Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/109941

<h2>SubmittedText<h2><p>Quando si parla di prostituzione, la discussione si concentra di frequente sulla tratta di esseri umani, nonché sulla prostituzione forzata e quella minorile. Meno sovente viene tematizzato lo stato di salute delle prostitute, che tuttavia sono esposte ai più svariati rischi sanitari, comprendenti principalmente le malattie sessualmente trasmissibili, la dipendenza da stupefacenti e i problemi psichici.</p><p>Lo studio "Marché du sexe en Suisse" analizza, tra l'altro, la questione della prevenzione e della promozione della salute delle prostitute. Inoltre rileva quanto il relativo quadro giuridico differisca nei cantoni e nei comuni.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ritiene che l'attuale densità normativa a livello federale sia sufficiente?</p><p>2. Intende emanare raccomandazioni d'intervento e adottare misure sulla base dello studio menzionato? Se sì, quali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. In base alla ripartizione delle competenze sancita nell'articolo 3 della Costituzione federale, l'assistenza sanitaria è un compito di interesse pubblico che compete ai cantoni. Il Consiglio federale, come già affermato nella sua risposta all'interrogazione Janiak 00.1032, ritiene "che i cantoni hanno la responsabilità di assicurare, anche in questo ambito sanitario (prostituzione), le misure opportune". Tuttavia, in base alla legge sulle epidemie (RS 818.101), la Confederazione dispone delle competenze necessarie per stabilire la strategia di lotta contro le malattie trasmissibili. La responsabilità dell'attuazione di questa strategia ricade, invece, sui cantoni. Nel messaggio del 3 dicembre 2010 relativo alla revisione totale della legge sulle epidemie, il Consiglio federale ha mantenuto questo principio.</p><p>Il 24 novembre 2010, il Consiglio federale ha approvato il programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili 2011-2017, che si concentra in maniera più mirata rispetto al passato sulla prevenzione rivolta ai gruppi target particolarmente colpiti da tali infezioni o esposti a un elevato rischio di contagio, come è il caso di chi esercita la prostituzione. Grazie a questo programma, i cantoni, i comuni e le organizzazioni private dispongono ora di una base per introdurre nuove misure in tale ambito. Ciò vale in particolare per la proposta di fissare standard minimi per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (disponibilità di preservativi e lubrificanti, accesso a informazioni per operatori e clienti, assistenza da parte di collaboratori addetti alla prevenzione) e, conseguentemente, di migliorare le condizioni quadro dell'esercizio della prostituzione, il tutto nell'ambito di una regolamentazione a livello cantonale e comunale.</p><p>2. Come già esposto dal Consiglio federale nella sua risposta all'interrogazione Gobbi 10.1098, le raccomandazioni emanate nel 2008 in occasione della pubblicazione dello studio "Marché du sexe en Suisse" sono state ampiamente applicate. Per questo motivo, non sussiste alcuna necessità di intervenire ulteriormente a livello federale. Inoltre, con il citato PNHI, i cantoni hanno a disposizione una strategia di lotta che include proposte di misure rivolte anche al settore della prostituzione. Una novità, ad esempio, è la semplificazione dell'accesso ai servizi di consulenza e di analisi. A tal proposito verranno utilizzate le strutture preventive già esistenti a livello cantonale e comunale, che saranno adattate alle esigenze del gruppo target (fonte: PNHI, www.bag.admin.ch/hiv_aids). Nel quadro del monitoraggio e della valutazione del programma, dovranno essere riesaminati lo stato di salute, sotto il profilo delle infezioni sessualmente trasmissibili, delle persone che operano sul mercato del sesso e le loro condizioni di lavoro.</p>  Risposta del Consiglio federale.