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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione secondo la quale la situazione della sicurezza in Europa è considerevolmente cambiata nel corso degli ultimi anni, per cui la Svizzera deve rivedere la sua posizione nell'ambito della politica di sicurezza. Il nuovo rapporto sulla politica di sicurezza, presentato il 7 giugno 1999, si ispira pertanto al motto "Sicurezza attraverso la cooperazione". All'alba del nuovo millennio, la politica di sicurezza del nostro Paese deve concentrare i suoi sforzi sull'ottimizzazione della collaborazione fra tutti gli strumenti di politica di sicurezza all'interno del Paese nonché sul rafforzamento della collaborazione con gli altri Stati e le organizzazioni internazionali per quanto concerne la prevenzione dei conflitti e la riduzione dei rischi in materia di politica di sicurezza. Il rapporto sulla politica di sicurezza contiene le linee direttive per la cooperazione fra i vari strumenti di politica di sicurezza e definisce le condizioni strategiche quadro per la loro elaborazione. </p><p>Per quanto riguarda le singole proposte contenute nella mozione, il Consiglio federale si esprime come segue:</p><p>1. Prima del reclutamento, ogni cittadino svizzero soggetto al servizio di leva riceve un prospetto nel quale sono contenute informazioni circa le varie possibilità di adempimento dell'obbligo militare nonché informazioni sul servizio civile. Materiale informativo complementare è a disposizione degli ufficiali di reclutamento. Inoltre, il Servizio civile della Confederazione gestisce un'ampia pagina Internet. L'informazione sul servizio civile all'attenzione dei capi sezione nei Comuni potrebbe invece essere migliorata senza che per questo occorra modificare la legge sul servizio civile. Siccome però non vi è libertà di scelta fra il servizio militare e il servizio civile, i servizi federali non possono impegnarsi in campagne pubblicitarie a favore di quest'ultimo.</p><p>2. Per quanto riguarda la cerchia di persone che possono essere ammesse a prestare servizio civile, occorre fare la seguente distinzione:</p><p>a) Il servizio civile è un servizio sostitutivo del servizio militare, cosa che emerge chiaramente dal testo tedesco della Costituzione federale. Esso è pertanto accessibile soltanto alle persone tenute a prestare servizio militare. Senza una revisione della Costituzione non è pertanto possibile estendere il servizio civile ad altre persone, per esempio alle donne, agli stranieri o ai volontari.</p><p>b) L'ammissione al servizio civile di persone inabili al servizio militare non è esclusa a priori. Se in avvenire essa sarà possibile, dipende tuttavia dal modo in cui verrà disciplinato il futuro sistema dell'obbligo di prestare servizio sulla base della Costituzione in vigore. Questo nuovo sistema dovrà rispondere ai bisogni della popolazione e, in primo luogo, soddisfare le esigenze, in termini di personale, dell'esercito, della protezione civile o della protezione della popolazione e degli altri strumenti della politica di sicurezza. Le esigenze in termini di personale dipenderanno dai mandati che saranno conferiti ai vari strumenti - i quali andranno definiti sulla base del rapporto sulla politica di sicurezza 2000 - nonché dalla dottrina alla quale si ispireranno. Solo quando i relativi lavori preparatori saranno stati conclusi si potrà determinare se, oltre agli obiettori di coscienza, potranno essere ammesse al servizio civile anche altre categorie di persone soggette, in linea di principio, al servizio militare. Il futuro sistema dell'obbligo di prestare servizio dovrà essere concepito in modo da risultare il più semplice possibile: in altri termini, esso non dovrà gravare sullo Stato, sui suoi cittadini e sull'economia più del necessario. Esso dovrà rispondere a nuovi bisogni o mirare a nuovi obiettivi solo nella misura in cui ne sarà stata dimostrata l'assoluta necessità e il carattere altamente prioritario.