Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01049.jsonl.gz/732

Il gruppo di economisti che agisce con il nome di SNB-Observatory torna a criticare la Banca nazionale svizzera (BNS): l’istituto è giudicato poco trasparente e il suo organo di direzione, composto da tre membri, viene ritenuto troppo piccolo. “La BNS dovrebbe essere più trasparente: dovrebbe non solo rendere note le sue decisioni di politica monetaria, ma anche spiegare le linee d’azione alternative che sono state considerate e le ragioni per cui sono state scartate”, affermano in un documento pubblicato la notte scorsa i tre esperti di SNB-Observatory. Si tratta, come noto, del professore dell’università di Basilea Yvan Lengwiler (ex consulente della BNS e membro della Finma, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari), del professore emerito ginevrino Charles Wyplosz, nonché di Stefan Gerlach, capoeconomista della banca privata EFG (quella che sei anni or sono ha rilevato la luganese BSI) nonché ex vicegovernatore della banca centrale irlandese.
“Fornire informazioni sulla diversità”Gli specialisti reputano inoltre necessario fornire informazioni sulla diversità di opinioni all’interno della direzione della BNS. Ma più in generale viene osservato come la legge sulla Banca nazionale risalga al 2003: dovrebbe essere adattata per adempiere meglio alla sua missione, considerando che il mondo delle banche centrali ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi due decenni. La BNS si distingue nel confronto internazionale per il suo alto grado di indipendenza, ma questo non è sufficiente per condurre una buona politica monetaria, si legge nel rapporto. Tale indipendenza deve andare di pari passo con un maggiore obbligo di informazione: e in questo campo l’istituto guidato da Thomas Jordan figura in fondo alla classifica, secondo gli esperti. A loro avviso la banca, nelle sue pubblicazioni e prese di posizione, fornisce solo informazioni limitate sulle prospettive economiche e sulle sue opzioni di politica monetaria. Numerosi altri istituti centrali sono molto indipendenti, ma allo stesso tempo obbligati a rendere conto di quanto fanno. Inoltre la direzione generale, l’organo decisionale, è più piccolo che in altre analoghe entità: conta solo tre persone (attualmente, oltre al presidente Jordan, il vicepresidente Fritz Zurbrügg - che quest’anno andrà in pensione - e Andréa Maechler). Stando ai membri dell’osservatorio sulla BNS la dimensione è importante per la profondità e la solidità delle delibere. In gioco vi è anche legittimità democratica. Secondo gli esperti il consiglio esecutivo dovrebbe quindi essere ampliato, per esempio includendo membri esterni. Guardando alla durata del mandato dei direttori, gli economisti credono anche che l’attuale pratica del rinnovo automatico del mandato sino al pensionamento dovrebbe essere riconsiderata. Il periodo in carica dovrebbe essere abbastanza lungo per assicurare l’indipendenza e per beneficiare dell’esperienza acquisita. Mandati troppo lunghi possono però anche impedire l’arrivo di nuove competenze. Infine secondo SNB-Observatory - che ha cominciato a pubblicare i suoi rapporti nel gennaio 2021 - la BNS, come molte importanti banche centrali e istituzioni finanziarie pubbliche, dovrebbe sottoporre regolarmente alcuni aspetti delle sue operazioni a una revisione esterna.