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Chi sono attualmente i principali motori della democratizzazione? Le città. Al 7° Global Forum on Modern Direct Democracy a Roma, i quasi 800 partecipanti provenienti da un'ottantina di paesi hanno lanciato un'offensiva: hanno redatto la prima bozza di Magna Charta per un'alleanza globale di città in cui i cittadini partecipano al governo.
Questo articolo fa parte di #DearDemocracyLink esterno, la piattaforma di swissinfo.ch sulla democrazia diretta. Qui, oltre a giornalisti interni della redazione, si esprimono anche autori esterni. Le loro posizioni non corrispondono necessariamente a quelle di swissinfo.ch.Fine della finestrella
"Le città sono gli attori democratici più innovativi perché è lì che i cittadini possono esercitare il maggiore influsso sui governi", ha dichiarato durante la seduta plenaria conclusiva a Roma Joe Mathews, copresidente del Global Forum. La Magna ChartLink esternoa per le città democratiche è "un passo indietro nel futuro", ha detto Mathews. "Questo perché la democrazia a livello locale viene rafforzata, come quando fu fondata nella città di Atene 2500 anni fa".
Cosa c'è nella Magna Charta?
Il documento dovrebbe definire le migliori pratiche per un'efficace democrazia locale, diretta e partecipativa dei cittadini.
Quali sono le città trainanti?
Roma (Italia), Seoul (Corea del Sud) e Taichung (Taiwan) hanno patrocinato il progetto iniziale, ovvero, in un certo senso, sono le "città fondatrici" ideali.
Qual è l'obiettivo?
La Charta risponde alla domanda "Cosa significa essere una città democratica?". L'intento è di servire da bussola a sindaci, parlamentari, autorità e organizzazioni in tutto il mondo su come condividere meglio il potere con i propri cittadini e farli partecipare alle decisioni in modo ottimale.
Da dove viene il pericolo per le città?
Nella maggior parte dei casi, la democrazia è minacciata dall'alto, cioè dal governo nazionale. Governanti populisti, nazionalisti e autocratici smantellano libertà liberali e diritti umani. Nel mirino ci sono sempre le libertà di espressione e di stampa. Inoltre, i diritti delle minoranze etniche e quelli gay e lesbiche vengono limitati.
Qual è ora la situazione?
Al 7° Global Forum a Roma è stata adottata la prima bozza degli statuti delle città democratiche.
Quale sarà il passo successivo?
La Magna Charta delle città democratiche è al tempo stesso un progetto democratico e un processo democratico: tutti sono invitati a commentare la bozza romana nei prossimi dodici mesi e a formulare le proprie idee e suggerimenti su ciò che dovrebbe esserci nel documento. Le persone possono farlo online.
Qual è lo scopo?
La Magna Charta è la base per una nuova alleanza mondiale di città: la "Lega internazionale delle città democratiche". Quest'ultima sarà fondata ufficialmente l'anno prossimo all'8° Global ForumLink esterno che si terrà a Taichung (Taiwan).
Il 7° Global Forum on Modern Direct Democracy, dal 26 al 29 settembre 2018, ha riunito a Roma 780 partecipanti provenienti da oltre 200 città, di 80 paesi di tutti i continenti. Il Global Forum è pubblico e gratuito. I relatori non ricevono alcun compenso.
Nel corso di sedute plenarie e di workshop, accademici, politici, rappresentanti di amministrazioni pubbliche, di organizzazioni non governative e della società civile si sono scambiati esperienze e visioni sulla partecipazione dei cittadini a livello locale e sul ruolo delle città come motori della democrazia a livello mondiale.
Nell'ultima seduta plenaria, i partecipanti hanno adottato la prima bozza della "Magna Charta per una nuova era di democrazia", che ha posto le basi per la fondazione, l'anno prossimo all'8° Global Forum, a TaichungLink esterno (Taiwan), della "Lega internazionale delle città democratiche".Fine della finestrella
(Traduzione dal tedesco: Sonia Fenazzi)