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I campionati mondiali di hockey su ghiaccio sono finiti per la squadra rossocrociata. Davanti al suo pubblico, la Svizzera non è riuscita ad andare oltre il pareggio (3-3) nei tempi regolamentari contro gli Stati Uniti. Magra consolazione: gli elvetici si sono imposti nel supplementare.Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2009 - 23:16
Dopo la sconfitta subita domenica contro la Svezia la parola d'ordine era una sola: vincere! Per qualificarsi per i quarti di finale, la Svizzera doveva infatti imperativamente sconfiggere gli Stati Uniti nei tempi regolamentari per conquistare tre indispensabili punti.
Seppur già qualificati per il seguito della competizione, gli americani non hanno però fatto sconti ai rossocrociati: malgrado l'assalto finale, gli elvetici non sono riusciti a segnare la rete della vittoria prima dello scadere dei 60 minuti.
Il gol di Wick, a soli 13 secondi dall'inizio del supplementare, è servito solo a rendere un po' meno mesta l'uscita di scena dei rossocrociati.
Gli svizzeri hanno quindi fallito l'obiettivo minimo fissato prima dell'inizio della competizione, ossia di qualificarsi per i quarti. Negli ultimi sei anni, gli elvetici avevano raggiunto questo stadio della competizione per cinque volte, mancando la qualificazione solo in Lettonia nel 2006.
Decisamente, giocare in casa tornei importanti non sembra portare fortuna agli atleti svizzeri: dieci mesi fa la nazionale di calcio era stata rapidamente eliminata; oggi la stessa sorte tocca alla nazionale di hockey.
"È un peccato. Abbiamo dimostrato di poter battere squadre come gli Stati Uniti, ma non dobbiamo nasconderci: l'obiettivo non è stato raggiunto. Ora dobbiamo guardarci in faccia ed assumerci le nostre responsabilità", ha dichiarato il difensore Félicien Du Bois.
Determinati ed aggressivi
Dopo la scialba prestazione della vigilia contro la Svezia, gli elvetici lunedì sera hanno avuto il merito di riconciliarsi almeno in parte con il pubblico della Berner Arena, entrando sul ghiaccio determinati ed aggressivi.
Nei primi 20' minuti la Svizzera inquieta a più riprese la gabbia difesa da Esche, ma come nei precedenti incontri – solo otto gol segnati in cinque partite – i rossocrociati si dimostrano poco realisti, andando a segno solo una volta. Al 10' Ambühl porta in vantaggio la Svizzera, sfruttando una doppia superiorità numerica.
Due minuti prima la partita ha rischiato di prendere una piega drammatica, quando Sprunger è andato a sbattere violentemente contro la balaustra a causa di una carica scorretta di Backes (penalità di partita). L'attaccante rossocrociato si è accasciato al suolo e ha dovuto essere evacuato in barella. Dalle prime notizie, le sue ferite non dovrebbero però essere gravi.
13 secondi troppo tardi
Nel secondo periodo gli statunitensi si rendono subito più pericolosi. Al 26' Hainsey in 5 contro 4 pareggia. Sei minuti dopo Lemm, approfittando del buon lavoro di Jeannin, riporta in vantaggio la Svizzera. Tre minuti dopo la beffa: il tiro di Ziegler va a stamparsi sul palo e sull'azione di contrattacco Higgins trafigge per la seconda volta Gerber, autore probabilmente dell'unico errore in tutto il torneo.
A pochi secondi dalla sirena, con soli tre svizzeri sul ghiaccio, gli americani non si lasciano sfuggire l'occasione e si portano sul 3-2, grazie ancora una volta ad Hainsey.
"Ancora una volta non siamo riusciti a fare una partita 'piena'; nel secondo tempo abbiamo concesso troppi spazi agli americani", ha affermato Goran Bezina al termine dell'incontro.
Nel terzo tempo, l'assalto rossocrociato porta i suoi frutti al 50'. I 10'317 spettatori tornano a sperare grazie a Pluess, ottimamente servito da Du Bois.
Gli elvetici assediano la gabbia di Esche con tutte le loro residue forze, senza successo. Finalmente il gol arriverà, ma 13 secondi troppo tardi.
swissinfo, Daniele Mariani
I quarti di finale
Mercoledì 6 maggio
16:15 Russia - Bielorussia
20:15 Finlandia - Stati Uniti
Giovedì 7 maggio
16:15 Canada - Lettonia
20:15 Svezia - Cechia
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