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La prevenzione nell'ambito dei pericoli naturali si realizza in primo luogo attraverso un'utilizzazione adeguata del territorio, con l'obiettivo di evitare i pericoli. Dove ciò non è possibile, si interviene con misure tecniche di costruzione, tecniche o biologiche, che devono neutralizzare il processo naturale, fonte del pericolo, o ridurne l'intensità.
Con la valutazione dei pericoli ci si prefigge lo scopo di determinare le zone in cui si manifestano gli effetti prodotti da processi naturali, cause di pericoli, e di stabilire il grado di probabilità che essi accadono. Il risultato di simile valutazione è la carta dei pericoli. Le valutazioni poggiano su simulazioni di processi. I risultati della valutazione dei pericoli e delle simulazioni vengono confrontati con i dati concernenti eventi precedenti. A tal fine la Confederazione mette a disposizione dei cantoni una banca dati (StorMe).
L'incarico di stabilire l'entità dei pericoli e dei rischi viene affidato, di regola, da un comune o da un cantone. L'allestimento della carta e dei relativi rapporti è di competenza di studi d'ingegneria specializzati. I modelli di simulazione sono per lo piú sviluppati nell'ambito di progetti di ricerca.
Servendosi delle carte dei pericoli, gli esperti in pianificazione del territorio suddividono lo spazio utilizzato dall’uomo in diverse zone. In questo processo vengono definiti anche vari obiettivi di protezione: nelle zone rosse (pericolo elevato), l'attività edilizia è generalmente vietata. Nelle zone blu (pericolo moderato), l'attività edilizia è consentita a determinate condizioni (ad es. rafforzamento dei muri sul versante a monte come protezione contro le valanghe). Nelle zone gialle (pericolo limitato), l'attività edilizia è generalmente consentita senza condizioni particolari. Queste zone vengono tuttavia considerate spazi in cui possono verificarsi eventi di lieve intensità o eventi di forte intensità ma molto rari. Edifici sensibili con una concentrazione di persone, ad esempio le scuole, non dovrebbero essere costruiti in tali zone. Quanto appena affermato per le zone gialle vale anche per quelle contrassegnate da strisce giallo-bianche, in cui l'attività non è, in genere, soggetta a condizioni particolari. Si tratta dunque di zone in cui possono verificarsi processi naturali pericolosi il cui grado di probabilità è tuttavia molto esiguo.
Misure attinenti alla pianificazione del territorio vengono stabilite sulla base di disposizioni legali e ordinanze delle autorità, ma devono essere ratificate, in caso di modificazioni delle zone e dei piani di utilizzazione, dall'assemblea comunale o in votazione popolare. Le basi vengono elaborate da uffici specializzati. Particolari esigenze di carattere edilizio sono in parte stabilite dalle assicurazione sugli immobili.
Se si raffrontano i risultati concernenti la valutazione dei pericoli con gli obiettivi di protezione stabiliti da un comune, risulta chiaro dove sussistono ancora deficit di protezione. Per eliminare tali lacune, vengono spesso prese misure tecniche di costruzione, pianificate e realizzate sulla base di un'analisi della vulnerabilità. Fanno parte di queste misure non solo manufatti di protezione come per es. muri di protezione contro le valanghe o reti contro la caduta di massi, ma anche impianti di sorveglianza e sistemi di preallerta.
Nella pianificazione e realizzazione di misure tecniche di costruzione sono coinvolti numerosi attori: studi di ingegneria, autorità comunali e cantonali, proprietari di fondi e chi elargisce le sovvenzioni.
Analogamente alla misure tecniche viene pure esaminata la possibilità di intervenire con misure biologiche. Se possibile, vengono realizzate in sostituzione delle misure tecniche o in combinazione con esse. Un ruolo importante ha, in tale contesto, la cura del bosco di protezione. Altre misure consistono in un'utilizzazione diversa del territorio, per es. con la creazione di zone naturali di ritenzione, la cura di parti di versanti molto ripidi e particolarmente soggetti all'erosione attraverso semine ripetute nelle zone di erosione (i cosiddetti Blaiken) oppure opere di premunizione sul versante boschivo e lungo i torrenti.
I principali attori delle zone boschive sono i forestali. Poiché le misure biologiche sono spesso abbinate a misure tecniche di costruzione, sono coinvolti nelle decisioni anche gli attori di queste ultime misure. Nei lavori di arginatura dei fiumi, rispettosi della natura, e in tutti gli ambiti delle misure prese in combinazione con altre, esiste una stretta collaborazione tra gli esperti dei settori della biologia, dell'ambiente e del paesaggio e dell'ingegneria forestale ed edile.