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I rappresentanti di 29 paesi riuniti a Teheran hanno chiesto ieri l'apertura di un "dialogo nazionale" tra l'opposizione e il governo siriano per mettere fine al conflitto, al termine di una conferenza sulla Siria organizzata dall'Iran, principale alleato regionale di Damasco.
Alla conferenza hanno partecipato tutti paesi che si oppongono alla strategia adottata dai paesi occidentali e dagli stati del Golfo, come Russia, Cina, Pakistan e Iraq.
Il ministro degli esteri iraniano Ali Alkbar Salehi ha affermato che "buona parte dell'opposizione siriana ha accettato di partecipare al dialogo con il governo siriano a Teheran senza condizioni preliminari" ed ha assicurato che l'Iran è in contatto con membri dell'opposizione all'interno e all'esterno della Siria, ma senza farne il nome.
Salehi ha anche annunciato una prossima visita a Teheran del ministro siriano per la riconciliazione nazionale Ali Heydar. "È un errore credere - ha detto ancora Salehi criticando la politica di Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Turchia - che facendo pressioni (sul regime siriano) questo cambierà".
Alla conferenza hanno partecipato tre ministri e sette viceministri mentre gli altri paesi erano rappresentati dagli ambasciatori. Kuwait e Libano hanno declinato l'invito.