Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/70971

<h2>SubmittedText<h2><p>La Svizzera, nonostante l'intensificarsi della violenza del Vicino Oriente, continua a mantenere strette relazioni con Israele e altri Paesi della regione nel settore della cooperazione militare e della cooperazione in materia d'armamento.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. La cooperazione in materia d'armamento con i Paesi del Vicino Oriente e la cooperazione tra l'esercito svizzero e gli eserciti di tali Paesi non è in contraddizione con la politica estera della Svizzera che mira a promuovere la pace? </p><p>2. Condivide l'opinione secondo cui la cooperazione in materia d'armamento con i Paesi del Vicino Oriente potrebbe contribuire a esacerbare o a prolungare il conflitto?</p><p>3. È disposto a sospendere immediatamente la cooperazione in materia d'armamento con tutti i Paesi del Vicino Oriente? In caso negativo, per quali motivi?</p><p>4. È disposto a sospendere immediatamente la cooperazione militare (scambio di esperienze tra ufficiali dell'esercito svizzero e ufficiali dei Paesi del Vicino Oriente)? In caso negativo, per quali motivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera esporta materiale bellico verso diversi Stati del Medio Oriente, ma non verso Stati quali Israele, Siria e Libano, che sono direttamente coinvolti nel conflitto nel Medio Oriente. Da Israele sono acquistati beni d'armamento, e tra rappresentanti delle rispettive forze armate ci sono dei contatti.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. No, la cooperazione in materia d'armamento non è in contraddizione con il promovimento della pace. Essa non serve a nessuna delle parti in conflitto per rafforzare la propria forza bellica o incentivare in forma diversa il ricorso alla forza.</p><p>2. No, né gli acquisti d'armamento da Israele, né la cooperazione tra aziende, né le esportazioni di materiale bellico verso Stati che non sono coinvolti nel conflitto in Medio Oriente hanno il potenziale di esacerbare il conflitto o di prolungarlo. Si deve tenere conto del fatto che tale cooperazione ha un'importanza relativa dal punto di vista militare ed economico per gli Stati della regione.</p><p>3. No, secondo il Consiglio federale non vi sono motivi superiori di politica estera o di pace per un simile passo, ma piuttosto importanti interessi di politica estera, economica e di politica di sicurezza che vi si oppongono. Un annullamento degli acquisti in corso o la loro sospensione deve pertanto essere respinto, dal momento che: sussiste un comprovato bisogno militare dei sistemi in questione; ne risulterebbero pene convenzionali; un'eventuale sostituzione con componenti di altra provenienza comporterebbe un importante onere tecnico ed economico.</p><p>4. No, non vi è alcuno motivo di limitare ulteriormente i contatti per quanto concerne la frequenza e il livello gerarchico o addirittura di interromperli. La cooperazione militare ha luogo quasi esclusivamente con Israele; la maggior parte dei relativi contatti ha per oggetto gli acquisti d'armamento approvati dal Parlamento. Gli interessi di politica estera e in materia di politica di sicurezza necessitano di una certa continuità e sono in contraddizione con una misura che potrebbe essere interpretata come un'ingiustificata e unilaterale presa di parte.</p>  Risposta del Consiglio federale.