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Le biblioteche pubbliche devono fare la loro parte contro la pandemia, ma le limitazioni sono accettabili solo temporaneamente
“I bibliotecari devono garantire la fornitura di servizi equi senza discriminazione e il diritto di tutte le persone di accedere all’informazione”. Così si legge nel Codice etico per bibliotecari e professionisti dell’informazione svizzeri: questo principio è compatibile con la richiesta del certificato Covid per accedere agli spazi delle biblioteche? No, rispondono le associazioni professionali dei bibliotecari: il certificato Covid introduce un controllo all’ingresso delle biblioteche e rischia quindi di aumentare le disuguaglianze, di deteriorare l’accoglienza del pubblico, di allontanare alcuni utenti e di generare situazioni di conflitto.
Tuttavia le biblioteche pubbliche devono fare la loro parte nello sforzo per combattere la pandemia e pertanto è possibile accettare queste limitazioni ma “solo per un lasso di tempo strettamente limitato”, cercando nel frattempo di minimizzare i disagi organizzando ad esempio attività all’esterno delle biblioteche. Diventa quindi imperativo che l’obbligo di presentare il certificato sia revocato appena possibile e, se questo non fosse possibile, le associazioni si attiveranno per negoziare con le autorità il trasferimento delle biblioteche pubbliche al settore “verde” che non prevede l’uso del certificato Covid.