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Alpine deve la sua esistenza a Jean Rédélé. Concessionario di auto, ma anche talentuoso pilota di rally. Rédélé ha fondato la sua azienda automobilistica nel 1955, scegliendo il nome Alpine come tributo al rally Critérium des Alpes – gara in cui aveva ottenuto il suo miglior risultato agonistico – che si correva ogni anno sulla catena montuosa delle Alpi nel sud della Francia.
Alpine è figlia di passione e intuizione.
Non la potenza estrema o la forza bruta, ma la struttura leggera, la compattezza e l’agilità hanno reso le Alpine veloci e performanti nelle tappe dei rally e Jean Rédélé ha probabilmente trovato l’ispirazione, proprio con le mani sul volante e il piede sui pedali, per le strade tortuose e strette della sua regione. La leggerezza e la maneggevolezza delle Alpine hanno esaltato la guida dei piloti, colpendo al cuore gli spettatori nelle uscite in curva o negli stacchi da terra a tutta velocità e lasciato un segno indelebile, non solo nella memoria ma anche nei palmares delle competizioni.
Il Rally
L’arrivo della A110 nel mondo dei rally ha lanciato la carriera di piloti come Gérard Larrousse, che sembrava a un passo dalla vittoria nel Rallye Monte-Carlo già nel 1968, fino a quando non è stato sorpreso da un cumulo di neve depositata da alcuni spettatori. Ma è stata soprattutto la squadra dei “moschettieri” creata da Jacques Cheinisse, Direttore Sportivo del marchio, a catturare l’immaginazione del pubblico: l’acrobatico Jean-Luc Thérier, il perfezionista Bernard Darniche, l’affidabile Jean-Pierre Nicolas e il brillante Jean-Claude Andruet, hanno collezionato successi a ripetizione. La squadra dei piloti veniva continuamente rafforzata, e, con Ove Andersson, nel 1971 arrivava il primo successo allo storico Rallye di Monte-Carlo.
Quell’anno, nel Campionato Internazionale Rally Costruttori, fu un anno pieno di successi per Alpine. Jean-Claude Andruet ottenne il titolo francese nel 1968, Jean Vinatier gli successe nel 1969, ma l’ineffabile Jean-Claude riconquistò gli allori nel 1970, quando conquistava anche la Corona di Campione Europeo di Rally. Nel 1971 fu la volta di JeanPierre Nicolas, mentre Bernard Darniche prevalse nel 1972. Il quarto moschettiere, Jean-Luc Thérier, si aggiudica il campionato di Francia nel 1973.
Le vetture Alpine suscitavano emozioni, passione e a volte anche sorpresa; come nel 1974, quando fu un concorrente privato a prendere il testimone e a rivendicare gli allori di campione di Francia per due anni di seguito, nel 1974 e nel 1975. Si chiamava Jacques Henry, e preparava le sue auto in un piccolo garage a Lure! Dopo Henry, un’intera flotta di piloti privati ha guidato e trionfato in modo simile nelle berlinette di Alpine Renault nel corso di quegli anni magici. Famosi e meno famosi, sponsorizzati o semplici dilettanti, ma così tanti che forse nemmeno un libro basterebbe a raccontarli tutti.
Eccezionale, fu anche la stagione 1973, quando, nonostante un budget molto limitato rispetto ai suoi rivali, Alpine fu consacrata regina del Rally con la corona del Campionato del Mondo di Rally. La batteria di Alpine A110 ottenne un vero e proprio “Strike” entrando in cinque dei primi sei posti nell’impegnativo Rallye Monte-Carlo, monopolizzando il podio, con Andruet, Andersson e Nicolas. Il copilota di Jean-Claude Andruet, ‘Biche’, confessò di “non essere mai stato così veloce in un rally”.
