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"Perchè dobbiamo perdere tempo con un capo di governo dubbio?". Con queste parole Martin Schulz, il capo dei socialisti europei che nel 2003 fu definito "perfetto per il ruolo di Kapò" da Silvio Berlusconi, all'epoca presidente di turno della Ue, ha chiuso una serie di domande sulla vista del presidente del Consiglio italiano a Bruxelles e Strasburgo. Visita della quale, secondo il politico tedesco, "tutti sanno qual è la duplice ragione".
"Posso capire che voglia incontrare Van Rompuy e Barroso nella situazione drammatica in cui si trova il suo governo ed il suo paese - ha detto Schulz - ma sono sicuro che i giudici di Napoli avranno tempo per il signor Berlusconi mercoledì o giovedì".
Schulz, ieri aveva scelto di non intervenire sull'argomento come invece fatto dal leader dei Liberali democratici, Guy Verhofstadt, o dalla copresidente dei Verdi, Rebecca Harms. Oggi che ufficializza la sua candidatura per assumere a gennaio il ruolo di presidente del Parlamento europeo nell'ambito dell'alternanza di media legislatura concordata tra Ppe e S&D, Schulz ricorda che "tutti sanno qual è la mia opinione personale" su Berlusconi. E difende Van Rompuy e Barroso dalle accuse di chi, come la Harms, volevano che "non si prestassero al gioco".
"Quando gli arriva una richiesta di incontro di un capo di governo - ha affermato Schulz - sarebbe irrealistico che rispondessero 'no, devi andare a parlare con i giudici'... Che poi Berlusconi cerchi di utilizzare le istituzioni europee per i suoi interessi, è un altro paio di maniche. Ma non si possono criticare le istituzioni europee".
Sulle prospettive del governo, Schulz ha quindi invitato ad "ascoltare cosa ne dicono gli imprenditori: vogliono un'altra leadership che si concentri più sulla soluzione dei problemi del paese e non sui suoi".
Comunque l'Italia, paese in cui va spesso in vacanza, per Schulz "è sempre stato un paese affidabile" e quindi "non dobbiamo punire un paese perché il suo primo ministro non è una persona affidabile".
"Penso che gli italiani - ha aggiunto - troveranno una soluzione al problema. Se ascoltate bene le parole di Formigoni, la risposta è già data da membri importanti della destra italiana: bisogna cambiare per rilanciare".
E quando gli è stato chiesto se fosse ancora irritato per l'episodio di 8 anni fa, Schulz ha ricordato che allora "gli feci tre domande e lui mi dette del Kapò".
"Adesso - ha continuato - gli ripeto quelle domande, perché tutti ricordano le risposte e non le domande. Gli avevo chiesto, come presidente del consiglio Ue, cosa avrebbe voluto fare per accelerare l'introduzione del procuratore europeo, di un mandato d'arresto europeo e per lo scambio dei documenti nei processi penali transnazionali. Erano tre domande normali sulla giustizia e la cooperazione delle polizie in Ue. La risposta la conoscete... È successo 8 anni fa, ma gli potrei rifare le stesse domande oggi perché nulla è cambiato".
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