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BERNA - È iniziato oggi davanti al tribunale penale economico del canton Berna il processo nei confronti di un ex armatore accusato di aver falsificato i prezzi di costruzione e di acquisto di navi mercantili per ottenere illegalmente fideiussioni da parte della Confederazione. La sentenza è prevista il 9 luglio.
Tra le accuse di ordine economico relative a cinque casi - respinte dall'imputato - figurano la truffa a danno dello Stato, falsità in documenti e amministrazione infedele. Le fideiussioni su cui pesano i sospetti, concesse nel 2005 e nel 2013, si attestano a circa 130 milioni di franchi.
Nel marzo 2018 era stata avviata un'inchiesta penale per fare luce sui sospetti di falsificazione dei prezzi di costruzione e acquisto di navi mercantili al fine di ottenere illegalmente denaro - sotto forma di fideiussioni - dalla Confederazione. Nel corso di perquisizioni al suo domicilio erano stati sequestrati numerosi dossier e valori patrimoniali.
Secondo l'atto d'accusa consegnato ai rappresentanti dei media stamane, i querelanti sono dodici. Dieci di loro sono compagnie di navigazione in liquidazione. L'undicesimo è la Confederazione e il dodicesimo è una compagnia non in liquidazione.
Le fideiussioni destinate alla flotta svizzera d'alto mare hanno recentemente alzato un polverone anche a livello politico: le autorità federali sono infatti finite nel mirino della critica per aver sottovalutato il rischio e i costi.
I problemi della flotta elvetica sono cominciati nel 2008, quando la crisi finanziaria si è estesa al settore marittimo. Ciò ha avuto come conseguenza la vendita di una parte della flotta nel 2017. Complessivamente, i danni economici ammontano a diverse centinaia di milioni di franchi.