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L'ex presidente dell'alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi, Carlos Ghosn, martedì a Tokyo ha negato le imputazioni di illeciti finanziari e contesta il lungo periodo di detenzione a cui è stato sottoposto, nella sua prima apparizione pubblica dal giorno del suo arresto, lo scorso 19 novembre.
Nel corso dell'udienza preliminare svoltasi alla Corte distrettuale di Tokyo, per la quale sono state presentate 1'100 richieste di presenza da parte del pubblico per 14 posti a sedere disponibili – il manager 64enne ha professato la sua innocenza, aggiungendo che i pagamenti ricevuti dalla Nissan si basavano su compensi legittimi e ribadendo di non aver mai causato perdite finanziarie alla marca automobilistica nipponica.
Durante l'udienza il giudice ha spiegato che Ghosn è in stato di fermo perché esiste il rischio di un occultamento delle prove, e la possibilità che lasci il Giappone, considerato che è accusato di aver sottostimato i suoi compensi per un totale circa 80 milioni di dollari, tra il 2010 e il 2017, oltre che di una serie di illeciti finanziari.