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Con una petizione munita di 32'000 firme - oltre un quarto delle quali, 8500, raccolte in Ticino - l'Associazione traffico e ambiente (ATA) chiede alle Ferrovie federali di rinunciare a chiudere tutti i loro "punti vendita partner".
Attualmente le FFS collaborano con 52 punti vendita partner che dispongono di un assortimento di biglietti ridotto. All'inizio di settembre 2016 le Ferrovie avevano annunciato la fine della collaborazione con i partner di distribuzione Migrolino, La Posta e Valora, nonché con i gestori delle stazioni private, con effetto dal primo gennaio 2018.
Motivo addotto: l'utilizzo di questi canali negli ultimi anni è fortemente diminuito con la crescente tendenza all'acquisto di biglietti online. Abbandonando la collaborazione con terzi, le FFS prevedono di risparmiare circa 5 milioni di franchi all'anno sui costi di distribuzione.
Nella sua petizione l'ATA denuncia la prevista chiusura dei 52 punti vendita "entro la fine di quest'anno". A suo avviso il "modello agenzia" funziona "in modo efficace e vantaggioso", come dimostra "il numero impressionante di 32'000 firme" raccolte. Per gli utenti dei trasporti pubblici - sostiene l'associazione - "è importante poter acquistare i biglietti allo sportello".
L'ATA definisce "piuttosto modesto" il previsto risparmio di 5 milioni, corrispondenti alle commissioni versate ai partner per i biglietti venduti, considerato che "questa decisione colpisce circa un quarto di tutti i punti vendita con servizio in Svizzera".
Le FFS partono dal principio - scrive ancora l'ATA - che dopo la chiusura di questi punti vendita con servizio tutti acquisteranno biglietti ai distributori automatici, online o con un telefono mobile. Di fatto - prosegue - si può temere che le persone poco a loro agio con le nuove tecnologie preferiranno prendere l'auto o rinunciare a spostarsi, cosa non auspicabile.
La maggior parte delle firme sono state raccolte nelle regioni colpite: la Svizzera orientale, Basilea Campagna, il Giura bernese e il Ticino. Un portavoce dell'ATA ha precisato all'ats che nel cantone sudalpino ne sono state raccolte 8500, per la maggior parte alla stazione di Giubiasco, il cui sportello è gestito dall'associazione "inclusione andicap ticino", ex Federazione ticinese integrazione andicap (FTIA).
La consigliera nazionale Evi Allemann (PS/BE), presidente dell'ATA, ha depositato la settimana scorsa un nuovo intervento parlamentare sulla questione, che si aggiunge ad altri. A suo avviso, il gran numero di firme raccolte "dà una chance di salvare questi sportelli". "Facciamo pressione sulle FFS affinché trovino soluzioni concrete con le stazioni interessate", afferma la promotrice della petizione citata nella nota.
SDA-ATS