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È il parere della Commissione politica estera del Nazionale che ha definito la revisione della legge ‘un cambio di paradigma’
Un cambio di paradigma: così la Commissione della politica estera del Nazionale (Cpe-N) ha definito la revisione della Legge sugli embarghi – approvata per 18 voti a 6 – che consentirebbe al Consiglio federale di adottare sanzioni autonomamente applicandole, oltre che agli Stati, anche a persone e imprese che violano gravemente i diritti umani. Per la minoranza, invece, è in pericolo la neutralità del Paese.
La Cpe-N è entrata in materia sul progetto con 19 voti a 6, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, poiché consente "di mettere in atto una politica in materia di sanzioni coerente, globale e indipendente", pur tutelando la neutralità.
Per la minoranza della commissione, invece, autorizzare il governo a estendere le sanzioni applicate da terzi a nuovi attori di sua scelta renderebbe la posizione della Svizzera poco comprensibile e violerebbe il principio di neutralità.
La nota precisa che le discussioni si sono incentrate sulle conseguenze che la revisione può avere sul rispetto della neutralità, considerato in particolare il nuovo contesto creato dalle sanzioni applicate contro la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina.
Nonostante le riserve sulla neutralità, la Cpe-N è riuscita – 14 voti a 7 e 3 astensioni – a inserire nel progetto una proposta che intende permettere all’esecutivo "di emanare misure coercitive nei confronti delle persone implicate in violazioni del diritto internazionale umanitario o lesive dei diritti umani, o in ogni altra forma di atrocità".
Stando alla Legge federale sull’applicazione di sanzioni internazionali, o Legge sugli embarghi, fatte salve le misure del Consiglio federale volte a preservare gli interessi del Paese, "La Confederazione può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni volte a far rispettare il diritto internazionale pubblico, in particolare i diritti dell’uomo, adottate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa o dai principali partner commerciali della Svizzera".
Chiunque violi un embargo rischia la detenzione fino a un anno o 500mila franchi di multa. Nei casi gravi la pena può arrivare fino a cinque anni con multa assortita fino a un milione. Nei casi di negligenza, la pena di detenzione è di tre mesi al massimo o una multa di 100mila franchi.