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Dopo oltre 400 giorni di crisi politica, otto forze politiche del Belgio hanno raggiunto un accordo che potrebbe portare in poche settimane alla formazione di un nuovo governo, escludendo dal tavolo dei negoziati il partito separatista fiammingo N-Va, che aveva bloccato finora la possibilità di un accordo politico.
Il colpo di scena - giunto nella giornata della festa nazionale del Belgio - è stato reso possibile dall'accordo tra otto partiti francofoni e fiamminghi, che hanno acconsentito di negoziare senza la formazione secessionista fiamminga N-Va di Bart De Wever, uscita vincitrice nelle Fiandre nelle ultime elezioni politiche.
L'accordo tra gli otto partiti si presenta ancora "fragile", soprattutto per le incertezze del partito cristiano democratico fiammingo CD&V che ha accettato con riserva di rompere il patto con i separatisti di De Wever. Il presidente del Partito socialista belga, Elio Di Rupo, ha informato ieri notte il re, Alberto II, dei progressi fatti. Il sovrano, costatando "la volontà espressa da una larga maggioranza di risolvere i problemi istituzionale e socioeconomici ai quali il Paese è sottoposto", ha chiesto al leader dei socialisti di continuare nella sua missione di "formazione". Il sovrano ha fissato nuovo appuntamento per metà agosto.
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