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La massima autorità giuridica svizzera ha quindi ordinato alla televisione in lingua tedesca di far trattare il caso dall'organo di mediazione della SSR e poi, se necessario, dall'Autorità indipendente di reclamo per la radio e la televisione (ICAR). Questi due organismi si erano rifiutati di prendere in considerazione i reclami della denunciante. Il Tribunale federale ha inoltre affermato che "la cancellazione di un commento non costituisce in linea di principio una violazione della personalità o una violazione dell'onore punibile per legge", motivo per cui ha suggerito l'intervento dei due organi di ricorso.
Nello specifico, stando al portale Watson, la denunciante aveva commentato una notizia sulla gratuità dei test Covid in Germania. La donna aveva ironizzato dicendo che per lei la questione era indifferente in quanto non intendeva farsi testare o vaccinare senza che questo le impedisse di uscire a bere, ballare o andare in vacanza all'estero. Ufficialmente, il commento era stato rimosso perché non rispettava le linee guida della SRF per i social network, ufficiosamente il sito "Watson" sostiene che si voleva evitare che il dibattito diventasse troppo acceso.