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Abramovich avvelenato? "Speculazioni"
Da Kiev non arrivano conferme di quanto riferito dal Wall Street Journal riguardo alla delegazione diplomatica ucraina
Le autorità ucraine non confermano il sospetto avvelenamento di cui sarebbero stati vittime almeno due membri della delegazione di Kiev per i negoziati con la Russia e l'oligarca Roman Abramovich, a cui era stato chiesto di essere presente alle trattative.
Secondo quanto pubblicato per primo oggi (lunedì) dal Wall Street Journal ma anche dal sito di giornalismo investigativo Bellingcat, dopo un incontro a inizio marzo hanno sofferto di sintomi ("occhi rossi, desquamazione della pelle sul viso e sulle mani") che farebbero sospettare un avvelenamento di qualche genere. Interrogato al proposito, il consigliere della presidenza ucraina e capo negoziatore Mykhailo Podolyak ha detto però che al riguardo "ci sono molte speculazioni e diverse teorie complottistiche".
Un altro membro della delegazione, Rustem Umerov, un tataro di Crimea che il quotidiano statunitense aveva indicato come una delle vittime, ha invitato a non fidarsi di "informazioni non verificate".
Un funzionario statunitense, citato anonimamente, ha quindi aggiunto che le informazioni di cui dispone l'intelligence di Washington fa pensare piuttosto a non meglio precisati "fattori ambientali" quale causa del malessere.
Abramovich era stato presente alle trattative bilaterali del 28 febbraio a Gomel, in Bielorussia, ma il presunto avvelenamento (che un suo portavoce conferma) risalirebbe all'inizio di marzo e sarebbe avvenuto a Kiev. Per il Financial Times, il miliardario russo ma di madre ucraina avrebbe anche perso temporaneamente la vista, prima di ricevere cure in Turchia.