Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01086.jsonl.gz/437

Ampliare le relazioni con gli Stati vicini, approfondire la via bilaterale con l'Unione europea, contribuire alla stabilità nel mondo, nonché rafforzare e diversificare l'impegno multilaterale della Svizzera. Sono queste le quattro priorità fissate dal Consiglio federale nel Rapporto sulla strategia di politica estera 2012-2015, approvato oggi.
Il documento, che sarà trasmesso alle competenti commissioni parlamentari, parte dal presupposto che Berna ha tutto l'interesse a intrattenere buone relazioni con numerosi paesi, non essendo membro di alcuna grande alleanza. Con la sua neutralità la Confederazione può contribuire a risolvere i conflitti con proposte di mediazione o grazie ai buoni uffici. Ma ciò non è sempre facile, ha spiegato alla stampa il ministro degli esteri Didier Burkhalter.
Per quel che riguarda i Paesi limitrofi, il governo propone di migliorare i rapporti esistenti, prestando particolare attenzione alle relazioni transfrontaliere. Nel rapporto si fa riferimento alla libera circolazione delle persone, ai trasporti e ai problemi di tipo fiscale con l'Italia.
Nel corso della conferenza stampa, Burkhalter - che ha rivelato di aver avuto un primo incontro con il suo omologo italiano a margine della Conferenza internazionale sulla Somalia tenutasi a Londra il 23 febbraio scorso - ha dichiarato che lo sblocco del dossier fiscale non avverrà in tempi rapidi.
Burkhalter non si è pertanto detto sorpreso della dichiarazione odierna di Mario Monti a Bruxelles: l'Italia ha sempre ribadito che non intende sottoscrivere un accordo fiscale con la Svizzera, prima dell'esame di quelli con la Germania e la Gran Bretagna da parte della Commissione europea, ha sottolineato Burkhalter.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>