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BELLINZONA - Si avvicina sempre di più alla data limite di prescrizione dei reati il processo al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona sullo scandalo finanziario legato ai Mondiali di calcio giocati in Germania nel 2006. I dibattimenti, viene indicato in una nota odierna, sono stati rinviati al prossimo 20 aprile, ma i fatti saranno prescritti se non ci sarà una sentenza di primo grado entro il 27 aprile.
Le persone sotto accusa hanno fatto di tutto per ottenere rinvii su rinvii. Da ultimo, settimana scorsa Wolfgang Niersbach, uno degli imputati, si è autoimposto la quarantena a causa del coronavirus, poiché nella scuola frequentata dal figliastro 14enne ci sarebbe stato un caso sospetto di contagio da Covid-19.
Processo condizionato dal virus - L'epidemia aveva già messo a rischio il processo a carico di quattro alti funzionari del mondo del pallone sin da lunedì di una settimana fa, quando era stato subito rinviato a mercoledì. Per ragioni d'età gli imputati rientrano nella categoria a rischio, ma il TPF non lo aveva ritenuto un motivo valido per non presentarsi in aula.
L'ex segretario generale della FIFA Urs Linsi era già arrivato a inizio settimana a Bellinzona, mentre mercoledì era comparso davanti ai giudici pure Niersbach, ex presidente della Federazione di calcio tedesca (DFB). Gli altri due funzionari non si sono invece visti. Si tratta dell'ex segretario generale della DFB, Horst Rudolf Schmidt, e di un altro ex presidente dell'associazione, Theo Zwanziger. Quest'ultimo aveva indicato di non voler recarsi in Ticino proprio a causa del virus, mentre Schmidt ha invocato motivi di salute e la sua idoneità a partecipare al dibattimento non è stata chiarita.
Zwanziger, Schmidt e lo svizzero Linsi sono accusati di truffa, Niersbach di complicità nella truffa. Del caso si sta occupando anche la giustizia in Germania. I tre tedeschi facevano parte del comitato per la Coppa del Mondo del 2006, in cui vi era anche l'ex stella del calcio Franz Beckenbauer. La posizione del leggendario difensore, allenatore e dirigente è stata disgiunta per essere giudicata separatamente, a causa del suo stato di salute.
Vicenda complessa - La vicenda giudiziaria è piuttosto complessa. In sostanza, gli organizzatori dei Mondiali avrebbero pagato alla FIFA 6,7 milioni di euro (circa 10 milioni di franchi con il cambio di allora) per un fantomatico evento culturale che non ha mai avuto luogo. Linsi è coinvolto in quanto, da segretario generale della massima organizzazione del pallone, era il loro primo interlocutore.
Stando alle indagini, Beckenbauer avrebbe contratto dall'uomo d'affari francese Robert Louis-Dreyfus un prestito di 10 milioni di franchi, una cifra impiegata a favore di un'impresa di Mohammed Bin Hammam, allora membro del comitato esecutivo e della commissione finanziaria della FIFA. Lo scopo del versamento era verosimilmente convincere il dirigente del Qatar a concedere una sovvenzione di 250 milioni di franchi per l'organizzazione del torneo.
Reale destinazione dei soldi camuffata - Siccome la DFB non ha voluto mettere a disposizione i 10 milioni, Beckenbauer ha sborsato la somma personalmente, servendosi del prestito. Nell'aprile 2005 il debito è stato estinto trasferendo il denaro da un conto del comitato organizzatore alla FIFA e a Dreyfus.
Gli imputati sapevano che la commissione presidenziale, che andava coinvolta per un pagamento di questa entità, non avrebbe approvato l'estinzione del prestito con fondi della DFB. Per ottenere il rimborso ingannando i membri di vigilanza del comitato, lo avrebbero quindi presentato come un cofinanziamento della federazione tedesca di calcio per una serata di gala.
L'idea sarebbe stata di Zwanziger e Schmidt, mentre Linsi avrebbe incassato i soldi su un conto della FIFA, prima di girarli a Deyfus per liquidare il prestito. Niersbach dal canto suo era al corrente dell'operazione.