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Xi Jinping esprime una pesantissima critica a Mao Zedong nella ‘risoluzione storica’ approvata dal Plenum del Pcc la scorsa settimana e pubblicata oggi in merito agli “errori” imputati al Grande Timoniere, che hanno prodotto “un gran numero di attività criminali” in occasione del decennio della Rivoluzione culturale, tra i periodi più controversi della Repubblica popolare.
Pur definendo “corretto“ il pensiero di Mao e l’applicazione del marxismo-leninismo alla realtà cinese, “purtroppo la linea corretta formata dall’VIII congresso del Partito” tenuto nel 1956 “non ha potuto essere pienamente rispettata”, causando “errori”.
Tra gli errori nell’operato di Mao, Xi cita il ‘Grande Balzo in Avanti’, la politica che provocò carestie e la morte di decine di milioni di persone. “Gli errori del compagno Mao Zedong nella teoria e nella pratica della lotta di classe nella società socialista si svilupparono sempre più gravi e il Comitato centrale del partito non riuscì a correggerli in tempo”. Mao, si legge ancora nel testo della risoluzione, “fece una stima completamente sbagliata della situazione di classe e della situazione politica del partito e del Paese in quel momento”, e lanciò la Rivoluzione culturale. Lo stesso Xi fu mandato, soggiornandovi per diversi anni, ancora adolescente, in un villaggio sperduto dello Shaanxi e costretto quindi a lasciare Pechino.
“Gli errori del compagno Mao Zedong provocarono un gran numero di attività criminali che danneggiarono il Paese e il popolo, e le lezioni furono estremamente dolorose” fino alla fine del 1976, poco dopo la morte di Mao, quando il Politburo del partito “represse risolutamente” la Banda dei Quattro, a cui vennero attribuite le violenze del decennio più sanguinoso della storia della Cina comunista.