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<h2>SubmittedText<h2><p>Ogni anno nel quadro dell'UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) ha luogo la Conferenza sul clima COP (Conferenza delle Parti), di grande importanza per la politica climatica internazionale.</p><p>Dopo anni di difficili trattative, il 12 dicembre 2015 si è riusciti ad adottare l'Accordo di Parigi, vincolante per tutti gli Stati, che ha lo scopo di limitare a meno di 2 gradi l'aumento globale della temperatura.</p><p>Il Consiglio federale sta scegliendo i membri della delegazione negoziale ufficiale per la Conferenza internazionale sul clima. Per rappresentare le posizioni esterne all'Amministrazione ne fanno parte anche rappresentanti della società civile (economia, ambiente, associazioni per lo sviluppo e, per molti anni, anche il settore scientifico). Negli ultimi anni questi rappresentati erano soltanto tre e il settore scientifico non è stato preso in considerazione. Altri Paesi sono rappresentati da delegazioni significativamente più numerose, di cui fanno parte anche scienziati e che in tal modo acquisiscono un'importanza particolare nel processo negoziale.</p><p>Nel settore della climatologia la Svizzera vanta esponenti di eccellenza con un'ottima reputazione internazionale che, con funzione dirigenziale, hanno elaborato documenti di base per la COP. Occorre coinvolgerli anche ufficialmente, per mostrare che le conoscenze scientifiche sono importanti per le relative questioni e decisioni. La scienza, quale voce oggettiva e indipendente, riveste in termini qualitativi un ruolo fondamentalmente diverso e più ampio rispetto agli altri rappresentati della società civile e può così contribuire con il suo vasto sapere specialistico.</p><p>La COP offre inoltre ai partecipanti (con party badge) la possibilità di presenziare, oltre che alle trattative, a eventi collaterali, in cui marcare la presenza della Svizzera ed esercitare un influsso su altre posizioni. È quindi molto importante includere nella delegazione svizzera anche uno o due scienziati.</p><p>Domanda:</p><p>Il Consiglio federale ritiene che sia possibile includere nella delegazione negoziale ufficiale che parteciperà alla prossima Conferenza sul clima COP uno o due rappresentanti del settore scientifico?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le direttive del 7 dicembre 2012 concernenti l'invio di delegazioni a conferenze internazionali (di seguito "direttive"; FF 2012 8341) stabiliscono il quadro entro il quale il Consiglio federale designa le delegazioni. Queste direttive prevedono la partecipazione di al massimo tre rappresentanti esterni all'amministrazione federale (n. 32 direttive), segnatamente rappresentanti di gruppi d'interesse che possono fornire un contributo essenziale alla definizione della politica della Svizzera e contribuire a integrare nella politica interna l'oggetto di politica estera trattato (n. 15 direttive). Le competenze tecniche richieste e l'esperienza negoziale costituiscono i criteri principali per la selezione di questi rappresentanti. Detti rappresentanti devono completare la delegazione in modo tale che disponga di una panoramica generale della politica svizzera e dell'ordinamento giuridico, in particolare dell'esecuzione delle eventuali decisioni della conferenza internazionale (n. 31 direttive).</p><p>Le trattative della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (di seguito "Convenzione") sono un processo di negoziazione politica improntato sulle conoscenze scientifiche. In senso stretto, però, l'iter legato alla Convenzione non è un protocollo scientifico. La presenza di scienziati nelle delegazioni non è quindi indispensabile.</p><p>La delegazione svizzera alla prossima Conferenza sul clima (Conferenza delle Parti, COP 22), che si terrà a novembre 2016 a Marrakech, ha assimilato le informazioni scientifiche rilevanti sui cambiamenti climatici in vari modi. Innanzitutto la delegazione tiene conto dei lavori del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC). A tale riguardo può fare affidamento sulle competenze specifiche dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dell'Ufficio federale di meteorologia e climatologia (Meteo Svizzera). Inoltre, tiene in considerazione le informazioni e le prese di posizione elaborate dalle accademie svizzere delle scienze, segnatamente dall'Accademia svizzera di scienze naturali tramite Pro Clim e l'OcCC (Organo consultivo sui cambiamenti climatici), in particolare quelle pertinenti ai negoziati sul clima nel quadro della Convenzione. La delegazione consulta regolarmente la comunità scientifica svizzera nello stesso modo in cui interagisce con gli altri rappresentanti della società civile. Nel settembre 2016 ha avuto luogo un incontro specifico con la comunità scientifica svizzera finalizzato a informare la delegazione svizzera alla COP 22 in merito agli aspetti scientifici dei cambiamenti climatici.</p><p>Infine, durante la Conferenza internazionale la delegazione svizzera cura nel modo migliore possibile i contatti con la comunità scientifica svizzera e i suoi rappresentanti in Svizzera o quelli presenti alla Conferenza a titolo indipendente (n. 62 direttive).</p><p>In queste circostanze, il Consiglio federale non ritiene necessario includere rappresentanti della comunità scientifica in ogni delegazione svizzera che partecipa alle conferenze internazionali sul clima.</p>  Risposta del Consiglio federale.