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SOLETTA - La Posta è accusata di aver violato nel norme sul riciclaggio di denaro e rischia di dover pagare una multa di 5 milioni di franchi. Il ministero pubblico solettese ha rinviato a giudizio l'azienda per aver consentito nel 2005 un prelievo di 4,6 milioni di franchi in contanti senza i dovuti controlli.
I soldi sono stati versati all'unico membro del consiglio di amministrazione della società BE Creativ-Service AG. Il ministero pubblico solettese aveva avviato un'inchiesta nel 2006 contro i due responsabili di questa società sospettati di aver stornato 34 milioni di franchi che i loro clienti gli avevano affidato per investimenti.
Il 10 febbraio 2005 due clienti olandesi avevano versato sul conto postale della BE Creativ-Service AG 5 milioni di franchi. Il giorno dopo il presidente del consiglio di amministrazione ha ritirato dallo stesso conto 4,6 milioni di franchi. Il denaro è stato subito trasferito all'estero e se ne è persa traccia.
Il ministero pubblico solettese rimprovera alla Posta di non aver richiesto nessuna informazione sull'origine e l'impiego del denaro malgrado il prelievo riguardasse una somma eccezionalmente elevata. Un'inchiesta è stata avviata nell'estate del 2007 a seguito di denunce di diverse persone truffate dalla BE Creativ-Service. Le indagini si sono concentrate dapprima su due dipendenti della Posta. Gli inquirenti hanno però accertato che le due impiegate che hanno effettuato il versamento in questione hanno rispettato le regole aziendali e prima di consegnare la somma hanno segnalato il caso all'ufficio interno che si occupa delle questioni di riciclaggio.
Il procedimento contro le due donne è quindi stato archiviato, ma per il ministero pubblico solettese la Posta non ha adottato i necessari provvedimenti organizzativi previsti dalla legge contro il riciclaggio di denaro. Secondo la procuratrice Barbara Lips l'azienda non dispone di un regolamento interno che precisi la procedura da seguire quando un cliente vuole ritirare un'ingente somma di denaro liquido. L'atto di accusa è stato depositato al Tribunale distrettuale di Soletta-Lebern. Se sarà riconosciuta colpevole, ha Posta rischia una multa fino a 5 milioni.
Postfinance respinge le accuse. L'unità finanziaria del "gigante giallo" ritiene di essersi comportata in modo corretto e di essere sufficientemente organizzata per evitare movimenti di denaro di dubbia provenienza.
È la prima volta che un procedimento prende di mira un'azienda, finora venivano accusati singoli dipendenti, secondo Daniel Thelesklaf, direttore del "Basel Istitute on Governance", ed ex capo dell'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro. Thelesklaf parte dal presupposto che esistevano regolamenti per lottare contro il riciclaggio alla Posta. Gli indizi di riciclaggio in questo caso esistevano. Il giorno prima del prelievo sul conto erano giunti 5 milioni e per procedere ad accertamenti accurati ci sarebbe voluto più di un giorno.
SDA-ATS