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GovernoCF: Ucraina, nessuna revoca dello statuto S per i profughi
mp, ats
9.11.2022 - 14:15
Lo statuto di protezione S per i profughi provenienti dall'Ucraina non sarà revocato prima del 4 marzo 2024, salvo se la situazione cambierà radicalmente prima di allora.
9.11.2022 - 14:15
SDA
Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, precisando che le misure di sostegno a favore dei titolari dello statuto S vengono prorogate di un anno.
In seguito all'aggressione militare russa contro l'Ucraina, il 12 marzo 2022 il Consiglio federale aveva attivato lo statuto di protezione S per le persone in fuga dal Paese dell'Europa dell'Est. Tale permesso serve a fornire protezione provvisoria durante una situazione di grave pericolo generale. Dall'attivazione, più di 67'000 persone provenienti dall'Ucraina hanno ottenuto protezione in Svizzera, indica una nota governativa odierna.
L'esecutivo ha ribadito oggi che la condizione per l'abrogazione è una stabilizzazione duratura della situazione in Ucraina, e quindi l'assenza di una situazione di grave pericolo. I recenti sviluppi mostrano che al momento una tale stabilizzazione non è vicina; ci si attende ancora ad atti bellici su tutto il territorio ucraino.
Proroga crea sicurezza nella pianificazione
Il Consiglio federale ha pertanto deciso di non revocare lo statuto S prima del 4 marzo 2024, salvo se la situazione in Ucraina si stabilizzi in modo duraturo. Ciò crea chiarezza per le persone in cerca di protezione, i Cantoni, i Comuni e i datori di lavoro.
Già a metà ottobre l'UE ha comunicato che, vista l'attuale situazione in Ucraina, intende prorogare la protezione provvisoria fino alla primavera 2024. Stando a Bruxelles e Berna, una prossima e duratura stabilizzazione è infatti improbabile.
Proroga del sostegno e dei permessi
Poiché, diversamente dallo statuto di protezione S, i relativi permessi sono validi solo un anno, il Governo invita i Cantoni a prorogarli di un altro anno. Inoltre, ha deciso di protrarre fino al 4 marzo 2024 le misure di sostegno specifiche a favore dei titolari dello statuto S, decretate per la prima volta il 13 aprile 2022.
La Confederazione partecipa a queste misure con un contributo di 3'000 franchi per persona all'anno, versato ai Cantoni in modo scaglionato. Tale contributo supplementare serve in particolare a promuovere l'apprendimento della lingua, affinché le persone in cerca di protezione possano iniziare rapidamente un lavoro e partecipare alla vita sociale.
Ciò consente sia di garantire la capacità al ritorno sia di ridurre i costi dell'aiuto sociale. Secondo le informazioni fornite dai Cantoni, il sostegno ha dato buoni risultati nella situazione di crisi, precisa l'esecutivo.
Preparativi per la revoca e il rimpatrio
Lo statuto S è stato concepito dal legislatore in modo da essere orientato al rimpatrio. Non appena la situazione di grave pericolo generale cesserà, lo statuto di protezione sarà revocato e le persone in questione dovranno rientrare nel loro Paese di provenienza.
Anche se le condizioni per la revoca non saranno adempiute nel futuro prossimo, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) elaborerà con i Cantoni e i Comuni le basi per attuare rapidamente la revoca dello statuto S, non appena la situazione in Ucraina lo consentirà; a quel punto occorrerà incoraggiare un rientro rapido con incentivi mirati, precisa ancora la nota.
Nonostante il persistere della guerra, una parte degli ucraini fuggiti all'estero e dei profughi interni sta già tornando individualmente nei loro luoghi di residenza. Entro fine ottobre 2022 hanno lasciato definitivamente la Svizzera 6'394 persone, di cui 1'916 con un sostegno al ritorno.
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