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Già bocciata dal Consiglio nazionale, l'iniziativa popolare di Gioventù Socialista "Sgravare i salari, tassare equamente il capitale (Iniziativa 99%)", volta a tassare l'1% più ricco della popolazione svizzera, è stata respinta (32 voti a 13) anche dal Consiglio degli Stati, come d'altronde auspicava il Consiglio federale
Senza sorprese, ad eccezione della sinistra, il plenum ha seguito le raccomandazioni della sua commissione preparatoria. La maggioranza crede che in Svizzera l'imposizione fiscale sia già relativamente elevata e che ci sia già una considerevole ridistribuzione.
"Se le imposte dovessero aumentare ulteriormente, l'attrattiva della piazza economica svizzera ne risentirebbe", ha affermato in aula il relatore Hannes Germann (UDC/SH). L'iniziativa è anche troppo generica, a suo avviso, poiché non tiene conto della complessità del sistema fiscale elvetico, né delle esigenze dei Cantoni il cui margine di manovra per determinare l'imposizione verrebbe ristretto.
Nel suo intervento, Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG) ha parlato a nome dei proprietari immobiliari, già sottoposti a numerosi prelievi, e che verrebbero tassati maggiormente qualora l'iniziativa di Gioventù socialista dovesse essere accolta alle urne. Vi è il pericolo, poi, che i proprietari vengano tassati due volte, un'eventualità del tutto inaccettabile.
La minoranza di sinistra, come alla Camera del popolo, ha invece sostenuto che le disparità nella ripartizione della ricchezza sono tali da rendere necessario un adeguamento dell'imposizione. È oltremodo inconcepibile che il reddito da capitale sia tassato meno del reddito da lavoro e delle rendite del primo e del secondo pilastro, ha sostenuto Paul Rechsteiner (PS/SG), gravate come sono dai prelievi obbligatori per le assicurazioni sociali.
Il "senatore" sangallese ha sottolineato che una maggiore equità fiscale è ancora più necessaria ora, a causa delle conseguenze economiche della crisi pandemica sulla popolazione. Le borse hanno registrato un autentico boom e i ricchi diventano sempre più ricchi, con quest'ultimi sovente in grado di sfuggire al fisco del loro paese, come l'ex presidente americano Donald Trump, vantatosi più volte di non aver pagato le tasse federali. Per Rechsteiner si tratta di un'evoluzione negativa che va corretta.
Sulla falsariga di Rechsteiner si è espressa Marina Carobbio Guscetti (PS/TI), secondo cui è evidente che la ricchezza in Svizzera non è distribuita in modo equo, dal momento che l'1% della popolazione possiede il 40% del capitale complessivo, e ciò benché il benessere sia il frutto del lavoro di tutti.
Nonostante la ricchezza del Paese, ha fatto notare la "senatrice" ticinese, ben 660 mila persone nel nostro Paese soffrono di "povertà reddituale", fanno insomma fatica sbracare il lunario benché un certo numero di loro abbia un lavoro, un fenomeno aggravatosi con la pandemia. Ce lo ricordano, ha aggiunto, le persone in coda a Ginevra per ricevere un pacco di beni commestibili. Queste immagini di persone bisognose in uno dei Paesi più benestanti del mondo hanno fatto il giro del mondo sui media internazionali.
L'iniziativa, insomma, è ancora più necessaria adesso, ha dichiarato la consigliera agli Stati ticinese. I 10 miliardi di franchi generati dal testo qualora venisse accolto potrebbero essere utilizzati per sgravare i redditi medio-bassi, rafforzando anche il potere d'acquisto di una fetta non indifferente della popolazione.
La proposta di modifica costituzionale mira ad aumentare le imposte per i più ricchi in modo da sgravare i piccoli e medi redditi, ovvero il 99% della popolazione. Per assicurare una migliore distribuzione della ricchezza, l'iniziativa prevede una imposizione del 150%, invece del normale 100%, per la parte di reddito da capitale - dividendi, guadagni da interessi o affitti dedotti i costi di manutenzione e gestione - superiore a una soglia definita per legge e non precisata nel testo.
I particolari andrebbero disciplinati dalla legge. Per garantire che i piccoli risparmiatori non vengano danneggiati dall'iniziativa si vuole introdurre un importo esente di 100 mila franchi. Esonerati dalla maggiore tassazione sarebbero anche le pensioni assicurate dal primo e dal secondo pilastro.
Stando a Gioventù socialista, dai 5 ai 10 miliardi di franchi potrebbero essere redistribuiti, grazie ai contributi dell'1% di Svizzeri più facoltosi. Questa somma potrebbe servire per ridurre l'imposizione delle persone che dispongono di bassi o medi salari, finanziare prestazioni sociali come asili nido e sussidi all'assicurazione malattia o alla formazione.