Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/14198

<h2>SubmittedText<h2><p>Secondo notizie di stampa (agenzie e servizio Teletext) diffuse ieri, il Consiglio federale avrebbe in animo di richiedere al Parlamento la concessione di un credito supplementare per l'importo di 700 000 franchi al fine di "sostenere meglio l'immagine della Svizzera negli Stati Uniti". Tale cifra si aggiungerebbe, sempre stando a quanto indicato, ad una somma di circa 30 000 franchi che sarebbe già stata spesa per il periodo aprile/maggio 1997; destinatarie di questi compensi sarebbero due agenzie statunitensi di pubbliche relazioni, una con mandato sino al 31 dicembre 1997 e l'altra con mandato sino al maggio 1998.</p><p>Fatta salva la veridicità delle informazioni assunte, delle quali francamente non dubitiamo, interroghiamo il Consiglio federale sui seguenti punti:</p><p>1. Soprattutto alla luce del fatto che l'incarico è assegnato a due agenzie statunitensi, qual è la logica che presiede ad una scelta di questo genere, e in che cosa consiste questa "tutela dell'immagine"?</p><p>2. Qual è l'effettiva necessità ravvisata in materia di "tutela dell'immagine"? Quali strategie sono state presentate dai responsabili delle agenzie in questione per convincere l'autorità federale a compiere sia il primo sia il secondo passo? Quali materiali, quali documentazioni, quali elementi concreti sono stati illustrati? Di chi è stata l'idea di puntare, a "tutela dell'immagine della Svizzera negli Stati Uniti", su qualcosa che già in partenza ci ricorda certe velleitarie operazioni di "marketing"?</p><p>3. Quali sono i nomi di queste agenzie di pubbliche relazioni? Quali sono le competenze che esse possono vantare per meritarsi compensi così elevati? Quali requisiti sono stati individuati in queste agenzie perché esse ricevessero il primo incarico e potessero essere riproposte per un secondo incarico a più lunga scadenza? Quali garanzie di abilità nella "tutela dell'immagine della Svizzera" hanno presentato i responsabili di queste agenzie? Chi ha proposto i nomi di queste agenzie? Chi ha lanciato l'ipotesi di rivolgersi al mercato delle agenzie di pubbliche relazioni, e chi ha vagliato le eventuali proposte? Quale tipo di supporto e di appoggio possono dare queste agenzie ai nostri rappresentanti ufficiali per le ben note vicende in cui siamo stati coinvolti, e quale cognizione di causa hanno i singoli membri delle agenzie in questione? La proposta di rinnovare l'incarico per sette mesi nel primo caso e per un anno nel secondo è partita dalle agenzie oppure da un loro referente svizzero negli Stati Uniti oppure ancora è frutto di un "agreement" già raggiunto tra le parti? E, soprattutto, com'è possibile investire una cifra pari a 700 000 franchi - oltre ai 30 000 franchi apparentemente già pagati - su un mandato che, per quanto a largo spettro, dovrebbe competere ai nostri già numerosi rappresentanti a Washington, a New York ed in ogni altro dove? Il Consiglio federale intende forse affermare che i nostri diplomatici negli Stati Uniti ed i membri dei loro "staff" non sono in grado di gestire direttamente le relazioni pubbliche del Paese che essi rappresentano?</p><p>4. Non crede in ogni caso il Consiglio federale che, con una cifra di questo genere, sarebbe stato possibile organizzare e mantenere abbondantemente per lo stesso periodo un ufficio permanente negli Stati Uniti e con personale svizzero o dalla sicura fedeltà alla causa della Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Visto il numero delle domande e tenuto conto del fatto che spesso convergono, il Consiglio federale rinuncia a rispondere separatamente ad ognuna.