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(16.05.2012) La BNS ha reagito bene instaurando il tasso di cambio minimo lo scorso settembre. Ma il franco svizzero resta moderatamente sopravvalutato, secondo il rapporto annuale del Fondo monetario internazionale (FMI) sulla Svizzera.
In caso di deterioramento della congiuntura nella zona euro, l'economia elvetica rischia di entrare in recessione, prosegue il rapporto, che precisa come il franco svizzero sia leggermente sopravvalutato dello 0-15%.
Se la politica della BNS è giudicata appropriata e ritenuta benvenuta dagli esperti del FMI, questi ultimi raccomandano tuttavia una soppressione del cambio minimo una volta che l'inflazione e la crescita saranno tornati a dei livelli accettabili.
Il FMI non raccomanda invece l'imitazione di questa misura da parte di altri paesi confrontati ad un rincaro eccessivo della loro moneta. In effetti, nulla prova al momento che l'instaurazione di un tasso di cambio minimo sia un completo successo in Svizzera. Inoltre, esistono altri strumenti efficaci in una situazione simile.
Se il FMI prevede lo 0,8% di crescita in Svizzera nel 2012 e l'1,7% nel 2013, l'organizzazione insiste sull'incertezza elevata di queste stime, che potrebbero essere compromesse dall'aggravarsi della crisi economica nella zona euro, con la quale la Svizzera ha forti legami commerciali.
Il rapporto mette anche in guardia contro il rischio di surriscaldamento del mercato immobiliare ed incita le autorità a mettere in atto delle riforme nella loro politica fiscale in relazione con le ipoteche immobiliari.
Ultima modifica 09.09.2015