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La Svizzera deve poter utilizzare i dati forniti dai passeggeri dei voli al fine di contrastare il terrorismo e le forme gravi di criminalità. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale, seguendo l'esempio di 24 Paesi europei.
Al momento di prenotare un volo, si legge in un comunicato governativo, occorre fornire numerose informazioni alle compagnie aeree o alle agenzie di viaggio. L'utilizzo di questi dati, chiamati PNR (dall'inglese "Passenger Name Record"), può contribuire ad aumentare la sicurezza.
Il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti competenti di elaborare un progetto preliminare sulla raccolta e il trattamento di dati dei passeggeri aerei da parte della Svizzera da porre in consultazione. La legge dovrà prevedere disposizioni concernenti la protezione e la trasmissione di tali dati ad altri Paesi.
I dati PNR (ad esempio nome, cognome, dati di contatto o itinerario) possono essere utilizzati per identificare, prima ancora che l'aereo decolli, persone registrate nei sistemi d'informazione di polizia al fine di guadagnare tempo per l'adozione di misure appropriate. Si possono inoltre determinare gli spostamenti di una persona nell'ambito di un'indagine.
Una direttiva in vigore nell'Unione europea obbliga le compagnie aeree a trasmettere i dati da 24 a 48 ore prima della partenza prevista del volo e immediatamente dopo l'imbarco alle competenti autorità degli Stati membri di partenza e destinazione. Le compagnie che operano verso Paesi Ue devono fornire i dati PNR, ma viceversa le autorità svizzere non possono riceverli. Occorre pertanto colmare questa lacuna.
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