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Il ministro della difesa Ueli Maurer e il comando dell'esercito non ritengono necessario rivedere il dispositivo di sicurezza dopo gli attacchi terroristici in Francia. "Per noi non cambia niente", ha detto il consigliere federale ai microfoni della radio della svizzera tedesca SRF.
Non possiamo escludere un atto terroristico in Svizzera, anche se non siamo fra i bersagli più esposti, ha detto il ministro a margine della presentazione del rapporto della Base logistica dell'esercito. "Ma la Svizzera non è un isola felice".
L'attentato dalla redazione di "Charlie Hebdo" a Parigi e i successivi attacchi non hanno mutato la situazione in Svizzera, a suo avviso. "L'evoluzione corrisponde agli scenari elaborato già da anni. Per noi questa significa che dobbiamo essere pronti ovunque e in ogni momento a garantire la sicurezza temendo conto dell'insicurezza che regna attorno a noi".
"Non si sarà mai la sicurezza assoluta in una società aperta e libera" malgrado tute le misure che si possono adottare, ha aggiunto.
Il capo dell'esercito André Blattmann ha ricordato che nessuno è in grado di prevedere un attacco terroristico con esattezza. "Dobbiamo tenere in considerazione che potremmo essere colti di sorpresa e che non sappiamo cosa succederà domani". Per questo è necessario elaborare il massimo di scenari possibili per contenere i danni, ha aggiunto Blattmann.
SDA-ATS