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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Poco tempo dopo la votazione sull'entrata della Svizzera nello Spazio economico europeo (SEE) il Canton Ginevra mediante un'iniziativa e diversi parlamentari mediante interventi chiedevano l'abrogazione della Lex Friedrich. Anche il Consiglio federale approvava la necessità di liberalizzare le disposizioni sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero, opponendosi tuttavia a un'immediata abrogazione senza misure sostitutive. Esso proponeva alle Camere federali con messaggio del 23 marzo 1994 (FF 1994 II 461) un notevole alleviamento della Lex Friedrich e affidava nel contempo a una commissione d'esperti, presieduta dalla signora Cornelia Füeg (a quel tempo consigliere di Stato del Canton Soletta) il compito di esaminare se in una seconda fase fosse opportuno abrogare totalmente la Lex Friedrich. Inoltre la commissione doveva esaminare la questione della necessità d'introdurre misure sostitutive.</p><p></p><p>Nell'aprile del 1995 la commissione Füeg consegnava al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) il suo rapporto. La commissione riteneva un'abrogazione della Lex Friedrich appropriata, ma in pari tempo osservava pure che l'edificazione di appartamenti di vacanza doveva avvenire nell'ambito di un quadro giuridico ben definito e regolamentato. Per motivi politici le suddette proposte non furono portate avanti poiché perfino la summenzionata revisione parziale della Lex Friedrich venne respinta dal popolo in occasione della votazione sul referendum nel giugno del 1995. L'analisi VOX, successivamente realizzata a tal proposito, fece chiaramente emergere che il rifiuto andava sostanzialmente addebitato alla liberalizzazione nell'ambito delle abitazioni di vacanza. Il sondaggio rivelò che addirittura l'87% di coloro che avevano espresso un voto favorevole ritenevano giustificata una limitazione per quanto attiene all'acquisto di abitazioni di vacanza da parte di persone all'estero.</p><p></p><p>Pochi mesi dopo la consultazione popolare venivano depositate diverse iniziative cantonali nonché interventi parlamentari che chiedevano una cantonalizzazione più o meno estesa della Lex Friedrich. Il Consiglio federale si è opposto a tale richiesta esortando al rispetto delle decisioni prese democraticamente. Il Consiglio federale si è pure ispirato a siffatte considerazioni di natura politica statuale in occasione della sua proposta, presentata nel quadro del programma d'investimenti 1997, di aprire parzialmente il mercato immobiliare per le persone all'estero (FF 1997 II 1048). La circostanza che tale revisione della Lex Friedrich, entrata in vigore il 1° ottobre 1997, non abbia pressoché incontrato opposizione, è da attribuire al fatto che le disposizioni in materia d'assoggettamento al regime dell'autorizzazione e di contingentamento delle autorizzazioni per abitazioni di vacanza non sono state intaccate. Anche per quanto attiene ai negoziati bilaterali con l'UE, il Consiglio federale ha tenuto conto del contesto politico interno precedentemente menzionato e di conseguenza un alleviamento delle limitazioni d'acquisto di abitazioni di vacanza non è stato fatto oggetto di negoziato. </p><p></p><p>Obbiettivo principale d'integrazione politica per la Svizzera deve ora essere la ratifica e l'applicazione degli accordi bilaterali con l'UE. Sino all'attuazione di tali accordi il Consiglio federale non è disposto ad aprire un dibattito sull'abrogazione della Lex Friedrich. Esso condivide tuttavia il parere dell'autore della mozione che in caso di eventuali altri passi intesi all'integrazione, l'abrogazione delle restrizioni relative al mercato immobiliare svizzero valide per cittadini stranieri potrebbe rivelarsi necessaria e che per quella data occorra approntare misure sostitutive non discriminatorie. A tal riguardo è senz'altro possibile avvalersi del rapporto Füeg. E' ben vero che quest'ultimo non contempla un concetto normativo particolareggiato, tuttavia sulla base di una gamma di strumenti di natura pianificatoria e fiscale esso evidenzia come si potrebbe garantire uno sviluppo controllato dell'edificazione delle abitazioni secondarie e di vacanza. A medio termine siffatte proposte andranno precisate in modo approfondito.</p><p></p><p>Il Consiglio federale è disposto a predisporre tali lavori e a presentare un rapporto al Parlamento quando l'accordo bilaterale con l'UE sarà stato messo in atto con successo. Esso propone dunque di trasformare la mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.