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N. 528.2001.3 Lugano, 12 ottobre 2001 IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________ Sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 9 ottobre 2001, da __________, (rappr. dal difensore d'ufficio Avv. __________), visto il preavviso negativo 12 ottobre 2001 del Procuratore pubblico __________, viste le osservazioni della difesa sul preavviso negativo (12.10.2001, ore 16.08); visto l'inc. MP __________, ritenuto e considerato in fatto ed in diritto che: - __________ è stata arrestata a __________ il 29 settembre 2001; - nei suoi confronti è stata promossa l'accusa per i reati di furto, infrazione alla LDDS, in subordine falsità in certificati ex. art. 252 CP, con richiesta di conferma dell'arresto per pericolo di fuga, necessità istruttorie e pericolo di fuga; - l'arresto è stato confermato da questo giudice in data 30 settembre 2001, ritenuti presenti sufficienti indizi di reato (quantomeno per l'ipotesi di furto), necessità istruttorie e pericolo di recidiva; - con l'istanza qui in discussione, __________ chiede di essere posta in libertà provvisoria, affermando di aver ammesso i fatti (sottrazione dei documenti, in particolare) fin dall'arresto, rimanendo irrisolta unicamente la questione della sua identità (che ella proclama corretta, fornendo spiegazioni sulla situazione in cui è venuta a trovarsi nonostante moglie di un cittadino svizzero); segnala che il reato di furto potrebbe essere soggetto a querela di parte, con conseguente eventuale problema di perseguibilità; adduce, inoltre, inapplicabilità dell'art. 252 CP per assorbimento da parte di 23 LDDS; lamenta, da ultimo, mancata concessione dell'accesso agli atti (in effetti la richiesta del 3.10.2001 è rimasta inevasa); - il magistrato inquirente preavvisa negativamente l'istanza per gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati oggetto di promozione d'accusa (senza pronunciarsi sulle obiezioni sollevate dall'accusata), ritiene sussistano pericolo di fuga (assenza di legami con la Svizzera) e pericolo di collusione ai fini dell'accertamento dell'identità e del "ruolo nell'ambito della comunità di cittadini del Ghana che risiedono ad __________ e presso la quale lo scambio/falsificazione di documenti e certificati di identità sembra essere pratica diffusa"; - che al momento dell'arresto gravi indizi di reato erano presenti ma comunque (in concreto) non si trattava di reati di particolare gravità (prova ne sia che, come emerge dall'incarto, lo stesso Procuratore pubblico aveva ordinato la scarcerazione e, poi, revocato tale ordine senza che dall'incarto emerga un elemento nuovo a fondamento della stessa); - che gli accertamenti si qui esperiti (dalla polizia) in collaborazione con le autorità di Zurigo sono stati indirizzati soprattutto ad accertare l'identità effettiva dell'accusata e non a chiarire l'entità del furto (che se fosse limitato al passaporto potrebbe essere semplice contravvenzione ex art. 172 ter - cfr. DTF 114 IV 133- per analogia, l'applicazione dell'art. 254 CP apparendo comunque esclusa - cfr. DTF 87 IV 16), rispettivamente l'uso dei "documenti di legittimazione non a lei destinati" (23 cpv 1 seconda frase LDDS, che assorbe, se connesso esclusivamente a problematiche di polizia degli stranieri, il reato di cui all'art. 252 CP - DTF117 IV 170); infatti tra le persone sentite dalla polizia di Zurigo non v'è la vittima del furto; - l'accertamento dell'identità della detenuta non appare quale necessità istruttoria direttamente connessa agli specifici reati per i quali è stata promossa l'accusa, bensì questione di "polizia amministrativa" (che peraltro non ha impedito al MP di concludere istruttorie: si vedano i DAP notificati a "sedicenti" di vario genere); di transenna, e su questo punto, si rileva che se la documentazione prodotta dalla difesa a conferma dell'identità dell'accusata non è probante (fotocopia con fotografia non chiara, ma con firma simile a quella dell'accusata), neppure le versioni fornite dalle persone sentite a Zurigo sono esenti dal sollevare dubbi (cfr. permesso B prodotto da __________, diverso da quello recuperato in comune - annessi al fax PS a PP 30,09,2001; cfr. dati __________, in particolare data di nascita, di entrata in Svizzera e durata del permesso - annessi al fax PS a PP __________); - le autorità zurighesi non intendono assumere il caso (cfr. scritto 11 ottobre 2001 da BA ZH a MP Lugano); - alla luce di quanto sopra il mantenimento del carcere preventivo per necessità istruttorie, che a 13 giorni dall'arresto potevano essere già espletate (comunque non è precisato perché la vittima del furto non ha potuto essere sentita prima), o per pericolo di fuga (anche a prescindere dall'interesse al chiarimento della propria situazione personale), visti la (non particolare) gravità dei reati ascritti, non corrisponde più a criteri di proporzionalità (DTF 116 Ia 143; DTF 107 Ia 256; DTF 105 Ia 26; DTF 102 Ia 381; BJP 1999 no. 667; Rep. 1980 pag. 44; REP 1986 pag. 158; REP 1988 pag. 413); __________ deve essere posta in libertà provvisoria; P.Q.M. Visti gli artt. 139, 172 ter, 252, 254 CP, 23 cpv 1 seconda frase LDDS, 95 ss., 107 ss. CPP, 10 CF, 5 CEDU, decide 1. L'istanza di libertà provvisoria presentata da __________ (sedicente) è accolta. Di conseguenza l'istante deve essere immediatamente scarcerata. 2. Non si percepiscono tasse e spese. 3. Intimazione: - Avv. __________, per sé e per l'accusata; - Procuratore pubblico avv. __________, sede e per l'immediata esecuzione (con l'incarto di ritorno); - SEPEM e Direzione PCT, per conoscenza. giudice __________

