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Incarto n. 80.2007.39 Lugano 29 aprile 2008 In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello composta dai giudici Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini segretario F io renzo Gianinazzi parti RI 1 contro RS 1 oggetto ricorso del 23 marzo 2007 contro la decis io ne del 14 febbra io 2007 in materia di IC e IFD 2005. Fatti A. I coniugi __________ e RI 1 hanno sottoscritto in data 10 novembre 2005 una convenz io ne, mediante la quale, premesso che da alcune settimane vivevano separati, hanno regolato i loro rapporti in vista del divorz io. In tale ambito, hanno in particolare stabilito l’affidamento dei figli alla madre, con un diritto di visita del padre ogni quindici g io rni. Il marito si è inoltre obbligato a versare un contributo alimentare di fr. 1'250.– al mese per ognuno dei figli e di fr. 500.– al mese per la moglie, a partire dal mese di novembre. B. Nella dichiaraz io ne fiscale 2005, RI 1 chiedeva la deduzione degli alimenti versati negli ultimi due mesi (fr. 6'000.–), oltre alla deduzione per figli a carico di fr. 21'000.–. Notificandogli la tassazione IC/IFD 2005, con decisione del 24 gennaio 2007, l’Ufficio di tassazione di Locarno commisurava il suo reddito imponibile in fr. 45'900.– per l’IC ed in fr. 49'500.– per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione del contribuente aveva in particolare negato la deduzione sociale per figli a carico, argomentando di avere preso in considerazione la situazione al 31 dicembre 2005. C. Il contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 17 gennaio 2007, nel quale chiedeva di essere convocato per contestare la mancata deduzione per figli a carico. L’autorità di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 14 febbraio 2007, nella quale ribadiva che determinante per la concessione della deduzione per i figli a carico è la situazione al 31 dicembre 2005 e che né la legge né la giurisprudenza ammettono una deduzione proporzionale. Confermava poi l’applicazione dell’aliquota per coniugati per tutto il 2005. D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente la decisione dell’autorità di tassazione di negare la deduzione per figli a carico, sottolineando gli importanti cambiamenti intervenuti nella sua situazione familiare nel corso dell’anno. Ritiene che la decisione impugnata non consideri i dieci mesi in cui ha vissuto in casa provvedendo al mantenimento dei figli. Chiede pertanto che “perlomeno” siano annualizzati gli alimenti (fr. 36'000.–) e che il reddito che ne risulta sia preso in considerazione per il calcolo dell’aliquota applicabile. Diritto 1. 1.1. Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figl io minorenne, a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 10’500.– franchi. Un’analoga deduz io ne è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 5’600.– (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149). L’aliquota agevolata (la cosiddetta "aliquota A"), da parte sua, è riservata a: - i coniugi viventi in comun io ne domestica; - i contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che vivono in comun io ne domestica con figli minorenni o con figli a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età al cui sostentamento provvedono oppure con persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale (art. 35 cpv. 2 LT e art. 214 cpv. 2 LIFD). 1.2. Come ha recentemente ricordato il Tribunale federale, mediante le deduz io ni e le aliquote differenziate, il legislatore ha distinto determinate categorie di contribuenti in funz io ne della rispettiva capacità economica in modo da stabilire tra di loro, ed entro questi limiti ristretti, una certa parità di trattamento. In particolare, le persone separate o divorziate, così come i celibi e i vedovi, sono distinte dall’ordinamento legale in base alla presenza di figli al cui sostentamento (per l’essenziale) essi provvedono, con cui vivono in comun io ne domestica o, ancora, su cui esercitano l’autorità parentale. In effetti, se provvede al suo sostentamento, un celibe, vedovo, divorziato o separato ha diritto alla deduz io ne sociale per figl io a carico e alla deduz io ne supplementare per oneri assicurativi (art. 213 cpv. 1 lett. a e 212 cpv. 1 LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 34 cpv. 1 lett. a e 32 cpv. 1 lett. g LT). Se, oltre a provvedere in modo essenziale al suo sostentamento, il medesimo contribuente vive in comun io ne domestica con il figl io, egli ha diritto anche alla tariffa privilegiata per coniugi (art. 214 cpv. 2 LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 35 cpv. 2 LT). Inoltre, se esercita l’autorità parentale sul figl io, il contribuente separato o divorziato è imposto sugli alimenti che percepisce per il medesimo (art. 23 lett. f LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 22 lett. f LT). L’altro genitore può, da parte sua, dedurre la pens io ne alimentare che versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 32 cpv. 1 lett. c LT). Pur se non regolato espressamente dalla legge, il medesimo regime si applica anche ai concubini con figli, per i quali l’esistenza di comun io ne domestica è irrilevante sotto il profilo delle deduz io ni e delle tariffe (sentenza del Tribunale federale del 4 settembre 2007 n. 2A.683/2006 consid. 5.1, con riferimento a: ASA 69 p. 198, consid. 3; StE 2007 B 27.2 n. 30, consid. 3.2). 1.3. Il Tribunale federale ha anche precisato che, nel sistema di deduz io ni e tariffe esposto, per rag io ni di parità di trattamento un medesimo alleggerimento non può di princip io essere accordato più volte. Così, per non penalizzare le coppie sposate, le quali possono beneficiare un’unica volta della tariffa per coniugi, detta tariffa non può essere applicata ad entrambi i genitori separati o divorziati, che sono d’altronde imposti separatamente sui loro rispettivi redditi (DTF 131 II 553 consid. 3.4). Per gli stessi motivi, nemmeno la deduz io ne per figl io a carico può essere concessa due volte, ovvero sia al genitore che versa sia a quello che riceve gli alimenti (sentenza del 4 settembre 2007 citata, consid. 