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Altre armi a Kiev, ma niente Leopard 2
Nessuna decisione sulla fornitura dei carri armati tedeschi all'Ucraina dalla riunione a Ramstein, ma diversi Paesi promettono altri aiuti militari
Il vertice di Ramstein si è chiuso senza una decisione sulla fornitura all’Ucraina di Leopard 2, al centro dell’attenzione, ma dalla riunione nella base statunitense in Germania, che ha raccolto una cinquantina di Paesi tra alleati della NATO e altri partner, sono arrivate promesse di ingenti forniture di armi e munizioni.
Le autorità di Berlino non hanno ancora sciolto il nodo sull’invio dei carri armati alle forze di Kiev, senza escludere una decisione nei prossimi giorni o settimane. Decisione da cui dipende la fornitura da parte di altri 15 Paesi che li hanno in dotazione.
Il capo dello Stato maggiore statunitense, il generale Mark Milley, ha comunque tracciato un bilancio positivo del vertice, sostenendo che con le nuove armi l’esercito ucraino potrebbe tornare sull’offensiva. I soli Stati Uniti hanno annunciato la fornitura di aiuti militari per 2,5 miliardi di dollari, che comprendono munizioni e mezzi corazzati, ma nessun carro pesante. Altri milioni in equipaggiamento sono stati promessi da altri Paesi, tra cui sistemi di difesa antiaerea, missili anticarro, artiglieria, carri armati e elicotteri di produzione sovietica, come quelli già in dotazione alle forze di Kiev, e migliaia di munizioni.