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Si chiama Origin, ed è in grado di rilevare le più piccole tracce di vita sulla superficie di altri corpi celesti del Sistema solare
Berna – L'università di Berna ha sviluppato uno strumento di altissima precisione in grado di rilevare le più piccole tracce di vita sulla superficie di altri corpi celesti del Sistema solare con un dispendio esiguo. Si chiama Origin - come il bestseller di Dan Brown - e interessa anche l'agenzia spaziale statunitense NASA.
Il vantaggio di questo rispetto ai precedenti rilevatori di vita nello spazio è duplice: da un lato, la sensibilità di misura del dispositivo di Berna supera di molte volte quella dei prodotti concorrenti. D'altra parte, analizza i campioni sul posto, senza che vengano falsificati tramite la preparazione o il trasporto.
Degli impulsi laser sono diretti verso la superficie da esaminare, che rilascia così piccole quantità di materiale; e in una seconda fase Origin ne analizza la composizione chimica, spiega Niels Ligterink, del centro dell'ateneo della città federale per la ricerca della vita (Center for Space and Habitability, CSH) e primo autore dello studio internazionale che presenta l'apparecchiatura, pubblicato sulla rivista "Nature Scientific Reports".
Lo strumento è stato sviluppato da Andreas Riedo nei laboratori di ricerca spaziale e di planetologia dell'Istituto di fisica dell'università di Berna.