Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/148420

<h2>SubmittedText<h2><p>Le basi legali su cui poggia l'aiuto allo sviluppo vanno modificate come segue: almeno il 25 per cento dei fondi stanziati per i rifugiati sono utilizzati per l'accoglienza dei flussi di rifugiati sul posto, nei campi profughi dell'ONU. A tal scopo, l'aiuto umanitario va aumentato in misura corrispondente a carico dell'aiuto allo sviluppo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Alla fine del 2013 i rifugiati erano oltre 51,2 milioni, un numero mai più raggiunto dalla fine della seconda guerra mondiale. Di questi, 33,3 milioni vivono come profughi interni nel proprio Paese (si tratta delle cosiddette internal displaced persons, IDP). Non esiste alcuna convenzione internazionale sulla protezione dei profughi interni né alcuna organizzazione internazionale (come l'UNHCR per i rifugiati) con un chiaro mandato dell'ONU per la loro protezione. La protezione e l'assistenza a queste persone rientra tra le competenze delle autorità locali. La grande maggioranza delle persone fuggite all'estero (circa 17,9 milioni) vive in uno Stato confinante e solo una piccola parte giunge nei Paesi industrializzati come richiedente l'asilo. Nel 2013 in Europa sono state inoltrate 484 600 domande d'asilo, pari allo 0,95 per cento di tutti i profughi.</p><p>L'autore della mozione chiede da un lato di concentrare i fondi dell'aiuto ai rifugiati sul sostegno ai rifugiati stessi nei campi ONU e, dall'altro, di utilizzare a tale scopo il 25 per cento di non meglio specificati "fondi per i rifugiati" compensando questo aumento a carico della cooperazione internazionale.</p><p>L'impiego di fondi in favore dei campi profughi ONU costituisce solo una parte delle misure a sostegno delle persone che hanno dovuto abbandonare le loro case. Sia per le IDP sia per i profughi, l'allestimento di campi e la designazione di chi dovrà gestirli rientrano tra le responsabilità delle autorità competenti. Oltre 1,1 milione di rifugiati siriani vivono ad esempio in villaggi e agglomerati urbani in Libano. Anche in altre regioni di crisi gran parte dei rifugiati vive spesso fuori dai campi, in alloggi provvisori, sistemazioni private o presso parenti. L'approccio proposto si rivela di conseguenza non idoneo ad affrontare queste sfide in modo globale ed efficace.</p><p>Il Consiglio federale condivide invece l'idea di aiutare i profughi possibilmente sul posto. Già oggi, infatti, uno degli impegni prioritari della Svizzera è il sostegno e la protezione di rifugiati, migranti e IDP in loco (tramite lo strumento di politica migratoria "Protezione nelle regioni di provenienza"), attraverso le organizzazioni partner, le autorità locali e con progetti, per esempio la ristrutturazione di scuole per consentire la frequenza anche ai figli dei profughi. Nel corso degli ultimi anni questo tipo di impegno è stato costantemente ampliato proprio in Medio Oriente e nel Corno d'Africa.</p><p>L'approccio ad ampio respiro di "Protezione nelle regioni di provenienza", che coordina le attività di tutti gli uffici federali e che comprende l'intera gamma di strumenti, dalla politica di sviluppo alla politica di pace fino alla politica migratoria, è considerato il più adeguato per proteggere i rifugiati e sostenere gli Stati nelle regioni interessate, molti dei quali sono ormai giunti al limite delle loro capacità. L'accoglienza di gruppi di profughi in Stati terzi (il cosiddetto resettlement), in particolare di persone vulnerabili, costituisce un ulteriore approccio volto a garantire la loro protezione e ad alleviare in maniera mirata i problemi dei Paesi direttamente coinvolti.</p><p>La richiesta dell'autore della mozione di destinare almeno il 25 per cento dei mezzi destinati ai rifugiati a favore dell'aiuto umanitario non permette di definire i fondi in questione. Non è quindi nemmeno possibile esprimersi sulle conseguenze finanziarie di una simile misura. Inoltre, in base alla fattispecie di cui sopra, è difficile prevedere se il prospettato trasferimento di fondi possa tradursi in riduzioni equivalenti del budget in Svizzera.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.