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La Cancelleria federale non è entrata in materia sulla richiesta, definita come ricorso, depositata dalla Fondazione Greina in relazione al referendum dell'UDC, sostenuto dall'Alleanza energia, contro la strategia energetica 2050 in votazione il 21 maggio.
Il referendum era riuscito formalmente il 31 gennaio con 68'390 firme valide, ricorda oggi la Cancelleria federale in una nota. "Le argomentazioni politiche sulle liste delle firme non sono oggetto della verifica e quindi non sono accessibili per la stessa". La Cancelleria federale non è quindi entrata nel merito dell'istanza.
In linea di principio, viene comunque ricordato, contro le decisioni della Cancelleria concernenti i diritti politici è possibile interporre ricorso al Tribunale federale entro un termine di 30 giorni. Ieri il direttore della Fondazione Greina Gallus Cadonau aveva dichiarato all'ats che "facciamo in tempo ad andare fino al Tribunale federale prima della votazione del 21 maggio, e in ogni caso andremo fino in fondo".
Al centro delle contestazioni vi sono i costi della strategia energetica 2050: secondo il comitato referendario essi ammonterebbero in media a 3'200 franchi annui per economia domestica, contro 40 franchi in base ai calcoli dell'Ufficio federale dell'energia.
"Citare una cifra ottanta volte superiore rispetto alla verità rappresenta una menzogna deliberata, significa voler ingannare il popolo", aveva affermato ieri Cadonau. Secondo lui "la Cancelleria federale non dovrebbe soltanto assicurarsi che non si imbrogli con le firme, ma anche con il contenuto del testo".
SDA-ATS