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Il 7 novembre 2010 il governo militare in Myanmar ha permesso per la prima volta dopo 20 anni di eleggere i rappresentanti del Parlamento composto da due Camere e i 14 governi delle province. 37 partiti politici e 82 candidati indipendenti hanno partecipato alle elezioni. Già prima delle elezioni il governo svizzero ha espresso al governo del Myanmar la sua preoccupazione riguardo alla procedura antidemocratica e scorretta in cui esse si sono svolte. Le condizioni eccessive per la scelta dei candidati e l’importante limitazione della libertà di riunione e di espressione non hanno permesso ai partiti dell’opposizione di partecipare in modo leale alla lotta elettorale. I risultati delle elezioni devono essere valutati in questo contesto.
La Svizzera chiede al governo del Myanmar di agire affinché queste elezioni pluripartitiche diano inizio a un processo che, tenendo conto di tutti i partiti e i gruppi politici, scaturisca successivamente in una forma di governo democratica basata sullo Stato di diritto e sul rispetto dei diritti umani. Esorta il governo del Myanmar a liberare immediatamente tutti i prigionieri politici, tra cui anche Daw Aung San Suu Kyi, e a iniziare un dialogo serio e aperto con tutti i partiti politici e i gruppi etnici.
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