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L’iniziativa chiede di vietare l’«allevamento intensivo» e di sancire nella Costituzione la dignità degli animali nell’ambito della deten-zione a scopo agricolo. Il Consiglio federale respinge l’iniziativa e si oppone con un controprogetto diretto.
Attualità
Il Consiglio federale respinge l’iniziativa sull’allevamento intensivo e adotta un controprogetto diretto
Il 19 maggio 2021 il Consiglio federale ha licenziato il suo messaggio sull’iniziativa «No all’allevamento intensivo in Svizzera» all’attenzione del Parlamento.
Il Consiglio federale respinge l’iniziativa e si oppone con un contropro-getto diretto, in cui riprende le richieste dell’iniziativa e propone di anco-rare il benessere di tutti gli animali nella Costituzione. Inoltre, devono essere inclusi il ricovero e la cura rispettosi dell’animale, l’accesso a spazi esterni e una macellazione rispettosa.
Il Consiglio federale respinge l’iniziativa anche perché già oggi il diritto in materia di protezione degli animali proibisce già l’allevamento intensivo, come auspicato dall’iniziativa. Inoltre, la necessaria regolamentazione delle importazioni sarebbe incompatibile con gli obblighi internazionali della Svizzera e potrebbe essere attuata solo a fronte d’ingenti spese amministrative.
19.05.2021
L’iniziativa mira a promuovere il benessere degli animali da reddito
L’iniziativa popolare «No all’allevamento intensivo in Svizzera» mira a proteggere la dignità degli animali nell’ambito della detenzione a scopo agricolo e a vietare l’allevamento intensivo. La Confederazione è chia-mata a stabilire criteri per il ricovero, l’accesso a spazi esterni, il numero di animali detenuti e la macellazione che corrispondano almeno a quelli delle direttive Bio Suisse del 2018. La nuova disposizione costituzionale dovrebbe inoltre valere anche per i prodotti di origine animale importati.
Il Consiglio federale respinge l’iniziativa
Il Consiglio federale considera importante il benessere degli animali. Tuttavia, respinge l’iniziativa poiché il diritto in materia di protezione degli animali vieta già oggi l’allevamento intensivo. La legislazione protegge il benessere dei singoli animali indipendentemente dal loro numero.
Inoltre, la necessaria regolamentazione delle importazioni sarebbe in-compatibile con gli obblighi internazionali della Svizzera e potrebbe esse-re attuata solo a fronte d’ingenti spese amministrative. Potrebbe anche portare a rincari dei prezzi delle derrate alimentari di origine animale importate. Tali aumenti di prezzo non riguarderebbero solo i consumatori, bensì anche le aziende che producono o lavorano le derrate alimentari in Svizzera.
Il Consiglio federale è inoltre contrario a inserire nella Costituzione lo standard privato delle direttive Bio Suisse del 2018. Queste direttive specifiche del 2018 risulterebbero da tempo superate quando dovessero entrare in vigore al termine del periodo transitorio massimo di 25 anni. Inoltre, numerosi altri standard biologici privati e statali esistono e sono in fase di ridefinizione.
Il controprogetto chiede il benessere per tutti gli animali
La protezione del benessere deve essere sancita nella Costituzione come principio di portata generale per tutti gli animali. In tal modo il con-troprogetto si spingerebbe oltre l’iniziativa, che fa riferimento unicamente agli animali nell’ambito della detenzione a scopo agricolo. Per gli animali da reddito, il controprogetto riprende tre aspetti centrali dell’iniziativa: ricovero e cura rispettosi dell’animale, accesso a spazi esterni e macel-lazione rispettosa. Si deve rinunciare a sancire nella Costituzione le direttive Bio Suisse di diritto privato del 2018. Il controprogetto è compa-tibile con gli obblighi assunti dalla Svizzera sul piano internazionale.
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Ultima modifica 20.05.2021