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Credit Suisse sotto accusa per aver intrattenuto relazioni d'affari con banchieri argentini indagati per esportazione illegale di capitali.
Imbarazzo in seno al Credit Suisse Group (CSG) per una vicenda venuta alla luce in Argentina: i due dirigenti del Banco General de Negocios (BGN), un istituto controllato al 23 per cento da Credit Suisse First Boston (CSFB), sono accusati di riciclaggio e di aver eluso le disposizioni sull'esportazione di capitali dal paese.
Uno dei due è stato arrestato, il secondo - dopo essere passato indisturbato dalla Svizzera - si è rifugiato a quanto sembra a New York. Il presidente della direzione e del consiglio di amministrazione del CSG, Lukas Mühlemann, aveva intensi contatti con gli indagati e si è incontrato lo scorso 24 gennaio a Zurigo con uno di essi. La notizia è stata ammessa giovedì sera dalla portavoce del CGS Karin Rhomberg, che ha così confermato le anticipazioni della stampa.
Mancato arresto in Svizzera
Secondo gli inquirenti argentini, negli ultimi mesi il Banco General de Negocios ha aiutato un centinaio di personalità della politica, dell'economia e dello spettacolo ad esportare fuori dal paese, alle prese con una gravissima crisi finanziaria e sociale, più di 70 milioni di dollari, ricorrendo alla sua succursale in Uruguay. L'istituto ha quindi aggirato le disposizioni sul blocco dei conti bancari, imposte in dicembre dal governo per salvare l'economia argentina dal tracollo. La giudice federale Maria Servini de Cubria ritiene inoltre che la banca abbia riciclato denaro sporco.
Alla testa del BGN siedono i fratelli Carlos e José Rohm: il primo è stato arrestato il 23 gennaio scorso a Buenos Aires, mentre il secondo è riuscito a scappare in Svizzera. L'Argentina ha immediatamante chiesto a Berna l'estradizione, ma la polizia elvetica non è intervenuta perché la richiesta concerneva reati non punibili in Svizzera.
Ed è proprio con José Rohm che si è incontrato, lo scorso 24 gennaio a Zurigo, il numero uno del CSG. Luogo ufficiale dell'incontro una seduta del consiglio d'amministrazione (CdA) del BGN che, secondo la portavoce del CSG, era prevista da lunga data ed è stata dedicata all'esame della situazione della banca argentina. Il numero uno del CSG fa infatti parte del CdA dell'istituto di credito argentino dal 1998. Nello stesso consiglio d'ammnistrazione siede anche David Mulford, capo degli affari internazionali del Credit Suisse First Boston (banca di investimenti del CSG).
La difesa del CSFB
Oltre al CSFB, i principali azionisti del BGN sono la tedesca Dresdner Bank e la banca d'affari americana JP Morgan.
Le tre società controllano i tre quarti del capitale del Banco Generale de Negocios, ma solo il 31 per cento dei voti nel CdA. La partecipazione del Credit Suisse Firt Boston (CSFB), la banca di investimenti filiale del CSG, nell'istituto bancario argentino risale agli inizi degli Anni Settanta ed ammonta al 23 per cento delle azioni, corrispondenti al 12 per cento dei voti.
swissinfo e agenzie