Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/205669

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare il tenore dell'articolo 14 e degli articoli 21 e seguenti della legge federale sull'imposta preventiva (RS 642.21; LIP) in modo che per la determinazione del destinatario della prestazione in ambito di imposta preventiva venga applicata sistematicamente la cosiddetta teoria del triangolo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'adozione della mozione avrebbe in particolare ripercussioni sui casi in cui una società svizzera fornisce una prestazione alla società sorella ad un prezzo vantaggioso. Se l'autorità fiscale svizzera corregge tale prezzo, sull'importo della correzione (prestazione valutabile in denaro) è dovuta l'imposta preventiva. In questi casi il rimborso dell'imposta preventiva spetta a chi trae effettivamente profitto dalla prestazione gravata dall'imposta, ovvero chi ne beneficia direttamente. Nell'esempio, il vantaggio valutabile in denaro è attribuito alla società sorella e non alla comune società madre. Di conseguenza, è giusto che anche la società sorella possa chiedere il rimborso dell'imposta preventiva.</p><p>In casi che riguardano unicamente ditte svizzere, la domanda su quale teoria sia applicabile per le imprese dal punto di vista fiscale non è determinante. Sia la società sorella svizzera che la società madre svizzera possono di regola chiedere il rimborso dell'imposta preventiva. A livello internazionale, un passaggio dalla teoria del beneficiario diretto alla teoria del triangolo comporterebbe invece minori entrate per la Svizzera. Quasi tutte le convenzioni per evitare le doppie imposizioni concluse dalla Svizzera prevedono un rimborso integrale o privilegiato dell'imposta preventiva quando una prestazione viene fornita a una società madre estera. Nella prassi è quindi consueto che società svizzere siano detenute da società estere aventi diritto al rimborso integrale. Se la prestazione è invece fornita a una società sorella estera, una parte dell'imposta preventiva rimane in Svizzera. In caso di passaggio alla teoria del triangolo, queste entrate verrebbero meno. La portata di queste minori entrate non è stimabile in quanto non sono disponibili i dati pertinenti.</p><p>Attualmente le imprese associate si assumono dunque il rischio di non poter chiedere il rimborso integrale dell'imposta preventiva se ad esempio convengono un prezzo troppo basso per una prestazione e l'autorità fiscale procede alla relativa correzione. La teoria del beneficiario diretto quindi incentiva le imprese a stabilire prezzi interni al gruppo a condizioni di mercato, ha un effetto frenante su eventuali pratiche di elusione fiscale e contribuisce a garantire il gettito delle imposte dirette della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. Con un passaggio alla teoria del triangolo questa funzione di garanzia indiretta non potrebbe essere assolta in modo completo poiché le società potrebbero di regola chiedere il rimborso integrale dell'imposta preventiva. Le eventuali minori entrate a titolo di imposta diretta che ne conseguirebbero non sono stimabili.</p><p>Inoltre, l'autore della mozione chiede un passaggio "sistematico" dalla teoria del beneficiario diretto alla teoria del triangolo. Ciò non si ripercuoterebbe soltanto sul rapporto tra imprese associate come nel caso qui descritto, bensì potrebbero essere interessati anche casi di "dividend stripping". Il rapporto sul consuntivo 2018 della Confederazione svizzera (vol. 1, B8 Osservazioni, pag. 151) indica che il saldo degli impegni eventuali risultanti da operazioni di "dividend stripping" nell'esercizio in esame ammonta a 479 milioni. Erano inoltre ancora in fase di accertamento altre operazioni simili per un importo di 808 milioni di franchi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.