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Biblioteca cantonale ticinese
"Siamo lieti di pubblicare questa opera degli architetti Carlo e Rino Tami di Lugano. Si tratta della nuova Biblioteca Cantonale di Lugano, costruita nel parco adiacente all’Orto Botanico e al Liceo Cantonale sulle pittoresche sponde del lago. Presa nota della felice disposizione urbanistica che tanto contribuisce all'eleganza della soluzione architettonica a alla razionalità della dislocazione dei corpi di fabbrica, dobbiamo elencare questa opera tra quelle buone, serene e sicure prove di architettura veramente civile che la moderna Svizzera si è ormai abituata a produrre." Così iniziava la presentazione sulla "Casabella"di Giuseppe Pagano nel 1942, per poi concludere con:" la determinazione di quella orgogliosa modestia che sempre andiamo ricercando e additando come pregio essenziale per saggiare la bontà, la moralità e l’onestà di ogni architettura che pretenda veramente d'essere viva e duratura."
La fama dell'opera ha varcato subito i confini cantonali e nazionali, ed é tutt'oggi considerata il primo esempio, di indiscusso valore, di architettura moderna realizzata nel Cantone Ticino.
Il progetto di Carlo e Rino Tami, vincitore di un concorso realizzato nel 1936, arriva in ritardo rispetto all'iter culturale svolto dal movimento moderno. Nel 1933 il regime fa chiudere il Bauhaus, fondata nel 1919 dall'architetto Walter Gropius e principale fucina del movimento moderno. I suoi principali esponenti devono fuggire dalla Germania. Questi fatti, comunque, non diminuiscono l’importanza dell'opera, sia per la collocazione storica che per il risultato.
Il progetto della nuova biblioteca fu osteggiato dal famoso scrittore Francesco Chiesa, forse più che per questioni stilistiche per questioni familiari, specificatamente al fatto che il poeta probabilmente avrebbe preferito, quale architetto di un'opera così importante, il figlio Cino. Qualche anno dopo però Cino Chiesa realizza la palestra del Liceo dirimpetto al magazzino dei libri della biblioteca dei Tami. La palestra del Chiesa non ha a a che vedere con l’architettura moderna, si tratta infatti di una costruzione con una facciata ad archi metafisici che ricordano alcune opere degli anni trenta dell'architettura di regime italiana.
Il progetto della Biblioteca cantonale è costituito essenzialmente da due corpi di fabbrica uniti ad "L". Verso Nord vi il primo braccio con il magazzino che è stato immaginato dagli architetti, nel caso di ampliamenti, "clonabile" nel tempo. Verso Sud vi é il secondo braccio che a sua volta è costituito da due volumi distinti: la sala di lettura, aperta con grandi vetrate sul parco, e il blocco di due piani dell’entrata e degli uffici, relazionato con il piazzale del Liceo.
Nella loro relazione, i Tami puntualizzano in maniera precisa i pregi funzionali del loro progetto, e uno schema relazionale, diventato famoso, ne sintetizzano il concetto. La chiave dell’organizzazione è il locale di distribuzione che é il "cuore di tutto il sistema". In effetti questo locale, che in verità è un piccolo sportello, é posto sul perno della "L" costituita dal blocco sala lettura uffici magazzino. Da questa posizione i bibliotecari hanno un completo controllo di tutte le funzioni principali: entrata, esposizione, schedario, riviste, sala di lettura; inoltre lo sportello é in diretto contatto con il magazzino dei libri.
La costruzione è completamente in cemento armato, sia le strutture verticali che quelle orizzontali. I tamponamenti del magazzino sono in vetro cemento mentre i serramenti degli altri spazi sono in ferro verniciato. Nel 1973 il magazzino é stato rialzato, mirabilmente, da Rino Tami e attualmente vi é in corso un nuovo progetto per altri ampliamenti.
Vorremmo concludere con le parole di Carlo e Rino Tami che già nel 1942 lanciano un lungimirante monito che evidentemente non ha trovato echi. "Per l'architetto che ama la consuetudine di costruire con pietre e mattoni il cemento armato da un singolare senso di freschezza e di libertà. Ma tale libertà e felicità di costruzione, dal punto di vista dell'architettura è soltanto apparente: qui sta appunto una delle cause principali per cui, attraverso tutti i tempi, non sono mai sorte case tanto laide come molte fra quelle che deturpano, oggidì, le nostre contrade: in realtà noi cominciamo appena ad afferrare il "senso" di questa nuova materia costruttiva che esige una grande disciplina concettuale e costruttiva e che solamente attraverso tale disciplina sarà in grado di raggiungere carattere e nobiltà di espressione." (D.G. 2003)
IMMAGINI DELL'OPERA
«Modernità non consiste nell'adottare quattro mobili quadrati.
» Gio Ponti