Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/83945

<h2>SubmittedText<h2><p>In vista del referendum in votazione il 17 maggio 2009, chiedo al Consiglio federale di fornire le informazioni seguenti:</p><p>1. Da quando è operativa la banca dati centrale passaporti e carte d'identità? Quante persone vi sono registrate? Quanti passaporti ottenuti in modo fraudolento sono stati finora scoperti nella fase d'introduzione?</p><p>2. Dal 1° settembre 2006, in occasione del rilascio del passaporto i cittadini possono scegliere tra passaporto non biometrico (passaporto 03) e biometrico (passaporto 06). Quanti passaporti svizzeri sono stati rilasciati dal 1° settembre 2006 a questa parte? Quanti biometrici e quanti non biometrici?</p><p>3. Secondo il Consiglio federale, che cosa significherebbe per Schengen la bocciatura popolare della legge federale sui passaporti biometrici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Quando nel gennaio 2003 è stato introdotto il passaporto modello 03 (passaporto 03), è stato installato anche il sistema d'informazione sui documenti d'identità (ISA). Attualmente in ISA sono catalogati i dati di circa 5,3 milioni di titolari di documenti d'identità. All'Ufficio federale di polizia risultano 65 impieghi abusivi di documenti d'identità. Tuttavia, poiché la legge non obbliga a segnalare gli abusi o i tentati abusi in materia di documenti d'identità, la grande maggioranza dei casi non è registrata. Anche se è in funzione soltanto dal 2003, ISA si è già rivelato molto utile, fra l'altro anche per prevenire gli abusi. Nei prossimi anni il sistema diverrà ancora più utile e al momento del rinnovo dei passaporti finora rilasciati crescerà anche il numero di abusi che si riusciranno a impedire. Allora sarà possibile verificare se il richiedente di un nuovo documento ne è realmente il legittimo titolare oppure no. Inoltre non bisogna dimenticare che ISA costituisce un deterrente non trascurabile per prevenire gli abusi. Senza ISA, infine, non sarebbe possibile rilasciare in modo così rapido e semplice i passaporti provvisori (o d'emergenza) negli aeroporti, negli uffici cantonali dei passaporti e presso le rappresentanze svizzere all'estero.</p><p>2. Fra settembre 2006 e la fine del 2008 sono stati rilasciati 108 000 passaporti 06 (con i dati registrati elettronicamente, chiamati anche passaporti elettronici) e 901 000 passaporti 03 (senza dati registrati elettronicamente). Tale discrepanza fra le richieste è dovuta probabilmente alla soluzione transitoria adottata dagli Stati uniti (i passaporti 03 rilasciati prima del 26 ottobre 2006 autorizzano tuttora a entrare negli USA senza visto) e all'attuale importo dell'emolumento per il passaporto 06. Il passaporto 03 per adulti costa infatti 120 franchi, mentre il passaporto 06 ne costa 250. In previsione dell'introduzione definitiva dei passaporti contenenti dati biometrici, il Consiglio federale ha proposto un emolumento di 140 franchi.</p><p>3. Qualora il decreto federale che approva la trasposizione dello scambio di note fra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento del regolamento (CE) n. 2252/2004 sui passaporti e i documenti di viaggio biometrici (sviluppo dell'acquis di Schengen) dovesse essere respinto, la Svizzera dovrebbe informare l'UE che non approva né traspone nella propria legislazione nazionale il contenuto di tale sviluppo dell'acquis di Schengen. Ciò comporterebbe la cessazione dell'accordo di associazione a Schengen (AAS; RS 0.360.268.1), a meno che non si trovi un'altra soluzione. A questo scopo è stato istituito, conformemente all'articolo 7 capoverso 4 AAS, un comitato misto che esaminerebbe possibili soluzioni per mantenere in vigore l'AAS. Qualora però il comitato misto non dovesse trovare una soluzione entro 90 giorni, gli accordi di associazione a Schengen e Dublino cesserebbero di essere applicabili.</p><p>Inoltre è probabile che, a prescindere dall'AAS, la Svizzera venga esclusa dal Visa Waiver Program degli Stati Uniti. Per recarsi e fare scalo negli Stati Uniti, tutti i cittadini svizzeri dovrebbero quindi richiedere un visto. La richiesta di un visto comporta tempi d'attesa, dispendio di tempo e denaro, come pure svantaggi per l'economia svizzera nei confronti dei suoi concorrenti principali sul mercato statunitense, ovvero gli Stati membri dell'UE.</p>  Risposta del Consiglio federale.