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Il Credit Suisse è riuscito a collocare prestiti convertibili, raccogliendo come previsto complessivamente 3,8 miliardi di franchi. I titoli fanno parte dei provvedimenti annunciati a metà luglio volti a rafforzare la base di capitale della banca.
Presso investitori strategici e istituzionali quali i fondi sovrani di Qatar, Singapore e Norvegia nonché il gruppo saudita Olayan sono stati piazzati direttamente 1,9 miliardi di franchi. Una seconda tranche di "Mandatory and Contingent Convertible Securities" (MACCS) di 1,9 miliardi di franchi offerta ad altri azionisti è stata sottoscritta nella misura del 96,6%. I rimanenti 64 milioni di franchi sono stati assunti come stabilito dalla prima categoria di investitori.
In una nota odierna Brady Dougan, Ceo di Credit Suisse, rileva che si tratta di un risultato molto robusto e di una soddisfacente manifestazione di fiducia da parte degli investitori.
Il 18 luglio la banca aveva annunciato misure drastiche - un aumento del capitale proprio di 15,3 miliardi di cui 8,7 subito - per rassicurare gli investitori quanto alla solidità dell'istituto. In giugno la Banca nazionale svizzera aveva raccomandato ai due giganti bancari elvetici, in particolare al Credit Suisse, un netto rafforzamento dei mezzi propri in grado di assorbire perdite.
SDA-ATS