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Nel giorno dei 50 anni dall'introduzione del suffragio femminile in Svizzera, la ‘ministra’ di giustizia Karin Keller-Sutter ha lanciato un appello a promuovere le pari opportunità per le donne nella vita quotidiana. Occorre un contributo non solo in politica, ma anche nel privato e sul posto di lavoro, ha sottolineato la consigliera federale del Plr.
Siamo in una situazione molto diversa oggi rispetto a cinquant'anni fa, ma qualcosa non è cambiato: bisogna prendersi cura della democrazia e della libertà di espressione, ha scritto la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia su Twitter. E l'uguaglianza ha bisogno della volontà e del contributo di donne e uomini, ogni giorno, non solo nell'arena politica ma anche a casa e sul lavoro.
Senza questo impegno nella propria vita quotidiana, forse non ci sarebbe stato il risultato di 50 anni fa, ha detto Keller-Sutter. Le donne – ha aggiunto – non hanno convinto solo il Consiglio federale e il parlamento delle loro rivendicazioni, ma anche i loro mariti, padri, figli e colleghi di lavoro.
Oltre a Karin Keller-Sutter, altri consiglieri federali, politici e organizzazioni hanno commemorato l'anniversario. La celebrazione ufficiale dei 50 anni del suffragio femminile al palazzo del parlamento di Berna è stata rinviata a causa della pandemia da coronavirus. Dovrebbe svolgersi il 2 settembre con ospiti dalla politica, dell'economia e dalla società civile.
Il 7 febbraio 1971, gli elettori svizzeri hanno approvato i diritti di voto e di eleggibilità federali per le donne con il 66% dei favori e un'affluenza del 58%. All'epoca, le donne avevano diritto di voto cantonale e comunale solo in nove Cantoni. La Svizzera divenne così il terzultimo paese in Europa a introdurre il suffragio femminile nazionale. Solo Portogallo (1974) e Liechtenstein (1984) l'hanno introdotto più tardi. Ultimo rimane il Vaticano.