Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/70386

<h2>SubmittedText<h2><p>Invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Nel cantone di Vaud l'assicuratore Visana rimborsa ai suoi assicurati soltanto i primi 20 minuti di consultazione medica. Il Consiglio federale è al corrente di questa pratica?</p><p>2. Non pensa che ci sia ineguaglianza di trattamento nei confronti degli assicurati vodesi? </p><p>3. Ritiene che tale pratica rispetti le disposizioni della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal)?</p><p>4. È intervenuto presso Visana per difendere gli interessi degli assicurati e imporre l'applicazione della legge? In caso contrario, intende farlo nel suo ruolo di custode dello Stato di diritto?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. A quanto pare, un disaccordo tra Visana e la Société vaudoise de médicine (SVM) sulla fatturazione di prestazioni mediche in conformità alla Tarmed ha indotto Visana a rimborsare solo parzialmente le fatture mediche degli assicurati nel cantone di Vaud. Presso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sono giunte singole richieste di chiarimenti.</p><p>2. Innanzitutto va rilevato che la struttura tariffale unitaria Tarmed valida in tutta la Svizzera contiene un regolamento in base al quale il medico che fattura prestazioni a carico della cassa malatti obbligatoria deve trasmettere all'assicuratore una copia elettronica della fattura anche nel sistema del terzo garante. Nel caso in cui il medico non trasmetta una copia elettronica della fattura all'assicuratore, il regolamento in questione prevede una limitazione dei rimborsi. Tale limitazione riguarda tuttavia il rapporto tra medico e assicuratore e non dovrebbe comportare svantaggi per gli assicurati. L'applicazione da parte di Visana di tali disposizioni Tarmed a carico degli assicurati è, da questo punto di vista, problematica. Visana ha riconosciuto - sebbene tardivamente - il problema e pertanto ha già sospeso nel mese di maggio 2006 la pratica dei rimporsi parziali riprendendo le trattative con la SVM.</p><p>3. Il disaccordo in questione concerne soprattutto l'attuazione di norme o standard tecnici negoziati e inseriti in un allegato alla convenzione. In linea di massima l'applicazione di queste norme in conformità alla convenzione compete ai partner tariffali. Se la procedura di conciliazione prevista dalla convenzione non dà risultati, le liti tra i partner tariffali possono essere sottoposte al tribunale arbitrale cantonale competente ai sensi dell'articolo 89 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10). Non appena a conoscenza di fatturazioni non conformi a TARMED, Visana avrebbe dovuto avviare una procedura di conciliazione oppure sottoporre la questione direttamente al tribunale arbitrale.</p><p>4. Nell'interesse degli assicurati, l'UFSP, quale autorità di vigilanza sugli assicuratori LAMal, ha invitato per scritto Visana a prendere posizione sulla vertenza, ricordando espressamente all'assicuratore quanto previsto all'articolo 89 LAMal. Dopo le precisazioni trasmesse dall'assicurato si è proceduto ad una valutazione dei casi. È emerso che solo una minoranza dei medici vodesi non si è attenuta alle limitazioni Tarmed o ha scelto altre modalità di fatturazione. Ne consegue che solo una quota minima di assicurati dovrebbero essere stati toccati dal problema. Considerati la portata e i risultati dell'intervento dell'UFSP, il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire ulteriormente.</p>  Risposta del Consiglio federale.