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L'assicurazione per l'invalidità non subirà modifiche a partire dal 1.1.2020.
La cerchia di persone assicurate è la stessa dell’AVS. Tutte le persone domiciliate in Svizzera o che viesercitano un’attività lucrativa sono coperte dall’AI (assicurazione obbligatoria). I cittadini svizzeri e di Stati UE o AELS che abitano al di fuori della zona UE e AELS possono, a determinate condizioni, assicurarsi facoltativamente, analogamente a quanto avviene per l’AVS.
L'AI deve essere assicurato:
- le persone fisiche domiciliate in Svizzera
- le persone fisiche che esercitano un'attività lucrativa nella Svizzera
Hanno diritto alle prestazioni dell’AI gli assicurati che a causa di un danno alla salute sono totalmente o parzialmente impossibilitati ad esercitare la propria attività lucrativa o a svolgere le proprie mansioni consuete. Il danno alla salute deve essere presumibilmente di lunga durata. Anche gli assicurati che non hanno ancora compiuto i 20 anni possono ricevere prestazioni dell’AI se è probabile che il danno alla salute ne comprometta la futura attività lucrativa.
È irrilevante il fatto che il danno alla salute sia di natura fisica, psichica o mentale oppure che sia presente già al momento della nascita o sia la conseguenza di una malattia o di un infortunio. L’incapacità al guadagno è però riconosciuta soltanto se è oggettivamente impossibile rimediarvi.
L'obiettivo primario dell'assicurazione invalidità è di stimolare le persone invalide in modo tale che possano far fronte al proprio sostentamento completamente o in parte con le proprie forze e che possano condurre una vita il più possibile indipendente.
Le prestazioni dell’assicurazione invalidità hanno lo scopo di:
- prevenire, ridurre o eliminare l’invalidità mediante il rilevamento e l’intervento tempestivo e provvedimenti d’integrazione adeguati, semplici e appropriati
- compensare le conseguenze economiche di lunga durata dell’invalidità mediante un’adeguata copertura del fabbisogno vitale
- aiutare gli assicurati interessati a condurre una vita autonoma e responsabile
- incentivare i datori di lavoro a occupare persone disabili
L’assicurazione invalidità (AI), obbligatoria a livello nazionale, permette ad assicurati invalidi di provvedere, completamente o in parte, al proprio sostentamento mediante provvedimenti d’integrazione.
Ogni Cantone ha un suo ufficio AI, che è indipendente dall'amministrazione cantonale. Le forme organizzative variano secondo i Cantoni: alcuni uffici AI hanno una propria gestione, per altri la gestione è allo stesso tempo quella della cassa di compensazione AVS cantonale, altri ancora sono integrati in un istituto cantonale delle assicurazioni sociali. L'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero è collegato alla Centrale di compensazione dell'AVS, che è un'unità dell'amministrazione generale della Confederazione. Gli uffici cantonali sono sottoposti alla vigilanza materiale, amministrativa e finanziaria della Confederazione, esercitata dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).
Anche le prestazioni dell'AI sono orientate conformemente a scopo "Integrazione prima della rendita":
- Provvedimenti d'intervento tempestivo: prevengono problemi di salute sul posto di lavoro.
- Provvedimenti d'integrazione: contribuiscono a mantenere o migliorare in modo duraturo e tangibile la capacità lavorativa.
- Rendita d'invalidità: è ottenibile soltanto se i provvedimenti d'integrazione non erano efficaci o non lo erano nella misura auspicata.
- Assegni per grandi invalidi: sostengono le persone invalide che devono ricorrere all'aiuto di terzi
Per far valere il diritto a prestazioni dell’AI gli assicurati devono presentare una richiesta presso l’ufficio AI del loro Cantone di domicilio. Il modulo di richiesta è disponibile presso gli uffici AI, le casse di compensazione e le loro agenzie oppure all’indirizzo Internet www.avs-ai.ch.
Il diritto può essere fatto valere dall’assicurato, dal suo rappresentante legale o da autorità o terzi che lo sostengono regolarmente o l’assistono costantemente. L’assicurato deve firmare di proprio pugno la richiesta di prestazioni, sempre che non ne sia impedito.
