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Una crisi immobiliare accompagnata dalla deflazione e da una pressione costante sui prezzi, con anni e anni di stagnazione e di crescita zero, come negli anni 90: è uno degli scenari tratteggiati da Tobias Straumann, storico economista che insegna alle università di Zurigo e Basilea, dopo l'abbandono della soglia minima da parte della Banca nazionale svizzera (BNS).
"Molti non sarebbero più in grado di far fronte ai loro crediti ipotecari", afferma Straumann in una intervista pubblicata oggi dal portale "Watson". Per lo specialista quello indicato è il peggiore di tre possibili scenari: esso vedrebbe l'euro mantenersi molto debole.
Gli altri due scenari prevedono l'euro fra 1,00 e 1,10 franchi, oppure - nella versione più positiva - a 1,10. Nel primo caso vi sarebbero forti reazioni e aumenterebbero i disoccupati, ma la Svizzera riuscirebbe in qualche modo a cavarsela. Nel secondo invece la Banca nazionale ne uscirebbe bene, perché avrebbe agito in modo corretto.
Secondo Straumann comunque le imprese orientate all'esportazione si trovano in una situazione migliore di quella degli anni 90. Il problema grosso è però rappresentato dall'Eurozona: la crisi non è stata ancora risolta.
Nel frattempo l'euro è oggi pomeriggio scambiato sotto la parità, a circa 99,70 centesimi.
SDA-ATS