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Il rischio sismico è formato da quattro componenti: la pericolosità sismica, il sottosuolo locale, la vulnerabilità degli edifici, nonché le persone e i valori interessati. Per determinare il rischio sismico, tali quattro componenti devono essere combinate fra loro.
La pericolosità sismica indica la frequenza e l’intensità con cui la terra potrebbe tremare in futuro in un determinato luogo. Alla sua base vi sono nozioni di tettonica e geologia, informazioni sui terremoti storici in Svizzera e modelli di propagazione delle onde sismiche.
In Svizzera, la regione con il tasso di pericolosità maggiore è il Vallese, seguito da Basilea, dai Grigioni, dalla valle del Reno sangallese, dalla Svizzera centrale e dal resto del Paese.
Gli edifici residenziali e commerciali costruiti in Svizzera secondo i criteri antisismici sono progettati per resistere a scuotimenti con un tempo di ritorno di 500 anni. La vita media di un edificio è di circa cinquant’anni. In questo lasso di tempo, ciascun immobile a uso abitativo o commerciale ha dunque una probabilità del dieci percento di essere interessato da un sisma di queste proporzioni (10% entro 50 anni).
Un terremoto in un determinato luogo: quanto più il sottosuolo è morbido, tanto più le onde sismiche saranno amplificate e tanto maggiore sarà la probabilità che si verifichino dei danni. Nei luoghi con sedimenti non consolidati – come nelle valli e sulle rive dei laghi, così come in alcune parti dell’Altopiano svizzero – le scosse generate dai terremoti possono essere fino a dieci volte più forti rispetto a un luogo posto su rocce stabili.
La vulnerabilità descrive quali danni subiscono gli edifici in base alle diverse magnitudo. Per il modello di rischio sismico la vulnerabilità è stata calcolata per tipologie diverse e rappresentative di edifici in base alle loro caratteristiche. Sulla base dico, lo strato edilizio è stato associato statisticamente a queste classi in secondo a caratteristiche semplici come il numero di piani o il periodo di costruzione. Considerando anche i dati su persone e sui valori interessati è quindi possibile determinare le conseguenze per la popolazione, nonché le perdite economiche. Queste ultime sono espresse in percentuale sui costi di ripristino degli edifici. La maggior parte degli edifici svizzeri non soddisfa le normative attualmente in vigore in materia di edilizia antisismica.
Una classificazione della vulnerabilità degli edifici esistenti sulla base dei relativi materiali di costruzione non è significativa: per ciascun metodo di costruzione si possono infatti trovare esempi positivi e negativi rispetto al comportamento in caso di terremoto. L’elemento determinante per la vulnerabilità è in primo luogo la concezione della struttura portante. Per esempio, un edificio con muri portanti che corrono dal tetto alle fondamenta senza interruzioni presenta una vulnerabilità molto inferiore rispetto a un edificio simile nel quale le pareti portanti si interrompono al piano terra e vengono sostituite da pilastri. Questo classico punto debole, denominato «soft storey», è indizio di una sicurezza sismica molto insufficiente. Anche gli edifici meno recenti in muratura con solai a travi di legno possono essere particolarmente vulnerabili se la muratura stessa è di scarsa qualità e le facciate non sono sufficientemente collegate con solai e pareti in direzione trasversale.
Il rischio sismico sussiste solo dove vi sono persone e valori. Questa componente comprende pertanto la distribuzione spaziale e le dimensioni degli oltre due milioni di edifici residenziali, commerciali e industriali. Parimenti, tiene conto del numero di persone che si trattengono negli stessi, così come dei costi di ripristino.
In generale, le aree densamente popolate e altamente sviluppate come città e agglomerati presentano una concentrazione dell’esposizione superiore rispetto alle regioni rurali e sono pertanto esposte a un rischio sismico maggiore.
Il modello di rischio sismico non tiene ancora conto delle possibili conseguenze dei terremoti sulle infrastrutture e del variare nel tempo dell’occupazione degli edifici.
Earthquake risk