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Secondo l’art. 426 CC una persona che soffre di una turba psichica o di una disabilità mentale o versa in un grave stato di abbandono può essere ricoverata in un istituto idoneo se le cure o l’assistenza necessarie non possono esserle prestate altrimenti (cpv. 1).
L’interessato è dimesso non appena le condizioni per il ricovero non siano più adempiute (cpv. 3).
L’interessato o una persona a lui vicina può chiedere la dimissione in ogni tempo; la decisione su questa richiesta è presa senza indugio (cpv. 4).
Il ricovero a scopo di assistenza (ricovero coatto) è disciplinato per l’essenziale dagli artt. 426 a 439 CC e può essere deciso solo se sono adempiuti i requisiti delle normative citate.
Per disporre un ricovero a scopo di assistenza (ricovero coatto) è quindi necessario che la persona interessata si trovi in uno stato che provochi la necessità di un aiuto o di un trattamento particolare.
Di principio, la decisione spetta all’Autorità di protezione (art. 428 CC).
I Cantoni hanno tuttavia la facoltà di designare i medici che dispongono del diritto di ordinare un ricovero coatto di durata determinata art. 429 CC). Questa durata non può superare le 6 settimane.
Il ricovero a scopo d’assistenza (ricovero coatto) ordinato da medico termina quindi al più tardi alla scadenza della durata stabilita, ma al massimo dopo 6 settimane, sempre che non sussista una decisione di ricovero esecutiva dell’autorità di protezione.
Quando il ricovero a scopo di assistenza è avvenuto per decisione di un medico abilitato, allo scadere del termine previsto dal diritto cantonale (ma al più tardi dopo sei settimane), il ricovero prende automaticamente fine, a meno che l’autorità di protezione non l’abbia prolungato con una decisione ai sensi dell’art. 429 cpv. 2 CC.