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Remember Woodstock 1969-2019 - 50° Anniversary
Serata "Remember Woodstock 1969-2019 - 50° Anniversary". Aprirà la serata (ore 21:00) la miglior cover band di Jimi Hendrix, il trio More Experience di Marcel Aeby dopo di che (ore 22:30) saliranno sul palco i mitici Ten Years After nelle cui fila militano ancora 2 membri originali Rick Lee alla batteria e Chick Churchill alle tastiere, che 50 anni orsono erano sul palco di Woodstock.
Star della serata: Ten Years After
Opening-act: More Experience
Ten Years After
A 50 anni da Woodstock ancora on the road
Formatisi nel 1966 i Ten Years After appartengono alla stagione d'oro del blues-rock inglese. Il gruppo storico era formato dal cantante e chitarrista Alvin Lee, l'organista Chick Churchill, il bassista Leo Lyons e il batterista Ric Lee. L'album di debutto “Ten Years After” (1967) è considerato il loro più originale e molto vicino al Blues, ma il gruppo trovò il successo con il live “Undead” (1968), che vantava la prima versione di “I'm Going Home”, divenuto un’icona del Festival di Woodstock, che li consacrò definitivamente come band di primo piano. Dopo „Positive Vibrations“ e una tournee d’addio i quattro musicisti si sono sciolti nel 1975. Si riuniscono per la prima volta nel 1983 (concerto al Marquee) per poi riformarsi e sciogliersi diverse altre volte. Nel 2003 Alvin Lee lascia definitivamente la band ed è sostituito da Joe Gooch. Il nuovo CD „Now“ del 2004 segna il grande ritorno dei nuovi Ten Years After sulla scena internazionale. Arriveranno a Cevio nel 2007. Nel gennaio 2014, Gooch e Lyons annunciarono la loro uscita dal gruppo, rimpiazzati dal bassista Colin Hodgkinson (ex-Back Door) e dal cantante e chitarrista Marcus Bonfanti.
More Experience
Probably the best Jimi Hendrix tribute
La More Experience si formò nel settembre 1987 con l’idea di proporre nel modo più originale possibile la musica di Jimi Hendrix. Dopo oltre 30 anni e con 850 concerti alle spalle, tra cui esibizioni con Noel Redding (Jimi Hendrix Experience), Buddy Miles (Band of Gypsy), Alvin Lee (Ten Years After), Randy California e Steve Lukather (Toto), la band è sempre sulla cresta dell’onda, potendo contare in tutta Europa su una schiera fedele di fans. La stampa specializzata l’ha definita “probably the best Hendrix coverband in the world”. Le numerose esibizioni in prestigiosi club e festival sono garanzia di uno show mozzafiato. La More Experience si è esibita all’Atlantis (Basilea), al Fehmarn Open Air (D), ad Epinal (F), a Piazza Blues Bellinzona, senza contare le numerose tournee in Scandinavia, Italia, Francia, Germania e Spagna. Nell’arco della loro trentennale carriera hanno sfornato 5 dischi. Il Vallemaggia Magic Blues è entusiasta di poterli finalmente accogliere sulla prestigiosa piazza di Cevio.
Offerta Backstage
Musica e specialità culinarie al “Vallemaggia Magic Blues”. Acquistando i biglietti "Speciale Backstage" potrete trascorrere una serata a fianco di organizzatori, sponsor, invitati e naturalmente le band che si esibiranno. Aperitivo dalle 19:30 e cena dalle 20.00 al prezzo di 120.00 CHF che comprende: l’ingresso ai 2 concerti sulla piazza, l’aperitivo e la cena con specialità alla griglia (bibite escluse). Posti limitati. Riservazione obbligatoria.
