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BERNA - La Svizzera ha bisogno di nuovi caccia da combattimento per proteggere la sua popolazione da minacce provenienti dallo spazio aereo. Lo sostiene il comitato interpartitico svizzerotedesco "Sì all'acquisto di nuovi aerei da combattimento". La popolazione elvetica dovrà esprimersi in merito il prossimo 27 settembre.
Il comitato, sotto la guida dell'Associazione per una Svizzera sicura, è formato da rappresentanti di UDC, PLR, PPD, nonché altri di partiti di centro e diverse organizzazioni. A loro avviso, i nuovi aerei di protezione dello spazio aereo aumenteranno la sicurezza della Svizzera e della sua popolazione.
Aerei obsoleti e con la data di scadenza - Non occorre solo esaminare la situazione attuale in termini di sicurezza, ma anche se la Svizzera sarà in grado di effettuare controlli aerei e proteggersi da attacchi aerei nei prossimi 30-40 anni in periodi di crisi o minacce oggi ancora impensabili, ha detto il consigliere agli Stati Thierry Burkart (PLR/AG), presidente della campagna, secondo il testo scritto del suo intervento alla conferenza stampa.
La nostra sicurezza deve basarsi su un sistema completo e abbiamo bisogno della giusta protezione in ogni situazione, ha affermato Burkart, aggiungendo che nei conflitti avvengono parallelamente e contemporaneamente attacchi informatici, a terra e in aria. Come il ciberspazio, anche lo spazio aereo è d'importanza strategica e deve poter essere protetto in ogni momento.
Gli F-5E Tiger, acquistati nel 1978, sono già oggi obsoleti e vengono utilizzati solo per voli di addestramento. Possono servire soltanto alla formazione e volare unicamente in giornate di bel tempo, ha spiegato dal canto suo il consigliere nazionale e pilota di aerei militari Thomas Hurter (UDC/SH). Gli F/A-18 Hornet - acquistati nel 1996 - raggiungeranno invece la fine della loro vita utile nel 2030.
La protezione dei cieli è una parte importante della nostra sicurezza, anche in tempo di pace, ha sostenuto Hurter, facendo l'esempio del Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) e delle conferenze dell'ONU a Ginevra, nonché delle possibili violazioni dello spazio aereo.
«Garantire la giusta protezione» - Secondo la "senatrice" Brigitte Häberli-Koller (PPD/TG), è necessario essere preparati per eventuali situazioni di crisi: «La giusta protezione è necessaria in ogni situazione. Anche le minacce che oggi sembrano meno probabili devono essere prese in considerazione», ha precisato, sottolineando che nessun Paese rinuncia alla sua flotta aerea per concentrarsi unicamente sulla ciberdifesa.
In conferenza stampa si è espressa anche l'ex consigliera nazionale di Winterthur (ZH) Chantal Galladé, che nel febbraio 2019 ha lasciato il PS per unirsi ai Verdi liberali. La zurighese, che nel 2014 era in prima linea per opporsi all'acquisto dei Gripen, questa volta si è schierata a fianco dei favorevoli: «Questo voto non riguarda una seconda flotta o una versione di lusso», ha detto, aggiungendo che una politica di sicurezza intelligente e completa ha bisogno anche delle forze aeree.
Principio dell'acquisto - Il prossimo 27 settembre, gli svizzeri non saranno chiamati a esprimersi sul modello o sul numero di aerei ma unicamente sul principio dell'acquisto. Il Consiglio federale si pronuncerà sul tipo di caccia soltanto dopo la votazione federale.
L'obiettivo è di sostituire gli attuali aerei da combattimento con nuovi velivoli per un costo massimo di 6 miliardi di franchi. Tuttavia, la cultura, la formazione o il settore sociale non dovranno subire tagli in seguito a questi acquisti.
L'acquisto di nuovi aerei da combattimento e i relativi costi d'esercizio saranno finanziati esclusivamente dal bilancio ordinario dell'esercito, ha sostenuto Burkart, mentre Hurter ha aggiunto che spese simili, anche se sembrano onerose, sono attuate anche negli altri dipartimenti federali.