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GINEVRA - Sergio Ermotti guarda con favore ai risultati di UBS. «Siamo effettivamente molto soddisfatti, è stata una grande prestazione», afferma il Ceo della grande banca in un'intervista all'Awp.
«La grande sfida era dovuta al fatto che il secondo trimestre 2015 era stato molto buono, in un quadro di mercato migliore di adesso. Per questo possiamo dirci veramente molto contenti del risultato».
Riguardo agli azionisti, Ermotti ha fatto sapere che la priorità dell'istituto è di versare un dividendo ordinario come quello dell'anno scorso, di 60 centesimi.
Le incertezze però non sono poche, a cominciare dalla Brexit. UBS - ha spiegato il manager ticinese - non conosce ancora l'impatto del voto a livello macroeconomico e per la banca. «Ma siamo agili e possiamo adattarci nei prossimi 2-3 anni».
Nonostante il rallentamento in Asia, UBS intende mantenere i suoi piani e investire nella regione.«Ci aspettiamo che nei prossimi 10-20 anni l'Asia continui a crescere e siamo ben posizionati sul posto», ha detto Ermotti.
Circa l'implicazione di UBS nello scandalo del fondo malese 1MDB, Ermotti ha sottolineato che le autorità di Singapore non hanno rilevato errori sistematici da parte della banca o dei suoi collaboratori.