Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/181331

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a istituire un gruppo di lavoro per il libero scambio digitale per eliminare ostacoli al commercio come il geoblocco.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 20 novembre 2017 il Parlamento, il Consiglio e la Commissione europei hanno raggiunto un accordo su un testo di regolamento contro i "blocchi geografici ingiustificati". In base a questo testo i consumatori e le imprese che vogliono acquistare beni o servizi per il consumo finale in un Paese dello SEE che non sia il loro luogo di residenza o di stabilimento non sono più discriminati per quanto riguarda i prezzi netti o le condizioni di pagamento (ad es. attraverso il trasferimento automatico verso un altro sito Internet, anche più costoso, nel loro Paese d'origine). Le nuove prescrizioni dovrebbero entrare in vigore nove mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE.</p><p>La normativa dell'UE si applica tuttavia soltanto ai consumatori finali, non vale cioè per beni e servizi utilizzati come fattori produttivi, rivenduti o altrimenti messi a disposizione di terzi dietro compenso. Il regolamento non prevede inoltre nessun obbligo di fornitura al di fuori dello Stato nel quale si svolge l'attività e neppure un'armonizzazione dei prezzi. Sono esclusi dalla regolamentazione in particolare i servizi audiovisivi, le prestazioni di comunicazione elettronica e i beni non audiovisivi protetti dal diritto d'autore (ad es. software, e-Books, streaming musicali, giochi online). La normativa limita quindi solo in parte e in modo incompleto il geoblocco all'interno dell'UE e dello SEE.</p><p>I benefici saranno marginali specialmente per le PMI, poiché queste disposizioni escludono i fattori produttivi (ad es. prodotti per la rivendita come quelli offerti in commercio e pezzi per la lavorazione come le singole componenti di una macchina).</p><p>Dato che la Svizzera non fa parte del mercato interno europeo, la nuova normativa dell'UE non implica per il momento alcun cambiamento per gli acquirenti svizzeri. Il Consiglio federale segue comunque con grande attenzione i lavori dell'UE sul mercato interno digitale e valuta costantemente la necessità d'intervento. In particolare, un gruppo di lavoro interdipartimentale osserva e analizza gli sviluppi nell'UE e le conseguenze per il nostro Paese. La strategia "Svizzera digitale" adottata dal Consiglio federale prevede formalmente che questi resoconti proseguano in modo sistematico.</p><p>L'iniziativa popolare "Stop all'isola dei prezzi elevati - per prezzi equi (Iniziativa per prezzi equi)" recentemente presentata chiede tra l'altro che venga in linea di principio garantito "l'acquisto senza discriminazioni nel settore del commercio elettronico". Nei prossimi mesi il Consiglio federale approfondirà il tema dei blocchi geografici nel quadro dei consueti lavori interdipartimentali per la redazione del relativo messaggio.</p><p>Il Consiglio federale è del parere che le analisi rilevanti sugli ostacoli al commercio transfrontaliero on line siano già impostate in modo efficiente nell'ambito delle strutture esistenti. Non ritiene pertanto necessario ricorrere ad altre strutture o introdurne di nuove.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.