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A largo della costa orientale della Sicilia c'è un motore sommerso che fa scivolare l'Etna nelle acque dello Ionio. Come se nel versante di Sud-Est il vulcano 'non avesse i piedi'.
Il motore principale di questo movimento, che nel maggio 2017 è stato di 4 centimetri in soli 8 giorni, non è legato alla camera magmatica come ritenuto finora, ma è in mare, come se l'Etna stesse collassando per il suo peso. Per gli esperti, è impossibile dire se causerà tsunami.
È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Science Advances, coordinato dal Centro tedesco Helmholtz per la ricerca oceanografica Geomar di Kiel.
Questo motore è stato studiato per due anni a circa 15 chilometri dalla costa e 1200 metri di profondità. "È la prima volta che misuriamo deformazioni sottomarine dell'Etna", ha spiegato un ricercatore.
Da 20 anni i vulcanologi monitorano i movimenti del vulcano, ma finora solo sulla superficie. Secondo lo studio, "i nuovi dati spostano adesso la causa del movimento in mare, dove si trova la scarpata ibleo-maltese. È come se il vulcano lì non avesse i piedi".
L'Etna, il vulcano attivo più grande d'Europa, ha circa 500'000 anni.