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Sono una sessantina le antenne 5G vicino ai due aeroporti internazionali di Ginevra e Zurigo e da due anni sono strettamente monitorate dall'Ufficio federale dell'aviazione civile. Il problema delle interferenze con gli strumenti di bordo, sollevato negli Stati Uniti dove questo timore ha portato alla sospensione da parte degli operatori telefonici dell'attivazione delle antenne nei pressi dei principali scali, non trova riscontro in Svizzera, dove frequenze e potenza delle emissioni 5G sono diverse.
"Finora né in Svizzera, né in Europa né in alcuna altra parte del mondo sono stati constatati dei casi in cui la 5G ha influenzato i radioaltimetri. Dal punto di vista scientifico questa correlazione non è neanche così chiara", ha spiegato al Telegiornale Antonello Laveglia, portavoce dell'UFAC. Inoltre "le due bande di frequenza negli Stati Uniti sono più ravvicinate che da noi. Il che fa pensare che questa distanza costituisca una garanzia del fatto che in Svizzera e in Europa non ci sia nessun pericolo".
- RG 07.00 del 20.01.2022 Il servizio di Antonella Crüzer
Il monitoraggio si fa su più fronti. "A livello europeo c'è uno studio al quale la Svizzera partecipa con l'Ufficio federale della comunicazione e che dovrà determinare se delle interferenze siano possibili. I risultati dovrebbero arrivare nel corso di quest'anno", spiega Laveglia. A livello nazionale, "un gruppo di lavoro sta identificando le antenne che potrebbero essere in una zona strategica e porre problemi. Verrà creato un perimetro di sicurezza in cui testare potenza, frequenza e direzione di trasmissione, per essere sicuri" che non sorgano difficoltà, aggiunge. Infine, "raccomandazioni sono state emesse dalle autorità dell'aviazione civile - elvetica ma non solo - affinché le compagnie aeree adottino delle misure per ridurre gli eventuali rischi".