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QUITO - Aveva più di cento anni, viveva in solitudine in un serraglio e, dopo inutili tentativi d'accoppiamento, è morto senza lasciare discendenti. George il solitario era l'ultima tartaruga terrestre gigante della specie «Geochelone nigra abingodni» e viveva da ormai quarant'anni in cattività (vd suggeriti).
«L'abbiamo trovato inerme a pochi metri dalla pozza d'acqua dove probabilmente voleva andare ad abbeverarsi», si specifica in una nota del Parco Nazionale delle Galapagos, dove la testuggine viveva. Nei prossimi giorni sarà effettuata un'autopsia per determinare i motivi della sua morte e sarà poi imbalsamato, affinché continui ad essere un'attrazione per i quasi 200'000 turisti che visitano l'affascinante arcipelago ogni anno. George il solitario venne scoperto nel 1972, quando già si credeva che le tartarughe giganti dell'isola Pinta fossero ormai estinte. La causa era stata l'introduzione di capre allo stato selvatico che, cibandosi della stessa vegetazione con cui si alimentavano i cheloni, li avevano via via fatti morire.
Portato al sicuro, si tentò varie volte di accoppiarlo. In particolare con due tartarughe della specie «Geochelone nigra becki», dell'isola Isabela. Ma la speranze che George lasciasse un discendente non sono state esaudite: dopo tre lustri di convivenza con le due tartarughe George non è riuscito nell'intento. Con lui, che sarà imbalsamato, si estingue una specie