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La pessima fama dei tornei di calcetto non rende loro giustizia. Infatti, rispetto a una partita ufficiale nei campionati di calcio, in una partita di un torneo di calcetto si verificano cinque volte meno infortuni. Con tre infortunati ogni 1000 giocatori, il bilancio infortuni si mantiene costantemente basso da cinque anni. Riscontriamo invece la necessità di agire nell’ambito dei temi fair play e dispositivi di protezione.
I tornei di calcetto hanno una pessima reputazione. Il che è tuttavia immotivato, come dimostrano i risultati di diversi sondaggi tra i clienti nonché una valutazione delle cifre relative agli infortuni effettuata dall’istituto di ricerca sociale Lamprecht und Stamm.
Gli studi dimostrano che la probabilità che si verifichi un infortunio in un torneo di calcetto è cinque volte inferiore rispetto ai campionati del calcio organizzato a squadre. Inoltre, il numero di lesioni riscontrate durante i tornei di calcetto è diminuito costantemente negli ultimi 15 anni. Basti pensare che nel 2004 si contavano ancora 15 infortunati ogni 1000 giocatori, mentre nel 2015 a malapena tre, e questo dato si è mantenuto stabile fino a oggi. Le interviste di Lamprecht und Stamm confermano che i partecipanti a un torneo di calcetto corrono un rischio minore di infortunarsi rispetto ai giocatori del calcio a squadre. «Il 50 per cento dei giocatori e delle giocatrici di calcio intervistati conferma che «… se si tratta di una vittoria importante, corro anche il rischio di infortunarmi». Tra le giocatrici e i giocatori di calcetto invece, solo il 34 per cento concorda con quest’affermazione» spiega Raphael Ammann, responsabile campagna calcio della Suva e committente dello studio qualitativo.
Oltre la metà delle lesioni riportate durante i tornei di calcetto riguarda l’articolazione del ginocchio o della caviglia. È sorprendente constatare che quasi un quarto degli intervistati non gioca con le calzature adatte, bensì a piedi nudi, con normali scarpe da ginnastica o scarpe a tacchetti inadeguate. Oltre la metà degli intervistati non ha utilizzato nemmeno i parastinchi raccomandati e messi a disposizione in loco dalla Suva. «Indossare calzature professionali e portare parastinchi riduce notevolmente il rischio di infortunarsi a gambe e piedi. Tutti dovrebbero impegnarsi a fare buon uso di questi consigli, che garantiscono la massima efficacia con il minimo sforzo» sottolinea Ammann. In veste di partner per la prevenzione, la Suva fornisce gratuitamente a organizzatori e organizzatrici di tornei di calcetto molto materiale utile per prevenire gli infortuni nel calcio. Si tratta di un pacco che comprende anche parastinchi, calzettoni da calcio, casacche, nastri di delimitazione e uno striscione del fair play. La Suva offre inoltre un contributo economico all’organizzazione del torneo se vengono impiegati arbitri tesserati.
C’è ancora del potenziale di miglioramento anche nell’ambito del fair play. Basti pensare che circa un quarto degli intervisti concorda con l’affermazione: «… in campo colpisco spesso non solo il pallone ma anche l’avversario». Inoltre, il 22 per cento degli intervistati afferma di aver subito frequentemente dei falli. «Ovviamente anche in un torneo di calcetto ci si contende la vittoria, ma quando in una partita si totalizzano zero infortuni, vincere vale doppio. Per questo facciamo un appello a tutti gli appassionati e le appassionate di calcio, gridando forte e chiaro: «Non correre rischi inutili: gioca in modo leale!». L’attuazione delle cinque regole del fair play è la prerogativa essenziale» spiega Ammann.
Le cinque regole del fair play per un torneo di calcetto senza infortuni:
La Suva è il maggior assicuratore infortuni della Svizzera e in questo ruolo ha il dovere di contribuire a una piazza produttiva svizzera sana e sicura. Opera nell’ambito della prevenzione, dell’assicurazione e della riabilitazione. Un modello affidabile, anche in tempi difficili.
Nata nel 1918, la Suva occupa circa 4400 collaboratrici e collaboratori nella sede principale di Lucerna, nelle 18 sedi di agenzia presenti sul territorio svizzero e nelle due cliniche di riabilitazione a Bellikon e Sion. Azienda autonoma di diritto pubblico, assicura circa 130 000 imprese con due milioni di lavoratrici e lavoratori contro le conseguenze degli infortuni sul lavoro e nel tempo libero e delle malattie professionali. Le persone disoccupate sono automaticamente assicurate alla Suva. Su mandato della Confederazione gestisce inoltre l’assicurazione militare e l’assicurazione contro gli infortuni per le persone coinvolte in provvedimenti dell’assicurazione per l’invalidità. Il ventaglio di servizi e prestazioni della Suva comprende prevenzione, assicurazione e riabilitazione. La Suva si autofinanzia, non beneficia di fondi pubblici e distribuisce gli utili agli assicurati sotto forma di riduzione dei premi. Nel Consiglio della Suva sono rappresentate le parti sociali – datori di lavoro e lavoratori – e la Confederazione.