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Il risultato dell'esperimento condotto da WSL apre prospettive incoraggianti per la lotta contro l'inquinamento
BIRMENSDORF - Gli alberi assorbono minuscole particelle di metallo dall'aria e dal suolo e le depositano nei loro tessuti. È il risultato dell'esperimento condotto dall'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL.
Gli scienziati hanno spruzzato nanoparticelle d'oro su giovani faggi comuni e pini silvestri (sono state scelte le particelle d'oro perché non danneggiano gli alberi e sono facilmente rilevabili nei tessuti vegetali). Dopo venti giorni, erano presenti non solo nelle foglie, ma anche nel tronco e nelle radici. Il percorso verso il tessuto passa probabilmente attraverso gli stomi sulla superficie della foglia, di cui la pianta ha bisogno per lo scambio di gas con l'aria. Da lì, si sono diffuse in tutto l'albero.
Chimica degli anelli degli alberi per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico
È stato anche studiato l'assorbimento delle nanoparticelle attraverso le radici. L'esperimento dimostra che gli alberi le recepiscono nel loro legno. «Gli anelli delle piante potrebbero dirci non solo i livelli passati d'inquinamento atmosferico, ma anche le condizioni climatiche o eventi come le eruzioni vulcaniche».
Sogno del futuro, ma non del tutto inverosimile grazie allo studio, è l'idea di utilizzare gli alberi per ripulire il suolo e l'aria inquinati. «Gli arbusti a crescita rapida potrebbero immagazzinare nel loro legno i metalli pesanti provenienti dal suolo o dall'aria», ha aggiunto Ballikaya. Ma la ricercatrice ha affermato di dover scoprire di più sulle interazioni tra le nanoparticelle e i vegetali prima di tirare conclusioni.