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Simon Brechbühl subentra come direttore al Dott. John Eibner, il quale rimane operativo quale presidente internazionale.
CSI apre un ufficio di rappresentanza in Ticino.
CSI continua ad ampliare la sua opera a tutela dei diritti umani in Nigeria. Il lavoro di comunicazione e dei media viene rafforzato. La Veglia di solidarietà si svolge per la decima volta: oltre 950 persone si schierano a favore dei perseguitati per la fede in 45 città e villaggi. Per la prima volta questa manifestazione silenziosa ha luogo anche in Paesi dove CSI svolge progetti di aiuto, come il Bangladesh, la Nigeria, il Pakistan e il Sudan del Sud.
Il pastore Dott. Peter Märki viene eletto nuovo presidente della Fondazione CSI-Svizzera. Il Dott. John Eibner succede a Herbert Meier come presidente Internazionale e annuncia che CSI intensificherà le campagne per la prevenzione di un genocidio in Nigeria e per il pluralismo religioso in Siria.
Poiché in Perù non vi sono più persecuzioni politiche o religiose significative, CSI conclude il suo impegno nel Paese dopo oltre 25 anni.
In India viene inaugurata una casa protetta che accoglie le vittime della tratta di esseri umani e offre un riparo sicuro a 36 minori.
CSI individua dei partner per la realizzazione di progetti in Myanmar. A fronte della persecuzione dei cristiani nel Sud-Est asiatico, CSI annuncia la sua intenzione di operare anche in Indonesia.
CSI inizia la sua attività di sensibilizzazione pubblica sul caso della Nigeria lanciando il sito web “Nigeria Report” (https://www.nigeria-report.org/).
La Veglia di solidarietà prenatalizia si svolge in 26 località. Per la prima volta vi partecipano oltre mille persone.
John Eibner assume la carica di direttore di CSI-Svizzera succedendo a Benjamin Doberstein.
CSI festeggia i suoi 40 anni di attività.
Per l’occasione, in Svizzera si svolgono numerosi eventi, conferenze e dibattiti.
Il 16 dicembre CSI consegna a Palazzo Federale la petizione “Preservare dal genocidio le minoranze religiose in Medio Oriente”, firmata da 41’646 persone residenti in Svizzera.
CSI tiene una conferenza all’Università di Oxford sul futuro delle minoranze religiose in Medio Oriente.
In Nigeria si avviano numerosi progetti per soccorrere le vittime di Boko Haram e di altri gruppi estremisti.
In India prende il via un ulteriore programma di sostegno alle vittime della tratta di esseri umani.
CSI viene in soccorso ai copti in Egitto i quali, dopo il crollo del governo Mursi, sono travolti da devastanti ondate di violenza contro i cristiani. La situazione in Siria viene esaminata sul posto e partono progetti di aiuto ai profughi di guerra.
CSI organizza una serie di conferenze sul tema de “Il futuro delle minoranze religiose in Medio Oriente”, seguite da una tavola rotonda. Tali conferenze e saranno riproposte negli anni successivi e daranno spazio a importanti relatori del mondo accademico, giornalistico e politico.
Intorno a Natale si svolge, in contemporanea in diverse località, la Veglia di solidarietà per i cristiani perseguitati, una manifestazione destinata a diffondersi come appuntamento annuale.
Una delegazione di CSI è invitata ai festeggiamenti del 9 luglio per l’indipendenza del Sudan del Sud. Intanto continua l’opera di riscatto degli schiavi ancora trattenuti in Sudan (Nord).
In India si realizzano progetti mirati al sostegno delle vittime del nazionalismo indù.
Con l’avvento della “Primavera araba”, CSI lancia un “allarme al genocidio” in Medio Oriente e avverte che gli sconvolgimenti nella regione interessata potrebbero avere gravi conseguenze per l’esistenza delle minoranze religiose.
Benjamin Doberstein succede ad Annette Walder, che lascia la direzione amministrativa.
Annette Walder presenta le dimissioni dalla carica di presidente internazionale, le succede Herbert Meier.
Il 25 settembre CSI organizza una manifestazione per rivendicare la libertà religiosa e la parità di diritti dei cristiani nei Paesi a maggioranza islamica, alla quale partecipano 2’500 persone. Il 10 dicembre, in occasione della Giornata per i Diritti Umani, CSI e altre organizzazioni partner consegnano alle autorità federali 50’152 firme a supporto di tali rivendicazioni.
In Pakistan, CSI è impegnata nell’aiuto alle vittime della grande alluvione, consegnando aiuti mirati nelle aree più remote dove le minoranze religiose stentano a ricevere gli aiuti distribuiti su larga scala.
Herbert Meier, da anni membro del Consiglio di Fondazione, viene eletto presidente di CSI-Svizzera.
Il pastore Stückelberger lascia la carica di presidente internazionale. Al suo posto viene eletta Annette Walder.
CSI inizia ad occuparsi in particolar modo della situazione in Iraq, dove il rovesciamento di Saddam Hussein segna l’inizio di un’ondata di efferatezze a sfondo religioso, perlopiù ad opera di estremisti sunniti legati ad Al-Qaida e di precursori dello Stato Islamico, i quali scacciano deliberatamente cristiani e musulmani moderati dalle città situate nel Sud e nel centro del Paese. CSI soccorre i perseguitati, rifugiatisi in massa nella piana di Ninive, nel Nord dell’Iraq.
30 anni di CSI: numerose manifestazioni di augurio giungono dagli ambienti politici ed ecclesiali, che incoraggiano l’associazione a proseguire la lotta per la libertà religiosa e i diritti umani.
Il pastore Hansjürg Stückelberger, fondatore di CSI, passa il testimone alla figlia Annette Walder.
A gennaio, rappresentanti di CSI sono invitati a Nairobi come ospiti d’onore alla firma del trattato di pace fra il Nord del Sudan, a maggioranza musulmana, e il Sud del Sudan, a prevalenza cristiana e animista.
CSI indaga sulle accuse di violazione dei diritti umani nella guerra civile sudanese e inizia l’opera di riscatto degli schiavi. Riesce inoltre a mobilitare un’ampia coalizione internazionale che impone sanzioni contro il governo a Nord del Paese.
Dalla metà degli anni Novanta vengono lanciati nuovi progetti di aiuto in Romania, Lettonia, Lituania, Vietnam, Egitto e in diversi altri Paesi.
Durante il conflitto scoppiato tra Armenia e Azerbaigian per il Nagorno-Karabakh, CSI realizza un ponte aereo per la fornitura di aiuti alimentari e medicamenti a sostegno dell’enclave cristiano-armena.
Dalla metà degli anni Ottanta l’opera di CSI si espande includendo anche la fornitura di aiuti concreti a persone bisognose, specialmente in Perù e Nicaragua.
Fondazione di Christian Solidarity International (CSI) su iniziativa del pastore Hansjürg Stückelberger all’indomani delle marce silenziose di solidarietà per i cristiani perseguitati. In Svizzera scendono in strada 15’000 persone.
CSI si concentra sulla sensibilizzazione del grande pubblico e su interventi e proteste legati principalmente alla situazione dei cristiani nei Paesi comunisti.