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L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera,
visto l'articolo 123 capoverso 1 della Costituzione federale1; visto il messaggio del Consiglio federale del 21 dicembre 20052,
decreta:
Art. 1 Campo d'applicazione
1Il presente Codice disciplina il perseguimento e il giudizio dei reati previsti dal diritto federale da parte delle autorità penali della Confederazione e dei Cantoni.
2Sono fatte salve le norme procedurali di altre leggi federali.
Art. 2 Amministrazione della giustizia penale
1La giustizia penale è amministrata esclusivamente dalle autorità designate dalla legge.
2I procedimenti penali possono essere svolti ed evasi soltanto nelle forme previste dalla legge.
Art. 3 Rispetto della dignità umana e correttezza
1In tutte le fasi del procedimento le autorità penali rispettano la dignità delle persone coinvolte.
2Le autorità penali si attengono segnatamente:
- a.
- al principio della buona fede;
- b.
- al divieto dell'abuso di diritto;
- c.
- all'imperativo di garantire parità ed equità di trattamento a tutti i partecipanti al procedimento e di accordare loro il diritto di essere sentiti;
- d.
- al divieto di utilizzare metodi probatori lesivi della dignità umana.
Art. 4 Indipendenza
1Nell'applicazione del diritto le autorità penali sono indipendenti e sottostanno soltanto al diritto.
2È fatto salvo il potere di impartire istruzioni alle autorità di perseguimento penale, secondo l'articolo 14.
Art. 5 Imperativo di celerità
1Le autorità penali avviano senza indugio i procedimenti penali e li portano a termine senza ritardi ingiustificati.
2Se l'imputato è in stato di carcerazione, il procedimento a suo carico ha priorità.
Art. 6 Principio della verità materiale
1Le autorità penali accertano d'ufficio tutti i fatti rilevanti per il giudizio, sia riguardo al reato sia riguardo all'imputato.
2Esse esaminano con la medesima cura le circostanze a carico e a discarico.
Art. 7 Obbligo di procedere
1Nell'ambito delle loro competenze, le autorità penali sono tenute ad avviare e attuare un procedimento se vengono a conoscenza di reati o di indizi di reato.
2I Cantoni possono:
- a.
- escludere o limitare la responsabilità penale dei membri delle loro autorità legislative e giudiziarie e dei membri del loro Governo per espressioni usate nel Parlamento cantonale;
- b.
- subordinare all'autorizzazione di un'autorità extragiudiziaria il procedimento penale per crimini o delitti che membri delle loro autorità amministrative e giudiziarie hanno commesso nell'esercizio delle proprie funzioni.
Art. 8 Rinuncia al procedimento penale
1Il pubblico ministero e il giudice prescindono dal procedimento penale se il diritto federale lo prevede, segnatamente se sono adempiute le condizioni di cui agli articoli 52-54 del Codice penale (CP)1.
2Salvo che vi si oppongano interessi preponderanti dell'accusatore privato, il pubblico ministero e il giudice prescindono inoltre dal procedimento penale se:
- a.
- considerati gli altri fatti contestati all'imputato, il reato in questione non è di rilevanza tale da incidere sensibilmente sulla determinazione della pena o della misura;
- b.
- la pena che dovrebbe essere inflitta, complementare a una pena pronunciata con decisione passata in giudicato, sarebbe presumibilmente irrilevante;
- c.
- la pena ipotizzabile per il reato perseguito corrisponderebbe a una pena da computare inflitta all'estero.
3Salvo che vi si oppongano interessi preponderanti dell'accusatore privato, il pubblico ministero e il giudice possono prescindere dal procedimento penale se il reato in questione è già perseguito da un'autorità estera o il perseguimento è delegato a una siffatta autorità.
4Nei casi di cui ai capoversi precedenti, il pubblico ministero e il giudice decidono il non luogo a procedere o l'abbandono del procedimento.
Art. 9 Principio accusatorio
1Un reato può essere sottoposto a giudizio soltanto se, per una fattispecie oggettiva ben definita, il pubblico ministero ha promosso l'accusa contro una determinata persona dinanzi al giudice competente.
2Sono fatte salve la procedura del decreto d'accusa e la procedura penale in materia di contravvenzioni.
Art. 10 Presunzione d'innocenza e valutazione delle prove
1Ognuno è presunto innocente fintanto che non sia condannato con decisione passata in giudicato.
2Il giudice valuta liberamente le prove secondo il convincimento che trae dall'intero procedimento.
3Se vi sono dubbi insormontabili quanto all'adempimento degli elementi di fatto, il giudice si fonda sulla situazione oggettiva più favorevole all'imputato.
Art. 11 Divieto di un secondo procedimento
1Chi è stato condannato o assolto in Svizzera con decisione passata in giudicato non può essere nuovamente perseguito per lo stesso reato.
2Sono fatte salve la riapertura dei procedimenti per cui è stato deciso l'abbandono oppure il non luogo, nonché la revisione.
Art. 12 Autorità di perseguimento penale
Sono autorità di perseguimento penale:
- a.
- la polizia;
- b.
- il pubblico ministero;
- c.
- le autorità penali delle contravvenzioni.
Art. 13 Autorità giudicanti
Fungono da giudice nel procedimento penale:
- a.
- il giudice dei provvedimenti coercitivi;
- b.
- il tribunale di primo grado;
- c.
- la giurisdizione di reclamo;
- d.
- il tribunale d'appello.
Art. 14 Designazione e organizzazione delle autorità penali
1La Confederazione e i Cantoni determinano le proprie autorità penali e le rispettive denominazioni.
2Disciplinano la nomina, la composizione, l'organizzazione e le attribuzioni delle autorità penali in quanto il presente Codice o altre leggi federali non lo facciano in modo esaustivo.
3La Confederazione e i Cantoni possono prevedere pubblici ministeri superiori o generali.
4Eccezion fatta per la giurisdizione di reclamo e il tribunale d'appello, possono istituire più autorità penali dello stesso tipo; in tal caso definiscono la competenza per territorio e per materia di ciascuna di esse.
5La Confederazione e i Cantoni disciplinano la vigilanza sulle rispettive autorità penali.
Art. 15 Polizia
1L'attività della polizia della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni nell'ambito del perseguimento penale è retta dal presente Codice.
2La polizia indaga sui reati di propria iniziativa, su denuncia di privati e di autorità o su mandato del pubblico ministero; in tale ambito sottostà alla vigilanza e alle istruzioni del pubblico ministero.
3Anche il giudice presso cui il caso è già pendente può impartire istruzioni e conferire mandati alla polizia.
Art. 16 Pubblico ministero
1Il pubblico ministero è responsabile dell'esercizio uniforme della pretesa punitiva dello Stato.
2Dirige la procedura preliminare, persegue i reati nell'ambito dell'istruzione e, se del caso, promuove e sostiene l'accusa.
Art. 17 Autorità penali delle contravvenzioni
1La Confederazione e i Cantoni possono affidare il perseguimento e il giudizio delle contravvenzioni ad autorità amministrative.
2Le contravvenzioni commesse in relazione con un crimine o delitto sono perseguite e giudicate insieme con tale reato dal pubblico ministero e dal giudice.
Art. 18 Giudice dei provvedimenti coercitivi
1Il giudice dei provvedimenti coercitivi è competente per disporre la carcerazione preventiva e la carcerazione di sicurezza e, in quanto previsto dal presente Codice, per disporre o approvare ulteriori provvedimenti coercitivi.
2Chi funge da giudice dei provvedimenti coercitivi non può essere giudice del merito nella medesima causa.
Art. 19 Tribunale di primo grado
1Il tribunale di primo grado giudica in primo grado tutti i reati che non sono di competenza di altre autorità.
2La Confederazione e i Cantoni possono prevedere quale tribunale di primo grado un giudice unico incaricato di giudicare:
- a.
- le contravvenzioni;
- b.
- i crimini e i delitti, eccettuati quelli per i quali il pubblico ministero chiede una pena detentiva superiore a due anni, l'internamento secondo l'articolo 64 CP1, un trattamento secondo l'articolo 59 capoverso 3 CP o, nei casi in cui si debba contemporaneamente revocare la sospensione condizionale di una sanzione, una privazione della libertà superiore a due anni.
Art. 20 Giurisdizione di reclamo
1La giurisdizione di reclamo giudica i reclami contro gli atti procedurali e contro le decisioni non appellabili:
- a.
- dei tribunali di primo grado;
- b.
- della polizia, del pubblico ministero e delle autorità penali delle contravvenzioni;
- c.
- del giudice dei provvedimenti coercitivi, nei casi previsti dal presente Codice.
2La Confederazione e i Cantoni possono conferire le attribuzioni della giurisdizione di reclamo al tribunale d'appello.
Art. 21 Tribunale d'appello
1Il tribunale d'appello giudica:
- a.
- gli appelli interposti contro le sentenze dei tribunali di primo grado;
- b.
- le domande di revisione.
2Chi ha già operato in veste di membro della giurisdizione di reclamo non può fungere da membro del tribunale d'appello nella medesima causa.
3I membri del tribunale d'appello non possono essere giudici della revisione nella medesima causa.
Art. 22 Giurisdizione cantonale
Le autorità penali cantonali perseguono e giudicano i reati previsti dal diritto federale; sono fatte salve le eccezioni di legge.
Art. 23 Giurisdizione federale in generale
1Sottostanno alla giurisdizione federale i seguenti reati previsti nel CP1:
- a.2
- i reati di cui ai titoli primo e quarto e agli articoli 140, 156, 189 e 190, in quanto diretti contro persone protette in virtù del diritto internazionale, contro magistrati federali, contro membri dell'Assemblea federale, contro il procuratore generale della Confederazione o contro i suoi sostituti;
- b.
- i reati di cui agli articoli 137-141, 144, 160 e 172ter, in quanto concernano locali, archivi o documenti di missioni diplomatiche e posti consolari;
- c.
- la presa d'ostaggio secondo l'articolo 185, se la coazione è diretta contro autorità federali o estere;
- d.
- i crimini e i delitti di cui agli articoli 224-226ter;
- e.3
- i crimini e i delitti di cui al titolo decimo concernenti monete, cartamonete e biglietti di banca, valori di bollo ufficiali e altre marche della Confederazione, pesi e misure; è eccettuato il contrassegno per l'utilizzazione delle strade nazionali di prima e seconda classe;
- f.4
- i crimini e i delitti di cui al titolo undecimo, in quanto si tratti di documenti federali, eccettuati i titoli di trasporto e i giustificativi del traffico dei pagamenti postali;
- g.5
- i reati di cui al titolo dodicesimobis e dodicesimoter nonché all'articolo 264k;
- h.
- i reati di cui all'articolo 260bis e ai titoli da tredicesimo a quindicesimo e diciassettesimo, in quanto diretti contro la Confederazione o le sue autorità, contro la volontà popolare in elezioni, votazioni e domande di referendum o d'iniziativa federali o contro l'autorità o la giustizia federali;
- i.
- i crimini e i delitti di cui al titolo sedicesimo;
- j.
- i reati di cui ai titoli diciottesimo e diciannovesimo, in quanto commessi da un membro di un'autorità federale o da un impiegato federale o diretti contro la Confederazione;
- k.
- le contravvenzioni di cui agli articoli 329-331;
- l.
- i crimini e delitti politici che sono causa o conseguenza di disordini tali da rendere necessario un intervento federale armato.
2Sono fatte salve le disposizioni concernenti la competenza del Tribunale penale federale previste in leggi federali speciali.
1 RS 311.0
2 Nuovo testo giusta il n. II 7 dell'all. alla L del 19 mar. 2010 sull'organizzazione delle autorità penali, in vigore dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
3 Nuovo testo giusta il n. II 1 dell'all. alla L del 18 mar. 2016 sulle multe disciplinari, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6559; FF 2015 869).
4 Correzione del 20 dic. 2013 (RU 2014 243).
5 Nuovo testo giusta il n. I 3 della LF del 18 giu. 2010 che modifica di leggi federali per l'attuazione dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, in vigore dal 1° gen. 2011 (RU 2010 4963; FF 2008 3293),
Art. 24 Giurisdizione federale in caso di criminalità organizzata, finanziamento del terrorismo e criminalità economica
1Sottostanno inoltre alla giurisdizione federale i reati di cui agli articoli 260ter, 260quinquies, 305bis, 305ter e 322ter-322septies CP1, nonché i crimini commessi da un'organizzazione criminale ai sensi dell'articolo 260ter CP, a condizione che:
- a.
