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NEW DELHI - Almeno 66 persone sono morte nell'uragano che ha colpito nella notte gli stati indiani del Bengala Occidentale e del Bihar secondo un nuovo bilancio stilato dall'agenzia di stampa indiana Pti. Diverse vittime e ingenti danni si registrano anche nel confinante Bangladesh. I forti venti, che hanno raggiunto una velocità di 125 chilometri orari hanno spazzato via i tetti delle case, bloccato strade e ferrovie e messo in ginocchio una vasta area che comprende il distretto di Dinajpur Superiore e altri quattro distretti del Bengala Occidentale. A causa della mancanza di elettricità e di collegamenti telefonici la zona è ora isolata dal resto del paese.
Secondo la fonte, oltre 200 mila persone sono rimaste ferite nel crollo di edifici e in diversi incidenti causati dalle forti raffiche durate circa 40 minuti e seguite da abbondanti piogge. Distrutta anche una caserma della polizia del principale centro di Raiganj.
Le operazioni di soccorso sono già state avviate, ma si teme che molti abitanti possano essere ancora bloccati nelle macerie delle loro case. Secondo una prima stima, i senzatetto sono circa 50 mila. Forti uragani sono frequenti nel nord est dell'India nella stagione estiva che quest'anno ha già fatto registrare temperature superiori a 40 gradi, eccezionali per il mese di aprile. Il Bengala Occidentale e il Bangladesh erano stati semidistrutti nel maggio del 2009 dal ciclone tropicale Aila costato la vita a oltre 150 persone.
SDA-ATS