5.2, con riferimento a: Hauser, Zu den steuerrechtlichen Folgen des neuen Scheidungsrechts, insbesondere zur gemeinsames elterlichen Sorge, in: ASA 68 p. 353 s., in part. p. 364 s.; Baumgartner, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2a, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 19 ad art. 35 LIFD). 1.4. Sempre in tale contesto, l’Alta Corte ha precisato ancora che, dal momento che gli alimenti pagati sono deducibili dai proventi, il reddito fiscale del contribuente che li versa risulta di per sé al netto di oneri per il figl io. Questo genitore non è pertanto considerato come contribuente che provvede al sostentamento ai sensi dell’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD. Il versamento della pens io ne alimentare costituisce uno spostamento di risorse: colui che riceve la pens io ne l’utilizza per i bisogni del figl io in aggiunta alle sue risorse personali a cui la pens io ne è assimilata e sulla quale è imposto. Di conseguenza, è questo, e solo questo genitore che, sul piano fiscale, provvede al sostentamento, rispettivamente alla parte essenziale del sostentamento, e ha diritto alla deduz io ne per figl io (cfr., in relaz io ne ad una coppia di concubini: sentenza 2A.566/1997 del 12 genna io 1999, in: ASA 69 p. 198, consid. 3; cfr. anche: Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 140; Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, Therwil/Basilea 2001, n. 23 e 25 ad art. 35 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 24 ad art. 213; Baumgartner, op. cit., n. 32 ad art. 35 LIFD). Certo, in aggiunta al contributo pecuniar io versato per il figl io all’altro genitore, anche il debitore della pens io ne alimentare può trovarsi a sopportare delle spese di mantenimento diretto, ad esemp io quando esercita il suo diritto di visita. Per rag io ni di praticabilità e di semplificaz io ne, questi costi non vengono tuttavia presi in consideraz io ne dal profilo fiscale ( Locher, op. cit.; n. 26 ad art. 35; Richner/Frei/Kaufmann, loc. cit.; Hauser, op. cit., p. 365). Così come concepito, l’ordinamento legale non prevede dunque alcun alleggerimento sociale in questo senso per il genitore che versa una pens io ne alimentare. Questo princip io vale indipendentemente dall’ammontare di tali spese e quindi dal fatto che il diritto di visita sia esercitato in maniera sporadica, mensile, settimanale o in misura ancora più ampia e resta applicabile anche se l’importo del contributo di mantenimento è infer io re alle deduz io ni sociali per figl io (cfr. sentenza del 4 settembre 2007 citata, consid. 5.3). 2. 2.1. Nel caso in discuss io ne, il ricorrente, coniugato e padre di due figli minorenni, si è separato all’inizio del mese di novembre del 2005 e la custodia dei figli è stata attribuita alla madre, riservato un diritto di visita del padre. Quest’ultimo si è per contro assunto l’obbligo di versare un contributo alimentare di fr. 1’250.– al mese per ognuno dei figli e di fr. 500.– per la moglie. 2.2. Applicando i principi stabiliti dalla giurisprudenza, nel caso in esame, il ricorrente ha diritto alla deduz io ne degli alimenti versati alla ex moglie per il mantenimento proprio e dei figli minorenni. La deduz io ne per figli a carico spetta per contro alla madre, la quale paga l’imposta sugli alimenti stessi. Alla madre deve poi anche essere riconosciuta l’aliquota per coniugati, che nella decis io ne impugnata è invece stata concessa al ricorrente, limitamente all’imposta cantonale. Sebbene, infatti, anche per l’applicazione delle aliquote faccia stato la situazione personale alla fine del periodo fiscale (art. 35 cpv. 4 LT), l’autorità ha applicato l’eccezione prevista dall’art. 35 cpv. 5 LT, secondo cui, per i contribuenti vedovi, divorziati o separati legalmente o di fatto è applicata l’aliquota per coniugati limitatamente al periodo fiscale durante il quale sono rimasti vedovi o è avvenuto il divorzio o la separazione. 2.3. Per quanto attiene alla deduzione per figli a carico, essa è stata negata al ricorrente in considerazione del fatto che alla fine del periodo fiscale egli era separato e versava alimenti per i figli che vivevano con la madre. In effetti, gli articoli 213 cpv. 2 LIFD e 34 cpv. 3 LT precisano che tale deduzione è stabilita secondo la “situazione alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento”. Di conseguenza, se i presupposti per ottenere la deduzione non sono adempiuti al 31 dicembre del periodo fiscale, il contribuente non ha diritto, per quel periodo, alla deduzione sociale richiesta, anche se avesse provveduto al mantenimento della persona indicata durante la maggior parte dell’anno; inversamente, l’ammontare della deduzione non viene ridotta se le condizioni per il suo ottenimento, adempiute al 31 dicembre, non lo sono state durante l’intero anno ( Jaques, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea, 2008, n. 3 ad art. 213, p. 1678). Per quanto tale regola penalizzi il ricorrente, essa si considera giustificata dalle esigenze di semplificazione che hanno ispirato la scelta del legislatore ( Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 112 e p. 199). Per le stesse ragioni, non può evidentemente essere presa in considerazione neppure la proposta, formulata nel ricorso, di applicare un’aliquota attenuata, calcolata annualizzando gli alimenti versati alla moglie ed ai figli. A tale riguardo, ci si limita a segnalare al ricorrente che egli è comunque stato avvantaggiato, in una certa misura, dall’applicazione dell’aliquota per coniugati, cui non avrebbe avuto diritto se il legislatore cantonale non avesse introdotto nella legge tributaria l’eccezione prevista dal menzionato art. 35 cpv. 5 LT. 3. Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente. Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 200.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 280.– sono a carico del ricorrente. 3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF). 4. Intimazione a: -; -; -; -. Copia per conoscenza: - municipio di. terzi implicati 1. PI 1 2. PI 2 per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretar io :

