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WASHINGTON - La Virginia è diventato ieri il primo Stato meridionale americano a legalizzare la marijuana per uso personale: il Senato e la Camera locali hanno approvato la misura, che entrerà in vigore da luglio, nonostante la forte opposizione dei parlamentari repubblicani.
La votazione è stata tutt'altro che scontata: al Senato è passata con un solo voto a favore (21 a 20), mentre la Camera ha approvato la legge con 53 voti a favore a 44 contrari, con due astensioni.
Il governatore della Virginia, il democratico Ralph Northam, ha commentato che lo Stato con questa decisione «ha fatto storia», sottolineando che le «leggi sulla marijuana prendono di mira le comunità di colore, ed i residenti neri della Virginia hanno una probabilità sproporzionata di essere fermati, accusati e condannati».
«Questo perché c'è un'ingiustizia diretta nel punire le persone per qualcosa che abbiamo già concordato dovrebbe essere legale, specialmente quando sappiamo che le punizioni sono distribuite in modo iniquo», ha spiegato la leader della maggioranza della Camera Charniele L. Herring.
«Oggi, la Virginia ha compiuto un passo fondamentale per correggere questi torti e ripristinare la giustizia nei confronti di coloro che sono stati danneggiati da decenni di eccessiva criminalizzazione» ha concluso Northam.
Dal primo luglio gli adulti di età superiore ai 21 anni potranno possedere fino a 28.3 grammi di marijuana per uso personale.