Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/123366

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2010 è stata misurata la concentrazione di tritio in sette località della Svizzera. I risultati sono stati pubblicati dall'Ufficio federale della sanità pubblica. In quante località sono state effettuate misurazioni analoghe nel 2011 e quali sono i risultati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Da più di vent'anni, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), responsabile della sorveglianza della radioattività ambientale, conduce un programma di misurazione della concentrazione di tritio nell'Aare e nel Reno, a monte e a valle delle centrali nucleari situate lungo questi due fiumi. Il programma di sorveglianza comprende la misurazione del tritio nelle precipitazioni in prossimità non solo di ogni centrale nucleare svizzera, bensì anche di aziende che utilizzano tritio, titolari di un'autorizzazione di rifiuto vincolata a severe condizioni. Esso include altresì la sorveglianza del sito della vecchia centrale di Lucens, nonché la misurazione del tritio nelle acque di alcuni centri di depurazione e di lavaggio dei fumi di impianti di incenerimento. Il programma non ha subìto modifiche tra il 2010 e il 2011.</p><p>Fino al 2010, parallelamente a questo programma incentrato sulla sorveglianza in prossimità di potenziali fonti di emissioni, ne era in atto un secondo per la misurazione del tritio in campioni prelevati al di fuori del raggio d'influenza di centrali e impianti, per conoscere i livelli di riferimento di questo radionuclide di origine parzialmente naturale nell'ambiente. Le analisi erano eseguite in parte dall'UFSP e in parte dall'Università di Berna. Quest'ultima, su mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), effettuava anche altre misurazioni del tritio per stabilire valori di riferimento nel ciclo idrologico poi utilizzati nello studio sul trasporto e sul tempo di permanenza dell'acqua. Pertanto, in questo caso l'analisi del tritio non era eseguita a fini di radioprotezione, bensì per studiare questo radionuclide quale tracciante ambientale del ciclo idrologico (rapporto "Umwelt-Wissen", UFAM (<a href="http://www.bafu.admin.ch/publikationen/publikation/01513/index.html?lang=de">http://www.bafu.admin.ch/publikationen/publikation/01513/index.html?lang=de</a>)). Dal 2010, l'UFAM ha deciso di non far più analizzare la concentrazione di tritio nel quadro del contratto con l'Università di Berna, visto che il suo tenore nelle acque è talmente debole (diminuzione constatata per decadimento radioattivo dalla fine degli esperimenti nucleari nell'atmosfera) da rendere questo tracciante praticamente inutilizzabile ai fini di una datazione. Questa decisione ha provocato un aumento del prezzo delle analisi che ha costretto l'UFSP a disdire a sua volta il contratto di prestazioni con l'Università di Berna per le misurazioni del tritio. Nelle regioni che non rientrano nelle aree d'influenza delle centrali nucleari e delle industrie le misurazioni del tritio nelle precipitazioni e nelle acque fluviali sono state ridotte. Dal 2011 sono effettuate solo in sei siti di prelievo (due per le precipitazioni e quattro per le acque fluviali) invece che in 19, come avveniva fino al 2010 (dodici per le precipitazioni e sette per le acque fluviali).</p><p>Conformemente a quanto previsto nella legislazione vigente, i risultati dell'insieme di queste analisi sono pubblicati nel rapporto annuale "Radioactivité de l'environnement et doses de rayonnement en Suisse" dell'UFSP, disponibile sul suo sito Internet (<a href="http://www.bag.admin.ch/themen/strahlung/12128/12242/index.html?lang=fr">http://www.bag.admin.ch/themen/strahlung/12128/12242/index.html?lang=fr</a>); parola chiave: rapport Radioactivité). Il rapporto sui risultati del 2011 è stato pubblicato il 3 luglio 2012. Da notare che, ad eccezione dei valori più elevati di tritio nel sistema di drenaggio della vecchia centrale nucleare di Lucens, oggetto di una pubblicazione separata nella primavera 2012, le concentrazioni del radionuclide misurate nel 2011 sono simili a quelle registrate negli anni precedenti; i risultati ottenuti si situano ampiamente al di sotto dei valori limite d'immissione nell'ambiente autorizzati.</p>  Risposta del Consiglio federale.