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Un caso clamoroso di mala giustizia in Baviera, che ha sollevato un'ondata di sdegno in tutta la Germania, è arrivato a una svolta positiva, anche se non ancora definitiva: un uomo di 56 anni, Gustl Mollath, rinchiuso per errore giudiziario per sette anni in un manicomio, è stato finalmente liberato oggi per ordine di un tribunale di Norimberga, che ha annullato la precedente sentenza di un tribunale di Ratisbona, e ha ordinato un nuovo processo.
Il caso occupava da settimane l'attenzione dei giornali, uno dei quali si era anche spinto a far un paragone con Guantanamo. L'uomo era rinchiuso dal 2006 come caso pericoloso sulla base di una perizia medica dubbia. Oggi stesso dovrebbe lasciare la clinica psichiatrica, stando al suo avvocato.
La sentenza si basava sulla testimonianza della moglie, che lo accusava di averla maltrattata e picchiata. Mollath invece ha sempre dichiarato di sentirsi vittima di un complotto della (ex) moglie e della giustizia perché nel 2003 aveva denunciato affari illeciti della donna e complici (lei lavorava come consulente patrimoniale in una banca e avrebbe stornato milioni di euro).
Le sue accuse non furono approfondite dagli inquirenti e si sono dimostrate in seguito in parte vere. Anche la perizia psichiatrica era stata rilasciata in modo poco trasparente. Tuttavia, il tribunale regionale di Ratisbona aveva respinto le richieste di difesa e procura di riaprire il processo.
Oggi, finalmente, la decisione del tribunale di Norimberga di liberare l'uomo e istruire un nuovo processo da tenersi in sezione diversa del tribunale di Ratisbona.
Il caso aveva suscitato indignazione ovunque e messo in difficoltà la ministra della giustizia bavarese Beate Merk. Il governatore Horst Seehofer ha reagito oggi con sollievo. "È finito un lungo incubo della giustizia bavarese", ha commentato il capolista socialdemocratico (Spd) in Baviera, Christian Ude.
SDA-ATS