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Banche
Credit Suisse cerca di esternalizzare parte dei suoi acquisti
Nel quadro del suo riorientamento strategico, Credit Suisse intende affidare a terzi una parte dei suoi acquisti di materiale e servizi.
Stando al portale finanziario elvetico Finews, un'impresa svizzera sarebbe sul punto di aggiudicarsi il mandato, con il trasferimento di un centinaio di dipendenti.
Il volume degli acquisti in questione ammonta a circa 4 miliardi di franchi, di cui si occupano attualmente quasi 250 dipendenti del numero due bancario elvetico in tutto il mondo. Si tratta, tra le altre cose, di acquisizioni informatiche, spese di viaggio, gestione delle strutture e mobili per ufficio, un dipartimento posto quest'anno sotto la guida di Daniel Helmig, precisa il portale svizzero-tedesco.
Interrogato oggi dall'agenzia finanziaria AWP, Credit Suisse non ha voluto esprimersi su eventuali soppressioni di impieghi. In una presa di posizione scritta, il gruppo afferma di «valutare continuamente modi per migliorare i propri sistemi operativi» e di «cercare costantemente di adattare le (sue) attività alle mutevoli esigenze dei clienti e all'evoluzione del mercato».
Stando a Finews, diversi grandi gruppi – tra i quali IBM, Accenture e Genpact – avrebbero partecipato al bando di concorso, che risale alla fine dell'estate, ma a quanto pare è un'azienda svizzera, Chain IQ, che ha fatto l'offerta migliore e sarebbe attualmente in trattativa con la banca per riprendere questa attività, nonché i circa 120 collaboratori di Credit Suisse.
Chain IQ ha sede a Zurigo, dispone di filiali a New York, Londra, Singapore, Mumbai e Bucarest ed è presente in una ventina di Paesi. Conta tra i suoi principali clienti UBS (dal 2013), BNP Paribas, l'agenzia di informazioni finanziarie Thomson Reuters, l'assicuratore Baloise e pure i grandi magazzini Manor.
Contattata da Finews, la società zurighese non ha voluto fare alcun commento.
mp