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Entra in funzione in Turchia la maxi-diga di Ilisu sul fiume Tigri, nella provincia sudorientale a maggioranza curda di Batman.
L'opera, in costruzione dal 2008 e fortemente controversa per l'impatto ambientale e sociale e la distruzione del prezioso patrimonio archeologico dell'area, è stata inaugurata oggi in videoconferenza dal presidente Recep Tayyip Erdogan.
"Le organizzazioni terroristiche e l'establishment finanziario straniero che per anni hanno cercato di impedire la costruzione di questa diga sono oggi stupiti dalla grandezza di quest'opera", ha dichiarato il capo dello stato, spiegando che la relativa produzione di energia garantirà all'economia turca un guadagno di 2,8 miliardi di lire all'anno (circa 400 milioni di franchi). Dal 2002, quando il suo Akp è andato al governo, ha aggiunto Erdogan, in Turchia sono state costruite 585 nuove dighe.
L'opera è stata duramente contestata perché sommergerà tra le altre la città di Hasankeyf, che vanta 12 mila anni di storia, costringendo migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni e, secondo gli ambientalisti, danneggiando gravemente l'ecosistema del Tigri. Inoltre, sono forti i timori in Iraq per una possibile riduzione dei flussi del fiume verso zone che già affrontano una grave siccità.
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