Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/218291

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta alla mia domanda 20.5982 il Consiglio federale afferma che nel 2019 le riduzioni dei pagamenti diretti alle aziende agricole a causa di infrazioni alle prestazioni ecologiche richieste sono ammontate complessivamente a 9'404'335 franchi cui si sono aggiunti ulteriori 771'502 franchi riguardanti le aziende d'estivazione. Nel 2019 i pagamenti diretti nell'agricoltura hanno toccato quota 2'819'000'000 franchi, ovvero 2.8 miliardi di franchi. Di conseguenza, a causa di infrazioni alle prestazioni ecologiche richieste i pagamenti diretti hanno subito una riduzione pari soltanto al 3,6 per mille. Considerate le 50'038 aziende che percepiscono mediamente 56'337 franchi di pagamenti diretti ciascuna, la riduzione media per azienda ammonta a 203 franchi. Alla luce di queste riduzioni marginali e del fatto che, nonostante le prestazioni ecologiche, finora non è stato possibile arrestare la perdita di biodiversità (cfr. 20.6088), invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Come mai la biodiversità diminuisce così rapidamente, sebbene la maggior parte delle aziende aventi diritto a pagamenti diretti apparentemente fornisca le prestazioni ecologiche richieste? </p><p>2. Le prescrizioni concernenti le prestazioni ecologiche sono strutturate in maniera sufficientemente efficace? Se sì, come mai non vengono comunque conseguiti gli obiettivi? Se no, cosa occorre fare?</p><p>3. La perdita di biodiversità nell'agricoltura è forse riconducibile a controlli insufficienti? Se sì, cosa occorre fare? Se no, perché?</p><p>4. E possibile che le sanzioni previste attualmente in caso di infrazione siano troppo blande per rappresentare un incentivo sufficiente a fornire tutte le prestazioni ecologiche concordate? Se sì, cosa occorre fare? Se no, perché?</p><p>5. Secondo il Consiglio federale ci sono altre spiegazioni possibili?</p><p>6. Alla luce della sospensione della PA22+ decisa dal Consiglio degli Stati, come intende affrontare questo problema il Consiglio federale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. e 2. Nella sua risposta all'interpellanza 19.4516 Fivaz "La perdita di biodiversità contribuisce in modo significativo alla diminuzione della lotta biologica contro gli organismi nocivi e dell'impollinazione nonché al calo delle rese agricole", il Consiglio federale aveva già fatto presente che le misure nel quadro dei contributi per la biodiversità hanno un effetto positivo, ma la loro efficacia è troppo esigua. Pertanto nel messaggio sulla Politica agricola a partire dal 2022 propone una serie di misure nell'ambito non soltanto dei contributi per la biodiversità, bensì anche di altre prestazioni ecologiche come la PER nonché di ulteriori strumenti per colmare le lacune. Con tali misure si mira da un lato a garantire direttamente le superfici pregiate, a migliorare la promozione dell'interconnessione, della qualità nonché delle strutture e dall'altro anche a proteggere la biodiversità, ad esempio mediante il minor utilizzo di prodotti fitosanitari o la riduzione delle eccedenze di sostanze nutritive e delle emissioni di ammoniaca provenienti dall'agricoltura.</p><p>3. e 4. Attraverso il sistema dei controlli in agricoltura si verificano le esigenze vigenti in materia di gestione. Il sistema dei controlli è stato elaborato sulla scorta delle esperienze acquisite ed è strutturato in funzione del rischio. Viene rivisto e migliorato a cadenza periodica. Nel contesto attuale i controlli sono sufficienti.</p><p>Il sistema dei controlli, impostato maggiormente in funzione del rischio dopo la revisione dell'ordinanza sul coordinamento dei controlli delle aziende agricole (RS 910.15), è fondato su due pilastri: "controlli di base" e "controlli in funzione del rischio". Nel quadro dei controlli di base ogni azienda che ha diritto ai pagamenti diretti è controllata a cadenza periodica applicando criteri standard. Per i controlli in funzione del rischio, invece, le aziende vengono scelte e controllate in modo mirato in base a criteri di rischio specifici, quali: lacune constatate nell'anno precedente, sospetto fondato di mancata osservanza delle prescrizioni, cambiamenti sostanziali nell'azienda e ambiti a maggior rischio. Nel 2021 gli ambiti a maggior rischio sono: la protezione dei vegetali, le fasce tampone, i pascoli nel quadro dell'URA e la protezione contro l'erosione. Oltre a svolgere i controlli a seguito di una lacuna riscontrata nell'anno precedente, i Cantoni sono tenuti a controllare ogni anno almeno il 5 per cento delle aziende presenti sul loro territorio sulla base degli altri criteri di rischio.</p><p>Se durante il controllo in un'azienda viene riscontrata una lacuna ad esempio nella prova che le esigenze ecologiche sono rispettate, questo ambito sarà controllato nuovamente l'anno seguente. In caso di ripetute lacune nello stesso ambito, le riduzioni sono raddoppiate o addirittura quadruplicate. La loro portata può quindi andare da 100 franchi fino all'annullamento dei pagamenti diretti. Nel complesso le riduzioni sono proporzionate.</p><p>5. Oltre all'agricoltura vi sono diversi altri settori che hanno un impatto sulla biodiversità, ad esempio l'espansione dello spazio insediativo. Questi influssi esogeni all'agricoltura vengono affrontati con misure nel quadro del Piano d'azione della Strategia Biodiversità Svizzera.</p><p>6. La sospensione della PA22+ è un risultato intermedio, poiché l'affare dev'essere ancora trattato dal Consiglio nazionale. È dunque prematuro decidere già ora sul da farsi.</p>  Risposta del Consiglio federale.