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Strasburgo – Un cittadino francese ha indotto il nipote di tre anni a indossare una maglietta con scritto "sono una bomba" e "Jihad, nato l'11 settembre" per andare alla scuola materna e per questo è stato condannato. Secondo la Corte europea dei diritti umani (Cedu) questa condanna non ha violato il diritto alla libertà d'espressione, come sostenuto dall'uomo nel suo ricorso, in cui ha affermato che gli slogan "erano umoristici".
Nella sentenza la Corte di Strasburgo (F) dice di non poter ignorare il contesto in cui l'uomo ha agito, nella fattispecie poco tempo dopo un attentato in una scuola francese che aveva causato la morte di tre bambini.
I giudici affermano inoltre che il fatto che l'uomo non avesse alcun legame con gruppi terroristici, e non fosse un sostenitore dell'ideologia terroristica, non toglie nulla al "significato offensivo del messaggio" sulla maglietta. Secondo la Corte quindi c'erano motivi rilevanti e sufficienti per condannarlo.