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Al termine della durata di esercizio delle centrali nucleari svizzere, circa 83 000 m3 di materiali radioattivi stoccati in depositi in strati geologici profondi dovranno essere smaltiti in modo sicuro. Fino a quel momento, le scorie sono stoccate in depositi in superficie soggetti a severe misure di sicurezza situati nei pressi delle centrali nucleari, e in due depositi intermedi centrali ubicati nel Cantone di Argovia.
Allo stato attuale delle conoscenze, lo stoccaggio in formazioni rocciose sotterranee costituisce la soluzione più affidabile per il confinamento delle scorie radioattive in modo sicuro per un lungo periodo. La legge sull’energia nucleare prescrive quindi lo stoccaggio delle scorie in depositi in strati geologici profondi.
In Svizzera, la responsabilità dello smaltimento delle scorie radioattive compete a coloro che le hanno prodotte. Concretamente, si tratta degli esercenti delle centrali nucleari e, per quanto riguarda le scorie provenienti dalle applicazioni mediche, dall’industria e dalla ricerca, della Confederazione. Per la realizzazione di questo mandato, nel 1972 gli esercenti e la Confederazione hanno fondato la Società cooperativa nazionale per lo smaltimento delle scorie radioattive (Nagra).
La procedura di selezione dei siti dei depositi in strati geologici profondi è disciplinata nel relativo Piano settoriale. Dal 2008 questa si svolge in tre tappe, durante le quali la rosa dei siti candidati viene progressivamente ristretta. Al termine di ogni tappa il Consiglio federale decide in merito al seguito della procedura. La terza e ultima tappa è in corso dal 2018. Nel settembre 2022 la Nagra ha annunciato che intende realizzare il previsto deposito di scorie radioattive nell’area di Lägern Nord (Cantoni di Argovia e Zurigo) e l’impianto di imballaggio degli elementi di combustibile sul sito dell’attuale deposito intermedio centrale di Würenlingen (Cantone di Argovia). Entro la fine del 2024 la Nagra presenterà le necessarie domande di autorizzazione di massima che verranno poi esaminate dalle autorità preposte alla sicurezza della Confederazione. Entro la fine di questo decennio, il Consiglio federale delibererà in merito alle domande, sottoponendo i risultati per approvazione all’Assemblea federale. L’approvazione è soggetta a referendum facoltativo
Per garantire il finanziamento della disattivazione degli impianti nucleari e dello smaltimento delle scorie radioattive, gli esercenti delle centrali nucleari svizzere effettuano dei versamenti con cadenza regolare nel Fondo di disattivazione e nel Fondo di smaltimento, posti sotto la vigilanza del Consiglio federale. I presumibili costi vengono rivalutati ogni cinque anni tramite studi sui costi esaminati dall’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e da esperti indipendenti provenienti dalla Svizzera e dall’estero.