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DAVOS - Il presidente del consiglio di amministrazione di UBS Axel Weber si dice preoccupato dall'attività delle banche centrali, che ormai da tempo cercano di stabilizzare i mercati finanziari immettendo nel sistema enormi quantità di denaro.
Gli istituti di emissione possono guadagnare tempo, ma non risolvere i problemi, ha sostenuto al Forum economico di Davos l'ex presidente della Bundesbank. Durante la crisi le banche centrali hanno agito in modo assolutamente corretto, ma quanto successo non può continuare per anni. L'impressionante cumulo di debiti in Europa e negli Usa deve essere ridotto.
Secondo Weber alcuni stati cercano di posticipare la soluzione dei problemi, ma questo rende le difficoltà ancora maggiori. "Viviamo sulle spalle delle generazioni future", ha detto il manager in un dibattito al WEF. Per le banche sono necessarie regole globali: Weber ha deplorato il fatto che la normativa di Basilea III non sia stata introdotta dappertutto.
Da parte sua il vicedirettore del Fondo monetario internazionale Min Zhu ha fatto presente come la grandezza del settore finanziario, nonostante la crisi, sia rimasto ai livelli di quella del 2008: con un volume di 467'000 miliardi di dollari rappresenta un multiplo del Pil mondiale. "Questo è troppo", ha criticato Min Zhu. Inoltre le banche rimangono troppo poco trasparenti e i prodotti strutturati sono eccessivamente complicati.
Su questi punti è giunta l'obiezione di Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan, che ha enumerato tutte le posizioni che le banche devono pubblicare.
Ats