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Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha accolto le modifiche apportate alla legge federale sugli stranieri volte ad includere nella normativa i criteri, più severi, legati all'integrazione.
In futuro, gli stranieri potranno ottenere un permesso di domicilio (C, in genere rilasciato dopo dieci anni di soggiorno) solo se saranno integrati nella realtà locale.
Tra i criteri da rispettare figurano la sicurezza e l'ordine pubblico, i valori della Costituzione - come l'uguaglianza uomo/donna -, la partecipazione alla vita economica o l'intenzione di acquisire una formazione, la capacità di sapersi esprimere nella lingua del posto.
Le autorità dovranno tenere conto del grado di integrazione anche per la concessione di un permesso di dimora (B, annuale rinnovabile). La concessione di simile permesso potrà essere subordinata a una convenzione di integrazione, qualora si dovessero constatare carenze in quest'ambito. Se lo straniero non dovesse rispettare in toto o in parte le condizioni incluse in questo "contratto" - per esempio seguire corsi di lingua - saranno possibili sanzioni.
Le disposizioni approvate oggi prevedono anche un ampliamento dei motivi di revoca di un permesso di domicilio. Oltre al mancato rispetto della pubblica sicurezza e dell'ordine pubblico, in futuro sarà possibile perdere il permesso C anche dopo 15 anni dal suo ottenimento, per esempio se la persona in questione dipende dall'assistenza pubblica.
Il plenum ha anche inasprito le condizioni per ottenere il raggruppamento famigliare. Per farsi raggiungere dal congiunto o dai figli minorenni, indipendentemente dal permesso lo straniero dovrà provare di possedere un alloggio appropriato, non percepire l'assistenza sociale né prestazioni complementari, ed essere in grado di comunicare nella lingua parlata nel luogo di domicilio.
Il progetto considera l'integrazione un compito comune della Confederazione, dei cantoni, dei comuni e dei partner sociali. Berna accorderà contributi finanziari per i programmi cantonali d'integrazione.
sda-ats