Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/62722

<h2>SubmittedText<h2><p>Il canton Giura chiede all'Industria Chimica Basilese di assumersi l'intero costo del risanamento della discarica di Bonfol. Dal canto suo, l'Industria Chimica Basilese si rifiuta di sottoscrivere un accordo che garantisca alla collettività del canton Giura l'esenzione dalla partecipazione ai costi che scaturiranno dal risanamento del sito in questione. In tal modo, vuole ottenere la ripartizione di tali costi su vari soggetti.</p><p>Mi permetto pertanto di porre al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. Non ritiene che la posizione assunta dall'Industria Chimica Basilese sia incomprensibile, dato che, come rileva il governo giurassiano, si rifiuta di far fronte ai suoi obblighi?</p><p>2. Non crede che ai sensi del principio di causalità l'Industria Chimica Basilese debba assumersi la responsabilità e, di conseguenza, tutti i costi del risanamento; soprattutto se si considera che l'industria ha già contabilizzato gli accantonamenti necessari a tale operazione?</p><p>3. Non pensa che l'atteggiamento assunto ritarderà in maniera ingiustificabile i lavori di risanamento della discarica in questione?</p><p>4. Il Consiglio federale sarebbe eventualmente disposto a intervenire affinché l'Industria Chimica Basilese assuma un atteggiamento più ragionevole?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>All'inizio del 2000 il governo del canton Giura ha chiesto all'Industria Chimica Basilese, gestore della discarica di rifiuti speciali ormai chiusa, di farsi carico dei costi complessivi del risanamento del sito contaminato (sgombero e smaltimento dei rifiuti ivi conferiti). In quanto gestore della discarica e maggior fornitore di rifiuti, l'Industria Chimica Basilese è tenuta a farsi carico del risanamento. Per tale ragione ha eseguito le indagini e le pianificazioni necessarie ai fini di un risanamento totale. Il canton Giura dovrebbe poter approvare ancora quest'anno il progetto di risanamento, così che nel 2008 potranno iniziare, come previsto, i lavori di risanamento. </p><p>Se da un lato l'obbligo di pianificazione e di realizzazione del risanamento totale è ora disciplinato in modo chiaro, dall'altro, secondo le informazioni in possesso del Consiglio federale, non è ancora stata chiarita la ripartizione dei relativi costi. A tal fine sussistono in linea di principio due possibilità: una ripartizione dei costi basata su una decisione cantonale secondo l'articolo 32d della legge federale sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) oppure su un accordo tra le parti interessate che coinvolga in particolare gli inquinatori.</p><p>Alle domande poste il governo può rispondere nel modo seguente:</p><p>1. Il Consiglio federale sa che l'esecuzione dei lavori svolti sinora non è sempre stata esente da problemi. Vista la complessità e l'aspetto politico controverso del progetto di risanamento in questione, considera tuttavia soddisfacenti i progressi compiuti nel frattempo.</p><p>2. È fuori discussione che, in questo caso, l'Industria Chimica Basilese debba assumersi, cosa che sta già facendo, le sue responsabilità di inquinatore (gestore della discarica, principale fornitore dei rifiuti). Tuttavia, non è possibile giudicare se debba assumersi tutte le spese di risanamento secondo l'articolo 32d LPAmb senza che vi sia stato un esame accurato della questione. A tal fine, eventuali accantonamenti fatti da tal industria sono irrilevanti.</p><p>3. Il Consiglio federale ritiene che la questione legata ai costi non dovrebbe ripercuotersi sui progressi registrati nell'ambito del risanamento. In quanto responsabile dell'esecuzione del risanamento, l'Industria Chimica Basilese deve assumersi i relativi costi sino alla decisione definitiva o alla stipulazione di un accordo. </p><p>4. Il Consiglio federale non ha alcuna base giuridica per intervenire sulla questione della ripartizione dei costi. Tuttavia, appoggia chiaramente una soluzione in cui si preveda un accordo fra le parti che tenga conto sia delle esigenze dell'Industria Chimica Basilese che delle richieste da parte di terzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.