Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01245.jsonl.gz/1010

Malattia di Crohn
Cosa devi sapere
Con la diagnosi di malattia di Crohn sorgono molte domande. Alcune le trovi nel testo di seguito con le risposte ai contributi collegati.
Che cos'è la malattia di Crohn?
La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI), che progredisce con fasi di riacutizzazione e può estendersi all'intero apparato digerente. Spesso i segmenti intestinali colpiti si alternano a quelli sani. Possono essere interessati anche altri organi e regioni corporee.
La malattia può insorgere a qualsiasi età. Più frequentemente colpisce giovani di sesso maschile di età compresa tra 20 e 30 anni. In Svizzera, 3 abitanti su 1000 sono affetti dalla malattia di Crohn. Dati tratti da studi mostrano che l'insorgenza della malattia di Crohn è sempre più frequente, in particolare tra i giovani.
Quali sono le conseguenze per me?
L'infiammazione nell'organismo è sempre presente, anche quando non la percepisci. Come, se e quando si manifesta non è prevedibile. La malattia di Crohn può avere caratteristiche molto diverse: con un decorso blando e disturbi rari oppure anche con sintomi frequenti e intensi. Tipica è l'alternanza di fasi di riacutizzazione con intensa attività infiammatoria e fasi di tranquillità e/o remissione. La malattia può inoltre durare a lungo o manifestarsi solo sporadicamente. La guarigione tramite una terapia al momento non è possibile.
La malattia è definita anche Morbo di Crohn e “morbus” è una parola latina che significa malattia. Questa malattia è nota da lungo tempo ed è stata descritta per la prima volta dal medico americano Burill B. Crohn (1884–1983). In medicina numerose malattie prendono il nome (anche) dal loro scopritore e/o colui che per primo le ha descritte, spesso preceduto dal termine “Morbo” o “Malattia”.
Qual è la frequenza della malattia di Crohn? avanti >>
Quali sono le cause della malattia di Crohn?
Finora non si conosce ancora con precisone da che cosa sia scatenata la malattia di Crohn. Gli scienziati ipotizzano oggi che concorrano più fattori all'insorgenza della malattia. Sono presi in considerazione (oltre a possibili altre cause ancora sconosciute): influssi ambientali, uno squilibrio della flora intestinale (disbiosi), difetti della funzione barriera della mucosa intestinale e del sistema immunitario, una componente ereditaria, stress e un'alimentazione non adeguata.
Barriera difettosa: che cosa significa? avanti >>
La malattia di Crohn è una malattia autoimmune? avanti >>
Fattori di rischio per la malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI)
La malattia di Crohn è ereditaria?
In alcune famiglie le malattie infiammatorie croniche intestinali ricorrono con più frequenza. Finora sono stati associati ad esse circa 200 geni di rischio che presentano alterazioni in specifici locus genici. Studi sui gemelli hanno mostrato che, nella malattia di Crohn, l'importanza della predisposizione ereditaria rispetto ai fattori ambientali è maggiore che nella colite ulcerosa.
Un ruolo importante è svolto soprattutto dall'interazione dei microbi con l'intestino. Alcuni influiscono sul sistema immunitario e possono favorire l'eccessiva reazione difensiva. Altri si sospetta che determinino un aumento della produzione di sostanze messaggere infiammatorie nell'organismo, che stimolano i processi infiammatori nell'intestino. Altre alterazioni genetiche impediscono alla mucosa intestinale di produrre sufficienti proteine protettive.
Singoli fattori scatenanti genetici non sono finora noti. La predisposizione genetica aumenta probabilmente il rischio di malattia di Crohn in concomitanza con altri fattori di rischio, ma non è una premessa obbligatoria.
Lo stress è un fattore scatenante della malattia di Crohn?
In base ad alcuni studi si sa che sia lo stress che l'ansia e i problemi psichici possono essere esclusi quali unici fattori scatenanti della malattia di Crohn. Si ipotizza tuttavia che questi fattori possano favorire l'insorgenza di fasi di riacutizzazione. Persone sottoposte a molto stress, in particolare sul luogo di lavoro, soffrono maggiormente di nuove riacutizzazioni rispetto a quelle che conducono uno stile di vita rilassato ed equilibrato. Un ottimo primo passo verso una vita libera dallo stress è creare un ritmo giornaliero strutturato durante il quale siano pianificate sufficienti pause. Anche svolgendo regolarmente attività che facilitano la distensione puoi ridurre il livello di stress e di conseguenza il rischio di riacutizzazione. Sono idonei ad esempio lo yoga o il training autogeno, ma anche la bicicletta non nel caso di fistole (perianali), camminare o nuotare sono attività rilassanti per molte persone. Tecniche distensive possono inoltre essere utili contro il dolore addominale.
