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BERNA - Benché le posizioni della Svizzera e dell'Ue su determinati aspetti dell'accordo quadro rimangano distanti, i Cantoni si attendono che il Consiglio federale faccia il possibile per rafforzare la via bilaterale dando al Paese relazioni stabili col maggior partner economico.
Secondo i Cantoni, per i quali la Svizzera ha già fatto importanti concessioni, tutte le possibili opzioni politiche devono essere esplorate nelle discussioni con l'UE prima di prendere una decisione strategica. I Cantoni, che vogliono essere coinvolti maggiormente nelle discussioni, si attendono anche cambiamenti nella posizione di Bruxelles su certi aspetti.
Questo, in sintesi, il sunto della presa di posizione della Conferenza dei governi cantonali dopo l'incontro col presidente della Confederazione, Guy Parmelin, in cui quest'ultimo ha spiegato le difficoltà nei negoziati e il perché la Svizzera, al momento, abbia deciso di non firmare l'intesa.
Nella loro riunione plenaria del 29 marzo 2019, i governi cantonali avevano ribadito l'importanza di un accordo istituzionale con l'UE per garantire l'accesso al mercato interno e una maggiore sicurezza giuridica. Ma, allo stesso tempo, avevano sottolineato la necessità di chiarire le disposizioni del progetto di accordo sugli aiuti di Stato, le misure di accompagnamento e la direttiva sui diritti dei cittadini dell'Unione.
Dopo il nulla di fatto scaturito dall'incontro del 23 aprile scorso tra Parmelin e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la valutazione del Consiglio federale della situazione, i Cantoni hanno accolto la ripresa dei colloqui a livello politico sostenendo peraltro che la Svizzera abbia già fatto importanti concessioni su alcune questioni critiche (adozione dinamica del diritto comunitario, ruolo della Corte europea di giustizia nella risoluzione delle controversie, clausola ghigliottina) e che sia fondamentale che i tre punti contestati vengano risolti nel modo "in cui la Svizzera vuole che siano risolti prima della firma dell'accordo istituzionale".
Se nuovi elementi o cambiamenti nella posizione dell'UE rendono possibile un tale risultato, i governi cantonali sosterranno il Consiglio federale nei suoi sforzi. I cantoni credono che il governo debba fare tutto il possibile per stabilire un quadro stabile per le relazioni bilaterali ed evitare una spirale negativa. Tutte le possibili opzioni politiche devono essere esplorate nelle discussioni con l'UE prima di prendere una decisione strategica.