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Bruno Amaducci
Nel novembre del 2007, ho avuto modo di intervistare a più riprese il maestro Bruno Amaducci a proposito della sua vita, della carriera internazionale come direttore d'orchestra e della proficua attività di organizzatore di cultura - in ambito musicale - nella Svizzera italiana.
Lo spirito dichiarato di queste interviste è di chiarire gli aspetti puramente biografici del maestro: esse lasciano emergere un'immagine composita di Bruno Amaducci (d'ora in poi BA), inoltre mi sembra diventino un originale angolo d'osservazione del panorama musicale della Svizzera italiana nell'arco di un cinquantennio.
Il materiale raccolto è stato poi accompagnato da un lavoro sui documenti conservati nell'archivio privato di BA (documentazione 1944-1996: ritagli di articoli della stampa nazionale ed internazionale, contratti, cartelloni, locandine, programmi, fotografie, lettere); negli archivi della RTSI e dallo spoglio dei quotidiani ticinesi. Questo lavoro di ricerca mi ha permesso di risalire all'insieme o quasi dei concerti diretti da BA lungo tutto l'arco della sua carriera, questi sono riportati negli inventari per ordine cronologico. Dalla loro consultazione si possono trovare informazioni sulle date dei concerti, il luogo e l'occasione in cui si tennero, l'orchestra ed i cori diretti, i principali solisti, l'eventuale registrazione con il numero d'archivio (se presenti negli archivi della RTSI, in quelli della Fonoteca Nazionale o nel caso di un'edizione commerciale).
L'intervista a BA ed il lavoro di ricerca negli archivi mi ha infine portato alla redazione di questa biografia che si occupa prevalentemente della traiettoria artistica e delle iniziative culturali del maestro. Il mio intento è stato quello di tracciare un ritratto di BA, attore ed organizzatore culturale, che mettesse però in luce le iniziative e le istituzioni musicali della Svizzera italiana, in particolare tra gli anni Cinquanta e Ottanta, che lo vedono protagonista.
Si noti infine che la Fonoteca Nazionale dispone di più di trecento documenti sonori storici della SSR donati da Bruno Amaducci, che trattano di svariate tematiche. Questi documenti sono consultabili nella banca dati della Fonoteca.
Gli anni Trenta-Quaranta, la formazione musicale.
Dalla grancassa nella banda dell'Istituto Elvetico alle lezioni di Jean Fournet all'Ecole Normale di Parigi
BA nasce a Lugano il 5 gennaio 1925. Frequenta l'Istituto Elvetico dove consegue la licenza commerciale ed è proprio nella banda della scuola che intraprende la sua formazione musicale con grancassa, piatti e trombone a pistone. Il mo. Giacomo Rubino, vice-direttore della Civica Filarmonica di Lugano, lo segnala per le sue qualità musicali e spinge i genitori di BA - operai di origini romagnole emigrati in Ticino agli inizi del secolo - ad assecondare e promuovere le doti musicali del figlio. Si dedica quindi allo studio del violino con il mo. Cesare Bertoni, violino di spalla dell'Orchestra di Radio Monteceneri. In questi anni prosegue l'esperienza nella banda dell'Elvetico, sperimentando diversi strumenti musicali e approfitta delle qualità dei musicisti della Radiorchestra - la viola Michele Corbellini ad esempio - per perfezionare lo studio del violino.
Allo studio degli strumenti si accompagna anche quello del canto: nel 1942, BA entra a far parte del Coro della RSI, fondato nel 1937 e diretto dal mo. Edwin Löhrer.
La frequentazione degli ambienti della radio gli permette di fare conoscenza con diversi musicisti, quali il primo violino Gay des Combes, Michele Corbellini e Michelangelo Fasolis. Questi ultimi accompagneranno il Coro della Parrocchia prepositurale di Pazzalino che BA, seppur inesperto, aveva accettato di dirigere. In questi anni il Coro di Pazzalino aumenterà il suo organico e avrà modo di prodursi a più riprese nel luganese durante le principali feste religiose.
Nel 1946, con la fine della guerra, BA frequenta il conservatorio Giuseppe Verdi a Milano, in un'Italia in piena ricostruzione. Iniziano per lui un periodo da giovane pendolare tra Lugano - in cui vive e lavora alla RSI come segretario di Löhrer - e Milano, dove segue le lezioni al conservatorio due giorni alla settimana.
Nel 1949, dopo aver conseguito il diploma di violino del conservatorio, BA continua la sua formazione musicale a Parigi, all'Ecole Normale de Musique diretta da Alfred Cortot. Il ponte per l'Ecole Normale BA lo trova nella persona di Charles Eskenazy, violino della Radiorchestra e suo insegnante per un breve periodo. Eskenazy si reca regolarmente a Parigi per perfezionarsi nel violino con l'insegnante dell'Ecole Normale Yvonne Astruc ed organizza per BA un'audizione con quest'ultima, che gli permette l'accesso alla scuola.
BA intraprende per un biennio le lezioni nelle filiere del canto e del violino e poi, spinto dalla Astruc, si iscrive al corso di direzione d'orchestra tenuto da Jean Fournet. BA segue dunque contemporaneamente i corsi di violino, direzione e canto, riuscendo a conseguire i tre diplomi nella stessa sessione d'esame, cosa mai avvenuta sino ad allora alla Normale di Parigi. Durante gli esami, Alfred Cortot rimane colpito positivamente dalle qualità di BA, promettendogli di suonare insieme a breve termine. Cortot manterrà effettivamente la promessa quando, nel 1952, terrà un concerto con l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano diretti dal giovane Amaducci.
Nel 1958 BA sarà inoltre chiamato da Cortot ad insegnare per alcuni anni alla Normale affiancando Fournet nei corsi di direzione d'orchestra.
Per quanto riguarda il canto, BA poté approfittare di molti insegnanti che gli permisero di perfezionare le sue conoscenze in questo ambito: a Lugano con Carlotta Tauber Vanconti (ex-moglie e maestra di canto del tenore Richard Tauber) e con il cecoslovacco Max Willner, tenore del Coro della RSI; a Milano con Zita Pellegrini (insegnante e convivente del pianista della Scala, mo. Zennai); a Parigi con Nathalie Kedroff, insegnate alla Normale. La pluralità di insegnanti permettono a BA una conoscenza del canto che gli sarà utilissima nella direzione dell'Opera e nei concerti sinfonico-vocali.
Durante il periodo di studio a Parigi BA non perde mai i contatti con la RSI, per il cui conto continua a svolgere compiti amministrativi. Al ritorno a Lugano riprende la sua attività di segretario di Löhrer e di regista del suono. L'11 giugno 1953 BA cura la regia di un concerto di Wilhelm Backhaus; nell'aprile del 1954, BA si occupa di un concerto della Radiorchestra diretta da Igor Stravinsky il 15 maggio dello stesso anno cura la regia di un concerto dei Berliner Philarmoniker al Teatro Kursaal diretto dal maestro Wilhelm Furtwängler; neli anni Cinquanta si occupa inoltre della tecnica di alcuni concerti diretti da Löhrer (CD1) e (CD2). A queste occupazioni va infine ad aggiungersi l'attività di archivista della Radio, che BA intraprende succedendo a Felice Filippini e che mi sembra particolarmente rivelatrice di un interesse storiografico destinato a sbocciare negli anni Settanta, nella fondazione dell'Associazione ricerche musicali nella Svizzera italiana.
Gli anni Cinquanta-Sessanta, una carriera internazionale con base a Lugano.
