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BAGHDAD - Costerà 100 miliardi di dollari la ricostruzione dell'Iraq dopo gli oltre tre anni di guerra con l'Isis. Lo afferma il governo iracheno, che presenterà un piano decennale alla prossima conferenza dei Paesi donatori, in programma in Kuwait in febbraio.
Secondo il ministro della Pianificazione iracheno, Salman Al Jumaily, 47 miliardi di dollari saranno necessari per riparare le infrastrutture. Ma nel conto delle perdite, contenute in un rapporto finito in questi giorni dal ministero, non sono inclusi i danni subiti dai privati, in termini di distruzione di case, negozi e altre attività economiche, che saranno illustrati in una prossima relazione. Il conto totale, quindi, dovrebbe arrivare ad una cifra di 100 miliardi.
«Il processo di ricostruzione - ha sottolineato Jumaily - dipenderà da quello che potrà essere stanziato nel bilancio dello Stato, dall'afflusso degli investimenti stranieri e dai programmi di aiuto delle organizzazioni internazionali».
Ma sulle donazioni e investimenti stranieri ancora non si hanno indicazioni. L'amministrazione americana del presidente Donald Trump ha detto di non essere disposta ad impegnarsi in modo significativo. Baghdad spera in finanziamenti dall'Arabia Saudita e da altri Paesi del Golfo, ma anche l'Iran potrebbe avere un ruolo importante.