezzi necessari fossero disponibili: questi ultimi potrebbero essere compresi nel bilancio preventivo solo in seguito alla corrispondente modifica dell'ordinanza. Inoltre, considerato che il successo di tale operazione dipenderebbe dall'attiva collaborazione dei singoli, tutte le persone coinvolte dovrebbero essere precedentemente informate sulla malattia e le sue conseguenze.</p><p></p><p>Ad 4 Nel 1993 Norvegia e Svezia, su iniziativa delle associazioni di allevatori e allo scopo di diminuire le perdite causate dalla BVD, hanno avviato una campagna nazionale di lotta contro questa malattia. Mediante l'eliminazione mirata degli animali portatori del virus, la manifestazione del BVDV è stata durevolmente ridotta. Dalla fine degli anni novanta, programmi simili sono in corso anche in Olanda e in alcune parti di Austria e Germania. Per il momento, nell'Unione europea non vi sono direttive che disciplinano la lotta contro la BVD. Sul piano della ricerca è però stata ideata una rete tematica, di cui fa parte anche la Svizzera. Lo scopo di tale rete è il controllo della malattia, mediante il coordinamento dei lavori di ricerca e dei programmi per eradicare la malattia, attuati nei singoli Paesi, così da fornire a tutti gli Stati coinvolti le necessarie conoscenze per contrastare attivamente il morbo.</p><p></p><p>Ad 5 I metodi utilizzati all'estero per eradicare la malattia non sono direttamente applicabili nel nostro Paese. È stato calcolato, per esempio, che tenendo conto del rapporto tra costi e benefici, l'adozione in Svizzera del modello svedese non sarebbe giustificabile. Per il nostro Paese è stato perciò messo a punto un sistema più vantaggioso ma non per questo meno efficace, basato sui dati forniti dalle ricerche più recenti. Secondo l'attuale progetto, i costi dei primi dieci anni di attività contro la malattia ammonterebbero a circa 55 milioni di franchi. Per quanto riguarda i costi sostenuti all'estero, attualmente il Consiglio federale non dispone di dati sicuri.</p>  Risposta del Consiglio federale.