Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0195.jsonl.gz/945

Incarto n. 80.98.00171 Lugano 18 agosto 1998 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 14 luglio 1998 in materia di: IC/IFD 95/96 presentato da: __________ __________, __________ __________ __________ __________ __________, ritenuto in fatto ed in diritto 1. Nonostante un richiamo, una successiva diffida per lettera raccomandata e, da ultimo, una multa disciplinare di fr. 600.- inflittagli con decisione del 21 giugno 1995, __________ __________ non inoltrava la dichiarazione d’imposta IC/IFD 1995-96. Il 13 ottobre 1997 l’UT notificava al contribuente la tassazione IC/IFD 1995-96, in cui gli esponeva in via valutativa un reddito aziendale di fr. 40'000.-. 2. Il 17 novembre 1997 il contribuente presentava un reclamo, pervenuto all’UT il 20 novembre, in cui chiedeva una proroga del termine per motivarlo nel merito. Scaduto infruttuoso il termine assegnato al reclamante per motivare il reclamo e tradurlo in lingua italiana, l’UT con decisione del 25 maggio 1998 lo dichiarava irricevibile. 3. Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ chiede la revisione della decisione su reclamo, limitandosi ad argomentare che “le cifre non corrispondono alla realtà” e che “le prove a sostegno verranno fornite subito dopo che il mio stato di salute lo permette”. L’UT propone per contro di respingere il ricorso. 4. imposta federale diretta 4.1. L’art. 130 cpv. 2 LIFD consente all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. 4.2. Secondo l’art. 132 cpv. 3 LIFD, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova. In altre parole, la legge pone una duplice condizione: da un lato, il contribuente deve contestare la “manifesta inesattezza” della tassazione e, dall’altro, il reclamo deve essere motivato. Tali requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito ( DTF 123 II 552). Per contestare con successo una tassazione d’ufficio, occorre quindi, in altri termini, che siano rimosse le condizioni che l’avevano determinata, cioè le difficoltà nell’indagine per l’autorità di tassazione o l’incertezza circa i fatti. È necessario, in particolare, che il contribuente ponga in essere gli atti di collaborazione trascurati in precedenza. Se tale esigenza è adempiuta, rinasce anche l’obbligo per l’autorità fiscale di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire il vero. 4.3. Nel caso in esame, il ricorrente è stato sottoposto a tassazione d’ufficio, non avendo inoltrato la dichiarazione fiscale, nonostante la diffida e la successiva multa disciplinare. In seguito, il 17/20 novembre 1997, ha interposto reclamo alla stessa autorità, omettendo peraltro di motivarlo e chiedendo l’assegnazione di un termine per farlo in seguito. L’autorità di tassazione lo ha allora invitato, con lettera raccomandata, ad emendare il gravame entro il 15 gennaio 1998, avvertendolo che, in caso di inosservanza dell’invito, lo stesso sarebbe stato dichiarato irricevibile. Non essendo pervenuta alcuna motivazione, l’autorità ha respinto il reclamo. In simili circostanze, di fronte all’inosservanza dell’invito dell’Ufficio di tassazione, non si può che confermare la decisione dell’autorità di tassazione di non entrare nel merito del reclamo. 4.4. È per altro il caso di notare che il presente ricorso si palesa addirittura defatigatorio non appena si ponga mente al fatto che il contribuente è nuovamente stato inadempiente nel compimento dei propri obblighi verso il fisco anche nel periodo fiscale 1997/98, tant’è che il 16 giugno 1998 l’UT gli ha infatti inflitto una nuova multa disciplinare di fr. 150.-. Lo stesso era d’altronde già accaduto nei due periodi fiscali precedenti IC/IFD 1993/94 e IC/IFD 1991/92. 5. Imposta cantonale 5.1. Anche l’art. 204 cpv. 2 LT consente all’autorità di tassazione di eseguire la tassazione d’ufficio in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. 5.2. Diversa, rispetto al diritto federale, è per contro la disciplina dei rimedi giuridici, in materia di diritto cantonale. Contro ogni decisione di tassazione e non solo contro la decisione di tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notifica. Il reclamante deve indicare, nell’atto di reclamo, le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova; i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente. Se il reclamo non soddisfa questi requisiti, al reclamante è assegnato un congruo termine per rimediarvi o per chiedere di essere sentito, con la comminatoria dell’irricevibilità (art. 206 LT). Il legislatore ticinese ha voluto discostarsi dalla scelta di quello federale ed esigere l’obbligo di motivare i reclami, non solo contro le tassazioni d’ufficio, per ragioni pratiche ed in particolare per limitare il numero di ricorsi alla Camera di diritto tributario ( Messaggio del Consiglio di Stato concernente il progetto di nuova legge tributaria, n. __________ del 13 ottobre 1993, p. 105). 5.3. Che la motivazione del reclamo rappresenti un presupposto di validità del gravame è, nel diritto cantonale, più chiaro che in quello federale. Come detto, infatti, l’art. 206 cpv. 2 precisa che, in mancanza di una motivazione o di un’indicazione dei mezzi di prova, al reclamante deve essere assegnato un congruo termine per rimediarvi o per essere sentito, con la comminatoria dell’irricevibilità. Per venire incontro al contribuente, dunque, gli si offre anche la possibilità di rimediare, con un’audizione, alle carenze formali del reclamo; in tal modo, un reclamo formalmente irricevibile (poiché ad esempio non motivato) diventa ricevibile a tutti gli effetti e deve essere esaminato nel merito ( Allidi, Procedura, disposizioni penali e diritto transitorio, in: Borghi [a cura di], La riforma della legge tributaria, Lugano 1995, p. 16). 5.4. Le considerazioni proposte in merito al ricorso in materia di IFD, possono essere pertanto estese anche all’imposta cantonale. D i fronte alla reiterata inosservanza dell’invito dell’Ufficio di tassazione, non si può che confermare la decisione dell’autorità di tassazione di non entrare nel merito del reclamo. Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994 dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 400.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 480.– sono a carico del ricorrente. 3. Intimazione alle parti. 4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994). Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Incarto n. 80.98.00171 Incarto n. 80.98.00171

