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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Secondo quanto riportato dai media, la mattina del 18 maggio 2020 il capo dell'esercito ha comunicato per mail al capo della Farmacia dell'esercito la sua intenzione di svincolarlo con effetto immediato dalla sua funzione. Il Consiglio federale può confermare che la comunicazione è avvenuta in questa forma? In caso affermativo: questo metodo rispecchia le sue aspettative di una cultura di condotta moderna?</p><p>2. In quale momento e in che forma il capo dell'esercito ha coinvolto nella decisione riguardante la futura subordinazione della Farmacia dell'esercito i superiori diretti del farmacista dell'esercito -  il medico in capo dell'esercito/il capo Sanità militare e il capo dello Stato maggiore dell'esercito? Chi è responsabile?</p><p>3. Il capo della Farmacia dell'esercito è stato definitivamente svincolato dalla sua attività convenuta mediante contratto di lavoro durante una fase di convalescenza con certificato medico? In caso affermativo, come giudica il Governo la fattispecie sotto il profilo del diritto del lavoro? Quali sono i costi per la Confederazione di questo modo di procedere? </p><p>4. Secondo i media la Farmacia dell'esercito ha acquistato 305 000 maschere FFP2 di qualità insufficiente e stava preparando un altro contratto d'acquisto lacunoso con un fornitore cinese sospetto. Fortunatamente l'intervento dell'ambasciata svizzera a Pechino ha impedito di concludere questo contratto. La riorganizzazione della Farmacia dell'esercito è una conseguenza di questi problemi?</p><p>5. Nel suo rapporto del 20 gennaio 2016 sulla sicurezza dell'approvvigionamento di medicamenti, il Consiglio federale raccomanda di valutare la possibilità di estendere il mandato della Farmacia dell'esercito, tenendo conto delle basi giuridiche e dei possibili costi (cfr. interpellanza 16.3531). Nel suo parere alla mozione 20.3166 CSS-S, "Accrescere la sicurezza dell'approvvigionamento dei medicamenti e vaccini", il Consiglio federale prevede entro l'autunno del 2020 la pubblicazione di un ulteriore rapporto in collaborazione con la Farmacia dell'esercito. Il Consiglio federale come giudica la riorganizzazione della Farmacia dell'esercito appena prima della pubblicazione di questo importante rapporto? Non sarebbe stato più sensato attendere dapprima i risultati?</p><p>6. La Farmacia dell'esercito è condotta ad interim da un ufficiale di stato maggiore generale. Nel profilo dei requisiti del posto di capo della Farmacia dell'esercito messo a concorso si cercava una persona con istruzione di stato maggiore generale ed esperienza di condotta in una "Grande Unità". Perché questa funzione viene militarizzata invece di cercare una persona specializzata nella rete civile-farmaceutica?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Il Consiglio federale considera importante una cultura di condotta improntata all'apertura e alla schiettezza, e in particolare una comunicazione diretta tra collaboratori e superiori. Il capo dell'esercito ha informato di persona i collaboratori in merito ai cambiamenti presso la sede della Farmacia dell'esercito. In precedenza la questione è stata discussa con vari servizi interni ed esterni all'esercito. Inoltre il capo dell'esercito ha cercato di raggiungere telefonicamente il capo della Farmacia dell'esercito. Dopo vari tentativi infruttuosi nell'arco di una giornata, l'ex capo della Farmacia dell'esercito ha avuto notizia per e-mail dei cambiamenti decisi. </p><p>2. In passato la Farmacia dell'esercito e la Sanità militare erano già subordinate alla Base logistica dell'esercito (BLEs). Qualche tempo fa entrambe le unità amministrative sono state subordinate allo Stato maggiore dell'esercito, pur sapendo sin da allora che si sarebbe trattato di una soluzione provvisoria. Da un po' di tempo ormai si discuteva di nuovo, con i vari servizi interessati, di subordinare altrimenti la Farmacia dell'esercito. Con la situazione attuale questo processo è ora stato accelerato per assicurare la capacità operativa della Farmacia dell'esercito e fare in modo che possa adempiere i nuovi compiti di cui è stata investita a favore della popolazione svizzera. La Farmacia dell'esercito ha moltiplicato il suo volume di acquisti, accrescendo in tal modo anche il volume gestito e la distribuzione di beni sanitari al fine di poter fornire le prestazioni auspicate al momento giusto e al posto giusto, sia durante la crisi attuale sia in avvenire. Per l'adempimento di questo compito il partner ideale è la BLEs, la quale può già contare sui suoi collaudati processi. </p><p>3. No. Vi è stata una suddivisione dei ruoli: Swissmedic chiede un farmacista capo con formazione farmaceutica, mentre il secondo ruolo riguarda la condotta operativa della Farmacia dell'esercito, inclusi i processi logistici. L'ex capo della Farmacia dell'esercito rimane farmacista dell'esercito. Il suo campo di attività è stato adeguato. È stato deciso che sarà impiegato come farmacista capo e quindi come organo regolatore specializzato (analogamente al medico in capo dell'esercito) aggregato allo Stato maggiore dell'esercito. Ciò non genera alcun costo.