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Il concordato sull'armonizzazione scolastica (Harmos) entrato in vigore nel 2009 e al quale finora hanno aderito 15 cantoni, tra cui il Ticino, continua a dividere. Soprattutto in Svizzera orientale dove l'inizio della scolarità obbligatoria a 4 anni e le due lingue straniere già alle elementari non convincono una larga parte della popolazione.
A San Gallo, dove Harmos era stato accolto in votazione popolare dal 52% dei cittadini, in discussione c'è l'uscita dall'accordo con il Governo che si dice contrario e propone al Parlamento di respingere l'iniziativa lanciata dagli ambienti che lottano contro l'insegnamento di due lingue straniere nella scuola dell'obbligo. Lo stesso Consiglio di Stato ha rinunciato a formulare un controprogetto per cui nel 2016 i cittadini dovranno prendere una decisione chiara: dentro o fuori.
Da parte sua Glarona, pur rimanendo fedele al principio dell'inglese e del francese nella scuola primaria, ha appena deciso che in quella superiore il francese può essere abbandonato a favore dell'approfondimento di un'altra materia a scelta. La decisione governativa la dice lunga sull'attaccamento del cantone alla lingua di Voltaire.
Diem/RG
- RG 12.30 del 19.11.15: il servizio di Marco Petrelli