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Il Consiglio federale ha adottato oggi il primo pacchetto di aiuti all'economia, confrontata con le difficoltà dovute all'alto corso del franco svizzero. Il governo investirà per il momento 870 milioni, principalmente nei settori della ricerca, del turismo e dell'assicurazione contro al disoccupazione. Due settimane fa il governo aveva affermato di essere disposto a investire fino a due miliardi.
L'intervento statale è finalizzato a "garantire posti di lavoro e mantenere elevata sul lungo periodo l'attrattiva della piazza finanziaria svizzera", hanno spiegato i consiglieri federali Johann Schneider-Ammann ed Eveline Widmer-Schlumpf in una conferenza stampa. Queste prima serie di misure saranno sottoposte al parlamento nella sessione autunnale, quale aggiunta al preventivo 2011.
Concretamente, il governo vuole concedere 212,5 milioni per sostenere la ricerca e l'innovazione. Altri 100 milioni andranno, sotto forma di prestito, alla Società svizzera di credito alberghiero. La parte più cospicua - 500 milioni - la riceverà però l'assicurazione contro la disoccupazione, che potrà in tal modo far fronte al possibile aumento delle richieste di indennità per lavoro ridotto. Ulteriori 10 milioni saranno destinati ai sussidi per l'esportazione di prodotti agricoli trasformati, 28,5 milioni saranno impiegati per sostenere il traffico transalpino combinato e 18 milioni per alleviare le indennità nel traffico regionale di persone.
Il governo intende poi presentare un secondo pacchetto di aiuti per il 2012, che le Camere tratteranno nella sessione invernale. Questo conterrà misure volte a promuovere la tecnologia, la ricerca, l'innovazione, l'infrastruttura e la formazione professionale. Il secondo piano, che non supererà il miliardo di franchi, sarà presentato sotto forma di appendice al preventivo 2012, ha sottolineato la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf.
Malgrado l'euro si sia leggermente ripreso nelle ultime settimane, "la situazione rimane difficile", ha affermato il ministro dell'economia Schneider-Ammann. "Dovremo convivere ancora a lungo con il franco forte", ha poi ribadito, ricordando che l'esecutivo non ha fissato un obiettivo di tasso di cambio ideale da raggiungere.
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