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Non si è fatta attendere la reazione di Unia dopo l'annuncio del taglio di 476 posti (5% dell'organico) da parte di Manor. Il sindacato esige dal commerciante al dettaglio che rinunci ai licenziamenti.
Secondo quanto emerso dai colloqui che Unia ha avuto con i dipendenti di Manor, il personale è sottoposto a massicce pressioni per accettare un aumento dell'orario di lavoro da 41 a 42 ore, quando ancora non è noto chi sarà colpito dal licenziamento, si legge in una nota odierna.
Contrariamente a quanto afferma il gruppo, scrive Unia, non c'è alcuna consultazione con i partner sociali, dato che Manor proibisce ai dipendenti di parlare con il sindacato. Stando a Unia, Manor deve sospendere questi licenziamenti, condurre una procedura di consultazione all'insegna della trasparenza e porre fine a queste indegne pressioni.
Sempre secondo Unia, il commerciante al dettaglio si serve della paura di perdere l'impiego per mettere gli uni contro gli altri, senza offrire al personale la possibilità di proporre delle alternative. "Questo modo di agire è vergognoso", deplora il sindacato.
Stando alla grande ristrutturazione annunciata lunedì da Manor, il gruppo taglierà un totale di 476 posti. Nel dettaglio, 91 posti saranno soppressi presso la sede centrale di Basilea, dove attualmente lavorano 830 dipendenti. Altri 385 posti saranno cancellati nei grandi magazzini, dove la struttura organizzativa sarà standardizzata e armonizzata per rafforzare l'attenzione al servizio alla clientela.