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La popolazione con un passato migratorio partecipa meno alla vita politica, ma dimostra più fiducia nelle istituzioni rispetto agli svizzeri di origine. È quanto emerge dagli indicatori dell'integrazione aggiornati dall'Ufficio federale di statistica (UST).
Il 41% della popolazione locale ha fiducia nel sistema politico, mentre fra gli immigrati la percentuale sale al 53%. La stessa differenza si riscontra per il sistema giudiziario: il 50% degli svizzeri vi fa affidamento contro il 60% delle persone originarie di altri paesi. Per quanto riguarda la polizia il divario è meno marcato: 65% fra i nativi, 70% fra gli immigrati.
La popolazione di prima generazione presenta sistematicamente una maggiore fiducia nei confronti delle istituzioni rispetto alla seconda generazione e a chi non ha un passato migratorio, sottolinea l'UST.
I risultati per quanto riguarda la partecipazione alla vita politica invece sono diametralmente opposti: il 67% degli svizzeri di origine partecipa ad almeno otto votazioni federali su dieci, contro il 62% degli svizzeri di prima generazione e il 56% di quelli di seconda.
Chi ha un passato migratorio vive in condizioni finanziarie e materiali più sfavorevoli perché ha oltre il triplo di probabilità di subire deprivazioni materiali rispetto agli svizzeri di origine. Il tasso di assistenza sociale è quasi tre volte superiore, 6,1% rispetto a 2,3%, ma anche fra gli occupati il tasso di povertà risulta doppio (6% contro 3%), secondo indicatori del 2019. In generale la situazione economica è peggiore fra gli immigrati di prima generazione.
Malgrado ciò il sentimento di essere svantaggiati non è molto più forte tra le persone con un background migratorio che tra gli indigeni. Tre quarti di loro chiedono pari opportunità per gli svizzeri e gli stranieri - tra i nativi, il 68 per cento condivide la stessa opinione. Un quinto degli immigrati pensa che gli svizzeri dovrebbero avere maggiori possibilità, e un quarto della popolazione locale è dello stesso parere.
Il sistema di indicatori dell'integrazione mette in luce le differenze in materia di pari opportunità tra la popolazione con passato migratorio e quella senza. Lo statuto migratorio però non può essere considerato l'unico fattore determinate poiché esistono anche altre variabili, come l'età e il grado di formazione, sottolinea l'UST.