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BERNA - Il Parlamento ha definitivamente approvato oggi la legge d'applicazione dell'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa". Prima del voto, il capogruppo dell'UDC Adrian Amstutz (BE) ha duramente criticato l'operato del Parlamento definendo quella odierna «una giornata nera per il Paese». Ignazio Cassis (PLR/TI) e Roger Nordmann (PS/VD) hanno respinto le accuse incolpando l'UDC, rea di aver presentato una iniziativa confusa e inapplicabile.
Amstutz, sostenendo che nessuna delle rivendicazione dell'iniziativa è stata ripresa dalla legge, ha chiesto al Consiglio federale di applicare per via ordinanza il nuovo articolo costituzionale entro i termini previsti, ossia entro il 9 febbraio 2017. Nel caso contrario, ha aggiunto il bernese, l'UDC lancerà un'iniziativa popolare per disdire l'accordo di libera circolazione delle persone concluso con l'UE.
Poco dopo la fine dei dibattiti, anche, l'Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) ha annunciato la volontà di lanciare al più presto un'iniziativa contro la libera circolazione delle persone.
Amstutz, durante le discussioni, ha poi duramente criticato la soluzione adottata dal Parlamento per applicare l'iniziativa UDC: «è una violazione costituzionale senza precedenti», «una capitolazione davanti all'UE», una «umiliazione per il popolo svizzero».
A tali affermazioni ha risposto con fermezza il capo del gruppo PLR Ignazio Cassis: «la legge d'applicazione non rispetta certo pienamente l'articolo costituzionale sull'immigrazione, tuttavia la nostra Costituzione contiene 197 articoli e tutti hanno la stessa importanza».
Il ticinese ha poi ricordato, citando l'opuscolo inviato ai cittadini prima della votazione, che è stata la stessa UDC a scrivere nero su bianco che «l'iniziativa non chiede di denunciare gli accordi bilaterali con l'Unione europea». Durante la campagna l'UDC ha ripetuto più volte questo concetto, se avesse detto che il suo testo comportava la disdetta delle intese con Bruxelles non avrebbe passato lo scoglio popolare, ha affermato il capogruppo socialista Roger Nordmann.
Il problema, ha aggiunto Nordmann, è che il testo dell'UDC chiede di rinegoziare gli accordi bilaterali ma non dice cosa bisogna fare se la controparte rifiuta di farlo. Se l'UDC voleva disdire gli accordi di libera circolazione, avrebbe dovuto redigere una iniziativa più chiara e porre esplicitamente la domanda ai cittadini.
Nordmann ha anche ricordato all'UDC che se non è contenta della legge d'applicazione della sua iniziativa può sempre lanciare il referendum. La settimana scorsa, il presidente democentrista Albert Rösti aveva dichiarato alla televisione SRF che il suo partito non intende avvalersi di questa possibilità poiché non crede che, in caso di successo, il Parlamento adotterebbe una legge più severa.
Da parte sua, il PPD avrebbe voluto un'applicazione più vicina all'articolo costituzionale. La legge approvata non permetterà infatti di controllare l'immigrazione, ha affermato il capogruppo Gerhard Pfister (ZG). Per non compromettere la partecipazione della Svizzera al programma europeo di ricerca Orizzonte 2020, il partito ha preferito astenersi.
Al voto finale, il Consiglio nazionale ha approvato le nuove norme sull'immigrazione con 98 favorevoli, 67 contrari e 33 astenuti. Agli Stati sono state adottate con 24 voti contro 5 e 13 astensioni. I parlamentari della Svizzera italiana hanno votato come i loro rispettivi gruppi parlamentari.
La legislazione d'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa è stata elaborata sotto forma di revisione della Legge federale sugli stranieri. Questa intende limitare l'immigrazione dai paesi europei incitando i datori di lavoro a reclutare disoccupati piuttosto che ricorrere a manodopera estera.