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Delitto di Magliaso: Orfeo Maestrini è tornato oggi in tribunale per chiedere la libertà condizionale
LUGANO - Nel 2004 la sua storia sconvolse il Ticino: l'allora 27enne Orfeo Maestrini si presentò alla gendarmeria di Lugano dicendo di avere fatto una strage. All'indirizzo indicato dal reo confesso, una villetta di Magliaso, la polizia trovò i corpi dei genitori trucidati con una mazza e un coltello.
Oggi il 45enne, ex tossicodipendente e affetto da disturbi psichiatrici, è tornato in tribunale per chiedere la fine della detenzione. La corte presieduta dal giudice Mauro Ermani ha accordato invece al condannato, detenuto in una struttura di Ginevra, di passare dall'internamento a un regime stazionario. Lo riferisce la Regione.ch.
L'uomo era stato infatti condannato a 7 anni di carcere per duplice omicidio, sospesi condizionalmente e commutati in un internamento a tempo indeterminato in una clinica psichiatrica. L'avvocato Stefano Pizzola chiedeva per lui la libertà condizionale, richiesta rifiutata a favore di un'uscita più graduale dall'internamento.
Maestrini ha ripercorso in aula la sua storia travagliata, la schizofrenia e i problemi con la cocaina, sotto il cui effetto compì il delitto la sera del 30 gennaio 2004. Negli ultimi tre anni le sue condizioni psichiche sarebbero migliorate: la sua condotta e le relazioni degli esperti hanno fatto ben sperare alla corte, che ha deciso di concedergli fiducia.