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Ci vuole maggiore trasparenza sui doni elargiti ai politici: il principio vede i parlamentari d'accordo, ma non vi è unità per quanto riguarda una proposta concreta in questo senso. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati, contrariamente alla sua omologa del Nazionale, propone - con 7 voti contro 4 e 2 astensioni - di dare seguito a un'iniziativa parlamentare dell'indipendente sciaffusano Thomas Minder che prende di mira, in particolare, le imprese pubbliche o quotate in borsa.
La commissione ha invece respinto, con 7 voti contro 5 e un'astensione, il testo alternativo elaborato dalla Commissione degli affari giuridici del Nazionale. Quest'iniziativa commissionale include parte della proposta Minder, ovvero il punto secondo cui "le società dove la Confederazione o un altro ente pubblico ha una posizione dominante devono dichiarare nei loro conti annuali tutte le liberalità elargite a politici, partiti e organizzazioni politiche".
Il testo originale di Minder chiede anche che le società quotate in borsa dichiarino, nel rapporto di gestione, la somma totale dei doni elargiti ai candidati, ai partiti, alle organizzazioni politiche e ad altri comitati, nonché alle fondazioni che sostengono finanziariamente personalità politiche. Il nome e l'indirizzo del beneficiario, come pure l'entità della donazione, dovrebbero essere precisati soltanto a partire da 10'000 franchi.
SDA-ATS