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Sul fronte della lotta al terrorismo la polizia deve poter disporre di maggiori strumenti per contrastare, al di fuori di un procedimento penale, le persone potenzialmente pericolose. È quanto prevede la nuova legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (Pmt) licenziata oggi dal Consiglio federale.
Le nuove misure possono essere adottate quando si presume che una persona rappresenti una minaccia, ma gli indizi non sono sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento penale. Sono previsti in particolare interventi quali l'obbligo di presentarsi regolarmente presso un posto di polizia, il divieto di lasciare il Paese e il conseguente sequestro del passaporto o della carta d'identità, il divieto di avere contatti e il cosiddetto divieto di lasciare e di accedere ad aree determinate.
Come ultima ratio, e solamente contro le persone particolarmente pericolose, è prevista la possibilità di pronunciare un divieto di lasciare un immobile ("arresti domiciliari"). Questa misura, oltre all'autorizzazione dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol), necessita anche dell'approvazione di un'autorità giudiziaria.
Le autorità devono poter agire più facilmente anche su Internet, ad esempio infiltrandosi in una chat senza per forza doversi identificare. In questo modo vengono potenziate le possibilità di acquisire informazioni.
Nel caso di stranieri radicalizzati in attesa di espulsione, la legge introduce un nuovo motivo di incarcerazione: chiunque minacci la sicurezza interna o esterna della Svizzera può essere posto in detenzione per poter garantire l'allontanamento dal Paese.
Gli stranieri che, malgrado siano oggetto di una decisione d'espulsione passata in giudicato, non possono essere rinviati nel loro Paese d'origine, non potranno inoltre in futuro essere ammessi provvisoriamente. In questo modo gli interessati perderanno la possibilità di esercitare un'attività lucrativa o di ricongiungersi con la loro famiglia. Invece dell'aiuto sociale varrà concesso soltanto l'aiuto in situazioni di bisogno.
Lo scopo di questo nuovo disciplinamento è garantire che i potenziali terroristi oggetto di un'espulsione ai sensi del diritto in materia di stranieri non beneficino di condizioni più favorevoli rispetto a coloro oggetto di un'espulsione ai sensi del diritto penale.