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L’ex-capo di stato spagnolo, Juan Carlos di Borbone, ha informato di voler abbandonare il proprio Paese. Si tratta evidentemente di un modo per sfuggire alla giustizia spagnola di fronte alle sempre più pesanti accuse di corruzione e riciclaggio di denaro che i comunisti spagnoli avevano invero già segnalato alla Corte suprema nel 2018, ottenendo però in quell’occasione un’archiviazione in tempo record da parte dei giudici.
La Svizzera è indirettamente coinvolta in questa situazione poiché nel nostro Paese sono depositati fondi appartenenti all’imputato la cui provenienza illecita e criminosa è alquanto verosimile. Non è nel nostro interesse nazionale che l’ex-monarca, delfino del dittatore fascista Francisco Franco, usi il nostro territorio per riciclare denaro sporco intascato tramite tangenti su cui anche la giustizia svizzera sta già indagando.
Il Partito Comunista invita il Consiglio federale a tornare sulla sua decisione negativa e, come richiesto da una ONG catalana nei mesi scorsi, di ordinare il congelamento di beni e conti bancari di Juan Carlos di Borbone e a dichiararlo “persona non grata” nel caso in cui scegliesse in futuro di rifugiarsi nel nostro Paese.
Esprimiamo infine la nostra solidarietà alla mobilitazione prevista il prossimo 6 agosto ad Alicante a favore della Repubblica promossa, fra gli altri, dal Partito Comunista Spagnolo (PCE), dalla Sinistra Unita (IU) e dal Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE), il quale già in giugno aveva chiesto per l’ex-re la carcerazione preventiva per l’elevato rischio di fuga…