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Subito dopo la finale del castingshow svizzero «MusicStar», a Berna ha avuto luogo un altro castingshow. 15 rappresentanti di gruppo hanno presentato alcune parti tratte da veri discorsi politici di tre minuti di fronte all’assemblea plenaria. Dopo una semifinale sugli attuali temi politici e una finale con una presentazione di sé stessi, i giovani hanno votato per eleggere Adil Koller come nuovo «PolitStar».
I giovani si sono mostrati un po' meno propensi ad applaudire durante le petizioni: per la prima volta durante la seduta finale sono state respinte più proposte di quelle accettate. I giovani non ne vogliono sapere di: competenze mediatiche, cassa malati unica, più sostegni alla cultura, politica attiva nell'edilizia e di un limite ai mandati dei Consiglieri federali.
In compenso hanno votato a favore di un aumento dei Consiglieri federali da sette a nove membri, a favore di una chiara divisione del DFI e del DATEC, a favore di un'introduzione in tutta la Svizzera di «voté electronique», di un accompagnamento al suicidio più liberale, di incentivi per la continuazione del rapporto di lavoro degli apprendisti e di una regolamentazione dei tirocini.
«Circa l'ottanta percento dei partecipanti è secondo me in grado di condurre un dibattito. Dato che i giovani provengono da tutte le parti del paese, abbiamo un buon mix di punti di vista. Anche i partiti giovanili mandano sempre più rappresentanti. Così nascono discussioni sempre più combattute. Quest'anno durante la seduta finale è stata persino respinta una richiesta...»
— Marc Renggli, 20, liceale (Wilisauer Bote del 20.11.09., pag. 12)