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Un ambiente sano promuove la salute e il benessere.
Nella clausola scopo della legge sulla protezione dell'ambiente (EPA), è chiaro che la EPA dovrebbe proteggere le persone, gli animali e le piante, le loro comunità biologiche e gli habitat contro gli effetti nocivi o molesti.
L'ambiente ha un effetto diretto (ad esempio, sul clima), e un effetto indiretto (ad esempio, nel campo della biodiversità) sulla salute e il benessere. Questo effetto può essere negativo o positivo. Se l'ambiente è inquinato (come mediante polveri sottili nell'aria), questo suggerisce per l'uomo e il rischio di malattia aumenta (per esempio, malattie respiratorie). Ma numerosi esempi dimostrano anche che un habitat intatto della salute e del benessere fa bene. Spesso sono da riconoscere situazioni vantaggiose per l'ambiente e per la salute. Ad esempio, la promozione di modi di trasporto rispettosi all'ambiente (come il ciclismo che fa poco rumore e non consuma carburante) ha un effetto positivo sulla salute e il benessere (esercizio fisico e rilassamento).
Indicatori
Tema: Elettrosmog
Percezione del carico di antenne di telefonia mobile o linee dell’alta tensione
Vi sono persone convinte che i campi elettromagnetici di antenne di telefonia mobile o linee dell’alta tensione possano causare disturbi del sonno, mal di testa o sintomi cardiocircolatori,o che hanno già subito tali effetti. Tuttavia, non vi è ancora alcuna certezza sul fatto che i sintomi siano davvero causati dai campi elettromagnetici.
Inoltre, alcune persone, pur non avvertendo effetti sulla salute, si sentono disturbate dal fatto che nei pressi delle loro abitazioni siano installate antenne di telefonia mobile o linee dell’alta tensione. Anche questo aspetto può essere percepito come carico.
Nel 2015, il 10 % della popolazione si sentiva, a casa propria, «piuttosto disturbato» o «molto disturbato» da antenne di telefonia mobile o linee a corrente forte. Un altro sondaggio realizzato nel 2015 ha mostrato che le radiazioni disturbano le persone in misura maggiore rispetto alle onde luminose (gfs-zürich: Univox Umwelt).
Dato che si tratta di un disturbo percepito e che il reale influsso delle radiazioni non è chiaro, non si possono valutare né lo stato né la tendenza.
- Indicatori correlati
- Rischi temuti per la salute causati dalla telefonia mobile
The data are based on a survey (“Perception of environmental quality and ecological behaviour”) carried out by the Federal Statistical Office (FSO). It was conducted by telephone and encompassed a broad variety of aspects of environmental pollution, awareness of the environment, ecologically-relevant behaviour and lifestyle. The random sample (N=3000) complies with the principle of representativeness.
This indicator includes all those surveyed who felt rather disturbed or greatly disturbed by traffic noise at home with a window open (answers 3 and 4 on a scale of 1: "not at all disturbed" to 5: "greatly disturbed").
Tema: Elettrosmog
Rischi temuti per la salute causati dalla telefonia mobile
Allo stato attuale delle conoscenze non è chiaro se e in che misura le radiazioni prodotte dalla telefonia mobile possano avere effetti a lungo termine sulla salute. Questa situazione di rischio indefinito influenza anche la percezione della popolazione.
Secondo un’inchiesta effettuata nel 2014, oltre la metà della popolazione in Svizzera, più precisamente il 61 %, era dell’avviso che le radiazioni prodotte dalla telefonia mobile comportino rischi per la salute. Rispetto ad altri effetti ambientali, questa cifra è relativamente bassa, ma mostra che la popolazione svizzera è tendenzialmente critica sull’elettrosmog.
La Svizzera è uno dei pochi Paesi ad aver concretizzato in questo settore l’aspetto della prevenzione: i valori limite stabiliti per gli impianti sono volti a limitare al minimo il carico a lungo termine e, di conseguenza, anche il rischio di eventuali ripercussioni sulla salute oggi non ancora riconoscibili.
