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La crisi del coronavirus sta aggravando la situazione della povertà elvetica: ne è convinta Caritas Svizzera, che invita quindi Confederazione e Cantoni a introdurre in tutto il paese pagamenti diretti basati sul sistema delle prestazioni complementari.
L’organizzazione umanitaria ha inoltre chiesto, nel corso di una conferenza stampa tenutasi lunedì, che l’indennità per il lavoro ridotto per le persone in situazioni precarie venga portata al 100%. Prima della pandemia, in Svizzera le persone colpite da povertà erano 660'000 e ora il numero di richieste d’aiuto è "aumentato notevolmente" comunica la Caritas, i cui servizi di consulenza sono raddoppiati negli ultimi mesi.
La maggioranza delle persone che si rivolgono all’organizzazione umanitaria sono famiglie con figli minorenni e a trovarsi spesso in difficoltà in misura sproporzionata sono i genitori single. Nella Svizzera romanda il fenomeno tocca soprattutto i sans-papiers. La causa dei gravi problemi, nella maggior parte dei casi, è da ricercare delle perdite salariali (riduzione o perdita del lavoro) dovute alla situazione pandemica.