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BERNA - Le due Camere del Parlamento si sono riunite oggi per eleggere il presidente della Confederazione del 2022. Una carica che secondo la rotazione all'interno dei membri del Consiglio federale spettava a Ignazio Cassis, che infatti è stato eletto con 156 voti su 197. Il ticinese sarà dunque il "primus inter pares" elvetico: non avrà poteri particolari, ma dirigerà i lavori dell'esecutivo e avrà un ruolo di rappresentanza della Svizzera all'estero.
Meno bene rispetto a Parmelin - L'esito della votazione dell'Assemblea federale era scontato, ma il numero di voti raccolti dal ticinese rappresenta una sorta di "indice di gradimento" vis-à-vis dei parlamentari. Lo scorso anno Guy Parmelin era stato plebiscitato con 188 voti, mentre nel 2011 Micheline Calmy-Rey aveva ottenuto solamente 106 preferenze (peggior risultato di tutti i tempi). Se confrontato con quello ottenuto del suo predecessore, il risultato di Cassis non è quindi particolarmente brillante.
Il primo presidente sottocenerino - Cassis è il quinto ticinese - il primo sottocenerino - a diventare presidente della Confederazione. L'ultimo era stato Flavio Cotti, carica che il locarnese ricoprì per ben due volte: nel 1991 e nel 1998, quando era a capo della diplomazia elvetica, esattamente come Ignazio Cassis che guida il Dipartimento federale degli affari esteri dal 2017, anno della sua elezione in Consiglio federale.
Il quinto presidente ticinese - Prima di Cotti e Cassis avevano assunto la carica Nello Celio nel 1972, Enrico Celio nel 1943 e nel 1948, Giuseppe Motta nel 1915, 1920, 1927, 1932 e nel 1937. Giuseppe Lepori fu vicepresidente nel 1959 ma lasciò il governo alla fine di quell'anno per motivi di salute. Due sono invece i consiglieri federali ticinesi che non hanno mai assunto né la carica di presidente della Confederazione né quella di vicepresidente. Si tratta di Stefano Franscini e di Giovanni Battista Pioda.
Le congratulazioni dal Ticino - Il Ticino, ma tutta la Svizzera italiana, aspettava questo momento da anni, dunque. Non a caso a Berna erano presenti anche tre consiglieri di Stato (Christian Vitta, Manuele Bertoli e Norman Gobbi), nonché il presidente del Gran Consiglio Nicola Pini. «La prestigiosa elezione conferma l’attenzione dell’Assemblea federale verso le diverse componenti culturali e linguistiche del Paese», ha commentato il Governo ticinese in una nota, esprimendo soddisfazione a nome di tutta la popolazione ticinese. A causa della pandemia, i festeggiamenti previsti a Bellinzona il 16 dicembre sono stati annullati e rinviati a tempi migliori.
PLRT in festa - Quella odierna è evidentemente una giornata di festa anche per il Partito liberale radicale ticinese (PLRT), che sottolinea come l'elezione di Cassis rappresenti un'occasione eccezionale per il Ticino e la Svizzera italiana anche sul piano internazionale.: «L’anno presidenziale di Ignazio Cassis offrirà un palcoscenico importante alla Svizzera e ai suoi valori fondanti, tra cui la sensibilità federalista per la preziosa eterogeneità del Paese. Un’occasione imperdibile per il nostro Cantone e per tutta la Svizzera italiana».
La vicepresidenza a Berset - Senza sorprese è stata anche l'elezione del vicepresidente della Confederazione Alain Berset, che ha ottenuto 158 voti su 204 schede valide. Ha ricevuto voti anche Viola Amherd (26). Sul risultato hanno sicuramente pesato i lunghi mesi di pandemia, che hanno visto il ministro della sanità costantemente sotto i riflettori. Nel 2023, Berset diventerà così per la seconda volta presidente. La prima fu nel 2018.
L'esito dello scrutinio:
Schede distribuite: 237
Schede rientrate: 237
Schede bianche: 36
Schede nulle: 4
Schede valide: 197
Maggioranza assoluta: 99
Ignazio Cassis è eletto presidente della Confederazione con 156 voti. Hanno ricevuto voti: Karin Keller-Sutter 14, Alain Berset 11, voti sparsi 16.