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Anche stavolta la Svizzera non tornerà a vincere l’oro olimpico nel curling come successo per la prima e unica volta nella sua storia a Nagano 1998 (la selezione maschile), così come non potrà provare a replicare almeno l’argento conquistato dalla squadra femminile nel 2002 e nel 2006. No, al massimo Silvana Tirinzoni e compagne potranno aggiungere un quarto bronzo ai tre centrati sempre in campo maschile tra il 2002 e il 2018, ma per farlo dovranno battere la Svezia (sconfitta 12-11 all’extra end dalla Gran Bretagna) domani nella finale per il terzo posto (ore 13.05 in Svizzera).
Già, il cammino lanciatissimo della formazione del Cc Aarau (oltre a Tirinzoni composto da Melanie Barbezat, Esther Neuenschwander e Alina Pätz), capace nel round robin di vincere otto delle nove partite disputate chiudendo in testa la prima fase del torneo, si è bruscamente e un po’ a sorpresa interrotto in semifinale con una sconfitta 8-6 con il Giappone, tra l’altro battuto dalle elvetiche 8-4 giusto il giorno prima nell’ultimo impegno del girone preliminare. Una sconfitta tanto dolorosa quanto per certi versi inevitabile viste le statistiche di giornata delle svizzere, con la sola Neuenschwander (95% di riuscita con le sue pietre) a rivaleggiare con le nipponiche, dal canto loro capaci di lanciare con un 88% di realizzazione a livello di squadra (contro l’81% della Svizzera). Poco convincente in particolare la prestazione di Tirinzoni, presente nonostante un problema a un polpaccio ma apparsa nervosa e poco in palla sin dalle prime battute del match.
Partita che ha vissuto la sua fase decisiva tra il quinto e sesto end, quando le giapponesi hanno approfittato di un errore di Pätz per segnare un parziale di 4-0 e portarsi sul 5-2, per poi rubare un ulteriore punto alle rossocrociate nella frazione successiva. Queste ultime hanno provato la rimonta nella seconda parte della sfida e non ci sono nemmeno andate lontane, tornando fin sul 5-6 grazie al 3-0 firmato nel settimo end, ma le giapponesi hanno sfruttato bene il vantaggio dell’ultima pietra in due dei tre ultimi end, non permettendo alle avversarie di avvicinarsi ulteriormente.
Così, se vorranno mettersi al collo almeno il bronzo Tirinzoni e compagne dovranno ora battere le ormai ex campionesse olimpiche in carica della Svezia, unica formazione capace di battere le rossocrociate (6-5) nel sesto turno del round robin.