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Una sentenza scandalosa, degna di una Repubblica delle banane. Questa è l’unica definizione possibile per l’astrusa decisione, presa dal giudice unico del Tribunale di polizia di Losanna, di assolvere i dodici attivisti (?) climatici che nel 2018 avevano occupato i locali del Credit Suisse per protestare contro gli investimenti effettuati dalla banca. Investimenti, a dire dei manifestanti, non “climaticamente corretti”.
La violazione di domicilio come pure la resistenza agli ordini di polizia, che sono dei reati penali, sono stati indubbiamente commessi. Ma il giudice unico di Losanna ha stabilito che i dodici nullafacenti avrebbero agito in stato di legittima necessità. L’articolo 17 capoverso 3 del Codice penale svizzero al proposito recita: “Chiunque commette un reato per preservare un bene giuridico proprio o un bene giuridico altrui da un pericolo imminente e non altrimenti evitabile agisce lecitamente, se in tal modo salvaguarda interessi preponderanti”.
Cosa c’entra questo articolo con l’occupazione dei locali del Credit suisse? Assolutamente nulla, e lo capisce anche il Gigi di Viganello. Quale sarebbe il bene sottoposto a pericolo imminente? Ed in che modo questo bene sarebbe stato salvaguardato dai sedicenti attivisti climatici? Costoro hanno forse impedito una rapina? Hanno sventato un’aggressione? No di certo! Hanno semplicemente