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I rapporti con l'Italia preoccupano la Svizzera in vista di un possibile flusso migratorio proveniente dal Nordafrica. Attraverso una lettura minuziosa degli accordi di Dublino, il governo della vicina Penisola limita infatti l'accoglienza di richiedenti l'asilo in provenienza dalla Confederazione.
Gli accordi di Dublino consentono di rinviare i rifugiati nel primo Paese nel quale hanno inoltrato una domanda di asilo. Per la sua posizione geografica l'Italia è spesso una delle prime destinazioni incontrate dai migrati e deve accogliere sovente rifugiati in provenienza da altri Stati firmatari degli accordi.
In base a questi ultimi, è il primo paese in cui è stata presentata una domanda di asilo a poter decidere sia il mezzo di trasporto sia la destinazione dei richiedenti rinviati. Facendo leva su questa normativa, l'Italia ha deciso di accogliere ogni giorno solo un ristretto numero di persone, afferma oggi Michael Glauser, portavoce dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), confermando una notizia apparsa sulla "Aargauer Zeitung", la "Berner Zeitung" e la "Südostschweiz".
A complicare il tutto c'è anche il numero limitato di posti che, per ragioni di sicurezza, le compagnie aeree possono destinare a tale scopo, aggiunge Glauser. Queste ragioni causano lunghi periodi di attesa in Svizzera in vista di un trasferimento.
Immigrazione e asilo sono al centro delle discussioni previste oggi a Vienna fra i ministri degli esteri di Germania, Austria, Liechtenstein e Svizzera. Secondo Glauser è possibile che durante la riunione venga affrontata anche la questione dei problemi riscontrati con l'Italia.