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I venditori della rete di edicole K Kiosk, che appartiene al gruppo basilese Valora, non sono lavoratori indipendenti fittizi. Lo ha deciso un tribunale arbitrale. Il contratto collettivo di lavoro (CCL) continuerà ad essere obbligatorio solo il primo anno di lavoro.
Il tribunale si è pronunciato su questo dossier in seguito a una denuncia del sindacato Syna. Composto di rappresentanti del personale e dei datori di lavoro, l'organo ha considerato i gerenti come imprenditori indipendenti che gestiscono uno o più punti vendita, si legge in una nota congiunta pubblicata stasera da Valora e Syna.
Il tribunale arbitrale ha ritenuto che i gestori abbiano una libertà imprenditoriale sufficiente per essere considerati come indipendenti. Interrogato dall'ats, il direttore del settore Servizi di Syna, Carlo Mathieu, si è detto "sorpreso" dalla sentenza.
Secondo questa decisione, il CCL è obbligatorio soltanto il primo anno per i dipendenti di K Kiosk. In seguito, le varie edicole possono decidere liberamente se vogliono mantenere o no le condizioni contrattuali. Il sindacalista constata che dopo un anno si può cessare di rispettare talune disposizioni del CCL.
Nonostante la sentenza del tribunale arbitrale, Syna è decisa a proseguire il dialogo con Valora. "Abbiamo convenuto di trovare assieme un accordo sulle condizioni salariali di tutto il personale di K Kiosk", ha aggiunto Mathieu.