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Papa Francesco? Un macho non diverso da milioni di sudamericani come lui. Il giudizio è della teologa cattolica basilese Monika Hungerbühler, che ha fra l'altro curato per anni trasmissioni religiose alla radiotelevisione svizzero tedesca.
La chiesa cattolico-romana è un sistema gerarchico in cui il potere di decisione è chiaramente distribuito "e in cui le donne non hanno strutturalmente alcun margine d'azione, perché a causa del loro sesso non possono diventare sacerdoti", afferma Hungerbühler in un'intervista pubblicata oggi dal portale Watson. "Trovo che questa sia una grande ingiustizia", aggiunge la teologa femminista, che ammette peraltro come le donne, sul piano pratico, possono comunque fare molto.
Il senso di appartenenza - spiega la 60enne - è dato proprio dal lavoro di assistenza spirituale e dai progetti con i rifugiati o con le persone colpite dalla povertà. Rimane però l'insoddisfazione: "come teologa cattolica, mi trovo in un dilemma perpetuo: ho sempre avuto un buon lavoro e ho potuto fare molte cose belle, eppure vi è un'ingiustizia strutturale che rimane".
Hungerbühler, che insieme ad altri 300 teologi l'anno scorso ha preso posizione per una piena parità fra i sessi nella chiesa cattolica, non vede passi avanti. "Abbiamo sì un Papa progressista sulle questioni sociali", afferma. "Ma in relazione alla sessualità e alle tematiche di genere va purtroppo detto che il Papa o non ne ha idea o è molto mal consigliato. È un tipico macho latinoamericano come milioni di altri".
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