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- Percezione del carico di antenne di telefonia mobile o linee dell’alta tensione
Nel quadro di un’inchiesta svolta a livello europeo, la maggioranza degli intervistati, segnatamente il 70 %, era dell’avviso che le antenne di telefonia mobile abbiano un influsso da moderato a forte sulla salute. Si osservano comunque nette differenze tra i Paesi: mentre in Danimarca solo il 12 % degli intervistati riteneva che le antenne di telefonia mobile abbiano un effetto sulla salute, in Italia tale quota era del 95 %.
I dati si basano sullo studio «Mobilfunkmonitor», effettuato a intervalli periodici su mandato del forum Mobil dell’istituto di ricerca sociale gfs.bern. In questa inchiesta combinata online/CATI è stato chiesto a cittadini svizzeri di età uguale o superiore ai 16 anni, quale fossero la loro percezione e il loro stato d’animo in merito a tematiche relative alla telefonia mobile. Il campione (nel 2014: 1002 intervistati) soddisfa i criteri di rappresentatività.
L’indicatore comprende tutti gli intervistati che ritengono che la telefonia mobile abbia effetti sulla salute o che hanno già subito tali effetti, in %.
Tema: Rumore
Esposizione al rumore del traffico
Il rumore è nocivo per la salute, riduce la qualità dell’ubicazione della zona colpita e genera elevati costi pubblici. Il traffico stradale costituisce di gran lunga la fonte principale di inquinamento fonico. Contrariamente a quanto avviene per il traffico ferroviario o aereo, il rumore del traffico stradale non è circoscritto a determinate aree, ma si estende a tappeto su quasi tutto il territorio nazionale.
Una persona su sette di giorno, ossia 1,1 milioni di persone, e una persona su otto di notte (1.0 mil.) è esposta al rumore nocivo o molesto prodotto dal traffico stradale. Decisamente minore è il numero di persone esposte al rumore eccessivo prodotto dal traffico ferroviario (16000 di giorno e 87000 di notte) e aereo (24000 di giorno e 75000 di notte). Circa l'90 % delle persone esposte al rumore nocivo o molesto prodotto dal traffico vive in città o agglomerati.
Al fine di garantire la protezione della popolazione conformemente alla Costituzione federale, il rumore deve essere combattuto in misura sempre maggiore attraverso provvedimenti attuati direttamente alla fonte. Nell'ambito del traffico stradale, la maggiore efficacia è raggiunta con la posa di pavimentazioni fonoassorbenti, l'utilizzo di pneumatici più silenziosi, l'ottimizzazione dei flussi di traffico e l’adeguamento del limite di velocità a livello locale. La Confederazione stanzia già fondi per il risanamento fonico delle ferrovie, principalmente a favore di misure alla fonte, e promuove investimenti per migliorare il materiale rotabile. I progressi tecnici auspicati nell’ambito delle misure di protezione contro il rumore hanno consentito di controbilanciare l’utilizzazione intensiva degli insediamenti, l'aumento delle esigenze in termini di mobilità e l'evoluzione verso una società a 24 ore.
In tutta Europa il traffico stradale costituisce di gran lunga la fonte principale di inquinamento fonico. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, in media quasi una persona su due che vive in un agglomerato è esposta a rumori superiori a 55 dB prodotti dal traffico stradale. Questo valore supera quello raccomandato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) per la protezione integrale del benessere e della salute dell'uomo.
SonBase utilizza i dati di base disponibili (geodati di base, dati statistici, dati relativi al traffico ecc.) per calcolare le emissioni del traffico stradale. La propagazione del rumore e le immissioni foniche che ne risultano vengono poi calcolate nel modulo CadnaA con l'aiuto di un modello altitudinale digitale, dei dati relativi all'edificio, dei dati di emissione calcolati (traffico stradale) e di emissioni effettive (traffico ferroviario). In caso di rumore prodotto dal traffico aereo, le isofone disponibili del rumore relativo agli aeroporti civili e militari vengono assunte quali valori di immissione. Quale valore di riferimento per la determinazione del numero di persone esposte al rumore del traffico stradale, ferroviario e aereo viene impiegato il valore limite d'immissione (VLI) stabilito dall’ordinanza contro l’inquinamento fonico (OIF; RS 814.41) a seconda del grado di sensibilità (GS I-IV).
