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Per motivi finanziari, tre club della massima divisione - Losanna, Sion e Lugano - verranno relegati in serie B. Una decisione senza precedenti.
Mentre il calcio mondiale festeggia i suoi momenti di gloria in Giappone e Corea del sud, seguito da centinaia di milioni di telespettatori, il calcio svizzero sprofonda nella sua peggiore crisi degli ultimi decenni, spesso abbandonato anche dagli ultimi fedeli. Le magre entrate finanziarie e grossi sbagli di gestione sono costati la licenza a tre club della divisione nazionale A: FCLugano, FCSion e Lausanne-Sport.
La decisione definitiva sulla relegazione è stata adottata martedì mattino dalla commissione di ricorso in materia di licenze, secondo la quale i tre club non soddisfano le esigenze finanziarie richieste. La commissione ha così respinto i ricorsi presentati da Lugano, Sion e Losanna, che già in prima istanza non avevano ottenuto la licenza.
Un colpo duro per le tre squadre, che già da diversi anni navigano comunque in cattive acque finanziarie. Al loro posto in serie A dovrebbero subentrare i club di Aarau, Lucerna e Delémont, che non erano riusciti ad ottenere la promozione nell'ambito del girone di qualificazione/relegazione.
Nonostante i problemi finanziari, il Lugano era riuscito a compiere una buona stagione calcistica, piazzandosi al terzo posto della classifica, preceduto soltanto dal Basilea e dal Grasshopper di Zurigo. Molto più mediocre l'annata per il FCSion, giunto all'ultimo posto del campionato di divisione nazionale A, e ancora peggiore per il Losanna, costretto a salvarsi nel girone di lotta contro la relegazione.
Una voragine finanziaria a Lugano
La notizia, soprattutto per quanto riguarda Lugano e Losanna, era ormai nell'aria da molto tempo. A Lugano l'ampiezza del disastro finanziario è venuta alla luce negli ultimi mesi, dopo la morte improvvisa del presidente del club calcistico, Helios Jermini.
La sua drammatica fine, che ha messo in subbuglio anche le autorità politiche e giudiziarie, ha attirato l'attenzione su una voragine finanziaria senza precedenti per i club sportivi svizzeri. Al Lugano mancano attualmente 20 milioni di franchi per coprire gli obblighi più urgenti.
Creditori italiani, con i quali Jermini era in contatto anche per altri affari, pretendono oltre 80 milioni di franchi dalla società ticinese. Il governo ticinese ha respinto pochi giorni fa la richiesta di coprire il buco finanziario del club.
Losanna senza pubblico
La relegazione del Losanna fa seguito ad una lunga agonia finanziaria iniziata già alcuni anni orsono. Le deludenti prestazioni della squadra hanno attirato soltanto pochissime migliaia di spettatori nello stadio, l'affluenza di pubblico più bassa di tutte le squadre della massima divisione.
Il club è indebitato per oltre 2,8 milioni di franchi e, da tempo, non riesce più a pagare i salari dei giocatori, arretrati dal mese di aprile. Gli ultimi presidenti si rinfacciano le colpe del declino finanziario e sportivo.
Crisi senza fine a Sion
Da parte sua, il Sion sembra ormai abituato ad una difficile situazione finanziaria. Già alcuni anni orsono una rapida successione di presidenti aveva lasciato emergere un enorme buco finanziario, colmato in seguito soltanto in parte.
Anche per la squadra vallesana vi sono problemi di liquidità finanziaria e ritardi nei versamenti dei salari e delle prestazioni sociali. Nelle casse del club mancano ancora attualmente circa 50 milioni di franchi.
Sonni tranquilli solo per il Basilea
Soltanto il Basilea, fresco campione svizzero (e vincitore della Coppa), naviga attualmente in acque tranquille, con un stadio modernissimo che attira 20 mila persone a partita, praticamente il doppio delle altre squadre svizzere. La politica societaria renana è stata basata su una crescita costante del club, salito in vetta al campionato dopo aver a sua volta militato nella serie cadetta per qualche stagione.
Tutti gli altri club svizzeri sono tormentati da tempo da grossi problemi finanziari. Da diversi anni i costi dei giocatori (ingaggi, oneri sociali, tasse alla fonte, ecc.) continuano a salire alle stelle, influenzati anche dall'evoluzione negli altri paesi europei.
Le entrate finanziarie provenienti da televisione, pubblicità, sponsor e dall'associazione svizzera di calcio rimangono in Svizzera troppo limitati per soddisfare le ambizioni dei club. I loro vertici hanno inoltre commesso numerosi sbagli di gestione negli ultimi anni, come evidenziato ora dalla quasi generale crisi finanziaria.
Da notare, infine, che il disco su ghiaccio costituisce ormai da tempo in Svizzera una grande concorrenza per il calcio. Pubblico e sponsor optano sempre di più per il gioco dei pattinatori.
swissinfo