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L’attuale crisi economica è in larga parte imputata alla pandemia di coronavirus. Difficile pensare che il covid-19, e soprattutto le misure disposte per contenerlo, possano non avere conseguenze a livello economico, come indicano i dati economici relativi al periodo del lockdown.
Tuttavia, ritornando con la memoria al periodo pre-pandemico, che oramai sembra un secolo fa, non erano in pochi a dire che l’economia mondiale dava segnali di cedimento e che si prospettava una crisi economica molto grave alle porte. Lo scorso autunno diversi osservatori di spicco si erano susseguiti nel “profetizzare” che sarebbe arrivata una crisi economica piuttosto grave. Lo aveva detto ad esempio la direttrice del FMI, Kristalina Georgieva, come aveva ricordato in un precedente Boomerang (vedi qui).
Esattamente un anno fa, il 20 ottobre 2019, era stato invece l’ex governatore della Banca d’Inghilterra, Marvyn King, diceva qualcosa di simile, definendo l’economia mondiale “sonnambula”. King, inoltre, imputava la crisi imminente al fatto che, dopo la crisi del 2008/09, non si siano apportati i necessari cambiamenti nel mondo della finanza…
20 ottobre 2019
Il mondo sta andando verso una nuova crisi economica e finanziaria che avrà conseguenze devastanti per il sistema di mercato democratico. A lanciare questo allarme è Marvyn King, l'ex governatore della Bank of England, la banca centrale britannica.
Lord King, che era in carica alla banca d’Inghilterra durante la crisi del sistema bancario globale e la conseguente crisi economica di un decennio fa, ha detto che la resistenza ad un nuovo modo di pensare significa che si profila all’orizzonte una ripetizione di quanto avvenuto nel 2008-2009.
Come riporta il quotidiano britannico “The Guardian”, in una conferenza a Washington in occasione della riunione annuale del Fondo Monetario Internazionale, King ha detto che non c'è stato alcun dubbio fondamentale sulle idee che hanno portato alla crisi di un decennio fa.
"Un'altra crisi economica e finanziaria sarebbe devastante per la legittimità di un sistema di mercato democratico", ha detto l’ex governatore della Bank of England. "Rimanendo fedeli alla nuova ortodossia della politica monetaria e fingendo di aver reso sicuro il sistema bancario, siamo in un sonnambulismo che ci porta di nuovo verso quella crisi".
King ha aggiunto che gli Stati Uniti subirebbero un "armageddon finanziario" se la loro banca centrale, la Federal Reserve, non avesse la potenza di fuoco necessaria per combattere un altro episodio simile alla crisi scaturita dai mutui subprime.
Il predecessore di Mark Carney quale governatore della Bank of England ha osservato che dopo la Grande Depressione degli anni '30 c'era stato un nuovo modo di pensare e un cambiamento intellettuale. "Nessuno può dubitare che stiamo vivendo ancora una volta un periodo di turbolenze politiche”, ha detto King. “Ma non c'è stata una messa in discussione comparabile delle idee alla base della politica economica. Questo deve cambiare".
L'ex governatore della banca centrale britannica ha osservato come il clima economico e politico raramente abbia conosciuto simili turbolenze: la guerra commerciale USA-Cina, le rivolte a Hong Kong, i problemi in paesi emergenti come l'Argentina e la Turchia, crescenti tensioni tra Francia e Germania sulla futura direzione dell'euro, il conflitto politico sempre più aspro negli Stati Uniti. "Le increspature sulla superficie della nostra politica sono diventate onde che si infrangono man mano che i venti del cambiamento hanno acquistato forza", ha detto.