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Lotta di potere in Perù
Il presidente Vizcarra ha sciolto il Parlamento, che ha risposto sospendendolo dall'incarico
Momento di confusione politica in Perù, dove il presidente Martin Vizcarra ha sciolto lunedì il Parlamento, con cui è in conflitto, e convocato elezioni anticipate il 26 gennaio. Si tratta di un provvedimento inedito negli ultimi 27 anni di storia del paese. Il Legislativo ha replicato sospendendolo per "incapacità morale" e sostituendolo con la sua vice Mercedes Araoz, che ha già prestato giuramento. Si prepara a sollevarlo in maniera definitiva dall'incarico.
Vizcarra è popolare per la sua intransigenza nei confronti dei fedeli alla figlia dell'ex presidente Alberto Fujimori, Keiko, in carcere per corruzione per il suo coinvolgimento nello scandalo Odebrecht. Ha il sostegno di esercito e polizia e anche della popolazione, scesa in piazza in diverse città per appoggiare la sua decisione. I "fujimoristi" al contrario sono ancora maggioritari in Parlamento ma in picchiata nei sondaggi e temono per questo il voto.
Oltre al citato Alberto Fujimori (1990-2000), anche gli ultimi quattro capi di Stato peruviani sono finiti nei guai con la giustizia: Alan Garcia (1985-1990 e 2006-2011) si è suicidato quando gli agenti andavano ad arrestarlo, Ollanta Humala (2011-2016) e la moglie sono stati rinviati a giudizio per riciclaggio, Pedro Pablo Kuczynski (2016-2018) si è dimesso per il medesimo motivo lasciando il posto proprio a Vizcarra e Alejandro Toledo (2001-2006) è stato arrestato il 16 luglio negli Stati Uniti e sarà estradato. Anche lui, come Garcia e Kuczynski, è coinvolto nella vicenda Odebrecht.