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La mela della discordia
Il gigante informatico Apple se la prende con la Svizzera. E più precisamente con le sue mele... Apple sta cercando di proteggere il suo logo registrandolo come un marchio in Svizzera.
Apple vuole che in Svizzera non venga utilizzata alcuna immagine della mela. Indipendentemente che si tratti di una mela morsicata o di una mela intera.
Lo scorso aprile, l’azienda californiana con sede a Cupertino si è rivolta al Tribunale amministrativo federale (TAF). Il verdetto arriverà solo tra alcuni mesi. In precedenza, Apple aveva contattato l’Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI), che aveva respinto la richiesta del gigante informatico.
Come ricorda l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, il marchio Apple “consiste nella rappresentazione artistica di una mela”. Ovvero di una mela mezza morsicata.
Stephan von Allmen, capo sezione dell’IPI, afferma che Apple ha presentato domanda a numerosi uffici incaricati della protezione dei marchi in tutto il mondo, compreso in Svizzera, per “proteggere questa fedele rappresentazione di una mela”.
La preoccupazione di chi coltiva frutta
L’IPI, spiega von Allmen, ha ritenuto che la mela sia un’immagine di dominio pubblico.
“Non si tratta di una parola, ma di un’immagine. I segni figurativi, come quelli verbali, possono essere percepiti come riferimenti descrittivi ai prodotti o ai servizi per i quali sono rivendicati. I segni figurativi sono distintivi solo se il motivo raffigurato (in questo caso la mela) o il modo in cui il motivo è raffigurato è sufficientemente distintivo. Secondo l’IPI, nessuna di queste condizioni era soddisfatta. Di conseguenza, il marchio non ha ottenuto la protezione in Svizzera”, afferma von Allmen.
“La mossa di Apple è ridicola e fuori luogo.”Francis Egger, Unione svizzera dei contadini
Poiché Apple ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo federale contro questa decisione, il collaboratore dell’IPI non può commentare ulteriormente.
Tuttavia, l’imminente decisione dell’TAF è fonte di inquietudine presso Swissfruit. L’organizzazione che difende gli interessi di frutticoltori e frutticoltrici ha come logo una mela rossa con una croce bianca. “Speriamo che il tribunale confermi la decisione dell’Istituto per la protezione della proprietà intellettuale. Per il momento non abbiamo nulla a che fare con questa vicenda e non siamo coinvolti nel procedimento in corso”, afferma Jimmy Mariéthoz, direttore di Swissfruit.
Mariéthoz aggiunge che “naturalmente condividiamo l’opinione pubblicata dall’istituto secondo cui una mela è un bene comune. Se il ricorso sarà accolto, dovremo valutare la situazione e prendere le misure necessarie. Non ci resta che aspettare”.
75 kg di mele per persona all’anno
La mela è il frutto preferito in Svizzera, secondo Swissfruit. In media, ogni persona ne consuma circa 75 kg all’anno. Quasi la metà della produzione avviene nel Paese.
Jimmy Maréthoz rammenta che l’immagine della mela esiste dalla notte dei tempi: “Si sta esagerando. Le rappresentazioni delle mele sono antiche almeno quanto la storia di Adamo ed Eva”. Come può quindi un’azienda potente come Apple rivendicare il diritto di utilizzare l’immagine di questo frutto? L’associazione teme di essere costretta a cambiare il proprio logo raffigurante una mela nel caso di una vittoria di Apple.
Francis Egger, ex direttore dell’Istituto agrario di Grangeneuve e vicedirettore dell’Unione svizzera dei contadini, non manca di ironia: “La mossa di Apple è ridicola e fuori luogo. Se solo gli Stati Uniti accettassero in cambio di riconoscere il gruyère DOP…”.
Un tribunale degli Stati Uniti ha stabilito che il termine “gruyère” fa parte del linguaggio comune e che quindi non deve beneficiare di alcuna protezione geografica o di produzione. Ciò consente a chiunque di produrlo.
Un frutto della storia svizzera
“Sono scioccato dal modo di procedere di Apple. In Svizzera, la mela è un frutto che fa parte della nostra storia da molto prima della creazione di Apple”, afferma Pierre-André Page, agricoltore friburghese e deputato dell’Unione democratica di centro.
Va infatti ricordato l’episodio che è diventato parte dell’orgoglio e della storia della Svizzera: Guglielmo Tell, nel XIV secolo, fu costretto a centrare una mela posta sulla testa del figlio con una freccia della sua balestra. Il balivo Hermann Gessler, al servizio degli Asburgo, si era offeso perché colui che sarebbe diventato una leggenda elvetica non si era inchinato davanti al suo cappello, come aveva ordinato a tutti gli e le abitanti. Guglielmo Tell superò la prova e in seguito uccise il balivo
“È Apple che dovrebbe chiederci l’autorizzazione di usare la mela”, afferma indignato Pierre-André Page.
Traduzione di Luigi Jorio
In conformità con gli standard di JTI
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