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La Convenzione è il primo strumento globale di lotta alla corruzione e diposizioni in materia di prevenzione della corruzione, collaborazione internazionale e supporto tecnico per i Paesi in via di sviluppo ed emergenti. Obbliga gli Stati contraenti a punire diverse forme di corruzione, in particolare a prevedere una pena per la corruzione attiva e passiva di pubblici ufficiali nazionali e per la corruzione attiva di pubblici ufficiali stranieri. La Convenzione stabilisce per la prima volta che, a determinate condizioni, i beni patrimoniali acquisiti illegalmente devono essere restituiti.
La Svizzera ha svolto un ruolo decisivo già nella fase preparatoria della UNCAC: quale Paese all’avanguardia in materia di restituzione di fondi di capi di stato e alti funzionari esteri ha condotto le trattative sull’articolo 57 UNCAC che definisce le modalità di restituzione dei beni patrimoniali illegali. Oggi la Svizzera è considerata in tutto il mondo uno dei Paesi più progrediti e, con un totale di fondi restituiti pari a 1,8 miliardi di franchi, vanta un’esperienza senza pari in questo settore.
La corruzione attiva e passiva è un crimine particolarmente grave che genera in tutto il mondo miseria e ingiustizia sociale. La sfida maggiore per i partecipanti alla terza conferenza degli Stati contraenti dell’UNCAC, che si terrà a Doha dal 9 al 13 novembre 2009, sarà accordarsi su valori di riferimento comuni per la definizione di un meccanismo di verifica.
Indirizzo per domande:
Andrea Candrian, DFGP, Ufficio federale di giustizia, tel. +41 31 322 97 92
Bernard Jaggy, DFAE, Direzione politica, tel. +41 31 322 30 34