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<h2>SubmittedText<h2><p>Durante la campagna precedente la votazione sull'iniziativa UDC per naturalizzazioni democratiche il Consiglio federale e i fautori del no hanno affermato a più riprese di comprendere le paure della popolazione promettendo di adoperarsi a favore di criteri più severi in materia di naturalizzazioni anche in caso di rifiuto dell'iniziativa. Come spiegato dal direttore dell'Ufficio federale della migrazione Eduard Gnesa, attualmente 900 000 stranieri soddisfano le condizioni di naturalizzazione. </p><p>Alla luce di queste circostanze chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Quali misure prevede il Consiglio federale per evitare altre naturalizzazioni di massa?</p><p>2. Teoricamente entro un anno potrebbero essere naturalizzati 900 000 stranieri. In che modo il Consiglio federale intende evitare una tale evenienza?</p><p>3. Come può sostenere che non sussiste alcun diritto alla naturalizzazione e nel contempo esigere che gli stranieri che adempiono i requisiti vadano naturalizzati?</p><p>4. Considerando le 900 000 naturalizzazioni imminenti, il Consiglio federale esclude il rischio di naturalizzazioni di massa?</p><p>5. In che modo intende evitare in futuro gli automatismi in caso di naturalizzazioni?</p><p>6. Come intende affrontare il problema di coloro che commettono reati poco dopo essere stati naturalizzati? Nel "Blick" del 29 maggio 2008 il signor Gnesa ha parlato di studi a tale proposito. Dove è possibile consultare i risultati di tali studi?</p><p>7. Questo studio prevede, come possibile misura, anche la naturalizzazione in prova o la revoca della naturalizzazione (in caso di una persona con doppia cittadinanza)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Chi intende essere naturalizzato con procedura ordinaria deve soddisfare le condizioni fissate non soltanto dalla Confederazione, bensì anche dal cantone e dal comune di dimora. Questa procedura complessa garantisce di per sé che non vi siano naturalizzazioni di massa. Le domande sono esaminate coscienziosamente a tutti e tre i livelli (Confederazione, cantoni, comuni). L'aumento delle naturalizzazioni negli ultimi anni non va ricondotto a una prassi lassista ma ad altri fattori, quali ad esempio l'aumento del numero di stranieri che risiedono da lungo tempo in Svizzera, l'introduzione della naturalizzazione agevolata per i coniugi di cittadini svizzeri, la possibilità della doppia nazionalità e l'introduzione di emolumenti che coprono le spese. </p><p>2. L'esperienza insegna che la grande maggioranza delle persone che potrebbero presentare una domanda di naturalizzazione vi rinunciano. Il rapporto tra naturalizzazioni e popolazione straniera residente è espresso dalla quota di naturalizzazione che nel 2007 era del 2,75 per cento. Nel corso degli ultimi anni tale quota non è cambiata in modo significativo ed è quindi prevedibile che anche in futuro non vi sarà un numero massiccio di domande di naturalizzazione. </p><p>3. Le autorità comunali competenti possono già oggi rifiutare la naturalizzazione, nella misura in cui tale rifiuto sia oggettivamente motivato, ad esempio con la mancata integrazione. Dal 2003 il Tribunale federale ha infatti respinto numerosi ricorsi contro decisioni negative di assemblee comunali. Esiste unicamente un diritto a una procedura conforme alla legge, ma non un diritto alla naturalizzazione.</p><p>4. Anche se 900 000 stranieri adempiono i presupposti in materia di dimora richiesti dal diritto federale per la presentazione di una domanda di naturalizzazione, le autorità competenti non si troveranno di fronte a un numero così alto di domande. Infatti, soltanto una piccola parte di queste persone ha intenzione di chiedere la naturalizzazione e inoltre non tutti i potenziali candidati soddisfano le condizioni cantonali e comunali in materia di dimora oppure quelle materiali, quali l'integrazione o il rispetto dell'ordine giuridico svizzero (si veda anche la risposta alla domanda 2).</p><p>5. Nella procedura di naturalizzazione non sono previsti automatismi. La legge federale su l'acquisto e la perdita della cittadinanza prevede diverse condizioni per la naturalizzazione. Tali condizioni devono essere verificate attentamente dalla Confederazione, dai cantoni e dai comuni. A queste condizioni si aggiungono quelle cantonali e comunali. Il Consiglio federale si è inoltre pronunciato a favore di un migliore scambio di informazioni tra tutti i servizi coinvolti nella procedura di naturalizzazione. È inoltre ovvio che continueranno a ottenere la nazionalità svizzera soltanto gli stranieri ben integrati. Per garantire un'applicazione uniforme delle condizioni federali da parte dei cantoni, andrà tuttavia esaminato se e in quale misura sia necessario precisare nella legge sulla cittadinanza cosa s'intenda per integrazione.</p><p>6. Secondo studi effettuati all'estero le persone naturalizzate non commettono più reati rispetto al resto della popolazione residente in maniera permanente. Altre osservazioni in merito a questo argomento si trovano nella risposta all'interpellanza del consigliere nazionale Walter Wobmann (08.3354, Esistono ugualmente studi sui reati commessi da persone naturalizzate?).</p><p>7. Gli studi menzionati non trattano né la naturalizzazione in prova né la revoca della naturalizzazione, probabilmente perché non si è constatata una maggiore criminalità da parte di persone naturalizzate.</p>  Risposta del Consiglio federale.