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L'utile netto del gigante del cemento Holcim ha registrato un calo del 4,2%, a 586 milioni di franchi, nel primo semestre, rispetto allo stesso periodo del 2010. In flessione del 7% anche le vendite, scese a 10,14 miliardi. Lo indica la società in una nota odierna, nella quale precisa che a gravare sui risultati sono in particolare i costi elevati dell'energia, delle materie prime e dei trasporti. A ciò bisogna aggiungere la forza del franco rispetto alle altre divise.
Il risultato a livello di Ebitda ha subito una contrazione del 19% a 1,9 miliardi di franchi. Hanno avuto effetti positivi sugli utili in particolare le società in Romania, Russia, Argentina, Thailandia, Singapore e Indonesia. In valute locali altre numerose filiali hanno annunciato risultati in crescita.
Nel periodo in esame la domanda è progredita in molti mercati emergenti. In particolare l'Asia e l'America Latina hanno registrato un'ulteriore crescita. Nei paesi industrializzati il quadro non è uniforme. In Europa si è verificato un incremento, mentre nel Nord America non si sono ancora visti progressi sostanziali, scrive Holcim in una nota.
Tuttavia il gruppo, secondo al mondo dopo la società francese Lafarge, è riuscito ad accrescere le quantità vendute in tutti i segmenti. Ma non è però stato possibile trasferire integralmente alla clientela i costi più elevati, si legge nella nota.
Holcim sottolinea di essere molto dipendente dall'andamento della congiuntura, la cui tendenza attualmente è difficile da decifrare. In diverse parti dell'Europa i vertici del gruppo prevedono una domanda in progressione, mentre per il Nord America non sono attesi cambiamenti. È inoltre previsto un continuo miglioramento per la maggior parte dei mercati emergenti asiatici e latino-americani.