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In Svizzera, il finanziamento della disattivazione delle centrali nucleari e dello smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la loro messa fuori servizio è assicurato da due fondi indipendenti: il Fondo di disattivazione e il Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Entrambi i fondi sono alimentati con contributi versati dagli esercenti degli impianti i quali, secondo la legge federale sull'energia nucleare, sono tenuti ad assumersi tale onere.
Gli studi sui costi costituiscono la base per il calcolo dei contributi; ai sensi dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento (OFDS), essi devono essere aggiornati ogni cinque anni in base alle più recenti conoscenze scientifiche. L'ultimo studio sui costi risale al 2011. Lo studio 2016, svolto da swissnuclear secondo le prescrizioni dell'OFDS, costituisce la base per il calcolo dei contributi a carico degli esercenti per il periodo di tassazione 2017-2021.
Nei prossimi mesi l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare esaminerà gli aspetti dello studio relativi alla sicurezza tecnica. Gli aspetti finanziari saranno valutati da esperti indipendenti su mandato dei fondi. I risultati di questi esami saranno disponibili verso la fine del 2017. Presumibilmente nel corso del 2018, su proposta della Commissione amministrativa dei fondi, il DATEC stabilirà l'entità dei costi di disattivazione e di smaltimento. Tale Commissione fisserà quindi gli importi definitivi dei contributi che gli esercenti saranno tenuti a versare nel periodo di tassazione 2017 - 2021.