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Concluso il summit
Si è concluso un po' prima del previsto il vertice di Ginevra fra Joe Biden e Vladimir Putin. Stando a quanto riferito da fonti statunitensi, le discussioni sono durate 3 ore e 21 minuti. Il primo ha lasciato Villa La Grange alle 17.30, mentre per il capo di Stato russo era ancora previsto un incontro bilaterale con il suo omologo elvetico.
Il presidente russo era arrivato in Svizzera alle 12.30. Si era quindi trasferito direttamente nel luogo del summit, dove era stato accolto da Guy Parmelin. Il corteo di auto di Joe Biden era arrivato poco dopo. Il presidente della Confederazione aveva pronunciato un breve discorso di benvenuto, prima di fare accomodare gli ospiti per l'atteso summit.
Dopo un ultimo impegno a Bruxelles, l'incontro con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, Joe Biden era atterrato invece poco dopo le 16.00 di martedì. All'aeroporto di Ginevra ad accoglierlo erano giunti il presidente della confederazione Guy Parmelin, il ministro degli esteri Ignazio Cassis, il presidente del Governo ginevrino Serge Dal Busco. Prima tappa della visita, un incontro tra Biden e il segretario di stato Antony Blinken da una parte e i due consiglieri federali, che al termine hanno dato appuntamento alla stampa.
Stefano Pongan, Simone Fassora, Giorgia Mantegazza, Diego Moles e Sandro Pauli
La Svizzera è pronta a fare da intermediario per un eventuale scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Russia. A dirlo il presidente della Confederazione Guy Parmelin dopo l’incontro tra i presidenti Joe Biden e Vladimir Putin che si è tenuto oggi a Ginevra. Il servizio è di Claudio Bustaffa
Poche ore dopo il suo incontro con il presidente statunitense Joe Biden, il capo del Cremlino Vladimir Putin è stato il primo dei due a lasciare Ginevra. L’aereo di Putin è decollato dall’aeroporto di Cointrin verso le 20.00. Putin era arrivato a Ginevra a mezzogiorno per il vertice di poco più di tre ore, dopo il quale ha avuto anche un breve scambio con il governo svizzero. Joe Biden era già arrivato ieri a Ginevra. Dopo una conferenza stampa, anche il presidente degli Stati Uniti lascerà la Svizzera oggi per tornare a Washington.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ringraziato Ginevra per l’ospitalità riguardo al vertice con il presidente statunitense Joe Biden. “Grazie per l’eccellente piattaforma”, ha detto Putin in un incontro bilaterale con il presidente della Confederazione Guy Parmelin a Villa La Grange dopo l’incontro con Biden. “Spero che abbia avuto una buona discussione con la sua controparte americana”, ha detto Parmelin. Putin e Parmelin hanno poi iniziato i colloqui bilaterali a porte chiuse insieme ai ministri degli esteri Ignazio Cassis e Sergei Lavrov. Il consigliere federale ha voluto parlare con Putin della sicurezza in Europa e del rafforzamento del livello multilaterale con il Consiglio d’Europa e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). La Svizzera mirava a un “dialogo critico-costruttivo” con la Russia per rafforzare le relazioni. Secondo la parte svizzera “esiste un “grande potenziale” nello scambio economico. Circa 200 imprese svizzere sono attive sul mercato russo secondo Putin. “Abbiamo molte possibilità di collaborazione”, ha detto. Da parte sua, Parmelin ha espresso il suo “piacere” nel poter discutere alcune questioni comuni con il presidente russo. Prima dell’incontro, Lavrov e Cassis avevano aspettato l’arrivo di Putin e avevano chiacchierato e riso in modo rilassato, come si poteva vedere nelle immagini livestream. Cassis ha apparentemente informato Lavrov sulla storia di Villa La Grange.
‘Un’altra Guerra Fredda non sarebbe nell’interesse di nessuno’. Lo afferma Joe Biden in conferenza stampa al termine dell’incontro a Ginevra con Vladimir Putin.”C’è una genuina prospettiva di migliorare significativamente le relazioni” fra Stati Uniti e Russia. Lo afferma Joe Biden, sottolineando che non ci sono state minacce durante l’incontro.
