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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Mentre il metodo HAGENBACH-BISCHOFF, applicato attualmente a livello federale, si fonda sul principio della rappresentatività locale, secondo il quale ogni mandato attribuito in ogni circondario elettorale deve rispecchiare la volontà del maggior numero di elettori, il metodo del divisore doppiamente proporzionale e con arrotondamento standard, discusso attualmente a Zurigo e sviluppato dal celebre Professor FRIEDERICH PUKELSHEIM (Augsburg) sulla base del metodo di attribuzione dei seggi WEBSTER/SAINTE-LAGUË si prefigge essenzialmente di conferire a livello statale globale, un peso uguale a ogni voto espresso; in altri termini tutti gli elettori devono avere lo stesso influsso sulla composizione del Parlamento. In futuro, i piccoli Cantoni con meno elettori dovranno avere lo stesso influsso sull'occupazione di un singolo seggio in Consiglio nazionale dei Cantoni più popolosi con molti elettori.</p><p>L'obiettivo del metodo del divisore doppiamente proporzionale e con arrotondamento standard consiste perciò nel ridurre al minimo la differenza tra i gruppi le cui preferenze esercitano un'influenza più marcata e quelli le cui preferenze hanno un impatto minimo sul risultato delle votazioni. Questo obiettivo è raggiunto, ripartendo in un primo tempo i 200 seggi del Consiglio nazionale tra le liste congiunte dello stesso nome secondo il metodo del divisore proporzionale con arrotondamento standard (metodo WEBSTER/SAINTE-LAGUË). Questo metodo presuppone una chiarificazione fondamentale a livello nazionale del paesaggio politico (uniformazione dei nomi).</p><p>Per questa ripartizione dei seggi è necessaria una chiave di ripartizione elettorale a livello nazionale che, indipendentemente dall'arrotondamento usuale (per difetto o per eccesso), non attribuisca un numero superiore o inferiore di seggi rispetto ai 200 seggi disponibili in partenza. Questa procedura è successivamente ripetuta in modo che per ogni gruppo di liste e tenendo conto di tutti i Cantoni, sia calcolato un nuovo divisore che, applicato ai voti dei partiti di un gruppo di liste, permetterà di ottenere il numero di seggi di questo gruppo di liste per Cantone e per l'insieme della Svizzera. La difficoltà di questo sistema risiede nella determinazione, molto complessa e onerosa, della chiave di ripartizione elettorale e del divisore dei gruppi di liste ("adeguamento proporzionale iterativo" e "graduazione alternata"). Secondo PUKELSHEIM, le modalità di tale calcolo che si estendono su oltre 130 pagine presuppongono inevitabilmente un programma informatico.</p><p>Il professor PUKELSHEIM stesso, che ha elaborato la struttura finale del metodo, ha insistito sul fatto che ogni voto espresso potrà avere la stessa portata, e quindi portare a un'equa ripartizione dei seggi, solo se in ogni circondario elettorale vi sarà almeno il doppio dei seggi da attribuire rispetto alle liste presentate. A livello federale, ciò significa che per la dozzina di gruppi rappresentati in Parlamento, tutti i circondari elettorali dovrebbero comprendere almeno il numero attuale di seggi del Cantone di Berna (26). Tale condizione è in forte contrasto con le disposizioni costituzionali secondo cui ogni Cantone forma un circondario elettorale (art. 149 cpv. 3 Cost.) e ha diritto a un seggio (art. 149 cpv. 4 Cost.) e il Consiglio nazionale è composto di 200 deputati (art. 149 cpv. 1 Cost.), nonché con il fatto che durante gli ultimi trent'anni il numero dei Cantoni che dispongono di un solo seggio sia aumentato (attualmente UR, OW, NW, GL, AR e AI).</p><p>Rendendo poco attraenti e superflue le congiunzioni e sotto-congiunzioni di liste ed evitando quindi la dispersione delle liste, il "metodo del divisore doppiamente proporzionale e con arrotondamento standard" avrebbe certamente il vantaggio di semplificare il diritto in materia elettorale. Tuttavia, il complesso calcolo dei divisori potrebbe pregiudicare la trasparenza che è una condizione essenziale per instaurare un'ampia fiducia in tutte le decisioni democratiche.</p><p>Tuttavia, se il professor PUKELSHEIM stesso ritiene che la ripartizione dei seggi mediante il nuovo metodo sia straordinariamente simile ai risultati ottenuti secondo il metodo attuale e che quest'ultimo in fin dei conti non sia così pessimo, l'applicazione di un nuovo modello sembra essere problematica visti gli investimenti necessari in materia di programmazione informatica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.