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finita la colazione, il pittore prese una tela, intinse un grosso pennello nel colore e tracciò con mano sicura, senza nemmeno fermarsi per prendere fiato, un cerchio così rotondo e perfetto, che giotto in persona sarebbe rimasto sbalordito.
«è la luna!» esclamò il pittore, sorridendo fiero e soddisfatto.
lo sceicco prese un tallero dal taschino, glielo diede e se ne andò, con la luna rotonda arrotolata sotto il braccio.
passarono un paio di giorni e lo sceicco tornò dal pittore di periferia che, sperando in cuor suo di rivedere il ricco cliente, aveva già pronto il caffè e pure due biscotti frollini.
poi prese una tela, intinse il pennello nel colore e tracciò un altro cerchio.
anzi no. a metà giro del polso, si fermò con decisione e tracciò una linea dritta dritta fino a tornare dove aveva cominciato. più o meno aveva disegnato una d.
«è la luna!» esclamò il pittore, sorridendo ancora di più.
lo sceicco sbuffò un po’, poi estrasse mezzo tallero dal taschino e glielo diede, portando anche questa luna a casa con sé.
mezza luna, mezzo tallero, dirai tu. con la piccola differenza che mezzo tallero è mezzo tallero e basta, mentre mezza luna è una luna intera, anche se non sembra.
sul finire della settimana lo sceicco si presentò nuovamente allo studio del pittore di periferia, che questa volta non se lo aspettava e in cuor suo non osava sperarlo.
senza nemmeno mettere la caffettiera sul fornello, prese una tela, la arrotolò senza dipingere alcunché e la porse allo sceicco, che rimase un po’ perplesso.
«è la luna! – esclamò il pittore sorridendo – che c’è anche quando non la vedi. funziona così lassù in cielo e funziona così anche nei miei quadri. in questo quadro, che ti sembra vuoto, la luna c’è anche quando non c’è.»
lo sceicco si alzò in piedi, afferrò il suo nuovo inaspettato quadro, infilò il dito nel taschino, ma non estrasse nulla.
niente luna, niente tallero, dirai tu. invece no: affascinato dalla luna invisibile e da quella tela magica, lo sceicco nominò l’artista pittore di corte, gli regalò duemila cammelli e sei miniere d’oro e diamanti e ogni tanto passò a trovarlo per farsi preparare il caffè.