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La recente acquisizione di una parte del Fondo fotografico Herzog assicura ai Musei nazionali svizzeri un'importante rivalutazione della loro collezione. Con questa operazione i Musei nazionali sono ora in possesso della più vasta raccolta di fotografie storiche della Svizzera.Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2009 - 08:06
"La fotografia documentarista è molto importante per ogni museo storico e dunque anche per noi" ci ricorda Andrea Spielmann, direttore della sede zurighese del Museo Nazionale.
Il nucleo più significativo della collezione di fotografie storiche dei Musei nazionali proveniva da una precedente acquisizione dal fondo Herzog e comprendeva importantissime fotografie della Svizzera risalenti ad un'epoca compresa tra il 1840 e il 1950.
"Tutto iniziò nel 1994 quando l'allora direttore dell'Ufficio federale della cultura David Streiff acquisì un primo gruppo di foto della Fondazione Herzog", precisa Andrea Spielmann.
l fondo Herzog
Resisi conto molto in fretta dell'importanza delle fotografie private, la coppia di collezionisti basilesi Ruth e Peter Herzog ha cominciato a partire dal 1974 a raccogliere sistematicamente e mettere insieme un fondo ragguardevole di preziose fotografie storiche provenienti dal mondo intero.
Tra esse vi faceva parte anche un consistente nucleo di foto svizzere del 19esimo secolo, comprendente foto sciolte, serie, album di famiglia, negativi e diapositive che documentavano i primi anni di vita del giovane Stato federale, caratterizzati dallo sviluppo artigianale e industriale.
Il punto forte di questo nucleo di immagini era costituito principalmente da fotografie provenienti da eredità familiari o documentazioni aziendali, di grandissimo valore per le scienze umane e sociali.
L'acquisizione di quelle fotografie costituiva quindi per la Confederazione l'opportunità di conservare importanti documenti in grado di fornire informazioni significative sugli aspetti sociali e culturali dell'epoca. E l'attuale gruppo di foto storiche che l'Ufficio federale della cultura ha acquisito ora dalla fondazione Herzog, completa quindi il precedente acquisto.
Altre significative acquisizioni recenti
Oltre alle importantissime foto ottocentesche acquisite dalla fondazione Herzog, non bisogna dimenticare che nel 2006 il Museo nazionale è entrato in possesso anche dell'archivio fotografico dell'agenzia Actualités Suisses.
Creata da Roland Schläfli -che per 45 anni ha lavorato anche come fotografo accreditato a palazzo federale-, Actualités Suisses ha operato tra il 1954 fino al 1999 e ha messo insieme quasi 50 anni di immagini della stampa svizzera.
"Quel fondo comprende qualcosa come 7 milioni di immagini e da allora il Museo nazionale è diventato un punto di riferimento per la fotografia documentarista", ci tiene a precisare Andrea Spielmann.
Le specificità della collezione fotografica dei Musei nazionali
Però, quando l'Ufficio federale della cultura ha acquisito la prima parte del fondo Herzog e l'ha assegnata ai Musei nazionali, in Svizzera esisteva già un centro specializzato per la fotografia documentarista.
Nel 1971 la Confederazione aveva infatti creato la Fondazione Svizzera per la Fotografia -che attualmente ha sede a Winterthur-, per conservare, valorizzare e diffondere opere fotografiche. È lecito chiedersi perché sia necessario creare un nuovo fondo.
"Winterthur colleziona gli archivi dei fotografi mentre il Museo nazionale è interessato alle documentazioni fotografiche di carattere storico", spiega Spielmann."Inoltre Winterthur ha posto un accento sul periodo dagli anni 30 agli anni 50, mentre la collezione del Museo nazionale parte già dalla nascita dello stato federale, a metà del 19esimo secolo, il periodo in cui tra l'altro è nata la fotografia stessa."
In effetti, anche se non mancano i nomi di fotografi noti, come ad esempio quello di Andreas Friedrich Gerber di cui è stato acquistato il dagherrotipo raffigurante una veduta della torre Christoffel e della chiesa dello Spirito Santo a Berna, una delle più vecchie foto di questa città, la collezione del Museo nazionale raccoglie anche e soprattutto immagini di anonimi.
"Le differenze tra le due istituzioni sono quindi importanti -rileva Spielmann- e indicano che l'attività del Museo nazionale in questo campo deve essere vista come complementare a quella del Centro per la Fotografia di Winterthur."
I progetti futuri
Il nuovo fondo che l'Ufficio federale della cultura ha acquisito dalla fondazione Herzog sarà trasferito a Zurigo entro il mese di marzo e, come ci anticipa Andrea Spielmann, verrà presentato al pubblico molto presto.
"Già il prossimo autunno allestiremo una mostra dedicata alla fotografia storica con tanto di pubblicazione scientifica -sottolinea Spielmann- e il materiale sarà ovviamente messo a disposizione degli altri musei della Confederazione e delle università che ne faranno richiesta."
"Soprattutto nel campo delle scienze umanistiche -fa notare il direttore del museo nazionale- è importante documentare con immagini lo sviluppo del commercio, dell'industria, di processi ed eventi insomma di cui non si ha più una memoria visiva perché appartengono al passato."
swissinfo, Paola Beltrame, Zurigo
Fatti e cifre
Per l'acquisto di questa nuova trance di fotografie storiche del Fondo Herzog, i Musei nazionali hanno utilizzato il loro fondo per le acquisizioni relativo agli anni 2008 e 2009, per una cifra totale di 700mila franchi.
L'acquisto delle 30mila immagini è stato comunque sostenuto dalla Fondazione Sofhie e Karl Binding e da un'altra rinomata fondazione zurighese, che hanno messo a disposizione complessivamente 500mila franchi ciascuna. Inoltre la Fondazione Herzog ha regalato ai Musei nazionali fotografie per un valore di 600mila franchi.
Musei nazionali e fotografia
Tre gli obiettivi principali perseguiti dai Musei nazionali per mantenere e ampliare la loro Collezione di fotografie storiche: documentare il cambiamento culturale e sociale dal 1840, ricostruire la storia della fotografia in Svizzera e rendere accessibili i fondi alla ricerca e al pubblico.
La divisione tematica del materiale fotografico comprende: paesaggio, villaggi, città, traffico, scienza, tecnica, industria e agricoltura, famiglia e ritratti, ma anche lavoro, turismo e tempo libero. Vengono inoltre documentate le tecniche fotografiche -dalla dagherrotipia alla fotografia plastificata- ma anche le dinastie svizzere della fotografia.
Tutta la collezione è curata -dal punto di vista della conservazione e del restauro- e inventariata. L'obiettivo è creare una banca dati interna per rendere accessibili tutte le fotografie alla consultazione di studiosi e amatori.
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