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PECHINO - Una nuova maxi-coda si è creata da ieri sull'autostrada 110 che collega Pechino alla provincia della Mongolia Interna, nel nord della Cina, pochi giorni dopo che un altro ingorgo aveva bloccato il traffico sull'autostrada per 11 giorni. Lo afferma oggi il quotidiano "China Daily", che precisa che la nuova colonna è lunga 30 km, meno di un terzo della maxi-coda lunga più di 100 km che si era creata a metà agosto e che è stata eliminata mercoledì.
Secondo i responsabili cinesi, le code si formano a causa dei lavori di rinnovamento in corso sull'autostrada, che proseguiranno almeno fino alla fine di settembre. Gli autisti dei camion bloccati attribuiscono invece l'improvviso aumento del già intenso traffico sull'autostrada 110 al boom del trasporto di carbone dalla Mongolia Interna alla capitale, nato dopo la chiusura forzata di una serie di miniere illegali nella provincia dello Shanxi, più vicina a Pechino, ritenute troppo pericolose.
Anche molte delle miniere che dalla Mongolia Interna inviano oggi il loro carbone a Pechino sono illegali, secondo le testimonianze dei camionisti. Le miniere di carbone cinesi sono spesso gestite da imprenditori improvvisati che trascurano le più elementari misure di sicurezza. Ogni anno migliaia di minatori perdono la vita in incidenti sul lavoro provocati da frane, esplosioni o inondazioni.
SDA-ATS