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In Gran bretagna si pensa ad una tassa per l'utilizzo delle strate che sopperisca alle mancate entrate sui combustibili fossili.
In ottica di riduzione di emissioni di CO2 l'auto elettrica è oogi la via designata dalla politica e dall'industria automobilistica per far fronte (per quanto riguarda la mobilità privata) alla sfida climatica. Pur presentando asltri aspetti problematci (come i problemi connessi all'estrazione delle materie prime necessarie per la fabricazione di batterie, e soprattutto del loro smaltimento), con l'auto elettrica si "pensionerebbero" i combustibili fossili. Ciò però crea anche un problema sul fronte delle entrate degli Stati grazie alla tassazione dei carburanti. E dunque, che fare?
La Gran Bretagna per ovviare a questo problema dovrebbe passare ad un sistema di tariffazione stradale, sia per arginare la congestione delle strade, ma anche per compensare la perdita di 28 miliardi di sterline di entrate da imposte sul carburante. A dirlo è stato l'Istituto per gli studi fiscali britannico. Secondo il thinktank ha detto che a fronte dell'impegno del governo del Regno Unito per raggiungere zero emissioni nette entro il 2050 è necessario un nuovo metodo per sopperire alle imposte perse sul caburante.
L'approccio ideale, spiega l'Istituto, sarebbe un sistema di tariffazione stradale in base al quale le tariffe per la guida variano a seconda dell'ora del giorno e del luogo. Quelli che guidano in luoghi affollati pagherebbero di più, ma la maggior parte dei viaggi sarebbe tassata meno pesantemente di quanto non lo sia attualmente.