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L'inchiesta penale sullo scontro tra un drone e un elicottero avvenuto il 25 maggio dello scorso anno sopra la diga della Verzasca è conclusa. Il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni ha emanato un decreto d'accusa nei confronti del 42enne lucernese che si trovava ai comandi dell'apparecchio pilotato a distanza proponendone la condanna ad alcuni giorni di carcere sospesi per negligenza e contravvenzione alla Legge federale sulla navigazione aerea.
In particolre, si apprende da un comunicato del ministero pubblico, gli viene rimproverato di aver fatto decollare e volare il drone, senza la necessaria autorizzazione, in una zona soggetta a divieto di volo per aeromodelli (a una distanza di 5 chilometri dall'aeroporto cantonale di Locarno-Magadino) superando inoltre l'altezza massima consentita e senza poter garantire il contatto visivo continuo.
La collisione avvenuta a circa 1'000 metri di altitudine aveva danneggiato la punta di una pala dell'elicottero. Nonostante le conseguenze dell'impatto, il pilota era riuscito a fare rientro alla base di Locarno.