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Domande/Risposte
- Quali sono le categorie di parchi in Svizzera?
- Cos'è la "zona centrale" e la "zona periferica" di parco nazionale?
- Perché un parco nazionale deve avere una "zona centrale" mentre un parco naturale regionale non ne ha?
- Dove saranno situate le zone centrali del Parco Nazionale?
- Perché Ticino e Grigioni vogliono dei parchi nazionali, mentre gli altri cantoni optano per parchi regionali e periurbani?
- Quale sarà l'indotto economico del Parco Nazionale del Locarnese?
- Perché il parco non comprende anche la Vallemaggia?
- Qual'è il ruolo della Confederazione nella creazione del parco nazionale?
- Quali sono i diritti della popolazione in materia di parco?
- Cos'è il Consiglio del Parco?
- Cos'è l'Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia (ERS-LVM)?
- Cos'è la "Carta del Parco"?
- Cosa succederà ai rustici situati nel Parco Nazionale?
- Sarà ancora possibile chiedere l'intervento dell'elicottero per i trasporti verso i rustici?
- Si può pescare e cacciare nel Parco Nazionale?
La legislazione svizzera prevede tre categorie di parchi: quelli periurbani, quelli regionali e quelli nazionali. I parchi periurbani (superficie minima 6 km2), sono superfici naturalistiche protette situate in prossimità di zone densamente urbanizzate. I parchi regionali (superficie minima 100 km2), sono territori rurali in parte urbanizzati. Essi hanno come obiettivo il rafforzamento di un'agricoltura multifunzionale mediante prodotti di qualità, la promozione di attività sostenibili nel settore dell'artigianato, del turismo, della mobilità, dell'energia, ecc. e la conservazione, la cura e la rivalorizzazione del patrimonio naturalistico paesaggistico e culturale. Questo tipo di parco presuppone un'economia regionale funzionante e vigorosa. Attualmente in Svizzera sono in fase di realizzazione oltre una ventina di parchi regionali. I parchi nazionali sono invece territori molto più estesi, poveri in risorse socio-economiche, ma ricchi dal punto di vista naturalistico e paesaggistico e con un patrimonio culturale e architettonico estremamente ben conservato. Essi si compongono di una zona centrale di almeno 75 km2 in cui la natura è lasciata libera di svilupparsi a suo agio e di una zona periferica in cui le regole sono praticamente identiche a quelle che vigono in un parco regionale. Le valli del Locarnese (in particolare le Centovalli, la Valle Onsernone e la Valle Rovana) essendo povere di risorse socio-economiche, ma dotate di un ricchissimo patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale, rappresentano quindi il candidato ideale per la creazione di un parco nazionale. Il marchio "Parco Nazionale", che gode di una enorme attrattiva non solo all'interno della Svizzera, ma anche al di là delle frontiere nazionali, avvantaggerà il Locarnese nel suo insieme.
La "zona centrale" di un parco nazionale è un territorio toccato solo in modo estremamente marginale dalle attività umane e caratterizzato da una grande "Wilderness" e da una grande biodiversità. Nella "zona centrale" la natura può svilupparsi liberamente senza intervento umano. L'uomo può visitarla a piedi, ma non cacciare, cogliere fiori, strappar piante, portar via minerali, ecc. La "zona periferica" di un parco nazionale è invece quella in cui l'uomo svolge le sue attività secondo i principi dello sviluppo economico sostenibile. Nel Parco Nazionale del Locarnese sono previste diverse "zone centrali" per una superficie complessiva di circa 75 km2. La loro ubicazione non è ancora stata stabilita, ma trovare territori adatti non dovrebbe essere un problema visto che nel corso dell'ultimo secolo l'agricoltura è stata in gran parte abbandonata e che il 90% del territorio in questione è tornato allo stato naturale.
Perché un parco nazionale deve avere una "zona centrale" mentre un parco naturale regionale non ne ha?
Contrariamente a un parco regionale, che è un territorio rurale parzialmente urbanizzato, un parco nazionale è un vasto territorio caratterizzato da pochi insediamenti e da habitat naturali intatti. In Svizzera le zone idonee alla creazione di parchi nazionali sono pochissime. Le "zone centrali" sono dunque in un certo senso la "dote" che un candidato Parco Nazionale deve essere in grado di offrire, per ottenere l'ambito e prestigioso label "Parco Nazionale". Senza "zona centrale" niente label "Parco Nazionale" e senza la garanzia di "Wilderness" che offre un "Parco Nazionale", non vi è ragione per cui un turista proveniente dall'estero o da oltralpe debba andare a visitare proprio le remote valli del Locarnese.
