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Dall’inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani
Anche in questa Olimpiade il curling ha regalato alla Svizzera delle medaglie. Nella memoria ci rimarrà in particolare il colpo di Benoît Schwarz valso cinque punti contro la Gran Bretagna, ma anche il capitombolo di Peter De Cruz nella finalina con il Canada…
L’emozione: non è un mistero, il curling è uno sport molto "tranquillo", che non regala momenti particolarmente adrenalinici. E allora non ce ne voglia il nostro skip Peter De Cruz se come emozione del match segnaliamo il suo capitombolo sul ghiaccio dopo essere inciampato in una pietra. Ci scherziamo su perché fortunatamente la caduta non ha provocato danni.
Il personaggio: visto che la Svizzera è riuscita a mettersi al collo la medaglia di bronzo, tutti e quattro i suoi componenti meritano di ricevere una menzione speciale. Quale protagonista di questo torneo ricorderemo però soprattutto Benoît Schwarz. E questo per il colpo da cineteca, valso ben cinque punti, messo a segno dal 26enne ginevrino al nono end del tie-break vinto per 9-5 contro la Gran Bretagna.
La curiosità: La Svizzera è riuscita a conquistare delle medaglie nel curling ed a salire sul podio anche in questa edizione dei Giochi, sia nel torneo maschile, sia nel nuovo doppio misto. Da quando, nel 1998 a Nagano, questa disciplina è tornata nel programma ufficiale delle Olimpiadi invernali (dopo una prima apparizione nel 1924), solo da Sochi 2014 siamo tornati a casa a mani vuote. Prima avevamo infatti messo in bacheca un oro degli uomini proprio in Giappone, un argento femminile ed un bronzo maschile a Salt Lake City nel 2002, un argento delle ragazze nel 2006 a Torino ed un bronzo dei ragazzi nel 2010 a Vancouver.