Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/72061

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Perché durante la stesura della nuova legge federale sugli stranieri non ha tenuto conto della mozione 00.3039 depositata dal consigliere nazionale Jacques Neyrinck e adottata dal Consiglio nazionale il 27 settembre 2000?</p><p>2. È disposto a modificare la legislazione sugli stranieri onde tenere conto dei punti proposti da suddetta mozione, in particolare la questione di rilasciare un permesso di domicilio di tipo C a ogni dottorando di ricerca straniero in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'interpellanza si riallaccia alla mozione Neirynck dell'8 marzo 2000, che è stata trasmessa nel 2001 sotto forma di postulato. In seguito a un'ulteriore interpellanza, datata 3 ottobre 2001, l'accesso dei diplomati stranieri al mercato del lavoro è stato agevolato. In occasione dei dibattiti relativi alla nuova legge sugli stranieri, le commissioni incaricate dell'esame preliminare e il Parlamento hanno tenuto conto di richieste analoghe, tra cui una proposta del consigliere nazionale Bäumle. Alla fine, il Parlamento ha optato per una deroga, a determinate condizioni, alle prescrizioni generali di ammissione (art. 27 30 cpv. 1 lett. i LStr), mentre ha respinto espressamente la proposta di conferire un diritto generale di soggiorno permanente e un diritto automatico al rilascio di un permesso di domicilio una volta conclusi gli studi o ottenuto il dottorato. </p><p>2a. La nuova legge sugli stranieri disciplina l'ammissione dei cittadini di Paesi non membri dell'UE/AELS che giungono in Svizzera in vista di una formazione o di un perfezionamento. L'obiettivo primario del soggiorno di queste persone è quello di seguire una formazione. Per questo motivo, gli studenti godono di un trattamento preferenziale quanto al rilascio di un permesso di dimora. Lo scopo del soggiorno è di natura temporanea e non porta automaticamente all'ammissione al mercato svizzero del lavoro. Il Parlamento ha generalmente respinto la concessione di nuovi diritti.</p><p>Nondimeno, il Consiglio federale condivide l'indirizzo dell'interpellanza. Le persone che hanno concluso i loro studi in Svizzera dovrebbero, nella misura del possibile, mettere le loro conoscenze a profitto della ricerca e dell'economia svizzere. In virtù della legge sugli stranieri, è possibile rilasciare loro un permesso di dimora a condizioni agevolate per l'esercizio di un'attività lucrativa di particolare interesse scientifico o economico (p. es. ricerca fondamentale o applicazione di nuove tecnologie). I diplomati universitari godono pertanto di un accesso agevolato al mercato del lavoro; sono infatti esclusi dalla priorità agli indigeni. Inoltre, una volta conclusi i loro studi in Svizzera, essi adempiono di norma le altre condizioni d'ammissione (in particolare le conoscenze linguistiche e la capacità d'integrazione). Non è pertanto necessario che ottengano un permesso di domicilio.</p><p>2b. I cittadini dell'UE/AELS che hanno studiato in un'università o una scuola professionale universitaria svizzera possono far valere l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Questo vale per circa il 70 per cento di tutti i dottorandi. Coloro che trovano un posto di lavoro una volta conclusa la loro formazione ottengono un permesso di dimora. Nella fase transitoria i cittadini dei nuovi Stati membri dell'UE soddisfano di norma le disposizioni speciali. Anche l'accordo bilaterale non prevede, in un tal caso, il rilascio di un permesso di domicilio ai cittadini dell'UE/AELS. </p><p>2c. Un rilascio generalizzato del permesso di domicilio ai diplomati universitari provenienti da Paesi terzi non corrisponde al risultato dei dibattiti parlamentari concernenti la legge sugli stranieri. In tal modo, queste persone avrebbero un diritto di soggiorno pur essendo disoccupate. Potrebbero risiedere in modo duraturo in Svizzera, senza tuttavia aver mai affrontato la concorrenza sul mercato del lavoro. Questo non è nell'interesse del mercato svizzero del lavoro, tanto più che in determinati settori numerosi diplomati universitari indigeni sono disoccupati.</p><p>Il Consiglio federale ritiene eccessivo quanto richiesto dall'interpellanza Berberat. Al momento non intende modificare la legge, tanto meno dopo che la nuova legge sugli stranieri - che ha permesso di discutere in modo approfondito tali questioni - è stata accolta da popolo e cantoni ed entrerà in vigore nel 2008.</p>  Risposta del Consiglio federale.