È importante che la richiesta di prestazioni AI sia presentata rapidamente dopo l’insorgenza del danno alla salute, poiché in caso di presentazione tardiva il diritto alle prestazioni può eventualmente venire a cadere o le prestazioni possono essere ridotte.
Gli organi di esecuzione dell’assicurazione invalidità sono gli uffici cantonali dell’AI, incaricati di trattare i dossier e di svolgere gli accertamenti. L’assicurato presenta la richiesta all’ufficio AI del Cantone in cui è domiciliato mediante un apposito modulo. Gli assicurati residenti all’estero possono rivolgersi all’ufficio AI per gli assicurati residenti all’estero presso l’Ufficio centrale di compensazione a Ginevra.
Generalmente l’ufficio AI competente per un assicurato non viene cambiato durante la procedura. Fanno eccezione i casi degli assicurati che trasferiscono il domicilio dall’estero alla Svizzera o viceversa.
Nell’ambito della procedura per l’esame del diritto a prestazioni AI vale un principio guida generale: l’AI è tenuta per legge ad effettuare accertamenti per ogni possibile provvedimento. In questo contesto non è importante la diagnosi, ma sono determinanti le ripercussioni concrete dei problemi di salute sulla capacità al lavoro e al guadagno. L’assicurato deve far valere il diritto a una prestazione dell’AI mediante il modulo ufficiale.
Ricevuta la richiesta, l’ufficio AI verifica dapprima se siano adempiute le condizioni che danno diritto a prestazioni. Si procura quindi tutte le informazioni necessarie sullo stato di salute, sull’attività lavorativa e sulle mansioni abituali dell’assicurato. Un gruppo interdisciplinare (composto da specialisti dell’integrazione professionale, del collocamento, dei centri d'osservazione medica e professionale, dal segretario ispettore e da medici dei servizi medici regionali [SMR] ecc.) partecipa all’accertamento e alla procedura decisionale. L’ufficio AI collabora anche con le altre assicurazioni sociali e private interessate.
Eseguiti gli accertamenti necessari, l’ufficio AI invia all’assicurato e alle assicurazioni interessate un preavviso sulla decisione che intende prendere. Essi avranno 30 giorni di tempo per pronunciarsi sulla decisione prevista.
Se l’assicurato non presenta obiezioni e le parti non prendono posizione entro il termine stabilito, l’ufficio AI emana una decisione formale.
Se l’assicurato o le parti interessate si sono espressi in merito a fatti determinanti, l’ufficio AI deve tenerne conto nella motivazione della decisione.
Se non condividono la decisione dell’ufficio AI, l’assicurato e le parti interessate possono inoltrare ricorso per iscritto entro 30 giorni presso il tribunale delle assicurazioni del Cantone di domicilio dell’assicurato.
Per gli assicurati residenti all’estero il ricorso va depositato presso il Tribunale amministrativo federale a San Gallo.
La procedura di ricorso in materia di prestazioni AI è soggetta a spese.
L’assicurato può ritirare la richiesta a meno che non vi si opponga un interesse legittimo dello stesso o di altre persone coinvolte. La domanda di ritiro deve essere inoltrata per iscritto all’ufficio AI competente.
L’opuscolo 4.04 - Rendite d'invalidità dell'AI fornisce informazioni dettagliate al riguardo.
In linea di principio l’assicurato, d’intesa con il medico curante, può lavorare quanto ritenuto esigibile per lui, anche a lungo termine. Se trova un posto di lavoro che risponde alle sue esigenze, l’assicurato è tenuto a informate l’ufficio AI competente sul cambiamento riguardo al reddito da attività lucrativa.
Le persone che beneficiano di una rendita AI, di un assegno per grandi invalidi o di un’indennità giornaliera dell’AI per un periodo di almeno sei mesi possono richiedere prestazioni complementari, se le summenzionate prestazioni dell’AI non raggiungono il reddito minimo stabilito per legge. Anche per le prestazioni complementari, che non costituiscono una prestazione dell’aiuto sociale, sussiste un diritto legale.
