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A causa della pandemia, le FFS hanno registrato un calo di oltre un terzo del numero di viaggiatori nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
La perdita semestrale ammonta a 479 milioni di franchi, a fronte di un risultato positivo di 279 milioni nel 2019.
Da gennaio a giugno, la media giornaliera di passeggeri trasportati è stata di 810'000 (anno precedente: 1,29 milioni), indicano in una nota odierna le Ferrovie federali svizzere.
Il 2020 era iniziato bene: la domanda nei primi due mesi dell'anno era aumentata di circa il 4% rispetto all'anno precedente. "A marzo però la crisi causata dal coronavirus ha colpito duramente il sistema globale dei trasporti pubblici e quindi anche delle FFS", precisa il comunicato.
Sebbene durante il lockdown l'ex regia federale abbia mantenuto l'offerta di base, i ricavi sono crollati e non è stato possibile contenere i costi in maniera significativa. "Nel secondo trimestre le FFS hanno perso circa la metà dei ricavi del traffico viaggiatori rispetto al 2019".
Già ad aprile le Ferrovie federali hanno avviato misure di risparmio per un ammontare di circa 250 milioni di franchi, senza però ridurre i salari dei collaboratori, si legge ancora nella nota.
Dal mese di giugno, il numero di viaggiatori è in aumento grazie anche all'introduzione dell'obbligo della mascherina. Tuttavia, anche se la situazione finanziaria del secondo trimestre si preannuncia un po' meno tesa, le FFS si attendono a un risultato annuo in calo rispetto allo scorso anno.