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Quando Dio si diede a conferire forma a quel minuscolo angolino che sarebbe poi diventato il nostro Bel Malcantone, assunse atteggiamenti di competente cesellatore. Qui, andava architettando, è bene incidere una vallata con pittoresche ramificazioni laterali: più sopra sono da prevedere alte montagne per assicurare al paese abbondanza di sorgenti e di fiumi: là ghirlande di colline, perfino qualche palmo di pianura. A lavoro ultimato si iniziò la semina delle creature umane, e così formò i paesi che, dall'alto al basso, bellamente costellano questo lembo di terra. Compiacendosi quindi dell 'opera sua divina, chiese a uno dei suoi angeli assistenti che nome gli si dovesse attribuire. Al che suggerì Michele: 'Si chiamerà Belcantone'. E vi scrisse: BELCANTONE.
In realtà, è stato detto: 'Ogni metro quadrato di questo paese è d'una bellezza incredibile'. Ma la notte seguente, così continua la storia, Lucifero, sempre furente di odio e livore verso il Creatore, penetrò nell'atelier divino e, cancellando la scritta Belcantone, con una diabolica e sguaiata risata, sarcasticamente vi sostituì quella di Malcantone. E quella scritta restò.
Don Leonardo Tami, Ur noss bel Malcanton, San Giorgio, Lugano 1988, p. 17