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Dal comunicato del G20 sparisce, rispetto ai vertici degli anni scorsi, ogni riferimento alla lotta al protezionismo, in quella che sembra essere una chiara vittoria di Donald Trump.
I leader fanno solo riferimento all'esistenza di "problemi sul fonte del commercio" e si sottolinea la necessità di riformare il WTO: "C'è spazio per un miglioramento" di questo organismo, scrivono i leader.
Nel comunicato finale è scritto fra l'altro che "i grandi movimenti di rifugiati sono una preoccupazione globale con conseguenze umanitarie, politiche, sociali ed economiche: sottolineiamo l'importanza di azioni condivise per affrontare le cause profonde dello spostamento e rispondere alle crescenti esigenze umanitarie".
Il G20 resta inoltre in contrasto con gli USA sui cambiamenti climatici: nella dichiarazione finale i Paesi firmatari dell'accordo di Parigi, tranne gli Stati Uniti, confermano che l'intesa è "irreversibile" e gli impegni previsti debbano essere "pienamente attuati" pur rispettando le differenze esistenti da Stato a Stato. Nel paragrafo successivo si sottolinea invece che gli USA ribadiscono la propria decisione di ritirarsi dall'accordo.