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Il leader dei laburisti a gamba tesa sulla finanziaria elaborata dal cancelliere dello Scacchiere Jeremy Hunt
LONDRA - «Una manovra per la crescita» che rivede in realtà «le stime sulla crescita al ribasso» per il prossimo futuro. Così il leader del Labour britannico, Keir Starmer, intervenendo oggi in toni duramente critici alla Camera dei Comuni nella tradizionale replica dai banchi dell'opposizione alla presentazione della finanziaria di primavera fatta da Jeremy Hunt, cancelliere dello Scacchiere del governo conservatore di Rishi Sunak.
Starmer, parlando con al fianco la cancelliera ombra laburista Rachel Reeves, ha sottolineato alcune delle stime aggiornate illustrate dallo stesso Hunt: con la recessione tecnica scongiurata di un soffio nel 2023, a dispetto delle previsioni dei mesi scorsi, e l'inflazione indicata in calo dal picco attuale del 10,1% al 2,9 atteso a fine anno, ma anche con il dato sulla crescita dei prossimi anni rivisto complessivamente al ribasso (con un +1,8% nel 2024, un +2,5% nel 2025, un +2,1% nel 2026 e non oltre un +1,9% nel 2027).
Scenario che tratteggia «un percorso verso un declino controllato», ha rincarato Starmer, accusando Hunt di aver riproposto «vecchie ricette Tory» per provare a rattoppare guasti nati sotto gli stessi governi conservatori; e di «mascherare la stagnazione dietro la parola stabilità». Mentre per quest'anno il Regno Unito dovrebbe restare l'unico Paese del G7 con un Pil inferiore a quello pre Covid.
«I vostri scaffali - ha infine ironizzato - sono vuoti come quelli delle verdure dei supermercati» alle prese qua e là con problemi di penuria di prodotti quali pomodori e insalata nelle ultime settimane.
A mio modo di vedere la Gran Bretagna ha qualche problemino. Vogliono tornare ad essere una potenza coloniale anche se non se ne sono accorti che il XIX e il XX secolo sono ormai passati. I numeri non stanno più dalla loro parte. Vale anche per gli USA questo pur non avendo mai esplicitamente esternato le loro ambizioni coloniali ma di fatto perseguite.