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Spettacolo
Wade Robson, l’accusatore di Michael Jackson sconfitto ancora in tribunale
L'ex ballerino sostiene di essere stato abusato sessualmente dal Re del Pop, quando era bambino.
Wade Robson perde la causa contro il defunto Michael Jackson.
Il coreografo, che ha accusato il Re del Pop di pedofilia, aveva provato a riportare la causa in tribunale, trovando però la disapprovazione del giudice Mark A. Young.
Robson aveva depositato le sue accuse nel 2013, per poi vuotare il sacco nel documentario shock «Leaving Neverland» del 2019.
L’ex ballerino ha raccontato di essere stato abusato sessualmente da Michael per quasi dieci anni, con la complicità delle compagnie del cantante, la MJJ Productions e MJJ Ventures, contro cui ora punta il dito.
Le due società si sono difese sostenendo di non aver nessun tipo di obbligo legale nei confronti di Robson e di non avere avuto la capacità di controllare i comportamenti di Jackson.
Dopo la decisione del giudici, i legali del coreografo si sono detti pronti a ricorrere in appello.
Un altro giudice aveva rigettato la causa di Robson nel dicembre del 2017, a causa della caduta in prescrizione del presunto reato. Il fascicolo era stato poi riaperto a inizio 2020 da un tribunale della California, grazia all’aumento da 26 a 40 anni del periodo per sporgere denuncia in riferimento a reati a sfondo sessuale.
In una nota affidata all’Hollywood Reporter dal team legale che rappresenta gli eredi di Michael si legge: «Ad oggi, un giudizio sommario CONTRO Wade Robson è stato concesso tre diverse volte da due diversi giudici della Corte Superiore. Wade Robson ha trascorso gli ultimi 8 anni a perseguire pretese futili in diverse cause legali contro la Estate di Michael Jackson e le società ad essa associate. Robson ha preso quasi tre dozzine di deposizioni e ha ispezionato e presentato centinaia di migliaia di documenti cercando di provare le sue affermazioni, ma un giudice ha ancora una volta stabilito che le affermazioni di Robson non hanno alcun fondamento, che non è necessario alcun processo e che il suo ultimo caso è archiviato».
Il legale di Robson, Vince Finaldi, ha così risposto: «Questa decisione del giudice Mark A.Young soffre degli stessi vizi della precedente decisione del precedente giudice Mitchell Beckloff, che siamo riusciti a ribaltare in appello».
«Per questo motivo, faremo ricorso alla Corte d'Appello e, se necessario, alla Corte Suprema. Se riconfermata, questa decisione costituirebbe un pericoloso precedente che lascerebbe migliaia di bambini che lavorano nell'industria dell'intrattenimento vulnerabili ad abusi sessuali da parte di persone e in luoghi di potere».
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