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Già in contrazione da cinque mesi, l'indice sulla salute delle Pmi svizzere è ulteriormente sceso
La situazione delle piccole e medie imprese (PMI) in Svizzera si è fortemente deteriorata in aprile a causa della crisi del coronavirus. L'indice dei responsabili degli acquisti per le PMI (KMU PMI) di Raiffeisen è crollato a 30,6 punti contro i precedenti 41,4 punti. Un indice sotto i 50 punti indica che un'economia o un settore si sta riducendo.
Il lockdown ordinato a metà marzo dal Consiglio federale ha avuto un forte impatto sull'economia svizzera e in particolare sulle imprese che erogano servizi alla persona, mentre per il settore manifatturiero non era previsto alcun divieto di lavoro di carattere generale, hanno comunicato oggi gli economisti di Raiffeisen.
Tuttavia la crisi del coronavirus ha colpito in pieno anche l'industria svizzera. Oltre il 70% delle società interrogate hanno registrato volumi di produzione inferiori rispetto al mese precedente con un conseguente crollo del rispettivo sottoindice da 37,7 a 20,0 punti.
Nel complesso, secondo i dati della Segreteria di stato dell'economia (SECO) ad aprile sono state presentate richieste di lavoro ridotto per oltre il 43 % degli occupati nell'industria, ben al di sopra della media del 35% per l'insieme dell'economia. Il sottoindice PMI per l'occupazione testimonia questa evoluzione: in aprile è sceso a 26,8 dopo 43,8 in marzo.
Per ritrovare un indice PMI al di sopra della soglia dei 50 punti occorre risalire al novembre 2019. Il settore delle PMI è quindi in fase di contrazione da cinque mesi.