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BERNA - Senza sorprese, il Consiglio nazionale ha approvato oggi all'unanimità la base legale urgente per il secondo contributo straordinario della Confederazione all'assicurazione contro la disoccupazione (AD) per un massimo 14,2 miliardi di franchi. Il dossier va agli Stati.
Assieme al finanziamento straordinario, il plenum ha anche dato il proprio benestare al disegno di legge del Consiglio federale circa la modifica urgente della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.
Tale modifica intende consentire all'istituto collettore - obbligato per legge ad accettare gli averi di libero passaggio di persone che cessano un rapporto di lavoro senza iniziarne subito un altro - d'investire per un periodo di tre anni averi di previdenza fino a un importo massimo di 10 miliardi su un conto a tasso zero presso la Tesoreria federale.
In un contesto contraddistinto da instabilità sui mercati finanziari e del lavoro a causa dalla pandemia di Covid-19, il conto a tasso zero dovrebbe permettere all'istituto collettore di proteggere gli averi di libero passaggio che ha in gestione.
Stando alle stime attuali, i costi supplementari per l'AD legati al Covid-19 supereranno i 12 miliardi. Visto che l'AD è soggetta per legge al freno all'indebitamento, senza nuovi sussidi da parte della Confederazione sarebbe necessario aumentare le aliquote dei contributi salariali (+0,3%) già dal 1° gennaio 2021.
Il credito aggiuntivo, già annunciato il 20 maggio, è stato calcolato in base alle stime delle conseguenze della pandemia nei primi mesi dell'anno e potrà raggiungere i 14,2 miliardi. Verranno versati soltanto i costi effettivamente sostenuti per le indennità di lavoro ridotto nel 2020. Governo e Parlamento hanno già destinato all'AD 6 miliardi supplementari in primavera, denaro già versato alle aziende che hanno richiesto il lavoro ridotto.
L'adeguamento proposto dal governo prevede anche una base legale per consentire al Consiglio federale di erogare eventuali altri contributi straordinari anche nel 2021, nel caso in cui vi fosse un peggioramento del debito.