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Svizzera, 25 giugno 2021
Ex sindacalista denuncia UNIA: "Autocratico e violento, come le peggiori multinazionali"
Una ex dipendente di UNIA, Anaïs Timofte, ha lanciato ieri pesanti accuse all’indirizzo del sindacato, denunciando “un management autocratico e violento, degno delle peggiori multinazionali”.
Timofte, che è anche la presidente del Partito operaio popolare (POP) vodese, era stata licenziata l’anno scorso da UNIA. Ieri a Losanna ha tenuto una conferenza stampa per annunciare che ha deciso di portare in tribunale il sindacato, accusandolo di licenziamento abusivo.
Accompagnata da due altri ex segretari sindacali, Timofte ha parlato di “problemi gravi e ripetuti in seno alla sezione vodese di UNIA”, dove si succedono licenziamenti, dimissioni e burn-out.
Su
un effettivo di una ventina di segretari sindacali, nel 2019 UNIA Vaud ha registrato tre licenziamenti e quattro dimissioni, nel 2020 un licenziamento e sette dimissioni, nel 2021 un licenziamento e due dimissioni, secondo le cifre fornite da Timofte.
La donna accusa inoltre il sindacato di averla minacciata di licenziamento nel caso fosse stata eletta con il POP, mentre parecchi altri sindacalisti – quasi tutti socialisti – occupano cariche a livello comunale, cantonale e persino federale.
Timofte ha pure precisato di non avercela con qualcuno in particolare. “È tutto il sistema che bisogna cambiare”, ha affermato, chiedendo un maggiore rispetto per la diversità di opinioni.