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L'azienda elvetica KRISS non potrà vendere componenti per pistole all'Arabia Saudita. Ritenendo che queste potessero servire a commettere violazioni dei diritti dell'uomo, il Consiglio federale ha posto oggi il veto alla domanda di esportazione.
Il governo ha fatto uso del proprio margine di manovra, ha spiegato in conferenza stampa a Berna il suo portavoce, André Simonazzi. La richiesta concerneva la consegna di componenti per pistole agli Stati Uniti, dove sarebbero state assemblate e inviate alla Guardia Reale saudita.
L'affare bocciato oggi dal governo ammontava a 436'000 franchi, ha precisato all'ats il Dipartimento federale dell'economia, confermando una informazione odierna del "Blick". Il volume totale delle ordinazioni ammonterebbe tuttavia a milioni di franchi.
Lo scorso 17 gennaio, la televisione svizzerotedesca SRF, nella trasmissione "10 vor 10", aveva reso pubblica la lettera inviata da rappresentanti dell'industria elvetica al presidente della Confederazione Ueli Maurer, per spingere il Consiglio federale ad approvare la vendita. Nella missiva si parlava di un affare da 45 milioni di franchi e si affermava che in caso di rifiuto molti posti di lavoro sarebbero stati a rischio.
Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) aveva denunciato l'operazione, ricordando che le armi sarebbero destinate alla Guardia Reale saudita, che viola sistematicamente e gravemente i diritti umani. Secondo il GSsE la transazione avrebbe violato l'ordinanza sul materiale bellico.