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Dal titolo che internazionalmente si è data, la “Summer of Love” sembra un lungo meeting estivo di giovani multicolori sotto il sole della California. Ma proprio così non è stato. In quella estate di cinquant’anni fa vennero alla luce tutte le contraddizioni dell’America: da quella politica nazionale ed internazionale (guerra in Vietnam) a quella sociale (problema razziale), da quella culturale a quella generazionale.
In quella estate tutto ciò fece sia da causa che da effetto, in un Paese stanco di una guerra che non capiva, di scontri razziali, di menzogne e ipocrisie. E il detonatore fu la consapevolezza di una generazione che voleva dare una sua risposta a tutto, ivi compreso il celebrato consumismo dei primi Anni 60, e lo fece con tutti i mezzi espressivi che aveva a disposizione: “…fu un periodo insolitamente piovoso, ma fu anche uno splendido spartiacque per la storia sociale della gioventù occidentale, e posso affermare che in quei giorni successe qualcosa di grandioso, qualcosa che ancor oggi proietta una luce rosa su molte vite…” - Derek Taylor.
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