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Incarto n. 80.98.00133 Lugano 24 luglio 1998 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 17 giugno 1998 in materia di: IC/IFD 93/94 presentato da: __________ e __________ __________, __________ __________, ritenuto in fatto ed in diritto 1. __________ __________, di professione architetto, era alle dipendenze dal luglio del 1990 dello Studio __________ __________ di __________. Nella tassazione IC/IFD 1993-94 l' Ufficio di tassazione gli esponeva un reddito del lavoro di fr. 69'546.- di media annua (cfr. notifica di tassazione del 30 settembre 1994). Con questa decisione l'UT respingeva implicitamente la richiesta del contribuente (cfr. lettera del 29 ottobre 1993) di dedurgli dal reddito le spese sopportate per partecipare a concorsi d'architettura nazionali e internazionali quale architetto indipendente. 2. Con tempestivo reclamo del 30 ottobre 1994 __________ __________ chiedeva nuovamente la deduzione dei costi per la partecipazione a concorsi d'architettura, chiedendosi perché mai l'attività indipendente da lui svolta accanto a quella dipendente debba essere imposta solo quando apporta reddito, ma non quando comporta delle perdite. Il 18 maggio 1998 l'UT respingeva il reclamo, argomentando che il reclamante non svolgeva alcuna attività lucrativa indipendente e che pertanto i costi della partecipazione ai concorsi non potevano essere dedotti. 3. Con il presente, tempestivo ricorso i coniugi __________ e __________ __________ chiedono nuovamente la deduzione dei costi per la partecipazione ai concorsi d'architettura in ragione all’anno di fr. 2'000.- a titolo di spese vive e di fr. 19'000.- quale retribuzione per le ore di lavoro necessarie all’elaborazione dei progetti per i concorsi. Si confermano nelle motivazioni precedentemente addotte, illustrandole ulteriormente e fanno inoltre presente che __________ __________ è stato licenziato dallo Studio __________ Con __________ a, dopo un periodo di disoccupazione, il 30 luglio 1993 e ha poi ripreso il lavoro a tempo parziale (10%) per una ditta di computer e dall'ottobre del 1997 anche nell'ambito di un programma occupazionale. 4. All'udienza del 1° luglio 1998 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni illustrandole ulteriormente. Di ciò, per quanto necessario, verrà detto in seguito. 5. 5.1. Dai proventi di attività lucrativa indipendente sono deducibili le spese aziendali e professionali giustificate (cfr. art. 26 cpv. 1 LT). Possono inoltre essere dedotte le perdite fiscalmente accertate nelle tassazioni corrispondenti dei due esercizi precedenti il periodo di calcolo, in quanto esse non siano state prese in considerazione per il calcolo del reddito determinante degli anni precedenti (cfr. art. 26 cpv. 3 LT). Dal canto suo il Decreto concernente l'imposta federale diretta (DIFD) stabilisce che se uno dei due anni del periodo di computo chiude in perdita, questa potrà essere dedotta dal risultato dell'altro anno (cfr. art. 41 cpv. 2 DIFD). I contribuenti obbligati a tenere una contabilità commerciale possono dedurre la somma delle perdite medie di tre precedenti periodi di computo dal reddito medio del periodo di computo determinante, in quanto queste perdite non abbiano potuto essere compensate con altri redditi (cfr. art. 41 cpv. 2 ultima frase DIFD). 5.2. Per la LT in vigore fino al 31 dicembre 1994, le perdite commerciali sofferte nell'esercizio di un'azienda possono essere dedotte dai proventi netti conseguiti in altre categorie di reddito nel medesimo periodo di computo (principio dell'universalità del reddito), quindi anche dal reddito derivante dall'esercizio di un'attività salariata (cfr. Bottoli, Lineamenti di diritto tributario ticinese, 1977, p. 36 e p. 53). Le perdite, nella misura in cui non possono essere compensate con altri redditi del medesimo periodo di computo, possono essere compensate con gli utili del biennio successivo. Esse vengono così ripartite su un periodo quadriennale (cfr. Bottoli, loc. cit. p. 53). Dal canto suo, il DIFD, pure in vigore fino al 31 dicembre 1994, distingue tra contribuenti obbligati a tenere la contabilità e contribuenti non obbligati. Per i secondi la compensazione delle perdite è limitata al periodo di computo, per i primi invece abbraccia i tre periodi di computo precedenti (cfr. ad es. Känzig, Wehrsteuer, commento all'art. 41 DIFD, n. 9, p. 758 s.). 5.3. La deduzione delle perdite presuppone quindi l’esercizio di un’attività aziendale svolta a titolo indipendente. È appena il caso di ricordare che in caso di tassazione intermedia per cessazione dell’attività indipendente, non possono più essere compensate le perdite del periodo precedente, fatta salva l’esistenza di utili di liquidazione imponibili ( CDT n 267/91 del 31 ottobre 1991 in re Er. H.R. con riferimenti; inoltre Bernardoni/Duchini, La fiscalità dell’azienda, Agno, 1993, p. 369 ss.). 