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BRUXELLES - Gli Emirati Arabi Uniti e le isole Marshall dovrebbero essere rimosse la settimana prossima dalla "black list" Ue delle giurisdizioni non collaboranti a fini fiscali, in pratica la lista dei paradisi fiscali, che attualmente comprende 11 Stati. La Svizzera dovrebbe invece essere stralciata da quella grigia.
La Svizzera, come del resto l'Albania, la Costa Rica, le Isole Mauritius e la Serbia, è ritenuta ormai Paese compatibile con tutti gli impegni presi nel campo della cooperazione fiscale.
La decisione dell'Ecofin non costituirebbe una sorpresa: due giorni or sono, gli ambasciatori degli Stati dell'Unione Europea avevano raccomandato di stralciare Berna dalla cosiddetta "grey list". Già il 19 maggio scorso, dopo il "sì" popolare al progetto riforma fiscale e finanziamento dell'AVS (RFFA), il presidente della Confederazione Ueli Maurer aveva chiesto lo stralcio della Svizzera dalla lista in questione, un passo che a suo avviso doveva avvenire «il più presto possibile»: questo poiché nel frattempo Berna dispone di un sistema tributario compatibile con i dettami dell'Ue e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
L'aggiornamento della lista nera dovrebbe essere approvato, senza discussione, il 10 ottobre all'Ecofin, la riunione dei ministri dell'economia e delle finanze degli Stati membri dell'Unione europea, che si terrà a Lussemburgo.
Per l'Ue, quindi, resteranno paradisi fiscali solo nove Paesi: le Samoa Americane, il Belize, le Figi, Guam, l'Oman, le Samoa, Trinidad e Tobago, le Isole Vergini Americane e Vanuatu (tre dei quali sono territori non incorporati degli Usa).