“Dovremo essere in grado di cooperare dove abbiamo interessi comuni”. Lo afferma Joe Biden nella conferenza stampa al termine del vertice di Ginevra
“Ho detto a Putin il nostro incrollabile sostegno alla sovranità dell’Ucraina”. Lo afferma Joe Biden in conferenza stampa al termine del vertice di Ginevra.
“Importante incontrarsi di persone così che non ci siano incomprensioni su quello che io voglio comunicare”. Lo ha detto Joe Biden in conferenza stampa. “Il tono di tutto l’incontro è stato buono, positivo, non ci sono state azioni stridenti”, ha detto.
“Ho dato a Putin una lista di 16 infrastrutture critiche” che devono essere off limit da ogni forma di attacco”. Lo afferma Joe Biden.
“Noi continueremo a sollevare questioni per casi come Alexei Navalny e tutte le questioni legate ai diritti umani. L’ho detto a Putin”. Lo ha detto il presidente Joe Biden in conferenza stampa, sottolineando che “noi non tollereremo violazioni dei diritti democratici e risponderemo”.
“I rapporti fra Usa e Russia devono essere stabili e prevedibili”. Lo afferma il presidente Joe Biden durante il suo incontro con la stampa a Ginevra. ”Ho detto a Putin che la mia agenda non è contro la Russia, è per gli americani”, ha inoltre affermato il presidente americano.
Dal celebre “I can english understand... mais je préfère parler français” di quando era candidato al Consiglio federale - frase finita anche sul New York Times - molto è cambiato per Guy Parmelin. I maligni dicevano che se poteva entrare lui in Governo, ce la poteva fare chiunque, ma nel frattempo la parabola politica dell’attuale presidente della Confederazione è decisamente in crescendo e anche in occasione di questo vertice ha fatto perfettamente gli onori di casa, rispettando in modo impeccabile il protocollo e parlando anche a lungo in inglese. “È migliorato soprattutto nella comunicazione e così ha acquisito più spessore”, dice di lui il politologo Georg Lutz.
La città di Ginevra è stata finora all’altezza del suo soprannome di “capitale della pace” al vertice tra il presidente degli USA Joe Biden e il suo omologo Vladimir Putin. Secondo le forze di sicurezza, non ci sono stati incidenti significativi. Nessuno è stato arrestato e tutto è andato liscio, ha detto oggi pomeriggio un portavoce della polizia di Ginevra a Keystone-ATS. Non ci sono stati problemi neppure nei cieli. Dall’arrivo - ieri - di Biden e l’inizio del vertice a mezzogiorno di oggi, non c’è stata alcuna violazione della chiusura dello spazio aereo sulla città di Ginevra, ha dichiarato una portavoce dell’esercito.
Vladimir Putin ha detto che non vi è “nessuna ragione” per le preoccupazioni degli Stati Uniti sui militari russi nell’Artico. “Non ho dubbi che sull’Artico troveremo le giuste soluzioni, non ci sono problemi che non possono essere risolti”, ha dichiarato in conferenza stampa.
“Sia Putin sia Biden volevano annunciare che avrebbero cominciato a parlarsi, niente di più, oltre al rientro degli ambasciatori in entrambi i paesi, ma questo era l’obiettivo minimo”. È l’opinione di Vittorio Emanuele Parsi, professore di relazioni internazionali all’università Cattolica di Milano, in merito al vertice a Ginevra tra il presidente russo Vladimir Putin e al presidente statunitense Joe Biden. I grossi punti in sospeso, aggiunge il professore, restano la militarizzazione dell’Artico, la questione della sicurezza informatica, i diritti umani in Russia e il ritiro delle forze internazionali dall’Afghanistan”
La questione di una eventuale adesione dell’Ucraina alla Nato “è stata appena accennata” durante il summit Putin-Biden: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, ripreso da Interfax, aggiungendo che “qui forse non c’è nulla di cui discutere”. Secondo Putin, Biden si è detto d’accordo sul fatto che il conflitto nel Donbass debba essere risolto in base agli accordi di Minsk. “Per quanto riguarda l’Ucraina, questo argomento è stato toccato ma non posso dire che sia stato trattato dettagliatamente, ma da quanto ho capito il presidente Biden è d’accordo sul fatto che alla base della soluzione” del conflitto “in Ucraina orientale debbano esserci gli accordi di Minsk”.
