Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/186039

<h2>SubmittedText<h2><text><p>Secondo quanto riportato dai media, lo scorso autunno l'Ufficio anticrimine tedesco (BKA) ha offerto informazioni dettagliate relative ai Panama Papers agli inquirenti di 17 Stati europei. Quest'ultimi includono oltre 16 milioni di documenti provenienti da uno studio legale offshore con sede a Panama, il quale coordinava una rete internazionale di frodi fiscali e di criminalità economica la quale è stata resa nota all'opinione pubblica nell'aprile 2016 da un consorzio internazionale di giornalisti.</p><p>Secondo la BKA, dal maggio 2017 le autorità tedesche sarebbero in possesso dell'intera raccolta di dati dei Panama Papers. Da oltre un anno una task force speciale in Germania sta analizzando milioni di raccolte di dati su circa 270 000 società bucalettere. Di conseguenza sono già state comminate sanzioni penali e ordinati rimborsi fiscali per oltre 140 milioni di euro.</p><p>Secondo le informazioni dei media i dati grezzi dei Panama Papers sarebbero stati offerti nel settembre 2018 anche all'Ufficio federale di polizia (Fedpol).</p><p>Si pongono i seguenti interrogativi:</p><p>1. Quale importanza attribuisce il Consiglio federale alle raccolte di dati dettagliati dei Panama Papers per individuare frodi fiscali e casi di criminalità economica in relazione con la Svizzera?</p><p>2. Le autorità inquirenti svizzere utilizzeranno nell'ambito delle loro inchieste i pacchetti di dati Panama Papers della BKA per individuare le frodi fiscali e casi di criminalità economica in relazione con la Svizzera?</p><p>3. In caso contrario, per quale motivo?</p><p>4. Dalla pubblicazione dei Panama Papers, nell'aprile 2016, in Svizzera sono in corso numerose indagini condotte segnatamente dalle autorità fiscali e dal Ministero pubblico della Confederazione. Quale bilancio intermedio si può trarne? Quanti procedimenti penali sono stati avviati e quanti conclusi? Quante sanzioni e quanti rimporsi fiscali sono già stati decisi e per quali importi?</p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>1. Va innanzitutto sottolineato che l'AV-MPC non può rispondere per il Consiglio federale o l'Amministrazione federale e i suoi uffici.</p><p>2.-4. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha preso atto dei resoconti mediatici in questione ed esamina costantemente la situazione informativa corrispondente. Le autorità di perseguimento penale sono vincolate dalle basi legali relative alla raccolta e all'utilizzabilità delle prove. Come previsto nel Codice di procedura penale (CPP), possono essere utilizzati esclusivamente i mezzi di prova leciti. Le prove raccolte in modo penalmente illecito o in violazione di norme che ne condizionano la validità non possono essere in linea di massima utilizzate (art. 139 segg. CPP).</p><p>Secondo la circolare numero 1 dell'Ufficio federale di giustizia del 20 giugno 2014 le domande di assistenza giudiziaria indirizzate alle Svizzera e presentate nell'ambito di un procedimento penale fondandosi su dati rubati devono essere respinte poiché contrarie al principio della buona fede fra gli Stati (cfr. https://www.rhf.admin.ch/dam/data/rhf/strafrecht/wegleitungen/rundschreiben-datendiebstahl-i.pdf). Inversamente, le autorità svizzere non possono presentare a uno Stato estero domande cui esse non potrebbero dar seguito giusta la legge federale sull'assistenza in materia penale (art. 30 cpv. 1 AIMP).</p></text>