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Nel frattempo, un gruppo di 83 magistrati (in 28 Stati) ha annunciato che non perseguiranno chi cerca o pratica l'aborto
WASHINGTON D.C. - Il presidente americano Joe Biden firmerà oggi la legge per una stretta sulle armi, approvata ieri e l'altroieri da Senato e Camera, prima di partire per la Germania e la Spagna dove parteciperà ai vertici del G7 e della Nato.
Frattanto, in tutti gli Stati Uniti continuano le proteste contro la sentenza della Corte Suprema che ha di fatto abolito l'aborto negli Stati Uniti a livello federale.
Come conseguenza della sentenza della Corte suprema, sette Stati americani hanno bandito l'aborto subito dopo la decisione e altri sette lo faranno nei prossimi 30 giorni. Si tratta di Stati a guida repubblicana che avevano già varato restrizioni sull'interruzione di gravidanza ma sono in tutto 26 quelli in cui l'aborto potrebbe essere bandito per sempre.
Intanto, un gruppo di 83 magistrati in 28 Stati Usa hanno annunciato pubblicamente che non perseguiranno chi cerca o pratica l'aborto. «Non tutti siamo d'accordo a livello personale o morale sulla questione dell'aborto. Ma siamo uniti nella nostra ferma convinzione che i magistrati abbiano la responsabilità di astenersi dall'utilizzare le risorse limitate del sistema legale penale per criminalizzare decisioni personali», secondo una nota congiunta partita dal procuratore di Los Angeles, George Cascon.
Tra i magistrati c'è chi vive e opera in uno degli Stati che intendono garantire il diritto all'aborto come California e Illinois, ma ce ne sono anche 11 di Stati che hanno già attuato leggi severissime contro l'aborto come Texas, Louisiana e Alabama.