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La concessione di borse di studio deve essere armonizzata a livello nazionale, sia per quanto riguarda i criteri sia per l'ammontare degli aiuti attribuiti agli studenti. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, approvando (21 voti a 5 e 14 astenuti) la revisione della legge federale sui sussidi all'istruzione superiore, controprogetto indiretto all'iniziativa popolare lanciata dall'Unione svizzera degli universitari.
Avallando la revisione, gli Stati hanno parallelamente raccomandato a popolo e cantoni di respingere l'iniziativa popolare degli universitari (24 voti a 11 e 2 astenuti). Pur apprezzando le intenzioni dei promotori, i "senatori" hanno ritenuto che il progetto, sostenuto solo dal campo rosso-verde, generi costi troppo elevati (fino a mezzo miliardo di franchi di maggiori uscite per la Confederazione) e non rispetti le competenze cantonali in materia di formazione.
L'iniziativa popolare intende armonizzare a livello nazionale la concessione di borse di studio, compreso l'ammontare dei contributi. Stando agli studenti, l'attuale sistema non garantisce l'uguaglianza delle opportunità: troppe le differenze tra un cantone e l'altro circa l'ammontare del sussidio, che può variare anche di parecchie migliaia di franchi.
Il dossier torna al Nazionale, per l'esame di alcune divergenze.
SDA-ATS