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LOSANNA - La Svizzera conserva il quarto posto nella classifica sulla competitivà stilata annualmente dall'Institute for Management Development (IMD). Stando agli esperti dell'IMD, la Confederazione ha gestito la crisi economica meglio degli altri 58 paesi esaminati.
Modifiche invece ai vertici della graduatoria, con Singapore che sale dal secondo al primo rango, scavalcando gli Stati Uniti, scivolati al terzo. Gli USA, preceduti ora anche da Hongkong, in terza posizione nel 2009, guidavano la classifica dal 1994. La Germania perde tre posti ed è ora 16esima. Peggio fanno la Francia (-4 ranghi al 24esimo) e l'Italia (-10 al 40esimo).
Stando all'IMD, i vantaggi della Svizzera sono tuttora soprattutto da ricercare nel mercato del lavoro, con il basso tasso di disoccupazione, nella politica fiscale, nella formazione e nella capacità innovativa. Un altro punto a favore della Confederazione è il basso livello dell'inflazione.
Si aggiungono la solidità dovuta a istituzioni e legislazione robuste, nonché lo scarso indebitamento. Le multinazionali elvetiche sono tuttora le più dinamiche e le piccole e medie imprese (PMI) si classificano ottimamente (secondo posto), rileva l'IMD.
I dati fondamentali dell'economia elvetica hanno resistito bene, ma l'immagine all'estero del paese è stata un po' offuscata (passa dal terzo all'11esimo rango), osserva l'istituto nel rapporto pubblicato oggi. Sono inoltre cresciuti i rischi per il sistema finanziario (dal 22esimo al 29esimo rango). La Confederazione perde alcune posizioni anche nell'ottica della globalizzazione (dal 17esimo al 22esimo rango).
Il prodotto interno lordo è sì diminuito nel 2009, ma la flessione dell'1,5% va paragonata al -4,2% dell'Unione europea. Le esportazioni si sono ridotte del 13%, contro il -23% dell'UE. La Svizzera ha tratto vantaggio dalla presenza di industrie esportatrici poco colpite dalla crisi, come quelle farmaceutiche.
Tuttavia, la sua forte dipendenza dall'estero la espone alle incertezze della congiuntura. L'apprezzamento del franco sull'euro è un importante fattore di rischio per l'export, rammenta l'istituto. Il tutto in un contesto di crescita che non si annuncia euforico (stima per il 2010: +1,4%).
Per il futuro l'IMD punta su relazioni d'affari che andranno sviluppate in particolare con i paesi emergenti, principali motori della crescita. La Svizzera può d'altro canto appoggiarsi su "una piattaforma unica delle PMI", per mantenere la sua competitività, affermano gli esperti.
SDA-ATS