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Interventi forestali mirati possono rendere i boschi di abeti, tipici delle Alpi, più resistenti ai periodi di siccità. È quanto concludono i ricercatori dell'Istituto federale per le foreste, la neve e il paesaggio (WSL) di Birmensdorf, che martedì hanno pubblicato una ricerca basata su osservazioni decennali delle foreste svizzere.
Oltre 300 siti sperimentali, in alcuni casi osservati da quasi un secolo, hanno fornito agli esperti i dati per questo studio, messi poi in relazione anche con quelli di ricerche tedesche degli anni '70 sulle foreste e la loro capacità di sopportare lunghi periodi senza precipitazioni.
Cambiamento climatico e siccità mettono sotto pressione le foreste
Secondo i risultati, gli abeti rossi soffrono già di fronte a una leggera siccità, mentre gli abeti bianchi sono ben attrezzati per resistere a siccità lievi e persino trarre dei benefici da temperature più elevate. Gli alberi più grandi si sono rivelati in grado di affrontare bene le fasi senza pioggia meno lunghe, ma sono molto vulnerabili in caso di periodi secchi più importanti.
Lo stress da siccità espone inoltre i boschi a malattie e attacchi di insetti come il bostrico. Anche in questo campo sono però aumentate le conoscenze per contrastare il fenomeno e intervenire. In generale il nuovo studio indica tre fattori importanti per rendere le foreste più resistenti: diminuire la densità del bosco, favorire le specie più tolleranti alla siccità e infine non permettere agli alberi di crescere troppo.
Secondo Alessandra Bottero, del gruppo di ricerca Ecologia degli ecosistemi al WSL e prima autrice dello studio, diminuendo la mortalità del bosco si riducono le piante secche e questo indirettamente può diventare un contributo alla riduzione dei rischi d'incendio.