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Un’inchiesta amministrativa è stata chiesta lunedì 3 dicembre dal governo albanese nei confronti di Carla Del Ponte, nella sua veste di ex procuratrice del Tribunale penale internazionale dell’Aja.
La richiesta fa seguito alla liberazione dell’ex primo ministro del Kosovo Ramush Haradinaj e si accomuna a quella presentata dal governo kossovaro.
Riconosciuto innocente in appello, Haradinaj era stato indicato dalla Del Ponte quale responsabile di crimini di guerra contro i serbi negli anni 1990, durante la guerra nei Balcani.
“Le istituzioni internazionali devono condurre un’inchiesta indipendente sul ruolo avuto da Carla Del Ponte nelle indagini contro Haradinaj – ha detto il presidente della repubblica albanese Bujar Nishani. Alla sua richiesta si è associato il primo ministro Sali Berisha.
Entrambi denunciano un abuso di potere da parte dell’ex procuratrice ticinese.
Le autorità di Tirana, come quelle di Pristina, motivano la loro richiesta con le affermazioni – che giudicano scioccanti – dell’ex procuratore all’Aja Geoffrey Nice.
In un’intervista alla BBC, Nice aveva dichiarato che “Carla Del Ponte sapeva che le prove contro Haradinaj erano insufficienti per incriminarlo.”
Il presidente albanese ritiene che “fare luce su questa vicenda servirebbe alla giustizia internazionale e alla credibilità del Tribunale penale internazionale.”
Giovedì scorso nel processo d’appello, l’ex premier kossovaro Ramush Haradinaj era stato scagionato dalle accuse mosse da Carla Del Ponte.
I giudici del Tribunale penale internazionale ritengono che non vi siano prove per dimostrare che l’ex comandante dell’Esercito di liberazione del Kosovo (UÇK) abbia partecipato a operazioni criminali per scacciare i serbi dalla regione, durante la guerra per l’indipendenza del Kosovo, tra il 1998 e il 1999.