Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01022.jsonl.gz/795

Nissan richiama 150'00 auto in Giappone, a pochi mesi da quello che sembrava un punto finale con precedenti irregolarità, e con un'inchiesta penale che ha visto l'arresto dell'ex presidente del gruppo, Carlos Ghosn, lo scorso 19 novembre, per illeciti finanziari.
La seconda casa auto nipponica dovrà rivedere i parametri delle ispezioni per il sistema frenante e il tachimetro di 11 diversi modelli, inclusa l'auto col motore letargico elettrico Leaf, assemblata in due stabilimenti locali tra novembre 2017 e lo scorso ottobre.
L'ultimo richiamo arriva a distanza di pochi mesi dal resoconto finale sulle false ispezioni, nel quale l'azienda prometteva di iniziare un nuovo capitolo all'insegna di una maggiore trasparenza.
Nel corso del 2017 oltre un milione di auto erano state richiamate dopo la scoperta di una serie di controlli portati a termine da personale non qualificato; e nuovamente a luglio di quest'anno ampio clamore ha suscitato la falsificazione dei dati sui consumi e sulle emissioni sul mercato interno.
Una struttura governativa che continua ad essere sulla graticola per via dell'indagine giudiziaria che riguarda Ghosn, accusato di aver mentito sui compensi percepiti per un periodo di almeno 5 anni, assieme al direttore esecutivo Greg Kelly. Accuse che l'ex top manager 64enne continua a negare, secondo le ultime fonti investigative riportate dai media nipponici.