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Meglio 5 corsi di ripetizione di 3 settimane, rispetto ai 6 di 2 settimane proposti dal Governo. È la posizione in materia della commissione di politica di sicurezza degli Stati ed è anche quella sostenuta dagli ufficiali.
Ciò consentirebbe "un'attività di formazione e approfondimento per i soldati un po' più lunga", ci dice il presidente della Società ticinese degli ufficiali, Marco Lucchini, sottolineando, peraltro, che la riforma prevede già una riduzione degli effettivi da 200'000 a 100'000 militi.
Che dire allora sulle obiezioni di chi teme una riduzione tale da incidere sulle capacità d’intervento del dispositivo militare? Il progetto, osserva Lucchini, prevede 100'000 effettivi ma "completamente equipaggiati" e con la possibilità di mobilitare all'occorrenza "35'000 soldati nello spazio di pochissime settimane".
Proprio sabato, a Locarno, si svolgerà l'assemblea della Società svizzera degli ufficiali, alla presenza di Ueli Maurer. Un’occasione per fare il punto sulla riforma, dopo l’entrata in materia decisa martedì dagli Stati.
Alex Ricordi
- Come si caratterizza il riassetto dell'esercito, secondo il progetto del Governo?
- Quali effetti avrà la riforma per il dispositivo militare in Ticino?
- Quale soluzione sostiene la Società svizzera degli ufficiali per il futuro dei corsi di ripetizione?
- Quali potrebbero invece essere i vantaggi legati alla proposta, per i corsi di ripetizione, del Consiglio federale?
- Come commenta le obiezioni di chi teme, con un dimezzamento degli effettivi, conseguenze per le capacità d'intervento dell'esercito?