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SVIZZERA
Corso Elvezia, 13
LUGANO
LO STERMINATORE D' INSETTI
Le larve di zanzara vivono in acque stagnanti e quelle delle mosca in liquami in putrefazione (questo è anche il motivo per cui sono carichi di microrganismi patogeni.)
La mosca domestica (Musca domestica) adulta ha corte antenne, un torace grigio con quattro strisce longitudinali scure e un addome grigio o giallo con una linea mediana più scura e una chiazza irregolare color giallastro pallido ai margini laterali anteriori.
L’addome è costituito da 8 segmenti nei maschi e 9 segmenti nelle femmine; in queste ultime i primi 5 segmenti sono visibili dall’esterno, mentre gli ultimi 4 segmenti sono normalmente ritratti e si estendono andando a creare l’ovopositore quando la femmina depone le sue uova. Questo permette alle femmine di seppellire le uova diverse millimetri sotto la superficie.
Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Come tutte le mosche (Diptera), anche le mosche domestiche hanno solo un paio di ali: il secondo paio è ridotto a bilancieri, che vengono utilizzati per mantenere la stabilità durante il volo. Le ali sono traslucide e si ripiegano dritte quando sono a riposo.
La mosca domestica è lunga da 4 a 8 mm e in media 6,35 mm.
Le zanzare (Culicidae) sono una famiglia di insetti dell'ordine dei Ditteri (Nematocera: Culicomorpha). Questa famiglia, che conta circa 3540 specie, costituisce il gruppo più numeroso della superfamiglia dei Culicoidea, che a sua volta comprende insetti morfologicamente simili ai Culicidi ma, ad eccezione dei Corethrellidae, incapaci di pungere.
Caratteristica generale propria dei Culicidi è la capacità del particolare apparato boccale, presente esclusivamente nelle femmine, che consente loro di pungere altri animali e prelevarne i fluidi vitali, ricchi di proteine necessarie per il completamento della maturazione delle uova. La presenza di diverse specie ematofaghe, associate all'uomo e agli animali domestici e in grado di trasmettere alla vittima microrganismi patogeni, attribuisce ai Culicidi una posizione di primaria importanza sotto l'aspetto medico-sanitario.
La storia di questa famiglia è poco documentata. La maggior parte dei resti fossili rinvenuti fanno capo a specie congeneri, affini a quelle attuali, vissute nell'Oligocene e nell'Eocene, altri reperti risalgono invece al Miocene. L'origine della famiglia è comunque databile, come per la maggior parte dei Nematoceri, al Mesozoico, per quanto pochi siano i reperti fossili: i più antichi culicidi rinvenuti risalgono al Giurassico inferiore o, più recentemente, fra il Giurassico superiore e il Cretaceo.
DA NON SOTTOVALUTARE ASSOLUTAMENTE!! La zanzara tigre è un insetto urbano che vive a stretto contatto con l'uomo. La maggior parte dei suoi focolai di sviluppo (piccoli contenitori d'acqua come bidoni, sottovasi, tombini, ecc.) sono creati dall'uomo stesso; ne bastano pochi per infestare un intero quartiere. Nella lotta contro Ae. albopictus è perciò essenziale l'intervento dei cittadini al fine di prevenire la formazione dei focolai larvali. Per la disinfestazione Chiama Lo Sterminatore e faremo un trattamento insetticida mirato.
Filariosi
Sono malattie causate da vermi cilindrici (nematodi) della famiglia delle filarie, trasmessi da uomo ad uomo o da animale a uomo, mediante la puntura di insetti (zanzare, tafani, simulidi). Sono diffuse soprattutto in Africa e Sud America.
Abbiamo una vastissima gamma di prodotti che attirano tutti gli insetti volanti… per ristoranti, bar,
hotel, fabbriche alimentari e farmaceutiche.
