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Il presidente della Banca nazionale svizzera, Thomas Jordan, ritiene importante rinforzare la parte di fondi propri dell’istituto monetario, dopo il massiccio aumento delle riserve in divise destinate a difendere il tasso di 1.20 franchi per 1 euro.
“Buoni risultati intermediari o annuali non devono far dimenticare i rischi considerevoli che pesano sul nostro bilancio – ha dichiarato Jordan mercoledì di fronte alla Società economica del canton Berna.
Nei primi nove mesi dell’anno, la BNS ha registrato entrate di 16.9 miliardi di franchi, risvegliando la questione di un eventuale versamento delle eccedenze alla Confederazione e ai cantoni.
A causa della crescita senza precedenti del bilancio della BNS a 509 miliardi di franchi tramite acquisti di divise (per 403 miliardi), si devono attendere fluttuazioni ben più importanti in futuro, ha messo in guardia Jordan. Per poterle assorbire, la BNS ha bisogno di importanti capitali propri.
L’istituto dispone del monopolio di emissione, non mancherà dunque mai di liquidità, nemmeno se perdite massicce portassero la BNS a dover comporre con fondi propri negativi.
Rimarrebbe operativa, ma l’aumento di fondi propri avrebbe in questo caso la priorità rispetto alla distribuzione dei benefici.