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A partire da aprile dovrà essere possibile per il consumatore distinguere chiaramente se una pelliccia è stata ottenuta nel rispetto della legislazione svizzera in materia di protezione degli animali.
È quanto stabilisce la revisione dell'ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce adottata oggi dal Consiglio federale.
Per evitare fraintendimenti, dal prossimo aprile questi capi di abbigliamento dovranno indicare sull'etichetta se composti di "vera pelliccia", affinché al consumatore non venga rifilato un articolo farlocco, ossia una pelliccia sintetica.
In questo modo, il consumatore potrà fare anche una scelta più mirata, precisa una nota dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).
Oltre a ciò, le pellicce provenienti da animali cacciati o allevati con metodi palesemente non conformi alla legislazione elvetica in materia di protezione degli animali o di caccia (per esempio caccia con trappole o allevamento in gabbia con fondo a griglia) vanno dichiarate come tali.
Qualora non fosse possibile avere informazioni affidabili sul modo di ottenimento, sull'etichetta può essere apposta la dichiarazione "Modo di ottenimento sconosciuto - può essere stato ottenuto mediante una forma di allevamento o di caccia non autorizzata in Svizzera". I consumatori potranno in questo modo decidere di non acquistare quei prodotti che non soddisfano le loro aspettative in materia di protezione degli animali.
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