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L'ordinamento liceale prevede che le ore dedicate alle compresenti introduzioni all'economia e al diritto siano distribuite in due momenti separati, in prima e in quarta liceo. Di ciò si tiene conto nell'organizzare la trattazione degli argomenti: l'interruzione, infatti, impedisce il collegamento diretto che invece si potrebbe avere seguendo un iter usuale.
Nella prima classe l'insegnamento ha un taglio prevalentemente descrittivo, tendente a fare in modo che l'allievo possa rendersi conto dell'esistenza dei fenomeni economici e dei fenomeni giuridici nella realtà sociale. Nella quarta, riprendendo e approfondendo lo studio avviato in prima, si cercherà di porre maggiormente l'accento sul lato scientifico delle due discipline. Si tratterà dunque di mostrare la complessità e il rigore delle materie che studiano questi aspetti della realtà. L'analisi dovrà pure fornire un primo approccio agli aspetti epistemologici della materia trattata, da intendere qui soprattutto nel senso di una riflessione sugli strumenti e sui metodi propri alle due discipline.
Il percorso pedagogico e intellettuale degli allievi può dunque essere riassunto nei termini seguenti:
Secondo quali criteri possiamo affermare che una valutazione, una metodologia didattica o una scelta pedagogica è giusta e vera? Oggi, anche per il docente come per lo studente e la scuola stessa inseriti nel contesto di una società postmoderna, non esiste più la verità unica, universale e capace di unificare le altre, ma esistono solo combinazioni pragmatiche. La diffusione dei massmedia ha prodotto la dissoluzione dei punti di vista centrali, moltiplicando la complessità del reale, favorendo l'affermazione delle minoranze e creando le premesse per un nuovo modo d'essere e di operare. Nella nostra società, attraversata da una molteplicità di linguaggi, d'informazioni e di modelli in continua trasformazione, il sapere stesso, come la trasmissione del sapere, deve favorire la formazione e lo sviluppo di una sensibilità alle differenze, rafforzando la capacità d'orientamento e di scelte tra ciò che non è più qualificabile con una sola unità di misura.
L'educazione fisica, nel suo specifico contesto, dopo periodi in cui - in posizioni subordinate e di stretta dipendenza - si è trovata a svolgere attività d'ispirazione paramilitare, igienico-sanitaria, agonistico-sportiva e aderenti alle tematiche psicosociomotorie legate alla sfera espressiva, dispone ora degli elementi per sviluppare una propria ricerca, individuare un proprio oggetto di studio e definire un campo d'azione originale. Essa può legittimamente pretendere di iscriversi in una dimensione scientifica, cercando di privilegiare e di attuare concretamente tutte le possibilità d'interazione e di lavoro comune con materie come la biomeccanica, la biologia, la medicina, la psicologia, la sociologia, il disegno, la musica e la storia dell'arte.
L'educazione fisica, interessandosi dell'individuo in movimento che agisce nella sua totalità cognitiva, sociale, affettiva ed espressiva, partecipa in modo attivo alla crescita dell'essere umano. Essa presenta delle possibilità sperimentative e d'analisi che altre materie scolastiche non sempre possono offrire.
Questo documento, elaborato dai docenti di educazione fisica dell'istituto, propone nelle pagine seguenti un percorso pedagogico, didattico e di valutazione che s'inserisce nel tentativo di superare lo stato di ‘crisi' in cui anche l'educazione fisica si trova. Funge da testo di riferimento l'elaborato del gruppo cantonale disciplinare per l'ORRM (Educazione fisica e sportiva, obiettivi generali e fondamentali, maggio 1997).
Si rinvia al Piano cantonale degli studi liceali per quanto attiene alla descrizione dei caratteri generali, degli obiettivi di studio disciplinari e dei contenuti programmatici dei due anni di corso.
L'insegnamento delle arti visive concorre allo sviluppo di uno spirito aperto e alla formazione intellettuale ed estetica degli allievi.
Introduce, con letture strutturali ed esperienze pratiche, alla comprensione delle arti visive (pittura, scultura, architettura, fotografia e cinema) e alla riflessione sul ruolo dei media visivi contemporanei.
Affina la sensibilità estetica e sviluppa competenze tecnico-strumentali necessarie alla rappresentazione di realtà oggettive e soggettive.
Stimola l'immaginazione, le percezioni e i pensieri visivi, cerca di far scoprire e sviluppare l'autonomia creativa.
Educa al rispetto e alla considerazione del patrimonio artistico. Inoltre le arti visive, basandosi su conoscenze provenienti da altre discipline (specialmente umanistiche), possono stimolare ipotesi di studio e di attività interdisciplinari.
L'insegnamento delle arti visive implica autodisciplina, perseveranza, piacere e disponibilità a sperimentare. Con ciò gli allievi imparano a prendere coscienza dei propri limiti, delle proprie aspirazioni e ad essere produttivi con senso di responsabilità e spirito critico. Perciò, per l'insieme del biennio, si mira a fare acquisire i seguenti atteggiamenti:
Il programma è stato volutamente impostato su base sperimentale. È infatti opinione del gruppo di materia che il laboratorio abbia incidenza notevole nel raggiungimento di molti degli obiettivi previsti sia per la prima sia per la seconda. Questo comporterà naturalmente una revisione della disposizione delle ore di attività dimostrative.
Essendo in atto una sperimentazione didattica, certo non destinata a esaurirsi entro uno o due anni, il gruppo ritiene che occorra verificare nelle classi argomenti, metodi e tempi di esecuzione, prima di potere effettuare una qualunque analisi di riscontro: il piano potrebbe quindi subire modificazioni anche sostanziali negli anni futuri.
Questo programma è conseguente all’indirizzo dato dal PQS e dal Piano cantonale degli studi liceali, dove sono indicati gli obiettivi generali del settore delle scienze sperimentali e gli obiettivi disciplinari specifici della biologia.
Gli obiettivi generali e quelli specifici comuni a tutto il settore della matematica e delle scienze sperimentali sono definiti nel Piano cantonale degli studi liceali, al quale si rimanda.
Accanto al corso introduttivo - obbligatorio per tutti gli studenti del liceo - che ha necessariamente carattere generalistico, è offerta agli alunni la possibilità di scegliere l'economia e il diritto come opzione specifica (dalla seconda alla quarta liceo), oppure come opzione complementare (dalla terza alla quarta).
L'opzione specifica è un ampliamento dell'analisi e dello studio della realtà sociale nel solco degli obiettivi già tracciati con il corso introduttivo del primo anno. Si tratta, infatti, di avvicinare la comprensione delle società umane attraverso i fenomeni dell'economia e del diritto e i loro problemi più importanti e di descrivere alcuni aspetti dell'ambiente economico, giuri dico e istituzionale della Svizzera.
Specialmente durante il terzo e il quarto anno di corso, l'opzione specifica dovrebbe permettere di approfondire le due materie negli aspetti metodologici, superando quell'impostazione prevalentemente descrittiva del corso fondamentale del primo anno e del corso di seconda.
Il Liceo cantonale di Lugano 1 è nato come unico liceo del Canton Ticino nell'anno scolastico 1852-1853. Nei suoi primi anni di vita il liceo contava dai 20 ai 30 studenti. Attualmente nel Canton Ticino esistono 6 istituti di studi superiori.
Oggi, il solo Liceo cantonale di Lugano 1 conta 50 classi e più di mille studenti.
Liceo cantonale di Lugano 1
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