Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/176859

<h2>SubmittedText<h2><p>Alla fine di febbraio 2017 è stato approvato un nuovo pacchetto di misure di stabilizzazione per il periodo 2018-2020. Alla DSC queste misure si sono tradotte in tagli di bilancio dell'ordine di 130 milioni di franchi all'anno rispetto al consuntivo. Poiché i fondi della cooperazione allo sviluppo servono a sostenere anche progetti di organizzazioni umanitarie svizzere, i tagli si ripercuoteranno anche sull'attività di queste ultime. E questo in un momento in cui le organizzazioni umanitarie, vista l'attuale situazione nel mondo, dovrebbero potenziare le proprie attività di assistenza.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Ci sono organizzazioni umanitarie che non potranno più ricevere un sostegno?</p><p>2. Il Consiglio federale può comunicare a quanto ammontano i tagli per le singole organizzazioni umanitarie?</p><p>3. Quali sono le conseguenze sull'attività delle organizzazioni umanitarie?</p><p>4. I tagli interessano anche i contratti in corso?</p><p>5. Sulla base di quali criteri i contributi sono stati ridotti?</p><p>6. Se le organizzazioni umanitarie volessero compensare le perdite, dovrebbero chiedere donazioni alla popolazione. Quanto dovrebbe versare in più ogni cittadino per poter compensare il taglio dei fondi della Confederazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo le attuali previsioni sulla situazione finanziaria della Confederazione, per rispettare il freno all'indebitamento per il preventivo del 2018 sono indispensabili misure supplementari. Il 22 febbraio 2017 il Consiglio federale ha quindi stabilito i seguenti valori di riferimento per il preventivo del 2018 e per la pianificazione finanziaria 2019-2021: un adeguamento al rincaro pari al 3 per cento sulle uscite a titolo di riversamento scarsamente vincolate e sulle spese per gli armamenti (ca. 500 milioni franchi all'anno), tagli alle spese della Confederazione (150 milioni all'anno) e tagli mirati dai 300 ai 500 milioni di franchi all'anno.</p><p>Nell'ambito della cooperazione internazionale (CI), per il periodo 2018-2020 il Consiglio federale ha deciso di realizzare tagli pari a 150 milioni di franchi all'anno, di cui 130 milioni riguardano la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e 20 milioni la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca. Si tratta di riduzioni supplementari rispetto ai 587 milioni di franchi di tagli ai mezzi della cooperazione internazionale decisi nell'ambito del programma di stabilizzazione 2017-2019 (FF 2016 4135) e già inclusi nella definizione dei crediti quadro del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020 (FF 2016 2005).</p><p>1. No, stando alla pianificazione finanziaria nel 2018 nessuna organizzazione non governativa (ONG) svizzera subirà un taglio netto dei contributi di programma.</p><p>2./5. La DSC prevede di realizzare la maggior parte dei risparmi necessari intervenendo sui contributi della Svizzera alle organizzazioni multilaterali. Per le ONG la DSC attualmente conta di operare solo tagli di entità ridotta rispetto ai contributi previsti. Le ripercussioni di tali riduzioni variano a seconda dell'organizzazione e dipendono dalle rispettive decisioni in materia di gestione discusse con la DSC nonché dalla struttura di finanziamento dell'organizzazione in questione. Sulla base dei tagli operati sinora, sono stati adeguati gli accordi del periodo 2017/18 nell'ambito della cooperazione con l'Europa dell'Est. In linea di principio i contratti della DSC con i partner istituzionali e le ONG possono essere disdetti o modificati in caso di tagli al budget da parte del Parlamento. Per garantire ai suoi partner la massima sicurezza nella pianificazione finanziaria, la DSC li ha informati per tempo in merito ai tagli previsti.</p><p>6. Le organizzazioni partner svolgono un ruolo importante per la cooperazione internazionale della Svizzera poiché si fanno portatrici dei suoi valori e la aiutano a raggiungere i suoi obiettivi. In tale contesto la priorità è data ovviamente ai risultati ottenuti nell'alleviamento delle sofferenze e nella riduzione della povertà. Nel 2017, nell'ambito dei partenariati istituzionali della DSC, sono iscritti a preventivo contributi di programma destinati a ONG svizzere pari a 117 milioni di franchi, ovvero 14 franchi per abitante. Questi contributi servono a integrare i mezzi mobilitati dalle ONG e provenienti da donatori privati. Ciò significa che la DSC finanzia i programmi per un importo massimo del 50 per cento. Tali contributi consentono alle ONG di impegnarsi anche in ambiti tematici e regioni che non godono di grande attenzione da parte dell'opinione pubblica. Un franco dei contributi di programma non è quindi direttamente comparabile a un franco di donazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.