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L'«euroforia» non ha raggiunto la Svizzera a cento giorni dall'introduzione della moneta unica. L'euro non è diventato una moneta parallela al franco.
Solo nelle località turistiche si sono avuti alcuni mutamenti. Il presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS), Jean-Pierre Roth, aveva già predetto in gennaio che l'euro non si sarebbe trasformato in una seconda divisa parallela, ma che avrebbe svolto un ruolo nel settore turistico e alberghiero e nell'industria d'esportazione.
Una trasformazione in una valuta parallela sarebbe stata possibile solo nel caso di una moneta instabile, ossia con forte inflazione ed un debole grado di fiducia, rileva Werner Abegg, portavoce della BNS. Semplicemente, i turisti desiderano poter saldare i conti più frequentemente in euro e ciò era largamente previsto.
Transazioni facilitate
L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) osserva che il franco rimane tuttora una moneta privilegiata e non vi sono ragioni perché ciò debba cambiare. L'introduzione dell'euro ha facilitato le transazioni per i settori interessati, visto che si è passati da dodici ad una moneta. Stesso tenore alle FFS. L'euro non ha sostituito il franco, ha rilevato il portavoce Jean-Louis Scherz. Anche per le Ferrovie l'euro ha contribuito a facilitare le transazioni agli sportelli.
L'UBS stila un bilancio analogo. Dopo l'euro, le transazioni in valute estere non sono aumentate, secondo la maggiore banca svizzera. Il volume degli scambi delle dodici monete europee è simile a quello attualmente rilevato per l'euro. L'istituto di credito ha costatato un maggiore ricorso agli apparecchi automatici per il cambio.
Servizio per i turisti
Il settore turistico è invece in prima linea per quanto riguarda la moneta unica. La maggior parte della clientela europea utilizza una sola moneta nella vita quotidiana e si attende di poter fare lo stesso in Svizzera, rileva la Società svizzera degli albergatori (SSA).
Per Thomas Alleman, responsabile del dipartimento economia della SSA, non si è assistito ad un'ondata di euro. Gli albergatori si erano comunque attrezzati per rispondere alle esigenze della clientela. Sono sempre più numerosi ad accettare la moneta unica e a pubblicare i prezzi in euro. Tale possibilità, considerata in primo luogo come un servizio alla clientela, non è utilizzata ad oltranza. La maggior parte dei clienti paga infatti con le carte di credito.
Anche i grandi magazzini non sono stati invasi dalla moneta unica. Nelle zone vicine alle frontiere meno dell'1 per cento degli acquisti sono pagati in euro, secondo la Coop. Tale proporzione è ancor più bassa nelle altre regioni.
swissinfo e agenzie