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<h2>SubmittedText<h2><p>Il rafforzamento del franco minaccia la piazza economica svizzera colpendo praticamente tutte le regioni e tutti i settori economici. Anche il consigliere federale Johann Schneider-Ammann nel suo discorso al Parlamento del 23 settembre 2015 ha trattato tale questione. Citando il verbale del Consiglio federale e dichiarandosi favorevole al cambio euro-franco superiore a fr. 1.20, ha sottolineato che ovviamente l'obiettivo non è ancora raggiunto, la parità del potere d'acquisto si attesta chiaramente oltre fr. 1.20.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Mediante interventi della Banca nazionale svizzera (BNS) siamo effettivamente giunti ad una nuova soglia minima di cambio rispetto all'euro che si attesta a fr. 1.10. Il governo condivide l'idea che tale corso non sia sostenibile per la piazza economica svizzera?</p><p>2. Come è possibile raggiungere la parità del potere d'acquisto parallelamente al franco svizzero attestato chiaramente al di sopra di fr. 1.20 sull'euro?</p><p>3. Il Consiglio federale concorda con l'opinione che la Svizzera necessiti di una moneta e di una politica monetaria che sostengano e non ledano la piazza economica elvetica?</p><p>4. Come riesce la Danimarca, Paese piccolo come la Svizzera, a difendere il cambio con il franco svizzero?</p><p>5. Con la decisione di revocare la soglia minima di cambio con la moneta europea, i vertici della BNS hanno cagionato ingenti danni collaterali. La direzione della BNS ostacola la politica monetaria che sostiene la piazza economica svizzera?</p><p>6. Ad oggi quali risultano essere le conseguenze dell'abbandono della soglia minima di cambio sulla piazza economica svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Secondo diverse stime, il potere di acquisto del franco svizzero dovrebbe attestarsi al di sopra di fr. 1.20 per un euro rispetto al corso attuale. Da questo punto di vista un corso che si situa attorno a fr. 1.20 sarebbe pertanto auspicabile. Tuttavia, altri fattori quali l'attrattiva del franco come valuta di investimento fanno in modo che a livello internazionale la nostra valuta venga negoziata a un prezzo superiore. Per ridurre l'attrattiva del franco come valuta di investimento la Banca nazionale svizzera (BNS) è intervenuta introducendo interessi negativi. La BNS decide in tutta indipendenza dal Consiglio federale quali strumenti impiegare per raggiungere gli obiettivi di politica monetaria.</p><p>3. Il principio di una valuta autonoma consiste nella gestione di una politica monetaria e congiunturale adeguata alle esigenze dell'economia nazionale. Grazie a questa indipendenza la Svizzera ha maturato esperienze positive negli ultimi tre decenni. L'elevata inflazione degli anni Settanta e Ottanta è infatti stata ridotta più velocemente rispetto agli altri Paesi ed è stato possibile mantenere in gran parte un'evoluzione economica stabile con una buona situazione del mercato del lavoro. Nel contempo la BNS è riuscita quasi sempre a evitare lunghi periodi di valuta forte. Una subordinazione troppo restrittiva della politica monetaria a obiettivi di tasso di cambio limiterebbe il margine di manovra della BNS a favore di una politica monetaria indipendente. L'osservanza degli obiettivi di politica monetaria significa anche che occorre evitare oscillazioni eccessive del corso di cambio. Per questo motivo mediante interessi negativi e interventi mirati sul mercato delle valute la BNS sta attuando una politica monetaria e valutaria indirizzata verso un indebolimento del franco.</p><p>4. Contrariamente alla Svizzera, la Danimarca persegue una politica del tasso di cambio fisso. La Banca nazionale danese ha il mandato di garantire la stabilità della corona rispetto all'euro. A tale scopo partecipa al meccanismo europeo di corso di cambio ed è membro del sistema europeo delle banche centrali. Ne consegue che la Danimarca ha subordinato la sua politica monetaria all'osservanza di questo obiettivo di tasso di cambio, accettando quindi che in determinate situazioni la politica monetaria della Banca centrale europea non sia ottimale per la propria economia nazionale. Vi si aggiunge che il settore finanziario danese riveste un'importanza minore per l'economia globale e che di conseguenza a livello internazionale la corona danese viene negoziata in misura nettamente inferiore rispetto al franco svizzero. Ciò facilita notevolmente l'osservanza dell'obiettivo del tasso del cambio.</p><p>5. La BNS deve lasciarsi dirigere dalla Costituzione e dalla legge nell'interesse generale del Paese e garantire in via prioritaria la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale. In questo senso stabilisce condizioni quadro di fondamentale importanza per lo sviluppo dell'economia. La BNS decide in maniera indipendente sugli strumenti da impiegare per raggiungere gli obiettivi di politica monetaria ed è giunta alla conclusione che l'abbandono del tasso di cambio minimo comporta meno svantaggi rispetto al suo mantenimento. In un contesto di tassi di cambio flessibili e mercati finanziari fortemente integrati, la Direzione generale della BNS deve adottare le misure che secondo il migliore apprezzamento economico consentono di rispettare i suoi compiti di politica monetaria.</p><p>6. A seguito del recente apprezzamento del franco la crescita economica si è notevolmente indebolita. Il franco forte penalizza in particolare l'economia di esportazione. L'economia mondiale in ripresa sostiene però attualmente la domanda di prodotti d'esportazione svizzeri. Nonostante la sopravvalutazione del franco, grazie all'evoluzione positiva dell'economia mondiale nonché allo sviluppo stabile della domanda interna e dei settori economici parastatali, la Svizzera è finora riuscita a evitare una recessione.</p>  Risposta del Consiglio federale.