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ANNAPOLIS - Un paio di mesi fa, con il rallentamento della campagna vaccinale, diversi Stati americani hanno realizzato una lotteria con ricchi premi per incoraggiare la popolazione a farsi inoculare uno dei preparati anti-Covid approvati dall'organo sanitario nazionale.
Qualche tempo dopo, con milioni di dollari consegnati ai vincitori, c'è chi ha iniziato a trarre i primi bilanci su tali incentivi. I funzionari del Maryland, Stato che ha proposto la lotteria (spendendo 2 milioni di dollari in incentivi), hanno descritto la mossa come «un successo senza riserve», in quanto ha permesso di raggiungere l'obbiettivo di inoculare il 70% degli adulti con almeno una dose di vaccino entro l'estate. Lo riporta il Washington Post.
«Ne facciamo un'altra»
Per i funzionari del piccolo Stato nell'est del Paese, la lotteria ha funzionato così bene che hanno deciso di iniziarne un'altra, a favore dei giovani dai 12 ai 17 anni, che avranno la possibilità di vincere una borsa di studio in un college. «Alcune persone hanno solo bisogno di un piccolo incentivo per andare a farsi vaccinare. Ora speriamo d'incoraggiare anche i più giovani a farlo», ha dichiarato a riguardo il governatore Larry Hogan.
«La nostra media di dosi giornaliere somministrate rispetto alla popolazione è balzata al primo posto nella nazione nel periodo successivo all'annuncio», ha poi aggiunto un portavoce di Hogan, «abbiamo tenuto e guadagnato terreno nella classifica nazionale nel corso della lotteria».
Nonostante la convinzione del Governo del Maryland, però, rimane poco chiaro quanto sia stato significativo il ruolo della lotteria nel motivare le persone a vaccinarsi, e ci si chiede se lo Stato avrebbe raggiunto lo stesso il suo obbiettivo anche senza incentivi. Ad esempio in Virginia, dove non è stata fatta alcuna lotteria, si è comunque raggiunto il 71,9% di adulti vaccinati.
«Ci ha pensato il Covid a convincermi»
Il cittadino del Maryland Gerard Dupree, che ha vinto 40'000 dollari nella lotteria vaccinale, ha dichiarato al quotidiano statunitense che non è convinto che dare soldi e altre ricompense - come pizze gratis, carte regalo o sconti - per ottenere più inoculazioni funzioni.
Ad esempio, ha avuto l'effetto opposto tra alcuni suoi familiari e amici non ancora vaccinati, diffidenti dei funzionari del Governo, che si sono chiesti «perché sono così insistenti nel dare incentivi per farci vaccinare?». Insomma, ha reso ancor più sospettose le persone già sfiduciate.
Lui è stato motivato dalla lotteria? No, è stato il coronavirus a convincerlo: ha deciso di farsi somministrare il preparato dopo aver contratto il virus: «Preferisco avere a che fare con gli effetti collaterali del vaccino che con i sintomi del Covid».
Il caso dell'Ohio: «Può funzionare, all'inizio»
Il professore di medicina della Boston University School of Medicine Allan J. Walkey ha studiato l'effetto della lotteria svoltasi in Ohio. In una pubblicazione sul Journal of the American Medical Association, l'esperto ha notato che i tassi di vaccinazione giornalieri sono in realtà rallentati dopo l'introduzione dell'incentivo.
Come mai? Secondo Walkey, il problema ha riguardato la tempistica: la maggior parte della gente aveva già fatto il vaccino prima che la lotteria fosse annunciata, e di conseguenza, la maggior parte dei premi sono stati assegnati a coloro che erano già vaccinati, il che l'ha resa più una ricompensa per i vaccinati piuttosto che uno stimolo per le persone indecise.
In conclusione, «penso che sia stato un buon tentativo e probabilmente vale la pena fare uno sforzo iniziale, ma continuare a provare le lotterie a questo punto non porterà benefici», sostiene il docente.
Un paio di mesi fa, con il rallentamento della campagna vaccinale, diversi Stati americani hanno realizzato una lotteria con ricchi premi per incoraggiare la popolazione a farsi inoculare uno dei preparati anti-Covid approvati dall'organo sanitario nazionale.