Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01018.jsonl.gz/706

Supera la maggioranza l'iniziativa parlamentare dei Verdi liberali. Sì anche al ricorso per le coppie lesbiche al seme di un donatore
Berna - Le coppie omosessuali dovrebbero potersi "sposare" e le lesbiche accedere al seme di un donatore. Il Consiglio nazionale ha accolto ieri - con 132 voti contro 52 e 13 astenuti - il progetto derivato da un'iniziativa parlamentare dei Verdi liberali. Il dossier passa ora agli Stati. Qualora la modifica del Codice civile dovesse venir adottata anche dalla Camera dei cantoni, non è escluso il lancio di un referendum.
Per la maggioranza degli interventi, consentendo le nozze omosessuali si farebbe un "passo storico" verso la completa uguaglianza di tutti i cittadini svizzeri, indipendentemente dallo stile di vita. Solo una parte dell'Udc e del Ppd era contraria al progetto di applicazione dell'iniziativa "Matrimonio civile per tutti".
La questione del seme
L'aspetto più controverso riguardava il ricorso di coppie lesbiche al seme di un donatore, come chiesto da una proposta di minoranza. Nell'agosto 2019, prima quindi delle elezioni federali, la commissione preparatoria raccomandava il no, ma con un solo voto di scarto. Anche la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha dichiarato che il governo su questo punto sostiene la maggioranza commissionale: "fa parte del diritto fondamentale del bambino sapere chi sono i suoi genitori".
Il timore dell'esecutivo è che una simile disposizione non raccolga una maggioranza in caso di votazione popolare. L'idea era quella di trattare le questioni concernenti la medicina della riproduzione soltanto in un secondo tempo. La possibilità che venga lanciato un referendum è infatti probabile, come ha già anticipato l'Unione democratica federale.
Il gruppo Udc in aula è stato l'unico a difendere il diritto vigente, mentre il Gruppo del Centro (Ppd/Pbd/Pev) era d'accordo con l'entrata in materia ma contrario al ricorso per le lesbiche al seme di un donatore.
In ogni caso, l'approvazione del Nazionale corona un lungo e non facile percorso (l'iniziativa parlamentare risale al 2013 ndr.) per la piena uguaglianza di tutti davanti alla legge, tenuto conto dell'evoluzione delle mentalità in seno alla società non più disposta a tollerare discriminazioni basate sull'orientamento sessuale. La Costituzione federale garantisce il diritto al matrimonio e alla famiglia, senza definire il sesso.
Per gli oratori di Pvl, Verdi, socialisti e Plr succedutisi alla tribuna, siamo di fronte a diritti fondamentali validi per tutti, ad eccezione della comunità Lgbt. Non si tratta quindi di creare nuovi diritti, bensì di fare in modo che tutti possano godere di quelli esistenti, anche del diritto di sposarsi, con tutto ciò che un simile passo implica.
Il progetto
Le grandi linee del disegno di legge sono note: le disposizioni che attualmente disciplinano il matrimonio si applicherebbero anche a quelli fra persone dello stesso sesso. Di conseguenza, non sarà più possibile costituire nuove unioni domestiche registrate. I partner che hanno contratto un'unione domestica registrata potrebbero comunque continuare a restare vincolati da tale istituto giuridico. Allo stesso tempo, chi lo desidera potrà convertire l'unione domestica registrata in matrimonio.
Il progetto prevede inoltre adeguamenti alle disposizioni del diritto internazionale privato. Attualmente, infatti, il matrimonio celebrato all'estero da una coppia omosessuale è riconosciuto in Svizzera quale unione domestica registrata.