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Le multe da 100 franchi elevate durante la prima fase della pandemia non avevano base legale. Il Consiglio federale ammette: “comunicazione insufficiente”
Le multe per il turismo degli acquisti elevate durante la prima ondata della pandemia nella primavera del 2020 non avevano una base legale. Il Consiglio federale ammette l’errore parziale. Ne dà notizia il TagesAnzeiger. Erano dunque fondate le critiche della Commissione Gestione degli Stati in merito, inserite nel rapporto sulle misure Covid alle frontiere pubblicato a giugno.
Come si ricorderà, dopo l’imposizione delle restrizioni in ingresso nel marzo del 2020 il Consiglio federale, a partire dal 23 marzo aveva imposto anche il divieto di recarsi all’estero esclusivamente per fare acquisti, per cui l’Amministrazione federale delle dogane (Afd) aveva sanzionato diverse persone con una multa da 100 franchi basandosi sulla legge doganale, prima che la sanzione venisse inserita nell’ordinanza Covid-19 il 17 aprile.
Nel rapporto di giugno, dunque, la Commissione Gestione del Consiglio degli Stati aveva concluso che fino a quella data “non c’era una base legale esplicita per multare le violazioni del divieto del turismo degli acquisti”. Inoltre, la decisione dell’Afd avrebbe dovuto essere comunicata più chiaramente.
Il Consiglio federale, nella dichiarazione sul Foglio federale di martedi, ha dichiarato che intende attuare alcune raccomandazioni della Commissione Gestione agli Stati, ad esempio chiarire la portata e l’estensione, per i casi futuri, della legge doganale, la cui attuale revisione dovrebbe essere l’occasione per tale adeguamento. Il Governo ha chiarito che “una tale situazione non si ripeterà in futuro”.
Nella sua dichiarazione pubblicata martedì nel Foglio federale, il Consiglio federale dichiara che intende attuare alcune delle raccomandazioni della CPC-S. Ad esempio, il campo di applicazione della FCA dovrebbe essere ampliato. Per esempio, la portata del Customs Act dovrebbe essere chiarita per i casi futuri. L’attuale revisione totale della legge doganale offre l’opportunità di farlo. Egli presume “che una tale situazione non si ripeterà in futuro”, scrive il Consiglio federale.
Il Governo fa anche autocritica circa la comunicazione relativa alle multe per lo shopping, dichiarando che la cooperazione tra le unità amministrative “avrebbe dovuto essere più intensa", che il tema avrebbe potuto essere discusso "più dettagliatamente" durante le proprie sedute e che in alcuni casi la comunicazione è stata "inadeguata". Ciò, comunque, tenendo presente che nelle prime fasi della pandemia il carico di lavoro per i dipartimenti coinvolti è stato "enorme" e dunque è “comprensibile” che determinati chiarimenti siano stati messi in secondo piano. Il Consiglio federale dichiara tuttavia che in futuro ci si impegnerà "per una maggiore cooperazione”.
Anche la stessa Commissione Gestione ammette che comunque il proprio rapporto è “una valutazione retrospettiva di decisioni che hanno dovuto essere prese dall’amministrazione federale in un periodo di tempo molto breve e sulla base di una situazione informativa incerta" e che comunque nell’agire del personale doganale non si è riscontrato "nessun problema fondamentale”: il numero di contestazioni è stato “relativamente piccolo” rispetto alla mole di passaggi transfrontalieri e controlli, per cui è possibile concludere che il personale e le autorità doganali hanno fatto un buono lavoro.
Il Consiglio federale informa che le multe contestate saranno esaminate dagli organi di ricorso federali o cantonali competenti. Le multe imposte erroneamente verranno rimborsate se verrà emessa una decisione giuridicamente vincolante.