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BELLINZONA - Tre anni di detenzione per un ex capo del servizio informatico e tre anni e dieci mesi per un dipendente di una società esterna. Sono queste le pene richieste dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) nei confronti dei due principali imputati al processo per corruzione all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), in corso al Tribunale penale federale (TPF) a Bellinzona. Nei confronti di altre quattro persone sono state chieste pene sospese. La difesa ha chiesto l'assoluzione.
Le sei persone chiamate alla sbarra sono accusate a vario titolo di corruzione attiva, corruzione passiva, infedeltà nella gestione pubblica e falsità in documenti in relazione a contratti per un progetto informatico, poi abbandonato nel 2012 con una perdita valutata a 6,1 milioni di franchi.
Il dipendente di una società esterna e responsabile del progetto, principale imputato nel processo, è stato descritto dal rappresentante del MPC come un manipolatore, che ha fatto di tutto per ottenere una posizione che gli permettesse di agire a suo beneficio.
L'ex capo servizio dell'UFAM è stato accusato di essere il suo complice, di non aver collaborato con gli inquirenti e di aver negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, descrivendosi come una "pedina".
Per i legali dei due, nel settore informatico è assolutamente normale trovare accordi relativi al versamento di provvigioni. Inoltre i due non hanno causato alcun danno agli interessi pubblici: per questo motivo devono essere entrambi assolti, ha sottolineato la difesa.
Altre due persone, il direttore e l'associato di alcune società informatiche, hanno versato all'allora responsabile di progetto dell'UFAM circa 100'000 franchi, in vari pagamenti, in cambio di contratti. Sono accusate di ripetuta corruzione attiva e/o complicità in infedeltà nella gestione pubblica.
Agli ultimi due accusati viene rimproverata la complicità con l'ex capo servizio dell'USAM e l'ex responsabile di progetto per l'acquisto di licenze per software e prestazioni informatiche ai danni della Confederazione. Devono rispondere di infedeltà nella gestione pubblica.
ats