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Per descrivere i meccanismi che entrano in gioco nella riproduzione delle disparità si ricorre attualmente alla nozione di razzismo strutturale. Come comprendere questa definizione? Che cosa bisogna immaginarsi? In quali ambiti della vita quotidiana si manifesta il razzismo strutturale? Quali ne sono le conseguenze per le persone direttamente toccate e per la società nel suo complesso?
La CFR ha commissionato all’Accademia di giornalismo e media (Académie de journalisme et des médias) dell’Università di Neuchâtel una ricerca per capire meglio come un sistema mediatico nel suo insieme possa produrre contenuti dagli effetti potenzialmente discriminatori.
Il progetto pilota della CFR semplifica la procedura di segnalazione: permette ai cittadini, ma anche agli addetti ai lavori e alle organizzazioni, di denunciare con pochi clic contenuti razzisti trovati su Internet e, se necessario, di chiedere una consulenza.
Il rapporto 2021 analizza i 630 casi di discriminazione razziale censiti dai 23 consultori membri della Rete di consulenza per le vittime del razzismo attivi nelle diverse regioni del Paese.
La norma antirazzista rende punibili gli atti razzisti che negano pubblicamente a una persona, in modo implicito o esplicito, il diritto a un’esistenza in condizioni di parità perché di razza, origine etnica o religione diversa. È inoltre penalmente perseguibile il rifiuto, dovuto a motivazioni razziali, di fornire merci o prestazioni destinate a tutti.