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Il Governo non ritiene che vi siano i presupposti per la creazione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sul caso dell’ex funzionario del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) condannato per coazione sessuale.
Come anticipato dal Corriere del Ticino, il Consiglio di Stato ha deciso quindi di non dare seguito alla richiesta dell'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio. Due mesi fa, 8 deputati avevano ufficialmente chiesto di intraprendere i passi necessari per l’istituzione di una CPI "inerente l’operato dei funzionari e dei servizi competenti riguardo ai gravi fatti avvenuti all’inizio degli anni 2000 dentro e fuori gli uffici del Dipartimento Sanità e Socialità (DSS)".
Di norma, scrive l'esecutivo, una CPI viene istituita "solo in casi eccezionali" e "di fronte ad un evento di grande portata istituzionale". L'Esecutivo precisa inolte che "nessun funzionario dirigente (passato e presente) è coinvolto nell’inchiesta sugli abusi sessuali operati dall’ex funzionario del DSS". L'opinione del Governo non è comunque vincolante e non ha la facoltà di bloccare l'inchiesta politica. Il Gran Consiglio può quindi decidere diversamente.
Il Governo dice no all'inchiesta parlamentare
Il Quotidiano di giovedì 07.11.2019
- 07.11.2019
- 19:00