Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01105.jsonl.gz/56

La mia più recente delusione letteraria :(
[Inedito in Italia - Potete acquistarlo QUI]
Titolo: Never Always Sometimes
Autore: Adi Alsaid
Pagine: 320
Prezzo: £ 7.31
Casa Editrice: Harlequin (UK)
Trama:
[Tradotta da me, se prendete citate]
Mai uscire con il tuo migliore amico. Sii sempre originale. A volte le regole sono fatte per essere infrante.
Dave e Julia erano determinati a non diventare dei clichè, tanto da scrivere una Lista dei Mai, con tutto quello che non avrebbero mai, mai fatto durante il liceo. Alcune regole erano semplici da seguire; ma Dave ha infranto la regola numero 8, cioè "Mai avere una cotta silenziosa per qualcuno durante tutto il liceo". E la scelta era tra quella o la regola numero 10, "Mai uscire con la tua migliore amica". Dave ha amato Julia fin da quando riesce a ricordare. Quindi quando lei suggerisce di compiere tutte le voci della lista, è felice di farlo. Si tinge perfino i capelli di una sfortunata sfumatura di verde. Inizia tutto per scherzo, ma poi succede una cosa strana: Dave e Julia scoprono quante cose del liceo si sono persi. E forse perfino l'amore.
Voto:
Questo racconto è la perfezione. Non ho capito perché l'abbiano messo all'inizio (per me il meglio deve essere sempre alla fine), ma non importa: la Rowell mi ha dato prova ancora una volta di quanto i suoi personaggi possano sembrare veri e si riesca ad affezionarcisi anche in solo 23 pagine.
Qui la recensione completa
Il mio maggior problema con questo libro, passato lo shock iniziale per il finale, è stato il voler essere originale a tutti i costi e non riuscirci.
Ma ripartiamo dall'inizio.
Never Always Sometimes ha una trama abbastanza semplice: siamo all'inizio delle superiori e i migliori amici Julia e Dave decidono di scrivere una lista di cliché da non compiere mai. Tre pagine dopo, siamo catapultati agli ultimi due mesi di scuola della loro vita e cosa fare se non decidere di compiere tutte le voci della lista?
Julia è spiccata, cerca sempre di essere originale e spesso e volentieri può diventare fastidiosa. E' decisamente poco ordinaria, lei e i suoi piedi perennemente scalzi, ma è anche autoritaria: spesso Dave le fa notare che non gli chiede mai di fare le cose, ordina e basta.
Dave dal canto suo è il tipico migliore amico cotto della ragazza, che per lei farebbe qualsiasi cosa, ma non abbastanza da riuscire a dichiararsi.
La lista di cliché è piuttosto divertente: mai tingersi i capelli; mai baciare un professore; non avere una cotta silenziosa per qualcuno durante tutte le superiori; mai uscire con il/la tuo/a migliore amico/a. O più che altro, è divertente vedere quei due compiere ogni voce sulla lista, anche se diciamo che una di queste Dave l'ha già fatta, eccome.
La cosa che più mi ha infastidita, in realtà, è il totale e completo cambio di direzione che la storia prende ad un certo punto. Inaspettata è dire veramente poco: un po' perché pensavo che il finale sarebbe stato l'ennesimo cliché che i protagonisti cercavano di evitare così tanto, e un po' perché l'ho trovato completamente irrazionale, poco sentito e assurdo. Ci sono rimasta a bocca aperta a riflettere per un bel po', prima di decidermi a rileggere le mie parti preferite di Cress (con il quale vi ho stressato su facebook, lo so) per calmarmi un attimo.
La prima spiegazione che mi sono data era che l'autore, Adi Alsaid, volesse essere originale, e sul momento in un certo senso lo era anche stato. Ma il giorno seguente mi è tornato in mente un film (evidenzia per lo spoiler: Il matrimonio del mio miglior amico) dalla trama incredibilmente simile, e dal finale altrettanto spiccicato. Ma almeno nel suddetto film la cosa sembra quasi razionale! Qui l'ho trovata completamente campata in aria e la somiglianza con gli eventi del film hanno reso invalida, ai miei occhi, anche la supposizione che l'avesse fatto per essere più originale degli altri.
Essere dispiaciuto per avermi ferito non è abbastanza perché io ti perdoni.