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L'ex-presidente egiziano Hosni Mubarak (foto d'archivio).
KEYSTONE/AP/AMR NABIL(sda-ats)
Nell'ultimo processo ancora pendente a suo carico, l'ex-presidente egiziano Hosni Mubarak è stato assolto in via definitiva dalla Corte di cassazione egiziana.
Lo riferiscono fonti giudiziarie precisando che, nel caso dell'uccisione di manifestanti nella rivoluzione del 2011, la Corte ha respinto un appello della Procura.
L'anziano ex-rais, 88 anni, nonostante non vi sia obbligato risiede in un ospedale militare a Maadi, in un quartiere residenziale alla periferia sud-est del Cairo.
Mubarak, che ha guidato l'Egitto per quasi tre decenni, è stato dunque assolto dall'accusa di aver ordinato la repressione dei moti di piazza del gennaio-febbraio di sei anni fa: nei 18 giorni della rivoluzione egiziana morirono più di 800 manifestanti (o "quasi 900" secondo altre stime).
In questo processo, il più infamante e grave dei quattro in cui è stato imputato, Mubarak nel 2012 era stato condannato in primo grado all'ergastolo per complicità nell'uccisione di 239 manifestanti. Poi la Corte d'appello aveva annullato la sentenza e ordinato un nuovo procedimento conclusosi con un'assoluzione nel novembre 2014 grazie a un cavillo.
Ad aprire la porta a un processo "ter" era stato l'accoglimento, in giugno, di un ricorso presentato dalla procura. La pletora di condanne e archiviazioni generate da altri filoni giudiziari (malversazione di fondi di palazzi presidenziali, vendita di gas a Israele, corruzione con ville a Sharm, senza contare l'inchiesta sui regali ricevuti da una società editoriale) ha relativamente smorzato anche a livello mediatico l'interesse per l'ex-rais in Egitto.
SDA-ATS