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BERNA - In futuro il Consiglio federale dovrebbe avere la facoltà, se necessario al fine di tutelare gli interessi del Paese, di decretare misure coercitive nei confronti di Stati senza limiti temporali. È quanto prevede una modifica della legge sugli embarghi inviata oggi in consultazione dallo stesso esecutivo fino al primo novembre.
Attualmente il governo può decretare simili misure solo basandosi sull'articolo 184 capoverso 3 della Costituzione federale. Il problema è che la validità delle ordinanze dev'essere limitata nel tempo.
L'esecutivo fa l'esempio del divieto di importazione dalla Russia e dall'Ucraina di armi da fuoco, relative parti e munizioni nonché di altri beni. Questa misura è stata disposta nel 2015 - per impedire l'aggiramento delle sanzioni internazionali - per la durata di quattro anni e rinnovata per un altro quadriennio lo scorso 6 giugno.
Con la nuova legge il Consiglio federale non dovrà più far ricorso alla Costituzione federale per disciplinare simili casi. La normativa proposta, tiene a precisare il Governo, non comporta alcun cambiamento materiale della politica svizzera in materia di sanzioni economiche internazionali.
La legge sugli embarghi, in vigore dal 2003, costituisce la base legale per l'attuazione di sanzioni da parte della Svizzera. Le misure che vanno oltre le sanzioni dell'ONU o dei principali partner commerciali non possono essere decise sulla base della legge sugli embarghi, ma devono fondarsi sulla Costituzione federale.