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Quando i pompieri di Saint-Nazaire sono entrati nel vecchio appartamento, una casa popolare nel centro del comune francese sull'Atlantico, vicino a Nantes (ovest), si sono trovati di fronte ad una scena incredibile: sei persone che vivevano recluse da almeno due o tre anni in casa, tra lo sporco e la muffa, senza avere contatti con la vita esterna.
È una famiglia: i genitori, Dominique e Christine Barreteau, e quattro figli, un maschio e tre femmine, di 14, 17, 19 e 20 anni. Tutti e quattro presentano ritardi dello sviluppo.
A rendere possibile la scoperta è stata la madre, 47 anni, che fingendo un malore ha telefonato ai pompieri chiedendo il loro pronto intervento. Entrando in casa, i vigili sono stati colpiti dal forte odore di chiuso e di umidità. La famiglia viveva in una casa insalubre, sporca, con i muri anneriti dalla muffa. Lucchetti e chiavistelli erano attaccati alle porte laterali, che danno sull'esterno.
Secondo i primi elementi dell'indagine, solo il padre, 51 anni, usciva di tanto in tanto, per fare la spesa e buttar via la spazzatura. Dietro di sè, chiudeva sempre la porta a chiave. Dalle prime testimonianze, i vicini non hanno mai sospettato nulla. Alcuni hanno raccontato di aver incrociato l'uomo ogni tanto. Camminava sempre con il volto basso, berretto in testa, e non salutava mai nessuno.
In molti pensavano che vivesse da solo, che la moglie lo avesse lasciato portando via i figli. Alcuni rimanevano comunque sorpresi dal numero di buste della spesa con cui l'uomo rincasava, troppe per una persona che vive da sola. Mai un rumore, mai un segno di altra vita in quell'appartamento del secondo piano, preso in affitto dai Barreteau una decina d'anni fa, secondo gli uffici comunali.
Anche se la famiglia era stata segnalata ai servizi sociali, non c'erano mai stati episodi allarmanti. A nessuno sembrava possibile che in quella casa vivessero in sei. Ed invece è quello che hanno potuto constatare i pompieri arrivando sul posto e mettendo fine ad un lungo calvario. La madre è stata fermata per accertamenti e poi rilasciata per consentirle di stare vicino ai figli. I ragazzi, fisicamente deboli, sono stati ricoverati. Dovranno essere interrogati dagli inquirenti. Un'altra figlia, più grande, che non viveva con loro, è già stata ascoltata. Il padre invece è stato trasferito in un ospedale psichiatrico.
Secondo le prime ipotesi sarebbe stato lui a tenere reclusi moglie e figli per tutto questo tempo. Ma nessun segno di violenza fisica o di stupro è stato registrato e nulla permette di stabilire per adesso che si tratti davvero di un sequestro.
SDA-ATS