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Un video promozionale, anche se la Leica smentisce che si tratti di una pubblicità ufficiale e si dice dispiaciuta "per il malinteso", rischia di costare caro all'azienda tedesca produttrice di apparecchi fotografici proprio nel suo principale mercato di espansione, la Cina, dove fornisce fra l'altro le lenti per i telefonini Huawei. Il filmato dura 5 minuti e si intitola "The Hunt", ovvero la caccia, e presenta alcuni reporter nel pieno del loro pericoloso lavoro.
Uno è raffigurato mentre di nascosto immortala una scena entrata nella storia: quella del giovane manifestante che da solo ferma i carri armati su Piazza Tienanmen. Militari cinesi lo fermano e lo torchiano, ma non riescono a impedirgli di portare a termine il suo lavoro.
Era il 1989 e nell'imminenza del trentesimo anniversario della protesta, di cui ancora non si conosce il vero bilancio, le reazioni sui social sono state veementi. Non mancano anche le lodi, ma prevalgono le critiche e l'hashtag "Leica insulta la Cina" è diventato virale, tanto che Weibo (l'equivalente di Twitter) ha deciso di censurare il video e migliaia di messaggi che lo contenevano.