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Una segretaria dei Servizi del parlamento, che ha fatto scandalo per gli autoscatti erotici eseguiti dalla sua postazione di lavoro e finiti sui media, non lavorerà più per la Confederazione. Dopo la sospensione seguita alle rivelazioni pubblicate dalla "Neue Zürcher Zeitung" a inizio agosto, la collaboratrice e il suo datore di lavoro hanno deciso di comune accordo la fine del rapporto.
Tale soluzione, indica una nota odierna dei Servizi del parlamento, è nell'interesse sia della stessa impiegata, che non avrebbe potuto riprendere a lavorare dopo il cancan mediatico attorno alla sua persona, sia nell'interesse del suo datore di lavoro, la cui reputazione rischia di essere macchiata.
La donna, precisa la nota, rimane sospesa fino al termine del rapporto di lavoro.
SDA-ATS