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Discorsi, DFGP, 19.11.2004. Vale il testo parlato
Politica d'asilo il punto della situazione
Allocuzione del consigliere federale Christoph Blocher in occasione dell'assemblea annuale della Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), 19 novembre 2004, Neuchâtel
Parole chiave: Asilo
Gentili direttrici, egregi direttori delle opere sociali,
ringraziandovi per avermi invitato alla Vostra Conferenza annuale, colgo volentieri l'occasione per illustrarvi il punto della situazione della politica svizzera d'asilo.
1. È meno critica la situazione della politica d'asilo?
1.1 Calo del numero di domande d'asilo
Prima di tutto la bella notizia: nei primi dieci mesi di quest'anno, il numero delle domande d'asilo presentate in Svizzera ha subito un ulteriore calo. Negli ultimi due mesi, in particolare, il calo registrato è stato particolarmente marcato. Questa è una notizia lieta. Dalla primavera 2004 il numero delle domande d'asilo presentate mensilmente in Svizzera è sceso del 29 per cento. Questa tendenza si è protratta anche nei mesi autunnali, periodo in cui finora l'aumento delle domande d'asilo è sempre stato all'ordine del giorno.
Ciò sorprende, poiché Paesi quali la Svezia, la Norvegia o l'Olanda hanno rilevato, nello stesso periodo, un aumento delle domande d'asilo presentate, mentre altri Paesi hanno marcato il passo. Soltanto in Germania è stato registrata una diminuzione del numero di domande d'asilo, ma soltanto pari all'8 per cento. Quest'evoluzione è nuova e interessante. Nell'inverno 2003 l'entità delle domande d'asilo presentate in Svizzera rientrava più o meno nella media stabilita a livello europeo, sebbene nel nostro Paese il numero di domande d'asilo subisse un calo inferiore rispetto ad altri Paesi europei. La diminuzione, molto più consistente rispetto a quella verificatasi negli altri Paesi europei potrebbe essere imputabile a tre motivi:
Con tutte le precauzioni del caso che occorre prendere quando si interpretano i dati:
- Dal 1° aprile 2004 in Svizzera le persone con una decisione di non entrata nel merito sono escluse dal sistema di aiuto sociale
- La politica in materia d'esecuzione è più coerente grazie all'accresciuta pressione.
- Infine, pure l'accelerazione della procedura d'asilo ha contribuito a promuovere tale tendenza, poiché le decisioni prese nei quattro centri di registrazione della Confederazione sono più numerose.
Riducendo le prestazioni sociali versate ai richiedenti l'asilo e applicando una procedura d'asilo coerente le domande d'asilo diminuiscono. Tale prassi è stata confermata anche in altri Paesi (Danimarca, Norvegia, Olanda, Germania).
1.2 Entità dell'effettivo
Il calo dell'entità dell'effettivo è meno marcato: alla fine di ottobre 2004, soggiornavano in Svizzera circa 57 000 persone del settore dell'asilo. Alla fine di agosto tale numero, per la prima volta dal 1990, era inferiore a 60 000. Comunque sono più numerose le persone la cui procedura d'asilo è stata conclusa rispetto a quelle per le quali è stata avviata. Il calo dell'effettivo rispetto all'anno scorso, pari al 12 per cento circa, resta tuttavia insufficiente.
L'effettivo di persone del settore dell'asilo si compone di:
- 7 000 persone la cui domanda è pendente in prima istanza (ottobre 03/04 -37,9%);
- 11 400 persone la cui domanda è pendente in seconda istanza presso la CRA (-11,8%);
- 15 000 persone in fase d'esecuzione (-10%);
- e 23 000 persone ammesse a titolo provvisorio (-0,8%).
A questo proposito occorre dire che soprattutto il calo delle pendenze in materia di esecuzione, pari al dieci per cento, resta insufficiente. Lo stesso vale per le pendenze presso la Commissione di ricorso in materia d'asilo (CRA), diminuite soltanto del 11,8 per cento.
