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Il divieto implicito di indossare il burqa e il niqab nei luoghi pubblici introdotto della Costituzione cantonale ticinese è conforme al diritto federale. È quanto ritiene la maggioranza dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) che, con 14 voti contro 8, propone al Parlamento di accordare la garanzia federale alla "Magna Carta" ticinese.
Il 22 settembre 2013, i ticinesi avevano approvato a larga maggioranza una iniziativa popolare lanciata dal movimento Il Guastafeste di Giorgio Ghiringhelli che prevedeva il divieto di dissimulazione del viso nei luoghi pubblici. Par la maggioranza della CIP-N, la modifica della costituzione cantonale rispetta il diritto federale, anche alla luce di una sentenza del luglio 2014 della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU), che ha definito conforme alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo un'analoga normativa del diritto francese.
Una minoranza della commissione propone invece di non accordare la garanzia federale poiché ritiene un divieto generale di dissimulare il viso contrario alla libertà di religione e sproporzionato. Dal loro punto di vista, inoltre, il riferimento alla Corte EDU non sta in piedi poiché con la loro decisione i giudici intendevano unicamente concedere ai singoli Stati un grande margine d'apprezzamento. Di conseguenza la Svizzera sarebbe libera di scegliere una soluzione diversa dalla Francia.
Con 18 voti contro 6, la commissione ha anche approvato la modifica della Costituzione del canton Berna. La revisione elenca motivi contrari a una naturalizzazione. Non ottiene ad esempio la cittadinanza chi beneficia dell'aiuto sociale.
SDA-ATS