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Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri l'azienda non aveva annunciato i servizi che forniva all'Arabia Saudita
BERNA - Il ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha archiviato una denuncia presentata contro Pilatus da parte del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che criticava l'attività del costruttore aeronautico nidvaldese in Arabia Saudita. Lo ha indicato la stessa procura federale a Keystone-ATS confermando una notizia pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag.
Secondo il DFAE l'impresa di Stans (NW) avrebbe violato la legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all'estero, entrata in vigore nel 2015. Questo perché non aveva annunciato allo stesso dipartimento i servizi - manutenzione di addestratori militari PC-21, sostegno tecnico, ecc - che forniva allo stato arabo, impegnato fra l'altro nella guerra in Yemen.
L'MPC ha però pronunciato una decisione di non luogo a procedere, che risale al 18 novembre e che nel frattempo è passata in giudicato. Nell'ambito del procedimento, il costruttore aereo ha ricordato che la Segreteria di stato dell'economia (Seco) nel settembre 2016 aveva prolungato l'autorizzazione di esportare prodotti. Seco e DFAE erano perfettamente al corrente della situazione, argomentava Pilatus, secondo cui non si poteva quindi parlare di una violazione dell'obbligo di annuncio.
Oltre a denunciare l'impresa, il dipartimento di Ignazio Cassis in giugno aveva ordinato all'azienda di ritirare il suo personale dall'Arabia Saudita: un provvedimento contro il quale Pilatus aveva fatto ricorso e a cui era stato concesso l'effetto sospensivo, in settembre, da parte del Tribunale amministrativo federale (TAF).
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