Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01274.jsonl.gz/1234

BERLINO - La decisione di Martin Schulz di entrare nel gabinetto di Angela Merkel come ministro degli Esteri ha definitivamente messo alla porta, per ora, l'ex leader del partito Sigmar Gabriel.
E il ministro uscente, che proprio al dicastero della politica internazionale e della diplomazia ha conquistato i livelli massimi di consenso personale, divenendo uno dei politici più amati del Paese, ha avuto una reazione nettissima oggi: ha annullato la maggior parte dei suoi prossimi impegni ed è tornato a casa, nella piccola Goslar. Ha disdetto perfino il congresso di sicurezza di Monaco, in programma fra il 17 e il 18 febbraio. Sarà presente Martin Schulz al suo posto.
È noto da tempo che Gabriel avrebbe voluto continuare a dirigere la diplomazia del paese, compito nel quale si è mostrato particolarmente abile. Le modalità della sua uscita di scena lasciano capire molto chiaramente cosa pensi del trattamento riservatogli da Schulz. Ma la parola fine, anche sulla lotta interna fra il vecchio e il nuovo leader (che ha già ceduto il testimone ad Andrea Nahles), spetterà alla base dell'Spd.
Se dovessero prevalere i "no" alla Grosse Koalition potrebbero naufragare gli assetti di potere del partito che hanno preso forma in questi due giorni, con la presidenza promessa a Andrea Nahles e il ministero delle finanze assegnato al sindaco di Amburgo Olaf Scholz, che del prossimo governo tedesco dovrebbe essere anche cancelliere.