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La Commissione europea "non è riuscita a dimostrare l'esistenza di un vantaggio economico selettivo" equiparabile a un aiuto di Stato: con questa motivazione il tribunale europeo ha annullato mercoledì la decisione del 2016, con la quale si imponeva alla Apple di rimborsare all'Irlanda 13 miliardi di euro di imposte. Una decisione che era stata contestata non solo dalla multinazionale statunitense, ma anche da Dublino stessa. Entrambe hanno subito manifestato la loro soddisfazione.
Per la Commissione, la società di Cupertino aveva sfruttato per anni (dal 1991 al 2014) due sue controllate in Irlanda, dove approfittava di un tasso d'imposizione molto basso e dove i "tax ruling" contestati approvavano i suoi metodi di calcolo dell'utile imponibile.
Il fisco nell'UE è competenza dei singoli Stati, ma Bruxelles sta compiendo sforzi per mettere su piani paragonabili i 27 paesi membri, nel tentativo di garantire che le grandi aziende paghino il dovuto e non beneficino di trattamenti di favore. In quest'ottica, quella di mercoledì è una pesante sconfitta, anche se probabilmente non definitiva: ci sono due mesi di tempo per un ricorso in ultima istanza davanti alla Corte europea in Lussemburgo.
- PP 12.00 del 15.07.2020 Apple la spunta