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La Confederazione vuole un monitoraggio dei casi problematici o dei potenziali abusi nell'ambito dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Al termine di un'incontro avuto la scorsa settimana, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) e i cantoni hanno deciso di dar vita a un gruppo di lavoro con tutte le parti e le autorità interessate.
Questo servizio di sorveglianza si pronuncerà sulla forma che dovrà prendere il monitoraggio affinché possa adattarsi al meglio alla situazione, ha precisato oggi all'ats l'UFM. Il controllo e la raccolta statistica degli abusi da parte di cittadini UE nel quadro della libera circolazione dovrebbe essere effettuato in collaborazione con i cantoni, visto che questi ultimi hanno la competenza di assegnare gli aiuti sociali.
Le regole dettagliate del monitoraggio non sono tuttavia ancora state definite. "Finora non ne abbiamo discusso", ha dichiarato il presidente dell'Associazione dei servizi cantonali di migrazione (ASM), David Keller. L'ASM sostiene peraltro all'unanimità la formazione del gruppo di lavoro.
Tale misura è in relazione a quelle decise dal Consiglio federale il 24 febbraio del 2010, per lottare contro le pretese infondate di prestazioni sociali, contro il soggiorno illegale, nonché contro il dumping sociale e salariale.
L'accordo di libera circolazione con l'UE disciplina in primo luogo l'autorizzazione al soggiorno dei lavoratori e delle loro famiglie, da cui potrebbe conseguire la richiesta di servizi sociali. L'accordo non offre invece alcuna tutela alle persone che vorrebbero emigrare in Svizzera al solo scopo di ricevere gli aiuti.