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LONDRA - Le sanzioni dell'ONU contro i leader talebani dovrebbero essere tolte, se si vogliono favorire negoziati di pace introducendo misure che creino fiducia: lo ha affermato il capo della missione delle Nazioni Unite a Kabul, Kai Eide, citato dal Daily Telegraph.
Eide, che interviene a due giorni dalla conferenza di Londra, ha anche auspicato una revisione caso per caso di tutti i detenuti del carcere militare Usa di Bagram, per capire se alcuni prigionieri possano essere rilasciati. Queste due azioni, ha detto il diplomatico norvegese, aiuterebbero a creare le condizioni per far partire un dialogo che porti alla pacificazione dell'Afghanistan.
Per Eide il piano del presidente Hamid Karzai, che prevede soldi, terra, formazione e posti di lavoro per i talebani che abbandonano le armi non basta: occorre un processo politico.
"Credo davvero che il processo di reinserimento (dei combattenti) da solo non basti. Deve avvenire in parallelo con un processo politico. Credo sia giunto il momento di varare misure che creino fiducia, per vedere se è possibile dare slancio al processo politico, a livello strategico. La prima è togliere alcune persone dalla lista delle sanzioni... avrebbe un importante effetto psicologico e politico".
Il comitato delle sanzioni creò una lista dieci anni fa, sotto la risoluzione 1267, per isolare Al Qaida e il regime talebano che la appoggiava. Comprende ex ministri, diplomatici, governatori e funzionari, e membri di Al Qaida. Alcuni sono stati uccisi, ma molti sono in clandestinità e continuano ad avere notevole influenza. Non possono viaggiare, sono sottoposti all'embargo delle armi e i loro beni sono stati congelati.
SDA-ATS