5.4. Dottrina e prassi parlano di "attività lucrativa indipendente" ("Selbständige Erwerbstätigkeit") quando si è in presenza di un'attività a fine di lucro svolta in base ad una organizzazione propria, liberamente scelta, che si manifesta all'esterno e si esercita per conto ed a rischio proprio del contribuente. Per lo più si richiede l'impiego sia di lavoro sia di capitale ( Höhn, Steuerrecht, 7a ediz., Berna/Stoccarda/Vienna 1993, p. 219; Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 53; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Vol. II, Berna 1971, p. 44; Soldini, Sulla distinzione tra attività aziendale o semplice hobby, in RDAT 1993 II p. 541). L'attività indipendente si distingue pertanto da quella dipendente sotto diversi punti di vista: * in primo luogo, al lavoratore dipendente manca l'elemento dell'indipendenza economica; egli è vincolato dal suo rapporto di lavoro e presta la sua attività in condizione di dipendenza personale, sotto la direzione altrui, con il compito di tutelare interessi altrui ( Känzig, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 241); * inoltre, il lavoratore dipendente non opera a proprio rischio, mancando l'elemento del rischio d'impresa; certo, può esser chiamato a rispondere se non esegue bene i compiti che gli sono affidati, ma il rischio è comunque sopportato dal datore di lavoro; * infine, diversamente dal lavoratore indipendente, quello dipendente non ha bisogno di alcun capitale per conseguire il suo reddito: quest'ultimo è la semplice controprestazione per il suo lavoro ( Cagianut/Höhn, op. cit., p. 57; inoltre CDT n. 80.97.00024 del 4 giugno 1997 in re K.). 5.4. Orbene, negli anni di computo 1991-92, determinanti per la tassazione IC/IFD 1993-94, il ricorrente ha lavorato a tempo pieno presso lo studio __________ __________ a __________ e non risulta che egli abbia intrapreso, fosse anche a mero titolo accessorio, un’attività indipendente. La mera partecipazione a concorsi __________ non è sufficiente. Mancano infatti, nel caso in esame, gli elementi fondamentali che consentono di qualificare un’attività come indipendente, segnatamente il rischio aziendale e l’impiego di capitale proprio. Come spiegato all’udienza, il ricorrente non ha uno studio proprio. Per la partecipazione ai concorsi si appoggia pienamente, salvo taluni lavori che può svolgere a domicilio, sullo studio __________. __________ di __________, con il quale ha raggiunto un’intesa che gli consente di utilizzare gratuitamente le attrezzature tecniche e tecnologiche, pattuendo quale unica contropartita una partecipazione del 20% all’eventuale premio in caso di esito vittorioso di un concorso. Il ricorrente non risulta inoltre essere affiliato all'AVS a titolo indipendente, forse anche per non precludersi la possibilità di beneficiare delle indennità di disoccupazione, garantite dalla legge unicamente ai lavoratori salariati. Né egli ha saputo produrre per il periodo in discussione, ma a quanto sembra nemmeno per i periodi successivi, una qualsiasi documentazione contabile, segnatamente una registrazione delle entrate e delle uscite dell’asserita attività indipendente e non ha neppure saputo produrre i giustificativi delle asserite perdite o, meglio, dei costi sopportati per la partecipazione ai concorsi. In simili condizioni questa Camera non può che respingere il ricorso. 6. A questa Camera non sfugge che il ricorrente dall’ottobre del 1997 segue un programma occupazionale nel quadro dei provvedimenti previsti dall’assicurazione contro la disoccupazione. Gli si ricorda quindi, qualora fosse in serie difficoltà finanziarie, che l'art. 246 cpv. 1 LT consente al contribuente caduto nel bisogno, per il quale il pagamento dell'imposta, dell'interesse o della multa per contravvenzioni tornerebbe oltremodo gravoso, di chiedere il condono integrale o parziale degli importi dovuti. La domanda di condono, motivata per iscritto e corredata dei mezzi di prova necessari, deve essere presentata, secondo l'art. 246 cpv. 2 LT, all'autorità competente, vale a dire alla Divisione delle contribuzioni, che decide, sentito il parere del Municipio del Comune di domicilio o sede del contribuente (cfr. CDT n. 80.96.00115 dell' 11 luglio 1996 in re I. B.). 7. La tassa di giustizia e le spese di procedura sono a carico della parte soccombente; quando il ricorso è ammesso parzialmente, le spese sono ripartite proporzionalmente (art. 231 cpv. 1 LT; art. 144 cpv. 1 LIFD). Nel commisurarne l’entità questa Camera ha tenuto conto dell’attuale difficile condizione finanziaria del ricorrente, che dal mese di ottobre del 1997 segue un programma occupazionale nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione. Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994 dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 100.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 180.– sono a carico dei ricorrenti. 3. Intimazione alle parti. 4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994). Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Incarto n. 80.98.00133 Incarto n. 80.98.00133