Incarto n. 80.2007.39 Incarto n. 80.2007.39

Incarto n. 80.2007.39 Lugano 29 aprile 2008 Lugano

Lugano 29 aprile 2008

29 aprile 2008 In nome della Repubblica e Cantone Ticino In nome della Repubblica e Cantone Ticino

In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello

La Camera di diritto tributar io del Tribunale d'appello composta dai giudici composta dai giudici

composta dai giudici Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini Andrea Pedroli, presidente,

Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini

Stefano Bernasconi, Mauro Mini segretario segretario

segretario F io renzo Gianinazzi F io renzo Gianinazzi

F io renzo Gianinazzi parti parti

parti RI 1 RI 1

RI 1 contro contro

contro RS 1 RS 1

RS 1 oggetto oggetto

oggetto ricorso del 23 marzo 2007 contro la decis io ne del 14 febbra io 2007 in materia di IC e IFD 2005. ricorso del 23 marzo 2007 contro la decis io ne del 14 febbra io 2007 in materia di IC e IFD 2005. ricorso del 23 marzo 2007 contro la decis io ne del 14 febbra io 2007 in materia di IC e IFD 2005. Fatti

Fatti A. I coniugi __________ e RI 1 hanno sottoscritto in data 10 novembre 2005 una convenz io ne, mediante la quale, premesso che da alcune settimane vivevano separati, hanno regolato i loro rapporti in vista del divorz io. In tale ambito, hanno in particolare stabilito l’affidamento dei figli alla madre, con un diritto di visita del padre ogni quindici g io rni. Il marito si è inoltre obbligato a versare un contributo alimentare di fr. 1'250.– al mese per ognuno dei figli e di fr. 500.– al mese per la moglie, a partire dal mese di novembre.

