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Oscar Pistorius è uscito dal carcere e ora finirà di scontare la pena per l'omicidio della fidanzata ai domiciliari.
A poco più di due anni e mezzo da quel giorno di San Valentino del 2013 in cui uccise la compagna Reeva Steenkamp: per errore secondo la tesi difensiva e la sentenza di primo grado; deliberatamente secondo l'accusa e i familiari della ragazza, trascorrerà il resto della sua condanna a casa.
Pistorius, in carcere da circa un anno, si ritrova comunque sulle spalle una sentenza mite: 5 anni per un omicidio derubricato non senza polemiche come "colposo" in prima battuta. Ma la vicenda processuale è tutt'altro che conclusa.
Il via libera ai domiciliari è arrivato qualche giorno fa. Ma già il 3 novembre è previsto l'avvio del processo d'appello in cui l'atleta sudafricano - divenuto famoso per essere riuscito a rompere le barriere della disabilità e a competere ai massimi livelli, lui, senza gambe e con le protesi, anche contro avversari 'normali' - rischia un rovesciamento delle conclusioni processuali e una condanna ben più pesante rispetto a quella che sta scontando attualmente.
I domiciliari intanto sono scattati quasi automaticamente. Il Parole Review Board, l'organismo che in Sudafrica decide sulle scarcerazioni anticipate e la condizionale, ha dato corso al beneficio della custodia domiciliare alla decorrenza del decimo mese di detenzione: pari, come previsto dalla legge locale, a un sesto della pena di cinque anni. Inizialmente la scadenza era stata indicata per il 21 agosto, ma due giorni prima il ministro della Giustizia, Michael Masutha, bloccò il provvedimento come "prematuro, con la motivazione che quando era stato accordato a giugno i mesi di pena trascorsi erano appena otto e il termine di un minimo di un sesto non era dunque rispettato. Ora però non ci sono più dubbi e Pistorius ha lasciato la cella.
I mesi che vi ha trascorso non sono comunque "abbastanza" per i familiari di Reeva, come ha sottolineato il loro legale nei giorni scorsi. Aggiungendo del resto che i genitori ormai se l'aspettavano - pur considerando ingiusto questo epilogo parziale - e che in ogni caso nulla potrà restituire loro quella figlia, bella e bionda, trovata morta in un lago di sangue il 14 febbraio 2013 nella villa in cui conviveva con l'irrequieto Oscar e con il suo piccolo arsenale di armi.
L'uscita di prigione non rappresenta tuttavia l'ultima parola nella vicenda. Pistorius dovrà affrontare l'appello a partire dal 3 novembre, dopo che l'accusa ha chiesto e ottenuto una revisione dell'esito del primo processo. E se questa volta si riuscirà a far valere la tesi dell'omicidio volontario, per l'ex campione 'bionico' che aveva fatto sognare il Sudafrica e il mondo le porte del carcere potrebbero riaprirsi in fretta: per un minimo di 15 anni. Per ora starà a casa dello zio. Lo ha spiegato l'avvocato dell'atleta, Brian Webber, che ha confermato alla NBC News il rilascio avvenuto ieri.