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Risultati di una ricerca che inducono ad un primo ottimismo sono stati raggiunti in Israele dopo la somministrazione di massa della prima dose del vaccino di Pfizer-BioNTech. Lo riferisce il quotidiano Yediot Ahronot che descrive una ricerca condotta dalla cassa mutua Clalit - la principale del Paese - su 200'000 persone di oltre 60 anni che hanno ricevuto la prima dose.
Messi a confronto con altre 200'000 persone che non sono state vaccinate, in un periodo iniziale di dodici giorni i due gruppi hanno mostrato le stesse caratteristiche. Ma dal tredicesimo giorno in poi fra i vaccinati il numero di contagiati da coronavirus è calato del 33% rispetto al gruppo opposto.
La prima dose della vaccinazione sembra dunque ridurre in modo tangibile il rischio di contagio fra gli ultra sessantenni. Si tratta tuttavia, avverte il giornale, di dati preliminari. Questa ricerca dovrà essere portata avanti nelle prossime settimane fra quanti avranno nel frattempo ricevuto anche la seconda dose, che secondo la Pfizer è comunque quella determinante per la immunizzazione.