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L’Afghanistan è uno dei Paesi più poveri del mondo: il 40 per cento della sua popolazione vive sotto la soglia di povertà. Inoltre, è attualmente uno dei contesti più fragili in assoluto, segnato da un conflitto armato che si trascina da una quarantina d’anni e si ripercuote pesantemente sulle possibilità di sviluppo del Paese e sulla situazione umanitaria.
La Svizzera è attiva in Afghanistan dagli anni 1970. Dopo la caduta del regime talebano, ha aperto, nel 2002, l’Ufficio di cooperazione della DSC a Kabul stabilendo nel Paese una presenza permanente.
L’accordo quadro aggiorna e completa la cornice normativa nella quale vengono attuati l’aiuto umanitario e i programmi di cooperazione tecnica e finanziaria a favore della popolazione in stato di bisogno. Inoltre, definisce i principi e le forme di questa cooperazione tra la Svizzera e l’Afghanistan. Tra l’altro, vengono semplificati l’importazione e l’impiego di beni necessari all’attuazione dei programmi. Il Consiglio federale aveva dato la sua approvazione all’accordo il 1° dicembre 2017.
Il programma prioritario della DSC in Afghanistan combatte le cause della fragilità e delle crisi e ne allevia le conseguenze negative, soprattutto per le donne e per le fasce più bisognose della popolazione. La base dell’impegno attuale della Svizzera in Afghanistan è il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020.
I programmi della DSC contribuiscono a rafforzare la fiducia nelle istituzioni statali dell’Afghanistan, come la polizia e il sistema giudiziario. Con il contributo svizzero sono state infatti reclutate e addestrate 3500 poliziotte e, dal 2015, la fiducia dei cittadini nelle forze dell’ordine è aumentata costantemente. Solo nel 2017, inoltre, un migliaio di persone bisognose di protezione ha beneficiato di assistenza legale gratuita e ha potuto avere un processo equo. Nelle quattro province dove la DSC conduce programmi di formazione, il tasso di scolarizzazione si attesta sopra la media nazionale: oggi, grazie al supporto della DSC, 270 000 scolari in queste zone possono frequentare i corsi. Il 40 per cento sono ragazze. Nelle aree rurali, più di 200 000 persone hanno potuto incrementare la propria produzione agricola e migliorare di conseguenza le fonti di sostentamento. Alcune attività specifiche, come la coltivazione di ortaggi o l’allevamento di capre e pollame, consentono di coinvolgere nei progetti le donne, che possono così, per la prima volta, contribuire al reddito familiare.
Inoltre, con il sostegno continuo alle attività dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e del Comitato internazionale della Croce Rossa, la DSC offre un contributo diretto alla protezione dei diritti delle persone colpite dal conflitto, soprattutto sfollati e profughi che rientrano in Afghanistan dopo essere fuggiti nei Paesi confinanti.
Sul posto, la Svizzera collabora con le autorità locali, altri Paesi donatori e organizzazioni internazionali. La strategia di cooperazione 2015-2018 della DSC per l’Afghanistan è focalizzata su un impegno di lungo periodo in grado di affrontare anche le fasi di insicurezza e instabilità.
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Informazione DFAE
Tel. +41 58 462 31 53
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