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C’è una strada in Brasile lunga 1'500 chilometri dove passa un terzo della produzione agricola nazionale.
È la BR-163, costruita negli anni Ottanta dai militari per collegare regioni sperdute dell’Amazzonia, oggi è attraversata ogni giorno da 1'500 camion carichi di soia e grani diretti al porto di Itaituba e da lì, tramite i fiumi Santarem e il Rio delle Amazzoni, imbarcati sulle navi container dirette verso la Cina via canale di Panama. La rotta amazzonica permette di risparmiare una ventina di giorni di navigazione e per questo è oggi la più battuta dai produttori locali.
Il Brasile e il secondo paese al mondo produttore di soia e di carne bovina ed il presidente conservatore Jair Bolsonaro ha promesso al settore agricolo dei forti investimenti per migliorare le infrastrutture esistenti.
C’è molto da fare sulla BR-163; mancano da asfaltare 50 chilometri e bisogna migliorare diversi tratti già asfaltati a deteriorati dal traffico intenso dei camion. L’esercito sta coordinando i lavori in corso, ma gli ambientalisti lanciano i grido di allarme; la strada sventra la foresta amazzonica ed è responsabile in parte per l’occupazione di nuove terre rubate al “polmone verde del Pianeta”.
La foresta Amazzonica e quanto vi sta accadendo è al centro di una serie di reportage in onda al TG 20.00 a partire da lunedì 17 giugno.