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Omissione di soccorso: con questa accusa saranno fermati i capitani delle due navi che non hanno prestato aiuto al Bulgaria, la nave da crociera affondata domenica scorsa in Russia nelle acque del Volga, in Tatarstan, causando la morte di oltre cento passeggeri, di cui oltre un terzo di bambini. Finora sono 114 i corpi recuperati, ma all'appello manca una quindicina di persone. Lo ha annunciato Vladimir Markin, portavoce del comitato investigativo, citato dall'agenzia Interfax.
Nei giorni scorsi sono stati fermati e poi arrestati Svetlana Iniakina, direttore generale di Argorechtur, la compagnia che ha noleggiato il battello, e Iakov Ivashov, un funzionario del Registro del trasporto sul fiume Kama preposto al controllo tecnico dei natanti: entrambi rischiano sino a 10 anni di carcere per violazione delle norme di sicurezza con la morte di almeno due persone.
Ieri il premier russo, Vladimir Putin, si era recato a Kazan, capitale del Tatarstan, puntando il dito contro "la cupidigia e la violazione grossolana delle regole di sicurezza" e chiedendo che si indagasse anche sui comandanti delle navi che non si erano fermate a prestare aiuto, come ha fatto invece l' Arabella, che ha salvato un'ottantina di naufraghi.
Il proprietario del Bulgaria, Mikhail Antonov, 46 anni di Perm, è un oligarca iscritto a Russia Unita, il partito di Putin. Non risulta indagato perchè la sua società aveva sub- noleggiato il battello a un'altra compagnia, che aveva provveduto ad armarlo con l'equipaggio e a organizzare la crociera anche se non aveva la licenza per il trasporto passeggeri. La nave, vecchia di oltre mezzo secolo, aveva un motore fuori uso ed era sovraccarica.
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