Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/97943

<h2>SubmittedText<h2><p>Per scoraggiare il fumo o indurre i fumatori a smettere di fumare, da qualche anno la Confederazione sta gradualmente aumentando l'imposta sul tabacco. Il prezzo delle marche di sigarette più vendute ha ora raggiunto i fr. 6.90 al pacchetto.</p><p>Ma se ne trovano anche per meno: attualmente il pacchetto più conveniente costa in Svizzera 5 franchi. In nessuno dei Paesi limitrofi il prezzo è così basso. Si assiste inoltre a un battage sempre più sostenuto: le sigarette delle marche più disparate vengono offerte a prezzi costantemente ribassati, cioè a oltre un franco in meno al pacchetto. A seguito della crisi economica il segmento di mercato più basso potrebbe senz'altro crescere. Una tendenza che, nell'ottica della politica sanitaria, sembra poco opportuna.</p><p>Ulteriori aumenti dell'imposta sulle sigarette non risolvono certo il problema, anzi: allargano la forbice dei prezzi tra i vari segmenti di mercato. Il calcolo è infatti basato su un sistema misto, formato da una quota fiscale specifica e da una ad valorem.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È intenzionato a considerare l'eventualità di fissare un prezzo di base o un prezzo minimo al di sotto del quale non è possibile andare?</p><p>2. È intenzionato a vagliare provvedimenti per interdire le campagne di ribassi?</p><p>3. È intenzionato a considerare l'eventualità di modificare la quota fiscale specifica nell'imposizione delle sigarette?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel suo messaggio del 21 dicembre 2007 concernente la modifica della legge federale sull'imposizione del tabacco, il Consiglio federale ha espresso in modo esaustivo la sua posizione in merito alla fissazione di un prezzo di vendita minimo per le sigarette, giungendo alla conclusione che la Costituzione federale non offre le basi per una misura di questo genere, poiché questo costituirebbe un intervento inammissibile nella libertà economica. Pertanto il Consiglio federale ha rinunciato a proporre al Parlamento l'introduzione di un prezzo di vendita minimo per le sigarette.</p><p>In occasione della trattazione dell'oggetto in Consiglio nazionale è stata depositata una proposta d'introduzione di un prezzo di vendita minimo per le sigarette, che è stata respinta con 123 voti contro 40 dopo un'approfondita discussione.</p><p>La legge federale del 21 marzo 1969 sull'imposizione del tabacco (LImT; RS 641.31) prevede comunque lo strumento dell'aliquota minima d'imposta, volto a contenere un eccessivo aumento delle vendite di sigarette a buon mercato. Attualmente l'aliquota minima d'imposta è calcolata su un prezzo di vendita al minuto di fr. 6.50 al pacchetto. Ne consegue che le sigarette vendute a un prezzo più basso sono gravate da un onere fiscale sproporzionato: sulle sigarette che i dettaglianti vendono a 5 franchi al pacchetto il carico dell'imposta sul tabacco è pari a fr. 3.81, ovvero al 76,2 per cento. Per contro, sulle marche di sigarette più vendute, il cui prezzo di vendita al dettaglio è di circa 7 franchi, oggi il carico è pari al 56,3 per cento.</p><p>2. Le campagne temporanee di ribassi potrebbero essere bloccate efficacemente solo mediante disposizioni in materia di protezione dei prezzi. Secondo il Consiglio federale mancano tuttavia le basi costituzionali per introdurre tali disposizioni oppure per vietare i ribassi per determinati gruppi di merci. Ai sensi dell'articolo 3 lettera b della legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale (LCSI; RS 241) e dell'articolo 41 della legge federale del 21 giugno 1932 sulle bevande distillate (LAlc; RS 680), le offerte "civetta" sono illecite, in particolare la vendita di merci a un prezzo inferiore a quello di costo.</p><p>Nell'ottica della politica sanitaria e fiscale, le disposizioni in materia di protezione dei prezzi non rappresentano una garanzia di successo, poiché esse genererebbero prezzi di vendita al dettaglio mediamente più bassi al fine di tenere il passo con la concorrenza.</p><p>3. L'articolo 11 capoverso 2 lettera b LImT sancisce che il Consiglio federale può aumentare dell'80 per cento al massimo le aliquote d'imposta. Nel rapporto sull'efficacia dell'aumento dell'imposta sulle sigarette del 2006, il governo desume che la politica "dei piccoli passi" intrapresa ha finora dato i suoi frutti e che dovrà essere mantenuta. L'ultimo aumento dell'imposta sul tabacco (30 centesimi al pacchetto) risale al 1° dicembre 2008.</p>  Risposta del Consiglio federale.