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Il contratto di matrimonio documenta gli impegni presi all'atto del fidanzamento tra i due Samaritani Temima, figlia di Isacco, figlio di ha-Levi Amram e Abramo, figlio di Giuseppe Denufta (ha-Dinfi). I Samaritani adottarono questa usanza rabbinica nonostante si riferiscano solo al Pentateuco, riconoscano solo Mosè come profeta e la Torah non prescriva che i diritti della moglie siano garantiti da una ketubah. Essi fanno affidamento sull'Esodo 21.9 e 22.16, dove si accenna ad una sorta di dote. La lingua è un ebraico samaritano in scrittura samaritana, che ricorda l'antica scrittura ebraica. Secondo l'interpretazione rigorosa del secondo comandamento, la ketubah è decorata unicamente con motivi floreali e geometrici in colori vivaci.
Online dal: 04.10.2018