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Incarto n. 14.2023.161 Lugano 13 maggio 2024 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello composta del giudice: Jaques, presidente cancelliere: Ferrari statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa __________ (rigetto provvisorio dell’opposizione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 21 ottobre 2023 da CO 1, __________ (__________) contro RE 1, __________ (c/o __________, __________) giudicando sul reclamo del 27 dicembre 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 18 dicembre 2023 dal Pretore; ritenuto in fatto: A. Con contratto del 28 giugno 2018, CO 1 ha ceduto al fratello RE 1 la propria metà delle quote della __________ ed egli si è perciò impegnato a versarle un corrispettivo di fr. 616'916.20, di cui fr. 420'000.– in 84 rate mensili di fr. 5'000.–, da pagare entro il primo giorno del mese a decorrere da agosto 2018; a garanzia dei fr. 420'000.–, la sorella ha ricevuto due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 210'000.– ognuna. B. Poiché RE 1 non aveva versato il corrispettivo, CO 1 ha promosso esecuzioni nei suoi confronti. Nell’ambito di una di esse, ella lo ha escusso per l’incasso di due rate del capitale di fr. 420'000.–. Statuendo con decisione del 13 settembre 2021 (inc. 14.2021.40), questa Camera ha accolto il reclamo del fratello contro la decisione di rigetto dell’opposizione in via provvis oria da lui interposta, ritenendo che la sorella avrebbe dovuto escu­terlo in via di realizzazione del pegno, ovvero delle due cartelle ipotecarie al portatore, anziché in via di pignoramento, non risultando che RE 1 avesse espressamente rinunciato a sollevare l’eccezione dilatoria ( analoga al cosiddetto beneficio di escussione reale o beneficium excussionis realis ), in base alla quale poteva esigere la realizzazione del pegno prima di quella dei suoi altri beni. C. Mediante transazione del 14 aprile 2022, RE 1 si è impegnato a versare ad CO 1 fr. 335'000.– a saldo del suo debito dopo detrazione delle rate già versate, di cui fr. 210'000.– in 42 rate mensili di fr. 5'000.–, da pagare entro il primo giorno del mese a decorrere da ottobre 2022. A garanzia dei fr. 210'000.–, la sorella è rimasta in possesso di una delle due cartelle ipotecarie al portatore, ma il fratello ha rinunciato a eccepire il beneficium ex­cussionis realis in un’eventuale futura esecuzione. D. Con precetto esecutivo n. __________ in via di pignoramento emesso il 19 settembre 2023 dalla sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzio­­ne, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 5'000.– oltre agli interessi del 5% dal 2 agosto 2023 (indicando quale causa del credito l’ “Accordo del 14.04.2022 – rata 01.08.2023” ) e fr. 5'000.– oltre agli interessi del 5% dal 2 settembre 2023 (per “Accordo del 14.04.2022 – rata 01.09.2023” ). E. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 21 ottobre 2023 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Nel termine impartito, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 4 novembre 2023. F. Statuendo con decisione del 18 dicembre 2023, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– senz’assegnare ripetibili. G. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 27 dicembre 2023, per ottenerne implicitamente l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Visto il prevedibile esito dell’odierno giudizio, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­sizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. 1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 21 dicembre 2023 durante le ferie esecutive natalizie (art. 56 n. 2 LEF; DTF 143 III 149 consid. 2.4.1.1), il termine d’impugnazione, iniziato a decorrere il primo giorno utile dopo le ferie (DTF 121 III 285 consid. 2/b e 49 III 76), ossia il 2 gennaio 2 024, è scaduto venerdì 12 gennaio 2024. Presentato già il 27 di­cembre 2023 (data del timbro postale), il reclamo è dunque sen­z’altro tempestivo. 1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1, pag. 179 e i rimandi). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). 