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Presumibile sì del popolo all'iniziativa espulsione. Probabile no al controprogetto. Incertezza, seppur con una rimonta dei no, per l'iniziativa imposte eque. È la tendenza che si profila per la votazione del 28 novembre. Resta però l'incognita della maggioranza dei cantoni.Questo contenuto è stato pubblicato il 17 novembre 2010 - 17:00
Se lo scrutinio federale del 28 novembre si fosse svolto ora, l'iniziativa "per l'espulsione di stranieri che commettono reati" avrebbe ottenuto la maggioranza popolare, con il 54% di sì e il 43% di no. Fatto praticamente senza precedenti, solo il 3% degli intervistati dall'istituto gfs.bern per conto della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR non ha ancora un'opinione in materia.
Rispetto al precedente sondaggio, condotto un mese prima, i sostenitori all'iniziativa popolare promossa dall'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) sono calati di 4 punti percentuali, mentre gli oppositori sono progrediti di 7 punti. Coloro che non hanno ancora un'opinione sono diminuiti di 3 punti percentuali.
Ciò indica una stabilità piuttosto inconsueta. Di solito per le iniziative popolari c'è una situazione iniziale di ampia incertezza, con una percentuale di fautori superiore a quella degli avversari. Poi, man mano che la campagna prosegue, la quota di indecisi si assottiglia e i no prendono il sopravvento, ha spiegato il responsabile del gfs.bern Claude Longchamp, mercoledì illustrando i risultati del sondaggio.
Partecipazione superiore alla media
Altra caratteristica atipica rilevata dagli analisti dell'istituto di indagini demoscopiche è la risolutezza delle opinioni. Oltre all'esigua quota degli indecisi, si registra una forte proporzione di coloro che affermano che voteranno "sicuramente" in un modo o nell'altro: il 39% a favore dell'iniziativa, il 37% contro.
Inedita anche la forte predisposizione degli intervistati a votare. Con il 46% di coloro che affermano che lo faranno di sicuro, la partecipazione è leggermente superiore alla media. Sorprendente è che un altro 31% dice che forse voterà, osserva Longchamp. Dalle analisi dell'istituto gfs.bern emerge che una forte mobilitazione dell'ultimo minuto andrebbe praticamente ad esclusivo vantaggio dell'iniziativa.
Per l'iniziativa c'è una forte polarizzazione, con un massiccio sostegno da parte dell'elettorato UDC e un netto rifiuto da parte dei paladini di Verdi e socialisti. Il sondaggio mostra come il centro appaia piuttosto diviso, con l'iniziativa che raccoglie un'alta percentuale di consensi. Fra gli elettori popolari democratici (PPD) ottiene il 37% di sì e fra quelli liberali radicali (PLR) il 47%. I senza partito la sostengono nella misura del 62%.
Inciampa il controprogetto
Un quadro diverso appare per il controprogetto diretto all'iniziativa elaborato dal parlamento. Rispetto al sondaggio precedente, i no sono rimasti stabili al 49%, i sì sono aumentati di 2 punti percentuali attestandosi al 43%. I senza opinione sono scesi dal 10 all'8%.
Sul fronte partitico, il controprogetto è seccamente bocciato dall'elettorato UDC, ottiene la maggioranza assoluta presso quelli del PPD e del PLR, mentre è in bilico fra i votanti socialisti ed ecologisti.
Nell'elettorato rosso verde è diffusa la tendenza di una doppia bocciatura – sia dell'iniziativa sia del controprogetto – e poi di dare la preferenza al controprogetto nella domanda sussidiaria. Ai votanti è chiesto di indicare quale dei due preferirebbero, nel caso in cui entrambi gli oggetti ottenessero la doppia maggioranza del popolo e dei cantoni. Non è tuttavia escluso che non si giunga a questa scelta, perché il controprogetto sembra avviato a un rifiuto.
Traballa l'iniziativa socialista
Ancora incerto l'esito dell'iniziativa "per imposte eque". Nel sondaggio, il testo promosso dal Partito socialista ottiene il 46% di sì e il 39% di no, mentre il 15% è ancora indeciso. L'evoluzione rispetto all'indagine demoscopica precedente indica tuttavia un netto avanzamento degli oppositori (+16 punti percentuali) a scapito dei sostenitori, che hanno perso 12 punti percentuali.
Dato che comportano modifiche costituzionali, tutti i tre oggetti in votazione necessitano della doppia maggioranza del popolo e dei cantoni per superare lo scoglio delle urne. Per poter fare pronostici sul responso dei cantoni occorrerebbe un campione rappresentativo di 3'400 aventi diritto di voto: il sondaggio è invece basato su 1'207 e dunque non consente questa analisi, ha puntualizzato Longchamp.
Per il sondaggio su mandato della SRG SSR, i ricercatori dell'istituto gfs.bern hanno intervistato, fra l'8 e il 13 novembre, un campione rappresentativo di 1'207 aventi diritto di voto in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Il margine di errore è del +/-2,9%.
Espulsione stranieri
L'iniziativa prevede l'espulsione per:
omicidio intenzionale, violenza carnale o un altro grave reato sessuale, un reato violento quale ad esempio la rapina, per tratta di esseri umani, traffico di stupefacenti o effrazione; o che hanno percepito abusivamente prestazioni delle assicurazioni sociali o dell'aiuto sociale. Il legislatore avrebbe la facoltà di aggiungervi altre fattispecie. La durata del divieto di entrare in Svizzera per le persone espulse sarebbe fissata dall'autorità competente e varierebbe tra i 5 e i 15 anni. In caso di recidiva, la durata del divieto d'entrata sarebbe di 20 anni.
Il controprogetto prevede l'espulsione per:
assassinio, omicidio, stupro, lesioni corporali gravi, rapina qualificata, presa d'ostaggio, tratta di esseri umani qualificata e infrazione grave alla legge sugli stupefacenti, o altri reati sanzionati con una pena privativa della libertà di almeno un anno, come pure una pena privativa della libertà di almeno 18 mesi per truffa o altre infrazioni legate alle assicurazioni sociali, all'aiuto sociale o a contributi di diritto pubblico, come anche per una truffa economica. Porterebbero inoltre all'espulsione altre infrazioni a una pena privativa della libertà di almeno due anni o a diverse pene pecuniarie che nello spazio di 10 anni sommano almeno 720 aliquote giornaliere.
Questo testo precisa che l'espulsione è decretata nel rispetto dei diritti fondamentali e dei principi di base della Costituzionale e del diritto internazionale.
Imposte eque
L'iniziativa vuole un’aliquota fiscale pari ad almeno il 22% sulla quota di reddito imponibile delle persone sole che eccede 250'000 franchi.
Un’aliquota fiscale pari ad almeno il 5 per mille verrebbe applicata alla quota di sostanza imponibile delle persone sole che eccede 2 milioni di franchi.
Per le coppie tassate congiuntamente e per le persone sole con figli, il legislatore ha la facoltà di aumentare il limite di reddito e di sostanza imponibile a partire dal quale l’aliquota fiscale minima sarebbe applicabile.
L'aliquota fiscale media applicabile ad ogni imposta diretta prelevata dalla Confederazione, dai Cantoni e dai Comuni non può decrescere né con l'aumento del reddito imponibile, né con l'aumento della sostanza imponibile.
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