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Progressione delle competenze nei tre cicli
In questa sezione sono stati descritti i traguardi di apprendimento ritenuti essenziali in rapporto al modello di competenza precedentemente discusso. Per ciascuna disciplina si è scelto se formulare i traguardi in relazione agli ambiti di competenza oppure in relazione ai processi chiave individuati nel modello.
Il PdS individua due tipi di traguardi, che si differenziano sulla base della specificità e dell’orizzonte di acquisizione considerato.
Essi sono i traguardi di competenza (o generali) e i traguardi specifici di apprendimento.
I traguardi generali o traguardi di competenza abbracciano un ampio campo attuativo e delineano le mete formative verso cui tendere al termine del primo, del secondo e del terzo ciclo, in termini di padronanza, di scopi di attuazione e di condizione di esercizio. Essi orientano la progettazione e la conseguente pianificazione didattica secondo una logica a ritroso, poiché i risultati formativi attesi, formulati attraverso i traguardi, evidenziano gli elementi cardine su cui basare l’offerta didattica, soprattutto in termini di occasioni e modalità di apprendimento. La formulazione dei traguardi in chiave di competenza, a questo scopo, evidenzia i processi attraverso cui mobilitare le proprie risorse cognitive in riferimento alle situazioni d’uso; in termini formali, le componenti chiave che definiscono la descrizione dei traguardi possono essere così sintetizzate:
- il verbo d’azione che definisce le operazioni cognitive implicate, in termini globali o analitici (ad esempio “risolvere…”, “scrivere…”, “utilizzare…” come esempi di formulazioni globali; “mettere a fuoco…”, “pianificare…”, “analizzare…” come esempi di formulazioni analitiche);
- l’oggetto dell’azione che indica gli oggetti culturali su cui esercitare le operazioni cognitive (ad esempio “risolvere problemi…”, “scrivere testi…”, “utilizzare una fonte storica…”);
- gli scopi o gli ambiti dell’azione che aiutano a precisare i contesti di realtà in cui sviluppare l’apprendimento atteso (ad esempio “risolvere problemi in contesti noti”, “scrivere testi per differenti scopi comunicativi”, “utilizzare una fonte storica per acquisire informazioni”);
- le condizioni dell’azione che segnalano le condizioni operative in cui si svolge l’apprendimento atteso (ad esempio “risolvere autonomamente problemi in contesti noti”, “scrivere testi per differenti scopi comunicativi sulla base di modelli”, “utilizzare una fonte storica per acquisire informazioni con l’aiuto dell’insegnante”).
I traguardi specifici di apprendimento corrispondono ad obiettivi più operativi e a corto-medio termine, in grado di identificare i passaggi conoscitivi e esecutivi necessari ad esercitare le diverse componenti della competenza e ad acquisirla progressivamente, sempre in combinazione con le diverse competenze trasversali.
Di norma, il traguardo specifico di apprendimento indica almeno un verbo di azione e un oggetto sul quale si esercita (ad esempio “riconoscere triangoli e quadrilateri in base alle loro caratteristiche”, oppure “collegare parole di uso comune al loro significato”), ma può riguardare e mettere in gioco saperi disciplinari, procedure, abilità, strategie o anche disposizioni ad agire essenziali allo sviluppo delle competenze. Ciascun traguardo di competenza può articolarsi in una serie di traguardi specifici di apprendimento, che pure possono risultare complementari o fortemente concatenati tra di loro, a testimonianza della complessità del processo di apprendimento che coinvolge varie dimensioni della persona.
L’evoluzione dei traguardi di competenza in rapporto alla conclusione dei tre cicli scolastici, così come la progressione dei traguardi specifici di apprendimento si basa su alcuni criteri generali così enunciati:
- il grado di rielaborazione richiesto dal comportamento messo in atto (da risposte riproduttive di schemi e modelli a risposte personali e originali);
- il livello di familiarità dei contesti d’azione (da contesti noti e semplici a contesti inediti e complessi);
- il grado di autonomia con cui l’allievo agisce (da comportamenti guidati dall’adulto a comportamenti autonomi dell’allievo).
Anche il livello di consapevolezza nell’esercizio della competenza rappresenta un criterio di sviluppo generale e trasversale ai precedenti.
Per identificare un traguardo (generale o specifico, a seconda dei casi) nel PdS viene utilizzato un codice alfanumerico, che riporta (1) la sigla della materia, (2) il ciclo di riferimento, (3) il numero progressivo del traguardo.
Ad esempio, il codice MAT.II.14 si riferisce alla materia Matematica, secondo ciclo, traguardo n.14.