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Ehud Olmert - ex premier israeliano delfino di Ariel Sharon, leader del partito di centro 'Kadima', impegnato a favore del processo di pace - ha conosciuto oggi la pena che dovrà scontare per essersi fatto corrompere: sei anni di carcere, più due coperti però dalla condizionale. Una mazzata - dopo la sentenza di condanna del marzo scorso in tribunale - che forse neppure lui si aspettava e che definisce un terribile errore giudiziario.
Il primo settembre prossimo - a meno che l'appello contro la sentenza, preannunciato oggi dal suo avvocato non blocchi la detenzione - Olmert, 69 anni, dovrà presentarsi nella prigione che gli sarà indicata e diventerà il primo ex premier del paese a finire in carcere.
La vicenda risale alla fine degli anni '90 quando era sindaco di Gerusalemme e poi ministro dell'industria e del commercio. Riguarda una storia edilizia: la costruzione di Holyland, centro abitativo nel cuore della città. Secondo il giudice David Rozen, due versamenti per complessivi 560mila shekel (circa 145'000 franchi svizzeri) fatti dal faccendiere Schmuel Dechner, poi morto - sarebbero finiti ad Olmert, tramite il fratello Yossi, allora in difficili condizioni economiche. Una maniera, insomma, di accattivarsi - a giudizio del magistrato - la cooperazione di Ehud Olmert nella realizzazione di Holyland. Un passaggio - ritenuto logico dal giudice, che si è avvalso anche delle dichiarazioni di una ex collaboratrice di fiducia dell'imputato - che però Olmert e il suo avvocato hanno sempre contestato. Rozen - che ha condannato anche un'altra decina di persone, tra cui l'ex sindaco di Gerusalemme successore dell'imputato Olmert, Uri Lupuliansky - è stato durissimo nelle sue motivazioni.
"Un pubblico ufficiale che accetta di essere corrotto - ha detto - si comporta da traditore". Un uomo - ha incalzato - che ha usato le sue cariche pubbliche per "accumulare guadagni" e che così si è macchiato di una colpa che non doveva e non poteva passare impunita. A maggior ragione - ha fatto intendere il giudizio - se questa persona è stato il primo ministro di Israele, un leader potente e dalle decisioni a volte fatali. Tant'è che oggi l'Istituto delle prigioni israeliani - secondo i media - si è dovuto porre il problema delle condizioni di detenzione per un detenuto così eccellente: un fatto che non ha precedenti nella storia di Israele.
Eli Zohar - l'avvocato di Olmert - ha respinto la sentenza ed ha ricordato che l'uomo politico è stato sempre irremovibile nel respingere le imputazioni.
La notizia della condanna è rimbalzata come un sasso sul mondo politico israeliano: molte le espressioni di tristezza per la vicenda, ma anche le sottolineature che nessuno è al di sopra della legge, fosse anche un ex premier. Il presidente Shimon Peres lo definito "un processo legale come è costume nei paesi democratici"; poi ha ammesso che "personalmente è un giorno triste". Anche Tizpi Livni, oggi responsabile della giustizia, ma nel tempo passato leader di 'Kadima' insieme ad Olmert e ministro del suo governo, ha ribadito la sua fiducia nella corte.
SDA-ATS