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Il partito dei Verdi oggi ha organizzato una manifestazione presso la centrale nucleare di Beznau (AG) per chiederne l'immediata messa in disuso. Il reattore Numero 1 ha 45 anni, è la più vecchia centrale atomica commerciale del mondo e nessun adattamento potrà mai riportarla al livello tecnico adeguato alle esigenze attuali: la sua attività costituisce "un rischio intollerabile per la gente e l'ambiente", hanno sottolineato diversi dirigenti del partito svizzero e della sezione cantonale argoviese presenti all'azione odierna.
Secondo Jürg Buri, direttore della Fondazione svizzera dell'energia (SES) e presidente dell'Alleanza No al nucleare, Beznau "ha raggiunto l'età della pensione e ora deve essere spenta. Ogni ulteriore anno di attività non fa che peggiorare lo stato dell'impianto. La Svizzera sta avviandosi verso un campo di sperimentazione rischioso".
Vecchie centrali nucleari come Beznau I e II e quella bernese di Mühleberg non potranno mai essere riportate al livello tecnico che rispetti le esigenze attuali, così come un telefono degli anni '60 non può essere trasformato in un cellulare, afferma una nota odierna del partito ecologista svizzero. Invece di spendere 700 milioni di franchi per il riattamento delle strutture esistenti, la compagnia elettrica AXPO farebbe meglio ad investire tale somma per la chiusura definitiva di Beznau e per le energie rinnovabili.
La lista dei difetti della centrale - situata vicino a quella di Leibstadt (AG), ad una decina di chilometri a nord di Baden ed ancora meno dal confine tedesco - è lunga, affermano i Verdi: l'alimentazione elettrica di soccorso e il sistema di raffreddamento d'urgenza sono insufficienti; c'è un alto rischio in caso di catastrofe aerea poiché la "corazza" esterna, di 70-90 centimetri, è troppo sottile; non c'è garanzia di protezione contro i terremoti e le inondazioni; l'acciaio del recinto di contenimento primario è corroso.
Nel novembre del 2012 i Verdi hanno depositato alla Cancelleria federale l'iniziativa popolare "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare". Essa esige fra l'altro che la durata di sfruttamento delle centrali atomiche non superi i 45 anni. La Svizzera dovrebbe cessare di produrre corrente proveniente dalla fissione dell'atomo nel 2029, in concomitanza con lo spegnimento dell'ultimo impianto messo in funzione, ossia quello di Leibstadt (AG). Le altre quattro centrali attivate in precedenza verrebbero poste fuori servizio prima.
Secondo una nota odierna dei Verdi anche l'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) chiede di stabilire durate di sfruttamento massime e vincolanti per le centrali svizzere. Il parlamento deve ora rispondere a tale richiesta altrimenti il partito ecologista porterà davanti al popolo la sua iniziativa, e con essa Beznau I, entrata ufficialmente in esercizio il primo di settembre del 1969, dovrebbe essere staccata dalla rete già da oggi.
SDA-ATS