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L'ambasciatore svizzero a Berlino, richiamato in patria in seguito a scaldaletti rosa, abbandona la carriera diplomatica e accusa Berna. Secca replica di Deiss.
Thomas Borer ha annunciato la notizia tramite una lettera nella quale invoca ragioni "professionali e personali". L'ambasciatore si dice deluso "dalla mancanza di sostegno e di lealtà all'interno del Dipartimento degli affari esteri (Dfae)", in seguito alla campagna stampa "diffamatoria" da lui subita in Svizzera.
"Deploro profondamente di non poter continuare a servire il mio paese in Germania" ha fatto sapere l'ambasciatore. "Dopo matura riflessione e con grande rincrescimento sono giunto alla conclusione di non poter, nelle condizioni attuali, proseguire la mia attivitâ nemmeno assumendo nuove funzioni. Metto quindi termine alla mia carriera diplomatica".
Presunta relazione
Il Consiglio federale aveva deciso lo scorso 10 aprile di richiamare Borer a Berna, considerando che non potesse più svolgere la sua missione "in modo efficace, degno e sereno" dopo le accuse di relazione extra-coniugale presunta, a cui "Sonntagsblick" e "Blick" avevano dato ampio risalto.
"Sono dispiaciuto", aveva allora dichiarato il capo del Dfae Joseph Deiss. Il consigliere federale aveva precisato che la decisione del governo non era tuttavia stata presa sotto il giogo della pressione dei media.
Secca replica di Deiss
Joseph Deiss ha seccamente respinto le critiche rivolte da Thomas Borer al Dfae e lo accusa a sua volta di mancanza di lealtà.
In una breve dichiarazione per la radio e la televisione a Palazzo federale, il capo del Dipartimento ha definito "inaccettabili" i propositi dell'ex ambasciatore a Berlino e lo ha accusato: "con il suo comportamento, il signor Borer ha mostrato di non essere affatto leale né con il Dipartimento, né con me né con il Consiglio federale", ha dichiarato Deiss.
E ha aggiunto: "anche se il signor Borer mi ha nascosto la verità su punti essenziali, gli ho espresso pubblicamente la mia fiducia" e se la nostra collaborazione ha sofferto per il fatto che non ha seguito le direttive "gli ho proposto una soluzione favorevole ma lui non ha voluto saperne".
Sempre in Germania
Borer, assieme alla moglie texana Shawne Fielding, si trasferirà ora in una villa a Potsdam, alle porte di Berlino, dove si indirizzerà verso l'economia privata.
Egli intende infatti avviare una carriera di consulente economico a favore di ditte che intrattengono affari tra Germania, Stati Uniti e Svizzera.
Coppia glamour
Da parte sua, Shawne Fielding, continuerà ad assumere il suo ruolo di ambasciatrice di Expo.02.
La coppia, ancora per pochi giorni residente nell'ambasciata svizzera a Berlino, faceva ormai parte delle star mediatiche della capitale tedesca. Uno stile "diverso" di fare politica che aveva già generato diversi richiami da parte della Berna federale.
Brillante carriera
Le dimissioni di Thomas Borer dal Dfae, per il quale lavorava dal 1987, interrompono una brillante carriera diplomatica. L'ambasciatore, nato nel 1957 a Basilea, si era distinto a capo della task force "Svizzera -Seconda guerra mondiale" incaricata di gestire la delicata vicenda dei fondi ebraici scoppiata nella seconda metà degli anni 90.
Il Consiglio federale l'aveva in seguito nominato all'ambito ruolo di ambasciatore in Germania nel marzo del 1999. Una carriera rapida che, secondo gli osservatori, non gli ha creato soltanto degli amici all'interno del Dipartimento. Il suo successore a Berlino sarà l'urano Werner Baumann, attuale ambasciatore svizzero nelle Filippine.
swissinfo e agenzie