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Il progetto di Parco Nazionale del Locarnese spinge ad esaminare le origini dei movimenti “naturisti” che prolungano il ritorno alla natura del romanticismo, diciamo dopo il 1850.
È anche l’inizio di grandi rivoluzioni nell’arte con impressionismo, espressionismo, surrealismo e tutte le esperienze addirittura stravaganti fino ad oggi.
Il teosofo Rudolf Steiner nato nel 1861 lancerà l’idea di medicina alternativa, agricoltura biodinamica ed antroposofia.
Nel 1896, in Sud Africa, il presidente Paul Kruger crea la prima zona di protezione degli animali che diventerà nel 1926 il famoso Kruger National Park.
Nel 1899, Henri Oedenkoven con altri utopisti “cercano un posto più a sud per fondare uno stabilimento vegetariano nudista. L’idea era di vivere in modo meno artificioso e più sano fisicamente e moralmente.” Diventeranno i Balabiott del Monte Verità ad Ascona, dove sfilerà tutta l’intellighenzia europea. L’elenco di queste personalità è impressionante!
Nel 1938, Walter Hallstein redige per Hitler il piano “Das Neue Europa” che diventerà l’Unione Europea. Il soldato Hallstein verrà fermato dagli americani e riciclato dalla CIA per diventare il primo presidente della Commissione Europa.
Dopo il 1945 tutta l’Europa rivive e scoppia l’effervescenza in tutti i campi con l’existentialisme e Saint Germain des Prés, canzone, jazz, cinema, letteratura.
Nel 1961, nasce il WWF cioè il World Wilde Fund for Nature.
I protagonisti di questi movimenti appartengono a una élite culturale ma anche finanziaria. Oedenkoven era nato ad Anversa in una famiglia di ricchi industriali mentre il presidente del WWF non è altro che il principe Filippo, marito della regina d’ Inghilterra.
Nel 1948, è stato creato il Consiglio Ecumenico delle Chiese che verrà seguito dal Concilio Vaticano II nel 1962 che scombussolerà il mondo cattolico.
In tutto quell’ambiente tira un’aria “libertaria”: il piano di Hitler/UE abolisce le frontiere e le autostrade permettono di sfrecciare da nord a sud fosse solo per un week-end.
Nel 1936, erano nati i primi “congés payés” cioè vacanze pagate e tutti i vacanzieri si lanciano nel turismo: è la corsa verso Sud, la Costa azzurra, il mare, il sole, il naturismo all’Île du Levant col “tous à poil”
Anche la musica si è liberata dal giogo classico, esplodono gli Elvis Presley, Johnny Hallyday e dopo la rivoluzione del 1968, nel 1969 c’è Woodstock.
Oggi la censura impedirebbe la realizzazione di film come “Les Valseuses” del 1974 o “Préparez vos mouchoirs” del 1978.
Nel 1973, succede una grande svolta nella nostra storia: con la crisi del petrolio. I nostri governi, pur di avere petrolio a tutti costi, vendono i nostri paesi al mondo arabo-musulmano. Vedi il “Protocollo di Barcellona” come lo spiega Alain Wagner: https://www.youtube.com/watch?v=M0h_82wLK20
Nel 1980, vengono costruite le strane “Georgia Guide Stones”, una specie di nuovo Stonehenge, che portano una sorta di dieci comandamenti moderni per il governo del pianeta, dei quali il primo recita “Mantieni l’Umanità sotto 500 milioni in perenne equilibrio con la natura.” Idea che era già stata discussa dal Comandante Cousteau.
Nel 1987, vien creato “Mountain Wilderness” destinato a proteggere la natura selvaggia delle montagne e che va nel 1990 a ripulire il K2 delle immondizie lasciate da 100 anni di spedizioni. Sarò la loro ospite al campo base.
Il tema di natura, wild e wilderness è ricorrente.
Dagli anni 90, si parla apertamente del Nuovo Ordine Mondiale e della mondializzazione, cioè il governo mondiale.
