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Per l’amianto il limite massimo ammissibile sul posto di lavoro (valore MAC, Valeurs limites d’exposition aux postes de travail) è stato fissato a 0,01 fibre di amianto inalabili per ml di aria (= 10 000 fibre inalabili per m3 d’aria). Questo valore tiene conto delle conoscenze epidemiologiche più recenti per quanto riguarda il rapporto dose-effetto nel caso dell’insorgenza del mesotelioma e del carcinoma polmonare.
Il valore MAC si applica a tutti i posti di lavoro. Il rischio di ammalarsi di cancro a causa dell’amianto è in funzione della concentrazione di fibre nell’aria respirabile e della durata di esposizione, come per qualsiasi altro tipo di sostanza estranea. Per quanto riguarda le sostanze cancerogene, in base alle conoscenze attuali non è possibile indicare con assoluta certezza un livello di concentrazione senza effetti. Pertanto, l’esposizione all’amianto deve essere sempre ridotta il più possibile al minimo (principio di minimizzazione). Su tutti i posti di lavoro che non prevedono un contatto con l’amianto il principio di minimizzazione si considera raggiunto se il valore rilevato non supera il 10% del valore MAC.
Per quanto riguarda le abitazioni domestiche, la legge non impone un limite per le sostanze tossiche presenti nell’aria ambiente. L’UFSP raccomanda di mantenere a lungo termine la contaminazione ai livelli più bassi possibili. Non si devono tollerare concentrazioni superiori a 1’000 fibre di amianto inalabili per metro cubo di aria.