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NASHVILLE - I contagi in famiglia sono (inevitabilmente) uno dei grandi vettori della pandemia di coronavirus. E uno studio prodotto dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense (CDC) fornisce ora qualche cifra in più sulla questione.
La ricerca - pubblicata sul "Morbidity and Mortality Weekly Report" - ha coinvolto 191 persone (ripartite in 101 economie domestiche) che hanno vissuto assieme a qualcuno che ha contratto il Covid-19. Di queste persone, ben 102 sono a loro volta risultate positive entro sette giorni. Siamo quindi attorno a un tasso del 53%, ben più elevato dei valori - attorno al 30% - rilevati da studi precedenti. E questo si spiegherebbe con il metodo sistematico e rigoroso di osservazione, che prevede fra le altre cose prevede test quotidiani per tutti i partecipanti.
Non solo, il 75% di queste infezioni secondarie è emerso entro cinque giorni dal momento in cui il primo membro della famiglia era risultato positivo.
«Abbiamo notato che dopo un primo contagio in casa ne seguivano rapidamente molti altri», ha detto il Dr. Carlos Grijalva, professore presso il Vanderbilt University Medical Center di Nasvhille e autore principale dello studio, tuttora in corso (i primi risultati si riferiscono al periodo tra aprile e settembre di quest'anno).
È inoltre interessante notare come - si legge nel paper - la «trasmissione sostanziale si sia verificata indipendentemente dal fatto che il primo contagiato fosse un adulto o un bambino».
Inoltre, fra i casi osservati dai ricercatori, meno della metà dei componenti che ha contratto il Covid-19 aveva manifestato sintomi al momento della conferma di positività, mentre il 18% (quasi un quinto) è rimasto del tutto asintomatico nel corso dei sette giorni di studio. Dati, scrivono gli autori, che confermano l'importanza di «mettersi in quarantena» senza attendere i risultati del test, nel caso di contatto con una persona infetta.
I risultati dello studio riguardano il periodo fra i mesi di aprile e settembre del 2020, che ha interessato 101 abitazioni e 191 persone. L'osservazione è stata svolta negli stati americani del Tennessee e del Wisconsin. Lo studio è stato pubblicato su "Morbidity and Mortality Weekly Report" del CDC.