Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/211043

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento la base legale necessaria all'introduzione delle applicazioni per il tracciamento del coronavirus (app "Corona Proximity Tracing").</p><p>Dovranno essere utilizzate soltanto soluzioni tecniche che non prevedono la raccolta centralizzata dei dati personali. L'utilizzo dell'applicazione deve essere facoltativo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le applicazioni digitali possono servire da supporto ai provvedimenti di contenimento della diffusione del virus adottati dalle autorità cantonali competenti. Ciò vale in particolare per le app per smartphone che, utilizzando la tecnologia bluetooth, registrano in modo decentralizzato e anonimo i "contatti" a una distanza inferiore a due metri durati più di 15 minuti tra due smartphone che ne sono dotati (cosiddetta app per il tracciamento di prossimità [Proximity Tracing, PT]). Se risulta positivo al test per il SARS-CoV-2, un utilizzatore dell'app PT può attivare anonimamente il servizio di notifica. A seconda della data dei primi sintomi della persona risultata positiva, tutti gli utilizzatori dell'app PT saranno informati dei contatti avuti con questa persona durante il periodo di contagiosità. Questi ultimi potranno quindi decidere liberamente di mettersi in auto-quarantena e di contattare la hotline centrale della Confederazione per eventuali chiarimenti supplementari.</p><p>Fondato su metodi crittografici innovativi e su un trattamento dei dati fortemente decentralizzato, il sistema dell'app PT nel suo insieme è impostato in modo da escludere nella misura del possibile qualsiasi dato che permetta l'identificazione delle persone (dati personali). Non sono registrate indicazioni sull'ubicazione, ma solo dati sui contatti crittografati e ben protetti dagli abusi. Come finora, solo il medico curante e il già costituito centro cantonale per il tracciamento dei contatti conosceranno l'identità della persona infetta e potranno autorizzarla, trasmettendole un apposito codice, a notificare l'infezione al sistema in forma anonima. È possibile che una persona che abbia ricevuto una notifica si ricordi, a seconda delle circostanze, dei contatti che ha avuto i giorni precedenti e ricostruisca chi le ha inviato la notifica. Lo stesso vale però anche per il tracciamento dei contatti tradizionali.</p><p>Secondo la Swiss National COVID-19 Science Task Force istituita dal Consiglio federale, affinché l'app PT contribuisca a contenere efficacemente la diffusione del virus, è importante che sia ampiamente accettata e diffusa tra la popolazione. L'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT), la Commissione nazionale d'etica (CNE) e l'Ufficio federale di giustizia ritengono inoltre che il suo impiego debba rispettare i seguenti principi fondamentali: volontarietà a tutti i livelli, rinuncia per quanto possibile al trattamento di dati che permetterebbero di identificare le persone infette, misure tecniche e organizzative che offrano una buona protezione contro gli abusi, limitazione temporale del suo impiego alla durata della crisi e limitazione temporale della registrazione dei dati alla durata necessaria (dati di contatto, fintanto che la persona interessata potrebbe essere infetta tenuto conto delle conoscenze epidemiologiche; gli altri dati al massimo per la durata della crisi).</p><p>Di conseguenza, i lavori di sviluppo di un'app PT svizzera (Amministrazione federale in collaborazione con i Politecnici federali di Losanna e Zurigo) si sono basati sin dall'inizio sul pilastro principale della volontarietà a tutti i livelli (in particolare, download e installazione dell'app; attivazione della tecnologia bluetooth; utilizzo di altre funzioni come l'inserimento della prova di un test positivo e la notifica agli altri utilizzatori). Specularmente, la volontarietà a tutti i livelli costituiva e costituisce tuttora il requisito centrale di tutte le basi giuridiche elaborate sinora.</p><p>I requisiti di "decentralizzazione" e "anonimità", richiesti nella mozione, sono, compatibilmente al sistema, integrati nell'architettura dell'app PT svizzera, liberamente accessibile su Internet (open source). Poiché quest'app costituisce un supporto digitale facoltativo per i provvedimenti di lotta alla malattia basati sulla legge sulle epidemie (RS 818.101) e adempie gli altri requisiti summenzionati, le basi legali necessarie al trattamento dei dati relativi alla sanità già esistono. Sulla base di quanto precede e in accordo con le richieste formulate nella mozione, il Consiglio federale può intervenire nel quadro dei poteri conferitegli dalla legge sulle epidemie. Un'ordinanza di necessità non è né necessaria né prevista. L'Esecutivo intende limitare la durata di validità dell'ordinanza a un periodo relativamente breve. Naturalmente adeguerà la normativa al sistema, nel caso in cui il legislatore emanasse nel frattempo prescrizioni in tal senso.</p><p>Tutti i lavori sono già ben avviati. L'app sarà messa a disposizione della popolazione a partire da maggio 2020. I dettagli sull'app, gli adeguamenti legali necessari al suo impiego e le riflessioni su eventuali provvedimenti accompagnatori (p. es. nel campo della comunicazione) saranno sottoposti al Consiglio federale l'8 maggio 2020.</p><p>È urgente e importante che l'applicazione sia disponibile il più presto possibile per supportare l'allentamento progressivo del confinamento. Dato che tutte le richieste della mozione sono già in corso di concretizzazione e saranno adempiute, il Consiglio federale propone di respingerla.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.