- siano stati commessi prevalentemente all'estero;
- b.
- siano stati commessi in più Cantoni e il centro dell'attività penalmente rilevante non possa essere localizzato in uno di essi.
2In caso di crimini di cui ai titoli secondo e undecimo CP, il pubblico ministero della Confederazione può aprire un'istruzione qualora:
- a.
- siano realizzate le condizioni di cui al capoverso 1; e
- b.
- nessuna autorità cantonale di perseguimento penale si occupi della causa o la competente autorità cantonale di perseguimento penale solleciti dal pubblico ministero della Confederazione l'assunzione del procedimento.
3L'apertura di un'istruzione secondo il capoverso 2 determina la competenza giurisdizionale federale.
Art. 25 Delega ai Cantoni
1Il pubblico ministero della Confederazione può delegare alle autorità cantonali l'istruzione e il giudizio o, in via eccezionale, soltanto il giudizio di una causa penale che sottostà alla giurisdizione federale in virtù dell'articolo 23. Sono eccettuate le cause penali di cui all'articolo 23 capoverso 1 lettera g.
2Nei casi semplici può delegare alle autorità cantonali anche l'istruzione e il giudizio di una causa penale che sottostà alla giurisdizione federale in virtù dell'articolo 24.
Art. 26 Competenza plurima
1Se il reato è stato commesso in più Cantoni o all'estero o se l'autore principale, i coautori o i compartecipi hanno il domicilio o la dimora abituale in Cantoni diversi, il pubblico ministero della Confederazione decide quale Cantone istruisce e giudica la causa penale.
2Se una causa penale sottostà sia alla giurisdizione federale sia a quella cantonale, il pubblico ministero della Confederazione può disporre la riunione dei procedimenti presso le autorità federali o le autorità cantonali.
3La giurisdizione stabilita sul fondamento del capoverso 2 permane anche se la parte del procedimento che aveva fondato la competenza viene abbandonata.
4Se entra in linea di conto una delega ai sensi del presente capitolo, i pubblici ministeri della Confederazione e dei Cantoni si trasmettono reciprocamente gli atti per esame. Dopo la decisione di delega, trasmettono gli atti all'autorità incaricata di istruire e giudicare la causa.
Art. 27 Competenza per le prime indagini
1Se un caso che sottostà alla giurisdizione federale è urgente e le autorità penali della Confederazione non sono ancora intervenute, le indagini di polizia e l'istruzione possono essere svolte anche dalle autorità cantonali che sarebbero competenti per territorio in virtù delle norme sul foro. Il pubblico ministero della Confederazione ne è informato senza indugio; il caso gli è affidato, o gli è sottoposto affinché decida secondo gli articoli 25 o 26, al più presto possibile.
2In caso di reati commessi in tutto o in parte in più Cantoni o all'estero e per i quali non è ancora stato stabilito se il procedimento penale competa alla Confederazione o a un Cantone, le prime indagini possono essere svolte dalle autorità penali della Confederazione.
Art. 28 Conflitti
I conflitti tra il pubblico ministero della Confederazione e le autorità penali cantonali sono decisi dal Tribunale penale federale.
Art. 29 Principio dell'unità della procedura
1Più reati sono perseguiti e giudicati congiuntamente se:
- a.
- sono stati commessi da uno stesso imputato; oppure
- b.
- vi è correità o partecipazione.
2Se si tratta di reati che in parte ricadono nella competenza della Confederazione o sono stati commessi in diversi Cantoni e da più persone, prevalgono gli articoli 25 e 33-38.
Art. 30 Eccezioni
Per motivi sostanziali, il pubblico ministero e il giudice possono disgiungere o riunire i procedimenti.
Art. 31 Foro del luogo del reato
1Per il perseguimento e il giudizio sono competenti le autorità del luogo in cui il reato è stato commesso. Se in Svizzera si trova soltanto il luogo in cui si è verificato l'evento, sono competenti le autorità di questo luogo.
2Se il reato è stato commesso in più luoghi o se l'evento si è verificato in più luoghi, sono competenti le autorità del luogo in cui sono stati compiuti i primi atti di perseguimento.
3Se l'imputato ha commesso più crimini, delitti o contravvenzioni nel medesimo luogo, i procedimenti sono riuniti.
Art. 32 Foro in caso di reati commessi all'estero o di incertezza circa il luogo del reato
1Se il reato è stato commesso all'estero o se non si può determinare il luogo in cui il reato è stato commesso, il perseguimento e il giudizio competono alle autorità del luogo in cui l'imputato ha il domicilio o la dimora abituale.
2Se l'imputato non ha né domicilio né dimora abituale in Svizzera, sono competenti le autorità del suo luogo d'origine; in subordine, le autorità del luogo in cui l'imputato è stato reperito.
3Se non è dato alcun foro secondo i capoversi 1 e 2, sono competenti le autorità del Cantone che ha chiesto l'estradizione.
Art. 33 Foro in caso di concorso di più persone
1I compartecipi sono perseguiti e giudicati dalle autorità competenti per il perseguimento e il giudizio dell'autore.
2Se il reato è stato commesso da più autori, sono competenti le autorità del luogo in cui sono stati compiuti i primi atti di perseguimento.
Art. 34 Foro in caso di concorso di reati commessi in luoghi diversi
1Se l'imputato ha commesso più reati in luoghi diversi, il perseguimento e il giudizio di tutti i reati competono alle autorità del luogo in cui è stato commesso il reato punibile con la pena più grave. Se per i diversi reati è comminata la stessa pena, sono competenti le autorità del luogo in cui sono stati compiuti i primi atti di perseguimento.
2Se al momento della determinazione del foro secondo gli articoli 39-42 in uno dei Cantoni interessati è già stata promossa l'accusa per uno dei reati, i procedimenti sono svolti separatamente.
3Se una persona è stata condannata da giudici diversi a più pene dello stesso genere, il giudice che ha pronunciato la pena più grave fissa, a richiesta del condannato, una pena unica.
Art. 35 Foro in caso di reati commessi mediante i mass media
1In caso di reato commesso in Svizzera secondo l'articolo 28 CP1 sono competenti le autorità del luogo in cui ha sede l'impresa massmediatica.
2Se l'autore dell'opera è noto e ha il domicilio o la dimora abituale in Svizzera, sono parimenti competenti le autorità del luogo di domicilio o di dimora abituale. In tal caso il procedimento è attuato nel luogo in cui sono stati compiuti i primi atti di perseguimento. In caso di reati perseguibili a querela di parte, il querelante può scegliere tra i due fori.
3Se non è dato alcun foro secondo i capoversi 1 e 2, sono competenti le autorità del luogo in cui l'opera è stata diffusa. Se la diffusione è avvenuta in più luoghi, sono competenti le autorità del luogo in cui sono stati compiuti i primi atti di perseguimento.
Art. 36 Foro in caso di reati nell'esecuzione per debiti e nel fallimento e in caso di procedimenti penali contro imprese
1In caso di reati secondo gli articoli 163-171bis CP1, sono competenti le autorità del luogo di domicilio, di dimora abituale o di sede del debitore.
2Per i procedimenti penali contro imprese secondo l'articolo 102 CP sono competenti le autorità del luogo di sede dell'impresa. Lo stesso vale se il procedimento è diretto, per il medesimo fatto, anche contro una persona che agisce per l'impresa.
3Se non è dato alcun foro secondo i capoversi 1 e 2, il foro si determina secondo gli articoli 31-35.
Art. 37 Foro in caso di confisca indipendente
1Le confische indipendenti (art. 376-378) sono eseguite nel luogo in cui si trovano gli oggetti o i valori patrimoniali da confiscare.
2Se gli oggetti o i valori patrimoniali da confiscare si trovano in più Cantoni e sono in relazione con uno stesso reato o uno stesso autore, l'autorità competente è quella del luogo in cui è stata aperta la prima procedura di confisca.
Art. 38 Determinazione di un foro derogatorio
1I pubblici ministeri possono convenire un foro diverso da quelli di cui agli articoli 31-37 se il centro dell'attività penalmente rilevante, la situazione personale dell'imputato o altri motivi pertinenti lo esigono.
2Al fine di tutelare i diritti procedurali di una parte, dopo la promozione dell'accusa la giurisdizione cantonale di reclamo può, ad istanza di parte o d'ufficio, derogare alle norme sul foro di cui al presente capitolo deferendo il giudizio a un altro tribunale cantonale di primo grado competente per materia.
Art. 39 Esame della competenza e intesa
1Le autorità penali esaminano d'ufficio la loro competenza e, se necessario, rimettono il caso all'autorità competente.
2Se più autorità penali risultano competenti per territorio, i pubblici ministeri interessati si comunicano senza indugio gli elementi essenziali del caso e si adoperano per raggiungere un'intesa il più rapidamente possibile.
Art. 40 Conflitti in materia di foro
1Se vi è contestazione fra le autorità penali del medesimo Cantone sul foro competente, decide definitivamente il pubblico ministero superiore o generale oppure, in mancanza di siffatte funzioni, la giurisdizione cantonale di reclamo.
2Se le autorità di perseguimento penale di più Cantoni non riescono ad accordarsi sul foro competente, il pubblico ministero del Cantone che per primo si è occupato della causa sottopone senza indugio, in ogni caso prima della promozione dell'accusa, la questione al Tribunale penale federale affinché decida.
3L'autorità competente a decidere sul foro può stabilire un foro diverso da quello previsto negli articoli 31-37 se il centro dell'attività penalmente rilevante, la situazione personale dell'imputato o altri motivi pertinenti lo esigono.
Art. 41 Contestazione del foro ad opera delle parti
1La parte che intende contestare la competenza dell'autorità investita del procedimento penale deve chiedere senza indugio a quest'ultima di rimettere il caso all'autorità penale competente.
2Le parti possono impugnare entro dieci giorni dinanzi all'autorità competente a decidere sul foro, conformemente all'articolo 40, la decisione sul foro presa dai pubblici ministeri interessati (art. 39 cpv. 2). Se i pubblici ministeri hanno convenuto un foro derogatorio (art. 38 cpv. 1), la decisione può essere impugnata soltanto dalla parte la cui richiesta secondo il capoverso 1 è stata respinta.
Art. 42 Disposizioni comuni
1Finché il foro non è determinato in modo definitivo, l'autorità che per prima si è occupata della causa prende i provvedimenti indifferibili. Se necessario, l'autorità competente a decidere sul foro designa l'autorità che deve occuparsi provvisoriamente della causa.
2Le persone in stato di carcerazione sono consegnate alle autorità di altri Cantoni soltanto se la competenza è stata determinata in modo definitivo.
3Un foro determinato conformemente agli articoli 38-41 può essere modificato soltanto per nuovi motivi gravi e solo prima della promozione dell'accusa.
Art. 43 Campo d'applicazione e definizione
1Le disposizioni del presente capitolo disciplinano l'assistenza giudiziaria in materia penale da parte di autorità federali e cantonali a favore di pubblici ministeri, autorità penali delle contravvenzioni e autorità giudicanti, cantonali e federali.
2Le disposizioni del presente capitolo si applicano alla polizia in quanto essa operi su istruzione di pubblici ministeri, autorità penali delle contravvenzioni o autorità giudicanti.
3L'assistenza giudiziaria diretta tra le autorità di polizia della Confederazione e dei Cantoni e tra quelle dei Cantoni è ammissibile se non concerne provvedimenti coercitivi di esclusiva competenza del pubblico ministero o del giudice.
4Per assistenza giudiziaria s'intende qualsiasi provvedimento richiesto da un'autorità, nell'ambito delle sue competenze, in un procedimento penale pendente.
Art. 44 Obbligo di prestare assistenza giudiziaria
Le autorità federali e cantonali sono tenute a prestarsi assistenza giudiziaria qualora reati previsti dal diritto federale siano perseguiti e giudicati in applicazione del presente Codice.
