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Aveva appena ventitré anni, e ha deciso di togliersi la vita. È una fine che sconvolge il mondo del ciclismo, quella di Kelly Katlin, astro nascente delle due ruote – argento ai Giochi di Rio 2016 nell'inseguimento a squadre, e due volte bronzo individuale ai campionati del mondo – che oltre ad andare in bici studiava matematica e informatica alla Stanfort University, e aveva anche una passione per il violoncello. Ad annunciarne la morte è stato il padre dell'atleta, al sito specializzato Velonews, dove la ragazza nata nel Minnesota e che viveva in California teneva una sorta di blog.
«Siamo profondamente rattristati dalla scomparsa di Kelly – ha detto il presidente di Usa Cycling, Rob De Martini –. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con la famiglia di Catlin: questo è un momento incredibilmente difficile e vogliamo rispettare la loro privacy».