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Si tinge di rossocrociato il superG di Beaver Creek, in Colorado, il primo al maschile dopo quello cancellato la settimana scorsa sulle nevi canadesi a causa delle cattive condizioni meteorologiche. Leader di una Coppa del mondo comunque appena cominciata, il ventiquattrenne Marco Odermatt si lancia dal cancelletto con il pettorale numero 7, su un pendio su cui aveva già vinto l’ultima volta, era il 2019, ciò che gli permise di centrare il primo trionfo in carriera. Partito subito a tutta, stavolta al secondo intertempo il nidvaldese ha già guadagnato 53 centesimi sul tempo migliore, poi diventati 78 al traguardo (1’08’’61 il suo tempo) nei confronti del primo dei due austriaci che erano al comando a quel punto, ovvero Matthias Mayer e Vincent Kriechmayr. Alla fine, sul podio con Odermatt vanno il già citato Mayer e il canadese Broderick Thompson, sceso con il numero 35, staccato di 95 centesimi.
Quanto agli altri elvetici, Loïc Meillard in alto era riuscito a reggere il ritmo di Odermatt, prima di commettere un grosso errore prima della parte meno ripida, in un punto che ha messo in difficoltà più di un atleta, che l’ha privato di velocità praticamente fino al traguardo, dove ha accusato quasi 3 secondi di ritardo. E stavolta c’è poca gloria anche per Beat Feuz, su un tracciato tecnico di una disciplina che non è la sua: sceso con il pettorale numero 19, il bernese accusa quasi due secondi di ritardo dal vincitore. Quanto a Urs Kryenbühl, al suo debutto stagionale, di ritorno dopo il brutto infortunio di una decina di mesi fa, lo svittese chiude al sedicesimo posto. Meglio di lui fa Gino Caviezel, il grigionese che non è certo uno dei maggiori specialisti delle prove veloci, e che si piazza decimo e terzo miglior rossocrociato, due posizioni dietro Justin Murisier, con un distacco di 1’’39.