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«Perché viaggiare è partire senza meta: con uno sguardo fugace si abbraccia un villaggio, una valle, e ciò che si ama di più lo si ama già con il dolore dell'addio». Così scriveva Annemarie Schwarzenbach nel 1936, in occasione del suo arrivo sull'isola di Maiorca. E proprio sul concetto di “viaggio senza meta” come profonda esperienza di vita è incentrata l'affascinante mostra fotografica “Departure without Destination. Annemarie Schwarzenbach as photographer”, allestita al Zentrum Paul Klee fino al prossimo 9 maggio.
Anticonformista, audace e cosmopolita, Annemarie Schwarzenbach è nota soprattutto per la sua attività di scrittrice, ma fu anche una prolifica fotografa che, tra il 1933 e il 1942, anno della sua prematura morte, seppe catturare in modo mirabile luoghi e persone, storie e suggestioni durante i suoi avventurosi viaggi lungo l'Europa, l'Asia, l'Africa e l'America.
Basata sugli oltre settemila scatti custoditi nell'Archivio svizzero di letteratura, presso la Biblioteca nazionale svizzera a Berna, la mostra offre uno sguardo acuto e aperto di quel periodo: ci sono la crisi e la speranza degli Stati Uniti dopo la Grande Depressione, la minaccia del nazionalsocialismo, la progressiva industrializzazione del paesaggio, il fascino per l'Oriente... Fotografie che rivelano appieno il talento e il desiderio di scoperta di una donna libera e irrequieta.