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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a decidere le misure seguenti:</p><p>1. Gli USA vengono ammoniti chiaramente per il loro comportamento contrario alle norme di diritto internazionale.</p><p>2. L'amministrazione degli USA deve rendere conto alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia.</p><p>3. La Svizzera interrompe immediatamente ogni cooperazione di polizia e militare e vieta ogni commercio d'armi.</p><p>4. La Svizzera conduce un'indagine esaustiva sulle violazioni statunitensi della sovranità in Svizzera.</p><p>5. La Svizzera vieta immediatamente ogni sorvolo e atterraggio di aerei che non si adeguano alle norme internazionali. Non accetta più "carichi non identificati".</p><p>6. La Svizzera allestisce un'analisi indipendente dagli USA sulla sicurezza in Svizzera e propone misure di prevenzione adeguate, concordate con quelle dei Paesi limitrofi.</p><p>7. La Svizzera si impegna a favore di riforme nell'ONU che permettano di regolare per quanto possibile il pari trattamento di tutti i Paesi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Ai vertici dei livelli politici, la Svizzera ha ricordato a più riprese agli USA gli obblighi di diritto internazionale e soprattutto umanitario. In un memorandum, consegnato dal segretario di Stato Michael Ambühl il 14 giugno 2005 all'US-State Department e dalla consigliera federale Micheline Calmy-Rey il 27 giugno 2005 al ministro degli esteri statunitense Condoleezza Rice, la Svizzera ha espresso la preoccupazione per lo statuto dei detenuti di Guantanamo e la prassi della cosiddetta "extraordinary rendition" ricordando il rispetto delle disposizioni di diritto internazionale di cui sopra. Nel contesto dei presunti voli CIA, il DFAE ha chiesto a più riprese informazioni dagli USA dalla fine di giugno 2005. L'8 dicembre 2005 l'ambasciata USA ha trasmesso, su incarico dello State Department, la dichiarazione della segretaria di Stato Condoleezza Rice secondo la quale "the United States has not transported anyone, and will not transport anyone, to a country when we believe he will be tortured". Il 30 gennaio 2006 gli USA hanno dichiarato alla Svizzera di non aver utilizzato lo spazio aereo elvetico né aeroporti svizzeri per trasportare illegalmente prigionieri e di voler rispettare anche in futuro la sovranità della Svizzera.</p><p>Le autorità svizzere non hanno prove del fatto che lo spazio aereo o gli aeroporti svizzeri siano stati utilizzati dalla CIA per svolgere attività illegali (vedi anche al punto 4).</p><p>2. La Corte penale internazionale dell'Aia è competente del perseguimento penale individuale. Ciò significa che possono essere citati solo individui, ma non Stati. Inoltre gli USA non sono membri della Corte penale internazionale dell'Aia. Controversie tra i Paesi membri dell'ONU possono essere conciliate dalla Corte penale internazionale, anch'essa con sede all'Aia. Tuttavia, la corte può essere adita per un caso solo con il consenso dello Stato interessato. Perciò è impossibile intentare una causa contro gli USA presso una delle Corti dell'Aia. Il Consiglio federale non ritiene opportuno agire in questa maniera.</p><p>3. Se venissero interrotte le importazioni e le esportazioni di materiale bellico con gli USA, bisognerebbe fare i conti con conseguenze nella politica della sicurezza. Per la Svizzera gli USA sono fornitori importanti di materiale bellico e contribuiscono così in maniera essenziale alla sicurezza d'approvigionamento sancita all'articolo 1 della legge federale sul materiale bellico. Le ripercussioni economiche di un'interruzione dei rifornimenti di materiale bellico dagli USA verrebbero risentite ben oltre l'industria degli armamenti.</p><p>4. Il ministero pubblico ha avviato indagini per sospetto di attività illecita per uno Stato estero (art. 271 CP).</p><p>5. Solo rispettando il diritto internazionale, la sovranità svizzera e l'ordinamento giuridico svizzero è permesso sorvolare il territorio svizzero. La Svizzera e gli USA sono parti contraenti alla Convenzione di Chicago relativa all'aviazione civile internazionale, che permette agli aerei privati di penetrare nello spazio aereo di uno Stato contraente, di sorvolarlo e di atterrare per motivi non commerciali senza previa autorizzazione. L'UFAC partecipa dal 2000 al programma SAFA (Safety Assessment of Foreign Aircraft) della Commissione europea per l'aviazione civile che permette anche controlli della polizia e della dogana su veicoli atterrati. Tuttavia questi controlli possono essere effettuati solo se esiste un dubbio fondato e rientrano nelle competenze della polizia cantonale aeroportuale. Per quel che riguarda gli atterraggi in questione, non sussistevano motivi che avrebbero potuto motivare allora un controllo.</p><p>Velivoli stranieri, militari o statali, possono atterrare sul territorio svizzero o sorvolarlo solo con un'autorizzazione dell'UFAC (diplomatic clearance). La Svizzera ha introdotto nelle autorizzazioni annuali una nuova condizione per la quale l'uso di spazio aereo svizzero non è permesso per voli che contravvengono alle disposizioni del diritto internazionale. In base alle affermazioni americane del 30 gennaio 2006 (vedi anche il punto 1), il 31 gennaio 2006 la Svizzera ha rinnovato il permesso annuo per l'uso dello spazio aereo svizzero secondo il diritto vigente e nel completo rispetto del diritto internazionale.</p><p>6. La Svizzera svolge già ad intervalli regolari analisi sulla sicurezza e prende le corrispondenti misure. Inoltre le concorda a livello internazionale nella misura adeguata.</p><p>7. Conformemente alla Charta, l'UNO si basa "sul principio della sovrana eguaglianza di tutti i suoi membri". Al contempo affida in particolare ai membri permanenti del Consiglio di sicurezza competenze, obblighi e compiti ben determinati. Il Consiglio federale è favorevole ad un ampliamento del Consiglio di sicurezza nel quadro delle riforme ONU in modo da permettere una migliore rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo, che non vada solo a vantaggio dei Paesi potenti e a svantaggio degli altri. Inoltre la Svizzera si impegna attivamente a favore di un aumento della trasparenza e dell'ulteriore sviluppo di metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza affinché tutti i Paesi membri dell'ONU possano partecipare meglio ai lavori.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.