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Sono necessari finanziamenti supplementari da parte della Confederazione per permettere ai politecnici di continuare ad essere competitivi a livello europeo. Lo afferma in una nota odierna il Consiglio dei politecnici federali (CPF), al termine di una riunione di due giorni a Losanna.
Secondo il CPF, l'eccellenza delle infrastrutture nazionali, il finanziamento duraturo del mandato di base nell'insegnamento, la ricerca e il trasferimento del sapere sono condizioni senza le quali non può esserci successo per la Svizzera sul piano internazionale.
I risultati conseguiti negli ultimi anni - in particolare con progetti europei di grande portata ai quali partecipano le due scuole svizzere - evidenziano la qualità dei poli di ricerca elvetici, spiega nel comunicato Fritz Schiesser, presidente del CPF.
Per restare a questi livelli servirà tuttavia ancora più denaro. D'ora in poi l'Unione europea finanzierà in effetti solo una parte dei progetti, aspettandosi che i singoli Stati provvedano a coprire il resto delle spese.
Nel corso della riunione, il CPF ha studiato vari concetti di finanziamento, giungendo alla conclusione che il dibattito attuale su formazione, ricerca e innovazione per il periodo 2013-2016 debba portare anche su un finanziamento supplementare per i progetti più importanti.
Circa le nuove strade che possono essere percorse sul piano nazionale per creare importanti strutture di ricerca, il CPF si dice ampiamente soddisfatto dell'apertura del Centro per le nanotecnologie, nato da una collaborazione fra il Politecnico federale di Zurigo, la Ibm e l'Empa (Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca).