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1° gennaio 1972 - Fa fede il testo parlato
Care Concittadine, cari Concittadini,
All'inizio dell'anno, il neoeletto presidente della Confederazione si rivolge a voi, in nome del Consiglio federale, per esprimere gli auguri di capodanno. Ciò non avviene solo per un'antica consuetudine, ma specialmente per avviare uno spontaneo dialogo con i concittadini poiché il presente riserva al paese compiti così gravosi che solo è possibile risolvere col sostegno dell'intero popolo. La fiducia reciproca è infatti un presupposto essenziale per governare in democrazia. Ben note vi sono le condizioni del mondo moderno.
L'uomo è volto alla conquista dello spazio; in un'unica generazione egli ha saputo condensare un progresso tecnico e scientifico di gran lunga superiore a quanto attuato nei secoli precedenti: la scienza evolve a passi giganteschi e il frutto di tale evoluzione si rende sempre più manifesto. Le numerose innovazioni tecniche rivoluzionano le nostre condizioni di vita. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse vitali e l'inquinamento dell'ambiente, di cui siamo responsabili, per leggerezza, negligenza o intemperanza minano e pregiudicano la vita dell'uomo, delle piante e degli animali.
Questo disagio, accentuato dal rincaro e dalla svalutazione monetaria, genera un senso d'impotenza di fronte a un avvenire che sfugge al controllo del singolo. A una smodata offerta di beni materiali fa riscontro un sentimento di vacuità spirituale.
È evidente che tale ritmo del processo evolutivo non potrà essere mantenuto, in quanto ogni espansione soggiace a barriere naturali che non possono essere impunemente superate.
Nonostante le sue limitate possibilità, il Consiglio federale si adopererà anche in avvenire per coordinare e equilibrare le forze espansive e per impedirne o per lo meno attenuarne le ripercussioni nefaste.
Ma come le medicine possono giovare soltanto se il paziente si sforza di cooperare con il medico, cosi i pericoli che minacciano oggi l'uomo e la società possono essere scongiurati soltanto se vi è la cooperazione di un popolo vigilante, rispettoso dell'ordine, amante del prossimo e disposto a sacrificare i propri desideri in favore del bene comune.
Tutti quei fenomeni che suscitano le nostre apprensioni sono frutto di un comportamento umano spesso in urto con l'interesse della collettività. Possono essere quindi corretti con un comportamento più coerente, con maggiore dedizione e attenzione alla causa comune, in seno alla famiglia, al comune, al cantone e alla Confederazione. Le necessarie restrizioni saranno la migliore garanzia delle libertà individuali.
Spero che grazie allo stimolo dato dall'esempio di donne e uomini risoluti sarà possibile conseguire, in tempo relativamente breve, positivi successi in tutti i settori soprattutto per quanto attiene alla protezione dell'ambiente e all'inflazione.
Guardjamoci dall'errore di credere che, essendo problemi universali, essi possano essere risolti solo con l'impiego di mezzi allo stesso livello. Ovunque esistono piccole cose da migliorare, accanto alle grandi, e tutti possono contribuire al benessere altrui, nell'interesse della vita comune. Giovani, voi che siete alla ricerca della giusta via, giovani che vivete in un mondo non forgiato da voi, sappiate trarre insegnamento dagli errori del passato. Volete la discussione? Ben venga questa discussione. Essa è la linfa della comunità e soprattutto della democrazia, ma soggiace a regole che vanno rispettate. Chi vuole imporre la propria opinione con la violenza, in vece della discussione, del confronto delle opinioni, vuole il disordine, non il bene pubblico. Sono convinto che i giovani sapranno validamente inserirsi nell'ambito della nostra comunità. Invito pertanto i più anziani a lasciar aperta la via alla discussione nell’ordine e nella libertà.
Duro ed impervio fu il cammino che la donna svizzera dovette percorrere per ottenere i diritti politici. Oggi essa gode del diritto di voto non solo per volontà del Parlamento ma anche grazie alla pazienza, perseveranza e intelligenza della donna stessa. Mi congratulo con voi, care Concittadine, per l'ottima prova data in occasione delle recenti elezioni federali.
Abbiamo la fortuna di vivere in un paese bello e ordinato in cui regna il benessere guadagnato a prezzo di diligente lavoro. Non dimentichiamo che il nostro tenore di vita pub essere rafforzato con l'incremento della produzione e del lavoro, poiché soltanto in tal modo sarà possibile rinforzare le nostre istituzioni sociali. Né possiamo trascurare gli sforzi intesi a una migliore distribuzione delle nuove ricchezze prodotte, poiché il benessere generale è la nostra meta.
Ma evitiamo di pensare unicamente a noi stessi; volgiamo la mente anche alle altre genti sparse nel mondo, dalla cui sorte dipende anche il nostro avvenire. Auguriamoci di poter realizzare sulla terra, con l'aiuto dell'Onnipotente, la pace e la giustizia, suprema aspirazione dell’umanità; anche qui ciascuno di noi è chiamato a dare il suo contributo.
Dopo avervi esposto alcune mie preoccupazioni desidero, care concittadine e cari concittadini, esprimervi gli auguri per un felice anno nuovo.
Estendo questo mio augurio anche agli stranieri ospiti nel nostro paese. Rivolgo un saluto particolare alle svizzere e agli svizzeri all'estero, ringraziandoli per la loro fedeltà e il loro attaccamento alla Patria.
Agli ammalati e agli oppressi auguro pronta guarigione, sollievo e conforto. Ma vorrei ringraziare in modo particolare tutti coloro che quotidianamente contribuiscono alla cura degli ammalati e dei deboli, al buon funzionamento della nostra economia e dei servizi pubblici, giorno e notte con ogni tempo, anche quando gli altri dormono o festeggiano.
Il Consiglio federale augura a tutti buon anno!