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I giovani sono in prima linea per sollecitare un cambiamento nelle politiche ambientali e hanno riportato sabato in piazza, a Bellinzona, una rivendicazione che riguarda il mondo del lavoro. E' quella che chiede di introdurre una settimana lavorativa di 4 giorni con lo stesso salario. Lo sciopero per il futuro - sull'onda del movimento per il clima - é tornato dunque a chiedere azioni concrete su una serie di temi che riguardano appunto il cambiamento climatico. L'appello alla popolazione e soprattutto alla politica è per una giustizia sociale e allo stesso tempo ecologica.
Intanto la RSI è stata a Winterthur, dove la settimana di 4 giorni lavorativi è già una realtà che funziona benissimo dal 2013 in una piccola fabbrica che da quasi 130 anni produce chiodi nel quartiere industriale della città. Si chiama Nagli. Nel vecchio edificio il personale lavora (da ormai 9 anni) solo quattro giorni alla settimana, pur continuando a esser pagato per cinque.
Da oltre vent'anni la Nagli è ormai l'unica fabbrica di chiodi della Svizzera. Un decennio fa il proprietario la voleva chiudere, allora i dipendenti hanno deciso di rilevarla e hanno creato una cooperativa. Tra le prime decisioni del personale vi è stata quella di introdurre la settimana lavorativa di quattro giorni e nessuno vorrebbe tornare indietro. "Funziona benissimo, lavoriamo solo 34 ore a salario pieno. Naturalmente è stata una decisione degli operai", spiega Rainer Thomann, amministratore contabile della fabbrica Nagli di Winterthur.
Uno degli operai, Milan Matic, spiega di essere non solo contento, ma stracontento di poter lavorare alla Nagli, perché adesso ha molto più tempo da dedicare alla famiglia, pur guadagnando come quando era impiegato a tempo pieno. E a proposito degli stipendi versati dalla Nagli, Rainer Thomann sottolinea: "Si può vivere bene anche in Svizzera, cioè con la 13esima senz'altro e, in base al guadagno, anche con una 14esima.
Ma con questo modello non si rischia un calo della produttività? "La produttività è aumentata, chiaramente. Quando la gente può riposare per tre giorni, torna al lavoro ben rilassata e contenta ed è più efficiente. Per me è stata la realizzazione di un'utopia", spiega Thomann.
Più tempo libero, più qualità di vita. E anche la clientela è soddisfatta. "Sono tutti contenti, anche i clienti, perché lavoriamo quattro giorni. E il venerdì c'è almeno una persona per rispondere al telefono, per caricare e scaricare i camion. E così i clienti neanche si sono accorti che abbiamo ridotto l'orario di lavoro".
Nei capannoni della Nagli vengono prodotti ogni anno oltre 200 tonnellate di chiodi e più di 300 tipi di chiodi, molto richiesti. Da tempo i dipendenti stanno pensando di incrementare la produzione (anche se non è un buon momento per farlo, perché attualmente si fa una gran fatica a reperire la materia prima, l'acciaio, spiega Thomann ).
Altre aziende potrebbero introdurre presto la settimana lavorativa di quattro giorni. "Vedo che funziona, non vedo perché non potrebbe funzionare altrove", dice Thomann.