Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/160452

<h2>SubmittedText<h2><p>In Sudamerica, migliaia di giumente sono allevate soltanto a scopi farmaceutici. Devono essere gravide il più spesso possibile, partorendo però il meno possibile. Dal siero sanguigno delle giumente gravide si ricava infatti l'ormone PMSG (gonadotropina sierica di cavalla gravida). In pochi minuti sono prelevati molti litri di sangue. Durante il prelievo, le giumente sono preda di sofferenze atroci. Affinché possano essere di nuovo coperte il più presto possibile, i feti vengono rimossi.</p><p>Il PMSG estratto dal siero delle giumente gravide è utilizzato dagli allevatori di animali da reddito, anche in Svizzera, per stimolare e coordinare i periodi di calore e la riproduzione, soprattutto dei suini.</p><p>L'associazione svizzera degli allevatori di suini Suisseporcs invita i veterinari e gli allevatori ad astenersi dall'utilizzare medicamenti prodotti con questi metodi barbari. Anche i veterinari si sono espressi in questo senso. I prodotti però sono ancora in commercio. La Confederazione deve mettere fine a questa situazione. Invito pertanto il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande, se necessario anche chiedendo informazioni ai competenti servizi cantonali:</p><p>1. Quali veterinari acquistano la sostanza e in quali quantità?</p><p>2. Dove, per quali aziende e per quali animali è utilizzato questo ormone in Svizzera?</p><p>3. Che effetto ha avuto l'appello di Suisseporcs ad astenersi dall'impiegare PMSG ricavato infliggendo gravi sofferenze agli animali? È cambiata la situazione dopo la scoperta degli abusi?</p><p>4. Quali altre associazioni di allevatori hanno emanato appelli? Con quali risultati?</p><p>5. Cosa ha fatto il Consiglio federale o l'Ufficio federale della sicurezza alimentare et di veterinaria per mettere fine a questi maltrattamenti? Con quali risultati?</p><p>6. Prevede ulteriori misure a livello internazionale o bilaterale? Quali?</p><p>7. Può la Confederazione o Swissmedic vietare l'importazione di ormoni PMSG ricavati infliggendo gravi sofferenze agli animali? Quali sarebbero i presupposti necessari?</p><p>8. Non esistono preparati sintetici alternativi? Come va obiettivamente giudicata la loro efficacia?</p><p>9. Può la Confederazione o Swissmedic revocare l'omologazione di medicamenti contenenti PMSG ricavato infliggendo gravi sofferenze agli animali? Quali sarebbero i presupposti necessari?</p><p>10. Può la Confederazione o Swissmedic vietare l'utilizzazione di medicamenti contenenti PMSG ricavato infliggendo gravi sofferenze agli animali? Quali sarebbero i presupposti necessari?</p><p>11. Può la Confederazione impedire l'importazione di carne prodotta infliggendo gravi sofferenze agli animali? Quali sarebbero i presupposti necessari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della problematica legata ai prodotti di origine animale ottenuti in condizioni non conformi alla protezione degli animali. Pur deplorando questo tipo di pratiche, ritiene che un divieto di importazione per la gonadotropina sierica di cavalla gravida (PMSG) ottenuta infliggendo sofferenze sia meno efficace dell'intervento in seno agli organismi rilevanti internazionali allo scopo di trovare soluzioni alternative per eliminare a lungo termine le condizioni di produzione non conformi alla protezione degli animali nei Paesi di origine e per accrescere il senso di responsabilità degli operatori del mercato.</p><p>1. La PMSG è un ormone impiegato nella medicina veterinaria per regolare il ciclo femminile. In Svizzera i preparati a base di questo ormone non vengono prodotti, ma soltanto importati. Questi preparati devono essere omologati da Swissmedic, sono soggetti a ricetta veterinaria e possono essere impiegati esclusivamente da veterinari in attività. La Confederazione e i cantoni non dispongono di dati relativi alla quantità importata e realmente impiegata.</p><p>2. Si stima che nell'allevamento di suini il 10 per cento delle aziende utilizzi l'ormone per stimolare e coordinare i periodi di calore nelle scrofe. Anche per altre specie animali come i cani, i gatti, le pecore o i cavalli si impiega la PMSG, prevalentemente per indurre il periodo di calore.