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La ministra dell'economia Doris Leuthard ha iniziato il suo viaggio in Messico con lo scopo di migliorare ulteriormente le relazioni con il secondo partner commerciale della Svizzera in America latina.
Le organizzazioni non governative elvetiche temono che la liberalizzazione del mercato non porterà alcun beneficio ai poveri del Messico. Si dovrebbe invece insistere sul rispetto dei diritti umani.
La Confederazione è tra i cinque principali investitori in Messico. Le esportazioni dalla Svizzera sono cresciute di quasi il 30% nel 2007, ciò che rende il paese latino americano uno dei partner più importanti tra gli Stati emergenti del pianeta.
Doris Leuthard, accompagnata da una delegazione economica, incontrerà dal 4 al 9 febbraio i ministri della finanza, dell'ambiente e dell'economia, con i quali discuterà sulle opportunità di facilitare l'accesso dei prodotti svizzeri al mercato messicano e aumentare gli investimenti nei due paesi.
La consigliera federale si recherà anche a Monterrey, una delle più importanti città industriali messicane situata vicino al confine statunitense.
«Il commercio bilaterale e gli investimenti sono rallentati da una serie di ostacoli, in particolare dall'insufficiente protezione della proprietà intellettuale, dalla burocrazia e dai monopoli», sostiene il Dipartimento federale dell'economia.
Squilibrio commerciale
Svizzera e Messico hanno concluso degli accordi sulla doppia imposizione e sulla protezione degli investimenti negli anni Novanta. Dal 2001 è in vigore un accordo di libero scambio con l'Associazione europea di libero scambio, di cui fanno parte, oltre alla Svizzera, anche Norvegia, Liechtenstein e Islanda.
«Il Messico è, dopo il Brasile, il maggior mercato in America latina per le ditte svizzere», afferma Jean-Daniel Gerber, segretario di Stato dell'economia.
«Si tratta pure di un mercato importante per gli investimenti. Esiste già un accordo di libero scambio con il Messico, ma pensiamo di poter fare di più».
Siccome il volume delle importazioni dal Messico è limitato, prosegue, la bilancia commerciale non è equilibrata. «Vorremmo aiutare il Messico a migliorare l'accesso dei suoi prodotti al mercato elvetico. Il Messico non ha ancora misurato l'importanza del mercato elvetico e del suo elevato potere d'acquisto».
Per Leuthard si tratta della prima visita ufficiale in Messico dalla sua elezione in governo nel 2006. Nel 2007 si era recata in Brasile per una missione economica.
Dipendenza dagli USA
Gli esperti hanno elogiato la politica economica del governo di centro-destra del presidente Felipe Caldéron. Non hanno tuttavia nascosto le preoccupazioni in merito alla forte dipendenza - commerciale e finanziaria - dagli Stati Uniti.
«Il Messico deve fare qualcosa per evitare che una recessione negli Stati Uniti si ripercuota con una crescita della disoccupazione», ha detto Ngozi Okonjo-Iweala della Banca mondiale, in occasione del Forum economico di Davos del mese scorso.
Altri sostengono che il governo di Caldéron sia sulla buona strada per ciò che riguarda le riforme fiscali, ma che possa fare di più nel campo delle infrastrutture e dell'energia.
Il Messico dovrebbe comunque rimanere un mercato allettante per gli investitori, non da ultimo grazie alla sua partecipazione alla grande zona di libero scambio con USA e Canada. Alcuni temono ciò nonostante che il Messico richia di perdere il suo vantaggio economico a causa del crimine organizzato e del traffico di droga.
«Come altre imprese, le ditte elvetiche sono spesso confrontate a difficoltà burocratiche e al crimine organizzato», ha rammentato Leuthard a Davos.
Società civile
Per Alliance Sud, che raggruppa diverse organizzazioni elvetiche attive nell'aiuto allo sviluppo, è fondamentale che i trattati commerciali bilaterali includano anche una dimensione sociale.
«La Svizzera non deve dissociare le relazioni economiche dagli sforzi per combattere la povertà», sostiene Bastienne Joerchel di Alliance Sud.
La liberalizzazione del commercio, rileva, non ha migliorato la situazione della maggior parte della popolazione messicana. E i trattati bilaterali - più di quelli multilaterali - danno un'assoluta priorità agli investimenti, ignorando le ripercussioni sulla società civile, in particolare sui diritti dei lavoratori, sull'ambiente e sui valori democratici.
Tildy Hanhart, dell'Ente di aiuto delle Chiese evangeliche (Eper), ci tiene a sottolineare che le agenzie di aiuto allo sviluppo non si oppongono al rafforzamento delle relazioni commerciali. «Vorremmo però anche vedere la Svizzera promuovere attivamente i diritti umani, in special modo in favore della popolazione locale».
L'Eper è ad esempio amareggiata per la sospensione, il dicembre scorso, dell'aiuto finanziario del governo a sostegno di un programma di promozione della pace nella regione meridionale del Chiapas, dopo che il Ministero degli affari esteri ha ridefinito i suoi progetti in America latina.
«Siamo sempre attivi nella regione. Accoglieremo positivamente ogni intensificazione della cooperazione governativa in questo ambito», conclude Hanhart.
swissinfo, Urs Geiser e Andrea Ornelas
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio)
In breve
Nei primi undici mesi del 2007 le esportazioni elvetiche in Messico hanno totalizzato 1,28 miliardi di franchi (+30% rispetto al 2006). Le vendite concernono soprattutto prodotti farmaceutici, macchine, orologi e prodotti chimici.
Dopo essere costantemente diminuite, le importazioni dal Messico sono di nuovo aumentate nel 2007, raggiungendo i 154 milioni di franchi.
La Svizzera ha investito in Messico per un valore di 4,77 miliardi di franchi, ciò che pone la Svizzera tra i cinque principali investitori. Le ditte elvetiche impiegano circa 37'000 persone in Messico.
Gli investimenti diretti in Svizzera da parte di compagnie messicane sono al contrario limitati, essendo queste attive soprattutto sul mercato dell'Unione europea.
Aiuto allo sviluppo
Il governo svizzero non conduce alcun progetto proprio di aiuto allo sviluppo in Messico, un paese membro dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
L'agenzia di aiuto allo sviluppo del Dipartimento federale degli affari esteri sostiene il Centro internazionale per il miglioramento della produzione di mais e frumento (CIMMYT).
Il contributo finanziario ad un progetto di promozione della pace nel sud del Chiapas è stato soppresso alla fine del 2007.
L'ambasciata svizzera in Messico ha sostenuto delle micro campagne in favore della lotta alla povertà e delle riforme del sistema giudiziario.