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A ridosso del referendum britannico sull’uscita o permanenza del Regno Unito nell’Unione europea, il Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford ha reso noti i primi risultati intermedi di uno studio che sta svolgendo assieme a PRIME Research sulla copertura mediatica riservata alla votazione di oggi da parte dei media britannici. I risultati, che coprono un campione di due giorni per ogni settimana compresa tra il 20 febbraio e il 26 aprile 2016, rivelano che, dei 928 articoli pubblicati sul referendum, il 45% era a favore della Brexit, mentre solo il 27% era favorevole al “Remain”. Il 19% dei pezzi è stato invece considerato come “misto o indeciso”, mentre il 9% come “imparziale”.
Le posizioni variano comunque ampiamente da giornale a giornale. Il Daily Mail ha pubblicato gli articoli più favorevoli alla Brexit, seguito sul medesimo tono da Daily Express, Daily Star, The Sun e Daily Telegraph. I giornali con gli articoli più inclini alla permanenza nell’Ue, invece, sono stati The Daily Mirror, The Guardian e il The Financial Times. Il Times, invece, è stato piuttosto bilanciato tra le due posizioni nella sua copertura, ma con una leggera prevalenza di articoli pro-uscita. Tutti i quotidiani, comunque, hanno in ogni caso dato alle stampe diversi articoli che davano voce al punto di vista opposto alla linea editoriale sul referendum: Daily Express e Daily Mirror, nello specifico, sono stati i due giornali meno bilanciati in questo senso.
I risultati preliminari mostrano come, in un giorno qualsiasi del periodo esaminato, sono stati pubblicati mediamente 42 articoli sul referendum dai nove giornali presi in esame: The Daily Mail, The Telegraph e The Times, seguiti da The Financial Times, The Daily Express, The Guardian e The Sun sono state le testate più attive nel complesso, mentre The Daily Mirror e The Daily Star sono quelle che hanno pubblicato meno sul tema.
I ricercatori hanno anche analizzato le argomentazioni sostenute sia negli articoli a favore della Brexit che in quelli che sostenevano la permanenza nella Ue. Dopo aver eliminato dal campione tutti gli articoli puramente focalizzati sulle personalità, le campagne o Brexit in generale, le argomentazioni più citate nei restanti 756 articoli facevano riferimento, in ordine discendente, a: economia e business (33%), sovranità (29%), immigrazione (18%), regulation (14%) e terrorismo e sicurezza (6%). Per quanto riguarda gli argomenti usati dalle diverse testate, nonostante The Sun e The Daily Mirror avessero opinioni divergenti, entrambi hanno fatto capo prevalentemente agli argomenti sulla sovranità, mentre i quattro broadsheet, Financial Times, The Guardian, The Daily Telegraph e The Times, hanno fatto ricorso più spesso a temi economici e meno sulla sovranità. Quando si trattava di essere pro-Brexit, come nel caso di The Daily Express, The Daily Star e The Daily Mail, tutti i quotidiani si sono invece focalizzati sulla questione dell’immigrazione.
Lo studio ha inoltre esaminato come le argomentazioni dei giornali siano cambiate e sviluppate nel corso dei primi due mesi di campagna. Il numero di articoli di stampo economico è stato alto durante tutto il periodo, ma è aumentato precipitosamente al 60% subito dopo il 21 marzo, quando la Confederation of British Industry (Cbi) ha puntato il ditto sulle possibili conseguenze economiche della Brexit. Argomentazioni concernenti il terrorismo e questioni di sicurezza, anche se piuttosto rare, sono diventate più frequenti dopo gli attentati di Bruxelles del 22 marzo. Lo studio completo, comprendente l’intero periodo da febbraio a giugno, verrà pubblicato a settembre.
I risultati dello studio sono disponibili qui.
Articolo tradotto dall’originale inglese da Giulia Quarta. Il Reuters Institute for the Study of Journalism è partner dell’Ejo nel Regno Unito