Tarma è il nome comunemente utilizzato per indicare alcune specie di lepidotteri appartenenti alla famiglia Tineidae, le cui larve si nutrono di tessuti come lana, seta e anche cotone, oltre ad altre tipologie di sostanze contenenti cheratina. Si nutre talvolta anche di capelli umani e può rifugiarsi negli armadi e cibarsi dei vestiti presenti.
La tignola dei crini (Tineola bisselliella) è considerata la varietà più comune. La sua larva è nuda e fila un poco di seta intorno alle sue provviste di cibo.
La tignola delle pellicce (Tinea pellionella) è meno comune della prima. Questo tipo di tarma è più piccola, e misura tra 0,3 e 0,6 centimetri. È di colore giallo o marrone grigiastro, con macchie marroni più scure sul primo paio di ali, le larve vivono in un involucro fatto con frammenti di seta e tessuti.
La tignola dei tappeti (Trichophaga tapetzella) è un'infestante che vive nelle stesse aree. Essa completa il proprio ciclo vitale in un anno, ma la velocità di sviluppo dipende da temperatura, umidità e disponibilità di cibo. La sua apertura alare è di 14–18 mm. La larva vive in una galleria tortuosa, costruita con frammenti di tappeti e altri tessuti, tenuti insieme da bave seriche.
Il bruco (larva) della tarma è noto per essere un grave infestante. Può trarre il suo nutrimento non solo dai tessuti - in particolare lana - ma anche, come la maggior parte dei bruchi, da molte altre fonti. Le tarme si nutrono di tessuti e fibre naturali; hanno la capacità di trasformare la cheratina, proteina presente in capelli, peli e lana, in cibo. Le tarme preferiscono i tessuti sporchi e sono particolarmente attratte dai tappeti e dai vestiti che contengono sudore umano e residui di altri liquidi. Sono attratte in questi casi non tanto dal cibo ma dall'umidità. Le larve non bevono acqua, di conseguenza deve contenerne il loro cibo.
La Plodia interpunctella, comunemente nota come tignola fasciata del grano o tarma del cibo o tarma della pasta, è un insetto che infesta le farine di cereali, le paste alimentari, la frutta secca, le sostanze organiche animali conservanti, le cariossidi di cereali, ecc.
La larva (13-15 mm di lunghezza) è giallognola
L'adulto è una farfalla che può raggiungere anche 20 mm di apertura alare, le ali anteriori presentano, alla base, una fascia di color crema e nella parte distale una fascia di colore bruno-arancio, separate da una striscia scura.
Per l'aspetto e il denso rivestimento villoso e per la postura assunta in fase di riposo, gli Psychodidae della sottofamiglia Psychodinae sono spesso chiamati, in inglese, moth flies ("mosche falene"). Gli adulti della sottofamiglia dei Phlebotominae sono invece noti, in italiano con il nome di flebotomi o, in senso esteso, con i nomi di pappataci o serapiche. In inglese ricorrono spesso anche altri nomi comuni associati al comportamento di questi insetti. Ad esempio, gli Psychodinae sono spesso denominati anche filter flies ("mosche dei filtri"), facendo riferimento all'insediamento delle larve nei filtri di depurazione delle acque reflue; i Phlebotominae sono invece comunemente denominati sand flies ("mosche della sabbia"). Quest'ultima denominazione, usata anche per i Ceratopogonidae, si riferisce al fatto che gli adulti dei flebotomi emergono spesso dalla sabbia in seguito allo sfarfallamento dopo essersi sviluppati nella tana di un roditore o di un altro piccolo animale.
La famiglia, morfologicamente eterogenea, presenta diversi caratteri tipici dei nematoceri primitivi, di cui risaltano l'assenza degli ocelli e la complessità della nervatura alare. Gli adulti sono piccoli moscerini di 1-5 mm di lunghezza non in grado di pungere, con corpo ricoperto da squame e setole. La livrea è generalmente bianco-grigiastra o bruno-nerastra.