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La Svizzera respinge i tibetani, la Francia no.
Con gli accordi di Dublino i richiedenti l'asilo che giungono in Europa devono chiedere ospitalità nel primo Paese in cui giungono, richiesta che se accettata (o respinta) diviene valida per tutti gli Stati membri, Svizzera compresa.
Eppure non in tutti i casì funzionerebbe così. L'Aargauer Zeitung riporta oggi del caso dei richiedenti l'asilo proveninti dalla Cina, nello specifico dalla provincia del Tibet. Numersi di questi richiedenti l'asilo si sarebbero visti respingere la richiesta d'asilo in Svizzera, ma inoltrata in Francia la richiesta sarebbe stata accolta. La Segreteria di Stato per la migrazione non vuole valutare l'operato delle autorità straniere. La Confederazione si attiene alla propria prassi, spiega l'Aargauer Zeitung, che è stata inasprita quattro anni fa a seguito di una sentenza del Tribunale amministrativo federale.
La prassi ha però portato anche a qualche apparente paradosso: il quotidiano riferisce di tre donne devono comparire dinanzi al tribunale distrettuale di Kulm in marzo per soggiorno illegale. Una delle donne è tibetana e ora vive in Francia, che gli ha riconosciuto lo status di rifugiata, statuto valido anche in Svizzera stando a Dublino, ma proprio qui viene processata perché non aveva diritto di restare.