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Il WWF chiede d'introdurre un'imposta sui biglietti d'aereo per proteggere il clima. È ora che la Svizzera si adegui a quanto già fanno i Paesi vicini, scrive oggi l'organizzazione ambientalista in una nota.
Il settore dell'aviazione è uno dei principali responsabili del cambiamento climatico e in Svizzera lo Stato "sovvenziona questo danno ambientale con numerosi privilegi fiscali: il traffico aereo non paga né l'IVA né la tassa sul CO2 e nemmeno l'imposta sugli oli minerali".
Il WWF chiede quindi l'applicazione di un'imposta sui biglietti aerei, come già fanno tutti i Paesi limitrofi. L'organizzazione propone una tassa di almeno 20 franchi per i voli a corto raggio (fino a 2500 km), di almeno 50 franchi per quelli a medio raggio e di 100 franchi per quelli a lungo raggio (oltre i 6000 km). Questi importi andrebbero inoltre raddoppiati per la Business Class.
I fondi raccolti potranno essere restituiti alla popolazione o venire utilizzati per il contributo che la Svizzera è tenuta a pagare per la protezione del clima globale nei Paesi in via di sviluppo, scrive ancora il WWF.
Patrick Hofstetter, responsabile per il settore clima ed energia del WWF, è convinto che "l’inquinamento ambientale causato dal traffico aereo ci costerà caro. È giunto il momento che la collettività non si assuma più queste spese ma passi alla cassa chi lo causa".
SDA-ATS