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Esultano gli oppositori delle pale eoliche vicino ai centri abitati per una decisione “inedita” della giustizia francese, che ha concesso un risarcimento a una coppia di belgi che viveva accanto a un parco eolico.
La Corte d’appello di Tolosa, nel Sud-ovest del Paese, aveva riconosciuto lo scorso luglio una sorta di “sindrome” indotta dalla vicinanza dei mulini, condannando i responsabili del centro eolico a versare oltre centomila euro alla coppia che viveva nel villaggio di Fontrieu. Christel e Luc Fockaert, i due ricorrenti, chiedevano un indennizzo di circa 350’000 euro, attribuendo alle eoliche in funzione vicino alla loro abitazione problemi di salute vari, senso di oppressione, vertigini, mal di testa. L’impianto più vicino alla casa si trovava peraltro a 700 metri, distanza conforme alle regole.
I due si erano trasferiti nel 2015 e chiedevano di essere risarciti anche per la perdita causata dall’abbandono della loro abitazione e per il conseguente crollo del suo valore. In un primo tempo, i coniugi non avevano contestato la costruzione delle eoliche ma in seguito avevano cominciato a lamentare i sintomi, peggiorati dopo il taglio, nel 2013, di un bosco che faceva da schermo fra la loro casa e il parco eolico.
Secondo le associazioni per l’energia sostenibile, questa sentenza rischia di scatenare “una quantità di processi e di richieste di risarcimento” in Francia, dove “sotto la pressione degli industriali dell’energia eolica, la distanza di protezione è ormai sempre di 500 metri”.