</p><p>4. A fine marzo 2020, per combattere l'epidemia di COVID-19 il Consiglio federale ha incaricato la Farmacia dell'esercito di acquistare, gestire e distribuire beni sanitari specifici per tutto il sistema sanitario svizzero. Di conseguenza, il volume di acquisti della Farmacia dell'esercito si è moltiplicato per 150, e contemporaneamente le prestazioni logistiche si sono sestuplicate o addirittura ottuplicate. La nuova situazione sul fronte dei mandati ha messo i collaboratori sotto pressione fino a un punto critico. Oltre alla mancanza di mezzi, anche i processi logistici (gestione del ciclo di vita, gestione / coordinamento dei mandati, rifornimento, trasporto) non erano orientati a simili esigenze. A causa della situazione critica per quanto riguarda le risorse di personale e della scarsa chiarezza dei processi, il capo dell'esercito ha deciso di subordinare la Farmacia dell'esercito, a partire dal 18 maggio 2020, al capo della BLEs. Quest'ultima dispone della necessaria competenza nel disbrigo dei processi logistici e delle risorse occorrenti per poter gestire situazioni straordinarie. La decisione adottata si è potuta basare anche sugli estesi accertamenti condotti nell'ambito del progetto Comando Supporto. In tale contesto, nell'estate 2019 è stato realizzato uno studio sulla subordinazione della Farmacia dell'esercito. Le conclusioni tratte da questo studio sono state impiegate come base decisionale supplementare. La subordinazione della Farmacia dell'esercito alla BLEs è stata preceduta da lunghe discussioni e la crisi dovuta al coronavirus ha semplicemente accelerato la sua attuazione. </p><p>5. La questione della subordinazione della Farmacia dell'esercito è già stata ripetutamente discussa in passato. L'attuale decisione di subordinarla di nuovo alla BLEs si basa su estesi accertamenti condotti nell'ambito del progetto Comando Supporto e sui risultati di uno studio. </p><p>In considerazione della situazione attuale, caratterizzata dalla crisi dovuta al coronavirus, e dell'appoggio fornito al sistema sanitario da parte della Farmacia dell'esercito con l'acquisto di importanti beni sanitari, si imponeva una decisione rapida per garantire che i processi logistici potessero svolgersi con la dovuta efficienza. </p><p>6. Il compito della Farmacia dell'esercito consiste nel fornire all'esercito i prodotti farmaceutici e medicinali di cui necessita, ossia di provvedere all'acquisto, all'immagazzinamento, alla distribuzione, alla manutenzione e al ritiro del materiale. Il contributo della Farmacia dell'esercito alla prontezza dell'esercito è molto importante militarmente. Il capo della Farmacia dell'esercito deve pertanto essere in grado, grazie alle sue comprovate conoscenze militari generali, di riconoscere la propria funzione all'interno del sistema generale dell'esercito e, in tutte le situazioni, di assumerla attivamente e di svolgerla in modo reticolare in tutto l'esercito. Oltre alle competenze e conoscenze militari, il capo della Farmacia dell'esercito deve possedere anche spiccate capacità gestionali e direttive. Per garantire la disponibilità delle opportune conoscenze specialistiche in campo farmaceutico, è sufficiente che in seno alla direzione della Farmacia dell'esercito e in particolari servizi specializzati siano rappresentati anche specialisti di tale campo. Occorre distinguere due diversi settori. Da un lato, la componente farmaceutica, che deve essere obbligatoriamente diretta da un farmacista, e, dall'altro, la gestione operativa della Farmacia dell'esercito, con i suoi processi logistici. Questo compito può essere assunto anche da chi non possiede conoscenze farmaceutiche. In parte ritroviamo un'analoga ripartizione dei compiti anche negli ospedali, dove il ruolo di direttore della struttura ospedaliera e quello di medico primario sono svolti da responsabili con esperienze diverse. </p>  Risposta del Consiglio federale.