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A pochi giorni dall'assemblea degli azionisti di Credit Suisse, sempre più voci chiedono che il presidente del comitato dei rischi del Consiglio di amministrazione della banca non venga rieletto. Tra queste anche la Fondazione Ethos, che rappresenta investitori istituzionali svizzeri.
Due sono tra i più importanti azionisti di Credit Suisse, la società statunitense Harris Associates e il Fondo sovrano norvegese. Altri due rappresentano gruppi di investitori, come la società americana Glass Lewis e, appunto, la fondazione Ethos.
Perché tutti loro chiedono di non rieleggere Andreas Gottschling lo spiega il direttore di Ethos Vincent Kaufmann: "Il signor Gottschling è il presidente del comitato dei rischi del CdA, comitato che è responsabile della definizione e dell'approvazione di quello che potremmo definire 'l'appetito al rischio' della banca. Gottschling presiede questo comitato da quattro anni, e con le vicende Archegos e Greensill si è visto che l'Istituto ha un problema di gestione dei rischi. Noi crediamo che Credit Suisse debba rivedere la sua strategia in questo ambito, e per questo chiediamo un cambiamento alla testa di questo comitato".
Kaufmann afferma di non essere in contatto con gli altri azionisti che chiedono la rimozione di Gottschling e auspica che il presidente designato Antonio Horta-Osorio metta mano ai problemi della banca.
"È urgente che il nuovo presidente faccia un'analisi molto critica della strategia della banca - spiega il direttore di Ethos - riteniamo che la banca debba abbandonare certe attività molto rischiose come il trading e il prime brokerate. Attività che hanno generato enormi profitti ma che hanno anche procurato ingenti perdite. Per far tornare la fiducia in quello che è il vero mestiere di una banca svizzera bisogna smettere di giocare al casinò".