Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0234.jsonl.gz/86

Incarto n. 12.1999.00242 Lugano 4 gennaio 2000 /fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: Petrini sedente per giudicare sull’appello 23 dicembre 1999 presentato da __________ __________ entrambi rappr. dall'avv. __________ avverso la decisione 14 dicembre 1999 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord nella causa a procedura inappellabile (inc. no. IU.1999.00055) promossa nei confronti degli appellanti con istanza 15 ottobre 1999 da __________ rappr. dall'avv. __________ nell’ambito della quale il Pretore ha accolto una richiesta di edizione di documenti dell’istante a carico di terzi, letti ed esaminati gli atti considerato in fatto e in diritto che il giudizio qui impugnato, denominato impropriamente "decisione", ma che in realtà altro non è che un decreto ai sensi dell’art. 213 bis cpv. 1 CPC, rappresenta una pronuncia incidentale di carattere procedurale emanata nell’ambito di una causa civile di valore inferiore a fr. 8’000.- e quindi inappellabile (art. 13 LOG; Rep. 1979 121); che per costante giurisprudenza, i decreti precedenti l’emanazione della sentenza finale di una causa possono essere impugnati solo davanti all’autorità che ne giudicherebbe la decisione finale, in quanto sarebbe contraddittorio e illogico concedere al giudice d’appello la facoltà di giudicare la presumibile fondatezza delle ragioni dell’istante nell’ambito di un incidente istruttorio quando gli è negata quella di pronunciarsi sulla fondatezza o meno della domanda di merito ( Cocchi/ Trezzini, CPC, ad art. 96, n. 2); che di conseguenza nelle cause ordinarie inappellabili, le cui sentenze possono essere impugnate solo con il rimedio del ricorso per cassazione, non vi è possibilità di appellazione né contro le ordinanze né avverso i decreti decisi in corso di procedura, sia con riferimento all’art. 96 CPC sia perché l’art. 327 lett. g CPC permette di chiedere la cassazione di una sentenza anche per porre rimedio ad errori procedurali ( Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 327, n. 3); che l’appellabilità sancita dall’art. 96 cpv. 2 CPC non ha così carattere generale dovendosi mantenere la separazione fra la procedura ordinaria -appellabile- e la procedura dei pretori come istanza unica -inappellabile in merito all’ammissibilità dei mezzi di impugnazione- anche per i decreti pronunciati dai giudici di prima istanza; l’art. 22 lett. a cifra 2 LOG prevede in effetti che le due camere civili del Tribunale d’appello giudicano unicamente in seconda istanza le cause di competenza dei pretori non dichiarate inappellabili, escludendo in tal modo la possibilità di appellarsi contro decisioni emanate dai pretori quali istanza unica ( IICCA 14 marzo 1994 in re G. SA/D.G., 29 gennaio 1999 in re R./C., entrambe in materia di edizione documenti); che nemmeno si impone di trasmettere l’impugnativa alla Camera di cassazione civile poiché solo decisioni formali che pongono fine alla lite possono essere oggetto di un ricorso per cassazione ( Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 327, n. 20); che ne discende l’improponibilità dell’appello con immediata pronuncia ai sensi dell’art. 313 bis CPC, senza che sia necessario intimare il gravame alla controparte per le eventuali osservazioni; che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC); Per i quali motivi, visto l’art. 148 CPC e la vigente TG pronuncia: 1. L’appello 23 dicembre 1999 di __________ e di __________ è irricevibile. 2. Gli oneri processuali di complessivi fr. 100.- (con una tassa di giustizia di fr. 80.- e le spese di fr. 20.-) sono posti a carico degli appellanti in solido. 3. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Incarto n. 12.1999.00242 Incarto n. 12.1999.00242

Incarto n. 12.1999.00242 Lugano 4 gennaio 2000 /fb Lugano

Lugano 4 gennaio 2000 /fb

4 gennaio 2000 /fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali Cocchi, presidente Chiesa e Zali

Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: segretario:

segretario: Petrini Petrini

Petrini sedente per giudicare sull’appello 23 dicembre 1999 presentato da

sedente per giudicare sull’appello 23 dicembre 1999 presentato da __________ __________ entrambi rappr. dall'avv. __________ __________

__________ __________

__________ entrambi rappr. dall'avv. __________

entrambi rappr. dall'avv. __________ avverso la decisione 14 dicembre 1999 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord nella causa a procedura inappellabile (inc. no. IU.1999.00055) promossa nei confronti degli appellanti con istanza 15 ottobre 1999 da

avverso la decisione 14 dicembre 1999 del Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord nella causa a procedura inappellabile (inc. no. IU.1999.00055) promossa nei confronti degli appellanti con istanza 15 ottobre 1999 da __________ rappr. dall'avv. __________ __________

