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BADEN - Il consigliere nazionale verde e sindaco di Baden (AG) Geri Müller, 54 anni, ha esteso la sua denuncia nella vicenda dei "selfie a luci rosse" ed esige ora che venga esaminato anche il ruolo del giornalista che aveva rivelato il caso in agosto. Il suo legale, l'avvocato Andreas Meili, ha confermato un'informazione pubblicata oggi dalla stampa domenicale.
La richiesta concerne Patrik Müller, caporedattore della "Schweiz am Sonntag". Inizialmente la denuncia riguardava unicamente la donna con la quale l'argoviese ha avuto la relazione virtuale. È stata poi estesa al consigliere in relazioni pubbliche Sacha Wigdorovits e al presidente della Comunità israelitica di Baden (AG) Josef Bollag.
La donna, una 33enne, è stata denunciata per aver registrato, senza informarlo, le conversazioni di carattere privato avute con Geri Müller. A Patrik Müller, Josef Bollag e Sacha Wigdorovits viene invece rimproverato di aver utilizzato, trasmesso e reso accessibile a terzi queste registrazioni.
La vicenda dei "selfie" a pantaloni calati, e scattati nel suo ufficio di sindaco, era stata rivelata il 17 agosto scorso dal domenicale "Schweiz am Sonntag". Il giorno seguente i partiti borghesi di Baden avevano chiesto le dimissioni, mentre i colleghi dell'esecutivo lo avevano esonerato temporaneamente dall'incarico. Nel frattempo Geri Müller ha riottenuto le funzioni che deteneva nell'esecutivo cittadino.
ats