Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/227106

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di studiare come affrontare il problema dell'importazione di carne di cavallo da Argentina, Australia, Uruguay e Canada, dal momento che questi Paesi non possono garantire il rispetto delle prescrizioni di protezione degli animali e dei consumatori vigenti nell'Unione europea. In particolare dev'essere presa in considerazione la possibilità di stralciare questi Paesi dall'elenco degli Stati terzi da cui può essere importata carne di cavallo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è a conoscenza dei rapporti sulle lacune nelle catene di fornitura di carne di cavallo da Stati terzi. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è già intervenuta presso le competenti autorità dei Paesi esportatori e ha chiesto spiegazioni in merito. In questo contesto, va tenuto presente che, conformemente all'allegato 11 dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli (RS 0.916.026.81), la Svizzera e l'UE costituiscono uno "spazio veterinario" comune. Questo significa che le spedizioni devono adempiere le stesse condizioni d'importazione, indipendentemente dal fatto che siano destinate alla Svizzera o a uno Stato membro dell'UE. La spedizione è controllata al primo scalo nello "spazio veterinario" comune. Tra la Svizzera e l'UE non sono più svolti controlli veterinari di frontiera. Provvedimenti nei confronti di Stati terzi, per esempio il divieto d'importazione di carne di cavallo, vanno quindi esaminati in stretta concertazione con l'UE. Primi colloqui tra l'USAV e la competente Direzione generale della Commissione europea su possibili provvedimenti hanno avuto luogo il 18 marzo 2021. L'UE ha sottolineato che preferisce un procedimento coordinato con la Svizzera. La Commissione ha assicurato lo stretto coinvolgimento del nostro Paese nella verifica in corso dell'eliminazione delle lacune degli Stati esportatori. Entro la fine di maggio, la Svizzera dovrebbe ricevere una risposta scritta con una descrizione dettagliata e documentata dell'eliminazione delle lacune, sulla base della quale potrà valutare se siano opportuni ulteriori provvedimenti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene tuttavia importante che, indipendentemente dai provvedimenti ufficiali, sia garantito che gli attori del mercato (importatori, rivenditori) assumano le proprie responsabilità, in particolare verificando se siano adempiute tutte le condizioni per l'importazione (p. es. la tracciabilità degli animali). L'USAV ha esortato gli importatori svizzeri a migliorare i propri controlli e gli importatori hanno già reagito informandolo che stanno intensificando i loro sforzi, per esempio rafforzando con importatori dell'UE il sistema di controllo certificato che prevedrà anche la videosorveglianza e controlli in loco non preannunciati nei Paesi esportatori.</p><p>I provvedimenti richiesti sono già all'esame dell'USAV. Un ulteriore incarico in tal senso non è quindi necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.