1 La correzione della CdR del 10 nov. 2014, pubblicata il 25 nov. 2014, concerne soltanto il testo francese (RU 2014 4071).
Art. 45 Appoggio logistico e sicurezza
1Per quanto possibile, i Cantoni mettono a disposizione delle autorità penali della Confederazione e degli altri Cantoni i locali necessari per garantire l'esercizio della loro attività ufficiale e alloggiare le persone in carcerazione preventiva.
2Su richiesta delle autorità penali della Confederazione, i Cantoni prendono i provvedimenti necessari per garantire la sicurezza dell'attività ufficiale delle stesse.
Art. 46 Rapporti diretti tra autorità
1Le autorità comunicano direttamente tra loro1.
2Le domande d'assistenza giudiziaria possono essere formulate nella lingua dell'autorità richiedente o in quella dell'autorità richiesta.
3Se non è chiaro quale sia l'autorità competente, l'autorità richiedente indirizza la domanda d'assistenza giudiziaria rispettivamente al pubblico ministero supremo del Cantone richiesto o a quello della Confederazione. Il pubblico ministero la inoltra poi all'autorità competente.
1 L'autorità giudiziaria svizzera territorialmente competente per le commissioni rogatorie può essere trovata in internet al seguente indirizzo: www.elorge.admin.ch
Art. 47 Spese
1L'assistenza giudiziaria è prestata gratuitamente.
2La Confederazione rimborsa ai Cantoni le spese da essa occasionate per l'appoggio ai sensi dell'articolo 45.
3Le spese insorte sono comunicate rispettivamente al Cantone richiedente o alla Confederazione affinché possano essere addossate alle parti condannate alle spese.
4Gli obblighi d'indennizzo derivanti da provvedimenti d'assistenza giudiziaria sono rispettivamente a carico del Cantone richiedente o della Confederazione.
Art. 48 Conflitti
1I conflitti in materia di assistenza giudiziaria tra autorità dello stesso Cantone sono decisi definitivamente dalla giurisdizione cantonale di reclamo.
2I conflitti tra autorità federali e cantonali o tra autorità di diversi Cantoni sono decisi dal Tribunale penale federale.
Art. 49 Principi
1I pubblici ministeri e le autorità giudicanti della Confederazione e dei Cantoni possono domandare alle autorità penali di altri Cantoni o della Confederazione l'esecuzione di atti procedurali. L'autorità richiesta non esamina né l'ammissibilità né l'adeguatezza degli atti procedurali stessi.
2La trattazione dei reclami contro i provvedimenti d'assistenza giudiziaria compete rispettivamente alle autorità del Cantone richiedente o della Confederazione. Dinanzi alle autorità del Cantone richiesto o della Confederazione, i provvedimenti d'assistenza giudiziaria possono essere impugnati soltanto per quanto concerne la loro esecuzione.
Art. 50 Domanda di provvedimenti coercitivi
1L'autorità richiedente domanda l'arresto di una persona inviando all'autorità richiesta un mandato scritto di accompagnamento coattivo (art. 208).
2L'autorità richiesta traduce l'arrestato dinanzi all'autorità competente se possibile entro 24 ore.
3Le domande concernenti altri provvedimenti coercitivi sono motivate succintamente. Nei casi urgenti la motivazione può essere inviata in un secondo tempo.
Art. 51 Diritto di partecipare agli atti procedurali
1Le parti, i loro patrocinatori e l'autorità richiedente possono partecipare agli atti procedurali domandati, in quanto il presente Codice lo preveda.
2Se la partecipazione è possibile, l'autorità richiesta comunica all'autorità richiedente, alle parti e ai loro patrocinatori dove e quando sarà eseguito l'atto procedurale.
Art. 52 Principi
1I pubblici ministeri, le autorità penali delle contravvenzioni e le autorità giudicanti dei Cantoni e della Confederazione hanno diritto di disporre ed eseguire direttamente in un altro Cantone tutti gli atti procedurali ai sensi del presente Codice.
2Il pubblico ministero del Cantone in cui dev'essere eseguito l'atto procedurale ne è previamente avvisato. Nei casi urgenti può essere avvisato a posteriori. Per la richiesta di informazioni e documenti non è necessario alcun avviso.
3Le spese degli atti procedurali e i relativi obblighi di indennizzo sono rispettivamente a carico del Cantone che ha eseguito gli atti o della Confederazione; il Cantone o la Confederazione può addossarli alle parti conformemente agli articoli 426 e 427.
Art. 53 Impiego della polizia
Se necessita dell'aiuto della polizia per l'esecuzione di un atto procedurale, l'autorità richiedente indirizza la relativa domanda al pubblico ministero del Cantone richiesto; questi conferisce alla polizia locale i mandati necessari.
Art. 54 Applicabilità del presente Codice
La concessione dell'assistenza giudiziaria internazionale e la procedura d'assistenza giudiziaria sono rette dal presente Codice soltanto in quanto altre leggi federali e trattati internazionali non prevedano disposizioni specifiche.
Art. 55 Competenza
1Se un Cantone si occupa di un caso di assistenza giudiziaria internazionale, è competente il pubblico ministero.
2Durante la procedura dibattimentale le autorità giudicanti possono presentare autonomamente domande d'assistenza giudiziaria.
3Sono fatti salvi i poteri delle autorità d'esecuzione penale.
4Se il diritto federale assegna compiti di assistenza giudiziaria a un'autorità giudiziaria, è competente la giurisdizione di reclamo.
5Se il Cantone che si occupa di una domanda di assistenza giudiziaria estera esegue atti procedurali in altri Cantoni, sono applicabili le disposizioni concernenti l'assistenza giudiziaria nazionale.
6I Cantoni disciplinano l'ulteriore procedura.
Art. 56 Motivi di ricusazione
Chi opera in seno a un'autorità penale si ricusa se:
- a.
- ha un interesse personale nella causa;
- b.
- ha partecipato alla medesima causa in altra veste, segnatamente come membro di un'autorità, patrocinatore di una parte, perito o testimone;
- c.
- è unito in matrimonio, vive in unione domestica registrata o convive di fatto con una parte, con il suo patrocinatore o con una persona che ha partecipato alla medesima causa come membro della giurisdizione inferiore;
- d.
- è parente o affine di una parte in linea retta o in linea collaterale fino al terzo grado incluso;
- e.
- è parente o affine in linea retta, o in linea collaterale fino al secondo grado incluso, di un patrocinatore di una parte oppure di una persona che ha partecipato alla medesima causa come membro della giurisdizione inferiore;
- f.
- per altri motivi, segnatamente a causa di rapporti di amicizia o di inimicizia con una parte o con il suo patrocinatore, potrebbe avere una prevenzione nella causa.
Art. 57 Obbligo di comunicazione
Chi opera in seno a un'autorità penale e si trova in un caso di ricusazione lo comunica tempestivamente a chi dirige il procedimento.
Art. 58 Domanda di ricusazione
1La parte che intende chiedere la ricusazione di una persona che opera in seno a un'autorità penale deve presentare senza indugio la relativa domanda a chi dirige il procedimento non appena è a conoscenza del motivo di ricusazione; deve rendere verosimili i fatti su cui si fonda la domanda.
2Il ricusando si pronuncia sulla domanda.
Art. 59 Decisione
1Se è invocato un motivo di ricusazione di cui all'articolo 56 lettere a o f oppure se una persona che opera in seno a un'autorità penale si oppone alla domanda di ricusazione presentata da una parte in virtù dell'articolo 56 lettere b-e, decide senza ulteriore procedura probatoria e definitivamente:
- a.
- il pubblico ministero, nei casi in cui è interessata la polizia;
- b.
- la giurisdizione di reclamo, nei casi in cui sono interessati il pubblico ministero, le autorità penali delle contravvenzioni o i tribunali di primo grado;
- c.
- il tribunale d'appello, nei casi in cui sono interessati la giurisdizione di reclamo o singoli membri del tribunale d'appello;
- d.1
- il Tribunale penale federale, nei casi in cui è interessato l'intero tribunale d'appello di un Cantone.
2La decisione è resa per scritto e motivata.
3Fino alla decisione il ricusando continua a esercitare la sua funzione.
4Se la domanda è accolta, le spese procedurali sono addossate rispettivamente alla Confederazione o al Cantone. Se la domanda è respinta o è manifestamente tardiva o temeraria, le spese sono addossate al richiedente.
1 Nuovo testo giusta il n. II 3 della LF del 17 mar. 2017 (Istituzione di una corte d'appello in seno al Tribunale penale federale), in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2017 5769; FF 2013 6121, 2016 5587).
Art. 60 Conseguenze della violazione delle norme sulla ricusazione
1Gli atti ufficiali ai quali ha partecipato una persona tenuta a ricusarsi sono annullati e ripetuti se una parte lo domanda entro cinque giorni da quello in cui è venuta a conoscenza della decisione di ricusazione.
2Le prove già esperite ma non più ripetibili possono essere nondimeno prese in considerazione dall'autorità penale.
3Se il motivo di ricusazione è scoperto soltanto dopo la chiusura del procedimento, si applicano le disposizioni sulla revisione.
Art. 61 Competenza
Il procedimento è diretto:
- a.
- sino all'abbandono dello stesso o sino alla promozione dell'accusa, dal pubblico ministero;
- b.
- nella procedura penale in materia di contravvenzioni, dall'autorità penale delle contravvenzioni;
- c.
- nella procedura giudiziaria dinanzi a un'autorità giudicante collegiale, dal presidente del collegio;
- d.
- nella procedura giudiziaria dinanzi a un'autorità giudicante monocratica, dal giudice unico.
Art. 62 Compiti generali
1Chi dirige il procedimento prende le disposizioni atte a garantire che lo stesso si svolga in modo appropriato e conforme alla legge.
2Nella procedura dinanzi a un'autorità giudicante collegiale, chi dirige il procedimento esercita tutte le attribuzioni che non sono riservate al collegio.
Art. 63 Polizia delle udienze
1Chi dirige il procedimento provvede a far mantenere la sicurezza, la tranquillità e l'ordine durante le udienze.
2Chi dirige il procedimento può ammonire le persone che ne turbano l'andamento od offendono le convenienze. In caso di recidiva, può toglier loro la parola, espellerle dalla sala d'udienza e, se necessario, farle custodire dalla polizia sino alla fine dell'udienza. Può altresì far sgomberare la sala d'udienza.
3Chi dirige il procedimento può chiedere l'aiuto della polizia competente nel luogo dell'atto procedurale.
4Se una parte è allontanata, l'atto procedurale prosegue comunque.
Art. 64 Sanzioni disciplinari
1Chi dirige il procedimento può punire con la multa disciplinare fino a 1000 franchi le persone che ne turbano l'andamento, offendono le convenienze o non ottemperano a disposizioni ordinatorie.
2Le multe disciplinari inflitte dal pubblico ministero e dai tribunali di primo grado possono essere impugnate entro dieci giorni dinanzi alla giurisdizione di reclamo. Questa decide definitivamente.
Art. 65 Impugnabilità delle disposizioni ordinatorie del giudice
1Le disposizioni ordinatorie del giudice possono essere impugnate soltanto insieme con la decisione finale.
2Le disposizioni ordinatorie prese prima del dibattimento da chi dirige il procedimento in un'autorità giudicante collegiale possono, d'ufficio o su domanda, essere modificate o annullate dal collegio.
Art. 66 Oralità
I procedimenti dinanzi alle autorità penali si svolgono oralmente in quanto il presente Codice non prescriva la forma scritta.
Art. 67 Lingue del procedimento
1La Confederazione e i Cantoni designano le lingue in cui si svolge il procedimento dinanzi alle loro autorità penali.
2Le autorità penali cantonali eseguono tutti gli atti procedurali nelle lingue che il Cantone ha designato conformemente al capoverso 1; chi dirige il procedimento può consentire deroghe.
Art. 68 Traduzioni
1Se un partecipante al procedimento non comprende la lingua in cui si svolge il medesimo o non è in grado di esprimersi sufficientemente bene nella stessa, chi dirige il procedimento fa capo a un traduttore o interprete. Nei casi semplici o urgenti può rinunciare al traduttore o all'interprete se egli stesso e l'estensore del verbale padroneggiano sufficientemente la lingua del diretto interessato e questi vi acconsente.
