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Billag, responsabile della riscossione del canone radio-TV fino al 2018, ha indebitamente riscosso l’IVA su questa prestazione per diversi anni. Lo scorso 25 settembre il Parlamento ha adottato una base legale che permetterà a ogni economia domestica tenuta a pagare il canone di ricevere un rimborso di 50 franchi. È la fine di una lotta durata 5 lunghi anni da parte dell’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori che raggruppa ACSI, SKS e FRC.
Nell’aprile del 2015 il Tribunale federale aveva stabilito che Billag aveva indebitamente riscosso un’IVA pari al 2,5% sul canone radio-TV. In seguito a questa decisione, l’azienda di riscossione aveva modificato le sue pratiche. Tuttavia, l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) si era rifiutato di rimborsareautomaticamente gli importi pagati in eccesso negli anni precedenti. L’Alleanza delle organizzazioni di difesa dei consumatori, sostenuta da circa 26’000 economie domestiche, aveva quindi richiesto un rimborso tramite un’azione legale. Nella sua decisione del 2 novembre 2018, il Tribunale federale aveva stabilito che l’UFCOM dovesse restituire l’IVA percepita per il periodo fra il 2010 e il 2015.
Grazie a questa decisione senza precedenti e alle conseguenti pressioni politiche, è nato un progetto di legge finalizzato a indennizzare tutte le economie domestiche soggette al pagamento del canone. Venerdì 25 settembre 2020 la nuova legge federale volta a garantire l’indennizzo è stata adottata dal Parlamento. L’importo dell’indennizzo è di 50 franchi. Il rimborso avverrà nel 2021 o nel 2022 sotto forma di un credito sulla fattura Serafe, che ha rimpiazzato Billag dal 2019. Il tutto avverrà in maniera automatica senza che il consumatore debba fare nulla.
L’Alleanza approva questo epilogo: “È una bella vittoria per i consumatori. Questa soluzione pragmatica permetterà a ogni economia domestica soggetta al pagamento del canone di venire rimborsata, indipendentemente dal fatto che abbia partecipato o meno all’azione legale dell’Alleanza”, ha sottolineato la segretaria generale dell’ACSI, Laura Regazzoni Meli.