Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01202.jsonl.gz/657

La Commissione federale della concorrenza (Comco) ha deciso di aprire un'inchiesta contro i tre operatori di telefonia mobile, sospettati di aver concordato intese illecite che non rispettano la legislazione sui cartelli.Questo contenuto è stato pubblicato il 16 maggio 2000 - 18:00
Swisscom, Diax e Orange sono i tre operatori che hanno ricevuto una concessione per la telefonia mobile, in seguito alla liberalizzazione del mercato introdotta a partire dal 1998. Contrariamente alla telefonia fissa, dove la liberalizzazione ha portato a sostanziali riduzioni delle tariffe, in quella mobile non si è registrato in questo periodo un chiaro movimento al ribasso.
La Comco intende quindi verificare se le tre società non hanno assunto una posizione dominante, concordando tra di loro le tariffe. Come annunciato nel comunicato diffuso martedì, la Commissione vuole innanzitutto chiarire se i prezzi dei servizi offerti, molto simili per quanto riguarda la struttura e il tariffario, siano leciti dal punto di vista della legge sui cartelli. Da parte loro, i tre operatori hanno respinto categoricamente le accuse.
Un’intesa illecita andrebbe chiaramente a scapito dei consumatori, costretti a pagare prezzi molto alti nonostante l’introduzione di un regime di concorrenza tra gli operatori. È la prima volta che un’inchiesta di questo tipo viene aperta nel settore delle telecomunicazioni.
Nel 1999, la telefonia mobile avrebbe già raggiunto un fatturato di 3 miliardi di franchi in Svizzera. Tenendo conto anche della telefonia fissa e del trasporto di dati, il settore delle telecomunicazioni ha fatto registrare complessivamente una cifra d'affari di almeno 12 miliardi di franchi l'anno scorso.
Per quanto riguarda invece le parti di mercato, Swisscom controlla circa il 70 percento della telefonia mobile e distanzia ancora nettamente i due concorrenti Diax e Orange. Attualmente oltre 2,2 milioni di svizzeri dispongono di un apparecchio cellulare.
swissinfo e agenzie
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative