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Jonas Tschanz
«Mi piace in particolare la musica da camera perché esige molta flessibilità. Per me è importante poter dare un carattere personale alle mie interpretazioni, rispettando tuttavia le esigenze della composizione.»
Biografia
I miei obiettivi
«Il mio interesse è particolarmente rivolto verso la musica da camera perché richiede molta flessibilità. Per me è molto importante poter dare un carattere personale alle mie interpretazioni. In futuro desidero esibirmi come solista e musicista di musica da camera in varie formazioni moderne e risvegliare nel pubblico l'interesse per il sassofono nella musica classica.»
BiografiaNato il 4 luglio 1986 a Berna / Strumento: sassofono
Formazione musicale:
il sassofonista Jonas Tschanz ha studiato alla Scuola Superiore delle Arti di Berna (HKB) come giovane leva nella classe di promozione per talenti del ginnasio di Hofwil/BE. Nel giugno del 2008 Tshanz ha conseguito il diploma con lode presso Christian Roellinger alla HKB.
Vi seguì il diploma di Bachelor (2010) al Conservatorium van Amsterdam nella classe del rinomato sassofonista Arno Bornkamp, presso il quale sta attualmente frequentando gli studi di Master. Frequentazione di corsi di specializzazione tra l’altro presso Claude Delangle (Parigi), Vincent David (Versailles), Marcus Weiss (Basilea), Lars Mlekusch (Vienna), Jean-Marie Londeix (Bordeaux) e Christian Wirth (Quatuor Habanera).Attività artistica:
Jonas Tschanz era già attivo come solista con il gruppo Camerata Schweiz e nell’orchestra sinfonica di Bienne. Inoltre ha suonato in varie formazioni di musica da camera come ad esempio nel Melisma Saxophone Quartet, fondato ad Amsterdam nel 2009, oppure ancora nel Konus Quartett di Berna. La sua attività di musicista da camera lo ha portato tra l’altro in Germania, Francia, Olanda, Austria e Spagna.
Repertorio
- Importanti concerti del repertorio di sassofono tradizionale (p.es. C. Debussy, A. Glasunow, J. Ibert, Frank Martins)
- Sonate tradizionali per sassofono e pianoforte
- Opere selezionate del repertorio contemporaneo
- Trascrizioni/arrangiamenti di varie epoche (dal Rinascimento all’epoca moderna); focus sulla musica barocca e romantica
Riconoscimenti
- 2010: borsa di studio della fondazione Ernst Göhner Stiftung
- 2009: borsa di studio della fondazione Ernst Göhner Stiftung
- 2006: 1° premio con riconoscimento alle selezioni regionali
- 2006: 2° premio alla finale del Concorso svizzero di musica giovanile
- 2006: borsa di promozione del Kursaal di Berna
«Non ho bisogno di un hobby»
Concorsi per talenti
25 settembre 2013, Simon Spiegel
In un mondo tradizionale come quello della musica classica il 27enne Jonas Tschanz ha sempre un che di esotico a causa dello strumento che suona. Eppure il sassofonista bernese, che ha vinto due volte il premio agli studi del Percento culturale Migros, è convinto che riuscirà a fare la sua strada. Al momento lui e i suoi tre ensemble hanno molte possibilità di farcela.
Jonas Tschanz non ricorda più con precisione perché abbia scelto proprio il sassofono. È però sicuro che già a sette anni il suo cuore batteva per lo strumento a fiato. In precedenza aveva frequentato un corso per flauto di bambù durante il quale i bambini dovevano costruirsi il proprio strumento. «All’inizio avevamo unicamente un tubo, ogni settimana si aggiungeva un buco, e con esso anche un suono. Al terzo buco mi sono stufato», ricorda Tschanz con un sorriso. Da quel momento per lui è esistito unicamente il sassofono, cosa che però rappresentava un problema, poiché in realtà le sue mani erano ancora troppo piccole per lo strumento. «Oggigiorno per i bambini si smontano semplicemente le alette laterali, ma allora mi si ripeteva in continuazione che avrei dovuto aspettare ancora due anni prima di essere in grado di tenere il sassofono nel modo giusto». A Thun, dove Tschanz viveva allora, solo Christian Roellinger si disse disponibile ad aiutarlo. Una decisione che ancora oggi influenza la carriera di Tschanz. «Per formazione Christian Roellinger è specializzato in musica classica. È per questo che ho suonato musica classica sin dall’inizio, senza quasi entrare in contatto con il jazz, sebbene sia proprio quest’ultimo a venire normalmente associato al sassofono».
Ad avvicinare Jonas Tschanz alla musica classica è stato il caso. Ma ciò non bastava a segnare una carriera di musicista. Da bambino e adolescente Tschanz non studiava la musica con particolare impegno. Il grande passo è stato costituito dalla scelta di frequentare il liceo musicale di Hofwil, che offriva la possibilità di ottenere uno studio di base parallelamente alla maturità. Tschanz ha scelto questa strada, e da quel momento il suo non è più stato un innocuo hobby. «Il mio insegnante doveva fare pressione, infatti mi piaceva suonare, ma non ero molto coscienzioso per quanto riguardava le esercitazioni». La pressione ha però dato i suoi frutti: dopo la formazione di base Tschanz ha continuato a studiare, conseguendo il diploma nel 2008. Nel 2009 è seguito un soggiorno di tre anni al Conservatorium van Amsterdam, uno dei più grandi conservatori d’Europa.
