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Walker Evans
Walker Evans è un fotografo americano, passato alla storia per la sua fotografia di denuncia sociale.
Studia letteratura e si trasferisce per un anno a Parigi per affinare il suo francese, il suo sogno è divenire uno scrittore professionista, ma dopo vari tentativi decide di dedicarsi alla fotografia. Il suo intento è quello di adattare l'estetica e le strategie narrarive al mezzo fotografico. Evans non è nuovo alla fotografia, fin da piccolo con una Kodak fotografava la sua famiglia e le persone a lui vicine.
Walker Evans è uno dei più influenti fotogradi del 20simo secolo. Lo stile delle sue fotografie, la scelta dei soggetti e l'estrema cura del dettaglio narrativo ed estetico hanno influenzato intere generazioni di fotografi. La forza del fotografo statunitense sta nella sua capacità di vedere il presente come se fosse il passato, creando dei veri e propri documenti storici dotati di una forza espressiva unica.
Walker Evans, Street Scene, Vicksburg, Mississippi, 1936
Nel giro di 50 anni, dai primi anni 20 agli anni 70, Evans ha documentato attraverso i suoi scatti intrisi di poesia e precisione la storia di una Nazione in divenire, un documento di inestimabile valore. Prova ne è uno dei suoi primi reportage in cui scatta delle fotografie di architettura alle case Vittoriane situate nell'area di Boston. Le fotografie scattate in grande formato presentano una coerenza stilistica che gli conferisce una grandissima forza espressiva.
Walker Evans, Victorian Architecture, 1930-1931
Negli anni il lavoro del fotografo statunitense si sposta gradualmente dalla ricerca puramente estetica per iniziare un'evocativa ricerca nel realismo, nell'enfasi poetica che hanno i soggetti comuni, persone, situazioni e momenti ordinari e proprio in questo periodo nasce uno dei suoi lavori più importanti e celebri. Nel 1935 Evans accetta un lavoro commissionato dal Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti nel quale gli si chiede di ritrarre la Grande Depressione del 1935-36 e, più precisamente, una comunità di minatori disoccupati in West Virgina.
Questo lavoro sposta la sua attenzione verso la vita rurale dei piccoli centri sparsi sul territorio americano. Entra a far parte della FSA (Farm Security Administration) in qualità di "specialista dell'informazione" nel Dipartimento dell'Agricoltura e comincia il suo viaggio nei centri rurali durante la Grande Depressione per documentare le condizioni di vita di contadini, minatori, operai, barbieri, artigiani. Dalla prima pubblicazione su diversi magazine i suoi scatti sono entrati per la prima volta a far parte dell'immaginario collettivo e sono rimaste impresse nella storia visiva della Grande Depressione.
Walker Evans, Alabama Tenant Farmer Wife, 1936
Nell'estate del 1936 il fotografo statunitense prende un congedo dal lavoro presso la FSA per intraprendere un viaggio nel sud del Paese con l'amico scrittore James Agee, incaricato di scrivere un articolo sui contadini del sud per Fortune Magazine. Quello che ne scaturisce è Let Us Now Praise Famous Man (1941), un libro sui limiti dell'osservazione partecipante. L'opera è un avvincente racconto fatto di testi letterari, cronache documentaristiche e pezzi autobiografici che hanno come contorno tutta una serie di ritratti, fotografie di stanze da letto, vestiti e situazioni di vita familiare dei contadini dell'Alabama.
Le fotografie viste in serie fanno trasparire in maniera cruda e diretta la drammaticità della grande Depressione, viste singolarmente, invece riescono a essere ritratti molto intimi, quasi enigmatici.
Walker Evans, Bud Fields and His Family, 1936
Fra il 1938 e il 1941 Evans produce una serie di fotografie scattate ai passeggeri della metropolitana di New York raccolte e pubblicate solamente nel 1966 in un libro intitolato Many Are Called, con introduzione di James Agee. Con una Contax 35mm nascosta sotto il cappotto all'altezza del petto, Evans fotografa i passeggeri ignari di essere ripresi. Il lavoro è mosso dalla convinzione del fotografo che in metropolitana "la guardia è abbassata e la maschera è calata. [...] Il viso della gente è nudo in metropolitana". È affascinante constatare come la serie raccolga una svariata quantità di emozioni e modi d'essere, osservando gli 89 scatti che compongono la serie si può sentire noia, curiosità, rabbia, amarezza, felicità, speranza.
Walker Evans, Many Are Called, 1938-1941. Published in 1966.
Walker Evans, Many Are Called, 1938-1941. Published in 1966.
Negli ultimi anni di attività Evans comincia a scattare a colori dopo l'uscita sul mercato della nuova macchina fotografica della Polaroid, il modello SX-70. Il virtuosismo della macchina instantanea era perfetto miscelato alla sua ricerca estetica e poetica. In questo periodo ritorna su svariati temi che hanno influenzato la sua intera carriera fra i quali spiccano disegni grafici, tipografia, posters, segni, linee e still life.
Walker Evans, Untitled, 1974 Unique Polaroid