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Il termine di 20 giorni entro le quali le banche svizzere devono rispondere alle richieste di informazioni inviate di recente, tramite un formulario, dall'Agenzia italiana delle entrate (Aie) "non è perentorio". Lo ha dichiarato oggi nel corso dell'Ora delle domande il ministro delle finanze Ueli Maurer a un quesito del consigliere nazionale ticinese Giovanni Merlini (Plr).
Per il parlamentare ticinese, le richieste da parte italiana circa le attività finanziarie svolte negli ultimi anni dagli istituti di credito elvetici sono "proceduralmente inammissibili", visto che sono state inviate "senza il coinvolgimento dell'Amministrazione federale delle contribuzioni".
Merlini chiedeva pertanto al Consiglio federale "come intende difendere le banche svizzere e chiarire con l'Italia i dubbi sull'interpretazione e l'applicazione della Convenzione italo-svizzera contro la doppia imposizione fiscale".
Nella sua risposta Ueli Maurer ha spiegato come il Dipartimento federale delle finanze sia stato informato dell'inoltro del questionario da parte dell'Aie a banche estere, "e non solo svizzere". Il consigliere federale ha aggiunto che la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie (Sfi) è in contatto con il settore bancario e i colleghi italiani, per avere chiarimenti su determinati aspetti legati al controverso formulario.
Inoltre, secondo Maurer, le autorità italiane lasciano alle banche interessate la possibilità di discutere e chiarire eventuali questioni fiscali aperte con il fisco italiano, "prima di avviare una procedimento formale" contro gli istituti esteri.