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Un'occasione da non perdere
A due anni di distanza dalla mancata conclusione dell’Accordo istituzionale, lo scorso 21 giugno il Consiglio federale ha adottato gli elementi chiave di un mandato negoziale con l’UE. Tali elementi definiscono gli obiettivi generali di eventuali future negoziazioni volte a risolvere le questioni istituzionali in sospeso e frenare la progressiva erosione degli Accordi bilaterali, garantendo così anche in futuro l’accesso delle imprese svizzere al mercato interno.
È inoltre previsto di ampliare gli ambiti di cooperazione tramite due nuovi accordi di partecipazione al mercato interno nei settori dell’energia elettrica e della sicurezza alimentare, un accordo di cooperazione in ambito sanitario e la partecipazione completa della Svizzera ai programmi Orizzonte Europa ed Erasmus.
Le elezioni del nuovo Parlamento appena trascorse e l’elezione del Consiglio federale il prossimo 13 dicembre influiranno in modo decisivo sulle prossime tappe. Infatti, secondo la tabella di marcia definita dal Consiglio federale in giugno, l’eventuale adozione di un mandato negoziale sarà decisa in dicembre, sulla base della valutazione del proseguimento dei colloqui con l’UE e di quelli con le parti sociali ed i Cantoni, ma anche dei nuovi equilibri politici in Parlamento e in Governo.
L’auspicio, alla luce degli sforzi fatti finora per ristabilire una dinamica positiva con l’UE, è che un mandato negoziale venga effettivamente adottato entro la fine dell’anno. In primo luogo, in quanto la finestra di tempo entro cui concludere le negoziazioni si limiterebbe a sei mesi, ovverossia fino alle elezioni europee del giugno 2024 e alla successiva elezione della nuova Commissione da parte del Parlamento. Secondariamente poiché, se un mandato negoziale non dovesse essere adottato o se le negoziazioni non dovessero concludersi durante il mandato dell’attuale Commissione, verosimilmente l’assenza di relazioni regolamentate con l’UE si protrarrebbe per molti anni ancora e con essa l’erosione degli Accordi bilaterali nonché l’esclusione della Svizzera dai numerosi programmi ed iniziative europei.
Perciò, considerando che la capacità di innovazione e la competitività della Svizzera sono tributarie di condizioni quadro favorevoli e che, nel 2022, il commercio con l’UE corrispondeva al 50% delle sue esportazioni e al 69% delle sue importazioni, dall’adozione di un mandato negoziale e dal successo delle relative negoziazioni dipende una notevole parte della nostra prosperità negli anni a venire.
Questo articolo è stato originalmente pubblicato sul Corriere del Ticino giovedì 26 ottobre 2023.