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La coalizione guidata dal primo ministro armeno uscente Nikol Pashinyan ha trionfato alle elezioni legislative di ieri, domenica. Il dirigente riformista ha voluto anticipare le elezioni legislative con il doppio scopo di rafforzare il suo potere a pochi mesi dall’arrivo alla guida del Paese e per sostenere il suo programma anti corruzione.
Il blocco diretto da Pashinyan, il Contratto Civile, ha ottenuto, secondo i dati della Commissione elettorale a spoglio praticamente concluso, il 70,45% dei suffragi. Al secondo posto il gruppo Armenia Prospera che si ferma però solo all’8,37% dei voti. Secondo la legge armena, per potere accedere al Parlamento e alla distribuzione dei suoi 101 seggi a un partito serve almeno il 5% dei voti, a una coalizione il 7.
Pashinyan, 43enne ex giornalista, è arrivato al potere lo scorso mese di maggio sull’onda di manifestazioni di piazza contro il Governo allora in carica da oltre un decennio. Non avendo il controllo del Parlamento ancora in mano al Partito Repubblicano dell’ex presidente Sergei Sarkissian, Pashinyan è riuscito, con un’abile manovra politica, ad annunciare le sue dimissioni facendo in modo che non venisse nominato il suo successore: un pretesto per sciogliere il Parlamento e procedere con le elezioni anticipate.
Nei giorni scorsi Matteo Tacconi ha seguito per noi la campagna elettorale: