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Incarto n. 14.2023.90 Lugano 16 ottobre 2023 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello composta del giudice: Jaques, presidente vicecancelliera: Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.627 (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud promossa con istanza 8 agosto 2023 dalla CO 1 (rappresentata dalla RA 1, __________) contro RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, __________) giudicando sul reclamo dell’8 settembre 2023 presentato dalla RE 1 contro la decisione emessa il 30 agosto 2023 dal Pretore aggiunto; ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, l’8 agosto 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'694.85 oltre a interessi e spese. B. All’udienza di discussione del 30 agosto 2023 nessuno è compar­so. C. Statuendo con decisione del 30 agosto 2023 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento della RE 1 dallo stesso giorno alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 200.– e un acconto di fr. 800.– per le spe­se esecutive. D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell’8 settembre 2023 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 12 settembre 2023 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito. Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 31 agosto 2023, il termine d’impugnazione è scaduto domenica 10 settembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 11 settembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. 2. La reclamante asserisce di non aver ricevuto l’avviso di ritiro della raccomandata contenente la citazione all’udienza del 30 agosto 2023. Essa ha tuttavia ritirato, il 10 e l’11 agosto 2023, le disposizioni ordinatorie processuali del 9 agosto (assegnazione all’istan­­te di un termine per produrre l’originale della comminatoria di fallimento e anticipare le spese processuali presumibili, con allegati l’istanza e i documenti acclusi [act. I]) e del 10 agosto (assegnazione all’istante di un termine per produrre l’istanza firmata da persone autorizzate a rappresentarla [act. II]), sicché a prima vista la convenuta doveva aspettarsi la citazione (del 16 agosto) ai sensi dell’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC. La questione della validità della c itazione all’udienza fallimentare può tuttavia essere lasciata aperta, perché il reclamo va ad ogni modo accolto nel merito. 3. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 3.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova autentici o in senso proprio, denominati in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2). L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazio­ni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ). 3.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto due ordini di pagamento del 29 e 30 agosto 2023 (doc. D ed E acclusi al reclamo) relativi al versamento di fr. 3'083.45 e fr. 413.– a favore dell’ese­cuzione promossa dall’istante, che la Camera ha verificato d’uffi­cio (art. 255 lett. a CPC) essere stati sufficienti per saldarla, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. 3.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché l’ultimo acconto è stato pagato soltanto dopo la pronuncia del fallimento del 30 agosto 2023 alle ore 10:00 (cfr. doc. E) – va osservato che la situazione esecutiva della recla man­te appariva critica (v. l’estratto del registro delle esecuzioni dell’8 settembre 2023, doc. F), anche a fronte dell’iniezione da parte del­l’PI 1 di fr. 125'000.– sul conto della ricorrente il 28 agosto 2023 (doc. C), ma la Camera ha accertato d’uf­ficio che nel frattempo essa ha pagato tutti gli attestati di carenza di beni rilasciati nei suoi confronti e tutte le esecuzioni ancora pendenti tran­ne sette per quasi fr. 150'000.– complessivi, ma di cui cinque sono sospese da opposizione, sicché non si possono ancora dirsi certi, mentre le due ultime sono molto recenti e d’importo limitato (un po’ più di fr. 3'000.– in tutto). Visto oltretutto l’interesse concretamente manifestato dall’PI 1 al rilievo della maggioranza qualificata delle quote della RE 1 (cfr. doc. G), ciò porta a concludere che la sua sopravvivenza economica non appare minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui al­l’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato. Va però da sé che la reclamante dovrà seriamente procedere al proprio risanamento perché se nei prossimi tempi essa dovesse nuovamente fallire, la Camera non potrà dimostrare la medesima indulgenza manifestata oggi. 4. La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [ RS 281.35] ), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede. Per questi motivi, pronuncia: I. Il reclamo è accolto e di conseguenza: 1. La dichiarazione di fallimento pronunciata il 30 agosto 2023 dalla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud nei confronti della RE 1 è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 200.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della RE 1. 3. Le spese dell’Ufficio dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1. II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della RE 1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dalla reclamante in questa sede, pari a fr. 200.–, è versata alla CO 1 quale rimborso della tassa di giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2. III. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Mendrisio; – Ufficio dei fallimenti, Viganello; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio. Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 14.2023.90 Incarto n. 14.2023.90

Incarto n. Lugano 16 ottobre 2023 Lugano

Lugano 16 ottobre 2023

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente vicecancelliera: vicecancelliera:

vicecancelliera: Bertoni Bertoni

Bertoni statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.627 (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud promossa con istanza 8 agosto 2023 dalla

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa SO.2023.627 (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud promossa con istanza 8 agosto 2023 dalla CO 1 (rappresentata dalla RA 1, __________) CO 1

CO 1 (rappresentata dalla RA 1, __________)

(rappresentata dalla RA 1, __________) contro contro

contro RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, __________) RE 1

RE 1 (patrocinata dall’avv. PA 1, __________)

(patrocinata dall’avv. PA 1, __________) giudicando sul reclamo dell’8 settembre 2023 presentato dalla RE 1 contro la decisione emessa il 30 agosto 2023 dal Pretore aggiunto;

giudicando sul reclamo dell’8 settembre 2023 presentato dalla RE 1 contro la decisione emessa il 30 agosto 2023 dal Pretore aggiunto; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, l’8 agosto 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'694.85 oltre a interessi e spese. in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, l’8 agosto 2023 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'694.85 oltre a interessi e spese. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ della sede di Mendrisio dell’Ufficio B. All’udienza di discussione del 30 agosto 2023 nessuno è compar­so.

