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Renoir Pierre-Auguste (1841-1919)
Pittore francese tra i massimi esponenti dell’Impressionismo. Figlio di un sarto di Limoges, trascorre l’infanzia a Parigi. Il padre, intuite le sue capacità artistiche, lo indirizza alla decorazione della porcellana. Nel 1862 si iscrive alla Scuola di Belle Arti, dove segue i corsi di Charles Gleyre ed Emil Signal. È nel contesto scolastico che incontra Monet, Sisley, Bazille e in seguito Cezanne e Pissarro: insieme saranno, dieci anni più tardi, il nucleo fondamentale del movimento impressionista.
Li accomuna l’ammirazione per i pittori anticonformisti dell’epoca e la passione per la pittura en plein air: nella primavera del 1864 Renoir e gli altri membri del gruppo si recano nella foresta di Fontainbleau per dipingere la natura dal vivo e coglierne per intero tutte le suggestioni, le sfumature, le emozioni. Il loro modo di interpretare la natura, abbandonando il contorno, per privilegiare i colori e i dettagli della luce e delle ombre, segna l’inizio della rivoluzione impressionista della pittura. Renoir partecipa nel 1874 alla prima mostra degli impressionisti che si tiene al boulevard des Capucines e che tanto scandalo desta tra i contemporanei.
Nel 1880 incontra la futura moglie, Aline Victorine, e con lei si trasferirà a Essoyes de Champagne, sua città natale.
Nel 1881 gli influssi di un viaggio in Italia lo allontanano progressivamente dagli stilemi impressionisti: la pittura rinascimentale, e in particolare le opere di Raffaello ammirate a Roma, lo spingono a un ritorno al classicismo, alla riscoperta delle forme, dei volumi, dei contorni, del disegno. Ne scaturisce uno stile più severo e freddo che caratterizzerà le opere di questo periodo, fino al 1890. Nell’ultimo decennio del secolo la sua arte tornerà ai paradigmi della produzione giovanile, con un particolare predilezione per scene domestiche e nudi femminili.
All’inizio del Novecento le sue condizioni di salute vanno rapidamente peggiorando a causa di una grave artrite: negli ultimi anni di vita dipinge a fatica, ma non interrompe mai la sua produzione, arrivando a farsi legare i pennelli ai polsi pur di continuare a lavorare alle sue opere. Si spegne nel dicembre del 1919, poco dopo aver terminato il suo ultimo capolavoro, “Le Bagnanti”.