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La più facile, la più ostica
La fase preliminare dei Mondiali non ha fatto vittime illustri. Chi doveva agevolmente qualificarsi per i quarti di finale non è mai stato in pericolo, mentre a contendersi gli ultimi posti, come prevedibile, sono state Germania e Danimarca nel Gruppo A e Lettonia e Slovacchia nel Gruppo B. Le neopromosse - Ungheria e Slovenia - salutano l’élite dopo un solo anno.
Ai rossocrociati è capitata la Germania e c’è poco da lamentarsi. Svezia, USA e Finlandia sarebbero state più forti. Mentalmente, però, i tedeschi rappresentano l’ostacolo più ostico. La Svizzera è la favorita, senza discussioni. E sappiamo quanto questo abbia pesato in passato nella testa degli elvetici. Soprattutto contro i tedeschi. Due esempi recenti: ottavi di finale delle Olimpiadi di Pyeongchang 2018 (sconfitta all’overtime) e quarti dei Mondiali (a porte chiuse) del 2021, proprio a Riga (k.o. ai rigori). Altro motivo di preoccupazione: dal 2019, quando gli uomini di Fischer videro svanire la semifinale a 4 decimi dalla terza sirena (contro il Canada), la Svizzera ha un complesso, un blocco, nelle sfide ad eliminazione diretta.
Va aggiunto che la Germania è una buona squadra e non sarà affatto appagata. Dal suo punto di vista, la Svizzera è l’avversario migliore. Allenati da Harold Kreis, campione svizzero alla guida del Lugano nel 2006 e dello Zurigo nel 2008, i tedeschi hanno iniziato il Mondiale con tre sconfitte contro Svezia, Finlandia e USA, tutte con una sola rete di scarto. Con il coltello alla gola, hanno mostrato carattere nello scontro diretto con la Danimarca. Da quel momento hanno avuto la strada spianata contro Austria, Ungheria e Francia. In difesa c’è Moritz Seider dei Detroit Red Wings. In attacco Nico Sturm (San Jose) e John Peterka (Buffalo): 9 gol in due in questo torneo. Manca Leon Draisaitl, 146 punti in stagione con Edmonton.