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di Giancarlo Dionisio
Immagino che cosa avranno detto i ds di Orica, Quick-Step e Lotto Soudal dietro i vetri "fumé" dei rispettivi bus dopo l'arrivo della prima tappa. Se però anche lo sapessimo, non potremmo riferire una sola parola, pena una denuncia per turpiloquio, per giunta sulle pagine di un medium di servizio pubblico. Sta di fatto che i velocisti sono stati gabbati da un semi sconosciuto in uno dei rari omaggi che il Giro del Centenario concedeva loro. Colui che più deve rammaricarsi è l'australiano Caleb Ewan, dominatore per distacco dello sprint dei battuti. I suoi compagni hanno letto male il finale di corsa ed ai 1500 metri hanno lasciato partire Lukas Pöstelberger.
"Who is this Guy?", si sarà detto sull'ammiraglia Matthew White, il ds della Orica. "Chi l'è quel lì?", gli avrà fatto eco Davide Bramati da quella della Quick-Step. "Herr Niemand", un signor nessuno, che però a 20 anni si era laureato campione nazionale austriaco in piena era Eisel, Brändle, Zoidl. E lo aveva fatto con una sparata simile a quella proposta ad Olbia. Nel ciclismo robotico tutto ad alta tecnologia, al termine di una tappa sonnacchiosa, ben vengano episodi come quello che ha portato Pöstlberger ad essere il primo austriaco a vestire la maglia rosa in 100 anni di storia. Sprinter avvisato, mezzo... Chissà? Ma la seconda sul traguardo di Tortolì pare essere più tortuosa. Quindi... Achtung!