Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/259635

<h2>SubmittedText<h2><p>La Banca nazionale svizzera (BNS) è coinvolta in trasferimenti di fondi nella Repubblica islamica dell’Iran. Quest’estate è diventato di dominio pubblico che 6 miliardi di dollari USA, finora congelati nella Corea del Sud, erano stati sbloccati dagli Stati Uniti e versati alla Repubblica islamica dell’Iran. La Svizzera ha svolto il ruolo di intermediaria, occupandosi di cambiare i won sudcoreani in euro e di trasferirli in Qatar. Sia la Svizzera che gli Stati Uniti hanno dichiarato che questo denaro potrà essere utilizzato solo per acquistare materiale medico. Il presidente iraniano Ebrahim Raisi al contrario ha annunciato che l’importo sarà investito nella «produzione nazionale». Gli attivisti per i diritti umani temono che la repressione nei confronti della popolazione si intensifichi ulteriormente proprio grazie all’afflusso di nuovi fondi.<br><br>Il trasferimento del denaro alla Repubblica islamica dell’Iran è legato, come è emerso questa settimana, a uno scambio di prigionieri tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica mediato anche dalla Svizzera. Cinque iraniani condannati, o accusati, di spionaggio o di aver eluso le sanzioni internazionali sono stati rilasciati. Sempre secondo gli attivisti per i diritti umani, il rilascio dei cinque prigionieri iraniani da parte degli Stati Uniti e il trasferimento dei fondi bloccati rafforzerebbero la «diplomazia degli ostaggi» della Repubblica islamica.<br>A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:<br>1. Perché la BNS offre alla Repubblica islamica questo servizio di cambiavalute?<br>2. Come fa il Consiglio federale a garantire che il denaro trasferito alla Repubblica islamica con l’aiuto della BNS venga effettivamente utilizzato per l’acquisto di materiale medico e non investito nell’apparato repressivo?<br>3. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito all’accusa, più volte formulata, secondo cui&nbsp; il trasferimento di 6 miliardi di franchi premierebbe la «diplomazia degli ostaggi» della Repubblica islamica?<br>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera ha assunto questo mandato in qualità di potenza protettrice degli Stati Uniti in Iran e nell’ambito dei suoi buoni uffici, su esplicita richiesta di tutte le parti coinvolte.</p><p>&nbsp;</p><p>2. Gli Stati Uniti hanno attivato in Qatar un canale di pagamento che consente solo transazioni per beni umanitari non soggetti a sanzioni (cibo, medicine, attrezzature mediche, prodotti agricoli). Gli Stati Uniti controllano che queste regole siano rispettate. L’utilizzo di questi fondi è in linea con le sanzioni internazionali contro l’Iran.</p><p><strong>&nbsp;</strong></p><p>3. I fondi appartengono all’Iran e provengono da accordi petroliferi iraniani con la Corea del Sud. Questo denaro, depositato su conti in Corea del Sud, è stato congelato dagli Stati Uniti in seguito alla cancellazione del piano d’azione congiunto globale (accordo nucleare con l’Iran, ovvero il Joint Comprehensive Plan of Action, JCPOA) e all’inasprimento delle sanzioni contro l’Iran. Il trasferimento dei fondi bloccati dalla Corea del Sud per scopi umanitari faceva parte dell’accordo tra Stati Uniti e Iran che, da ultimo, ha portato allo scambio di prigionieri ed è stato mediato dalla Svizzera nel quadro del suo mandato in qualità di potenza protettrice</p>