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L'esplosione che in dicembre ha causato il ferimento grave di una 30enne nella capanna Gandegg, a oltre 3000 metri di quota nel comprensorio sciistico di Zermatt (VS), è probabilmente dovuta a una vecchia munizione militare.
È l'ipotesi privilegiata dal ministero pubblico vallesano, che dirige l'inchiesta.
Le indagini si concentrano su un elemento metallico cilindrico che una dipendente della Gandegghütte stava utilizzando il 19 dicembre attorno alle 11.00 per spostare un legno in una stufa. Poco dopo essere entrato in contatto con il fuoco, il pezzo di metallo, lungo circa 15 centimetri e del diametro di 2,5, è esploso, ha indicato la polizia cantonale in una nota diramata oggi.
La 30enne, cittadina tedesca, aveva trovato il cilindro qualche giorno prima al pian terreno dell'edificio. Gravemente ferita alla mano destra in seguito alla deflagrazione, era stata elitrasportata all'ospedale universitario vodese di Losanna.
L'Istituto forense di Zurigo e la polizia vallesana hanno potuto determinare "la presenza di residui di nitroglicerina e di acido picrico su frammenti di metallo". L'acido picrico era utilizzato come esplosivo fino alla Prima Guerra mondiale da alcuni eserciti esteri. Era impiegato in particolare per la fabbricazione di granate a mano, precisa il comunicato.
SDA-ATS