Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01254.jsonl.gz/107

A dieci giorni dal voto, arriva la presa di posizione ufficiale degli Usa: ed è una doccia gelata per i curdi iracheni. Il governo americano ha infatti deciso di non sostenere il loro referendum sull’indipendenza. Inoltre, per quanto riguarda la situazione in Ucraina, la portavoce del dipartimento di Stato Usa ha confermato un’apertura nei confronti dei caschi blu dell’Onu.
Il referendum curdo, indetto per il 25 settembre, non trova l’approvazione del governo americano. Lo ha detto Heather Nauert, portavoce del dipartimento di stato Usa, spiegando che gli Stati Uniti in questo momento «vogliono mantenere il focus sull’Isis» per cacciarlo dall’Iraq e riconquistare i territori perduti. Isis contro il quale solo i curdi hanno combattuto senza ambiguità, a differenza degli “alleati” turchi, ovviamente contrari ad ogni ambizione indipendentista dei curdi.
«Noi vorremmo – ha aggiunto Nauert – che ci fosse un ulteriore dialogo tra Erbil e Baghdad e incoraggiare le parti a discutere le aree di reciproco interesse, incluso il loro futuro rapporto. Noi sosteniamo un Iraq unito, federale, prospero e democratico».