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Gli Inizi - Vivamente preoccupati dall'impressionante incremento dei casi di tifo, le autorità cittadine affrontarono – ad inizio del XIX secolo - il problema dell'approvvigionamento di Chiasso con acqua potabile.
I motivi per i quali l'epidemia di tifo infieriva nella località erano incontestabilmente dovuti ai mezzi primitivi ai quali la popolazione faceva capo per procacciarsi l'elemento base dell'alimentazione: l'acqua. Essa veniva infatti attinta dai diversi pozzi di raccolta dell'acqua piovana e dal sottosuolo contigui alle abitazioni e alle stalle, rendendola di conseguenza soggetta ad infiltrazioni di ogni sorta che ne causavano la contaminazione. Per mettere fine a questa problematica, furono eseguiti diversi studi e venne infine deciso di captare l’acqua dalla Sorgente Rovagina.
Una scelta sostenuta anche dal Laboratorio Cantonale che così si esprimeva nel suo rapporto: "Comunico a V.S. i risultati dell'analisi dell'acqua della sorgente che codesta lodevole Municipalità intende adibire al fabbisogno del Comune. L'acqua è di ottima qualità e Chiasso col procurarsela farà un'opera igienica encomiabile". E fu così che, con grande lungimiranza, il Comune di Chiasso stanziò un credito di 350'000 franchi per captare l'acqua della sorgente tramite una galleria lunga 900 metri, per poi stoccarla nei serbatoi di S. Giorgio e trasportarla fino a Chiasso. Il 12 luglio 1904 finalmente, alle ore 19.30, sgorgò da una fontana della piazza principale la benefica acqua della sorgente.
Nel 1942 il Comune di Chiasso decise – al fine di garantire una sufficiente disponibilità di acqua potabile per far fronte ad evenienze previste o impreviste - di realizzare un pozzo per la captazione dell'acqua della falda in località Prà Tiro. Nel 1964 venne realizzato, sempre in località Prà Tiro, un nuovo pozzo più grande, che presenta due pompe con una portata di 200 litri al secondo ognuna.
Per facilitare lo sviluppo e migliorare il benessere del paese che, allora, contava 3’700 abitanti, l'Assemblea Comunale accordò il 27 agosto 1899 al Sig. B. Faure - oriundo francese abitante a Como - la concessione di impiantare e di esercitare un'Officina del gas.
La fornitura del gas alla popolazione iniziò nel 1900 ed ebbe un rapido incremento fino al 1913, favorita anche dall'impiego del gas per l'illuminazione. Con l'arrivo dell'energia elettrica, i consumi diminuirono per poi risalire negli anni ‘30 e ‘40.
Nel 1968 venne costruita una nuova Officina del gas al Sottopenz che produceva aria propanata, mentre nel 1989 vi fu l'arrivo a Chiasso del gas naturale che, essendo più ecologico e di semplice impiego, cambiò la natura dei consumi privilegiando il riscaldamento. I consumi, in pochi anni, si moltiplicarono per 10.
Nel 1907 la città di Lugano aprì all'esercizio la centrale idroelettrica della Verzasca.
A Chiasso fu la Ferrovia del Gottardo a far capo per prima all'elettricità, fornendosi di una centrale a vapore per i bisogni della Stazione.
Alla fine del XIX secolo, anche le Autorità di Chiasso si interessarono al problema e misero allo studio, nel 1896 e nel 1904, un progetto per lo sfruttamento delle acque del Breggia. Contemporaneamente, furono intavolate trattative con diverse ditte private ed enti pubblici e, alla fine, prevalse l’offerta della Città di Lugano. Il 1.dicembre 1908 si perfezionarono gli accordi e, alla fine del 1909, vennero messe in esercizio la Sottocentrale di Boffalora, alcune cabine di trasformazione e la piccola rete di distribuzione; da allora, la domanda aumentò costantemente e l'erogazione passò da 120'000 kWh nel 1910 a 3'500'000 kWh nel 1942, per arrivare ad oltre 110 milioni di kWh all'inizio degli anni 2000.
Da Azienda Comunale ad Age SA - Il 19 ottobre 1938 il Consiglio Comunale di Chiasso sancì il principio della fusione dei tre pubblici servizi dell'acqua, del gas e dell'elettricità sotto un unico complesso direttivo ed amministrativo tramite la costituzione di una nuova Azienda comunale: quella dell'acqua, del gas e dell'elettricità, ovvero l’Age. A seguito di tale atto, l’Azienda privata del gas, l’Azienda comunale dell’acqua potabile e l’Azienda elettrica comunale cessarono la loro attività quali enti distinti dopo, rispettivamente, 39, 35 e 30 anni.
Dopo 63 anni di continuo sviluppo, il 19 novembre 2001 il Consiglio Comunale di Chiasso - nell'intento di preparare l'Azienda all'evoluzione del mercato dell'energia concedendole maggiore flessibilità e la possibilità di ampliare i propri servizi - ha deciso di trasformare l'Age in una Società anonima con capitale interamente di proprietà del Comune. Alla Società anonima, costituita il 19 dicembre 2001, è stato attribuito il patrimonio di proprietà del Comune di Chiasso dell’ormai ex Azienda comunale Age, ovvero le sezioni Elettricità, Gas e Controllo Fumi; è rimasto invece di proprietà del Comune il patrimonio della sezione Acqua potabile, sezione la cui gestione e distribuzione dell’acqua sul proprio territorio giurisdizionale è stata data in mandato alla Age Sa.