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BERNA - Un ordine venuto dall'alto. Le manipolazioni contabili di AutoPostale, prima che scoppiasse nel 2018 lo scandalo che ha portato alle dimissioni di Susanne Ruoff, erano state incoraggiate direttamente dal Cda del Gigante Giallo.
La prova? Sarebbe un documento pubblicato oggi dal Blick. La direzione di AutoPostale e il Dipartimento delle finanze della Posta avrebbero affrontato consapevolmente la cosa, nel giugno 2013. «La questione è sapere se non si possono semplicemente spostare i profitti, sapendo che il settore dei trasporti pubblici li proibisce».
Non solo la direzione, quindi, ma anche il Cda - all'epoca guidato dal Peter Hasler - erano a conoscenza della faccenda. E avrebbero ordinato al direttore Daniel Landolf e al responsabile delle finanze Pascal Koradi di «essere creativi» per aggirare il problema e nascondere gli utili. La pratica comunque sarebbe iniziata almeno nel anni '90, secondo il quotidiano. E per anni AutoPostale avrebbe ricevuto illecitamente sussidi.
Nel frattempo Syndicom ha diffuso un comunicato per ribadire che «con la nuova direzione dell'azienda è stato possibile ottenere dei progressi attraverso negoziazioni costruttive» tra cui «le trattative in corso per il contratto di lavoro dei dipendenti».