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A cura di Irene Botta
Formato 17 x 24 cm, 220 pp
Durante tutta la vita Girolamo Ruggia (Morcote 1748 - Bologna 1823) svolse la mansione di educatore, principalmente nelle città di Parma e di Bologna. Il suo poema didascalico in versi sciolti, La coltura del cuore, della mente e del corpo (Bologna 1809-1812), ottenne ben presto un discreto successo. Fin dalle prime mosse è avvertibile l'influenza della precettistica di Giuseppe Parini. Il poeta-precettore affida al suo poema l'impegno di illustrare all'allievo la natura delle passioni umane, affinché questi impari a riconoscere le proprie (Coltura del cuore), e, nel segno della ratio, attraverso l'educazione della mente (Coltura della mente) impari a vogerle sempre all'onesto, al grande, al bello, conformemente all'alta meta cui il destino umano è chiamato ad assurgere. Una congrua educazione del fisico (Coltura del corpo) dovrà quindi saper mettere il corpo in condizione di poterle realizzare. Il poema costituisce pertanto una preziosa testimonianza delle amorevoli cure dedicate dal Nostro all'educazione dei giovani durante un'intera esistenza; e perseguite proprio in un momento storico segnato da enormi rivolgimenti politici e sociali, che coinvolgevano non di meno il delicato campo della pedagogia. A questo maggior lavoro di Ruggia, si affianca una scelta di sue poesie di forma breve, in cui egli si compiace di esprimere i vari accadimenti della vita. La presente edizione è dotata di un apparato esegetico, in cui si illustrano le peculiarità linquistiche, stilistiche di ogni testo; le fonti letterarie; nonché i personaggi e le circostanze storiche che li hanno ispirati. L'introduzione provvede a restituire le temperie e gli ambienti culturali entro cui il Ruggia, e la sua poesia, fiorirono.