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BERNA - Tutto è andato come previsto. Il Consiglio federale quest’oggi si è tinto di rosa. Sono infatti state elette (entrambe al primo turno) le due candidate date per favorite alla vigilia: ovvero la Consigliera nazionale Viola Amherd (PPD) e la Consigliera agli Stati Karin Keller Sutter (PLR).
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Le due nuove Consigliere federali.
Viola Amherd: «Costruttrice di ponti» - La 56enne alto-vallesana (scelta con 148 voti dopo il primo scrutinio) si è spesso definita «costruttrice di ponti». Avvocato di formazione, Viola Amherd ha iniziato la sua carriera politica nel 1992, venendo eletta nell'esecutivo comunale di Briga. La sua entrata nella camera bassa del Parlamento risale al 2005, quando rimpiazzò Jean-Michel Cina. Stando alla graduatoria stilata dalla Sonntagszeitung nel 2017, si situa al 18esimo posto fra i parlamentari più influenti.
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Ancor prima di essere ufficialmente candidata a un seggio in Consiglio federale, la vallesana ha già dovuto difendersi in merito a una passata vicenda giudiziaria. Due settimane fa il giornale "Walliser Bote" ha infatti riferito che la donna era stata condannata lo scorso maggio a restituire 250'000 franchi al termine di una vertenza che la opponeva, assieme alla sorella, a una società del gruppo Alpiq. In prima istanza, il tribunale distrettuale di Briga è giunto alla conclusione che le due hanno incassato affitti troppo elevati durante oltre otto anni su alcuni spazi commerciali occupati da una filiale del gigante dell'elettricità. In un'intervista successiva Amherd ha gettato acqua sul fuoco, etichettando la questione come una storia banale, scollegata con il suo mandato politico.
Viola Amherd si esprime, oltre che in tedesco, anche in francese e in italiano. Spirito liberale, fin dagli anni Novanta si è battuta per il diritto dell’aborto e in seguito ha pure sostenuto anche il matrimonio e l’adozione per i gay. Lotta da sempre per la tutela dei minori.
.@Violapamherd : "J'accomplirai ma tâche avec humilité et sincérité".— CVP PDC PPD PCD (@CVP_PDC) 5 dicembre 2018
Le #PDC félicite chaleureusement sa nouvelle conseillère fédérale pour sa brillante élection au sein du Conseil fédéral #cf18 #ConseilFédéral #ecf18 pic.twitter.com/C3S0G1m7XN
Il suo discorso: «Voglio promuovere i compromessi» - La nuova Consigliera federale vuole preservare la via del "compromesso" in seno al Governo: «Sono consapevole dei compiti che mi attendono e voglio eseguirli con umiltà, sincerità e collegialità». Poi ha aggiunto: «È un grande onore per me e per il mio cantone». La vallesana ha dichiarato di essere pronta ad assumere il mandato per il quale è stata eletta promuovendo soluzioni pragmatiche ed efficaci per la Svizzera e i suoi abitanti. «Prometto che farò di tutto per affrontare le sfide e servire il nostro Paese».
Karin Keller-Sutter, un successo atteso otto anni - Aveva già tentato la corsa nel 2010 e otto anni dopo ce l'ha finalmente fatta. Karin Keller-Sutter, soprannominata la «lady di ferro della Svizzera orientale» è la nuova Consigliera federale del PLR e succede al dimissionario Johann Schneider-Ammann. La 54enne, consigliera agli Stati sangallese, è stata eletta in scioltezza (154 voti al primo scrutinio). Un esito molto diverso rispetto a quello di otto anni fa quando aveva perso proprio contro il Consigliere federale che ora va a sostituire. Allora, infatti, era considerata una politica dalla linea dura e per molti rappresentanti di sinistra non era eleggibile. Ma le cose sono cambiate.
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La 54enne, infatti, si è fatta un nome nella camera alta del Parlamento come buona realizzatrice di reti di contatto e di compromessi. Inoltre, la oggi presidente della camera dei Cantoni è stata in grado di distinguersi su altri temi rispetto alla politica d'asilo, ad esempio la sanità e l'Unione europea. Quello compiuto oggi rappresenta l'ultimo passo di una "carriera ideale". Eletta al Consiglio degli Stati nel 2011 e quest'anno sua presidente, Keller-Sutter era la chiara favorita della vigilia. E la sua vittoria non ha sorpreso nessuno.
Cresciuta in una famiglia cattolica di fede democristiano-conservatrice ma presto attratta dal liberalismo, interprete di formazione, con studi all'estero anche in scienze politiche, la neo-consigliera federale, che compirà 55 anni il prossimo 22 dicembre, ha incominciato la sua carriera a livello locale, facendosi eleggere nel 1992 nel Consiglio comunale di Wil. Nel parlamento cittadino rimane fino al 2000, assumendone anche la presidenza nel 1997.
Dal 1996 al 2000 è anche deputata nel Gran Consiglio e nel 2000 viene eletta nel Consiglio di Stato, dove rimane fino al 2011 quale responsabile del dicastero sicurezza e giustizia. In questa carica, e in quella di presidente della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, si fa conoscere anche oltre cantone per la sua politica ferma in materia di migrazione e asilo. San Gallo è però anche uno dei primi cantoni ad introdurre sotto la sua direzione una regolamentazione severa contro i teppisti da stadio e contro la violenza coniugale.
Il suo discorso: «Parola chiave dialogo» - Karin Keller-Sutter ha accettato la carica con commozione. «Mi avete eletta affidandomi una grande responsabilità. Se vogliamo raggiungere qualcosa ci vuole volontà di cooperazione. Ci vuole la volontà in Parlamento per trovare soluzioni. Dobbiamo mantenere un solido rapporto di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Le persone si aspettano che noi ci impegniamo per questo. La parola chiave della neo-consigliera federale è «dialogo». «Il dialogo costruttivo deve essere la linea guida del parlamento e del Consiglio federale. La vicinanza e il dialogo vanno coltivati e mantenuti. Siamo la Svizzera tutti insieme e sono felice di poter dare il mio contributo. Dopo quasi trent'anni di assenza, torna una donna liberale in Consiglio federale. Possiamo quindi passare nuovamente alla normalità».
Guadagneranno 445.000 franchi - Nel ruolo di consigliere federale Karin Keller-Sutter e Viola Amherd guadagneranno circa 445'000 franchi lordi all'anno. A questa cifra va aggiunta una indennità forfettaria di 30'000 franchi. La Confederazione si prende inoltre carico delle spese di telecomunicazione. Un consigliere federale ha diritto a due veicoli, così come ad un abbonamento generale delle FFS in prima classe e uno per gli impianti di risalita.
Johann Schneider-Ammann e Doris Leuthard, che lasciano la loro carica in governo, riceveranno un vitalizio corrispondente alla metà della remunerazione da ministro, ovvero circa 220'000 franchi. A questa rendita hanno diritto solo coloro che si ritirano dopo almeno quattro anni o per ragioni di salute. La legge prevede però che non possano guadagnare più dei colleghi in carica. Se gli ex ministri decidono quindi di esercitare un'attività lucrativa devono rimborsare alla Confederazione la cifra in eccesso.