Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/68767

<h2>SubmittedText<h2><p>La nuova legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) prevede disposizioni transitorie che differiscono la distribuzione dei nuovi contributi provenienti dal canone sino al momento dell'attribuzione delle concessioni, mettendo così a rischio l'esistenza stessa delle radio e delle televisioni che dispongono di risorse finanziarie limitate, segnatamente a causa della loro collocazione periferica o della loro indipendenza dai grandi gruppi editoriali.</p><p>Il 18 dicembre l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha diffuso un comunicato relativo alla decisione del 25 ottobre con cui il Consiglio federale ha previsto di attribuire a talune radio locali una quota maggiore dei proventi del canone (portando la copertura dei costi ammessa dal 25 al 30 per cento). Tale soluzione ha carattere transitorio ed è volta a garantire la sopravvivenza delle radio interessate fino all'introduzione delle nuove quote di partecipazione al canone previste dalla legge.</p><p>Il comunicato dell'UFCOM (disponibile all'indirizzo Internet http://www.bakom.admin.ch/dokumentation/Newsletter/01315/01665/01671/index.html?lang=it) sottolinea che i tempi necessari all'introduzione delle nuove quote di partecipazione al canone creano "un serio problema alle piccole radio locali periferiche e di montagna". Non è tuttavia previsto alcun provvedimento transitorio di sostegno alle televisioni regionali che si trovano in una situazione analoga, vale a dire quelle che non possono contare su un importante editore regionale o su network televisivi comunali. L'articolo sembra per contro preconizzare la scomparsa delle televisioni regionali indipendenti, in quanto puntualizza che "aumentare la quota massima del canone mantenendo le attuali condizioni quadro sarebbe stato un errore: questa soluzione avrebbe favorito un numero considerevole di piccole stazioni che, una volta applicato il futuro modello di ripartizione del canone, non avrebbero più ricevuto un sostegno finanziario".</p><p>Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Perché vi è una disparità di trattamento tra le emittenti radiofoniche finanziariamente deboli, di cui secondo il comunicato occorre garantire la sopravvivenza, e le emittenti televisive regionali altrettanto deboli economicamente, che sembrano invece essere condannate a scomparire senza potere ottenere una concessione con mandato di servizio pubblico?</p><p>2. Non sarebbe opportuno prevedere, fino al momento in cui saranno attribuite le nuove concessioni e assegnate le relative quote dei proventi del canone, provvedimenti eccezionali a favore delle emittenti televisive locali che, a dispetto della loro debolezza finanziaria, con la loro programmazione originale contribuiscono da anni al dibattito civico e alla coesione regionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per quanto riguarda la futura ripartizione dei canoni secondo la nuova legge federale sulla radiotelevisione (LRTV), la situazione delle televisioni locali è notevolmente diversa da quella delle radio.</p><p>Secondo la nuova LRTV, l'attuale paesaggio radiofonico locale dovrebbe in linea di principio restare intatto. Non è prevista alcuna modifica importante, né per quanto riguarda il numero, né in merito all'estensione delle zone di copertura delle emittenti che beneficiano di una quota dei proventi. Questo si riflette anche nelle proposte del dipartimento per le future zone di copertura inviate in consultazione pubblica tra ottobre 2006 e gennaio 2007.</p><p>Di conseguenza, è appropriato sostenere maggiormente le emittenti radiofoniche durante il periodo di transizione fino all'entrata in vigore del nuovo sistema di ripartizione dei canoni. Con questa misura non si deve temere di costituire un precedente, nel senso che vengono mantenute o sostenute strutture che andrebbero contro la nuova LRTV.</p><p>Nel campo delle televisioni regionali invece, ci troviamo di fronte a un ordinamento del tutto nuovo in materia di ripartizione del canone. Durante tutti i dibattiti parlamentari sulla LRTV, l'accento è stato posto sulla necessità di rinunciare all'attuale sistema che prevede una ripartizione del canone dispersiva. In futuro con i proventi del canone si dovrebbe sostenere un minor numero di televisioni regionali, più forti e distribuite sull'intero territorio svizzero. Così facendo, non muterebbe solo l'estensione delle zone di diffusione delle televisioni sovvenzionate, (da locale a regionale) ma anche il carattere delle emittenti presenti in queste aree. Le emittenti televisive saranno, in linea di massima, società più grandi e più professionali con un giro d'affari nettamente più elevato di quelle attuali.</p><p>Se, alle condizioni quadro in vigore, si aumentasse il sostegno alle emittenti televisive attuali mediante i proventi del canone, si giungerebbe a un irrigidimento indesiderato delle strutture volute dal legislatore e finora incontestate.</p><p>2. Come dimostrato dalla risposta alla domanda 1, un aumento del grado di copertura delle spese per le emittenti televisive attualmente sovvenzionate andrebbe contro l'orientamento voluto. Per queste emittenti, la fine imminente del sostegno mediante i proventi del canone, sarebbe così ancora più dolorosa. Occorre piuttosto aspirare ad un rapido cambiamento verso il nuovo sistema di ripartizione del canone.</p>  Risposta del Consiglio federale.