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Il sangue materno e quello fetale, in una situazione di normalità, non vengono mai direttamente a contatto nel corso della gravidanza. Uno degli esami che si eseguono all'inizio della gravidanza è il gruppo sanguigno materno.
Questo serve in quanto, se avesse il fattore Rhesus negativo, la madre potrebbe immunizzarsi nei confronti del feto con fattore Rh positivo nel caso in cui, per situazioni patologiche o fisiologiche (il parto), le due circolazioni entrassero in contatto diretto.
Normalmente se questo avviene in tarda epoca di gravidanza il problema riguarda più che altro un'eventuale futura gravidanza (memoria immunitaria che andrebbe ad agire sul nuovo feto se Rh positivo). Per situazioni patologiche intendiamo: perdite di sangue abbondanti o meno in gravidanza, cadute/colluttazioni durante le quali potrebbe essere avvenuto un danno alla placenta.
Per evitare che il sistema immunitario materno aggredisca le cellule fetali si interviene facendo l'immunoprofilassi, che consiste in una puntura intramuscolare. Questa viene fatta intorno alla 25° settimana di gravidanza e al parto a tutte le madri con fattore Rh negativo come prevenzione non potendo sapere con certezza il gruppo sanguigno fetale. In caso di situazioni patologiche come quelle sovramenzionate l'immunoprofilassi si esegue entro 72h.