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Secondo quanto emerge da un nuovo studio, il pubblico vuole ricevere le ultime notizie sul proprio computer, sul tablet e sullo smartphone, e finalmente mostra di essere disposto a pagare per questo tipo di servizio. Il Digital News Report, a cura del Reuters Institute for the Study of Journalism, partner inglese dell’Ejo, dimostra che la richiesta di un giornalismo di alta qualità rimane elevata e che le aziende di informazione tradizionali, nell’opinione del pubblico, continuano a dimostrarsi le più affidabili anche nel mondo digitale. Trattandosi della seconda edizione dello studio, i ricercatori hanno potuto fare delle analisi comparative tra il 2013 e l’anno precedente.
Il rapporto analizza il comportamento di 11000 utenti digitali distribuiti in nove diversi paesi, tra cui la Gran Bretagna, la Germania, gli USA, il Giappone e, per la prima volta, anche l’Italia, per la quale emergono alcuni dati molto interessanti. Questa ricerca è stata commissionata da YouGov, un’azienda specializzata in sondaggi, ed è stata svolta tramite questionari online, tra la fine del gennaio e l’inizio di febbraio del 2013. I rilevamenti sono stati valutati scegliendo gruppi di utenti in base alle fasce di età, alla differenza di genere, di regione di residenza, abitudini di lettura, e persino in base alla classe sociale. Tutto questo al fine di avere un quadro completo della popolazione globale di ogni paese scrutinato.
Una percentuale leggermente superiore a uno su dieci (11%) degli utenti digitali di tutte le età ha ammesso di aver pagato per accedere alle notizie online nel corso dell’ultimo anno, circa un terzo di più che la media riscontrata dall’indagine del 2012. Il rapporto afferma che questo incremento significativo può essere parzialmente spiegato dala base di partenza dello scorso anno relativamente ristretta, ma mette in evidenza una crescita significativa nella percentuale di consumatori che hanno pagato per accedere alle news digitali in paesi come la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e gli USA.
Il rapporto specifica che, in tutti e nove i paesi osservati, il gruppo più incline a pagare per questo tipo di servizio è quello compreso tra i 25 e i 34 anni di età. Tra coloro che al momento non pagano nulla, in tutti i paesi studiati, la percentuale di coloro i quali si dichiarano però pronti a pagare “probabilmente” o “quasi probabilmente” per questo servizio in un prossimo futuro, sale a qualcosa di più di uno su dieci, raggiungendo la percentuale del 14%. Mentre il 50% del campione globale afferma, mediamente, di aver comprato un giornale stampato nel corso dell’ultima settimana, tuttavia solo il 5% dice di aver pagato nello stesso periodo per accedere alle notizie in Rete. Per citare alcuni dati interessanti emersi dalla ricerca, negli Stati Uniti, ad esempio, i possessori di smartphone e tablet sembrano più inclini a pagare rispetto agli altri lettori di notizie online. In Gran Bretagna, invece, il report non ha evidenziato differenze in merito al gadget elettronico usato, forse perché l’ecosistema economico delle news a pagamento è meno sviluppato e perché in questo paese sul mercato c’è una vasta scelta di nuove app gratuite e di alta qualità per la fruizione delle notizie.
