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Le frane e le cadute di massi potrebbero prodursi con maggiore frequenza nelle Alpi a causa dei cambiamenti climatici.
L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha illustrato oggi un nuovo metodo che permetterà di meglio valutare le minacce e pianificare in modo più preciso le misure preventive.
Il nuovo metodo permette di stabilire in una determinata regione l'evoluzione dei pericoli naturali per diversi decenni. Dai risultati emerge che in Svizzera non c'è una tendenza generale poiché fattori locali quali l'altitudine o l'esposizione hanno un ruolo importante. A seguito dei cambiamenti climatici, in certe regioni i pericoli naturali avranno un impatto minore, in altre maggiore, precisa l'UFAM.
Gli effetti dei cambiamenti climatici su fenomeni quali la caduta di massi, le valanghe, le colate detritiche di versante e i pericoli derivanti dai torrenti sono stati analizzati da specialisti che hanno poi elaborato il nuovo metodo. Questi ultimi hanno quindi sviluppato un metodo di analisi della sensibilità climatica che tiene conto degli stessi scenari utilizzati nell'ambito della politica ambientale.
I risultati dello studio sulla sensibilità climatica forniscono ai cantoni e alla Confederazione un monitoraggio migliore e più mirato dei pericoli naturali e possono servire da base per la pianificazione delle future misure preventive. I cantoni saranno informati dettagliatamente il 24 novembre, secondo Stéphane Losey dell'UFAM.
SDA-ATS