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La ciclista lucernese ha vinto l'oro nella cronometro dei campionati del mondo. La Thürig ha lasciato dietro di sé le avversarie di quasi un minuto.
Dopo il bronzo di Atene, l'oro di Verona: la trentaduenne Thürig raggiunge un successo insperato. Fino a pochi giorni fa era febbricitante.
La seconda giornata di prove a cronometro dei campionati del mondo di ciclismo su strada ha portato fortuna alla Svizzera e soprattutto a Kharin Thürig che è riuscita ad imporsi sulle avversarie.
La vittoria della Thürig sul tracciato di 24 chilometri che si snodava nei dintorni di Bardolino, vicino a Verona, rappresenta il secondo oro svizzero nella storia dei campionati del mondo al femminile. Nel 1996 era toccato a Barbara Heeb vincere il primo titolo su strada ai campionati di Lugano.
Eppure per Karin Thürig, una specialista delle corse a cronometro, le chance di raggiungere il podio sembravano limitate. La settimana scorsa, infatti, la ciclista lucernese era stata febbricitante per tre giorni.
Finale irresistibile
Nonostante i timori di prima della corsa, la Thürig ha raggiunto l'oro, facendo corsa in testa dall'inizio alla fine. «Sono partita in modo aggressivo, così come avevo in mente di fare», racconta la neo campionessa del mondo. «Dopo 6 chilometri ho avvertito un po' di dolore alle gambe, ma non mi sono lasciata scoraggiare. Quando poi a metà percorso mi hanno comunicato che avevo 16 secondi di vantaggio ho pensato che ormai solo un incidente poteva privarmi della vittoria. Il tratto finale del percorso, infatti, era adatto alle mie caratteristiche».
Al traguardo Karin Thürig è arrivata con 51 secondi di vantaggio sulla tedesca Judith Arndt, la seconda di Atene. Al terzo posto, con 56 secondi di ritardo, si è classificata la Russia Sulfia Sabirowa. Distacchi abissali, dunque, che rendono ancora più splendente l'oro di Karin Thürig.
Nella sua bacheca la Thürig potrà così mettere il metallo più prezioso accanto a due bronzi: quello vinto due anni fa ai campionati del mondo e quello vinto alle Olimpiadi di Atene.
L'altra svizzera in gara, Priska Doppmann, si è classificata ottava a quasi due minuti di ritardo dalla sua connazionale.
Polivalente
Il percorso di Karin Thürig è eccezionale. Economista di professione («al 40-50% del mio tempo», afferma), ha dato prova di una polivalenza rara che l'ha portata dalla pallavolo all'ippica, passando per dei brillanti risultati nel triathlon e nel duathlon.
«Non smetto mai di allenarmi durante l'anno. Se non sono a cavallo della mia bicicletta, nuoto o mi metto a correre. Diversificare mi aiuta ad evitare la monotomia».
E la spumeggiante Thürig non passerà troppo tempo a pensare al suo trionfo di Bardolino. Il sette ottobre prenderà il volo per gli Stati uniti, dove parteciperà all'Ironman, un «diversivo» da 4,2 chilometri a nuoto, 180 chilometri in bicicletta e 42 chilometri di corsa a piedi.
swissinfo e agenzie
In breve
Karin Thürig, 32 anni, di Lucerna, è arrivata tardi al ciclismo.
In un primo tempo si è dedicata al Duathlon. Solo pochi anni fa si è convertita al ciclismo su strada.
Il suo enorme talento si è fatto subito valere. Ora con il bronzo ai giochi olimpici e l'oro ai campionati del mondo raggiunge definitivamente l'élite mondiale.