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23 aprile – 30 agosto 2015
La mostra è il frutto di tre anni di ricerca condotta dal Museo Vincenzo Vela in collaborazione con i musei d'arte di Friburgo, Pregny-Ginevra e Compiègne. Protagonista è Adèle d'Affry, una delle rare donne che seppero affermarsi nell'arte scultorea dell'Ottocento europeo. Discendente di un'antica famiglia friburghese e moglie di un esponente del casato romano dei Colonna, fu amica della coppia imperiale francese.
Adèle d'Affry adottò lo pseudonimo di Marcello nel 1863 per contrastare i pregiudizi di genere e rango vigenti nel mondo dell'arte. Personalità appassionante e moderna, era consapevole dell'audacia delle proprie scelte. La sua identità va ricercata a metà strada tra la femminilità esibita nelle mise che scelse per i suoi ritratti fotografici e la monumentalità spesso androgina delle sue eroine scolpite.
La tappa ticinese della mostra approfondisce temi solo accennati nelle altre sedi: fra questi, gli anni dell'esordio artistico a Roma, presso lo scultore urano Heinrich Max Imhof, e i rapporti con Gustave Courbet.
Affiancano le opere di Marcello capolavori di Carpeaux, Cordier e Courbet raramente esposti al sud delle Alpi. A trentacinque anni dall'ultima retrospettiva, il catalogo - in edizione trilingue - raccoglie saggi dei maggiori studiosi dell'argomento. Viene considerato anche il cospicuo fondo di scritti, che rende conto dell'intensa esistenza di Marcello, divisa tra vita di corte e bohème.