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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1998, il mercato svizzero delle telecomunicazioni si è aperto alla concorrenza. Parallelamente alla liberalizzazione, l'ex regìa di monopolio Telecom PTT è diventata autonoma, trasformandosi in una società anonima di diritto speciale, la Swisscom SA, nella quale la Confederazione, in virtù della legge sull'azienda delle telecomunicazioni, detiene la maggioranza del capitale azionario. Nell'ambito degli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale, la Swisscom è responsabile della sua politica aziendale.</p><p>La concorrenza e la pressione sui prezzi scaturite dalla liberalizzazione del mercato hanno comportato per la Swisscom una diminuzione delle sue quote di mercato e dei margini di profitto. L'azienda è stata quindi costretta ad adattare la sua struttura dei costi al rapido calo dei prezzi di mercato. Grazie alla liberalizzazione, sono stati tuttavia creati anche posti di lavoro presso i nuovi operatori e nell'industria delle telecomunicazioni. Secondo i rilevamenti dell'Ufficio federale delle comunicazioni, da quando il mercato è stato liberalizzato il totale degli impiegati nel settore delle telecomunicazioni svizzero è costantemente aumentato.</p><p>A seguito della liberalizzazione, la Swisscom si è impegnata a fornire il servizio universale fino alla fine del 2002 senza indennità. Dopo questa data, sarà l'impresa che otterrà la concessione messa a concorso dalla Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) a fornire il servizio universale. Con la procedura di pubblica gara, è stato introdotto un elemento di concorrenza, che permette di fornire in modo ottimale sul piano dei prezzi le prestazioni del servizio universale indicate dal Consiglio federale. Nel novembre 2001, il Governo ha ampliato la gamma di dette prestazioni, tenendo conto in tal modo dello sviluppo sociale e tecnico del nostro Paese.</p><p>Grazie ai buoni risultati dell'esercizio e agli introiti straordinari, derivanti ad esempio dalla vendita di immobili e del 25% della Swisscom Mobile SA a Vodafone, la Swisscom possiede una solida base finanziaria. Allo scopo di ottimizzare la struttura del patrimonio e del capitale, il consiglio di amministrazione dell'azienda ha deciso nel febbraio di quest'anno, dopo un attento esame dell'orientamento strategico dell'impresa, di restituire agli azionisti le liquidità in eccesso. L'azienda ha quindi proceduto ad un'operazione di riacquisto di azioni pari al 10% del capitale azionario, con successiva riduzione di quest'ultimo. La Confederazione ha conseguito un guadagno netto pari a circa 3,7 miliardi di franchi. L'importo è stato imputato quale introito unico straordinario nel conto finanziario della Confederazione e registrato in modo trasparente. </p><p>Domanda 1</p><p>L'attuale buona situazione finanziaria della Swisscom non deve lasciar pensare che prevalga una vera concorrenza e che la relativa pressione continui ad aumentare. Il buon risultato raggiunto dall'azienda nel 2001 è stato determinato soprattutto da introiti unici e straordinari. Anche quest'anno, i prezzi dei servizi di telecomunicazione tenderanno a diminuire. Un esempio della tendenza in atto sono i prezzi dei servizi di accesso a banda larga alla rete di dati ADSL, che la Swisscom ha dovuto in larga misura correggere al ribasso, per evitare di essere svantaggiata rispetto al gestore di reti via cavo dominante. La Swisscom, quindi, fa bene a continuare l'annunciato programma di risparmio dei costi, che le permette di rimanere concorrenziale anche a lungo termine. Finora l'azienda ha condotto una politica del personale responsabile sul piano sociale e operato una ristrutturazione senza licenziamenti. Il Consiglio federale si attende che anche in futuro le misure di risparmio possano essere realizzate senza licenziamenti. </p><p>L'impiego degli introiti derivanti dalla vendita di azioni allo scopo di realizzare una diminuzione generalizzata dei prezzi nel settore delle telecomunicazioni o di ampliare la gamma delle prestazioni del servizio universale è da evitare. Da quando il mercato è stato liberalizzato, sono stati constatati chiari effetti positivi sia per i clienti privati che per i clienti commerciali, a tutto vantaggio del mercato svizzero. L'offerta è più ampia, le prestazioni migliori e molti servizi sono divenuti meno cari. </p><p>Domanda 2</p><p>Il Consiglio federale ha più volte fatto presente di voler impiegare gli introiti straordinari per estinguere l'indebitamento della Confederazione. Se questi introiti venissero impiegati per il finanziamento di altre attività, come proposto dall'autore della mozione, si rischierebbero nuovamente deficit strutturali, che sfocerebbero in un aumento del debito. Ciò sarebbe in contrasto con l'obiettivo di frenare l'indebitamento, le cui le relative disposizioni costituzionali (artt. 126 e 159 cpv. 3 lett. c e cpv. 4 Cost.) sono entrate in vigore dopo l'accettazione di popolo e Cantoni il 2 dicembre 2001. Il 22 giugno 2001, l'Assemblea federale ha approvato la relativa modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC), per la quale il termine di referendum scade il 30 maggio 2002. Secondo la proposta di modifica dell'articolo 24a LFC, le spese equivalgono al prodotto delle entrate stimate e di un fattore congiunturale, mentre gli introiti straordinari non devono portare ad un aumento del limite delle spese. In altre parole, essi possono essere impiegati per l'ammortamento del debito.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.