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Trombosi venose
Che cosa sono le trombosi e perché insorgono?
Con trombosi venosa si intende la formazione di un trombo1 (A) in una vena, con conseguente restringimento o ostruzione del vaso stesso (B).
Le trombosi venose sono pericolose perché il trombo (coagulo) stesso può staccarsi ed essere trasportato nei polmoni, provocando un’embolia polmonare (C).
Quando sussiste un rischio elevato di trombosi?
Degenza a letto, infezioni e traumatismi come fratture ossee, ecc., sono cause note per la formazione di trombosi venose. Il rischio aumenta in caso di sovrappeso, tabagismo, assunzione di farmaci ormonali o precedenti episodi di trombosi.
Trombosi e lesione midollare
Le persone mielolese corrono nei primi mesi un rischio di trombosi venosa 250 volte più alto; nei primi anni il rischio diminuisce di 20 volte, dopodiché rimane per il resto della vita da 3 a 10 volte più elevato. Le cause dell’elevato rischio di trombosi nelle persone con lesione midollare sono conosciute solo in parte (l’assenza della pompa muscolare o la paralisi del sistema nervoso autonomo non sono una spiegazione sufficiente). Non è noto se le persone con para o tetraplegia incompleta corrano un rischio minore di quelle con para o tetraplegia completa, per questo motivo trattiamo tutti i casi nello stesso modo.
Come si riconosce una trombosi? Possibili disturbi:
- dolore spontaneo nella regione del corpo colpita (solo se la sensibilità è conservata):
- dolore alla pianta del piede
- dolore tirante lungo la vena colpita
- se manca la sensibilità al dolore, possono manifestarsi i seguenti sintomi:
- una gamba nettamente più gonfia dell’altra (di almeno 2 cm), con gonfiore dell’intera regione della gamba al di sotto della trombosi. Un gonfiore isolato al ginocchio o alla coscia indica piuttosto che non si tratta di una trombosi;
- arrossamento / pelle di colore blu-violaceo e calore della parte interessata del corpo
- aumento degli spasmi e della spasticità
- sensazione di pesantezza e tensione nelle gambe
- senso di malessere generale
- polso accelerato, lieve aumento della temperatura corporea
- affanno / mancanza di respiro
Cosa devo fare se ho il sospetto di avere una trombosi venosa?
Una trombosi richiede un intervento molto rapido perché può costituire un rischio mortale.
Se si sospetta una trombosi, bisogna contattare subito il medico e cercare di muoversi il meno possibile (p. es. evitare la mobilizzazione), in quanto si corre il rischio di un’embolia se si dovesse staccare il trombo. La trombosi viene diagnosticata tramite esame ecografico o tomografia computerizzata e analisi del sangue.
Come prevenire una trombosi?
Le trombosi si possono prevenire con i seguenti accorgimenti:
- un sufficiente apporto di liquidi;
- medicamenti anticoagulanti (emofluidificanti) in caso di mobilità molto limitata (consultare il medico);
- indossare calze elastiche a compressione (classe II) nei casi in cui le gambe si gonfino molto. Dato il rischio molto elevato di trombosi dopo l’esordio recente della paralisi, durante i primi 6 mesi vengono somministrati farmaci anticoagulanti e fatte indossare le calze elastiche a compressione. Poiché non vi è certezza se il rischio sia minore nei casi di paraplegia incompleta, trattiamo tutti allo stesso modo;
- dopo sei mesi i farmaci anticoagulanti devono essere assunti solo in situazioni a rischio.
Quali sono le situazioni a rischio per le trombosi venose?
Bisogna essere particolarmente prudenti:
- in estate
- bere a sufficienza quando le temperature sono più calde;
- in viaggio
- bere a sufficienza quando ci si trova in climi caldi;
- all’occorrenza indossare calze a compressione durante un viaggio lungo (autobus, aereo);
- durante viaggi di più di 4 ore iniezioni di anticoagulante (rivolgersi al medico);
- in caso di ferite alle gambe, come forti contusioni dopo cadute, fratture (rivolgersi al medico);
- in caso di infezioni (rivolgersi al medico.)
