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Una società microelettronica con sede in Svizzera figura nella lista di 51 aziende di 20 paesi diversi implicate nella fornitura di componenti utilizzate per fabbricare le bombe dell'Isis. Lo rivela oggi uno studio della Conflict Armament Research (CAR).
La ricerca rivela che gli esplosivi sono ormai prodotti su "scala quasi industriale" dall'Isis. Per fabbricarli, i terroristi usano materiale legale (per esempio cavi o prodotti chimici) e largamente disponibile sul mercato. Il loro commercio è meno sorvegliato che il traffico d'armi: alcune di queste componenti non necessitano nemmeno della licenza di esportazione.
Nello specifico, la società con sede in Svizzera fornirebbe transistor. Sollecitato dalla RTS quest'oggi, il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann ha affermato di non essere a conoscenza di questo caso.
I paesi più rappresentati nella lista sono la Turchia, con tredici società, e l'India, con sette, indica la CAR.
Gli autori del rapporto affermano di aver contattato le imprese interessate, che però non hanno voluto replicare oppure si sono giustificate dicendo di non essere in grado di dire dove sia finita la loro merce una volta venduta. Secondo il direttore esecutivo della CAR James Bevan, incitare i fornitori ad avere un sistema di contabilità efficace per stabilire la destinazione delle componenti potrebbe avere un effetto dissuasivo.
L'accesso ai pezzi delle bombe, recuperati da alcune battaglie svoltesi in Iraq e in Siria, è stato possibile grazie alla polizia federale irachena nonché alle milizie e al governo regionale curdo.