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"Nutrire tutta la popolazione del globo, questo era l'obiettivo fissato a Roma nel 1996 alla conferenza sull'alimentazione nel mondo. Oggi, la comunità internazionale spera di dimerrare il numero delle vittime della fame entro il 2015. Attualmente, 840 milioni di individui soffrono di sotto-alimentazione cronica, mentre circa 20 millioni muoiono ogni anno di fame. E tra questi vi sono, inevitabilmente, moltissimi bambini.
Dopo un decennio di vuoto statistico, le prime cifre disponibili indicano che quasi un bambino su tre, ossia 150 milioni di piccoli, soffre ancora di malnutrizione nei Paesi in via di sviluppo. Si tratta delle conclusioni del rapporto dell'Unicef, intitolato: "Malnutrtion: the news, della serie "Bright Futures", incentrata sullo sviluppo della prima infanzia e prodotto in collaborazione con Western Union Financial Services. Il rapporto - basato sui dati raccolti in 100 Paesi - rivoluziona la comprensione delle cause e delle soluzioni possibili al problema globale della malnutrizione infantile, di cui confuta l'immagine diffusa nell'imaginario collettivo del bambino affamato come simbolo della problematica, che resta in realtà per lo più invisibile. E stato pubblicato in occasione della raccolta di fondi "Western Union Bright Futures", lanciata dal leader mondiale dei servizi di traffico di pagamenti, che mira così a raccogliere un millione di Euro - versando 1 Euro per ogni traferimento de denaro proveniente da Germania, Belgio, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Inghilterra, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Svezia - allo scopo di sostenere i programmi del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia.
L'Unicef è la sola organizzazione mondiale che si dedica specificatamente alla difesa dei diritti dei bambini. Fondata nel 1946, lavora con i governi e le comunità locali in più di 160 paesi allo scopo di permettere a ogni bambino di sfruttare pienamente il suo potenziale, intervenendo sia con lavori d'urgenza che a lungo termine negli ambiti della salute, dell'educazione e della protezione di chi è in pericolo. Unico membro dell'Onu a non ricervere sussidi dall'organizzazione, l'Unicef è finanziata dai contributi volontari dei Governi e di privati.
La malnutrizione è un problema complesso, che non si esaurisce nella quantità di cibo necessaria a soddisfare la fame. "Un bimbo che mangia a sufficienza per placare la sua fame può comunque soffrire di malnutrizione", afferma Alexander Rödiger, responsabile della comunicazione di Unicef Suisse a Zurigo, "tre quarti dei bambini che nel mondo muoiono per le conseguenze della malnutrizione non mostrano esteriormente alcun sintomo del problema". La carenza di alimenti non è da considare quale principale causa, e ciò spiega come mai in paesi in cui vi è disponibilità di cibo, molti bambini soffrono di malnutrizione. "In proporzione, vi sono molti più bimbi con carenze alimentari nel Sud dell'Asia che nella Regione del Sahara. E ciò anche se fattori quali la povertà e la quantità di cibo pro-capite sono simili", esemplifia Rödiger, "ciò si spiega con il fatto che nella prima regione soltanto il 35 % dei bambini riceve un complemento di vitamina A, contro il 70 % della seconda". Secondo il recente rapporto, la principale causa della malnutrizione è una malattia che deriva dalla carenza di vitamina A, che toglie l'appetito, impedisce la corretta assismilazione del cibo, assorbe le forze del bambino, fa bruciare un maggior numero di calorie per la febbre e fa perdere una grande quantità di sostanze nutritive, tramite vomito et diarrea, soprattutto durante i primi tre anni di vita. Se in questa fascia d'età i bambini si ammalono 5 o 6 volte l'anno, evidentemente la loro crescita risulta fortemente compressa.
Il ruolo rivoluzionario assunto dal rapporto è in parte dovuto alla scoperta dell'importanza, nello sviluppo e nella crescita, di minuscole quantità di specifici minerali e vitamine, in particolare la vitamina A, lo iodo e lo zinco. Anche se necessari sia ai bambini che agli adulti, una carenza ha effetti molto più devastanti durante il periodo di più rapida crescita. Va considerato il fatto che all'età di tre anni la parte principale dello sviluppo del cervello e del corpo è già completata. Non esiste una seconda possibilità. Di conseguenza si capisce l'assoluta importanza di fornire ai bambini, durante questi primi anni di vita, tutte le sostanze necessarie.
Nel 1990, il "World Summit for Children" aveva posto tra i suoi obiettivi il progresso contro i problemi relativi alla mancanza di vitamine A e di iodio, le cui dimensioni e la cui gravità erano allora state riconosciute pienamente per la prima volta. Una carenza di vitamine A, che può condurre alla cecità, aumenta del 25 % il rischio di morire di malattie quali malaria o morbillo, dal momento che indebolisce le difese e il sistema immunitario. "Questa vitamina si trova nella carne, nelle uova, nella frutta e nella verdura verde, alimenti che spesso sono però troppo cari per le famiglie", spiege il responsabile della communicazione di Unicef Suisse ", come alternativa ai bambini possono venir somministrate ogni anno due capsule contenenti un alto dosaggio di vitamina A". Grazie a una campagna su scala mondiale per incentivare la diffusione della somministrazione di queste capsule, alla quale partecipa anche l'Unicef, il 70 % dei bimbi in più di 40 Paesi in via di sviluppo riceve almeno una capsula all'anno. In altri 20 Paesi, però, il 20 % dei bambini continua a non riceverne nemmeno una.
