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Le guide nepalesi hanno deciso di abbandonare il campo base Everest e di interrompere la stagione in omaggio ai colleghi morti venerdì. "Abbiamo avuto una lunga riunione questo pomeriggio e abbiamo deciso di non salire quest'anno in omaggio ai nostri fratelli. La decisione degli sherpa è unanime", ha detto uno di loro, Tulsi Gurung. Questa versione è stata però parzialmente smentita.
"È un momento di grande confusione, ma nessuna decisione definitiva è stata ancora presa riguardo la stagione di spedizioni sull'Everest": lo ha dichiarato oggi all'ANSA l'ex presidente dell'Associazione alpinistica nepalese, Zimba Zangbu Sherpa. "Al campo base dicono una cosa, e a Kathmandu se ne sente un'altra circa il blocco o meno delle ascensioni. La realtà è che oggi e domani sono programmate riunioni fra le parti interessate da cui emergeranno le decisioni".
"La tragedia è stata grande - ha proseguito Zimba - ed è comprensibile l'atteggiamento di molti sherpa che non vorrebbero salire sull'Everest". Tuttavia, ha aggiunto, "è quasi inimmaginabile che tutto possa essere bloccato a pochissime settimane dall'inizio delle scalate e quando tutti i team internazionali sono già sul posto". Se il governo saprà venire incontro alle richieste presentate ieri, ha concluso, "è probabile che la stagione possa essere salvata".
Intanto, proprio il governo del Nepal ha annunciato misure per migliorare le condizioni degli sherpa impegnati nelle spedizioni sull'Everest. Secondo i media l'esecutivo, nel tentativo di impedire il blocco annunciato, ha deciso fra l'altro l'aumento delle coperture assicurative su vita e salute, delle indennità per le vittime e la creazione di un Fondo di solidarietà.
SDA-ATS