2. In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura sommaria documentale (Urkundenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione, bensì l’esistenza di un titolo esecutivo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1), così da determinare rapidamente i ruoli delle parti in un eventuale processo ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; sentenza del Tribunale federale 5A_552/2021 del 5 gennaio 2022 consid. 2.3). Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non renda immediatamente verosi-mili eccezioni liberatorie, in linea di massima mediante documenti (art. 254 cpv. 1 CPC; DTF 145 III 160 consid. 5.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 148 III 225 consid. 4.1.1). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 143 III 564 consid. 4.1 e 136 III 528 consid. 3.2). 3. Nella decisione impugnata, il Pretore ha statuito che la transazione del 14 aprile 2022 costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione per il pagamento delle due rate di fr. 5'000.–, relative ai mesi di agosto e settembre 2023, già esigibili all’avvio del­l’esecuzione. Ha giudicato corretto far decorrere gl’interessi dal secondo giorno del mese, in cui è diventata esigibile la relativa ra­ta. Ha pertanto accolto l’istanza, rigettando integralmente l’oppo­sizione in via provvisoria. 4. Nell’impugnativa, RE 1 scrive di presentare reclamo “in quanto trattasi sempre della stessa e medesima questione, vedi sentenza del Tram [ recte : della CEF] del 13 settembre 2021 incarto 14.2021.40”, ribadendo così l’unico argomento formulato nelle osservazioni. 5. La cartella ipotecaria è un credito personale (detto astratto o cartolare) garantito da un pegno immobiliare (art. 842 cpv. 1 CC). Se la cartella ipotecaria è utilizzata per garantire un altro credito (det­t o causale), specie mediante trasferimento o cessione della cartel­la a titolo fiduciario a scopo di garanzia, salvo diversa convenzione il credito cartolare sussiste indipendentemente dal credito causale (art. 842 cpv. 2 CC). Soltanto il credito astratto è garantito dal pegno immobiliare (DTF 144 III 29 consid. 4.2). Fatto salvo un patto contrario o una rinuncia del debitore, il creditore deve porre in esecuzione dapprima il credito astratto incorporato nella cartella e soltanto in seguito l’eventuale saldo del credito causale (se eccede il provento della realizzazione del pegno) con un’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento. Il debitore può costringerlo ad agi­re in tale ordine sollevando nella procedura di rigetto dell’opposi­zione un’eccezione analoga al beneficium excussionis realis di cui art. 41 cpv. 1 bis LEF (DTF 140 III 180 consid. 5.1.5 e 5.1.6; citata 14.2021.40 consid. 7.2 e 7.3). Nella fattispecie, a differenza di quanto risultava dal contratto del 28 giugno 2018 in base al quale è stata promossa la precedente esecuzione, nella transazione del 14 aprile 2022 citata quale titolo d i rigetto nella procedura in esame RE 1 ha espressamen­te rinunciato a eccepire il beneficium excussionis realis precisando che in caso di mancato puntuale pagamento o pagamento parzia­-le di una o più rate pattuite, la sorella avrebbe potuto procedere in via ordinaria all’incasso delle rate insolute (doc. B, pag. 5 punto 5). Non si tratta dunque “sempre della stessa e medesima questio­ne”. Nel suo esito, la decisione impugnata resiste quindi alla criti­ca, sicché il reclamo va respinto. 6. La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di spese ripetibili, giacché il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. 7. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 10'000.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Per questi motivi, pronuncia: 1. Il reclamo è respinto. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 250.– relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico. 3. Notificazione a: – RE 1, __________, c/o __________, __________ – CO 1, __________, __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il cancelliere Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Incarto n. 14.2023.161 Incarto n. 14.2023.161

