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Nella sua seduta del 13 novembre 2019 il Consiglio federale ha fissato l’entrata in vigore della revisione parziale della legge sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP), con effetto dal 1° gennaio 2020. Per il cambio al valore nominale delle banconote a partire dalla sesta serie viene soppresso definitivamente l’attuale termine di 20 anni.
Il 21 giugno 2019 l’Assemblea federale ha approvato la revisione parziale della legge sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP). Il termine di referendum è scaduto infruttuosamente il 10 ottobre 2019. Il Consiglio federale ha deciso pertanto di fissare l’entrata in vigore della revisione parziale della LUMP con effetto dal 1° gennaio 2020.
In Svizzera il cambio di tutte le serie di banconote ritirate dalla Banca nazionale svizzera (BNS) era finora possibile entro un termine di 20 anni. In questo periodo di tempo le banconote non possono più essere utilizzate come mezzo di pagamento legale, ma possono ancora essere cambiate presso la BNS. In passato, il controvalore delle banconote non cambiate confluiva interamente nel fondssuisse (fondo di soccorso per danni non assicurabili causati dalla natura).
In futuro, grazie all’adeguamento della legge, tutte le banconote della sesta serie messe in circolazione a partire dal 1976 e tutte le serie successive potranno essere cambiate senza limiti temporali. Tale adeguamento non ha effetto retroattivo per le banconote precedenti fino alla quinta serie poiché il controvalore di queste banconote non presentate per il cambio è già stato trasferito.
Inoltre, con l’adeguamento della legge vengono ridefinite le modalità di versamento del controvalore delle banconote non cambiate. In futuro, dopo 25 anni dal ritiro di una serie, la BNS verserà il 90 per cento del controvalore delle relative banconote. Il 10 per cento del controvalore viene accantonato per adempiere anche successivamente l’obbligo di cambio senza scadenze. Un quinto dell’importo della distribuzione risultante spetta a fondssuisse. I rimanenti quattro quinti vanno per un terzo alla Confederazione e per due terzi ai Cantoni. La prima distribuzione avverrà nel 2025.