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Le origini (1845-1890)
I primi tentativi di dar vita a sezioni di lingua italiana della Società degli Studenti Svizzeri (SSS) sembra risalgano già agli anni 1845/46, quando furono intrapresi i primi passi per fondare sezioni a Como (I) e a Lugano, purtroppo senza successo. La questione tornò d’attualità trent’anni dopo, quando, verso il 1880, alcuni membri ticinesi della SSS formularono la richiesta che la lingua italiana trovasse spazio nella rivista societaria e venisse riconosciuta quale lingua ufficiale della società; una richiesta ostacolata dal fatto che non esistevano sezioni di lingua italiana in seno alla SSS. Nel dicembre 1883 nacque, presso il seminario di Como (I), la Leonia: prima sezione di lingua italiana. Per incoraggiare la nascita in Ticino di altre sezioni, nel 1884 la SSS tenne la sua Festa centrale a Locarno. Tuttavia, vista la difficoltà di creare sezioni presso gli istituti scolastici del cantone, i membri ticinesi preferirono creare una “sezione cantonale”, non legata ad alcun istituto, che riunisse tutti i ticinesi affiliati alla SSS. Questa sezione, a cui venne dato il nome di Lepontia (in ricordo della popolazione che abitava le terre ticinesi in antichità), fu fondata ufficialmente a Bellinzona il 1. agosto 1885. La creazione della sezione cantonale favorì la nascita, nel 1886, di altre due sezioni locali oltre alla Leonia che, a seguito della fondazione del seminario di Lugano nel 1885, si era trasferita da Como: la Gaunia, presso il Liceo cantonale di Lugano, e l’Augusta, prima sezione accademica (SA) nata all’Università degli Studi di Torino. L’Augusta, tuttavia, ebbe vita breve e si sciolse già due anni dopo; destino comune ad altri tentativi di dar vita a sezioni accademiche dove l’esiguità dei membri ticinesi non poteva garantire una continuità delle sezioni di fronte alla naturale fluttuazione del numero dei membri. Nei primi anni di vita l’attività della Lepontia fu limitata all’organizzazione di una Festa estiva annuale in Ticino, mentre gli studenti ticinesi restarono pienamente attivi nelle rispettive sezioni universitarie.
Nel 1885, anno di fondazione della Lepontia, gli statuti della SSS non prevedevano la possibilità di costituire sezioni cantonali, fatto che complicò i rapporti non solo tra la Lepontia e gli organi centrali della SSS, ma anche tra i Leponti stessi. In mancanza di una precisa regolamentazione a livello nazionale, la Lepontia venne fondata senza che fossero definiti con precisione i suoi fini. Nei primi anni si affrontarono quindi al suo interno diverse tendenze: vi era chi voleva che la Lepontia fosse l’unico tramite tra le sezioni locali e la SSS, chi invece, conformemente alle direttive centrali, riteneva che le sezioni locali dovessero restare pienamente autonome e persino chi auspicava un distacco della Lepontia dalla SSS per costituirsi in associazione puramente cantonale. Dal punto di vista giuridico, creata di fatto la Lepontia nel 1885 grazie ad un’approvazione di principio da parte del Comitato Centrale (CC) della SSS, la sezione riuscì ad ottenere il riconoscimento del suo status di sezione cantonale solo nel 1887 (fatta salva l’indipendenza delle sezioni locali).
