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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 19.05.2021</b></p><p><b>Legge sulle ciclovie: varato il messaggio del Consiglio federale </b></p><p><b>Nella seduta del 19 maggio 2021 il Consiglio federale ha adottato all'attenzione del Parlamento il messaggio concernente la nuova legge federale sulle vie ciclabili (legge sulle ciclovie), intesa a garantire percorsi migliori e più sicuri. Punti chiave del progetto: obbligo e principi generali di pianificazione, sostituzione di ciclovie soppresse, attività di informazione. </b></p><p>Approvando il decreto federale concernente le vie ciclabili, nell'autunno 2018 l'elettorato ha scelto di incaricare la Confederazione di sostenere i Cantoni in questo settore. L'obiettivo è realizzare una rete ciclabile efficiente e sicura che contribuisca a separare le correnti di traffico e a gestire meglio la mobilità, riducendo le interferenze tra auto, bici e pedoni e di conseguenza il rischio di incidenti.</p><p>Perno della nuova normativa è l'impegno da parte dei Cantoni di pianificare su base vincolante le reti ciclabili e darne attuazione concreta. La legge stabilisce inoltre una serie di obiettivi qualitativi (coerenza, percorribilità diretta, sicurezza, omogeneità, attrattività) espressi in principi generali di pianificazione, senza limitare il margine di azione dei Cantoni.</p><p>Per le reti da smantellare, in quanto non più sicure o interessanti, è richiesta la sostituzione totale o parziale, lasciando tuttavia ai Cantoni la facoltà di prevedere deroghe qualora considerino eccessivo questo onere generale. </p><p>La Confederazione ha l'incarico di informare il pubblico in merito all'importanza delle reti ciclabili e ad aspetti fondamentali per le attività di pianificazione, realizzazione e mantenimento. A tale scopo s'impegna a pubblicare tra l'altro geodati di base armonizzati sulla qualità e fruibilità delle infrastrutture ciclabili. Tali dati, che agevolano la pianificazione e il mantenimento delle reti ciclabili, rappresentano per Cantoni e Comuni un importante strumento attuativo, oltre a costituire il presupposto per fornire informazioni in tempo reale, una risorsa sempre più importante nell'ottica dei servizi di mobilità multimodale e della guida autonoma.</p><p>Il disegno di legge, pur ispirandosi alla legge federale sui percorsi pedonali ed i sentieri (LPS), che nel presente contesto viene rivista ove necessario, tiene conto delle esigenze specifiche della mobilità ciclistica.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.09.2021</b></p><p><b>Approvata legge su piste ciclabili</b></p><p><b>Anche dopo l'introduzione nella Costituzione federale di una norma sulle piste ciclabili, approvata in votazione nel settembre 2018, i Cantoni rimarranno competenti per la loro realizzazione. Lo prevede la relativa legge d'applicazione del nuovo articolo costituzionale approvata oggi dal Consiglio degli Stati con 24 voti contro 17, che ha però negato il diritto di ricorso alle organizzazioni specializzate.</b></p><p>Durante il dibattito d'entrata in materia una minoranza ha chiesto di rinviare il dossier al Consiglio federale ritenendo il progetto eccessivo e, soprattutto, troppo costoso per le casse pubbliche. Avrebbe voluto che la legge fosse rivista per renderla analoga a quella sui percorsi pedonali e i sentieri.</p><p>La Svizzera ha un grande ritardo rispetto ai Paesi vicini, ha replicato la maggioranza. La bicicletta oggi non è più utilizzata solo durante il tempo libero, grazie anche all'arrivo sul mercato della bici elettrica, molti l'utilizzano come mezzo di trasporto usuale, per esempio per andare a lavorare, e ciò non solo nelle città, ha sottolineato Marianne Maret (Centro/VS). Al voto il rinvio è quindi stato bocciato con 33 voti contro 7 e 3 astenuti.</p><p>Lo scopo del nuovo articolo costituzionale è di realizzare una rete ciclabile efficiente e sicura che contribuisca a separare le correnti di traffico e a gestire meglio la mobilità, riducendo le interferenze tra auto, bici e pedoni e di conseguenza il rischio di incidenti, spiega l'esecutivo in una nota.