Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01140.jsonl.gz/1400

BERNA - L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha constatato «gravi lacune» presso la banca Raiffeisen nell'ambito dell'indagine, durata otto mesi, riguardante la gestione dell'azienda. L'istituto riconosce i punti dolenti e manifesta l'intenzione di porvi rimedio.
In generale la FINMA «constata una grave violazione del diritto in materia di vigilanza»: Raiffeisen ha gestito in maniera insufficiente i conflitti d'interesse e il Consiglio di amministrazione (Cda) ha disatteso il suo obbligo di vigilanza sull'ex Ceo Pierin Vincenz, consentendogli potenzialmente di trarre vantaggi economici a danno della banca, afferma la FINMA nel rapporto pubblicato oggi sul procedimento di "enforcement" (applicazione coercitiva delle disposizioni di legge).
Con il termine "enforcement" l'ente intende «tutte le attività di vigilanza nell'ambito delle quali è chiamata ad accertare, sulla base di indizi di violazione del diritto in materia di vigilanza, se è stata effettivamente commessa un'infrazione». La FINMA applica le norme della Legge federale sulla procedura amministrativa. Se riscontra una infrazione, nell'ambito del procedimento di "enforcement" ordina le misure necessarie tramite decisione impugnabile e ne sorveglia l'applicazione.
Nel caso in questione, visto le gravi carenze venute alla luce, l'autorità ha disposto soprattutto misure per migliorare la corporate governance, ovvero gli strumenti, le regole, i processi e i sistemi aziendali finalizzati a una corretta ed efficiente gestione dell'impresa.
Le autorità avevano avviato gli accertamenti presso Raiffeisen nel 2016 sulla base di indizi di possibili conflitti d'interesse. Sotto la guida di Vincenz, la banca aveva assunto numerose partecipazioni che hanno spesso condotto a un «cumulo di ruoli e a conflitti d'interesse», afferma la FINMA. Lacune sono state riscontrate anche nella gestione del rischio per la concessione di crediti all'ex CEO e ad altre persone.
Il 61enne Vincenz è al centro di un procedimento penale della procura zurighese per possibili conflitti di interesse durante il mandato alla testa del consiglio di amministrazione (Cda) di Aduno, gruppo zurighese attivo nel settore dei pagamenti senza contanti, dei crediti privati e del leasing. L'uomo è anche stato denunciato da Raiffeisen per amministrazione infedele.
Secondo la FINMA, il Cda della banca è stato carente anche nel controllo delle spese sostenute da Vincenz: per anni l'ex CEO ha versato onorari elevati e forfettari al consulente a lui prossimo superando in misura talora notevole il budget a disposizione nella sua funzione. Benché fosse a conoscenza degli sforamenti, il Cda non li ha mai contestati, oltre a ignorare a quale scopo fossero destinate le somme anche ingenti. Non ha neppure mai sorvegliato, dal 2012, le partecipazioni private di Vincenz, consentendogli, potenzialmente, di di trarre vantaggi economici a danno della banca.
Raiffeisen riconosce la disposizione della FINMA e annuncia di aver intrapreso misure per ristabilire una situazione di normalità, informa l'istituto bancario in un suo comunicato. La banca sottolinea di aver già applicato numerose misure nel corso degli ultimi due anni e di aver intensificato gli sforzi negli ultimi mesi. Le cinque dimissioni (annunciate o già avvenute) nel Cda sono la prova del rinnovamento in corso. Raiffeisen Svizzera ha anche commissionato un'indagine interna sulle partecipazioni rilevanti, sulla base della quale trarrà le dovute conseguenze entro la fine del 2018.
Citato in una nota odierna, il vicepresidente del Cda Pascal Gantenbein afferma: "Il Consiglio di amministrazione di Raiffeisen Svizzera ha la responsabilità di portare a termine coerentemente il percorso di rinnovamento avviato due anni fa, al fine di garantire costantemente una corporate governance ineccepibile. Ci assicureremo che tali mancanze non si verifichino nuovamente."
Per la FINMA le misure già adottate e quelle annunciate sono "idonee a migliorare la corporate governance della banca e la gestione dei conflitti d'interesse". Ha deciso comunque di assegnare a un incaricato indipendente il compito di verificarne l'attuazione e l'efficacia.