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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Svizzera per aver rimpatriato un richiedente l’asilo proveniente dallo Sri Lanka. La multa: 30mila euro per torto morale.
STRASBURGO / BERNA – La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Svizzera per aver rimpatriato un richiedente l’asilo proveniente dallo Sri Lanka, senza tener conto del rischio di maltrattamenti al suo paese d’origine. Le autorità elvetiche dovranno versare 30’000 euro per torto morale.
L’uomo aveva fatto richiesta d’asilo nel maggio del 2009, affermando di essere perseguitato nel suo paese. L’Ufficio federale della migrazione aveva respinto la sua richiesta e quella della moglie, e anche il ricorso al Tribunale amministrativo federale non era andato a buon fine. La coppia e i due figli erano stati quindi rimpatriati in Sri Lanka.
Al loro arrivo all’aeroporto di Colombo, nel 2013, i due genitori sono stati arrestati e interrogati. La donna è stata liberata mentre il marito, incarcerato, aveva subito torture e maltrattamenti. Dopo la visita di un rappresentante dell’ambasciata elvetica, il quale ha constatato le condizioni del carcerato, la famiglia è stata riaccolta in Svizzera. Liberato nel 2015, l’uomo aveva nuovamente domandato un visto umanitario, accettato dall’Ufficio federale della migrazione.
La Corte europea considera che la Svizzera avrebbe dovuto essere cosciente del rischio di maltrattamenti quando ha pronunciato il rinvio del richiedente, anche perché un altro caso simile si era verificato poco tempo prima.
Un mese prima dell’espulsione, infatti, un altro richiedente l’asilo proveniente dallo Sri Lanka espulso era stato incarcerato ed aveva subito maltrattamenti nel proprio Paese d’origine.
Il suo avvocato aveva scritto il 2 agosto 2013 al direttore del Dipartimento federale di giustizia e polizia e dell’Ufficio federale della migrazione per avvisarli, ma le autorità non hanno preso in considerazione la sua lettera.
La Corte ha condannato la Svizzera a pagare al cittadino dello Sri Lanka una riparazione per torto morale di 30’000 euro e un indennità di 4’770 euro di spese.
L’associazione Dialogo CEDU rileva che questo verdetto conferma il parere già espresso da differenti esperti secondo cui il rimpatrio nello Sri Lanka, a quel tempo, sarebbe stato contrario ai diritti dell’uomo e ai diritti dei rifugiati.
All’ats uno dei collaboratori di Dialogo CEDU ha sottolineato che la Svizzera ha implicitamente ammesso di aver violato l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, poiché ha accettato in un secondo momento di riaccogliere il richiedente.
In una presa di posizione diffusa in serata, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) rileva che questa sentenza non avrà conseguenze dirette sulle pratiche di asilo e rimpatrio verso lo Sri Lanka. La corte non si esprime sull’attuale situazione nel Paese asiatico, aggiunge.
Il SEM precisa inoltre che continua a seguire attentamente gli sviluppi della situazione in loco e ricorda di essersi scusato pubblicamente e personalmente con la persona interessata e i suoi familiari.
ats
Fonte: www.tio.ch