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L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e Swissmedic hanno appena concluso un'azione comune contro fabbricanti e fornitori di terapie cellulari illegali.
Bilancio: 14 obiezioni contro siti web per annunci promozionali fuorvianti e quattro decisioni contro altrettanti fabbricanti e fornitori di preparati a base di origine animale non omologati, tre delle quali ancora pendenti presso il Tribunale amministrativo federale (TAF).
Della campagna dà notizia l'ultima newsletter dell'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic, che insieme all'UFSP e ai Cantoni ha cominciato a procedere con un piano di misure alla fine del 2014 dopo che sin dal giugno 2011, tramite il Dipartimento federale degli affari esteri, erano state sollevate questioni sul cosiddetto turismo medico per terapie cellulari. In Cina era stato osservato un numero crescente di richieste di visto per terapie mediche in Svizzera, ma spesso lo scopo del soggiorno nelle cliniche svizzere non era risultato del tutto chiaro.
Nelle cosiddette terapie cellulari - rammenta Swissmedic - solitamente i pazienti ricevono iniezioni di cellule viventi provenienti da vitellini o agnellini. Non di rado sono state citate cosiddette "iniezioni di placenta di pecora". Secondo la pubblicità dei fornitori di queste iniezioni, effettuate generalmente nel gluteo, dovrebbero rallentare l'invecchiamento (effetto "anti-aging") o rinforzare il sistema immunitario. Non esiste però finora alcuna prova scientifica di effetti di questo tipo e simili preparati e terapie non sono omologati in Svizzera.
Un gruppo di lavoro si è interessato alla questione sin dal 2012 e un piano di misure è stato proposto all'inizio del 2014 per fare chiarezza sui retroscena delle offerte di diverse cliniche elvetiche, anche per evitare danni alla reputazione della Svizzera come polo medico. Nell'estate 2014 quattro Cantoni hanno segnalato in totale 37 istituti con potenziale offerta di cellule viventi o terapie paragonabili: Vaud (27), Vallese (6), Ginevra (2) e Appenzello esterno (2). Gli istituti sono stati invitati ad autodichiarare le proprie attività in base a un dettagliato questionario.
Fortunatamente - scrive Swissmedic - le verifiche hanno dimostrato che nessuno degli istituti ha prodotto, importato o iniettato a pazienti preparati contenenti cellule o tessuti viventi di origine animale. Tuttavia Swissmedic ha contestato le offerte illustrate sui siti Internet di 14 istituti, chiedendo di correggere le informazioni ed eliminare qualsiasi riferimento a offerte di terapie cellulari con cellule viventi. È stato anche riscontrato che cinque istituti producevano e/o utilizzavano sui loro pazienti preparati cellulari, cioè estratti fabbricati da tessuti di origine animale.
Durante gli accertamenti, un istituto ha rinunciato ad acquistare ulteriormente i preparati. In tre casi sono state prese decisioni specifiche per impedire la fabbricazione e l'utilizzo di questi preparati. Tutte sono oggetto di un ricorso ancora pendente presso il TAF. Nel quinto caso, dagli accertamenti è emerso che il preparato assunto per via orale non viene fabbricato e utilizzato o pubblicizzato come medicamento e pertanto non ricade sotto la Legge sugli agenti terapeutici.
Al di là delle misure decise, la campagna ha avuto per effetto una generale sensibilizzazione sul tema, in Svizzera e anche all'estero. Ne hanno parlato anche le maggiori stazioni televisive e le agenzie di stampa cinesi. "Resta da confermare - scrive Swissmedic - se si possa così spiegare il calo significativo osservato negli ultimi due anni fra le domande di visto per trattamenti medici in Svizzera dalla Cina, che sono scese da una media di 1000 all'anno nel 2013 a circa 300 nel 2015".
Indipendentemente dalla campagna, Swissmedic "continua ad agire parallelamente" in diversi processi penali ancora in corso contro violazioni passibili di pena alla legge sugli agenti terapeutici. Lo scorso settembre si era appreso di indagini svolte in tre cantoni (Zurigo, dove sono state arrestate tre persone, Argovia, e Turgovia) e anche in Italia su un traffico di medicamenti a base di cellule umane. Nel mirino degli inquirenti era in particolare la Seegarten Klinik di Kilchberg (ZH), sulla sponda sinistra del lago di Zurigo, sospettata di aver somministrato a pazienti i preparati illegali.
SDA-ATS