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L'industria svizzera delle macchine, dell'elettronica e del metallo (MEM) ha aumentato marcatamente le vendite e le nuove commesse nella prima metà dell'anno. Per i prossimi mesi il settore si mostra però meno ottimista.
La dinamica della crescita si è chiaramente indebolita nel secondo trimestre, verosimilmente a causa delle crisi politiche in Ucraina e in Medio Oriente, indica l'associazione del ramo Swissmem in un comunicato diffuso oggi. L'andamento degli affari nella seconda metà dell'anno dipenderà fortemente dal raggiungimento di soluzioni in tali conflitti.
L'incremento delle commesse in entrata dell'11,2% tra aprile e giugno (+10,9% nel primo semestre) al primo sguardo non sembra rientrare nel quadro. Ma secondo Swissmem la forte progressione è ingannevole, poiché nel secondo trimestre 2013 il livello dei nuovi ordinativi era stato molto basso.
Il giro d'affari è salito nei primi sei mesi del 4,4%, ma tra aprile e giugno ha stagnato e le esportazioni sono addirittura calate del 2,3%. I mercati si sono evoluti in maniera eterogenea: le vendite nell'UE, il mercato principale, si sono ridotte dello 0,2%, mentre l'export verso l'Asia è cresciuto del 4,6% e quello verso gli Stati Uniti dell'1,6%.
Il ramo deplora sempre una penuria di personale specializzato. A questo scopo Swissmem ha elaborato una strategia che punta sulla promozione delle nuove leve, un accrescimento della quota delle donne nell'industria e il mantenimento nel mercato del lavoro dei dipendenti più anziani.