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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2017 la Svizzera ha firmato l'accordo di Parigi sul clima. Il 28 agosto 2019 il Consiglio federale ha pertanto deciso che la Svizzera doveva ridurre le sue emissioni di gas serra a un saldo netto pari a zero entro il 2050. Secondo la sua strategia climatica a lungo termine, la Svizzera applica una politica attiva a favore della riduzione delle emissioni di gas serra e contribuisce a perseguire l'obiettivo internazionale teso a limitare il riscaldamento climatico a meno di due gradi. </p><p>Inoltre, nel 2018 il Consiglio federale ha adottato la sua Strategia Svizzera digitale affinché il Paese possa sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla digitalizzazione. In aggiunta ha eretto la digitalizzazione a uno dei quattro pilastri della sua strategia di politica estera 2020-2023 evidenziando l'opportunità presentata dalla trasformazione digitale per uno sviluppo sostenibile. </p><p>In considerazione delle priorità summenzionate e dello stato di emergenza climatica, invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Quali sono le misure strategiche e operative prese per rendere compatibile il raggiungimento degli obiettivi climatici con lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e delle attività digitali?</p><p>2. Alla luce dell'attuale crisi sanitaria, mentre la situazione ci ha costretti ad adeguare alcune nostre abitudini, ad esempio limitando i nostri spostamenti al minimo indispensabile, abbiamo constatato che in certi contesti la tecnologia digitale può rappresentare una buona alternativa per lottare contro il riscaldamento climatico. Occorre quindi prevedere una politica che definisca delle priorità (o dei limiti) per quanto riguarda i dispositivi, i servizi, gli usi e le attività digitali?</p><p>3. Quante risorse energetiche consuma attualmente la digitalizzazione in Svizzera, quali sono le previsioni per i prossimi 10, 20 e 30 anni? In che misura queste previsioni sono compatibili con la politica climatica?  </p><p>4. Come viene considerato l'impatto della digitalizzazione sull'ambiente nel contesto della moltiplicazione dei centri di dati e della realizzazione di nuove infrastrutture di telecomunicazione? </p><p>5. Quali sono le misure previste per sviluppare un'economia circolare e più locale dei prodotti elettronici, per prolungare la durata di vita dei dispositivi e per ridurre, trattare e riciclare i rifiuti? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1:</p><p>Il Consiglio federale ha proposto di accettare il postulato 19.4497 Munz "Digitalizzazione e 5G in linea con gli obiettivi climatici". In adempimento del postulato il Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni DATEC dovrà effettuare un'analisi approfondita in merito al consumo energetico delle tecnologie digitali. Anche le opportunità, ad esempio a livello climatico, dovranno essere esaminate in questo quadro poiché la digitalizzazione e lo sfruttamento dei dati offrono una varietà di strumenti e innovazioni per ridurre il consumo energetico e sensibilizzare la popolazione. Il postulato in questione è tuttora pendente in Parlamento.</p><p>Domanda 2:</p><p>Nell'ambito dell'aggiornamento in corso della Strategia "Svizzera digitale" del Consiglio federale si prevede di analizzare la politica digitale della Confederazione alla luce della pandemia Covid-19. In tale contesto saranno approfondite anche questioni come quelle sollevate dall'autore dell'interpellanza.</p><p>Domanda 3:</p><p>Il consumo di energia elettrica è solitamente rilevato sulla base dei settori (industria, terziario, ecc.), ma non del tipo di tecnologia, ragion per cui non sono disponibili informazioni specifiche in merito alla tecnologia dell'informazione in quanto tale. Con analisi basate su modelli, nel 2018 il consumo di energia elettrica per l'utilizzo a fini di informazione, comunicazione e intrattenimento è stato stimato a circa 3083 GWh (5,4 % del consumo di energia elettrica in Svizzera). Nell'ambito dei lavori in corso relativi alle prospettive energetiche in Svizzera, viene considerato anche l'impatto della digitalizzazione sul consumo energetico. Le misure del piano d'azione della Strategia Svizzera digitale comprendono tra l'altro l'elaborazione di condizioni quadro e attività volte a sostenere il potenziamento dell'infrastruttura digitale e a migliorare l'efficienza energetica in Svizzera.</p><p>Domanda 4:</p><p>Al momento il DATEC non è a conoscenza di previsioni affidabili quanto all'evoluzione del consumo di energia elettrica dell'infrastruttura che sta a monte, si pensi ai centri di calcolo. Nel 2014 secondo uno studio dell'Ufficio federale dell'energia UFE tale consumo era di 1660 gigawattore (GWh). Questi risultati saranno aggiornati in uno studio in corso fino all'autunno 2020. Inoltre, nell'ambito del programma SvizzeraEnergia, sono prese misure tese a ridurre il fabbisogno energetico dei centri di calcolo; in questo modo viene sostenuto il marchio "centri di calcolo efficienti". In aggiunta si rinvia alla risposta all'interpellanza Molina 19.4137. Nel quadro dell'attuale Strategia "Svizzera digitale", entro la fine del 2020 sarà anche pubblicato un primo rapporto sulle opportunità e i rischi della digitalizzazione per l'ambiente.</p><p>Domanda 5:</p><p>L'ordinanza concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici (ORSAE; RS 814.620) vieta di smaltire apparecchi elettronici fuori uso attraverso i rifiuti urbani o i rifiuti ingombranti. I commercianti sono obbligati a riprendere gratuitamente questi apparecchi e a smaltirli secondo le regole. La revisione dell'ORSAE (consultazione in corso fino al 20 agosto 2020) mira a rafforzare le possibilità del riciclaggio di apparecchi ancora funzionanti o riparabili. Lo studio dell'Ufficio federale dell'ambiente UFAM del 2018 sul riutilizzo e il riciclaggio di apparecchi elettrici ed elettronici mostra che dal punto di vista ambientale, per la maggior parte degli apparecchi conviene di più la riparazione piuttosto che un nuovo acquisto. La revisione dell'ordinanza sull'efficienza energetica (OEEne; RS 730.02) decisa dal Consiglio federale il 22 aprile 2020 definisce, in linea con le relative ordinanze UE, i requisiti per la disponibilità di pezzi di ricambio e di istruzioni per le riparazioni. Il maggiore riutilizzo e la riparazione di apparecchi rafforza l'economia circolare locale.</p>  Risposta del Consiglio federale.