Per quel che riguarda invece la carenza di iodio, una delle principali causa dei problemi che toccano lo sviluppo intellettuale, si può agire a livello preventivo incrementando la presenza dell'elemento nel sale, come si fa in Europa e nell'America del Nord già dagli anni Venti. Nei Paesi del terzo mondo, però, fino al 1990 meno del 20 % delle economie domestiche ne ha potuto beneficiare, cifra salita attualmente al 75 %. "Ogni anno 100 milioni di neonati possono ora essere protteti dalle carenze di iodio. Il problema però permane: nell'Asia del Sud, per esempio, sono ancora 510 milioni le persone che non dispongono del sale iodato", afferma Alexander Rödiger. Già durante la gravidanza, una seppur mimina mancanza di iodio può avere degli effetti negativi sullo sviluppo del feto, che si traduccano poi in danni fisici e mentali.
Un'altra sostanza che gioca un ruolo significativo è lo zinco. Il rapporto "Malnutrition: the news" riporta i risultati di uno studio che ha dimostrato come dei supplementi dell'elemento in Bangladesh, India e Indonesia abbia provocato una riduzione significativa nella gravità e nella durata degli attacchi di diarrea, una delle principali cause di malnutrizione, nei problemi di crescita e di morte infantile. Visti questi benefici potenziali, una rapida diffusione di supplementi di zinco diventa un obiettivo urgente.
Parlando di malnutrizione, non si può evitare di soffermarsi sull'acqua. Della riserva d'acqua di cui dispone il pianeta - circa 1'400 milioni di chilometri cubi, ossia il 70 % della superficie terrestre-, l'uomo non può utilizzarne che lo 0,6 %, dal momento che il 99 % proviene dal mare e contiene quindi un tenore di sale evidentemente troppo elevato. L'80 % dell'acqua dolce è poi usato per l'agricoltura, e solo il restante 20 % serve all'industria e alla popolazione. Sull'insieme dei continenti, però, 1,2 milliardi di individui non dispongono di acqu pulita, fatto dalle gravi conseguenze, dal momento che 8 malattie su 10 possono essere messe in relazione all'acqua sporca o contaminata.
A proposito dei primi tre anni di vita, il rapporto rivela un dato incoraggiante concernente l'allattamento che, doppo anni di declino su scala mondiale, sembra ora in ripresa. Vista l'importanza basilare del latte materno per l'equilibrio nutrizionale dei neonati, è un segno positivo il fatto che la proporzione dei piccoli nutriti al seno sia passata da 40 % a più del 45 % nei Paesi in via di sviluppo. "Il latte materno costituisce una perfetta alimentazione. Contiene le sostanze nutritive, gli ormoni e gli antiossidanti di cui necessita il neonato durante i primi sei mesi di vita", aggiunge Alexander Rödiger; "inoltre non costa nulla, è igienico e contiene gli anticorpi che proteggono il bambino dalle malattie". I prodotti industriali sostitutivi non possono essere considerati un'alternativa valida, dal momento che vengono spesso diluiti in modo eccessivo, a volte pure con acqua non pulita.
Il rapporto sottolinea poi come la malnutrizione danneggi lo sviluppo mentale e cognitivo. Essa ha infatti un effetto sia sullo sviluppo del cervello e sulla comunicazione tra neuroni, da cui dipende l'apprendimento, sia su quello mentale, riducendo le interazioni del piccolo con il mondo circostante. I due effeti diminuiscono le potenzialità intelletuali del bambino in modo permanente.
La fame è una delle più terribili manifestazioni della povertà, indissociabile dagli altri problemi connessi allo sviluppo, di cui non è che un elemento. Quando tocca i bambini, tre sono le misure fondamentali che vanno messe in atto per sconfiggerla: un regime alimentare appropriato - e cioè un'alimentazione di solo latte materno per i primi sei mesi, seguita da un apporto garantito delle sostenze essenziali -, la prevenzione e il trattamento delle malattie diffuse e cure adeguate durante i primi anni di vita.
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Un'alimentazione completa
Un'alimentazione sana deve contenere degli agenti energetici, delle sostanze di sintesi, delle vitamine, degli oligo-elementi, dei sali minerali e delle fibre alimentari. Gli zuccheri (carboidrati), le proteine, i grassi (lipidi) e l'acqua ne sono le principali componenti. In relazione al problema della malnutrizione, di fondamentale importanza sono:
Gli agenti energetici, che forniscono al corpo l'energia di cui ha bisogno per produrre calore e per effettuare uno sforzo fisico. Essi si trovano principalmente nei grassi o negli zuccheri.
Les sostanze di sintesi, in particolar modo le proteine, costituenti essenziali dell'organismo.
Le vitamine, che sono delle combinazioni organiche indispensabili al metabolismo. Delle carenze possono provocare gravi problemi alla salute, come il rachitismo, quando manca la vitamina D o la cecità, dovuta alla mancanza di vitamina A.
Gli oligo-elementi, che non sono sintetizzati dall'organismo, nel quale non si ritrovano che in deboli quantità. Sono apportati esclusivamente dall'alimentazione e una loro carenza può provocare, per esempio, l'anemia, se si tratta di ferro, o un ipofunzionamento della tiroide, se a mancare è lo iodio.