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BERNA - L'epidemiologo Christian Althaus ha annunciato questa mattina, con un breve tweet, di aver lasciato la task force federale contro il coronavirus.
Tra le ragioni, ha scritto lo specialista bernese, vi sono alcune divergenze con la gestione dell'emergenza da parte della politica. Una politica che «deve imparare» a dialogare con la scienza, ponendola sullo stesso piano, ha suggerito Althaus, che già lo scorso mese di ottobre aveva lanciato l'allarme, chiedendo al governo misure urgenti.
In quell'occasione, con la seconda ondata che ancora si trovava "in rampa di lancio", l'epidemiologo aveva detto che in Svizzera la situazione era già oltre al limite per quanto riguardava le capacità di contact tracing. Ma agendo subito, in virtù delle proprie «risorse economiche e buone condizioni sanitarie», il Paese aveva il potenziale per uscire bene dalla crisi. Un appello ripetuto a più riprese, anche dagli altri esperti, nel corso di questi ultimi due mesi.
Nell'annunciare le sue dimissioni, Althaus ha inoltre condiviso un articolo pubblicato dai giornali del gruppo CH Media che riferisce di un "fastidio" di alcuni tra i sette saggi nei confronti della voce degli esperti, indicandolo come «uno dei motivi per cui ho lasciato la task force questa settimana».
Misure in consultazione - La stabilizzazione dei contagi su alte cifre, che tale si è mantenuta anche durante il periodo festivo, ha spinto il Consiglio federale verso un nuovo giro di vite. Berna ha posto in consultazione presso i Cantoni una serie di nuove misure - fra le quali il telelavoro obbligatorio e la chiusura di tutti i negozi che non vendono beni di prima necessità -, che potrebbero essere annunciate già il prossimo 13 gennaio.