Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01093.jsonl.gz/557

BELLINZONA - Sara Beretta Piccoli torna alla carica sul caso della Compodino SA. Evidentemente poco soddisfatta delle risposte fornite dal Consiglio di Stato la scorsa settimana - che spiegava tra le altre cose come la sentenza del Tribunale federale non avesse disposto la chiusura dell’impianto - la deputata PPD ha presentato una nuova interrogazione tirando in causa l’obbligo di vigilanza delegato al Dipartimento del territorio (DT).
Il DT «non può “scaricare” le proprie competenze al Comune» che «tollera da anni una situazione manifestamente illegale in barba ai principi dello stato di diritto», scrive Beretta Piccoli, in riferimento alle richieste sullo smaltimento degli scarti vegetali inoltrate al Governo da parte del comune di Monteceneri.
Gestione infedele? - «Il Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento del territorio, a conoscenza dell’illegalità di cui si è detto, ha adottato provvedimenti di vigilanza?», chiede quindi la deputata popolare democratica, sottolineando come il «rilascio illecito di una licenza edilizia potrebbe tradursi nel reato di gestione infedele della cosa pubblica».
Le domande dell'interrogazione
- Il CdS, tramite il Dipartimento del Territorio, a conoscenza dell’illegalità di cui si è detto, ha adottato provvedimenti di vigilanza?
- Se sì, quali provvedimenti sono stati presi?
- Se no, perché?
- Il Consiglio di Stato è consapevole che il rilascio illecito di una licenza edilizia (o la tolleranza di una situazione illecita) potrebbe tradursi nel reato di gestione infedele della cosa pubblica? (Cfr. art. 314 CP e DTF 111 IV 83)?
- Se sì, cosa intende fare per ristabilire la legalità in questo ambito?