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Il sogno di Giovanni Paolo II di un nuovo umanesimo europeo è stato riproposto alla Polonia da Francesco nel discorso alle autorità e al corpo diplomatico che mercoledì lo hanno ricevuto al castello di Wawel, subito dopo l'arrivo all'aeroporto di Cracovia.
Il Papa s'è detto lieto d'inziare da qui la prima visita nell'Europa centro-orientale e ha espresso compiacimento per il percorso di riconciliazione compiuto dai polacchi sia con i tedeschi sia con la Chiesa ortodossa di Mosca. La memoria buona -ha spiegato il Pontefice- guida i destini dei popoli, apre porte chiuse, trasforma le difficoltà in opportunità e crea scenari dove sembrava impossibile.
E poi, alludendo ai timori di Varsavia nei confronti dei flussi migratori, l'auspicio che tutti coloro che fuggono da guerre e fame vengano accolti e la richiesta di un supplemento di saggezza per superare le paure.
Mentre era ancora a bordo dell'aereo che lo ha trasportato sulle rive della Vistola e commentando la barbara uccisione di un prete in Francia, il capo della Chiesa cattolica ha sostenuto che il mondo è in preda a una guerra d'interessi e di denaro, ma non certo di religione.
ANSA/AFP/dg
- RG delle 18.30 del 27 luglio 2016; le considerazioni, da Cracovia, di Bruno Boccaletti