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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sul CO2 allo scopo di destinare, per un periodo massimo di 20 anni, l'intero gettito della tassa sul CO2 alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla promozione della ricerca e dello sviluppo nel settore delle energie rinnovabili.
Motivazione
La trasformazione del nostro approvvigionamento energetico richiede un'offensiva nel campo dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Per essere credibile, tale offensiva necessita di mezzi finanziari supplementari, da impiegare in modo possibilmente efficiente. Anziché aumentare le tasse, occorrerebbe impostare in modo nuovo l'attuale tassa sul CO2 , ossia impiegarla in futuro unicamente per risanare gli edifici, per promuovere la ricerca e lo sviluppo, compresi gli impianti pilota e di dimostrazione nel settore delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. Con una chiave di riparto si potrebbero devolvere i due terzi del gettito della tassa sul CO2 (attualmente circa 400 milioni di franchi) al risanamento degli edifici e un terzo (circa 200 milioni di franchi) alla ricerca e allo sviluppo.
L'attuale parco immobiliare elvetico è caratterizzato da un grande potenziale di miglioramento dell'efficienza energetica; per quanto riguarda le energie rinnovabili, il nostro Paese può giocare un ruolo globale soltanto nell'ambito della ricerca e dello sviluppo. Il mercato svizzero è invece troppo limitato per poter incentivare in modo mirato ed applicare le nuove tecnologie energetiche.
Modificando la tassa sul CO2 è possibile ottenere effetti di notevole portata. I costi a carico dell'economia e dei privati restano contenuti, senza contare che, venendo meno l'onere legato al rimborso del gettito della tassa sul CO2, si può rinunciare al relativo apparato burocratico.
Parere del Consiglio federale
del
31.08.2011
Nel 2010 il Parlamento ha deciso di destinare al finanziamento del Programma Edifici un terzo dei proventi della tassa sul CO2 prelevata sui combustibili (al massimo, tuttavia, 200 milioni di franchi). Mentre due terzi dei 200 milioni di franchi sono utilizzati per risanare le superfici di tamponamento, un terzo è destinato all'impiego delle energie rinnovabili negli edifici, all'impiantistica e al recupero del calore residuo. Quest'ultimo terzo viene erogato sotto forma di contributi globali ai cantoni, i quali integrano la somma con mezzi propri dell'ordine di 80 a 100 milioni di franchi.
Attualmente le Camere federali stanno dibattendo la revisione della legge sul CO2 che fungerà da controprogetto indiretto all'iniziativa sul clima. La legge sul CO2 riveduta disciplina gli obiettivi e le misure di politica ambientale da attuare entro il 2020. In questo contesto si discute anche dell'aumento, a 300 milioni di franchi all'anno, dei mezzi a destinazione vincolata impiegati per il Programma Edifici. In caso di incremento del gettito della tassa sul CO2 prelevata sui combustibili, sarà possibile, se non addirittura necessario per il raggiungimento degli obiettivi, aumentare i mezzi a destinazione vincolata.
Il Consiglio federale si oppone tuttavia a una modifica sostanziale del carattere della tassa sul CO2, ovvero a una destinazione vincolata dell'intero gettito. La tassa sui combustibili, introdotta nel 2008 e concepita come tassa incitativa, premia tutti coloro che consumano meno combustibili fossili. In tal modo, l'economia e la popolazione vengono invogliate a ridurre il consumo di combustibili fossili. Con una destinazione vincolata dell'intero gettito della tassa sul CO2 verrebbe indebolito l'effetto incitativo per l'economia e la popolazione e il finanziamento delle misure di promozione passerebbe in primo piano. La tassa perderebbe così la sua importante funzione faro; inoltre determinati settori economici verrebbero finanziati trasversalmente. È poco probabile che le cerchie beneficiarie di mezzi finanziari maggiori riescano ad assorbire investimenti di questo ordine di grandezza senza che si crei un "effetto bolla". Si può inoltre presumere che, con il massiccio aumento dei contributi, diminuirebbe il profitto marginale degli investimenti. Per questi motivi, il Consiglio federale respinge l'idea di destinare ad altri scopi la tassa incitativa sul CO2 prelevata sui combustibili.
Nel quadro della nuova Strategia energetica 2050, il collegio valuterà la necessità di introdurre una tassa per incentivare le energie rinnovabili, l'efficienza energetica, la ricerca e lo sviluppo. A tempo debito le Camere federali avranno la possibilità di esprimersi al riguardo.
Proposta del Consiglio federale del 31.08.2011
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.