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Risparmi di un miliardo di franchi con la soppressione di 2000 posti a livello mondiale di cui 500 in Svizzera per Credit Suisse: la crisi del debito e il franco forte hanno pesato anche sul numero due bancario elvetico che nel secondo trimestre di quest'anno ha realizzato un utile netto 768 milioni di franchi, contro 1,14 miliardi nei tre mesi precedenti e 1,6 miliardi di franchi nello stesso periodo del 2010. In una conferenza telefonica David Mathers, direttore delle finanze, ha rilevato che il taglio degli effettivi riguarderà essenzialmente l'investment banking. In Svizzera non sono previsti licenziamenti.
Alla fine di giugno la banca impiegava 50'700 persone nel mondo. La cancellazione del 4% degli effettivi viene giustificata con la difficile situazione del mercato. Contattato dall'ats, il portavoce Marc Dosch ha indicato che l'istituto non prevede licenziamenti in Svizzera. Le persone toccate dal provvedimento possono beneficiare di un programma interno di ricerca di un nuovo impiego e di formazione che si estende su più mesi.
Il pacchetto di risparmi costerà tra i 400 e i 450 milioni di franchi nel 2011 di cui 142 milioni sono già stati contabilizzati nel secondo trimestre del 2011.
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