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Il presidente argentino Mauricio Macri, candidato per una riconferma nelle elezioni del prossimo 27 ottobre, ha avviato ieri la sua campagna elettorale a Buenos Aires con lo slogan 'Sì se puede'.
Macri ha sostenuto che la sconfitta da lui subita nelle primarie dell'11 agosto di fronte all'opposizione peronista "può essere ribaltata".
Intanto lo sfidante peronista Alberto Fernandez, favorito dai sondaggi a meno di un mese dal voto, si è rivolto ai suoi sostenitori in uno stadio di Salta, nel nord del Paese, colmo fino all'inverosimile, proponendo "l'unione della società di fronte alle pesanti sfide che dovremo affrontare per risanare l'economia del Paese".
Da parte sua Macri, ha salutato le migliaia di persone riunite nel quartiere residenziale di Belgrano, ha dato avvia alla sua campagna elettorale che lo vedrà sollecitare appoggio per il suo 'Uniti per il cambiamento', nonostante la presenza di crisi economica, inflazione, disoccupazione e svalutazione del peso.
Il capo dello Stato ha ringraziato i manifestanti perché, ha detto, "il vostro stare qui ha un grande significato, perché vuole dire che condividiamo l'enorme amore per questo Paese".
Invitando quindi a mettere da parte lo scoraggiamento per i cattivi risultati registrati nei tre anni e mezzo del suo governo, Macri ha detto che "quello che verrà ora è diverso. Adesso arriveranno crescita, occupazione, miglioramento dei salari, e verrà un sollievo per il portafogli perché ne abbiamo bisogno tutti".
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