Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/55762

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>La mozione riprende un argomento su cui si è spesso discusso, ma che è sempre stato rifiutato. Il Consiglio federale è d'accordo sul fatto che i sondaggi d'opinione rappresentano al giorno d'oggi elementi significativi nella formazione di opinioni nei periodi precedenti elezioni e votazioni. Tuttavia, non condivide l'opinione dell'autore della mozione secondo il quale è necessaria una legge per garantire uno standard scientifico minimo. Disciplinare a livello di legge i sondaggi comporterebbe il rischio di un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato dando ai risultati una parvenza di certificazione statale. Una tale procedura può sminuire l'importanza del voto popolare e rivelarsi contraria dunque all'interesse di una democrazia semidiretta.</p><p>Il Consiglio federale ha risposto nel 1990 e nel 1993 alle interpellanze Bonny (89.832) e Büttiker (92.3520) (Boll. Uff. 1990 N 757, 1993 S 418-420), mentre una mozione (Jaggi)-Ruffy (86.519) è stata stralciata il 23 giugno 1988 senza consultazione preliminare ed il postulato Gianfranco Cotti (84.326, Boll. Uff. 1984 N 1426s) è stato tolto dal ruolo nel 1995 senza essere stato realizzato (Boll. Uff. 1995 N 466s) perché non si voleva entrare in merito ad una questione collegata in vario modo ai diritti fondamentali (libertà d'espressione, libertà d'informazione, libertà di stampa), difficile sia da controllare sia da imporre e che spalancava perciò la porta a molteplici possibilità di ricorso. Invece, la maggioranza ha ritenuto opportuno lasciar agire l'autoregolamentazione degli istituti svizzeri di indagini demoscopiche e di mercato raggruppate in "Swiss Interview" che corrisponde in larga parte alle disposizioni vigenti in Francia, spesso indicate come termine di confronto (cfr. FF 1993 III 332 e 367 nota 21).</p><p>In seguito al postulato Büttiker (94.3097, Boll. Uff. 1994 S 1341s), la Cancelleria federale ha elaborato nel 1997 il rapporto introduttivo: "Pubblicazione dei risultati di sondaggi d'opinione prima delle votazioni o delle elezioni. Effetti di propaganda? Rapporto relativo al postulato 94.3097 Büttiker". Dopo aver tra l'altro sottoposto le legislazioni ad un confronto internazionale, la Cancelleria è arrivata alla conclusione che non sussiste la necessità di prendere misure legislative, ma che l'autoregolamentazione nel settore funziona in modo soddisfacente. Il rapporto è stato presentato alla segreteria delle commissioni della gestione per distribuzione a tutti i membri del consiglio interessati. Dopo breve tempo il Consiglio nazionale ha deciso a grande maggioranza di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Dünki (96.436) a favore di basi legali per i sondaggi d'opinione (Boll. Uff. 1997 N 2174-2176).</p><p>Nell'allegato IV al Regolamento sull'uso del marchio collettivo "Swiss Interview", il 21 novembre 2002 l'associazione di settore ha approvato una direttiva per lo svolgimento di sondaggi su votazioni ed elezioni destinati ad essere pubblicati prima dello scrutinio ("Richtlinie zur Durchführung von abstimmungs- und wahlbezogenen Umfragen, die zur Veröffentlichung vor dem Urnengang bestimmt sind" http://www.swissresearch.org/deutsch/pdf/Anhang%20IV.pdf). In queste disposizioni, l'istituto "Swiss-Interview" si impegna a rispettare tutti i codici e le direttive della ESOMAR (l'associazione europea di ricerche di mercato), in particolare anche il punto 6 "Guideline on Practical Aspects of Conducting Pre-Election Opinion Polls" (www.esomar.org) esaminato dal Consiglio d'Europa che ne raccomanda l'applicazione. Al punto 4 delle direttive "Swiss-Interview" si applica il punto 3.7 delle direttive della "Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista" del Consiglio svizzero della stampa (www.presserat.ch) e si dichiara obbligatoria la pubblicazione di una scheda segnaletica metodica predefinita sulla homepage dell'Associazione svizzera degli specialisti di indagini di marketing e sociali SMS (www.swissresearch.org). L'autoregolamentazione degli istituti svizzeri di indagini demoscopiche e di mercato raggruppate in "Swiss Interview" dunque ha conosciuto un ulteriore sviluppo anche negli ultimi anni. Il punto 4 concretizza la maggior parte delle richieste dell'autore della mozione. Invece, il punto 5 delle Direttive limita il periodo di sospensione per la pubblicazione di sondaggi d'opinione concernenti elezioni e votazioni a 10 giorni prima del giorno prefissato, mentre l'autore della mozione desidera estenderlo a tutto il mese precedente.</p><p>Il rinvio ad altri Stati europei non convince perché solo in Svizzera la votazione per posta è agevolata e diffusa in modo così risoluto e perché nessun altro Stato europeo ha un numero di votazioni ed elezioni così elevato come la Svizzera. Conseguentemente, i sondaggi d'opinione all'estero hanno un'eco più vasta poiché le elezioni rappresentano quasi l'unica possibilità diretta del popolo di decidere.</p></text>