Le calze elastiche a compressione
Le calze elastiche a compressione abbassano la pressione nelle vene, impediscono la ritenzione di liquidi nelle gambe e migliorano l’irrorazione sanguigna nelle gambe. Migliorando il reflusso del sangue al cuore, si riduce anche il rischio che si formino coaguli di sangue. La pressione delle calze impedisce al liquido di accumularsi nei tessuti, contrastando la formazione di edemi2.
Dato il rischio molto elevato di trombosi dopo l’esordio della lesione midollare, nella fase iniziale è necessario indossare calze elastiche lunghe con classe di compressione II. Nella maggior parte dei casi, col tempo si può smettere di portarle. Se si hanno forti problemi circolatori o le gambe si gonfiano durante la mobilizzazione, è difficile poter rinunciare alle calze.
Se si portano le calze a compressione, è importante indossarle in modo corretto e senza pieghe. Non vanno arrotolate verso il basso, poiché i rotoli possono causare ristagni, le pieghe favoriscono l’insorgere di lesioni da pressione. È inoltre importante provvedere a una corretta manutenzione delle calze a compressione. Lavandole regolarmente (ogni giorno o a giorni alterni), le calze conservano la loro efficacia.
Se le gambe aumentano di circonferenza o le calze diventano troppo molli perché troppo usate, dovranno essere sostituite.
Cos’è un’embolia polmonare?
Un’embolia polmonare si forma quando un coagulo di sangue nelle vene delle gambe si distacca e raggiunge le arterie polmonari insieme al flusso sanguigno.
Un’embolia polmonare si manifesta con affanno respiratorio, sensazione di costrizione al petto, tosse e polso accelerato. I sintomi variano di intensità a seconda della dimensione dell’embolia polmonare. Piccole embolie polmonari passano inosservate, mentre quelle più grandi possono causare la morte.
Cosa significa «apporto sufficiente di liquidi»?
Si raccomanda di bere almeno 2,5 litri al giorno. Se fa più caldo bisogna bere di più. I liquidi più appropriati sono l’acqua e bevande minerali (come l’acqua minerale). È bene rinunciare a bevande alcoliche, poiché provocano una dilatazione dei vasi sanguigni. Il colore dell’urina, che dovrebbe essere di colore giallo chiaro (ad eccezione dell’urina del mattino), è un buon criterio di controllo.
Cosa fare se le calze mi causano delle zone di pressione?
Bisogna controllare se le calze erano indossate correttamente e se le zone compresse si recuperano durante la notte. Se ciò non è il caso, non indossare più quelle calze. Ci si può rivolgere al fornitore per farne verificare misura ed efficacia.
Come ci si prende cura delle calze elastiche a compressione?
Le calze elastiche a compressione sono lavabili in lavatrice a 40°. Utilizzare un detersivo delicato ed evitare di usare l’ammorbidente. Se si lavano a mano, è necessario sciacquarle abbondantemente, non strizzarle, bensì arrotolarle all’interno di un asciugamano e premere bene. Quasi tutte le calze si possono far asciugare nell’asciugatrice col programma delicato. Si raccomanda di non metterle ad asciugare sul riscaldamento o di esporle al sole diretto.
Eventuali buchi o strappi devono essere rammendati da specialisti. Attenzione a non tagliare eventuali fili tirati. Cercare le ragioni che causano questi difetti (callosità, ruvidità della pelle, unghie lunghe dei piedi, interno difettoso delle scarpe, errori nell’indossare, ecc.).
Quanto durano le calze a compressione e dove si possono procurare?
Le calze elastiche a compressione mediche durano sei mesi, fino a che il tessuto perde la robustezza, facendone diminuire l’efficacia dal punto di vista medico. Di norma le casse malati coprono i costi per 2 paia di calze all’anno. A questo scopo richiedere la ricetta medica. Le calze sono ottenibili presso i negozi di articoli ortopedici e sanitari. Ogni volta è necessario prendere le misure delle gambe per otte-nere la misura corretta delle calze.
1 coagulo di sangue
2 ritenzione d’acqua nei tessuti