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Alla fine Abdoulaye Wade ha ceduto riconoscendo la vittoria del rivale ed ex premier Micky Sall e congratulandosi con lui al termine di una giornata elettorale incredibilmente senza disordini.
Dopo le violenze dei mesi scorsi, il Senegal sembra così aver riconquistato una stabilità che in molti consideravano compromessa: Wade, 85 anni, aveva convinto il Consiglio costituzionale a consentirgli di ricandidarsi per il terzo mandato e il voto per il primo turno, a fine febbraio, era stato preceduto da violenze e proteste di piazza con morti e feriti.
Ma l'ex delfino e rivale numero uno, il 50/enne Sall, è riuscito a mettere a segno un colpo da maestro e a coalizzare l'intera opposizione e gran parte della società civile. Una mossa da consumato politico per il geofisico che proprio Wade, nel 2001, aveva chiamato al governo come ministro delle miniere e dell'energia e che aveva segnato l'inizio di una ascesa folgorante che lo aveva portato, nel 2007, a divenire il potente numero due del Partito democratico senegalese (Pds), al potere, per poi entrare il conflitto con il suo mentore.
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