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- 05.10.2006
- Terremoto Kashmir
Un anno fa un terribile terremoto sconvolgeva vaste zone del Kashmir pakistano e indiano, causando 73'000 morti, altrettanti feriti e lasciando 3 milioni di persone (fra le quali molti bambini) senza un alloggio. Fino alla fine dello scorso anno la Catena della Solidarietà ha raccolto 12 milioni di franchi. Sei fra i suoi partner hanno speso, essenzialmente in aiuti urgenti, un totale di 9,6 milioni di franchi. Sono state aiutate 200'000 persone con alloggi provvisori (migliaia di tende e di tetti in lamiera), coperte di lana, abiti per bambini, stufe e servizi sanitari.
Ora le opere assistenziali si stanno dedicando alle realizzazioni definitive e in particolare alla ricostruzione. Ancora un anno dopo il terremoto per decine di migliaia di allievi l’insegnamento scolastico è impartito all’aperto o sotto le tende. Caritas sta per avviare la costruzione di venti scuole complete di mobilio e servizi igienici. Anche l’Aiuto delle Chiese protestanti si concentra sulla costruzione di sette scuole e sull’approvvigionamento di acqua per 15 villaggi. La Croce Rossa Svizzera si sta impegnando con investimenti per due milioni di franchi nella ricostruzione degli acquedotti nelle zone nordoccidentali e nella costruzione di scuole e di ospedali. Con la collaborazione di volontari della Mezzaluna Rossa, inoltre, si stanno costruendo servizi igienici che dovrebbero scongiurare le epidemie.
Dal canto suo, Handicap International si sta occupando di un migliaio di persone che sono rimaste invalide a causa di amputazioni e di altre 700 colpite da apraplegia o tetraplegia. Per soccorrere queste persone sono state formate 57 persone in Pakistan. La Fondazione Terre des Hommes si sta prendendo cura di bambini e di famiglie che hanno subito traumi psicologici in seguito alla catastrofe.
Grazie alla generosità internazionale molte vittime del terremoto sono riuscite a superare l’ultimo inverno, ma anche per l’inverno che sta per iniziare occorrono nuovi sforzi per combattere malattie e mortalità.