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Quadro giuridico relativo alla libertà religiosa ed effettiva applicazione
L’articolo 46 della Costituzione garantisce la libertà di credo. Il diritto di esprimere credenze religiose è limitato soltanto dalla necessità di proteggere la vita e la salute degli altri, la pace e l’ordine pubblico. L’articolo 14 stabilisce che le comunità religiose sono separate dallo Stato ed ugualmente libere nell’esercizio dei loro riti e degli affari religiosi.
I gruppi religiosi devono registrarsi presso la polizia locale entro 15 giorni dalla loro costituzione per ricevere lo status di persona giuridica. La polizia presenterà quindi la registrazione al Ministero dell’Interno. Le organizzazioni religiose devono avere almeno due membri per registrarsi.
Le comunità religiose registrate in Montenegro includono la Chiesa del Vangelo di Cristo, la missione cattolica Tuzi, la Chiesa cristiana avventista, la Chiesa evangelica, l’Ordine militare dei credenti ospitali di San Lazzaro di Gerusalemme per il Montenegro, la missione francescana per Malesia, la comunità cristiana biblica, i baha’i, la comunità montenegrina, Chiesa cristiana avventista, buddisti, protestanti, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni), i testimoni di Geova e la comunità ebraica1.
Il governo stipula intese individuali con le organizzazioni religiose. Finora sono stati conclusi accordi separati tra il governo del Montenegro e le comunità cattolica, islamica ed ebraica2. Queste intese non sostituiscono l’obbligatorietà della registrazione. Non esiste un accordo con le Chiese ortodosse serba e montenegrina.
Molte delle festività pubbliche ufficiali del Paese sono basate sul calendario liturgico ortodosso. Vengono inoltre osservate festività cattoliche, musulmane ed ebraiche.
La “legge sulle comunità religiose” del 19773, risalente a quando il Montenegro era una delle repubbliche dell’ex Jugoslavia, è ancora in vigore. Una nuova norma sulla libertà religiosa è stata redatta per regolare lo status delle Chiese e delle altre comunità religiose nella società laica montenegrina. Tuttavia, la bozza non è stata ancora conclusa. Nel disegno di legge, si propone che tutte le chiese e i monasteri costruiti prima del 1918 diventino proprietà dello Stato e parte del patrimonio culturale del Paese. Le comunità religiose dovrebbero inoltre iniziare a pagare le tasse e sarebbero obbligate a «informare confidenzialmente il governo» prima di nominare i propri rappresentanti. Dopo che le comunità religiose hanno presentato 4.501 osservazioni, il Ministero ha dovuto ritirare il disegno di legge per ulteriori considerazioni e, sebbene sia stata annunciata per la fine del 2017, la nuova proposta non è stata ancora presentata al pubblico. Secondo il direttore generale per le relazioni con le comunità religiose del Ministero per i Diritti umani e delle minoranze, Žana Filipović, una nuova bozza preliminare sarebbe attualmente all’esame del dicastero, ma non è noto quando sarà presentata in Parlamento4.
Il 3 settembre 2017, dopo 70 anni di attesa, nella diocesi di Bar, la più antica istituzione religiosa del Montenegro, è stata consacrata la nuova concattedrale di San Pietro Apostolo. Una messa speciale è stata celebrata dall’allora arcivescovo, monsignor Zef Gashi. La prima pietra della nuova co-cattedrale di Bar era stata posata nel 2011.
Nel dicembre 2017, è stata posata invece la prima pietra di una nuova sinagoga a Podgorica. Il governo del Montenegro ha donato la terra per un tempio ebraico nel 2013. Secondo i giornali locali si tratta della prima sinagoga costruita nei Balcani nel secolo corrente5.
Per la prima volta da oltre cento anni, la comunità ebraica del Montenegro ha il suo rabbino residente, che si chiama Ari Edelkopf, un rabbino chabad nato a Los Angeles. Edelkopf è anche il primo rabbino residente in Montenegro da quando il Paese è diventato indipendente nel 2006. Al giorno d’oggi la comunità ebraica in Montenegro è la più giovane e probabilmente una delle più piccole comunità ebraiche del mondo. Secondo il censimento più recente è composta da circa 300 fedeli.
Un gruppo di 30 abitanti musulmani di Rozaje, una città situata vicino al confine con il Kosovo, ha recentemente dimostrato che la tolleranza religiosa è molto viva tra la gente comune in Montenegro. Mentre lavoravano all’estero, sono venuti a sapere che la locale chiesa ortodossa di San Giovanni Battista aveva disperatamente bisogno di essere ricostruita. Hanno dunque raccolto il denaro e aiutato i parrocchiani ortodossi a sostituire porte e finestre di legno deformate e danneggiate. Rozaje è una città a maggioranza musulmana e soltanto il due percento dei residenti è composto da credenti ortodossi6.
