Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/41148

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Tra il 1990 e il 1998 l'Argentina avvia numerose riforme, che riescono a frenare l'iperinflazione nel Paese e a portare avanti la deregolamentazione. Nel 1991 adotta un sistema di tassi di cambio che lega la parità del peso argentino al dollaro. In un primo tempo l'Argentina esce indenne dalle diverse crisi monetarie e finanziarie degli ultimi anni. Purtroppo il successo è breve e molto costoso. La rigidità del tasso di cambio si farà sentire chiaramente soltanto all'inizio del 1999, con il chiaro rallentamento della crescita economica. Errori a livello di politica economica, lacune strutturali e una situazione congiunturale molto sfavorevole provocano enormi disavanzi e l'esplosione dell'indebitamento. La situazione non migliora neppure dopo un ulteriore credito del FMI stanziato all'inizio del mese di settembre del 2001. Alla fine del 2001 il Governo argentino sospende il servizio del debito e sopprime la parità tra il peso argentino e il dollaro. Da allora la situazione economica e sociale del Paese continua a peggiorare.</p><p></p><p>Non è facile individuare le ripercussioni di questa crisi sulla Svizzera e documentarle statisticamente in modo chiaro. Innanzi tutto, la crisi in Argentina ha recato danno al commercio tra la Svizzera e l'Argentina. Le esportazioni svizzere verso l'Argentina sono diminuite da 405 milioni di franchi nel 2000 a 340 milioni di franchi nel 2001, mentre le importazioni sono scese, nello stesso periodo, da circa 77 milioni a 63 milioni franchi.</p><p></p><p>In seguito alla dichiarazione del Governo argentino di sospendere il pagamento dei suoi debiti, la Commissione per la garanzia contro i rischi dell'esportazione (GRE) ha deciso nel mese di gennaio del 2002 di ritirare le promesse di garanzie e di non più accordare nuove garanzie a medio e lungo termine. L'importo attuale delle garanzie della GRE svizzera in Argentina ammonta a 21,4 milioni di franchi.</p><p></p><p>In base alla statistica della Banca nazionale svizzera, alla fine del quarto trimestre 2000 gli investimenti diretti della Svizzera in Argentina ammontavano a 1'705 milioni di franchi svizzeri, ciò che corrisponde a un aumento del 29 per cento rispetto all'anno precedente. Le imprese in mano svizzera occupavano circa 13'000 persone.</p><p></p><p>La tabella 1 presenta gli averi e gli impegni delle banche in Svizzera (comprese le loro filiali all'estero) verso l'Argentina e fornisce quindi un quadro delle relazioni finanziarie tra le banche svizzere e l'Argentina. Nella tabella si vede come, durante l'ultimo anno, le banche hanno in sostanza dimezzato i loro crediti verso l'Argentina (da 2,6 a 1,7 miliardi di franchi). Parallelamente anche gli impegni esposti a bilancio verso l'Argentina si sono ridotti di quasi il 50 per cento (da 6,7 a 3,5 miliardi di franchi). Gli impegni fiduciari si sono pure ridotti, anche se in misura minore (da 5,1 a 4,3 miliardi di franchi).</p><p></p><p>Tabella 1: Averi e impegni delle banche in Svizzera (incluse le loro filiali all'estero) verso l'Argentina, 2000-2001, in miliardi di franchi</p><p></p><p>Averi Impegni</p><p>Posizioni di bilancio </p><p>2000 2,6 6,7</p><p>2001 1,7 3,5</p><p></p><p>Operazioni fiduciarie</p><p>2000 0,091 5,1</p><p>2001 0,046 4,3</p><p></p><p>Fonte: Banca nazionale svizzera, Die Banken in der Schweiz</p><p></p><p>Per analizzare i rischi che le banche svizzere assumono con il loro impegno in Argentina è opportuno prendere in considerazione, oltre alle filiali all'estero, anche le società affiliate estere. La Banca dei regolamenti internazionali (BRI) pubblica regolarmente i relativi dati. Secondo l'ultima pubblicazione della BRI del mese di settembre del 2001 i crediti dei gruppi bancari svizzeri verso l'Argentina ammontavano circa a 1,6 miliardi di dollari, vale a dire circa il 2 per cento di tutti i crediti delle banche internazionali verso l'Argentina. Secondo la pubblicazione della BRI, le maggiori nazioni creditrici erano la Spagna e gli Stati Uniti, che da soli vantavano quasi il 50 per cento dei crediti scoperti verso l'Argentina.</p><p></p><p>Dal 1998 il mercato svizzero dei capitali non viene più utilizzato dai debitori argentini. Tutte le emissioni in corso scadranno nel terzo trimestre del 2003.</p>  Risposta del Consiglio federale.