Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/118846

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di avviare negoziati con i Paesi limitrofi (Germania, Italia, Francia, Austria), in collaborazione con i cantoni frontalieri interessati, per permettere a questi ultimi di creare con le regioni estere adiacenti al loro territorio zone economiche e promozioni economiche comuni caratterizzate da condizioni quadro unitarie per l'insediamento delle imprese, in particolare per quanto concerne l'aliquota di imposta.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni con gli Stati limitrofi, con un'attenzione particolare alla cooperazione transfrontaliera, rientrano tra le priorità della politica estera svizzera. Il Consiglio federale condivide l'idea che l'economia transfrontaliera e le relazioni transfrontaliere in generale vadano viste in una dimensione regionale. Occorre pertanto eliminare, nei limiti del possibile, l'ostacolo rappresentato dalla frontiera. I numerosi accordi bilaterali conclusi dalla Svizzera, segnatamente con l'Unione europea, hanno aumentato notevolmente le possibilità di cooperazione e scambio transfrontalieri, spianando la strada alla crescita economica. Anche i cantoni e i comuni si adoperano, nell'ambito di organismi regionali, per facilitare la vita economica, sociale e culturale nelle zone di confine. Sulla scia di questi progressi, che consentono uno sviluppo più armonioso delle zone transfrontaliere, è necessario anche migliorare la qualità di vita dei residenti e degli operatori economici delle regioni di confine. </p><p>Per permettere uno sviluppo equilibrato delle regioni transfrontaliere e facilitare gli scambi è necessario armonizzare, nei limiti del possibile, l'insieme delle condizioni quadro. La Confederazione si adopera in vari settori a tal fine, anche al di là delle frontiere, ad esempio nell'ambito dello sviluppo dei trasporti pubblici regionali transfrontalieri. Questo lavoro è svolto al fianco dei cantoni che, grazie alle loro competenze, godono di un ampio margine di manovra in materia di cooperazione transfrontaliera. </p><p>L'organizzazione regolare di dialoghi transfrontalieri e il coinvolgimento della Confederazione negli organi transfrontalieri esistenti sono risposte pragmatiche e adattate alle necessità specifiche delle regioni di confine. Questo approccio permette di rispettare il principio di separazione delle competenze tra la Confederazione e i cantoni e completa le iniziative a livello cantonale. Tra i numerosi esempi di iniziative cantonali spicca l'importante ruolo svolto dalle camere di commercio per lo sviluppo economico regionale. Altre iniziative delle collettività locali coronate da successo sono il vademecum, la guida alla bilocalizzazione o ancora il networking transfrontaliero. Infine, mediante la perequazione finanziaria, ogni anno ai cantoni di confine sono trasferiti fondi federali, che possono essere impiegati per misure transfrontaliere. </p><p>In passato sono state avviate iniziative volte a facilitare la creazione di zone economiche transfrontaliere franco-svizzere o germano-svizzere. Tali iniziative si sono però scontrate con il problema della coerenza delle condizioni quadro nazionali. È in seno agli organi di cooperazione transfrontaliera che la Confederazione, al fianco dei cantoni, può intervenire per cercare soluzioni ai problemi risultanti dalle condizioni quadro differenti da una parte e dall'altra della frontiera. Questo approccio ha già portato i suoi frutti e resta un canale privilegiato per discutere dei problemi transfrontalieri con i nostri vicini. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.