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<h2>SubmittedText<h2><p>Il 2015 sarà decisivo per la lotta contro i cambiamenti climatici, con la Conferenza sul clima (COP 21) che si svolgerà a Parigi a dicembre, in vista di un nuovo accordo globale sul clima. La Svizzera deve assumersi le sue responsabilità stabilendo degli obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di CO2 e adottando le relative misure. Il nostro Paese dispone già di strumenti nei settori dell'edilizia e della mobilità, che potrebbero essere potenziati. Ma, pur essendo una piazza finanziaria importante su scala mondiale, resta inattivo in materia di decarbonizzazione degli investimenti. Eppure, l'industria finanziaria svolge un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni di CO2, valutando l'impronta di carbonio dei suoi investimenti e reindirizzando i fondi verso materie prime, tecnologie, aziende e progetti puliti e innovativi.</p><p>In seguito al vertice sul clima svoltosi a New York nel 2014, sono state lanciate diverse iniziative volontarie volte al disinvestimento delle energie fossili, come il Montreal Carbon Pledge dell'UNPRI (UN Principles for Responsible Investment), che esorta gli investitori istituzionali firmatari a misurare e a rendere pubblica l'impronta di carbonio dei loro investimenti e mira a un totale di 3 miliardi di attivi entro la COP 21. O ancora l'UNEP Finance Initiative, il cui obiettivo è di decarbonizzare 100 miliardi di dollari entro la Conferenza di Parigi. Ad oggi nessun attore finanziario svizzero si è impegnato in queste iniziative, né ha comunicato obiettivi di decarbonizzazione per i suoi investimenti in vista della COP 21. Questo è inaccettabile: anche la nostra piazza finanziaria deve assumersi le sue responsabilità di fronte ai cambiamenti climatici.</p><p>1. Il Consiglio federale dispone di dati sull'impatto climatico degli investimenti degli attori finanziari nel nostro Paese?</p><p>2. In quale misura integra il settore finanziario nella sua strategia di riduzione delle emissioni di CO2 e, più esattamente, nel suo impegno in vista della COP 21?</p><p>3. Cosa prevede di fare per associare il settore finanziario svizzero ai propri sforzi di riduzione delle emissioni di CO2 e per sostenerlo negli sforzi di decarbonizzazione?</p><p>4. A breve termine, come pensa di incoraggiare gli investitori svizzeri ad aderire alle iniziative volontarie connesse alla COP 21?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente presso attori come casse pensioni, banche, assicurazioni o la piazza finanziaria svizzera non viene analizzato in modo sistematico in quale misura questi influiscono in aziende che promuovono, possiedono o consumano energie fossili. A livello internazionale, i rischi finanziari di investimenti di questo tipo in aziende che emettono quantità elevate di carbonio (in particolare aziende di approvvigionamento energetico o di estrazione di materie prime, gasolio, gas e carbone) sono già presi sul serio anche dal settore finanziario. Il Consiglio federale segue con attenzione questa evoluzione e sostiene iniziative volontarie come il "Montreal Carbon Pledge", che rende più trasparente gli effetti sul clima degli investimenti di attori del mercato finanziario. L'Ufficio federale dell'ambiente sta effettuando uno studio volto a migliorare i dati della Svizzera.</p><p>2. Secondo l'articolo concernente lo scopo della legge sul CO2 (RS 641.71), la Svizzera deve contribuire in misura adeguata al conseguimento dell'obiettivo dei due gradi. Finora il settore finanziario o gli effetti climatici degli investimenti non erano un elemento della politica climatica nazionale.</p><p>In vista della XXI° Conferenza delle Parti (COP 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a dicembre 2015 a Parigi, sono state lanciate diverse iniziative che fanno intravedere un cambiamento di mentalità. I quadri del mondo industriale e finanziario e oltre 70 governi (incluso quello svizzero) hanno garantito il loro sostegno a un'iniziativa della Banca mondiale, la "Carbon Pricing Leadership Coalition", che intende stabilire un prezzo a livello mondiale per le emissioni di CO2.