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"Il quadro è un allestimento originale e insolito per Santoro, coraggioso nell'affrontare una pagina teatrale a dir poco complessa." AZIONE
"Abbiamo trovato l'impianto complessivo dell'allestimento efficace e intelligente" CORRIERE DEL TICINO
"Santoro affrona Ionesco e dipinge un "quadretto" tra l'onirico e l'assurdo." GIORNALE DEL POPOLO
"Smargiasso, fanfarone…. Smarmagione! Non sai far altro. Un pittore idiota, un imbecille, privo di talento, chiunque fa altrettanto, i bambini di quattro anni se la cavano meglio..." (Alice)
Lo spettacolo
Il quadro fa parte dei testi teatrali meno conosciuti di Ionesco, ma non per questo privo di idee: l'arte a confronto con i soldi, il successo con la felicità e i limiti insiti in tutto questo. Contrariamente ad altre opere dell'autore, Il quadro non assegna al ritmo un ruolo determinante. La sua dinamica si fonda sul primato dell'immaginazione e della strategia, la preoccupazione di stupire e suscitare il riso, la varietà dei toni e il gioco delle situazioni. L'aggressività e l'esagerazione si fondono con l'incongruenza: basta spingere l'una al parossismo per incontrare l'altra. Nonostante la definizione di Teatro dell'assurdo cui si fa riferimento parlando di Ionesco, ciò che desidera dire attraverso questo testo è piuttosto evidente, e l'obiettivo della messinscena è di renderne efficacemente il linguaggio senza valore e catturarne la natura della ginnastica verbale che lo compone.
Emanuele Santoro, gennaio 2008.
Adattamento, scenografia e regia
Emanuele Santoro
Con
Emanuele Santoro
Caterina Righenzi
Massimiliano Zampetti