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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Di norma, al momento della ricerca non può essere garantito che una tecnologia diventi in futuro competitiva. Il Consiglio federale ritiene che debba essere lasciata aperta l'opzione dello sfruttamento dell'energia nucleare, opinione, questa, confortata dall'esito di diverse votazioni popolari. La sicurezza degli impianti attuali e futuri deve perciò essere garantita sempre, anche indipendentemente dalle questioni di competitività. Date queste premesse, la Svizzera deve avere un centro di ricerca competente per lo sviluppo di reattori nucleari. Il Consiglio federale, per il tramite della Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DSN), assicura che la ricerca tenga conto in misura sufficiente degli aspetti della sicurezza tecnica degli impianti nucleari nuovi ed esistenti.</p><p>2./3. Nell'ambito delle sue prospettive energetiche 2035/2050, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) sta esaminando l'offerta di elettricità possibile in futuro. Vengono quindi analizzate le questioni tecniche, economiche ed ecologiche. In Svizzera, il potenziale d'utilizzo dell'energia eolica è molto limitato se paragonato a quello delle regioni costiere dei Paesi esteri. Un potenziale notevole sussiste invece, almeno in teoria, per l'impiego della corrente e del calore prodotti a partire dall'energia geotermica e dalla biomassa. Per quanto riguarda l'utilizzazione dell'energia geotermica che si trova negli strati geologici profondi, siamo tuttavia ancora agli inizi. Per ottenere informazioni attendibili sulle possibilità tecniche e d'esercizio, nonché sui costi previsti, sono infatti necessarie trivellazioni di sondaggio molto onerose e rischiose e altri progetti pilota. Nel disegno della legge sull'approvvigionamento elettrico (LApEl) il Consiglio federale ha proposto delle misure di promovimento della produzione di elettricità a partire da energie rinnovabili (messaggio del 3 dicembre 2004). Per quanto riguarda l'esempio citato della Germania, è necessario precisare che la legge tedesca del 21 luglio 2004 sull'energia rinnovabile ("Erneuerbare-Energie-Gesetz", EEG) esclude che la corrente prodotta nel Paese sfruttando l'energia eolica, geotermica ecc. e sostenuta tramite rimunerazioni per l'immissione di elettricità volte a coprire i costi venga rivenduta con la garanzia d'origine. Questa procedura permette di evitare il doppio promovimento, in Germania e in un altro Paese.</p><p>Le importazioni svizzere di "energia pulita" dovrebbero quindi avvenire a un prezzo più vantaggioso per i produttori e ridurrebbero il grado di raggiungimento degli obiettivi nel Paese d'esportazione.</p><p> Un'indagine condotta dall'Agenzia internazionale per l'energia e basata su dati d'attualità concernenti i costi ("Projected Costs of Generating Electricity - Update 2005") mostra che nuove centrali nucleari possono essere competitive a seconda delle condizioni specifiche valide nei singoli Paesi per la produzione di corrente in "esercizio continuato" (carico di base). Un'analisi effettuata nel 2005 dall'Istituto Paul Scherrer ("Erneuerbare Energien und neue Nuklearanlagen") fornisce una panoramica completa delle nuove tecnologie nel settore dell'energia nucleare. Viste le incertezze relative ai costi di produzione delle diverse tecniche di generazione della corrente, è indispensabile includere nelle prospettive a lungo termine dei margini di fluttuazione giustificabili, in modo particolare anche nel settore dell'energia nucleare.</p><p>Le possibilità di successo dello sviluppo di un nuovo reattore della generazione IV sono attualmente difficili da stimare, poiché ci troviamo in una fase della ricerca fondamentale. Non è possibile stimare ragionevolmente i costi per lo sviluppo di queste tecnologie prima che siano stati realizzati studi di fattibilità. Per ciò che concerne la ricerca in Svizzera, i lavori dell'IPS sono finanziati ogni anno con 3 milioni di franchi (cfr. risposta all'interrogazione parlamentare 05.1042).</p><p>4. Non è previsto un sovvenzionamento di nuove centrali nucleari da parte della Confederazione. La ricerca dell'IPS si focalizza prevalentemente sullo studio degli aspetti tecnici della sicurezza legati all'impiego dell'energia nucleare e sull'analisi delle possibilità di smaltimento delle scorie radioattive. I risultati di questi studi confluiscono direttamente nei lavori svolti dall'autorità di sorveglianza (DSN) e consentono ai gestori delle centrali nucleari di adeguare costantemente i loro impianti all'evoluzione della tecnica.</p>  Risposta del Consiglio federale.