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SAN DIEGO - Una decina di giorni fa lo Zoo di San Diego aveva annunciato che otto gorilla avevano contratto il coronavirus. Ora il gruppo di animali si sta riprendendo, e sono in via di guarigione completa.
Per procedere alla cura dei gorilla, lo Zoo ha collaborato con numerosi team e partner delle comunità mediche, scientifiche, zoologiche e di salute pubblica. Lo studio di questo particolare contagio tra gorilla potrebbe infatti aiutare a comprendere meglio gli impatti del virus sugli animali, ed eventualmente sulle persone.
Le ricerche hanno permesso di stabilire che il virus che ha infettato i gorilla proveniva da un ceppo del coronavirus altamente contagioso, e recentemente identificato in California.
Inizialmente gli animali avevano presentato sintomi quali tosse, congestione, raffreddore e letargia. Sintomi che avevano allarmato lo zoo, che aveva provveduto a effettuare i test, risultati positivi.
Il caso di Winston - Tra i gorilla colpiti dal virus figura anche Winston, che a causa dell'età avanzata è stato sottoposto a esami più approfonditi, sotto anestesia. I veterinari hanno confermato che l'animale soffriva di polmonite, e altre malattie cardiache. Pertanto lo zoo, dopo aver consultato gli specialisti, ha avviato un trattamento a base di anticorpi monoclonali, farmaci per il cuore e antibiotici. Lo zoo ci tiene a specificare che la terapia a base di anticorpi monoclonali proveniva da forniture non consentite per uso umano. La terapia è stata vincente, dato che Winston sta molto meglio.
Vaccino per gli animali - Ai veterinari dello zoo sono anche stati forniti alcuni vaccini con proteina spike purificata ricombinante, destinati agli animali (anche questo tipo di vaccino non è destinato all'uso umano).