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Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto della risposta data oggi dal Municipio di Bellinzona all’interrogazione dei rappresentanti dei gruppi politici rappresentati in Municipio con la quale si chiedevano informazioni sui fondi raccolti all’epoca dello sciopero dell’Officina e in parte oggi utilizzare per finanziare la campagna a sostegno dell’iniziativa “Giù le mani dall’Officina” in votazione il prossimo 19 maggio.
Se si eccettuano le informazioni relative alle somme che ognuno dei comuni poi confluiti nella nuova città di Bellinzona aveva versato all’epoca, tutti gli altri elementi della risposta municipale costituiscono un ripugnante insieme di menzogne, illazioni e supposizioni prive di qualsiasi fondamento, tese solo a tentare di screditare i sostenitori dell’iniziativa.
Basterebbe, a titolo esemplificativo, citare la risposta ad una delle domande per rendersi conto di questo atteggiamento del Municipio. Alla domanda “con quale scopo erano stati stanziati quei soldi”? il Municipio risponde che “si presume” che qui soldi fossero stati versati “per sostenere la lotta dei lavoratori” e che “evidentemente e logicamente nessuno aveva versato dei contributi pensando che quel denaro venisse utilizzato 10 anni dopo per un altro scopo (campagna di votazione)…”
Naturalmente il Municipio di Bellinzona “presume” male e non sa cosa significhino gli avverbi “evidentemente” e “logicamente” . Anche chi abbia solo distrattamente seguito le vicende dello sciopero dell’Officina saprà (o ricorderà) che l’idea dell’iniziativa sulla quale oggi votiamo venne presentata all’assemblea dei lavoratori in sciopero addirittura nel corso del quarto giorno di sciopero, ottenendo un’approvazione di principio. Tempo una decina di giorni per mettere a punto gli aspetti formali, l’iniziativa venne lanciata, in pieno sciopero, il 31 marzo 2008.
Tutto questo ci indica con chiarezza che l’iniziativa sulla quale siamo chiamati a votare (che riprende d’altronde i contenuti della lotta dei lavoratori dell’Officina) è stata fin dall’inizio parte integrante della lotta e dello sciopero del 2008. Chi ha sostenuto allora la lotta dei lavoratori ha “evidentemente” e “logicamente” sostenuto quella lotta sapendo che tra gli strumenti con i quali i lavoratori dell’Officina avrebbero difeso e sviluppato la loro proposta vi era anche questa iniziativa.
Naturalmente, altra omissione significativa, il Municipio dimentica di ricordare che qualche tempo dopo la fine dello sciopero, il rimanente di quella sottoscrizione venne devoluto (con decisione unanime dei lavoratori dell’Officina) all’Associazione giù le mani che, tra i suoi compiti, annovera la difesa e lo sviluppo dell’Officina e delle sue attività.
Ma, visto che siamo in tema, val la pena fare qualche considerazione sui contributi dei Municipi di allora, resi noti dalla risposta del Municipio. E notare come, al di fuori del contributo sostanzioso dell’allora città di Bellinzona (100’000 fr.), gli altri Municipi non dimostrarono grande generosità: dipendesse dai loro contributi non si comprerebbero nemmeno i francobolli per una campagna a sostegno dell’iniziativa! Spicca per la sua avarizia il Comune di Giubiasco (8’850 franchi) diretto allora – come sindaco – dall’attuale vice-sindaco liberale della città Bersani; gli altri comuni, poi confluiti nella nuova città (10 in tutto, oltre a Bellinzona e Giubiasco ), versarono complessivamente 20’000 franchi (in media 2’000 franchi per comune).
Infine va sicuramente ricordato che lo slancio di generosità dell’allora città di Bellinzona fu dovuto soprattutto, al di là del giudizio politico che si possa dare sul suo operato, dall’entusiasmo con il quale l’allora sindaco di Bellinzona, Brenno Martignoni, coinvolse sin da subito l’istituzione cittadina nel sostegno ai lavoratori in sciopero. Fosse dipeso dagli altri (e alcuni sono ancora in giro…) sarebbe sicuramente andata diversamente…