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Rubrica a cura di Anna Damonti
La Riflessologia Facciale o Dien Chan (traduzione in Vietnamita) è una tecnica messa a punto agli inizi degli anni ’80 dal professore Bui Quoc Chau alla fine della guerra in Vietnam, dove le morti interessarono tutte le classi sociali compresa quella dei medici. Così il governo lanciò un appello a tutta la popolazione affinché ci fossero dei volontari per lavorare negli ospedali. Il professore Bui Quoc Chau decise così di unirsi ad un gruppo di agopuntori per aiutare le vittime della guerra.
Fu proprio in un ospedale, dove si trovava un paziente affetto da fortissimi dolori alla schiena che l’agopuntura sembrava non riuscire a lenire, che il Professore Bui Quoc Chau ebbe un’intuizione.
Pensando ai numerosi trattamenti cui aveva sottoposto il paziente e che avevano interessato la quasi totalità del suo corpo, si accorse che la zona del viso non era ancora stata considerata né toccata per alcun tipo di trattamento. Una notte la sua attenzione si soffermò su alcune espressioni linguistiche vietnamite e notò allora che la parola con cui si indica il setto nasale (song mui) ha la stessa radice della parola con cui si indica la colonna vertebrale (song lung). Pensò, quindi, che avrebbe potuto esserci una corrispondenza che poteva andare al di là della semplice omonimia lessicale. L’indomani cominciò ad osservare il setto nasale del suo paziente e a pensarlo come se fosse una colonna vertebrale in miniatura: all’altezza cui corrispondeva la zona dolorosa della schiena, il professore notò un cambiamento della superficie della pelle del naso. Come il prof. Bui Quoc Chau stimolò la zona con un ago, il paziente non solo non ebbe alcun dolore nonostante l’ago, ma improvvisamente sparì anche il dolore alla schiena. La sua intuizione aveva trovato la conferma della prassi: anche sul viso vi erano dei punti di riflesso del resto del corpo, punti che, tra l’altro, non erano stati mai scoperti dagli antichi cinesi, ideatori dell’agopuntura.
Da quel momento Bui Quoc Chau intensificò i suoi studi con l’obiettivo di trovare punti di correlazione tra tutte le conoscenze che aveva acquisito dalle tradizioni mediche popolari vietnamite con cui era venuto in contatto, gli studi sulla medicina cinese e quelli di medicina occidentale a cui aveva dedicato gran parte della sua vita.
Scoprì in poco tempo che sul setto nasale effettivamente esistevano delle terminazioni nervose che corrispondono alle varie parti della colonna vertebrale e dedusse che se il setto nasale rappresentava la colonna, allora le arcate delle sopracciglia avrebbero potuto corrispondere alle braccia. Dall’individuazione di queste prime corrispondenze all’elaborazione di una mappa delle zone di riflesso del corpo umano sul volto, il passo fu breve. Negli anni successivi Bui Quoc Chau poté verificare tutte le relazioni tra i punti e le specifiche zone del viso con il resto del corpo, scoprendo ben 633 punti di riflesso corrispondenti a tutte le unità anatomiche interne ed esterne del corpo umano ed elaborando 20 tipologie di mappe. Da qui si è riusciti a semplificare l’impianto teorico fino ad allora delineato, individuando 8 mappe fondamentali che ancora oggi costituiscono il principale oggetto di studio per un riflessologo.
In Vietnam, dove la Riflessologia Facciale costituisce la medicina ufficiale, quasi quattro milioni di persone sono state curate unicamente con questo metodo nei numerosi centri di assistenza umanitaria.
La Riflessologia Facciale, come le altre riflessologie, si basa sul riflesso. Il riflesso è la risposta di un organo, di un muscolo o di una ghiandola ad uno stimolo portato dalla corrente energetica. Si tratta della trasmissione tramite il sistema nervoso di un segnale che parte da un punto preciso e che provoca una reazione in un altro punto. Grazie a una pressione esercitata su una terminazione nervosa, il riflesso parte da un ricettore periferico, posto generalmente sulla pelle: l’impulso così scaturito percorrerà un tragitto, andando a stimolare le regioni subcorticali (talamo) e la corteccia cerebrale.
La riflessologia è quindi una terapia naturale che tratta secondo lo stesso principio enunciato dall’agopuntura: ogni organo ha un suo punto corrispondente in altre zone del corpo che opportunamente sollecitato, agisce sull’organo stesso.
La Riflessologia Facciale è una terapia naturale che si propone di ristabilire l’equilibrio energetico della persona, stimolando una risposta dal corpo stesso. Il suo obiettivo di base è quello di sciogliere il blocco energetico che sta all’origine di tutti i disturbi e di tutte le malattie. È infatti consentendo all’energia che ciascuno ha di fluire liberamente che diviene possibile restituire equilibrio e benessere all’intero organismo.
Pertanto si evince che sia utile anche nel caso di problematiche relative all’obesità e/o al sovrappeso che per altro possono avere più concause e quindi trovare più risoluzioni. Nello specifico verrà fatto un piano riflessologico personalizzato che potrà stimolare svariate zone ad esempio il sistema nervoso, il sistema digerente, sistema endocrino e là dove necessario si potrà fare un drenaggio linfatico del corpo sul viso.
CONTATTI E APPUNTAMENTI (sconto Rose)
Anna Damonti
- Laureata in Scienze Infermieristiche
- Terapista Complementare
- Riflessologa Plantare e Facciale
- Coach relazionale con Master in PNL
Riceve presso Clinica Sant’Anna – Via Sant’Anna,1 – 6924 Sorengo
Mobile: +41 788373261
Email: <email-pii>
INVITO AL PROSSIMO INCONTRO VIS-À-VIS
Entrata omaggio a tutte le Rose
18 aprile 2023 dalle 18.15 alle 19.45
Momento formativo per apprendere l’Automassaggio di riflessologia facciale
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