Gli Stati Uniti e la Russia intraprenderanno nel prossimo futuro un dialogo bilaterale integrato sulla stabilità strategica che sarà robusto. Lo sostengono Joe Biden e Vladimir Putin in una dichiarazione congiunta al termine del summit. Lo riporta la Tass. “Riaffermiamo il principio secondo cui una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta”: si legge nello stesso testo.
“Abbiamo parlato del tema dei cittadini Usa detenuti in Russia e su questo punto potremo trovare un compromesso”. Lo ha detto Vladimir Putin in conferenza stampa.
Vladimir Putin non ritiene che ci sia stata “ostilità” tra i due leader. Riguardo al suo interlocutore, Putin ha detto che Biden “è molto diverso dal presidente Trump”. E lo ha definito uno “statista esperto”. Il leader russo ha spiegato che i due hanno parlato dettagliatamente per due ore: una cosa, ha sottolineato, che non sarebbe possibile fare con la maggior parte dei politici.”Il presidente Biden è una persona costruttiva e ragionevole, con grande esperienza e ha valori morali. Abbiamo trovato un linguaggio comune. Questo non vuol dire che ci prometteremo amicizia eterna o dobbiamo cercare le nostre rispettive anime”. Ha inoltre detto Vladimir Putin in conferenza stampa.
“Guantanamo è ancora aperto, e non corrisponde agli standard internazionali dei diritti umani o alle leggi degli Stati Uniti. Di che diritti umani stiamo parlando? In Europa c’erano prigioni dove si torturava. In Russia stiamo sviluppando il nostro percorso”. Lo ha detto Vladimir Putin in conferenza stampa.
È stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per il ritorno degli ambasciatori. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa dopo il summit con Joe Biden.
A dispetto di una durata inferiore alle attese - le discussioni secondo la delegazione statunitense sono durate 3 ore e 21 minuti - si è trattato di un faccia a faccia costruttivo, ha detto l’inquilino del Cremlino. Si è inoltre deciso di avviare consultazioni sul tema della “cyber security” e sul tratto New Start sugli armamenti nucleari strategici.
Putin ha inoltre detto che, come previsto, Joe Biden ha sollevato la questione del rispetto dei diritti umani. Mosca difende l’arresto di Alexei Navalny, che ha violato le leggi russe. Si è parlato anche dell’Artico e dell’accusa di essere un “killer” che Biden aveva rivolto al suo omologo in un recente passato. In proposito, Putin si è detto “soddisfatto delle spiegazioni ricevute”.
Da pochissimi minuti dopo circa quattro ore dall’inizio dei lavori si è chiuso il summit Biden-Putin, segnalano varie agenzie stampa. Il presidente statiunitense Joe Biden ha già lasciato Villa La Grange, sede del summit con il russo Vladimir Putin, e si prepara per la conferenza stampa.
Tra le poche parole di convenevoli prima del vertice Biden-Putin, non è passato inosservato il riferimento “paritario” del presidente americano a Usa e Russia come “due grandi potenze”, dopo che Barack Obama aveva liquidato Mosca come una potenza regionale. “Stiamo tentando di determinare se abbiamo interessi reciproci, dove possiamo cooperare, e, dove non è possibile, stabilire un modo prevedibile e razionale in cui non essere d’accordo, noi due grandi potenze”, ha detto il commander in chief.
Parole che devono aver lusingato Vladimir Putin, alla ricerca di rispetto e riconoscimento per la Russia nell’arena internazionale. Alla vigilia del summit Biden, dopo aver definito tre mesi fa lo zar un “killer”, lo aveva promosso come un “avversario di valore, tosto e brillante”: pre-tattica di un summit alla ricerca del disgelo.
