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(05.12.12) Le imprese famigliari svizzere hanno dovuto far fronte nel 2012 ad importanti sfide legate alla robustezza del franco ed anche ad un incremento della concorrenza sui prezzi. Secondo PricewaterhouseCoopers (PwC), il 26% di queste ha fatto segnare una diminuzione della propria cifra d'affari.
Il sondaggio di PwC realizzato presso 1'952 CEO in 30 paesi, rivela come soltanto la metà delle imprese famigliari svizzere abbia incrementato la propria cifra d'affari nel 2012, contro i due terzi su scala internazionale. Per quanto concerne l'anno 2013, le previsioni sono prudenti in Svizzera: il 57% delle imprese famigliari elvetiche prevede una crescita per i dodici mesi a venire, mentre questa cifra raggiunge l'85% in Germania ed il 92% in Austria.
Secondo PwC, una delle principali sfide per le imprese famigliari svizzere risiede nella difficoltà di assumere personale qualificato. La penuria di talenti concerne oggi un'impresa famigliare su due. PwC rileva in particolare che in questo settore, le PMI si sentono spesso svantaggiate rispetto ai grandi gruppi.
D'altro canto, la questione della successione alla generazione seguente resta problematica: nel 43% delle imprese famigliari svizzere, gli eredi non mostrano alcun interesse ad assumere le redini degli affari. Di conseguenza, la vendita o l'entrata in Borsa delle imprese famigliari sta prendendo piede, in particolare in Svizzera rispetto agli altri paesi.
Infine, le imprese interpellate da PwC rivendicano meno burocrazia, uno sgravio fiscale, un accesso facilitato al finanziamento e la messa in opera di misure di formazione per rimediare alla penuria di personale.
Ultima modifica 10.09.2015