Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01271.jsonl.gz/664

Il periodo di più intensa attività giornalistica di don Alberti coincise con le persecuzioni ebraiche in Germania e Italia. La sua posizione nei confronti della questione antisemita, e di ogni discriminazione razziale, fu sempre di ferma condanna, al punto che in un editoriale del 15 novembre 1938 arrivò addirittura ad ipotizzare lo «sterminio completo» del popolo ebraico da parte dei nazifascisti, con una precoce intuizione che si sarebbe purtroppo rivelata veritiera.
“Popolo e Libertà” del 15 novembre 1938.
«Non c’è gente di cuore che non abbia provato un senso di orrore nel sentire le disumane misure prese in Germania contro gli ebrei in seguito al delitto di Parigi. Che sarebbero seguite rappresaglie era facile prevedere, tant’è vero che l’abbiamo previsto anche noi; ma non avremmo mai pensato che si arrivasse a quegli incredibili eccessi» (Francesco Alberti, “Popolo e Libertà”, 15 novembre 1938)
Applicazione delle leggi antisemite nell’Italia del 1938.