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I locatari non godranno di ulteriori proroghe per il pagamento delle pigione. Per 22 voti a 16, il Consiglio degli Stati ha respinto una mozione del Nazionale che chiedeva un’estensione temporale dell’ordinanza del Consiglio federale sugli affitti fino al 13 settembre.
L’ordinanza concede agli inquilini 90 giorni invece di 30 per pagare il dovuto. Per il pagamento dei fitti agricoli i termini sono stati allungati da 60 a 120 giorni, a condizione che vi sia un legame comprovato tra il ritardo nel pagamento e le misure adottate dal Consiglio federale per combattere il coronavirus.
“Il diritto d’urgenza deve rimanere una soluzione di emergenza”, ha dichiarato a nome della commissione Daniel Fässler (PPD/AI). Un’estensione dei termini sarebbe controproducente e causerebbe incertezza. “Col tempo, la causalità tra coronavirus e difficoltà di pagamento diventerà sempre più difficile da dimostrare”, ha aggiunto.
Le conseguenze della crisi si estenderanno ben oltre il periodo di chiusura dei negozi, ha replicato Carlo Sommaruga (PS/GE) a favore della mozione. I ricavi saranno inferiori in estate e la ripresa economica non sarà completa in tutti i settori a settembre.
Nonostante il sostegno del ministro dell’economia Guy Parmelin, la mozione è stata respinta. I “senatori” hanno anche deciso di rinviare alla loro commissione preparatoria la mozione sugli affitti commerciali adottata ieri dalla Camera del popolo.
La maggioranza dei “senatori” teme che la loro versione rielaborata del testo non raccolga una maggioranza tra i membri del Parlamento. Gli Stati dovranno ancora pronunciarsi questo pomeriggio.