Dal Requiem di W.A. Mozart con la Radiorchestra alla direzione del Falstaff di G. Verdi al Metropolitan Opera
Le prime direzioni nella Svizzera italiana, il supporto della RSI e del mo. Löhrer
Nel 1951, dopo i diplomi, BA torna a Lugano, dove Edwin Löhrer, il 16 marzo, gli fa dirigere il Requiem di Mozart (K.V. 626, per solo, coro ed orchestra) nell'auditorio del Campo Marzio, con il Coro e l'Orchestra della RSI.
Il valore di questa prima direzione non va a mio avviso sottovalutata, BA dirige infatti i musicisti che anni prima l'avevano conosciuto giovane assistente tuttofare e che lo vedono tornare mo. d'orchestra in grado di dirigere il Requiem a memoria. Lo spoglio dei giornali mostra inoltre il caloroso applauso d'incoraggiamento per un giovane direttore ticinese che ha saputo farsi onore e a cui si augura una brillante carriera.
Tra il 15 e il 18 ottobre BA compie la sua prima esperienza di direzione all'estero e più precisamente a Dornbirn, in Austria, dove è invitato da Radio Vorarlberg per una serie di registrazioni (Verdi, Pergolesi, Scarlatti, Corelli). Dallo spoglio della Vorarlberger Nachrichten, emerge l'ottima impressione che BA diede in occasione di queste registrazioni: in un articolo del 14 novembre 1951 si auspica un ritorno a breve termine del maestro per la direzione di un concerto pubblico, cosa che avverrà effettivamente due anni dopo.
Nel 1952 BA ha l'onore di dirigere Alfred Cortot. Quest'ultimo, di passaggio a Lugano, tappa abituale delle sue tournée, mantiene la promessa fatta al suo ex-studente di suonare insieme. Il concerto, tenuto il 14 marzo al Teatro Kursaal, con musiche di Cimarosa, Schumann, Beethoven e César Franck, è da considerarsi eccezionale nel panorama musicale della Svizzera italiana. Si noti che in questa esibizione Cortot è accompagnato dall'Orchestra del Teatro Nuovo di Milano (Pomeriggi Musicali) poiché, a causa di un giorno di riposo, la Radiorchestra non era disponibile.
Sempre nel 1952 i giornali riportano la notizia di una serie di concerti per cui BA venne scritturato da Radio France a Parigi e di una registrazione delle Stagioni di Vivaldi per la radio irlandese di Dublino. (cfr. Libera Stampa, 1.03.1952).
La carriera internazionale di BA, i primi concerti e la consacrazione
Il 1953 è un anno importante per BA. Dopo aver conseguito il massimo dei voti in un concorso per giovani direttori d'orchestra, organizzato dalla radio olandese, egli è chiamato a dirigere il suo primo concerto pubblico internazionale con la Vorarlberger Funkorchester a Dornbirn, dov'era già stato nel 1951 per alcune registrazioni. In questa occasione dirige una sinfonia di Boccherini, l'ouverture dell'Olimpiade di Vivaldi e quella dell'opera Il Credulo di Cimarosa. L'ottima impressione per le doti di direzione lasciata a Dornbirn, aprono a BA le porte del Bregenzer Festspiele. Il 14 agosto del 1954 dirige ancora una volta la Vorarlberger Funkorchester a Feldkirch, in occasione del concerto di chiusura del festival di Bregenz (arie di Respighi, Strawinsky, Cajkowskij e Mendelssohn). è di questo anno anche la registrazione del Maestro di Cappella di Cimarosa (intermezzo giocoso) - con il basso buffo Fernado Corena e l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali - che viene insignita del Grand Prix du Disque 1955 (Decca LW 5112).
L'anno 1955 è caratterizzato prevalentemente da una serie di concerti tenuti nella Svizzera italiana. Tuttavia in campo internazionale BA si distingue in occasione di un concerto sinfonico al Teatro la Fenice con la violinista Pina Carmirelli (16.04.1955). Il concerto, con musiche di Strawinsky, Henri Wieniawski e Beethoven, è il primo che BA tiene in Italia. Nel 1956 BA partecipa inoltre al Festival des Images d'Epinal in qualità di direttore musicale e regista dell'opera Castor et Pollux di Jean-Philippe Rameau (Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e Association Chorale du Festival des Images). La collaborazione con questo festival, caratterizzata dalla direzione di quattro concerti sinfonici, si protrae sino all'anno 1957.
Nel 1957, a Parigi, BA dirige l'Orchestre de l'Association des concerts Pasdeloup in una serie di registrazioni per la Trianon che entrano in commercio come dischi microsolco 17cm (le registrazioni verranno poi ristampate sotto l'etichetta Match). Tra queste registrazioni mi piace citare la direzione di BA del Concerto no. 1, en si bémol mineur, opus 23, pour piano et orchestre di Cajkovskij con il pianista Gabriel Tacchino, rappresentativa del lavoro di due giovani in ascesa. Ma torniamo a Bregenz. Nel gennaio del 1956, BA dirige Così fan tutte di Mozart con la Vorarlberger Funkorchester. Si tratta della prima opera diretta dal maestro fuori dalla Svizzera, preludio ad una carriera internazionale in cui gli verrà a più riprese riconosciuto un particolare talento nella direzione di opere. Da notare come Bregenz si riveli un luogo particolarmente caro a BA, egli vi torna infatti regolarmente a dirigere opere e concerti sinfonici con i Wiener Symphoniker sino al 1979.
A Trieste nel 1960 riceve, con altri due maestri d'orchestra, (Carlo Bruno e Franco Ferraris) un riconoscimento speciale di merito del Premio Trieste dedicato alla concertazione e alla direzione d'orchestra.
A Bregenz, nel 1961, BA conosce il regista Karlheinz Haberland in occasione della direzione del Fra Diavolo di Daniel François Auber.
Negli anni seguenti Haberland viene nominato intendant a Graz e nel 1966 invita BA a dirigere l'Attila di Verdi, un'opera allora semi sconosciuta . In effetti l'Attila, dopo il 1860, non venne quasi più eseguita: per il XX secolo, si ha notizia solamente di due precedenti rappresentazioni; nel 1951, al Teatro la Fenice di Venezia, con la direzione di Carlo Maria Giulini e nel 1961, al Lido di Lugano, a cura di Giuseppe Scaniello e Fernando Ghilardotti con gli interpreti L. Malaputi, Magnaghi, B. Prevedi. L'Attila diretta da Amaducci all'Opernhaus con un cast internazionale - il baritono greco Rudolf Constantin, la soprano australiana Althea Bridges, il basso giapponese Kanukazu Ohashi ed il tenore spagnolo José Maria Parez - venne replicata una sessantina di volte, ciò rende l'idea dell'enorme successo di quest'opera che le recensioni dei critici amplificarono tanto da trovare segnalazioni persino sulla rivista americana Time.
Negli anni 1966-1968, BA tornerà più volte a dirigere a Graz. Due lavori mi sembrano particolarmente degni di nota: la direzione, nel febbraio del 1967, delle Hoffmans Erzählungen di Jaques Offenbach (José Maria Perez, Rudolf Costantins, Hermann Patzalts, Kunikazu Ohashi, Erich Klaus, Stefka Todorova. Josef Kepplinger, Hans Helm, Helmut Böhm, Heinz-Klaus Ecker, Gisela Fahrenkämper, Marianne Kopatz); e nel febbraio del 1968 al Teatro dell'Opera di Graz, la direzione della Tosca di Puccini con regia di Karlheinz Böhm (Althea Bridges, José Maria Perez).
I successi in Europa mi sembra vadano intesi anche come il vettore principale dell'invito della Metropolitan Opera (MET) a dirigere il Falstaff con regia di Franco Zeffirelli.
Da un punto di vista simbolico la direzione del Falstaff segna la consacrazione di BA come direttore affermato in campo internazionale. Nel 1967, egli trascorre tre mesi, tra ottobre e dicembre, a New York e dirige dieci rappresentazioni dell'opera di Verdi al MET. L'ultima replica che data del 16 dicembre 1967, venne trasmessa da Radio Texaco e diffusa in tutti gli USA.
