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"La mia impressione è che il voto su Parc Adula sia un po' come quello per la Casa Bianca: chi votava Trump non lo diceva e allora tutti pensavano che avrebbe vinto la Clinton. E invece...". Questa frase, pronunciata al bancone del bar Rex di Olivone da un abitante del Comune di Blenio, rende l'idea dell'aria che tira in valle.
Diversi avventori si rifiutano di dire la loro opinione davanti alla telecamera. "C'è chi ha paura delle ripercussioni", spiega un bleniese. "La scelta di campo sul parco nazionale può anche far perdere dei lavori”, aggiunge. Le discussioni al bar sono accese. La tensione è palpabile.
Chi è per il "sì" crede che questa sia un'opportunità per l'economia, l'agricoltura, il turismo: l'occasione per lasciare ai propri figli delle prospettive di un futuro migliore. Chi voterà "no" non vuole cambiare il suo stile di vita "da montanaro" e non vuole neppure vincoli, limiti, divieti ed incognite. L'impressione è che i due campi siano su posizioni inconciliabili.
Si voterà in 17 comuni e per andare avanti serviranno almeno 13 adesioni. Ma questo Comune è il cuore del progetto. E per tutti qui è chiaro che se sarà bocciato a Blenio, Parc Adula non si farà. Il 27 novembre ci sarà insomma chi avrà perso e chi avrà vinto. E ci saranno delle ferite, che potrebbero anche restare aperte nel tempo.
joe.p.