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Tutti i militari in servizio sulle piazze d'armi e tutti i civili che ci lavorano sono pregati di farsi vaccinare contro il morbillo, se non l'hanno ancora fatto, altrimenti rischiano la messa in quarantena. L'esercito ha reagito dopo che un soldato svittese, in servizio a Kloten (ZH), ha contratto la malattia durante un congedo.
Il militare in questione è stato rimandato a casa. Finora né presso la piazza d'armi di Kloten né in un'altra scuola reclute si è verificato un ulteriore caso di morbillo, ha precisato oggi il Dipartimento federale della difesa.
I militari possono farsi vaccinare di loro spontanea volontà e gratuitamente su tutte le piazze d'armi. Se si manifesta un caso accertato di morbillo, il malato viene immediatamente isolato dagli altri e tutte le persone non vaccinate della piazza d'armi dovranno essere messe in quarantena. Il motivo? Per la durata di tre settimane sono infatti potenziali vettori della malattia e corrono il rischio di ammalarsi.
Chi si ammala durante il congedo deve annunciarsi telefonicamente all'infermeria della piazza d'armi in cui presta servizio.
Per la piazza di Kloten, chi è entrato in contatto con la persona colpita dal morbillo e non è vaccinato, deve farsi vaccinare a titolo volontario. Chi non volesse procedere in tal senso verrà messo in quarantena per tre settimane, prosegue il Dipartimento in una nota.
Un'ondata di morbillo tocca anche il Ticino, in particolare la regione di Bellinzona, e la Svizzera centrale dall'inizio del mese di giugno. I malati sono soprattutto bambini e giovani non vaccinati.
Attualmente, 82% delle persone che vivono in Svizzera sono vaccinate. La malattia può a volte causare complicazioni, come encefalite o polmonite.
SDA-ATS