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Con la crescita del commercio online aumentano anche le frodi: il 95% degli operatori del settore interpellati nell'ambito di un sondaggio afferma di essere stato interessato dal fenomeno almeno una volta.
Il rilevamento demoscopico realizzato dalla società Crif per conto dell'Associazione svizzera di vendite per corrispondenza (VSV) mette in luce come la forma più frequente di malversazione sia rappresentata da clienti che ordinano la merce già sapendo che non la pagheranno. Al secondo posto vi sono i casi di chi ordina fornendo indicazioni false. In progressione sono anche i furti di identità e l'utilizzo di dati rubati di carte di credito.
Il 30% dei partecipanti al sondaggio ha subito negli ultimi 12 mesi una perdita totale di almeno 10'000 franchi e il 7% addirittura superiore ai 50'000 franchi. Vi è una tendenza all'aumento dell'entità dei danni, afferma Daniel Gamma, responsabile commercio online presso Crif, citato in un comunicato. Ciò emerge anche tenendo conto di un'analoga indagine realizzata nel 2012.
E anche i casi aumentano: i due terzi del campione sono dell'opinione che le frodi online siano cresciute negli ultimi anni e un quarto degli interrogati non esita a parlare di una forte progressione. Non stupisce quindi che il 90% dei commercianti abbia adottato misure per far fronte alla situazione e che il 47% intenda ulteriormente rafforzarle. L'online ha generato l'anno scorso in Svizzera un volume di 7,2 miliardi di franchi, raggiungendo la quota del 7,5% dell'intero commercio al dettaglio.
(Ats)