Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/225311

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua ordinanza del 16 marzo 2020 il Consiglio federale ha vietato, o fortemente limitato, gli interventi elettivi in ragione della crisi dovuta al coronavirus, crisi che perdura a tutt'oggi. Non è ancora chiaro se tutti gli interventi e i trattamenti siano nel frattempo stati recuperati o se debbano ancora esserlo, così come non è chiaro quali siano le possibili complicazioni o malattie secondarie associate a questo provvedimento. Sono invece stati studiati molto meglio gli effetti psicologici della pandemia.</p><p>Il divieto di effettuare interventi elettivi imposto un anno fa potrebbe servire ad avviare un'analisi basata sui fatti. In tal modo si potrebbe creare una buona base di dati che potrebbe essere utile per l'attuazione della LAMal (art. 39 cpv. 1 lett. d). Sarebbe così possibile individuare eventuali interventi e trattamenti non necessari sotto il profilo medico (sospetto di offerta di prestazioni eccedentaria), ma anche eventuali ripercussioni sulla salute dei mancati trattamenti (tendenza a un'offerta di prestazioni carente). Idealmente, questi dati potrebbero fornire una base per una migliore pianificazione del fabbisogno di prestazioni.</p><p>Poiché l'assistenza sanitaria non si ferma alle frontiere cantonali, l'autrice della presente interpellanza ritiene importante che un'analisi di questo tipo venga effettuata in tutti i Cantoni.</p><p>Attualmente sono pendenti numerosi interventi parlamentari che chiedono al Consiglio federale di trarre insegnamenti dalla pandemia di coronavirus (p. es. la mozione Ettlin Erich 20.3282 "Trarre insegnamenti dalla pandemia di COVID-19 per il sistema sanitario svizzero" e la mozione CSSS-N 20.3165 "Per una strategia di prevenzione e di crisi basata sui rischi per lottare contro le malattie trasmissibili").</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Ha in programma uno studio o un'analisi, nel quadro della valutazione della gestione della crisi pandemica (prima ondata), che persegua l'obiettivo summenzionato?</p><p>2. Se sì, chi se ne occuperà e su quali settori verterà?</p><p>3. Se no, sarebbe disposto a far esaminare anche questo aspetto nel quadro degli interventi parlamentari pendenti e del loro disbrigo? Se no, per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-2. Nel quadro dell'aumento dei costi sanitari e degli attuali lavori della Confederazione finalizzati al contenimento degli stessi, già prima della pandemia di coronavirus erano stati intrapresi svariati studi per analizzare l'aumento del volume delle prestazioni sanitarie non giustificabili sotto il profilo medico. Il Consiglio federale ha tra l'altro incaricato un mandatario esterno di stimare il potenziale di efficienza presunto per le prestazioni secondo la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10). Lo studio ("Effizienzpotential bei den KVG-pflichtigen Leistungen") conferma che in quasi tutte le categorie di prestazioni sussiste un potenziale di efficienza pari al 16-19 per cento delle prestazioni secondo la LAMal, dovuto sia a volumi eccessivi sia a prezzi troppo elevati delle prestazioni sanitarie. Inoltre, il tema dell'offerta eccedentaria e insufficiente di prestazioni nel sistema sanitario viene analizzato nell'atlante dell'assistenza sanitaria in Svizzera ("Schweizer Atlas der Gesundheitsversorgung"), che in passato ha messo in luce rilevanti variazioni regionali e temporali nelle cure prestate nell'ambito dell'assistenza sanitaria. L'Osservatorio svizzero della salute (Obsan), in collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), sta rielaborando e ampliando questo atlante, i cui dati, che saranno aggiornati a cadenza annuale, dovrebbero consentire di illustrare eventuali variazioni rilevate nell'assistenza sanitaria nel 2020.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene inoltre importante analizzare i mutamenti nell'andamento dei costi e dei volumi alla luce degli eventi legati alla pandemia di coronavirus. Per questo, già la scorsa primavera sono state fatte le prime riflessioni in proposito ed è stato constatato che mostrare il nesso causale tra la riduzione delle prestazioni mediche e i provvedimenti contro il coronavirus costituisce una vera e propria sfida. Per esempio, è metodologicamente difficile distinguere se le prestazioni mediche non erano effettivamente urgenti e potranno essere recuperate in seguito o se non sono state richieste a causa di un cambiamento nel comportamento della popolazione dovuto alla pandemia. Inoltre, al momento non sono ancora disponibili i dati necessari per comprenderlo. Ciononostante, nel quadro della valutazione delle ripercussioni della pandemia in termini di costi, il Consiglio federale ha incaricato un mandatario esterno di analizzare le conseguenze sugli ospedali del divieto di interventi, nonché di stabilire in quale misura possano essere fatte affermazioni valide sulla quota di prestazioni non indicate dal punto di vista medico all'interno del sistema sanitario. I risultati dovrebbero essere disponibili già nel 2021.</p>  Risposta del Consiglio federale.