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Martedì il presidente della Confederazione volerà oltre Atlantico. Dall’incontro la Svizzera si attende concreti progressi verso il disarmo
Martedì, 2 agosto, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis parteciperà a New York a una riunione sulla revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). La Svizzera si attende passi concreti verso il disarmo.
Ogni cinque anni i 191 Stati firmatari si riuniscono per verificare l’attuazione e il rispetto del Tnp, che "costituisce la base per il disarmo nucleare a livello mondiale", spiega in un comunicato il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), precisando che quest’anno gli Stati si riuniranno dal primo al 26 agosto.
Attualmente il disarmo degli arsenali nucleari risulta difficile ed è in stallo. Inoltre, il contesto internazionale è reso ancora più complicato dall’aggressione militare della Russia nei confronti dell’Ucraina.
"La Svizzera intende svolgere un ruolo di costruttore di ponti, promuovere un dialogo costruttivo, elaborare regole chiare e contribuire a sviluppare strumenti innovativi per il disarmo", indicano i servizi di Cassis, secondo cui la Confederazione mira a ottenere "risultati concreti".
La conclusione del Tnp è avvenuta nel 1968 sulla scia della corsa agli armamenti tra le superpotenze dopo la Seconda guerra mondiale, e del rischio concreto di escalation nucleare durante la crisi dei missili di Cuba nell’ottobre del 1962. Si fonda su tre pilastri: il divieto per le cinque potenze nucleari ufficiali – Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia – di trasferire armi nucleari, e per gli altri Stati firmatari di sviluppare, produrre o procurarsi questo tipo di armi; lo smantellamento degli arsenali atomici esistenti (le 5 nazioni coinvolte sarebbero ancora dotate di 13’000 armi del genere) e infine il diritto all’uso pacifico dell’energia nucleare per tutti gli Stati firmatari, ricorda il Dfae.