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La polizia del Bangladesh ha incriminato oggi 42 persone per il crollo del complesso aziendale Rana Plaza avvenuto due anni fa alla periferia di Dacca e costato la vita a 1.135 persone, la maggior parte operai tessili. Lo riferiscono i media locali.
Tra gli accusati c'è anche il proprietario del palazzo, Sohel Rana, che si trova in carcere, i manager delle aziende ospitate nell'edificio e funzionari governativi responsabili per i controlli sull'agibilità. Venticinque sono latitanti.
I responsabili della polizia criminale investigativa Cid hanno presentato al magistrato due capi di accusa separati, uno per omicidio e un altro per violazione dei regolamenti di costruzione.
Lo stabile, che si accartocciò su se stesso il 24 aprile 2013 a causa di un cedimento strutturale, ospitava diversi laboratori che producevano per grandi marchi della moda internazionale, tra cui anche Benetton. La prima udienza preliminare del processo si terrà il 28 giugno.
L'incidente è stato uno dei più gravi disastri industriali della storia del Bangladesh e ha sollevato il velo sulle condizioni di sfruttamento degli operai tessili.
SDA-ATS