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Il procuratore speciale Mueller non ha trovato nessuna prova di collusione tra il presidente americano Trump e la Russia.
Lo rivelano i media statunitensi citando una lettera inviata dal ministro della Giustizia William Barr al Congresso nell'abito delle indagini sul Russiagate. Nel suo rapporto, il consigliere speciale afferma che mentre non si arriva alla conclusione che il presidente ha commesso un reato, neanche lo esonera dall'accusa di ostruzione alla giustizia.
Entrando nel dettaglio nella lettera di Barr si legge: "Il procuratore speciale non ha rinvenuto che la campagna di Trump, o qualcuno associato con questa, abbia cospirato o si sia coordinato con il governo russo nei suoi sforzi, nonostante le varie offerte giunte da individui affiliati con la Russia per assistere la campagna di Trump".
Potrebbe quindi essere la fine di una vicenda che ha dominato l'attualità americana sin dall'elezione di Trump. Istituito nel maggio 2017 dopo il licenziamento del ex capo del FBI James Comey, il Consiglio straordinario diretto da Mueller doveva appurare i sospetti secondo cui il governo russo avrebbe in qualche modo collaborato con Trump o membri della sua campagna.
Ma nonostante i sospetti e una miriade di teorie e ipotesi rivelatesi quasi sempre dei buchi nell'acqua, in nessun modo si è riuscito a dimostrare le accuse. Il presidente e i suoi sostenitori hanno sempre parlato di una "caccia alle streghe" a causa della fumosità delle accuse e degli indizi. Potrebbe quindi essere la fine di un periodo durato due anni che ha condizionato non solo l'attualità americana ma anche i rapporti tra Russia e Stati Uniti.