Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/155024

<h2>SubmittedText<h2><p>L'economia svizzera è messa a dura prova dalle conseguenze del franco forte e dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa". Affinché la politica trasmetta un messaggio efficiente ed effettivo a favore dell'economia, invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Alla luce della situazione attuale, il Consiglio federale come impedirà il diffondersi di timori e panico per una recessione? Come intende ripristinare fiducia e certezza del diritto?</p><p>2. Il Consiglio federale interverrà a livello internazionale congiuntamente all'UE per scongiurare un'ulteriore deriva dell'euro, salvaguardare i mercati e garantire quindi la stabilità di altre valute nazionali (corona danese, zloty polacco, franco svizzero)?</p><p>3. Il Consiglio federale come e quando intende abolire gli sgravi amministrativi e le deregolamentazioni (p. es. diritto in materia doganale, di costruzioni e ambiente)?</p><p>4. Il Consiglio federale come garantirà che i vantaggi derivanti dal prezzo favorevole delle importazioni vadano a favore dei consumatori?</p><p>5. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui i proventi delle assicurazioni sociali svizzere, degli investitori istituzionali e dei piccoli investitori svizzeri non devono essere soggetti a interessi negativi?</p><p>6. Il Consiglio federale è disposto a esaminare le modalità con cui gli enti pubblici possono impedire che gli offerenti svizzeri siano svantaggiati nelle gare d'appalto?</p><p>7. Il Consiglio federale velocizzerà l'attuazione delle richieste avanzate nella mozione Graber 13.4184 per delle migliori possibilità di investimento?</p><p>8. Come si potranno mettere in atto il prima possibile gli obiettivi della mozione Niederberger 13.4104 riguardo la registrazione dell'orario di lavoro in accordo con le parti sociali?</p><p>9. Il Consiglio federale è disposto ad aumentare nuovamente i fondi per il settore del turismo, in particolare per progetti turistici innovativi, come è stato fatto nel 2010 nell'ambito della seconda fase delle misure congiunturali di stabilizzazione?</p><p>10. Il Consiglio federale è disposto a fissare l'aliquota speciale per il settore alberghiero al 3,8 per cento nel diritto permanente, per garantire maggiore certezza del diritto al turismo svizzero?</p><p>11. Il Consiglio federale come valuta la pubblicità delle FFS che invita ad approfittare del cambio favorevole con l'euro per andare in vacanza all'estero?</p><p>12. Il Consiglio federale come valuta le conseguenze sulla situazione finanziaria della Confederazione? Il Consiglio federale ovvero il DFF prevedono di attuare un nuovo pacchetto di misure di risparmio?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La decisione della BNS di abolire il tasso di cambio minimo con l'euro rappresenta una sfida per l'economia svizzera. Con la perdita di competitività delle aziende che producono in Svizzera bisognerà attendersi un raffreddamento congiunturale, la cui entità è però ancora incerta. Per instaurare un clima di fiducia e contrastare i timori di una recessione, il Consiglio federale ritiene necessario portare avanti la consolidata politica di rafforzamento delle condizioni quadro per l'economia svizzera. A livello del mercato del lavoro è già stata attuata una prima misura concreta che permetterà, a seguito delle oscillazioni valutarie, di richiedere l'indennità per lavoro ridotto. Con la pubblicazione, il 19 marzo 2015, delle nuove previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, il Consiglio federale disporrà di un quadro complessivo delle prospettive economiche e valuterà l'ulteriore necessità di intervento.</p><p>2. Gli ultimi sviluppi hanno prodotto diverse reazioni nei più importanti spazi monetari. Mentre negli USA si delinea una lenta normalizzazione della politica monetaria particolarmente flessibile, in marzo 2015 la Banca centrale europea (BCE) ha avviato un ampio programma di vendita delle obbligazioni. Il Consiglio federale è consapevole delle conseguenze di un persistente allentamento della politica monetaria nelle principali aree valutarie sul valore esterno del franco e da tempo ne sottolinea i rischi anche all'interno degli organismi finanziari internazionali, specialmente nel FMI. Le ripercussioni non incidono solo sui tassi di cambio. I tassi di interesse ai minimi storici potrebbero infatti acuire notevolmente anche i rischi sui mercati finanziari. Al contrario, una ripresa congiunturale in Europa, alla quale la BCE potrebbe contribuire con una politica monetaria espansiva, si rivelerebbe positiva per l'economia svizzera. Il Consiglio federale affronterà nuovamente queste questioni nel corso degli incontri bilaterali e con gli organismi finanziari internazionali. Inoltre, è necessario precisare che le banche centrali dei principali Paesi industrializzati come la Svizzera, determinano autonomamente la propria politica monetaria e la orientano in base ai loro mandati sulla stabilità nazionale dei prezzi.