2Anche se assistito da un difensore, l'imputato è informato in una lingua a lui comprensibile, oralmente o per scritto, almeno del contenuto essenziale degli atti procedurali più importanti. Non può essere pretesa una traduzione integrale di tutti gli atti procedurali e degli atti di causa.
3Gli atti che non sono memorie o istanze delle parti sono all'occorrenza tradotti per scritto o tradotti oralmente per il verbale.
4Per la traduzione dell'interrogatorio della vittima di un reato contro l'integrità sessuale si fa capo a una persona dello stesso sesso se la vittima lo domanda e se ciò è possibile senza ritardare indebitamente il procedimento.
5Ai traduttori e agli interpreti si applicano per analogia le disposizioni concernenti i periti (art. 73, 105, 182-191).
Art. 69 Principi
1Le udienze dinanzi al tribunale di primo grado e al tribunale d'appello, nonché la comunicazione orale delle sentenze e delle ordinanze di tali tribunali sono pubbliche, ad eccezione delle deliberazioni.
2In tali casi, se le parti hanno rinunciato a una pronuncia pubblica della sentenza o se è stato emesso un decreto d'accusa, gli interessati possono prendere visione della sentenza o del decreto d'accusa.
3Non sono pubbliche:
- a.
- la procedura preliminare, fatte salve le comunicazioni delle autorità penali al pubblico;
- b.
- la procedura dinanzi al giudice dei provvedimenti coercitivi;
- c.
- la procedura dinanzi alla giurisdizione di reclamo e, in quanto si svolga per scritto, quella dinanzi al tribunale d'appello;
- d.
- la procedura del decreto d'accusa.
4Chiunque può assistere alle udienze pubbliche; le persone di età inferiore ai 16 anni necessitano tuttavia dell'autorizzazione di chi dirige il procedimento.
Art. 70 Restrizioni e porte chiuse
1Il giudice può disporre che le udienze si svolgano in tutto o in parte a porte chiuse:
- a.
- se la sicurezza o l'ordine pubblici o interessi degni di protezione di una persona coinvolta, segnatamente quelli della vittima, lo esigono;
- b.
- in caso di forte affluenza.
2Qualora si proceda a porte chiuse, l'imputato, la vittima e l'accusatore privato possono farsi accompagnare al massimo da tre persone di fiducia.
3Il giudice può consentire a cronisti giudiziari e ad altre persone che hanno un interesse legittimo di assistere, a determinate condizioni, ad udienze non pubbliche ai sensi del capoverso 1.
4Qualora si sia proceduto a porte chiuse, il giudice comunica la sentenza in udienza pubblica o, se necessario, informa il pubblico in altro modo adeguato sull'esito del procedimento.
Art. 71 Riprese audiovisive
1Non sono permesse riprese visive o sonore all'interno dell'edificio del tribunale, nonché riprese di atti procedurali eseguiti in altro luogo.
2I trasgressori possono essere puniti con la multa disciplinare di cui all'articolo 64 capoverso 1. Le riprese non autorizzate possono essere sequestrate.
Art. 72 Cronaca giudiziaria
La Confederazione e i Cantoni possono disciplinare l'ammissione, i diritti e gli obblighi dei cronisti giudiziari.
Art. 73 Obbligo del segreto
1I membri delle autorità penali, i loro collaboratori e i periti nominati dall'autorità penale serbano il segreto sui fatti di cui vengono a conoscenza nell'esercizio della loro attività ufficiale.
2Se lo scopo del procedimento o un interesse privato lo richiede, chi dirige il procedimento può, richiamato l'articolo 292 CP1, obbligare l'accusatore privato, altri partecipanti al procedimento e i loro patrocinatori a serbare il segreto sul procedimento medesimo e sulle persone coinvolte. Tale obbligo va limitato nel tempo.
Art. 74 Informazione del pubblico
1Il pubblico ministero e il giudice e, con il loro consenso, la polizia possono informare il pubblico su procedimenti pendenti se è necessario:
- a.
- affinché la popolazione collabori a far luce su reati o alla ricerca di indiziati;
- b.
- per mettere in guardia o tranquillizzare la popolazione;
- c.
- per rettificare notizie o voci inesatte;
- d.
- data la particolare importanza del caso.
2La polizia, senza far nomi, può inoltre informare il pubblico di propria iniziativa su incidenti e reati.
3Il pubblico è informato rispettando il principio della presunzione di innocenza e i diritti della personalità degli interessati.
4Qualora sia coinvolta una vittima, le autorità e i privati possono, al di fuori di una procedura giudiziaria pubblica, divulgarne l'identità o informazioni che ne consentano l'identificazione soltanto se:
- a.
- la collaborazione della popolazione è necessaria per far luce su crimini o per la ricerca di indiziati; oppure
- b.
- la vittima o, se deceduta, i suoi congiunti vi acconsentono.
Art. 75 Comunicazioni ad altre autorità
1Se l'imputato sta scontando una pena o una misura, le autorità penali informano le competenti autorità d'esecuzione riguardo ai nuovi procedimenti penali e alle decisioni pronunciate.
2Se necessario per proteggere l'imputato, il danneggiato o i loro congiunti, le autorità penali informano i servizi sociali e le autorità di protezione dei minori e degli adulti riguardo ai procedimenti penali avviati e alle decisioni pronunciate.1
3Se nell'ambito di un procedimento inerente a un reato in cui sono coinvolti minorenni accertano che sono necessari ulteriori provvedimenti, le autorità penali ne informano senza indugio le autorità di protezione dei minori.2
3bisChi dirige il procedimento informa l'Aggruppamento Difesa riguardo ai procedimenti penali pendenti nei confronti di militari o persone soggette all'obbligo di leva, se sussistono seri segni o indizi che questi possano esporre a pericolo se stessi o terzi con un'arma da fuoco.3
4La Confederazione e i Cantoni possono obbligare o autorizzare le autorità penali a fornire ulteriori informazioni ad autorità.
1 Nuovo testo giusta il n. 2 dall'all. alla LF del 15 dic. 2017 (Protezione dei minorenni), in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2947; FF 2015 2751).
2 Nuovo testo giusta il n. 2 dall'all. alla LF del 15 dic. 2017 (Protezione dei minorenni), in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 2947; FF 2015 2751).
3 Introdotto dal n. I 2 della LF del 25 set. 2015 sul miglioramento dello scambio d'informazioni tra autorità in materia di armi (RU 2016 1831; FF 2014 277). Nuovo testo giusta il n. 3 dell'all. alla LF 18 mar. 2016, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2016 4277, 2017 2297; FF 2014 5939).
Art. 76 Disposizioni generali
1Le deposizioni delle parti, le decisioni orali delle autorità e tutti gli altri atti procedurali non eseguiti per scritto sono messi a verbale.
2L'estensore del verbale, chi dirige il procedimento e, se del caso, il traduttore o interprete attestano l'esattezza del verbale.
3Chi dirige il procedimento è responsabile della verbalizzazione completa ed esatta degli atti procedurali.
4Chi dirige il procedimento può disporre che la verbalizzazione degli atti procedurali avvenga non soltanto per scritto, bensì anche, in tutto o in parte, mediante supporti sonori o visivi. Ne informa previamente i presenti.
Art. 77 Verbali del procedimento
I verbali del procedimento riportano tutti gli atti procedurali essenziali informando segnatamente su:
- a.
- la natura, il luogo, la data e l'ora;
- b.
- il nome dei membri delle autorità che vi hanno partecipato, nonché il nome delle parti, dei loro patrocinatori e delle altre persone presenti;
- c.
- le istanze e conclusioni delle parti;
- d.
- il fatto che gli interrogati sono stati ragguagliati sui loro diritti e obblighi;
- e.
- le deposizioni degli interrogati;
- f.
- lo svolgimento del procedimento, le disposizioni prese dall'autorità penale e l'osservanza dei requisiti formali dei singoli atti procedurali;
- g.
- gli atti di causa e altri elementi di prova prodotti dai partecipanti al procedimento o acquisiti in altro modo durante lo stesso;
- h.
- le decisioni e la loro motivazione, in quanto un esemplare delle stesse non sia allegato agli atti.
Art. 78 Verbali d'interrogatorio
1Le deposizioni delle parti, dei testimoni, delle persone informate sui fatti e dei periti sono messe a verbale seduta stante.
2Il verbale è steso nella lingua in cui si svolge il procedimento; tuttavia le deposizioni essenziali sono per quanto possibile verbalizzate nella lingua in cui si è espresso l'interrogato.
3Le domande e risposte determinanti sono verbalizzate testualmente.
4Chi dirige il procedimento può consentire all'interrogato di dettare personalmente la sua deposizione.
5Il verbale dell'interrogatorio è immediatamente letto o dato da leggere all'interrogato. Presa conoscenza del verbale, questi lo firma e ne vista ogni pagina. Se rifiuta di leggere integralmente il verbale o di firmarlo, il rifiuto e i motivi invocati sono annotati nel verbale medesimo.
5bisSe nella procedura dibattimentale l'interrogatorio è registrato mediante dispositivi tecnici, il giudice può rinunciare a leggere o a dare da leggere il verbale all'interrogato e a farglielo firmare. Le registrazioni sono acquisite agli atti.1
6Se l'interrogatorio si svolge per videoconferenza, la dichiarazione orale dell'interrogato di aver preso conoscenza del verbale sostituisce la firma e il visto. Tale dichiarazione è annotata nel verbale medesimo.
7I verbali manoscritti non ben leggibili e le deposizioni registrate stenograficamente sono trascritti senza indugio in bella copia. Gli appunti sono conservati sino alla chiusura del procedimento.2
1 Introdotto dal n. I 2 della LF del 28 set. 2012 (Disposizioni sulla verbalizzazione), in vigore dal 1° mag. 2013 (RU 2013 851; FF 2012 5043 5055).
2 Nuovo testo giusta il n. I 2 della LF del 28 set. 2012 (Disposizioni sulla verbalizzazione), in vigore dal 1° mag. 2013 (RU 2013 851; FF 2012 5043 5055).
Art. 79 Rettifica
1Chi dirige il procedimento rettifica le sviste manifeste insieme con l'estensore del verbale; ne informa successivamente le parti.
2Sulle istanze di rettifica del verbale decide chi dirige il procedimento.
3Le rettifiche, le modifiche, le cancellature e le aggiunte sono autenticate dall'estensore del verbale e da chi dirige il procedimento. Le modifiche materiali sono eseguite in modo da lasciare riconoscibile il testo originario.
Art. 80 Forma
1Le decisioni di merito su questioni penali e civili rivestono la forma della sentenza. Le altre decisioni rivestono la forma dell'ordinanza, se pronunciate da un'autorità collegiale, o del decreto, se pronunciate da un'autorità monocratica. Sono fatte salve le disposizioni concernenti la procedura del decreto d'accusa.
2Le decisioni sono emesse per scritto e motivate. Sono firmate da chi dirige il procedimento e dall'estensore del verbale e notificate alle parti.
3I decreti e le ordinanze ordinatori semplici non necessitano né di una stesura separata né di una motivazione; sono annotati a verbale e comunicati alle parti in modo appropriato.
Art. 81 Contenuto delle decisioni finali
1Le sentenze e le altre decisioni che concludono il procedimento contengono:
- a.
- un'introduzione;
- b.
- una motivazione;
- c.
- un dispositivo;
- d.
- se impugnabili, l'indicazione dei rimedi giuridici.
2L'introduzione contiene:
- a.
- la designazione dell'autorità penale e dei suoi membri che hanno partecipato alla decisione;
- b.
- la data della decisione;
- c.
- una sufficiente designazione delle parti e dei loro patrocinatori;
- d.
- nelle sentenze, le conclusioni delle parti.
3La motivazione contiene:
- a.
- nelle sentenze, l'apprezzamento di fatto e di diritto del comportamento contestato all'imputato e i motivi delle sanzioni, delle conseguenze accessorie nonché di quelle relative alle spese e indennità;
- b.
- nelle altre decisioni che concludono il procedimento, le ragioni della soluzione adottata.
4Il dispositivo contiene:
- a.
