Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/218126

<h2>SubmittedText<h2><p>La parte programmatica del Piano settoriale dei trasporti, denominata "Mobilità e territorio 2050", è un progetto del DATEC e intende coordinare lo sviluppo a lungo termine del sistema globale dei trasporti e lo sviluppo del territorio. Va tuttavia osservato che il progetto posto in consultazione non si limita solo a coordinare i requisiti per l'attuazione di progetti infrastrutturali della Confederazione, ma sancisce un quadro vincolante per le autorità, integrando numerose misure e nuovi elementi quali: "Confederazione, Cantoni e Comuni si impegnano affinché, lungo un tragitto da percorrere, sia disponibile il prima possibile un'opzione per passare a vettori e mezzi di trasporto caratterizzati da emissioni ridotte e da un consumo parsimonioso di superfici" ("Mobilità e territorio 2050", pag. 32). È preoccupante notare in questo passaggio che, a giudizio del DATEC, vi sono vettori di trasporto caratterizzati da emissioni ridotte e non tecnologie di propulsione a basse emissioni di CO2 per ogni singolo vettore di trasporto. È tuttavia evidente che la decarbonizzazione nel settore del trasporto individuale motorizzato richiede cambiamenti e trasformazioni importanti di infrastrutture e impianti (stazioni di servizio, produzione di energia elettrica e di idrogeno, linee elettriche, stazioni di ricarica, ecc.). Purtroppo, il progetto posto in consultazione mira al trasferimento del traffico e non al coordinamento degli adeguamenti necessari per sviluppare tecnologie di propulsione a basse emissioni di CO2, volte a decarbonizzare rapidamente il trasporto individuale motorizzato. È essenziale impedire che i necessari adeguamenti a favore di una transizione tecnologica vengano bloccati o inutilmente ostacolati da vincoli riconducibili allo sviluppo del territorio.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>- Secondo quali basi legali e costituzionali il DATEC sfrutta il Piano settoriale dei trasporti per imporre un trasferimento del traffico dalla strada verso altri vettori di trasporto?</p><p>- Anche il Consiglio federale è dell'avviso che la decarbonizzazione della mobilità debba essere raggiunta in primo luogo favorendo la transizione verso tecnologie di propulsione a basse emissioni di CO2 per tutti i vettori di trasporto?</p><p>- Il Consiglio federale è disposto ad adottare misure per ridurre gli ostacoli e promuovere i cambiamenti necessari per contribuire allo sviluppo di tecnologie di propulsione a basse emissioni di CO2 per il trasporto individuale motorizzato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con i piani settoriali la Confederazione armonizza le sue attività d'incidenza territoriale e garantisce il coordinamento territoriale a livello federale e con i Cantoni. Nel caso dei trasporti, ciò avviene nell'ambito della parte programmatica del Piano settoriale dei trasporti dal titolo "Mobilità e territorio 2050". Questo strumento di pianificazione strategico fornisce una visione per uno sviluppo della mobilità intermodale coordinato con il territorio e l'ambiente. Tale visione, che viene ulteriormente concretizzata, in particolare con le fasi di ampliamento PROSSIF e con il Programma Traffico d'agglomerato, è oggetto di deliberazioni e decisioni in Parlamento. La parte programmatica del Piano settoriale dei trasporti non anticipa quindi le decisioni concrete, ma prevede che le deliberazioni e l'adozione avvengano in Parlamento.</p><p>Risposte alle singole domande:</p><p>1. Il DATEC si basa in particolare sugli articoli 73-75 della Costituzione federale e sulle disposizioni pertinenti, in particolare della legge sulla pianificazione del territorio e della legge sulla protezione dell'ambiente. Vanno menzionati, tra l'altro, l'articolo 13 della legge sulla pianificazione del territorio (LPT - Concezioni e piani settoriali) e l'articolo 1 capoverso 2 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb - Prevenzione). L'obiettivo del Consiglio federale è di far funzionare i sistemi di trasporto nel modo più efficiente possibile. I singoli vettori di trasporto non devono essere visti in un'ottica di concorrenza. Al contrario, il Piano settoriale dei trasporti, parte programmatica "Mobilità e territorio 2050" mira a combinare i singoli vettori di trasporto secondo le necessità, in modo che possano sviluppare i vantaggi specifici a favore di un sistema globale dei trasporti efficiente. L'obiettivo è un sistema di mobilità il più possibile efficace. Ciò include anche uno sfruttamento ottimale delle offerte e delle reti di trasporto esistenti e il minor impatto possibile sull'ambiente.</p><p>2. Il 28 agosto 2019 il Consiglio federale ha deciso che entro il 2050 la Svizzera non dovrà emettere più gas serra di quanto i pozzi di CO2 naturali e tecnici siano in grado di assorbire. Ciò significa un saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2050. Tutti i vettori di trasporto devono fornire un contributo. Oltre a trasferire il traffico merci e viaggiatori sulla ferrovia, già alimentata elettricamente, sarà determinante anche il passaggio a sistemi di propulsione non fossili.</p><p>3. Attualmente, vengono promossi i veicoli a basse emissioni e neutrali dal punto di vista climatico; i veicoli ad idrogeno, ad esempio, sono esenti dall'imposta sugli oli minerali e beneficiano anche di numerose concessioni o esenzioni fiscali cantonali specifiche. La nuova legge sul CO2, con prescrizioni sulle emissioni più severe per i nuovi veicoli e la promozione di infrastrutture di ricarica in edifici plurifamiliari, crea incentivi per l'uso più diffuso di veicoli a basse emissioni. Diversi Cantoni offrono anche premi di acquisto per veicoli elettrici o a idrogeno oppure contributi per l'infrastruttura di ricarica. Inoltre, i camion a idrogeno ed elettrici non sono soggetti alla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). Con un programma pilota, la Confederazione promuove i primi camion a idrogeno, le stazioni di rifornimento per l'idrogeno e gli impianti di produzione di idrogeno. Nell'ambito della Roadmap mobilità elettrica 2022, sono state implementate numerose misure per promuovere l'elettromobilità insieme ai partner e le stazioni di servizio lungo le autostrade sono state dotate di stazioni di ricarica rapida. Infine, la Confederazione cofinanzia misure infrastrutturali per promuovere una mobilità neutrale sotto il profilo climatico nell'ambito dei programmi d'agglomerato.</p>  Risposta del Consiglio federale.