Tema: Rumore
Esposizione soggettiva al rumore
Il rumore è causa di stress e malattie. La percezione di un rumore quale causa di disturbo, tuttavia, non dipende soltanto dall’intensità sonora, bensì anche da numerosi fattori individuali quali il tipo di rumore, l'atteggiamento personale, l'orario, lo stato di salute e l'età. Questi fattori individuali possono essere difficilmente rappresentati in valori limite oggettivi.
Nel 2015 il 24 % della popolazione si riteneva piuttosto o molto disturbato dal rumore del traffico percepito a casa con le finestre aperte. Questa percentuale è rimasta pressoché invariata dal 2011.
In particolare nelle città sono necessarie ulteriori misure per ridurre il rumore: in questo caso la quota di persone che si riteneva disturbata era pari al 27 %. Questa percentuale è manifestamente troppo elevata se si tiene conto dei possibili danni per la salute e della riduzione della qualità della vita causati da un’esposizione permanente al rumore.
- Indicatori correlati
- Esposizione al rumore del traffico
Poiché in nessun altro Paese è stato svolto un sondaggio in questa forma, l’indicatore non è confrontabile a livello internazionale.
I dati si basano sull’indagine „Qualità dell'ambiente e comportamento ambientale; Ufficio federale di statistica (UST). L’indagine è stata eseguita telefonicamente e interessa un ventaglio di aspetti concernenti l’impatto ambientale, la consapevolezza ambientale, il comportamento consono alle esigenze ambientali e alle abitudini di vita. Il campionamento (2015: N=3000) corrisponde ai criteri di rappresentatività.
Questo indicatore comprende tutti gli intervistati che, a casa con le finestre aperte, si ritengono piuttosto o molto disturbati dal rumore del traffico (risposte 3 e 4 su una scala che va da 1 «per niente disturbato» a 4 «molto disturbato»).
Tema: Rumore
Costi esterni del rumore
Il rumore eccessivo nuoce alla salute. Tuttavia, i costi derivanti dal rumore (p. es. per trattamenti medici) non sono a carico di chi causa il rumore, ossia di chi usufruisce delle vie del traffico, bensì dalle persone colpite. Lo stesso vale per il deprezzamento degli immobili causato dal rumore eccessivo, che è a carico esclusivamente dei proprietari immobiliari. Per costi esterni si intendono dunque quei costi che non sono a carico di chi causa il rumore.
In Svizzera i costi esterni generati dal rumore provocato dal traffico stradale, ferroviario e aereo ammontano annualmente a oltre 1,9 miliardi di franchi. A seguito di un cambiamento di metodologia, questo valore non può essere confrontato con quelli degli anni precedenti. La tendenza al rialzo già osservata negli scorsi anni, invece, prosegue. Per questo motivo l’evoluzione è valutata negativamente.
Circa il 55 % dei costi riguarda danni diretti alla salute (soprattutto malattie cardiache ischemiche e malattie causate dall’ipertensione: cure ambulatoriali, ricoveri in ospedale, perdita di anni di vita ecc.). Il 45 % è da ricondurre invece a danni indiretti (valutati in base al deprezzamento degli immobili). Complessivamente, il traffico stradale è all’origine 80 % dei costi generati dal rumore.
Per ridurre i costi esterni sono particolarmente indicati i sistemi di incentivazione economica, che procurano un beneficio a chi causa il rumore quando lo riduce. Oltre agli incentivi finanziari per chi causa il rumore (imposta sugli oli minerali, tasse di decollo e di atterraggio in funzione del rumore) possono essere utili anche altri strumenti, come per esempio l’aumento della trasparenza del mercato.
