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Israele ha ricominciato a bombardare la Striscia di Gaza, dopo il termine della tregua di una settimana con Hamas. Gli attacchi, che hanno già portato all’uccisione di oltre 16mila persone, non sarebbero compiuti su obiettivi mirati scelti dai militari, ma verrebbero decisi da un’intelligenza artificiale chiamata Gospel (Vangelo) e poi selezionati dai soldati. Secondo diversi osservatori, infatti, sarebbe stata proprio Gospel a determinare l’aumento esponenziale degli obiettivi colpiti in questi due mesi di guerra.
La notizia dell’esistenza di Gospel è stata data da un’inchiesta giornalistica israeliana e poi ripresa da parecchi media globali. L’inchiesta ha svelato quanto recita una pagina web dell’IDF, l’esercito israeliano: “Usiamo il sistema di inte art Hasbora, che vuol dire Vangelo, per produrre obiettivi a ritmo rapido”. Il sistema si baserebbe sull’enorme database creato negli ultimi anni dalle divisioni di intelligence israeliane, tramite la raccolta, senza consenso, dei dati personali e biometrici dei palestinesi. In estrema sintesi, Gospel analizzerebbe questi dati e li tradurrebbe in obiettivi da attaccare.
Il governo di Tel Aviv ha assicurato che l’unità responsabile di Gospel farebbe “quanto possibile” per evitare “danni ai civili non coinvolti”, ma molti esperti di intelligenza artificiale e conflitti dubitano che questi sistemi siano in grado di ridurre davvero i danni collaterali.