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Lo scrittore di fama mondiale Wilbur Smith è morto all’età di 88 anni, nella sua villa in Sud Africa.
La sua è stata una carriera sfolgorante: 140 milioni di copie vendute in tutto il mondo, tradotte in più di trenta lingue; la serie – la più venduta e la più lunga nella storia dell’editoria (49 romanzi) – segue la famiglia Courtney in oltre tre secoli di tre generazioni; tratta l’alba dell’Africa coloniale sino alla guerra civile americana e all’era dell’apartheid in Sud Africa.
Tra miniere d’oro in Sud Africa, pirateria nell’Oceano Indiano, tesori sepolti nelle isole tropicali, conflitto in Arabia e Khartoum, antico Egitto, Germania e Parigi della seconda guerra mondiale, l’India, le Americhe e l’Antartico, la saga s’inerpica tra spietati commercianti di diamanti e schiavi e cacciatori di selvaggina grossa nelle giungle e nella boscaglia delle terre selvagge africane, conquistando i cuori di oltre 140milioni di lettori.
Smith era un esperto come boscimane e (purtroppo) cacciatore di selvaggina grossa; era pilota ed era anche un esperto subacqueo. Conservatore, aveva visitato anche la Svizzera e la Russia per inserirle nei suoi romanzi.
Era nato il 9 gennaio 1933 nella Rhodesia del Nord, ora Zambia, nell’Africa centrale. Figlio di un esperto della lamiera e di un’artista, aveva pubblicato il suo primo romanzo nel 1964.