Nel 2009, alla Conferenza di Praga viene lanciato il re-wilding cioè il programma di ritorno alla natura selvaggia di un milione di ettari sparsi su tutta l’Europa entro il 2020. (come il piano Onsernone 2020)
Nel 2015, ho provato a riassumere un aspetto di quelle strane tendenze nel mio articolo
http://www.lesobservateurs.ch/2015/02/19/le-spectre-du-iii-reich-plane-il-toujours/
Nel 2017, Georges Stoffel spiega nel suo articolo “I retroscena complessi del «ritorno allo stato selvaggio» («Rewilding») attraverso l’istituzione di parchi e con l’insediamento di grandi predatori” che la reintroduzione dei grandi predatori è destinata a far fallire l’agricoltura di montagna e provocare l’esodo dalle valli per creare delle vaste zone disabitate nell’intento di creare sopra tutto l’arco alpino un immenso Parco Naturale simile allo Yellowstone negli USA. http://www.atsenzagp.org/it/467-la-questione-dell-adesione-ad-un-progetto-di-parco
Tuttavia c’è ancora un altro aspetto:
Il 7 maggio 2017, Emmanuel Macron, un ragazzo impiegato di banca, viene eletto presidente della Francia. Oggi tra le contestazioni ci si chiede com’è stato possibile. Ce lo spiega Michel Onfray: il marketing. Col marketing si può vendere qualunque cosa: lisciva, macchina, idea o persona.
Aggiungerei che con un buon marketing si può anche vendere un Parco Naturale.
Quindi il problema non è di essere per o contro il Parco del Locarnese, ma di chiedersi che cosa sta dietro, che cosa significa e che cosa verrà in seguito.
Vale a dire che noi, oggi, viviamo una situazione che è il risultato di una successione di filosofie, ideologie ed altre utopie delle quali non siamo coscienti perché sono tasselli di un puzzle troppo grande per essere chiaro sotto i nostri occhi.
Ad ogni modo, la votazione su questo Parco è troppo importante per affidarsi all’entusiasmo con leggerezza “perché la bandierina è carina” o perché “un parco è bello”.
S’impone una riflessione con la lettura degli “statuti” di questo Parco, ma anche delle ragioni degli oppositori (vedi http://noalparco.ch/site/) e soprattutto la legge sui parchi del Dipartimento Federale dell’Ambiente, nonché le Direttive dell’Unione Europea per l’aspetto transfrontaliero.
Un pronostico? Al mio parere il “sì” vincerà col 75% dei voti appunto perché i promotori dispongono di un ottimo staff di marketing, pochi cittadini leggono i testi ed invece si lasciano entusiasmare dalle loro emozioni.
Aspetti sgradevoli: benché ogni comune voterà per sé, in realtà solo le Centovalli e l’Onsernone vivono nel cuore del problema e rappresentano circa 1868 persone mentre i 6 comuni circostanti che voteranno pure loro rappresentano 17166 persone. Cioè 17 166 persone che non vivono nelle valli si esprimeranno su di un tema che riguarda principalmente la sorte delle 1868 persone che vivono un’altra realtà nelle valli. Che cosa capisce una persona che vive ad Ascona o Tegna dell’inverno a Spruga o gestire un ristorante à Gresso o i trasporti pubblici per gli apprendisti che devono recarsi a Trevano? O molto più semplicemente che cosa significa per una persona residente dover pagare il biglietto e viaggiare in piedi nel bus postale mentre tutti i posti sono occupati dai vacanzieri che viaggiano a gratis col Ticino Ticket? E un domani ritrovarsi con tutti i posteggi a pagamento?
Aspetto che mette a disagio: il progetto di Parco non unisce la popolazione bensì divide e crea disaccordo tra vicini, amici e addirittura nelle famiglie.
Un pericolo? Dopo il voto emozionale basato sull’euforia, la delusione in seguito alla concretizzazione di vincoli, divieti, obblighi…
Comunque, in ultimo, ogni voto basato su di un esame razionale ed una decisione presa in conoscenza di causa, va rispettato nell’ambito della democrazia.
(i dati provengono maggiormente da Internet e Wikipedia)
Anna Lauwaert
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Visualizza anteprima video YouTube M. Onfray Démonte Macron et Ses Pauvres Dires sur L’argent 14/04