In Svizzera vivono circa 20 000 rifugiati riconosciuti, i quali non figurano nelle statistiche dell'UFR, perché il loro processo d'asilo è stato concluso. Poi vi sono circa 4 500 rifugiati che rientrano ancora nella competenza finanziaria della Confederazione. I restanti rifugiati hanno ottenuto l'asilo più di cinque anni fa e competono quindi ai Cantoni.
1.3 Situazione insoddisfacente a riguardo del numero di richiedenti l'asilo sprovvisti di documenti
È molto spiacevole il fatto che i richiedenti l'asilo non cooperino quando devono dichiarare la loro identità. Circa l'80 per cento dei richiedenti l'asilo non esibisce documenti di legittimazione. Attualmente sono circa 10 200 - cifra che equivale circa a quella dell'anno scorso - le persone che hanno richiesto documenti d'identità. Si tratta di un lavoro estremamente oneroso in termini di tempo, costi e personale e in molti casi non è coronato dal successo. Questo perché molti richiedenti l'asilo o si oppongono all'espulsione o spariscono oppure si dichiarano improvvisamente cittadini di un altro Paese. In tutti questi casi i documenti ottenuti sono inutili e il lavoro svolto invano.
Nonostante il fatto che durante lo scorso anno le domande d'asilo siano diminuite, il numero delle persone che ha richiesto documenti è rimasto praticamente invariato. Alla luce di quanto detto occorre quindi fare il possibile affinché i richiedenti l'asilo esibiscano i documenti già all'inizio della procedura d'asilo in modo da poter evitare l'oneroso processo legato all'ottenimento dei documenti.
2. La discussione attuale sul blocco dell'aiuto sociale e sull'aiuto im mediato
Lo scorso 10 novembre il Tribunale amministrativo del Cantone di Soletta ha deciso in quattro casi che, a determinate condizioni, è possibile rifiutare la concessione dell'aiuto immediato qualora la persona obbligata a lasciare la Svizzera non cooperi.
Per contro, il 15 novembre 2004, il Tribunale amministrativo del Cantone di Berna ha deciso di accogliere i ricorsi inoltrati da cinque persone con decisione di non entrata nel merito passata in giudicato, cui il Cantone di Berna ha rifiutato l'aiuto immediato perché non cooperavano.
Spetta al Tribunale federale di Losanna stabilire una prassi unitaria.
In questa sede voglio dichiarare fermamente che l'aiuto immediato deve essere concesso in situazioni di bisogno e che si tratta di un sostegno puntuale, limitato nel tempo. È tuttavia sbagliato concepire l'aiuto immediato come un sorta di sistema di aiuto sociale a basso livello creando incentivi fittizi. Le persone con decisione di non entrata nel merito passata in giudicato devono lasciare la Svizzera in modo autonomo e immediato, poiché, non essendo in possesso di un permesso di soggiorno, soggiornano in Svizzera illegalmente. All'atto della preparazione della partenza possono chiedere un sostegno organizzativo e finanziario, ma non hanno diritto a un ulteriore sostegno.
2.1 Monitoraggio
Nell'ambito di un monitoraggio, l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR), di concerto con i Cantoni, esamina le conseguenze dell'esclusione dal sistema di aiuto sociale del settore dell'asilo delle persone con decisione di non entrata nel merito e di allontanamento passata in giudicato. Il rapporto sulle rilevazioni effettuate nei primi tre mesi successivi all'entrata in vigore delle misure di sgravio, ossia da aprile - a giugno del 2004, è già stato allestito. Questo primo rapporto è stato realizzato non da ultimo grazie all'aiuto delle persone di contatto a livello cantonale, vale a dire anche dei Vostri collaboratori.
Riassumendo si può affermare che la regolamentazione in vigore dal 1° di aprile 2004 concernente l'aiuto immediato non ha causato problemi rilevanti. Nemmeno nel settore sanitario.
Durante questi tre mesi sono passate in giudicato complessivamente 1 788 decisioni di non entrata nel merito. I Cantoni hanno dovuto versare l'aiuto immediato a 273 persone, ovvero al 15 per cento delle persone colpite da una decisione di non entrata nel merito passata in giudicato. Considerato il gruppo di persone che hanno presentato la domanda d'asilo dopo il 1° aprile 2004, soltanto l'8 per cento ha chiesto l'aiuto immediato.
