Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/175425

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di analizzare lo statuto giuridico dei robot nel diritto svizzero, valutando in particolare l'opportunità di istituire una personalità giuridica propria e gli obblighi cui potrebbero essere sottoposti di conseguenza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Se un robot causa un danno, l'obbligo di risarcimento è retto dai principi generali in materia di responsabilità civile. Sul piano del diritto civile, una persona, ad esempio il proprietario del robot, risponde di tale danno se lo ha cagionato intenzionalmente o per negligenza (art. 41 cpv. 1 CO). Se il robot è difettoso ai sensi della legge federale sulla responsabilità per danno da prodotti (RS 221.112.944) o va considerato parte di un'opera difettosa ai sensi della responsabilità civile del proprietario di un'opera (art. 58 CO), entra in linea di conto una responsabilità civile. Possono inoltre essere applicabili altre norme in materia di responsabilità, ad esempio nell'ambito della responsabilità dello Stato o della circolazione stradale.</p><p>Non è escluso che un robot causi un danno di cui in ultima analisi nessuno può essere tenuto responsabile. Anche se questi casi rivestono ancora una limitata importanza pratica, presto o tardi si porrà la questione della necessità di un disciplinamento. Non si tratta di una situazione inedita: il progresso tecnologico ha sempre comportato nuove fonti di pericoli, come i veicoli a motore, gli aeromobili, gli impianti elettrici, l'energia nucleare oppure gli organismi geneticamente modificati. Il legislatore ha reagito introducendo norme speciali che definiscono una responsabilità oggettiva e designano la persona tenuta a rispondere, anche senza colpa, degli eventuali danni causati dalla nuova tecnologia. Chi approfitta della nuova tecnologia deve anche assumersene i rischi.</p><p>La creazione di una personalità giuridica per i robot, proposta nel postulato, produrrebbe invece l'effetto opposto: essa implicherebbe sì una responsabilità personale del robot, responsabilità che sarebbe tuttavia difficile da definire. In particolare, la responsabilità sarebbe limitata al robot, il che equivarrebbe a deresponsabilizzare il proprietario o il detentore. Nel nostro ordinamento giuridico (in particolare nel diritto societario) la creazione di unità giuridiche artificiali dotate di personalità giuridica serve tipicamente a limitare la responsabilità e non ad estenderla. In una certa misura, la problematica è simile a quella dei danni cagionati da animali: il legislatore ha fornito una risposta (adeguata) instaurando il principio della responsabilità del detentore di un animale (art. 56 CO). Il detentore di un animale deve dunque provvedere a impedire danni ed eventualmente stipulare un'assicurazione. Una responsabilità diretta dell'animale non sarebbe invece appropriata.</p><p>Il Consiglio federale rinvia peraltro alla risposta all'interpellanza del gruppo liberale-radicale 15.3446, "Nuove tecnologie e apparecchi autonomi. Quadro legale per la responsabilità".</p><p>Alla luce della situazione, il Consiglio federale non ritiene al momento necessario approfondire la questione come chiesto nel postulato. Segnala inoltre che in seno all'Unione europea sono in corso corrispondenti lavori. In assenza di urgenza, è opportuno attendere i risultati di questi lavori, che potranno costituire un'ulteriore base per decidere i prossimi passi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.