È interessante notare come questo lavoro richiese da parte del maestro un notevole impegno, derivato soprattutto dal continuo ricambio degli interpreti: sino a dieci persone diverse nella stessa parte. Sono inoltre da segnalare degli attriti con il direttore artistico del MET Rudolf Bing, da cui deriva probabilmente l'annullamento del Rigoletto previsto per l'anno a venire. Se si considera il ritorno globalmente positivo e a tratti entusiastico della stampa newyorchese che riconosce il ruolo determinante di BA nella felice esecuzione del Falstaff; il plauso degli interpreti e dell'orchestra per il lavoro del maestro; e recentemente, la pubblicazione nella discografia tesoro del Metropolitan di questa esecuzione, appare ancora più sorprendente la decisione di Rudolf Bing di non onorare il contratto già firmato per il Rigoletto.
I puntuali ritorni di BA a Lugano, un attore importante per la vita musicale della Svizzera italiana.
Accanto alla carriera internazionale, BA ricopre un ruolo importante quale attore della vita musicale della Svizzera italiana. Oltre a ricoprire il ruolo di archivista della RSI, egli è chiamato regolarmente a dirigere la Radiorchestra in occasione di registrazioni che spesso sono orientate ad una scelta coraggiosa all'insegna dell'originalità e della prima esecuzione svizzera. L'11 novembre 1951, dirige la Radiorchestra nella prima esecuzione radiofonica svizzera del De Profundis, Salmo CXXX di Michel-Richard de la Lande. Nel mese di dicembre dello stesso anno è la volta dell'Isaias, oratorio in due parti, di Luigi Mancinelli (testo di Giuseppe Albini). Nel 1952, nel quadro di un programma radiofonico curato da Edwin Löhrer, BA dirige Peer Gynt, dramma di Enrico Ibsen con le musiche di Edward Grieg. Il 22.11.1953, la Messe de Notre Dame di Guillaume de Machaut e Le jeu de Robin et de Marion di Adam de la Halle. Il 1953 è caratterizzato inoltre dalla prima esecuzione svizzera dei Deux Préludes posthumes et une Gnossienne di Erik Satie (orch. di F. Poulenc). Per l'anno 1954 sono invece da segnalare la prima assoluta delle Séchéresses di Francis Poulenc (24.01.1954); ed un concerto di aprile in cui si propongono: Little music for string orchestra di Michael Tippet; Suite française di Darius Milhaud; Il Telefono, opera buffa in un atto, parole e musica di Giancarlo Menotti. Bastino questi esempi a caratterizzare le collaborazione proficua tra BA e la Radiorchestra, che si risolve in registrazioni validissime.
Tra il gennaio ed il marzo del 1955, BA si fa inoltre promotore di un ciclo di sei concerti nella sala Carlo Cattaneo di Lugano dedicato alla musica italiana del XVIII secolo. L'iniziativa di BA andava ad aggiungersi a quelle già esistenti dei Giovedì musicali di Lugano, dei Pomeriggi Musicali di Castagnola ed ai concerti periodici della RSI e dell'Associazione degli Amici della Musica di Lugano. I Concerti alla sala Carlo Cattaneo, organizzati con la collaborazione della Pro Lugano, dell'Associazione Amici della Musica e dal Centro italiano di studi in Svizzera, vedevano l'Orchestra del Teatro Nuovo di Milano esprimersi in un ciclo che si prefiggeva una panoramica sul Settecento italiano che, oltre a rispolverare opere note di Vivaldi, Boccherini, Pergolesi, Scarlatti e altri autori celebri, dava spazio a brani raramente eseguiti (tra cui una serie di arie di Ignoti del XVIII secolo). Da segnalare alcuni interpreti d'eccezione nel corso dei sei concerti: i violinisti Franco Gulli e Angelo Stefanato; la pianista Enrica Cavallo; l'oboista Renato Zanfini; il flautista ginevrino Raymond Meylan; il violoncellista Bruno Vitali.
Per quanto riguarda le attività di direzione nella Svizzera italiana, vi sono poi da segnalare le partecipazioni di BA alla stagione lirica di Lugano. Il 15 luglio 1955, BA dirige Il Barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro all'aperto del Parco Ciani. Nel 1963, dirige al Teatro Kursaal, l'Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova nel Don Pasquale di Gaetano Donizetti (tra gli interpreti Fernando Corena, Alvinio Misciano e Otello Borgonovo). Nel 1964, con l'Orchestra del Teatro Felice, BA dirige Rigoletto e Falstaff. (tra gli interpreti Aldo Protti, Fernando Corena, Luigi Alva). Nel 1965, sempre per la stagione lirica al Teatro Kursaal, dirige Le astuzie femminili di Domenico Cimarosa (Laerte Malaguti, Maria Grazia Ferracini, Rodolfo Malacarne) e La Bohème (Rossana Carteri, Limbania Leoni, Gino Belloni). Nel 1966, Rigoletto e Madama Butterfly.
Non si possono infine dimenticare l'integrale dei Concerti brandeburghesi, di J.S. Bach, eseguito in due parti il 25 agosto e il 1 settembre del 1964 al Teatro Kursaal con i Solisti della Svizzera italiana (Helmut Hunger, Antonio Zuppinger, Giuseppe Scaniello, Antonio Scrosoppi, Luciano Sgrizzi) e il 19.05.1969 i Racconti di Hoffmann, di Jacques Hoffenbach con il Coro e l'Orchestra della RSI (Giovanna Flury, Annalies Gamper, Maria Minetto, Herbert Handt, Adriano Ferrario, James Loomis, Rodolfo Malacarne, Marcello Cortis, Laerte Malaguti).
Gli anni Settanta-Novanta, Bruno Amaducci organizzatore culturale. Le iniziative musicali di BA nella Svizzera italiana e la carriera internazionale
BA ha mantenuto, lungo tutto l'arco della sua carriera, dei forti legami con la realtà culturale-musicale della Svizzera italiana, e in particolare con la RSI. è però nel periodo degli anni Settanta-Ottanta che l'impegno di BA per la vita musicale ticinese si è fatto più forte: la mole di iniziative culturali testimonia del ruolo di primo attore nel campo musicale ticinese, che egli riveste in un periodo in cui la consacrazione quale maestro d'orchestra di fama internazionale gli permetteva probabilmente maggiore influenza e possibilità d'azione. In questo senso vanno inoltre considerate la sua nomina, nel 1979, alla testa della Commissione per l'educazione musicale, la carica di Responsabile dei programmi musicali della RTSI (dal 1980 al 1988) e le direzioni artistiche della Primavera Concertistica di Lugano (1982) e dei Concerti di Locarno, elementi che vanno a rafforzare la sua influenza sulla vita musicale della Svizzera italiana. L'incarico di presidente del Comitato Nazionale per l'Anno Europeo della Musica (1985) è simbolico del riconoscimento di BA non solo come maestro d'orchestra ma anche quale agente culturale.
Le iniziative culturali di Bruno Amaducci: tra passato musicale e tessuto vivo
L'Associazione Ricerche Musicali e la Fondazione Musica Ticinensis
Nel 1970, BA fonda l'Associazione Ricerche Musicali, prima esperienza storiografica di ampio respiro in ambito musicale nella Svizzera italiana.
Il 14 dicembre 1970 si tiene presso gli studi della CORSI, a Lugano, la seduta costitutiva dell'Associazione Ricerche Musicali nella Svizzera italiana (d'ora in poi RMSI).
