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Il sindacato Unia chiede al Consiglio federale di impegnarsi affinché la Svizzera accolga il 10% dei migranti salvati nel Mediterraneo.
Vista la miseria in cui vivono quanti attraverso il mare fuggono da situazioni di guerra e di povertà, la conferenza della migrazione del sindacato chiede che si passi dalle parole all'azione. Già nel 2013, con l'annegamento di circa 300 immigrati nel Mediterraneo, l'Europa si era detta coinvolta, ma poi non è accaduto nulla. Nel frattempo - si legge in una risoluzione approvata da Unia - sono annegati altri disperati e l'Europa litiga sulla ripartizione dei rifugiati nei vari paesi.
Qualsiasi misura volta a impedire l'arrivo di immigrati non fa altro che spingerli a cercare altre vie, più pericolose e quindi con un numero maggiore di morti, afferma ancora il sindacato. Il Consiglio federale è sollecitato ad un maggiore impegno.
Questi i suggerimenti di Unia: reintrodurre le domande d'asilo nella ambasciate; aumentare rapidamente e massicciamente i contingenti per i gruppi di rifugiati particolarmente vulnerabili; sostenere finanziariamente e in modo generoso l'accoglienza di rifugiati siriani nei paesi confinanti; ma soprattutto dichiararsi pronti ad accogliere immediatamente in Svizzera il 10% dei migranti salvati nel Mediterraneo "Per la ricca Svizzera è una quota ragionevole", conclude la risoluzione di Unia.
SDA-ATS