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BERNA - La Svizzera apprende «con grande preoccupazione» le notizie riguardanti gli incendi in Amazzonia. Le autorità affronteranno la questione con i vari Paesi interessati, ha dichiarato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Secondo esperti elvetici, le cause degli incendi in Amazzonia sono di vario genere, ha indicato il DFAE all'agenzia Keystone-ATS in una presa di posizione: oltre ai roghi appiccati intenzionalmente, vi sono anche eventi naturali capaci di far divampare focolai d'incendio, come ad esempio la siccità.
Bolsonaro manda le forze armate - Nel frattempo il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha detto che il suo governo probabilmente ricorrerà alle forze armate per combattere gli incendi nella foresta amazzonica, dopo una riunione d'urgenza del suo gabinetto di crisi tenutasi ieri notte a Brasilia. Legalmente, il capo dello Stato brasiliano può usare le forze armate per affrontare emergenze sul territorio nazionale attraverso un decreto.
Durante la riunione tenutasi nella notte scorsa a Brasilia - alla quale hanno partecipato i ministri per l'ambiente, gli esteri, la sicurezza e l'agricoltura - Bolsonaro ha ordinato a tutti i dicasteri di mobilitarsi per «monitorare e combattere gli incendi nella regione dell'Amazzonia», con l'obiettivo di «preservare e difendere la foresta amazzonica, patrimonio nazionale».
«Non è una crisi» - Il vicepresidente brasiliano, Hamilton Mourao, ha invece accusato di «malafede» i leader internazionali che cercano di «far diventare una crisi» l'aumento degli incendi nella foresta amazzonica, assicurando che sono normali nei periodi di secca. «L'Amazzonia brasiliana è al sicuro!», ha scritto Mourao su Twitter, ricordando che «io ho vissuto lì e so che gli incendi sono episodici in periodo di secca», prima di aggiungere che «cercare di trasformarli in una crisi, dimenticandosi delle tragedie che gli incendi hanno causato in Europa e negli Usa, è solo la dimostrazione della malafede di chi non sa nemmeno che i polmoni del mondo sono gli oceani, e non l'Amazzonia». Senza menzionarlo, il vicepresidente brasiliano si riferiva così al presidente francese Emmanuel Macron, che ha denunciato su Twitter che «l'Amazzonia, il polmone del nostro pianeta che produce il 20% del nostro ossigeno, è in fiamme», sostenendo che si tratta di «una crisi internazionale».