Prezzi e Informazioni
Apertura casse in Piazza: ore 18.30
Entrata ai concerti sulla piazza: 25.00 CHF (prevendita) 30.00 CHF (cassa serale)
Ragazzi (fino a 12 anni): gratis
Disabili con accompagnatore: gratis
Offerta Backstage: 120.00 CHF (prevendita(riservazione obbligatoria)
Ulteriori informazioni sotto: www.magicblues.ch
Facebook: www.facebook.com/magicblues
|Luogo||Piazza|
|Indirizzo / Via||Cevio|
|Prevendita||Acquista biglietti su Biglietteria|
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Ad aprire il festival sarà Vinicio Capossela.
Dopo il grande successo ad Estival Jazz nel 2017, Capossela torna in Ticino e lo fa con un atto unico intitolato “Gran Ballo per Uomini e Bestie – Un invito a Castello” dove, accompagnato dalla band storica, porterà in scena I pezzi storici ealcuni brani del nuovo album in uscita ad aprile.
|Luogo||CASTELGRANDE|
|Indirizzo / Via||Bellinzona|
|Prevendita||Acquista biglietti su Biglietteria|
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ROAM FESTIVAL | DAY 1 | METRONOMY + THE JAPANESE HOUSE
Protagonisti della prima serata, giovedì 25 luglio, saranno i britannici Metronomy. Dopo il successo di Nights Out, fra i 10 dei migliori album di NME nel 2008, e i grandi riscontri ottenuti con i successivi The English Riviera, Love Letters e Summer ‘08, i Metronomy entrano di nuovo in studio per l’imminente Nights Out (10th Anniversary Edition), in uscita l’8 febbraio e che conterrà, oltre a una rivisitazione e remastering dei successi dell’originale, anche una serie di rarità e b-side. Con all’attivo 300 milioni di ascolti su Spotify e oltre 150 milioni di visualizzazioni su YouTube, si esibiranno per la prima volta nella Svizzera italiana.
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Amber Bain, nota anche come The Japanese House, ha pubblicato dal 2015 al 2017 quattro EP. Il 1 marzo è uscito il suo primo album Good at Falling, risultato di un periodo particolarmente tumultuoso e trasformativo nella vita dell’artista, raccontato con ammirevole sincerità: "Le canzoni sono tutte cose diverse, ma si legano insieme, perché fanno parte di un momento specifico della mia vita che le ha influenzate”.
Prezzi:
Dal 09.04.2019 alle 12:00 del 25.07.2019: CHF39 (+ diritti di prevendita)*
Cassa serale: CHF45 (+ commissioni)
*Offerta combinata RailAway FFS (-10%)
*SBB RailAway-Kombi-Angebot (-10%)
*Offre combinée RailAway CFF (-10%)
|Luogo||Parco Ciani|
|Indirizzo / Via||Lugano, Lugano|
|Periodo||Dal 25.07.2019 al 26.07.2019|
|Giorni||Tutti i giorni|
|Prevendita||Acquista biglietti su Biglietteria|
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Abbonamento 3 giorni (25-27 Luglio 2019)
ROAM Festival è un festival di musica alternativa che si svolge a Lugano, in Svizzera. La direzione artistica di ROAM Festival, che presenta un' ampia scelta di artisti innovativi nel magnifico Parco Ciani, è curata in modo da eguagliare l'atmosfera e il fascino di questa incredibile location in riva al lago.
· 25 Luglio 2019: Metronomy + The Japanese House
· 26 Luglio 2019: Apparat + Lea Porcelain & Under Changeover
· 27 Luglio 2019: White Lies + Giorgio Poi + Alex Neri (DJ Set Planet Funk) + Roam Official After party at Seven Lugano
L'acquisto di un abbonamento per l'intero festival permette l'ingresso gratuito per il ROAM Official After Party al Seven Lugano / The Club.
