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L'ONU riferisce di un naufragio in Libia, avvenuto martedì, nel quale 43 persone hanno perso la vita. Dieci i sopravvissuti. In una dichiarazione congiunta, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHRC) si dicono "profondamente rattristati" dal naufragio, "il primo del 2021 nel Mediterraneo centrale". Secondo l'OIM e l'International Rescue Committee, partner dell'UNHRC sul campo, i 10 superstiti sono stati riportati sulla terraferma dalla guardia costiera di Zwara, in Libia.
L'imbarcazione era partita all'alba di martedì dalla città di Zawiya, circa 50 km a ovest di Tripoli. Secondo l'ONU, il motore si sarebbe bloccato poche ore dopo la partenza e l'imbarcazione si sarebbe ribaltata a causa delle condizioni del mare. Secondo alcune fonti, le persone che hanno perso la vita erano originare della Costa d'Avorio, della Nigeria, del Ghana, del Gambia e di altri Paesi dell'Africa occidentale.
La Libia funge da importante punto di partenza per i migranti e i rifugiati africani che provano a raggiungere l’Europa. Dal 2014, più di 17'000 persone che hanno lasciato le coste libiche, sono annegate. La rotta del Mediterraneo centrale è descritta dall’UNHCR come la più pericolosa al mondo. Circa una persona su sei, tra quelle che partono dalle coste del Nord Africa, perde la vita.