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Hanno fatto molto discutere i due rigori assegnati da Stefan Horisberger nella sfida di ieri tra Zurigo e Lugano finita 3-0.
Dopo aver rivisto più volte le immagini, si potrebbero fare due tipi di considerazioni che in presa diretta portavano a pensare il contrario.
Il primo rigore è più netto del secondo. O meglio, il primo è giusto, il secondo un po' meno. O perlomeno è discutibile.
Nell'episodio del fallo di mano di Maric, è vero che il braccio del difensore del Lugano è vicino al corpo, ma il giocatore si china verso la palla con il braccio teso e in maniera intenzionale tocca il pallone. Il rigore perciò è legittimo. E non è vero, come sembrava dalle prime immagini, che il pallone tocca prima la coscia.
Sul fatto che poi il VAR non sarebbe dovuto intervenire poichè si tratta di un episodio "dubbio", nulla di più falso. Il VAR esiste proprio per correggere gli errori degli arbitri, alla faccia di quanto detto in maniera infelice dal capo degli arbitri in un'occasione.
Nell'episodio del secondo gol la trattenuta esiste, ma resta un punto di domanda: l'arbitro che non ha visto la trattenuta, come ha potuto giudicare l'intensità dalle immagini televisive a bordo campo?
Sarebbe interessante capire come ha fatto il signor Horisberger a valutare che la trattenuta di Covilo fosse da rigore e non pensare invece che il giocatore dello Zurigo si sia lasciato cadere un po' troppo facilmente. Tesi tutt'altro che trascurabile.
Senza dubbio la partita Zurigo-Lugano, se ben analizzata, potrebbe servire a fare scuola. Non solo agli arbitri.
La speranza è che le valutazioni possano arrivare anche al pubblico, che in queste ore sui vari social è apparso piuttosto frastornato e confuso.