A. I coniugi __________ e RI 1 hanno sottoscritto in data 10 novembre 2005 una convenz io ne, mediante la quale, premesso che da alcune settimane vivevano separati, hanno regolato i loro rapporti in vista del divorz io. In tale ambito, hanno in particolare stabilito l’affidamento dei figli alla madre, con un diritto di visita del padre ogni quindici g io rni. Il marito si è inoltre obbligato a versare un contributo alimentare di fr. 1'250.– al mese per ognuno dei figli e di fr. 500.– al mese per la moglie, a partire dal mese di novembre. B. Nella dichiaraz io ne fiscale 2005, RI 1 chiedeva la deduzione degli alimenti versati negli ultimi due mesi (fr. 6'000.–), oltre alla deduzione per figli a carico di fr. 21'000.–.

B. Nella dichiaraz io ne fiscale 2005, RI 1 chiedeva la deduzione degli alimenti versati negli ultimi due mesi (fr. 6'000.–), oltre alla deduzione per figli a carico di fr. 21'000.–. Notificandogli la tassazione IC/IFD 2005, con decisione del 24 gennaio 2007, l’Ufficio di tassazione di Locarno commisurava il suo reddito imponibile in fr. 45'900.– per l’IC ed in fr. 49'500.– per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione del contribuente aveva in particolare negato la deduzione sociale per figli a carico, argomentando di avere preso in considerazione la situazione al 31 dicembre 2005.

Notificandogli la tassazione IC/IFD 2005, con decisione del 24 gennaio 2007, l’Ufficio di tassazione di Locarno commisurava il suo reddito imponibile in fr. 45'900.– per l’IC ed in fr. 49'500.– per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione del contribuente aveva in particolare negato la deduzione sociale per figli a carico, argomentando di avere preso in considerazione la situazione al 31 dicembre 2005. C. Il contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 17 gennaio 2007, nel quale chiedeva di essere convocato per contestare la mancata deduzione per figli a carico.

C. Il contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 17 gennaio 2007, nel quale chiedeva di essere convocato per contestare la mancata deduzione per figli a carico. L’autorità di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 14 febbraio 2007, nella quale ribadiva che determinante per la concessione della deduzione per i figli a carico è la situazione al 31 dicembre 2005 e che né la legge né la giurisprudenza ammettono una deduzione proporzionale. Confermava poi l’applicazione dell’aliquota per coniugati per tutto il 2005.

L’autorità di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 14 febbraio 2007, nella quale ribadiva che determinante per la concessione della deduzione per i figli a carico è la situazione al 31 dicembre 2005 e che né la legge né la giurisprudenza ammettono una deduzione proporzionale. Confermava poi l’applicazione dell’aliquota per coniugati per tutto il 2005. D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente la decisione dell’autorità di tassazione di negare la deduzione per figli a carico, sottolineando gli importanti cambiamenti intervenuti nella sua situazione familiare nel corso dell’anno. Ritiene che la decisione impugnata non consideri i dieci mesi in cui ha vissuto in casa provvedendo al mantenimento dei figli. Chiede pertanto che “perlomeno” siano annualizzati gli alimenti (fr. 36'000.–) e che il reddito che ne risulta sia preso in considerazione per il calcolo dell’aliquota applicabile.

D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente la decisione dell’autorità di tassazione di negare la deduzione per figli a carico, sottolineando gli importanti cambiamenti intervenuti nella sua situazione familiare nel corso dell’anno. Ritiene che la decisione impugnata non consideri i dieci mesi in cui ha vissuto in casa provvedendo al mantenimento dei figli. Chiede pertanto che “perlomeno” siano annualizzati gli alimenti (fr. 36'000.–) e che il reddito che ne risulta sia preso in considerazione per il calcolo dell’aliquota applicabile. Diritto

Diritto 1. 1.1.

1. 1.1. Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figl io minorenne, a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 10’500.– franchi. Un’analoga deduz io ne è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 5’600.– (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149). L’aliquota agevolata (la cosiddetta "aliquota A"), da parte sua, è riservata a:

Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figl io minorenne, a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 10’500.– franchi. Un’analoga deduz io ne è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 5’600.– (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149). Agner/Jung/Steinmann L’aliquota agevolata (la cosiddetta "aliquota A"), da parte sua, è riservata a: - i coniugi viventi in comun io ne domestica;

- i coniugi viventi in comun io ne domestica; - i contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che vivono in comun io ne domestica con figli minorenni o con figli a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età al cui sostentamento provvedono oppure con persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale

- i contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che vivono in comun io ne domestica con figli minorenni o con figli a tirocin io o agli studi fino al 25.mo anno di età al cui sostentamento provvedono oppure con persone bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale (art. 35 cpv. 2 LT e art. 214 cpv. 2 LIFD).

