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BERNA - Il Tribunale federale (TF) di Losanna ha ammesso il ricorso del Ministero pubblico bernese su un duplice assassinio commesso a Spiez (BE) nel 2013. La corte d'appello bernese dovrà ordinare una perizia complementare prima di pronunciarsi su un eventuale internamento dell'autore, un italiano oggi 50enne.
Nel dicembre del 2017 la giustizia bernese lo aveva condannato in seconda istanza all'ergastolo per avere, assieme al figlio allora minorenne, ucciso brutalmente il direttore di un istituto pedagogico minorile e la sua compagna. La corte aveva invece revocato l'internamento, chiesto in prima istanza.
Riunita oggi in udienza pubblica, la corte di diritto penale del TF ha respinto all'unanimità il ricorso del 50enne e ha invece accolto, con una maggioranza di quattro giudici a uno, quello del Ministero pubblico relativo all'annullamento della decisione di internamento.
Secondo i giudici losannesi la corte d'appello bernese non ha motivato a sufficienza la decisione di non seguire quanto emerso dalla perizia psichiatrica. Per il TF la questione dell'internamento si pone per forza alla luce dei fatti e delle circostanze del crimine, anche se non esiste nessun automatismo tra una sentenza di ergastolo e l'internamento.
Il condannato e suo figlio di 16 anni avevano ucciso in modo efferato il direttore di un istituto pedagogico minorile e la sua compagna, accoltellandoli ripetutamente. I due autori, arrestati dopo 18 mesi d'inchiesta, avevano ammesso che si era trattato di una vendetta. Dieci anni prima il figlio si era sentito vittima di punizioni sproporzionate e umiliazioni. Il ragazzo è stato condannato a 48 mesi di prigione dalla giustizia minorile.