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BERNA - La stragrande maggioranza degli svizzeri vorrebbe vedere i vertici di UBS rispondere in tribunale per i loro errori nella gestione della banca: stando a un sondaggio pubblicato oggi dal settimanale romando "L'Hebdo", il 76% di un campione rappresentativo di 604 persone è favorevole ad avviare una causa civile di risarcimento contro l'ex presidente del consiglio di amministrazione Marcel Ospel.
Solo il 10% voterebbe invece il discarico, come proposto dagli attuali dirigenti dell'istituto all'assemblea degli azionisti in programma mercoledì prossimo. Il 14% non ha per contro un'opinione in materia.
Il rilevamento demoscopico effettuato dall'istituto Trend nella Svizzera tedesca e romanda mostra che le opinioni sono molto simili sia fra le persone che votano a sinistra che fra gli elettori di destra. L'unica differenza significativa è dettata dall'età degli interrogati: i vecchi sono più severi dei giovani nel loro giudizio.
Secondo il consigliere nazionale Christian Luscher (PLR/GE), intervistato da "L'Hebdo", il risultato del sondaggio mostra come il modo di agire della banca sia "particolarmente maldestro", in un momento in cui si discute dell'iniziativa contro le retribuzioni abusive e mentre molte persone continuano a subire gli effetti della crisi finanziaria.
Per il deputato ginevrino la posizione dell'istituto - che il propone il discarico non solo per l'esercizio 2009, bensì anche per il 2008 e il 2007, anni per il quale questa delibera del diritto societario era stata sospesa - è contrario ai principi del liberalismo, perché si oppone all'idea stessa di responsabilità individuale. "Chi ha portato la banca sull'orlo del baratro agendo per interesse personale deve pagare", si dice convinto Luscher.
Se però alla fine il discarico sarà votato, si aprirà "un'autostrada" verso la costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta: un esercizio che secondo il parlamentare radicale sarebbe inutile, perché non porterebbe a nulla dal punto di vista giuridico e si rivelerebbe così solo una psicoterapia nazionale a un anno dalle elezioni federali.
SDA-ATS