Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/159942

<h2>SubmittedText<h2><p>In numerosi comuni e città vi sono grosse riserve nei confronti dei negoziati in corso sull'accordo sul commercio dei servizi ("Trade in Services Agreement", TISA) e su una possibile partecipazione della Svizzera al partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti ("Trans-Atlantic Trade and Investment Partnership", TTIP). Il timore principale è che questi accordi limitino la loro libertà d'azione in ambito di servizi pubblici.</p><p>Le informazioni secondo cui il Consiglio federale avrebbe escluso dalla sua offerta iniziale le prestazioni di servizio pubblico nel quadro dei negoziati TISA non sono sufficienti a dissipare lo scetticismo. I negoziati TTIP tra l'UE e gli Stati Uniti, dal canto loro, sono fonte di perplessità per quanto riguarda l'istituzione di tribunali arbitrali ad hoc e altri ambiti (legislazione sugli appalti acquisti pubblici, protezione dell'ambiente e dei consumatori, ecc.).</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale le ripercussioni di un'eventuale stipula del TISA e/o del TTIP sui servizi pubblici forniti da comuni e città?</p><p>2. Quali provvedimenti sta adottando affinché i comuni e le città possano conservare la propria libertà d'azione in ambito di servizi pubblici?</p><p>3. Come intende procedere affinché le regole in vigore nei settori degli acquisti pubblici, della protezione dell'ambiente e dei consumatori, ecc. non vengano aggirate attraverso accordi internazionali di libero scambio come il TISA e il TTIP?</p><p>4. Il Consiglio federale è disposto a informare periodicamente le associazioni mantello di comuni e città circa lo stato d'avanzamento dei negoziati TISA e TTIP?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. In riferimento al TISA, ogni Paese è libero di negoziare gli impegni che intende assumersi e non vi è alcun obbligo di aprire tutti i settori di servizi al mercato. I Paesi stabiliscono nella propria lista di impegni nazionali in quali settori e a quali condizioni ammettono fornitori esteri. La Svizzera, il cui approccio negoziale si concentra sui settori dei servizi commerciali, ha incluso nella sua lista le dovute riserve in merito ai servizi pubblici. Ciò concerne anche gli ambiti politici di competenza cantonale e comunale (p. es. l'istruzione pubblica e la sanità). Il nostro Paese (al pari di altre parti contraenti del TISA) respingerà qualsiasi proposta fatta da altri partecipanti ai negoziati che potrebbe condizionare il raggiungimento degli obiettivi in ambito di protezione sociale, ambientale o dei consumatori ovvero di altri obiettivi politici d'interesse pubblico.</p><p>Anche per il settore degli appalti pubblici, se dovesse in futuro diventare oggetto del TISA, la Svizzera assumerebbe soltanto gli impegni compatibili con la propria legislazione.</p><p>I negoziati concernenti il TTIP vertono sulla stipula di un accordo di libero scambio tra l'UE e gli Stati Uniti; la Svizzera non è coinvolta in questo processo. Il Consiglio federale segue tuttavia le trattative perché UE e Stati Uniti sono i nostri principali partner commerciali e il nostro Paese potrebbe uscirne discriminato. La stipula di accordi internazionali di libero scambio tra altri Paesi (p. es. il TTIP) non ha di per sé alcuna ripercussione sulla legislazione elvetica, compresa la legislazione federale e cantonale vigente in materia di acquisti pubblici.</p><p>Nemmeno le regole sulla protezione dell'ambiente e dei consumatori verrebbero aggirate con il TTIP. Quanto agli eventuali provvedimenti da adottare qualora si dovesse giungere alla stipula del TTIP, il Consiglio federale si è già espresso nella risposta all'interpellanza Maier Thomas 14.3622.</p><p>4. I cantoni (e, al di là dei cantoni, anche i comuni) sono coinvolti nei negoziati TISA per il tramite del gruppo d'accompagnamento interno alla Confederazione al quale partecipa la Conferenza dei governi cantonali (CdC). La Svizzera, inoltre, pubblica le proprie proposte negoziali concernenti il TISA e, sul sito della SECO, informa sulla stato d'avanzamento delle trattative. Non essendo la Svizzera parte contraente del TTIP, il Consiglio federale non è invece in grado di informare sull'andamento di questi negoziati. Ciononostante, ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale, al quale partecipa anche la CdC, incaricandolo di valutare le possibili ripercussioni sulla Svizzera di un accordo di libero scambio tra UE e Stati Uniti.</p>  Risposta del Consiglio federale.