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Il Senato degli Stati Uniti oggi ha ratificato la convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI) con la Svizzera, bloccata da circa un decennio. Lo ha riferito l'agenzia Reuters. Il trattato, che richiedeva due terzi dei voti, è stato accolto a stragrande maggioranza: con 95 voti contro 2.
A margine della riunione primaverile del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale a Washington a metà aprile, il presidente della Confederazione Ueli Maurer aveva dichiarato che ci sarebbero stati sviluppi.
Secondo il regolamento del Senato americano, un solo deputato può impedire che un progetto di legge sia trattato da tutta la Camera. E per anni il senatore repubblicano Rand Paul si è opposto alla convenzione sulla doppia imposizione, che era già stata firmata nel 2009. A suo parere il testo vìola la privacy.
Però, secondo la televisione svizzero tedesca SRF, Mitch McConnell, il leader della maggioranza repubblicana al Senato, ha trovato il modo di convincere i colleghi: l'accordo agevola le autorità americane nell'ottenere informazioni da quelle svizzere in caso di sospetto di evasione fiscale.
Parallelamente alla CDI con la Svizzera, oggi il Senato degli Stati Uniti ha ratificato gli accordi con il Giappone e il Lussemburgo, anch'essi bloccati da anni.
Gli accordi ora approvati promuovono gli scambi con i partner commerciali, attirano investitori stranieri e combattono l'evasione fiscale attraverso lo scambio di informazioni, ha detto alla reuters il senatore democratico Ron Wyden.