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«Questa decisione è un'ottima notizia per la Svizzera. L’esercizio della presidenza s’iscrive in una delle priorità strategiche della nostra politica estera, ossia l’impegno a favore della stabilità in Europa e nelle regioni limitrofe», ha dichiarato il consigliere federale Didier Burkhalter, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). «I nostri partner ripongono fiducia nella nostra capacità di contribuire con successo a migliorare la sicurezza e la cooperazione in Europa. La stretta collaborazione con la Serbia dà alla Svizzera nuove possibilità di sostenere uno sviluppo positivo nell'Europa sud orientale». Sotto la presidenza della Svizzera, il ruolo dell'OSCE di piattaforma di dialogo per questioni riguardanti la sicurezza europea dovrebbe venire consolidato: «Anche in questo ambito la Svizzera può mettere meglio la sua competenza e la sua esperienza al servizio della politica internazionale», ha sottolineato il capo del DFAE.
Lo scorso mese di dicembre la Svizzera si era accordata con la Serbia per una candidatura congiunta alla presidenza dell'OSCE. In occasione dell'incontro annuo del consiglio dei ministri dell'OSCE a Vilnius (Lituania), il 7 dicembre 2011 i ministri degli esteri dei 56 Stati membri ha sottoposto la nomina alla presidenza per gli anni 2014 e 2015 a una cosiddetta «procedura del silenzio». Se entro la scadenza del termine non vengono sollevate obiezioni, i candidati sono considerati come eletti. Il termine della procedura del silenzio è scaduto oggi, senza che siano state presentate obiezioni nei confronti delle candidature della Svizzera e della Serbia.
Per garantire la sua sicurezza la Svizzera necessita in modo fondamentale del mantenimento della pace in Europa e quindi della cooperazione internazionale. L'OSCE mette a disposizione un'importante piattaforma visto che tra i suoi membri annovera praticamente tutti gli Stati dell'Europa, dell'America del Nord e dell'Asia centrale. Per l'OSCE la sicurezza non si limita al campo militare o di polizia, ma include anche altre dimensioni come i diritti dell'uomo, lo Stato di diritto, la democrazia e aspetti economici e ambientali.
La Svizzera s'impegna continuamente all'interno dell'OSCE per ottenere successi nel campo del controllo degli armamenti e per l'attuazione efficace degli obblighi sottoscritti dagli Stati dal 1975 nell'ambito di quest'organizzazione. Per i due anni di presidenza la Svizzera e la Serbia si sono messe d'accordo per una stretta collaborazione basata su priorità comuni. Entrambi i Paesi intendono concordare le decisioni politicamente delicate e di ampia portata.
Le priorità comprendono il potenziamento del ruolo dell'OSCE nella gestione di crisi e conflitti attraverso l'ampliamento delle sue capacità di mediazione, un maggiore impegno per risolvere conflitti che durano ormai da lungo tempo e la cooperazione con le regioni limitrofe in Asia, nel Medio Oriente e nell'Africa del Nord nonché con la società civile. S'intende prestare maggiore attenzione anche alle nuove sfide riguardanti la sicurezza come per esempio il crimine organizzato, il terrorismo internazionale o le minacce dovute a Internet. I due Paesi vogliono occuparsi anche della questione delle riforme istituzionali che dovrebbero eventualmente essere prese in considerazione dall'OSCE.
Il 1° marzo il consigliere federale Didier Burkhalter riceverà in visita ufficiale a Berna il suo omologo serbo Vuk Jeremic, con cui discuterà anche della presidenza dell'OSCE.
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