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Eric Nussbaumer (Bl) verrà eletto alla presidenza del Consiglio nazionale ed Eva Herzog (Bs) a quella degli Stati. Rimarranno in carica un anno
Per una coincidenza, saranno due socialisti provenienti dai "semicantoni" di Basilea a presiedere i due rami del parlamento da domani, primo giorno della sessione invernale e della 52esima legislatura.
Eric Nussbaumer (Bl) verrà eletto alla presidenza del Consiglio nazionale ed Eva Herzog (Bs) a quella degli Stati. Rimarranno in carica un anno.
Il futuro primo cittadino del Paese, Nussbaumer, ha 63 anni. Padre di tre figli, ingegnere di formazione, ha alle spalle 16 anni di presenza in Consiglio nazionale dove si è distinto, in particolare, nei settori dell'energia e della politica europea.
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Eric Nussbaumer
L'aspetto positivo della carica - ha spiegato a Keystone-Ats - sono i numerosi contatti con l'esterno, il dialogo con altri parlamenti e governi: insomma, un'esperienza che non si fa nella normale vita politica.
Da europeista convinto, i cavalli di battaglia di Nussbaumer sono l'avvicinamento della Svizzera all'Ue e le energie rinnovabili, settore nel quale il deputato può vantare un lunga esperienza acquisita come consulente per diverse aziende del ramo.
Come molti altri politici che l'hanno preceduto nella carica, Nussbaumer ha esordito in politica dal basso venendo eletto prima nel legislativo del suo comune, per poi passare al Gran Consiglio e infine approdare sotto il "cupolone" di Palazzo federale. I suoi avversari politici ne riconoscono la moderazione e la capacità di costruire alleanze.
Anche Eva Herzog dovrebbe venir eletta alla presidenza del Consiglio degli Stati, a un anno di distanza dalla sua sfortunata candidatura per il Consiglio federale, quando venne sconfitta dalla collega di partito e in parlamento Elisabeth Baume-Schneider (JU) per la successione di Simonetta Sommaruga. Ex direttrice delle finanze del suo Cantone, sede di importanti industrie farmaceutiche, la 61enne Herzog siede nella Camera dei Cantoni da quattro anni.
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Eva Herzog
A Keystone-Ats ha dichiarato che intende trasformare gli Stati in una "piattaforma per una Svizzera cosmopolita e urbana". Eletta al posto di Anita Fetz nel 2019, gli interessi della Herzog spaziano dalle relazioni con l'Ue alla tassazione individuale, dalla regolamentazione bancaria alla politica in materia di istruzione, ricerca e innovazione. Di recente ha chiesto che le città venissero incluse nei negoziati con Bruxelles.
Prima di diventare membro del Consiglio degli Stati, Herzog si era fatta un nome come abile direttrice delle finanze del suo cantone, riuscendo negli anni ad assorbire il forte debito che ne condizionava la libertà di manovra. Storica di formazione, sposata e madre di due figli, non ama parlare della sua vita privata. A proposito della sua formazione intellettuale, ha ribadito che rifarebbe lo stesso percorso universitario. "Trovo entusiasmante vedere come cambia la società: ciò mi ha anche fatto venire voglia di contribuire a plasmarla".
Benché non sempre in sintonia con le posizioni del suo partito, come sul dossier riguardante la terza riforma dell'imposizione delle imprese poi bocciata dal popolo, Herzog rimane un volto popolare nel suo cantone di origine, che l'ha riconfermata a larga maggioranza lo scorso autunno.