Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/201673

<h2>SubmittedText<h2><p>Per il rinnovo o la costruzione di immobili sono state fissate delle norme in materia di isolamento termico. Esistono già incentivi o prescrizioni per migliorare l'efficienza energetica del parco immobiliare, un elemento importante per la riduzione delle emissioni di CO2. Se, tuttavia, un proprietario non effettua il risanamento energetico, è il locatario a dover in definitiva sostenere costi maggiori, senza avere la possibilità di cambiare la situazione. Il Consiglio federale è incaricato di studiare un meccanismo in base al quale, dopo un periodo di 15 anni, i proprietari che non hanno risanato i loro edifici debbano farsi carico dei costi energetici supplementari.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La riduzione del consumo di energia negli edifici rappresenta un elemento importante della Strategia energetica 2050 e viene sostenuta dal Consiglio federale. Si tratta, tuttavia, di un obiettivo pubblico e, pertanto, andrebbe raggiunto tramite norme e incentivi sanciti dal diritto pubblico. Il diritto in materia di locazione che, in quanto diritto civile, disciplina i rapporti tra privati non è la sede giusta per farlo. </p><p>A ciò si aggiunge che la disposizione proposta contrasterebbe con il principio della pigione commisurata ai costi contenuto nel Codice delle obbligazioni (CO) poiché i proprietari dovrebbero farsi carico di una parte dei costi di riscaldamento senza poterli addossare ai locatari. Di conseguenza non potrebbero realizzare un rendimento adeguato o avrebbero perfino delle perdite.</p><p>La disposizione proposta causerebbe inoltre elevati oneri dal punto di vista dell'esecuzione. Ogni locatore dovrebbe rilevare tutti gli anni i consumi energetici dell'immobile, confrontarli con i dati ipotetici di riferimento di un edificio risanato per calcolare la differenza e, tenendo conto dei prezzi energetici, inserirli nel conteggio delle spese accessorie. </p><p>Sorgerebbero molte domande sui dettagli tecnici che andrebbero gestite correttamente; è evidente che ciò metterebbe in difficoltà molti locatori privati e causerebbe un onere sproporzionato per effettuare il conteggio. Una simile disposizione potrebbe pertanto comportare delle incertezze giuridiche.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.