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TEL AVIV - Oltre quattro anni dopo essere sprofondato in un coma vegetativo che i medici ritengono irreversibile, l'anziano ex premier Ariel Sharon ha lasciato oggi il Centro medico Tel ha-Shomer di Tel Aviv e dopo un'ora di viaggio, fra severe misure di sicurezza, ha varcato i cancelli della sua residenza privata: il Ranch dei Sicomori, nel Neghev settentrionale.
Sharon, che ha 82 anni, resterà nell'intimità familiare per due giorni: un periodo di prova per consentire ai medici di verificare se nella palazzina vi siano le condizioni per garantirgli una degenza adeguata. I figli Ghilad e Omri hanno approntato un ascensore, per trasferire il letto nella stanza del padre, al secondo piano.
Di recente Sharon è ingrassato, respira in maniera autonoma, segue ad occhi aperti i programmi televisivi (di preferenza gli viene proposto National Geographic) e sembra dare talora l'impressione di riconoscere le persone a lui più vicine. Tornato nel proprio ambiente familiare - affermano i medici - potrebbe registrare altri miglioramenti, seppure modesti.
In questi anni gli israeliani hanno imparato a convivere con l'uomo politico che un tempo aveva polarizzato - in negativo o in positivo - le loro passioni e che ora è ridotto all'icona di se stesso, ad un fantasma in carne e ossa. In ambienti rabbinici oltranzisti qualcuno vede in lui un 'Golem': una creatura mitica che rappresentava una forza della Natura finché era al servizio della volontà divina per ridursi a mero "corpo di argilla" nel momento della "ribellione", che essi individuano con lo sgombero delle colonie a Gaza (2005).
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