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Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) sostiene la proposta del Consiglio federale di costruire una seconda galleria stradale al San Gottardo. Tuttavia va ridefinito l'obiettivo di trasferimento del traffico merci in transito dalla strada alla rotaia e bisogna adottare ulteriori misure d'accompagnamento.
Durante la sua ultima riunione il comitato direttivo del SAB ha discusso della questione del risanamento della galleria esistente ed esaminato diverse varianti, si legge in comunicato diffuso oggi. Chiudere semplicemente il tunnel per un periodo che potrebbe durare fino a tre anni non è un'opzione, trattandosi di una limitazione insostenibile per la popolazione ticinese e i viaggiatori in transito. La chiusura comporterebbe inoltre una maggiore traffico lungo gli assi del San Bernardino e del Sempione, con conseguenze negative per i Grigioni e il Vallese.
Sempre stando alla nota, il SAB è giunto alla conclusione che devono essere avviati al più presto lavori di pianificazione per una seconda canna al San Gottardo. Una volta completato il nuovo tunnel e risanato quello vecchio, in entrambi i tubi dovrà essere aperta al traffico una sola corsia, così che non venga ampliata la capacità. In questo modo verrebbero rispettati le disposizioni contenute nella Costituzione e gli impegni internazionali.
L'articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi obbliga la Svizzera a trasferire il traffico merci in transito dalla strada alla rotaia. Nella relativa legge l'obiettivo è di 650'000 camion all'anno, ma l'ultimo rapporto del governo mostra chiaramente che questo traguardo non potrà essere raggiunto nemmeno una volta ultimata la galleria ferroviaria di base del San Gottardo. Attualmente le corse transalpine sono oltre 1,2 milioni all'anno, mentre la galleria di base ha un potenziale di trasferimento di al massimo 90'000 camion supplementari.
SDA-ATS