La partenza del presidente degli Stati Uniti Joe Biden e del presidente russo Vladimir Putin, dopo il vertice di Ginevra, provocherà disagi al traffico questa sera, ha comunicato la polizia. L’autostrada A1 sarà chiusa nei due sensi di marca per mezz’ora verso le 19.00. Gli automobilisti che viaggiano verso il cantone di Vaud dovranno uscire a Meyrin (GE) e quelli diretti a Ginevra saranno fermati all’altezza del Vengeron. A partire dalle 18.15, saranno messe in atto importanti restrizioni anche tra il Quai Wilson e l’aeroporto. Probabilmente dureranno fino alle 21.30 circa, ha comunicato la polizia ginevrina che si attende forti disagi. La popolazione è invitata a evitare gli spostamenti.
Un centinaio di imprese ginevrine obbligate a chiudere durante il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il suo omologo russo Vladimir Putin saranno indennizzate per le loro perdite finanziarie. Il governo cantonale ha definito oggi il metodo di calcolo della compensazione. Si tratta di imprese situate nella zona di esclusione imposta per il vertice, ha comunicato oggi il Consiglio di Stato. Il danno economico deve essere effettivo e direttamente causato dall’obbligo di chiusura. Il calcolo dell’indennizzo si basa sul fatturato medio giornaliero di aprile e maggio 2021, previa deduzione del costo delle materie prime. Le imprese hanno trenta giorni di tempo per chiedere un risarcimento. Il Cantone gestisce le domande, mentre la Confederazione pagherà le fatture.
“Un’immagine molto bella e commovente del ruolo della Svizzera”. Con queste parole l’ex responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri Micheline Calmy-Rey ha descritto il ricevimento dei due capi di stato Joe Biden e Vladimir Putin da parte del presidente della Confederazione Guy Parmelin a Ginevra. Questa immagine del presidente della Confederazione affiancato dai due presidenti delle due potenze mondiali: “Si poteva vedere fisicamente quale possa essere il ruolo della Svizzera”, ha detto oggi Calmy-Rey nello studio della televisione romanda RTS. Inoltre, sullo sfondo vi è la Villa La Grange, ha detto l’ex consigliera federale. Non è un palazzo, niente oro, ma un edificio piuttosto modesto, ha sottolineato. Ciò dimostra anche che la Svizzera, che non è una grande potenza, non rappresenta i propri interessi ma quelli degli altri e della pace. Calmy-Rey è stata ministra degli esteri dal 2003 al 2011 e due volte presidente della Confederazione (nel 2007 e nel 2011).
Il vertice Biden-Putin prosegue con delegazioni allargate. Con il presidente americano ci sono, oltre al segretario di Stato Antony Blinken, la sottosegretaria di stato per gli Affari Politici Victoria Nuland, il consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan, gli esperti del Consiglio per la Sicurezza nazionale sui dossier russi Eric Green e Stergos Kaloudis e l’ambasciatore Usa a Mosca John Sullivan. La delegazione russa include, oltre al ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, il suo vice Serghiei Riabkov, il consigliere presidenziale per gli Affari Esteri Yuri Ushakov, il capo dello Stato maggiore gen. Valery Gerasimov, l’ambasciatore russo a Washington Anatoly Antonov, gli inviati del Cremlino per Ucraina e Siria, e il portavoce di Putin Dmitri Peskov.
Si è conclusa dopo quasi due ore la prima sessione di lavori ristretta fra Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin a Ginevra.Secondo l’agenzia di stampa statale russa, era previsto che questa parte del summit durasse circa un’ora e un quarto ma è durata quasi due ore. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha aggiunto che è stata annunciata una pausa prima dell’incontro a gruppo allargato.
“La Svizzera è felice di poter, secondo la sua tradizione di buoni uffici, promuovere il dialogo e la comprensione reciproci”, sono le parole che il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha rivolto ai due leader, Biden e Putin.
Stretta di mano tra il presidente americano Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin al loro arrivo a Villa La Grange, a Ginevra, dove sta per iniziare il vertice tra i due leader. Il summit si svolgerà nella biblioteca della villa. Le conversazioni dovrebbero durare diverse ore.
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha raggiunto a sua volta Villa La Grange, accolto anche lui da Guy Parmelin.
Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato alla Villa La Grange, sede del vertice con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, a Ginevra. Putin è stato ricevuto dal presidente della Confederazione Guy Parmelin. Dopo una breve stretta di mano e uno scambio di parole di benvenuto, sono entrati per la conferenza.
