Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/156218

<h2>SubmittedText<h2><p>A seguito degli sviluppi della minaccia djiadista, il Consiglio federale ha costituito una taskforce interdipartimentale per la lotta al terrorismo, oltre al commissariato della Polizia federale già dedicato alla problematica. Mentre giustamente si porta una grande attenzione al terrorismo, si percepisce un approccio privo di coordinamento e decisione nei confronti della criminalità organizzata (CO); in particolare la CO d'origine italiana, ma anche quella dell'est e quella dell'estremo oriente, altrettanto pericolose e potenzialmente destabilizzanti dell'ordine costituito.</p><p>1. Se un magistrato italiano afferma tranquillamente alla televisione svizzera italiana (http://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo/Ndrangheta-in-Svizzera-3841474.html) di ritenere che la Svizzera non è immune dall'infiltrazione di tipo mafioso e che anzi l'infiltrazione ha già preso piede, non sarebbe ora di prendere le necessarie contromisure preventive e repressive? </p><p>2. Annualmente la Polizia federale dichiara la CO un problema prioritario. Quali misure concrete sono state prese? Quali e quante unità si occupano esclusivamente e direttamente di lotta alla CO?</p><p>3. Esiste un progetto di monitoraggio a livello nazionale della CO italiana e/o delle altre CO? È eventualmente esistito nel passato?</p><p>4. Non vi è la necessità di creare una struttura ad hoc che si occupi di questo fenomeno? È ipotizzabile istituire una divisione o un commissariato dedicato esclusivamente alle CO, oppure una taskforce similare a quella dedicata alla lotta al terrorismo?</p><p>5. Il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, in una recente intervista alla televisione della Svizzera italiana (http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/modem/La-mafia-in-Svizzera-3515586.html), ha spiegato che sono in corso procedure contro la CO italiana a Zurigo, Lugano, Berna e Losanna. Si evince quindi che ogni antenna della Polizia giudiziaria federale s'impegna al contrasto della CO italiana. Chi, della Polizia giudiziaria federale, ha una visione globale del fenomeno? Esiste un reale ed effettivo coordinamento della lotta alla CO?</p><p>6. In quale maniera si collabora con il Ministero pubblico della Confederazione nella lotta alla CO? Vi è un approccio coordinato e strutturato?</p><p>7. In quale maniera si collabora con le polizie cantonali? Vi è un approccio coordinato e strutturato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Di seguito sono riportate le risposte alle domande poste dal consigliere nazionale Marco Romano:</p><p>1. La lotta alle organizzazioni criminali è al centro delle priorità strategiche consolidate insieme al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per il periodo 2012 a 2015. In tale ambito, un'esplicita attenzione è dedicata al tema delle organizzazioni criminali italiane. Il risalto dato a questo tema influisce sull'orientamento delle analisi che la Polizia giudiziaria federale (PGF) dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol) esegue nel quadro dell'allestimento dei rapporti sulla situazione e sulle rispettive attività d'indagine. Le organizzazioni criminali italiane continueranno peraltro anche in futuro a rappresentare una tematica prioritaria.</p><p>2. L'analisi delle tematiche prioritarie da parte della PGF trova riscontro nel rapporto annuale 2014 di Fedpol. In caso di sospetti sufficientemente fondati di sostegno o partecipazione a un'organizzazione criminale, la PGF allestisce una denuncia e la trasmette all'MPC. In tutti i casi relativi alle organizzazioni criminali, comprese quindi quelle italiane, la trasmissione all'MPC è possibile soltanto se il sospetto riguarda reati complessi con implicazioni internazionali e se il suo trattamento rientra pertanto nelle competenze di perseguimento penale della Confederazione. Nell'ambito delle istruzioni avviate dall'MPC, la PGF agisce sotto la conduzione del procuratore federale responsabile del procedimento. La PGF non dispone di inquirenti appositamente preposti alle indagini vertenti sulle organizzazioni criminali. Le indagini di questo tipo sono condotte dalle divisioni inquirenti di Zurigo, Berna, Lugano e Losanna. Nel periodo successivo alla risposta all'interrogazione 14.1080 del 25 settembre 2015, "Presenza e attività della Polizia giudiziaria federale in Ticino nella lotta alla criminalità internazionale organizzata", non vi è stato alcun cambiamento a tale riguardo.</p><p>3. Le organizzazioni criminali, comprese quelle italiane, costituiscono una priorità nel quadro delle attività di analisi eseguite da Fedpol. Il loro perseguimento penale incombe alla Confederazione se tali organizzazioni hanno carattere transnazionale. Le informazioni delle autorità partner estere, in particolare i rapporti di analisi dell'Ufficio europeo di polizia (Europol), sono prese in considerazione al momento dell'allestimento dei rapporti sulla situazione. Per quanto concerne le organizzazioni criminali italiane, ha luogo regolarmente uno scambio bilaterale, in particolare con i partner italiani. Tale scambio avviene nel quadro dello scambio d'informazioni di polizia giudiziaria in occasione di indagini congiunte ed è finalizzato a un'analisi comparata della situazione. Il 4 marzo 2011 è stato istituito a tal fine un gruppo di lavoro congiunto italo-svizzero. Le attività di questo gruppo si fondano su un protocollo operativo Svizzera-Italia.</p><p>4. L'attuale organizzazione e i processi lavorativi delle autorità di perseguimento penale della Confederazione sono adeguati e sono in grado, anche grazie all'attività della sede distaccata di Lugano, di far fronte alle sfide poste in particolare dal perseguimento delle organizzazioni criminali italiane. Qualora dovesse essere ravvisata una necessità di cambiamento, si provvederà ad adottare le opportune misure. L'istituzione di organi nazionali ad hoc sul modello di quelli creati in tutta Europa nell'ambito della lotta al terrorismo in risposta alle recenti serie di attentati non appare per il momento necessaria nell'ottica del perseguimento delle organizzazioni criminali.</p><p>5. Lo scambio costante d'informazioni tra i settori che si occupano di lotta alle organizzazioni criminali italiane è assicurato da Fedpol. Le informazioni ottenute confluiscono nei rapporti di analisi e sulla situazione.</p><p>6. Confronta le risposte alle domande 1 e 2.</p><p>7. Fedpol garantisce lo scambio d'informazioni di polizia giudiziaria con i partner svizzeri ed esteri. La convenzione quadro sottoscritta dal DFGP e dalla CDDGP il 14/15 novembre 2013 permette inoltre di istituire gruppi comuni per indagare su casi concreti e di ricorrere ad altre prestazioni, quali il coordinamento, l'analisi e l'assistenza tecnica da parte della PGF.</p>  Risposta del Consiglio federale.