Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/43869

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le principali assicurazioni sulla vita, che si spartiscono più del 70 per cento del mercato svizzero della previdenza professionale occupato da tutti gli assicuratori sulla vita, si sono adoperate per pubblicare importanti cifre riguardanti i loro affari realizzati in tale settore. Il Consiglio federale non vede nessun motivo plausibile per mettere in dubbio tali cifre, che si basano sui conti annuali verificati da organi di revisione legali.</p><p></p><p>In seguito a ricerche intensive e onerose, anche l'Ufficio federale delle assicurazioni private ha presentato cifre relative allo sviluppo del mercato della previdenza professionale dal 1985. I rapporti pubblicati dall'UFAP rivelano inoltre che nel settore delle assicurazioni collettive, legate in gran parte alla previdenza professionale, dal 1985 circa 18,5 miliardi di franchi sono rifluiti verso gli assicurati in forma di eccedenze, in aggiunta all'interesse minimo garantito.</p><p></p><p>La lunga ricerca dei miliardi che si presume siano stati perduti non risolve né il problema degli insufficienti redditi del capitale in relazione al tasso d'interesse minimo del 4 per cento, né quello dell'accresciuta aspettativa di vita dei beneficiari di pensioni.</p><p></p><p>Il Consiglio federale ha del resto più volte esplicato il proprio modo di procedere, l'ultima volta nella sua risposta all'interpellanza 02.3390 della CSSS-S, "Riduzione del tasso d'interesse minimo nella previdenza professionale".</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.