Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01087.jsonl.gz/47

Mentre le palline da tennis volano per il 100° anno sopra la rete dello Swiss Open di Gstaad, swissinfo.ch ripercorre gli alti e i bassi della storia del torneo, analizza i suoi effetti sul turismo e osserva le sfide inattese poste dall’organizzazione di una competizione tennistica mondiale in un piccolo villaggio di montagna a mille metri sul mare.
«Gli inglesi arrivano!», avranno gridato gli imprenditori svizzeri all’inizio del XX secolo quando la ferrovia si arrampicò sulle Alpi e le attraversò, ponendo le basi per un boom turistico che avrebbe modificato il paesaggio montano.
Nel dicembre del 1904, la ferrovia tra Montreux e l’Oberland bernese raggiunse l’idilliaco villaggio di Gstaad tra le montagne del canton Berna. Gli alberghi sorsero come funghi; nel 1913 aprì i battenti il maestoso Gstaad Palace Hotel.
Swiss Open 2015
Il 100° Swiss Open di Gstaad si terrà dal 25 luglio al 2 agosto.
Tra gli eventi speciali c’è l’incontro del 26 luglio alle 14.30 tra alcuni grandi giocatori del passato, come Ilie Nastase, Alex Corretja e Roy Emerson.
Al torneo partecipano due giocatori classificati tra i migliori 15 al mondo.
Il monte premi totale ammonta a 458'000 franchi.Fine della finestrella
«Dovevamo però fornire degli intrattenimenti a questi turisti», nota Julien Finkbeiner, vice-direttore dello Swiss Open Gstaad. «Poiché buona parte di loro proveniva dall’Inghilterra, fu naturale costruire tre campi da tennis vicino all’albergo. Da lì cominciò tutto».
Il torneo fu subito un successo. «Il torneo di tennis di Gstaad ha goduto sabato, nella sua giornata conclusiva, di un’indescrivibile splendore estivo sui campi del magnifico Gstaad Palace», scrisse il foglio locale Anzeiger von Sarnen. «La sera, giocatori e appassionati delle danze si sono riuniti nella grande sala del Winter Palace per il ballo finale».
Dopo la seconda guerra mondiale, il villaggio consolidò la sua reputazione di eleganza ed esclusività, diventando un discreto luogo di svaghi per star del calibro di Brigitte Bardot, Liz Taylor e Grace Kelly, e questo a sua volta diede nuovi impulsi alla reputazione del torneo.
«Poiché all’epoca viaggiare non era tanto facile, molti giocatori australiani, che allora erano tra i migliori al mondo, andavano in Inghilterra [per il torneo di Wimbledon] e non tornavano immediatamente in Australia. Si fermavano in Europa e giocavano a Gstaad», dice Finkbeiner. «A quei tempi non era tanto usuale che i giocatori di tennis alloggiassero in alberghi a cinque stelle come il Palace».
Un’ulteriore attrazione del torneo era data dalla possibilità di prendersi un rivincita per una sconfitta subita a Wimbledon, torneo che si è sempre tenuto poche settimane prima di quello di Gstaad. La competizione svizzera è del resto spesso definita «la Wimbledon delle Alpi», anche se i campi sono di terra e non di erba.
«Nel 1958 la finale di Gstaad fu la stessa di quella di Wimbledon. Sarebbe come ritrovare Djokovic e Federer nella finale di Gstaad!», dice Finkbeiner in tono speranzoso.
Problemi di altitudine
Giocato a 1050 metri sopra il livello del mare, lo Swiss Open di Gstaad è il torneo ATP (Association of Tennis Professionals) più alto d’Europa. L’open più alto del mondo è quello che si gioca a Quito, a 2850 m.s.m.
«In termini di organizzazione, non dobbiamo affrontare sfide particolari a causa dell’altezza. Potrebbe nevicare, ma per fortuna negli ultimi dieci anni non abbiamo avuto neve», dice Finkbeiner.
