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L'aggettivo 'storico' questa volta è legittimo: la cancelliera Angela Merkel ha visitato oggi l'ex campo di concentramento di Dachau, vicino Monaco, in Baviera, dove fra il 1933 e il 1945 furono internati oltre 200.000 detenuti, di cui quasi un quarto morirono.
Mai prima di lei nessun cancelliere ci aveva messo piede: nel pieno della campagna elettorale per le legislative a settembre, la Merkel ha rotto un tabù. Critiche le sono piovute addosso da parte dei Verdi che vi vedono una manovra elettorale. Soddisfazione invece da parte del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania. La cancelliera aveva oggi in programma due comizi in Baviera: a Erlangen e a Dachau. In mezzo, su invito di un sopravvissuto dell'Olocausto, Max Mannheimer (93 anni), la Merkel c'ha infilato la visita al memoriale di Dachau. Ci andrò, aveva anticipato, con un "sentimento di vergogna e contrizione", "so che non è un appuntamento facile" perchè quel che è successo nei campi di concentramento "è e rimane inconcepibile".
"Per me è un momento molto particolare", ha detto stasera incontrando i sopravvissuti e deponendo una corona: "la memoria di questi destini mi riempie di profondo dolore e vergogna".
SDA-ATS