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Buone notizie sul fronte della lotta contro il melanoma. La Food and Drug Administration (FDA, l’ente che controlla la sperimentazione e il commercio dei farmaci negli Stati Uniti), ha approvato l’uso di una nuova molecola - l’anticorpo monoclonale pembrolizumab - per arginare il tumore maligno più pericoloso della pelle.
Il farmaco è diretto contro un recettore (una proteina) chiamato PD1, che è presente sulla parete esterna dei linfociti T, e lo blocca (per questo viene definito "inibitore del checkpoint PD1"). Al recettore PD1 si lega, di norma, una molecola chiamata PD-L1, che è in grado di frenare l’attività dei linfociti (cellule fondamentali del sistema immunitario). È lo stesso sistema difensivo dell’organismo a regolarsi in questo modo, utilizzando la PD-L1 quando è necessario frenare i linfociti: ad esempio, per limitare i rischi di reazioni autoimmuni. Ma le cellule tumorali hanno imparato il trucco, verrebbe da dire, e - anche loro - cercano di produrre e utilizzare la proteina PD-L1 per legarsi al recettore PD1 e bloccare, così, i linfociti T che invece dovrebbero annientarli. Il pembrolizumab rende "inagibile" il recettore PD1, e in questo modo vanifica i tentativi delle cellule tumorali di attivare i freni dei linfociti, permettendo, nello stesso tempo, al sistema difensivo dell’organismo di combattere il melanoma con la massima efficacia.
Negli Stati Uniti e in Europa, finora, è disponibile finora soltanto un altro anticorpo per il melanoma: l’ipilimumab, attivo contro un’altra proteina frenante, la CTLA-4. Ma diverse aziende stanno sviluppando farmaci e anticorpi dello stesso tipo ed è probabile che nei prossimi anni le nuove terapie a disposizione dei malati saranno numerose.’
A.B.
Data ultimo aggiornamento 11 nov 2014
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