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Lo afferma l'ex presidente del consiglio di amministrazione di UBS Axel Weber
BERNA - Oltre che a Credit Suisse, UBS si era interessata in passato anche Silicon Valley Bank e First Republic, le due banche americane travolte dalla crisi di fiducia che ha interessato quest'anno il mondo finanziario. Lo ha affermato l'ex presidente del consiglio di amministrazione (Cda) di UBS Axel Weber, in dichiarazioni riportate dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ).
Nella sua funzione Weber ha avuto per dieci anni la massima responsabilità strategica per UBS e ha valutato quindi attentamente dall'esterno l'opzione di un'acquisizione di Credit Suisse (CS). «Essere preparati a un eventuale problema del più grande concorrente è un dovere del Cda», ha detto in un evento organizzato a Zurigo, stando a quanto riferisce la NZZ. I vertici dell'istituto non si sono trovati quindi sprovveduti quando è stato loro proposta l'acquisizione di CS.
«Credo che il rilevamento di Credit Suisse da parte di UBS sia stata la decisione giusta per la Svizzera e per le due banche interessate», aggiunge il 66enne dirigente tedesco. "E sono convinto che in quel fine settimana si dovesse trovare rapidamente una soluzione", prosegue Weber facendo riferimento ai concitati eventi di sabato 18 e domenica 19 marzo.
Le altre società a cui UBS ha guardato più volte erano appunto Silicon Valley Bank (che è fallita in marzo) e First Republic (rilevata in maggio da JPMorgan Chase), anch'esse in difficoltà esistenziali. I loro clienti americani molto ricchi sarebbero stati infatti interessanti per l'attività di gestione patrimoniale dell'istituto oggi guidato da Sergio Ermotti.