Prezzo:
CHF99 (+diritti di prevendita)
|Luogo||Parco Ciani|
|Indirizzo / Via||Lugano, Lugano|
|Periodo||Dal 25.07.2019 al 27.07.2019|
|Giorni||Tutti i giorni|
|Prevendita||Acquista biglietti su Biglietteria|
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Trio di percussionisti formato da Peo Mazza, Corrado Bugno e Ginger Poggi.
|Luogo||Parco Villa San Quirico Minusio|
|Indirizzo / Via||Minusio|
Il meglio dei giochi di società 2019 in una serata indimenticabile. Organizza il Progetto Villa S.Quirico con la Biblioteca ggl, la Bottega dei Sogni di Carta, i ragazzi del Drago Rosso di Locarno e Giochintavola di Lugano.
|Luogo||Villa San Quirico|
|Indirizzo / Via||Via San Quirico 16, Minusio|
|Età||Per tutti|
Shapiro e Vandelli si sono “ritrovati”, dopo una vita di rivalità, distanze, marcate differenze di carattere, formazione e stili di vita, ma anche di rispetto reciproco e grande amore per la musica.
Ad unirli un progetto artistico, dal titolo emblematico “Love & Peace”, amore e pace ritrovati prima di tutto fra di loro: una collaborazione che ha radici lontane e che vede fondere i loro percorsi musicali in un album per Sony Music (uscito il 21 settembre).
Un affascinante viaggio nelle immagini e nelle emozioni di intere generazioni che si ritroveranno magicamente insieme, senza le divisioni e i contrasti che caratterizzano la comunicazione di quest’epoca, anzi. Shapiro e Vandelli rappresentano una nuova energia, la voglia di comunicare e di vivere la positività e la bellezza della musica come grande forza aggregante. Un incontro storico che non è nostalgia ma memoria, con uno sguardo rivolto al presente. Come recitano i versi di “Che colpa abbiamo noi”.
La tappa di “Love & Peace” a Bellinzona (esclusiva per la Svizzera!), farà parte di un lungo live tour estivo, che porterà la band non solo nelle principali città italiane, ma anche in giro per l’Europa.
La serata musicale inizierà alle 19.30
Aperture casse alle 18.00
Prevendita prezzo speciale fino al 15 giugno:
CHF 23.- posti in piedi (dal 17 giugno CHF 30.-)
Organizzazione: BELLINZONA BEATLES DAYS
|Luogo||Piazza del Sole|
|Indirizzo / Via||Bellinzona|
|Periodo||Dal 20.07.2019 al 26.07.2019|
|Giorni||Tutti i giorni|
|Prevendita||Acquista biglietti su Biglietteria|
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La fondazione Lingue e Sport, in collaborazione con l’Ufficio dello sport del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), presenta i corsi estivi 2019 con un programma ricco e completo che spazia dalle scuole dell’infanzia alle scuole medie. Le iscrizioni sono aperte sul sito www.linguesport.ch.
Durante le mattine si ripassano le materie scolastiche con docenti formati, mentre nei pomeriggi si pratica un’ampia scelta di discipline sportive con monitori Gioventù e Sport. Sono inoltre previste uscite e attività alla scoperta del territorio e della cultura ticinese.
Per i bambini che frequentano le scuole elementari sono proposti dei corsi settimanali presenti in 13 località con momenti di francese, attività scolastiche e numerosi sport. A Bellinzona si tengono anche i corsi Luglio Bimbi rivolti ai bambini che frequentano la scuola dell’infanzia.
Per i ragazzi che frequentano le scuole medie sono proposti dei corsi di due settimane consecutive, con o senza pernottamento. Durante le giornate sono svolte lezioni scolastiche al mattino, attività sportive al pomeriggio e animazioni di vario genere la sera.
|Luogo||Canton Ticino|
|Indirizzo / Via||Bellinzona|
|Periodo||Dal 01.07.2019 al 24.08.2019|
|Giorni||Tutti i giorni|
|Info||0918145858|
|Prezzo||CHF|
|Età||dai 5 anni ai 15 anni|
|Sito web||Vai al sito|
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(scroll down for the English text)
Attraverso la figura di uno dei principali artisti emergenti provenienti dal Ticino, Marco Scorti (Lugano, 1987, operante a Ginevra) questa esposizione intende ragionare su temi rilevanti nel rapporto tra artista, spettatore e il mondo in cui viviamo.
