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Johann Schneider-Ammann vuole un terzo pacchetto di accordi bilaterali con l'Unione europea (Ue). Il ministro dell'economia vede in esso un mezzo per far progredire le discussioni istituzionali oppure quelle concernenti la fiscalità o l'elettricità. Altro punto centrale per i consigliere federale bernese: la formazione.
In carica da 85 giorni, il ministro liberale radicale ha voluto presentare stamani le sue priorità, alla vigilia del Forum economico di Davos (WEF), dove incontrerà una trentina di colleghi. "Dopo quasi tre mesi, posso affermare che sto diventando un membro del governo a tutti gli effetti e che non deploro minimamente la mia decisione", ha asserito.
Il ministro dell'economia, che non si riconosce veramente nelle vesti di "locomotiva elettorale" nonostante le speranze del suo partito, ha spezzato una lancia in favore di un'intensificazione dei contatti e delle discussioni con Bruxelles. Secondo Johann Schneider-Ammann, la via bilaterale è lungi dall'essere esaurita, al di là di quanto sostengono alcuni in seno all'Ue.
Si tratterebbe di risolvere questioni istituzionali tra la Svizzera e l'Ue. Il "pacchetto" potrebbe così abbracciare il mercato dell'elettricità, la fiscalità, i certificati concernenti il CO2 o il sistema di navigazione satellitare Galileo.
SDA-ATS