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AUTORE: M.P.Black
CASA EDITRICE: Domino Edizioni
COLLANA: Le Carte Veline
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE:164
La prima volta avevo sei anni.
Mi trovavo in camera, a giocare con la mia Barbie preferita sopra il piccolo tappeto rosso e peloso che mi era stato regalato dalla nonna.
Un refolo d'aria fredda si era intrufolato tra le ciocche diritte dei miei capelli castani. Ero rabbrividita e ricordo di essermi guardata attorno più volte, con i grandi occhi azzurri ben spalancati.
Fu un'esperienza traumatica.Loro si muovevano nella camera come ombre lunghe e scure, che scivolavano sulle pareti per poi appallottolarsi e prendere forme quasi umane.
E ricordo che puzzavano. Associai il loro odore alla carne andata a male, che avevo trovato nella ciotola del mio cane Brick, qualche tempo prima.
Era un odore nauseante, che mi aveva fatto salire dei violenti conati di vomito.
Continuarono ad apparirmi fino al giorno del mio decimo compleanno.
Mentre gustavo una generosa porzione di torta alla crema, che nonna aveva acquistato alla patisserie di Marcel Arnaud, li vidi scendere da un albero, infiltrarsi tra i miei amici, scivolare sul terreno e assumere forma umana dinanzi a me.
Così urlai, urlai e urlai, senza smettere per quasi un'ora.
Ricordo che mamma dovette chiamare il nostro medico, il Dottor Dubois, che mi somministrò un calmante.
Ma da allora non li vidi più e li cancellai dalla mia memoria.
O per lo meno, questo è quanto credetti, fino al giorno in cui tutto ebbe nuovamente inizio."
Con " La Rosa e il Pugnale", si cambia scenario e genere: non più un fantasy "classico" ma con tocco fantascientifico - in Lisa Verdi troviamo elfi che impugnano spade laser - nè un "paranormal romance urban fantasy", come lo è invece la sua quarta creazione. Questa volta il lettore si trova tra la mani un romanzo esoterico, in cui fantasmi e misteri la fanno da padroni.
Amélie Morel è una studentessa di architettura e vive tranquillamente nel suo appartamento a Parigi, sulle sponde della Senna, che può ammirare dalle finestre. Quando all'improvviso le viene offerta la possibilità, assieme ad altri studenti selezionati del suo corso, tra cui anche Fleur, la sua migliore amica, di svolgere delle ricerche a Carcassone, patria dei Catari, per stabilire se il restauro della cittadella possa o meno considerarsi un lavoro ben fatto, non si lascerà certo sfuggire l'occasione, malgrado la presenza di Louis, il suo ex ragazzo.
Amélie farà la conoscenza di Jean, anch'egli selezionata ma tra gli studenti dell'Università di Grenoble, che catturerà subito il suo sguardo e le sue attenzioni.
A Carcassone, però, Amélie si troverà ad affrontare eventi che vanno al di là della sua comprensione, portandola ad affrontare gli incubi del suo passato e trascianandola a un passo dalla follia. Ad aiutarla, però, c'è immancabilmente Fleur, e nemmeno Louis farà mancare il sostegno alla ragazza che non ha ancora dimenticato, mentre Jean si manterrà più scettico di fronte alle affermazioni di Amélie di riuscire a vedere i fantasmi che infestano l'albergo nel quale alloggiano.
Un albergo che reca praticamente in ogni stanza quello che è stato presentato alla giovane come lo stemma di famiglia: una rosa rossa, trafitta da un pugnale. Ma si tratta davvero soltanto dello stemma di famiglia, o significa anche qualcos'altro? Amélie non lo sa, ma vorrebbe scoprirlo, come vorrebbe sapere perché soltanto lei riesce a vedere le ombre e lo spettro di colui che, signore della cittadella, si schierò a protezione dei Catari suoi sudditi contro coloro che, inviati dalla Chiesa, intendevano sterminarli. Quando, infine, scoprirà che il suo compito è di ricondurre gli spiriti erranti alla Luce, Amélie sceglierà di aiutare il fantasma che la tormenta, ma dovrà fronteggiare pericoli inattesi e superare difficoltà che tirano in ballo anche il suo cuore, che non ha ancora scortato Louis ma che tuttavia non può rimanere indifferente al fascino di Jean.
E mentre il Male tenta di sopraffarla e Fleur viene rapita, Amélie si renderà conto che il vero pericolo, per lei, non viene dalle ombre, quelle stesse ombre che la terrorizzano fin da bambina, ma da qualcuno di insospettabile, tra le persone più vicine a lei, alla ricerca del leggendario tesoro dei Catari e disposto a tutto pur di riuscire a trovarlo.
La storia prende fin dai primi capitoli e fila via che è una meraviglia, il libro si legge in poche ore quasi senza accorgersene. Emerge chiaramente una maggior disinvoltura da parte dell'autrice, frutto del lungo esercizio e dell'esperienza fin qui accumulata: se in Lisa Verdi le parti, diciamo, più "piccanti" tra la protagonista e il suo innamorato venivano soltanto fatte intendere, in questa nuova opera, probabilmente destinata ad un pubblico un po' più maturo, M.P.Black assume maggior confidenza con i personaggi e con i loro sentimenti e, di conseguenza, anche con i loro desideri non proprio innocenti e casti. Ma questa nuova destrezza si riscontra anche negli altri aspetti: nello stile asciutto, che non si perde in fronzoli inutili, nelle descrizioni precise ma non ampollose, nella storia stessa, che non si allunga oltre il necessario, anche se magari al lettore avrebbe fatto piacere poter trascorrere qualche ora in più tra le pagine di questo libro. Per il resto, cos'altro si può scrivere senza svelare troppo?
Adesso attendiamo con trepidazione le prossime uscite, che speriamo non siano da meno!