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I rischi di un rallentamento dell'economia "sono aumentati". Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, al Parlamento europeo. Secondo Draghi "il più debole grado di attività economica rallenta la pressione su prezzi, costi e salari. In questo contesto la BCE ha deciso di tagliare di 25 punti i tassi di interesse a novembre".
I "cambi dei governi che si sono visti in alcuni dei paesi più esposti non hanno ancora avuto molti effetti sui mercati finanziari, che continuano a essere fragili", ha ancora detto Draghi, secondo cui "siamo ancora in una fase difficile e i meccanismi predisposti dall'Unione" su un maggiore coordinamento e vigilanza pur positivi, "non sono ancora visibili".
Le misure non standard prese dall'istituto centrale hanno effetti solo se "limitate" nel tempo e "i governi devono recuperare credibilità sul fronte della stabilità finanziaria", ha aggiunto il presidente della BCE.
Per dare un "segnale importante" e immediato ai mercati - ha aggiunto - è necessaria una nuova "struttura di bilancio unica a livello dell'eurozona", che la porti verso l'unione fiscale. Si "tratta di un elemento importante per recuperare credibilità".
Tale nuovo patto di bilancio, ha aggiunto, "sarebbe il segnale più importante" che i governi possono dare per dimostrare di "essersi avviati verso un complessivo approfondimento dell'integrazione economica".