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NEW YORK - Circa il 28% delle vittime di tratta identificate a livello mondiale sono bambini. In regioni come Africa subsahariana e America centrale e Caraibi, la percentuale sale rispettivamente al 64% ed al 62%. Questi i dati diffusi da Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) e Gruppo di coordinamento interagenzia contro la Tratta di esseri umani (Icat), alla vigilia della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani.
Unicef ed Icat stimano che il numero di bambini vittime di tratta sia maggiore rispetto a quanto suggeriscono i dati attuali. «La realtà - osservano - è che i bambini sono raramente identificati come vittime di tratta. Pochi si fanno avanti per paura dei trafficanti, mancanza di informazioni sulle opzioni disponibili, diffidenza nei confronti della autorità, paura di stigmatizzazione o per la possibilità di essere rimpatriati senza nessuna tutela e un supporto materiale limitato».
«I bambini rifugiati, migranti e sfollati sono categorie particolarmente vulnerabili alla tratta. Sia che stiano scappando da guerre o violenze o che siano alla ricerca di migliori opportunità di formazione o sostentamento, un numero esiguo di bambini trova strade per spostarsi regolarmente e in sicurezza con le loro famiglie. Questo aumenta le probabilità che i bambini e i membri delle loro famiglie utilizzino percorsi irregolari e più pericolosi o che i bambini si spostino da soli, fattore che li rende più vulnerabili a violenze, abusi e sfruttamento da parte di trafficanti».