</p><p>Per mobilizzare gli investimenti necessari, in particolare per le infrastrutture e le innovazioni rispettose del clima, il Consiglio federale individua un grande potenziale nella stretta collaborazione con il settore privato. A livello internazionale, la Svizzera s'impegna a favore di un migliore riconoscimento e di una rendicontazione più trasparente delle prestazioni del settore privato per quanto concerne la riduzione delle emissioni e l'adattamento ai cambiamenti climatici, promossi dallo Stato.</p><p>3. Un comportamento rispettoso del clima in materia di investimenti presuppone la disponibilità di informazioni e una maggiore trasparenza per quanto concerne le emissioni di gas serra connesse agli investimenti e alle partecipazioni in imprese. Dette informazioni possono essere ottenute da rendicontazioni a titolo volontario (p. es. quelle dell'organizzazione internazionale no-profit CDP, ex Carbon Disclosure Project) e da quelle obbligatorie (p. es. in GB, negli USA e, dal 2017, in UE secondo la direttiva 2014/95/EU per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario) di aziende dell'economia reale sulle loro emissioni dirette di gas serra. Il fatto che i costi supplementari per la divulgazione delle informazioni relative all'intensità dei gas serra nei portafogli siano esigui è dimostrato, oltre che da iniziative volontarie quali il "Montreal Carbon Pledge", anche dalle discussioni in corso in particolare in Francia ("Loi sur la transition énergétique", art. 48) sull'obbligo di rendicontazione in questo ambito.</p><p>Il Consiglio federale sostiene gli sforzi internazionali per sviluppare grandezze di misura standardizzate, come ad esempio per gli effetti climatici degli investimenti. Occorre portare avanti questo processo in collaborazione con la "2° Investing Initiative", una rete di esperti a favore degli investimenti in ambito climatico, e gli attori interessati e renderlo fruibile per il settore finanziario svizzero.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale esamina in quale misura tale tematica possa essere tenuta maggiormente in considerazione nella definizione della politica climatica per l'orizzonte temporale post 2020 e intende analizzare le possibilità di creare incentivi per investimenti rispettosi del clima.</p><p>4. Nell'ambito del progetto UNEP ("Inquiry into the Design of a Sustainable Financial System"), rappresentanti del mondo finanziario, di quello scientifico come pure di organizzazioni non governative e della Confederazione ("Swiss Team") hanno elaborato congiuntamente un rapporto ("Design of a Sustainable Financial System - Swiss Team Input into the UNEP Inquiry") con l'obiettivo di indicare delle strategie per un sistema finanziario al servizio dello sviluppo sostenibile. Le conoscenze scaturite da questo processo volontario di dialogo sono state pubblicate il 6 maggio 2015 e presentate in occasione del simposio internazionale "Swiss Finance in a Changing World" a Berna. In una seconda fase, che si svolgerà nei prossimi mesi, lo "Swiss Team" preciserà dette conoscenze, formulando in un'agenda delle raccomandazioni di possibili misure.</p><p>In Svizzera esistono già oggi alcuni fornitori di servizi finanziari che dispongono di elevate competenze in materia di sostenibilità e che si sono affermati a livello internazionale con prodotti innovativi nel settore delle finanze sostenibili. Inoltre, tre degli otto fornitori di servizi accreditati a livello internazionale per la misurazione, nell'ambito del "Montreal Carbon Pledge", delle emissioni di gas serra finanziate hanno la loro sede principale in Svizzera o in Liechtenstein. Nel 2014 in Svizzera è stata fondata la piattaforma "Swiss Sustainable Finance", di cui fanno parte numerosi istituti finanziari rinomati. Obiettivi della piattaforma sono la promozione di temi sociali e ambientali nelle attività di investimento e di finanziamento nonché il rafforzamento della posizione della Svizzera quale centro per i servizi finanziari sostenibili. L'economia privata è libera di decidere in quale misura adottare decisioni di investimento favorevoli al clima o partecipare a iniziative volontarie in vista della COP 21. La messa a disposizione di dati e informazioni migliori sulle relazioni tra clima e flussi finanziari (cfr. punto 1) consentirà al Consiglio federale di contribuire a medio termine a una maggiore considerazione degli aspetti climatici nelle decisioni di investimento.</p>  Risposta del Consiglio federale.