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San Gallo vieta il burqa
Una netta maggioranza dei votanti ha decretato l'introduzione di una norma che vieta il burqa sul territorio cantonale
in Svizzera , islam
(ve) In Svizzera, domenica scorsa, nel canton San Gallo, il risultato della votazione sul divieto del burqa è stato chiaro: oltre il 66% dei votanti ha approvato la nuova norma. D'ora in poi le donne musulmane non potranno più portare il burqa. Il governo cantonale ha motivato l'introduzione del divieto di dissimulare il volto sostenendo che potrebbero insorgere "rischi per la sicurezza pubblica o disturbo o minaccia per la pace religiosa".
Divieto anche in Ticino
Dal 2016 è in vigore, anche nel canton Ticino, un simile divieto. La norma era stata introdotta con l'intento di impedire che donne musulmane portassero il burqa o il niqab. Stando alle indicazioni fornite dalle autorità, nei primi due anni sono stati registrati meno di 50 casi di violazione del divieto di dissimulare il volto, e nel 90% dei casi a essere sanzionati sono stati tifosi del calcio.
È probabile che prossimamente gli aventi diritto di voto, in Svizzera, siano chiamati alle urne per esprimersi, a livello federale, a favore o contro l'introduzione di un divieto nazionale del burqa. Politici di destra hanno già raccolto le firme necessarie per un'iniziativa denominata "Sì al divieto di dissimulazione". Quegli stessi circoli erano riusciti, nel 2009, a far accettare il divieto di costruzione di minareti.
Chiese contrarie
Prima della votazione di domenica scorsa, nel canton San Gallo, la chiesa cattolica romana e la chiesa evangelica riformata si erano espresse criticamente nei confronti del divieto. La nuova norma "provocherà più effetti negativi che benefici", aveva dichiarato il consiglio sinodale riformato, in una presa di posizione dello scorso 17 settembre, "perché la norma colpisce un simbolo religioso che riguarda l'intera popolazione musulmana". Il consiglio sinodale teme un peggioramento del clima di dialogo tra le religioni. "Sarebbe più opportuno", aveva sottolineato l'esecutivo riformato, "rafforzare il dialogo interreligioso e promuovere le iniziative che favoriscono l'integrazione". Le due chiese non avevano tuttavia espresso precise indicazioni di voto.
Multe in caso di violazione
Come già accade in Ticino, anche a San Gallo sarà ora possibile multare chi trasgredisce la norma. La votazione si è resa necessaria in seguito a un referendum lanciato contro una decisione approvata dal consiglio di stato sangallese. Il risultato di domenica da ragione a coloro i quali chiedevano maggiore fermezza e non si accontentavano di una norma che vietasse di portare il burqa solo in presenza di funzionari cantonali. Il divieto è così esteso all'intero spazio pubblico e nei luoghi nei quali il pubblico è libero di accedere. (agenzie/Paolo Tognina)