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Martedì 18 settembre 2018 alle 12:20
- La memoria degli economisti e dei politici non dura più di una generazione
Nel 2006, non tanto tempo fa, la Gran Bretagna pagò l’ultima rata (di circa 120 milioni di dollari) del debito contratto con gli Stati Uniti e con il Canada durante la seconda guerra mondiale. Nel 1945 il debito di guerra contratto dalla Gran Bretagna con le due nazioni nordamericane era di circa 5,3 miliardi di dollari. Un’ipoteca non da poco per l’allora Regno Unito uscito con le ossa rotte dalla guerra iniziata da Hitler, sia per i bombardamenti subìti, sia per i circa 380’000 soldati morti in totale. L’economista John Maynard Keynes, allora pezzo grosso del Ministero del Tesoro britannico, aveva abilmente negoziato con gli americani un tasso di interesse del 2% per un rimborso su 60 anni. Il debito era stato acceso per far fronte alle spese di guerra contro la Germania, l’Italia e il Giappone. Così, per 60 anni gli inglesi avevano dovuto pagare rata dopo rata in media 150 milioni di dollari all’anno. Buona parte di quei soldi, durante la guerra, erano serviti a lanciare, assieme agli americani, canadesi, sudafricani, australiani, ecc. gli sbarchi in Sicilia e in Normandia per liberare l’Europa Continentale. Lasciando sul terreno, solo per quella operazione, 100’000 soldati alleati, combattenti contro l’asse Berlino-Roma-Tokio. Chi vi parla ha vissuto gli anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo nel Regno Unito ed ha sovente percepito fra i Britannici che avevano perso un famigliare in guerra un malcelato sentimento di rancore contro Germania e Italia.
Ora la Gran Bretagna, nel 2016, ha democraticamente deciso di uscire dall’Unione Europea, sia pure con solo il 52% dei votanti a favore. Per giusto o sbagliato che sia, noi continentali dovremmo cercare di farcene una ragione e di non usare ricatti per “punire i perfidi Albioni” che hanno osato di votare per uscire dall’Unione. Qualche giorno fa, il ministro francese per gli affari europei, Signora Nathalie Loiseau, classe 1964, ha affermato che nel caso di un non-accordo sulla Brexit, la Francia potrebbe anche pensare di bloccare il traffico ferroviario, navale ed aereo proveniente dalla Gran Bretagna. Proprio un bel gesto di gratitudine verso chi ha salvato la Francia in entrambe le due Guerre Mondiali. Ci si può chiedere se i genitori o i nonni del ministro in questione avranno avuto lo stesso astio contro i britannici, il 6 di giugno 1944, D-Day, quando le truppe alleate, partite proprio dalla Gran Bretagna, stavano per sbarcare in Normandia, per liberare la Francia e l’Europa Continentale dai nazisti e dai fascisti. A suon di grosse perdite di vite umane e non solo. È proprio vero che, come diceva John Maynard Keynes, la memoria storica (e la gratitudine aggiungiamo noi) dei politici e degli economisti non dura più di una generazione.