Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01236.jsonl.gz/258

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Il programma di mobilità studentesca Erasmus+ resta provvisorio per i cittadini svizzeri.
KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER(sda-ats)
Il programma europeo di mobilità studentesca Erasmus+ rimane provvisorio per gli studenti svizzeri. La Confederazione al momento non negozierà come previsto una partecipazione completa.
Lo si apprende da articoli pubblicati ieri dalla "Luzerner Zeitung" e dal "St. Galler Tagblatt".
Nel 2014, in reazione all'esito della votazione popolare del 9 febbraio sull'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa, l'Unione europea (UE) aveva deciso di sospendere i negoziati per l'adesione al programma "declassando" la Svizzera allo status di Paese terzo. Da allora la Confederazione ha adottato una soluzione transitoria.
Ciò significa che gli Stati europei non versano sovvenzioni in questo ambito per i loro cittadini che vengono a studiare in Svizzera. I sussidi per gli studenti che vengono nella Confederazione sono presi a carico dalla Fondazione per la collaborazione confederale (Fondazione ch), una condizione "sine qua non" affinché gli studenti elvetici siano ancora accettati all'estero.
A settembre dello scorso anno il Consiglio federale ha deciso di prolungare la soluzione transitoria sino alla fine del 2017. Dal 2018 la Svizzera avrebbe dovuto di nuovo diventare membro associato a tutti gli effetti. Tuttavia non vi sono al momento relative trattative tra la Confederazione e l'UE, indicano i due quotidiani svizzerotedeschi.
Affermazione confermata all'ats dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI). Quest'ultima sta quindi preparando un messaggio che dovrebbe garantire una sicurezza di pianificazione pluriennale anche senza un accordo di piena riammissione.
Studenti e università delusi
La Federazione svizzera delle associazioni giovanili è delusa. Ieri aveva lanciato ancora l'appello "Basta con i provvisori: apparteniamo all'Europa!". Anche le università sono scontente: la soluzione transitoria porta numerose limitazioni e conseguenze negative, ha detto una rappresentante delle Università svizzere (Swissuniversities) ai due quotidiani.
Nel 2016 il numero di progetti di scambio di studenti presentati e approvati nell'ambito della soluzione transitoria per Erasmus+ ha segnato un aumento del 12% rispetto al 2015 e ha superato per la prima volta le 10'000 unità.
Nella Confederazione tra il 1992 e il 2015 sono stati oltre 90'000 gli studenti e gli insegnanti che hanno preso parte a Erasmus+. Stando a cifre fornite da Movetia, l'agenzia nazionale responsabile degli scambi, 40'657 studenti svizzeri hanno frequentato corsi di almeno un semestre in una università o Alta scuola di un Paese europeo, mentre le università elvetiche hanno accolto 41'283 giovani. Anche il personale docente può approfittare di questa opportunità. Nel periodo 1997-2015 oltre 8'200 insegnanti lo hanno fatto.
SDA-ATS