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BERNA - Ci sono malati Covid-19 che presentano sintomi, anche gravi. Altri che invece contraggono il virus, ma non se ne rendono nemmeno conto. Per questo motivo paesi come l'Austria, la Germania e la Gran Bretagna stanno pianificando l'utilizzo a tappeto di test per l'identificazione degli anticorpi. E in questa direzione sta andando anche la Svizzera.
Una scelta che per molti potrebbe rappresentare una speranza. In quanto - questa è l'idea di fondo - le persone positive agli anticorpi del nuovo coronavirus potrebbero verosimilmente riprendere a intrattenere dei contatti sociali e tornare al lavoro. E nell'assistenza di pazienti Covid-19, non dovrebbero temere un contagio.
In Svizzera i primi test potrebbero essere effettuati già nel corso della prossima settimana, come ha detto sabato Daniel Koch dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Secondo il Tages Anzeiger, dei kit per l'esecuzione delle analisi in questione starebbero arrivando nei laboratori elvetici.
Si tratta d'individuare le immunoglobuline G e A. «Chi presenta questi due anticorpi, molto probabilmente è immune e potrebbe tornare a condurre una vita normale» spiega Beda M. Stadler, emerito d'immunologia all'Università di Berna.
Non è chiaro quanti test saranno disponibili. Ma sempre secondo il quotidiano zurighese, si intenderebbe fare capo a più fornitori che potrebbero fornire anche diverse migliaia di test alla settimana.
E si tratta anche di un passo importante per la ricerca, in quanto con questo strumento sarebbe possibile fare una stima delle persone che hanno contratto il virus senza presentare sintomi. In questo modo sarebbe anche possibile calcolare con maggior precisione il tasso di mortalità.