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Il corpo del pilota morto ieri mattina nello schianto del PC-7 dell'esercito svizzero sulle montagne sopra Grindelwald, nell'Oberland bernese, non è ancora stato recuperato. Due elicotteri erano pronti per l'operazione, ma a causa delle condizioni meteorologiche avverse non hanno potuto levarsi in volo.
"Finora non siamo riusciti a raggiungere la zona", ha indicato all'ats una portavoce dell'esercito, precisando che la nebbia e la neve impediscono al momento l'operazione. Il corpo si trova tra i 2'000 e i 3'000 metri di quota in una regione impervia. Nei prossimi giorni è previsto anche il recupero dei rottami. Il velivolo non aveva a bordo un registratore dei dati di volo.
Per permettere le operazioni il sito è stato chiuso agli alpinisti fino al 19 settembre ed è stato vietato il sorvolo della zona, al di sotto dei 4000 metri di quota, per un raggio di 5 chilometri. Per la giustizia militare, che si occupa dell'inchiesta, si è trattato di un evento di una certa gravità, ha affermato la portavoce. Le indagini sono state affidate a un team di giudici istruttori. Nessuna precisazione è per ora stata data sull'identità del pilota.
Il velivolo monomotore biposto a turboelica era decollato alle 08.00 da Payerne (VD) ed era atteso a Locarno poco dopo le 09.00. Non essendo arrivato a destinazione è partita un'azione di ricerca. L'apparecchio è stato localizzato verso le 16.00 nei pressi dello Schreckhorn.
(Ats)