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Nell'ultimo studio internazionale sulle competenze scolastiche dei giovani, la Svizzera ha chiaramente distanziato, all’eccezione del Liechtenstein, i suoi vicini.Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2004 - 12:48
I quindicenni rossocrociati si sono distinti in matematica e in ambito scientifico, oltre ad aver migliorato nella lettura.
Tre anni dopo essere stata “bocciata” nel corso del primo test, la Svizzera supera con buoni voti l’esame PISA (“Programme for International Student Assessment”).
“Gli studenti elvetici si sono preparati meglio per l’occasione”, dichiara Jürgen Oelkers sulle pagine del quotidiano domenicale “SonntagsBlick”.
Il professore di pedagogia dell’Università di Zurigo spiega in questo modo il buon piazzamento ottenuto nel 2003 dalla Svizzera – in una classifica composta dai 30 paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e da altri 11 stati – nel test internazionale che valuta le competenze scolastiche dei giovani e destinato alla conferenza dei ministri della cultura.
Dopo il deludente risultato registrato nel 2000, quando a detta di Oelkers “le scuole elvetiche sono state prese alla sprovvista”, la Svizzera ha diligentemente colmato le lacune, al punto di risultare, con la sola eccezione del Liechtenstein, il miglior paese dell’area germanofona.
"Siamo molto contenti della progressione degli allievi svizzeri", afferma Hans Ulrich Stöckling, presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (Cdpe).
Buone note per la Svizzera
Il rapporto dei ricercatori PISA, pubblicato sabato sul sito internet del settimanale tedesco “Spiegel” (la presentazione ufficiale è prevista martedì a Berna), evidenzia che in quasi tutte le categorie indagate i quindicenni elvetici si situano tra i primi dieci paesi dell’Ocse.
I risultati di quest'anno rivelano ad esempio che, in matematica, gli scolari svizzeri occupano il decimo rango (settimi nel 2000).
Nella soluzione di problemi di vario genere, si classificano invece in undicesima posizione e nelle scienze naturali al dodicesimo posto (dopo aver occupato la 18esima posizione tre anni prima).
Per il quarto aspetto della formazione scolastica esaminato, la lettura e la comprensione di un testo, gli alunni delle scuole elvetiche si classificano al tredicesimo rango.
Il progresso delle scuole
Oltre ad una migliore preparazione in vista di questo secondo test, il professore zurighese spiega il buon risultato con l’evoluzione delle scuole svizzere.
“Nella maggior parte degli istituti, lo sviluppo delle scuole, la valutazione e la garanzia della qualità dell’insegnamento procedono oramai di pari passo, in quella che si può definire una professionalizzazione del ramo”, indica Oelkers.
Gli insegnanti sono diventati, secondo lo studioso, più elastici e manifestano meno resistenza di fronte alle innovazioni.
Un’evoluzione influenzata da quello che Oelkers definisce, ricordando la brutta figura del 2000, lo “choc PISA”.
“Oggi, i maestri ed i politici impegnati nel campo dell’educazione sono coscienti che le nostre scuole devono confrontarsi alla concorrenza internazionale”, dice Oelkers.
Stöckling aggiunge che "le riforme scolari introdotte negli anni '90 cominciano a dare i loro frutti".
Bravi gli asiatici, Italia bocciata
Complessivamente, i migliori studenti sono quelli di Finlandia, Corea del Sud e Olanda.
In cima alla classifica per la matematica si collocano i giovani di Hong Kong, mentre i quindicenni giapponesi si distinguono per le loro qualità nell’ambito scientifico.
L’Italia si comporta invece come uno “studente molto mediocre”, non registrando alcun piazzamento nelle prime 25 posizioni.
In fondo alla lista si trovano le scuole del Brasile, dell’Indonesia e della Tunisia.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il test PISA 2003 ha coinvolto 25'000 studenti di 41 paesi.
La Svizzera si situa al decimo rango in matematica, al tredicesimo nella lettura, al dodicesimo nelle scienze naturali e all’undicesimo nella risoluzione di problemi concreti.
I migliori studenti sono quelli di Finlandia, Corea del Sud e Olanda.
L’Italia registra note negative, con piazzamenti non oltre la 25esima posizione.
In breve
Lo studio PISA mira a valutare le competenze dei giovani in matematica, scienze naturali e lettura.
Per ottenere un campione rappresentativo, le scuole esaminate sono state scelte in modo aleatorio e, all’interno di ognuna di esse, gli allievi sono stati tirati a sorte.
Per l’edizione 2003, si è analizzata una quarta categoria: la risoluzione di problemi concreti.
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