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BERNA - L'adesione dell'UDC all'accordo con gli Stati Uniti sui conti UBS resta in forse. Il partito intende approvarlo solo se il Parlamento rinuncerà a tassare i bonus e farà in modo che il Consiglio federale non concluda più simili accordi in futuro.
L'UDC rivendica una revisione legislativa affinché non sia più possibile per il governo stipulare trattati con l'estero, senza che il parlamento si sia preventivamente pronunciato. Dato che questa rivendicazione è finora stata respinta, il gruppo UDC - ha fatto sapere questa sera il suo presidente Caspar Baader (BL) - non approverà, a queste condizioni, l'accordo con Washington. Il "no" al trattato è stato deciso con 35 voti a 17. I rimanenti parlamentari erano assenti o si sono astenuti.
Il presidente del Partito socialista Christian Levrat giudica la presa di posizione dell'UDC come un tentativo di salvare la faccia. Il partito ha voluto difendere in tutti i casi il segreto bancario e perciò si è sempre espresso contro l'accordo. Ora l'UDC deve giustifircare davanti all'elettorato il voltafaccia.
Poiché sembra chiaro che le rivendicazioni del PS non passeranno in parlamento il gruppo socialista ha deciso all'unanimità di respingere la ratifica dell'accordo.
Il no avrà anche il sostegno dei Verdi, che esigono da tempo una riforma del sistema bancario e l'abbandono della distinzione tra frode ed evasione fiscale per tutti ha ricordato la capogruppo Maya Graf (BL).
A rallegrarsi dell'evolversi della situazione sono il PLR e il PPD. Secondo il consigliere nazionale PPD Pirmin Bischof (SO) è tutto merito del suo partito se la richiesta del PS di una tassazione dei bonus è stata bloccata.
SDA-ATS