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La Gran Bretagna ha posto l'esercito in stato d'allerta nella prospettiva di utilizzare autocisterne e conducenti militari per rimediare alla crisi dei carburanti nel Paese provocata dalla mancanza di un numero sufficiente di conducenti civili e la conseguente corsa ai distributori che ne ha lasciati molti a secco. "Un limitato numero di conducenti militari sono messi in stato d'allerta e saranno impiegati se necessario per stabilizzare ulteriormente la catena di approvvigionamento dei carburanti", ha fatto sapere in un comunicato il ministero dell'Energia nella serata di lunedì.
Inizialmente, nel corso della giornata, un portavoce di Downing Street, a margine di una riunione ad hoc del consiglio dei ministri, aveva ridimensionato l'ipotesi fatta circolare dai giornali, dichiarando di non prevedere, al momento, il ricorso ai riservisti dell'esercito per far fronte alla crisi della benzina innescata dal rallentamento delle forniture verso la rete delle stazioni di servizio in seguito alla mancanza di autisti come frutto delle conseguenze della Brexit oltre che del dopo-pandemia. "Attualmente non è necessario, ma come ogni Governo responsabile stiamo predisponendo ogni ulteriore misura che dovesse servire", aveva precisato il portavoce. In serata, evidentemente, la situazione è peggiorata.