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L'esportazione dei combustibili esausti delle centrali atomiche va vietata per altri quattro anni. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale prolungando, con 129 voti contro 65, la moratoria che scade a fine mese.
Il dossier torna al Consiglio degli Stati che aveva prolungato l'interdizione dell'export per 10 anni.
Senza questa misura, sostenuta anche dal Consiglio federale, a partire da luglio sarebbe di nuovo autorizzato il ritrattamento di combustibili nucleari esausti, ha messo in guardia Adèle Thorens Goumaz (Verdi/VD) a nome della commissione.
La proroga della moratoria adottata oggi è da intendere come una misura transitoria fino all'introduzione dell'interdizione definitiva prevista dalla nuova Strategia energetica 2050, ha ricordato Thorens Goumaz.
Visto che quest'ultima dovrebbe entrare in vigore tra un anno e mezzo, UDC e PLR hanno chiesto, e ottenuto, di accorciare la moratoria. Se la Strategia energetica non dovesse passare lo scoglio del voto popolare, si dovrà in ogni caso tornare a discutere della proibizione dell'esportazione dei combustibili esausti. In questo senso una moratoria di 4 anni è sufficiente, ha sostenuto Peter Schilliger (PLR/LU).
La maggioranza della commissione, sostenuta dal Consiglio federale, voleva invece introdurre una moratoria di 10 anni, così come deciso all'unanimità dagli Stati. "Non è opportuno creare una divergenza con la Camera dei cantoni a pochi giorni dallo scadere del divieto, tanto più che tra un anno e mezzo, grazie alla Strategia energetica 2050, entrerà in vigore una moratoria definitiva", ha sostenuto, invano, la relatrice della commissione.
In passato il processo - che separa questo materiale in parti riciclabili e in scorie ad alto, medio e basso livello di radioattività - veniva eseguito negli impianti di La Hague (Francia) e Sellafield (Gran Bretagna).
Nel 2001, il Consiglio federale aveva proposto un divieto di ritrattamento nel messaggio riguardante la legge sull'energia nucleare. Seppur respingendo un divieto assoluto, il Parlamento aveva acconsentito all'introduzione di una moratoria della durata di dieci anni per l'esportazione, nel caso in cui in questo lasso di tempo si fossero rese disponibili procedure più ecologiche e sicure.
Visto che ciò non è avvenuto, nel 2013 il Consiglio federale ha proposto di reintrodurre un divieto definitivo di ritrattamento nel suo messaggio sul primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050. Tale proibizione è nel frattempo stata approvata dalle Camere federali.
SDA-ATS