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Le disposizioni svizzere in materia di assistenza amministrativa disciplinano la trasmissione di informazioni da parte della FINMA ad autorità di vigilanza sui mercati finanziari estere. La FINMA è al terzo posto a livello mondiale per numero di richieste di assistenza amministrativa internazionale. La maggior parte di queste riguarda la vigilanza sui mercati, tra cui le questioni riguardantilo sfruttamento di informazioni privilegiate, la manipolazione del mercato e la violazione degli obblighi di comunicazione. Inoltre, la FINMA riceve spesso richieste concernenti la garanzia di un’attività irreprensibile.
Richieste di assistenza amministrativa ricevute da autorità estere: richieste di assistenza amministrativa concluse, suddivise per Paese (assistenza amministrativa prestata), 2014–2015
La FINMA è autorizzata a trasmettere le informazioni e i documenti non accessibili al pubblico ad autorità di vigilanza sui mercati finanziari estere solo se tali autorità sono vincolate al segreto d’ufficio o al segreto professionale (principio di confidenzialità) e le informazioni sono utilizzate esclusivamente per l’esecuzione delle leggi sui mercati finanziari o sono ritrasmesse a tale scopo (principio di specialità) (art. 42 cpv. 2 LFINMA).
Se le informazioni da trasmettere riguardano singoli clienti, la FINMA subordina la trasmissione all’accordo di questi ultimi. Se il cliente si oppone alla trasmissione dei dati, la FINMA emana una decisione impugnabile. In questo caso, il cliente può opporsi alla trasmissione dei dati nell'ambito di una procedura amministrativa (art. 42a cpv. 2 LFINMA). La trasmissione dei dati non viene effettuata solo se il Tribunale amministrativo federale (TAF) accoglie il ricorsoIl TAF decide in ultima istanza.
La FINMA prescinde dall’informare in via preliminare i clienti interessati se l’autorità richiedente può comprovare in maniera attendibile che ciò vanificherebbe lo scopo dell’assistenza amministrativa e l’adempimento efficace dei suoi compiti (art. 42a cpv. 4 LFINMA). A titolo di esempio, come ragioni valide, si annoverano il rischio di distruzione dei mezzi di prova, il pericolo di collusione fra presunti compartecipanti al reato, la fuga di capitali, altre pratiche di inquinamento dei mezzi di prova in indagini confidenziali non ancora concluse condotte dall’autorità richiedente e l’urgenza dovuta a prescrizione imminente. Questi casi legati al rischio di rendere vano lo scopo dell'assistenza amministrativa sono frequenti, in particolare, nell’ambito della vigilanza sul mercato, tanto più se, al momento della richiesta, l’autorità estera che svolge le indagini non conosce ancora l’identità dei partecipanti implicati sul mercato.
Se le condizioni legali sono adempiute, la FINMA trasmette direttamente all’autorità richiedente le informazioni, senza notifica preliminare ai clienti. Questi ultimi vengono informati della trasmissione delle informazioni non appena viene meno il motivo all'origine della rinuncia all’informazione preliminare. Un controllo giuridico a posteriori si limita all’accertamento dell’illiceità della trasmissione (art. 42a cpv. 6 LFINMA).