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Non ha senso mettere i giornalisti in regime di disoccupazione parziale, perché a mancare attualmente sono magari gli introiti pubblicitari degli editori, non certo il lavoro al fronte e la necessità di riferire di quanto accade.
Lo sostiene Impressum, la più grande organizzazione svizzera dei giornalisti, che invita il Consiglio federale a muoversi affinché i soldi pubblici siano usati per impiegare i cronisti, non certo per lasciarli a casa.
In un comunicato odierno l'organizzazione si dice preoccupata per il fatto che vi siano società editoriali - lo ha fatto per esempio Tamedia - che hanno introdotto il lavoro ridotto. È vero che, sull'onda del coronavirus, la pubblicità è venuta quasi tutta a mancare: "ma la disoccupazione parziale è la soluzione sbagliata, perché si basa sull'assunto che, oltre ai proventi, siano in flessione anche gli oneri lavorativi, mentre per quanto riguarda i giornalisti questo non è il caso".
"L'opinione pubblica e le autorità devono più che mai poter contare sul lavoro giornalistico", afferma il direttore di Impressum, Urs Thalmann, citato nella nota. "Per questo motivo chiediamo che il denaro non sia destinato alla retribuzione del lavoro a tempo parziale, ma al finanziamento dell'informazione giornalistica. Questo non costerà un centesimo in più!".
Secondo l'organizzazione il governo federale deve emanare un'altra ordinanza d'urgenza che permetta alle aziende del settore dei media di continuare a lavorare e di continuare a pagare gli stipendi. Il denaro necessario dovrebbe provenire dal fondo per la compensazione della disoccupazione parziale. Per Impressum l'esecutivo può basare questo approccio sull'articolo 7 della legge sulle epidemie, quello della "situazione straordinaria".
Al fine di prevenire gli abusi dovrebbe inoltre essere possibile sostituire l'indennità di lavoro a tempo parziale con un salario solo nel caso di giornalisti inseriti nel registro professionale (RP). Le aziende del settore dovrebbero comunque essere soggette all'obbligo di giustificare il motivo per cui chiedono l'indennità. Inoltre sarebbero da escludere licenziamenti per chi si avvale di questo sostegno.
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