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Per le associazioni di pazienti e la Federazione dei medici svizzeri (FMH), si tratta di un ostacolo alla libera scelta del medico, per le casse malati, è invece una misura idonea a ridurre i costi dell'assicurazione malattia.Questo contenuto è stato pubblicato il 30 luglio 2000 - 13:49
All'inizio dell'anno il Parlamento aveva incaricato il Consiglio federale di elaborare un insieme di provvedimenti volti ad abbassare i costi della salute nel quadro della revisione della LAMal (Legge sull'assicurazione malattie).
Attualmente, quando un medico apre uno studio, ha diritto automaticamente al rimborso delle sue prestazioni dagli assicuratori. Il progetto governativo intende dare alle casse la libertà di stipulare convenzioni tariffarie in ambito ambulatoriale con i camici bianchi di loro scelta.
Le associazioni dei pazienti criticano il progetto, affermando che manca di «proposte costruttive» e che non garantisce la libera scelta del medico per le cure ambulatoriali. A farne le spese sarebbero gli anziani e in generale coloro che non possono permettersi un'assicurazione complementare.
La FMH teme la creazione di una «situazione caotica» per i pazienti. Gli assicuratori potrebbero privilegiare i medici che operano in termini puramente commerciali. Secondo l'organizzazione, questi non sarebbero necessariamente migliori da un punto di vista qualitativo. La Federazione ha già previsto di lanciare un referendum se il progetto venisse approvato.
Da parte sua, l'Aiuto Aids Svizzero (AAS) ritiene che la proposta potrebbe nuocere ai portatori del virus HIV e alle persone malate di Aids, perché nel campo delle cure dominerebbero i criteri economici.
Gli assicuratori e l'associazione dei medici MediX non condividono questa opinione e si dichiarano favorevoli all'introduzione della libertà di scelta dei fornitori di prestazioni. Secondo loro ciò promuoverebbe una medicina di qualità grazie all'accresciuta concorrenza.
«La maggiore concorrenza eserciterà una pressione sui medici che saranno spinti a operare più a buon mercato», spiega il Concordato degli assicuratori malattia svizzeri (CAMS). Secondo questi ciò equivarrebbe a ricompensare i medici che lavorano secondo criteri di efficienza.
Il CAMS non teme una divisione del settore medico in due classi. Gli assicuratori, se non vogliono perdere la clientela, saranno comunque obbligati a contrarre con una gran parte di dottori. E quegli assicuratori a cui non sta a cuore la qualità dei medici non potranno nemmeno affermarsi sul mercato.
L'Unione democratica di centro (UDC) è contraria alla soppressione dell'obbligo di contrarre. Se il sistema venisse introdotto, le casse potrebbero scegliere di collaborare solo con i medici più a buon mercato. Anche il Partito socialista (PS) non vede di buon occhio la riforma. La definizione dei bisogni e l'accesso alle cure dovrebbe essere di competenza del Consiglio federale.
I radicali e i democristiani, come le associazioni in difesa dei consumatori, sono per contro convinti dell'efficacia della proposta. PLR e PPD domandano inoltre che l'obbligo di stipulare venga eliminato anche per le cure stazionarie e semi stazionarie.
I democristiani vorrebbero tuttavia che gli assicuratori si prendessero a carico, almeno parzialmente, le cure di base fornite dai medici esclusi dai rimborsi. Per quanto riguarda le cure costose ma efficaci, i radicali domandano che se ne tenga conto negli interessi dell'economia.
swissinfo e agenzie
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