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In occasione della sua seduta primaverile, il Consiglio degli svizzeri dell'estero (CSE) ha chiesto la creazione di una legge ad hoc per gli espatriati. Inoltre il cosiddetto "parlamento della Quinta svizzera" ha espresso il suo sostegno a swissinfo.ch e alla Schweizer Revue.
Riuniti sabato a Berna, i delegati del CSE si sono pronunciati a favore dell'elaborazione di una legge specifica per gli svizzeri che risiedono all'estero.
Un simile pacchetto normativo permetterebbe in particolare di rafforzare i legami che gli espatriati hanno con il loro paese, di integrarli maggiormente alla vita politica svizzera e di creare una base uniforme per l'attuazione di politiche nei loro confronti.
Il presidente dell'Organizzazione degli svizzeri dell'estero Jacques-Simon Eggly ha dal canto suo sottolineato che il Dipartimento degli affari esteri, diretto da Micheline Calmy-Rey, sta valutando l'opportunità di creare una legge in tal senso.
Gli 80 delegati presenti nella capitale hanno pure manifestato la loro inquietudine per il programma di risparmio presentato alcune settimane fa dal ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, che intende sopprimere il contributo del 50% (13 milioni di franchi) per swissinfo.ch. "Non posso immaginarmi che il nostro paese si isoli passo dopo passo dal resto del mondo", ha dichiarato Eggly, chiedendo al parlamento di scongiurare la scomparsa della piattaforma internet per gli svizzeri dell'estero. Inoltre il CSE ha chiesto al governo di varare mezzi finanziari sufficienti affinché la Schweizer Revue possa di nuovo essere pubblicata sei volte all'anno nel 2011 (quattro attualmente).
swissinfo.ch