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Risposta del Consiglio federale
All’inizio di luglio abbiamo ricevuto una risposta alla petizione Evacuare ORA da Karin Keller-Sutter, capa del DFGP. Non solo siamo disillusi*e, ma anche delusi*e dalla risposta. Mentre le chiese nazionali sono state invitate ad un incontro personale poco dopo la pubblicazione del loro appello in aprile, le 50’458 firme e le 132 organizzazioni di Evacuare ORA vengono liquidate con una risposta vaga, indifferente ed incompleta. Inaccettabile e vergognoso!
- Le espressioni di solidarietà vengono ignorate
Le offerte di alloggio, l’accoglienza nelle città ed il pagamento del biglietto aereo sono stati completamente ignorati. Le espressioni di solidarietà della società civile, delle organizzazioni e delle città sembrano essere irrilevanti per il Consiglio Federale.
- Un “impegno” inesistente da continuare
“Vi assicuro che il Consiglio Federale continuerà il suo impegno”. Negli ultimi mesi, in particolare, è diventato chiaro che questo impegno non esiste. La Svizzera consente solo il ricongiungimento familiare, richiesto dall’art. 8 del regolamento di Dublino, ed è a sua volta inerte in questo senso.
- 9 franchi per persona
Attualmente in Grecia vivono 121.500 rifugiati*e. 37’000 di loro vivono nei campi disumani e pericolosi delle isole greche. “Nell’aprile 2020 il DFGP ha stanziato 1,1 milioni di franchi supplementari per progetti gestiti da organizzazioni umanitarie”, ovvero solo 9 franchi per persona. Anche se riteniamo utile sostenere i progetti, questo sostegno non porterà ad alcun miglioramento significativo. Quando abbiamo presentato i documenti della petizione, abbiamo chiarito che un sostegno puramente finanziario alla Grecia non sarebbe stato sufficiente, e che la Svizzera deve ora accogliere le persone – anche questo è stato ignorato.
- Contro la volontà del Parlamento
Nella mozione 20.3143 “Accogliere profughi dalla Grecia e riformare l’Accordo di Dublino”, il Parlamento chiede chiaramente alla Svizzera di fare di più. Il Consiglio Federale si rifiuta di riconoscerlo e continua a fare riferimento all'”impegno precedente”. A nostro avviso, il Consiglio Federale si oppone così alla volontà del Parlamento e quindi al processo democratico in Svizzera.
Anche Voi fate parte della petizione. Se anche per voi la risposta non è sufficiente, potete inviare una e-mail a <email-pii> e/o <email-pii>. Le risposte possono essere inviate a <email-pii>.