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GERUSALEMME - Il Consolato generale degli Stati Uniti a Gerusalemme oggi è stato accorpato nell'ambasciata americana, costituendo così un'unica missione diplomatica nella città. L'operazione era stata anticipata in ottobre dal Segretario di Stato Mike Pompeo per ragioni di ''efficienza''.
L'ambasciatore David Friedman si incaricherà d'ora in poi dei rapporti non solo con Israele ma anche con l'Autorità nazionale palestinese (ANP), che lo scorso maggio aveva duramente protestato per il trasferimento dell'ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.
Nell'edificio storico del Consolato nella via Agron (a Gerusalemme ovest, a breve distanza dalla Città Vecchia) sarà costituita una "Unità per gli affari palestinesi", che comunque dipenderà dall'ambasciata.
In un comunicato stampa, la dirigente dell'OLP Hanan Ashrawi ha sostenuto ieri che la decisione «non è affatto di carattere amministrativo e anzi rappresenta un attacco politico ai diritti e alla identità dei palestinesi. È una negazione dello status e della funzione storica di quel Consolato, mantenuti per quasi due secoli di collegamento diretto con la popolazione palestinese».
Un comunicato diffuso oggi dal Dipartimento di Stato americano afferma che l'accorpamento odierno del consolato generale nella ambasciata di Gerusalemme «non riflette alcun cambiamento nella politica degli Stati Uniti verso Gerusalemme, la Cisgiordania e la striscia di Gaza».
«Gli Stati Uniti - si legge ancora nel comunicato - continuano a non assumere alcuna posizione sulle questioni connesse allo status definitivo, incluse le questioni delle delimitazioni e dei confini. Le delimitazioni specifiche della sovranità israeliana a Gerusalemme sono soggette a negoziati fra le parti circa lo status definitivo. Da parte sua la Amministrazione resta totalmente dedita agli sforzi per una pace durevole e onnicomprensiva che offra un futuro più luminoso ad Israele e ai palestinesi».