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L'etimologia ci dice che la parola è formata da cum e scio quindi "sapere insieme".
Significa unicamente o proprio che la conoscenza, per definirsi tale, deve essere condivisa con gli altri. La conoscenza nota ad un solo individuo non può definirsi conoscenza, e risulta assolutamente inutile in quanto gli altri, quelli che ci circondano e che vorrebbero comunicare con noi, non hanno la possibilità di farlo.
La conoscenza non si limita a informazioni difficili o complesse, ma a tutte le conoscenze che abbiamo, da come si aziona l'interruttore della luce a come si accende un fiammifero fino a conoscenze complesse come un calcolo matematico.
Ecco che si formano così i gruppi che hanno conoscenze comuni che li tengono legati e che escludono gli altri, quelli che non hanno la conoscenza. Anche le antiche associazioni di arti e mestieri avevano lo stesso fondamento: la corporazione dei pittori aveva la conoscenza della preparazione dei colori e la trasmetteva unicamente ai suoi adepti.
E così tanti altri: il farmacista, il medico, il tintore, il norcino o infine l'ecclesiastico o l'avvocato che parlavano in latino.
Dunque se vogliamo che tutti ci capiscano dobbiamo diffondere, lasciare libera la conoscenza, ma utilizzare anche la stessa conoscenza che usano gli altri.