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GINEVRA - Mentre la Svizzera sta elaborando un arsenale di mezzi preventivi contro la radicalizzazione, per lottare contro il fenomeno esperti dell'Università di Ginevra raccomandano la formazione: un nuovo ciclo di studi sarà proposto alle persone confrontate alle violenze interculturali o religiose.
«La grande maggioranza degli attori politici in Svizzera non ha assolto una formazione sulle religioni in un prospettiva scientifica, dunque critica», riferisce all'ats Aurore Schwab, dottoressa in seno all'unità di storia delle religioni dell'Università di Ginevra.
Con la globalizzazione - constata - le società europee sono attualmente confrontate a sfide, quali i conflitti di dimensioni religiose, che superano ampiamente le frontiere nazionali.
L'ateneo ginevrino propone un certificato di formazione continua chiamato "Religione e governance globale". Fra i primi iscritti figurano un cappellano militare, un giudice del tribunale dei probiviri, un agente di polizia, quadri del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e del Consiglio ecumenico delle Chiese.