Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01030.jsonl.gz/1047

I costi della FINMA sono coperti dalle tasse e dagli emolumenti versati dagli assoggettati. In caso di comprovata necessità, la FINMA può adeguare i propri costi.
Gli assoggettati devono versare emolumenti e tasse di vigilanza. Gli emolumenti, riscossi singolarmente presso ogni assoggettato secondo il principio di causalità, si fondano soprattutto sulle decisioni e sulle procedure di vigilanza e coprono i costi per gli oneri sostenuti dalla FINMA. Nel 2020 il 13% dei ricavi lordi della FINMA (138 milioni di franchi svizzeri) è stato coperto mediante la riscossione degli emolumenti.
L’articolo 15 LFINMA definisce i criteri per la riscossione della tassa di vigilanza. Per le banche e le società di intermediazione mobiliare sono determinanti il totale di bilancio e il volume dei valori mobiliari trattati, per le imprese di assicurazione la quota di partecipazione al volume complessivo di premi incassati da tutte le imprese di assicurazione, mentre per gli assoggettati in virtù della Legge sugli investimenti collettivi l’entità del patrimonio gestito, il reddito lordo e le dimensioni aziendali. L’Ordinanza sugli emolumenti e sulle tasse della FINMA (Oem-FINMA) disciplina i criteri per la riscossione della tassa di vigilanza.
Il 60% delle risorse interne confluisce nei processi chiave della FINMA, ossia autorizzazione, sorveglianza, applicazione del diritto e regolamentazione. Il 40% delle risorse interne è destinato ai processi di supporto e di gestione.
Due terzi delle risorse nei processi chiave vengono impiegati nella sorveglianza.
La parte più consistente (81%) dei costi complessivi è costituita dalle spese per il personale, l’10% va attribuito alle spese di informatica e il 9% alle restanti spese di esercizio, compresi gli ammortamenti sugli attivi fissi.