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L'appuramento bonale dei debiti mediante trattative private
La Legge federale sull'esecuzione e sul fallimento (LEF) offre alle persone che si trovano in una difficile situazione debitoria, la possibilità di avvalersi dell’istituto dell’appuramento bonale dei debiti mediante trattative private (art. 333 e segg. LEF).
Si tratta di un istituto che implica il coinvolgimento di un giudice e di un commissario.
La procedura e le caratteristiche dell’appuramento bonale sono le seguenti:
FONTI:
Si tratta di un istituto che implica il coinvolgimento di un giudice e di un commissario.
La procedura e le caratteristiche dell’appuramento bonale sono le seguenti:
- Il debitore inoltra al Pretore un’istanza per l’esecuzione di un appuramento bonale dei debiti.
- Nella domanda l’istante presenta lo stato dei suoi debiti e lo stato del suo patrimonio e dei suoi redditi.
- L’istante deve garantire le spese di procedura (nell’ordine di circa CHF 200.–).
- Il giudice concede una moratoria di al massimo tre mesi (a meno che l’appuramento bonale dei debiti con i creditori non appaia d’acchito irrealizzabile) e nomina un commissario che può essere proposto dal debitore stesso.
- La decisione del giudice può essere contestata dal debitore e dai creditori entro dieci giorni, appellandosi all’autorità giudiziaria superiore (Tribunale d’Appello; art. 334 cpv. 4, 294 cpv. 3 e 4 LEF; art. 319 CPC).
- Su domanda del commissario, la moratoria può essere prolungata al massimo fino a sei mesi. Essa può essere comunque revocata prima della sua scadenza quando l’appuramento bonale appare manifestamente impossibile.
- Durante la moratoria non è più possibile promuovere o proseguire esecuzioni (tutte le procedure esecutive, inclusi i pignoramenti, sono sospese). Fanno eccezione le esecuzioni per la riscossione dei contributi periodici di mantenimento in virtù del diritto di famiglia.
- Il commissario ha un ruolo attivo:
- assiste il debitore nell’elaborazione di una proposta di appuramento e conduce le trattative con i creditori in vista dell’accettazione di tale proposta.
- può essere incaricato dal giudice di vigilare sul debitore nell’esecuzione dell’appuramento bonale.
- Il debitore può sottoporre ai creditori una proposta di appuramento bonale con un dividendo, oppure richiedere una moratoria o formulare ogni altra misura per facilitare il pagamento del capitale o degli interessi.
- In alcuni cantoni vi sono possibilità di raggiungere un appuramento bonale se il debitore può saldare il 50% dei suoi debiti nell’arco di 2 – 3 anni con un reddito mensile che eccede il minimo vitale allargato e aumentato (minimo vitale aumentato del 20% e delle imposte correnti). In altri cantoni, il debitore deve poter saldare i ¾ dei suoi debiti in tre anni per mezzo della metà della parte disponibile di reddito. Un appuramento bonale dei debiti entra in considerazione se il debitore vive di un reddito sufficientemente stabile che superi sensibilmente il minimo vitale. I debiti non devono essere così “disperatamente” elevati e deve quindi esserci una frazione di reddito disponibile che permetta di offrire ai creditori un dividendo (dell’ordine del 30%) o anche un’estinzione del credito in un termine ragionevole di 3 anni (cfr. sentenze 5.5.2014 della Seconda Corte d’appello civile del Tribunale cantonale di Friborgo, consid. 3)
- Va infine chiarito che gli accordi raggiunti con i creditori sono contratti individuali. Non vi è infatti alcuna omologazione da parte del giudice. L’appuramento bonale non può quindi essere imposto ai creditori che non vi hanno aderito.
FONTI:
- Legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1);
- “Corso sulla legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (LEF)”, Mauro Mini, SUPSI 2005.