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LUCERNA - Le trattative tra l'Università di Lucerna e il professore di teologia Martin Mark, licenziato dall'ateneo, si sono concluse senza alcun accordo. L'ex decano della facoltà vuole ora intraprendere un'azione legale contro il provvedimento, che sarà effettivo dal 31 gennaio 2019.
Lo rende noto oggi l'ateneo della Svizzera centrale, che aveva motivato l'allontanamento di Mark con l'interruzione del rapporto di fiducia. Questi a sua volta sostiene di essere stato licenziato a causa di alcune sue domande scomode sulle finanze della facoltà.
La vicenda, che risale allo scorso luglio, ha suscitato scalpore nell'ambiente universitario a Lucerna. Mai nella sua storia infatti l'istituto aveva rotto il contratto con un suo professore. Gli studenti si erano opposti, lanciando una petizione e dicendosi «sgomenti, sbalorditi e delusi» per la decisione. Rimproveravano anche ai responsabili di aver comunicato in modo «maldestro e indegno» e di aver danneggiato la reputazione della facoltà.
Citandone le qualità umane e la conoscenza del Vecchio Testamento, gli allievi di Mark ne avevano dunque chiesto la reintegrazione nel corpo insegnanti. L'ateneo lucernese però non ha ceduto: non essendo stata trovata un'intesa, il licenziamento resta in vigore.
Mark, nato nel 1961 a Friburgo in Brisgovia, in Germania, e consacrato prete nel 1988, era stato nominato professore ordinario a Lucerna nella primavera 2013. Nel semestre autunnale 2014 era diventato decano della facoltà teologica, carica che ha mantenuto fino a primavera del 2017.
Il professore ha da parte sua affermato di rammaricarsi dell'interruzione dei colloqui decisa dalla direzione. Ai negoziati ha partecipato anche il rettore Bruno Staffelbach. La sua intenzione è ora quella di fare annullare il licenziamento da un tribunale.
L'ex decano di teologia aveva già intrapreso un'azione legale in questo senso, ma l'aveva ritirata, a suo dire in segno di buona volontà. Si dice ancora disponibile ad abbandonare la strada giudiziaria e a riprendere le trattative per trovare una conciliazione amichevole.