La costituzione del RMSI è preceduta da una fase preparatoria che, dal luglio del 1969 al settembre del 1970, vede una commissione riunirsi 5 volte volte nell'intento di stabilire gli scopi dell'Associazione, le persone potenzialmente interessate ad una collaborazione, i soggetti e gli ambiti di ricerca percorribili ed i termini di partenariato con la RTSI. Alla prima riunione, il 4 luglio1969, partecipano Carla Jelmorini, Giorgio Wasmann, Diego Invernizzi, Walter Lampart, Raimondo Peduzzi, Roberto Dikmann, Carlo Piccardi ed ovviamente Bruno Amaducci. In una lettera ai direttori RSI Stelio Molo e Franco Marazzi, precedente la prima riunione, BA illustra quali siano gli obiettivi dell'iniziativa che intende promuovere con la collaborazione di Roberto Dikmann e Carlo Piccardi:
"[Gli scopi del progetto sono]: la localizzazione o riunione di documenti e schedatura di informazioni in relazione alla vita musicale nel Canton Ticino fino ai giorni nostri. Procedimento a massa, senza filo conduttore, ossia senza scelte di epoche, di tipo di musiche, di particolarità di avvenimenti, di qualifica delle persone, (compositori, esecutori, relatori, costruttori, editori, ecc.). Le prime persone che ho interessato al progetto sono i Signori Roberto Dikmann e Carlo Piccardi. La mia scelta è motivata da due ragioni fondamentali: a) la loro formazione musicale di alto livello, necessaria agli scopi dell'impresa ed il loro autentico, attivo interesse di ricercatori. b) l'ambito nel quale svolgiamo le nostre attività - la RSI e la TSI - ci consente collegamenti immediati. (...) Giunti a buon punto con la raccolta - penso fra due o tre anni - si procederà all'inventario e relativa suddivisione. Si potrà allora decidere sulla scelta specifica per ulteriore approfondita indagine. In relazione al numero e all'importanza dei documenti riuniti o censiti e delle informazioni, si potrà poi decidere l'eventuale pubblicazione dei risultati. (...)"
(Archivio BA, lettera a Stelio Molo e Franco Marazzi, 8.06.1969).
Nella lettera, BA sottolinea inoltre che il progetto si vuole assolutamente "sgombro da ogni carattere speculativo" e per questo si preoccupa di ottenere l'interesse ed il patrocinio di RSI e TSI. BA propone che la CORSI metta a disposizione locali, uso dei macchinari per ciclostile e fotocopie e la possibilità di un "modesto contributo" per spese di cancelleria e altri rimborsi ai collaboratori. Il ritorno per Radio e Televisione è di rilievo: informazioni derivanti dalle ricerche per le rubriche RSI e produzione di documenti ed informazioni per la TSI.
L'RMSI, fondata dunque nel 1970 come un'associazione apolitica e aconfessionale, si dava l'obiettivo di "promuovere ricerche e di raccogliere materiale di ogni genere: documentazioni, stampe, manoscritti, notizie, ecc., riguardanti l'attività musicale nella Svizzera italiana" (cfr. AST, fondo Ricerche musicali, UNA 598/1, Statuti della RMSI, 14.12.1970).
Per decisione dell'assemblea costitutiva del 1970, BA è nominato direttore del comitato direttivo composto da Raimodo Peduzzi, Carlo Piccardi, Don Luigi Canzani e Dino Invernizzi. Inoltre, nel quadro delle diverse commissioni di lavoro istituite dall'associazione, egli parteciperà a quella per le ricerche storiche occupandosi principalmente dell'archivio di Walter Jesinghaus. Le ricerche di BA porteranno alla pubblicazione di un importante testo sul compositore (AMADUCCI, Bruno, Walter Jesinghaus, Genova 13 VII 1902 - Faido 17 IX 1966 : le opere, gli scritti, gli studi, la documentazione, le scoperte, Lugano, 1970). BA cura anche la pubblicazione di La musica nella Svizzera italiana, che riporta i primi risulati della ricerca a tappeto sulla vita musicale ticinese intrapresa dai collaboratori del RMSI. Nel testo si elencano i musicisti che furono attivi nella Svizzera italiana (si segnala ad esempi la presenza di grandi artisti quali Liszt, Catalani, Zandonai, Strauss, Puccini, Leoncavallo). Dalla ricerca emergono inoltre due problematiche maggiori: l'assenza di una Scuola pubblica di musica; la penuria di orchestre professionali nel cantone e l'ipotesi conseguente di un cambiamento di statuto della Radiorchestra in Orchestra della Svizzera Italiana. (vedi La Musica nella Svizzera italiana e la presenza della Radiorchestra : elenco dei documenti distribuiti in occasione della tavola rotonda organizzata dal Circolo Liberale di Cultura "Carlo Battaglini", Lugano, 1973, Archivio di Stato del Canton Ticino, Diversi, Scatola n. 531, nr. int. 2274).
Dopo la nascita dell'RMSI, progetto improntato sul passato musicale della Svizzera italiana, BA guarda al presente, immaginando una nuova iniziativa che possa incidere sul tessuto vivo del Cantone. Il 9 marzo 1978, nello studio del dott. avv. Waldo Riva, nasce così, per iniziativa del maestro, la Fondazione Musica Ticinensis (d'ora in poi MT).
Del consiglio di direzione facevano parte lo storico Giuseppe Martinola, la musicista Carla Badaracco, il direttore regionale della RTSI Cherubino Darani, il direttore dell'Ente turistico Marco Solari ed il direttore della pubblica educazione Ugo Sadis. Nel comitato esecutivo venivano eletti BA, come direttore artistico, l'avvocato Raimondo Peduzzi ed il musicologo Carlo Piccardi. Sin dall'inizio MT gode degli aiuti dalla Commissione culturalecantonale e della RTSI.
La fondazione, che nel 2008 compie il trentesimo anno di vita, ha avuto un ruolo importante nell'attività di promozione della musica da camera a livello regionale; l'assegnazione di premi ed incentivi finanziari ai giovani compositori e musicisti della Svizzera italiana; l'istituzione di borse di studio per i giovani provenienti da famiglie di modesta condizione e l'organizzazione di rassegne musicali.
Nel 1995, BA è costretto per motivi di salute a trascurare le iniziative di MT: la fondazione vive così un momento, anche dovuto a problemi finanziari, in cui pur continuando ad esistere è di fatto poco attiva. BA, pur avendo trasmesso la presidenza al mo. Cesarini, lavora tuttora per il rilancio di MT: egli conserva infatti la sua presenza in seno al comitato esecutivo. Da notare in questi ultimi anni la fondazione del Club Musica Ticinensis, essa si pone per obiettivo di ottenere un largo consenso per le attività della fondazione, specie per quanto riguarda "il tentativo di dare maggiore spazio ai musicisti locali nelle manifestazioni musicali della Svizzera italiana, nella convinzione che i giovani artisti dovrebbero avere la possibilità di confrontarsi con il pubblico, unico critico musicale capace di decretarne gli esiti " (cfr. "Obiettivo del progetto Club Musica Ticinensis", 15.09.2006, Archivo privato Bruno Amaducci). L'impegno di BA nel favorire i giovani musicisti è un elemento importante che ritorna a più riprese nelle iniziative del maestro: MT, Club MT, i Concerti di Campione, l'Orchestra internazionale Fiori Rari, emanano tutti dall'attenzione che BA porta per i giovani talenti locali.