Si tratta in particolare dei concetti di paesaggio e di realtà e realismo: concetti solo apparentemente univoci, ma che a ben vedere – come tutto ciò che venga riletto tramite l’arte di oggi – vengono intesi in modo differenziato in base alla propria cultura ed anche alla familiarità con strumenti di rappresentazione, come ad esempio la pittura figurativa e il disegno di cui Scorti possiede un’evidente maestria. Per esempio è chiaro che ai non pittori, da circa un secolo e mezzo, la principale rappresentazione della realtà fattuale possa apparire la documentazione fotografica e video. In realtà un tecnico di quegli ambiti – per esempio un montatore video – ben sa quanto un fenomeno reale possa essere totalmente stravolto da un sapiente montaggio, ma anche già dalla scelta dei punti di ripresa, dalla loro combinazione e dei piani fotografici.
Artisti che oggi ci sembrano campioni del figurativo, come gli impressionisti, al loro nascere furono contestati in modo violento proprio perché accusati di non rappresentare “il vero”, in un tempo in cui l’attenzione per luce e colori percepiti non era ancora diffusa, come dopo il loro successo. E quando entriamo in una chiesa assai antica sicuramente leggiamo come anomale certe rappresentazioni fisiche, per esempio la lunghezza e le curve di dita assai assottigliate nell’arte antica d’influenza asiatica.
Riguardo al paesaggio, personalmente, come italiano, noto costantemente come dal Ticino “in su” esso venga vissuto quasi solo come montagne e boschi. Noi italiani invece pensiamo istintivamente al mare, a dolci colline e addirittura a paesaggi molto antropizzati, come i borghi rinascimentali. L’idea di paesaggio cambia anche col tempo. Per esempio nel cinema neorealista un paesaggio tipico è stata la campagna romana un po’ dimessa ma punteggiata di eccellenze architettoniche come gli acquedotti romani; oggi non più.
L’arte occidentale, che trovò riferimenti paesaggistici notevoli per esempio in Piranesi, nei suoi disegni delle rovine classiche, negli ultimi decenni fa percepire (giustamente) il valore estetico di fabbriche abbandonate e luoghi dove la natura lotta con l’uomo e sull’uomo, un po’ come nella “zona” nel film Stalker di Tarkovskij.
Interessante – tra l’altro – è che anche l’artista protagonista di questa esposizione all’interno dei suoi paesaggi inserisca costantemente tracce umane, come ruderi nella boscaglia ed elementi architettonici vernacolari o talvolta contemporanei.
Questi ragionamenti sono alla base dell’esposizione personale che come direttore della rada ho voluto offrire a Locarno a Marco Scorti. Lui ha gradito la proposta, ponendo alcune condizioni: principalmente che l’esposizione fosse curata solo da me e che come curatore avessi svolto un ruolo attivo nella composizione di alcune sue opere della serie «monumentale» denominata m.s.l.m. (metri sul livello del mare), addirittura suggerendo come modificare almeno uno dei pannelli che compongono quei grandi polittici e facendo in modo che due polittici si scompongano e ricompongano ibridandosi nelle due sale principali della rada. Questo per instaurare un dialogo/gioco con il curatore e per rendere l’opera “viva” e sempre in “evoluzione”, mai statica: come il nostro territorio, le stagioni e le condizioni climatiche mutano, anche i paesaggi di Scorti lo fanno a seconda del luogo espositivo, dell’interesse momentaneo dell’artista e di alcune scelte del curatore. Tre scelte ha a disposizione il curatore, due strutturali (separare, aggiungere o togliere pannelli ai polittici) e una a livello del soggetto. È anche un gioco sulla memoria dello spettatore che si interroga sull’originalità dell’opera o sul concetto di “copia”, visto che magari ha già avuto modo di vedere la stessa tela ma in una sua tappa precedente e in altro contesto, quindi leggermente o radicalmente cambiata. Importante dire che ogni tela per Scorti è un istante a sé, che nell’insieme forma una promenade con vari punti di vista, di luoghi messi assieme e unificati in una sola composizione. Più lo spettatore si avvicina alle tele, più può notarvi delle incongruenze, delle annotazioni e dei segni che rivelano il processo di costruzione e di ricerca nella pittura stessa.
