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Messaggio sull'istituzione di un'autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva dell'8 luglio 1981
Onorevoli presidenti e consiglieri, Ci pregiamo sottoporvi per approvazione un disegno di decreto federale d'obbligatorietà generale concernente l'autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva.
Proponiamo inoltre di togliere di ruolo la seguente mozione: 1980 M 79.463 Radio e televisione. Autorità di ricorso (S 12.12.1979, Guntern; N 16.12.1980).
Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.
8 luglio 1981
1981 -- 4% 6
Foglio federale 1981, Voi. Il[
In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Furgler II cancelliere della Confederazione, Buser
g5
Compendìo L'apparato ricorsuale, parallelamente al controllo dei programmi, è una componente della vigilanza sui programmi. Dal controllo si distingue però in quanto l'autorità di vigilanza non agisce di moto proprio, bensì su iniziativa di terzili Dipartimento federale delle comunicazioni, dei trasporti e delle energie è, secondo il diritto vigente, competente per l'esame di ricorsi in materia di programmi. Al riguardo si consulta con una commissione comprendente nove membri.
Dal profilo dell'indipendenza dallo Stato non è ideale che un'autorità amministrativa decida su tali ricorsi; inoltre anche la procedura è lacunosa.
Giusta le norme vigenti, trattasi di regola di una denunzia all'autorità di vigilanza, che non conferisce al denunziante nessun diritto al trattamento.
La sua informità può inoltre provocare un sovraccarico di lavoro per l'autorità di vigilanza, che praticamente non dispone di criteri riguardanti la ricevibilità. È pertanto necessario di conferire forma alla procedura, badando però a mantenere le peculiarità del ricorso popolare.
L'autorità indipendente di ricorso esplica diverse funzioni. Deve infatti migliorare il dialogo tra gli organismi radiotelevisivi e il pubblico, agevolare il lavoro programmatico e assicurare un'attività di programma conforme al diritto. Essa consta di nove membri e, nelle decisioni, è autonoma rispetto al Consiglio federale e all'amministrazione, come anche agli organismi. Sul fondamento di contestazioni, deve esaminare se le emissioni soddisfano le prescrizioni legali sull'impostazione dei programmi.
Possono presentare contestazioni le persone singole, le autorità e le associazioni. Le persone singole sono legittimate se hanno compiuto 18 anni e presentano venti firme di cittadini svizzeri o di stranieri titolari di un permesso di domicilio o di dimora, pure almeno diciottenni, o se provano di avere un legame particolarmente stretto con l'oggetto dell'emissione. Questo stretto legame costituisce parimente il presupposto per la legittimazione delle autorità e delle associazioni.
Le associazioni possono inoltre adire l'autorità di ricorso qualora si occupino in modo speciale di questioni inerenti ai mass media. Al denunziante, come contropartita dei presupposti che deve soddisfare, è concesso un diritto al trattamento.
L'autorità di ricorso può
prendere di principio soltanto sentenze dichiarative. Ha però il diritto di proporre provvedimenti all'autorità di vigilanza.
Il decreto federale istituisce infine la possibilità di adire il Tribunale federale, se la decisione è considerata una decisione giusta la legge sulla procedura amministrativa.
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I
In generale
II III 111.1
Situazione originaria Vigilanza statale Vigilanza sui programmi come componente della vigilanza statale
La vigilanza sui programmi è una parte della vigilanza statale sugli organismi della radio e della televisione, la quale comprende inoltre la vigilanza sull'esercizio e quella sulle finanze, che però non sono toccate dal presente disegno di decreto federale.
111.2
Giustificazione della vigilanza statale
Gli organismi della radio e della televisione adempiono il loro compito sul fondamento di una concessione federale, la quale prescrive come essi devono svolgere la loro attività. Si presuppone pertanto che la Confederazione ha, di principio, la competenza di regolare il settore dei programmi (cfr. n. 5), per cui dev'esserle attribuito anche il diritto di sorvegliare l'osservanza di queste prescrizioni, che altrimenti rimarrebbero «lex imperfecta» (Hans Huber: Gutachten über Radio und Fernsehen, Muri 1967, p. 64).