Le iniziative di BA per il 50esimo della morte di Giacomo Puccini (1974)
L'anno 1974, richiama, ai conoscitori della musica classica, la ricorrenza del cinquantesimo della morte di Giacomo Puccini Junior (1858-1924). Per BA è l'occasione per dare vita ad un'iniziativa tesa a commemorare Puccini. Per tutto l'anno 1974, il mo. tiene infatti concerti in tutta Europa dedicati alle musiche di Giacomo Puccini Junior ed in generale di tutta la famiglia Puccini. In particolare BA elabora il programma di un concerto commemorativo che prevede musiche di Giacomo Puccini Senior (Tarquinio Collatino, ouverture; Il Marzio Coriolano, recitativo e aria di Veturia), Antonio Puccini (Il Genio, cantate per soprano e orchestra), Domenico Puccini (I finti savoiardi, quatuor "Siete un pazzo da catena"), Michele Puccini (Tota pulchra es Maria, per baritano e corde), Giacomo Puccini Junior (Preludio sinfonico). Ma l'aspetto più interessante riguarda a mio avviso la seconda parte del concerto interamente dedicata a Giacomo Pucccini Junior, con la valorizzazione e la diffusione di due suoi lavori al tempo quasi dimenticati: il Preludio Sinfonico (1876, inedito) e La Messa per solisti, coro e orchestra, quest ultima è meglio conosciuta, anche se erroneamente, con il titolo di Messa di Gloria. In effetti, il secondo nome si è imposto per la diffusione che ebbe la trascrizione della Messa a cura delle edizioni Mills Music, che riporta il titolo errato. Dopo aver riscoperto il titolo originale sul manoscritto di Puccini conservato nella Biblioteca del Liceo musicale di Lucca, BA si prodigò per riportarlo in auge. Mi sembra di poter affermare che nel tempo si sia comunque imposto il titolo, seppur errato, di Messa di Gloria.
Questo concerto, con il programma così stabilito, venne diretto da Amaducci in più occasioni: il 28 marzo a Bruxelles per la radiotelevisione belga; il 27 aprile a Lugano per una registrazione della RSI; poi il 28 a Campione d'Italia in un concerto pubblico; il 29 a Lucca, per il concerto ufficiale del cinquantenario trasmesso in Eurovisione; il 30 a Viareggio; il 31 maggio in occasione di un concerto per l'ORTF a Parigi; il 23 luglio al Bregenzer Festspiele; il 23 novembre a Ginevra, in un concerto pubblico per la radio. Si consideri poi che in quasi tutte queste occasioni, i concerti vennero registrati dalla radio e dalla televisione e in seguito ritrasmessi dai media un po' in tutto il mondo (CBC Montreal; CBC Toronto; radio greca; BBC Londra; NHK Tokyo; radio polacca; radio e televisione svedese; radio portoghese; televisione tedesca occidentale ARD; televisione austriaca; ...). BA è quindi il fautore di quella che probabilmente fu la maggiore iniziativa che si tenne nel 1974 per commemorare Puccini. Ritengo che ad Amaducci vada riconosciuto in particolare il merito di essersi occupato in occasione di questi concerti delle musiche di tutta la famiglia Puccini, di aver presentato per la prima volta l'inedito Preludio sinfonico (recuperato da BA e dal prof. Cavalli all'Istituto Musicale Boccherini di Lucca) e di aver rispolverato la Messa praticamente caduta nel dimenticatoio. La Messa che BA si impegnò a far conoscere in Europa, fu oggetto di uno studio accurato di Alfredo Bonaccorsi già nel 1934, in seguito il manoscritto di Puccini venne trovato a Torre Del Lago dal reverendo Dante del Fiorentino, che lo fece pubblicare dalla Mills Music di New York e Londra. La Messa venne eseguita nel 1951 al Grand Park di Chicago e poi a Philadelphia garantendone una buona diffusione negli Stati Uniti. Nel 1952 venne incisa dalla Collosseum Recording in un'esecuzione diretta dal mo. Ugo Rapalo. In Europa, prima della diffusione ad opera di Amaducci, abbiamo notizia di un'esecuzione del 1969 (limitata però all'Agnus Dei) ad opera dell'Orchestra da camera Lucchese, diretta da Herbert Handt, solisti Carlo Caifa e James Loomis solisti nel Coro RSI diretto da E. Löhrer. L'interesse storiografico di Amaducci si manifesta quindi anche nelle sue ricerche di opere musicali dimenticate o poco eseguite: vi è un'attenzione per le "piccole perle dimenticate", per i repertori da rivalutare. Dallo spoglio dei giornali si nota che è proprio in occasione dell'esecuzione di questi pezzi poco conosciuti che egli riscontra maggiore successo e plauso di critica.
Nel 1980, l'interesse di BA per l'operistica pucciniana converge nella creazione dell'Istituto di Studi Pucciniani di Milano fortemente voluto dalla nipote del compositore, Simonetta Puccini, e di cui il maestro è socio fondatore insieme a Carlo Bo, Sylvano Bussetti, Paola Chini, Augusto Falaguerra, Cesare Garboli, Gianandrea Gavazzeni, Alfredo Mandelli, Laura Padellaro Giuseppe Pintorno. All'iniziativa aderiscono inoltre Mosco Carner, Fedele D'Amico e Claudio Sartori. L'Istituto si occupa per statuto della tutela morale dell'arte di Giacomo Puccini e più globalmente dei musicisti della famiglia Puccini. Sorto con finalità essenzialmente scientifiche, l'istituto andava a svolgere la funzione di coordinamento delle pubblicazioni già esistenti su Giacomo Puccini e di promozione di nuove iniziative di ricerca.
L'anno 1985, BA presidente del comitato nazionale per l'Anno Europeo della Musica
La Comunità Europea ed il Consiglio d'Europa, con una risoluzione adottata il 20 novembre 1980, proclamavano il 1985 Anno Europeo della Musica (d'ora in poi AEM) nell'intento di "riproporre all'attenzione di vaste cerchie dell'opinione pubblica l'importanza, per la coscienza europea, del patrimonio musicale comune al nostro continente" (cfr. Comitato nazionale svizzero AEM, Anno Europeo della Musica, Kümmerli+Frei, Berna, 1985). La Svizzera, insieme a molti Paesi europei, partecipò al progetto istituendo un Comitato svizzero che si occupasse di definire e coordinare una serie di iniziative musicali, che andassero a formare il contributo svizzero all'AEM. In una lettera datata 28 dicembre 1984, il direttore dell'Ufficio Federale della Cultura, F. Dubois si felicita con BA per aver accettato di ricoprire la carica di presidente del comitato svizzero, succedendo al compositore Rolf Liebermann, che andava a ricoprire il ruolo di vicepresidente del comitato europeo.
La presidenza di BA, ha avuto un impatto diretto sulle proposte musicali nella Svizzera italiana, in particolare sono da segnalare un ciclo di cinquanta concerti della RSI, dal settembre del 1984 all'aprile del 1985, dedicato alle musiche di Bach, Haendel e Scarlatti ed un appuntamento mensile, le serate dell'AEM, in cui si proponevano concerti che toccavano i vari generi musicali. Nell'ambito dei progetti nazionali sono inoltre da ricordare le pubblicazioni promosse da RMSI: i quattro volumi dedicati agli organi antichi e moderni della Svizzera italiana (a cura del prof. Aldo Lanini e del dott. Oscar Mischiati) e l'ambizioso progetto di un Dizionario dei musicisti della Svizzera italiana, che doveva raggruppare ed ampliare le voci dedicate alla Svizzera italiana presenti nel Musikerlexikon der Schweiz di Edgar Refardt (1928), ma che non giungerà mai alla pubblicazione cartacea.
Fonti:
- Comitato nazionale svizzero AEM, Anno Europeo della Musica, Kümmerli+Frei, Berna, 1985.
- Archivo di Stato del Canton Ticino (AST), fondo Richerche Musicali, UNA 541/1 (AEM 1985, Bollettini e relazioni, varie, corrispondenza).
- AST, fondo Richerche Musicali, UNA 854 (AEM 1985, concorso di Musica Ticinensis in collaborazione con il Consiglio di Stato).
