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BERNA - Finisce in tribunale una disputa sorta attorno all'offerta replay garantita dai distributori di canali televisivi, che consente di vedere in differita programmi già trasmessi.
La comunità di interessi Radio e Televisione (IRF), che riunisce la SSR, le emittenti private svizzere e le principali emittenti straniere i cui programmi possono essere ricevuti in Svizzera, si è infatti rivolta al Tribunale amministrativo federale. La IRF contesta in particolare la tariffa che disciplina le offerte televisive in differita decisa in febbraio dalla Commissione arbitrale federale, senza che alle emittenti TV siano stati concessi "diritti di parte". Tale tariffa, secondo i ricorrenti, "osteggia in misura consistente i diritti delle emittenti televisive commerciali" che per via della modalità replay "registrano significative perdite negli introiti pubblicitari".
La fruizione della TV in modalità differita cresce rapidamente e sostituisce la fruizione della televisione lineare, afferma la IRS. Ne traggono tuttavia vantaggio non le emittenti, quanto piuttosto gli operatori di servizi TV quali UPC, Sunrise e Swisscom, che offrono la funzione replay come parte delle loro offerte a pagamento e che versano alle emittenti solo una somma minima fissata dalla tariffa contestata.
Il nodo della questione è che i distributori di servizi TV "possono offrire più di 50‘000 ore di programmazione in differita a fronte di un pagamento alle Società di gestione di soli 1,50 franchi per abbonato e mese (a breve si dovrebbe passare a 1,60 franchi) e possono perfino commercializzare pubblicità propria".
Gli utenti che guardano la TV in differita saltano la pubblicità in misura del 60-80%. In questo modo le emittenti che si finanziano con la pubblicità nel 2017 hanno perso introiti pubblicitari per oltre 100 milioni di franchi. Per il 2018 è previsto un danno di 140 milioni. I versamenti garantiti dalla tariffa, la cosiddetta TC 12, sono peraltro irrisori: nel 2016 le emittenti hanno ricevuto 7,6 milioni di franchi.
Per permettere la sopravvivenza delle emittenti commerciali, scrive la IRF in un comunicato, occorre creare "condizioni giuste ed eque". Le emittenti devono diventare parte delle negoziazioni relative alla TC 12 per poter direttamente negoziare le condizioni quadro della televisione in differita con gli operatori di servizi TV e le Società di gestione. La TC 12 deve inoltre essere migliorata in modo da compensare o impedire le perdite di gettito tramite adeguati provvedimenti di carattere tecnico. Secondo la IRF "occorre implementare nuove norme di legge che garantiscano l'esistenza della televisione in chiaro. La situazione attuale compromette fortemente la pluralità dei media in Svizzera".