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Durante la 67ª sessione della Commissione sugli Stupefacenti delle Nazioni Unite, tenutasi a Vienna dal 14 al 22 marzo 2024, la Svizzera ha partecipato attivamente e ha giocato un ruolo fondamentale nell’adozione di una risoluzione rivoluzionaria sulla prevenzione e la gestione delle overdose. Questa risoluzione rappresenta un passo significativo poiché, per la prima volta nella storia della Commissione, riconosce e sottolinea esplicitamente il concetto di riduzione dei danni.
La Commissione sugli Stupefacenti (CND) delle Nazioni Unite, istituita nel 1946, è responsabile della formulazione delle politiche internazionali in materia di droghe. Sotto la supervisione dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), la CND decide sul controllo internazionale delle sostanze stupefacenti, delle sostanze psicotrope e dei precursori.
Durante il segmento ministeriale della sessione, tenutosi il 14 e il 15 marzo 2024, è stato adottato un documento conclusivo che ha fatto il punto sull’attuazione della dichiarazione ministeriale del 2019 sulle droghe. La Svizzera ha partecipato attivamente a questo incontro, guidata dalla direttrice dell’Ufficio federale della sanità pubblica, Anne Lévy. La delegazione svizzera ha enfatizzato il suo impegno per una politica basata sulla salute e sui diritti umani, integrando aspetti di sviluppo e promuovendo il dialogo e la cooperazione internazionale.
Durante la sessione regolare della CND, che si è svolta dal 18 al 22 marzo 2024, è stata adottata la risoluzione sulla prevenzione e la gestione delle overdose. Questa risoluzione è stata acclamata come storica in quanto riconosce e sottolinea per la prima volta l’importanza della riduzione dei danni nell’ambito della CND. La Svizzera, con la sua lunga storia di leadership nel campo della riduzione dei danni, ha giocato un ruolo fondamentale nella promozione di questa iniziativa.
La Svizzera ha sempre svolto un ruolo attivo all’interno della CND e continuerà a farlo, impegnandosi per una politica internazionale sulle droghe che metta al centro la salute e i diritti umani. La sua strategia basata sui quattro pilastri – prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione – è stata riconosciuta e rispettata a livello globale.