Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/256850

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad abrogare la vigente disposizione sul rilascio di visti umanitari nelle rappresentanze svizzere all’estero allo scopo di presentare una domanda d’asilo in Svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La possibilità di presentare una domanda d’asilo presso una rappresentanza svizzera all’estero è stata abrogata nel 2012, nel quadro della revisione della legge sull’asilo. All’epoca, il Consiglio federale aveva indicato che le persone minacciate dovevano poter continuare a beneficiare della protezione della Svizzera, che in tal modo preservava la sua tradizione umanitaria (cfr. messaggio del 26&nbsp;maggio concernente la modifica della legge sull’asilo; FF&nbsp;<i>2010</i> 3901). In occasione del referendum del 9&nbsp;giugno 2013 il Popolo ha approvato il progetto con una netta maggioranza del 78,4&nbsp;per cento. Da allora il diritto svizzero prevede che in singoli casi motivati le persone concretamente, direttamente e seriamente minacciate possono ottenere un visto umanitario per un soggiorno di lunga durata in Svizzera. A tal fine, devono presentare, tramite modulo, una domanda scritta di visto in cui indicano i motivi della loro entrata in Svizzera. Un’audizione formale non è necessaria. La procedura è quindi più snella rispetto alla precedente procedura all’ambasciata.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>I criteri legali per il rilascio di un visto umanitario sono severi (cfr. art.&nbsp;4 cpv.&nbsp;2 dell’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto, OEV; RS&nbsp;<i>142.204</i>). La persona in questione deve trovarsi in una&nbsp;situazione di particolare emergenza che renda indispensabile l'intervento delle autorità e giustifichi il rilascio di un visto d'entrata in Svizzera, altrimenti rifiutato a qualsiasi altra persona. Ciò può essere il caso ad esempio in situazioni di conflitto armato particolarmente gravi o per sfuggire a una minaccia personale reale, se le condizioni summenzionate sono adempiute.</p><p>Le procedure sono costantemente riesaminate con tutti i servizi coinvolti, e se del caso perfezionate, in funzione di nuove condizioni quali, ad esempio, mutamenti geopolitici o esigenze in materia di sicurezza.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>A sostegno della sua richiesta di abrogare il visto umanitario, l’autore della mozione fa valere il forte afflusso di migranti e il sovraffollamento delle strutture ricettive in Svizzera. Il numero di visti umanitari rilasciati è tuttavia insignificante in rapporto al numero delle domande d’asilo. Nel 2021, infatti, 94 visti umanitari sono stati rilasciati in virtù dell’articolo&nbsp;4 capoverso&nbsp;2 OEV, mentre ne sono stati rifiutati 1476. L’anno successivo 142 persone hanno potuto entrare in Svizzera grazie a un visto umanitario, mentre in 3561 casi questo visto è stato negato. Tra il 1°&nbsp;gennaio e il 30&nbsp;giugno 2023 sono stati rilasciati 20 visti umanitari, mentre ne sono stati rifiutati 594. Va fatto notare che lo strumento del visto umanitario è risultato efficace nella prassi, in quanto è destinato a persone che si trovano in una situazione di particolare emergenza o che sono immediatamente minacciate e meritano la protezione da parte delle competenti autorità svizzere.</p>