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LONDRA - La sospensione del Parlamento britannico, annunciata dal governo Tory di Boris Johnson per 5 settimane a partire dalla prossima, è legale.
Lo hanno confermato i giudici dell'Alta Corte britannica di Londra rigettando - dopo che un primo ricorso di militanti anti Brexit era già stato respinto in Scozia - le contestazioni presentate dagli avvocati dell'attivista Gina Miller con il sostegno di politici pro Remain di vari partiti incluso l'ex premier John Major.
Il caso passerà alla Corte Suprema per un ulteriore passaggio.
Johnson fa campagna nella Scozia anti-Brexit - Boris Johnson sposta oggi in Scozia, territorio in maggioranza ostile a lui e alla Brexit, la sua campagna per l'obiettivo di elezioni anticipate nel Regno Unito a metà ottobre. Una sfida sulla quale il premier Tory torna a martellare, per cercare di spingere le opposizioni (intenzionate a rinviare le urne almeno di qualche settimana, affermando di voler garantite che il 31 ottobre passi prima senza un divorzio "no deal" dall'Ue) a dare l'ok alla nuova mozione in favore del voto annunciata dal governo ai Comuni per lunedì prossimo.
Nel corso della sua visita lampo scozzese, Johnson ha fra l'altro in programma un incontro con la regina - da cui ha ottenuto nei giorni scorsi una contestata sospensione dei lavori del Parlamento oggetto adesso di ricorsi legali - nel castello di Balmoral. Ma soprattutto intende far leva sulla promessa di oltre 200 milioni di sterline (160 stanziati ieri, 51 entro due anni) da destinare in vista della Brexit a sostenere il settore dell'agricoltura in Scozia. Fondi che peraltro, secondo gli indipendentisti scozzesi dell'Snp, arrivano troppo tardi.