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Quasi la metà dei giocatori di calcio professionisti è a rischio indigenza, entro i primi cinque anni dal ritiro.
Per i grandi giocatori di calcio - quelli che una volta venivano definiti campioni, mentre oggi top player - gli stipendi sono alti, altissimi. Si pensi che per Cristiano Ronaldo, superstar del calcio internazionale e attaccante della Juventus, la busta paga annuale supera i 30 milioni di euro netti, a cui si sommano poi i vari contratti di sponsorizzazione. Non per tutti, però, il piatto è così tanto ricco, nemmeno nelle scintillanti Premier League e Serie A.
Lo stipendio di uno sportivo professionista, inoltre, dovrebbe essere pesato anche al netto del fatto che la carriera - generalmente - termina prima dei 40 anni. Come evidenziato da Calcio e Finanza, infatti, il 40% dei calciatori in Europa è a rischio indigenza, già entro i primi cinque anni che seguono la cessazione dell'attività professionistica. Nel Regno Unito, dove si gioca il campionato più importante e ricco al mondo, il rischio di finire sul lastrico è addirittura del 60%, sempre dopo cinque anni dal ritiro.
Questa problematica, secondo Calcio e Finanza, è prevalentemente legata a due aspetti: la difficoltà ad adattare il proprio stile di vita a delle entrate meno cospicue, e gli investimenti sbagliati, spesso fatti con consulenti improvvisati. I due elementi menzionati sono comuni a tutti gli sportivi e non solo ai calciatori. Infatti, il rischio di indigenza è molto alto anche nel football americano (78%, a due anni dal ritiro) e nel basket (60%, a cinque anni dal ritiro).
Tra i giocatori di calcio finiti in disgrazia, vi sono anche nomi di grandi campioni. Da Ronaldinho a Paul Gascoigne, da Andreas Brehme a Garrincha.