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Il Tribunale cantonale neocastellano ha ridotto da 16 a 14 anni la condanna inflitta ad un medico che aveva ucciso l'ex moglie a La Chaux-de-Fonds nel 2008, in presenza delle figliolette di 8 e 10 anni. L'uomo è stato riconosciuto colpevole di omicidio, e non di assassinio come in prima istanza.
Anche se la donna era stata uccisa con un colpo di pistola sparatole alla testa, i giudici cantonali ritengono che non si sia trattato di un'esecuzione, che giustificherebbe una condanna per assassinio. La Corte ha inoltre rifiutato la tesi dell'omicidio passionale portata avanti dalla difesa.
Il 55enne aveva sparato all'ex coniuge nell'appartamento di quest'ultima, poco dopo aver restituito le figlie al termine di un diritto di visita. Oltre alla pistola d'ordinanza, aveva portato con sé sei siringhe di cui tre contenenti un potente sedativo.