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Riforma IVA: il Consiglio federale licenzia il messaggio aggiuntivo con modello a due aliquote
(Ultima modifica 30.01.2013)
Berna, 30.01.2013 - Con un modello aggiuntivo il Consiglio federale attua il mandato del Consiglio nazionale di elaborare un progetto di revisione dell’imposta sul valore aggiunto che preveda soltanto due aliquote anziché le tre attuali. La ristorazione e il settore alberghiero dovranno in futuro essere assoggettati all’aliquota ridotta. Inoltre saranno abolite alcune esclusioni dall’imposta. La semplificazione dell’imposta sul valore aggiunto con un’aliquota unitaria e la soppressione della maggioranza delle esclusioni dall’imposta è stata respinta dal Consiglio nazionale in data 21 dicembre 2011.
Il Consiglio nazionale aveva incaricato il Consiglio federale di elaborare una riforma dell'imposta sul valore aggiunto con un'aliquota ridotta e una normale. In questo modello a due aliquote si prevede di tassare con l'aliquota ridotta anche la ristorazione, ad eccezione delle bevande alcoliche e degli articoli di tabacco, e il pernottamento in alberghi e abitazioni di vacanza. Con il licenziamento del messaggio, il Consiglio federale intende avviare la discussione sul volume dei beni e delle prestazioni di servizi imponibili con l'aliquota ridotta. Attualmente l'aliquota ridotta del 2,5 per cento si applica prevalentemente alla fornitura di beni di prima necessità come derrate alimentari o medicinali. Tuttavia, esistono anche riduzioni per beni e prestazioni di servizi che non sono di prima necessità o non rappresentano beni per il fabbisogno quotidiano.
Secondo il mandato del Consiglio nazionale, in futuro i servizi riservati della Posta, la vendita di valori di bollo e l'esercizio di funzioni d'arbitrato non saranno più considerate prestazioni escluse dall'imposta. Le prestazioni nei settori della sanità, della formazione e della cultura, delle manifestazioni sportive e delle istituzioni di beneficenza rimangono escluse dall'imposta sul valore aggiunto. Se le prestazioni della ristorazione e del settore alberghiero vengono assoggettate all'aliquota ridotta, le minori entrate annue si aggirerebbero attorno ai 760-810 milioni di franchi. Secondo il Consiglio federale le minori entrate devono essere compensate senza incidenza sul gettito fiscale e all'interno del sistema dell'IVA con un aumento dell'aliquota ridotta. A seconda del volume delle prestazioni che in futuro saranno assoggettate all'aliquota ridotta, quest'ultima verrà fissata tra il 2,8 e il 3,8 per cento. Le ripercussioni della revisione dell'IVA sulle economie domestiche dovrebbero quindi essere esigue.
Proposta di rinvio da parte del Consiglio nazionale
Nel quadro della revisione totale della legge sull'IVA, il 1° gennaio 2010 è entrata in vigore la prima parte della riforma dell'IVA finalizzata allo sgravio amministrativo delle imprese. Per quanto concerne la seconda parte della riforma, ai fini della semplificazione dell'IVA il Consiglio federale aveva proposto un'aliquota unitaria e la soppressione della maggior parte delle esclusioni dall'imposta. Il 21 dicembre 2011, il Consiglio nazionale ha rinviato definitivamente al Consiglio federale questa parte del progetto della riforma dell'IVA con la richiesta di elaborare un modello a due aliquote, mantenendo la maggior parte delle esclusioni dall'imposta ed evitando aumenti delle imposte. Con il messaggio aggiuntivo il Consiglio federale soddisfa tale mandato. Esso richiede inoltre alcune altre modifiche ai fini di una migliore comprensione e certezza del diritto nella legge sull'IVA, adempiendo alcuni interventi parlamentari (05.3578; 11.3185).
Modello a due aliquote nonché AVS e AI
All’AVS e all’AI spetta una quota dei proventi dell’IVA. Nonostante l’aumento dell’aliquota ridotta, l’introduzione di un modello a due aliquote comporta minori entrate per le due assicurazioni rispetto al diritto in vigore. Le perdite maggiori si riscontrerebbero se molte prestazioni fossero assoggettate all’aliquota ridotta e quest’ultima venisse aumentata al 3,8 per cento. Per l’AVS le minori entrate ammonterebbero a 84 milioni di franchi e per l’AI a 44 milioni di franchi. Per compensare queste perdite si potrebbe aumentare la percentuale IVA a favore dell’AVS sull’aliquota ridotta dallo 0,3 allo 0,5 per cento. Per l’AI un adeguamento corrispondente sarebbe superfluo, dato che l’AI beneficia di un finanziamento supplementare con i proventi derivanti dall’IVA solo fino alla fine del 2017 e la riforma prevista non entrerebbe in vigore tanto tempo prima di tale data.
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Claude Grosjean, Giurista/Amministrazione federale delle contribuzioni, tel. 031 325 84 20, <email-pii>
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