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Il gruppo chimico tedesco BASF, che ha rilevato in autunno l'azienda svizzera Ciba per 6,1 miliardi di franchi, ha annunciato lunedì l'intenzione di eliminare circa 3'700 impieghi.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 luglio 2009 - 17:06
Buona parte dell'operazione dovrebbe essere portata a termine entro fine 2010, e si protrarrà al massimo fino al 2013. La razionalizzazione interessa 23 dei 55 siti della Ciba: gli stabilimenti in questione saranno ristrutturati, venduti o chiusi, ha indicato la BASF. La decisione sarà presa entro la fine del primo trimestre 2010. Gli altri 32 siti saranno ottimizzati e parzialmente ristrutturati.
Entro la fine dell'anno prossimo, il gruppo tedesco intende inoltre riunire 36 dei 70 uffici di vendita e amministrazione nonché i centri di ricerca di Ciba con le attività della BASF. L'azienda ha comunque sottolineato che «la forte presenza nella regione di Basilea verrà mantenuta».
Mediante tale operazione strategica, il gruppo prevede di realizzare dal 2012 sinergie per almeno 400 milioni di euro l'anno. Entro la fine del 2010, prevede già risparmi dell'ammontare di circa 300 milioni l'anno. I costi per l'integrazione sono valutati a circa 550 milioni di euro.
La BASF, con sede a Ludwigshafen, in Renania-Palatinato, conta circa 97'000 dipendenti. Dal canto suo, la Ciba impiegava – a fine 2008 – circa 12'500 persone in 120 paesi.
In una nota, il sindacato Syna si dice scioccato per l'ampiezza dei tagli, chiede di limitare il numero di licenziamenti, auspica un prolungamento e un miglioramento del piano sociale in vigore fino a fine anno.
Dal canto suo, Unia definisce l'operazione «drammatica» e «irresponsabile». Il sindacato ritiene che non si possano mischiare problemi strutturali e conseguenze della crisi. L'Unia chiede inoltre informazioni trasparenti e la restituzione di bonus e indennità di partenza versati al management.
swissinfo.ch e agenzie
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