Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/79820

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sui test DNA in vista del ricongiungimento famigliare. Presenterà le basi e le lacune giuridiche attuali nonché un censimento dei casi di ricorso ai test DNA dal 2005, con i Paesi d'origine delle persone in questione, le circostanze dei test e la maniera in cui sono trattate le situazioni il cui legame famigliare non può essere stabilito mediante legame biologico (coniuge, adozione, ecc.). Esaminerà l'opportunità di mantenere tali test. Presenterà un raffronto dei regimi legali e delle pratiche in materia in Europa. Illustrerà la posizione dell'incaricato alla protezione dei dati e delle organizzazioni di protezione dei diritti dell'uomo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'articolo 3 capoverso 2 della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (RS 142.20) sancisce l'obbligo di collaborare nella procedura. La nuova legge federale sugli stranieri (LStr), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008, riprende tale principio (art. 90 LStr) e prevede espressamente il rilevamento di dati al fine di accertare e assicurare l'identità di uno straniero (art. 102 LStr). La relativa ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA) dispone che le autorità competenti possono, nel contesto di una procedura nell'ambito del diritto in materia di stranieri, rilevare i profili del DNA (art. 87 OASA).</p><p>Il rilevamento di profili del DNA nell'ambito di una procedura d'autorizzazione in materia di stranieri è retto dalla legge federale dell'8 ottobre 2004 sugli esami genetici sull'essere umano (LEGU; RS 810.12) e dall'ordinanza del 14 febbraio 2007 sugli esami genetici sull'essere umano (RS 810.122.1), entrate in vigore il 1° aprile 2007. Detta ordinanza definisce le condizioni e la procedura per il rilascio dell'autorizzazione a eseguire esami genetici sull'essere umano.</p><p>Secondo l'articolo 33 LEGU, se nell'ambito di una procedura amministrativa sussistono sospetti fondati in merito alla filiazione o all'identità di una persona che non possono essere fugati in altro modo, l'autorità competente (cantone, rappresentanza all'estero, UFM) può subordinare la concessione di un'autorizzazione o di prestazioni all'allestimento di profili del DNA. Si tratta di casi eccezionali che possono verificarsi, segnatamente, quando i documenti volti a provare la discendenza non sono convincenti - in quanto provengono da Paesi in cui il sistema dello stato civile non è molto preciso e affidabile (corruzione) oppure è inesistente (FF 2002 6643).</p><p>Inoltre, l'allestimento di un profilo del DNA deve in ogni caso essere proporzionato e può essere eseguito solo con il consenso scritto della persona interessata (art. 33 cpv. 2 LEGU). Del resto, quando una domanda di ricongiungimento famigliare è presentata dal padre e dalla madre, l'esame può essere limitato alla madre e al figlio.</p><p>La legislazione in materia è pertanto esaustiva e corrisponde anche allo standard europeo.</p><p>L'affermazione secondo cui persone confrontate con test DNA avrebbero riferito di situazioni scioccanti appare dunque poco credibile. Tali test sono effettuati unicamente su base volontaria, sono poco invasivi (striscio della mucosa orale) e non possono essere utilizzati ad altri fini. I campioni sono distrutti subito dopo che la decisione è passata in giudicato (art. 33 cpv. 3 LEGU). Inoltre, l'onere della prova incombe al richiedente che desidera beneficiare di un ricongiungimento famigliare.</p><p>Secondo un sondaggio informale condotto presso i cantoni, dal 2005 sono stati effettuati complessivamente circa 85 test DNA, ossia meno di un test all'anno per cantone. I costi per un test, imposta sul valore aggiunto inclusa, ammontano a 1 614 franchi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.