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Il dibattito parlamentare sul rapporto di gestione ha evidenziato le difficoltà dello scorso anno. Una serie di eventi drammatici ha reso difficile l'azione di governo.
Il programma del Consiglio federale è stato scosso nel 2001 da una serie di fatti imprevisti che gli hanno impedito di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. La gestione governativa ha comunque raccolto in generale il sostegno del Consiglio nazionale, nonostante le critiche della sinistra e dell'UDC.
Il rapporto di gestione del Consiglio federale è stato approvato martedì dalla Camera del popolo con 106 voti contro 1 e 7 astenuti. È stata sollevata una riserva a proposito della Posta e delle FFS. Le domande poste dalle commissioni di gestione del parlamento non hanno infatti ottenuto risposte esaurienti, ha dichiarato in loro nome Brigitta Gadient (UDC/GR).
Se le informazioni che saranno fornite dalle ex regie saranno soddisfacenti, il parlamento dovrebbe togliere la riserva nella sessione d'autunno. Per il resto, le commissioni hanno rilevato una serie di ritardi in dossier come il progetto d'efficacia dell'apparato giudiziario, la riorganizzazione del settore informatico dell'amministrazione federale e la riforma del Dipartimento della difesa (DDPS).
Le cause delle difficoltà
Il Consiglio federale non ha potuto nascondere di non essere riuscito a raggiungere gli obiettivi che si era prefissato, ha ammesso il presidente della Confederazione Kaspar Villiger. Tuttavia, nel 2001, la gestione normale è stata sconvolta da una serie di fatti imprevisti, che vanno dagli attentati dell'11 settembre negli USA, al «grounding» di Swissair, al massacro di Zugo, all'incendio nella galleria del San Gottardo.
Nonostante una pianificazione accurata è impossibile prevedere tutti i problemi che possono insorgere. Il governo deve comunque saper gestire l'incertezza, ha sottolineato Villiger. In una crisi come quella di Swissair - ha aggiunto - il Consiglio federale è stato in grado di gestire la situazione con successo.
Le critiche al governo
Nelle circa quattro ore di dibattito, il presidente della Confederazione ha difeso la politica governativa. In nome del Consiglio federale, Kaspar Villiger ha dovuto incassare alcune critiche, in particolare da parte dello schieramento rosso-verde e dell'UDC.
Ulrich Schlüer (UDC/ZH) ha rimproverato al Dipartimento federale degli affari esteri di non difendere con sufficiente determinazione gli interessi svizzeri. Il suo collega Jakob Freund (UDC/AR) se l'è presa con il DDPS: ha chiesto che privilegi la sicurezza interna, piuttosto che la cooperazione internazionale. A sinistra, Jean- Jacques Schwaab (PS/VD) e Anne-Catherine Ménétrey (Verdi/VD) hanno vivamente criticato la gestione governativa della problematica dei «sans-papiers».
Il Consiglio nazionale ha inoltre preso atto tacitamente del rapporto delle commissioni di gestione delle Camere e della loro delegazione sulle attività 2001/2002. Il Consiglio degli Stati si occuperà di questi due rapporti la settimana prossima.
swissinfo e agenzie