Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/70976

<h2>SubmittedText<h2><p>In considerazione dei recenti avvenimenti nel Vicino Oriente, il Consiglio federale è invitato a sospendere immediatamente tutti gli affari in materia d'armamento nonché la cooperazione militare con le parti in conflitto nella regione, a non più rilasciare autorizzazioni per esportazioni di materiale bellico verso gli Emirati Arabi Uniti e a sospendere l'acquisto del sistema IFASS deciso nel quadro del programma d'armamento 2005.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue la situazione in Vicino Oriente attentamente e con preoccupazione. Esso giudica tuttavia eccessiva una sospensione globale e immediata di tutte le forniture di armi e materiale bellico nonché l'annullamento di tutte le collaborazioni tecnico-militari con un'intera regione del globo.</p><p>La Svizzera non esporta materiale bellico verso Israele o verso Stati che sono in conflitto militare con Israele. Non sussiste tuttavia alcun motivo per imporre un embargo a Stati che non sono parti in conflitto, come gli Emirati Arabi Uniti, ciò che sarebbe pregiudizievole per le relative relazioni politiche ed economiche.</p><p>Nel caso di Israele, sono essenzialmente in corso due acquisti: il sistema integrato d'esplorazione e d'emissione radio IFASS (una commessa del valore di circa 150 milioni di franchi assegnata a Israele e suddivisa su più anni) e tende per la protezione collettiva per il sistema di decontaminazione NBC (valore della commessa: circa 3 milioni di franchi). Per quanto concerne l'IFASS, il Consiglio federale rinvia alla sua presa di posizione in merito alla mozione del gruppo dei Verdi del 2 ottobre 2006 (06.3462, "Rinuncia all'IFASS"). Ulteriori commesse aggiudicate ad aziende israeliane nel quadro dei programmi d'armamento dal 1995 al 1999 sono già ampiamente concluse.</p><p>Un annullamento degli acquisti in corso o una sospensione degli stessi devono pertanto essere respinti, dal momento che: sussiste un comprovato bisogno militare dei sistemi in questione; ne risulterebbero pene convenzionali; un'eventuale sostituzione con componenti di altra provenienza comporterebbe un importante onere tecnico ed economico. Del resto, anche i contratti attualmente in fase di applicazione (decisi nel quadro dei programmi d'armamento 1995-1999) sono stati proseguiti dal 2002 al 2005.</p><p>I contatti tra rappresentanti del DDPS e dell'esercito svizzero con il Ministero della dDifesa israeliano o le forze armate israeliane riguardano essenzialmente la concretizzazione degli acquisti d'armamento approvati dal Parlamento. A partire da marzo 2005, tali contatti sono stati di nuovo leggermente intensificati per quanto concerne la frequenza e il livello gerarchico, partendo tuttavia da un livello iniziale non elevato. Il Consiglio federale, il DDPS e l'esercito svizzero gestiscono tali contratti sottoponendoli a una regolare ponderazione delle esigenze di politica estera e degli interessi militari.</p><p>Globalmente va sottolineato che, in un confronto internazionale, le relazioni della Svizzera con il Vicino e Medio Oriente - per quanto concerne contatti militari, acquisti d'armamento ed esportazioni d'armamento - non avvengono in qualità e quantità tali da risultare delicate per la Svizzera, o addirittura da pregiudicare la credibilità della sua politica estera e di sicurezza.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.