Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01078.jsonl.gz/54

I quattro paesi europei che siedono in Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Gran Bretagna, Francia, Germania e Portogallo) tornano alla carica contro il regime siriano, con un progetto di risoluzione di condanna della sanguinosa repressione delle manifestazioni per la democrazia in Siria.
La bozza che circola già al Palazzo di Vetro e di cui l'Ansa ha ottenuto delle anticipazioni, esorta le autorità di Damasco a "porre fine immediatamente ad ogni tipo di violenza". Il documento richiede anche un rapporto da parte del segretario generale dell'Onu dopo 15 giorni dall'eventuale approvazione della risoluzione, e quindi una volta al mese, affinché il Consiglio di sicurezza possa monitorare la situazione e valutare la necessità di adottare altre misure contro il regime di Bashar al-Assad. La bozza non prevede sanzioni, che verrebbero con ogni probabilità bloccate dal veto di Russia e Cina, ma le minaccia se la repressione continuerà.
Fonti diplomatiche delle Nazioni Unite riferiscono che il progetto di risoluzione potrebbe essere discusso dai Quindici già questo pomeriggio.
Nel frattempo, le organizzazioni per la salvaguardia dei diritti umani denunciano una nuova escalation di violenza nel territorio siriano. Per il Palazzo di Vetro si tratta di un peggioramento della crisi politica ed umanitaria innescata dalle proteste antigovernative iniziate a marzo, in cui, secondo quanto ha affermato ieri il segretario generale aggiunto per gli affari politici Lynn Pascoe, sono morte 2'700 le persone.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>