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ZURIGO - Con un ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF), la compagnia aerea Swiss è riuscita di nuovo a evitare una sanzione della Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM): 168'000 franchi per aver trasportato nel 2018 42 passeggeri senza i documenti di viaggio richiesti per entrare o transitare nello spazio Schengen.
La compagnia aerea controllata da Lufthansa aveva chiesto che l'indagine fosse sospesa perché un caso simile era già pendente presso il TAF in quel momento. La SEM ha però respinto la richiesta e ha imposto a Swiss la sanzione di 168'000 franchi nel dicembre del 2019.
Nel gennaio del 2020, la suprema corte amministrativa ha annullato la prima multa della SEM contro Swiss, adducendo che il fatto non era stato sufficientemente chiarito. Il TAF è arrivato alla stessa conclusione anche nella sentenza pubblicata oggi, che riguarda 42 passeggeri in viaggio da Boston, Los Angeles, San Francisco e Miami tra gennaio e dicembre del 2018.
In particolare, Swiss aveva dimostrato la sua volontà di collaborare, mentre la SEM prima di infliggere la sanzione avrebbe dovuto dimostrare perché considerava i documenti della compagnia aerea insufficienti e quali supplementi si aspettava. Inoltre la SEM non ha indicato dettagliatamente in che modo Swiss non aveva adempiuto al suo dovere di diligenza.
La legge federale sugli stranieri e l'integrazione obbliga le compagnie aeree a controllare se i passeggeri hanno i documenti richiesti prima dell'imbarco, pena una multa. Questa può essere di 4'000 franchi per viaggiatore e di 16'000 franchi per persona nei casi gravi.