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Lo Swiss Market Index segnava un valore in crescita dello 0,55% a 11'287 punti, mai toccati in precedenza, poco dopo l'apertura della seduta di oggi, martedì, ed ha poi guadagnato ancora terreno. Questo sulla scia della ripresa economica statunitense e delle prospettive di uscita dalla pandemia, che lunedì hanno messo le ali anche a Wall Street. Da inizio anno l'incremento supera il 5%.
Mentre altri indici, come il Dow Jones e il Nasdaq di New York o il DAX tedesco, passano già da qualche tempo da un primato all'altro, finora la Borsa svizzera non aveva ancora superato il suo record storico di 11'270 punti stabilito nel febbraio del 2020, appena prima della pandemia.
Questo per motivi tecnici - le diverse modalità di calcolo - ma anche per la struttura dell'indice dei 20 maggiori titoli quotati a Zurigo. Il 60% della capitalizzazione è legato infatti alle multinazionali farmaceutiche Roche e Novartis e al colosso alimentare Nestlé, i cui titoli sono considerati "difensivi". Inoltre, la crescita era stata frenata ultimamente dall'azione del Credit Suisse, penalizzata dalle disavventure con i fondi Archegos e Greensill.
La fase positiva degli indici borsistici non dovrebbe essere prossima alla fine: le banche centrali potrebbero mettervi un freno con una politica monetaria più restrittiva, che però non sembra dietro l'angolo. In un'intervista uscita nel fine settimana, il presidente della BNS Thomas Jordan ha dichiarato che una stretta sarebbe prematura, visto che l'inflazione è ampiamente sotto controllo.
- Notiziario 10.00 del 25.05.2021 Record per lo SMI