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La Svizzera si mobilita per le regioni vittime delle inondazioni che hanno colpito l'Europa centrale e l'Asia.
Ma sembra mancare una vera ondata di solidarietà, soprattutto nei confronti della Germania.
540'000 sacchi di sabbia distribuiti nella Germania dell'est, una donazione di un milione e mezzo da parte della Novartis e un milione di franchi da parte delle organizzazioni di soccorso per tutte le vittime delle inondazioni...
La Svizzera fornisce un aiuto concreto alla Germania. Ma sul piano emotivo, manca un'ondata di solidarietà paragonabile a quella suscitata da una catastrofe come quella di Gondo, nel Vallese. Per Gondo erano stati raccolti ben 74 milioni di franchi.
Pronti ad aiutare
La Svizzera ha reagito con poca convinzione? "No, la Svizzera ha fatto molto", è la risposta di Livio Zanolari, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri.
"La Svizzera ha offerto il suo aiuto a tutti i paesi colpiti, per bocca del presidente della Confederazione Kaspar Villiger", osserva Zanolari, "I vari paesi sono a conoscenza della disponibilità svizzera."
La responsabilità per gli aiuti concreti spetta alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). "Finora la Repubblica ceca ha reagito alla nostra offerta di aiuto. Venerdì anche la Germania ha chiesto una fornitura rapida di sacchi di sabbia vuoti. Abbiamo ricevuto la richiesta alle 10 di sera di venerdì e abbiamo lavorato tutta la note", spiega Walter Fust, direttore della DSC.
540'000 sacchi hanno lasciato sabato la Svizzera alla volta della Germania dell'est, accompagnati da due esperti svizzeri che rimarranno sul luogo almeno fino a metà settimana. In totale, la Germania ha fatto uso di 10 milioni di sacchi di sabbia.
Salvaguardia dei beni culturali
Non vi sono per il momento altre richieste provenienti dalla Germania. "Ma il nostro dispositivo d'intervento è pronto per altre richieste tedesche", assicura Fust. Il direttore della DSC pensa per esempio alla possibilità di un intervento svizzero nell'ambito della salvaguardia dei beni culturali.
Ma l'impegno della DSC si dirige soprattutto verso la Repubblica ceca. "In Cechia la necessità di generi di prima necessità, per esempio medicinali, è maggiore," spiega Fust.
Nella Repubblica ceca sono inoltre in funzione 80 impianti di deumidificazione provenienti dalla Svizzera. Altre 100 pompe per l'acqua sono state trasportate nella città ceca di Budvar.
Complessivamente, gli aiuti della DSC ammontano a 1,2 milioni di franchi svizzeri.
Una raccolta di fondi ragionevole
Le organizzazioni assistenziali svizzere hanno dal canto loro messa a disposizione un milione di franchi svizzeri per le vittime delle intemperie. Mercoledì scorso, la Catena della solidarietà ha aperto un conto per gli alluvionati. Entro lunedì sono stati versati più di 200'000 franchi.
"Un ammontare ragionevole", ritiene Catherine Baud-Lavigne, responsabile delle campagne. La Catena della solidarietà non prevede però di organizzare una giornata nazionale di raccolta, come aveva fatto in occasione della frana di Gondo.
Probabilmente per motivi di prossimità, la maggior parte delle donazioni sono destinate all'Europa centrale. E la stessa Catena della solidarietà concentra i suoi interventi nella Repubblica ceca.
"La Germania ha già il sostegno dell'Unione europea", si giustifica Catherine Baud-Lavigne. "Inoltre, ha le sue strutture di intervento in caso di catastrofe. Le altre regioni colpite dall'alluvione hanno maggior bisogno del nostro aiuto."
Reazioni favorevoli
L'aiuto svizzero è giudicato benevolmente da un attento osservatore della realtà elvetica come Klaus J. Stöhlker, consulente per la comunicazione in ambito pubblico.
"I nostri diplomatici collaborano molto bene con le capitali dei paesi colpiti", dice. "Non è necessario che l'aiuto fornito sia sbandierato ai quattro venti."
Stöhlker loda la Svizzera per il modo con cui il suo impegno è stato comunicato, soprattutto in un momento in cui le relazioni tra Svizzera e Germania non sono eccellenti.
"A Berna è stato fatto tesoro dell'esperienza di Überlingen", osserva Stöhlker, riferendosi alla collisione aerea sopra i cieli di Costanza, costata la vita a 83 persone. In quell'occasione, la Svizzera era stata criticata in Germania per la sua freddezza.
swissinfo
Fatti e cifre
La Catena della solidarietà ha raccolto più di 200'000 franchi in quattro giorni
La DSC ha distribuito 540'000 sacchi di sabbia nell'Europa dell'est
La Germania ha utilizzato 10 milioni di sacchi di sabbia