Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/84405

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre alle Camere un progetto di modifica della legge federale sulla protezione dell'ambiente che crei le premesse materiali e giuridiche affinché in caso di trasformazione, rinnovi e ampliamento adeguato di edifici e impianti, costruiti in seguito al rilascio di una licenza edilizia giuridicamente valida, non ci si debbano attendere ulteriori restrizioni (ad es. la riduzione del numero di parcheggi disponibili oppure la limitazione dell'accesso ai clienti in automobile ecc.).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli edifici e gli impianti autorizzati godono di una piena validità giuridica basata sulla garanzia della proprietà conformemente all'articolo 26 della Costituzione federale. Gli interventi sulla garanzia dei diritti acquisiti sono permessi solo in presenza di una base giuridica e di un interesse pubblico sufficienti e nel rispetto del principio della proporzionalità. La legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) contiene disposizioni in tal senso. Un impianto che non soddisfa le prescrizioni della lLPAmb o altre disposizioni ecologiche in diversi settori (protezione dell'aria, rumore, vibrazioni e radiazioni) deve essere risanato (art.16 LPAmb), anche se inizialmente era stato autorizzato secondo il diritto vigente. Un impianto trasformato o ampliato che non rispetta più le prescrizioni legislative deve essere contemporaneamente risanato (art.18 LPAmb). Tuttavia se, nel singolo caso, il risanamento si dimostra sproporzionato, le autorità accordano facilitazioni (art.17 LPAmb).</p><p>Come risulta dalla motivazione, la mozione si riferisce in primo luogo ai problemi della produzione di traffico e della protezione dell'aria nel caso di grandi generatori di traffico (grandi centri commerciali, impianti per il tempo libero, parchi commerciali ecc.). Il fatto che, nel quadro di un pacchetto di misure completo, i cantoni stabiliscano il potenziale di utilizzazione dell'impianto e, con esso, anche quello dei parcheggi, in caso di ampliamento di grandi generatori di traffico, è avvertito come un disturbo. In particolare, si fa riferimento alla restrizione dell'accesso ai clienti in automobile e alla limitazione del numero di futuri parcheggi.</p><p>Tali limitazioni si basano principalmente sul fatto che la viabilità e la capacità delle strade presso i grandi generatori di traffico è spesso insufficiente e sono giustificate anche dal punto di vista della protezione ambientale, in particolare dell'aria. Quest'ultima richiede l'impegno di tutti i produttori di inquinanti. L'articolo 44a LPAmb obbliga i cantoni, in caso di livelli troppo elevati di inquinamento atmosferico, ad allestire un piano di provvedimenti dal quale si evinca il modo in cui i singoli emittenti devono contribuire alla riduzione degli inquinanti. Il traffico individuale motorizzato è causato, in una percentuale compresa tra l'8 e il 12 per cento, dai grandi generatori di traffico. Dispensare questi emittenti dal loro contributo alla protezione dell'aria in caso di ampliamento dei loro impianti, obbligherebbe altri emittenti, nell'ambito dei piani di provvedimenti cantonali, ad una contribuzione ancora più elevata al raggiungimento degli obiettivi di protezione dell'aria. Tuttavia, il Consiglio federale sostiene la richiesta secondo la quale, nell'ambito della garanzia dei diritti acquisiti dagli impianti e della disposizione di ulteriori provvedimenti, devono essere prese in considerazione le particolarità cantonali del traffico per acquisti presso i grandi generatori di traffico.</p><p>Il "Letzipark" a Zurigo è stato uno dei casi in cui le autorità competenti hanno chiesto al committente di ridurre il numero dei posteggi. Si tratta di un grande generatore di traffico (centro commerciale) con una superficie utile di 58 000 metri quadrati e 1532 posteggi (inclusi i posteggi per i residenti). Il committente aveva in progetto un ampliamento della superficie utile di massimo 34 800 metri quadrati. Secondo l'ordinanza sui posteggi della città di Zurigo, per la nuova superficie complessiva sarebbe stato ammesso un numero massimo di 839 posteggi. Il numero dei posteggi attuali, pari a 1532, supera di quasi 700 unità il numero massimo ammesso. Per questo motivo, la città di Zurigo, in applicazione del principio di precauzione e dell'ordinanza sui posteggi, ha richiesto che al momento dell'ampliamento della superficie venissero ridotti i posteggi, senza indicare ancora un numero preciso. Ciò è stato stabilito nell'ambito di una decisione preliminare, voluta dalla richiedente. Quest'ultima non ha impugnato la decisione. Tuttavia, è dubbio che tale decisione possa essere prescritta dalla legge, proprio in considerazione della proporzionalità contemplata nell'articolo 17 LPAmb. Il caso del "Letzipark" è particolare. L'importante impianto si trova in un'area estremamente inquinata, contemplata nel piano di provvedimenti, e il numero dei posteggi supera considerevolmente le prescrizioni attualmente vigenti. Per quanto riguarda le trasformazioni degli impianti che non ne comportino l'ampliamento, nei casi noti al Consiglio federale i tribunali hanno sempre respinto le richieste di riduzione dei posteggi. Il Consiglio federale sostiene questa pratica.</p><p>La mozione avrebbe anche effetti nei settori ambientali della lotta contro il rumore, le vibrazioni e le radiazioni così come sui provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico nel caso degli impianti che non generano molto traffico. Molti impianti con tali effetti ambientali (ad es. un impianto industriale) vengono ampliati almeno una volta nel corso della loro attività. Secondo un'interpretazione letterale della mozione, a tutti questi impianti potrebbe non essere più richiesto di adeguarsi alla legislazione in vigore e, di conseguenza, allo stato della tecnica nell'ambito della protezione ambientale.</p><p>La mozione è problematica anche poiché, in presenza di un quadro normativo come quello da essa auspicato, non dovrebbe essere effettuato alcun risanamento in caso di trasformazione o ampliamento di un impianto, mentre l'obbligo di risanamento permarrebbe per gli impianti non trasformati o ampliati. Si tratterebbe di una sgradevole disparità di trattamento tra i gestori degli impianti, dato che non esiste nessuna motivazione oggettiva per privilegiare gli impianti che vengono ampliati a quelli che non lo sono. Pertanto, in determinate circostanze, la richiesta della mozione viola il principio dell'uguaglianza giuridica conforme all'articolo 8 della Costituzione.</p><p>In caso di ampliamento degli impianti, il Consiglio federale vorrebbe quindi affidare la ponderazione degli interessi, nei singoli casi concreti, alle autorità competenti, in particolare alle autorità esecutive cantonali. Esso ritiene che, nel caso di trasformazioni degli impianti che non ne comportino l'ampliamento, la garanzia dei diritti acquisiti abbia la priorità. Infine è anche disposto ad aiutare i cantoni a migliorare il coordinamento della pianificazione delle misure concernenti la protezione dell'aria relative ai grandi generatori di traffico.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.