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LUSSEMBURGO - Riunitisi oggi in Lussemburgo, i ministri degli Stati Schengen hanno deciso che la migrazione illegale va combattuta adottando un piano d'azione comune.
Anche la consigliera federale Simonetta Sommaruga si è detta favorevole a questa strategia congiunta, ritenendo che un approccio coordinato sia nell'interesse della Svizzera, indica oggi un comunicato del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Durante l'incontro, la presidenza danese ha presentato un piano d'azione con sei obiettivi strategici: si tratta di "arginare la migrazione illegale alla frontiera tra la Grecia e la Turchia, migliorare la gestione delle frontiere esterne e combattere l'abuso delle vie di migrazione legali".
Il piano intende inoltre "migliorare la cooperazione con gli Stati di transito e di provenienza, in particolare per quanto riguarda la prassi delle riammissioni e la gestione dei flussi migratori sul posto. Vanno infine combattuti gli abusi della libertà di viaggio in seno all'UE", si legge ancora nella nota.
Secondo Simonetta Sommaruga, la credibilità della politica di asilo dipende dalla fermezza nel combattere l'immigrazione illegale e gli abusi in questo settore. La Svizzera si è pertanto detta favorevole alla richiesta di Francia e Germania di ristabilire i controlli alle frontiere nazionali durante un mese in caso di inadempienze alle frontiere esterne dello spazio Schengen e, se necessario, alla proroga di questa misura.
Molti Stati hanno mostrato comprensione con questa proposta, ha precisato Sommaruga. Tuttavia, l'idea di una reintroduzione "unilaterale e autonoma" non ha trovato una maggioranza tra i ministri europei. Le frontiere nazionali possono essere chiuse, "soltanto se tutte le altre possibilità sono state esaurite".
Ai margini dell'incontro, la consigliera federale ha informato i suoi omologhi europei e la Commissione UE sulla decisione del Consiglio federale di avvalersi della clausola di salvaguardia nei confronti dei cittadini degli Stati UE-8 (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica ceca e Ungheria).
La commissaria europea Cecilia Malmström, che aveva definito "illegale" il provvedimento di Berna, e la consigliera federale non sono riuscite in Lussemburgo ad avvicinare le proprie posizioni. "Abbiamo constatato che abbiamo concezioni diverse in questo ambito", ha detto la Sommaruga. La ministra elvetica crede tuttavia che entro giugno sarà possibile "trovare un compromesso" con il partner europeo.
ATS