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BERNA - Ci vuole un cambio di direzione nella strategia anticovid del Consiglio federale. Lo chiedono due petizioni corredate da quasi 300 mila firme consegnate oggi alla Cancelleria federale da diversi esponenti dei partiti e movimenti "borghesi" tra cui il presidente dell'UDC Marco Chiesa, esponenti dei Giovani liberali-radicali e Giovani democentristi, nonché dell'Associazione per una svizzera neutrale e indipendente (ASNI).
Le critiche prendono di mira soprattutto il consigliere federale Alain Berset, responsabile della sanità. A detta dei promotori delle petizioni, la strategia del ministro friburghese del Partito socialista ha fallito. Le drastiche misure di protezione vanno revocate immediatamente.
In concreto: ristoranti, bar, negozi, strutture sportive e per il tempo libero vanno riaperte escogitando adeguati provvedimenti di protezione. Le persone a rischio vanno meglio protette tenendo conto dei loro bisogni, mentre i test vanno ampliati, così come le operazioni d'immunizzazione. Quasi 250 mila persone hanno sottoscritto questa petizione.
A questa richiesta si aggiungono circa altre 50 mila firme di un'altra petizione intitolata "Beizen für Büezer" ("Ritrovi per i lavoratori") con cui si chiede di poter almeno trasformare i ristoranti - ora chiusi - in mense provvisorie, così come avviene già col ristorante di Palazzo federale durante la sessione del Parlamento. Migliaia di persone sono costrette, secondo la petizione, a mangiare all'aperto durante la pausa di mezzogiorno senza un posto dove potersi riscaldare
Nelle scorse settimane sono state inoltrate varie petizioni nei Cantoni dal tenore analogo, soprattutto su iniziativa di politici UDC e PLR. A Zurigo, per esempio, una petizione domanda la revoca dell'obbligo di portare la mascherina nelle scuole per gli scolari sotto i 12 anni.