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MÜHLEBERG - Lo spegnimento definitivo della centrale nucleare di Mühleberg nel 2019 comporterà un raffreddamento medio di 0,3 gradi delle acque dell'Aare e del lago di Bienne. È la conclusione cui giunge uno studio realizzato dal Politecnico federale di Losanna (EPFL).
Il lieve calo della temperatura ritarderà l'impatto del riscaldamento globale a livello locale, si legge un comunicato odierno dell'EPFL. Le aziende che utilizzano le acque dell'Aare e del Reno per raffreddare le loro macchine potrebbero trarre vantaggio dalla situazione.
Uno studio unico - Pubblicata dalla rivista Water Resources Research, la ricerca ha identificato per la prima volta le conseguenze della chiusura di una centrale atomica elvetica sulla fisica delle acque. La metodologia potrà essere utilizzata per tracciare un bilancio simile relativo ad altri impianti del paese.
«Una centrale nucleare ha forte impatto sull'ambiente», afferma Love Råman Vinnå, primo autore dello studio e dottorando al Laboratorio di fisica dei sistemi acquatici (Aphys) dell'EPFL. «Attualmente, circa il 70% del calore prodotto dalla centrale di Mühleberg viene rilasciato nel Aare: il restante 30% viene convertito in energia elettrica».
«Preoccupazioni? Difficile dirlo» - Nel 2019 tutto questo avrà fine e secondo i ricercatori è importante pensare a quanto succederà: «sappiamo per esempio che una variazione locale rapida della temperatura costituisce un fattore di stress per i pesci e che può cambiare la composizione del plancton», spiega Love Råman Vinnå.
Il raffreddamento delle acque potrà ripercuotersi anche sul sud della Germania. Occorre preoccuparsi? Difficile dirlo, rispondono gli specialisti dell'EPFL.