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ZURIGO - Le azioni del gruppo energetico Alpiq saranno ritirate il 17 dicembre dalla borsa svizzera. La richiesta avanzata dall'azienda è stata approvata da SIX, società di gestione del mercato elvetico, ha indicato oggi l'azienda con sede a Losanna.
L'abbandono della borsa è conseguenza dell'offerta pubblica di acquisto (opa) da parte dei principali azionisti: con il suo completamento (controllo dell'89,9% del capitale) la quota liberamente negoziabile, già bassa, si è ulteriormente ridotta, si legge in un comunicato. Il cosiddetto delisting dovrebbe inoltre permettere all'azienda di ridurre i costi di alcuni milioni di franchi. La società continuerà comunque a mantenere un certo livello di informazione finanziaria, visto che ha obbligazioni quotate in borsa.
I detentori delle principali quote di Alpiq avevano lanciato in primavera un'opa per un prezzo di 70 franchi a titolo che era stata male accolta da diversi piccoli azionisti: loro avrebbero voluto il doppio. Ora questi potranno scambiarsi le azioni bilateralmente o attraverso banche, fa sapere Alpiq. Il gruppo ricorda che l'impresa può anche procedere a una liquidazione in contanti, se oltre il 90% degli azionisti approva l'operazione.
Alpiq è nata nel 2009 dalla fusione fra Atel (Aare e Ticino SA di Eletticità) ed EOS (Energie Ouest Suisse). Messa in difficoltà dall'evoluzione del mercato dell'energia elettrica, l'anno scorso l'azienda aveva venduto le sue attività industriali, riducendo in tal modo le sue dimensioni.
Attualmente un'azione Alpiq vale circa 72 franchi. Dall'inizio dell'anno il titolo ha perso il 9% del suo valore. Nel 2008 era scambiato ancora a 765 franchi.