In quest’esposizione è presente anche un’altra serie, nuova, di acrilici su tela di Scorti. Si tratta di lunghe e strette “feritoie” in cui un ambiente naturale viene sbirciato come tramite una fessura in un muro.
Qui il paesaggio può apparire come fuga, mentre la de/ricomposizione di paesaggi apparentemente reali in polittici già dipinti ed esposti da Scorti può essere letta come fuga da esso, da un determinato paesaggio, e dove anche l’ultima pennellata è forse una fuga concettuale, quella dalla ricerca della massima definizione possibile nel rappresentare ciò che l’artista vede.
L’esposizione si completa con singoli pannelli di polittici che in questa occasione tornano a Scorti “in prestito” dopo esser stati acquisiti da collezionisti e con poche piccole opere, anche gouache su carta.
Questa esposizione alla rada fa parte di Trunkenheit ohne Wein (Jugend ist) – verso di Goethe - programma espositivo focalizzato sulla giovane scena svizzera e supportato dalla fondazione svizzera Pro Helvetia.
L’esposizione si apre venerdì 21 giugno alle ore 18 in via della Morettina 2, Locarno, e sarà visibile fino a sabato 27 luglio, con ingresso libero e orario di apertura dal giovedì al sabato, dalle 14 alle 19, oltre che su appuntamento concordabile scrivendo a <email-pii> o chiamando i numeri +41 76 4391866 o +39 320 4866373.
Grazie alla collaborazione con la direzione del Locarno Festival, l’ultimo giorno di apertura, sabato 27 luglio alle 18, verrà inaugurato nel PalExpo/FEVI un particolare allestimento interno basato su dodici grandi stampe di opere di Marco Scorti, allestimento che si renderà visibile durante il Festival 2019, a luci alte.
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Through the figure of one of the leading emerging artists from Ticino, Marco Scorti (Lugano, 1987, working in Geneva) this exhibition aims to reason about important issues in the relationship between artist, viewer and the world in which we live.
In particular, it deals with the concepts of landscape and reality and realism: concepts that are only apparently univocal, but which, on closer inspection - like everything that is reinterpreted through contemporary art - are understood in different ways according to the own culture and also to the familiarity with instruments of representation, such as, for example, figurative painting and drawing, of which Scorti has an evident mastery. For example, it is clear that for about a century and a half, the main representation of factual reality may appear to non-painters the photographic and video documentation. In reality, a technician in those fields - for example, a video editor - is well aware of how much a real phenomenon can be totally distorted by a skilful editing, but also by the choice of shooting points, their combination and the photographic planes.
Artists who today seem to us to be champions of figurative art, like the Impressionists, were violently challenged at their birth precisely because they were accused of not representing "the real", at a time when attention to light and perceived colours was not yet widespread, as after their success. And when we enter a very ancient church we certainly read as anomalous certain physical representations, for example the length and curves of fingers very thinned in ancient art of Oriental influence.
As far as the landscape is concerned, personally, as an Italian, I am constantly aware that from Ticino "upwards" it is lived almost exclusively as mountains and woods. We Italians, on the other hand, instinctively think of the sea, of gentle hills and even of very man-made landscapes, such as the Renaissance towns. The idea of landscape changes even over time. For example, in neo-realist cinema, a typical landscape was the Roman countryside, a bit modest but dotted with architectural excellence such as the Roman aqueducts; no longer.
