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La Confederazione non vede la necessità di legiferare a livello federale. La competenza resta dunque ai cantoni
Il Consiglio federale dà prova di equilibrismo in materia di liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Di fronte alle proposte della destra di generalizzarla in tutta la Svizzera, il governo preferisce lasciare la problematica alla competenza dei cantoni e non vede alcuna necessità di legiferare a livello svizzero.
In una mozione, il consigliere nazionale Christian Wasserfallen (PLR/BE) chiede in materia un'armonizzazione nazionale. Quale esempio, propone un'apertura dei negozi dalle 08.00 alle 20.00 nei giorni lavorativi e il sabato, una sera alla settimana e almeno due domeniche all'anno.
Queste rivendicazioni sono sostenute da esponenti del suo partito, dell'UDC, del PVL e del PBD, come pure dal PPD appenzellese Daniel Fässler. Wasserfallen denuncia la "regolamentazione illeggibile" che prevale attualmente in materia di orari d'apertura. I consumatori che intendono fare la spesa la domenica o in un giorno festivo devono recarsi in una grande stazione, un aeroporto, una stazione di servizio od oltrefrontiera.
Questa situazione altera la concorrenza all'interno della Svizzera e penalizza i commerci elvetici di fronte alla concorrenza limitrofa. Secondo gli esperti, i mancati ricavi raggiungerebbero i cinque miliardi di franchi all'anno. Le esigenze non sono le stesse in tutta la Svizzera, sottolinea il Consiglio federale nella risposta pubblicata oggi. È dunque opportuno lasciare la competenza ai cantoni, dato che ciò permetterebbe di prendere in considerazione le diversità economiche, culturali e geografiche.
Del resto, certi cantoni si sono già spinti oltre le richieste di Wasserfallen. La Legge federale sul lavoro consente ai negozi di impiegare lavoratori senza autorizzazione dalle 06.00 alle 23.00. Il dibattito sulla liberalizzazione degli orari d'apertura ? gi? stato avviato. Il Consiglio nazionale ha appena adottato un progetto volto ad autorizzare l'apertura dei negozi delle stazioni di servizio di notte e di domenica, permettendo loro di offrire una vasta gamma di prodotti anche in questi periodi. Il progetto sar? ora sottoposto agli Stati, mentre i sindacati promettono il referendum.