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L'Unesco promette di tagliare le spese e si appresta a lanciare un sistema di raccolta fondi per fronteggiare le conseguenze legate al taglio dei finanziamenti di Usa e Israele, deciso dai due Paesi dopo l'ingresso della Palestina nell'organismo Onu.
La direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova, ha detto oggi di avere un deficit di 65 milioni di dollari nel suo bilancio 2011. "Spingeremo fortemente il processo di riforma e faremo ogni possibile risparmio oltre a vedere come ridurre i nostri costi amministrativi. È una buona opportunità per continuare le riforme della nostra organizzazione", ha detto la Bokova, sottolineando di aver ricevuto centinaia di lettere di sostegno, di cui alcune con tanto di donazioni.
Ma non è tutto. La Bokova ha anche sottolineato che sta lavorando al lancio di un piano di raccolta fondi. "Lanceremo un fondo di emergenza - ha detto - creeremo questo fondo per i contributi dei governi, del settore privato, dei cittadini e dei filantropi".
Il taglio dei finanziamenti di USA e Israele rappresenta un duro colpo per l'organismo. Con 43 milioni di euro, il contributo degli Usa rappresentava il 22% del bilancio totale dell'Unesco. Quello di Israele equivale a circa 1,45 milioni di euro.
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