Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/175310

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto scritto sugli sforzi profusi per attuare entro i termini previsti e conformemente alla Costituzione l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", approvata da Popolo e Cantoni il 9 febbraio 2014.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dopo la votazione del 9 febbraio 2014 il Consiglio federale ha avviato senza indugio i lavori per attuare la nuova disposizione costituzionale. Nel piano di attuazione del 20 giugno 2014 ha fissato i parametri per il disegno di legge. Nel contempo ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di presentare all'UE, in collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, una richiesta di modifica dell'Accordo di libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681).</p><p>Con lettera del 4 luglio 2014, la Segreteria di Stato della migrazione ha inviato questa richiesta al capo della delegazione UE presso il Comitato misto per l'ALC. Il 24 luglio 2014 la signora Catherine Ashton, all'epoca commissario UE per gli affari esteri, ha risposto al presidente della Confederazione che negoziati finalizzati a introdurre tetti massimi e contingenti come pure la priorità dei lavoratori residenti sono contrari al principio della libera circolazione e che pertanto l'UE non poteva accogliere la richiesta svizzera di avvio dei negoziati.</p><p>L'8 ottobre 2014 il Consiglio federale ha deciso, con la riserva delle necessarie consultazioni a livello nazionale, di intavolare trattative con l'UE. Nonostante la posizione dell'UE, l'11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha adottato definitivamente un mandato negoziale con l'obiettivo di attuare la regolazione dell'immigrazione prevista dall'articolo 121a della Costituzione tenendo conto degli interessi economici svizzeri e di proseguire la via bilaterale.</p><p>Il 2 febbraio 2015 il presidente della Commissione europea e l'allora presidente della Confederazione hanno concordato di procedere a consultazioni tese a trovare una soluzione praticabile per ambo le parti, che permetta di attuare il mandato costituzionale dell'articolo 121a della Costituzione preservando la via bilaterale. Nel quadro di tali consultazioni le parti hanno raggiunto un'intesa sulla necessità di trovare una soluzione consensuale basata su un'interpretazione comune della vigente clausola di salvaguardia (art. 14 par. 2 ALC). 15 cicli di consultazioni tra l'UE e la Svizzera hanno successivamente avuto luogo da febbraio 2015 a settembre 2016. In seguito al voto sull'uscita della Gran Bretagna dall'Europa (Brexit), è tuttavia emerso che per un certo tempo non sarà possibile intavolare trattative con l'UE in vista di un adeguamento dell'ALC.</p><p>Il 16 dicembre 2016 il Parlamento ha adottato una legge volta ad attuare l'articolo 121a della Costituzione che può essere applicata compatibilmente con l'ALC e non mette in pericolo gli accordi bilaterali con l'UE.</p><p>Il Consiglio federale ha informato regolarmente in merito a questo processo. Un rapporto scritto non fornirebbe nuove informazioni e pertanto non è né necessario né appropriato. Inoltre, in vista di trattative future non è nell'interesse della Svizzera che il Consiglio federale fornisca informazioni dettagliate sulla sua strategia negoziale, in quanto ciò ridurrebbe considerevolmente il suo margine di manovra in ulteriori negoziati.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.