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Abbassare il limite che permette di acquistare all'estero beni in franchigia, attualmente fissato a 300 franchi, non aiuterebbe a salvare a lungo termine posti di lavoro nelle regioni di frontiera. Aumenterebbero invece le code ai valichi e bisognerebbe fare i conti con una crescita del contrabbando. Lo ha affermato oggi la presidente della confederazione Eveline Widmer-Schlumpf durante l'ora delle domande.
Il Consiglio federale, ha detto Widmer-Schlumpf, è consapevole del fatto che il cosiddetto turismo degli acquisti è cresciuto a causa della forza del franco svizzero. Nelle regioni di frontiera ciò è fonte di numerosi problemi per i rivenditori locali.
Per il governo, l'eventuale riduzione dell'ammontare della franchigia non avrebbe però conseguenze sul mercato del lavoro: data la grande differenza dei prezzi, fare acquisti all'estero sarà comunque sempre vantaggioso, ha affermato la ministra delle finanze.
Widmer-Schlumpf non è stata in grado di dire quanto personale in più occorrerebbe per i controlli doganali qualora la franchigia fosse effettivamente ridotta. Ciò dipenderà dall'intensità dei controlli che si desidera instaurare, ha affermato.
Il governo si è però detto disposto ad abbassare la soglia - attualmente fissata a 300 franchi - che permette ai turisti stranieri di farsi rimborsare l'IVA pagata in Svizzera. Ciò darebbe una boccata d'ossigeno ai commerci situati nelle regioni di frontiera.
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