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Cina, Russia e Cuba sono tra i nuovi membri eletti nel Consiglio dei diritti umani dell'Onu dall'Assemblea Generale.
Il mandato, che dura tre anni, inizia il 1 gennaio 2021. Non è invece stata eletta l'Arabia Saudita, un altro dei paesi la cui candidatura è stata fortemente contestata.
Gli altri membri eletti nell'organo delle Nazioni Unite sono stati: Costa d'Avorio, Gabon, Malawi, Senegal, Nepal, Pakistan, Uzbekistan, Ucraina, Bolivia, Messico, Francia e Gran Bretagna.
Fatta eccezione per il gruppo Asia-Pacifico, dove si erano presentati cinque candidati per quattro posti (e appunto Riad è rimasta fuori), le altre candidature non erano contestate.
"Il fallimento dell'Arabia Saudita nel conquistare un seggio nel Consiglio dei diritti umani è un gradito promemoria della necessità di una maggiore concorrenza nelle elezioni delle Nazioni Unite. Se ci fossero stati altri candidati, anche Cina, Cuba e Russia avrebbero potuto perdere", ha commentato Louis Charbonneau, direttore di Human Rights Watch per l'Onu.
L'elezione "di questi paesi immeritevoli non impedirà comunque al Consiglio di far luce sugli abusi e di parlare per le vittime - ha continuato - Anzi, essendo nel consiglio, questi molestatori saranno direttamente sotto i riflettori".