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<h2>SubmittedText<h2><p>La bozza del rapporto sulla sicurezza della Svizzera 2021, approvata dal Consiglio federale il 28 aprile 2021, attribuisce giustamente molta importanza ai cyber-rischi. La digitalizzazione, che avanza velocemente in ogni ambito della nostra vita, rende il cyberspazio un settore centrale anche per la politica estera e di sicurezza del futuro. Per influire sui nuovi rischi e difendersi dagli attacchi, sono necessarie capacità tecniche e militari. Tuttavia occorre anche chiarire alcune importanti norme di diritto internazionale nonché l'attuale concetto della politica di neutralità della Svizzera.</p><p>A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale ha approfondito il modo in cui applicare il diritto della neutralità nel cyberspazio e nelle cyberguerre?</p><p>2. Ha un'idea chiara di quando le cyberoperazioni raggiungono la soglia bellica?</p><p>3. In caso di cyberconflitti, in che modo assicura che il territorio svizzero non sia a disposizione delle parti belligeranti, come richiesto dal diritto della neutralità?</p><p>4. Come assicura che le parti belligeranti siano trattate in modo equo, per esempio in materia di trasferimento di tecnologie?</p><p>5. La Svizzera è tenuta a essere neutrale in modo permanente, e non solo in singoli casi. Ciò ha effetti anticipati già in tempi di pace. Di quali effetti tiene conto il Consiglio federale in caso di potenziali cyberconflitti futuri?</p><p>6. In questo ambito, quali forme e quale intensità della cooperazione internazionale sono compatibili con la neutralità permanente?</p><p>7. Cosa comunica il Consiglio federale agli altri Stati per rendere credibile la politica di neutralità della Svizzera?</p><p>8. La neutralità è anche alla base del particolare ruolo di costruttrice di ponti e mediatrice ricoperto dalla Svizzera a livello internazionale. Il Consiglio federale mira a mantenere questo ruolo anche nell'epoca dei cyberconflitti? Come? </p><p>9. In quali ambiti tematici vede particolari opportunità per la Svizzera?</p><p>10. Nel caso in cui si limitasse a sviluppare la propria prassi in materia di neutralità solo in determinati casi, il Consiglio federale è consapevole che rischierebbe di violare involontariamente il diritto internazionale, di non rispettare le disposizioni in materia di diritto della neutralità, di utilizzare in modo poco incisivo i mezzi tecnici sviluppati o di sfruttare in maniera non adeguata il proprio margine di manovra in politica estera?</p><p>11. Alla fine della Guerra fredda, il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sulla neutralità in cui ha reinterpretato il diritto e la politica di neutralità, allineandosi con le esigenze di quel periodo storico. Il Consiglio federale ritiene che anche oggi sia nuovamente necessaria una tale rivalutazione di fondo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1 e 2. Riconoscere e chiarire le norme di diritto internazionale applicabili allo spazio digitale è un aspetto centrale della Strategia di politica estera digitale 2021-2024 del Consiglio federale. A maggio 2021, nel contesto della sua partecipazione al gruppo di esperti governativi dell'ONU, la Svizzera ha presentato <a href="https://www.eda.admin.ch/dam/eda/de/documents/aussenpolitik/voelkerrecht/20210527-Schweiz-Annex-UN-GGE-Cybersecurity-2019-2021_DE.pdf">la posizione nazionale sull'applicazione del diritto internazionale nel cyberspazio</a> (www.eda.admin.ch &gt; Politica estera &gt; Diritto internazionale pubblico &gt; Osservanza e promozione del diritto internazionale &gt; Documenti), nella quale riconosce che i diritti e i doveri degli Stati neutrali nell'ambito dei conflitti armati internazionali vigono in linea di principio anche nello spazio digitale. La natura transfrontaliera del cyberspazio solleva tuttavia alcuni interrogativi circa l'applicazione di tali diritti e doveri, essendo questi vincolati al territorio. Dal punto di vista del diritto della neutralità, si ritiene che le cyberoperazioni raggiungano la soglia bellica quando siano equiparabili per intensità, effetto e durata a operazioni militari cinetiche. Il diritto della neutralità trova dunque applicazione unicamente nel momento in cui sono soddisfatte queste condizioni.</p><p>3. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) monitora il cyberspazio ed è in grado di rilevare l'uso illecito dell'infrastruttura nazionale TIC da parte di soggetti stranieri intenzionati a condurre cyberattacchi. Per questo tipo di abuso sono state predisposte misure di intervento specifiche.</p><p>4. In materia di esportazione di tecnologie si applica in primo luogo la legge sul controllo dei beni a duplice impiego, in virtù della quale non è consentito, per esempio, il trasferimento di beni che contribuiscono all'armamento convenzionale di uno Stato o che aggravano un conflitto armato (art. 6 cpv. 1 lett. b dell'ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego, RS 946.202.1). Inoltre, per i beni soggetti alla legge sul materiale bellico, l'esportazione non deve ledere, tra le altre cose, la neutralità svizzera (art. 22 della legge sul materiale bellico, RS 514.51). Sono infine contemplate sanzioni in applicazione della legge sugli embarghi nonché ulteriori misure che il Consiglio federale può adottare su mandato costituzionale per garantire il rispetto del diritto della neutralità.</p><p>5, 6 e 7. In quanto Stato permanentemente neutrale, la Svizzera non può aderire in tempo di pace ad alleanze militari che comportano obblighi per gli alleati, come la NATO. Gli obblighi giuridici inerenti alla sua condizione di Stato neutrale e gli strumenti della politica della neutralità di cui dispone fanno sì che la Svizzera possa estendere il suo raggio d'azione anche a eventuali cyberconflitti futuri: se è vero che, anche in questo ambito, un'adesione a un'alleanza militare è da escludersi, la Svizzera può nondimeno dare un contributo essenziale agli organismi internazionali per la tutela della sicurezza - che siano di natura consultiva o preventiva -, per esempio nel quadro dell'ONU o dell'OSCE.</p><p>8 e 9. In tema di cybersicurezza la Strategia di politica estera digitale 2021-2024 identifica varie opportunità per la Svizzera, in particolare nell'ambito dei buoni uffici. L'esperienza e la credibilità che il Paese ha maturato in questo settore potranno infatti essere messe a profitto anche nello spazio digitale. Va inoltre rimarcato il ruolo cardine della Ginevra internazionale, che offre una cornice entro cui condurre le discussioni sulla cybersicurezza in un clima di fiducia.</p><p>10 e 11. Per ora il Consiglio federale non considera necessaria una reinterpretazione del diritto e della politica della neutralità alla luce di eventuali cyberconflitti futuri. L'applicabilità del diritto della neutralità allo spazio digitale è infatti riconosciuta e, come per altre norme di diritto internazionale, non vi è tanto necessità di reinterpretare quanto di concretizzare la norma nelle condizioni peculiari dello spazio digitale e di applicarla al caso specifico.</p>  Risposta del Consiglio federale.