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Il Consiglio federale ha tenuto oggi una seduta straordinaria sui tragici eventi in Giappone. Occorreva fare il punto sull'evoluzione della situazione sul posto e sulle possibili conseguenze per la Svizzera.
In primo luogo il Consiglio federale vuole sottolineare quanto sia colpito dalla sorte delle vittime della catastrofe che si è verificata nel Paese. Porge le condoglianze al Giappone e conferma nuovamente la sua solidarietà con il popolo e le autorità giapponesi e con tutte le persone colpite dalla catastrofe.
Oggi il Consiglio federale ha fatto il punto sugli eventi in corso. Le notizie che giungono dal Giappone mostrano che la situazione rimane difficile nonostante gli sforzi messi in atto dalle autorità per controllare la situazione nelle vicinanze della centrale nucleare di Fukushima. Il direttore dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare, il qui presente signor Wanner, fornirà precisazioni sulla situazione. Il Consiglio federale è tuttavia preoccupato della svolta che hanno preso gli eventi in Giappone. Le informazioni sui problemi sia nei reattori che erano in funzione al momento dello tsunami sia in quelli che erano fermi mostrano che è possibile un ulteriore aggravamento della situazione.
Su questa base, il Consiglio federale intende considerare tutti gli scenari possibili e in particolare i loro possibili effetti sulla Svizzera e assicurarsi che vengano prese tutte le misure per prendere se del caso le decisioni necessarie. Constata attualmente che tutti gli organi di sorveglianza sono operativi, seguono con attenzione lo svolgimento degli eventi sul posto e potranno entrare in funzione se necessario.
Organi operativi
L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), responsabile della sicurezza dei nostri impianti nucleari, in stretto contatto con gli organi di sorveglianza internazionali, informa regolarmente il Consiglio federale sulla successione degli eventi legati alla centrale nucleare giapponese. L'IFSN informa quotidianamente sull'evoluzione della situazione.
Anche la Centrale nazionale d'allarme (CENAL) segue gli eventi e informa regolarmente sul suo sito Internet.
Domani si riunirà il comitato di stato maggiore ABCN, competente in caso di eventi legati a un aumento della radioattività. Lo stato maggiore farà il punto sulla situazione. Il comitato ha la competenza di convocare lo stato maggiore ABCN. Quest'ultimo viene convocato se la Svizzera deve far fronte a un aumento della radioattività o se è possibile che debba farvi fronte.
Misura di sospensione delle procedure
Il Consiglio federale sostiene pienamente la misura precauzionale presa dal DATEC di sospendere le procedure in corso concernenti le domande di autorizzazione generale per le nuove centrali nucleari. Il Consiglio federale intende trarre insegnamenti da quanto si sta verificando in Giappone. Occorrerà tuttavia aspettare gli sviluppi degli eventi in corso prima di affrontare questa discussione.
Questioni sanitarie
Il Consiglio federale tiene a rassicurare la popolazione svizzera. Attualmente non vi sono pericoli sanitari per la nostra popolazione. In Svizzera non si misura alcun aumento della radioattività e non occorre prendere misure precauzionali. L'Ufficio federale della sanità pubblica sconsiglia ai privati di rifornirsi di compresse allo iodio. Le scorte in Svizzera sono sufficienti e potranno essere distribuite alla popolazione se dovesse presentarsi una situazione d'emergenza.
Cittadini svizzeri in Giappone
In Giappone sono annunciati 1890 cittadini svizzeri. Con 1592 di essi è stato possibile entrare in contatto. A causa dell'infrastruttura distrutta e delle linee interrotte, la comunicazione si rivela molto difficoltosa. Tutti gli Svizzeri immatricolati nella regione nord-orientale del Giappone fortemente colpita dallo tsunami - 105 persone - hanno potuto essere contattate. Non vi sono informazioni secondo cui tra le vittime vi sarebbero cittadini svizzeri.
Raccomandazione di viaggio
Il DFAE sconsiglia di intraprendere qualsiasi viaggio nella regione nord-orientale del Giappone e nelle prefetture di Nagano e Niigata. Il DFAE sconsiglia di effettuare viaggi turistici e altri viaggi non urgenti nelle rimanenti regioni del Giappone. Per quanto riguarda i cittadini svizzeri che si trovano in Giappone: attualmente gli sviluppi negli impianti nucleari danneggiati non sono prevedibili e scosse di assestamento sono possibili. Il DFAE raccomanda pertanto a tutti gli Svizzeri che si trovano nelle regioni di crisi del Nord-Est del Giappone e nell'area di Tokyo/Yokohama la cui presenza non è urgentemente necessaria di abbandonare tali zone se ciò appare possibile e sicuro.
