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Si stima che ogni anno nel nostro Paese vengano gettati due milioni di tonnellate di generi alimentari. Il 20% nella produzione agricola, il 30% nella lavorazione e nel commercio e ben il 50% nelle singole economie domestiche. Da 15 anni l'organizzazione Schweizer Tafel si impegna per ridurre gli sprechi che avvengono nel commercio al dettaglio. Grazie a decine di volontari, raccoglie la merce che non può più essere venduta nei supermercati perchè ha ormai quasi raggiunto la data di scadenza, ma che è ancora perfettamente commestibile.
I furgoncini di Schweizer Tafel raggiungono poi mense per i poveri, associazioni che ospitano persone in difficoltà, istituti sociali, centri per richiedenti l'asilo. Si tratta ogni giorno di oltre 17 tonnellate di cibo che altrimenti finirebbe tra i rifiuti.
La direttrice di Schweizer Tafel, Daniela Rondelli, ci spiega quali sono gli obiettivi della sua organizzazione.
- Rondelli: "Non ha senso buttare via alimentari che possono ancora essere mangiati..."
L'organizzazione ha recentemente lanciato un nuovo progetto, unico in Svizzera. Non si concentra sugli sprechi nel commercio al dettaglio, ma su quelli che si verificano nell'industria. Da alcune settimane è infatti operativo "Food Bridge" una piattaforma online grazie alla quale le aziende che producono alimentari possono donare quanto prodotto in eccesso.
Il funzionamento è semplice: i grandi produttori di generi alimentari possono registrarsi sulla piattaforma e indicare la merce che possono mettere a disposizione gratuitamente.
Un messaggio di posta elettronica informa automaticamente le organizzazioni di aiuto che necessitano di cibo. Queste possono annunciare il quantitativo che desiderano ricevere, per poi andare a ritirarlo direttamente dal produttore.
- Rondelli: "Una nuova piattaforma facile da utilizzare per le aziende"
Piattaforme come Food Bridge hanno dato ottimi risultati, ad esempio, in Canada e negli Stati Uniti, dove sono stati fatti importanti passi per contrastare gli sprechi nella grande industria alimentare.
- Rondelli: "Vi sarà comunque meno cibo inutilmente buttato..."
La speranza è che la stessa cosa accada in Svizzera, dove si stima che oltre un milione di persone vivano in povertà o ne siano in qualche modo toccate.
Mattia Serena