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KABUL - Non c'è traccia femminile né fra i ministri, né fra i viceministri, né fra i funzionari nella lista del governo afghano, presentato dai talebani.
La novità, riportata da Sky News, conferma come le iniziali parole che ventilavano una possibile apertura alle donne - ormai verosimilmente data per chetare la preoccupazione internazionale alla vigilia della presa del potere - non fossero altro che tali.
Il portavoce del governo, Zabihullah Mujahid, interrogato durante la conferenza stampa ha argomentato sostenendo che l'attuale lista «dà spazio a diverse minoranze etniche e religiose» mentre «le donne potranno essere aggiunte in un secondo momento». Durante l'ultimo governo talebano, le donne erano escluse dall'istruzione, dal lavoro e dalla vita pubblica.
E se i bambini fino ai 12 anni hanno potuto fare ritorno a scuola da questo sabato, ancora non si sa cosa dovranno fare le bambine, ancora a casa: «Un annuncio verrà dato presto, a tempo debito», ha confermato Mujahid.
Tassello dopo tassello, libertà cancellata dopo libertà cancellata, la condizione femminile in Afghanistan si fa sempre più preoccupante. Dal divieto di fare sport, passando per l'obbligo di velo e classi separate all'universita, fino al licenziamento delle statali. Ma si parla anche di carenze di diritti basilari, come il partorire senza perdere la vita.