Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/95383

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli anni novanta, la questione dei fondi in giacenza ha fortemente compromesso le relazioni tra la Svizzera e diversi Paesi. Nelle banche svizzere giacciono tuttora considerevoli averi non rivendicati, cui continuano ad aggiungersene nuovi. Non è chiaro dove tali fondi vadano trasferiti. </p><p>Nel 2007 il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a una legge federale su fondi di questo genere (che continueranno a esistere anche in futuro). Per contro, ha incaricato il DFGP di presentare una modifica del Codice delle obbligazioni fondata sulle disposizioni in materia di scomparsa, una soluzione poco invasiva dal punto di vista legislativo. Tuttavia, finora tale incarico non è ancora stato eseguito.</p><p>In effetti, la soluzione di diritto privato prevista comporterebbe svantaggi considerevoli, in particolare l'impossibilità di infliggere una sanzione in caso di violazione degli obblighi. La procedura andrebbe applicata caso per caso, sarebbe decentralizzata per cantone, molto onerosa e complessa e non porterebbe a una soluzione definitiva per le banche. Un disciplinamento di diritto pubblico, che includa tutti gli intermediari finanziari (comprese le banche, le assicurazioni, le direzioni dei fondi, i gestori patrimoniali, Postfinance, ecc.) e preveda un organismo pubblico di ripartizione nonché un'autorità di vigilanza, non comporterebbe tali svantaggi.</p><p>1. Come intende il Consiglio federale risolvere tale problema?</p><p>2. Le disposizioni in materia di scomparsa costituiscono una base appropriata? Quali sono le possibili varianti?</p><p>3. Quando il Consiglio federale pensa di sottoporre un progetto al Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale attribuisce molta importanza alla questione dei fondi in giacenza. Dopo aver esaminato diverse alternative (tra cui l'emanazione di una legge speciale), nel 2007, ha optato per un disciplinamento di diritto privato, ossia per una revisione del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) e del Codice civile (CC; RS 210). In tal modo si intende rammentare agli intermediari finanziari la responsabilità del contatto con il cliente, che si sono assunti con la stipula del contratto. Nel contempo occorrerà chiarire che cosa fare con gli averi in giacenza, se l'intermediario finanziario non riesce, nonostante gli sforzi profusi, a mantenere o ristabilire il contatto con il cliente.</p><p>2. Qualora non sia chiaro se sia ancora in vita, una persona può essere dichiarata scomparsa (art. 34-38 CC). È pensabile avvalersi di questa possibilità anche nel caso dei fondi in giacenza. Infatti, anche l'intermediario finanziario non sa dove può raggiungere il suo cliente o se questi sia ancora in vita. Una dichiarazione di scomparsa ha tuttavia senso soltanto se vi è la speranza di trovare il cliente o i suoi eredi. In caso contrario, rappresenta uno spreco amministrativo; vanno trovate altre soluzioni che consentano all'intermediario finanziario di liberarsi degli averi non rivendicati.</p><p>3. La consultazione sulla revisione del Codice delle obbligazioni e del Codice civile menzionata al punto 1 sarà avviata nella seconda metà di quest'anno. In seguito e dopo aver esaminato i pareri pervenuti, il Consiglio federale deciderà se e con quali proposte sottoporre un messaggio al Parlamento.</p>  Risposta del Consiglio federale.