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Un agente di polizia può partecipare a chat sessiste tramite il cellulare che usa per lavoro?
No, ma la sola partecipazione a una chat considerata inappropriata non giustifica un licenziamento immediato, come ha deciso il Tribunale federale il 9 luglio 2020.
Un poliziotto e istruttore di lungo corso ha scambiato messaggi razzisti e sessisti con gli aspiranti poliziotti, sia maschi che femmine, usando il suo cellulare di lavoro in una chat di gruppo. Non aveva creato lui la chat di gruppo, ma era intervenuto e aveva scritto lui stesso messaggi inappropriati, alcuni dei quali relativi a un aspirante poliziotta. In un’altra occasione, aveva denunciato al comandante un'aggressione da parte di uno studente della polizia su un altro aspirante senza che ciò avesse avuto delle conseguenze.
Un anno dopo è stato nominato un nuovo comandante. Quest’ultimo ha scoperto gli episodi e li ha denunciati, dopodiché il governo della città ha prima sospeso l'istruttore a causa della chat di gruppo, poi lo ha licenziato senza preavviso. Il Tribunale amministrativo di Ginevra ha accolto il ricorso e ha ordinato la sua reintegrazione e il Tribunale federale ha confermato questa decisione.
Il Tribunale federale ricorda innanzitutto che il licenziamento in tronco è lecito solo per motivi importanti. " È considerata causa grave, in particolare, ogni circostanza che non permetta per ragioni di buona fede di esigere da chi dà la disdetta che abbia a continuare nel contratto". Secondo la costante giurisprudenza, i funzionari pubblici e in particolare gli agenti di polizia devono astenersi da qualsiasi comportamento che comprometta la fiducia del pubblico nell'integrità dell'amministrazione e dei suoi dipendenti. Nel caso specifico, il Tribunale federale ha criticato il fatto che il formatore non ha interrotto la chat. Tuttavia, non aveva creato lui stesso il gruppo e non si sarebbe reso colpevole di altro, motivo per cui la chat è stata un evento isolato nella sua carriera. Inoltre è trascorso più di un anno tra i fatti avvenuti nella chat e il licenziamento immediato.
In queste circostanze, il Tribunale amministrativo ha deciso che il licenziamento senza preavviso era sproporzionato e che si sarebbe potuto adottare un provvedimento più blando. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso presentato dalla Città di Ginevra e ha confermato che il licenziamento immediato non era giustificato.