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Sally Rooney non ha autorizzato la traduzione del suo ultimo romanzo ‘Beautiful World, Where Are You’ in ebraico come protesta contro la politica del governo d’Israele. L’acclamata scrittrice irlandese è sostenitrice da tempo della causa palestinese e della campagna di boicottaggio dei prodotti realizzati dai coloni nei Territori occupati. La decisione ha scatenato una polemica e il ministro israeliano per la Diaspora, Nachman Shaimini, ha parlato di una “forma di antisemitismo”.
I due precedenti romanzi dell’autrice, ‘Conversations with Friends’ (uscito col titolo ’Parlarne tra amici’ in Italia) e ‘Normal People’ (‘Persone normali’) erano stati tradotti in ebraico dalla Modan, una delle maggiori case editrici del Paese mediorientale, intenzionata a fare lo stesso con l’ultima opera di Rooney. Ma lei si è opposta, spiegando però in modo dettagliato la sua decisione in un comunicato. Non poteva infatti “accettare un nuovo contratto con un’azienda israeliana che non si distanzia pubblicamente dall’apartheid (nei Territori occupati, ndr) e non sostiene i diritti del popolo palestinese sanciti dalle Nazioni Unite”. Si tratta di un rifiuto per ragioni commerciali, ha aggiunto, non riguardante assolutamente la traduzione in ebraico, che resta disponibile per una casa editrice che condivida i suoi stessi principi.