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Il Lugano si è preso la propria vendetta dopo l'estromissione in Coppa Svizzera, superando il Grasshopper in trasferta per 1-0. La partita ha per lunghi tratti seguito gli stessi binari di quella andata in scena pochi giorni fa a Cornaredo, fatta di noia, ma i bianconeri sono questa volta riusciti a trovare la combinazione giusta per aprire la cassaforte zurighese. Tami ha deciso di relegare in panchina uno spento Gerndt e di riproporre tra i titolari Da Costa.
Il primo tempo è stato una serie di sbadigli, con la squadra di Yakin che si è limitata a barricarsi davanti all'area e i bianconeri che non sono riusciti a penetrare il muro biancoblù. La prima metà di partita ha vissuto due sole emozioni, a cavallo del 10', quando dapprima Lindner è stato salvato dal palo su una conclusione di Junior, e quando dopo un minuto Basic ha sparato alto a porta sguarnita.
Le prime battute della seconda frazione di gioco sono state ben più movimentate: al 51' Sulmoni ha sfiorato il gol con un colpo di testa e 4' più tardi Mihajlovic ci ha provato con un bel tiro neutralizzato dall'estremo difensore del Grasshopper. Al 68' ci ha pensato lo stesso Sulmoni, sugli sviluppi di un corner, a portare in vantaggio il Lugano siglando il primo gol personale in Super League con la maglia bianconera. La palla del raddoppio ce l'ha avuta Mariani, che 5' dopo ha però sprecato una grandissima occasione in contropiede. La squadra di Yakin non è riuscita e reagire e il Lugano ha controllato senza troppi problemi fino al triplice fischio.
- Il commento di Omar Meshale (Rete Uno Sport 03.12.2017, 18h30)