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Con tre podi in due gare, la stagione è iniziata con il piede giusto per i velocisti rossocrociati sulle nevi canadesi di Lake Louise. L'inverno 2019-2020 sarà privo di appuntamenti di rilievo quali Olimpiadi o Mondiali, per cui tutti si concentreranno sulla Coppa del mondo. Tutti tranne chi ha deciso di appendere gli sci al chiodo: Marcel Hirscher (30 anni), Felix Neureuther (35) e Aksel Lund Svindal (36), il primo perché... stufo di vincere, gli altri due per l'età avanzata e un corpo martoriato dagli infortuni. Il fatto che gli specialisti elvetici della velocità siano stati protagonisti di un avvio di stagione buono come non succedeva dal 2011, ha solo a che fare in maniera marginale con le partenze sopra indicate. Hirscher era infatti il dominatore delle prove tecniche, mentre Neureuther era uno specialista dei paletti stretti. Per quanto riguarda Svindal, il norvegese aveva sì vinto otto volte a Lake Louise, ma l'ultima affermazione sulle Montagne rocciose canadesi risaliva a quattro anni fa.
A prescindere dalle defezioni, Lake Louise ha detto che per la velocità elvetica questo potrebbe essere un anno di belle soddisfazioni. Beat Feuz e Mario Caviezel sono saliti sul podio, confermando di essere tra i favoriti nelle rispettive discipline di riferimento. Inoltre, Carlo Janka e Marco Odermatt hanno compiuto un importante passo avanti verso l'élite.
La storia più bella di questo primo weekend veloce l'ha scritta Carlo Janka. Con un terzo posto sul podio e il miglior tempo nelle due sessioni di prova della discesa, il grigionese, dopo anni tribolati a causa di vari problemi di salute, potrebbe rappresentare la classica arma in più per Swiss Ski. A patto che la schiena tenga, proprio quella schiena dolorante da anni e che nel corso degli ultimi mesi lo ha costretto a saltare circa la metà della preparazione sulla neve.
Prima della prova di Lake Louise, Tom Stauffer, capo allenatore rossocrociato, ha dichiarato che Janka sarebbe senza dubbio stato tra i migliori. Pronostico azzeccato. In fase di preparazione gli allenatori, i compagni di squadra e gli avversari sono rimasti sbalorditi, affermando che la sua attuale preparazione psico-fisica ricorda, nonostante gli manchino parecchi chilometri di allenamento, quella delle sue stagioni migliori, vissute tutte all'inizio del decennio.
In Canada Marco Odermatt non è salito sul podio, ma ha comunque conquistato un settimo posto in superG che rappresenta il miglior risultato della sua ancor breve carriera. In discesa il cinque volte campione del mondo 2018, pur partendo con il pettorale numero 62, ha comunque conquistato un buon 17° posto, con il quarto tempo nella seconda sessione di allenamento. Il nidvaldese, fin qui concentrato soprattutto sul gigante, prima della partenza per le prossime gare nordamericane ha comunicato di essere pronto a ripensare al piano originale che prevedeva di non prendere il via a Beaver Creek.
Grazie alla resurrezione di Janka e agli ottimi risultati colti da Odermatt, la velocità svizzera non è più dipendente dai risultati di Beat Feuz. A Lake Louise il bernese ha proseguito sulla scia della scorsa stagione, quando aveva chiuso al sesto rango in discesa e al decimo in superG (quest'anno è stato terzo e quindicesimo). «Tutto va come al solito», ha commentato Feuz, riferendosi ai risultati e in particolare a un superG che ancora non sente perfettamente nelle sue gambe. L'ottima discesa, per contro, conferma come il bernese sia il candidato principale a conquistare quella che sarebbe la sua terza Coppa di specialità consecutiva. Nella sua disciplina prediletta, nelle ultime due stagioni ha sempre trovato un posto nella top-10 e dall'inizio del 2018 in 14 discese soltanto due volte è finito giù dal podio. Venerdì e sabato a Beaver Creek è in programma il prossimo appuntamento con la velocità. Janka, Feuz, Caviezel e Odermatt sono chiamati a confermare l'eccellente avvio di stagione.