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ZURIGO - La Società degli impiegati del commercio per il prossimo anno richiede aumenti salariali che oscillano tra lo 0,75% e il 2% in funzione del settore specifico, sottolineando che è necessario contrastare attivamente la perdita di potere d'acquisto.
L'associazione evidenzia in un comunicato odierno che, a causa dei conflitti commerciali internazionali e delle incertezze nei confronti delle controparti europee, l'economia svizzera vive attualmente una situazione di crescita stabile ma tuttavia indebolita rispetto allo scorso anno.
La quota di salari a basso tenore è nettamente sopra la media soprattutto nel segmento del commercio al dettaglio, che con circa 77'000 dipendenti costituisce uno dei principali settori economici della Svizzera.
Per questo la Società degli impiegati del commercio guarda con grande attenzione all'evoluzione salariale di questo segmento, in particolare alla situazione delle donne, che rappresentano nel complesso due terzi dei lavoratori con basso tenore salariale.
Lo scorso anno i salari nominali hanno segnato un incremento medio dello 0,5% rispetto al precedente anno. Tenuto conto di un tasso d'inflazione annuo medio dello 0,9%, i salari reali e, con essi, il potere d'acquisto sono diminuiti nel 2018 dello 0,4%.
Qualora si riconfermasse la tendenza ormai costante dal 2010, che vede aumenti solo moderati nei salari nominali (pari al massimo al +1% l'anno), a fronte di una parallela inflazione dello 0,6% anche nel 2019 i salari reali non cresceranno o aumenteranno solo in misura limitata. A parere dell'organizzazione, uno scenario di questo tipo giustifica già di per sé un aumento salariale. L'obiettivo è il potenziamento generale del potere d'acquisto.