Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/168677

<h2>SubmittedText<h2><p>Non sarebbe opportuno modificare la Costituzione nell'ambito del diritto d'iniziativa popolare al fine di garantire che il testo in votazione goda di una maggioranza riconosciuta prima di dover essere attuato? Si potrebbe ad esempio aumentare al 52 per cento la soglia a partire dalla quale il Consiglio federale sarebbe obbligato a tradurre l'iniziativa in misure d'applicazione concrete.</p><p>Per le iniziative che hanno ottenuto il 50 a 52 per cento dei voti, una clausola complementare potrebbe prevedere che se la questione non è stata risolta entro un termine da convenire (due o tre anni per esempio), sarà indetta una nuova votazione per confermare il voto precedente o tenere conto di eventuali nuovi elementi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il fatto che certe decisioni siano prese di stretta o addirittura strettissima misura rientra nella natura del sistema democratico e non ne mette in dubbio la legittimità. Il Consiglio federale non ritiene opportuno prevedere regole speciali per le votazioni riguardanti iniziative popolari. Risultati risicati possono infatti essere conseguiti anche nel caso di votazioni su oggetti proposti dalle autorità. Lo stesso vale per determinate decisioni giudiziarie di ampia portata quando un tribunale giudica in formazione collegiale. Non sarebbe giustificato sottoporre a regole speciali soltanto le iniziative popolari e nel contempo accettare che in altri ambiti le decisioni possano essere prese di stretta maggioranza. Le soluzioni proposte nell'interpellanza non sarebbero peraltro compatibili con i principi democratici e con la cultura politica svizzera. Infine, l'attuazione pratica delle modifiche proposte porrebbe vari problemi che relativizzerebbero considerevolmente la validità dei motivi esposti dall'autore dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.