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Di Massimo Campi – immagini © Raul Zacchè/Actualfoto
Il 25 settembre 1982 la Williams di Keke Rosberg taglia il traguardo con un umile quinto posto, una gara all’apparenza incolore sul tracciato cittadino di Las Vegas, ma è il risultato utile per vincere il titolo mondiale della stagione 1982, un anno che varrà ricordato per i tanti colpi di scena ed i lutti che hanno sconvolto la storia della Formula 1. Sul primo posto del podio finisce il giovane Michele Alboreto, la nuova speranza, ormai una certezza italiana di avere un giovane pilota tra i top driver della massima formula. Keke sale sul podio assieme a Michele, Diana Ross, la famosa cantante americana è la madrina della gara, premia i due protagonisti che rappresentano una grande sorpresa nel mondo della massima formula di quegli anni.
La gara di Keke Rosberg sembra quella di un tassista, ma per il pilota finlandese è il coronamento di una carriera con la conquista del titolo mondiale, con un solo gran premio vinto, in una impresa che sembrava impossibile quando è iniziata la stagione, il 23 gennaio, sul tracciato di Kyalami in Sudafrica.
La storia di Keke Rosberg, nato nel 1948 in Finlandia, sembra quella di cenerentola, un pilota coriaceo, veloce, ma senza nessun appoggio che lo possa portare in alto in una Formula 1 dove gli sponsor diventano determinanti per trovare un volante tra i team che contano.
È considerato uno dei piloti più veloci, un grande piede pesante, ma mancano gli agganci e si deve spesso accontentare di vetture non all’altezza. Si fa notare in F.Super Vee con una Kaimann, poi arriva in F.2 con una Chevron, corre anche in F.Atlantic e nella Pacific pur di racimolare qualche soldo con sponsor di terzo piano. Ed è proprio nel Sol Levante che si fa notare con Willi Kauhsen che lo vuole come collaudatore della Kojima, ma alla fine mancano i soldi e Keke rimane ancora una volta a piedi rimandando il suo sogno di correre in Formula 1. Teddy Yip, il magnate delle sale da gioco e dei bordelli di Hong Kong, vuole entrare in Formula 1, commissiona una vettura a Ron Tauranac che crea la Theodore, ma il magnate indonesiano stanzia poche risorse per lo sviluppo e mette Eddy Cheever nell’abitacolo della monoposto che non riesce a passare la tagliola delle qualifiche nelle prime gare del 1978. In Sudafrica scende il giovane italo-americano, sale il finlandese, fa il giro della morte in prova e qualifica la Thodore per la gara.
Keke ha 30 anni, è a caccia ancora del suo momento di gloria, Teddy Yip lo fa correre pochi giorni dopo all’International Trophy di Silverstone, gara non valida per il mondiale e Keke sbaraglia tutta la concorrenza sotto l’acqua salendo sul gradino più alto del podio accanto ad un meravigliato Emerson Fittipaldi con la sua vettura ed alla giovane promessa Tony Trimmer con la McLaren. La Theodore però non va, Yip non vuole spendere soldi per lo sviluppo e l’avventura di Keke Rosberg continua con una vecchia Wolf recuperata dal magnate indonesiano e con la altrettanto malferma Ats del dispotico Gunther Schmidt.
Rosberg è il classico pilota sempre a caccia di un abitacolo pur di correre, nel 1979 sostituisce James Hunt sulla Wolf, e passa alla Fittipaldi nel 1980 dove va subito a podio in Argentina. Nella gara dopo in Brasile, Keke è dietro al suo caposquadra, Emerson non è più qual gran manico che ha vinto i titoli mondiali con la Lotus e la McLaren, lo passa in un curvone all’esterno davanti ad una tribuna piena di folla. Emerson ai box lo vorrebbe incenerire, ma intanto finiscono i soldi e l’avventura della Fittipaldi precipita sempre di più nelle retrovie. Nel 1981 Keke e Chco Serra corrono con il team brasiliano che va avanti a vista in un mare di debiti con motori sempre più stanchi e vetture che faticano superare le qualifiche. Per Keke la Formula 1 sembra ormai un ricordo a fine stagione. Il finlandese parte per la California, e mentre si sta rilassando qualche giorno sulle spiagge del pacifico e cerca qualche valida alternativa per il futuro arriva la chiamata che gli cambia la vita. “Ciao Keke, Alan Jones si vuole ritirare ti va di fare un test con la Williams?” Keke non perde un istante, salta sul primo aereo e raggiunge in sud della Francia, Sale nell’abitacolo della Williams al Paul Ricard, sistema gli specchietti e parte a razzo. Qualche giro e stampa subito il nuovo record della pista, l’affere è fatto, Keke Rosberg è il secondo pilota del team per il 1982 con un contratto di 250.000 dollari, una fortuna mai vista nelle tasche del finlandese che può anche gestirsi i propri sponsor sulla tuta.
Debutto a Kyalami, situazione difficile con tutti i piloti capitanati da Niki Lauda e Didier Pironi che decretano uno sciopero durante le prove contro la Federazione che vuole far pagare una esosa tassa sulla superlicenza per correre in Formula 1. Poi tutto rientra e si inizia a correre in una stagione tra alta tensione, sorprese, incidenti e lutti, una vera roulette con un esito finale per niente scontato.
Il finlandese obbedisce agli ordini di squadra, ma in Brasile le cose cambiano improvvisamente con Carlos Reutemann, il primo pilota della Williams che dice basta e si ritira dalla Formula 1. Keke da capitato per caso, si ritrova promosso a prima guida, deve condurre lui il team assieme a Darek Daly fino alla fine stagione. Ad Imola nuova grana, con i Team Inglesi che si rifiutano di correre, le Ferrari di Pironi e Villeneuve fanno cinema per gli spettatori, ma alla fine il francese non rispetta i patti, va a vincere ed iniziano, tra una marea di polemiche le due settimane più strane per la rossa che porteranno al dramma di Villeneuve a Zolder. Keke intanto da pilota coriaceo e roccioso inizia a badare ai risultati, senza mai strafare, cercando di rimanere sempre fuori dai casini, sale sul podio diverse volte, ma le Ferrari e le Renault sembrano imprendibili con i loro motori turbo molto più potenti del vecchio DFV aspirato. Pironi è il leader del mondiale, ma si spezza le gambe in prova ad Hockenheim volando sulle ruote di Prost. Per il francese è la fine della carriera nella massima formula e la classifica è sempre più aperta. In Austria c’è il gran finale, con Keke che arriva secondo in volata, per soli cinque centesimi di secondo, dietro la Lotus di Elio De Angelis, ma il grande arriva a Digione nel Gran Premio di Svizzero con Keke che fa volare la Williams in terra di Francia. Siamo a fine stagione, si prospetta il grande colpo, fuori Pironi l’unico antagonista è John Watson, con la McLaren, e la resa finale è nel parcheggio del Caeser Palace di Las Vegas.
“Mi basta un quinto posto per vincere il titolo mondiale e corro solo con questo obiettivo, senza volere strafare!” Rosberg corre tra i muri di cemento senza commettere errori, lascia sfogare quelli davanti con Michele Alboreto che coglie la prima vittoria in carriera. Quando taglia il traguardo ha raggiunto il suo obiettivo “Ero diventato campione del mondo, la mia vita è cambiata, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, e questa volta per sempre!”
Da zero ad eroe, da brutto anatroccolo a cigno, è questa la favola di Keke Rosberg in quella strana stagione 1982 che ha cambiato la storia del pilota finlandese.