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La francese Carole Montillet è la nuova campionessa olimpica di specialità. Non lontane le svizzere: quinta Corinne Rey-Bellet, settima Sylviane Berthod.
La possente sciatrice di Grenoble, dopo una parte iniziale con qualche piccola sbavatura, è volata verso il traguardo, interpretando perfettamente la seconda parte di gara. E pensare che il suo miglior risultato in stagione era stato il settimo posto nella discesa di Salbach-Hinterglemm...
Due diplomi svizzeri
Dopo una sessione deludente di allenamenti vi era poco ottimismo: invece Corinne Rey-Bellet e Sylviane Berthod sono andate vicine all'impresa. La trentenne vallesana è finita quinta a 98 centesimi dalla Montillet ma a soli 15 centesimi dalla medaglia di bronzo.
Frenata da alcuni problemi alla schiena, la Rey-Bellet non si è trovata a suo agio sulle veloci curve finali.
Sylviane Berthod dal canto suo può mordersi le dita: era in zona medaglie fino al cinquantesimo secondo di gara ma poi ha mal interpretato i due salti ed è finita settima, staccata di poco più di un secondo.
Aquile austriache spuntate
I bookmakers davano favoritissimo lo squadrone austriaco: alla resa dei conti l'Austria può essere contenta ad aver arraffato il bronzo con l'esperta Goetschl. Male sia la Dorfmeister sia la Obermoser, finite lontane dal podio mentre si è salvata Isolde Kostner. L'italiana, che ha sempre patito le curve ad alta velocità, è riuscita a salvare l'argento olimpico grazie alla sua grande potenza, che le ha permesso di crederci fino allo striscione del traguardo.
"Chissà la mamma a casa..."
Sylviane Berthod era terza dopo 55 secondi di gara ma poi ha abbordato male un salto e ha rischiato il grave incidente. Al traguardo la venticinquenne, che quest'anno si è imposta nella discesa di St. Moritz, è comunque soddisfatta: "Ho perso la medaglia sui salti: davvero strano visto che non ho mai avuto problemi. Peccato anche perché ho rischiato davvero grosso: quando ho capito che non era successo nulla ho pensato a mia mamma davanti alla TV".
Corinne Rey-Bellet è già proiettata su SuperG e gigante: "Ho potuto gareggiare senza quel fastidioso mal di schiena e sono arrivata quinta. Ora bisogna pensare al futuro che per me significa SuperG e gigante, due prove in cui potrei tentare il colpo grosso".
Sembrava potessero esserci le condizioni per una medaglia d'oro svizzera con copione già visto. Proprio come a Sarajevo '84, quando la discesa femminile fu vinta da Michela Figini, anche a Salt Lake City, la gara, inizialmente programmata per lunedì, era stata rinviata per cause meteorologiche.
La Figini però fu fantastica sulle nevi iugoslave mentre Rey-Bellet e Berthod non ci hanno creduto davvero. La medaglia arriverà nelle discipline tecniche? La Svizzera attende prima di calare ...l'asso Sonja Nef.
Filippo Frizzi