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LOSANNA - Il Tribunale di polizia di Losanna ha condannato oggi a pene pecuniarie con la condizionale due imputati accusati di uso colposo di materie esplosive o gas velenosi: nel dicembre 2012 avevano organizzato una festa di compleanno finita con il ricovero all'ospedale di 37 persone per intossicazione da monossido di carbonio, a causa di un grill male utilizzato.
Lo svizzero di 44 anni che festeggiava il suo compleanno in compagnia di un centinaio di persone è stato condannato a 10 aliquote giornaliere da 30 franchi, mentre l'italiano di 43 anni che gli aveva prestato il suo grill a gas e l'aveva utilizzato sul posto senza leggere bene le istruzioni si è visto infliggere 20 aliquote da 30 franchi. La pena più severa è dovuta al fatto che l'uomo era giudicato anche per una vicenda di pagamenti AVS non effettuati. La condizionale è per entrambi di due anni. I loro avvocati, che chiedevano l'assoluzione, pensano di ricorrere in appello.
Il tribunale ha ritenuto che i due imputati abbiano dato prova di negligenza utilizzando il grill in un locale sotterraneo di uno stabile non arieggiato a sufficienza e senza aver letto il modo d'uso dell'apparecchio di 80 chili, descritto ieri in aula come «una sorta di armadio in cui il gas brucia in alto e non offre alcun contatto tra la fiamma e la carne».
Mentre il grill, che non produce fumo, era in funzione, c'è stata una emissione di monossido di carbonio, gas tossico inodore, e diversi convitati hanno cominciato ad avere mal di testa o a vomitare. Alcuni hanno persino perso i sensi. Gli intossicati sono stati una sessantina e 37 di loro sono stati ricoverati in ospedale.
Il tribunale ha tenuto conto del fatto, nella sua sentenza, che il festeggiato, che nell'edificio situato nel quartiere Flon gestiva una società, sospettando una fuga di gas aveva azionato due ventilatori e si era premurato di far uscire gli invitati.
Al loro arrivo alle 23.30, i pompieri avevano misurato tassi di monossido di carbonio fino a 150 ppm (parti per milione). Se nessuno avesse reagito, i presenti si sarebbero progressivamente addormentati e poi sarebbero morti. «Siamo passati vicinissimo alla catastrofe», aveva dichiarato all'epoca il procuratore Bernard Dénéréaz, incaricato dell'inchiesta.