Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/225731

<h2>SubmittedText<h2><p>In seguito alle recenti rivelazioni sull'orribile assassinio dell'oppositore Jamal Khashoggi - che stando ai servizi d'informazione degli Stati Uniti sarebbe stato commissionato nientemeno che dal principe ereditario Mohammed bin Salman -  e in considerazione delle terribili conseguenze del conflitto interminabile che insanguina lo Yemen - e di cui l'Arabia Saudita è uno dei protagonisti principali - il Consiglio federale è incaricato di porre fine immediatamente a tutte le esportazioni di armi, comprese le parti di ricambio e le munizioni, destinate all'Arabia Saudita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In merito agli aspetti fondamentali, il Consiglio federale rimanda al suo parere del 20 febbraio 2019, concernente la mozione 18.4138 Stop all'esportazione di materiale bellico ai Paesi coinvolti nella guerra in Yemen (depositata dalla consigliera nazionale Seiler Graf il 4 dicembre 2018), in cui prende esaustivamente posizione sulle medesime questioni.</p><p>Dal raffronto internazionale emerge che la Svizzera ha reagito prontamente agli avvenimenti nello Yemen adottando una prassi restrittiva in materia di autorizzazioni. Il Consiglio federale ha adeguato la prassi in materia di autorizzazione delle esportazioni di materiale bellico alla luce degli interventi militari dell'Arabia Saudita nello Yemen e delle violazioni dei diritti umani ivi commesse, per evitare che le forniture svizzere aggravino la crisi umanitaria in atto in quel Paese e/o vengano impiegate per commettere violazioni dei diritti umani. Conformemente all'articolo 5 capoverso 1 lettera a dell'ordinanza concernente il materiale bellico (OMB, RS 514.511) le autorizzazioni non sono concesse se c'è motivo di credere che il materiale bellico esportato venga impiegato nel conflitto in corso nello Yemen. Nel caso dell'Arabia Saudita, ciò significa che, salvo poche eccezioni, non può essere esportato materiale bellico.</p><p>Le eccezioni riguardano esclusivamente la fornitura di parti di ricambio e munizioni per sistemi di difesa contraerea già forniti. Le autorizzazioni per l'esportazione di parti di ricambio verrebbe rifiutata qualora vi fosse ragione di credere che il materiale bellico sarebbe impiegato nel conflitto in corso nello Yemen. In generale, i sistemi di difesa contraerea non possono causare gravi violazioni dei diritti umani e non favoriscono la crisi umanitaria nello Yemen. Il fatto che la fornitura di parti di ricambio non venga trattata come una fornitura di nuovo materiale bellico si giustifica per ragioni di certezza del diritto: per permettere alle imprese di adempiere ai loro obblighi contrattuali, la fornitura di parti di ricambio per materiale bellico esportato dalla Svizzera è disciplinata da una normativa speciale (cfr. il parere del Consiglio federale relativo alla mozione suddetta). Il rifiuto di fornire parti di ricambio presupporrebbe circostanze eccezionali, che nel quadro della valutazione non erano state considerate. Sia il conflitto nello Yemen, sia le violazioni dei diritti umani nell'Arabia Saudita erano però già alla base delle riflessioni che hanno portato all'attuale prassi restrittiva in materia di autorizzazione. Questa prassi - restrittiva ma differenziata - seguita per il rilascio di autorizzazioni d'esportazione di materiale bellico in Arabia Saudita tiene inoltre conto del fatto che i sistemi di difesa contraerea esportati dalla Svizzera servono anche a proteggere le infrastrutture civili in Arabia Saudita. Ad esempio, la protezione dell'aeroporto internazionale risponde agli interessi internazionali e a quelli svizzeri.</p><p>Riguardo alla situazione del conflitto in Yemen ci sono segnali di cambiamento. La Svizzera valuta positivamente l'annuncio statunitense, concernente la riduzione dell'appoggio militare all'intervento saudita nello Yemen: in particolare, gli USA intendono cessare determinate forniture di materiale bellico impiegato nel conflitto yemenita. Questo cambiamento porterebbe gli USA ad avvicinarsi in una certa misura alla prassi restrittiva adottata dalla Svizzera.</p><p>La legge federale sul materiale bellico (LMB, RS 514.51) non fornisce una base giuridica per embarghi unilaterali sulle armi. Un divieto generale di esportazione sarebbe possibile soltanto in virtù della legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231), al fine di applicare sanzioni decise dalle Nazioni Unite, dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e/o dai principali partner commerciali della Svizzera. Le domande relative all'esportazione di materiale bellico in Arabia Saudita devono quindi continuare ad essere esaminate caso per caso.</p><p>Il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente l'evolversi della situazione nella penisola arabica.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.