Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01095.jsonl.gz/400

Greenpeace, dopo il fallimento alle Nazioni Unite, chiede al Consiglio federale di agire
BERNA / NEW YORK - Le organizzazioni ambientaliste reagiscono con indignazione al fallimento dei negoziati per un trattato dell'Onu sulla protezione dell'alto mare. Greenpeace Svizzera chiede al Consiglio federale di cercare nuove strade con «altri Stati ambiziosi per proteggere gli oceani dalla pesca eccessiva, dall'estrazione mineraria in alto mare e da altre violazioni».
È triste che la comunità internazionale non sia riuscita a raggiungere un accordo, scrive oggi Greenpeace in un comunicato. «I nostri oceani hanno urgentemente bisogno di aree protette, in modo da poter garantire i mezzi di sussistenza per noi stessi e per le generazioni future».
Secondo un'altra organizzazione ambientalista, il WWF, il ritardo del trattato Onu sta portando a un «ulteriore deterioramento della salute degli oceani». Sono stati compiuti progressi in molte aree. Ma per raggiungere un accordo, i capi di Stato e di governo dei Paesi coinvolti dovranno lavorare di più.