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ZURIGO - Nel terzo trimestre, Credit Suisse ha registrato un utile di 546 milioni di franchi (-38%). Mentre i risultati delle attività bancarie in Svizzera e della gestione patrimoniale hanno fatto segnare un calo rispetto all'anno precedente, la performance della banca d'investimento è stata migliore, si ricava da una nota diffusa stamani.
I risultati pubblicati oggi sono inferiori alle previsioni degli analisti del settore.
La seconda banca elvetica ha registrato una contrazione dei ricavi, mentre le spese sono aumentate a causa dei costi della ristrutturazione annunciata a luglio. Tra luglio e settembre, i ricavi hanno raggiunto 5,20 miliardi di franchi, in calo del 2% su base annua, si legge nel comunicato. Le spese sono simultaneamente cresciute del 5% a 4,30 miliardi di franchi, anche a causa dei costi di ristrutturazione, pari a 107 milioni di franchi.
L'utile al lordo delle imposte è sceso del 30% a 803 milioni di franchi, mentre l'utile netto è diminuito del 38% a 546 milioni di franchi. Queste forti contrazioni si spiegano in parte con fattori eccezionali: nel terzo trimestre del 2019 Credit Suisse ha infatti beneficiato di un utile straordinario in seguito della vendita della sua piattaforma di fondi InvestLab ad Allfunds.
«Nonostante la pandemia di Covid-19 e le forti turbolenze sui mercati dei cambi dovute alla forza del franco svizzero, la nostra performance nei primi nove mesi di quest'anno è stata molto buona», afferma il direttore generale (Ceo) Thomas Gottstein, citato nel comunicato.
In occasione dell'assemblea generale straordinaria del 27 novembre, il consiglio d'amministrazione proporrà il versamento della seconda tranche del dividendo del 2019 pari a 0,1388 franchi per azione.
La banca indica inoltre di voler riprendere, a gennaio, il programma di riacquisto di azioni per un volume massimo di 1,5 miliardi di franchi, di cui almeno un miliardo sarà riacquistato l'anno prossimo.