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Un caso che riaccende il dibattito sulla vulnerabilità delle lavoratrici del sesso che spesso devono affrontare situazioni simili.
BERNA - Coercizione, multe e condanne, il tutto dopo una semplice notte a luci rosse. I fatti risalgono a giugno del 2022, quando una prostituta proveniente dal Camerun si era accordata con un cliente per una prestazione di 150 franchi. I problemi sono iniziati al momento del pagamento, quando il cliente ha improvvisamente cambiato idea e ha sborsare soltanto 50 franchi.
Coercizione e denuncia - Secondo la ricostruzione degli eventi la donna disperata ha in seguito sequestrato l'iPhone del cliente minacciando di riconsegnarlo soltanto dietro un compenso di ben 500 franchi.
Il cliente ha infine ceduto e ha accettato di pagare 200 franchi per recuperare lo smartphone. L'uomo ha inseguito sporto però denuncia accusando la donna di coercizione. Accusa che un tribunale di Berna ha confermato. Oltre alle multe giornaliere sospese, dovrà pagare una multa di 150 franchi e 500 franchi di spese giudiziarie.
Lavoratrici molto vulnerabili - Un caso che riaccende il dibattito sulla vulnerabilità delle lavoratrici del sesso che spesso devono affrontare situazioni simili. Christa Ammann, direttrice di Xenia, un servizio di supporto per prostitute a Berna, spiega che i clienti cercano regolarmente di abbassare i prezzi concordati. Tuttavia, una sentenza del Tribunale federale nel 2021 teoricamente ha reso più facile per le ragazze attive nel settore vincere la causa. In questo caso, Ammann ritiene che se la prostituta non ha utilizzato la via legale perché probabilmente non aveva le informazioni necessarie per farlo.
Christa Ammann osserva inoltre che l'accesso alla giustizia non è garantito per tutte le lavoratrici operanti nel settore di una diffusa discriminazione. Inoltre, le procedure richiedono il vero nome, cosa non sempre facile in un ambiente dove è richiesta una certa discrezione.