Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/114656

<h2>SubmittedText<h2><p>Lo stoccaggio a lungo termine delle scorie radioattive è disciplinato nella legge sull'energia nucleare. Attualmente, è in corso la prima tappa della procedura di selezione dei siti definita nel piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi. Le decisioni in materia di localizzazione e il rilascio dell'autorizzazione di massima per un deposito in strati geologici profondi sono soggette a referendum facoltativo. </p><p>Già oggi appare evidente che i depositi in strati geologici non sono ben visti dalla popolazione e dalle regioni interessate. In tutti i siti proposti, i movimenti di opposizione si stanno organizzando. Quasi tutti i cantoni interessati (Zurigo non si è ancora espresso) dicono no, nel quadro della prima tappa, a un deposito di questo genere sul loro territorio.</p><p>Ciò significa che una regione e un cantone dovranno essere obbligati, contro la loro volontà, ad ospitare un deposito per scorie radioattive.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera possiede scorie radioattive. Esse derivano in massima parte dai processi di produzione di energia elettrica delle centrali nucleari svizzere, ma anche da applicazioni mediche, industriali e dalla ricerca. La legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu, RS 732.1) disciplina lo smaltimento delle scorie radioattive. In particolare, stabilisce il principio di causalità e il principio che lo smaltimento deve avvenire fondamentalmente in Svizzera secondo la modalità dello stoccaggio in strati geologici stabili idonei (depositi in strati geologici profondi). Sempre secondo la LENu, l'obiettivo prioritario dello smaltimento delle scorie radioattive è la protezione duratura dell'uomo e dell'ambiente. Le esperienze del passato hanno dimostrato che la definizione dei siti ove realizzare i depositi in strati geologici profondi è un processo difficile. Per questa ragione, con un lavoro durato molti anni, è stata elaborata, insieme a tutti i principali soggetti coinvolti, e in particolare i cantoni, la parte concettuale del piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi. Tale documento definisce una procedura di selezione trasparente, fissa criteri, passi procedurali e disciplina la collaborazione della Confederazione con i cantoni, i Paesi limitrofi ecc.</p><p>Il 2 aprile 2008, il Consiglio federale ha approvato la parte concettuale del piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi, dando avvio alla sua attuazione. Nel novembre 2008, la NAGRA (Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive) ha presentato una serie di proposte di aree geologiche di ubicazione. In seguito a ciò, diversi cantoni e regioni si sono trovati a essere direttamente coinvolti. Sia i cantoni che le regioni di ubicazione si sono impegnati a partecipare in modo critico ma costruttivo alla procedura. Sono presenti nei diversi organi (comitato dei cantoni, gruppo di lavoro per la pianificazione del territorio, forum tecnico sulla sicurezza) istituiti per promuovere la collaborazione fra Confederazione, cantoni interessati, Paesi limitrofi e regioni nell'ambito della procedura del piano settoriale. Insieme all'Ufficio federale dell'energia (UFE) e ai cantoni, i rappresentanti delle autorità delle regioni di ubicazione hanno iniziato a lavorare alla costituzione della partecipazione regionale.</p><p>Il Consiglio federale risponde come segue alle due domande:</p><p>1./2. L'autorizzazione di massima per un deposito in strati geologici profondi viene rilasciata dal Consiglio federale e deve essere approvata dal Parlamento. La LENu esclude autorizzazioni di portata cantonale e comunale, tenendo quindi conto del fatto che lo smaltimento delle scorie radioattive è un compito di carattere nazionale. Si può presumere che, quando sarà il momento, sarà lanciato un referendum contro il rilascio dell'autorizzazione di massima per un deposito in strati geologici profondi e che il corpo elettorale svizzero sarà chiamato a decidere su un sito. Con il piano settoriale, si è deciso di seguire una procedura di selezione dei siti trasparente e orientata alla sicurezza. Scopo di questo processo a tappe, che durerà più di un decennio, è identificare, con la partecipazione dei cantoni e delle regioni interessate, siti che non solo garantiscano la sicurezza, ma che siano anche accettati dalla popolazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.