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Il presidente filorusso della Moldova, Igor Dodon, ha riconosciuto di essere stato sconfitto dall'europeista Maia Sandu al ballottaggio delle presidenziali svoltosi ieri nella repubblica ex sovietica.
Dodon ha però, nel contempo, denunciato presunte "violazioni" che dovranno, a suo dire, essere vagliate dagli organi competenti. Con tutte le schede scrutinate, i risultati preliminari danno l'ex premier Maia Sandu eletta con il 57,75% dei voti contro il 42,25% di Dodon.
"I risultati preliminari mostrano che la mia rivale ha vinto queste elezioni", ha affermato Dodon, ripreso dall'agenzia di stampa statale russa Ria Novosti. "Mi congratulo con lei per questa vittoria preliminare, ma a questo processo elettorale sarà messo un punto solo quando saranno controllate tutte le denunce di violazioni", ha affermato il politico vicino al Cremlino sostenendo che vi sia stata "una campagna a favore di Maia Sandu da parte dei leader dei paesi occidentali".
Dodon ha quindi affermato che il suo team elettorale "ha riscontrato una quantità di violazioni senza precedenti durante le elezioni". "Prometto ai miei sostenitori che non cederò", ha dichiarato Dodon. "Abbiamo l'obbligo di proteggere gli interessi dei nostri cittadini e utilizzare tutti i metodi legittimi per contestare i risultati delle elezioni: un appello alla Commissione elettorale centrale, ai tribunali, alla Corte d'appello e alla Corte costituzionale".
Il filorusso Dodon ha però chiesto ai suoi sostenitori di non scendere in strada per protestare. "Chiedo la tranquillità, non abbiamo bisogno di destabilizzazione, ma dobbiamo comunque passare attraverso la legittima fase di contestazione dei risultati delle elezioni", ha affermato.