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Mentre nelle strade dell’Africa del Nord e del Vicino Oriente migliaia di cittadini stanno dimostrando in favore della libertà, della democrazia e dei diritti dell’uomo, i ministri degli esteri di tutto il mondo si sono dati appuntamento a Ginevra per la sessione annuale del Consiglio dei diritti umani dell’ONU. Durante il suo discorso di apertura, la Presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha condannato la violente repressione delle proteste, con particolare riferimento alla Libia, e ha espresso il suo apprezzamento per la decisione del Consiglio di sicurezza dell’ONU di affidare l’inchiesta sulla situazione in Libia alla Corte penale internazionale.
Già venerdì scorso, durante una sessione speciale, il Consiglio dei diritti umani dell’ONU aveva reagito agli avvenimenti libici chiedendo l’esclusione della Libia dal Consiglio stesso e decidendo di istituire una commissione d’inchiesta internazionale che valuti le violazioni dei diritti umani commesse in quel Paese.
Oltre alla Presidente della Confederazione, che approfitterà di questa sessione per effettuare anche degli incontri bilaterali, sono giunti a Ginevra il Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Joseph Deiss, l'Alta rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, la Segretaria di Stato americana, Hillary Clinton, e il Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov.
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