Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01114.jsonl.gz/1062

BERNA - L'anno scorso sono stati 157 i donatori di organi, uno in meno rispetto al 2018. Lo ha comunicato oggi la Fondazione nazionale svizzera per il dono e il trapianto di organi Swisstransplant, precisando che alla fine del 2019 le persone in attesa di un organo che salvasse loro la vita erano 1415, numero più o meno stabile rispetto alla fine del 2018 (1412).
Secondo Swisstransplant 582 persone hanno ricevuto nel 2019 almeno un organo, mentre a 21 pazienti è stato effettuato più di un trapianto. Oltre ai donatori deceduti vi sono state anche 110 persone che hanno donato parte dei loro organi nel corso della loro vita.
Il trapianto più frequente è stato quello di un rene (332 volte). Le persone che hanno ricevuto un fegato sono state 168, mentre quelle che hanno ottenuto un cuore 39. Pure 39 sono stati i trapianti di polmoni, mentre 25 sono state le persone che hanno ricevuto un pancreas.
Per quanto riguarda le persone ancora in attesa di un organo, delle 1415 complessive, 1057 hanno bisogno di un rene, 209 di un fegato, 89 di un cuore, 57 di un pancreas, 45 di un polmone e due di un intestino tenue. Le persone, in lista d'attesa, morte nel 2019 sono state 46.
Per Swisstransplant dei 157 donatori di organi, ossia 18,4 per milione di abitanti, 100 sono deceduti per morte cerebrale. Per gli altri 57 la morte cerebrale è sopraggiunta in seguito ad arresto cardiocircolatorio.
Il 31 dicembre 2019, il numero di persone iscritte al Registro nazionale di donazione di organi, lanciato da Swisstransplant nell'ottobre 2018, ammontava a 79'229. «Il bilancio che possiamo trarre è positivo», indica citato nel comunicato il direttore di Swisstransplant Franz Immer. «Con questa loro chiara espressione di volontà, le persone iscritte nel registro garantiscono certezza, alleviando così i familiari e il personale sanitario in caso di decesso», sottolinea.
Secondo Swisstransplant la mancanza di espressione della volontà da parte dei pazienti defunti determina una elevata percentuale di rifiuti negli ospedali: oltre la metà dei famigliari si oppongono alla donazione degli organi se la volontà della persona morta non è conosciuta.
La donazione degli organi è un tema attualmente in discussione a livello politico. L'iniziativa «Favorire la donazione di organi e salvare vite umane» vuole che le persone che non desiderano donare organi lo esprimano chiaramente prima della morte.
Il Consiglio federale ha messo in consultazione una modifica della legge sui trapianti come controprogetto indiretto all'iniziativa. Il governo intende passare dal principio del consenso esplicito a quello presunto. Le persone che non desiderano donare i loro organi dopo la morte dovranno indicarlo esplicitamente. In assenza di una volontà documentata, i familiari saranno consultati e potranno opporsi a una donazione di organi se ciò è conforme alla presunta volontà della persona deceduta.
Swisstransplant sostiene in linea di principio la controproposta indiretta del Consiglio federale. «La fondazione si pronuncia a favore del rispetto dei diritti dei familiari e dell'introduzione di un registro», dichiara Pierre-Yves Maillard, presidente del consiglio di fondazione Swisstransplant, citato nella nota. «Contrariamente al Consiglio federale, Swisstransplant sostiene però l'attuazione di un registro "sì/no" in cui sia possibile esprimersi sia a favore che contro una donazione di organi».
In occasione della sessione plenaria del Comitato europeo sul trapianto di organi - tenutasi lo scorso ottobre - i delegati dei 47 stati membri hanno eletto Franz Immer in qualità di nuovo presidente. È la prima volta che la Svizzera assume la presidenza. Nell'ambito della nuova carica, Immer si impegnerà, tra l'altro, a favore del trasferimento delle conoscenze tra organizzazioni ed esperti nonché del mantenimento e dell'ulteriore sviluppo degli standard europei relativi al trapianto di organi.