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La norma ticinese che punisce l'accattonaggio "non risulta essere incompatibile con quanto stabilito dalla Cedu (la Corte europea dei diritti dell'uomo, ndr), purché si ponga l'attenzione sulla proporzionalità delle sanzioni inflitte. Riteniamo pertanto adeguato e non contrario alla recente sentenza della Cedu mantenere l'attuali prassi ponendo l'attenzione sulla proporzionalità della sanzione e tendendo a infliggere l'importo minimo previsto dalla nostra legislazione" (la multa va dai 100 ai 300 franchi). Lo afferma il Consiglio di Stato rispondendo a un'interrogazione di Fabrizio Sirica. Il deputato e copresidente del Ps chiedeva se il governo intendesse proporre una modifica della Legge cantonale sull'ordine pubblico alla luce della recente sentenza della Corte europea che ha ritenuto, pronunciandosi su un caso ginevrino, sproporzionato multare una donna in stato di necessità che chiedeva l'elemosina. Quanto stabilito dalla Cedu, scrive il governo, "non vuole depenalizzare a priori la pratica dell'accattonaggio in quanto tale, ma pone l'accento sulla proporzionalità della sanzione inflitta suggerendo di conseguenza agli Stati membri un'analisi approfondita della situazione concreta caso per caso".