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Il procuratore generale russo Nikolai Volkov ha indicato che in settembre ci sarà una decisione sull'atto d'accusa per il caso Aeroflot. Volkov ha intanto preso in consegna a Berna un terzo degli atti in possesso delle autorità svizzere.Questo contenuto è stato pubblicato il 28 luglio 2000 - 13:53
Al termine del suo soggiorno di quattro giorni in Svizzera, dove ha incontrato rappresentanti dell'Ufficio federale di polizia e del Ministero pubblico delal Confederazione, Volkov si è presentato venerdì davanti alla stampa.
Dopo alcune sentenze del Tribunale federale, che hanno respinto vari ricorsi contro la collaborazione giudiziaria, il ministero pubblico della Confederazione ha consegnato a Volkov una buona parte della documentazione relativa al caso di corruzione legato alla compagnia aerea Aeroflot.
Dopo l'esame della documentazione, la magistratura russa potrà decidere se aprire una procedura contro il miliardario Boris Berezowski e gli ex direttori di Aeroflot Nikolai Glushkov e Aleksander Krasnenker. L'incriminazione potrebbe poi essere estesa anche ad altre persone.
Dopo un primo esame della documentazione, Volkov ritiene che siano state stornate da Aeroflot dozzine di milioni di dollari. Attraverso le ditte Andava e Forus sarebbero transitati rispettivamente 585 e 350 milioni di dollari. Secondo Volkov, nella vicenda sarebbero implicate anche numerose altre società in Svizzera e in altri paesi.
Il procuratore russo, pur non occupandosene direttamente, si è detto convinto che sarà fatta chiarezza anche sul caso legato alla Mabetex, ditta con sede in Ticino e implicata in vicende di corruzione.
Volkov ha aggiunto che durante la sua visita ha discusso con gli interlocutori elvetici dei fondi stornati dai crediti del Fondo monetario internazionale destinati alla Russia. Queste somme si troverebbero ancora in Svizzera o sarebbero transitate dal nostro paese.
Il procuratore russo pensa che anche in questo caso sarà aperta una procedura giudiziaria e che Berna riceverà una richiesta di collaborazione giudiziaria. Wolkow ha detto di non sapere quale sia l'entità delle somme coinvolte in questa vicenda. I media avevano parlato di 4,8 miliardi di dollari. Attualmente il «dossier FMI» è in mano al giudice ginevrino Laurent Kasper-Ansermet.
swissinfo e agenzie
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