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Dal sito dell’Ufficio federale dell’agricoltura (http://www.blw.admin.ch/dienstleistungen):
A livello mondiale, circa un terzo dei generi alimentari finisce nella spazzatura. In Svizzera i rifiuti alimentari sono prodotti soprattutto dai consumatori, mentre nei Paesi in via di sviluppo le perdite maggiori avvengono nei campi e nei magazzini. In occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione 2012 il Comitato nazionale svizzero della FAO, con il sostegno della Direzione dello sviluppo e della cooperazione e dell'Ufficio federale dell'agricoltura, ha organizzato a Berna una mostra sul tema dei rifiuti alimentari, in cui sono state messe a confronto le catene alimentari in Svizzera e nei Paesi in via di sviluppo.
Visto il grande successo suscitato, nel 2013 la mostra è stata presentata in tutte le regioni della Svizzera tra cui il Ticino. La mostra "Sprecare il cibo. Che stupidità" illustra le conseguenze dello spreco alimentare che da un lato grava sul bilancio delle economie domestiche e dall'altro rappresenta uno sperpero di risorse naturali. Ogni anno, infatti, va perso o sprecato un terzo degli alimenti prodotti per il consumo umano.
Secondo le stime, in Svizzera vengono gettati 289 chilogrammi di cibo pro capite l'anno lungo la filiera alimentare, un terzo dei quali direttamente dai consumatori. Un'economia domestica composta da quattro persone spende circa 2’000 franchi l'anno per cibo che finisce nella spazzatura. Non si può restare inerti di fronte a tanto: ognuno può contribuire a ridurre gli sprechi alimentari.
Nei Paesi in via di sviluppo, lo spreco a livello di consumo è minore. Si concentra piuttosto durante la fase post raccolto, ovvero durante lo stoccaggio e la trasformazione. Si stima che ogni anno vadano persi 100 chilogrammi di cibo pro capite. La mostra fornisce spunti per modificare concretamente le nostre abitudini in materia di consumo ed esempi concreti d'impegno della cooperazione svizzera allo sviluppo per ridurre i rifiuti alimentari in un mondo in cui centinaia di milioni di persone continuano a soffrire a causa della fame e della malnutrizione.
Ringraziandovi per l’attenzione e invitandovi a visitare la mostra, vi salutiamo cordialmente.