Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01265.jsonl.gz/315

Le imprese elvetiche devono reclutare il più possibile in Svizzera i lavoratori di cui hanno bisogno. Perciò il Consiglio federale ha disposto oggi una serie di misure, in particolare a favore degli anziani, per promuovere il potenziale della manodopera già presente nella Confederazione.
Le proposte dell'Esecutivo sono state illustrate in una conferenza stampa a Berna dai consiglieri federali Alain Berset e Karin Keller-Sutter. L'obiettivo dei provvedimenti è di migliorare la competitività dei lavoratori più in là con l'età, agevolare l'accesso al mercato del lavoro per chi fatica a trovare un impiego e perfezionare l'inserimento professionale degli stranieri residenti in Svizzera.
La libera circolazione con l'Unione europea aiuta a reclutare stipendiati all'estero senza lungaggini burocratiche, ma non bisogna abusarne, ha detto Keller-Sutter. Con le misure annunciate oggi, il Consiglio federale vuole sfruttare ancor di più il potenziale indigeno di lavoratori. Un approccio che corrisponde al mandato dell'articolo costituzionale 121a, introdotto dopo l'accettazione in votazione popolare dell'iniziativa dell'UDC sull'immigrazione di massa, ha poi ricordato la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
L'obiettivo dei provvedimenti è in primis migliorare la condizione dei lavoratori più in là con l'età. Gli ultracinquantenni che perdono la propria occupazione hanno spesso difficoltà a trovarne un'altra: per questo si vuole garantire la loro competitività.
Oltre a offrire una valutazione della situazione, un'analisi del potenziale e una consulenza gratuita per chi ha più di 40 anni, la formazione e la formazione continua dovrebbero poter essere computate in modo più coerente rispetto a quanto accade attualmente.
Inoltre, il Consiglio federale mira ad agevolare, mediante una serie di programmi d'incentivazione, il reinserimento nel mercato del lavoro di disoccupati anziani difficilmente collocabili. In questo modo verrebbe ampliata l'offerta di consulenza degli uffici regionali di collocamento. Infine, andrebbe facilitato l'accesso alle misure di formazione e occupazione per gli over 60 senza più indennità.
Le persone che hanno esaurito questo diritto poco prima della pensione hanno notevoli difficoltà, nonostante gli sforzi, a trovare un nuovo posto di lavoro, soprattutto se afflitte da problemi di salute. Per chi rientra in questa categoria, ha spiegato Berset, il Consiglio federale propone, a partire dal sessantesimo compleanno e a determinati requisiti, di assicurare il fabbisogno vitale tramite una prestazione transitoria, nell'ambito del sistema delle assicurazioni sociali.
Così facendo si andrebbe a colmare la lacuna tra il momento in cui non ricevono più l'indennità di disoccupazione e quello in cui riscuotono la rendita AVS ordinaria. "Si tratterebbe di un'alternativa all'aiuto sociale", ha aggiunto il friburghese. Stando al capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI), ad avvalersi di questa possibilità sarà "un gruppo ristretto, limitato, i più precari e vulnerabili". Ci saranno una serie di criteri tassativi da rispettare per non venire esclusi, a livello per esempio di patrimonio massimo e di contributi (bisognerà averli versati per almeno 20 anni). Inoltre, le spese legate ai bisogni vitali devono essere superiori alle entrate, ha sottolineato Berset.
Anche l'integrazione degli stranieri residenti su suolo elvetico va perfezionata. Tenendo conto dell'avvio molto promettente del pretirocinio d'integrazione, introdotto nel 2018, che ha preparato a un apprendistato oltre 700 fra giovani rifugiati e persone ammesse provvisoriamente, il governo ha deciso di estendere questo programma anche a ragazzi e giovani adulti al di fuori del settore dell'asilo.
In particolare, ha sottolineato Keller-Sutter, "puntiamo a giovani immigrati dall'Ue, da Stati terzi e dall'Associazione europea di libero scambio (AELS)". Quest'ultima è composta, oltre che dalla Svizzera, da Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Allo stesso tempo vi è la volontà di includere nel pretirocinio il campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e quello delle cure sanitarie.
Per quanto riguarda i costi, il volume degli investimenti per rafforzare il potenziale della forza lavoro residente ammonta a circa 300 milioni di franchi. Per Keller-Sutter, tra il 2020 e il 2022, 62,5 milioni saranno versati annualmente nel programma di incentivazione degli uffici regionali di collocamento a favore dei disoccupati più anziani.
Le misure per accrescere la competitività dei lavoratori più anziani e per dare accesso a determinati gruppi di stranieri alla formazione professionale e al mondo del lavoro sono limitate nel tempo: al massimo dal 2020 al 2024.
Le spese per le prestazioni transitorie sono invece stimate, per l'anno dell'introduzione, a circa 95 milioni, ha affermato Berset basandosi sui dati del 2018, a suo dire "rappresentativi". In seguito, gli oneri cresceranno, in quanto potranno percepire tale beneficio i salariati di ulteriori classi d'età. In vista della procedura di consultazione, verrà realizzata un'analisi del numero di persone che hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione, per ipotizzare un preventivo realistico.
Per diverse di queste novità non sarà necessaria alcuna modifica di legge. Per quel che concerne l'introduzione di una prestazione transitoria invece, il governo ha incaricato il DFI di preparare un dossier da sottoporre a consultazione, almeno nelle intenzioni, prima dell'estate.