La crisi e la riorganizzazione della Lepontia (1890-1915)
Nel 1890 una violenta crisi che portò alla caduta del governo liberale-conservatore colpì il mondo politico cattolico ticinese dividendolo in due fazioni ferocemente opposte. La rivoluzione armata di stampo liberale che l’11 novembre 1890 abbatté il governo ticinese causò anche l’uccisione di un leponto: il giovane Consigliere di Stato Luigi Rossi, che solo tre anni prima aveva ricoperto la carica di presidente della Lepontia. Alle difficoltà causate dalla situazione politica si aggiunse la crisi e lo scioglimento delle due sezioni locali della Lepontia: la Leonia si sciolse nel 1895 su pressione della autorità ecclesiastiche che non vedevano di buon occhio la presenza di una società organizzata tra i chierici; la Gaunia, circa nello stesso periodo, per dissidi tra i suoi membri. La Lepontia, ridotta alla sola sezione cantonale, a causa delle vicende cantonali assunse sempre di più una connotazione politica, causando un declino negli effettivi e divisioni tra i suoi dirigenti che, in quegli anni, annoverano persone come Giuseppe Cattori, futuro Consigliere di Stato, Giuseppe Motta, futuro Consigliere Federale, e Angelo Tarchini presidente del Partito Conservatore dal 1911 al 1941. A partire dal 1896 anche l’attività di Lepontia fu praticamente paralizzata e si ridusse alle semplici funzioni di rappresentanza.
La soluzione delle vertenze in atto nel mondo politico cattolico ticinese favorì, a partire dal 1899, una ripresa delle attività. L’associazione si riorganizzò, si dotò di nuovi statuti e trovò una certa stabilità, tanto che, nel 1902, riuscì ad organizzare una nuova Festa centrale a Locarno. Tuttavia i principali responsabili dell’associazione preferirono indirizzare i loro sforzi verso altre iniziative di matrice cattolica come la Società dei Cattolici Ticinesi (nuova denominazione della Società Piana in Ticino) o del Fascio Cantonale della Gioventù Cattolica Conservatrice portando, a partire dal 1906, ad un nuovo periodo di inattività che durò per un decennio.
La rinascita e lo sviluppo della Lepontia (1915-1938)
Tra i membri ticinesi della SSS e tra i Leponti anziani non mancavano però coloro che auspicavano una nuova vita per la Lepontia e, dopo alcuni tentativi, l’idea si concretizzò il primo agosto 1915 quando, un gruppo di giovani studenti e di anziani Leponti, riuniti a Bellinzona in occasione del trentesimo anniversario di fondazione dell’associazione, procedettero alla ricostituzione della Lepontia Cantonale che presenziò ufficialmente già alla successiva Festa centrale di Lucerna.
Poiché i promotori più giovani di questa rinascita erano essenzialmente studenti dell’Università di Friburgo che militavano nei ranghi della Sarinia, si poté procedere quasi subito alla fondazione di una sezione accademica della Lepontia in quella città. Questa si costituì il 10 dicembre 1915 con il nome di Lepontia Friburgensis. Nei primi anni, l’attività della Lepontia Cantonale e della Lepontia Friburgensis coincisero. Fu la sezione di Friburgo a determinare l’orientamento della Lepontia nei confronti della Società degli Studenti Svizzeri, in primo luogo nella questione del “comment“, il cerimoniale, che i Leponti, lontani dal formalismo di stampo tedesco, desideravano fosse redatto secondo lo spirito delle singole sezioni.
Dopo la creazione della Lepontia Friburgensis, altre sezioni vennero a rafforzare Lepontia Cantonale. Nell’ottobre del 1919, al Liceo di Lugano rivide la luce la Gaunia dopo quasi un trentennio di assenza, e, l’anno successivo presso la Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona, venne fondata una nuova sezione ginnasiale che prese il nome di Adelfia. Nel febbraio del 1921 fu la volta di una nuova sezione accademica, la Lepontia Turicensis, che si costituì a Zurigo. Nel 1923 venne invece fondata la Lepontia Insubrica, una particolare sezione che intendeva riunire tutti gli studenti ticinesi delle università italiane ma che, a causa della dispersione dei suoi membri in diverse sedi, dopo alcuni anni di attività, anche intensa, nel 1929 non riuscì più a ricostituirsi. Infine, nel 1931, si costituì la Lepontia Bernensis, seguita solo da un effimero tentativo, nel 1955, di fondare una sezione a Losanna, la Lepontia Losannensis.
Un discorso a parte meritano i membri anziani della società. Tentativi di dar vita ad una sezione di anziani, la Lepontia Honoraria, erano già stati fatti nel 1889 e nel 1896, ma senza risultati concreti. Nel dicembre 1917, invece, gli stessi Leponti anziani che avevano favorito la rinascita di Lepontia Cantonale, riuscirono a ricostituire su basi solide una sezione Honoraria che non riuscì mai a promuovere una sua vera attività autonoma.