N. 528.2001.3 Lugano, 12 ottobre 2001

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO __________

Sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 9 ottobre 2001, da

__________,

(rappr. dal difensore d'ufficio Avv. __________),

visto il preavviso negativo 12 ottobre 2001 del Procuratore pubblico __________,

viste le osservazioni della difesa sul preavviso negativo (12.10.2001, ore 16.08);

visto l'inc. MP __________,

ritenuto e considerato

in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto che:

- __________ è stata arrestata a __________ il 29 settembre 2001;

- nei suoi confronti è stata promossa l'accusa per i reati di furto, infrazione alla LDDS, in subordine falsità in certificati ex. art. 252 CP, con richiesta di conferma dell'arresto per pericolo di fuga, necessità istruttorie e pericolo di fuga;

- l'arresto è stato confermato da questo giudice in data 30 settembre 2001, ritenuti presenti sufficienti indizi di reato (quantomeno per l'ipotesi di furto), necessità istruttorie e pericolo di recidiva;

- con l'istanza qui in discussione, __________ chiede di essere posta in libertà provvisoria, affermando di aver ammesso i fatti (sottrazione dei documenti, in particolare) fin dall'arresto, rimanendo irrisolta unicamente la questione della sua identità (che ella proclama corretta, fornendo spiegazioni sulla situazione in cui è venuta a trovarsi nonostante moglie di un cittadino svizzero); segnala che il reato di furto potrebbe essere soggetto a querela di parte, con conseguente eventuale problema di perseguibilità; adduce, inoltre, inapplicabilità dell'art. 252 CP per assorbimento da parte di 23 LDDS; lamenta, da ultimo, mancata concessione dell'accesso agli atti (in effetti la richiesta del 3.10.2001 è rimasta inevasa);