</p><p>Il Consiglio federale ha deciso di prorogare il mandato di un'agenzia di relazioni pubbliche (Ruder Finn) fino alla fine dell'anno e quello di una ditta di lobbying (Barbour, Griffith &amp; Rogers) per un anno; i costi risultanti ammontano a 720 000 franchi. A tal fine, la delegazione delle finanze delle Camere federali ha approvato il 18 giugno 1997 una domanda di credito supplementare di 600 000 franchi a titolo dei provvedimenti di comunicazione "Svizzera - Seconda Guerra mondiale" per l'anno 1997. I 120 000 franchi necessari nel 1998 al finanziamento della ditta di lobbying saranno presi in considerazione nell'ambito dell'elaborazione del budget. Queste due agenzie erano state assunte in prova per un mese, dal 15 aprile al 15 maggio 1997. Il Consiglio federale ha deciso su proposta del DFAE.</p><p>Nel corso degli ultimi mesi, l'immagine della Svizzera negli Stati Uniti si è drammaticamente deteriorata. Tale deterioramento non si avverte unicamente nella stampa che pubblica una stragrande maggioranza di articoli negativi sul nostro Paese ma appare anche in numerosi uomini politici.</p><p>Confrontata a tale situazione, la Svizzera ha adottato importanti provvedimenti che non hanno precedenti; possiamo pertanto vantarci del posto di primo piano che occupiamo nella gestione del nostro passato. Purtroppo, sui personaggi chiave, tali provvedimenti non hanno ancora esplicato effetti sufficienti. Se non sono riconosciute dai creatori americani d'opinione, queste misure rischiano di restare lettera morta ai fini della percezione della Svizzera negli Stati Uniti. Con il mandato conferito ad una ditta di relazioni pubbliche e ad un'agenzia di lobbying, il Consiglio federale si propone precisamente di far riconoscere i provvedimenti adottati ai personaggi chiave: la comunità ebraica, gli uomini politici, l'amministrazione e i massmedia. Queste agenzie dovranno ugualmente sforzarsi di rendere chiara all'opinione pubblica americana, in termini comprensibili, la situazione estremamente precaria della Svizzera durante la Seconda Guerra mondiale. Deve in tal modo essere possibile combattere clichés e pregiudizi.</p><p>Questo non ha niente a che vedere con un'operazione di marketing. Non si tratta di fare propaganda o di vendere la Svizzera da un punto di vista turistico; non si tratta nemmeno di difendere l'uno o l'altro settore economico. Si tratta piuttosto di far sì che questi personaggi ripetano e accettino il nostro messaggio. Potrà così rivelarsi efficace e contribuire a far diminuire la pressione esercitata dai media sul nostro Paese. Chiunque conosca gli Stati Uniti sa che tale genere di operazione può essere effettuata solamente da specialisti con un know-how di cui non può disporre un'ambasciata. Per ottenere risultati concreti occorre disporre di intermediari abbastanza vicini alle cerchie mirate. Per tale ragione, solamente aziende americane possono riuscire tale compito.</p><p>La restaurazione dell'immagine svizzera negli Stati Uniti richiederà ancora del tempo. Occorre svolgere un importante lavoro alla base per convincere i creatori d'opinione: i contratti delle due agenzie vanno pertanto prorogati. La scelta di queste due ditte è avvenuta dopo aver esaminato le offerte ricevute. Tiene conto delle loro caratteristiche in funzione delle cerchie mirate, delle loro esperienze, della loro fama, nonché dei loro onorari relativamente modesti rispetto a quelli abituali per questo genere di mandato.</p><p>Il lavoro dell'agenzia di relazioni pubbliche si concentrerà sui media e sulla comunità ebraica, mentre la ditta di lobbying agirà in particolare in seno al mondo politico, segnatamente presso il Congresso americano.</p><p>Va infine da sé che la nostra ambasciata a Washington, come la Task force, segue da vicino i lavori di queste due agenzie, dando loro le necessarie istruzioni. Le loro prestazioni e i risultati ottenuti saranno oggetto di una valutazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.