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Ricerca sulle PMI 2020: uno sguardo moderatamente ottimista verso il futuro
- La ricerca di quest'anno sulle PMI di Kearney, swiss export e Raiffeisen analizza le ripercussioni della crisi del COVID-19 sull'andamento degli affari, i programmi per il futuro, i piani di esportazione e le strategie di internazionalizzazione delle PMI svizzere.
- Per le imprese svizzere, il principale rischio congiunturale nei prossimi dodici mesi sarà la crisi del debito europea.
- Le attività di esportazione e l'internazionalizzazione continuano a essere di grande importanza per le aziende svizzere.
- La padronanza dei trend tecnologici, la sicurezza informatica e dei dati e i rischi per la salute a livello globale sono considerati i tre fattori di influenza più importanti per lo sviluppo economico.
San Gallo, 2 luglio 2020. I risultati del sondaggio sulle PMI di quest'anno confermano le stime degli economisti di Raiffeisen, che già a metà marzo avevano previsto un netto rallentamento dell'economia svizzera a causa del coronavirus. La ricerca mette in luce la complessità della situazione di molte PMI svizzere.
Le PMI intervistate vedono il maggiore pericolo nella crisi del debito europeo. Quasi i due terzi, inoltre, hanno dichiarato di essere state colpite duramente o molto duramente dalla crisi del coronavirus. Mentre lo scorso anno ben il 70 per cento dei partecipanti alla ricerca aveva valutato da buone a molto buone le condizioni politico-economiche quadro, nel 2020 questa percentuale è di poco superiore al 40 per cento.
Come tematiche principali per il Consiglio federale si menzionano le relazioni con l'UE, la riduzione della burocrazia e la gestione della volatilità del tasso di cambio.
Due terzi degli intervistati sono dell'idea che la crisi del COVID interesserà il loro business solamente per un periodo di dodici mesi circa. Con riferimento ai prossimi tre anni, oltre la metà delle aziende consultate ritiene che la situazione economica futura della propria impresa sarà da nuovamente buona a molto buona.
Urs Gauch, Responsabile Clientela aziendale e Succursali e membro della direzione di Raiffeisen Svizzera, si rallegra di questo ottimismo sul lungo termine: «I risultati del sondaggio mostrano per l'ennesima volta quanto siano innovativi le imprenditrici e gli imprenditori svizzeri. Per mantenere questa peculiarità e al fine di essere ben equipaggiate nei confronti delle future crisi globali, consiglio alle PMI orientate alle esportazioni di ridurre al minimo i rischi, ad esempio tutelandosi dai rischi di cambio e stipulando un'assicurazione contro quelli delle esportazioni. Non proteggersi equivale a speculare».
I maggiori rischi congiunturali
Oltre il 60 per cento delle imprenditrici e degli imprenditori consultati (l'anno scorso la percentuale era del 30 per cento) ritiene che la crisi del debito europea sia il principale rischio congiunturale dei prossimi dodici mesi. Altri rischi considerati importanti sono il protezionismo (42 per cento) e il raffreddamento delle relazioni bilaterali della Svizzera con l'UE, oltre ai rischi globali per la salute. Gli ultimi due sono ugualmente ponderati (39 per cento degli intervistati). Quasi altrettanto frequentemente menzionati sono il calo della dinamica delle esportazioni (38 per cento) e la volatilità dei tassi di cambio (36 per cento).
Nuovi fattori d'influenza dell'economia
Quest'anno, la padronanza dei trend tecnologici si colloca con l'81 per cento al primo posto tra i cinque temi chiave che le PMI hanno indicato come i più importanti fattori d'influenza dell'economia. Secondo il sondaggio, tra i fattori più significativi rientrano ora la sicurezza informatica e dei dati, i rischi sanitari globali, una maggiore consapevolezza ambientale e lo stravolgimento delle catene del valore globale. Solo a un secondo livello ritroviamo quelli che erano stati indicati come principali fattori di influenza lo scorso anno: scarsa chiarezza delle condizioni politiche quadro, perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni (politiche) e dell'obiettività dei media.
La politica è chiamata ad agire
In riferimento alle tematiche importanti che il Consiglio federale dovrebbe affrontare si menzionano la sempre elevata importanza dell'internazionalizzazione e il rafforzamento della competitività delle PMI nazionali. La volatilità dei tassi di cambio è considerata un elevato rischio congiunturale per i prossimi dodici mesi e di conseguenza nel sondaggio di quest'anno ottiene 17 punti percentuali in più rispetto all'anno scorso. Il tema più importante continua a essere la ricerca di una buona soluzione per le relazioni con l'UE, sebbene per gli intervistati rivesta ora un'importanza inferiore rispetto agli anni precedenti. Mentre i partecipanti alla ricerca di quest'anno si attendono un maggiore impegno da parte del Consiglio federale in relazione alla riduzione dei costi salariali accessori e agli investimenti nell'infrastruttura digitale, sono diminuite le aspettative nei confronti della stipulazione di ulteriori accordi di libero scambio, di condizioni quadro allettanti e della valorizzazione delle piazza economica.
Internazionalizzazione ed esportazioni al tempo del coronavirus
Internazionalizzazione ed esportazioni sono fattori di successo fondamentali per le PMI svizzere. Proprio in periodi di crisi globali è importante comprendere in che modo le aziende affrontano queste tematiche. In base alla ricerca attuale, il 60 per cento degli intervistati attesta che negli ultimi uno-due anni è aumentata l'importanza dell'internazionalizzazione. Le aree geografiche interessate dall'internazionalizzazione sono chiaramente i Paesi confinanti (64 per cento) e l'UE (52 per cento).
Download della «Ricerca sulle PMI 2020»
L'obiettivo del panel PMI era quello di ottenere una valutazione della situazione economica attuale delle PMI in Svizzera e di individuare le loro esigenze e prospettive. I risultati della ricerca hanno lo scopo di aiutare le PMI a rendere trasparenti le principali sfide ed opportunità, in modo da poter reagire in modo mirato. Soprattutto in situazioni straordinarie come la pandemia di coronavirus, vale la pena pensare in modalità proattiva e condividere le conoscenze. Scaricate la ricerca completa all'indirizzo: raiffeisen.ch/exportstudio
Metodo
A maggio 2020, per il terzo anno consecutivo Kearney e swiss export hanno condotto un sondaggio presso selezionate PMI. Quest'anno si sono aggiunti come partner anche Raiffeisen con il Raiffeisen Centro Imprenditoriale RCI e Business Broker AG. L'attenzione, nel sondaggio di quest'anno, era rivolta ai temi dell'internazionalizzazione e delle esportazioni.
Sono stati invitati a partecipare al sondaggio clienti di Kearney e Business Broker AG e membri di Swiss Export e dell'RCI. Hanno preso parte alla consultazione online 120 aziende, di cui quasi la metà (48 per cento) sono attive nel settore manifatturiero e nella produzione di merce, un altro 15 per cento nella fornitura di altri servizi, il sette per cento nell'edilizia; il 31 per cento appartiene a vari altri settori. L'83 per cento delle aziende partecipanti impiega meno di 100 collaboratori, il 16 per cento tra 100 e 1'000 collaboratori e l'uno per cento più di 1'000 collaboratori. Il 67 per cento delle aziende è interamente a conduzione familiare. La struttura del campione è quindi analoga a quella degli anni 2018 e 2019.
Urs Gauch, Responsabile Clientela aziendale & Succursali Raiffeisen Svizzera sui principali rischi congiunturali dei prossimi mesi.
Gli altri video di esperti e lo studio scaricabile saranno presto disponibili qui: raiffeisen.ch/exportstudio