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Libra, la criptovaluta lanciata da Facebook, potrà vedere la luce solo dopo il via libera dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati (FINMA). Lo rende noto mercoledì lo stesso ente svizzero, precisando di aver ricevuto una richiesta di Libra Association, associazione con sede a Ginevra, riguardo all'inquadramento dal punto di vista della vigente legislazione elvetica.
In particolare, Libra necessiterebbe del via libera quale sistema di pagamento secondo la legge sull'infrastruttura finanziaria (LinFi). Dunque, dovrebbe sottostare automaticamente alla normativa elvetica sul riciclaggio di denaro. Inoltre, i servizi accessori di Libra dovrebbero essere subordinati all'osservanza di condizioni supplementari, simili a quelle bancarie, puntualizza l'autorità.
La società statunitense aveva annunciato in giugno il lancio della moneta digitale basata sulla tecnologia blockchain. A differenza del bitcoin e di altre criptovalute, il cui valore è estremamente voltatile, Libra sarà una "stable coin", ossia una moneta vincolata a quelle a corso legale, come il dollaro. L'acquisto della valuta dovrebbe essere possibile tramite Calibra, una società sussidiaria di Facebook.
La moneta sarebbe emessa da Libra Association, l'associazione con sede a Ginevra fondata il 12 giugno 2019 che ha come scopo - in base al registro di commercio - la creazione di un ecosistema monetario e finanziario globale comprendente miliardi di persone.
Anche gli Stati Uniti hanno preso posizione per bocca della sottosegretaria al tesoro, Sigal Mandelker, che durante una conferenza stampa a Berna ha sottolineato la necessità che la moneta virtuale rispetti anche gli standard normativi americani.