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Il Consiglio federale intende rendere ancora più difficile la vita ai malviventi. Dal gennaio prossimo, le tracce biologiche rinvenute sul luogo di un reato dovranno essere conservate in laboratorio per 15 anni, invece degli attuali cinque, così come prevede la revisione parziale dell'ordinanza sui profili del DNA approvata oggi dall'esecutivo.
Stando a una nota odierna dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), tale modifica si giustifica con gli sviluppi nel settore tecnico-scientifico.
In futuro, grazie alla realizzazione di apparecchi sempre più sofisticati, dovrebbe essere possibile analizzare tracce biologiche rinvenute sul luogo di un crimine per allestire profili di DNA, profili che le tecniche attuali non consentono di stabilire.
L'ordinanza regolerà anche il confronto dei cosiddetti profili parziali - tracce biologiche di scarsa qualità - di DNA con quelli registrati nell'attuale sistema d'informazione. Anche se il confronto non produce un riscontro univoco, il risultato "può tuttavia fornire alle autorità inquirenti informazioni che permettono loro di restringere il cerchio degli indiziati". Tali dati devono essere in seguito confermati o invalidati mediante il classico lavoro di polizia.
Nella seduta odierna, il Consiglio federale ha anche approvato la revisione totale dell'ordinanza sui laboratori di analisi del DNA. Anche in questo caso, il cambiamento si è reso necessario per rimanere al passo con i progressi del settore.
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