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<h2>SubmittedText<h2><p>Israele è un esempio internazionalmente noto per lo sviluppo del suo ecosistema di start-up. Grande come il nostro Paese, ma meno potente dal punto di vista economico (perché non dispone della nostra rete di PMI, né delle nostre banche e multinazionali), in termini di capitale di rischio è diventato molto più dinamico della Svizzera: nel 2016 sono stati raccolti 4,8 miliardi di fondi contro i 900 milioni della Svizzera - ossia cinque volte di più - in un Paese che solo 30 anni fa viveva ancora di esportazioni di arance. Che cosa è successo? Nel 1992 lo Stato si è dato da fare creando, oltre a condizioni fiscali favorevoli per gli investitori, anche il fondo Yozma, un partenariato pubblico-privato paritetico in cui gli investitori privati hanno la possibilità di riscattare la quota dello Stato in caso di successo. In Israele lo Stato permette di aumentare gli importi disponibili e rafforzare le competenze con un sistema fiscale interessante e un trattamento privilegiato della proprietà intellettuale. Il tutto senza alcun costo per l'ente pubblico. Al contrario, il bilancio è ampiamente positivo.</p><p>Visto che il Consiglio federale cerca - giustamente - di incentivare la creazione di un grande fondo di capitale di rischio in Svizzera, lo invito a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Che cosa pensa del successo del modello israeliano? Non potremmo ispirarcene? Si potrebbe immaginare uno "Yozma svizzero"?</p><p>2. Se il Consiglio federale non vuole replicare il modello tale e quale, non ritiene che sarebbe una buona idea adottare delle misure per incoraggiare gli investitori, che non si faranno certo avanti solo perché glielo si domanda gentilmente?</p><p>3. È previsto un incentivo fiscale per gli investimenti, dato che il Consiglio federale riconosce che ci manca il capitale di rischio e che dobbiamo promuoverlo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Finanziare giovani imprese presenta indubbiamente alcuni aspetti problematici, ma nel complesso il mercato svizzero del capitale di rischio funziona bene ed è dinamico, grazie soprattutto agli importanti investimenti esteri.</p><p>Come indicato nel rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Derder 13.4237, "Giovani imprese a forte crescita in Svizzera", per quanto riguarda gli investimenti in capitale di rischio il nostro Paese è in ritardo rispetto a Israele.</p><p>Nel 2015 il capitale di rischio elvetico era pari allo 0,044 per cento del prodotto interno lordo, mentre in Israele raggiungeva lo 0,383 per cento. Tuttavia, secondo il Consiglio federale la situazione delle nuove imprese in Svizzera è tutto sommato soddisfacente. Per ogni 100 000 abitanti il nostro Paese conta circa 400 imprese particolarmente dinamiche, contro circa 300 in Israele e neanche 150 negli Stati Uniti. Superiamo Israele anche per quanto riguarda le giovani imprese in rapida crescita (cosiddette "gazzelle"): in Svizzera sono fino a sette per ogni 100 000 abitanti, circa sei in Israele e 0,5 negli Stati Uniti.</p><p>1. L'obiettivo del fondo Yozma in Israele era quello di attrarre nel Paese investitori stranieri esperti (OCSE, Policies for Seed and Early Stage Finance). In Svizzera, invece, si lamenta spesso la mancanza di finanziatori elvetici disposti a investire in start-up locali; per fare fronte a questo problema sono nate iniziative del settore privato.</p><p>Nel nostro Paese esistono già numerose possibilità di finanziamento a livello cantonale. Sul piano federale ci sono offerte finalizzate a facilitare il ricorso a crediti o prestiti da parte delle imprese, come per esempio il sistema delle fideiussioni per PMI, la Società svizzera di credito alberghiero e il Fondo per le tecnologie. Inoltre, le start-up svizzere e i fondi svizzeri di capitale di rischio possono beneficiare delle attività di finanziamento del Fondo europeo per gli investimenti (FEI). La piena associazione della Svizzera a Orizzonte 2020, infine, garantisce l'accesso ai prodotti finanziari Innovfin, forniti nell'ambito di questo programma dal Gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI e FEI) a sostegno di progetti di ricerca e innovazione.</p><p>2. Nel rapporto in adempimento del postulato Derder 13.4237, il Consiglio federale sottolinea che, anche senza il programma di finanziamento della Confederazione, la Svizzera è uno dei Paesi più innovativi al mondo e conta già un numero di imprese in rapida crescita superiore alla media. Allo stato attuale, il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario avviare, in aggiunta agli strumenti esistenti, un programma di finanziamento pubblico a sostegno delle start-up. Alla luce dei buoni risultati ottenuti, occorre invece mantenere e migliorare di continuo l'attuale politica, ossia offrire buone condizioni quadro e, per quanto possibile, un contesto favorevole a giovani imprese e investitori.</p><p>3. Come il Consiglio federale spiega nel rapporto in adempimento del postulato Derder 13.4237, nel confronto internazionale la Svizzera offre una certa attrattiva per i business angels in virtù dell'attuale legislazione fiscale sugli utili da alienazione. Sebbene la Svizzera non preveda né deduzioni fiscali per investimenti in imprese in fase di costituzione - e quindi indipendenti dal successo economico dell'impresa - né incentivi fiscali su utili o perdite di capitale, dal punto di vista fiscale resta comunque decisamente più interessante di altri Paesi in generale e di Israele in particolare, soprattutto per l'esenzione da imposta degli utili da capitale.</p>  Risposta del Consiglio federale.