Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/36099

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Già in occasione della mozione Fankhauser del 9 dicembre 1997 (97.3577, Amnistia per persone senza documenti) e all'interpellanza Hubmann del 23 giugno 2000 (00.3370, Sanatoria per le persone sprovviste di documenti) il Consiglio federale ha illustrato i motivi del suo rifiuto di un'amnistia generale per le persone residenti illegalmente in Svizzera. Per i casi particolarmente rigorosi esistono soluzioni adattate al caso singolo. La politica svizzera in materia d'asilo e di stranieri tiene ampiamente conto, anche rispetto agli altri Stati europei, delle esigenze umanitarie.</p><p></p><p>Per quel che concerne il contributo alle assicurazioni sociali si è rinunciato a disciplinare esplicitamente, a livello di legge o di ordinanza, la situazione dei lavoratori clandestini. Nell'interesse di queste persone, la legge sull'assicurazione malattie, la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità e la legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni prevedono tuttavia, quale solo criterio di adesione, l'esercizio di un'attività lucrativa in Svizzera. In tale contesto anche la giurisprudenza precisa che l'obbligo di versare i contributi a queste assicurazioni può derivare da un'attività lucrativa legale come illegale. Nell'ambito dell'assicurazione malattie le persone interessate sono sottoposte all'assicurazione obbligatoria contro le malattie se adempiono le condizioni relative al domicilio ai sensi del Codice civile. Gli stranieri privi di un permesso di dimora valido sottostanno pertanto agli stessi diritti e doveri degli altri assicurati (vedi anche 97.1042, Interrogazione ordinaria Jacquet-Berger del 21.3.97, Stranieri senza permesso di domicilio. Ammissione nell'assicurazione malattie). Lo stesso principio vale per le imposte alla fonte: esse sono trattenute anche se l'attività lucrativa non è conforme alle prescrizioni del diritto in materia di stranieri. </p><p></p><p>Con il versamento dei contributi alle assicurazioni sociali e delle imposte alla fonte i datori di lavoro che impiegano lavoratori stranieri clandestini tentano di contenere i propri rischi in caso di eventuale scoperta dell'irregolarità. Le frodi in questo settore sono infatti punite assai severamente.</p><p></p><p>L'insegnamento elementare è di competenza dei Cantoni. L'istruzione elementare gratuita costituisce un diritto a una prestazione statale (art. 19 Cost.). Conformemente alla dottrina vigente, tale diritto non è legato alla cittadinanza degli interessati né al loro statuto dal punto di vista del diritto in materia di stranieri (vedi anche 92.3231; mozione Zisyadis del 16.6.92, Scolarizzazione dei fanciulli tenuti nascosti).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.