</p><p>3. Il Consiglio federale si occupa dello sgravio amministrativo da diverso tempo. Nel 2011 ha varato 20 misure nell'ambito del rapporto sullo sgravio amministrativo e nel 2013 ne ha approvate altre 32 nel quadro del rapporto sui costi della regolamentazione - tra le quali misure per il settore ambientale e doganale. Di quest'ultime, 11 sono state già realizzate e l'attuazione delle altre procede secondo quanto pianificato. Inoltre, entro la fine dell'anno è previsto un nuovo pacchetto di misure. Per lo sgravio amministrativo nel settore delle costruzioni sono in gran parte competenti i cantoni (armonizzazione, e-government, soluzioni).</p><p>4. Gli studi scientifici e gli avvenimenti del 2011 hanno dimostrato che i vantaggi valutari non vengono trasmessi con la stessa velocità e intensità a tutte le categorie di prodotti. Ciò dipende anche dal fatto che le aziende si devono prima adeguare alla nuova situazione (esaurire le scorte, rinegoziare i contratti, ecc.), dal fatto che determinati costi dei prodotti sono in franchi svizzeri (o in altre valute come il dollaro statunitense, che è rimasto pressoché stabile dalla fine del 2014) e non da ultimo dalla situazione della concorrenza. Secondo le prime valutazioni, la trasmissione dei vantaggi valutari sembra avvenire più rapidamente che nel 2011; in particolare per quanto riguarda automobili, mobili e generi alimentari. Tuttavia, il Consiglio federale intende esaminare ulteriormente tali questioni e valutare come procedere.</p><p>5. Nello svolgimento dei suoi compiti di politica monetaria e valutaria, la BNS non può chiedere né accettare istruzioni dal Consiglio federale, dall'Assembla federale o da altri servizi.</p><p>Dal 22 gennaio 2015, la BNS applica interessi negativi di -0,75 per cento al denaro depositato sui vari conti correnti presso la BNS che superano un determinato importo. Questi conti appartengono a banche e ad altri operatori dei mercati finanziari importanti per il mercato monetario della Svizzera. La Banca nazionale svizzera eroga inoltre servizi bancari alla Confederazione, per la quale tiene anche determinati conti per la Confederazione, le aziende parastatali e le autorità nazionali. Su tali conti la BNS non ha riscosso interessi negativi. Tra questi troviamo in particolare anche il fondo di compensazione dell'AVS. Tuttavia, i conti menzionati non possono essere utilizzati come strumenti di investimento.</p><p>Gli interesse negativi dovrebbero scoraggiare la tendenza a tenere franchi liquidi e perciò limitare la tendenza al rialzo del franco. I tassi di interesse negativi sono uno strumento della politica monetaria che, come ogni altra variazione dei tassi, incide in maniera diversa sui singoli settori e aziende. Affinché la misura rimanga efficace, la trasmissione dei tassi negativi ai conti dei clienti delle banche interessate dovrebbe essere impedita di principio.</p><p>Nelle prossime settimane il Consiglio federale osserverà le conseguenze dell'introduzione di tassi di interesse negativi sulle assicurazioni sociali, in particolare sulla previdenza professionale. Qualora fosse necessario, esaminerà l'adozione di apposite misure.</p><p>6. Secondo i dati dell'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL), negli ultimi anni più del 90 per cento degli appalti pubblici dell'amministrazione federale è stato aggiudicato ad aziende con sede o succursali in Svizzera. Cio corrisponde a 4,8 miliardi di franchi versati ogni anno ad aziende nazionali e a oltre il 90 per cento di tutti gli acquisti pubblici (cfr. tabelle). Il Consiglio federale seguirà l'evoluzione di questi dati - indipendentemente dall'alta quota di aggiudicazioni nazionali - e valuterà la possibilità di attuare, se necessario, ulteriori misure affinché gli offerenti svizzeri non siano svantaggiati dal franco forte. </p><table width="272.15pt"><tr><td width="267.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p><p><b>Aggiudicazioni in seno all'amministrazione federale</b></p></td><td width="0.8pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr></table><table width="271.4pt"><tr><td width="12.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="119pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>2013</b></p></td><td width="126.1pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>2012</b></p></td><td width="2.8pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr></table><table width="271.25pt"><tr><td width="70.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="53.