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Iniziativa "caccia etica", ricorso a Tribunale
I promotori dell'iniziativa popolare "Per una caccia rispettosa della natura ed etica" si rivolgono al Tribunale federale (TF) per chiarire se la richiesta di una rappresentanza paritetica in seno all'Ufficio per la caccia e la pesca (con sostenitori della caccia e animalisti) sia giuridicamente ammissibile.
I ricorrenti, ovvero l'associazione "Wildtierschutz Schweiz" (Protezione animali selvatici svizzera), impugnano in tal modo la sentenza del Tribunale amministrativo dei Grigioni che ha accolto solo parzialmente il loro ricorso contro la decisione del governo retico, che nel 2016 aveva dichiarato non valide tre delle nove richieste contenute nel testo perché contrarie al diritto federale.
Il Tribunale retico aveva ritenuto che due dei tre punti invalidati dal Parlamento cantonale, in particolare quelli in cui si chiede che sia vietato cacciare femmine di cervo e capriolo gravide e che venga abolita la caccia speciale, possano invece essere sottoposti a votazione. L'ultimo punto, la rappresentanza paritetica, è, secondo il tribunale cantonale, discriminante.
"È molto importante chiarire questo punto controverso, - si legge in una nota inviata oggi dall'associazione animalista - soprattutto per quanto riguarda la regolamentazione della protezione degli animali in futuro anche in altri cantoni".