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Per realizzare i propri obiettivi climatici e energetici, dal 2021 il Consiglio federale vorrebbe introdurre una tassa sull'elettricità e sulle energie fossili, così come prevede la seconda tappa della Strategia energetica 2050 (la prima è tutt'ora all'esame del parlamento) e il nuovo articolo costituzionale (articolo 131a) che il Consiglio federale ha inviato oggi in consultazione fino al 12 di giugno. In un primo momento, ha assicurato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, non vi saranno prelievi supplementari sulla benzina.
Su quest'ultimo aspetto, ha precisato la ministra delle finanze, "non ci è sembrato giusto incrementare da subito il prelievo fiscale, visti i nuovi limiti che verranno imposti alle auto in materia di emissioni di CO2 e il prospettato incremento di 6 centesimi per litro di benzina volto a finanziare il nuovo fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato.
Nel rapporto esplicativo, il governo illustra alcuni scenari, a seconda dell'ammontare delle tasse, per l'applicazione del nuovo articolo per gli anni 2021-2030. Per l'olio di riscaldamento si parla di prelievo oscillanti tra 25 e 89 centesimi al litro. Per un litro di benzina il prelievo massimo previsto non dovrebbe superare i 26 centesimi. Per l'elettricità si parla di un balzello massimo di 4,5 ct/kW.
Widmer-Schlumpf, in carica del dossier assieme alla ministra dell'ambiente e dell'energia Doris Leuthard, ha precisato che l'articolo costituzionale permetterà per la prima volta al popolo di esprimersi sulla bontà del cambiamento energetico avviato dopo la decisione di abbandonare il nucleare.
Circa il futuro ammontare del prelievo fiscale, mediante il quale si realizzerà il passaggio dall'attuale sistema di promovimento delle energie rinnovabili a un sistema di incentivazione, esso verrà deciso nell'ambito della legislazione sul clima e sull'energia.
Le tasse d'incentivazione dovrebbero fornire un importante contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra e al consumo parsimonioso ed efficiente dell'energia. Entro il 2030, la Svizzera intende ridurre le emissioni di gas serra del 50% rispetto ai livelli del 1990.
I proventi delle tasse andrebbero restituiti interamente alla popolazione a partire dal 2025 affinché le famiglie non vengano gravate eccessivamente. Alle imprese, tale restituzione potrebbe avvenire in proporzione alla massa salariale AVS o conformemente alla massa salariale LAINF massima assicurata. Il governo pensa anche a misure speciali per le aziende, specie per quelle golose di corrente, ha precisato Widmer-Schlumpf.
SDA-ATS