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Esposizione a pericolo della vita altrui, coazione sessuale, violenza carnale e lesioni semplici. Sono le accuse alle quali dovrà rispondere in aula, di fronte alla Corte delle assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, un 49enne ticinese, domiciliato a Locarno. Stando alla procuratrice pubblica Chiara Borelli, che settimana scorsa ha firmato il rinvio a giudizio, l'uomo avrebbe violentato la moglie, prostituta di professione, in tre occasioni. Come anticipato dalla Rsi, l'uomo chiedeva alla donna di spezzare le sigarette accese con i piedi. E sei lei rifiutava, scattavano eccessi d'ira. Il 23 marzo scorso, uomo avrebbe cominciato a ustionare le gambe della donna, per poi colpirla al viso e – secondo le testi dell'accusa – stringerle il collo fino a impedirle di respirare e infine violentarla. Altri due stupri risalirebbero al mese precedente. L’uomo, che è in carcere da aprile, contesta gli addebiti, ammettendo solo una lite a dicembre 2019. Stando alla perizia psichiatrica, per un deficit mentale l'accusato potrebbe beneficiare di una lieve scemata responsabilità. Borelli chiederà per lui una pena superiore ai 5 anni.