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Il Protocollo di Göteborg del 1999 è uno dei protocolli aggiuntivi alla Convenzione sull'inquinamento atmosferico attraverso le frontiere a lunga distanza. Definisce obiettivi di riduzione per le emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi d'azoto (NOx), ammoniaca (NH3) e composti organici volatili (COV) che mirano a limitare gli effetti di tali inquinanti sulla salute umana e sugli ecosistemi. Tra i Paesi firmatari di questo protocollo paneuropeo, oltre alla Svizzera, figurano la maggior parte degli Stati dell'UE, gli USA e il Canada.
La Svizzera, così come la maggior parte degli altri 24 Stati firmatari, ha raggiunto gli obiettivi per il 2010 definiti nel Protocollo di Göteborg. Questa tappa è un primo passo nella giusta direzione. Tuttavia, è necessario ridurre ulteriormente le emissioni, che sono ancora troppo elevate.
In analogia alla legislazione svizzera, il Protocollo di Göteborg definisce valori limite per le emissioni di inquinanti degli impianti di combustione (riscaldamenti e impianti industriali), per le emissioni di solventi, per i gas di scarico di veicoli a motore e macchine, nonché per le emissioni di ammoniaca nell'agricoltura, provenienti sia dal deposito e dallo spargimento di liquami che dall'allevamento di animali.
Gli obiettivi di riduzione della Svizzera fanno riferimento alla Strategia dell'11 settembre 2009 concernente i provvedimenti di igiene dell'aria adottati dalla Confederazione. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di ammoniaca nell'agricoltura si basano invece sul Messaggio del 1° febbraio 2012 del Consiglio federale al Parlamento concernente l'evoluzione della politica agricola negli anni 2014-2017.
Durante la conferenza che si terrà a Ginevra dal 30 aprile al 4 maggio, la Svizzera sarà rappresentata da una delegazione guidata da Martin Schiess, capo della divisione Protezione dell'aria e radiazioni non ionizzanti (RNI) dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). In base al mandato conferitole il 18 aprile dal Consiglio federale, la delegazione svizzera si impegnerà per ridurre ulteriormente le emissioni dei composti azotati (ammoniaca e ossidi d'azoto), di biossido di zolfo e dei composti organici volatili e per fissare degli obiettivi di riduzione per le emissioni di polveri fini. Essendo direttamente toccata dalle emissioni degli altri Paesi, la Svizzera è notevolmente interessata a una convenzione efficace che limiti l'inquinamento atmosferico in Europa.