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Era nato il 18 settembre del 53 dC, al tempo dell’imperatore Claudio, il quale un anno dopo sarebbe morto, probabilmente avvelenato dalla moglie e nipote Agrippina e cui sarebbe succeduto l’ultimo imperatore della dinastia Giulio-Claudia, Nerone. Alla morte di questo ultimo, sarebbero subentrati i Flavi (Vespasiano e i figli Tito e Domiziano), in seguito ai quali giunse Nerva che introdusse il principato adottivo, ovvero anziché nominare un proprio erede diretto come suo successore, nominò un generale molto popolare tra i soldati: Marco Ulpio Nerva Traiano, nativo di Todi (Umbria) ma vissuto nelle provincie di Spagna.
Era il 27 gennaio del 98 dC. l’imperatore Nerva si era spento, non prima però, di aver pronunciato la commovente formula “Per la buona sorte del Senato e del popolo romano, oltre che di me stesso, io adotto Marco Ulpio Nerva Traiano.” Traiano era stato associato al potere imperiale l’anno precedente, ed era anche divenuto console. Ora, a quarantacinque anni, si ritrovava ad essere imperatore del più grande Impero allora conosciuto.
Si trovava a Colonia, quando un bel giovane a cavallo, lo raggiunse recandogli un messaggio privato: Nerva era morto, egli era ora Traiano, imperatore dei Romani. Quel bel giovane che vestiva alla greca, aveva vinto a cavallo la gara di messaggeri per recare l’importante notizia al nuovo imperatore e si sarebbe rivelato essere Adriano, colui che, mostrandosi virtuoso e valoroso, sarebbe piaciuto a Traiano che lo avrebbe nominato, a sua volta, suo successore.
Mascella volitiva, frangia squadrata, viso allungato, naso severo. Traiano mostra nei busti che lo ritraggono uno sguardo fiero e diretto, degno dell’appellativo di Optimus princeps che gli fu tributato dai contemporanei: conquistatore della Dacia (narrata nel celeberrimo fregio della Colonna Traiana), sottodi lui l’impero romano raggiunse la sua massima espansione.