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Il sito si compone delle tre fortificazioni Castelgrande, Castello di Montebello e Castello di Sasso Corbaro. Mentre Castelgrande e Castello di Montebello formano un insieme essendo collegati da parti delle mura cittadine e dal vero e proprio sbarramento, la «murata», il Castello di Sasso Corbaro si presenta come un complesso singolo sovrastante la Città.
La particolare posizione strategica, che permetteva di controllare i collegamenti alpini più importanti con l’Italia settentrionale, determinò sin dall’inizio la fondazione di Bellinzona. I passi del Gottardo, del San Bernardino, del Lucomagno e della Novena nonché altri itinerari storici confluiscono tutti a Bellinzona per poi separarsi di nuovo. La topografia decisamente adatta per controllare la valle con il dorso della rupe da un lato affiancato da uno stretto passaggio e con la zona paludosa del fiume Ticino allora impraticabile dall’altro lato, favorì la costruzione di fortezze.
Il sito era abitato già nel neolitico; la maggior parte dei ritrovamenti provengono dalla rocca di Castelgrande. Ai tempi dei romani, poco prima della nascita di Cristo, su questa collina fu costruito un castello. Nel Trecento, in occasione del consolidamento dell’impero a nord, a Castelgrande si costruì un grande complesso difensivo, di cui esistono ancora oggi resti archeologici. Con la caduta dell’Impero romano occidentale Bellinzona finì dapprima nelle mani degli Ostrogoti, per poi passare all’Impero romano d’oriente, detto anche bizantino, e infine ai Longobardi. Verso l’800 una grande parte della fortezza fu distrutta da un incendio. Nel secolo X si costruirono case all’interno di Castelgrande che diventò in seguito una piccola città fortificata. Nei secoli XI e XII, sotto i vescovi di Como, a Castelgrande sorsero diversi edifici rappresentativi. A partire dal secolo XII la città si sviluppò attorno alla cittadella ingrandendosi continuamente. Le fortificazioni vennero ampliate. Il Castello di Montebello venne costruito nel secolo XIII e divenne presto un elemento importante del complesso fortificato. Il Castello di Sasso Corbaro venne edificato verso il 1480, anch’esso con funzione difensiva, ma non venne integrato nel sistema delle fortificazioni.
Sotto il dominio dei Visconti di Milano, che all’inizio del Quattrocento dovettero difendersi dai confederati provenienti da nord, Calstelgrande venne ristrutturato e le case all’interno abbattute. I Visconti edificarono a partire da Castelgrande la grande «murata» con l’intenzione di creare un enorme sbarramento militare della valle. In questo modo Bellinzona si trasformò da fortificazione difensiva con carattere di guarnigione in un’ampia fortezza di frontiera. Questa intenzione militare ha conferito al complesso fortificato di Bellinzona la sua forma attuale e anche la sua enorme importanza. Il complesso di Bellinzona concilia la funzione difensiva con una volontà creativa architettonica e una dimostrazione di potere principesco.
Malgrado questo ampliamento nel Cinquecento Bellinzona cadde nelle mani dei confederati e le fortificazioni persero importanza, ma non vennero distrutte attivamente. Verso il 1515 una grande parte della «murata» venne distrutta da un’alluvione.
Il sito si compone delle tre fortificazioni Castelgrande, Castello di Montebello e Castello di Sasso Corbaro. Mentre Castelgrande e Castello di Montebello formano un insieme essendo collegati da parti delle mura cittadine e dal vero e proprio sbarramento, la «murata», il Castello di Sasso Corbaro si presenta come un complesso singolo sovrastante la Città.
Castelgrande
Castelgrande è un complesso circondato da un muro di cinta a forma circolare diviso in tre grandi cortili tramite mura disposte radialmente. La maggior parte degli edifici attualmente visibili datano tra il 1250 e il 1500 o furono costruiti solo nell’Ottocento e nel Novecento. Gli elementi architettonici fondamentali sono il complesso di edifici del ridotto con la Torre Bianca duecentesca, circondata nel secolo XII dal palazzo vescovile, la cui struttura muraria più antica ancora conservata dovrebbe risalire al secolo X. Al centro del castello è situata la Torre Nera quadrangolare risalente al Trecento. Il complesso di edifici meridionale di Castelgrande fu eretto in più fasi tra il Duecento e il Quattrocento e fu completato nell’Ottocento con un arsenale. Castelgrande permette di distinguere diversi dispositivi dell’architettura militare, che rispecchiano i possibili tipi di minaccia. Può sorprendere per esempio l’opera muraria relativamente debole, che tuttavia era assolutamente sufficiente per la situazione particolare: i confederati non avrebbero mai potuto trasportare pezzi d’artiglieria pesante attraverso il passo del Gottardo.
