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Tecnologia sotto la lente europea
La Commissione sta elaborando una serie di parametri per favorire lo sviluppo dell'intelligenza artificiale ma limitarne possibili rischi
Favorire lo sviluppo dell'intelligenza artificiale ma limitarne possibili rischi e derive. È l'obiettivo dichiarato della Commissione europea che sta elaborando una serie di parametri per regolare questo settore e che sottolinea come le autorità "dovrebbero essere in grado di testare e certificare i dati utilizzati dagli algoritmi", garantendo "il rispetto dei diritti fondamentali, in particolare la non discriminazione".
Verrà elaborata una scala di rischio in base alla quale verranno decise eventuali limitazioni: in sostanza, più l'uso di un elemento di intelligenza artificiale sarà pericoloso o controverso, più le regole saranno severe. Un esempio è quello del riconoscimento facciale che se da una parte permette di aumentare la sicurezza nell'accedere al nostro smartphone, dall'altra potrebbe essere utilizzata per spiare i movimenti delle persone.
L'idea è quella di muoversi come è stato fatto sulla raccolta e il trattamento dei dati da parte di siti, social network e altre entità: ossia permetterla, ma con regole proprie che assicurino che i diritti individuali e fondamentali siano rispettati.
Nei prossimi tre mesi, le parti in causa - tra cui aziende come Google o Facebook o gli istituti di ricerca - potranno dire la loro sui piani della Commissione. L'Unione Europea confida di avere entro la fine dell'anno le proposte legislative che dovranno poi essere approvate dagli Stati membri e ratificate dal Parlamento.
La Confederazione è spettatrice interessata anche se le future normative saranno solo orientative. Sebbene, non ci saranno vincoli, l'intelligenza artificiale è uno dei campi di punta della ricerca svizzera, pertanto Berna guarda con estremo interesse alle discussioni in corso.