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In visita ufficiale a Washington, la ministra degli esteri elvetica ha espresso il desiderio d'intensificare e strutturare le relazioni con gli Stati uniti.
Nell'incontro con la sua omologa statunitense Condoleezza Rice, Micheline Calmy-Rey non ha nascosto le sue preoccupazioni in merito a Guantanamo.
Ricevuta dalla Segretaria di Stato americana Condoleezza Rice, Micheline Calmy-Rey ha espresso il desiderio di «intensificare» e di «strutturare» le relazioni con gli Stati uniti. Ma la consigliera federale e ministra degli esteri elvetica ha anche dato voce alla sua preoccupazione in merito alla sorte dei prigionieri della base-prigione americana di Guantanamo (Cuba).
Nel corso di una conferenza stampa, Micheline Calmy-Rey ha dichiarato che l'incontro con la Rice è stato «fruttuoso» e «amichevole». «Insieme abbiamo potuto gettare le basi per un dialogo futuro strutturato, dinamico e costruttivo».
La responsabile della diplomazia elvetica ha insistito sulla necessità di «strutturare e rendere più coerenti» le relazioni bilaterali con gli USA. «Siamo d'accordo sul fatto che si debbano cercare delle modalità appropriate per aumentare e strutturare la cooperazione nei settori in cui abbiamo degli interessi comuni», ha detto Micheline Calmy-Rey.
Accordo di libero scambio
Recentemente, il Consiglio federale ha deciso di sviluppare le relazioni bilaterali anche con partner diversi dall'Unione europea. Ha quindi manifestato l'intenzione di concludere un accordo di libero scambio con Washington.
Joseph Deiss, ministro dell'economia, è stato incaricato di sondare il terreno. A questo scopo si recherà a Washington il 20 luglio.
Dal canto suo Micheline Calmy-Rey ha sottolineato nel corso della sua visita che legami più stretti con gli Stati uniti non significano una messa in discussione dei rapporti con i paesi vicini. «Gli obiettivi del Consiglio federale e la sua politica nei confronti dell'Unione europea».
Guantanamo
La ministra degli esteri ha inoltre detto di aver affrontato la questione della base americana di Guantanamo. «Ho comunicato che la Svizzera è molto preoccupata per il fatto che categorie speciali di persone, chiamate "combattenti nemici" non siano protette dalle Convenzioni di Ginevra».
Secondo Micheline Calmy-Rey, la Rice avrebbe letto a questo proposito un memorandum su Guantanamo, consegnatole due settimane fa da Michael Ambühl, Segretario di Stato al Dipartimento elvetico degli affari esteri.
La responsabile della diplomazia elvetica ha espresso le stesse preoccupazioni in merito alla «pratica di rinvii straordinari» di prigionieri verso altri paesi. «Questa pratica non permette di sottrarre i prigionieri alla tortura», ha dichiarato facendo riferimento a uno stato di cose denunciato negli ultimi mesi da diverse organizzazioni non governative.
Un emblema per Israele
L'incontro ha preso in considerazione anche la creazione di un nuovo emblema per la Croce Rossa internazionale, da aggiungere alla croce e alla mezzaluna rossa. In questo modo anche Israele, storico alleato degli USA, potrebbe aderire al movimento. In ottobre, a Ginevra, è prevista una conferenza per discutere della questione.
Calmy-Rey ha incontrato anche Paul Wolfowitz, nuovo presidente della Banca mondiale che avrebbe felicitato la Svizzera per il modo in cui ha gestito il caso Abacha. In merito ai fondi dell'ex dittatore nigeriano, la ministra degli esteri ha ricordato che «la Svizzera ha chiaramente affermato di volerli restituire» al paese africano.
I rapporti tra la Svizzera e la Banca mondiale non sono sempre stati privi di tensioni, ma, ha affermato la ministra degli esteri, «penso che presto riusciremo a metterci d'accordo».
swissinfo e agenzie
In breve
La ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey rende visita agli Stati uniti per la prima volta. L'ultima visita ufficiale di un ministro elvetico degli affari esteri risale al 2001.
Calmy-Rey ha incontrato la sua omologa statunitense Condoleezza Rice e Paul Wolfowitz, presidente della banca mondiale.
Prevista anche una visita al palazzo della Nazioni unite di New York e un incontro col segretario generale dell'Onu Kofi Annan.