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"Purtroppo, non c'è alcun sopravvissuto". Al termine di un'ennesima riunione di crisi a Parigi, il presidente francese, François Hollande, scende nel cortile dell'Eliseo per annunciare il tragico bilancio dell'incidente aereo dell'MD-83 di Air Algérie precipitato nella notte fra mercoledì e giovedì nei cieli africani e in cui sono morte 112 persone, di cui oltre 50 francesi. In Algeria sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale.
"È un dramma spaventoso" ha dichiarato Hollande, nel corso del breve intervento televisivo trasmesso dai tg. "Tutti i miei pensieri - ha aggiunto - sono rivolti alle famiglie e alle vittime di questo dramma spaventoso".
Tra i passeggeri del volo AH5017, precipitato nel deserto del Mali, a cento chilometri da Gao, c'erano operatori umanitari, espatriati, o semplici turisti che rientravano da una vacanza dal Burkina Faso. Incluso un'intera famiglia francese di dieci persone, dai nonni ai nipotini.
Nella catastrofe aerea - la terza in appena una settimana, dopo il Boeing della Malaysia Airlines e l'Atr precipitato a Taiwan - ci sono vittime di quindici nazionalità diverse. "Condivido il dolore delle famiglie, che vivono una prova terribile", ha detto Hollande, garantendo loro "il sostegno più fraterno della nazione", profondamente scossa da questo episodio.
Parlando delle possibili cause del crash, il leader socialista ha evocato, in particolare, "ipotesi climatiche", senza però scartare "alcuna ipotesi" e ha poi annunciato il ritrovamento di una scatola nera, che i militari francesi hanno già trasportato a Gao. Verrà "esaminata nel tempo più breve possibile", ha garantito il presidente.
Per questo, Parigi ha anche inviato sul posto alcuni esperti dell'ufficio indagini incidenti (BEA) per "condurre tutte le investigazioni necessarie". Investigazioni che verranno effettuato in modo congiunto anche con Mali, Burkina Faso, Algeria e Spagna.
Sul luogo del disastro, ormai presidiato dai militari francesi (già presenti nella zona per la missione contro Al-Qaida nel Maghreb islamico) sono giunti oggi anche i presidenti di Mali e Burkina Faso, Ibrahim Boubacar Keta e Blaise Compaoré, insieme con la ministra francese al Commercio estero, Fleur Pellerin.
Per lei, "non c'erano sospetti tra le persone che si erano registrata a bordo. Ma per avere certezze, bisognerà attendere che l'inchiesta possa svolgersi sul posto". "La configurazione del sito e le immagini (...) lasciano pensare che si tratta probabilmente di un guasto meccanico legato alle condizioni meteo", ha proseguito.
Oggi, la tv France 2 ha diffuso le immagini di ciò che resta dell'aereo, operato dalla compagnia spagnola Swiftair per conto di Air Algerie, con migliaia di pezzetti metallici sparsi nel deserto per decine di metri e difficili da identificare. I principali elementi dell'aereo, come il motore e la fusoliera, non sono visibili.
L'associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) ha detto da parte sua che "farà tutto il possibile" per migliorare la sicurezza in volo, dopo quello che passerà alla storia come il luglio nero dell'aviazione civile, con tre disastri aerei e la morte di oltre 460 passeggeri.