Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/168917

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2015 l'India è stata seconda solo alla Germania nell'esportazione di materiale bellico dalla Svizzera, il cui valore ammontava a 45,5 milioni di franchi. Nella prima metà del 2016 l'India era ancora uno dei principali destinatari di materiale bellico proveniente dalla Svizzera, per un importo di 30,3 milioni di franchi. </p><p>1. Quando il Consiglio federale ha rilasciato le autorizzazioni per l'esportazione di materiale bellico in India e per quale valore? Quante delle esportazioni autorizzate sono state effettuate finora? Quante ne rimangono da effettuare?</p><p>2. Il 18 settembre 2016, nella parte indiana del Kashmir, un gruppo di combattenti ribelli pesantemente armato ha attaccato una base militare indiana. Nel conflitto hanno perso la vita almeno 17 soldati indiani. Questo attacco terroristico, il più grave perpetrato contro l'esercito indiano negli ultimi 20 anni, rappresenta il triste primato di un'escalation di violenza che, negli ultimi 70 giorni, nel corso di cruenti scontri tra i ribelli e le forze di sicurezza della polizia, ha fatto più di 80 morti tra la popolazione e le fazioni opposte. Siamo di fronte a un "conflitto armato" secondo l'articolo 5 capoverso 2 dell'ordinanza sul materiale bellico?</p><p>3. Il 17 agosto 2016 l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso grande preoccupazione per la situazione dei diritti umani nei territori indiani del Kashmir e ha chiesto un accesso illimitato per procedere ai necessari accertamenti. Il Consiglio federale condivide questa iniziativa dell'ONU? Quali sono i risultati? Si riscontrano violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani ai sensi dell'articolo 5 capoverso 2 dell'ordinanza summenzionata? </p><p>4. Gli atti dei ribelli in Kashmir sono altrettanto brutali quanto quelli delle forze di polizia. Due potenze atomiche come l'India e il Pakistan si lanciano accuse reciproche. Quali conseguenze hanno le crescenti tensioni nella regione per il mantenimento della pace, la sicurezza internazionale e la stabilità regionale ai sensi dell'articolo 5 capoverso 1 dell'ordinanza summenzionata?</p><p>5. Il Consiglio federale è a conoscenza di altri conflitti e disordini in corso nello Stato multietnico indiano?</p><p>6. Se il Consiglio federale considera tutti questi elementi in un'ottica generale: intende interrompere le autorizzazioni di nuove esportazioni di materiale bellico verso l'India? Intende interrompere le esportazioni già autorizzate come disposto dall'articolo 19 della legge sul materiale bellico, che prevede la possibilità di sospendere e revocare le autorizzazioni?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le esportazioni dell'ammontare di 30,3 milioni di franchi nella prima metà del 2016 riguardano la fornitura alla marina indiana di apparecchi per la direzione del tiro (circa 30 milioni di franchi) nonché la fornitura di accessori e pezzi di ricambio per armi di piccolo calibro (circa 0,3 milioni di franchi). Le relative autorizzazioni sono state rilasciate nella seconda metà del 2015 dalla SECO, d'intesa con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), conformemente alla procedura prevista all'articolo 14 capoverso 2 dell'ordinanza sul materiale bellico (OMB; RS 514.511) e in base all'articolo 22 della legge sul materiale bellico (LMB; RS 514.51) in combinato disposto con l'articolo 5 OMB.</p><p>Attualmente le autorizzazioni valide per le esportazioni verso l'India raggiungono un importo di circa 130 milioni di franchi e si suddividono come segue:</p><p>- apparecchi per la direzione del tiro e relativi pezzi di ricambio alla marina indiana del valore di 129 milioni di franchi;</p><p>- quattro armi di piccolo calibro a fini dimostrativi (esportazione temporanea), comprese le munizioni necessarie alla dimostrazione;</p><p>- accessori e pezzi di ricambio per armi di piccolo calibro del valore di circa 0,5 milioni di franchi.