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Nestlé ha registrato un fatturato di 91,4 miliardi di franchi nel 2018, in aumento del 2,1% rispetto all'anno precedente. L'utile netto, grazie soprattutto a effetti straordinari, è cresciuto del 41,6% a 10,1 miliardi di franchi.
I cambi hanno avuto un effetto negativo dell'1,6% mentre le acquisizioni/dismissioni hanno avuto un effetto positivo dello 0,7%, indica in una nota odierna la multinazionale con sede a Vevey (VD). La crescita organica è stata del 3,0% e si compone per il 2,5% da un aumento dei volumi e per lo 0,5% da incrementi di prezzo.
Da parte sua l'utile operativo rettificato è salito del 5,1% a 15,5 miliardi e il relativo margine è migliorato di 50 punti base al 17,0%. Le cifre sono in linea con le aspettative degli analisti consultati dall'agenzia Awp, eccetto l'utile netto, atteso mediamente a 11,5 miliardi di franchi.
Citato nel comunicato, il presidente della direzione Mark Schneider si dice "soddisfatto dei progressi ottenuti". Tutte le cifre finanziarie sono nettamente migliorate. I risultati positivi sono stati supportati da una dinamica più favorevole nei due principali mercati, Stati Uniti e in Cina, così come nell'ambito della nutrizione infantile. Il dividendo viene portato da 2.35 a 2.45 franchi.
Per l'esercizio 2019 Nestlé si attende un ulteriore miglioramento della crescita organica, ma non fornisce cifre concrete. Il margine operativo rettificato dovrebbe svilupparsi conformemente agli obiettivi per il 2020. Il gruppo si attende costi di ristrutturazione di circa 700 milioni di franchi quest'anno. Vengono pure pronosticati un aumento dell'utile per azione a tassi di cambio costanti e una maggiore efficienza di capitale.
Quanto alla controllata francese Herta, su cui circolano da mesi voci su una possibile vendita, "il consiglio d'amministrazione ha deciso di esplorare diverse piste strategiche (...) compresa un'eventuale cessione".