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Dopo il successo di Montecristo, Martin Suter torna ad indagare i paradossi della contemporaneità con Creature luminose. Schoch è un senzatetto che vive le sue giornate trascinandosi da un posto all’altro, da un rifugio sul fiume che attraversa Zurigo fino alla mensa dei poveri. Prima, questo vagabondo aveva una vita normale: una moglie, dei figli, un lavoro e una casa. Poi qualcosa è accaduto, qualcosa che l’ha condotto giù nei meandri dell’anima, sugli scalini più bassi e degradati della società. Una notte molto fredda, chiuso nel suo sacco a pelo, Schoch passa il tempo osservando la realtà al di fuori del suo piccolo mondo, aspettando un sonno che sembra non voler arrivare. Ma, all'imptrovviso, vede qualcosa di strano: una creatura luminosa, un piccolo elefante che sembra un peluche. L’uomo pensa di aver avuto le allucinazioni, non crede ai suoi occhi e si addormenta, ma la mattina dopo la strana creatura è ancora lì che lo osserva. L’elefante è infatti stato creato da una sperimentazione genetica ed è al centro di tantissimi interessi economici. Nel suo passato cosiddetto normale, Schoch era un ingegnere e capisce subito che quello che ha davanti è un glowing animal. Quella che gli si prospetta è la sua occasione di rinascita e di rivincita. Ma Schoch è preda di un conflitto e sente che quella cosa non dovrebbe rendere ricco nessuno perché è tremendamente preoccupante sul piano etico e scientifico. Nelle sue mani c’è il futuro dell’umanità.