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Coronavirus: il Consiglio federale adotta il messaggio concernente la proroga di alcune disposizioni della legge COVID-19
Berna, 27.10.2021 - Nella seduta del 27 ottobre 2021 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la proroga di alcune disposizioni della legge COVID-19. In caso di perdurare della crisi anche nel corso dell’anno prossimo, mediante tale proroga vuole assicurarsi di continuare a disporre degli strumenti necessari per lottare contro la pandemia e i suoi effetti.
La legge COVID-19, modificata a tre riprese dalla sua adozione il 25 settembre 2020, contiene la base giuridica per vari provvedimenti di lotta alla pandemia. La maggior parte delle disposizioni della legge COVID-19 sono in principio limitate fino al 31 dicembre 2021.
In caso di perdurare della crisi anche nel corso dell’anno prossimo, il Consiglio federale vuole assicurarsi di continuare a disporre degli strumenti necessari per lottare contro la pandemia e i suoi effetti, in particolare nei settori della sanità, della protezione dei lavoratori, dello sport e della cultura. In considerazione dell’incertezza che caratterizza l’evoluzione della pandemia di COVID-19 ha quindi deciso di chiedere al Parlamento di prorogare alcune disposizioni della legge COVID-19. Non è interessato dalla proroga l’articolo 6a, che è la base giuridica del certificato Covid; rimarrà in vigore sino alla fine del 2022.
Non saranno prorogate le disposizioni nell’ambito dell’aiuto per i casi di rigore e dell’assicurazione contro la disoccupazione. Per il Consiglio federale e i Cantoni è prioritario in questo caso il ritorno agli strumenti ordinari di politica economica. Il progetto adottato oggi dal Consiglio federale è tuttavia volto a istituire una base legale che conceda ai Cantoni maggior tempo per trattare le domande pendenti per i casi di rigore, in particolare in relazione alle procedure giudiziarie in corso. Inoltre, a inizio novembre 2021 il DFF condurrà una nuova indagine presso i Governi cantonali in merito alla necessità di adottare misure di attenuazione e se sarà il caso proporrà al Consiglio federale di attribuire una seconda tranche dalla riserva del Consiglio federale, affinché i Cantoni possano provvedere a mitigare, in modo mirato e in linea con le circostanze e le misure già adottate, particolari casi di rigore.
Nell’ambito di una consultazione sulla bozza di messaggio, i Cantoni e le associazioni mantello svizzere dell’economia a larga maggioranza hanno accolto favorevolmente il progetto.
Il Consiglio federale ha adottato oggi il messaggio in modo da dare al Parlamento la possibilità di svolgere l’esame preliminare nelle commissioni e di dibattere, adottare e porre urgentemente in vigore la legge nella sessione invernale.
La proroga di alcune disposizioni della legge COVID-19 comporta un fabbisogno finanziario supplementare di 915 milioni di franchi nel preventivo 2022. Nella sua seduta il Consiglio federale ha quindi approvato un annuncio ulteriore a complemento del preventivo 2022. Le uscite totali della Confederazione preventivate per il 2022, compreso questo secondo annuncio ulteriore, ammontano a 80,5 miliardi di franchi e si registra un deficit di finanziamento di circa 1,9 miliardi di franchi. Nel bilancio ordinario le direttive del freno all’indebitamento, che ammette un deficit a causa del sottoutilizzo della capacità produttiva, continueranno a essere rispettate.
Uscite per la gestione della pandemia di coronavirus nel preventivo 2022
Nel messaggio concernente il preventivo (18 agosto) e nel primo annuncio ulteriore (24 settembre), per il 2022 sono già stati iscritti a preventivo 2,7 miliardi di franchi per la gestione della pandemia di coronavirus. Questo secondo annuncio ulteriore comporta le seguenti uscite:
• indennità per perdita di guadagno per il coronavirus (straordinarie): 490 milioni
• finanziamento federale dei test per il SARS-CoV-2 (straordinarie): 134 milioni
• provvedimenti di sostegno alla cultura: 130 milioni
• provvedimenti di sostegno allo sport: 100 milioni
• finanziamento federale di nuove terapie ambulatoriali: 50 milioni
• spese di funzionamento dell’Ufficio federale della sanità pubblica: 10,8 milioni
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