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Poloniex ha accettato di pagare oltre 10 milioni di dollari per risolvere le accuse mosse dal Securities and Exchange Commission (SEC), in relazione alla gestione del crypto-exchange non registrato.
Secondo quanto riportato oggi, la SEC avrebbe rivelato l’accettazione da parte di Poloniex LLC di pagare esattamente $ 8.484.313, più gli interessi di 403.995 dollari, e una sanzione civile di 1,5 milioni di dollari per un totale di 10.388.309 dollari.
In sostanza, l’ordine della SEC rileva che da luglio 2017 a novembre 2019, Poloniex ha gestito una piattaforma web di trading che ha facilitato la compravendita di beni digitali, compresi i beni digitali che erano contratti di investimento e, quindi, titoli.
Il fatto è che seppur avendo seguito le leggi per operare come una piattaforma di trading di beni digitali, Poloniex non abbia registrato la piattaforma come borsa valori nazionale, effettuando così una violazione della sezione 5 della Exchange Act.
A tal proposito, Kristina Littman, capo dell’unità Cyber della divisione Enforcement della SEC ha dichiarato:
“Poloniex ha scelto l’aumento dei profitti piuttosto che il rispetto delle leggi federali sui titoli, includendo i titoli dei beni digitali nella sua borsa non registrata. Poloniex ha tentato di eludere il regime normativo della SEC, che si applica a qualsiasi mercato per riunire acquirenti e venditori di titoli indipendentemente dalla tecnologia applicata”.
Poloniex e le accuse della SEC
“Gli oltre 10 milioni di dollari pagati dal crypto-exchange serviranno per istituire un fondo equo a beneficio delle vittime.”
La SEC, infatti, nelle sue accuse contro Poloniex, coinvolge anche altre situazioni. Nell’agosto 2017, ad esempio, la SEC ha dichiarato che i dipendenti di Poloniex avrebbero affermato che la piattaforma fosse “aggressiva” nel rendere disponibili crypto o altri asset definiti anche titoli (secondo il test Howey).
Non solo, anche nel luglio 2018, Poloniex avrebbe anche fornito agli utenti della sua piattaforma di crypto-trading di scambiare beni digitali che ha caratterizzato come “rischio medio” di essere considerato titoli alla luce delle ricompense commerciali che avrebbe fornito a Poloniex.
Questo di Poloniex è solo un primo atto concreto della SEC, in un momento in cui il settore crypto è decisamente sotto esame. Infatti, già all’inizio di questo mese, il presidente della SEC Gary Gensler aveva lanciato un suo avvertimento contro la speculazione di bitcoin e di tutte le criptovalute, in modo da insinuare una possibile regolamentazione del settore.
Oltre ai continui rinvii degli ETF su Bitcoin, l’autorità statunitense tiene ora tutto il settore crypto con il fiato sospeso anche per l’Infrastructure Bill, la legge che obbliga ogni attore crypto a fare rapporto all’IRS, l’agenzia per la riscossione delle tasse negli Stati Uniti.