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BERNA - La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha deciso con 14 voti contro 11 di non dar seguito all'iniziativa parlamentare presentata da Lorenzo Quadri (Lega/TI) per potenziare il diritto alla legittima difesa. Lo comunicano oggi i Servizi del Parlamento.
Quadri aveva depositato il testo nel settembre 2016, dando come motivazione il cambio del modus operandi dei criminali che, a suo avviso, «non si accontentano più di svaligiare le abitazioni quando i proprietari sono assenti», bensì sempre più spesso «aggrediscono le famiglie nelle loro case, prendendole in ostaggio e sottoponendole a gravi minacce e violenze».
Fatti del genere - fa notare - si sono verificati con una certa frequenza in Paesi confinanti con la Svizzera quali Italia e Francia, ma anche nei Cantoni di frontiera della Confederazione. Le persone che si trovano in queste scomode situazioni non possono aspettare l'intervento della polizia: solo una loro pronta reazione ne può salvaguardare «l'integrità fisica e materiale», sostiene Quadri.
Il parlamentare ticinese ritiene che il codice penale riconosca il diritto all'autodifesa, ma in modo generico, con la conseguenza che spesso chi si è tutelato è stato messo sullo stesso piano del malvivente, venendo sottoposto a lunghe procedure giudiziarie per far valere la propria ragione.
Quadri nella sua iniziativa, sostenuta da una minoranza della commissione, propone una modifica che inverte l'onere della prova: starebbe al magistrato inquirente, se del caso, dover dimostrare che chi ha subito l'intrusione domestica ha ecceduto nel suo diritto alla legittima difesa. Il consigliere nazionale leghista chiede inoltre che la sacralità della casa possa godere di protezione giuridica accresciuta, il che, secondo lui, fungerebbe da deterrente per potenziali delinquenti.