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BERNA - La buona integrazione degli stranieri passa attraverso una stretta collaborazione tra istanze pubbliche ed economia privata. Cinque anni dopo il lancio di un progetto in tal senso, la Conferenza tripartita ritiene che questa cooperazione possa ancora essere rafforzata.
Grazie al dialogo sull'integrazione, avviato nel 2012 affinché le piccole e medie imprese (PMI) aiutino i loro dipendenti stranieri a integrarsi sul luogo di lavoro, circa 2000 rifugiati in più hanno accesso al mercato del lavoro, ha comunicato oggi la Conferenza tripartita (CT).
Questo successo mostra che gli attori dell'economia e della società civile devono svolgere un ruolo attivo nell'incoraggiamento dell'integrazione. La CT «si aspetta anche che le istanze pubbliche coinvolgano il settore privato sufficientemente presto nei progetti d'integrazione e questo fin dalla loro preparazione».
Tra le altre raccomandazioni, l'accesso alla formazione professionale, iniziale e continua, dovrebbe essere resa più flessibile. La Confederazione e i Cantoni dovrebbero considerare nuove forme di finanziamento affinché le persone che hanno redditi ridotti possano formarsi. I partner sociali dovrebbero esaminare la possibilità di finanziare la formazione iniziale e continua con somme prelevate dai loro fondi paritetici.
Cantoni, Città e Comuni dovrebbero inoltre essere più attivi nell'ambito della piccola infanzia. Le istanze federali in carica del settore dovrebbero meglio coordinare la loro azione. Il volontariato in favore dei migranti è un altro ambito che Cantoni, Città e Comuni devono meglio coordinare con il settore privato. Potrebbero essere istituite Commissioni della migrazione.
Le organizzazioni della società civile e le associazioni di migranti dovrebbero riflettere sulla creazione di luoghi e attività che favoriscono gli incontri. Quanto alle organizzazioni più importanti, esse potrebbero considerare di nominare responsabili dell'integrazione, suggerisce la piattaforma della Confederazione, dei Cantoni, delle Città e dei Comuni.