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Iran: i primi dati confermano la sconfitta di Ahmadinejad
Dai primi risultati del secondo turno delle elezioni parlamentari svoltesi ieri in Iran è venuta una conferma della sconfitta profilatasi per il presidente Mahmud Ahmadinejad già nella prima tornata. Emerge inoltre un aumento dell'affluenza, che segue gli appelli lanciati dalla Guida Suprema, Ali Khamenei, affinchè l'adesione al voto confermi il sostegno democratico alla teocrazia iraniana.
Nell'indicare cinque "votati di spicco" fra i 25 candidati che si sono aggiudicati un seggio nella circoscrizione di Teheran, l'agenzia Mehr cita Ali Motahari e Ahmad Tavakoli definendoli "sonori critici dell'amministrazione Ahmadinejad".
Già con i risultati del primo turno svoltosi il 2 marzo era apparsa chiara l'affermazione del fronte vicino alla Guida suprema Khamenei che ha lasciato in minoranza i sostenitori del presidente, il cui secondo e non-rinnovabile mandato scade l'anno prossimo.
Circa l'affluenza, la semi-ufficiale agenzia Fars segnala un aumento di 10 punti base nella percentuale di votanti a Teheran (45%) rispetto al secondo turno delle precedenti elezioni parlamentari (35%).
Nella prima tornata era stata annunciata un'affluenza del 65%, dopo che Khamenei per mesi si è speso in prima persona per invitare alle urne. Le elezioni, aveva sottolineato la Guida, sono un pilastro portante del sistema e della democrazia religiosa. Anche diversi analisti considerano questa tornata un test per la popolarità dell'establishment clericale scosso dal sanguinoso seguito delle elezioni presidenziali 2009 vinte da Ahmadinejad con l'accusa di brogli mossa da riformisti.