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La figlia dell'ex ministro russo Jewgenij Adamov arrestato lunedì scorso a Berna, è a sua volta oggetto di un'indagine giudiziaria.
Irina Adamova, in Svizzera da dieci anni, è sospettata di riciclaggio di denaro. La giustizia ha già bloccato i suoi conti bancari.
Verrebbe quasi da dire «talis pater, talis filium». Irina Adamova, figlia dell'ex responsabile al Cremlino per l'energia atomica arrestato la settimana scorsa a Berna, è infatti anch'essa nel mirino della giustizia.
Secondo quanto affermato dal suo avvocato Christoph Dumartheray sulle pagine del quotidiano svizzero tedesco «Tages-Anzeiger», i suoi conti personali e quelli di una ditta di consulenza attiva nel settore edilizio da lei controllata sono stati bloccati.
La giustizia elvetica la sospetta infatti di riciclaggio di denaro.
In Svizzera per aiutare la figlia
Il portavoce dell'ambasciata russa a Berna aveva reso noto venerdì che i conti di Irina Adamova, sui quali erano depositati circa 250'000 franchi, erano già stati bloccati a fine aprile.
«Il signor Adamov è giunto in Svizzera proprio per questa ragione. Voleva aiutare sua figlia, cittadina svizzera da dieci anni», aveva aggiunto Igor Petrov.
Jewgenij Adamov è stato arrestato su richiesta americana proprio nel corso di una visita privata alla figlia. Le autorità giudiziarie di Pittsburgh (Pennsylvania) lo accusano di truffa, ricettazione, riciclaggio e frode fiscale.
L'ex ministro di Boris Eltsin (1998-2001), sospettato di aver stornato fra il 1993 e il 2003 quasi 11 milioni di franchi, rischia fino a 60 anni di carcere.
Nessun legame
Christoph Dumartheray ha prontamente negato qualsiasi legame tra le accuse formulate contro la sua cliente e le imputazioni a carico di Jewgenij Adamov. Il solo fatto che Irina abbia ricevuto del denaro dal padre non basta, agli occhi dell'avvocato, per stabilire un rapporto tra i due casi.
Dumartheray ha inoltre criticato la procedura applicata dalle autorità elvetiche per incastrare il finanziere russo.
Il giudice d'istruzione bernese che ha interrogato Adamov a proposito della figlia - ha indicato l'avvocato durante una trasmissione televisiva - era già in possesso di un mandato d'arresto americano, ma ha fatto credere ad Adamov che si trattava di una semplice audizione.
Il vicedirettore dell'Ufficio federale di giustizia (Ufg) Rudolf Wyss ha assicurato di non essere al corrente di questi dettagli. Ha tuttavia ammesso che si tratta di «un metodo apparentemente duro».
No all'estradizione
Jewgenij Adamov - attualmente detenuto in Svizzera - ha dal canto suo fatto sapere di volersi opporre all'estradizione. Le autorità americane hanno ora meno di 60 giorni per presentare una richiesta circostanziata.
Se l'Ufg darà il via libera, il sospettato avrà però ancora la possibilità di inoltrare ricorso presso il Tribunale federale. Prima di giungere a una decisione definitiva occorreranno quindi vari mesi.
swissinfo e agenzie
In breve
Jewgenij Adamov, 65 anni, è stato arrestato lunedì 2 maggio a Berna su richiesta delle autorità americane.
L'ex ministro russo si trovava in Svizzera nel corso di una visita alla figlia.
Ascoltato dalla giustizia elvetica, Adamov si è opposto mercoledì alla sua estradizione negli Stati Uniti.
Il responsabile dell'energia atomica dal 1998 al 2001 era stato sollevato dalla sua carica dal presidente Vladimir Putin, che lo aveva accusato di corruzione.
La figlia, Irina Adamova, è a sua volta indagata per riciclaggio di denaro; il suo legale esclude ogni legame con le accuse nei confronti del padre.