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L'importanza delle donne nell'agricoltura è indiscussa. Pur svolgendo molte attività in azienda, in caso di separazione, invalidità o malattia, rischiano però di ritrovarsi in difficoltà economiche. Spesso non hanno una buona copertura sociale, ovvero nessun secondo e terzo pilastro. Una lacuna che il consiglio federale intende colmare con la nuova politica agraria 2022-2025.
Un buon segnale per Christine Bühler presidente dell'Unione Svizzera delle contadine e delle donne rurali: "È un passo nella giusta direzione. In questo modo le contadine vengono riconosciute quali persone indipendenti e non come appendici dell'azienda agricola".
Delle circa 159'000 persone occupate nell'agricoltura nel 2014, 58'000 erano donne. La gran parte era sposata e il marito risultava essere a capo di un'azienda di cui era anche proprietario.
"Bisogna dire - aggiunge poi la Bühler - che vi sono anche diversi contadini che volontariamente è da lungo tempo riconoscono, sulla base di alcuni modelli, uno status lavorativo alle mogli, il che presenta anche vantaggi fiscali".
Ma prima di discutere di previdenza professionale, per Christine Bühler bisogna affrontare il tema salario che darebbe diritto anche all'assicurazione maternità.