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La comunità internazionale e gli Stati coinvolti in un conflitto devono deporre le armi e unire le forze per combattere la pandemia di coronavirus. È l’appello lanciato oggi dal Consiglio nazionale con 129 voti favorevoli e 44 contrari.
Questa dichiarazione per un cessate il fuoco globale fa riferimento a quella del segretario generale delle Nazioni Unite del 23 marzo, che ha anche ricevuto il sostegno del Consiglio federale, ha ricordato Laurent Wehrli (PLR/VD) a nome della commissione. Antonio Guterres ha attirato l’attenzione sull’assurdità della guerra e dei conflitti armati di fronte all’emergenza della crisi del covid-19.
Secondo il Segretario generale un cessate il fuoco mondiale è la premessa per poter agire con successo contro la pandemia in tutte le regioni del pianeta. In caso contrario la crisi minaccerebbe di acuirsi e di aggravare le catastrofi umanitarie in alcune zone del mondo.
La dichiarazione del Nazionale evidenzia gli sforzi intrapresi per un approccio comune e coordinato contro il virus, sostiene le misure adottate dal Consiglio federale e ricorda l’importanza delle Nazioni Unite nel trovare soluzioni alle sfide globali. Il testo invita inoltre il governo ad associare il Parlamento alla sua attività in seno all’ONU e a informare l’opinione pubblica sui passi intrapresi.
In aula, solo l’UDC si è opposta. Tale dichiarazione genererà una spesa di centinaia di milioni di franchi, ha avvertito Roland Büchel (UDC/SG). Sulla base di questa dichiarazione, l’esecutivo potrebbe aumentare in modo massiccio i suoi aiuti allo sviluppo proprio quando sono urgentemente necessari fondi in Svizzera, ha sostenuto.
“È anche nell’interesse della Svizzera evitare il crollo di alcuni Paesi”, replicato Brigitte Crottaz (PS/VD). “Quando vediamo le conseguenze della pandemia sui sistemi sanitari occidentali, possiamo solo rabbrividire per l’impatto che il virus avrà su Paesi come la Siria o lo Yemen”, ha aggiunto.
“Siamo tutti cittadini del mondo”, ha affermato da parte sua Hans-Peter Portmann (PLR/ZH), esprimendo vergogna per gli appelli al “ciascuno per sé”. “È tempo di stringere un po’ la cintura e rinunciare a un po’ di lusso per utilizzare il denaro dove è più necessario”, ha aggiunto lo zurighese. La Svizzera, ha poi ricordato, genera gran parte della sua ricchezza grazie all’estero.