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BERNA - Lo Ju 52 è un modello d'aereo tutt'altro che poco sicuro, è al contrario "indistruttibile": parola di Sepp Moser, noto giornalista aeronautico e pilota. Lo Junkers è un velivolo costruito bene e fatto per durare, spiega Moser all'agenzia di stampa Keystone-Ats. A suo avviso si può ragionevolmente presumere che gli aeromobili utilizzati in Svizzera siano sicuri: l'Ufficio federale dell'aviazione civile controlla regolarmente che siano soddisfatti tutti i requisiti per un esercizio corretto. La manutenzione degli apparecchi più vecchi viene inoltre eseguita in modo più frequente. I lavori di recupero dei rottami dello Ju 52 e delle vittime della sciagura aerea del Piz Segnas dureranno almeno sino a domani sera: lo ha indicato all'agenzia di stampa Keystone-Ats il Ministero pubblico della Confederazione.
Secondo quanto riferito da Sepp Moser, l'inchiesta sulla sciagura aerea avvenuta sabato sopra Flims, nei Grigioni, seguirà la procedura standard fissata dall'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (OACI). Dapprima tutto - resti umani e parti dei rottami - viene registrato e fotografato, prima di essere trasportato via. "Solo in seguito si può cominciare a chiedersi per esempio perché un certo pezzo di metallo è deformato in un determinato modo". Il fatto che lo Ju 52 non avesse una scatola nera o altri dispositivi di registrazione dei dati rende l'indagine più difficile, ma non impossibile. "Anche quando c'è una rapina in una gioielleria non c'è una scatola nera", osserva Moser. Come in un'inchiesta criminale, è richiesto un lavoro da detective. Gli investigatori potranno anche trarre conclusioni dai rottami, dalle autopsie dei cadaveri delle 20 persone morte, dai racconti dei testimoni oculari e da altri documenti relativi allo stato di salute dei piloti e alla manutenzione del velivolo.
"È VENUTO GIÙ COME UN SASSO"
Poco prima di precipitare, lo Ju 52 durante il normale volo ha effettuato una curva a sinistra, l'ha completata ed è poi "venuto giù come un sasso": è la testimonianza di Rainer Feldner, responsabile della capanna alpina situata sul Segnespass, valico a 2625 metri vicino al Piz Segnas, dove sabato si è schiantato il velivolo d'epoca con 20 persone a bordo. "Tutto era assolutamente normale, il rumore dei motori era abituale, come sempre quando passava l'aereo", afferma Feldner ai microfoni di Radio Südostschweiz. "Non abbiamo notato nulla che facesse pensare a un problema tecnico". Dopo aver avvertito la Rega, Feldner si è spostato sul luogo dell'impatto per prestare soccorso: quello che ha visto è stato "spaventoso e terribile", dice. Al momento dell'incidente una famiglia che era ospite del rifugio e che aveva effettuato un'escursione si è trovata a circa 150-200 metri dal punto di impatto. I membri della famiglia sono stati aiutati psicologicamente prima da un medico della Rega e poi dal care team grigionese.