Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01181.jsonl.gz/546

BERNA - L'Università e la Città di Berna oggi hanno presentato un nuovo programma di ricerca sull'uso di hascisc e marijuana che può essere svolto nel quadro giuridico attuale. Nel 2017 la Confederazione aveva bocciato un progetto che prevedeva la vendita dello stupefacente in farmacia. Si stima che in Svizzera, su una popolazione di circa 8,5 milioni, tra 200'000 e 300'000 persone fumino regolarmente uno spinello.
In una conferenza stampa, il direttore del programma di ricerca dell'Università di Berna, Hansjörg Znoj, ha detto che lo studio, attuato con un sondaggio online di 5000 persone selezionate a caso, è iniziato oggi e che i primi risultati sono attesi per la fine dell'anno. Un appello sui social media dovrebbe poi stimolare altri partecipanti. Znoj si aspetta un tasso di risposta del 15-20%, che fornirebbe quindi dati sufficienti per raccogliere informazioni statisticamente valide. L'indagine è condotta in maniera anonima e i fumatori di marijuana non devono temere conseguenze legali.
Znoj ha ricordato che il consumo di derivati della canapa indiana a scopo ludico è molto diffuso in Svizzera, ma il modo in cui i consumatori regolano il loro uso è poco conosciuto. "Però, è importante saperne di più, poiché nessuno contesta che l'utilizzo regolare di cannabis rappresenta un potenziale di rischio", ha sottolineato. In particolare lo studio, che comprende anche l'atteggiamento dei non consumatori, mira a stabilire quali strategie siano più utili di altre - ha precisato.
Nel novembre del 2017 l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva respinto una richiesta dell'Università di Berna che voleva dispensare marijuana nelle farmacie per uno studio sulla salute dei giovani del posto che fumano con regolarità marijuana o hascisc. Lo scopo era verificare gli effetti della vendita legale sui consumatori e sul mercato illegale cittadino.
Oltre Berna, altre città, come Ginevra, Zurigo, Basilea e Bienne (BE), avevano manifestato il loro interesse per questo progetto sperimentale. L'UFSP aveva però concluso che l'attuale legge sugli stupefacenti non consente una ricerca del genere, che dovrebbe essere integrata con un apposito articolo sulla sperimentazione. Il consumo di derivati della canapa quale stupefacente è infatti di principio vietato e punibile dal 1951.
Nel mese di giugno del 2018 il Consiglio Nazionale aveva bocciato di misura una mozione che chiedeva una base legale per consentire studi scientifici sulla distribuzione controllata di questo stupefacente. Il Consiglio degli Stati l'aveva invece adottata a larga maggioranza.
In una procedura di consultazione terminata nell'ottobre del 2018, le sperimentazioni pilota in tale ambito hanno poi raccolto un ampio consenso da parte di una consistente maggioranza di Cantoni, partiti, associazioni e organizzazioni di prevenzione delle dipendenze. La Città di Berna se n'è rallegrata e ha annunciato che parallelamente effettuava un nuovo studio da attuare nel quadro del diritto vigente e senza eccezioni.
Oggi la responsabile bernese degli affari sociali Franziska Teuscher ha dichiarato ai media che la situazione attuale con un divieto generale dell'uso di cannabis è insoddisfacente: "da un lato abbiamo il divieto, ma dall'altro moltissimi consumatori". Secondo la municipale ecologista l'illegalità fa sì che la protezione della gioventù e della salute passi in secondo piano, mentre si potrebbe fare di più con un'accorta regolamentazione e un accompagnamento opportuno.
Franziska Teuscher ha poi confermato che non appena la legislazione svizzera avrà un apposito articolo sulla sperimentazione, la città e l'Università di Berna intendono adeguare di conseguenza lo studio originale e presentare immediatamente una nuova domanda all'UFSP.