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PARIGI - Infuria a Grenoble, nel sud-est della Francia, la polemica per l'abbigliamento consentito nelle piscine. All'avvicinarsi dell'estate, la battaglia che da mesi vede scontrarsi favorevoli e contrari alla libertà nella scelta del costume da indossare negli impianti municipali si è infiammata.
E lunedì sono annunciate scintille per il voto previsto in Consiglio comunale, dove il sindaco ecologista, come da promessa elettorale, vuole liberalizzare sia il "monokini" (per donne a seno scoperto) sia il "burkini", il costume che copre tronco, gambe e testa, indossato dalle donne musulmane.
Il Consiglio comunale dovrebbe votare una modifica del regolamento che ridefinisce come «tenuta decente» quella che copre «come minimo quanto situato fra la parte alta delle cosce e la vita e al massimo quanto situato al di sopra delle ginocchia e al di sopra dei gomiti».
Ma le opposizioni promettono battaglia. Il sindaco Eric Piolle parla di «volontà di togliere divieti aberranti, quelli sul seno nudo o sui costumi che coprono per proteggersi dal sole o per motivi di convinzione». Per le opposizioni, che promettono battaglia, il burkini è soltanto «una versione acquatica del velo islamico».