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Testo depositato
Il Consiglio federale è invitato a modificare l'orientamento della sua attuale strategia politica estera ed economica esterna nei confronti del Nord Africa e del Vicino Oriente e a elaborare un rapporto sull'argomento.
Motivazione
In Egitto e in Tunisia la libertà ha trionfato su regimi autoritari e corrotti. La vasta ondata di protesta sociale e democratica che si è abbattuta su numerosi Paesi del Nord Africa e del Vicino Oriente richiede un chiaro cambiamento strategico anche da parte della Svizzera nei settori della politica estera e della politica economica esterna. Per troppo tempo l'Occidente ha sostenuto regimi autocratici in queste regioni, ha tollerato violazioni sistematiche dei diritti umani e la corruzione dilagante e si è nascosto dietro alla falsa tesi che l'unica alternativa all'autocrazia fosse l'islam e che bisognava impedire ciò a tutti i costi. Questa politica ambivalente e menzognera ha fallito.
Ora è necessaria una strategia di politica estera e di politica economica esterna che non metta più sullo stesso piano Stati autocratici e Stati democratici, come invece era prassi in passato. La politica estera della Svizzera deve invece badare al rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e dello Stato di diritto, e contribuire a promuovere la democrazia in tutto il mondo, come sancito dalla Costituzione. Nel suo rapporto, il Consiglio federale dovrà inoltre illustrare le possibilità per realizzare, in stretta collaborazione con l'ONU e con l'UE, partenariati con i nuovi regimi nordafricani e programmi di aiuto a lungo termine per accompagnare la transizione democratica ed economica.
È nell'interesse della Svizzera e dell'Europa che la democrazia attecchisca in Nord Africa e che alle popolazioni siano offerte vere prospettive politiche e sociali nel loro stesso Paese. L'UE e l'ONU devono sostenere i nuovi regimi nel Vicino Oriente e in Nord Africa prevedendo e applicando un piano di sviluppo. In un'ottica a lungo termine, l'attuale aiuto d'urgenza deve essere completato con partenariati economici e finanziari, l'apertura sociale ed ecologica dei mercati, accordi strategici sull'energia, libertà di viaggio, nonché un aiuto alla realizzazione d'istituzioni democratiche, la collaborazione tra le università e lo scambio di studenti.
Parere del Consiglio federale del 18.05.2011
Il Consiglio federale condivide l'idea dell'autore del postulato, secondo il quale la Svizzera dovrebbe riorientare la sua politica estera a seguito dei rivolgimenti in corso in Nord Africa e in Medio Oriente. È per questa ragione che l'11 marzo 2011 il Consiglio federale ha fissato a grandi linee la sua strategia per il Nord Africa, che comprende una serie di misure a breve e a medio termine volte ad accompagnare e a sostenere i processi di transizione politica. In tal senso, sin dall'inizio delle rivolte in Tunisia e in Egitto, la Svizzera ha sottolineato la sua disponibilità a sostenere la transizione democratica in questi Stati e in altri Paesi della regione che ne avessero bisogno. Per la Confederazione è tuttavia importante che siano le autorità politiche locali a formulare richieste a questo proposito e ad assumersi la responsabilità principale nella gestione delle riforme necessarie.
Per impostare in modo mirato l'intervento della Svizzera, una conferenza regionale degli ambasciatori e dei capi degli uffici di cooperazione è stata organizzata nell'aprile 2011 a Tunisi.
La Svizzera è pronta a collaborare con tutti gli attori internazionali che sostengono una transizione a vantaggio della popolazione del Nord Africa e del Medio Oriente e coordinerà il suo programma per il Nord Africa con i partner internazionali impegnati nella regione.
Proposta del Consiglio federale del 18.05.2011
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.