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Taglio dei tassi, Powell: «Non è una decisione per accontentare la politica»
La Fed taglia i tassi di interesse per la prima volta dal 2008. Un taglio di un quarto di punto che è «un'assicurazione contro i rischi al ribasso», non una mossa per accontentare Donald Trump.
«La Fed nelle sue considerazioni non include la politica» dice secco il presidente della banca centrale Jerome Powell. Wall Street, dopo una iniziale reazione quasi muta, con una lieve virata al ribasso, accentua le perdite accusando cali superiori all'1,5%. Il Dow Jones perde l'1,53%, il Nasdaq l'1,64% e lo S&P 500 l'1,33%.
No ad eventuali nuovi interventi?
A pesare sono proprio le parole del presidente della Fed che, in qualche modo, sembrano raffreddare la disponibilità della banca a nuovi interventi come invece trapelato del comunicato diffuso al termine della riunione. Un comunicato in cui la Fed annuncia una riduzione del costo del denaro in una forchetta fra il 2 e il 2,25% e si impegna ad agire in modo appropriato a sostegno della ripresa.
Una frase da colomba che segnala la disponibilità della banca centrale a un ulteriore allentamento della politica monetaria per schermare la ripresa americana dai rischi. Ma nel mezzo della conferenza stampa seguita alla riunione, Powell gela le attese: il taglio è un «aggiustamento di metà ciclo, non segnala l'inizio di un ciclo di allentamento monetario» dice.
Per Wall Street è una doccia gelata: il Dow Jones arriva a perdere 478 punti in pochi minuti, mentre il Nasdaq sfiora perdite del 2%. Incalzato per ottenere chiarimenti, il presidente della Fed poi corregge il tiro: «Questo non è l'inizio di una lunga serie di tagli» ma «non ho detto» che questo è «un taglio unico».
Insomma – precisa – «questo non è l'inizio di un lungo ciclo di tagli ma la Fed potrebbe ridurre ancora» il costo del denaro. Wall Street con il chiarimento recupera solo in parte delle perdite, e chiude in rosso con calo sopra all'1%.
«Continueremo a monitorare»
La decisione di tagliare i tassi è stata presa «alla luce delle implicazioni che gli sviluppi globali hanno sull'outlook» americano e dell'inflazione debole, «sotto il 2%«, spiega la Fed che, mostrandosi colomba, comunica che dall'1 agosto – ovvero con due mesi di anticipo rispetto alle attese – verrà sospeso il processo di riduzione del bilancio.
«Continueremo a monitorare le implicazioni dei dati economici sull'outlook e agiremo come appropriato a sostegno dell'espansione» assicura la Fed, individuando nella debole crescita economica globale, nelle tensioni commerciali che continuano a bollire e nelle pressioni deflazionistiche mondiali le principali incertezze. «L'outlook per l'economia americana resta favorevole», aggiunge. «Monitoriamo i rischi al ribasso» osserva ancora Powell, ammettendo che «il raggiungimento dell'obiettivo del 2% potrebbe slittare».
Decisione non all'unanimità
La decisione di tagliare i tassi non è stata presa all'unanimità: i presidenti della Fed di Kansas City e Boston, rispettivamente Esther George ed Eric Rosengren, hanno votato contro la decisione. Avrebbero preferito lo status quo.
Le loro voci e la loro contrarietà a un taglio dei tassi non è isolata: gli analisti e gli osservatori si sono spaccati sull'attesa riduzione del costo del denaro. Molti la ritengono ingiustificata alla luce della forza dell'economia americana. E peggio ancora molti la ritengono un regalo della Fed a Donald Trump, che da mesi è in pressing per un taglio del costo del denaro.Tornare alla home page
ATS