Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/230345

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di creare contingenti di reinsediamento supplementari, in aggiunta ai contingenti annui regolari, al fine di accogliere un maggior numero di rifugiati dall'Afghanistan, in particolare donne.</p><p>Nel quadro di emergenze umanitarie, la Svizzera può prevedere contingenti di reinsediamento supplementari in aggiunta ai contingenti annui regolari.</p><p>Vari Cantoni, Comuni e città come pure chiese ed associazioni della società civile hanno annunciato la loro disponibilità ad accogliere un maggior numero di rifugiati provenienti dall'Afghanistan. È il caso in particolare della città di Ginevra, che di recente ha reso nota la sua capacità ad accogliere più rifugiati afghani. Un annuncio che fa eco anche all'alleanza di città e Comuni attiva da un anno per l'accoglienza di rifugiati con il sostegno di Zurigo, Berna o Losanna.</p><p>In un contesto di accoglienza confermata, il Consiglio federale è invitato, in collaborazione con l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati, ad adottare misure volte a creare contingenti di reinsediamento supplementari, ossia a consentire l'ammissione immediata di rifugiati. Questo passo deve riguardare in particolare le donne, ma anche i bambini e le famiglie.</p><p>Le donne, profili a rischio, necessitano di una protezione particolare. I loro diritti sociali, culturali e politici sono fortemente limitati, il che ne ostacola l'accesso agli istituti scolastici, sanitari e giudiziari, nonché alla partecipazione politica e al lavoro. Sono pure esposte nella loro vita quotidiana a coercizioni, violenze e altre ingiustizie.</p><p>La Svizzera deve dimostrare la sua solidarietà nei confronti del popolo afghano e accordare un'attenzione particolare alle donne. Può contare sul sostegno delle sue città e dei suoi Comuni e deve cogliere l'occasione senza indugiare.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'attuale programma di reinsediamento 2020/21 prevede l'ammissione di un massimo di 1600 rifugiati particolarmente vulnerabili. Questo contingente tiene già conto dei rifugiati afghani provenienti dalla Turchia, perlopiù donne e ragazze. Per il biennio 2022/23, il Consiglio federale ha fissato un contingente di reinsediamento pari a 1600 rifugiati al massimo, cui si aggiungono 300 persone del contingente di reinsediamento del 2020/21, che non sarà esaurito completamente a causa della pandemia di COVID-19 e delle relative restrizioni di viaggio. Nel quadro del nuovo programma di reinsediamento, Egitto, Libano e Turchia sono stati identificati come Paesi prioritari di primo asilo. Nel caso di reinsediamento dalla Turchia, l'accento sarà posto sull'accoglienza di rifugiati vulnerabili dall'Afghanistan. A seconda degli sviluppi, il Consiglio federale si riserva il diritto di modificare le priorità.</p><p>Nelle ultime settimane, la risposta europea alla situazione in Afghanistan è stata discussa durante vari incontri a livello europeo. La Svizzera ha partecipato, quale Stato associato a Schengen, alle riunioni dei ministri dell'interno. È inoltre regolarmente in contatto con l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni al fine di valutare la situazione in loco.</p><p>La Svizzera, come la maggioranza dei suoi partner europei, reputa prioritario l'aiuto in loco, in particolare la protezione e l'assistenza dei profughi all'interno del territorio afghano nonché dei cittadini afghani che cercano protezione nei Paesi limitrofi. L'8 settembre 2021 il Consiglio federale ha deciso di stanziare ulteriori 33 milioni di franchi per l'aiuto umanitario in Afghanistan e nella regione. Dieci di questi 33 milioni sono messi a disposizione dal Dipartimento federale degli affari esteri mediante il trasferimento di crediti già a disposizione. 23 milioni saranno finanziati con un credito aggiuntivo, che sarà discusso in Parlamento nella sessione invernale 2021. Da qui alla fine del 2022 il Consiglio federale intende pertanto sostenere la popolazione bisognosa in Afghanistan e nella regione con circa 60 milioni di franchi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.