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Nel quadro della consultazione degli uffici, l'incaricato della protezione dei dati ha preso nuovamente posizione in merito al progetto di proposta in merito al messaggio concernente la legge sul servizio informazioni (LSI) (cfr. 20° rapporto d'attività 2012/2013, n. 2.5.4, in tedesco).
Ha ribadito che l'esclusione dell'«acquisizione d'informazioni secondo la legge sul servizio informazioni» dal campo d'applicazione materiale è contraria sia allo scopo, sia alla sistematica della legge sulla trasparenza (LTras). Inoltre, il progetto non prevede di differenziare le informazioni del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) in funzione del loro livello di sensibilità.
L'incaricato ha rilevato che gli strumenti della legge sulla trasparenza, con tutte le disposizioni d'eccezione, sono ampiamente sufficienti per rispondere alle elevate esigenze di protezione del Servizio delle attività informative. Infine, ha ribadito che, visto il senso e lo scopo della LTras, è assai importante concedere alla popolazione un minimo di trasparenza amministrativa, soprattutto nei settori sensibili delle autorità pubbliche. Questa esigenza è stata tra l'altro dimostrata dai recenti avvenimenti concernenti le attività dell'Agenzia per la sicurezza nazionale americana (NSA).
In base alla statistica annuale sulle domande d'accesso secondo la LTras ricevute dall'Amministrazione federale, l'incaricato ricorda che il numero esiguo di 12 domande di accesso presentate al SIC solleva già la questione se sia giustificata un'esclusione dal campo di applicazione della LTras. Se si considera l'esito di queste 12 domande, con un accesso limitato o ritardato in tre casi e addirittura un accesso senza limitazioni per un altro caso, la necessità di uno statuto speciale per il SIC risulta ancora meno evidente.
La posizione dell'incaricato è d'altronde in linea con la richiesta di applicare il principio della trasparenza anche ai servizi segreti avanzata dalla Conferenza internazionale delle autorità di protezione dei dati personali nella Dichiarazione di Berlino (cfr. n. 2.7.1 del presente rapporto d'attività).