Nei Paesi europei sono stati svolti studi internazionali sui costi esterni. I costi esterni generati in Svizzera dal rumore sono nettamente più elevati rispetto a quelli degli altri Paesi europei. Questa differenza è da ricondurre soprattutto all'elevata densità della popolazione e all'elevato livello dei prezzi in Svizzera.
Di solito i costi esterni generati dal rumore vengono calcolati principalmente mediante il metodo dei prezzi edonici. Per la quantificazione monetaria dei danni diretti per la salute si tiene conto delle seguenti conseguenze:
- spese per cure mediche (ricoveri in ospedale, visite mediche e medicinali)
- perdite a livello di produzione (perdita di posti di lavoro)
- costi per le nuove assunzioni in seguito alla morte di lavoratori
- costi immateriali (perdita di benessere; dolori e sofferenze nelle persone colpite rilevati con il metodo della disponibilità a pagare della popolazione)
La base per la trasformazione in termini monetari è costituita da un’indagine del 2010 sull’inquinamento fonico causato dal traffico stradale e ferroviario in Svizzera. Viene inoltre impiegata la banca dati dei rumori SonBase.
Tema: Aria
Impatto soggettivo da inquinamento atmosferico
Come molte forme di inquinamento ambientale gli inquinanti atmosferici non possono essere percepiti direttamente. Ciononostante l’inquinamento atmosferico, ad esempio lungo le strade con molto traffico, viene percepito e spesso considerato molesto e come un disturbo. Alle molestie causate dagli odori si aggiungono spesso anche le conoscenze relative alle ripercussioni sulla salute. Ciò può infatti fungere da fattore di stress supplementare.
Nel 2015 il 19% della popolazione si sentiva «piuttosto disturbato» o «molto disturbato» dall’inquinamento atmosferico in prossimità della propria casa. Questa percentuale è rimasta pressoché invariata dal 2011. Conformemente alle aspettative l’inquinamento nelle città supera nettamente quello in campagna. Ciò corrisponde alle misurazione delle immissioni degli inquinanti più importanti, le quali nelle zone urbani a traffico intenso superano spesso il valore limite.
Questa percentuale è decisamente troppo elevata se si tiene conto dei possibili danni alla salute e delle limitazioni alla qualità di vita che vanno di pari passo alla sensazione permanente di essere esposti all’aria inquinata.
I dati si basano sull’indagine «Percezione dell’ambiente e comportamento della popolazione quasi sempre in sintonia (UST)». L’indagine è stata eseguita telefonicamente e interessa un ventaglio di aspetti concernenti l’impatto ambientale, la consapevolezza ambientale, il comportamento consono alle esigenze ambientali e alle abitudini di vita. Il campionamento (2015: N=3000) corrisponde ai criteri di rappresentatività.
L’indicatore rileva tutte le persone interpellate che si sentono piuttosto disturbati o molto disturbati dall’inquinamento atmosferico in prossimità della loro abitazione (risposte 3 e 4 su una scala da 1: «assolutamente non disturbato» a 4: «molto disturbato»).
Tema: Aria
Danni alla salute causati dall'inquinamento atmosferico
Gli inquinanti atmosferici possono provocare asma, tosse cronica, bronchite e altri tipi di affezioni delle vie respiratorie nonché dei polmoni. In casi estremi, l'inquinamento atmosferico può portare a decessi prematuri. Particolarmente colpiti dall'inquinamento atmosferico sono gli anziani, i bambini, i nascituri e i malati. I bambini in tenera età sono esposti a infezioni delle vie respiratorie perché, al momento della nascita, il loro sistema immunitario e i loro polmoni non si sono ancora pienamente sviluppati. L'aria inquinata può scatenare attacchi d'asma. Infiammazioni possono indebolire le difese naturali degli anziani. Il sistema cardiocircolatorio deve compensare la mancanza di ossigeno e viene quindi sollecitato: possibili conseguenze sono aritmie cardiache e infarti.
