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Se non riduciamo le emissioni, "le temperature in aumento cancelleranno interi settori economici". È l'avvertimento della direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde che oggi, venerdì, ha chiuso i quattro giorni del Forum economico mondiale (WEF) di Davos.
I numeri del riscaldamento climatico li ha presentati Lagarde durante il panel dedicato alla "Economia globale in transizione", con tematiche che toccavano anche i movimenti demografici, le diseguaglianze, l'innovazione.
La temperatura della terra è salita di un grado dalla fine del 19esimo secolo, "ma la gran parte negli ultimi 35 anni". Dal 2010 ad oggi si sono avuti i cinque anni più caldi di sempre. E dunque senza uno sforzo globale per tagliare emissioni l'effetto economico, calcola l’FMI, sarà catastrofico.
A quantificarlo ancora meglio ci ha pensato Kristalina Georgieva, da febbraio presidente della Banca mondiale: un rialzo delle temperature di 2,5 gradi porterà via il 15% del Pil globale, uno di tre gradi il 25%. "Prima di parlare del riscaldamento - è l'invito dell'economista bulgara - mettetevi davanti la foto dei vostri figli e nipoti".
Greta: il volto del WEF
Non solo politici ed economisti: il volto del WEF è anche quello di Greta Thunberg, la 16enne svedese diventata famosa per i suoi scioperi a favore del clima che ha portato anche a Davos la sua battaglia. Qui, nel cuore delle Alpi, ha preso di petto i supermanager, accusando molti di loro di essere corresponsabili per il disastro climatico. Greta è stata ricevuta da Christine Lagarde e dal direttore esecutivo del WEF, Klaus Schwab. "Ti sosterremo in ogni modo possibile", ha promesso Lagarde. "Sono ottimista sul futuro grazie a giovani in tutto il mondo come Greta Thunberg”.