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I cosiddetti referendum nei territori dell’Ucraina in parte occupati dalla Russia si svolgono in circostanze non conformi alla legge e sono contrari al diritto internazionale.
Il Consiglio federale condanna questa ennesima violazione della sovranità ucraina da parte della Russia e non riconoscerà gli esiti dei cosiddetti referendum. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha illustrato chiaramente questa posizione al ministro degli esteri russo Sergej Lavrov mercoledì a New York.
Dal 23 al 27 settembre 2022 si terranno nei territori dell’Ucraina (parti delle province di Luhansk, Donesk, Zaporizhzhia, Kherson ed eventualmente altre) parzialmente occupati dalla Russia, i referendum per stabilire l’annessione alla Federazione russa. I referendum sono organizzati da rappresentanti nominati dalla Russia, ma secondo il diritto internazionale le regioni interessate appartengono all’Ucraina, proprio come la Crimea.
Il Consiglio federale fa sapere che in virtù del diritto internazionale, la Russia, in quanto potenza occupante, è tenuta a rispettare il diritto internazionale umanitario, i diritti umani e l’ordinamento giuridico ucraino in vigore. "La potenza occupante non ha la sovranità sul territorio ucraino - cita la nota ufficiale - . I cosiddetti referendum nei territori dell’Ucraina in parte occupati dalla Russia si svolgono in violazione della Costituzione ucraina, non sono conformi alla legge e sono contrari al diritto internazionale. La Svizzera non riconoscerà gli esiti dei cosiddetti referendum. Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha illustrato chiaramente questa posizione al ministro degli esteri russo Sergej Lavrov mercoledì a New York. Ieri il DFAE ha convocato l’ambasciatore russo e gli ha comunicato la posizione della Svizzera".
Con l’indizione di questi cosiddetti referendum la Russia viola nuovamente – dall’annessione della Crimea nel 2014 – il diritto internazionale, in particolare il principio dell’integrità territoriale e della sovranità degli Stati. Inoltre, la Russia viene meno ai suoi impegni internazionali derivanti da vari trattati bilaterali e multilaterali. Queste azioni sono inoltre contrarie a quanto sancito nell’Atto finale di Helsinki.
La Svizzera non ha mai riconosciuto nemmeno l’indipendenza dichiarata dai rappresentanti autoproclamati delle cosiddette «repubbliche popolari» di Luhansk e Donesk, che la Russia ha riconosciuto come Stati indipendenti il 23 febbraio 2022. Il Consiglio federale aveva immediatamente condannato questo atto, ritenendolo contrario al diritto internazionale e costituente una violazione dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina.
Il Consiglio federale invita la Russia a porre fine all’indizione di cosiddetti referendum in Ucraina, a non dare seguito alle attese richieste di annessione dei territori alla Federazione russa e ad astenersi da compiere ulteriori passi verso l’occupazione e l’annessione. Il Consiglio federale segue con grande preoccupazione la parziale mobilitazione russa e chiede alla Russia di smorzare le tensioni e ritirarsi completamente dai territori ucraini.
In relazione allo svolgimento di questi cosiddetti referendum, l’UE ha annunciato nuove sanzioni che, se implementate, verranno esaminate dal Consiglio federale in vista di una loro eventuale adozione da parte della Svizzera.
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