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Nei quarti di finale di Wimbledon Roger sfida Kei Nishikori
Federer punta alle semifinali di Wimbledon. (Foto Keystone)
WIMBLEDON - Dieci erano i piccoli indiani nel romanzo di Agatha Christie: ne spariva uno al giorno. Otto sono i superstiti del tabellone maschile di Wimbledon, ma già questa sera rimarranno solo in quattro. A Church Road si fa davvero sul serio: è tempo di quarti di finale. Il momento della verità si avvicina a grandi passi. Tra una sorpresa e l’altra, i tre marziani del tennis - Novak Djokovic, Roger Federer e Rafael Nadal - hanno fin qui avuto vita tutto sommato facile. Troppo forti per i loro rispettivi avversari. Avanzano quasi a braccetto: hanno tutti perso un solo set e - soprattutto - non sono mai davvero stati in pericolo. Roger disputa il suo 17. quarto di finale sull’erba londinese: dopo la dimostrazione di forza contro il povero Matteo Berrettini, a contendergli un posto in semifinale - per quella che potrebbe essere una storica sfida con Rafa - c’è il giapponese Kei Nishikori.
Senza fare troppo rumore, anche il numero 7 della classifica ATP è arrivato facilmente ai quarti, eguagliando così il suo miglior risultato a Wimbledon ottenuto lo scorso anno. Inutile nascondersi dietro a un dito: Federer è il grande favorito della sfida, anche se Nishikori si era imposto in due set nel loro ultimo scontro diretto, all’ultima edizione dei Masters. Su dieci duelli però Roger ne ha vinti sette, tra i quali l’unico precedente sull’erba: nel 2014, in semifinale ad Halle, il Maestro aveva battuto il giapponese per 6-3 7-6.
Sui cinque set Nishikori non sembra avere i mezzi per sgambettare Federer, soprattutto se il renano confermerà quanto di buono ha fatto vedere con Berrettini. A parole però Roger non si fida: «Kei affronta questa partita senza aver speso molto nei turni precedenti. Ricordo che in altri Slam era arrivato lontano spendendo però molto. È un giocatore mentalmente molto solido: lo conosco da quando aveva 16 o 17 anni e ho sempre pensato che fosse un grande talento. L’ho già affrontato sull’erba, anche se non qui a Wimbedon. So cosa aspettarmi, tra di noi non ci sono grandi segreti. Vedremo molti più scambi da fondo campo rispetto alla mia partita con Berrettini». Sarà, anche se risulta difficile immaginare un Federer che si lascia imbarcare in interminabili scambi dalla linea di fondo. Come sempre a Wimbledon il basilese cercherà di fare la differenza con i suoi incredibili anticipi e le sue variazioni. Negli ottavi con Berrettini anche la risposta al servizio - non perfetta nei turni precedenti - è stata di ottimo livello. «Negli ultimi giorni mi sono allenato parecchio «entrando» nella pallina sulle risposte alla battuta. Contro Berrettini però ho risposto quasi unicamente con lo slice. Ho visto che lo metteva in difficoltà, allora perché cambiare? A volte nel tennis si tratta solo di fare le cose più semplici». Già, semplici per Roger Federer, ovviamente.
Vincitore in stagione del torneo di Brisbane e semifinalista a Rotterdam e a Barcellona, Nishikori vuole credere nelle sue chance di qualificarsi per la prima volta in carriera alle semifinali di Wimbledon: «Quel che è certo - afferma il 30.enne di Shimane - è che per battere Roger dovrò giocare un ottimo tennis. Federer sull’erba è il più forte di tutti. Inoltre sta disputando un ottimo torneo, è in forma e prima di Wimbledon ha vinto per l’ennesima volta ad Halle. Insomma, so cosa mi aspetta».
Nonostante tutto la speranza è sempre l’ultima a morire: «So benissimo che sarà difficile, ma in questi giorni ho accumulato parecchia fiducia. Sto giocando bene, ho avvertito ottime sensazioni anche negli ottavi contro Kukushkin, un giocatore non facile da affrontare sull’erba. Sono riuscito a contrastarlo con successo. Sì, sono felice di sfidare Roger adesso perché mi sento in forma. Non sarà facile batterlo, ma di sicuro mi divertirò in campo».
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