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DIETIKON - «Non possono costringere i miei figli a cantare in una chiesa». È su questo presupposto che si basa la protesta di un uomo di Dietikon, svizzero di religione musulmana, che è stato condannato al pagamento di una multa per avere sottratto i suoi tre figli da scuola durante le prove del coro natalizio.
Le autorità cantonali della città di Dietikon - nel 2016 - hanno dispensato i bambini dal canto prima di Natale che ha avuto luogo fuori dalla scuola davanti a tutti i genitori. Tuttavia, non hanno accettato di riservare loro lo stesso trattamento durante le prove, che si tenevano durante le ore riservate alle lezioni.
Avendo il padre negato ai bambini di parteciparvi, è stato condannato al pagamento di una multa di 500 franchi per violazione della responsabilità genitoriale. L’uomo ha presentato ricorso e la corte distrettuale di Dietikon ha discusso il caso la scorsa settimana.
Contravvenzione confermata - Inizialmente il giudice ha ritardato il verdetto in quanto «sollevava questioni complesse». Secondo una dichiarazione rilasciata dal Consiglio centrale islamico della Svizzera (IZRS) - che rappresenta gli interessi del padre dei bambini - il tribunale ha ora confermato la sanzione. La famiglia, però, ha intenzione di ricorrere nuovamente, per violazione della libertà religiosa.
Per l’IZRS si è trattato di un'«assimilazione religiosa obbligatoria» che è «legalmente inammissibile». «I canti natalizi che parlano del Nuovo Testamento e nel modo in cui propongono la figura di Gesù - si legge nel comunicato - sono contrari alla confessione islamica e l’obbligo non è conforme a un ambiente scolastico».
«È integrazione» - Il consigliere comunale Jean-Pierre Balbiani (UDC) si è invece dichiarato soddisfatto del verdetto: «Partecipare ai canti natalizi è una parte naturale dell’integrazione». A 20 Minuten ha spiegato come «non faccia alcun male» ascoltare le melodie all’interno di una chiesa. «A Dietikon sono molte le famiglie con un passato migratorio, ma per fortuna casi come questi sono rari», ha infine sottolineato.
Anche il presidente cantonale dell'UDC Rochus Burtscher ha appoggiato la decisione del tribunale: «L’intolleranza inizia dove si ferma la tolleranza. Se ai bambini fa piacere cantare insieme a tutti gli altri in chiesa, i genitori non dovrebbero opporsi. La scuola non deve adattarsi ai fondamentalismi».