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Lukas Engelberger, presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (Cds), ritiene che nuove restrizioni contro il Covid-19 saranno prossimamente introdotte in Svizzera. I cantoni stanno discutendo un inasprimento delle misure.
«I cantoni devono usare il loro margine di manovra, anche se è limitato», ha detto Engelberger in un’intervista al Tages-Anzeiger di oggi. Se questo non dovesse essere sufficiente per far fronte all’elevato numero di infezioni, il Consiglio federale dovrà agire.
Concretamente, i cantoni potrebbero estendere l’obbligo di presentare un certificato Covid per accedere a certe istituzioni e settori, come gli ospedali. Anche il ritorno dell’obbligo di indossare mascherine è un’opzione, ha detto.
Sulla questione della vaccinazione di richiamo, Engelberger presume che non molte persone sotto i 65 anni avranno bisogno di una terza iniezione prima del 2022. Quando questo gruppo potrà ricevere la dose di richiamo dipenderà dalla velocità con cui ricorreranno al booster gli over 65 e le altre persone a rischio, ha aggiunto. A Basilea, «gli appuntamenti per la dose di richiamo non sono ancora al completo», ha detto Engelberger che è anche il direttore sanitario del cantone di Basilea-Città.
C’è anche carenza di personale medico specializzato nelle vaccinazioni, ha poi aggiunto. Al momento, c’è bisogno di personale anche per le unità mobili che fanno le vaccinazioni di richiamo nelle case di cura, ha precisato.
La terza dose riduce il rischio di malattia negli anziani, ha detto Engelberger. Per i più giovani, il richiamo è principalmente destinato a ridurre il numero di infezioni, ha aggiunto. Per questo gruppo, «è soprattutto un atto di solidarietà [...] Ma ciò che sarebbe ancora più importante è che le persone che non sono state vaccinate si vaccinino».