Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/83480

<h2>SubmittedText<h2><p>Le risoluzioni dell'ONU prevedono che i trattati che istituiscono zone denuclearizzate siano accompagnati da protocolli aggiuntivi. Sulla base di tali protocolli, le potenze nucleari si impegnano a non attaccare gli Stati che fanno parte di simili zone. In considerazione di questi patti di non aggressione e delle altre implicazioni di politica di sicurezza che comporterebbe la creazione di una zona denuclearizzata in Europa, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta i benefici in termini di sicurezza qualora si creasse una zona denuclearizzata in Europa?</p><p>2. Che vantaggi trarrebbe la Svizzera in termini di sicurezza in caso di adesione a una simile zona?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I trattati che istituiscono zone denuclearizzate sono sempre accompagnati da protocolli aggiuntivi. Gli Stati dotati di armi nucleari che hanno ratificato tali protocolli si impegnano a non utilizzare armi atomiche contro i Paesi che fanno parte delle zone denuclearizzate e a non minacciare di impiegare simili armi. Tuttavia, la creazione di una zona denuclearizzata non comporta automaticamente l'obbligo di fornire garanzie di non aggressione. Gli Stati dotati di armi nucleari decidono autonomamente di caso in caso della ratifica di un protocollo aggiuntivo. Vi sono pertanto protocolli aggiuntivi che non sono stati ratificati da tutti gli Stati dotati dell'arma atomica. Al momento della ratifica di singoli protocolli, inoltre, diversi Stati avanzano riserve.</p><p>Nel 1999, la Commissione dell'ONU per il disarmo ha emanato delle direttive sulla creazione di zone denuclearizzate. Tali direttive prevedono in particolare che, al fine di agevolare la ratifica dei protocolli aggiuntivi, le potenze nucleari siano consultate durante la negoziazione di ogni trattato e di ogni protocollo aggiuntivo. Le direttive, che rappresentano una guida contenente le "best practices", non sono tuttavia vincolanti e non creano obblighi per gli Stati dotati di armi nucleari.</p><p>Per quel che concerne le domande poste dall'autore dell'interrogazione, il Consiglio federale ritiene che la Svizzera e gli altri Stati europei trarrebbero vantaggi significativi in termini di sicurezza dall'adesione a una zona denuclearizzata che coprisse l'intero territorio europeo. Tuttavia, come già rilevato nel suo parere del 13 febbraio 2008 sulla mozione Widmer 07.3802, "Una zona denuclearizzata nel cuore dell'Europa", il Consiglio federale ricorda che, a causa del loro statuto di potenze nucleari e/o della loro partecipazione alla NATO, la maggior parte degli Stati europei (Francia, Gran Bretagna) oggi non potrebbero far parte di una simile zona. Nemmeno la Federazione russa potrebbe far parte di una zona denuclearizzata, poiché dispone di armi nucleari e il suo territorio si situa in parte al di fuori del continente europeo. Considerato che soltanto pochi Stati potrebbero aderire a una zona denuclearizzata in Europa, i vantaggi in termini di sicurezza sarebbero limitati. Questi vantaggi vanno in ogni caso relativizzati, poiché le potenze nucleari europee non costituiscono in linea di principio una minaccia per la Svizzera.</p><p>Il Consiglio federale è invece convinto che eventuali garanzie di non aggressione giuridicamente vincolanti possono generare maggiore sicurezza se formulate nei confronti di tutti gli Stati che hanno rinunciato all'arma atomica (ossia nei confronti di tutti gli Stati che, in qualità di Stati non-nucleari, hanno firmato il trattato di non proliferazione delle armi nucleari, TNP), e non unicamente nei confronti dei Paesi che fanno parte di una zona denuclearizzata. Per questo motivo, nell'ambito della Conferenza di Ginevra sul disarmo o della Conferenza di revisione del TNP, la Svizzera intende discutere di simili dichiarazioni di garanzia.</p>  Risposta del Consiglio federale.