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NEW YORK - Un secchio di ghiaccio in testa mentre ci si filma. Era il 2014 quando i social, segnatamente Facebook e Vine, erano invasi dai video della sfida Ice Bucket andata virale. Che cosa resta, dopo quasi dieci anni? Una importante mano data alla ricerca per combattere la SLA.
Infatti non é noto a tutti che la sfida fu lanciata in realtà dalla ALS Association con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo alla sclerosi laterale amiotrofica e stimolare le donazioni per la ricerca scientifica. O probabilmente, lo si sapeva però il lato goliardico aveva ben presto preso il sopravvento. A chi partecipava ed anche chi decideva di non farlo per non versarsi il ghiaccio addosso veniva chiesto di destinare qualche soldo alla ricerca.
A quasi un decennio di distanza, la challenge ha aumentato del 187% i fondi ricevuti da ASL. Con quei soldi molte persone affette dalla SLA nel mondo hanno accesso a maggiori servizi e la ricerca ha fatto passi avanti.
E adesso si festeggia una vittoria: la Food and Drug Administration ha approvato un farmaco che dovrebbe aiutare a rallentare la progressione della malattia. Si tratta del Relyvrio, finanziato coi soldi derivanti da Ice Bucket.
A lanciare la challenge fu Pete Frates, deceduto a 34 anni nel 2019.