Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/139644

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Come valuta le misure adottate dalla Commissione europea in materia di scambio di dati con gli Stati Uniti?</p><p>2. Ha a sua volta adottato dei provvedimenti per riprisitinare la fiducia in tale ambito? Se sì, quali? Se no, perché?</p><p>3. La Commissione europea ha richiesto agli Stati Uniti l'implementazione immediata, entro l'estate 2014, di 13 raccomandazioni. Il Consiglio federale intende agire similarmente per agevolare l'introduzione dell'accordo US-Swiss Safe Harbor Framework?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale condivide la preoccupazione espressa dall'autrice dell'interpellanza in merito ai pericoli che le attività di sorveglianza dei servizi esteri comportano per la sfera privata dei cittadini. Esso condanna fermamente qualsiasi attività di spionaggio di Paesi esteri che violano leggi svizzere, a prescindere da chi sia il mandante. Il Consiglio federale ha sottolineato a più riprese l'importanza della tutela della sfera privata ed è favorevole al rafforzamento della protezione dei dati, su scala sia nazionale che internazionale. Accoglie favorevolmente l'intenzione della Commissione europea, annunciata il 27 novembre 2013, di impegnarsi per rafforzare la protezione dei dati nei confronti degli Stati Uniti e seguirà con attenzione i prossimi passi intrapresi dall'UE in tale ambito.</p><p>2. Da giugno 2013 il Consiglio federale si è occupato delle rivelazioni di Edward Snowden, citate nell'interpellanza, riguardanti i programmi di raccolta dati da parte degli Stati Uniti e delle presunte attività dei servizi segreti di questo Paese. In reazione alle presunte attività di spionaggio a Ginevra, il 10 giugno 2013 il Dipartimento federale degli affari esteri ha inviato all'ambasciata statunitense una nota diplomatica in cui la invita a prendere posizione. Gli Stati Uniti hanno risposto rifiutandosi di commentare allegazioni riguardanti attività informative, sottolineando che il governo statunitense rispetta le leggi e la sovranità svizzere. La Svizzera ha affermato a più riprese, nei contatti bilaterali con il governo americano, che per gli Stati Uniti è importante ripristinare, nel dialogo con i Paesi interessati, la fiducia perduta. Nel suo discorso del 17 gennaio 2014 sull'Agenzia per la sicurezza nazionale, il presidente Barack Obama ha annunciato una serie di riforme. Il Consiglio federale considera questo annuncio come un primo passo nella giusta direzione e seguirà con attenzione l'attuazione dei provvedimenti. Parallelamente la Svizzera si adopera sul fronte multilaterale al fine di rafforzare la protezione dei dati e il diritto alla riservatezza delle informazioni - a livello multilaterale così come bilaterale con gli Stati Uniti. In tale contesto occorre segnalare in particolare la risoluzione "The right to privacy in the digital age", adottata il 18 dicembre 2013 dall'Assemblea generale dell'ONU. Tale risoluzione, sostenuta dalla Svizzera, stabilisce che i diritti umani devono essere protetti anche in Internet. Il testo menziona esplicitamente la sorveglianza extraterritoriale e le sue ripercussioni negative sui diritti umani, invitando tutti gli Stati a riesaminare di conseguenza la loro legislazione. Il Consiglio federale sostiene inoltre il potenziamento delle normative internazionali esistenti e si adopera in particolare a favore dei lavori del Consiglio d'Europa tesi a modernizzare la Convenzione sulla protezione dei dati (STE 108; RS 0.235.1). A tal fine appoggia la politica del Consiglio d'Europa volta a incentivare l'adesione alla Convenzione sulla protezione dei dati da parte di Stati non membri (come gli Stati Uniti).</p><p>3. Le misure proposte il 27 novembre 2013 dalla Commissione europea per ripristinare la fiducia negli scambi di dati tra l'UE e gli Stati Uniti includono tra l'altro 13 raccomandazioni tese a migliorare la protezione dei dati offerta dalla normativa "Safe Harbor". La Svizzera ha concluso con gli Stati Uniti un accordo-quadro bilaterale (US-Swiss Safe Harbor Framework) ispirato a quello firmato dall'UE e dagli Stati Uniti. Tale accordo si propone di agevolare il trasferimento di dati dalla Svizzera agli Stati Uniti e di rafforzare il diritto alla protezione dei dati delle persone interessate. La Svizzera seguirà pertanto attentamente anche le discussioni tra l'UE e gli Stati Uniti in materia di protezione dei dati in vista di adottare eventuali misure tese a migliorare la protezione garantita dall'accordo US-Swiss Safe Harbor Framework.</p>  Risposta del Consiglio federale.