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BELLINZONA - L'ufficio presidenziale dei Verdi Liberali Ticino prende atto «con perplessità e rammarico» della recente presa di posizione del Consigliere Nazionale Verde Liberale Jürg Grossen riguardante la sua preferenza ad una candidatura femminile piuttosto che ticinese. «Ciò conferma un atteggiamento dei vertici del partito prettamente a sfavore di una rappresentanza del Ticino in quanto tale nell'esecutivo nazionale, più che una questione di scelta di genere, ovvero la presenza di una donna ticinese».
I Verdi Liberali Ticino sono dell’opinione che la regione linguistica italiana abbia le carte in regola per ambire ad un posto in Consiglio Federale, indipendentemente se uomo o donna, «purché si tratti di un profilo competente e preparato e che sia in grado di rappresentare gli interessi di tutta la Svizzera e allo stesso tempo portare avanti i temi e le peculiarità di quella parte di popolazione svizzera che risiede a sud delle alpi ma che spesso per mancanza di approfondite conoscenze e sensibilità non vengono percepiti con la dovuta determinazione da Berna».
I Verdi Liberali Ticino ricordano al signor Grossen e si chiedono se è cambiato qualche cosa da quelle scorse elezioni del Consiglio Federale del 2015 «allorché il gruppo parlamentare Verde Liberale si espresse compattamente a favore del candidato UDC Norman Gobbi, nonostante le evidenti divergenze politiche, dichiarando di sostenere la candidatura ticinese in quanto ritenuto che questa regione culturale e linguista dovesse nuovamente essere rappresentata in Consiglio Federale».
L'ufficio presidenziale dei Verdi Liberali Ticino invita quindi i colleghi confederati a rinnovare il loro sostegno per una rappresentanza ticinese in seno al Consiglio Federale.