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BERNA - Nelle famiglie che vivono in un appartamento senza giardino o balcone la tensione è cresciuta, sia durante il periodo del confinamento che nei mesi successivi. I timori di un forte aumento della violenza domestica non si sono tuttavia concretizzati. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Scuola universitaria professionale di Lucerna.
La maggior parte delle persone interrogate nell'ambito della ricerca ha definito il periodo come piuttosto armonioso, hanno comunicato oggi gli autori dello studio. Un quarto degli interpellati ha tuttavia menzionato attriti o tensioni in famiglia.
Anche nei nuclei familiari confrontati con problemi di soldi le tensioni erano maggiori, così come tra le famiglie che dovevano prendersi cura di bambini o genitori anziani.
«In materia di violenza domestica, la pandemia non ha tuttavia creato nuovi fattori di rischio, ha però rafforzato quelli esistenti», ha affermato Paula Krüger, ricercatrice dell'istituto lucernese. I risultati indicano anche che la durata relativamente lunga della crisi sta mettendo a dura prova i nervi della popolazione.