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BERNA - Il presidio del PPD vuole lanciare una nuova iniziativa popolare per l'abolizione della penalizzazione delle coppie sposate, senza definizione specifica della parola matrimonio. Lo ha dichiarato il presidente del partito Gerhard Pfister in un'intervista odierna alla televisione svizzerotedesca SRF.
L'iniziativa attualmente esistente verrebbe quindi ritirata. «La penalizzazione del matrimonio non è stata eliminata per anni, né a livello fiscale né di AVS. Questo deve cambiare». Solo tre settimane fa è fallito l'ultimo piano in proposito in Parlamento. «Non vediamo altra possibilità se non quella di lanciare una nuova iniziativa», ha detto Pfister.
Il testo attuale è stato preso di mira dalle critiche fra le altre cose a causa della definizione di matrimonio utilizzata: «Il matrimonio consiste nella durevole convivenza, disciplinata dalla legge, di un uomo e di una donna». Questo passaggio è stato definito da alcuni retrogrado e omofobo. Viene infatti privilegiato un solo tipo di convivenza ancorandolo nella Costituzione.
Durante il dibattito dello scorso dicembre in Consiglio nazionale, il consigliere federale Ueli Maurer aveva precisato che se il PPD non avesse ritirato il testo, la votazione sarebbe stata ripetuta nel settembre 2020. Il risultato della prima chiamata alle urne era stato annullato dal Tribunale federale (TF), a causa di un errore nel numero di coppie interessate dalla modifica costituzionale.
Nelle spiegazioni di voto, il governo aveva parlato di circa 80 mila coppie sposate con due redditi penalizzate dal sistema attuale. La cifra effettiva, rivelata due anni dopo, è risultata invece essere di 454 mila coppie. L'iniziativa era stata bocciata di misura nel 2016.