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La nuova azione legale dell'avvocato americano è stata condannata anche dall'ambasciatrice sudafricana a Berna.
Sta suscitando reazioni contrastanti la denuncia collettiva dell'avvocato americano Ed Fagan contro le due principali banche svizzere, accusate di aver collaborato con il regime dell'apartheid negli anni fra il 1985 e il 1993.
Fagan è un nome noto in Svizzera. Si era occupato della denuncia collettiva delle vittime dell'Olocausto contro le banche svizzere che aveva portato, nell'agosto del 1998, ad un accordo globale del valore di 1,25 miliardi di franchi.
Ora il discusso avvocato d'assalto, che si avvale dei mezzi concessi dal diritto americano, torna alla carica e chiede a UBS e Credit Suisse un risarcimento di 80 miliardi di franchi. Secondo Fagan, le banche hanno finanziato "imprese di bianchi, che hanno sfruttato schiavi, torturato e giustiziato".
Ed Fagan senza appoggi ufficiali sudafricani
L'ambasciatrice del Sudafrica in Svizzera, Nozipho January-Bardill si è distanziata dalla denuncia, affermando che il suo governo non l'ha mai sostenuta. L'ambasciatrice ha anche confermato la visita ufficiale del presidente sudafricano Thabo Mbeki in Svizzera, prevista per il 2003.
In un'intervista concessa alla "NZZ am Sonntag", la signora January-Bardill ha definito la procedura "poco adeguata" pur comprendendo il bisogno di certi cittadini sudafricani di farsi risarcire per i danni morali subiti durante il regime razzista.
In Svizzera, per il momento il Consiglio federale tace. Esaminerà la questione mercoledì, durante la sua seduta settimanale. Berna ha comunque confermato a sua volta che il presidente sudafricano Mbeki verrà ricevuto con tutti gli onori l'anno prossimo.
Tutti i partiti contro, il PS vuole aiutare
Anche i partiti hanno reagito con poco entusiasmo alla nuova iniziativa dell'avvocato americano. Il partito socialista, riunito sabato in assemblea, ha votato una risoluzione nella quale chiede che venga istituita una commissione indipendente di esperti, incaricata di discutere della rimessa dei debiti al Sudafrica. Il partito propone anche l'organizzazione, in Svizzera, di una conferenza internazionale.
Per quanto riguarda l'indebitamento del Sudafrica, l'ambasciatrice sudafricana ha detto che il suo governo ripagherà i debiti perché vuole restare credibile. La Svizzera ha investito in Sudafrica per quasi 10 miliardi di franchi e si piazza così al quinto posto nella classifica degli investitori.
Il presidente del partito liberale, Gerold Bührer, in un'intervista alla "SonntagsZeitung" si è invece espresso categoricamente contro una seconda commissione Bergier, che, a suo tempo, aveva esaminato il ruolo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale.
Il partito democristiano, dal canto suo, si distanzia da quei partiti che si lasciano coinvolgere in discussioni con l'avvocato Ed Fagan.
Per l'ex segretario di Stato, Edouard Brunner, voce autorevole della scena politica elvetica, non si può accusare né le autorità, né l'economia svizzere di aver fatto degli errori. Al contrario, dice Brunner, grazie all'influsso della Svizzera, i sostenitori del regime dell'apartheid hanno capito che non potevano continuare così.
Ed Fagan contro Christoph Blocher
Nel mirino dell'avvocato statunitense Ed Fagan vi è anche l'industria svizzera dell'armamento. Le diverse procedure giuridiche avviate negli USA a nome delle vittime dell'apartheid saranno riunite in una sola denuncia collettiva, come avvenne nella vicenda sui fondi ebraici.
Questi due aspetti sono stati rivelati da Fagan stesso in due interviste rilasciate a "dimanche.ch" e "SonntagsBlick". Fagan ha anche detto che sta indagando sul Gruppo di lavoro Africa del Sud (ASA), nonché sul suo fondatore ed ex presidente Christoph Blocher.
La ASA era una lobby sudafricana che reclutava i propri membri essenzialmente negli ambienti economici e che respingeva con fermezza qualsiasi sanzione imposta al regime segregazionista. Al "SonntagsBlick" Fagan ha precisato che un'eventuale denuncia contro il consigliere nazionale UDC zurighese dipenderà dai risultati dell'inchiesta preliminare.
Ed Fagan contro la Confederazione?
Relativamente al coinvolgimento diretto della Confederazione nell'accusa, il tenore delle affermazioni dell'avvocato Usa è contraddittorio: "Attualmente non abbiamo intenzione di denunciare il governo svizzero e spero che non saremo costretti a farlo", ha detto Fagan al domenicale di Losanna. Ma nell'intervista al settimanale zurighese chiarisce che, "contrariamente alla vicenda dei fondi in giacenza, nella causa concernente l'apartheid una denuncia della Confederazione è legittima poiché Berna sostenne il regime segregazionista sudafricano".
Parlando con il "SonntagsBlick" Fagan ha poi smentito processi contro società informatiche statunitensi e banche tedesche.
Già più di mille i sudafricani associati alla denuncia
Il 19 giugno Fagan ha inoltrato presso il tribunale di Manhattan una denuncia contro UBS, Credit Suisse e l'istituto di credito Usa Citicorp, accusati di aver sostenuto il regime dell'apartheid sudafricano. Secondo il testo della denuncia, le tre banche avrebbero fornito fondi al governo di Pretoria affinché potesse acquisire "tecnologie, sistemi, attrezzature e/o prodotti" da usare per commettere "crimini contro l'umanità nei confronti della popolazione del Sudafrica fra il 1948 e il 1993".
L'avvocato e collaboratore di Fagan John Ngcebetsha, raggiunto dalla "SonntagsZeitung", ha affermato che in cinque giorni sono già più di mille i cittadini sudafricani che si sono associati alla denuncia attraverso un apposito "callcenter" operativo dal 16 giugno.
A ogni querelante sarà ora distribuito un formulario in cui dovrà motivare la propria richiesta. Fino al 17 giugno come querelanti figuravano solo cinque vittime o parenti di vittime dell'apartheid; molte altre però, a detta di Fagan, si erano già fatte vive.
La parola al tribunale di Manhattan
Il tribunale di Manhattan dispone di 120 giorni per trasmettere la denuncia alle società interessate, che possono poi sceglier di muoversi in due modi: inoltrando una contro-denuncia o presentando una mozione di rigetto al tribunale. Nel caso in cui il giudice - Richard Conway Casey - accettasse quest'ultima possibilità, la vicenda verrebbe archiviata. In caso contrario e se non venisse trovato un compromesso fra le due parti, sarebbe convocato un gran jury.
swissinfo e agenzie