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Dopo aver estromesso Osaka e Bencic, la 24enne elvetica si arrende nell'ultimo atto del Master 1000 di Cincinnati: 3-6 1-6 il punteggio
Stavolta l'asticella era troppo alta. E alla fine, dopo aver messo in riga Naomi Osaka prima, e in seguito Belinda Bencic e Karolina Pliskova, Jil Teichmann si è dovuta pure lei arrendere. Nulla da fare infatti nella finale del Master 1000 di Cincinnati per la 24enne elvetica numero 76 al mondo, costretta alla resa da una Ashleigh Barty decisamente intrattabile. Come dimostra il 6-3 6-1 con cui l'australiana, numero 1 al mondo nonché vincitrice sull'erba di Wimbledon, ha liquidato la pendenza, in un'ora e dodici minuti di gioco.
Sebbene non sia riuscita a conquistare il suo terzo titolo della carriera, l'elvetica merita comunque tutti i plausi per il percorso a Cincinnati, finale compresa. L'unico rammarico che le si può accreditare è quello di non essere riuscita a conservare il turno di battuta sul 4-3, in un game in cui non ha giocato con il rigore necessario. E dopo essersi assicurata questo vantaggio strappando il servizio all'avversaria, Ashleigh Barty è diventata quasi imbattibile. Batterla di questi tempi sembra più un'impresa che qualcosa di veramente realizzabile, cosa che del resto ne fa la candidata numero 1 per la conquista del titolo degli Us Open, che si iniziano il 30 agosto a New York.
Ammessa al tabellone principale del torneo in Ohio grazie a una wild card, comunque sia andata a finire, Jil Teichmann ha lasciato il segno. Le tre convincenti vittorie a spese di tre delle prime dodici giocatrici della classifica Wta le permetteranno infatti di issarsi al 45esimo posto della graduatoria al prossimo aggiornamento. Costretta a ritirarsi dal Roland Garros per un infortunio alla coscia e alla caviglia e ancora un po' contratta a Losanna a inizio luglio, l'elvetica ha dimostrato a Cincinnati di essersi finalmente linerata dalle preoccupazioni fisiche che ancora la assillavano.
La sua tournèe oltre Atlantico passa per Cleveland, dove sarà impegnata nel Wta 250 che al primo turno la vedrà affrontare la russa Anna Blinkova (81). Ma è naturalmente a Flushing Meadows che si attende di verla in azione.
Senza storia pure la finale maschile, con Alexander Zverev che ha piegato un due spediti set il russo Andej Rublex: 6-2 6-3 il punteggio in favore del tedesco.