Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/85460

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio e delle relazioni bilaterali con l'Unione europea il Consiglio federale è invitato a fare il possibile per sottrarre sostanzialmente l'agricoltura di tutti i Paesi al libero scambio globale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che i prodotti agricoli debbano beneficiare di un trattamento appropriato nell'ambito del commercio internazionale e delle istituzioni nazionali e internazionali. In Svizzera l'agricoltura è oggetto di una politica che risponde alle esigenze della produzione nazionale di derrate alimentari rispettando le condizioni ambientali ed elevati standard qualitativi. Tuttavia, i prodotti agricoli sono oggetto di scambi commerciali su scala mondiale. Anche la Svizzera, in quanto Paese importatore netto di prodotti agricoli, dipende da tali scambi.</p><p>In questo contesto, il Consiglio federale ha deciso di intavolare negoziati con l'Unione europea (UE), il suo partner economico più importante, in vista di un accordo di libero scambio nel settore agroalimentare. Questa apertura verso l'UE, che condivide ampiamente gli stessi valori e le medesime aspirazioni della Svizzera in materia di multifunzionalità, sostenibilità dell'agricoltura e qualità dell'alimentazione, consentirà al settore agroalimentare di aumentare il volume d'esportazione e di ridurne i costi. Sulla scorta delle importanti riforme di cui è stata oggetto in questi ultimi anni la politica agricola, l'agricoltura svizzera è in grado di sviluppare determinati interessi offensivi e di far fronte a una simile apertura del mercato. In quest'ottica rientra pure l'evoluzione verso maggiori pagamenti diretti non vincolati alla produzione. Il Consiglio federale constata che il trattamento riservato all'agricoltura negli accordi di libero scambio non rimette in causa l'articolo 104 della Costituzione.</p><p>Al Consiglio federale preme rammentare che attribuisce una valenza fondamentale al sistema multilaterale, in particolare all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Per un importatore netto di derrate alimentari come la Svizzera le norme dell'OMC sono un elemento fondamentale per la sicurezza alimentare. Le permettono di rivendicare i propri diritti a livello internazionale. In questo contesto va osservato che la Svizzera, congiuntamente al Giappone, s'impegna per norme più severe nel settore delle restrizioni all'esportazione. Un sistema di commercio internazionale fondato su norme precise ed eque è di cruciale importanza per la sicurezza alimentare della Svizzera.</p><p>Nel quadro dell'OMC il Consiglio federale sostiene gli sforzi profusi dai Paesi meno avanzati (PMA). Ciò significa pure che gli interessi correlati al diritto all'alimentazione e alla sicurezza alimentare sono tenuti in considerazione all'atto dell'elaborazione della posizione svizzera, garantendo a questi Paesi la flessibilità necessaria per mantenere e sviluppare la loro politica nazionale in materia di sovranità alimentare. Inoltre, i PMA beneficiano di un accesso in franchigia di dazio per i prodotti agricoli esportati verso la Svizzera. Nel ciclo di negoziati di Doha la Svizzera si impegna per la soppressione delle sovvenzioni all'esportazione nonché per la definizione di prodotti speciali (deroghe fondate su criteri come la sicurezza alimentare) da parte dei Paesi in via di sviluppo.</p><p>Il Consiglio federale rammenta che attribuisce una valenza fondamentale al diritto all'alimentazione, specie nell'attuale contesto di crisi alimentare e si impegna affinché tale diritto sia rispettato. Il nostro Paese ha ribadito la sua posizione nel quadro dei dibattiti internazionali svoltisi recentemente (alto dibattito Ecosoc del 20 maggio, sessione speciale del Consiglio dei diritti dell'uomo del 22 maggio e Vertice della FAO svoltosi a Roma dal 3 al 5 giugno). Il Consiglio federale vigila affinché gli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera non arrechino pregiudizio o non contengano disposizioni che rimetterebbero in questione gli impegni a livello internazionale, segnatamente nei settori sociale, ambientale e dei diritti dell'uomo, nell'ambito dei quali rientra il diritto all'alimentazione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.