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Sono stati preparati dodici tavoli da dieci persone. A ogni tavolo sono stati fatti accomodare quattro politici, ministri o responsabili della Conferenza di Rio, due agricoltori, un rappresentante del commercio, uno della lavorazione, uno dei consumatori e uno della sanità. Gli ingredienti utilizzati per la preparazione dei piatti sono stati prodotti secondo principi ecologici da piccoli contadini della regione di Rio de Janeiro, anch’essi invitati alla cena, che hanno fornito informazioni sul loro lavoro.
I sistemi di produzione alimentare non sostenibili minacciano le possibilità di produrre una quantità sufficiente di derrate alimentari sane per le generazioni attuali e quelle future e trascinano milioni di piccoli agricoltori nella povertà. Eppure questi sistemi potrebbero in linea di principio nutrire una popolazione mondiale di nove miliardi di persone. Nel suo discorso, Manuel Bessler, il delegato del Consiglio federale per l’Aiuto umanitario, ha dichiarato: «Una produzione alimentare che monopolizza il 70 per cento del consumo idrico globale, si contraddistingue per lo sfruttamento eccessivo del suolo ed è responsabile di quasi un terzo delle emissioni di gas serra, un sistema alimentare che abbandona quasi un miliardo di persone ai morsi della fame non è tollerabile e non è in grado di garantire la sicurezza alimentare». Rio+20 offre un’opportunità unica, sancendo l’impegno a invertire la rotta. Hans R. Herren, presidente della fondazione Biovision, ha lanciato a sua volta un appello affinché il vertice mondiale di Rio segni l’inizio di una svolta: un cambiamento verso un sistema alimentare ecocompatibile, sociale ed economico supportato da metodi di produzione agricola sostenibili.
Questa cena mirava in primo luogo a creare contatti tra decisori, produttori, commercianti e consumatori allo scopo di concretizzare altre attività dopo il vertice Rio+20. Si voleva inoltre provvedere affinché un’organizzazione internazionale (ad esempio FAO o UNEP) venisse incaricata di elaborare misure a favore di un’agricoltura sostenibile secondo le conoscenze dell’International Assessment of Agricultural Science and Technology for Development (IAASTD).
La DSC si impegna a favore dei piccoli agricoltori. Sostiene queste famiglie nella produzione e nel commercio dei loro prodotti come pure nello sfruttamento sostenibile delle risorse naturali. Così facendo fornisce un contributo sostanziale alla lotta contro la povertà mondiale. Questa linea si applica anche nell’ambito delle nuove sfide, tra cui i cambiamenti climatici, che oggi come domani renderanno più difficile la produzione alimentare su scala mondiale.
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