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Premetto che è da una vita (ho 89 anni) che seguo queste competizioni. A 18 anni guidavo la Benelli 250 di mio padre. Ero un fanatico di Dario Ambrosini, che nel 1950 conquistò il titolo mondiale. L’ho visto correre, mi sembra nel 1951, a Locarno, dove vinse. A suo tempo le moto non avevano le sospensioni telescopiche.
Sempre nel 1951, nel Gp di Francia, circuito di Albi, ad Ambrosini fu affidata una nuova versione della Benelli 250 con sospensioni telescopiche. Durante le prove, però, cadde e perse la vita in questo incidente.
Detto questo ho sempre seguito queste gare alla televisione, anche ieri domenica 24 ottobre 2021 su RSI 2, tuttavia, mi sembra di poter dire che nel tempo queste gare sono diventate alquanto barbose, almeno per me. Nel senso che a furia di precisazioni eccessive, inserimento continuo di 3 o 4 tabelle con i diversi dati è diventato impossibile seguire la gara vera e propria.
Non mi credete: provate a leggere solo 2 pagine di un libro e contemporaneamente per esempio guardare una bella donna e anche ascoltarla. Se poi, oltre a tutto quello che esce sullo schermo, cercate di capire tutto quello che dicono i 2 commentatori, che tante volte non interessano la gara, ma gli specialisti, le cose si complicano. A me prende l’ansia, o meglio l’angoscia e spengo il televisore.