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È da ben 15 anni che la Conferenza sul disarmo, istituita nel 1979, è nell'impasse. Per uscire dal vicolo cieco la Svizzera propone una sessione speciale dell'ONU sul tema.
I singoli interessi di alcuni paesi impediscono alla maggior parte degli Stati di far progredire il dossier, benché siano accordo su ciò che si dovrebbe fare, ha spiegato ai giornalisti il segretario di stato Peter Maurer durante un incontro a margine dell'Assemblea generale dell'ONU a New York.
Secondo Peter Maurer, è incomprensibile che la Conferenza sul disarmo non possa nemmeno avviare le discussioni. Iniziare a negoziare non equivale ad assumersi automaticamente degli impegni: dunque ciò non minaccerebbe gli interessi di alcun paese in materia di sicurezza, rileva il segretario di stato elvetico.
La comunità internazionale ha un urgente bisogno di meccanismi efficaci che permettano miglioramenti concreti in termini di disarmo, ha aggiunto Maurer. Progressi sono stati conseguiti in altre istanze. Ma la Svizzera è convinta che la Conferenza sul disarmo di Ginevra possa continuare a svolgere un ruolo centrale in materia di sicurezza.
Maurer auspica che una sessione speciale consenta di rilanciare la dinamica della Conferenza. Per esempio, è urgente avviare discussioni sul Trattato per il divieto della produzione di materiale fissile per le armi nucleari (FMCT), ha rilevato il segretario di stato a New York.
swissinfo.ch e agenzie