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A pochi giorni dalla scadenza del 30 giugno dei negoziati sul nucleare, il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif doman a Vienna inontra il segretario di Stato John Kerry e il gruppo del 5+1 (Usa, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania).
L'incontro sarà quello decisivo per superare le differenze tra le parti, mentre le posizioni iraniane sono state ribadite con forza in questi ultimi giorni.
Ieri sera il Consiglio dei Guardiani ha ratificato la legge, votata nei giorni scorsi dal Parlamento, in cui si ribadisce che le sanzioni contro l'Iran andranno rimosse nel giorno stesso in cui l'accordo sarà firmato, si vieta l'accesso degli ispettori Aiea ai siti militari iraniani e non si accettano limitazioni nella ricerca e sviluppo nella tecnologia nucleare a scopo pacifico.
Anche la guida Ali Khamenei ha ribadito l'altra sera le 'linee rossè indicate ai negoziatori e riportate con schematica chiarezza sul suo sito ufficiale. Tra queste, il rifiuto della richiesta Usa di 10-12 anni come periodo in cui l'Iran dovrà limitare la propria attività nucleare e di quella che le sanzioni siano revocate solo quando l'Aiea avrà verificato l'adempimento di tutti gli obblighi da parte di Teheran.
Al contrario, dice Khamenei, le sanzioni economiche, finanziare e bancarie devono essere rimosse lo stesso giorno della firma, le altre "possono esserlo gradualmente in base ad una tabella di marcia ragionevole".
SDA-ATS