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L'Inselspital di Berna ha messo a punto una nuova tecnica per evitare ai pazienti sottoposti a trapianto della mano di prendere medicine anti-rigetto, che hanno parecchi inconvenienti ed effetti collaterali. Il nuovo metodo si basa sul trattamento locale dell'arto da impiantare, così da farlo accettare dal ricevente.
I risultati ottenuti durante le prove di laboratorio sui topi "sembrano molto promettenti", afferma in un comunicato odierno il professor Robert Rieben, del dipartimento di ricerca clinica dell'ospedale universitario bernese. "Un solo trattamento è bastato per bloccare completamente la reazione di rigetto ai tessuti estranei". All'inizio del mese prossimo degli esperti internazionali di Stati Uniti, India ed Austria verranno a Berna per discutere della nuova tecnica.
In caso di trapianto di mano il sistema immunitario della maggior parte dei pazienti deve essere inibito attraverso farmaci, affinché l'organismo non rifiuti i tessuti impiantati del donatore, spiega il dottor Thusitha Gajanayake, che ha diretto il gruppo di scienziati bernesi. Ma l'immunosoppressione totale comporta numerosi effetti secondari ricorda Gajanayake, originario dello Sri Lanka. Il nuovo metodo sviluppato all'Inselspital permette proprio di evitare questa fastidiosa e pesante assunzione di medicinali, concentrandosi il trattamento sugli arti trapiantati.
Secondo la professoressa Esther Vögelin, primaria e co-direttrice della clinica universitaria di chirurgia plastica e della mano, questa tecnica in futuro dovrebbe consentire ai pazienti una migliore qualità di vita, perché l'immunosoppressione sistemica potrà essere ridotta di molto o perfino completamente evitata.
Il gruppo di ricercatori bernesi adesso mira, a lungo termine, a poter praticare il trapianto della mano anche in Svizzera, dove ogni anno da 15 a 20 persone perdono questo arto in incidenti. E questo genere di operazione dovrebbe avvenire con una metodica ottimizzata dell'immunosoppressione.