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di Franco Celio
Un vecchio adagio ha sempre detto che una disgrazia non è mai tale per tutti. È così anche il conflitto russo-ucraino, che è sempre lì-lì per tradursi in guerra vera e propria, con tutto il suo tragico corollario (di provocazioni, di attentati, di incendi, di bombe, di morti, di mutilati, di feriti ecc.) può diventare spunto per l'insegnamento scolastico in diverse materie.
Prendiamo la geografia. Il rilievo delle regioni interessate e gli ostacoli che l'avanzata militare può incontrare, potrebbe essere una significativa materia di studio del paesaggio di quella regione. Analogamente, può interessare il confine linguistico, sapere chi sono e che cosa vogliono i "separatisti fio-russi". Ampliando il discorso, si potrebbe pure vedere quali altri paesi sono in una situazione simile, cioè "contengono" minoranze linguistiche al loro interno. Volendo, si potrebbe fare anche uno studio sui vari statuti (diritti e doveri) di ognuna di queste minoranze. Già che siamo in tema, nulla impedisce di esaminare il caso della Crimea, per certi aspetti simile e per altri invece diverso dall'attuale.
Dal lato storico, l'oggetto consente invece di studiare come e perché nacque - e poi si disintegrò - l'Unione Sovietica e che cosa è venuto in seguito. Si potrebbe inoltre studiare la "guerra fredda", perché sorse, come si concluse, con quali conseguenze a livello europeo e mondiale.
Infine, bisognerebbe considerare il rischio che ci siano una quantità di profughi, che affluirebbero dall'Ucraina, analizzando anche i casi precedenti (tedeschi dopo la guerra, Ungheria, Cecoslovacchia ecc.).
La cosa potrebbe essere interessante anche dal punto di vista dell'insegnamento della civica, ad esempio focalizzando l'attenzione sui diversi sistemi di organizzazione del potere (monarchia e repubblica, dittatura e democrazia), e sulle diverse concezioni contrapposte (storia dei partiti politici e dei conflitti religiosi).
Volendo, si potrebbero pure seguire il modo in cui vengono presentate queste notizie sui vari mezzi d'informazione.