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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di adoperarsi sulla scena internazionale per l'abrogazione dell'ora estiva.
Motivazione
L'introduzione dell'ora estiva, rispettivamente nel 1977 in Europa e nel 1981 in Svizzera (nella votazione popolare del 28 maggio 1978 l'ora estiva era stata respinta a chiara maggioranza), si proponeva di utilizzare meglio la luce del giorno e quindi di risparmiare energia (crisi petrolifera).
Vari studi (Università della California a Santa Barbara) mostrano tuttavia che tale obiettivo non è stato raggiunto. Anzi, i costi supplementari (maggiore utilizzo di energia elettrica, più inquinamento, ecc.) ammontano, ad esempio per lo Stato americano dell'Indiana, a svariati milioni di dollari.
Anche in Germania non si è verificato il risparmio energetico sperato (interrogazione del gruppo del Partito liberale democratico al governo federale nel 2005). Stando alle ricerche dell'ufficio federale tedesco dell'ambiente, il cambiamento orario non produce alcun effetto positivo in termini di risparmio energetico.
Inoltre, richiede molto tempo e cagiona un notevole onere amministrativo:
- due volte all'anno occorre regolare tutti gli orologi nonché vari strumenti con indicazione dell'ora (videoregistratori, timer, programmi informatici, ecc.);
- il cambiamento orario comporta problemi per le ferrovie (orari), l'informatica, il servizio di notte e varie imprese (turni).
Non vanno poi dimenticate le ripercussioni sulla salute. Scienziati e medici affermano che l'ora estiva non è soltanto superflua, bensì dannosa. Infatti il nostro orologio interno non è in grado di adeguarsi, in quanto si orienta alla luce del sole! Ricerche e studi hanno dimostrato i seguenti effetti negativi dell'ora estiva:
- aumento del rischio di infarto;
- gran parte della popolazione soffre per mesi di mancanza di sonno e stanchezza croniche;
- il cambiamento orario si ripercuote negativamente soprattutto su malati cronici (p. es. diabetici che devono assumere insulina);
- uno studio effettuato dal professor Ch. Randler presso l'Alta Scuola pedagogica di Heidelberg illustra effetti negativi sui giovani (calo delle prestazioni, voti peggiori).
Per questo motivo urge che il Consiglio federale ponga fine all'assurdità economica dell'ora estiva.
Parere del Consiglio federale del 03.11.2010
Se si intende intervenire sul piano internazionale per abrogare l'ora legale, occorre anzitutto considerare che non esiste alcun trattato internazionale in materia. Pertanto non esiste nemmeno un'apposita organizzazione mondiale o conferenza internazionale regolare presso la quale la Svizzera potrebbe adoperarsi in modo mirato a favore dell'abrogazione generalizzata dell'ora legale.
In linea di principio, ogni Stato può decidere autonomamente se introdurre l'ora legale e, in caso affermativo, definirne la durata. Tuttavia, nell'interesse della sua economia, si allinea ai Paesi limitrofi e ai suoi partner commerciali.
Gli Stati Uniti hanno da poco tempo prolungato di quattro settimane la durata dell'ora legale: dalla primavera 2007, l'ora estiva (chiamata "daylight saving time") inizia tre settimane prima e termine una settimana più tardi rispetto al passato.
I Paesi dell'UE hanno disciplinato l'ora legale nella direttiva n. 84/2000/CE del 19 gennaio 2001. Questi Stati e quindi anche i Paesi limitrofi alla Svizzera manterranno l'ora estiva nei prossimi anni. Alla fine del 2007 la Commissione europea ha sottoposto al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo un rapporto sulle conseguenze della direttiva relativa all'ora legale. In conclusione a tale rapporto si osserva: "Nessuno Stato membro ha dichiarato di voler abolire l'ora legale o di voler modificare le disposizioni della direttiva in vigore" (COM-2007 - 739).
Alla luce di tale situazione, è poco probabile che un intervento della Svizzera presso l'UE al fine di abrogare l'ora legale possa avere successo.
Proposta del Consiglio federale del 03.11.2010
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.