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Ognuna delle quattro lingue nazionali della Svizzera dovrebbe essere equamente rappresentata nell’Amministrazione federale. A prima vista sembra che sia così. Ma un’analisi più attenta rivela che in alcuni ambiti il tedesco è sovrarappresentato.
L’Amministrazione federale (7 dipartimenti, una cancelleria, una settantina di uffici federali) conta circa 37mila impiegati, soprattutto concentrati a Berna, ma attivi anche in altri cantoni grazie alla decentralizzazione di uffici federali, oggi sparsi un po’ in tutta la Svizzera.
Secondo un articolo dell’Ordinanza sulle lingue nazionali, all’interno dell’Amministrazione federale i collaboratori di lingua tedesca dovrebbero oscillare tra il 68,5% e il 70,5%. Quelli francofoni dal 21,5 al 23,5 %, quelli di lingua italiana dal 6,5 all’8,5% e infine quelli di lingua romancia tra lo 0,5 all’1%.
In generale queste cifre rispecchiano effettivamente la realtà dei fatti. Ma penetrando più in profondità in questa Babele federale, dove un tempo la lingua franca era il francese, si scopre che è il fenomeno della "tedeschizzazione" è sempre più presente.
Da un rapportoLink esterno approvato in marzo dal governo svizzero, risulta ad esempio che le comunità linguistiche non sono rappresentate in modo equilibrato in seno alle classi di stipendio elevate, dove gli italofoni sono chiaramente sottorappresentati.