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Strapagato
Nuove ombre sulle consulenze d'oro dell'ex premier Cameron
Nuove ombre sulle attività da consulente d'affari strapagato svolte negli ultimi anni dall'ex premier conservatore britannico David Cameron per conto di una società finanziaria della City, la Grensill Capital.
L'azienda fu fondata dal suo amico miliardario ed ex consigliere governativo Lee Grensill, poi fallita al culmine della crisi alimentata dall'emergenza del Covid-19 a fine 2020.
Come svela un'inchiesta giornalistica della Bbc, Cameron – uscito definitivamente dalla politica attiva dopo la sconfitta del 2016 al referendum sulla Brexit che egli stesso aveva concesso, salvo fare poi campagna per la permanenza nell'Ue – avrebbe incassato ben 7 milioni di sterline (8,9 milioni di franchi al cambio attuale) in poco più di un anno di durata del suo incarico aziendale e personalmente incoraggiato alcuni investitori a esporsi in iniziative della società poco prima che questa finisse in bancarotta.
Una doppia rilevazione destinata a rilanciare le polemiche sulla vicenda e in generale sugli intrecci fra politica (Partito conservatore in testa) e business nel Regno Unito, oltre che sull'opportunità – come minimo – di un comportamento simile da parte di un ex primo ministro.
In termini legali, Cameron non è tuttavia al momento accusato di nulla; mentre a livello disciplinare un organismo di controllo sugli standard richiesti a ministri, parlamentari e veterani di governo lo ha nei mesi scorsi assolto in sostanza dal sospetto di violazione delle regole del codice di condotta sui conflitti d'interesse.
Ma non senza avanzare critiche e lasciando spazio alle polemiche sulle pressioni e i contatti fin troppo disinvolti da lui esercitati negli ultimi mesi di vita della Grensill Capital (anche se all'apparenza infruttuosamente) su almeno due ministri in carica del governo di Boris Johnson.
SDA