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Le dosi deboli di radiazioni ionizzanti risultano da esposizioni di origine naturale o derivanti dal corrente uso di raggi X e radioattività nei settori nucleare, industriale e medico, e concernono lavoratori, popolazione e pazienti.
Il rapporto conclude che gli studi recenti avvalorano l’utilizzo del modello lineare senza valore soglia come base della radioprotezione in Svizzera. Secondo questo modello, qualsiasi esposizione alle radiazioni ionizzanti, anche a dosi deboli, aumenta in modo lineare il rischio di cancro o di malattie ereditarie. Non esiste valore soglia al di sotto del quale un’esposizione non produca effetti. Il rispetto dei limiti di dose stabiliti nella legislazione permette di garantire che il rischio sia tollerabile per la popolazione svizzera.
Questo modello non è stato confutato dai risultati dello studio CANUPIS del 2011 (www.canupis.ch), secondo cui i bambini che vivono nelle vicinanze delle centrali nucleari svizzere non corrono un maggior rischio di cancro o leucemia rispetto a quelli che abitano più lontano.
Questo studio ha inoltre permesso di migliorare lo stato delle conoscenze sui rischi provocati dalle radiazioni ionizzanti a dosi deboli. In questo contesto, il rapporto sottolinea quanto sia importante per la Svizzera partecipare alle riflessioni e agli studi internazionali per garantire in modo duraturo le competenze in materia di valutazione dei rischi radiologici.