Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01087.jsonl.gz/1117

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Wanner in una conferenza stampa di dieci anni or sono.
KEYSTONE/LUKAS LEHMANN(sda-ats)
Il giorno dopo le sue parole critiche alla riforma III delle imprese l'ex consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ottiene sostegno da parte borghese. L'ex presidente dei direttori cantonali delle finanze Christian Wanner (PLR) teme un aumento delle imposte.
Secondo Wanner per il ceto medio potrebbero aumentare le tasse e cantoni e comuni potrebbero subire i contraccolpi.
"Sono completamente d'accordo con Eveline Widmer-Schlumpf", ha detto l'ex consigliere di Stato solettese in un'intervista pubblicata oggi dal "Tages-Anzeiger" e da "Der Bund". La riforma in sé è certo inevitabile ma il parlamento si è allontanato dall'idea originaria votando una "proposta lacunosa", ha criticato Wanner, che era stato presidente dal 2008 al 2013 della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, un incarico ricoperto in precedenza proprio da Widmer-Schlumpf.
Il politico PLR ritiene problematiche la possibilità per le aziende di dedurre interessi fittizi su una parte del capitale proprio e la rinuncia decisa dal parlamento di rendere obbligatoria, per Cantoni e Confederazione, un'imposizione minima del 70% dei dividendi. "Alla fine è il ceto medio che pagherà per questo".
Se il 12 febbraio il popolo dovesse respingere alle urne la Riforma III delle imprese governo e Parlamento dovrebbero "immediatamente" presentare una proposta alternativa, sostiene Wanner. A suo avviso questa dovrebbe seguire il principio di fare "solo il necessario", ossia di eliminare i regimi speciali criticati dall'OCSE. Le aliquote di tassazione degli utili devono essere ridotte in modo che le aziende non se ne vadano. Nello stesso tempo occorre pensare a un adeguato controfinanziamento.
Nonostante le critiche alla proposta Wanner - come anche Eveline Widmer-Schlumpf - non ha voluto dire nell'intervista cosa voterà il 12 febbraio.
SDA-ATS