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I vescovi svizzeri hanno deciso di rendere più severe le direttive in materia di abusi sessuali e pedofilia. In caso di fondati sospetti le diocesi dovranno denunciare i colpevoli alla magistratura. Le vittime di abusi che hanno contattato le diocesi nei primi mesi del 2010 sono più di 100. I fatti risalgono soprattutto al periodo 1950-1990.
I vescovi hanno rivisto le disposizioni sugli abusi sessuali, in vigore dal 2002, adattando in particolare il capitolo che riguarda la collaborazione con le autorità civili. I vescovi collaboreranno con gli inquirenti civili, i tribunali, i servizi sociali e i centri di consulenza. La vittima degli abusi va informata della possibilità di sporgere denuncia, ma si chiede anche all'autore del reato, «se le circostanze lo esigono», di autodenunciarsi.
In caso di sospetto fondato, le autorità ecclesiastiche denunciano l'abuso all'autorità civile competente, «eccetto nel caso in cui la vittima o il suo legale si oppongono». Ad ogni modo, la denuncia penale va presentata, dicono i vescovi, «se il pericolo immediato di recidiva non può essere impedito con altri mezzi». Finora la Chiesa cattolica si era limitata a «incoraggiare» le vittime degli abusi a sporgere denuncia.
La Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), riunita all'abbazia di Einsiedeln, ha dedicato gran parte dei suoi lavori allo scottante tema della pedofilia che sta sconvolgendo la gerarchia cattolica in molti paesi. La CVS, nel comunicato finale riconosce «davanti a Dio che una grave colpa è emersa nella Chiesa, ma anche nelle nostre diocesi». I vescovi svizzeri intendono migliorare la comunicazione tra le diocesi, ma sono contrari all'istituzione di un registro centrale dei preti pedofili, che ritengono uno strumento poco efficace.
Statistica degli abusi
Su mandato della Conferenza episcopale, una commissione di esperti ha redatto per la prima volta una statistica degli abusi segnalati dalle varie diocesi elvetiche: se nel 2009 le istanze diocesane hanno registrato 14 autori di abusi e 15 vittime, nel periodo gennaio-maggio 2010 gli autori sono stati 72 e le vittime 104. Si tratta per la maggior parte di fatti risalenti agli anni 1950-1990. Soltanto 9 delle 104 vittime annunciate quest'anno riguardano abusi commessi dopo il 1990.
Il comunicato della CVS fornisce quindi ulteriori precisazioni: delle 104 vittime dichiarate quest'anno e che riguardano episodi degli ultimi 60 anni, 11 erano ragazzi di meno di 12 anni, 76 avevano tra 12 e 16 anni, oltre a 12 donne adulte e a 5 uomini. I preti nella Svizzera tedesca sono quelli maggiormente implicati: 101 dei 104 casi.
I vescovi cattolici si dicono riconoscenti per le segnalazioni ricevute e invitano le vittime a rivolgersi ai centri di consulenza. Ma dicono anche con forza che «gli abusi sessuali nella pastorale non sono più tollerabili». Alle vittime va resa giustizia e gli autori di quei misfatti vanno considerati responsabili, anche se gli abusi risalgono nel tempo e diversi autori sono nel frattempo deceduti.
swissinfo.ch e agenzie