Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/136223

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. A quali misure pensa quando evoca la "possibilità di impegni pertinenti" in Myanmar (cfr. risposta all'interpellanza 13.3144)?</p><p>2. Cosa intende fare per andare nel senso delle direttive "Reporting Requirements on Responsible Investment in Burma" adottate dagli Stati Uniti? Con quali mezzi?</p><p>3. Qual è l'approccio che ritiene più adeguato: definire un obbligo di trasparenza per gli investimenti in Myanmar o prevederne uno più ampio per le regioni instabili e le zone di conflitto?</p><p>4. Quale forma giuridica potrebbe assumere in Svizzera un simile obbligo di trasparenza? Come potrebbe essere sancito a livello giuridico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per promuovere lo sviluppo sostenibile la Confederazione si impegna a garantire la coerenza nelle relazioni tra la Svizzera e il Myanmar. Nella risposta all'interpellanza Fiala 13.3144, "Investimenti svizzeri nel Myanmar", il Consiglio federale ha sottolineato che segue con attenzione gli sviluppi in Myanmar ed esamina possibilità di impegni pertinenti. A titolo di esempio per tali impegni cita il sostegno finanziario al centro di competenze per un'economia responsabile in Myanmar. Inoltre, esamina come attuare in futuro anche in Myanmar altri programmi sostenuti dalla Svizzera, come quelli dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) o dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO). Il Consiglio federale cita anche l'avvio di un dialogo economico bilaterale, la cui prima tornata di colloqui è prevista per la fine del 2013. A tal fine il DEFR e il Ministero della pianificazione nazionale e dello sviluppo economico del Myanmar hanno firmato, il 26 gennaio 2013, una dichiarazione d'intenti, che menziona espressamente i diritti del lavoro, la responsabilità sociale delle imprese e la crescita economica sostenibile. In Myanmar l'ambasciata svizzera integrata ha inoltre istituito una piattaforma informale volta ad assicurare contatti regolari con le imprese svizzere, nell'ambito della quale sottolinea in particolare l'importanza di uno sviluppo economico che rispetti i diritti dell'uomo nonché gli standard sociali e ambientali (cfr. risposta del Consiglio federale all'interpellanza Sommaruga Carlo 13.3069).</p><p>2.-4. Le nuove direttive degli Stati Uniti sugli investimenti in Myanmar prevedono sia l'obbligo di dichiarazione per i nuovi investimenti effettuati in questo Paese sia l'obbligo di presentare un rapporto annuale. Per una piccola economia aperta come quella svizzera è particolarmente importante poter accedere nel modo più libero e non discriminatorio possibile al mercato internazionale degli investimenti. Il volume degli investimenti diretti all'estero delle imprese svizzere è ragguardevole e nel 2011 ammontava a 1000 miliardi di franchi. La Svizzera promuove a livello mondiale la libera circolazione dei capitali e non prevede in linea di principio né un controllo dei capitali né un obbligo di dichiarazione per gli investimenti esteri. Il Consiglio federale non ritiene pertanto adeguato e nemmeno necessario prevedere un obbligo di dichiarazione per gli investimenti svizzeri in Myanmar, come introdotto unilateralmente dagli Stati Uniti. Dato che le attività di investimento avvengono al di fuori della Svizzera, in questo caso si porrebbe il delicato problema di base della verifica e dell'attuazione di un simile obbligo.</p><p>Il Consiglio federale attribuisce una grande importanza all'integrità della piazza economica svizzera e alla direzione aziendale responsabile delle imprese svizzere, in particolare per quanto riguarda i diritti dell'uomo e gli standard sociali e ambientali. Attualmente sta esaminando, in adempimento al postulato della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale 12.3980, "Rapporto di diritto comparato. Meccanismi di diligenza in materia di diritti umani e di ambiente per le attività di imprese svizzere all'estero", varie soluzioni per regolamentare l'obbligo di presentare un rapporto sui meccanismi di diligenza in materia di diritti umani e di ambiente istituiti dalle imprese svizzere per le loro attività all'estero. Secondo quanto richiesto nel postulato, una simile regolamentazione riguarderebbe tutte le attività di un'impresa all'estero e non solo gli investimenti in un singolo Paese, come ad esempio il Myanmar. Nel rapporto di diritto comparato vengono analizzate anche le misure adottate da altri Paesi, ad esempio le direttive degli Stati Uniti sugli investimenti in Myanmar. In base a tale studio verranno determinate le soluzioni appropriate per la Svizzera. Inoltre, in adempimento al postulato von Graffenried 12.3503, "Una strategia Ruggie per la Svizzera", è in corso un'analisi per identificare le lacune attuali e definire le misure necessarie per attuare le linee guida dell'ONU concernenti l'economia e i diritti dell'uomo.</p>  Risposta del Consiglio federale.