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La divisione di questa considerevole somma ha sollevato questioni complesse tra i dipendenti. Secondo il contratto di lavoro firmato al momento dell'assunzione, metà di questo "tesoretto" va ai dipendenti, mentre l'altra metà resta nelle casse del Casinò di Campione d’Italia. Ma la vera questione era: come suddividere esattamente questo montante tra i 173 dipendenti della casa da gioco?
Questo quesito ha portato a molteplici sfide. Molti addetti ai tavoli verdi ritenevano di avere diritto a una quota maggiore delle mance rispetto ai loro colleghi con funzioni diverse, generando tensioni.
Dopo lunghi mesi di trattative, incontri e interventi da parte delle organizzazioni sindacali, le parti hanno cercato una soluzione facendo ricorso all'arbitrato dell'Ispettorato provinciale del lavoro di Como. Importante sottolineare che una porzione di questo tesoretto è già stata distribuita equamente tra i dipendenti con stipendi più bassi, allineati a quelli dei casinò ticinesi, sicuramente inferiori a quelli percepiti prima della chiusura del famoso edificio progettato da Mario Botta.
Il tanto atteso accordo, che verrà firmato il 13 novembre, prevede una divisione basata su cinque percentuali differenti, a seconda del ruolo svolto dai dipendenti all'interno del casinò. Tuttavia, una proposta di distribuzione uniforme delle mance, sostenuta da quasi la metà dei dipendenti, non è stata accettata, rendendo la decisione finale ancora più attesa e discussa.