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La politica "America first" del presidente Donald Trump costa al gruppo siderurgico lucernese Schmolz+Bickenbach: l’aviazione statunitense ha infatti annullato un contratto del valore di 420 milioni di dollari (circa 410 milioni di franchi) su cinque anni per la fornitura di acciaio per bombe in grado di perforare bunker.
L’annullamento è avvenuto su contestazione di un concorrente, ha detto oggi all’agenziaawp una portavoce dell’aziendalucernese, che nel 2017 ha realizzato un fatturato di 3,13 miliardi di franchi. Dal punto di vista americano la A. Finkl & Sons, filiale di Schmolz+Bickenbach a cui doveva andare il contratto, è infatti una società sotto controllo straniero. Oltretutto l’oligarca russo ViktorVekselberg detiene una partecipazione del 27% (fino a maggio era del 42%). "Ciò era già noto all’inizio della gara d’appalto", ha sottolineato la portavoce. Schmolz+Bickenbach sta considerando un’azione legale.
Secondo l’agenzia Bloomberg, l’annullamento del contratto in questione è avvenuto su reclamo di alcuni politici, secondo i quali non si avrebbe nemmeno dovuto permettere a Finkl & Sons di partecipare al bando, dato che è un’azienda di proprietà della svizzera Schmolz+Bickenbach, e quindi straniera. Inoltre il gruppo siderurgico lucernese ha relazioni con Viktor Vekselberg, una persone che figura nella lista delle sanzioni americane.