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Il riassunto di un momento storico come quello dell’8 settembre 1943 di Guido Codoni.
I primi profughi arrivarono in Ticino l’8 settembre 1943 e in poco tempo diventarono una fiumana. Fino al 9 settembre vi era un campo di raccolta a Roveredo (GR), ma in seguito dovettero esserne approntati altri quattro. A Melano si accoglieva chi entrava dal Mendrisiotto, dal Generoso e dalla Valle d’Intelvi. Qui fu convogliato il reggimento “Savoia cavalleria” che entrò la sera del 12 settembre alle 19.30 dal valico della Cantinetta sopra Ligornetto. La grande massa di profughi (10mila nella notte tra il 16 e il 17 settembre) si presentò a piccoli gruppi, composti soprattutto di militari senza divisa né armi.
Questo perché il 15 settembre nell’Italia settentrionale si era diffuso il panico fra chi poteva essere richiamato alle armi: Mussolini aveva infatti emanato alcuni ordini del giorno con i quali preannunciava la costituzione del Partito fascista repubblicano e ordinato il ritorno al combattimento a fianco della Germania, pena il deferimento ai tribunali militari.
Anche dal confine di Stabio l’afflusso di profughi fu importante. Il fotografo Christian Schiefer documentò l’evento: le sue immagini raccontano l’ingresso a Stabio, nel settembre del 1943, di chi chiedeva asilo in Svizzera. Per Stabio, il Mendrisiotto e il Ticino intero i giorni seguenti l’8 settembre 1943 furono intensi e modificarono gli equilibri in modo repentino e profondo.
Guido Codoni e Marco Della Casa