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Jose Santiago ‘Chito’ Sta. Romana aveva contribuito a riparare le relazioni fra Manila e Pechino dopo le dispute territoriali. Ignote le cause della morte
L’ambasciatore filippino in Cina, Jose Santiago ‘Chito’ Sta. Romana, è morto ieri in un hotel di quarantena nella provincia di Anhui dopo aver partecipato a un importante incontro diplomatico tra i ministri degli Esteri delle due nazioni.
La notizia è stata diffusa sia da Manila sia da Pechino, mentre il South China Morning Post ha riferito che non è stato precisato se il diplomatico di 74 anni avesse contratto il Covid-19, ma dopo l’incontro tenuto il 3 aprile le regole di quarantena della Cina gli avevano imposto di rimanere in un hotel nella città di Huangshan fino al 25 aprile prima del rientro nella capitale cinese.
Il Ministero degli esteri filippino, in una nota, non ha specificato le cause del decesso, esprimendo forte cordoglio per la scomparsa, aggiungendo di essere al lavoro per riportare in patria "la salma del diplomatico il prima possibile".
Sta. Romana ha svolto un ruolo chiave nel riparare le relazioni bilaterali dopo la sentenza arbitrale del 2016 che annullò tutte le pretese territoriali della Cina su quasi tutto il mar Cinese meridionale, pur difendendo le ragioni filippine.
La Cina ha detto di essere "profondamente addolorata per la perdita di un buon amico", mentre l’inviato di Pechino a Manila ha salutato il "contributo innegabile" di Sta. Romana allo sviluppo delle relazioni bilaterali.