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In El Salvador, vicino al vulcano Tecapa, 300 computer eseguono calcoli matematici complicatissimi, verificando le transazioni di Bitcoin. È un progetto pilota lanciato dal Paese dell'America Centrale per sfruttare energia geotermica - e quindi pulita - al fine di minare le criptovalute.
"Estrarre" nuovi Bitcoin, infatti, richiede una quantità di energia sempre maggiore per via della crescente complessità dei calcoli necessari. Fino a due anni fa, la Cina ha fornito circa tre quarti di tutta la corrente elettrica usata per minare la criptovaluta più nota. Ma ora Pechino ha messo al bando le attività collegate alle monete virtuali, così il "mining" si sta spostando in altri Paesi dove il costo dell'energia elettrica è basso.
El Salvador si è già voluto dimostrare all'avanguardia sul tema delle criptovalute, riconoscendo il Bitcoin come moneta a corso legale accanto al dollaro americano. Un'iniziativa che ha scatenato diverse proteste tra la popolazione, di cui un terzo vive sotto la soglia della povertà e solo il 60% ha accesso a internet.