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Le aggressioni contro gay, lesbiche, transessuali (più in generale contro la comunità LGBTQ+) sono aumentati del 50% nel 2021 rispetto all'anno precedente. Lo denunciano le rispettive organizzazioni nella giornata internazionale contro omofobia, transfobia e bifobia che ricorre oggi, martedì. L'incremento viene ricondotto alla votazione dello scorso anno sull'apertura del matrimonio agli omosessuali, un passo che ha dato a queste persone maggior visibilità: durante la campagna di avvicinamento alle urne si è verificata la metà circa dei casi.
Il servizio di aiuto e sostegno "LGBT+ Helpline" nel 2021 ha ricevuto 92 segnalazioni di violenze - fisiche o verbali - legate all'odio. Transessuali e minori di 22 anni risultano particolarmente toccati. Questi dati sono solamente la punta dell'iceberg, hanno spiegato Pink Cross, l'Organizzazione lesbiche Svizzera e Transgender Network Switzerland.
Gli episodi segnalati sono soprattutto insulti o bandiere arcobaleno distrutte. Un terzo consisteva però in vere e proprie aggressioni fisiche. Secondo quanto si legge nella nota, oltre la metà di chi ha denunciato questi eventi ha ammesso di aver subito conseguenze psicologiche a causa del trauma.
Le cifre nascoste di questi casi sono però enormi, secondo le associazioni di categoria. Per questo viene chiesto di stilare una statistica nazionale di reati contro persone la cui sessualità non corrisponde a quella che è considerata la norma sociale. Attualmente tali dati vengono registrati solo dalla Città di Zurigo e dal Canton Friburgo.
Un altro studio, pubblicato da Unisanté (il Centro universitario di medicina generale di Losanna), scatta una fotografia simile: i giovani della comunità LGBTiQ+ sono sottoposti a molestie o violenze quattro volte e mezza in più rispetto ai coetanei eterosessuali.