Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/181081

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto nel quale si analizzano le conseguenze dei previsti cambiamenti nella mobilità ferrovia internazionale, sull'attività di controllo dei confini nazionali da parte del Corpo delle Guardie di Confine. I nuovi collegamenti ridurranno il numero di fermate a ridosso della frontiera e quindi la possibilità di controlli secondo le modalità odierne. Alfine di garantire l'applicazione della Legge doganale, nonché il controllo dei flussi migratori, risulta fondamentale che l'evoluzione dei collegamenti sia accompagnata dai necessari cambiamenti, nella strategia d'azione e nella logistica, del Corpo delle Guardie di Confine.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera si trova su un asse di traffico tra il Nord e il Sud Europa strategicamente importante per l'economia e il traffico privato. Le crescenti esigenze nei confronti della mobilità rappresentano una sfida importante per le autorità doganali e di controllo dei confini, sia in Svizzera che nei Paesi confinanti, ed esigono continui adeguamenti strutturali o tecnici. Negli ultimi anni proprio il traffico ferroviario si è sviluppato in maniera rapidissima, diventando sempre più veloce e internazionale.</p><p>L'Ufficio federale dei trasporti, le Ferrovie Federali Svizzere e l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) si incontrano regolarmente per trovare soluzioni alle prossime novità. Questi incontri consentono di analizzare per tempo gli sviluppi in atto insieme a tutte le parti interessate e di reagire tempestivamente. In tale ambito è importante soddisfare l'esigenza di una maggiore mobilità, garantire i benefici economici nonché adempiere il mandato di protezione dello Stato. I partner in questione hanno anche discusso sui futuri cambiamenti nel traffico in Ticino, coinvolgendo le autorità cantonali ticinesi, la Città di Lugano e le autorità partner italiane.</p><p>Dal 2020/21 sulla nuova tratta del San Gottardo è previsto un collegamento tra Zurigo e Milano inferiore alle tre ore. Per raggiungere quest'obiettivo, i treni Eurocity non possono più fermarsi nell'attuale stazione di confine di Chiasso. Per tale motivo, su questi treni, la cui prima tappa dopo il passaggio del confine è Lugano, i controlli vengono effettuati già durante la corsa. L'infrastruttura dell'AFD a Lugano verrà adeguata di conseguenza. Questa soluzione equivale a quella adottata a Basilea, dove già oggi i treni provenienti dalla Germania vengono controllati durante la corsa. L'AFD può inoltre ordinare in ogni momento che i treni si fermino eccezionalmente a Chiasso.</p><p>Come mostrato, sebbene l'analisi degli imminenti cambiamenti sia a buon punto, alcune questioni restano in sospeso. Le istanze competenti, insieme alla Città di Lugano e con il coinvolgimento del Cantone Ticino, approfondiranno ulteriormente la concreta attuazione della soluzione prevista, che dovrebbe soddisfare le diverse esigenze. Il Consiglio federale non ritiene necessario redigere un rapporto separato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.