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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha respinto un ricorso del tassista condannato nel giugno scorso a Ginevra per stupro e assassinio di una ragazza dodicenne nel 2012. L'uomo chiedeva la ricusazione di uno dei due esperti psichiatrici ascoltati durante il processo.
L'imputato 42enne di origine etiope era stato condannato a una pena di 20 anni di reclusione e all'internamento ordinario dal Tribunale criminale ginevrino per aver violentato e strangolato l'adolescente che conosceva bene, poiché figlia della donna che frequentava all'epoca. La sua condanna non è però definitiva poiché i suoi due avvocati hanno impugnato la sentenza.
Ancor prima dell'udienza di giugno, il 42enne aveva messo in dubbio l'imparzialità di uno dei due esperti psichiatrici. Nell'istruzione, l'audizione dei due periti aveva dato adito a violenti scambi con i difensori dell'accusato.
Insistenza degli avvocati - Depositata nel febbraio scorso, la richiesta di ricusazione di uno degli esperti era stata respinta in maggio dalla Camera dei ricorsi penali ginevrina. Quest'ultima aveva ritenuto che il parere dello psichiatra non fosse di parte.
In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale conferma la decisione dell'istanza precedente. Secondo i giudici losannesi, è su insistenza degli avvocati che l'esperto ha precisato che considerava gli elementi fattuali del dossier come stabiliti. Inoltre lo psichiatra aveva aggiunto che se l'accusa era accertata, la colpevolezza non lo era.
Ipotesi di lavoro - Il TF sottolinea come, per condurre a buon fine il suo mandato, l'esperto non possa ignorare i fatti all'origine del procedimento, anche se l'imputato li contesta. Deve prendere in considerazione quale ipotesi di lavoro i presunti reati descritti nell'atto d'accusa.
La prassi vuole che le perizie psichiatriche siano realizzate prima della sentenza, considerando o no la realtà dei fatti denunciati e la colpevolezza, aggiunge la suprema corte. Non si può quindi dedurre che l'esperto sia parziale.
I giudici losannesi rilevano infine «il comportamento inappropriato» dell'imputato e dei suoi avvocati durante l'audizione dell'esperto. La scelta di un atteggiamento particolarmente aggressivo, al limite dell'ammissibile, nei confronti dello psichiatra non hanno certamente corroborato l'accusa di parzialità, conclude il Tribunale federale.