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Vi consigliamo vivamente di informare i vostri dipendenti e apprendisti - compresi quelli che inizieranno il loro apprendistato in agosto – sconsigliando loro di recarsi in questi paesi. Non è legalmente possibile vietare ai dipendenti di recarsi in una data destinazione di vacanza, ma le persone che si recano in una zona a rischio a partire dal 6 luglio - con poche eccezioni - non hanno, in linea di principio, diritto a un indennizzo COVID-19 durante i 10 giorni di quarantena. Le persone che si sono recate in un paese a rischio prima del 6 luglio (ossia che non sapevano di andare in una zona a rischio) e che ritornano in Svizzera dopo tale data (e devono sottoporsi a una quarantena) possono avere diritto a un risarcimento se hanno ottenuto un certificato medico o da parte delle autorità. Le persone interessate saranno specificamente informate a bordo dell'aereo, del torpedone e ai valichi di frontiera.
I rimpatriati dai Paesi a rischio devono presentarsi assolutamente presso le autorità cantonali dopo il loro rientro. L'inosservanza dell'obbligo di notifica può essere punita con una multa fino a CHF 10'000.-. Le compagnie aeree e di torpedoni sono inoltre istruite a non trasportare passeggeri malati. Il nuovo regolamento riguardo all’obbligo di quarantena al rientro, l'elenco dei paesi a rischio e le relative FAQ si trovano qui. Le prime abolizioni delle restrizioni al rientro da paesi terzi sono previste per il 20 luglio.
Vi raccomandiamo inoltre di far notare ai vostri collaboratori che chi intenzionalmente e contro il principio del buon senso si espone ad un maggiore rischio di contagio (ad es. a seguito della partecipazione a feste o eventi di massa senza adeguate misure di protezione) e viene quindi successivamente sottoposto a una quarantena, non può di principio presumere di avere il diritto di continuare a percepire il proprio salario.