(art. 35 cpv. 2 LT e art. 214 cpv. 2 LIFD). 1.2.

1.2. Come ha recentemente ricordato il Tribunale federale, mediante le deduz io ni e le aliquote differenziate, il legislatore ha distinto determinate categorie di contribuenti in funz io ne della rispettiva capacità economica in modo da stabilire tra di loro, ed entro questi limiti ristretti, una certa parità di trattamento. In particolare, le persone separate o divorziate, così come i celibi e i vedovi, sono distinte dall’ordinamento legale in base alla presenza di figli al cui sostentamento (per l’essenziale) essi provvedono, con cui vivono in comun io ne domestica o, ancora, su cui esercitano l’autorità parentale. In effetti, se provvede al suo sostentamento, un celibe, vedovo, divorziato o separato ha diritto alla deduz io ne sociale per figl io a carico e alla deduz io ne supplementare per oneri assicurativi (art. 213 cpv. 1 lett. a e 212 cpv. 1 LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 34 cpv. 1 lett. a e 32 cpv. 1 lett. g LT). Se, oltre a provvedere in modo essenziale al suo sostentamento, il medesimo contribuente vive in comun io ne domestica con il figl io, egli ha diritto anche alla tariffa privilegiata per coniugi (art. 214 cpv. 2 LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 35 cpv. 2 LT). Inoltre, se esercita l’autorità parentale sul figl io, il contribuente separato o divorziato è imposto sugli alimenti che percepisce per il medesimo (art. 23 lett. f LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 22 lett. f LT). L’altro genitore può, da parte sua, dedurre la pens io ne alimentare che versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 32 cpv. 1 lett. c LT). Pur se non regolato espressamente dalla legge, il medesimo regime si applica anche ai concubini con figli, per i quali l’esistenza di comun io ne domestica è irrilevante sotto il profilo delle deduz io ni e delle tariffe (sentenza del Tribunale federale del 4 settembre 2007 n. 2A.683/2006 consid. 5.1, con riferimento a: ASA 69 p. 198, consid. 3; StE 2007 B 27.2 n. 30, consid. 3.2).

Come ha recentemente ricordato il Tribunale federale, mediante le deduz io ni e le aliquote differenziate, il legislatore ha distinto determinate categorie di contribuenti in funz io ne della rispettiva capacità economica in modo da stabilire tra di loro, ed entro questi limiti ristretti, una certa parità di trattamento. In particolare, le persone separate o divorziate, così come i celibi e i vedovi, sono distinte dall’ordinamento legale in base alla presenza di figli al cui sostentamento (per l’essenziale) essi provvedono, con cui vivono in comun io ne domestica o, ancora, su cui esercitano l’autorità parentale. In effetti, se provvede al suo sostentamento, un celibe, vedovo, divorziato o separato ha diritto alla deduz io ne sociale per figl io a carico e alla deduz io ne supplementare per oneri assicurativi (art. 213 cpv. 1 lett. a e 212 cpv. 1 LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 34 cpv. 1 lett. a e 32 cpv. 1 lett. g LT). Se, oltre a provvedere in modo essenziale al suo sostentamento, il medesimo contribuente vive in comun io ne domestica con il figl io, egli ha diritto anche alla tariffa privilegiata per coniugi (art. 214 cpv. 2 LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 35 cpv. 2 LT). Inoltre, se esercita l’autorità parentale sul figl io, il contribuente separato o divorziato è imposto sugli alimenti che percepisce per il medesimo (art. 23 lett. f LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 22 lett. f LT). L’altro genitore può, da parte sua, dedurre la pens io ne alimentare che versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; per l’imposta cantonale cfr. art. 32 cpv. 1 lett. c LT). Pur se non regolato espressamente dalla legge, il medesimo regime si applica anche ai concubini con figli, per i quali l’esistenza di comun io ne domestica è irrilevante sotto il profilo delle deduz io ni e delle tariffe (sentenza del Tribunale federale del 4 settembre 2007 n. 2A.683/2006 consid. 5.1, con riferimento a: ASA 69 p. 198, consid. 3; StE 2007 B 27.2 n. 30, consid. 3.2). 1.3.

