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Zurigo/New York – L’agenzia di rating Fitch ha chiesto a Credit Suisse di rafforzare la sua sorveglianza sui rischi: se non dovesse agire su questo fronte, il rating dell’istituto potrebbe essere sotto pressione. Lo ha indicato oggi l’agenzia statunitense, reagendo all’annuncio del pagamento da parte del numero due bancario elvetico per risolvere la disputa in Mozambico relativa allo scandalo da 2 miliardi di dollari dei ‘bond del tonno’.
Credit Suisse ha gravemente violato i requisiti in materia di organizzazione e di obbligo di comunicazione sancito dalla Legge sul riciclaggio di denaro in relazione a operazioni creditizie del 2013 con imprese statali in Mozambico, aveva annunciato martedì l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma).
Tali processi hanno mostrato una mancanza di consapevolezza del rischio a livello di gruppo, secondo Fitch. Nel 2016, la banca ha effettuato una ristrutturazione del debito, ma con le stesse carenze. Lo scorso settembre, Fitch ha confermato un rating “A-” per Credit Suisse, con un outlook “negativo”.
L’accordo con le autorità di vigilanza negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Svizzera e il pagamento delle sanzioni in relazione al caso potrebbero fornire una base per nuove denunce da parte civile, teme l’agenzia di rating di New York. Alcune parti coinvolte, tra cui il governo del Mozambico, hanno già presentato una denuncia contro la banca.
Dopo gli scandali di Greensill e Archegos, Credit Suisse ha deciso di colmare le sue lacune: l’arrivo di un nuovo Chief Risk Officer dovrebbe permettere un miglioramento in questo ambito. Il nuovo responsabile dei rischi, David Wildermuth, entrerà in funzione al più tardi il 1° febbraio 2022 ed entrerà anche a far parte della direzione della grande banca. Proveniente da Goldman Sachs, dispone di 34 anni di esperienza nel settore bancario e di ampie conoscenze nella gestione dei rischi e nel ramo dei servizi finanziari, aveva annunciato a fine luglio Credit Suisse.