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Perché si dice che il santo non vale la candela?
L’espressione più comune soprattutto nella penisola italica è “il gioco non vale la candela”, risalente al Medioevo quando non esisteva l’energia elettrica. Durante le serate passate in compagnia, seduti tutti a tavola giocando a carte, si utilizzavano le candele per illuminare, abitudine che comportava spese considerevoli tra le classi meno abbienti. Era quindi usanza tra i giocatori di carte, lasciare un piccolo contributo (o a volte una vera e propria candela) all’oste della serata. Da qui proviene il modo di dire: se la mano o la serata di gioco erano poco soddisfacenti e remunerative non valeva la pena sprecare la fiamma oppure se le vincite erano state così basse da non coprire nemmeno la piccola spesa lasciata per la candela.
Più utilizzato dalle nostre parti, invece, il modo di dire “il santo non vale la candela”, per il quale potrebbe risultare più semplice capire l’origine del significato. Ossia: quel santo non è in grado di fare miracoli e non merita neppure l’accensione di un cero votivo.