Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/96198

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è chiamato ad assicurare, con strumenti analoghi all'ordinanza (CE) n. 1005/2008 e mediante un controllo adeguato della catena di fornitura, che non vengano importati in Svizzera prodotti derivanti dalla pesca illegale, non dichiarata o non regolamentata e che l'origine di tali prodotti sia garantita.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza del problema della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN). Per questo motivo esso approva gli sforzi intrapresi al fine di ottenere una maggiore trasparenza in tutta la catena di fornitura nel settore della pesca. Ratificando la Convenzione dell'ONU del 10 dicembre 1982 sul diritto del mare, la Svizzera si è impegnata politicamente a proteggere gli oceani. Negli anni scorsi essa si è impegnata ulteriormente a favore di soluzioni a livello internazionale, in particolare nel quadro dell'Organizzazione mondiale della salute animale (OIE). Occorre inoltre rilevare che con i label facoltativi si ottengono buoni risultati. A tale proposito si deve menzionare in particolare il label del Marine Stewardship Council (MSC, Consiglio d'intendenza marittima), che è molto diffuso anche in Svizzera. Inoltre la promozione della pesca sostenibile ha pure luogo nell'ambito del Swiss Import Promotion Programm. Il Consiglio federale è quindi anche disposto ad accettare la mozione Rechsteiner-Basel 09.3694, "Cooperazione allo sviluppo e label MSC. Sostegno ai pescatori locali".</p><p>L'autore della mozione incarica il Consiglio federale di attuare per analogia il Regolamento 1005/2008/CE. Esso è la trasposizione della Convenzione dell'ONU del 10 dicembre 1982 sul diritto del mare nell'Unione europea. Il regolamento entrerà in vigore presumibilmente nel 2010. Tuttavia esso stabilisce in un primo tempo unicamente i principi e le prime misure inerenti al modo in cui occorre lottare contro la pesca INN nell'Unione europea. In particolare esso disciplina soprattutto le condizioni di accesso ai porti della comunità, i trasbordi in mare nonché le attività di controllo, di ispezione e di verifica degli Stati membri, allestendo in particolare una lista comunitaria dei pescherecci INN. Siccome si tratta in primo luogo di misure inerenti ai porti, la Svizzera non può applicarle in quanto è un Paese senza sbocchi sul mare. Inoltre verrà introdotto un sistema di certificazione applicabile al commercio dei prodotti della pesca. Tuttavia l'indispensabile regolamento d'esecuzione che disciplina le modalità di attuazione del Regolamento 1005/2008/CE non è ancora stato emanato. Inoltre le competenze concernenti l'introduzione e i controlli delle certificazioni secondo il Regolamento 1005/2008/CE non sono ancora state chiarite.</p><p>Una trasposizione in Svizzera dipende, da un lato, dall'attuazione definitiva del sistema introdotto nell'Unione europea dal Regolamento 1005/2008/CE e, dall'altro, dall'ulteriore evoluzione dei rapporti contrattuali tra la Svizzera e l'Unione europea nel settore delle derrate alimentari.</p><p>Un'azione anticipata della Svizzera equivarrebbe a un approccio unilaterale e isolato e potrebbe provocare l'insorgere di nuovi ostacoli al commercio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.