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Breganzona
Storia
Il Comune si è unito alla Nuova Lugano nel 2004.
Per secoli, le attività principali del quartiere sono state legate all'agricoltura. Prima che gli insediamenti urbani nascondessero le tracce della cultura contadina, la collina del villaggio era ricoperta di vigneti e gran parte dei boschi odierni erano zona di pascolo soprattutto per pecore, indice, questo, di una regione molto povera.
Di fianco all'agricoltura, nell'Ottocento, la bachicoltura ha assunto a Breganzona un ruolo di primaria importanza. Nel 1890 Breganzona contava ben 1'500 gelsi (oggi ce ne sono solo 32). Grazie a questa attività, molto redditizia, il comune di Breganzona ha vissuto un miglioramento economico tale da dar vita ad una prima forma di economia monetaria, di ottimo auspicio per un villaggio reduce da tempi molto duri.
Fino a fine Settecento, Breganzona, come il resto della regione, viveva nell'incubo della peste e di frequenti crisi della produzione agricola. Tali condizioni spingevano molti breganzonesi ad emigrare in Russia, in America Latina, ma anche nel vicino nord Italia e in Svizzera tedesca. La situazione si faceva particolarmente drammatica agli inizi del sec. XIX, quando divampava il colera. A testimonianza di quel periodo tragico, v'è la facciata della chiesa di San Sebastiano raffigurante San Rocco.
Oltre alle epidemie che decimavano la popolazione, il Ticino era toccato anche da pessime condizioni meteorologiche con effetti disastrosi sull'agricoltura e quindi sui prezzi dei cereali. In quell'occasione, un breganzonese, Pietro Polar, deputato al Gran Consiglio, fece giungere frumento dalla Russia guadagnandosi un epitaffio commemorativo: "Pietro Polar che la patria ascrisse fra i suoi benemeriti quando languente per la fame magnanimo la provvide di vettovaglie nel luttuoso 1817".
Per lungo tempo la popolazione di Breganzona restò alquanto esigua. Nel 1800 era di numero inferiore a 400 abitanti. In soli 150 anni gli abitanti salirono a 883. Nel frattempo, nel 1925, Breganzona si fuse con Biogno col quale già condivideva la chiesa parrocchiale di San Quirico e il cimitero. Grazie a tale fusione, i confini di Breganzona si estesero fino ai confini di Muzzano. Nel 1970, gli abitanti di Breganzona erano già 2'800 e, nel 1991, 5'000. A pari passo con lo sviluppo demografico, oltre alla creazione di numerose case mono e plurifamigliari, venne creato un centro scolastico e un centro sportivo, vennero sistemate le vie di comunicazione, vennero potenziate le canalizzazioni e altre infrastrutture.
La particolare ubicazione di Breganzona, situata ai confini di Lugano, ne fa una zona principalmente residenziale: la maggior parte della popolazione residente svolge le proprie attività lavorative al di fuori del quartiere con un movimento pendolare quotidiano di 1794 persone in uscita. Ciò nonostante, Breganzona non è esclusivamente un quartiere dormitorio. Ogni giorno 638 persone si recano a Breganzona per lavoro. La cifra è destinata ad aumentare.