Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/216691

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato, in considerazione della minaccia costituita dal terrorismo islamico, di attivarsi presso l'Italia affinché torni a chiudere i propri porti all'immigrazione clandestina. Il Consiglio federale è pure incaricato di inasprire i controlli ai confini nazionali, in particolare a quelli con l'Italia, e le regole di ammissione di migranti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce un'elevata priorità alla lotta contro il terrorismo. La situazione relativa alla sicurezza in Svizzera e, in particolare, nelle regioni di confine viene costantemente analizzata in modo da poter adottare in maniera tempestiva le misure necessarie. Queste misure sono il frutto della cooperazione internazionale che la Svizzera intrattiene in materia di sicurezza, in particolare nel quadro della partecipazione a Schengen e delle relazioni bilaterali con i Paesi limitrofi. Gli attuali sviluppi di Schengen - ad esempio nel settore della modernizzazione del sistema d'informazione Schengen (SIS II), nonché dell'introduzione di nuovi sistemi quali l'interoperabilità (IOP) e il sistema di ingressi/uscite (EES) - rafforzeranno ancor più l'architettura di sicurezza in Europa. Anche il patto sulla migrazione e l'asilo presentato dalla Commissione europea contiene elementi, ad esempio lo screening dei migranti come pure il potenziamento dei ritorni e della protezione delle frontiere esterne, che il Consiglio federale spera possano apportare una maggiore sicurezza.</p><p>Il pericolo di infiltrazione di reti terroristiche nei flussi migratori al fine di giungere in Europa è noto, è stato segnalato a più riprese da Europol e i Paesi europei lo prendono molto sul serio. Un controllo rigoroso delle frontiere esterne di Schengen avvalendosi delle pertinenti banche dati europee e nazionali costituisce un elemento importante nella lotta contro il terrorismo. Il Consiglio federale ritiene per contro che controlli più severi alle frontiere interne non rappresentino il mezzo appropriato per combattere in maniera efficace il terrorismo. Nella lotta contro le reti terroristiche punta sulla cooperazione internazionale con Interpol ed Europol, con i partner del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e naturalmente con i Paesi limitrofi. </p><p>La cooperazione di polizia con l'Italia si fonda, tra le altre cose, sul riveduto Accordo sulla cooperazione di polizia e doganale tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica Italiana (RS 0.360.454.1), entrato in vigore il 1° novembre 2016. In virtù di questo accordo, le autorità svizzere e italiane eseguono pattugliamenti congiunti per lottare contro la migrazione illegale. Fedpol coordina lo scambio di informazioni e le misure transfrontaliere quali l'osservazione o l'inseguimento. </p><p>Come menzionato nelle risposte del Consiglio federale alle interpellanze Keller-Inhelder 18.3252 (Raccomandazioni del Servizio delle attività informative della Confederazione concernenti il rigetto di domande di asilo e minaccia terroristica) e 18.4306 (La Segreteria di Stato della migrazione protegge persone potenzialmente pericolose. Situazione attuale?), le autorità competenti (fedpol, SIC, SEM, polizie cantonali interessate) adottano le misure necessarie e appropriate a livello nazionale per lottare contro qualsiasi minaccia alla sicurezza interna o esterna della Svizzera. Il Consiglio federale rinvia a due strumenti che si iscrivono nella strategia adottata nel 2015 dalla Svizzera per la lotta al terrorismo: anzitutto il coordinamento operativo in materia di terrorismo (Terrorist Tracking TETRA), una piattaforma diretta da fedpol e in seno a cui collaborano tutte le autorità federali e cantonali interessate (in particolare degli ambiti della sicurezza, del perseguimento penale e della migrazione) e inoltre la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT), adottata dal Parlamento il 25 settembre 2020. Con la MPT fedpol disporrà di maggiori strumenti per contrastare le persone che rappresentano una potenziale minaccia terroristica. Su richiesta e in stretta collaborazione con i Cantoni, potrà anche ordinare ulteriori misure quali ad esempio l'obbligo di presentarsi e di partecipare a colloqui, divieti di espatrio, divieti di avere contatti, divieti di lasciare o accedere ad aree determinate nonché gli arresti domiciliari.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.