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ROMA - Lo scambio di spie con la Russia, avvenuta ieri all'aeroporto di Vienna, fu decisa dalla Casa Bianca già diverse settimane prima che i dieci presunti agenti russi fossero arrestati, e in quelle occasioni si discusse di come evitare una crisi diplomatica con Mosca e si cominciò anche a compilare una lista di spie americane da ottenere in cambio. E' quanto scrivono oggi, con accenti diversi, i siti online dei quotidiani New York Times e Washington Post, che citano entrambi fonti anonime dell'Amministrazione Obama.
Entrambi i giornali concordano che il presidente Barack Obama fu informato dei risultati della lunga inchiesta sulla rete di spie russe da Cia, Fbi e Dipartimento di giustizia solo l'11 giugno scorso, cioè 16 giorni prima che gli agenti di Mosca venissero materialmente arrestati negli Stati Uniti.
Durante le riunioni, scrive ancora il Post, "si discusse a fondo di cosa sarebbe accaduto il giorno dopo" gli arresti. E si cominciò, appunto, a discutere della possibilità di uno scambio. "Dalla prima volta che il presidente fu informato del caso - scrive a sua volta il Nyt - lo scambio emerse come opzione in grado di risolvere una situazione potenzialmente dirompente senza mettere a repentaglio gli sforzi di Obama di ricostruire i rapporti russo-americani", messi a dura prova sotto l'Amministrazione Bush.
SDA-ATS