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Evo Morales potrà godere dell’asilo politico in Messico. Lo ha annunciato lunedì alla stampa locale il ministro degli affari esteri messicano, Marcelo Ebrard, stando al quale il suo paese ha accolto la richiesta inoltrata dall’ex presidente boliviano. Secondo quanto reso noto dalle autorità, “la sua vita e la sua integrità fisica sono minacciate e pertanto la sua domanda è stata accettata”.
- Notiziario delle 23.00 dell'11 novembre 2019
L’ex uomo forte di La Paz, deposto alla vigilia di quello che molti è considerano un vero e proprio colpo di Stato, aveva formalizzato la richiesta poche ore prima.
Intanto in Bolivia regna un clima di incertezza, caos istituzionale e vuoto di potere dopo la giornata di domenica che ha portato alle dimissioni del presidente. Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, barricate e saccheggi sono avvenuti anche lunedì. In mancanza di una indicazione esplicita costituzionale e di fronte all'uscita di scena di tutte le massime cariche dello Stato legate al governativo Movimento al socialismo, la guida ad interim è passata nelle mani della seconda vicepresidente del Senato, Jeanine Anez, che dovrebbe traghettare il paese verso nuove elezioni. Elezioni salutate positivamente dalla Svizzera che, attraverso il Dipartimento federale degli affari esteri, ha invitato i partiti a “rinunciare alla violenza” e chiesto alle forze dell’ordine di “rispettare i diritti umani”.