I numerosi provvedimenti adottati negli ultimi anni per migliorare la qualità dell'aria non sono riusciti a risolvere il problema dell'inquinamento, responsabile in parte del decesso prematuro di 2200 persone l'anno.
Le malattie respiratorie e cardiovascolari legate agli inquinanti atmosferici in Svizzera causano circa 14 000 giorni di degenza ospedaliera all'anno. L'aria inquinata comporta circa 12 000 casi di bronchite acuta nei bambini e circa 2300 nuovi casi di bronchite cronica negli adulti. Inoltre, i giorni di attività limitata per gli adulti sono circa 3,5 milioni. Ciò comporta ogni anno costi sanitari pari a circa 6,5 miliardi di franchi, di cui 3,3 miliardi legati al traffico. Sono considerati legati al traffico gli effetti causati dal traffico stradale, ferroviario, aereo e marittimo.
In Svizzera, gli effetti a lungo termine dell'inquinamento atmosferico sulla salute sono analizzati nello studio di coorte SAPALDIA (Swiss Cohort Study on Air Pollution and Lung and Heart Diseases in Adults). Questi e altri studi internazionali tuttavia dimostrano anche che la salute di bambini e adulti migliora in modo relativamente rapido quando il tenore di inquinanti dell'aria diminuisce. Le misure volte a migliorare la qualità dell'aria hanno pertanto un impatto positivo misurabile sulla salute della popolazione.
- Indicatori correlati
- Costi della salute causati dall’inquinamento atmosferico
Le ripercussioni che tale inquinamento ha sulla salute della popolazione svizzera sono state quantificate in modo più preciso e tradotte in termini monetari nell'ambito di diversi studi basati sull'inquinante principale PM10, considerato come un indicatore di inquinamento rilevante dal punto di vista sanitario. Tali studi sono stati eseguiti da epidemiologi, esperti in materia di qualità dell'aria ed economisti.
|Evoluzione auspicata||Valore iniziale||Valore finale||Variazione in %||Evoluzione osservata||Valutazione|
|Calo||2000||2015||-40.54%||Calo||positivo|
Tema: Aria
Costi della salute causati dall’inquinamento atmosferico
La riduzione o la rimozione dei danni causati dall’inquinamento atmosferico comporta costi elevati, ad esempio per il sistema sanitario e per il risanamento degli edifici. Ai costi si aggiungono la perdita di valore degli immobili, le perdite di raccolto nell’agricoltura e l’inquinamento degli ecosistemi. I costi e le perdite di valore sono definiti costi esterni, dato che non sono addebitati a coloro che li producono ma alla comunità. I costi esterni causati dall’inquinamento atmosferico si verificano soprattutto nella sanità pubblica e precedono per importanza costi provocati dalle perdite di raccolto e dai danni a materiali ed edifici.
L’indicatore mostra i costi della salute causati dall’inquinamento atmosferico.
In Svizzera, ogni anno, l’inquinamento atmosferico genera costi non coperti dell’ordine di miliardi. Questi costi esterni, non sostenuti dai diretti responsabili, si verificano soprattutto nel settore sanitario, anche se la «conversione» in unità monetarie degli anni di vita persi rappresenta di gran lunga il principale fattore di costo dell’inquinamento atmosferico. Ogni anno l’inquinamento atmosferico causa il decesso prematuro di 2200 persone. È inoltre all’origine di un gran numero di casi di malattia, tra cui quelli concernenti le malattie cardiovascolari e delle vie respiratorie causate dalle polveri fini. Malgrado le numerose misure degli ultimi anni volte a migliorare la qualità dell’aria l’inquinamento atmosferico continua dunque a rappresentare un problema.
La "conversione" degli anni di vita persi in unità monetarie rappresenta di gran lunga il più grande fattore di costo dell'inquinamento atmosferico.
