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Contro l'annuncio della Confederazione di trasformare provvisoriamente l'ex caserma di Losone in un centro per i richiedenti l'asilo non c'è possibilità di ricorrere. Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), che in ultima istanza ha così definitivamente sconfessato quattro abitanti della località ticinese.
La decisione era stata contestata da Giorgio Ghiringhelli del Guastafeste e da altri tre abitanti di Losone. I reclami erano stati inoltrati in seguito ad una trasmissione televisiva del 7 ottobre 2013 nella quale è stata annunciata l'apertura della consultazione di Cantone e comuni interessati riguardo alla futura utilizzazione dell'ex caserma. Già il Tribunale amministrativo federale (TAF), lo scorso febbraio, aveva dichiarato irricevibili i ricorsi.
I giudici di San Gallo avevano affermato che l'annuncio da parte della Confederazione di aprire un centro asilanti per una durata provvisoria di tre anni non costituisce una decisione impugnabile dinanzi ad una autorità federale o cantonale. Nella sentenza si rilevava che "non esistono rimedi giuridici contro l'apertura provvisoria" di un centro per richiedenti l'asilo.
In ultima istanza, il TF sottolinea come la Confederazione abbia agito rispettando le regole. Secondo il nuovo diritto applicabile in materia, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) non ha infatti bisogno dell'avallo del cantone o del comune per destinare edifici di proprietà della Confederazione all'alloggio di richiedenti l'asilo.
Berna intende far alloggiare 170 persone nell'ex caserma. Il nuovo centro avrà lo scopo di accelerare le procedure d'asilo.
SDA-ATS