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Il futuro presidente della Confederazione ha spiegato quali saranno gli impegni principali nel suo anno presidenziale.
Il consigliere federale vodese ha anche sottolineato che cercherà di dare un po' di fiducia alla popolazione in questi tempi di crisi economica.
BERNA - Dopo la sua brillante elezione alla presidenza della Confederazione e il discorso tenuto dalla tribuna dell'Assemblea federale, il consigliere federale Guy Parmelin (UDC/VD) è venuto davanti ai media per spiegare quali saranno gli accenti che metterà nel suo anno presidenziale.
«Situazione delicata» - Il futuro presidente della Confederazione ha ammesso che dalla metà di febbraio, con la prima ondata dell'epidemia, la situazione è cambiata e continua ad essere delicata. Il suo nuovo compito sarà quello di condurre le sedute del Consiglio federale nella maniera più pragmatica ed efficace possibile. Ma se dal primo di gennaio il suo ruolo sarà un po' diverso, «Parmelin non cambierà il suo carattere, rimarrà quello che è», ha detto alla terza persona, rispondendo a una domanda di un giornalista.
«Cercherò soluzioni concrete» - Il consigliere federale vodese ha sottolineato come cercherà di dare un po' di fiducia alla popolazione in questi tempi di crisi economica. «L'evoluzione è difficile sul piano nazionale e internazionale», ha ammesso. «Per questo non voglio mettere l'accento su una cosa in particolare. Ma in questa fase di incertezza, cercherò di trovare delle soluzioni concrete». Parmelin non ha nascosto che la prima parte del suo anno presidenziale "sarà difficile".
I rapporti con l'estero - Nonostante la pandemia, il futuro presidente della Confederazione intende effettuare, come da tradizione, il suo primo viaggio in Austria. Con Vienna, Berna intrattiene «eccellenti relazioni». Per il prosieguo dell'anno sono previsti incontri con rappresentanti di Governi esteri, «sempre nell'interesse della Svizzera, della sua economia e del suo mondo scientifico». La Confederazione sarà rappresentata anche al Forum economico mondiale (WEF) di Singapore.
Al momento non è possibile di avere contatti ravvicinati con la popolazione, ha ammesso Parmelin. In veste di ministro dell'economia dovrà tuttavia difendere l'accordo di libero scambio con l'Indonesia. «Si tratta di un'opportunità per spiegare il tema ai cittadini», ha aggiunto.
«Primus inter pares» - Il consigliere federale dell'UDC ha anche affermato di non aver problemi a collaborare con esponenti del PS, del PLR o del PPD. «Il Consiglio federale è un'autorità collegiale. Discute a lungo dei dossier e cerca delle soluzioni concrete e pratiche, che poi viene a spiegare ai media», ha aggiunto, sottolineando come egli sarà solamente il «primus inter pares».
«Buone relazioni con tutte le regioni» - A differenza della sua elezione in Governo, oggi Parmelin non ha pronunciato frasi in romancio, ma il neo eletto presidente della Confederazione ha voluto rassicurare i giornalisti, sottolineando di aver un legame forte con il Cantone dei Grigioni. «Non ho nessun problema, né con la Svizzera romancia, né con il Ticino e neppure con la Svizzera tedesca. Ho buone relazioni con tutte le regioni», ha precisato.
Parmelin ha poi concluso il suo incontro con i media, citando il proverbio: «nessuno è profeta in patria». «Forse dovrò curare maggiormente i rapporti con la mia regione d'origine durante l'anno presidenziale», ha affermato con una punta di ironia il viticoltore di Bursins (VD).
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