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Credit Suisse ritiene di aver pagato troppe imposte in Gran Bretagna e chiede un rimborso. L'importo richiesto ammonta a 239 milioni di sterline (300,6 milioni di franchi al cambio attuale), secondo articoli pubblicati ieri sul Sunday Times e oggi sul Financial Times. Entrambi i giornali citano persone incaricate del dossier all'interno della banca.
Un'imposta straordinaria è stata applicata sui bonus versati ai banchieri britannici tra dicembre 2009 e aprile 2010. Questa tassa, introdotta dal partito laburista all'epoca al potere, mirava a migliorare lo stato di salute delle finanze pubbliche dopo la crisi finanziaria del 2008.
Secondo il Sunday Times, che fa riferimento a documenti giudiziari in suo possesso, Credit Suisse descrive questa tassa come ingiusta e discriminatoria in quanto limitata alla remunerazione variabile pagata per pochi mesi. La tassa viola il diritto europeo, sosterrebbe il numero due bancario elvetico.
Un portavoce di Credit Suisse ha confermato all'agenzia di stampa finanziaria AWP l'esistenza di una procedura in Gran Bretagna, senza fornire ulteriori informazioni.