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Dibattimento finito, ma ancora nessuna sentenza, per il controllore di volo di Skyguide a giudizio oggi davanti al Tribunale distrettuale di Bülach (Zurigo) per una quasi collisione fra due aerei avvenuta nel 2012 all'aeroporto di Zurigo.
Il controllore di volo oggi 48enne doveva rispondere di perturbamento colposo della circolazione pubblica. Il Ministero pubblico gli rimprovera di avere mal valutato la situazione e di avere così messo in pericolo la vita di diverse persone.
La procuratrice pubblica ha chiesto una condanna a 14 mesi con la condizionale, rimproverando all'uomo radar - tuttora impiegato da Skyguide - di minimizzare l'accaduto. Nella sua deposizione, l'imputato ha sostenuto di "avere avuto la situazione in ogni momento sotto controllo" e di non aver per questo ritenuto necessario segnalare il caso.
La vicenda risale al 22 agosto del 2012. I due aerei coinvolti erano uno "Sportcruiser" proveniente da Lommis (Turgovia) e un Saab 2000 di Darwin Airline che stava decollando dalla pista 28 diretto a Genova con 15 passeggeri e 3 membri d'equipaggio.
Il pilota dell'aereo più piccolo si stava esercitando in compagnia di una istruttrice nel volo a vista e si apprestava a posarsi sulla pista 16, che si incrocia con la numero 28. Nel momento più critico i due velivoli si trovarono ad una distanza di 205 metri in senso orizzontale e a 23 metri uno sopra l'altro.
A bordo dell'aereo di linea scattò un allarme e i piloti, che videro il piccolo aereo avvicinarsi su una rotta con un angolo di 90 gradi, proseguirono il decollo prendendo quota più rapidamente. L'aereo da turismo fu invece costretto a fare una stretta virata e a ritornare a Lommis.
A segnalare il caso alle autorità fu il pilota dell'aereo di linea, che in una deposizione precedente al processo ha parlato di un episodio che gli fece passare diverse notti insonni e del "momento più critico" della sua carriera.
Nessuno rimase ferito, ma secondo l'atto d'accusa il rischio di collisione fu concreto e il controllore avrebbe dovuto prevederlo. Alla stessa conclusione era arrivato nel 2014 il Servizio d'inchiesta svizzero sugli infortuni (Sisi), secondo il quale a causare la quasi collisione fu una valutazione sbagliata della situazione da parte del controllore di volo che dirigeva la torre di controllo.
Il rapporto del SisiI non risparmiava critiche alla società per il controllo aereo Skyguide. Questo perché la "complicata esercitazione" con l'aereo da turismo fu programmata nel primo pomeriggio, ossia in un momento di forte traffico. La pista 16 era peraltro poco adatta per esercitarsi nel volo a vista.
Skyguide ha da parte sua più volte messo in dubbio la necessità di far giudicare da un tribunale uno dei suoi dipendenti per un errore che in definitiva non ha causato danni. Il rischio - sostiene la società - è che in futuro i controllori di volo evitino di segnalare delle situazioni critiche per paura di finire sotto processo.