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Le transazioni effettuate in Svizzera per l'attuale presidente Toqaev violerebbero le leggi kazake.
ZURIGO - Public Eye critica le «lacune» giuridiche in termini di trasparenza in Svizzera, soprattutto per quel che riguarda i beneficiari economici delle aziende. L'associazione parla oggi di «affari sotterranei» che avrebbero portato nella Confederazione l'attuale presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Toqaev negli anni 2010.
Public Eye ha dichiarato di essere in possesso di migliaia di mail che mostrano le connessioni in Svizzera degli affari di Toqaev, in un periodo in cui non era ancora presidente, ma comunque alto funzionario.
Gli affari venivano svolti con banche svizzere, attraverso due società. Questo business «potrebbe» però aver violato le leggi kazake, che vietano ad alti funzionari e parlamentari di svolgere attività commerciali di questo genere.
L'allora alto dirigente si sarebbe fra l'altro appoggiato sul figlio, residente a Ginevra e naturalizzato svizzero, per le transazioni. Si parla fra le altre cose di un versamento di 1,8 milioni di dollari avvenuto fra ottobre 2012 e febbraio 2013.
Il caso mostra ad ogni modo, secondo Public Eye, «l'attrattiva che esercita la piazza svizzera sui vertici kazaki così come la necessità di lottare contro l'opacità, introducendo un registro pubblico dei beneficiari economici delle società».
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