Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01029.jsonl.gz/972

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
BOLZANO - I ricercatori del museo archeologico dell'Alto Adige smentiscono la teoria, pubblicata la settimana scorsa sulla rivista specializzata "Antiquity", secondo la quale la mummia del Similaun non perse la vita sul ghiacciaio, ma vi fu trasferita più tardi per la sepoltura.
Secondo il museo di Oetzi, la teoria dell'inumazione sul ghiacciaio risulta infatti "poco convincente sia dal lato archeologico che da quello naturalistico-scientifico". Nell'articolo "The Iceman as a burial", l'archeologo Alessandro Vanzetti dell'università La Sapienza di Roma aveva sostenuto che il decesso di Oetzi non avvenne nel luogo dell'incidente, bensì in primavera nell'ambito della comunità valligiana e fu trasferito e inumato sul Giogo di Tisa solo nel settembre successivo.
"Lo scenario ipotizzato da Vanzetti - scrivono in una presa di posizione i responsabili del museo archeologico dell'Alto Adige - presenta alcuni fondamentali punti deboli nelle argomentazioni e nella localizzazione archeologica, tanto che le sue affermazioni non possono essere condivise dalla maggior parte dei ricercatori di Oetzi".
Secondo la presa di posizione, la prova "più importante per la morte di Oetzi nel luogo di ritrovamento è la posizione del braccio sinistro. Vanzetti afferma, invece, che il corpo sia stato inumato intatto sul ghiacciaio e che sia scivolato lungo il pendio durante lo scioglimento dei ghiacci, facendo ruotare il braccio davanti al petto. Ciò è impensabile se, come gli stessi autori hanno affermato, Oetzi fosse deceduto e mummificato mesi prima. Il braccio irrigidito, infatti, non sarebbe potuto essere spostato senza provocare notevoli danni all'arto stesso o alla spalla e tutte le articolazioni dell'Uomo venuto dal ghiaccio sono nella posizione corretta. Un trasporto della mummia intatta sul ghiaccio è pertanto da escludere completamente".
Una parte importante dell'argomentazione di Vanzetti a favore di una inumazione autunnale in montagna è costituita anche dalle analisi dei pollini di Oetzi. Per i ricercatori l'analisi di pollini su ghiaccio disciolto non può essere utilizzata come prova di una inumazione autunnale. "Infatti, se, come ammesso anche dagli autori, l'area del ritrovamento ha subito un disgelo - concludono - i pollini non si trovano più nella stratificazione originaria, ma sono mischiato con il contenuto di strati più recenti".
SDA-ATS