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SYDNEY - Continuano le scosse di assestamento, ed è stato esteso fino a mercoledì lo stato di emergenza, nella città neozelandese di Christchurch, colpita prima dell'alba di sabato da un sisma di magnitudo 7,1, il più devastante in oltre 80 anni in un paese che per la sua collocazione fra due placche tettoniche è assuefatto ai terremoti, con circa 15 mila scosse ogni anno.
Più di 500 edifici sono rimasti distrutti o gravemente danneggiati. Il centro città, dove decine di case e palazzi sono stati rasi al suolo o sono pericolanti, è in gran parte recintato. Scuole e negozi restano chiusi mentre continuano i controlli di stabilità e i trasporti pubblici sono sospesi. Il bilancio, definito "miracoloso" dal premier John Key, rimane limitato ad un morto per infarto e ad una decina di feriti di cui due gravi, colpiti dalla caduta di un comignolo e di lastre di vetro.
Alle decine di scosse di assestamento, 19 solo la scorsa notte, che secondo i sismologi potranno proseguire per settimane, si è aggiunto il maltempo con venti fino a 130 km/ora e forti piogge e il timore di alluvioni. Centinaia di persone sono alloggiate in rifugi di emergenza. Ottanta soldati hanno preso il controllo del centro città per dare sollievo all'esausto personale di soccorso, mentre i servizi di elettricità, acqua e fognature vengono gradualmente ripristinati.
Il governo ha rifiutato offerte di aiuto dai militari Usa e da diversi programmi dell'Onu, ha riferito il ministro delle Difesa Civile John Carter, poichè la nazione di 4 milioni di abitanti è grado di affrontare l'emergenza.
SDA-ATS