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TPI: Seselj chiede 2 milioni di euro per violazione suoi diritti
Vojislav Seselj, il leader ultranazionalista serbo sotto processo per crimini di guerra al Tribunale internazionale penale dell'Aja (Tpi), chiede due milioni di euro di risarcimento a tale Tribunale, da lui accusato di aver violato costantemente nei suoi confronti i diritti umani basilari nei nove anni di detenzione.
Nel darne notizia, la Tanjug precisa che Seselj, che si difende da solo, reclama in particolare 300'000 euro per il tentativo di avergli imposto un avvocato, 100'000 euro per non aver potuto studiare le fonti legali invocate dal Tribunale, 100'000 per il rifiuto dei giudici di fornirgli documenti in serbo e su materiale cartaceo, 100'000 euro per l'impossibilità di comunicare con i suoi consulenti legali, 200'000 euro per non poter contattare i familiari, amici e medici, 400'000 euro per la violazione del diritto a ricevere un finanziamento per il suo team di avvocati, 500'000 euro per ritardi intenzionali nello svolgimento del processo. Il resto dei risarcimenti richiesti riguarda altre violazioni e irregolarità procedurali compiute, a suo avviso, dai giudici dell'Aja nei suoi confronti.
Il processo a Seselj, che è leader del Partito radicale serbo (SRS, ultranazionalista) e le cui condizioni di salute sono precarie, cominciò il 7 novembre 2007, e la requisitoria è prevista a partire dal 5 marzo prossimo. Le accuse riguardano crimini di guerra e contro l'umanità compiuti in Bosnia e Croazia tra il 1991 e il 1993 contro civili non serbi, sopratutto musulmani e croati. Nei giorni scorsi Seselj è stato visitato in carcere da un'equipe di medici serbi che, al loro ritorno a Belgrado, hanno definito allarmanti le sue condizioni di salute, in modo particolare per ciò che concerna la funzionalità cardiaca. Il 12 gennaio a Seselj è stato applicato un pacemaker.