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La discriminazione è una forma di disparità di trattamento. Ai sensi dell'ordinanza sui disabili (ODis), si è in presenza di una discriminazione quando la differenza di trattamento è palese o inaccettabile. In particolare, è considerata discriminazione la disparità di trattamento in situazioni analoghe che ha per scopo o per effetto quello di penalizzare una persona, denigrandola sulla base di un tratto distintivo fondamentale per la sua identità e impossibile o difficile da cambiare.
L'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 sancisce il divieto di discriminare una persona a causa «di menomazioni fisiche, mentali o psichiche». Da esso trae fondamento il divieto di discriminare le persone con disabilità. La disposizione protegge l'individuo anche da discriminazioni legate all'origine, alla razza, al sesso, all'età, alla lingua, alla posizione sociale, al modo di vita, alle convinzioni religiose, filosofiche o politiche.La discriminazione può essere diretta o indiretta. Si ha discriminazione diretta quando la vittima è esplicitamente citata nell'atto discriminatorio. Ad esempio, quando in un locale aperto al pubblico (ristorante) è vietato l'ingresso a persone affette da disabilità mentali perché potrebbero arrecare disturbo alla clientela abituale. Si ha invece discriminazione indiretta quando una regolamentazione ha effetto discriminatorio su un gruppo di persone, pur non essendo espressamente concepita a tal fine.