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Dopo l'accettazione della riforma Riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA), accolta in votazione popolare lo scorso 19 maggio, la Svizzera dovrebbe essere rimossa dalla lista grigia europea dei paradisi fiscali. Almeno questo è quanto era stato promesso dall'UE. Ma lo stralcio della Confederazione dalla lista non è all'ordine del giorno del prossimo incontro dei ministri delle finanze europei in programma venerdì in Lussemburgo.
Lo stesso giorno della votazione, il 19 maggio, il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha chiesto il ritiro della Svizzera dalla lista grigia. Berna ha ora un sistema fiscale "che è compatibile con l'OCSE e l'UE", ha detto ai media.
Alla fine del 2017, l'UE aveva sviluppato una "lista nera" e una "lista grigia" di paradisi fiscali. Il primo comprendeva paesi non cooperativi in materia fiscale, il secondo degli stati che avevano promesso di apportare modifiche alle pratiche fiscali, come la Svizzera. Secondo la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), lo stralcio sarebbe dovuto avvenire "più in fretta possibile".
Ma, nonostante il "sì" a 66,4% del 19 maggio alla RFFA, la questione del ritiro della Svizzera dalla lista grigia non è all'ordine del giorno della riunione dei ministri delle finanze europee a Lussemburgo.
Diversi diplomatici europei hanno assicurato all'agenzia Keystone-ATS che il mancato stralcio non nasconde alcuna intenzione politica - per esempio in connessione con l'accordo quadro istituzionale - ma che questa assenza era dovuta a ragioni puramente procedurali.
Secondo queste fonti, una rimozione dalla lista grigia deve essere prima proposta dal Gruppo di lavoro europeo sulle questioni fiscali. Il Gruppo si è incontrato sì il 20 maggio, il giorno dopo il voto, ma si è limitato a prendere atto del risultato del voto, ha detto un diplomatico. Tuttavia, la nuova legge deve prima entrare in vigore in Svizzera prima che si possa agire da parte UE.
Secondo la SFI, il Consiglio federale dovrebbe fissare l'entrata in vigore della RFFA per il primo gennaio 2020. Se la data dovesse essere comunicata entro fine luglio, il gruppo di lavoro dell'Ue potrebbe chiedere l'eliminazione della Svizzera dalla lista grigia in occasione della riunione in programma il prossimo 5 luglio. A causa della pausa estiva, tuttavia, i ministri delle finanze dell'Ue non si pronunceranno prima di ottobre.