Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01291.jsonl.gz/422

MILANO - Grazie a un difetto di giurisdizione l'ex re dei paparazzi Fabrizio Corona è stato prosciolto a Milano dall'accusa di omessa dichiarazione dei redditi, nel processo con al centro una presunta evasione fiscale da circa un milione di euro commessa nel 2007.
Il giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Milano oggi ha emesso una sentenza di non luogo a procedere "per difetto di estradizione", accogliendo un'eccezione sollevata dal difensore di Corona, detenuto da circa due anni nel carcere di Opera.
Eccezione, basata sul 'principio di specialità' stabilito dall'articolo 14 della Convenzione europea di estradizione, che lo scorso 2 ottobre aveva già fatto ottenere a Corona un primo proscioglimento in appello dall'accusa di omessa dichiarazione dei redditi relativa ad altri anni d'imposta, per la quale era stato condannato in primo grado a un anno di reclusione.
Il fotografo, inoltre, era stato assolto dal Tribunale di Milano in un altro processo con al centro una presunta evasione fiscale da un milione e 300 mila euro nell'ambito delle attività della sua agenzia. "Il giudice ha accolto un principio di grande importanza - ha spiegato il difensore del fotografo, l'avvocato Ivano Chiesa - ma sarò soddisfatto solo quando vedrò Corona uscire dal carcere".
L'ex re dei paparazzi, che ha un cumulo di pene definitive di 13 anni per il foto-ricatto ai danni dell'ex attaccante della Juventus David Trezeguet e altri reati, attende infatti l'esito della richiesta di grazia parziale presentata lo scorso dicembre all'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Pende, inoltre, la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano sull'istanza di detenzione domiciliare. La difesa oggi ha segnato intanto un punto a favore, evitando un'ulteriore condanna per reati fiscali. Al centro del procedimento una presunta evasione fiscale nell'ambito delle attività dell'agenzia Coronàs, emersa nell'inchiesta della Procura di Milano sul crac della società che aveva portato alla condanna del fotografo per bancarotta fraudolenta.
Secondo la tesi del difensore di Corona, estradato dal Portogallo nel gennaio 2013 in seguito alla condanna a 5 anni di carcere per l'estorsione a Trezeguet, sarebbe stato violato il 'principio di specialità' che in sostanza vieta di procedere nei confronti dell'estradato per fatti anteriori o diversi da quelli per i quali è stata concessa l'estradizione. La richiesta di estradizione, infatti, non riguardava il reato di omessa dichiarazione dei redditi, commessa negli anni precedenti alla sentenza per il caso Trezeguet. Non sarebbe stata inoltre attivata una "procedura di estradizione suppletiva" che avrebbe consentito la "proseguibilità dell'azione penale" per il reato fiscale.