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di Claudio Visentin
Nei secoli le Alpi sono state un rifugio di dissidenza. Hanno accolto eretici, ribelli e resistenti. Tra i boschi e le vette alpine le loro idee di libertà hanno trovato ospitalità e protezione; si sono diffuse tra la popolazione, radicandosi nello spirito d’indipendenza della gente di montagna.
Possono essere i seguaci di Fra Dolcino nel Trecento o gli ostinati Valdesi che nel Seicento resistono alla Controriforma, sino agli antifascisti e ai partigiani nella Seconda guerra mondiale. In ogni caso la montagna sembra respingere il pensiero dominante della gente di pianura per dare ascolto soprattutto alle voci minoritarie, che sfidano l’autorità costituita.
Oggi le comunità alpine devono confrontarsi con le sfide del nostro tempo - la colonizzazione turistica, l’emigrazione, la questione ambientale – e riconsiderare la storia da questo diverso punto di vista può aiutarle a ritrovare il senso e le ragioni della loro particolare identità.