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Il ministro dell'economia francese, Emmanuel Macron, è intenzionato a cancellare le maxi-buonuscite per i manager, e "sostituirle con un metodo di diritto comune più comprensibile per tutti i francesi".
L'annuncio arriva dopo una serie di polemiche, emerse con cadenza regolare dall'inizio della crisi, sulle cifre a sei zeri intascate da molti top manager di aziende a partecipazione pubblica al momento della loro uscita di scena.
Le ultime in ordine di tempo, che hanno riportato la questione in primo piano sia nel dibattito politico sia sui media, hanno riguardato le buonuscite a otto cifre di Gerard Mestrallet, amministratore delegato di Gdf Suez che lascerà il posto a fine 2015, e Didier Lombard, ex patron di Orange (France Telecom). "Cifre incomprensibili e ingiustificabili", le ha definite il ministro Macron, spiegando così la sua decisione di agire.
Un primo intervento legislativo sul tema in Francia era già arrivato lo scorso anno, dopo che l'amministratore delegato uscente di Psa Peugeot Citroen, Philippe Varin, era stato costretto a rinunciare a una buonuscita di 21 milioni di euro, giudicata da molti esorbitante per un'azienda i cui conti erano in rosso da tre esercizi.
Il governo aveva allora imposto alle imprese un codice di autoregolamentazione sulle buonuscite, che raccomandava un tetto massimo al 45% del reddito di riferimento, ma non era legalmente vincolante.