Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01195.jsonl.gz/771

l giornale britannico ha addestrato un algoritmo a rispondere come il ceo di Facebook (che non gli rilascia interviste).
Un’intervista a Zuckerberg, o meglio, a un algoritmo che risponde come Zuckerberg. Il quotidiano britannico "The Guardian" ha pubblicato un'intervista a "Zuckerbot", ovvero un algoritmo in cui è stato inserito tutto quanto ha dichiarato il fondatore di Facebook (visto che, precisa l'autrice dell'intervista Julia Carrie Wong, Zuckerberg si è rifiutato di rilasciare un'intervista al Guardian).
Come ricorda il Guardian, che è uno dei giornali più critici sul tema della privacy in relazione ai “giganti” del web, nell'anno e mezzo che è passato da quando è scoppiato lo scandalo Cambridge Analytica, riguardante i dati di milioni di utenti di Facebook finiti nelle mani della società di consulenza britannica (che gli ha usati per scopi di propaganda politica) Zuckerberg ha testimoniato due volte davanti al Congresso degli Stati Uniti e ha rilasciato diverse interviste (tranne al Guardian).
"Quindi, dato che Zuckerberg non parlerà con il Guardian, abbiamo costruito uno Zuckerbot che lo farà", dice il quotidiano britannico. L'algoritmo, realizzato dalla società Botnik Studios, che ha risposto alle domande al posto del ceo di Facebook, è stato "addestrato" con tre anni di interviste, discorsi, post e testimonianze provenienti da Zuckerberg, in tutto più di 200'000 parole. I giornalisti del Guardian e dell’Observer hanno poi fornito le domande, e Botnik ha usato lo Zuckerbot per produrre le risposte.
Le risposte all'intervista dell’algoritmo, non sono sempre molto coerenti, ma risultano comunque interessanti.
"Questo è stato un grande anno per pensare a come Facebook influisce sulla democrazia. Credete nella democrazia?", è una delle domande poste all'algoritmo. La risposta: "Credo in un sogno di scopo e speranza. In realtà credo che sia stimolante per tutti essere un imprenditore. Ma anche per me essere un intermediario tra le persone e il futuro di internet.
"Quest'anno si è parlato molto di miliardari. Pensa che i miliardari dovrebbero esistere?", viene chiesto al "Zuckerbot", che risponde: "Io sono molto di più di un'enorme quantità di denaro. Sono un mucchio di cose, il che significa che se non esisto più, non c'è nessun altro che si assicuri che abbiamo questo computer per fare tutto, dalla governance alla ricerca. E questo è Internet per me? È l'internet per tutti? Immagino che lo decideremo in futuro".
"Di cosa hai parlato con Trump alla tua cena segreta?", è un’altra domanda. "C'è mai qualcosa di sicuro?", risponde l'algoritmo. "C'è mai qualcosa di segreto? Indovinate un po'? La risposta è un chiaro forse. O forse no. Ti dirò parole tranquille in faccia, proprio come ho fatto con lui e con il Congresso. Non potete aspettarvi che vi dica un segreto che non ho condiviso con lui, ma sono sicuro che condividiamo la stessa infrastruttura".