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ZURIGO - Il Consiglio dei Politecnici federali ha disposto un'indagine esterna dopo le accuse di mala gestione e perfino di corruzione formulate in una intervista da una professoressa del Politecnico (ETH) di Zurigo. In una seduta straordinaria, si è anche occupato della proposta dell'ETH di licenziare una sua collega, alla quale ha accordato la possibilità di prendere posizione.
Lo scorso 14 marzo l'ETH aveva indicato di aver chiesto al Consiglio dei politecnici il licenziamento di una professoressa d'astronomia, Marcella Carollo, accusata di aver tiranneggiato i dottorandi a lei affidati. Il 22 marzo, la rivista online "Republik", ha pubblicato una intervista della sua sola collega donna al Dipartimento di fisica, la professoressa Ursula Keller, che ha criticato duramente questa decisione e ha denunciato gravi carenze direttive, sessismo e corruzione al Politecnico zurighese.
«Con un professore uomo ci si sarebbe comportati diversamente», ha affermato Ursula Keller: non si sarebbe accusato un professore sulla base di vaghi rimproveri. «Soprattutto nelle discipline 'vicine a Dio' come fisica e medicina - ha aggiunto - regna l'idea che il genio debba essere maschile, come Albert Einstein e Stephen Hawking». Una donna che cerca di farsi valere, per contro, è subito trattata come «una persona difficile», ha proseguito, sostenendo che è successo anche a lei.
Nel seguito dell'intervista, la professoressa Keller ha denunciato altre «carenze» riguardanti la "governance" e l'assegnazione delle risorse finanziarie, in cui - ha affermato - dovrebbe valere la trasparenza e non «le relazioni personali». «Troppo spesso al momento succede ancora purtroppo che una cerchia ristretta di professori decida chi sia 'un po' più uguale degli altri'. Alla fin fine parlo di corruzione», ha accusato, chiedendo quindi l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare.
Il presidente dell'ETH Joël Mesot, in una nota diramata nel pomeriggio, afferma che l'intervista contiene «accuse pesanti ma del tutto infondate» contro l'istituto e afferma che un simile comportamento da parte di un membro del politecnico è «assolutamente inaccettabile». Egli ha dunque chiesto al Consiglio dei politecnici, in quanto autorità di vigilanza, di fare luce al riguardo. Mesot si rallegra del fatto che ora ciò avverrà. Il risultato dell'inchiesta avrà «in ogni caso conseguenze».