«La sfida più grande era ed è quella che devono affrontare i giocatori, perché le palle volano più in alto e più lontano. Vent’anni fa era una grande sfida, a causa del materiale [nel 2002 sono stati introdotti nuovi tipi di palla]. All’epoca ricevevamo le palle di solito già due o tre mesi prima del torneo e dovevamo aprire tutte le scatole, in modo che la pressione all’interno della palla corrispondesse a quella esterna. Era un trucco per rendere più morbide le palle».
Se si passeggia per le vie di Gstaad durante la settimana tennistica, si è colpiti non dalle palle vaganti, ma dall’atmosfera di festa del villaggio. Come dice Finkbeiner, «non è un torneo cittadino come a Basilea o Ginevra. È come andare in vacanza. Un giorno di sole a Gstaad è uno dei più bei scenari al mondo».
La leggenda del tennis Roy Emerson è d’accordo. «Quando ho giocato qui per la prima volta negli anni Cinquanta, non riuscivo quasi a concentrarmi», ha scritto il vincitore di cinque trofei di Gstaad (un record). «Perché no? Perché stentavo a credere quanto fosse bello tutto ciò: le montagne, il treno che girava intorno al campo da gioco e che fischiava quando lanciavi in alto la palla per servire, le belle case di legno…».
Coinvolgimento locale
È questa intimità, tuttavia, che pone le maggiori sfide agli organizzatori. «Il torneo si svolge proprio in mezzo al villaggio, circondato dagli chalet, e un metro quadrato è piuttosto costoso», osserva Finkbeiner. «Siamo riusciti a costruire uno stadio da 5000 posti, ma abbiamo bisogno di un’area di ristoro, di trasporti pubblici, di parcheggi, ecc. Si parcheggia in un prato dove normalmente pascolano le mucche da latte! Siamo davvero parte della vita quotidiana di Gstaad. Tutti gli abitanti di Gstaad hanno lavorato almeno una volta per il torneo».
Martin Bachofner, direttore di Gstaad Turismo, concorda: «Senza il lavoro di molti volontari, questo torneo non potrebbe aver luogo. La reputazione di cui gode oggi il torneo è frutto di decadi di esperienza».
Non sempre è andato tutto a gonfie vele. Nel corso degli anni Swiss Open Gstaad ha avuto alcuni problemi finanziari e qualche volta ha rischiato il fallimento, nel 1965, nel 2001 e nel 2005.
«Ci sono stati alcuni problemi finanziari nel 2004-2005, dovuti a una pessima gestione», ammette Finkbeiner. «La nostra azienda e il comune di Gstaad hanno rilevato il torneo e nel 2006 lo hanno salvato. Allora la sopravvivenza del torneo è stata messa in discussione, ma grazie alla popolazione e al sostegno locali siamo riusciti a riportarlo con relativa facilità in acque tranquille».
Valore aggiunto
Lo Swiss Open di Gstaad è il più grande torneo di tennis del mondo se messo in relazione alla popolazione locale, che oscilla tra i 7000 abitanti (compresi i villaggi vicini di Saanen e Schönried) e i 40'000 quando il circuito tennistico arriva in paese.
«I pernottamenti aumentano di 5000 unità grazie al torneo di tennis», dice Bachofner. Il motivo per cui questa cifra non è più alta è che circa due terzi degli spettatori sono svizzeri che si fermano nel villaggio solo durante il giorno.
«L’università di Berna ha compiuto uno studio alcuni anni fa, rilevando che il valore aggiunto del torneo di tennis equivale a circa 10 milioni di franchi, compresi pernottamenti, pasti nei ristoranti, shopping ecc.», aggiunge il direttore dell’ufficio turistico locale.
Quando nel 2013 Roger Federer ha interrotto il suo esilio autoimposto da Gstaad (dove ha debuttato come giocatore professionista nel 1998 e ha vinto nel 2004), «è stata una cosa pazzesca, davvero incredibile», dice Bachofner. «Le prenotazioni sono aumentate del 50%».
Traduzione di Andrea Tognina, swissinfo.ch