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Il 28 maggio 1961 il domenicale britannico «The Observer» pubblicò un appello che invitatava a promuovere una campagna internazionael. Con il suo «Appeal for Amnesty» Peter Benenson esortava le persone comuni a inondare le autorità con lettere di protesta a favori dei «prigionieri dimenticati». Questo primo appello diede il via ad Amnesty International.
Un mese dopo la pubblicazione dell’appello di Benenson oltre 1’000 persone avevano aderito all’azione di protesta. Sei mesi dopo questa campagna rapida e unica si era trasformata in un movimento internazionale permanente. Un anno dopo la giovane organizzazione aveva già inviato delle delegazioni in quattro paesi e preso a carico il dossier di 210 prigionieri d’opinione. In sette paesi delle sezioni locali di Amnesty International stavano già recrutando i primi soci.
Riconoscimenti per il lavoro realizzato
Indipendenza e imparzialità sono le qualità alla base del lavoro di Amnesty International, la garanzia dell’efficacia della sua azione. Se agli inizi il suo obiettivo principale era la liberazione di prigionieri d’opinione, con il tempo l’organizzazione ha rapidamente ampliato il proprio raggio d’azione, includendo la lotta alla tortura, contro le «sparizioni» e per l’abolizione della pena di morte. Questo impegno è stato premiato nel 1977 con il Premio Nobel per la Pace e, un anno più tardi, con il Premio dei diritti dell’uomo dell’ONU.