I quattro paesi che sono stati considerati dall’inchiesta per la prima volta nel 2013 mostrano, a loro volta, una percentuale maggiore di persone che nell’arco dell’ultimo anno hanno pagato per le notizie online, tra questi sono in testa il Brasile (24%) e l’ Italia (21%). I dati dell’Italia e della Spagna conducono la classifica grazie all’acquisto iniziale di app e di altri generi di articoli che si pagano una volta sola, mentre le statistiche rilevate negli Usa e in Danimarca sono foraggiate dagli abbonamenti permanenti di news online. Inoltre, gli strumenti di cui usufruiscono gli utenti per tenersi aggiornati tendono continuamente a cambiare. Nei paesi già inclusi nei sondaggi del 2012 e 2013, l’uso dei tablet è raddoppiato nei 10 mesi precedenti all’ultima rilevazione. Mentre il computer rimane globalmente lo strumento principale per l’accesso alle notizie digitali, la tendenza principale che si delinea è la crescita dell’uso di device di diverso tipo. Un terzo del campione globale, infatti, dichiara di accedere alla news per lo meno su due device digitali diversi e il 9% ammette di usufruire addirittura di tre. Per accedere alle notizie, alcuni particolari strumenti vengono preferiti rispetto ad altri. L’85% degli utenti dice di guardare le notizie ogni settimana al computer, paragonato al 63% degli utenti di smartphone, al 60% degli utenti di tablet, al 54% degli utenti di smart Tv, e tra gli utenti di e-reader ci si ferma solo al 17%.
I punti cardine del report, riassunti in un video:
Lo scenario complessivo dimostra come il digitale possa avere un impatto sulle piattaforme tradizionali ma per ora non riesce ancora a sostituirle: per la maggioranza delle persone, infatti, l’offerta di notizie online semplicemente si limita ad allargare le opzioni a disposizione. Nonostante la crescita generale dell’offerta di notizie online su svariate piattaforme, il rapporto evidenzia con chiarezza come una minoranza ben definita rimanga affezionata alle tradizionali piattaforme come la Tv, la radio, i giornali stampati, specialmente in Germania e in Francia. La maggioranza di tedeschi e di francesi compresi nel sondaggio hanno dichiarato che, nonostante siano connessi a Internet, preferiscono ancora informarsi tramite i media tradizionali. Quasi 6 tedeschi su 10, ovvero una media del 55%, affermano inoltre di leggere i giornali ogni settimana, mentre la maggioranza dei francesi che hanno risposto al questionario, si affidano invece alla Tv e alla radio come fonti di informazioni.
All’opposto i giapponesi e gli americani sono, tra i paesi analizzati, quelli maggiormente propensi ad usare pagine Web e aggregatori di notizie online. Al contrario, i brasiliani che vivono in grandi e piccole città preferiscono utilizzare come fonti informative i social media. L’indagine mostra anche delle differenze nazionali sorprendenti rispetto alla percentuale dei partecipanti al sondaggio. Gli spagnoli (27%), gli italiani (26%), e gli americani (21%) commentano una notizia attraverso i social media con una frequenza più che doppia rispetto ai britannici. I lettori brasiliani che vivono nelle città, al contrario, sono inclini a commentare una notizia cinque volte di più che i tedeschi o i giapponesi, e quasi metà di loro, il 44%, condivide una notizia sui social network almeno una volta a settimana, di questi, un terzo, il 32%, lo fa tramite email.
Un’innovazione recente ha portato allo sviluppo dei live blog come strumento di copertura di breaking news e di attualità sportiva. Più di un terzo, il 35%, dei giapponesi osservati ha usato queste pagine aggiornate minuto per minuto almeno una volta alla settimana. La percentuale degli entusiasti di questo strumento è tra i francesi del 19%, tra gli italiani e gli spagnoli dek 16%.
Danesi e tedeschi, invece, accedono molto meno spesso ai live blog, preferendo al contrario articoli più completi. Il sondaggio rileva tra l’altro che, quando la gente si sposta, il mezzo principale per accedere alle notizie è il telefono cellulare. In Danimarca, ad esempio, le persone che usano i mezzi pubblici sono doppiamente inclini a leggere le notizie sullo smartphone (63%), mentre la percentuale di quelli che ancora leggono il giornale si ferma al 33%. In Gran Bretagna sui trasporti pubblici quasi la metà legge le news sul cellulare, con un magro 34% che preferisce il giornale tradizionale e solo il 6% usa i tablet.
