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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Numerosi massmedia hanno riportato l'intenzione del Consiglio federale di emanare un'ordinanza di applicazione dell'iniziativa sulle abitazioni secondarie nel corso del secondo semestre 2012. Ora il nuovo articolo 197 numero 9 capoverso 1 della Costituzione federale autorizza il Consiglio federale a emanare un'ordinanza solo nell'ipotesi in cui il Parlamento non legiferi entro l'11 marzo 2014. Se il collegio adottasse un'ordinanza prima di questa data non rispetterebbe la volontà popolare. L'adozione di un'ordinanza di applicazione da parte del Consiglio federale prima dell'11 marzo 2014 non priverebbe forse il Parlamento delle sue prerogative?</p><p>2. Il nuovo articolo 75b capoverso 1 della Costituzione sancisce che "la quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità abitative e della superficie lorda per piano utilizzata a scopo abitativo di un comune non può eccedere il 20 per cento". In altri termini, l'iniziativa pone due condizioni. In ogni comune che potrebbe essere interessato dal tetto del 20 per cento, deve essere determinato il numero delle abitazioni secondarie rispetto al numero totale delle unità abitative. Occorre inoltre misurare la superficie abitabile dell'insieme delle abitazioni secondarie e metterla in relazione con la superficie abitabile totale di ogni comune. Per il momento, però, non esistono dati statistici completi e aggiornati a riguardo. Dati statistici di qualità per l'esatta determinazione dei comuni interessati dal tetto del 20 per cento saranno disponibili a partire dal 1° gennaio 2013, data a partire dalla quale le autorizzazioni di costruzione non potranno più essere accordate nei comuni in questione?</p><p>3. È lecito dubitare che l'iniziativa sia applicabile nella sua integralità. Il nuovo articolo 197 numero 9 capoverso 2 della Costituzione sancisce infatti che le autorizzazioni di costruzione per abitazioni secondarie concesse dopo il 1° gennaio 2013 nei comuni che hanno superato il tetto del 20 per cento sono nulle. Sembra tuttavia improbabile che i dati statistici necessari per la determinazione dei comuni interessati dal tetto del 20 per cento siano disponibili entro quella data. Il testo dell'iniziativa non potrà pertanto essere applicato entro questo termine, a meno che i comuni interessati dal tetto del 20 per cento non vengano determinati in modo arbitrario. Il Consiglio federale ritiene applicabili tutti gli elementi contenuti nel testo dell'iniziativa? In caso di risposta negativa, che cosa intende fare a riguardo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Accettando l'iniziativa "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!" (08.073), il popolo svizzero si è espresso a favore di una severa limitazione della costruzione di abitazioni secondarie. Per rispondere alle questioni giuridiche lasciate aperte dal testo della nuova disposizione costituzionale, la capa del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, Doris Leuthard, ha istituito un gruppo di lavoro sotto l'egida dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale che ha elaborato un progetto di ordinanza. Il 18 giugno 2012 il testo è stato sottoposto a un'indagine conoscitiva in forma di conferenza, cui sono stati invitati i cantoni, i partiti rappresentati in Parlamento e le organizzazioni e le associazioni di importanza nazionale. Il Consiglio federale ha adottato l'ordinanza sulle abitazioni secondarie il 22 agosto 2012.</p><p>1. L'articolo 75b capoverso 2 della Costituzione federale conferisce al legislatore la competenza di legiferare. Inoltre, l'articolo 197 numero 9 capoverso 1 della Costituzione parte dal presupposto che la relativa legislazione entrerà in vigore entro due anni, disponendo sussidiariamente che, nel caso in cui entro tale periodo non fosse entrata in vigore alcuna legge, spetterà al Consiglio federale emanare le disposizioni esecutive. Anche se il capoverso 1 dell'articolo 197 numero 9 della Costituzione concede due anni fino all'entrata in vigore della legge, l'articolo 75b della Costituzione non può essere interpretato nel senso che vige il diritto attuale fino all'entrata in vigore delle disposizioni esecutive o al massimo nei due anni successivi all'accettazione delle nuove disposizioni costituzionali. Ciò risulta dal capoverso 2 dell'articolo 197 numero 9 della Costituzione che dichiara nulli i permessi di costruzione per residenze secondarie concessi tra il 1° gennaio dell'anno che segue l'accettazione della nuova disposizione costituzionale. Data la grande incidenza della nullità, vi è una legittima necessità da parte della Confederazione, già nei primi due anni dall'accettazione dell'articolo 75b della Costituzione fino all'emanazione delle disposizioni esecutive, di chiarire in modo univoco quali autorizzazioni edilizie sono contemplate dall'articolo 75b della Costituzione, e diventeranno quindi nulle, e quali non lo sono. Appare pertanto giustificabile tenere conto dell'articolo 182 capoverso 2 della Costituzione che incarica il Consiglio federale dell'"esecuzione della legislazione". Sulla base di questa disposizione costituzionale, il Consiglio federale può essere ritenuto competente per l'emanazione di ordinanze finalizzate a chiarire il campo di applicazione dell'articolo 75b della Costituzione. Il Consiglio federale è convinto che l'ordinanza sulle abitazioni secondarie, adottata il 22 agosto 2012, non leda né la volontà popolare né le prerogative parlamentari.</p><p>2./3. In effetti, dal tenore dell'articolo 75b della Costituzione risulta che, in un comune, sia la relazione tra abitazioni secondarie e totale delle abitazioni, sia quella tra superficie lorda per piano delle abitazioni secondarie e superfici lorde per piani di tutte le abitazioni devono essere inferiori al 20 per cento. Non esiste alcuna definizione della nozione di superficie lorda per piano valida in tutta la Svizzera. La nuova ordinanza restringe pertanto il campo di applicazione alla quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle abitazioni.</p><p>Anche per quanto riguarda il totale delle abitazioni, attualmente non esiste alcuna statistica a livello nazionale sui cui fondarsi per rilevare l'esatta quota di abitazioni secondarie nei comuni. Il registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA), insieme alle disposizioni della legge sull'armonizzazione dei registri (RS 431.02) e ai dati emersi dal censimento della popolazione 2000, consentono tuttavia di avere un'idea approssimativa di tale quota. Secondo l'ordinanza sull'armonizzazione dei registri (RS 431.021), i comuni sono tenuti ad attribuire, entro il 31 dicembre 2012, tutte le persone del registro degli abitanti alle proprie abitazioni o ai propri edifici. Su tale base, prevedibilmente alla fine del 2013 l'Ufficio federale di statistica pubblicherà nuove statistiche sulle abitazioni occupate permanentemente che sostituiranno i dati del censimento della popolazione 2000.</p><p>Si presume che le abitazioni alle quali nel REA non sono attribuite persone con domicilio siano potenziali abitazioni secondarie. Se in un comune la quota delle abitazioni alle quali è stata attribuita una persona con domicilio ammonta ad almeno l'80 per cento del totale delle abitazioni, la quota di abitazioni secondarie dovrebbe essere pari al massimo al 20 per cento. Questi dati permettono di determinare in quali comuni la quota di abitazioni secondarie supera il 20 per cento. Tale presunzione può tuttavia essere confutata dai comuni.</p>  Risposta del Consiglio federale.