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La biomeccanica clinica si occupa delle azioni e delle re-azioni muscolo-scheletriche e fa parte dello strumentario diagnostico e terapeutico dello specialista chiropratico. Ci si accorge della presenza
di un difetto biomeccanico quando una persona si porta in posizione eretta in modo asimmetrico o storto. Quando si muove, si notano movimenti anomali e asimmetrici della colonna vertebrale e/o del bacino. A volte sono accompagnati da un malfunzionamento
delle ginocchia e delle caviglie. I difetti più frequenti sono la scoliosi e la cifosi o una combinazione delle due. La scoliosi è definita come una deviazione laterale della colonna vertebrale, vista dalla schiena, e la cifosi
come una più pronunciata piega in avanti, quando viene osservata dal profilo.
Le cause delle deviazioni sono sovente difetti congeniti delle strutture ossee (emi-vertebre o differenza della lunghezza
delle gambe) o di alterazioni strutturali acquisite da traumi (fratture). Queste sono condizioni che qualche volta possono essere corrette chirurgicamente.
La maggioranza delle deviazioni sono però dovute
ad alterazioni degenerative o funzionali. Le alterazioni degenerative sono l’artrosi, che concerne le strutture ossee, o l’osteocondrosi, che interessa le cartilagini e i dischi intervertebrali. Se indolori, le degenerazioni non comportano
un problema e possono benissimo venir accompagnate da mezzi semplici di ginnastica e dall’assunzione di integratori alimentari. Se invece provocano dolori, possono essere curati tramite terapie incruenti naturali e chiropratiche.
Le deviazioni funzionali sono dovute a un portamento sbagliato, cioè a una postura deficiente. I muscoli non tengono nel giusto equilibrio la colonna vertebrale eretta. Quando vengono scoperte in gioventù
(dai 7 ai 18 anni), hanno la migliore possibilità di una correzione completa. Siccome la postura viene impostata dal cervelletto tramite il sistema nervoso, per la correzione non bastano gli esercizi di rinforzo muscolare. È necessaria una riabilitazione
neuro-funzionale della postura. Il metodo che usiamo è il tappetto correttivo. Si cammina sopra una lastra in movimento instabile e contemporaneamente si sottosta a una trazione assiale antigravitazionale, che raddrizza e riporta la colonna vertebrale
nella postura normale. Facendo questo esercizio, si stimola l’equilibrio e il biofeedback del cervelletto, il quale impara così a mantenere la postura normale anche oltre il periodo dei trattamenti – per sempre. La cura standard comprende
10 sedute di 20 minuti dopo la liberazione e la correzione vertebrale chiropratica.