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Il parlamento polacco, con la maggioranza assoluta del partito al governo, Diritto e giustizia (Pis), si appresta ad approvare un emendamento alla legge sulla riforma della Corte suprema del dicembre 2017, mirando a metter fine così al contenzioso fra Polonia e Unione europea. Lo rende noto l'agenzia Pap, precisando che l'emendamento è stato sottoposto ai deputati oggi.
Secondo l'emendamento, i giudici della Corte suprema che sono stati allontanati dalla carica a causa dell'abbassamento dell'età pensionistica a 65 anni potrebbero tornare a svolgere la loro funzione, fino all'età di 70 anni.
"L'87% di polacchi vuole che il paese resti membro della Unione europea, perciò siamo costretti di rispettare anche i provvedimenti del Tribunale di giustizia della Ue" ha detto Lukasz Schreiber del Pis, facendo il riferimento alla decisione del 19 ottobre della Corte europea che ha chiesto la sospensione della legge polacca in base della quale veniva allontanata anche Malgorzata Gersdorf, presidente della Corte suprema, eletta per il periodo di sei anni fino al 2020.
"Avete rovinato il nostro sistema di giustizia e ora ritirate la riforma. Pis ha perso, ma ha vinto la Polonia e i polacchi", ha detto nel corso del vivace dibattito sull'emendamento Ryszard Kropiwnicki, del partito di opposizione Piattaforma civica.