Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01239.jsonl.gz/1116

Pandemia
Medici e farmacisti lanciano il proprio certificato Covid-19
La Federazione dei medici svizzeri (FMH) e PharmaSuisse vogliono lanciare il proprio certificato Covid-19. Tuttavia, Berna ha già selezionato altre due soluzioni, la cui scelta è prevista per metà maggio.
Il tempo gioca un ruolo importante e Martine Ruggli, presidente di PharmaSuisse, citata dalla NZZ am Sonntag e intervistata sulle onde radio della RTS, ritiene che l'organizzazione mantello dei farmacisti e la FMH possano offrire una soluzione alla fine di maggio, vale a dire un mese prima di Berna: «Aspettare la Confederazione rischia di essere molto costoso per tutti».
Da giugno le persone vaccinate, curate o risultate negative al Covid 19 potrebbero essere privilegiate, ha recentemente annunciato il Consiglio federale. Ma l'FMH e PharmaSuisse temono ritardi con questo progetto da parte dell'amministrazione federale.
I medici e i farmacisti che iniettano i vaccini, fanno i test e documentano i risultati sono ben posizionati per creare questo certificato. Ci si può quindi chiedere perché FMH e PharmaSuisse non siano immediatamente in prima linea. «Abbiamo fatto un'offerta alla Confederazione, che non ha accettato», ha risposto Ruggli.
Riconoscimenti all'estero
La posta in gioco per il certificato Covid parallelo della FMH e di PharmaSuisse è il riconoscimento all'estero, ad esempio per andare in vacanza quest'estate. «A livello tecnico, è certo che la soluzione FMH-PharmaSuisse può soddisfare rapidamente i requisiti dell'OMS e dell'UE», scrivono le organizzazioni mantello in una dichiarazione congiunta. L'UE stabilisce che più fornitori per Paese possono rilasciare certificati di vaccinazione.
Se tutto non è ancora finalizzato su questo punto, «ciò che è importante è che il certificato non possa essere falsificato, firmato da un fornitore di cure e che possa essere controllato», ha sottolineato Ruggli sulle onde della RTS. «Siamo molto fiduciosi» di ottenere questo riconoscimento internazionale, ha aggiunto.
Contattato domenica da Keystone-ATS, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) osserva che «gli sforzi di ciascuna parte per trovare una soluzione devono essere accolti con favore. La Confederazione resta in contatto con questi due importanti partner del sistema sanitario. La loro competenza, così come quella degli altri attori, continuerà ad essere integrata e tenuta in considerazione nelle procedure federali in corso».
Berna deve scegliere
Finora la Confederazione ha adottato due approcci: una proposta dell'Ufficio federale dell'informatica (UFIT) e una seconda delle aziende di Losanna SICPA ed ELCA. Quest'ultima ha «il vantaggio di fornire componenti già operativi, nonché la competenza ingegneristica necessaria per ulteriori sviluppi», si legge in un comunicato diffuso a fine aprile.
Quasi cinquanta candidati avevano presentato all'UFSP una proposta per il certificato Covid-19. Una decisione verrà presa a metà maggio. Il certificato Covid-19 dovrebbe essere operativo durante il mese di giugno, ha affermato il ministro della Salute Alain Berset ancora in una conferenza stampa a fine aprile.