1.3. Il Tribunale federale ha anche precisato che, nel sistema di deduz io ni e tariffe esposto, per rag io ni di parità di trattamento un medesimo alleggerimento non può di princip io essere accordato più volte. Così, per non penalizzare le coppie sposate, le quali possono beneficiare un’unica volta della tariffa per coniugi, detta tariffa non può essere applicata ad entrambi i genitori separati o divorziati, che sono d’altronde imposti separatamente sui loro rispettivi redditi (DTF 131 II 553 consid. 3.4). Per gli stessi motivi, nemmeno la deduz io ne per figl io a carico può essere concessa due volte, ovvero sia al genitore che versa sia a quello che riceve gli alimenti (sentenza del 4 settembre 2007 citata, consid. 5.2, con riferimento a: Hauser, Zu den steuerrechtlichen Folgen des neuen Scheidungsrechts, insbesondere zur gemeinsames elterlichen Sorge, in: ASA 68 p. 353 s., in part. p. 364 s.; Baumgartner, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2a, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 19 ad art. 35 LIFD).

Il Tribunale federale ha anche precisato che, nel sistema di deduz io ni e tariffe esposto, per rag io ni di parità di trattamento un medesimo alleggerimento non può di princip io essere accordato più volte. Così, per non penalizzare le coppie sposate, le quali possono beneficiare un’unica volta della tariffa per coniugi, detta tariffa non può essere applicata ad entrambi i genitori separati o divorziati, che sono d’altronde imposti separatamente sui loro rispettivi redditi (DTF 131 II 553 consid. 3.4). Per gli stessi motivi, nemmeno la deduz io ne per figl io a carico può essere concessa due volte, ovvero sia al genitore che versa sia a quello che riceve gli alimenti (sentenza del 4 settembre 2007 citata, consid. 5.2, con riferimento a: Hauser, Zu den steuerrechtlichen Folgen des neuen Scheidungsrechts, insbesondere zur gemeinsames elterlichen Sorge, in: ASA 68 p. 353 s., in part. p. 364 s.; Baumgartner, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. Hauser Baumgartner I/2a, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 19 ad art. 35 LIFD). 1.4.

1.4. Sempre in tale contesto, l’Alta Corte ha precisato ancora che, dal momento che gli alimenti pagati sono deducibili dai proventi, il reddito fiscale del contribuente che li versa risulta di per sé al netto di oneri per il figl io. Questo genitore non è pertanto considerato come contribuente che provvede al sostentamento ai sensi dell’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD. Il versamento della pens io ne alimentare costituisce uno spostamento di risorse: colui che riceve la pens io ne l’utilizza per i bisogni del figl io in aggiunta alle sue risorse personali a cui la pens io ne è assimilata e sulla quale è imposto. Di conseguenza, è questo, e solo questo genitore che, sul piano fiscale, provvede al sostentamento, rispettivamente alla parte essenziale del sostentamento, e ha diritto alla deduz io ne per figl io (cfr., in relaz io ne ad una coppia di concubini: sentenza 2A.566/1997 del 12 genna io 1999, in: ASA 69 p. 198, consid. 3; cfr. anche: Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 140; Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, Therwil/Basilea 2001, n. 23 e 25 ad art. 35 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 24 ad art. 213; Baumgartner, op. cit., n. 32 ad art. 35 LIFD). Certo, in aggiunta al contributo pecuniar io versato per il figl io all’altro genitore, anche il debitore della pens io ne alimentare può trovarsi a sopportare delle spese di mantenimento diretto, ad esemp io quando esercita il suo diritto di visita. Per rag io ni di praticabilità e di semplificaz io ne, questi costi non vengono tuttavia presi in consideraz io ne dal profilo fiscale ( Locher, op. cit.; n. 26 ad art. 35; Richner/Frei/Kaufmann, loc. cit.; Hauser, op. cit., p. 365). Così come concepito, l’ordinamento legale non prevede dunque alcun alleggerimento sociale in questo senso per il genitore che versa una pens io ne alimentare. Questo princip io vale indipendentemente dall’ammontare di tali spese e quindi dal fatto che il diritto di visita sia esercitato in maniera sporadica, mensile, settimanale o in misura ancora più ampia e resta applicabile anche se l’importo del contributo di mantenimento è infer io re alle deduz io ni sociali per figl io (cfr. sentenza del 4 settembre 2007 citata, consid. 5.3).

