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Qatargate, negati i domiciliari a Eva Kaili
I giudici di Bruxelles hanno deciso che l'ex vicepresidente del Parlamento europeo dovrà restare in carcere per un altro mese almeno
L'ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, detenuta dal 9 dicembre scorso nell'ambito dell'inchiesta per corruzione Qatargate, dovrà restare ancora in carcere per almeno un mese. Il tribunale di Bruxelles, davanti al quale la 44 enne è comparsa giovedì, le ha negato la richiesta degli arresti domiciliari.
Secondo quanto riferito in una nota dalla procura federale belga, Kaili può ora fare appello contro la decisione presa dai giudici della Camera di consiglio entro 24 ore. In tal caso, dovrà comparire davanti alla Camera d'accusa presso la Corte d'appello di Bruxelles entro 15 giorni.
Kaili nega ogni corruzione, hanno dichiarato i suoi avvocati in aula. I difensori speravano di ottenere un rilascio con il braccialetto elettronico, facendo valere la sua "partecipazione attiva" all'inchiesta e l'assenza di un rischio di fuga.
Nello scandalo che ha scosso l'Europarlamento e sollevato tensioni tra il Qatar e l'Unione europea, Kaili fa parte di un quartetto di sospetti incarcerati dopo essere stati accusati di "appartenenza a un'organizzazione criminale", "riciclaggio di denaro" e "corruzione".
Il 14 dicembre era già stato deciso che Francesco Giorgi, compagno dell'europarlamentare socialista, e l'ex europarlamentare Pier Antonio Panzeri, anch'essi personaggi chiave del caso, sarebbero rimasti in carcere.
- RG 07.00 del 21.12.2022 La corrispondenza di Elena Kaniadakis