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Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva martedì, con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astensioni, il progetto di direttiva sul diritto d'autore, una riforma che va a sostituire una norma del 2001 (in era pre YouTube) e che permetterà a editori, media e artisti di ottenere una remunerazione dalle piattaforme in rete per la messa online delle loro produzioni. Per pubblicare su internet un contenuto protetto da copryright occorrerà un'autorizzazione del detentore.
- RG 12.30 del 26.03.2019 La diretta di Tomas Miglierina
Un accordo informale sul tema era già stato raggiunto in febbraio. I giganti del web come Facebook e Google, accusati di incamerare l'essenziale dei profitti grazie alla monetizzazione dei dati personali degli utenti e alla pubblicità, così come i partigiani di un internet interamente libero e gratuito, si opponevano con forza al testo e avevano praticato un intenso lavoro di lobbying da quando era stato presentato nel 2016. Nelle ultime ore prima del voto, Wikipedia aveva per esempio oscurato le sue pagine, proponendo invece agli utenti di inviare un ultimo appello ai deputati di Strasburgo. Per gli oppositori, i filtri automatici non sono del tutto efficaci e soprattutto spianano la strada alla censura.
Le piattaforme diventeranno di fatto responsabili del fatto che i contenuti da loro ospitati siano in regola. Il testo dovrebbe essere applicabile a livello dell'Unione dal 2021. Le conseguenze si sentiranno anche in Svizzera, anche se non c'è in questo ambito una ripresa automatica del diritto europeo.