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Il 62.9% della popolazione ha detto "NO". Solo il Canton Basilea Città promuove l'iniziativa.
BERNA - L'obiettivo era quello di aumentare i requisiti minimi per l’allevamento di animali a scopo agricolo e vietare l’allevamento intensivo. Ma il 62.9% della popolazione ha detto "NO".
Tra i tre i temi federali oggetto oggi di votazione vi era quello, molto discusso, che chiedeva una disposizione costituzionale a tutela della dignità dell'animale in ambito agricolo, compreso il divieto dell'allevamento intensivo. L'iniziativa era sostenuta dal PS e dai Verdi, nonché da diverse organizzazioni per la protezione degli animali. Dall'altra parte della barricata il PLR, l'UDC, il Centro e l'associazione degli agricoltori. Anche il Consiglio federale e il Parlamento avevano proposto di respingere l'iniziativa.
Sin dall'inizio è apparsa netta la bocciatura. Solo un cantone (Basilea Città) ha votato a favore dell'iniziativa, promossa con il 55.2% dei voti.
Anche il Ticino ha seguito il trend bocciando l'iniziativa con un 65.5% di No e un 34.5 di Sì.
Le reazioni
Tutto sommato sportiva la reazione della promotrice dell'iniziativa, Vera Weber, che incassa il duro colpo senza muovere critiche: «Una percentuale molto ampia della popolazione ha votato a favore dell'iniziativa. Questo dimostra che un'ampia percentuale di consumatori vuole fare meglio per gli animali», ha dichiarato.
«Uno scontro tra Davide e Golia», ha dichiarato all'Ats il direttore della campagna Philipp Ryf, facendo notare la differenza di risorse tra gli attori scesi in campo.
Secondo il direttore dell'Unione svizzera dei contadini (USC), Martin Rufer, la popolazione hanno ritenuto già garantita in modo adeguato la protezione degli animali. Sulla SRF ha quindi sottolineato quali conseguenze negative avrebbe avuto la sua accettazione, non solo per gli agricoltori, ma anche per la produzione alimentare svizzera.
Dopo il "NO", l'organizzazione Bio Suisse ritiene che spetti ai consumatori dimostrare responsabilità. Gli agricoltori biologici in Svizzera dimostrano ogni giorno che sono possibili standard più elevati di quelli prescritti dalla legge elvetica sulla protezione degli animali, ha sottolineato Bio Suisse. «I consumatori hanno quindi la possibilità di scegliere», si legge nel comunicato.
«Il voto di oggi dimostra che secondo gli svizzeri la legge attuale è sufficiente a garantire il benessere degli animali, argomento che come Consiglio Federale abbiamo molto a cuore», ha commentato invece, in una prima reazione del Governo all'esito della votazione, il Consigliere federale Alain Berset.
Anche l'UDC Ticino si è detto «lieto di constatare il chiaro NO». «Ancora una volta - aggiunge in un commento a caldo - il Popolo boccia l’ennesima iniziativa estrema che, si è ben capito nella campagna, aveva ben altri obiettivi rispetto a quanto indicato. Il fronte rossoverde attraverso questa iniziativa voleva imporre una diminuzione massiccia della produzione di carne. La sinistra non è nuova a lanciare iniziative che in sintesi hanno altri obiettivi, imporre ai cittadini una dieta alimentare senza carne, togliendo di fatto la libertà di scelta del consumatore».
Il voto nei Cantoni
Il voto nei comuni