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Al Parque Pinguino Rey, nella Terra del Fuoco cilena, i pinguini aumentano invece che ridursi. Erano otto quando Cecilia Duran ha deciso di aprirlo, nel 2010. Oggi sono 140. Esemplari di pinguino reale, per l'appunto, secondi solo, in grandezza, ai mastodontici pinguini Imperatori che si trovano in Antartide. Un dato che, purtroppo, risulta in controtendenza. Soprattutto in Cile, che vanta il primato per il maggior numero di specie ospitate. Si pensi ai pinguini di Humboldt, che rischiano l'estinzione.
Non se la passano meglio i palmipedi di Magellano che utilizzano l'isola Magdalena, di fronte a Punta Arenas, per scavare le proprie tane. Le previsioni più pessimiste parlano di una riduzione del 20 per cento degli esemplari, nei prossimi anni. A metterli a rischio: l'aumento delle temperature, la carenza di pesce da cacciare e il turismo invasivo. Un cocktail micidiale.
I primi ad arrivare sono i maschi, ad agosto. Un mese dopo, li raggiungono le consorti. Già, perché i pinguini sono monogami. Una volta schiuse le uova si attende aprile, quando l'intera colonia punta verso Brasile e Uruguay.
Gilberto Mastromatteo