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I Cantoni dicono di no: malgrado gli auspici della neoconsigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, la decisione presa a novembre resta in vigore
Il programma di reinsediamento di rifugiati particolarmente vulnerabili, sospeso a fine novembre dall’allora ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter, rimane bloccato. Malgrado gli auspici della neoconsigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, i Cantoni si sono opposti.
Il numero di richiedenti bisognosi di protezione è troppo elevato e gli sviluppi della guerra in Ucraina troppo incerti, ha dichiarato a Keystone-Ats il vicepresidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia Alain Ribaux confermando quanto detto da Radio Srf. "Non è quindi il momento giusto per riattivare il programma", ha sostenuto il consigliere di Stato neocastellano. Una nuova valutazione avrà luogo in primavera.
Da parte sua, il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha indicato che la ministra di giustizia e polizia Baume-Schneider non ha agito di propria iniziativa proponendo la rapida ripresa del programma, ma "su mandato del Consiglio federale". Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia propone ogni due anni all’esecutivo un nuovo contingente.
Come noto, il 19 maggio 2021 il Consiglio federale aveva deciso di accogliere durante il periodo 2022/23 1’820 persone, scelte nel loro Paese e portate in Svizzera dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. L’attenzione si è concentrata sui rifugiati provenienti dalle regioni di crisi del Medio Oriente e lungo la rotta del Mediterraneo centrale.
Da notare che le 350 persone che avevano già ricevuto una decisione di ammissione positiva nell’ottobre 2022 possono entrare in Svizzera nonostante la sospensione del programma. Arriveranno entro la fine di marzo.