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ZURIGO - Il costo economico delle catastrofi naturali è stato meno elevato nel primo semestre 2017 rispetto ad un anno prima. Il costo umano è comunque già quest'anno di 4400 vittime.
Le catastrofi naturali sono costate 44 miliardi di dollari (42,14 miliardi di franchi) nel primo semestre. È oltre 2,6 volte meno che nello stesso periodo del 2016, ha precisato oggi la società di riassicurazione Swiss Re nel suo studio Sigma. Tre miliardi riguardano disastri di origine umana, in particolare incidenti di trasporto, inquinamenti e catastrofi chimiche.
Le vittime sono state quasi così numerose come nel primo semestre 2016 (-8%), mentre i costi economici sono diminuiti nettamente. Il numero delle vittime potrebbe aumentare quando i decessi legati al caldo in Europa durante il mese di giugno saranno integrati in queste prime stime.
Nei primi sei mesi dell'anno, i danni maggiori si sono verificati negli Stati Uniti: quattro tempeste verificatesi tra febbraio e maggio hanno comportato danni per oltre un miliardo di dollari ciascuna.
Nel resto del mondo, la catastrofe più costosa è stata il ciclone Debbie (categoria 4), che ha colpito in marzo le coste australiane. I danni che ha provocato sono ammontati a 1,3 miliardi di dollari. Non vanno dimenticate le inondazioni in Perù e i danni dovuti al gelo all'inizio della primavera nel sud-ovest degli Stati Uniti e in Europa.
"Fortunatamente, la maggioranza delle economie domestiche e delle imprese negli Stati uniti è assicurata contro i rischi di tempesta. In questo modo possono essere finanziariamente protetti in caso di perdite legate alle catastrofi", rileva Kurt Karl, il capo economista di Swiss Re in una nota.
Le catastrofi naturali sono costate 44 miliardi di dollari, di cui 23 miliardi sono assicurati. Nel primo semestre 2016, le perdite coperte da assicurazione ammontavano a 36 miliardi.