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L’11 aprile 1963 Papa Giovanni XXII pubblicò la sua famosa enciclica “Pacem in terris”, sulla pace tra tutti i popoli in verità, giustizia, amore e libertà. Giovanni XXIII, soprannominato dai fedeli “il Papa buono”, inviò in quell’occasione un messaggio di pace al mondo intero. Un mondo che stava lottando con grandi problemi politici: il mondo si trovava nel mezzo della cosiddetta guerra fredda. Il muro di Berlino divideva la Germania in due, la cortina di ferro divideva il mondo in Est e Ovest e la crisi dei missili di Cuba aveva quasi fatto precipitare il mondo in un’altra grande guerra. L’enciclica sottolineava invece che i conflitti non potevano essere risolti con la forza delle armi, ma con trattati e negoziati. Il papa ricordava inoltre esplicitamente l’importanza dei diritti umani, basando la sua argomentazione sulla visione cristiana del mondo e sull’insegnamento sociale cattolico.
Oggi i tempi della guerra fredda sono finiti, ma la pace in questo mondo è e rimane minacciata. Ogni giorno riceviamo notizie dalla guerra e dalle zone di crisi. Quindi probabilmente non è una coincidenza che il primo giorno di un nuovo anno sia celebrato nella tradizione cattolica come la Giornata Mondiale della Pace. Questo giorno di pace si celebra nell’ottava di Natale. “Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2,14) annunciavano gli angeli ai pastori. Il Messia, il Salvatore, è venuto a dare la pace al mondo. Quando la Bibbia parla di pace, la pace è molto più che il contrario della guerra. La pace si riferisce a uno stato d’animo, uno stato d’essere. Tutto ciò che disturba la pace interiore e la sicurezza deve essere sospeso in una pace celeste.
Dove inizia la pace?
Viviamo tutti in un mondo abbastanza spesso caratterizzato da rumore, frenesia e stress. Chi non conosce il desiderio di avere semplicemente pace e tranquillità? La grande pace di questo mondo non inizia su larga scala, non ai tavoli delle conferenze dei potenti, ma nel piccolo e poco appariscente. La pace del mondo comincia nella “pace interiore” di me stesso. Cioè dove sono “in pace” con me stesso. Tutti ci portiamo dietro ferite e delusioni. Per trovare la mia pace interiore, dovrei riconciliarmi con le fratture della mia biografia. Coloro che sono costantemente in conflitto con sé stessi e con il loro destino non saranno mai in pace con sé stessi. Riuscire ad accettarsi è e rimane una sfida, ma è un contributo importante per rendere la nostra vita un po’ più tranquilla.
Non dovremmo essere in pace solo con noi stessi, ma anche con i nostri simili. Cercare di accettare il prossimo per come è, e non come vorremmo che fosse. Possiamo cambiare solo noi stessi, non gli altri. Ma possiamo cambiare il nostro atteggiamento verso le altre persone. Cercare di vedere prima il bene nel prossimo e non i suoi difetti e le sue debolezze. Andare incontro ai nostri simili con uno sguardo benevolo e riconoscente è un altro passo verso un mondo più pacifico.
Tutte le persone meritano questo sguardo misericordioso. Le persone fuggono dalla povertà, dalla guerra e dalla persecuzione. La solidarietà è la chiave di tutto, ricordiamoci sempre che anche Cristo era un perseguitato perché Erode voleva spegnere la sua vita.
Un altro aspetto della pace nel mondo è la cura del Creato. Nella sua enciclica “Laudato si’”, Papa Francesco non si stanca di ricordarci la nostra responsabilità condivisa per il Creato. Noi umani abbiamo sconvolto l’equilibrio ecologico per avidità di profitto. Noi sfruttiamo la natura. Non possiamo più permetterci di proseguire per questa strada. Il riscaldamento globale, i disastri naturali, lo scioglimento dei ghiacciai, la deforestazione della foresta pluviale, per citare solo alcuni “cantieri ecologici”, sono il risultato del nostro cattivo comportamento. Il grido del Creato non deve più essere ignorato. Pace in terra! Pace per il Creato. So che nel nostro piccolo non possiamo risolvere le grandi questioni sulla protezione dell’ambiente. Qui sono chiamate in causa soprattutto la politica e l’economia, ma, seppur su piccola scala, ognuno di noi può fare la nostra parte per un trattamento più pacifico del Creato.
Anche se sembra poco quello che ognuno di noi può fare per rendere la pace nel mondo una realtà, dobbiamo essere consapevoli che poco è meglio di niente. Il solo fatto che io stia cercando di vivere più riconciliato con la storia della mia vita è un piccolo grande passo.
Il nuovo anno è davanti a noi. Facciamo in modo che sia un “Anno della Pace” personale. Gesù dice: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (cfr. Mt 5,6).
Cerchiamo di diventare ambasciatori di pace. Auguro a tutti voi un 2022 sereno, sano e appagante!
Georges Schwickerath
Articolo pubblicato sul mensile insieme di gennaio 2022.