- Indicatori correlati
- Danni alla salute causati dall'inquinamento atmosferico
Il calcolo dei costi esterni avviene attraverso la verifica degli effetti e dei danni prodotti dall’attuale situazione di inquinamento. Poi i danni sono quantificati in unità monetarie. A seconda dei settori sono individuati costi specifici.
Per il presente calcolo (Infras, Ecoplan [2018]) degli effetti esterni il Value of Statistical Life (VOSL) è stato adeguato alla Svizzera ed è stato aggiornato al 2015 (metodo internazionale secondo OCSE 2012 o Ecoplan 2016). Nel calcolo è stato necessario apportare un adeguamento rispetto a Ecoplan 2016, poiché i dati sulla parità del potere d’acquisto dell’OCSE e della Banca mondiale sono stati adeguati retroattivamente al 2005.
Tema: Foreste e legno
Attività ricreative nel bosco
Il bosco fornisce molteplici prestazioni: produce legname, protegge contro i pericoli naturali e favorisce la diversità delle specie. Nella vita di tutti i giorni, il bosco rappresenta per la popolazione soprattutto un ambiente dove dedicarsi ad attività ricreative. Nelle vicinanze degli agglomerati e nelle regioni turistiche, in particolare, le persone cercano ristoro nel bosco. Quest’ultimo offre condizioni ideali: aria pulita, tranquillità e clima rinvigorente stimolano la rigenerazione fisica e psichica. Oltre ad attività più tranquille quali le camminate e la raccolta di funghi o altri prodotti naturali, il bosco consente di praticare varie attività sportive come il jogging, il nordic walking e il rampichino.
Il bosco è particolarmente apprezzato quale luogo di ristoro in estate: il 12 % della popolazione vi si reca quasi quotidianamente, mentre il 40 % vi si reca da una a due volte la settimana. In inverno, il bosco viene tendenzialmente meno utilizzato: l’8 % della popolazione vi si reca quotidianamente e il 28 % una a due volte la settimana. In media, in Svizzera ogni persona si trattiene per 90 minuti nel bosco. I principali motivi all’origine della visita del bosco sono la possibilità di respirare aria pulita, lo stare a contatto con la natura, fare qualcosa per la propria salute e la possibilità di uscire dalla quotidianità. La possibilità di stare da soli o di praticare un’attività sportiva sono state menzionate più raramente.
Il 95 % della popolazione giudica rilassante la visita del bosco e l’88 % si ritiene molto soddisfatto di potersi recare nel bosco. In tal modo il bosco fornisce un importante contributo al benessere e alla salute delle persone. Per tale ragione, lo stato è giudicato positivo.
Il fatto che il bosco venga utilizzato in così larga misura per le attività del tempo libero dipende anche dalle condizioni perlopiù ideali in Svizzera. ll bosco è liberamente accessibile e praticamente dietro la porta di casa di gran parte della popolazione: in media, ogni Svizzero impiega 14 minuti per recarsi nel bosco, solo il 4 % ha bisogno di più di mezz’ora. La buona accessibilità generale è confermata anche dal fatto che il 70 % compie il tragitto a piedi e un ulteriore 7 % in bicicletta.
L’effetto rilassante del bosco può essere disturbato soprattutto dagli altri utilizzatori del bosco, in particolare ciclisti o persone con cani. Simili incontri non sminuiscono in modo significativo l’esperienza positiva nel bosco, ma in futuro si dovrebbe ridurre questo potenziale di conflitto con una migliore pianificazione delle infrastrutture (p. es. orientare i visitatori o creare percorsi ad hoc per rampichini).
I dati provengono da due indagini rappresentative sull’atteggiamento della popolazione svizzera nei confronti del bosco e delle sue funzioni. Per il primo studio «Gesellschaftliche Ansprüche an den Schweizer Wald - Meinungsumfrage», pubblicato nel 1999 dall’UFAM (allora UFAFP), sono state contattate telefonicamente 2000 persone. Al secondo studio, realizzato nel 2010 dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), hanno invece partecipato, telefonicamente o via Internet, 3000 persone.