Seguì una doppietta al Rally del Portogallo, per gentile concessione di Thérier e Nicolas, e poi la vittoria di Darniche al Rallye du Maroc, all’esordio sul percorso. Nella Grecia rocciosa e soleggiata, Thérier vinse il Rally dell’Acropoli e Thérier si impose a Sanremo, in Italia. Il fiore all’occhiello è arrivato in Corsica dove – come già nella prima prova del Campionato del Mondo Rally di Montecarlo – Alpine-Renault si aggiudicò le prime tre posizioni, Nicolas ha vinto davanti a Piot e Thérier. Nella classifica finale di quell’anno, Alpine-Renault distrusse gli avversari con un punteggio di 155 punti, davanti alla Fiat Abarth con 81 e alla Ford con 76.
Alpine, le corse nel sangue
Tutte le sue auto ne erano la prova, sia nel design che nelle prestazioni. Questa formidabile immagine si è naturalmente legittimata sulle gesta dell’auto nei rally, ma Alpine ha vinto anche con i prototipi nelle più grandi gare di endurance del mondo, tra cui la 24 Ore di Le Mans, l’evento più importante delle gare di auto sportive. Alpine ha trionfato anche nelle competizioni monoposto – la disciplina più impegnativa delle corse automobilistiche – e nel rallycross, una disciplina che richiede forza da tutti i punti di vista.
Nei prototipi, Alpine fece il suo debutto alla 24 Ore di Le Mans nel 1963 e dopo vari successi in alcune classi specifiche, il programma, venne fermato nel 1969 per essere rilanciato nel 1973 con il due litri, V6 A440, che raggiunse il suo coronamento con la storica vittoria assoluta di Jean-Pierre Jaussaud e Didier Pironi su una Renault A442-B Alpine nell’edizione 1978 della 24 Ore di Le Mans, compiendo 369 giri sul Circuito de la Sarthe, lungo otto miglia.
Alpine trionfa in tutte le discipline
Nel primo anno in cui il marchio fu ufficialmente impegnato nelle competizioni, Alpine conquistò il Campionato Francese di Formula 3 nel 1964 con il talentuoso Henri Grandsire. Nel 1971, Patrick Depailler divenne campione di Francia nella famosa Alpine A364 ‘Dinosaure’, seguita nel 1972 da Michel Leclère. Nello stesso anno, Alpine è stata anche incoronata campione costruttore F3 in Europa, davanti alle formidabili divise inglesi. Le Alpine brillarono anche in altre discipline. Nel rallycross, Jean Ragnotti, Bruno Saby e Jean-Pierre Beltoise conquistarono il titolo francese per tre anni consecutivi (rispettivamente 1977, 1978 e 1979), mentre l’austriaco Herbert Grünsteidl sollevò gli allori europei nel 1977. Nelle cronoscalate, invece, i successi furono per Jean Ortelli, Marcel Tarres e centinaia di altri piloti.
Dopo una storia di corse, emozioni e successi, la produzione di Alpine è cessata nel 1995. Nel giro di 40 anni sono state prodotte più di 30.000 Alpine per uso stradale, nonché oltre 100 monoposto e prototipi di auto da corsa.
Il rilancio
Ma la storia di Alpine non si ferma qui, il brand francese fondato nel 1955 risorge dalle sue ceneri di passione e sportività per iniziare il suo rilancio nel 2012. Sfruttando i decenni di successi come un nuovo trampolino di lancio, Alpine è tornata alla ribalta nel motorsport nel 2013. Il ritorno alle gare si è immediatamente rivelato un trionfo: il prototipo A40 della marca ha vinto il titolo European Le Mans Series già al primo tentativo e anche nel 2014 e verso la fine del 2019, la nuova A110 Rally segna il ritorno di Alpine nelle gare di rally.
Sviluppata in collaborazione con Signatech, partner di Alpine nel motorsport, la A110 Rally si aggiunge ai modelli da competizione A110 Cup e GT4 nel portafoglio motorsport di Alpine. Aspettando la ripartenza delle gare, il cuore Alpine continua a pulsare.