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Il provvedimento del Consiglio di Stato di Ginevra non è legato alla vicenda di Abu Dhabi.
L'esecutivo gli aveva infatti tolto il Dipartimento dello Sviluppo economico dopo la pubblicazione di una valutazione provvisoria allarmante sulla gestione del personale.
GINEVRA - Il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet non riprenderà la guida del Dipartimento dello sviluppo economico (DDE). L'esecutivo cantonale ha così immediatamente messo in atto la prima raccomandazione emersa da una perizia commissionata all'ex giudice federale Jean Fonjallaz.
Il provvedimento del governo cantonale, tuttavia, non è legato alla vicenda che ha visto condannato l'ex PLR per accettazione di vantaggi per il suo viaggio con la famiglia ad Abu Dhabi.
Il Consiglio di Stato aveva tolto il DDE a Maudet dopo la pubblicazione di una valutazione provvisoria allarmante sulla gestione del personale nel dipartimento. Il rapporto finale, reso pubblico a dicembre, ha confermato le prime costatazioni. Fonjallaz è stato poi incaricato dal governo ginevrino di analizzare il funzionamento del DDE tra gennaio 2019 e ottobre 2020.
Il rapporto di Fonjallaz è stato presentato all'esecutivo lunedì, il giorno dopo il primo turno delle elezioni suppletive, ed è stato discusso dal Consiglio di Stato in corpore ieri. Oggi è stata resa pubblica una sintesi del rapporto nella quale Maudet viene decritto come «autoritario». Di fronte alla «crisi straordinariamente grave» in cui si è trovato il dipartimento all'inizio di ottobre, l'ex giudice federale ritiene che i dipendenti debbano essere protetti.
Secondo l'analisi di Fonjallaz, i problemi al DDE «sono principalmente il risultato della gestione del dipartimento». Maudet, rileva, ha imposto le sue opinioni sull'organizzazione dei dipartimenti di cui era responsabile, senza cercare mai l'appoggio dei suoi subordinati.
L'ex giudice federale ha fatto delle raccomandazioni che sono state tutte accettate dal Consiglio di Stato. La prima è il personale del DDE non dovrebbe essere integrato in un dipartimento diretto ancora da Pierre Maudet, in caso di una nuova elezione dell'ex PLR. Non è infatti concepibile - spiega Fonjallaz - che queste persone siano di nuovo dirette dal magistrato.
Infine, secondo Fonjallaz il DDE «sembra essere stato abbandonato a se stesso, almeno durante i primi mesi della crisi economica legata alla crisi sanitaria».
Durante un incontro con la stampa, la presidente del Consiglio di Stato di Ginevra, Anne Emery-Torracinta, ha sostenuto che il rapporto di Fonjallaz conferma la diagnosi fatta in precedenza e ne riprende gli elementi essenziali. Il rapporto è il risultato di 400 ore di lavoro.
In un post su Facebook, Maudet si è detto soddisfatto che il rapporto dell'ex giudice federale metta in chiaro una serie di punti. L'analisi, secondo l'ex PLR, sottolinea anche che non c'è stato alcun uso di risorse statali per scopi privati «contrariamente a quanto scritto» dall'autore delle prime valutazioni. Il consigliere di Stato riconosce dei casi di disagio fra i dipendenti, che deplora, e che erano dovuti «alle elevate esigenze dei miei dirigenti in un contesto di crisi acuta».
Fontanet rimane a capo del DDE - A capo del DDE rimarrà Nathalie Fontanet fino a quando non ci sarà la nuova ripartizione dei dipartimenti, prevista per il prossimo 30 aprile.
Maudet, nonostante le sue vicende giudiziarie, è tra i quattro candidati che si presenteranno al secondo turno delle elezioni suppletive - che si svolgeranno il prossimo 28 marzo - al Consiglio di Stato di Ginevra. Il politico, espulso dal PLR, si è dimesso a fine ottobre e si è ricandidato per il suo stesso seggio da indipendente.
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«Non voglio essere etichettata semplicemente come la moglie di un giocatore. Penso che le persone non sappiano quanto ho studiato, lavorato e combattuto».