__________ rappr. dall'avv. __________

rappr. dall'avv. __________ nell’ambito della quale il Pretore ha accolto una richiesta di edizione di documenti

nell’ambito della quale il Pretore ha accolto una richiesta di edizione di documenti dell’istante a carico di terzi,

dell’istante a carico di terzi, letti ed esaminati gli atti

letti ed esaminati gli atti considerato

considerato in fatto e in diritto

in fatto e in diritto che il giudizio qui impugnato, denominato impropriamente "decisione", ma che in realtà altro non è che un decreto ai sensi dell’art. 213 bis cpv. 1 CPC, rappresenta una pronuncia incidentale di carattere procedurale emanata nell’ambito di una causa civile di valore inferiore a fr. 8’000.- e quindi inappellabile (art. 13 LOG; Rep. 1979 121);

che il giudizio qui impugnato, denominato impropriamente "decisione", ma che in realtà altro non è che un decreto ai sensi dell’art. 213 bis cpv. 1 CPC, rappresenta una pronuncia incidentale di carattere procedurale emanata nell’ambito di una causa civile di valore inferiore a fr. 8’000.- e quindi inappellabile (art. 13 LOG; Rep. 1979 121); che per costante giurisprudenza, i decreti precedenti l’emanazione della sentenza finale di una causa possono essere impugnati solo davanti all’autorità che ne giudicherebbe la decisione finale, in quanto sarebbe contraddittorio e illogico concedere al giudice d’appello la facoltà di giudicare la presumibile fondatezza delle ragioni dell’istante nell’ambito di un incidente istruttorio quando gli è negata quella di pronunciarsi sulla fondatezza o meno della domanda di merito ( Cocchi/ Trezzini, CPC, ad art. 96, n. 2);

che per costante giurisprudenza, i decreti precedenti l’emanazione della sentenza finale di una causa possono essere impugnati solo davanti all’autorità che ne giudicherebbe la decisione finale, in quanto sarebbe contraddittorio e illogico concedere al giudice d’appello la facoltà di giudicare la presumibile fondatezza delle ragioni dell’istante nell’ambito di un incidente istruttorio quando gli è negata quella di pronunciarsi sulla fondatezza o meno della domanda di merito ( Cocchi/ Trezzini, CPC, ad art. 96, n. 2); che di conseguenza nelle cause ordinarie inappellabili, le cui sentenze possono essere impugnate solo con il rimedio del ricorso per cassazione, non vi è possibilità di appellazione né contro le ordinanze né avverso i decreti decisi in corso di procedura, sia con riferimento all’art. 96 CPC sia perché l’art. 327 lett. g CPC permette di chiedere la cassazione di una sentenza anche per porre rimedio ad errori procedurali ( Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 327, n. 3);

che di conseguenza nelle cause ordinarie inappellabili, le cui sentenze possono essere impugnate solo con il rimedio del ricorso per cassazione, non vi è possibilità di appellazione né contro le ordinanze né avverso i decreti decisi in corso di procedura, sia con riferimento all’art. 96 CPC sia perché l’art. 327 lett. g CPC permette di chiedere la cassazione di una sentenza anche per porre rimedio ad errori procedurali ( Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 327, n. 3); che l’appellabilità sancita dall’art. 96 cpv. 2 CPC non ha così carattere generale dovendosi mantenere la separazione fra la procedura ordinaria -appellabile- e la procedura dei pretori come istanza unica -inappellabile in merito all’ammissibilità dei mezzi di impugnazione- anche per i decreti pronunciati dai giudici di prima istanza; l’art. 22 lett. a cifra 2 LOG prevede in effetti che le due camere civili del Tribunale d’appello giudicano unicamente in seconda istanza le cause di competenza dei pretori non dichiarate inappellabili, escludendo in tal modo la possibilità di appellarsi contro decisioni emanate dai pretori quali istanza unica ( IICCA 14 marzo 1994 in re G. SA/D.G., 29 gennaio 1999 in re R./C., entrambe in materia di edizione documenti);

che l’appellabilità sancita dall’art. 96 cpv. 2 CPC non ha così carattere generale dovendosi mantenere la separazione fra la procedura ordinaria -appellabile- e la procedura dei pretori come istanza unica -inappellabile in merito all’ammissibilità dei mezzi di impugnazione- anche per i decreti pronunciati dai giudici di prima istanza; l’art. 22 lett. a cifra 2 LOG prevede in effetti che le due camere civili del Tribunale d’appello giudicano unicamente in seconda istanza le cause di competenza dei pretori non dichiarate inappellabili, escludendo in tal modo la possibilità di appellarsi contro decisioni emanate dai pretori quali istanza unica ( IICCA 14 marzo 1994 in re G. SA/D.G., 29 gennaio 1999 in re R./C., entrambe in materia di edizione documenti); che nemmeno si impone di trasmettere l’impugnativa alla Camera di cassazione civile poiché solo decisioni formali che pongono fine alla lite possono essere oggetto di un ricorso per cassazione ( Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 327, n. 20);

che nemmeno si impone di trasmettere l’impugnativa alla Camera di cassazione civile poiché solo decisioni formali che pongono fine alla lite possono essere oggetto di un ricorso per cassazione ( Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 327, n. 20); che ne discende l’improponibilità dell’appello con immediata pronuncia ai sensi dell’art. 313 bis CPC, senza che sia necessario intimare il gravame alla controparte per le eventuali osservazioni;

che ne discende l’improponibilità dell’appello con immediata pronuncia ai sensi dell’art. 313 bis CPC, senza che sia necessario intimare il gravame alla controparte per le eventuali osservazioni; che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC);

che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC); Per i quali motivi,

Per i quali motivi, visto l’art. 148 CPC e la vigente TG

visto l’art. 148 CPC e la vigente TG pronuncia:

pronuncia: 1. L’appello 23 dicembre 1999 di __________ e di __________ è irricevibile.

1. L’appello 23 dicembre 1999 di __________ e di __________ è irricevibile. 2. Gli oneri processuali di complessivi fr. 100.- (con una tassa di giustizia di fr. 80.- e le spese di fr. 20.-) sono posti a carico degli appellanti in solido.

2. Gli oneri processuali di complessivi fr. 100.- (con una tassa di giustizia di fr. 80.- e le spese di fr. 20.-) sono posti a carico degli appellanti in solido. 3. Intimazione a: - __________

3. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario