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GINEVRA - Apertosi stamane, il processo in appello contro gli ex dirigenti della Banca cantonale di Ginevra (BCGE) potrebbe terminare presto: la difesa ha infatti chiesto al Ministero pubblico di abbandonare le accuse, in seguito all'accordo amichevole concluso fra il Cantone e la Città di Ginevra e la fiduciaria Ernst&Young, l'ex revisore dell'istituto bancario.
L'accordo ha monopolizzato l'intera giornata e galvanizzato gli avvocati. Oltre all'indennizzo di 110 milioni che la società fiduciaria verserà al cantone, la convenzione comporta la rinuncia a qualsiasi accusa nei riguardi dei due ex dipendenti della Ernst&Young, che avrebbero dovuto comparire oggi accanto all'ex direttore della BCGE Marc Fues, il suo vice René Curti e l'ex presidente Dominique Ducret.
Secondo i legali dei tre imputati, l'accordo modifica sostanzialmente il procedimento: l'abbandono delle accuse contro i due ex dipendenti della società fiduciaria comporta la revoca delle accuse per tutti, ha sostenuto l'avvocato di Fues, Christian Lüscher, rilevando che gli imputati e i loro difensori "sono ormai i cornuti della vicenda".
Il procuratore Jean-Bernard Schmid ha replicato affermando che la situazione dei tre imputati e quella dei due revisori della banca è diversa: ai due ex dipendenti della Ernst&Young potrebbe essere rimproverata la negligenza nella sorveglianza dell'istituto, mentre i tre ex responsabili della banca sono accusati di amministrazione infedele e di falsità in documenti.
Gli avvocati hanno chiesto peraltro di essere informati sui particolari dell'accordo, che comporta tuttavia una clausola di confidenzialità. La loro domanda è stata respinta. La Camera penale di appello renderà nota domani la sua decisione in merito all'abbandono delle accuse.
Giovedì scorso, nel quadro del dissesto dell'istituto cantonale nel 2000, il Cantone aveva annunciato di aver ottenuto da parte dell'ex revisore della BCGE un indennizzo di 110 milioni di franchi. La città di Ginevra, dal canto suo, ha negoziato un accordo separato, che comporta un risarcimento di 6,78 milioni.
Nel processo in prima istanza terminato lo scorso luglio, Marc Fues e René Curti erano stati condannati a pene pecuniarie con la condizionale per falsità in documenti, mentre Ducret e i due ex revisori erano stati assolti. Contro la sentenza hanno presentato ricorso il pubblico ministero, nonché il Cantone e la BCGE. Il processo è in programma teoricamente fino a fine aprile, con una pausa a Pasqua.