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I negoziati della COP26, la conferenza sul clima in corso a Glasgow, vanno ai tempi supplementari e non porteranno a un risultato prima di sabato pomeriggio. Lo ha fatto sapere il presidente dell'evento, Alok Sharma. Dopo intense trattative, restano sul tavolo le questioni della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, dell'impegno finanziario degli Stati più ricchi e della fine delle sovvenzioni per le energie fossili. L'obiettivo iniziale dell'evento scozzese - lo ricordiamo - è quello di tagliare del 45% le prime entro il 2030 e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 per limitare a 1,5° il riscaldamento del pianeta fino alla fine del secolo.
Un membro della presidenza britannica ha svelato questo venerdì sera che una terza bozza di risoluzione sarà pubblicata sabato mattina attorno alle 09.00 ora svizzera, seguita da una nuova riunione plenaria che dovrebbe condurre all'approvazione di un'intesa.
- SEIDISERA del 12.11.2021 La diretta di Claudio Bustaffa
Per diverse ore i rappresentanti di quasi 200 Paesi hanno continuato in giornata a portare avanti le proprie rivendicazioni. Il secondo progetto diffuso venerdì in mattinata aveva reso più vago l'appello ad abbandonare le fonti energetiche non rinnovabili, convincendo l'Arabia Saudita a non far fallire l'appuntamento. Sono state intanto concluse alcune intese settoriali: una cinquantina di Paesi si è impegnata a una graduale dismissione delle centrali a carbone, ma l'accordo non è stato sottoscritto da colossi come Stati Uniti, Cina, Australia e India. Cento Stati, invece, hanno stabilito di fermare la deforestazione entro il 2030.