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Nel terzo trimestre dello scorso anno ha registrato un deficit di 36,6 milioni. Le cifre del 2019 ancora un miraggio
BERNA - Pure nel 2021, il secondo anno caratterizzato dal coronavirus, la compagnia aerea Swiss ha subito una perdita operativa elevata, attestatasi a 427,7 milioni di franchi. Tuttavia, si tratta di un passivo più contenuto rispetto a quello di 653,8 milioni accusato nel 2020, anche grazie a misure di risparmio.
Il fatturato è migliorato del 13,7% a 2,1 miliardi di franchi, precisa inoltre Swiss in un comunicato odierno. La compagnia ha beneficiato di un aumento dei servizi, soprattutto nei mesi estivi, e di una continua e forte domanda nel settore merci.
I passeggeri trasportati, inclusi quelli di Edelweiss, sono saliti del 22,6% a quasi 6 milioni. Il numero dei voli è dal canto suo aumentato del 17,3% a 56'372; il coefficiente di carico è tuttavia sceso di 3,6 punti percentuali al 54,45, soprattutto a causa delle rotte intercontinentali.
Nel terzo trimestre, l'azienda aveva messo a segno un piccolo profitto per la prima volta dall'inizio della pandemia. Malgrado ciò, non è stata in grado di proseguire con questa tendenza nel quarto. In particolare a causa di fattori stagionali, in questo periodo ha registrato un deficit di 36,3 milioni.
Le cifre ottenute prima della crisi sembrano ancora un miraggio. Swiss aveva chiuso il 2019 con un fatturato di 5,3 miliardi e un utile operativo di 578 milioni. Nel 2022, l'attenzione della compagnia si concentrerà sull'aumento delle capacità fino all'80% rispetto a quell'anno e sul miglioramento della stabilità dell'orario dei voli, ha detto, citato nella nota, il CEO Dieter Vranckx.
La compagnia si aspetta un forte aumento della domanda; in materia di prenotazioni già in febbraio è stato registrato il livello più alto dall'inizio della pandemia. Tuttavia, a causa del crescente costo del petrolio, Swiss prevede di aumentare il prezzo dei biglietti.