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Disco su ghiaccio: la Svizzera alla corte dei grandi
Svizzeri in dirittura d'arrivo dei Mondiali di disco su ghiaccio in Finlandia. La nazionale di Krüger entra in scena sabato contro la Russia.
Mitigato il recente bilancio di Krüger, la cui posizione vacilla. Il coach elvetico ha praticamente esaurito tutti i jolly.
Siamo al conto alla rovescia. Sabato a Tampere la squadra nazionale sarà al via per il sesto campionato mondiale dell'era Krüger. Senza dubbio sarà quello dalle attese più modeste.
Da due anni a questa parte la Svizzera è alla ricerca di un riscatto. Lo troverà forse proprio quando meno lo si aspetta?
Lunedì la nazionale è partita per l'avventura nell'Europa del Nord. Ha fatto scalo a Riga per un ultimo test, mercoledì, contro la Lettonia: perdendo per 2 a 1 non ha certamente migliorato le proprie quotazioni.
Prossima tappa Tampere, dove la Svizzera sarà impegnata per la prima fase del torneo, contro Russia, Stati Uniti e Danimarca. E sarà proprio la Russia il primo avversario degli elvetici sabato.
Krüger non si sbilancia
«Non fisso più obiettivi precisi, dice il selezionatore elvetico. Dobbiamo restare consapevoli dei nostri mezzi, che sono una realtà, ma che non consentono di ritenerci al riparo degli altri contendenti per un posto tra i primi otto».
L'ottavo rango significherebbe accedere ai quarti di finale, come è stato il caso nei mondiali del 1998 e del 2000. Un risultato, questo, che verrebbe accolto come un vero e proprio exploit.
Grandi risultati ... e tonfi
Negli ultimi dieci anni la nazionale svizzera non ha cessato di alternare prestazioni eccellenti a ad altre meno buone. Raggiungendo i risultati di maggior prestigio nei campionati mondiali successivi all'ingaggio di Ralph Krüger nel 1997: quarto posto ai mondiali del 1998, ottavo nel 1999 e il sesto nel 2000.
Inoltre l'hockey svizzero ha lanciato diversi giovani promettenti nei campionati nordamericani e ha creato parecchie sorprese a livello internazionale con le varie selezioni juniores. Tutto questo ha illuso la Svizzera di essere entrata a far parte definitivamente di quel circolo ristretto che è l'élite dell'hockey mondiale.
«Sono sempre rimasto con i piedi per terra, afferma oggi Ralph Krüger. Ero cosciente del nostro sottile margine di manovra».
Non c'è voluto molto, infatti, perché la bilancia tornasse a pendere dalla parte opposta: i campionati del modo in Germania nel 2001 hanno visto gli elvetici mancare la qualifica per i quarti di finale. Un anno dopo, in Svezia, stesso grigiore, esito identico.
Fra questi due appuntamenti, lo smacco di Salt Lake City, dove i sogni olimpici della squadra di Krüger si sono infranti già contro squadre come la Francia e l'Ucraina, ritenute alla portata dei rossocrociati.
La fragile posizione del coach
Oggi, la posizione di Ralph Krüger alla guida della nazionale è meno salda, il suo discorso non è più quella carica di ottimismo di una volta. La sua immagine carismatica non è che un ricordo. Vari giocatori si fanno pregare per raggiungere la nazionale, a cominciare da Reto von Arx, che per finire ha dato forfait.
Sebbene il suo contratto scada nel 2006, l'allenatore è atteso al valico di questi campionati del modo. Le attese non sono molto alte ma un altro passo falso rischia di essere fatale per Krüger, che nella funzione di coach della nazionale detiene ormai il primato di longevità.
swissinfo, Jonathan Hirsch
(traduzione Rolando Stocker)
Fatti e cifre
Sabato contro la Russia la Svizzera debutta nel mondiale finlandese
USA e Danimarca le altre contendenti del girone C, a Tampere
Miglior risultato dell'era Krüger: 4° posto nei mondiali del 1998
In breve
Gli alti e bassi della nazionale svizzera sono legati anche alla persona dell'allenatore Ralph Krüger, acclamato per i suoi straordinari risultati dal 1998 al 2000, risparmiato nei momenti meno felici.
Ora però la squadra stenta a ritornare a livelli di prestigio. E per l'allenatore la situazione comincia a farsi scomoda, a meno di un nuovo exploit.
Insomma, i Campionati del Mondo in Finlandia rappresentano il momento della verità per Ralph Krüger: o la squadra si difende bene o si dovrà pensare a dare nuovo slancio alla nazionale, cambiando allenatore.
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