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Il documento regolamenta l’educazione fisica attraverso la ginnastica ed è, dopo quello del 1853, il secondo regolamento su questa materia nella storia della scuola in Ticino. Contiene anche importanti indicazioni per l’assunzione e il ruolo degli istruttori di ginnastica nelle scuole maggiori e nei ginnasi.
Con questo regolamento il Canton Ticino aggiunge ai piani di studio delle scuole dell’odierno secondario I una materia che oggi non vi figura più, l’istruzione militare, una vera e propria istruzione paramilitare. Ovviamente per i soli maschi.
Emanato in parallelo a quello dei ginnasi, il regolamento è la traduzione operativo dello sforzo legislativo compiuto con la legge scolastica del 1864. Regolamenta tra altre cose i diritti e i doveri dei docenti, del bidello e degli allievi, il funzionamento della biblioteca, le modalità di promozione e bocciatura e i doveri e altre cose ancora.
Il regolamento è uno dei documenti che regolamentano la formazione dei docenti in Ticino prima dell’istituzione della Scuona Normale a Pollegio nel 1873. In pratica, un corso di formazione che ogni anno si teneva in una città diversa ma che aveva sufficiente stabilità (insegnanti, contenuti della formazione, regolarità nello svolgimento) da meritarsi nel regolamento stesso l’appellativo di “scuola”. La base legale di questo regolamento è la legge scolastica del 1864.
“Approvato dal Consiglio federale il 6 maggio 1898”, questo manuale è un esempio di come l’educazione fisica fosse una materia molto particolare: era infatti oggetto di regolamentazioni federali e non di esclusiva competenza dei Cantoni. Da notare che l’educazione fisica riguarda solo i ragazzi (dai 10 ai 16 anni), per i quali è infatti propedeutica all’istruzione militare (dai 16 ai 20 nelle scuole superiori o di ripetizione).
Istituite con decreto 13 novembre 1901 (lo stesso che istituì anche le scuole di ripetizione, cfr. Decreto sulle scuole di ripetizione), le scuole complementari stanno a metà tra le scuole di ripetizione e quelle che nel 1923 sarebbero diventate le Scuole maggiori. Devono assicurare una formazione che va oltre la sola istruzione elementare a quella parte dei giovani (maschi) che non si iscrivono né nella formazione professionale né in una formazione di cultura generale (ginnasio).
Non è senza interesse il libro di testo proposto per questo ordine scolastico, adattamento di quello della Svizzera romanda.
(L’estrema lungimiranza dei legislastori del periodo fransciniano si riconosce dal fatto che già nel 1838 essi avevano voluto organizzare, con scarso successo, questo tipo di scuola per il consolidamento delle abilità apprese, cfr. la Circolare 18 ottobre 1838. Da notare che questo tipo di scuola è sempre stato pensato per la sola popolazione maschile.)
Questi decreti riguardano le Scuole di ripetizione. Già previsti dal regolamento scolastico del 1879 e implementati con un decreto del 1885, questi corsi dovevano rimediare alle difficoltà emerse negli “Esami delle reclute” che spesso vedevano i coscritti ticinesi tra i meno preparati in Svizzera. Il secondo decreto ne ribadisce (in applicazione di un decreto legislastivo del 1901) l’obbligatorietà, stabilendo anche le sanzioni per gli inadempienti.
Le Scuole di avviamento professionale avevano sezioni per allievi o allieve, separate per sesso. La loro funzione era essenzialmente di preparare gli allievi e le allieve che, una volta terminata la scuola maggiore, non avevano ancora l’età per sottoscrivere un contratto di tirocinio (che la legge fissava a 15 anni) a prepararsi a questa loro entrata nel mondo del lavoro. Le materie di studio non erano le stesse nelle sezioni maschili e in quelle femminili.
Il regolamento, emanato dal Consiglio di Stato, ordina i corsi di ginnastica nei ginnasi, nelle scuole maggiori maschili e nelle scuole di disegno maschili.
Il programma dei corsi dell’appena fondato liceo cantonale è il primo programma liceale in Ticino. Nonostante il titolo possa trarre in inganno, questo documento ci dà un’idea precisa di quelli che furono gli insegnamenti nel liceo cantonale dei primi due decenni circa. Il documento menziona anche i docenti, tra i quali possiamo rilevare nomi illustri come Carlo Cattaneo, Luigi Lavizzari e Giovanni Cantoni. In appendice si trova anche il regolamento concernente l’iscrizione, i titoli d’accesso e gli esami di ammissione.