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In corso al Museo d'arte di Thun la mostra degli ultimi artisti che hanno lavorato nei due atelier della Confederazione di New York e Berlino, chiusi nel 2005.
Organizzata dall'Ufficio federale della cultura, la mostra presenta i lavori di Anna Amadio e Vittorio Santoro.
Dietro la sigla NB, si cela la rassegna di mostre che l'Ufficio federale della cultura organizza per presentare il lavoro realizzato da artisti svizzeri negli atelier della Confederazione di New York e Berlino. Dal 1997, ogni anno due borsisti hanno soggiornato e lavorato in queste città e hanno presentato, al loro rientro, un'esposizione.
Anna Amadio e Vittorio Santoro, che hanno beneficiato di queste borse per l'anno 2004/05, sono gli ultimi fortunati. Nell'autunno del 2005, i due atelier sono stati chiusi.
Una chiusura deplorevole
«La chiusura dei due atelier della confederazione a Berlino e New York - ci conferma Andreas Münch, dell'ufficio federale della cultura - è una conseguenza diretta delle misure di risparmio decise dal parlamento e del conseguente piano di riduzione delle attività dell'amministrazione federale, anche nel campo della promozione culturale.»
Per gli artisti si tratta sicuramente della perdita di «un'esperienza molto ricca - dice Anna Amadio - che dà la possibilità di concentrarsi sul lavoro. Abbiamo un altro contatto con quello che facciamo perché abbiamo molto più tempo, tutto è organizzato, lo studio, l'appartamento, abbiamo un po' di soldi.»
L'ufficio federale della cultura, per quanto consideri dolorosa la chiusura dei due atelier, ammette che si tratta di una decisione sopportabile perché in questi ultimi anni sia New York che Berlino offrono altre possibilità. «A New York - aggiunge Andreas Münch - gli artisti svizzeri hanno a disposizione almeno altri 4 atelier e a Berlino sono più di 12.»
Linee colorate rivelano strutture nascoste
A Thun Anna Amadio presenta i disegni di grande formato realizzati con la tecnica del «frottage», quella che si usa da bambini quando si pone un oggetto sotto un foglio e poi lo si sfrega con la matita.
L'artista non usa oggetti ma si serve del suo archivio fotografico e dei disegni. Li riproduce in formato più grande, ci mette della colla e, sopra questi, usa la tecnica del frottage. Sotto le linee coloratissime dei suoi lavori sono visibili le strutture architettoniche di New York: si scorgono angoli di strade, caseggiati e il viavai nelle strade della metropoli.
Se nei disegni New York influenza l'artista per la scelta del soggetto, nelle installazioni sono il traffico e la densità della metropoli a darle lo spunto per l'uso di una nuova tecnica. «Ho cominciato a fare i lavori con la tecnica vacuum - sottovuoto - a New York, forse anche per tutta quella tensione.»
Con la scultura sottovuoto «Lips Inc.», Anna Amadio trasforma così dei comuni mobili da ufficio in un paesaggio urbano, mascherando dietro la piacevolezza dei colori, «contesti sotto pressione».
Un gioco raffinato di «dentro e fuori»
Le installazioni spaziali, i lavori su carta e le opere filmiche presentate da Vittorio Santoro, tematizzano la sensibilità umana. «Ciò che m'interessa - ci dice - è sapere chi sono io per questa società e che cosa significa per me questa società. Cosa posso fare io per essa e cosa può fare la società per me. Questo continuo movimento oscillatorio è un tema molto importante per me.»
Le sue opere, che indagano le strutture della percezione, dell'interpretazione e dell'attribuzione, rimandano a concetti come curiosità, istinto, dubbio e potere. Con AN/ÄSTHESIE il pubblico è coinvolto direttamente in un gioco percettivo. La sala è divisa in due parti: in una ci si trova di fronte a una scritta al neon che chiede «What proves you are here?», nell'altra una voce ribatte «What proves you are not here?».
L'ultima opera filmica riprende gli interni di un ufficio, con persone al computer e una donna intenta in un colloquio telefonico. I testi, scritti sui monitor e pronunciati, provengono da contesti molto diversi: alcuni forse raccontano delle persone ritratte, altri si rivelano un elenco di citazioni del New York Times, altri ancora potrebbero anche parlare di noi.
swissinfo, Paola Beltrame, Thun
Fatti e cifre
La mostra «NB. Anna Amadio / Vittorio Santoro» è al Museo d'arte di Thun fino al 19 marzo 2006.
Anna Amadio, nata a Belp, vive e lavora a Basilea e Colonia
Vittorio Santoro vive e lavora a Zurigo.
In occasione della mostra sono stati pubblicati i cataloghi che raccolgono il lavoro dei due artisti con testi in inglese e tedesco.
In breve
Le prime borse annuali negli atelier della Confederazione di New York e Berlino sono state assegnate nel 1997. Il progetto è andato avanti fino al 2005, quando in seguito alle misure di risparmio decise dal parlamento, i due atelier sono stati chiusi.
Gli atelier permettevano agli artisti vincitori della borsa di dedicarsi per un anno alla creatività. Al rientro in Svizzera da New York o da Berlino, la Confederazione organizzava una mostra delle opere che gli artisti avevano creato nei suoi atelier.
L'ultima di queste mostre «NB» (New York-Berlino), in corso a Thun, è dedicata ad Anna Amadio e Vittorio Santoro, gli ultimi due borsisti.