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A partire dal salario massimo coperto dal fondo di garanzia (attualmente 127’980 franchi), la legge consente di personalizzare le soluzioni previdenziali con una scelta discrezionale della strategia d'investimento. Per questi assicurati sono possibili soluzioni individualizzate, privilegiando nella previdenza professionale del secondo pilastro la trasparenza e la responsabilità personale.
Chi approfitta di PensFlex?
Il mercato della libera scelta della strategia d'investimento nel secondo pilastro è nato all'inizio degli anni 2000. Fino a quella data i proprietari dei fondi delle casse pensioni avevano una capacità decisionale insufficiente sul loro avere previdenziale e la trasparenza nei costi e nelle eccedenze era oltremodo modesta, senza trascurare che gli obiettivi di rendimento erano sempre definiti in termini nominali e non reali. Basti pensare che nel 1990 e 1991 l'inflazione si aggirava attorno al 6 per cento, ma il tasso di remunerazione LPP era solo del 4 per cento. Di fatto, in questo periodo, gli assicurati hanno subirono perdite reali. Nessuno se ne curava, né il mondo politico né tantomeno i media. Già vent’anni fa le casse pensioni nei paesi del Benelux praticavano con successo la libera scelta della strategia. Il grido di protesta per il furto delle rendite si è sollevato nel 2002 con la decisione di ridurre il tasso d'interesse minimo LPP dal 4 al 3,25 per cento per il 2003.
Strategie d'investimento con singoli titoli sono possibili a partire da un avere previdenziale di 100‘000 franchi. Per importi inferiori è opportuno, per la diversificazione prescritta dalla legge, investire in strumenti indicizzati a costi vantaggiosi, ad esempio ETF. L'assicurato definisce nella forma di un mandato di gestione patrimoniale alla banca la strategia e il profilo d'investimento, per cui il cliente beneficia di una trasparenza ottimale. L'estratto di deposito annuo riporta, oltre ai costi e alla performance realizzata, anche i titoli negoziati.
Per un modello previdenziale «sdoppiato» con libera scelta della strategia d'investimento occorre anche l'accordo del datore di lavoro. Quali benefici ricava quest'ultimo da questo frazionamento in contropartita ai maggiori oneri amministrativi?
Se consideriamo solo gli oneri amministrativi, la soluzione «sdoppiata» è sempre leggermente più costosa. Perché allora l'azienda dovrebbe offrire agli assicurati una soluzione di base e una soluzione "Bel Etage" separata con libera scelta della strategia d'investimento? Uno dei motivi è la correttezza e la trasparenza. Per le casse pensioni con prestazioni integrate gli elementi di ripartizione estranei al sistema non sono più un argomento tabù già da molto tempo, tant'è che gli averi previdenziali in regime sovraobbligatorio, ossia il patrimonio risparmiato per salari superiori a 85’320 franchi, devono finanziare sempre più spesso, con sovvenzioni incrociate, i capitali previdenziali obbligatori politicamente influenzati, in particolare a seguito dell'eccessivo tasso di conversione per la quota obbligatoria. Lo splitting con libera scelta della strategia d'investimento è inoltre suggerito dalla diversificazione del rischio e della filosofia. In uno scenario "worst case", il fondo di garanzia risponde solo per salari fino a 127’980 franchi, per cui il processo di risparmio per salari superiori a questo limite andrebbe gestito autonomamente nell'ambito di una previdenza per i quadri separata. Peraltro, l'opzione della libera scelta della strategia è avvalorata anche dal fatto che, in caso di cambiamento in campo professionale o di pensionamento, l'assicurato non vanta alcun diritto sulle riserve collettive per oscillazioni di valore. Il datore di lavoro deve valutare cosa gli preme di più: le spese amministrative inferiori di una cassa pensione con prestazioni integrate o i vantaggi di una previdenza per i quadri con minori sovvenzioni incrociate e maggiore trasparenza e responsabilità personale.
Perché l'imprenditore dovrebbe privilegiare la costituzione di un’organizzazione o assicurazione indipendente? Nel quadro di un'assicurazione completa, ad esempio, l'imprenditore sa che la compagnia assicurativa risponde della remunerazione minima e, nell'eventualità di una copertura insufficiente, del suo finanziamento integrale. I contributi di risanamento diretti non sono quindi in discussione e un'assicurazione completa apporta all'azienda sicurezza a livello di budget. Questa garanzia ha un suo presso. Rispetto alle fondazioni indipendenti gli assicuratori possono ad esempio definire premi di rischio più elevati o remunerare a un interesse minore gli averi previdenziali. Le soluzioni di assicurazione completa sono più trasparenti rispetto ancora agli anni '90. Per le PMI una simile soluzione merita nuovamente di essere vagliata a fondo, prova ne è il vivace consenso ottenuto da questi modelli. Combinando l'assicurazione completa come cassa pensione di base e una previdenza per i quadri separata con libera scelta della strategia, le due filosofie (garanzia elevata o maggiore responsabilità personale) vengono diversificate in modo ideale.
In anni di buoni investimenti non vengono neppure costituite riserve collettive per oscillazioni di valore. In caso di cambiamento in campo professionale o di pensionamento l'assicurato non ha alcun diritto su queste riserve. Con una soluzione d'investimento autonoma la performance realizzata viene accreditata o addebitata integralmente all'assicurato. A breve termine possono di fatto insorgere anche perdite contabili severe: nel 2008, anno dell'avvento della crisi finanziaria, le casse pensioni hanno avuto perdite tra il 2,5 e il 20 per cento a seconda della quota azionaria detenuta. Ma a dispetto dell'eccezione negativa del 2008, sull'arco di cinque anni la performance media espressa da questi portafogli conformi all'OPP 2 è oscillata dal 3 al 4,2 per cento, quindi nettamente al di sopra della remunerazione minima LPP.