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Il Consiglio nazionale ha adottato giovedì una mozione in favore dell'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) sulla vicenda UBS/ Finma. Ad imporre la decisione è stata un'alleanza tra i rappresentanti dell'Unione democratica di centro e quelli del Partito socialista e dei Verdi.
La CPI dovrebbe indagare sull'operato del Consiglio federale e dell'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA), per chiarire le circostanze che hanno portato alla consegna agli Stati uniti di 285 dossier di clienti dell'UBS. Al centro dell'inchiesta figura inoltre la decisione del governo svizzero di concludere un accordo con l'amministrazione americana, che ha portato alla concessione "illegale" di assistenza amministrativa a Washington.
Anche dopo il voto della Camera del popolo, l'istituzione di una CPI per chiarire l'aiuto della Confederazione all'UBS e i risvolti della crisi finanziaria resta incerta. Il Consiglio degli Stati si pronuncerà sulla mozione in giugno, ma un "sì" è tutt'altro che scontato.
A inizio marzo, l'Ufficio della Camera alta aveva deciso di rinviare la decisione in attesa del rapporto - previsto per fine maggio - delle Commissioni di gestione, incaricate a loro volta di passare al setaccio questa vicenda. In precedenza, l'Ufficio del Consiglio nazionale si era invece pronunciato per una CPI. L'incontro tenuto la settimana scorsa tra gli Uffici delle due Camere per trovare un accordo non aveva dato alcun risultato.
swissinfo.ch e agenzie