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Almeno 14'000 scolari delle elementari di Pechino, figli degli immigrati illegali, non potranno riprendere gli studi domani, quando si apre l'anno scolastico. Lo afferma oggi la stampa cinese, che da un grande risalto alla chiusura forzata, seguita quasi sempre dalla demolizione, delle scuole "illegali" sorte spontaneamente nella metropoli per far fronte alla crescente domanda delle famiglie degli immigrati.
"La scuola apre domani, ma solo 356 dei miei 1300 studenti ha trovato posto nelle scuole pubbliche", ha dichiarato al quotidiano Global Times Xie Zhenqing, ex-preside e fondatrice di una delle scuole demolite nel distretto di Haidian, alla periferia nord della città.
Si valuta che poco meno di un terzo dei 22 milioni di abitanti della capitale siano immigrati dalla campagna per lavorare nei settori delle costruzioni, del commercio al dettaglio, e dell'intrattenimento. Gli immigrati spesso non hanno i documenti in regola e questo impedisce loro di iscrivere i figli alle scuole autorizzate.
Secondo alcune valutazioni, i bambini che non potranno proseguire nella loro carriera scolastica, sono il doppio, o più, dei 14'000 ufficialmente investiti dal problema.
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