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Si è concluso oggi dopo tre giorni di udienze a Bellinzona il processo contro l'ex presidente degli Hells Angels zurighesi e altri tre membri del club motociclistico. La sentenza del Tribunale penale federale (TPF) è attesa per il 18 settembre.
Al termine delle arringhe, la difesa ha esortato i giudici ad assolvere i quattro imputati. La procuratrice del Ministero pubblico della Confederazione Lucienne Fauquex aveva chiesto in precedenza una pena da scontare di tre anni e nove mesi per l'ex presidente e condanne a 28, 18 e 14 mesi - con la condizionale totale o parziale - per gli altri tre membri, due zurighesi e un losannese.
L'ex presidente è accusato di ripetuta violazione della legge sugli stupefacenti negli anni 2003-2004 (coltivazione e vendita di marijuana), tentata estorsione, tentato sequestro di persona (un uomo ritenuto al corrente delle circostanze in cui era stata rubata la moto di un membro del club) e preparazione di una rapina a un portavalori. Gli altri tre "biker" di coinvolgimento in alcuni di questi reati, spesso con ruoli marginali. Gli imputati avevano contestato gran parte delle accuse, fondate per l'essenziale su ascolti telefonici e misure di sorveglianza.
La difesa ha denunciato la debolezza delle prove addotte e ha affermato che i verbali delle registrazioni sono inaffidabili, a causa in particolare della cattiva qualità delle registrazioni stesse. Secondo l'avvocato dell'imputato principale, Valentin Landmann, i verbali devono essere ritenuti inutilizzabili, tanto più che le registrazioni sono state effettuate sulla base di premesse erronee, ossia il sospetto di partecipazione a una organizzazione criminale. Un'accusa poi totalmente abbandonata dalla Procura federale nel dicembre 2010.
Il processo si era aperto già nell'ottobre 2011, ma il Tribunale aveva disposto un aggiornamento giudicando incompleti e raccolti in modo disordinato i mezzi di prova dell'accusa. In precedenza, nel maggio del 2011, il TPF aveva condannato un Hells Angel zurighese di 53 anni a tredici mesi di detenzione, sospesi con la condizionale, per aver coltivato e venduto marijuana.
Le indagini contro gli "Angeli dell'inferno" erano state avviate nel gennaio 2003. Il 28 aprile 2004 c'era stata una maxi retata a Zurigo, molto mediatizzata, seguita da perquisizioni anche nei cantoni di Argovia, Soletta e Vaud. All'operazione avevano partecipato circa 300 agenti, che avevano arrestato 13 persone.
SDA-ATS