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Numero</p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>%</p></td><td width="53.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Numero</p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>%</p></td><td width="2.6pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="70.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Estero </p></td><td width="53.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>72</p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>6 %</p></td><td width="53.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>64</p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>7 %</p></td><td width="2.6pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="70.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Svizzera</p></td><td width="53.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>1055</p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>94 %</p></td><td width="53.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>919</p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>93 %</p></td><td width="2.6pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="70.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>Totale</b></p></td><td width="53.7pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>1127</b></p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>100 %</p></td><td width="53.75pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>983</b></p></td><td width="36.4pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>100 %</p></td><td width="2.6pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr></table><p></p><p>I dati si basano sulle pubblicazioni delle aggiudicazioni consultabili su simap.ch. </p><p></p><p><b>Pagamenti dell'amministrazione federale per l'acquisto di beni commerciali, commesse edili e commesse di prestazioni </b></p><table width="496.2pt"><tr><td width="269.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>Anno</b></p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>2013</b></p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>2012</b></p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="57.65pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="2.15pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="269.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Mio. di franchi</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>%</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Mio. di franchi</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>%</p></td><td width="57.65pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="2.15pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="269.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>Totale dei pagamenti dell'amministrazione federale </b></p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>5309 641</b></p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>100</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p><b>5359 061</b></p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>100</p></td><td width="57.65pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="2.15pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="269.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Aziende con sede in Svizzera1)</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>4799 187</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>90,4</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>4733 594</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>88,3</p></td><td width="57.65pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="2.15pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="269.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Aziende con sede all'estero</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>277 823</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>5,2</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>302 199</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>5,6</p></td><td width="57.65pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="2.15pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr><tr><td width="269.3pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>Non attribuito2)</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>232 630</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>4,4</p></td><td width="51.2pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>323 268</p></td><td width="21.55pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p>6,1</p></td><td width="57.65pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td><td width="2.15pt" colspan="0" rowspan="0" valign="center"><p></p></td></tr></table><p>1. Il Consiglio federale è consapevole che tra queste aziende vi sono anche aziende estere con succursali in Svizzera o con casa madre all'estero; i pagamenti vengono però effettuati in Svizzera, dove le aziende creano posti di lavoro.