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Il direttore di Nestlé minaccia di dimettersi
Il Ceo di Nestlé ha minacciato di rassegnare le dimissioni se gli azionisti non lo eleggeranno anche presidente della multinazionale.
Anche il Consiglio di amministrazione si scioglierebbe nel caso in cui il gruppo di azionisti rappresentati da Ethos dovesse far saltare il piano del doppio mandato.
Il gruppo alimentare più grande del mondo, che ha sede a Vevey, sul lago di Ginevra, ha proposto a Peter Brabeck, che è già amministratore delegato, anche la carica di presidente, carica ricoperta ora da Rainer Gut.
Il piano di Nestlé era dunque già pronto: durante l'assemblea annuale degli azionisti, prevista per giovedì a Losanna, Gut si sarebbe dimesso, lasciando la sua carica a Brabeck. Piano cui ora si oppone un gruppo di azionisti.
Duello finale
Anche se le probabilità che gli azionisti ribelli riescano davvero a bloccare la strada all'austriaco Peter Brabeck sono minime, secondo gli osservatori questa polemica potrebbe indebolire la sua figura.
Gli oppositori al piano di Nestlé appartengono alla Fondazione Ethos Investement, che raggruppa diversi fondi pensionistici in Svizzera, e amministra 875 milioni di franchi usando criteri finanziari, sociali e ambientali sostenibili.
Ethos ha l'appoggio di un'ottantina di fondi pensione, tra cui quello della città di Zurigo, di Lucerna, del Canton Giura, nonché dell'azienda radiotelevisiva pubblica svizzera, la SSR-SRG idée suisse.
Concentrazione di potere
Dominique Biedermann, direttore di Ethos, ritiene che la concentrazione di potere è in controtendenza con la pratica attuale, specialmente dopo i maggiori scandali finanziari ed economici, come ad esempio Enron o Swissair.
«La legge prevede che il consiglio d'amministrazione sorvegli lo sviluppo strategico dell'impresa e sorvegli anche la direzione generale. È impossibile sorvegliare se stessi.»
Anche alcuni investitori internazionali, tra cui la statunitense Institutional Shareholder Services, stanno dalla parte di Ethos, nel cercare di impedire la concentrazione di potere nelle mani di una sola persona.
Campagna persuasiva
Al giornale domenicale Sonntagszeitung il portavoce di Nestlé François-Xavier Perroud ha rilasciato questa dichiarazione ufficiale in nome di Peter Brabeck: «Se Ethos la spunta alla seduta annuale, Brabeck si dimette anche dalla carica di direttore di Nestlé».
Secondo il giornale, l'attuale presidente Rainer Gut ha condotto una campagna molto serrata nei giorni scorsi presso gli investitori ufficiali, ad esempio il fondo pensione della Posta, per raccogliere consensi in favore del doppio mandato di Brabeck.
Ethos, oltre al mantenimento della distinzione di cariche di presidente e di Ceo vorrebbe anche che la durata del consiglio d'amministrazione scendesse a tre dai cinque anni attuali e rivendica anche più potere discussione degli azionisti «minori», a partire da 100'000.
Ma Nestlé fa sapere che solamente il 62,7% degli azionisti erano iscritti all'assemblea nel 2004 e per cambiare la durata dei mandati amministrativi ci vuole il voto di almeno il 66,6% degli azionisti.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Ethos, che vuole la separazione delle cariche di presidente e di Ceo, è stata creata nel febbraio del 1997 da due fondi pensione di Ginevra. Ora ne conta 83 in tutta la Svizzera.
La fondazione amministra 875 milioni di franchi, seguendo criteri di sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale.
Le azioni Nestlé di Ethos e di altre 5 casse pensione corrispondono ad un valore di mercato di 300 milioni di franchi.
In breve
Il tedesco Helmut Maucher, attuale presidente onorario, ha ricoperto il doppio mandato di direttore operativo e di presidente di Nestlé dal 1990 al 1997.
I ruoli sono stati separati dal 1997, con Rainer Gut come presidente e Peter Brabeck, nel gruppo Nestlé dal 1968, come direttore operativo.
La proposta di riunire nuovamente le cariche è stata avanzata in gennaio.
Peter Brabeck è anche vice-presidente del gruppo bancario Credit Suisse, e siede nei consigli d'amministrazione di Roche e di L'Oreal.
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