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di Christa Capaul, Katharina Eckart, Claudia Putz regia di Peter Reichenbach e Ruedi Gyhr CH 1997
"Boxershorts" sviluppa, in una serie infinita di varianti di sceneggiatura, una solida idea di base: l'incontro di cinque uomini delusi - ciascuno a suo modo - della propria esistenza e desiderosi di scambiare con altri "esemplari" del loro sesso i rispettivi punti di vista ed esperienze. Tutti sanno - scrivono le autrici nella premessa alla sceneggiatura - come si comportanto gli uomini in pubblico, ciò che dicono nei bar o nei club. A sentirli, il mondo è nelle loro mani. Loro sì, che conoscono i segreti della vita. Ma cosa accade quando alcuni di essi si ritrovano all'interno di un piccolo gruppo in cui non possono nascondere la verità? Cosa accade, lo vedremo appunto in "Boxershorts". I cinque protagonisti decidono di incontrarsi una volta alla settimana per discutere dei loro problemi, delle loro difficoltà nel rapporto con l'altro sesso; insomma, per parlare di se stessi. Nel tentativo di aumentare la propria autostima, e diventare così più moderni, più forti: in una parola, per emanciparsi.