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La variante è correlata a un tasso minore di ricoveri. Sarà però così anche dove gli immunizzati sono la minoranza?
Oggi sono stati notificate più di 65'000 nuove infezioni nel Paese. La quota di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale di base si attesta a poco più del 48%.
MOSCA - La variante Omicron ha fatto breccia in Russia. Oggi sono stati notificate più di 65'000 nuove infezioni; ma non serviva questa cifra per confermarlo. Il repentino aumento degli ultimi tre giorni - 49'513 casi venerdì, 57'212 sabato e 63'205 ieri - traccia un quadro piuttosto chiaro su quale sia l'evoluzione della situazione epidemiologica che vedremo nei giorni a venire. Uno scenario già conosciuto alle nostre latitudini, dove quell'erto sentiero è stato percorso un mese fa.
Omicron ha innescato un'ondata di contagi come un enorme masso che innalza il livello delle acque attorno a sé. E dalle regioni dell'Europa centro-occidentale, là dove è stata individuata sin dalle primissime settimane dopo la sua scoperta in Sudafrica, l'onda ha iniziato a propagarsi verso est, trascinando con sé la grandi preoccupazioni delle autorità sanitarie internazionali. I Balcani, l'Europa orientale, le ex repubbliche sovietiche e la Russia. Se da un lato la variante, sembra ormai assodato, porta con sé un fardello meno pesante per gli ospedali, è altrettanto vero che ancora non è stato possibile chiarirne il potenziale impatto in quei Paesi che hanno un tasso di vaccinazione più basso di quello mediamente registrato in Europa.
In quest'ottica, la Russia presenta alla nuova variante un paesaggio in cui meno della metà della popolazione risulta vaccinata contro il Covid-19. I dati più recenti della Johns Hopkins University indicano per la precisione un 48.01% di persone che hanno completato il ciclo vaccinale di base, perlopiù affidandosi allo Sputnik (l'unico vaccino approvato, assieme alla sua versione "Light", ampiamente diffuso anche tra altre nazioni). Il vaccino vettoriale russo, stando a uno studio a quattro tra l'Istituto Gamaleya e lo Spallanzani di Roma - i cui risultati sono usciti per ora solo in preprint - avrebbe mostrato una buona difesa contro Omicron. Si parla di un'efficacia attorno al 70% che si mantiene su livelli buoni per un periodo che va dai 3 ai 6 mesi. Ma (anche se così fosse) è un beneficio di cui, allo stato attuale, potrebbe godere meno della metà della popolazione.
Scattando un'istantanea del presente, l'unica realtà è che il Paese si trova ora, e ci scusiamo per il gioco di parole, letteralmente su una montagna russa. E proprio quando i contagi sembravano aver toccato i minimi dallo scorso giugno, Omicron ha fatto rialzare la testa alla pandemia. Il percorso della curva dei contagi, che si sovrappone alla coda dell'ondata della variante Delta, sembra quindi segnato. Ciò che invece resta da capire e come si muoveranno le altre due curve; quella dei ricoveri e, soprattutto, quella dei decessi, considerato che in terra russa si stanno registrando in media oltre 670 morti al giorno nell'ultima settimana.