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BERNA - Il Circo Knie, vittima della crisi legata al coronavirus, ha depositato una richiesta di lavoro ridotto. Lo ha spiegato Fredy Knie in un'intervista pubblicata oggi dal Tages Anzeiger. «La situazione nel mondo del circo non è mai stata così brutta», ha dichiarato.
«Non è ancora chiaro se il lavoro ridotto sarà accettato per gli artisti», ha precisato Knie. Tra questi vi sono molti lavoratori stagionali e stranieri che sono grati di poter rimanere in Svizzera, ha sottolineato il famoso addestratore di cavalli ed ex direttore artistico del Circo. «Nel loro Paese la situazione con il coronavirus è spesso molto peggiore».
Almeno 800 spettatori - «Nel 1919, anno della nostra fondazione, l'arena all'aperto di allora dovette rimanere chiusa per tre mesi a causa dell'influenza spagnola, che imperversava dal 1918 - ha raccontato Knie -. Per il resto abbiamo sempre potuto fare i nostri spettacoli». Il Circo potrebbe sopravvivere con meno spettatori (l'attuale capacità massima è di 2'000) a causa delle regole della distanziamento sociale. «Ma sotto gli 800, diventa difficile», ha aggiunto il 73enne.
Dopo che il Consiglio federale ha vietato tutti gli assembramenti per combattere la diffusione di Covid-19, il circo ha rinviato l'inizio della tournée a luglio.