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Biografia di Dominique Lapierre
Dominique Lapierre nasce in Francia nel 1931. La sua vita e il suo lavoro sono caratterizzati da molti incontri importanti ed esperienze di rilievo fin dai suoi diciotto anni. A 17 anni lasciò Parigi con soli 30 $, lavorò a bordo di una nave, sbarcò negli Stati Uniti e viaggiò per 30.000 miglia lungo il continente americano.
Quest’avventura consegnò a Lapierre il suo primo best seller, Un Dollaro Mille Chilometri. È stato corrispondente di Paris Match per quattordici anni. Mentre terminava il servizio militare nel 1954 incontrò un soldato americano di nome Larry Collins e da quest’incontro nacque una duratura amicizia ed un proficuo sodalizio. Anni dopo avrebbero, infatti, collaborato in alcuni dei libri più memorabili del ‘900, incluso Parigi brucia?, Alle 5 della sera, Gerusalemme Gerusalemme, Stanotte la libertà, Il quinto cavaliere.
Nel 1981 fondò con James Steven un’associazione umanitaria a favore dei bambini affetti da lebbra nei sobborghi di Calcutta, sostenuta anche dai diritti d’autore dei suoi successi letterari.
Lapierre tornò poi a Calcutta, dove visse per più di due anni negli slums con i suoi “figli indiani”: narrò quest’esperienza in La città della gioia, bestseller che racconta la storia della sopravvivenza della popolazione di uno dei sobborghi più poveri dell’India. Questo libro, che è diventato anche un film, ha venduto oltre 10 milioni di copie.
A Calcutta Lapierre diventò anche un intimo collaboratore di Madre Teresa che gli concesse l’esclusiva per un film sulla sua vita e sul lavoro delle sue consorelle, Le Missionarie della Carità. I diritti d’autore dei suoi libri hanno contribuito a finanziare l’associazione “La cité de la Joie de Dominique Lapierre” fondata con sua moglie Dominique, per sostenere i numerosi suoi progetti che si occupano “dei più poveri tra i poveri”.
I Progetti
La Fondazione Dominique Lapierre ha destinato per quasi tutta la sua vita i diritti d’autore dei suoi libri ai progetti umanitari in India e in altre zone povere del mondo.
Insieme a sua moglie Dominique, ha fondato, nel 1982, l’associazione La Cité de la Joie de Dominique Lapierre che ha raccolto fondi per 14 differenti progetti umanitari, tra cui scuole, lebbrosari, pozzi, laboratori, strutture per disabili e programmi di vaccinazioni, aiutando globalmente centinaia di bambini in difficoltà.
Tutto iniziò con il Centro Udayan (che significa Resurrezione) in Bengala, gestito dal reverendo James Stevens, l’uomo che Madre Teresa di Calcutta presentò allo scrittore agli inizi degli anni ottanta. Il centro, che ospitava e dava un futuro a bambini affetti da lebbra, rachitismo, tubercolosi e altre malattie, rischiava di chiudere. Lapierre non si limitò a un gesto di beneficenza. Nel 1982, tornato in Francia, fondò l’associazione per continuare a dare un sostegno tangibile e continuo agli “ultimi” della terra. Molti ragazzi vengono assistiti con adozioni a distanza, e riescono così a crearsi un futuro e una professione.
Gli istituti, integrandosi con la realtà del territorio sono numerosi e situati in diverse località dell’India. Centinaia di giovani vi trovano rifugio e scolarizzazione e numerosi operatori locali vengono assunti come educatori. Le strutture garantiscono cure mediche e sostegno anche a popolazioni distanti dalle grandi città.
Grazie alla gigantesca macchina di solidarietà messa in moto da Dominique Lapierre, sono stati creati dei veri e propri “battelli-ospedale” che portano aiuto in diverse zone situate nel delta del Gange altrimenti poco raggiungibili, e avviati diversi programmi sanitari, come quello di debellamento della tubercolosi riguardante una popolazione di circa otto milioni di abitanti, in collaborazione con la ONG Shis a Bhangar.
L’ultimo progetto voluto da Dominique Lapierre è l’Asha Bahvan Center (ABC) che accoglie più di 300 bambini e adolescenti disabili della periferia di Calcutta (www.abcindia.org), sostenuto in parte dalla nostra associazione ticinese.
Frère Gaston Dayanand
Gaston Grandjean è nato a Ginevra (CH) nel 1937: dopo aver terminato gli studi, parte per la Francia dove lavorerà in fabbrica come operaio vivendo accanto agli immigrati provenienti dall’Africa e dal Nordafrica.
Dopo essere diventato Fratello laico della comunità religiosa del Prado a Lione, parte come infermiere a Calcutta per stabilirsi tra i lebbrosi dello slum di Pilkhana, dove vivrà in estrema povertà per più di 20 anni. In questo contesto incontrerà Dominique Lapierre che racconterà la sua straordinaria storia nel famosissimo libro La città della gioia diventato in poco tempo un best seller mondiale.
Nel 1992 rinuncia alla nazionalità svizzera per ottenere quella indiana, prende il nome di Dayanand e, a Howrah nella periferia di Calcutta, fonda ICOD: un centro ecumenico multireligioso dove coloro che sono rifiutati dalla società: disabili, donne malate mentali, prostitute ed orfani e vengono accolti, curati e amati.
Gaston malgrado la sua salute precaria vive tuttora in mezzo alla sua gente applicando fino in fondo la carità evangelica: ha rinunciato ad ogni privilegio nella determinazione di promuovere una società basata sui valori universali della pace, la giustizia, la solidarietà, l’uguaglianza, l’amore e la compassione.