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I sindacati hanno chiesto al Consiglio federale di intervenire per evitare che il dissesto di Swissair si trasformi in una catastrofe sociale.
Mentre una parte delle persone licenziate rimarranno senza salario durante il periodo di disdetta, le associazioni di categoria temono un collasso delle attività accessorie al traffico aereo, con 15'000 posti di lavoro a rischio.
Sui circa 4400 salariati che Swissair Group ha deciso di licenziare in Svizzera, circa 2000, che lavoravano per le filiali in moratoria concordataria, hanno perso il posto con effetto immediato. Per decisione del commissario provvisorio del gruppo, l'avvocato Karl Wüthrich, queste persone non riceveranno più il salario di novembre.
In una lettera i dipendenti di Swissair Group, Wüthrich afferma in sostanza che il versamento dei salari durante il periodo di disdetta contrasta con l'obbligo di non avvantaggiare nessuno dei creditori. Queste somme, che in base al Codice delle obbligazioni sono dovuti, faranno parte delle pretese privilegiate che potranno essere onerate dopo la liquidazione degli attivi del gruppo.
Toccati anche gruppi di pensionati
Il problema tocca anche 370 ex salariati in pensionamento anticipato, che dal mese prossimo perderanno le loro prestazioni, ha sottolineato René Zurin, segretario della sezione trasporto aereo del Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD). Swissair Group ha risposto in una nota di essere alla ricerca di una soluzione «adeguata».
Anche se queste persone potranno ricorrere all'assicurazione di disoccupazione, i sindacati si dicono indignati. Davanti alla stampa convocata a Glattbrugg (ZH), René Zurin ha criticato il fossato esistente fra i miliardi raccolti per venire in salvo della «nuova Crossair» e le persone abbandonate al loro destino.
«La Confederazione deve risolvere anche i problemi sociali e lanciare un'operazione di finanziamento come ha fatto per la nuova compagnia aerea», ha dichiarato il sindacalista. Si tratterà di trovare fra 240 e 250 milioni di franchi per assicurare il pagamento dei salari dovuti e un piano sociale.
Minacciate anche le attività accessorie
Nella conferenza stampa congiunta, il sindacato del personale di terra, SSP/VPOD, la Società svizzera degli impiegati di commercio (SSIC) e il sindacato del personale Swissair PUSH si sono detti allarmati per le possibili conseguenze sulle attività accessorie al traffico aereo.
Anche in questo caso bisognerà trovare immediatamente 200 milioni di franchi, in mancanza dei quali altri 15'000 posti di lavoro sono «in grande pericolo». Senza contare le conseguenze che ciò avrebbe sulla futura «nuova Crossair».
Sono circa 500 i milioni necessari per risanare società indispensabili all'attività aerea come SR Technics (manutenzione aerei), Swissport (smistamento bagagli), Atraxis (informatica) e Gate Gourmet (ristorazione a bordo). Senza un risanamento che dovrà comprendere anche un piano sociale per 200 milioni - affermano i sindacati - queste società non troveranno un acquirente.
Evitare scioperi selvaggi
I sindacati deplorano il fatto che l'economia, la Confederazione e i Cantoni si passino a vicenda la patata bollente. E mentre il Partito socialista chiede agli amministratori ed ex amministratori della compagnia aerea di sborsare fra i 700 e gli 800 milioni di franchi per finanziare un piano sociale, Daniel Vischer, di SSP/VPOD, mette in guardia: «Bisogna evitare un'escalation della situazione e che il cattivo umore del personale degeneri in uno sciopero selvaggio, mettendo in pericolo la nuova Crossair».
Swissair Group cerca invece di rassicurare, sottolineando che le persone che continueranno a lavorare riceveranno il salario. I soldi provengono dai crediti della Confederazione e dalla vendita dei biglietti, ha precisato il capo del personale Matthias Moëlleney.
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