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Il sistema di vigilanza della Banca nazionale svizzera (BNS) non dovrebbe mutare: il Consiglio federale ha preso conoscenza della perizia giuridica redatta dal professore Paul Richli e ordinata dopo le dimissioni di Philipp Hildebrand dalla carica di presidente della direzione generale della BNS.
La perizia mostra che la suddivisione delle responsabilità in materia di vigilanza "soddisfa pienamente" l'esigenza costituzionale di indipendenza della Banca, ancorato nella Costituzione. Per attuare la sua politica monetaria la BNS non è vincolata alle istruzioni del Parlamento e delle autorità federali, le cui competenze in materia di vigilanza comprendono unicamente la questione della legittimità dell'operato della stessa banca.
In seguito alle dimissioni di Hildebrand, lo scorso 25 gennaio il governo aveva conferito diversi mandati a personalità esperte. Il rapporto del giurista Richli mette in evidenza la normativa vigente e il margine di manovra concesso dalla Costituzione per eventuali adeguamenti, fa sapere l'esecutivo.
Tale rapporto illustra "ampiamente e in modo chiaro" l'attuale normativa sulla vigilanza. Mostra fra l'altro che la ripartizione delle competenze in materia di vigilanza "soddisfa pienamente in particolare l'esigenza costituzionale dell'indipendenza della BNS".
Il Consiglio federale ha preso inoltre conoscenza del fatto che secondo la perizia per la ripartizione dei compiti tra l'Amministrazione, il Parlamento e la vigilanza interna alla BNS, non esistono fondamentalmente altre possibilità di soluzione entro i limiti costituzionali attuali.
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