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É la raccomandazione della commissione delle finanze del Consiglio nazionale.
BERNA - Le commissioni delle finanze dei due rami del Parlamento raccomandano alle Camere di approvare i crediti urgenti per complessivi 109 miliardi di franchi quale garanzia per la fusione tra UBS e Credit Suisse.
Dopo il via libera di stamane della Commissione delle finanze degli Stati (CdF-S), stasera è giunto anche il nullaosta dell'omologa commissione del Consiglio nazionale. I due rami del parlamento dovranno pronunciarsi nel corso di una sessione straordinaria che si terrà dall'11 al 13 aprile.
Stamane, la presidente della CdF-S, Johanna Gapany (PLR/FR), ha descritto davanti ai media la situazione complessa per la popolazione e per il paese dovuta alla forzata fusione fra le due banche. Gapany, che ha parlato di un contesto triste, ha affermato che i rischi di un fallimento sono stati ampiamente discussi. Secondo le nostre stime, ha spiegato la friburghese, il costo minimo sarebbe stato di 146 miliardi di franchi, una situazione che avrebbe ridotto notevolmente l'accesso ai depositi per le piccole medie imprese nonché per le famiglie. «Per noi è stato fin da subito chiaro, specie dopo la decisione positiva della Delegazione delle finanze (DelFin), che i prestiti dovevano essere approvati allo scopo di favore la stabilità dei mercati finanziari», ha spiegato.
Benché messi di fronte al fatto compiuto, come Parlamento possiamo però esigere spiegazioni circa la taglia della futura banca, il rispetto della concorrenza e un'eventuale azione in responsabilità per gli ex vertici del Credit Suisse, ha aggiunto la consigliera agli Stati. A tale proposito, la CdF-S ha deciso d'inoltrare un postulato.
Stasera il presidente della CdF-N Roland Fischer (Verdi liberali/LU) ha precisato che la decisione è stata adottata con 17 voti contro 1 e 4 astensioni. Alla riunione hanno presenziato la consigliera federale Karin Keller-Sutter, il presidente del Consiglio di amministrazione della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Thomas Jordan e quella dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) Marlene Amstad. Anche la Commissione nel Nazionale ha inoltrato un postulato: il Consiglio federale se ne occuperà prima della sessione straordinaria delle Camere.
Il primo credito riguarda una garanzia sul rischio d'insolvenza di 100 miliardi che sarà messa a disposizione della BNS. L'altro credito riguarda UBS. La Confederazione fornisce una garanzia a UBS per eventuali perdite derivanti dalla vendita degli attivi del Credit Suisse pari a 9 miliardi.
La Delegazione delle Finanze ha approvato i crediti già il 19 di marzo, giorno in cui è stata comunicata la fusione tra CS e UBS. Il Parlamento deve approvare i prestiti retroattivamente. Come detto, la questione è all'ordine del giorno di una sessione straordinaria che si terrà dall'11 al 13 aprile.
Miliardi come noccioline!! E per la gente comune mai niente, anzi si taglia! Che tristezza!!
Non ho ancora visto i dati di quando questi miliardi vanno a coprire gli impegni di CS in Svizzera e quanto all’estero. Perché se quei 109 miliardi vanno a salvare il sedere alle aziende estere…sarebbe logico pensare che anche altri Stati dovrebbero mettere delle garanzie. Qualcuno ha letto da qualche parte questi dati per aiutare tutti a capire quanto rischiamo di quei 109 miliardi per business di filiali estere del CS.