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L'ex Partito degli automobilisti ha lanciato martedì l'iniziativa popolare «Stop alle naturalizzazioni di massa», che prevede criteri più restrittivi per l'ottenimento del passaporto svizzero.
Secondo il partito, la concessione della nazionalità non deve essere ridotta a un semplice atto burocratico, anche alla luce dei numerosi abusi.
Il Partito della libertà (ex Partito degli automobilisti) ha lanciato martedì l'iniziativa popolare «Stop alle naturalizzazioni di massa», avente come obiettivo l'introduzione di criteri più restrittivi per i candidati all'ottenimento del passaporto rossocrociato.
Secondo il movimento, «il Tribunale federale e gli ambienti di sinistra vogliono ridurre la naturalizzazione a un semplice atto amministrativo. In realtà, si tratta di un atto politico!», dal momento che l'ottenimento della nazionalità implica la possibilità di esercitare il diritto di voto ed essere eletti, e quindi di influenzare attivamente la vita politica del paese.
I promotori, che citano gli esempi di Basilea e Bienne, affermano che «i cittadini naturalizzati presenti nei parlamenti difendono esclusivamente gli interessi dei loro connazionali». Inoltre, aggiungono, «a causa del forte influsso delle culture straniere», l'identità elvetica sarebbe messa in pericolo.
Criteri più severi
Tra le richieste formulate dal Partito della libertà, figura segnatamente quella di richiedere la conoscenza di almeno una lingua nazionale, ritenuta «una condizione fondamentale per l'integrazione».
Uno degli obbiettivi principali dell'iniziativa è la soppressione della doppia nazionalità. Il testo dell'iniziativa prevede inoltre di respingere le domande di naturalizzazione da parte di persone entrate illegalmente in Svizzera così come da chi ha mentito in merito alle proprie generalità o ha precedenti penali.
Eliminare la naturalizzazione agevolata
Inoltre, il Partito della libertà chiede che venga evitata la possibilità di naturalizzazione agevolata per i giovani, alla luce del crescente numero di crimini commessi da quelli d'origine straniera.
Al fine di combattere il fenomeno dei matrimoni di compiacenza, secondo l'iniziativa deve essere eliminata anche la naturalizzazione agevolata per i coniugi di un cittadino svizzero.
Iniziativa analoga dell'UDC
Anche l'Unione democratica di centro (destra nazional-conservatrice, UDC) ha lanciato un'iniziativa «per naturalizzazioni democratiche», dai contenuti simili.
In alcuni comuni della Svizzera tedesca per alcuni anni sono stati i cittadini ad esprimersi sulle domande di naturalizzazione. Questa procedura ha suscitato numerose critiche, in particolare per il fatto che la maggior parte dei candidati alla naturalizzazione con un cognome di origine balcanica si vedeva sistematicamente rifiutare la richiesta.
Nel luglio del 2003, il Tribunale federale (la Corte suprema svizzera) ha stabilito che questa pratica è anticostituzionale, poiché viola il divieto di discriminazione e non rispetta l'obbligo di motivare un rifiuto.
L'Unione democratica di centro ha quindi lanciato l'iniziativa in questione, che chiede di lasciare ai comuni la scelta della procedura. Le due Camere del Parlamento hanno bocciato il testo. L'oggetto sarà sottoposto al voto popolare il 1° giugno 2008.
swissinfo e agenzie
La naturalizzazione
Chi desidera ottenere il passaporto rossocrociato deve aver passato almeno 12 anni in Svizzera e deve dimostrarsi ben integrato. Gli anni trascorsi in Svizzera tra il 10° e il 20° anno di età contano doppio.
La procedura è di competenza cantonale e comunale. Esistono dunque importanti differenze da un comune all'altro.
Nel 2004, il popolo svizzero ha rifiutato la concessione semplificata della cittadinanza agli stranieri di seconda o terza generazione.
Nel 2005 in Svizzera sono state naturalizzate 39'753 persone. Nel 2006 è stato stabilito un record con 47'607 naturalizzazioni, mentre nel 2007 sono state 45'042.
Nella Confederazione risiedono oltre 1,5 milioni di stranieri, pari a circa il 20% della popolazione.