Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01280.jsonl.gz/687

Nemmeno l'edizione 2019 è quella buona per Beat Feuz. Dopo essere caduto due anni fa sull'Haubergkante quando era nettamente il più veloce, ed essere stato beffato nel 2018 dal quasi sconosciuto tedesco Thomas Dressen, il bernese ancora una volta ha dovuto masticare amaro a Kitzbühel. Più veloce di lui, infatti, è stato l'italiano Dominik Paris, alla terza vittoria su quella Streif, che già lo aveva relegato al secondo posto nel 2016 (alle spalle di Peter Fill). I due sono stati una spanna sopra la concorrenza, tant'è che solo l'austriaco Striedinger, sceso con il numero 27 e con una visibilità sensibilmente migliorata, è stato in grado di insidiarli, andando a chiudere a 0”37 dal vincitore. Quarto posto, invece, per l'azzurro Innerhofer, il quale ha concesso però quasi un secondo (0”93). Da segnalare inoltre la prestazione dell'austriaco Daniel Danklmaier (25 anni): partito con il pettorale numero 41 è riuscito a conquistare il quinto posto, a un solo centesimo da Innerhofer.
Paris e Feuz hanno fatto corsa pari lungo tutta la difficilissima e ghiacciatissima pista austriaca. Con il susseguirsi degli intertempi si sono più volte superati a vicenda e all'ultimo rilevamento cronometrico Paris vantava due centesimi di vantaggio sul bernese. Decisivo è stato lo schuss finale, dove l'italiano è riuscito a rosicchiare addirittura 18 centesimi all'elvetico, per imporsi con un vantaggio complessivo di 0”20 (lo stesso distacco con il quale lo scorso anno Feuz si era dovuto inchinare a Dressen). Il secondo posto, che va a sommarsi a quello di una settimana fa a Wengen, permette a Feuz di mantenere il primo posto nella classifica di Coppa del mondo, con 100 punti di vantaggio nei confronti proprio di Paris.
Corsa in condizioni meteo piuttosto sfavorevoli (neve e scarsa visibilità), la Streif si è confermata difficilisima da interpretare. Anche per campioni affermati come l'austriaco Kriechmayr, che ha rischiato di passare dalla vittoria al Lauberhorn al disastro a Kitzbühel: sbilanciato nel salto della Mausefalle, è atterrato male, ha toccato la neve con il fianco, ma è miracolosamente riuscito a rimanere in piedi e a proseguire la sua gara. Che è durata fino all'Hausbergkante, dove si è fatto sorprendere ed ha preso la via delle protezioni laterali, proprio come successo due anni fa a Feuz. Kriechmayr è però riuscito all'ultimo momento a girare le punte degli sci, a metterle parallele ai teloni e, appoggiandosi con la spalla sulle protezioni è stato in grado di rimanere in piedi, pur saltando una porta.
Beat Feuz è stato l'unico elvetico ad illustrarsi. Ci si attendevano buoni numeri di Mauro Caviezel, ma il grigionese ha costantemente perso terreno ed ha chiuso al 23° posto a 2”09 da Paris. Buona prova del 21.enne Marco Odermatt, alla prima esperienza sulla Streif, che ha chiuso in 24ª posizione a 2”14, mentre sotto i tre secondi sono rimasti anche i giovani Nils Mani (2”16), Urs Kryenbühl (2”51) e Niels Hintermann (2”88). Qualcosa di meglio ci si aspettava da Gilles Roulin, oltre la 30ª posizione a 3'39”.