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Nella sua seduta del 21 marzo 2018, il Consiglio federale ha adottato il rapporto «I videogiochi. Un settore emergente della creazione culturale», che traccia un quadro della creazione di videogiochi in Svizzera e propone una serie di misure per istituzionalizzare e migliorare il sostegno a questo settore culturale innovativo e trasversale.
Nel suo rapporto, il Consiglio federale analizza il potenziale culturale del settore dei videogiochi in Svizzera e il ruolo delle istituzioni che sostengono la cultura nello sviluppo di questo potenziale. I videogiochi sono oggetti culturali digitali e vettori di nuove forme di creatività e sviluppo tecnologico. La loro produzione presenta un grande potenziale, sia per la cultura, sia per l’economia e l’innovazione. Per sostenere i videogiochi in tutte le loro dimensioni, il Consiglio federale propone misure finalizzate a migliorare e istituzionalizzare lo sviluppo qualitativo e quantitativo del settore in Svizzera. In futuro dovranno essere rafforzate le competenze dei creatori, che andranno integrati nell’industria, e valorizzate e divulgate le specificità di un sostegno settoriale.
Il rapporto (che potete leggere qui) è stato elaborato in adempimento del postulato 15.3114 depositato il 12 marzo 2015 dall’allora consigliera nazionale Jacqueline Fehr, che chiedeva al Consiglio federale di elaborare un rapporto sul potenziale dell’industria dei videogiochi in Svizzera per la cultura, la scienza e l’economia, considerato il suo recente sviluppo. Nel suo parere, il Governo si era dichiarato disposto a elaborare il rapporto richiesto, ma focalizzandosi sui punti salienti della sua politica culturale attuata dal 2010, nel settore dei videogiochi, dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia.
In seguito al rapporto adottato dal Consiglio federale, la Swiss Game Developers Association (SGDA) ha preso la seguente posizione:
La Swiss Game Developers Association (SGDA) accoglie con favore la pubblicazione del rapporto, commissionato da un gruppo trasversale guidato da Jacqueline Fehr. Inoltre, l’associazione è entusiasta del riconoscimento dei videogiochi come patrimonio culturale da parte del Consiglio federale. La SGDA sottolinea la necessità di una promozione formale e sostenibile del medium, che tenga conto non solo dell’aspetto culturale, ma anche del valore economico e del carattere innovativo del settore videoludico.
Dopo tre anni il Consiglio federale ha approvato oggi il rapporto sul potenziale culturale dell’industria svizzera dei videogiochi. Il 12 marzo 2015 Jacqueline Fehr, ex membro del Consiglio nazionale e ora membro del Consiglio di Stato di Zurigo, ha presentato al Parlamento un postulato per chiedere al Consiglio federale di chiarire come la politica possa influenzare lo sviluppo dell’industria videoludica svizzera. Politici di diversi partiti come Cedric Wermuth (PS), Balthasar Glättli (I Verdi), Ruedi Noser (PLR), Lukas Reimann (UDC), Kathy Riklin (PPD) e Thomas Weibel (Verdi Liberali) hanno chiesto chiarimenti sul potenziale artistico, scientifico ed economico dell’industria videoludica.
I risultati della presente relazione sono in linea con gli obiettivi della SGDA in quanto al riconoscimento formale dei videogiochi come medium. Rafforzare i videogiochi come patrimonio culturale richiede sicurezza nella pianificazione. Per questo motivo è ora necessario un finanziamento formale e sostenibile a livello federale.
- I videogiochi devono essere ancorati nelle direttive di finanziamento delle autorità e delle organizzazioni responsabili. Ne è un esempio la fondazione Pro Helvetia, che sostiene la produzione locale di videogiochi attraverso programmi di promozione esclusivi, ma che non ha ancora incluso questo mezzo nel suo attuale finanziamento.
- La discussione avviata nel postulato sui videogiochi come fonte di innovazione e fattore economico è stata lasciata aperta nella relazione. In particolare, occorre chiarire il ruolo di Innosuisse (ex CTI), in quanto i giochi svolgono un ruolo essenziale per il sistema sanitario, il trasferimento di conoscenze (sensibilizzazione, formazione) e la simulazione.
- Inoltre, le misure di compensazione MEDIA per i giochi svizzeri devono essere esaminate dall’Ufficio federale della cultura (UFC), come avviene per i film svizzeri dal 2014. Queste misure sostitutive compensano la mancanza di fondi del programma MEDIA dell’UE per i cineasti svizzeri. I produttori svizzeri di videogiochi sono esclusi dal programma MEDIA e si trovano quindi in una situazione di svantaggio culturale, scientifico ed economico.
In qualità di rappresentante delle sviluppatrici e degli sviluppatori svizzeri di videogiochi, la SGDA si propone come interlocutore per le autorità federali e accoglie con favore questo passo storico per l’industria svizzera dei videogiochi.
Matthias Sala, Presidente della Swiss Game Developers Association, dichiara: «Alain Berset ha riconosciuto il potenziale dell’industria dei videogiochi e ha attivato le giuste leve. Attendiamo con impazienza il sostegno del Consiglio federale affinché possano essere adottate misure adeguate per diventare competitivi a livello internazionale.»