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Il fiume Whanganui, terzo come lunghezza della Nuova Zelanda, che scorre per 145 km dalle montagne dell'Isola del Nord fino al mare ed è una divinità per i Maori, da oggi è ufficialmente, per legge una persona.
Il peculiare status giuridico riconosciuto dal parlamento di Wellington - il primo caso a livello mondiale - è il frutto di una battaglia legale combattuta dai nativi polinesiani per ben 170 anni.
La nuova legge riconosce al fiume Whanganui tutti i diritti, i doveri e le responsabilità di una persona e avrà quindi una tutela legale. Il fiume sarà rappresentato congiuntamente da un membro nominato dalla comunità maori e uno nominato dal governo. Fra l'altro, potrà essere rappresentato in procedimenti in tribunale.
La nuova legge prevede un indennizzo finanziario di 80 milioni di dollari neozelandesi (56 milioni di franchi svizzeri) e il governo inoltre contribuirà con 30 milioni di dollari (circa 21 milioni di franchi svizzeri) a un fondo per promuovere e mantenere la salute e il benessere del fiume.
"Abbiamo sempre creduto il fiume Whanganui come in un insieme indivisibile e vivente, con tutti i suoi elementi fisici e spirituali, dalle montagne del centro dell'Isola del Nord fino al mare", ha detto la leader del partito maori Marama Fox. Il concetto di trattare un fiume come una persona non è inconsueto per i Maori ed è espresso dal noto detto: "Io sono il fiume e il fiume è me". Non siamo noi ad avere cambiato la nostra visione del mondo, ma sono le persone e le istituzioni a mettersi al passo e vedere le cose nella maniera in cui le vediamo noi", ha aggiunto.
La legge deriva dallo storico trattato di Waitangi, che fu firmato nel 1840 da un rappresentante della Corona britannica e da 40 capi delle tribù maori dell'Isola del Nord. In base al trattato, che mise fine a un lungo conflitto fra i nativi polinesiani e i colonizzatori, la Nuova Zelanda divenne colonia dell'Impero britannico. Da 177 anni quel trattato è la base che garantisce sostanziale protezione agli interessi e alle proprietà tradizionali dei Maori.
L'approvazione della legge mette fine al più lungo contenzioso nella storia della Nuova Zelanda, ha detto il ministro per i negoziati del trattato di Waitangi, Christopher Finlayson. L'approccio per accordare personalità legale a un fiume è unico, ha aggiunto. "Questa legge riconosce la profonda connessione spirituale fra il locale popolo Whanganui Iwi e il loro fiume ancestrale, riconosce le loro tradizioni, usanze e pratiche e crea una base solida per il futuro del fiume".
"Abbiamo sempre combattuto per l'anima del fiume", ha detto il principale negoziatore per il locale popolo maori, Gerrard Albert, aggiungendo che la comunità era preoccupata da tempo per l'impatto sulla "salute e benessere" del fiume, che sono direttamente legati al benessere del nostro popolo". "Noi trattiamo il fiume come un antenato ed era necessario trovare qualcosa che si avvicinasse a questo nella legge e lo confermasse. E quindi assicurare che tutti i neozelandesi lo comprendano e collaborino", ha aggiunto.
SDA-ATS