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«Il legame tra la signora Prigozhina e suo figlio si limita al rapporto famigliare e non è sufficiente per condannarla»
BRUXELLES - La Corte Ue, in una sentenza pronunciata dalla Corte Generale, ha annullato le misure restrittive nei confronti alla signora Violetta Prigozhina, madre di Yevgeniy Prigozhin a capo della Wagner.
«Anche se quest'ultima è responsabile di azioni che minano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, il legame tra la signora Prigozhina e suo figlio, stabilito al momento dell'adozione degli atti impugnati, si basa esclusivamente sul loro rapporto familiare e non è pertanto sufficiente a giustificare la sua inclusione nella lista» di cittadini russi da sanzionare, si legge nella sentenza.
Le accuse - La signora Prigozhina è la proprietaria della Concord Management and Consulting Llc, che appartiene al gruppo Concord, fondato e posseduto fino al 2019 dal figlio. È anche proprietaria di altre imprese collegate al figlio.
Secondo il Consiglio, ha quindi sostenuto azioni e politiche che minano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. In tale contesto, la signora Prigozhina ha chiesto al Tribunale di annullare gli atti impugnati nella parte che la riguarda.
Nella sua sentenza odierna, la Corte ha accolto la sua richiesta. Il Tribunale Ue osserva, tra l'altro, «che dal fascicolo risulta che la signora Prigozhina non è più proprietaria della Concord Management and Consulting dal 2017, anche se aveva detenuto delle quote.
Il Consiglio non è riuscito a dimostrare che "la madre del numero 1 della Wagner" possedeva altre imprese con legami con il figlio alla data di adozione degli atti impugnati. Di conseguenza, il legame che equivarrebbe a un'associazione tra le due persone si basa esclusivamente sulla loro relazione familiare.