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La diagnosi preimpianto sugli embrioni in vitro volta a scongiurare l'apparizione di malattie ereditarie gravi dovrebbe poter essere utilizzata anche per determinare la presenza di anomalie cromosomiche come la trisomia 21 (o mongolismo). Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 119 voti contro 65 e 6 astensioni, seguendo il parere della sua commissione.
Per Jacques Neirynck (PPD/VD) non è logico permettere la diagnosi prenatale per determinare la presenza nel feto di anomalie cromosomiche e vietarla invece sugli embrioni in vitro.
Grazie a simili screening, ha sostenuto Fathi Derder (PLR/VD), si evita il ricorso all'interruzione di gravidanza.
SDA-ATS