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Studenti pagati per parlare male dell'iniziativa sulle retribuzioni abusive: un'agenzia di pubbliche relazioni vicina a Economiesuisse ha assoldato un gruppo di giovani affinché sui portali informativi online della Svizzera - Ticino compreso - partecipassero come lettori, sotto falso nome, al dibattito riguardante la proposta di modifica costituzionale di Thomas Minder.
L'agenzia in questione - riferiscono oggi "Tages-Anzeiger" e "Bund" - è la Werbeanstalt Schweiz, che ha ideato manifesti e inserzioni per la Federazione delle imprese svizzere (Economiesuisse), nell'ambito della campagna da 8 milioni di franchi che i vertici dell'economia hanno lanciato contro l'iniziativa. Contattata dall'ats, la stessa Economiesuisse afferma però - per bocca della responsabile della campagna, Ursula Fraefel - di non sapere nulla di questa vicenda.
L'iniziativa è partita da Reto Dürrenberger, direttore e comproprietario di Werbeanstalt Schweiz. Attraverso la Poolside, un'agenzia di intermediazione per studenti ha reclutato tre persone per la Svizzera tedesca, una per la Romandia e una per il Ticino. Con indirizzi e-mail e nomi falsi costoro sono intervenuti nei forum, commentando gli articoli e i contributi di altri lettori.
Stando a Dürrenberger l'idea è nata durante una partita a tennis con il numero uno di Poolside, Michael Flückiger. I due - afferma Dürrenberger in una presa di posizione inviata all'ats - hanno agito quali rappresentanti delle piccole e medie imprese, preoccupati dalle conseguenze di un'accettazione dell'iniziativa: il timore è che la Svizzera si tiri la zappa sui piedi. Attraverso i commenti sono stati forniti argomenti per spiegare perché l'iniziativa è pericolosa. "Non abbiamo mai fatto scrivere bugie", sostiene Dürrenberger.
La reazione del comitato d'iniziativa non si è però fatta attendere. "Condanniamo severamente queste manipolazioni della democrazia diretta", scrive in un comunicato Claudio Kuster, uno dei promotori del testo che sarà sottoposto al popolo il 3 marzo. Kuster osserva di aver già notato circa tre settimane or sono che gli articoli sull'iniziativa erano accompagnati da una grande quantità di commenti simili. A suo avviso spetta ora ai gestori dei portali online vigilare affinché quanto successo non si ripeta.
Nel frattempo Dürrenberger ha fatto sapere che il progetto - "per non gettare ulteriore olio sul fuoco" - è stato sospeso con effetto immediato. Una decisione accolta favorevolmente anche da Economiesuisse: secondo Fraefel sul fronte dei contrari vi sono infatti sufficienti politici e imprenditori in grado di condurre la discussione con mezzi normali.