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È difficile il dialogo tra quelle che, riprendendo la fortunata espressione di C. P. Snow, possiamo chiamare le due culture, quella umanistica e quella scientifica.
Le difficoltà spesso nascono dall’ignoranza degli umanisti, convinti che la conoscenza scientifica sia arida, quando va bene, o pericolosa, quando va male — in entrambi i casi meglio tenersene a distanza, tanto non serve conoscere la scienza per scrivere saggi sul pensiero scientifico.
Il prolifico autore (oramai in molte librerie le sue opere hanno una sezione tutta loro: ho visto con i miei occhi gli scaffali marcati “Odifreddi”) ha buon gioco a definire «circo scandinavo» la fondazione Nobel. Le decisioni legate ai premi per la letteratura e la pace sono “politiche”.
«E che la cosa non può che essere cosí». Forse perché, almeno per quanto riguarda il premio per la pace, non capisco bene in base a quali altri criteri potrebbe venir assegnato? No, è troppo banale affermare che la pace è una faccenda politica; la questione è un altra: «dovunque mancano criteri oggettivi di scelta, non si può procedere che in maniera soggettiva».
Va bene. Ma è un giudizio esclusivamente basato su allucinazioni soggettive affermare che Mario Vargas Llosa possiede abilità letterarie superiori a Moccia? Non ci sono argomenti oggettivi per affermare che Obama non meritava il Nobel per la Pace l’anno scorso?
Concordo con Odifreddi sul poco spazio che la scienza trova nei giornali: è sicuramente un peccato che i premi Nobel scientifici trovino spazio in prima pagina solo se ci sono problemi etici di mezzo (magari con reazione di una qualche congregazione religiosa).3 Ma il fatto che la scienza meriti più spazio pubblico di quello che ha non significa che gli unici discorsi dotati di senso siano quelli scientifici (potrebbero essere gli unici discorsi a poter essere veri, ma temo solo ampliando non poco il metodo scientifico).
A me sembra che Odifreddi sia vittima di un pregiudizio nei confronti di tutti quei saperi che non sono sperimentalmente verificabili. Non riesco a spiegarmi diversamente l’affermazione sui premi per le discipline scientifiche che sarebbero «ben più significativi e oggettivi». Perché a me risultano polemiche anche su questi premi: l’elenco dei Nobel dimenticati è lungo sia per gli scienziati che per i letterati. Tutti i premi sono evidentemente soggettivi e politici; se c’è di mezzo la scienza per Odifreddi diventano improvvisamente oggettivi e significativi.
- Il blog di Odifreddi ha come titolo Il non-senso della vita. Bel titolo, non fosse per quel trattino molto filosofico… [↩]
- Anche qui: perché “iosa” ha l’iniziale maiuscola? Odifreddi scrive come un
idealistatedesco del secolo scorso: iosa come Llosa (anche se la pronuncia non è proprio la stessa). [↩]
- La letteratura e la filosofia trovano maggiore spazio; la qualità è comunque molto bassa, roba da quasi invidiare il silenzio che riguarda le discipline scientifiche. [↩]