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BERNA - Congedo parentale di 38 settimane, di cui almeno otto per il padre e quattordici per la madre; il resto da spartire secondo i bisogni. È quanto propone la Commissione federale di coordinamento per le questioni famigliari (COFF).
La commissione sottolinea in un comunicato odierno come una "vacanza" del genere ha ripercussioni positive sulla salute della madre e del bambino, sulla politica di parità fra donna e uomo nonché sull'economia.
Inoltre in questo ambito della politica famigliare la Svizzera risulta agli ultimi posti, davanti solo a Messico e Stati Uniti, secondo le valutazioni dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
La mancanza di sostegno alle famiglie in Svizzera causa svantaggi economici, quali la carenza di personale qualificato e la perdita di entrate fiscali, ricorda la COFF. Un congedo parentale permetterebbe alle numerose madri che lo desiderano di lavorare di più e contribuirebbe a compensare la carenza di personale qualificato.
In uno studio del 2010, i costi del modello della COFF erano stimati tra 1 e 1,5 miliardi di franchi. Un aumento dell'1% dell'attività lucrativa delle donne genererebbe già entrate fiscali sufficienti per compensare un congedo parentale di 18-20 settimane remunerato al 100%, nota la commissione. Con un aumento del 2% si avrebbero perfino degli utili, ha spiegato a Keystone-ATS Wyden Guelpa, presidente della COFF. E - aggiunge - "non si tratta di un'utopia di un sognatore": il congedo parentale esiste in tutti gli altri Paesi dell'OCSE.
L'iniziativa "Per un congedo di paternità ragionevole - a favore di tutta la famiglia", depositata un anno fa, chiede un congedo lavorativo di 20 giorni lavorativi (quattro settimane) per il padre, da prendere in maniera flessibile durante l'anno che segue la nascita. Tale assicurazione verrebbe finanziata con le indennità per la perdita di guadagno (IPG), come per il congedo maternità, con un prelievo sui salari dello 0,06%.
Al Consiglio federale la proposta non piace perché la ritiene troppo cara per le imprese (420 milioni di franchi l'anno), e non vuole nemmeno opporre un controprogetto. Il governo predilige lo sviluppo dell'accoglienza extrafamigliare. Il Partito liberale radicale sarebbe favorevole a sedici settimane di congedo parentale, otto delle quali da attribuire alla madre e il resto da spartire. Se non ci fosse accordo, quattordici settimane andrebbero a favore della madre e due al padre.
La commissione del Consiglio degli Stati per la sicurezza sociale non esclude di opporre un controprogetto all'iniziativa degli ambienti di sinistra e martedì dovrebbe riprendere le discussioni in merito.
La COFF aveva già proposto il modello delle 38 settimane nel 2010 e lo ha ora sviluppato basandosi sulla letteratura scientifica uscita nel frattempo: 140 studi scientifici pubblicati tra il 2010 e il 2017, secondo un articolo della "SonntagsZeitung" pubblicato ieri, in base alla quale l'operazione costerebbe attualmente circa 1,7 miliardi.
Dal primo luglio 2005, in caso di maternità le donne che esercitano un'attività lucrativa percepiscono per 14 settimane un'indennità che copre l'80% del reddito da lavoro. Il congedo paternità non è invece disciplinato da alcuna legge federale. Alcune aziende ed enti pubblici concedono di propria iniziativa qualche giorno. È dagli anni '80 che la politica si occupa di un periodo di "vacanza" del genere a livello nazionale. Malgrado le interminabili discussioni finora non si è giunti a nulla. In Svizzera il congedo parentale non è ancora ancorato nella legge.
Anche se il progetto delle 38 settimane dovesse essere realizzato, nota la commissione, la Svizzera rimarrebbe comunque alla classifica dei 36 paesi dell'OCSE, che in media concedono 54 settimane.