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Comunicati, DFGP, 14.01.2009
Controprogetto all'iniziativa espulsione: avviata la consultazione
L'iniziativa popolare «per l'espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)» chiede che gli stranieri condannati per determinati reati o che hanno percepito abusivamente prestazioni delle assicurazioni sociali o dell'aiuto sociale perdano ogni diritto di soggiorno e vengano espulsi dalla Svizzera. S’intende abolire il potere discrezionale delle autorità nel disporre misure di allontanamento o di respingimento.
Secondo il Consiglio federale l'iniziativa popolare non viola il diritto internazionale pubblico cogente. È possibile interpretarla in modo tale da rispettare il principio del «non-refoulement».
Tuttavia, l’attuazione dell’iniziativa colliderebbe con le garanzie previste dalla Costituzione federale, in particolare con la tutela della sfera privata e familiare e con il principio della proporzionalità dei provvedimenti emanati dalle autorità. Inoltre non sarebbe più possibile rispettare importanti disposizioni del diritto internazionale pubblico non cogente, ad esempio della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE. Pertanto, il Consiglio federale raccomanda al Parlamento di respingere l'iniziativa.
Il Consiglio federale presenta un controprogetto indiretto all’iniziativa, il quale prevede l’adattamento della legge sugli stranieri nei punti fondamentali seguenti:
- Revoca coerente dei permessi del diritto in materia di stranieri in caso di reati gravi (pene privative della libertà di almeno due anni)
Il controprogetto indiretto specifica i motivi di revoca e fa dipendere le decisioni maggiormente dal grado d'integrazione. In presenza di una pena privativa della libertà di almeno due anni, il potere discrezionale delle autorità è ristretto; sono fatti salvi il principio costituzionale della proporzionalità delle misure adottate dalle autorità e il diritto internazionale pubblico. Il controprogetto indiretto contribuisce pertanto a rendere più unitaria e incisiva anche la prassi cantonale.
- Rilascio del permesso di domicilio solo in caso d'integrazione riuscita
In linea di massima il permesso di domicilio va rilasciato soltanto in caso d'integrazione riuscita. La regola si applica anche ai coniugi stranieri di cittadini svizzeri ammessi nel quadro del ricongiungimento familiare. Un'integrazione riuscita presuppone l'osservanza dell'ordine pubblico, il riconoscimento dei valori fondamentali della Costituzione federale e la volontà di partecipare alla vita lavorativa e formativa. Anche la conoscenza di una lingua nazionale costituisce un presupposto importante.
Un esame più approfondito dell'integrazione del richiedente prima del rilascio del permesso di domicilio permette anche di evitare lunghe procedure di revoca in un secondo momento.
La consultazione termina il 15 aprile 2009. Il Consiglio federale deve presentare al Parlamento il messaggio sull'iniziativa popolare e il controprogetto indiretto entro il 15 agosto 2009.
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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 14.01.2009