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La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale vuol far luce sulla procedura che ha indotto il Consiglio federale a scegliere il Gripen quale nuova velivolo da combattimento. Alla luce delle recenti accuse circa irregolarità sull'acquisto di questo caccia, la commissione ha affidato questo compito a una sottocommissione.
Quest'ultima deve chiarire tutte le questioni ancora aperte, riferendone alla commissione entro fine aprile-giugno. Essa potrà esaminare tutti i documenti necessari e invitare esperti interni ed esterni, ha indicato oggi Chantal Galladé (PS/ZH), precisando che la sottocommissione non è autorizzata a convocare qualcuno in modo perentorio. Galladé non ha voluto precisare se questo provvedimento fosse un atto di sfiducia nei confronti del governo.
Il mandato della sottocommissione è stato accolto all'unanimità. Vi è una grande necessità di informazione e la commissione deve seguire gli avvenimenti in maniera critica, ha aggiunto la sua presidente. L'obiettivo è di gestire l'acquisto dei nuovi velivoli con cognizione di causa. Galladé ha pure sottolineato la grande portata del dossier dal punto di vista finanziario e della politica di sicurezza.
La presidente ha aggiunto che finora i tre costruttori di velivoli - il gruppo svedese Saab per i Gripen, il francese Dassault (Rafale) e il consorzio europeo EADS (Eurofighter) - hanno ritenuto la procedura corretta. In novembre, il Consiglio federale si era pronunciato per l'acquisto di 22 aerei Gripen, ossia per l'offerta meno costosa (3,1 miliardi di franchi).
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