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Una delle scatole nere conferma il carattere "brutale" e "improvviso" dell'evento che ha causato la caduta dell'aereo russo nel Sinai. Lo afferma una fonte dell'inchiesta ai media francesi.
La stessa fonte vicina all'inchiesta ha precisato che foto mostrano rottami perforati dall'impatto dall'interno verso l'esterno che "accreditano la tesi di un dispositivo pirotecnico o di una bomba". Ai giornalisti francesi è stato indicato che l'analisi delle due scatole nere dell'aereo, incrociata con i rilievi sul luogo dell'incidente e l'esperienza degli inquirenti, consente di "privilegiare in modo netto" l'ipotesi dell'esplosione di una bomba. "Tutto era normale" fino al 24/o minuto di volo, poi le due scatole nere hanno all'improvviso smesso di funzionare. Sintomo - secondo la fonte che ha chiesto di rimanere anonima - di "un'improvvisa depressurizzazione esplosiva".
La tesi del "dispositivo pirotecnico", secondo un'altra fonte, è invece suffragata dalle foto che mostrano alcuni dei rottami dell'aereo colpiti da diversi impatti in direzione dall'interno verso l'esterno dell'apparecchio.
Intanto il presidente della commissione di inchiesta, Ayman al-Muqaddam ha riferito che "dalle scatole nere si sente un rumore all'ultimo secondo della registrazione vocale che è ancora in corso di analisi. Il comitato sta considerando tutti i possibili scenari ma fino ad ora non è giunto ad una conclusione definitiva". "I detriti dell'aereo sono sparsi su un raggio di 13 km", ha aggiunto.
"La registrazione delle scatole nere dell'aereo russo si è arrestata 23 minuti dopo il decollo quando l'aereo era a 30mila piedi di altitudine", ha spiegato al-Muqaddam. "Siamo ancora nella fase della collezione dei dati e delle informazioni. I detriti dell'aereo sono stati trasportati in un luogo sicuro al Cairo per essere esaminati da esperti", ha concluso, precisando che "nei prossimi giorni saranno fatte ulteriori visite sul luogo del disastro".
SDA-ATS