Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01234.jsonl.gz/850

BERNA - In seguito al caso del medico in capo dell'esercito, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha deciso di standardizzare le procedure legate alla gestione delle spese, conformandosi alle raccomandazioni presentate dal consigliere federale Guy Parmelin.
Competenze e responsabilità, nonché il loro controllo, devono essere disciplinati chiaramente, indica in una nota odierna il DDPS. Il servizio "whistleblowing" viene inoltre separato dalla divisione "Affari giuridici Difesa" e sarà ora aggregato al Controllo federale delle finanze (CDF), come per il resto dell'amministrazione federale.
Le misure intraprese fanno seguito all'inchiesta amministrativa condotta nei confronti del divisionario Andreas Stettbecher, medico in capo dell'esercito. Accusato di aver commesso irregolarità in merito ad alcune spese - ritenute eccessive - di sussistenza e per la cena di Natale 2015, Stettbecher era stato assolto, sebbene avesse riconosciuto di non aver agito nell'interesse di una sana gestione dei costi.
Parmelin in seguito ha emesso una serie di misure da attuare per garantire una maggior trasparenza in questo ambito. Parallelamente all'inchiesta amministrativa, il ministro della difesa ha anche incaricato la Revisione interna del DDPS di verificare la gestione delle spese del Dipartimento e gli acquisti della base logistica dell'esercito nel settore della Sanità militare negli anni 2012-2016. Da questa revisione sono emerse dieci misure da implementare al più presto, sebbene la maggioranza di queste siano già state concretizzate, rileva il DDPS.
Il caso del medico in capo dell'esercito ha portato anche all'apertura di un'inchiesta disciplinare relativa alle attività di condotta del comandante di corpo Daniel Baumgartner. Tuttavia non sono emersi elementi di rilevanza disciplinare nei confronti di quest'ultimo.
Stettbacher ha ripreso le sue funzioni di medico in capo dell'esercito dallo scorso primo ottobre. L'inchiesta amministrativa aveva concluso che i rimproveri che gli erano stati fatti non erano rilevanti né nel diritto del lavoro né in quello disciplinare, pertanto sono prescritti o non confermati.