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Amnesty International ha affermato di essere "rammaricata profondamente" per "l’angoscia e la rabbia" che ha causato agli ucraini e tuttavia continua a difendere il suo rapporto: "Ciò non significa che Amnesty International ritenga le forze ucraine responsabili delle violazioni commesse dalle forze russe, né che l’esercito ucraino non stia prendendo adeguate precauzioni in altre parti del Paese. Dobbiamo essere molto chiari: nulla di ciò che abbiamo documentato che le forze ucraine hanno fatto in alcun modo giustifica le violazioni russe", ha affermato il gruppo per i diritti umani, citato da Sky News.
Nei giorni scorsi gli ucraini hanno espresso indignazione dopo che un rapporto di Amnesty ha accusato l’Ucraina di mettere in pericolo i civili con la presenza di postazioni militari in aree residenziali.
"La priorità di Amnesty International in questo e in qualsiasi conflitto è garantire la protezione dei civili. In effetti, questo era il nostro unico obiettivo quando abbiamo pubblicato quest’ultimo pezzo di ricerca. Anche se sosteniamo pienamente i nostri risultati, ci rammarichiamo per il dolore causato", ha affermato.
In seguito alla pubblicazione del report, la responsabile di Amnesty per l’Ucraina Oksana Pokalchuk si è dimessa in aperto dissenso con la Ong. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato molto critico nei confronti del rapporto.