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Corrigenda del 15.01.2015: inizialmente nella documentazione era scritto che dalle stime risultava che nel 2020 l'imposta avrebbe dovuto ammontare a circa 33 centesimi per chilowattora di corrente elettrica e a circa 3 franchi per litro di benzina. Giusto è che secondo le stime l'imposta sull'energia dovrebbe ammontare a circa 33 centesimi per chilowattora di energia primaria. Ciò corrisponde a un'imposta di 3 franchi per litro di benzina e 3.30 franchi per litro di olio da riscaldamento. Per energia primaria si intende il contenuto energetico dei vettori energetici naturali e non ancora trasformati come il carbone, il petrolio, il gas o l'uranio. La documentazione è stata debitamente adeguata.
L'iniziativa intende forzare una rapida ristrutturazione del sistema energetico. Entro cinque anni dovrebbe essere introdotta un'imposta sui vettori energetici non rinnovabili. Quale contropartita all'introduzione dell'imposta sull'energia si dovrebbe sopprimere l'imposta sul valore aggiunto (IVA). Il livello di tassazione dell'energia dovrebbe essere tale da permettere di conseguire le stesse entrate garantite oggi dalla stessa IVA. Dato che il rincaro dell'energia provocherebbe un calo del consumo, il finanziamento dei compiti della Confederazione e delle assicurazioni sociali verrebbe messo in pericolo. Inoltre, segnatamente le imprese esposte alla concorrenza internazionale sarebbero svantaggiate. Anche le economie domestiche a basso reddito sarebbero gravate in misura eccessiva. Per questi motivi, Consiglio federale e Parlamento hanno raccomandato di respingere l'iniziativa.
Il Popolo ha seguito le raccomandazioni del Consiglio federale e del Parlamento e ha bocciato l'iniziativa con il 92 per cento di voti contrari. Al seguente link si trova una panoramica dei risultati:
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