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I documenti più sensibili del dossier Tinner esistono ancora, ma dovranno prima o poi essere distrutti, ha ribadito la ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf, senza però fornire una data precisa.Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2009 - 18:35
Tra governo e parlamento non vi è alcun disaccordo sulla necessità di distruggere i documenti relativi alla costruzione di armi nucleari, ha affermato Eveline Widmer-Schlumpf alla radio svizzera di lingua tedesca, invocando motivi di sicurezza nazionale.
Le uniche divergenze, ha puntualizzato, riguardano i termini entro i quali i documenti sensibili vanno eliminati.
Sempre sabato, il capo dell'Ufficio dei giudici istruttori federali, che giovedì ha ordinato il sequestro della cassaforte contenente la chiave che dà accesso al dossier Tinner, ha detto di voler evitare un'ulteriore escalation nel braccio di ferro che li vede opposti al Consiglio federale.
«Non intendiamo intraprendere altre azioni», ha dichiarato Jürg Zinglé ai media svizzero tedeschi, aggiungendo tuttavia che grazie all'intervento nei locali della Polizia federale i documenti non potranno essere distrutti.
La patata bollente è ora, giuridicamente parlando, nelle mani del Tribunale penale federale (TPF), che dovrà decidere se si possono rompere i sigilli apposti alla cassaforte.
I fratelli Tinner sono accusati di aver collaborato col padre della bomba atomica pachistana, Abdul Qadeer Khan, in passato accusato di aver venduto tecnologie e progetti per la costruzione di armi nucleari a paesi come Libia e Corea del Nord.
swissinfo.ch e agenzie
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