Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/67972

<h2>SubmittedText<h2><p>In occasione della visita della ministra degli esteri in Azerbaigian, il Consiglio federale ha annunciato, in un comunicato comune, la sua intenzione di adoperarsi per la conclusione di un accordo di riammissione. Si pongono in proposito alcune questioni fondamentali, e invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che in Azerbaigian, nei confronti dei dissidenti politici e delle loro famiglie, vige un regime arbitrario e che tali persone sono regolarmente vittime di gravi repressioni?</p><p>2. È al corrente della mancanza d'indipendenza della giustizia azera e dell'applicazione estremamente lacunosa delle norme e convenzioni emanate dal Consiglio d'Europa, nonostante siano state ratificate dall'Azerbaigian?</p><p>3. Il Consiglio federale è cosciente del fatto che in Azerbaigian vige attualmente un regime oligarchico e che gli accordi di riammissione conclusi con regimi totalitari sono estremamente discutibili dal profilo del rispetto dei diritti umani?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dalla sua indipendenza ottenuta nel 1991, la giovane Repubblica dell'Azerbaigian si trova in un processo di trasformazione. In quanto membro del gruppo di voto della Svizzera nelle istituzioni di Bretton Woods ed essendo al centro della cooperazione elvetica con i Paesi dell'Est, l'Azerbaigian occupa una posizione particolare, che da anni si riflette in un impegno svizzero in loco sul piano economico, umanitario e della politica dello sviluppo. Cinque anni fa la Svizzera, insieme ad altri Stati dell'Europa occidentale, ha instaurato un dialogo in ambito migratorio con i tre Paesi del Caucaso meridionale, per avere una visione d'insieme dei bisogni e dei problemi degli Stati interessati, e in modo da poter elaborare una lista di misure comuni finalizzate alla lotta contro la migrazione illegale. Un risultato importante di questi colloqui è stata la conclusione di accordi bilaterali di riammissione e di programmi di aiuto al ritorno. Dopo che con l'Armenia e la Georgia è stato possibile concludere con successo simili accordi, la Svizzera si sforza ora di estendere la rete di accordi in questa regione anche all'Azerbaigian, come annunciato il 23 febbraio 2006 a Baku in una dichiarazione comune in materia di migrazione.</p><p>1./2. Tensioni a livello regionale e nazionale rendono difficile l'attuazione di riforme di politica interna in Azerbaigian, ciò che in taluni casi rende lacunoso il rispetto delle libertà fondamentali. Il Consiglio federale è pertanto cosciente che i progressi in favore della democrazia e dello Stato di diritto devono essere promossi attraverso una collaborazione più intensa. Si impegna quindi affinché la Svizzera, nell'ambito di diversi progetti e programmi speciali, contribuisca attivamente a sostenere il processo democratico e di sviluppo in questo Paese in transizione, avvicinandolo agli standard democratici e giuridici europei. Questo ampio dialogo bilaterale è sfociato nella firma a livello ministeriale di un accordo quadro sulla cooperazione tecnica, finanziaria e umanitaria, di un accordo di protezione degli investimenti e sulla doppia imposizione e di una dichiarazione comune sulla migrazione, sottoscritti a Baku lo scorso mese di febbraio.</p><p>3. Con l'Azerbaigian la Svizzera non ha sottoscritto un accordo di riammissione, ma una dichiarazione comune in materia di migrazione, che verte sulla collaborazione in ambito migratorio e sul proseguimento del dialogo. A prescindere dall'esistenza di un accordo di riammissione, l'allontanamento delle persone interessate viene già oggi esaminato in modo accurato e individuale dalle autorità competenti.</p><p>In generale gli accordi di riammissione formalizzano a livello contrattuale, grazie a clausole standardizzate, le condizioni, le modalità e il modo di procedere per l'identificazione, il rilascio di documenti di viaggio e i rimpatri, in conformità con la legislazione in materia di protezione dei dati. In proposito il Consiglio federale rileva esplicitamente che la conclusione di un accordo di riammissione non genera nuovi obblighi e che il principio della certezza giuridica viene pienamente rispettato. Viene tenuto conto di obblighi di diritto internazionale quali quelli derivanti dalle Convenzioni di Ginevra e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. La Svizzera ha nel frattempo negoziato accordi di riammissione con più di 35 Stati dei quattro continenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.