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Da oggi riprendono i negoziati per un accordo di libero scambio post-Brexit, dopo che due dei protagonisti avevano contratto il virus.
Oggi riprendono le trattative fra Londra e Bruxelles per un accordo di libero scambio post-Brexit. Nonostante la crisi economica che si prospetta a causa della pandemia globale la Gran Bretagna non sembra intenzionata a chiedere un'estensione del periodo di transizione per la Brexit.
La questione della Brexit, che fino a qualche mese or sono occupava le prime pagine dei giornali britannici, ha dovuto cedere il passo alla crisi del coronavirus. A ciò si è aggiunto il fatto che i principali negoziatori, il consigliere per l'Unione europea inglese David Frost e il negoziatore capo dell'Ue Michel Barnier, sono stati infettati dal virus. Le trattative negli ultimi mesi si sono per forza di cose arenate.
Da oggi tuttavia Frost e Barnier intendono iniziare un ciclo di trattative in videoconferenza, cui farà seguito un altro ciclo a metà maggio e all'inizio di giugno. A giugno è previsto un punto della situazione fra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il premier inglese Boris Johnson. In questa data è possibile che si possa concordare una proroga del periodo di scadenza prevista per il primo di luglio. In caso di mancato accordo sull'aera di libero scambio e senza una proroga dal prossimo primo gennaio 2021 il rischio concreto è quella della reintroduzione di tariffe doganali. La Gran Bretagna per ora tuttavia ha continuato a respingere qualsiasi ipotesi di rinvio.