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Ponte Felcino (Perugia), 3.1.1888 da Liborio e Rosa Santovecchio – Treviri (Trier) 20.5.1942
.
Chiamato alle armi nel 1909 diserta e si nasconde a Milano; beneficia dell'amnistia del 1911 e ritorna a Perugia. Richiamato per la guerra di Libia diserta nuovamente e si rifugia nel 1914 a Ginevra, collaborando al movimento anarchico cittadino e in particolare al quindicinale Il Risveglio
per molti anni (ps: Numitore, Maniconi). Secondo fonti di polizia viene espulso amministrativamente dal Canton Ginevra il 3.09.1914, ma in quanto disertore continua a risiedere. Con Porcelli, Matteozzi responsabile de Il Risveglio
per ca 1 anno, cioè nel periodo di prigionia preventiva di Bertoni nelle carceri di Zurigo. Arrestato a fine giugno 1919 poi internato nel forte di Savatan, unicamente per attività nel movimento anarchico, viene espulso dalla Svizzera nel mese di novembre.
In italia sarà detenuto per alcuni mesi, poi incorporato nel 1920 in Albania, viene congedato dopo 7 mesi; un mese in licenza di convalescenza, poi nuovamente 3 mesi in Italia.
Collabora sovente al Risveglio
a nome "Numitore". Nel 1921 è a Perugia, più volte denunciato e arrestato per antifascismo. Nel 1922 si reca a Milano, collaborando a Umanità Nova
e Guerra di Classe
. Nel 1925 prende parte ai lavori del Convegno dell'USI tenutosi a Genova.
Diffidato nel 1927 espatria clandestinamente in Francia nel mese di settembre o ottobre, e si stabilisce nei dintorni di Parigi. Collabora nel 1927 e 1928 al periodico di Fabbri Lotta Umana
, organo della neonata UCAPI, poi a Fede!.
In seguito, quando Fabbri verrà espulso, è tra i fondatori di Lotta anarchica
(1929-1933). Collabora sempre al Risveglio
di Ginevra, Studi Sociali
di Montevideo, L'Adunata dei refrattari
di New York. Nel 1933 fa parte del Comitato nazionale pro vittime politiche d'Italia e della LIDU. Dopo la costituzione del Gruppo d'intesa della regione parigina a conclusione dei lavori di un Convegno d'intesa degli anarchici italiani emigrati in Europa, cui partecipano una cinquantina di delegati esuli in Francia, Belgio e Svizzera. Fa parte del neocostituito Comitato anarchico d'azione rivoluzionaria, unitamente a Berneri, Cremonini, Carlo Frigerio, Gusmano Mariani e Umberto Marzocchi. Nel gennaio 1936 è arrestato per infrazione al decreto di espulsione e impiego di falsi documenti di identità e condannato a 15 giorni di carcere.
Benché ammalato, con la compagna e la figlia parte nel novembre 1936 per la Spagna, inizialmente come miliziano, poi nel giugno 1937 partecipa con Fernand Fortin e Engels Willi a un comitato apposito tramite la Commissione giuridica della CNT incaricata di ottenere la liberazione di compagni stranieri imprigionati dagli stalinisti, e nel contempo collaborando da gennaio ad agosto 1937 alla redazione e all'amministrazione di Guerra di classe
di Berneri, edito a Barcellona.
Rientrato in Francia, parteciperà in seguito alla Resistenza francese. Nel gennaio 1941 viene arrestato dalla polizia tedesca e deportato nel campo di concentramento di Hinzert, nei pressi di Treviri (Trier).
Muore all'ospedale di Treviri (Trier) di tubercolosi.