</p><p>2) All'interno dell'amministrazione federale i beneficiari dei pagamenti vengono classificati secondo il sistema di numerazione della Dun &amp; Bradstreet. Nel 2013 al 93,6 per cento dei pagamenti verso creditori dell'amministrazione federale è stato assegnato un DUNS number. Il restante 4,4 per cento è stato registrato come "non attribuito". Viene quindi superato il tasso dell'80-90 per cento previsto dalla Dun &amp; Bradstreet.</p><p>I dati dell'UFCL si basano sul monitoraggio degli acquisti dell'amministrazione federale per i periodi indicati.</p><p>7. I lavori relativi alla mozione Graber 13.4184 sono in corso di attuazione. Su questo tema in primavera si svolgerà un workshop con esperti. Un'eventuale accelerazione dei lavori potrebbe rivelarsi controproducente, poiché la mozione richiede una soluzione organizzata da parte dell'economia privata, che comporta quindi l'adesione volontaria dei soggetti interessati.</p><p>L'avamprogetto per la terza riforma dell'imposizione delle imprese, in consultazione dal 22 settembre 2014 al 31 gennaio 2015, prevede un'estensione illimitata della durata dei riporti delle perdite computabili.</p><p>8. Secondo il Consiglio federale, per attuare la registrazione dell'orario di lavoro semplificata si dovrebbe intervenire a livello di ordinanza. Le parti sociali hanno già accettato un primo progetto di revisione che verrà inviato in consultazione esterna alla fine di marzo e che dovrebbe entrare in vigore nel terzo trimestre del 2015.</p><p>9. Con il messaggio del 18 febbraio 2015 sulla promozione della piazza economica 2016-2019, il Consiglio federale chiede fondi supplementari per un totale di 210 mio di franchi per un programma d'impulso che incentiverà strutture ricettive moderne, offerte innovative e di qualità e cooperazioni. Questo programma intende rafforzare in modo duraturo la competitività del settore turistico svizzero. Il Consiglio federale non ritiene necessario attuare misure congiunturali a breve termine. Anche senza fondi supplementari, la politica del turismo ha la possibilità di reagire a breve termine alla situazione attuale. L'organizzazione nazionale di marketing Svizzera Turismo intende per esempio promuovere la domanda turistica del 2015 sul mercato nazionale con un'apposita offensiva di marketing finanziata autonomamente e grazie ai partner.</p><p>10. Nella sua risposta dell'11 febbraio 2015 all'interpellanza Hess 14.4050,<b> "</b>Proroga dell'aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero", il Consiglio federale ha sottolineato che l'aliquota speciale è pensata per rispondere a situazioni di bisogno acute del settore alberghiero. L'aliquota speciale resterà in vigore ancora per circa tre anni, fino al 2017. Attualmente non si può ancora prevede se in quel momento il settore alberghiero si troverà nuovamente in una situazione di bisogno. Inoltre, l'abrogazione dell'aliquota speciale comporterebbe una semplificazione dell'imposta sul valore aggiunto e quindi uno sgravio amministrativo per i contribuenti e per l'amministrazione federale delle contribuzioni. Per questi motivi il Consiglio federale non è disposto a introdurre l'aliquota speciale nel diritto permanente.</p><p>11. Il Consiglio federale riconosce che il franco forte rappresenta una sfida anche per le FFS, che stanno contribuendo a minimizzarne gli effetti proponendo diverse attività in Svizzera (partenariato strategico con Svizzera Turismo, maggiore attività di marketing nel settore del turismo giornaliero, ecc.). La pubblicità menzionata ha avuto una durata limitata e, come anche per altre agenzie viaggi, l'intento era cogliere un'opportunità commerciale e di incentivare l'uso dei mezzi pubblici anche per i viaggi all'estero.</p><p>12. Per valutare le conseguenze sarebbe necessario sapere come oscillerà prossimamente il tasso di cambio con l'euro e con il dollaro statunitense. La prevista riduzione delle entrate per effetto della situazione congiunturale può essere ampiamente compensata a breve termine dal freno all'indebitamento (fattore congiunturale), ma non si può dire lo stesso per le conseguenze di un rallentamento dell'inflazione.</p><p>Sulla base delle previsioni congiunturali del gruppo di esperti pubblicate in marzo, dell'andamento delle entrate nei primi mesi e dell'analisi delle eventuali cause di un peggioramento delle entrate, a inizio giugno il Consiglio federale potrà approvare, nel quadro delle deliberazione per il preventivo 2016 e per il piano finanziario di legislatura 2017-2019, ulteriori misure di correzione e garantire un preventivo 2016 conforme al freno all'indebitamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.