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LOSANNA - Dopo aver arretrato l'anno scorso la Svizzera riguadagna terreno in materia di competitività: è quarta a livello mondiale, in una classifica stilata dall'Institute for Management Development (IMD) di Losanna che vede salire ai vertici Singapore.
La città-stato asiatica spodesta gli Stati Uniti, che scendono al terzo posto, emerge dai dati pubblicati oggi. Al secondo rango rimane Hong Kong. La Svizzera, che era ancora seconda nel 2016 e nel 2017, aveva ottenuto solo la quinta posizione nel 2018.
In un comunicato l'IMD spiega il miglioramento di quest'anno con la crescita del prodotto interno lordo pro capite, la stabilità del franco, il forte aumento dei brevetti e con la fine delle incertezze relative all'afflusso di manodopera qualificata dall'estero in seguito all'applicazione del mandato costituzionale sull'immigrazione di massa.
Importante - sottolineano gli specialisti dell'istituto vodese - è il fatto che la Svizzera guadagni posizioni in contro tendenza rispetto al resto d'Europa: il vecchio continente perde infatti terreno nei confronti dell'Asia. La Confederazione torna inoltre ad essere il paese europeo più competitivo, scalzando da questo posto i Paesi Bassi (scesi dal quarto al sesto posto).
Lo studio dell'IMD mette però anche in luce quelli che vengono considerati dei pericoli per la repubblica dei 26 cantoni: fra questi figurano l'aumento dei prezzi al consumo (già oggi i prezzi sono il punto debole: la Svizzera è solo 57esima in questo segmento) e i ritardi nella trasformazione digitale delle imprese.
La graduatoria tiene conto di 63 paesi e si basa su 235 indicatori. Fra questi figurano dati statistici, come disoccupazione, prodotto interno lordo, spesa statale per sanità e formazione, ma anche apprezzamenti sulla coesione sociale, la corruzione e la globalizzazione.