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Primo maggio: sinistra e sindacati chiedono più giustizia sociale
Giustizia sociale, salari minimi, parità salariale, nucleare e libera circolazione delle persone sono stati alcuni temi al centro dei numerosi discorsi pronunciati nelle piazze delle città svizzere in occasione della festa del primo maggio. A Zurigo l'intervento di Micheline Calmy-Rey è stato disturbato, ma non si segnalano altri incidenti.
Circa 10'000 persone sono sfilate pacificamente lungo le strade di Zurigo. Il corteo si è concluso alla Bürkliplatz, dove le grida di alcuni esponenti del "blocco rivoluzionario" hanno costretta la consigliera federale Micheline Calmy-Rey a interrompere il suo intervento per alcuni minuti. Dopo che ai giovani è stato sottratto il megafono, la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri ha ripreso il suo discorso.
Calmy-Rey si è espressa contro precarie condizioni di lavoro e il continuo smantellamento sociale. Ha poi ricordato che mentre negli ultimi anni i salari medio e bassi sono aumentati solo leggermente si è continuato a pagare super bonus, ciò che è intollerabile.
Nel Nord Africa ci sono mobilitazioni di massa per la democrazia e i diritti sociali: la presidente della Confederazione auspica che anche in Svizzera i lavoratori protestino contro l'ingiustizia.
Parlando a circa 500 persone riunite davanti al Municipio di Thun, la consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga ha sottolineato i punti di forza dell'accordo con l'Unione europea sulla libera circolazione delle persone e ha invitato a favorire l'integrazione degli stranieri piuttosto che ricondurre tutti i mali della Svizzera all'immigrazione.
L'Unione sindacale svizzera (USS) ha puntato il dito sulle disparità salariali che continuano ad aggravarsi. Il presidente Paul Rechsteiner, in un discorso tenuto ieri a San Gallo, ha chiesto di tornare alla politica salariale di qualche anno fa, "noiosa" e poco spettacolare, ma che portava risultati importanti, come la compensazione automatica del rincaro invece dei bonus. Ha poi ribadito la necessità di avere salari minimi e buoni contratti collettivi di lavoro.
A Basilea circa 1200 persone hanno partecipato oggi alla manifestazione dove ha preso la parola il presidente del partito socialista Christian Levrat che ha chiesto una politica in favore di tutti, come aveva fatto il giorno prima a Brugg (AG). "Non è possibile che una piccola élite economica sia l'unica a godere dei vantaggi della libera circolazione delle persone e della crescita economica", ha detto Levrat.