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Nel caso Roschacher, il governo prende le difese di Christoph Blocher, distanziandosi dall'avviso del suo esperto e dalle critiche della Commissione di gestione del Consiglio nazionale.
Il Consiglio federale riprende tuttavia buona parte delle raccomandazioni della commissione per migliorare la sorveglianza del Ministero pubblico della Confederazione.
Nella presa di posizione sul caso Roschacher, pubblicata giovedì, il governo ha preso le difese del ministro della giustizia, distanziandosi in vari punti sia dalle critiche della commissione di gestione della camera del popolo, sia dal parere dal giureconsulto Georg Müller, incaricato dallo stesso Consiglio federale di far luce sulla vicenda.
Il governo «riconosce il lavoro svolto» dalla commissione, ma «non condivide in tutti i punti le sue conclusioni». In merito all'accusa di violazione della separazione dei poteri, il Consiglio federale rileva che a causa del suo statuto particolare il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha un'indipendenza «atipica».
«Benché il MPC non sia che parzialmente sottoposto a istruzioni che emanano dal potere cui appartiene, tale statuto non è paragonabile all'indipendenza giudiziaria», si legge nella presa di posizione.
Per quel che concerne il mancato rispetto dell'indipendenza del MPC, il governo non vede un conflitto tra la volontà del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di estradare il presunto terrorista Mohammed Achraf verso la Spagna e un'apertura di un'inchiesta da parte del MPC.
Gestione dell'informazione
Le difficoltà sarebbero nate dal fatto che Roschacher voleva tenere una conferenza stampa. Le dichiarazioni del portavoce del MPC secondo cui un'estradizione non era l'opzione principale prevista dal MPC era in contraddizione con l'informazione convenuta e precedentemente comunicata da Christoph Blocher.
Per il DFGP, le istruzioni date da Blocher (autorità di sorveglianza amministrativa) a Roschacher concernenti l'informazione dell'opinione pubblica erano lecite, visti gli «interessi politici superiori».
Secondo Georg Müller, invece, queste direttive erano inammissibili, visto che rientravano nel settore della sorveglianza materiale. Soltanto il Tribunale penale federale (TPF, a cui spetta la sorveglianza materiale sul MPC) sarebbe autorizzato a impartire ordini del genere.
Sorveglianza sul Ministero pubblico
Il Consiglio federale afferma che questa situazione giuridica insoddisfacente sarà chiarita affidando al governo la sorveglianza sia amministrativa che materiale del MPC. Una soluzione sostenuta anche da Müller, il quale suggerisce però che la sorveglianza effettiva sia garantita da un organo di specialisti e non dal DFGP.
Il governo non trova nulla da ridire sugli scambi di corrispondenza tra il presidente della Corte dei reclami del TPF Emanuel Hochstrasser e il segretario generale del DFGP, Walter Eberle. L'interesse di quest'ultimo era «legittimo e legale», indispensabile all'esercizio della sorveglianza amministrativa, scrive il governo.
Per quanto riguarda le condizioni che hanno portato alle dimissioni dell'ex procuratore della Confederazione Valentin Roschacher, il governo ricorda di aver approvato il modo di procedere del ministro della giustizia.
Il Consiglio federale difende anche l'indennità di partenza versata a Roschacher, ammette tuttavia che la questione andrebbe regolata meglio attraverso una revisione legislativa.
Blocher soddisfatto
«Non ho commesso errori»: questo è stato il lapidario commento di Christoph Blocher alla pubblicazione della presa di posizione del governo sulla vicenda Roschacher. Secondo il ministro di giustizia, i punti di divergenza tra il Consiglio federale e Georg Müller emergono unicamente da differenze d'interpretazione giuridica.
In particolare Blocher ha ricordato l'origine dei problemi risiede sempre e ancora nella separazione della sorveglianza sul MPC. Il ministro si è rallegrato che le perizie giuridiche attribuiscano questo compito al Consiglio federale.
L'idea evocata da Georg Müller di concedere la sorveglianza effettiva a un organo di specialisti è una variante che è pure stata inclusa nella procedura di consultazione in corso, ha sottolineato il capo del DFGP. I suoi servizi stanno valutando vantaggi e inconvenienti.
Dimissioni di Lucrezia Meier-Schatz
Sempre giovedì, la presidente della sottocommissione di gestione incaricata di indagare sul caso Blocher-Roschacher ha annunciato le sue dimissioni da questo incarico.
Lucrezia Meier-Schatz non ha però voluto stabilire un legame tra la sua decisione e la presa di posizione del governo, che si è distanziato dal rapporto della commissione sulle presunte irregolarità emerse all'interno del Dipartimento di giustizia e polizia in relazione alla partenza dell'ex procuratore pubblico della Confederazione.
La parlamentare del Partito popolare democratico ha motivato la decisione con la volontà di concentrare i propri sforzi nella Commissione dell'economia. Lucrezia Meier-Schatz intende inoltre concorrere per l'elezione al governo sangallese, che si terrà nel marzo dell'anno prossimo.
swissinfo e agenzie
Caso Blocher-Roschacher
Le dimissioni dell'ex procuratore generale della Confederazione Valentin Roschacher, il ruolo avuto nella vicenda dal ministro della giustizia Christoph Blocher, la questione relativa alla separazione dei poteri e la sorveglianza politica: attorno a questi temi stampa e mondo politico hanno molto discusso nel clima arroventato della campagna per le elezioni federali del 21 ottobre.
Una sottocommissione della commissione parlamentare di gestione ha rimproverato a Blocher di essersi spinto oltre le proprie competenze e di aver violato la separazione dei poteri, tenendo il resto del governo all'oscuro dei passi intrapresi per lo scioglimento dei rapporti di lavoro con Roschacher.
Blocher ha respinto le critiche giudicandole tendenziose, sostenendo di essere vittima di un complotto volto a impedire la sua rielezione in seno al Consiglio federale. Il governo, dal canto suo, ha incaricato un esperto indipendente di chiarire la delicata questione. Il compito è stato affidato al costituzionalista Georg Müller.
Mercoledì, in un rapporto intermedio, la sottocommissione ha attribuito al Ministero pubblico della Confederazione l'ipotesi di un complotto per spingere alle dimissioni l'ex- procuratore Roschacher. Ha inoltre ammesso errori di comunicazione che avrebbero contribuito a innescare le polemiche.
Reazioni dei partiti
Per l'Unione democratica di centro (UDC) la presa di posizione del governo conferma la tesi di un complotto contro il suo ministro. La commissione di gestione sarebbe stata manipolata per scopi politici.
Il Partito socialista (PS) sottolinea invece come il Consiglio federale condivida in gran parte le raccomandazioni della commissione, che costituiscono la parte centrale del rapporto di quest'ultima.
Il Partito liberale radicale (PLR) dal canto suo deplora che gli errori del ministro di giustizia - confermati dalla perizia di Müller - non siano stati affrontati durante la campagna elettorale.
Per il Partito popolare democratico (PPD) tocca ora alla sottocommissione dare una risposta. Secondo la presidente di quest'ultima, Lucrezia Meier- Schatz, «il Consiglio federale ha seguito le nostre raccomandazioni e segnala di volerle attuare».
Anche i Verdi ritengono che la perizia «molto differenziata» di Müller confermi le raccomandazioni della commissione.