Incarto n. Lugano 18 agosto 1998 Lugano

Lugano 18 agosto 1998

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello composta dai giudici: composta dai giudici:

composta dai giudici: Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi segretario: segretario:

segretario: Fiorenzo Gianinazzi Fiorenzo Gianinazzi

Fiorenzo Gianinazzi statuendo sul ricorso del 14 luglio 1998

statuendo sul ricorso del 14 luglio 1998 in materia di: IC/IFD 95/96

in materia di: IC/IFD 95/96 presentato da: presentato da:

presentato da: __________ __________, __________ __________ __________ __________ __________, __________ __________, __________ __________ __________ __________ __________,

__________ __________, __________ __________ __________ __________ __________, ritenuto

ritenuto in fatto ed in diritto

in fatto ed in diritto 1. Nonostante un richiamo, una successiva diffida per lettera raccomandata e, da ultimo, una multa disciplinare di fr. 600.- inflittagli con decisione del 21 giugno 1995, __________ __________ non inoltrava la dichiarazione d’imposta IC/IFD 1995-96.

1. Nonostante un richiamo, una successiva diffida per lettera raccomandata e, da ultimo, una multa disciplinare di fr. 600.- inflittagli con decisione del 21 giugno 1995, __________ __________ non inoltrava la dichiarazione d’imposta IC/IFD 1995-96. Il 13 ottobre 1997 l’UT notificava al contribuente la tassazione IC/IFD 1995-96, in cui gli esponeva in via valutativa un reddito aziendale di fr. 40'000.-.

Il 13 ottobre 1997 l’UT notificava al contribuente la tassazione IC/IFD 1995-96, in cui gli esponeva in via valutativa un reddito aziendale di fr. 40'000.-. 2. Il 17 novembre 1997 il contribuente presentava un reclamo, pervenuto all’UT il 20 novembre, in cui chiedeva una proroga del termine per motivarlo nel merito.

2. Il 17 novembre 1997 il contribuente presentava un reclamo, pervenuto all’UT il 20 novembre, in cui chiedeva una proroga del termine per motivarlo nel merito. Scaduto infruttuoso il termine assegnato al reclamante per motivare il reclamo e tradurlo in lingua italiana, l’UT con decisione del 25 maggio 1998 lo dichiarava irricevibile.

Scaduto infruttuoso il termine assegnato al reclamante per motivare il reclamo e tradurlo in lingua italiana, l’UT con decisione del 25 maggio 1998 lo dichiarava irricevibile. 3. Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ chiede la revisione della decisione su reclamo, limitandosi ad argomentare che “le cifre non corrispondono alla realtà” e che “le prove a sostegno verranno fornite subito dopo che il mio stato di salute lo permette”.

3. Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ chiede la revisione della decisione su reclamo, limitandosi ad argomentare che “le cifre non corrispondono alla realtà” e che “le prove a sostegno verranno fornite subito dopo che il mio stato di salute lo permette”. L’UT propone per contro di respingere il ricorso.

L’UT propone per contro di respingere il ricorso. 4. imposta federale diretta

4. imposta federale diretta 4.1.

