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BERNA - I lavoratori distaccati impiegati in Svizzera da ditte con sede all'estero non devono essere sottoposti ai salari minimi adottati a livello cantonale. Con 13 voti contro 10 e 1 astenuto, la Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale propone al plenum di respingere una mozione del "senatore" Fabio Abate (PLR/TI), accolta nel settembre scorso dagli Stati.
Stando al consigliere agli Stati ticinese, le aziende estere che distaccano lavoratori in Ticino dovrebbero essere obbligate a rispettare i salari minimi proposti dal consiglio di Stato, e non ancora entrati in vigore, in applicazione dell'iniziativa popolare "Salviamo il lavoro in Ticino!", approvata il 14 giugno 2015. Altri Cantoni, come il Giura e Neuchâtel, potrebbero essere interessati dal momento che hanno adottato salari minimi.
La maggioranza della commissione, seguendo la raccomandazione contraria del Consiglio federale, ritiene invece che «esuli dalle competenze della Confederazione ampliare a livello federale il campo d'applicazione delle leggi cantonali sui salari minimi, fondate su considerazioni di politica sociale», indica una nota odierna dei servizi del Parlamento.
Dal canto suo, una minoranza propone di accogliere la mozione Abate ritenendo che alla base di tali salari non vi siano solo considerazioni di politica sociale. A suo avviso, «l'applicazione dei salari minimi anche ai lavoratori distaccati è una misura efficace contro il dumping salariale».