Le direzioni artistiche di BA: La Primavera Concertistica di Lugano e i Concerti di Locarno
Nel 1976 si interrompeva la straordinaria iniziativa dei Concerti di Lugano: nonostante gli sforzi di Ermanno Briner, succeduto al maestro Otmar Nussio nella direzione artistica, gli interessi divergenti tra politica culturale e politica turistica decretavano la fine di questa manifestazione musicale nata nel 1953 che portava inizialmente il nome di Giovedì musicali.
Nel 1982 BA rilancia i Concerti di Lugano sviluppando l'idea del dott. Ermes Borsari, presidente dell'ente turistico, di riportare in città una manifestazione musicale di livello internazionale: nasce così la Primavera Concertistica di Lugano (d'ora in poi Primavera), la cui programmazione sarà curata da BA per 14 edizioni per poi passare il testimone a Fernando De Carli nel 1996 e a Pietro Antonini nel 2002.
Dal 2001, i Concerti di Lugano si sono istituzionalizzati nella forma della Fondazione Lugano Festival.
La Primavera è promossa sin dall'inizio dalla RTSI, diretta da Cherubino Darani, in collaborazione con la Città di Lugano, con il sindaco Ferruccio Pelli ed il responsabile municipale per la cultura Aurelio Longoni. Si consideri poi che l'iniziativa trovò una sede adeguata nel Palazzo dei Congressi, inaugurato da un concerto diretto dallo stesso BA nel 1975.
L'Orchestra della Svizzera italiana ed il Coro della RTSI si affermano come gli elementi portanti della Primavera: la qualità e la versatilità di questi organici consentono all'iniziativa musicale di porsi come alternativa valida ad altri festival.
Nei quattordici anni di direzione artistica di BA, la Primavera ospita all'incirca 140 concerti (con le rappresentazioni operistiche riprese dalla TSI e serate "atipiche" quali i "Kodo", il Teatro delle Marionette di Salisburgo, il Balletto di Mosca, l'Operetta viennese in scena, il balletto moderno di Micha van Hoecke). Ottanta sono le orchestre invitate, tra cui vi sono formazioni del calibro della Gewandhaus di Lipsia, l'Orchestra filarmonica di Leningrado, i Bamberger Symphoniker, la Philarmonia di Londra, l'Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, la Bachorchester di Lipsia, l'Academy of St. Martin-in-the-Fileds di Londra, la Camerata academica del Mozarteum di Salisburgo. Ottantasette i direttori d'orchestra tra i quali emergono Abbado, Ahronovitch, Brüggen, Delman, Gavazzeni, Giulini, Kurtz, Leinsdorf, Maazel, Mazur, Menhuin, Neuman, Pletnev, Prêtre, Rodjestsvenski, Rowicki, Sawallisch, Solti, Stein, Vegh e Zecchi.
Tra i solisti mi sembra importante citare:
Pianoforte: Martha Argerich, Vladimir Ashkenazy, Rudolf Buchbinder, Shura Cherkassky, Andrej Gavrilov, Leon Fleisher, Walter Klien, Nelson Freire, Alicia de Larrocha, Radu Lupu, Gerhard Oppitz, Andras Schiff, Maria Tipo.
Violino: Pierre Amoyal, Boris Belkin, Joshua Bell, Viktoria Mullova, Igor Oistrach, Josef Suk e Uto Ughi.
Violoncello: Natalia Gutman, Mischa Maisky, Antonio Meneses, Mistislav Rostropovic. Arpa: Marielle Nordmann e Nicanor Zabaleta.
Questi nomi mi sembrano illustrino bene la qualità del lavoro di direttore artistico di BA per la Primavera: questa non è forse paragonabile all'impresa irripetibile dei Giovedì musicali di Lugano (dovuta però anche al particolare periodo dell'immediato dopoguerra), ma andò via via strutturandosi in un'iniziativa che nulla aveva da invidiare ai principali festival internazionali.
All'impegno per la Primavera, BA aggiunge quello per i Concerti di Locarno, iniziativa nata nel 1960, organizzata dal Circolo di Cultura di Locarno e dalla ProLocarno, diretta per più di un ventennio dal sangallese Walter Rüsch, già direttore del Coro Palestrina di Locarno, che improntò la manifestazione sulla musica da camera per piccole formazioni. Nel 1983, con la scomparsa di Rüsch, BA succede alla direzione artistica dei Concerti di Locarno che dirigerà sino al 1995 (lo stesso Rüsch propose BA come suo successore). In questi anni, pur rispettando lo spirito dell'iniziativa voluto dal suo predecessore, BA si è impegnato a rendere l'iniziativa accessibile ad un pubblico più vasto. Da un lato con l'invito all'Orchestra della RTSI e dall'altro con una maggiore apertura ad artisti di grande livello.
L'Orchestra da camera Fiori Rari (1993)
Tra il 10 e il 22 luglio del 1993, la città di Lugano ospita la neonata Orchestra da camera Fiori Rari, composta da giovani musicisti selezionati in tutto il mondo per le loro qualità artistiche. L'iniziativa promossa da BA e coadiuvata dalla Commissione culturale consultiva italo-svizzera, poteva contare su importanti finanziamenti grazie ad un filantropo che volle mantenere l'anonimato.
Il progetto si proponeva dunque la creazione di un'orchestra da camera di 41 giovani musicisti talentuosi, nell'intento di dare loro la possibilità di fare musica d'assieme con dei "pari grado" a livello musicale e tecnico. Per la selezione dei musicisti ci si affida alle segnalazioni dei professori dei maggiori conservatori del mondo, oltre che alla scelta di giovani laureati di importanti concorsi internazionali di esecuzione musicale. I giovani musicisti selezionati provengono da Norvegia, Estonia, Canada, Perù, Germania, Israele, Italia, Svizzera, Francia oltre ad alcuni talenti della Svizzera italiana (il violinista Andreas Zumthor; i violoncellisti Orfeo Mandozzi e Cristoforo Pestalozzi; il flautista Bruno Grossi; e i clarinettisti Fabio Di Casola e Curzio Petraglio).
Musica Ticinensis, nella persona di BA, si occupa degli aspetti organizzativi e dell'amministrazione. La fondazione si occupa inoltre delle spese di viaggio, del vitto e dell'alloggio, garantendo inoltre un cachet-premio individuale di 5mila fanchi. La mole di lavorò che ne deriva non permette a BA di occuparsi anche della direzione dell'orchestra, compito che affida ai maestri Jean-Claude Casadesus e Zolán Peskó.
L'Orchestra Fiori Rarisi si esibisce dunque in quattro concerti: alll'auditorio RTSI di Lugano (due concerti), allla Chiesa San Francesco a Locarno e alla Villa Argentina di Mendrisio.
L'idea di una prestigiosa orchestra internazionale è accolta favorevolmente negli ambienti politici, in Svizzera e all'estero (riceve ad esempio il patrocinio del Cons. fed. Flavio Cotti, del Pres. del Senato italiano Giovanni Spadolini e del ex-cancelliere tedesco Helmut Schmidt), inoltre può contare sull'appoggio di importanti personalità del mondo della musica. Il celebre violinista e direttore d'orchestra Jehudi Menuhin invia la seguente lettera a BA:
"Mi rallegro con Lei per la sua eccellente iniziativa di formare l'Orchestra da Camera Fiori Rari e di offrire così a giovani dotati solisti l'occasione di lavorare con direttori d'orchestra rinomati in campo internazionale. Sono lieto di essere stato associato al progetto e di far parte del suo comitato d'onore". (cfr. "Un altra felice iniziativa del Mo. Bruno Amaducci", Rivista di Lugano, p.1, 19.02.1993).
