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DAVOS - La Russia invierà una delegazione di alto livello in occasione del prossimo Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR). Lo annunciano gli organizzatori. Lo scorso novembre Mosca aveva minacciato di boicottare l'evento in caso di esclusione di alcuni oligarchi russi.
«Siamo lieti che la Russia invierà anche una delegazione governativa di alto rango a Davos», indica in un comunicato odierno Alois Zwinggi, membro della direzione del WEF. «Per affrontare le sfide globali - aggiunge - abbiamo bisogno di tutte le parti interessate (o stakeholder) alla riunione annuale» del Forum, che si terrà dal 22 al 25 gennaio 2019.
Nel caso in cui la delegazione russa dovesse includere persone soggette a sanzioni, «tutte le misure necessarie sono state adottate per assicurare che la loro presenza sia completamente conforme alle condizioni giuridiche in vigore», precisa Zwinggi.
Lo scorso 6 novembre, il quotidiano britannico Financial Times aveva rivelato che gli organizzatori del Forum avevano vietato la partecipazione all'evento agli oligarchi russi Oleg Deripaska, magnate dell'alluminio che controlla En+ Group, e Viktor Vekselberg, patron della società di partecipazioni Renova (attraverso cui controlla anche i gruppi industriali svizzeri Sulzer, OC Oerlikon e Schmolz+Bickenbach), nonché al capo della banca statale russa Vtb Andrei Kostin. Tutti e tre sono sotto sanzioni statunitensi e considerati vicini al presidente russo Vladimir Putin. E proprio gli Usa avrebbero esercitato pressioni sul WEF.
Il primo ministro Russo Dmitri Medvedev aveva in seguito avvisato gli organizzatori che «se le decisioni riguardanti i rappresentanti di aziende russe non saranno modificate, dovremo prendere la decisione di rifiutare la partecipazione di imprese e alti funzionari russi al Forum di Davos», aveva sottolineato. Le pressioni della Russia - secondo la NZZ am Sonntag e il Financial Times, che citano agenzie di stampa russe - avrebbero portato il WEF a rinunciare a considerare i tre oligarchi russi come «persona non grata».