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Una class action è stata presentata contro i fondatori, due amministratori e la piattaforma di exchange Gemini da parte di un investitore che ha circa 2 milioni di dollari in fondi congelati presso il crypto lender fallito, BlockFi.
La responsabilità dell’exchange crypto Gemini nei confronti di BlockFi
La piattaforma di trading di criptovalute BlockFi Inc. sta affrontando una proposta di azione legale collettiva presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto del New Jersey.
L’azione legale sostiene che i fondatori della società e altri due direttori, insieme al loro presunto partner Gemini Trust Co. dovrebbero essere ritenuti responsabili per i beni digitali persi nei conti di investimento di BlockFi.
Il querelante, Trey Greene, sostiene che i “conti di interesse BlockFi” non registrati rispondono alla definizione di titoli e che BlockFi è stato uno dei maggiori offerenti e venditori di titoli non registrati sotto forma di conti fruttiferi a residenti negli Stati Uniti e in altri Paesi.
Gemini di Tyler Winkevoss in precedenza deteneva la custodia delle partecipazioni crittografiche dei clienti di BlockFi attraverso i suoi servizi di custodia ed è accusato di aver travisato l’accessibilità di questi fondi ai clienti.
“Gemini conosceva, e acconsentiva, alle dichiarazioni materialmente false e fuorvianti sullo stato, la sicurezza e l’accessibilità dei beni del querelante e dei membri della classe presso Gemini e sui rischi di perdita. Gemini ha fornito informazioni materialmente false e fuorvianti a BlockFi per l’uso nel marketing dei BIA [conti di interesse BlockFi].”
Gemini è accusato di aver violato la legge sullo scambio, ma non è stato incluso nelle altre accuse.
La causa contro BlockFi
La presunta mancata registrazione dei conti di investimento di BlockFi come titoli presso la Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense potrebbe avere gravi conseguenze per gli investitori che hanno perso i loro beni digitali.
I conti di investimento di BlockFi consentono agli utenti di guadagnare interessi sulle loro criptovalute prestandole a figure istituzionali.
L’azienda promette alti rendimenti su questi conti, che a quanto pare, sembravano essere sostenuti dal proprio bilancio e da polizze assicurative.
Tuttavia, il prestito di criptovalute comporta dei rischi, tra cui la possibilità di insolvenza da parte dei mutuatari o la perdita dei beni digitali a causa di violazioni della sicurezza.
L’azione legale sostiene che BlockFi ha travisato i rischi associati ai suoi conti di investimento e non ha divulgato informazioni materiali agli investitori.
La denuncia sostiene, inoltre, che BlockFi ha commesso una frode finanziaria offrendo al pubblico titoli non registrati. L’attore vuole rappresentare una classe di tutti gli investitori che hanno subito perdite a causa della presunta cattiva condotta di BlockFi.
“I titoli non registrati venduti dagli imputati BFI [BlockFi] per conto di BlockFi sono stati commercializzati e venduti attraverso un flusso costante di false dichiarazioni e omissioni materiali da parte di Prince e Marquez per diversi anni e attraverso false dichiarazioni intermittenti da parte dell’imputato Gemini”.
BlockFi ha negato le accuse e ha dichiarato che si difenderà vigorosamente dalla causa. La società ha anche dichiarato di ritenere che i suoi conti di investimento non siano titoli e quindi non siano soggetti alla regolamentazione della SEC.
L’esito della causa potrebbe avere implicazioni significative per il settore delle criptovalute.
Se il tribunale dovesse ritenere che i conti di investimento di BlockFi sono titoli, potrebbe portare a un maggiore controllo normativo delle piattaforme di trading di criptovalute e potrebbe anche portare altre società di criptovalute ad affrontare cause simili.
Negli ultimi anni, la SEC ha assunto un ruolo sempre più attivo nella regolamentazione del settore delle criptovalute.
Nel 2019, la SEC ha pubblicato una guida sull’applicazione delle leggi federali sui titoli agli asset digitali, chiarendo che alcuni tipi di criptovalute e token potrebbero essere considerati titoli ai sensi della legge statunitense.
Tuttavia, il quadro normativo per le criptovalute rimane incerto e si discute ancora molto sul livello di regolamentazione adeguato.
Alcuni sostengono che un’eccessiva regolamentazione potrebbe soffocare l’innovazione e la crescita del settore, mentre altri sostengono che una maggiore regolamentazione sia necessaria per proteggere gli investitori da frodi e comportamenti scorretti.