Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/217511

<h2>SubmittedText<h2><p>A seguito del viaggio in Medio Oriente del consigliere federale Ignazio Cassis, capo del DFAE, vorremmo sapere se in quell'occasione si è parlato di temi politici o se è stato esclusivamente un viaggio d'affari.</p><p>Visto che aspira a ottenere un seggio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU, il nostro Paese dovrebbe regolarmente ricordare al Governo israeliano, con fermezza, le regole del diritto internazionale.</p><p>Secondo l'ONG israeliana Peace Now, nel corso del 2020 è stato costruito un numero record di abitazioni illegali nel territorio occupato. A questo nuovo affronto al diritto internazionale e alle risoluzioni dell'ONU fa seguito l'arrivo di 50 000 nuovi coloni in territorio palestinese. Ancora una volta, in mezzo a un silenzio assordante, il Governo israeliano pratica la politica del fatto compiuto in spregio al diritto internazionale.</p><p>- Visto che la Svizzera si candida a un seggio nel Consiglio di sicurezza, di quali mezzi intende dotarsi il Consiglio federale per far rispettare il diritto internazionale?</p><p>- Il nostro Paese è depositario di diverse convenzioni internazionali. Non ritiene il Consiglio federale che sia il suo ruolo garantire il rispetto di queste convenzioni?</p><p>- Il Consiglio federale ha intenzione di convocare l'ambasciatore di Israele in Svizzera per ricordargli le regole fondamentali del diritto internazionale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'impegno della Svizzera per una soluzione politica del conflitto mediorientale è una priorità della Strategia MENA 2021-2024 adottata dal Consiglio federale ed è stato al centro dei colloqui ufficiali con i rappresentanti israeliani e palestinesi durante la visita del capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in Israele e nel Territorio palestinese occupato il 28 e il 29 novembre 2020.</p><p>Tale impegno si basa sulla convinzione che solo una soluzione a due Stati negoziata e conforme al diritto internazionale nonché ai parametri concordati sul piano internazionale, incluse le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, può portare a una pace duratura tra Israeliani e Palestinesi. Gli insediamenti israeliani non sono conformi al diritto internazionale e costituiscono un ostacolo alla realizzazione di una soluzione a due Stati. </p><p>La Svizzera esorta regolarmente le parti coinvolte affinché rispettino il diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario, e non adottino misure unilaterali che potrebbero minare gli sforzi di pace. Il capo del DFAE ha trasmesso questo messaggio durante l'incontro ufficiale in Israele con il suo omologo, il ministro Gabi Ashkenazi, nonché in occasione degli incontri con i suoi interlocutori palestinesi, ossia il primo ministro Mohammed Shtayyeh e il ministro degli esteri Riad Malki, e li ha esortati a rispettare i loro obblighi di diritto internazionale. Infine, insieme a diversi Paesi europei, il 19 gennaio 2021 l'Ambasciata di Svizzera a Tel Aviv ha intrapreso un'azione diplomatica comune presso le autorità israeliane.</p><p>Una posizione costruttiva ed equilibrata basata sul diritto internazionale è un vantaggio per la politica estera svizzera, anche in vista della candidatura del nostro Paese a un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU per il periodo 2023-2024. Inoltre, rafforza la credibilità della Svizzera nei confronti delle due parti coinvolte nonché il suo ruolo nella promozione della pace nella regione. La visita del capo del DFAE in Medio Oriente ha confermato che la Svizzera intrattiene ottime relazioni con entrambe le parti ed è percepita come un'interlocutrice credibile. Sia Israele che i Palestinesi hanno accolto con favore la visita del capo del DFAE e l'offerta esplicita della Svizzera di mettere a disposizione i suoi buoni uffici.</p>  Risposta del Consiglio federale.