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Anche lo sviluppo dello spirito critico è una competenza che l’allievo deve acquisire?
Certo! La scuola deve incoraggiare l’allievo a far proprie le questioni socialmente vive, a sviluppare la sua capacità di argomentare, di esprimere la propria opinione, di ascoltare la risposta degli altri, di tollerare il fatto che una questione sollevi vari pareri oppure che non porti ad una risposta definitiva. La scuola deve anche favorire la complementarietà fra conoscenza, analisi e azione, all’interno del contesto comune – attualmente il meno peggio – dei diritti umani, della solidarietà fra i popoli e delle libertà fondamentali. Non si deve tuttavia ignorare il fatto che l’allievo, malgrado il senso che la scuola avrà saputo dare a certi valori, potrà allontanarsene una volta conclusa la sua istruzione scolastica.
« È possibile immaginare che l’allievo acquisisca la capacità di entrare in una relazione di solidarietà che vada oltre la cerchia di persone a lui vicine. »
Essere solidale significa anche essere responsabile?
A livello del gruppo ”classe”, è importante che l’insegnante si consideri come uno dei membri del collettivo, che gode certo di uno statuto particolare, ma che sia comunque pronto a ”condividere” una parte del suo potere. Gli allievi diventano attori e assumono così, in uno spirito di solidarietà con l’insegnante, una parte di responsabilità per quanto riguarda il buon funzionamento del gruppo e il raggiungimento di determinati obiettivi.