Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/214687

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è pregato di svolgere un'analisi dei rischi che il calo della biodiversità comporta per gli istituti finanziari svizzeri, esaminando in particolare gli aspetti seguenti:</p><p>1. Quali ripercussioni si prevede avrà, per gli istituti finanziari svizzeri che operano nell'UE, l'entrata in vigore (prevista nel 2022) del piano d'azione dell'UE e dei relativi valori limite concernenti la biodiversità e gli ecosistemi?</p><p>2. Quali contromisure può adottare la Svizzera per adeguarsi nel modo migliore al nuovo contesto?</p><p>3. Come è possibile contenere al meglio i rischi finanziari legati a future situazioni estreme (come le zoonosi)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per diversi aspetti, la perdita di biodiversità è un rischio per il benessere economico, come afferma anche la piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem, IPBES). Da un lato, ci sono i rischi fisici che pregiudicano vari settori, come l'agricoltura. Quando si verificano interruzioni nelle catene di fornitura (globali), i rischi fisici diventano rischi sistemici che possono comportare costi economici significativi. Dall'altro, le aziende che danneggiano la biodiversità possono risentirne in termini di reputazione. A ciò si aggiungono i cosiddetti rischi di transizione per gli operatori economici qualora la legislazione dovesse prevedere in futuro prescrizioni più severe per la protezione della biodiversità. Queste categorie di rischio riguardano anche il settore finanziario che investe nei settori interessati dell'economia reale o li finanzia.</p><p>Nell'interesse della stabilità finanziaria, i rischi legati alla biodiversità dovrebbero quindi essere indicati in modo trasparente. Il Consiglio federale sostiene questo processo promuovendo strumenti come ENCORE ("Exploring Natural Capital Opportunities, Risks and Exposure") che contribuiscono a illustrare tali rischi.</p><p>La Svizzera partecipa inoltre a un gruppo di lavoro informale che si prefigge di istituire una task force dedicata ai rischi finanziari associati alla natura e alla trasparenza. Il gruppo di lavoro, avviato da diverse organizzazioni delle Nazioni Unite, dalla Natural Capital Finance Alliance e dal WWF, è composto da rappresentanti di vari Governi nonché del settore bancario e assicurativo. A partire dal 2021, la task force potrebbe occuparsi dei rischi legati alla biodiversità e dell'impatto dei flussi finanziari sulle risorse naturali. Il Consiglio federale segue con attenzione anche l'attuazione del piano d'azione dell'UE "Finanziamento della crescita sostenibile" e ha pubblicato la sua analisi delle principali misure nel suo rapporto "Sostenibilità nel settore finanziario" del 26 giugno 2020. In questo rapporto afferma che le misure dell'UE possono essere rilevanti per l'accesso al mercato dei fornitori di servizi finanziari svizzeri. Tuttavia, è ancora troppo presto per effettuare una valutazione fondata degli effetti della tassonomia UE sulla piazza finanziaria svizzera. È opportuno ricordare che la tassonomia UE mira a orientare i flussi finanziari, vale a dire le decisioni di finanziamento e di investimento, oltre la prospettiva del rischio, verso il raggiungimento di sei obiettivi ambientali (tra cui la protezione e il ripristino della biodiversità). Anche il Consiglio federale accoglie con favore un'evoluzione verso flussi finanziari rispettosi della biodiversità. Per questo motivo, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta lavorando all'ampliamento dello strumento ENCORE. Gli investitori potranno quindi in futuro determinare il grado di allineamento (alignment) dei flussi finanziari con gli obiettivi internazionali in materia di biodiversità.</p><p>In definitiva, il modo più efficace per ridurre i rischi legati alla biodiversità consiste nell'arrestare la perdita della biodiversità stessa. A tal fine, il Consiglio federale ha adottato nel 2012 la Strategia Biodiversità Svizzera e nel 2017 il relativo piano d'azione. A livello internazionale, la Svizzera si adopera a favore di un ambizioso quadro di riferimento globale per la biodiversità dopo il 2020, che sarà adottato nel 2021 in occasione della 15a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla diversità biologica. Il Consiglio federale integrerà la sua posizione sui flussi finanziari nelle relative trattative e si impegnerà a favore di un obiettivo globale per l'orientamento sostenibile di detti flussi. Considerati gli strumenti disponibili e le attività in corso, il Consiglio federale non ritiene opportuno elaborare un ulteriore rapporto.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.