Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01107.jsonl.gz/173

Diciannovesimo giorno di situazione "straordinaria". Diciannove giorni durante i quali il Consiglio federale - in virtù della Legge sulle epidemie - ha assunto ampi poteri nella lotta al nuovo coronavirus, governando a colpi di ordinanza. Costretta in garage a metà marzo dopo sole due settimane di sessione primaverile, la macchina del Parlamento invece s'è rimessa in moto da poco. Lunedì quattro commissioni torneranno a riunirsi a Palazzo federale per preparare una sessione straordinaria: dovrebbe tenersi dal 4 all'8 maggio negli ampi spazi della fiera Bernexpo, e sarà consacrata all'approvazione dei crediti urgenti richiesti dal Consiglio federale per far fronte alle ripercussioni del coronavirus sull'economia.
La Delegazione delle finanze li ha approvati all'unanimità lunedì scorso. Ora spetta alle Camere convalidarli retroattivamente. Ma in gioco non vi è 'soltanto' questo. La questione è anche istituzionale. "La Costituzione federale dà un ruolo fondamentale al Parlamento", hanno ricordato la scorsa settimana in un video pubblicato sul sito del Parlamento i presidenti del Consiglio nazionale Isabelle Moret (Plr/Vd) e del Consiglio degli Stati Hans Stöckli (Ps/Be).
Estrema prudenza sulle ordinanze di necessità del Parlamento
La carta fondamentale attribuisce in effetti anche al legislativo la competenza - 'parallela' a quella del Consiglio federale - di emanare 'ordinanze di necessità'. Queste hanno lo scopo di rimpiazzare le ordinanze governative, al fine di conferire alle misure decise una maggiore legittimità democratica. Non solo. In questo modo, si legge in una nota indirizzata dai Servizi del Parlamento ai presidenti delle Camere, l'Assemblea federale ha pure la possibilità di controllare e correggere le misure adottate dall'esecutivo. E "le misure decise dal Parlamento hanno la precedenza" su queste ultime.
Questa corsia preferenziale, il legislativo - più macchinoso del governo - intende però sfruttarla solo in via subordinata, con estrema circospezione. Ordinanze di necessità da parte delle Camere federali entrerebbero in linea di conto unicamente per colmare lacune urgenti o per regolare aspetti di grande importanza, ha dichiarato Stöckli al 'Tages-Anzeiger'. Insomma: è vero che il Parlamento è l'autorità suprema della Confederazione (così dice la Costituzione), ma le redini in questa situazione d'emergenza dovrebbero restare saldamente nelle mani del Consiglio federale.
La Costituzione dà al Parlamento anche la facoltà di riunirsi quando vuole. Del resto è stato lo stesso governo a evocare per primo una sessione straordinaria sul coronavirus, dopo aver chiarito che l'attività parlamentare non è assimilabile a una manifestazione (il che l'avrebbe resa impossibile). Questa va però svolta nel pieno rispetto delle regole di igiene e di comportamento raccomandate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp).
Sessione straordinaria a regime ridotto
"L'abbiamo sempre fatto e sarà così anche durante la sessione straordinaria di maggio", ha sottolineato Isabelle Moret in una recente intervista a 'Le Matin Dimanche'. Si tratta in particolare di proteggere i parlamentari a rischio, ovvero gli over 65 e quelli con problemi di salute. La cosa non dovrebbe risultare troppo complicata. "L'attività attorno alla sessione (chiesta da una maggioranza dei consiglieri agli stati', ndr) sarà estremamente ridotta. I parlamentari potranno mangiare sul posto. I Servizi del parlamento e i media avranno una presenza ridotta", puntualizza la presidente del Nazionale. Chi è malato o fa parte dei gruppi a rischio deve restare a casa, aggiunge.
Lo stesso discorso vale per le sedute delle commissioni. Quattro quelle che lunedì torneranno a riunirsi a Palazzo federale: finanze, economia, sicurezza sociale e sanità, educazione e cultura. Saranno chiamate a esaminare il credito urgente a favore dell'economia.
Le regole igieniche di base potranno essere rispettate, ma il sostegno dei Servizi del parlamento - i suoi collaboratori sono obbligati a lavorare da casa - sarà limitato, hanno fatto sapere Moret e Stöckli in una lettera inviata ieri ai 244 colleghi parlamentari. Limitata sarà anche la disponibilità dei consiglieri federali e degli alti funzionari dell'amministrazione federale.
Scetticismo sulle sedute commissionali in videoconferenza
I membri delle commissioni dovrebbero avere la possibilità di partecipare alle riunioni in videoconferenza o in conferenza telefonica. Tuttavia, i parlamentari intervistati dall'agenzia Keystone-Ats sono maggiormente propensi a incontrarsi fisicamente per il lavoro della loro commissione. "La commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale si riunirà nella sala del Consiglio nazionale per rispettare la distanza sociale", ha precisato la sua presidente Ruth Humbel (Ppd/Ag), aggiungendo che non ci saranno invece videoconferenze. I deputati impossibilitati a presenziare possono essere esonerati o inviare un sostituto.
Numerosi restano gli aspetti da chiarire. Gli uffici di entrambe le Camere, ad esempio, decideranno lunedì sulla riservatezza e la confidenzialità dei dibattiti in videoconferenza. I membri delle commissioni possono organizzare riunioni informali con questa modalità. Non è sicuro, invece, che sedute di commissione in cui vengono prese decisioni formali possano essere svolte virtualmente, ha detto Hans Stöckli al 'Tagi'. Il problema si pone anche sul piano cantonale. In alcuni cantoni (Basilea Campagna e Zurigo), intanto, i legislativi - dopo aver posticipato le sessioni in calendario a marzo e aprile - si sono riuniti in sedi alternative, oppure pensano di farlo.