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Il lungo mare all'Avana.
Keystone/EPA/ERNESTO MASTRASCUSA(sda-ats)
Il presidente americano Barack Obama ha annunciato la revoca immediata della regola che consentiva ai cubani che toccavano il suolo statunitense il riconoscimento della residenza legale.
Si tratta di un altro "passo importante verso la normalizzazione del rapporto tra i due Paesi", ha detto il presidente. Un processo avviato da Obama due anni fa a al quale con quest'ultimo provvedimento, a una settimana dalla termine ufficiale della sua presidenza, vuole mettere il sigillo.
Si tratta di una norma nota come "wet foot, dry foot", in vigore da oltre due decenni (era stata introdotta da Bill Clinton nel 1995) e che consentiva ad immigrati clandestini cubani giunti sul territorio americano di ottenere un permesso di soggiorno.
Una regola appartenente ad "un'altra era", ha sottolineato Obama, affermando che nel cancellarla "trattiamo gli immigrati cubani allo stesso modo di quelli provenienti da altri paesi".
In sostanza, d'ora in poi i cittadini cubani che tenteranno di entrare negli Stati Uniti illegalmente e che non sono qualificabili per un trattamento di natura umanitaria verranno espulsi, così come la legge Usa prevede per gli immigrati di altre nazionalità.
Il governo cubano, da parte sua, ha concordato il rimpatrio dei cubani soggetti ad espulsione dagli Stati Uniti così come accade per coloro che vengono respinti via mare.
La decisione dell'amministrazione Obama discende infatti da un accordo con Cuba che aveva chiesto la revoca del "wet foot, dry foot" nell'ambito dei negoziati con Washington per il "disgelo".
Così c'è chi legge l'annuncio di oggi come l'estremo tentativo da parte di Obama di imprimere in maniera indelebile la sua firma sulla storica svolta nei rapporti su Cuba, che il suo successore designato Donald Trump ha ampiamente criticato durante la sua campagna elettorale, in risposta anche alle proteste della comunità cubano-americana, senza però mai davvero fornire una linea alternativa.
Forse però il provvedimento annunciato da Obama lo avrebbe voluto annunciare lui, perché mettere fine ad una regola che ha consentito a centinaia di migliaia di persone di entrare negli Stati Uniti senza visto è in linea con la sua promessa di stretta sull'immigrazione.
Si levano però immediate le critiche per la scelta di Obama, una su tutti quella del sindaco di Miami, l'esule cubano Tomas Regalado, che ha affermato: "Questo è solo il regalo di addio di Obama a Raul Castro".
SDA-ATS