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È stato stroncato ieri a Chicago da un infarto Otis Clay, 73 anni, icona della musica soul e blues, genere quest'ultimo per il quale era entrato nel 2013 nella Hall of Fame di Memphis.
Clay era un nome illustre della Soul Music, entrato nella Hall of Fame del Blues nel 2013, ma non è mai stato una star. Ma solo per eccesso di concorrenza, perché tra gli anni '60 e '70, quando ha inciso le sue cose migliori, su piazza c'erano i Giganti della Black Music (e non solo) e dunque, le sue incisioni, come quelle di moltissimi suoi colleghi, si misuravano con le leggende mentre le carriere venivano anche condizionate da contratti con piccole etichette in perenne crisi di soldi e difficoltà distributive.
Otis Clay era nato, nel 1942, nel Mississippi ma dagli anni '60, ha vissuto a Chicago, la città dove è morto per un crisi cardiaca e dove era impegnato in attività sociali.
Come da tradizione, Clay si è fatto le ossa nel Gospel e solo nella seconda metà degli anni '60 ha cominciato a incidere musica "secolarizzata", il Soul per l'appunto. La prima hit della sua carriera è "That's How It Is", del 1965, registrata per un'etichetta di Chicago che fallì.
Il suo catalogo fu acquistato dalla Atlantic, la leggendaria casa discografica dei fratelli Ertegun e Jerry Wexler: grazie a questo contratto Otis Clay ha avuto l'occasione di registrare un album alla Fame, gli studi di Muscle Shoals, in Alabama, che da Aretha Franklin in poi, ha prodotto alcuni dei dischi più importanti della storia. Qui incide una cover di "She's About a Mover" che rimane tra gli higlight della sua carriera.
Il periodo creativamente migliore risale all'inizio degli anni '70 e coincide con il contratto con una grande etichetta discografica del Sud, la Hi Records di Memphis, il regno di Willie Mitchell, il geniale arrangiatore, produttore e proprietario dei Royal Studios che ha creato il sound di Al Green. Per la Hi Records ha pubblicato "Tryin To Live My Life Without You", che dal punto di vista commerciale rimane il suo più grande successo. Una decina di anni dopo, con questo brano Bob Seeger arrivò al quinto posto della classifica.
Come è accaduto spesso, la carriera di Otis Clay è progressivamente rimasta legata al più classico circuito del Soul classico, fatto di incisioni, a volte di ottimo livello ma di scarso riscontro commerciale, e, soprattutto di concerti in giro per il mondo. Aveva conservato la sua voce rugosa e potente: un infarto se l'è portato via a Chicago, dove era diventato una rispettata personalità della comunità nera del West Side.