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LOSANNA - Considerato svizzero per 22 anni a causa di un errore, un abitante di Winterthur (ZH) non potrà regolarizzare rapidamente la sua situazione. Il Tribunale federale (TF) ha confermato l'opposizione alla sua naturalizzazione facilitata.
Il ricorrente è nato nel 1993 da madre franco-svizzera e da padre libanese. La mamma aveva ottenuto la nazionalità elvetica attraverso un precedente matrimonio. In questi casi, la nazionalità viene trasmessa solo a condizioni molto restrittive.
Nel 2015 il giovane ha cercato di rinnovare il suo passaporto, ma le autorità l'hanno informato che non risulta registrato nel registro dello stavo civile elettronico. L'interessato ha allora aperto una procedura di naturalizzazione facilitata presso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). La richiesta è stata però respinta a causa della sua difficile situazione finanziaria.
Il suo ricorso è stato prima respinto dal Tribunale amministrativo federale e ora dal TF. Nella sentenza pubblicata oggi, l'Alta corte ha spiegato che il ricorrente ha diritto alla nazionalità francese, come previsto dal Codice civile francese, non però a quella svizzera.
Il TF ricorda che nel vecchio diritto era previsto che uno straniero che per almeno cinque anni è convinto in tutta onestà di essere svizzero, e viene trattato come tale dalle autorità, può pretendere una naturalizzazione facilitata.
Da questo punto di vista, considerando l'errore del Controllo degli abitanti di Winterthur che lo ha a lungo considerato elvetico, l'interessato avrebbe diritto di fare domanda. Tuttavia, non rispetta altri criteri: fra il 2011 e il 2017 ha infatti accumulato 60'000 franchi di attestati di carenza di beni e conta inoltre diversi procedimenti pendenti.