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PARIGI - Un anno di carcere, di cui sei mesi con la condizionale, e una multa di 3'750 euro sono le richieste dell'accusa nei confronti dell'ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, imputato insieme ad altre 13 persone nel processo "Bygmalion" per lo sforamento del tetto di spesa consentito dalla legge nella campagna presidenziale del 2012.
Bygmalion era il nome della società organizzatrice di eventi che si occupò della campagna e che avrebbe emesso false fatture.
Per l'accusa «Sarkozy non è affatto pentito, dal momento che è stato presente a una sola udienza» e si è comportato «non considerandosi un cittadino uguale agli altri di fronte alla giustizia».
In aula, la settimana scorsa, Sarkozy è comparso molto determinato: «Dove sarebbe la campagna che si impenna? Dove sarebbe la campagna elettorale d'oro massiccio?», ha detto davanti al tribunale negando ogni addebito e assicurando che la campagna elettorale che lo vide sconfitto da François Hollande non costò di più di quella del 2007, che lo vide trionfare.
Doppia contabilità e fatture false
Il caso Bygmalion ruota su un sistema di doppia contabilità e false fatture messo in piedi per le spese del partito di Sarkozy in vista delle presidenziali del 2012 così da evitare di superare il tetto previsto. Al centro del sistema la società Bygmalion, tre dirigenti della quale hanno confessato.
Uno dei giudici istruttori ha rinviato a giudizio Sarkozy e altre 13 persone. Ma l'altro giudice ha rifiutato di firmare il rinvio a giudizio, per il quale è stato necessario attendere il parere (sfavorevole a Sarkozy) della Corte d'appello e della Cassazione.
L'ex presidente non è accusato per la frode delle fatture ma di aver superato con cognizione di causa il plafond ammesso per le spese elettorali, fissato a 22,6 milioni di euro. Egli «non poteva non sapere», secondo i giudici, di essersi impegnato in spese extra budget fino a 42,8 milioni di euro.
Sarkozy è stato il primo ex presidente della V Repubblica a essere condannato - nel marzo scorso - al carcere (3 anni di cui uno senza condizionale), per corruzione e traffico di influenze nel processo sulle intercettazioni.