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Il neo primo ministro nepalese KP Sharma Oli ha rivolto oggi un appello all'India perché sospenda "l'embargo non dichiarato" imposto dopo l'entrata in vigore della nuova Costituzione il 20 settembre.
In un discorso alla nazione che è il primo da quando è stato eletto un mese fa, Oli ha anche chiesto ai partiti che rappresentano i "madhesi" (la minoranza etnica che vive nella fascia meridionale) di terminare la protesta contro il nuovo ordinamento costituzionale considerato discriminante nei loro confronti.
Riferendosi al blocco delle merci provenienti dall'India, il premier ha detto che "non è immaginabile che una nazione sovrana debba subire una situazione disumana di sofferenza, miseria e isolamento perché ha promulgato una Costituzione che contiene principi democratici e progressisti e che è stata elaborata da un'Assemblea Costituente eletta dal popolo con una larga partecipazione".
Ha poi accusato il governo di New Delhi di violare i principi delle Nazioni Unite e quelli di coesistenza pacifica (Panchasheel).
Oli ha aggiunto che la mancanza di carburante e di medicine ha creato una "crisi umanitaria" nel Paese himalayano che sta ancora patendo le conseguenze del devastante terremoto del 25 aprile.
A causa delle proteste dei "madhesi", la India Oil Corporation (IOC) aveva interrotto le consegne dei suoi prodotti alla Nepal Oil Corporation (NOC) creando gravi disagi e una quasi totale paralisi dei trasporti terrestri e aerei.
SDA-ATS