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Ci sarebbero pure 300 persone e 70 imprese inscritte in Svizzera tra le migliaia di aziende e privati che avrebbero fondato società nei paradisi fiscali per frodare l'erario e su cui, da mesi, indagano cronisti di mezzo mondo.
Oltre 2,5 milioni di documenti sono stati trasmessi alle redazioni di una cinquantina di mezzi d'informazione in 46 paesi dal Consorzio internazionale per il giornalismo investigativo, indicano SonntagsZeitung e Le Matin Dimanche. Da dicembre circa 80 giornalisti nel mondo esaminano l'impressionante massa di dati, denominati “Offshore Leaks” e oggi hanno reso noti i primi risultati. Stando ai due domenicali elvetici, il materiale comprende una quantità d'elementi ben superiore a quella delle fughe di dati bancari verso la Germania e la Francia degli ultimi anni.
I documenti - contratti, fax, copie di passaporti, mail, corrispondenza bancaria - provengono da società specializzate nella costituzione di offshore e riguardano in totale 122'000 società e trust, 12'000 intermediari finanziari e 130'000 privati. Fra i media che indagano vi sono anche il Washington Post, la BBC, The Guardian, Le Monde, Die Süddeutsche Zeitung e Asahi Shimbun.