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Catastrofe nei cieli americani: poco prima dell'atterraggio, ad un'altezza di circa 60'000 metri, la navetta spaziale americana Columbia si è disintegrata.
Le cause della sciagura non sono ancora certe e si paventano delle conseguenze ambientali.
La notizia ha velocemente fatto il giro del mondo: pochi minuti prima dell'atterraggio previsto, intorno alle 15.00 di sabato, la navetta spaziale americana Columbia s'è disintegrata in volo, a un'altezza di circa 200 mila piedi (60'000 metri). Le cause sono ancora imprecisate, ma si presume che un difetto ai materiali sia all'origine della tragedia.
A bordo c'erano sette astronauti, fra cui il primo israeliano in orbita, Ilan Ramon. In quel momento, la navetta viaggiava ancora a circa 20 mila chilometri l'ora. Per i sei americani e l'israeliano a bordo, non ci sono state speranze. In condizioni simili è escluso che qualcuno di loro possa avere lasciato l'abitacolo.
I timori delle autorità
La Nasa teme le conseguenze della caduta di frammenti della navetta sul territorio. Una pioggia di rottami dello shuttle Columbia si è infatti già riversata su diverse località del Texas.
I cittadini sono stati invitati a non toccare nulla in quanto si potrebbe trattare di sostanze tossiche e l'esercito è stato mobilitato per raccogliere i detriti. Secondo le indicazioni della Nasa, a bordo ci sarebbero stati dei materiali tossici utilizzati come propellenti. Le forze dell'ordine sono già state mobilitate e la popolazione è stata pregata di rimanere in casa e di non toccare i frantumi caduti.
Il presidente George W. Bush, informato dell'accaduto mentre si trovava nella residenza di Camp David, ha immediatamente convocato un consulto d'emergenza delle agenzie di sicurezza nazionali.
La bandiera americana che sventola sul tetto della Casa Bianca è stata abbassata a mezz'asta per la tragedia. È la prima volta dall'11 settembre. Per il momento si esclude però una eventuale matrice terroristica.
Ritardi alla base internazionale
Cordoglio anche nella comunità dei ricercatori e rammarico per le speranze messe nel progetto. «Questa missione della Columbia aveva un'importanza fondamentale - afferma Patrick Piffaretti, direttore dell'Ufficio per gli affari spaziali della Confederazione - perché gran parte dei lavori svolti nello spazio erano dedicati alla ricerca scientifica. Si è trattato di esperimenti di preliminari per la stazione spaziale internazionale».
«La tragedia ha distrutto tutti i risultati che non potevano essere trasmessi a terra», continua l'esperto. E la comunità scientifica si aspettava molto da questa missione a cui hanno partecipato anche gli esperti del Politecnico federale di Zurigo.
«È ancora troppo presto per saper se il progetto internazionale risentirà di questo incidente», continua ancora Piffaretti, ma dei ritardi saranno inventabili. Adesso sarà necessario analizzare a fondo le cause dell'incidente.
Usura all'origine della tragedia?
Al momento del decollo, la navetta Columbia aveva perso alcune delle piastrelle che dovevano proteggerla dall'attrito al rientro nell'atmosfera. Lo indicano fonti in contatto con la Nasa alle tv americane, senza però potere dire se la circostanza, non inconsueta, possa avere avuto qualche influenza su quanto accaduto.
La Columbia, come tutti gli shuttle, che stanno accusando problemi di età, era stata bloccata a terra per mesi tra la primavera e l'autunno scorso perché delle incrinature s'erano manifestate nel cablaggio e in altre componenti della navetta.
Gli inconvenienti era stati riparati e la flotta aveva ripreso a volare l'autunno scorso, senza inconvenienti. La Columbia era alla sua 28esima missione.
Secondo incidente
La Columbia era la prima di sei navette del tipo Spaceshuttle e aveva spiccato il volo verso lo spazio per la prima volta nel 1981. Dopo numerosi ritardi, l'Ente spaziale americano era riuscito a realizzare un vettore capace di ritornare a terra e essere riutilizzato.
La perdita avviene inoltre a 17 anni e quattro giorni dalla tragedia di un altro traghetto spaziale americano, il Challenger, che costò la vita a sette astronauti. Il 28 gennaio 1986, la navetta esplose in volo 73 secondi dopo il decollo dal Kennedy Space Center, a Cape Canaveral (Florida), per il difettoso funzionamento dei serbatoi ausiliari.
Come nel 1986, anche questo incidente è stato vissuto dall'America in diretta televisiva. La Cnn e le altre emittenti hanno mandato in onda le immagini della scia bianca della Columbia che, mentre sorvolava il Texas, a un certo punto si è divisa in vari filoni, come a indicare che il veicolo si era spezzato in più parti.
swissinfo e agenzie
In breve
Scheda tecnica della missione STS-107, l'ultima della navetta spaziale Columbia:
- Lancio: 16 gennaio alle 10:39 locali, le 16:39 in Europa
- durata della missione: 15 giorni, 22 ore e 17 minuti
- atterraggio previsto: 1 febbraio alle 09:16 locali, 15:16 europee
- altitudine della missione: 277 chilometri, con una inclinazione orbitale di 39 gradi
- missione scientifica senza uscite nello spazio
- carico di bordo: moduli di ricerca Spacehab RDM e quattro tonnellate di materiale per esperimenti scientifici
- equipaggio della navetta Columbia: comandante di bordo: Rick Husband (Usa) co-pilota: William McCool (Usa) comandante del carico di bordo: Michael Anderson (Usa) specialisti di missione: David Brown (Usa); Kalpana Chawla Usa); Laurel Clark (Usa) specialista del carico di bordo: Ilan Ramon (Israele)
Fatti e cifre
La sciagura è avvenuta a 60'000 metri sopra il Texas
I sette membri dell'equipaggio hanno perso la vita
Per la prima volta era presente un astronauta israeliano
L'ultimo contatto con la cabina alle 15.00 CET