Incarto n. Lugano 13 maggio 2024 Lugano

Lugano 13 maggio 2024

In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello La Camera di esecuzione e fallimenti

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello composta del giudice: composta del giudice:

composta del giudice: Jaques, presidente Jaques, presidente

Jaques, presidente cancelliere: cancelliere:

cancelliere: Ferrari Ferrari

Ferrari statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa __________ (rigetto provvisorio dell’opposizione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 21 ottobre 2023 da

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48 b LOG) nella causa __________ (rigetto provvisorio dell’opposizione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 21 ottobre 2023 da CO 1, __________ (__________) CO 1, __________ (__________)

CO 1, __________ (__________) contro contro

contro RE 1, __________ (c/o __________, __________) RE 1, __________

RE 1, __________ (c/o __________, __________)

(c/o __________, __________) giudicando sul reclamo del 27 dicembre 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 18 dicembre 2023 dal Pretore;

giudicando sul reclamo del 27 dicembre 2023 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 18 dicembre 2023 dal Pretore; ritenuto

ritenuto in fatto: A. Con contratto del 28 giugno 2018, CO 1 ha ceduto al fratello RE 1 la propria metà delle quote della __________ ed egli si è perciò impegnato a versarle un corrispettivo di fr. 616'916.20, di cui fr. 420'000.– in 84 rate mensili di fr. 5'000.–, da pagare entro il primo giorno del mese a decorrere da agosto 2018; a garanzia dei fr. 420'000.–, la sorella ha ricevuto due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 210'000.– ognuna. in fatto: A. Con contratto del 28 giugno 2018, CO 1 ha ceduto al fratello RE 1 la propria metà delle quote della __________ ed egli si è perciò impegnato a versarle un corrispettivo di fr. 616'916.20, di cui fr. 420'000.– in 84 rate mensili di fr. 5'000.–, da pagare entro il primo giorno del mese a decorrere da agosto 2018; a garanzia dei fr. 420'000.–, la sorella ha ricevuto due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 210'000.– ognuna. B. Poiché RE 1 non aveva versato il corrispettivo, CO 1 ha promosso esecuzioni nei suoi confronti. Nell’ambito di una di esse, ella lo ha escusso per l’incasso di due rate del capitale di fr. 420'000.–. Statuendo con decisione del 13 settembre 2021 (inc. 14.2021.40), questa Camera ha accolto il reclamo del fratello contro la decisione di rigetto dell’opposizione in via provvis oria da lui interposta, ritenendo che la sorella avrebbe dovuto escu­terlo in via di realizzazione del pegno, ovvero delle due cartelle ipotecarie al portatore, anziché in via di pignoramento, non risultando che RE 1 avesse espressamente rinunciato a sollevare l’eccezione dilatoria ( analoga al cosiddetto beneficio di escussione reale o beneficium excussionis realis ), in base alla quale poteva esigere la realizzazione del pegno prima di quella dei suoi altri beni.

B. Poiché RE 1 non aveva versato il corrispettivo, CO 1 ha promosso esecuzioni nei suoi confronti. Nell’ambito di una di esse, ella lo ha escusso per l’incasso di due rate del capitale di fr. 420'000.–. Statuendo con decisione del 13 settembre 2021 (inc. 14.2021.40), questa Camera ha accolto il reclamo del fratello contro la decisione di rigetto dell’opposizione in via provvis oria da lui interposta, ritenendo che la sorella avrebbe dovuto escu­terlo oria da lui interposta, ritenendo che la sorella avrebbe dovuto escu­terlo in via di realizzazione del pegno, ovvero delle due cartelle ipotecarie al portatore, anziché in via di pignoramento, non risultando che RE 1 avesse espressamente rinunciato a sollevare l’eccezione dilatoria ( analoga al cosiddetto beneficio di escussione reale o analoga al cosiddetto beneficio di escussione reale o beneficium excussionis realis ), in base alla quale poteva esigere la realizzazione del pegno prima di quella dei suoi altri beni. C. Mediante transazione del 14 aprile 2022, RE 1 si è impegnato a versare ad CO 1 fr. 335'000.– a saldo del suo debito dopo detrazione delle rate già versate, di cui fr. 210'000.– in 42 rate mensili di fr. 5'000.–, da pagare entro il primo giorno del mese a decorrere da ottobre 2022. A garanzia dei fr. 210'000.–, la sorella è rimasta in possesso di una delle due cartelle ipotecarie al portatore, ma il fratello ha rinunciato a eccepire il beneficium ex­cussionis realis in un’eventuale futura esecuzione.

