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Costretto su una sedia a rotelle dal 2013 dopo essere stato operato più volte al cervello, al suo primo Europeo il vallesano supera il record personale
Sotto il sole cocente di Roma, alla sua prima volta selezione a una competizione internazionale, Pascal Héritier riesce a battere il proprio record personale: 687 punti, sinonimo di settimo posto nella fase qualificativa dei Campionati europei di tiro con l’arco paralimpico (il primo sport paralimpico mai inventato) che per il tenace vallesano, costretto su una sedia a rotelle dal 2013, dopo essere stato operato più volte per un tumore benigno al cervello, si è concluso allo stadio dei sedicesimi di finale, dove il cinquantaduenne di Vétroz si è dovuto arrendere all’islandese Thorsteinn Halldorsson. «Sono un po’ deluso di non essere riuscito a superare uno o due turni supplementari – si confida Pascal Héritier –. Ero così vicino, ma l’aspetto mentale ha giocato un ruolo importante». Con il suo avversario che ha dato prova di maggior precisione, e alla fine l’ha spuntata per due soli punti.
Vittima di un’emiplegia, patologia neurologica caratterizzata dalla paralisi (parziale o completa) di una delle due metà del corpo, Pascal non può comunque non essere soddisfatto della sua prima esperienza a un Europeo. «Nell’insieme posso essere molto soddisfatto» dice l’elvetico, che ha iniziato a dedicarsi al tiro con l’arco nel 2016, a cui oggi dedica più di venti ore la settimana, e che l’ha portato anche a chiudere al quarto posto i Campionati svizzeri assoluti. Infatti, nell’arco capita spesso che atleti normodotati e paraplegici si ritrovino per gareggiare o allenarsi assieme.