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<h2>SubmittedText<h2><p>L'abrogazione della lex Koller, ormai prossima, suscita speranze ma anche inquietudini. Prima ancora della sua applicazione, l'attuale situazione in Vallese o in altre regioni lascia presagire un cambiamento dell'industria turistica che porterà a tutto, fuorché alla sostenibilità. Investimenti esorbitanti per diversi miliardi di franchi sono già pianificati. In alcuni commenti si preconizza addirittura il ritorno di quelli che il poeta e scrittore Maurice Chappaz definiva "les maquereuax des cimes blanches". Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come giudica la situazione venutasi a creare nel Vallese, dove è stata imposta una moratoria sulle vendite, il tempo necessario per "smaltire" i circa mille rogiti di vendita immobiliare a stranieri attualmente pendenti a causa del chiaro superamento del limite dei contingenti? Non si tratta di una violazione flagrante della lex Koller che rende necessarie misure di risanamento più vincolanti di una semplice moratoria o addirittura sanzioni?</p><p>2. In relazione al boom edilizio di abitazioni secondarie che si può costatare in Vallese, ma anche in altre regioni turistiche svizzere, il prezzo degli alloggi raggiunge vette degne dei più prestigiosi quartieri residenziali di una grande capitale. Il Consiglio federale ha l'intenzione e i mezzi atti a frenare questa inflazione, dannosa in particolare per i residenti di queste regioni?</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che la proposta di abrogazione della lex Koller abbia influenzato l'esplosione delle richieste di costruzione e che le misure di accompagnamento previste siano sufficienti per porre rimedio alla situazione?</p><p>4. Alla luce di questa prospettiva, il collegio ritiene che sia sensato affidare ai cantoni la competenza di definire ed applicare queste misure accompagnatorie? Non è invece intenzionato a riprendere questa competenza al fine di imporre linee direttrici in materia di costruzione di abitazioni secondarie nelle regioni turistiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La lex Koller non può impedire che la domanda estera di abitazioni per vacanze in determinati luoghi turistici sia superiore al contingente di autorizzazioni disponibile. Non può inoltre nemmeno impedire che vengano stipulati i contratti di compravendita di tali abitazioni, nonostante sia già esaurito il contingente cantonale, visto che l'autorizzazione è necessaria soltanto per l'iscrizione dell'acquisto nel registro fondiario (passaggio di proprietà). L'autorizzazione è pertanto richiesta soltanto dopo la stipulazione del negozio giuridico. In teoria, le autorità cantonali competenti potrebbero respingere le domande se il contingente è esaurito. Il cantone Vallese però ha deciso di iscrivere le domande inoltrate in una lista d'attesa, accumulando così nel corso degli anni un numero non indifferente di domande pendenti. La situazione non è illegale, ma molesta e problematica. Il governo del cantone Vallese ha perciò deciso che, per la durata di un anno, nei setti comuni con eccessiva attività edilizia è vietato stipulare nuovi contratti di compravendita per abitazioni di vacanze con persone residenti all'estero. I contingenti assegnati a tali comuni dovranno infatti servire a smaltire la lista d'attesa, normalizzando così lentamente la situazione. Il governo cantonale ha inoltre sollecitato i comuni ad adottare le misure edili e pianificatorie necessarie per gestire lo sviluppo relativo alla costruzione di seconde abitazioni.</p><p>2. Il Consiglio federale è cosciente della problematica, ma non ha nessuna possibilità di influire direttamente su questo sviluppo. Rientra nelle competenze dei cantoni e dei comuni attuare una pianificazione del territorio e una politica edile efficiente per garantire alla popolazione locale uno spazio abitativo adeguato e a prezzi sostenibili. Se tale spazio abitativo è messo a disposizione da costruttori di utilità pubblica, questi ultimi possono beneficiare, se necessario, dei mezzi finanziari messi a disposizione dalla Confederazione per la promozione della costruzione di abitazioni. Abrogando la lex Koller, si prevede un ulteriore aumento della pressione sui prezzi. Per questo motivo il Consiglio federale, nel quadro di una procedura di consultazione, ha proposto delle misure accompagnatorie per l'abrogazione della lex Koller e il 22 novembre 2006, sulla base dei risultati di tale procedura, ha incaricato il DATEC di elaborare il relativo messaggio. Tali misure prevedono tra l'altro una modifica della legge federale sulla pianificazione del territorio che impegna in futuro i cantoni a definire nella loro pianificazione direttrice le regioni in cui sono necessari provvedimenti particolari per garantire l'equilibrio tra le prime e le seconde abitazioni. In questo modo i cantoni sono obbligati, insieme alle regioni colpite e ai comuni, ad elaborare e attuare strategie e misure per le aree con una forte domanda di abitazioni secondarie. Questo tipo di provvedimento può inoltre contribuire a contenere i prezzi immobiliari eccessivi. </p><p>3. Il Consiglio federale reputa che le misure accompagnatorie proposte nell'ambito della procedura di consultazione siano adeguate per gestire il futuro sviluppo delle abitazioni secondarie. Esso non può tuttavia impedire che attualmente la prospettiva dell'abrogazione della lex Koller faccia aumentare ulteriormente la domanda. Il collegio intende però prevenire a tutti i costi una lacuna normativa tra l'abrogazione della lex Koller e l'attuazione delle misure accompagnatorie. Una tale lacuna farebbe infatti aumentare a dismisura la domanda di immobili. Per questo motivo, nell'ambito della procedura di consultazione il Consiglio federale ha proposto di abrogare la lex Koller soltanto tre anni dopo l'entrata in vigore delle misure accompagnatorie. In questo modo i cantoni e i comuni disporranno del tempo necessario per attuare le misure volte a gestire lo sviluppo delle seconde abitazioni.</p><p>4. Riferendosi alla ripartizione delle competenze nel settore della pianificazione del territorio, secondo l'articolo 75 della Costituzione, nel quadro delle misure accompagnatorie la Confederazione si limita ad emanare disposizioni quadro. La problematica relativa alle abitazioni secondarie varia molto da regione a regione. Per questo motivo è opportuno conferire ai cantoni un ampio margine di manovra che permetta di adottare soluzioni adeguate alle specificità regionali e locali. In merito all'autorizzazione delle pianificazioni direttrici cantonali e all'informazione sullo stato di queste ultime secondo l'articolo 9 capoverso 1 dell'ordinanza del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio (RS 700.1), la Confederazione può lo stesso coordinare l'attuazione delle misure nei cantoni e armonizzare gli obiettivi e i principi della politica federale in materia di pianificazione territoriale. Per sostenere ulteriormente i cantoni e i comuni la Confederazione intende, in stretta collaborazione con i cantoni, elaborare un aiuto all'esecuzione, ovvero raccomandazioni sotto forma di criteri e di valori limite, per definire le regioni che richiedono una normativa speciale nel campo delle abitazioni secondarie. Inoltre, tale aiuto all'esecuzione dovrà illustrare quali misure cantonali e comunali risultano adeguate in considerazione delle condizioni quadro vigenti.</p>  Risposta del Consiglio federale.