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Oltre al danno la beffa: a distanza di anni dalla prima esposizione all'amianto si manifesta una malattia mortale, e nessuno è chiamato a risponderne poiché sono scaduti i termini di prescrizione. Per rimediare a questa ingiustizia, le persone coinvolte in Svizzera hanno indetto una tavola rotonda per trovare una soluzione speciale. Ecco come è nato nel 2017 il «Fondo per le vittime dell'amianto».
Tra le conquiste del sistema di sicurezza sociale svizzero vi è il fatto che le prestazioni assicurative non vanno in prescrizione. Pertanto anche se un mesotelioma dovuto all'amianto si manifesta a decenni di distanza dalla prima esposizione professionale, le prestazioni assicurative vengono erogate per intero. Diversa è la situazione per le richieste di risarcimento.
Nel 2004 un ex installatore di turbine si ammalò di mesotelioma pleurico. Soprattutto tra il 1965 e il 1978 aveva lavorato su turbine a vapore rivestite di amianto. La Suva riconobbe il caso come malattia professionale versando le relative prestazioni assicurative. Ciò nonostante l'assicurato denunciò non solo l'ex datore di lavoro, ma anche la Suva e promosse un'azione di responsabilità per ottenere un risarcimento del danno.
L'ex installatore di turbine morì nel 2005. Nei processi successivi i giudici, e nel 2010 anche il Tribunale federale, invocarono il termine di prescrizione e di perenzione di dieci anni a decorrere dall'ultima esposizione. Secondo i calcoli, tale termine era scaduto nel 1988. Per questo le autorità giudiziarie non entrarono nel merito della denuncia.
La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo rilevò che in quel caso l'applicazione fedele della legge era in contrasto con il principio di equità. Nel 2014 riconobbe una violazione del diritto di accedere ai tribunali: il termine di prescrizione invocato dai giudici svizzeri, infatti, non consentiva di svolgere un processo equo.
In Svizzera si scatenò così una lotta per arrivare a una soluzione politica che non violasse la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Nelle Camere federali fu proposta una proroga della prescrizione assoluta per i «danni fisici a lungo termine», ma il dibattito e la procedura di appianamento delle divergenze giunsero a un punto di stallo: le parole d'ordine erano certezza del diritto, difficoltà di prova, obbligo di conservazione degli atti, e deponevano a sfavore di un prolungamento del termine di prescrizione.
Diverso fu l'iter della soluzione politica di compromesso proposta dal consigliere federale Alain Berset nel 2015. In questo caso non vi erano modifiche da apportare alla legislazione e fu possibile ottenere un risultato.
Berset istituì una tavola rotonda alla quale parteciparono associazioni delle vittime, associazioni professionali e imprese allo scopo di risolvere il «problema delle vittime dell'amianto non risarcite». Alla tavola rotonda, presieduta da Moritz Leuenberger, consigliere federale dal 1995 al 2010, parteciparono anche la Suva e la Confederazione. L'obiettivo era dare la giusta considerazione alle vittime non assoggettate all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.
Nel 2016 i partecipanti hanno concordato i principi in base ai quali nel 2017 è stata creata la fondazione di diritto privato «Fondo per le vittime dell'amianto». Il fondo, alimentato da associazioni, imprese e società di assicurazioni, ha lo scopo di indennizzare le persone danneggiate dall'esposizione all'amianto. Il capitale iniziale e le promesse di donazione ammontavano rispettivamente a 6 e 24 milioni di franchi. Nel complesso si stima che, fino al 2025, saranno necessari circa 100 milioni di franchi per finanziare il fondo.
Gli aiuti del fondo sono rivolti alle persone che si sono ammalate di mesotelioma maligno dopo il 2006. Chi riceve un indennizzo dal fondo si impegna in contropartita a rinunciare a far valere pretese di responsabilità civile. La tavola rotonda ha deciso inoltre di istituire un servizio di assistenza per i malati e i superstiti,disponibile in tutte e tre le principali regioni linguistiche del Paese.
Immagine iniziale: Moritz Leuenberger (a sinistra), consigliere federale dal 1995 al 2010, ha diretto la tavola rotonda che ha portato a una soluzione per le vittime dell'amianto.
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