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In determinate circostanze, l’insolvenza degli istituti finanziari di rilevanza sistemica ha ripercussioni gravose sulle rispettive economie nazionali, per la sopravvenuta indisponibilità dei servizi finanziari centrali. Tali istituti finanziari vengono definiti «too big to fail
», ossia troppo grandi perché lo Stato ne permetta il crollo. Essi godono pertanto di una garanzia statale implicita, che a sua volta alimenta dei disincentivi (moral hazard
) amplificatori del rischio, con un effetto distorsivo sulla competitività a causa della connotazione indirettamente assistenziale.
Nel frattempo la stabilizzazione, il risanamento e la liquidazione ordinata di istituti finanziari di rilevanza sistemica (Recovery and Resolution Planning
, RRP) sono diventati un aspetto cruciale dell’agenda internazionale in materia di regolamentazione e ha persino fatto il suo ingresso nell’ordinamento giuridico svizzero
.
Lo scopo del Recovery and Resolution Planning (RRP) è tracciare preventivamente i rischi che scaturiscono dagli istituti finanziari di rilevanza sistemica per la stabilità del sistema finanziario e individuare percorsi plausibili per dominarne gli effetti in caso di crisi.
Il RRP si articola nella pianificazione di misure di stabilizzazione (recovery
) e nel piano di risanamento e liquidazione (resolution
) di un istituto finanziario. Nell’allestimento del RRP, la FINMA e l’istituto finanziario hanno vari compiti
da svolgere.
Se le misure di stabilizzazione adottate nel corso di una crisi risultano insufficienti, si ricorre a interventi di risanamento. In tal caso la FINMA può disporre misure patrimoniali
, grazie alle quali gli obbligazionisti possono partecipare al salvataggio dell’istituto finanziario (bail-in
). Così facendo si dovrebbe annullare la garanzia statale implicita (bail-out
, assunzione dei costi da parte dello Stato e dei contribuenti).