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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre all'Assemblea federale un progetto di legge che preveda l'introduzione di una tassa ad aliquota fissa nell'ambito dell'imposta federale diretta (IFD).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nell'imposta sul reddito ad aliquota fissa viene applicata un'unica aliquota fiscale a tutti i redditi imponibili, a prescindere dal loro ammontare. Un importo esente da imposta sotto forma di deduzione sociale garantisce che la parte di reddito fino a concorrenza di tale importo non sia tassata. Ne risulta una progressione indiretta nell'ambito della quale l'onere fiscale medio effettivo sul reddito che supera l'importo esente da imposta cresce con l'aumentare del reddito fino al raggiungimento dell'aliquota fiscale massima prevista dalla legge. Lo stesso risultato si può ottenere concependo l'importo esente da imposta non come deduzione sociale, bensì come prima fascia di reddito (ad aliquota zero) integrata direttamente nella tariffa dell'imposta.</p><p>Secondo una simulazione effettuata dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) sulla base dei dati della statistica dell'IFD per il 2017, la pertinente aliquota fissa sulle persone fisiche ammonterebbe al 4,5 per cento circa se le fasce di reddito esenti rimanessero identiche a quelle attuali e se la riforma fosse attuata senza incidere sul gettito fiscale. Nel diritto vigente, le aliquote marginali variano invece dallo 0,77 al 13,2 per cento a seconda del reddito imponibile e dello stato civile. La simulazione mostra che in questo scenario di riforma il 7 per cento circa dei contribuenti con un reddito elevato sarebbe fiscalmente favorito rispetto a quanto previsto dalla legislazione in vigore, mentre il 73 per cento circa dei contribuenti con un reddito medio dovrebbe sostenere un onere maggiore. Per il restante 20 per cento circa dei contribuenti a basso reddito non cambierebbe nulla dato che, come previsto dal diritto vigente, anche in questo scenario sarebbero esentati dall'imposta.</p><p>Questi effetti distributivi sfavorevoli non sarebbero praticamente compensati da alcun impulso di crescita. Anche se gli incentivi al risparmio e allo svolgimento di un'attività lucrativa risulterebbero rafforzati per i contribuenti con un reddito elevato, tale effetto sarebbe annullato dal fatto che l'aumento dell'aliquota marginale d'imposta per il ceto medio scoraggerebbe le persone che appartengono a questo ceto a esercitare un'attività lucrativa. Nella sua perizia del 2006 commissionata dall'AFC su un sistema fiscale orientato al futuro e alla crescita per la Svizzera (disponibile in tedesco all'indirizzo: <a href="https://www.estv.admin.ch/estv/it/home.html">http://www.estv.admin.ch</a> &gt; Steuerpolitik Steuerstatistiken Publikationen &gt; Steuerpolitik &gt; Fachinformationen &gt; Gutachten und Berichte) il professor Christian Keuschnigg è giunto alla conclusione che l'impulso sul PIL sarebbe leggermente negativo (-0,1 %).</p><p>Una tassa ad aliquota fissa sarebbe invece vantaggiosa per le coppie perché permetterebbe di eliminare, per buona parte, la disparità di trattamento fiscale esistente tra le coppie sposate e quelle non sposate. Inoltre, nel sistema attuale la combinazione tra una tariffa direttamente progressiva e l'annualità dell'imposizione crea incentivi per la pianificazione fiscale. Con un'aliquota marginale costante e una tariffa indirettamente progressiva questa pianificazione fiscale intertemporale verrebbe eliminata e il principio di periodicità perderebbe molta della sua importanza. Ad esempio, il fatto che un contribuente effettui un riscatto nella cassa pensioni in un unico periodo fiscale o lo distribuisca su più periodi non sarebbe più rilevante. L'aliquota fissa presenterebbe dei vantaggi anche per l'imposizione delle prestazioni in capitale versate, perché si potrebbe rinunciare ad attenuare gli effetti della progressione.</p><p>Mentre per alcuni Cantoni una tassa ad aliquota fissa è certamente un modello adeguato, il Consiglio federale ritiene di non dover attuare questa soluzione a livello federale: gli effetti distributivi, infatti, non sono compensati da nuovi impulsi di crescita. I vantaggi in termini di semplificazione del sistema fiscale non sono in grado di controbilanciare questo svantaggio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.