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Dj Fabo, assolto Cappato
"Non fu aiuto al suicidio". La fidanzata di Fabiano: "Oggi mi direbbe di festeggiare"
La corte d'Assise di Milano ha assolto Marco Cappato con la formula "perché il fatto non sussiste". L'esponente dei radicali era imputato per aiuto al suicidio per la vicenda di d j Fabo (Fabiano Antoniani), accompagnato a morire in Svizzera nel febbraio 2017.
"Ho agito per libertà di scelta e per il diritto di autodeterminazione individuale", ha detto Cappato, che durante il processo ha ricevuto la notizia della morte della madre, malata da tempo.
Valeria Imbrogno, la fidanzata di Fabiano Antoniani, dopo la sentenza di assoluzione di Cappato ha dichiarato che: "Fabiano oggi, insieme a me, avrebbe festeggiato perché è una battaglia in cui credeva fin dall'inizio. E' una battaglia per la libertà di tutti".
Nel chiedere l'assoluzione, l'accusa aveva ricordato la recente sentenza della Corte costituzionale che ha tracciato la via sulla non punibilità dell'aiuto al suicidio, spiegando che nella vicenda ricorrono tutti e 4 i requisiti indicati.
In una sentenza risalente allo scorso settembre, la Corte costituzionale aveva ritenuto non punibile a determinate condizioni, chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da "trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli".
Dj Fabo era rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale e attaccato a un sondino per sopravvivere, vittima di atroci sofferenze per la sua patologia, ma pienamente consapevole della sua volontà di considerare quelle condizioni di vita non compatibili con la sua dignità.