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In Africa, moltissime famiglie, alcune con persone con disabilità, lottano per sopravvivere al cospetto della siccità più lunga e drammatica di sempre. La guerra in Ucraina non ha fatto che peggiorare la situazione. La CBM presta aiuti d’emergenza.
Nel Corno d’Africa e nel Madagascar meridionale, la stagione delle piogge è mancata per la quarta volta di fila. Queste regioni sono colpite dalla peggiore siccità degli ultimi quarant’anni. Nel solo Kenia, 4,2 milioni di persone lottano per la sopravvivenza e centinaia di migliaia di bambini della prima infanzia soffrono di denutrizione acuta, una condizione potenzialmente letale. Si calcola che nel Corno d’Africa ogni giorno muoiano di inedia circa 1'800 persone.
La situazione già disperata è stata resa ancor più drammatica dalla guerra in Ucraina. Molti paesi poveri importano gran parte del frumento dall’Ucraina o dalla Russia, ma il conflitto ha provocato una notevole contrazione della produzione e delle esportazioni, con conseguenti penuria di cereali e drastico aumento dei prezzi. A ciò si aggiungono i mancati raccolti degli ultimi anni a causa della siccità, il che a sua volta si è ripercosso sui prezzi dei generi alimentari nei mercati locali. La miseria delle popolazioni colpite cresce di giorno in giorno.
Per le persone con disabilità, la situazione è ancora peggiore, visto che sovente vivono in condizioni di povertà indipendentemente dalla carestia e non hanno quindi risparmi da investire in caso di crisi. Non riescono inoltre a raggiungere i punti di distribuzione degli aiuti d’emergenza, non ricevono informazioni, i tragitti sono pieni di ostacoli e mancano mezzi ausiliari come stampelle o sedie a rotelle. In situazioni di crisi, insomma, le persone con disabilità vengono sovente dimenticate, con gravissime conseguenze.
Le aree più colpite del Kenia sono quelle settentrionale e orientale, dove sono già attive alcune organizzazioni. Nella parte centrale del paese (contee di Meru e Tharaka Nithi), nel frattempo a sua volta messa in ginocchio dalla siccità, la CBM e la Croce Rossa keniana sono praticamente le sole a fornire aiuti d’emergenza. Nel mese di ottobre 2022, la CBM ha lanciato un progetto nella contea di Turkana, nel nord del Kenia.
Gli aiuti della CBM in Kenia:
- Versamenti in contanti: 4'000 economie domestiche ricevono versamenti in contanti, grazie ai quali possono procurarsi quello di cui hanno davvero bisogno. Si tratta di una misura rivelatasi efficace nell’aiuto umanitario. Visto che le catene di creazione del valore locali funzionano anche in condizioni di estrema povertà e di crisi, i mercati locali ne risultano rafforzati.
- Mezzi ausiliari e assistenza medica: 500 persone ricevono aiuti alla mobilità, 300 assistenza medica. Gli aiuti alla mobilità, come ausilii alla deambulazione e sedie a rotelle, regalano l’indipendenza. Trattamenti medici tempestivi prevengono altre disabilità o salvano vite.
- Coinvolgimento delle persone con disabilità: la CBM collabora con gruppi locali di autorappresentanza e consiglia altre organizzazioni e autorità, affinché le persone con disabilità vengano coinvolte in modo mirato negli aiuti d’emergenza.
Il sole picchia implacabile sul tetto in lamiera arrugginita della casetta che Sofia Nyoloko condivide con i suoi cinque figli e la madre. La ragazza ha una disabilità visiva e motoria.Il sole picchia implacabile sul tetto in lamiera arrugginita della casetta che Sofia Nyoloko condivide con i suoi cinque figli e la madre. La ragazza ha una disabilità visiva e motoria.
