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BERNA - D'ora in poi sarà l'assicurazione di base a farsi carico dei costi dei trattamenti per preservare la fertilità delle persone sottoposte a terapie antitumorali. Dal 1° luglio, gli oneri per la crioconservazione del tessuto ovarico, degli ovuli e dello sperma saranno coperti per cinque anni e non peseranno più sui pazienti.
Le cure per combattere i tumori aumentano il rischio di sterilità, ricorda in una nota odierna la Lega svizzera contro il cancro. A causa dell'aggressività di molte terapie, la fertilità può infatti risultare compromessa.
Il tasso di gravidanza delle donne dopo una malattia oncologica al seno, alla cervice o alle ovaie risulta più che dimezzato rispetto al resto della popolazione. Non essere in grado di avere figli viene percepito in molti casi come una notevole limitazione della qualità di vita, sottolinea l'associazione.
Questo problema interessa un numero sempre maggiore di malati. Stando alle stime, circa un terzo delle oltre 1000 persone under 40 che ogni anno si ammalano di un tipo di tumore che mette a repentaglio la fertilità devono sottoporsi a trattamenti di preservazione. Le cellule sessuali - ovuli o spermatozoi - vengono prelevate, congelate e conservate a lungo termine.
Tale processo di crioconservazione non rientra nelle prestazioni obbligatorie dell'assicurazione di base. Ciò significa che i pazienti sono costretti a sostenerne i costi.
Alla fine dell'anno scorso però, la Lega svizzera contro il cancro, assieme a diverse associazioni mediche specialistiche, ha avanzato una richiesta alla Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni fondamentali (CFPF) affinché tali spese siano coperte dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Ora, il Dipartimento federale dell'interno (DFI), come si legge sul suo sito web, ha deciso di accettare la proposta. La novità entrerà in vigore da lunedì.