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La campagna per la votazione del 3 marzo sull'adesione all'ONU entra nella dirittura finale. Venerdì sera i due campi erano alla popolare "Arena" della televisione.
A sentire Christoph Blocher, l'Arena della televisione svizzero tedesca di venerdì è stata decisiva per la bocciatura dell'adesione all'ONU. "Questa sera abbiamo vinto", ha detto il tribuno dell'UDC a swissinfo subito dopo la fine della trasmissione. "Siamo riusciti ad argomentare efficacemente e se qualcuno esitava ancora, a questo punto non può più avere dubbi!".
Di tutt'altro parere il ministro degli esteri Joseph Deiss, che si è detto deluso: per lui il dibattito nello studio di Zurigo non è riuscito a decollare, "le argomentazioni degli avversari girano in tondo, continuano a parlare degli stessi temi senza riuscire a convincere."
Tra il pubblico invitato ad assistere alla trasmissione si notava una certa prudenza, perché si è consci che tra la popolazione la frangia di indecisi è ancora elevata e il risultato finale, soprattutto per quanto riguarda la maggioranza dei cantoni, potrebbe essere serratissimo.
Arena, una trasmissione che può essere strategica
Difficile dunque dire se questa Arena svolgerà un ruolo decisivo, come lo ha svolto certamente in altre occasioni, ad esempio quando fu accettata l'iniziativa delle Alpi, nel 1994. Allora, il consigliere federale Adolf Ogi fu messo in difficoltà dai suoi contradditori. Il suo intervento maldestro contribuì alla memorabile sconfitta del governo.
Bisogna dire che l'Arena di venerdì partiva zoppa per le polemiche dei giorni scorsi, con il sorprendente licenziamento del caporedattore Filippo Leutenegger, la star che avrebbe dovuto condurre questo dibattito. Partito Leutenegger, i dirigenti della televisione hanno optato per un'Arena meno "circense", evitando di opporre due sole personalità, ma invitando un gruppo di quattro rappresentanti per ciascuno dei due campi. Questa scelta ha contribuito a smorzare la tensione. A tratti, i nervi dei partecipanti erano comunque molto tesi.
Argomenti conosciuti
Nessuna sorpresa per quanto riguarda gli argomenti sollevati. La neutralità l'ha fatta da padrona: di fronte alle paure degli avversari, Jospeh Deiss ha insistito sul fatto che non c'è incompatibilità fra adesione e neutralità e ha ricordato le garanzie offerte dallo stesso segretario generale dell'ONU Kofi Annan.
Tra il pubblico c'è anche chi ha cercato di insinuare un nesso tra l'adesione all'ONU e una successiva adesione all'Unione europea e alla Nato, però l'argomento non ha fatto presa.
Ma non tutti riescono a prendere la parola e sulla gradinata dello studio dove si svolge Arena bisogna sapere scegliere il proprio posto. "Ma questo non basta ancora, ci confida una partecipante venuta in rappresentanza dell'Alleanza delle società femminili svizzere. Io mi sono vestita di rosso e così ho attirato l'attenzione del moderatore, che mi ha porto il microfono."
Delusa invece un'altra sostenitrice proveniente da Glarona, che figura tra i cantoni il cui posizionamento è ancora molto incerto: il suo vestito è molto elegante, ma di un colore troppo discreto, così non ha potuto esprimersi. Arena è fatta anche di queste piccole cose.
Mariano Masserini, Zurigo