Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/105586

<h2>SubmittedText<h2><p>Molti quesiti sollevati nell'interpellanza 09.3991 sono ancora senza risposta. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo quanto risulta dal bilancio di Switch al 31 dicembre 2008, la società dispone di accantonamenti a lungo termine dell'ordine di 18 428 550 franchi e di un capitale a destinazione vincolata pari a 42 626 397 franchi, per un totale di 61 054 947 franchi di riserve. Da dove provengono queste risorse, ben superiori ai 15 milioni di franchi di utile di cui si parla nella risposta alla succitata interpellanza? Se si considerano i 30 milioni di franchi di ricavi annuali (di cui due terzi circa derivanti dalla gestione dei nomi di dominio), le cifre appena menzionate non paiono verosimili.</p><p>2. Alla voce scopo del capitale a destinazione vincolata, cosa si intende per assistenza legale nomi di dominio (935 030 franchi), rischi di mercato nomi di dominio (3 166 420 franchi), progetti strategici (6 024 948 franchi) e Next Switchlan (6 milioni di franchi)?</p><p>3. Alla voce scopo degli accantonamenti, cosa si intende per assistenza legale nomi di dominio (1 064 970 franchi), phase-out nomi di dominio (5 133 580 franchi) e riserve per oscillazioni del fatturato (10 230 000 franchi)?</p><p>4. Se dovesse risultare che anche queste risorse derivano dalla tassa, assai elevata, sui nomi di dominio, cosa pensa di fare l'UFCOM? </p><p>5. L'UFCOM vigila affinché il comportamento di Switch non sfavorisca i concorrenti di switchplus. Tale attività di sorveglianza riguarda unicamente la gestione dei nomi di dominio oppure anche la preferenza, discriminatoria, accordata a switchplus nel mercato dei servizi Internet accessori quali l'hosting? Si garantisce che la Commissione della concorrenza si occupi della questione qualora l'UFCOM non ritenesse di propria competenza la vigilanza sulla limitazione della concorrenza? </p><p>6. Switch fissa da sé i prezzi dei nomi di dominio. Quali adeguamenti legislativi si imporrebbero per permettere all'UFCOM di stabilirli?</p><p>7. Nella risposta alla domanda 10.5121, il Consiglio federale scrive che i prezzi dei nomi di dominio in Svizzera sono bassi. Rispetto a quali altri Paesi? Quanto costa un nome di dominio nei Paesi UE?</p><p>8. In Svizzera, quale prezzo dei nomi di dominio permetterebbe di coprire i costi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. L'UFCOM può esercitare un controllo sulle attività delegate a Switch, ovvero la registrazione e la gestione dei nomi di dominio nonché l'evoluzione e la destinazione dell'utile in eccedenza che si eleva a circa 15 milioni di franchi. Non spetta tuttavia all'UFCOM controllare come viene utilizzato il capitale a destinazione vincolata. L'organo incaricato di verificare che le disposizioni legali e statutarie relative alla costituzione e allo scioglimento di questi fondi vengano rispettate è infatti il consiglio di fondazione. L'ufficio di revisione nominato ai sensi della legge e l'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni sono a loro volta tenuti ad accertarsi che ciò avvenga in modo conforme. La questione degli accantonamenti a lungo termine (18 428 550 i franchi) è trattata nella risposta alla domanda 3.