Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/180681

<h2>SubmittedText<h2><p>La politica della Confederazione in materia di acquisti prevede la definizione di cataloghi di prodotti standardizzati ai quali le unità amministrative avrebbero l'obbligo di ricorrere per coprire il proprio fabbisogno. Le unità amministrative dell'Amministrazione federale sarebbero quindi tenute a coprire il proprio fabbisogno, ad esempio di mobili per ufficio, utilizzando un catalogo di prodotti standardizzati definito dall'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica.</p><p>Concepito allo scopo di coprire il fabbisogno dell'insieme dell'Amministrazione federale per diversi anni, questo catalogo sarebbe stato oggetto di un bando al quale le imprese regionali non avrebbero potuto partecipare non avendo le dimensioni sufficienti per soddisfare la richiesta formulata nel bando. Di conseguenza, le imprese regionali sono escluse dal mercato quando si tratta di coprire il fabbisogno di una determinata unità ubicata nella loro regione, anche quando sarebbero in grado di proporre prodotti simili a prezzi equivalenti.</p><p>Questa politica determina una concentrazione degli acquisti nelle mani di alcuni grandi fornitori, a discapito delle piccole e medie imprese.</p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Per quali settori vengono definiti cataloghi di prodotti standardizzati?</p><p>2. I cataloghi di prodotti standardizzati consentono sempre di raggiungere l'obiettivo di ottimizzazione a lungo termine del rapporto costi-benefici di cui all'articolo 2 dell'ordinanza sulla gestione immobiliare e la logistica della Confederazione?</p><p>3. Il Consiglio federale ha già valutato le conseguenze dell'utilizzo di questi cataloghi? In particolare, in quale misura questa prassi innesca effetti negativi sulle imprese regionali, sull'occupazione e a livello fiscale?</p><p>4. Il Consiglio federale intende intervenire per aumentare sensibilmente le opportunità delle imprese regionali di partecipare alla politica della Confederazione in materia di acquisti? In caso affermativo, in che modo e secondo quali scadenze?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano un elemento essenziale della nostra economia. Pertanto, la Confederazione sostiene con diversi provvedimenti le richieste delle PMI nell'ambito degli acquisti pubblici (cfr. al riguardo il parere dettagliato sulla mozione de Buman 13.3235). L'economicità dell'offerta, che in linea di principio deve essere determinata in condizioni di concorrenza e sulla base di criteri di aggiudicazione e d'idoneità trasparenti, rimane tuttavia il fattore determinante per l'aggiudicazione delle commesse pubbliche. L'economicità è garantita in particolare attraverso la concentrazione degli acquisti (cfr. art. 2 cpv. 2 dell'ordinanza concernente l'organizzazione degli acquisti pubblici dell'Amministrazione federale; RS 172.056.15). Il diritto in materia di acquisti pubblici non lascia pertanto alcun margine per il perseguimento di obiettivi di politica regionale o strutturale (cfr. mozione Müri 17.3571, interpellanza Pantani 14.4142, mozione Pardini 11.3853, interpellanza Robbiani 04.3714 e interpellanza Müri 16.3898).</p><p>Tale margine sembra persino inutile, dato che le PMI sono in grado di reagire in maniera flessibile di fronte a esigenze elevate. Si può osservare questa tendenza ad esempio nel settore del mobilio, dove le esigenze logistiche sono particolarmente elevate: solo un sistema di rotazione che permette di riutilizzare i mobili esistenti garantisce la massima economicità lungo l'intero ciclo di vita dei mobili. Le PMI sono avvantaggiate rispetto ai grandi fornitori per via delle loro conoscenze in materia di produzione e per la loro flessibilità. Questo si evince dal fatto che il 70 per cento dei mobili ordinati dall'apposito catalogo viene fornito da PMI. Inoltre, i nuovi mobili devono essere identici ai precedenti. La fornitura di prodotti simili ma non identici da parte di imprese regionali comporterebbe un aumento dei prezzi. Le PMI che riescono a commercializzare con successo i loro prodotti hanno invece spesso la possibilità di fornirli a tutta l'Amministrazione federale, anche al di fuori della loro regione.</p><p>Riguardo alle singole domande:</p><p>1. L'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) gestisce i cataloghi seguenti: materiale per ufficio, materiale di consumo per EED, burotica, assortimento di prodotti informatici, mobilio, materiale per il servizio di portineria, pubblicazioni federali e stampati per l'ufficio disponibili in magazzino.</p><p>- L'influsso sui costi unitari è calcolato periodicamente. Ad esempio, nel 2017 sono state ottenute le seguenti riduzioni dei prezzi rispetto a quelli di mercato: materiale per ufficio 57 per cento, burotica 63 per cento, mobilio 50 per cento, pubblicazioni 15 per cento.</p><p>2. Come indicato nella risposta alla domanda 2, grazie al catalogo di prodotti è stato possibile ottenere importanti riduzioni dei prezzi. La Confederazione non può intervenire contro eventuali ripercussioni negative per le imprese regionali. Infatti, un criterio di aggiudicazione orientato alle esigenze strutturali delle imprese regionali violerebbe il principio della parità di trattamento di tutti gli offerenti (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. a, art. 4 lett. b legge federale sugli acquisti pubblici; RS 172.056.1).</p><p>3. Tenuto conto dell'alta percentuale di commesse aggiudicate alle PMI nell'ambito degli acquisti tramite catalogo, il Consiglio federale non ravvisa la necessità di intervenire.</p>  Risposta del Consiglio federale.