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LE CANTONIERE E L’OSPIZIO
Della strada del Gottardo devono essere citate le cantoniere, quella della Tremola con il cambio dei cavalli e quella di San Giuseppe (sempre in balia delle valanghe), furono costruite negli anni 1834-37, mentre sul passo l’albergo-dogana fu senza dubbio l’edificio più importante di quel periodo. Successivamente lo stabile sul passo fu risanato ed ampliato e, dopo la costruzione della ferrovia, nel 1883 fu venduto all’asta a Felice Lombardi jr. che lo utilizzò come dépendance dell’Albergo Monte Prosa da lui aperto lassù nel 1866.
Una terza cantoniera, poco nota, fu costruita attorno al 1850 alla Passéra nei pressi del ponte di Lucendro. Della stessa, anche nei documenti si trovano poche notizie.
Uri costruì la sua casa-ricovero al Mätteli.
Le cantoniere, o case di ricovero, erano sempre occupate da almeno tre persone, dovevano avere sempre un locale caldo ed erano indispensabili in inverno per l’assistenza ed il supporto ai viaggiatori nonchè quale base per i pericolosi lavori di rottura della neve e di formazione della pista che i nostri cusciadó effettuavano durante tutta la stagione invernale.
La casa cantoniera di San Giuseppe non era sempre disponibile perché era stata costruita in luogo esposto al pericolo di caduta di valanghe, ignorando gli avvertimenti della gente del luogo, pratica e conoscitrice della montagna! Infatti fu danneggiata nel 1838 e nel 1840 e, ancora semidistrutta nel 1874. Poi non venne più ricostruita dato che erano già in corso i lavori per realizzare la Gotthardbahn e la galleria ferroviaria.
Alla cantoniera-rifugio di San Giuseppe, casa di servizio e casa d’asilo per viandanti, visse tra il 1850 e il 1855 Cesare Lombardi, un ragazzo di Valle nato nel 1843 che tutti i giorni si recava a scuola dai Frati Cappuccini dell’Ospizio. Trascorse in seguito tre anni sul passo dove suo padre era agente doganale ed esattore dei pedaggi. A 15 anni partì per l’America.
La casa cantoniera della Tremola invece era al sicuro dai pericoli naturali e restò in attività quale locanda-osteria sino attorno al 1955, quando era gestita da Ortensia Albertini e Daria Genoni, le ultime di tanti airolesi che operarono in quella struttura. Va rilevato che alla cantoniera della Tremola c’era nelle “mezze stagioni”, oltre al cambio dei cavalli, anche il trasferimento delle merci dai carri alle slitte. Non deve essere neanche dimenticato che, per il cambio dei cavalli, alla cantoniera della Tremola gli animali dovevano passare dal locale-osteria per raggiungere la stalla sita dietro contro la roccia, ove c’era posto per quattro cavalli.
La cantoniera della Tremola aveva l’ala di gronda in lastre di pietra sorretta ogni 60 cm da un travetto orizzontale pure di sasso. Un’esecuzione ricercata, di pregevole aspetto e senz’altro assai costosa. Lo stesso disegno si ritrova anche su tutta la grande ala di gronda perimetrale del tetto a quattro falde dello stabile del Museo Nazionale della Vecchia Sosta al San Gottardo e, stranamente, anche al confine del Passo del Sempione dove la “Alte Kaserne” Svizzera e la “Casa Cantoniera del Passo del Sempione” Italiana, distanti tra loro pochi metri ma attraversate dal confine, presentano la stessa ala decorativa degli stabili del Gottardo.
Lo stabile abbandonato andò poi in rovina e, il 28 settembre del 1989, con un operazione lampo, lo Stato demolì la cantoniera suscitando il rincrescimento della nostra gente verso quello che era divenuto, dopo l’epoca dei carri e delle slitte, il Bauernhof degli alpigiani del Gottardo e dei nostri contadini dei maggenghi del Motto Bartola e dintorni.
Testo di Renzo Tonella