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Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che ritiene "appropriato" che la Norilsk Nickel "sia pronta a pagare tutte le attività" necessarie ad arginare i danni ambientali provocati dal crollo di un serbatoio di carburante in una sua centrale idroelettrica.
L'incidente ha provocato l'inquinamento del fiume Ambarnaya, nell'Artide russo, con oltre 20.000 tonnellate di gasolio.
"I proprietari sono obbligati a ripulire prontamente e pienamente il suolo e le acque", ha affermato Putin. Putin ha inoltre di fatto rimproverato l'oligarca e ad di Norilsk Nickel, Vladimir Potanin, per quello che è successo.
"Se fosse stato sostituito in tempo" il serbatoio - ha detto Putin a Potanin in un incontro in teleconferenza - "non ci sarebbe stato nessun danno ambientale e la società non avrebbe dovuto sostenere i costi" della decontaminazione. Secondo Potanin, la bonifica potrebbe costare 10 miliardi di rubli, circa 123 milioni di euro. Lo riporta l'agenzia di stampa statale russa Tass.
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