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BERNA - Il lupo in Svizzera dovrebbe essere meno protetto. È quanto prevede il messaggio adottato oggi dal Consiglio federale riguardante la revisione parziale della legge sulla caccia, in cui si prevede che la Confederazione rinegozi la Convenzione di Berna, affinché questo canide venga declassato da «specie assolutamente protetta» a «specie protetta».
Nella sua seduta odierna, indica una nota governativa, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) dovrà inoltrare la richiesta al Consiglio d'Europa entro fine luglio 2018. Una proposta analoga della Svizzera era già stata respinta nel 2006 dal comitato permanente della Convenzione di Berna, ricorda tuttavia il comunicato.
La decisione dell'Esecutivo si basa sull'iniziativa cantonale inoltrata dal Canton Vallese "Lupo. La festa è finita!", approvata dalla Commissione del Consiglio agli Stati incaricata dell'esame preliminare e dettasi favorevole al declassamento del lupo.
Sempre in relazione a questo animale, la rivista legge prevede già degli allentamenti riguardo la situazione attuale in applicazione a una mozione del consigliere agli Stati Stefan Engler (PPD/GR). Vengono istituite le basi legali per regolare le popolazioni di lupi prima che nascano grossi conflitti, muovendosi tuttavia ancora nell'alveo della Convenzione di Berna.
È così introdotta la possibilità di regolare le popolazioni di lupi, per permettere una coabitazione meno conflittuale con gli esseri umani. Attualmente soltanto gli animali isolati possono essere abbattuti. In futuro dovrebbe quindi essere possibile abbattere animali protetti - oltre al lupo, il Governo ha incluso lo stambecco e il cigno reale, cui potrebbero aggiungersi a seconda dell'esito dei dibattiti il castoro e la lince - quando generano conflitti, provocano danni ingenti o rappresentano un pericolo concreto per l'uomo, nonostante le misure di prevenzione.
I Cantoni non dovrebbero essere obbligati a dimostrare che vi è stato un danno concreto e saranno pienamente competenti di intervenire, previa consultazione con l'Ufficio federale dell'ambiente.
La revisione della legge prevede anche il reciproco riconoscimento degli esami cantonali di caccia, per il superamento dei quali la Confederazione dovrà prescrivere ai Cantoni le nuove materie d'esame ( "biologia della fauna selvatica", "gestione delle specie e degli spazi vitali", "protezione degli animali" e "manipolazione delle armi").
Infine, il Governo intende adeguare e integrare le disposizioni sulle specie cacciabili e i loro periodi di protezione, modificate nel 2012 con la revisione dell'ordinanza sulla caccia: la legge prevede la protezione della moretta tabaccata e della pernice grigia, include il corvo comune fra le specie cacciabili e accorcia il periodo di protezione per il cinghiale e il cormorano.
La normativa sancisce al contempo un periodo di protezione per tutte le specie indigene e adegua inoltre anche la gestione di quelle non indigene. In virtù della strategia per le specie esotiche invasive, il daino, il cervo sika e il muflone saranno cacciabili tutto l'anno.