- l'indicazione delle disposizioni di legge applicate;
- b.
- nelle sentenze, la decisione relativa alla colpevolezza e alla sanzione, alle spese e indennità nonché alle eventuali azioni civili;
- c.
- nelle altre decisioni che concludono il procedimento, la dichiarazione di conclusione dello stesso;
- d.
- le decisioni giudiziarie successive;
- e.
- la decisione concernente le conseguenze accessorie;
- f.
- la designazione delle persone e autorità che ricevono una copia della decisione o del dispositivo.
Art. 82 Limitazioni dell'obbligo di motivazione
1Il tribunale di primo grado rinuncia a una motivazione scritta se:
- a.
- motiva oralmente la sentenza; e
- b.
- non pronuncia una pena detentiva superiore a due anni, un internamento secondo l'articolo 64 CP1, un trattamento secondo l'articolo 59 capoverso 3 CP oppure una privazione di libertà di oltre due anni conseguente alla revoca simultanea della sospensione condizionale di sanzioni.
2Il tribunale di primo grado notifica successivamente alle parti una sentenza motivata se:
- a.
- una parte lo domanda entro dieci giorni dalla notificazione del dispositivo;
- b.
- una parte interpone ricorso.
3Se solo l'accusatore privato domanda una sentenza motivata o interpone ricorso, il tribunale di primo grado motiva la sentenza soltanto nella misura in cui concerne il comportamento punibile che ha arrecato pregiudizio all'accusatore privato e le pretese civili dello stesso.
4Nella procedura di ricorso, il giudice può rimandare alla motivazione della giurisdizione inferiore per quanto concerne l'apprezzamento di fatto e di diritto dei fatti contestati all'imputato.
Art. 83 Interpretazione e rettifica delle decisioni
1Se il dispositivo di una decisione è poco chiaro, contraddittorio o incompleto o è in contraddizione con la motivazione, l'autorità penale che ha pronunciato la decisione la interpreta o la rettifica ad istanza di parte o d'ufficio.
2L'istanza è presentata per scritto; vi devono essere indicati i passaggi contestati o le modifiche auspicate.
3L'autorità penale dà alle altre parti l'opportunità di pronunciarsi sull'istanza.
4La decisione interpretata o rettificata è comunicata alle parti.
Art. 84 Comunicazione delle decisioni
1Se la procedura è pubblica, il giudice comunica oralmente la sentenza a deliberazione conclusa, motivandola succintamente.
2Il giudice consegna alle parti il dispositivo della sentenza alla fine del dibattimento o lo notifica loro entro cinque giorni.
3Se non può pronunciare immediatamente la sentenza, il giudice vi provvede appena possibile e comunica la sentenza in un nuovo dibattimento. Se in tal caso le parti rinunciano alla comunicazione pubblica della sentenza, il giudice notifica loro il dispositivo subito dopo aver deliberato.
4Se deve motivare la sentenza, il giudice la notifica entro 60 giorni, eccezionalmente entro 90 giorni, all'imputato e al pubblico ministero con la motivazione completa e alle altre parti soltanto con i punti concernenti le loro conclusioni.
5L'autorità penale comunica per scritto od oralmente alle parti i decreti o le ordinanze ordinatori semplici.
6Le decisioni sono comunicate alle altre autorità designate dal diritto federale e dal diritto cantonale; le decisioni su ricorso sono comunicate anche alla giurisdizione inferiore e le decisioni passate in giudicato, se necessario, alle autorità d'esecuzione e a quelle del casellario giudiziale.
Art. 85 Forma delle comunicazioni e della notificazione
1Salvo che il presente Codice disponga altrimenti, le comunicazioni delle autorità penali rivestono la forma scritta.
2La notificazione è fatta mediante invio postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia.
3La notificazione è considerata avvenuta quando l'invio è preso in consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive nella stessa economia domestica aventi almeno 16 anni. Sono fatti salvi i casi in cui le autorità penali dispongono che una comunicazione sia notificata personalmente al destinatario.
4La notificazione è pure considerata avvenuta:
- a.
- in caso di invio postale raccomandato non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione;
- b.
- in caso di notificazione in mani proprie, quando il destinatario rifiuta la consegna e il latore ne attesta il rifiuto, il giorno del rifiuto.
Art. 86 Notificazione per via elettronica
1Con il consenso del diretto interessato, le comunicazioni possono essere notificate per via elettronica. Sono munite di una firma elettronica secondo la legge del 18 marzo 20162 sulla firma elettronica.
2Il Consiglio federale disciplina:
- a.
- la firma da utilizzare;
- b.
- il formato delle comunicazioni e dei relativi allegati;
- c.
- le modalità di trasmissione;
- d.
- il momento in cui la comunicazione è considerata notificata.
1 Nuovo testo giusta il n. II 7 dell'all. alla L del 18 mar. 2016 sulla firma elettronica, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913).
2 RS 943.03
Art. 87 Recapito
1Le comunicazioni sono notificate al domicilio, alla dimora abituale o alla sede del destinatario.
2Le parti e i patrocinatori con domicilio, dimora abituale o sede all'estero devono designare un recapito in Svizzera; sono fatti salvi gli accordi internazionali secondo cui le comunicazioni possono essere notificate direttamente.
3Le comunicazioni destinate alle parti che hanno designato un patrocinatore sono notificate validamente a quest'ultimo.
4Se una parte deve comparire personalmente a un'udienza o compiere di persona atti procedurali, la comunicazione le è direttamente notificata. Una copia della comunicazione è notificata al patrocinatore.
Art. 88 Pubblicazione
1La notificazione è fatta mediante pubblicazione nel Foglio ufficiale designato dalla Confederazione o dal Cantone se:
- a.
- il luogo di soggiorno del destinatario è ignoto e non può essere individuato nemmeno con debite, ragionevoli ricerche;
- b.
- una notificazione è impossibile o dovesse comportare complicazioni straordinarie;
- c.
- una parte o il suo patrocinatore con domicilio, dimora abituale o sede all'estero non hanno designato un recapito in Svizzera.
2La notificazione è considerata avvenuta il giorno della pubblicazione.
3Delle decisioni finali è pubblicato soltanto il dispositivo.
4I decreti d'abbandono e i decreti d'accusa sono reputati notificati anche se non pubblicati.
Art. 89 Disposizioni generali
1I termini legali sono improrogabili.
2Nel procedimento penale non vi sono ferie giudiziarie.
Art. 90 Decorrenza e computo dei termini
1I termini la cui decorrenza dipende da una notificazione o dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno successivo.
2Se l'ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo patrocinatore.1
1 Nuovo testo giusta il n. II 7 dell'all. alla L del 19 mar. 2010 sull'organizzazione delle autorità penali, in vigore dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
Art. 91 Osservanza dei termini
1Il termine è osservato se l'atto procedurale è compiuto presso l'autorità competente al più tardi l'ultimo giorno.
2Le istanze o memorie devono essere consegnate al più tardi l'ultimo giorno del termine presso l'autorità penale oppure, all'indirizzo di questa, presso la posta svizzera, una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera oppure, qualora provengano da persone in stato di carcerazione, alla direzione dello stabilimento.
3In caso di trasmissione per via elettronica, per l'osservanza di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione.1
4Il termine è reputato osservato anche quando la memoria o l'istanza perviene al più tardi l'ultimo giorno del termine a un'autorità svizzera non competente. Questa la inoltra senza indugio all'autorità penale competente.
5Il termine di pagamento a un'autorità penale è osservato se l'importo dovuto è versato alla posta svizzera, oppure addebitato a un conto postale o bancario in Svizzera, in favore dell'autorità penale, al più tardi l'ultimo giorno del termine.
1 Nuovo testo giusta il n. II 7 dell'all. alla L del 18 mar. 2016 sulla firma elettronica, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913
Art. 92 Proroga di termini e differimento di udienze
Le autorità possono, d'ufficio o su domanda, prorogare o differire i termini e le udienze da esse fissati. La domanda dev'essere tempestiva e suffragata da pertinenti motivi.
Art. 93 Inosservanza
Vi è inosservanza di un termine quando una parte non compie tempestivamente un atto procedurale oppure non compare a un'udienza.
Art. 94 Restituzione
1La parte che, non avendo osservato un termine, ha subìto un pregiudizio giuridico importante e irrimediabile può chiederne la restituzione; a tal fine deve render verosimile di non avere colpa dell'inosservanza.
2L'istanza di restituzione va motivata e presentata per scritto entro 30 giorni dalla cessazione del motivo dell'inosservanza all'autorità presso cui avrebbe dovuto essere compiuto l'atto procedurale omesso. Entro lo stesso termine occorre compiere l'atto omesso.
3L'istanza di restituzione ha effetto sospensivo soltanto se l'autorità competente lo accorda.
4Sull'istanza di restituzione decide l'autorità penale in procedura scritta.
5I capoversi 1-4 si applicano per analogia alla mancata comparizione alle udienze. Se la restituzione è concessa, chi dirige il procedimento fissa una nuova udienza. Sono fatte salve le disposizioni sulla procedura contumaciale.
Art. 95 Raccolta di dati personali
1I dati personali sono raccolti presso l'interessato oppure in modo per questi ravvisabile, sempre che il procedimento non ne risulti compromesso o sia reso sproporzionatamente oneroso.
2Se non poteva ravvisare di essere oggetto di una raccolta di dati, l'interessato deve esserne immediatamente informato. Si può rinunciare all'informazione o differirla per proteggere interessi pubblici o privati preponderanti.
Art. 95a Trattamento di dati personali
Quando trattano dati personali, le autorità penali competenti provvedono a distinguere nella misura del possibile:
- a.
- le diverse categorie di interessati;
- b.
- i dati personali fondati su fatti da quelli fondati su valutazioni personali.
1 Introdotto dal n. II 3 della LF del 28 set. 2018 che attua la direttiva (UE) 2016/680 relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, in vigore dal 1° mar. 2019 (RU 2019 625; FF 2017 5939).
Art. 96 Comunicazione e utilizzazione in procedimenti pendenti
1Se è presumibile che possano fornire chiarimenti essenziali, l'autorità penale può comunicare i dati personali relativi a un procedimento pendente affinché siano utilizzati in un altro procedimento pendente.
2Sono fatti salvi:
- a.
- gli articoli 11, 13, 14 e 20 della legge federale del 21 marzo 19971 sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna;
- b.
- le disposizioni della legge federale del 13 giugno 20082 sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione;
- c.
- le disposizioni della legge federale del 7 ottobre 19943 sugli Uffici centrali di polizia giudiziaria della Confederazione.4
1 RS 120
2 RS 361
3 RS 360
4 Nuovo testo giusta il n. I 1 lett. a dell'all. 2 alla LF del 13 giu. 2008 sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione, in vigore dal 1° gen. 2011 (RU 2008 4989; FF 2006 4631).
Art. 97 Diritti d'informazione durante la pendenza del procedimento
Fintanto che il procedimento è pendente, le parti e gli altri partecipanti al procedimento hanno diritto di essere informati sui dati personali trattati che li concernono, conformemente al diritto loro spettante di esaminare gli atti.
Art. 98 Rettifica di dati
1Qualora dati personali si rivelino inesatti, le autorità penali competenti li rettificano senza indugio.
2Le autorità penali competenti avvisano senza indugio dell'avvenuta rettifica l'autorità che ha loro trasmesso o messo a disposizione tali dati o alla quale li hanno comunicati.1
1 Nuovo testo giusta il n. II 3 della LF del 28 set. 2018 che attua la direttiva (UE) 2016/680 relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, in vigore dal 1° mar. 2019 (RU 2019 625; FF 2017 5939).
Art. 99 Trattamento e conservazione dei dati personali dopo la chiusura del procedimento
1Chiuso il procedimento, il trattamento dei dati personali, la procedura e la tutela giurisdizionale sono retti dalle disposizioni della Confederazione e dei Cantoni in materia di protezione dei dati.
2La durata di conservazione dei dati personali dopo la chiusura del procedimento si determina secondo l'articolo 103.
