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I conservatori prediligono più di tutti gli altri la democrazia diretta. I liberali optano piuttosto per sistemi di voto di tipo rappresentativo, mentre i socialdemocratici danno maggior valore all’apertura politica e alla divisione dei poteri. È la conclusione a cui giunge Michael Pinggera, studente di scienze politiche presso l’Università di Zurigo, in una ricerca sulla relazione tra ideologia e democrazia.
Lo sviluppo della democrazia è un argomento molto dibattuto in Svizzera. Si tratta di un conflitto tra due ideali. Da una parte ci sono i rappresentanti di una democrazia diretta radicale, che conferiscono maggiore valore agli elementi della democrazia diretta. Per questi la volontà dell'elettorato ha la precedenza sulle istituzioni che sottraggono potere ai cittadini, per esempio con dei decreti giudiziari o a causa di obblighi derivanti dall’appartenenza a un’organizzazione sovranazionale.
Dall’altra parte ci sono i sostenitori di una democrazia rappresentativa di tipo liberale. Le caratteristiche principali di una simile democrazia sono la separazione dei poteri e l’apertura politica secondo l'ideale liberale. Nel mio articolo analizzo quale influsso ha l'orientamento ideologico di una persona sulla posizione che quest'ultima assume all’interno di questo conflitto.
Quale importanza hanno la partecipazione alla democrazia diretta, le basi fondamentali di un modello liberale o l’apertura politica di uno Stato? In Svizzera, questa contrapposizione viene evidenziata, per esempio, nelle questioni legate alla portata delle competenze dell’elettorato. È una sorta di disputa tra giudici e popolo. Le competenze del sovrano sono, a volte, in contrasto con le istituzioni giuridiche che devono garantire la divisione dei poteri (per esempio, la giurisdizione costituzionale).
È l’ideologia politica di una persona a determinare la sua scelta di un modello di democrazia. Tuttavia dobbiamo ricordare che i modelli sono come le due estremità di un ampio ventaglio di possibili forme di democrazia. Per comprendere questa relazione è necessario soffermarsi sul termine «ideologia» e sulla suddivisione dell'area politica nei nuovi studi delle scienze politiche.
Valori personali e politici
Gli studi di psicologia politica fanno risalire l’origine dell'orientamento politico di un individuo ai valori personali (personal values). I valori personali riflettono i bisogni sociali di una persona, che sono diversi tra un individuo e l’altro. Tuttavia, alcuni valori sono compatibili, altri inconciliabili. La combinazione dei valori personali definisce a sua volta i valori politici (political values) di una persona, ossia la sua posizione ideologica. Lo spazio entro cui è descritta la suddivisione di queste ideologie è bidimensionale; così lo descrivono di regola i politologi. I media e i politici riducono spesso quest'area a un unico piano, suddiviso tra destra e sinistra. Questa è una descrizione né precisa né sufficientemente differenziata per collocare i valori politici in maniera soddisfacente. L’area politica è descritta in conformità a un asse di valori culturali ed economici.
I valori culturali abbracciano opinioni riguardanti apertura culturale, società liberale o tradizioni. I punti di vista sull’uguaglianza salariale o sul ruolo dello Stato vanno invece collocati sull’asse economico. Questo spazio politico permette di spiegare e illustrare il sistema politico dell’Europa occidentale e le ideologie su cui si basa.
In questo modo è possibile descrivere le tre grandi ideologie del panorama politico svizzero. Il liberalismo, la più vecchia tra le tre ideologie, è descritto da una combinazione di valori economico-liberali (responsabilità propria, ruolo subordinato dello Stato) e di valori culturali libertari (apertura, dignità, diritti politici). Il conservatorismo è indicato come una combinazione di punti di vista economico-liberali e valori culturali autoritari (tradizione, autorità). Il socialismo o la socialdemocrazia è una combinazione di valori economico-interventisti (ridistribuzione, Stato forte) e valori culturali libertari (apertura, dignità, diritti politici).
Oltre la partecipazione dei cittadini
Basandoci su queste tre ideologie è possibile prevedere qual è la costruzione democratica, indicata all'inizio, (democrazia diretta, rappresentativa di tipo liberale) preferita da un individuo. Nei paragrafi seguenti riassumo i risultati della ricerca. Essi dipendono dalla definizione data ai due modelli democratici. Semplificando si può dire che la probabilità che i conservatori prediligano più di altri il modello di democrazia diretta è maggiore. Queste persone sostengono in misura maggiore la partecipazione a votazioni ed elezioni che i liberali o i socialdemocratici. Inoltre, i primi sono contrari alla separazione dei poteri di tipo liberale e guardano con scetticismo all’apertura politica.
È importante non ridurre il modello della democrazia diretta alla mera partecipazione. Se la partecipazione dei cittadini fosse l'unico indicatore riguardante il sostegno a un modello di democrazia diretta, i maggiori sostenitori di questo modello si troverebbero tra i socialdemocratici e gli autoritari di sinistra (valori culturali autoritari ed economico-interventisti, non associabili a nessuna delle ideologie descritte). Osservata in maniera isolata, la separazione dei poteri – una caratteristica di un regime liberale – sarebbe l'elemento più importante tra i socialisti e gli autoritari di sinistra. I maggiori consensi sull'apertura politica giungerebbero dallo schieramento socialdemocratico.
Riassumendo si può dire che i liberali preferiscono sistemi di voto di tipo rappresentativo, gli autoritari di sinistra la democrazia diretta. I socialdemocratici sono favorevoli all'apertura politica e difendono con gli autoritari di sinistra la separazione dei poteri. I conservatori fanno parte dei difensori della democrazia diretta in Svizzera, modello comprendente la partecipazione dei cittadini, una limitata separazione dei poteri e l'isolamento politico. La democrazia diretta non è un sistema dell'isolamento. Lo è invece secondo l'interpretazione dei conservatori.
Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell'autore e non riflettono necessariamente la posizione di swissinfo.ch.
Traduzione di Luca Beti