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Il traffico aereo allo scalo internazionale di Hong Kong è ripreso martedì mattina. Le operazioni erano bloccate da lunedì allorquando l’aeroporto era stato invaso da decine di manifestanti pro democrazia. “Le registrazioni dei passeggeri sono riprese nelle ultime ore e alcuni voli sono stati programmati come previsto” ha spiegato un portavoce dello scalo.
Circa 5'000 manifestanti, secondo la polizia, hanno proseguito, lunedì, per il quarto giorno consecutivo, il sit-in pacifico voluto per tentare di sensibilizzare i viaggiatori alla causa della democrazia. Le proteste sono giunte alla decima settimana e molti manifestanti hanno accusato, nelle ultime ore, la polizia di aver reagito “in modo sproporzionato con il solo scopo di disperdere le manifestazioni”.
Le persone che avevano occupato l’aeroporto, durante la notte su martedì hanno progressivamente abbandonato la struttura senza che le autorità intervenissero. Tuttavia, hanno promesso nuovi sit-in già nelle prossime ore e alcuni di loro sono comunque rimasti seduti all’interno dell’aerostazione. La chiusura dell’ottavo aeroporto per importanza a livello mondiale (circa 74 milioni di passeggeri l’anno) è un evento rarissimo. E’ successo lunedì quando il Governo centrale cinese ha affermato di “aver notato segni di terrorismo nella contestazione nell’ex colonia britannica”.
- Notiziario 06.00 del 13.08.2019 Riapre lo scalo di Hong Kong
In mattinata la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ha messo in guardia i manifestanti responsabili per le proteste in corso da 10 settimane, in un appello accorato ad evitare l"abisso". In una conferenza stampa dai toni accessi ed emotivi Lam ha sottolineato come si sia arrivati ad "una situazione pericolosa e che la violenza durante la protesta può portare ad un punto di non ritorno".
ATS/AFP/Swing