Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/65032

<h2>SubmittedText<h2><p>Il rapporto conclusivo del PNR 42+ sulle relazioni tra la Svizzera ed il Sudafrica, pubblicato di recente, solleva questioni importanti anche per le attuali relazioni tra le autorità svizzere con organizzazioni non governative.</p><p>L'analisi di Künzli e Vatter ci informa che la rappresentanza della Svizzera in Sudafrica ha ricevuto da Berna l'ordine di non avere contatti con l'ANC.</p><p>1. Di solito, quali sono le istruzioni che le rappresentanze svizzere ricevono per quel che riguarda i contatti con i movimenti democratici nel Paese in cui risiedono?</p><p>2. Quali sono i criteri per i contatti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La trasparenza è uno dei principi della Svizzera nelle misure di politica estera di promozione della democrazia. Il nostro Paese si impegna in maniera coerente e in tutto il mondo a favore del dialogo, della partecipazione e della risoluzione pacifica dei conflitti. Dunque, oltre ai rapporti con i rappresentanti degli organi esecutivi e legislativi dei Paesi in cui risiedono, le ambasciate svizzere dispongono di una serie di contatti non ufficiali con gruppi e organizzazioni della società civile. La cura di questi contatti permette di rappresentare in modo efficace gli interessi della Svizzera ed è perciò una parte imprescindibile del lavoro di una rappresentanza diplomatica. Ovviamente è necessario rispettare le condizioni della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, in particolare quelle di cui all'articolo 41 che vietano l'intromissione negli affari interni del Paese ospite. Ne deriva l'obbligo di organizzare tali contatti in modo che non possano essere interpretati quale riconoscimento ufficiale dei gruppi stessi.</p><p>Nell'ambito dell'impegno per la promozione civile della pace e dei diritti umani e per l'attuazione del diritto internazionale umanitario, nelle regioni e nei Paesi in cui esistono conflitti o sussiste l'eventualità di un conflitto, la Svizzera ha contatti con tutte le parti che vi partecipano. La trasformazione di un conflitto presuppone, tra le altre misure, di contattare i governi e le formazioni armate o meno al fine di facilitare il dialogo. I contatti di questo tipo e le offerte di dialogo hanno soprattutto lo scopo di indicare alle parti e ad altri gruppi coinvolti possibili alternative alla soluzione violenta del conflitto e di insistere affinché venga rispettato il diritto internazionale umanitario. È evidente che un dialogo di questo tipo deve comprendere anche persone e organizzazioni che fanno uso della violenza per raggiungere lo scopo prefisso. Contatti di questo tipo devono essere portati avanti con la necessaria prudenza e con il consenso della Centrale del DFAE.</p>  Risposta del Consiglio federale.