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Se dovessero scegliere tra la prosecuzione degli accordi bilaterali e l'attuazione dell'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa", i cittadini svizzeri opterebbero per gli accordi conclusi con Bruxelles. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi dalla "SonntagsZeitung".
Il 58% delle persone interrogate sceglierebbe la via bilaterale e sarebbe quindi contro le restrizioni in materia di immigrazione. Il 35% preferirebbe attuare l'iniziativa UDC approvata il 9 febbraio dello scorso anno. Il 7% restante è invece indeciso.
La maggioranza ritiene infatti positivo il bilancio degli accordi bilaterali conclusi con l'Ue: il 71% li considera "molto buoni" o "abbastanza buoni" per la Svizzera. Il 52% è inoltre a favore di un ulteriore ravvicinamento con l'Unione europea, il 21% è invece contrario.
L'82% degli interrogati vorrebbe però avere voce in capitolo nella ripresa da parte svizzera del diritto europeo. Per quel che concerne l'iniziativa UDC, il 79% è a favore di uno strumento di controllo sotto forma di una clausola di protezione da attivare quando l'immigrazione supera una determinata soglia.
Il sondaggio è stato realizzato tra il 17 e il 24 novembre dall'istituto gfs.berna su incarico dell'associazione economica Swisscleantech. I ricercatori hanno interrogato 1213 persone con diritto di voto nelle tre principali regioni linguistiche. Il margine d'errore è di +/- 2,9 punti percentuali.
Swisscleantech sostiene l'iniziativa popolare "Fuori dal vicolo cieco! Rinunciamo alla reintroduzione di contingenti d'immigrazione" che vuole rendere caduca il testo dell'UDC "contro l'immigrazione di massa".
Lo scorso 23 dicembre, il settimanale romando "L'Hebdo" aveva pubblicato un sondaggio simile che era giunto praticamente agli stessi risultati. La percentuale di coloro che preferiscono la via bilaterale era del 69%.
SDA-ATS