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Dopo l'annuncio delle dimissioni di Philipp Hildebrand, presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS), il franco si è rafforzato. Successivamente è ritornato ai livelli precedenti la comunicazione.
L'euro per un istante era negoziato a 1,2106 franchi, il minimo dal 20 settembre 2011. Il 6 settembre la BNS aveva fissato un cambio minimo di 1,20 franchi per un euro. Successivamente la valuta unica si è riportata a circa 1,2140 franchi. Andamento analogo per il dollaro, passato momentaneamente da 95,2 a 94,9 centesimi, per risalire a 95,1.
Durante la conferenza stampa in cui Hildebrand ha annunciato il suo ritiro, la direzione della BNS ha sottolineato che l'attuale corso della politica monetaria con una soglia minima per l'euro a 1,20 franchi sarà portato avanti con fermezza.
Janwillem Acket, capo economista della Julius Bär, ha rilevato dal canto suo di non attendersi un attacco al corso minimo dell'euro stabilito dalla BNS. Il sistema della BNS funziona bene, la sua credibilità continua ad essere assicurata. Per David Marmet, della Banca cantonale di Zurigo, il mercato sa distinguere tra il caso Hildebrand e la politica monetaria. L'esperto non prevede conseguenze rilevanti per la politica monetaria elvetica.
Thomas Flury, specialista di divise presso l'UBS, considera invece che il temporaneo rimbalzo del franco non sia irrilevante; l'evoluzione dipenderà da come sarà regolata la successione e da come l'indipendenza della banca centrale dalla politica sarà percepita a livello internazionale.