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Lo Stato in Svizzera gode dell’ampio sostegno dei cittadini, e ciò anche grazie alla sua struttura federalista. Per garantire questo fattore critico di successo anche in futuro, il nuovo studio di Avenir Suisse «NPC 2» propone una rivitalizzazione del federalismo svizzero. I principi della perequazione finanziaria intercantonale dovrebbero essere chiariti, e servirebbe una ripartizione più chiara dei compiti tra Confederazione e cantoni. Una strategia globale di decentralizzazione dovrebbe permettere di aumentare l’autonomia e il margine di manovra dei cantoni.
Nel 2004, accettando alle urne la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC), i cittadini svizzeri si sono chiaramente espressi a favore del rafforzamento del federalismo. Tuttavia non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Nonostante i molti progressi dovuti alla NPC, vi è comunque una netta tendenza alla centralizzazione e all’«accavallamento» delle competenze – fenomeni che limitano sempre più l’autonomia e il margine di manovra dei cantoni. In particolare, le discussioni circa i trasferimenti fiscali intercantonali assumono sempre più una connotazione emozionale. Nel nuovo «avenir dibattiti» gli autori dello studio, Lukas Rühli e Natanael Rother sostengono il rafforzamento della concorrenza tra i cantoni attraverso una NPC 2. Da un lato la depoliticizzazione delle questioni inerenti ai trasferimenti finanziari potrebbe attenuare le discussioni tra i cantoni beneficiari e quelli contributori. Dall’altro, una divisione più chiara dei compiti tra Confederazione e cantoni a medio termine porterebbe a un utilizzo più mirato e quindi più efficiente dei fondi pubblici.
Orientare le cifre della perequazione finanziaria alle disparità effettive
La perequazione finanziaria è sempre più sbilanciata e incide sulle relazioni tra i cantoni. Una causa importante di questo sviluppo è l’aumento dei trasferimenti, e questo nonostante le disparità di risorse siano diminuite. Una prima soluzione potrebbe essere quella di legare l’importo complessivo della perequazione delle risorse alle disparità effettive tra i cantoni. Questo consentirebbe di depoliticizzare la discussione in merito alla «giusta» entità delle prestazioni di trasferimento. Sarebbe ugualmente importante definire nella legge una dotazione minima fissa e diminuire l’importo gradualmente e sull’arco di più anni, per raggiungere l’obiettivo dell’85% inizialmente fissato legalmente (dotazione reale nel 2017: 87,8%).
Strategia di decentralizzazione a favore dei cantoni – anche in ambito fiscale
Con la NPC è stato chiarito solo il 40% delle competenze congiunte; Confederazione e cantoni continuano ad avere una responsabilità condivisa per 17 compiti. Ne risulta un processo in cui gli attori investono molta energia per influenzare le condizioni quadro, con l’obiettivo di pagare il meno possibile e di partecipare il più possibile alle decisioni. Né la Confederazione né i cantoni si assumono la piena responsabilità delle proprie decisioni. Inoltre, l’avversione dei cantoni nei confronti di oneri finanziari supplementari finora ha contribuito ad aumentare la centralizzazione e a indebolire il federalismo.
Ripartendo i compiti in modo mirato nel settore della formazione, per quanto concerne le riduzioni dei premi di cassa malati e nei trasporti pubblici regionali, i cantoni aumenterebbero le proprie competenze così come il loro margine di manovra. In sostanza, le proposte di Avenir Suisse (cfr. tabella) corrisponderebbero a un trasferimento del volume delle spese ai cantoni per un ammontare di circa 10 miliardi di franchi. Per finanziare questo spostamento degli oneri, Avenir Suisse propone un «meccanismo di trasferimento della sovranità fiscale», le cui regole del gioco dovrebbero essere definite in precedenza a livello della Costituzione, e precisate da una legge e da un’ordinanza, al fine di evitare discussioni politiche future.