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Stando a uno studio dell'istituto Gfk, il commercio al dettaglio in Svizzera è sceso su un anno dell'1,9% rispetto a un anno fa. Il motivo? L'apprezzamento del franco svizzero dopo l'abbandono del tasso minimo di cambio con l'euro da parte della Banca nazionale.
La contrazione non ha risparmiato alcun settore, si legge in una nota odierna dei ricercatori. Quello alimentare ha registrato una flessione dell'1,3% su base annuale, a fronte del 3,2% "non alimentare".
Il settore maggiormente colpito è quello dello svago e del tempo libero: -4,9%.
Sempre nel periodo in rassegna nel commercio al dettaglio è proseguito il calo dei prezzi (-1% su base annuale). L'Ufficio federale di statistica prevede per l'anno in corso un incremento inferiore all'1%. Da anni oramai il commercio al dettaglio non registra aumenti dei prezzi.
Dopo l'abbandono del tasso minimo di cambio, il settore del commercio al dettaglio ha reagito tagliando i prezzi di migliaia di articoli. Bisognerà attendere il prossimo semestre per sapere se tale misura sarà stata sufficiente per limitare il turismo degli acquisti.
SDA-ATS