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Elezioni statunitensi: ecco chi può battere Donald Trump a colpo sicuro
«Potrà farcela soltanto uno», ricorda la saga cinematografica «Highlander». Vale anche per i democratici statunitensi che vogliono tentare di battere Donald Trump alle elezioni del 2020: una sola persona potrebbe riuscire nell’impresa, secondo Bill Maher.
A volte non scegliamo la storia, ma è la storia che sceglie noi, spiega Bill Maher. Come due mesi fa, quando il procuratore speciale è stato incaricato di rimettere le cose a posto di fronte ad un Senato di «yes men» e a un procuratore generale «accondiscendente».
«[Robert] Mueller ha ascoltato la chiamata della storia. Ma l’ha inviata direttamente sulla segreteria telefonica», afferma il presentatore di «Real Time» per introdurre la sua tesi.
«Penso che la storia abbia scelto un’altra persona per le prossime elezioni. Come Robert Mueller, possiede competenze uniche che le permettono di assumersi il compito di battere Donald Trump. Per un capriccio del destino, soltanto lei è dotata di tutte le qualità e soltanto lei può essere la risposta alla domanda seguente: chi hanno a disposizione i democratici per battere a colpo sicuro Donald Trump?».
Benché Bill Maher sia un sostenitore dichiarato dei democratici, i principali candidati del partito al momento non lo convincono. Se si affida il volante a Joe Biden, rischia di finire contro un muro, secondo Maher, il quale ritiene che il suo appeal nei confronti dei giovani sia pari a quello di una macchina da scrivere.
Bill Maher trova Elizabeth Warren simpatica. Tuttavia, «è una donna plurisillaba in un Paese monosillabo. Molti statunitensi vedono una donna con molti progetti, che sembra sapere tutto e che chiede cambiamenti. E si dicono: “Io ho già una moglie”».
Quando a Bernie Sanders, il suo anno di nascita lo rende uno di quei candidati che hanno il numero del cardiologo tra i preferiti sul proprio cellulare, spiega Bill Maher. «Mi piace anche il sindaco Pete [Buttigieg], ma ci dobbiamo porre una domanda: gli Stati Uniti sono pronti ad essere guidati da un adolescente gay? Ha 37 anni e ne dimostra 27. È il solo veterano dell’Afghanistan ad essere tornato ringiovanito. Se facesse i porta a porta durante la campagna elettorale, nessuno gli aprirebbe perché lo prenderebbero per un mormone».
No, nessuno vincerebbe a colpo sicuro tra questi candidati, secondo Bill Maher. Ma una sera – racconta – mentre prendeva le sue medicine, un nome gli è improvvisamente venuto in mente. «La sola persona che può vincere a colpo sicuro è Oprah Winfrey».
Come ha fatto il comico a pensare a questa presentatrice televisiva, della quale non è neppure «fan» e che in altre occasioni gli ha anche sottratto dell’audience? Quali criteri essenziali vanta la miliardaria che altri non hanno?
In primo luogo, è fondamentale mobilitare la base afro-americana. Secondo lui, le cifre dei sondaggi tra gli elettori neri esploderebbero grazie al fatto che Oprah vanta la popolarità di una Kardashian. In secondo luogo, la maggioranza degli elettori è composta da donne e l’elettorato democratico è al 58% femminile. Oprah potrebbe mobilitarle? Bill Maher sorride: «Le donne amano Oprah più ancora di quei negozi che vendono solo macaron». Ma c’è un terzo argomento a favore della presentatrice di 65 anni: non spaventa gli uomini bianchi.
«Non si deve mai sottovalutare il potere che conferisce il fatto di occupare i salotti delle famiglie da parecchi decenni. È ciò che ha permesso a Trump di essere eletto […]. I bianchi forse non amano Oprah, ma lei resta familiare e “comoda” come un pantaloncino con l’elastico».
Occorre essere una celebrità per sopravvivere nella politica statunitense moderna, spiega. È così che la scimmia Bonzo è arrivata alla Casa Bianca. O forse era Ronald Reagan, suo partner umano nel film «Bedtime for Bonzo»?
Bill Maher precisa anche che non approva questa situazione e che le cose dovrebbero essere diverse in politica. Detto ciò, «viviamo ormai ufficialmente nella società post-culturale, post-verità e dipendente dalle star». Il suo triste pronostico è perciò il seguente: «Sarà la campagna elettorale più sporca della storia».
I late shows negli Stati Uniti: capire l’America
50 Stati, 330 milioni di abitanti e ancora più opinioni: come «comprendere l’America»? Per mantenere uno sguardo d’insieme senza perdersi, occorre un faro. Le star dei late shows offrono probabilmente il miglior aiuto per la navigazione: si tratta di pefetti “piloti” , che esplorano in modo impeccabile i bassifondi del Paese e della sua popolazione. E che sono sfruttati dal nostro autore Philipp Dahm come bussole per comprendere l’umore degli statunitensi.
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