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SKOPJE - Migliaia di persone hanno manifestato oggi nella capitale macedone Skopje, chiedendo elezioni anticipate e accusando il governo di fare poco contro la crisi e per risolvere la disputa con la Grecia sul nome 'Macedonia, che ritarda l'integrazione euroatlantica del paese ex jugoslavo.
Organizzata dal Partito socialdemocratico, la maggiore forza di opposizione, la manifestazione è stata la più imponente forma di protesta popolare dall'avvento al potere nel 2006 del governo conservatore del premier Nikola Gruevski.
L'opposizione imputa al governo di aver fallito nel programma di riforme necessarie a portare il paese fuori dalla crisi economica e ad avvicinarlo ulteriormente all'Unione europea. Il leader socialdemocratico, Branko Crvenkovski, ha accusato inoltre l'attuale dirigenza di non essere riuscito a trovare una soluzione al problema del nome e alla disputa con Atene, che continua a bloccare l'integrazione della Macedonia in Ue e Nato.
La Grecia non accetta che il paese ex jugoslavo si chiami 'Macedonià, un termine che ritiene appartenga esclusivamente al proprio patrimonio storico e culturale. I manifestanti hanno consegnato una mozione al parlamento con la richiesta di dissoluzione dell'Assemblea e nuove elezioni. Difficilmente tuttavia potrà passare, visto che il governo dispone in parlamento di una ampia maggioranza di 81 sui 120 seggi complessivi.
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