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La giustizia spagnola ha aperto le porte alle sanzioni contro i club promotori della Superlega, revocando il divieto d’infliggere sanzioni ai club interessati – fra i quali gli italiani della Juventus – imposto un anno fa a Uefa e Fifa. Un giudice di Madrid ha convalidato l’Appello della Federcalcio europea, ritenendo che il Tribunale non avesse "la competenza o la giurisdizione", per vietare eventuali sanzioni. Insomma, spetta agli organi disciplinari dell’Uefa e al Tas, il Tribunale arbitrale dello Sport, decidere sulle possibili sanzioni contro i club. «I club interessati potranno opporsi, richiedendo le opportune misure di tutela». Il magistrato ritiene, inoltre, che «la minaccia di sanzioni ai danni dei tre club rimasti nella Superlega non comporta l’impossibilità di realizzare un progetto dal finanziamento autonomo».
Le misure preventive revocate dal giudice hanno impedito a Fifa e Uefa, alle Leghe e alle Federazioni nazionali, di adottare misure per escludere i giocatori e i club che hanno partecipato alla creazione della Superlega. Dopo l’annuncio un anno fa del progetto della Superlega, campionato semi-chiuso promosso da 12 club fondatori che si erano poi dissociati dal progetto (tranne Real Madrid, Barcellona e Juventus), la minaccia dell’espulsione era stata invocata dai principali organismi del calcio. Arsenal, Chelsea, Tottenham, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Atletico Madrid, Milan e Inter avevano invece abbandonato di fronte alle proteste di tifosi, dei dirigenti e perfino di alcuni esponenti governativi. Quanto ai promotori, hanno indicato che il progetto è stato rinviato ma in nessun modo sepolto.
I club della Superlega si erano rivolti al Tribunale di Madrid, che aveva ordinato l’annullamento delle misure preventive nell’attesa che si decidesse nel merito. In passato l’Uefa aveva deciso sanzioni per 100 milioni e l’esclusione dalle coppe per uno o due anni.