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SCIAFFUSA - L'uomo di 54 anni che nel luglio 2017 fece irruzione nella filiale di una cassa malattia a Sciaffusa, ferendo due dipendenti con una motosega, rimane in clinica psichiatrica. La corte d'appello ha confermato oggi la misura terapeutica stazionaria.
La corte del Tribunale cantonale sciaffusano ha seguito la richiesta della pubblica accusa che chiedeva di confermare la decisione della prima istanza del settembre 2019. In considerazione della sua non imputabilità il tribunale non ha fissato una pena detentiva, ma lo ha ritenuto colpevole di tentato omicidio intenzionale.
L'uomo, un ex carpentiere che dal 2016 viveva in un bosco all'interno di un furgone, ha raccontato oggi in aula di essere esposto da 20 anni a "energie diaboliche". Nel 1999 aveva subito a causa di un incidente stradale un grave trauma cerebrale. E da allora si sentiva attaccato da "forze maligne" che volevano ucciderlo.
Nel luglio di tre anni fa attaccò con una motosega i due impiegati della filiale dall'assicurazione malattia CCS a Sciaffusa, perché era convinto che le forze negative provenissero da uno di loro. Il suo avvocato ha invocato la cosiddetta "legittima difesa putativa", sostenendo che l'imputato - che da più di due anni è ricoverato nel reparto di psichiatria forense della clinica di Rheinau (ZH) - andrebbe giudicato sulla base delle sue convinzioni. Il difensore d'ufficio ha invano chiesto la liberazione del suo assistito e una riparazione morale di 207'000 franchi.
La misura prevista dell'articolo 59 del Codice penale è conosciuta anche come il "piccolo internamento". L'imputato rimarrà quindi nella clinica psichiatrica e la sua situazione dovrà essere riesaminata ogni cinque anni. La perizia psichiatrica ha stabilito che l'uomo soffre di una grave schizofrenia allucinatoria paranoica e che senza una terapia esiste un forte rischio di recidiva.