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Quattro giorni dopo la pubblicazione del rapporto delle commissioni parlamentari della gestione sulla vicenda UBS-USA, la presidente della Confederazione Doris Leuthard ha ammesso sbavature nell'organizzazione, ma ha giudicato eccessivamente severe certe critiche al governo.
La ministra dell'economia ha aggiunto che percepisce una certa frustrazione in seno all'esecutivo federale. Una frustrazione legata all'attuale impossibilità di essere completamente trasparente sul modo in cui il governo è stato informato dall'UBS. Ma il Consiglio federale risponderà. In settembre, e non alla fine dell'anno come previsto, darà la sua versione dei fatti.
Il governo procederà a tappe. Dapprima si occuperà della fase che va dall'inizio della crisi fino al piano di salvataggio dell'UBS. In un secondo tempo, tratterà l'accordo con gli Stati uniti. Poi risponderà alle critiche al suo operato. Proporrà pure dei cambiamenti nel rapporto delle commissioni della gestione.
La presidente della Confederazione non ha voluto rispondere alle critiche rivolte a singoli membri del governo e alla lentezza del collegio. Ha tuttavia assicurato che il rapporto avrà delle conseguenze: si cercheranno rimedi tramite il piano di riforma governativo. L'esecutivo dovrebbe presentare entro la fine del mese il messaggio sulla riforma.
Riguardo all'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso UBS, Doris Leuthard ha ribadito che non spetta al governo decidere su questo punto, ma che tale organismo non può obbligare una banca a consegnare documenti o un privato a testimoniare.
swissinfo.ch e agenzie