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L’Avana, 20 mar (Prensa Latina) Un colloquio in omaggio dell’intellettuale britannico Eric Hobsbawn (1917-2012) propone oggi di rileggere in maniera critica la storia attraverso un marxismo onesto e libero dai dogmi.
L’Istituto di Investigazione Culturale Juan Marinello onora così una delle principali figure della storiografia sociale, autore di classici come “Le Rivoluzioni Borghesi” e “Come cambiare il mondo”.
L’investigatore cubano Fernando Martinez Heredia ha spiegato a Prensa Latina che l’esempio di Hobsbawn è vigente ed utile, perché dimostra che la tenacia impertinente può vincere il buonsenso.
“Quelli che sentiamo la preoccupazione motivata rispetto ai messaggi che ricevono i nostri giovani, capiamo la necessità del marxismo per rompere le divisioni tra le elites e le masse, ha aggiunto”.
Rosario Alonso, coordinatrice del colloquio, spera che l’evento generi un dibattito teorico che permetta riscattare il lascito di Hobsbawn, a cui è stato pubblicato solo un libro, a Cuba, nel 1968.
Nella giornata inaugurale, l’investigatore Jorge Ibarra ha sottolineato gli studi sulla nazione e sul nazionalismo di Hobsbawn, che ruppe con i concetti ambigui, per fare degli studi senza pregiudizi.
Per esempio, considera illegittimo ricorrere ad un nazionalismo ebreo per giustificare il ritorno alla Terra Promessa, perché questo concetto è stato appena inventato alla fine del secolo XIX.
Supportato dalla Cattedra Antonio Gramsci, questo colloquio riunisce intellettuali di vari paesi, tra questi Robin Blackburn, editore della rivista New Left Review.
L’evento pretende contribuire inoltre alla gestione di riferenti interpretativi, la promozione del pensiero critico ed un lavoro con nuove interrogazioni nelle scienze e nel pensiero sociale.
Ig/cmv