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I rappresentanti dell'Unione svizzera dei contadini, che giovedì a Hergiswil bei Willisau, nel canton Lucerna, hanno tenuto la loro annuale conferenza stampa, hanno fatto notare quanto il primario sia fondamentale per l'economia nazionale, indipendentemente dal peso del suo contributo al prodotto interno lordo, inferiore all'1%.
I grandi generatori di ricchezza, quali l'industria farmaceutica e le banche, hanno sede nelle aree urbane e occultano l'esistenza delle regioni a forte carattere rurale, la cui prosperità dipende in massima parte dal settore agro-alimentare, è stato sottolineato.
In realtà, con l'indotto, il ramo è all'origine di un mercato da 60 miliardi di franchi per un totale di 300'000 impieghi, ovverossia l'8%; 8% che, in certi comuni, sale fino a 25. Per non parlare poi delle prestazioni d'interesse pubblico, non direttamente monetizzabili, quali la tutela del paesaggio e della biodiversità, la garanzia dell'approvvigionamento e il mantenimento di posti lavorativi nelle regioni più discoste.
ATS/dg
- RG 18.30 del 03.01.19 - Il servizio di Maria Jannuzzi