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I laboratori antidoping di Mosca e Sochi hanno protetto gli atleti russi durante i Giochi di Sochi 2014. A smascherare il doping di Stato messo in piedi alle Olimpiadi dai russi è stato il rapporto McLaren, richiesto lo scorso maggio dall'Agenzia mondiale antidoping (WADA) a una commissione indipendente.
Secondo l'inchiesta condotta dal professore di legge e avvocato canadese Richard McLaren (da cui il rapporto prende il nome) i campioni positivi venivano occultati dal laboratorio di Sochi e a dirigere, controllare e supervisionare le manipolazioni era il ministro dello sport russo, con l'aiuto dei servizi segreti.