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WASHINGTON - Michale Flynn, l'ex consigliere per la sicurezza della Casa Bianca, secondo il racconto di una talpa avrebbe assicurato ad un suo ex partner d'affari russo che uno dei primi atti dell'amministrazione Trump sarebbe stata l'eliminazione delle sanzioni contro Mosca.
L'episodio, come riporta il New York Times, risalirebbe all'Inauguration Day, il giorno in cui Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca. In un messaggino Flynn scrisse al suo ex socio russo che proprio per la imminente svolta sulle sanzioni non ci sarebbero stati problemi per il progetto della costruzione di un impianto nucleare in Medio Oriente.
Il racconto della talpa - che è stato portato all'attenzione del procuratore speciale che indaga sul Russiagate - è contenuto in una lettera scritta dal democratico più alto in carica della commissione vigilanza della Camera, Elijah Cummings. Proprio al suo ufficio si sarebbe rivolta la talpa. Del resto Flynn pochi giorni fa si è dichiarato colpevole, ammettendo di aver mentito sui suoi colloqui dello scorso dicembre con l'ex ambasciatore russo a Washington, col quale avrebbe parlato anche di sanzioni.
Intanto il figlio maggiore del presidente americano, Donald Trump Junior, è stato ascoltato dalla commissione intelligence della camera che a sua volta indaga sul Russiagate. Avrebbe spiegato di non aver comunicato direttamente con suo padre quando vennero fuori i report sul suo incontro del giugno 2016 con esponenti russi alla Trump Tower, dove si trovano gli uffici della Trump Organization. Donald Junior avrebbe invece raccontato di aver parlato con Hope Hicks, assistente del presidente alla Casa Bianca, mentre questi era col padre a bordo dell'Air Force One. Un colloquio per concordare come rispondere ai report, secondo cui i russi avrebbero promesso al figlio di Trump materiale compromettente su Hillary Clinton.