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Per la prima volta dallo scoppio del conflitto armato tra Israele e Hamas il 27 dicembre, venerdì un'équipe di rappresentanti svizzeri ha potuto accedere alla Striscia di Gaza per organizzare il trasporto e la distribuzione di aiuti umanitari di prima necessità alla popolazione martoriata dalla guerra.
Tre membri della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) hanno varcato ieri il punto di passaggio a Erez, tra Israele e il nord di Gaza, ha comunicato sabato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L'accesso alla Striscia rimane tuttora limitato ed è possibile soltanto con l'autorizzazione delle autorità israeliane (per i valichi di Erez e Kerem Shalom), nonché di quelle egiziane (per il valico di Rafah).
Insieme con i collaboratori locali, gli operatori umanitari svizzeri esamineranno ora le necessità e prepareranno la distribuzione degli aiuti, ha indicato il DFAE. Attualmente servono soprattutto acqua, cibo, medicine e ripari. Vi è inoltre bisogno di aiuti per le scuole e di sostegno psicologico per i bambini. La Svizzera intende trasferire a Betlemme una ventina di bimbi che hanno bisogno di cure specialistiche; tuttavia non è ancora stata rilasciata la necessaria autorizzazione.
Da due giorni un primo trasporto di aiuti umanitari elvetici è fermo alla frontiera tra Egitto e Israele. All'origine delle difficoltà di spostamento vi sono gli onerosi controlli, ha precisato all'ATS Toni Frisch, direttore supplente della DSC. Nel complesso sono attive per gli aiuti alla Striscia di Gaza dieci persone dell'aiuto umanitario della DSC. La Confederazione ha stanziato 4,25 milioni di franchi per aiutare la popolazione nel Territorio palestinese: 3 milioni sono stati messi a disposizione dell'UNRWA (l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi), un milione viene gestito direttamente dalla DSC.