Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/45552

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla domanda 1</p><p>I fanghi di depurazione sono prodotti negli impianti comunali di depurazione delle acque. Nel 2002, circa il 40 per cento dei fanghi prodotti veniva ancora utilizzato come concime, mentre il 60 per cento veniva incenerito. I fanghi di depurazione contengono fosforo e azoto, sostanze che rendono interessante il loro uso come concime ai fini della valorizzazione agricola. Ma contengono anche quantità minime, a volte soltanto tracce a malapena riscontrabili, di quasi tutte le sostanze riconducibili ad attività umane nel bacino imbrifero delle acque usate. Sono in particolare organismi patogeni, metalli pesanti, ormoni e altre sostanze endocrine, profumi, farmaci e prodotti generati dalla loro decomposizione. Tali sostanze provengono da diverse fonti e vanno cercate nelle molteplici e complesse attività umane, sia nell'ambito dell'economia domestica che in quello delle attività artigianali, industriali o commerciali.</p><p></p><p>L'effetto delle sostanze presenti nei fanghi di depurazione una volta spanti sul terreno è ancora poco conosciuto. Per contro, i concimi aziendali hanno una composizioni batteriologica e chimica meno complessa, dato che le fonti delle sostanze inquinanti sono meno diversificate. La qualità dei concimi minerali prodotti industrialmente è ben conosciuta. È dunque ingiustificato vietarne l'uso in agricoltura.</p><p></p><p>La Confederazione ha pubblicato nel settembre 2001 uno studio approfondito sullo stato delle conoscenze e sui rischi legati all'utilizzazione dei concimi a base di rifiuti e dei concimi aziendali. Detto studio ha confermato che a lungo termine i fanghi di depurazione costituiscono per la fertilità del suolo e per la qualità dei prodotti agricoli un rischio molto più elevato rispetto a quello rappresentato dai concimi aziendali. In seguito ai recenti scandali che hanno leso l'immagine dei prodotti agricoli in Europa (farine animali e morbo della mucca pazza, alimenti per polli contaminati da diossine, contaminazione delle derrate alimentari con OGM), i consumatori hanno modificato la loro politica degli acquisti ed esigono prodotti di qualità praticamente esenti da ogni contaminazione. A loro volta, i grandi distributori hanno reagito, adottando dei marchi di qualità per la commercializzazione di prodotti che escludono la concimazione del suolo con fanghi di depurazione. In una simile situazione, si impone l'applicazione del principio di precauzione, il quale implica la rinuncia all'uso dei fanghi di depurazione per concimare.</p><p></p><p>Alla domanda 2</p><p>La Confederazione è coerente nella sua politica che prevede in primo luogo l'intervento alla fonte. Detta politica è stabilita nell'ordinanza sulle sostanze. L'ordinanza sulle sostanze vieta o limita l'uso di numerose sostanze inquinanti conosciute. Per nuovi prodotti chimici, i prodotti fitosanitari e qualche biocida esiste una procedura di notifica o di autorizzazione. Inoltre, le emissioni nell'atmosfera possono essere sostanzialmente ridotte applicando le prescrizioni previste dall'ordinanza sull'inquinamento atmosferico. Tuttavia, le nostre conoscenze sulle cause e sugli effetti di tante sostanze inquinanti e miscele di sostanze presenti nei fanghi di depurazione ai sensi del principio di prevenzione ci obbligano a vietare lo spandimento dei fanghi di depurazione nell'agricoltura .</p><p></p><p>Incenerendo i fanghi di depurazione è possibile eliminare dai flussi di sostanze e ritirare dalla biosfera le sostanze inquinanti che si accumulano nei fanghi di depurazione .</p><p></p><p>Alla domanda 3</p><p>In teoria, la quantità di concimi aziendali prodotti in Svizzera sarebbe sufficiente per coprire l'intero fabbisogno di fosforo delle colture. In pratica si constatano forti disparità regionali. In numerose regioni caratterizzate da una predominanza della produzione lattiera e dell'allevamento, i concimi aziendali apportano una quota di fosforo sufficiente a coprire l'intero fabbisogno. Per i fanghi di depurazione non è prevista alcuna voce nel bilancio dei concimi. </p><p></p><p>In altre regioni, quando il bilancio dei concimi lo permette, gli agricoltori utilizzano i fanghi di depurazione soltanto perché sono forniti gratuitamente. Il vantaggio economico resta minimo, benché il divieto di utilizzarli in agricoltura non comporti alcuna diminuzione della competitività dell'agricoltura svizzera rispetto all'Unione europea. Al contrario, la Svizzera potrebbe addirittura far valere tale divieto quale criterio di qualità a sostegno dei prodotti esportati. </p><p></p><p>Alla domanda 4</p><p>La creazione di un fondo legato ai fanghi di depurazione è già stata discussa in numerosi incontri con i Cantoni e le associazioni per il trattamento delle acque usate. Il motivo principale del rifiuto dell'istituzione di un simile fondo rimane tuttora valido. È molto difficile provare in modo assoluto che l'utilizzazione dei fanghi di depurazione conforme alle prescrizioni abbia potuto ripercuotersi sulla fertilità del suolo a causa della presenza di sostanze inquinanti organiche persistenti o di sostanze endocrine. </p><p></p><p>La responsabilità viene regolata fra l'agricoltore e il detentore della stazione di depurazione mediante un contratto fra le due parti sulle forniture di fanghi di depurazione. È nell'interesse dell'agricoltore chiedere le garanzie che giudica necessarie. Attualmente la creazione di una legge sulla responsabilità del detentore della stazione di depurazione non è giustificata. </p><p></p><p>Se il Consiglio federale emana un divieto assoluto dell'utilizzo a medio termine dei fanghi di depurazione, creare un fondo risulta ancora più ingiustificato. </p><p></p><p>Alla domanda 5</p><p>La quantità supplementare dei fanghi di depurazione da disidratare e incenerire nei cementifici, con i rifiuti domestici o in impianti autonomi ammonta a 80'000 tonnellate l'anno (quantità espressa in materia secca) al costo medio di 500 franchi per tonnellata. I costi supplementari di disidratazione e d'incenerimento dei fanghi di depurazione ammontano dunque a 40 milioni di franchi l'anno. Tali costi saranno coperti dall'aumento delle tasse sulla depurazione. </p><p></p><p>L'utilizzazione e l'ammortamento degli impianti di evacuazione e di depurazione delle acque costano mediamente 200 franchi annui pro capite. Per gli abitanti interessati, il costo supplementare dovuto al divieto dell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura ammonta a 13 franchi per anno e abitante. Tale cifra viene già pagata dagli altri abitanti allacciati a stazioni di depurazione i cui fanghi vengono già inceneriti.</p>  Risposta del Consiglio federale.