Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/27018

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nei rapporti sulla protezione dello Stato la Polizia federale orienta regolarmente sulle informazioni in suo possesso relative a organizzazioni estremistiche straniere. Nel corso degli ultimi anni l'interesse si è focalizzato soprattutto su gruppi dell'Ex-Jugoslavia, curdi, turchi e islamisti nonché dello Sri Lanka. I rapporti sulla protezione dello Stato comprendono però anche rendiconti su provvedimenti di natura preventiva e repressiva adottate contro attività illegali.</p><p></p><p>Il Consiglio federale - indotto da interventi parlamentari presentati in seguito ai recenti avvenimenti violenti cagionati dal conflitto curdo - ha avuto a più riprese modo di prendere posizione sulla problematica delle attività illegali di organizzazioni straniere e degli aderenti di quest'ultime. In occasione delle risposte date a questi interventi parlamentari il Consiglio federale ha pure informato sui provvedimenti adottati. Vanno a tal proposito menzionati in particolare gli interventi: 99.3025 Interpellanza urgente Gruppo UDC: Azioni di Curdi in Svizzera; 99.3028 Interpellanza urgente del Gruppo radicale-democratico: Ocalan. PKK e sicurezza interna della Svizzera; 99.1005 Interrogazione ordinaria Lauper: Sicurezza interna e presa di ostaggi da parte del PKK; 99.3175 Interpellanza Widrig: Pericoli per la sicurezza creati da cittadini di regioni in crisi o in guerra.</p><p></p><p>Riassumendo è possibile osservare quanto segue:</p><p></p><p>Su scala mondiale numerosi conflitti, innescati da problematiche inerenti a minoranze, a sforzi volti ad ottenere l'indipendenza, a tensioni etniche, a lotte religiose o ideologiche oppure a ingiustizie sociali, sono attualmente in corso. I flussi migratori, provocati da siffatte situazioni, coinvolgono anche la Svizzera. Molti stranieri sono attivi politicamente o addirittura aderenti di organizzazioni coinvolte in suddetti conflitti. Alcune organizzazioni non si limitano ad attività politiche, bensì appoggiano attivamente o sono parti in causa del conflitto in atto nei rispettivi Paesi d'origine. Negli ultimi anni conflitti violenti in corso all'estero hanno pure avuto ripercussioni sulla sicurezza interna del nostro Paese. Per quanto concerne le attività violente o estremistiche la Svizzera presenta tuttavia nell'insieme una situazione più favorevole rispetto ad altri Paesi europei e non può essere considerata un centro per organizzazioni estremistiche straniere.</p><p></p><p>Nella misura in cui organizzazioni straniere si limitano ad attività politiche e rispettano l'ordinamento giuridico svizzero, non vi è nulla da obiettare. Qualora dovessero agire in modo violento nel nostro Paese o se i loro aderenti dovessero commettere delitti, occorre procedere in modo preventivo e repressivo. Lo Stato di diritto può esistere soltanto se azioni violente o altre azioni illegali sono punite in modo coerente mediante l'applicazione delle disposizioni penali e in materia di stranieri. In casi estremi non sono da escludere anche provvedimenti quali il divieto di organizzazioni straniere o di singole loro attività.</p><p></p><p>Il Consiglio federale - come ripetutamente argomentato nelle risposte agli interventi summenzionati - ha sempre reagito rapidamente alle azioni illegali commesse nel nostro Paese da organizzazioni estremistiche straniere e da loro aderenti in seguito a situazioni di crisi all'estero: Negli ultimi anni inoltre il Consiglio federale ha segnatamente adottato le misure seguenti:</p><p></p><p>- egli ha preso provvedimenti per rafforzare la protezione dello Stato al fine di disporre di una visione il più completa possibile della situazione concernente le attività di siffatte organizzazioni e dei loro esponenti</p><p>- egli ha - nella misura in cui era di sua competenza - disposto misure di sicurezza (segnatamente per proteggere oggetti minacciati e di competenza federale) e rafforzato i controlli al confine</p><p>- egli conferma che non può esservi alcuna giustificazione politica per atti di violenza o altre azioni illegali e ha chiesto alle autorità penali federali e cantonali di perseguire con determinazione i reati</p><p>- egli ha chiesto alle competenti autorità federali e cantonali di applicare in modo coerente gli strumenti di diritto vigenti in materia di polizia degli stranieri e d'asilo: si tratta segnatamente del divieto d'entrata, delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri, del rifiuto dell'asilo e - per quanto legalmente e fattivamente possibile - degli allontanamenti, delle espulsioni e dei rimpatri</p><p>- egli ha vietato l'acquisto e il porto di armi a cittadini di determinati Stati</p><p>- egli ha - finché sussisteva a tal proposito una base legale - sequestrato in modo sistematico il materiale di propaganda nel quale si incita alla violenza</p><p></p><p>Il Consiglio federale, anche in considerazione delle esperienze fatte all'estero, non ritiene per il momento né opportuno né necessario vietare organizzazioni straniere; un tale divieto sarebbe contrario alla tradizione svizzera, sarebbe difficile da attuare dal punto di vista delle misure di polizia e spingerebbe ancora più gli attivisti di siffatte organizzazioni ad agire nella clandestinità. Egli ha tuttavia anche dichiarato che un divieto potrebbe essere preso in considerazione se i provvedimenti presi non dovessero sortire l'effetto sperato.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha pertanto preso tutta una serie di provvedimenti fondandosi sulle basi legali vigenti per contrastare o lottare contro le attività illegali di organizzazioni estremistiche estere in Svizzera. Egli si riserva altri provvedimenti come vietare determinate organizzazioni per il caso in cui la situazione di minaccia causata da quest'ultime dovesse inasprirsi. Il "Gruppo di lavoro sulla criminalità degli stranieri", istituito da Confederazione e Cantoni, esamina presentemente se gli strumenti giuridici a disposizione sono sufficienti. Tale gruppo di lavoro analizza la minaccia attuale in materia di sicurezza, di ordine e di attività dell'autorità per effetto di comportamenti criminali, atti violenti o abusi da parte di stranieri. Esso presenterà il suo rapporto finale alla fine di settembre del 2000.</p><p></p><p>Il Consiglio federale prenderà come sinora in base alla situazione di minaccia e fondandosi sulle basi legali vigenti i provvedimenti più adeguati. Per esaminare la questione a sapere se nuove basi giuridiche siano necessarie, occorre attendere i lavori del summenzionato gruppo di lavoro.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.