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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La doppia imposizione economica della società anonima e dell'azionista è di fatto un tema che dà sempre adito a discussioni. Ciò sebbene finora tutte le analisi effettuate abbiano mostrato che anche in caso di distribuzione annua di un dividendo normale (= remunerazione conforme al mercato dell'effettivo capitale proprio) nella maggior parte dei casi l'onere totale della società anonima e dell'azionista è minore, talvolta addirittura sensibilmente minore di quanto non sia se la stessa impresa con gli stessi rapporti di partecipazione fosse gestita come impresa di persone (ditta individuale o società collettiva). Soltanto in caso di distribuzione di dividendi della sostanza (ad es. in caso di liquidazione) il risultato è sfavorevole alla società anonima e ai suoi azionisti; non bisogna però dimenticare che da una dilazione di lunghi anni dell'imposizione di utili riportati risulta un considerevole risparmio di interessi, che compensa di nuovo in parte il suddetto svantaggio. I tentativi di introdurre una deduzione di dividendi annui a favore della società anonima o un'imposizione parziale (ad es. all'80 %) dei dividendi affluiti agli azionisti non hanno avuto successo nemmeno in occasione dei dibattiti sull'armonizzazione fiscale condotti a suo tempo in seno alle Camere federali.</p><p></p><p>2. La commissione di esperti sull'imposizione delle imprese indipendente dalla loro forma giuridica istituita dal DFF e diretta dal professor Xavier Oberson di Ginevra esaminerà nuovamente la questione della doppia imposizione economica, benché il suo compito principale consista nel perseguire un'imposizione più equa di tutti gli utili delle imprese a prescindere dalla loro forma giuridica. Ne potrebbe pure risultare un promovimento generale del capitale a rischio, con cui si miglioreranno pure le condizioni quadro fiscali di tutte le PMI. L'obiettivo di imporre tutti gli utili dell'impresa secondo gli stessi criteri comporta l'esame delle aliquote d'imposta sia delle imposte sull'utile sia delle imposte sul reddito. Si porrà quindi pure la questione se e in che misura le distribuzioni o le riscossioni di utili dell'azionista rispettivamente delle persone aventi un'occupazione indipendente debbano essere imposte in maniera più moderata. Ciò è inoltre strettamente correlato alla questione di come si debbano equiparare fiscalmente le alienazioni di partecipazioni a enti e a imprese di persone. Ciò non deve invece significare per principio che a tal proposito debbano essere assunti modelli stranieri, che presuppongono notoriamente aliquote d'imposta sull'utile più elevate.</p><p></p><p>3. È certo che non possono più essere adottate misure per attenuare la doppia imposizione economica e per ottimizzare in maniera mirata le condizioni quadro fiscali senza l'inclusione delle imposte cantonali. In tal modo pure i Cantoni potrebbero prefiggersi l'abolizione dell'imposta sul capitale, poiché le imposte sulla sostanza non giovano alla piazza economica svizzera. Anche la legge sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni, che prevede un'imposta sul capitale e sulla sostanza, dovrebbe se del caso essere debitamente adeguata.</p><p></p><p>4. Sul fronte della politica fiscale il Consiglio federale è attualmente molto attivo e disposto ad esaminare ogni misura, che dopo la riforma 1997 dell'imposizione delle imprese potrebbe portare altri miglioramenti delle condizioni quadro per la piazza economica svizzera e maggiore equità nell'imposizione degli utili delle imprese. Esso necessita però di un margine d'azione relativamente grande, affinché possa non solo reagire tempestivamente alle più recenti conoscenze, ma anche tener conto delle esigenze di politica finanziaria nel senso che il pareggio a lungo termine del bilancio pubblico non venga pregiudicato da sgravi fiscali insostenibili. La richiesta dell'autore della mozione è esaminata in maniera approfondita dalla suddetta commissione di esperti diretta dal professor Oberson. Il rapporto e le proposte del gruppo di esperti saranno a disposizione a metà 2001. Su queste basi il Consiglio federale deciderà sull'ulteriore politica riformista in materia d'imposizione delle imprese.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.