Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/35553

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La mozione chiede, all'insegna di una soluzione globale, un disciplinamento duraturo della dimora per tutte le persone provenienti dal Kosovo che soggiornano in Svizzera senza diritto e devono rimpatriare. </p><p></p><p>Il Consiglio federale è consapevole che l'obbligo di rimpatrio nello Stato d'origine dopo un soggiorno di piú anni in Svizzera è difficile da accettare sia per i diretti interessati che per i loro amici o conoscenti. Ciò è tanto piú vero che quelli sottoposti all'obbligo di rimpatrio hanno avuto modo, durante il loro soggiorno, di integrarsi nel paese che li ha ospitati e che ora devono abbandonare, e interrompere l'esistenza che si erano qui rifatta, per un futuro incerto in patria. Con disciplinamenti liberali il Consiglio federale cerca sempre di evitare casi difficili, legalmente giustificati e politicamente sostenibili. </p><p></p><p>Nel parere espresso a proposito delle mozioni Hubmann (00.3715) e Suter (98.3651) il Consiglio federale ha dettagliatamente presentato con quali misure globali è stato possibile evitare, da quando è cambiata la politica degli stranieri nel 1991, situazioni difficili per gli ex-stagionali e i dimoranti di breve durata, provenienti dai Balcani. Appena un anno fa, con l'Azione Umanitaria 2000, si è di nuovo presa in conto la situazione di persone provenienti da quella regione (compreso il Kosovo), residenti in Svizzera da piú anni. Si può quindi affermare con certezza che le autorità federali hanno messo a punto tutte le misure possibili cosí da prendere in considerazione tutte le richieste giustificate per un disciplinamento duraturo della presenza in Svizzera. </p><p></p><p>Non da ultimo il Consiglio federale ha poi messo in conto, al momento di fissare le condizioni di rimpatrio, il fatto che, in seguito agli sviluppi della crisi in Kosovo, un gran numero di persone potevano rimpatriare, dopo un soggiorno di piú anni in Svizzera. Con aiuti individuali alquanto generosi e con misure strutturali del programma di aiuto al ritorno in Kosovo, la Svizzera ha contribuito, anche in questo caso in misura straordinaria, a evitare situazioni di estrema difficoltà a chi doveva rientrare. </p><p></p><p>Alle persone che non si sono valse degli aiuti offerti né erano oggetto dei disciplinamenti eccezionali, si applicano ora le norme generali sugli stranieri e sull'asilo. Se si dovesse nuovamente emanare un disciplinamento speciale per questa cerchia di persone, ciò non sarebbe giustificabile né materialmente né giuridicamente. Esso creerebbe un precedente discutibile rispetto alle persone che, pur essendo nella medesima situazione, non hanno contestato le decisioni prese verso di loro dalle autorità. I disciplinamenti dei casi difficili non possono perciò in nessun caso permettere che si intacchi la credibilità e la coerenza della politica voluta dal legislatore in materia d'asilo e degli stranieri.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.