</p><p>Per concretizzare questi obiettivi il Consiglio federale ha partorito una nuova Legge sulle ciclovie (sic) che prevede l'obbligo per i Cantoni di progettare e realizzare reti ciclabili. Eventuali percorsi soppressi perché non più sicuri o interessanti dovranno essere sostituiti. Con 22 voti contro 11 la Camera dei cantoni ha però precisato che tale sostituzione deve avvenire unicamente quando sussiste "un interesse pubblico comprovato".</p><p>La legge stabilisce inoltre una serie di obiettivi qualitativi (coerenza, percorribilità diretta, sicurezza, omogeneità, attrattiva) espressi in principi generali di pianificazione. La Confederazione fornirà informazioni, consulenza e geodati.</p><p>Con 27 voti contro 14, gli Stati hanno poi deciso che il diritto di ricorso va limitato a Comuni e Cantoni. Il governo proponeva invece di estenderlo anche alle organizzazioni specializzate attive a livello nazionale da almeno tre anni.</p><p>I "senatori" hanno invece sostenuto la proposta dell'esecutivo secondo cui la Confederazione può coinvolgere per determinati compiti le organizzazioni specializzate. Con 24 voti a 17 ha deciso che queste potranno essere indennizzate, anche finanziariamente. "Qualsiasi lavoro merita una paga", ha sostenuto Charles Juillard (Centro/JU).</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 16.12.2021</b></p><p><b>Approvata legge su piste ciclabili</b></p><p><b>Anche dopo l'introduzione nella Costituzione federale di una norma sulle piste ciclabili, approvata in votazione nel settembre 2018, i Cantoni rimarranno competenti per la loro realizzazione.</b></p><p>Lo prevede la relativa legge d'applicazione del nuovo articolo costituzionale approvata oggi dal Consiglio nazionale per 135 voti a 50 (UDC, che considera la legge troppo costosa per Cantoni e Comuni) e 3 astenuti, che ha però negato, come gli Stati, il diritto di ricorso alle organizzazioni specializzate. Il dossier ritorna agli Stati per le divergenze.</p><p>Durante il dibattito di entrata in materia, la maggioranza ha sottolineato l'importanza di agire, visto che la Svizzera ha un grande ritardo rispetto ai Paesi vicini. La bicicletta oggi non è più utilizzata solo durante il tempo libero: grazie anche all'arrivo sul mercato della bici elettrica, molti l'utilizzano come mezzo di trasporto usuale, per esempio per andare a lavorare, e ciò non solo nelle città.</p><p></p><p>Legge troppo costosa</p><p>L'UDC ha criticato i costi inerenti alla realizzazione di nuove piste ciclabili, ma tutti i tentativi di annacquare la legge sono stati respinti dal plenum. In particolare, i democentristi criticavano l'esigenza di realizzare piste ciclabili comunicanti e continue.</p><p>Su quest'ultimo aspetto, per quanto attiene alla pianificazione, i "senatori" chiedono un tracciato "per quanto possibile diretto", mentre il Nazionale, come il Governo, propende per un "tracciato diretto".</p><p>Lo scopo del nuovo articolo costituzionale è di realizzare una rete ciclabile efficiente e sicura che contribuisca a separare le correnti di traffico e a gestire meglio la mobilità, riducendo le interferenze tra auto, bici e pedoni e di conseguenza il rischio di incidenti, stando al progetto dell'esecutivo.</p><p>Per concretizzare questi obiettivi il Consiglio federale ha partorito una nuova Legge sulle ciclovie che prevede l'obbligo per i Cantoni di progettare e realizzare reti ciclabili. Eventuali percorsi soppressi perché non più sicuri o interessanti dovranno essere sostituiti. Diversamente dagli Stati, il plenum non vuole che tale sostituzione debba avvenire unicamente quando sussiste "un interesse pubblico comprovato".</p><p>La legge stabilisce inoltre una serie di obiettivi qualitativi (coerenza, percorribilità diretta, sicurezza, omogeneità, attrattiva) espressi in principi generali di pianificazione. La Confederazione fornirà informazioni, consulenza e geodati.</p><p></p><p>Diritto di ricorso</p><p>Con 102 voti a 84, il Nazionale - come gli Stati - ha poi deciso che il diritto di ricorso vada limitato a Comuni e Cantoni. Il Consiglio federale proponeva invece di estenderlo anche alle organizzazioni specializzate attive a livello nazionale da almeno tre anni.