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Da inizio luglio, la Svizzera potrà concedere 50 permessi di dimora annuale (permessi B) e 450 permessi per dimoranti temporanei (permessi L) ai cittadini Croati. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, in seguito alle trattative con l'Ue sull'estensione della libera circolazione a questo Paese, trattative bloccate dopo il sì popolare all'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. Il Governo ha anche confermato la volontà di attribuire 45 milioni di franchi a Zagabria quale contributo elvetico all'allargamento, così come prevede il memorandum d'intesa con l'UE. Tale decisione sottostà al beneplacito del parlamento.
Con la decisione odierna riguardante la libera circolazione con la Croazia, il Consiglio federale ribadisce quanto affermato più volte, ossia di voler trattare questo Paese alla stregua dei "nuovi" Stati che a partire dal 2004 sono entrati a far parte della UE, indica una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), secondo cui la fine dello stallo su questo dossier "porterà a un rilancio dei negoziati su diversi dossier come la ricerca, la formazione, l'elettricità e lo scambio di quote di emissioni".
Ad ogni modo, nella nota si precisa che i colloqui con i rappresentanti dell'UE e dei loro Stati membri proseguiranno allo scopo di cercare una soluzione globale per l'Accordo sulla libera circolazione.
Per quanto attiene alla soluzione con la Croazia, il DFAE precisa che si tratta di "contingenti che sarebbero stati accordati a partire dalla data della firma del Protocollo III fino alla sua entrata in vigore". Per la cronaca, Berna non ha firmato il protocollo in questione in seguito all'approvazione dell'iniziativa democentrista del 9 febbraio scorso.
Il Consiglio federale, precisa la nota, "può introdurre questi contingenti autonomamente per via di ordinanza. L'entrata in vigore della revisione dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA), necessaria a tal fine, è prevista per il 1. luglio 2014".
Le modifiche di ordinanza, sottolinea il DFAE, consentiranno alla Svizzera di riconoscere i diplomi professionali croati che rientrano nell'ambito di competenza della Confederazione. Nel comunicato si parla di diplomi che rientrano in alcuni settori della sanità, della cura, della formazione, dell'agricoltura, dello sport e dell'edilizia. Il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca dovrà elaborare, sempre entro inizio luglio, le necessarie modifiche di ordinanza.
Le decisioni odierne dell'Esecutivo dovrebbero permettere di riavviare importanti trattative con Bruxelles su alcuni dossier ora bloccati, come la partecipazione della Svizzera ai programmi quadro dell'UE nei settori della ricerca e dell'innovazione (Orizzonte 2020) da un lato e della formazione generale e professionale, di gioventù e sport dall'altro (Erasmus+), oltre che nell'ambito del sostegno al settore audiovisivo (MEDIA) e della cultura.
In merito al contributo di Berna all'allargamento, esso rappresenta per il Consiglio federale un gesto tangibile di solidarietà verso Zagabria volto a rinsaldare le relazioni economiche e politiche con questo Paese, dal luglio scorso entrato a far parte dell'Ue.
Come è avvenuto in precedenti allargamenti dell'UE, la decisione finale spetterà alle Camere federali, che saranno chiamate a pronunciarsi sul relativo credito.
Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha inoltre ribadito che i diritti acquisiti dai cittadini provenienti da Stati dell'UE o dell'AELS, che attualmente vivono o lavorano in Svizzera, restano immutati, anche in caso di denuncia dell'accordo. Lo stesso vale per i cittadini svizzeri nell'UE.
SDA-ATS