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SVIZZERA
17.06.19 - 09:39
Un accordo che non è più vitale: «Quando il tempo è galantuomo»
Dopo le dichiarazioni di Cassis secondo cui il mancato accordo istituzionale con l'UE non sarebbe drammatica, Marco Chiesa interroga il Consiglio federale
BERNA - Durante l’Assemblea dei delegati della Società degli impiegati del commercio, che si è svolta sabato pomeriggio al Lac, il Consigliere federale Cassis ha affermato che l’accordo istituzionale con l'UE «non è vitale» per la Svizzera. Per Cassis, l'esistenza della Svizzera non sarebbe minata: «Se l’accordo quadro non riuscisse a giungere al termine del suo percorso, che venga fermato dal Parlamento o da una votazione popolare, non sarà una questione drammatica», ha aggiunto.
Secondo il deputato dell'UDC Marco Chiesa, il capo del DFAE «non poteva essere più chiaro di così» nel sostenete «quanto l’UDC va dicendo da tempo». E «al fine di spazzare il campo da uno degli argomenti prediletti dai favorevoli a questo accordo coloniale, ossia la minaccia dell’isolazionismo della Svizzera», ha deciso di interrogare il Consiglio federale per porre le seguenti domande:
- Il CF condivide le riflessioni del CF Cassis, in particolare quella che un’eventuale non sottoscrizione dell’accordo istituzionale non rappresenti una questione drammatica per il nostro Paese?
- Le aziende svizzere potranno continuare a esportare i propri prodotti nell’UE anche senza un nuovo accordo istituzionale? Il famigerato accesso al mercato è dunque garantito anche senza la sottoscrizione di un accordo istituzionale?
- In caso di rappresaglie economico-commerciali da parte dell’UE dal momento che non sottoscrivessimo l’accordo istituzionale, la Svizzera ha la possibilità, l’intenzione e la forza di approntare delle contromisure per difendere i propri interessi?
- Queste eventuali contromisure sono già state definite e, se non fosse il caso, non sarebbe prudente e accorto allestire una lista di risposte a una crescete pressione europea al fine di non farci trovare impreparati?
- Il CF non dovrebbe comunicare trasparentemente e collegialmente alla popolazione svizzera che l’accordo istituzionale non è una questione di vita o di morte per il nostro Paese, piuttosto che lasciare aleggiare queste minacce da parte di alcune associazioni di categoria e partiti politici?