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30.04.2021 – 11:48
Il Consiglio della stampa ammonisce la pubblicità nativa per scopi politici (presa di posizione 28/2021)
Ein Dokument
Berna (ots)
Parti: Digitale Gesellschaft c. Ringier AG
Tema: Separazione tra parte redazionale e pubblicità
Reclamo accolto
Riassunto
Il Consiglio della stampa ammonisce l'articolo apparso il 7 marzo in vista della votazione sull'e-ID sul "blick.ch" dal titolo "Per questo motivo avete bisogno di un'identità elettronica". Non è infatti segnalato chiaramente che si tratti di un messaggio pubblicitario. La dicitura "in collaborazione con..." secondo il Consiglio della stampa non è sufficiente visto che l'articolo appare con la consueta grafica e la dicitura in piccolo, al posto della firma dell'autore, è poco evidente. Il contributo non si differenzia dalla parte redazionale della testata e non è contrassegnato in modo chiaro che si tratti di pubblicità.
Per questo il Consiglio della stampa vede nella prima versione dell'articolo una violazione della direttiva 10.1 (Separazione tra la parte redazionale e quella pubblicitaria) della "Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei giornalisti e delle giornaliste". Violazione di un certo peso quando come in questo caso si tratta di una pubblicità politica prima di una votazione.
Terza versione chiara ed esemplare
Il Consiglio della stampa definisce esemplare la terza e ultima versione dell'articolo. La frase chiara "Questo contenuto è una pubblicità politica" all'inizio del corpo centrale dell'articolo, unita alla firma su due righe "Trattasi di un contributo a pagamento, presentato da..." conferisce nei punti giusti la necessaria trasparenza, così il Consiglio della stampa argomenta nella sua più recente presa di posizione.
Obbligo di distinzione anche sui social media
Inoltre secondo il Consiglio della stampa l'obbligo di distinzione vale anche per le pubblicazioni sui social media. Nel contributo in questione il Consiglio della stampa ritiene insufficiente e non trasparente la dicitura sulla pagina Facebook "sponsorizzato." Il Consiglio della stampa suggerisce di usare la chiara dicitura "Collaborazione pubblicitaria a pagamento".
Il Consiglio della stampa irritato dalla pubblicità nativa/dal Native Advertising
Il Consiglio della stampa esprime preoccupazione sullo sviluppo e la diffusione della pubblicità nativa. Gli editori della carta stampata sono sotto pressione e intenti ad acquisire nuove entrate pubblicitarie. La redazione di articoli commerciali dalle fattezze di articoli di redazione rende però un cattivo servizio al giornalismo e agli editori. Indica anche una mancanza di rispetto nei confronti dei lettori e adombra la credibilità del giornalismo. Una credibilità senza la quale il giornalismo perde il suo senso di esistere, sostiene il Consiglio della stampa.
Contatto:
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