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Un parroco di Phoenix, anziché ‘io ti battezzo’, ha usato per anni la formula ‘noi ti battezziamo’: per la Chiesa essa non è valida e il battesimo è nullo
Padre Andres Arango, un prete cattolico di Phoenix, negli Usa, si è dimesso dal suo incarico il 1° febbraio. Il motivo, questa volta, non è legato a tristi fatti di pedofilia e abusi, ma semplicemente all’uso, per anni, di una formula errata per il battesimo dei fedeli: battesimo che ora, in centinaia se non migliaia di casi, non sarebbe più valido e andrebbe ripetuto. Lo scrive la Diocesi di Phoenix sul suo sito internet.
Il prete ha battezzato per anni i parrocchiani usando la formula “noi ti battezziamo...” anziché “io ti battezzo...”, come ha spiegato il vescovo di Phoenix Thomas Olmsted. Come scrive il prelato ai fedeli della parrocchia, “il problema con l’uso di ‘Noi’ è che non è la comunità che battezza una persona, piuttosto, è Cristo, e solo Lui, che presiede a tutti i sacramenti, e quindi è Cristo Gesù che battezza”. Sull’argomento la Congregazione vaticana per la dottrina della fede si era già pronunciata nettamente nell’agosto del 2020, dichiarando non validi i battesimi eseguiti usando la formula con il “noi”: dunque, tutti i battesimi amministrati prima del 17 giugno 2021 da padre Arango, come scrive la Diocesi dell’Arizona, non sono validi e dovrebbero essere ripetuti.
A chi chiede se non sia solo una questione meramente formale, il vescovo ricorda che “le parole che vengono pronunciate (la forma sacramentale), insieme alle azioni che vengono eseguite e ai materiali utilizzati (la materia sacramentale) sono un aspetto cruciale di ogni sacramento. Se si cambiano le parole, le azioni o i materiali richiesti in uno qualsiasi dei sacramenti, essi non sono validi. Per esempio, se un sacerdote usa il latte invece del vino durante la Consacrazione dell’Eucarestia, il sacramento non è valido. Il latte non diventerebbe il Sangue di Gesù Cristo”.
“Non credo che padre Andres avesse alcuna intenzione di danneggiare i fedeli o privarli della grazia del battesimo e dei sacramenti” scrive il vescovo nella lettera ai parrocchiani. “A nome della nostra Chiesa locale, anch’io sono sinceramente dispiaciuto che questo errore abbia provocato un’interruzione della vita sacramentale di un certo numero di fedeli. Questo è il motivo per cui mi impegno a compiere ogni passo necessario per porre rimedio alla situazione per tutti coloro che sono stati colpiti”.
Padre Arango, dal canto suo, si è scusato del proprio errore in un messaggio ai fedeli: “Mi rattrista apprendere che ho eseguito battesimi non validi durante il mio ministero di sacerdote utilizzando regolarmente una formula errata. Mi rammarico profondamente del mio errore e di come questo abbia colpito numerose persone nella vostra parrocchia e altrove”.
La questione, per i fedeli, è più complicata di quanto sembri: dal momento che aver ricevuto il battesimo è un requisito fondamentale per l’accesso ad altri sacramenti, come l’Eucarestia e la Cresima, la validità di questi ultimi è inficiata da un battesimo non valido. La Diocesi è stata costretta a pubblicare delle vere e proprie F.A.Q. sull’argomento, chiarendo che la Cresima non è valida in caso di battesimo non valido, e chiedendo ai fedeli di non ricevere l’Eucarestia finché non è verificato se il proprio battesimo sia valido o meno.
Al riguardo, è stato pubblicato un formulario per l’accertamento della validità o meno del proprio battesimo. Persino i matrimoni potrebbero essere a rischio, almeno dal punto di vista religioso poiché, spiega sempre la Diocesi, ci sono diverse variabili che rendono valido o meno un matrimonio, e consigliano dunque di rivolgersi al Tribunale ecclesiastico. Sono comunque in corso discussioni per risolvere il problema ed evitare che tutti i battesimi compiuti da don Arango vadano ripetuti (anche se in merito il Vaticano ha già chiarito che il battesimo va ripetuto con la formula corretta) o per organizzare un calendario di “recupero” dei battesimi.