Incarto n. Lugano 24 luglio 1998 Lugano

Lugano 24 luglio 1998

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: composta dai giudici:

composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: segretario:

segretario: Fiorenzo Gianinazzi Fiorenzo Gianinazzi

Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 17 giugno 1998

statuendo sul ricorso del 17 giugno 1998 in materia di: IC/IFD 93/94

in materia di: IC/IFD 93/94 presentato da: presentato da:

presentato da: __________ e __________ __________, __________ __________, __________ e __________ __________, __________ __________,

__________ e __________ __________, __________ __________ __________ __________, __________ __________ ritenuto

ritenuto in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto 1. __________ __________, di professione architetto, era alle dipendenze dal luglio del 1990 dello Studio __________ __________ di __________. Nella tassazione IC/IFD 1993-94 l' Ufficio di tassazione gli esponeva un reddito del lavoro di fr. 69'546.- di media annua (cfr. notifica di tassazione del 30 settembre 1994).

__________ __________ __________ __________ __________ Con questa decisione l'UT respingeva implicitamente la richiesta del contribuente (cfr. lettera del 29 ottobre 1993) di dedurgli dal reddito le spese sopportate per partecipare a concorsi d'architettura nazionali e internazionali quale architetto indipendente.

2. Con tempestivo reclamo del 30 ottobre 1994 __________ __________ chiedeva nuovamente la deduzione dei costi per la partecipazione a concorsi d'architettura, chiedendosi perché mai l'attività indipendente da lui svolta accanto a quella dipendente debba essere imposta solo quando apporta reddito, ma non quando comporta delle perdite.

__________ __________ Il 18 maggio 1998 l'UT respingeva il reclamo, argomentando che il reclamante non svolgeva alcuna attività lucrativa indipendente e che pertanto i costi della partecipazione ai concorsi non potevano essere dedotti.

3. Con il presente, tempestivo ricorso i coniugi __________ e __________ __________ chiedono nuovamente la deduzione dei costi per la partecipazione ai concorsi d'architettura in ragione all’anno di fr. 2'000.- a titolo di spese vive e di fr. 19'000.- quale retribuzione per le ore di lavoro necessarie all’elaborazione dei progetti per i concorsi. Si confermano nelle motivazioni precedentemente addotte, illustrandole ulteriormente e fanno inoltre presente che __________ __________ è stato licenziato dallo Studio __________ Con __________ a, dopo un periodo di disoccupazione, il 30 luglio 1993 e ha poi ripreso il lavoro a tempo parziale (10%) per una ditta di computer e dall'ottobre del 1997 anche nell'ambito di un programma occupazionale.

