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In occasione delle diverse procedure di consultazione relative alla legge sul numero d'identificazione delle imprese abbiamo fatto notare le possibilità di sorveglianza e di lesioni della personalità che genera l'impiego di questo numero (IDI) nel settore business to business. Abbiamo inoltre raccomandato da un lato di vietarne l'impiego in questo settore o perlomeno di limitarlo, dall'altro che l'UST pubblichi in Internet l'IDI solo previa approvazione della persona interessata.
Come già menzionato nel nostro 16° rapporto di attività 2008/2009 (n. 1.1.4), l'esame del progetto di legge federale sul numero d'identificazione delle imprese (LIDI) mostra che per facilitare lo scambio di informazioni tra le imprese e l'Amministrazione (Business to Government - B2G) e all'interno dell'Amministrazione (Government to Government - G2G) l'impiego del numero d'identificazione delle imprese (IDI) è conforme al principio di proporzionalità, ma che invece l'impiego complementare tra le diverse imprese (Business to Business - B2B) aumenta considerevolmente le possibilità di sorveglianza e di lesione della personalità, poiché il numero può essere utilizzato soprattutto per l'allestimento di profili. Il progetto di legge non tiene sufficientemente conto di questi rischi. A nostro avviso, l'impiego dell'IDI per le applicazioni tra le imprese dovrebbe quindi essere vietato o perlomeno limitato.
Nell'ottica di utilizzare l'IDI non solo nei settori B2G e G2G, ma anche nel settore B2B, la legge dovrebbe prevedere che il Consiglio federale fissi i limiti di utilizzo in questo settore. Inoltre, i limiti menzionati nel rapporto relativo ai risultati della procedura di consultazione (divieto di impiegare l'IDI in modo abusivo, a fini pubblicitari o di marketing, o divieto di trasmettere l'IDI all'estero) dovrebbero essere ripresi a livello dell'ordinanza.
La prima versione del progetto prevedeva la pubblicazione su Internet dell'IDI da parte dell'Ufficio federale di statistica (UST), ad eccezione dei casi in cui la persona interessata vi si fosse opposta (principio di opt-out). In seguito alle nostre osservazioni in merito alle modalità di pubblicazione, l'UST ha modificato il suo progetto di legge di modo che l'IDI possa essere pubblicato su Internet soltanto se la persona interessata vi acconsente (principio opt-in). Del resto, riteniamo che la portata del consenso ai sensi dell'articolo 13 capoverso 1 del progetto di legge sia troppo generica e che questa disposizione debba essere modificata affinché l'approvazione sia limitata al caso concreto.