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Il rapporto esamina le normative federali per prevenire o eliminare i conflitti di interessi nell'amministrazione federale e nelle unità autonome della Confederazione. Stabilisce collegamenti di diritto comparato con altri Stati europei, analizza i risultati di un'inchiesta nell'amministrazione federale e nelle unità autonome della Confederazione e prende in considerazione le nuove evoluzioni. Il rapporto conclude che il diritto federale vigente in materia di prevenzione dei conflitti d'interessi e della corruzione è di buon livello. Con questo rapporto il Consiglio federale risponde a un postulato del 2012 intitolato "Diritto federale. Conflitti di interesse e soluzioni" (12.3114).
In particolare il diritto sul personale federale contiene norme dettagliate anche sull’esercizio di occupazioni accessorie, sul divieto di accettare omaggi, sulle convenzioni per eventuali periodi di attesa e sull’utilizzo di informazioni che non sono di dominio pubblico. La legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione e quella sul Parlamento disciplinano gli obblighi cui sono tenuti i magistrati e i parlamentari. Del resto anche i regolamenti e le direttive interne contribuiscono a prevenire ed eliminare tali conflitti.
L’analisi dei pertinenti disciplinamenti legislativi e regolamentari mostra che il diritto federale è efficace per prevenire i conflitti tra interessi privati e pubblici. Pertanto per il Consiglio federale non vi è alcuna necessità di emanare altre norme in materia, il che non impedisce di procedere all’occorrenza ad adeguamenti puntuali. La gestione corretta dei conflitti di interessi e un’efficace prevenzione della corruzione non dipendono solamente dai disciplinamenti pertinenti. La costante informazione, l’istruzione e la sensibilizzazione dei collaboratori restano di centrale importanza e vanno mantenute.
Ultima modifica 28.11.2014