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Berna – La Svizzera deve aumentare la capacità di accoglienza negli asili nido e ridurre i costi a carico dei genitori. Questa la raccomandazione fatta dalla Commissione federale per le questioni familiari (COFF) in una nota odierna.
Gli autori del comunicato ricordano che non tutti i bambini hanno la stessa probabilità di ottenere un posto in un asilo nido. Quelli provenienti da un ambiente svantaggiato o dalla migrazione hanno meno chance di essere accolti. Sono proprio questi bambini a trarre maggior beneficio dalla custodia negli asili nido per il loro sviluppo e la loro riuscita scolastica.
Il divario sociale nell'accesso alle strutture collettive diurne dipende da più fattori: una percentuale di lavoro minima dei genitori provenienti da classi sfavorevoli, il costo a carico dei genitori troppo alto anche quando è proporzionale allo stipendio, un tasso di copertura troppo basso nella maggior parte delle regioni svizzere, orari di lavoro irregolari o una preferenza culturale per altri modi di custodia.
Secondo la commissione, bisogna agire aumentando fortemente l'offerta di posti e diminuendo le tariffe, ad esempio adottando una scala più favorevole agli stipendi bassi.
Avrebbe anche senso considerare un accesso agevolato per gruppi specifici. Per esempio, offrire ai bambini provenienti da ambienti svantaggiati posti di "socializzazione" per almeno alcune mezze giornate alla settimana.
La commissione si oppone invece all'idea di introdurre criteri formali di priorità per attribuire i posti all'asilo nido come lo stipendio, lo statuto sul mercato del lavoro o la situazione familiare. Un tale sistema, chiaramente arbitrario, porrebbe ulteriori problemi.
La Svizzera non è l'unico Paese confrontato con il problema del divario sociale in materia di accesso agli asili nido. Questo esiste nella maggior parte degli Stati aderenti all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
In questi Paesi, il tasso di copertura si avvicina al 100% e il costo per le famiglie è basso grazie a sovvenzioni elevate. In Svezia ad esempio, il contributo massimo per una presa a carico a tempo pieno equivale a circa 160 franchi al mese.
La COFF è una commissione extraparlamentare consultiva che si impegna per condizioni quadro favorevoli alle famiglie. Lo studio, pubblicato nella Policy Brief di luglio è stato scritto da Nicole Baur, municipale della città di Neuchâtel, e da Giuliano Bonoli, professore all'Università di Losanna.