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Insieme ai consiglieri Filippo Lombardi (CVP) e Jean-François Rime (SVP) e a Salametti del Ticino, il TCS ha sostenuto la realizzazione del secondo tunnel del Gottardo.
Con la costruzione di un tunnel di risanamento e dunque con la separazione dei sensi di marcia, si potrebbe creare in entrambe le gallerie delle corsie di emergenza. Queste oggi non esistono. Con la costruzione del tunnel di risanamento al San Gottardo la sicurezza aumenterebbe sensibilmente.
Le economie di diversi cantoni svizzeri dipendono da collegamenti stradali funzionanti verso il Ticino e l’Italia. Che durante i lavori di risanamento al San Gottardo venga messa in campo una soluzione efficiente in grado di garantire le capacità necessarie è nel diretto interesse dei cantoni elvetici.
Ogni generazione dovrà quindi confrontarsi con la sfida di risanare il tunnel autostradale del San Gottardo. Con la realizzazione di un secondo tunnel di risanamento risolveremo il problema in modo durevole. Con la struttura provvisoria di trasbordo continueremo invece a trasmettere il problema alle generazioni future. Una galleria di risanamento permette di organizzare i necessari futuri risanamenti in modo semplice, efficiente e ragionevole.
Una struttura provvisoria di trasbordo distruggerebbe territorio prezioso: con la realizzazione di stazioni di trasbordo sorgerebbero giganteschi impianti sui fondovalli o nelle regioni adiacenti. Le stazioni di carico per un uso provvisorio necessitano di una spazio di 135‘000 m² per i camion e di 20‘000 m² per le vetture private, corrispondenti a circa 22 campi da calcio. Per mettere a disposizione una tale superficie in Ticino e nel Canton Uri sarebbe necessario espropriare molti proprietari terrieri.
Con la costruzione del secondo tunnel, la vecchia galleria potrà essere risanata senza che il collegamento stradale tra il Ticino e il resto della Svizzera sia interrotto. La stazione di trasbordo così come proposta dal comitato referendiario, isolerebbe di fatto, il Ticino, per anni dal resto della Svizzera.