Al contrario il computer è lo strumento preferito tra coloro che leggono le notizie in ufficio, mentre la radio rimane ovviamente il medium preferito per chi viaggia in macchina. Il rapporto si è incentrato anche sulle pagine Web attraverso le quali il pubblico accede alle notizie nei differenti paesi. In Francia e Germania i motori di ricerca sono i principali gatekeeper e vengono usati due volte più frequentemente che in Gran Bretagna. In Brasile sono invece i social media ad essere in cima alla scala dei detentori dell’informazione. All’interno del campione analizzato tra gli utenti che abitano in città, ben il 60% ha dichiarato che questo strumento è uno dei cinque modi più importanti per trovare le notizie. Lo stesso si può dire in Spagna, dove il 45% si informa attraverso i social media mentre solo il 40% si avvale dei motori di ricerca. I consumatori giapponesi al contrario preferiscono accedere alle news attraverso gli aggregatori di notizie e i portali Web, subito seguiti dai motori di ricerca. Facebook, Google, Apple e Amazon hanno nel frattempo acquisito una quota consistente di questa nuova industria. Questo ruolo predominante permette loro di intercettare una buona fetta dei profitti pubblicitari e/o dei ricavi provenienti da abbonamenti come ad esempio avveiene se le persone accedono alle news tramite un’app scaricata da iTunes. Apple ha una forza dominante nell’industria delle news particolarmente in alcuni paesi come la Gran Bretagna, la Danimarca, gli Stati Uniti, ma in altri luoghi molto meno. Un fattore chiave che riduce l’impatto dei brand è quello dei social media. In Gran Bretagna gli utenti che li utilizzano molto sono propensi ad ammettere addirittura che “non notano che pagina web stiano usando”.
Nonostante una sempre più forte digitalizzazione dei lettori, quando il focus si sposta sull’attendibilità, la fiducia posta in un brand tradizionale e riconosciuto si è dimostrata come un fattore determinante per la scelta della fonte di informazioni, rispetto ai blog e ai social media. Le pagine Web dei canali televisivi e radiofonici in Gran Bretagna conquistano la fiducia del 79% degli internauti, i giornali raggiungono la percentuale del 60%, entre solo l’8% si fida di Facebook e il 9% di Twitter. Solo gli utenti abituati a usare molto i social media mostrano di aver fiducia nelle informazioni che vi trovano. La fiducia in una particolare brand di informazione aumenta in maniera significativa con l’uso più frequente; per esempio non sorprende che gli utenti di news che usano i tablet o gli smartphone ripongano una fiducia maggiore nelle fonti tradizionali. Gli utenti di questi strumenti tendono anche ad andare direttamente alla fonte usando questa opzione offerta dalle applicazione o dalle piattaforme che utilizzano per informarsi, contro il 34% del campione totale.
Le breaking news rivestono un ruolo importante a loro volta. Lo studio ha appurato che i brand che godono di una buona reputazione in questo settore, come Sky News in Gran Bretagna, Tf1 in Francia e la Cnn negli Usa, si affermano in maniera significativa specialmente sui device mobili. Grazie alla ricca offerta di app e la promozione fatta tramite la tv, in Gran Bretagna Sky News ha il 15% di share sul Web e il 25% sugli strumenti mobili. Mentre al contrario, per lo meno nel Regno Unito e negli Usa, i portali Web vecchio stile come Yahoo e Msn, sembrano perdere terreno in un mondo sempre più dominato dalle app.
Le news digitali stanno inoltre abbandonando gradualmente il formato “articolo e immagine”, che ha dominato per almeno 20 anni. Brevi video o la modalità streaming offerta in diretta dai notiziari delle tv e dalle radio stanno diventando sempre più popolari. Gli americani consumano la percentuale maggiore di video (27%), quasi il doppio dell’utenza in Gran Bretagna, che si ferma invece al 14%.
Il rapporto completo è disponibile cliccando qui.
Articolo tradotto dall’originale inglese “Online: Everywhere. Digital News in 2013” a cura di Alessandra Filippi.
Photo credits: marcoderksen / Flickr CC