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(di matti?)
No, parlavo della gabbia che un grafico accorto prepara con cura e attenzione prima di iniziare ogni lavoro.
E come si prepara una gabbia?
ci sono molti modi e molte teorie. C'è la parte che potremmo definire visiva, cioè la parte che darà forma alla pagina, e qui le teorie si sprecano. Dividere in un numero pari o dispari di colonne, colonne uguali o diverse, fare complicati calcoli sulla divisione della pagina con sezione aurea o altri numeri magici. E poi margini uguali, diversi, grandi, piccoli.
Ma tutte queste scelte devono essere fatte dopo che si è analizzato e studiato a fondo il contenuto che dovrà riempire la gabbia.
La parte più difficile di tutta la progettazione consiste proprio nel legare in modo coerente questi due aspetti.
Una gabbia che può sembrare esteticamente perfetta disegnata nei suoi componenti, può creare pagine assolutamente squilibrate e poco gradevoli perché i contenuti non riescono ad adattarsi allo spazio che è stato messo a disposizione.
Anche lo spazio sul web richiede necessariamente divisioni logiche dello spazio, anche se i rapporti sono molto diversi rispetto alla carta.
Non sono gli stessi i concetti di margini e gli spazi riservati ai "bianchi".
Se sulla carta i bianchi danno respiro e rendono le pagine gardevoli, sullo schermo i bianchi diventano fastidiosi e ci costringono a scorrere pagine inutilmente lunghe.
Ma senza scendere a problemi di leggibilità e navigabilità, è il bianco in se stesso che sul monitor produce un certo fastidio.
Il monitor sembra richiedere di essere riempito, ma forse possiamo notare la stessa sensazione anche sui giornali, dove viene usato ogni centimetro.
Forse che siamo condizionati dal fatto che lo schermo televisivo ci ha abituato a un rettangolo pieno di immagini?