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Etimo e Stemma
Risalire all’etimo di Manno è impresa alquanto improba. Lo si può individuare in “manuculus” sinonimo di “manipulus”: unità tattica di una legione romana che si presume fosse dislocata nella regione.
Il “manuculus” poteva essersi insediato a “Manno di sopra”, attualmente denominato “Al Castello”, in quanto l’antico nucleo era detto “Manno inferiore”. Secondo alcuni storici, in quella zona si ergeva una castellana che doveva far parte del sistema difensivo della vallata del Vedeggio che, dal Ceneri, con il castello di Bironico, giungeva sino alla rocchetta di Ponte Tresa.
Non disponiamo di riferimenti circa l’esistenza o meno di stemmi, bandiere o sigilli comunali nella lunga storia del paese.
La più antica rappresentazione dello stemma di Manno pubblicata nella rivista “Archivio Araldico Svizzero” risale al 1923.
Solo nel 1953, in occasione delle celebrazioni per il 150.mo di appartenenza alla Confederazione Elvetica, il Governo ticinese impose a tutti i comuni di dotarsi del proprio gonfalone; bandiera che Manno fece eseguire grazie alla sottoscrizione promossa e sostenuta dalla generosità della popolazione.
Comune
Manno
si fregiava del titolo di Comune già a partire dalla prima metà del XV
secolo. Ma la comunità o comunanza non erano il comune politico attuale.
Solamente
nella prima metà dell’ottocento, in seguito alle vicende storiche e
politiche cantonali, Manno diventava a pieno titolo comune politico e
si dotava di un regolamento il 17 agosto 1815.
Già
in quel periodo il Municipio era composto dal sindaco e da quattro
municipali che disponevano dei servigi di un segretario, un esattore
comunale e quattro campari; funzionari quest’ultimi che vigilavano sui
pascoli pubblici e privati, reprimendo il vago pascolo.