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LafargeHolcim vuole diventare più verde: il colosso franco-elvetico del cemento intende diminuire significativamente le sue emissioni di carbonio entro il 2030.
La quantità di CO2 per tonnellata di cemento prodotta sarà ridotta a 475 chilogrammi, ha indicato oggi la società. L'anno scorso il dato era di 561 chilogrammi.
Per raggiungere l'obiettivo, LafargeHolcim vuole fra l'altro utilizzare 100 milioni di tonnellate di rifiuti per riscaldare i suoi forni. Le alte temperature richieste per la produzione del cemento fanno sì che l'energia sia uno dei più grandi fattori di costo per l'industria del ramo.
"Credo in un mondo che possa funzionare, sia per le persone che per il pianeta stesso", afferma il Ceo Jan Jenisch, citato in un comunicato. "Ecco perché oggi stiamo reinventando il modo in cui si costruisce. Vogliamo che questo modo sia più sostenibile, attraverso soluzioni circolari e a basse emissioni di carbonio".
Secondo Reuters l'azione di LafargeHolcim non è peraltro dettata unicamente da considerazioni di ordine ambientale. L'agenzia ricorda che sempre più spesso i grandi investitori come gli assicuratori e i fondi pensione esortano le aziende a ridurre le loro emissioni, facendo dipendere anche le loro decisioni d'investimento dall'impegno delle imprese in tale campo.
LafargeHolcim è nata nel 2015 dalla fusione fra la svizzera Holcim (in precedenza Holderbank, dall'omonimo comune del canton Argovia, fondata nel 1912) e la francese Lafarge, società le cui origini possono essere fatte risalire al 1833 e che ha avuto un ruolo anche nella costruzione del canale di Suez. Oggi è una realtà presente in 70 paesi con oltre 70'000 dipendenti.