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Covid
Rinuncia a produrre vaccini a Visp, «le autorità hanno agito in modo appropriato»
Le autorità hanno agito in modo appropriato rinunciando a investire direttamente nella produzione di vaccini alla Lonza di Visp, in Vallese, e concludendo invece rapidamente un accordo con Moderna per la fornitura di preparati anticovid a base di mRNA.
È la conclusione cui è giunta la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) in un rapporto pubblicato oggi.
L'indagine avviata dalla commissione, rammenta un comunicato diffuso dai servizi parlamentari, risponde alle critiche alla strategia del governo in merito all'approvvigionamento di vaccini anti-covid al momento del diffondersi del virus, formulate all'inizio di quest'anno su vari media.
Il contesto
Le autorità – stando ai resoconti – avrebbero rifiutato un’offerta avanzata nella primavera del 2020 dalla svizzera Lonza volta finanziare una linea di produzione di vaccini dell'azienda americana Moderna nei suoi stabilimenti di Visp (VS).
Da qui la volontà della CdG-N di esaminare i contatti tra Berna e le due imprese circa produzione e acquisto di preparati. Dopo aver esaminato i fatti e sentito le parti interessate, la CdG-N è giunta alla conclusione che le autorità federali hanno agito correttamente.
Investimento diretto, i motivi del «no»
La Confederazione ha deciso di rinunciare all’opzione di un investimento diretto nella produzione di Lonza per tre motivi: Lonza non era proprietaria del vaccino prodotto a Visp né della produzione totale del vaccino, ma solo di una parte. Inoltre, un tale investimento non avrebbe permesso un accesso più esteso o più rapido al vaccino.
La CdG-N osserva inoltre che l’opzione di una linea di produzione riservata esclusivamente alla Svizzera negli stabilimenti vallesani non è mai entrata in linea di conto né è stata discussa concretamente dalle autorità federali e dalle due imprese.
Intesa con Moderna
Invece di investire nella produzione di Lonza, la Confederazione ha scelto di concludere rapidamente con Moderna un accordo per l’acquisto di vaccini.
Successivamente la società americana ha reinvestito in Svizzera gran parte dell’importo stabilito nel contratto, in particolare finanziando cinque linee di produzione a Visp.
Vaccini disponibili rapidamente
Tutto ciò, secondo la commissione, ha permesso di garantire lo sviluppo degli impianti di produzione nella località vallesana e di assicurare che la Svizzera beneficiasse rapidamente del vaccino ivi prodotto, nel pieno rispetto del quadro legale e costituzionale.
La CdG-N ritiene che le decisioni strategiche delle autorità federali fossero appropriate e che abbiano garantito un accesso rapido al vaccino di Moderna; la Svizzera è stata infatti uno dei primi Paesi al mondo a concludere un accordo con questa azienda.
Tutto legale
Sul piano della legalità, la CdG-N conclude che le decisioni delle autorità federali nelle trattative con Lonza e Moderna siano state prese nel rispetto delle leggi vigenti nella primavera 2020.
L’opzione di un investimento diretto della Confederazione nella produzione di vaccini di Lonza non sarebbe invece stato conforme alla legislazione vigente all’epoca.
L'Ufficio federale della sanità pubblica, secondo la CdG-N, ha gestito l’acquisto di vaccini in modo rigoroso, riconoscendogli la priorità adeguata. Le autorità erano consapevoli dei rischi e delle sfide legate allo sviluppo dei vaccini e hanno mostrato di essere aperte alle nuove tecnologie in materia di vaccini in un contesto di grande incertezza.
Vaccini mRNA, un rischio calcolato
La decisione dell'esecutivo di investire nei vaccini a mRNA in una fase precoce della pandemia ha rappresentato un certo rischio, ma tale scelta è stata presa con cognizione di causa e si è rivelata vincente.
Secondo la commissione, l’opzione di un vaccino prodotto interamente su suolo svizzero non sarebbe stata facile da realizzare e avrebbe sollevato numerosi problemi, sia sul piano legale che su quello economico. Insomma, nel contesto della crisi questa opzione non rappresentava un’alternativa valida all’acquisto di vaccini finiti.
Vaccini: sviluppare attrattiva
Dopo aver espresso apprezzamento per l'operato delle autorità, la CdG-N si rallegra anche delle misure adottate dal Consiglio federale nella primavera scorsa destinate a migliorare l’attrattiva della Svizzera per quanto riguarda lo sviluppo e la produzione di vaccini.
Altro aspetto positivo: la realizzazione promossa dalla Confederazione del progetto «Leute für Lonza» ("Gente per Lonza"), sempre nella primavera scorsa, che ha consentito di sostenere in modo rapido e pragmatico l’assunzione di personale nella sede di Visp e di dare un segnale forte a favore della produzione di vaccini su suolo elvetico.
A tale riguardo, la CdG-N chiede all'esecutivo, mediante un postulato che dovrà essere adottato dalla camera del popolo, di stilare un bilancio del progetto, esaminando anche la necessità di modifiche legislative alla luce di questo esempio.
cp, ats