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Sono più precisi per rilevare la presenza del coronavirus negli uomini, secondo uno studio francese
PARIGI - Uno studio francese afferma che i cani sono più precisi nell'individuare il Sars-CoV-2 negli esseri umani rispetto a un test rapido.
La raccolta dati, si legge sul quotidiano britannico Guardian, è stata condotta nei mesi di marzo e aprile dalla scuola nazionale di veterinaria francese e dall'unità di ricerca clinica dell'ospedale Necker-Cochin di Parigi, su 336 persone di età compresa dai sei ai 76 anni, che si sono presentate ai centri parigini dove si effettuano i tamponi. I cani si sono dimostrati capaci di rilevare la presenza del virus con un'efficacia del 97% e d'individuare campioni negativi nel 91% dei casi. Molto meglio rispetto ai test rapidi di flusso laterale, che mediamente identificano il 72% di persone con sintomi e il 58% tra quelle asintomatiche.
Gli autori dello studio, in attesa di pubblicazione su una rivista scientifica, affermano che questa «è la conferma della capacità dei cani d'identificare la firma olfattiva del Covid-19». Gli animali non andranno mai a rimpiazzare i test molecolari PCR ma «potrebbero aiutare a indicare le persone che necessitano di un tampone e - grazie alla loro risposta così rapida - facilitare i test di massa» in luoghi come aeroporti, stazioni ferroviarie e concerti, ha dichiarato il professor Jean-Marc Tréluyer all'agenzia France Press.
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