Nella contea di Tharaka Nithi, una regione dal clima semiarido con solitamente una stagione delle piogge, le precipitazioni sono venute a mancare per quattro anni consecutivi. I raccolti sono andati persi, milioni di capi di bestiame sono morti. Nel campo di Sofia Nyoloko, piselli e fave crescono a stento. Il corso d’acqua lì vicino è prosciugato, i bambini si procurano il prezioso liquido in un fiume a un’ora di cammino.
La famiglia non ha più alcuna entrata. Nonostante la sua dolorosa disabilità motoria, Sofia Nyokolo ha sempre lavorato a giornata nelle fattorie. «Ma le piante appassiscono, non c’è più nulla da raccogliere e gli agricoltori non vogliono certo spendere il poco denaro rimasto per lavori in campi che non danno più nulla.»
«Se non piove, le cose si mettono malissimo per il nostro villaggio. Anche la mia famiglia rischia di morire di fame. Già ora fatico a trovare non fosse che un boccone per i miei figli.» Finora, sono riusciti a sopravvivere con il cibo prestato dai vicini e grazie al fatto che i due bambini più grandi ricevono un pasto a scuola, da qui l’importanza vitale di trovare denaro a sufficienza per le rette.
La famiglia ora riceve regolarmente versamenti in contanti dalla CBM, con i quali paga la scuola e compra cibo al mercato.
Tra agosto e dicembre 2021, la CBM ha sostenuto un Comune del distretto di Amboasary, nella regione di Anosy nel Sud dell’isola. 1'100 economie domestiche duramente colpite dall’insicurezza alimentare hanno ricevuto denaro contante, una soluzione che consente a queste famiglie di acquistare al mercato locale quello di cui hanno bisogno. La misura è attuata dal nostro partner SAF/FJKM, il dipartimento per lo sviluppo creato dalla Chiesa riformata malgascia.
Alla luce del persistere della crisi, la CBM ha deciso di prolungare fino a febbraio 2023 i suoi aiuti d’emergenza e di destinarli questa volta ai Comuni di Bekitro, Bevitiky e Antanimora nella regione di Androy. Dell’intervento si occupa la Action Intercooperation Madagascar, l’antenna locale dell’ex organizzazione svizzera Intercooperation.
Gli aiuti della CBM in Madagascar:
- Versamenti in contanti e corsi: 3'000 economie domestiche ricevono versamenti in contanti e imparano tecniche di produzione agricola e di allevamento del bestiame.
- Coinvolgimento delle persone con disabilità: parallelamente, viene rafforzata l’organizzazione di autorappresentanza Collectif des Organisations des Personnes Handicapées, che sensibilizza uffici governativi, organizzazioni umanitarie locali e internazionali, nonché Comuni nel campo degli aiuti d’emergenza inclusivi mirati.
Agli aiuti d’emergenza si accompagna un progetto triennale volto a promuovere un’agricoltura sostenibile e, di conseguenza, la sicurezza alimentare.
Da alcuni anni, in Burkina Faso si sovrappongono due crisi: la grave siccità, che colpisce anche questo Stato dell’Africa occidentale, e gli attacchi terroristici di matrice islamica nel nord e nell’est del paese, che dal 2016 hanno vieppiù messo a repentaglio la stabilità politica e la pace sociale. 1,8 milioni di persone vivono da sfollati interni, con gravi conseguenze per la sicurezza alimentare.
La CBM ha lanciato un progetto di aiuti d’emergenza focalizzato sulle regioni settentrionali del Burkina Faso e attuato dal nostro partner locale Solidarité Développement Inclusif.
Gli aiuti della CBM in Burkina Faso:
- Versamenti in contanti: 1'500 economie domestiche ricevono versamenti in contanti per poter acquistare lo stretto indispensabile.
- Consegna di pacchetti di cibo: 1'350 pacchetti di cibo vengono distribuiti.
- Coinvolgimento delle persone con disabilità: chi presta aiuti umanitari nel nord del paese viene sensibilizzato sul tema dell’inclusività affinché le misure raggiungano le persone con disabilità.