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Il Parlamento ha deciso di non entrare in materia sul patto ONU per la migrazione dell'ONU, almeno per il momento. Martedì, il Consiglio nazionale ha seguito il Consiglio degli Stati e ha deciso di sospendere la discussione - contro la volontà del PS, dei Verdi e dei Verdi Liberali.
Come riporta la "Südostschweiz", è necessario aspettare prima i risultati della sottocommissione sulle cosidette "Soft Law", citando il Consigliere nazionale del Centro Marco Romano a nome del comitato consultivo del Consiglio Nazionale. La sottocommissione sta esaminando, tra l'altro, se i compiti del Parlamento nell'ambito delle "soft law" debbano essere estesi. Per "soft law", ricordiamo, si indica regole non vincolanti giuridicamente ma che spesso guidano l'azione di governi o enti non governativi. Il Patto ONU per la migrazione rientra in questa categoria, non essendo giuridicamente vincolante.
Si dovrebbe esaminare se la "soft law" debba essere inclusa nel processo legislativo, ha aggiunto il consigliere nazionale PLR Kurt Fluri (SO). Il patto sulla migrazione, in quanto una "soft law", potrebbe richiedere l'approvazione del parlamento per evitare un deficit democratico, ha detto Fluri.
Il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha spiegato che il Consiglio federale ha nuovamente analizzato il trattato nel suo messaggio al Parlamento del 2021. Questa analisi aveva concluso che il patto era in linea con le posizioni della Svizzera e che il patto era uno strumento di "soft law" che non "pregiudicava" l'autonomia della Svizzera in materia di immigrazione.
Alla fine, il Consiglio Nazionale ha approvato la mozione di sospensione con 105 voti contro 77.