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L'ambasciatore di Svizzera in Lussemburgo, Peter Friederich, ha lasciato mercoledì sera il carcere di Berna, dov'era detenuto dall'8 luglio scorso.
Il diplomatico è sospettato di riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga.
Friederich ha deposto i suoi documenti di identità, ha precisato il suo avvocato Dominique Warluzel, aggiungendo che si è pure impegnato a non prendere contatti con i protagonisti della vicenda. Inoltre dovrà presentarsi regolarmente a un posto di polizia.
Il 23 luglio scorso, il Tribunale federale aveva autorizzato una proroga della detenzione preventiva fino al 15 di agosto per timore di collusione.
Il giudice istruttore Paul Perraudin ritiene che non vi sia più rischio di collusione, mentre il Ministero pubblico della Confederazione ha ora chiuso l'inchiesta di polizia giudiziaria.
Friederich contesta le accuse
Peter Friederich continua a contestare i fatti che gli sono stati rimproverati. Sua moglie, sospettata di complicità, non è stata arrestata.
La scorsa settimana, al termine delle indagini preliminari di polizia giudiziaria, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva precisato che sull'ambasciatore sospeso dalle sue funzioni, oltre al sempre più consistente sospetto di riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga, grava anche l'accusa di falsità in documenti.
Il Dipartimento degli affari esteri non si è ancora espresso sulla liberazione dell'ambasciatore, che beneficia della presunzione di innocenza, ha precisato il portavoce del dipartimento, Ruedi Christen.
Friederich è tuttora sospeso, ma rimane a disposizione e continua a percepire il suo stipendio.
Oltre un milione di franchi
Le ricerche del Ministero pubblico della Confederazione si sono concentrati sul ruolo svolto da Friederich nelle transazioni finanziarie effettuate nella seconda metà del 2001.
In tutto, quattro versamenti su un conto provato presso una banca del Lussemburgo, per un totale di oltre un milione di franchi.
I giustificativi sulla provenienza dei fondi, consegnati alla banca dal diplomatico, si sono rivelati falsi.
D'altro canto, questi fondi sono stati immediatamente trasferiti verso altri conti, in Svizzera e all'estero, appartenenti a persone sospettate di traffico di stupefacenti.
Dal canto suo, Freiderich aveva dichiarato di aver agito per conto di un finanziere spagnolo, che intendeva sottrarsi agli obblighi fiscali.
L'uomo, arrestato in Spagna in marzo e poi rimesso in libertà, è sospettato dalle autorità spagnole di aver preso parte a un importante traffico di droga.
swissinfo e agenzie