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CONSULENZA
LEGALE
Il padre assente
Il diritto di visita ai figli, una comunione ereditaria complicata e un lavoro mai pagato.
AVVOCATO
MICAELA ANTONINI LUVINI
Mia moglie ha ereditato da sua madre con il fratello e la cognata un terreno di 3.717 mq suddiviso in ½ a lei stessa e ¼ ciascuno al fratello e alla cognata. Il fratello è purtroppo deceduto nel 2009 ma nel registro fondiario definitivo non figurano ancora i nuovi titolari. È normale ciò dopo dieci anni dal decesso? Come fa l’ufficio di tassazione a incassare il dovuto? Il terreno è stato affittato a un nipote che ha potuto piantare un nuovo vigneto, sicuramente sussidiato. È normale che mia moglie non ne sappia nulla?
Per quanto concerne le tasse, l’Ufficio di tassazione tassa la comunione ereditaria che è subentrata per legge al momento della morte del fratello. Non è dato sapere però chi compone la comunione ereditaria, visto che lei non specifica né l’esistenza di un testamento né se il fratello di sua moglie ha figli. Tocca quindi agli eredi fare eventuali comunicazioni al registro fondiario e gli eventuali cambiamenti dei nominativi. Sulla sua seconda domanda, sarebbe necessario sapere se si tratta di una proprietà comune o se il terreno è stato diviso materialmente e quale parte ha affittato il nipote e se veramente ha ottenuto dei sussidi per la vigna. In mancanza di questi dati non è possibile rispondere. Tuttavia ogni comproprietario ha il diritto di chiedere le informazioni sul proprio fondo. Pertanto, suggerisco che sua moglie si informi dapprima tramite gli altri proprietari e, in caso di silenzio, tramite l’autorità.
Ho eseguito un lavoro nel 2018 quando ero in disoccupazione per una ditta che non mi ha ancora pagato e, anzi, il suo avvocato mi ha intimato di non scrivere più. Che devo fare?
Se tutte i suoi richiami sono rimasti inevasi, sarà necessario procedere con un precetto esecutivo. Qualora il debitore facesse opposizione, dovrà chiederne il rigetto, dimostrando che ha eseguito il lavoro per cui chiede di essere pagato.
Si può?
La sentenza di divorzio prevede che il mio ex marito si occupi dei nostri due figli un fine settimana ogni quindici giorni. Purtroppo, questa regola non è sempre da lui rispettata. Anzi, le visite diventano sempre meno frequenti e i figli si lamentano.
L’assetto deciso dal giudice va di principio sempre rispettato, a meno che vi siano motivi giustificati. Se ciò non fosse il caso, si può chiedere comunque nuovamente l’intervento dell’autorità giudiziaria, che intimerebbe all’interessato il rispetto del diritto di visita e degli orari fissati. E ciò anche nell’ottica di concedere del tempo libero al genitore affidatario.