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I cittadini svizzeri sono chiamati alle urne il 9 febbraio 2020. I quesiti su cui gli elettori sono chiamati ad esprimere il loro voto sono due: primo quesito sull’iniziativa popolare per garantire più abitazioni a prezzi accessibili e, secondo quesito, sul divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale.
La prima domanda che figura sulla scheda:
Volete accettare l’iniziativa popolare «Più abitazioni a prezzi accessibili»?
L’iniziativa sostiene che in Svizzera non vi siano abbastanza alloggi a prezzi moderati. Per rimediare a questa situazione, i promotori dell’iniziativa vorrebbero che almeno il 10% delle nuove abitazioni fosse composto da cooperative edilizie. L’iniziativa vuole inoltre impedire che i sussidi per i risanamenti energetici siano messi a disposizione di progetti immobiliari di lusso.
Il Consiglio federale e il Parlamento sono contrari all’iniziativa e raccomandano di votare “No”. Ritengono infatti che la situazione attuale sia soddisfacente e le politiche in vigore stanno dando buoni risultati.
Il comitato d’iniziativa, invece, raccomanda di vota “Si” poiché ritiene che in Svizzera vi siano troppo pochi alloggi a prezzi accessibili. L’iniziativa popolare «Più abitazioni a prezzi accessibili» lanciata dall’Associazione Svizzera Inquilini è stata depositata il 18 ottobre 2016.
La seconda domanda che figura sulla scheda:
Volete accettare la modifica del 14 dicembre 2018 del Codice penale e del Codice penale militare (Discriminazione e incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale)?
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano di votare “si” poiché ritengono che nessuno debba essere discriminato a causa della sua omo-, etero- o bisessualità. È uno dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione federale.
Secondo il comitato, che raccomanda di votare “no”, questa legge, presentata come una protezione contro la discriminazione, è in realtà una legge di censura che minaccia la libertà di espressione nonché la libertà di coscienza e di commercio.
Ai cittadini residenti all’estero, che hanno manifestato il desiderio di votare, sono arrivate o stanno arrivando le buste per il voto.
Il Consiglio federale ricorda di informarsi prima di votare per poter esprimere il proprio voto con piena cognizione, per questo ricorda di leggere l’opuscolo con le spiegazioni, consultare le pagine inerenti alla votazione che trovate sui siti ufficiali admin.ch, ch.ch, parlament.ch e sul canale Youtube del Consiglio federale, sui siti dei vari partiti politici, dei comitati d’iniziativa referendari e di seguire i giornali e le trasmissioni politiche.
Per poter partecipare alle elezioni e alle votazioni federali, gli Svizzeri all’estero devono essere immatricolati presso la competente rappresentanza svizzera e devono inoltre iscriversi nel catalogo elettorale del loro ultimo Comune di domicilio o, se non hanno mai vissuto in Svizzera, nel Comune di attinenza. In alcuni Cantoni, gli Svizzeri all’estero possono inoltre partecipare anche a elezioni e votazioni comunali e cantonali. Fonte: admin.ch
Photo: pixabay