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PARIGI - La Francia è «al fianco del Portogallo e l'appoggia nelle operazioni in corso, con la partecipazione di tre canadair francesi»: è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Parigi in seguito agli incendi che colpiscono la zona boschiva di Pedrogao Grande a 150 km a nord di Lisbona.
Il bilancio delle vittime rimane immutato, 62 morti e 62 feriti. Nel comunicato, la Francia rivolge le proprie «condoglianze alle famiglie delle vittime» e riferisce che tra i morti c'è anche un connazionale francese.
«Il centro di crisi e di sostegno a Parigi e la nostra ambasciata a Lisbona - si conclude nella nota - sono mobilitati per fornire tutto il sostegno necessario ai suoi familiari a cui assicuriamo la nostra totale solidarietà».
Chiuse 2 autostrade e 3 statali - Due autostrade e tre strade statali sono state chiuse al traffico questa mattina nel Portogallo centrale a causa degli incendi che divampano nelle province di Lleira, Coimbra, Castelo Branco e Viseu.
Almeno 47 persone sono morte carbonizzate ieri sulla strada statale 236 vicino a Pedrogao, ribattezzata dalla stampa portoghese la "strada della morte", che non era stata chiusa al traffico.
La gendarmeria ha chiuso tratti della A25 in provincia di Viseu e della A13 nelle province di Lleira e Coimbra.
La statale 236 è stata chiusa anche a Lousà, la 238 nella provincia di Castelo Branco e la 347 in provincia di Leiria a Figueiro dos Vinhos. Oltre 2.100 pompieri stanno lottando contro le fiamme in queste aree, assistiti da 662 mezzi di terra e 10 aerei.
Critiche al governo per il devastante incendio - Mentre in Portogallo sono iniziati i tre giorni di lutto nazionale per la tragedia di Pedrogao, emergono critiche crescenti verso l'operato delle autorità di Lisbona nella prevenzione e nella gestione del devastante incendio che ha fatto una sessantina di morti e altrettanti feriti.
Il quotidiano Publico, citando diversi specialisti, scrive che era «possibile evitare una tragedia di tali dimensioni». Fra le misure contestate la mancata chiusura tempestiva delle strade minacciate dall'incendio attorno a Pedrogao e l'assenza di 'zone sicure' per accogliere i civili in fuga. Quarantesette persone sono morte carbonizzate sulle strade della zona mentre cercavano di fuggire, 30 solo sulla Statale 236, diventata da ieri la "strada della morte".
L'associazione di protezione dell'ambiente Quercus, la più importante del Paese, ha denunciato «gli errori nella gestione delle foreste e nelle decisioni politiche» da parte non solo del governo attuale ma anche di quelli precedenti, criticando in particolare la politica di piantamento su larga scala degli eucalipti, ritenuti più vulnerabili al fuoco, e le lacune nella prevenzione degli incendi che ogni anno devastano le foreste del Paese.
«Ci sono interrogativi che non possono non angustiarci», ha ammesso in un discorso alla nazione il capo dello Stato Marcelo Rebelo de Sousa, che ha però invitato a concentrarsi per ora sulla lotta contro le fiamme e l'assistenza alle vittime.