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Dalla sua introduzione, a inizio 2021, ammonta a 153 milioni di franchi la spesa di cui dovranno farsi carico le indennità per perdita di guadagno
In Svizzera, circa il 70% dei neo-papà ha approfittato del congedo paternità di due settimane dalla sua introduzione, a inizio 2021. Per l’intero scorso anno, ciò rappresenta 61’400 indennità di paternità.
Lo indica oggil’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas), precisando che anche i padri residenti all’estero hanno diritto all’indennità. Tuttavia questi non sono stati inclusi nella statistica. Stando alle prime estrapolazioni dell’Ufas, si tratta di 3’900 indennità supplementari.
Le indennità per perdita di guadagno (Ipg), che finanziano il congedo paternità, dovrebbero versare un ammontare di 153 milioni di franchi per il 2021. Ma – precisa ancora l’ufficio federale – le cifre definitive saranno disponibili soltanto nel mese di marzo 2023.
Il diritto all’indennità di paternità inizia il giorno della nascita del figlio e si estingue quando il padre ha riscosso tutte le 14 indennità giornaliere, ma al più tardi sei mesi dopo la nascita.
Oltre un terzo degli uomini, il cui bambino è nato nel primo trimestre del 2021, si sono avvalsi del congedo paternità in modo scaglionato, con blocchi di una settimana o prendendo giorni isolati.
Stando alle stime dell’Ufas, tra il 5% e il 15% delle nascite non dà diritto a un’indennità. I padri devono infatti soddisfare due condizioni: aver riconosciuto il loro bambino ed esercitare un’attività lucrativa.
In circa il 10% dei casi, il padre riconosce il proprio figlio soltanto dopo la nascita. In un quarto dei casi, la firma dell’atto di riconoscimento avviene soltanto sei mesi dopo il parto, o persino più tardi. In questi ultimi casi, il diritto all’indennità decade.