3Sono fatte salve le disposizioni della legge federale del 7 ottobre 19941 sugli Uffici centrali di polizia giudiziaria della Confederazione e della legge federale del 13 giugno 20082 sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione, nonché quelle del presente Codice relative ai documenti segnaletici e ai profili di DNA.3
1 RS 360
2 RS 361
3 Nuovo testo giusta il n. I 1 lett. a dell'all. 2 alla LF del 13 giu. 2008 sui sistemi d'informazione di polizia della Confederazione, in vigore dal 1° gen. 2011 (RU 2008 4989; FF 2006 4631).
Art. 100 Gestione degli atti
1Per ogni causa penale è costituito un fascicolo. Il fascicolo contiene:
- a.
- i verbali procedurali e quelli d'interrogatorio;
- b.
- gli atti raccolti dall'autorità penale;
- c.
- gli atti prodotti dalle parti.
2Chi dirige il procedimento provvede alla conservazione sistematica e alla registrazione continua degli atti in un elenco; nei casi semplici può rinunciare alla compilazione di un elenco.
Art. 101 Esame degli atti di un procedimento pendente
1Le parti possono esaminare gli atti del procedimento penale al più tardi dopo il primo interrogatorio dell'imputato e dopo l'assunzione delle altre prove principali da parte del pubblico ministero; è fatto salvo l'articolo 108.
2Altre autorità possono esaminare gli atti se necessario per la trattazione di procedimenti civili, penali o amministrativi pendenti e se non vi si oppongono interessi pubblici o privati preponderanti.
3I terzi possono esaminare gli atti se fanno valere un interesse scientifico o un altro interesse degno di protezione e se non vi si oppongono interessi pubblici o privati preponderanti.
Art. 102 Procedura in caso di domanda d'esame degli atti
1In merito all'esame degli atti decide chi dirige il procedimento. Questi adotta le misure necessarie per evitare abusi e ritardi e per tutelare i legittimi interessi al mantenimento del segreto.
2Gli atti si esaminano presso la sede dell'autorità penale interessata oppure, mediante assistenza giudiziaria, presso un'altra autorità penale. Alle altre autorità e ai patrocinatori delle parti, gli atti vengono di norma recapitati.
3Chi ha diritto di esaminare gli atti può chiedere che gliene siano allestite copie contro il versamento di un emolumento.
Art. 103 Conservazione degli atti
1Gli atti sono conservati almeno fino allo scadere del termine di prescrizione dell'azione penale e della pena.
2Fanno eccezione i documenti originali acquisiti al fascicolo; essi vanno restituiti contro ricevuta agli aventi diritto appena la decisione sulla causa penale è passata in giudicato.
Art. 104 Parti
1Sono parti:
- a.
- l'imputato;
- b.
- l'accusatore privato;
- c.
- il pubblico ministero nella procedura dibattimentale e in quella di ricorso.
2La Confederazione e i Cantoni possono conferire pieni o limitati diritti di parte ad altre autorità cui spetta la tutela di interessi pubblici.
Art. 105 Altri partecipanti al procedimento
1Sono altri partecipanti al procedimento:
- a.
- il danneggiato;
- b.
- il denunciante;
- c.
- il testimone;
- d.
- la persona informata sui fatti;
- e.
- il perito;
- f.
- il terzo aggravato da atti procedurali.
2Le persone di cui al capoverso 1, se direttamente lese nei loro diritti, fruiscono dei diritti procedurali spettanti alle parti, nella misura necessaria alla tutela dei loro interessi.
Art. 106 Capacità processuale
1Le parti possono compiere validamente atti procedurali soltanto se hanno l'esercizio dei diritti civili.
2Chi non ha l'esercizio dei diritti civili è rappresentato dal suo rappresentante legale.
3Chi non ha l'esercizio dei diritti civili ma è capace di discernimento può esercitare, a fianco del rappresentante legale, i diritti procedurali di natura eminentemente personale.
Art. 107 Diritto di essere sentiti
1Le parti hanno il diritto di essere sentite; segnatamente, hanno il diritto di:
- a.
- esaminare gli atti;
- b.
- partecipare agli atti procedurali;
- c.
- far capo a un patrocinatore;
- d.
- esprimersi sulla causa e sulla procedura;
- e.
- presentare istanze probatorie.
2Le autorità penali rendono attente ai loro diritti le parti prive di conoscenze giuridiche.
Art. 108 Restrizioni del diritto di essere sentiti
1Le autorità penali possono sottoporre a restrizioni il diritto di essere sentiti se:
- a.
- vi è il sospetto fondato che una parte abusi dei suoi diritti;
- b.
- la restrizione è necessaria per garantire la sicurezza di persone oppure per tutelare interessi pubblici o privati al mantenimento del segreto.
2Restrizioni nei confronti dei patrocinatori sono ammesse soltanto se il patrocinatore stesso ne dà motivo.
3Le restrizioni vanno limitate nel tempo oppure circoscritte a singoli atti procedurali.
4Se il motivo della restrizione persiste, le autorità penali possono fondare le loro decisioni anche su atti a cui una parte non ha avuto accesso, ma soltanto nella misura in cui detta parte sia stata informata del contenuto essenziale degli atti medesimi.
5Se il motivo della restrizione viene meno, il diritto di essere sentiti va accordato a posteriori in forma adeguata.
Art. 109 Memorie e istanze
1Le parti possono presentare in ogni tempo memorie e istanze a chi dirige il procedimento; sono fatte salve le disposizioni contrarie del presente Codice.
2Chi dirige il procedimento esamina le memorie e le istanze e offre alle altre parti l'opportunità di pronunciarsi.
Art. 110 Forma
1Le memorie e le istanze possono essere presentate per scritto oppure oralmente a verbale. Le memorie e istanze scritte vanno datate e firmate.
2Se la trasmissione avviene per via elettronica, le memorie e le istanze devono recare una firma elettronica regolamentata qualificata secondo la legge del 18 marzo 20161 sulla firma elettronica. Il Consiglio federale disciplina:
- a.
- il formato degli atti e dei relativi allegati;
- b.
- le modalità di trasmissione;
- c.
- le condizioni alle quali può essere richiesta la trasmissione successiva di documenti cartacei in caso di problemi tecnici.2
3Per altro, gli atti procedurali non sottostanno ad alcun requisito formale, sempre che il presente Codice non preveda altrimenti.
4Chi dirige il procedimento può respingere memorie e istanze illeggibili, incomprensibili, sconvenienti o eccessivamente prolisse; impartisce un termine per rielaborarle, avvertendo che altrimenti non saranno prese in considerazione.
1 RS 943.03
2 Nuovo testo giusta il n. II 7 dell'all. alla L del 18 mar. 2016 sulla firma elettronica, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 4651; FF2014 913
Art. 111 Definizione
1È considerato imputato chiunque è indiziato, incolpato o accusato di un reato in una denuncia, in una querela o, da parte di un'autorità penale, in un atto procedurale.
2I diritti e gli obblighi dell'imputato spettano anche alle persone il cui procedimento è riaperto dopo abbandono o dopo una sentenza ai sensi dell'articolo 323 o degli articoli 410-415.
Art. 112 Procedimento penale contro imprese
1Nel procedimento penale contro un'impresa, l'impresa è rappresentata da una sola persona, autorizzata a rappresentarla illimitatamente in materia civile.
2Se l'impresa non designa il suo rappresentante entro un congruo termine, chi dirige il procedimento decide quale delle persone autorizzate a rappresentarla in materia civile la rappresenta nel procedimento penale.
3L'impresa deve designare un altro rappresentante se per il medesimo fatto o per fatti connessi è avviata un'inchiesta penale nei confronti del rappresentante designato. Se del caso, chi dirige il procedimento designa per rappresentarla un'altra persona secondo il capoverso 2 oppure, in subordine, un terzo idoneo.
4Se per il medesimo fatto o per fatti connessi si procede separatamente contro una persona fisica e contro un'impresa, i due procedimenti possono essere riuniti.
Art. 113 Posizione giuridica
1L'imputato non è tenuto a deporre a proprio carico. Ha segnatamente facoltà di non rispondere e di non collaborare al procedimento. Deve tuttavia sottoporsi ai provvedimenti coercitivi previsti dalla legge.
2Se l'imputato rifiuta di collaborare, il procedimento prosegue comunque.
Art. 114 Capacità dibattimentale
1L'imputato che è fisicamente e mentalmente in grado di seguire il dibattimento è considerato idoneo al dibattimento.
2In caso di temporanea incapacità dibattimentale, gli atti procedurali indifferibili sono compiuti in presenza del difensore.
3Se l'incapacità dibattimentale persiste, il procedimento penale è sospeso o abbandonato. Sono fatte salve le disposizioni speciali relative ai procedimenti nei confronti di imputati penalmente incapaci.
Art. 115
1Il danneggiato è la persona i cui diritti sono stati direttamente lesi dal reato.
2È considerato tale in ogni caso chi è legittimato a sporgere querela.
Art. 116 Definizioni
1La vittima è il danneggiato che a causa del reato è stato direttamente leso nella sua integrità fisica, sessuale o psichica.
2I congiunti della vittima sono il suo coniuge, i suoi figli e genitori, nonché le altre persone a lei unite da legami analoghi.
Art. 117 Posizione giuridica
1Alla vittima spettano particolari diritti, segnatamente:
- a.
- il diritto alla protezione della personalità (art. 70 cpv. 1 lett. a, 74 cpv. 4 e 152 cpv. 1);
- b.
- il diritto di farsi accompagnare da una persona di fiducia (art. 70 cpv. 2 e 152 cpv. 2);
- c.
- il diritto a misure di protezione (art. 152-154);
- d.
- la facoltà di non rispondere (art. 169 cpv. 4);
- e.
- il diritto di essere informata (art. 305 e 330 cpv. 3);
- f.
- il diritto a una composizione speciale dell'autorità giudicante (art. 335 cpv. 4).
2Se la vittima ha meno di 18 anni sono inoltre applicabili le disposizioni speciali riguardanti la protezione della personalità dei minori, segnatamente quelle concernenti:
- a.
- le restrizioni al confronto tra la vittima e l'imputato (art. 154 cpv. 4);
- b.
- le misure speciali di protezione in occasione degli interrogatori (art. 154 cpv. 2-4);
- c.
- l'abbandono del procedimento (art. 319 cpv. 2).
3Se fanno valere pretese civili, i congiunti godono degli stessi diritti della vittima.
Art. 118 Definizione e presupposti
1È accusatore privato il danneggiato che dichiara espressamente di partecipare al procedimento penale con un'azione penale o civile.
2La querela è equiparata a tale dichiarazione.
3La dichiarazione va fatta a un'autorità di perseguimento penale al più tardi alla conclusione della procedura preliminare.
4Se il danneggiato non ha fatto di propria iniziativa una tale dichiarazione, il pubblico ministero lo rende attento a questa possibilità dopo l'apertura della procedura preliminare.
Art. 119 Forma e contenuto della dichiarazione
1Il danneggiato può presentare la dichiarazione per scritto oppure oralmente a verbale.
2Nella dichiarazione il danneggiato può, cumulativamente o alternativamente:
- a.
- chiedere il perseguimento e la condanna del responsabile del reato (azione penale);
- b.
- far valere in via adesiva pretese di diritto privato desunte dal reato (azione civile).
Art. 120 Rinuncia e ritiro
1Il danneggiato può in ogni tempo dichiarare, per scritto oppure oralmente a verbale, di rinunciare ai suoi diritti. La rinuncia è definitiva.
2Se non è espressamente delimitata, la rinuncia concerne sia l'azione penale sia l'azione civile.
Art. 121 Aventi causa
1Se il danneggiato muore senza aver rinunciato ai suoi diritti processuali quale accusatore privato, i suoi congiunti ai sensi dell'articolo 110 capoverso 1 CP1 subentrano nei suoi diritti nell'ordine della successibilità.
2Chi subentra per legge nei diritti del danneggiato è legittimato ad agire soltanto civilmente e dispone unicamente dei diritti processuali che concernono direttamente l'attuazione dell'azione civile.
Art. 122 Disposizioni generali
1In veste di accusatore privato il danneggiato può far valere in via adesiva nel procedimento penale pretese di diritto civile desunte dal reato.
