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Le difficoltà legate alle perdite subite in relazione alle vicende che hanno travolto i fondi Greensill e, soprattutto, Archegos (4,4 miliardi) continuano a pesare sul Credit Suisse. La seconda banca svizzera anche nel secondo trimestre 2021 ha risentito della situazione. Dopo che tra gennaio e marzo aveva registrato una perdita, è tornata in utile. Il profitto ha raggiunto i 253 milioni di franchi, mentre nello stesso periodo dello scorso anno era stato di quasi 1,16 miliardi.
Dalla nota diffusa giovedì emerge che i risultati non sono in calo solo per l'impatto del fallimento di Archegos (o per i costi legati alla liquidazione dei fondi Greensill ). Al netto degli eventi straordinari, l'utile ante imposte sarebbe stato di 1,3 miliardi di franchi svizzeri, con una flessione dell'11%. Credit Suisse ha infatti pure registrato una riduzione dei ricavi nella sua attività principale di gestione patrimoniale, con entrambe le divisioni colpite, così come nella sua unità di investment banking.
L'asset management ha generato ricavi più elevati rispetto a un anno fa, mentre i ricavi dell'istituto universale attivo in Svizzera, fiore all'occhiello del gigante bancario, sono rimasti stabili.
Gli attivi gestiti dal gruppo hanno raggiunto la cifra primato di 1'600 miliardi di franchi.