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Il parlamento zurighese ha dichiarato valida lunedì un’iniziativa popolare dell’Unione democratica federale (UDF) che vuole vietare l’aiuto al suicidio alle persone che vivono nel cantone da meno di un anno.
Da anni, molti malati provenienti dal mondo intero che vogliono porre fine ai loro giorni si rivolgono ad associazioni svizzere, come ad esempio la zurighese Dignitas, che da sempre ha fornito un’assistenza al suicidio anche agli stranieri.
Stando ad una stima, nel 2007 circa 400 persone hanno scelto la "dolce morte", un terzo delle quali erano domiciliate all’estero.
Questo "turismo della morte", come è stato definito da alcuni, ha suscitato numerose critiche e nel canton Zurigo l’Unione democratica federale (destra) ha lanciato un’iniziativa popolare per vietarlo.
Il governo cantonale aveva chiesto al parlamento di dichiarare il testo irricevibile, poiché riteneva violasse il diritto federale e il principio dell’uguaglianza di trattamento. Per invalidare l’iniziativa, ci sarebbe però voluta una maggioranza di due terzi dei deputati, maggioranza che lunedì non è stata raggiunta. La sinistra, i liberali radicali e i popolari democratici hanno seguito l’opinione del governo, mentre gli evangelici, l’Unione democratica di centro e naturalmente l’UDF hanno votato affinché l’iniziativa fosse sottoposta al giudizio del popolo.
Gli zurighesi potrebbero dover votare in autunno. Tuttavia contro la decisione del Gran Consiglio potrebbe ancora essere presentato un ricorso al Tribunale federale, la massima istanza giudiziaria svizzera.
La legislazione federale autorizza il suicidio assistito quando è praticato senza motivi egoistici. I cantoni non hanno margini di manovra per essere più restrittivi, ha ricordato il ministro zurighese di giustizia Markus Notter. Inoltre la Costituzione federale garantisce l’uguaglianza di trattamento.
Anche a livello federale, comunque, le norme potrebbero presto cambiare. Recentemente, infatti, il governo elvetico ha posto in consultazione due progetti di modifica legislativa per limitare o addirittura vietare il suicidio assisito.
swissinfo.ch e agenzie