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Hans Jörg Glattfelder è nato nel 1939 a Zurigo. Agli inizi la pittura di Glattfelder é influenzata dal geometrismo rigoroso dei “concretisti di Zurigo”, di quale però, nella luce del Rinnascimento Fiorentino, in cui si è stabilito nel 1963, da un’interpretazione del tutto personale.
Nel 1966 fa una prima mostra personale nella galleria ‘numero’ di Fiamma Vigo a Milano a cui sono seguite oltre settanta mostre personali. Col poeta Claudio Popovic pubblica a Firenze la rivista d’arte “comunicazione”. In quegli anni Glattfelder s’interessa alle possibilità di una produzione anonima di opere d’arte con mezzi industriali. Questa idea è esemplificata con la produzione industriale di un modulo piramidale che viene assemblato in forme e colorazioni variabili. Con rilievi di questo tipo partecipa a numerose mostre collettive di tendenza costruttiva e si fa conoscere a livello internazionale.
Si trasferisce a Milano nel 1970 e approfondisce i suoi interessi per la storia delle rappresentazioni di spazio e della geometria. Segue l’insegnamento di Ludovico Geymonat e Silvio Ceccato. Introduce da qui il tema della geometria non-euclidea nell’arte costruttiva e inizia la serie delle ”metafore non-euclidee”. In molti articoli, interviste e interventi congressuali Glattfelder si batte per un esercizio razionale dell’arte che teorizza come “meta-razionalismo” (1983) e sprona un’apertura al dialogo interdisciplinare tra le molte forme di “costruttivismo” nelle scienze e nell’arte, quello definirà “costruttivismo metodico”.
Nel 1982 pubblica un manifesto contro il culto dilagante dell’irrazionalismo nell’arte e vi contrappone la propria posizione del ‘meta-razionalismo’. Con questo termine egli intende un linguaggio plastico che tematizza e nel contempo mette in questione la razionalità: un discorso non solo razionale, ma anche sulla razionalità. In un chiarimento reciproco dei metodi egli vede una premessa necessaria al dialogo tra cultura scientifica e arti plastiche.
Trasferitosi ad Ameno, attratto dalla luce e dal paesaggio, il suo linguaggio pittorico si semplifica, inizia la serie dei ‘rilievi sintetici’.
Dal 1998 si è trasferito a Parigi dove vive e lavora attualmente.