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Fino al 1897 la più antica opera architettonica della Svizzera tuttora funzionante, l’acquedotto di Vindonissa, forniva acqua potabile a Windisch. Gli acquedotti romani sono tra le più famose conquiste tecniche del mondo antico.
L’acquedotto di Vindonissa è la più antica opera architettonica della Svizzera tuttora in grado di svolgere la sua funzione originale e alimentare una fontana. Grazie a un’innovativa tecnica di rilevamento topografico i legionari riuscirono a costruire un acquedotto di 2,4 chilometri con una pendenza di appena il 4%. Questa condotta idrica forniva acqua fresca, per uso alimentare e sanitario, a circa 6000 legionari, truppe ausiliarie, cavalli e muli. Senza di essa la vita nel campo legionario non sarebbe stata possibile.
L’acquedotto è una vera meraviglia della tecnica: un canale di pietra sotterraneo, realizzato con una struttura molto complessa, trasportava a Windisch l’acqua della falda captata a Hausen. Per evitare perdite d’acqua durante il tragitto i legionari utilizzavano una speciale malta impermeabile. Una volta arrivata nel campo l’acqua fresca veniva distribuita attraverso condutture di ceramica, tubi di piombo e tronchi di legno scavati. Solo una misurazione estremamente precisa e un’ingegnosa tecnica costruttiva consentivano agli ingegneri romani di realizzare simili opere. L’acquedotto, che durante il periodo preromano era sconosciuto nel nostro territorio, è un’importante conquista tecnica della civiltà assieme ai bagni e agli ospedali.
Nel Medioevo veniva utilizzato dal convento di Königsfelden. Durante la costruzione del convento, Dio avrebbe rivelato a un monaco il luogo dove si trovava l’acqua. Un documento del 1363 testimonia la donazione dell’acquedotto al convento da parte del duca Rodolfo IV d’Austria. Fino al 1897 costituiva l’unica sorgente di acqua potabile degli abitanti di Windisch e ancora oggi alimenta la fontana antistante l’edificio principale della clinica psichiatrica di Königsfelden.