Ambasciata svizzera a Tokyo
L'ambasciata svizzera a Tokyo, attiva 24 ore su 24 fin dall'inizio della crisi, è stata potenziata con membri della cellula di crisi del DFAE al fine di sostenere i cittadini svizzeri presenti in Giappone in questa situazione difficile. L'ambasciata continua ad adoperarsi per stabilire i contatti con tutti i cittadini svizzeri. La comunità svizzera viene regolarmente informata dall'ambasciata mediante mail, telefono e aggiornamenti sul sito Internet dell'ambasciata in merito alle raccomandazioni di viaggio e di comportamento e ad altri sviluppi. Gli Svizzeri in difficoltà o che necessitano di particolare sostegno possono rivolgersi in qualsiasi momento all'ambasciata di Tokyo. Dall'inizio della catastrofe è operativo 24 ore su 24 un numero d'emergenza per informazioni ai cittadini svizzeri presenti in Giappone ma anche ai loro famigliari. Il numero è: +41 (0)800 24-7-365. L'ambasciata li aiuterà con tutti i mezzi disponibili. Da mercoledì ai cittadini svizzeri vengono distribuite compresse allo iodio.
Partenze dal Giappone
Oggi l'ambasciata ha nuovamente segnalato via mail agli Svizzeri presenti nell'area di Tokyo/Yokohama la raccomandazione del DFAE di lasciare il Paese. Attualmente sono di massima ancora disponibili capacità di voli aerei, di modo che i cittadini svizzeri che vogliono lasciare il Giappone possono effettivamente farlo. La partenza individuale corrisponde alla prassi attuale adottata da altri Stati europei. Il DFAE osserva la situazione con continua attenzione e lavora a stretto contatto con le autorità. Per tutti gli scenari possibili si stanno preparando pianificazioni eventuali. In tale contesto, il DFAE e l'ambasciata svizzera sono in contatto con le ambasciate di altri Paesi per coordinare le partenze dei concittadini. Il DFAE si tiene pronto per ricorrere immediatamente a voli charter destinati al rimpatrio dei cittadini svizzeri qualora i voli commerciali non dovessero essere sufficienti. L'antenna dell'ambasciata a Kobe è già stata potenziata allo scopo di sostenere se del caso i cittadini svizzeri che lasciano il Paese partendo da Osaka.
Il lavoro delle squadre di specialisti
Dopo aver condotto operazioni di ricerca e di valutazione nelle aree colpite, la squadra svizzera di specialisti facente capo all'aiuto umanitario della Confederazione sta facendo ritorno in Svizzera. La presenza elvetica sul suolo nipponico non si esaurisce però qui. A Tokyo e a Osaka specialisti dell'aiuto umanitario stanno infatti supportando l'ambasciata nel fornire l'aiuto necessario ai cittadini svizzeri in Giappone.
Inviati nel Nord-Est del Giappone a seguito di una richiesta ufficiale del governo giapponese, i 23 specialisti della squadra svizzera di ricerca e valutazione hanno partecipato alla ricerca di superstiti con l'ausilio di nove cani e di apposite apparecchiature, i quali hanno permesso di localizzare tre vittime. A tutela della loro salute, i componenti della squadra hanno effettuato ogni ora una misurazione dei livelli di radioattività.
Si era comunque consapevoli che non sarebbe stato realistico pensare di trovare superstiti nelle aree colpite dallo tsunami. A cinque giorni dalla catastrofe, le probabilità di trovare persone ancora in vita diminuiscono inoltre in modo considerevole. Poiché le ricerche sono ulteriormente ostacolate dalla neve, l'aiuto umanitario ha deciso di richiamare in Svizzera la squadra di ricerca. Il rientro in Svizzera avrà presumibilmente luogo venerdì prossimo.
L'intervento degli specialisti svizzeri è considerato dalla popolazione locale e dal governo giapponese un concreto atto di solidarietà compiuto in una situazione di estrema difficoltà.
Nonostante il rientro in patria della squadra di ricerca, in Giappone restano altri soccorritori svizzeri. Tre specialisti della squadra non faranno infatti ritorno in Svizzera unitamente ai loro compagni, ma si imbarcheranno per Tokyo, dove andranno a potenziare l'organico dell'ambasciata Svizzera e provvederanno in particolare ad aiutare gli Svizzeri che cercano di lasciare il Paese. Nove specialisti e tre membri della cellula di crisi si trovano già sul posto. Altre tre persone atterreranno oggi in Giappone per mettersi al servizio dell'ufficio dell'ambasciata svizzera sito a Osaka.
Informazione
Il Consiglio federale intende informare la popolazione circa gli sviluppi della situazione. Come nei giorni scorsi, gli organi competenti terranno a intervalli regolari conferenze stampa delle quali sarete informati per tempo.
Oggi sarà inoltre attivato un apposito sito Internet che fornirà tutte le informazioni utili, tra cui anche quelle relative alle hotline a disposizione dei cittadini.
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
André Simonazzi
Portavoce del Consiglio federale
+41 (0)31 322 37 03
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