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BEIRUT - Per il governo libanese le pessime condizioni del tempo sembrano essere la causa della caduta in mare, al largo delle coste libanesi, avvenuta la scorsa notte del Boeing 737 delle linee aeree etiopi con a bordo 90 tra membri dell'equipaggio e passeggeri, tra cui la moglie dell'ambasciatore francese in Libano.
"Non abbiamo riscontrato alcuna traccia di azione di sabotaggio e le pessime condizioni del tempo sembrano essere la causa del disastro", ha detto il ministro della difesa libanese Elias al Murr, parlando in conferenza stampa.
Mentre le operazioni alla ricerca dei corpi proseguono di fronte alla costa libanese, a una decina di km a sud di Beirut, i familiari delle vittime hanno perso ormai la speranza di riabbracciare i loro cari. Secondo l'Ethiopian Airlines, nessuna delle 90 persone a bordo si è salvata.
Degli 83 passeggeri, 58 erano libanesi e 22 etiopi, oltre a un siriano, un iracheno e a una francese, moglie dell'ambasciatore di Francia in Libano. L'aereo è precipitato intorno alle 2:30 locali (l'1:30 in Svizzera) subito dopo il decollo dallo scalo internazionale di Beirut.
"Non siamo riusciti a recuperare la scatola nera del velivolo a causa della profondità delle acque nel punto in cui é precipitato l'aereo, ma contiamo di recuperarla al massimo entro le prossime ore", ha assicurato il ministro Murr.
SDA-ATS