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Sarà la cordata formata da Stati Uniti, Messico e Canada a organizzare la fase finale della Coppa del mondo 2026, la prima che, secondo le intenzioni del presidente Fifa Gianni Infantino, dovrebbe svolgersi a 48 squadre. La candidatura americana ha chiaramente superato l'unica concorrente, quella del Marocco: chiaro l'esito della votazione, con 134 schede a favore di di Usa, Messico e Canada e soltanto 65 a sostegno della scelta africana. Ciò significa che i 55 voti dell'Uefa – che in un primo tempo si pensava dovessero finire nel carniere del Marocco – hanno in gran parte varcato l'Atlantico. Il Mondiale 2026 dovrebbe ospitare 80 partite e la parte del leone la faranno gli Stati Uniti che accoglieranno sul loro territorio ben 60 confronti, mentre soltanto 10 a testa andranno a Canada e Messico. Gli stadi saranno 23, 17 negli Usa e tre a testa negli altri due paesi organizzatori. Nonostante il Messico abbia a disposizione lo stadio Azteca, sede delle finali delle edizioni 1970 e 1986, le partite decisive si svolgeranno in territorio Usa: le due semifinali ad Atalnta e Dallas, l'atto conclusivo al MetLife Stadium di East Rutherford (New Jersey, ma alle porte di New York). A far pendere la bilancia verso l'altra sponda dell'Atlantico, anche e sorpattutto aspetti commerciali: il guadagno prospettato alla Fifa sarebbe infatti di 11 miliardi di dollari, quattro volte di più rispetto a Brasile 2014. Inoltre, nonostante il calcio non sia lo sport preferito nell'America del Nord, gli organizzatori stimano un afflusso record (5,8 milioni i biglietti che si spera di vendere) con una presenza media allo stadio di oltre 70'000 spettatori. Non a caso il record nella storia dei Mondiali appartiene a Usa 94 (69'000 spettatori a partita), nonostante quell'edizione si fosse giocata ancora a 24 squadre contro le 32 attuali.