Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01154.jsonl.gz/1102

"Si potrà discutere quando si avranno a disposizione i fatti": è la reazione della presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga riguardo a possibili ripercussioni sull'immagine della neutralità svizzera in seguito alla vicenda Crypto.
"Le speculazioni al momento non hanno senso", afferma Sommaruga in un'intervista andata in onda ieri sera a "Infrarouge", trasmissione informativa della televisione romanda RTS. "Il Consiglio federale ha avuto le informazioni in novembre. Ha subito detto di voler analizzare la situazione e ha dato mandato di indagare a un ex giudice federale".
"Credo che la cosa più importante sia di avere tutti i fatti sul tavolo: non spetta ora al Consiglio federale decidere già qualcosa o prendere posizione, vogliamo avere tutti gli elementi prima", ha insistito la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). "Credo che il governo abbia reagito rapidamente e in modo corretto", si dice convinta la ministra socialista.
Per quanto riguarda una eventuale commissione parlamentare d'inchiesta, Sommaruga dice che spetta appunto alle Camere decidere se istituirla: se ciò venisse fatto, il governo la sosterrà come sempre fatto in casi analoghi.
Nella sua versione più recente il caso Crypto - azienda che produce macchine crittografiche usate per cifrare i messaggi - è scoppiato lunedì, sulla scia di rivelazioni della televisione svizzero tedesca SRF, della tv tedesca ZDF e del quotidiano americano Washington Post. In realtà però dell'impresa e della sua implicazione nello spionaggio si parla da decenni e a intervalli regolari sono affiorate varie rivelazioni. Le ultime si basano su documenti della CIA.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>