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Anche se Ebola o Zika catturano l’attenzione del pubblico o dei media, la prossima pandemia sarà causata molto probabilmente da un virus più simile a quello del raffreddore. Lo afferma il rapporto del Johns Hopkins Center for Health Security, che ha tracciato un possibile "identikit" del patogeno che potrebbe "cambiare la società".
Normalmente questo tipo di previsione si basa sui "soliti sospetti", spiegano gli autori, ossia su virus già conosciuti che potrebbero mutare come quello per l’influenza o la Sars. Il rapporto invece è partiti da zero, revisionando la letteratura scientifica sul potenziale patogenico di diversi microrganismi e intervistando oltre 120 esperti in materia. La prima caratteristica che deve avere il virus è la trasmissione per via aerea, spiegano gli autori, il che esclude appunto Ebola e Zika, che contagiano attraverso il sangue.
Inoltre deve essere contagioso già nella fase di incubazione, quando il paziente non ha sintomi. Dovrebbe inoltre essere un patogeno al quale la maggior parte della popolazione non è immune e che non ha nessun trattamento o vaccino esistente. Infine il tasso di mortalità dovrebbe essere basso ma significativo, per permettere alla malattia di diffondersi. Nel caso dell’influenza spagnola che ha decimato il mondo un secolo fa, ad esempio, il tasso era il 2,5%, ma avendo colpito centinaia di milioni di persone ha fatto 50 milioni di morti.
"I virus a Rna sono quelli che hanno il maggior potenziale pandemico – conclude il rapporto – in parte perché mutano molto più velocemente degli altri tipi. Questo gruppo include virus ben noti, come influenza e Sars, ma anche quelli responsabili dei raffreddori comuni, come enterovirus e rinovirus".