Anche il mo. Carlo Maria Giulini scrive ad Amaducci:
"Come essere umano e come musicista le sono grato di questa sua nuova e toccante iniziativa che permetterà a giovani di alto valore di incontrarsi per fare musica assieme e presentarsi, poi, ad un pubblico altamente competente. è un privilegio per me essere stato invitato a far parte del Comitato d'onore, ed auguro a questi bellissimi "Fiori Rari" di sbocciare nel calore di un luminoso successo. La ringrazio vivamente e Le invio un'amichevole stretta di mano". (cfr. "Un altra felice del Mo. Bruno Amaducci", Rivista di Lugano, p.2, 19.02.1993).
L'augurio di "luminoso successo" del mo. Giulini, nella pratica non ha però seguito: per problemi economici purtroppo l'attività dell'orchestra si limita, come fiore raro, alla stagione 1993. L'iniziativa è comunque rivelatrice dell'aiuto e del costante impegno di BA nei confronti dei giovani musicisti, già sottolineato in altre iniziative quali i Concerti di Campione e la fondazione Musica Ticinensis.
Le direzioni d'orchestra nella Svizzera italiana
A partire dagli anni 1970, l'attività di organizzatore di iniziative musicali di BA si intensifica dunque notevolmente, egli non abbandona però l'attività di direttore d'orchestra, collaborando a diverse iniziative nella Svizzera italiana e continuando a dirigere la Radiorchestra in occasione di concerti e registrazioni per la RTSI. Dall'inventario delle sue direzioni d'orchestra emergono in particolare le collaborazioni per i concerti per orchestra da camera dell'Associazione culturale e artistica Ars et Musica; i concerti a Chiasso con i finalisti del concorso "Voci Verdiane" di Busseto; le registrazioni, i concerti per le scuole ed i concerti all'auditorio della Radio e al Palazzo dei Congressi con la Radiorchestra; ed ovviamente i Concerti autunnali di Campione d'Italia in cui dirige i Solisti della Svizzera italiana.
Per Ars et Musica, BA dirige sette concerti tra il 1970 ed il 1978, con l'Orchestra da camera Ars et Musica, l'Orchestra da camera di Siena, l'Orchestra da camera di Venezia, e l'Orchestra da camera rumena "Dinu Lipatti"(tra i vari musicisti si segnalano la flautista e fondatrice di Ars et Musica Elisabeth Nyffeler, il fagotto Gerhard Haase, il violoncello Egidio Roveda, i violini Vladimir Skerlak, Gabriella Marffy e Jakob Gimpel, il soprano Rossana Lippi ed il baritono Laerte Malaguti).
Negli anni Settanta, BA dirige quattro concerti della radio per le scuole elementari del Cantone ed uno per le scuole medio superiori. Il 20 ottobre 1972, dirige ad esempio la Radiorchestra in una programmazione da lui curata ed intitolata "Esempio di sinfonismo nell'opera italiana da C. Monteverdi a G. Verdi". I concerti delle scuole sono un'ulteriore illustrazione di quello spirito di "democratizzazione" della musica che si ritrova in molte delle iniziative di BA.
Tra il 1980 e il 1986, BA partecipa al Concorso "Voci Verdiane" di Busseto quale membro di giuria di uno dei principali concorsi internazionali in ambito lirico. In questo periodo BA funge da tramite tra il Concorso e l'Associazione Musica nel Mendrisiotto, che riesce così a proporre, nel Magnifico borgo, 6 Concerti della Radiorchestra diretti da Amaducci, a cui partecipano i finalisti di Busseto interpretando arie dalle opere di Verdi. Il 22 agosto 1980 si esibiscono il soprano Barbara Madra ed il tenore Kristjan Johansson; il 6 agosto 1981 il soprano Francesca Garbi ed il tenore Taro Ichihara; il 2 settembre 1982 è la volta del soprano Renata Daltin e del baritono Marcello Giordano; il 10 settembre 1983 Anna Sjmonova, Galina Schoidagbaeva, Bernardino Di Domenico e Radoslaw Zukowski; il 30 agosto1985 Boaz Senator e Cristina Rubin; infine, il 4 e 5 settembre 1986 il soprano Antonella Banaudi ed il basso Michele Pertusi.
Per quanto concerne la lista delle direzioni di BA della Radiorchestra, rimandiamo all'inventario dell'attività operistica e sinfonica.
In questo periodo BA dirige grandi interpreti, quali il pianista John Ogdon in un concerto pubblico della RSI (8.02.1973); il corno Barry Tuckwell nel primo concerto del ciclo sinfonico invernale della RSI, intitolato "Schubert e Weber" (7.11.1974); il basso Boris Christoff in un recital al Palazzo dei Congressi, offerto dallo stesso Christoff e dalla TSI in favore dei bambini bisognosi di educazione speciale (23.12.1976); la balalaika Michail Ignatieff e il sax Marcel Perrin, in un concerto pubblico della RSI (20.10.1977); Katia Ricciarelli, in un recital al Palazzo dei Congressi (26.04.1979), e con José Carreras per la Primavera Concertistica (5.04.1984); Carlo Bergonzi in un concerto operistico al Palazzo dei Congressi (20.11.1981); Fernando Corena in occasione di un "Omaggio a F. Corena" nel quadro delle Settimane musicali di Castagnola (6/7.08.1982); Renato Bruson in un concerto per la Primavera Concertistica (25.06.1983); sempre per la Primavera, Mirella Freni e Cesare Siepi (17.05.1985), Dino Di Domenico (25.03.1993).
Per quanto riguarda il repertorio operistico, BA dirige nel febbraio del 1978 Il Campanello, melodramma giocoso in un atto di Gaetano Donizetti (soprano Maria Grazia Ferracini, mezzosoprano Maria Minetto, basso Gino Orlandini, baritono Gastone Sarti, tenore Adriano Ferrario); nel marzo del 1979, Le cinesi (serenata, intermezzo teatrale di Pietro Metastasio) di Christoph Willibald Gluck (contralto Keiko Kashima, tenore Carlo Gaifa, contralto Maria Minetto, soprano Cettina Cadelo); il 28 settembre 1985, per i Concerti pubblici RTSI, dirige l'Orchestra RTSI e il Coro Benedetto Marcello nel Barbiere di Siviglia (Luigi Alva, Enzo Dara, Luciana Serra, Nelson Portella, Cesare Siepi, Giuseppe Riva, Roberto Maggini, Laura Zannini, Alfredo Giacomotti); il 7 dicembre 1986 (e il 29.03.1987) La Traviata; il 27 settembre 1987, L'Elisir d'Amore di Gaetano Donizetti; nello stesso anno Il Falegname, opera buffa in tre atti, di Domenico Cimarosa (31.10.1987); e il 5 dicembre 1989 il Macbeth di G. Verdi al Palazzo dei Congressi con Ghena Dimitrova.
Oltre alla Radiorchestra, BA dirige anche altri compagini in occasione delle varie iniziative musicali: L'Orchestre de Radio France nel Docteur Miracle di George Bizet (1.03.1976); l'Orchestra della RTSI, accompagnata dai Wiener Singverein der Gesellschaft der Musikfreunde con i solisti Barbara Hendricks e Renato Bruson, nel Deutsches Requiem di Johannes Brahms (2.05.1986); nel maggio del 1991, BA dirige l'Orchestra Sinfonietta di Stoccolma e il Coro Mozart di Linz nel concerto di chiusura della Primavera Concertistica 1991; nello stesso anno, al Teatro Kursaal, dirige l'Orchestra sinfonica di Budapest e il Coro della Compagnia d'Opera Italiana di Milano nel Rigoletto (18/19.09.1991) e in occasione della Primavera Concertistica 1992, la Philharmonia Hungarica (pianoforte Patricia Pagny).
