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Per via dell’unicità del suo tocco, delle iridescenze timbriche e della sua raffinatezza interpretativa, Arturo Benedetti Michelangeli è da molti considerato il più importante pianista italiano. La leggenda di Arturo Benedetti Michelangeli comincia con la frase che il grande Alfred Cortot pronunciò quando il diciannovenne pianista di Brescia vinse il Concorso di Ginevra: «È nato un nuovo Liszt». Ma la carriera di Arturo Benedetti Michelangeli non fu soltanto un tranquillo susseguirsi di trionfi: i trionfi vennero infatti conquistati pagando un prezzo durissimo in termini di perenne ricerca della perfezione che si collocava al limite estremo. Valentina Bensi e Sergio Albertoni ne parlano con lo scrittore Roberto Cotroneo autore di un libro dedicato al grande maestro in uscita in questi giorni e Andrea Bambace pianista e docente al Conservatorio di Bolzano e conoscitore di Michelangeli nel periodo di dieci anni nel quale il Maestro insegnò nel capoluogo altoatesino.