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TUCSON - È costata cara a un arbitro scolastico dell’Arizona la battuta, giudicata razzista, che ha fatto all’allenatore di una squadra proveniente da un quartiere a maggioranza ispanica di Tucson. È stato infatti licenziato perché ha chiesto se i giocatori avessero la carta verde, ovvero il permesso di domicilio negli Stati Uniti.
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L’episodio è avvenuto martedì sera alla Walden Grove High School di Sahuarita, dove si disputava una partita tra le matricole del liceo ospitante e quelle della Pueblo High School di Tucson. Come riporta L’Arizona Daily Star, l’arbitro ha fatto il commento incriminato durante un incontro di presentazione tra gli allenatori e i dirigenti dei due istituti. Il tentativo di battuta, però, non è piaciuto: l’uomo è stato segnalato la mattina seguente da un responsabile dell'Associazione interscolastica dell'Arizona (AIA) e licenziato il giorno stesso.
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Il suo «commento insensibile» - come lo ha definito il direttore degli arbitri dell’AIA - va contro il codice etico dell’associazione, che impone di «tenere sempre alto l’onore e la dignità» della disciplina ed «essere un valido esempio per gli atleti». «Ottimo lavoro, matricole del Pueblo, per aver vinto nonostante l’arbitro razzista che ha creduto appropriato chiedere se i giocatori avessero la carta verde», ha scritto la madre di un giocatore della squadra in visita in un post su Facebook diventato virale nella zona.
Il liceo di Pueblo si trova in un quartiere di Tucson abitato prevalentemente da persone originarie dell’America Latina. L’89% dei suoi allievi è ispanico, indica lo US News & World Report.