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<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo quasi cinquant'anni di adesione della Svizzera all'AELS è giunto il momento di gettare uno sguardo al passato e uno al futuro. L'AELS, che un tempo contava fino a dieci Paesi membri, oggi si è ridotta a quattro membri. Dopo l'adesione alla CE di Gran Bretagna (1973) e Portogallo (1986), ma anche in particolare dopo l'adesione all'UE nel 1995 degli Stati neutrali, Austria, Finlandia e Svezia, l'AELS ha perso la sua importanza. A parte la Svizzera, i rimanenti membri dell'AELS, Norvegia, Islanda e Liechtenstein, hanno aderito allo Spazio economico europeo (SEE), il che è stato negato alla Svizzera a causa della votazione popolare contraria nel 1992. In Norvegia ed Islanda ci si sta adoperando per uscire dall'AELS ed entrare a far parte dell'UE.</p><p>Si invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale l'impegno svizzero in seno all'AELS negli ultimi cinquant'anni?</p><p>2. Quali sono gli interessi politici ed economici comuni perseguiti dagli Stati AELS?</p><p>3. Quali sarebbero le conseguenze per la politica economica estera della Svizzera se si riducesse ulteriormente il numero di membri dell'AELS?</p><p>4. Qualora Islanda e/o Norvegia lasciassero l'AELS, essa potrebbe continuare ad esistere solo con gli altri due membri, Svizzera e Liechtenstein, che creano comunque un'unione doganale?</p><p>5. Come valuta il Consiglio federale l'influsso a livello parlamentare nell'ambito della delegazione UE/AELS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dopo il fallimento del tentativo di creare una grande zona di libero scambio in seno all'Organizzazione europea di cooperazione economica (OECE), i membri fondatori dell'AELS auspicavano, creando l'associazione quasi cinquant'anni fa, di raggiungere i due obiettivi seguenti: mostrare la fattibilità di una zona di libero scambio (con le rispettive regole d'origine e senza tariffa doganale esterna in comune, in opposizione a un'unione doganale come quella istituita in seno alla CE) e contribuire a superare la divisione economica tra i Paesi europei che risultava dalla creazione della Comunità economica europea. </p><p>In seguito la globalizzazione ha comportato una crescita senza precedenti del commercio mondiale (compresi i servizi e gli investimenti). Questo fenomeno si è manifestato in particolare attraverso l'estensione geografica della politica di libero scambio dai Paesi dell'AELS ai Paesi dell'Europa orientale e ai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo nonché ad altri importanti partner commerciali in tutto il mondo.  </p><p>Di conseguenza, grazie all'AELS, la Svizzera ha ben presto potuto approfittare dei benefici del libero scambio e della globalizzazione senza però perdere la propria sovranità in materia di politica economica esterna. La Svizzera e i suoi partner dell'AELS hanno saputo, mediante la loro politica di libero scambio nei confronti dei partner al di fuori dell'UE, garantirsi un accesso stabile e prevedibile ai mercati esteri importanti, e in particolare prevenire o ridurre le discriminazioni rispetto ai loro concorrenti diretti più rilevanti (UE, USA). Attualmente l'AELS dispone di una delle maggiori reti di libero scambio nel mondo, costituita da quindici accordi di libero scambio con altrettanti partner situati in quattro diversi continenti. Per questi motivi, il Consiglio federale non può che rallegrarsi del cammino percorso e degli impegni assunti dalla Svizzera in seno all'AELS durante gli ultimi cinque decenni. Il Consiglio federale è convinto che l'AELS, quale strumento in grado di favorire un'integrazione sempre più stretta dei suoi Stati membri e quale piattaforma che permette di instaurare relazioni di libero scambio con importanti partner nel mondo, ha contribuito in misura notevole e continuerà ad assicurare un ruolo di primo piano al nostro Paese per quanto riguarda il miglioramento della competitività della piazza economica svizzera nel mondo. </p><p>2. Attualmente l'AELS è costituita da Stati europei al di fuori dell'UE, altamente industrializzati e propugnatori di valori comuni come la garanzia dello Stato di diritto, la democrazia e i diritti umani. </p><p>Nel settore economico gli Stati membri hanno numerosi interessi comuni sui mercati mondiali: infatti, essendo caratterizzati da economie relativamente piccole in termini di mercato interno e considerate le loro esperienze individuali, gli Stati dell'AELS sono convinti dei benefici del libero scambio e riconoscono l'importanza, per essi, di un accesso ai mercati esteri a condizioni il più possibile favorevoli. Gli Stati dell'AELS cercano non soltanto di evitare di essere svantaggiati in materia di concorrenza, ma si impegnano, all'occorrenza, a promuovere e a sostenere i processi di transizione e di riforme economiche dei Paesi partner.</p><p>3. L'AELS può vantarsi di avere quasi cinquant'anni di storia. A partire dal 1960, sei Stati hanno lasciato l'associazione per raggiungere l'Unione europea. Per gli attuali quattro Stati membri, tuttavia, l'organizzazione non ha affatto perso la sua importanza. Ciò è dovuto in particolare alla capacità dell'associazione di adeguare i propri strumenti di politica economica in funzione dei cambiamenti imposti dalle circostanze.</p><p>Attualmente non esiste alcuna indicazione concreta che permetta di prevedere un eventuale ritiro di uno o dell'altro membro dell'AELS. Se comunque l'AELS dovesse subire una nuova riduzione, la Svizzera sarebbe indotta a esaminare la situazione sia a livello interno che unitamente ai membri restanti dell'AELS. Un elemento importante di tale analisi sarebbe di stabilire se l'AELS continuerebbe a essere uno strumento utile per perseguire gli obiettivi in materia di politica economica esterna della Svizzera.</p><p>4. Le relazioni tra la Svizzera e il Liechtenstein sono disciplinate da un'unione doganale e da numerosi altri accordi bilaterali. Se l'Islanda e/o la Norvegia dovessero ritirarsi dall'associazione, la Svizzera e il Liechtenstein sarebbero indotti a esaminare le possibili implicazioni a livello dell'AELS e le loro relazioni contrattuali bilaterali.</p><p>5. Il Consiglio federale ritiene importante il lavoro svolto dai parlamentari svizzeri in seno alla delegazione parlamentare UE/AELS, in particolare per quanto riguarda la promozione degli interessi specifici della Svizzera nell'ambito della politica di libero scambio dell'AELS nei confronti dei Paesi terzi. Il comitato parlamentare permette inoltre di stabilire un legame diretto con i Parlamenti nazionali, che sono regolarmente indotti a pronunciarsi in merito alle questioni trattate in seno all'AELS.</p>  Risposta del Consiglio federale.