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New York - Il coronavirus negli Usa ha ormai fatto molti più morti dell'11 settembre e molte più vittime della pandemia in Cina: oltre 3'500, di cui quasi la metà a New York. Il dato, altamente simbolico per ogni americano, si registra nel giorno più nero da quando l'epidemia è scoppiata Oltreoceano, con circa 900 nuove vittime tra lunedì e martedì. Mentre i casi sono schizzati a oltre 175mila, più del doppio dei contagi contati da Pechino.
New York, man mano che vanno avanti i test, continua a contare la metà dei casi di Covid-19 registrati in tutta l'America, 75'800 circa, con un bilancio di 1'150 morti di cui 332 in meno di 24 ore. Tra loro per la prima volta anche un bambino, di cui per ora non è stata rivelata l'età ma che - è stato spiegato - presentava patologie pregresse. Fa scalpore poi la storia di un ragazzo di 17 anni morto in California dopo essere stato rifiutato dall'ospedale in quanto non aveva l'assicurazione: un episodio che la dice lunga sul sistema sanitario Usa.
Più passano le ore e sempre meno appare lo spazio per l'ottimismo. E per la prima volta il presidente Donald Trump ha ammesso che il virus potrebbe tornare dopo l'estate, commentando le parole del virologo Anthony Fauci che, una volta rientrata l'escalation di questi giorni, ha ipotizzato una possibile nuova ondata in autunno.
Trump intanto vuole andare avanti con gli stimoli all'economia e ha annunciato l'intenzione di varare un nuovo pacchetto da 2mila miliardi di dollari, stavolta a favore delle infrastrutture e le grandi opere.