Western art, which found remarkable landscape references in Piranesi, for example, in his drawings of classical ruins, in recent decades has (rightly) perceived the aesthetic value of abandoned factories and places where nature struggles with man, a bit like in the "zone" in the movie Stalker by Tarkovskij.
It is interesting - among other things - that even the artist who is the protagonist of this exhibition in his landscapes constantly inserts human traces, such as ruins in the bush and architectural elements that are vernacular or sometimes contemporary.
These arguments are the basis of the solo show that as director of la rada I’ve offered in Locarno to Marco Scorti. He liked the proposal, setting some conditions: mainly that the exhibition was curated only by me and that as curator I would played an active role in the composition of some of his works in the "monumental" series called m.s.l.m. (meters above sea level), even suggesting how to modify at least one of the panels that make up those large polyptychs and making sure that two polyptychs break down and recompose hybridizing in the two main rooms of la rada. This is to establish a dialogue / game with the curator and to make the work "alive" and always "evolving", never static: as our territory, the seasons and climatic conditions change, even the landscapes of Scorti do so depending on the exhibition space, the temporary interest of the artist and some choices of the curator. The curator has three choices at his disposal: two structural choices (to separate, add or remove panels to the polyptychs) and one at the level of the subject. It is also a game about the memory of the viewer who questions the originality of the work or the concept of "copy", since perhaps he has already had the opportunity to see the same canvas but in a previous stage and in another context, then slightly or radically changed. It is important to say that each canvas for Scorti is an instant in itself, which together forms a promenade with various points of view, of places put together and unified in a single composition. The closer the viewer gets to the canvases, the more he can notice inconsistencies, notes and signs that reveal the process of construction and research in the painting itself.
In this exhibition there is also another new series of acrylics on canvas by Scorti. These are long and narrow "slits" in which a natural environment is peered through a slit in a wall.
Here the landscape can appear as an escape, while the de/recomposition of seemingly real landscapes in polyptychs already painted and exhibited by Scorti can be read as an escape from it, from a given landscape, and where even the last brushstroke is perhaps a conceptual escape, that from the search for the maximum possible definition in representing what the artist sees.
The exhibition is completed with individual panels of polyptychs that on this occasion return to Scorti "on loan" after being acquired by collectors and with a few small works, including gouache on paper.
This exhibition at la rada is part of Trunkenheit ohne Wein (Jugend ist) - verse of Goethe - program of shows focused on the young Swiss scene, supported by the Swiss foundation Pro Helvetia.
The exhibition opens Friday June 21st at 6 p.m. in via della Morettina 2, Locarno, and will be visible until Saturday, July 27th, with free admission and opening hours from Thursday to Saturday, from 2 to 7 pm, as well as on appointment that can be made by writing to <email-pii> or calling the numbers +41 76 4391866 or +39 320 4866373.
Thanks to the collaboration with the management of the Locarno Festival, on the last day of opening, Saturday July 27th at 6 pm, a special setting up will be inaugurated in the PalExpo/FEVI based on twelve large prints of works by Marco Scorti, an installation that will be visible during the 2019 Festival, with high lights.
la rada - spazio per l’arte contemporanea, via della Morettina 2, Locarno
info: <email-pii> – www.larada.ch
+41 76 4391866 | +39 320 4866373
|Luogo||la rada|
|Indirizzo / Via||via alla Morettina 2, Locarno|
|Periodo||Dal 21.06.2019 al 27.07.2019|
|Giorni||Gi Ve Sa|
|Età||Per tutti|
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I Patriziati di Semione e Ludiano comunicano che dal 10 giugno al 26 luglio 2019 la strada forestale Gheggio / Gardosa / Tasp verrà CHIUSA nei giorni feriali dalle 7.00 alle 19.00 causa numerosi trasporti con autoveicoli pesanti destinati alle opere di pavimentazione tratta Gardosa-Garina
|Luogo||Gheggio Gardosa Tasp|
|Indirizzo / Via||monti Semione e Ludiano, Semione|
|Periodo||Dal 10.06.2019 al 26.07.2019|
|Giorni||Lu Ma Me Gi Ve|
|Info||0794552105|
Una mostra su progetto di Marisa Casellini coltivato nel tempo e che prende avvio dalla sua elaborazione di una cinquantina di ritratti di artisti di differenti discipline. In questa occasione, la mostra si trasforma da personale in evento collettivo, dove tutti espongono, performano, proiettano, cantano, danzano, dialogano tra loro. È in questo consiste il punto cardine di LA CASA AL LAGO: inventare un luogo per l'arte come punto di riferimento per scoprire, socializzare, creare insieme, esistere e resistere.
