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«Ha raggiunto un'ampiezza e un ritmo che in pochi avrebbero creduto», ha dichiarato Andréa Maechler della BNS
BERNA - L'inflazione, presente in Svizzera e a livello mondiale, si è installata in maniera persistente nell'economia, diventando il punto focale delle politiche delle banche centrali. Con l'aumento dei prezzi, nuovi incrementi dei tassi direttori non sono da escludere.
«In molti Paesi, l'inflazione ha accelerato e raggiunto un'ampiezza e un ritmo che in pochi avrebbero creduto», ha detto oggi a Ginevra Andréa Maechler, membro della direzione generale della Banca nazionale svizzera (BNS).
Per Maechler, l'ampiezza dell'inflazione fa sì che sia diventata l'argomento principale di tutte le banche centrali. In ottobre in Svizzera si è attestata al 3% su base annua, contro il 3,5% di agosto. Nella zona euro, in ottobre si è arrivati al 10,7% e negli Stati Uniti al 7,7%.
Dopo aver proceduto già a due aumenti del tasso direttore, in occasione della prossima riunione prevista il 15 dicembre ulteriori ritocchi non sono esclusi da parte della BNS. Alexis Körber di BAK Economics punta ad esempio su un incremento di 0,75 punti per fine anno e di 0,5 punti supplementari a inizio 2023.