Animata dallo stesso spirito che univa strettamente politica e religione e che aveva caratterizzato il primo periodo della sua esistenza, la rinata Lepontia si trovò presto confrontata con i cambiamenti dei tempi. Le autorità ecclesiastiche avevano infatti cominciato a promuovere la netta separazione tra l’ambito politico e la sfera religiosa e, anche all’interno della Lepontia si aprì il dibattito tra coloro che sostenevano un’impronta societaria maggiormente religiosa e chi riteneva che la società dovesse mantenere una sensibilità verso le istanze politiche. L’impegno culturale dei Leponti si concretizzò soprattutto nel campo editoriale attraverso la pubblicazione di alcuni “numeri unici” e la collaborazione con due riviste. Nel 1921 in Ticino era stato fondato il periodico “Pagine Nostre”, con l’intento di dare voce agli intellettuali cattolici del Cantone. Nel 1923 la Lepontia decise di collaborare con questa rivista fornendo un buon numero di contributi, soprattutto a firma di Giuseppe Lepori, futuro Consigliere federale. Chiuso nel 1927 “Pagine Nostre” per motivi finanziari, i Leponti fondarono, nello stesso anno, un proprio periodico: “Il Maglio”, destinato a fungere da organo ufficiale e da tribuna culturale della Lepontia. Dopo una partenza difficile, dagli Anni Trenta il periodico venne pubblicato regolarmente; ma, nel 1935, ragioni finanziarie, legate anche ad un certo disinteresse manifesto dei Leponti, ne causarono la fine. Lo stesso disinteresse, i Leponti lo mostrano per il “Monat-Rosen”, la rivista ufficiale della SSS, sintomo questo di una certa rilassatezza dei legami con la Società degli Studenti Svizzeri.
Come visto, i rapporti della Lepontia con la Società degli Studenti Svizzeri, furono d complessi sin dalla sua fondazione, soprattutto a causa delle difficoltà nel definire lo statuto di sezione cantonale e, con la rifondazione del 1915, si ripresentarono gli stessi problemi. Dopo lunghe trattative, nel 1921 si arrivò a stipulare una complicata convenzione con la SSS che, viste le particolarità della Lepontia, le concedeva uno statuto particolare comprendente una serie di clausole che permettevano diverse deroghe a numerosi punti dello statuto centrale. I Leponti applicarono con notevole flessibilità questa convenzione, soprattutto in merito all’ammissione di studenti non iscritti alla SSS, tanto che le sezioni della Lepontia si sentirono in genere svincolate da obblighi nei confronti della SSS. L’esigenza di mantenere rapporti reciproci in quegli anni fu manifestata più dalla SSS che dai Leponti; tanto che, a più riprese dal 1924, il Comitato Centrale d
ovette intervenire per richiamare la Lepontia ad un rispetto minimo degli obblighi statutari. Constata una costante diminuzione di ticinesi nei ranghi della SSS, nel 1938 entrò in vigore una nuova convenzione, più rigida di quella precedente, che ribadì l’obbligatorietà dell’appartenenza alla SSS e del rispetto degli statuti centrali.
