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Il numero uno svizzero delle telecomunicazioni si appresta all'acquisto di Fastweb, secondo operatore della telefonia fissa nella Penisola e il primo ad aver offerto servizi tv attraverso la banda larga.
L'offerta pubblica di acquisto (Opa) lanciata dal gruppo elvetico, che ha fatto lievitare i titoli di Fastweb, viene valutata piuttosto positivamente in Italia.
Nata all'inizio di questo decennio (era il 2000, trionfava l'era della new economy), oggi Fastweb conta un milione di clienti su una rete di ventiduemila chilometri ed è arrivata a 1,26 miliardi di euro di ricavi, senza però mai chiudere un bilancio in attivo.
Tuttavia l'operatore italiano ha chiuso il 2006 smettendo di bruciare cassa, fornendo al suo managment la concreta speranza di poter conseguire l'equilibrio finanziario, fors'anche di chiudere in leggero utile il 2007, secondo le previsioni dell'amministratore delegato Stefano Parisi.
La stampa specializzata italiana aveva preannunciato l'"Opa totale" di Swisscom mettendo anche in rilievo il fatto che l'acquirente elvetico è ancora controllato dalla Confederazione, che detiene poco meno del 55% del pacchetto azionario. Circostanza che in passato aveva impedito alla società svizzera di portare a termine progetti di espansione all'estero.
Nemmeno due anni fa, il tentativo di rilevare l'irlandese Eircom era stato bloccato proprio dal governo elvetico, che in quel momento cercava di portare a termine la privatizzazione di Swisscom (piano poi abbandonato per le resistenze politiche) ed era perciò scarsamente interessato a promuovere un'importante campagna acquisti.
Posizione di forza
Evidentemente i tempi sono cambiati. Il gruppo svizzero, sottolinea la pagina economica del quotidiano 'La Repubblica', "ha necessità di crescere sui mercati esteri", perché "dal primo aprile Swisscom sarà obbligata – nei segmenti in cui detiene una posizione dominante – a mettere a disposizione della concorrenza il cosiddetto ultimo chilometro".
Forte rilievo viene dato al fatto che per il gruppo elvetico l'operazione non avrebbe solo un forte valore strategico, visto che entrerebbe sul mercato italiano in una posizione di forza, ma é finanziariamente sostenibile.
"Il colosso svizzero – scrive il giornale economico 'Il Sole 24 Ore' – capitalizza 15 miliardi di euro, produce utili, non ha debiti, in cassa dispone di 3-4 miliardi, e già da sola la liquidità potrebbe coprire la spesa visto che Fastweb capitalizza poco più di 3 miliardi. E, inoltre, Swissicom si troverà in dote, tutta o in parte, la maxi-cedola da 300 milioni che Fastweb pagherà ad ottobre".
Fondatore sotto inchiesta
Ma proprio a pochi giorni dall'Opa di Swisscom, in Italia il vertice di Fastweb è finito nelle cronache giudiziarie. Il suo fondatore e primo azionista, Silvio Scaglia ha ricevuto un "avviso di garanzia" e deve essere interrogato in questi giorni dalla Procura di Roma.
Scaglia è indagato da febbraio per l'ipotesi di associazione a delinquere e false comunicazioni sociali nell'ambito di un'inchiesta che vede coinvolti altre cinque manager: la magistratura deve stabilire se la società sia coinvolta in presunte false fatturazioni, gonfiate per ottenere crediti IVA.
Fastweb ha reagito dichiarando l'"assoluta correttezza del proprio operato" che, sostiene la società, sarebbe stata accertata anche "da consulenti amministrativi e fiscali indipendenti". Difficile capire se e come la vicenda giudiziaria abbia potuto in qualche modo influenzare quella che secondo alcuni analisti è stata una forte e decisiva accelerazione della trattativa.
Ma se c'è un elemento biografico che può aver favorito l'operazione, esso sta nel fatto che Silvio Scaglia conosce bene la Svizzera, essendo nato tra l'altro a Lucerna.
Guru della tecnologia globale
Laureatosi in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino, l'imprenditore ha iniziato la sua carriera come consulente di McKinsey & Co, per poi passare a Piaggio, alla Omnitel (l'attuale Vodafone) e fondare infine a Milano la società e.Biscom.
Quattro anni piu tardi il settimanale americano Time lo definirà Silvio Scaglia un "Global Tech Guru", un 'guru' che per finire perfezionerà nel 2.000 l'incorporazione in e.Boscom di Fastweb.
Ormai da tempo era diffusa sul mercato la convinzione che Scaglia, nel frattempo sceso dal 25 al 18%, avrebbe passato la mano. Lo fa oggi, dopo aver posto come condizione, così sembra, che Swisscom lanciasse un'offerta pubblica d'acquisto sull'intero capitale della sua società. E con la prospettiva di incassare più di 800 milioni di Euro.
Lunedì le quotazioni di Fastweb sono aumentate del 15%, mentre Swisscom ha ceduto il 2,5%.
swissinfo, Aldo Sofia, Roma
Fatti e cifre
Swisscom ha lanciato lunedì un'offerta pubblica d'acquisto amichevole con l'intenzione di acquisire in contanti il 100% del capitale azionario di Fastweb.
Il prezzo di acquisto dovrebbe raggiungere 3,7 miliardi di euro (quasi 6 miliardi di franchi). Swisscom vuole offrire a tutti gli azionisti di Fastweb 47 euro per azione.
Swisscom raggiunge un fatturato di circa 10 miliardi di franchi e dispone di oltre 4 milioni di clienti. Nel 2005 ha conseguito un utile netto di oltre 2 miliardi di franchi.
Il fatturato di Fastweb si avvicina ai 2 miliardi di franchi. L'operatore italiano ha più di 1 milione di clienti. Nel 2006 ha registrato perdite pari a quasi 200 milioni di franchi.
Swisscom all'estero
Le operazioni all'estero di Swisscom non sono state finora sotto una buona stella. Quando sono riuscite, i rischi sono stati talvolta pagati con massicce perdite. L'impegno nella tedesca Debitel è costato a Swisscom circa tre miliardi di franchi. L'operatore ha dovuto abbandonare anche altre partecipazioni non redditizie in Ungheria, Malaysia e India.
Altri progetti di partecipazione non si sono invece tradotti in realtà. L'ingresso nella Telekom Austria è fallito a causa dell'opposizione del mondo politico austriaco, nella corsa per la ceca Cesky Telekom la Swisscom è stata battuta dalla spagnola Telefonica.
Nel novembre del 2005 la Confederazione, azionista di maggioranza, ha tirato il freno d'emergenza, vietando a Swisscom l'acquisto dell'irlandese Eircom. L'intervento del Consiglio federale ha suscitato molte polemiche.
Per evitare tutte le disavventure finanziarie, il governo ha fissato il limite massimo dell'indebitamento di Swisscom a una volta e mezza l'EBITDA, vale a dire circa 6 miliardi di franchi nel 2006). Inoltre le acquisizioni devono riguardare operatori senza mandato di prestazioni universale.