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L’essenziale in breve
Stato: 20.05.2019 – Gli obiettivi del progetto sono un sistema fiscale conforme e competitivo a livello internazionale e il rafforzamento dell’AVS. La riforma fiscale intende preservare l’attrattiva e la competitività della piazza imprenditoriale svizzera, nonché garantire i posti di lavoro e le entrate fiscali a medio-lungo termine. Inoltre, il progetto assicura all’AVS le maggiori entrate di cui ha urgentemente bisogno, contribuendo così a garantire le rendite. Secondo il Consiglio federale e il Parlamento, il progetto rappresenta un compromesso equilibrato a vantaggio di tutta la popolazione.
In occasione della votazione popolare del 19 maggio 2019, gli elettori hanno accolto la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) con il 66,4 per cento di voti favorevoli e il 33,6 per cento di voti contrari. La partecipazione al voto è stata del 42,7 per cento.
Situazione iniziale
Nel 2017 il Popolo ha respinto alle urne due importanti progetti: la Riforma III dell’imposizione delle imprese (RI imprese III) e la riforma della previdenza per la vecchiaia (Previdenza per la vecchiaia 2020). Tuttavia, considerata l’incontestata necessità di riforma, il Consiglio federale e il Parlamento hanno elaborato subito un nuovo progetto. Le misure fiscali hanno lo scopo di creare un sistema competitivo ed equilibrato. I privilegi fiscali di cui godono le imprese operanti perlopiù a livello internazionale (società con statuto speciale) saranno aboliti. In futuro tutte le imprese, che si tratti di grandi gruppi societari o di PMI, saranno tassate alle stesse condizioni. Occorre intervenire anche nell’ambito dell’AVS, perché lo squilibrio fra entrate e uscite sta progressivamente aumentando. La RFFA migliora in modo sostanziale la situazione finanziaria dell’AVS e in tal modo contribuisce a garantire le rendite di vecchiaia.
Con la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS, il Consiglio federale e il Parlamento tengono conto del dissenso espresso verso entrambi i progetti, bocciati alle urne nel 2017. Il finanziamento supplementare dell’AVS consente di creare una compensazione sociale dello sgravio fiscale previsto per le imprese e di prendere maggiormente in considerazione le richieste di Città e Comuni. Il Parlamento ha approvato il progetto il 28 settembre 2018: il Consiglio degli Stati con 39 voti a favore, 4 contrari e 2 astensioni e il Consiglio nazionale con 112 voti a favore, 67 contrari e 11 astensioni.
Importanza delle società con statuto speciale
Nel periodo 2012–2014, le entrate complessive della Confederazione provenienti dalle società con statuto speciale sono state, in media, di circa 3,6 miliardi di franchi all’anno (esclusa la quota dei Cantoni sulle entrate dell’imposta federale diretta). Ciò corrisponde quasi alla metà dell’intero gettito dell’imposta sull’utile della Confederazione. Nel periodo 2012–2014, nei Cantoni e Comuni tali entrate costituivano circa un quinto del gettito annuo dell’imposta sull’utile, con una quota media stimata di 2,1 miliardi di franchi (inclusa la quota dei Cantoni sulle entrate dell’imposta federale diretta). Con il 47,6 per cento, è altrettanto ragguardevole la quota stimata delle società con statuto speciale alle uscite per la ricerca e lo sviluppo delle imprese private.
Principali misure della riforma fiscale
La riforma fiscale nasce dalla necessità di abrogare le norme applicabili alle società con statuto speciale cantonale, non più accettate a livello internazionale. Affinché la Svizzera rimanga una piazza economica attrattiva, a questa misura si affianca l’introduzione di nuove norme fiscali speciali per la promozione delle attività di ricerca e sviluppo. Grazie al patent box, in futuro nei Cantoni una parte dell’utile proveniente da invenzioni sarà tassata a un’aliquota ridotta. I Cantoni possono inoltre prevedere un’ulteriore deduzione fino a un massimo del 50 per cento delle uscite per la ricerca e lo sviluppo. I Cantoni con un’imposizione effettiva dell’utile del 18,03 per cento almeno possono altresì introdurre una deduzione per l’autofinanziamento. A queste norme speciali è abbinata una limitazione dello sgravio fiscale, che prevede l’obbligo per i Cantoni di tassare sempre almeno il 30 per cento dell’utile imponibile delle imprese prima dell’applicazione di tali norme speciali.
Per tenere conto dell’equilibrio del progetto, la RFFA contempla inoltre le seguenti misure:
- l’aumento dell’imposizione dei dividendi, che passa al 70 per cento a livello federale e al 50 per cento almeno nei Cantoni, con la possibilità per questi ultimi di prevedere una tassazione più alta;
- adeguamenti nell’ambito del principio degli apporti di capitale – una limitazione della distribuzione esente da imposta delle riserve da apporti di capitale;
- la presa in considerazione delle Città e dei Comuni nel quadro dell’aumento della quota dei Cantoni sulle entrate dell’imposta federale diretta.
Inoltre è previsto l’aumento della quota cantonale sulle entrate dell’imposta federale diretta: i Cantoni percepiranno il 21,2 per cento del prodotto dell’imposta federale diretta anziché il 17 per cento applicato attualmente. In tal modo essi avranno un margine di manovra in termini di politica finanziaria per ridurre, se necessario, le loro imposte sull’utile e quindi rimanere competitivi. I Cantoni hanno presentato i loro piani di attuazione, fornendo chiarezza sugli effetti della riforma fiscale in ognuno di loro. Rispetto a oggi, i grandi gruppi societari pagheranno tendenzialmente più imposte e le PMI meno imposte. Con quasi un miliardo in più proveniente dalle entrate dell’imposta federale diretta, i Cantoni compenseranno anche le Città e i Comuni di un’eventuale contrazione del gettito fiscale.
Anche la perequazione finanziaria sarà adeguata alle nuove politiche fiscali, al fine di evitare squilibri tra i Cantoni. I Cantoni finanziariamente più deboli riceveranno dalla Confederazione circa 180 milioni di franchi per un periodo di sette anni.
Due miliardi in più per l’AVS
Per garantire una compensazione sociale, le nuove norme fiscali speciali per le imprese vengono integrate con delle misure per il finanziamento dell’AVS. La situazione finanziaria dell’AVS si va deteriorando, perché le uscite aumentano in misura maggiore rispetto alle entrate. Il progetto garantisce un finanziamento supplementare di due miliardi di franchi all’anno a favore della previdenza per la vecchiaia già dal 2020. Vi contribuiscono la Confederazione con circa 800 milioni di franchi nonché le imprese e gli assicurati con 1,2 miliardi di franchi. Per la prima volta in 40 anni vi sarà un leggero aumento dei contributi per l’AVS. L’aumento sarà di 0,3 punti percentuali. Il tasso di contribuzione aumenterà di 0,15 punti percentuali per i lavoratori e di 0,15 punti percentuali per i datori di lavoro, ossia di 1.50 franchi su 1000 franchi di stipendio.
Il progetto consente di ridurre in modo significativo il deficit di finanziamento dell’AVS. Ciononostante la prevista riforma strutturale dell’AVS (AVS 21) rimane una misura indispensabile per stabilizzare finanziariamente questa assicurazione sociale.
SOURCE: efd.admin.ch