I rapporti con la Goliardia
La rinascita della Lepontia coincise con un altro avvenimento nel mondo studentesco ticinese che ne condizionò l’attività nei decenni seguenti. Nel 1918 venne infatti fondata la Federazione Goliardica Ticinese (detta più semplicemente Goliardia), apolitica e aconfessionale, che intendeva riunire l’insieme degli studenti ticinesi. La Goliardia entrò ben presto in concorrenza con la Lepontia, sottraendole membri. Nei primi tempi la Lepontia prese in considerazione la possibilità di entrare a far parte della Federazione Goliardica Ticinese, idea appoggiata da molti Leponti attivi che, nelle università dove non esistevano sezioni della Lepontia, preferivano legarsi alla Goliardia piuttosto che iscriversi (secondo l’obbligo sancito dagli statuti) a sezioni di un’altra lingua della Società degli Studenti Svizzeri. Chiamata a pronunciarsi alla fine del 1919 sulla compatibilità della doppia appartenenza, l’Assemblea della Lepontia, soprattutto su pressione di qualche ecclesiastico che temeva lo spirito goliardico manifestato dalla Goliardia, e di qualche Onorario che ne temeva piuttosto le tendenze politicamente radicali, sancì il divieto di appartenere contemporaneamente ad entrambe le società. La decisione provocò qualche malumore ed alcune dimissioni nei ranghi della Lepontia, ed una dura reazione da parte dei Goliardi, che vedevano vanificati i loro sforzi di creare una federazione unitaria. A partire da quell’anno il mondo studentesco ticinese si cristallizzò attorno ai poli cattolico e laico, il primo conservatore, il secondo radicale.
La seconda guerra mondiale e il dopoguerra (1939-1968)
Nella prima metà del 1939 gli sforzi della Lepontia si concentrarono nell’organizzazione di una Festa centrale a Lugano e un nuovo entusiasmo da parte dei Leponti per la SSS permise di condurre a buon fine l’allestimento della manifestazione; ma, proprio nei giorni in cui avrebbe dovuto tenersi la festa, la situazione internazionale precipitò, l’esercito svizzero venne mobilitato e la festa annullata. Gli anni di guerra non videro però scemare le attività della Lepontia né il numero dei suoi membri. Nonostante le necessità del servizio attivo ostacolassero la partecipazione degli studenti universitari chiamati sotto le armi alle attività sociali, ci si sforzò di mantenere il ritmo consueto degli incontri e vi fu una rinnovata attenzione per i problemi della SSS.
Con la fine del conflitto mondiale e del servizio attivo, anche la vita studentesca ritornò alla normalità e ripresero vigore le attività della Lepontia Cantonale e delle sue sezioni accademiche (SA) di Friburgo, Zurigo e Berna e delle sezioni ginnasiali (SG) Gaunia e Adelfia. L’aumento numerico degli studenti ticinesi, sia al liceo che nelle università, la Festa centrale di Locarno nel 1949 e la forte presenza di Leponti eletti in seno al Comitato Centrale (CC), garantirono un aumento delle attività della Lepontia e un rafforzamento dei legami con la SSS. Nel 1950 si contavano 131 membri attivi della Lepontia e oltre 200 Onorari. In questo periodo, oltre alla vita delle singole sezioni, si sviluppò una presenza particolarmente attiva della Lepontia Cantonale, con manifestazioni proprie che coinvolgevano molti Leponti e che, in genere, si svolgevano in Ticino durante le vacanze universitarie. Un’attività a cui diede stimolo il comitato della Lepontia Cantonale la cui presidenza era ricoperta a turno annuale da studenti delle tre sezioni accademiche (al quale venne affiancato, dal 1952, un “giovane onorario” con la funzione di segretario).
