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Progetto
Il progetto di ricerca, finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero (sussidio no. 141350), si è svolto dal 1 settembre 2012 al 1 settembre 2015 presso la Facoltà di scienze della comunicazione dell’Università della Svizzera italiana. Esso riguarda l’evidenzialità, cioè l’insieme dei mezzi linguistici che i parlanti hanno a disposizione per segnalare la fonte d’informazione di una loro asserzione o ipotesi. La fonte d’informazione è una categoria semantico-pragmatica fondamentale che può essere espressa tramite un’ampia gamma di mezzi linguistici. I principali tipi di fonti d’informazione sono la percezione diretta, il sentito dire e l’inferenza (il ragionamento). Il progetto si concentra su quest’ultimo tipo di fonte. In italiano, come in altre lingue europee, un mezzo importante per segnalare il carattere inferito di un’idea sono i verbi di percezione: infatti il lessico della percezione è usato non solo per riferire la percezione diretta di un oggetto o evento (p.es. l’ho visto partire), ma anche per segnalare un ragionamento che comporta l’interpretazione di stimoli percettivi (p.es. vedo che è partito, sembra essere partito) oppure un’inferenza basata su dati non percettivi (p.es. sembra un momento propizio). Quali proprietà semantiche, argomentative e testuali delle espressioni che fanno riferimento alla percezione favoriscono la (re)interpretazione di queste espressioni come marche inferenziali? Quali tipi di ragionamento queste marche evocano? La ricerca ha cercato di rispondere a queste domande tramite lo studio prevalentemente sincronico delle costruzioni con verbi di percezione nel senso lato (inclusi i verbi del sembrare e dell’apparire) nella lingua italiana e del loro uso in vari tipi di discorsi. Particolare attenzione è stata dedicata a due famiglie di generi scritti di carattere argomentativo, la recensione e l’articolo di commento, che hanno permesso di illustrare una grande varietà di usi delle espressioni studiate.