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Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno approvato oggi il finanziamento di 4,4 miliardi di franchi riguardante la partecipazione elvetica ai programmi di ricerca dellâUE per il periodo 2014-2020 e la relativa legge federale per l'incoraggiamento della ricerca e l'innovazione. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
Unico aspetto che ha dato luogo a discussioni è stato il prolungamento della partecipazione elvetica al programma Euratom (Programma della Comunità europea per l'energia atomica per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare) che dal 2014 si dedicherà, in particolare, alla ricerca nel campo della fusione nucleare.
A nome di una minoranza, Liliane Maury-Pasquier (PS/GE) ha chiesto che il finanziamento venisse limitato fino al 2018, e non prolungato di due anni, come previsto dal progetto governativo. Pur essendo favorevole alla ricerca sull'atomo, non foss'altro che per accumulare esperienza e conoscenze in vista della chiusura delle centrali nucleari elvetiche, la "senatrice" ha sostenuto che fosse meglio attendere il 2018 per decidere il seguito di questo progetto, tanto più che nemmeno Bruxelles ha ancora le idee chiare in materia.
La Svizzera, ha precisato la consigliera agli Stati socialista, potrebbe inoltre far pressione sulla base della sua svolta energetica, affinché nei programma di innovazione dell'UE si tenga maggiormente conto della ricerca nel campo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, e non solo del nucleare.
In votazione, tuttavia, questa proposta è stata bocciata per 30 voti a 9. Diversi oratori, come anche il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, hanno sottolineato l'importanza di questi programmi per gli atenei e le imprese svizzere, programmi che vanno finanziati nella loro interezza. La partecipazione elvetica a Euratom potrebbero inoltre condurre a scoperte scientifiche utili per l'auspicata svolta energetica.