Al contrario, la malattia di Crohn, come molte altre malattie croniche, può significare stress per lo spirito e danneggiare la psiche. Ansia, irrequietezza e depressioni sono in questo caso tipici segnali psichici che devono essere riconosciuti e trattati nella prassi medica come patologie associate (comorbilità) alle MICI.
Qual è l'influsso del fumo sulla malattia di Crohn?
Nella malattia di Crohn il fumo è un fattore di rischio importante per l'insorgenza della malattia e per la gravità del decorso della malattia. Inoltre, la pericolosità del fumo in relazione al cancro, alle malattie cardiovascolari e a gravi malattie respiratorie è ampiamente nota.
La malattia di Crohn è correlata all'alimentazione?
La malattia di Crohn è più frequente in alcune regioni rispetto ad altre, similmente ad es. alle intolleranze alimentari. A livello scientifico si ricerca e si discute quindi se determinati alimenti contribuiscano all'insorgenza della malattia. Sono sospettati tra gli altri gli alimenti di produzione industriale con carboidrati isolati e grassi idrogenati.
Nei pazienti che soffrono inoltre di allergie alimentari, evitando gli alimenti che provocano le allergie si riducono anche i disturbi della malattia di Crohn. Al miglioramento dei sintomi contribuisce anche un'alimentazione sana e bilanciata, a prescindere dagli effetti benefici sulla salute di quest'ultima. La cosa più importante però è che tu stesso trovi cosa fa per te e cosa no.
Consigliati
Frutta e verdura
Legumi
Prodotti integrali
Noci, semi
Latte e latticini
Uova
Pesce
Carne bianca
Meglio evitare
Zuccheri raffinati
Bevande con zuccheri o dolcificanti
Succhi
Dolci
Margarina, olio di semi di mais, olio di cartamo
Alcool
Carne rossa, salumi e insaccati
Fast Food
Altri consigli alimentari >>
Che cosa succede all'organismo in caso di malattia di Crohn?
Nelle persone affette da malattia di Crohn, l'importante funzione barriera della mucosa intestinale non è completamente integra. Per questo motivo, batteri e altre sostanze estranee contenute nell'intestino possono penetrare la parete intestinale e qui provocare una reazione infiammatoria difensiva del sistema immunitario.
L'infiammazione può insorgere ovunque nell'apparato digerente. Con maggiore frequenza è interessata la zona ileocecale: qui l'ultimo segmento di intestino tenue (ileo) sfocia nell'intestino (cieco), che a sua volta forma la prima parte del colon a esso collegato. Questo è anche il motivo per cui il dolore a destra nella parte bassa dell'addome è un tipico sintomo di malattia di Crohn.
L'infiammazione riguarda tutti gli strati della parete intestinale che si ispessisce nel corso della malattia. Tipica della malattia di Crohn è la manifestazione segmentaria lungo il tubo digerente: segmenti infiammati si alternano a segmenti sani. L'endoscopia intestinale o altre procedure per immagini mostrano poi nell'intestino crasso restringimenti che conferiscono il tipico aspetto “ad acciottolato romano”.
Quali sintomi si manifestano nella malattia di Crohn?
Il quadro clinico della malattia di Crohn può avere caratteristiche molto varie e comportare la comparsa di sintomi completamente diversi. Per alcuni pazienti la malattia ha un decorso in forma lieve causando sintomi solo raramente, mentre altri sono colpiti da sintomi sempre più frequenti e intensi.
Tipici sintomi della malattia di Crohn sono:
- dolore addominale e forti scariche di diarrea (spesso i primi segni),
- nausea ricorrente e addome disteso e dolorante,
- perdita di peso indesiderata e mancanza di appetito,
- alterazioni dell'ano o della zona genitale.
I dolori addominali sono di norma molto forti e talvolta crampiformi. Tipicamente sono percepibili nella parte bassa dell'addome, a destra. Questo il punto di passaggio dall'intestino tenue a quello crasso, il segmento intestinale più frequentemente colpito da malattia di Crohn (zona ileocecale).
Le scariche di diarrea possono essere da acquose a mucose e durare diverse settimane. A volte sono associate a febbre. Il sangue nelle feci in caso di malattia di Crohn non è un sintomo obbligatorio ed è nettamente più raro rispetto alla colite ulcerosa.
Nausea e distensione addominale possono essere espressione di disturbi della motilità gastrointestinale, in seguito ai quali, nella malattia di Crohn, possono spesso formarsi restringimenti (stenosi) nella cavità intestinale. Quando l'intestino si distende insorgono dolori e gonfiori e spesso i pazienti soffrono anche di nausea.
