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Il 2 giugno scorso il popolo ha accettato una legge liberale per l'interruzione di gravidanza. Un indagine chiarisce le posizioni ed evidenzia nuovi comportamenti sociali.
Le persone per le quali i dettami della vita religiosa giocano un ruolo determinante hanno, come unico gruppo sociale, bocciato nettamente la depenalizzazione dell'aborto. È questo il risultato più chiaro rilevato da uno studio VOX dell'istituto demoscopico GfS e del Dipartimento di scienze politiche dell'Università di Ginevra, pubblicato venerdì.
La soluzione dei termini, che conferisce alla donna una larga responsabilità nella scelta durante i primi tre mesi di gravidanza, ha ottenuto la maggioranza in tutti gli altri strati della popolazione. L'oltre 72 per cento dei favori raccolti lo conferma. A livello cantonale, solo Vallese e Appenzello Interno hanno votato «no».
Fossati spariti
Le divisioni storiche che hanno caratterizzato fin qui il comportamento di voto sul territorio non si sono confermati. Il fossato tra cattolici e protestanti, tra città e campagna e regioni linguistiche è stato colmato rispetto al 1977. All'epoca, la soluzione dei termini era stata nettamente bocciata dalle campagne e della Svizzera tedesca.
La maggioranza delle persone interrogate che hanno indicato una simpatia per un partito di governo erano favorevoli alla liberalizzazione dell'aborto. Solo gli elettori del Partito popolare democratico hanno fatto eccezione.
I simpatizzanti di liberali, socialisti e Dell'Unione democratica di centro, nonché i «senza partito» hanno invece tutti appoggiato il Consiglio federale, votando a favore della soluzione dei termini e contro l'iniziativa «Per madre e bambino», la proposta di radicale difesa della vita non ancora nata. L'UDC non è dunque riuscita ad imporre il doppio «no» ai suoi sostenitori: solo un quarto ha seguito la parola d'ordine.
Uomini e donne
La proporzione di uomini ad aver detto «sì» all'aborto (76 per cento) è stata più importante di quella delle donne (69 per cento). Al contempo, gli uomini sono stati proporzionalmente un po' più numerosi delle donne a votare a favore dell'iniziativa «Per madre e bambino» (rispettivamente 8 per cento e 7 per cento).
Nell'insieme, le persone interrogate hanno ritenuto che si trattasse di un tema molto importante. Il livello d'informazione relativo alla soluzione dei termini era più elevato rispetto all'iniziativa, bocciata dall'82 per cento dei votanti. L'analisi, condotta in tutto il Paese due settimane dopo la votazione, è basata su un campione di 1'002 elettori.
swissinfo e agenzie