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I negoziatori iraniani non accetteranno mai un accordo sul nucleare che violi i diritti della nazione. Lo ha detto il presidente Hassan Rohani, nel corso di una seduta del governo, citato dall'agenzia Irna.
Teheran "è pronta a mostrare un'ulteriore trasparenza, ma se i negoziati la priveranno dell'inalienabile diritto ad una tecnologia nucleare, non accetterà mai" l'accordo. L'esito dei negoziati, ha aggiunto, "aiuterebbe a risolvere le crisi causate dall'estremismo nella regione e nel mondo.
Rohani ha detto di sperare che la situazione di crisi della regione possa essere riconosciuta dalle sei potenze che stanno negoziando l'accordo con Teheran, dato che richiede "un approccio ragionevole alla questione nucleare". Solo Israele, ha sottolineato, che "vede la propria sopravvivenza nella prosecuzione della guerra, dell'occupazione e dell'invasione, è adirato per il progresso dei negoziati".
Israele, del resto, ha affermato, "è in possesso di ordigni nucleari in violazione delle norme internazionali, deve ancora firmare il Trattato di non proliferazione e non dà agli ispettori dell'Aiea la possibilità di visitare le sue strutture nucleari".
Teheran da parte sua, ha concluso Rohani, è decisa a concludere un accordo che sia a vantaggio di entrambe le parti, e il gruppo dei 5+1 (Usa, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania) è ben consapevole dell'alternativa: "o accettano un accordo, e prima lo si conclude maggiori i benefici per tutti, o vedrà testimoniare un ancor più rapido progresso del nucleare pacifico iraniano".
SDA-ATS