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La delegazione militare di Pechino in visita al Pentagono ha esortato Washington a rispettare il principio dell'Unica Cina e smettere di armare l'isola
La Cina "non scenderà mai a compromessi o non farà mai marcia indietro sulla questione di Taiwan": è quanto ha detto la delegazione militare di Pechino alla controparte Usa nei colloqui avuti al Pentagono lunedì e ieri.
Durante la prima visita a Washington del suo genere in quattro anni la delegazione, si legge in una nota diffusa oggi dal Ministero della difesa cinese, ha inoltre "esortato gli Stati Uniti a smettere di armare Taiwan".
La Cina, viene affermato, ha dichiarato di essere disposta a sviluppare "una relazione militare sana e stabile con gli Stati Uniti sulla base dell'uguaglianza e del rispetto, e ad attuare congiuntamente l'importante consenso in campo militare raggiunto dai due capi di Stato a San Francisco". A tale scopo, gli Usa dovrebbero affrontare "le preoccupazioni della Cina e fare più cose che favoriscano lo sviluppo delle relazioni tra i due eserciti".
Pechino "non scenderà mai a compromessi sulla questione di Taiwan e richiede agli Stati Uniti di rispettare il principio dell'Unica Cina, di attuare con serietà gli impegni pertinenti, di smettere di armare Taiwan e di opporsi all'indipendenza di Taiwan", a pochi giorni dalle delicate elezioni presidenziali e parlamentari dell'isola in programma sabato.
La Cina esorta anche gli Usa "a ridurre il suo dispiegamento militare e le azioni provocatorie nel mar Cinese meridionale e a smettere di sostenere le violazioni e le provocazioni da parte dei singoli Paesi". Washington, poi, dovrebbe "comprendere appieno le cause profonde dei problemi di sicurezza marittima e aerea, limitare con rigore le proprie truppe in prima linea e smettere di esagerarle e pubblicizzarle". Nell'incontro, infine, sono stati discussi temi bilaterali e dossier più urgenti a livello internazionale.
I presidenti americano Joe Biden e cinese Xi Jinping avevano concordato a San Francisco, a margine del vertice Apec di novembre, di riavviare i colloqui militari bilaterali, fermi da oltre un anno. In seguito, il generale Charles "CQ" Brown ha parlato con il generale cinese Liu Zhenli a dicembre, discutendo "dell'importanza di lavorare insieme per gestire in modo responsabile la concorrenza".
I colloqui di questa settimana al Pentagono sono stati guidati dal vice segretario aggiunto americano alla difesa Michael Chase e dal maggiore generale cinese Song Yanchao, secondo il Pentagono. La parte Usa ha sottolineato l'importanza di "mantenere le linee aperte di comunicazione tra militari per evitare che la concorrenza viri verso il conflitto".
Chase ha detto che l'America "continuerà a volare, a navigare e a operare in modo sicuro e responsabile ovunque il diritto internazionale lo consenta", sollevando il tema delle "molestie" cinesi alle navi filippine e "l'importanza di pace e stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan".