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Edwin Bollier ha sempre negato di aver fornito il timer di Lockerbie
Keystone/FRITZ MURI(sda-ats)
Non ci sarà procedimento penale contro un ex funzionario della Polizia federale in relazione a presunti mezzi di prova falsificati relativi all'attentato di Lockerbie del 1988.
Il Tribunale penale federale (TPF) ha respinto un ricorso di Edwin Bollier, proprietario dell'azienda produttrice del timer elettronico che sarebbe stato utilizzato per la bomba.
Nel 1985 l'impresa zurighese Mebo di Bollier aveva fornito una ventina di timer alla Libia. Uno di questi sarebbe stato utilizzato per far esplodere la bomba sul Boeing della Pan Am disintegratosi nei cieli scozzesi il 21 dicembre 1988, con un bilancio di 270 persone morte, 259 a bordo e 11 colpite dai rottami caduti a terra. Bollier ha però sempre affermato che il frammento del congegno trovato fra i rottami non proveniva dagli apparecchi forniti al Paese allora guidato da Muammar Gheddafi.
Secondo Bollier, qualche mese dopo l'attentato, nel giugno 1989, un funzionario della Polizia federale aveva chiesto a un ingegnere della Mebo di fornirgli diversi oggetti tra cui un timer. Proprio una parte di questo dispositivo sarebbe stato utilizzato durante il processo: una prova fabbricata, insomma. Il 31 gennaio 2001 una corte scozzese condannò all'ergastolo un agente segreto libico, poi liberato nel 2009 perché malato di cancro (è poi morto nel maggio 2012).
Nel novembre 2011 Bollier e la Mebo - contro i quali il Ministero pubblico della Confederazione nel 2000 aveva aperto un'inchiesta poi archiviata nel 2004 - hanno presentato una denuncia penale contro ignoti dipendenti della Confederazione, prendendo di mira tuttavia in particolare l'ex funzionario della Polizia federale, accusato di istigazione al furto, denuncia mendace, falsa testimonianza e offesa al credito. Secondo la denuncia, la falsificazione del mezzo di prova sarebbe confermata da dichiarazioni dello stesso funzionario.
La Camera dei reclami penali del TPF, in una deliberazione pubblicata oggi che non può essere oggetto di ricorso, sostiene però la decisione della Procura federale di non procedere a un'inchiesta. A suo avviso non sussiste un sufficiente "sospetto iniziale" e sulla base degli atti a disposizione una manipolazione delle prove può essere esclusa.
(Decisione BB.2016.24-25 del 07.06.2016)
SDA-ATS