Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01249.jsonl.gz/416

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Si chiude la campagna elettorale in Kenya e i candidati alla presidenza terranno oggi i loro ultimi comizi. Ma sul voto di lunedì grava l'ombra delle violenze che segnarono le precedenti elezioni del 2007 e il capo dello Stato, in un messaggio alla popolazione, chiede elezioni pacifiche, affinchè il mondo possa vedere che il Kenya è ormai "una democrazia matura".
I due principali candidati, il primo ministro Raila Odinga e il vice primo ministro Uhuru Kenyatta, dovrebbero riunire i rispettivi sostenitori oggi pomeriggio a Nairobi in due grandi meeting.
Nelle elezioni del 2007, Odinga è stato l'avversario del presidente Mwai Kibaki, la cui vittoria ha scatenato una violenta protesta che si è presto trasformata in un bagno di sangue, a causa dei violenti scontri etnici nati dal sospetto di brogli, e terminati con più di 1.000 morti e oltre 600.000 sfollati.
Kenyatta, figlio del primo presidente del Kenya Jomo Kenyatta, che nel 2007 ha sostenuto Kibaki, a sua volta, è accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale (Cpi) per il suo presunto coinvolgimento nell'organizzazione delle violenze.
Ieri, in un messaggio radio-televisivo, il presidente Kibaki, 81 anni, si è rivolto ai 14.300.000 elettori, invitandoli a recarsi a votare in modo pacifico, e ai candidati affinchè accettino la loro eventuale sconfitta.
"Vi invito a votare - ha detto il Capo dello Stato - per contribuire a decidere il futuro della nostra Nazione. E chiedo ardentemente a voi tutti di votare pacificamente. Facciamo vedere al mondo, in modo chiaro, che la nostra democrazia è maturata".
SDA-ATS