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SEUL - Un uomo si è dato fuoco davanti all'ambasciata giapponese a Seul, in un clima sociale esasperato dalle crescenti dispute commerciali tra la Corea del Sud e il Giappone.
La polizia ha affermato che l'uomo, di circa 70 anni, si è dato fuoco all'interno della sua auto parcheggiata di fronte a un edificio che ospita l'ambasciata giapponese. È stato subito soccorso e portato in un ospedale. Non sono state fornite informazioni sulle sue condizioni ma secondo i media locali non sarebbe cosciente. Ignoto anche il movente della sua azione.
I legami tra Seul e Tokyo sono precipitati al loro punto più basso da quando il Giappone ha rafforzato i controlli sulle esportazioni di alcuni materiali high-tech. La polizia dice che nella macchina dell'uomo sono stati trovati materiali infiammabili sospetti.
Si inaspriscono i rapporti diplomatici - Il governo di Tokyo ha convocato l'ambasciatore coreano in forma di protesta dopo il rifiuto di Seul a formare una corte di arbitrato internazionale per la vicenda dei risarcimenti di guerra durante l'occupazione giapponese, che vede i due Paesi contrapposti da settimane.
La Corea del Sud aveva tempo fino a mezzanotte per rispondere alle richieste di Tokyo per la composizione di una giuria di tre nazioni, nel tentativo di trovare una soluzione alle dispute derivanti dall'accordo bilaterale siglato nel 1965, attraverso il quale il Giappone si impegnava a versare 300 milioni di dollari in sussidi, e fino a 200 milioni di prestiti per l'eventuale insorgere di questioni giudiziarie ed eventuali interessi privati dei cittadini.
Tokyo adesso considera di rivolgersi alla Corte Internazionale di Giustizia. Il Giappone ha occupato la penisola coreana nel 1905, che è diventata a tutti gli effetti una colonia del Paese del Sol Levante nel 1910, fino al termine del secondo conflitto mondiale, con la sconfitta dell'esercito imperiale.