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Sono iniziati ieri i lavori per l'estensione della piu' alta ferrovia del mondo, quella che collega la capitale del Tibet, Lhasa, con Xigaze, la seconda citta' piu' grande nella regione autonoma sud occidentale cinese del Tibet. Lo riferisce lo Shanghai Daily. La linea ferroviaria, lunga 253 chilometri, passera' attraverso cinque contee e lungo i 90 chilometri del Grand Canyon Yarlung Zangbo. Per terminare i lavori occorreranno quattro anni. Si trattera' della prima estensione della linea Qingai-Tibet inaugurata nel luglio 2006. La ferrovia da Lhasa a Xigaze, con un budget previsto di 13,3 miliardi di yuan (circa 2 miliardi di dollari) sara' capace di trasportare 8,3 tonnellate di merci all'anno. Il Ministro delle ferrovie cinesi, Liu Zhijun, ha inoltre dichiarato che si tratta di un progetto chiave che consentira' anche l'espansione e l'accelerazione dello sviluppo sociale ed economico del Tibet. Xigaze, che ha oltre 600 anni, e' la sede del Panchen Lama.
Le autorità cinesi hanno quasi completato i lavori di restauro di Hong'Ai, il villaggio che ha dato i natali al 14mo Dalai Lama, che vive in esilio in India. È la stessa agenzia Nuova Cina, in un lungo servizio esclusivo, a informare del completamento delle operazioni di restauro che hanno ridato una veste nuova al vecchio villaggio, il cui nome tibetano è Taktser, nella provincia del Qinghai (Amdo in tibetano).
Secondo la Nuova Cina, tutte le 54 famiglie del villaggio vivranno dalla fine di settembre non più in capanne, ma in case di pietra resistenti alle intemperie e, come nelle città, con le toilette. Per i lavori ci sono voluti 16 mesi e una spesa superiore ai 300'000 euro.
Il villaggio vive di agricoltura e ha un introito medio annuo per ogni persona pari a circa 400 euro, due terzi della media nazionale riferita ai contadini. Tra i beneficiari dell'iniziativa vi è anche Gonpo Tashi, 63 anni, nipote del Dalai Lama. Le case sono in stile tibetano ma con forti caratteri cinesi. Lo stesso Gonpo ha detto alla Nuova Cina, che questo non è importante perchè «i tibetani qui vivono in maniera non diversa dai cinesi Han».
«Non a caso - conclude Gonpo in una dichiarazione la cui autenticità lascia comunque parecchi dubbi - il tibetano non era molto parlato quando il Dalai Lama è nato qui nel 1935». E alla Nuova Cina spiega, anche in questo caso sollevando dubbi, che i tibetani di Hong'Ai hanno adottato il modo di vivere dei cinesi Han oltre cento anni fa. Il nipote del leader spirituale avrebbe poi detto di aver incontrato due volte il Dalai in India, ma di non sentirlo da tempo.
Secondo la Nuova Cina, Gonpo ha anche detto di non essere sicuro che il Dalai Lama potrà vedere con i suoi occhi il cambiamento di Hong'Ai. «Io credo - ha concluso Gonpo - che se lui tornasse, tutti i problemi si risolverebbero».