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“Tutti gli sforzi degni di fede da parte dei membri della comunità internazionale, inclusi quelli degli Stati Uniti nonostante il nostro eminente Ambasciatore in Sri Lanka, Robert Blake, e quelli del Regno Unito, della Francia, della Norvegia e dell’Unione Europea, furono seccamente rifiutati o per la maggior parte ignorati dal governo dello Sri Lanka, il che ha fatto sorgere la determinazione che la faccenda dovrà essere risolta militarmente.
“È diventato progressivamente sempre più ovvio che il governo dello Sri Lanka crede che non ci sarà nessun prezzo politico da pagare per la sua impunità. Noi crediamo che questo deve cambiare e che ci sono misure concrete che gli Stati Uniti possono prendere proprio ora per tenere lo stato dello Sri Lanka responsabile delle sue azioni, ora e in futuro,” diceva il comunicato.
“Noi facciamo appello a lei affinché lei istruisca il nostro Ambasciatore nelle Nazioni Unite, Susan Rice, per richiedere immediatamente una sessione d’emergenza al Consiglio di Sicurezza per discutere la situazione in corso in Sri Lanka,” – aggiungeva la lettera.
“Noi le chiediamo di istruire pubblicamente il Direttore Esecutivo degli Stati Uniti alle IMF di usare la sua voce e di votare per sospendere ogni ulteriore azione sul prestito di $1,9 bilioni pendente sullo Sri Lanka,” – diceva più avanti la lettera.
“Per ultimo, noi chiediamo che lei istruisca il Dipartimento della Giustizia a indagare le possibili ramificazioni legali riguardanti il fatto che tre degli attori chiave dello Sri Lanka nell’attuazione della strategia militare dello Sri Lanka sono detti essere cittadini statunitensi a fini di responsabilità legale una prova degna di fede dovrebbe collegarli a ciascuno dei crimini sopraccitati,” – concludeva la lettera.