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Sinner liquida Djokovic e vola in finale: «Buongiorno Italia»
E così, Novak Djokovic non vincerà lo Slam numero 25 della sua carriera. Non adesso, non a Melbourne. Domenica, in finale degli Australian Open, ci sarà l'italiano Jannik Sinner, capace di rifilare al serbo una vera e propria lezione (6-1 6-2 6-7 6-3) e di conquistare l'ultimo atto di un torneo maggiore per la prima volta. Niente male, per il ventiduenne. Soprattutto pensando all'avversario appena eliminato: Djokovic, infatti, non aveva mai perso oltre i quarti di finale in Australia e in bacheca può vantare ben 10 successi. Di più, il 36.enne era reduce da 33 vittorie consecutive agli Australian Open. Poco incisivo nelle prime due frazioni, il serbo ha alzato il livello del suo gioco nel terzo set, vinto 8-6 al tie break, ma non è bastato per mettere in crisi un Sinner solidissimo e sul pezzo.
Djokovic, addirittura, ha rischiato di perdere in soli tre set. Ha salvato un match point sul 5-6 e, con tre colpi vincenti consecutivi, ha mantenuto viva la speranza di una rimonta. Detto ciò, Nole non ha mai veramente dato l'impressione di poter rientrare e superare Sinner. Di fatto, è stato troppo incostante negli scambi. E così, Sinner – che aveva già battuto il serbo due volte sue tre lo scorso autunno – ha piazzato il break decisivo nel quarto gioco del quarto set. È vero, l'italiano ha tremato, e non poco, quando si è trattato di chiudere il match. Commettendo un doppio fallo, il suo primo, dopo 3 ore e 20 minuti di gioco. Ma, poco meno di un'ora dopo aver avuto il primo match point, Sinner non ha più avuto dubbi: il suo dritto vincente gli ha permesso di conquistare la finale degli Australian Open e, allargando il campo, di vendicare la dolorosa semifinale di Wimbledon dello scorso anno, quando aveva subito la rimonta di Djokovic dopo essersi portato sul 2-0.
Domenica, in finale, Sinner sfiderà uno fra Daniil Medvedev e Alexander Zverev. Dato per superospite a Sanremo, l'italiano nel dopo partita ha dato prova di saper tenere benissimo il palcoscenico. Intervistato dall'ex numero 1 Jim Courier, il neofinalista ha spiegato: «In Italia sono le 8.15, quindi: buongiorno a tutti! Non solo alla mia famiglia, ma a tutti i tifosi italiani. E adesso abbiamo anche Bolelli e Vavassori in finale di doppio, c'è tanta Italia a Melbourne, anche sugli spalti». Quindi, l'analisi: «È stato un match durissimo, iniziato bene e andato benissimo per i primi due set. Ho sbagliato il dritto sul match point, ero un po' teso, ho cambiato idea in corsa, ma nell'intervallo ho cancellato tutto, volevo essere pronto per il set successivo».
Tre vittorie su quattro nello spazio di pochissimo tempo, contro il più forte di tutti, sono in ogni caso un'impresa: «Aspettavo questa partita, contro un giocatore da cui si può imparare tanto. Ho sempre imparato qualcosa affrontandolo e devo ringraziare il mio team per avermi aiutato a crescere. Non so che cosa gli renda la vita complicata nel mio gioco. Siamo simili. Lui serve in maniera incredibile, ho sempre cercato di indovinare il suo servizio per far partire lo scambio. Ma le tattiche non ve lo dico. Sono felice di essere in finale in questo Slam che si chiama l'Happy Slam».