Le zone centrali di un parco nazionale sono i suoi gioielli. Si tratta dunque di valorizzarli. Nelle valli del Locarnese circa il 90% del territorio è da numerosi decenni lasciato alla libera evoluzione della natura. Creare in questi territori le "zone centrali" del parco significa dare loro finalmente il loro giusto valore, in altri termini esserne fieri e presentarli ai visitatori su un piatto d'argento. L'ubicazione esatta delle zone centrali del futuro Parco Nazionale del Locarnese non è ancora stata decisa, ma verrà definita nel corso dei prossimi anni di comune accordo fra Comuni e Patriziati e dopo un'ampia consultazione con le associazioni interessate della regione nell'ambito di apposite commissioni consultive.
Perché Ticino e Grigioni vogliono dei parchi nazionali, mentre gli altri cantoni optano per parchi regionali e periurbani?
Gran parte della Svizzera è densamente popolata (in media oltre 180 abitanti per Km2) e anche gran parte delle zone montane a nord delle Alpi sono molto sviluppate dal profilo turistico e dispongono tuttora di un'economia agricola montana intatta, si tratta quindi di regioni poco adatte alla creazione di un parco nazionale. Il Ticino è invece il territorio svizzero con la maggiore percentuale di aree boschive e di aree montane e alpine improduttive. A causa del progressivo abbandono dell'agricoltura di montagna, nel corso del 20° secolo questa percentuale ha continuato a crescere e la natura ha ripreso progressivamente il sopravvento. Oggi le nostre valli più discoste sono regioni ad altissimo valore naturalistico con caratteristiche uniche in Svizzera. Nelle valli del Locarnese, ad esempio, si contano in media soltanto 3-4 abitanti per km2 e le zone ad alta naturalità ricoprono addirittura il 90% del territorio. Esse si prestano dunque in modo ideale ad essere valorizzate attraverso un progetto di parco nazionale a vantaggio della popolazione residente., sono fra le poche che hanno i requisiti per aspirare al label "Parco Nazionale".
Per una regione periferica come la nostra, disporre di un parco nazionale rappresenta un'enorme attrattiva turistica. Nel caso del Parco Nazionale dell'Engadina ogni turista che pernotta in loco spende in media 160.- franchi per ogni giorno di permanenza. Si calcola che ogni franco investito dallo stato in un parco nazionale crea un indotto di 6 franchi nella regione in cui questo parco si trova. Nel caso del Parco Nazionale del Locarnese sono previsti investimenti per un ammontare di 3.5 milioni all'anno. A termine questi investimenti produrranno dunque entrate per un ammontare di circa 20 milioni all'anno (vedi anche risposta del Consiglio di Stato all'interpellanza Regazzi, Bobbià, Gobbi e Pinoja del 24 marzo 2009).
Il progetto di Parco Nazionale del Locarnese è un progetto dei comuni delle valli del Locarnese. Esso si estendeva in origine fino alla Val Bavona e al Basodino. In seguito al ritiro dei comuni di Campo Vallemaggia, di Cerentino e di Cevio il progetto di parco è stato tuttavia riorientato verso le Terre di Pedemonte e verso il Circolo delle Isole. Rimangono coumunque nel progetto di parco due comuni della Rovana, ossia Linescio e Bosco Gurin. Non è però escluso che, nel corso della sua realizzazione, vi possano aderire anche altri comuni del comprensorio.
Le Camere Federali hanno votato la Legge sulla Protezione della Natura e del paesaggio (LPN) che permette di creare nuovi parchi nazionali. L'Ufficio federale dell'Ambiente ha definito le regole d'applicazione di questa legge tramite l'Ordinanza sui Parchi (OPar) e conferisce il Marchio Parco Nazionale a quei progetti che rispettano le esigenze formulate nella LPN e nell'OPar. La Confederazione partecipa pure im modo determinante al finanziamento dei parchi. L'iniziativa di creare un parco, l'elaborazione del progetto, la sua realizzazione e la gestione del parco devono invece essere assunti dai comuni e dalle regioni interessati.
Nella prossima fase di progettazione tutti gli attori locali, siano essi enti, associazioni, imprese o popolazione, sono chiamati a partecipare alla stesura del progetto definitivo. Una volta terminata la stesura del progetto di dettaglio, gli elettori dei comuni che intendono partecipare alla realizzazione del Parco Nazionale del Locarnese saranno chiamati alle urne per decidere se il loro comune farà parte o meno del parco.
