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BERNA - «Il treno dell'inferno». È così che Simon ha ribattezzato l'ICN delle 15.15 di martedì scorso che collega Ginevra a Zurigo. «L'aria condizionata era rotta», racconta il viaggiatore. Il convoglio si è dunque rapidamente trasformato in una fornace. «Immaginatevi un'auto senza aria condizionata, senza la possibilità di aprire i finestrini e con un centinaio di passeggeri a bordo», illustra Simon.
Per lui, era «peggio di un treno affollato in India», con «un tasso di umidità molto elevato a causa del sudore della gente» e con «un odore insopportabile». Il passeggero spiega poi che l'unica azione intrapresa dalle FFS è stata quella di annunciare che una bibita sarebbe stata offerta a tutti nel vagone ristorante. «L'annuncio è stato percepito quasi come una provocazione dai presenti», dice.
Fortunatamente, Simon è sceso dal treno a Neuchâtel. E racconta che nonostante una temperatura esterna di 32 gradi, «l'aria sembrava incredibilmente fresca».
Problema al sensore - Per fare un paragone, il passeggero spiega che poche ore prima stava viaggiando su un RER francese, con aria condizionata e molto più economico. Si dice comprensivo riguardo ai problemi tecnici che possono incontrare le macchine, ma non capisce perché il treno abbia continuato a circolare come se nulla fosse accaduto. Secondo lui, le FFS avrebbero dovuto fermare il convoglio e offrire delle alternative ai viaggiatori.
Dal canto loro, le FFS confermano che «un guasto tecnico si è verificato su un sensore». Pertanto, non essendo la temperatura misurata correttamente, la regolazione di quest'ultima è avvenuta in modo errato.
Per quanto la messa a disposizione di un altro convoglio, le FFS indicano di aver tentato di riparare il sensore a Bienne (la fermata dopo Neuchâtel, dove il calvario di Simon è terminato). Poiché ciò non è stato possibile, i passeggeri sono stati invitati ad attendere il treno successivo.