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BERNA - I sostenitori dell'iniziativa "Più abitazioni a pigione moderata" sono delusi dall'esito del voto, ma sottolineano che il 45% di "sì" dimostra come le difficoltà sul mercato dell'alloggio nelle città siano reali. La sinistra continuerà quindi a chiedere maggiori mezzi per promuovere alloggi ad affitti moderati.
L'iniziativa ha avuto un'accoglienza tiepida soprattutto nella Svizzera tedesca, dove la maggior parte dei cantoni rurali ha inciso sul risultato, ha detto Carlo Sommaruga (PS/GE), presidente dell'Associazione svizzera degli inquilini (ASI), ai microfoni della RTS. Il consigliere agli Stati ginevrino ha anche ricordato che la campagna è stata molto più dura nella Svizzera tedesca, in particolare sulla controversa questione del costo che il testo ASI avrebbe comportato.
Per il comitato promotore si tratta ora di agire a livello del fondo destinato ai prestiti per la costruzione di alloggi a prezzi accessibili. Per Sommaruga «bisogna raddoppiare la posta in gioco». Il Parlamento federale ha già dato il via libera per un credito quadro di 250 milioni di franchi. Questi prestiti saranno disponibili a partire da lunedì e si aggiungeranno ai 510 milioni già stanziati per le cooperative edilizie.
«La questione dell'edilizia abitativa non può essere risolta con le quote», ha dichiarato Olivier Feller (PLR/VD), segretario generale della Federazione immobiliare romanda. Secondo il consigliere nazionale sono necessarie soluzioni locali e regionali. Anche Jean-François Rime, presidente uscente dell'Unione svizzera delle arti e dei mestieri (Usam), ha espresso la sua soddisfazione per il risultato. «Il mercato immobiliare deve rimanere in mani private». Il problema degli alloggi a prezzi accessibili riguarda soprattutto le grandi città come Ginevra o Basilea. Non era necessario fare una legge per tutta la Svizzera, ha detto.