2Il medesimo diritto spetta ai congiunti della vittima, per quanto facciano valere proprie pretese civili nei riguardi dell'imputato.
3L'azione civile nel procedimento penale diventa pendente al momento della dichiarazione di cui all'articolo 119 capoverso 2 lettera b.
4Se ritira l'azione civile prima del dibattimento di primo grado, l'accusatore privato può nuovamente promuoverla nel foro civile.
Art. 123 Quantificazione e motivazione
1La pretesa fatta valere nell'azione civile deve per quanto possibile essere quantificata nella dichiarazione di cui all'articolo 119 e succintamente motivata per scritto indicando i mezzi di prova invocati.
2La quantificazione e la motivazione devono avvenire al più tardi in sede di arringa.
Art. 124 Competenza e procedura
1Il giudice investito della causa penale statuisce sulla pretesa civile senza riguardo al valore litigioso.
2Al più tardi nella procedura dibattimentale di primo grado, all'imputato è data l'occasione di esprimersi sull'azione civile.
3Il riconoscimento dell'azione civile da parte dell'imputato è messo a verbale e menzionato nella decisione che conclude il procedimento.
Art. 125 Garanzia per le pretese nei riguardi dell'accusatore privato
1Ad istanza dell'imputato, l'accusatore privato, purché non sia vittima ai sensi dell'articolo 116, deve prestare garanzie per i dispendi prevedibili causati dalle sue conclusioni sugli aspetti civili se:
- a.
- non ha domicilio o sede in Svizzera;
- b.
- risulta insolvibile, segnatamente se è stato dichiarato il fallimento nei suoi confronti, se è in corso una procedura concordataria o se vi sono attestati di carenza di beni;
- c.
- per altri motivi vi è da temere che le pretese dell'imputato siano seriamente compromesse o vanificate.
2Chi dirige il procedimento in giudizio decide definitivamente sull'istanza. Stabilisce l'entità della garanzia fissando un termine per prestarla.
3La garanzia può essere prestata in contanti oppure per il tramite di una banca o assicurazione con stabile organizzazione in Svizzera.
4Successivamente la garanzia può essere aumentata, ridotta o soppressa.
Art. 126 Decisione
1Il giudice pronuncia sull'azione civile promossa in via adesiva se:
- a.
- dichiara colpevole l'imputato;
- b.
- assolve l'imputato e la fattispecie è matura per la pronuncia di merito.
2L'azione civile è rinviata al foro civile se:
- a.
- il procedimento penale è abbandonato o concluso nella procedura del decreto d'accusa;
- b.
- l'accusatore privato non ha sufficientemente quantificato o motivato l'azione;
- c.
- l'accusatore privato non presta garanzie per le pretese dell'imputato;
- d.
- l'imputato è assolto ma la fattispecie non è ancora matura per la pronuncia di merito.
3Qualora il giudizio completo delle pretese civili comportasse un onere sproporzionato, il giudice può limitarsi a pronunciare sulle stesse una decisione di principio, rinviando per il resto al foro civile. Per quanto possibile, le pretese di esigua entità sono nondimeno giudicate interamente in sede penale.
4Qualora fra i partecipanti al procedimento vi siano vittime, il giudice può giudicare dapprima soltanto la colpevolezza e gli aspetti penali; indipendentemente dal valore litigioso, chi dirige il procedimento decide in seguito sull'azione civile quale giudice unico e dopo un'ulteriore udienza dibattimentale.
Art. 127
1A tutela dei loro interessi, l'imputato, l'accusatore privato e gli altri partecipanti al procedimento possono avvalersi del patrocinio.
2Per quanto il procedimento non ne risulti indebitamente ritardato, le parti possono far capo a due o più patrocinatori. In tal caso ne designano uno quale rappresentante principale abilitato a compiere gli atti di rappresentanza dinanzi alle autorità penali e il cui domicilio sia l'unico recapito per le notificazioni.
3Entro i limiti di quanto disposto dalla legge e dalle norme deontologiche, nello stesso procedimento il patrocinatore può curare gli interessi di più partecipanti.
4Le parti possono designare quale patrocinatore qualsiasi persona avente l'esercizio dei diritti civili, di buona reputazione e degna di fiducia; sono fatte salve le restrizioni stabilite dal diritto sull'avvocatura.
5La difesa dell'imputato è riservata agli avvocati autorizzati a rappresentare le parti in giudizio secondo la legge del 23 giugno 20001 sugli avvocati; sono fatte salve le disposizioni derogatorie cantonali concernenti la difesa nella procedura penale in materia di contravvenzioni.
Art. 128 Posizione giuridica
Entro i limiti della legge e delle norme deontologiche, il difensore è vincolato unicamente agli interessi dell'imputato.
Art. 129 Difensore di fiducia
1In ogni procedimento penale e in ogni fase dello stesso l'imputato ha il diritto di affidare la sua difesa a un patrocinatore ai sensi dell'articolo 127 capoverso 5 (difensore di fiducia) oppure, fatto salvo l'articolo 130, di difendersi da sé.
2L'esercizio della difesa di fiducia presuppone una procura scritta o una dichiarazione a verbale dell'imputato.
Art. 130 Difesa obbligatoria
L'imputato deve essere difeso se:
- a.
- la carcerazione preventiva, compreso un arresto provvisorio, è durata più di dieci giorni;
- b.1
- rischia di subire una pena detentiva superiore a un anno, una misura privativa della libertà o l'espulsione;
- c.
- a causa del suo stato fisico o mentale o per altri motivi non è in grado di tutelare sufficientemente i suoi interessi processuali e il rappresentante legale non è in grado di farlo in sua vece;
- d.
- il pubblico ministero interviene personalmente dinanzi al tribunale di primo grado o al tribunale d'appello;
- e.
- si procede con rito abbreviato (art. 358-362).
1 Nuovo testo giusta il n. 5 dell'all. alla LF del 20 mar. 2015 (Attuazione dell'art. 121 cpv. 3-6 Cost. sull'espulsione di stranieri che commettono reati), in vigore dal 1° ott. 2016 (RU 2016 2329; FF 2013 5163).
Art. 131 Garanzia della difesa obbligatoria
1Se la difesa è obbligatoria, chi dirige il procedimento provvede affinché sia designato senza indugio un difensore.
2Se gli estremi della difesa obbligatoria sono presenti già al momento dell'apertura della procedura preliminare, la difesa dev'essere assicurata dopo il primo interrogatorio da parte del pubblico ministero, ma in ogni caso prima che sia aperta l'istruzione.
3Le prove assunte prima della designazione di un difensore, benché la sua presenza fosse manifestamente necessaria, sono valide soltanto se l'imputato rinuncia alla loro riassunzione.
Art. 132 Difensore d'ufficio
1Chi dirige il procedimento dispone una difesa d'ufficio se:
- a.
- in caso di difesa obbligatoria:
- 1.
- nonostante ingiunzione, l'imputato non designa un difensore di fiducia,
- 2.
- il mandato è revocato al difensore di fiducia oppure questi lo rimette e l'imputato non designa un nuovo difensore entro il termine impartito;
- b.
- l'imputato è sprovvisto dei mezzi necessari e una sua difesa s'impone per tutelare i suoi interessi.
2Una difesa s'impone per tutelare gli interessi dell'imputato segnatamente se non si tratta di un caso bagatellare e il caso penale presenta in fatto o in diritto difficoltà cui l'imputato non potrebbe far fronte da solo.
3Non si tratta comunque di un caso bagatellare se si prospetta una pena detentiva superiore a quattro mesi o una pena pecuniaria superiore a 120 aliquote giornaliere.1
1 Nuovo testo giusta il n. 3 dell'all. alla LF del 19 giu. 2015 (Modifica della disciplina delle sanzioni), in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2016 1249; FF 2012 4181).
Art. 133 Designazione del difensore d'ufficio
1Il difensore d'ufficio è designato da chi, nella relativa fase procedurale, dirige il procedimento.
2Chi dirige il procedimento designa il difensore d'ufficio tenendo possibilmente conto dei desideri dell'imputato.
Art. 134 Revoca e sostituzione del difensore d'ufficio
1Se il motivo della difesa d'ufficio viene meno, chi dirige il procedimento revoca il mandato.
2Se il rapporto di fiducia tra l'imputato e il difensore d'ufficio si deteriora notevolmente oppure se per altri motivi non è più garantita una difesa efficace, chi dirige il procedimento designa un altro difensore d'ufficio.
Art. 135 Retribuzione del difensore d'ufficio
1Il difensore d'ufficio è retribuito secondo la tariffa d'avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento.
2Il pubblico ministero o l'autorità giudicante stabilisce l'importo della retribuzione al termine del procedimento.
3In materia di retribuzione, il difensore d'ufficio può interporre reclamo:
- a.
- alla giurisdizione di reclamo, contro la decisione del pubblico ministero o del tribunale di primo grado;
- b.
- al Tribunale penale federale, contro la decisione della giurisdizione di reclamo o del tribunale d'appello cantonale.
4Non appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l'imputato condannato a pagare le spese procedurali è tenuto a:
- a.
- rimborsare la retribuzione alla Confederazione o al Cantone;
- b.
- versare al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l'onorario integrale.
5La pretesa della Confederazione o del Cantone si prescrive in dieci anni dal momento in cui la decisione passa in giudicato.
Art. 136 Presupposti
1Chi dirige il procedimento accorda parzialmente o totalmente il gratuito patrocinio all'accusatore privato, affinché questi possa far valere le sue pretese civili, se:
- a.
- l'accusatore privato è sprovvisto dei mezzi necessari; e
- b.
- l'azione civile non appare priva di probabilità di successo.
2Il gratuito patrocinio comprende:
- a.
- l'esonero dagli anticipi e dalla prestazione di garanzie;
- b.
- l'esonero dalle spese procedurali;
- c.
- la designazione di un patrocinatore, se necessario per tutelare i diritti dell'accusatore privato.
Art. 137 Designazione, revoca e sostituzione
La designazione, la revoca e la sostituzione del patrocinatore sono rette per analogia dagli articoli 133 e 134.
Art. 138 Retribuzione e onere delle spese
1La retribuzione del patrocinatore è retta per analogia dall'articolo 135; è fatta salva la decisione definitiva circa l'onere delle spese del gratuito patrocinio e degli atti procedurali per i quali si è disposto l'esonero dall'anticipo delle spese.
2Se l'imputato è condannato a versare un'indennità processuale all'accusatore privato, l'indennità è devoluta alla Confederazione o al Cantone fino a concorrenza delle spese per il gratuito patrocinio.
Art. 139 Principi
1Per l'accertamento della verità le autorità penali si avvalgono di tutti i mezzi di prova leciti e idonei secondo le conoscenze scientifiche e l'esperienza.
2I fatti irrilevanti, manifesti, noti all'autorità penale oppure già comprovati sotto il profilo giuridico non sono oggetto di prova.
Art. 140 Metodi probatori vietati
1È vietato raccogliere prove servendosi di mezzi coercitivi, violenza, minacce, promesse, inganni o mezzi che possono pregiudicare le facoltà mentali o la libera volontà di una persona.
2L'uso di siffatti metodi è pure vietato quand'anche l'interessato vi acconsenta.
Art. 141 Utilizzabilità delle prove acquisite illegittimamente
1Le prove raccolte in violazione dell'articolo 140 non possono essere utilizzate in alcun caso. Ciò vale anche per le prove non utilizzabili a tenore del presente Codice.
2Le prove raccolte dalle autorità penali in modo penalmente illecito o in violazione di norme che ne condizionano la validità non possono essere utilizzate, eccetto che la loro utilizzazione sia indispensabile per far luce su gravi reati.
3Le prove raccolte in violazione di prescrizioni d'ordine possono essere utilizzate.
4Le prove raccolte esclusivamente grazie a prove non utilizzabili secondo il capoverso 2 non possono essere utilizzate.
5I documenti e registrazioni concernenti prove non utilizzabili sono tolti dal fascicolo, conservati sotto chiave in sede separata fino a quando il procedimento è chiuso con decisione passata in giudicato e quindi eliminati.
Art. 142 Autorità penali competenti
1Gli interrogatori sono effettuati dal pubblico ministero, dalle autorità penali delle contravvenzioni e dal giudice. La Confederazione e i Cantoni stabiliscono in che misura i collaboratori di queste autorità possono procedere essi stessi ad interrogatori.
