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(03.10.2012) In un affare che vede opposti il sindacato Unia ed un gruppo industriale svizzero, il tribunale arbitrale ha giudicato illegale il fatto di pagare in euro i salari degli impiegati residenti all'estero, in Francia o in Germania. I rischi legati al franco forte devono essere presi in conto dal datore di lavoro.
Alcuni impiegati frontalieri di questa impresa si erano visti costretti ad accettare il loro salario in euro, contrariamente alle persone residenti in Svizzera. Il 12 settembre 2012, il tribunale ha giudicato questa pratica illegale e violante le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Questa remunerazione in euro non soltanto è fortemente discriminatoria ai sensi della legge, ma l'impresa non ha alcun diritto di basarsi su un supposto tenore di vita dei lavoratori per stabilire il loro salario.
Il gruppo industriale in questione dovrà quindi pagare integralmente gli arretrati del salario al 1 gennaio. In un comunicato, Unia reputa che questo arbitraggio dia un segnale forte alle imprese che aggirano le disposizioni sui salari per sottrarsi alla forza del franco.
L'impresa si è anche vista sconfitta su altri motivi di contenzioso, in particolare sull'obbligo che la lega alla convenzione collettiva di lavoro dell'industria metalmeccanica ed elettrica (CTT MEM). Pensava di potersene liberare abbandonando l'organizzazione Swissmem nel dicembre 2011, mentre le disposizioni della CTT si applicano fino alla loro scadenza nel giugno 2013.
Ultima modifica 10.09.2015