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BERNA - Una lunga lista di cose da fare. È la conclusione a cui è giunta la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N). Che chiede alla Confederazione d'intensificare in modo massiccio lo screening del coronavirus e di monitorare con test sierologici (su campioni rappresentativi della popolazione) l'evoluzione della pandemia. La CSSS-N chiede pure che, non appena vi sarà disponibilità, il tampone non venga limitato a chi presenta sintomi gravi.
Dopo aver discusso con i consiglieri federali Guy Parmelin e Alain Berset, la commissione ha però lodato il lavoro svolto dal Consiglio federale e dall'Amministrazione per contenere la pandemia e le ripercussioni sull'economia.
Monitorare l'immunità - Non appena saranno disponibili, i test per l'individuazione degli anticorpi dovranno essere svolti a campione in modo da valutare i tassi di immunità della popolazione. La Confederazione deve inoltre introdurre un sistema di tracciamento efficace che consenta d'identificare rapidamente le catene di contagio e d'interromperle, rispettando la protezione dei dati.
Fornire il materiale - La Confederazione deve anche garantire la disponibilità di dispositivi di protezione per le imprese che altrimenti non potrebbero operare. Per l'allentamento graduale del lockdown Berna ha emanato prescrizioni igieniche obbligatorie. Centinaia di migliaia di aziende dovranno quindi procurarsi mascherine e altri dispositivi e se il materiale non sarà disponibile in quantità sufficiente, le imprese subiranno un ulteriore danno economico.
Nessuna discriminazione - La Commissione chiede inoltre al governo di modificare l'ordinanza per correggere la discriminazione subita dai piccoli negozi rispetto ai grandi distributori. Il testo prevede che, a partire dal 27 aprile, la grande distribuzione potrà nuovamente vendere beni di consumo quotidiani e altra merce nei propri negozi di generi alimentari, mentre gli altri negozi e mercati potranno riaprire solo l'11 maggio.
Sopravvivenza di asili nido - La commissione invita inoltre il Confederazione e i Cantoni a trovare una soluzione per garantire la sopravvivenza degli asili nido e sostiene le due mozioni in questo senso presentate dalle commissioni del Consiglio nazionale e degli Stati.
Niente dividendi, se lavoro ridotto - Il Consiglio federale deve pure elaborare una regolamentazione per vietare alle aziende che ricorrono al lavoro ridotto di distribuire dividendi nell'anno in corso e negli anni successivi, analogamente a quanto fatto nell'ordinanza concernente la concessione di crediti e fideiussioni solidali in seguito al coronavirus. Disposizioni devono essere emanate anche per le imprese che hanno già annunciato o distribuito dividendi, secondo la commissione.
Più crediti per lavoro ridotto - La commissione ha approvato il versamento di 6 miliardi di franchi per il prolungamento delle indennità per lavoro ridotto. Sostiene inoltre l'importo di 5,3 miliardi di franchi destinato alle indennità per perdita di guadagno. Raccomanda però al Consiglio federale di eliminare l'"effetto soglia" legato al fatto che i lavoratori autonomi non direttamente interessati dalle misure sanitarie hanno diritto a un'indennità solo se il loro reddito non supera i 90'000 franchi.
396 milioni per le mascherine - Con 20 voti favorevoli e 3 contrari, la commissione accoglie pure il credito di 2,453 miliardi di franchi per l'acquisto di materiale sanitario, ma sottolinea che i 396 milioni di franchi destinati all'acquisto di mascherine igieniche devono essere considerati come un limite di spesa massimo e che questi dispositivi devono essere acquistati, se possibile, a un prezzo più basso.
10 milioni per un vaccino - I 130 milioni di franchi utilizzati per l'acquisto di farmaci contro il Covid-19 non sono stati contestati. Con 15 voti a favore, 5 contrari e 2 astensioni, la commissione ha anche votato a favore di un contributo di 10 milioni di franchi per la coalizione internazionale per lo sviluppo di vaccini contro il coronavirus.