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Il suolo svizzero è oggetto di forti pressioni. La crescita demografica, una mobilità in continuo aumento e le esigenze spaziali dell'economia provocano un incremento del fabbisogno di superfici abitative e lavorative come pure di spazio per le infrastrutture dei trasporti. La superficie insediativa pro capite continua ad espandersi e ogni secondo va perso circa un metro quadrato di superficie agricola. In Svizzera lo sviluppo territoriale non è quindi così sostenibile come lo richiederebbe la Costituzione federale.
Per contrastare queste tendenze la Confederazione ha adottato una serie di contromisure di pianificazione territoriale. Con la revisione della legge sulla pianificazione del territorio, ad esempio, persegue l'obiettivo di arginare l'utilizzazione eccessiva del suolo e la speculazione fondiaria. Le zone edilizie troppo estese vengono ridimensionate e le riserve di terreni edificabili sfruttate in modo più mirato. Ciò garantisce uno sviluppo degli insediamenti più compatto, preserva il paesaggio e mantiene l'attrattiva della Svizzera come luogo di domicilio e di lavoro. In una seconda tappa, la revisione sarà incentrata sulla protezione delle terre coltive e su un migliore coordinamento territoriale delle infrastrutture. Il Progetto territoriale Svizzera, elaborato dalla Confederazione, dai Cantoni, dalle città e dai Comuni, fornisce il quadro orientativo e operativo entro cui si svolgerà questo processo.