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Trattato concluso dagli otto primi cant. della Confederazione il 22.12.1481 e che, completato dal patto di alleanza con Friburgo e Soletta stipulato lo stesso giorno, pose fine alla crisi degli anni 1477-81, legata al processo di ricerca di una coesione conf. Reagendo alla spedizione della Folle vita condotta nel febbraio del 1477 da un corpo franco di ca. 2000 uomini della Svizzera centrale verso il Paese di Vaud e Ginevra, i cant. urbani di Zurigo, Berna e Lucerna stipularono un trattato di comborghesia perpetua con Friburgo e Soletta. Questa alleanza cittadina fu aspramente combattuta dai cant. rurali, e spec. dai Paesi forestali. In particolare Obvaldo si oppose all'adesione di Lucerna, cercando di sfruttare il malcontento degli ab. dell'Entlebuch per attaccare Lucerna nella sua posizione di signore territoriale di quella regione (affare Amstalden, 1477-78). Le trattative fra cant. urbani e rurali permisero di superare la crisi con due trattati volti a sostituire l'alleanza separata fra le città. Da un lato la convenzione fra gli otto cant. conf., che teneva conto dei motivi che avevano portato ai patti di comborghesia, doveva regolamentare le questioni di politica costituzionale attraverso disposizioni contro le diverse forme di libero ricorso alla forza. Dall'altro gli otto cant. erano invitati a stipulare un trattato di un'alleanza con Friburgo e con Soletta.
La svolta decisiva si ebbe alla Dieta di Stans, riunitasi il 30.11.1481, in cui venne presentato un progetto probabilmente già elaborato sotto l'influenza di Nicolao della Flüe (Mediazione federale). Il testo proposto per la convenzione, sottoposto durante la prima metà di dicembre, riscosse il consenso dei dieci cant., mentre il progetto di un patto d'alleanza fu respinto dai cant. della Svizzera centrale. Solo una seconda mediazione dell'eremita del Ranft permise di giungere a un'intesa nella Dieta di Stans riunitasi tra il 18 e il 22 dicembre. In negoziati separati con i deputati dei cant. primitivi, gli inviati di Soletta erano riusciti a rimuovere l'ultimo ostacolo a un'adesione unanime, aggiungendo una clausola che conferiva alle città di Friburgo e Soletta uno statuto più vicino a quello di Paesi alleati che di cant. a pieno titolo. La versione definitiva della convenzione conf. accolse senza variazioni tutte le norme già previste dalla bozza del 30 novembre; solo il preambolo fu sostituito con un testo più breve. Per i suoi riferimenti a istruzioni e richieste provenienti "dalla bocca di Dio", la prima versione dell'introduzione sembra una trascrizione libera di un sermone di Nicolao della Flüe, che si era rivolto di persona ai partecipanti alla Dieta durante i negoziati di novembre. Ci si può chiedere se quelle parole di monito fossero state anteposte alla bozza per motivi tattici, nell'intento di influenzare coloro che nei cant. urbani e rurali avrebbero dovuto pronunciarsi sulle proposte. Nel preambolo definitivo manca comunque qualsiasi accenno a volontà o comandamenti divini. La convenzione di Stans confermava gli accordi precedenti della Carta dei preti e della convenzione di Sempach, condannava la "violenza arbitraria", vietava alla pop. di radunarsi all'insaputa e senza il permesso delle autorità e obbligava i cant. a prestarsi reciproca assistenza in caso di disobbedienza, di insubordinazione o pubblica defezione dei sudditi. Altre clausole, conseguenza delle guerre di Borgogna, disciplinavano la spartizione dei bottini di guerra, accordando per esempio ai cant. un'equa divisione dei territori e dei diritti signorili conquistati e del bottino di guerra in proporzione alle truppe impiegate. Che l'intervento di Nicolao della Flüe nel dicembre del 1481 abbia evitato lo scoppio di una guerra civile è una leggenda.
Bibliografia
– E. Walder, Das Stanser Verkommnis: Ein Kapitel eidgenössischer Geschichte neu untersucht, 1994
Autrice/Autore: Ernst Walder / vfe