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Wortlaut der Motion vom 31. Mai 1994
Der Motionär stellt einmal mehr fest, was er schon wiederholt vor dem Bundesrat zum Ausdruck gebracht hat:
1. Die dritte Amtssprache der Schweiz, das Italienische, hat auf nationaler Ebene immer mehr an Geltung verloren.
2. An den öffentlichen Schulen ist das Italienische nicht obligatorisch.
Der Motionär verlangt vom Bundesrat:
1. den Unterricht in der dritten Amtssprache, dem Italienischen, für die Mittelschulstufe neben dem Deutsch- und Französischunterricht für obligatorisch zu erklären;
2. den Beschluss der Eidgenössischen Maturitätskommission, in den der Vorschlag des Bundesrates, namentlich jener des Eidgenössischen Departementes des Innern vom 1. Juli 1992, nicht Eingang gefunden hat, zu ändern.
Testo della mozione del 31 maggio 1994
Il sottoscritto mozionante, come già ripetutamente rilevato alla tribuna del Consiglio federale, avverte quanto segue:

AB 1996 N 182 / BO 1996 N 182

1. La terza lingua ufficiale svizzera, l'italiano, è sempre più scaduta nella considerazione linguistica nazionale.
2. A livello di pubblica istruzione la lingua italiana non è obbligatoria.
Il mozionante chiede al Consiglio federale:
1. di rendere perentoriamente obbligatorio, a livello di scuola media, l'insegnamento della terza lingua ufficiale, l'italiano, dopo quella tedesca e francese;
2. di correggere la decisione della Commissione federale di maturità che non ha fatto propria la proposta del Governo ed in particolare del Dipartimento federale dell'interno del 1o luglio 1992.
Texte de la motion du 31 mai 1994
Le motionnaire soussigné, comme cela a été maintes fois constaté à la tribune du Conseil fédéral, observe ce qui suit:
1. La troisième langue officielle de la Suisse, l'italien, occupe un niveau de moins en moins important dans la vie publique.
2. L'apprentissage de l'italien dans le cadre de l'instruction publique n'est pas obligatoire.
C'est pourquoi le motionnaire demande au Conseil fédéral:
1. de déclarer obligatoire l'enseignement au niveau secondaire de la troisième langue officielle, l'italien, après l'allemand et le français;
2. de rectifier la décision de la Commission fédérale de la maturité, qui n'a pas fait sienne la proposition du Gouvernement et en particulier celle du 1er juillet 1992 du Département fédéral de l'intérieur.
Mitunterzeichner - Cofirmatari - Cosignataires:
Keine - Nessuno - Aucun
Schriftliche Begründung - Motivazione scritta - Développement par écrit
Per anni la "sparuta" deputazione ticinese alle Camere federali si batte, a livello legislativo, per un riconoscimento federalista integrale della terza lingua ufficiale svizzera: l'italiano. Per ragioni pratiche, finanziarie e di "efficientismo linguistico", la terza lingua ufficiale svizzera è sempre rimasta accantonata nella considerazione opzionale per quanto concerne le maturità cantonali o la maturità federale conseguite nelle scuole medie superiori. Recentemente l'on. Ruth Dreifuss, capo del Dipartimento federale dell'interno, ha ammesso "che la Commissione federale di maturità ha fatto un passo indietro rispetto alla proposta messa in procedura di consultazione il 1o luglio 1992".
La citata commissione federale ritiene che, essendo tuttora prioritaria la finalità di sgravare l'onere degli allievi, non si può costringere quest'ultimi ad aggiungere una nuova materia, nel caso specifico si tratta dell'insegnamento della lingua italiana. Il predecessore dell'on. Dreifuss, il consigliere federale ticinese, on. Cotti, si era, invano, battuto affinché misure nuove e incisive fossero capite e, dunque, adottate anche a livello della Commissione federale di maturità.
L'on. Dreifuss ha ragione di dire che quando si vive, come in Svizzera, una realtà linguistica composita in una società federalista, ciascuno deve poter parlare nella propria lingua ed essere, di conseguenza, capito.
Ritengo che si tratti, per gli svizzeri, di un diritto costituzionale che deve essere salvaguardato anche se il proponente di questa mozione proviene da una regione o Cantone confederato, la cui entità linguistica non supera il 4 per cento di quella globale computata nella Confederazione. Per questi motivi, mai come oggi, in una visione federalista svizzera, occorre marcare la volontà politica del Governo e del Parlamento affinché anche la terza lingua ufficiale, dal piano opzionale della pubblica istruzione, scatti al piano obbligatorio, almeno per quanto concerne gli esami di maturità.
Si tratta di un provvedimento non certo complesso da adottare ma, legato non solo al rispetto formale della costituzione, ma a quello più profondo di una cultura, quella di lingua italiana, senza la quale la Svizzera plurilingue ufficialmente oggi non esisterebbe, e nemmeno esisterebbe il relativo "involucro" del diritto federale che, in ogni momento, la deve proteggere.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates
vom 19. September 1994
Risposta scritta del Consiglio federale
del 19 settembre 1994
Rapport écrit du Conseil fédéral
du 19 septembre 1994
La mozione si fonda sul principio, cui noi aderiamo, che ogni cittadino svizzero debba essere in grado di farsi capire dai propri compatrioti e che, nella misura del possibile, la padronanza delle lingue nazionali, o almeno di quelle ufficiali, deve conseguentemente fare parte della cultura di tutti gli svizzeri. L'autore della mozione rileva a giusto titolo che le lingue minoritarie - in questo caso l'italiano - devono essere oggetto di un'attenzione particolare per evitare che siano sostituite progressivamente dalle lingue maggioritarie. A tale riguardo è vero che l'insegnamento ha un ruolo di primo piano.
Alcuni ritengono che la promozione della terza lingua nazionale sia insufficiente nelle scuole di maturità; l'insegnamento obbligatorio dell'italiano era stato preconizzato nel 1992, nella procedura di consultazione sulla revisione dell'ordinanza sul riconoscimento degli attestati di maturità cantonali. La proposta è però stata respinta dalla maggioranza schiacciante delle autorità consultate e, in particolare, dai Cantoni.
Da allora, il gruppo incaricato della revisione dell'ordinanza sul riconoscimento degli attestati di maturità è stato incaricato di identificare eventuali alternative all'insegnamento obbligatorio dell'italiano che comportino un miglioramento rispetto alla situazione attuale.
La commissione preconizza quindi
- la possibilità di scegliere l'italiano come seconda lingua nazionale;
- la possibilità di scegliere l'italiano come disciplina opzionale specifica;
- la possibilità di scegliere l'italiano come terza disciplina fondamentale;
- l'obbligo per le scuole di proporre un insegnamento facoltativo dell'italiano;
- lo sviluppo dei metodi di immersione e la maturità bilingue.
Le proposte sono state inviate nuovamente alle cerchie interessate per consultazione nel giugno 1994. Il Consiglio federale non ha ancora studiato il dossier.
Per le suddette ragioni la mozione non può essere accolta nella sua forma costrittiva. Inoltre sarebbero d'ostacolo anche considerazioni d'ordine giuridico; la mozione infatti non è ammessa quando riguarda un ambito legislativo delegato al Consiglio federale.
Schriftliche Erklärung des Bundesrates
Dichiarazione scritta del Consiglio federale
Déclaration écrite du Conseil fédéral
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.
Präsidentin
(Stamm Judith, Vizepräsidentin): Herr Pini ist nicht im Saal. Der Bundesrat ist bereit, die Motion als Postulat entgegenzunehmen.