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WASHINGTON - Gli Stati Uniti invieranno delle truppe in Afghanistan per proteggere il personale dell'ambasciata e permetterne l'evacuazione.
Lo ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di stato, Ned Price, dicendo che l'avanzata dei talebani genera «grave preoccupazione», e sottolineando però come la sede diplomatica resterà aperta. Sono circa 5'000 tra civili e militari gli americani basati nel complesso dell'ambasciata americana a Kabul e nella sede vicina all'Hamid Karzai International Airport.
Il portavoce del Dipartimento della difesa, John Kirby, ha poi informato che saranno circa 3'000 i soldati inviati in Afghanistan per proteggere l'evacuazione del personale diplomatico (e non) che rientrerà negli Stati Unti.
«Nessuna speculazione - ha aggiunto il portavoce - su cosa farà il Pentagono e se lascerà le truppe che invieremo adesso anche dopo il 31 agosto», la data annunciata per il ritiro completo dei militari Usa dall'Afghanistan.
Anche il Regno Unito
Il Regno Unito ha annunciato che invierà 600 militari in Afghanistan per aiutare il proprio personale diplomatico e i cittadini britannici a lasciare il paese, poco dopo un annuncio analogo fatto dagli Stati Uniti.
Il ministro della difesa Ben Wallace, citato dai media britannici, ha detto di aver autorizzato «il dispiegamento di altro personale militare per assistere il personale diplomatico a Kabul, aiutare i cittadini britannici a lasciare il paese e sostenere il trasferimento di ex personale afghano che ha rischiato la propria vita, lavorando al nostro fianco».
«Se prendono il potere, verranno isolati»
Se i Talebani prenderanno il potere con la forza correranno il rischio di essere isolati dalla comunità internazionale: lo ha detto il capo della diplomazia dell'Ue Josep Borrell in un comunicato.
«Se il potere verrà preso con la forza e verrà ricreato un emirato islamico, i Talebani affronteranno il non riconoscimento, l'isolamento, la mancanza di sostegno internazionale e la prospettiva che il conflitto e l'instabilità continuino in Afghanistan», ha affermato l'Alto rappresentante.