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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'accertamento di un numero sempre maggiore di casi di ESB nei Paesi vicini, a seguito </p><p>dell'adozione da parte di alcuni di essi del programma di sorveglianza attiva dell'ESB applicato </p><p>e sperimentato in Svizzera, non modifica sostanzialmente la situazione epizootica in Svizzera. </p><p>La via seguita sin dal 1990 per combattere questa epizoozia rimane la medesima. Le misure </p><p>adottate sono soggette a verifiche costanti e, all'occorrenza, vengono adattate alle nuove </p><p>conoscenze scientifiche.</p><p>In merito alle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1. I costi supplementari (ca. 300 fr./tonn.) per l'eliminazione degli scarti di carne che finora </p><p>venivano valorizzati (almeno 120'000 tonn. l'anno) ammontano a circa 36 milioni di franchi. </p><p>Questo importo comprende i costi relativi all'attuazione dell'eliminazione, ma non quelli </p><p>relativi ai controlli.</p><p>2. La quantità di materiale infettivo necessaria per il contagio dei bovini è così esigua che già </p><p>piccole impurità di meno di un grammo di materiale infettivo negli alimenti per animali </p><p>possono risultare pericolose. Gli accertamenti epidemiologici sui due animali in questione </p><p>sono ancora in corso e finora non hanno fornito risultati concludenti. Anche se, sulla base </p><p>delle conoscenze attuali, gli alimenti per animali rivestono un ruolo centrale, vengono prese </p><p>in considerazione anche altre possibili fonti d'infezione.</p><p>3. L'efficacia di una misura è rilevabile solo alla fine del periodo d'incubazione media dell'ESB, </p><p>ossia dopo circa cinque anni.</p><p>4. Secondo le conoscenze scientifiche attualmente disponibili, la salute dei consumatori è </p><p>protetta, dal 1990, attraverso l'eliminazione degli organi che possono essere portatori </p><p>dell'agente patogeno dell'ESB. Il divieto generale di foraggiamento con farine di origine </p><p>animale mira all'eradicazione dell'epizoozia.</p><p>5. Secondo le conoscenze scientifiche attuali la carne bovina è sicura. Con le misure adottate </p><p>sinora è stato fatto tutto il possibile per ridurre al minimo assoluto il rischio di infezione da </p><p>ESB. Attualmente non esiste un metodo che consenta di rilevare in modo affidabile </p><p>un'infezione da ESB in un animale che non presenta sintomi clinici della malattia. Il </p><p>Consiglio federale ritiene pertanto che lo svolgimento a tappeto dei test di rilevazione </p><p>dell'ESB non sia una misura adeguata per aumentare la protezione della salute dei </p><p>consumatori. Ciononostante, i venditori di carne sono liberi di far svolgere tali test per </p><p>infondere fiducia ai consumatori, anche se non va dimenticato che un risultato negativo del </p><p>test non permette di escludere un'infezione da ESB. </p><p>6. La presenza di quantità minime dell'agente patogeno dell'ESB nei vitelli non può essere </p><p>totalmente esclusa. Ammesso che ve ne siano, i prioni sono comunque presenti in quantità </p><p>così piccole da non poter essere rilevati. Inoltre, tutti i tentativi di trasmissione dell'ESB </p><p>realizzati con organi di vitelli di età inferiore ai sei mesi sono falliti. </p><p>7. La rilevazione dell'ESB mediante il test dipende dal numero di agenti patogeni nel cervello </p><p>dell'animale. Siccome il loro numero aumenta con la durata dell'infezione, il test attualmente </p><p>disponibile consente di rilevare un'infezione da ESB soltanto a partire dall'età di 30 mesi </p><p>circa.</p><p>8. I costi del test dell'ESB su tutti i bovini abbattuti di età superiore ai 30 mesi ammonterebbero </p><p>a circa 20 milioni di franchi l'anno, compresi i costi per l'attuazione del sistema.</p><p>9. Considerate le misure di sicurezza già adottate, test a tappeto con gli attuali metodi di </p><p>rilevazione non apporterebbero alcun contributo concreto all'aumento della protezione della </p><p>salute dei consumatori.</p><p>10. Visto che il numero dei casi di ESB in Svizzera è in continua diminuzione, l'attuale </p><p>inquietudine dei consumatori potrebbe spiegarsi principalmente con fatti verificatisi </p><p>all'estero. Allo stato attuale, il conseguente danno economico è difficilmente quantificabile.</p><p>11. Le misure prese dalla Svizzera sono state costantemente adattate nel corso degli ultimi </p><p>dieci anni alle conoscenze scientifiche più attuali. La regolamentazione adottata dall'UE per </p><p>una durata di sei mesi, intesa a escludere dalla macellazione tutti bovini di età superiore ai </p><p>30 mesi a meno che siano stati testati riguardo all'ESB, è una misura volta a tranquillizzare i </p><p>consumatori e ad alleggerire il mercato. Si tratta in ogni caso di una misura più psicologica </p><p>che sanitaria in quanto non è dimostrato che lo svolgimento a tappeto dei test oggi </p><p>disponibili possa aumentare la sicurezza dei consumatori. </p><p>12. Occorre ribadire che, attualmente, non esistono risultati scientifici in grado di mettere in </p><p>discussione la sicurezza della carne quale derrata alimentare. I prodotti a base di carne </p><p>importati non devono contenere organi a rischio e per garantire che questa condizione sia </p><p>soddisfatta essi vengono sottoposti a prove a caso. Il rischio connesso all'importazione di </p><p>animali vivi è minimo in quanto l'importazione di bovini è consentita unicamente da Paesi </p><p>nei quali vigono disposizioni altrettanto severe di quelle applicate in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.