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Nel 2012, complice anche la crisi, si è assistito a una girandola di cambiamenti ai massimi livelli dell'economia elvetica, sia nel settore pubblico che privato. Una delle prime "teste" eccellenti a cadere è stata quella del presidente della Banca nazionale svizzera (BNS), Philipp Hildebrand. A quest'ultimo sono state contestate operazioni su divise le quali, benché risultate legali, sono state giudicate inopportune visto il ruolo delicato da lui ricoperto.
La vicenda, venuta alla luce grazie al settimanale "Weltwoche" nel dicembre 2011, si è conclusa il 9 gennaio del 2012 con le dimissioni dell'uomo "più potente" della Svizzera, poi sostituito alla guida dell'istituto centrale di emissione dallo specialista di questioni monetarie Thomas Jordan.
Altra "vittima" eccellente di questa vicenda: il presidente del Consiglio della BNS Hansueli Raggenbass, sostituito dal neocastellano Jean Studer (all'epoca consigliere di Stato del suo cantone). Raggenbass, criticato per la gestione della crisi, aveva rinunciato a chiedere un prolungamento del suo mandato.
Nell'economia privata, il direttore generale della Banca cantonale di Basilea Hans Rudolf Matter è stato costretto ad andarsene dopo la scoperta di una truffa costata 100 milioni di franchi a circa 600 clienti della banca.
Sempre nel settore bancario, il presidente del Cda di UBS, l'ex Consigliere federale Kaspar Villiger, ha lasciato il suo posto in aprile - come convenuto in precedenza - al tedesco Axel Weber, già direttore della Bundesbank. Tale avvicendamento contrasta con la partenza forzata di qualche mese prima del CEO della banca Oswald Grübel, dopo la scoperta di un buco miliardario a Londra causato da giovare trader.
Dopo nove anni, anche il presidente del gruppo bancario zurighese Julius Baer, Raymond Baer, ha abbandonato il timone della società a Daniel Sauter, nel Cda dal 2007.
Zurich Insurance Group si è dato un nuovo presidente del Cda facendo eleggere il sangallese Josef Ackermann, ex CEO di Deutsche Bank. Ackermann ha sostituito Manfred Gentz, che aveva annunciato il suo ritiro. Cambio al vertice anche per il riassicuratore Swiss Re, alla cui testa è stato scelto il lussemburghese Michel Liès. Liès ha preso il posto di Stefan Lippe, che ha optato per un pensionamento - dorato - anticipato.
Anche nel settore orologiero vi sono stati diversi cambiamenti. Bernard Fornas ha lasciato la guida di Cartier, marchio faro del gruppo del lusso ginevrino Richemont, a Stanislas de Quercize. Audemars Piguet si è separata da Philippe Merk per divergenze sulla strategia aziendale: il suo posto è ora occupato temporaneamente da François-Henry Bennahmias.
Anche il settore chimico, uno dei principali in Svizzera accanto a quello farmaceutico, non è stato esente da mutamenti nei piani alti. Lonza si è separata all'inizio del 2012 da Stefan Borgas a causa dei risultati deludenti, affidando il timone del gruppo al tedesco Richard Ridinger. Clariant e Syngenta si sono date nuovi presidenti del Cda (rispettivamente Rudolf Wehrli e Michel Demaré).
L'azienda di armamento della Confederazione RUAG si è data un nuovo CEO: Urs Breitmeier. Girandola di dimissioni anche nel settore energetico, toccato dal calo dei prezzi e dalla decisione del Consiglio federale e di uscire a tappe dal nucleare. Jasmin Staiblin, attualmente responsabile di ABB Svizzera, rileverà a partire da gennaio 2013 la guida di Alpiq.
L'azienda romanda Grupe E si è data un nuovo direttore, Dominique Gachoud. Un'altra donna - Suzanne Thoma - ha preso i comandi delle BKW (Forze motrici bernesi). Anche la società losannese EOS Holding si è data un nuovo "capitano": Philippe Verburgh.
Nel settore informatico, Logitech ha scelto come responsabile Bracken Darrell. Il tedesco Arndt Groth ha assunto la direzione di PubliGroupe e lo svedese Johan Andsjö quella dell'operatore telefonico Orange.
Il ticinese Andrea Broggini è stato scelto per la presidenza della Federazione delle cooperative Migros sostituendo Claude Hauser, per 40 anni attivo nell'azienda. La filiale di Migros, Globus, si è data un nuovo CEO: Jean-François Zimmermann.
Dopo un esercizio deludente, il CEO di Charles Vögele, Franck Beeck, è stato costretto a lasciare i comandi della società. Il suo sostituto non è ancora stato trovato.
Volti nuovi anche tra le organizzazioni economiche. Sia Economiesuisse (Rudolf Wehrli per Gerold Bührer ) che l'Unione svizzera di arti e mestieri (il consigliere nazionale UDC friburghese Jean-François Rime al posto del collega di partito alla Camera del popolo Bruno Zuppiger, finito nei guai con la giustizia) si sono date nuovi responsabili. L'Unione svizzera degli imprenditori avrà invece un nuovo direttore dal luglio prossimo: Roland Müller succederà a Thomas Daum.