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La Svizzera è l'unico paese al mondo ad aver proibito dieci anni fa l'allevamento di galline in batteria. La scelta sembra apprezzata dai consumatori, che prediligono le uova indigene di galline che possono razzolare all'aperto.Questo contenuto è stato pubblicato il 10 aprile 2001 - 17:41
I timori di un forte aumento dei prezzi delle uova e di un ricorso massiccio a prodotti importati non si sono verificati, ha sottolineato martedì a Zurigo Marianne Staub, presidente della Protezione svizzera degli animali. Il tasso di uova indigene consumate in Svizzera è aumentato in dieci anni dal 65 al 75 per cento.
Per i consumatori, il nuovo sistema di allevamento ha comportato un aumento della spesa che ogni anno non supera il costo di un biglietto per un cinema, ha sottolineato la Staub. E grazie alla forte domanda, oltre un milione di galline - ossia la metà di tutti questi volatili allevati in Svizzera - sono allevate in strutture con libertà di movimento all'aperto.
La Protezione animali giudica positivamente i passi avanti fatti nell'allevamento del pollame, ma non nasconde che esistono ancora punti da migliorare: come la riduzione della concentrazione di animali o il divieto di tarpare le ali.
Nel confronto europeo, la Svizzera può comunque andare fiera: nell'UE il 93 per cento dei complessivi 270 milioni di galline ovaiole viene allevato in batteria e un divieto di questo tipo di allevamento è previsto non prima del 2012.
swissinfo e agenzie
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