</p><p>L'ultima volta in cui il Consiglio federale ha trattato domande di esportazione di materiale bellico destinate all'India, confermando la sua prassi attuale, risale al 25 marzo 2009. Nella sua risposta del 29 agosto 2012 alla mozione Voruz 12.3621, "Stop alle esportazioni di materiale bellico verso l'India", il Consiglio federale ha ribadito che non vi erano motivi per modificare la sua prassi in materia di autorizzazione di esportazioni di materiale bellico verso l'India.</p><p>Da allora non sono intervenuti cambiamenti significativi. La situazione dell'India dal punto di vista politico e della sicurezza è precaria. Le relazioni tra l'India e il Pakistan rimangono tese, e la zona a ridosso della linea del cessate il fuoco è regolarmente teatro di scontri armati. L'India è anche bersaglio del terrorismo internazionale. Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi dei recenti episodi di violenza. Al momento ritiene che gli eventi verificatisi il 18 settembre 2016 non bastino a determinare un rifiuto dell'esportazione in base all'articolo 5 capoverso 2 lettera a OMB. Il Consiglio federale e l'amministrazione riconsiderano la situazione per ogni nuova domanda di esportazione concreta.</p><p>Da quando è diventata uno Stato indipendente, l'India è una democrazia stabile in una regione segnata da tensioni. Le sue forze armate sono poste sotto controllo democratico, vale a dire che esercitano le loro funzioni nel quadro dell'ordinamento giuridico vigente, e sul piano interno sono dispiegate solo in modo sussidiario.</p><p>La situazione dei diritti umani in questo Paese è però insoddisfacente. Per quanto riguarda la regione del Kashmir, la Svizzera è favorevole a un accesso senza restrizioni degli organismi incaricati di eseguire il mandato del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani non ha ancora avuto accesso a questa regione, per cui finora non sono stati ottenuti risultati concreti. Il Consiglio federale e l'amministrazione osservano da vicino la situazione dei diritti umani in India e nel Kashmir e ne tengono conto nella valutazione di ogni domanda di esportazione.</p><p>In quanto Stato sovrano, l'India deve poter proteggere il suo regime democratico e tutelare l'ordinamento giuridico. Il subcontinente indiano è continuamente scosso da sommosse e atti di violenza. Tuttavia, come precisato sopra, dal 2009 la situazione non è cambiata in modo significativo e non si è aggravata.</p><p>Considerato che l'India è un importante partner commerciale e che contribuisce alla stabilità dell'intera regione (cfr. risposta del Consiglio federale alla mozione Voruz 12.3621), la Svizzera non ha che da guadagnare dalla stabilità di questo Paese, sia sul piano economico sia della sicurezza; da un lato quale importante partner economico, dall'altro quale garante della stabilità regionale. Per proteggersi dalle minacce esterne ed esercitare il monopolio dei poteri pubblici che le spetta in quanto Stato democratico, l'India deve poter disporre di forze di sicurezza e di forze armate adeguatamente equipaggiate allo scopo di mantenere la pace, la sicurezza internazionale e la stabilità regionale.</p><p>Il sistema svizzero di autorizzazione delle esportazioni di materiale bellico è uno dei più restrittivi fra quelli delle nazioni occidentali industrializzate. Esso implica che il Consiglio federale e l'amministrazione possano reagire in modo flessibile di fronte a un cambiamento della situazione. Di conseguenza, come prescritto dalla legge, ogni domanda di esportazione è esaminata singolarmente e valutata secondo i criteri definiti nella legislazione sul materiale bellico. Se il Consiglio federale o l'amministrazione individuano dei rischi legati a una determinata fornitura di materiale bellico, li esaminano attentamente e, se necessario, respingono la domanda in questione.</p><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza di Paesi in cui vige un divieto generale di esportazione di materiale bellico verso l'India.</p><p>Le domande di esportazione di materiale bellico verso l'India sono esaminate caso per caso in funzione dei criteri specificati all'articolo 5 OMG. Le autorizzazioni già accordate sono conformi alla legislazione sul materiale bellico. Le condizioni per revocare o sospendere un'autorizzazione già accordata in virtù dell'articolo 19 LMB non sono soddisfatte.</p>  Risposta del Consiglio federale.