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BERNA - I prezzi delle riviste in Svizzera pubblicate all'estero sono eccessivi: in taluni casi differenze di prezzo fino al 150% non sono giustificate. Ne è convinta la Commissione dell'economia e tributi del Consiglio nazionale (CET-N) che a tale proposito intende esaminare il problema studiando la possibilità di presentare una mozione al riguardo.
Stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, tale decisione è stata presa per 20 voti a 4 dopo che la stessa CET-N aveva bocciato per 12 voti a 10 e 2 astensioni l'iniziativa parlamentare del Consigliere nazionale Dominique de Buman (PPD/FR). Questo atto parlamentare chiede, mediante una modifica della legge sui cartelli, di lottare contro il prezzo giudicato abusivo di determinati prodotti venduti sul territorio nazionale rispetto all'estero.
Secondo de Buman, che fonda il suo intervento sul barometro dei prezzi, tra la Svizzera e la Francia il divario di prezzo per lo stesso prodotto «può superare il 70 per cento. La differenza sfiora la stessa percentuale con la Germania, mentre con l'Italia è addirittura superiore al 130 per cento».
Per la CET-N, la via dell'iniziativa parlamentare non è appropriata. A giudizio della Commissione, infatti, una regolamentazione nella legge sui cartelli per ridurre i prezzi delle riviste non è formalmente corretta, è poco efficace e da ultimo è difficilmente attuabile per la Commissione alla concorrenza, giacché i prezzi delle riviste importate in Svizzera sono stabiliti dagli editori stranieri. Da qui l'idea di esaminare a fondo la questione e, se è il caso, presentare una mozione al riguardo.