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Il club bianconero aveva chiesto di spostare l'inchiesta da Torino a Milano, sede della borsa.
Gli ex componenti del CdA della Vecchia Signora sono accusati di falso in bilancio e aggiotaggio.
TORINO - Da un po' di tempo a questa parte la Juventus è finita nell'occhio del ciclone. La Vecchia Signora è infatti coinvolta nell'Inchiesta Prisma, relativa alla manovra degli stipendi e alle plusvalenze fittizie. Stando a "La Stampa" l'inchiesta resterà a Torino, almeno fino all'udienza preliminare, nonostante le pretese del club bianconero.
Il quotidiano italiano ha sottolineato come la Procura Generale della Corte di Cassazione abbia giudicato inammissibile la richiesta dei legali della società torinese, ovvero di spostare i fascicoli a Milano, sede della Borsa. Adesso spetterà al giudice dell'udienza preliminare dover prendere una decisione in merito alla competenza territoriale. In seguito dovrà poi capire dove si sarebbe consumato il reato più grave, quello della manipolazione del mercato borsistico. Nell'inchiesta gli ex componenti del CdA bianconero - che ricordiamo si erano dimessi in blocco - sono accusati di falso in bilancio e aggiotaggio per tre esercizi risalenti al periodo tra il 2019 e il 2021.