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A due anni dall’inizio della pandemia di Covid-19 e nell’imminenza della sua dissoluzione, la Task force scientifica della Confederazione ha tracciato il bilancio della sua attività. Nel suo rapporto finale, chiede per il futuro una cooperazione più strutturata tra scienza e politica.
Dopo un inizio difficile, i vari comitati hanno collaborato in maniera stretta e costruttiva, si legge nel rapporto pubblicato ieri sera tardi su Twitter. Il documento, disponibile solo in tedesco, è scaricabile sul sito della Task force, sciencetaskforce.ch.
La valutazione dei vantaggi e degli svantaggi delle strategie di gestione della pandemia è stata centrale nel lavoro della Task force. Ciò comprendeva la valutazione dei rischi per la salute, l’economia e la società quando il virus circolava ampiamente, ma anche la necessità di convincere il pubblico dei benefici dei vaccini e delle maschere. L’organo consultivo ha anche contribuito a un rapido ed efficiente scambio di informazioni, sia a livello nazionale che internazionale.
Rispetto ad altri paesi, la Task force ha fatto in modo di riunire una vasta gamma di competenze. Si trattava di tener conto del fatto che la pandemia non è stata solo una grave crisi sanitaria, ma che ha avuto un impatto su tutti i settori della vita. Questo approccio interdisciplinare ha dimostrato di essere valido, si legge nel rapporto.
In una situazione di crisi, è essenziale che un organo consultivo scientifico abbia una chiara comprensione del suo ruolo. La netta separazione tra il processo decisionale politico e la conoscenza scientifica è importante. "La scienza consiglia, la politica decide", indica il documento.
Tuttavia, la Task force riconosce che a volte è stato difficile presentare una valutazione scientifica delle misure in modo differenziato, senza difendere la propria opinione politica. Questo è stato il caso soprattutto quando il pubblico si aspettava una presa di posizione chiara.
L’ente propone di stabilire un quadro nazionale per la futura cooperazione tra politica e scienza. Ciò assicurerebbe qualità delle relazioni, fiducia, legittimità e scambio di dati e informazioni fin dal primo giorno di una crisi. Questa struttura dovrebbe essere istituita già al di fuori di periodi critici.
Per gli autori del rapporto si tratta anche di mettere le competenze scientifiche a disposizione di tutti i dipartimenti federali, piuttosto che solo di alcuni organismi o dipartimenti. Questo faciliterebbe la presentazione trasparente di tutti gli aspetti per chi deve poi prendere le decisioni.
Per quanto riguarda il coronavirus, sarà necessario continuare a monitorare l’evoluzione delle infezioni, le varianti in circolazione e l’immunità della popolazione nei prossimi dodici mesi, nota la Task force, ribadendo quanto affermato nella sua centesima e ultima conferenza stampa della scorsa settimana. L’organismo sarà sciolto domani 31 marzo.
Se emergessero nuove varianti o se l’immunità di gregge diminuisse, sarebbe necessario rispondere rapidamente attraverso la vaccinazione, misure o dispositivi ad hoc negli ospedali.
La pandemia di Covid-19 non è finita, conclude la Task force. Ma la fase acuta della crisi sì. Sta iniziando una nuova fase, in cui politica e responsabilità individuale diverranno centrali.