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Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha espresso la sua "grave preoccupazione davanti al numero crescente delle vittime" del conflitto a Gaza, reiterando il suo appello per una "fine immediata delle ostilità".
In una dichiarazione letta dal presidente del Consiglio, l'ambasciatore ruandese Eugène-Richard Gasana, dopo due ore di consultazioni a porte chiuse, i 15 paesi membri chiedono un "ritorno all'accordo di cessate il fuoco del novembre 2012" tra Israele e Hamas.
Il Consiglio di sicurezza chiede inoltre "il rispetto del diritto internazionale umanitario, compresa la protezione dei civili" e sottolinea "la necessità di migliorare la situazione umanitaria" nella Striscia di Gaza.
Da parte sua l'ambasciatore israeliano alle Nazioni unite, Ron Prosor, ha smentito il rapimento di un soldato rivendicato da Hamas."Nessun soldato israeliano è stato rapito, queste voci sono false", ha dichiarato Prosor rispondendo ai giornalisti a margine della riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza Onu sulla situazione a Gaza.
Intanto salgono a oltre 500 le vittime palestinesi dell'offensiva israeliana.
SDA-ATS