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ZURIGO - Il PPD è rimasto il solo partito a fungere da pilastro per le peculiarità svizzere, unendo libertà individuale e responsabilità sociale. È questo il messaggio lanciato oggi, durante l'assemblea dei delegati in corso a Zurigo, dal suo presidente Gerhard Pfister, che ha accusato le altre formazioni politiche di trascurare la concordanza.
A nove mesi dalle elezioni federali, Pfister ha bocciato senza sconti tutti gli altri partiti di governo, a cominciare dall'UDC. Quest'ultima «rifiuta di sostenere il suo consigliere federale sulla riforma fiscale. Preferiscono che Ueli Maurer perda la votazione piuttosto che contribuire al successo economico della Svizzera».
Quanto al PS, «si ostina, senza compromessi, nelle sue rivendicazioni massimaliste in materia europea». I socialisti «rifiutano il dialogo e dovranno fare i conti con eventuali danni all'economia, tra cui la soppressione di impieghi nella Confederazione».
Pfister non ha risparmiato nemmeno il PLR, incolpandolo di mettere i bastoni fra le ruote alla politica ambientale per favorire il mercato.
«Non abbiamo un governo» - Il presidente del PPD ha attaccato anche l'esecutivo: «La Svizzera ha un Consiglio federale ma non un governo», ha detto facendo riferimento in particolare al dossier sull'Ue. Stando a Pfister, i due ministri PLR contribuiscono fortemente a questa situazione.
Il consigliere nazionale del Canton Zugo ha poi affrontato il tema delle prossime federali affermando che «chi vuole rafforzare la coesione nazionale, la democrazia diretta e il federalismo, così come chi vuole mantenere la libertà e la solidarietà quali valori centrali di una Svizzera di successo, deve votare per il PPD in autunno».
Non esiste libertà individuale senza comunità, prosperità senza responsabilità sociale e apertura al mondo senza un sistema politico forte, ha martellato Pfister tra gli applausi dei delegati presenti.
Soffermandosi sull'accordo quadro con l'Ue, ha definito l'attuale progetto irrispettoso della sovranità della Svizzera e che non permette neppure di migliorare i rapporti con Bruxelles.
Se l'Ue ha un vero interesse nell'intrattenere buone relazioni con la Svizzera «deve accettare che da noi il popolo partecipa alle decisioni», ha sottolineato infine Pfister.