Si notino inoltre la direzione della prima esecuzione svizzera della Sinfonia no.4 "La primavera", op.52 di Laszlo Lajtha in occasione di un concerto in abbonamento della RSI (6.12.1979); il concerto per la manifestazione inaugurale del Palazzo dei Congressi (6.12.1975). Infine le registrazioni per la RSI del Concerto per arpa e orchestra di Ernst Eichner (3.03.1971); il Concerto per pianoforte e orchestra di Einar England (9.03.1973); il Concerto per clarinetto e orchestra, op.26 di Louis Spohr (7.10.1973); Judith, azione musicale in 3 parti su testi di René Morax, di Arthur Honegger (20.03.1976); Les Deux Aveugles, bouffonerie musicale di Jacques Offenbach (18.04.1980); Stari bruooun di Julius Ernst Wilhelm Fucik; ed il Concerto per oboe, fagotto e archi di Pierre Max Dubois.
La carriera internazionale
Dal 1954 al 1979, BA torna regolarmente a dirigere concerti sinfonici ed operistici nell'ambito del Bregenzer Festspiele. Negli anni Settanta partecipa undici volte al Festival dirigendo a più riprese i Wiener Sinphoniker, L'Orchestra sinfonica del ORF e la Philharmonia Hungarica. A Bregenz, BA si occupa principalmente della direzione di opere: nel 1970, L'Infedeltà delusa di Joseph Haydn; nel 1971, la Figlia del reggimento di Gaetano Donizetti, con scenografia di Franco Zeffirelli (tra gli interpreti Giuseppe Taddei, Luigi Alva, Maria Margherita Rinaldi); nel 1972 e 1973 due opere di Haydn, La vera costanza e Le pescatrici; nel 1977, L'Elisir d'Amore di Gaetano Donizetti; e nel 1979, in un concerto intitolato "Tre capolavori dell'opera italiana", Il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, Il Maestro di Cappella di Cimarosa, Il Campanello di Donizetti (tra gli interpreti Maria Grazia Ferracini e Carlo Gaifa). Le opere di Haydn sono state registrate dalla televisione austriaca ORF.
Gli anni Settanta sono inoltre caratterizzati da un'intensa attività di registrazione (anche in occasione di concerti pubblici) per l'Office de Radiodiffusion-Télévision Française (ORTF), che in alcune occasioni vede anche la collaborazione dell'Unione europea delle radio (UER), ciò garantisce a BA una diffusione nelle principali radio europee dei concerti da lui diretti. Per fare alcuni esempi, nel 1971 dirige l'Orchestre lyrique et l'Ensemble des choeurs de l'ORTF nel Simon Boccanegra e nel 1972 il Macbeth pure Verdiano nel mitico Studio 104 della Maison de l'ORTF; nel 1974 Amadis di Jean-Baptiste Lully; nel 1975 il Docteur Miracle e il Don Procopio di Bizet; nel 1976 Armide di Lully; e nel 1980 Penthée di Philippe II d'Orleans, nipote di Louis XIV. Si noti infine la direzione di un concerto pubblico dell'Orchestre de chambre de l'ORTF, con il pianista Henri Goraieb (28.11.1974).
Nel 1976, nascono in Francia due orchestre destinate a crescere nel tempo e ad affermarsi in campo internazionale: l'Orchestre régional de Cannes Côte-d'Azur (prima Orchestre régional de Provence-Côte-d'Azur) e l'Orchestre national de Lille, région nord-Pas de Calais. BA collabora regolarmente con le due orchestre sin dall'anno di fondazione, in particolare tenendo delle tournée regionali con una programmazione sinfonica. Nel 1976, dirige 4 concerti dell'Orchestre régional de Provence-Côte-d'Azur (Grasse, Amtibes, Vence e Montauroux) e 3 concerti dell'Orchestre national de Lille (Denain, Lille, Bethune); nel 1977, l'Orchestre Provence-Côte-d'Azur al Théàtre de Nice; nel 1978, l'Orchestre de Lille (Lille, Lens, Seclin, e Jeumont); poi nel 1981, l'Orchestre de Lille con il flauto Shigenori Kudo (Lille, Dunkerque, Roubaix, Hesdin, Harras) e l'Orchestre synphonique et lyrique de Nancy, nell'Orlando Furioso di Vivaldi al Grand Théâtre de Nancy; nel 1983 l'Orchestre de Lille con il pianista Olivier Gardon (Lille e Rubaix); nell'1985 dirige ancora una volta l'orchestre de Lille in una tournée con la soprano Alexandrina Miltcheva e l'organista Jacques Taddei (Tourcoing, Lille, Estaires).
BA dirigerà l'Orchestre de Lille ancora occasionalmente agli inizi degli anni Novanta.
Alle partecipazioni al Festival di Bregenz e alle registrazioni e tournée in Francia vanno poi aggiunte le altre direzioni internazionali, che caratterizzano il periodo degli anni Settanta-Novanta. Nel 1986 e nel 1988, BA dirige l'Orchestra dell'Istituzione dei Concerti e del Teatro Lirico "G. P. da Palestrina" in due tournée di sette concerti nei principali capoluoghi della Sardegna. Nel maggio 1989, è chiamato in Giappone a dirigere la Tokyo Philharmonic Orchestracon il soprano Leila Cuberli e il tenore Giuseppe Morino (in questa occasione BA avrà modo di esibirsi a Tokyo, nella Hitomi Memorial Hall e al Bunka Kaikan.
BA partecipa più volte anche all'Alpengala di Gstaad: nel 1986 dirige l'Orchestra RTSI (Wengen-Jungfrau); nel 1988 l'Orchestra RTSI, il Coro della Città di Verona e la Brass Band dell'Oberland bernese nel Guglielmo Tell; nel 1990 l'Orchestre symphonique du Rhin e il Coro di Mendrisio nel Macbeth; e nel 1992 l'Orchestra ed il Coro del Budapest Staatsoper nella Traviata.
Sono infine da segnalare le importanti direzioni di Bruno Amaducci a Rotterdam, Salisburgo, Siviglia, Avignone, Bordeaux, Cannes, Metz, Montréal, Londra, Bruxelles, Zagabria, Norrköping (Svezia) e Berlino in cui dirige La Bohème, con Luciano Pavarotti nella parte di Rodolfo e Rigoletto con Aldo Protti.
Nel 1996 BA è costretto ad interrompere l'attività di direttore d'orchestra e ad abbandonare i suoi numerosi impegni in ambito musicale a causa di problemi di salute. Dal 2000 è però tornato a occuparsi delle sue iniziative musicali, in particolare lavorando per una ripresa delle attività di Musica Ticinensis e creando il Club Musica Ticinensis. Inoltre si è occupato dell'organizzazione e della direzione di un concerto annuale al Palazzo dei Congressi con la partecipazione dell'Orchestra della Svizzera italiana e di giovani solisti talentuosi quali Maristella Patuzzi (violino), Mattia Zappa (violoncello) e Elisa Netzer (arpa). Questi concerti hanno goduto di un eccezionale successo di pubblico.
Ringraziamenti
Un doveroso ringraziamento va al mo. Bruno Amaducci per la sua squisita disponibilità nello sforzo di memoria cui l'ho spinto durante le nostre "chiacchierate" e per aver spalancato le porte del suo archivio privato.
Ringrazio inoltre Daniele Crivelli (responsabile del fondo Ricerche musicali all'AST), Tazio Dafond (responsabile RTSI per l'archivio video) e Antonio Mondia (responsabile RTSI per l'archivio musicale).
Un caloroso grazie va infine a tutti i collaboratori della Fonoteca Nazionale, per i preziosi consigli e soprattutto per avermi fatto sentire a casa sin dall'inizio del mio progetto nel quadro del Servizio Civile.
Gennaio 2008
Matteo Notari
La Fonoteca nazionale svizzera fa parte della Biblioteca nazionale svizzera