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<h2>SubmittedText<h2><p>Da alcuni anni anni Davos, durante il World Economic Forum (WEF), è sede di incontro e di scontro nel contempo per i rappresentanti dell'estrema sinistra dell'Unione europea, facendo registrare di anno in anno un aumento di violenza e di vandalismo.</p><p>Inoltre, sebbene siano presenti con assiduità a Davos anche dei consiglieri federali, il WEF rimane un avvenimento privato e non statale e quindi, in quanto tale, ricade di principio nelle competenze della polizia cantonale. </p><p>Domando al Consiglio federale:</p><p>1. Il Consiglio federale non trova preoccupante la frequenza dei violenti incidenti occorsi a Davos?</p><p>2. Quali misure intende adottare il Consiglio federale al fine di poter migliorare senza indugio e in maniera significativa le misure di sicurezza volte a proteggere Davos e in particolare i partecipanti del WEF?</p><p>3. In alcuni casi, nell'ambito della lotta agli incidenti di estrema destra si impedisce, come misura preventiva, alle persone sospette di raggiungere il luogo dell'evento. Il Consiglio federale non pensa che una simile misura potrebbe essere applicata anche all'estremismo di sinistra, che in ogni caso non è del tutto pacifico.</p><p>4. Il Consiglio federale non riterrebbe opportuno emettere un divieto d'entrata contro le persone notoriamente rissose, secondo quanto proposto il 5 ottobre 2000 in Parlamento dal capo del DFGP?</p><p>5. Il Consiglio federale non riterrebbe adeguato, su domanda del Cantone, mettere a disposizione delle truppe, inviandole a sostegno della polizia?</p><p>6. Chi risponde dei danni conseguenti alle manifestazioni violente, subiti dai proprietari di case, negozi e locali pubblici ai propri edifici e cose? Chi si assume la responsabilità verso il comune di Davos per i danni alla proprietà pubblica?</p><p>7. Nel caso non si prendano i provvedimenti necessari per evitare simili danni, chi ne risponderà, il Cantone o la Confederazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>un evento annuale importantissimo nel calendario politico svizzero, il World Economic Forum (WEF), che ha luogo a Davos, ricopre una posizione di grande rilievo. Nessun altro incontro infatti garantisce alla Svizzera una simile presenza internazionale, consentendo al Consiglio federale di prendere numerosi contatti con capi di Stato stranieri, ministri e rappresentanti di spicco dell'economia privata. </p><p></p><p>La salvaguardia della sicurezza interna è certamente un compito che accomuna Confederazione e Cantone, tuttavia in base alla distribuzione federale delle responsabilità, la sovranità ricade sulla polizia cantonale. Ne consegue che la polizia cantonale dei Grigioni è responsabile della sicurezza nel corso del WEF. I promotori del settore privato devono inoltre provvedere autonomamente alle misure di sicurezza necessarie in collaborazione con l'organizzazione. La Confederazione sopporta però la responsabilità verso le nazioni straniere per la sicurezza delle persone che godono di una protezione internazionale. È questa la base dell'impegno annuale della Confederazione per il WEF.</p><p></p><p>Il 1 gennaio 2000 è entrata in vigore l'ordinanza sulle prestazioni finanziarie ai Cantoni per la salvaguardia della sicurezza interna (RS 120.6). Secondo l'articolo 4, la Confederazione versa un'indennità in caso di eventi straordinari, su richiesta del Cantone e nei limiti dei crediti stanziati, in particolare per compiti speciali ed estesi di sorveglianza, guardia e protezione di persone. Il 28 giugno 2000 il Consiglio federale ha qualificato il WEF, a causa del suo significato unico e straordinario per gli interessi internazionali ed economici della Svizzera, evento straordinario ai sensi di detta ordinanza. </p><p></p><p>Risposta alle singole domande:</p><p></p><p>1. Ultimamente le conferenze internazionali a tema economico hanno spesso scatenato violente manifestazioni da parte degli oppositori alla globalizzazione. Questa tendenza riscontrabile a livello mondiale, si è manifestata purtroppo anche a Davos, tanto che il Consiglio federale si è occupato spesso della sicurezza del WEF. In particolare è la Delegazione del Consiglio federale in materia di sicurezza che intrattiene stretti contatti con il Consiglio di Stato dei Grigioni e che ha esternato il suo timore, alla luce degli ultimi avvenimenti di Praga e di Nizza, che le manifestazioni possano divenire sempre più violente.</p><p></p><p>2. La Confederazione e il Cantone dei Grigioni hanno creato, in base alle esperienze accumulate durante il WEF dell'anno scorso, un nuovo organo di coordinazione Confederazione-Cantone. Questo organo si occupa di tutti problemi di sicurezza sollevati dal WEF. Oltre a questo verranno messi a disposizione della polizia cantonale dei Grigioni 300 membri del Corpo della guardia delle fortificazioni (CGF) della Confederazione per il WEF 2001, che sarranno impiegati per compiti di sorveglianza. Si tratta quindi di una moltiplicazione degli sforzi in confronto coll'evento dell'anno scorso. In fine, come nuovo elemento, la Confederazione assume la coordinazione delle informazioni e mette a disposizione oltre agli elicotteri per uso di polizia anche altro personale, materiale e veicoli. Il Cantone dei Grigioni ha da parte sua mobilitato maggiori spiegamenti di polizia rispetto all'anno scorso. </p><p></p><p>3. Per quanto concerne l'entrata in Svizzera di stranieri non domiciliati nel nostro Paese, non esiste in principio per essi nessun diritto all'entrata. In base a tale regola giuridica, le persone che desiderano entrare ma sono sospette di voler partecipare ad azioni violente nell'ambito del WEF, possono essere respinte. </p><p></p><p>Per quanto riguarda l'arrivo sul luogo della manifestazione di persone che vivono in Svizzera, spetta ai cantoni interessati adottare misure per il mantenimento della sicurezza e dell'ordine, valutando, a secondo della situazione, i beni giuridici coinvolti, ovvero da una parte la libertà di riunione e di soggiorno, e d'altra parte l'ordine pubblico.</p><p></p><p>4. Come già avvenuto negli ultimi anni, saranno emessi divieti di entrata durante il WEF, contro chi ha condotto o sostenuto azioni violente in simili manifestazioni.</p><p></p><p>5. Un servizio sussidiario di assistenza dell'esercito sarebbe impiegato solo se si esaurissero tutti i mezzi cantonali civili. </p><p></p><p>6. Per i danni a beni mobili e immobili appartenenti a privati o al comune di Davos, rispondono i colpevoli che li hanno causati. Gli organizzatori di una dimostrazione sono ritenuti responsabili quando i danni sono stati prodotti dai dimostranti e nel caso abbiano omesso le misure di sicurezza (per ex. il servizio d'ordine) previste o richieste a secondo delle circostanze. </p><p></p><p>7. Responsabilità della sicurezza a Davos è la polizia cantonale dei Grigioni. Il Cantone dei Grigioni risponde secondo la sua legge sulla responsabilità del 29 ottobre 1944, dei danni ai privati, causati in modo abusivo e colposo. Per un danno seguito ad una manifestazione violenta, il Cantone risponde dei danni ai privati se i membri della polizia cantonale pur potendo evitarli con adeguate misure, siano colpevoli di non averle applicate.</p><p></p><p>Pertanto, dal momento che alla Confederazione non compete questo compito, non sopporta nessuna conseguenza di responsabilità civile.</p>  Risposta del Consiglio federale.