Nausea e/o gonfiori sono tuttavia anche tipici sintomi dell'intestino irritabile, che il medico considera come possibile alternativa nella sua indagine (diagnosi differenziale). Che cos'è l'intestino irritabile?
I processi infiammatori della malattia di Crohn alterano le strutture tissutali e le ghiandole intestinali. La conseguenza: l'intestino è limitato nella propria funzione digestiva e ha difficoltà ad assorbire tutte le importanti componenti dell'alimentazione. Possibili conseguenze sono perdita di peso indesiderata e mancanza di appetito fino a stati di carenza e denutrizione. Scariche di diarrea con presenza di sangue possono nel tempo provocare anemia.
Tra i possibili cambiamenti nell'ano o nella zona genitale, che possono indicare malattia di Crohn ci sono piccole ragadi dolorose o fistole. Il quadro clinico fa anche pensare a emorroidi.
Tutti questi indicatori non sono però solo tipici della malattia di Crohn, ma anche di altre malattie. Pertanto, per confermare la diagnosi sono necessari esami più approfonditi con procedure di acquisizione di immagini ue un'endoscopia intestinale (diagnosi differenziale).
Qual è il decorso della malattia di Crohn?
Il tipico decorso della malattia iè un'alternanza tra fasi con intensa sintomatologia (riacutizzazioni) e fasi con attività ridotta o nulla (remissioni). Durante la riacutizzazione l'attività infiammatoria è perlopiù elevata, nella remissione diminuisce. La malattia può anche durare a lungo o manifestarsi solo molto sporadicamente.
Importante: l'infiammazione nell'organismo è sempre presente, quindi “cronica”, anche quando non la percepisci. Gli intervalli senza ricadute (senza recidive) non significano purtroppo una completa guarigione. La guarigione purtroppo non è ancora possibile con un trattamento medico, tuttavia i medicamenti possono arginare l'infiammazione e prolungare le fasi senza sintomi.
Particolarità e complicazioni della malattia di Crohn:
Soprattutto all'inizio, la malattia si presenta spesso in modo aspecifico, cioè non è riconoscibile all'istante come una MICI e/o malattia di Crohn. Le seguenti circostanze possono inoltre rendere più difficile effettuare una diagnosi rapida:
- la malattia procede per fasi di riacutizzazione che presentano una sintomatologia non univoca.
- I primi segni della malattia di Crohn sono simili ai sintomi di un'infiammazione acuta dell'intestino cieco, alla diarrea del viaggiatore o, poiché possono essere interessati altri organi oltre all'intestino, come ad es le articolazioni, a una malattia reumatica.
- È possibile che la malattia di Crohn si presenti inizialmente solo sotto forma di ascessi o fistole anali.
Diversamente dalla colite ulcerosa, nella malattia di Crohn l'infiammazione è estesa a tutti gli strati della parete intestinale. Questi sono, a partire dall'interno (verso la cavità intestinale) verso l'esterno (alla zona addominale circostante):
- mucosa intestinale compreso il sottile tessuto connettivo al di sotto (sottomucosa),
- muscolatura liscia e ad anelli della parete intestinale,
- strato di rivestimento di tessuto connettivo.
A causa dei processi infiammatori, sussiste il pericolo di aderenze nell'intestino, che con il progredire del tempo possono provocare diverse complicazioni:
- restringimenti infiammatori o cicatriziali (stenosi),
- ascessi,
- fistole,
- costipazione,
- occlusione intestinale (in rari casi complessi).
Quali organi possono essere colpiti dalla malattia di Crohn?
Il principale luogo in cui la malattia di Crohn si manifesta con maggiore frequenza è l'intestino. Oltre al resto dell'apparato digerente, possono tuttavia essere colpiti anche altri organi e parti del corpo al di fuori del canale intestinale (manifestazioni extraintestinali). Pertanto, regolari visite mediche sono estremamente importanti.
Nello spettro dei possibili sintomi della malattia di Crohn rientrano anche alterazioni cutanee infiammatorie, dolore alle articolazioni del ginocchio o alle articolazioni tibio-tarsali oppure una stanchezza cronica (sindrome da affaticamento).
Oltre al tratto gastrointestinale possono inoltre essere colpiti i seguenti organi e sistemi organici:
- cute,
- occhi,
- reni,
- articolazioni,
- sistema nervoso,
- polmoni,
- fegato,
- vie biliari,
- pancreas.