Per ulteriori informazioni si vedano gli opuscoli
In base al diritto vigente, quando la rendita d’invalidità è sostituita dalla rendita di vecchiaia occorre utilizzare la stessa base determinante per il calcolo della rendita AI, se questa è più vantaggiosa (cosiddetta garanzia dei diritti acquisiti). Quando un beneficiario di rendita AI raggiunge l’età di pensionamento, la rendita di vecchiaia dell’AVS è dunque di norma pari a quella percepita dall’AI, a condizione che non vi siano mutamenti dello stato civile e che il passaggio dall’una all’altra rendita avvenga senza interruzioni.
Di regola, questa garanzia dei diritti acquisiti si applica ai casi in cui le rendite sono state calcolate dopo l’entrata in vigore della 10a revisione dell’AVS, nel 1997. Per le rendite il cui diritto è nato prima del 1997 possono essere previste deroghe. Per questi casi si raccomanda di chiedere alla cassa di compensazione competente se si verificheranno cambiamenti al raggiungimento dell’età di pensionamento.
Nell’AI, l’assicurato è soggetto all’obbligo di collaborare, in base al quale deve fornire le informazioni necessarie nel quadro degli accertamenti. Questo obbligo è parallelo all’obbligo d’esame dell’AI, vale a dire il dovere di accertare d’ufficio la situazione determinante. Senza la collaborazione dell’assicurato, infatti, per l’AI sarebbe impossibile accertare accuratamente la situazione. Per questa ragione l’assicurato è anche tenuto a partecipare attivamente a tutti i provvedimenti di accertamento ragionevolmente esigibili che gli sono stati prescritti (p. es. esami medici e professionali). È inoltre tenuto a fornire all’AI informazioni veritiere e tutti i dati richiesti.
Se l’assicurato rifiuta in modo ingiustificato di compiere i doveri summenzionati, l’ufficio AI può non entrare in materia sull’esame della richiesta di prestazioni, decidere in base agli atti disponibili oppure, nel caso limite, addirittura ridurre o negare le prestazioni.
Nell’ambito dell’AI vale il principio generale dell’obbligo di ridurre il danno, in base al quale l’assicurato deve adoperarsi spontaneamente a intraprendere quanto ragionevolmente esigibile al fine di ridurre il più possibile l’onere a carico dell’assicurazione. L’assicurato è per esempio tenuto a partecipare a un provvedimento d’integrazione (un corso, una riformazione professionale ecc.), se questo può evitare o ridurre l’invalidità. Lo stesso vale anche per i provvedimenti sanitari (operazioni, psicoterapie, medicamenti ecc.), tranne se questi non sono ragionevolmente esigibili a causa delle circostanze concrete del singolo caso.
Se l’assicurato viola l’obbligo di ridurre il danno in modo ingiustificato, le prestazioni dell’AI possono essere temporaneamente o definitivamente ridotte o rifiutate.
L’assicurato ha infine l’obbligo d’informare, vale a dire di comunicare all’ufficio AI qualsiasi cambiamento della situazione professionale, familiare e di salute suscettibile di incidere sul diritto alle prestazioni.
L’applicazione decentralizzata dell’assicurazione richiede una certa sorveglianza e un certo coordinamento da parte della Confederazione. Questi compiti sono svolti dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS). L’UFAS emana le istruzioni necessarie per un’applicazione uniforme della legislazione e verifica al termine di ogni anno se gli Uffici AI e i servizi medici regionali hanno eseguito i loro compiti, conformemente agli articoli 57 e 59 capoverso 2bis LAI. L’UFAS esercita la vigilanza amministrativa sugli Uffici AI e stabilisce i criteri in funzione dei quali garantire l’efficacia, la qualità e l’omogeneità dei servizi.
L’UFAS segue inoltre la giurisprudenza dei Tribunali cantonali delle assicurazioni e, se occorre, impugna le decisioni cantonali di fronte al Tribunale federale.
Documenti
Trisomia 21 (sindrome di Down) (PDF, 233 kB, 29.02.2016)Documento informativo. Contesto: Mozione delle Camere federali: Inserire la trisomia 21 nell’elenco delle infermità congenite
Link
Contatto
Segretaria AI
Ambito Assicurazione invalidità
Telefono + 41 58 462 90 99
Ultima modifica 01.01.2020