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Il 2 marzo 2021 il Governo ha licenziato una richiesta di credito suppletivo per 100 milioni di franchi allo scopo di aumentare a 200 milioni di franchi gli aiuti per casi di rigore in relazione alle misure anti-COVID. Così facendo tiene conto del dibattito in Gran Consiglio svolto durante la sessione di febbraio 2021 nonché del maggiore bisogno di mezzi delle imprese grigionesi.
Il 17 febbraio 2021 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la modifica della legge COVID-19. Con esso ha chiesto al Parlamento federale di aumentare i fondi a favore del programma per casi di rigore di 2,5 miliardi, portandolo a 10 miliardi di franchi (inclusa la riserva del Consiglio federale pari a 1 mia.). I fondi per casi di rigore che i Cantoni dovranno erogare ammontano a 9 miliardi. Di questi, il 2,2 per cento, pari a 198 milioni di franchi, è destinato al Cantone dei Grigioni. La Confederazione ne finanzierà presumibilmente fino a 158 milioni. Ne risulta un carico netto per il Cantone pari a 42 milioni. In questo modo il Consiglio federale tiene conto della richiesta dei Cantoni di disporre di fondi supplementari per i casi di rigore e di un’equa ripartizione degli oneri finanziari tra Confederazione e Cantoni. Il Parlamento federale deciderà in merito a questo aumento nel corso della corrente sessione di marzo.
Il 2 marzo 2021 il Governo ha licenziato una richiesta di credito suppletivo per 100 milioni di franchi allo scopo di aumentare a 200 milioni di franchi gli aiuti per casi di rigore in relazione alle misure anti-COVID.
Dei fondi complessivi pari a 9 miliardi, 6 miliardi sono previsti per le piccole e medie imprese con una cifra d’affari annuale fino a 5 milioni di franchi. I costi saranno assunti per il 70 per cento dalla Confederazione (4,2 mia.) e per il 30 per cento dai Cantoni (1,8 mia.). Altri 3 miliardi saranno destinati alle imprese più grandi solitamente attive in tutta la Svizzera che realizzano una cifra d’affari annuale superiore a 5 milioni di franchi. I contributi alle imprese più grandi saranno finanziati interamente dalla Confederazione. I Cantoni rimarranno responsabili del disbrigo delle richieste, ma la Confederazione stabilirà norme vincolanti a livello nazionale per tali contributi e le renderà note a tempo debito.
Semplificati gli aiuti per casi di rigore
Tenendo conto dei dibattiti svolti in Gran Consiglio durante la sessione di febbraio 2021, il 23 febbraio 2021 il Governo ha deciso di indennizzare meglio le imprese che durante la pandemia di COVID-19 hanno subito un calo della cifra d’affari a seguito dei provvedimenti decisi dalle autorità, nel quadro del programma per casi di rigore della Confederazione e del Cantone. A tale scopo esso ha aumentato l’aliquota di contributo dal 50 al 75 per cento della perdita economica e deciso ulteriori allentamenti delle condizioni che danno diritto agli aiuti.
Conseguenze sulle finanze in caso di pieno sfruttamento del credito
Finora sono disponibili fondi pari a 100 milioni (comprese le spese legate all’esecuzione). Nella sua seduta del 2 marzo 2021 il Governo ha licenziato un’ulteriore domanda di credito suppletivo per 100 milioni di franchi a destinazione della Commissione della gestione del Gran Consiglio (CdG), cosicché ora sono disponibili complessivamente 200 milioni. La domanda tiene conto della situazione giuridica attuale e dell’intento del Consiglio federale di aumentare a 10 miliardi complessivi l’intero pacchetto di aiuti di Confederazione e Cantoni. Si ipotizza che la Confederazione parteciperà fino a un massimo di 158 milioni, ciò che limita l’aggravio per il Cantone. La CdG deve ancora approvare questo credito suppletivo.
Si ipotizza che la Confederazione parteciperà fino a un massimo di 158 milioni, ciò che limita l’aggravio per il Cantone.
Il Cantone sostiene l’economia grigionese nei limiti del possibile
Dallo scoppio della pandemia di coronavirus il Governo si incontra regolarmente con i vertici dell’economia grigionese nel quadro di una tavola rotonda. Lo scorso anno, a integrazione degli aiuti della Confederazione, il Cantone ha sostenuto generosamente con contributi finanziari l’economia, il turismo, lo sport, la cultura, i trasporti nonché le strutture sanitarie e di cura e laddove necessario lo farà anche quest’anno. A causa del coronavirus, il conto annuale 2020 risulterà gravato da spese supplementari nell’ordine di grandezza di 60 milioni. Le conseguenze finanziarie della pandemia di coronavirus si rifletteranno anche sul conto annuale 2021. Attualmente gli aggravi supplementari per l’anno contabile 2021 si attestano a circa 130 milioni. Di questi, circa 50 milioni sono riconducibili a un minor gettito fiscale per l’anno fiscale 2020, 42 milioni agli aiuti per i casi di rigore e quasi 30 milioni all’attuazione della strategia di test e di vaccinazione.
Inoltre, ai sensi di una pianificazione eventuale, il Governo prenderà in esame l’opportunità di riattivare le fideiussioni solidali COVID-19 per garantire la liquidità e sostenere l’economia e valuterà come un simile programma andrebbe organizzato.