C. Mediante transazione del 14 aprile 2022, RE 1 si è impegnato a versare ad CO 1 fr. 335'000.– a saldo del suo debito dopo detrazione delle rate già versate, di cui fr. 210'000.– in 42 rate mensili di fr. 5'000.–, da pagare entro il primo giorno del mese a decorrere da ottobre 2022. A garanzia dei fr. 210'000.–, la sorella è rimasta in possesso di una delle due cartelle ipotecarie al portatore, ma il fratello ha rinunciato a eccepire il al portatore, ma il fratello ha rinunciato a eccepire il beneficium ex­cussionis realis in un’eventuale futura esecuzione. D. Con precetto esecutivo n. __________ in via di pignoramento emesso il 19 settembre 2023 dalla sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzio­­ne, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 5'000.– oltre agli interessi del 5% dal 2 agosto 2023 (indicando quale causa del credito l’ “Accordo del 14.04.2022 – rata 01.08.2023” ) e fr. 5'000.– oltre agli interessi del 5% dal 2 settembre 2023 (per “Accordo del 14.04.2022 – rata 01.09.2023” ).

D. Con precetto esecutivo n. __________ in via di pignoramento emesso il 19 settembre 2023 dalla sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzio­­ne, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 5'000.– oltre agli interessi del 5% dal 2 agosto 2023 (indicando quale causa del credito l’ Con precetto esecutivo n. __________ in via di pignoramento emesso il 19 settembre 2023 dalla sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzio­­ne, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 5'000.– oltre agli interessi del 5% dal 2 agosto 2023 (indicando quale causa del credito l’ “Accordo del 14.04.2022 – rata 01.08.2023” ) e fr. 5'000.– oltre agli interessi del 5% dal 2 settembre 2023 (per “Accordo del 14.04.2022 – rata 01.09.2023” ). E. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 21 ottobre 2023 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Nel termine impartito, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 4 novembre 2023.

E. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 21 ottobre 2023 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Nel termine impartito, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 4 novembre 2023. F. Statuendo con decisione del 18 dicembre 2023, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– senz’assegnare ripetibili.

F. Statuendo con decisione del 18 dicembre 2023, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– senz’assegnare ripetibili. G. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 27 dicembre 2023, per ottenerne implicitamente l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Visto il prevedibile esito dell’odierno giudizio, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

G. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 27 dicembre 2023, per ottenerne implicitamente l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Visto il prevedibile esito dell’odierno giudizio, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. Considerando

Considerando in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­sizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­sizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. 1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 21 dicembre 2023 durante le ferie esecutive natalizie (art. 56 n. 2 LEF; DTF 143 III 149 consid. 2.4.1.1), il termine d’impugnazione, iniziato a decorrere il primo giorno utile dopo le ferie (DTF 121 III 285 consid. 2/b e 49 III 76), ossia il 2 gennaio 2 024, è scaduto venerdì 12 gennaio 2024. Presentato già il 27 di­cembre 2023 (data del timbro postale), il reclamo è dunque sen­z’altro tempestivo.

1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 21 dicembre 2023 durante le ferie esecutive natalizie (art. 56 n. 2 LEF; DTF 143 III 149 consid. 2.4.1.1), il termine d’impugnazione, iniziato a decorrere il primo giorno utile dopo le ferie (DTF 121 III 285 consid. 2/b e 49 III 76), ossia il 2 gennaio 2 024, è scaduto venerdì 12 gennaio 2024. Presentato già il 27 di­cembre 2023 (data del timbro postale), il reclamo è dunque sen­z’altro tempestivo. 024, è scaduto venerdì 12 gennaio 2024. Presentato già il 27 di­cembre 1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1, pag. 179 e i rimandi). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1, pag. 179 e i rimandi). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). 2. In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura sommaria documentale (Urkundenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione, bensì l’esistenza di un titolo esecutivo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1), così da determinare rapidamente i ruoli delle parti in un eventuale processo ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; sentenza del Tribunale federale 5A_552/2021 del 5 gennaio 2022 consid. 2.3). Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non renda immediatamente verosi-mili eccezioni liberatorie, in linea di massima mediante documenti (art. 254 cpv. 1 CPC; DTF 145 III 160 consid. 5.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 148 III 225 consid. 4.1.1). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 143 III 564 consid. 4.1 e 136 III 528 consid. 3.2).

