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L’autorizzazione fintech consente di accettare depositi del pubblico fino alla soglia massima di cento milioni di franchi svizzeri o valori patrimoniali basati sui principi della crittografia, purché i depositi del pubblico o i valori patrimoniali non vengano investiti né siano corrisposti interessi sugli stessi. Un’ulteriore condizione è che l’istituto al quale è stata rilasciata l’autorizzazione fintech (persone ai sensi dell’art. 1b della Legge sulle banche) sia una società anonima, una società in accomandita o una società a garanzia limitata e abbia la propria sede e svolga la sua attività in Svizzera.
La FINMA è responsabile del rilascio di questa autorizzazione. Essa esamina le relative richieste per accertare se l’attività che il richiedente intende esercitare necessita di un’autorizzazione e può essere svolta nell’ambito dell’autorizzazione fintech. Per agevolare la procedura di richiesta, la FINMA pubblica una guida pratica. Inoltre, prima di inoltrare la richiesta di autorizzazione, gli interessati hanno la possibilità di presentare il loro progetto,. Il processo di autorizzazione è soggetto al versamento di un emolumento. Gli emolumenti sono disciplinati dall’Ordinanza sugli emolumenti e sulle tasse della FINMA.
Una volta presentata la richiesta, la FINMA comunica ai richiedenti il nominativo del collaboratore o della collaboratrice responsabile della procedura di autorizzazione e specifica quali informazioni e documenti aggiuntivi debbano eventualmente essere inoltrati. Durante la procedura di autorizzazione, la FINMA può esigere che i richiedenti le inoltrino un rapporto di audit per l'autorizzazione. La FINMA valuta nel singolo caso se ciò sia necessario o meno. La durata della procedura di autorizzazione dipende dalla complessità del progetto come pure dalla qualità e dalla completezza della richiesta.
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