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Dipendente accusato di avere fatto carte false. Ma si aspettano dei chiarimenti
BERNA - Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha sospeso il procedimento contro un ex dipendente dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) e due membri del consiglio di amministrazione di un importatore di automobili e ha respinto le accuse di corruzione e truffa in materia fiscale al Ministero pubblico della Confederazione (MPC). La Corte vuole aspettare la chiusura del procedimento con decisione passata in giudicato davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF).
Il TAF deve chiarire nella procedura amministrativa se l'importatore di automobili deve una tassa sul CO2 di circa 9 milioni di franchi per gli anni dal 2015 al 2017. Questo emerge da una decisione pubblicata oggi dalla Camera penale del TPF.
Fattore decisivo per la tassa, secondo la Camera penale, è se l'azienda è un importatore o meno. Poiché il chiarimento di questo aspetto non è solo decisivo per il procedimento amministrativo, ma anche per il procedimento penale, il tribunale ha temporaneamente sospeso il caso. Una delle ragioni è quella di evitare sentenze contraddittorie.
Il MPC accusa i due membri del consiglio di amministrazione di aver pagato all'ex dipendente dell'USTRA una somma mensile di 2000 franchi. In cambio, l'uomo avrebbe registrato 2239 auto importate con dati falsi nel sistema dell'USTRA. La società automobilistica non avrebbe così dovuto pagare alcuna tassa sul CO2 o sanzioni per gli anni dal 2015 al 2017.
In seguito a una denuncia da parte di USTRA il MPC ha aperto nel 2017 un procedimento penale contro l'allora dipendente dell'USTRA. Il procedimento è stato poi esteso ai due membri del consiglio di amministrazione.