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PARIGI - Gli Stati europei che aderiscono allo spazio Schenghen, tra cui la Svizzera, avranno raccolto entro cinque anni i dati di cento milioni di persone che richiederanno il visto d'ingresso in uno di questi Paesi, "senza alcuna garanzia di riservatezza": e' l'allarme lanciato dall'Ong francese la Cimade, secondo cui "in nome della lotta alla frode e per la sicurezza, i governi europei stanno creando una societa' di polizia nella quale i fatti e i gesti di ognuno di noi possono essere controllati, consegnati e comunicati".
Con le nuove iniziative per la raccolta dei dati biometrici, aggiunge la Cimade, "i Paesi dell'area Schengen stanno costruendo il piu' grande schedario al mondo", in cui entro cinque anni verranno inseriti i dati di cento milioni di persone, che abbiano o meno ottenuto il visto. L'associazione francese ha presentato oggi uno studio sulle "pratiche consolari in materia di concessione del visto".
SDA-ATS