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La Svizzera e l'Unione europea (Ue) hanno avviato oggi a Berna i negoziati in vista di un accordo quadro sulle questioni istituzionali. Le due parti cercheranno in particolare un'intesa su un meccanismo comune di adozione del diritto europeo.
Le questioni istituzionali riguardano l'accordo per l'accesso reciproco ai relativi mercati e comprendono quattro punti, ricorda un comunicato diffuso dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE): l'ulteriore sviluppo del diritto sancito nelle intese bilaterali, la sorveglianza e l'interpretazione di tali accordi e il regolamento delle controversie.
L'obiettivo è che nello spazio giuridico comune creato dai trattati bilaterali vigano regole quanto più possibile unitarie che siano applicabili e interpretabili in modo altrettanto omogeneo.
I negoziati si annunciano difficili. Il voto popolare svizzero del 9 febbraio a favore del contingentamento dei lavoratori stranieri e i cambiamenti che si profilano a Bruxelles a causa delle elezioni europee di questa domenica non contribuiscono ad accelerare il processo.
Il DFAE ha rifiutato di fornire la minima informazione sul contenuto della prima seduta di negoziati, che proseguiranno nelle prossime settimane. Le parti in dialogo non comunicheranno nulla sull'evoluzione delle trattative.
Mentre il Consiglio federale dispone già da dicembre di un mandato negoziale, la Commissione europea, che tratterà con Berna a nome dell'Ue, ha dovuto attendere più tempo prima di ottenere il via libera. Pochi giorni dopo il "sì" popolare all'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa", i Ventotto avevano infatti ritirato la concessione del mandato dalla loro agenda politica.
L'impegno assunto dal Consiglio federale di rispettare la libera circolazione delle persone con la Croazia, senza tuttavia firmare il relativo protocollo, ha permesso di sbloccare la situazione. Il Comitato dei rappresentanti permanenti dei 28 Stati membri ha in seguito accelerato la procedura e una decisione ufficiale è stata presa pochi giorni dopo dai ministri degli esteri dell'Ue.
I negoziati saranno condotti da Gianluca Grippa, del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), per quanto riguarda l'UE, e da Henri Gétaz, della Direzione degli affari europei del Dipartimento federale degli affari esteri, per la Svizzera.
Con i negoziati per un accordo sulle questioni istituzionali il Consiglio federale continua a perseguire la sua strategia di portare avanti e armonizzare nella loro totalità le trattative, attuali e future, su vari dossier di politica europea per ottenere il migliore risultato possibile per la Svizzera, scrive il DFAE.
Una volta conclusi i negoziati sulle questioni istituzionali, il governo ne sottoporrà il risultato per consultazione alle Commissioni della politica estera, ai partiti, ai Cantoni e alle parti sociali ed economiche. Poi toccherà a parlamento e popolo esprimersi.
SDA-ATS