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Per la prima volta il governo svizzero diventa a maggioranza femminile. Con l'elezione di Simonetta Sommaruga e Johann Schneider-Ammann al posto dei dimissionari Moritz Leuenberger e Hans-Rudolf Merz, infatti, 4 membri su 7 sono donne. Invariata resta invece la composizione partitica.
In entrambi i casi c'è stata una lotta serrata con l'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), che mercoledì ha fatto sudare i due partiti dei consiglieri federali (ministri) dimissionari, ossia i socialisti di Leuenberger e i liberali radicali di Merz. Nella corsa per la conquista di entrambi i seggi il candidato dell'UDC Jean-François Rime è riuscito ad arrivare al duello finale.
Così, nella sfida per il seggio lasciato vacante da Leuenberger, la senatrice bernese socialista Sommaruga l'ha spuntata al quarto turno di votazione, ottenendo 159 suffragi, contro gli 81 andati al rivale UDC. L'altra candidata ufficiale del Partito socialista (PS), la deputata nazionale sangallese Jacqueline Fehr è stata esclusa al terzo turno, superata da Rime per 7 voti.
Sul fronte della poltrona lasciata libera da Merz, il deputato nazionale liberale radicale (PLR) Johann Schneider-Amman si è imposto al quinto turno con 144 voti, contro 93 ottenuti da Jean-François Rime. L'altra candidata ufficiale del PLR, la sangallese Karin Keller-Sutter è stata estromessa al quarto turno, superata dal candidato UDC per soli due voti.
E l'italianità della Svizzera?
Con l'entrata di Simonetta Sommaruga e di Johann Schneider-Ammann per la prima volta l'esecutivo elvetico conta due bernesi. Sia la socialista sia il liberale radicale hanno pronunciato nelle quattro lingue nazionali i rispettivi discorsi in cui hanno dichiarato di accettare l'elezione.
"La maggioranza deve tener conto di tutte le minoranze, siano esse culturali, linguistiche, religiose, politiche o di altra natura", ha sottolineato la Sommaruga. Toni di coesione anche quelli del discorso di Schneider-Ammann che ha promesso di impegnarsi con tutte le sue forze per il bene del paese.
I due neoeletti hanno così dato segno di sensibilità verso le lamentele provenienti dal Ticino per l'assenza di una rappresentanza italofona nel governo svizzero che dura dal 1999. Uno scontento ribadito dal deputato nazionale PLR Ignazio Cassis, che si era candidato all'interno del suo partito per la successione di Merz e che mercoledì al primo turno ha ricevuto 12 voti.
Il ticinese ha preso la parola per ringraziare chi l'ha sostenuto ed invitare l'Assemblea a votare i due candidati ufficiali del PLR. Ha inoltre colto l'occasione per esortare a una riflessione sull'assenza di rappresentanti italofoni nel governo federale. "Fino a quando dovremo ancora aspettare per avere un consigliere federale?", ha chiesto Cassis.
Il parlamentare liberale radicale ha quindi sottolineato che la Svizzera italiana non deve essere considerata una semplice minoranza, bensì una componente "che desidera partecipare alla costruzione del Paese".
L'ora dei commiati
Il via all'intensa mattinata elettorale era stato dato alle 08:00 in punto con la tradizionale scampanelllata della presidente della Camera del popolo Pascale Bruderer Wyss. Come consuetudine, prima di entrare nel vivo delle elezioni la "prima cittadina" della Svizzera ha reso omaggio all'operato dei due ministri dimissionari.
La socialista ha ripercorso i circa 15 anni in governo di Moritz Leuenberger evocando "le pietre miliari" posate dal capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. Pascale Bruderer ha salutato la personalità atipica, provocatoria e piena di ironia del suo compagno di partito.
Un'ironia che ha caratterizzato anche il discorso di addio alle Camere federali dello zurighese. Serio è comunque stato l'invito di Leuenberger a non cedere alle tentazioni isolazioniste. La Svizzera ha tutti gli elementi necessari per svolgere un ruolo sulla scena europea e internazionale, ha affermato sottolineando che democrazia e politica di compromesso sono le forze della Confederazione.
Pascale Bruderer ha quindi lodato la competenza in campo finanziario ed economico dell'altro ministro dimissionario, Hans-Rudolf Merz. La presidente della Camera del popolo ha ricordato i sette anni trascorsi in governo dal liberale radicale e il suo infaticabile lavoro anche nei momenti difficili. Difficoltà che non gli hanno mai fatto perdere di vista la sua priorità: risanare le finanze della Confederazione.
