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<h2>SubmittedText<h2><p>Insieme agli organi responsabili previsti dalla legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU), il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che chiarisca e specifichi meglio i profili, le denominazioni dei titoli e le condizioni d'accesso alle università e alle scuole universitarie professionali (SUP). Bisogna frenare la tendenziale uniformazione dei diversi tipi di scuole universitarie e l'"accademizzazione" attualmente in corso.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice del postulato secondo cui la formazione duale riveste un'importanza cruciale nel nostro sistema formativo e che l'orientamento alla prassi è una caratteristica fondamentale delle scuole universitarie professionali (SUP). Spetta ai Cantoni e alle loro SUP definire e garantire questo orientamento.</p><p>La legge federale del 30 settembre 2011 sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU; RS 414.20) conferma la molteplicità dei profili delle scuole universitarie e, in particolare, l'orientamento alla prassi del mandato d'insegnamento e ricerca delle SUP (condizioni d'ammissione, art. 25 LPSU; struttura degli studi, art. 26 LPSU). Questo orientamento pratico delle SUP viene verificato anche nell'ambito dell'accreditamento istituzionale obbligatorio (art. 27-35 LPSU). Infine, secondo l'ordinanza del 12 novembre 2014 relativa alla LPSU (O-LPSU; RS 414.201) i contributi alla ricerca e all'insegnamento vengono ripartiti in modo differenziato a seconda dei profili delle scuole universitarie (art. 7 O-LPSU).</p><p>La grande maggioranza degli studenti che si iscrivono ai cicli di studio bachelor delle SUP sono titolari di una maturità professionale (in media il 51 per cento nel 2015). Per i cicli di studio tecnici questa percentuale raggiunge addirittura il 63 per cento. La quota dei neoiscritti con una maturità liceale e un anno di pratica è stabile: su tutti i cicli di studio si situa in media attorno al 21 per cento e per il settore tecnico al 16 per cento. Inoltre, il bachelor SUP mantiene il suo status di diploma principale abilitante all'esercizio di una professione: la media dei passaggi a un ciclo master è del 17 per cento e per il settore tecnico del 15 per cento (2013).</p><p>I cicli di studio bachelor con parte pratica integrata, rivolti ai titolari di una maturità liceale o di una maturità professionale senza formazione professionale di base in una professione affine all'indirizzo di studio, rispondono a un'esigenza degli ambienti economici e vengono offerti a tempo determinato. Nel 2019 saranno sottoposti a una valutazione. Le condizioni di studio sono severe: un ciclo di studio su quattro anni con parte pratica convalidata in un'azienda che costituisce il 40 per cento del periodo di studio e un contratto di formazione corrispondente con l'azienda per tutta la formazione. Il progetto, inoltre, è limitato ai cicli del settore MINT (matematica, informatica, scienze naturali e tecnica) che accusa una forte carenza di personale qualificato. Questo regime speciale di carattere temporaneo scaturisce dall'iniziativa federale sul personale qualificato ed è in sintonia con il profilo pratico delle SUP.</p><p>Il terzo livello di studio è riservato esclusivamente alle università. A livello di dottorato le cooperazioni tra università e SUP sono necessarie e possibili per le giovani leve delle SUP.</p><p>La designazione degli istituti del livello terziario A è di competenza delle SUP e dei loro organi cantonali responsabili. Le SUP utilizzano di regola la denominazione "scuola universitaria professionale" (p. es. BFH, FHNW, FHO, HES-SO o SUPSI). Nel contesto delle SUP la nozione di "scuola universitaria" viene spesso usata per designare le scuole partner. La denominazione "University of Applied Sciences", molta diffusa nella maggior parte dei Paesi europei con scuole universitarie professionali, denota per l'appunto un profilo orientato alla pratica.</p><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice del postulato anche per quanto concerne l'importanza dell'esperienza pratica degli insegnanti SUP, requisito debitamente considerato nel loro processo di qualificazione (cfr. al riguardo il rapporto del Consiglio federale del 28 maggio 2014 "Misure per la promozione delle nuove leve scientifiche in Svizzera" redatto in adempimento del postulato della CSEC-S 12.3343, pag. 66 e seg.). Ciò non preclude l'assunzione di insegnanti con titolo di dottorato - per ampliare la gamma di competenze del corpo docenti - a condizione che abbiano maturato l'esperienza pratica richiesta. Per questo, durante il periodo ERI 2017-2020 la Confederazione promuove un progetto inteso proprio a rafforzare il profilo delle competenze pratiche e scientifiche dei futuri insegnanti SUP. Anche l'ampia parte dedicata all'insegnamento (circa il 75 per cento dei costi d'esercizio) e i progetti di ricerca applicata e sviluppo (Ra&amp;S) portati avanti con partner del mondo del lavoro sono un ulteriore tratto distintivo tra SUP e università. Questi progetti di Ra&amp;S sono finanziati per più di tre quarti con fondi di terzi e fondi di promozione competitivi della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (dal 2018 "Innosuisse"). Per il 2019 quest'ultima prevede di lanciare una nuova misura che permetterà a ricercatori e potenziali insegnanti SUP di maturare in azienda esperienze di Ra&amp;S.</p><p>L'orientamento pratico delle SUP, infine, sarà nuovamente considerato prioritario nell'ambito del mandato di pianificazione strategica 2021-2024 che la Conferenza svizzera delle scuole universitarie conferirà a Swissuniversities.</p><p>Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che nell'ottica di rafforzare il sistema della formazione duale non sia necessario redigere un rapporto né adottare altre misure concernenti la differenziazione dei tipi di scuole universitarie.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.