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"Cosa penso di Donald Trump?" La domanda per Bill Pullman è inevitabile. Il ruolo che lo ha reso famoso nel mondo è infatti quello del presidente Whitmore, nel kolossal hollywoodiano del 1996 Independence Day di Roland Emmerich.
E l’attore americano, a Locarno per ritirare Excellence Award al Festival del film, accantonando la diplomazia, ha risposto con un’allegoria, citando altri due registi che lo hanno diretto: David Lynch in Lost Highway e Mel Brooks in Balle spaziali.
"Le sfide a cui siamo confrontati, come per esempio l’emergenza climatica, sono delicate e richiedono leader forti e competenti. Questo non vale solo per gli Stati Uniti. Vale per tutto il mondo. La globalizzazione è costante e la sua generalizzazione in tutti i settori della vita è sempre più pressante. Questo confonde la gente. Inoltre la tolleranza tra popoli vicini tende a diminuire. E’ come una deriva. Sono tempi molto pericolosi. In cui fare la cosa sbagliata è davvero molto facile", ha premesso.
Poi l'affondo: "La presidenza non è un gioco. Vorrei dunque che la corsa alla Casa Bianca di Donald Trump fosse un film di David Lynch (ovvero un incubo, quasi surreale, che però svanisce quando ci si sveglia, ndr.). Ma temo che sarà un film di Mel Brooks (dunque una parodia, che poi però risulta vincente, ndr.)".
"Durante una cena alla Casa Bianca - ha proseguito, con un gustoso aneddoto - non sapevo dove sedermi. Hillary Clinton si è avvicinata e mi ha accompagnato alla sedia. Come potrei non votarla?"
Joe Pieracci
- RG 12.30 del 4 agosto 2016 La diretta da Locarno di Elisa Raggi