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Marco 13:32 – 37
Sermone del 29 Novembre 2020 1a Avvento
Il culto è stato registrato e si può riascoltare al seguente indirizzo:
http://www.ustream.tv/channel/riformati-valposchiavo
32 Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre. 33 State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento. 34 È come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare. 35 Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; 36 perché, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37 Quel che dico a voi, lo dico a tutti: “Vegliate”».
Cara comunità, dal 1789, il Senato degli Stati Uniti istituì il ruolo di “Doorkeeper”, un “Portinaio, Vigilante“. È ancora il più alto ufficiale delle forze dell’ordine federali nel Senato. Una delle mansioni era di assicurare che i senatori fossero presenti e restassero nella Camera del Senato per sbrigare gli affari dell’ordine del giorno. Poiché la Costituzione degli Stati Uniti richiedeva “un quorum per la validità dei lavori congressuali“, i membri dovevano essere presenti e pronti quando necessario. Siccome il Senato non riusciva sempre a raggiungere il quorum, con il “Portinaio Vigilante” si risolse il problema. Vigile e consapevole, il portiere era visto come il volto calmo e bonario del Senato, un “timbro di approvazione” per il sano disordine al suo interno. Era una vigilanza essenziale per l’operatività del parlamento.
Gesù, dopo aver parlato della fine di Gerusalemme e la fine del sistema oppressivo che umiliava le persone, annunzia la persecuzione dei suoi discepoli a causa dell’Evangelo: “Quanto però a quel giorno e a quell’ora nessuno lo sa, né gli angeli del cielo, né il Figlio, eccetto il Padre”. L’evangelista Marco dice tre volte “quel giorno” sempre in relazione alla morte e alla vittoria di Gesù sulla morte. Questa volta però riguarda i discepoli, per fargli capire che anche la loro morte non sarà una fine ma un inizio, non sarà sconfitta ma vittoria: “non vi preoccupate perché il Padre lo sa”. Nel momento della fine, anche se drammatica e traumatica come quella di Gesù, il Padre interviene in vostro aiuto! Irrompe nella vostra vita per soccorrervi! Marco 13 è usato spesso per spaventare e intimorire, invece, è un invito alla fiducia, a non temere di collaborare con Dio contro il male che deforma lo spirito umano. Non è importante conoscere il momento della propria fine, ma sapere che anche in quel momento siamo nelle mani del Padre. Quindi “vigili, attenti, perché alla fine il Signore vincerà“, dimenticarsi di Dio e immergersi solo nelle faccende terrene è da insensati! Vegliate, dice Gesù, perché la presenza impetuosa di Dio piomberà nella vostra realtà e dovete saperla accogliere. Non pensiamo mai a Dio come “fattore agitante” ma come a un Dio calmo, pacifico, che ci conduce ad acque calme e si carica dei nostri affanni. In breve, a un’entità rassicurante, ma nel nostro testo scorgiamo la sua natura dirompente contro le forze del male, della malvagità e dell’ingiustizia. È dirompente persino con la morte. Ricordate l’app con il gioco Pokemon go? Quello con la realtà aumentata geolocalizzata, dovevi girando in tutti i luoghi e trovare un Pokemon. Ecco, il cristiano vigile gira nei suoi luoghi e incontra il Signore che lo libera. Infatti, l’inizio stesso dell’Avvento è l’avvio del capovolgimento del mondo ordinario tramite la dirompente presenza divina. La nostra mortalità è turbata con l’offerta divina della vita risorgente. Dio è dirompente di sua natura. Il nostro compito è essere Vigilanti, non del Senato, ma “della casa che il padrone ha affidato ai suoi servi, dopo essersi messo in viaggio”, e cercare i segni di Dio nella nostra vita ordinaria affinché, scuotendoci, ci trascini in nuove verità, luoghi e spazi. È permettere allo Spirito Santo di dirigere la tua vita e di dare energia alla nostra Chiesa. C’è lo Spirito Santo quando la Chiesa è agitata dal suo soffio.
