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NEW DELHI - L'India ha sospeso uno scambio bilaterale militare con la Cina in seguito al rifiuto da parte di Pechino di concedere il visto d'ingresso a un generale dell'esercito proveniente dalla zona contesa del Kashmir indiano. La notizia è stata riportata dal Times of India e confermata in un comunicato diffuso stamattina dal Ministero degli esteri che non ha però fornito dettagli sui motivi della sospensione.
"La visita non è avvenuta per alcune ragioni. I nostri scambi con la Cina sono importanti, ma occorre una maggiore sensibilità per i reciprochi interessi. È in corso un dialogo su questi temi" si legge.
Secondo il quotidiano, il governo cinese ha negato il visto al comandante del settore settentrionale, il generale B.S. Jaswal, che doveva recarsi a Pechino per uno "scambio ad alto livello" con i vertici dell'esercito di Pechino che avviene regolarmente da alcuni anni nel mese di agosto. Nel rifiutare il permesso, i cinesi hanno detto che l'ufficiale non era "benvenuto" perchè incaricato a "controllare" un'area che è oggetto di contesa. Il Kashmir indiano, che fa parte dello stato di Jammu e Kashmir, è al centro di una decennale disputa territoriale con il confinante Pakistan e, in parte anche con la Cina.
Da parte sua il ministro della Difesa indiano A.K. Antony ha invece smentito che l'India abbia intenzione di sospendere le intese militari con la Cina in seguito a una disputa su un visto negato a un generale indiano che comanda la regione contesa del Kashmir.
"Non è il caso di rompere le nostre relazioni. Ci sono a volte dei problemi, ma questo non pregiudica il nostro approccio complessivo" ha detto il ministro all'agenzia Ians a margine di un evento a Hyderabad.
SDA-ATS