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La Comunione delle Chiese Protestanti d'Europa attribuisce alla città sul Verbano il prestigioso riconoscimento di "città europea della Riforma"
(ve) Alla città di Locarno è stato attribuito il marchio di "Città della Riforma". La decisione è stata comunicata alle autorità della città sul Verbano dal vescovo evangelico Michael Bünker, presidente della Comunione delle Chiese Protestanti d'Europa CCPE. Nella lettera indirizzata al sindaco di Locarno, Alain Scherrer, a metà febbraio, Bünker scrive: "La storia della comunità riformata di Locarno, nel 16. secolo, rappresenta un esempio della varietà di espressioni assunte dal movimento di rinnovamento della fede cristiana che va sotto il nome di Riforma protestante".
Poco dopo il 1530, a Locarno si era costituita una comunità riformata comprendente oltre trecento persone. In seguito alla decisione della Dieta confederata, nel 1555 i protestanti locarnesi furono posti di fronte a una difficile decisione: abiurare o scegliere la via dell'esilio. Molte persone decisero allora di lasciare il Ticino pur di non dover rinnegare le proprie convinzioni in materia di fede. Il pastore della Chiesa evangelica riformata di Locarno e dintorni, Angelo Cassano, spiega i motivi della richiesta del riconoscimento di "Città della Riforma".
Come mai avete fatto richiesta, come città di Locarno, per essere inseriti nel novero delle città della Riforma, in questo anno di celebrazioni del quinto centenario?
Abbiamo proposto Locarno come città della Riforma perché riteniamo che Locarno occupi un posto significativo nella storia della Riforma. Locarno città della Riforma significa rievocare eventi storici accaduti verso la metà del Cinquecento. Lo facciamo non certo con spirito polemico, ma nel segno della riconciliazione, col desiderio di sanare le ferite del passato e per guardare al futuro con speranza. Voglio ricordare che nel 16. secolo si era costituita a Locarno una fiorente comunità protestante, poi nel 1555 alcune delle più importanti famiglie del locarnese, che avevano abbracciato la Riforma - e penso ai Muralto, agli Orelli - furono costrette all’esilio. Il ritorno dei protestanti in Ticino e quindi a Locarno avrà poi luogo solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.
Per questo motivo oggi Locarno Città della Riforma ha il sapore di un processo di riconciliazione soprattutto con la chiesa cattolica. In questo modo io sono convinto che insieme sapremo meglio affrontare le sfide dei nostri giorni, senza mai perdere di vista il valore della libertà.
Proprio su questo temine, libertà, la città di Locarno ha qualcosa da dire...
Certo, a Locarno avremo varie iniziative legate alla Riforma, ma tutte nascono dalla consapevolezza dell’importanza della libertà. Locarno è stata nel 1925 Città della Pace, ora diventa Città della Riforma. In un mondo caratterizzato da paure ed ombre, in un mondo che sembra essere disposto a barattare la libertà con la sicurezza, noi evangelici riformati del Locarnese, ma di tutto il Ticino, vogliamo riaffermare il messaggio di libertà despresso dalla Riforma protestante. Ieri come oggi abbiamo bisogno di libertà dai pregiudizi, libertà dalle superstizioni, ma anche e soprattutto libertà di coscienza.
Quali sono i principali eventi che avete organizzato a Locarno per ricordare i 500 anni della Riforma?
Ci saranno conferenze, ci sarà uno spettacolo teatrale legato proprio all’espulsione dei locarnesi nel 1555, ci saranno concerti, ma ritengo che la manifestazione principale di Locarno città della Riforma è quella prevista all’inizio dell’autunno. La manifestazione - che in quanto Chiesa evangelica riformata stiamo organizzando insieme alle autorità cittadine -, prevede una mostra, una tavola rotonda con esperti, una celebrazione ecumenica e una fiaccolata che dal castello di Locarno confluirà nella piazzetta della Riforma, con la presenza naturalmente anche della Chiesa cattolica e delle autorità locali politiche che hanno abbracciato questo progetto con grande convinzione.