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PALERMO - Gli svizzeri sono sempre puntuali, gli italiani sempre in ritardo. Luoghi comuni usati per semplificare il carattere dei due popoli, ma che diventano la sintesi di una storia riportata da Il Giornale e che ha per protagonista un imprenditore svizzero settantenne (non meglio precisato), alla testa di una multinazionale forte di 10mila dipendenti.
Il dirigente d'azienda, si legge sul quotidiano, era atterrato a Palermo il 29 gennaio su invito dell'imprenditore Giuseppe Pizzino. Scopo dell'incontro: discutere con l'assessore regionale all'agricoltura Dario Cartabellotta della creazione di un polo cotoniero a Gela.
L'incontro era previsto per le 12. Pizzino e il manager svizzero si presentano in orario, ma dell'uomo politico nessuna traccia. Dopo un'attesa di un'ora e mezza si presenta il suo capo di gabinetto, che spiega che l'assessore è stato trattenuto. Al che l'imprenditore svizzero saluta il suo interlocutore e se ne va. Furibonda la reazione di Pizzino che annuncia di voler chiedere i danni (anche d'immagine) in sede civile. L'assessore Cartabellotta è rimasto invece sorpreso: "Lo avrei ricevuto se solo avesse avuto pazienza. Un'emergenza mi ha costretto ad allontanarmi. Possibile che questo svizzero avesse tutta questa fretta di prendere l'aereo? Non so nemmeno chi fosse".