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«Nel Cantone, agricoltori veri, che vivono esclusivamente coi loro terreni per tutta la vita, sono pochi. Si tratta la maggior parte di persone che hanno fatto denaro in altre industrie, e possiedono terreno più per attaccamento alloro paese natio che per la prospettiva dell'interesse. Sono persone generalmente istruite, pronte ad ascoltare un parere, un giudizio, a modificare una loro pratica, a frequentare delle conferenze, ma andare alla Scuola, no. Credo che miglior servizio farebbe una cattedra agricola ambulante. Nel titolare della cattedra si avrà, relativamente con poca spesa, la persona dotta la quale, potrà recarsi qua e là ad ogni richiesta, potrà tenere conferenze su argomenti svariati a seconda del bisogno, potrà dare consigli, potrà promuovere riunioni, sindacati ecc.; si avrà infine una persona che potrà dirigere dei campi sperimentali, dei vivai, sorvegliare la esecuzione di opere miglioratrici e la distribuzione dei sussidi che concede la Società Agricola Cantonale oppure il Governo» (Rapporto sullo stato della viticoltura nel 1892, Tamaro D.)
Nel 1870 il cantone contava una superficie vitata complessiva di 8000 ettari. Le coltivazioni estensive erano poco razionali ed erano associate, tra i filari, ad altre coltivazioni di mais, tabacco ed erbe.
Verso il 1893 compare la fillossera. Per fronteggiare questa situazione e per avviare la viticoltura verso nuovi indirizzi lo Stato creò il Servizio antifillosserico e la Cattedra ambulante d’agricoltura.
Nel 1905 ha inizio la sperimentazione della varietà Merlot d’origine bordolese e nei vivai di Mendrisio si preparano 12'000 barbatelle. Negli anni successivi la produzione aumenta, tanto da raggiungere, nel 1910, le 42'000 unità. Nel corso degli anni seguenti l'affermazione della varietà Merlot diventa un fatto certo: le sue caratteristiche organolettiche ed il suo adattamento a tutte le regioni del Cantone permettono allo Stato, con l'appoggio della Confederazione, di decretare una legge sulla ricostruzione viticola.
Dai confronti fatti con le uve nostrane Bondola e Freisa subito dopo la prima guerra mondiale, il Merlot è risultato nettamente il migliore per i terreni e i climi ticinesi. Oggi il Merlot rappresenta il vitigno coltivato con più frequenza, registrando l’82% del totale cantonale. Seguono Americana rossa (3,3%), Chardonnay (2,3%), Bondola (1,7%) e il Pinot Nero (1,5%). La produzione media decennale d’uve Merlot si aggira attorno ai 55'000 quintali per tutto il cantone.
Roland Hochstrasser