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Non ha tempo da perdere Soukeina Bouraoui, direttrice del Centro delle donne arabe per la formazione e lo sviluppo. In un hotel di Tunisi sta tenendo una conferenza, tema del giorno: “quel 50% della popolazione che politici, istituzioni, partiti, fanno fatica a mettere in agenda”.
Parla senza esitazioni e parla del ruolo delle donne in un paese che dal 2011 ha subito profondi cambiamenti. “La rivoluzione ci ha insegnato che nulla è mai acquisto per l'uomo”, mi spiega citando il poeta Louis Aragon, “eravamo convinti che alcune conquiste non potevano essere messe in discussione, in verità esistono due forze contrapposte nella nostra società”. Mi ricorda che la Tunisia storicamente ha dato un ruolo di rilievo alle donne, a differenza di altri paesi arabi, ma che il lavoro da fare per la parità è ancora lungo, nonostante la nuova Costituzione.
In tema religioso, mi cita poi il primo discorso tenuto dal presidente Moncef Marzouki, che ha parlato in nome di una concordanza fra partiti: “Quando si è rivolto al popolo”, afferma la mia interlocutrice, “non si è rivolto alle tunisine e ai tunisini, ma ha diviso la società in due categorie: chi è velato e chi non. Questo è molto grave”.
Alessandra Spataro
Il lavoro del CAWTAR
Il Centro delle donne arabe per la formazione e lo sviluppo cawtar.org è basato a Tunisi, con un team che conta una trentina di persone, ma è presente in 22 paese arabi. Fondato nel 1993, la sua missione è dare strumenti alle donne affinché possano sviluppare il proprio potenziale nella società, in contesti manageriali e politici, nel rispetto dei diritti umani.