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BERNA - Diverse sostanze di origine antropica confluiscono nelle acque, dove possono costituire un pericolo per l’ambiente e per l’acqua potabile. Al fine di contrastare tale fenomeno, il DATEC intende rivedere l’ordinanza sulla protezione delle acque per consentire l’eliminazione dei microinquinanti negli impianti di depurazione delle acque. Inoltre la revisione servirà ad armonizzare le norme sulla valutazione dello stato delle acque. Ieri il DATEC ha avviato l’indagine conoscitiva.
Grazie al potenziamento della rete di impianti di depurazione delle acque di scarico, a partire dagli anni Ottanta, l'inquinamento delle acque superficiali da sostanze nutritive, in particolare da fosforo, è stato notevolmente ridotto. Ciononostante, i corsi d'acqua sono sempre più contaminati da prodotti chimici, farmaci e prodotti fitosanitari, i quali danneggiano la fauna e la flora acquatica e possono inquinare l'acqua potabile già a concentrazioni molto basse.
Nel marzo 2014, il Parlamento ha approvato una modifica della legge sulla protezione delle acque (LPAc) che introduce un finanziamento a livello nazionale per potenziare un centinaio di stazioni di depurazione con una fase di depurazione supplementare volta a eliminare i microinquinanti. Questa misura mirata dovrebbe permettere di ridurre circa del 50 per cento i microinquinanti nelle acque e, di conseguenza, di migliorare in modo significativo la qualità delle acque di numerosi corsi d'acqua inquinati.
Le modifiche che il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha apportato all'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) disciplinano la partecipazione finanziaria da parte della Confederazione ai lavori di risanamento e i criteri di riferimento per stabilire gli impianti da potenziare. Gli impianti di depurazione potranno inoltre riscuotere una tassa di nove franchi per abitante allacciato a una stazione di depurazione.
Affinché i Cantoni possano verificare nelle acque superficiali l'efficacia delle misure da loro attuate, la revisione propone un nuovo metodo di valutazione uniforme volto ad accertare gli effetti di tali sostanze sulla fauna e la flora acquatica.
La revisione dell'ordinanza prevede anche altre misure, tra cui una modifica che interessa le zone di protezione delle acque sotterranee nelle regioni carsiche e l'elaborazione da parte dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) di una carta svizzera di protezione delle acque in formato elettronico.
L'ordinanza introduce precisazioni riguardo allo spazio riservato alle acque. Si tratta di ulteriori norme per impianti (colture perenni, strade di collegamento) e corsi d'acqua molto piccoli. Si vuole inoltre garantire la computabilità delle superfici coltive idonee all'utilizzazione agricola al contingente cantonale delle superfici per l'avvicendamento delle colture.
L'indagine conoscitiva terminerà il 31 marzo 2015.