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Il Consiglio federale deve presentare un calendario e un piano dei costi per rendere rapidamente e completamente sicuro l'ex deposito di munizioni di Mitholz (BE).
Lo chiede una mozione del consigliere nazionale Jürg Grossen (PS/BE) adottata oggi dal Consiglio nazionale per 131 voti a 41. Il dossier va agli Stati.
Stando a un gruppo di esperti tedeschi, il deposito di munizioni in questione, scoppiato nel 1947, presenta dei rischi: alcuni scenari stimano una possibile esplosione equivalente a 20 tonnellate di TNT. Questa perizia ha confermato studi del Dipartimento federale della difesa.
L'esplosione avvenuta nella notte tra il 19 e il 20 dicembre del 1947 di parte del deposito contenente 7000 tonnellate di esplosivi - costituito da sei cavità collegate a un cunicolo - causò la morte di nove persone ( tra cui 4 membri della famiglia della consorte di Grossen, n.d.r), il ferimento di altre sette e circa 200 senzatetto.
Inoltre aveva portato nel 1948 a grandi azioni di "smaltimento" nel lago di Thun. La causa del disastro non è mai stata del tutto chiarita: la più probabile sembra essere stata la formazione di azoturo di rame in spolette di granate.
Oggi si valuta che all'interno di quanto rimane del deposito siano rimaste circa 3500 tonnellate di materiale esplosivo, tra cui bombe aeree, mine, munizioni d'artiglieria e granate a mano.
Nella suo intervento, la consigliera federale Viola Amherd si è detta contraria alla mozione dal momento che il governo sta già lavorando alacremente al problema: un gruppo di lavoro è attivo dalla scorsa estate.
Entro la metà del 2020 saranno poi presentate diverse varianti volte a ridurre i rischi a un livello accettabile, ha precisato, senza però riuscire a convincere il plenum che ha preferito mantenere la pressione sull'esecutivo affinché a questo problema venga presto trovata una soluzione definitiva.