Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231315

<h2>SubmittedText<h2><p>Su mandato dell'UFAM, INOBAT è incaricata di riscuotere, gestire e utilizzare la tassa di smaltimento anticipata (TSA) sulle pile. Su domanda, l'organizzazione può esentare i partecipanti del mercato dall'obbligo della tassa in presenza di particolari situazioni di mercato o nell'ambito di una soluzione per settore (all. 2.15 n. 6.1 cpv. 3 lett. a ORRPChim).</p><p>Il 18 marzo 2021, INOBAT ha comunicato alle imprese esentate dal 2012 dall'obbligo di pagare la tassa per le pile al piombo e industriali, che l'esenzione scadrà a fine 2021. Considerato il crescente utilizzo di pile agli ioni di litio, soprattutto nei veicoli elettrici, INOBAT ha elaborato delle schede per mantenere l'esenzione dalla tassa.</p><p>Quando un'impresa non è in grado di aderire a una soluzione per settore o di far valere particolari situazioni di mercato, INOBAT applica alle pile agli ioni di litio una TSA di 1,60 franchi per chilogrammo. Per una vettura Volkswagen ID-3 con una batteria di 58 chilowattora e un peso di 385 chilogrammi risulterebbe una TSA pari a 616 franchi.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che</p><p>1. INOBAT ha superato la propria competenza di apprezzamento e di interpretazione poiché 1. il catalogo di esigenze per una soluzione per settore da essa istituito è privo di base giuridica e 2. in presenza di particolari situazioni di mercato modifica illecitamente la prassi (i) distinguendo in modo abusivo, data l'assenza di una base giuridica, tra le pile al piombo e quelle agli ioni di litio, che finora non venivano trattate separatamente e, infine, (ii) applicando alle pile agli ioni di litio criteri di smaltimento troppo severi, finora non contemplati dalla prassi?</p><p>2. La riscossione della TSA pari a 616 franchi non minaccia l'auspicata riduzione delle emissioni di CO2? La TSA non dovrebbe continuare a essere a carico dei consumatori? La TSA dovrà essere indicata sulla fattura? Inoltre, occorrono modifiche di ordinanze, ad esempio dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP)?</p><p>3. Quali costi di smaltimento al chilogrammo e quale volume di pile industriali agli ioni di litio prevede il Consiglio federale per il periodo 2021-2024? Considerati i numerosi aspetti da chiarire, non è troppo presto riscuotere la tassa già a partire dal 2022?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a commissionare studi sui volumi previsti e al contempo a prorogare fino al 31 dicembre 2024 la soluzione per settore?</p><p>5. Il Consiglio federale è disposto ad attendere con la riscossione della tassa al fine di armonizzarla con il previsto regolamento europeo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Secondo l'ordinanza concernente la riduzione dei rischi nell'utilizzazione di determinate sostanze, preparati e oggetti particolarmente pericolosi (ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici, ORRPChim; RS 814.81) lo smaltimento rispettoso dell'ambiente delle pile industriali, di cui fanno parte anche le pile agli ioni di litio, è garantito dal 2011 da una tassa di smaltimento anticipata (TSA). Su domanda, i produttori possono essere esentati dall'obbligo della tassa. L'esenzione, decretata nel 2017, scade a fine 2021. Per l'esenzione dalla tassa a partire dal 2022, i produttori devono, fra le altre cose, illustrare in una richiesta come garantiscono lo smaltimento ecocompatibile delle pile e la copertura di tutti i costi di smaltimento. Una differenziazione tra le pile agli ioni di litio e quelle al piombo è giustificata, poiché nel caso delle pile al piombo i ricavi di vendita delle sostanze riciclate coprono completamente i costi di smaltimento, mentre nel caso delle pile agli ioni di litio questo non succede ancora.</p><p>2) Il Consiglio federale sostiene il potenziamento dell'elettromobilità, poiché contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2. In termini di economia circolare e di un utilizzo efficiente delle risorse, bisogna tuttavia garantire che già durante la produzione di una pila si tenga conto della sua circolarità e del suo smaltimento. Secondo l'ORRPChim vigente, i costi a tal fine devono già oggi essere sostenuti dai produttori esenti dalla tassa. I contributi o le tasse di smaltimento possono essere indicati separatamente sulla fattura. La riscossione della TSA non ostacola la riduzione delle emissioni di CO2.</p><p>3) Attualmente le auto elettriche e ibride plug-in omologate rappresentano più del 20 per cento di tutte le automobili nuove. Queste pile hanno una durata di vita lunga, per cui ad oggi le quantità di materiali smaltiti è bassa. Secondo l'ORRPChim l'aliquota della tassa deve essere adattata se questa non dovesse coprire tutti i costi. Il DATEC continuerà quindi a monitorare l'evoluzione dei costi e, se del caso, ad adeguare l'aliquota della tassa.</p><p>4 e 5) Esistono già sufficienti studi sullo sviluppo previsto dell'elettromobilità (p.es. le Prospettive energetiche 2050+). Il Consiglio federale non vede alcun beneficio in un ulteriore studio. Le domande di esenzione dalla tassa presentate entro il termine del 1° novembre 2021 sono attualmente in fase di valutazione. Se i requisiti per un'esenzione dalla tassa sono soddisfatti, tale esenzione è concessa a titolo provvisorio per due anni. Nel frattempo, il Consiglio federale continuerà a seguire da vicino gli sviluppi della proposta della Commissione europea per un regolamento relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie. Deciderà a tempo debito su un'eventuale armonizzazione con il regolamento previsto.</p>  Risposta del Consiglio federale.