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Le fondazioni svizzere che organizzano raccolte fondi per finanziare progetti di aiuto a paesi o gruppi di persone in stato di necessità, avrebbero investito centinaia di milioni di franchi in azioni, obbligazioni e valuta estera, usando anche i soldi versati dai donatori.
Quattro di questi enti hanno ammesso di aver subìto perdite per complessivi 1.5 milioni di franchi a seguito di questi investimenti, rivela un’inchiesta del domenicale Der Sonntag. Il risultato globale mostra che hanno perso cifre ingenti in occasione del crollo dei mercati di Borsa.
L’Aiuto svizzero ai montanari ha investito oltre 120 milioni di franchi sotto forma di carte valori.
La Catena della Solidarietà ha investito 50 milioni di franchi nelle banche UBS e Vontobel per i suoi progetti a lungo termine.
La Banca alternativa svizzera, specializzata negli investimenti durevoli, non ha constatato l’afflusso di organizzazioni senza scopo di lucro verso i suoi sportelli.
La critica coinvolge anche ZEWO, l’organismo di certificazione che garantisce la serietà della raccolta di fondi.
(Fonte: ap/Newsnet)