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È la proposta della Commissione federale delle questioni fondamentali dell'assicurazione malattie, per la quale il timore di un razionamento delle cure sanitarie è ingiustificato.
In Svizzera durante gli ultimi anni i costi della salute e, di conseguenza, i premi assicurativi hanno conosciuto un'impennata tale che la proposta di un razionamento delle prestazioni ha cominciato a farsi largo, quale possibile soluzione.
Per la Commissione federale delle questioni fondamentali dell'assicurazione malattie, la mancanza di mezzi finanziari non può tuttavia essere un criterio per rifiutare le indispensabili cure mediche.
Una medicina a due velocità violerebbe sia il principio costituzionale di non discriminazione, sia la legge sull'assicurazione malattia, che prescrive un'ampia offerta sanitaria per tutti i cittadini, ha spiegato Otto Piller, presidente della Commissione e direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali.
L'attuale assicurazione sociale obbligatoria contro le malattie sarebbe inoltre in grado, anche nel prossimo futuro, di finanziare tutti i trattamenti medici necessari, compresi anche quelli particolarmente costosi.
Per "razionamento", la Commissione - organo che riunisce rappresentanti delle autorità, della categoria medica ed esperti del settore - intende l'impossibilità di offrire una cura medica efficace a tutti i pazienti, per la mancanza delle risorse necessarie (soldi, apparecchiature, medicamenti, personale).
Non si potrebbe invece parlare di razionamento nel caso in cui una prestazione, disponibile limitatamente, venga sostituita con una equivalente o se i desideri dei pazienti circa il quando e il dove delle cure vengono limitati, oppure ancora se si rifiutano metodi poco efficaci.
Il problema di fondo però resta: le cure aumentano in quantità e in costi, mentre i soldi a disposizione non sono infiniti. Secondo la commissione, l'alternativa al razionamento è rappresentata dalla razionalizzazione.
Nella sanità lo spazio di manovra per risparmi e per un impiego più ragionato delle risorse sarebbe ancora ampio. Sforzi devono perciò essere compiuti nella prevenzione, nell'applicazione di strutture innovative, nella promozione di una medicina efficace e nell'impedire prezzi indecentemente elevati.
Anche il "fattore" paziente ha evidentemente il suo peso, nell'economia del sistema sanitario. Per ridurre la sempre crescente domanda di prestazioni, occorrerebbe perciò informare la popolazione sui limiti della medicina, relativizzando le aspettative esagerate.
Luca Hoderas
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