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L’Area tettonica svizzera Sardona è Patrimonio mondiale dell'UNESCO
Berna, 08.07.2008 - Il territorio di oltre 300 chilometri quadrati attorno al Piz Sardona nella zona di confine fra i Cantoni San Gallo, Glarona e Grigioni viene iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO. È quanto ha deciso ieri a Québec, in Canada, il Comitato del Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Il paesaggio montano tra la valle del Reno anteriore, la valle del Sernf e il Walensee è unico al mondo grazie alla spiccata visibilità della formazione degli strati rocciosi. Questa caratteristica unica ha indotto ieri il Comitato del Patrimonio mondiale dell'UNESCO, riunitosi a Québec, in Canada, per la sua seduta annuale, a iscrivere nella Lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO detto territorio di oltre 300 chilometri quadrati attorno al Piz Sardona.
Di norma, le coltri rocciose più recenti si sovrappongono a formazioni rocciose più vecchie, ma nella regione di confine fra i Cantoni San Gallo, Glarona e Grigioni il Verrucano, la cui formazione risale a 250-300 milioni di anni fa, si sovrappone invece a formazioni di flysch più giovani, risalenti per lo più a circa 35-50 milioni di anni or sono. Le formazioni sono divise dalla "linea magica" del sovrascorrimento tettonico delle Alpi glaronesi, la quale è particolarmente pronunciata sul "Tschingelhoren", con il famoso "Martinsloch" tra Elm e Flims, o sul "Foostock" nel "Weisstannental".
In particolare, il Comitato del Patrimonio mondiale dell'UNESCO ha sottolineato il valore pedagogico e scientifico della Swiss Tectonic Arena Sardona, come viene chiamata in inglese quest'area iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale. Il comitato ha infatti riconosciuto come il processo di formazione della montagna, con le sue numerose strutture visibili, e il sovrascorrimento riconoscibile da grande distanza siano percepibili in maniera significativa e svolgano sin dal XVIII secolo un ruolo importante per la ricerca scientifica. Questa candidatura ha inoltre avuto l'effetto di porre degli standard elevati anche per tutti gli altri oggetti tettonici e geologici, anche se il Comitato afferma che il numero degli oggetti idonei a essere iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO sarà probabilmente esiguo.
Iscrizione nella Lista dell'UNESCO: un riconoscimento ma anche un impegno
L'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO obbliga sia i Comuni e i Cantoni interessati sia la Confederazione a proteggere a lungo termine l'oggetto in questione. L'iscrizione nella Lista costituisce un riconoscimento a livello mondiale, ma, al contempo, obbliga gli attori coinvolti a impegnarsi per preservare detta regione per le generazioni a venire. Un accordo in tal senso stipulato fra i Comuni entrerà in vigore con l'iscrizione nella Lista dell'UNESCO e non vi sarà alcuna necessità di adottare norme giuridiche supplementari. Alcune parti del territorio sono già protette a livello nazionale, cantonale o regionale, ad esempio come oggetto dell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP) o nell'ambito della protezione delle zone palustri, come nei casi della Lochsite presso Schwanden, di alcune parti della Valle della Murg e della Valle della Mürtschen, dei Grauen Hörner, della Plaun Segnas Sut, il margine proglaciale del Glatschiu dil Segnas.
Con il sostegno finanziario accordato da Confederazione, Cantoni, Comuni e da terzi la regione inizierà ora ad attuare il piano di gestione inoltrato con la candidatura.
RIQUADRO
Altri oggetti svizzeri iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO
La Convenzione dell'UNESCO per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale è stata sottoscritta nel 1972. Alla base di tale convenzione vi è dall'idea di affidare all'umanità intera la protezione e la salvaguardia delle prestazioni culturali straordinarie e dei fenomeni naturali unici. Prima della riunione annuale del 2008 del Comitato per il Patrimonio mondiale, erano 851 i siti iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell'umanità. Di questi, 660 sono appartengono al patrimonio culturale, 166 al patrimonio naturale e 25 a entrambe le categorie.
Sinora erano sette i siti svizzeri di importanza universale iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell'umanità. Se il centro storico di Berna, il monastero di San Giovanni a Müstair come pure la biblioteca e l'abbazia di San Gallo festeggiano nel 2008 il loro XXV anniversario di iscrizione nella Lista, i tre castelli e le fortificazioni di Bellinzona, le Alpi svizzere della regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn, il Monte San Giorgio e le terrazze dei vitigni del Lavaux sono invece stati iscritti tra il 2000 e il 2007. Con l'iscrizione dell'Area tettonica svizzera Sardona e della "Ferrovia retica nel paesaggio culturale Albula/Bernina" attualmente tali siti sono nove.
Indirizzo cui rivolgere domande
Bruno Stephan Walder, divisione Natura e Paesaggio, Ufficio federale dell'ambiente, UFAM, tel. +41 (0) 79 312 92 59 (attualmente a Québec; Raggiungibile a partire dalle ore 14°°, orario svizzero - fuso orario -6 ore)
David Imper, direttore del progetto IG UNESCO Weltnaturerbe Glarner Hauptüberschiebung, 8888 Heiligkreuz, tel. 081 723 59 13
Pubblicato da
Ufficio federale dell'ambiente UFAM
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Ultima modifica 05.01.2016