B. All’udienza di discussione del 30 agosto 2023 nessuno è compar­so. C. Statuendo con decisione del 30 agosto 2023 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento della RE 1 dallo stesso giorno alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 200.– e un acconto di fr. 800.– per le spe­se esecutive.

C. Statuendo con decisione del 30 agosto 2023 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento della RE 1 dallo stesso giorno alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 200.– e un acconto di fr. 800.– per le spe­se esecutive. la tassa di giustizia di fr. 200.– e un acconto di fr. 800.– per le spe­se D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell’8 settembre 2023 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 12 settembre 2023 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell’8 settembre 2023 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 12 settembre 2023 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito. Considerando

Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 31 agosto 2023, il termine d’impugnazione è scaduto domenica 10 settembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 11 settembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.

Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 31 agosto 2023, il termine d’impugnazione è scaduto domenica 10 settembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 11 settembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo. 2. La reclamante asserisce di non aver ricevuto l’avviso di ritiro della raccomandata contenente la citazione all’udienza del 30 agosto 2023. Essa ha tuttavia ritirato, il 10 e l’11 agosto 2023, le disposizioni ordinatorie processuali del 9 agosto (assegnazione all’istan­­te di un termine per produrre l’originale della comminatoria di fallimento e anticipare le spese processuali presumibili, con allegati l’istanza e i documenti acclusi [act. I]) e del 10 agosto (assegnazione all’istante di un termine per produrre l’istanza firmata da persone autorizzate a rappresentarla [act. II]), sicché a prima vista la convenuta doveva aspettarsi la citazione (del 16 agosto) ai sensi dell’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC.

2. La reclamante asserisce di non aver ricevuto l’avviso di ritiro della raccomandata contenente la citazione all’udienza del 30 agosto 2023. Essa l’istanza e i documenti acclusi [act. I]) e del 10 agosto (assegnazione La questione della validità della c itazione all’udienza fallimentare può tuttavia essere lasciata aperta, perché il reclamo va ad ogni modo accolto nel merito. itazione all’udienza fallimentare può tuttavia essere lasciata aperta 3. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

3. In v irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. 3.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova autentici o in senso proprio, denominati in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

3.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( 3.1 Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento ( nova nova autentici o in senso proprio, autentici o in senso proprio, denominati in tedesco denominati in tedesco denominati in tedesco “echte Nova” “echte Nova”, in contrapposizione agli, in contrapposizione agli pseudonova pseudonova o o “unechte Nova” “unechte Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2). agosto 2011, consid. 2). L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazio­ni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ).

L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazio­ni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazio­ni del debitore sono insufficienti (G iroud/Theus Simoni L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’in­­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. (G iroud/Theus Simoni iroud/Theus Simoni in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF in: Basler Kommentar, SchKG II, 3 a ed. 2021, n. 26 d ad art. 174 LEF ). ). 3.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto due ordini di pagamento del 29 e 30 agosto 2023 (doc. D ed E acclusi al reclamo) relativi al versamento di fr. 3'083.45 e fr. 413.– a favore dell’ese­cuzione promossa dall’istante, che la Camera ha verificato d’uffi­cio (art. 255 lett. a CPC) essere stati sufficienti per saldarla, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.

3.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto due ordini di pagamento del 29 e 30 agosto 2023 (doc. D ed E acclusi al reclamo) relativi al versamento di fr. 3'083.45 e fr. 413.– a favore dell’ese­cuzione promossa dall’istante, che la Camera ha verificato d’uffi­cio (art. 255 lett. a CPC) essere stati sufficienti per saldarla, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. 3.2 Nel caso in esame la reclamante ha prodotto due ordini di pagamento del 29 e 30 agosto 2023 (doc. D ed E acclusi al reclamo) relativi al versamento di fr. 3'083.45 e fr. 413.– a favore dell’ese­cuzione promossa dall’istante, che la Camera ha verificato d’uffi­cio (art. 255 lett. a CPC) essere stati sufficienti per saldarla, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto. 3.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché l’ultimo acconto è stato pagato soltanto dopo la pronuncia del fallimento del 30 agosto 2023 alle ore 10:00 (cfr. doc. E) – va osservato che la situazione esecutiva della recla man­te appariva critica (v. l’estratto del registro delle esecuzioni dell’8 settembre 2023, doc. F), anche a fronte dell’iniezione da parte del­l’PI 1 di fr. 125'000.– sul conto della ricorrente il 28 agosto 2023 (doc. C), ma la Camera ha accertato d’uf­ficio che nel frattempo essa ha pagato tutti gli attestati di carenza di beni rilasciati nei suoi confronti e tutte le esecuzioni ancora pendenti tran­ne sette per quasi fr. 150'000.– complessivi, ma di cui cinque sono sospese da opposizione, sicché non si possono ancora dirsi certi, mentre le due ultime sono molto recenti e d’importo limitato (un po’ più di fr. 3'000.– in tutto).

