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I dati di Velosuisse mettono in luce anche una crescita dell'export
BERNA - La bicicletta continua a beneficiare di un boom in Svizzera, malgrado la meteo non sempre favorevole. Nei primi sei mesi le importazioni di e-bike sono salite - rispetto al già molto dinamico primo semestre del 2020 - del 16,5% (a 111'000); per le due ruote tradizionali (cioè a trazione puramente umana) la progressione è stata dell'8,9% (a 201'000).
A pubblicare questa settimana i dati è stata Velosuisse, l'associazione svizzera dei fornitori di biciclette, che ha messo anche in luce una crescita dell'export: +15,6% (a 37'000) per le bici elettriche e +29,6% (a 35'000) per quelle convenzionali.
«Periodi così lunghi di maltempo come quelli vissuti in maggio e giugno hanno sempre portato in passato a forti cali delle vendite e del fatturato nell'industria delle due ruote: non così nella prima metà del 2021», osserva Velosuisse. Il calo della domanda dovuto alla meteo è stata utilizzata dai commercianti per smaltire gli arretrati di ordini e per eseguire le riparazioni.
Le cifre mostrano che rispetto all'anno precedente sono stati consegnati volumi molto più ampi: non si può quindi parlare di penuria generalizzata, sottolinea l'organizzazione. Tuttavia sussistono alcune strozzature nelle catene di fornitura: questo richiede una certa flessibilità da parte di tutte le persone coinvolte. «I clienti finali sono invitati a pianificare per tempo l'acquisto della loro bicicletta con il loro rivenditore di fiducia o a decidersi subito in negozio per un modello lì disponibile».
Le catene di approvvigionamento continuano a essere gravemente interrotte a causa dalle misure anti-pandemia e del maltempo: si osserva una carenza di materiale da imballaggio, di contenitori, di capacità di trasporto e portuali. Le conseguenze sono costi di trasporto notevolmente aumentati e date di consegna incerte. Questo ha portato ad esempio Flyer - noto fabbricante di biciclette elettriche con sede a Huttwil (BE) - a dover osservare due settimane di ferie quest'estate, per la prima volta nella storia aziendale e nonostante un portafoglio di ordini pieno. La società non è l'unica del ramo che si è vista costretta a chiudere temporaneamente a causa di mancanza di materiali, fa notare Velosuisse.