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NEW YORK - Una lettera autografa inedita del filosofo francese Cartesio (1596-1650), noto per la frase "Cogito, ergo sum", è stata ritrovata casualmente negli Stati Uniti: da oltre un secolo era custodita negli archivi dell'Haverford College in Pennsylvania.
È una lunga missiva di quattro pagine, datata 27 maggio 1641, di cui gli studiosi conoscevano l'esistenza ma non il contenuto, in cui il filosofo e matematico francese Renè Descartes, il cui nome italianizzato è Cartesio, spiega come mai decise di escludere alcune riflessioni dalla sua opera "Meditationes de prima philosophia", dove espone il suo sistema filosofico, ampliando la prima formulazione che ne era stata fatta nel "Discorso sul metodo" (1637). La lettera è indirizzata a padre Marin Mersenne, un amico teologo a cui Cartesio aveva sottoposto in precedenza altre opere.
Un portavoce dell'Haverford College, riferisce un articolo del "New York Times", ha annunciato la scoperta della lettera e ha promesso di restituirla al suo legittimo proprietario, la biblioteca dell'Institut de France a Parigi, dove fu rubata, insieme ad altre 71 lettere di Cartesio da un matematico italiano, Guglielmo Libri, più di 160 anni fa. Lo stesso ladro fece sparire tanti altri importanti documenti da quell'archivio francese, poi in gran parte recuperati.
Finora la Francia ha recuperato solo 45 delle 72 lettere di Cartesio che furono rubate da Guglielmo Libri nel 1848, all'epoca in cui era segretario del comitato generale del catalogo generale dei manoscritti delle biblioteche pubbliche francesi.
Libri riuscì a scappare a Londra, dopo un mandato di arresto, portando con sè una collezione di 30.000 tra libri e manoscritti, comprese opere di Galileo, Fermat, Leibniz, Copernico e Keplero. Condannato in contumacia nel 1850 a dieci di prigione, la refurtiva fu poi messa all'asta nel 1861, al termine di una complessa vicenda giudiziaria, e in gran parte ritornò in Francia.
SDA-ATS