Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/117251

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 1969, un incidente nella centrale nucleare di Lucens, nel cantone di Vaud, ha provocato la fusione del nocciolo del reattore.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure sono state adottate in quell'occasione per assicurare la decontaminazione del sito e sorvegliarne l'evoluzione?</p><p>2. Perché il sito è ancora sotto sorveglianza e quali risultati sono stati ottenuti finora?</p><p>3. A Lucens, nella caverna e nell'ambiente circostante, sono ancora presenti sostanze radioattive? </p><p>4. Qual è stato, finora, il costo totale dettagliato delle misure di decontaminazione e di sorveglianza nonché delle procedure di deposito delle sostanze radioattive?</p><p>5. A quanto ammontano i costi attesi per il futuro?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I lavori per la revoca della vigilanza nucleare sul terreno in questione comprendevano le seguenti fasi:</p><p>- realizzazione di un sistema di drenaggio attorno alle costruzioni sotterranee (caverne);</p><p>- posa ed esercizio di una condotta particolarmente protetta per il deflusso diretto dell'acqua raccolta con il sistema nel fiume Broye;</p><p>- riempimento delle singole caverne con cemento;</p><p>- realizzazione di una recinzione per delimitare la parcella destinata ad accogliere i recipienti e disciplinare l'accesso alla zona, nonché la costruzione di pannelli per assicurare la completa protezione dalle radiazioni emanate dai recipienti.</p><p>Il 3 dicembre 2004, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che l'ex centrale nucleare sperimentale di Lucens è completamente spenta e non costituisce più un impianto nucleare ai sensi della vecchia legge sull'energia nucleare.</p><p>2. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è responsabile della sorveglianza della radioattività ambientale in Svizzera. Per questo motivo, da quando si è verificato l'incidente esso effettua un monitoraggio di campioni dell'acqua d'infiltrazione proveniente dall'ex centrale nucleare sperimentale di Lucens. I campioni vengono prelevati ogni due settimane e sono analizzati a Losanna presso l'Istituto di radiofisica applicata del cantone di Vaud. I radionuclidi esaminati sono il trizio, lo stronzio -90 e gli emettitori gamma. Il tenore di stronzio -90 misurato negli ultimi dieci anni è al di sotto del limite di rilevazione di circa 5 millibecquerel al litro (valore di tolleranza per l'acqua potabile: 1000 millibecquerel al litro). È stata riscontrata la presenza di trizio, in media 10 becquerel al litro (valore di tolleranza per l'acqua potabile: 1000 becquerel al litro). Non è, invece, stato rilevato alcun emettitore gamma, come ad esempio il Cs-137 e il Co-60. I risultati delle analisi dei campioni vengono pubblicati nei rapporti annuali della Divisione radioprotezione dell'UFSP.</p><p>3. Dal 2004 nel sito di Lucens non ci sono più scorie nucleari.</p><p>4. Come già menzionato nel messaggio del 18 marzo 1991 concernente la partecipazione finanziaria della Confederazione allo spegnimento della centrale nucleare sperimentale di Lucens (FF 1991 4 379), la Confederazione ha partecipato ai costi per lo spegnimento, che ammontano a un totale di 16 milioni, con 5 milioni di franchi.</p><p>Nella sua autorizzazione di costruzione e di esercizio per il deposito intermedio centralizzato di Würenlingen del 21 agosto 1996, il Consiglio federale ha deciso che i recipienti contenenti le scorie radioattive provenienti dalla centrale nucleare sperimentale di Lucens sono di proprietà della Zwilag (Zwischenlager Würenlingen AG) che è, pertanto, responsabile del loro trattamento e del loro futuro deposito in strati geologici profondi. Il patrimonio della Società nazionale per l'incoraggiamento della tecnica atomica industriale, che gestiva la centrale nucleare di Lucens, ammontava a circa 7,5 milioni di franchi ed è stato trasferito alla Zwilag, per coprire i costi del trattamento e del successivo smaltimento dei recipienti contenenti scorie radioattive.</p><p>5. Non sono previsti costi supplementari per la Confederazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.