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Siamo tradizionali, liberali, monastici e mistici.
Che cosa si intende per "tradizionali"?
Noi affermiamo i credi storici (Simbolo degli Apostoli e Simbolo Niceno-Costantinopolitano) e pratichiamo i sette sacramenti; Battesimo, Eucaristia, Penitenza, Cresima, Matrimonio, gli Ordini sacri e l'Unzione degli Infermi. Seguendo la tradizione dei nostri antenati nella Chiesa antica celtica, riteniamo che i ruoli religiosi di uomini e donne siano distinti e complementari, e pertanto si ordinano le donne esclusivamente per l'antico ordine di diaconessa. Usiamo liturgie tradizionali e celebriamo sempre la liturgia ad orientem. Per un elenco delle liturgie autorizzate consultare la sezione "Riti liturgici" sulla nostra pagina "Dichiarazione di Fede e Politiche sacramentali".
Che cosa si intende per "liberali"?
La nostra giurisdizione è nata dalla tradizione liberale cattolica, nella quale vengono affermate le formule di fede del passato, mentre le facoltà critiche non sono accantonate al di fuori delle porte della chiesa. La ragione è un dono divino e uno dei quattro pilastri della Chiesa insieme con la Scrittura, tradizione ed esperienza. Il nostro clero è educato teologicamente in senso accademico, che comprende necessariamente una comprensione della moderna critica biblica e della teologia liberale.
Sulle questioni non-teologiche che preoccupano alcune chiese, i nostri punti di vista sono progressisti e in sintonia con la maggioranza delle persone illuminate nei paesi civili. Noi crediamo che la sessualità - sia omosessuale che eterosessuale - sia una buona cosa e incoraggiamo il clero ad avere rapporti sessuali sani, oppure ad essere celibi se questa è la loro vocazione. Noi crediamo che il divorzio e il controllo delle nascite dovrebbero essere disponibili per tutti coloro che ne hanno bisogno, e sulle questioni più sensibili e più gravi dell'aborto e dell'eutanasia incoraggiamo ogni persona ad ascoltare attentamente la propria coscienza. Crediamo anche alla parità del matrimonio, sia civile che sacramentale, oppure unioni civili e benedizioni per coloro che le preferiscono.
Che cosa si intende per "monastici"?
E' forse più facile dire ciò che non intendiamo! Noi non intendiamo "povertà, castità e obbedienza" in senso letterale, né intendiamo vivere in comunità, necessariamente. La maggior parte dei nostri membri sono Benedettini idioritmici, cioè monaci e monache che vivono nelle proprie case; alcuni sono singoli, alcuni sono sposati o conviventi, tutti ispirati dalla spiritualità della tradizione monastica e hanno promesso stabilità all'interno della nostra comunità ecclesiale, obbedienza all'abate nelle questioni spirituali, e conversione, ossia una quotidiana ricerca di Dio, "affinchè possiamo diventare specchio del suo potere e immagine della sua bontà "(Liturgia di San Albano). Questo tipo di monachesimo è a volte indicato come "movimento neo-monastico".
Che cosa si intende per "mistici"?
Vediamo l'esperienza mistica personale del Divino come l'essenza e il fine di tutta la vera religione, e come "la regola d'oro", un importante denominatore comune tra la maggior parte delle religioni del mondo. Per noi, la religione non è tanto una sorta di ricompensa futura, ma come qualcosa che arricchisce e aggiunge senso alla nostra vita qui e ora - la salvezza attraverso l'illuminazione.
Avete "chiese"?
Con una sola eccezione (in Venezuela) non abbiamo edifici ecclesiastici, ma abbiamo parrocchie. Molti dei nostri membri del clero sono ministri per gruppi di persone, normalmente negli oratori di casa o locali presi in locazione e alcuni di noi hanno ministeri ecumenici che propongono riti di passaggio - come battesimi, matrimoni e funerali - ad una comunità più ampia. I laici sono invitati a identificarsi con la nostra chiesa e a partecipare. Cerchiamo di non reinventare la ruota (ossia non facciamo proselitismo) e lasciamo il grande mandato di "andare, predicare il Vangelo e battezzare tutte le nazioni" a quelle chiese meglio attrezzate per farlo. Per noi, il ministero è un prodotto del cammino spirituale dell'individuo. Il sacerdozio è una chiamata spirituale di un individuo per consentire agli altri di avvicinarsi a Dio. Se la chiamata è reale, allora il sacerdote si sente il bisogno di "essere Cristo" per gli altri, sia con una qualche forma di ministero attivo oppure contemplativo che porta nel suo cuore i desideri e le aspirazioni di tutto il mondo e li porta al trono della Grazia divina.