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Signor Schmid, lei è diventato famoso come disegnatore di Globi. Come è nata questa collaborazione?
La figura di Globi è stata originariamente inventata da Robert Lips nel 1932 in collaborazione con Globus. A Lips è succeduto Peter Heinzer, che ha illustrato in totale 20 libri. Nel 1996 sono stato contattato da Globi Verlag prima per aiutare Heinzer, poi per sostituirlo completamente. Da allora ho illustrato 15 libri di Globi. Negli ultimi dieci anni Globi Verlag ha impiegato anche due illustratori più giovani, Samuel Glättli e Daniel Frick.
Lei quindi non ha inventato la figura di Globi ma l’ha reinterpretata. È stato impegnativo?
Ogni volta è una nuova sfida. Il compito è quello di attenersi il più possibile all’originale, ma naturalmente ci sono delle differenze che un occhio esperto può riconoscere. Alla fine, ogni disegnatore ha la sua mano. Sono molto soddisfatto di «Globi am Flughafen» (Globi all’aeroporto), quello mi è venuto proprio bene.
Com’è cambiato il suo lavoro negli ultimi anni?
All’inizio disegnavo ancora con le matite sul mio tavolo da disegno. Poi nel 2002 ho comprato un computer e ho iniziato a scansionare i disegni per poi modificarli digitalmente. Da quattro anni disegno solo sul tablet, questo rende il mio lavoro molto più semplice e mi permette di lavorare da qualsiasi luogo.
Dove preferisce disegnare?
Nella mia casa in Grecia. L’ho acquistata 40 anni fa, era un rudere e l’ho restaurata. Ho una bella stanza grande dove disegno.
Torniamo a Globi: come nasce un libro di Globi? E chi ci lavora?
L’editore specifica ogni volta un tema, che di solito ha a che fare con un’istituzione o qualcosa che tutti conoscono. In passato, l’illustratore presentava delle idee e lo scrittore adattava il testo alle immagini. Per il mio primo libro, «Globi bei der Post» (Globi alla Posta), ho potuto trascorrere un’intera giornata all’interno di un ufficio postale in modo da farmi un’idea precisa di come funziona. Oggi invece, di solito, l’autore scrive una storia e io la illustro. Ma le gag sono comunque nelle immagini. Questo è anche il segreto del successo di Globi: lo si capisce anche senza parole.
Quanto tempo ci vuole per completare un libro così?
Abbiamo un anno per libro. Prima disegno le bozze, che possono richiedere da due a tre giorni per pagina. Per le illustrazioni definitive mi servono fino a cinque giorni per pagina. Sono relativamente lento perché, quando si tratta del mio lavoro, sono meticoloso come tutti gli svizzeri. Per il resto, però, non sono il tipico svizzero da manuale, a differenza di Globi.
Quindi come si descriverebbe?
Sono cosmopolita, ho vissuto in diversi Paesi, parlo diverse lingue. La Svizzera è comunque ancora la mia casa. Vivo qui in campagna in Turgovia, e ci sto molto bene, e trascorro tutte le estati in Grecia – lì sto ancora meglio.
Quest’anno ha compiuto 87 anni ed è ancora ben lontano dal pensare alla pensione. Perché?
Ho ancora tanti progetti e questo mi rende felice. Non fare nulla è noioso. Il mio lavoro mi piace ancora e mi permette di incontrare molte persone interessanti. Inoltre mi mantiene giovane, almeno spero.
Ci sarà un altro libro di Globi?
I bozzetti ci sono. Vediamo cosa salterà fuori.
Cos’altro vorrebbe assolutamente fare ancora?
Ho sempre sognato di fare il fotografo di moda, per poter lavorare con donne bellissime. Adesso infatti mi guardo «Germany’s Next Topmodel» (ride). In effetti, nel periodo in cui ho lavorato come visualiser e art director per la pubblicità e poi per le riviste, oltre alle illustrazioni facevo anche fotografie, e non solo di moda. Vorrei andare in America. La vita lì me la immagino come nei film americani. Forse andrò prima o poi a trovare mio nipote che presto inizierà a studiare animazione e game design a Pasadena, in California.