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L'artigianato, l'industria e l'agricoltura utilizzano gran parte dell'acqua consumata in Svizzera. Tali settori, tuttavia, ricorrono al sistema pubblico di approvvigionamento idrico solo per il 20% del proprio fabbisogno. Per l'80% restante si avvalgono di opere private di captazione da sorgente, falda, lago o fiume. Anche terme e stabilimenti di produzione di acqua minerale si dotano spesso di proprie prese da sorgenti. La captazione privata copre circa la metà del fabbisogno idrico totale della Svizzera.
Cambiamenti strutturali nel mondo dell'economia
Nel settore aziendale e industriale, il consumo idrico ha registrato un decremento. Da una parte, hanno preso piede tecniche e tecnologie per il risparmio idrico quali sistemi di raffreddamento a circuito chiuso e via dicendo. Dall'altra, molte imprese industriali hanno trasferito all'estero i propri stabilimenti produttivi, e con essi parte del proprio consumo idrico. Tale consumo, a ogni modo, si ripresenta in un secondo momento sotto forma di acqua virtuale contenuta nei beni importati.
L'industria e l'artigianato consumano ogni anno circa 1.1 miliardi di metri cubi d'acqua. L'industria chimica da sola è responsabile di un terzo di tale quantità. Oltre la metà del fabbisogno delle aziende industriali e artigianali è soddisfatto da acque lacustri e fluviali.
Produzione di energia
Il settore della produzione di energia elettrica è un altro grande consumatore d'acqua. Una goccia passa in media per dieci turbine prima di abbandonare la Svizzera. Si tratta, però, di acqua che viene usata, non consumata: fuoriesce dall'impianto con la stessa qualità con cui vi è entrata.
L'agricoltura consuma all'incirca 400 milioni di metri cubi d'acqua. Al contempo, è il settore che maggiormente si avvale di risorse private per soddisfare il proprio fabbisogno. Circa la metà della quantità d'acqua che utilizza è acqua sorgiva che scorre per lo più inutilizzata da fontane e abbeveratoi a flusso continuo.
Circa 200 milioni di metri cubi d'acqua, prelevati da sorgenti, sgorgano da fontanelle installate nei campi senza essere utilizzati. Le acque superficiali sono usate soprattutto per l'irrigazione di giardini, orti e vigneti nonché in vivai.
La quantità d'acqua consumata per allevare il manzo da cui ricaviamo la bistecca che cuciniamo alla griglia è detta acqua virtuale.
L'acqua virtuale si cela dietro alla produzione di beni di uso quotidiano (cotone, abiti, ecc.) e di alimenti (caffè, riso, latte, carne, zucchero e via dicendo). Solo il 25% di tale acqua deriva dallo sfruttamento delle risorse idriche locali.
Atteggiamento responsabile di fronte alle importazioni di acqua "nascosta"
Un atteggiamento responsabile nei confronti dei beni di consumo con un alto contenuto di acqua virtuale si traduce in un effettivo risparmio idrico a tutto beneficio dell'ambiente. Il consumo di acqua potabile del singolo individuo in Svizzera, pari a 163 litri per persona al giorno, sembra insignificante in confronto al consumo di acqua virtuale, equivalente a 4'200 litri.
Nel dettaglio, la situazione è la seguente: il 65% dei suddetti 4'400 litri d'acqua è utilizzato per la produzione di generi alimentari e un altro 30% per la fabbricazione di beni industriali. Appena il 4% del consumo totale è ascrivibile all'uso d'acqua nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e nelle strutture ricreative.
L'acqua virtuale è prevalentemente oggetto di importazione e proviene spesso da regioni con scarse risorse idriche. Cosa può fare ognuno di noi? Consumando carne, frutta e verdura di produzione regionale e di stagione, contribuiamo al risparmio di acqua virtuale. Altrettanto utile può essere una progressiva modifica delle abitudini alimentari, a discapito della carne e a favore di frutta e cereali, così come la riduzione degli acquisti di articoli di lusso.