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BERNA - «Si prevedono ritardi a causa di un'emergenza medica». È questo il messaggio diffuso per interfono , martedì sera, ai passeggeri del RE3375, che collega Berna a Bienne (BE). «Eravamo nella stazione di Lyss (BE), ma ci hanno impedito di uscire dal treno. Le porte sono rimaste chiuse», racconta R.S. a 20 Minuten.
Secondo il lettore, un viaggiatore aveva precedentemente riferito a un controllore di avere la tubercolosi. «Quando ho visto la polizia e il personale medico salire sul treno ho iniziato ad avere una brutta sensazione», racconta il 28enne. Secondo il giovane, tuttavia, gli altri passeggeri non si sono fatti prendere dal panico.
«Non sembrava malato» - Dopo trenta minuti buoni, le porte si sono finalmente aperte e le persone sono riuscite a scendere. Tutti hanno dovuto fornire le loro generalità alla polizia. Secondo R.S., solo un viaggiatore è rimasto sul vagone. «Non sembrava malato. ma era ancora sotto controllo del personale sanitario».
Contattata, la polizia è stata molto evasiva. Ha confermato solo un caso sospetto di "malattia potenzialmente contagiosa" senza voler precisare di quale malattia fosse.
È stata l'équipe di medicina cantonale bernese a svelare il mistero: «Si è trattato di un caso sospetto di tubercolosi, che, in seguito agli accertamenti, non è stato confermato».
Secondo il medico cantonale Linda Nartey, tali misure sono normali quando si tratta di malattie contagiose, che richiedono un intervento rapido per impedire che si diffondano.
Per l'immunologo bernese Beda Stadler, l'azione di martedì sera è stata totalmente sproporzionata. Secondo lui, un caso di tubercolosi non giustifica tali misure, a differenza del virus Ebola, dell'antrace o delle situazioni che coinvolgono sostanze radioattive. «La tubercolosi non è altamente contagiosa, anche quando la persona infetta sta già soffrendo di febbre alta e tosse». Per contrarla è necessario essere nella stessa stanza di una persona infetta, ma per diverse ore. Questa malattia viene trattata con antibiotici speciali.
Martedì sera, verso le 22:00, gli altri passeggeri hanno ricevuto una telefonata dalla polizia bernese che li rassicurava sull'assenza di pericoli per la loro salute.