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BERNA - La Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS-N) del Consiglio Nazionale oggi ha accettato di aumentare a 65 anni l'età di pensionamento per le donne, con misure di compensazione. Il Partito socialista (PS) e l'Unione sindacale svizzera (USS) minacciano di lanciare un referendum contro la legge.
«Senza una correzione importante del progetto al plenum, il PS lancerà un referendum», ha detto il consigliere nazionale Pierre-Yves Maillard (SP/VD) in un comunicato diffuso oggi dal partito. Il PS ritiene che con questa nuova versione le donne dovranno sostenere la maggior parte dei costi della riforma pensionistica.
La commissione «rifiuta sistematicamente di dare i mezzi necessari all'AVS e di compensare decentemente l'aumento dell'età pensionabile delle donne», scrive il partito. «La destra non cerca la stabilizzazione e le soluzioni a lungo termine, perché il suo obiettivo rimane un aumento dell'età pensionabile per tutti», ha denuncia Maillard.
Anche l'USS respinge «fermamente» il progetto, parlando di una riforma «che sarà realizzata a spese delle donne». «Invece di affrontare la vera questione urgente, ossia con che rendite le donne vivranno nella loro vecchiaia, la commissione non si fa scrupolo di decidere allegramente, e a passo di corsa, nuovi tagli alle pensioni di vecchiaia a spese delle donne. Malgrado esse ricevano sempre circa un terzo in meno degli uomini pensionati».
Pure per il sindacato Travail.Suisse, la proposta di riforma è troppo lontana da un compromesso equo. «Con un finanziamento supplementare insufficiente, la Commissione del Consiglio Nazionale pianifica già la prossima tappa: un'età di pensionamento più alta per tutti. Questo approccio è intollerabile», dice la seconda più grande federazione sindacale.