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Le casse dei cinema svizzeri sono sempre più vuote. Sul banco degli accusati gl'importatori di dvd che distribuiscono i film prima che questi abbiano terminato il loro periplo nelle sale.
Per l'industria cinematografica si tratta di una pratica illegale. Ecco perché è intenzionata a citare in giudizio i responsabili.
Stando ai dati di ProCinema, l'associazione tetto degli operatori cinematografici e dei distributori svizzeri, i ricavati della vendita di biglietti sono collassati in un solo anno di 22 milioni di franchi, attestandosi intorno ai 240 milioni.
Roger Chevallaz, l'avvocato che rappresenta gl'interessi dell'industria cinematografica, afferma che vendita e noleggio di dvd sono una delle ragioni per le quali gl'incassi al botteghino hanno registrato un calo così netto. «Negli ultimi due o tre anni il numero di dvd importati è cresciuto in modo impressionante», afferma Chevallaz.
Romandia più problematica
Il problema sembra essere più acuto nella Svizzera francese, dove i negozi sono accusati di vendere o noleggiare dei dvd importati dal Canada, che presentano un doppio canale audio inglese e francese.
Chevallaz afferma che dei controlli eseguiti anonimamente hanno rivelato che un certo numero di rivenditori distribuisce regolarmente i dvd di film che sono ancora proiettati nelle sale.
«Stimiamo che il 20% circa degli incassi al botteghino sia andato perso a causa delle importazioni di dvd», spiega Chevallaz.
Una legge, due interpretazioni
La legge in materia, le cui ultime modifiche sono entrate in vigore il primo aprile, proibisce di vendere o noleggiare i dvd di film destinati alle sale svizzere prima e durante il loro passaggio sul grande schermo.
Ma Pascal Junod, un avvocato che lavora a Ginevra e che è presidente di un'associazione di rivenditori di dvd, ritiene che la legge sia aperta a più interpretazioni e che non bandisca in modo inequivocabile la vendita di film prima che questi abbiano terminato il loro passaggio nelle sale.
«La legge dice in modo sufficientemente chiaro che i film destinati alla proiezione nelle sale non possono essere venduti o noleggiati prima del loro arrivo nei cinema», spiega Junod. «Ma è molto più ambigua in merito alle regole da seguire una volta che il film è in cartellone. Noi siamo convinti che una volta passata la prima proiezione, non ci siano più ostacoli legali alla vendita o al noleggio del film».
Sono di tutt'altro avviso i proprietari dei cinema e i distributori che, chiamando la legge dalla loro parte, minacciano d'intentare un'azione legale contro i negozi che continueranno a vendere dei film prima che questi siano stati levati dalle sale cinematografiche. «Chi infrange la legge rischia 100'000 franchi di multa e fino a tre anni di prigione», ricorda Chevallaz.
Obblighi culturali
La legge svizzera sul cinema del 2002 chiede ai proprietari di sale cinematografiche di offrire una gamma variata di film, che prenda in considerazione anche lingue e culture diverse da quelle predominanti.
Per Chevallaz questa diversità non può essere garantita se i cinema perdono il diritto di proiettare le produzioni che attirano il grande pubblico prima che quest'ultime siano disponibili nei negozi.
«Le sale cinematografiche fanno i soldi proiettando le grandi produzioni hollywoodiane», spiega Chevallaz, «se perdono questa fonte di guadagno non saranno più in grado di mostrare dei piccoli film che non generano profitti».
Dall'altra parte della barricata, Junod si mostra scettico. Non crede che l'industria cinematografica voglia fare gl'interessi del consumatori e sottolinea che c'è poco da guadagnare nell'impedire ai commercianti di vendere dvd importati.
«I grandi distributori vogliono controllare il mercato», dichiara Junod. «Ma la gente non aspetterà che un film sia proiettato al cinema. Chi vuole può benissimo servirsi su internet, per esempio da amazon.com. In questo modo è possibile importare i film dagli Stati uniti e vederseli molto prima che vengano distribuiti in Svizzera».
swissinfo, Ramsey Zarifeh
(traduzione, Doris Lucini)
Fatti e cifre
Numero di biglietti per il cinema venduti nel 2003: 16,5 milioni (2002: 19 milioni)
Incassi al botteghino nel 2003: 240 milioni (2002: 262 milioni)