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Quindici cantoni della Svizzera centrale e orientale giudicano insufficienti i mezzi loro attribuiti dalla Confederazione nell'ambito del progetto per il finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FIAF). Un discorso simile viene fatto anche da Ginevra e Vaud.
Soltanto un sesto dei 3,5 miliardi di franchi previsti dal progetto FIAF sono destinati alla Svizzera centrale e orientale e ai cantoni di Zurigo e Argovia, hanno criticato oggi a Zurigo rappresentanti dei 15 cantoni. In questo modo si impedirà la realizzazione di infrastrutture fondamentali per i collegamenti ferroviari di tutta la Svizzera.
I cantoni interessati si battono per una rapida realizzazione di progetti che per motivi finanziari hanno già dovuto essere rimandati: fra questi figurano la seconda tappa del tunnel di base del Zimmerberg, fra Thalwil (ZH) e Zugo, il tunnel del Brüttener, fra Winterthur e Dietlikon (ZH), e il tunnel del Chestenberg, nel canton Argovia.
I 15 cantoni (LU, UR, NW, OW, ZG, SZ, AI, AR, SG, TG, SH, GR, GL, AG, ZH) si sono riuniti in un'Alleanza per l'ampliamento delle infrastrutture ferroviarie ("Allianz Bahnausbau").
Anche in Romandia si vuole di più
Anche Ginevra e Vaud si sono posizionate oggi in prima fila per chiedere un finanziamento maggiore alla Confederazione. Nell'ottica di migliorare il traffico regionale, i due cantoni vogliono aumentare la capacità della stazione di Ginevra Cornavin.
In un comunicato, i due governi chiedono che la cifra totale del FIAF sia portata a 6 miliardi di franchi dai 3,5 attuali. "Questo progetto è l'occasione per colmare i ritardi accumulati sull'arco lemanico in materia di trasporti ferroviari", si legge nella nota. C'è infatti da considerare che la crescita demografica in questa regione è maggiore rispetto alla media nazionale.
Nel testo si ammette che il progetto prevede già un miglioramento dell'asse Ginevra-Losanna, ma i contributi devono aumentare.
Oltre all'estensione della stazione Cornavin, a medio termine sarà necessario anche un ingrandimento della stazione dell'aeroporto ginevrino, il secondo scalo a livello nazionale.