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Il leader cinese caduto in disgrazia, Bo Xilai, ha continuato oggi a respingere seccamente tutte le accuse nel secondo giorno del processo nel quale è imputato per corruzione e abuso di potere. La stampa cinese, che è sotto il controllo del governo di Pechino, mette in risalto la "trasparenza" del processo dopo che ieri il Tribunale di Jinan ha diffuso su Internet un'ampia sintesi del procedimento.
Il blog del Tribunale ha avuto circa 390mila contatti, a dimostrazione del successo che la "diretta" del processo ha avuto tra la popolazione. Lo stesso Bo Xilai ha avuto la possibilità di ribattere le accuse e di controinterrogare l'unico testimone a carico presentato in aula dalla Procura del Popolo.
Alcuni giornali, tra cui quello del Partito Comunista, il Quotidiano del Popolo, criticano il suo comportamento definendolo "arrogante" e sostengono che le prove a suo carico sono "irrefutabili". Bo, 64 anni, fino a due anni fa sembrava destinato ai vertici del Partito e dello Stato quando è stato coinvolto in una ancora oscura storia di potere e tradimenti e sua moglie, Gu Kailai, è stata condannata all'ergastolo per l'omicidio del suo partner in affari britannico, il faccendiere Neil Heywood.
SDA-ATS