Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/29069

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Come in passato, il Consiglio federale giudica in modo positivo il ruolo delle emittenti regionali e locali nel quadro del paesaggio audiovisivo svizzero. Queste emittenti forniscono prestazioni giornalistiche differenziate e garantiscono l'auspicata diversificazione dei programmi della SSR. Questo aspetto risulta ancora più importante se consideriamo la scomparsa, nel recente passato, di diversi giornali regionali.</p><p>2. Dal momento in cui sono state trattate le interpellanze menzionate, la discussione sul paesaggio audiovisivo svizzero è entrata in una nuova fase. Nel frattempo, sono in corso i lavori preparatori in vista della revisione della legge sulla radiotelevisione. Una simile revisione totale offre sicuramente l'opportunità di ripensare in modo generale il sistema dei media elettronici in Svizzera. Il 19 gennaio 2000, il Consiglio federale ha discusso in modo approfondito sulla strategia da adottare in vista dei futuri emendamenti ed ha concluso che, tenendo conto della forte concorrenza estera e in ragione del piccolo mercato svizzero, un sostegno efficace al servizio pubblico si può concretizzare solo con la concentrazione dei mezzi in un'unica emittenza: la SSR. Come contropartita, le emittenti private beneficeranno di un accesso facilitato al mercato e saranno esentate dall'obbligo di fornire determinate prestazioni giornalistiche. Per quel che concerne il finanziamento, dovrebbero poter approfittare di un margine di manovra più ampio grazie all'adattamento delle prescrizioni concernenti la pubblicità alle norme europee (per es. in merito alle interruzioni pubblicitarie). </p><p>3. In effetti, la SSR ha più volte dichiarato pubblicamente di sostenere l'idea di un mantenimento o di un rialzo contenuto della quota dei canoni attualmente versata alle televisioni locali e regionali.</p><p>4. L'abolizione della quota degli introiti non deve avvenire senza una controprestazione. Le emittenti private riceveranno come contropartita una maggiore libertà d'azione. I provvedimenti elencati nella risposta 2 dovrebbero essere sufficienti per assicurare la sopravvivenza delle stazioni private senza doverle sostenere con contributi provenienti dagli introiti delle tasse di ricezione. Non va inoltre dimenticato che le stazioni televisive hanno bisogno di una certa dimensione per concepire un programma giornalistico di spessore che venga recepito con successo dal pubblico. Il paesaggio televisivo svizzero però, è contrassegnato da una molteplicità di piccole, in alcuni casi minuscole, emittenti che, essendo di dimensioni troppo modeste, non sono in grado di produrre costantemente dei programmi di qualità. Secondo il Consiglio federale, un'intensificazione della collaborazione tra queste emittenti porterebbe ad un migliormento della situazione.</p><p>5. Come noto agli adetti ai lavori, la discussione ha già avuto luogo. L'attuale progetto di legge verrà sottoposto, alla fine dell'anno, a tutti gli ambienti interessati per un'ampia consultazione. Prima di sottoporre il progetto all'Assemblea federale, alla luce dei risultati della consultazione il Consiglio federale verificherà l'opportunità di modificare singoli articoli del progetto di legge.</p>  Risposta del Consiglio federale.