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LONDRA - Il sesso deve essere un’esclusiva delle coppie sposate eterosessuali. O perlomeno questa è la posizione della Chiesa anglicana, che nelle sue più recenti linee guida pastorali chiede invece ai coniugi uniti civilmente - siano essi di orientamento eterosessuale o omosessuale - di astenersi da qualsiasi pratica di natura sessuale.
Il Civil Partnership Act nel Regno Unito è entrato in vigore nel 2005. Nel 2018, la Corte Suprema ha stabilito che l’applicazione della legge non poteva essere rivolta solo a coppie dello stesso sesso. La legge è stata quindi emendata e proprio lo scorso mese è stata registrata la prima unione civile mista.
«Per i cristiani, il matrimonio - che consiste nell’unione vita natural durante fra un uomo e una donna, stipulata attraverso lo scambio di voti sull’altare - rimane il contesto adeguato per l’attività sessuale», si legge nelle conclusioni della Camera dei vescovi, che intende «mantenere questo standard» nel suo approccio al contesto delle unioni civili, che devono fare proprio il «valore di un’amicizia devota e sessualmente astinente». E questo perché «le relazioni sessuali all’esterno del matrimonio omosessuale sono viste come un non essere all’altezza degli obiettivi che Dio ha per gli essere umani».