</p><p>Il plenum, come anche i "senatori", ha invece sostenuto la proposta dell'esecutivo secondo cui la Confederazione può coinvolgere per determinati compiti le organizzazioni specializzate.</p><p>Quanto all'allestimento e all'attuazione dei piani, la sinistra avrebbe voluto ridurre i termini: 3 anni dall'entrata in vigore della legge per l'allestimento dei piani e 10 anni per la realizzazione. Il plenum è invece rimasto alla proposta del Consiglio federale: 5 anni per l'allestimento e 20 anni per la realizzazione.</p><p></p><p>Il decreto e l'iniziativa</p><p>Il decreto federale approvato nell'autunno del 2018 con il 73,6% dei voti concerne vie ciclabili, sentieri e percorsi pedonali. Era un controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Per la promozione delle vie ciclabili e dei sentieri e percorsi pedonali" (Iniziativa per la bici). Quest'ultima voleva "obbligare" la Confederazione a sostenere i cantoni nella realizzazione e manutenzione di sentieri, percorsi pedonali e piste ciclabili.</p><p>Il controprogetto elaborato dal Consiglio federale e dal Parlamento ha ripreso la formulazione meno vincolate - già presente in precedenza nella Costituzione, che promuoveva sentieri e percorsi pedonali - secondo la quale Berna "può" sostenere la costruzione di simili reti. Soddisfatto della controproposta, il comitato promotore dell'iniziativa - depositata il primo marzo 2016 con 105'234 firme valide - aveva deciso di ritirare il testo.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.02.2022</b></p><p><b>Piste ciclabili, in linea di principio dirette e continue</b></p><p>La sostituzione delle piste ciclabili smantellate rimane ancora un argomento controverso tra i due rami del Parlamento, anche se oggi il Consiglio degli Stati ha compiuto un passo importante verso il Nazionale eliminando un'importante divergenza. Per 24 voti a 18, i "senatori" hanno deciso che, in linea di principio, le piste ciclabili dovrebbero seguire un percorso diretto ed essere interconnesse, continue, sicure e di qualità omogenea.</p><p>Il Consiglio nazionale aveva completato questa parte della legge con l'espressione "in linea di principio", affinché in seguito fosse possibile eliminare nelle singole lettere la relativizzazione "per quanto possibile".</p><p>Contrariamente alla camera del popolo, però, la maggioranza dei "senatori" crede che l'interesse pubblico debba essere preso in considerazione. Il dossier ritorna quindi al Nazionale per questa differenza.</p><p></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 02.03.2022</b></p><p><b>Ciclovie, una legge per promuoverne lo sviluppo</b></p><p><b>La legge sulle ciclovie, che concretizza il nuovo articolo costituzionale approvato nell'autunno del 2018 con il 73,6% dei voti, ha terminato l'iter parlamentare. Oggi il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze che ancora l'opponevano agli Stati. Resta solo lo scoglio delle votazioni finali, una pura formalità.</b></p><p>Le due Camere si opponevano in merito alla sostituzione delle piste ciclabili smantellate. Su questo aspetto, per quanto attiene alla pianificazione, il tracciato dovrà essere "diretto". Seguendo quando proposto dagli Stati, oggi il Nazionale ha tacitamente approvato la precisazione secondo cui l'interesse pubblico debba essere preso in considerazione. Per il relatore commissionale Marco Romano (Centro/TI) si tratta di un'evidenza.</p><p>Il progetto mira nel suo insieme a sviluppare la rete di piste ciclabili. Il costo delle misure è stimato in 1,1 milioni di franchi, somma che graverà sul bilancio dell'Ufficio federale delle strade. Stando alla legge i Cantoni rimarranno competenti per la loro realizzazione. Il parlamento ha negato il diritto di ricorso alle organizzazioni specializzate.</p><p>Lo scopo del nuovo articolo costituzionale è di promuovere una rete ciclabile efficiente e sicura che contribuisca a separare le correnti di traffico e a gestire meglio la mobilità, riducendo le interferenze tra auto, bici e pedoni e di conseguenza il rischio di incidenti.</p>