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«Il Consiglio d'Europa è il luogo dove meglio possiamo tastare il polso all'Europa»: questa, in sostanza, la conclusione alla quale giunge, nel novembre 1963, il Consigliere nazionale Max Weber durante una riunione di un gruppo di lavoro creato dal Consiglio federale (dodis.ch/34192). Il 6 maggio, cinquant'anni or sono, la Svizzera aderisce al Consiglio d'Europa.
«La nostra corona, molto pesante ma pure molto bella munita di un nastro bianco e rosso e con le parole scritte in lettere dorate “Il Consiglio federale svizzero”, era portata da due robusti sovietici. Dietro – scrive il Ministro di Svizzera a Mosca Camille Gorgé nel suo rapporto a Berna del 10 marzo 1953 – camminavamo io, mia moglie ed i miei collaboratori (dodis.ch/9028, originale in francese).»
Tutto il mondo trattiene il respiro quando, nell’ottobre 1962, l’Unione sovietica installa a Cuba delle rampe di lancio per missili a media gittata capaci di colpire Washington. Gli Stati Uniti sembrano dirigersi verso un conflitto aperto. La minaccia di una terza guerra mondiale, nucleare questa volta, sembra concretarsi.
Nel 1962, dopo otto anni di guerra sanguinosa, il conflitto franco-algerino termina con l’indipendenza dell’Algeria dalla Francia, potenza coloniale di un tempo. La Svizzera contribuì in maniera decisiva alla conclusione del conflitto, sancita dalla firma degli Accordi di Evian il 18 marzo 1962. Fin dall’inizio della guerra d’Algeria numerose cittadine e cittadini svizzeri – soprattutto giornalisti, attivisti ed editori – si erano mostrati particolarmente attivi sul fronte dell’informazione come pure su quello dell’aiuto ai rifugiati algerini e ai disertori francesi.
L'evoluzione dei rapporti con l'Unione europea (UE) costituisce una questione centrale per la politica estera della Svizzera. Ma già all'inizio degli anni Sessanta la politica europea era al centro delle preoccupazioni del Consiglio federale. Il 15 dicembre 1961, il consigliere federale Friedrich Traugott Wahlen, rappresentante del Partito agrario (oggi UDC) e capo del Dipartimento politico federale (oggi DFAE), invia a nome del Consiglio federale una lettera formale al presidente del Consiglio dei ministri della Comunità economica europea (CEE), oggi Unione europea.
Am 4. Januar 1960 wurde durch die Unterzeichnung der Stockholmer Konvention die Europäische Freihandelsassoziation (EFTA) gegründet. In Kraft trat das Übereinkommen am 3. Mai 1960. Die Schweiz war neben Dänemark, Grossbritannien, Norwegen, Österreich, Portugal und Schweden eines der sieben Gründungsmitglieder. Ausschlaggebend für die Schaffung der EFTA waren das Nichtzustandekommen einer grossen Freihandelszone in Westeuropa und die Gründung der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft EWG in Rom 1957 gewesen.
La Svizzera fu tra i primi paesi occidentali a stabilire relazioni diplomatiche con il regime comunista. In effetti, il 17 gennaio 1950 l'allora presidente della Confederazione Max Petitpierre inviò un telegramma a Mao Tse-tung che notificava il riconoscimento ufficiale del nuovo Stato (dodis.ch/8016).
Questa decisione controversa si basava su considerazioni di carattere economico, legate alla salvaguardia degli interessi elvetici in Cina.
En novembre 1938, le Suisse Maurice Bavaud (dodis.ch/P3807) tente à plusieurs reprises d’assassiner Hitler. Arrêté, emprisonné, il est condamné à mort en décembre 1939. Il sera exécuté à Berlin le 14 mai 1941.
Il 1960 fu designato dalla Storia «anno dell'Africa». Nel corso di quell'anno, 17 paesi africani ottennero l'indipendenza. Il riconoscimento di questi nuovi Stati da parte della Svizzera avvenne rapidamente e senza problemi, perché il processo d'indipendenza era avvenuto secondo le «regole del diritto», vale a dire con l'accordo delle potenze coloniali.
«Da domenica all’una del mattino Berlino si trova virtualmente in stato d’assedio». Questo, in sostanza, il contenuto del telegramma inviato a Berna dalla Delegazione svizzera a Berlino il lunedi 14 agosto 1961.