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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è conscio della crescente difficoltà di reclutare personale in determinati settori tra cui quello alberghiero. Per questo motivo, con decisione del 23 maggio 2001, egli ha aumentato in modo adeguato i contingenti federali dei dimoranti annuali e dei dimoranti di breve durata. </p><p></p><p>Per quel che concerne gli aspetti fondamentali avanzati dalla mozione Suter dal punto di vista del diritto in materia di stranieri, il Consiglio federale si è già espresso in maniera circostanziata in data 4 aprile 2001 in margine alla mozione Fattebert (00.3506). Prima di pronunciarsi circa un'ulteriore apertura del mercato del lavoro alla manodopera proveniente da Stati terzi, esso vuole aspettare l'entrata in vigore degli accordi bilaterali e il loro primo impatto sul nostro Paese. Occorre dapprima esaurire tutte le possibilità di reclutamento all'interno del Paese e entro lo spazio dell'UE. Un buon esito in materia di reclutamento di manodopera dipende essenzialmente da condizioni salariali e lavorative concorrenziali. Oltre alla priorità agli Stati dell'UE per il reclutamento della manodopera, il Consiglio federale intende attenersi ai principi di una politica all'insegna della prudenza in materia di stranieri provenienti da Stati terzi, come asserito nel contesto della campagna attorno all'iniziativa del 18%. Contemporaneamente proseguono i lavori alla nuova legge sugli stranieri sulla base dei risultati della pertinente procedura di consultazione. </p><p></p><p>Il Consiglio federale non è dunque disposto a prendere una decisione di massima prima dell'introduzione della libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE e prima di aver costatato un maggiore sforzo nel reclutamento di personale. E ciò tantomeno che i miglioramenti dello statuto di soggiorno e delle condizioni sociali previste dall'accordo aumentano le possibilità di reclutamento dei cittadini dell'UE. </p><p></p><p>La mozione intende favorire il reclutamento della manodopera necessaria proveniente da Stati terzi esclusivamente per il settore turistico e segnatamente alberghiero. Ora, il principio della parità dei diritti non consente un tale privilegio, per cui l'allentamento delle disposizioni legali andrebbe esteso a tutti i rami economici. Anche la limitazione delle zone di reclutamento ai Paesi che costituiscono un potenziale per il turismo svizzero è problematica dal punto di vista dell'uguaglianza giuridica. </p><p></p><p>La creazione di uno statuto di lavoratore temporaneo limitato a sei mesi non contribuirebbe inoltre a combattere il fenomeno del lavoro nero, ma rischierebbe addirittura di promuoverlo; le persone provenienti da Stati a basso salario venute in Svizzera nel contesto di un tale soggiorno sarebbero infatti tentate di accettare un'eventuale ulteriore occupazione al termine dei sei mesi di validità del permesso anziché rientrare in patria. Va detto poi che il Consiglio federale intende attaccare prossimamente il fenomeno del lavoro nero mediante un pacchetto di provvedimenti.</p><p></p><p>La Svizzera ha firmato degli accordi sullo scambio di tirocinanti con 14 Stati terzi oltre che con tutti gli Stati membri dell'UE. In virtù di tali accordi i giovani che hanno conseguito una formazione professionale possono effettuare un soggiorno all'estero in vista di migliorare le loro conoscenze linguistiche e professionali. A ciò si aggiungono i soggiorni di perfezionamento organizzati dalle associazioni professionali e destinati a giovani lavoratori ad esempio nel contesto della cooperazione economica e tecnica con Stati dell'Europa centrale o dell'est; o ancora la possibilità di un'occupazione accessoria per studenti stranieri iscritti a scuole superiori a tempo pieno. Ora, proprio queste risorse potrebbero essere maggiormente sfruttate dal settore alberghiero. </p><p></p><p>Siffatti soggiorni sono vantaggiosi per ambo le parti: i giovani beneficiano di un perfezionamento pratico mentre le aziende possono ovviare temporaneamente a problemi legati alla carenza di personale. Ciò a condizione che le associazioni professionali o le aziende apportino un contributo effettivo a livello d i formazione. </p><p></p><p>Anche il settore alberghiero deve sforzarsi maggiormente onde creare presupposti tali da motivare il potenziale di manodopera disponibile all'interno del Paese o nello spazio dell'UE in modo da soddisfare le proprie esigenze. </p><p></p><p>Attualmente il Consiglio federale non è pertanto disposto ad assecondare le richieste dell'autore della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.