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"Non ci può essere una fine della crisi economica senza una fine della crisi sanitaria: mettere fine alla pandemia è un problema risolvibile, ma richiede un'ulteriore azione globale coordinata". Lo afferma la direttrice generale del Fmi, Kristalina Georgieva, proponendo un piano da 50 miliardi di dollari per mettere fine alla pandemia.
"Il mondo non deve sperimentare il dolore di una altro balzo di casi di Covid: con una forte azione globale ore e pochi finanziamenti rispetto ai benefici, possiamo uscire da questa crisi finanziaria", ha detto l'economista bulgara in occasione di un vertici sulla salute organizzato a Roma nel quadro del G20.
Secondo Georgieva "le scelte politiche in materia di pandemia sono scelte economiche", che devono combattere "pericolose divergenze" nell'andamento della ripresa globale che possono solo "peggiorare con l'aumentare del divario tra i paesi ricchi che hanno accesso ai vaccini e i paesi poveri che non ce l'hanno".
Oltre alle donazioni di vaccini il Fondo propone di tutelarsi contro i rischi - anche economici - legati a nuove varianti che potrebbero richiedere nuove campagne: "ciò significa investire in una capacità di produzione di vaccini aggiuntiva di 1 miliardo di dosi, aumentare la sorveglianza genomica, con il controllo della catena di approvvigionamento e piani di emergenza per gestire le mutazioni dei virus o choc nell'offerta" di vaccini.
La proposta del Fmi prevede un ambizioso sforzo di vaccinare almeno il 40% della popolazione globale entro la fine di quest'anno e il 60% o più nella prima metà del 2022. La seconda parte della proposta riguarda l'assicurarsi contro i nuovi rischi al ribasso legati alle nuove varianti del Covid: "questo significa investire nella produzione di vaccini, rafforzare la sorveglianza e delineare piani di emergenza per gestire le mutazioni del virus o gli shock alle catene di approvvigionamento", afferma Georgieva. La terza gamba della proposta del Fmi prevede la gestione del periodo ad interim in cui le forniture di vaccini sono limitate con i test , il tracciamento e misure di sanità pubbliche.
"Come abbiamo già detto un'uscita più veloce dalla pandemia non solo salva vite ma potrebbe essere anche l'equivalente di un'iniezione da 9.000 miliardi di dollari nell'economia globale entro il 2025 grazie a una più rapida ripresa dell'attività economia", spiega Georgieva. "Le economie avanzate, alle quali si chiede di contribuire maggiormente a questo sforzo, vedranno probabilmente i maggiori rendimenti sugli investimenti pubblici nella storia moderna, catturando il 40% dei guadagni del pil e circa 1.000 miliardi di dollari in ulteriori entrate fiscali", osserva Georgieva.