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Il Giappone è tornato a indossare le tute d'emergenza, quelle ampiamente viste in diversi colori dopo il sisma/tsunami dell'11 marzo cui è seguita la grave crisi nucleare di Fukushima, la peggiore da Cernobyl.
Questa volta, però, si è trattato di un'esercitazione, alla quale hanno preso parte più di 500.000 in 35 prefetture, che si tiene tradizionalmente il primo settembre, per commemorare il grande terremoto del Kanto responsabile, esattamente 88 anni fa, della morte di circa 100.000 persone. Un grande sisma, di magnitudo 7.9, che colpì Tokyo e tutta l'area circostante, la grande pianura che circonda la capitale.
È toccato al premier uscente Naoto Kan, in attesa che l'appena nominato Yoshihiko Noda formi e annunci l'esecutivo (che è atteso per domani), presiedere le esercitazioni, rivivendo lo scenario tragico di marzo, quando il terremoto di straordinaria potenza (9 di magnitudo) diede origine al maremoto che devastò con onde fino a 40 metri il Tohoku, il nordest del Giappone, incluso l'impianto di Fukushima.