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BASILEA - Per il gigante farmaceutico Roche, l'attesa erosione del fatturato a causa della concorrenza dei biosimilari resta un tema importante. Oggi, in occasione della giornata degli investitori il gruppo ha illustrato come grazie al lancio dei suoi ultimi medicinali intenda compensare il previsto calo del giro d'affari.
I farmaci biosimilari - versione alternativa di un medicinale biologico già autorizzato per uso clinico - potrebbero far scendere le vendite fino a circa il 70% dei tre più importanti "blockbuster" di Roche - Herceptin, Avastin e MabThera - tra il 2018 e il 2023, è stato indicato in occasione del "Pharma Day". Si tratta quindi di compensare la mancata entrata di 9,6 miliardi di franchi con nuovi prodotti.
Questa evoluzione era già stata uno dei temi centrali del "Pharma Day" un anno fa. Da allora tuttavia, gli analisti sono diventati molto più fiduciosi riguardo allo sviluppo delle vendite dei nuovi farmaci, ha sottolineato Roche.
Un anno fa gli analisti avevano stimato il contributo medio dei nuovi farmaci a 10,8 miliardi di franchi, ora prevedono un fatturato massimo di 16,3 miliardi di franchi entro il 2023.
A questo sviluppo dovrebbero contribuire sia l'impiego di nuove terapie in sostituzione dei blockbuster esistenti, ma anche nuove indicazioni per il trattamento della sclerosi multipla e dell'atrofia muscolare spinale. L'Ocrevus, contro la sclerosi multipla, è del resto considerato come uno dei lanci più promettenti della storia del gruppo.
Oltre ai progressi nel portafoglio di prodotti, i responsabili di Roche ritengono che tale evoluzione sia determinata dal miglioramento dei processi interni come la crescente digitalizzazione che contribuisce alla trasformazione dell'intera catena del valore. Ciò include anche "l'ottimizzazione" delle strutture, che riguardano sia lo sviluppo del prodotto che le vendite.