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La Dichiarazione universale dei diritti umani compie 70 anni. Il testo alla base del diritto internazionale era nato dopo il trauma della seconda guerra mondiale e dell'olocausto. È sempre d'attualità? Lo abbiamo chiesto a Paulo Sérgio Pinheiro, già ministro del Governo brasiliano e ospite lunedì di una serata organizzata a Bellinzona dal Festival dei diritti umani di Lugano, Amnesty International e la Fondazione Diritti Umani.
"L'alta commissaria Michelle Bachelet ha detto che oggi sarebbe molto difficile approvare una dichiarazione come quella varata 70 anni fa - ha ricordato Pinheiro ai microfoni RSI - Io stesso direi che molti degli articoli in difesa dei bambini, delle donne, contro il razzismo, se fossero oggetto oggi di un dibattito non verrebbero approvati dagli Stati membri delle Nazioni Unite".
"Stiamo vivendo un regresso terrificante: il populismo è una manifestazione di questo regresso - denuncia Pinheiro - Un populismo che denuncia i difensori dei diritti umani come dei nemici amici. È il caso del Brasile, dove il futuro presidente Bolsonaro vuole distruggere il centro di ricerca sui diritti umani, in una nazione già campionessa in materia di assassini difensori dei diritti umani".
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