Tra il 1982 e il 1992 Castelgrande venne ristrutturato dall’architetto ticinese Aurelio Galfetti. Attualmente l’ala meridionale contiene il museo, mentre l’ala dell’arsenale è stata trasformata in ristorante.
Castello di Montebello
Il Castello di Montebello fu costituito nel tardo secolo XIII dal nucleo centrale intorno al quale vennero poi costruite le fortificazioni. Caduto in abbandono nel secolo XIX, il complesso fu restaurato a partire dal 1903. I laterizi rossi evidenziano le parti ricostruite dei muri. Il complesso oggi conservato comprende il nucleo centrale circondato da mura con merli ghibellini e torri angolari rotonde. Nella parte orientale è situato uno spiazzo fortificato circondato da un muro con cammino di ronda. In seguito alla situazione topografica il Castello di Montebello, contrariamente a Castelgrande, è protetto anche da fossati. Nel Castello di Montebello è collocato il Museo civico. La trasformazione in museo fu effettuata da Mario Campi, Franco Pessina e Niki Piazzoli nel 1971–1974.
Castello di Sasso Corbaro
Il Castello di Sasso Corbaro è situato sul punto più alto del dosso roccioso e costituisce un complesso isolato. Si presume che il luogo fosse già fortificato nel secolo XIV, anche se con la costruzione del complesso odierno si iniziò solo verso il 1478. Comprende una rocca principale di forma quadrata con una torre d’angolo massiccia di quattro piani sul lato nordorientale e una torre merlata più snella sul lato sudoccidentale. Nella rocca principale del castello sul lato interno delle mura è situata l’ala abitativa. I resti delle mura all’ingresso, sul lato occidentale, lasciano presumere l’esistenza di un carcere o di un cortile rimasto incompiuto. Sasso Corbaro fu ricostruito nel 1900 e custodisce attualmente il Museo cantonale delle tradizioni popolari. La trasformazione in museo fu effettuata da Tita Carloni nel 1963/64.
Le mura cittadine
Le mura cittadine ancora esistenti dovrebbero seguire il tracciato originale risalente al secolo XIII. Si tratta di due cinte murarie che collegano Castelgrande con il Castello di Montebello trasformandoli in un complesso fortificato. La struttura attuale è determinata dagli edifici della fine del Quattrocento. In quel periodo le mura vennero innalzate e fortificate con merli ghibellini. In origine esistevano complessivamente 18 torri e le mura erano circondate da fossati.
Murata
La «murata», costruita dai Visconti verso il 1420, si stagliava a occidente di Castelgrande fino al fianco della montagna sulla riva destra del Ticino sbarrando l’intera valle. In seguito al suo stato precario la «murata» originaria venne ricostruita alla fine del Trecento con due muri che racchiudono un camminamento con copertura a volta. Nelle vicinanze del Ticino la «murata» venne distrutta da una piena nel 1515, mentre altre parti vennero abbattute nel secolo XIX.
Nel Novecento grandi parti del complesso fortificato di Bellinzona sono state restaurate, trasformate e ricostruite in base alle convinzioni scientifiche di allora. Il dibattito sull’importanza dell’autenticità e sulla sostanza del sito sembra essere giustificato. Tuttavia il particolare valore del complesso è legato piuttosto alla struttura autentica e originaria della notevole fortificazione difensiva del tardo Medioevo che alla sostanza storica del singolo oggetto. Inoltre la ricostruzione attuale permette di cogliere il complesso come insieme, ciò che non sarebbe stato possibile senza la conservazione e la ricostruzione all’inizio del secolo XX. Grazie ai recenti interventi architettonici di qualità a Castelgrande il sito, con le sue eterogenee misure conservative, è una testimonianza di una continuità storica di diversi millenni fino ai tempi moderni.
Documenti
Trois châteaux, muraille et remparts du bourg de Bellinzone (PDF, 49 MB, 27.05.2019)Projet de construction d’une nouvelle voie et halte ferroviaires à proximité immédiate du bien
Etude d’impact sur le patrimoine
Trois châteaux, muraille et remparts du bourg de Bellinzone (PDF, 80 kB, 27.05.2019)ICOMOS Evaluation Technique
Link
Ultima modifica 27.05.2019