Neppure l'indipendenza dallo Stato, risultante dal diritto fondamentale non scritto della libertà d'opinione, può mutare questa situazione (Jörg Paul Müller: Landesbericht Schweiz, in: Rundfunkorganisation und Kommunikationsfreiheit Hrsg. Martin Bullinger/Friedrich Kubier, Baden-Baden, 1979, p. 262 segg.). Infatti, l'indipendenza dallo Stato non origina soltanto diritti soggettivi di difesa contro interventi statali, ma da allo Stato, come altri diritti fondamentali, un mandato d'intervenire nelle strutture (Müller, loc. cit., p. 263), Secondo il parere del Tribunale federale, la televisione è divenuta uno strumento superlativo di comunicazione sociale, con i corrispondenti effetti e i pericoli d'abuso che devono essere prevenuti con adeguate prescrizioni (DTF 98 la 82; cfr. anche Huber, loc. cit., p. 64 segg.).
112 112.1
Apparato ricorsuale Concetto dell'apparato ricorsuale
L'apparato ricorsuale è compreso, come il controllo dei programmi, nella vigilanza sui medesimi. È caratterizzato dal fatto che una o più emissioni vengono- esaminate circa la loro conformità alle prescrizioni legali sulla strutturazione dei programmi. Nel controllo sui programmi, la verificazione avviene senza intervento esterno; per contro, nell'ambito dell'apparato ricorsuale la verificazione ha luogo indirettamente, ossia per iniziativa di terzi.
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112.2
Apparato intemo di ricorso
La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) ha emanato, per la prima volta nel 1976, direttive per l'esame dei reclami di radioascoltatori e telespettatori. La revisione di queste norme nel 1979 ha stabilito segnatamente che i ricorsi contro i programmi non sono più trattati dall'organizzazione professionale, bensì dall'organizzazione istituzionale come rappresentante della popolazione (Direttive della SSR concernenti i reclami e le denuncie in materia di programmi, del 21 luglio 1979, fonte: SSR). Al riguardo, la SSR distingue fra reclami, che continuano ad essere trattati dall'organizzazione professionale, e denunce in materia di programmi. Per reclamo s'intende una contestazione del programma in generale, senza che sia fatta valere una violazione delle prescrizioni della concessione o di direttive interne. Per denuncia s'intende invece una contestazione con la quale è fatta valere, esplicitamente o analogicamente, una violazione delle direttive interne (ad es. direttive della SSR per le emissioni informative della radio e della televisione, del 13 settembre 1968, rivedute il 1° maggio 1979) oppure di prescrizioni della concessione, rilasciata alla SSR, del 27 ottobre 1964/22 dicembre 1980 (FF 1981 I 259). In prima istanza, decide una delle tre commissioni regionali di denunce e in seconda istanza la commissione nazionale (interna) di denunce, i cui membri sono nominati dal Comitato centrale della SSR.
Queste direttive non sono state approvate dall'autorità di concessione, né dall'autorità di vigilanza e non vincolano il Dipartimento federale dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie (DFTCE), il quale non deve quindi conformarvisi (cfr. anche DTF 97 I 733); non può però nemmeno controllare se la SSR le osserva.
112.3
Apparato ricorsuale esterno
I radioascoltatori e i telespettatori possono inoltre adire direttamente il Dipartimento incaricato della vigilanza (DFTCE). Questi reclami rappresentano di regola denunzie secondo l'articolo 71 della legge federale sulla procedura amministrativa (RS 172.021; cfr., per quanto concerne il diritto procedurale, il n. 122).
La denunzia non conferisce alcun diritto di essere trattata (DTF 102 Ib 85).
Nondimeno, il DFTCE ha sempre trattato minuziosamente le denunzie, quando risultava toccata una disposizione della concessione e una prima verifica sommaria non escludeva con evidenza una violazione della concessione (VPB 40 n. 65 p. 59 s.).
Sino alla metà del 1979, l'autorità di vigilanza esigeva inoltre, a cagione dell'articolo 11 capoverso 1 secondo il quale il direttore generale della SSR è esclusivamente responsabile dei programmi, una decisione di prima istanza di quest'ultimo. Tale prassi ha però fruttato alla SSR il rimprovero di essere giudice in causa propria ancorché, nello Stato di diritto, il fatto di essere tale sollevi perplessità soltanto nel caso di decisioni di ultima istanza. Dalla metà del 1979 l'autorità di vigilanza è passata a trattare direttamente i re88
clami presentati al Dipartimento. Al riguardo, il direttore generale della SSR è invitato ad esprimersi.
