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Il popolo non dovrebbe avere voce in capitolo sull'accordo fra Svizzera e Stati uniti relativo all'UBS: questo almeno il parere della Camera dei Cantoni, che ha dato il nullaosta all'intesa, con effetto retroattivo, e rifiutato di sottoporla a referendum facoltativo. Ma la Camera del popolo potrebbe ancora rimescolare le carte.
La commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (Camera del popolo), infatti, raccomanda sì al plenum di ratificare l'accordo sulla trasmissione al fisco americano di dati riguardanti 4'450 clienti dell'UBS negli Stati uniti sospettati di evasione fiscale. Lo invita però a sottoporre il testo a referendum facoltativo. Certamente la questione sarà molto controversa alla Camera del popolo, che dibatterà il dossier lunedì prossimo.
Il Consiglio degli Stati (Camera dei Cantoni) giovedì ha invece bocciato questa richiesta della sinistra in modo netto: 27 voti contro 13. A nulla è valsa l'insistenza del socialista friburghese Alain Berset, secondo il quale "un accordo di tale portata non può essere concluso dal governo da solo".
La maggioranza dei senatori ha condiviso gli argomenti del liberale radicale ticinese Dick Marty, il quale ha osservato che l'intesa riguarda un numero limitato di casi e si basa sull'accordo di doppia imposizione del 1996 che non era sottoposto al referendum facoltativo.
Al termine di un dibattito di quasi cinque ore, i senatori hanno approvato l'accordo, con entrata in vigore retroattiva, con 31 voti contro 12.
Con 24 voti contro 18, la Camera dei cantoni ha invece respinto l'entrata in materia sull'annessa tabella di marcia proposta dal governo federale per attenuare i rischi sistemici causati dall'insolvenza di grossi istituti finanziari (problematica del "too big to fail"). Pietra d'inciampo del piano governativo era la tassazione dei bonus. Una clausola sollecitata come compromesso dalla sinistra, ma fermamente combattuta dall'Unione democratica di centro (destra conservatrice). Quest'ultima ha condizionato la sua approvazione dell'accordo alla rinuncia di una tassazione dei bonus.
swissinfo.ch e agenzie