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ROMA - "Convertire il nostro cuore, vivendo ogni giorno lo stesso amore, l'unica forza capace di cambiare il mondo". Questo l'invito che Benedetto XVI - traendolo come insegnamento dal sacrificio di Gesù nel suo percorso di passione e morte - ha lanciato ieri ai fedeli nelle riflessioni da lui pronunciate a conclusione del tradizionale rito della Via Crucis al Colosseo.
"Il Venerdì Santo è il giorno della speranza più grande - ha detto il Papa - quella maturata sulla croce mentre Gesù muore, mentre esala l'ultimo respiro". "Egli sa - ha proseguito il Pontefice - che la sua morte diventa sorgente di vita, come il seme del terreno deve rompersi perché la pianta possa nascere".
"Se il chicco di grano caduto in terra non muore - ha continuato il Papa ricordando il passo delle Scritture - rimane solo, se invece muore produce molto frutto. Gesù - ha aggiunto - è il chicco di grano che cade nella terra, si spezza, si rompe, muore, e per questo può portare frutto".
Secondo papa Ratzinger, "i nostri insuccessi, le nostre delusioni, le nostre amarezze, che sembrano segnare il crollo di tutto, sono illuminate dalla speranza". "La luce sfolgorante della Risurrezione - ha concluso - tutto avvolge e trasforma. Dal tradimento può nascere amicizia, dall'odio l'amore".
SDA-ATS