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BERNA - Le borse di studio devono essere armonizzate a livello nazionale: l'Unione svizzera degli universitari (USU) ha deciso di lanciare una iniziativa popolare federale per realizzare una rivendicazione di lunga data. La raccolta delle firme dovrebbe cominciare in luglio.
La decisione è stata presa domenica a Berna dall'assemblea dei delegati dell'USU, ha detto oggi all'ATS Rahel Siegrist, membro del Comitato esecutivo, confermando una informazione del giornale romando "24 heures". Il testo dell'iniziativa sarà trasmesso in settimana alla Cancelleria federale.
L'attuale sistema di aiuti è troppo disparato, sostengono i promotori dell'iniziativa. Va dunque armonizzato a livello svizzero e le competenze in materia vanno trasferite alla Confederazione. Il testo non contiene cifre ma mira ad ottenere uno standard minimo, ha precisato la Siegrist.
La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) non vede di buon occhio l'iniziativa. La scorsa estate ha concluso a grande maggioranza un concordato intercantonale di armonizzazione del sistema e ha deciso di aumentare l'ammontare massimo delle borse di studio da 13'000 a 16'000 franchi. L'iniziativa rischia ora di frenare le diverse procedure di ratifica in corso nei cantoni, afferma Gabriela Fuchs, portavoce della CDPE. Cosa tanto più deplorevole - aggiunge - che il concordato è in via di concretizzazione.
SDA-ATS