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Il sondaggio sulle votazioni federali di settembre pubblicato oggi dalla Società svizzera di radiotelevisione (Ssr) non è obiettivo, sostengono gli oppositori della riforma dell’Avs. A loro avviso, l’argomento principale del comitato referendario viene ignorato. L’Istituto gfs.bern, che ha realizzato l’inchiesta, respinge le critiche.
"Il fatto che le donne ricevano oggi un terzo in meno di rendita non è menzionato nel sondaggio", scrive il comitato referendario in un comunicato. Il divario pensionistico delle donne è una realtà oggettiva e nessuna delle due parti lo mette in discussione. Il sondaggio condotto per Tamedia nello stesso periodo ha tenuto conto di questo argomento e i risultati sono diversi, aggiunge la nota.
Prima dell’estate, il comitato contro Avs 21 aveva inviato per iscritto a gfs.bern le principali argomentazioni e non comprende come sia possibile che il divario pensionistico delle donne non sia stato menzionato nemmeno una volta nel sondaggio realizzato per conto della Ssr. "Questa omissione fornisce un quadro fuorviante e nuoce alla formazione delle opinioni della popolazione", afferma.
Interrogato da Keystone-Ats, il politologo Lukas Golder, condirettore di gfs.bern, respinge le accuse. L’istituto pone la domanda sulle intenzioni di voto prima di menzionare gli argomenti a favore o contro un progetto sottoposto a votazione. Pertanto, la scelta degli argomenti non influenza il risultato del sondaggio, spiega.
Secondo l’istituto, due degli otto argomenti proposti riguardano le donne ed è stato esplicitamente chiesto alle persone intervistate se le differenze salariali tra i sessi avessero un ruolo nelle decisioni di voto. Gfs.bern ritiene pertanto di aver dato spazio agli argomenti della sinistra.