Informa immediatamente il medico di eventuali cambiamenti che potresti notare sulla pelle, agli occhi o alle articolazioni. Da un lato, le manifestazioni delle malattie associate possono sovrapporsi alla malattia di base. Dall'altro, potrebbero essere necessari eventuali adeguamenti terapeutici o misure aggiuntive.
I bambini e gli adolescenti hanno gli stessi sintomi degli adulti?
Nei bambini e negli adolescenti l'infiammazione intestinale si manifesta spesso in mondo diverso rispetto agli adulti. Quindi non tutti i pazienti interessati presentano i caratteristici disturbi quali dolori addominali e diarrea. I primi segnali di malattia di Crohn nei bambini possono essere perdita di peso e ritardi nella crescita.
- diarrea acquosa e fluida persistente
- emorragie, crampi addominali in tutta la zona addominale
- nausea, vomito
- febbre e sensazione di indisposizione
- stanchezza, esaurimento, disturbi del sonno
- diminuzione di peso
Come viene diagnosticata la malattia di Crohn?
Il medico ideale per la diagnosi e il trattamento della malattia di Crohn è un gastroenterologo con specializzazione nelle MICI.
Dopo un colloquio clinico tasta la zona addominale. Dolori alla pressione o irrigidimenti nel basso addome a destra possono essere i primi segni della malattia di Crohn. Viene esaminato l'ano per individuare ragadi o fistole.
Oltre all'esame obiettivo vengono di norma effettuati esami di laboratorio su campioni di sangue e su campioni di feci. Nel quadro diagnostico di una MICI e/o della malattia di Crohn si rilevano i seguenti esiti:
- nel sangue:
- aumento dei valori indicatori di infiammazione: proteina C reattiva (PCR), aumento del numero di globuli bianchi (leucociti) e della velocità di eritrosedimentazione (VES);
- anemia;
- carenza di nutrienti (soprattutto acido folico, vitamina D e B12);
- nelle feci:
- aumento del valore della calprotectina.
Se prende forza l'ipotesi di MICI e/o malattia di Crohn, si effettua in genere un'ecografia, con la quale si verifica se la parete intestinale è ispessita. In particolari casi di dubbio possono essere impiegate altre procedure per immagini come ad es. la risonanza magnetica (RMI). Sia in caso di diagnosi non ancora certa sia per esaminare altre regioni di difficile accesso del tratto gastrointestinale.
La certezza della diagnosi avviene di norma tramite endoscopia dell'intestino e/o dei necessari segmenti dell'apparato digerente raggiungibili con l'endoscopio. Durante questo esame, il medico può ispezionare direttamente la mucosa intestinale e riconoscere le caratteristiche alterazioni provocate dalla malattia di Crohn. Preleva inoltre campioni di tessuto per un esame istologico al microscopio.
Qual è la prognosi della malattia di Crohn?
Al momento non è ancora possibile guarire completamente dalla malattia di Crohn. Nella maggior parte dei pazienti, con un trattamento corretto si può raggiungere l'obiettivo terapeutico primario: un miglioramento netto e duraturo della qualità di vita. Con il trattamento ottimale, l'aspettativa di vita è la stessa di una persona sana.
Come viene trattata la malattia di Crohn?
Oltre ad altre misure di trattamento, sono disponibili diversi medicamenti efficaci, per arginare la diarrea, ridurre l'infiammazione e bloccare l'eccessiva reazione immunitaria. Nella scelta e nell'impiego dei medicamenti si distingue tra il trattamento dei disturbi acuti durante la riacutizzazione (induzione della remissione e/o terapia di attacco) e il prolungamento delle fasi senza sintomi (mantenimento della remissione e/o terapia di mantenimento a lungo termine). Senza trattamento si deve convivere con frequenti recidive e complicazioni.
A causa del pesante carico psicologico, la malattia di Crohn può essere associata a manifestazioni psichiche. Se noti che la malattia di Crohn per te è un peso, è consigliabile effettuare una cura psicoterapeutica qualificata o considerare un coaching per trovare migliori strategie per affrontare la malattia.
Nel decorso pluriennale della malattia, la maggior parte dei pazienti affetti da Crohn necessita di un intervento chirurgico per il trattamento di complicazioni quali aderenze, ascessi o fistole o di tumori.
Il rischio di cancro all'intestino è aumentato con la malattia di Crohn?
Sì, l'infiammazione cronica aumenta il rischio di cancro all'intestino. È possibile ridurre questo pericolo con idonee terapie in grado di controllare l'infiammazione ed eseguendo regolarmente colonscopie, durante le quali il medico può riconoscere gli stadi iniziali di un cancro e rimuoverli.