Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01104.jsonl.gz/641

BERNA - I pacchetti di prestazioni - ad esempio quelli turistici - non devono ottenere più facilmente una riduzione dell'Imposta sul valore aggiunto (IVA). Il Consiglio federale si oppone a questa proposta sostenuta da 20 "senatori". La misura favorirebbe il settore alberghiero e la Confederazione perderebbe qualche decina di milioni di franchi.
Il diritto vigente prevede che una combinazione di prestazioni o di prodotti possa essere offerta complessivamente a un'aliquota IVA ridotta (2,5% o 3,7%) se almeno il 70% del pacchetto consiste in prestazioni soggette a un'aliquota ridotta, ricorda la mozione depositata dal consigliere agli Stati Stefan Engler (PPD/GR).
Secondo la proposta, la regola del 70/30 dovrebbe essere convertita nel rapporto 55/45, poiché nella prassi il valore del 30% viene rapidamente superato (ad esempio con viaggi in treno o trattamenti di benessere). In questi casi, il pacchetto non può godere dell'aliquota IVA ridotta, rendendolo meno interessante sia per il venditore che per il cliente.
Il Consiglio federale, in una risposta pubblicata oggi, sottolinea però che l'obiettivo della regola 70/30 non è lo sgravio fiscale, bensì la semplificazione della fatturazione e del rendiconto IVA. Non è quindi un aspetto prioritario determinare se la prestazione preponderante debba essere tassata all'aliquota normale o a quella ridotta.
Il rapporto 55/45, richiesto dalla mozione, cambierebbe la situazione, poiché si ricorrerebbe a questa regola facoltativa soprattutto per beneficiare di sgravi fiscali e non più per motivi di semplificazione.
Tale circostanza sarebbe svantaggiosa per tutte le aziende che offrono soltanto prestazioni indipendenti e non combinate. A beneficiare della regola del 55/45 sarebbe soprattutto l'industria alberghiera che spesso offre combinazioni di prestazioni sotto forma di pacchetti.
La nuova regola permetterebbe di offrire, in misura significativamente maggiore rispetto a oggi, pacchetti di servizi quali ad esempio skipass, trattamenti wellness, tour guidati e viaggi in treno all'aliquota speciale del 3,7%. Per tutte le altre aziende che offrono prestazioni simili al di fuori di un pacchetto, l'IVA continuerebbe a essere del 7,7%.
Il Consiglio federale respinge quindi la proposta, trattandosi di un tentativo nascosto di ridurre l'IVA, soprattutto per l'industria alberghiera.