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ASTANA - L'Osce con la sua capacità di mediazione e prevenzione di conflitti va rilanciata e l'uso della forza militare va respinto: sono i concetti espressi dal presidente russo Dimitri Medvedev nel suo intervento al vertice dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, il primo dopo quello di Istanbul del 1999.
Concetti che sono però apparsi contraddittori con la minaccia avanzata nelle stesse ore da Vladimir Putin di dispiegare "tecnologie nucleari" nel caso in cui Non venisse ratificato il trattato Start sul disarmo.
Medvedev ha anche fatto riferimento alla Georgia, il cui presidente Mikhail Saakashvili è presente allo stesso summit, una settimana dopo aver dichiarato di fronte al Parlamento europeo in plenaria a Strasburgo la rinuncia unilaterale della forza per risolvere la controversia con la stessa Russia sulla Ossezia del Sud.
"L'uso della forza militare, come hanno cercato di fare i dirigenti georgiani nell'Ossezia del sud nell'agosto 2008, è assolutamente inaccettabile" ha affermato Medvedev proponendo che si rafforzi il ruolo dell'Osce, della quale ha osservato "la reale perdita di potenziale". "Il suo compito più importante è quello di lavorare per trovare un metodo comune per la soluzione dei conflitti.
Abbiamo bisogno di un quadro legale più chiaro e di regole universali per utilizzare le risorse di questa organizzazione" ha aggiunto il presidente russo affermando che i metodi per la soluzione dei conflitti devono comprendere "la promozione del dialogo" e la garanzia del "rispetto dei diritti dei civili residenti nelle zone di guerra".
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