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"Se l'ONU dovesse esprimersi contro di me mi farò arrestare”. Parola di Julian Assange, che ha dichiarato su Twitter di essere pronto a lasciare l’ambasciata dell’Ecuador a Londra a mezzogiorno di venerdì. Nel suo messaggio si legge ancora: “Se l'ONU dovesse annunciare che ho perso il mio caso contro Gran Bretagna e Svezia, uscirò dall'ambasciata a mezzogiorno di venerdì per accettare l'arresto da parte della polizia britannica in quanto non ci non ci sarebbe più una prospettiva di appello. Se tuttavia dovessi avere la meglio, mi aspetto l'immediata restituzione del mio passaporto e la fine di ulteriori tentativi di arrestarmi".
La decisione cui il fondatore di Wikileaks fa riferimento riguarda un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie che deve stabilire se i tre anni da lui passati nella sede della rappresentanza diplomatica ecuadoregna possano essere considerati alla stregua di una detenzione illegale.
Wikileaks a partire del 2010 ha portato alla luce un'ingente rassegna di documenti riservati, riguardanti l'operato del Governo e della diplomazia statunitense nel mondo.
ANSA/ludoC
Dal TG12.30:
- RG 08.00 del 04.02.2016 Il servizio di Chiara Savi