Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/178167

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato ad affermare chiaramente il principio della neutralità della rete senza pertanto farne un'idra amministrativa.</p><p>Questo principio garantisce a tutti un accesso libero a Internet: accesso permanente, immediato a tutti i contenuti. Ma è minacciato da pratiche commerciali discriminatorie: accesso accelerato/rallentato a certi siti; accesso limitato/illimitato a certi siti (zero rating); accesso parziale al contenuto di certi siti; accesso parziale ad applicazioni a partire da certi smartphone.</p><p>Ciò permette ai fornitori di accesso a Internet (telecomunicazione) e ai sistemi operativi (Apple, Android, Google) di applicare tariffe eccessive a un accesso rapido e completo, il che comporta una forma di censura e ostacola l'innovazione (lanciamento di nuovi servizi su Internet).</p><p>L'Unione europea sostiene la neutralità della rete da agosto 2016 e anche la Slovenia, il Cile e il Brasile. Gli Stati Uniti l'hanno appena rimessa in discussione (maggio 2017). Gli smartphone costituiscono invece una nuova minaccia: più compatti e controllati di un computer, si prestano a modelli di accesso restrittivi.</p><p>In Svizzera, la revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC) promuove il principio della trasparenza associato a buone misure di tutela. Il cliente sceglie con ogni cognizione di causa le condizioni di accesso a Internet in funzione del prezzo dell'abbonamento. Lasciare la responsabilità della scelta a ciascuno evita la creazione di una regolamentazione della neutralità della rete e la burocrazia che ne deriva.</p><p>Ricordiamoci tuttavia che Internet è il forum di comunicazione più popolare e la fonte di conoscenze più vasta mai esistita. Dipende dai contributi volontari; è questo altruismo che plasma la vitalità originale di Internet. Le offerte commerciali propongono accessi a geometria variabile che non esisterebbero senza questa ricchezza. Quest'ultima trae origine da un accesso libero a Internet.</p><p>Rinunciare alla neutralità della rete presenta dei rischi:</p><p>1. le offerte commerciali potrebbero esaurire l'ecosistema sui cui si basano;</p><p>2. l'accesso libero sarebbe riservato a chi può pagarlo;</p><p>3. Internet perderebbe la sua vocazione culturale perché soltanto un accesso libero ottimizza al massimo le opportunità per gli utenti di Internet di allargare, volutamente o per caso, il proprio orizzonte.</p><p>Per questa ragione sarebbe opportuno iscrivere il principio della neutralità della rete nell'introduzione del progetto della LTC.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che Internet rappresenti una piattaforma irrinunciabile per un'ampia partecipazione alla vita sociale ed economica e per l'accesso a una moltitudine di contenuti, applicazioni e servizi. L'11 dicembre 2015, nell'ambito della consultazione concernente la revisione della legge sulle telecomunicazioni, ha pertanto proposto di introdurre un obbligo di trasparenza per quanto riguarda la trasmissione delle informazioni. I fornitori di servizi di telecomunicazione devono quindi informare il pubblico se, al momento della trasmissione, trattano le informazioni in modo tecnicamente o economicamente differente. Questa trasparenza dovrebbe contribuire a garantire e a mantenere gli indubbi vantaggi di Internet.</p><p>Dalla consultazione pubblica, oltre al consenso riguardo alla misura proposta, è emersa la necessità di un disciplinamento più ampio per salvaguardare la neutralità della rete. Alcuni partecipanti sono invece assolutamente contrari all'introduzione di prescrizioni legali. In seguito, il 23 settembre 2016 il Consiglio federale ha deciso di elaborare proposte concrete nell'ambito dell'obbligo di trasparenza in materia di neutralità della rete e di presentarle entro settembre 2017 nel quadro del messaggio concernente la revisione della LTC.</p><p>L'autore della mozione propone di inserire nella legge sulle telecomunicazioni il principio della neutralità della rete senza però vincolarlo a diritti e doveri concreti. Il Consiglio federale fa notare che gli atti normativi che non contengono norme concrete acquistano senso solo se legati a norme concrete, ad esempio in quanto articoli di scopo, le quali contribuiscono alla loro interpretazione. Una descrizione generale del principio della neutralità della rete senza imposizione di un obbligo concreto sarebbe contrario a questo principio normativo.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.