4.1. L’art. 130 cpv. 2 LIFD consente all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.

L’art. 130 cpv. 2 LIFD consente all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. 4.2.

4.2. Secondo l’art. 132 cpv. 3 LIFD, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova.

Secondo l’art. 132 cpv. 3 LIFD, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova. In altre parole, la legge pone una duplice condizione: da un lato, il contribuente deve contestare la “manifesta inesattezza” della tassazione e, dall’altro, il reclamo deve essere motivato.

In altre parole, la legge pone una duplice condizione: da un lato, il contribuente deve contestare la “manifesta inesattezza” della tassazione e, dall’altro, il reclamo deve essere motivato. Tali requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito ( DTF 123 II 552).

Tali requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito ( DTF 123 II 552). Per contestare con successo una tassazione d’ufficio, occorre quindi, in altri termini, che siano rimosse le condizioni che l’avevano determinata, cioè le difficoltà nell’indagine per l’autorità di tassazione o l’incertezza circa i fatti. È necessario, in particolare, che il contribuente ponga in essere gli atti di collaborazione trascurati in precedenza. Se tale esigenza è adempiuta, rinasce anche l’obbligo per l’autorità fiscale di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire il vero.

Per contestare con successo una tassazione d’ufficio, occorre quindi, in altri termini, che siano rimosse le condizioni che l’avevano determinata, cioè le difficoltà nell’indagine per l’autorità di tassazione o l’incertezza circa i fatti. È necessario, in particolare, che il contribuente ponga in essere gli atti di collaborazione trascurati in precedenza. Se tale esigenza è adempiuta, rinasce anche l’obbligo per l’autorità fiscale di effettuare indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire il vero. 4.3.

4.3. Nel caso in esame, il ricorrente è stato sottoposto a tassazione d’ufficio, non avendo inoltrato la dichiarazione fiscale, nonostante la diffida e la successiva multa disciplinare. In seguito, il 17/20 novembre 1997, ha interposto reclamo alla stessa autorità, omettendo peraltro di motivarlo e chiedendo l’assegnazione di un termine per farlo in seguito.

Nel caso in esame, il ricorrente è stato sottoposto a tassazione d’ufficio, non avendo inoltrato la dichiarazione fiscale, nonostante la diffida e la successiva multa disciplinare. In seguito, il 17/20 novembre 1997, ha interposto reclamo alla stessa autorità, omettendo peraltro di motivarlo e chiedendo l’assegnazione di un termine per farlo in seguito. L’autorità di tassazione lo ha allora invitato, con lettera raccomandata, ad emendare il gravame entro il 15 gennaio 1998, avvertendolo che, in caso di inosservanza dell’invito, lo stesso sarebbe stato dichiarato irricevibile. Non essendo pervenuta alcuna motivazione, l’autorità ha respinto il reclamo.

L’autorità di tassazione lo ha allora invitato, con lettera raccomandata, ad emendare il gravame entro il 15 gennaio 1998, avvertendolo che, in caso di inosservanza dell’invito, lo stesso sarebbe stato dichiarato irricevibile. Non essendo pervenuta alcuna motivazione, l’autorità ha respinto il reclamo. In simili circostanze, di fronte all’inosservanza dell’invito dell’Ufficio di tassazione, non si può che confermare la decisione dell’autorità di tassazione di non entrare nel merito del reclamo.

In simili circostanze, di fronte all’inosservanza dell’invito dell’Ufficio di tassazione, non si può che confermare la decisione dell’autorità di tassazione di non entrare nel merito del reclamo. 4.4.

4.4. È per altro il caso di notare che il presente ricorso si palesa addirittura defatigatorio non appena si ponga mente al fatto che il contribuente è nuovamente stato inadempiente nel compimento dei propri obblighi verso il fisco anche nel periodo fiscale 1997/98, tant’è che il 16 giugno 1998 l’UT gli ha infatti inflitto una nuova multa disciplinare di fr. 150.-.

È per altro il caso di notare che il presente ricorso si palesa addirittura defatigatorio non appena si ponga mente al fatto che il contribuente è nuovamente stato inadempiente nel compimento dei propri obblighi verso il fisco anche nel periodo fiscale 1997/98, tant’è che il 16 giugno 1998 l’UT gli ha infatti inflitto una nuova multa disciplinare di fr. 150.-. Lo stesso era d’altronde già accaduto nei due periodi fiscali precedenti IC/IFD 1993/94 e IC/IFD 1991/92.

Lo stesso era d’altronde già accaduto nei due periodi fiscali precedenti IC/IFD 1993/94 e IC/IFD 1991/92. 5. Imposta cantonale

5. Imposta cantonale 5.1.

5.1. Anche l’art. 204 cpv. 2 LT consente all’autorità di tassazione di eseguire la tassazione d’ufficio in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.

