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Missione compiuta per la sonda Messenger della Nasa che è caduta sulla superficie del pianeta Mercurio come previsto. Avvenuto alla velocità di circa 14.000 chilometri all’ora, l’impatto ha generato un nuovo cratere sulla superficie del pianeta, del diametro di circa 15 metri.
Lanciata il 3 agosto 2004, la sonda è entrata nell’orbita di Mercurio il 17 marzo 2011. In quattro anni la missione ha raccolto oltre 250.000 immagini senza precedenti e altre informazioni che stanno aiutando a comprendere origine ed evoluzione del pianeta. L’ultimo giorno di ’vita’ di Messenger è iniziato con la consegna degli ultimi dati al radiotelescopio di Madrid, che fa parte della rete Deep Space Network, del Jet Propulsion Laboratory della Nasa. Poi la sonda ha cominciato a sorvolare un bacino pieno di lava e quattro ore più tardi è caduta sul pianeta.
La ’morte solitaria’ di Messenger sul pianeta più vicino al Sole non è stata osservata da nessun telescopio perché la sonda ha colpito il lato del pianeta lontano dalla Terra. Neanche i telescopi spaziali sono stati puntati verso la sonda perché la vicinanza di Mercurio al Sole avrebbe danneggiato le loro ottiche. "Finita con un ’botto’, ossia l’impatto sulla superficie di Mercurio, Messenger è stata una missione di grande successo" ha osservato John Grunsfeld, del direttorato delle missioni Nasa. "Messenger ha aggiunto – continuerà ad essere una miniera d’oro. Ora comincia una nuova fase della missione: l’analisi dei dati negli archivi che contribuiranno a svelare i misteri di Mercurio".