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Il Tribunale federale ha ritenuto inammissibile il ricorso dell'uomo contro la donna che lo aveva denunciato
Chiamato a decidere sulla denuncia mendace, il giudice rileva che l'indennizzo di mille franchi per 43 giorni di carcere preventivo avrebbe potuto essere impugnato al momento del proscioglimento. Ormai è tardi.
LOSANNA/LOCARNO - Dovrà accontentarsi di mille franchi per quei 43 giorni di carcere preventivo alla Farera. Il Tribunale federale di Losanna ha infatti ritenuto inammissibile il ricorso presentato dal 34enne prosciolto nel gennaio 2018 al termine di un processo per violenza carnale, coazione sessuale e minaccia. Due anni prima la figlia di un'anziana vicina di casa lo aveva accusato di averla obbligata ad un rapporto sessuale. Ma il giudice delle Assise Criminali prosciolse l’uomo da tutte le accuse. A fronte delle quali il 34enne ha sempre sostenuto non esserci mai stato alcun tipo di rapporto, neppure consenziente.
In seguito, nel luglio 2019, il 34enne aveva presentato al Ministero Pubblico una denuncia penale nei confronti della donna per “denuncia mendace”, ossia accusandola di aver mentito sapendolo innocente. Una denuncia che però è finita dapprima in un “non luogo a procedere” da parte del procuratore pubblico (poi confermato lo scorso aprile dalla Corte dei reclami penali), e in seguito, lo scorso 22 giugno, è terminata in una decisione di inammissibilità da parte del Tribunale federale.
Tra le motivazioni addotte nella sentenza, oltre a rilevare che il ricorso «non solleva critiche di natura formale», il giudice di Losanna sottolinea che, quanto alle pretese di indennità per la carcerazione subita, «la decisione del tribunale di primo grado sull'ammontare dell'indennità (i 1'000 franchi per 43 giorni di carcere, ndr) avrebbe potuto, se del caso, essere impugnata dinanzi all'istanza superiore di ricorso». Fatto che all’epoca del proscioglimento non avvenne per comprensibili motivi. Riaprire ora la questione del risarcimento, secondo quanto osserva il Tf, appare tardivo.
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