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BERNA - Il santo non vale la candela: l'autostrada viaggiante (rola) tra Lugano e Basilea non rende. Così si potrebbe riassumere la risposta del Consiglio federale a un'interrogazione del consigliere nazionale Bruno Storni (PS/TI) che chiedeva lumi sull'abbandono di questa offerta da parte della Confederazione e di RAlpin, la società che gestisce tutt'ora il collegamento tra Friburgo in Brisgovia e Novara.
Per il consigliere nazionale, la situazione è «poco comprensibile» a fronte delle reiterate richieste da parte delle aziende di trasporto merci già inizio dello scorso decennio per la realizzazione del corridoio quattro metri attraverso la Svizzera anche sull'asse del San Gottardo, corridoio «assolutamente necessario per raggiungere l'obiettivo di un numero massimo di 650 mila mezzi pesanti su strada attraverso le Alpi entro due anni dall'apertura della Galleria di Base del Gottardo».
L'abbandono del collegamento avviene quando il corridoio di 4m, pressoché realizzato, entrerà in esercizio a fine anno assieme alla Galleria di base del Ceneri.
Nella sua risposta, il Governo rammenta che fino al 2018 incluso, oltre all'offerta sul collegamento principale dell'autostrada viaggiante tra Freiburg im Breisgau e Novara - passando dal Lötschberg e il Sempione - la Confederazione aveva indennizzato una coppia di treni giornaliera dell'autostrada viaggiante tra Basilea e Lugano. Da allora più nulla. Il motivo? La soppressione è dovuta agli obiettivi di risparmio della Confederazione e alla scarsa efficienza dei sussidi (costi non coperti elevati in rapporto al volume di trasporto trasferito).
La convenzione attualmente vigente tra Confederazione e RAlpin per il periodo 2019-2023 non prevede la ripresa di un'offerta dell'autostrada viaggiante tra Lugano e Basilea. Al più tardi con il Rapporto sul trasferimento del traffico 2021, il Consiglio federale trasmetterà al Parlamento una panoramica sulla questione della prosecuzione dell'autostrada viaggiante, nella quale chiarirà se un suo promovimento mediante contributi d'investimento risulti opportuno e proporzionato e se i connessi rischi politici e finanziari siano sostenibili.