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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Il 27 agosto 2014 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l'iniziativa popolare "Per un reddito di base incondizionato" (14.058), nel quale fa notare che l'introduzione di un reddito di base incondizionato avrebbe pesanti conseguenze indesiderate soprattutto sull'ordinamento economico, sulla coesione sociale e sul sistema di sicurezza sociale della Svizzera. In particolare, per finanziare questa riforma bisognerebbe aumentare in modo considerevole le imposte. Il Consiglio federale respinge quindi l'iniziativa senza controprogetto diretto o indiretto. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati raccomandano a Popolo e Cantoni di respingere l'iniziativa, il Consiglio nazionale con 157 voti contro 19 e 16 astensioni nella votazione finale e il Consiglio degli Stati con 40 voti contro 1 e 3 astensioni.</b></p><p>L'iniziativa popolare prevede l'obbligo per la Confederazione di introdurre un reddito di base incondizionato che consenta a tutte le persone residenti in Svizzera di condurre un'esistenza dignitosa. L'importo del reddito di base e il suo finanziamento dovranno essere disciplinati a livello di legge. Quale base di discussione, i promotori dell'iniziativa propongono un reddito di base mensile di 2500 franchi per gli adulti e 625 franchi per i bambini e i giovani. </p><p>Il reddito di base incondizionato modificherebbe completamente il contratto sociale. Il nostro ordine sociale e la coesione sociale poggiano sulla concezione secondo cui solo le persone che non sono in grado di realizzare un reddito da lavoro sufficientemente elevato beneficiano di un sostegno finanziario sotto forma di prestazioni delle assicurazioni sociali o dell'aiuto sociale. Con il reddito di base incondizionato tutti i cittadini riceverebbero una prestazione dallo Stato senza dover fornire un contributo alla società. </p><p>Per evitare un peggioramento della situazione delle singole economie domestiche, sarebbe necessario mantenere le prestazioni finanziarie che superano l'importo del reddito di base incondizionato, come anche la consulenza e l'accompagnamento dei beneficiari delle prestazioni, il che non semplificherebbe il sistema di sicurezza sociale. Inoltre, l'attuale politica sociale e del mercato del lavoro mira a (re)integrare al più presto le persone nel processo lavorativo. L'introduzione di un reddito di base rimetterebbe in discussione questo principio e in molti casi ne comprometterebbe l'applicazione, in quanto l'incentivo finanziario alla (re)integrazione verrebbe fortemente ridotto.</p><p>Nel caso dell'introduzione di un reddito di base garantito di 2500 franchi, dal punto di vista finanziario per diversi gruppi di persone non converrebbe più esercitare un'attività lucrativa. Questo vale in particolare per coloro che guadagnano meno o poco più di 2500 franchi, ossia per chi percepisce un salario basso o lavora a tempo parziale, e quindi soprattutto per le donne. Tuttavia, l'incentivo al lavoro diminuirebbe anche per i lavoratori ben pagati a causa dell'onere fiscale elevato. La riduzione del volume di lavoro comporterebbe anche un minore valore aggiunto economico. Poiché sarebbero disponibili meno lavoratori - anche personale qualificato - e le condizioni quadro sotto il profilo politico-finanziario sarebbero incerte, talune attività di produzione e di servizi verrebbero trasferite all'estero e per le aziende straniere sarebbe meno interessante insediarsi in Svizzera. </p><p>Prendendo come base di calcolo un reddito di base mensile di 2500 franchi per gli adulti e 625 franchi per i minorenni, nel 2012 il finanziamento di questa riforma sarebbe costato 208 miliardi di franchi, di cui 55 miliardi avrebbero potuto essere trasferiti dalle prestazioni di sicurezza sociale esistenti e 153 miliardi avrebbero dovuto essere prelevati con imposte aggiuntive; ciò corrisponde a oltre un quarto del prodotto interno lordo. Di questi 153 miliardi di franchi, 128 miliardi sarebbero stati coperti con imposte sul reddito da lavoro e 25 miliardi avrebbero dovuto essere prelevati con ulteriori imposte e tasse (ad es. aumentando le aliquote dell'imposta sul valore aggiunto di circa 8 punti percentuali). Inoltre, in seguito alla riduzione del volume dell'occupazione e al minore valore aggiunto, vi sarebbero conseguenze negative non quantificabili per quanto riguarda il gettito fiscale attuale e il finanziamento delle assicurazioni sociali. Per questi motivi il Consiglio federale respinge l'iniziativa senza opporvi un controprogetto diretto o indiretto.</p><p></p><p>(Fonte: comunicato stampa del Consiglio federale del 27.08.2015)</p><h2>Proceedings<h2><p>Il <b>Consiglio nazionale </b>ha trattato il progetto quale Camera prioritaria. Quasi un quinto dei parlamentari ha preso la parola. Nel corso del dibattito alcuni deputati socialdemocratici e verdi si sono espressi a favore dell'iniziativa. </p><p>Secondo i contrari l'iniziativa indebolirebbe la responsabilità personale e scoraggerebbe l'attività lavorativa remunerata, qualora indipendentemente dall'età, dal patrimonio o dallo stato di salute tutti percepirebbero un reddito di base. Secondo loro l'iniziativa sarebbe un esperimento di stampo romantico sociale dagli effetti deleteri per l'economia e la società. Essa sarebbe anche troppo poco concreta, poiché non chiarisce assolutamente quale sia il giusto importo del reddito di base e nemmeno il destino delle assicurazioni sociali. Si è parlato di una "granata senza sicura" che minaccerebbe di far saltare l'intero sistema della sicurezza sociale. L'iniziativa è considerata addirittura la più pericolosa e la più dannosa mai presentata. Gli oppositori hanno