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Il trasferimento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia è lungi dall'essere realizzato, rileva l'Iniziativa delle Alpi, e il Consiglio federale dovrebbe finalmente "smetterla di pasticciare" in questa materia, decidendosi a "introdurre finalmente" la borsa dei transiti alpini.
Il governo elvetico potrebbe trovare alleati nelle regioni alpine afflitte dal traffico di transito, per esempio in Tirolo. Il ministro dei trasporti di questa regione si è impegnato a introdurre un sistema di gestione del traffico in tutto l'arco alpino, come potrebbe appunto essere la borsa dei transiti, ha detto oggi a Berna Alf Arnold, Direttore dell'Iniziativa delle Alpi. Cio permetterebbe alla Svizzera di raggiungere l'obiettivo di trasferire al massimo 650'000 camion in transito all'anno. Questa cifra è prevista dalla Costituzione e "non può essere modificata".
La borsa dei transiti viene chiesta anche da tutte le regioni alpine in Austria, Francia e Italia, che subiscono direttamente le conseguenze negative del traffico pesante in transito. "Il Consiglio federale dovrebbe finalmente prenderne coscienza e impostare di conseguenza le sue trattative", ha affermato da parte sua Fabio Pedrina, Presidente dell'Iniziativa delle Alpi.
Con le due gallerie di base al Lötschberg e al Gottardo, la Svizzera ha srotolato all'UE il "tappeto di ferro" per svolgere il trasporto delle merci prevalentemente su ferrovia, ha aggiunto Pedrina.
Affinché il Consiglio federale possa liberamente negoziare con l'UE, il Parlamento deve modificare l'articolo 6 della legge sul trasferimento del traffico merci. Questo articolo, che attualmente impone "una borsa dei transiti alpini coordinata con l'estero", deve essere stralciato. Solo così la Svizzera può impedire che l'UE possa semplicemente bloccare le trattative.