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Nel 2020, la guerra tra Azerbaijan e Armenia si era conclusa con una tregua negoziata grazie all’aiuto della Russia. Da allora il rapporto tra i due paesi è sempre rimasto teso, nonostante i numerosi sforzi dell’Unione Europea per giungere ad una pace duratura. Tanto che, nel corso della scorsa notte, c’è stata una nuova escalation del conflitto. I ministeri della difesa di Armenia e Azerbaijan si sono accusati a vicenda degli scontri avvenuti nella regione di confine. Stando a quanto dichiarato dall’Azerbaijan, l’esercito azero ha subito numerose perdite di uomini a causa di bombardamenti su strutture militari perpetrati dalle forze armate armene. A sua volta, il ministero della difesa armeno ha affermato che le forze azere avrebbero condotto bombardamenti utilizzando veicoli aerei senza pilota e che quindi i loro attacchi sarebbero solo una risposta alle provocazioni dell'Azerbaijan.
L’Armenia, in virtù del Trattato di "Amicizia, Cooperazione e Mutua Assistenza", ha chiesto aiuto alla Russia. Inoltre, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha discusso della situazione con il suo omologo francese Emmanuel Macron e con il segretario di Stato statunitense Anthony Blinken. L’Armenia spera in una risposta, secondo loro, appropriata da parte della comunità internazionale e intende fare appello anche all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, di cui fanno parte Armenia, Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan, e al Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite.
Intanto, sembra che la situazione si sia congelata. Le due nazioni hanno concordato un cessate il fuoco a partire dalle nove, ora locale, le sette in Svizzera.