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Gli Svizzeri sono divisi circa eventuali concessioni all’Ue riguardanti le misure di accompagnamento alla libera circolazione. È quanto sostiene un sondaggio di Tamedia pubblicato oggi svolto tra oltre 7mila persone in rappresentanza di tutto il Paese. Per il 38% delle persone interrogate, le misure fiancheggiatrici volte alla protezione dei salari non vanno assolutamente indebolite: nessuna concessione insomma. Il 20% si è detto invece disposto ad un compromesso per sbloccare le trattative tra la Svizzera e l’Ue in vista della conclusione di un accordo istituzionale. Un 5% giudica dannose le misure collaterali per il mercato del lavoro e si dice favorevole a degli adeguamenti. Un altro 20% si dice disponibile soltanto ad adeguamenti tecnici. Per questi ultimi è tuttavia importante che il livello di protezione attuale dei lavoratori rimanga immutato. Il 17% del campione non ha espresso alcuna opinione.
A livello di partiti, la base del PS sembra più disposta ad un compromesso rispetto ai vertici e ai sindacati. Il 18% dei simpatizzanti del PS e dei Verdi sono invece dell’avviso che non debbano essere fatte concessioni. Il 72% dei partigiani dell’UDC sono favorevoli ad una posizione dura nei confronti di Bruxelles. Tra gli elettori del PLR e del PPD prevale l’opzione del compromesso. Il 27% dei simpatizzanti PLR e il 23% del PPD sono invece contrari ad ogni modifica delle misure collaterali. Il sondaggio è stato realizzato online tra il 6 e 7 agosto, ossia prima che i sindacati annunciassero il boicottaggio delle discussioni col ministro dell’economia Johann Schneider-Ammann, i rappresentanti degli imprenditori e i Cantoni.