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Le autorità hanno dovuto rimuovere la bandiera rossocrociata presente sul tetto dell'ambasciata di Kiev.
La (relativa) somiglianza con quella della Croce Rossa avrebbe potuto incitare l'esercito russo a colpire l'edificio, scambiandolo per un ospedale.
KIEV - La Confederazione ha recentemente deciso di riaprire la sua ambasciata a Kiev, chiusa dall'inizio del conflitto in Ucraina. In marzo, quando i dipendenti svizzeri in loco avevano lasciato il Paese, una bandiera rossocrociata era stata collocata direttamente sul tetto dell'edificio, ha spiegato l'ambasciatore Claude Wild alla “Basler Zeitung”. Sostenendo di aver agito secondo un preciso dispositivo di sicurezza, il quale prevede che le rappresentazioni ufficiali debbano rimanere riconoscibili, anche dall'alto, durante le operazioni di guerra.
Il responsabile non immaginava che questo approccio avrebbe rappresentato un problema. La croce bianca su fondo rosso può infatti essere confusa con la croce rossa, simbolo degli ospedali. Molti dei quali, fin dall'inizio della guerra, sono stati un obiettivo dei bombardamenti russi, in particolare a Mariupol.
Non a caso un blogger e giornalista ucraino, notando la bandiera sul tetto dell'ambasciata, ha espresso forti dubbi sull'opportunità della sua ubicazione. «Cattiva idea, ambasciata svizzera a Kiev. I piloti russi penseranno a un altro ospedale», ha twittato qualche settimana fa.
Qualche giorno dopo, la bandiera rossocrociata è stata rimossa su ordine di Claude Wild, allora in esilio in Moldova. Wild ha confermato di essere venuto a conoscenza del caso tramite Twitter e di aver preso sul serio queste potenziali minacce.
La situazione a Kiev ora è relativamente stabile e la vita sta tornando alla normalità. I ristoranti sono aperti, anche se chiudono alle 20.00. Il coprifuoco è fissato alle 23:00. Le sirene suonano ancora regolarmente, ma Claude Wild dice di essersi abituato.
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