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Una coalizione di parlamentari contro le limitazioni per le stazioni sciistiche
Una coalizione di parlamentari federali di destra chiede che le capacità dei comprensori sciistici non siano limitate. Se sarà necessario adottare ulteriori misure, queste saranno di competenza dei cantoni e non della Confederazione, affermano.
L'alleanza, composta principalmente da politici dell'UDC, ha precisato in un comunicato di essere preoccupata per le «migliaia di imprese colpite, la cui sopravvivenza dipende dalle entrate generate durante le poche settimane di vacanza invernale».
Per non complicare ulteriormente la situazione, bisogna rinunciare a nuove restrizioni al turismo invernale imposte a livello federale su tutto il territorio nazionale. Se necessario, spetta ai cantoni imporre ulteriori requisiti per contenere l'epidemia di coronavirus.
«Auale differenza tra un autobus e una cabinovia?»
In un incontro con i media a Berna, l'alleanza, di cui fa parte anche la presidente del PLR Petra Gössi, afferma di non capire «quale differenza ci sia tra un tram o un autobus al completo e una cabinovia al completo». Secondo questi parlamentari, nella maggior parte dei casi la permanenza in una cabinovia è molto più breve rispetto a quella in un tram o in un autobus.
La responsabilità è delle imprese turistiche, che hanno il dovere di applicare «senza eccezioni e rigorosamente i dispositivi di protezione». Secondo i politici di destra, il Consiglio federale sta considerando di limitare le capacità sulle piste da sci «a causa delle pressioni estere».
Per il momento il Consiglio federale non prevede di chiudere i comprensori sciistici durante le feste. Tuttavia, si trova ad affrontare la pressione delle autorità dei paesi alpini vicini, che hanno tutti scelto, tranne l'Austria, di chiudere gli impianti di risalita. Il governo è in stretto contatto con quelli dei paesi limitrofi.
vey, ats