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06.10.2020
È partita la campagna di affissioni dell’Iniziativa per multinazionali responsabili. Il cartellone pone al centro una miniera di Glencore in Perù e sottolinea: se Glencore avvelena i bambini con una sua miniera in Perù, deve rispondere delle proprie azioni.
Il manifesto pubblicitario mostra la situazione a Cerro de Pasco, in Perù, dove la multinazionale delle materie prime Glencore gestisce una miniera che avvelena l’ambiente circostante con piombo, arsenico e molti altri metalli pesanti. L’aria, il suolo e l’acqua sono contaminati, causando in particolare ai bambini gravi problemi di salute come anemia, disabilità e paralisi.
Dick Marty, co-presidente del comitato d’Iniziativa, spiega perché l’Iniziativa è necessaria: “Con un SÌ all’Iniziativa per multinazionali responsabili Glencore non potrà più chiudere gli occhi di fronte a situazioni simili ma dovrà finalmente agire affinché la situazione non peggiori. Se Glencore continuerà ad avvelenare bambini con metalli pesanti, la multinazionale dovrà in futuro rispondere dei danni causati e pagare un risarcimento alle vittime.”
L’inutile controprogetto-alibi
Se l’Iniziativa dovesse venir respinta, entra in vigore il controprogetto del Consiglio federale, che non porta alcun miglioramento. Nel caso di Cerro de Pasco, Glencore non dovrebbe cambiare nulla presso la miniera, ma unicamente scrivere un rapporto. Già oggi la multinazionale pubblica una brochure patinata sul proprio sito web. Questo esempio mostra che il controprogetto non è altro che un’alibi, con cui il Consiglio federale e il Parlamento vogliono confondere l’elettorato. Questo viene confermato anche dal modo in cui è nato tale controprogetto: un reportage di Wochenzeitung rivela che il controprogetto è stato portato direttamente dalla lobby delle multinazionali in Consiglio federale, che poi si è immischiato in maniera anomala nel processo parlamentare in corso per evitare un controprogetto vincolante e restrittivo.
Allinearsi con la tendenza internazionale
Unicamente l’Iniziativa per multinazionali responsabili garantisce che la Svizzera non diventi il fanalino di coda a livello internazionale. La Francia ha infatti già introdotto una legge simile come quella chiesta dall’Iniziativa; mentre in Gran Bretagna, Canada e nei Paesi Bassi già oggi persone che hanno subito un danno possono chiedere un risarcimento davanti a un tribunale. A livello dell’UE dovrebbe entrare in vigore nel 2021 una nuova legislazione che stipula la responsabilità civile come rivendica l’Iniziativa per multinazionali responsabili. La Svizzera è l’unico paese dell’Europa occidentale che non dispone di alcuna regolamentazione per la responsabilità delle imprese.
Una perizia degli iniziativisti mostra che approvando l’Iniziativa per multinazionali responsabili la Svizzera si troverebbe nella media europea a livello di severità della regolamentazione. Questa perizia giunge quindi a conclusioni simili che quelle dell’Istituto svizzero di diritto comparato.
Ampio sostegno all’Iniziativa per multinazionali responsabili
L’Iniziativa è sostenuta da 130 associazioni che si impegnano per i diritti umani, la tutela dell’ambiente, i diritti dei bambini e la cooperazione allo sviluppo. Anche un comitato economico, composto da oltre 250 imprenditori e imprenditrici, sostiene l’Iniziativa assieme a 350 esponenti politici di PPD, PLR, PBD, Verdi Liberali, Partito Evangelico e UDC, riuniti nel “Comité bourgeois per multinazionali responsabili”. PS, I Verdi, Partito Evangelico e Giovani PPD Svizzera, nonché diverse sezioni cantonali dei Verdi Liberali e del PPD, hanno già preso posizione a favore dell’Iniziativa. Anche il mondo ecclesiastico sostiene l’Iniziativa.
Cosa chiede l’Iniziativa
L’Iniziativa vuole obbligare le multinazionali con sede in Svizzera a rispettare i diritti umani e non distruggere l’ambiente. Per far sì che le imprese rispettino la nuova legislazione, future violazioni avranno delle conseguenze giuridiche. Le imprese dovranno quindi rispondere delle violazioni dei diritti umani fatte dalle proprie società affiliate.