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NEW YORK - Le grandi industrie del farmaco occidentali impegnate nella produzione dei vaccini contro il Covid-19 hanno segnato in questa pandemia dei picchi nel loro valore azionario. Ciò è avvenuto in particolare in corrispondenza di annunci a proposito dei risultati ottenuti sulla preparazione dei vaccini, scanditi con una certa regolarità negli ultimi mesi.
Prima fra tutte Pfizer, il cui picco delle azioni è stato l'8 dicembre del 2020: 42.56 dollari. Poco al di sotto dei 43.80 dollari del 30 novembre 2018: il massimo degli ultimi cinque anni. La scorsa settimana, il produttore americano ha chiuso a 33.40 dollari. Ha una capitalizzazione in calo a 186,7 miliardi di dollari.
Moderna ha visto il suo picco degli ultimi cinque anni l'8 febbraio 2021: 185.98 dollari, dopo che aveva già conosciuto un'impennata a 169.80 dollari lo scorso 8 dicembre. L'azienda farmaceutica statunitense ha chiuso settimana scorsa a 154.8 dollari. Prima della pandemia di Covid-19, il valore delle sue azioni si aggirava intorno ai 20 dollari. Al momento ha 61,8 miliardi di dollari di capitalizzazione, in netta crescita rispetto ai 41,30 di fine 2020 e degli anni precedenti.
Le azioni di AstraZeneca, infine, hanno registrato il loro picco degli ultimi cinque anni lo scorso 20 luglio, a 8'320 sterline, per chiudere venerdì scorso a 6'954 sterline. Negli ultimi cinque anni il valore delle azioni di AstraZeneca è cresciuto progressivamente, partendo da circa 4'000 sterline. A fine 2020 la società farmaceutica britannica contava una capitalizzazione in calo di 91,1 miliardi di sterline a 96,1 miliardi. Nel secondo e terzo trimestre dello scorso anno era volata intorno ai 110.