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Non è necessaria maggiore trasparenza per i lobbisti che frequentano Palazzo federale. Grazie al voto decisivo della sua presidente, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli stati ha respinto l'iniziativa parlamentare di Didier Berberat (PS/NE).
Chiede tra l'altro, l'accreditamento obbligatorio per queste persone e l'adozione di un eventuale limite alla loro presenza sotto il "Cupolone".
Sulla scorta del caso Markwalder e del lobbismo svolto da un partito filogovernativo Kazako, Berberat chiedeva un giro di vite in materia di lobbisti. Attualmente, i deputati hanno la possibilità di far accreditare due persone esterne, siano essi collaboratori personali oppure rappresentanti di gruppi di interesse.
Il caso Markwalder, secondo il Consigliere agli stati socialista, dimostra che queste persone "agiscono spesso nell'ombra" e "non sono riconosciute ufficialmente". Secondo Berberat, i lobbisti che intendono avere accesso al Palazzo del Parlamento devono farsi accreditare e il loro numero va eventualmente limitato. Il registro, pubblico, dovrebbe includere secondo l'iniziativa ogni mandato e i datori di lavoro. In caso di violazione di simili disposizioni, dovrebbero essere adottare sanzioni.
La maggioranza della Commissione, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, vuole invece che la responsabilità nelle relazioni con i lobbisti sia lasciata, come è avvenuto finora, ai membri del Parlamento. Una simile soluzione è meno burocratica e dispendiosa, basti pensare al carico di lavoro supplementare per controllare le indicazioni fornite dai lobbisti.
Per la CIP-S, anche i vantaggi in termini di trasparenza, derivanti da un accreditamento, sarebbero limitati. "La presenza dei lobbisti a Palazzo federale è solo una piccola parte dell'attività da loro svolta: essa viene infatti esercitata in molte altre sedi, segnatamente attraverso la presenza di rappresentanti di interessi nelle commissioni parlamentari", si legge nella nota.
Una minoranza crede invece che debbano essere adottate misure che rafforzino la fiducia verso il Parlamento.
SDA-ATS