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Le commissioni della gestione delle Camere hanno chiesto lunedì al governo di fornire copia di tutti i documenti relativi alla vertenza tra UBS e le autorità statunitensi. In caso contrario, sosterranno l'idea di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta. L'esecutivo deciderà mercoledì.
Secondo Jean-François Veillon, presidente del gruppo di lavoro che si occupa della crisi finanziaria e della trasmissione da parte di UBS – su ordine della FINMA (Autorità federale di sorveglianza dei mercati finanziari) – dei dati relativi ai clienti statunitensi, l'esecutivo sta «fortemente» rallentando dall'autunno i lavori di quest'organo, formato da 12 membri delle due commissioni della gestione (6 per ogni Camera).
Alla base di tale atteggiamento, secondo Veillon, vi è un problema di interpretazione dei poteri delle commissioni di gestione. Il governo non intende infatti fornire le carte preparatorie, ossia quei testi sui quali ha basato le proprie decisioni, né intende fornire materiale segreto.
Nell'incontro di lunedì con la commissione, la presidente della Confederazione Doris Leuthard e il vice-presidente Moritz Leuenberger hanno proposto un compromesso: consultare i documenti presso la Cancelleria federale. «Questa proposta non ci soddisfa», ha replicato Veillon.
A suo parere, il consiglio federale dovrebbe infatti consegnare le copie dei documenti sensibili, che sarebbero custoditi in un armadio blindato dove si riunisce il gruppo di lavoro. Avrebbero accesso a queste carte unicamente il presidente e il suo vice, ha dichiarato Veillon. Questa proposta è stata accolta dai due rappresentanti del governo, che la trasmetteranno ai colleghi. L'esecutivo sarà chiamato a pronunciarsi mercoledì.
Solo procedendo in questo modo - ha aggiunto Veillon - sarà possibile consegnare un rapporto completo entro il mese di maggio. In caso di risposta negativa del governo, ha precisato, le commissioni non sarebbero contrarie all'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta.
swissinfo.ch e agenzie