__________ __________ __________ __________ __________ __________ __________ 4. All'udienza del 1° luglio 1998 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni illustrandole ulteriormente. Di ciò, per quanto necessario, verrà detto in seguito.

5. 5.1.

Dai proventi di attività lucrativa indipendente sono deducibili le spese aziendali e professionali giustificate (cfr. art. 26 cpv. 1 LT). Possono inoltre essere dedotte le perdite fiscalmente accertate nelle tassazioni corrispondenti dei due esercizi precedenti il periodo di calcolo, in quanto esse non siano state prese in considerazione per il calcolo del reddito determinante degli anni precedenti (cfr. art. 26 cpv. 3 LT).

Dal canto suo il Decreto concernente l'imposta federale diretta (DIFD) stabilisce che se uno dei due anni del periodo di computo chiude in perdita, questa potrà essere dedotta dal risultato dell'altro anno (cfr. art. 41 cpv. 2 DIFD). I contribuenti obbligati a tenere una contabilità commerciale possono dedurre la somma delle perdite medie di tre precedenti periodi di computo dal reddito medio del periodo di computo determinante, in quanto queste perdite non abbiano potuto essere compensate con altri redditi (cfr. art. 41 cpv. 2 ultima frase DIFD).

5.2.

Per la LT in vigore fino al 31 dicembre 1994, le perdite commerciali sofferte nell'esercizio di un'azienda possono essere dedotte dai proventi netti conseguiti in altre categorie di reddito nel medesimo periodo di computo (principio dell'universalità del reddito), quindi anche dal reddito derivante dall'esercizio di un'attività salariata (cfr. Bottoli, Lineamenti di diritto tributario ticinese, 1977, p. 36 e p. 53). Le perdite, nella misura in cui non possono essere compensate con altri redditi del medesimo periodo di computo, possono essere compensate con gli utili del biennio successivo. Esse vengono così ripartite su un periodo quadriennale (cfr. Bottoli, loc. cit. p. 53).

Dal canto suo, il DIFD, pure in vigore fino al 31 dicembre 1994, distingue tra contribuenti obbligati a tenere la contabilità e contribuenti non obbligati. Per i secondi la compensazione delle perdite è limitata al periodo di computo, per i primi invece abbraccia i tre periodi di computo precedenti (cfr. ad es. Känzig, Wehrsteuer, commento all'art. 41 DIFD, n. 9, p. 758 s.).

5.3.

La deduzione delle perdite presuppone quindi l’esercizio di un’attività aziendale svolta a titolo indipendente.

È appena il caso di ricordare che in caso di tassazione intermedia per cessazione dell’attività indipendente, non possono più essere compensate le perdite del periodo precedente, fatta salva l’esistenza di utili di liquidazione imponibili ( CDT n 267/91 del 31 ottobre 1991 in re Er. H.R. con riferimenti; inoltre Bernardoni/Duchini, La fiscalità dell’azienda, Agno, 1993, p. 369 ss.).

5.4.

Dottrina e prassi parlano di "attività lucrativa indipendente" ("Selbständige Erwerbstätigkeit") quando si è in presenza di un'attività a fine di lucro svolta in base ad una organizzazione propria, liberamente scelta, che si manifesta all'esterno e si esercita per conto ed a rischio proprio del contribuente. Per lo più si richiede l'impiego sia di lavoro sia di capitale ( Höhn, Steuerrecht, 7a ediz., Berna/Stoccarda/Vienna 1993, p. 219; Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 53; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Vol. II, Berna 1971, p. 44; Soldini, Sulla distinzione tra attività aziendale o semplice hobby, in RDAT 1993 II p. 541).