Sempre in tale contesto, l’Alta Corte ha precisato ancora che, dal momento che gli alimenti pagati sono deducibili dai proventi, il reddito fiscale del contribuente che li versa risulta di per sé al netto di oneri per il figl io. Questo genitore non è pertanto considerato come contribuente che provvede al sostentamento ai sensi dell’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD. Il versamento della pens io ne alimentare costituisce uno spostamento di risorse: colui che riceve la pens io ne l’utilizza per i bisogni del figl io in aggiunta alle sue risorse personali a cui la pens io ne è assimilata e sulla quale è imposto. Di conseguenza, è questo, e solo questo genitore che, sul piano fiscale, provvede al sostentamento, rispettivamente alla parte essenziale del sostentamento, e ha diritto alla deduz io ne per figl io (cfr., in relaz io ne ad una coppia di concubini: sentenza 2A.566/1997 del 12 genna io 1999, in: ASA 69 p. 198, consid. 3; cfr. anche: Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 140; Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, Therwil/Basilea 2001, n. 23 e 25 ad art. 35 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 24 ad art. 213; Baumgartner, op. cit., n. 32 ad art. 35 LIFD). Bosshard/Bosshard/Lüdin Locher Richner/Frei/Kaufmann Baumgartner Certo, in aggiunta al contributo pecuniar io versato per il figl io all’altro genitore, anche il debitore della pens io ne alimentare può trovarsi a sopportare delle spese di mantenimento diretto, ad esemp io quando esercita il suo diritto di visita. Per rag io ni di praticabilità e di semplificaz io ne, questi costi non vengono tuttavia presi in consideraz io ne dal profilo fiscale ( Locher, op. cit.; n. 26 ad art. 35; Richner/Frei/Kaufmann, loc. cit.; Hauser, op. cit., p. 365). Così come concepito, l’ordinamento legale non prevede dunque alcun alleggerimento sociale in questo senso per il genitore che versa una pens Locher Richner/Frei/Kaufmann Hauser io ne alimentare. Questo princip io vale indipendentemente dall’ammontare di tali spese e quindi dal fatto che il diritto di visita sia esercitato in maniera sporadica, mensile, settimanale o in misura ancora più ampia e resta applicabile anche se l’importo del contributo di mantenimento è infer io re alle deduz io ni sociali per figl io (cfr. sentenza del 4 settembre 2007 citata, consid. 5.3). 2. 2.1.

2. 2.1. Nel caso in discuss io ne, il ricorrente, coniugato e padre di due figli minorenni, si è separato all’inizio del mese di novembre del 2005 e la custodia dei figli è stata attribuita alla madre, riservato un diritto di visita del padre. Quest’ultimo si è per contro assunto l’obbligo di versare un contributo alimentare di fr. 1’250.– al mese per ognuno dei figli e di fr. 500.– per la moglie.

Nel caso in discuss io ne, il ricorrente, coniugato e padre di due figli minorenni, si è separato all’inizio del mese di novembre del 2005 e la custodia dei figli è stata attribuita alla madre, riservato un diritto di visita del padre. Quest’ultimo si è per contro assunto l’obbligo di versare un contributo alimentare di fr. 1’250.– al mese per ognuno dei figli e di fr. 500.– per la moglie. 2.2.

2.2. Applicando i principi stabiliti dalla giurisprudenza, nel caso in esame, il ricorrente ha diritto alla deduz io ne degli alimenti versati alla ex moglie per il mantenimento proprio e dei figli minorenni. La deduz io ne per figli a carico spetta per contro alla madre, la quale paga l’imposta sugli alimenti stessi. Alla madre deve poi anche essere riconosciuta l’aliquota per coniugati, che nella decis io ne impugnata è invece stata concessa al ricorrente, limitamente all’imposta cantonale. Sebbene, infatti, anche per l’applicazione delle aliquote faccia stato la situazione personale alla fine del periodo fiscale (art. 35 cpv. 4 LT), l’autorità ha applicato l’eccezione prevista dall’art. 35 cpv. 5 LT, secondo cui, per i contribuenti vedovi, divorziati o separati legalmente o di fatto è applicata l’aliquota per coniugati limitatamente al periodo fiscale durante il quale sono rimasti vedovi o è avvenuto il divorzio o la separazione.

