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Un buon metodo per esporre le idee del fisico ingenuo è quello di prender le mosse da una domanda singolare e quasi scherzosa: «Perché gli atomi sono piccoli?».[…]
Ora, perché gli atomi sono così piccoli? Evidentemente, la domanda è un sotterfugio. Infatti, essa non riguarda in realtà le dimensioni degli atomi. Essa riguarda le dimensioni degli organismi e più in particolare le dimensioni del nostro corpo. Infatti l’atomo è piccolo se riferito alle nostre ordinarie unità di lunghezza, la iarda e il metro.[…]
Messo così in evidenza il fatto che la nostra domanda riguarda in realtà il rapporto tra due lunghezze, tra le dimensioni cioè del nostro corpo e quelle dell’atomo, con una incontestabile priorità di esistenza a favore dell’atomo, la domanda va correttamente formulata in questo modo: «Perché i nostri corpi debbono essere così grandi, a paragone dell’atomo?».
Erwin Schrödinger, What is Life?, 1944 (trad. it. di Mario Ageno, Cosa è la vita?, Adelphi 1995)
Perché Schrödinger scrive di una incontestabile priorità di esistenza a favore dell’atomo?
Il fisico, anche se ingenuo, ragiona evidentemente così: l’uomo è composto da atomi, quindi non esisterebbe senza di essi, quindi l’atomo ha una priorità di esistenza rispetto all’uomo.
Il ragionamento, ovviamente, è corretto. Ma lo è solo perché l’esistenza, qui, è intesa in senso materiale: l’atomo ha una incontestabile priorità di esistenza solo se ci si limita alla bruta esistenza fisica. Temo sia sufficiente estendere anche di poco il significato di esistenza per capovolgere l’affermazione e dare la priorità di esistenza all’uomo. Ma queste sono cose da filosofo, non da fisico ingenuo.