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Il Kenya, come dimostrerebbero i dati inseriti nel rapporto, sarebbe diventato un importante crocevia tra i produttori dell'America Latina, soprattutto di Perù, Brasile e Bolivia, e i consumatori dell'Europa e degli Stati Uniti. La droga sarebbe dapprima importata nel paese africano attraverso la Tanzania e il Sud Africa e poi smistata verso gli stati dell'occidente.
Il rapporto, inoltre, evidenzia che oltre a cocaina ed eroina si sarebbe sviluppato negli ultimi anni anche un prolifico traffico di armi, esseri umani, animali e denaro sporco. Il contributo dei cittadini kenyani non sarebbe mai di primo piano, ma solo limitato a garantire basi di protezione e a penetrare all'interno delle istituzioni statali.