Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/167993

<h2>SubmittedText<h2><p>Preso atto del recente annuncio sulla riorganizzazione, o meglio, sui tagli apportati ad Agroscope, il centro di competenza federale per la ricerca agronomica, è opportuno valutare le conseguenze dirette sul settore vitivinicolo svizzero. Per la vitivinicoltura svizzera, l'attività di Agroscope funge da fondamento nazionale di ricerca e sviluppo. Nello specifico grazie all'attività diffusa in tutte le regioni vitivinicole svizzere si sono potuti sviluppare i sistemi produttivi, così come la progettazione e la gestione dei vigneti. L'introduzione di nuovi vitigni e la continua ricerca e selezione hanno consentito un significativo miglioramento della produzione. Negli ultimi anni, Agroscope è stato a fianco del settore vitivinicolo svizzero anche nell'ambito della lotta a nuove malattie. Fatte queste premesse, preoccupato per gli sviluppi, formulo le seguenti domande: </p><p>1. La ristrutturazione di Agroscope porterà a una diminuzione delle prestazioni di ricerca, sviluppo e consulenza a favore del mondo vitivinicolo svizzero? Se la risposta è negativa, a seguito della ristrutturazione, come saranno organizzate ed elargite le prestazioni odierne?</p><p>2. Nello specifico quali attività e prestazioni, legate alla vitivinicoltura nazionale, hanno subito o subiranno un ridimensionamento?</p><p>3. Vi sono attività o prestazioni a favore della vitivinicoltura svizzera che saranno cedute a terzi? A chi? Ai cantoni? A singole regioni?</p><p>4. Agroscope ha svolto un'attività nazionale a favore del "vino svizzero" senza distinzioni regionali. L'approccio nazionale ha certamente rappresentato un plusvalore molto rilevante. La riorganizzazione non compromette tutto quanto realizzato negli ultimi anni perdendo importante know how e l'approccio nazionale?</p><p>5. Agroscope conduce sperimentazioni che vanno dal Giura al Ticino, passando per il Mittelland e le Alpi. Quali conseguenze avrà la ristrutturazione sulle varie sedi? Quali sono state chiuse? Quali ridimensionate?</p><p>6. Come può essere garantito un approccio nazionale, una ricerca che contempli tutte le realtà del Paese, se la riorganizzazione prevede una centralizzazione con conseguente perdita di contatti e competenze nelle realtà ambientali locali e particolari (ad es. Vallese e Ticino)?</p><p>7. Il settore vitivinicolo svizzero deve preoccuparsi per il progetto di riorganizzazione in corso presso Agroscope? Se la risposta è negativa, perché?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La nuova struttura di Agroscope, in vigore dal 1° gennaio 2017, da un lato attua le prescrizioni in materia di risparmio del Consiglio federale, disposte alla luce dei preoccupanti deficit di bilancio. Dall'altro è una risposta alle critiche mosse e alle lacune constatate anche dopo la riorganizzazione del 1° gennaio 2014. Nel contempo, la nuova organizzazione consente di reagire in maniera più efficiente ed efficace alle sfide che si profilano per la ricerca agronomica, comprese la vitivinicoltura e la produzione vinicola svizzere.</p><p>Di seguito si riportano le risposte alle domande poste:</p><p>1./5./7. L'obiettivo di Agroscope è preservare le prestazioni della ricerca vitivinicola in Svizzera e rispondere alle domande delle regioni attraverso il forum nazionale che può rivolgersi ad Agroscope all'inizio di ogni programma d'attività quadriennale. La procedura per il programma d'attività 2018-2021 è in corso. La riorganizzazione di Agroscope non tange il centro di Caudoz a Pully e neanche la cantina sperimentale di Changins dove si svolgono gli esperimenti di vinificazione e che ospiterà il gruppo di ricerca in viticoltura. In Svizzera tedesca, è in corso la creazione del Centro vitivinicolo di Wädenswil (WBZW), in collaborazione con la scuola universitaria professionale, il cantone di Zurigo e la BDV (Branchenverband Deutschschweizer Wein). In Ticino, il centro di Cadenazzo, le cui infrastrutture sono state integralmente rinnovate, continua le sue attività dedicate alla protezione dei vegetali a Sud delle Alpi. Il sito di Cugnasco sarà soppresso, optando per le particelle private a Gudo che la Confederazione potrà acquistare. La ricerca viticola per la parte latina della Svizzera resta coordinata dai gruppi di ricerca di Pully e Changins, definendo la cooperazione con il WBZW a seconda delle esigenze.</p><p>2./5. Agroscope si occupa degli aspetti legati alla vitivinicoltura in diversi siti della Svizzera (cfr. risposta 1./5./7.). Per ovviare all'accavallarsi dei compiti e accrescere l'efficienza e l'efficacia, la sede di Changins sarà potenziata per farne il principale interlocutore e centro di competenze di Agroscope per la vitivinicoltura. Di conseguenza si opererà un leggero taglio delle risorse nelle sedi di Wädenswil (formazione WBZW) e Cugnasco.</p><p>3. Il WBZW è un nuovo modello di gestione di ricerca e formazione. Si ispira al concetto di partenariato pubblico-privato (PPP) che reimposta la collaborazione e la ripartizione dei compiti tra enti pubblici, istituti di ricerca, imprese private e organizzazioni non profit. Negli ultimi anni modelli di questo genere sono stati impiegati con successo in diversi settori a livello nazionale e internazionale e corrispondono alla politica del Consiglio federale nel settore della promozione della ricerca e dell'innovazione. Anche presso Agroscope e in vitivinicoltura si annoverano esperienze positive, ad esempio nell'ambito del progetto in corso Chasselas Baronnie du Dézaley, selezione clonale Petite Arvine in Vallese, in precedenza CTI - terroir vaudois, parzialmente sostenuto da partenariati cantonali o dagli ambienti professionali.</p><p>4./7. Lo scopo della riorganizzazione di Agroscope non è ridurre le prestazioni in materia di ricerca, compresa quella in vitivinicoltura. Quest'ultima si colloca in un contesto a lungo termine e gli esperimenti svolti attualmente saranno portati a termine al fine di non perdere risultati importanti.</p><p>6. A oggi la ricerca vitivinicola di Agroscope condotta dai gruppi di ricerca in viticoltura (Pully), in enologia (Changins) e in analisi chimica (laboratorio accreditato di Changins) contempla tutta la catena di produzione dalla vigna al vino ed è garantita da una metodologia uniforme, compresa l'analisi organolettica su scala nazionale nella cantina sperimentale di Changins e in una cantina di microvinificazione a Pully, sotto la responsabilità del capo di divisione. In futuro questo principio verrà mantenuto per la Svizzera latina (Romandia e Ticino) e per la Svizzera tedesca. Le misure prese consentiranno di garantire le prestazioni attuali a favore dei viticoltori svizzeri con i quali Agroscope mantiene rapporti eccellenti da lunga data. L'obiettivo è avere visioni a lungo termine per una viticoltura sostenibile che fornisce prodotti ad alto valore aggiunto. Gli ambiti di ricerca per la creazione di varietà resistenti alle malattie fungine, la selezione clonale delle varietà tradizionali e autoctone, la gestione del suolo, l'alimentazione idrica e minerale delle viti, una protezione fitosanitaria che riduca i residui nel vino, la previsione dei rischi fitosanitari, il potenziale delle nuove varietà e l'ottimizzazione delle tecniche enologiche sono temi prioritari di Agroscope oggi come domani.</p>  Risposta del Consiglio federale.