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Per la Banca nazionale andranno implementate nuove misure che consentano di rafforzare la solidità delle banche ed evitare la perdita di fiducia
La Banca nazionale svizzera vuole trarre insegnamenti dalla crisi di Credit Suisse, che a marzo è stato costretto a fondersi con la concorrente Ubs per evitare il fallimento. In particolare nuove misure devono mirare a permettere di rafforzare la solidità delle banche per evitare una perdita di fiducia da parte di investitori e clienti.
Le banche devono rispettare i requisiti di fondi propri, ma questo non è sufficiente, ha indicato la Banca nazionale nel suo rapporto annuale sulla stabilità finanziaria.
Il ratio di fondi propri di Credit Suisse superava in effetti i requisiti, ma il mercato e le agenzie di rating mettevano sempre più in dubbio la capacità del Credit Suisse di generare utili, la sua solidità e la sua capacità di attuare il processo di ristrutturazione annunciato nell'ottobre 2022.
L'istituto di emissione ha anche constatato che i cosiddetti strumenti finanziari At1, destinati ad assorbire le perdite, "non sono stati efficaci". Credit Suisse non ha in effetti annullato i pagamenti degli interessi su queste obbligazioni, cosa che avrebbe migliorato la situazione finanziaria.
Il deflusso di fondi che la banca ha registrato alla fine del 2022 e all'inizio del 2023 è stato "senza precedenti" e superiore a quanto previsto dalle autorità di regolamentazione. La liquidità della banca e il sostegno della Banca nazionale "non sono stati sufficienti a coprire il massiccio deflusso di liquidità", ha osservato.