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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a emanare un divieto di applicazione del glifosato e di prodotti contenenti glifosato almeno fino al 2022.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 2015 il glifosato è stato sottoposto ad analisi del rischio condotte da numerose organizzazioni riconosciute a livello internazionale, tra cui JMPR (Joint FAO/WHO Meeting on Pesticide Residues), EFSA (European Food Safety Authority) ed ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche). Tutte queste analisi hanno dimostrato che, se impiegato come prescritto, esso non pone alcun rischio per l'uomo. Con il postulato della CSEC-N 15.4084 ha incaricato il Consiglio federale di presentare uno studio sugli effetti del glifosato in Svizzera. Benché il rapporto sia ancora in corso di finalizzazione, il Consiglio federale può comunque affermare che i residui misurati sono molto esigui e dunque innocui per la salute. Infatti soltanto nell'ipotesi irrealistica di un consumo giornaliero di 71 chilogrammi del campione maggiormente contaminato (pasta) ci si dovrebbero attendere effetti collaterali nocivi per la salute.</p><p>La situazione in Francia non è descritta correttamente nella mozione. Al momento dell'inoltro di quest'ultima, infatti, non era stato ancora deciso d'imporre un divieto. Il 26 settembre 2017 il governo francese ha annunciato dinanzi all'Assemblea nazionale di voler valutare una strategia per ovviare all'impiego di glifosato, la quale consiste essenzialmente nella ricerca di alternative.</p><p>Il glifosato è attualmente oggetto di una nuova procedura di valutazione dell'UE. Sulla scorta degli studi scientifici svolti da EFSA ed ECHA nonché della vigente base legale, la Commissione europea propone di prorogare di 10 anni l'autorizzazione di questo principio attivo. Gli Stati membri dovranno votare la proposta della Commissione entro fine 2017.</p><p>Il Piano d'azione sui prodotti fitosanitari mira a dimezzare i rischi correlati all'impiego dei prodotti fitosanitari. Il Consiglio federale ha definito questo obiettivo ambizioso. Sono previste numerose misure per ridurre i rischi in maniera mirata, segnatamente nella protezione degli organismi acquatici. Attraverso il Piano d'azione si punta anche a limitare l'utilizzo di prodotti fitosanitari in generale e nello specifico di erbicidi. Il Consiglio federale ha approvato le prime misure nel quadro dell'ordinanza sui pagamenti diretti che prevedono un sostegno finanziario in caso di riduzione e rinuncia all'impiego di erbicidi nelle colture di barbabietole da zucchero, nei frutteti e nei vigneti.</p><p>Un divieto del glifosato sarebbe problematico per diversi motivi. Per molti campi di applicazione, anche non in ambito agricolo, l'unica alternativa di lotta possibile è data da processi meccanici o termici. Questi metodi sono più dispendiosi dal profilo energetico e richiedono più lavoro, spesso manuale. In altri casi per ottenere gli stessi risultati del glifosato si ricorrerebbe a un mix di principi attivi per distruggere le malerbe. Va considerato anche che il glifosato non è tossico per gli organismi acquatici e finora non se ne sono rilevate tracce nelle falde acquifere da cui si ricava l'acqua potabile.</p><p>Occorre vagliare tutti questi aspetti prima di decidere di compiere un passo così incisivo come vietare questo principio attivo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.