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Nigel Farage lascia l'Ukip, il partito euroscettico da lui stesso portato al successo negli anni scorsi, ma ormai quasi azzerato elettoralmente dalle divisioni interne e dall'incapacità di darsi una nuova ragione sociale dopo la vittoria nel referendum sulla Brexit.
Lo annuncia lui stesso con "il cuore pesante", in polemica con la decisione del nuovo leader Gerard Batten di arruolare come consulente l'attivista d'ultradestra e pregiudicato Tommy Robinson.
Farage, apertamente ostile all'accordo di divorzio dall'Ue sottoscritto con Bruxelles da Theresa May e da lui considerato alla stregua di un tradimento del referendum, spiega tuttavia che il suo non è un ritiro dalle scene.
"Nella politica britannica - scrive sul Daily Telegraph in edicola domani - ci sono spazi enormi per un partito della Brexit, ma a riempirlo non sarà l'Ukip" .