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I costi della salute continuano a lievitare. Alcune casse malati dunque - secondo quanto riferito domenica dal settimanale romando "Le Matin Dimanche" - stanno valutando nuovi modelli assicurativi, uno dei quali prevede una prima visita di accertamento presso una farmacia. L'obiettivo è quello di ridurre le consultazioni, per piccolezze, presso i medici o il pronto soccorso.
Assicuratori come ÖKK, Sympany e Swica propongono già ai loro clienti un modello alternativo in base al quale il paziente deve prima passare in una farmacia partner, per decidere se automedicarsi o se consultare un medico. Eccezioni sono previste per le emergenze, le visite ginecologiche, le visite pediatriche e le malattie croniche. Groupe Mutuel presenterà al pubblico un'opzione analoga lunedì.
L'idea alla base di questo nuovo modello si basa sul fatto che, a differenza dei medici, le farmacie non sono remunerate per le loro consultazioni; per gli assicuratori i vantaggi sono chiari, così come per le farmacie che, grazie a questo sistema, potrebbero ampliare il numero dei nuovi clienti a cui vendere medicinali.
La Società svizzera dei farmacisti pharmaSuisse sottolinea che un test pilota condotto tra il 2012 e il 2014 ha dimostrato che il 73% dei casi sottoposti a un medico avrebbe potuto essere risolto in farmacia.
Philippe Luchsinger, presidente di Medici di famiglia e dell'infanzia Svizzera (MFE), sottolinea i vantaggi anche per la sua categoria. I medici hanno "abbastanza lavoro" e sono "felici di delegare parte delle cure" ad altri.
Alcuni critici, però, sollevano dubbi: sulle competenze e le capacità di valutazione dei farmacisti rispetto ai medici, su eventuali conflitti di interessi da parte di professionisti che, di fatto, vendono prodotti (le medicine), sul fatto che la proposta di questi modelli alternativi arrivi da persone preparate nel marketing e non in medicina.
ATS/M. Ang.