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Migliaia di persone hanno marciato anche oggi in corteo verso il Parlamento della Grecia, ad Atene, continuando a manifestare il loro dissenso contro le misure di austerity, all'indomani del rimpasto di governo disposto dal premier George Papandreu.
Circa 5000 militanti del gruppo comunista Pame hanno protestato nella centralissima piazza Syntagma, teatro di violenti scontri il 15 giugno. "I tagli ci stanno uccidendo", si legge su uno degli striscioni esposti dai manifestanti.
Le proteste di oggi dimostrano che l'opinione pubblica non ha cambiato idea sui tagli, decisi dal governo per poter accedere ai nuovi finanziamenti dell'Ue e dell'Fmi nel quadro delle procedure di salvataggio dell'economia del Paese, finito nella morsa della crisi finanziaria. Ieri Papandreu ha sostituto, fra l'altro, il contestatissimo ministro delle Finanze, George Papacostantinou, autore di un primo piano di tagli - per ottenere 110 miliardi di euro nel 2010 - con Evangelos Venizelos, ex ministro della Difesa.
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