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Con un aumento dell'11 percento rispetto all'anno precedente, il giro d'affari è salito oltre i 10 miliardi. La domanda è stata stimolata dal rilancio congiunturale nella Confederazione e all'estero.Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2000 - 16:54
In una nota diramata martedì, la Federazione delle industrie alimentari svizzere (FIAL) precisa che il fatturato conseguito in Svizzera è stato di 8,42 miliardi, mentre per le esportazioni si è situato a 1,64 miliardi.
La maggior propensione al consumo in Svizzera ha incentivato soprattutto le vendite di cioccolato ( 4,8 percento), biscotti e caramelle ( 7,9 percento ciascuno). La domanda di alimenti di base è rimasta più o meno stabile, mentre quella di gelati è stata frenata da un'estate freddina.
Biscotti e caramelle elvetici hanno stimolato anche la golosità degli stranieri. Le esportazioni sono cresciute rispettivamente del 15,4 percento e 14,9 percento. Pure in progressione le esportazioni di formaggio fuso e fondue ( 5,1 percento).
Al contrario, le vendite all'estero di cioccolata e alimenti per bambini - fortemente orientate verso l'esportazione - sono calate per il secondo anno consecutivo. La diminuzione è imputata soprattutto alle difficoltà congiunturali nell'Europa dell'est e in Asia. Una regressione dell'8 percento è inoltre stata registrata nelle vendite di minestre e salse.
Alla fine del 1999, l'industria alimentare svizzera impiegava 23'360 persone (di cui il 42 percento donne) ripartite in 152 società. In totale sono stati versati salari lordi per 1,56 miliardi di franchi.
swissinfo e agenzie
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