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DAMASCO - Nelle cosiddette 'de-escalation zone' siriane, tra cui le aree di Idlib e del Ghuta orientale, ogni giorno si registrano almeno 37 civili uccisi, ogni due giorni viene attaccata un'ambulanza e ogni tre un operatore sanitario viene colpito. Più di 2 milioni di persone, la metà bambini, continuano a non ricevere aiuti umanitari. È quanto denuncia Save the Children in un rapporto, nel settimo anniversario del conflitto.
Le vittime civili di armi esplosive in tutto il paese sono aumentate del 45% dopo l'annuncio delle zone di de-escalation, in cui - sottolinea l'ong - non avrebbero dovuto esserci bombardamenti e dove gli aiuti umanitari avrebbero potuto accedere liberamente. In tutta la Siria, denuncia inoltre l'organizzazione, ci sono 6 milioni di sfollati interni. Nell'ultimo trimestre del 2017 oltre un milione di persone sono fuggite dalle loro case, con un aumento del 60% dall'annuncio delle creazione delle zone di de-escalation.
Nel Ghuta orientale, secondo Save the Children, i tassi di malnutrizione infantile ora sono i più alti mai registrati durante il conflitto in Siria, quasi sei volte più alti di un anno fa. Almeno un bambino su quattro è malnutrito e più di un terzo dei bambini ha una crescita rachitica.
C'è infine un'emergenza educativa: circa il 43% delle scuole in Siria non funziona più, denuncia l'ong. Nel Ghuta orientale, in particolare, più di 60 scuole sono state colpite dai bombardamenti nei primi due mesi del 2018, almeno 18 sono state completamente rase al suolo e più di 57.000 alunni hanno dovuto interrompere o abbandonare la scuola