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Oggi la Camera del popolo non ha ceduto, o lo ha fatto solo parzialmente, in particolare per quel che concerne quota di emissioni da ridurre in Svizzera
Permangono ancora delle divergenze tra i due rami del parlamento in merito alla nuova Legge sul CO2 dopo il secondo passaggio al Consiglio nazionale. Oggi la Camera del popolo non ha ceduto, o lo ha fatto solo parzialmente, in particolare per quel che concerne la quota di emissioni da ridurre in Svizzera e la promozione delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Il progetto in discussione mira a dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, dopo l'approvazione popolare, nel giugno 2023, della Legge sulla Protezione del Clima, il dossier dovrà raggiungere l'obiettivo "emissioni nette zero" entro il 2050.
Keystone
Camini a Zurigo
Per raggiungere questi obiettivi, il Nazionale ha in prima lettura proposto una riduzione delle emissioni di gas serra che dovrà avvenire per almeno il 75% mediante provvedimenti realizzati in Svizzera. Gli Stati hanno invece per ben due volte confermato la versione proposta dal governo, che non contiene obiettivi cifrati ma lascia all'esecutivo l'onere di stabilisce la quota della riduzione. Oggi la Camera del popolo ha mantenuto la propria posizione, pur abbassando la soglia al 70%.
Un compromesso è stato proposto anche per quel che concerne la promozione dell'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, che gli Stati non vogliono. Il Nazionale propone ora di sostenere gli apparecchi di ricarica solo negli edifici con più unità abitative e nelle aziende con più posti di lavoro, e non più nei parcheggi pubblici come chiesto in prima lettura. La Camera del popolo non ha invece ceduto sulla volontà di fissare obiettivi intermedi annuali in relazione ai valori obiettivo di emissioni di CO2 per le automobili nuove.
Il Nazionale si è invece allineato agli Stati in un punto: la finanza non sarà citata esplicitamente nei settori in cui disposizioni volte alla riduzione dei gas a effetto serra dovranno essere precitate in altre leggi. La maggioranza ha voluto limitarsi a settori dove l'impatto delle emissioni è diretto e non, come per questo caso, indiretto.