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Battuta d'arresto della regolamentazione dei servizi audiovisivi a richiesta
Non è mai come ci si aspetta che sia: è il caso della regolamentazione internazionale per i servizi audiovisivi a richiesta ("servizi di tipo televisivo" - Video-on-Demand). Improvvisamente appare incerto il momento e l'eventualità di un adeguamento della rispettiva convenzione del Consiglio d'Europa e quindi anche del diritto svizzero.
Franz Zeller/Matthias Ramsauer, Divisione Radio e televisione
Nel dicembre 2007 la Comunità europea revisionò alcuni punti essenziali della direttiva di allora "Televisione senza frontiere". Novità più importante: oltre alla televisione tradizionale la direttiva disciplinava anche i servizi di tipo televisivo (i cosiddetti "servizi di media audiovisivi non lineari" o servizi a richiesta); fu perciò denominata "Direttiva sui servizi di media audiovisivi" (Direttiva AVMD). La nuova direttiva avrebbe dovuto essere recepita nei rispettivi diritti nazionali degli Stati Ue entro il 19 dicembre 2009. Essa avrebbe dovuto riguardare indirettamente anche la Svizzera: le autorità svizzere hanno infatti sempre ritenuto che l'adeguamento della direttiva Ue avrebbe comportato una modifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla televisione transfrontaliera (finora CETT) e quindi una regolamentazione dei servizi a richiesta. La Convenzione del 1989 è vincolante per la Svizzera, contrariamente alla direttiva Ue.
Ancora nell'agosto 2009, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) constatò che la CETT sarebbe stata presto adattata ed allineata ai regolamenti della direttiva Ue. La Svizzera aveva contribuito attivamente alla revisione della convenzione del Consiglio d'Europa. Il testo per una "Convenzione sui servizi di media audiovisivi transfrontalieri (EÜGAM)" fu approvato nel giugno 2009 dalla Commissione permanente. Ed era previsto che il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa lo presentasse per la firma ancora nel 2009. Tuttavia ciò non è successo, e non si sa se nel 2010 accadrà mai.
Intervento inaspettato della Commissione Ue
Il motivo del ritardo è un intervento della Commissione Ue. La Commissaria Ue Reding inviò il 23 ottobre una lettera ai 20 Stati membri contemporaneamente contraenti della Convenzione del Consiglio d'Europa (fra cui tutti i Paesi confinanti con la Svizzera). In tale lettera si ricordava a tali Stati il loro obbligo a non contrarre alcuna obbligazione internazionale contraria al diritto comunitario. In base alla giurisprudenza della Corte europea, gli Stati membri dell'Ue non potrebbero aderire singolarmente a convenzioni riguardanti settori di regolamentazione per i quali sussiste una competenza comunitaria. Alcuni Stati Ue espressero il proprio stupore per il momento, il tenore e il significato della lettera della Commissaria Ue e sottolinearono i grandi sforzi da loro intrapresi per partecipare alla rielaborazione della convenzione del Consiglio d'Europa. La Commissione stabilì tuttavia che si trattava di una questione di principio riguardante le competenze esterne dell'Ue. Da allora la situazione è rimasta bloccata.
Vi sono stati dei colloqui fra la Commissione Ue e il Consiglio d'Europa, tuttavia a tutt'oggi sembra improbabile che, come previsto in origine, tutti gli attuali 33 Stati contraenti si impegnino in una convenzione rivista (fra gli attuali Stati contraenti della CETT figurano, oltre a 20 Paesi Ue, ulteriori 13 Stati, fra cui la Svizzera, la Turchia e diversi Stati dell'Europa dell'Est).
Conseguenze: per il momento nessun adeguamento del diritto svizzero
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L'attuazione della revisione della CETT avrebbe reso necessario un adeguamento del diritto svizzero, in particolare per la regolamentazione dei servizi a richiesta di tipo televisivo. Oggetto di discussione sono stati soprattutto la revisione della LRTV o l'emanazione di una apposita legge federale per i servizi non lineari. In tale contesto si sarebbe potuto discutere anche sugli adeguamenti di ulteriori disposizioni della LRTV, tematizzati da diverse parti successivamente alle procedure di concessione o sulla base delle prime esperienze dall'entrata in vigore del nuovo ordinamento giuridico. I lavori legislativi già intrapresi dall'UFCOM sono stati tuttavia nuovamente sospesi in seguito ai menzionati problemi legati alla revisione della CETT.
Una ripresa di tali attività è pensabile se la revisione della CETT divenisse inaspettatamente realtà o in relazione ad un eventuale nuovo ordinamento del sistema dei canoni di ricezione radiotelevisiva.