Con decisione del 2 luglio 1979, il DFTCE, fondandosi sull'articolo 52 capoverso 1 della legge federale sull'organizzazione dell'amministrazione (RS 172.010; LOA), ha costituito una commissione, originariamente composta di cinque membri e di tre supplenti. Il 16 febbraio 1981, il Dipartimento ha abrogato lo statuto di supplente e aumentato il numero dei commissari a nove (decisione del DFTCE del 16 febbraio 1981). Questo gremio è incaricato di trasmettere all'autorità di vigilanza preavvisi sui reclami e non dispone pertanto di facoltà decisionale.
Nel primo anno d'esistenza (settembre 1979-settembre 1980) la commissione ha elaborato complessivamente diciotto casi, dei quali quindici concernevano la televisione e tre la radio. Quattordici casi riguardavano la radiotelevisione della Svizzera tedesca e retoromancia (DRS), tre la Svizzera francese e uno la Svizzera italiana. Sette denunzie non toccavano la concessione e in un solo caso la commissione ha raccomandato al DFTCE di pronunciarsi per una violazione della concessione [emissione della televisione DRS del 29 maggio 1979 «Wehrsteuerverweigerung» (rifiuto di pagare l'imposta sulla difesa nazionale) nell'ambito della rubrica CH]. Per quanto concerne la parte materiale dell'opera svolta dalla commissione, rinviamo al rapporto annuo di questo gremio (Commissione di ricorso radio/televisione: un anno di attività, 9 settembre 1980, ottenibile dal DFTCE, Berna).
Per la completezza osserviamo inoltre che le decisioni del Dipartimento non sono di principio impugnabili e possono quindi unicamente essere deferite, mediante nuova denunzia giusta l'articolo 71 PA, al Consiglio federale oppure, nel caso di decisione giusta la PA, impugnate mediante ricorso di diritto amministrativo davanti al Tribunale federale (art. 97 e 98 lett. b OG, RS 173.110).
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Mozione Guntern del 21 giugno 1979. Radiotelevisione.
Autorità di ricorso
II 21 giugno 1979, il consigliere agli Stati Guntern ha presentato una mozione del seguente tenore: II Consiglio federale è invitato a istituire senza indugio (prescindendo dallo scadenzario previsto per l'atto costituzionale) un'autorità di ricorso per la radiotelevisione, indipendente dallo Stato e dall'amministrazione.
Abbiamo incaricato i Consigli legislativi di trasformare la mozione in un postulato. Non eravamo per nulla contrari all'istituzione stessa di questa autorità, in quanto manifestavamo opposizione soltanto riguardo al momento in cui doveva essere istituita. Abbiamo in effetti evidenziato che l'istituzione immediata avrebbe presupposto una modificazione della nostra responsabilità giuridica e politica, per cui doveva essere affidata all'ordinaria autorità legislativa. La Confederazione intendeva inoltre creare, con un articolo costituzionale e la corrispondente legislazione esecutiva, un solido di89
sciplinamento del settore programmatico della radio e della televisione.
Abbiamo pertanto affermato che non sarebbe stato logico isolare un singolo problema per trattarlo separatamente ed abbiamo inoltre osservato che già esiste una commissione consultiva di ricorso per la radio e la televisione.
Contrariamente alla nostra proposta, i vostri Consigli (il CS il 12 dicembre 1979 e il CN il 16 dicembre 1980) hanno trasmesso la mozione.
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Autorità e procedura di ricorso
Occorre distinguere tra l'istituzione dell'autorità indipendente di ricorso e il disciplinamento della procedura. Inerenti alla prima sono la competenza e l'organizzazione e alla seconda le questioni concernenti la legittimazione al ricorso e i requisiti alla forma. È risultato opportuno disciplinare i due campi nel decreto federale (cfr. n. 12).
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Autorità di ricorso e articolo costituzionale
L'istituzione di un'autorità indipendente di ricorso precorre parzialmente l'intendimento espresso nel capoverso 4 dell'articolo sulla radiotelevisione.
Sarà nondimeno necessario appurare la situazione in materia di diritto costituzionale e soprattutto chiarire la questione presentemente controversa della competenza federale nel settore dei programmi.
