Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/243454

<h2>SubmittedText<h2><p>All'inizio del 2022 la Commissione europea ha qualificato la tecnologia nucleare come una forma sostenibile di produzione di energia elettrica, a determinate condizioni. La giustificazione principale è che la produzione di elettricità con la tecnologia nucleare presenta emissioni molto ridotte rispetto ad altri tipi di produzione, come le centrali a carbone. Per la decisione, tuttavia, è stato rilevante anche uno studio commissionato dai gruppi conservatori e liberali del Parlamento europeo, che includeva esplicitamente nelle considerazioni economiche il fabbisogno di superficie delle singole tecnologie di produzione di energia, e quindi il paesaggio. È noto che la superficie necessaria per la realizzazione di centrali nucleari è nettamente inferiore a quella occorrente, ad esempio, per gli impianti fotovoltaici. </p><p>Nel 2017 l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), nell'ambito del programma di monitoraggio "Rete d'osservazione del paesaggio svizzero" (LABES), ha rilevato che i paesaggi multiformi, variegati e spettacolari costituiscono il capitale turistico della Svizzera per un valore quantificabile in una cifra compresa tra i 68 e i 79 miliardi di franchi.</p><p>Con ogni probabilità, le nuove centrali nucleari potrebbero consentire di fare a meno di impianti solari su larga scala nella regione alpina, preservando così il valore del capitale turistico della Svizzera.</p><p>Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come influirebbe l'inclusione del paesaggio, in base ai dati del LABES, sulle considerazioni economiche per le singole tecnologie di generazione di energia? </p><p>2. Alla luce delle mie considerazioni sopra esposte e del rischio di un impatto negativo sul turismo svizzero di determinate tecnologie di generazione di energia, il Consiglio federale è disposto a riesaminare la redditività economica e la necessità di nuove centrali nucleari in Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Gli obiettivi dell'approvvigionamento energetico e quelli della protezione della natura, del paesaggio e della biodiversità possono entrare in conflitto tra loro. Con il poten-ziamento delle energie rinnovabili nell'ambito della Strategia energetica 2050, l'atten-zione è rivolta agli impianti di energia solare, eolica e idroelettrica. Anche per questo motivo, il Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni ha tenuto una tavola rotonda sull'energia idroelettrica. Alla sua conclusione, alla fine del 2021, i partecipanti hanno adottato una dichiarazione congiunta, contenente una selezione di progetti idroelettrici, nonché misure di compensazione e raccomandazioni generali per la protezione della biodiversità e del paesaggio.</p><p>Il rapporto LABES (www.ufam.admin.ch &gt; Temi &gt; Paesaggio &gt; Pubblicazioni e studi &gt; Wandel der Landschaft) menziona il Cantone turistico dei Grigioni, che elogia la bel-lezza dei suoi paesaggi. D'altra parte, il Cantone dei Grigioni è uno dei principali Can-toni che maggiormente sfruttano la forza idrica; di conseguenza conta su svariate infrastrutture che possono pregiudicare e caratterizzare il paesaggio.</p><p>1. Oggi gli impianti fotovoltaici vengono realizzati principalmente nel settore degli edifici. Questi impianti possono essere costruiti senza creare conflitti, a basso costo e nelle vicinanze dei consumatori. Anche questo è un motivo importante alla base della loro elevata accettazione. Per contro, i conflitti di interessi tra, da una parte, le centrali eoliche e idroelettriche, i grandi impianti solari nella regione alpina e le centrali nucleari e, dall'altra la biodiversità, la protezione della natura e del paesaggio sono frequenti e in determinate circostanze possono quindi avere anche un impatto negativo sul turismo. Con un'abile valorizzazione turistica, gli impianti di produzione di energia possono però anche contribuire ad aumentare l'attrattiva del Paese per i turisti. Tuttavia, non esistono analisi che permettano di trarre conclusioni fondate sul possibile influsso positivo o negativo delle varie tecnologie di produzione di energia elettrica sul valore del capitale turistico della Svizzera.</p><p>2. Nel maggio 2017 l'elettorato svizzero ha approvato un nuovo orientamento della legislazione in materia energetica, che prevede il graduale abbandono dell'energia nucleare, l'ulteriore potenziamento delle energie rinnovabili e il rafforzamento dell'effi-cienza energetica. Il Consiglio federale non vede alcuna ragione per mettere in di-scussione tale cambiamento di orientamento, come ha recentemente spiegato nelle sue risposte alle mozioni 22.3067 (Knecht) - respinta dal Consiglio degli Stati il 16 giugno 2022 - e 21.4557 (Quadri). In questo contesto, non ritiene nemmeno opportu-no rivalutare la redditività economica dell'energia nucleare in termini di un eventuale minore impatto sul turismo.</p>  Risposta del Consiglio federale.