Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01196.jsonl.gz/152

Un piccolo partito di estrema destra, per la prima volta dalla fine della dittatura di Francisco Franco nel 1975, è entrato nel parlamento regionale dell’Andalusia conquistando, nelle elezioni di domenica, 12 dei 109 seggi che conta il consesso regionale. Ciò ha pure messo fine al dominio socialista nella regione più popolosa della Spagna. Il PSOE del premier Pedro Sanchez, pur arrivando in testa dopo lo spoglio di praticamente tutte le schede, vede la sua pattuglia parlamentare scendere da 47 a 33 seggi. Il peggior risultato di sempre.
La formazione di Sanchez, pur contando sulle poltrone raccolte dagli alleati della sinistra radicale, non dovrebbe essere in grado di raggiungere la maggioranza assoluta di 55 seggi su 109 e quindi si troverebbe impossibilitato a formare un nuovo Governo regionale dopo essere stato, da solo o in coalizione, alla direzione della regione iberica fin dal lontano 1982.
- Notiziario 03.00 del 3.12.2018
A pesare sul risultato negativo, l’incapacità di far diminuire il tasso di disoccupati e uno scandalo che vede coinvolti due ex presidenti regionali, tuttora alla sbarra. Il leader di Vox (smentiti i sondaggi della vigilia sul risultato che avrebbe potuto ottenere il partito, accreditato al massimo di 5 seggi) Santiago Abascal ha parlato di risultato “storico” per una formazione nata nel 2013 e che si oppone all’immigrazione illegale e all’indipendentismo catalano. Il Partito popolare ha raccolto 26 seggi (-7), Ciudadanos (centro-destra) avrà 21 rappresentanti, Adelante Andalucia (la “versione locale” di Podemos) si ferma a 17 seggi.
ATS/AFP/Swing