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La decisione di Berna di attuare una modifica costituzionale per le grandi multinazionali garantisce la sicurezza giuridica, secondo Economiesuisse
Gli ambienti economici reagiscono con soddisfazione alla decisione comunicata oggi dal Consiglio federale di attuare, con una modifica costituzionale, l’imposta minima del 15% concordata dall’Ocse e dagli Stati del G20 per le grandi multinazionali. Ciò garantisce proprio la sicurezza giuridica di cui queste società hanno urgentemente bisogno, secondo Economiesuisse.
Il fine ultimo è quello di mantenere l’attrattiva dell’economia elvetica. Sono in gioco miliardi di franchi di patrimonio fiscale e decine di migliaia di posti di lavoro, sottolinea l’associazione di categoria. Per proteggere la base imponibile svizzera dall’assalto delle autorità fiscali straniere, è necessario adottare rapidamente misure efficaci. Il Consiglio federale ha deciso una procedura che permette un’azione tempestiva. Economiesuisse sostiene già fin d’ora questa manovra: esaminerà in dettaglio il progetto di articolo costituzionale nella procedura di consultazione.
Anche SwissHoldings, l’associazione che riunisce le 60 maggiori società quotate dell’industria e dei servizi, sostiene l’approccio del governo. Si tratta di una grande sfida che deve essere affrontata nell’interesse della Svizzera e delle grandi imprese. Se la Svizzera si adatta rapidamente alle nuove regole della concorrenza internazionale tra le piazze d’affari, l’economia svizzera, le autorità fiscali svizzere – la Confederazione, i Cantoni e i Comuni – e le imprese svizzere potranno essere tra i vincitori di questi nuovi standard minimi di tassazione.