Lo ribadisco: lo scopo della regolamentazione non è quello di percepire l'aiuto immediato, bensì il rientro delle persone con decisione di non entrata nel merito passata in giudicato.
Dal monitoraggio emerge che nel periodo tra giugno e aprile 2004 i Cantoni hanno versato prestazioni di aiuto immediato individuale per un importo pari a 162 000 franchi. Oltre a ciò, tuttavia, in 13 Cantoni sono state allestite strutture d'aiuto immediato che hanno comportato costi pari a 449 000 franchi. Si tratta di investimenti svantaggiosi: l'offerta di nuove strutture speciali d'aiuto immediato potrebbe comportare una maggiore richiesta, e questo non è lo scopo della nuova regolamentazione. Senza queste spese ingiustificate, le spese sostenute dai Cantoni per l'aiuto immediato ammontavano quindi a circa 162 000 franchi. Occorre notare che i ritardi nella rilevazione, così come i costi non ancora contabilizzati nei primi tre mesi (in particolare nel settore medico) fanno sì che i costi effettivamente cagionati potrebbero essere sottovalutati.
Gli importi forfetari per l'aiuto immediato e per l'esecuzione, versati dalla Confederazione ai Cantoni per lo stesso periodo, ammontano a 1 072 000 franchi.
Sulla base del confronto tra i costi per l'aiuto immediato pari a circa 200 000 franchi e le indennità versate dalla Confederazione pari a un po' più di un milione di franchi, non si può partire dal presupposto che finora (aprile - giugno 2004) i Cantoni abbiano dovuto accollarsi un trasferimento dei costi non compensato.
Per quanto riguarda la durata della procedura, il monitoraggio evidenzia inoltre che, tra aprile e giugno 2004, per il 20 per cento delle 1 788 persone con decisione di non entrata nel merito passata in giudicato, la procedura è durata più di sei mesi (nel 7% dei casi addirittura più di un anno).
Le difficoltà per i Cantoni e per gli interessati emergono soprattutto quando si tratta di applicare le nuove misure alle persone che vivono in Svizzera da vari mesi e che quindi hanno inoltrato la domanda d'asilo prima del 1° aprile 2004. Per questa categoria di persone i Cantoni hanno dovuto e continuano a intraprendere sforzi notevoli al fine di garantire la loro effettiva partenza dalla Svizzera entro la fine di quest'anno. In futuro, tuttavia, questi casi saranno sempre meno frequenti.
Per contro, l'introduzione del blocco dell'aiuto sociale per le persone che hanno inoltrato la domanda d'asilo dopo il 1° aprile 2004 si è svolta bene e non ha cagionato difficoltà significative.
La situazione è particolarmente problematica nel caso dei minorenni non accompagnati. Data la prevalenza del diritto internazionale (Convenzione sui diritti del fanciullo) i Cantoni devono fornire un alloggio a tali persone, ma non ricevono più dalla Confederazione alcun importo forfetario per l'aiuto sociale. L'UFR è consapevole di tale problematica e sta vagliando delle soluzioni.
Infine è stato valutato il comportamento delle persone interessate presso i centri di registrazione e nei Cantoni, nonché nei confronti delle istituzioni di soccorso. Finora le nuove misure non hanno cagionato problemi ai centri di registrazione, né in termini di applicazione né di ripercussioni. Dopo l'ottenimento della decisione di non entrata nel merito i richiedenti l'asilo nel complesso sono calmi e lasciano il centro di registrazione spontaneamente.
Con interviste mirate s'intende esaminare ulteriori effetti del blocco dell'aiuto sociale. I risultati figureranno nel rapporto annuale sul monitoraggio che sarà pubblicato verso la metà del 2005. Prima di questa data saranno pubblicati due rapporti trimestrali, il prossimo apparirà presumibilmente alla fine del 2004.
2.2 Criminalità
È stata valutata anche la questione delle eventuali mutate strategie comportamentali delle persone con una decisione di non entrata nel merito passata in giudicato in materia di partenza, delinquenza e lavoro nero.
