Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01045.jsonl.gz/173

Sono ormai 6'603 le notifiche di sospette reazioni avverse in relazione alle vaccinazioni contro il Covid-19 segnalate in Svizzera. Il 65,1% di esse si riferisce al preparato di Moderna, il 33,2% a quello di Pfizer, mentre nell'1,7% dei casi non è stato precisato il produttore. Le donne sono più colpite degli uomini.
È quanto si evince dai dati aggiornati fino al 1° settembre pubblicati oggi da Swissmedic. La maggior parte delle notifiche riporta più di un effetto indesiderato, sottolinea in una nota l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici. Il 67,3% delle volte vengono classificate come non gravi, contro il 32,7% dei casi in cui invece sono giudicate serie.
Le segnalazioni giungono principalmente dagli operatori sanitari, ma il 40%, ossia una percentuale relativamente grande, sono state inviate direttamente dalle persone colpite o dai pazienti. Gli interessati hanno in media 55,5 anni: di questi, il 18,1% ha un'età pari o superiore ai 75 anni.
Nei casi classificati come seri l'età media è di 59,2 anni, in quelli che si possono mettere in relazione temporale con decessi 80,3. In 137 occasioni le persone sono morte a differenti intervalli di tempo dalla vaccinazione, anche se, evidenzia Swissmedic, in nessun caso vi sono indizi concreti che l'inoculazione ne sia stata la causa.
L'istituto ricorda infine che le notifiche di effetti indesiderati finora ricevute non incidono sul profilo rischi-benefici positivo dei vaccini utilizzati nella Confederazione.