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Tre attiviste di Greenpeace in Australia si sono introdotte oggi all'alba in una piantagione sperimentale di grano geneticamente modificato a Canberra distruggendo l'intero raccolto, su una superficie di mezzo ettaro. Indossando tute protettive per evitare di trasportare all'esterno organismi GM e armate di cesoie, le militanti hanno scalato il recinto del centro di ricerca dell'ente scientifico governativo Csiro, per poi abbattere o estirpare tutte le piante.
La piantagione faceva parte della prima sperimentazione all'aperto in Australia di grano geneticamente modificato destinato al consumo umano. I geni erano stati modificati per abbassare l'indice glicemico e aumentare la fibra, per creare un prodotto che migliori la salute intestinale e aumenti il valore nutritivo. Secondo Greenpeace la protesta era motivata da preoccupazioni per la salute e per il rischio di contaminazione di altri raccolti.
"Non è stato provato che le coltivazioni GM siano senza pericolo per l'alimentazione e che non contaminino altri raccolti", ha detto una delle attiviste, Lara Kelly. "Si tratta di proteggere la nostra salute".
Il dirigente del Csiro, Jeremy Burdon, ha lamentato la perdita per un importante programma di sicurezza alimentare. "I danni sono da valutare, ma probabilmente hanno compromesso un anno di sforzi da parte di tutti gli scienziati e tecnici coinvolti", ha detto.
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