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WASHINGTON - «La Francia e il (suo) presidente Emmanuel Macron hanno fatto un vero grande lavoro finora con un G7 molto importante. Il pranzo che ho avuto con Emmanuel è stato finora il miglior incontro avuto. Allo stesso modo l'incontro serale con i leader del mondo è andato molto bene. Si stanno facendo progressi!»: lo ha twittato il presidente degli Usa Donald Trump.
Tuttavia in precedenza Larry Kudlow, consigliere economico della Casa Bianca, ha lanciato dure critiche al G7 francese dalle colonne del Wall Street Journal, sostenendo che i leader del summit dovrebbero prendere esempio dalla ricetta economica dell'amministrazione di Trump per la crescita (taglio delle tasse e deregulation), come fecero nel 1983 con l'ex presidente repubblicano degli Usa Ronald Reagan, e che «ciò che più colpisce dell'agenda di quest'anno è ciò che manca».
«Dov'è l'azione sulla crescita, il commercio, la sicurezza energetica o l'occupazione?», scrive Kudlow. «Per qualche ragione la Francia, nazione ospite quest'anno, vuole che il G7 stia zitto su queste questioni economiche fondamentali», afferma.
«Inoltre per la prima volta nei 45 anni di storia del G7, la Francia ha deciso di abbandonate il comunicato finale basato sul consenso e le proposte concrete», prosegue.
«Invece del consenso, la Francia guiderà 'coalizioni' di 'chiunque condivida i nostri valori'», aggiunge, ammonendo che tali coalizioni «producono banalità politicamente corrette come appelli a bandire tutto, dalle cannucce ai combustibili fossili».
«Il G7 - osserva - rischia di perdere completamente la sua strada. La Francia ha deciso di aggiungere alla sua agenda una sessione formale sull'economia e il commercio solo dopo una richiesta dell'ultimo minuto dell'amministrazione Trump. Se a Trump non è consentito di sostenere la causa della crescita al G7, nessun altro leader lo farà».