Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/124281

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali affinché l'onere della prova per le violazioni dell'obbligo di diligenza in caso di infezioni nosocomiali non spetti più ai pazienti danneggiati, bensì ai responsabili degli ospedali coinvolti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale concorda con l'autrice della mozione sul fatto che vi è un forte potenziale di riduzione del tasso di infezioni negli ospedali. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto già qualche anno fa con la campagna d'igiene delle mani promossa dal gruppo di esperti Swissnoso. L'Associazione nazionale per lo sviluppo della qualità negli ospedali e nelle cliniche (ANQ) ha già proceduto a una seconda misurazione delle infezioni delle ferite chirurgiche e pubblicherà i risultati non appena la qualità dei dati sarà sufficiente. Il Consiglio federale sostiene gli sforzi volti a rilevare, sul piano nazionale, i tassi di infezioni nosocomiali e a pubblicarli. Si prevede che la pubblicazione dei risultati della misurazione indurrà gli ospedali ad adottare misure atte a migliorare durevolmente la situazione.</p><p>L'incremento della sicurezza del paziente rientrava già negli obiettivi della strategia nazionale della qualità elaborata dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il 25 maggio 2011, il Consiglio federale ha approvato il rapporto sulla concretizzazione della strategia. Un elemento centrale delle misure previste è il lancio di programmi nazionali della qualità volti a offrire supporto agli ospedali nell'ambito di un processo di miglioramento strutturato. La riduzione delle infezioni nosocomiali costituisce uno dei tre obiettivi prioritari. I programmi mirano ad apportare miglioramenti duraturi mediante misure di sostegno e sensibilizzazione. Inoltre, nel quadro della revisione della legge sulle epidemie (LEp, RS 818.101; cfr. messaggio FF 2011 283) verrà introdotta una disposizione che autorizzerà espressamente l'UFSP a elaborare, in collaborazione con i cantoni, un programma nazionale per la sorveglianza e la lotta contro le infezioni associate alle cure e le resistenze sviluppate dagli agenti patogeni (art. 5 cpv. 1 lett. b disegno LEp).</p><p>Per ridurre i tassi d'infezione, l'autrice della mozione propone l'inversione dell'onere della prova nel singolo caso. Come già sottolineato nel suo parere del 29 maggio 2009 in risposta alla mozione Graf-Litscher 09.3196 di uguale tenore, il Consiglio federale ritiene che questa soluzione non consenta di raggiungere l'obiettivo. In realtà, l'onere della prova regola soltanto le conseguenze derivanti dalla mancanza di prove tra le diverse parti di un processo concernente un caso particolare. Il Consiglio federale preferisce non puntare sui singoli casi per rendere gli attori maggiormente consapevoli di questo problema e delle possibili conseguenze giuridiche in materia di responsabilità civile. Inoltre, nel suo parere del 27 novembre 2000 in risposta alla mozione Gross Jost 00.3536 sulla creazione di un fondo per i pazienti, il Consiglio federale ha precisato che il Tribunale federale ha concesso ai pazienti un certo alleggerimento dell'onere probatorio per quanto riguarda le infezioni a seguito di un'iniezione (DTF 120 II 248, precisata in parte nella TF 4C.53/2000 del 13 giugno 2000 e confermata dalla DTF 133 III 121, consid. 3.1 p. 124 seg.). Pertanto il Consiglio federale non ravvisa la necessità di invertire in modo generale l'onere della prova nel caso specifico di responsabilità civile dovuta a infezioni nosocomiali, come propone l'autrice della mozione. È tuttavia disposto a esaminare la situazione giuridica dei pazienti vittima di infezioni nosocomiali nel quadro dell'attuazione dei tre postulati di uguale tenore Kessler 12.3100, Gilli 12.3124 e Steiert 12.3207 sul rafforzamento dei diritti dei pazienti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.