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Ricostruite le migrazioni umane avvenute in Asia e in America circa 13mila anni fa grazie al Dna dell'Helicobacter pylori, un batterio presente nello stomaco di due terzi della popolazione mondiale e responsabile di alcuni casi di ulcera gastrica e di rari tumori allo stomaco. Il risultato, pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, si deve al gruppo dell'Università di Ferrara guidato da Silvia Ghirotto e Andrea Brunelli, del dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie.
Sulle tracce dell'Helicobacter pylori, i ricercatori hanno ricostruito i processi evolutivi e demografici umani. “Il legame tra questo batterio e la nostra specie è molto antico; la prima infezione documentata infatti è avvenuta in Africa circa centomila anni fa, prima che i nostri antenati lasciassero il continente per colonizzare il resto del mondo. Il batterio è stato quindi presente nei nostri stomaci durante tutta la nostra storia evolutiva”, osserva Ghirotto. Di conseguenza, “la variabilità genetica del batterio riflette quella del suo ospite”. Nello studio sono stati raccolti più di 500 campioni di Helicobacter pylori provenienti da biopsie gastriche d'individui da 16 diverse popolazioni asiatiche e americane. Unite alle informazioni presenti in letteratura, il team ha ottenuto un dataset di oltre mille sequenze batteriche rappresentative della variabilità mondiale di Helicobacter pylori.