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Dopo averci fatto fibrillare alle Olimpiadi di Tokyo ed aver fatto segnare il nuovo record svizzero nei 100 metri, Ajla Del Ponte sarà di scena stasera al Galà dei Castelli di Bellinzona. La ticinese ci racconta la sua strepitosa stagione, quella della squadra svizzera, del perché corre con i calzini di Star Wars e dei suoi obiettivi futuri.
Senza tenere conto dei tuoi risultati, quale è stata la tua highlight delle Olimpiadi?
Direi la finale del salto in alto con Tamberi e Barshim. È stato il momento simbolico di queste Olimpiadi.
Inoltre la gentilezza del popolo giapponese che ci ha fatto sentire a nostro agio nonostante la situazione difficile. Sono stati davvero molto gentili. Tokyo 2020 è stata senza dubbio una bella esperienza anche a livello umano.
Quando si partecipa ad una staffetta, visto che non si corre solo per se stessi, si sente più pressione?
Diciamo che la pressione è sicuramente maggiore perché non si vogliono commettere errori, visto che si corre per altre tre persone, per tutta la squadra, per l'allenatore, ma anche per tutta la Svizzera. La pressione è maggiore ma lo è anche la motivazione.
Come vivi la competizione interna con Mujinga Kambundji?
Penso che i media la vivono molto più appassionatamente di noi (ride). Quando scendiamo in pista siamo concentrate per performare indipendentemente da chi si trova nelle corsie di fianco alle nostre.
È una bellissima immagine per i giovani svizzeri, far vedere loro che ci possono essere due atlete di una piccola nazione come la nostra in una finale olimpica. La nazione più rappresentata dopo la Giamaica era proprio la Svizzera.
L'appuntamento più importante dell’anno erano le Olimpiadi, e spesso dopo l’evento principale si ha un calo. Non è il tuo caso. Come mai?
Essendo degli atleti siamo portati a voler dare il meglio in ogni singola competizione. Naturalmente le Olimpiadi erano il momento clou, ma visto che la nostra forma quest'anno è così buona la vogliamo sfruttare e continuare a gareggiare e divertirsi.
In un anno hai rosicchiato 18 centesimi al tuo miglior tempo, fermando il cronometro a La Chaux-de-Fonds a 10"90. A Tokyo - quinta la mondo - sei stata solo un centesimo più lenta. Quanto pensi di poter ancora migliorare?
Spero almeno di altri 18 centesimi (ride). Quello che ho imparato quest'anno è che non si deve mettere dei limiti, vedremo alla fine della mia carriera.
Oggi gareggerai al Gala dei Castelli. Cosa ti aspetti?
È sempre stato un evento molto importante per me. Perché so che la gente viene anche per vedermi, per vedere gli atleti ticinesi. È bello chiudere la stagione con un meeting del genere in casa. Quindi parto con l'idea di voler fare bene, per me, e fare una bella gara per regalare una bella serata anche al pubblico di casa.
È una bella motivazione ed è anche un bel modo per concludere - in casa - questa stagione incredibile. È molto speciale.
Pensi che sarai accolta in modo diverso rispetto agli anni precedenti?
Probabilmente sì, perché nell'ultimo anno sono migliorata molto, come sono migliorati i miei risultati. Lo noto anche nella vita di tutti i giorni, ci sono molte più persone che vogliono parlare con me, o anche solo salutarmi o farmi i complimenti. Quindi sì, è probabile che quest'anno a Bellinzona sarà diverso.
Come vivi questi cambiamenti?
Semplicemente bisogna abituarsi alla nuova situazione. Non è che mi turbi o che mi piaccia particolarmente. Sono una persona molto discreta, mi piace anche avere una vita normale, dove posso girare senza essere sempre riconosciuta. Questo non vuol dire che è negativo, anzi. Mi fa molto piacere quando le persone condividono le loro emozioni e mi raccontano quello che hanno provato vedendomi gareggiare. A me dà moltissima motivazione. Sì, questo cambiamento non posso etichettarlo con un solo tipo di emozioni.
Quanto aiutano le nuove scarpe Vaporfly o simili?
Ovviamente il processo tecnologico ci aiuta. Sono fatte per aiutarci, quindi i margini di miglioramento sono anche da attribuire in parte a questo, però secondo me non bisogna dimenticarsi che ci troviamo in un anno olimpico e le prestazioni sono automaticamente più elevate, perché la competizione fra i gli atleti è al massimo.
Inoltre per quanto riguarda le donne, ora abbiamo molta più esperienza per gli allenamenti e anche per il recupero, ed è più facile vivere una carriera da professioniste. Bisogna tenere conto di tutti questi fattori, dunque non limiterei il merito dei successi e dei tempi veloci alle nuove scarpe.
Bolt in un'intervista ha parlato di aiuto sleale: d'accordo?
Se Bolt fosse stato un atleta ancora attivo avrebbe indossato anche lui le nuove scarpe (ride).
Da qualche anno quando corri usi delle calze di Star Wars, è vero? Sei superstiziosa?
È da diversi anni che corro con delle calze speciali: Pokemon, Star Wars, Signori degli anelli, metto sempre delle calze un po' particolari. Non è che se un giorno corro senza queste calze speciali penso che mi andrà tutto male, dunque non direi di essere per forza superstiziosa.
Diversi specialisti e specialiste dei 100 metri corrono anche i 200. Anche per te è un tema?
Quest'anno ho corso una gara dei 200 metri e al momento sono la terza europea in questa stagione. È di sicuro un tema anche per me. Avremmo voluto correre più 200, di solito in stagione lo faccio fra maggio e giugno perché mi aiuta nella preparazione ai 100 metri, ma purtroppo quest'anno dopo essermi ammalata di Covid non ho potuto fare degli allenamenti specifici e abbiamo deciso di accantonare l'idea. Tuttavia sarà sicuramente qualcosa per i prossimi anni. Il mio tempo attuale (22"38 ndr.) mi piazza bene nelle liste europee e mondiali.
Con te e Ricky Petrucciani il Ticino si trova due atleti di punta nell’atletica. Come te lo spieghi?
Sia Ricky che io abbiamo preso la decisione di andare ad allenarsi oltralpe perché ci siamo resi conto che c'era una professionalizzazione diversa rispetto a quello che avevamo in Ticino. Ricky è un po' più giovane di me ma fa parte della stessa generazione che ha approfittato dell'UBS Kids Cup, la quale collaborazione con Swiss Athletics ha fatto conoscere l'atletica a molti più giovani, e di conseguenza il bacino di talenti si è allargato, e noi due veniamo da questo progetto.
Stai studiando lettere a Losanna, cosa accomuna la poesia e lo sprint?
Mi hanno già fatto questa domanda e sinceramente non ne ho nessuna idea (ride). Non vedo come accomunarli ed è anche quello il bello.
Cosa ti sentiresti di dire ad un giovane o ad una giovane che vuole farsi strada nel mondo nell’atletica?
Di prendere il proprio tempo. Non tutto deve arrivare subito e non tutti i talenti esplodono allo stesso tempo. Non bisogna confrontare i propri risultati con quelli di qualcun altro della stessa età. Bisogna concentrarsi su sé stessi, fare un passo dopo l'altro e poi le cose andranno come devono.
Se potessi portare solo tre cose su un'isola deserta dalla quale non potresti più far ritorno, cosa porteresti?
Sicuramente un libro, un grammofono per ascoltare musica e la crema solare (ride).