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La Svizzera ha concluso l'aiuto d'emergenza a Haiti dopo il sisma del 14 agosto scorso. Secondo i dati del Corpo svizzero di aiuto umanitario (Csa), 20mila persone hanno potuto beneficiare dell'aiuto.
Durante tre settimane le squadre elvetiche hanno aiutato a ripristinare l'accesso all'acqua potabile. In diverse zone dell'isola sono stati installati serbatoi per 10mila persone, indica una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae). Gli ingegneri del Csa hanno inoltre ispezionato vari edifici quali scuole e chiese per determinare il rischio di crollo.
In totale la Svizzera ha stanziato più di quattro milioni di franchi, un milione quale aiuto d'emergenza e i restanti tre milioni per le modifiche delle attività già in corso della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (Dsc) del Dfae.
La squadra sul posto era composta di un esperto di logistica, due specialisti in risorse idriche e strutture igienico-sanitarie, due ingegneri esperti in statica edile, un consigliere esperto di zone sinistrate e un caposquadra. Oltre agli esperti del Csa l'Ambasciata di Port-au-Prince ha mobilitato il personale locale. In totale una ventina di persone sono state coinvolte nei lavori.
La fine dell'impegno di emergenza del Csa non significa la fine del sostegno della Svizzera a Haiti, afferma il Dfae. L'isola caraibica è un paese prioritario per la Dsc. L'aiuto allo sviluppo riprenderà le attività svolte nella fase di emergenza.
Il terremoto di magnitudo 7,2 ha ucciso almeno 2'200 persone. Più di 12mila i feriti, circa 130mila case sono state rovinate o completamente rase al suolo. Haiti è il più povero paese dell'America ed è spesso colpito da gravi catastrofi naturali. Nel 2010, a seguito di un altro sisma, erano morte più di 220mila persone.