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Nella capitale elvetica Albert Einstein ha elaborato le sue teorie più conosciute. Ora il museo di storia della città gli dedica una mostra permanente. Di fatto è il primo «museo Einstein» del mondo.
L'iniziativa è nata dal successo riscosso dall'esposizione organizzata nel 2005 per l'anno di Einstein.
Come spesso accade, da cosa nasce cosa. Dopo il successo ottenuto dall'esposizione speciale su Albert Einstein che nel 2005-06 aveva attirato 350'000 visitatori, il Museo di storia di Berna ha dedicato al famoso fisico una mostra permanente. I battenti del «primo museo di
Einstein al mondo» si sono aperti il primo febbraio.
Sarà possibile ammirare gran parte degli oggetti esposti durante la mostra organizzata in occasione dell'«anno di Einstein». Complessivamente l'esposizione permanente comprende 200 oggetti distribuiti su una superficie di 1200 metri quadrati.
A chi ha avuto l'occasione di visitare la mostra allestita per l'anno di Einstein quest'iniziativa non può che fare piacere. Il padre della teoria della relatività è un personaggio poliedrico e attraverso gli oggetti che raccontano la storia della sua vita si ripercorrono tappe importanti del Novecento. E non solo da un punto di vista scientifico.
La sua è anche la storia di un ebreo che vive gli anni della Seconda guerra mondiale, di un marito e padre dall'atteggiamento discutibile, di scienziato che emigra verso gli Stati uniti, di pacifista, di anticonformista.
Ed è proprio l'aver dato un'immagine globale della personalità di Albert Einstein che ha determinato il successo della mostra – ora trasformata in esposizione permanente.
Perché Berna
Con l'apertura del museo, Berna si candida a diventare una vera e propria città di Einstein. È qui che il fisico di origini tedesche ha maturato alcune tra le sue più geniali intuizioni.
Nel 1905, quando lavora per l'Ufficio brevetti della città, Einstein pubblica la teoria della relatività, un saggio rivoluzionario destinato a mettere sottosopra la concezione fisica dello spazio e del tempo.
Di quell'anno è anche la formula E=mc2, che illustra come l'energia (E) e la massa (m) siano le facce di una stessa medaglia, legate dalla velocità della luce al quadrato (c2). Sempre nel 1905, Einstein fornisce la prima prova dell'esistenza dell'atomo e descrive uno degli esperimenti chiave della fisica dei quanti.
Questo anno mirabile vissuto sul suo territorio, non poteva che essere fonte di orgoglio per Berna. Oltre al nuovo museo, nella capitale svizzera si possono visitare anche la casa in cui viveva Einstein e ripercorrere i suoi passi sul «sentiero informativo» realizzato nel 2005.
Offerta turistica
Così come era successo per la mostra, il museo si attende soprattutto visitatori provenienti dall'estero, da altre parti della Svizzera e scolaresche. Vista la notorietà di Einstein, l'obiettivo non dovrebbe essere difficile da raggiungere.
Del resto il museo collabora già con l'ente turistico locale che sta studiando offerte per gruppi di turisti provenienti dalla Germania e dall'Italia.
Per abbattere le barriere linguistiche e permettere a più gente possibile di visitare l'esposizione, sono state realizzate delle audioguide in diverse lingue: oltre ai classici tedesco, francese e inglese, ci si può informare anche in italiano, spagnolo, giapponese e ebraico.
swissinfo
Fatti e cifre
Albert Einstein nasce a Ulm, in Germania, il 14 marzo 1879.
Poco tempo dopo la sua famiglia si trasferisce a Monaco di Baviera, poi in Italia e successivamente in Svizzera.
1896: Einstein entra al Politecnico di Zurigo.
1901: diventa cittadino svizzero e un anno più tardi inizia a lavorare all'Ufficio dei brevetti di Berna.
1905: pubblica cinque articoli rivoluzionari sulla fisica teorica.
1909: viene nominato professore a Zurigo
1911: si trasferisce a Praga.
1921: premio Nobel per la fisica.
Dopo l'avvento di Hitler emigra negli Stati Uniti.
Muore il 18 aprile 1955 a Princeton, nel New Jersey.