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La Cina ha affermato oggi che accetterà di discutere di argomenti delicati nel corso del dialogo "strategico" con gli Stati Uniti, la prossima settimana a Washington, ma che rivendicherà la sua sovranità sia sul tema dei diritti umani che su quello della rivalutazione dello yuan.
"Penso che gli Usa debbano considerare che lo sviluppo (economico) fa parte dei diritti umani", ha detto il viceministro degli esteri Cui Tiankai illustrando la posizione cinese in una conferenza stampa a Pechino.
Per quanto riguarda la quotazione dello yuan, che secondo Washington viene tenuta artificialmente bassa per favorire le esportazioni, Cui ha sottolineato che il tasso di cambio fa parte dei "diritti della sovranità" di ciascun Paese. Kurt Campbell, responsabile del Dipartimento di Stato americano per l' Asia orientale ha chiarito da parte sua che gli Usa preferiscono affrontare il problema dei diritti umani "non in generale" ma discutendo di concreti casi individuali.
Nei mesi scorsi decine di attivisti e intellettuali cinesi sono stati arrestati, messi agli arresti domiciliari o detenuti su una base extra-giudiziale. Il caso che ha creato maggiori preoccupazioni all'estero è quello dell' artista Ai Weiwei, che è stato arrestato all' inizio di aprile e ancora non è stato accusato formalmente di alcun reato.