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NEW YORK - Vittoria a portata di mano per i dipendenti di fast food dello stato di New York, coloro che hanno dato il via al movimento per un aumento del salario minimo negli Stati Uniti. Il comitato istituito dal governatore dello stato, Andrew Cuomo, raccomanda un aumento dei salari per i dipendenti del settore a 15 dollari l'ora. Una raccomandazione che si tradurrà probabilmente in un'azione da parte dell'amministrazione statale, favorevole all'aumento ma con finora limitato potere di azione.
Il via libera del comitato rimuove invece gli ultimi ostacoli e i salari per i 180.000 dipendenti dell'industria dei fast food nello stato di New York si apprestano così a salire a 15 dollari l'ora dal 2018. Per il 70% dei lavoratori si tratta di un aumento del 70% rispetto agli attuali 8,75 dollari l'ora di salario minimo.
"Questo è un bel giorno per la mia amministrazione", afferma il governatore di New York, Andrew Cuomo.
L'industria della ristorazione ribadisce la propria contrarietà alla metodologia scelta per procedere: "Continuiamo a dire che è ingiusto che si sia scelto un singolo segmento della nostra industria" mette in evidenza la New York State Restaurant Association.
Lo stato di New York cerca così di recuperare il terreno perso rispetto ad altre città, soprattutto della California, che hanno imposto un aumento del salario minimo a 15 dollari. New York è infatti il primo ad agire su un singolo settore di attività, con il quale spera di spingere altri comparti ad adeguarsi.
La decisione del comitato arriva nel giorno in cui l'Università della California, il terzo maggiore datore di lavoro dello stato, aumenta a 15 dollari l'ora il salario minimo dei suoi dipendenti.
E nel giorno in cui la città di New York spunta anche un accordo con Uber, l'app per servizi di auto con conducente.
Intesa anche con Uber - L'amministrazione guidata dal sindaco Bill De Blasio annuncia infatti un'intesa con Uber per l'avvio di un periodo di studio di quattro mesi sull'impatto sul traffico e ambientale delle vetture con conducente. Un periodo durante il quale non imporrà alcun tetto alla circolazione delle auto Uber, come si era inizialmente prospettato. L'intesa temporanea prevede anche che Uber aumenti il numero di vetture accessibili ai portatori di handicap e fornisca alla città i dati sulle corse effettuate.