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Un gruppo di ricercatori dell'università di Ginevra ha scoperto i meccanismi cellulari e molecolari che collegano l'obesità alla resistenza all'insulina, aprendo così la strada a possibili strategie terapeutiche.
Oggi l'obesità colpisce 650 milioni di persone in tutto il mondo e uno dei suoi effetti nocivi è quello di aumentare il rischio di sviluppare malattie metaboliche, soprattutto diabete di tipo 2, ricorda una nota rilasciata martedì dall'istituto.
Mentre gli stretti legami tra obesità e diabete di tipo 2 sono ben noti, i meccanismi cellulari e molecolari con cui l'obesità predispone allo sviluppo della resistenza all'insulina sono ancora poco compresi, ma con i risultati diffusi martedì si fa un passo avanti.
I ricercatori — guidati dal coordinatore del Centre du diabète della facoltà di medicina, Roberto Coppari — hanno scoperto che le cavie prive di una particolare proteina (chiamata PTPR-gamma) e che seguivano una dieta ipercalorica, sono diventate obese, ma non hanno sviluppato resistenza all'insulina.
ATS/px
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