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Procedura di consultazione
Abbiamo rinunciato alla procedura di consultazione, da un lato poiché avrebbe cagionato un notevole ritardo, che a sua volta avrebbe posto in dubbio la rapida attuazione chiesta nella mozione e, dall'altro, poiché l'istituzione di un'autorità indipendente di ricorso è già da lungo discussa nell' opinione pubblica, in particolare dopo la presentazione del postulato Akeret del 27 aprile 1972, televisione, e del postulato Krauchthaler del 28 aprile 1972, televisione (Boll. uff. N 1972 1808 e S 1972 679). Va inoltre osservato che su questa autorità vaste cerehie si sono espresse nell'ambito della procedura di consultazione inerente all'articolo costituzionale concernente la radiotelevisione. I pareri manifestati mostrano che presentemente esiste un'ampia concordanza riguardo alla necessità di tale istituzione. Le opinioni divergono invece per quanto attiene alla questione di sapere se questa autorità debba prendere soltanto decisioni dichiarative ovvero se debba pure essere facoltata ad ordinare misure.
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Carenze del disciplinamento vigente
In questo contesto non dev'essere chiarito se la prassi finora seguita sia troppo liberale o troppa restrittiva, poiché tale questione non costituisce un problema di diritto procedurale, bensì un tema di diritto materiale. I pro90
blêmi connessi con l'interpretazione e l'applicazione di norme sui programmi continueranno a porsi anche all'autorità indipendente di ricorso.
Descriveremo in seguito le carenze che si manifestano a livello formale e che sorgono, da un lato, poiché le decisioni sono prese da un'autorità amministrativa e, dall'altro, poiché la PA non è adatta per l'oggetto in questione.
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Autorità di decisione
Secondo il disciplinamento vigente, i ricorsi contro le emissioni diffuse sono trattati dal DFTCE. Già presentemente, quindi, decide un'autorità indipendente dall'organismo, ma non dall'amministrazione. Questa soluzione non è sicuramente ideale dal profilo dell'indipendenza dallo Stato. Anche se, come abbiamo già osservato, l'indipendenza dallo Stato, che secondo Hans Huber significa esclusione della dominazione e del dirigismo statali (Huber, loc.
cit., p. 64 segg.), non si oppone a un ordinamento statale e non esclude la sorveglianza amministrativa, proprio questa sorveglianza nasconde pericoli nel settore dei programmi vero e proprio. Viene qui infatti sorvegliata quell' attività dell'organismo (elaborazione o assiematura dei programmi e diffusione) che lo Stato, in virtù dell'indipendenza da esso, non può assumere.
Questa esclusione dello Stato è appunto uno dei presupposti che più di ogni altro consente alla società una formazione indipendente delle opinioni. Allo Stato, in una società liberale, l'energia vitale, che lo conserva e lo rinnova, può giungere soltanto da una vivida discussione critica dei suoi intendimenti (Müller, loc. cit., p. 264 s.).
' Già queste considerazioni fondamentali evidenziano l'opportunità di trasferire l'apparato ricorsuale dall'amministrazione ad un ente da essa indipendente. Per altro, il pericolo di un influsso intollerabile può anche aver origine nelle caratteristiche delle disposizioni in materia di programmi. In effetti, anche se la necessità di direttive in questo campo è incontrastata (Franz Riklin: Die Programmfreiheit bei Radio und Fernsehn, Friburgo 1973, p. 38 e 88), ma tali prescrizioni contengono in ampia misura questioni di apprezzamento già in quanto, nelle norme vincolanti per la creazione dei programmi radiotelevisivi, prevalgono locuzioni analoghe a clausole generali (Heinz Wilkens: Die Aufsicht über den Rundfunk, Frankfurt am Main 1965, p.
105 s.).
Non possono quindi essere escluse considerazioni nella loro opportunità, né giudizi di carattere politico (Walter Mallmann: Zur Rechtsaufsicht über das zweite Deutsche Fernsehen, Wiesbaden 1975, p. 99). Conseguentemente, il controllo sull'osservanza di questi principi da parte dell'Esecutivo appare, politicamente, molto problematico (Riklin, loc. cit., p. 52). Occorre inoltre osservare che i media
informano anche sull'attività dell'amministrazione, compresa quella del dipartimento incaricato della vigilanza. Ove si tenga presente, da un lato, la molteplicità dei problemi politici, sociali e culturali di cui si occupa l'amministrazione e, dall'altro, l'obbligo della radiotelevisione d'informare esaustivamente, le collisioni d'interesse sono indubbiamente immaginabili.
