Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/226276

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulle ripercussioni della sempre maggiore concentrazione di giganti della tecnologia nell'economia digitale mondiale sul mercato del lavoro, sulla concorrenza, sui diritti dei consumatori e sulla tassazione in Svizzera. In particolare dovrà valutare la necessità di adattare le basi legali per far fronte ai problemi strutturali dello spazio digitale e indicare la forma che tali adattamenti normativi potrebbero assumere.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le piattaforme digitali offrono molti vantaggi ai consumatori e all'economia svizzera: permettono di ridurre i costi di transazione, facilitano l'accesso al mercato per le aziende svizzere e con i loro servizi le aiutano a creare valore aggiunto. Inoltre, negli ultimi anni i giganti della tecnologia hanno contribuito direttamente alla creazione di svariati posti di lavoro in Svizzera (p. es. Google a Zurigo).</p><p>Allo stesso tempo, alcuni settori quali la concorrenza e la protezione dei dati hanno iniziato a fare i conti con nuove sfide.</p><p>Negli ultimi anni il Consiglio federale ha quindi analizzato tutti questi sviluppi e, in base a quanto osservato, ha pubblicato diversi rapporti sull'economia digitale nonché degli studi sulla politica della concorrenza e l'economia dei dati, adottando poi alcune misure.</p><p>Partendo dal suo rapporto sui rischi e sulle opportunità degli effetti della digitalizzazione sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro (novembre 2017), il Consiglio federale ha intenzione di preparare, entro la fine del 2022, un rapporto di monitoraggio sugli effetti della svolta digitale sul mercato del lavoro. Sempre entro la fine del 2022 verrà aggiornato anche il rapporto sulle condizioni quadro dell'economia digitale (gennaio 2017) che analizza in particolare l'economia delle piattaforme e la politica della concorrenza.</p><p>La legislazione in materia di concorrenza attualmente in vigore permette alla Sorveglianza dei prezzi (SPr) e alla Commissione della concorrenza (COMCO) di intervenire già oggi nei "mercati digitali" (cfr. inchiesta preliminare della COMCO su Apple Pay [DPC 2019/1], indagine della COMCO sulle piattaforme di prenotazione online per gli alberghi [DSC 2016/1], adeguamento dei prezzi delle applicazioni Apple in Svizzera a seguito della discussione con la SPr [Newsletter SPr 5/11], accordo con SAP (Svizzera) SA sulle tariffe per il servizio di manutenzione [Newsletter SPr 6/13] e procedura avviata dalla SPr contro Booking.com riguardo all'importo delle commissioni). Il legislatore ha inoltre recentemente deciso di aggiungere espressamente alla legge sui cartelli (LCart; RS 251) la nozione di "posizione dominante relativa". Le grandi piattaforme online internazionali potrebbero quindi essere classificate come aventi una posizione dominante relativa nei confronti delle aziende svizzere. A febbraio 2020 il Consiglio federale ha poi annunciato una revisione parziale della LCart. Grazie alla modernizzazione del controllo delle fusioni, in futuro sarà possibile tenere maggiormente conto degli aspetti positivi e negativi delle concentrazioni di imprese.</p><p>Per quanto riguarda il commercio online, il parlamento ha recentemente deciso di inserire un divieto relativo al geoblocking privato all'interno della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI; RS 241) che dovrà essere imposto anche alle piattaforme online. Infine, la LCSI sarà completata con l'aggiunta del divieto di utilizzare clausole di parità tariffaria da parte di piattaforme di prenotazione online (in adempimento della mozione 16.3902).</p><p>Per quanto concerne la legislazione sulla protezione dei dati è importante sottolineare che il suo campo d'applicazione si estende a tutti gli attori, inclusi i giganti della tecnologia. Il legislatore ha da poco realizzato una revisione totale della legge federale sulla protezione dei dati (LPD; RS 235.1) andando a rafforzare i diritti di protezione (p. es. introducendo il diritto alla portabilità dei dati personali). Ciò dovrebbe permettere anche di rafforzare la concorrenza tra i diversi operatori.</p><p>In materia di tassazione vanno ricordati due progetti in corso: il primo riguarda i lavori dell'OCSE per una soluzione multilaterale relativa al trattamento fiscale degli utili realizzati dalle aziende del settore digitale. Un accordo politico a questo proposito sarà raggiunto probabilmente entro la metà di maggio 2021. A ciò seguirà l'eventuale recepimento nel diritto svizzero. Il Consiglio federale rifiuta invece qualsiasi iniziativa nazionale unilaterale (cfr. pareri relativi alle mozioni 20.4575 e 20.4676). Inoltre, per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto, si prevede di assoggettare a tale imposta l'intero settore della vendita per corrispondenza tramite le piattaforme online e di introdurre un obbligo di dichiarazione per le piattaforme stesse (in adempimento della mozione 18.3540).</p><p>Considerando i lavori sopra menzionati, gli adattamenti legislativi già avvenuti o in programma nonché i rapporti annunciati, il Consiglio federale non vede il bisogno di elaborare un ulteriore rapporto generale dedicato alle piattaforme digitali. Vi sarebbero infatti dei costi supplementari e delle sovrapposizioni che non apporterebbero nessun valore aggiunto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.