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BERNA - La Svizzera è seconda al mondo tra i Paesi più sicuri per quanto riguarda la messa in sicurezza dei propri materiali nucleari.
Lo indica la classifica sviluppata dall'organizzazione senza scopo di lucro NTI (Nuclear Security Index) nel suo ultimo rapporto, che valuta i progressi dei Paesi in materia di sicurezza nucleare, evidenziando le lacune e raccomandando ai Governi azioni per proteggere meglio i materiali e gli impianti nucleari, oltre che per costruire un'efficace rete di sicurezza nucleare a livello globale.
I materiali che potrebbero essere utilizzati per costruire una bomba nucleare si trovano in 22 paesi in tutto il mondo, ma anche altri 154 Stati potrebbero giocare un ruolo (luoghi di sosta, scarico, o vie di transito per attività nucleari illecite), e devono essere responsabili ed effettuare sforzi per prevenire una catastrofe nucleare con implicazioni globali.
Inoltre, 47 Paesi hanno impianti nucleari che potrebbero essere a rischio di sabotaggio, portando a un pericoloso rilascio di materiali radioattivi. I gruppi estremisti interessati a commettere atti di terrorismo nucleare continuano infatti a rappresentare un rischio in tutto il mondo.
Australia in testa - Tra i paesi con materiali nucleari utilizzabili come armi (22), l'Australia è al primo posto in ambito di sicurezza, per la quinta volta consecutiva. Al secondo posto si situano la Svizzera e il Canada a pari merito, seguiti da Germania, Paesi Bassi e Norvegia.
Più nel dettaglio, la Svizzera spicca nel punteggio per quanto riguarda il rapporto tra quantità di materiali nucleari, numero di siti e frequenza dei trasporti, tutti elementi che sono correlati al rischio di furto. Ottimo punteggio elvetico anche per la categoria "Ambiente di rischio", che comprende fattori contestuali come la stabilità politica, una regolamentazione efficace, e un basso livello di corruzione e di attività illecite.
Il nostro Paese risulta però meno brillante in ciò che comprende le attività connesse alla protezione e al conteggio dei materiali nucleari. Si tratta qui di protezione fisica, controllo e contabilità, prevenzione delle minacce interne, sicurezza durante il trasporto, capacità di risposta e sicurezza informatica.
Le altre classifiche - Anche nella graduatoria sul sabotaggio degli impianti, l'Australia è prima. In seguito, Canada, Finlandia e Regno Unito si piazzano rispettivamente al secondo, terzo e quarto posto, mentre Germania e Ungheria sono insieme al quinto posto. Il nostro Paese è qui meno brillante: si situa al nono posto.
Nuova Zelanda e Svezia sono invece al primo posto nella classifica del sostegno globale, seguite da Finlandia (terza), Danimarca e Corea del Sud (al quarto posto), Ungheria e Spagna (al sesto posto).
Per quanto riguarda la tendenza, il Pakistan è il paese con una crescita più marcata nella classifica dei Paesi con materiali nucleari utilizzabili per le armi, migliorando il suo punteggio complessivo di ben 7 punti rispetto al 2018.
Le classifiche sviluppate dal Nuclear Threat Initiative (NTI)
- Furto, materiali sicuri. Si tratta di una classifica dei 22 paesi che possiedono almeno 1 kg di materiali nucleari utilizzabili per realizzarmi delle armi. Si valuta la messa in sicurezza di tali materiali.
- Sostegno degli sforzi globali. Si tratta di una classifica di 153 paesi (e Taiwan) con meno di 1 kg di materiali nucleari utilizzabili come armi. Si valutano le azioni connesse al sostegno di sforzi globali per la sicurezza nucleare internazionale.
- Sabotaggio: Proteggere gli impianti. Una classifica di 46 paesi (e Taiwan) con impianti nucleari, come ad esempio reattori nucleari. Si valutano le azioni relative a proteggere queste strutture da un eventuale sabotaggio.