Tema: Pericoli naturali
Decessi causati da piene, colate detritiche, scivolamenti, processi di crollo e valanghe
Gli eventi naturali possono causare delle vittime. Il numero di decessi dipende dalla gravità dell’evento, dal comportamento individuale e dalle misure di protezione contro i pericoli naturali. Si tratta quindi di un indicatore dell’efficàcia delle misure preventive per la protezione contro i pericoli naturali e del comportamento adeguato al pericolo da parte della popolazione interessata.
Nel periodo compreso fra il 1946 e il 2018 le piene hanno provocato complessivamente 123 vittime, le colate detritiche 22, gli scivolamenti 54 e i processi di crollo 93. In media, dal 1946 si contano ogni anno 2,7 vittime in seguito a piene, colate detritiche e scivolamenti e 1.3 vittime in seguito ai processi di crollo. Se non si considerano eventi estremi quali la frana di Goldau del 1806, il numero di vittime è rimasto praticamente stabile dal XIX secolo. Nel periodo 1900-1971 si sono verificati relativamente pochi eventi gravi e anche il valore medio è quindi inferiore.
Nel periodo 1936/37 - 2016/17, le valanghe hanno causato mediamente 6.4 vittime l’anno. Questo dato non include i decessi avvenuti in neve non battuta (freeride fuori pista e sci alpinismo).
Il numero medio di vittime è stabile rispetto al XIX secolo (Piene, colate detritiche, scivolamenti e processi di crollo fino 1945). Se rapportato all’aumento consistente della popolazione complessiva è addirittura diminuito. Questa evoluzione non è riconducibile al fatto che al giorno d’oggi si verificano meno eventi naturali gravi, ma piuttosto alla realizzazione, negli ultimi cento anni, di numerose misure di protezione nell’ambito della sistemazione dei corsi d’acqua e delle foreste. Inoltre rispecchia anche i miglioramenti registrati nelle misure organizzative e il ventaglio di possibilità ora disponibili per l’allerta e il salvataggio delle persone. Il numero di vittime provocato dai pericoli naturali è esiguo e dovrà rimanere tale.
- Indicatori correlati
- Danni causati da piene, smottamenti, colate detritiche e cadute di massi e di rocce
Su mandato dell’UFAM, l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL raccoglie in modo sistematico dal 1972 i dati relativi ai danni da maltempo in Svizzera. In tale ambito vengono considerati i processi di piena, colata detritica, scivolamento e, dal 2002, anche quelli di processi di crollo. Finora i dati hanno registrato solamente le vittime in contesto con dei danni materiali in seguito ai processi menzionati sopra.
Al fine di effettuare una rilevazione completa, nel 2015 il WSL ha creato una nuova banca dati che si basa su una ricerca sistematica nei quotidiani volta a registrare tutti i decessi causati da piene, scivolamenti, colate detritiche, processi di crollo, tempeste di vento, fulmini, valanghe e ulteriori processi, seppur rari (p.es. terremoti e valanghe di ghiaccio) a partire dal 1946.
Il metodo della statistica utilizzato dal 2015 prevede di considerare tutti i decessi in cui le persone interessate non si sono esposte consapevolmente o di proposito a situazioni di evidente pericolo. Le vittime da valanga sono rilevate separatamente dal SLF).
Per il periodo precedente al 1946 la statistica è completata dai numeri delle vittime riportati nel rapporto 330 del WSL “Chronik der Unwetterschäden in der Schweiz” pubblicato dal WSL nel 1991. Tali dati presentano certamente delle lacune, ma dimostrano che prima del 1946 i numeri delle vittime, malgrado la popolazione allora fosse nettamente inferiore, erano equivalenti almeno a quelli di oggi.
Sul portale EnviDat è disponibile una panoramica completa del numero delle vittime dei pericoli naturali dal 1946
Ulteriori informazioni
Ultima modifica 09.06.2017