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Howard Schultz, l’ex CEO del colosso Starbucks, sta seriamente valutando di presentare la propria candidatura per le presidenziali 2020 come centrista indipendente. “Viviamo tempi molto fragili e l’attuale presidente non è assolutamente qualificato per il suo incarico” ha dichiarato Schultz in un’intervista tv aggiungendo che la sua scelta è dettata anche da una stagnazione politica in cui entrambi i maggiori partiti americani “non fanno il necessario per il popolo americano e sono impegnati solo in ripicche politiche”.
La mossa dell’ex CEO di Starbucks tuttavia ha sollevato qualche perplessità. Il candidato democratico Julián Castro ha espresso il timore che la candidatura di Schultz causerà una dispersione di voti che potrebbe favorire Trump. Un altro scettico è senza ombra di dubbio l’attuale presidente stesso che ha twittato dopo la messa in onda del servizio: “Howard Schultz non ha il fegato per correre come presidente! Guardatelo nel programma 60Minutes ieri sera e sono d’accordo con lui che non è ‘la persona più sveglia’. Tra l’altro l’America ce l’ha già! Spero solo che Starbucks mi stia ancora pagando il suo affitto nella Trump Tower!”
Con un patrimonio di 3.3 miliardi di dollari, Schultz, di origine ebraica, è cresciuto in una casa popolare di Brooklyn. Già venditore di macchine per caffè espresso, l’uomo aveva cominciato la sua lunga carriera da Starbucks nel lontano 1982 quanto l’azienda aveva solo 11 punti vendita. Sotto la sua direzione l’azienda ha raggiunto il picco del successo espandendosi in ben 77 paesi in tutto il mondo.
Sempre più affollate dunque le prossime elezioni presidenziali. Promettente la candidata democratica Kamala Harris, 54 anni, colta e ispirata, che ha già cominciato la sua campagna elettorale. Importante anche il nome di Hillary Clinton che potrebbe scendere nuovamente in campo dopo l’amara sconfitta del 2016.