Anche se al momento attuale non è possibile trarre conclusioni definitive, si può comunque dire che nei primi tre mesi sono state fermate 200 persone, ovvero l'11 per cento di tutte le persone con una decisione di non entrata nel merito, e che sono stati documentati complessivamente 265 casi di fermo. Nel 39 per cento dei casi il fermo è stato motivato esclusivamente con la fattispecie "soggiorno illegale". La polizia ha effettuato tali fermi soprattutto per infrazioni alla legge sugli stupefacenti, furti di lieve entità, nonché per violazione di domicilio. In rapporto a tutte le persone con decisione di non entrata nel merito rilevate, la quota dei reati perpetrati tra aprile e giugno 2004 da parte delle persone con decisione di non entrata nel merito passata in giudicato è piuttosto esigua. L'1,1 per cento di tali reati era costituito da furti e l'1,6 per cento da infrazioni alla legge sugli stupefacenti. Queste cifre sono nettamente inferiori alla quota di reati perpetrati dai richiedenti l'asilo in generale.
3. Misure previste per lottare contro gli abusi
Considerato che la situazione nei singoli settori della procedura d'asilo è insoddisfacente, occorre adottare ulteriori misure. Per questo motivo, il 25 agosto 2004, su richiesta dei Cantoni, ho sottoposto al Consiglio federale alcune proposte al disegno di revisione parziale della legge sull'asilo. Il Consiglio federale ne ha approvato i punti essenziali.
Non basta operare la revisione della legge sull'asilo. Occorre intraprendere ulteriori sforzi. Ad esempio, concludere accordi di riammissione o concentrare le forze nel settore della migrazione creando un ufficio della migrazione.
Stando al messaggio, la revisione della legge sull'asilo attualmente in corso contiene una serie di modifiche essenziali:
- nuove disposizioni inerenti alla carcerazione;
- l'ammissione a titolo umanitario in luogo dell'attuale ammissione provvisoria;
- un nuovo modello di finanziamento;
- la sostituzione del sistema di sicurezza e di rimborso (SiRück) con un sistema semplificato;
- adeguamenti nel settore dell'assicurazione malattie grazie all'esclusione dei richiedenti l'asilo dalla compensazione dei rischi.
Il 25 agosto 2004 il Consiglio federale ha inoltre deciso di presentare alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati le seguenti proposte integrative e di modifica:
nel settore delle misure coercitive:
- la proroga del termine massimo per la carcerazione in vista dell'espulsione;
- l'estensione del campo d'applicazione dell'assegnazione di un luogo di soggiorno e del divieto di accedere a un dato territorio;
- l'introduzione del fermo di breve durata, segnatamente ai fini dell'accertamento dell'identità.
Nel settore dell'accelerazione delle procedure d'asilo:
- la modifica della fattispecie di non entrata nel merito per i "sans-papier";
- l'introduzione di emolumenti per la procedura di riesame dinanzi all'UFR;
- l'estensione della diffusione dei dati nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento e dell'espulsione e;
- l'introduzione di misure tese ad accelerare le procedure di ricorso.
Infine, nel settore delle misure rilevanti a livello di politica sociale e finanziario:
- il blocco dell'aiuto sociale per tutte le persone colpite da una decisione d'asilo negativa passata in giudicato.
Molti Cantoni temono che l'estensione del blocco dell'aiuto sociale a tutti i richiedenti l'asilo respinti produca un trasferimento dei costi a loro carico. Destano preoccupazioni soprattutto le persone che già al momento dell'entrata in vigore delle misure proposte si trovano nella fase dell'esecuzione. Visto che ho preso tali preoccupazioni sul serio, ho sottoposto al Consiglio federale un regime transitorio secondo cui la Confederazione rimborsa ai Cantoni l'aiuto sociale ancora per un massimo di tre anni dall'entrata in vigore di questa modifica di legge. In seguito i Cantoni saranno liberi di decidere quando e chi escludere dall'aiuto sociale. In questo modo disporranno del necessario margine di manovra per applicare il blocco dell'aiuto sociale a seconda delle loro possibilità e potranno tenere conto della situazione delle persone particolarmente vulnerabili. Se, dopo tre anni, vi saranno ancora singole persone interessate che vivono ancora in Svizzera, il Cantone otterrà in ogni caso l'indennità forfetaria per l'aiuto immediato.