3.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché l’ultimo acconto è stato pagato soltanto dopo la pronuncia del fallimento del 30 agosto 2023 alle ore 10:00 (cfr. doc. E) – va osservato che la situazione esecutiva della recla man­te appariva critica (v. l’estratto del registro delle esecuzioni dell’8 settembre 2023, doc. F), anche a fronte dell’iniezione da parte del­l’PI 1 di fr. 125'000.– sul conto della ricorrente il 28 agosto 2023 (doc. C), ma la Camera ha accertato d’uf­ficio che nel frattempo essa ha pagato tutti gli attestati di carenza di beni rilasciati nei suoi confronti e tutte le esecuzioni ancora pendenti tran­ne sette per quasi fr. 150'000.– complessivi, ma di cui cinque sono sospese da opposizione, sicché non si possono ancora dirsi certi, mentre le due ultime sono molto recenti e d’importo limitato (un po’ più di fr. 3'000.– in tutto). 3.3 Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché l’ultimo acconto è stato pagato soltanto dopo la pronuncia del fallimento del 30 agosto 2023 alle ore 10:00 (cfr. doc. E) – va osservato che la situazione esecutiva della recla man­te appariva critica (v. l’estratto del registro delle esecuzioni dell’8 settembre 2023, doc. F), anche a fronte dell’iniezione da parte del­l’PI 1 di fr. 125'000.– sul conto della ricorrente il 28 agosto 2023 (doc. C), ma la Camera ha accertato d’uf­ficio che nel frattempo essa ha pagato tutti gli attestati di carenza di beni rilasciati nei suoi confronti e tutte le esecuzioni ancora pendenti tran­ne sette per quasi fr. 150'000.– complessivi, ma di cui cinque sono sospese da opposizione, sicché non si possono ancora dirsi certi, mentre le due ultime sono molto recenti e d’importo limitato (un po’ più di fr. 3'000.– in tutto). man­te appariva critica (v. l’estratto del registro delle esecuzioni dell’8 settembre 2023, doc. F), anche a fronte dell’iniezione da parte del­l’PI 1 Visto oltretutto l’interesse concretamente manifestato dall’PI 1 al rilievo della maggioranza qualificata delle quote della RE 1 (cfr. doc. G), ciò porta a concludere che la sua sopravvivenza economica non appare minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui al­l’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato. Va però da sé che la reclamante dovrà seriamente procedere al proprio risanamento perché se nei prossimi tempi essa dovesse nuovamente fallire, la Camera non potrà dimostrare la medesima indulgenza manifestata oggi.

Visto oltretutto l’interesse concretamente manifestato dall’PI 1 al rilievo della maggioranza qualificata delle quote della RE 1 (cfr. doc. G), ciò porta a concludere che la sua sopravvivenza economica non appare minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui al­l’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato. Va però da sé che la reclamante dovrà seriamente procedere al proprio risanamento perché se nei prossimi tempi essa dovesse nuovamente fallire, la Camera non potrà dimostrare la medesima indulgenza manifestata oggi. Visto oltretutto l’interesse concretamente manifestato dall’PI 1 al rilievo della maggioranza qualificata delle quote della RE 1 (cfr. doc. G), ciò porta a concludere che la sua sopravvivenza economica non appare minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui al­l’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato. Va però da sé che la reclamante dovrà seriamente procedere al proprio risanamento perché se nei prossimi tempi essa dovesse nuovamente fallire, la Camera non potrà dimostrare la medesima indulgenza manifestata oggi. 4. La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [ RS 281.35] ), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede.

4. La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [ RS 281.35] ), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede. La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede. Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: I. Il reclamo è accolto e di conseguenza:

pronuncia: I. Il reclamo è accolto e di conseguenza: 1. La dichiarazione di fallimento pronunciata il 30 agosto 2023 dalla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud nei confronti della RE 1 è annullata.

1. La dichiarazione di fallimento pronunciata il 30 agosto 2023 dalla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud nei confronti della RE 1 è annullata. 2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 200.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della RE 1.

2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 200.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della RE 1. 3. Le spese dell’Ufficio dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1.

3. Le spese dell’Ufficio dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1. II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della RE 1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dalla reclamante in questa sede, pari a fr. 200.–, è versata alla CO 1 quale rimborso della tassa di giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2.

II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della RE 1. III. Notificazione a:

III. Notificazione a: – ; – ; – Ufficio d’esecuzione, Mendrisio; – Ufficio dei fallimenti, Viganello; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio. – ;

– ; – ;

– ; – Ufficio d’esecuzione, Mendrisio;

– Ufficio d’esecuzione, Mendrisio; – Ufficio dei fallimenti, Viganello;

– Ufficio dei fallimenti, Viganello; – Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca;

– Ufficio cantonale del Registro di commercio, Biasca; – Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio.

– Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio. Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud.

Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente La vicecancelliera

Il presidente La vicecancelliera Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).