Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01179.jsonl.gz/627

Il miliardario Joe Mansueto ha rilevato, nel corso del mese di luglio 2021, il 100% della società F.C. Lugano SA. I suoi uomini nella società sono Martin Jean-Daniel Blaser, membro del cda, e Georg Heitz, pure membro del cda[1].
Mansueto è pure proprietario al 100% della società di calcio Chicago Fire Football Club. L’acquisto si è realizzato in due momenti. Nel 2018, è stata acquistata una quota del 49%. Poi, nel 2020, è stato acquistato il restante 51%. Secondo Forbes[2], il primo pacchetto sarebbe costato 240 milioni di dollari, il secondo 204 milioni di dollari. Complessivamente avrebbe dunque speso circa 450 milioni di dollari. Forbes aveva valutato il valore complessivo della società a 245 milioni di dollari, non riuscendo a spiegarsi come mai Mansueto abbia pagato ancora una cifra di 200 milioni di dollari per l’ultima e decisiva quota. A titolo di confronto, Andrew Hauptman, colui che ha venduto la società a Mansueto, aveva acquistato il club dalla AEG del miliardario Philip Anschutz per 35 milioni di dollari nel 2007. È vero che i club della MLS stanno conoscendo un potente processo di valorizzazione sul mercato finanziario americano. In questo senso, per Mansueto il calcio è chiaramente un campo d’investimento: «la ricerca sui tifosi che abbiamo condotto ha dimostrato che Chicago è uno dei primi due o tre mercati calcistici del Nord America. Abbiamo visto il successo dei MLS All-Star Games, delle partite di Gold Cup e Coppa America, perciò siamo convinti che il mercato esista. I Chicago Fire devono lavorare sodo per riconquistare l’interesse per il club»[3]. E se non fosse abbastanza chiaro: «In primo luogo, posso affermare che l’idea di acquistare i Chicago Fire rappresenta un investimento legato alla finanza, così come alla passione. Sono uno a cui piace investire nei miei interessi. Il calcio rappresenta una passione, ma a medio-lungo termine diverrà un investimento. La Major League Soccer sta recuperando il terreno perso nei confronti di molte altre nazioni, sia in termini di popolarità, sia di potenziale economico, ragion per cui, da una prospettiva finanziaria, ritengo che investire nel “soccer” abbia molto senso»[4]. Anche se non è materia di questo contributo, rimane da capire l’interesse finanziario legato all’acquisizione del FC Lugano. Che Mansueto voglia usare il FC Lugano come piattaforma dove far maturare i giovani talenti del Chicago Fire Football Club (CFFC) oppure dei giovani che Mansueto andrà a comprare in giro per il mondo, è sicuramente una spiegazione plausibile. Rimane il fatto che questo obiettivo poteva essere raggiunto senza spendere milioni di franchi, semplicemente firmando un accordo di collaborazione, sulla base del quale, per esempio, il CFFC fornirebbe giocatori al FC Lugano, garantendo il pagamento del loro salario. Sicuramente una formula meno onerosa. Accettiamo che attualmente le vere intenzione di Mansueto attorno al FC Lugano ci sfuggano…
I primi investimenti di Mansueto nel business del soccer
Appena entrato nella società JM ha preso subito delle decisioni importanti in termini d’investimento. Questo si suddividono sostanzialmente in due tronconi. La costruzione di un nuovo centro di allenamento e amministrativo per i Chicago Fire e il rilancio globale del club in perdita di velocità sia dal punto di vista sportivo che economico, rilancio il cui perno è la questione dello stadio.
Il nuovo centro del club
A giugno 2021 i media di Chicago hanno informato circa l’intenzione del club di realizzare un nuovo centro di allenamento, nel quale troverebbero posto anche gli spazi amministrativi della società.
