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Partecipando alla 21esima edizione della festa federale di tiro dei veterani il consigliere Samuel Schmid mercoledì ha spezzato una lancia in favore del tiro obbligatorio. Il ministro della difesa ha inoltre rassicurato i presenti in merito agli sforzi che vengono fatti a livello internazionale per limitare l'uso di armi leggere: non andranno ad intaccare le tradizioni elvetiche, ha detto.
"Chi tiene un'arma in casa deve in ogni momento saperla padroneggiare e conoscere le misure di sicurezza", ha detto il capo del dipartimento della difesa. Il tiro obbligatorio costituisce la base del tiro da combattimento; la sua organizzazione deve rimanere, come finora, di competenza delle società di tiro, ma nell'ambito della riforma Esercito XXI verranno presentate nuove proposte sui modi in cui verrà effettuato.
Secondo Schmid i tentativi dell'ONU e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) di limitare la proliferazione di armi leggere sono anche nell'interesse delle società di tiro. Nei negoziati internazionali Berna ha fatto presente le necessità di polizia, tiratori, cacciatori e collezionisti.
La Svizzera ha ottenuto il rispetto delle condizioni vigenti nel paese riguardo agli obblighi fuori servizio. ONU e OSCE non vedono problemi in questa situazione: secondo Schmid i loro sforzi sono indirizzati soprattutto verso il terzo mondo. Al momento si stanno esaminando le conseguenze di un'eventuale adesione all'accordo di Schengen.
swissinfo e agenzie
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