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Il sistema ospedaliero svizzero e le amministrazioni cantonali stanno raggiungendo sempre più i loro limiti. La riduzione della qualità delle cure non è "troppo lontana", e con essa il rischio di dover selezionare i pazienti. Il campanello d'allarme è stato suonato oggi, nella conferenza stampa settimanale degli esperti della Confederazione, da Rudolf Hauri, medico cantonale di Zugo e presidente dell'associazione nazionale dei medici cantonali.
Secondo Hauri, questa evoluzione non è inaspettata. Il rischio era già noto quando, una volta che sono stati vaccinati tutti coloro che lo hanno voluto, è stata avviata la fase di normalizzazione. A questo punto non serve a nulla incolpare gli altri, ha sottolineato Hauri. La responsabilità è di tutti: tutti possono essere colpiti, perché chiunque può trovarsi nella situazione di dipendere dalle cure ospedaliere.
Urs Karrer: "Rischio triage ancora in dicembre"
Se lo sviluppo epidemiologico non viene rallentato rapidamente, questo avrà conseguenze per tutti i pazienti, ha aggiunto Urs Karrer, vicepresidente della Task force scientifica federale.
Attualmente, ci sono 264 persone nei reparti di terapia intensiva a causa del Covid. Se la tendenza non viene presto invertita, la soglia critica di 400 pazienti nelle cure intense potrebbe essere superata prima della fine di dicembre.
A quel punto scatterebbe il triage dei pazienti: gli standard abituali delle terapie non potrebbero essere assicurati, ha detto l'infettivologo. I dati dell'anno scorso hanno mostrato che in una situazione simile bisognerà fare i conti con un aumento della mortalità fra i pazienti Covid.
"Lo sviluppo può ancora essere influenzato positivamente", ha sottolineato Karrer. In Germania e in Austria, con un livello di immunizzazione simile a quello della Svizzera, le infezioni sono diminuite grazie alle misure per ridurre i contatti.
- Notiziario delle 14.00 del 07.12.2021