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Il valore del pareggio strappato domenica sera contro l’Italia potrà essere misurato soltanto con il metro di giudizio del risultato ottenuto a Belfast contro l’Irlanda del Nord. Un successo a Windsor Park darebbe pieno significato allo 0-0 del St. Jakob e permetterebbe alla Svizzera di Murat Yakin di compiere un passo avanti sulla strada – peraltro ancora molto lunga e tortuosa – che conduce in Qatar. D’altro canto, la situazione è sempre stata chiara: sei partite da vincere a ogni costo e due da non perdere. E alla luce del pareggio dell’Italia contro la Bulgaria, la Svizzera si trova attualmente al primo posto virtuale della classifica del gruppo C. Battendo due volte i nordirlandesi (la seconda il 9 ottobre), una volta la Lituania (12 ottobre) e una volta la Bulgaria (15 novembre), la Nazionale di Yakin si troverebbe a un passo dalla qualificazione diretta.
Nelle occasioni in cui la Svizzera è scesa in campo con i favori del pronostico, non ha praticamente mai fallito. Dalla sconfitta concessa sette anni fa in Slovenia (1-0), ha confermato le aspettative dei bookmaker in 21 partite di qualificazione (Euro o Mondiali) su 23, per una percentuale di successo che supera il 90% e con una differenza reti di 62-10. Le altre due partite si sono chiuse in parità: 0-0 a Basilea contro l’Irlanda del Nord nello spareggio per Russia 2018 (risultato a ogni modo ininfluente) e 1-1 in Eire nel 2019.
Di Windsor Park, la Svizzera ha un buon ricordo, dopo il successo 1-0 nell’andata dello spareggio del novembre 2017. Ma da quella sfida ha di certo tratto una lezione importante: giocare contro una squadra britannica non è mai una passeggiata. Una lezione che Yakin farà bene a ricordare ai suoi, perché occorrerà la massima concentrazione e, soprattutto, il massimo impegno fisico. E, se possibile, pure una certa dose di concretezza sul fronte offensivo. Contro l’Italia, gli elvetici si sono difesi con ordine, ma la sfida di Belfast si dipanerà su una tela completamente diversa. A fare la partita dovranno essere i rossocrociati e a Yakin spetta il compito di trovare quelle soluzioni offensive che contro gli azzurri non era stato possibile creare… «Avremo bisogno di maggiore forza di penetrazione – conferma il tecnico basilese –. Dobbiamo essere più presenti in area avversaria, ma nel contempo mostrare molta pazienza. Contro l’Italia siamo stati capaci di far circolare il pallone e di avere un buon possesso palla, dimostrando di saper giocare a calcio. Siamo però consapevoli che saremo noi i favoriti, per cui in termini di sforzo mentale la sfida di Belfast sarà più impegnativa rispetto a quella contro l’Italia. Dovremo essere pronti e determinati sul piano fisico, perché se li lasci giocare possono diventare pericolosi».
Yakin potrà contare sul rientro in squadra di Remo Freuler (squalificato contro gli azzurri), ma ciò nonostante quella che scenderà in campo a Windsor Park sarà ancora una volta una Svizzera rimaneggiata. Davanti ci si aspetta uno Zuber maggiormente incisivo rispetto a domenica e un Seferovic capace di ritrovare, almeno in parte, la forma espressa all’Europeo. La velocità e le doti tecniche di Vargas, inoltre, potrebbero risultare molto utili.
Secondo il sito rsi.ch, la Nazionale rossocrociata si radunerà a Lugano prima del doppio confronto di novembre contro l’Italia (il 12 a Roma) e Bulgaria (il 15 a Lucerna), le ultime due partite della campagna di qualificazione. La Nazionale mancava dal Ticino dal 2018, quando aveva affrontato in amichevole il Qatar a Cornaredo e poi il Belgio a Lucerna nell’ultima sfida di Nations League.
È un’Irlanda del Nord diversa, quella che la Svizzera ritroverà a quattro anni di distanza dallo spareggio per Russia 2018. In campo come nella società. Se nel novembre 2017 i rossocrociati avevano conosciuto una Belfast tutto sommato tranquilla, pur se con qualche timore per la Brexit che si profilava all’orizzonte, nel 2021 la capitale nordirlandese ha riacceso il fuoco sotto le ceneri, con la ripresa degli scontri tra unionisti, indipendentisti e forze dell’ordine. Alla base, proprio la Brexit, per raggiungere la quale si era deciso di mantenere l’Irlanda del Nord nel mercato comune (e non tagliarla fuori dall’Eire), con il risultato di innalzare una sorta di barriera commerciale con il resto della Gran Bretagna, barriera che ha reso più difficili gli scambi, tanto da creare addirittura penuria di generi alimentari sugli scaffali dei supermercati.
La situazione, insomma, rimane tesa, soprattutto attorno ai “peace lines”, i muri che continuano a dividere i quartieri cattolici da quelli protestanti. Proprio come teso è l’ambiente all’interno di una Nazionale in via di restyling dopo i fasti del 2016 (ottavi di finale all’Euro) e la buona campagna in vista di Russia 2018, chiusa allo spareggio con una sconfitta casalinga (rigore inesistente trasformato da Rodriguez) e uno 0-0 a Basilea con clamoroso salvataggio sulla linea, pure quello di Rodriguez, all’ultimo minuto. Questa sera gli irlandesi si giocheranno probabilmente le ultime chance per continuare a sognare la presenza in Qatar. Con 4 punti in 3 partite, non possono permettersi di perdere ulteriore terreno. Quella diretta da Ian Baraclough è una squadra in ricostruzione, con un nuovo tecnico e nuovi giovani che dovrebbero garantire il ricambio generazionale.
Il selezionatore inglese ha fatto leva sull’apporto dei tifosi che dovrebbero stipare Windsor Park e ha promesso loro “A night to remember”, una notte da ricordare. Tuttavia, le tre vittorie ottenute nelle ultime quattro partite non fanno granché testo, in quanto giunte contro Malta, Lituania ed Estonia.
Baraclough ha assunto l’incarico di c.t. nella primavera del 2000, in piena pandemia, suscitando qualche perplessità in quanto poco conosciuto. Dalla sua aveva però il buon lavoro svolto con la U21 (6 vittorie in 10 partite nelle qualificazioni all’Europeo, con un successo sui futuri campioni della Spagna). Salito al gradino superiore, il 50enne inglese ha promosso diversi giovani della U21, cinque dei quali titolarizzati nella vittoria di settimana scorsa in Lituania (4-1). Nel complesso, però, il gruppo nordirlandese non annovera grandi nomi. Con Jonny Evans (Leicester) infortunato, un solo giocatore di Premier fa parte del gruppo, Jamal Lewis, laterale del Norwich (gli altri giocano nelle leghe inferiori, principalmente in Inghilterra e Scozia).
Irlanda del Nord: Peacock-Farrell; Smith, Cathcart, Ballard, Lewis; Thompson, McCann, Davis, McGinn; Lavery, Washington.
Svizzera: Sommer; Widmer, Akanji, Elvedi, Rodriguez; Frei; Fassnacht, Freuler, Zakaria, Zuber; Seferovic.
Arbitro: Lechner (Austria).
Note: Irlanda del Nord senza Evans (infortunato) e McNair (infortunato); Svizzera senza Xhaka (Covid), Shaqiri, Embolo (fuori forma), Mbabu e Benito (infortunati).