Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01227.jsonl.gz/330

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Potrebbe forse riaprirsi il caso Uwe Barschel a quasi 25 anni dalla misteriosa morte del politico tedesco, il cui cadavere, completamente vestito, fu trovato l'11 ottobre 1987 in una vasca da bagno piena d'acqua dell'Hotel Beau-Rivage a Ginevra. Specialisti dell'Ufficio penale dello Schleswig-Holstein, Land di cui Barschel era stato primo ministro, hanno trovato tracce genetiche di una persona ancora sconosciuta.
DNA estraneo
La notizia, diffusa dal domenicale "Welt am Sonntag", è stata confermata oggi all'agenzia tedesca Dpa dall'ex deputato nel parlamento regionale Werner Kalinka, membro della CDU come Barschel, che aveva chiesto nuove indagini nel 2010. Secondo Kalinka gli inquirenti hanno trovato tracce di DNA di un estraneo sulla giacchetta portata da Barschel nell'albergo ginevrino, come pure sulle calze e sulla cravatta. Anche su un asciugamano dell'hotel sono state trovate tracce della stessa persona. Si tratta ora di scoprire - afferma - se appartengano a una donna delle pulizie o a qualcuno che nella camera non doveva entrare.
Il "caso Barschel" è una delle vicende che più hanno scosso l'opinione pubblica tedesca nella seconda metà del secolo scorso. Gli inquirenti lo avevano archiviato come suicidio, in patria nel 1998 e a Ginevra nell'aprile 1999, ma la vedova del 43enne ex primo ministro, Freya Barschel, ha sempre sostenuto la tesi dell'assassinio. Una tesi accreditata successivamente anche dal procuratore di Lubecca Heinrich Wille, che aveva archiviato l'indagine per mancanza di prove.
Nonostante i nuovi ritrovamenti, la Procura della città anseatica appare riluttante ad avviare nuove indagini. Le tracce di DNA riscontrate non sono dettagliate a sufficienza per stabilire il sesso della persona sconosciuta e non bastano per identificarla, ha dichiarato il procuratore capo Thomas-Michael Hoffmann alla "Welt am Sonntag". "Dal punto di vista del diritto processuale allo stato attuale delle cose non possiamo fare altro", ha affermato.
SDA-ATS