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All'USI arriva un nuovo manuale di lavoro per affrontare le sfide globali 'spinose'
Servizio comunicazione istituzionale
Nel corso del semestre primaverile 2018, e nell'ambito del World Challenges Programme, l'USI ha inaugurato un nuovo corso volto a promuovere il pensiero critico e a comprendere e risolvere i problemi globali complessi, i cosiddetti "wicked problems". Da allora, il corso Tackling World Challenges ha fatto passi avanti e le esperienze raccolte finora hanno portato alla pubblicazione, da parte dell’editore Routledge, del manuale intitolato "The Sustainability Grand Challenge. A Wicked Learning Workbook", curato, tra gli altri, da Michael Gibbert, professore ordinario di Marketing all'USI e dalla co-autrice Monika Maślikowska, dottoranda presso la Facoltà di Comunicazione, Cultura e Società dell'USI.
I "problemi spinosi”, per definizione, sono questioni complesse di portata globale senza una soluzione chiara, come la migrazione, il cambiamento climatico, l'inclusione sociale, l'uguaglianza di genere e lo spreco alimentare. Come possiamo affrontare le grandi sfide del mondo? "I wicked problems richiedono un approccio di apprendimento altrettanto ‘spinoso’, dice il professor Michael Gibbert. "Con questo manuale abbiamo sviluppato un approccio indiretto alla soluzione dei problemi in cui gli studenti imparano ad affrontare un problema indirettamente da una prospettiva più ampia, ad esempio, delle risorse naturali o dei diritti degli animali, e imparando a conoscerli attraverso l'impegno, coinvolgendo al contempo diversi referenti, tra cui le organizzazioni di esperti, le aziende, i giovani o i docenti".
Il manuale propone quindi un nuovo modello di insegnamento che, insieme alla prospettiva pedagogica di cui sopra, include anche una prospettiva di sostanza, cioè il tema della sostenibilità come principale denominatore comune alla base dei wicked problems. "Gli studenti, una volta laureati, si troveranno ad affrontare le esigenze di una vita più sostenibile in tutti gli ambiti della loro vita professionale e privata", spiega il Prof. Gibbert. "La sostenibilità - con approcci ‘spinosi’ o innovativi - segnerà il prossimo decennio, il periodo in cui gli attuali studenti di Master faranno carriera e cresceranno le loro famiglie. Le loro decisioni strategiche dovranno includere la sostenibilità innovativa come criterio fondamentale. Quindi, gli studenti - e i loro docenti - devono essere pronti".
Da parte sua, Monika Maślikowska, responsabile dell'amministrazione del corso negli ultimi tre anni aggiunge: "Poiché le condizioni di lavoro che operano nel contesto della sostenibilità si stanno evolvendo in forme dinamiche di collaborazione virtuale transfrontalieri, il mondo accademico deve adattarsi alle complessità dei problemi complessi associati, alla multidisciplinarietà e alla maggiore diversità. Questo approccio inclusivo all'istruzione coinvolge non solo gli accademici, ma anche i professionisti e gli studenti nella creazione di conoscenza, permettendo agli studenti di diventare i catalizzatori che imparano ad operare in un contesto di incertezza anche al di fuori del mondo accademico".
“Tackling World Challenges" è un corso opzionale inter-universitario che si rivolge agli studenti del terzo anno dell'USI (campus di Lugano), della Stockholm School of Economics (Svezia) e della Hanken School of Economics (Finlandia). Gli studenti partecipano principalmente tramite una "classe virtuale" - un sistema introdotto molto prima della crisi pandemica che ha costretto le scuole di tutto il mondo a passare alla modalità digitale. All'inizio di quest'anno, poco prima della pandemia, una ‘classe’ di 35 studenti di queste tre università ha condotto un field project, che è il 'piatto forte’ del corso e i cui contenuti sono stati in seguito modificati sulla scia della pandemia.