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La banca privata Wegelin, la più antica banca svizzera accusata dalle autorità americane di evasione fiscale, si è dichiarata oggi colpevole.
Nel corso di un'udienza tenutasi presso la corte distrettuale di Manhattan, l'istituto ha ammesso di aver aiutato facoltosi cittadini americani ad evadere le tasse per un totale di 1,2 miliardi di dollari, nascosti in conti offshore.
Contattata dall'ats, Wegelin non ha voluto rilasciare dichiarazioni. L'istituto è oggetto di un procedimento ancora in corso, si è limitata a dire la portavoce Albena Björck.
Wegelin, con sede a San Gallo, era finita nel mirino delle autorità statunitensi a fine gennaio 2012, dopo che tre suoi collaboratori erano stati accusati negli Stati Uniti di complicità in evasione fiscale.
In seguito, il ministero della giustizia aveva sporto denuncia contro la stessa banca. Poco prima del rinvio a giudizio Wegelin aveva ceduto tutte le sue attività, tranne quelle americane, alla Banca Raiffeisen.