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Le posizioni della Svizzera e della Serbia sul Kosovo permangono divergenti. Berna e Belgrado però ne parlano. L'argomento è stato affrontato dai rispettivi ministri degli esteri.
"La Serbia non cambierà mai opinione sul Kosovo e le differenze con la Svizzera su questo tema non verranno quindi mai cancellate", ha affermato il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic giovedì al termine di un incontro a Berna con l'omologa elvetica Micheline Calmy-Rey. "Ma a parte lo status del Kosovo, ci sono molti altri settori in cui ci rallegriamo di collaborare con Berna", ha aggiunto.
Micheline Calmy-Rey si è rallegrata che Vuk abbia accettato il dialogo. La responsabile della diplomazia elvetica ha aggiunto che durante l'incontro hanno discusso "anche anche della stabilità nella regione balcanica e ciò dimostra come le nostre relazioni bilaterali siano buone".
A conferma di ciò, i due ministri hanno raggiunto un'intesa su sette dossier - riguardanti fra gli altri la migrazione, i trasporti e la polizia - che saranno firmati a breve termine dai due paesi.
Sul piano economico, Berna sostiene Belgrado nei negoziati con l'Associazione europea di libero scambio (AELS, di cui fa parte la Svizzera) in vista di un accordo. Jeremic ha sottolineato l'importanza della Confederazione come partner economico.
Il rapido riconoscimento da parte della Svizzera dell'indipendenza del Kosovo, proclamata il 17 febbraio 2008, aveva creato tensioni tra Berna e Belgrado. I due Paesi non hanno comunque mai interrotto completamente le relazioni.