Per le persone colpite da una decisione d'asilo negativa che, in seguito all'entrata in vigore della nuova regolamentazione, devono lasciare la Svizzera è versato un importo forfetario unico. L'ammontare dell'indennità forfetaria unica per l'aiuto immediato dovrà essere stabilito a livello di ordinanza. L'aumento dell'importo previsto nel quadro della consultazione informale sarà esaminato alla luce dei Vostri riscontri.
Il nuovo regime transitorio e l'eventuale aumento di tale importo forfetario dovrebbero permettere ai Cantoni di applicare il nuovo sistema senza che debbano accollarsi un trasferimento dei costi.
4. Accordi di riammissione
Il ritorno di richiedenti l'asilo respinti resta un obiettivo prioritario. Per permettere il ritorno in determinati Paesi di provenienza occorre stipulare accordi con questi Stati. Durante gli scorsi anni sono stati conclusi venti accordi. Quest'anno sono entrati in vigore gli accordi di riammissione con la Moldavia e l'Ucraina, è stato firmato un accordo con la Slovenia, e gli accordi stipulati con la Georgia e il Libano sono pronti per la ratifica. Attualmente, inoltre, diversi accordi sono in fase di preparazione e di negoziato, segnatamente con gli Stati dell'ex Unione Sovietica, così come con alcuni Stati africani.
5. La fusione tra l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) e l'Ufficio federale del l'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione (IMES)
Dal 1° gennaio 2004 ho assunto la carica di capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia. Il 7 giugno 2004 il Consiglio federale ha approvato, in sostanza, la fusione tra l'UFR e l'IMES e il 3 novembre 2004 il Signor Eduard Gnesa è stato nominato direttore del nuovo ufficio.
Dal 1° gennaio 2005 l'Ufficio federale della migrazione avvierà la sua attività nelle sue nuove strutture.
Qual è il motivo di questa fusione e cosa s'intende raggiungere?
Da un'analisi della situazione nei settori dell'asilo e degli stranieri emerge chiaramente che i problemi insiti nel settore della migrazione possono essere risolti soltanto se li si considera nel loro insieme. La fusione dei due uffici responsabili rappresenta quindi un logico abbandono del sistema secondo cui i settori dell'asilo e degli stranieri venivano trattati separatamente. L'idea della fusione non è nuova e, nel corso degli anni, è sempre tornata al centro delle discussioni. Oggi questa fusione a lungo rimandata viene finalmente realizzata.
6. La cooperazione tra Confederazione e Cantoni
Nel corso degli ultimi mesi i Cantoni e le diverse conferenze hanno lasciato trasparire una determinata insicurezza. A dimostrarlo basta ricordare le osservazioni introduttive pronunciate dalla Vostra presidente, la consigliera di Stato Ruth Lüthi. La Confederazione e i Cantoni devono cooperare in modo ancora più stretto. La responsabilità comune per le rispettive politiche rappresenta quindi una condizione imprescindibile per garantire il corretto funzionamento del nostro Stato.
Negli ultimi dieci mesi ho cooperato in modo particolarmente stretto con i Cantoni, in particolare nell'ambito dei settori dell'asilo e della sicurezza. I miei interlocutori principali sono senza dubbio i direttori di giustizia e polizia. Anche le nuove proposte in materia d'asilo sono state allestite su richiesta dei Cantoni. Esse sono state sottoposte ai Cantoni nel quadro di una nuova consultazione.
Cosa significa questo nella prassi?
- Dobbiamo stabilire contatti regolari e condurre un dialogo aperto. Resta ancora da stabilire il modo in cui è possibile garantire questo obiettivo. Ovviamente alla fine saranno i Governi a rilasciare i pareri;
- oggi le Città e i Comuni, nonostante non rappresentino partner istituzionali della Confederazione, svolgono attività essenziali in molti settori, segnatamente anche in quello della migrazione. Il loro coinvolgimento è dunque essenziale. Dalla Vostra iniziativa emergerà il modo in cui i Cantoni intendono concepire tale coinvolgimento.
Grazie per l'attenzione.
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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 19.11.2004