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Un'iniziativa per congelare l'adesione all'UE
La Svizzera dovrebbe attendere almeno dieci anni prima di avviare negoziati per aderire all'Unione europea. È quanto chiede l'iniziativa popolare "Per una moratoria dell'adesione all'UE" lanciata martedì da ambienti legati ai partiti della destra svizzero-tedesca.
Il documento presentato dal comitato di iniziativisti - che riunisce principalmente esponenti o simpatizzanti dell'Unione democratica di centro (UDC) e del Partito liberale radicale (PLR) - intende rispondere alle pressioni di Bruxelles.
Nel corso di una conferenza stampa, i membri del comitato hanno denunciato le dichiarazioni fatte dall'UE, secondo cui la via bilaterale con la Svizzera ha raggiunto i suoi limiti. Per gli antieuropeisti, l'idea di un'adesione forzata della Svizzera o di una ripresa automatica del diritto europeo, ad esempio in materia di fiscalità, è assolutamente da escludere.
«Purtroppo il Consiglio federale non si oppone con la forza necessaria. Al contrario, riprendendo il diritto europeo conduce il paese verso una pericolosa dipendenza dall'UE», ha criticato Hans-Peter Portmann, deputato radicale al parlamento cantonale di Zurigo.
I promotori dell'iniziativa hanno tempo fino al 23 maggio 2012 per raccogliere le 100'000 firme necessarie. Da notare che il documento è stato redatto in termini generici: toccherà quindi al parlamento nazionale redigere un progetto concreto.
Reagendo al lancio dell'iniziativa, il segretario generale dell'UDC Martin Baltisser ha affermato che il suo partito non intende aderire all'UE «né oggi, né domani». Secondo lui, la moratoria di dieci anni non si spinge pertanto abbastanza lontano.
Per il PLR l'iniziativa è invece inutile e non è più attuale: la via bilaterale resta la migliore soluzione e l'adesione all'UE non figura nell'agenda politica, ha reso noto il partito.
Stessa opinione in casa del Partito popolare democratico, per il quale è «incomprensibile» che si lanci un'iniziativa popolare su un tema che non è neanche d'attualità.
Da parte sua, il Nuovo movimento europeo svizzero (NUMES) ritiene che l'introduzione di una moratoria comporterebbe una degradazione dei rapporti con Bruxelles.
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