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Il divario nelle pensioni tra uomini e donne si sta riducendo in Svizzera, ma rimarrà presente ancora per un certo tempo.
Lo afferma uno studio dell'assicuratore Swiss Life, che sottolinea come la differenza fra i generi sia particolarmente significativa per le persone che scelgono di lavorare a tempo parziale e per le divorziate.
Considerando tutti e tre i pilastri previdenziali elvetici le donne ricevono in media una pensione inferiore di un terzo a quella degli uomini. Il 90% di questo scarto è dovuto alla previdenza professionale.
Il cosiddetto "Gender Pension Gap" è particolarmente elevato per le donne sposate, che però soffrono meno per la situazione, visto che con il loro coniuge formano un'unica unità economica. Colpite direttamente sono le divorziate: il 30% di loro, una volta in pensione, ricorre alle prestazioni complementari.
Particolarmente insidiosa, dal profilo previdenziale, è la famiglia in cui padre e madre convivono. Soprattutto per le donne che si occupano principalmente di crescere i figli le prospettive in età avanzata possono diventare difficili.
La situazione è dovuta al divario di contributi al secondo pilastro. "Le ragioni principali sono i diversi percorsi di carriera, nonché la distribuzione dei ruoli nella famiglia", fanno sapere gli specialisti di Swiss Life. Anche la riduzione dell'orario di lavoro ha un impatto particolarmente significativo, sebbene in generale le donne svizzere siano oggi più attive di un tempo sul lavoro.
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