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Comunicato stampa
Strisce reattive per il controllo della glicemia: ridotti gli importi massimi rimborsabili
Un passo nella giusta direzione ma il traguardo resta lontano
Con la riduzione degli importi massimi rimborsabili per le strisce reattive per il controllo della glicemia, il Consiglio federale ha dato seguito alla richiesta di santésuisse di adeguare i prezzi al livello europeo, decisamente molto inferiore a quello svizzero. Con rapidi adeguamenti dei prezzi per prodotti con elevata cifra d'affari - come i prodotti assorbenti per l'incontinenza e il noleggio degli apparecchi per terapia respiratoria - si potrebbero inoltre risparmiare molti milioni a favore di chi paga i premi.
Annunciando di voler abbassare notevolmente gli importi massimi rimborsabili per le strisce reattive per il controllo della glicemia a partire dal 1° luglio 2018 e dal 1° gennaio 2019, il Dipartimento federale dell’interno (DFI) ha dato in larga misura seguito alla richiesta di santésuisse di adeguare gli importi rimborsabili a livello europeo. La riduzione dei prezzi per le strisce reattive avverrà in due scaglioni e toccherà il 30 per cento complessivamente. santésuisse aveva chiesto di abbassare i prezzi al 1° luglio 2017. Per i tre gruppi di prodotti che figurano nell'elenco dei mezzi e degli apparecchi (EMAp) che fanno registrare una forte cifra di affari - ossia i mezzi ausiliari per l'incontinenza e i cateteri, gli apparecchi per misurare la glicemia e il noleggio degli apparecchi per terapia respiratoria - santésuisse ha calcolato un possibile risparmio di 34 milioni di franchi rispetto ai prezzi praticati all'estero.
Adeguamento dei prezzi a rilento
Nessun taglio ancora invece negli altri due ambiti per i quali nell’aprile 2017 santésuisse aveva chiesto all'UFSP di intervenire con misure adeguate, e cioè: i prodotti assorbenti per l'incontinenza e i cateteri, per i quali sussiste un potenziale di risparmio medio del 24 per cento o di 17 milioni di franchi e, in secondo luogo, il gruppo che comprende il noleggio degli apparecchi per terapia respiratoria, il cui prezzo eccessivo può essere ridotto di un terzo, ovvero di 3,2 milioni di franchi.