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NEUCHÂTEL - Raymond Clottu, escluso dall'UDC neocastellana nell'aprile 2017 per il mancato pagamento dei contributi e le sue critiche alla direzione del partito, rinuncia a sollecitare un nuovo mandato al Consiglio nazionale alle prossime elezioni federali di ottobre. Al suo posto si ricandida Yvan Perrin che già aveva occupato il seggio prima di lui dal 2003 al 2013.
«Non è una buona notizia», ha detto oggi alla stampa a Couvet (NE) Walter Willener, presidente dell'UDC neocastellana, evocando la rinuncia de 51enne Clottu. Quest'ultimo, che siede ormai come indipendente a Berna (pur rimanendo nel gruppo UDC) dopo essere stato eletto quale rappresentante democentrista, avrà trascorso sei anni alla Camera del popolo e ci si aspettava oggi una sua ricandidatura dopo un rientro nel partito.
Sulla lista per il Consiglio nazionale tornerà invece Yvan Perrin, 52enne vicepresidente del partito, che ha già rappresentato il suo cantone a Berna ed è stato anche brevemente consigliere di Stato tra il 28 maggio 2013 e il 16 giugno 2014, quando ha dovuto gettare la spugna a causa di un burn-out. Egli non era tuttavia presente alla conferenza stampa a Couvet, nel suo feudo della Val-de-Travers, allorché tutti si aspettavano l'annuncio ufficiale di una "riconciliazione" con Clottu, con il quale c'erano stati dissapori, per affrontare insieme la lotta elettorale.
L'assemblea generale del partito designerà ufficialmente i candidati il 13 marzo. Per il Consiglio nazionale l'UDC di Neuchâtel dispone di sei candidati compreso Perrin. "Ci sarà una candidatura al Consiglio degli Stati", ha detto Walter Willener, ma il nome del candidato sarà rivelato soltanto in altra data.
Escluso nel 2017 - Raymond Clottu era stato escluso nella primavera 2017 dall'UDC neocastellana per non aver pagato le quote dovute - 5000 franchi all'anno - e per aver criticato la direzione del partito dopo i cattivi risultati alle elezioni cantonali. Il consigliere nazionale aveva deciso di sospendere i versamenti sostenendo che si doveva prima chiarire la situazione finanziaria del partito.
L'eletto residente a La Brévine si era già dimesso nel gennaio 2016 dal comitato direttivo dell'UDC neocastellana, giudicando prematuro un ritorno dell'ex consigliere di Stato ed ex consigliere nazionale Perrin alla presidenza della sezione cantonale del partito.
Lo scorso 21 gennaio Walter Willener, eletto presidente dell'UDC neocastellana nell'ottobre 2018, aveva indicato che Clottu non aveva ancora chiesto una riammissione nel partito e che il termine per farlo eventualmente era stato fissato all'8 febbraio. «Se dovesse candidarsi, la sua riammissione sarà una pura formalità», aveva proseguito.
Clottu e Perrin si erano infatti incontrati a inizio dicembre e avevano in apparenza appianato le loro divergenze. Per questo motivo una lista UDC con i loro due nomi avrebbe offerto una buona possibilità al partito di conservare il seggio al Nazionale, aveva dichiarato Willener. Secondo molti osservatori, con la sola candidatura trainante di Perrin l'UDC rischia invece fortemente di perdere il seggio a Berna.
«Lunga riflessione» - Willener ha precisato oggi di aver avuto non meno di 40 contatti con Clottu nelle ultime settimane per convincerlo a tornare nei ranghi. Da parte sua, l'interessato ha detto di aver "riflettuto molto" prima di prendere una decisione. «Il fatto di presentarsi con Perrin non ha svolto alcun ruolo», ha assicurato, invocando unicamente una questione di motivazione e l'intenzione di concentrarsi sull'attività professionale (esperto contabile ndr.). La voglia di continuare - ha affermato - deve venire "dal fondo del ventre. Bisogna saper dire basta a un dato momento".
Perrin aveva lasciato il Consiglio di Stato neocastellano nel 2014 dopo essere rimasto vittima di una depressione e di un burn-out. Nell'aprile 2017 aveva rinunciato alla presidenza del partito cantonale, in seguito allo smacco subito dai democentristi alle elezioni cantonali. Perrin aveva pure assunto la carica di vice-presidente del partito svizzero dal 2006 al 2012.