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ZURIGO - I sindacati dei giornalisti impressum e comedia chiedono agli editori di riaprire le trattative per un nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL) per la Svizzera tedesca e il Ticino. Dopo Berna e le regioni dell'Altipiano le giornate d'azione organizzate per informare l'opinione pubblica hanno raggiunto oggi Zurigo e il Ticino.
È da ormai un anno che l'associazione degli editori Stampa svizzera ha disdetto il CCL per i giornalisti della Svizzera tedesca e del Ticino. "Gli editori si rifiutano di sedersi al tavolo delle trattative", ha criticato oggi a Zurigo Martin Brunner, della direzione di impressum.
Il punto più controverso rimane la garanzia di un salario minimo. Gli editori si battono per un nuovo CCL che non preveda salari minimi per l'intero settore, ma con livelli salariali decisi a livello aziendale.
Gli editori dicono di voler rispettare gli standard fissati dal vecchio CCL, ma l'esperienza dell'ultimo hanno ha mostrato che questi parametri sono violati quotidianamente, ha affermato il presidente dell'associazione zurighese dei giornalisti (ZPV), Bernharnd Sutter. La categoria più toccata è quella dei giornalisti indipendenti, secondo il presidente del comparto stampa di comedia Klaus Rozsa.