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L'OMS riconosce il contributo di Henrietta Lacks alla scienza
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha deciso di conferire un'onorificenza e nominare 'madre della medicina moderna' Henrietta Lacks, donna afroamericana morta di tumore al collo dell'utero.
Le sue sono state le prime cellule di un essere umano a diventare linee cellulari immortali, aiutando la ricerca e consentendo traguardi scientifici importantissimi, come il vaccino per la polio e il papilloma virus umano, farmaci per l'Hiv, il cancro e anche contro il Covid. Cellule che nel 1951 le furono prelevate tramite una biopsia senza il suo consenso.
Una storia tenuta nascosta per anni dalla comunità scientifica globale. «In onore di Henrietta Lacks, l'Oms riconosce l'importanza di fare i conti con questa ingiustizia e progredire sull'equità razziale nella salute e scienza – ha detto il direttore generale Tedros Ghebreyesus – È anche un'opportunità per dare un riconoscimento alle donne, in particolare quelle di colore, che hanno reso un servizio incredibile, ma spesso invisibile, alla scienza medica».
Le cellule HeLa (dalle iniziali del nome e cognome della donna) sono state 'immortalizzate' nel senso che, se vengono mantenute nell'ambiente appropriato in vitro, possono dividersi un indefinito numero di volte. Furono le prime linee cellulari umane a dividersi in modo indefinito in laboratorio, ed essere prodotte in massa per profitto, senza però dare alcun riconoscimento alla famiglia della donna, morta a 31 anni.
Complessivamente sono state distribuite 50 milioni di tonnellate di cellule HeLa in tutto il mondo, usate in oltre 75'000 studi. Il riconoscimento è stato ricevuto ieri nella sede dell'Oms a Ginevra dal figlio 87enne della donna, insieme ai suoi nipoti e altri membri della famiglia.
Oggi le donne di colore continuano ad essere colpite dal tumore del collo dell'utero ad un tasso 7 volte superiore a quello delle donne bianche. L'anno scorso è coinciso con i 100 anni dalla nascita di Henrietta Lacks e il primo anno della strategia per eliminare questo tumore nel mondo. Una campagna su cui la famiglia chiede sforzi per migliorare l'accesso al vaccino.
SDA