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La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) si è pronunciata a favore di un cittadino svizzero ritenuto inabile al servizio che si era opposto alla tassa militare. La Corte ha stabilito che la Svizzera discrimina sulla base di un'invalidità minore o maggiore, che determina l'obbligo di pagare la tassa militare.
In una sentenza pubblicata martedì, i giudici della CEDU hanno ritenuto che la Svizzera ha violato l'articolo 14 della Convenzione, ossia il divieto di discriminazione, oltre all'articolo 8, che afferma il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
I giudici condannano così la distinzione "artificiale" tra le diverse categorie di handicap. A loro avviso, le persone non idonee sono svantaggiate rispetto agli obiettori di coscienza, poiché questi ultimi possono svolgere il servizio civile e quindi non sono sottoposti alla tassa di esenzione.
Il cittadino svizzero si era rivolto alla Corte di Strasburgo nel 2013 dopo che il suo ricorso era stato respinto dal Tribunale federale nel novembre 2012.