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TOKYO - Battuta d'arresto in Giappone per i piani del premier Shinzo Abe che punta ad una riapertura graduale degli impianti nucleari. Le elezioni del nuovo governatore della prefettura di Niigata, sede della maggiore centrale atomica al mondo, hanno decretato la vittoria del candidato Ryuichi Yoneyama, sostenuto dal partito comunista e contrario al riavvio dell'impianto, inattivo dall'incidente di Fukushima.
Di professione medico radiologo, 49 anni, Yoneyama ha condotto un'accesa campagna di protesta contro l'utilizzo della centrale accusando il gestore dell'impianto, la Tepco, di non essere in grado di prevenire un disastro della stessa entità di Fukushima e di non aver un piano adeguato per l'evacuazione dei residenti.
La centrale elettronucleare di Kashiwazaki-Kariwa, con i suoi 7 reattori attivi è in grado di produrre una capacità totale di 8,2 milioni di kilowatt e due delle unità - la numero 6 e la numero 7, hanno lo stesso sistema di funzionamento dell'impianto di Fukushima Daichi, che ha sofferto il meltdown del nocciolo nella catastrofe del 2011.
Secondo un sondaggio del canale pubblico Nhk il 73% degli elettori votanti si è detto contrario al riavvio dell'impianto. Nel 2007 la centrale di Kashiwazaki-Kariwa fu teatro di un incidente poco chiaro, dopo un terremoto che causò fughe radioattive e il successivo propagarsi di incendi. Al pari di Fukushima la Tepco fu accusata di non aver reagito prontamente e aver occultato delle informazioni alla popolazione locale. La centrale, inoltre, a detta dei sismologi, si trova su una faglia attiva ad alto rischio sismico. A distanza di 5 anni da Fukushima, attualmente solo 2 dei 42 reattori nucleari presenti in Giappone sono funzionanti.