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Lo Zurich Film Festival (ZFF) ha dedicato la sua retrospettiva al regista italiano Paolo Sorrentino, con una selezione film, tra cui La grande bellezza (2013, Oscar per il miglior film in lingua straniera), nonché la serie televisiva The Young Pope (2016). A Zurigo è stato quest’anno insignito del premio alla carriera “A tribute to… Award”, riconoscimento che ha ricevuto in occasione della proiezione del suo ultimo film, È stata la mano di Dio (2021, Gran premio della giuria alla 78esima Mostra del cinema di Venezia).
Ieri pomeriggio Sorrentino ha tenuto inoltre una Masterclass in italiano – una prima per lo ZFF – dove ha risposto alle domande del direttore del festival Christian Jungen. «Da quando ho visto Le conseguenze dell’amore nel 2004, Paolo Sorrentino è stato uno dei miei registi preferiti», ha dichiarato Jungen, che ha definito Sorrentino il degno successore di Fellini. Il regista napoletano ha affermato di «non avere uno stile» vero e proprio ma di avere uno stile adeguato a ciò che racconta. La sua firma è «dettata piuttosto dal ritmo lento, ma non lentissimo» per cui molti lo rimproverano. «Ma è colpa degli altri perché loro vanno troppo di fretta», ha detto sorridendo Sorrentino.