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NEW YORK - A due anni dalla morte di Jeffrey Epstein, il nome del Principe Andrea è tornato a risuonare all'interno di quella cornice di abusi che orbitava attorno alla figura del finanziere americano. E i legali della sua accusatrice gli chiedono di affrontare il giudizio della corte.
Che sia innocente o colpevole, il Duca di York «non può nascondersi dietro alla sua ricchezza e alle mura del palazzo» reale e ignorare le accuse, ha affermato alla BBC l'avvocato David Boies, rappresentante legale di Virginia Giuffre, che ha depositato presso la corte federale di Manhattan una denuncia per abusi sessuali che avrebbe subito dal Principe vent'anni fa, quando aveva solo 17 anni.
Giuffre, ha aggiunto il suo avvocato, ha «provato di tutto per risolvere la situazione senza adire le vie legali», ma «a questo punto la causa è l'unica via per stabilire una volta per tutte quale sia la verità» e «quali sono le prove del Principe Andrea», che si è sempre detto estraneo ai fatti. E se dovesse decidere d'ignorare il processo? Da parte sua «sarebbe assai sconsiderato», ha detto Boies. Detto questo, il processo a New York verrà celebrato anche in assenza del Duca e del suo team legale. E dato che si parla di una causa legale, non sussiste alcuna possibilità di estradizione.
Nella denuncia, lo ricordiamo, Virginia Giuffre sostiene di aver subito abusi da parte del Principe Andrea in tre distinte occasioni. I fatti sarebbero avvenuti, vent'anni fa, nell'abitazione di Epstein a Manhattan, nella residenza londinese dell'associata del finanziere Ghislaine Maxwell e nella casa, sempre di Epstein, presso le Isole Vergini.