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<h2>SubmittedText<h2><p>L'attuale situazione mondiale è più tesa che mai. Il focolaio di guerra in Medio Oriente, le proteste islamiche contro le attività dell'Occidente e della Chiesa, percepite come provocatorie, e gli attentati terroristici sempre più frequenti pongono la Svizzera davanti a sfide particolari. In questo contesto, il mantenimento della permanente neutralità armata nelle relazioni con gli altri Stati e la salvaguardia dei valori democratici all'interno del Paese acquistano un significato centrale e pressante. Analizzando l'attuale situazione, il Consiglio federale ha constatato che la probabilità di attentati terroristici in Svizzera è cresciuta. Questa valutazione impone l'adozione di provvedimenti non soltanto in materia di dispositivi di sicurezza interni, ma anche e in primo luogo per quel che riguarda le singole comunicazioni e attività del Consiglio federale. </p><p>Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Il Consiglio federale concorda sul fatto che, negli ultimi tempi, la situazione mondiale si è inasprita e che è cresciuta la probabilità di un conflitto tra il mondo islamico e l'Occidente? </p><p>2. Condivide inoltre l'opinione secondo cui la cosiddetta comunità internazionale molto difficilmente potrà fare qualcosa per placare la situazione? </p><p>3. Come valuta il ruolo del nostro piccolo Paese in questo contesto? È d'accordo sul fatto che, date le circostanze, la permanente neutralità armata sia l'unico modo per garantire una sicurezza ottimale?</p><p>4. Nelle future attività in materia di politica esterna, adotterà maggiore cautela e una rigida politica di non intervento per evitare il rischio di malintesi o dichiarazioni percepite come provocatorie e il pericolo di potenziali attentati terroristici in Svizzera?</p><p>5. In termini di politica interna, come pensa di preservare i valori democratico-cristiani nel nostro Paese per contrastare il moltiplicarsi di movimenti antidemocratici?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale cerca di evitare qualsiasi provocazione e di contribuire alla moderazione delle parti; nel contempo, esso è però fermamente deciso a continuare a sostenere i valori centrali della Svizzera e dei suoi abitanti - quali i diritti umani, le libertà politiche, sociali, religiose, la democrazia e lo Stato di diritto - e se necessario a difenderli. A questo proposito, il Consiglio federale considera suo dovere informare la popolazione in maniera trasparente e corretta circa eventuali cambiamenti della situazione.</p><p>Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Secondo il Consiglio federale, il rapporto tra Occidente e mondo islamico, ma anche con altri Stati quali la Corea del Nord, è divenuto - nell'ambito della globalizzazione e dell'evoluzione politica mondiale - più complesso, a tratti pure più teso. Avvenimenti di importanza di per sé limitata comportano un maggiore potenziale di conflitto e di deterioramento della situazione rispetto ad alcuni anni orsono. Tuttavia, da questa constatazione non si può automaticamente dedurre che il potenziale di conflitto sia globalmente aumentato. Sia nel mondo islamico che in quello occidentale la maggioranza della popolazione desidera moderazione e dialogo.</p><p>2. Tutti gli Stati e tutti i popoli del pianeta - Svizzera compresa - fanno parte della comunità internazionale. A causa di tale eterogeneità e della diversità degli interessi dei singoli Stati e dei singoli popoli, le tensioni possono essere appianate soltanto gradualmente, mediante il dialogo e misure basate su compromessi. Proprio i recenti avvenimenti in Medio Oriente hanno mostrato che la comunità internazionale può esercitare un influsso sulle controversie tra le parti in conflitto nella regione.</p><p>3./4. La Svizzera contribuisce a moderare la situazione unitamente ad altri Stati e nel quadro delle proprie possibilità in materia di politica estera. In qualità di Stato indipendente che non è membro né dell'Unione europea né della NATO e non ha un passato coloniale, essa può svolgere un ruolo discreto ma non trascurabile e, in particolare, promuovere il dialogo tra tutte le forze importanti per una soluzione pacifica dei conflitti.</p><p>Il Consiglio federale ribadisce il principio della neutralità permanente e armata della Svizzera: una partecipazione militare della Svizzera a un conflitto armato tra Stati è inimmaginabile. Il Consiglio federale difenderà anche in futuro gli interessi della Svizzera con i mezzi accordatigli dalla Costituzione federale e perseguirà i cinque obiettivi di politica estera ivi ancorati. Per un Paese come la Svizzera, che non può e non vuole attuare una politica egemonica, il rispetto del diritto internazionale da parte di tutti gli Stati assume un ruolo importante. Di conseguenza, la Svizzera giudica i conflitti armati sulla base del diritto internazionale.</p><p>5. Il Consiglio federale e le istituzioni statali a tutti i livelli devono attenersi a un ordinamento democratico e fondato sulla libertà. In Svizzera lo Stato si fonda sui valori sanciti dalla Costituzione federale che rendono possibile e promuovono la convivenza pacifica in una società pluralista.</p>  Risposta del Consiglio federale.