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Il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann preconizza la fine d'un tasso di disoccupazione basso in Svizzera. In particolare non esclude altri annunci di soppressione di posti di lavoro dopo quelli comunicati da Alstom, Swisscom e Credit Suisse.
"Probabilmente ci saranno altre cattive notizie", afferma il ministro dell'economia in un'intervista pubblicata dal domenicale "NZZ am Sonntag". "Non potremo sicuramente più sostenere una disoccupazione bassa", afferma il bernese. Dal dicembre 2014 a quello scorso il tasso di disoccupazione è salito in Svizzera dal 3,4% al 3,7%, il più alto livello dall'aprile 2010. I dati relativi a gennaio saranno pubblicati martedì.
Il problema principale è il franco forte nei confronti dell'euro. L'anno scorso, in particolare piccole e medie imprese hanno sacrificato il loro margine di utile. Potranno forse farcela ancora per un anno, "ma non un terzo", afferma Schneider-Ammann. "Un giorno o l'altro mancheranno i soldi per investire e innovare", sostiene il ministro. A patirne sarà quindi la loro competitività.
Il presidente della Confederazione spera adesso che il corso di 1,10 franchi per un euro sia una tappa intermediaria e parla di "deindustrializzazione strisciante". Vuole affrontarla migliorando le condizioni quadro, ma non aumentando gli interventi statali. Altri paesi hanno cercato di farlo, ma senza successo.
SDA-ATS