Applicando i principi stabiliti dalla giurisprudenza, nel caso in esame, il ricorrente ha diritto alla deduz io ne degli alimenti versati alla ex moglie per il mantenimento proprio e dei figli minorenni. La deduz io ne per figli a carico spetta per contro alla madre, la quale paga l’imposta sugli alimenti stessi. Alla madre deve poi anche essere riconosciuta l’aliquota per coniugati, che nella decis io ne impugnata è invece stata concessa al ricorrente, limitamente all’imposta cantonale. Sebbene, infatti, anche per l’applicazione delle aliquote faccia stato la situazione personale alla fine del periodo fiscale (art. 35 cpv. 4 LT), l’autorità ha applicato l’eccezione prevista dall’art. 35 cpv. 5 LT, secondo cui, per i contribuenti vedovi, divorziati o separati legalmente o di fatto è applicata l’aliquota per coniugati limitatamente al periodo fiscale durante il quale sono rimasti vedovi o è avvenuto il divorzio o la separazione. per i contribuenti vedovi, divorziati o separati legalmente o di fatto è applicata l’aliquota per coniugati limitatamente al periodo fiscale durante il quale sono rimasti vedovi o è avvenuto il divorzio o la separazione. 2.3.

2.3. Per quanto attiene alla deduzione per figli a carico, essa è stata negata al ricorrente in considerazione del fatto che alla fine del periodo fiscale egli era separato e versava alimenti per i figli che vivevano con la madre. In effetti, gli articoli 213 cpv. 2 LIFD e 34 cpv. 3 LT precisano che tale deduzione è stabilita secondo la “situazione alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento”. Di conseguenza, se i presupposti per ottenere la deduzione non sono adempiuti al 31 dicembre del periodo fiscale, il contribuente non ha diritto, per quel periodo, alla deduzione sociale richiesta, anche se avesse provveduto al mantenimento della persona indicata durante la maggior parte dell’anno; inversamente, l’ammontare della deduzione non viene ridotta se le condizioni per il suo ottenimento, adempiute al 31 dicembre, non lo sono state durante l’intero anno ( Jaques, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea, 2008, n. 3 ad art. 213, p. 1678).

Per quanto attiene alla deduzione per figli a carico, essa è stata negata al ricorrente in considerazione del fatto che alla fine del periodo fiscale egli era separato e versava alimenti per i figli che vivevano con la madre. In effetti, gli articoli 213 cpv. 2 LIFD e 34 cpv. 3 LT precisano che tale deduzione è stabilita secondo la “situazione alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento”. Di conseguenza, se i presupposti per ottenere la deduzione non sono adempiuti al 31 dicembre del periodo fiscale, il contribuente non ha diritto, per quel periodo, alla deduzione sociale richiesta, anche se avesse provveduto al mantenimento della persona indicata durante la maggior parte dell’anno; inversamente, l’ammontare della deduzione non viene ridotta se le condizioni per il suo ottenimento, adempiute al 31 dicembre, non lo sono state durante l’intero anno ( Jaques, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea, 2008, n. 3 ad art. 213, p. 1678). Jaques Per quanto tale regola penalizzi il ricorrente, essa si considera giustificata dalle esigenze di semplificazione che hanno ispirato la scelta del legislatore ( Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 112 e p. 199). Per le stesse ragioni, non può evidentemente essere presa in considerazione neppure la proposta, formulata nel ricorso, di applicare un’aliquota attenuata, calcolata annualizzando gli alimenti versati alla moglie ed ai figli. A tale riguardo, ci si limita a segnalare al ricorrente che egli è comunque stato avvantaggiato, in una certa misura, dall’applicazione dell’aliquota per coniugati, cui non avrebbe avuto diritto se il legislatore cantonale non avesse introdotto nella legge tributaria l’eccezione prevista dal menzionato art. 35 cpv. 5 LT.

Bosshard/Bosshard/Lüdin 3. Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.

3. Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente. Per questi motivi,

Per questi motivi, visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT dichiara e pronuncia

dichiara e pronuncia 1. Il ricorso è respinto.

1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali consistenti:

2. Le spese processuali consistenti: a. nella tassa di giustizia di fr. 200.–

a. nella tassa di giustizia di fr. 200.– b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–

b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.– per un totale di fr. 280.–

per un totale di fr. 280.– sono a carico del ricorrente. sono a carico del ricorrente. 3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF). 4. Intimazione a:

4. Intimazione a: -; -; -; -. -;

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-. Copia per conoscenza:

Copia per conoscenza: - municipio di.

- municipio di. terzi implicati terzi implicati

terzi implicati 1. PI 1 2. PI 2 1. PI 1

1. PI 1 2. PI 2

2. PI 2 per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello Il presidente: Il segretar io :

Il presidente: Il segretar io :