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NEW YORK - Le perdite di JPMorgan sulle scommesse andate male aumentano e toccano, in pochi giorni, i 3 miliardi di dollari, un balzo del 50% - riporta il "New York Times" - rispetto ai 2 miliardi di dollari precedentemente annunciati. E non è escluso che continuino a salire con gli hedge fund e gli investitori che sono la controparte della scommessa che approfittano della pressione alla quale la banca è sottoposta.
Sulle maxi-perdite la Sec, autorità americana di controllo dei mercati finanziari, indaga per verificare quanto lo staff della banca fosse al corrente, mentre la Casa Bianca e il Tesoro cercano di determinare se il rosso sarebbe stato evitato con la Volcker Rule, la regola prevista dalla riforma di Wall Street non ancora applicata e che vieta investimenti speculativi alle banche.
La Casa Bianca vuole assicurarsi che, una volta in vigore, la Volcker Rule abbia una rigida applicazione, e non consenta alle banche di aggirarla. Gli istituti di credito hanno criticato la Volcker Rule, che mette al bando il proprietary trading, fin da quando è stata proposta perchè la valutano troppo restrittiva. Secondo gli analisti l'applicazione della norma presenta delle difficoltà e probabilmente non sarebbe riuscita a evitare le perdite di JPMorgan perchè la linea di confine fra le operazioni condotte dalle banche meramente per profitto e quelle di 'hedgè, ovvero di copertura per minimizzare i rischi finanziari, è molto sottile.
Anche la Sec continua a esaminare il caso JPMorgan. Negli ultimi giorni i commissari della Sec hanno avuto riunioni a porte chiuse per valutare l'accaduto. Le maxi-perdite hanno causato le dimissioni di Ina Dew, chief investment officer di JPMorgan, e potrebbe costare il posto a Bruno Michel Iklis, la 'Balena di Londra', il trader che aveva assunto posizioni così grandi da influenzare il mercato dei credit-default swap.