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HotellerieSuisse chiede una proroga intersettoriale dell’attuale programma per i casi di rigore fino alla fine del 2021. Ciò è dovuto alla persistenza delle restrizioni, all’incessante crollo della domanda nei viaggi internazionali e alla continua interruzione nelle catene di creazione del valore turistico. Senza sussidi finanziari, molte aziende – soprattutto nel settore alberghiero cittadino – non sono in grado di affrontare le sfide finanziarie e gli investimenti necessari a causa delle riserve esaurite.
L’attuale regolamentazione per i casi di rigore è uno strumento molto importante per molte aziende e branche, specialmente nei settori del turismo e degli eventi, per compensare le perdite dovute al coronavirus e non imputabili a loro. Le imprese colpite e aventi diritto saranno compensate per le perdite subite entro 12 o 18 mesi fino alla fine di giugno 2021. Tuttavia, per molte aziende i problemi non saranno risolti entro tale termine, a causa della persistenza della crisi dovuta al coronavirus e delle interruzioni nella catena di creazione del valore turistico.
Continuare ad applicare i criteri di ammissibilità in vigore
HotellerieSuisse chiede pertanto al Consiglio federale e al Parlamento di prorogare l’attuale regolamentazione per i casi di rigore da fine giugno 2021 a fine dicembre 2021, tenendo conto dei Cantoni. Analogamente all’estensione dell’indennità per lavoro ridotto, l’aiuto per i casi di rigore dev’essere esteso a 24 mesi. Inoltre, devono essere esplicitamente permesse anche le seconde richieste. In linea di principio, la regolamentazione per i casi di rigore estesa temporalmente dev’essere aperta a tutte le aziende colpite, indipendentemente dalla loro dimensione e appartenenza settoriale, purché rispettino i criteri di ammissibilità. In questo contesto, i criteri attualmente in vigore, come il limite di perdita del fatturato del 40%, possono continuare ad essere applicati per prevenire in maniera mirata la sovracompensazione e gli abusi. Tenendo conto di questi aspetti, sono posti chiari limiti alla necessità supplementare di risorse finanziarie.
Ripresa sostenibile del turismo non prima del 2022
Nel turismo internazionale e nei viaggi per lavoro si prevede una ripresa sostenibile soltanto nel corso del 2022 o addirittura nel 2023. In tale ottica, grandi aziende e organizzazioni internazionali hanno già deciso di non fare viaggi di lavoro nel 2021. Non si terranno nemmeno fiere internazionali. In tempi normali, gli ospiti internazionali sono un pilastro del turismo svizzero con una quota pernottamenti pari al 55%. Le perdite non possono essere compensate soltanto con gli ospiti della Svizzera e dei Paesi vicini. Ne sono interessate non solo le grandi città come Zurigo, Ginevra e Basilea, ma anche le destinazioni focalizzate principalmente su ospiti internazionali come Interlaken, Davos o Engelberg.
Investire nel futuro
Il persistere di una domanda ben al di sotto della media e la situazione degli utili porrà nuovamente, a partire dalla seconda metà del 2021, delle sfide esistenziali a molte aziende del settore alberghiero e turistico che presentano bassi margini a causa del sistema. Inoltre, mancano le risorse necessarie per gli investimenti a medio e lungo termine, che sono cruciali per mantenere la competitività. Non è solo il settore alberghiero e turistico ad essere gravemente colpito da una ripresa lenta, ma anche i suoi fornitori e il commercio al dettaglio. Alla luce di quanto esposto, una proroga dell’attuale regolamentazione per i casi di rigore fino alla fine del 2021 è un investimento nel futuro di molte aziende tradizionali, di intere regioni e di migliaia di posti di lavoro.