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L’Epifania (dalla parola greca epiphaneia, portare alla luce, manifestazione) è celebrata domenica che segue il 6 gennaio, dato che questo giorno non è più un giorno festivo. Tre pensieri caratterizzano la festa. Il più noto è il viaggio degli uomini saggi dall’Oriente a Betlemme, che rendono omaggio al neonato re con i loro doni; in ciò rivela qualcosa della sua dignità divina (Mt 2: 1-12). I sapient pagani – maghi/magi, rappresentanti della saggezza orientale – divennero nella tradizione popolare tre re, da cui il nome “giorno dei tre Re”. Naturalmente, la narrazione del Vangelo di Matteo nel presepio vivente e nella pittura è associata al diverso racconto di Natale del Vangelo di Luca.
Il secondo tema dell’Epifania tratta del battesimo di Gesù ricevuto dal suo precursore Giovanni nel Giordano, dove una voce dal cielo identificava Gesù come “il mio figlio amato”.
Infine si parla della nozze di Cana, dove Gesù tramutava acqua in vino e in questo segno “ha rivelato la sua gloria”, lasciava apparire in questo segno la presenza di Dio (Gv. 2,1-11).
Il vangelo del battesimo di Gesù viene letto in connessione con la benedizione dell’acqua, che si fa tradizionalmente per la festa dell’Epifania. Quest’acqua si usa nelle chiese o anche a casa come acqua benedetta: chi si segna con questa, manifesta la sua appartenenza a Dio, come gli è donata nel battesimo.
Il 6 gennaio in famiglia sopratutto con bambini si può celebrare una piccola cerimonia per la benedizione della casa.