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È in corso la seconda e ultima giornata della Sessione delle donne a Palazzo federale
BERNA - Nel secondo giorno della Sessione delle donne a Palazzo federale a Berna le partecipanti hanno formulato le loro richieste in materia di violenza contro le donne. Il principio del consenso va ancorato nel diritto penale in modo da proteggerle meglio dagli stupri.
In base a una mozione adottata oggi quasi all'unanimità, il Codice penale deve essere adeguato e prevedere che per un rapporto sessuale serva il consenso esplicito. In base al diritto attuale chi ignora un "no" o un gesto di contrarietà non si rende per forza colpevole di violenza carnale o coazione sessuale.
«Speriamo in un ampio sostegno, di dare un segnale e di appoggiare le vittime di violenza sessuale», ha dichiarato Noemi Grütter a nome della Commissione per la salute sessuale e la medicina orientata al genere.
Il «congelamento» - Spesso le donne quando vengono violentate si ritrovano in uno stato di "congelamento" o immobilità tonica (conosciuto anche con il termine inglese freezing) e non riescono a ribellarsi, un fatto documentato scientificamente. «Questi casi non vengono considerati dal diritto penale attuale».
In Svizzera una donna su dieci è confrontata ad atti sessuali contro la sua volontà, «pari all'intera popolazione della città di Zurigo», ha affermato la Grütter. «È tempo che riconosciamo che i rapporti sessuali senza consenso sono stupri».
Chiesto un approccio unitario - In una mozione viene chiesto al Consiglio federale di garantire un approccio unitario a livello nazionale. Nel canton Berna dal 1986 la raccolta medica delle prove in caso di violenza sessuale viene effettuata da funzionari appositamente formati, senza che venga coinvolta la polizia.
Le donne chiedono inoltre al governo di formulare la fattispecie dello stupro in maniera priva di connotazioni sessuali: infatti attualmente nessuno può ad esempio essere condannato per violenza carnale se la vittima è un uomo.
Lavoro non retribuito e impegno politico - L'importanza e la posizione delle donne nel volontariato è stato un altro tema all'ordine del giorno. «È uno scandalo che le donne guadagnino molto meno degli uomini», ha affermato Nadine Jürgensen, tra le partecipanti alla Sessione. Ciò è dovuto anche al fatto che prestano molto più lavoro non retribuito che gli uomini.
«Oggi è la Giornata dei familiari curanti: questo lavoro ha un valore annuale di 148 miliardi di franchi», ha aggiunto. Questo lavoro non retribuito conduce anche a una povertà delle donne nella terza età.
«La lista delle disparità non è finita» - Da parte sua Brigitte Häberli-Koller (Alleanza del Centro/TG), vicepresidente del Consiglio degli Stati, nel suo discorso ha dichiarato che «vi saranno temi femminile fintanto che non sarà raggiunta la parità di diritti uomo-donna». Sono stati compiuti progressi «ma la lista delle disparità non è ancora finita». Ad esempio non è ancora realtà la parità salariale.
Häberli-Koller ha lanciato un appello alle presenti a portare avanti il loro impegno anche dopo la fine della Sessione delle donne: «Candidatevi a un seggio al Consiglio degli Stati, al Consiglio nazionale, al Gran Consiglio, al Consiglio comunale... Se volete avere una voce in capitolo dovete impegnarvi».
Gli altri temi - Oggi in agenda vi sono anche richieste in materia di posizione delle donne nella ricerca, nelle alte scuole, nell'agricoltura e nella maternità. La Sessione si concluderà nel pomeriggio con le votazioni finali.
È la seconda volta nella storia della Svizzera, dopo il 1991, che si tiene una sessione femminile nel Parlamento federale. Quest'anno ricorre il 50esimo anniversario dell'introduzione a livello federale del voto alle donne.
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