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L’intellettuale ginevrino Tariq Ramadan ha fatto sapere mercoledì che ha di nuovo il permesso di entrare negli Stati uniti. La notizia è stata confermata in un comunicato dall'American Civil Liberties Union (ACLU).
Nel 2004, Tariq Ramadan aveva ottenuto una cattedra all’Università Notre-Dame nello stato dell’Indiana. L’intellettuale non ha potuto però occuparla poiché il governo statunitense non gli ha concesso il visto per presunti legami con il terrorismo.
L'ACLU si è fatta paladina della sua causa. In un comunicato, l'associazione statunitense di difesa delle libertà civili ha parlato di «una vittoria dei diritti civili».
I giuristi del governo Usa hanno spiegato che il divieto di accesso era dovuto al fatto che, tra il 1998 e il 2002, Ramadan aveva versato 1670 franchi all'Associazione di soccorso palestinese, che ha sede in Svizzera. Quest’ultima era stata inserita nel 2003 in una lista nera: era accusata di sostenere il terrorismo e di aver partecipato al finanziamento del movimento islamista Hamas.
Nel suo comunicato, Tariq Ramadan afferma che le motivazioni delle autorità statunitensi sono semplicemente dei «pretesti per impedirgli di parlare in maniera critica della politica del governo americano negli Usa».
L'intellettuale ginevrino rimane comunque una personalità controversa. La città di Rotterdam e un'università olandese hanno rotto lo scorso mese di agosto un legame di collaborazione con Ramadan. Gli hanno rimproverato di moderare un'emissione alla televisione "Press TV", finanziata dal governo "repressivo" iraniano.
Nato a Ginevra nel 1962, Tariq Ramadan è nipote dell'egiziano Hassan al-Banna, fondatore dei Fratelli musulmani. È professore in diversi istituti accademici, ha insegnato anche in Svizzera (Università di Friburgo).
swissinfo.ch e agenzie