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LUGANO - Anche il Tribunale federale ha respinto il ricorso di Xenia Peran. A riferirlo è La Regione. La radiazione dal Registro cantonale degli avvocati era stata decisa in prima istanza dalla Commissione per l'avvocatura del Tribunale d'appello, poi, in secondo grado, dal Tribunale amministrativo cantonale (Tram).
«Quando l'avvocato non offre tutte le garanzie di serietà ed onorabilità necessarie all'esercizio della sua professione, la relazione di fiducia che deve esistere con il proprio cliente può risultarne compromessa», spiega la sentenza. Che poi aggiunge: «Le circostanze denotano l'esistenza di una condanna per fatti incompatibili con la professione d'avvocato», per cui «l'autorità competente (...) deve procedere alla radiazione».
I problemi giudiziari per la donna sono iniziati nel 2016, quando il Tribunale penale cantonale la condannò a ventiquattro mesi integralmente sospesi per reati finanziari risalenti al 2009. All'epoca Peran segnalò agli inquirenti tre suoi assistiti (fra questi Corrado Ferlaino, ex presidente del Napoli) per presunto riciclaggio. L’anno seguente, furono loro ad accusare l'avvocato di essersi messo in tasca quasi mezzo milione di franchi, anche tramite una società panamense di cui Peran era amministratrice unica.
Da qui la condanna per ripetuta appropriazione indebita aggravata, ripetuta sottrazione di cose requisite o sequestrate e ripetuta coazione.