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I programmi di distribuzione di siringhe ai tossicodipendenti proteggono l'insieme della popolazione dall'Aids. Lo afferma uno studio del Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS).
I ricercatori si sono chinati sulle catene di contaminazione attraverso le quali è avvenuta la trasmissione del virus HIV tra il 1981 e il 2007. Queste catene comprendevano essenzialmente tossicomani ed eterosessuali, oppure omosessuali maschi.
All'inizio degli anni '80, constata lo studio, le contaminazioni tra tossicomani ed eterosessuali erano molto frequenti. «Un ruolo importante è stato svolto dalla prostituzione nel mondo della droga», ha spiegato il direttore dello studio Huldrych Günthard, dell'Ospedale universitario di Zurigo.
Questo tipo di contaminazione si è però in seguito ridotto. Un'evoluzione, scrive il FNS in un comunicato, dovuta probabilmente all'introduzione della distribuzione di siringhe sterili in cambio di quelle già utilizzate.
Questa misura ha permesso di contenere l'epidemia tra i tossicodipendenti e di ridurre la trasmissione del virus agli eterosessuali. La distribuzione di siringhe, conclude lo studio, ha quindi protetto l'insieme della società.
I risultati dell'indagine, pubblicati recentemente sul Journal of Infectious Diseases, costituiscono un segnale internazionale importante, scrive il FNS.
Sono 77 i paesi a disporre di programmi di distribuzione di siringhe. Tra questi anche la Svizzera dal 1986. Numerosi Stati, tra cui Islanda, Turchia e Kosovo, sottolinea il FNS, non li hanno però ancora introdotti.
swissinfo.ch e agenzie