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Le forze armate australiane sotto accusa per centinaia di denunce di abusi fisici, sessuali e psicologici nei suoi ranghi, alcuni di grave rilevanza penale.
Lo scandalo è scoppiato dopo la presentazione di un rapporto commissionato dal governo a uno studio legale. Le denunce, già esposte al governo, alle gerarchie militari e ai media, coprono eventi che vanno dal 1951 allo scorso anno ed è probabile che alcuni dei perpetratori siano ancora in servizio.
La disamina dello studio DLA Piper di oltre 1000 denunce di abusi ha concluso che almeno 775 sono "plausibili" e le raccomandazioni includono la creazione di una commissione d'inchiesta, scuse nazionali e possibili risarcimenti alle vittime per milioni di dollari. Il rapporto, ha detto il ministro della Difesa Stephen Smith, segna un momento cruciale per le forze armate, e promuove una cultura di responsabilità per le proprie azioni, che consenta alle persone di parlare liberamente quando subiscono un abuso e ne sono testimoni.
Il rapporto è uno dei sette commissionati dal ministro dopo il cosiddetto scandalo Skype dello scorso aprile, quando una 18enne cadetta aveva rivelato che un commilitone con cui faceva sesso aveva filmato l'incontro con telecamere collegate al computer e diffuso il video in Skype ai suoi amici.
Le altre inchieste riguardano l'abuso di alcool, l'uso dei media sociali, il trattamento delle donne soldato e la gestione dei reclami, e in generale la cultura prevalente nelle forze armate.
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