Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/118701

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di trasmettere al Parlamento un progetto per l'adeguamento, conformemente alla Costituzione federale vigente, del concetto giuridico del "wohlerworbenes Recht" ("diritto acquisito") cui si fa riferimento all'articolo 43 della legge federale del 22 dicembre 1916 sull'utilizzazione delle forze idriche (RS 721.80).</p><p>Art. 43 Del diritto di utilizzazione</p><p>Cfr. I Restrizione e revoca da parte delle autorità</p><p>Cpv. 1</p><p>Con la concessione il concessionario acquista, nei limiti dell'atto di concessione, il diritto all'utilizzazione del corso d'acqua nell'ambito del diritto federale (nella versione italiana, già tradotto con "il diritto a". Modifica che concerne solo il testo tedesco, ndt).</p><p>Cpv. 2</p><p>Il diritto d'utilizzazione, una volta concesso, può essere revocato o ridotto solo per ragioni di pubblico interesse e verso piena indennità.</p><p>Cpv. 3</p><p>La procedura è regolata dalla legge federale sulla espropriazione (RS 711). Sono fatte salve eventuali disposizioni derogatorie della presente legge.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 43 capoversi 1 e 2 della legge federale del 22 dicembre 1916 sull'utilizzazione delle forze idriche (RS 721.80) è rimasto sostanzialmente invariato dalla sua entrata in vigore nel 1918. Nel caso delle concessioni per l'utilizzazione delle forze idriche, la protezione speciale dei diritti acquisiti non si basa solo sull'istituto della garanzia della proprietà (art. 26 della Costituzione), ma soprattutto su quello della tutela dell'affidamento (art. 9 della Costituzione). Per quanto concerne il diritto di utilizzazione delle forze idriche accordato mediante concessione, la qualifica giuridica di diritto acquisito è utile, innanzitutto, per garantire la sicurezza degli investimenti. </p><p>Il Tribunale federale, tuttavia, è sempre stato del parere che anche i diritti acquisiti non godano di una protezione assoluta. Secondo la cosiddetta teoria della sostanza, confermata a più riprese dallo stesso Tribunale, i diritti acquisiti possono essere limitati a titolo eccezionale mediante nuove disposizioni giuridiche, se</p><p>- le disposizioni giuridiche entrate in vigore dopo la concessione dei diritti acquisiti non intaccano la sostanza di questi ultimi;</p><p>- sussiste un interesse pubblico preponderante per la restrizione dei diritti acquisiti (cfr. DTF 107 Ib 140 segg., DTF 119 Ia 154 segg.).</p><p>Nella cosiddetta sostanza rientrano gli elementi che contribuiscono alla redditività e al rendimento dell'impresa concessionaria. Quest'ultima, dopo la restrizione dei suoi diritti, deve disporre di una redditività sufficiente per poter ammortizzare gli investimenti effettuati nel corso della durata della concessione, coprire i costi correnti e ottenere un'adeguata remunerazione dei fondi propri investiti. Tra gli interessi pubblici che possono giustificare una restrizione dei diritti figurano quelli in materia di polizia, pianificazione territoriale, protezione ambientale, sociali e sociopolitici. Non vi rientrano, invece, gli interessi fiscali. L'obbligo di risanamento dei deflussi residuali, secondo l'articolo 80 della legge sulla protezione delle acque (LPAc, RS 814.20), costituisce un esempio di restrizione di un diritto di utilizzazione delle forze idriche esistente (ai sensi di quanto previsto nella Costituzione federale) che deve essere consentito senza indennità qualora la sostanza del diritto sia preservata. Lo stesso articolo prevede, inoltre, che in caso di interessi pubblici preponderanti possano essere adottate delle misure di risanamento supplementari che intaccano la sostanza dei diritti e vincolano al versamento di un'indennità.</p><p>Negli ultimi anni si è osservata una tendenza ad accorciare la durata delle concessioni. In questo modo sarà possibile, in primo luogo, verificare regolarmente se le concessioni e l'esercizio degli impianti sono conformi alle condizioni quadro giuridiche attuali.</p><p>In particolare per quanto concerne i progetti di grandi centrali idroelettriche, continua a sussistere un interesse legittimo per concessioni di lunga durata: gli investimenti, talvolta considerevoli, e le ampie misure ambientali di cui necessitano i nuovi impianti richiedono, infatti, un lungo periodo di ammortamento.</p><p>Il Consiglio federale considera, pertanto, che la regolamentazione vigente sia ancora adeguata e che la revisione proposta dalla mozione non sia necessaria.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.