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Oltre 160 sovvenzioni, in settori diversi, nuocciono alla biodiversità. È la constatazione a cui arriva uno studio dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e del Forum Biodiversità dell'Accademia svizzera delle scienze naturali.
I responsabili delle due organizzazioni hanno sottolineato oggi ai media a Berna che nel quadro della convenzione sul tema la Svizzera si è impegnata ad adattare o sopprimere entro fine anno le sovvenzioni che fanno male alla biodiversità.
Fra finanziamento di trasporti, promozioni delle piccole centrali idroelettriche, sviluppo urbano e tassi d'imposizione ridotti per gli oli minerali, Confederazione, Cantoni e Comuni accordano 162 sovvenzioni che nuocciono alla biodiversità, per un totale stimato di 40 miliardi di franchi all'anno.
Si tratta di una stima tenuta al minimo, ha sottolineato Lena Gubler del WSL, prima autrice dello studio, all'agenzia Keystone-ATS. Per circa un terzo dei finanziamenti accordati, non è stato possibile stimare il costo sulla biodiversità.
Gli scienziati forniscono quindi qualche raccomandazione: la biodiversità deve essere inclusa come nuovo criterio nell'esame regolare degli aiuti nel quadro della legge sulle sovvenzioni. Questo concerne la Confederazione, ma anche Cantoni e Comuni. Incentivi quale l'imposizione ridotta per gli oli dovrebbero poi essere accordati solo in casi eccezionali.