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Elbee è un veicolo strano. Si apre da davanti e non ci si può salire come nelle altre automobili, bisogna entrarci direttamente con una sedia a rotelle. È un concetto senza pari, che ha visto la famiglia Brázdil con la loro Elbee essere votati tra le cento idee più brillanti nei Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale alla fine del 2015.
Elbee Mobility è uno spin-off dell'azienda Zlkl (abbreviazione in lingua ceca che sta per “Piccoli lavori di costruzione di Loštice”), un business che inizialmente non aveva niente a che vedere con le automobili. L’avventura iniziò infatti quando Ladislav Brázdil e un socio in affari comprarono gli edifici agricoli che appartenevano alla locale fattoria collettiva quando questa andò in malora a seguito della rivoluzione ceca. La svolta avvenne nel 2013, quando egli decise di rilevare le quote del suo co-proprietario. Dopodiché, invece di ricondizionare i vecchi macchinari, Brázdil Senior investì in tecnologie moderne e più affidabili.
Quando uno dei suoi ingegneri gli presentò un'idea che aveva in mente, Brázdil poté seguire il suo sogno di creare un prodotto proprio: una micro-automobile da città progettata specificatamente per guidatori disabili.
«Andò proprio così», racconta, ricordando quel primo incontro. «Era qualcosa di unico che noi da ingegneri potevamo in parte produrre, e allo stesso tempo poteva aiutare a sviluppare il nostro business manifatturiero».
La strada che portò all'assemblaggio del prodotto finito fu lunga. Poiché la decisione era quella di realizzare un veicolo ad apertura frontale, occorreva trovare una soluzione per far sollevare sia il bagagliaio sia il piantone dello sterzo, per permettere al guidatore di entrare con la sedia a rotelle.
Quest'idea dell'accesso diretto dell'autista all'interno del veicolo era un principio fondamentale di tutto il progetto. I veicoli tradizionali adattati per gli utilizzatori di sedie a rotelle, infatti, semplicemente non risolvono il problema di cosa fare con la carrozzina: se le persone non hanno la forza sufficiente per riporla da soli, hanno bisogno di aiuto per riuscirci.
Uno dei principali vantaggi dell'apertura frontale è che gli utilizzatori di sedia a rotelle possono parcheggiare l'auto in direzione del marciapiede. Con un'auto che ha l'apertura nella parte posteriore è possibile avvicinarsi al marciapiede in retro, ma per molte persone questa è un'operazione molto complessa, specialmente se hanno un movimento del collo limitato. Parcheggiando in avanti invece, il guidatore può vedere dove sta andando e dove far uscire la rampa, così da poter scendere dall'auto in tutta sicurezza tra i pedoni sul marciapiede e non sulla strada.
La certificazione ufficiale per Elbee è stata rilasciata in Repubblica Ceca nel 2010. Tre anni dopo l'automobile è stata approvata per l'intera Unione Europea. Il primo modello è sul mercato dalla fine del 2014.
Il primo Elbee è stato František Trunda, di Brno. Sei anni prima aveva perso entrambe le gambe appena sotto le anche. Elbee gli ha offerto un rinnovato senso di libertà. «Mi ha cambiato la vita – dice –. Ora posso andare a fare un giro fuori città oppure a trovare mio fratello. Non devo aspettare che qualcuno abbia tempo di venire con me».
Ad oggi l'azienda di Brázdil ha prodotto numerosi veicoli che ora viaggiano per le strade di tutta Europa, per la precisione in Francia, Italia, Svizzera e nel Regno Unito.
Un fattore limitante per il progetto è però il prezzo dell'automobile:è troppo caro. Attualmente si aggira attorno alle 600 mila corone (quasi 25 mila franchi) e sebbene per i disabili possa essere ridotto di due terzi grazie ad agevolazioni e sussidi vari, rimane comunque più economico per chi utilizza una sedie a rotelle modificare un'auto tradizionale.
«Stiamo costruendo qualcosa di davvero emozionante – chiosa Ladislav Brázdil Junior – e questo ci offre l'ispirazione per continuare nel progetto. Abbiamo avuto riscontri da parte di persone che grazie a Elbee ora stanno imparando a guidare e stanno guadagnando nuovamente forza e abilità. A modo nostro stiamo ripristinando le loro vite».