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MOSCA - Le hostess non devono essere sovrappeso, e se per caso lo fossero, sarebbero giustificate delle sanzioni pecuniarie. È questa, a grandi linee, la politica di Aeroflot, la compagnia di bandiera russa, che martedì ha indetto una conferenza stampa per spiegare la propria posizione dopo che due assistenti di volo si sono rivolte a un tribunale nelle scorse settimane.
Le hostess hanno dichiarato al giudice di essere state "retrocesse" dai prestigiosi (e ben pagati) voli internazionali a tratte interne meno remunerative, e tutto questo a causa del loro aspetto fisico. Una delle denunzianti, si legge sul Guardian, ha dichiarato che Aeroflot lo scorso anno ha fotografato, misurato e in alcuni casi pesato tutte le assistenti di volo. Chi non rientrava nei canoni previsti per le rotte internazionali è stato trasferito. «Ci hanno abbassato lo stipendio a causa della taglia dei nostri abiti», e ciò sarebbe successo a ben 600 hostess.
La corte ha dato ragione alla compagnia aerea: Aeroflot già a febbraio sosteneva che le accuse erano infondate. Eppure le accuse rimangono: «È una compagnia di prima fascia e parte del motivo per cui i passeggeri acquistano i biglietti è l'aspetto delle sue impiegate» ha dichiarato un membro del consiglio pubblico della compagnia, che ha citato un studio secondo cui «il 92% dei clienti vuole che le hostess indossino le taglie di cui stiamo parlando», ovvero una 48 russa (46 in Svizzera). Le sanzioni pecuniarie, secondo un collega, non sarebbero da vedere in ottica punitiva ma come incentivo a perdere peso. «Io stesso pesavo 103 chili, e ora ne peso 80. Ho semplicemente corretto le mie abitudini alimentari. Non capisco perché la richiesta di indossare una determinata taglia sia irrealistica».