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La tv pubblica svizzero tedesca SRF ha annunciato oggi che a partire dalla metà di gennaio taglierà 66 posti di lavoro a tempo pieno. Per favorire il passaggio al digitale saranno contemporaneamente creati 89 nuovi posti di lavoro.
La direttrice di SRF, Nathalie Wappler, ha informato oggi il personale, nel corso di una diretta in streaming, sulle prossime tappe dell'annunciato programma di riduzione dei costi dell'emittente pubblica.
Informazioni più precise saranno comunicate ai dipendenti a partire dalla metà di gennaio, quando scatteranno anche i primi licenziamenti. L'obiettivo - ha detto la direttrice - non è solo di ridurre i costi dovuti al crollo degli introiti pubblicitari causati dalla pandemia. SRF vuole diventare un'azienda mediatica più moderna e con più contenuti digitali.
Nei prossimi due anni, SRF prevede di eliminare complessivamente 211 posti di lavoro e creare contemporaneamente 95 impieghi con nuove funzioni. Il bilancio è di 116 posti in meno. Non è chiaro quanti dipendenti potranno passare da una funzione "vecchia" a una "nuova", ha detto oggi la direttrice Wappler.
Per i dipendenti licenziati è previsto un piano sociale. Le trattative tra la SSR e il Sindacato svizzero dei media (SSM) sono in corso. Le parti dovrebbero informare in proposito a metà dicembre.