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Hanno vinto per sé stessi, ma soprattutto per l’Ucraina. I Kalush, con il brano Stefania, sono riusciti in un doppio intento: trionfare all'Eurovision Song Contest (spinti dal televoto che li ha portati dal quarto posto delle giurie fino in vetta) e tenere alta l'attenzione sul loro Paese.
Davanti ai 200 milioni di spettatori, quelli che porta in dote la finale dell'Eurovision Song Contest, la band ucraina - data per favorita alla vigilia - ha fatto sentire la voce di una nazione martoriata.
Deludente il risultato della Svizzera che con Marius Bear e “Boys Do Cry” ha concluso solo al 17° posto, mentre Mahmood e Blanco non hanno bissato la vittoria italiana di un anno fa dei Maneskin e sono giunti sesti. Dietro all’Ucraina si sono classificati nell’ordine il Regno Unito con Sam Ryder e la Spagna con Chanel.
"Questa vittoria è per tutti gli ucraini. Slava Ukraini!", ha urlato il cantante Oleh Psjuk subito dopo l'annuncio della vittoria. "Per favore aiutate l'Ucraina e Mariupol, aiutate l’Azovstal, ora", aveva detto alla fine dell'esibizione - accolta dall'ovazione del pubblico -, rischiando anche la squalifica dato che il regolamento della manifestazione non accetta messaggi politici sul palco. Poco prima dell'inizio della lunga serata anche il presidente Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio su Telegram, aveva invitato l'Europa a votare per l'Ucraina.
Kalush Orchestra con “Stefania”. Il mix tra folk e rap del gruppo ucraino con “Stefania”. Una performance di grande impatto, con l’omaggio ai colori della bandiera ucraina. Emozione e tanti applausi