- il magistrato inquirente preavvisa negativamente l'istanza per gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati oggetto di promozione d'accusa (senza pronunciarsi sulle obiezioni sollevate dall'accusata), ritiene sussistano pericolo di fuga (assenza di legami con la Svizzera) e pericolo di collusione ai fini dell'accertamento dell'identità e del "ruolo nell'ambito della comunità di cittadini del Ghana che risiedono ad __________ e presso la quale lo scambio/falsificazione di documenti e certificati di identità sembra essere pratica diffusa";

- che al momento dell'arresto gravi indizi di reato erano presenti ma comunque (in concreto) non si trattava di reati di particolare gravità (prova ne sia che, come emerge dall'incarto, lo stesso Procuratore pubblico aveva ordinato la scarcerazione e, poi, revocato tale ordine senza che dall'incarto emerga un elemento nuovo a fondamento della stessa);

- che gli accertamenti si qui esperiti (dalla polizia) in collaborazione con le autorità di Zurigo sono stati indirizzati soprattutto ad accertare l'identità effettiva dell'accusata e non a chiarire l'entità del furto (che se fosse limitato al passaporto potrebbe essere semplice contravvenzione ex art. 172 ter - cfr. DTF 114 IV 133- per analogia, l'applicazione dell'art. 254 CP apparendo comunque esclusa - cfr. DTF 87 IV 16), rispettivamente l'uso dei "documenti di legittimazione non a lei destinati" (23 cpv 1 seconda frase LDDS, che assorbe, se connesso esclusivamente a problematiche di polizia degli stranieri, il reato di cui all'art. 252 CP - DTF117 IV 170); infatti tra le persone sentite dalla polizia di Zurigo non v'è la vittima del furto;

- l'accertamento dell'identità della detenuta non appare quale necessità istruttoria direttamente connessa agli specifici reati per i quali è stata promossa l'accusa, bensì questione di "polizia amministrativa" (che peraltro non ha impedito al MP di concludere istruttorie: si vedano i DAP notificati a "sedicenti" di vario genere); di transenna, e su questo punto, si rileva che se la documentazione prodotta dalla difesa a conferma dell'identità dell'accusata non è probante (fotocopia con fotografia non chiara, ma con firma simile a quella dell'accusata), neppure le versioni fornite dalle persone sentite a Zurigo sono esenti dal sollevare dubbi (cfr. permesso B prodotto da __________, diverso da quello recuperato in comune - annessi al fax PS a PP 30,09,2001; cfr. dati __________, in particolare data di nascita, di entrata in Svizzera e durata del permesso - annessi al fax PS a PP __________);

- le autorità zurighesi non intendono assumere il caso (cfr. scritto 11 ottobre 2001 da BA ZH a MP Lugano);

- alla luce di quanto sopra il mantenimento del carcere preventivo per necessità istruttorie, che a 13 giorni dall'arresto potevano essere già espletate (comunque non è precisato perché la vittima del furto non ha potuto essere sentita prima), o per pericolo di fuga (anche a prescindere dall'interesse al chiarimento della propria situazione personale), visti la (non particolare) gravità dei reati ascritti, non corrisponde più a criteri di proporzionalità (DTF 116 Ia 143; DTF 107 Ia 256; DTF 105 Ia 26; DTF 102 Ia 381; BJP 1999 no. 667; Rep. 1980 pag. 44; REP 1986 pag. 158; REP 1988 pag. 413);

__________ deve essere posta in libertà provvisoria;

P.Q.M.

Visti gli artt. 139, 172 ter, 252, 254 CP, 23 cpv 1 seconda frase LDDS, 95 ss., 107 ss. CPP, 10 CF, 5 CEDU,

decide

decide 1.

L'istanza di libertà provvisoria presentata da __________ (sedicente) è accolta.

Di conseguenza l'istante deve essere immediatamente scarcerata.

2.

Non si percepiscono tasse e spese.

3.

Intimazione:

- Avv. __________, per sé e per l'accusata;

- Procuratore pubblico avv. __________, sede e per l'immediata esecuzione (con l'incarto di ritorno);

- SEPEM e Direzione PCT, per conoscenza. giudice __________