</p><p>3. L'attuale durata del servizio civile è pari a 1,5 volte la durata complessiva dei giorni di servizio militare non ancora prestati. Questa regola tiene conto in primo luogo degli orari di lavoro civili osservati nell'ambito del servizio civile. Essa intende garantire che le persone che prestano servizio militare e quelle che prestano servizio civile siano impiegate un numero di ore più o meno equivalente. Allo stato attuale non è possibile stabilire se il fattore 1,5 sarà applicato a lungo termine o se sarebbe più appropriato un fattore inferiore. Tale questione dipende sostanzialmente dalla struttura del futuro modello dell'obbligo di prestare servizio. Al riguardo si dovrà tenere conto, fra l'altro, della durata del servizio ordinario nell'ambito del nuovo sistema di protezione della popolazione nonché del futuro ruolo della tassa d'esenzione dall'obbligo militare.</p><p>4. La determinazione dei mezzi finanziari a disposizione del servizio civile avviene nell'ambito del bilancio ordinario e non può in alcun modo essere influenzata da una revisione della legge sul servizio civile (LSC). Anche l'utilizzazione dei mezzi provenienti dal fondo di solidarietà non può essere disciplinata nel quadro della LSC.</p><p>5. Nel 1994/1995, le Camere federali hanno chiaramente respinto proposte che miravano a inserire il promovimento della pace nel campo d'attività del servizio civile. Esse intendevano in tal modo opporsi all'opinione secondo cui il servizio civile servisse la causa della pace e il servizio militare quella della guerra. Anche la proposta di impartire alle persone soggette all'obbligo di prestare servizio civile una formazione imperniata su questioni civiche, e in particolare sulle tecniche di gestione non violenta dei conflitti, era stata respinta per paura di una minaccia d'indottrinamento politico. </p><p>Preoccupazioni in tal senso sono attualmente solo in parte giustificate: da un lato, il promovimento della pace è considerato oggi nonché per il futuro uno dei compiti principali riconosciuti dell'esercito. Dall'altro, una buona parte del servizio civile viene prestato in campo sociale e mira, in un senso più ampio, a sostenere le cerchie più bisognose della popolazione. Tali impieghi possono senz'altro essere considerati come lavori pratici in favore della pace nel nostro Paese in quanto favoriscono la comprensione fra le varie cerchie della popolazione e fra le diverse generazioni. Se a lungo termine le persone che prestano servizio civile dovranno essere formate non solo in vista dei lavori che verranno loro affidati ma anche in altri ambiti, dipende dai compiti che incomberanno al servizio civile nonché dalla misura in cui, in futuro, il promovimento della pace sarà parte integrante della formazione militare. I nuovi piani direttori dell'esercito e della protezione della popolazione nonché il concetto relativo al servizio civile dopo il 2000 forniranno maggiori delucidazioni in proposito. Quest'ultimo dovrà altresì chiarire se, in avvenire, l'impegno politico del servizio civile a favore della pace nel Paese e all'estero dovrà essere esteso.</p><p>6. La cooperazione allo sviluppo, l'aiuto umanitario e l'aiuto in caso di catastrofe rientrano già oggi nei campi d'attività riconosciuti del servizio civile. Su questo punto, una revisione della legge non è perciò necessaria. Gli impieghi in tali campi devono tuttavia soddisfare esigenze professionali elevate. Siccome essi possono essere affidati solo in misura limitata a personale non specializzato o a personale ausiliario, sino ad oggi sono relativamente poche le persone che prestano servizio civile in questi settori. Per quanto concerne gli impieghi all'estero, essi comportano rischi più elevati e possono pertanto essere autorizzati solo dopo un accurato esame della situazione. Il concetto relativo al servizio civile dopo il 2000 stabilirà se e in quale forma sarà necessario organizzare un numero maggiore di impieghi di servizio civile all'estero, segnatamente impieghi di gruppo negli ambiti della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto in caso di catastrofe.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.