Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01242.jsonl.gz/602

WASHINGTON - In «situazioni eccezionali» si può somministrare un diverso vaccino anti covid per la seconda dose. Ma solo «se il primo vaccino risulta non essere più disponibile». Lo affermano, per la prima volta, gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa (Cdc), ampliando di fatto le possibilità di completare il ciclo d'immunizzazione necessario contro il covid, a fronte dei problemi emersi sul rifornimento dei vaccini.
I Cdc raccomandano però che in queste situazioni estreme in cui si cambia la casa produttrice del vaccino alla seconda dose, venga usato una altro vaccino della stessa tipologia, basata sulla tecnologia mRNA.
L'Agenzia governativa Usa ha anche per la prima volta indicato che la distanza temporale massima tra la somministrazione delle due dosi dei vaccini - sia della Moderna che della Pfizer - può venire estesa a sei settimane, nonostante l'allungamento dei tempi non sia stato sperimentato in alcun trial clinico.
Anche questa è una nuova eccezione alle raccomandazioni d'iniettare la seconda dose di Pfizer dopo tre settimane e quella di Moderna dopo quattro dalla prima. Un'eccezione che - precisano i Cdc - va fatta solo quando non è possibile applicare le regole delle tre e quattro settimane.