2La polizia può interrogare imputati e persone informate sui fatti. La Confederazione e i Cantoni possono designare agenti di polizia abilitati ad interrogare testimoni su mandato del pubblico ministero.
Art. 143 Svolgimento dell'interrogatorio
1In una lingua a lui comprensibile, l'interrogato è dapprima:
- a.
- invitato a declinare le sue generalità;
- b.
- informato sull'oggetto del procedimento penale e sulla veste in cui è sottoposto ad interrogatorio;
- c.
- informato in modo completo circa i suoi diritti e obblighi.
2L'osservanza delle disposizioni di cui al capoverso 1 è messa a verbale.
3L'autorità penale può effettuare ulteriori accertamenti circa l'identità dell'interrogato.
4L'autorità penale invita l'interrogato ad esprimersi sull'oggetto dell'interrogatorio.
5Con domande e obiezioni formulate in modo chiaro l'autorità penale mira ad ottenere una deposizione completa e a chiarire le contraddizioni.
6L'interrogato depone in base a quanto ricorda. Con l'accordo di chi dirige il procedimento, può servirsi di documenti scritti; al termine dell'interrogatorio questi documenti sono acquisiti agli atti.
7Chi ha disturbi di elocuzione o di udito è interrogato per scritto o con l'aiuto di adeguati assistenti.
Art. 144 Interrogatorio per videoconferenza
1Il pubblico ministero e l'autorità giudicante possono procedere a un interrogatorio per videoconferenza se la comparizione personale dell'interrogando non è possibile o lo è soltanto con grande dispendio.
2L'interrogatorio è registrato su supporto audiovisivo.
Art. 145 Rapporti scritti
L'autorità penale può invitare chi deve essere o è stato interrogato a consegnare un rapporto scritto in vece o a complemento dell'interrogatorio.
Art. 146 Interrogatorio di più persone e confronti
1Gli interrogandi sono sentiti separatamente.
2Le autorità penali possono mettere a confronto diretto persone, comprese quelle che hanno facoltà di non rispondere. Sono fatti salvi i diritti speciali della vittima.
3Le autorità penali possono obbligare a restare sul luogo dell'atto procedurale le persone che al termine dell'interrogatorio dovranno presumibilmente essere poste a confronto con altri.
4Chi dirige il procedimento può escludere temporaneamente dall'udienza una persona se:
- a.
- vi è un conflitto di interessi; oppure
- b.
- nel corso del procedimento tale persona deve essere ancora interrogata in veste di testimone, di persona informata sui fatti o di perito.
Art. 147 In generale
1Le parti hanno il diritto di presenziare all'assunzione delle prove da parte del pubblico ministero e del giudice, come pure di porre domande agli interrogati. Il diritto del difensore di presenziare agli interrogatori di polizia è retto dall'articolo 159.
2Il diritto di partecipare all'assunzione delle prove non implica quello di ottenerne il rinvio.
3La parte o il suo patrocinatore può esigere che l'assunzione delle prove sia ripetuta qualora essa stessa, se si tratta di parte senza patrocinio, o altrimenti il suo patrocinatore siano stati impediti di partecipare per motivi cogenti. Si può rinunciare a ripetere l'assunzione delle prove se essa dovesse comportare oneri sproporzionati e se si può tenere conto in altro modo del diritto della parte di essere sentita, segnatamente del suo diritto di porre domande.
4Le prove raccolte in violazione del presente articolo non possono essere utilizzate a carico della parte che non era presente.
Art. 148 Nella procedura di assistenza giudiziaria
1Se si raccolgono prove all'estero nell'ambito di una procedura di assistenza giudiziaria, il diritto delle parti di partecipare all'assunzione delle prove è soddisfatto se le parti:
- a.
- possono formulare domande da rivolgere all'autorità estera richiesta;
- b.
- a rogatoria espletata, possono esaminare il verbale; e
- c.
- possono porre domande completive per scritto.
2È applicabile l'articolo 147 capoverso 4.
Art. 149 In generale
1Se vi è motivo di ritenere che un testimone, una persona informata sui fatti, un imputato, un perito o un traduttore o interprete possano, a causa del loro coinvolgimento nel procedimento, esporre se stessi o una persona con cui hanno un legame ai sensi dell'articolo 168 capoversi 1-3 a un grave pericolo per la vita e l'integrità fisica oppure a un altro grave pregiudizio, chi dirige il procedimento adotta, su domanda o d'ufficio, adeguate misure protettive.
2A tal fine, chi dirige il procedimento può limitare adeguatamente i diritti procedurali delle parti, segnatamente:
- a.
- garantendo l'anonimato;
- b.
- svolgendo interrogatori senza la presenza delle parti o a porte chiuse;
- c.
- accertando le generalità senza la presenza delle parti o a porte chiuse;
- d.
- modificando l'aspetto o la voce di persone da proteggere oppure schermandole;
- e.
- ponendo restrizioni al diritto di esaminare gli atti.
3Chi dirige il procedimento può consentire alla persona da proteggere di farsi accompagnare da un patrocinatore o da una persona di fiducia.
4Se si procede all'interrogatorio di un minore di 18 anni in veste di testimone o di persona informata sui fatti, chi dirige il procedimento può inoltre disporre misure protettive secondo l'articolo 154 capoversi 2 e 4.
5Per tutte le misure protettive che adotta, chi dirige il procedimento provvede affinché alle parti sia garantito il diritto di essere sentite e in particolare affinché siano garantiti i diritti di difesa dell'imputato.
6Qualora sia stato garantito l'anonimato a persone da proteggere, chi dirige il procedimento adotta misure appropriate per evitare scambi o confusioni di persona.
Art. 150 Garanzia dell'anonimato
1Chi dirige il procedimento può garantire l'anonimato alla persona da proteggere.
2Se concede la garanzia dell'anonimato, il pubblico ministero la sottopone entro 30 giorni per approvazione al giudice dei provvedimenti coercitivi; nella richiesta d'approvazione il pubblico ministero precisa tutti i dettagli necessari alla valutazione della legalità del provvedimento. Il giudice dei provvedimenti coercitivi decide definitivamente.
3Se il giudice dei provvedimenti coercitivi nega l'approvazione, le prove già assunte con la garanzia dell'anonimato non possono essere utilizzate.
4Una volta approvata o concessa, la garanzia dell'anonimato vincola tutte le autorità penali investite della causa.
5La persona da proteggere può rinunciare in ogni tempo alla garanzia dell'anonimato.
6Il pubblico ministero e chi dirige il procedimento in giudizio revocano la garanzia se l'esigenza di protezione viene manifestamente meno.
Art. 151 Misure per la protezione di agenti infiltrati
1Gli agenti infiltrati a cui è stata concessa la garanzia dell'anonimato hanno il diritto:
- a.
- di mantenere segreta la loro vera identità durante l'intero procedimento e dopo la sua chiusura nei riguardi di chicchessia, eccettuati i membri delle autorità giudicanti investite della causa;
- b.
- a che nessuna indicazione relativa alla loro vera identità sia acquisita agli atti.
2Chi dirige il procedimento adotta le necessarie misure protettive.
Art. 152 Misure generali per la protezione delle vittime
1In ogni fase del procedimento le autorità penali tutelano i diritti della personalità della vittima.
2In tutti gli atti procedurali la vittima può farsi accompagnare, oltre che dal suo patrocinatore, da una persona di fiducia.
3Se la vittima lo domanda, le autorità penali le evitano di incontrare l'imputato. In tal caso, garantiscono in altro modo all'imputato il diritto di essere sentito. In particolare, possono interrogare la vittima applicando le misure protettive di cui all'articolo 149 capoverso 2 lettere b e d.
4Un confronto può essere ordinato se:
- a.
- il diritto dell'imputato di essere sentito non può essere garantito in altro modo; oppure
- b.
- un interesse preponderante del perseguimento penale lo esige imperativamente.
Art. 153 Misure speciali per la protezione delle vittime di reati contro l'integrità sessuale
1Le vittime di reati contro l'integrità sessuale possono esigere che siano interrogate da una persona del loro stesso sesso.
2Un confronto con l'imputato può essere ordinato contro la volontà della vittima soltanto se il diritto dell'imputato di essere sentito non può essere garantito in altro modo.
Art. 154 Misure speciali per la protezione delle vittime minorenni
1Ai sensi del presente articolo il termine minorenne designa la vittima che al momento dell'interrogatorio o del confronto non ha ancora compiuto i 18 anni.
2Il primo interrogatorio del minorenne deve svolgersi al più presto possibile.
3L'autorità può escludere dal procedimento la persona di fiducia che potrebbe esercitare un influsso determinante sul minorenne.
4Qualora appaia che l'interrogatorio o il confronto potrebbe esporre il minorenne a una grave pressione psicologica, sono applicabili le seguenti regole:
- a.
- un confronto con l'imputato può essere ordinato soltanto se il minorenne lo domanda espressamente oppure se il diritto dell'imputato di essere sentito non può essere garantito in altro modo;
- b.
- nel corso dell'intero procedimento il minorenne non può di norma essere interrogato più di due volte;
- c.
- si procede a un secondo interrogatorio soltanto se nel corso del primo le parti non hanno potuto esercitare i loro diritti oppure se ciò è indispensabile nell'interesse delle indagini o del minorenne. Per quanto possibile, il secondo interrogatorio è effettuato dalla stessa persona che ha svolto il primo;
- d.
- gli interrogatori sono effettuati da un funzionario inquirente appositamente formato e in presenza di uno specialista. Qualora non si proceda a un confronto, gli interrogatori sono registrati su supporto audiovisivo;
- e.
- le parti esercitano i loro diritti per il tramite di chi interroga;
- f.
- chi interroga e lo specialista riportano le loro osservazioni particolari in un rapporto.
Art. 155 Misure per la protezione di persone affette da turba psichica
1Gli interrogatori di persone affette da turba psichica sono limitati allo stretto necessario; le audizioni plurime vanno evitate.
2Chi dirige il procedimento può incaricare dell'interrogatorio autorità penali o servizi sociali specializzati oppure far capo a familiari, altre persone di fiducia o periti.
Art. 156 Misure per la protezione di persone al di fuori del procedimento
La Confederazione e i Cantoni possono prevedere misure per la protezione di persone al di fuori del procedimento.
Art. 157 Principio
1In tutti i gradi del procedimento le autorità penali possono interrogare l'imputato in merito ai fatti che gli sono contestati.
2Le autorità penali offrono all'imputato l'opportunità di esprimersi in modo circostanziato su tali fatti.
Art. 158 Informazioni nel primo interrogatorio
1All'inizio del primo interrogatorio la polizia o il pubblico ministero informano l'imputato in una lingua a lui comprensibile che:
- a.
- è stata avviata una procedura preliminare nei suoi confronti e su quali reati;
- b.
- ha facoltà di non rispondere e di non collaborare;
- c.
- ha il diritto di designare un difensore o di chiedere se del caso un difensore d'ufficio;
- d.
- può esigere la presenza di un traduttore o interprete.
2Se le informazioni di cui al capoverso 1 non sono fornite, l'interrogatorio non può essere utilizzato.
Art. 159 Interrogatori di polizia nella procedura investigativa
1In caso di interrogatori da parte della polizia l'imputato ha il diritto di esigere la presenza del suo difensore e che questi possa a sua volta porre domande.
2Se è in stato di arresto provvisorio, l'interrogato ha inoltre diritto di conferire liberamente con il suo difensore.
3Il fatto di far valere questo diritto non conferisce alcun diritto al differimento dell'interrogatorio.
Art. 160 Interrogatorio di un imputato reo confesso
Qualora l'imputato sia reo confesso, il pubblico ministero e il giudice esaminano l'attendibilità della confessione e lo invitano a descrivere con precisione le circostanze della fattispecie.
Art. 161 Esame della situazione personale nella procedura preliminare
Il pubblico ministero interroga l'imputato sulla sua situazione personale soltanto qualora si prospetti la promozione dell'accusa o l'emissione di un decreto d'accusa oppure qualora altri motivi lo rendano necessario.