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Il presidente del PLR Philipp Müller, in un'intervista a "Le Matin Dimanche", è persuaso che il risultato delle elezioni federali del 2015 saranno all'altezza delle sue attese e si dice "certo al 100%" che il suo partito manterrà non soltanto i due consiglieri federali, ma saranno gli stessi di oggi.
"Ci batteremo per conservare i due seggi", dichiara Müller, denunciando un attacco politico contro il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann, il cui gruppo Ammann è accusato di favoritismi fiscali. "Non è un caso se questa vicenda è venuta alla luce tre giorni prima del nostro congresso con cui abbiamo lanciato la campagna", denuncia Müller, dicendosi stupito che il presidente del Partito socialista Christian Levrat abbia chiesto le dimissioni del consigliere federale "soltanto poche ore dopo le rivelazioni".
Il presidente dei liberali radicali, che è consigliere nazionale argoviese, si pone quale obiettivo alle legislative del prossimo anno di superare il PS e diventare la seconda formazione politica svizzera, puntando sulla strategia dei tre pilastri - libertà, coesione e innovazione - e facendo apparentamenti di liste elettorali.
Nessuna alleanza con l'UDC, in quanto si tratta di una formazione "che non fa altro che minacciare, ma saranno i cantoni a decidere". Müller respinge anche le offerte di PPD e Partito borghese democratico di un'alleanza al centro, dichiarando: "non sono certo i partiti più piccoli a dettarci la loro legge". Parole di sarcasmo poi verso il presidente dei Popolari democratici Christophe Darbellay: "sembra avere abbastanza da fare con la sua formazione; arriva con un'idea al giorno, ma una volta che viene discussa con il gruppo (PPD+PBD), l'idea cambia di contenuto".