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Gli alimenti a ridotto contenuto calorico che vengono venduti con il marchio "Weight watchers", "Sveltesse", "light" o "0%", sono principalmente consumati con lo scopo di perdere peso o di mangiare sano. Spesso però gli obiettivi sperati non vengono raggiunti in quanto tali prodotti inducono a comportamenti controproducenti. Lo rileva il numero di marzo della "Revue médicale suisse".
Gli alimenti "leggeri", la cui gamma è esplosa dagli anni Ottanta, devono rispondere a regole fissate nell'ordinanza svizzera sulle derrate alimentari. Il termine "light" garantisce che il prodotto contiene un terzo delle calorie in meno del prodotto tradizionale. La definizione "basse calorie" certifica una riduzione della metà delle calorie.
Ma l'aspetto calorico può essere ingannevole, secondo il periodico. Se per esempio le patatine "light" hanno ben il 30% di grassi in meno, una parte di questi sono sostituiti con zuccheri, viene sottolineato.
Anche il gusto può avere un ruolo: il prodotto a basso contenuto calorico ha un sapore diverso che molto spesso riduce il piacere del consumatore. Quest'ultimo, per compensare la sua frustrazione, sarà tentato di mangiare altri alimenti, rileva l'autrice principale dell'articolo, la dietologa Muriel Clarisse, del servizio di endocrinologia, diabetologia e metabolismo del Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV).
Anche le quantità ingerite vanno considerate: le porzioni di questo tipo di alimenti sono in effetti spesso più piccole, per cui anche in questo caso l'insoddisfazione sarà compensata da uno spuntino.
Chi mangia un prodotto "light" inoltre si sente la coscienza a posto e questo può indurlo a consumarne in modo eccessivo sentimento può tradursi in un consumo eccessivo dell'alimento. "Si assiste allora a una perdita dei riferimenti riguardo alle sensazioni di fame, sazietà e piacere", scrivono gli autori.
Nel caso ideale, se una persona mangia prodotti "light" senza compensarli con altro può diminuire del 15% l'apporto calorico. La realtà quotidiana è però differente.
È provato che qualsiasi deficit calorico suscita risposte compensatorie allo scopo di regolare i propri bisogni energetici. Per Muriel Clarisse, i prodotti a ridotto contenuto calorico rispondono innanzitutto a una strategia di marketing più che alla volontà di ben informare i clienti.
Secondo gli autori, è possibile mangiare leggero utilizzando alimenti standard. Occorre in questo caso fare attenzione alla scelta degli alimenti, alle porzioni e alla frequenza di consumo. Certi cibi a ridotto contenuto calorico possono essere interessanti per categorie di persone ben precise, come ad esempio i diabetici.
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