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Patrick George Zaky è uno studente dell’Università di Bologna che il 7 gennaio è stato arrestato nel suo paese natio, l’Egitto, con l’accusa di eversione alla sommossa popolare.
L’accusa, molto grave per il governo egiziano, sarebbe quella di propaganda eversiva e tentativo di rovesciare il regime. Il giovane, assistito da quattro suoi legali, ha fatto ricorso ma, come racconta Wael Ghaly, uno dei suoi avvocati, con profonda delusione, “il ricorso è stato respinto.”
Zaky è arrivato al tribunale di Mansura in manette. Ai giornalisti che, in apprensione, gli chiedevano come stesse, ha risposto di stare bene: fisicamente integro, mostrava però profondi segni di paura.
Oggi, sabato 15 febbraio, era il giorno in cui si sperava che il tribunale accogliesse il ricorso, che ha invece respinto, senza alcuna motivazione particolare.
Patrick George è accusato di aver diffuso tesi miranti alla sollevazione popolare, notizie false, miranti a turbare la pace sociale, e di aver infine inneggiato a manifestazioni non autorizzate.
Così, con la terribile accusa di presunta eversione, per il governo egiziano, il giovane studente di Bologna resterà in carcere.