2. In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura sommaria documentale (Urkundenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione, bensì l’esistenza di un titolo esecutivo (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1), così da determinare rapidamente i ruoli delle parti in un eventuale processo ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; sentenza del Tribunale federale 5A_552/2021 del 5 gennaio 2022 consid. 2.3). Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non renda immediatamente verosi-mili eccezioni liberatorie, in linea di massima mediante documenti (art. 254 cpv. 1 CPC; DTF 145 III 160 consid. 5.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 148 III 225 consid. 4.1.1). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 143 III 564 consid. 4.1 e 136 III 528 consid. 3.2). III 176 consid. 4.2.1), così da determinare rapidamente i ruoli delle 3. Nella decisione impugnata, il Pretore ha statuito che la transazione del 14 aprile 2022 costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione per il pagamento delle due rate di fr. 5'000.–, relative ai mesi di agosto e settembre 2023, già esigibili all’avvio del­l’esecuzione. Ha giudicato corretto far decorrere gl’interessi dal secondo giorno del mese, in cui è diventata esigibile la relativa ra­ta. Ha pertanto accolto l’istanza, rigettando integralmente l’oppo­sizione in via provvisoria.

3. Nella decisione impugnata, il Pretore ha statuito che la transazione del 14 aprile 2022 costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione per il pagamento delle due rate di fr. 5'000.–, relative ai mesi di agosto e settembre 2023, già esigibili all’avvio del­l’esecuzione. Ha giudicato corretto far decorrere gl’interessi dal secondo giorno del mese, in cui è diventata esigibile la relativa ra­ta. Ha pertanto accolto l’istanza, rigettando integralmente l’oppo­sizione in via provvisoria. Nella decisione impugnata, il Pretore ha statuito che la transazione del 14 aprile 2022 costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione per il pagamento delle due rate di fr. 5'000.–, relative ai mesi di agosto e settembre 2023, già esigibili all’avvio del­l’esecuzione secondo giorno del mese, in cui è diventata esigibile la relativa ra­ta 4. Nell’impugnativa, RE 1 scrive di presentare reclamo “in quanto trattasi sempre della stessa e medesima questione, vedi sentenza del Tram [ recte : della CEF] del 13 settembre 2021 incarto 14.2021.40”, ribadendo così l’unico argomento formulato nelle osservazioni.

4. Nell’impugnativa, RE 1 scrive di presentare reclamo “in quanto trattasi sempre della stessa e medesima questione, vedi sentenza del Tram [ recte : della CEF] del 13 settembre 2021 incarto 14.2021.40”, ribadendo così l’unico argomento formulato nelle osservazioni. 5. La cartella ipotecaria è un credito personale (detto astratto o cartolare) garantito da un pegno immobiliare (art. 842 cpv. 1 CC). Se la cartella ipotecaria è utilizzata per garantire un altro credito (det­t o causale), specie mediante trasferimento o cessione della cartel­la a titolo fiduciario a scopo di garanzia, salvo diversa convenzione il credito cartolare sussiste indipendentemente dal credito causale (art. 842 cpv. 2 CC). Soltanto il credito astratto è garantito dal pegno immobiliare (DTF 144 III 29 consid. 4.2). Fatto salvo un patto contrario o una rinuncia del debitore, il creditore deve porre in esecuzione dapprima il credito astratto incorporato nella cartella e soltanto in seguito l’eventuale saldo del credito causale (se eccede il provento della realizzazione del pegno) con un’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento. Il debitore può costringerlo ad agi­re in tale ordine sollevando nella procedura di rigetto dell’opposi­zione un’eccezione analoga al beneficium excussionis realis di cui art. 41 cpv. 1 bis LEF (DTF 140 III 180 consid. 5.1.5 e 5.1.6; citata 14.2021.40 consid. 7.2 e 7.3).

