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Per far fronte al franco forte, la PMI ginevrina Anteis, attiva nel settore molto produttivo dei mediatech, punta sui suoi dispositivi anti-invecchiamento. Colloquio con il suo fondatore, Gilles Bos.
Quale gamma di prodotti fabbricate?
Gilles Bos: Dispositivi per l'iniezione di prodotti medicinali pronti all'uso in dermatologia estetica, in chirurgia oftalmologica e nel trattamento dell'artrosi. Vendiamo circa un milione di siringhe all'anno, attraverso distributori in 93 paesi. L'esportazione copre il 98% delle nostre vendite. I nostri clienti sono medici o centri di cura. Diamo lavoro a 150 persone sui nostri siti di produzione a Lonay (VD) e a Plan-les-Ouates (GE).
Qual è stato l'impatto del franco forte sui vostri affari?
Bos: Ha eroso il nostro margine di guadagno. Fatturiamo per il 70% in euro, il resto in dollari e in yen, ma i nostri costi di produzione sono interamente in franchi svizzeri. Da due anni la nostra cifra d'affari stagna sui 37 milioni di franchi, mentre il nostro volume mostra una crescita a due cifre. Abbiamo dovuto procedere a dei licenziamenti alla fine del mese di ottobre 2010 e questo implica anche un sovraccarico di lavoro per il resto dell'equipe.
Questa diminuzione dei margini ha influito sui prezzi dei vostri prodotti?
Bos: SÌ. All'inizio di settembre abbiamo deciso un incremento delle nostre tariffe del 10% per farvi fronte. Lavoriamo con dei distributori esclusivi. Siccome questi non possono fatturare più caro per non dover abbandonare il mercato, devono farsi carico loro stessi questo aumento. Attualmente stiamo negoziando con tutti i nostri distributori.
Quale strategia adottate per uscire da questa crisi?
Bos: Ci concentriamo sui nostri prodotti centrali, ovvero i prodotti di punta come le siringhe per il trattamento delle rughe, che rappresentano il 40% delle nostre vendite. Si tratta inoltre del primo prodotto medico che abbiamo lanciato, nel 2005. Il nostro prodotto più recente, utilizzato per la ristrutturazione dei volumi del viso attraverso un' iniezione profonda a livello degli zigomi, ci offre anche un atout rispetto ai nostri concorrenti. Inoltre, ci aspettiamo molto dal lancio del nostro prodotto contro l'artrosi del ginocchio.
Verso quali mercati contate di aprirvi?
Bos: Verso i due grandi mercati che ancora ci sfuggono: gli Stati Uniti e la Cina. Recentemente, i processi di omologazione delle nostre attività sono stati fortemente modificati e resi più complessi negli Stati Uniti. Questo rende molto delicata la nostra attività, in quanto ci aspettavamo di poter essere distribuiti sul mercato americano dalla fine del 2010. Abbiamo anche riunito un equipe scientifica all'interno dell'azienda, al fine di adattare i nostri metodi di produzione alle norme americane. Questo contrattempo si traduce in un ammanco di otto milioni di franchi da colmare, secondo le nostre stime.
Ed in Cina?
Bos: Anche in Cina le regolamentazioni sono complesse. Abbiamo quindi optato per una join venture con un gruppo sino-americano per distribuirvi i nostri prodotti. Reputo che dovremo attendere ancora da uno a due anni prima di poter entrare in questo mercato.
Quali sono le vostre posizioni nel resto del mondo?
Bos: Tra i BRICS, il Brasile presenta il maggior potenziale per i nostri prodotti estetici. Ogni volta che mi ci reco, percepisco una vera e propria europeizzazione dei costumi. Questo fenomeno non ha invece intaccato Russia ed India, per lo meno sui nostri mercati. Facciamo registrare anche una forte crescita nei paesi dell'Europa centrale e dell'est, come in Polonia ed Ungheria.
Quali sono i vostri concorrenti?
Bos: Sono delle imprese di grandezza molto più ampia della nostra, che permette loro di superare la crisi.
Avete già pensato di produrre al di fuori dalla Svizzera?
Bos: Una delocalizzazione non è mai piacevole. Parlo per esperienza, in quanto ho partecipato ad una delocalizzazione in Polonia all'inizio degli anni '90. Per impiantarsi bene e per rodare i meccanismi di produzione è necessario parecchio tempo. Prendiamo certamente in considerazione la possibilità di aprire un centro di produzione all'estero, forse in Europa dell'est o nel Maghreb, per certe gamme di prodotti meno concorrenziali. Ma piuttosto sotto forma di join venture con una società locale, in quanto partire da zero sarebbe troppo complesso per una PMI come noi.