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Il Consiglio federale approva la firma della nuova Convenzione franco-svizzera intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia d'imposte sulle successioni
Berna, 03.07.2013 - In occasione della sua seduta odierna il Consiglio federale ha dato il via libera per la firma della nuova Convenzione franco-svizzera intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia d'imposte sulle successioni. Emendato su richiesta della Svizzera, il progetto prevede miglioramenti su tre punti rispetto al testo iniziale: un periodo di residenza minima per gli eredi che vivono in Francia, un trattamento più favorevole delle società immobiliari e una nuova data di inizio dell'applicazione.
La convenzione tra la Svizzera e la Francia sulle successioni sarà firmata nel mese di luglio. Prima di entrare in vigore la nuova convenzione dovrà essere approvata dal Parlamento. Essa è conforme ai principi del diritto fiscale internazionale. Secondo l'uso, il testo dell'accordo sarà pubblicato al momento della firma.
Tra le principali modifiche, il testo prevede che la Francia possa assoggettare gli eredi e i legatari che risiedono sul suo territorio deducendo un'imposta sulle successioni pagata in Svizzera. La Svizzera conserva dunque il suo diritto primario d'imposizione e la sua sovranità fiscale non viene toccata. La convenzione introduce inoltre la trasparenza fiscale per le società immobiliari: gli immobili posseduti indirettamente saranno d'ora in poi assoggettati a imposta nel luogo in cui sono situati.
L'attuale convenzione data del 1953 e non è mai stata oggetto di revisione. Nel 2011 la Francia ha comunicato alla Svizzera la sua volontà di denunciare tale convenzione poiché non corrispondeva più alla sua politica in materia di convenzioni. La Svizzera ha giudicato preferibile la revisione al vuoto giuridico. Rispetto a una tale situazione la convenzione garantisce la certezza giuridica ai contribuenti ed evita i rischi di doppia imposizione.
Nel mese di luglio del 2012 è stato parafato un primo avamprogetto ed è stata effettuata un'indagine conoscitiva. In seguito alle reazioni negative di taluni Cantoni e degli ambienti interessati, la Svizzera ha chiesto alla Francia un miglioramento dell'avamprogetto. Queste discussioni hanno permesso di giungere a una regolamentazione più vantaggiosa sui seguenti tre punti:
- gli eredi e i legatari di un defunto domiciliato in Svizzera devono aver risieduto almeno otto anni in Francia nei dieci anni precedenti il periodo durante il quale ricevono i beni su cui la Francia possa esercitare il suo diritto d'imposizione;
- i beni immobili detenuti indirettamente tramite una società sono imponibili nello Stato in cui sono situati. Tuttavia tale imposizione si applica solo se il defunto, rispettivamente la sua famiglia, detiene almeno il 50 per cento di questa società e che gli immobili rappresentino più di un terzo dell'insieme degli attivi di tale società;
- la convenzione entrerà in vigore dopo che il testo sarà stato approvato dal Parlamento e dopo che il termine del referendum facoltativo sarà scaduto inutilizzato. Inizialmente era previsto che la convenzione fosse applicabile dal 1° gennaio 2014.
La firma della convenzione permetterà inoltre di sviluppare un dialogo strutturato sulle questioni finanziarie e fiscali in sospeso tra i due Stati ovvero l'assistenza amministrativa in materia fiscale e la regolarizzazione degli averi non dichiarati nonché l'imposizione secondo il dispendio e l'aeroporto di Basilea-Mulhouse.
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Anne Césard, Comunicazione SFI,
+41 31 322 62 91, <email-pii>
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Ultima modifica 05.01.2016