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Noè Ponti è un campione autentico. Malgrado una tormentata preparazione agli Europei, ha saputo superare le difficoltà e ha conquistato l’argento nei 100 delfino. «Il mentale è spesso più importante del fisico, alle grandi competizioni», ha detto.
Il ticinese era stato la rivelazione dei Giochi di Tokyo grazie al bronzo olimpico vinto a soli vent’anni. Giunto in Giappone forte di un tempo promettente (51"15) realizzato l’inverno precedente, non si era fatto sopraffare dalle pressioni ed era riuscito ad abbassare due volte il primato svizzero, portandolo a 50"74. Dopo quell’exploit e un’esperienza negativa presso l’Università del North Carolina, Ponti ha poi vinto l’argento mondiale in vasca corta ad Abu Dhabi, in dicembre, nei 200 delfino.
Noè non si è fatto destabilizzare troppo nemmeno dal Covid, contratto quest’estate mentre i Mondiali di Budapest erano ancora in corso. «Sapevo che, prima o poi, sarebbe successo», dice l’atleta del Gambarogno, che a causa del virus è stato costretto a ridurre parecchio i carichi di lavoro dopo i Mondiali, dove aveva chiuso 4° i 200 m e 8° i 100 delfino. «Ho iniziato ad allenarmi soltanto la settimana precedente gli Europei, ma ero lontano dal mio miglior livello», ha precisato il ticinese, a cui 3 settimane prima della rassegna continentale fu diagnosticata pure un’infiammazione ai bronchi. «Non sono certo al 100% delle mie possibilità fisiche», continua Ponti, che a Roma è stato battuto solo dal magiaro Kristof Milak e che per la terza volta in carriera ha saputo scendere sotto i 51", fermando il cronometro a 50"87.
«Sapevo di essere forte a livello mentale, ma non potevo dimenticare i guai fisici», spiega il ticinese, che era giunto a Roma senza aver fissato obiettivi precisi. «Volevo soltanto nuotare, senza farmi troppe domande, e vedere cosa sarebbe successo. Sono estremamente soddisfatto di questa medaglia d’argento», ha confessato Ponti, che rinunciando ai 50 delfino e alle qualificazioni della 4x200 ha dimostrato anche di saper gestire bene le proprie forze. La sua speranza, ora, è che l’aspetto mentale riesca ad avere la meglio sul fisico anche in occasione dei 200 delfino, le cui semifinali sono previste lunedì verso le 18. «Nei 200 potrebbe essere complicato, perché nelle ultime settimane ho potuto allenarmi solo su distanze corte», mette in guardia Ponti in modo prudente. «In questa prova, però, tutto è possibile». Un argento è comunque nelle sue possibilità, dietro l’irraggiungibile Kristof Milak.