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Sono arrivate a Parigi le scatole nere del volo della Ethiopian Airlines precipitato domenica scorsa ad Addis Abeba: ma i due registratori di volo sono stati danneggiati nello schianto e l'estrazione dei dati appare complessa.
Tanto che, ore prima, l'Etiopia aveva scelto di affidare alla Germania le scatole nere del Boeing 737 Max, ma l'ente federale tedesco per gli incidenti aerei aveva declinato la richiesta per "mancanza del software necessario" ad analizzarle.
Intanto, prosegue l'onda lunga dei Paesi che bandiscono il Boeing 737 Max 8. Da ultimi sono arrivati i divieti di Colombia, Messico e Russia, dopo che anche Washington ha deciso di mettere a terra l'intera flotta di velivoli di questo tipo.
Negli Usa potrebbero rimanere a terra almeno sei settimane per l'aggiornamento del software. Anche la compagnia di bandiera indonesiana Garuda Indonesia ha fatto sapere che intende cancellare l'ordine di 49 Boeing 737 Max-8, dopo aver perso fiducia nel modello in seguito ai due incidenti degli ultimi mesi.
In Etiopia tiene banco la protesta delle famiglie delle vittime: ad Addis Abeba circa 200 parenti hanno manifestato la propria rabbia boicottando platealmente un incontro organizzato dalla Ethiopian Airlines, lasciando il meeting con i funzionari della compagnia e protestando contro la "scarsezza di informazioni" e la "mancanza di risposte alle proprie domande".
Sul luogo del disastro continua il via vai di familiari, alcuni cercano tra i detriti tracce dei propri cari, mentre i bulldozer continuano le operazioni sul sito, gli investigatori le indagini, i ricercatori - molti con ampi sacchi di plastica - setacciano il terreno. Si prevede che altri parenti delle vittime arriveranno sul luogo del disastro nei prossimi giorni.