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La parte più urgente della grande revisione della legge sulla protezione dei dati può essere applicata senza attendere.
Dopo aver deciso di scindere in due il progetto, oggi il Nazionale ha approvato la prima sezione di questo dossier adeguandosi alle decisioni del Consiglio degli Stati.
La parte più consistente della riforma, necessaria vista l'importanza crescente di Internet, potrebbe essere affrontata già durante la sessione invernale. Una direttiva riguardante Schengen ha obbligato però il Parlamento ad adottare i primi provvedimenti.
Mister Dati
Le modifiche apportate dal Consiglio federale e accolte in gran parte dal Parlamento contemplano, tra l'altro, il rafforzamento del ruolo dell'Incaricato federale alla protezione dei dati e un inasprimento delle disposizioni penali.
Per quanto riguarda "Mister dati", il Parlamento ha precisato che esso non può, non soltanto ricevere, ma neppure sollecitare delle istruzioni né da parte di un'autorità né da parte di un terzo.
Il modello governativo, che si allinea alle norme UE e del Consiglio d'Europa, consente di proteggere meglio i dati dei cittadini. Questi traggono profitto da una maggiore trasparenza nel trattamento di dati da parte delle imprese e da migliori possibilità di controllo di essi.
L'Incaricato della protezione dei dati e della trasparenza potrà da parte sua avviare inchieste per la violazione delle disposizioni e decidere sanzioni fino a 250'000 franchi (contro gli attuali 10'000). Rispetto al progetto inviato in consultazione, l'importo delle multe è stato però ridotto da 500'000 a 250'000.
Verrà pure rafforzata l'indipendenza di "Mister dati": il suo mandato potrà essere rinnovato solo due volte, per un periodo massimo di 12 anni. Il Consiglio federale vuole evitare che il timore di non essere riconfermato lo freni nel suo operato.
"Mister Dati" non potrà esercitare alcuna attività accessoria a meno che non riceva il nullaosta del Governo e a patto che tale attività non ne metta in pericolo il lavoro, l'indipendenza e la reputazione. Il Nazionale si è allineato tacitamente a questa disposizione degli Stati.
Schengen
Il governo propone anche di rinunciare alla protezione dei dati delle aziende, come avviene nella maggior parte degli altri Paesi. Ciò dovrebbe facilitare lo scambio di informazioni con l'estero.
Il progetto stabilisce infine le condizioni che devono essere rispettate per la comunicazione di dati personali da uno Stato Schengen a uno Stato terzo e regola i compiti e le competenze delle autorità di controllo.
In particolare, la comunicazione dei dati verso Schengen dovrà essere sottoposta a regole più severe soltanto per la trasmissione di informazioni alle autorità penali svizzere.
Le persone interessate potranno domandare a "Mister dati" in taluni casi di verificare che le informazioni che le concernono siano trattate in modo legale, o potranno persino chiedere un'inchiesta.