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Più di 100 persone hanno contratto il morbillo in Svizzera nel 2017: cifre in netto aumento rispetto agli anni precedenti, ma non paragonabili agli anni 2000, quando si registravano tra i 1'000 e i 2'000 casi all’anno.
"Il nostro obbiettivo era eliminarlo entro il 2015 ma abbiamo fallito ", ha dichiarato venerdì all’ATS Mark Witschi, responsabile della sezione raccomandazioni sui vaccini all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Berna resta determinata a debellare la malattia, ma senza porre scadenze. Oggigiorno, continua Witschi, si verificano solo epidemie sporadiche.
Per combattere il virus è prevista la somministrazione di due dosi di vaccino, ma gli obiettivi in materia di copertura della popolazione non sono stati raggiunti e non si vuole rendere la vaccinazione obbligatoria per motivi legali.
La maggior parte dei casi – riferisce l’UFSP – si è verificata in Ticino, Grigioni e Friburgo. "I focolai si trovano nei luoghi dove molte persone non sono state vaccinate. Nelle scuole e asili nido il virus è in agguato per i non vaccinati", aggiunge Witschi.
ATS/Nad/ludoC
- RG 12.30 del 29.12.2017 - Il servizio di Antonella Crüzer