Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/211608

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di allestire, nel quadro della revisione della legge sulle poste, la promozione dei media in modo svincolato da qualsiasi fornitore. La seguente formulazione creerebbe equità nel libero mercato: "La riduzione è garantita indipendentemente dal fatto che la distribuzione della testata sia effettuata completamente o in parte dalla Posta o da un altro fornitore di servizi di distribuzione."</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La promozione indiretta della stampa è fondata sull'obbligo assegnato alla Posta Svizzera di fornire il servizio universale. Il mandato di servizio universale obbliga la Posta a fornire un capillare servizio di distribuzione regolare dei giornali e dei periodici in abbonamento sei giorni alla settimana. A sostegno delle regioni di montagna e periferiche da una parte, e delle testate della stampa locale e regionale a bassa tiratura dall'altra, i giornali e i periodici in abbonamento vanno distribuiti a prezzi indipendenti dalla distanza. Il settore della distribuzione dei giornali è in deficit da anni. Negli scorsi cinque anni l'ammanco è stato in media di 73 milioni di franchi. I costi scoperti sono compensati dalla Posta con i ricavi di altri settori d'attività. A differenza del monopolio nel settore delle lettere, il mercato dei giornali è soggetto senza restrizioni alla concorrenza ma, salvo la Posta, a oggi nessun fornitore offre il servizio di distribuzione giornaliera o in modo capillare. I fornitori privati hanno la possibilità di scegliere selettivamente di servire solo le aree densamente popolate e quindi economicamente più vantaggiose, e di offrire il servizio soltanto certi giorni della settimana. Per i fornitori alternativi risultano interessanti soprattutto le testate della stampa associativa e delle fondazioni, a bassa frequenza di edizione (mensile, trimestrale).</p><p>Anche estendendo la promozione indiretta della stampa i fornitori privati non avrebbero alcun interesse a distribuire i giornali quotidianamente e nelle aree scarsamente popolate, una prestazione onerosa che invece la Posta è tenuta a offrire in forza del suo mandato legale. La struttura dei costi decisamente più esigua, unita alla riduzione sul prezzo di distribuzione garantita dalla promozione indiretta della stampa, consentirebbero ai fornitori privati di stabilire prezzi con cui la Posta non può competere. Alla Posta rimarrebbero soltanto le offerte meno lucrative. L'apertura della promozione indiretta della stampa, pertanto, non stimolerebbe la concorrenza ma renderebbe piuttosto i settori di mercato economicamente redditizi appannaggio dei fornitori alternativi. Le aziende private sarebbero sovvenzionate grazie alla facilitazione dell'accesso offerta dal servizio universale. Per avere una soluzione equa sotto il profilo della concorrenza, occorrerebbe o obbligare tutti gli operatori di mercato con una clientela che ha diritto alla promozione a offrire il recapito quotidiano e capillare, o ripartire solidalmente i costi netti derivanti dal mandato di servizio universale tra i diversi soggetti coinvolti.</p><p>Con la perdita della distribuzione dei giornali, per la Posta si ridurrebbero gli effetti di gamma nella distribuzione e aumenterebbero i costi all'unità per il recapito di lettere e pacchi. Di conseguenza, non soltanto crescerebbe il deficit della Posta nel settore della distribuzione dei giornali, ma si acuirebbe anche la pressione sui settori che costituiscono la base dei ricavi del servizio universale. Secondo la Posta, l'attuazione della mozione metterebbe a repentaglio centinaia di posti di lavoro nel settore della distribuzione. In particolare, si dovrebbero convertire posti di lavoro a tempo pieno in posti a tempo parziale.</p><p>Il potenziale di risparmio del 30 per cento citato nella mozione si riferisce a una stima della differenza nel prezzo per unità nell'ambito della distribuzione della stampa associativa e delle fondazioni che, in confronto ad altri settori, è poco costosa. Alla luce del fatto che, anche in questo segmento, i fornitori alternativi non sarebbero praticamente in grado di coprire l'intero mercato e che i fondi previsti per la promozione in questo settore rappresentano meno di un terzo dei 70 milioni di franchi previsti in futuro, l'effetto complessivo per il panorama dei media stampati risulterebbe assai limitato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.