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"1000 PeaceWomen Across the Globe" è stato definito dall'Ufficio federale della cultura "uno dei più bei libri del 2005". Design: Tania Prill, Alberto Vieceli. Produzione: KONTRAST Edizioni, Zurigo - Editore: Scalo, Zurigo.
Nigar Ahmad, Pakistan
Nigar Ahmad ha mobilitato le donne pachistane affinché si presentino alle elezioni locali e partecipino ai programmi dell'ONU per lo sviluppo.
Lidia Grafova, Federazione russa
«Sto dove c'è il dolore». Lidia Grafova lotta per i diritti dei rifugiati e dei migranti in tutta la Federazione russa. Viaggia costantemente attraverso il Caucaso per organizzare l'aiuto umanitario in favore delle vittime dei conflitti politici ed etnici.
Kupa Piti Kungka Tjuta (KPKT), Australia
«Siamo di passaggio su questa terra. Se la trattiamo con cura, avrà cura di noi». Nel 1998, anziane rappresentanti degli aborigeni Kungka sono state il ferro di lancia di una campagna contro i piani del governo di depositare rifiuti nucleari nei loro territori. Si sono alleate con vari altri gruppi nel paese per fermare un progetto di milioni di dollari. (© Judith Ragg, Fiji)
Lotti Latrous, Costa d'Avorio/Svizzera
«Ricevo più di quello che do. Nell'ospedale sento la presenza di Dio. Lo vedo nel sorriso di Emmanuel, lo sento al capezzale di Aimé e lo riconosco nei gesti di Felix, che è cieco. Questo è il mio posto». Nel 2002 Lotti Latrous ha aperto un ospedale per maladi di Aids ad Abidjan, nella Costa d'Avorio. Il suo prossimo progetto è un orfanotrofio per bambini che hanno perso i genitori a causa dell'Aids. (© Gabriella Baumann-von Arx, Svizzera)
Maria Ramona Isabel Noguera Dominguez, Paraguay
«Ho giurato a me stessa che avrei fatto tutto il possibile per evitare che un'altra madre dovesse piangere la morte del figlio, provocata dal maltrattamento all'interno delle forze armate». - Dopo che suo figlio è stato torturato a morte nel 1996 mentre prestava servizio nell'esercito, Maria Ramona Noguera ha lanciato una campagna per la giustizia in ambito militare.
Sharon Bhagwan-Rolls, Fiji
«Il mio principale obiettivo come giornalista di "FemLINKpacific" è far conoscere le storie delle nostre donne e delle nostre comunità, per aiutare la promozione della pace e la riconciliazione nell'arcipelago delle Fiji, a popolazione multietnica». Sharon Bhagwan-Rolls è la realizzatrice del trimestrale "FemTALK 1325", che si occupa di iniziative di pace delle donne. È anche conduttrice di FemTALK 89.2FM, una radio mobile femminile al servizio della comunità. (© Judith Ragg, Fiji)
Regina Makunga, Sud Africa
«I bambini sono i custodi della nostra cultura e del nostro stile di vita. Bisogna instillare l'orgoglio della propria cultura e di se stessi». Nel 1994 il futuro della scuola per l'infanzia di Zamani, nella provincia di Transkei, era fosco. Poi Regina Makunga (Mam'u Makunga) si è offerta come volontaria per tenerla in piedi. Un luogo dove oggi i bambini trovano rifugio e una possibilità di svilupparsi.
Wang Pinsong, Cina
«Senza il fiume Jinsha e senza il villaggio, la nostra casetta non potrebbe sorgere qui!». Nel 2004 i diritti delle popolazioni indigene lungo il fiume Jinsha erano minacciati, particolarmente da un progetto di centrale idroelettrica. Wang Pinsong è riuscita a mettere insieme diversi gruppi etnici, tra cui naxi, hmong, lisu, tibetani, pumi, bai e han, perché combattessero per i propri diritti.
Eva-Elvira Klonowski, Islanda
«Lavoro con il cuore e provo compassione per i morti e per le loro famiglie, mentre cerco di ricostruire le loro identità perdute. Opero in nome di coloro che sono stati derubati della loro preziosa vita». La Dr. Elvira Klonowski, antropologa forense, ha fatto parte del primo gruppo di esperti riuniti dal Tribunale internazionale per l'ex-Yugoslavia, incaricato di riesumare ed identificare i resti ritrovati nelle fosse comuni.
Macedonia Blas, Mexico
«Poco alla volta, un passo dopo l'altro si ottiene tutto». Macedonia Blas, india Ñañhú - madre di 11 figli - organizza e difende le donne messicane indigene.
Mallika Vikram Sarabhai, India
"Mentre recitava il ruolo di Draupadi, in tournée con il gruppo Mahabharata in più di 30 paesi, Mallika si è resa conto che l'arte era il mezzo migliore per favorire i cambiamenti sociali." - Danzatrice, coreografa, attrice e scrittrice, Mallika Sarabhai da 22 anni usa l'arte come arma per combattere l'ingiustizia. Lavora con i bambini e mette in evidenza temi che riguardano la condizione della donna.
Unite contro la violenza e la guerra.
Partita dalla Svizzera, l'iniziativa aveva designato donne di oltre 150 paesi per il Premio Nobel della pace 2005. Non hanno ottenuto il prezioso riconoscimento, ma da questa esperienza è nato il libro "1000 PeaceWomen Across the Globe".
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