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Il termine di attesa di 10 giorni tra la procedura preparatoria e la celebrazione del matrimonio sarà abolito dal prossimo 1° gennaio. Lo ha deciso il Consiglio federale fissando per quella data l'entrata in vigore della pertinente modifica del Codice civile (CC).
Attualmente, prima di poter celebrare il rito nuziale, occorre eseguire una procedura preparatoria, durante la quale l'Ufficio dello stato civile verifica tra le altre cose la domanda dei fidanzati, la loro identità e si assicura che non vi siano cause di nullità (presenza di eventuali impedimenti al matrimonio e sospetti di unione forzata o fittizia).
Al termine dell'esame, viene comunicato alla coppia se può sposarsi. Secondo il diritto vigente, il matrimonio può svolgersi al più presto dopo dieci giorni e al più tardi dopo tre mesi.
Il termine di dieci giorni era stato previsto inizialmente per permettere eventuali opposizioni nell'ambito della procedura di pubblicazione della promessa di matrimonio. Nel 2000, la procedura di pubblicazione è stata tuttavia soppressa ed è stata sostituita dalla procedura preparatoria, che comprende tutte le verifiche necessarie. Di conseguenza non esiste oggi più alcun motivo che giustifichi il mantenimento di un termine d'attesa.
Per questo motivo il Parlamento aveva approvato una revisione del CC, nata da una mozione dell'allora consigliere nazionale Andrea Caroni (PLR/AR), oggi "senatore".
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