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All'ex difensore della nazionale italiana e dell'Inter Mauro Bellugi, Massimo Moratti ha offerto di sostenere tutte le spese mediche in seguito all'amputazione degli arti inferiori.
Il nome di Mauro Bellugi era tornato a farsi sentire sui media, a suo malgrado, nel corso del mese di dicembre, quando all'ex difensore dell'Inter e della nazionale italiana sono stati amputati gli arti inferiori a causa di complicazioni dovute al Coronavirus.
Commovente e forte la reazione del 70enne: «Prenderò quelle di Pistorius».
Una battuta.
Difensore duttile e arcigno
I più giovani non possono ricordare le gesta in campo di Mauro Bellugi: un difensore arcigno e duttile, dotato di buona tecnica, ottimo gioco aereo, velocità e anticipo, grintoso senza essere scorretto. Questa la carta d'identità di colui che a vent'anni vinse la scudetto con la maglia dell'Inter. Un connubio che però non decollò mai per davvero, così che il difensore venne dirottato a Bologna prima, a Napoli dopo e poi a Pistoia, dove terminò la sua carriera. Nonostante non giocasse nelle grandi formazioni di Serie A Bellugi era un terzino inamovibile sulla lista della Nazionale, con la quale disputò i Mondiali del '74 e del '78.
La signorilità di Moratti e di Bellugi
Con la signorilità di altri tempi, ospite della trasmissione televisiva 'Tiki Taka', Bellugi ha raccontato dell'aiuto immediato offertogli dall'ex presidente dell'Inter Moratti, che non fu dirigente nel periodo in cui giocò: «Mi ha detto di voler sostenere tutte le spese mediche perché mi ritiene uno di famiglia, conosco la moglie, suo figlio e quando giocavo all'Inter c'era suo papà Angelo che mi regalò anche una villa a Stintino dopo avermi fatto firmare il contratto».
Angelo Moratti lasciò l'Inter proprio quando Bellugi cominciò a giocarvici. Erano gli anni in cui un calciatore professionista non diventava ricco, erano altri tempi, chi smetteva di giocare a calcio non aveva guadagnato vagonate di soldi.
«Di morire non ci penso nemmeno: ho una moglie, una figlia e un sacco di amici»
«Il Coronavirus con me è stato esagerato perché si è unito a una malattia del sangue che avevo già» ha raccontato il settantenne Bellugi che mai si nascondeva dietro agli attaccanti avversari. «All'improvviso mi sono ritrovato le gambe nere e l'unica soluzione era amputarle. Anche perché di morire non ci penso nemmeno: ho una moglie, una figlia e un sacco di amici. E ringrazio tutti gli amici che mi hanno chiamato, che mi hanno scritto un messaggio».
Un uomo coraggioso Bellugi, arcigno come lo era in campo 40 anni fa. Umile.
«Alex Zanardi è il mio idolo»
«Invidio le persone che hanno più carattere di me e non mollano mai. Li ammiro tantissimo, infatti il mio idolo è Alex Zanardi. Lui ha passato delle cose pazzesche ed è riuscito a diventare un fenomeno. Non so come abbia fatto, per ora Zanardi mi batte 3-0».