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Dopo il chiaro no di ieri all'iniziativa popolare dell'Udc per la limitazione, il Consiglio federale informerà ancora questa settimana Bruxelles sull'esito della votazione federale. Nulla di concreto però trapela per quanto riguarda l'accordo quadro.
La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga avrà un colloquio telefonico in tal senso con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Si tratterà di procedere a un apprezzamento dell'esito dello scrutinio, ha indicato oggi il vicecancelliere della Confederazione André Simonazzi.
Quanto all'accordo quadro e il seguito che sarà dato a questo dossier, il portavoce del Governo non si è sbottonato. "Il Consiglio federale determinerà la posizione della Svizzera nelle prossime settimane e riprenderà la discussione con l'Unione europea concernente una soluzione per i punti dell'accordo ancora aperti", ha indicato all'agenzia Keystone-ATS in una presa di posizione scritta.
I partner sociali hanno manifestato la loro opposizione a tre aspetti controversi di questo accordo: le misure di accompagnamento, la direttiva concernente la cittadinanza europea e gli aiuti di Stato. Stando a La Tribune de Genève e a 24 Heures, i negoziati si annunciano come una "via crucis" per la Svizzera.
L'Ue auspica dal canto suo una firma "rapida" del progetto sul tavolo. "Mi attendo a che il Consiglio federale faccia rapidamente un passo verso la firma e faccia poi ratificare l'accordo", ha indicato ieri sera Ursula von der Leyen.
Sul fronte dei partiti politici svizzeri, non si intravvede alcun consenso sull'accordo: l'UDC lo respinge perché impone i giudici stranieri e provoca, a suo avviso, una perdita di sovranità.
Da parte sua, il PS non vuole la nuova intesa istituzionale a causa della mancanza di garanzie in materia di protezione dei salari. Anche i Verdi esigono che nell'accordo la Svizzera agisca contro il dumping fiscale.
Anche in seno Plr - partito di Ignazio Cassis, consigliere federale incaricato di condurre le trattative con Bruxelles - non c'è unanimità. Di recente l'ex ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann ha invitato il Governo a trovare soluzioni ai problemi di sovranità politica sollevati dall'accordo quadro, in particolare per quanto riguarda la subordinazione del tribunale arbitrale alla Corte di giustizia dell'Ue.
Anche il Ppd constata che non v'è una maggioranza a sostegno dell'intesa con Bruxelles. Dal canto loro, i Verdi liberali chiedono in una mozione che l'accordo istituzionale sia sottoposto al Parlamento entro la fine dell'anno.