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Dei cinque oggetti in votazione federale il 2 dicembre prossimo, il Consiglio federale sostiene soltanto il freno all'indebitamento. Nell'opuscolo esplicativo il governo raccomanda ai cittadini di respingere 4 iniziative popolari.Questo contenuto è stato pubblicato il 12 ottobre 2001 - 12:56
Il meccanismo del freno all'indebitamento obbligherà la Confederazione a non spendere più di quanto incassa, tenendo conto della situazione economica. Il Consiglio federale sottolinea l'importanza di questo strumento per conservare le finanze in buona salute e per garantire in Svizzera uno Stato sociale e una piazza economica competitivi.
Niente nuove imposte
Il governo respinge invece l'iniziativa dei Verdi "per garantire l'AVS - tassare l'energia e non il lavoro", che chiede una nuova tassa sull'energia per finanziare le assicurazioni sociali. Secondo Berna questa proposta sarebbe difficilmente applicabile. Il testo non indica un tasso massimo e colpisce anche le centrali idroelettriche. Inoltre, nel settembre del 2000, il popolo ha già respinto vari temi dagli obiettivi analoghi.
Il Consiglio federale respinge pure l'introduzione di un'imposta federale che graverebbe, nella misura di almeno il 20%, sugli utili da capitale realizzati dai privati sui beni mobili che non sono assoggettati all'imposta federale diretta. Secono il governo, questa proposta dell'Unione sindacale svizzera provocherebbe una doppia imposizione inammissibile che potrebbe mettere in pericolo l'imposta cantonale sul patrimonio e aumenterebbe la burocrazia.
Mantenere l'esercito
In votazione federale vi sono infine le due iniziative del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) che vanno pure bocciate, secondo il Consiglio federale. Quest'ultimo respinge l'iniziativa "per una politica di sicurezza credibile e una Svizzera senza esercito". Ritiene infatti che l'esercito sia uno strumento indispensabile per garantire la difesa del paese.
È inoltre dell'avviso che l'attuazione dell'iniziativa "La solidarietà crea sicurezza: per un servizio civile volontario per la pace (SCO)" porterebbe a un'organizzazione costosa e poco efficace. Gli obiettivi del testo sono inoltre in parte realizzati, dato che varie istituzioni già lavorano in Svizzera per la promozione civile della pace.
swissinfo e agenzie
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