Anche l’art. 204 cpv. 2 LT consente all’autorità di tassazione di eseguire la tassazione d’ufficio in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. 5.2.

5.2. Diversa, rispetto al diritto federale, è per contro la disciplina dei rimedi giuridici, in materia di diritto cantonale. Contro ogni decisione di tassazione e non solo contro la decisione di tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notifica.

Diversa, rispetto al diritto federale, è per contro la disciplina dei rimedi giuridici, in materia di diritto cantonale. Contro ogni decisione di tassazione e non solo contro la decisione di tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notifica. Il reclamante deve indicare, nell’atto di reclamo, le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova; i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente. Se il reclamo non soddisfa questi requisiti, al reclamante è assegnato un congruo termine per rimediarvi o per chiedere di essere sentito, con la comminatoria dell’irricevibilità (art. 206 LT).

Il reclamante deve indicare, nell’atto di reclamo, le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova; i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente. Se il reclamo non soddisfa questi requisiti, al reclamante è assegnato un congruo termine per rimediarvi o per chiedere di essere sentito, con la comminatoria dell’irricevibilità (art. 206 LT). Il legislatore ticinese ha voluto discostarsi dalla scelta di quello federale ed esigere l’obbligo di motivare i reclami, non solo contro le tassazioni d’ufficio, per ragioni pratiche ed in particolare per limitare il numero di ricorsi alla Camera di diritto tributario ( Messaggio del Consiglio di Stato concernente il progetto di nuova legge tributaria, n. __________ del 13 ottobre 1993, p. 105).

Il legislatore ticinese ha voluto discostarsi dalla scelta di quello federale ed esigere l’obbligo di motivare i reclami, non solo contro le tassazioni d’ufficio, per ragioni pratiche ed in particolare per limitare il numero di ricorsi alla Camera di diritto tributario ( Messaggio del Consiglio di Stato concernente il progetto di nuova legge tributaria, n. __________ del 13 ottobre 1993, p. 105). 5.3.

5.3. Che la motivazione del reclamo rappresenti un presupposto di validità del gravame è, nel diritto cantonale, più chiaro che in quello federale. Come detto, infatti, l’art. 206 cpv. 2 precisa che, in mancanza di una motivazione o di un’indicazione dei mezzi di prova, al reclamante deve essere assegnato un congruo termine per rimediarvi o per essere sentito, con la comminatoria dell’irricevibilità. Per venire incontro al contribuente, dunque, gli si offre anche la possibilità di rimediare, con un’audizione, alle carenze formali del reclamo; in tal modo, un reclamo formalmente irricevibile (poiché ad esempio non motivato) diventa ricevibile a tutti gli effetti e deve essere esaminato nel merito ( Allidi, Procedura, disposizioni penali e diritto transitorio, in: Borghi [a cura di], La riforma della legge tributaria, Lugano 1995, p. 16).

Che la motivazione del reclamo rappresenti un presupposto di validità del gravame è, nel diritto cantonale, più chiaro che in quello federale. Come detto, infatti, l’art. 206 cpv. 2 precisa che, in mancanza di una motivazione o di un’indicazione dei mezzi di prova, al reclamante deve essere assegnato un congruo termine per rimediarvi o per essere sentito, con la comminatoria dell’irricevibilità. Per venire incontro al contribuente, dunque, gli si offre anche la possibilità di rimediare, con un’audizione, alle carenze formali del reclamo; in tal modo, un reclamo formalmente irricevibile (poiché ad esempio non motivato) diventa ricevibile a tutti gli effetti e deve essere esaminato nel merito ( Allidi, Procedura, disposizioni penali e diritto transitorio, in: Borghi [a cura di], La riforma della legge tributaria, Lugano 1995, p. 16). 5.4.

5.4. Le considerazioni proposte in merito al ricorso in materia di IFD, possono essere pertanto estese anche all’imposta cantonale. D i fronte alla reiterata inosservanza dell’invito dell’Ufficio di tassazione, non si può che confermare la decisione dell’autorità di tassazione di non entrare nel merito del reclamo. i fronte alla reiterata inosservanza dell’invito dell’Ufficio di tassazione, non si può che confermare la decisione dell’autorità di tassazione di non entrare nel merito del reclamo. Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

dichiara e pronuncia

dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali consistenti:

a. nella tassa di giustizia di fr. 400.–

b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

per un totale di fr. 480.–

sono a carico del ricorrente.

3. Intimazione alle parti.

4. Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD). per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il Presidente: Il Segretario:

Il Presidente: Il Segretario: