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L'inverno si è insediato nei Balcani, e con esso è arrivata anche una fitta nebbia tossica, generata in parte dal carbone e dalla legna utilizzati per riscaldare le case, che ricopre i cieli delle città. A Sarajevo, Pristina, Belgrado, Skopje e in altri centri abitati, l'aria è irrespirabile. Secondo il portale specializzato AirVisual, Sarajevo, per esempio, è al secondo posto nel ranking mondiale dell'inquinamento, e Skopje è all'ottavo.
L'opinione pubblica inizia a denunciare l'immobilismo politico di fronte a questo problema. "La Serbia sta soffocando. Qualcuno ha visto il ministro dell'ambiente?", scrive il giornale "Blic". Secondo uno studio delle Nazioni Unite, l'inquinamento atmosferico è direttamente responsabile di quasi un decesso prematuro su cinque in 19 città dei Balcani occidentali.
Le cause dell'inquinamento sono molteplici, ma d'inverno il riscaldamento domestico diventa una delle cause principali. L'elettricità, per la maggior parte delle persone, è troppo onerosa e dunque gli abitanti sono costretti a ricorrere alle soluzioni più povere.