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122
Procedura
TI Tribunale federale ha qualificato la SSR come autorità giusta l'articolo 1 capoverso 2 lettera e della PA. Il Tribunale è del parere che la SSR sia un' organizzazione estranea all'Amministrazione federale, che adempie un compito di diritto pubblico affidatole dalla Confederazione. In questo senso essa è facoltata a prendere decisioni giusta l'articolo 5 PA (DTF 104 Ib 2431).
Secondo il Tribunale federale ciò si verifica, ossia la SSR «definisce in maniera vincolante un rapporto amministrativo individuale e concreto applicando il diritto pubblico federale» (DTF 104 Ib 241), «quando si tratta del diritto spettante a persone o organizzazioni di essere consultate in materia di emissioni radiotelevisive» (DTF 104 Ib 244). È il caso in particolare quando, prima della diffusione di un'emissione, un singolo o un'associazione chiede di esservi considerato e la SSR vi si oppone (cfr. DTF 97 I 731).
Tali decisioni possono essere impugnate giusta l'articolo 44 PA con ricorso amministrativo presso l'autorità di vigilanza; a sua volta, la decisione dipartimentale può essere impugnata davanti al Tribunale federale con ricorso di diritto amministrativo giusta gli articoli 97 e 98 lettera b OG.
La Commissione di ricorso menziona poi la procedura di accertamento giusta l'articolo 25 PA quale ulteriore possibilità. Essa è data qualora una persona o un'associazione facciano valere un diritto soggettivo e giustifichino un interesse degno di protezione in relazione con una trasmissione già avvenuta (Peter Saladin, Das Verwaltungsverfahrensrecht des Bundes, Basilea 1979, p. 96). L'Associazione svizzera dei medici ha così reclamato a proposito dell'emissione «Arztgehilfinnenausbildung», diffusa dalla televisione DRS il 7 aprile 1978, e ha preteso una controesposizione dei fatti.
La Commissione si pronunciò nel modo seguente: «Avanzando un diritto alla controesposizione l'Associazione presuppone un diritto soggettivo. Essa esige pertanto che l'autorità competente accerti l'esistenza o meno di tale diritto, ossia pronunci una decisione conformemente all'articolo 5 capoverso 1 lettera e PA. Bisogna quindi escludere che si tratti di una denunzia e ammettere la tesi della procedura di accertamento ai sensi dell'articolo 25 PA.
L'atto dell'autorità di vigilanza costituisce per sua natura una decisione».
(Rapporto della
Commissione di ricorso dell'11 dicembre 1979 sull'emissione della televisione DRS del 7 aprile 1978 «Arztgehilfinnenausbildung», nell'ambito di «Kassensturz, p. 2 ss., rapporto annuo, op. cit.).
I ricorsi amministrativi e le procedure di accertamento costituiscono tuttavia delle eccezioni. La maggior parte delle richieste è diretta contro emissioni già diffuse e si riferisce a presunte violazioni delle disposizioni sui programmi contenute nell'articolo 13 capoverso 1 della concessione SSR.
La contesa concerne dunque sempre la questione di sapere se l'emissione eseguita soddisfa tali requisiti.
Dal punto di vista procedurale si pone quindi l'interrogativo «se l'ingiunzione del servizio dei programmi di realizzare una determinata emissione costituisca una decisione giusta l'articolo 5 PA» (DTF 104 Ib 244). Il Tribunale federale si pronuncia negativamente.
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La realizzazione di una determinata emissione non regola in modo vincolante un rapporto amministrativo tra la SSR e gli utenti o i titolari di una concessione di ricezione. Neppure vengono motivati o modificati diritti spettanti a privati nei confronti della SSR quale autorità. Non si tratta neppure di accertare l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione di tali diritti (DTF 104 Ib 245). Disporre un'emissione costituisce piuttosto una misura organizzativa senza carattere di decisione (cfr. Fritz Gygi: Über die anfechtbare Verfügung, in: Berner Festgabe zum schweizerischen Juristentag 1979, Berna, p. 523).
