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PECHINO - Il giornalista cinese Shi Tao, condannato a dieci anni di prigione per aver diffuso all'estero dei segreti di stato, ha presentato richiesta di revisione del processo, secondo il gruppo umanitario "Human rights in China" (Hric).
Il gruppo afferma che la richiesta di revisione del processo è stata presentata alla magistratura dalla madre del giornalista, Gao Qinsheng, ed elaborata dal suo avvocato, Mo Shaoping.
L'avvocato ha indicato quattro ragioni per considerare viziato il giudizio di primo e secondo grado: prima di tutto la Corte di appello non ha ascoltato le motivazioni della difesa; in secondo luogo la Corte ha rifiutato di ascoltare la testimonianza dello stesso Shi; inoltre ha rifiutato di rispondere alle osservazioni presentate in un documento scritto dai difensori; infine, le udienze del processo di appello sono state chiuse al pubblico in violazione della legge vigente.
Shi Tao, un collaboratore del giornale "Dangdai Shangbao", è stato arrestato il 23 novembre del 2004 a Taiyuan, nel nord della Cina, per aver fornito ad un sito Internet straniero una copia della circolare con la quale il governo ordinava ai giornalisti di osservare "prudenza" in occasione del quidicesimo anniversario dell'eccidio di piazza Tiananmen. Shi è stato condannato a dieci anni di prigione in primo grado alla fine dello scorso aprile. La condanna è stata confermata in giugno dalla Corte di Appello.