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Perché è necessaria un'assicurazione contro la perdita di reddito (APR) per le lavoratrici e i lavoratori indipendenti? Le lavoratrici e i lavoratori indipendenti possono benissimo costituire autonomamente delle riserve.
È vero che le lavoratrici e i lavoratori indipendenti potrebbero costituire delle riserve anche senza l'assicurazione obbligatoria contro la perdita di reddito, e alcuni lo fanno. Lo fanno, ripercuotendo i costi delle riserve sui loro onorari, e quindi sui clienti. Poiché oggi questi costi aggiuntivi non sono obbligatori, e che purtroppo alcune/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti non sono consapevoli dell'importanza di queste riserve, spesso non vengono inclusi nei prezzi di mercato. Finché ci saranno lavoratrici e i lavoratori indipendenti che non includono questi costi (e così facendo trasferiscono il rischio allo Stato), questi hanno un vantaggio di mercato rispetto alle/ai lavoratrici e i lavoratori indipendenti che costituiscono delle riserve. Chi vuole rimanere competitivo nel libero mercato è quindi spesso costretto a non includere i costi delle riserve per non perdere mandati a favore della concorrenza.
La pandemia di Coronavirus ha dimostrato chiaramente che molte/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti non avevano costituito riserve sufficienti o addirittura nessuna. I contribuenti hanno così dovuto finanziare aiuti d'emergenza e indennità di reddito Corona per le/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti. Con l'assicurazione contro la perdita di reddito per le/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti, i costi in caso di mancanza di mandati sono sostenuti da coloro che li producono: le/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti e i loro clienti.
Perché non integrare semplicemente le/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti nell'attuale sistema di assicurazione contro la disoccupazione?
L'attuale assicurazione contro la disoccupazione è concepita per un'attività continua e costante. Le/iI lavoratrici e i lavoratori indipendenti hanno invece clienti che cambiano e mandati d’importanza diversa. Se un/a dipendente diventa disoccupato, di solito perde l'intero volume di lavoro. Una volta trovato un nuovo lavoro, il problema è risolto. Nel caso delle/dei lavoratrici e i lavoratori indipendenti, invece, la perdita di reddito solitamente non è del 100%, ma già una perdita del 50% o solo del 25% può causar loro problemi di sussistenza. A differenza delle/dei dipendenti, le/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti devono restare attive/i professionalmente anche quando mancano di mandati/di reddito. Ciò significa anche che devono sempre essere in grado di garantire non solo i loro bisogni finanziari personali, ma anche sostenere i costi della loro attività professionale. Le/I lavoratrici e i lavoratori indipendenti hanno bisogno di una consulenza completamente diversa rispetto alle/agli impiegate/i. Un importante similitudine con l'assicurazione contro la disoccupazione c’è: è il finanziamento paritario dell'assicurazione. Anche i datori di lavoro/di mandati delle/dei lavoratrici e i lavoratori indipendenti devono contribuire per metà ai costi.
E il rischio di abusi con l'APR?
La questione dell'abuso è sempre stata l'argomento principale contro l'assicurazione per le/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti, in quanto questi ultimi avrebbero la possibilità di non acquisire più mandati e quindi di diventare/rimanere disoccupati. Questo rischio di abuso esiste anche nell'assicurazione contro la disoccupazione per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, e infatti gli uffici di collocamento (URC) controllano e, se necessario, sanzionano gli abusi. Anche nel nostro
modello, la persona rimasta senza mandati viene accompagnata da uno specialista presso un URC, come nella normale assicurazione contro la disoccupazione. Come nel caso delle/dei dipendenti, questa persona può verificare se la persona rimasta senza mandati si sta effettivamente impegnando o meno per migliorare la sua situazione.
A differenza di quanto succede con l’assicurazione contro la disoccupazione per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, con l’APR è possibile prelevare unicamente degli importi che sono stati versati dall'assicurata/o stesso, quindi il rischio di abusi è molto ridotto con l’APR per le lavoratrici e i lavoratori indipendenti. Coloro che imbrogliano l'APR imbrogliano soprattutto se stessi, privandosi delle loro riserve. Con l’APR, chi vuole attingere alle proprie riserve può interrompere l'attività lavorativa autonoma e prelevare l'intero ammontare dei risparmi, senza commettere alcuna frode.
Perché è necessaria un'assicurazione obbligatoria contro la perdita di reddito per indipendenti?
Se l'assicurazione contro la mancanza di mandati non è obbligatoria, le lavoratrici e i lavoratori indipendenti non assicurate/i dispongono di un vantaggio competitivo rispetto alle/ai lavoratrici e i lavoratori indipendenti che si sono assicurati, perché il modello prevede che i clienti paghino un contributo del 4%, per l’assicurazione appunto, per ogni contratto.
L'assicurazione obbligatoria può essere settoriale?
Sì, è possibile. Ma la domanda è se non abbia piuttosto senso inasprire i requisiti per lo status di lavoratore indipendente in generale, per evitare che i costi vengano trasferiti dai clienti ai contribuenti.
Perché costringere anche le lavoratrici e i lavoratori indipendenti che hanno già accumulato sufficienti riserve a contrarre l'assicurazione obbligatoria contro la perdita di reddito?
L'assicurazione obbligatoria contro la perdita di reddito è necessaria soprattutto nei settori in cui i prezzi di mercato non consentono di accumulare riserve al giorno d’oggi. Se qualcuno accumula riserve sufficienti oggi, può integrare i costi dell'APR nei suoi costi correnti e non deve necessariamente aumentare i suoi prezzi.
In generale, ci troviamo di fronte al problema che il lavoro autonomo non è molto regolamentato. Poiché elementi basilari come il 2° pilastro o la costituzione di riserve non sono obbligatori, molte/i lavoratrici e i lavoratori indipendenti purtroppo lavorano al di sotto dei loro costi effettivi. Le/I lavoratrici e i lavoratori indipendenti che includono tutti i loro costi non dovrebbero essere costretti ad aumentare i loro prezzi per introdurre l'APR.
Un aumento del costo del lavoro per le lavoratrici e i lavoratori indipendenti non porterebbe a un deflusso di mandati all'estero?
Con un aumento del 4% della fatturazione, per i clienti, un mandato che prima costava 1 000 franchi ora costerà 1 040 franchi. Partiamo dal presupposto che, almeno nei settori da noi osservati, i clienti sono disposti a sostenere questi costi supplementari. Chi già oggi assegna mandati a professionisti all’estero continuerà a farlo, e non può e non deve essere convinto a fare diversamente con
un'assicurazione contro la perdita di reddito. Per noi è importante che il lavoro svolto in Svizzera sia anche sufficiente per vivere in Svizzera. Questo include anche che la persona sia sufficientemente assicurata.
Michael Moser è segretario centrale Media / Comunicazione visiva