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Nel 2014 i chimici cantonali hanno analizzato 560 formaggi, per la maggior parte (489) prodotti in Svizzera. In poco più del 9% dei casi, corrispondente a 50 campioni, si è potuto constatare che non erano stati rispettati i requisiti igienici minimi di legge.
I formaggi a base di latte crudo sono i più a rischio. Ben 40 dei 50 campioni contestati, quindi l’80%, erano infatti prodotti a base di latte crudo, quindi non trattati termicamente, indica il Laboratorio cantonale ticinese in un comunicato odierno. Con un tale trattamento si riducono infatti di numero o addirittura si eliminano tutti i batteri indesiderati, si legge nella nota.
Se si analizza nel dettaglio il Ticino, sono stati prelevati 27 formaggi, tre dei quali - tutti a base di latte crudo e di produzione locale - sono risultati non conformi a causa di contaminazione fecale, precisa il Laboratorio cantonale ticinese.
A livello generale, la qualità igienica del formaggio a base di latte di mucca e di capra (8% di non conformità, corrispondente a 42 campioni in totale) è risultata pressoché identica, mentre per il formaggio a base di latte di pecora la percentuale di non conformità è risultata maggiore (19%, corrispondente a 8 campioni).
Le aziende alimentari, in presenza di propri prodotti non conformi, devono adottare appropriate misure di risanamento e miglioria nel minor tempo possibile. Ciò viene poi verificato da parte dei chimici cantonali.
In totale sono stati analizzati 457 formaggi a base di latte di mucca, 42 a base di latte di pecora e 61 fatti con latte di capra.
SDA-ATS