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La fase di sviluppo di queste piante, quasi tutte sempreverdi, è in primavera, quando le temperature sono abbastanza alte e c’è ancora sufficiente umidità residua. Piante tipiche della foresta mediterranea sono il leccio, il carrubo, la quercia da sughero, gli ulivi o conifere come il pino marittimo, il cipresso o il cedro. Benché la foresta mediterranea rappresenti una parte modesta delle foreste globali, essa ospita una svariata quantità di specie animali e vegetali che si sono adattate alle estati lunghe, calde e asciutte. Qui troviamo circa il 10% di tutte le specie vegetali conosciute.
La maggior parte delle piante si è abituata agli incendi occasionali o addirittura possono sopravvivere solo grazie al fuoco. Alcune piante infatti hanno bisogno del calore delle fiamme per poter aprire le capsule dei semi. Nelle foreste mediterranee troviamo una gran quantità di piante endemiche, che crescono cioè esclusivamente in quelle zone e in nessuna altra parte del mondo.
In Australia e in California, nelle zone coperte dalle foreste mediterranee, le popolazioni primitive cominciarono ad incendiare già molto tempo fa le praterie e le boscaglie. Con il risultato di ottenere più spazi per gli animali selvatici e per la coltivazione di piante utili all’uomo. L’insieme delle piante locali ben presto si è adattato a questi incendi provocati dall’uomo e sono state sostituite dalle cosiddette piante pirofite (ossia amanti del fuoco). Altre piante invece sono scomparse.