Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/200858

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide la stima secondo cui i pesticidi altamente pericolosi rappresentano un grave pericolo per la salute umana e l'ambiente e che il loro impiego dovrebbe essere progressivamente vietato a livello mondiale?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide la stima secondo cui occorre una regolamentazione globale dei pesticidi altamente pericolosi? In che misura partecipa a tali sforzi?</p><p>3. La Svizzera è disposta a sostenere a livello internazionale, segnatamente nell'ambito della prossima Conferenza sulla gestione dei prodotti chimici (ICCM) e dell'Assemblea dei delegati dell'UNEP (UNEA), il divieto progressivo dell'impiego dei pesticidi altamente pericolosi?</p><p>4. La Svizzera quale Stato in cui ha la sua sede una delle ditte leader a livello mondiale nel commercio di pesticidi, e quale Paese produttore di pesticidi ha una responsabilità particolare per impegnarsi a livello internazionale nella riduzione dei rischi ambientali e sanitari derivanti dai pesticidi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I pesticidi altamente pericolosi (highly hazardous pesticides, HPPS) sono stati riconosciuti come tematica importante alla quarta Conferenza internazionale sulla gestione dei prodotti chimici (ICCM4), tenutasi a Ginevra nell'autunno 2015. La risoluzione IV/3 ha approvato una strategia contenente varie misure volte a contrastare l'impiego di pesticidi altamente pericolosi messa a punto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Queste misure comprendono l'identificazione dei pesticidi altamente pericolosi impiegati, la valutazione della loro necessità e dei rischi connessi al loro utilizzo, la definizione di adeguate misure di riduzione del rischio (inclusa la formazione di chi li utilizza ai fini di un impiego sicuro), la sostituzione con pesticidi meno pericolosi e la promozione di alternative agro-ecologiche e, infine, divieti di utilizzo e messa in commercio. Tra le possibili soluzioni rientrano anche il potenziamento delle capacità dei Paesi in via di sviluppo di emanare disposizioni nazionali e la definizione di regolamentazioni globali, affinché regole e standard siano applicabili a tutti gli attori economici a livello globale e siano evitati gli ostacoli al commercio. La Svizzera ha partecipato alla Conferenza sostenendo la strategia congiunta di FAO, UNEP e OMS.</p><p>2. La Svizzera s'impegna per un sistema di governance globale improntato a coerenza, efficacia ed efficienza nell'ambito della politica in materia di prodotti chimici e di rifiuti al fine di tutelare la salute umana e l'ambiente. Tale approccio comprende anche l'adozione di misure efficaci per ridurre i rischi legati all'impiego di pesticidi altamente pericolosi. Ciò include anche eventuali regolamentazioni giuridicamente vincolanti nel campo del diritto internazionale pubblico.</p><p>3. La Svizzera s'impegna nel quadro della Conferenza internazionale sulla gestione dei prodotti chimici, della FAO e dell'Assemblea generale del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEA) per definire misure efficaci. In tale contesto sono vagliate anche proposte per la limitazione graduale o l'abolizione dell'impiego di pesticidi altamente pericolosi, il cui utilizzo è legato a rischi inaccettabili per la salute umana e l'ambiente.</p><p>4. Secondo il diritto vigente, la responsabilità di valutare se sussistano eventuali rischi per la salute umana e l'ambiente legati alla produzione e all'utilizzo di pesticidi e di adottare misure adeguate ai fini della riduzione di tali rischi spetta alle aziende produttrici. Per i pesticidi pericolosi oggetto di esportazione, si applicano le disposizioni dell'ordinanza PIC (OPICChim; RS 814.82), le quali prescrivono tra l'altro che l'azienda esportatrice riporti sull'etichetta del prodotto i dati di sicurezza e le caratterizzazioni dei pericoli secondo il Sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (GHS). A ogni destinatario deve essere fornita una scheda di dati di sicurezza recante le informazioni disponibili più recenti. Inoltre, gli Stati parte alla Convenzione di Rotterdam sono tenuti a emanare prescrizioni legali e amministrative adeguate che consentano di decidere in merito all'importazione dei prodotti chimici di cui all'allegato III della Convenzione. Il segretariato della Convenzione deve essere informato in merito a detta decisione. La Svizzera deve impegnarsi per il rispetto delle decisioni di importazione di altri Stati in caso di esportazione di tali prodotti chimici. L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) esamina la situazione prima di attribuire un codice per l'esportazione di sostanze secondo l'ordinanza PIC. Tale codice, necessario per la dichiarazione doganale, è attribuito solo se questo requisito è effettivamente soddisfatto.</p>  Risposta del Consiglio federale.