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Evasione fiscale, furto e mancata dichiarazione di proventi in valuta straniera. Sono queste le nuove accuse mosse contro l'ex premier ucraina, Iulia Timoshenko, già condannata a sette anni di reclusione per abuso di potere per il controverso contratto per le forniture di gas siglato con Mosca nel 2009.
Le nuove inchieste, secondo l'amministrazione tributaria dello Stato, sono collegate all'attività, negli anni '90, della Sistemi Energetici Uniti d'Ucraina, impresa di cui Timoshenko era a capo.
Si tratta di casi che erano stati archiviati alcuni anni fa e che adesso sono stati riaperti. La ripresa delle indagini era stata già annunciata qualche giorno fa da Serghei Vlasenko, uno dei legali dell'eroina della Rivoluzione arancione. Secondo il dipartimento investigativo centrale dell'amministrazione tributaria, Timoshenko avrebbe nascosto al fisco entrate per più di 165 milioni di dollari, e si sarebbe appropriata indebitamente di 47 milioni di grivnie (circa 4,3 milioni di euro).
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