Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/104576

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di negoziare con il governo del Kosovo il rinnovo della detta convenzione, integrandovi, se necessario, una disposizione per la lotta contro la frode, come è già avvenuto con gli altri Paesi dell'ex Jugoslavia.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo scopo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale è di coordinare i sistemi di sicurezza sociale degli Stati contraenti. Le convenzioni disciplinano diversi aspetti: la parità di trattamento per i cittadini degli Stati contraenti, l'assoggettamento al diritto assicurativo, l'esportazione delle prestazioni, il computo dei periodi d'assicurazione, la cooperazione internazionale tra le autorità e gli organi d'assicurazione e lo scambio d'informazioni. Affinché le convenzioni possano essere applicate, è necessario che la legislazione e l'organizzazione dei sistemi di sicurezza sociale di entrambe le parti rispettino determinati standard minimi.</p><p>La collaborazione con le autorità del Kosovo, indispensabile per l'applicazione di una convenzione di sicurezza sociale, si è rivelata difficile. Lo Stato, attualmente in fase di costituzione, non dispone ancora di un sistema di sicurezza sociale che funzioni. Va inoltre detto che la vecchia convenzione, oltre a non corrispondere più né all'attuale legislazione svizzera né a quella del Kosovo, non soddisfa nemmeno i requisiti posti dal nostro Paese in materia di collaborazione bilaterale nella lotta alle frodi ai danni dell'assicurazione invalidità. Per di più, la ditta incaricata nel quadro del relativo progetto pilota è stata minacciata a tal punto da vedersi costretta ad interrompere l'attività ivi svolta. Per questi motivi, il 16 dicembre 2009 il Consiglio federale ha deciso che dal 1° aprile 2010, rispettando il termine di disdetta di tre mesi, la Convenzione di sicurezza sociale conclusa con la Repubblica popolare federativa di Jugoslavia non si applicherà più al Kosovo.</p><p>Dal 1° aprile 2010, i cittadini kosovari saranno trattati alla stregua dei cittadini di altri Stati non contraenti, tranne nei casi disciplinati secondo le disposizioni di diritto transitorio. In caso di partenza definitiva dalla Svizzera, i cittadini degli Stati non contraenti hanno diritto al rimborso della totalità dei contributi AVS (inclusa la parte versata dal datore di lavoro) e al versamento della prestazione di libero passaggio del secondo pilastro. Per principio, non sarà invece più possibile esportare prestazioni. In virtù della garanzia dei diritti acquisiti, le prestazioni già concesse continueranno a essere versate all'estero anche in futuro.</p><p>A tutt'oggi, il Consiglio federale non vede alcuna ragione per riconsiderare la sua posizione. In risposta ad una richiesta delle autorità kosovare, le competenti autorità federali hanno tuttavia segnalato la loro disponibilità a ricevere un gruppo di lavoro del governo del Kosovo per un aggiornamento reciproco sulla situazione in materia di assicurazioni sociali.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.