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L’ultimo degli otto camion è stato caricato presso la Centrale del materiale dell’Aiuto umanitario a Wabern (Berna) il 7 novembre e ha lasciato la Svizzera lo stesso giorno. Ora tutti i veicoli sono in viaggio verso Erbil, nel nord dell’Iraq, dove sta per arrivare l’inverno, che porterà temperature gelide, vento e pioggia. I profughi interni che cercano rifugio in Iraq sono 1,9 milioni, di cui 900 000 nella Regione autonoma del Kurdistan, nel nord del Paese.
La fornitura comprende 990 tende familiari resistenti al freddo, 10 tende di grandi dimensioni, 990 gruppi di riscaldamento, 1240 coperte termiche, 2120 coperte e 2000 materassi, nonché 12 container in acciaio che, una volta concluso il trasporto, saranno utilizzati come deposito nel campo profughi. Si tratta di 125 tonnellate abbondanti di materiale, per un valore di un milione di franchi. Di queste, 105 tonnellate sono già state spedite dalla Svizzera, mentre una seconda fornitura costituita da materiali isolanti per tende è in fase di preparazione in Cina, da cui verrà spedita a Erbil per via aerea.
Nei giorni scorsi sono giunti a Erbil due membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), che hanno il compito di prendere in consegna gli aiuti, inoltrarli all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) e seguire le operazioni. Altri due esperti del CSA sono impiegati nella regione di Erbil nel quadro dell’ACNUR per fornire sostegno alla comunità internazionale e alle autorità locali nella ricerca di soluzioni per l’elevato numero di profughi interni, che comporta un onere considerevole. Attualmente, ad esempio, nel nord dell’Iraq, circa 650 scuole sono utilizzate come alloggi e, pertanto, i bambini della regione non possono frequentare le lezioni.
Alla fine di ottobre, il Consiglio federale ha deciso di destinare altri 20 milioni di franchi agli aiuti per la popolazione martoriata dalla crisi in Siria e in Iraq. Con questa somma, la Svizzera intende tra l’altro aiutare i profughi a superare l’inverno, che è ormai alle porte. L’attuale fornitura di aiuti umanitari rappresenta la prima misura in tal senso.
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