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L’assemblea dei delegati del Consiglio svizzero degli anziani (CSA) respinge l’iniziativa popolare del prossimo 4 marzo volta ad abolire il canone radiotelevisivo.
In Svizzera gli anziani trascorrono mediamente due ore al giorno ascoltando le trasmissioni delle nostre radio e televisioni.
Essi sarebbero particolarmente toccati da una riduzione dell’offerta. Circa 300’000 beneficiarie e beneficiari delle prestazioni complementari non pagano il canone radiotelevisivo. Se l’iniziativa dovesse essere accettata, anche loro dovrebbero passare alla cassa. Va aggiunto che gli enti radiofonici e televisivi regionali che operano nelle zone periferiche e linguisticamente minoritarie verrebbero messi a tacere a causa di introiti commerciali limitati. Produrre e diffondere servizi di qualsiasi natura richiede strutture audiovisive che vanno finanziate tramite la riscossione di tasse.
La presenza di media audiovisivi monopolistici finanziati essenzialmente dalla pubblicità, si scontra con il consolidato principio della solidale convivenza esistente nel nostro paese.
Persona di contatto :
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Lindo Deambrosi, Delegato CSA, <email-pii>, 079 686 86 01