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Accordo di doppia imposizione col Lussemburgo
Dopo la Danimarca, la Svizzera ha sottoscritto un nuovo accordo di doppia imposizione con il Lussemburgo, secondo gli standard previsti dall'OCSE in materia di cooperazione fiscale. Grazie a questo accordo, la Confederazione spera di essere tolta al più presto dalla "lista grigia" dei paradisi fiscali.
In occasione della visita del ministro delle finanze Luc Frieden a Berna, Svizzera e Lussemburgo hanno firmato un protocollo che modifica la convenzione di doppia imposizione relativa alle imposte sul reddito e sulla sostanza. Il testo contiene inoltre una disposizione sullo scambio di informazioni, conforme allo standard dell'OCSE al quale il Consiglio federale aveva deciso di allinearsi a marzo, in seguito alle pressioni internazionali sul segreto bancario.
Il Lussemburgo è il secondo Stato – dopo la Danimarca – con il quale la Svizzera sottoscrive un accordo di doppia imposizione che rispetti le regole dell'OCSE in materia di assistenza amministrativa. Per non figurare più sulla cosiddetta "lista grigia", la Confederazione deve però trovare un'intesa simile entro fine anno con altri dieci paesi.
Sinora Berna ha negoziato con tredici Stati: Norvegia, Francia, Messico, Stati Uniti, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Gran Bretagna, Austria, Finlandia e Qatar. Il Governo federale ha già dato il suo nullaosta alla firma di un accordo con Norvegia, Francia, Messico e Gran Bretagna.
Al popolo spetterà comunque l'ultima parola: il Parlamento dovrà infatti decidere se sottoporre a referendum tutte le convenzioni riviste e corrette o se limitarsi a una sola, ha concluso il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz.
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