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Tramite il proprio difensore, l'avvocato Nadir Guglielmoni, l'uomo aveva impugnato la sentenza di condanna pronunciata al processo bis
Caso Quatur, la Corte di appello del Tribunale penale federale di Bellinzona ha prosciolto da ogni imputazione residua (infrazione alla legge federale sugli stupefacenti) un 47 enne cittadino italiano residente nel Canton Zurigo. Tramite il proprio difensore, l'avvocato luganese Nadir Guglielmoni, l'uomo aveva impugnato la sentenza pronunciata nell'ottobre 2019, al termine del processo bis, dalla Corte penale del Tpf, la quale pur avendo confermato l'imputazione di infraziobne aggravata alla legge stupefacenti aveva ridotto la pena per l'accusato: da 120 aliquote giornaliere a 30 (ciascuna di 30 franchi). Pena posta al beneficio della condizionale per un periodo di prova di due anni. La Corte aveva ritenuto una piccola quantità di cocaina, alienata all’epoca dall’imputato, di un grado di purezza inferiore rispetto a quello accertato dai giudici del primo processo, svoltosi nel maggio del 2016, con sentenza pronunciata nell’agosto di quell’anno. Il collegio giudicante aveva inoltre aumentato l’entità dei risarcimenti per torto morale in relazione anche a un periodo di detenzione giudicato illegale già in precedenza.
Al processo bis di primo grado si era giunti ieri dopo che il Tribunale federale aveva accolto parzialmente il ricorso dell'imputato contro il verdetto del 2016 di condanna per infrazione aggravata della legge stupefacenti e rinviato quindi gli atti al Tribunale penale federale per un nuovo giudizio.
In questi giorni la sentenza della Corte d'appello federale che ha scagionato il 47enne da ogni imputazione residua. Non è dato sapere al momento se il Ministero pubblico della Confederazione ricorrerà al Tribunale federale.
‘Quatur’, così è stata battezzata la lunga e tormentata inchiesta avviata diciotto anni fa dalla Procura federale sui presunti traffici illeciti fra Italia e Svizzera della cosca Ferrazzo di Mesoraca, considerata legata alla ’ndrangheta.