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La prima scadenza americana per le banche svizzere è giunta a termine il 31 dicembre 2013 : gli istituti di credito che intendono annunciarsi nella categoria 2 in teoria non possono più farlo. Ma come spiegare che meno di 70 banche sulle 300 che conta la Svizzera abbiano annunciato la loro scelta?
Tra le banche messe nella categoria 1 (Credit Suisse, Pictet & Cie, Julius Baer, banche cantonali di Zurigo e Basilea), le banche che hanno optato per la categoria 2 (una trentina, fra cui UBP, Valiant e 12 banche cantonali), quelle che hanno preferito la categoria 3 (Vontobel, SoBa, Cembra Money Bank) e quelle che hanno potuto beneficiare della categoria 4 (sette banche cantonali), senza dimenticare le banche il cui caso è stato risolto all’infuori del programma, come UBS, 66 banche svizzere hanno pubblicamente annunciato il trattamento al quale verranno sottoposte nei prossimi mesi. Invece circa 230 banche non hanno fatto annunci.
Sicuramente diverse banche hanno potuto comunicare la loro scelta al Dipartimento americano di giustizia senza renderlo pubblico. Inoltre, il termine per una eventuale partecipazione al programma nelle categorie 3 e 4 inizia il prossimo 1. luglio e scade il 31 ottobre 2014. Vi è poi il fatto che le banche possono scegliere di non aderire al programma americano atto a risolvere il conflitto fiscale con la Svizzera.
Se i singoli casi potranno essere risolti attraverso il pagamento di una multa, la partecipazione al programma non induce alcuna informazione pubblica da parte delle banche o del Dipartimento americano di giustizia.
Il caso sarebbe diverso se le banche che si ritengono estranee a qualsiasi malversazione fiscale nei confronti del diritto americano fossero accusate di frode fiscale e portate di fronte alla giustizia statunitense.
(Bilan.ch)