La delegazione svizzera guidata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin è arrivata a Villa La Grange attorno alle 12.10
“Uno dei temi in discussione riguarderà l’hackeraggio e la sicurezza informatica e sono convinto che tenteranno di adottare delle linee guida per stabilire cosa è permesso e cosa no”, racconta il professor David Sylvan, docente di relazioni internazionali al Graduate Institute di Ginevra, ai microfoni della RSI.
Le relazioni tra i due Paesi sono ad un punto critico, ma la situazione non è preoccupante secondo l’esperto: “Si stanno solo dando dei segnali in anticipo per marcare il territorio”, anche se ci sono dei punti, come la situazione Ucraina, che vede i due in disaccordo. “Mi aspetto comunque dei punti di intesa – continua Sylvan – su questioni come l’Iran e sul rilancio del controllo degli armamenti”.
l’intervista di Paola Nurnberg
L’aereo del presidente russo Vladimir Putin si è posato pochi attimi fa sulla pista dell’aeroporto di Cointrin. L’inquilino del Cremlino si sposterà direttamente a Villa La Grange per il vertice con Joe Biden
Una vasta area che include il lungolago non è accessibile
Soldati in pattuglia, caccia in allerta e estese barriere: l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il presidente della Russia, Vladimir Putin, a Ginevra è accompagnato da massicce misure di sicurezza. Migliaia di agenti di polizia e soldati sono stati mobilitati e numerose restrizioni si applicano ai residenti della città. Sono stati mobilitati 2’000 agenti della polizia di Ginevra, 900 agenti di altre parti della Svizzera e circa un migliaio di soldati. In caso di necessità potrebbe intervenire anche la polizia francese, messa in allerta. Il Summit si svolgerà alla Villa La Grange, dimora risalente al XVIII secolo.
Le autorità ginevrine hanno cercato di minimizzare i disagi, tanto è vero che fino a ieri proprio davanti al parco che oggi ospiterà il vertice, la spiaggia era affollata di bagnanti. Ma oggi la preannunciata chiusura della zona di sicurezza crea grossi disagi con grandi deviazioni e grossi ritardi anche per alcune linee di bus.
Il Cremlino non esclude che i colloqui tra il presidente statunitense Joe Biden e il premier russo Vladimir Putin possano durare più a lungo di quanto inizialmente previsto. L’agenda è così complessa che è difficile riassumerla in un colloquio di quattro o cinque ore. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, alla televisione di stato russa. Secondo Peskow, l’incontro riguarderà anche un possibile ritorno dei rispettivi ambasciatori a Mosca e Washington. La Russia ha ritirato il suo ambasciatore a causa della dichiarazioni di Biden su Putin, che lo aveva chiamato “assassino”, e in seguito ha chiesto all’ambasciatore degli Stati Uniti di tornare in patria come parte delle nuove “sanzioni anti-russe”.
L’arrivo di Vladimir Putin a Ginevra è previsto in tarda mattinata. Il vertice con Joe Biden inizierà invece nel primo pomeriggio, seguito da una conferenza stampa delle due delegazioni. La giornata dell’inquilino del Cremlino non sarà finita lì, perché lo attenderà ancora il colloquio bilaterale con i rappresentanti elvetici, al termine del quale, in prima serata, il presidente della Confederazione Guy Parmelin parlerà ai media. Quest’ultimo appuntamento in agenda è annunciato per le 19.30.
Ginevra ospiterà tra poche ore il vertice tra i presidenti di Stati Uniti e Russia, Joe Biden e Vladimir Putin, in un momento in cui le relazioni tra i due Paesi sono ai livelli più bassi dai tempi della Guerra Fredda. Quali dunque le aspettative di questo incontro, al termine del primo viaggio in Europa del capo della Casa Bianca?
Il commento del nostro corrispondente da Washington, Emiliano Bos
Joe Biden, in queste ore a Ginevra per il suo atteso incontro col capo del Cremlino Vladimir Putin, ha annunciato la nomina di una donna in qualità di rappresentante permanente degli Stati Uniti Usa al Consiglio della NATO. Si tratta di Julianne Smith, attuale alta consigliera del segretario di Stato Antony Blinken con alle spalle una carriera nella pubblica amministrazione, tra Dipartimento di Stato, Pentagono e Casa Bianca. A lei sarà ora attribuito il rango di ambasciatrice straordinaria e plenipotenziaria.
