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Una sola lingua straniera alle elementari. È ciò che vogliono i promotori di un'iniziativa a Lucerna. Con quella nei Grigioni, questa è la seconda raccolta di firme contro l'insegnamento di una seconda lingua straniera nei primi sei anni di scuola. Proprio nel momento in cui è in consultazione il piano di studio 21, il panorama scolastico elvetico rischia di frammentarsi ancora di più.
I promotori dell'iniziativa vogliono che a Lucerna si abbandoni il modello attuale dell'insegnamento delle lingue straniere nella scuola elementare. Nel cantone della Svizzera centrale, gli allievi imparano l'inglese dalla terza e il francese dalla quinta classe.
Stando agli iniziativisti non si tratterebbe di un attacco alla pluralità linguistica, ma al concetto promosso dal piano di studio 21 e da Harmos, quello che prevede l'insegnamento di due lingue straniere alle elementari.
Per l'insegnante e granconsigliera Trix Dettling, l'apprendimento dovrebbe fondarsi sul principio «meno ma meglio». Secondo la politica socialista, lo studio della seconda lingua straniera in 5a classe sarebbe prematuro e scoraggerebbe alcuni scolari. Sarebbe quindi meglio iniziare l'insegnamento del francese nella scuola di livello secondario I.
Un'iniziativa analoga è stata lanciata nel mese di maggio nei Grigioni. Nel cantone trilingue si chiede che sia insegnata una sola lingua nelle scuole elementari, ossia tedesco o inglese. L'italiano verrebbe così bandito dai banchi delle elementari. I promotori, hanno tempo un anno per raccogliere 3000 firme.
Nel canton Nidwaldo, due granconsiglieri della destra conservatrice UDC chiedono al governo di stralciare il francese dalla griglia oraria delle elementari, a favore delle materie matematica e uomo e ambiente.
Queste tre iniziative sono l'espressione di un diffuso malcontento tra insegnanti, genitori e scolari nella Svizzera tedesca. Il modello dell'insegnamento delle lingue straniere 3/5, ossia dell'apprendimento della prima lingua straniera in 3a classe e della seconda in 5a classe elementare, non gode ancora di un ampio sostegno.
Con Harmos e il piano di studio 21 si intende unificare il frammentato panorama educativo svizzero. La raccolta di firme nei cantoni Lucerna e Grigioni sono da una parte un attacco alla coesione nazionale, veicolata dall'apprendimento della lingua del vicino, dall'altra rischiano di far tramontare un modello dell'insegnamento delle lingue ancora agli albori.
(fonte: NZZ)