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<ip-pii>.1 Uso a fini personali o in una cerchia di persone unite da stretti vincoli
Ai sensi dell’art. 19 cpv. 1 lett. a LDA, l’utilizzo di un’opera è consentito, anche sui social media, nell’ambito privato o nella cerchia di persone unite da stretti vincoli, quali parenti o amici. Questa disposizione restrittiva del diritto d’autore riguarda innanzitutto l’utilizzo di un’opera da parte di una persona per uno scopo puramente individuale. Una persona ha quindi il diritto, quando lo fa solo per se stessa, di consultare un’opera disponibile su un social media (Ruedin P. E. in: de Werra/Guilliéron (ed.), CoRo, Propriété intellectuelle, pag. 183). Ad esempio, l’utilizzo personale comprende la consultazione privata di un’opera disponibile su YouTube.
Allo stesso modo è consentito l’utilizzo di un’opera in una cerchia di persone unite da stretti vincoli, quali parenti o amici. Tuttavia, il concetto di «persone unite da stretti vincoli» va interpretato in modo restrittivo (Salvadé V. Droit de l’auteur et technologies de l’information et de la communication, Schulthess, Ginevra, Zurigo, Basilea, 2015, pag. 10). Se è vero infatti che i familiari e le persone che condividono stabilmente la medesima economia domestica rientrano in questa definizione, una semplice relazione sociale come quelle esistenti tra i dipendenti di un’azienda non è sufficiente. La cerchia di amici di cui parla l’art. 19 cpv. 1 lett. a LDA si limita pertanto alle persone che si conoscono bene (Ruedin P. E: in: de Werra/Guilliéron (ed.), CoRo, Propriété intellectuelle, pag. 184).
Un utente di Facebook che «carica» un’opera protetta senza il consenso dell’autore e senza limitare la cerchia dei destinatari viola il diritto di messa a disposizione dell’opera perché permette al pubblico di accedervi in qualsiasi momento. Il ricorso ai social media per utilizzare un’opera in un contesto privato non pone nessun problema, perché l’eccezione copre tutte le forme di utilizzazione. Tuttavia, in questo esempio, la cerchia dei destinatari dell’opera messa a disposizione si spinge oltre i confini della cerchia delle persone unite da stretti vincoli.
La questione si complica quando l’utente rende la sua pubblicazione visibile soltanto a una cerchia più ristretta di «amici». Il concetto di «amici» introdotto da Facebook è troppo ampio per coincidere con la cerchia delle «persone unite da stretti vincoli» definita dalla legge e dalla giurisprudenza (Rapporto finale AGUR12 del 28 novembre 2013, pag. 81). Di conseguenza, i due concetti non sono perfettamente sovrapponibili e l’utente che pubblica contenuti rivolti esclusivamente ai suoi amici rischia di non godere della protezione completa dell’eccezione per uso privato.
L’utente di una rete come WhatsApp si trova in una situazione diversa, in quanto può scegliere con maggiore dettaglio con chi condividere un contenuto. Può infatti selezionare i destinatari, e questi possono perfettamente appartenere alla sua «cerchia di persone unite da stretti vincoli».
Occorre pertanto agire con prudenza, e valutare caso per caso l’applicabilità dell’eccezione per uso privato a seconda dei potenziali destinatari (Rebetez M., Internet, les réseaux sociaux et le droit d’auteur, pag. 55).