Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158840

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sospendere parzialmente per almeno un anno l'applicazione della legge sull'asilo, ricorrendo al diritto di necessità.</p><p>Durante questo periodo non sarà più possibile ammettere richiedenti nella procedura d'asilo, riconoscere lo statuto di rifugiato né accogliere in Svizzera rifugiati nell'ambito di contingenti. Occorre sospendere anche il rilascio di visti per motivi umanitari e respingere le richieste di ricongiungimento familiare da parte di rifugiati riconosciuti dipendenti dall'aiuto sociale.</p><p>Le persone la cui domanda d'asilo è stata respinta che tuttavia non possono essere allontanate o espulse a causa del principio di non respingimento non vanno ammesse a titolo provvisorio, bensì trattate come persone bisognose di protezione fino al momento della partenza.</p><p>Ai fini dell'attuazione, le frontiere vanno di nuovo controllate sistematicamente, se necessario con il sostegno dell'esercito.</p><p>Nel contempo occorre offrire protezione ai rifugiati di guerra nel contesto delle zone di crisi, attribuendo all'interno del bilancio dell'aiuto allo sviluppo un'importanza prioritaria all'aiuto umanitario.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Attualmente nel mondo sono in fuga tante persone quante non lo erano dalla fine della seconda guerra mondiale. Nove rifugiati su dieci cercano protezione nella regione di conflitto, perlopiù in Paesi in via di sviluppo. Di conseguenza, l'Europa registra tanti richiedenti l'asilo quanti non se ne vedevano dai conflitti nei Balcani alla fine del secolo scorso. Seguendo tale tendenza, aumenta anche il numero di domande d'asilo in Svizzera, seppure in misura minore rispetto alla media europea. Il Consiglio federale constata che la quota svizzera delle domande d'asilo in Europa è la più bassa degli ultimi quindici anni.</p><p>Con la sua politica d'asilo il Consiglio federale persegue due obiettivi prioritari: le persone bisognose di protezione vanno tutelate, le altre devono lasciare rapidamente la Svizzera. Questi obiettivi costituiscono la base sia del disegno di riassetto del settore dell'asilo, attualmente discusso in Parlamento, sia di varie misure che la Segreteria di Stato della migrazione ha adottato negli ultimi anni (procedure rapide per determinati Paesi, trattamento prioritario di domande insufficientemente motivate). Il Consiglio federale constata che negli ultimi anni il numero di domande d'asilo manifestamente infondate presentate in Svizzera è diminuito sensibilmente e durevolmente anche grazie a queste misure. Le misure proposte dall'autore della mozione non sono compatibili con gli obiettivi summenzionati e in gran parte sono contrarie alla Convenzione sullo statuto dei rifugiati.</p><p>Inoltre, il Consiglio federale ritiene che la situazione attuale non giustifichi il ricorso al diritto di necessità. Nel 2012 il collegio governativo ha adottato un piano d'urgenza destinato a prevenire le situazioni straordinarie nel settore dell'asilo. La clausola d'urgenza (art. 55 LAsi, circostanze eccezionali) è una delle misure previste in questo piano. Autorizza il Consiglio federale a disciplinare le condizioni di concessione dell'asilo e a emanare disposizioni procedurali semplificate, derogando alla legge nel rispetto del principio di non respingimento. Per poter considerare eccezionali le circostanze, occorre che un numero straordinariamente elevato di richiedenti l'asilo sovraccarichi durevolmente le strutture esistenti impedendo per un periodo indeterminato il trattamento ordinario delle domande. L'attivazione della clausola d'urgenza deve rispettare il principio di proporzionalità. Ciò significa che il Consiglio federale deve dapprima adottare misure in applicazione del diritto vigente e ricorrere alla suddetta clausola soltanto come ultima ratio.</p><p>Anche se la situazione attuale è difficile, la Svizzera è lungi da uno scenario di crisi. Alcune misure sono state adottate immediatamente per potenziare le capacità di alloggio della Confederazione e dei cantoni. Anche il corpo delle guardie di confine ha adottato misure per far fronte alla situazione trasferendo alla frontiera meridionale collaboratori di altre regioni. Le condizioni per il ripristino di controlli sistematici delle persone alle frontiere non sono invece adempiute (in proposito cfr. la risposta del Consiglio federale dell'11 febbraio 2015 all'interpellanza Fehr Hans 14.4033). Quanto all'applicazione del sistema della protezione provvisoria, il Consiglio federale rinvia alla sua esaustiva risposta del 19 marzo 2015 all'interpellanza Moret 15.3294. Infine, la Svizzera è molto impegnata nell'aiuto in loco ai rifugiati. Ha ad esempio già investito 178 milioni di franchi a questo titolo nell'ambito della crisi siriana.</p><p>Le previsioni per il 2015 si aggirano sulle 29 000 domande d'asilo. La situazione sarà riesaminata nelle prossime settimane. Quanto all'accoglienza di gruppi di rifugiati, il Consiglio federale valuterà di nuovo la situazione in autunno.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.