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4.500 soldati svizzeri dispiegati per integrare il dispositivo di sicurezza del Vertice del G8, in programma all'inizio di giugno a Evian.
Lo ha reso noto giovedì il Consiglio federale. La luce verde nella sessione primaverile delle Camere.
Sono all'incirca 4.500 i militari svizzeri che saranno dispiegati all'inizio di giugno ad Evian per integrare il dispositivo di sicurezza del Vertice del G8. Il servizio di appoggio durerà dal 22 maggio al 5 giugno.
Secondo il governo svizzero l'impiego dei militari è giustificato dal fatto che i cantoni di Vaud, Ginevra e Vallese, competenti per garantire l'ordine sul territorio, non dispongono di mezzi a sufficienza per far fronte a potenziali pericoli rappresentati da una manifestazione di quest'importanza, precisa il governo.
Per Confederazione e cantoni il costo dell'operazione è stimato in 40 milioni di franchi, quattro dei quali - relativi all'impiego dell'esercito - saranno coperti nell'ambito del budget ordinario del Dipartimento federale della difesa (DDPS).
Un'enorme sfida
Nel rendere noto la decisione governativa, Ruth Metzler - ministro svizzera della Giustizia - ha evidenziato la sfida per la Svizzera rappresentata dalla partecipazione alle operazioni di sicurezza del vertice di Evian.
"La complessità della conferenza e le sue conseguenze sono enormi - ha confidato la ministra a swissinfo - per la Svizzera è una sfida che non ha precedenti".
La ministra svizzera della giustizia ha poi sottolineato come l'attuale momento di tensione consenta alla Svizzera di profilarsi sullo scenario internazionale, mostrando un concetto di sicurezza adattato a situazioni complicate come quella attuale.
L'approvazione del Parlamento
L'impiego congiunto delle forze di sicurezza sarà regolato nell'ambito di un accordo bilaterale con la Francia, in particolare per quanto riguarda la sorveglianza del lago Lemano ed il pattugliamento dello spazio aereo.
Per diventare effettiva, la decisione del Consiglio federale dovrà ottenere l'avallo parlamentare.
Deputati e senatori dovranno dare il loro benestare poiché il numero di soldati mobilitati è superiore a 2.000.
Il relativo decreto federale è stato inserito nelle trattande all'ordine del giorno del programma della sessione parlamentare primaverile, che si svolgerà il prossimo mese di marzo.
L'impiego di militi professionisti quali le guardie delle fortificazioni e delle forze aeree, nonché della truppa di milizia si propone l'obiettivo di garantire la sicurezza della Svizzera a terra, sul lago e nei cieli.
Cooperazione transfrontaliera
La località francese di Evian è infatti ubicata sulla sponda del lago Lemano di fronte a Losanna.
La partecipazione svizzera rappresenta un ulteriore passo avanti nell'ambito della cooperazione trasfrontaliera, ha osservato il Consiglio federale.
Nel messaggio alle Camere, il governo svizzero insiste su due tipi di minacce: contro le persone o le delegazioni che partecipano al vertice oppure dovute a manifestazioni dei no global.
La Svizzera aveva già collaborato al dispositivo di sicurezza organizzato dalla Francia in un'altra conferenza svoltasi a Evian, quella per la firma degli accordi sull'Algeria, svoltasi nel 1962.
In quell'occasione il compito della polizia e dei militari svizzeri, come ha ricordato il ministro svizzero della difesa Samuel Schmid, fu quello di assicurare la protezione personale dei membri della delegazione algerina, che soggiornava a Signal-de-Bougy, nel Canton Vaud.
swissinfo e agenzie
In breve
Dispositivo di sicurezza comune tra Svizzera e Francia per il vertice del G8 di Evian.
La collaborazione rappresenta un salto di qualità nell'ambito della cooperazione transfrontaliera.
Attentati contro le delegazioni partecipanti e manifestazioni dei no global, gli scenari della minaccia.
Fatti e cifre
A fine maggio ad Evian il Vertice del G8
4.500 i soldati dispiegati dalla Svizzera
40 milioni di franchi la fattura per Berna ed i Cantoni interessati