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I piani d'emergenza di tre grandi banche svizzere su cinque non adempiono ai requisiti di legge. Lo rileva un rapporto pubblicato oggi dall'autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma), che promuove solo UBS e Credit Suisse. Rimandate invece PostFinance, Raiffeisen e la Banca cantonale di Zurigo.
- RG 12.30 del 25.02.2020 Il servizio di Johnny Canonica
L'unico piano giudicato pienamente attuabile a fine 2019, precisa un comunicato, è quello di Credit Suisse, perché anche quello di UBS, pur soddisfacendo le disposizioni legali, presenta ancora alcuni impegni della banca che vengono giudicati troppo elevati.
Per quanto riguarda gli altri tre istituti finanziari ritenuti rilevanza sistemica e orientati al mercato interno, la Finma riconosce alla Banca cantonale di Zurigo di aver allestito un piano plausibile, in cui spiega in che modo, in caso di crisi, le risorse necessarie negli ambiti di capitale e liquidità possono essere integrate. Mentre per PostFinance e Raiffeisen invece, manca un progetto concernente lo sviluppo dei fondi in grado di assorbire le perdite durante una crisi.
Gli istituti in questione vengono definiti "too big to fail", ovvero troppo importanti per fare fallimento e, stando al direttore della Finma Mark Branson, l'esistenza di piani d'emergenza applicabili è cruciale per la stabilità della piazza finanziaria.