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I padri esercitanti un’attività lucrativa hanno diritto a due settimane di congedo di paternità (al massimo 14 indennità giornaliere) nel corso dei sei mesi successivi alla nascita del figlio. Per compensare la perdita di guadagno ricevono un’indennità pari all’80 per cento del reddito da lavoro medio soggetto all’AVS conseguito prima della nascita del figlio.
L’indennità di paternità è versata sotto forma d’indennità giornaliera e ammonta all’80 per cento del reddito da lavoro medio conseguito prima della nascita del figlio, fino a un importo massimo di 220 franchi al giorno (a partire dal 1° gennaio 2023). Il diritto all’indennità di paternità inizia il giorno della nascita del figlio e si estingue quando il padre ha riscosso tutte le 14 indennità giornaliere, ma al più tardi alla scadenza del termine quadro di sei mesi a contare dalla nascita.
Se durante il periodo di diritto all’indennità di paternità il datore di lavoro continua a versare un salario, la cassa di compensazione versa l’indennità al datore di lavoro.
Troverete ulteriori informazioni sul Foglio d'istruzioni 6.04 del Centro d'informazioni della Confederazione.
Il dipendente compila il modulo di richiesta d'indennità di paternità, allega una copia del certificato di nascita e lo consegna al suo datore di lavoro. Quest'ultimo completa il modulo e lo invia alla cassa di compensazione.
Gli indipendenti inviano il modulo direttamente alla cassa di compensazione.
Casi speciali
L'indennità di paternità riscossa invece del salario viene considerata come reddito. Per questo a norma di legge sottostà al versamento dei corrispondenti contributi.
Se il datore di lavoro paga il salario o l'indennità di paternità al padre, deve essere registrato sul foglio di salario.
Se la cassa di compensazione paga l'indennità di paternità direttamente al padre, l'indennità non dev'essere registrata sul foglio di salario.