Il Consiglio del Parco è l'organo che definisce la strategia del progetto di Parco Nazionale del Locarnese e che ne sorveglia la realizzazione. Esso rappresenta in un certo senso il consiglio d'amministrazione del parco. Il Consiglio del Parco è composto dai rappresentanti di tutti i Comuni e dei Patriziati che partecipano al progetto e da delegati dell'Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia (ERS-LVM).
L'Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e della Vallemaggia (ERS-LVM), raggruppa i comuni e gli enti turistici della regione. Esso ha il compito di promuovere e coordinare tutte le attività atte a favorire lo sviluppo della regione. Gli enti regionali per lo sviluppo sono previsti dalla legge d'applicazione della Legge federale sulla politica regionale del 6 ottobre 2006 (LaPR) e dalla Legge cantonale di applicazione varata dal Gran Consiglio ticinese nel giugno del 2008.
Il piano e le regole di gestione del Parco Nazionale del Locarnese saranno contenute nella cosiddetta "Carta del Parco", un documento che verrà elaborato nei prossimi anni nell'ambito del progetto e che dovrà ottenere l'avvallo della popolazione dei comuni interessati prima di essere sottoposto per approvazione definitiva alla Confederazione. Si tratta di un contratto della durata di 10 anni fra i Comuni promotori del progetto, il Cantone e la Confederazione. Nell'ambito di questo contratto la Confederazione s'impegna a conferire alla regione il marchio "Parco Nazionale" e insieme al Cantone si assume gran parte degli oneri derivanti dalla realizzazione del progetto, mentre Comuni e Regione s'impegnano dal canto loro a realizzare le opere pattuite. Durante questo periodo contrattuale nessuna delle parti è autorizzata a modificare unilateralmente le disposizioni del contratto. Modifiche alla Carta del Parco potranno essere apportate solo di comune accordo. Al termine di ogni periodo contrattuale di 10 anni occorrerà rinegoziare una nuova carta.
Viviamo in un paese in cui il diritto di proprietà è sacrosanto. Anche il Parco Nazionale non fa eccezione alla tutela di questo diritto.I proprietari dei rustici potranno lasciarli in eredità ai loro figli o venderli a terzi come finora. Il loro valore dovrebbe per giunta aumentare, perché un parco nazionale è una meta di prestigio che garantisce quiete, paesaggi stupendi e un patrimonio costruito di qualità. Non a caso, nelle zone interessate dai parchi nazionali i prezzi immobiliari hanno tendenza a crescere in modo superiore alla media, come lo dimostra anche la regione di Zernez e Scuol situate a ridosso del Parco Nazionale dell'Engadina. Per quel che concerne la ristrutturazione dei rustici anche nel parco vale la legislazione cantonale e federale vigente.
Per le migliaia di rustici situati nella "zona periferica" del territorio del futuro parco non cambierà nulla. Come nelle altre parti del cantone ogni volo al di fuori delle piazze d'atterraggio riconosciute, deve essere giustificato e ottenere un'autorizzazione esplicita o implicita del municipio sul cui territorio ha luogo (vedi "Decreto legislativo concernente i voli d'elicottero a bassa quota e gli atterraggi esterni effettuati con elicotteri" del 17 giugno 1987). Per le poche dozzine di rustici e per gli alpeggi situati nelle zone centrali (dove la circolazione con veicoli e con aeromobili è in linea di massima vietata) verranno concesse delle deroghe. In altri termini, se uno ha un rustico in una delle zone centrali e ha bisogno di materiale da costruzione per effettuare dei lavori, avrà il diritto di chiedere un permesso per dei voli di trasporto secondo un programma da concordare col comune e con l'ente di gestione del parco. Questo vale ovviamente anche per i rifornimenti (vettovaglie, bombole a gas, ecc.) per cui non si può pretendere il trasporto col sacco a spalla o con la cadola. I voli di soccorso e di salvataggio sono in ogni caso ammessi in modo esplicito dall'ordinanza anche nelle zone centrali del parco.
Un parco nazionale è suddiviso in due tipi di zona: quella detta periferica e quella centrale. Il divieto di pesca e di caccia concerne soltanto le zone centrali del parco. Va notato che nel comprensorio toccato dal progetto di Parco Nazionale del Locarnese esistono già oggi numerose riserve di caccia e che nella definizione delle future zone centrali se ne terrà certamente conto.
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