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La denuncia arriva da un'ex collaboratrice di una delle principali indagate del Qatargate: «È una delle persone più marce mai conosciute».
BRUXELLES - Viaggi di piacere con la sorella a New York, vacanze natalizie e favori in cambio di ricompense. Tutto con i soldi pubblici greci. Una ex collaboratrice di Eva Kaili, l'ex vicepresidente del Parlamento europeo arrestata nell'ambito dell'inchiesta sul Qatargate, punta il dito contro la politica ellenica e in un lungo post su Facebook la bolla come «una delle persone più marce mai conosciute».
Sofia Mandilara riferisce di aver lavorato per l'ex vicepresidente del Pe dal 2013 al 2014 come impiegata al Centro di ricerca per le questioni di uguaglianza (Kethi), fondato nel 1994 e finanziato e supervisionato dal Ministero dell'Interno greco.
Nel 2013, la politica greca ha assunto la presidenza del Centro e, scrive Mandilara, ha permesso l'assunzione della sorella Magdalena violando il regolamento interno. La donna denuncia anche di essere stata estromessa dal proprio posto per una presunta mancanza di titoli, nonostante la sua laurea magistrale, la conoscenza di tre lingue straniere e il conseguimento della patente informatica Ecdl.
Dopo aver fatto ricorso, Mandilara è stata reintegrata al suo posto due anni più tardi