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BERNA - Oggi, denuncia l'Unione sindacale svizzera (USS), gli uomini hanno già ricevuto l'equivalente di quanto le donne ottengono per tutto l'anno in termini di previdenza di vecchiaia del secondo pilastro. L'USS attira l'attenzione su questa disuguaglianza di genere con la giornata intitolata "Equal Pension Day".
Questo divario rivela la diversità nelle opportunità di lavoro per i due sessi, si legge in un comunicato diramato oggi. Le donne interrompono il lavoro più spesso e lavorano più frequentemente a tempo parziale, nei due casi in primo luogo per ragioni famigliari. È questa la causa di "rendite scandalosamente basse", scrive l'USS.
Per molte donne, la previdenza professionale è solo un magro supplemento. Un terzo di loro addirittura ancora non riceve alcuna pensione dal secondo pilastro. Se viene versata una rendita della cassa pensioni, la pensione media delle donne è pari a circa la metà di quella degli uomini.
Così, stando alle cifre della federazione sindacale, la metà delle donne che ha raggiunto i 64 anni nel 2018 ha ricevuto una rendita dalla cassa pensioni inferiore a 1165 franchi al mese. Nei "settori tipicamente femminili", le pensioni si situano comunemente tra i 500 e gli 800 franchi al mese, insufficienti per vivere, deplora l'USS.
Quasi l'11% di tutte le donne, per arrivare a fine mese, deve richiedere le prestazioni complementari direttamente al momento del pensionamento, scrive l'USS. L'anno scorso più di 140'000 donne hanno ricevuto queste prestazioni, il doppio rispetto agli uomini. Sono particolarmente colpite le donne divorziate e vedove.