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Armi e violenza: no del governo all'iniziativa
Il Consiglio federale propone di respingere, senza controprogetto, l'iniziativa popolare «per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi». Critiche dei socialisti.
Il governo ritiene che le leggi attuali garantiscano una protezione sufficiente e ostacolino in modo adeguato un uso improprio delle armi. Inoltre, è già in corso un processo di perfezionamento delle misure volte a prevenire gli abusi commessi con armi d'ordinanza.
Lanciata dalla sinistra, l'iniziativa intende ridurre il numero di armi custodite nelle abitazioni private e propone di depositare quelle d'ordinanza in locali sicuri dell'esercito. Chi vuole un'arma deve poi provare di averne effettivo bisogno e di essere in grado di servirsene in modo corretto. Il testo chiede infine alla Confederazione di sostenere le azioni di ritiro delle armi da fuoco e di gestire un sistema d'informazione centralizzato.
Secondo il Consiglio federale, attestati di necessità e capacità non limiterebbero l'uso abusivo di armi. Inoltre, il divieto assoluto di acquistare fucili a pompa e armi da fuoco per il tiro a raffica sarebbe ingiustificato. Già oggi è necessario disporre di un permesso d'acquisto o di un'autorizzazione eccezionale. Anche il registro federale è giudicato inutile, visto che i cantoni registrano tutti i dati dei possessori di armi domiciliati sul loro territorio.
Per quanto riguarda le armi d'ordinanza, il governo ha deciso di mantenere la custodia a domicilio, dato che quella centralizzata complicherebbe o renderebbe impossibile l'esercizio del tiro fuori servizio. Il 27 novembre 2009, tuttavia, il Consiglio federale aveva stabilito che dal 2010 i militi avranno la possibilità di depositare la propria arma gratuitamente presso un centro logistico dell'esercito.
Il Partito socialista ha criticato duramente la presa di posizione del governo. Secondo il PS, il Consiglio federale non coglie l'occasione di proteggere in modo deciso la popolazione e chiude gli occhi di fronte ad un triste primato: a livello internazionale, la Svizzera è il paese con il maggior numero di suicidi commessi con armi da fuoco.
swissinfo.ch e agenzie
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