L'attività indipendente si distingue pertanto da quella dipendente sotto diversi punti di vista:

* in primo luogo, al lavoratore dipendente manca l'elemento dell'indipendenza economica; egli è vincolato dal suo rapporto di lavoro e presta la sua attività in condizione di dipendenza personale, sotto la direzione altrui, con il compito di tutelare interessi altrui ( Känzig, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 241);

* inoltre, il lavoratore dipendente non opera a proprio rischio, mancando l'elemento del rischio d'impresa; certo, può esser chiamato a rispondere se non esegue bene i compiti che gli sono affidati, ma il rischio è comunque sopportato dal datore di lavoro;

* infine, diversamente dal lavoratore indipendente, quello dipendente non ha bisogno di alcun capitale per conseguire il suo reddito: quest'ultimo è la semplice controprestazione per il suo lavoro ( Cagianut/Höhn, op. cit., p. 57; inoltre CDT n. 80.97.00024 del 4 giugno 1997 in re K.).

5.4.

Orbene, negli anni di computo 1991-92, determinanti per la tassazione IC/IFD 1993-94, il ricorrente ha lavorato a tempo pieno presso lo studio __________ __________ a __________ e non risulta che egli abbia intrapreso, fosse anche a mero titolo accessorio, un’attività indipendente. La mera partecipazione a concorsi __________ non è sufficiente. Mancano infatti, nel caso in esame, gli elementi fondamentali che consentono di qualificare un’attività come indipendente, segnatamente il rischio aziendale e l’impiego di capitale proprio.

__________ __________ __________ __________ Come spiegato all’udienza, il ricorrente non ha uno studio proprio. Per la partecipazione ai concorsi si appoggia pienamente, salvo taluni lavori che può svolgere a domicilio, sullo studio __________. __________ di __________, con il quale ha raggiunto un’intesa che gli consente di utilizzare gratuitamente le attrezzature tecniche e tecnologiche, pattuendo quale unica contropartita una partecipazione del 20% all’eventuale premio in caso di esito vittorioso di un concorso.

__________ __________ __________ Il ricorrente non risulta inoltre essere affiliato all'AVS a titolo indipendente, forse anche per non precludersi la possibilità di beneficiare delle indennità di disoccupazione, garantite dalla legge unicamente ai lavoratori salariati.

Né egli ha saputo produrre per il periodo in discussione, ma a quanto sembra nemmeno per i periodi successivi, una qualsiasi documentazione contabile, segnatamente una registrazione delle entrate e delle uscite dell’asserita attività indipendente e non ha neppure saputo produrre i giustificativi delle asserite perdite o, meglio, dei costi sopportati per la partecipazione ai concorsi.

In simili condizioni questa Camera non può che respingere il ricorso.

6. A questa Camera non sfugge che il ricorrente dall’ottobre del 1997 segue un programma occupazionale nel quadro dei provvedimenti previsti dall’assicurazione contro la disoccupazione.

Gli si ricorda quindi, qualora fosse in serie difficoltà finanziarie, che l'art. 246 cpv. 1 LT consente al contribuente caduto nel bisogno, per il quale il pagamento dell'imposta, dell'interesse o della multa per contravvenzioni tornerebbe oltremodo gravoso, di chiedere il condono integrale o parziale degli importi dovuti.

La domanda di condono, motivata per iscritto e corredata dei mezzi di prova necessari, deve essere presentata, secondo l'art. 246 cpv. 2 LT, all'autorità competente, vale a dire alla Divisione delle contribuzioni, che decide, sentito il parere del Municipio del Comune di domicilio o sede del contribuente (cfr. CDT n. 80.96.00115 dell' 11 luglio 1996 in re I. B.).

7. La tassa di giustizia e le spese di procedura sono a carico della parte soccombente; quando il ricorso è ammesso parzialmente, le spese sono ripartite proporzionalmente (art. 231 cpv. 1 LT; art. 144 cpv. 1 LIFD).

Nel commisurarne l’entità questa Camera ha tenuto conto dell’attuale difficile condizione finanziaria del ricorrente, che dal mese di ottobre del 1997 segue un programma occupazionale nell’ambito dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

dichiara e pronuncia

dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali consistenti:

a. nella tassa di giustizia di fr. 100.–

b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 180.–

sono a carico dei ricorrenti.

3. Intimazione alle parti.

4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario

del Tribunale d’appello

del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Il Presidente: Il Segretario: