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Vintage
L'archivio della nostra associazione è composto da documenti, foto, filmati di Carona o di caronesi e altro ancora.
Vogliamo mantenere il ricordo del passato, archiviamo e/o trasformiamo in file digitali, diverso materiale dai vecchi filmati in cellulosa (super 8); VHF e altri tipi di videocamere. Trasformiamo in digitale anche i negativi delle vecchie macchine fotografiche 18 mm x 24 mm; 24 mm x 36 mm o ancora i negativi più vecchi lastre in vetro da cm : 6 x 4,5 -> 6 x 9 oppure10 x 12 -> 20 x 25. E da diapositive.
La maggior parte del materiale è nostro o ci viene regalato, ma per alcuni è importante conservare gli originali quindi eseguiamo una copia digitale per noi poi ritorniamo il materiale più una copia digitale nel formato desiderato.
Qui a sinistra un esempio di formulario che riempiamo per ogni oggetto
Ivan Scheidegge e Alvaro Mazzolini (Coco)
Sviluppo dell'insediamento
Antico insediamento documentato per la prima volta nel 926 con il nome di "Calauna", si trova citato come "Charona" nel 1467 e come "Cherona" nel 1487. In epoca medievale, nella transizione all'istituto comunale, costituiva con l'attuale frazione di Ciona un'entità unica, politicamente, ecclesiasticamente, e per i beni collettivi. Tale realtà politico amministrativa la si trova documentata come "Carona e Ciona".
Le vicende politiche, ecclesiastiche e gli statuti comunali Durante la guerra decennale tra Como e Milano, all'inizio del XII secolo,il villaggio, che si era schierato con la signoria milanese, per ritorsione fu in parte distrutto e incendiato. Nel 1470 vengono emendati e riveduti gli antichi statuti comunali. In Carona, caso raro, l'istituto comunale assume un carattere particolare per cui continua a farne parte anche l'emigrato il quale può anche contribuire alla sua organizzazione. Questo in apparente contrasto con uno dei criteri fondamentali che informavano l'istituzione comunale: quello della territorialità. Due consoli, insediati per un anno, amministravano la bassa giustizia. A partire da una certa epoca vennero affiancati da nove uomini a formare il Consiglio della Vicinanza.
All'inizio del XV secolo, quando i Rusca si scontrarono con i Visconti, Carona insieme con Sonvico e Morcote sostenne questi ultimi che risultarono vincitori, e ciò fu la premessa per l'ottenimento di notevoli privilegi, tali che Carona era, per vari rispetti, indipendente dal potere 'statale' in qualità di "Terra separata". Verso la metà del secolo XV Carona e Morcote fecero un tentativo, non andato a buon fine, di unirsi in un'unica realtà politico amministrativa. Sotto la signoria dei duchi di Milano formò una Castellanza alla quale Filippo Maria Visconti conferì il gonfalone comunale nell'anno 1414. Nel 1500 Carona venne incendiata una seconda volta con Ciona, questa volta dai Confederati, quale ritorsione per avere partecipato al saccheggio della città e valle di Lugano. Sino al 1853 fu anche il capoluogo dell'omonimo Circolo.
Ecclesiasticamente rimase dipendente da Lugano fino al 1427, anno in cui costituì parrocchia autonoma con Melide che se ne staccò nel 1525. La chiesa di S. Giorgio venne ingrandita tra 1495 e 1505 nell'aspetto attuale. La chiesa di S. Marta, su un poggio a poca distanza dal resto del villaggio, venne edificata nel secolo XIV.
Torello, Madonna d'Ongero, piazza della chiesa
Abbiamo ricevuto la foto dal nostro ex pompieri Enrico Bernardoni figlio di Davide
a Carona, torneo svolto nel 1959 nel prato dove oggi c'è l'attuale campo di calcio
Il nome Carona appare per la prima volta nel 926, il paesino si chiamava allora Caluna, e formava una piccola comunità autonoma nel 1467 il suo nome era diventato Carona, poi Cherona.
Nel 1414 Filippo Maria Visconti concesse lo stemma alla castellana di Carona, durante le lotte fra Como e Milano la castellana rimase fedele a Milano nonostante le devastazioni e gli incendi. Nel 1427 le parrocchie di Melide e Carona si fusero in una sola, i morti di Melide venivano portati a Carona per essere seppelliti .
Carona vanta uno dei più ricchi patrimoni artistici del nostro cantone
La Chiesa di Santa Marta dedicata agli apostoli Pietro e Paolo. Le parti più antiche risalgono al 13° secolo gli affreschi sono del 400 evidenti gli influssi del gotico internazionale per la preziosità dei dettagli e la ricerca dell’eleganza delle figure San Giorgio che uccide il drago scena vivacissima e ben composta. La confraternita del santo sacramento e di Santa Marta fu fondata a Roma nel 1450 gli artisti caronesi che a quel tempo lavoravano a Roma, al loro rientro fondarono una sezione tuttora esistente d’allora i contatti con la città eterna furono frequenti nacque cosi una tradizione artistica che doveva lasciare al paesino un impronta indelebile e alla storia dell’arte una lunga scia di artisti famosi da Francesco e Giorgio Solari architetti del duomo milanese e a Tulio e Antonio Lombardo famosi architetti e scultori operanti a Venezia su su fino a Giuseppe Antonio Petrini.
Guglielmo primo Della Torre vescovo di Como costruì la chiesa della Beata Vergine assunta a Torello nel 1217 e l’annesso convento dove egli iniziò la vita monastica, del convento soppresso nel 1389 ne rimangono oggi che poche rovine a detta degli esperti …. è l’affresco più vecchio del cantone lo stile è bizantino ma già traspare nel Cristo la lezione di Cimabue.
La Chiesa parrocchiale è dedicata a San Giorgio martire e San Andrea apostolo, Carona vanta una delle più belle logge del cantone costruita nel 1591 in stile rinascimentale. La chiesa parrocchiale fu ampliata fra il 1495 e il 1505 sono evidenti nelle soluzioni architettoniche le teorie bramantesche nel 1584 venne chiamato dalla Valsolda il pittore Domenico Pezzi che per 46 studi accetto di affrescare il giudizio universale potendo contare sul ricordo visivo dell’omonimo affresco di Michelangelo nella cappella Sisitina molti particolari sono identici per cui viene infatti di chiederci se il Pezzi non avesse avuto addirittura sottomano i cartoni del maestro, di fronte al giudizio il Pezzi affresco questo notevole “gloria in paradiso” ogni figura è un lucido ritratto pieno di espressività che rivela la fortissima personalità dell’artista. Andrea Solari caronese, allievo di Leonardo affrescò la decollazione di Giovanni Battista pur bisognosa di un attento e severo restauro l’opera lascia trasparire nel Solari notevoli capacità di interpretazione drammatica del soggetto. Pregevole per la sua fattura il battesimale del 500 l’esecuzione dei bassorilievi ricorda la lezione della scuola toscana. non si conoscono i nomi degli artisti che eseguirono “questi lavori” (altri bassorilievi) si pensa comunque che fossero tutti o quasi artisti caronesi migrati nella vicina penisola da qui sarebbero stati chiamati in volta in volta nel paese natio per abbellire le loro chiese. Sconosciuto è pure l’autore del Giovanni Battista in marmo del 500, anche lui caronese probabilmente, ma perché non ammettere che sia riuscito a entrare nella cerchia degli allievi di Michelangelo tanto è la forza espressiva emanante da questa figura. Ultima in ordine di tempo la Chiesa della Madonna d’Onero alla cappella primitiva del 1515 venne aggiunto l’attuale edificio esso fu solennemente consacrato il 7 settembre 1886, il santuario è un edificio barocco tra i più rinomati di particolare interesse sono i suoi stucchi eseguiti da mani abilissime. “La raffigurazione della Maddalena eleva l’arte dello stucco su un piano di assoluta validità artistica per la raffinatezza dell’esecuzione la ricchezza del panneggio. Uno dei caronesi più illustri è certamente il pittore Giuseppe Antonio Petrini nato il 23 ottobre del 1687 e morto attorno al 1758 lasciò moltissimi affreschi e quadri dai temi religiosi che mettono in luce particolari doti di ritrattista.
Non solo le chiese e le piazze ma anche le case patrizie di Carona sono ormai entrate a far parte del nostro patrimonio artistico osservando la lavorazione di questo splendido stucco si resta meravigliati della straordinaria libertà di espressione che l’ignoto artista e stuccatore ha saputo trasfondere nella sua opera. La casa Andreoli costruita nel 1475 lascia intravvedere in certi suoi particolari delle influenze gotiche e rinascimentali in altri. Anche in questa casa patrizia della famiglia Scala il tempo non è riuscito ha cancellare l’armonia delle linee e la sobrietà delle soluzioni architettoniche, discorso che vale pure per la casa Solari, la casa Adami è un complesso architettonico perfettamente inserito nell’insieme delle altre case che la circondano e ci permette di ricostruire l’atmosfera dei tempi passati. Atmosfera aperta alla speranza alle cose belle ai viaggi in Italia che con lo scorrere dei secoli avrebbe fruttato alla comunità una degnissima e invidiabile tradizione artistica, andate a Carona e non temete di chiedere, il caronese è, per fortuna, ancora molto fiero del suo paesino.
1964 Intervista a Balmelli e Sertori
Intervista eseguita presso il ristorante della Posta a Carona.
I Fungiatt da Carona. Filmato di circa 6 minuti.
Sergio Maspoli racconta che è con i “fungiatt da Carona” e benché sono agli inizi di giugno hanno trovato dei funghi bellissimi.
Mario Balmelli racconta che lui e suo cugino Andrea Sartori sono conosciuti in zona, e per l’occasione i funghi li aveva trovati suo cugino.
Raccontano che una volta si trovano più funghi, ora con la mobilità vi sono più cercatori anche da fuori.
Materiale video fornito da Alvaro Mazzolini (Coco)
1964 Intervista a Vitali e Agustoni
Raccontano di come chiamano quelli di Carona, e dice che si chiamano i Panisciö
E che una volta la gente si trovavano al ristorante e cantavano in compagnia
Il Guido Nodari, racconta dello Judo, che hanno cominciato in sette o otto in un locale messo a disposizione da Edi Scheidegger, poi sono aumentati anche con ragazzi di Carabbia, e con l’aiuto del patriziato hanno potuto andare in un locale più grande “il vecchio mulino”
Materiale video fornito da Alvaro Mazzolini (Coco)
Film origine: sconosciuta forse dei genitori del Coco.
Formato: DVD
Filmato della messa a Santa Marta con benedizione della grappa.
Materiale video fornito da Alvaro Mazzolini (Coco)
Alcuni dei presenti riconosciuti:
Solari Nino “Ticino pittoresco”; Cattaneo Giovanni; Scheidegger Monica; Scheidegger Edo; Bolis Mario; Bolis Milena; Nicoli Emilio; Balmelli “Tila”; Ghielmetti Gerolamo;
Ferrario Franco “Franchino”; Don Vito Pavan; Cattaneo Nino; Ferrario Lilli; Balmelli Fabrizio “Ciccio”