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Secondo uno studio di KPMG, le banche europee detengono circa 1’200 miliardi di euro di crediti tossici. Un problema per la loro redditività e per la salute dell’economia europea.
A quasi 10 anni dall’ultima crisi finanziaria, le banche europee non hanno ancora ripulito i bilanci. Secondo uno studio della società KPMG, citata da Bloomberg, circa 1’200 miliardi di euro di prestiti tossici sono iscritti nei conti degli istituti finanziari europei.
Secondo l’Autorità bancaria europea, lo scorso marzo questi crediti rappresentavano il 5.7 % di tutti i crediti esistenti nel territorio dell’Unione europea.
Secondo la Banca centrale europea, un prestito è considerato tossico quando 90 giorni consecutivi sono passati senza che sia rimborsata la rata prevista. In funzione del grado di gravità (ritardo di pagamento, fallimento del debitore, …) la banca può essere portata a correggere il valore del prestito accordato e anche a ridurre questo valore a zero.
Le banche hanno sempre avuto crediti tossici nei loro bilanci, ma una parte troppo importante può avere conseguenze nefaste, per l’istituto e per l’economia in generale.
Il principale problema per le banche è la redditività. Per far fronte a questi crediti tossici, le banche devono mettere da parte dei soldi, il che amputa il loro risultato netto. Inoltre, una parte di questi prestiti tossici rappresenta un mancato guadagno. Di conseguenza, le banche hanno una diminuzione della redditività. Soprattutto con i margini già ridotti da un clima di bassi tassi d’interesse.
Questa situazione colpisce anche l’economia in generale. Una banca che detiene troppi crediti tossici non può più concedere prestiti alle imprese che vogliono investire e creare nuovi posti di lavoro. Quando la situazione concerne numerose banche, per volumi di denaro importanti, l’economia viene colpita globalmente, così come le sue diverse componenti. Il calo dell’investimento nelle imprese e la conseguente diminuzione della creazione di posti di lavoro rallentano la crescita.
Gli investitori si mostrano sempre meno fiduciosi nei confronti delle banche, Non solo le sospettano di poca trasparenza, ma hanno anche dubbi sulla capacità delle banche di produrre benefici sufficienti. Di fatto, c’è la tendenza a sbarazzarsi dei titoli delle banche, il che in parte spiega perchè l’Euro Stoxx Banks 600 ha perso il 16,6 % da inizio anno, contro il 6,45 % per l’Euro Stoxx 50.