Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/159027

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di prendere provvedimenti affinché vengano effettuate indagini approfondite in merito a pratiche illegali del consolato generale di Eritrea a Ginevra. In particolare per quanto concerne la riscossione di imposte e l'agevolazione di viaggi di rimpatrio non ammessi di cittadini eritrei. Se a fronte delle indagini dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol) i sospetti dovessero confermarsi, il Consiglio federale dovrà intervenire e chiudere il consolato generale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Vi è il sospetto che i membri della diaspora eritrea debbano versare allo Stato eritreo un'imposta con un'aliquota unica del 2 per cento sul loro reddito. Il pagamento della somma sarebbe una condizione per aver diritto a determinate prestazioni consolari delle rappresentanze eritree.</p><p>Questa presunta prassi viene condannata regolarmente soprattutto dai media e associata al sospetto di ricatto. La Polizia giudiziaria federale ha svolto un'indagine al riguardo e di recente ha sporto denuncia presso il Ministero pubblico della Confederazione che deve ora decidere se è giustificato aprire un'inchiesta.</p><p>La rappresentanza eritrea a Ginevra ha le funzioni di un'ambasciata e, in quanto tale, comprende anche una sezione consolare. Inoltre esercita la funzione di rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra. Se si accetta la presenza di un'ambasciata straniera sul territorio svizzero, secondo gli usi internazionali si è tenuti ad autorizzare l'esercizio delle funzioni attribuitele dal diritto internazionale pubblico. La richiesta di sospendere le attività consolari - che costituiscono i compiti usuali di un'ambasciata -, comporterebbe la chiusura dell'ambasciata eritrea nel suo insieme. Ciò significherebbe che i cittadini eritrei non avrebbero più accesso in Svizzera alle prestazioni consolari del loro Paese, con conseguenti svantaggi. Per esempio sarebbero costretti a sollecitare tali prestazioni presso un'ambasciata eritrea di un Paese terzo.</p><p>Ai sensi del diritto internazionale pubblico uno Stato può vincolare la fornitura di prestazioni da parte delle rappresentanze all'estero alla riscossione di tasse. Conformemente al diritto nazionale, uno Stato può anche prevedere che i suoi cittadini siano soggetti a imposte anche se sono domiciliati in un altro Stato. La struttura dell'imposta deve tuttavia rispettare il diritto internazionale pubblico. Sono interessati in particolare eventuali convenzioni per evitare le doppie imposizioni applicabili e i diritti dello Stato, in cui le persone interessate sono domiciliate, soprattutto per quanto riguarda l'esercizio del potere dello Stato sul territorio straniero (art. 271 del Codice penale svizzero).</p><p>Se, nel corso di un'eventuale inchiesta del Ministero pubblico della Confederazione, dovesse risultare che l'Eritrea commette azioni illegali attraverso le sue rappresentanze in Svizzera, si potrebbero adottare provvedimenti diplomatici in base alla gravità delle azioni illegali, indipendentemente da eventuali procedimenti penali che ne potrebbero risultare. Se la gravità del reato lo giustificasse, questi provvedimenti potrebbero considerare anche la chiusura dell'ambasciata eritrea.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.