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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I sistemi di finanziamento monistici si distinguono dall'attuale sistema duale in quanto </p><p>regolano il flusso finanziario in modo diverso ed escludono un'ulteriore copertura del deficit da </p><p>parte dell'ente pubblico. Poiché non è possibile coprire i costi mediante una garanzia del deficit, </p><p>viene rafforzato l'incentivo ad un'amministrazione efficiente. Un ospedale può competere con </p><p>altri ospedali solo se organizza il lavoro in modo efficiente. Non vi è inoltre nessuna alterazione </p><p>degli incentivi a favore delle cure ospedaliere (sussidiate) e degli istituti pubblici (sussidiati). </p><p>Tuttavia, se presi separatamente, questi due elementi non sono ancora sufficienti a contenere i </p><p>costi. Tanto in un sistema di finanziamento duale quanto in uno monistico l'assistenza sanitaria </p><p>può essere compromessa in taluni segmenti se la rimunerazione delle prestazioni cagiona delle </p><p>perdite (in caso di rimunerazione troppo esigua) o il volume delle prestazioni viene ampliato in </p><p>funzione del profitto (in caso di rimunerazione troppo elevata). Il Consiglio federale è quindi </p><p>convinto che le condizioni quadro concrete siano determinanti per sapere se un sistema di </p><p>finanziamento monistico permetta più efficienza e una maggiore consapevolezza dei costi da </p><p>parte dei fornitori di prestazioni. </p><p>2. Un sistema non permette di per sé una maggiore trasparenza: i termini della </p><p>questione andrebbero piuttosto invertiti. Il Consiglio federale ritiene quindi che si </p><p>debbano dapprima creare condizioni di trasparenza continuando, nel contempo, a </p><p>considerare i Cantoni quali partner legati all'evoluzione del settore ospedaliero. Soltanto </p><p>in un secondo tempo si potrebbe passare ad un nuovo sistema di finanziamento, pur </p><p>sapendo che una modifica così importante del sistema di finanziamento degli ospedali </p><p>necessita in particolare di dati atti a determinarne le ripercussioni. D'altro canto, la </p><p>trasparenza nell'ambito del finanziamento ospedaliero attualmente non è sufficiente per </p><p>potere prendere in considerazione un tale cambiamento. Il Consiglio federale aveva già </p><p>fatto queste osservazioni nel messaggio del 18 settembre 2000 concernente la modifica </p><p>della legge federale sull'assicurazione malattie (FF 2001 p. 654).</p><p>3. Considerando la trasparenza richiesta, il Consiglio federale ha senza dubbio il </p><p>compito di emanare un'ordinanza sul calcolo dei costi degli ospedali e delle case di </p><p>cura. Nella primavera del 1998 è stata presentata una proposta in merito che, in seguito </p><p>ai pareri inoltrati, è stata esaminata e completata. Purtroppo, visto che non tutte le parti </p><p>coinvolte erano disposte a collaborare in ugual misura, i lavori, resi più difficili, sono </p><p>proceduti a rilento. All'inizio del 2001, in occasione di una conferenza di consultazione, </p><p>è stata discussa una seconda proposta e anche in questo caso sono emerse </p><p>divergenze di fondo inerenti in particolare la quantità di dati da comunicare. Nel corso di </p><p>quest'anno si svolgerà una procedura di consultazione scritta concernente un progetto </p><p>ulteriormente emendato. Non va tuttavia sottaciuto che, anche procedendo ad un </p><p>calcolo dei costi uniforme negli ospedali e nelle case di cura, non si potrà raggiungere la </p><p>completa trasparenza del finanziamento del settore stazionario. Finché i sussidi </p><p>cantonali a favore degli ospedali non saranno versati in base alle prestazioni, il </p><p>finanziamento non potrà essere interamente analizzato e comprovato in modo </p><p>trasparente.</p>  Risposta del Consiglio federale.