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Un quadro etico per i professionisti della sanità che sono confrontati alla sofferenza di pazienti in fin di vita. È quanto ha emesso l'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) in nuove direttive legate al tema dell'assistenza al suicidio.
Esse concernono la rinuncia volontaria all'alimentazione e all'acqua e tengono conto della tendenza crescente a praticare sedazioni palliative in fin di vita. Le direttive precisano le situazioni in cui può essere applicata una sedazione continua profonda fino al decesso.
È quindi ritenuta ammissibile l'assistenza medica al suicidio per pazienti in grado di discernere, in preda a sofferenze insostenibili e/o a limitazioni funzionali. Occorre però che tutte le alternative siano fallite o siano state rifiutate.
Si sottolinea tuttavia che i pazienti non possono pretendere tale assistenza: ogni medico deve essere libero di prenderla in considerazione o meno.
ATS/ARi