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Salvata la pace delle lingue in Svizzera. Dopo la levata di scudi a livello nazionale, il Gran Consiglio del canton Turgovia ha deciso di mantenere l'insegnamento del francese nelle scuole elementari.
Per soli due voti, 62 contro 60, il 14 giugno il parlamento turgoviese ha respinto la proposta di posticipare l'insegnamento del francese a livello secondario I. In prima lettura, il 3 maggio, i deputati l'avevano approvata con 64 pareri a favore e 53 contrari. L'ampio dibattito a livello nazionale e la minaccia del ministro degli interni Alain Berset di intervenire in caso di declassamento del francese hanno avuto un ruolo determinante per il voto in Gran Consiglio.
Infatti, il resto della Svizzera, in particolare la Romandia, ha seguito con interesse l'iter legislativo nel parlamento turgoviese. Secondo taluni la decisione di far imparare la lingua di Molière a partire dal settimo anno poteva addirittura minare la coesione nazionale. Al momento, quindi pericolo scongiurato, anche se il dibattito sull'insegnamento di una seconda lingua straniera alle elementari non è certo concluso.
Intanto, la decisione del parlamento turgoviese viene salutata con favore dal Forum Helveticum. In un comunicato, l'associazione scrive che è contenta dello «sviluppo positivo della questione dell'insegnamento delle lingue nazionali. Esso rinforza vari sviluppi positivi notati nelle ultime settimane. Si pensi per esempio alla chiara scelta di Zurigo in favore del francese in occasione del voto dello scorso maggio».
E proprio la decisione del cantone vicino sembra abbia fatto pendere l'ago della bilancia verso un «oui» a partire dalla quinta classe delle elementari. Inoltre, il parlamento intende offrire l'opportunità al governo di adottare misure volte a migliorare l'insegnamento del francese. Tra le quali ricordiamo la possibilità di dispensare gli allievi che fanno fatica con la lingua di Molière e l'insegnamento della lingua straniera in classi meno numerose.