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Il Consiglio nazionale ha iniziato oggi la discussione della nuova Legge sulle abitazioni secondarie. Le proposte della sinistra di applicare in modo rigido la cosiddetta iniziativa Weber sono state respinte. Alcuni emendamenti che vogliono limitare le eccezioni sono però stati accettati. I dibattiti proseguiranno fino alle 13.00 per poi riprendere domani.
Il progetto finora adottato è quindi più restrittivo rispetto a quello proposto dalla commissione preparatoria. Ciò è dovuto all'accordo raggiunto ieri tra Vera Weber, la figlia dell'ecologista Franz Weber, e i partiti PLR e UDC. Concretamente, l'associazione Helvetia Nostra non lancerà il referendum contro la nuova legge se il Parlamento rinuncerà ad alcune eccezioni al limite del 20% fissato per ogni singolo comune.
Tra le decisioni già adottate, da segnalare la possibilità di realizzare nuovi alloggi paralberghieri se questi verranno proposti su una piattaforma di distribuzione commerciale. Il comitato d'iniziativa non ha mai "inteso vietare la costruzione di appartamenti di vacanza locati a scopi commerciali", ha spiegato il relatore della commissione Yannick Buttet (PPD/VS).
Contrariamente a quanto proposto dal Consiglio degli Stati, il proprietario sarà obbligato ad affittarli, non basterà la disponibilità a farlo. Per la sinistra, questa disposizione avrebbe aperto la porta a ogni abuso. La soppressione di questo punto è uno degli aspetti contenuti nell'accordo raggiunto tra Vera Weber e PLR-UDC.
La Camera del popolo ha poi concesso la possibilità di trasformare vecchi alberghi (gestiti da almeno 25 anni) in residenze secondarie. I deputati hanno però voluto introdurre un limite: solo il 50% della superficie potrà essere riutilizzata come abitazione di vacanza.
Sempre per quanto riguarda gli hotel, il progetto prevede la possibilità che si costruiscano nuovi alloggi per finanziarne il funzionamento. Le nuove superfici non potranno superare il 20% dell'insieme di quelle utili principali; se questi spazi rimangono di proprietà dell'albergo la percentuale potrà essere del 33%.
La maggioranza ha anche voluto concedere ai comuni la possibilità di autorizzare la trasformazione di monumenti protetti e "edifici tipici del sito" in abitazioni secondarie. Gli Stati avrebbero voluto estendere questa possibilità anche agli immobili semplicemente degni di essere preservati.