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Il bilancio delle elezioni federali 2019 per l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) è deludente, ma non ancora definitivo. Le speranze sono ora riposte nel Consiglio degli Stati. Le prossime quattro settimane saranno capitali.
Le elezioni parlamentari svizzere del 20 ottobreLink esterno scorso hanno portato una netta avanzata dei Verdi e hanno provocato un duro colpo alla destra e alla sinistra politica, che hanno perso seggi. È stato anche un risultato storico per le donne che hanno aumentato la loro rappresentanza di 10 punti percentuali, balzando al 42%.
Com'è andata per gli svizzeri all'estero?
Le cose sono andate male per gli svizzeri all'estero. La direttrice dell'OSE Ariane Rustichelli ha finora stilato un "bilancio molto magro e deprimenteLink esterno": la partecipazione della Quinta Svizzera all'elezione è calata drasticamente perché non era più possibile votare online in alcun cantone. Inoltre, nessun candidato della Quinta Svizzera è stato eletto al Consiglio nazionale.
Anche la grande vittoria ecologista porta con sé venti contrari per le rivendicazioni dell'OSE: gran parte dei Verdi sono infatti estremamente scettici riguardo all'e-voting. Per questo motivo, la prossima legislatura racchiude ancora una grande incognita per l'organizzazione.
Si tratta ora di sapere se la cosiddetta "onda verde" sarà confermata al secondo turno delle elezioni al Consiglio degli Stati. I ballottaggi si terranno nelle prossime quattro domeniche in 13 dei 26 cantoni della Confederazione.
Le Camere federali nelle loro nuove composizioni si riuniranno per la loro prima sessione parlamentare il 2 dicembre.
Che ruolo svolge la comunità svizzera all'estero?
I cittadini svizzeri residenti all'estero hanno il diritto di voto e di elezione a livello federale, se si sono iscritti nel registro elettorale. Tuttavia, diversamente dal Consiglio nazionale, le elezioni del Consiglio degli Stati – che è la Camera dei cantoni – sono disciplinate a livello cantonale. Soltanto 13 dei 26 cantoni accordano il diritto di partecipare ai loro cittadini residenti all'estero.
Inoltre, anche in quei cantoni in cui hanno il diritto di elezione per il Consiglio degli Stati c'è il problema dell'assenza del voto elettronico. Gli svizzeri all'estero devono dunque esercitare il diritto per corrispondenza oppure recarsi personalmente alle urne nel comune della Confederazione in cui sono iscritti nel registro elettorale.
A causa dei tempi ancora più ristretti rispetto al primo turno, una proporzione ancora maggiore di svizzeri all'estero resterà perciò esclusa dai ballottaggi, poiché non riceverà i documenti in tempo utile per poter votare. L'OSE spera che gli espatriati che riceveranno le schede di voto in tempo sostengano i candidati raccomandatiLink esterno dall'organizzazione stessa, in corsa al secondo turno nei rispettivi cantoni. Si tratta del popolare democratico Filippo Lombardi in Ticino, del socialista Carlo Sommaruga a Ginevra e della Verde Regula Rytz a Berna.
Perché sono necessari i ballottaggi?
Al primo turno sono stati assegnati solo 24 dei 46 seggi nel Consiglio degli Stati. In tutti gli altri casi, nessun(a) candidato(a) ha raggiunto la maggioranza assoluta richiesta, ossia almeno 50% dei voti più uno.
Al secondo turno, vale invece la maggioranza relativa: chi ottiene il maggior numero di voti è eletto.
Cosa c'è in gioco?
Le elezioni sono decisive per la composizione del Consiglio degli Stati per i prossimi quattro anni. Ogni cantone invia due rappresentanti alla Camera e i sei cosiddetti semi-cantoni uno ciascuno.
A differenza del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati è meno legato ai partiti: teoricamente i suoi membri rappresentano in primo luogo gli interessi dei Cantoni.
Comunque, il Consiglio nazionale con i suoi 200 seggi e quello degli Stati con 46 seggi hanno gli stessi poteri. Ad esempio, l'adozione di ogni legge richiede l'approvazione di entrambe le Camere. Queste si riuniscono in Assemblea federale per eleggere i membri del governo, come pure i giudici dei Tribunali federali e il procuratore della Confederazione.
Anche gli Stati diventeranno più verdi e più femminili?
Secondo vari osservatori politici, i Verdi dovrebbero conquistare qualche seggio in più al Consiglio degli Stati rispetto a quattro anni fa, mentre i socialisti rischiano di perderne alcuni. Per il momento si tratta ancora solo di speculazioni.
Tuttavia, si può già dire che nella Camera dei cantoni i popolari democratici (PPD) rimarranno il partito più forte davanti ai liberali radicali (PLR). Dal canto loro, i Verdi possono sperare nella migliore delle ipotesi di conquistare sei seggi.
(Traduzione dal tedesco)