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BOCHUM (Germania) - La storia di Thorsten Legat è di quelle che fan rabbrividire. L’ex giocatore di Werder Brema, Stoccarda, Eintracht e Schalke ha raccontato alcuni drammatici episodi d’infanzia in un’autobiografia ("Wenn das Leben foul spielt", "Quando la vita fa fallo") riguardanti suo padre: “Mio papà abusava di me e picchiava mia madre e uno dei miei fratelli. Quando papà tornava a casa ubriaco - si legge nel testo - sfogava la sua collera contro di noi: più di una volta l'ho visto picchiare mia madre e uno dei miei fratelli. E alla fine toccava a me. Era semplicemente un miserabile porco. Cominciava ad avvicinarsi a me quando dormivo profondamente, sicché mi svegliavo spaesato. Prima sentivo le sue mani, poi saliva su di me per strusciarsi o cominciava a toccarmi le parti intime. Quando mi fu chiaro quale fosse il suo divertimento, corsi da mia madre. A mio padre auguravo la morte”.
L’ormai 46enne ha ammesso che il calcio era un’arma a doppio taglio poiché in campo metteva tanta aggressività per ciò che gli stava accadendo: “Nei miei avversari vedevo mio padre e allora mi dicevo: "Ora abbattilo". Quando ho smesso di giocare, non volevo vedere più nessuno, neppure mia moglie e i miei figli. Mi sono allontanato dal calcio e ho cominciato a bere”.
L'autobiografia di Legat sarà pubblicata il 4 settembre: la Bild ha dato un'anteprima.