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Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato mercoledì la realizzazione di un ponte aereo e il ricorso a una legge che risale ai tempi della Guerra Fredda per porre rimedio alla carenza di latte in polvere per neonati. Come accaduto durante la pandemia di Covid-19, "si farà ricorso ai contratti con le compagnie aeree commerciali cargo per far arrivare prodotti dall'estero", ha specificato in un comunicato la Casa Bianca, che vuole così mettere fine a quella che viene chiamata la "baby formula crisis", diventata terreno di scontro politico.
Il progetto, denominato "Fly Formula", dovrebbe favorire l'importazione e la distribuzione, portando sostegno ai fabbricanti locali, a loro volta chiamati ad aumentare la produzione. E a questo secondo scopo Biden ha invocato il "Defense production act", un retaggio del secolo scorso, per esigere dai produttori gli ingredienti necessari, che dovranno essere ceduti prioritariamente a chi commercia l'indispensabile alimento per bebé.
Inizialmente dovuta a problemi nella catena di approvvigionamento e alla carenza di manodopera per effetto della pandemia, oltre che alla concentrazione della produzione nelle mani di sole tre aziende, la penuria di latte in polvere si è aggravata con la temporanea chiusura in febbraio della fabbrica in Michigan della Abbott, un colosso che rifornisce il 40% del mercato. Questo in seguito alla scoperta di sospette contaminazioni batteriche che avrebbero portato al decesso di due bimbi.
La ripresa della produzione sarà possibile fra due settimane, dopo un accordo con la giustizia e con il via libera della Food and drugs administration. Nel frattempo Nestlé, che ha due stabilimenti negli Stati Uniti, per incrementare i quantitativi disponibili importerà anche dalla Svizzera e dai Paesi Bassi.