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La revisione dell'imposizione alla fonte - che permetterebbe ai frontalieri di farsi tassare in via ordinaria, godendo delle deduzioni concesse ai residenti - è necessaria perché le disposizioni attuali non rispettano l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Lo ha ribadito il Consiglio federale in risposta a un'interpellanza depositata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega/TI).
La necessità di una rapida modifica legislativa è data da una sentenza del Tribunale federale del 26 gennaio 2010, con la quale esso ha constatato che in determinati casi l'imposizione alla fonte viola l'ALC concluso tra Berna e Bruxelles. Il TF ha infatti ritenuto che i cosiddetti "quasi residenti" hanno diritto alle stesse deduzioni delle persone tassate in Svizzera in via ordinaria.
Rispondendo alle perplessità di Quadri in merito alla veridicità delle deduzioni, specialmente per quel che concerne le spese effettuate in Italia, il governo afferma che "il quasi residente deve compilare in modo veritiero e completo il modulo per la dichiarazione d'imposta e, se del caso, fornire all'autorità di tassazione competente altre attestazioni per comprovare le fattispecie che riducono l'imposta".
Nel frattempo, nell'attesa della firma dell'accordo fiscale tra la Svizzera e l'Italia (il 23 di febbraio a Milano secondo la RSI), la Commissione dell'economia e tributi del Nazionale (CET-N) ha deciso di sospendere l'esame riguardante la revisione dell'imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa. La CET-N si è decisa a questo passo dopo aver sentito i rappresentanti di Ginevra, Ticino e della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze.
La revisione legislativa sotto esame era stata presentata dal Consiglio federale a fine novembre 2014. In dicembre, durante il tradizionale incontro con i media a Berna, la deputazione ticinese alle Camere federali aveva criticato il momento scelto per la presentazione del progetto: la Svizzera e l'Italia erano infatti in pieno negoziato per la conclusione di un accordo fiscale che contemplasse sia la doppia imposizione, che un nuovo sistema di tassazione dei frontalieri.
La deputazione, latrice tra l'altro delle perplessità del Consiglio di Stato ticinese, aveva inoltre detto di temere un'emorragia del gettito fiscale e oneri amministrativi importanti derivanti dalle difficoltà di accertamento. Per il governo, tuttavia, le ripercussioni finanziarie del progetto non sono quantificabili per mancanza di dati affidabili.
In Svizzera ci sono circa 540 mila stranieri residenti che beneficiano dell'imposta alla fonte, 13 mila dei quali in Ticino. I non residenti assoggettati all'imposta alla fonte sono invece poco più di 330 mila, 59 mila dei quali in Ticino.
SDA-ATS