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Il Movimento dei nomadi svizzeri lascia per protesta i gruppi di lavoro in cui siedono Jenisch e altre minoranze accanto a rappresentanti delle autorità. A suo avviso gli aspetti amministrativi ne ostacolano le attività.
Il Movimento critica in particolare l'Ufficio federale della cultura (UFC) e altre organizzazioni dei nomadi. "Non possiamo più riconoscere l'UFC e i suoi rappresentanti come legittimi interlocutori", indica una comunicato diffuso ieri sera. Per questa ragione il Movimento esce con effetto immediato dai due gruppi di lavoro, giudicati una "messa in scena".
Un gruppo di lavoro era stato costituito dal Consiglio federale la scorsa estate. I suoi lavori si erano però bruscamente interrotti lo scorso novembre, quando i delegati delle minoranze nomadi se ne erano andati per protesta. A loro avviso, la composizione e il modo di procedere del gruppo erano troppo impregnati da pesantezze amministrative. I rappresentanti dei nomadi denunciavano inoltre una mancanza di ascolto da parte della autorità.
Il Malumore manifestato ieri dal Movimento dei nomadi svizzeri non è dunque una novità. Un nuovo gruppo - composto di quattordici membri delle minoranze Jenisch, Sinti/Manusch e Rom e da altrettanti rappresentanti delle autorità (uffici federali, conferenze cantonali, Unione delle città svizzere e Associazione dei Comuni svizzeri) - si è riunito la prima volta lo scorso 3 marzo per discutere della carenza di spazi per il soggiorno e il transito dei gitani.
Il gruppo, che distribuisce il lavoro tra due gruppi progettuali distinti ora abbandonati dal Movimento, ha l'incarico di elaborare entro fine anno un piano d'azione. UFC e rappresentanti dei nomadi avevano giudicato in modo assolutamente positivo le prime discussioni.
Il Movimento dei nomadi svizzeri critica in particolare il comportamento dell'UFC nei confronti della Radgenossenschaft der Landstrasse, la principale organizzazione dei nomadi Jenisch, che era salita alla ribalta della cronaca per problemi finanziari. Questa associazione ora riceve contributi dall'UFC malgrado non abbia rispettato le condizioni poste. "Da un'istanza federale ci aspettiamo un chiaro modo di procedere", si legge nella nota.
Alle altre associazioni di nomadi che siedono nei due sottogruppi, il Movimento rimprovera la mancanza di priorità. A suo avviso questi partner si interessano troppo al passato, invece di concentrarsi sui problemi a cui i nomadi sono confrontati concretamente oggi.
SDA-ATS