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No a condanne a morte con i nostri medicinali: la società farmaceutica basilese Naari ha rivolto un appello urgente alle autorità del Nebraska, invitandole a restituire i preparati di sua produzione che lo stato americano intende utilizzare nelle esecuzioni capitali.
Al centro della vicenda figura il tiopental sodico: un farmaco anestetico che - in combinazione con altri due - negli Stati Uniti viene usato per eseguire le iniezioni letali. Negli Usa ora però non viene più prodotto: i singoli stati dove è prevista la pena di morte si sono quindi rivolti all'estero, cosa che ha tra l'altro fatto nascere dubbi dal profilo legale.
All'inizio di novembre i servizi esecuzione delle pene del Nebraska avevano annunciato di aver potuto ottenere il tiopental sodico dalla società svizzera Naari. Il gruppo, che secondo il registro di commercio è attivo dal 2007, ha le divisioni di marketing, vendita e distribuzione a Basilea, mentre la fabbrica principale si trova a Kashipur, nel nord dell'India.
I responsabili dell'azienda però non ci stanno a farsi passare per mercanti di morte: il 18 novembre il presidente della direzione Prithi Kochhar ha scritto alle massime autorità giudiziarie dello stato - capo della corte suprema e procuratore generale - spiegando che il gruppo non ha fornito il prodotto in questione, né mai sarebbe disposto a farlo se venisse usato nelle esecuzioni.