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Stabilizzazione della Cassa pensioni FFS: Il versamento del datore di lavoro assicura l’importo delle rendite; i collaboratori partecipano in modo sostanziale.
Comunicato stampa, 16.04.2015
Alla fine del 2014 la Cassa pensioni FFS (CP FFS) ha adottato misure di stabilizzazione finanziaria a lungo termine: sono state adattate le basi tecniche, rinunciando all’introduzione di rendite variabili. La conseguenza di ciò sarebbe una riduzione delle rendite di circa l’11 percento. Per tale motivo alla fine del 2015 le FFS verseranno CHF 690 mio nella CP FFS. Questo contributo del datore di lavoro va a beneficio di tutti gli assicurati attivi; ne approfittano in particolare i collaboratori prossimi alla pensione. Le FFS vogliono così contribuire a mantenere, oltre a posti di lavoro sicuri, anche interessanti condizioni di lavoro. Il versamento è finanziato con l’utile di FFS Immobili. Anche i collaboratori partecipano conformemente a un accordo con le parti sociali, tra l’altro rinunciando ad aumenti generali del salario tra il 2017 e il 2020 e a un giorno di vacanza all’anno tra il 2016 e il 2018.
La FFS SA ritiene inammissibile un’ulteriore riduzione delle rendite per i collaboratori, che avevano contribuito per anni al risanamento della CP FFS e dovevano rassegnarsi ad accettare perdite nelle prestazioni fino al 25 percento. La CP FFS partecipa con poco meno di CHF 1 miliardo proveniente da accantonamenti, per mantenere il livello delle rendite correnti. A questo si aggiungono le misure di ammortizzazione delle FFS per gli assicurati attivi, a cui partecipano anche i collaboratori.
Le FFS hanno adottato nel 2014 una prima misura di ammortizzazione d’intesa con le parti sociali: nel quadro delle trattative salariali 2015 / 2016 si è concordato di aumentare i contributi di risparmio alla previdenza professionale per il 2016. Le FFS assumono la metà dell’aumento pari a circa l’un percento del salario, l’altra metà è a carico dai collaboratori. Questa misura va soprattutto a vantaggio degli assicurati più giovani.
Versamento del datore di lavoro e partecipazione dei collaborator
Ora le FFS hanno concordato con le parti sociali la seconda misura di ammortizzazione. Consiste in un versamento del datore di lavoro e in contributi dei collaboratori. Il versamento una tantum di CHF 690 milioni permette alla CP FFS di corrispondere, all’inizio del 2016, un accredito sull’avere di vecchiaia individuale pari al 12 percento a tutti gli assicurati attivi. Così sono ammortizzate le perdite nelle rendite, soprattutto per quegli assicurati che andranno in pensione nei prossimi anni.
Anche i collaboratori FFS offrono un contributo sostanziale. Le FFS hanno concordato con le parti sociali i punti seguenti per il personale assoggettato al CCL: dal 2017 al 2020 si rinuncia ad aumenti generali del salario, a condizione che il rincaro annuo non sia superiore all’1,2 percento. I salari saranno aumentati solo individualmente e dello 0,8 percento l’anno, sulla base della massa salariale complessiva. Inoltre, per la durata del CCL, i collaboratori rinunceranno a un giorno di vacanza all’anno tra il 2016 e il 2018. In tempi economicamente difficili, le FFS possono concordare con le parti sociali deroghe temporanee alle norme contrattuali di lavoro, al fine di mantenere i posti di lavoro (clausola di salvaguardia). Tali contributi vengono attuati dalle FFS anche per i collaboratori con contratti CO.
Finanziamento garantito
Una rinuncia alla quota d’investimento del datore di lavoro comporterebbe l’adozione di altre misure per finanziare la CP FFS, ad esempio l’introduzione di un modello di rendita variabile o ammortizzazioni uniche da parte della CP FFS, che implicherebbero un ulteriore risanamento con corrispondenti tagli alle rendite.
La quota d’investimento del datore di lavoro non comporta un onere per la Confederazione: il finanziamento avviene tramite l’accensione di un prestito nel 2016. Il rimborso avviene tramite gli utili correnti della divisione Immobili. L’indebitamento della FFS SA aumenta di CHF 690 mio, quindi del 9 percento rispetto a oggi. È raffigurato nelle pianificazioni attuali. Le FFS lo ritengono un aumento sopportabile.
Dal risanamento alla stabilizzazione
Dopo averne decretato l’autonomia nel 1999, la CP FFS ha dovuto essere risanata in diverse tappe a causa del finanziamento insufficiente. Per la prima volta dopo 10 anni alla fine del 2013 il tasso di copertura ha nuovamente superato il 100 percento. La CP FFS era quindi risanata, ma non ancora stabile: come per le altre casse pensioni, riserve per i casi di oscillazione mancanti, interessi bassi e quindi minori redditi attesi dagli investimenti e la crescente aspettativa di vita media portano a una necessità di agire.
Il consiglio di fondazione della CP FFS ha perciò varato in dicembre 2014 il «Pacchetto di provvedimenti 2016» per stabilizzare in modo duraturo la CP FFS. Da gennaio 2016 saranno adattate le basi tecniche: riduzione del tasso d’interesse tecnico dal 3,0 al 2,5 percento; introduzione di tavole generazionali; conseguente riduzione dell’aliquota di conversione dal 5,85 al 5,22 percento, all’età di 65 anni.