Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01125.jsonl.gz/1021

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
BERNA - Per la consigliera federale Doris Leuthard, l'indebolimento dell'euro non deve indurre a prendere nuove decisioni politiche. La Confederazione valuta comunque un prolungamento delle disposizioni sulla garanzia contro i rischi dell'esportazione per sostenere il commercio estero.
Ad agire devono essere però prima di tutto le imprese, ha affermato la responsabile del Dipartimento federale dell'economia in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale "Sonntag". "Noi non dobbiamo esagerare", ha aggiunto a chi la interrogava su cosa fa il Consiglio federale per evitare che imprese svizzere trasferiscano la loro produzione nella zona euro a causa del franco forte.
"Un'impresa può assicurarsi contro i rischi di cambio con le banche. Inoltre, deve riflettere sull'opportunità di ripartire meglio i rischi e non focalizzare su una sola zona monetaria", ha aggiunto Leuthard.
L'anno scorso, la Confederazione ha migliorato la garanzia contro i rischi dell'esportazione, in modo che le imprese che operano con l'estero si assicurino meglio contro difficoltà di vendita dei loro prodotti. "Il provvedimento vale sino alla fine dell'anno. Adesso riflettiamo ad un suo prolungamento", ha aggiunto la presidente della Confederazione.
Inoltre, la seconda riforma della fiscalità delle imprese apporta sgravi alle piccole e medie imprese. La Banca nazionale ha poi correttamente acquistando divise. "Ha reagito bene e comprato oltre 100 miliardi di euro, per impedire un rafforzamento troppo forte del franco", ha concluso Leuthard.
SDA-ATS