Il luogo prescelto è l’Hanson Park, un centro scolastico, situato nel comune di Belmont Cragin, alla periferia nord di Chicago. Il progetto, che dovrebbe partire a inizio 2022, occuperebbe un’area di 130’000 m2 (13 ettari) e prevede la realizzazione di sette campi da calcio (3 in sintetico), la ristrutturazione del piccolo stadio Hanson da 2’000 posti per permetterne anche un’utilizzazione in inverno (grazie a una cupola gonfiabile), parcheggi e un palazzetto amministrativo di 3 piani. L’operazione dovrebbe costare attorno ai 90 milioni di dollari (83 milioni di franchi), senza richiedere sovvenzioni pubbliche. Un rapporto con il pubblico esiste. Infatti questo centro si collocherebbe all’interno della proprietà detenuta dalla Chicago Public Schools e della contea di Cook. L’idea di Mansueto è quella di concludere un contratto di locazione per il terreno, permettendo inoltre l’uso di una parte delle infrastrutture al pubblico e alle tre scuole della comunità.
Il rilancio del “brand” CFFC e l’annosa questione dello stadio
Conformemente all’obiettivo di rendere redditizio l’investimento realizzato, JM e soci hanno dovuto concentrarsi sul rilancio complessivo del “brand” Chicago Fire Football Club (CFFC). Infatti, il club, sia dal punto di vista sportivo – dal 2013 ristagna nella parte bassa della classifica e negli ultimi 9 anni ha partecipato solo due volte ai play-off -, che da quello “commerciale” – nel 2019 aveva il numero medio di spettatori fra i più bassi della MLS -, non sta attraversando un periodo positivo. Fra le diverse misure prese, il problema dello stadio è sicuramente quello più importante.
La Major League Soccer (MLS) nel decennio precedente ha spinto con estremo vigore i club a investire nella costruzione di stadi specificamente dedicato al gioco del calcio. Tendenza che oggi si è molto affievolita. La vecchia proprietà dei CFFC ha abbracciato questa politica. Dal 1998, anno di fondazione, fino al 2001 e poi ancora dal 2003 al 2005, il CFFC ha giocato nello stadio “Soldier Field” ubicato a Chicago, stadio da 61’500 posti condiviso con la squadra di football americano (NFL) Chicago Bears.
Nei primi anni 2000, la società CFFC intavola delle trattative per giocare in uno stadio specifico per il gioco del calcio. In questo senso, la cittadina di Bridgeview, 15-20’000 abitanti situata nella contea di Cook, Illinois, a circa 25 km a sud di Chicago, si è proposta di costruire lo stadio. I termini generali del contratto prevedevano che la gestione delle attività sportive e non (spettacoli) e i relativi teorici introiti sarebbero andati al comune di Bridgeview. Inoltre, il Chicago Fire Football Club avrebbe pagato un affitto a lungo termine per l’uso dello stadio. È così che l’11 giugno 2006 è inaugurato lo stadio Toyota Park (dal 2018 diventa SeatGeek Stadium) con una capienza di 20’000 posti e un costo di circa 98 milioni di dollari, interamente a carico della cittadinanza di Bridgeview. Dal 2006, quindi, il CFFC inizia ad allenarsi e a giocare in questo nuovo stadio[5]. L’operazione dal punto di vista finanziario si rivelerà essere una catastrofe per le finanze della cittadina, la quale accumula negli anni un debito che si aggira oggi attorno ai 260 milioni di dollari.
