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Oggettivamente destinato a suscitare dibattito circa l’entità della pena inflitta, pur trattandosi “tout court” di una condanna, il verdetto emesso oggi, in sede di Assise criminali, a carico di un 37enne che era alla sbarra sotto addebito di aver commesso abusi sessuali su una donna già sua convivente: coazione sessuale e violenza carnale, entrambi reati riconosciuti dai giudici, sono valsi in tutto 36 mesi di cui soli 10 da espiarsi. I fatti risalgono alla prima metà dell’agosto 2015, quando l’ora 37enne – per parte sua, sistematicamente chiamatosi fuori da qualsivoglia responsabilità nell’episodio – impose quanto gli fosse gradito alla donna, e nell’abitazione di quest’ultima, ed avendo fatto ricorso a strumenti di carattere coercitivo.