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BELLINZONA - Troppa fretta di ripartire. Unia punta il dito contro il Consiglio di Stato: la riapertura «senza deroghe» a partire dal 3 maggio non piace al sindacato, che accusa il governo cantonale di subire le pressioni dell'industria e del settore delle costruzioni.
In un comunicato odierno, Unia parla di «preoccupante passo indietro nella protezione dei lavoratori e della popolazione». Secondo il sindacato la "finestra di crisi" avrebbe dovuto essere difesa da Bellinzona, anche dopo il termine concesso da Berna. «Sorprende che il governo ticinese nella sua richiesta di deroghe alle disposizioni federali valide per la prossima settimana si sia affrettato a dire che sarà l’ultima».
Unia ricorda di essere stata «tra i primi a chiedere la chiusura delle attività economiche non essenziali». Le riaperture, si legge nel comunicato, «dovevano essere accompagnate da discussioni e analisi sul sistema di controllo». Il Consiglio di Stato avrebbe fatto un passo indietro «su pressione di Aiti e Ssic» rendendo «impossibile un sostegno da parte del sindacato».