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Polveri fini e ozono continuano a costituire un problema, soprattutto in Ticino. La Commissione federale d'igiene dell'aria (EKL), che oggi presenta il rapporto "Smog estivo in Svizzera", giudica indispensabile proseguire gli sforzi di risanamento.
La EKL cita ad esempio le concentrazioni di ozono che, complice l'elevato soleggiamento e le alte temperature fino all'inizio dell'estate, sono "nuovamente cresciute vertiginosamente un po' ovunque in Svizzera, superando talora nettamente il valore limite orario di 120 microgrammi al metro cubo": per un periodo di 320 e 340 ore a Lugano e Magadino (TI) e 170 e 190 ore a Zurigo e Basilea. "A Lugano sono persino stati misurati picchi di concentrazione di 280 microgrammi al metro cubo", indica una nota.
Le misure tecniche attuate a livello del traffico motorizzato, dell'industria e dell'artigianato e la tassa d'incentivazione sui composti organici volatili (COV), dal 1990 hanno permesso di realizzare qualche progresso: le emissioni di ossidi di azoto e di COV, precursori dell'ozono, sono diminuite rispettivamente del 55% e del 65%. Tuttavia, vista la complessità delle reazioni all'origine dell'ozono, le concentrazioni di questo inquinante sono solo in "lieve calo".
Data la situazione insoddisfacente, "la Svizzera deve proseguire sistematicamente la propria politica di protezione dell'aria", riducendo ulteriormente le emissioni dei precursori. Per ridurre le emissioni di COV il rapporto mette l'accento sui solventi. Tuttavia agendo solo con gli strumenti attuati finora, il problema non sarà risolto, avverte il rapporto della EKL.
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