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In un incontro con i media durante il Locarno Film Festival, il presidente della Confederazione Alain Berset ha analizzato gli sviluppi nella politica culturale dall’entrata in vigore della legge sulla promozione della cultura nel 2012. In ambito cinematografico la promozione è stata adattata più volte alle condizioni quadro in rapida evoluzione, garantendo così la competitività del cinema svizzero.
Il Presidente della Confederazione ha sottolineato che questo settore dovrà affrontare grandi sfide anche nei prossimi anni, una circostanza presa in considerazione dal nuovo messaggio sulla cultura 2025–2028, in consultazione fino a settembre.
Il presidente ha citato come esempi di questa politica la promozione della diversità culturale e linguistica del Paese e quindi della coesione sociale, tra l’altro nel contesto dell’insegnamento delle lingue.
Altri esempi sono il sostegno alla partecipazione culturale e alla cultura amatoriale, la riorganizzazione dei premi culturali svizzeri, che riconoscono l’eccellenza della creazione culturale, e la cultura della costruzione, ambito in cui la Svizzera fa da traino e da coordinatrice ricoprendo un ruolo di primo piano in Europa.
Berset ha citato tre importanti adattamenti nella promozione cinematografica: in primo luogo, le misure compensative a favore dei cineasti e delle cineaste che la Confederazione ha istituito dopo che alla Svizzera è stata negata la partecipazione al programma MEDIA dell’UE in seguito all’adozione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa nel 2014. In secondo luogo, l’introduzione della promozione degli investimenti cinematografici in Svizzera (PICS) nel 2016. Il terzo cambiamento è la modifica della legge sul cinema, approvata dal popolo nel 2022. Il nuovo testo prevede dal 2024 l’obbligo di investire nel cinema svizzero anche per i servizi di streaming.