Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/145140

<h2>SubmittedText<h2><p>Sulla base di risultati concreti, il Consiglio federale intende presentare al pubblico, al Parlamento e a vari partner le modalità con cui la Svizzera sostiene i Paesi emergenti e in via di sviluppo tramite misure di politica economica e commerciale. Nell'ambito del tema prioritario relativo al sostegno al settore privato e all'imprenditoria, la Svizzera incoraggia un'imprenditoria forte e dinamica con l'ausilio della società finanziaria SIFEM AG. Consentendo l'accesso a capitale proprio e a crediti, SIFEM ha contribuito alla creazione di 46 000 posti di lavoro e al mantenimento di altri 202 000. Il rapporto sull'efficacia della cooperazione economica allo sviluppo attesta "solidi" risultati per la Svizzera, con un tasso di successo del 76 per cento.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nella cooperazione internazionale sono possibili diversi approcci che mirano tutti a raggiungere l'obiettivo principale, ossia ridurre la povertà e promuovere uno sviluppo sostenibile; è perciò complesso dimostrarne l'efficacia. In linea di massima un tasso di riuscita del 75 per cento è considerato positivo, ma il bilancio deve comprendere sia elementi quantitativi che qualitativi. Per misurare l'efficacia con un buon rapporto tra costi e benefici, la DSC ha introdotto un nuovo sistema che permette di valutare gli effetti definendo, fin dal momento della pianificazione dei progetti, gli obiettivi, le ipotesi sul possibile impatto e i campi d'osservazione che possono facilitare la successiva verifica. </p><p>2. Nelle sue attività d'investimento, la SIFEM AG è tenuta, giuridicamente ma anche attraverso gli obiettivi strategici fissati dal Consiglio federale, a seguire principi di sostenibilità finanziaria, economica, sociale ed ecologica. Non effettua una ponderazione percentuale dei rischi sociali e ambientali al momento della concessione dei crediti, ma li classifica in base a tre criteri, "elevato, medio, basso", e può esigere che vengano prese misure atte a ridurre il rischio o rifiutare il progetto.</p><p>3.-5. La cooperazione svizzera allo sviluppo è inoltre tenuta a informare l'opinione pubblica e i Paesi partner sull'efficacia dei propri interventi, come sottolineato al punto 1.6.2 del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2013-2016 dedicato proprio all'impatto sullo sviluppo. Il relativo rapporto della DSC si fonda sui rapporti annuali dei Paesi, dei programmi globali e dei partenariati. I risultati degli anni 2012-2015 offriranno la base per il rapporto d'attività congiunto DSC/SECO al Parlamento sulla realizzazione degli obiettivi fissati nel messaggio 2013-2016.</p><p>La DSC fa inoltre esaminare da esperti esterni le questioni istituzionali, le strategie relative ai singoli Paesi e i temi prioritari, cosa che implica il crescente coinvolgimento della popolazione interessata nella valutazione dei risultati. Sono stati infine introdotti rapporti dedicati all'efficacia in specifici ambiti tematici (DSC/SECO) che comprendono il rapporto del 2008 sull'acqua e quello del 2010 sull'agricoltura; rapporti sul clima e la salute saranno invece presentati rispettivamente nel 2014 e nel 2015. </p><p>Il messaggio 2013-2016 stabilisce obiettivi di efficacia che riguardano sia effetti direttamente misurabili sia ambiti di attività in cui la misurazione è più complessa. Anche in questo caso sono stati individuati i relativi campi d'osservazione.</p><p>In generale i rapporti devono fornire una valutazione realistica dei risultati e dell'approccio ai problemi e questo tanto più che la Svizzera, nel quadro del messaggio 2013-2016, aumenta il suo impegno in contesti fragili. </p><p>6. Dall'introduzione dei programmi globali nel 2008, le problematiche internazionali vengono sistematicamente affrontate all'interno di contesti regionali. Il Parlamento ha sostenuto esplicitamente questo approccio nel messaggio 2013-2016 e quindi anche la sua estensione in maniera mirata ai Paesi emergenti. Attraverso l'innovazione e il trasferimento di tecnologie verso questi Paesi si ottengono economie di scala che possono avere indirettamente effetti positivi anche sui Paesi più poveri; ne è un esempio il contributo della Svizzera alla politica climatica della Cina. Tre quarti delle persone più povere vivono infine in Paesi di reddito medio, nei quali anche la SECO concentra le sue attività. </p>  Risposta del Consiglio federale.