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I venezuelani si sono svegliati di prima mattina con la seconda sorpresa in pochi giorni. La prima, di venerdì scorso quando il governo aveva diffuso quattro fotografie di Chavez gonfio e molto fragile in un letto della clinica dell'Avana. Le autorità avevano ammesso "un certo grado di insufficienza respiratoria" testimoniato dalla cannula tracheale che gli rende "difficile" poter parlare. La seconda è arrivata attraverso un messaggio postato su Twitter dallo stesso Chavez.
"Siamo tornati nella patria venezuelana. Grazie mio Dio! Grazie popolo amato! Qui continueremo le cure", afferma il testo. E in un tweet, Chavez ammette: "resto aggrappato a Cristo. Confido nei miei medici e infermieri".
Le sue condizioni rimangono molto delicate. La "battaglia" contro il cancro intrapresa nel giugno del 2001 continua, ha ammesso il vicepresidente Nicolas Maduro, poco dopo l'annuncio del rientro. A differenza delle decine di viaggi fatti in questi anni a Cuba, stavolta l'arrivo del volo è stato mantenuto segreto e non ci sono state immagini tv. Fidel Castro, in una lettera aperta indirizzata al "caro Hugo", ha giustificato tanta discrezione con la necessità di "non dare l'opportunità ai gruppi fascisti venezuelani", cioé all'opposizione, di "pianificare le loro ciniche azioni contro la rivoluzione bolivariana". In un modo o in un altro, l'arrivo del presidente ha lasciato di stucco gran parte dei venezuelani, sia sul fronte anti-chavista sia su quello in sintonia invece con Chavez, che è al potere dal 1999.
Il leader "bolivariano" ha vinto le ultime presidenziali a ottobre ma non ha ancora giurato, a causa dell'operazione e della grave malattia. I dubbi sulle sue chances di rimanere alla guida del paese si sono rafforzati proprio perchè lo scorso 10 gennaio non si è potuto presentare all'insediamento.
Il Tribunale supremo di Caracas gli ha concesso la possibilità di governare anche senza giuramento fino al momento del suo rientro da Cuba, mentre il suo esecutivo - con Maduro alla testa - ha continuato a tenere le redini del paese.
A quanto pare, Chavez potrebbe giurare quanto prima. Fonti del Tribunale hanno assicurato che sono in attesa delle decisioni del governo e dell'equipe medica dell'Ospedale Militare.
Il suo rientro cambia quindi radicalmente la complessa situazione politica-istituzionale del paese. In attesa di chiarimenti, i simpatizzanti "chavisti" sono già scesi per strada per salutare il proprio leader. Sull'altra sponda, l'opposizione esamina le mosse da fare, limitandosi a criticare il rientro "clandestino" del presidente.
"Speriamo sia tornato in modo definitivo" e che la sua permanenza a Caracas faccia in modo che Maduro e i ministri "bolivariani" "si mettano a lavorare", ha sottolineato il leader dell'opposizione, Henrique Capriles, riferendosi soprattutto alla drastica svalutazione del bolivar entrato in vigore qualche giorno fa. E ad una situazione economica che affronta difficoltà su più fronti, nonostante le ingenti entrate assicurate dall'export del petrolio.