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La Corte suprema statunitense (la neo eletta giudice Amy Barrett non si è espressa motivando la sua decisione con il poco tempo per familiarizzarsi con il dossier in questione) ha consentito alla North Carolina (Stato in cui sono a disposizione 15 Grandi elettori) e uno degli Stati in bilico della presidenziale 2020, il conteggio dei voti per corrispondenza ricevuti entro nove giorni dall'Election Day purché abbiano il timbro postale antecedente.
Una vittoria per i democratici, una sconfitta per Donald Trump e i repubblicani, i quali avevano chiesto che fosse reintrodotta l'estensione di soli tre giorni decisa dal Parlamento statale lo scorso giugno. Una Corte d'appello federale aveva autorizzato i nove giorni disposti dalla commissione elettorale statale a causa della pandemia legata al coronavirus.
Doppia sentenza #CorteSuprema a pochi giorni da #elezioni in #USA— Emiliano Bos (@emilianobos) October 29, 2020
Giudici respingono per ora tentativi #repubblicani di limitare #voto postale
Saranno valide le schede elettorali pervenute entro 3 giorni dopo voto (#Pennsylvania) e 9 giorni dopo (#NorthCarolina)@RSInews https://t.co/pXtFzEuteC
Stesso scenario in Pennsylvania (in gioco 20 grandi elettori) che però limita a tre giorni la possibilità di contare le schede arrivate per posta dopo il 3 novembre, giorno dell’elezione, ma che abbiano un timbro postale antecedente l’Election Day. A causa della pandemia di coronavirus gli americani votano molto più massicciamente per posta rispetto al passato. Non è comunque chiaro quanti giorni servano al servizio postale USA per consegnare le buste elettorali, vista anche la recente cura dimagrante cui è stato sottoposto. La questione era già stata sollevata alcune settimane fa e la Corte suprema potrebbe esprimersi nuovamente sulla questione anche per altri Stati dell’Unione.
ATS/Swing