A metà degli Anni Sessanta gli studenti universitari ticinesi superarono le settecento unità, ma solo in minima parte erano membri delle associazioni studentesche tradizionali (20% nella Lepontia e 40% nella Federazione Goliardica). Di fronte alla democratizzazione degli studi ed ai problemi studenteschi e sociali che ne derivarono, le due associazioni, tradizionalmente antagoniste, allacciarono rapporti di collaborazione: nel 1964 la Lepontia revocò la decisione di incompatibilità di aderire contemporaneamente alla Lepontia e alla Goliardia, mentre il 24 dicembre 1966, venne costituita l’Associazione rappresentativa degli universitari della Svizzera italiana (ARUSI). Queste aperture vennero però viste con sospetto dai Leponti Onorari, dal Comitato Centrale della SSS e dalle singole sezioni che avvertivano, nell’abbandono o nel troppo rapido cambiamento dalla linea tradizionale, il pericolo di una perdita d’identità della Lepontia. Ne scaturì un rapporto conflittuale tra la Lepontia e la SSS che gli incontri e le discussioni nel Cantone e a livello centrale non riuscirono ad impedire, anche perché solo una parte degli attivi mostrava un vero interesse nei confronti della SSS, mentre altri ne criticavano il tradizionalismo e il mancato aggiornamento. Così, nel 1965 la Lepontia non fu rappresentata nel CC per l’assenza di una candidatura e, nel 1966 il suo candidato non venne eletto alla Festa centrale di Altstätten. Ormai le sezioni della Lepontia erano diventate gruppi piuttosto fluidi e, alla fine del semestre estivo del 1968, le sezioni accademiche lasciarono la SSS e si sciolsero, mentre quelle liceali furono travolte dal “movimento studentesco”. In occasione della Festa estiva di Cevio (26 agosto 1967) era stato nominato un nuovo comitato di Lepontia Cantonale, che si sciolse tacitamente dopo aver tenuto una giornata di studio a fine agosto 1968. Alla Festa centrale di Friburgo nel 1968, quando venne finalmente accettata la proposta di accogliere in seno alla SSS anche le studentesse come soci a pieno titolo, una rivendicazione decennale della Lepontia e delle sezioni romande, non vi era nessun rappresentante della Lepontia.
Una nuova speranza (1969-2000)
Dopo aver tentato in vari modi di evitare la scomparsa degli attivi, Lepontia Honoraria (che contava circa 500 membri) sentì il bisogno di gettare le basi per la rinascita delle sezioni accademiche. Nel frattempo Lepontia continuò a designare un suo rappresentante nel Comitato degli Anziani e nella redazione di “Civitas”, mentre qualche Onorario continuò a partecipare alle Feste centrali incontrando i giovani ticinesi, liceali ed universitari, membri di altre sezioni della SSS.
Nel 1975, con il rinnovo del comitato della Lepontia Honoraria, fu intensificato il ritmo degli incontri cantonali e, nel 1976 a Tesserete, venne ripresa la tradizione della Festa estiva annuale. Già due anni dopo, nel 1979 a Tenero, fu possibile costituire, accanto alla Honoraria, un primo comitato composto da studenti ticinesi già iscritti alla SSS in sezioni universitarie. Il 18 marzo 1980 ad Ascona, i giovani rifondarono ufficialmente la Lepontia Cantonale, partecipando alle attività promosse dagli Onorari, ma organizzando anche attività proprie, specie nelle sedi universitarie di Friburgo e Berna. Il 14 e 15 settembre 1985 la Lepontia poté festeggiare in modo solenne il centenario della fondazione, durante la Festa estiva di Bellinzona, alla presenza del Comitato Centrale della SSS, di quello degli Anziani e di molte delegazioni di Attiva e Onoraria. Nel 1988 si ricostituì la sezione accademica Lepontia Bernensis a Berna seguita, nel 1989 a Friburgo, dalla Lepontia Friburgensis.
La Lepontia oggi (2000-oggi)
In questi ultimi anni, la Lepontia, sopravvissuta non senza difficoltà agli anni Ottanta e Novanta, si è rinforzata e rinnovata e le sui schiere si sono consolidate con l’arrivo di diversi nuovi membri ogni anno. Dal profilo istituzionale, è stata decisiva la nuova fondazione di Lepontia Cantonale che, nel 2000, ha riunito sotto un unico cappello i membri attivi della Cantonale e gli anziani della Honoraria. Un comitato dinamico ed attivo presieduto prima da Franco Pedrazzini (2000-2010) e in seguito da Alessandro Simoneschi (2010-oggi), ha progressivamente sviluppato le proposte d’attività politico-culturali e ricreative che si sono fatte via via più regolari e intense. Anche gli stamm mensili, da luganesi quali erano, sono diventati regionali. Questi stamm itineranti offrono ai Leponti momenti in cui nutrire l’intelletto, la virtù e l’amicizia. Negli ultimi anni sono stati anche intensificati i contatti con le sezioni accademiche Friburgensis e Bernensis e l’attuale momento favorevole è confermato dall’intenzione di rifondare altre sezioni di attivi sospese con la crisi del Sessantotto come la Turicensis a Zurigo.