5. La cartella ipotecaria è un credito personale (detto astratto o cartolare) garantito da un pegno immobiliare (art. 842 cpv. 1 CC). Se la cartella ipotecaria è utilizzata per garantire un altro credito (det­t o causale), specie mediante trasferimento o cessione della cartel­la a titolo fiduciario a scopo di garanzia, salvo diversa convenzione il credito cartolare sussiste indipendentemente dal credito causale (art. 842 cpv. 2 CC). Soltanto il credito astratto è garantito dal pegno immobiliare (DTF 144 III 29 consid. 4.2). Fatto salvo un patto contrario o una rinuncia del debitore, il creditore deve porre in esecuzione dapprima il credito astratto incorporato nella cartella e soltanto in seguito l’eventuale saldo del credito causale (se eccede il provento della realizzazione del pegno) con un’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento. Il debitore può costringerlo ad agi­re in tale ordine sollevando nella procedura di rigetto dell’opposi­zione un’eccezione analoga al o causale), specie mediante trasferimento o cessione della cartel­la beneficium excussionis realis di cui art. 41 cpv. 1 bis LEF (DTF 140 III 180 consid. 5.1.5 e 5.1.6; citata 14.2021.40 consid. 7.2 e 7.3). Nella fattispecie, a differenza di quanto risultava dal contratto del 28 giugno 2018 in base al quale è stata promossa la precedente esecuzione, nella transazione del 14 aprile 2022 citata quale titolo d i rigetto nella procedura in esame RE 1 ha espressamen­te rinunciato a eccepire il beneficium excussionis realis precisando che in caso di mancato puntuale pagamento o pagamento parzia­-le di una o più rate pattuite, la sorella avrebbe potuto procedere in via ordinaria all’incasso delle rate insolute (doc. B, pag. 5 punto 5). Non si tratta dunque “sempre della stessa e medesima questio­ne”. Nel suo esito, la decisione impugnata resiste quindi alla criti­ca, sicché il reclamo va respinto.

Nella fattispecie, a differenza di quanto risultava dal contratto del 28 giugno 2018 in base al quale è stata promossa la precedente esecuzione, nella transazione del 14 aprile 2022 citata quale titolo d i rigetto nella procedura in esame RE 1 ha espressamen­te rinunciato a eccepire il i rigetto nella procedura in esame RE 1 ha espressamen­te beneficium excussionis realis precisando che in caso di mancato puntuale pagamento o pagamento parzia­-le di una o più rate pattuite, la sorella avrebbe potuto procedere in via ordinaria all’incasso delle rate insolute (doc. B, pag. 5 punto 5). Non si tratta dunque “sempre della stessa e medesima questio­ne”. Nel suo esito, la decisione impugnata resiste quindi alla criti­ca, sicché il reclamo va respinto. 6. La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di spese ripetibili, giacché il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

6. La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di spese ripetibili, giacché il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. 7. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 10'000.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

7. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 10'000.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Per questi motivi,

Per questi motivi, pronuncia: 1. Il reclamo è respinto. pronuncia: 1. Il reclamo è respinto. 2. Le spese processuali di complessivi fr. 250.– relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

2. Le spese processuali di complessivi fr. 250.– relative al presente giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico. 3. Notificazione a:

3. Notificazione a: – RE 1, __________, c/o __________, __________ – CO 1, __________, __________. – RE 1, __________, c/o __________, __________

– RE 1, __________, c/o __________, __________ – CO 1, __________, __________.

– CO 1, __________, __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente Il cancelliere

Il presidente Il cancelliere Rimedi giuridici

Rimedi giuridici Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).