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Due pallavolisti australiani danno spettacolo in Svizzera
La compagine maschile della Volley Top Luzern si affida alle donne: Lauren Bertolacci allena, come unica donna, una squadra di LNA. Essa proviene dall’Australia così come il suo pupillo Gerrard Lipscombe. Indoor Sports ha incontrato i due australiani per un’intervista, accompagnati da un coala e un boomerang.
«Ma quanto sei carino!», esclama Lauren Bertolacci e stringe a sé il piccolo coala. L’australiana si innamora al volo del tenero peluche. «Gli animali in carne ed ossa possono graffiare mica male: sì, possono proprio fare male.» Gerrard Lipscombe, anche lui australiano aggiunge «i coala non fanno una brutta vita, dormono 17 ore al giorno.» Nel momento in cui la 31enne allenatrice della Volley Top Luzern tiene tra le mani il secondo accessorio per lo shooting fotografico racconta: «il boomerang mi ricorda l’Ayers Rock.» Lipscombe invece non pensa alla vetta più conosciuta dell’Australia; no, il 23enne schiacciatore laterale della quarta forza del campionato di LNA si ricorda della sua infanzia: «la prima volta che ho lanciato un boomerang si è incagliato in un albero.» Scoppia una risata. I due australiani se la spassano e si divertono durante l’incontro con Indoor Sports nel World Café del KKL.
Processo di maturazione
Da tre anni a Lucerna, Lauren Bertolacci svolge un’eccellente lavoro. Nel corso di 4 stagioni l’australiana – che ha disputato 93 partite con la nazionale – è riuscita plasmare la Volley Top Luzern e issarla ai vertici del campionato svizzero. Quando nel 2013 la giovane pallavolista ha accettato l’offerta di diventare allenatrice della squadra maschile, i lucernesi giocavano ancora in LNB. Nel 2015 è seguita la promozione nel massimo campionato e, un anno dopo, la squadra compete già ai vertici nella massima lega. Durante il campionato in corso la squadra della Svizzera centrale ha sorpreso e stupito gli esperti e la concorrenza con le vittorie contro la finalista dei playoff Lausanne UC (3:2) e i pluricampioni del Näfels (3:1). Bertolacci però la vede diversamente: «già la scorsa stagione siamo riusciti a vincere praticamente contro tutte le squadre almeno una volta, e questo in qualità di neopromossi. Nel frattempo i giocatori sono maturati e si sono abituati al livello più alto». Questo è frutto di allenamenti duri e costanti così come di alcuni acquisti che hanno rafforzato la squadra, sostiene Bertolacci, il cui contratto scade al termine della stagione 2017/2018.
Nessuno vuole fare il giro di punizione
Bertolacci, la cui carriera di giocatrice presso la Volley Top Luzern si è conclusa un anno fa a causa di problemi alle ginocchia, si è fatta subito rispettare nel settore maschile della società. Il modo di fare nella squadra di LNA non è diverso rispetto a quello nella nazionale femminile australiana che lei frequenta durante l’estate, confida Bertolacci. L’assistente dell’allenatrice Shannon Winzer ha definito alcune regole di comportamento molto semplici: «pretendo che ci rispettiamo vicendevolmente e ascoltiamo quando qualcuno dice qualcosa». La giovane allenatrice – che ha studiato scienze del movimento ed è personal trainer diplomata – chiede ai suoi pupilli di spingersi ai limiti durante ogni allenamento. «Voglio che i giocatori non lascino perdere nessun pallone. Un team che non si arrende è difficile da battere. Se un giocatore non si impegna a fondo deve correre un giro di punizione». Questo però non capita praticamente mai, racconta sorridendo «il mister».
Quest’anno la Volley Top Luzern è molto forte mentalmente – diverse partite tirate sono state risolte a favore dei lucernesi. Durante gli allenamenti Bertolacci crea situazioni di stress. Lei vuole mettere i giocatori sotto pressione, ad esempio simulando un risultato parziale di 22:22 e pretendendo di vincere il set. L’ex giocatrice di Düdingen e Lucerna inietta ai giocatori alte dosi di autostima: «Cerco di far capire loro che è possibile vincere contro qualunque avversario, indipendentemente da quello che dicono gli altri». L’australiana è ben cosciente che la concorrenza non resta a guardare, per questo la Volley Top Luzern deve migliorare continuamente: «abbiamo vinto molte partite solo con un vantaggio minimo».
Offerta via facebook
Bertolacci è convinta che i giocatori la percepiscano come coach e non come donna o uomo. Di tanto in tanto capita di sentire commenti sessisti che giungono dagli spalti, ma non ci fa caso. «Lauren ha le medesime aspettative che ho io; vuole che sfruttiamo ogni occasione durante gli allenamenti per migliorare» dice Gerrard Lipscombe. Che venga allenato da una donna per lui non è niente di particolare. «Era così anche quando militavo nelle giovanili in Australia» racconta l’ex giocatore delle nazionali giovanili che negli ultimi quattro anni ha giocato nella Lega US-College (NCAA) per la Gran Canyon University ed è stato il topscorer della scorsa stagione. Bertolacci è cresciuta, come Lipscombe, a Melbourne. I due si conoscono da molti anni. La caposquadra lucernese ha contattato il suo pupillo lo scorso gennaio attraverso facebook. «È sempre stato un mio sogno quello di sottoscrivere un contratto da professionista» ci confida Lipscombe, che ha concluso un Bachelor in psicologia e che è l’unico straniero tra i ranghi della Volley Top Luzern.
La Champions League stuzzica
Lauren Bertolacci vorrebbe trovare un posto tra le grandi in Europa. La Champions League la stuzzica non poco. «In Australia non si gioca la pallavolo a livello professionistico. Non potrei guadagnarmi da vivere come allenatrice» dice Bertolacci, i cui nonni negli anni ‘50 sono emigrati dall’Italia in Australia. Quel che manca all’italo-australiana del suo paese d’origine sono: «le temperature calde. Non riuscirò mai ad abituarmi al freddo qui in Svizzera». Il Natale lo trascorrerà nella cerchia dei suoi amici australiani a Lucerna. La sua amica ed ex compagna di squadra Jasmin Bieri ha vissuto quasi 8 anni in Australia. Nel frattempo conosce diversi australiani che vivono in Svizzera. Bieri farà dunque di tutto affinché Bertolacci si senta come a casa propria a Melbourne, malgrado i 16'381 chilometri di distanza. Bertolacci sa già cosa chiedere a Gesù bambino: «tanti punti e classificarsi nei top 3».
Dal canto suo, Gerrard Lipscombe trascorrerà le feste a Praga, nella patria di sua madre. Lei è ceca. Dopo l’invasione delle truppe sovietiche ha lasciato il suo paese e si è trasferita da suo fratello in Australia. Lì ha conosciuto il padre di Lipscombe. «Mi godrò le mie vacanze senza pallavolo a Praga e mi libererò la mente» dice il ceco-australiano. Il 27 dicembre Lipscombe tornerà: come un boomerang, se lanciato correttamente.