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L'investitore Bluebell Capital vuole insidiare i rapporti di forza con la famiglia Rupert
GINEVRA - Il 7 settembre, nel corso dell'assemblea generale di Richemont, si arriverà a una vera e propria lotta per il potere. L'investitore Bluebell Capital vuole insidiare i rapporti di forza con la famiglia Rupert, attualmente dominante nel gruppo attivo nel lusso.
Ad oggi la famiglia Rupert detiene oltre la metà dei voti all'assemblea, ciò che limita le possibilità degli altri partecipanti, che possono al massimo esprimere il loro malcontento.
Bluebell vuole ora spostare i rapporti di forza, ad esempio concedendo agli altri azionisti una rappresentanza nel consiglio d'amministrazione (cda), senza l'interferenza dei voti della famiglia Rupert. In un secondo tempo questi rappresentanti dovrebbero divenire addirittura la metà del cda.
Il gruppo Richemont, a cui appartengono note marche come Cartier e IWC, ha approvato l'idea di una rappresentanza degli altri azionisti. Tuttavia, il presidente del cda Johann Rupert - in una presa di posizione odierna - si è opposto al candidato di Bluebell Francesco Trapani, così come all'idea di un numero maggiore di rappresentanti.
Il timore è che Trapani abbia rapporti troppo stretti con il gruppo LVMH e il suo azionista di maggioranza, il miliardario Bernard Arnault. In effetti fra il 2011 e il 2019 ha lavorato per lui in ruoli rilevanti.
Oltre a questo, secondo Johann Rupert, Bluebell è un azionista "relativamente piccolo" e non ha quindi legittimità di rappresentanza nel consiglio d'amministrazione. L'esatta dimensione della partecipazione di Bluebell non è ad ogni modo nota.
Quest'ultimo investitore non va per questo sottovalutato: in altre circostanze è riuscito a imporre le proprie idee grazie all'appoggio di altri azionisti, come ad esempio nel caso del cambio di vertici presso Danone. Cosa succederà con Richemont è tuttavia ancora tutto da scoprire.
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