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La Svizzera fa parte dei dieci maggiori paesi donatori impegnati nell'aiuto umanitario alle vittime del conflitto in Siria; quasi la metà dei 13 milioni di franchi stanziati sono destinati ai rifugiati siriani che hanno trovato riparo in Libano, Iraq, Giordania e Turchia.
Le condizioni di sicurezza in Siria si sono fortemente degradate e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), che oggi ha tenuto una conferenza stampa a Berna, si è vista costretta a chiudere il suo ufficio a Damasco, trasferendo l'attività ad Amman, in Giordania. "Ciò malgrado siamo tra i dieci maggiori donatori", ha rilevato Manuel Bessler, delegato del Consiglio federale all'aiuto umanitario.
In Siria la DSC opera attraverso il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), che ha ricevuto 1,75 milioni di franchi, e cinque agenzia dell'ONU, alle quali sono andati 3,45 milioni. "Non si tratta tuttavia di un assegno in bianco; rimaniamo molto vicini a queste organizzazioni e siamo molto coordinati", ha sottolineato da parte sua il responsabile dell'ufficio della cooperazione ad Amman, Beat von Däniken.
Fuori dalla Siria la DSC appoggia inoltre il CICR (1 milione) e l'ONU (2,24 milioni), i quali assistono i rifugiati siriani nei paesi vicini, dove a tutt'oggi hanno raggiunto la cifra di 200'000. Si tratta di un esodo che suscita molta preoccupazione nella DSC, la quale ritiene più alto il numero dei profughi, in quanto molti non si lasciano registrare.
La ripartizione del denaro già stanziato non tiene conto dei due milioni supplementari annunciati martedì dal consigliere federale Didier Burkhalter.
SDA-ATS