Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01208.jsonl.gz/1402

Donald Trump, nelle ultime ore del suo mandato presidenziale, ha garantito la grazia a decine di persone fra cui Steve Bannon, fondatore della piattaforma online "Breitbart", lo stratega che gli era stato accanto nella vittoriosa campagna del 2016, prima di essere messo alla porta. Bannon, 67 anni, è accusato di frode, sospettato di aver stornato fondi donati da cittadini in favore della costruzione del muro al confine con il Messico. Potrà quindi approfittare del perdono presidenziale se condannato.
In precedenza, Trump aveva già accordato la sua clemenza ad altri alleati politici, come Paul Manafort e Roger Stone, che erano stati condannati in relazione al caso Russiagate, e il padre del genero Jared Kushner (tutti la vigilia di Natale), oltre all'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, già in novembre.
Fra le 143 persone che ricevono grazie presidenziali (73) o commutazioni di pena (70) in questa ultima ondata non ci sono né Trump stesso, né membri della sua famiglia, né il suo legale Rudy Giuliani. Spiccano fra gli altri Elliott Broidy, che raccoglieva fondi per lui e si è dichiarato colpevole di violazioni alle norme che regolano le attività di lobbysmo a favore di interessi stranieri, nello specifico cinesi e malaysiani, l'ex sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick condannato a 28 anni per corruzione, e i rapper Lil Wayne e Kodak Black, entrambi puniti in relazione al possesso di armi.
- RG 07.00 del 20.01.2021 La diretta di Emiliano Bos