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I Verdi hanno tempo fino al 17 novembre 2012 per depositare le 100'000 firme necessarie per la riuscita formale della loro iniziativa che chiede l'uscita dall'energia nucleare. Il termine è pubblicato stamani nel "Foglio federale". Secondo il progetto, la chiusura delle centrali sarebbe scaglionata fino al 2029.
L'iniziativa "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare (Iniziativa per l'abbandono del nucleare)" mira a vietare lo sfruttamento di centrali atomiche per la produzione di elettricità e di calore. La prima centrale a dover chiudere i battenti sarebbe quella di Beznau I, che dovrebbe essere posta fuori servizio un anno dopo la votazione popolare.
Per le rimanenti quattro centrali nucleari, l'iniziativa prevede lo spegnimento 45 anni dopo la loro entrata in servizio. Ciò corrisponde a alla cessazione dell'attività nel 2016 per Beznau II, nel 2017 per Mühleberg, nel 2024 per Gösgen e nel 2029 per Leibstadt. "È fatta salva la messa fuori esercizio anticipata al fine di preservare la sicurezza nucleare".
L'iniziativa chiede parallelamente una legislazione che ponga l'accento sulle misure di risparmio energetico, sull'utilizzazione efficiente dell'energia e sulla produzione di energie rinnovabili. Il testo è stato lanciato dai Verdi dopo il disastro di Fukushima.
Nel comitato d'iniziativa figurano anche esponenti di altri partiti. Tra questi i consiglieri nazionali Beat Jans (PS/BS), Jacques Neirynck (PPD/VD) e Marie-Thérèse Weber-Gobet (PCS/FR), nonché il presidente del PEV Heiner Studer.
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