messo in guardia dalle gravi conseguenze finanziarie che l'accettazione del reddito di base incondizionato avrebbe. L'iniziativa inoltre misconosce il valore dell'attività lucrativa, che risponde a importanti esigenze psichiche come l'autostima o l'integrazione sociale. Critiche sull'indeterminatezza del testo, aperto a svariate interpretazioni, sono giunte non soltanto da parte borghese, ma anche dalla sinistra si sono levate voci critiche che hanno espresso preoccupazione per il futuro delle assicurazioni sociali, dato che il loro rapporto con il reddito di base non è chiaro. Le assicurazioni sociali non saranno perfette, ma hanno pur sempre svolto la loro funzione in modo eccellente. </p><p>Secondo i sostenitori dell'iniziativa, invece, essa svincolerebbe il lavoro dalla necessità, poiché nessuno dovrebbe più temere per la propria esistenza. Il lavoro familiare non retribuito e il volontariato ne uscirebbero valorizzati. Inoltre il mercato del lavoro non sarebbe in grado di assorbire tutte le persone. Nella Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) l'unico membro favorevole all'iniziativa è stato Silvia Schenker (S, BS). A suo avviso, il presupposto dell'intero sistema della sicurezza sociale è di perseguire un'integrazione o reintegrazione nel mondo del lavoro. Per questi sforzi di integrazione le assicurazioni e l'ente pubblico investono molti soldi, cosa di per sé lodevole. Nella prassi tuttavia l'esperienza mostra che questo tipo di sforzi per l'integrazione sono in molti casi fallimentari. E non potrebbe essere altrimenti dato che l'attuale mercato del lavoro non è in grado di assorbire tutti coloro che per le più svariate ragioni non sono in grado di fornire le prestazioni richieste e a cui mancano le necessarie qualifiche. È un dovere morale e giuridico della società aiutare queste persone. A tal fine il reddito di base incondizionato rappresenta una possibilità. I favorevoli all'iniziativa inoltre ritengono che il reddito di base incondizionato permetterebbe di togliere dall'imbarazzo le persone che per ragioni di salute o per altre difficoltà non possono lavorare quanto l'attuale società si aspetta. La proposta di minoranza Schenker di raccomandare l'accettazione dell'iniziativa è stata respinta con 146 voti contro 14 e 12 astensioni. Il Gruppo socialista ha respinto la proposta con 23 voti contro 10 e 6 astensioni. I Verdi si sono espressi di misura - anche con 6 astensioni - a favore dell'accettazione della proposta di minoranza.</p><p>Nella votazione finale il Consiglio nazionale ha aderito, con 157 voti contro 19 e 16 astensioni, alle proposte del Consiglio federale e della propria Commissione di accogliere il progetto e quindi di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa. Per quanto riguarda la votazione finale del Gruppo socialista (13 le astensioni) e dei Verdi (3 astensioni) contrari e favorevoli erano pressoché in equilibrio.</p><p></p><p>Nel <b>Consiglio degli Stati</b> il reddito di base incondizionato ha suscitato soltanto una breve discussione. Konrad Graber (C, LU) è intervenuto a nome della Commissione, che con 10 voti contro 0 e 1 astensione ha proposto al plenum di seguire il Consiglio nazionale raccomandando di respingere l'iniziativa. La Commissione è giunta alla conclusione che l'iniziativa non semplificherebbe ma complicherebbe il sistema sociale svizzero incrinando i suoi precisi equilibri. Anche con un reddito di base di 2500 franchi non sarebbe possibile smantellare l'AVS e l'AI, la previdenza professionale, l'assicurazione contro la disoccupazione, l'assicurazione contro le malattie e gli infortuni, l'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno e gli assegni familiari, senza considerare poi altre prestazioni nei casi di bisogno come le prestazioni complementari e le riduzioni dei premi dell'assicurazione malattie. Inoltre, i Cantoni e i Comuni erogano numerose prestazioni in caso di bisogno, che contribuiscono direttamente a garantire il minimo vitale. Come in Consiglio nazionale anche nel Consiglio degli Stati sono state evidenziate le ripercussioni finanziarie sull'economia nazionale. Oltre all'enorme aggravio dei rimanenti redditi da attività lucrativa occorrerebbe trasferire 55 miliardi di franchi dalle attuali prestazioni della sicurezza sociale per finanziare il reddito di base incondizionato. Ciò che chiede l'iniziativa sarebbe insopportabile per la politica sociale e per l'economia nazionale. </p><p>La breve discussione che è seguita è stata animata soltanto dai socialisti. Durante gli interventi è stato fra l'altro fatto notare che lo scopo dell'iniziativa di permettere a tutti un'esistenza dignitosa, è già contemplato dalla Costituzione. Non avrebbe alcun senso sostituire lo sperimentato sistema delle assicurazioni sociali con un reddito di base il cui ammontare sarebbe ancora insufficiente per garantire una vita dignitosa. D'altra parte è stato però anche sostenuto che varrebbe la pena riflettere sulla visione degli autori dell'iniziativa. Infatti, l'informatizzazione del mondo del lavoro, ad esempio, potrebbe causare un'enorme perdita di posti di lavoro. Alcuni effetti collaterali di questi sviluppi si percepirebbero già oggi e potrebbero condurre a una reale crisi sociale nel corso dei prossimi anni o decenni. La richiesta di un reddito di base incondizionato non risponde a una logica morale, bensì economica. A favore dell'introduzione di un reddito di base si sarebbero schierati dunque anche insigni economisti.</p><p>Nella votazione finale la raccomandazione al Popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa ha ottenuto 40 voti contro 1 e 3 astensioni.</p><p></p><p><a href="https://www.admin.ch/opc/it/federal-gazette/2015/7899.pdf">Testo del voto finale</a></p>