Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/80100

<h2>SubmittedText<h2><p>Più si abita vicino a una centrale nucleare più aumenta la probabilità di ammalarsi di cancro. È quanto emerge da uno studio condotto in Germania dal Bundesamt für Strahlenschutz (Ufficio per la protezione contro le radiazioni).</p><p>Alla luce di questa constatazione si incarica il Consiglio federale:</p><p>1. di creare le necessarie basi legali affinché chi è all'origine di malattie palesemente ricorrenti paghi un'indennità alle vittime e ai loro familiari, come pure alle casse malati, a titolo di compensazione per i costi e il dolore subito. Simili forme di responsabilità in relazione al ricorrere di determinate patologie sono state introdotte a livello legale in diversi Paesi esteri (ad es. in Giappone);</p><p>2. di introdurre in Svizzera lo strumento dell'azione collettiva, affinché in presenza di danni alla salute statisticamente rilevanti si possa applicare una procedura razionale ed equa a beneficio dei soggetti colpiti.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nello studio citato, pubblicato in Germania dal Bundesamt für Strahlenschutz, si fa una correlazione statistica tra la distanza di residenza da una centrale nucleare e il rischio di ammalarsi di cancro. Sembrerebbe che, più si abita vicino a una centrale nucleare, più aumenta la probabilità di contrarre questa malattia.</p><p>Lo studio non spiega tuttavia quali fattori fanno aumentare tale rischio. Stando alle più recenti conoscenze in materia di radiazioni e del loro influsso sulle forme di vita, le dosi di radiazioni dirette, come anche le emissioni radioattive di una centrale nucleare, sono troppo esigue per giustificare questo rapporto di causa-effetto. Lo studio, che si limita a descrivere una correlazione, non spiega infatti il rapporto di causa-effetto tra i casi di leucemia riscontrati e la distanza della popolazione dalla centrale. Inoltre, lo studio non entra nel merito delle altre cause mediche e biologiche (ad es. lo stato del sistema immunitario, il fattore ereditario o le abitudini di vita) che, oltre alle radiazioni ionizzanti, possono provocare la leucemia infantile. Per questo motivo occorre realizzare uno studio specifico per la Svizzera nel quale sia illustrata l'eventuale correlazione tra la distanza alla quale i bambini vivono da una centrale nucleare e il rischio che si ammalino di cancro (cfr. anche postulato Girod 07.3821 e mozione Rechsteiner-Basel 07.3838).</p><p>1. In virtù dell'articolo 3 capoverso 1 della legge federale sulla responsabilità civile in materia nucleare (LRCN; RS 732.44), l'esercente di un impianto nucleare risponde, senza limitazione finanziaria, dei danni nucleari causati da materie nucleari trovantisi nel suo impianto. Per gli impianti nucleari, la somma assicurata è pari ad almeno un miliardo di franchi più 100 milioni di franchi per gli interessi e le spese procedurali (art. 3 cpv. 1 dell'ordinanza della responsabilità civile in materia nucleare; RS 732.441).</p><p>Le Camere federali stanno attualmente dibattendo la revisione totale della LRCN (cfr. messaggio dell'8 giugno 2007 concernente il decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero le convenzioni relative alla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare; FF 2007 4957). A giudizio del Consiglio federale, non vi è alcun motivo di inasprire le disposizioni in materia di responsabilità civile nel messaggio (ad es. l'inversione dell'onere probatorio).</p><p>2. La LRCN prevede dei principi procedurali in materia di pretese di risarcimento per un danno subito. In particolare, i cantoni sono incaricati di designare un tribunale come istanza unica, competente per le azioni di risarcimento di un danno nucleare su tutto il territorio cantonale. In tal modo è garantita una procedura di esame delle azioni rapida e unitaria. Nel messaggio del 28 giugno 2006 concernente il Codice di diritto processuale civile svizzero, il Consiglio federale ha respinto la proposta di introdurre lo strumento dell'azione di gruppo, estranea al sistema giudiziario svizzero (cfr. FF 2006 6661).</p><p>Non vi è dunque alcuna ragione di modificare le regole procedurali e di introdurre lo strumento dell'azione di gruppo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.