Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/60687

<h2>SubmittedText<h2><p>Nelle ultime settimane, negli ultimi mesi si sono verificati diversi gravi incidenti causati da conducenti anziani che non riuscivano più a gestire l'attuale complesso fenomeno del traffico oppure che, per motivi di salute, non risultavano più essere all'altezza della situazione.</p><p>La richiesta avanzata in seguito di impedire, senza differenziazione, alle persone anziane di guidare è assurda quanto l'affermazione che nei casi summenzionati si sia trattato di una mera coincidenza e che in fondo il problema non sussiste. La popolazione invecchia sempre più, gli anziani partecipano per un lungo periodo in modo intenso e attivo alla vita sociale. Di conseguenza, aumenta anche il numero di conducenti anziani che si mettono ancora al volante. Alcuni di questi sopravvalutano le proprie capacità di guidare, rappresentando un serio pericolo per gli utenti della strada, in particolare per quelli più deboli ed esposti (ciclisti, pedoni).</p><p>Visto l'aumento degli incidenti dovuti a questo problema, occorre esaminare se le disposizioni legali sono sufficienti per garantire che possa mettersi al volante soltanto chi è capace di affrontare sotto il profilo fisico, psichico e mentale l'attuale situazione di traffico. Si deve verificare se l'esecuzione delle attuali prescrizioni permette di raggiungere gli obiettivi prefissi.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Collegio reputa sufficienti le attuali prescrizioni per impedire che conducenti che non riescono più a soddisfare i requisiti necessari per guidare continuino a mettere in pericolo altri utenti della strada? Nel caso contrario, come intende colmare tale lacuna legislativa?</p><p>2. Reputa sufficiente l'esecuzione delle disposizioni vigenti o anche in questo settore è necessario procedere a correzioni, ad esempio, decidendo che non sia più il medico di famiglia, ma un medico indipendente ad attestare l'idoneità alla guida di una persona anziana o prescrivendo test più approfonditi oppure accorciando gli intervalli di controllo?</p><p>3. Come intende procedere per sensibilizzare le persone più anziane, di modo che rinuncino autonomamente a mettersi al volante quando sorgono dubbi sulla propria idoneità alla guida?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'idoneità è un criterio decisivo per guidare in modo sicuro nel traffico motorizzato stradale. Prima di rilasciare la licenza di condurre il candidato si deve sottoporre a un test della vista. Inoltre, deve compilare un questionario sul suo stato di salute. In linea di massima, il legislatore punta sulla responsabilità individuale. Spesso è possibile ovviare a eventuali problemi, ad esempio legati alla salute, vincolando il rilascio della patente a determinati obblighi (ad es. adeguamenti del veicolo, obbligo di portare gli occhiali). I conducenti ultrasettantenni devono inoltre sottoporsi ad una visita medica ogni due anni. Circa metà delle autorità cantonali affidano questo compito ai medici curanti.</p><p>Alle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. Da un punto di vista medico-scientifico, a partire dai 70 anni i conducenti soffrono sempre più spesso di disturbi o malattie che compromettono l'idoneità alla guida. Va tuttavia sottolineato che tali problemi possono presentarsi anche nel caso di conducenti molto più giovani, come è naturalmente possibile che determinati ultrasettantenni continuino per un lungo periodo ad essere perfettamente in grado di guidare. Il legislatore deve tuttavia definire una regolamentazione generale schematica che purtroppo non può tenere conto di ogni singolo caso.</p><p>Nel periodo tra il rilascio di una licenza di condurre e la prima visita medica obbligatoria (ad eccezione dei conducenti professionisti), si fa affidamento sulla responsabilità individuale. In questo contesto risulta particolarmente problematico in particolare l'abbassamento insidioso e costante della vista, non individuato subito. Considerando che nel traffico stradale le informazioni importanti sono al 90 per cento visive, questo fattore può risultare molto pericoloso. Da questa prospettiva, le prescrizioni in vigore raggiungono soltanto in parte il loro obiettivo, motivo per cui è opportuno rivederle e aggiornarle.</p><p>2. Attualmente, le autorità esecutive sono libere di affidare le visite ai medici di fiducia (medici d'ufficio) o ai medici curanti (medico di famiglia). Entrambe le opzioni presentano vantaggi e svantaggi: il medico di famiglia conosce molto bene l'anamnesi del paziente ed è dunque la persona più adatta a valutare l'idoneità alla guida. Egli intrattiene tuttavia con il paziente un rapporto contrattuale e spesso anche di fiducia. Impedendo a un paziente di guidare, tale rapporto può essere compromesso. Per questo motivo è difficile eliminare del tutto il problema delle "perizie di favore". D'altra parte, in molti casi è proprio il rapporto di fiducia a far sì che l'anziano accetti un parere sfavorevole. I medici di fiducia o d'ufficio indipendenti non rischiano conflitti d'interesse. Il loro quadro del paziente è tuttavia limitato soltanto ad un'impressione momentanea. I vantaggi e gli svantaggi di entrambi i sistemi si bilanciano. Non è perciò determinante stabilire chi effettua i controlli, ma occorre definire criteri obiettivi e standardizzati che permettono al personale specializzato di valutare l'idoneità alla guida di un conducente anziano. Per non esporre i medici di famiglia a conflitti di interesse, saranno creati appositi centri specializzati in secondi pareri, a cui appellarsi in caso di dubbio. Se anche la seconda perizia non permette di decidere, sarà eseguita una corsa di controllo.</p><p>3. Il Consiglio federale reputa la responsabilità individuale un importante pilastro della nostra società. Per questo motivo sostiene le misure che permettono alle persone anziane di decidere autonomamente quando rinunciare a guidare. Rientrano in quest'ottica il lancio di campagne di sensibilizzazione in collaborazione con il consiglio degli anziani e altre associazioni per la terza età. Tali iniziative potrebbero essere cofinanziate attraverso il fondo di sicurezza stradale, gestito dal Consiglio federale.</p><p>Le misure illustrate saranno sottoposte a un esame approfondito nel quadro dell'elaborazione di Via sicura, il programma di attuazione volto ad aumentare la sicurezza sulle strade svizzere.</p>  Risposta del Consiglio federale.