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Obbligo di ripresa o estensione dell’attività lucrativa: con una sentenza di principio del 21 settembre 2018, il Tribunale federale ha stabilito delle nuove linee direttrici per quanto attiene al diritto di mantenimento nel diritto di famiglia.
Preliminarmente, va osservato che il Tribunale federale si dimostra propenso a un’armonizzazione a livello federale del metodo di calcolo: il fabbisogno di accudimento del figlio corrisponde al fabbisogno minimo scoperto del genitore affidatario. In altre parole, il contributo di accudimento serve a coprire il fabbisogno minimo del genitore affidatario che si occupa personalmente del figlio e che, per questo motivo, non è in grado di coprire il suo fabbisogno;
Considerato che sono i genitori a stabilire il metodo di accudimento migliore, l’accordo vigente durante la convivenza perdura, ma comunque non a tempo indeterminato. In caso di disaccordo tra i genitori, dopo un periodo di transizione adeguato valgono i seguenti principi:
I metodi di accudimento dei figli (accudimento personale e accudimento da parte di terzi) sono di principio equivalenti (riservato l’accudimento durante il primo d’età che deve essere personale).
Per quanto concerne l’obbligo di ripresa o estensione dell’attività lucrativa, il Tribunale federale osserva che la scolarizzazione dei figli libera progressivamente il genitore affidatario dai suoi obblighi di accudimento. Fino ad ora, secondo la prassi costante del Tribunale federale, per quel che riguarda la ripresa o l’estensione di un’attività lucrativa da parte di un genitore con figli, vigeva il principio secondo cui un coniuge con prole poteva essere tenuto – di regola – a cominciare o a ricuperare un’attività lucrativa a tempo parziale (al 50%) solo al momento in cui il figlio più piccolo a lui affidato aveva raggiunto 10 anni di età, mentre un’attività a tempo pieno poteva essergli imposta dal momento in cui quel figlio aveva compiuto i 16 anni (principio richiamato ancora nella sentenza del Tribunale federale 5A_98/2016 del 25 giugno 2018, consid. 3.5).
Secondo le nuove linee direttrici sull’obbligo di ripresa o estensione dell’attività lucrativa, ora il coniuge con figli è tenuto – di regola – a cominciare o a ricuperare un’attività lucrativa a tempo parziale (al 50%) al momento in cui il figlio più piccolo a lui affidato ha iniziato la scuola elementare, un’attività a tempo parziale (all’80%) quando il figlio più piccolo ha iniziato la scuola media e un’attività a tempo pieno dal momento in cui quel figlio avrà compiuto i 16 anni.
Oltre a queste nuove linee direttrici, il giudice deve tenere equamente conto delle ulteriori possibilità di sgravio del genitore (in strutture di accoglienza pre- ed extrascolastiche: i vantaggi economici derivanti da un’occupazione lucrativa di entrambi i genitori vanno considerati.
L’esame della questione del mantenimento dopo il divorzio (ai sensi dell’art. 125 cpv. 2 cifra 6) deve seguire le medesime linee direttici per quanto attiene all’esigibilità della ripresa di un’attività lucrativ