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I fondi di un'azienda agricola o silvicola non potranno beneficiare di una imposizione privilegiata.
Il Consiglio nazionale ha definitivamente respinto oggi il progetto che prevedeva di esentare dall'imposta federale diretta (IFD) l'utile derivante dall'aumento di valore di tali fondi, prassi in vigore fino al 2011.
In quell'anno il Tribunale federale (TF) ha limitato questo privilegio ai fondi che sottostanno alla legge federale sul diritto fondiario rurale (LDFR). Da allora gli utili conseguiti sono interamente imponibili.
Per tornare alla situazione ante 2011, il consigliere nazionale Leo Müller (PPD/LU) aveva depositato una mozione che era stata approvata dai due rami del Parlamento, ha ricordato Christian Lüscher (PLR/GE). La revisione legislativa proposta dal governo in adempimento alla mozione era poi stata approvata dalla Camera del popolo con 100 voti contro 84. Per il Nazionale il TF ha ignorato la volontà del legislatore.
Il Consiglio degli Stati ne aveva però bocciato l'entrata in materia con 27 voti contro 12 sostenendo che il progetto viola il principio dell'imposizione secondo la capacità economica. Diversi oratori avevano messo in guardia pure dalle mancate entrate di circa 200 milioni di franchi all'anno provenienti dall'IFD.
Ora, viste le insanabili divergenze, il Nazionale si è allineato alla decisione degli Stati e con 112 voti contro 63 e ha definitivamente bocciato il progetto. Per considerare in modo più ampio (ossia per tutti coloro che esercitano un'attività indipendente) la tematica dell'imposizione di fondi della sostanza commerciale, il Camera del popolo ha però adottato un postulato.
Caso Parmelin
Va ricordato che proprio su questo progetto era inciampato, a pochi mesi dalla sua elezione, il neo ministro della difesa Guy Parmelin. Il consigliere federale si era infatti battuto per difendere privilegi fiscali per gli agricoltori, agendo, secondo il quotidiano Blick, che aveva attirato l'attenzione sulla vicenda, in modo da avvantaggiare suo fratello.
Il neoministro aveva in un secondo tempo ammesso davanti alla stampa di aver commesso "un errore politico".
SDA-ATS