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STRASBURGO - La Bosnia deve assicurare la rimozione di una chiesa serbo ortodossa da un terreno che in base agli accordi di Dayton deve essere restituito agli eredi delle vittime del genocidio di Srebrenica, che lo possedevano prima della guerra. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani in una sentenza che diverrà definitiva tra 3 mesi se le parti non faranno ricorso.
Nella sentenza i giudici affermano che la restituzione del terreno dove si trova la chiesa era stato già stabilito in due decisioni prese nel 1999 e 2001, in base alla legge sulla restituzione delle proprietà adottata dalla Repubblica Srpska per mettere in atto quanto definito dagli accordi di Dayton.
Nella sentenza si evidenzia che le autorità del Paese non hanno dato alcuna giustificazione per la mancata restituzione del terreno. Ora la Corte di Strasburgo ordina di rimuovere la chiesa, che si trova a Konjević Polje, entro tre mesi da quando questa sentenza diverrà definitiva.