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Perché mai una donna 30enne nel 2020 decide di candidarsi per il PLR? Dall'inizio di questa campagna elettorale – la mia prima – questa domanda mi è stata posta diverse volte. Indirettamente, quello che cercavano di dirmi i miei interlocutori era che un profilo come il mio doveva essere naturalmente attratto da altri partiti. Il PLR, mi hanno detto alcuni, è un partito di uomini, avvocati, legati al passato, non può essere il partito delle donne e del futuro.
Tali affermazioni meritano alcune precisazioni. Parliamo di fatti.
Una donna 30enne come me decide di candidarsi per il PLR, perché, è utile ricordarlo, il PLRT ha avuto un ruolo centrale nel creare precedenti storici, eleggendo donne notevoli alle massime cariche:
Consiglio di Stato Ticinese: il PLR è stato il primo partito ad eleggere una donna in Consiglio di Stato (1995) e l'unico partito ticinese ad eleggerne due (1995/2007), raccogliendo anche il primato della prima Presidente del Consiglio di Stato (1998). Eccezione fatta per il PS, nessun'altra donna ha mai rappresentato gli altri (attuali) partiti di Governo.
Municipio di Lugano: il PLR è stato il primo partito ad eleggere una municipale e vicesindaca a Lugano (1988).
Consiglio nazionale: il PLR è stato il primo partito ad eleggere una donna in Consiglio nazionale, nel 1979.
Gran Consiglio: attualmente il PLR è l’unico partito in Gran Consiglio ad avere una capogruppo donna.
Se guardiamo le attuali liste per le elezioni comunali di Lugano, con quasi il 35 % di donne, il PLR è tra i partiti con la percentuale più alta di donne in lista per il consiglio comunale: più del PS, del MTL, della Lega e dell'UDC. A livello di Municipio, il PLR ha presentato tante donne quanto la maggior parte delle altre liste (3 su 7). Certo si può sempre fare di più, ma i fatti parlano chiaro: a livello di rappresentanza femminile il PLR è messo meglio di molti altri partiti.
Una donna 30enne come me decide di candidarsi per il PLR Lugano per la qualità dei compagni di squadra. La lista per il consiglio comunale è infatti estremamente eterogenea e innovativa. Circa due terzi dei candidati sono candidati per la prima volta. I profili professionali spaziano dal parrucchiere al medico passando per il docente di musica, l'agente di polizia e l'architetto. Una lista ricca di personalità che con la loro professione, il loro vissuto e la loro visione potranno arricchire il futuro della città di Lugano. La grafica della campagna del PLR a Lugano traduce precisamente questa realtà: ogni candidato è ritratto singolarmente nella sua individualità e specificità, in bianco e nero. Assemblando i volti, i candidati formano un mosaico eterogeneo e vincente.
Una donna 30enne come me decide di candidarsi per il PLR Lugano per la qualità del programma del partito. Rimanendo fedele ai valori cardini della responsabilità individuale e della libertà, il programma PLR per Lugano dà un’ambizione alla città, profilandola come punto d’incontro tra l’efficienza del Nord e l’entusiasmo del Sud, puntando in particolare sull’Università e sulla cultura. Ambizione nella quale una giovane come me, dopo diversi anni passati in altre realtà urbane, all’estero e a Nord delle Alpi, si riconosce. A questa visione si aggiungono proposte concrete per una città più moderna, con un’amministrazione maggiormente digitalizzata, ma anche l’accento posto su nuove forme di lavoro, come l’home working / smart working, fondamentali per la conciliabilità lavoro-famiglia. Una città del futuro, in cui i giovani vogliono vivere.
Alle persone che mi chiedono perché mai ho deciso di candidarmi per il PLR, rispondo che presentarsi per il PLR significa abbracciare un partito che ha contribuito profondamente alla modernità del nostro cantone. Un partito che continua, con candidati di alta qualità e un programma ambizioso e moderno, a guardare il futuro con ottimismo, trovando soluzioni concrete per le sfide che si presentano a noi. Il PLR è la storia che costruisce il futuro: un partito che ha convinto sia me sia le altre 17 donne sulla lista PLR per il Consiglio comunale di Lugano!