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Il partito islamico tunisino Ennahdha, prima forza in Parlamento e principale danneggiato dalla decisione del Presidente Kais Saied di prorogare la sospensione dei lavori dell'Assemblea sulla base dell'articolo 80 della Costituzione, ha ribadito in un comunicato come tali misure del Presidente della Repubblica siano una "violazione della Costituzione".
Sottolineando "la sua profonda preoccupazione per il clima di incertezza generato, con la sua decisione, Kaïs Saïed ha abolito le prerogative del Parlamento e di 30 dei suoi membri in relazione alla revoca delle misure eccezionali", si legge nella nota. Ennahdha chiede inoltre la "ripresa del processo democratico", bloccato dal 25 luglio, e il riavvio delle istituzioni statali, ai sensi dell'articolo 80 della Costituzione.
Ennhadha segnala ancora che la priorità deve essere data alle richieste del popolo tunisino, soprattutto in questo periodo di ritorno alla scuola e all'università, aggiungendo che ciò può essere fatto solo attraverso la nomina di una personalità in grado di formare un nuovo governo, la cui fiducia andrà votata in Parlamento.
Ennahdha infine "ribadisce il suo appello a porre fine alle violazioni che hanno colpito diverse personalità, costrette agli arresti domiciliari, a cui è stato impedito di viaggiare o sono state perseguite abusivamente".