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Svizzera, 15 settembre 2019
Per Micheline Calmy-Rey il miliardo di coesione all'UE non è sufficiente, "bisogna aumentare l'importo in segno di buona volontà"
Secondo l'ex Consigliera federale socialista Micheline Calmy-Rey la Svizzera dovrebbe aumentare il contributo previsto all'Unione europea, attualmente 1 miliardo e 300 milioni di franchi benchè sia comunemente chiamato "miliardo di coesione". Questo in "segno di buona volontà" verso Bruxelles.
L'ex direttrice del Dipartimento degli affari esteri, in carica dal 2003 al 2011, si esprimeva sul "SonntagBlick" a proposito dei rapporti tra Svizzera e UE e della situazione di stallo creatasi attorno all'Accordo quadro, trattato che Bruxelles vorrebbe finalizzare mentre la Svizzera continua a tergiversare.
Secondo Calmy-Rey, la Svizzera dovrebbe tornare a rinegoziare l'accordo quadro con l'Ue e allo stesso tempo aumentare l'importo del cosiddetto "contributo di coesione", attualmente fissato a 1 miliardo e 300 milioni di franchi.
"La situazione di stallo può essere superata, ma occorre prendersi il tempo per trovare un consenso interno,
questo è decisivo. Il popolo ha l'ultima parola. E l'attuale proposta non ha buone chances alle urne" sostiene la ginevrina.
Ma l'Ue dice che questo accordo è da prendere o lasciare, gli fa notare l'intervistatore: "non sono così sicura, questa è tattica negoziale", risponde la 74enne. "Se riusciamo a proteggere le condizioni di lavoro e i salari in Svizzera, nonché a creare un meccanismo diverso di risoluzione delle contese l'accordo riuscirà. Tutti sono interessati in tal senso. D'altra parte la Svizzera può fare di più, per esempio aumentando il miliardo di coesione".
Come l'Accordo quadro, anche la sorte del miliardo di coesione è in bilico. Il parlamento ha rinviato il dibattito sul tema a dopo le elezioni federali del 20 ottobre. Calmy-Rey non è d'accordo: "questa somma non è solo da versare, è anche da aumentare per mostrare la nostra buona volontà", conclude.