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Domande frequenti
Le informazioni contenute sul sito web non sostituiscono la visita medica, ma hanno piuttosto lo scopo di favorire il dialogo tra paziente e medico.
L’epilessia in generale
L’epilessia di per sé non è mortale, ma le crisi aumentano il rischio, ad es., di annegamento o di un incidente mortale. Se una crisi di grande male non termina spontaneamente (stato epilettico), sussiste un serio pericolo di vita. È raro che la persona affetta da epilessia possa soffocare nel suo cuscino durante una crisi notturna, oppure morire inaspettatamente e senza una causa apparente (“sudden unexpected death in epilepsy”, Sudep).
In determinati casi sì. Certe forme di epilessia (ad es. epilessia rolandica) spariscono in età adulta ed è quindi possibile interrompere i medicamenti. Per circa il 2–3% delle persone affette da epilessia, il focolaio epilettico può essere eliminato con un intervento chirurgico. Se l’operazione ha successo, una parte dei pazienti può in seguito condurre una vita libera da crisi senza assumere i medicamenti.
I medicamenti agiscono solo se vengono assunti regolarmente, il che presuppone un rapporto di fiducia tra paziente e medico. Quest’ultimo dovrebbe prendersi del tempo e rispondere a tutte le domande in sospeso. In tal senso, è utile se i pazienti si preparano e annotano le loro osservazioni e le loro domande. Chi non si sente ben assistito, può cambiare medico o chiedere un secondo parere.
I bravi medici non hanno alcun problema in questo senso; anzi spesso, in caso di decisioni difficili, sono persino felici se un collega esperto dà la sua opinione. Eventualmente può consigliare addirittura qualcuno a cui rivolgersi. Ne parli apertamente con il suo medico curante e le/gli chieda di inoltrare la sua cartella clinica al medico desiderato.
Nella maggior parte dei casi, l’assicurazione di base dovrebbe assumere i costi (dedotta la franchigia). Per sicurezza, tuttavia, consigliamo di chiarire preventivamente con la sua cassa malati il ricorso ad un secondo parere.
Assolutamente sì, perché il rischio di crisi aumenta notevolmente se l’influenza è accompagnata da febbre alta. Il vaccino antinfluenzale è molto ben tollerato e provoca poche o nessuna reazione.