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ROMA - Per il Sudan meridionale si avvicina l'indipendenza: oltre il 60 per cento degli iscritti alle liste elettorali hanno già espresso il loro voto nel referendum sulla secessione da Khartoum. Tale quota, raggiunta oggi secondo la commissione organizzatrice, è un requisito essenziale perché la consultazione abbia valore.
A imprimere l'impronta del suo polpastrello sulla scheda per la "separation" è stata oggi , tra i tanti, anche la donna più anziana del Paese, Rebecca Kadi Loburang Dinduch. Nessuna conosce la sua esatta età, sicuramente più di 100 anni e, ad avviso di una nipote, oltre 115 anni. Ad accompagnarla al seggio, a Juba, un convoglio di cinque macchine. L'anziana signora, che ha visto la sua terra passare dal dominio coloniale all'indipendenza e alla guerra civile durata quasi 50 anni, è stata accompagnata a votare su una sedia a rotelle: vestita di bianco, con una ghirlanda di fiori al collo e sventolando la bandiera della secessione, ha gridato, nel dialetto arabico locale, alla folla di stanti che la applaudiva: "Pregate Dio!". Poi, un impiegato del seggio ha sostenuto il suo braccio destro e l'ha guidata perché intingesse prima il dito nell'inchiostro e poi apponesse la sua impronta.
"Oggi è il momento migliore. Non ci sarà la guerra ma la pace", ha detto la vecchietta. Quasi in coincidenza con la sua apparizione, i responsabili della commissione del referendum hanno annunciato il superamento del 60% dei votanti. "Puntiamo al 100% entro la fine del periodo di voto (il 15 gennaio)", ha proclamato Anne Itto del Movimento di Liberazione popolare, che governa il Sud Sudan.
SDA-ATS