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Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha ricevuto oggi a Berna il presidente della Banca mondiale (BM) Jim Yong Kim in occasione dei 25 anni di presenza della Svizzera in questa istituzione e nel Fondo monetario internazionale (FMI).
L'adesione della Svizzera alla Banca mondiale 25 anni fa non è avvenuta senza contestazioni: il popolo ha alla fine detto sì all'organizzazione internazionale e allo FMI il 17 maggio 1992 ocn il 56% dei sì. Berna stanziava fondi alla Banca mondiale dagli anni 1960 ma la Svizzera vi aveva solo lo statuto di osservatore. La questione della sua adesione si è posta a più riprese ogni volta con una risposta negativa. Nel 1982, il Consiglio federale ha deciso di pronunciarsi a favore di un'adesione, senza tuttavia fissare una data o condizioni. Al momento della dissoluzione dell'Unione sovietica all'inizio degli anni 1990, è stato creato un 23esimo seggio destinato alla Russia. La Svizzera ha allora avuto l'opportunità di avere un seggio al consiglio esecutivo. Si è quindi alleata alle repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale e alla Polonia per formare un gruppo di voto e ottenere così il 24esimo seggio. Ma quest'ultimo ha suscitato varie critiche in Svizzera sia dalla sinistra che dalla destra. Organizzazioni non governative e associazioni attive nello sviluppo hanno combattuto questo progetto. Alla fine un centinaio di organizzazioni hanno lanciato un referendum contro l'adesione.
L'istituzione ha quale compito di combattere la povertà: si è fissata quale obiettivo di fare in modo che la quota della popolazione mondiale con meno di 1,9 dollari (1,82 franchi) al giorno passi sotto la soglia del 3% entro il 2030.
Il consigliere federale Schneider-Ammann, nonché governatore svizzero della Banca mondiale, ha sottolineato il ruolo significativo dell’istituto nell’affrontare sfide come i mutamenti climatici, crisi finanziarie, catastrofi naturali o flussi migratori. È fondamentale che la Banca agisca in piena autonomia, ha spiegato, e l’ha esortata a non disperdersi in tante attività, bensì a concentrarsi sulle sue competenze inalienabili e ad attribuire crediti in base a una maggiore selettività.
Jim Yong Kim si congratula per l’impegno svizzero
Il presidente Kim ha espresso ammirazione per la partnership collaborativa e il ruolo costruttivo della Svizzera, che da lunghi anni è un importante azionista del Gruppo della Banca mondiale. Ciò vale in particolare per gli incentivi al settore privato, la creazione di posti di lavoro, la gestione oculata e responsabile dell’acqua, dell’ambiente, dei mutamenti climatici e della fragilità degli Stati. Il presidente Kim ha inoltre espresso gratitudine al nostro Paese per aver contribuito con 645 milioni di franchi alla 18a ricostituzione dei fondi dell’Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA-18).
(Red/Ats)