Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/156998

<h2>SubmittedText<h2><p>Come spesso succede prima di una sessione, mi giungono molte domande e osservazioni da parte della popolazione. Da tempo ricorre sempre lo stesso tema: la politica svizzera in materia d'asilo.</p><p>Nessuno è contento: i costi aumentano, le domande tendenzialmente pure, i termini di attesa sono lunghi e le procedure complesse, la criminalità dei richiedenti elevata. Inoltre aumentano le bande di passatori e gli incidenti durante la fuga via mare dei richiedenti l'asilo, e l'accettazione di rifugiati provenienti da culture diverse è esigua.</p><p>In rapporto alla superficie e al numero di abitanti, la Svizzera figura ai primi posti tra i Paesi di accoglienza dei rifugiati. Con tutta la buona volontà non può tuttavia accogliere "tutto il mondo". Occorre ridurre radicalmente la nostra attrattiva quale Paese d'asilo. In tal modo si riduce il numero di morti e la popolazione può finalmente tirare un sospiro di sollievo. </p><p>Il problema non può essere risolto con correzioni cosmetiche, bensì si impone una riforma radicale di tutta la politica d'asilo, un vero e proprio cambiamento paradigmatico. Che fare?</p><p>1. La Svizzera non potrebbe stipulare pertinenti accordi con i Paesi che accolgono rifugiati provenienti dagli Stati limitrofi, sostenendoli in misura maggiore rispetto a quanto fatto finora?</p><p>2. Oltre agli Stati limitrofi, non sarebbero idonei ad accogliere richiedenti l'asilo e rifugiati anche alcuni grandi Paesi che dispongono di varie zone climatiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Come già spiegato nella risposta all'interpellanza Estermann 15.3412, "Necessario un cambiamento paradigmatico nella politica d'asilo (1)", del 5 maggio 2015, il Consiglio federale non condivide appieno le osservazioni introduttive dell'autrice dell'interpellanza.</p><p>1. La Svizzera è impegnata in Medio Oriente e nel Corno d'Africa con misure a tutela e sostegno dei rifugiati e dei profughi nei Paesi di prima accoglienza. Nelle zone di transito nell'area del Mediterraneo, in particolare in Nord Africa, la Svizzera promuove l'assistenza dei migranti e il miglioramento della loro protezione in loco, nonché una gestione statale sostenibile dei movimenti migratori. Sostiene inoltre i ritorni volontari nei Paesi di provenienza.</p><p>Tramite dialoghi e partenariati migratori con vari Paesi nella regione d'origine sostiene inoltre l'ampliamento delle capacità e strutture locali affinché i rifugiati e le persone particolarmente vulnerabili siano tutelati in loco. Il Consiglio federale continua ad attribuire la massima priorità all'impegno svizzero in favore delle persone bisognose di protezione e al sostegno dei Paesi di prima accoglienza nel far fronte alle conseguenze umanitarie e migratorie risultanti dall'instabilità nelle regioni menzionate.</p><p>2. Il Consiglio federale ritiene che il numero delle zone climatiche non costituisca un criterio appropriato per determinare l'idoneità di un Paese ad accogliere persone bisognose di protezione.</p>  Risposta del Consiglio federale.