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È ancora mistero sulle condizioni fisiche del contestato presidente yemenita Ali Abdallah Saleh, ferito ieri in un attacco a colpi di mortaio a Sanaa, e secondo fonti saudite giunto questa sera in Arabia Saudita dove riceverà cure.
A meno di 24 ore dal messaggio audio del rais Saleh in cui assicurava di stare bene, le tv panarabe al Arabiya (saudita) e al Jazira (del Qatar) hanno affermato che il presidente è stato trasferito in un ospedale saudita, raggiungendo dunque gli altri cinque alti esponenti del regime già ricoverati ieri nel vicino regno arabo. Tra questi, il premier Ali Mujawar, secondo alcune fonti, sarebbe "clinicamente morto".
Il governo di Sanaa ha immediatamente smentito il trasferimento di Saleh in Arabia Saudita, ribadendo che "è stato ferito lievemente alla testa". La Bbc ha dal canto suo riferito che Saleh ha una scheggia di circa 7 centimetri e mezzo conficcata vicino al cuore.
Riad rientra intanto direttamente nella contesa tra forze lealiste e le milizie tribali alleate dell'opposizione riuscendo a strappare un cessate il fuoco alle parti in lotta. "Abbiamo raggiunto un cessate il fuoco grazie alla mediazione del re saudita Abdallah", ha detto Abdu Qawi al Qaysi, portavoce della tribù al Ahmar.
Nella capitale, dove per l'undicesimo giorno consecutivo si sono registrati anche oggi scontri nei quartieri nord tra lealisti e miliziani degli al Ahmar, i residenti denunciano un "preoccupante vuoto di sicurezza" e una "crescente penuria di beni di prima necessità, tra cui l'acqua potabile".
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