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Nell'ambito del progetto internazionale "Inside out" dello street artist francese JR, il fotografo Mark Henley ha realizzato i ritratti di 51 richiedenti l'asilo, alloggiati in rifugi della protezione civile del cantone di Ginevra. Posati per terra il 16 marzo, i loro volti non hanno resistito a lungo sotto i passi dei pedoni. I ritratti "risusciteranno" in una sala espositiva.
È la manifestazione di un rigetto dei migranti e dei rifugiati o l'inevitabile conseguenza di un collocamento su uno spazio in cui si incrociano molti mezzi di trasporto pubblici e i loro utenti? Nella notte che ha seguito la posa dei 51 ritratti alla rotonda di Plainpalais (nel centro di Ginevra), i volti sono stati rovinati o completamente distrutti dai passanti e dalla pioggia. Secondo il fotografo Mark HenleyLink esterno – che è stato premiato due volte dalla Swiss Press Photo Award – si è trattato di atti deliberati di razzisti, che ha sostituito la mattina successiva. Tuttavia, poche ore dopo, i ritratti erano nuovamente danneggiati.
La coordinatrice del progetto (sostenuto dall'Ospizio generale, ossia l'organo responsabile dell'aiuto sociale del cantone) spiega che questo sfortunato destino fa parte del concetto. "Eravamo coscienti di tale possibilità. Una volta posati per terra, questi ritratti appartengono alla popolazione, così come l'intera operazione di JR", osserva Jessica Tabary, arteterapeuta.
Ma è ragionevole e rispettoso dare la possibilità ai passanti di camminare simbolicamente sulla testa di coloro che hanno già sofferto molto nella loro vita di esiliati? Oltre tutto nell'ambito di una settimana di sensibilizzazione contro il razzismo? La domanda rimane, anche se l'azione nello spazio pubblico non è l'unico elemento del progetto.
In ogni caso, questi 51 ritratti saranno riproposti in una mostra che sarà inaugurata la settimana prossima alla Galerie La Cave, sempre a Ginevra. Saranno affiancati da selfie di richiedenti l'asilo in varie parti della città e da scatti della fotografa Juliette Russbach, che ha immortalato incontri tra rifugiati e persone che esercitano diverse professioni.
(Testo: Frédéric Burnand; foto: Mark Henley/Panos Pictures e Frédéric Burnand)