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Per siepi e boschetti campestri o rivieraschi s’intendono siepi basse, arbustive o arboree, siepi frangivento, gruppi di alberi, scarpate boscate e boschetti rivieraschi a forma di siepe. Queste superfici offrono cibo e rifugio a molti animali e pertanto sono promosse attraverso un contributo. Il boschetto deve essere opportunamente curato almeno ogni 8 anni. Su entrambi i lati di siepi, boschetti campestri e rivieraschi deve essere predisposta una fascia di superficie inerbita o da strame, che deve essere falciata almeno ogni 3 anni. Se confina con un pascolo, questa superficie può essere adibita a pascolo per un determinato periodo.
Nei boschetti del livello qualitativo II devono essere presenti soltanto specie autoctone di arbusti e alberi. Siccome diversi boschetti ospitano una grande varietà di specie animali, quelli del livello qualitativo II devono presentare almeno 5 specie diverse di arbusti e alberi ogni 10 metri. Una quota minima della fascia di arbusti deve essere composta da arbusti spinosi. Questi, infatti, rispetto ai noccioli o alle betulle, sono luoghi ideali per gli uccelli dove nidificare, trovare rifugio e cibo, come nel caso dello spin cervino e della rosa canina. In alternativa, il boschetto può presentare anche una quota minima di alberi tipici del paesaggio. Per le siepi, i boschetti campestri e rivieraschi che danno diritto a contributi è fissata una larghezza minima. La gestione del margine erboso avviene in maniera scaglionata.