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BERNA - È in pieno svolgimento al Consiglio degli Stati il dibattito sul preventivo 2018 della Confederazione. Fra le prime decisioni prese, la Camera dei cantoni ha fatto un gesto in favore delle attività extrascolastiche di bambini e giovani, attenuando i risparmi previsti in questo settore dal governo.
Con 29 voti contro 15, i "senatori" si sono pronunciati per minori economie dell'ordine di 689'000 franchi su un totale di circa 10 milioni. Lo stesso scenario si è ripetuto per le sovvenzioni alle organizzazioni famigliari: con 28 voti contro 16, gli Stati hanno optato per tagli inferiori di 439'000 su un importo complessivo di 2 milioni. In entrambi i casi, l'UDC e il PLR hanno tentato invano di opporsi a queste due decisioni, sostenendo la versione governativa.
Il preventivo presentato nel giugno scorso dal Consiglio federale, prevede per l'anno prossimo una chiusura con un saldo positivo di 103 milioni di franchi (71,322 miliardi di franchi di entrate e uscite per 71,219 miliardi). Se passasse la versione della commissione degli Stati, il saldo positivo sarebbe di 33 milioni, mentre se prevalesse quella del Nazionale l'attivo sarebbe di 464 milioni.
Come per ogni sessione invernale, i due rami del Parlamento devono approvare il preventivo della Confederazione. Oggi toccherà ai "senatori" pronunciarsi per la prima volta sul tema, mentre il Nazionale si esprimerà domani. In quest'ultima camera il dibattito si preannuncia particolarmente accesso, visto che vi sono almeno 80 proposte di minoranza rispetto alla versione della commissione preparatoria.
«Si tratta probabilmente di un record, ma ciò assomiglia più a un suk o un bazar anziché a una discussione parlamentare», ha deplorato Raphaël Comte (PLR/NE), facendo un appello a un dibattito più razionale alla Camera dei cantoni.
Come sempre, i crediti più contestati sono quelli riguardanti l'aiuto allo sviluppo, l'agricoltura, la formazione e la ricerca, la difesa nazionale e il personale federale, ha ricordato Joseph Dittli (PLR/UR). Il "senatore" urano non ha nascosto che spesso sono le lobby in Parlamento a far pendere la bilancia in favore o contro un determinato credito.
Quest'anno, a causa della bocciatura alle urne della Previdenza 2020, le discussioni ruoteranno anche attorno ai 442 milioni di franchi risparmiati.
La competente commissione del Nazionale vorrebbe attribuire tale somma all'AVS, mentre l'omologa degli Stati vorrebbe finanziare con parte dei soldi la ferrovia, destinando il rimanente all'abbattimento del debito. Non è escluso che per dirimere la "vexata quaestio" sarà necessaria una conferenza di conciliazione: qualora non si riuscisse a trovare un accordo, passerà il preventivo più basso.