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ROMA - È «raccomandabile» un prolungamento dell'intervallo tra la prima e la seconda dose dei vaccini anti-Covid a mRna, ovvero quelli di Pfizer/BioNTech e Moderna.
Lo indica il ministero della Salute italiano, in una circolare che raccoglie il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) nazionale di somministrare la seconda dose 42 giorni dopo la prima. Questo lasso di tempo «non inficia l'efficacia della risposta immunitaria» spiega il Cts, dato che «la prima somministrazione di entrambi i vaccini a mRna conferisce già efficace protezione rispetto allo sviluppo di patologia Covid-19 grave in un’elevata percentuale di casi (maggiore dell’80%)».
Sulla base di queste alte percentuali, quindi, «si configurano condizioni in cui è opportuno dare priorità a strategie di sanità pubblica che consentano di coprire dal rischio il maggior numero possibile di soggetti nel minor tempo possibile». Anche perché «rimane una quota significativa di soggetti non vaccinati che, per connotazioni anagrafiche o patologie concomitanti, sono a elevato rischio di sviluppare forme di Covid-19 gravi o fatali».
Il modello è quello del Regno Unito, dove questa strada è già stata seguita in tempi di scarsa disponibilità di dosi. L'intervallo consigliato da Pfizer tra prima e seconda dose è di 21 giorni, che diventano 28 con Moderna. Vari studi clinici hanno dimostrato che, con i preparati a mRna, la protezione 2-3 settimane dopo la prima somministrazione oscilla tra il 52 e l'80%.
È «raccomandabile» un prolungamento dell'intervallo tra la prima e la seconda dose dei vaccini anti-Covid a mRna, ovvero quelli di Pfizer/BioNTech e Moderna.