Congedandosi dall'Assemblea federale, Merz ha ringraziato i parlamentari per la fiducia accordatagli e per il proficuo lavoro svolto insieme, nonostante i momenti di tensione. L'appenzellese ha quindi lanciato un appello affinché si prosegua la politica di continuità di cui ha bisogno la Svizzera.
Donne al potere
Con quattro donne nell'esecutivo, la Svizzera entra nella cerchia ristretta di paesi con una maggioranza di donne ai vertici dello Stato. La Confederazione – in cui il voto femminile a livello federale è realtà soltanto dal 1971 – raggiunge così la Finlandia, la Norvegia, la Spagna e Capo Verde.
Stando a una statistica dell'Unione interparlamentare, la Finlandia detiene il record con dodici donne (63%) su 19 ministri. Norvegia, Spagna e Capo Verde hanno proporzioni attorno al 53%. La Svizzera si situa al 57,1%.
La prima donna eletta in un governo cantonale è stata la socialista zurighese Heidi Lang nel 1983. Da quel momento, la presenza femminile negli esecutivi cantonali è salita fino al tasso attuale del 22,4%. L'unico governo cantonale a maggioranza rosa è stato quello di Zurigo tra il 2003 e il 2007.
Diversa la situazione a livello comunale: tra il 1983 e il 2010 la proporzione di donne negli esecutivi è salita dal 5,8% a circa il 27%. La prima maggioranza femminile si è verificata a Berna, durante la legislatura 1993-1996.
Salari da ministri
I nuovi eletti in Consiglio federale riceveranno un salario lordo di oltre 430'000 franchi e diversi vantaggi tra cui un'indennità di rappresentanza di 30'000 franchi. Lo scorso anno, Simonetta Sommaruga ha dichiarato, assieme al marito, un reddito di 120'000 franchi e un patrimonio di 610'000. Scheider-Amman non ha invece mai voluto rivelare il suo reddito, ma il suo patrimonio è stato stimato a 500-600 milioni di franchi.
I nuovi eletti dovranno rinunciare alla loro professione. Oltre al salario e alle indennità, i ministri avranno diritto a due auto di servizio, di cui una con autista. L'altro veicolo potrà esser usato anche dai loro rispettivi partner. Le auto potranno essere cambiate ogni quattro anni o dopo aver superato i 100'000 chilometri.
Il governo
L'esecutivo elvetico dal 1848 è denominato Consiglio federale.
Composto di sette membri, è eletto ogni quattro anni dalle Camere del parlamento riunite in Assemblea federale.
I sette membri del governo prendono le decisioni in modo collegiale.
In Svizzera non c'è un capo di governo o di Stato. La carica di presidente della Confederazione è ricoperta a turno dai membri del governo. Il mandato presidenziale dura un anno. Non comporta competenze e poteri particolari.
Partiti in governo
1959 - 2003
La lunga era della "formula magica": 2 seggi al Partito socialista (PS), 2 al Partito liberale radicale (PLR), 2 al Partito popolare democratico (PPD) e 1 all'Unione democratica di centro (UDC).
2004 - 2007
L'UDC, con Christoph Blocher, strappa un seggio al PPD: 2 seggi PS, 2 PLR, 2 UDC e 1 PPD.
Dicembre 2007
Christoph Blocher è estromesso dal governo. Il parlamento elegge la sua collega di partito Eveline Widmer-Schlumpf. È la goccia che fa traboccare il vaso e che porta a una scissione dell'UDC.
2008
I due UDC in governo Eveline Widmer-Schlumpf e Samuel Schimd lasciano il partito ed entrano nel nuovo Partito borghese democratico (PBD): 2 seggi PS, 2 PLR, 2 PBD e 1 PPD.
2009
In gennaio l'UDC ritorna in governo con Ueli Maurer che subentra al dimissionario Samuel Schmid: 2 seggi PS, 2 PLR, 1 PPD, 1 UDC e 1 PBD. In settembre, il radicale Didier Burkhalter subentra in governo al collega dimissionario Pascal Couchepin.
2010
Il PS Moritz Leuenberger e il PLR Hans-Rudolf Merz si sono dimessi per ottobre. L'Assemblea federale il 22 settembre ha eletto alla loro successione la PS Simonetta Sommaruga e il PLR Johann Schneider-Ammann.
swissinfo.ch