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Andrea Macinanti
Université de Genève, Unité de musicologie
Durata del progetto:
2016
Relatore/i - Relatrice/i:
Brenno Boccadoro
Progetto:
"Fabbricato alla guisa del corpo humano". Ipotesi esecutive in una prospettiva antropomorfa dell’organo e del clavicembalo
L’organo possiede un’apparente contraddizione. Nel corso dei secoli fu creduto capace di imitare la voce umana che parla e che canta. Fu ritenuto eccellente e nobile nella sua capacità di rappresentare la voce umana (Diruta, 1593), fu via via idealmente metamorfizzato in cantante o oratore nelle canne ‘parlanti’ di Mersenne (1636), nelle Anthropoglosse di Kircher (1650) e ancora nella canna recitante i testi di Petrarca o Tasso del Tonografo di Luca de Samuele Cagnazzi (1841).
Tuttavia, l’organo non è in grado di modificare la sua dinamica in modo così evidente come lo può fare la voce. Come è stato allora possibile che gli sia stata accordata tale facoltà? Benché considerato le père de l’harmonie per la sua possibilità di riprodurre il tessuto vocale ed in particolare quello polifonico grazie anche alla continuità del suo suono, gli è impossibile enfler & diminuer le son (Ancelet, 1757).
Ci si propone quindi un excursus storico tra gli innumerevoli tentativi compiuti per superare i limiti espressivi dell’organo mediante l’applicazione di mezzi, talvolti bizzarri e curiosi, con lo scopo di imitare la voce, influenzati dal mutare del gusto musicale e delle differenti prassi esecutive.
Il fine della ricerca è quello di ricondurre l’interprete ad una visione ‘umana’ dell’organo: non uno strumento qualsiasi ma bensì lo strumento per antonomasia perché la sua «voce» possiede la stessa intenzione espressiva dell’artefice che lo ha consegnato alla storia.