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Pubblicazione: BOA N. 24, dicembre 2002
Divorzio - contributo di mantenimento - matrimonio di breve durata -pregiudizio economico senza nesso causale con il matrimonio - art. 116, 125 CC
La questione di sapere se un divorzio debba essere accolto in base alla domanda dell’uno o dell’altro coniuge ha perso – dopo l’entrata in vigore del nuovo diritto del divorzio – ogni portata pratica (art. 116 CC).
Un matrimonio in cui la comunione domestica è durata meno di cinque anni è di breve durata. Decisiva à la durata della convivenza, non quella del vincolo coniugale.
Il coniuge che durante la vita in comune ha sempre lavorato come indipendente non può prevalersi del principio della solidarietà tra i coniugi per pretendere un contributo di mantenimento dall’altro, se tra le sue asserite difficoltà finanziarie e il matrimonio non vi è alcun nesso causale. Nel nuovo diritto del divorzio il principio della solidarietà entra in considerazione solo se lo scioglimento del matrimonio priva uno dei coniugi della facoltà di sopperire al proprio debito mantenimento, vale a dire quando la difficoltà economica è riconducibile al matrimonio stesso. Tale non è il caso per il marito il cui precario stato di salute esisteva già prima del matrimonio.