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"La Svizzera è il solo paese europeo in cui il commercio al dettaglio si è contratto sia in valore che in volume nel 2011", osserva il manager. La situazione valutaria continua a preoccupare: "esportiamo i due terzi della produzione dei nostri dieci stabilimenti in paesi dell'Eurozona", spiega Simioni. "Anche con un cambio di 1,20 franchi per euro abbiamo problemi di competitività".
L'azienda cerca di compensare questo svantaggio applicando un programma di miglioramento continuo. Ciò nonostante la crisi del franco forte ha assorbito i guadagni in produttività degli ultimi tre anni, si è rammaricato il direttore generale. Nestlé Svizzera ha anche ridotto in parte l'assortimento e sottoposto a verifica alcuni processi industriali. L'aumento del tempo di lavoro per i dipendenti non è invece in discussione.
Domani il gruppo Nestlé presenterà i risultati trimestrali.