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I sistemi democratici sono complessi. Esempio: negli Stati Uniti, la maggioranza degli aventi diritto al voto si è espressa per Hillary Clinton, eppure alla fine l’ha spuntata Donald Trump. Quando si pensa alla democrazia, ce la si immagina diversamente.
Mentre in tutto il mondo ci si fida sempre meno del modello democratico e dell’ordine economico liberale, stando a uno studio condotto su più anni sembra che in Svizzera invece la fiducia nel sistema rimanga alta. In Europa, solo i danesi, gli svedesi, i finlandesi e gli olandesi hanno un tasso di convinzione più elevato.
Da noi, il popolo non elegge soltanto il Parlamento, ma vota anche in merito a progetti politici concreti, per esempio per decidere se l’immigrazione debba essere limitata da contingenti (iniziativa contro l'immigrazione di massa). Il sistema in vigore nel nostro paese è quello che mette a disposizione il maggior numero di strumenti di democrazia diretta.
Un modo per chiedere un voto del popolo su un determinato tema è la cosiddetta iniziativa popolare. Secondo la Confederazione, per raccogliere le 100'000 firme necessarie ci vogliono solitamente almeno 150'000 franchi.
Qualora si riesca nell’intento e se le firme sono considerate valide, il popolo si reca alle urne per decidere se accettare o bocciare il progetto di legge. Mediamente, in Svizzera andiamo a votare tre o quattro volte l’anno. Gli appuntamenti con le urne possono riguardare contemporaneamente temi comunali, cantonali e federali.
La Cancelleria federale stima i costi di una votazione a 7,5 milioni di franchi in media. Ciò include le spese di organizzazione, la redazione e la stampa della documentazione per il voto, le spese postali, i risarcimenti per i volontari e gli scrutatori. Questi costi sono sopportati principalmente dai Comuni.
Secondo l’ex redattore per la politica federale del settimanale Weltwoche Urs Paul Engeler, il tutto costerebbe anche il doppio. Se prendiamo in considerazione entrambe le stime, una votazione costa tra 1.65 e 3.30 franchi per ogni avente diritto al voto.
Partendo da una media di quattro giornate di votazione l’anno, investiamo nella nostra democrazia al massimo 13.20 franchi. A titolo di confronto, la spesa militare svizzera annua pro capite è di circa 500 franchi.