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Repsol: spagnoli all’attacco, per YPF un risarcimento di 8 mld
(Keystone-ATS) La società petrolifera spagnola Repsol ha contrattaccato oggi pesantemente dopo l’annuncio della nazionalizzazione della controllata argentina YPF dato ieri dalla presidente del Paese sudamericano Cristina Fernandez Kirchner.
In una conferenza stampa a Madrid, il presidente della compagnia petrolifera Antonio Brufau ha definito come “assolutamente illegittimo e ingiustificabile” l’esproprio della YPF da parte del governo argentino, accusandolo di aver portato avanti una campagna di “coercizione” che ha portato al crollo del valore della controllata per giungere a una nazionalizzazione a prezzo di saldo.
Brufau ha annunciato l’intenzione di chiedere un arbitrato internazionale e una rapida compensazione per le azioni della società nazionalizzata, per un valore almeno pari a quello di legge.
Secondo il presidente di Repsol il giusto valore sarebbe di 46,55 dollari per azione il che corrisponderebbe a un valore della società nazionalizzata da Buenos Aires pari a 10,5 miliardi di dollari (circa 8 miliardi di euro).
All’apertura della Borsa di Madrid, le azioni di Repsol sono scese del 7,04% a 16,30 euro mentre ieri dopo l’annuncio della nazionalizzazione di YPF, la controllata argentina è stata sospesa dalle contrattazioni a New York, dopo un calo che ha toccato il 18%. R
epsol detiene il 57,4% della YPF, che rappresenta poco più del 50% della produzione totale di idrocarburi del gruppo spagnolo e circa il 40% delle sue riserve. Nonostante le notizie giunte dall’Argentina, Repsol oggi ha ribadito la sua intenzione di aumentare del 10% il dividendo 2011 distribuito ai suoi azionisti.