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BERNA - Il Consiglio federale intende aspettare le motivazioni scritte prima di stabilire come muoversi dopo la sentenza odierna del Tribunale federale (TF), con la quale viene annullata la votazione del 28 febbraio 2016 sull'imposizione fiscale delle coppie sposate. Quanto deciso dalla suprema corte è una prima assoluta dal 1848, anno di nascita dello Stato federale.
In un comunicato, il governo indica di aver preso atto della sentenza del TF e di volerne trarre i dovuti insegnamenti. I giudici losannesi hanno giudicato, come il PPD, partito promotore dell'iniziativa, che la votazione in questione era stata falsata dalle informazioni errate fornite proprio dall'esecutivo. Davanti ai media, il portavoce dell'esecutivo André Simonazzi si è limitato a constatare l'unicità della situazione.
Il Consiglio federale, per motivare la propria opposizione al testo, sosteneva che il numero di coppie sposate con doppio reddito penalizzate fiscalmente fosse 80'000. Un abbaglio grossolano, dato che il conteggio non includeva le coppie con figli. Con questa categoria, il vero totale sale a 454'000 e a 704'000 tenendo conto anche dei pensionati. L'iniziativa era stata bocciata di misura (50,8% di no).
Il governo, viene sottolineato nella nota, intende adoperarsi affinché nel processo legislativo siano sottoposte basi decisionali affidabili. Già lo scorso anno il cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr ha istituito un gruppo di lavoro incaricato di proporre ulteriori misure di garanzia della qualità, di stabilire processi di correzione di eventuali errori e di elaborare proposte su come gestire cifre e fatti che nel corso del tempo evolvono.
Un’iniziativa «retrograda e omofoba» - Durante la campagna di votazione, gli oppositori all'iniziativa del PPD riguardante l'imposizione fiscale delle coppie sposate non avevano solo criticato l'impostazione fiscale del testo ma anche la scelta di precisare che "il matrimonio consiste nella durevole convivenza, disciplinata dalla legge, di un uomo e di una donna". La proposta era stata ritenuta per questo motivo «retrograda e omofoba».
Per il comitato interpartitico (PLR, PVL, PS, Verdi e diverse associazioni di gay e lesbiche) che combatteva il testo, con la scusa di eliminare gli svantaggi fiscali per un numero limitato di coppie abbienti, l'iniziativa popolare intendeva privilegiare un solo tipo di convivenza ancorandolo nella Costituzione. Inoltre, il testo era stato criticato anche perché impediva ogni altro modello di tassazione. Privilegiando poi la tassazione comune, l'iniziativa escludeva il modello di imposizione individuale.
Un «messaggio positivo» - Secondo Vincent Martenet, professore di diritto costituzionale all’Università di Losanna, l’annullamento del voto è un «messaggio importante e positivo» per il popolo. «Si tratta di una decisione storica», poiché è la prima volta nella storia costituzionale svizzera che una votazione federale viene invalidata, ha affermato il professore, che tuttavia non si è detto «sorpreso». La decisione dimostra che «la democrazia è ben regolata dalla legge». L'esperto ha sottolineato soprattutto «l'importanza del messaggio agli occhi della popolazione», che ha il diritto di essere informata «correttamente» dalle autorità.
Secondo Martenet, il Consiglio federale e l'Amministrazione federale comprenderanno questo messaggio e faranno in modo che le informazioni contenute negli opuscoli di voto siano «conformi alla realtà». Il professore ha inoltre rilevato una «tendenza a una crescente giudiziarizzazione dei diritti politici, in particolare con ricorsi sempre più frequenti contro votazioni a livello comunale, cantonale e federale». Le possibilità di giungere a una sentenza federale che invalidi uno scrutinio sono tuttavia «basse».