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Un aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti in giugno è possibile: "potrebbe essere appropriato" se l'economia continuerà a migliorare, afferma la banca centrale.
Immediata la reazione delle borsa di Wall Street che brucia i guadagni di giornata e gira in negativo.
La Federal reserve (Fed) lascia al porta aperta a una stretta il prossimo mese, a dispetto delle attese del mercato che già dava per quasi scontato un rialzo dei tassi Usa a luglio se non dopo l'estate.
Pur non impegnandosi ad agire, il solo affermare la possibilità reale di una stretta è una doccia fredda che delude le attese e spiazza gli investitori, creando confusione. E contribuendo ad alimentare le critiche sulla comunicazione non efficace della Fed. L'obiettivo della banca centrale è lasciarsi spazio di manovra, che le consenta di agire a fronte degli sviluppi interni all'economia americana, fra i quali anche le elezioni, e quelli esterni.
"La maggior parte dei partecipanti ritiene che se i prossimi dati saranno in linea con un rafforzamento della crescita economica nel secondo trimestre, che se le condizioni sul mercato del lavoro continueranno a migliorare e l'inflazione a muoversi verso l'obiettivo del 2%, allora potrebbe essere appropriato aumentare i tassi in giugno", si legge nei verbali della riunione del 26 e 27 aprile.
Il prossimo appuntamento della Fed è il 14 e 15 giugno, quando la riunione sarà seguita dalla conferenza stampa del presidente Janet Yellen. L'occasione sembrerebbe quindi favorevole perché consentirebbe alla banca centrale di spiegare nel dettaglio la propria decisione di un eventuale rialzo. Ma a distanza di pochi giorni è in programma il referendum sulla Brexit, che potrebbe causare sui mercati volatilità. Un'eventuale addio della Gran Bretagna all'Unione Europea e i tassi di cambio sono fra i rischi all'economia globale citati dalla Fed. Rischi che, complessivamente, sono "diminuiti" rispetto a marzo, ma che vanno "monitorati da vicino".
Già nei giorni scorsi alcuni membri della Fed avevano paventato la possibilità di una stretta a giugno, definendo i mercati troppo pessimisti sulle prospettive degli Stati Uniti. Un pessimismo che li ha spinti - afferma Dennis Lockhart, il presidente della Fed di Atlanta - a sottovalutare le chance di una stretta.
sda-ats