Anche dal punto di vista sportivo la permanenza nello stadio di periferia è considerato dalla nuova proprietà Mansueto come un dei problemi principali che hanno condotto il club nelle cattive acque citate in precedenza. In particolare, la nuova dirigenza considera che l’ubicazione fuori Chicago dello stadio si stata decisiva nell’alimentare il calo del pubblico alle partite del CFFC e, quindi, in una logica di rilancio – sportiva e reddituale – è fondamentale ritornare nella città di Chicago. È così che per il 2020, Mansueto e compagni hanno trovato un accordo per rompere il contratto di affitto a lungo termine per lo stadio della città di Bridgeview. In sostanza, il CFFC pagherà subito 10 milioni di dollari, più altri 5 milioni per le opere di ristrutturazione necessarie. Infine, pagherà fino al 2036 la cifra di 50,5 milioni di dollari. Lo stadio SeatGeek Stadium continuerà a essere usato per gli allenamenti del CFFC. La fattura totale sarà dunque di 65,5 milioni di dollari in 16 anni. A queste spese bisognerà aggiungere quelle dell’affitto dello stadio Soldier[6] Field, il costo delle spese operative durante le partite (mentre gli incassi dai biglietti, parcheggi, merchandising saranno condivise con la città di Chicago). E questo solo per tornare a giocare nel vecchio stadio di Chicago…
Per Joe Mansueto la priorità assoluta è quella di riportare la squadra a Chicago (maggiori visibilità, pubblico, sponsoring, ecc.), non quella di costruire un nuovo stadio, né di avere uno stadio esclusivamente dedicato al gioco del calcio. Addirittura, nell’immediato, considera marginale il fatto che il vecchio Soldier Fiel possa contenere 61’500 spettatori mentre l’affluenza media nel 2019 per le partite del CFFC è stata di 17’439[7] spettatori (peggior affluenza dell’intera MLS). Nel luglio del 2021, alla domanda se lo stadio da football americano di Chicago fosse una buona soluzione, Mansueto ha risposto che l’opzione è quella di «conviverci per un po’ e poi vediamo come ci sentiamo. Se scopriamo che è in qualche modo carente o che si rende necessario migliorarlo per i fan, penso che siamo certamente aperti a un cambiamento. Ma in questo momento, non è questo l’obiettivo»[8]. Una posizione coerente, espressa anche nel 2019: «In questo momento l’obiettivo è il Soldier Field, facciamolo funzionare. (…) Ma detto questo, abbiamo la possibilità lungo la strada di considerare se vogliamo uno stadio specifico per il calcio. Ma non facciamo il passo più lungo della gamba, facciamo in modo che il Soldier Field sia un successo e poi valutiamo i dati che emergeranno»[9].
Joe Mansueto e la questione del PSE
Nel mare della propaganda, è importante sottolineare che la questione del PSE, del suo referendum, non ha avuto alcun impatto nel processo di acquisizione del FC Lugano. È lo stesso miliardario americano ad affermarlo senza ambiguità: «Noi ovviamente siamo ottimisti e supportiamo la Città in merito. Ma avremmo investito a prescindere, perché ci è piaciuto questo club e ci è piaciuta la sua storia. Ma è chiaro che la prospettiva di avere un nuovo impianto è ottima»[10]. Ovviamente, chiunque acquisti una squadra di calcio e si trovi fra le mani gratuitamente un nuovo stadio sarebbe felice. La citazione sottolinea che nelle strategie dell’imprenditore americano, il referendum sul PSE non costituisca assolutamente un problema determinante. Anche perché, se così fosse, non si capirebbe per quale motivo Mansueto, avveduto capitalista, avrebbe speso una decina di milioni di franchi prima di conoscere l’esito della votazione popolare. Avrebbe potuto tranquillamente aspettare l’esito delle urne prima di prendere una decisione definitiva. Invece, l’interesse per il club luganese l’ha spinto a considerare secondaria la questione della costruzione del nuovo stadio. Addirittura, il miliardario statunitense ha affermato di essere estremamente positivo «riguardo al fatto che il referendum non bloccherà la costruzione della struttura. Cosa succederebbe se non fosse così? Per il momento non abbiamo un piano B»[11]. In linea con il suo modo di agire anche oltreoceano, ossia di affrontare una questione per volta.
