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Martedì 28 agosto, 11:10
Nel 1948 Sir Ludwig Guttmann, un neurochirurgo ebreo scappato in Gran Bretagna dalla Germania nazista, ebbe un’idea: mentre a Londra si inauguravano i Giochi della XIV Olimpiade, organizzò una competizione per persone in sedia a rotelle che chiamò Stoke Mandeville Games, dal nome dell’ospedale in cui lavorava. Era una gara di tiro con l’arco con scopi terapeutici per sedici pazienti colpiti da infortuni alla spina dorsale, ma soprattutto era il primo passo verso i Giochi Paralimpici.
In 64 anni i sedici atleti sono diventati 4'200, rappresentanti 166 nazioni, e da mercoledì si ritroveranno di nuovo a Londra per la 14a edizione.
Beat Bösch, 42 anni, in sedia a rotelle dal 1996, sarà il portabandiera della delegazione elvetica e una delle speranze di successo per i rossocrociati, dall’alto delle quattro medaglie (tre d’argento e una di bronzo fra 100m e 200m) conquistate ad Atene e Pechino e del suo record mondiale sui 100m.
Gli svizzeri saranno una quarantina per sette discipline, l’obiettivo dichiarato dal capo della missione Ruedi Spitzli è di salire sul podio undici volte, dunque far meglio di quattro anni fa quando le medaglie furono tre d’oro due d’argento e tre di bronzo. Tuttavia, “con il livello internazionale che è cresciuto e una concorrenza sempre più grande, eguagliare il bilancio di Pechino sarebbe di fatto una crescita”, ha voluto precisare lo stesso Spitzli.
Comunque sia, in bocca al lupo!