Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/136738

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a riaprire i negoziati con la Commissione europea per sganciare il prossimo programma quadro Euratom dal programma quadro di ricerca europeo. Scopo dell'operazione non sarebbe diminuire la somma globale stanziata per i programmi quadro europei bensì destinare una parte dei fondi previsti per il programma nucleare alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica, allineandosi alla nuova strategia energetica 2050 del Consiglio federale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 10 giugno 2013 il Consiglio nazionale ha accettato a larga maggioranza di stanziare il credito necessario per partecipare al programma di ricerca europeo Horizon 2020, comprendendo anche le parti dedicate alla fissione e alla fusione nucleare. Una proposta di minoranza riguardante lo stesso tema della mozione è stata respinta. Se venisse accolta, la presente mozione costituirebbe un problema, fra l'altro, per i seguenti motivi:</p><p>1. La ripartizione del budget di Horizon 2020 è di competenza delle istituzioni europee e la Svizzera non può influenzarla in modo determinante. Poiché l'UE non prevede la possibilità di partecipare al programma "à la carte", la Svizzera non potrà indicare durante le negoziazioni a quali parti del programma intende partecipare finanziariamente. Ad ogni modo il portfolio di ricerca di Horizon 2020 risponde alle esigenze del Consiglio federale. Tenendo conto del polo Energia da fonti sicure, pulita ed efficiente, ma anche delle ricerche nei poli Azione per il clima, efficienza sotto il profilo delle risorse e materie prime, Trasporti intelligenti, ecologici e integrati, e del piano SET, la parte di Horizon 2020 che riguarda le energie rinnovabili è almeno sei volte maggiore rispetto a quella che riguarda la fissione nucleare. È inoltre utile ricordare che questo ambito di ricerca si occupa in particolare dello smantellamento e della sicurezza delle centrali, tema di grande importanza per la Svizzera, e per il quale il Consiglio federale deve garantire la prosecuzione di un'attività di ricerca di qualità come richiesto nella mozione Forster-Vannini 11.3564.</p><p>2. La ricerca sulla fusione nucleare occupa un posto di riguardo nelle relazioni fra Svizzera e UE. Questa ricerca di ampio respiro sviluppa una tecnologia molto meno rischiosa per l'ambiente rispetto alla fissione e non produce scorie radioattive con un'emivita di lunga durata. A differenza degli altri Stati (Norvegia, Israele, ecc.) che intendono associarsi a Horizon 2020, la Svizzera svolge un ruolo importante nel programma di ricerca europeo di fusione già dagli anni 'Settanta e ha concluso diversi accordi di cooperazione in materia con l'UE. In particolare, nel 2009 la Svizzera si è impegnata a partecipare al progetto ITER sotto l'egida dell'UE che la rappresenta nei confronti degli altri partner (USA, Cina, Giappone, Russia, India, Corea). Chiedere all'UE di destinare diversamente una parte dei fondi svizzeri assegnati all'ITER ora che i lavori di costruzione raggiungono l'apice metterebbe il Consiglio federale in una situazione politica delicata poiché l'UE dovrebbe trovare nuove forme di finanziamento per far fronte agli impegni presi. Inoltre, malgrado tutti gli sforzi finora profusi, i ricercatori e le industrie svizzere correrebbero il rischio di essere esclusi da questo polo di eccellenza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.