Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/36825

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale conosce l'evoluzione attuale sul mercato degli impieghi per il personale insegnante in Svizzera e sa dunque che la situazione si è deteriorata in alcune regioni, alcuni livelli di insegnamento e in alcune materie. Condivide inoltre l'opinione dell'autore della mozione secondo la quale questa situazione non lascia indifferente né la popolazione, né le autorità ai vari livelli. È vero che un numero sufficiente di insegnanti qualificati è basilare non solo per lo svolgimento soddisfacente del lavoro pedagogico quotidiano, bensì anche e soprattutto per garantire a lungo termine la qualità dell'insegnamento nel nostro Paese.</p><p>Nell'ottica attuale, il Consiglio federale non considera tuttavia che in generale ci si trovi di fronte ad una imminente crisi strutturale sul mercato svizzero del personale insegnante. È comunque vero che la professione di insegnante è diventata in questi ultimi anni molto più impegnativa e meno interessante, a causa in particolare delle aspettative crescenti nei confronti della scuola e dei cambiamenti nel contesto generale. Sono dunque necessarie misure a breve e a lungo termine. Tuttavia bisogna chiedersi se la Confederazione debba parteciparvi come chiede l'autore della mozione. Il Consiglio federale ritiene di no per le seguenti ragioni:</p><p>* La Confederazione non è responsabile di propri istituti di insegnamento, eccezion fatta per i PF. L'impiego degli insegnanti nella scuola pubblica è di competenza cantonale e comunale. È logico perciò che la gestione del marcato del lavoro in questo settore sia assunto in primo luogo da questi enti.</p><p>* Anche se la Confederazione accettasse in linea di massima d'impegnarsi in questo settore, non sarebbe assolutamente concepibile che si assuma la "pianificazione" o "l'attuazione" di misure in collaborazione con i Cantoni. Nel settore della scuola dell'obbligo almeno, quello cioè cui si riferisce la mozione, non esiste alcuna base legale per un tale tipo di intervento. L'articolo 19 Cost. (diritto ad un sufficiente insegnamento di base gratuito), cui si riferisce l'autore della mozione, ed anche l'articolo 41 capoverso 1 lettera f (diritto alla formazione ed al perfezionamento che corrispondano alle capacità individuali) non forniscono alla Confederazione una base giuridica sufficiente per avviare misure di questo tipo, e men che meno per partecipare al finanziamento di provvedimenti corrispondenti.</p><p>* Inoltre, il Consiglio federale è convinto che i Cantoni, insieme alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione, la CDPE, e le federazioni degli insegnanti, saranno in grado di trovare la risposta appropriata ai vari problemi in questione. All'inizio del 2001 la CDPE, del resto, ha adottato una dichiarazione sulle prospettive della professione annunciando, oltre alle misure prese dai Cantoni, un intervento comune su scala nazionale con i seguenti obiettivi:</p><p>- rafforzare l'immagine della professione degli insegnanti,</p><p>- lanciare una campagna nazionale d'informazione per ridare lustro all'immagine della professione degli insegnanti,</p><p>- sviluppare una strategia a lungo termine in grado di risolvere i problemi di reclutamento.</p><p>Da quanto riportato consegue che i Cantoni, la CDPE e le federazioni degli insegnanti affrontano i problemi citati non solo con misure a breve, ma anche in una prospettiva a lungo termine. Per questa ragione un intervento della Confederazione, che provocherebbe problemi sul piano giuridico, al momento non è necessario.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.