</p><p>3. Gli accantonamenti che figurano alla voce assistenza legale nomi di dominio (1 064 970 franchi) sono destinati all'adempimento degli obblighi legali straordinari che possono derivare dall'attività regolamentata, come ad esempio in caso di difetti del sistema e danni conseguenti. La voce phase-out nomi di dominio (5 133 580 franchi) rappresenta un tipo di accantonamento a copertura dei costi imprevisti legati all'eventuale cessione dell'attività regolamentata a un nuovo fornitore di prestazioni alla scadenza del contratto di delega. Le modalità di gestione degli accantonamenti in questione durante e al termine del periodo di delega sono definite in dettaglio nel contratto di diritto amministrativo. Le riserve per oscillazioni del fatturato (12 230 000 franchi) sono accantonamenti legati all'utile eccedente; la questione relativa all'importo degli accantonamenti è attualmente oggetto di discussione in seno all'UFCOM. </p><p>4. Se dovesse risultare che l'attività di gestione e di registrazione dei nomi di dominio genera ulteriori eccedenze, occorrerebbe aggiungerle all'utile eccedente summenzionato. Le eccedenze devono essere impiegate per abbassare i prezzi oppure per realizzare compiti o progetti di interesse pubblico legati alla gestione del sistema dei nomi di dominio. </p><p>5. L'attuale indagine condotta dall'UFCOM riguarda i presunti casi di discriminazione a favore di switchplus AG nell'ambito delle attività di Switch oggetto di delega e non include i mercati situati a monte (quali ad es. i servizi di hosting) poiché l'UFCOM non è competente in materia. In relazione a questa problematica, un procedimento civile è attualmente pendente dinanzi al Tribunale commerciale del cantone di Zurigo. Sulla base della legge sui cartelli, il richiedente chiede che venga proibito a Switch di adottare comportamenti discriminanti. Il fatto che la Commissione della concorrenza non abbia ancora avviato una procedura in merito è dovuto proprio al carattere pendente di detto procedimento. </p><p>6. Le aziende alle quali la Confederazione affida compiti sovrani in materia di telecomunicazioni possono essere tenute a sottoporre all'UFCOM i prezzi praticati affinché questi vengano approvati. Ciò è quanto avviene per l'attività di gestione e registrazione dei nomi di dominio ".ch" di Switch. Per giunta, il DATEC può fissare limiti massimi di prezzo. Finora non è stato ritenuto opportuno avvalersi di questa possibilità, anche perché negli ultimi anni il livello dei prezzi è sceso considerevolmente. In entrambi i casi il Sorvegliante dei prezzi detiene un diritto formale di emanare raccomandazioni ai sensi dell'articolo 15 LSPr. Per assegnare all'UFCOM la competenza di fissare i prezzi, occorrerebbe modificare di conseguenza la legge sulle telecomunicazioni.</p><p>7. Le modalità che riguardano la registrazione dei nomi di dominio non sono le stesse in tutt'Europa. In molti casi solo i rivenditori offrono ai clienti finali la registrazione. È pertanto difficile procedere a confronti sistematici del prezzo. La risposta alla domanda 10.5121 si basa su un confronto con i Paesi limitrofi. Nel 2009 in Francia l'importo medio era di 12 euro (IVA esclusa), mentre in Germania e Austria il gestore del registro ufficiale propone oggi nomi di dominio per 58 euro rispettivamente 36 euro (durante il primo anno persino il doppio). In Svizzera il valore corrispondente chiesto da Switch per i nomi di dominio ".ch" e ".li" è di 17 franchi l'anno, per i rivenditori è talvolta ancora meno.</p><p>8. Il prezzo di un nome di dominio non deve solo coprire i costi sopportati, bensì anche procurare un guadagno adeguato distribuito su un determinato periodo di tempo. A questo proposito vengono considerati i costi sostenuti da un fornitore efficiente. L'utile eccedente realizzato in passato deve servire in primo luogo a ridurre i prezzi, il che significa che i prezzi dei servizi fatturati potranno addirittura risultare inferiori ai costi effettivi. I prezzi approvati finora rispondono del resto a queste condizioni. Gli ultimi prezzi sottoposti ad approvazione ammontano a 17 franchi (IVA inclusa) per i clienti finali e a fr. 9.50 (IVA esclusa) per i clienti wholesale. Attualmente all'UFCOM è in corso una nuova procedura di approvazione dei prezzi.</p>  Risposta del Consiglio federale.