Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01069.jsonl.gz/781

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Pascal Jaussi, fondatore della Swiss Space System Holding (S3) (foto d'archivio).
Keystone/SANDRO CAMPARDO(sda-ats)
Il Ministero pubblico friburghese ha avviato un procedimento penale contro Pascal Jaussi, fondatore dell'impresa vodese Swiss Space System Holding (S3): l'uomo d'affari è sospettato di aver inscenato l'aggressione di cui afferma essere stato vittima la scorsa estate.
Il 26 agosto verso le 18:15, la polizia cantonale friburghese aveva rinvenuto il direttore della S3 in un bosco di Aumont (FR) mentre giaceva accanto alla sua vettura incendiata, con ustioni al torace e al viso, nonché lesioni attorno al collo.
In un primo tempo, il Ministero pubblico friburghese aveva aperto un'inchiesta contro ignoti per lesioni personali, incendio intenzionale e coazione. Interrogato nel quadro del procedimento, Jaussi aveva affermato di aver visto uno degli aggressori la mattina stessa davanti alla sede della sua società. Nel pomeriggio lo aveva rivisto mentre era accompagnato da un altro uomo. Jaussi avrebbe allora tentato di seguirli in automobile.
Nella versione fornita dalla presunta vittima, uno degli sconosciuti era riuscito ad un certo punto a salire nella sua automobile e lo aveva costretto a recarsi in un bosco di Aumont. Dopo aver cosparso di benzina la vettura e il suo proprietario, lo sconosciuto aveva appiccato il fuoco.
Dimesso il 6 settembre dal Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna, nel quale era stato ricoverato in gravi condizioni, l'imprenditore ha confermato la propria versione dell'accaduto nel corso di tre interrogatori subiti l'anno scorso.
Parallelamente, gli inquirenti hanno ascoltato una quarantina di persone, di cui una quindicina in merito alla situazione finanziaria dell'impresa aeronautica. A questo punto - precisa il comunicato - l'inchiesta ha perseguito due ipotesi: la versione dell'aggressione e quella della messinscena.
Quest'ultima ipotesi è prevalsa a causa degli elementi riuniti nel corso dell'inchiesta, quali le tracce rilevate sul posto, l'esame del cellulare di Jaussi, le conclusioni della medicina legale e la ricostituzione dell'incendio.
Sulla base di questi elementi, Jaussi è ormai accusato di sviamento della giustizia, incendio intenzionale e falsità in documenti. Quest'ultima accusa è legata a determinati documenti presentati nel quadro della procedura di fallimento della S3, pronunciata dalla giustizia civile vodese a metà dicembre.
La polizia friburghese proseguirà le indagini in relazione con la presunta aggressione, mentre le investigazioni riguardanti gli aspetti finanziari dovrebbero essere affidati al Ministero pubblico vodese.
Dopo la notizia dell'aggressione si erano moltiplicate nella stampa romanda le rivelazioni riguardo alle difficoltà finanziarie della S3, una start-up che ambiva a mettere sul mercato un sistema di lancio di piccoli satelliti a partire da una navetta suborbitale. I precetti esecutivi presentati nei suoi riguardi supererebbero i sette milioni di franchi.
In un breve messaggio trasmesso in serata all'ats, Pascal Jaussi contesta le accuse e dichiara di essere fiducioso sull'esito dell'inchiesta penale che - afferma - saprà dimostrare la sua totale innocenza.
SDA-ATS