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Il contesto economico e socio-demografico descrive i principali cambiamenti strutturali in corso che influiscono sulle condizioni di vita delle persone e determinano la composizione del gruppo di persone a rischio di esclusione sociale.
Il contesto economico e socio-demografico descrive i principali cambiamenti strutturali in corso che influiscono sulle condizioni di vita delle persone e determinano la composizione del gruppo di persone a rischio di esclusione sociale.
L’attività economica è la prima garante della creazione d’impieghi, della produzione di salari e del livello di consumo delle economie domestiche. Tuttavia, un’economia florida non garantisce necessariamente l’accesso a un reddito accettabile per tutti. Misurare la disparità di reddito permette di comprendere se tali redditi sono distribuiti in modo paritario o meno. L’intervento dello Stato, grazie ai trasferimenti sociali (imposte, contributi sociali, rendite, prestazioni sociali), riveste grande importanza nella redistribuzione delle risorse.
Il prodotto intero lordo (PIL) reale per abitante è aumentato di oltre il 32% negli ultimi 23 anni, cifra che equivale a un tasso di crescita medio dell’1,2% annuo. Questa evoluzione non è stata lineare: lunghe fasi di crescita si sono alternate a brevi fasi di recessione.
Dal 1998 al 2001 le disuguaglianze in termini di reddito disponibile sono leggermente diminuite,poi lievemente aumentate dal 2003 al 2007 e dal 2009 al 2013. Dal 2013 la tendenza è leggermente al ribasso.
Per la maggior parte degli individui, l’accesso al mercato del lavoro permette di ottenere un salario. Per la maggior parte degli individui l’accesso al mercato del lavoro permette non solo di ottenere un salario ma anche di accedere a diritti a prestazioni del sistema di sicurezza sociale. L’attività professionale è anche un mezzo per integrarsi nella società e di realizzarsi a livello personale. Viceversa, l’esclusione prolungata e non voluta dal mercato del lavoro comporta al tempo stesso un calo (se non la completa assenza) del reddito, una sicurezza sociale lacunosa e l’impossibilità di proiettarsi nel futuro.
Nel 2020 gli stranieri erano più spesso disoccupati (7,9%) rispetto agli Svizzeri (3,7%). La disoccupazione interessa più spesso i giovani dai 15 ai 24 anni (8,6%) e le persone senza formazione post-obbligatoria (8,4%).
Le trasformazioni all’interno della popolazione comportano cambiamenti nelle fasce d’età e nei rapporti di dipendenza tra persone di fasce d’età differenti, oltre a modificare i gruppi di nazionalità nella popolazione residente.
Alla fine del 2020 la popolazione era di circa 8,7 milioni di persone, un quarto delle quali di nazionalità straniera, di cui l’82,9% europee. La maggioranza proviene dagli Stati membri dell’Unione europea. Gli immigrati dagli altri continenti rappresentavano il 17,1% della popolazione straniera.
Nel 1996 tra gli Svizzeri si contavano 29 anziani ogni 100 persone in età lavorativa contro solo 7 tra gli stranieri. Nel 2020 questo rapporto di dipendenza delle persone anziane si attestava a 39 tra gli Svizzeri e a 11 tra gli stranieri.
I comportamenti coniugali, la vita in comune, la fondazione di una famiglia o la separazione modificano i legami di dipendenza a livello famigliare.
Nel 2019 le economie domestiche di una sola persona rappresentavano oltre un terzo delle economie domestiche in Svizzera, seguite dalle coppie senza figli e dalle famiglie. La grande maggioranza delle coppie con figli era sposata. I genitori soli con figli di meno di 25 anni rappresentavano il 4,7% delle economie domestiche.
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