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Valentino Fioravanti
nato il 11.9.1764 a Roma, Latium, Italia
morto il 16.6.1837 a Capua, Campania, Italia
Valentino Fioravanti
Valentino Fioravanti (Roma, 11 settembre 1764 Capua, 16 giugno 1837) è stato un compositore italiano.
Biografia
Lasciati gli studi di letteratura e arte, ai quali lo aveva in precedenza destinato il padre, ebbe il permesso di studiare musica, dapprima con Gregorio Toscanelli, cantante presso la Basilica di San Pietro, poi sotto la guida di Giuseppe Jannacconi. Per completare la formazione musicale nel 1779 si recò a Napoli, dove prese lezioni private da Nicola Sala, Fedele Fenaroli, Giacomo Insanguine e Giacomo Tritto.
Tornato a Roma nel 1781, rappresentò la sua prima opera, l'intermezzo Le avventure di Bertoldino, andata in scena per la prima volta durante il Carnevale del 1784 al Teatro Ornani, grazie alla quale ottenne una buona notorietà. Seguì l'anno successivo con la rappresentazione dell'intermezzo I viaggiatori ridicoli al Teatro della Pace. Il 31 gennaio 1788 fu data la sua commedia Gl'inganni fortunati al Teatro del Fondo di Napoli. I continui successi nei teatri italiani lo avevano consacrato a compositore di fama, tanto che in ambiente partenopeo si presentò addirittura come un temibile concorrente per Giovanni Paisiello, Domenico Cimarosa e Pietro Alessandro Guglielmi. Raggiunse l'apice della gloria con l'opera Le cantatrici villane rappresentata nel gennaio del 1799 al Teatro dei Fiorentini, la sua opera più popolare.
Di lì a poco Fioravanti partì per lungo viaggio attraverso l'Italia e l'Europa: fu a Venezia e a Lisbona, dove rappresento l'opera Camilla e diresse il teatro S.Carlos, nel 1801, a Milano nel 1802, a Vienna nel 1805 e a Parigi nel 1806. Nella capitale francese ripropose Le cantatrici villane ottenendo un grande successo e il 26 settembre 1807 mise in scena un'altra sua opera buffa piuttosto nota, I virtuosi ambulanti.
Tornato in Italia l'anno successivo, per diversi anni fu continuamente acclamato come grande operista. Nel 1816 diventò maestro del coro della Cappella Sistina, succedendo così a Nicola Antonio Zingarelli. Nel 1824 smise di esercitare l'attività operistica e si dedicò alla composizione di musica sacra fino alla morte, che avvenne mentre era in viaggio per andare a trovare suo figlio Vincenzo, pure lui operista.
Considerazioni sull'artista
Ammirato da Cimarosa e da Rossini, seppe strappare numerosissimi consensi ai suoi tempi. Contrariamente ad alcuni suoi contemporanei egli non cadde nella banalità; infatti la sua musica risulta essere flessibile, equilibrata, veloce, carica di luminosità e di grande effetto. A Cimarosa piacevano particolarmente i suoi "parlati", ossia i passaggi tra il canto e la recitazione e viceversa. Sebbene il suo campo d'azione fosse l'opera buffa, scrisse un elevato numero di opere serie, alcune delle quali legate alla tradizione teatrale francese. Da non trascurare l'importanza del suo librettista di fiducia, Giuseppe Palombi con il suo stile pittoresco e umoristico. Per sottolineare il suo successo presso i contemporanei, basti pensare che Goethe diresse a Weimar una rappresentazione de Le cantatrici villane.[1]
A differenza dei lavori teatrali, le composizioni sacre di Fioravanti occupano una posizione di scarso rilievo, in quanto vengono considerate assenti di originalità, scialbe e deboli.
Note
Bibliografia
- A.Della Corte, "L'opera comica italiana nel Settecento", Bari, 1926.