Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/212408

<h2>SubmittedText<h2><p>L'UE e alcuni Paesi hanno inasprito le misure di controllo sugli investimenti da quando un numero crescente di investitori stranieri dimostrano interesse per le acquisizioni di società d'importanza strategica nel settore farmaceutico, della tecnologia medica, ecc. ma anche in altri settori. La Francia, ad esempio, ha abbassato l'obbligo di notifica per le acquisizioni dal 25 al 10 per cento del capitale sociale. </p><p>In questo contesto sorgono diverse domande:</p><p>1. Il Consiglio federale sta osservando l'andamento delle acquisizioni di società d'importanza strategica e, in generale, il mercato delle acquisizioni? Se no, perché? </p><p>2. Il Consiglio federale intende introdurre un obbligo di notifica temporaneo per le acquisizioni totali o parziali da parte di operatori stranieri? Se no, perché? </p><p>3. Il Consiglio federale prevede altre misure per impedire acquisizioni indesiderate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale monitora sistematicamente la situazione economica delle grandi imprese e delle PMI. A causa dell'attuale crollo economico, l'attenzione si concentra sullo sviluppo delle possibilità e delle condizioni di finanziamento. I rapporti di proprietà non sono oggetto di una registrazione esaustiva. Secondo l'Ufficio federale di statistica, su 590 000 imprese in Svizzera si contano quasi 328 000 imprese individuali, più di 118 000 società anonime e più di 107 000 società a garanzia limitata. Un monitoraggio della loro composizione e dei rapporti di proprietà comporterebbe un dispendio burocratico sproporzionato a fronte dell'utilità di un provvedimento di questo tipo.</p><p>In Svizzera non esiste un elenco delle "società d'importanza strategica". Nel suo rapporto del 13 febbraio 2019 in adempimento dei postulati 18.3376 Bischof e 18.3233 Stöckli, il Consiglio federale parla di "infrastrutture critiche" e constata che la stragrande maggioranza di queste aziende è già in mano dello Stato (Confederazione, Cantone, Comune). Inoltre, già oggi le banche e le infrastrutture dei mercati finanziari di importanza sistemica sono oggetto di una regolamentazione settoriale specifica.</p><p>2. Il 3 marzo 2020 il Parlamento ha accolto la mozione 18.3021 Rieder e incaricato il Consiglio federale di creare una base giuridica per controllare gli investimenti esteri. Il Consiglio federale ha avviato i lavori in tal senso e, alla luce delle circostanze attuali, non vede la necessità di introdurre un obbligo di notifica temporanea, ad esempio per esaminare le acquisizioni nel settore farmaceutico, prima che siano conclusi. Inoltre, molte delle aziende farmaceutiche che svolgono attività di ricerca in Svizzera sono filiali di gruppi multinazionali con sede all'estero. Il fatto che alcune aziende gestiscano importanti strutture di ricerca in Svizzera, lo si deve in particolare alle interessanti condizioni economiche che offre. Se lo Stato introducesse un controllo temporaneo degli investimenti per le tecnologie considerate strategiche, a titolo di protezione, il risultato potrebbe essere controproducente e pregiudicare l'arrivo delle già citate imprese in Svizzera. Per quanto riguarda la salvaguardia della sicurezza pubblica in senso lato, va inoltre osservato che la grande maggioranza delle imprese che forniscono infrastrutture critiche è già di proprietà dello Stato (Confederazione, Cantone, Comune). Questo è lo strumento migliore per limitare gli influssi stranieri.</p><p>3. Già oggi le società possono intervenire sulla composizione e sul potere dei loro azionisti. Il diritto delle società anonime offre loro diversi strumenti in tal senso (vincoli e limitazioni del diritto di voto nello statuto). Secondo il principio dell'autonomia privata, tuttavia, il loro utilizzo è a discrezione dell'assemblea generale. Inoltre, nel suo rapporto del 13 febbraio 2019 in adempimento dei postulati 18.3376 Bischof e 18.3233 Stöckli, il Consiglio federale ha già dichiarato di non essere a conoscenza di acquisizioni che in passato hanno minacciato la sicurezza nazionale o il funzionamento a lungo termine dell'economia nazionale.</p>  Risposta del Consiglio federale.