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L'ultraottantenne che ieri ha lanciato un assalto armato contro la moschea di Bayonne, nel sud-ovest della Francia, ferendo gravemente due anziani fedeli, voleva "vendicare la distruzione di Notre-Dame de Paris".
Lo ha riferito dal procuratore di Bayonne, Marc Mariée. Secondo l'autore dell'attacco, Claude Sinké, l'incendio dello scorso 15 aprile sarebbe stato infatti "causato da membri della comunità musulmana", ha aggiunto il procuratore.
In conferenza stampa, il procuratore ha precisato che Claude Sinké è attualmente oggetto di un esame psichiatrico. "Tutto il suo interrogatorio ha suscitato interrogativi sul suo stato di salute psichica", ha precisato Mariée, precisando di essere in contatto "permanente" con la procura antiterrorismo di Parigi, che "attende gli elementi" per eventualmente aprire un fascicolo in chiave antiterrorismo, mentre il caso è ancora affidato alla giustizia ordinaria. Nella perquisizione presso il domicilio del sospetto a Saint-Martin-de-Seignanx sono state sequestrate due granate d'addestramento, una fumogeno, una pistola di calibro 9, un fucile a pompa di calibro 16. Rinvenute invece nell'auto una bottiglia di gas e un caricatore semi-automatico. Intanto, dal partito di Marine Le Pen, si moltiplicano le prese di distanze da colui che nel 2015 si candidò nelle liste locali del Front National.
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