Pittura, calligrafia, fotografia, musica, installazioni, video, film, poesia e perfomance sono il palinsesto dell'evento estivo di Melano. Durante il periodo della mostra è previsto un calendario d'attività programmata dal Municipio e degli artisti stessi.
L’evento è coordianto da Al Fadhil.
|Luogo||Lido Melano|
|Indirizzo / Via||Villa Santa Lucia, Melano|
|Periodo||Dal 04.06.2019 al 28.07.2019|
|Giorni||Gi Ve Sa Do|
|Età||Per tutti|
|Sito web||Vai al sito|
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Dall’11 maggio al 24 novembre 2019, nel cuore di Venezia, all’interno della suggestiva e prestigiosa cornice dell’Hotel Hilton Molino Stucky affacciato sul Canale della Giudecca, sarà presentata dal Museo Storico della Giostra di Bergantino l’installazione “Play With Us” Dall’arte popolare all’arte moderna con opere dell’artista Naby Byron e texture musicale di Max Casacci dei Subsonica, a cura del Prof. Gian Paolo Borghi, etno-antropologo ed esperto di tradizioni popolari.
L’esposizione si colloca in concomitanza alla 58° Biennale di Venezia e propone al pubblico una particolare e metaforica visione onirica dell’artista che vede al centro della sua narrazione inusuali cavalli da giostra.
L’esposizione, in collaborazione con l’Associazione UFO-Ultimi Futuristi, è realizzata con il patrocinio della Regione del Veneto, della Città di Venezia, del Comune di Bergantino, del Museo della Giostra di Bergantino, del MAF (Museo Mondo Agricolo Ferrarese), di Hilton Stucky Venezia e si colloca all’interno delle celebrazioni del Centenario dalla Fondazione del Gruppo Hilton.
Naby Byron si riappropria di alcune forme della cultura tradizionale adattandole alle aspettative del contemporaneo in una sorta di “provocazione – non provocazione” che mira a cogliere, attraverso le giostre, alcune sfaccettature di un denso percorso storico-antropologico. I cavalli da giostra, infatti, richiamano alla memoria antichi giochi rituali e arcaici di natura medievale.
Naby Byron, tuttavia, non si limita a scegliere artisticamente i cavalli ma, in forma simbolica, li rende liberi dai rigidi meccanismi delle giostre, proiettandoli lontani dalle tradizionali fiere di borghi e paesi in un contesto moderno e contemporaneo, i Luoghi dell’Altrove. Questo forte desiderio di libertà si traduce nella fusione in maniera simbiotica delle sue installazioni con la natura che le circonda. In altri termini, Naby si eleva a paladina di una nuova e rinnovata cultura del “gioco”, trasfigurando alcuni antichi significati nel mondo odierno e offrendoli all’ammirazione e alla disponibilità degli appassionati d’arte del terzo millennio.
Nello specifico “Play with us” Dall’arte popolare all’arte moderna è un’opera relazionale in cui il fruitore interagisce direttamente con l’installazione: i visitatori, infatti, sono invitati a montare sul cavallo e in questo senso il lavoro di Naby Byron rappresenta un’opera unica, in continuo divenire, in quanto cambia col cambiare dello spettatore che desidera mettersi in gioco.
