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WASHINGTON - Il licenziamento di James Comey dalla guida dell'Fbi alleggerisce la «forte pressione» su di me. Sono le parole pronunciate da Donald Trump il 10 maggio incontrando nello Studio Ovale il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, e l'ambasciatore russo negli Stati Uniti.
Lo riporta il New York Times citando un documento redatto dopo l'incontro. «Mi trovavo sotto una forte pressione a causa della Russia» avrebbe ammesso Trump, definendo Comey un «pazzo, fuori di testa».
La rivelazione del New York Times è stata diffusa pochi attimi dopo il decollo dell'Air Force One con a bordo il presidente degli Stati Uniti diretto a Riad, in Arabia Saudita, prima tappa del suo primo viaggio all'estero da presidente che lo terrà lontano da Washington per nove giorni.
Il documento citato dal New York Times, che indica la conversazione di Trump nello Studio Ovale il 10 maggio scorso si basa su appunti presi durante l'incontro e circolati internamente come resoconto ufficiale. Il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer non ha contestato il resoconto, scrive il New York Times.
Russiagate - Un alto funzionario della Casa Bianca molto vicino al presidente Donald Trump sarebbe coinvolto nelle indagini in corso sul Russiagate. Lo rivela il Washington Post, sottolineando come il caso stia oramai raggiungendo i più alti livelli del governo.
Il Washington Post parla di un consigliere di alto livello alla Casa Bianca quale persona interessata dall'inchiesta sul Russiagate, citando fonti anonime informate.
Una rivelazione, scrive ancora il giornale, che giunge mentre l'inchiesta sembra entrare in una fase particolarmente intensa, un'intensità che ci si aspetta aumenti ulteriormente nelle prossime settimane.
Fonti sottolineano tuttavia che l'accelerazione non implica che una imminente virata su accuse penali o di altro tipo. La diffusione di queste rivelazioni da parte del Washington Post avviene pochi minuti dopo la partenza di Donald Trump per il suo primo viaggio all'estero' che lo vedrà lontano da Washington per nove giorni.