Episodi rilevanti
Il 1° ottobre 2017, al fine di evitare scontri tra i sostenitori della Chiesa ortodossa montenegrina e quelli della Chiesa ortodossa serba, la polizia locale di Cetinje ha impedito all’arcivescovo ortodosso e al clero di celebrare una messa per il re Nikola e la sua famiglia nel monastero di Çipuri a Cetinje7.
Il sindaco della capitale montenegrina Podgorica, Slavoljub Stijepovic, ha presentato una denuncia penale contro ignoti «vestiti come sacerdoti», che avevano celebrato una messa. Nella denuncia penale del sindaco si affermava che gli usurpatori avevano fatto irruzione nell’ex-mercato del quartiere di Konik violando una proprietà comunale. La denuncia penale è stata presentata dopo che i sacerdoti serbi ortodossi, guidati da Amfilohije Radovic, avevano celebrato una messa il 23 aprile 2017 in un mercato in disuso, per segnare l’inizio della costruzione di una nuova chiesa consacrata a San Vasilije Ostroski8.
Il restauro di un monumento storico a Podgorica ha causato tensioni tra musulmani e ortodossi. Durante il processo di ricostruzione, una croce metallica di 100 anni è stata rimossa dalla cima della torre dell’orologio (Sahat Kula) costruita nel 1667 dal sovrano ottomano Adži-paša Osmanagić. La comunità islamica insiste sul fatto che la croce di metallo non dovrebbe essere nuovamente posta sulla torre perché non fa parte dell’architettura islamica originale. La Chiesa ortodossa serba chiede invece che la croce venga riposta dove si trovava prima del restauro. Il progetto è stato finanziato grazie ad un contributo di un milione di euro dell’agenzia turca Tika.
La Chiesa ortodossa serba si è opposta fermamente ai piani del governo di costruire diverse centrali idroelettriche sul fiume Moraca nella parte settentrionale del Paese. I rappresentanti della Chiesa sostengono che il piano del governo metterebbe in pericolo l’esistenza di un monastero del XIII secolo che è anche uno dei più importanti santuari di pellegrinaggio in Montenegro9.
Prospettive per la libertà religiosa
Un anno dopo che il Montenegro è stato ammesso ufficialmente nella NATO, non vi osservano molti cambiamenti positivi nella vita quotidiana dei cittadini. Le riforme hanno subito un generale rallentamento. Il tasso di disoccupazione è aumentato, fino a raggiungere il 24 percento nel 2017. L’opinione pubblica considera il governo altamente inefficiente e corrotto.
Il disegno di legge sulla libertà religiosa non è stato ancora adottato, nonostante le promesse.
Fra la Chiesa ortodossa serba e quella ortodossa montenegrina persistono tensioni relative alle proprietà religiose in Montenegro. Il clero della Chiesa ortodossa serba continua a fare ricorso ad una retorica offensiva, che a volte rasenta i discorsi d’odio, e ad interferire negli affari dello Stato. Ad eccezione dell’attrito tra le due Chiese ortodosse, le relazioni tra i gruppi religiosi sono amichevoli e fondate sulla tolleranza. Resta da vedere se l’instabilità politica ed economica influenzerà in modo significativo la società montenegrina per tradizione religiosamente tollerante.
- Direttorio per le comunità religiose all’interno del Ministero per i diritti umani e delle minoranze
- Ufficio delle pubbliche relazioni del governo del Montenegro
- Gazzetta ufficiale del Montenegro, N. 9/77
- “La legge religiosa non è ancora all’ordine del giorno in Parlamento”, Dan, 28 marzo 2018, http://www.dan.co.me/?nivo=3&rubrika=Drustvo&clanak=640420&najdatum=2018-03-28&datum=2018-03-29
- “La prima pietra per una nuova sinagoga a Podgorica”, Canale televisivo statale del Montenegro, Servizio pubblico nazionale, http://www.rtcg.me/vijesti/podgorica/187953/postavljen-kamen-temeljac-za-sinagogu.html
- “Donatori musulmani hanno sostenuto la ricostruzione della chiesa ortodossa a Rozaje”, CDM,13 febbraio 2018, https://www.cdm.me/drustvo/muslimani-glavni-donatori-za-obnovu-crkve-u-rozajama/
- Lela Šćepanović, “Il conflitto della Chiesa ortodossa ha impedito la celebrazione di una messa”, Radio Free Europe, https://www.slobodnaevropa.org/a/sukob-spc-i-cpc/28773638.html
- Milica Đurović, “Stijepovic ha presentato una denuncia penale, Amfilohije e i suoi sacerdoti hanno scassinato il mercato locale a Konik a Podgorica”, Vijesti, http://www.vijesti.me/vijesti/stijepovic-podnio-prijavu-amfilohije-i-svestenici-obili-pijacu-na-koniku-934994
- Dusica Tomovic, “Serbian Church in Montenegro Slams Planned Dams”, Balkan Insight, 27 dicembre 2016, www.balkaninsight.com/en/article/serbian-church-slams-montenegro-s-plan-to-dam-moraca-river-12-26-2016-1