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La chiacchierata compagnia di assicurazioni ha annunciato le dimissioni del suo presidente Roland Chlapowski.
Alla testa della Rentenanstalt/Swiss Life arriva Rolf Dörig, del Credit Suisse.
Una fiducia scossa dal recente scandalo che aveva portato alla scoperta di una società in seno al gruppo, utilizzata dai manager per investimenti borsistici.
La Rentenanstalt aveva infatti creato la società Long Term Strategy, una società segreta, destinata a far fruttare in primo luogo i fondi dei sei principali quadri, che hanno incassato 11,5 milioni di franchi. 3,2 milioni sono andati al solo Roland Chlapowski.
Il gruppo aveva inoltre dovuto correggere verso il basso i propri risultati per ben due volte (il 18 settembre e il 21 ottobre) a causa di errori contabili. I due "buchi" ammontavano a 254 e 192 milioni di franchi.
La decisione è stata presa martedì sera, al termine di una riunione straordinaria del Consiglio di amministrazione, durata tre ore. Roland Chlapowski verrà sostituito da Rolf Dörig, attuale responsabile del coordinamento delle attività in Svizzera del gruppo Credit Suisse Financial Services.
L'annuncio delle dimissioni di Chlapowski giunge proprio nel momento in cui si moltiplicano le speculazioni su possibili dimissioni di "grandi nomi" dell'economia. Altre partenze "eccellenti" potrebbero dunque seguire.
Una parabola discendente
Cala così il sipario sull'avventura dell'ingegnere belga 51enne nel maggior gruppo assicurativo elvetico, al termine di due settimane di polemiche.
Roland Chlapowski ha trascorso gli ultimi 15 anni nel settore delle assicurazioni. Dopo aver lavorato vari anni quale consulente per McKinsey, è entrato nel 1987 alle dipendenze della società assicurativa Elvia Vita a Ginevra, dapprima come capo del servizio esterno, in seguito quale direttore generale.
Nel 1995 è passato alle dipendenze di Rentenanstalt/Swiss Life. Fino al 1999 ha diretto la filiale La Suisse, migliorandone la redditività. Dal 1999, Chlapowski guida il settore svizzera dell'azienda. Dal 2001, il belga fa parte della direzione dell'Associazione svizzera d'assicurazioni (ASA).
Ritorno alle origini
La grande compagnia assicurativa vuole ora tornare alle origini e concentrarsi nuovamente sul ramo assicurativo. Numerose succursali verranno vendute. La Swiss Life torna a specializzarsi e per risparmiare dovrà sopprimere 1'500 posti di lavoro.
In ottobre la società ha subito un duro colpo quando Parigi ha deciso di bloccare il rilevamento della compagnia d'assicurazione francese Fortis, da parte della Rentenanstalt.
Un altro colpo incassato male è stato quello legato al dibattito sul tasso minimo per gli averi del secondo pilastro. Il Consiglio federale aveva ridotto il tasso dal 4 al 3,25%. I sindacati avevano duramento attaccato la compagnia, accusandola di "derubare" gli assicurati.
Un'accusa fermamente respinta dalla Rentenanstalt, che aveva dichiarato che dal 1985 al 2001 oltre il 95% del ricavato delle attività collettive era stato versato alla clientela.
Giustizia e politica
La giustizia zurighese ha aperto un'inchiesta preliminare contro Swiss Life/Rentenanstalt per far luce sugli errori contabili e sui proventi realizzati grazie alla società Long Term Strategy.
L'inchiesta dovrebbe concludersi fra un mese ma potrebbe sfociare in una procedura penale se l'Associazione di difesa degli investitori svizzeri dovesse sporgere denuncia.
Le pressioni vengono anche dalla Berna federale. Roland Chlapowski e il presidente del Consiglio di amministrazione di Swiss Life/Rentenanstalt, Andrei Leuenberger hanno dovuto rendere conto dei profitti ricavati attraverso la Long Term Strategy all'Ufficio federale delle assicurazioni private.
swissinfo e agenzie