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35 anni fa, il 25 aprile 1983 scoppiava l’ultima grande bomba di Hitler. I responsabili del settimanale tedesco «Stern» presentavano ad Amburgo davanti a 250 giornalisti della stampa internazionale la sensazione del decennio: i diari segreti di Adolf Hitler, scovati dopo rocambolesche ricerche dal reporter Gerd Heidemann che li aveva acquistati per l’astronomica cifra di quasi dieci milioni di marchi tedeschi. Tre giorni dopo, lo «Stern» iniziava a pubblicare i primi stralci tratti dai 62 volumi di diari che Hitler avrebbe redatto dal 1932 al 1945. Leggi tutto
Come tutti sanno la data della Pasqua è mobile e viene fissata nella domenica successiva al plenilunio che segue all’equinozio di primavera: quest’anno era il 27 marzo. A Pasqua i cristiani celebrano la resurrezione di Gesù morto crocifisso, secondo i racconti dei quattro evangelisti canonici Matteo, Marco, Luca e Giovanni, tre giorni prima, il Venerdì santo. Con la formula del «solus Christus», la Riforma protestante pose Gesù e la sua passione nel centro teologico, facendo diventare il Venerdì santo la festività più importante. Leggi tutto
Nella prassi del riconoscimento di Stati, la Svizzera segue il cosiddetto principio dei tre elementi, vale a dire che il riconoscimento presuppone l’esistenza di un territorio, di un popolo e di un governo legittimo.
Esattamente 50 anni fa, il 18 marzo 1968, il capo del servizio giuridico del Dipartimento federale degli affari esteri, Emanuel Diez, in un appunto confidenziale (dodis.ch/32153) riportava i risultati di una conversazione avuta con il segretario generale della Swissair riguardo agli insegnamenti da trarre dall’ultima esercitazione di difesa nazionale. In caso di guerra, la Swissair avrebbe dunque deciso di trasferire gli aeroplani a grande autonomia o in Messico, ove vigevano condizioni climatiche migliori, oppure in Canada che offriva probabilmente vantaggi politici. Infatti, già nell’ottobre del 1959, delegazioni dei due Paesi avevano concordato con uno scambio confidenziale di lettere il trasferimento temporaneo di compagnie svizzere in Canada durante una crisi internazionale (dodis.ch/17841). Leggi tutto
«La nostra corona […] con le parole scritte in lettere dorate “Il Consiglio federale svizzero”, era portata da due robusti sovietici. Dietro – scrive il Ministro di Svizzera a Mosca Camille Gorgé nel suo rapporto a Berna del 10 marzo 1953 – camminavamo io, mia moglie ed i miei collaboratori. Il corteo era particolarmente lento. Solo dopo mezz’ora […] passammo davanti alle spoglie mortali di Stalin, sdraiato, in mezzo a una moltitudine di piante verdi e di fiori, il busto leggermente rialzato in una bara foderata di seta rossa» Leggi tutto
Siamo agli inizi di marzo e a Sud delle Alpi le piante stanno per risvegliarsi. Anche per le viti è importante che la potatura invernale avvenga prima della ripresa dell’attività vegetativa. Così un proverbio della tradizione popolare avverte apoditticamente: chi fino a marzo non pota la sua vigna, perde la vendemmia. Leggi tutto
Il 9 febbraio 2013 si è concluso il 3° Congresso svizzero di scienze storiche. I lavori si sono svolti sull’arco di tre giornate e hanno visto la partecipazione di più di 850 storiche e storici che hanno seguito una novantina di sessioni e tavole rotonde con più di 450 relazioni di conferenzieri svizzeri e stranieri. Tenendo conto delle dimensioni del Paese e dell’esiguo numero di posti permanenti nella ricerca e nell’insegnamento universitario si può certamente definire quest’evento che si tiene ogni tre anni quale «gran jamboree» degli storici svizzeri. Leggi tutto
È un’organizzazione che conta 3,53 milioni di membri in Svizzera e più di 1,59 miliardi di membri in tutto il mondo; fin dai suoi albori ha avuto una forte vocazione iconografica; conosce proprie regole e precetti e chi ne esce rischia tra i suoi «amici» una delle più nefaste sanzioni, quella della scomunica e della morte sociale, escludendo così l’apostata dalla comunione di tutti i membri e privandolo di tutti i diritti e i benefici derivanti dall’appartenenza alla comunità. Leggi tutto
La catastrofe di Fukushima ha ricatapultato ai vertici della nostra consapevolezza la realtà dell’ipotesi di pianificazione del cosiddetto massimo incidente ipotizzabile. Non credo sia dunque un caso se dal marzo del 2011 la questione della sicurezza delle centrali nucleari sia stata insistentemente sollevata anche in Svizzera. Non stupisce dunque, sulla scia dalla catastrofe giapponese, la decisione politica del Consiglio federale di voler gradualmente abbandonare la produzione di energia nucleare. Non stupisce neanche che i problemi di sicurezza conosciuti fin dal 1990 della centrale nucleare di Mühleberg nei pressi di Berna siano stati in questi ultimi tre anni largamente discussi dalla stampa e siano stati anche oggetto di una decisione del Tribunale federale.
Stupisce invece quanto poco si parli di un incidente nucleare di livello 5 sul massimo di 7 della scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici che colpì la Svizzera. Leggi tutto
Oggi è il 15 gennaio e il 15 gennaio del 1858 nasceva Giovanni Battista Emanuele Maria Segatini (sic), meglio conosciuto come Giovanni Segantini, il famoso pittore di Maloja/Maloggia, l’ameno villaggio bregagliotto che si affaccia su quell’Engadina che ha immortalato in tante celeberrime opere. Di fronte alla dinastia degli artisti bregagliotti Giacometti – da Augusto e Giovanni ad Alberto, Diego e Bruno – come non credere nel genius loci e con gli artisti nazionali Ferndinand Hodler e Cuno Amiet catapultare Giovanni Segantini tra i più grandi artisti svizzeri? Leggi tutto