Ammettiamolo. Questa irruzione divina va contro l’acqua stagnante che ci piace tanto. Nella Chiesa e fuori, la stabilità e lo status quo sono sentimenti che proteggiamo. Odiamo sentirci turbati. Siamo irritati dai cambiamenti o innovazioni, nuove idee o interpretazioni. Eppure, lo Spirito Santo agita le acque e vuole farci uscire dalle nostre zone di benessere. Anche per un Bazar in aiuto a persone in bisogno ci fa sbuffare per trovare le motivazioni: “uffa devo andare, pure con il Covid-19, devo fare qualcosa, devo preparare, portare, e poi anche spendere… via va, preparo qualcosa… uffa”. Nelle difficoltà, quando vorremmo continuare a nascondersi sotto le coperte del confort, Dio ci chiama fra le tempeste per sconvolgere le forze del male, ad accendere la Luce della presenza divina. Noi siamo i portinai vigilanti della presenza dirompente di Dio. Siamo chi vede i “Pokemon” di Dio nel mondo e nella vita delle persone e li invitiamo a vederli, mentre lo Spirito Santo sconvolge il nostro sonno spirituale e opera atti straordinari di amore e di cura, di bontà e di bellezza per vincere le nostre paure, il dolore e il vuoto. Se pensi che questo virus, questo clima politico, le divisioni umane, lo stato dell’economia, la disillusione dei giovani, la tristezza delle Chiese, stiano vincendo la guerra, allora non vedi i segni dello Spirito dirompente di Dio. Manchi di quella vigilanza così vitale per i discepoli di Gesù. State attenti, dice Gesù, vigili. Pronti affinché lo Spirito agiti la tua vita ordinaria, con la santificante presenza divina e operi cose straordinarie.
E poi Gesù dà questa immagine. “E’ come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato …” la sua stessa responsabilità o autorità ai suoi servi”. Qui il signore della casa è Gesù dopo la morte. Gesù ha detto “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”. Gesù non ha servi, ma servitori della comunità, uno al servizio dell’altro. Ebbene Gesù, a chi mette la propria vita a servizio degli altri, concede la sua stessa autorità. Quale? La capacità di comunicare vita. Attraverso il dono dello Spirito, Gesù comunica la funzione di questo Spirito anche ai suoi discepoli. “A ciascuno il suo compito e ha comandato …”, non il comandamento di Mosè, ma quello di Gesù. Non una bigotteria ma condivisione del suo amore. Gesù indica un’urgenza di cogliere il momento opportuno, che cosa è questo momento prezioso? L’Avvento. Che il Signore ci viene incontro e ci offre in una maniera nuova il suo amore e la sua vita, sta a noi accogliere questo amore e questa vita e saperla tradurre in forme fruttuose. Il portiere in quella cultura era il responsabile della sicurezza di chi stava dietro. È una figura collettiva dell’impegno dell’intera comunità. “… e ha comandato al portiere di vegliare”, tre volte, quindi invita a una stretta vigilanza e ad esercitare quel servizio che li distingue dal resto, sempre, come segno distintivo della comunità. Se c’è questo, la fine non preoccupa perché il Padre viene in soccorso.
Siate pronti e vigili. Non disinteressatevi di quello che sta accadendo! Con Gesù, trasformiamo una società disumana in umana. Allora lascia che la tua vita prevedibile sia sconvolta da eventi divini. Sconvolgi la tua vita programmata con l’apertura all’azione divina. Metti da parte il confort e lasciati agitare da stupendi momenti divini. Lascia che il Signore guarisca i tuoi sentimenti di vergogna e colpa, i fallimenti, le paure e i dubbi. Fai sommergere le tue difficoltà dalla grazia di Cristo. Lo Spirito ti rinnovi per risalire come su ali d’aquila. Vigilate. Non lasciatevi sfuggire il momento dell’incontro con il Cristo che arriva. Vigili cercando i segni di Dio intorno, come tanti Pokemon, perché Dio irrompe nella tua vita. Non siamo abbandonati, è la buona notizia d’Avvento … come in cielo così in terra. Amen.
Appunti per la predicazione del pastore Antonio Di Passa