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L'iniziativa popolare "per madre e bambino - per la protezione del bambino non ancora nato e per l'aiuto a sua madre in stato di bisogno" è stata depositata il 19 novembre 1999 con 105'001 firme valide nella forma di un progetto elaborato. In base all'iniziativa, la Costituzione federale dovrebbe essere completata con una disposizione che protegga la vita del bambino non ancora nato e fissi principi per l'aiuto necessario a sua madre in stato di bisogno. L'interruzione della gravidanza non dovrebbe più essere ammessa "a meno che la prosecuzione della gravidanza comporti per la madre un pericolo di morte acuto non altrimenti evitabile e dovuto a cause fisiche".
Nozione restrittiva di salute - un passo indietro
Secondo il diritto vigente (art. 120 del Codice penale) l'interruzione non punibile della gravidanza è possibile soltanto se esiste un'indicazione medica. All'epoca, il legislatore pensava in primo luogo a pericoli di natura somatica per la vita e la salute della donna incinta, mentre oggi si applica la nozione estesa di salute così come è definita dall'Organizzazione mondiale della salute (OMS). Per l'OMS la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale. L'indicazione medica oggi praticata tiene quindi conto anche dell'indicazione giuridica, sociale ed embriopatica . La regolamentazione proposta dall'iniziativa, che interpreta la nozione di salute unicamente nel senso stretto dell'indicazione medica, rappresenterebbe quindi un passo indietro.
Inoltre, l'iniziativa non tiene conto dei cambiamenti delle condizioni e dei valori sociali degli ultimi 30 anni, in particolare per quanto riguarda la posizione della donna nella nostra società. Esige persino dalla donna che si trova ad essere incinta in seguito a un atto di violenza di portare a termine la gravidanza, proponendole tuttavia la possibilità di consentire all'adozione di suo figlio. In pratica, già da lungo tempo una simile situazione costituisce una delle indicazioni che permettono un'interruzione della gravidanza. Non è infatti tollerabile che la donna vittima di una violenza sia costretta a far nascere il bambino.
Il Consiglio federale accoglie favorevolmente il principio secondo cui i Cantoni devono essere tenuti ad aiutare la madre in stato di bisogno, anche se occorre rammentare che tale obiettivo è già oggi adempiuto. Dal 1984 tutti i Cantoni dispongono di consultori di gravidanza che offrono consulenza e aiuto alle donne incinte e a tutte le persone direttamente interessate dalla gravidanza.
A favore di alternative all'iniziativa popolare e alla soluzione dei termini
Il Consiglio federale ribadisce la posizione che ha sempre sostenuto, vale a dire la necessità di modificare le disposizioni penali in materia di interruzione della gravidanza. Rinuncia tuttavia a presentare una controproposta all'iniziativa popolare "per madre e bambino", essendo convinto che nel quadro dei lavori parlamentari relativi all'iniziativa parlamentare Haering Binder attualmente in corso si potrà raggiungere una soluzione suscettibile di ottenere una maggioranza di voti. Ritiene inoltre che la protezione del nascituro non debba avere un carattere unicamente penale, ma che occorra iscriverla in un concetto globale di prevenzione, di aiuto e di consiglio. Quale alternativa alla presente iniziativa popolare e alla soluzione dei termini secondo l'iniziativa parlamentare, il Consiglio federale predilige tuttavia la soluzione dell'obbligo di consulenza presso un consultorio di gravidanza riconosciuto dallo Stato e appositamente qualificato. Tale soluzione tiene conto sia dell'interesse del bambino che deve ancora nascere (consultazione obbligatoria) sia di quello della donna incinta (diritto di autodeterminazione della donna incinta durante i primi tre mesi di gravidanza).
Ultima modifica 16.11.2000