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Il processo contro Jacques Chirac, il primo in Francia a un ex capo dello Stato, si è aperto oggi al tribunale di Parigi senza il diretto interessato. A quasi 79 anni, l'ex presidente, che soffre di disturbi neurologici, deve rendere conto alla giustizia di appropriazione indebita e falso in atto pubblico negli anni in cui è stato sindaco della città di Parigi.
In una lettera acclusa alle perizie, inviata venerdì ai giudici, l'ex presidente aveva ammesso di non essere nel pieno delle sue facoltà, ma di voler comunque andare fino in fondo al procedimento. In questa lettera, Chirac aveva anche chiesto al giudice di farsi rappresentare dai suoi avvocati. Nell'udienza di oggi, il tribunale deve dunque stabilire se il processo potrà andare avanti anche senza Chirac oppure se sarà rinviato a nuova data.
"È chiaro che un processo in assenza di Jacques Chirac perde gran parte del suo interesse, ma in quanto volontà del presidente io mi rimetto alla decisione del tribunale", ha riferito uno degli avvocati dell'ex capo dello Stato, Georges Kiejman, prima di entrare in aula.
Nello stesso affaire, detto degli "impieghi fittizi" al comune di Parigi, era già stato condannato nel 2004 anche l'attuale ministro degli Esteri, Alain Juppé, che figura come testimone di una parte civile nel processo contro Chirac. "Se il tribunale volesse ascoltarmi, naturalmente andrò", ha dichiarato Juppé.
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