Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01103.jsonl.gz/1001

LOS ANGELES - L'edizione di maggio di GQ vede Justin Bieber offrire un sincero racconto di uno dei momenti più bui della sua esistenza.
La popstar ha raccontato di quando era in balìa del consumo di droghe: il suo stato era tale che i bodyguard entravano nottetempo nella sua camera per sentire i battiti del polso - per verificare che fosse ancora vivo.
Il successo travolgente dell'adolescenza aveva portato con sé effetti destabilizzanti: da una parte il desiderio di volere ancora di più («Pensavo che tutto il successo avrebbe reso buona ogni cosa»), dall'altra le droghe come «agente paralizzante per continuare a farcela». Bieber ricorda che all'epoca aveva «perso il controllo della visione della mia carriera», il che era estremamente rischioso in un'industria come quella della musica, dove «hai persone sfortunatamente vanno a caccia delle insicurezze della gente e le usano a proprio vantaggio».
L'incontro e l'unione con Hailey Baldwin è stato fondamentale per rimettere Bieber in carreggiata anche se, ammette il 27enne, «il primo anno di matrimonio è stato davvero difficile» perché i traumi precedenti avevano lasciato parecchie cicatrici. «C'era una mancanza di fiducia. C'erano tutte queste cose che non vuoi ammettere alla persona con cui stai. Non vuoi spaventarla dicendo: "Ho paura"».
L'edizione di maggio di GQ vede Justin Bieber offrire un sincero racconto di uno dei momenti più bui della sua esistenza.