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Il Governo tedesco intende modificare sostanzialmente la tassa di solidarietà introdotta nel 1991 per finanziare la riunificazione delle due Germanie. Il tutto accade a pochi giorni dalle celebrazioni per il trentennale della caduta del muro di Berlino.
Si tratta del resto di un’imposta la cui rielaborazione (infatti non scomparirà del tutto) ridurrà il carico fiscale a oltre 35 milioni di contribuenti dal 2021 e che pesa circa 10 miliardi di euro (oltre 11 miliardi di franchi). La Solidaritätzuschlag era nata per sostenere i costi della riunificazione dopo la caduta del muro di Berlino e per colmare le palesi disparità tra le due realtà economiche della Germania unita.
Non è mai stata messa in discussione per decenni, anche perché dal 1995 era diventata una voce d’entrata stabile (quasi 20 miliardi di franchi nel 2018) per il bilancio statale. La nuova proposta governativa prevede un innalzamento della soglia d’esenzione attuale di 972 euro di imposta sul reddito fino a 16'956 euro annui, tetto entro il quale si colloca il 90% circa della “platea” di contribuenti tedeschi. Il risparmio per un lavoratore single senza figli e reddito da 30'000 euro annui è stimato dal Governo in 200 euro all’anno.
Solo il 3% circa della popolazione fiscale germanica (chi matura redditi da centomila euro all’anno in avanti) dovrà continuare a pagare la tassa come è attualmente.