È molto più probabile, comunque, che Mansueto abbia perfettamente capito, anche perché non coinvolto con interessi diretti nella speculazione immobiliare del PSE (a differenza dell’ex proprietario del FC Lugano, Angelo Renzetti), la questione di fondo: lo stadio (e il palazzetto dello Sport) sarà in ogni caso realizzato, nuovo o ristrutturando quello esistente. Più in generale, il miliardario americano è in chiaro sul fatto che questa questione potrà trovare una soluzione anche in caso di vittoria del referendum.
Partendo da questo presupposto, si possono aprire diversi scenari. Quello più probabile: stadio e palazzetto vengono costruiti secondo il progetto attuale, senza i contenuti speculativi. Il secondo, ovvero che le due strutture sportive siano ridiscusse sulla base di un nuovo progetto molto meno oneroso. In particolare, l’opzione di ricostruire lo stadio sulla superficie dell’attuale, quindi abbandonando anche l’idea del Maglio (spostamento di terreni da gioco, ecc.), e realizzando il palazzetto, per esempio, nel grande sterrato a ridosso della Gerra.
Contrariamente alle menzogne degli speculatori e sostenitori del PSE, l’eventuale vittoria del referendum non interrerà la questione dello stadio per i prossimi 10 o 15 anni. Infatti, adesso c’è un investitore americano, abituato a ragionare sulla base di elementi concreti e che, soprattutto, ha iniettato milioni nell’acquisto del FC Lugano e tanti dovrà metterne per la gestione del club. Quindi è sicuro che la questione dello stadio la vorrà affrontare in tempi molto rapidi.
Partendo da queste constatazioni si aprono di fatto diverse ipotesi: la costruzione dello stadio potrebbe essere interamente finanziata dal gruppo Mansueto (e sicuramente costerebbe molto meno dell’attuale progetto…) con la città che assicura i costi di gestione e manutenzione (ordinaria e straordinaria). Oppure, il contrario: la città costruisce lo stadio ricorrendo al mercato dei prestiti obbligazionari, abbattendo dunque i costi finanziari dell’operazione, e la proprietà americana assicura i costi di gestione e di manutenzione. Oppure, un’operazione d’investimento mista (con maggioranza in mano alla città), sia a livello di costi di costruzione della nuova opera che della sua gestione. Gli scenari possono essere molti.
Ma questa discussione e queste ipotesi potranno partire solo dopo il NO al PSE il prossimo 28 novembre!
[1] Sia il Chicago Fire Football Club che la F.C. Lugano SA sono controllate dalla Walden Football LLC, di proprietà di Joe Mansueto.
[2]read://https_www.forbes.com/?url=https%3A%2F%2Fwww.forbes.com%2Fsites%2Fchrissmith%2F2019%2F09%2F13%2Fbillionaire-joe-mansueto-completes-purchase-of-chicago-fire-at-400-million-valuation%2F%3Fsh%3D383a2c7d4709
[3] https://www.thestadiumbusiness.com/2019/10/09/chicago-fire-seals-return-soldier-field/
[4]https://www.laregione.ch/sport/calcio/1528380/calcio-chicago-mansueto-miliardario-league-sport-mondo-dollari-licenza-lugano
[5] A partire dal 2016, lo stadio ospita le partite della squadra di calcio femminile del Chicago Red Star, militante nella National Women’s Soccer League (NWSL),
[6] Il contratto di locazione, firmato nel 2019, prevede una prima durata di 3 anni, rinnovabile per altre due volte sempre per 3 anni, dopodiché la possibilità di rinnovare annualmente per altre due volte. In totale, il contratto di affitto potrebbe durare 11 anni.
[7] Dati tratti da: https://www.worldfootball.net/attendance/usa-major-league-soccer-2019/3/
[8] https://chicago.suntimes.com/2021/7/24/22590856/fire-committed-to-soldier-field-looking-to-make-it-work-at-lakefront-venue
[9]https://www.sportbusiness.com/2019/09/chicago-fire-pushes-restart-button-with-new-owner-and-soldier-field-move/
[11] https://www.tio.ch/sport/calcio/1529933/lugano-chicago-mansueto-citta-joe-mondo