Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01235.jsonl.gz/1375

ARBON - «Chi mai potrebbe rubare il veicolo di una persona disabile?» si chiede Bruni Leibacher, che ha contattato amareggiata 20 Minuten. Negli scorsi giorni, infatti, lo scooter elettrico del marito è scomparso proprio davanti alla porta della loro casa, ad Arbon. «Lo avevamo riposto in veranda e coperto con un telo di plastica - ha spiegato la 60enne. Il giorno dopo era sparito».
Per il marito della donna si tratta di una grande perdita: «Siamo molto amareggiati, ma anche arrabbiati. Come si fa a derubare qualcuno in questo modo?». Anche in termini economici, il furto potrebbe metterli in difficoltà. Uno scooter elettrico di quel genere, infatti, costa circa 7’000 franchi.
Secondo la signora di Arbon, il furto sarebbe opera di professionisti. Per trasportare lo scooter, infatti, è necessario caricarlo su un camion se non si hanno a disposizione le chiavi. Convinta che il mezzo abbia già oltrepassato il confine, la donna non ha neppure presentato denuncia.
Non è la prima volta che in Svizzera viene rubato il mezzo di trasporto a un disabile. Nel marzo del 2015 era successo a una 38enne di Neuchâtel, che si era recata a casa di un amico e aveva lasciato la sedia a rotelle davanti al palazzo, non essendo dotato di una rampa per disabili. Dopo poche ore, la sua sedia da 150 chili, la sua «migliore amica» era scomparsa. Lo stesso era accaduto a Lione a un 33enne focomelico di Yverdon. La sua sedia a rotelle era stata poi ritrovata dalla polizia dopo che il suo appello era stato condiviso du Twitter più di 20'000 volte. Due anni prima anche il consigliere nazionale PPD del canton Turgovia Christian Lohr aveva subito il furto della sua sedia a rotelle elettrica, stranamente ricomparsa una settimana dopo perché i responsabili - due minorenni in seguito identificati - temevano di venire rintracciati avendo derubato un politico. A dicembre 2015, nel canton San Gallo, un ragazzino disabile di 16 anni era stato derubato a scuola non della sua sedia a rotelle, ma dello zaino appeso allo schienale. Uno zainetto che conteneva medicamenti vitali e il tablet con cui il giovane, che non può parlare, comunicava con le persone.