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La vittima rivendicava un credito di circa ventimila franchi per la compravendita di un paio di furgoni. Colpito con una mazza da hurling
Chiarito il movente della brutale aggressione avvenuta al distributore di benzina a Bellinzona, in via Motta, il 4 febbraio scorso. All’origine dell’atto compiuto dal 50enne polacco, tuttora in carcere, vi sarebbe un credito che la vittima rivendicava nei suoi confronti. A riferirlo è la Rsi. Si tratterebbe di ventimila franchi, somma legata alla compravendita di un paio di furgoni. Il 57enne aveva reclamato più volte, l’ultima poche ore prima, il denaro; mai però si era venuti alle mani. O meglio al bastone, perché per ferirlo, il 50enne ha usato una mazza da hurling, un antico gioco di squadra di origine irlandese.
Non si sa quanti colpi siano stati inferti, e nemmeno se si sia trattato di un atto premeditato. Gli inquirenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti, sono al lavoro per far luce su questi e altri aspetti.
L’accusa principale a carico del 50enne resta quella di tentato assassinio. L’ex socio in affari, dal canto suo, è fuori pericolo. È già stato sentito, ma non ha ancora potuto lasciare l’ospedale.