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Buon viaggio
Un paio di giorni e Michael Cimino è stato raggiunto ai cancelli del Cielo da un altro grande autore del cinema. Un autore che avrà senz’altro portato con sé il sapore della ciliegia. Si è spento ieri a Parigi Abbas Kiarostami, regista iraniano, Pardo di bronzo nel 1989 a Locarno, Palma d’oro nel 1997 per il meraviglioso Il sapore della ciliegia. Artista senza confini per lui pennello, penna o macchina da presa sono stati strumenti equivalenti per modellare un linguaggio altissimo, innescato dal reale e delineato dalla poesia. A lui, insieme a Wim Wenders e Terry Gilliam, il Festival del Film Locarno consegnò il Pardo d’onore nel 2005, accogliendolo in Piazza Grande con l’abbraccio degli otto mila sotto le stelle. “Il cinema inizia con Griffith e finisce con Kiarostami“, disse Jean-Luc Godard celebrando l’eccezionalità del suo fare cinema.
In uno scambio di pensieri con il regista Pino Petruzzelli Kiarostami, che nella sua opera seppe slegare le costrizioni della censura facendone potente veicolo per l’espressione, scrisse “gli uomini non lasciano volentieri la loro patria per diventare ospiti indesiderati di un’altra terra. (…) Non merita di essere chiamato essere umano colui che è indifferente alle sofferenze degli altri”.
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