Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/256120

<h2>SubmittedText<h2><p>In un'epoca in cui è prassi allestire parchi eolici sui nostri prati e installare impianti fotovoltaici sui tetti delle nostre fattorie, sono previste misure per contrastare i pericoli delle interferenze elettromagnetiche o di altre correnti vaganti per gli allevamenti di animali? Chiedo al Consiglio federale di indicare gli studi e le misure previsti per rassicurare gli allevatori circa l'affidabilità degli impianti menzionati.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli impianti fotovoltaici ed eolici devono rispettare durante il loro esercizio le prescrizioni e i valori limite contenuti nell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI; RS 814.710). Scopo di questa ordinanza è proteggere l'uomo dalle radiazioni non ionizzanti dannose o moleste. Non esistono norme specifiche per la tutela degli animali da reddito dalle radiazioni non ionizzanti.</p><p>Il rapporto francese citato dall'autore dell'interpellanza ("Courants électriques parasites en élevage", Groupe Permanent pour la Sécurité Electrique en milieu agricole 2019; tr. Correnti elettriche parassite negli allevamenti di animali - comprendere e gestire, Gruppo permanente per la sicurezza elettrica nel settore agricolo) cita prima di tutto le linee elettriche aeree e gli impianti elettrici presenti nelle stalle quali fonti di radiazioni elettromagnetiche e di correnti indotte da queste ultime negli spazi degli allevamenti di animali. Il rapporto afferma che un'analisi di pubblicazioni scientifiche condotta dall'agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria dell'alimentazione, dell'ambiente e del lavoro (Agence nationale de sécurité sanitaire de l'alimentation, de l'environnement ANSES) non ha potuto dimostrare alcun impatto diretto dei campi elettromagnetici sul comportamento o la salute degli animali da reddito.</p><p>Anche le pubblicazioni svizzere (ad es. "Correnti vaganti nelle aziende agricole dedite all'allevamento di animali", comunicazione dell'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI), 2018 oppure "Tensions différentielles / courants vagabonds dans les exploitations d'élevage agricole. Signification, explications et évaluation", comitato tecnico della messa a terra del Comitato Elettrotecnico Svizzero CES, bollettino AES 12/2018, italiano non disponibile) indicano che gli impianti elettrici non rappresentano alcun rischio per gli animali da reddito, a condizione che vengano installati correttamente e controllati regolarmente. Se i collegamenti equipotenziali vengono progettati e installati in conformità alla norma per le installazioni a bassa tensione, le tensioni differenziali raggiungono valori di pochi millivolt. Diversi studi condotti all'estero hanno rivelato che con tensioni differenziali inferiori a 1 volt (V) non sono stati osservati disturbi dello stato di salute degli animali da reddito.</p><p>Praticamente in tutti i casi su cui l'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI) ha finora indagato non erano gli impianti delle reti di distribuzione a causare problemi di correnti vaganti bensì gli impianti domestici. Ai sensi dell'articolo 5 capoverso 1 dell'ordinanza concernente gli impianti elettrici a bassa tensione (RS 734.27) il proprietario o il rappresentante da esso designato vigila affinché gli impianti elettrici rispondano sempre alle esigenze di cui agli articoli 3 e 4 della medesima ordinanza (esigenze di base in materia di sicurezza e di prevenzione delle perturbazioni). Su richiesta, egli deve presentare il relativo rapporto di sicurezza. È quindi responsabilità del proprietario evitare che intervengano perturbazioni - che comprendono le correnti vaganti, nella misura in cui tali correnti non costituiscano un pericolo. Di conseguenza gli impianti di produzione di energia sono raramente la causa di problemi di correnti vaganti. Se gli impianti vengono costruiti, tenuti in esercizio e regolarmente controllati secondo le regole riconosciute della tecnica (cfr. art. 3 cpv. 1 OIBT) è possibile evitare le correnti vaganti o quanto meno ridurle a tal punto da non essere percepite né dall'uomo né dagli animali.</p><p>Se si sospettano difetti nell'impianto o se si misurano tensioni differenziali superiori a 1 V, si raccomanda di far verificare da personale specializzato la corretta messa a terra e l'efficacia del collegamento equipotenziale. La piattaforma informativa di AGRIDEA sulle correnti vaganti, promossa dall'Unione svizzera dei contadini (USC) e finanziata dall'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) e dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), sostiene le aziende agricole interessate e offre loro la possibilità di rivolgersi a personale esperto.</p><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza di casi di problemi alla salute degli animali da reddito causati da impianti fotovoltaici ed eolici in Svizzera. Per tale motivo finora non si è posta la questione di adottare particolari misure normative. Inoltre, manca una base legale a questo proposito nella legislazione in materia di energia elettrica.</p>  Risposta del Consiglio federale.