Nulla di paragonabile
La scelta di Amsterdam è da ricondursi ad Arno Bornkamp, un vero talento nel campo del sassofono classico. «Per Bornkamp non è solamente uno fra i tanti strumenti della musica classica, egli riesce a trarne molto di più». A Tschanz brillano gli occchi quando parla di Amsterdam. Il livello alto e l’indirizzo internazionale della scuola sono stati per lui un modo per arricchirsi enormemente. Va poi da sé che Amsterdam già di suo sia una grande città. «L’offerta culturale e lo scambio internazionale sono impressionanti. In Svizzera non vi è nulla di paragonabile». A suo vantaggio c’è stato anche il fatto che ha vinto per la seconda volta un premio agli studi del Percento culturale Migros. Il premio ha permesso a Tschanz di concentrarsi completamente sulla musica, mentre molti suoi colleghi erano costretti a mantenersi svolgendo lavoretti part time.
Tschanz e il suo strumento rappresentano ancora un esotismo nel mondo della musica classica? La risposta non è chiara. Nella musica classica contemporanea il sassofono non è sicuramente più nulla di straordinario, ma l’apertura da parte delle orchestre tradizionali è un processo lento e graduale. Tschanz in ogni caso intravvede delle possibilità. È vero che in generale il mercato è più ridotto che nel caso di strumenti classici tradizionali, ma si stanno creando molte nuove possibilità. Tschanz non può ancora vivere della sua musica. È un business difficile, ma ne vale la pena. Molta gente non capisce cosa significhi fare della musica la propria professione. «C’è chi lavora tutta la settimana e nei fine settimana va in montagna. Io non ho bisogno di un hobby. La mia professione è la mia passione».
Sperimentare il successo velocemente
Così come molti musicisti anche Tschanz per potere sbarcare il lunario deve insegnare. Ma insegnare non rappresenta un onere fastidioso. Sebbene non voglia insegnare troppo, trova estremamente arricchente il fatto di trasmettere qualcosa ai propri allievi. Per fortuna non si è ancora imbattuto in quegli studenti da clichée che seguono le lezioni di musica perché costretti dai genitori. «Forse ciò dipende anche dal fatto che il sassofono non è il tipico strumento che viene imposto ai figli. Vi è poi anche da aggiungere il fatto che con il sassofono si fanno presto delle esperienze di successo, e a differenza di altri strumenti, pensiamo ad esempio a quelli ad arco, si impara assai presto a suonare una melodia».
In qualità di interprete Tschanz vede il proprio compito nel rispettare l’opera del compositore, pur lasciandovi confluire degli elementi personali. Non da ultimo per questo egli ama la musica contemporanea. «Essa permette di paralre con il compositore e di fare delle domande». E a volte questo costituisce un viaggio di scoperta. «Nel caso di musica nuova all’inizio non si sa mai dove la composizione ti porterà», Tschanz descrive in questo modo i motivi per i quali ne è così affascinato. Tutto questo costituisce una sfida anche per i concerti. Spesso il pubblico deve trovare la chiave d’accesso a pezzi che esigono molto. «Quando ci non ci si rivolge unicamente a fini conoscitori ma si desidera conquistare un pubblico nuovo, non si può semplicemente esibirsi in una grande opera complessa aspettandosi che il pubblico la apprezzi», afferma Tschanz con convinzione. Una volta Tschanz si è esibito con il Berner Konus Quartett (una delle tre formazioni con cui suona attualmente) su un campo a cielo aperto davanti all’osservatorio astronomico di Berna. «Il tempo era buono e il pubblico era seduto nelle sdraio. In un ambiente simile la gente è spesso aperta a ciò che è nuovo ed è molto più disponibile ad ascoltare della musica insolita che non in una sala da concerto».
Al momento Tschanz studia ancora alla Hochschule für Musik di Basilea. Nel 2014 otterrà il Master in Specialised Musical Performance. A quel punto si concentrerà con tutto sé stesso sui suoi tre ensemble. Oltre al Konus Quartett suona anche nel Melisma Saxophone Quartet, da lui cofondato ad Amsterdam, e nel Trio Saeitenwind, dove è l’unico musicista di fiati. Ciò che egli desidera maggiormente nei prossimi anni è soprattutto di potere suonare con questi ensembe. Lo scambio con altri musicisti gli sta particolarmente a cuore. «Vi sono dei musicisti solisti e animali da palcoscenico che non tollerano nessuno al proprio fianco. Ma io sono affascinato proprio dall’interazione, dalla condivisione dei momenti sul palco».
Esibizioni passate2010
- Concerto al Bachfestival in Dordrecht (NL), con il Melisma Saxophone Quartet, settembre
- Esibizione con il Melisma Saxophone Quartet, Spiegelzaal del Concergebouw di Amsterdam, settembre (registrazione dal vivo della radio olandese Radio4)
- Recital, Sweelinckzaal di Amsterdam, giugno
- Festival Musiksommer am Zürichsee, come solista con la Camerata Schweiz, Jona, agosto
- Concerti estivi, come solista con la Bieler Sinfonieorchester, Bienne ed Erlach, agosto
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