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La Banca nazionale svizzera (BNS) ha subito una perdita di 12,9 miliardi di franchi nel terzo trimestre 2018 e di 7,8 miliardi nei primi nove mesi dell'anno, a fronte di profitti di rispettivamente 32,5 e 33,7 miliardi un anno prima.
Al termine del primo semestre l'istituto aveva annunciato un utile di 5,1 miliardi.
Nel periodo gennaio-settembre lo stock d'oro - il cui volume è rimasto più o meno invariato - ha accusato un calo di valore di 3,7 miliardi, contro un utile di 2,3 miliardi nello stesso periodo dello scorso anno, ha indicato stamane la BNS in una nota. Nel solo terzo trimestre la flessione si è attestata a 2,8 miliardi, mentre nel luglio-settembre 2017 il risultato era stato pari a +1,9 miliardi di franchi. A fine settembre il prezzo di un chilogrammo di oro era pari a 37'274 franchi (fine 2017: 40'859 franchi).
Per le valute estere vi è stata una perdita di 5,3 miliardi nei primi nove mesi dell'anno, a fronte di un utile di 30,3 miliardi in precedenza. Nel terzo trimestre essa si è attestata a 10,5 miliardi, dopo +30,2 miliardi un anno prima.
Sulle posizioni in franchi per gennaio-settembre risulta invece un utile di 1,5 miliardi, pressoché invariato, e per luglio-settembre un risultato positivo di 470 milioni (520 milioni). Ciò soprattutto in seguito ai tassi d'interesse negativi riscossi sugli averi in conti giro delle banche svizzere presso la BNS.
Il risultato della Banca nazionale, ricorda quest'ultima, dipende prevalentemente dall'andamento dei mercati dell'oro, dei cambi e dei capitali. Pertanto esso è soggetto a forti oscillazioni che rendono difficile trarre conclusioni per il risultato dell'intero esercizio.