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Questa volta i guai per l'UBS non provengono da Oltre Atlantico, ma da un paese confinante, la Francia. Stando all'ufficio della procura di Parigi, che ha confermato una notizia diffusa sabato dal giornale economico "Les Echos", contro l'istituto è stata aperta un'inchiesta poiché sussiste il forte sospetto che quest'ultima abbia aiutato cittadini francesi ad evadere il fisco. I reati contestati sono frode fiscale e riciclaggio dei proventi.
La procedura, affidata al giudice istruttore Guillaume Daieff, segue un'inchiesta preliminare della polizia avviata nel marzo del 2011. Questa indagine doveva stabilire se vi fossero indizi tali da giustificare un passo ulteriore.
Le prime analisi sulle pratiche di UBS in Francia sono state eseguite dagli organi giudiziari delle dogane. Il rapporto che ne è seguito è stato messo a disposizione della procura parigina un mese fa.
Stando al giornale "Les Echos", le infrazioni di cui è sospettata la banca possono essere punite con cinque anni al massimo di prigione e una multa di 750 mila euro. Al momento dell'apertura dell'inchiesta preliminare, la banca aveva negato le accuse.
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