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In una nota della missione navale europea, l'operazione - compiuta solo con mezzi aerei - è stata definita "mirata, precisa e proporzionata" allo scopo di "distruggere equipaggiamento dei pirati". E viene precisato che "in nessun momento" alcun militare ha messo piede sul suolo somalo.
"Crediamo che questa azione della forza navale europea aumenterà ulteriormente la pressione sui pirati e interferirà con i loro sforzi di prendere il mare per attaccare navi mercantili" ha dichiarato il contrammiraglio Duncan Potts, capo della missione.
"La gente somala locale ed i pescatori, molti dei quali hanno sofferto molto a causa della pirateria - ha aggiunto Potts - possono sentirsi rassicurati perché il nostro obiettivo è stato sulle note linee di rifornimento dei pirati e così sarà anche in futuro".
L'attacco delle basi a terra, che segnala un cambiamento di strategia della missione, è - secondo il contrammiraglio - "nient'altro che una estensione dell'azione di contrasto della pirateria in mare".
La missione Atalanta attualmente è dotata di nove navi da guerra e di cinque aerei da ricognizione navale. Secondo la nota del comando, che ha sede a Northwood nel Middlesex britannico, il raggio d'azione dei pirati è particolarmente vasto: "Hanno attaccato navi mercantili fino a 1750 miglia dalla costa somala. Impedire loro di uscire in mare è un passo cruciale per combattere la loro impunità a terra e per assicurare il successo delle operazioni anti-pirateria".