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la leggenda del gridone
Come ebbe nome la montagna
Fra Losone e Golino c'era la discordia per stabilire il confine. Finalmente decisero di scegliere il più vecchio degli abitanti dei due paesi, il più saggio e il più onesto, per far da giudice. Questo vecchio era di Losone (e si dice che abbia messo della terra nelle sue scarpe) e quindi si avviò da Losone verso Golino. Ogni tanto ripeteva: «La terra che calpesto è del mio paese». Non diceva così una bugia, perché aveva nelle scarpe la terra. E così si spinse fino al riale, un torrente che separa il territorio di Losone da quello di Golino, rubando all'avversario un tratto di terreno che doveva appartenere a Golino.
Questo territorio è detto «Terrasca». Qualche tempo dopo il vecchio morì e la sua anima, per castigo della mala azione compiuta, vagava sempre come uno spirito malefico in quel territorio, incutendo terrore agli uomini ed alle bestie. La gente che andava là non voleva traversare quel territorio; anche le capre e le mucche fuggivano a salti. Si fece perciò benedire quel territorio e l'anima dannata fu scongiurata sugli scogli e sulle balze del Gridone, dove ancora adesso la si sente di tanto in tanto gridare. Questo grido si sente spesso, specialmente verso Cavigliano, dirimpetto al Gridone. Dev'essere un'eco o un fenomeno naturale di risonanza. Questa leggenda diede origine al nome della montagna Gridone.
Autore: Walter Keller