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Il colloquio tra Didier Burkhalter, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e Avigdor Liberman, capo della diplomazia israeliana, che ha avuto luogo presso la Maison de Watteville, ha affrontato il tema delle relazioni bilaterali tra la Svizzera e Israele, evocando in particolare gli sviluppi dell'ultimo dibattito politico (il sesto dal 2004) tra i due Paesi, tenutosi il 28 marzo scorso a Berna e riguardante questioni bilaterali e multilaterali.
Didier Burkhalter e Avigdor Liberman hanno inoltre discusso delle relazioni economiche, scientifiche e culturali tra i due Paesi, definendole eccellenti. Le relazioni commerciali si iscrivono nel quadro dell'Accordo di libero scambio tra l'AELS e Israele, in vigore dal 1° gennaio 1993. Israele è tradizionalmente il terzo mercato di esportazione in Medio Oriente per la Svizzera, dietro Emirati arabi uniti e Arabia Saudita. Gli scambi commerciali tra i due Paesi hanno raggiunto 1,4 miliardi di franchi nel 2011, cioè il 6,6% in più rispetto all'anno precedente. Numerosi sono anche gli scambi commerciali e scientifici. I due ministri si sono detti d'accordo sulla necessità di rafforzare maggiormente la cooperazione a livello scientifico. Sia la Svizzera sia Israele possono contare su università assai ben posizionate a livello di ricerca europea.
Nei colloqui tra le due delegazioni ha trovato spazio anche il processo di pace in Medio Oriente. Didier Burkhalter ha colto l'occasione per ribadire l'opinione della Svizzera, secondo cui una pace giusta e duratura potrà essere ottenuta solo con la creazione di uno Stato palestinese indipendente e vitale che possa convivere in pace con lo Stato d'Israele all'interno di frontiere sicure e riconosciute. Il capo della diplomazia svizzera ha sottolineato che questa visione gode di largo consenso in seno alla comunità internazionale.
Promuovendo per tradizione i buoni uffici e il diritto internazionale, la Svizzera s'impegna da molti anni per contribuire alla pace, al rispetto del diritto umanitario internazionale e alla stabilità in Medio Oriente grazie a un dialogo che coinvolga tutte le parti. Le ricorrenti violazioni da parte di vari attori del diritto internazionale umanitario rendono sempre più complessa la risoluzione del conflitto. Didier Burkhalter ha rammentato che la Svizzera richiama regolarmente tutte le parti al rispetto dei propri obblighi in virtù del diritto internazionale nonché all'impegno per negoziati seriamente intesi alla risoluzione del conflitto e al miglioramento della situazione umanitaria. Didier Burkhalter ha inoltre invitato Israele a partecipare pienamente al Consiglio dei diritti dell'uomo.
La Svizzera ha espresso la sua posizione in favore del disarmo e della non proliferazione delle armi nucleari, sottolineando in questo contesto la volontà di tenere nei prossimi mesi una conferenza sulla creazione nella regione del Medio Oriente di una zona priva di armi di distruzione di massa.
I due ministri si sono inoltre intrattenuti sull’Iran, sul gli sviluppi politici in Nord Africa e nel Medio Oriente in seguito alle rivolte nel mondo arabo e sulla situazione in Siria. La Svizzera ha sottolineato il suo impegno nella regione volto a favorire il processo democratico.
L'ultima visita di un ministro israeliano degli affari esteri a Berna risale al 2003. In occasione del Vertice sulla sicurezza nucleare tenutosi alla fine di marzo in Corea del Sud, il capo del DFAE aveva incontrato il vice primo ministro e ministro dell'intelligence e dell'energia atomica israeliano Dan Meridor.
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