</p><p>3. L'appello di Suisseporcs ha raggiunto l'obiettivo. Ad esempio, i grandi distributori Coop e Migros revocano il label "Naturafarm" e "Terra Suisse" ai loro produttori che usano il PMSG. Anche l'organizzazione professionale dei veterinari svizzeri ha preso le distanze da pratiche di produzione non conformi alla protezione degli animali e esortato i suoi membri a rinunciare ai relativi preparati. Infine, anche l'importatore ha reagito e sottoposto a verifica le aziende utilizzatrici di PMSG.</p><p>4. Le autorità federali non sono a conoscenza di simili appelli emanati da altre associazioni di allevatori.</p><p>5. Le possibilità di intervento della Confederazione sono limitate, poiché non può influire direttamente sulle legislazioni estere. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare et di veterinaria (USAV) ha contattato le autorità competenti degli Stati sudamericani interessati (Argentina e Uruguay), che hanno assicurato che si sarebbero occupate della questione e che avrebbero svolto maggiori controlli per verificare il rispetto della protezione degli animali nelle aziende interessate. Finora non sono pervenute informazioni sui risultati delle ispezioni né sui piani di misure concreti.</p><p>6. L'USAV resta in stretto contatto con le autorità competenti degli Stati interessati. Inoltre la questione è stata discussa anche con i rappresentanti della Commissione europea. L'USAV non ha però ancora ottenuto riscontri sugli accertamenti da parte della Commissione europea. Da anni l'USAV si adopera a favore di standard efficaci per la protezione degli animali nel commercio internazionale. L'organismo multilaterale competente in materia è l'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE). La questione deve essere sottoposta all'OIE, se possibile con il sostegno dell'UE.</p><p>7. Secondo le disposizioni del diritto in materia di agenti terapeutici, i criteri per l'omologazione della PMSG da parte di Swissmedic sono soltanto la qualità, l'efficacia e la sicurezza dei preparati. Gli aspetti concernenti la protezione degli animali non sono invece oggetto della procedura di omologazione, ovvero Swissmedic non ha alcuna possibilità di intervento. Un divieto d'importazione per motivi legati alla protezione degli animali (art. 14 LPAn; RS 455) non potrebbe essere applicato a tutti i preparati a base di PMSG, ma solo ai prodotti ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. A tal fine si dovrebbero fissare standard concreti per la protezione degli animali (relativi a detenzione, prelievi di sangue accettabili, valori limite di ematocrito, ecc.), che comporterebbero oneri ingenti. Inoltre bisognerebbe poter verificare il rispetto di questi standard in loco, il che sarebbe praticamente impossibile. Infine, il diritto commerciale internazionale prevede requisiti restrittivi per un divieto di importazione (cfr. risposta 11).</p><p>8. Sul mercato è disponibile un prodotto sintetico alternativo, omologato però soltanto per l'impiego nelle scrofe. Secondo gli esperti della facoltà Vetsuisse, la sua efficacia è tuttavia nettamente inferiore a quella della PMSG.</p><p>9. Vedasi risposta 7.</p><p>10. In Svizzera i medicamenti veterinari omologati possono essere immessi sul mercato e impiegati secondo le disposizioni vigenti (in questo caso obbligo di ricetta). Non vi è la possibilità di vietare l'impiego dei preparati.</p><p>11. Occorrerebbe chiarire e regolamentare nel dettaglio quali mezzi di produzione esteri per la carne sono da qualificare come mezzi che "infliggono sofferenze agli animali" e quindi essere soggetti a un divieto d'importazione. Inoltre, per l'importazione di determinate carni, la Svizzera dovrebbe poter verificare i metodi di produzione impiegati effettivamente all'estero, cosa che potrebbe rivelarsi difficile. Infine, occorre tener conto che il diritto commerciale internazionale (OMC e accordi di libero scambio) prevede requisiti restrittivi per un divieto di importazione. Introducendo un simile divieto, la Svizzera violerebbe probabilmente i suoi obblighi commerciali internazionali.</p>  Risposta del Consiglio federale.