Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/166123

<h2>SubmittedText<h2><p>Il gruppo di lavoro per i valori limite delle sostanze dannose alla salute ha l'intenzione di ridurre dall'inizio del 2017 la concentrazione massima sul posto di lavoro (MAC) della polvere di quarzo inalabile dagli attuali 0,15 milligrammi par metro cubo a 0,1 o addirittura 0,05 milligrammi per metro cubo. La riduzione è motivata con i risultati di esperimenti di laboratorio eseguiti negli USA e in Cina che dimostrerebbero che la polvere di quarzo non può causare soltanto la silicosi, ma anche il cancro ai polmoni. Tuttavia, né la SUVA né la Lega polmonare svizzera sono a conoscenza di casi di cancro dovuti alla polvere di quarzo. E la silicosi è praticamente sparita.</p><p>Le misurazioni svolte dalla SUVA tra il 2000 e il 2010 (1129 misurazioni) per tutte le tecniche di scavo in uso hanno rilevato che nella stragrande maggioranza dei casi la MAC di 0,15 milligrammi per metro cubo non ha potuto essere rispettata. Secondo la legge sull'assicurazione contro gli infortuni (art. 82 cpv. 1), per prevenire gli infortuni professionali e le malattie professionali, il datore di lavoro deve prendere tutte le misure necessarie per esperienza, tecnicamente applicabili e adatte alle circostanze. Ma nelle opere sotterranee svizzere un'ulteriore riduzione è semplicemente impossibile dal punto di vista tecnico, indipendentemente dall'impegno che vi si profonderebbe. Gli imprenditori svizzeri attivi nel settore si troverebbero dunque a dover decidere se continuare a costruire, trasgredendo per forza di cose la nuova direttiva, o sospendere le loro attività.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. A quanto stima l'utilità di una riduzione del valore limite della polvere di quarzo da 0,15 milligrammi per metro cubo a 0,1 o addirittura 0,05 milligrammi per metro cubo?</p><p>2. Quanti casi di silicosi dovuta al quarzo sono stati registrati in Svizzera negli ultimi 20 anni?</p><p>3. A quanto stima, in base all'esperienza, il rischio di cancro dovuto alla polvere di quarzo con una MAC di 0,15 milligrammi per metro cubo?</p><p>4. Condivide l'opinione che allo stato attuale della tecnica una MAC di 0,1 o addirittura 0,05 milligrammi per metro cubo non è applicabile?</p><p>5. Condivide l'opinione che, allo stato attuale della tecnica, già la MAC vigente di 0,15 milligrammi per metro cubo è impossibile da rispettare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Confederazione ha conferito alla SUVA la competenza di emanare direttive sui valori limite nei posti di lavoro come previsto nell'articolo 50 capoverso 3 dell'ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali (OPI; RS 832.30). La concentrazione massima sul posto di lavoro (MAC) vigente per la polvere di quarzo è di 0,15 milligrammi per metro cubo. Nel caso del quarzo la MAC mira innanzitutto a evitare l'insorgenza della silicosi e del cancro ai polmoni. Per la polvere di quarzo, diversi comitati esteri propongono valori limite più bassi rispetto alla MAC vigente in Svizzera. Per questo motivo la SUVA sta verificando se il valore limite in Svizzera protegga sufficientemente la salute dei lavoratori.</p><p>Nel fissare il valore limite della polvere di quarzo non si deve tenere conto unicamente della grandezza del valore, bensì anche delle ripercussioni di un'esposizione protratta nel tempo. Il quarzo non produce effetti tossici acuti; le sue conseguenze nocive sulla salute si manifestano solo a distanza di diversi anni dall'esposizione. Si parla di effetto tossico cumulativo. In base allo stato attuale della ricerca e delle valutazioni nei diversi Paesi, si sta riflettendo se non sia il caso di adottare una nuova MAC per il quarzo che corrisponda al valore medio sul lungo periodo. Il nuovo valore limite sarà fissato d'intesa con la commissione svizzera per i valori limite dell'Associazione mantello delle società specializzate nella sicurezza e nella protezione della salute sul lavoro (Suissepro). Il beneficio di un'eventuale riduzione del valore limite potrà essere valutato solo alla conclusione dell'analisi.</p><p>2. Tra i casi di silicosi rilevati tra il 1995 e il 2014, la SUVA ha constatato che 343 erano correlati a un'attività lavorativa, il che corrisponde a una media di 17,2 casi (più-meno 3,7) all'anno. In questo periodo non è stato osservato un aumento o una diminuzione significativi del numero di casi.</p><p>3. Visto che un'esposizione alla polvere di quarzo può provocare il cancro ai polmoni e solo raramente altri tipi di tumore, i dati statistici seguenti non tengono conto di questi ultimi. Un nesso tra cancro ai polmoni e polvere di quarzo è riconoscibile solo se il tumore insorge contemporaneamente a una silicosi. Nel periodo summenzionato, a 25 delle 343 persone affette da silicosi è stato diagnosticato questo tipo di tumore la cui correlazione con l'attività lavorativa è stata riconosciuta dalla SUVA. Si tratta di 1,3 casi (più-meno 1,0) di cancro ai polmoni in media all'anno connessi alla polvere di quarzo. Nel periodo considerato non si registrano né aumenti né diminuzioni significativi. Come per la silicosi, il periodo di latenza per il cancro ai polmoni è di 15 anni.</p><p>4. Occorre prima di tutto precisare che la riduzione della MAC è ancora in fase di valutazione. La quantità di polvere di quarzo liberata dipende fortemente dal tipo di roccia da frantumare. Se la roccia è potenzialmente in grado di liberare una grande quantità di polvere di quarzo, anche riducendone la MAC e continuando ad adottare le misure tecniche usuali non è più possibile garantire la sicurezza dei lavoratori. Ciò significa che occorrerebbe modificare i macchinari e gli apparecchi attualmente impiegati nelle opere sotterranee, un ambito in cui è possibile realizzare miglioramenti. Fino ad allora, i lavoratori dovrebbero proteggersi con respiratori antipolvere individuali.</p><p>5. Sulla base dei dati attualmente disponibili, non si può affermare che la MAC della polvere di quarzo per le opere sotterranee non possa essere rispettata, o lo possa essere solo raramente, poiché le misurazioni non sono eseguite periodicamente, ma solo in caso di sospetto di superamento della concentrazione massima ammessa. Parimenti, le misurazioni svolte si basano su una selezione di eventi negativi e non possono pertanto essere considerate rappresentative.</p><p>Le esperienze degli ultimi venti anni mostrano che il rispetto della MAC di 0,15 milligrammi per metro cubo è certamente realistico. In questo periodo le misure di protezione hanno permesso di registrare costanti miglioramenti. Ad esempio, nell'ambito di un gruppo di lavoro diretto dalla Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC) e in collaborazione con il gruppo specializzato per lavori in sotterraneo (GLS), sono state analizzate nel dettaglio le ragioni dell'esposizione alla polvere di quarzo e definite misure per la riduzione dei rischi. Le conoscenze acquisite sono state integrate direttamente nelle soluzioni settoriali preparate dal settore principale della costruzione.</p>  Risposta del Consiglio federale.