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Il presidente della Confederazione sembra intenzionato a rinunciare alla visita a Pechino, in occasione del 50 esimo anniversario delle relazioni tra i due paesi: il capo di Stato cinese non intende infatti ricevere Adolf Ogi.Questo contenuto è stato pubblicato il 08 giugno 2000 - 17:09
Proprio mentre Cina e Svizzera si apprestano a commemorare il mezzo secolo di scambi diplomatici, i rapporti tra i due paesi non sembrano godere in alcun modo di uno stato di grazia. Le relazioni tra Berna e Pechino appaiono tuttora offuscate dal penoso incidente diplomatico che aveva contrassegnato la visita in Svizzera del presidente cinese, Jiang Zemin, nel marzo dell'anno scorso.
Come comunicato dal portavoce del Dipartimento federale della difesa, Oswald Sigg, le autorità di Pechino hanno accolto positivamente la richiesta per una visita di Adolf Ogi in Cina, nell'autunno prossimo. Nessuna conferma è giunta invece per quanto riguarda la domanda per un incontro con il presidente cinese, Jang Zemin. Secondo Sigg, è alquanto improbabile che una risposta positiva giunga nelle prossime settimane.
Il presidente della Confederazione intende invece vincolare la sua visita ad un incontro ad alto livello, con il capo di Stato cinese. I rapporti tra Ogi e Zemin sembrano d'altronde piuttosto buoni. Era stato infatti il consigliere federale a convincere il presidente cinese a non abbondonare un banchetto ufficiale, durante la sua visita a Berna dell'anno scorso. In quell'occasione Zemin si era notevolmente infuriato, in seguito alla presenza di manifestanti pro-tibetani al momento del suo arrivo a Palazzo federale.
Il presidente cinese era giunto addirittura a dichiarare che la Svizzera aveva perso un amico. Nonostante gli sforzi compiuti per tranquillizzare l'ospite cinese e per cancellare l'incidente diplomatico, i rapporti tra Berna e Pechino continuano apparentemente a soffrire di un certo gelo.
swissinfo e agenzie
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