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Solitamente si presume, e si dà per scontato, che la realtà sia completamente contenuta nello spazio. Tuttavia, quando osserviamo da vicino lo strano comportamento delle entità del micromondo, siamo costretti ad abbandonare tale pregiudizio e riconoscere che lo spazio è solo una temporanea cristallizzazione di un piccolo teatro per la realtà, dove le entità materiali possono prendere un posto e incontrarsi. Più precisamente, fenomeni come l’entanglement quantistico, gli effetti di interferenza quantistica e l’indistinguibilità quantistica, se analizzati attentamente, ci indicano che nella nostra realtà fisica c’è molto di più di ciò che sono in grado di scorgere i nostri occhi umani tridimensionali. Ma se gli elementi costitutivi della nostra realtà fisica sono non-spaziali, che cosa significa? Possiamo comprendere qual è la natura di un’entità non-spaziale? E se sì, quali sono le conseguenze per la nostra visione del mondo in cui viviamo e ci evolviamo come specie? Questo articolo è stato scritto in considerazione di uno degli obiettivi del Center Leo Apostel for Interdisciplinary Studies, quello di un’ampia diffusione della conoscenza scientifica. Pertanto, si rivolge a un pubblico trasversale di lettori, sia accademici che non accademici, sperando di stimolare in questo modo il dialogo interdisciplinare sulle questioni fondamentali della scienza.