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I due miliardi di economie previsti per il 2024 non basteranno per assorbire i deficit strutturali dal 2025.
BERNA - Poiché i due miliardi di economie previsti per il 2024 non basteranno per assorbire i deficit strutturali dal 2025, il Consiglio federale intende stringere la cinghia su altre uscite: a farne le spese saranno l'assicurazione disoccupazione (AD), i trasporti ferroviari e i Cantoni. All'esame anche interventi, dal 2026, a livello di rendite AVS.
Con le misure previste per il 2025, l'esecutivo intende agire ora a livello di uscite fortemente vincolate; ciò significa una riduzione temporanea dei contributi della Confederazione all'AD e al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF) nonché una diminuzione della quota dei Cantoni sulle entrate dell'imposta federale diretta.
Un progetto in tal senso, precisa una nota governativa odierna, verrà posto in consultazione in giugno. Il pacchetto di misure proposto permetterebbe di sgravare il bilancio della Confederazione di circa 600-700 milioni all'anno a partire dal 2025.
Con un progetto separato, saranno poi esaminate alcune misure relative alle prestazioni dell'AVS destinate in particolare all'ambito delle rendite vedovili e intese a sgravare le casse dello Stato dal 2026.
Deficit strutturali dal 2025
Dal 2025, precisa il comunicato, il bilancio della Confederazione presenterà elevati deficit strutturali causati dall'aumento delle uscite nonché da spese nuove per le quali non è stato assicurato alcun controfinanziamento.
Il Consiglio federale ha già definito diverse misure mirate come anche riduzioni lineari nell'ambito delle uscite con un debole grado di vincolo, che permettono di sgravare il bilancio federale di circa 2 miliardi all'anno. Ciononostante, dal 2025 risulteranno disavanzi dell'ordine di oltre un miliardo all'anno. Poiché circa due terzi delle uscite della Confederazione sono vincolati per legge, l'esecutivo intende ora avviare le necessarie modifiche legislative, affinché dal 2025 il bilancio della Confederazione possa essere consolidato su una base più ampia.
Disoccupazione
Il Governo prevede quindi di ridurre il contributo federale all'AD di 250 milioni all'anno per un periodo limitato di cinque anni. Grazie ai contributi federali straordinari pari a complessivamente 16 miliardi concessi durante la pandemia, l'AD non ha dovuto contrarre alcun debito in questo periodo, malgrado la sensibile estensione dell'indennità per lavoro ridotto. Il capitale del fondo AD dovrebbe quindi continuare a crescere nei prossimi anni.
Di conseguenza, è previsto che l'AD fornisca un contributo temporaneo per sgravare il bilancio della Confederazione. Una clausola di salvaguardia garantisce che, in caso di una forte progressione della disoccupazione, l'AD non si trovi in difficoltà finanziarie a seguito della riduzione dei contributi federali.
Cantoni
Oltre a ciò, sempre per considerazioni d'ordine finanziario, il Consiglio federale respinge di principio l'iniziativa parlamentare riguardante la custodia di bambini complementare alla famiglia al momento sui banchi del Parlamento; quest'ultima dovrebbe provocare dal 2025 costi di circa 800 milioni all'anno per la Confederazione.
Per questo il Consiglio federale propone di ridimensionare sensibilmente la sua partecipazione (contributi dimezzati per i genitori, rinuncia ad accordi di programma). Auspica inoltre che i Cantoni partecipino al finanziamento e propone una diminuzione di 0,7 punti percentuali (al 20,5%) della quota spettante ai cantoni dell'imposta federale diretta, pari a circa 200 milioni.
È inoltre necessario prevedere la possibilità di un'ulteriore diminuzione di 0,4 punti percentuali qualora, a causa dell'aumento dei costi, il progetto dovesse gravare la Confederazione di oltre 200 milioni nonostante la quota cantonale ridotta.
Ferrovia
Quale ulteriore misure di risparmio, il Governo vuole ridurre di almeno 150 milioni all'anno, per un periodo limitato di tre anni, la sua partecipazione al FIF. Questa misura non richiede alcuna modifica di legge e il previsto ampliamento dell'infrastruttura non viene messo a repentaglio.
Anche in questo caso è prevista una garanzia: secondo la procedura di consultazione concernente il finanziamento duraturo delle FFS, la quota dei proventi della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni spettante alla Confederazione deve confluire interamente nel FIF fino a quando le relative riserve non ammonteranno almeno a 300 milioni. Questo significa che la riduzione del conferimento al FIF può essere attuata soltanto se sono state costituite riserve sufficienti di almeno 300 milioni.
AVS
In merito all'AVS, il Consiglio federale ravvisa la necessità di intervento in relazione a una sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Per eliminare la disparità di trattamento tra vedovi e vedove, verranno fissate scadenze in particolare per le rendite destinate alle vedove, in conformità con l'attuale regolamentazione per i vedovi: in futuro, i vedovi e le vedove devono avere di principio diritto alla rendita solo fino a quando il figlio minore non avrà compiuto il 25° anno di età. Sono altresì oggetto di analisi adeguamenti nell'ambito delle rendite per i figli percepite dai pensionati.
Alle rendite esistenti saranno applicati periodi transitori per garantire un'attuazione per quanto possibile sostenibile dal punto di vista sociale. L'obiettivo della riforma è quello di ridurre le uscite per l'AVS di almeno 500 milioni e quelle della Confederazione di almeno 100 milioni dal 2026. Il DFI è responsabile dell'elaborazione delle misure concrete.
Misure ancora insufficienti
Questo pacchetto di misure, scrive il Governo, non sarà sufficiente per eliminare durevolmente i deficit strutturali. La forte crescita delle uscite attesa nell'ambito della previdenza sociale (in particolare per l'AVS, le prestazioni complementari, le riduzioni dei premi e ora anche per la cura dei figli complementare alla famiglia) e dell'esercito nonché le grandi incertezze legate alle uscite nel settore della migrazione, rendono indispensabile l'adozione di ulteriori misure correttive al più tardi a partire dal 2025.
Spese nelle armi in ascesa, spese nella socialità in picchiata grazie a politiche internazionali appiattite sotto le industrie degli armamenti. Ecco perché poi nessuno cerca la via diplomatica su una certa situazione. Presto l'elastico si spezzera e poi si vedrà