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BIENNE - I Verdi liberali lanciano la loro prima iniziativa popolare: l'imposta sul valore aggiunto (Iva) deve essere abolita ed essere sostituita da una tassa sulle energie non rinnovabili. Lo hanno deciso oggi i delegati riuniti in assemblea a Bienne. Questi hanno anche preso posizione riguardo alle votazioni del 28 novembre, dicendo "no" all'iniziativa UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati", "sì" al controprogetto diretto e "no" all'iniziativa "per imposte eque".
L'assemblea dei delegati ha deciso di lanciare la prima iniziativa popolare della storia di questo partito fondato nel 2004, la quale propone una riforma fiscale ecologica.
L'iniziativa mira a incoraggiare il risparmio dell'energia e nello stesso tempo a rendere più concorrenziali le energie rinnovabili tassando solo le energie non rinnovabili. La dipendenza svizzera dalle importazioni di petrolio e gas deve in tal modo gradualmente diminuire.
L'abolizione dell'Iva comporta inoltre la liberazione di un enorme carico amministrativo per circa 320'000 aziende - in particolare piccole e medie imprese - scrivono i Verdi liberali in un comunicato. Il potere d'acquisto dei consumatori non sarà ridotto, sottolineano.
In occasione dell'assemblea dei delegati il partito si è espresso anche riguardo alle votazioni di fine novembre: con 87 contro 1 ha detto "no" all'iniziativa UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati", con 73 voti contro 13 ha sostenuto il controprogetto diretto elaborato dal Consiglio federale e dal Parlamento, e con 65 voti contro 11 e 13 astensioni ha respinto l'iniziativa "per imposte eque".
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