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L'Austria è il primo Paese occidentale a introdurre l'obbligo di vaccinazione contro il coronavirus dal 2022. Una decisione che ovviamente fa molto discutere anche in Svizzera. Nel nostro Paese sarebbe un'opzione praticabile? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Bondolfi, professore di etica sociale e già membro della commissione nazionale di etica per la medicina.
"Di riflesso, evidentemente potrebbe toccare anche il nostro Paese. Noi siamo, per così dire "munizionati", nella misura in cui c'è una legge generale che si chiama "legge sulle epidemie", che dà poteri discrezionali al Consiglio federale abbastanza forti, non so se l'obbligo vaccinale possa essere considerato, come dire, una misura prevista esplicitamente da questa legge, però sicuramente c'è un margine di manovra del Consiglio federale che renderebbe possibile una simile misura, nell'attesa di vedere come si sviluppano i numeri però dobbiamo essere pronti anche a scenari di intervento molto muscoloso da parte dello Stato"*
Introdurre un obbligo sarebbe lesivo delle libertà individuali?
"Di per sé direi di no, perché è una misura sicuramente che limita la libertà dei cittadini, ma la libertà dei cittadini non è mai infinita. Non può essere assolutamente infinita. Il cittadino è libero di scegliere se vuole o non vuole lasciarsi vaccinare, ma nella misura in cui prende una sua decisione deve rendersi conto che ha anche una responsabilità morale sulle conseguenze della sua azione o della sua omissione. E se noi, attraverso la nostra omissione, cioè il rifiuto di lasciarsi vaccinare, mettiamo a repentaglio la salute altrui, evidentemente questa libertà viene limitata in nome della libertà degli altri".
Ci sono già dei precedenti in Svizzera?
"C'è stato un obbligo di vaccinazione per la paralisi infantile (che fortunatamente potè essere debellata), per la spagnola (una malattia cugina del Covid), poi anche in situazioni particolari, per esempio quando si è sottoposti alla giurisdizione militare. Sono stato vaccinato e non mi hanno fatto firmare assolutamente nulla; mi hanno messo in fila e mi hanno fatto fare le vaccinazioni che l'esercito riteneva indispensabili".
*La legge prevede che, quando viene decretata la situazione particola, il Consiglio federale ha la facoltà di dichiarare obbligatorie le vaccinazioni, ma questo per: "gruppi di popolazione a rischio, per le persone particolarmente esposte e per quelle che esercitano determinate attività". Un obbligo generale come quello austriaco non sembra essere previsto, ma la legge permetterebbe di estendere un eventuale obbligo vaccinale a varie fasce della popolazione. (articolo 6 LEp). L'articolo 7 specifica inoltre che, in regime di situazione straordinaria, il Governo può: "ordinare i provvedimenti necessari per tutto il Paese o per talune parti di esso" (articolo 7 LEp)