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L’Assemblea parlamentare dell’OSCE, in precedenza Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), è stata istituita nel 1991 dai presidenti dei parlamenti degli Stati firmatari dell’Atto di Helsinki del 1975, conformemente alla Carta di Parigi per una Nuova Europa del 1990.
La Carta di Parigi, firmata dai capi di Stato e di Governo dei 34 Stati membri della CSCE riuniti a Parigi nel novembre 1990, chiedeva «un maggiore coinvolgimento parlamentare nella CSCE, in particolare mediante la creazione di un'assemblea parlamentare CSCE, di cui facciano parte membri dei parlamenti di tutti gli Stati partecipanti».
Su invito delle Cortes Generales, alcuni rappresentanti dei parlamenti di tutti gli Stati della CSCE si sono riuniti a Madrid all’inizio di aprile del 1991 per discutere sull’istituzione dell’Assemblea parlamentare. In occasione di questa riunione, i dibattiti sono stati incentrati in particolare sull’applicazione all’assemblea della regola del consenso in vigore all’interno degli organi ministeriali della CSCE, sulla frequenza delle riunioni dell’assemblea, sul ruolo e sul numero delle sue commissioni e sul numero di seggi attribuiti a ogni parlamento.
Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno adottato la Dichiarazione di Madrid che stabilisce il regolamento, i metodi di lavoro, la composizione delle delegazioni, il mandato e la ripartizione dei seggi per la prima riunione ufficiale dell’Assemblea parlamentare della CSCE che si è tenuta a Budapest nel luglio del 1992. La dichiarazione prevede inoltre che l’assemblea debba riunirsi una volta all’anno, in un periodo in cui la maggior parte dei parla-menti nazionali non sono normalmente in sessione (inizio luglio).
Gli obiettivi dell’Assemblea parlamentare
L’obiettivo principale dell’assemblea è di facilitare il dialogo interparlamentare, un aspetto sempre più importante per affrontare le sfide della democrazia nell’area dell’OSCE. L’Assemblea parlamentare dell’OSCE persegue altri obiettivi importanti enunciati nel preambolo del suo regolamento:
- valutare l’attuazione degli obiettivi dell’OSCE;
- dibattere sui temi trattati dal Consiglio ministeriale e dalle riunioni dei capi di Stato o di Governo;
- sviluppare e promuovere meccanismi di prevenzione e soluzione dei conflitti;
- favorire il rafforzamento e il consolidamento delle istituzioni democratiche negli Stati membri dell’OSCE;
- contribuire allo sviluppo delle strutture istituzionali dell´OSCE e delle relazioni tra le istituzioni esistenti dell´OSCE.
Per raggiungere questi obiettivi, l’assemblea impiega una grande varietà di mezzi. Ogni anno, la sessione adotta una dichiarazione finale e una serie di risoluzioni e raccomandazioni. Le commissioni trattano importanti temi di attualità internazionale. Sono stati istituiti diversi programmi, comprendenti un importante lavoro nel settore dell’osservazione delle elezioni, per sviluppare e rafforzare la democrazia. Missioni speciali sono inoltre state inviate nelle zone di crisi latenti o aperte.
Struttura e decisione
L’assemblea si riunisce in sessione annuale all’inizio del mese di luglio e per due appuntamenti ulteriori, una riunione d’inverno e una riunione d’autunno. I principali organi dell’assemblea sono la Commissione permanente dei presidenti di delegazione, l’Ufficio, l’Ufficio allargato, le tre Commissioni generali, la Presidenza, il Segretariato generale e il Segretariato internazionale.
La Commissione permanente e l’Ufficio preparano il lavoro dell’assemblea tra le sessioni rendendo di conseguenza più efficace l’assemblea.
La Commissione permanente prende le sue decisioni secondo il principio del «consenso meno uno» il quale prevede che per salvaguardare i diritti dell’uomo, la democrazia e la preminenza del diritto possono essere prese decisioni contro la volontà di uno Stato interessato in caso di violazioni evidenti e persistenti degli impegni dell’OSCE. L’Ufficio, le commissioni generali e le sessioni annuali dell’assemblea decidono a maggioranza. Ciò consente all’assemblea di adottare raccomandazioni su questioni controverse e di presentare proposte di riforma delle istituzioni dell’OSCE.
In occasione di ogni sessione annuale, l’assemblea elegge il suo presidente che costituisce la più alta autorità dell’assemblea e ne dirige le riunioni. Il presidente è assistito dal segreta-rio generale. Quest’ultimo è eletto dalla Commissione permanente su raccomandazione dell’Ufficio. Il signore Roberto Montella entrerà in funziona al inizio del 2016. Sostituirà il signore R Spencer Oliver (Stati Uniti) il quale e in ufficio dà la fondazione della assembla parlamentare.
Commissioni generali
La Commissione per gli affari politici e la sicurezza, detta anche «prima commissione», è incaricata delle questioni relative alle relazioni politiche tra Stati e alla sicurezza militare, comprese le misure di sicurezza, la riduzione degli armamenti, il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e la composizione pacifica delle controversie.
La «Seconda commissione» si occupa di questioni relative alla seconda dimensione dell’Atto finale di Helsinki. È comunemente detta Commissione per gli affari economici, la scienza, la tecnologia e l’ambiente. La cooperazione economica e lo sviluppo dell’economia di mercato nei Paesi dove prima non esisteva rivestono un’importanza crescente per l’Assemblea parlamentare dell’OSCE.
I diritti dell’uomo sono al centro delle attività dell’OSCE dall’inizio del processo di Helsinki. Riflettendo l’evoluzione della situazione in Europa, la «terza commissione» si chiama ufficialmente Commissione per la Democrazia, i diritti umani e le questioni umanitarie. Questa commissione si occupa di questioni umanitarie delicate che sono oggetto della terza dimensione di Helsinki. Molti dei problemi che si pongono in questo settore sensibile sono trattati dall’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo (ODIHR) a Varsavia, dall’Alto Commissario per le minoranze nazionali e dal rappresentante dell’OSCE per la libertà dei media.