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BERNA / LUGANO - Indennità e ristorni dei frontalieri sono al centro di due atti parlamentari depositati questa mattina a Berna dal Consigliere nazionale Marco Chiesa, preoccupato in particolare dalla «concreta» possibilità che un domani la Svizzera possa essere «chiamata alla cassa».
Una fattura sostanziosa - «A quanto ammonterebbe la fattura per il nostro Paese se questo compromesso giungesse in porto?», chiede il deputato UDC, preavvisando che la misura avrebbe «un impatto enorme» per il Paese. «La Svizzera potrebbe decidere liberamente di non accettare questa normativa europea?», prosegue Chiesa, chiedendo inoltre al Consiglio federale se il popolo «sarebbe chiamato ad esprimersi in proposito» e se sia o meno «plausibile prevedere rappresaglie europee» in caso di rifiuto.
L'accordo congelato - Per quanto riguarda la situazione dei ristorni - sempre d’attualità a causa dell’impasse sulla sottoscrizione dell’accordo con la vicina Penisola - il consigliere nazionale UDC chiede se la Confederazione «é disposta a collaborare col Canton Ticino per mettere pressione sulla controparte al fine di assicurare l'utilizzo di questi importi per progetti di interesse comune».
Indennità frontalieri, pagheremo noi?
- A quanto ammonterebbe la fattura per il nostro Paese se questo compromesso giungesse in porto?
- La Svizzera potrebbe decidere liberamente di non accettare questa normativa europea?
- Il popolo svizzero sarebbe chiamato ad esprimersi in proposito?
- È plausibile prevedere delle rappresaglie europee nel caso in cui dovessimo rifiutare l'adozione di queste regole?
- L'accordo istituzionale in consultazione ci obbligherebbe a riprendere queste regole? In caso contrario subiremmo delle misure compensatorie, o di ritorsione, certe e quantificabili?
- Nell'accordo istituzionale é previsto che sia il diritto europeo a mezzo delle decisioni della Corte di giustizia europea a dettare legge in Svizzera e a determinare le decisioni del tribunale arbitrale?
- In questo caso, non accettando la ripresa di queste regole, saremmo conseguentemente sanzionati questa volta avendo noi stessi firmato la nostra condanna?
Ristorni dei frontalieri, quale ruolo gioca la Confederazione?
- Nella continua tensione tra il Canton Ticino e la vicina penisola, alla luce della evidente volontà di non sottoscrivere il nuovo accordo sui frontalieri, qualora il Governo ticinese dovesse decidere di bloccare i ristorni delle imposte alla fonte il prossimo 30 giugno 2019, la Confederazione, essendo lei parte attrice dell’accordo del 1974 sui lavoratori frontalieri, assicurerà il versamento dell'importo dei ristorni all'Italia al posto del Canton Ticino?
- La Confederazione é disposta a collaborare col Canton Ticino per mettere pressione sulla controparte al fine di assicurare l'utilizzo di questi importi per progetti di interesse comune?