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L'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente intende cambiare la rotta della politica estera con un'iniziativa popolare. Il potere di Parlamento e governo sarebbe ridotto a profitto del popolo.
Gli oppositori a tale proposta mettono tuttavia in guardia: il margine di manovra della Svizzera a livello internazionale si ridurrebbe praticamente a zero.
L'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) intende moltiplicare le iniziative popolari per dare nuovi indirizzi alla politica estera. Il primo testo, che intende rafforzare i diritti popolari, sarà lanciato tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo 2008.
Il direttore dell'ASNI e consigliere nazionale dell'Unione democratica di centro (UDC, destra nazional-conservatrice), Hans Fehr, ha approfittato lunedì della presentazione del «libro nero della neutralità svizzera» per spiegare i dettagli di questa iniziativa.
Essa mira a introdurre la consultazione popolare obbligatoria - e dunque la doppia maggioranza di popolo e cantoni - per tutti i «temi importanti» in materia di politica estera (adesioni a organizzazioni sopranazionali, accordi internazionali,...). Si tratta inoltre di attenuare il principio del primato del diritto internazionale, come deciso dai membri dell'ASNI in aprile.
Questo testo avrebbe ad esempio permesso di far naufragare l'accordo bilaterale su Schengen/Dublino (sicurezza e asilo), che nel giugno del 2005 aveva ottenuto la maggioranza degli elettori ma non quella dei cantoni. Secondo Hans Fehr, potrebbe essere utilizzato contro il futuro accordo tra Berna e Bruxelles sull'estensione della libera circolazione delle persone alla Romania e alla Bulgaria.
Una lunga serie di rivendicazioni
L'ASNI elabora pure un'iniziativa popolare contro gli impieghi dell'esercito all'estero. Un terzo testo potrebbe chiedere che la Svizzera abbandoni le Nazioni Unite per eventualmente aderirvi nuovamente più tardi, ma a «determinate condizioni».
I fautori di una neutralità «integrale, perpetua e armata» hanno inoltre in riserbo tutta una serie di rivendicazioni: un nuovo articolo costituzionale sulla neutralità, il rifiuto del raddoppio del numero dei militari in servizio lungo e dell'acquisto di aerei militari da trasporto, così come il ritiro della domanda svizzera d'adesione all'Unione europea (Ue).
Ripercussioni internazionali
Un'iniziativa che conferisce al popolo, invece che al Parlamento e al governo, la possibilità di decidere sui grandi temi di politica estera, rischia di avere delle ripercussioni negative sulle relazioni internazionali, sostiene il deputato socialista Mario Fehr.
«Non potremo più cooperare con altri Stati. La Svizzera sarebbe bloccata, persino per accordi non contestati da nessuno», dice a swissinfo Fehr, membro della Commissione di politica estera della Confederazione(CPE), per il quale l'iniziativa dell'ASNI è «una follia».
«Disponiamo già di un sistema molto completo, con consultazioni popolari facoltative o obbligatorie», prosegue. «Ad esempio, la Svizzera non può aderire all'Unione europea senza la doppia maggioranza popolo-cantoni».
Per Jean-Claude Rennwald, pure membro della CPE, l'obiettivo dell'ASNI è chiaro: «Mirano agli accordi con l'Ue», dichiara il deputato socialista giurassiano. «Si tratta dell'ulteriore tentativo di impedire l'apertura della Svizzera verso l'Europa e verso il mondo».
Calmy-Rey attaccata
Nel suo libro nero, l'ASNI elenca le «numerosissime infrazioni alla neutralità», avvenute dopo l'adesione della Svizzera all'ONU, cinque anni or sono. «L'essere presenti sulla scena internazionale è diventato più importante che avere dei vantaggi», denuncia l'ASNI.
Il gruppo vicino all'UDC, il primo partito del paese, attacca poi ancora una volta la ministra degli affari esteri socialista Micheline Calmy-Rey, accusandola di immischiarsi in conflitti stranieri in nome della Svizzera. Calmy-Rey aveva in particolare suscitato forti reazioni all'epoca della sua richiesta d'indipendenza del Kosovo.
«Chiediamo quindi a Calmy-Rey di assumere un altro dipartimento a partire dal 2008», si legge sul comunicato dell'ASNI.
Di mira è stato preso anche il ministero della difesa del democrentista Samuel Schmid, per l'impiego dell'esercito al di fuori delle frontiere. Yvan Perrin, deputato UDC e membro del consiglio direttivo dell'ASNI, ha criticato l'invio di ufficiali svizzeri in Afghanistan e la presenza di piloti elvetici nel Ciad, paese afflitto da guerra civile. È poi stato chiesto di mettere fine alla missione Swisscoy in Kosovo.
swissinfo e agenzie
ASNI
L'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente è stata creata il 19 giugno 1986 per lottare contro l'adesione della Svizzera all'ONU. Inizialmente i suoi affiliati erano circa 2000. Oggi sono oltre 46 mila.
L'ASNI si è fatta conoscere soprattutto con la sua campagna contro l'entrata della Confederazione nello Spazio economico europeo. In quell'occasione i suoi membri raddoppiarono passando da 8 a 16 mila.
Nella sua storia ventennale ci sono state però anche sconfitte. Tra gli oggetti sottoposti al popolo combattuti dall'ASNI ma accettati in votazione si ricorda la partecipazione della Svizzera allo spazio Schengen/Dublino, l'estensione della libera circolazione delle persone ai 10 nuovi membri dell'Unione europea, l'adesione all'ONU e l'invio di soldati svizzeri armati all'estero.
L'ASNI si definisce un'associazione interpartitica e non un'alleata dell'Unione democratica di centro (UDC). I suoi dirigenti sono tuttavia quasi esclusivamente politici dell'UDC. All'inizio invece contava anche membri di altri partiti di centrodestra.