“Molto caloroso”, secondo il presidente della Confederazione Guy Parmelin, ma anche “breve e intenso” è stato l’incontro di mezzora tra la delegazione svizzera e quella statunitense, poco dopo l’atterraggio a Ginevra del presidente Joe Biden. Un dialogo che ha toccato temi comuni in materia di innovazione e formazioni, con l’intenzione di approfondire la collaborazione anche nella lotta al riscaldamento climatico.
Prima Vladimir Putin e poi Joe Biden: questo l’ordine di arrivo domani a Villa La Grange a Ginevra, alle 13.00 ora svizzera, per il primo faccia a faccia tra i due leader, secondo quanto riferito da fonti della Casa Bianca. A riceverli sarà il presidente della Confederazione Guy Parmelin, l’unico che dovrebbe parlare brevemente durante la photo opportunity. Ci sarà primo un incontro ristretto, con i due leader affiancati dai rispettivi ministri degli esteri (Antony Blinken e Serghiei Lavrov) e un interprete per parte. Poi un incontro più allargato dove Biden e Putin saranno accompagnati da altri cinque dirigenti ciascuno. In tutto 4-5 ore. Previste alcune pause, ma nessun pasto. Al termine conferenza stampa separata, prima il leader del Cremlino, quindi il presidente statunitense
Nel faccia a faccia con il consigliere federale Guy Parmelin, durato circa trenta minuti, il presidente statunitense Joe Biden ha anche pubblicizzato i due jet da combattimento di produzione a stelle e strisce in corsa per diventare i nuovi cacciabombardieri della Confederazione. Si tratta dell’F-35 Lightning fabbricato dalla Lockheed Martin e dell’F/A-18 Super Hornet della Boeing. Parmelin ha tuttavia precisato ai media che il Consiglio federale, la cui decisione sul tema cadrà in tempi brevi, non ha fatto promesse. All’inquilino della Casa Bianca è stato garantito che la Svizzera seguirà una procedura chiara prima di compiere la propria scelta.
Qualche decina di oppositori di Vladimir Putin, appartenenti alla diaspora russa, si sono riuniti in serata sulla Plaine de Plainpalais, in centro a Ginevra, per manifestare contro il presidente. I manifestanti hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici in Russia, in particolare quella di Alexei Navalny, e denunciato la repressione che subisce chi prova a contestare Putin in patria.
Ignazio Cassis ha spiegato che con Joe Biden si è discusso dell’accordo nucleare iraniano. Gli Stati Uniti vogliono fare un passo avanti, ma la situazione è difficile e non ci sono grandi speranze per una soluzione in tempi brevi, ha sottolineato il consigliere federale. La Svizzera sarà comunque presente per facilitare le discussioni tra le due parti, come ha fatto per anni, ha concluso Cassis.
Domani, mercoledì, è previsto un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin, nel corso del quale Guy Parmelin intende rinnovare e mantenere i contatti tra i due Paesi per assicurare il ruolo della Svizzera per facilitare le discussioni a livello internazionale.
Ignazio Cassis ha aggiunto che un tema sul tavolo sarà in particolare la sicurezza in Europa ai confini con la Russia.
Ignazio Cassis ha sottolineato l’importanza del tema dei buoni uffici della Svizzera nelle discussioni con Joe Biden, che ha ringraziato la Confederazione in particolare nella gestione degli interessi statunitensi in Iran. Con Biden è stata sottolineata l’importanza del canale umanitario che permette di fornire beni di prima necessità alla popolazione nonostante le sanzioni.
Gli Stati Uniti intendono continuare a sfruttare i buoni uffici della Svizzera anche in Ucraina e Georgia.
Guy Parmelin ha preso la parola dopo la sua discussione con il suo omologo statunitense e ha definito l’incontro di domani come un segno di speranza dopo la crisi pandemica.
Per quanto riguarda il colloquio, Parmelin ha affermato che si è svolto in un clima costruttivo, con il presidente statunitense che ha mostrato interesse per ampliare la cooperazione in campo di ricerca e tecnologico$. È stato affrontato anche l’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, che potrebbe nascere nel corso dell’anno.
Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov è atterrato all’aeroporto di Ginevra alla vigilia dell’incontro tra Joe Biden e Vladimir Putin. Bloccata la circolazione in città per il suo spostamento verso l’albergo dove alloggerà.
È in corso l’incontro fra il presidente Joe Biden e il segretario di Stato Anthony Blinken da una parte e la delegazione svizzera composta da Ignazio Cassis, Guy Parmelin e le segretarie di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch (economia) e Livia Leu (esteri).
Il faccia a faccia, che è stato preceduto da dichiarazioni preliminari, si tiene alll’hotel Intercontinental e dovrebbe avere fra i temi questioni economiche, di formazione e ricerca e diplomatiche: la Confederazione, in questo ultimo ambito, rappresenta in particolare gli interessi statunitensi in Iran.
Dopo l’incontro, che dovrebbe durare meno di un’ora, è prevista una conferenza stampa dei due consiglieri federali.
Poco prima dell’arrivo di Joe Biden a Ginevra, la base aerea di Payerne ha accolto la responsabile del Dipartimento federale della difesa, Viola Amherd, venuta a conoscere da vicino il dispositivo di sicurezza predisposto nei cieli elvetici per l’occasione. Ad accoglierla il comandante della struttura, Michael Leuthold, che le ha spiegato la missione dei piloti impiegati, pronti a decollare in qualsiasi momento.
Le bandiere di Russia e Stati Uniti sono state issate - oltre che all’aeroporto e nel luogo che ospiterà il vertice- sui due lati del Pont du Mont-Blanc in omaggio al summit di domani, mercoledì, fra Vladimir Putin e Joe Biden, che si terrà nella villa al centro del parco La Grange, nel quartiere di Eaux-Vives. La città le ha comprate appositamente, nei suoi magazzini c’erano solo quella elvetica e dei 26 cantoni.
L’Air Force One con a bordo il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è atterrato poco fa all’aeroporto di Ginevra, dove il presidente degli Stati Uniti è stato accolto dalle autorità federali e locali.
A Ginevra andrà in scena la diplomazia ai suoi livelli più alti, per assicurare il successo di questi incontri è necessaria un’organizzazione puntuale e un rispetto assoluto del protocollo. I colleghi romandi hanno potuto assistere ai preparativi e sono andati dietro alle quinte della Ginevra diplomatica.
Di tutti i possibili argomenti di scontro e forse anche di dialogo ... di che cosa parleranno i presidenti di Stati uniti e Russia mercoledì? Gabriele Fontana l’ha chiesto al direttore del Geneva Center For Security Policy l’ambasciatore svizzero Thomas Greminger, che risponde: “Il clima di scontro continuerà, ma si cercherà di trovare temi di convergenza per tornare a parlarsi in modo costruttivo”. Secondo Greminger, “ci sono interessi comuni per una stabilità strategica, il disarmo nucleare e, perché no, anche riguardo al cambiamento climatico, l’Artide, la fine del conflitto sui rispettivi consolati. Temi in cui una collaborazione possibile e politicamente non troppo cara”. Biden ha definito Putin “un killer”, ma secondo Greminger c’è la volontà della Casa Bianca di rendere le relazioni bilaterali “più stabili e prevedibili”, anche se questo non significa “una rapida normalizzazione”, ma “tornare a parlarsi regolarmente in modo costruttivo”.
Unione Europea e Stati Uniti hanno annunciato una tregua di cinque anni per risolvere il vecchio conflitto Airbus/Boeing, che avvelena da 17 anni le loro relazioni commerciali: dal 2004, infatti, le due parti si oppongono davanti all’Organizzazione mondiale del commercio riguardo agli aiuti di Stato garantiti ai due produttori di aerei. È il risultato dell’incontro di oggi, martedì, a Bruxelles fra Joe Biden e i presidenti della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del Consiglio europeo, Charles Michel. Nel frattempo, i dazi reciproci dazi punitivi saranno sospesi, ha spiegato la rappresentante statunitense al commercio, Katherine Tai. Washington vuole relazioni tranquille con l’UE, per godere del suo appoggio in ottica anticinese.