L’esposizione si compone di una parte a “cavalli fissi” nella zona esterna dell’Hotel, e di una a “cavalli mobili” situati negli ambienti interni. Al fianco delle opere è prevista una videoinstallazione a cura del Museo e dell’artista, volta a descrivere per immagini e parole la poetica complessiva dell’evento. Sarà, inoltre, presente una “texture” sonora composta dal musicista Massimiliano Casacci, membro e fondatore dei Subsonica.
NABY
Naby Byron (nome d’arte) nasce a Bologna. Di famiglia borghese, vive la sua infanzia accanto ad uno dei più importanti allevamenti di cavalli d’Europa (allevamento che ha visto i natali della stirpe del trottatore Varenne). Memore dei lunghi pomeriggi passati ad ammirare gli allenamenti e la vita dell’animale più nobile del creato, Naby, laureatasi nel frattempo all’Accademia di Bologna, elegge il cavallo quale simbolo totemico delle sue prime creazioni artistiche, dapprima dipinti ed in seguito installazioni.
Avvicinatasi nel prosieguo di vita al mondo del collezionismo, ha costituito assieme ad alcuni collaboratori il Collettivo U.F.-o Ultimi Futuristi, al’interno del quale è conservato un vastissimo numero di documenti afferenti il Movimento Futurista di Filippo Tommaso Marinetti, altra grande fonte di ispirazione dell’artista soprattutto per quanto attiene al filone aviatorio, seconda passione di Naby Byron ed oggetto precipuo delle sue opere.
Hanno curato per lei importanti mostre il critico d’arte Giuseppe Virelli, l’etno-antropologo Prof. Gian Paolo Borghi, lo storico del Futurismo Enrico Bittoto.
Ha esposto in Gallerie a Lucca (“Play With Me” presso Galleria olio su tavola), al PALP Museo di Pontedera (“Play With Me” all’interno della Mostra “Dalla Trottola al Robot”) e in concomitanza con la Biennale di Venezia presso gli ambienti dell’Hilton Molino Stucky all’isola della Giudecca (Installazione “Play With Us” promossa dal Museo dello Giostra di Bergantino).
Hanno collaborato con lei Marta Pederzoli, le Ceramiche Gatti di Faenza, Max Casacci dei Subsonica, il regista Luca Verdone.
Ha vinto diversi premi e riconoscimenti tra i quali ricordiamo il Premio Vergato Arte 2016 sotto la presidenza del Maestro Luigi Ontani.
INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: “Play with us” Dall’arte popolare all’arte moderna
OPERE DI: NABY BYRON
A CURA DI: Prof. Gian Paolo Borghi
TEXTURE MUSICALE: Max Casacci dei Subsonica
PRESENTATA DA: Museo storico della giostra di Bergantino
DOVE: Hotel Hilton Molino Stucky - Giudecca 810, Venezia
INAUGURAZIONE: Sabato 11 maggio ore 17,30
DATE: 11 maggio - 24 novembre 2019
ORARI: orari di apertura dell’Hotel
WEB: nabybyron.com
FACEBOOK: https://www.facebook.com/PlayWithHus/
INGRESSO GRATUITO
PATROCINI: Regione del Veneto, Città di Venezia, Comune di Bergantino, Museo della Giostra di Bergantino, MAF (Museo Mondo Agricolo Ferrarese), Hilton Stucky Venezia.
IN COLLABORAZIONE CON: Associazione UFO-Ultimi Futuristi.
AGENZIA DI COMUNICAZIONE E UFFICIO STAMPA
Culturalia di Norma Waltmann
tel : +39-051-6569105 mob: +39-392-2527126
email: <email-pii> web: www.culturaliart.com
facebook: culturalia – Instagram: culturalia_comunicare_arte
|Luogo||Hotel Hilton Molino Stucky|
|Indirizzo / Via||Giudecca 810, Venezia, Venezia|
|Periodo||Dal 11.05.2019 al 24.11.2019|
|Giorni||Tutti i giorni|
|Info||0516569105|
|Età||Per tutti|
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