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L'acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider (LHC), "tornerà in attività entro due settimane". Lo ha indicato oggi nel corso di una conferenza stampa il direttore generale del CERN di Ginevra, Rolf Heuer. La macchina, che ha permesso di confermare l'esistenza del bosone di Higgs, arriverà a livelli di energia mai raggiunti finora.
"Siamo tutti davvero molto emozionati di ricominciare dopo due anni di pausa", ha detto il direttore. Dopo questo periodo di manutenzione - ha sottolineato - "abbiamo quasi un nuovo acceleratore". Se, finora, l'LHC ha prodotto collisioni di 8 TeV teraelettronvolt), l'anello sarà ormai in grado di far collidere le particelle ad un'energia di 13 TeV.
L'aumento della potenza dell'esperimento dovrebbe, secondo i ricercatori, condurre a nuove scoperte sulla materia e permettere di chiarire determinati misteri dell'Universo. I fisici sperano in particolare di meglio conoscere la materia oscura e l'energia oscura.
Questa nuova fase di attività dell'acceleratore durerà fino al 2018. Il complesso, venuto a costare oltre 6 miliardi di franchi, dev'essere sottoposto ogni tre anni ad una revisione totale, la cui durata oscilla fra uno o due anni.
Anello sotterraneo di 27 chilometri di circonferenza costruito fra la Svizzera e la Francia, l'LHC è una macchina estremamente sofisticata composta di magneti superconduttori molto potenti. "Saremo prudenti quando lo rimetteremo in attività", ha rilevato il direttore degli acceleratori del Cern, Frédérick Bordry.
L'intensità dei fasci di protoni che si scontreranno frontalmente sarà aumentata progressivamente nelle prossime settimane. Le prime collisioni, dal canto loro, dovrebbero prodursi fra due mesi.
"Se la Natura sarà buona con noi, potremmo giungere a nuove scoperte abbastanza rapidamente", spera il direttore. Ma non è nemmeno escluso - ha aggiunto - che occorrano anni di ricerche e di esperienze per arrivare ad un risultato. L'LHC è stato pianificato in modo da poter essere utilizzato fino al 2035.
SDA-ATS