Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/24576

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la loro violenza, le precipitazioni nevose e le valanghe cadute nel febbraio 1999 hanno mostrato in modo violento che persino in tempi altamente organizzati e caratterizzati da un livello tecnologico elevato come i nostri, non tutto è fattibile ed evitabile. Ci hanno posto dinanzi al fatto che il rischio di una catastrofe naturale, indipendentemente da quanto siano sviluppati i primi soccorsi, non può mai essere completamente eliminato.</p><p></p><p>Nella gestione della serie di slavine scese nel 1999 non si può quindi soltanto pensare a eliminare i danni occorsi, e nemmeno a colmare al più presto le lacune emerse nel settore della protezione dalle valanghe. È altrettanto importante sapere che vi sono indizi che lasciano supporre una correlazione tra il riscaldamento della Terra e le catastrofi naturali e che pertanto risulta indispensabile, in primo luogo, una politica climatica lungimirante e transfrontaliera.</p><p>Dobbiamo inoltre accettare il fatto che una migliore pianificazione o un maggiore coordinamento non possono assicurarci una protezione integrale dalle valanghe, in quanto alla riduzione dei pericoli naturali sono posti limiti naturali, economici e tecnici.</p><p></p><p>Beninteso, ciò non esonera le autorità dall'intraprendere tutto ciò che è opportuno e necessario, come ad esempio uno sfruttamento del territorio compatibile con la natura, la cura del bosco di protezione, misure di protezione completa dalle valanghe e dalle piene, ecc., al fine di evitare danni futuri.</p><p>Misure di protezione di tipo edile saranno necessarie anche in futuro. La costruzione di nuove e costose opere di protezione, tuttavia, deve essere sostenuta dai poteri pubblici soltanto nei casi in cui ne sia dimostrata la necessità nell'ottica della tecnica di sicurezza e quando l'onere, per la riduzione del rischio, risulti economicamente sopportabile.</p><p></p><p>Il DATEC ha già incaricato l'UFAFP di effettuare, in collaborazione con l'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe (SNV), un'analisi degli eventi imperniata sulle valanghe cadute nel 1999 e sulle loro conseguenze ("Lawinenereignisse 1999 Konsequenzen") e di preparare un rapporto sui risultati emersi. Nel giugno 1999, in un rapporto intermedio, il DATEC federale verrà informato sui primi esiti dell'analisi e sulle conclusioni. Il rapporto finale dovrà essere consegnato al DATEC federale entro l'autunno 1999. Oltre ai risultati dello studio, esso dovrà contenere anche un catalogo di provvedimenti.</p><p></p><p>Continuando gli sforzi per la prevenzione, si tratta di:</p><p></p><p>* colmare al più presto possibile le lacune in materia di sicurezza emerse con i danni causati dalle valanghe;</p><p>* riconoscere i rischi provenienti dalle slavine, dalle piene, ecc. e tenerne ancora maggiormente conto nello sfruttamento del territorio. Occorre in particolare intensificare la protezione dalle piene, dalle colate di fango, dagli scoscendimenti e dalle cadute di massi;</p><p>* garantire a lungo termine l'idoneità dei boschi di protezione e die ripari attuali già presenti per la protezione dai pericoli naturali;</p><p>* continuare ad garantire la gestione delle zone agricole e alpestri, nonché la cura delle superfici con funzione di protezione;</p><p>* promuovere il dialogo sugli obiettivi di protezione da raggiungere e, nelle regioni di montagna, sui rimanenti rischi sopportabili, al fine di derivarne i principi della futura politica di prevenzione.</p><p></p><p>Si può partire dal presupposto che una gran parte dei danni occorsi (eccetto le perdite di guadagno) potrà essere riparata grazie al sostegno dei poteri pubblici, in virtù della legislazione esistente.</p><p>I danni all'agricoltura e all'economia forestale non coperti dalla legislazione o da assicurazioni possono essere finanziati, perlomeno in parte, dal fondo per gli aiuti in caso di danni elementari non assicurati.</p><p>Sulle prestazioni d'aiuto poco burocratiche e le possibilità di finanziamento, il Consiglio federale ha già espresso il proprio parere rispondendo all'interpellanza urgente Bloetzer del 1° marzo 1999 e all'interrogazione ordinaria urgente Burgener, sempre del 1° marzo 1999.</p><p></p><p>Prima di poter decidere dell'assunzione di danni non coperti e della presentazione di messaggi speciali, con relative domande di credito, al Parlamento, i Cantoni devono procedere a un rilevamento della situazione. Inoltre occorre esaminare quali danni sono coperti da assicurazioni private e in che misura possono essere concesse indennità federali in virtù della legislazione esistente. Non si può invece contare su anticipi versati dalla Confederazione. Una volta conosciuti l'entità globale dei danni, gli oneri per i Cantoni e l'ammontare di eventuali deficit nella copertura degli stessi, occorre esaminare se sia opportuno sottoporre al Parlamento un messaggio speciale, come è stato fatto in relazione ai danni ambientali del 1993. Sul piano federale, il coordinamento di tali questioni è stato assegnato al DATEC.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.