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La compagnia svizzera di bandiera non sarà venduta: è quanto assicura il presidente del consiglio d'amministrazione di SAirGroup, Eric Honegger, in un'intervista pubblicata dalla «Neue Zürcher Zeitung». Dopo le dimissioni annunciate venerdì da nove dei dieci membri del sonsiglio, Honegger pronostica comunque che per SAirGroup «saranno senza dubbio adottate misure di ristrutturazione».Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2001 - 15:45
Se la compagnia di bandiera elvetica non sarà venduta, ci si può però attendere che il gruppo accetti di allearsi con un partner che sia azionista di minoranza, ha precisato il presidente. Honegger non ha voluto anticipare particolari concreti: per questi occorrerà aspettare fino alla conferenza stampa di bilancio, in agenda il 2 aprile.
Per il momento la priorità è data alla soluzione delle difficoltà in Francia e in Belgio. In questo campo il consiglio d'amministrazione aveva sottovalutato problemi che si sono avverati più costosi del previsto.
In proposito, il direttore della rivista aeronautica «Interavia», Pierre Condom, esprime perplessità sulle possibilità di SAirGroup di trovare dei «piccioni» che rilevino le compagnie francesi AOM, Air Liberté e Air Littoral e la belga Sabena, anche se considera indispensabile che il gruppo svizzero si disfi di tali fardelli. A suo avviso, per togliersi d'impiccio, il gruppo elvetico dovrà trovare una via d'uscita onorevole, visto che lo spreco finanziario è ormai compiuto.
I futuri dirigenti dovranno soprattutto fare «un'operazione di verità» e interessarsi ai nuovi servizi offerti da Swissair. Secondo Condom, è indispensabile che la compagnia di bandiera elvetica punti nuovamente sulla qualità.
Dal canto suo, Honnegger imputa parte delle difficoltà del gruppo al fatto che la Svizzera non sia membro dello Spazio economico europeo (SEE) e non abbia quindi potuto approfittare della liberalizzazione dello spazio aereo europeo. Ciò ha portato a «costruzioni complicate» a livello di partecipazioni in altre società, che oggi sono fonti di problemi.
La partenza in due tappe dei membri del consiglio d'amministrazione, secondo il presidente, rappresenta un'opportunità per i nuovi amministratori di portare sufficientemente avanti, nel giro di un anno, il risanamento del gruppo, affinché questo possa nuovamente essere redditizio.
Quanto ai nuovi membri del consiglio d'amministrazione, Honegger non esclude la scelta di «manager attivi in società internazionali», persone provenienti da «partnership strategiche».
swissinfo e agenzie
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