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Sale la pressione sulla Società svizzera di radiotelevisione (SSR). Il Nazionale ha approvato - con 92 voti contro 75 e 8 astenuti - una mozione di Natalie Rickli (UDC) che chiede che si tenga conto del risultato risicato alle urne in favore del nuovo sistema di finanziamento del canone radio-tivù lo scorso mese di giugno, quando sarà avviata la grande discussione sul servizio pubblico l'anno prossimo.
La destra è riuscita ad ottenere che talune sue rivendicazioni vengano esaminate nel rapporto che il Consiglio federale dovrà presentare a metà del 2016. La Rickli chiede in particolare di esaminare l'idea dell'attribuzione di un mandato sussidiario alla SSR, che sarebbe presente laddove i media privati non riescono a garantire l'offerta; il numero di reti radiofoniche e televisive potrebbe così essere ridotto.
Altra rivendicazione: la presenza online della SSR potrebbe limitarsi a un servizio di audio e videoteca. Infine, la destra chiede di esaminare diverse varianti budgetarie, con una riscossione del canone che va da 1,3 miliardi a 500 milioni.
La consigliera federale Doris Leuthard ha invitato invano il plenum a non pregiudicare la discussione che si terrà l'anno prossimo. Il governo non è contrario a un dibattito di fondo, ma taluni interventi parlamentari vogliono mettere il carro davanti ai buoi, ha aggiunto.
ats/joe.p.
- RG 12.30 del 16.12.2015 - Il servizio di Johnny Canonica
Dal Tg12.30: