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"I protagonisti di 'Via per sempre' sottovalutano spesso la nostalgia di casa"
Una guest house, un allevamento di cani, un albergo, un bar… chi non ha mai pensato di lasciare tutto per trasferirsi nel Paese dei propri sogni, sotto le palme da cocco o nelle distese fredde del nord? La trasmissione Via per sempre permette a centinaia di migliaia di persone di vivere per procura questa avventura.
Via per sempre è la versione doppiata in italiano (disponibile su Play RSILink esterno) di Auf und davon, format trasmesso per la prima volta nel 2008 dalla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF. Fin da allora, la trasmissione che segue i progetti di vita di svizzeri e svizzere che decidono di partire dalla Confederazione gode di un grande successo.
L'11esima stagione di Bye bye la Suisse (la versione prodotta nella Svizzera francese dalla RTS), trasmessa tra gennaio e febbraio 2021, ha raggiunto una quota di mercato del 41,8%, in media 210'000 telespettatori e telespettatrici per episodio.
La 13esima stagione di Auf und davon è stata seguita in media da 647'000 persone, il che corrisponde a una quota di mercato del 41% sui sei episodi. "I risultati si mantengono a questi alti livelli ogni anno", precisa Steven Artels, responsabile della divisione documentari della Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS.
Per Anastase Liaros, realizzatore della trasmissione per la RTS, il successo è dovuto al fatto che si vivono momenti molto intensi con i protagonisti e le protagoniste. "È magnifico vedere come le persone si superino per realizzare il proprio progetto", afferma. Secondo lui, è uno show che "sonda l'animo umano più di quanto si possa pensare".
Sogni quasi universali
Ogni anno, tra 20'000 e 30'000 svizzere e svizzeri emigrano. Tra di loro, qualche decina si candida per essere accompagnata nel proprio progetto di vita da giornalisti e giornaliste della SRF e della RTS. La pandemia non ha mitigato questa tendenza. Le candidature hanno continuato ad arrivare, con l'eccezione del primo periodo di lockdown in Svizzera. "Molte persone si sono dette che, per tentare l'avventura, era ora o mai più", spiega Regina Buol, coproduttrice di Auf und Davon.
Anastase Liaros realizza Bye bye la Suisse da tre stagioni. Si è reso conto che le ragioni che spingono svizzeri e svizzere ad emigrare sono piuttosto universali. "La maggior parte delle persone sogna spazi sconfinati. Si sente stretta in Svizzera", indica. Molti sono anche coloro che cercano un clima più caldo, o l'estremo opposto.
Oltre alle considerazioni geografiche e meteorologiche, molti si lanciano in progetti turistici. Le guest house sono l'avventura menzionata nell'80% delle candidature provenienti dalla Svizzera francese. "È un progetto che unisce due elementi: la possibilità di diventare proprietari, uno statuto inaccessibile alla maggior parte delle persone in Svizzera, e l'opportunità di creare un'attività economica affidabile", spiega Liaros.
Le destinazioni più gettonate
Negli anni, il pubblico ha potuto constatare che alcuni Paesi sono particolarmente ambiti da chi emigra dalla Confederazione. Francia, Germania e Canada sono in testa per chi emigra dalla regione francofona della Svizzera. Secondo Guillaume Fialip, che si occupa del montaggio di Bye Bye la Suisse da diverse stagioni, "la Francia e la Germania hanno un aspetto rassicurante data la prossimità geografica, linguistica e culturale".
Le protagoniste e i protagonisti di Auf und davon si fanno tentare soprattutto dal Canada, dall'Australia, dalla Svezia e dalla Germania. Da qualche anno la Svezia rivaleggia con l'Australia. "Potremmo definirla un 'Canada light'", spiega Jochen Frank, coproduttore presso SRF. Secondo lui, i due Paesi sono relativamente simili, ma quello scandinavo è molto più vicino alla Svizzera ed è più facile stabilircisi.
Liaros aggiunge che certi Paesi, come il Costa Rica, sono particolarmente accoglienti e facilitano l'insediamento. È invece molto più difficile stabilirsi in Canada o negli Stati Uniti a causa delle leggi più severe in ambito di immigrazione. D'altro canto, è più facile trasferirsi in luoghi in cui la mentalità è simile a quella della Svizzera, a differenza dell'Asia, per esempio. Laggiù, si resta stranieri. "Avere dei bambini aiuta ad integrarsi più rapidamente", precisa Buol.
Dal punto di vista della produzione della trasmissione, certi Paesi sono meno accessibili, come il Marocco o l'Egitto. "Effettuare riprese in questi Paesi è più complicato, anche solo per ottenere l'autorizzazione a filmare", spiega Frank. Le riprese sono relativamente corte. Per ogni famiglia o coppia, in media tre giornalisti si recano quattro volte sul posto per circa quattro giorni. Alla RTS, il giornalista che segue la famiglia svizzero-francese riprende per una quarantina di giorni a stagione.
"Preparazione, preparazione, preparazione"
Per realizzatori e realizzatrici, la chiave del successo di un progetto non dipende tanto dalla destinazione quanto dalla preparazione. "Sembrerebbe evidente, ma partire avendo svolto prima uno studio di mercato e informarsi in dettaglio andando più volte sul posto fa la differenza", sottolinea Lairos.
Secondo Fialip, tre parametri sono esaminati durante la selezione dei candidati e delle candidate per la trasmissione: il progetto in sé, se la destinazione ha un rapporto con il progetto e la preparazione. "Dirsi 'vedremo' non funziona". Ricorda ad esempio l'avventura dei Müller, partiti in Canada nel 2017 alla ricerca di grandi spazi, ma senza un progetto ben definito. Hanno dovuto rientrare in Svizzera dopo un anno perché non sono riusciti ad ottenere le autorizzazioni necessarie per restare.
"In generale, i progetti presentati nelle nostre trasmissioni hanno un tasso di riuscita elevato", afferma Buol. Secondo lei, i protagonisti e le protagoniste si preparano sempre molto bene – un comportamento molto "svizzero". "Dopo, è la vita a decidere", commenta Frank.
Ostacoli amministrativi
Quando si lascia la Svizzera, generalmente gli ostacoli amministrativi vengono ampiamente sottovalutati. "All'alimentazione e alle usanze le persone svizzere si adattano facilmente, perché sono abituate a viaggiare molto e a confrontarsi con altre culture", indica Liaros. Ma sono anche abituate a un'amministrazione funzionante. "Una volta oltrepassata la frontiera, è uno shock!".
Chi ha visto la trasmissione si ricorda sicuramente della famiglia Caboussat, che ha acquistato un serbatoio idrico nel nord della Germania per trasformarlo in un caffè e in una guest house e si è confrontata con una delusione dopo l'altra a causa delle barriere amministrative che spuntavano di continuo.
Dopo un buco nell'acqua, i candidati e le candidate devono saper reagire se non vogliono perdere tutto. "Una volta sul posto, il tempo può essere un acerrimo nemico", avverte Liaros. Che si tratti di trovare alloggio o di attendere le autorizzazioni, il tempo che passa erode i risparmi messi da parte con tanta fatica.
Dopo l'euforia, il ritorno alla realtà
Per il realizzatore di Bye bye la Suisse, altri elementi possono stravolgere i piani che si avevano alla partenza. "Anche nei luoghi più belli del mondo l'incantesimo può spezzarsi", mette in guardia Liaros. Le persone realizzano di essere lontane dalla famiglia e dagli amici. Secondo Frank, si ha tendenza a sottovalutare la nostalgia di casa, e in alcuni casi anche l'assenza del susseguirsi delle stagioni come in Svizzera. "È il motivo per cui mangiano della fonduta di formaggio, ovunque si trovino nel mondo", scherza Buol.
A ciò si somma l'instabilità economica, spesso maggiore rispetto alla Svizzera. "Le persone svizzere che espatriano con tali progetti devono spesso correggere al ribasso il proprio standard di vita", indica Liaros.
Traduzione: Zeno Zoccatelli
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