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BERNA - Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) può sorvegliare le comunicazioni che avvengono tramite Internet. Gli oppositori hanno lottato invano contro la nuova legge, che entra in vigore domani. Ora scelgono però di combattere per vie giuridiche.
La legge sulle attività informative è stata accettata dal popolo. Le nuove norme non prevedono tuttavia carta bianca per il SIC: fra le altre cose sarà ad esempio vietato controllare scambi se sia il mittente che il destinatario si trovano in Svizzera. Queste garanzie non sono però sufficienti per l'organizzazione "Società Digitale".
L'associazione chiede al SIC di non utilizzare la sorveglianza dei segnali via cavo. Se non verrà ascoltata, ricorrerà a vie legali.
Gli oppositori delle nuove norme vedono in questa pratica un attacco alla protezione della sfera personale, al rispetto della vita privata e famigliare e all'autodeterminazione in materia di informazioni, oltre che una minaccia per i dati personali.
Secondo "Società Digitale", la nuova legislazione non rispetta i diritti fondamentali. La sorveglianza non mira infatti una persona sulla base di sospetti concreti e potrebbe sfociare in una raccolta di numerose informazioni inutili.
Ultima critica: il divieto di toccare segnali che riguardano mittente e destinatario in Svizzera potrebbe essere aggirato se la comunicazione avviene tramite un fornitore con sede all'estero.