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Per la prima volta dalla sua entrata in carica il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha iniziato ieri sera una visita di due giorni negli Emirati arabi uniti (Eau). Lo riferiscono media egiziani sottolineando il recente, ma solido legame strategico-finanziario tra i due paesi.
Scopo della visita è principalmente quello di partecipare alla cerimonia inaugurale del "World Future Energy Summit" (Wfes) in programma da domani al 22 gennaio ad Abu Dhabi, il massimo appuntamento mediorientale sul futuro dell'energia (di cui l'Egitto ha molto bisogno avendo poco petrolio). Sisi, in carica dal giugno dell'anno scorso, guida una delegazione ministeriale definita "di alto livello".
I rapporti fra Egitto ed Eau sono ottimi da quando Sisi, nella divisa di capo delle forze armate, nel luglio 2013 depose il presidente islamista Mohamed Morsi sull'onda di proteste popolari. Le case regnanti degli Emirati, preoccupate per l'impatto in Medio oriente di islamisti come i Fratelli musulmani andati al potere in Egitto con Morsi, hanno appoggiato la svolta e concesso ingenti finanziamenti al Cairo.
La cifra che ricorre sui media è di 7 miliardi di dollari assieme al Kuwait, ma il sito Al Monitor l'anno scorso, citando un documento ufficiale egiziano, è arrivato alla somma di 15,6 miliardi calcolando il mega accordo da 7,4 miliardi di dollari dell'ottobre 2013, forniture energetiche e depositi di stabilizzazione della sterlina egiziana.
SDA-ATS