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Un interessante sito raccoglie i blooper, gli errori cinematografici presenti nella versione definitiva del film.
Anacronismi, spostamenti illogici, impossibili cambi d’abito abbondano nelle pellicole, e dopo aver letto le schede di alcuni film particolarmente ricchi di errori ci si chiede come possano essere sfuggiti, tenendo conto del numero indubbiamente alto di persone che lavorano in fase di ripresa e, soprattutto, di postproduzione! Possibile che un semplice appassionato grazie ad un banale televisore riesca a cogliere particolari sfuggiti a regista e montatore? Possibile che a scenografi e consulenti non si accorgano di usare, durante la seconda guerra mondiale, aerei costruiti vent’anni dopo, mentre un appassionato di modellismo li scopre al primo colpo?
Simili eventi possono certamente accadere, ma la frequenza è sospetta. Evidentemente alcuni di questi errori vengono trovati, ma si decide di lasciarli perché troppo complicato eliminarli.
Come si può eliminare il classico errore del bicchiere ora pieno, ora vuoto, ora di nuovo pieno senza che nessuna lo riempia o si metta a bere? Quale regista sarebbe disposto a girare nuovamente una intera sequenza per armonizzare un simile particolare? Quale produttore investirebbe in un tecnico degli effetti speciali per modificare il livello d’acqua in un bicchiere?
Se un aereo del 1940 costa dieci o venti volte un aereo del 1960 e le differenze tra i due sono minime, anche il regista più esigente accetterà, magari a malincuore, questo piccolo anacronismo.
Ma gli errori non nascono tutti dalla distrazione o da esigenze economiche: alcuni errori sono infatti inseriti consapevolmente per questioni di verosimiglianza.
Questo piccolo paradosso lo spiega benissimo Pirandello (nella Avvertenza sugli scrupoli della fantasia aggiunta nel 1921 ad Il fu Mattia Pascal). La realtà non ha problemi di verosimiglianza, e può benissimo permettersi eventi improbabili o illogici che la narrazione, invece, non può tollerare.
Nella realtà il tuono arriva qualche secondo dopo il lampo, ma un simile ritardo, in un film, risulterebbe fastidioso e inverosimile.
Le astronavi si muovono nel vuoto: per mantenere la velocità non devono tenere i motori accesi, come accade per gli aerei, non possono planare e quando esplodono non producono alcun rumore. Eppure praticamente solo Kubrick ha osato mostrare la silenziosa Discovery muoversi in linea retta a motori spenti. E neppure lui è riuscito a tenere immobili le stelle: anche in 2001: Odissea nello Spazio si spostano, come se la navicella fosse una macchina e le stelle alberi sul ciglio della strada. Pare che in una prima versione le stelle restassero immobili, ma l’effetto complessivo era irreale e quasi comico. Meglio le false ma verosimili stelle in movimento.
In conclusione, a volte la realtà sembra irreale e l’irreale sembra reale.
Ci si potrebbe chiedere quale sia il significato di reale e di irreale, se spesso e volentieri i ruoli si invertono, ma la domanda suona troppo inverosimile per essere presa sul serio.