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L'ex ministra elvetica della sanità Ruth Dreifuss – all'origine dell'introduzione dell'assicurazione malattia obbligatoria in Svizzera – ha lodato la decisione americana di riformare il sistema sanitario nazionale.
Il presidente statunitense Barack Obama ha ottenuto domenica sera la più importante vittoria politica dalla sua elezione, riuscendo a far approvare dalla Camera dei rappresentanti la controversa riforma sanitaria da lui proposta.
219 deputati hanno votato a favore del testo, 212 contro. Il senato aveva già approvato il progetto in dicembre.
Il nuovo sistema – il cui costo stimato è di 940 miliardi di dollari sull'arco di dieci anni – dovrà garantire una copertura assicurativa al 95% dei cittadini al di sotto dei 65 anni. Oltre quell'età, per 43 milioni di individui, esiste già il sistema Medicare (programma di assicurazione medica amministrato dal governo).
Per oltre la metà della popolazione, la copertura è garantita attualmente da polizze sottoscritte dal datore di lavoro. Un'eventuale perdita dell'impiego comporta quindi conseguenze anche da questo punto di vista.
Swissinfo.ch ha intervistato Ruth Dreifuss, che ha fatto parte del governo svizzero dal 1994 al 2002. Durante questo periodo, è stata varata l'assicurazione malattia obbligatoria nella Confederazione.
swissinfo.ch: Come valuta la decisione statunitense?
Ruth Dreifuss: Si tratta di un voto storico, così com'era stato quello in Svizzera. Si tratta di un momento decisivo nell'ambito di una battaglia durata decenni, partendo dalle prime iniziative di Franklin Roosevelt e di Harry Truman.
La nuova legge statunitense è molto complessa, poiché costituisce il risultato di una serie di compromessi. Il testo non garantisce una copertura universale: vi saranno quindi ancora persone impossibilitate a sostenere i costi dell'assicurazione malattia, oppure messi in grave difficoltà da tale spesa.
Ciononostante, si tratta di un grande passo in avanti. Non va inoltre dimenticato che qualsiasi legge può essere migliorata quando la sua concretizzazione evidenzia delle lacune.
swissinfo.ch: Quali punti comuni vi sono tra la riforma americana e l'introduzione della Legge sull'assicurazione malattia obbligatoria nella Confederazione?
R.D.: Ve ne sono parecchi. In Svizzera e negli Stati Uniti abbiamo una mentalità simile: non apprezziamo l'intervento eccessivo dello Stato e ammiriamo la libertà e la responsabilità individuale.
Proprio per questo motivo, anche in Svizzera è stato necessario molto tempo prima di trovare il metodo per garantire una copertura sanitaria a tutti.
swissinfo.ch: Gli avversari della riforma proposta da Barack Obama hanno affermato che si tratta di un progetto troppo burocratico, che diminuirà la libertà di scelta dei pazienti e indebolirà le finanze pubbliche. Quale è la sua opinione?
R.D.: Le persone che si lamentano per i costi giudicati eccessivi mi ricordano sempre una celebre frase di Thomas Jefferson, ovvero «Se credete che l'educazione sia troppo costosa, provate l'ignoranza».
Parafrasando, si potrebbe dire: «Se credete che la riforma di Obama sia troppo cara, continuate a condannare le persone a non ricevere assistenza, a non poter lavorare, a essere rovinate dalla malattia».
L'aspetto più difficile – e ciò vale anche per la Svizzera – è ovviamente individuare le misure di razionalizzazione che possono ridurre l'aumento dei costi della salute. Da questo punto di vista, come ribadito da parecchi commentatori, è proprio adesso che dovranno essere sviluppati concretamente gli strumenti necessari.
Si tratta d'altronde di un problema comune a tutti gli Stati, per una serie di ragioni legate alla demografia, all'evoluzione della medicina e alla costante battaglia tra i vari gruppi d'interesse nel settore della salute.
swissinfo.ch: Gli Stati Uniti si stanno muovendo verso un sistema sanitario "alla svizzera"?
R.D.: Vi sono grandi differenze tra i due sistemi. Comunque, come ribadito da Paul Krugman [Premio Nobel per l'economia e commentatore per il New York Times], il sistema sanitario elvetico è quello – in Europa – più simile alla soluzione di Obama.
swissinfo.ch: Negli Stati Uniti è stata abbandonata l'idea di una cassa malati pubblica. È ipotizzabile una sua introduzione in Svizzera?
R.D.: Da quando siamo riusciti a raggiungere il consenso interpartitico che ci ha permesso di garantire nella Confederazione la copertura universale, questo tema torna regolarmente d'attualità, e ciò si ripeterà anche in futuro.
È evidente che nel sistema elvetico – il quale è diverso da quello statunitense – la concorrenza tra i diversi assicuratori non ha dato i risultati sperati dal profilo del controllo dei costi. In Svizzera, la concorrenza è molto minore rispetto agli Stati Uniti: essa concerne la qualità dei servizi offerti all'assicurato, mentre il catalogo delle prestazioni e le tariffe sono unificati dalla legge o dagli accordi.
A queste condizioni, l'alternativa non è la competizione tra sistemi di assicurazione pubblici o privati, bensì l'introduzione un sistema di assicurazione unica.
swissinfo.ch: Quali sono, a suo parere, i punti deboli del nuovo sistema americano?
R.D.: Confesso di non avere letto le 2000 pagine di questi testi legislativi, e non penso di essere l'unica… Ritengo che un aspetto problematico potrebbe essere proprio la rigidità di questo sistema: ciò si verifica quando si vogliono regolamentare così tanti aspetti che dovrebbero tenere conto dei progressi della medicina ma anche dei cambiamenti di sensibilità della popolazione.
Va comunque ancora ribadito che si tratta di un immenso passo in avanti e che ogni legge è migliorabile. Il risultato raggiunto è un inizio e nel contempo la fine di una battaglia politica durata a lungo negli Stati Uniti.
Simon Bradley, swissinfo.ch
(traduzione e adattamento: Andrea Clementi)
Ruth Dreifuss
Nata a San Gallo nel 1940, Ruth Dreifuss è entrata nel partito socialista nel 1965. Nel 1970 ha conseguito la licenza in scienze economiche all'Università di Ginevra.
Ruth Dreifuss ha lavorato presso la Direzione della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario del Dipartimento federale degli affari esteri ed ha ricoperto la carica di segretaria dell'Unione sindacale svizzera (1981-93).
Il 10 marzo 1993 è stata eletta in Consiglio federale. Responsabile del Dipartimento federale dell'interno, Dreifuss ha seguito in particolare l'introduzione della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), la decima revisione dell'AVS, il dossier di ricerca nell'ambito degli accordi bilaterali Svizzera-UE del 1999 e l'assicurazione maternità.
Nel 1999 è diventata il primo presidente donna della Confederazione. Ha rassegnato le dimissioni dal governo alla fine del 2002.
Sistema svizzero
Assicurazione malattia di base
Dal 1996, con l'entrata in vigore della Legge sull'assicurazione malattia (LAMal) , ogni persona che abita in Svizzera ha l'obbligo di sottoscrivere individualmente un'assicurazione malattia di base che copre un determinato catalogo di prestazioni.
La gestione è affidata al settore privato. L'assicurato può scegliere liberamente l'assicuratore, il quale deve accettarlo a prescindere dalla sua età e dal suo stato di salute. Le tariffe variano in funzione dei cantoni e cambiano da una cassa malati all'altra.
Uno dei principi che regge l'assicurazione malattia è quello della solidarietà: un anziano malato paga lo stesso premio di una persona più giovane in buona salute.