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In 18 mesi di guerra, l’Ucraina è diventata uno dei Paesi con la maggiore presenza di mine al mondo. Si stima che un terzo del suo territorio – vale a dire 174 000 km2, un’area superiore all’insieme di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord – sia contaminato da mine e altri ordigni esplosivi. Una situazione che rende impossibile per questo Paese, storicamente considerato «il granaio d’Europa», rilanciare la produzione agricola. La popolazione civile costretta a fuggire nel 2022 in seguito all’invasione russa sta ora tornando, con notevoli rischi per la sua incolumità, nelle zone di combattimento passate e nei territori riconquistati dall’esercito ucraino, in particolare nel Nord (Chernihiv, Sumy, Kharkiv) e nel Sud (Kherson) del Paese. Da mesi si ripetono incidenti drammatici: i contadini innescano mine anticarro mentre lavorano nei campi e i civili, compresi i bambini, vengono dilaniati da ordigni esplosivi o mine antiuomo nei loro giardini o mentre sgombrano le macerie delle loro case. Lo sminamento è assolutamente urgente e costituisce un prerequisito per la ricostruzione del Paese.
100 milioni di franchi in quattro anni
Per consentire all’Ucraina di affrontare questa sfida, che minaccia l’intera popolazione, la Confederazione potenzia il proprio sostegno integrando il suo attuale programma di cooperazione internazionale con una priorità per lo sminamento umanitario. Per gli anni dal 2024 al 2027, sarà messo a disposizione un pacchetto complessivo di 100 milioni di franchi per lo sminamento umanitario, finanziato per metà dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e per metà dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Competenze all’avanguardia nello sminamento umanitario
In linea con la sua tradizione umanitaria, la Svizzera dispone di competenze all’avanguardia nell’ambito dello sminamento umanitario. A Ginevra ha sede il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD), che nell’ultimo decennio ha fornito all’Ucraina formazione, supporto strategico e consulenza tecnica per rafforzare la capacità delle istituzioni governative. Tra i pochi attori già attivi nel campo dello sminamento in Ucraina oggi c’è un’organizzazione svizzera, la Fondation suisse de déminage (FSD), che continua così il suo impegno nel Donbas, regione contesa dal 2014. La Svizzera è anche sede di diversi produttori di macchinari per lo sminamento.
La Svizzera ha già sostenuto lo sminamento umanitario in Ucraina. Nel 2022 e nel 2023 sono stati stanziati 15,2 milioni di franchi svizzeri, in particolare a sostegno delle attività del GICHD e della FSD da parte del DFAE. Il DDPS ha donato alle organizzazioni umanitarie ucraine un dispositivo di sminamento della Fondazione Digger, con sede nel Giura, e finanzia la formazione di esperti ucraini in sminamento umanitario da parte del GICHD. Con questo pacchetto aggiuntivo di 100 milioni di franchi svizzeri, la Svizzera potrà ulteriormente ampliare il lavoro di sminamento svolto dalla FSD e da altre organizzazioni, fornire attrezzature e formazione agli sminatori ucraini, sostenere il governo nel coordinamento di questa impresa ed esplorare approcci innovativi. I progetti saranno selezionati in base all’evoluzione dei bisogni sul campo e alle capacità dei vari attori dello sminamento umanitario, in particolare con il sostegno dell’Ambasciata di Svizzera a Kiev.
In linea con il Piano d’azione per la lotta contro le mine 2023–2026 del DFAE e del DDPS, adottato il 4 aprile 2023, il Consiglio federale concretizza con questo gesto il suo sostegno all’Ucraina a lungo termine, contaminata da mine e altri ordigni esplosivi.
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