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Giornata di tregua elettorale, in Francia, alla vigilia del primo turno per le elezioni presidenziali. La giornata di silenzio imposta dalla legge vieta ai candidati di fare campagna elettorale e agli istituti di fare sondaggi dell'ultimo minuto.
E' tregua fino alle 20 di domenica (orario di chiusura degli ultimi seggi). Nel 2007 i media francofoni di Belgio e Svizzera se ne infischiarono e anticiparono i risultati; ma stavolta sono proprio i 9 principali istituti di sondaggio d'Oltralpe ad essersi impegnati a non fornire exit poll ma solo proiezioni sulla base dei primi seggi scrutinati.
Si è già cominciato a votare, comunque, nei Territori d'Oltremare - le isole francesi negli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano- dove 882mila persone godono gli stessi diritti di voto dei cittadini della Repubblica. Domenica, gli 85mila seggi elettorali apriranno invece alle 8:00 e la maggior parte chiuderà alle 18, ma nelle grandi città rimarranno aperti fino alle 20. Dovranno fare la loro scelta 44.5 milioni di elettori.
Durante la campagna elettorale sono stati realizzati più di 400 sondaggi (un terzo in più rispetto al 2007) e la stragrande maggioranza di essi è stata a senso unico: il socialista Francois Hollande è dato vincente al primo turno, seguito dal presidente uscente, Nicolas Sarkozy. Tre altri candidati domenica potrebbero conquistare un bottino a doppia cifra: la portabandiera dell'estrema destra, Marine Le Pen, l'uomo della sinistra radicale, Jean-Luc Melenchon, e il centrista, candidato di MoDem Francois Bayrou.
Un buon risultato dovrebbe conferire ai tre maggior peso specifico nella scena politica nazionale e ringalluzzire i loro elettori, in vista delle elezioni legislative di giugno; ma i tre domenica sera si dovranno fare da parte e lasciare i due sfidanti a fronteggiarsi nelle due settimane del ballottaggio.
Iperattivo e impopolare, il presidente uscente, Nicolas Sarkozy, è stato il presidente meno amato della V repubblica; e nonostante la sua appassionata campagna elettorale, i sondaggi del secondo turno continuano a essergli sfavorevoli. Sarkozy ha già annunciato che se perde lascerà la politica. Hollande, che potrebbe 'piegare' il rivale con addirittura 14 punti di vantaggio, invece comincerebbe il suo cammino. La prima sfida, già a giugno, quando nelle legislative dovrebbe conquistare la maggioranza parlamentare per aver ampio margine di manovra.
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