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In seguito alla rivoluzione sovietica nasce nel 1921 il Partito comunista con forti radici nella Svizzera tedesca
I giorni 5 e 6 marzo 1921, 137 compagni si riunivano nell’”Eintrach” di Zurigo e fondavano il Partito comunista svizzero (PCS). Si trattava di una fusione tra i membri dell’ala sinistra del PS e che l’avevano abbandonato con i così chiamati “vecchi comunisti”. Franz Welti veniva eletto primo presidente. Nel 1922, il Partito pubblicava il suo primo programma. Comprendeva richieste immediate come la ripresa delle relazioni commerciali e diplomatiche con l’URSS, la parità sociale completa e giuridica per donne e uomini, la separazione tra Chiesa e Stato come pure tra Chiesa e scuola. Nel suo programma generale a lungo termine, il PCS proponeva il controllo della produzione e dei prezzi per le organizzazioni del proletariato, l’annullamento di tutti i debiti pubblici, la nazionalizzazione delle banche, l’esproprio delle grandi imprese e il controllo federale della produzione agricola.
Nel programma del Partito, venivano tratte delle conclusioni sulla base della lotta di classe tra proletariato e borghesia. Così, il superamento della società capitalista verso iil socialismo non poteva essere raggiunto con uno sviluppo supplementare della democrazia borghese ma unicamente con la sua distruzione. Il programma chiariva il significato che il PCS dava al lavoro parlamentare. I comunisti non l’avevano trascurato ma gli davano un significato nello sviluppo dei principi del socialismo. Un comunista eletto (all’epoca erano esclusivamente uomini) doveva sforzarsi innanzitutto di denunciare la borghesia e i suoi sbirri, di difendere la libertà di stampa e di associazione e altre ancora. Secondo le direttive del programma del 1922, gli operai comunisti dovevano formare delle cellule all’interno dei sindacati ufficiali.
Il PCS, principalmente urbano e ben ancorato nella Svizzera tedesca (Zurigo, Basilea, Sciaffusa), contava inizialmente circa 6000 membri dei quali il 15% erano donne. A livello nazionale, otteneva i suoi migliori risultati elettorali negli anni ’20: nel 1925 aveva conquistato 3 seggi al Consiglio nazionale. A livello cantonale, nel 1928, aveva raggiunto il 26% dei voti alle elezioni del Consiglio nazionale nel Canton Sciaffusa. Nel 1929, il PCS aveva conquistato 25 seggi al Gran Consiglio di Basilea Città con il 19,7%.
Il Partito possedeva tre quotidiani (tiraggio totale: 14.000 copie nel 1921, circa 10.000 nel 1936).
L’interdizione delle attività della propaganda comunista nell’agosto 1940 e il divieto del PCS in novembre dello stesso anno, hanno ridotto il numero dei suoi membri a 350. Ma mentre la sconfitta del fascismo in Europa diventava evidente, l’appello alla creazione di un Partito a sinistra del PS diventava sempre più pressante in Svizzera. Il 14 ottobre 1944, avveniva la fondazione del Partito svizzero del lavoro (PSdL) a Zurigo al quale aderivano numerosi compagni del PCS. Léon Nicole diventava il suo primo presidente. Karl Hofmeier veniva eletto segretario.
Questo breve percorso storico dovrebbe ricordarci due aspetti fondamentali.
Se oggi, tutte le nostre compagne e compagni non si dicono “comunisti”, era già il caso al momento della fondazione del PSdL ma il nostro Partito si iscrive chiaramente nella tradizione del PCS.
A Le Locle, nel 2014 abbiamo festeggiato il 70.mo del PSdL. Non era però`”solo” il suo 70.mo poiché i nostri compagni del PCS non l’avevano mai abbandonato: non avevano smesso di combattere anche nell’illegalità. E come sappiamo, molte e molti di loro hanno pagato un prezzo elevato per questo.
Con lo stesso spirito che a quell’epoca, oggi proseguiamo nella lotta. Siamo dunque sulla scia della continuità di un lavoro iniziato 100 anni fa, con un solo obiettivo: cambiare il mondo.
Gavriel Pinson
Presidente del Partito Svizzero del Lavoro