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In Svizzera il picco è stato raggiunto nella prima metà di gennaio. Ma l’epizoozia è ancora presente in ampie parti d’Europa
L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav) ha prorogato fino alla fine di marzo le misure di protezione contro l’influenza aviaria in vigore da novembre. Il picco di influenza aviaria è stato raggiunto nella prima settimana di gennaio e nel frattempo il numero di casi è in calo, si legge in un comunicato della stessa Usav. L’epizoozia è però ancora presente in ampie parti dell’Europa.
Il nuovo caso di un gabbiano trovato alla centrale elettrica di Sciaffusa sul Reno e anche quello riguardante un airone cenerino morto nel recinto dei pellicani del Parco zoologico di Berna "mostrano che la Svizzera deve mantenere ancora le misure precauzionali".
Anche se è estremamente improbabile che gli esseri umani vengano infettati, è importante seguire la seguente misura preventiva: le persone che si imbattono in carcasse di uccelli selvatici sono pregate di non toccarle in via precauzionale e di segnalare il ritrovamento agli organi di polizia o al guardiacaccia.