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Il gruppo svizzero-svedese Asea Brown Boveri (ABB) è stato condannato da una Corte federale dell'Alabama a pagare 63 milioni di dollari in multe e indennizzi, dopo che una sua filiale milanese ha ammesso di aver manipolato l'appalto per un grande progetto idrico in Egitto, previsto dagli accordi di Camp David.Questo contenuto è stato pubblicato il 14 aprile 2001 - 14:34
Della supermulta da 63 milioni di dollari, la filiale di Milano, la ABB MEA, che ha ammesso formalmente le proprie responsabilità davanti alla Corte, dovrà pagare da sola 53 milioni. Gli altri 10 milioni di dollari li dovrà pagare la società Sae Sadelmi Usa, sussidiaria americana del gruppo ABB.
L'azienda milanese, condannata per aver cercato di «soffocare ed eliminare la concorrenza», aveva ammesso un ruolo centrale nelle manovre per l'assegnazione dell'appalto relativo alla costruzione di un impianto per il trattamento delle acque reflue in Egitto. L'impianto rientra nei progetti che gli Stati Uniti si sono impegnati a finanziare con la firma degli accordi conclusi negli anni Settanta a Camp David fra Israele ed Egitto, con la mediazione dell'allora presidente americano Jimmy Carter.
Dirigenti delle aziende condannate sono stati accusati di aver avuto, alla fine degli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, incontri segreti con esponenti di imprese rivali, ai quali avrebbero versato complessivamente 3,4 milioni di dollari per assicurarsi la commessa.
Dal canto suo l'ABB - ha detto un portavoce a New York - ha intensificato gli sforzi per applicare una politica di "tolleranza zero" a qualsiasi pratica illegale in seno al gruppo. La supermulta, ha chiarito il portavoce, non inciderà sul bilancio aziendale.
Il valore totale del progetto superava il miliardo di dollari. La fetta attribuita ad ABB MEA ammontava a circa 135 milioni di dollari.
swissinfo e agenzie
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