Alla medesima conclusione si giunge considerando, a differenza del Tribunale federale, l'emissione medesima, e non l'ordine di realizzarla; appare infatti evidente che un'emissione non riveste il carattere di una decisione.
Su tale base i reclami vanno qualificati quali denunzie giusta l'articolo 71 PA.
Appunto nella particolarità dell'istituto della denunzia si possono riscontrare le lacune dell'attuale procedura. La denunzia può infatti essere inoltrata indipendentemente dall'osservanza di prescrizioni formali o di termini, e non da al denunziänte un diritto alla trattazione (cfr. riguardo alla denunzia Saladin, op. cit., p. 244 ss.). Il ricorso contro programmi, in veste di denunzia, non è quindi disciplinato dal profilo formale. Non appare neppure opportuno ricorrere all'espediente di dichiarare applicabili le prescrizioni procedurali della PA: questa si fonda infatti su i diritti soggettivi e il concetto di decisione, che, come abbiamo precedentemente ricordato, non entrano in considerazione nel settore in questione.
Ma insoddisfacente è pure l'attuale mancanza di requisiti formali. Essa da un canto non permette di garantire al denunziänte una procedura completa, e comporta inoltre il pericolo che l'autorità indipendente di ricorso, intenzionata a adempiere dovutamente il suo compito, si ritrovi sommersa dall'ondata di ricorsi e che ciò possa mettere in discussione la qualità del suo lavoro. Anche se la mozione non lo chiede espressamente è quindi giustificato sottoporre la procedura a requisiti formali, senza tuttavia rendere eccessivamente difficile l'inoltro dei ricorsi.
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Parte speciale Funzione
La procedura presso l'autorità di ricorso, che a differenza della procedura di ricorso propriamente detta (cfr. Saladin, op. cit., p. 15 ss.) non è imperniata sui diritti e doveri dei cittadini (cfr. n. 122), adempie diverse funzioni: - Abbiamo accennato ai problemi della vigilanza esercitata sui programmi da parte dell'amministrazione (n. 121). Da questo punto di vista l'istituzione di un'autorità indipendente di ricorso tende a prevenire un eccessivo influsso da parte dell'Esecutivo.
- L'autorità di ricorso costituisce con l'organizzazione istituzionale e gli addetti ai rilevamenti statistici sulle preferenze del pubblico una delle istanze in grado di migliorare il dialogo tra quest'ultimo e i realizzatori, 93
quindi di facilitare alla radiotelevisione, nell'interesse della collettività, l'adempimento dei suoi compiti. Essa deve inoltre contribuire a diffondere emissioni informative, culturali e ricreative conformi al nostro ordinamento giuridico, allo spirito della democrazia svizzera e agli imperativi di una società pluralistica; tale attività contribuisce in misura essenziale ad assicurare una radiodiffusione davvero popolare. All'autorità di ricorso spetta inoltre l'incombenza di proteggere i realizzatori da attacchi ingiustificati.
- Essa contribuisce pure alla composizione dei conflitti di opinione che in una società democratica e pluralistica inevitabilmente sorgono tra la radiotelevisione e strati del pubblico.
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Base legale
La mozione Guntern ci chiede di istituire un'autorità indipendente di ricorso. Essa presuppone pertanto che il nostro Collegio sia già abilitato a procedere a tale istituzione. La presunzione è errata: nessuna legge ci autorizza a creare un'autorità indipendente di ricorso dotata di poteri decisionali in materia radiotelevisiva. A tale scopo dobbiamo disporre di una base legale formale (cfr. DTF 104 la 440 ss.), la cui creazione costituisce appunto l'obiettivo del presente decreto.
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Commento ai singoli articoli
Articolo 1 Compiti dell'autorità di ricorso L'articolo 1 definisce i compiti dell'autorità di ricorso e delimita le sue competenze in rapporto a quelle dell'autorità di vigilanza.
La norma in questione stabilisce, conformemente alla definizione (n. 112.1), che l'autorità non interviene d'ufficio, ma solo su iniziativa di terzi.
L'espressione «in luogo del DFTCE» riveste carattere informativo. Essa vuole sottolineare che l'autorità di vigilanza sarà esonerata dal trattare le denunzie. Solo emissioni già diffuse possono poi costituire oggetto di reclamo. Con tale specificazione è esclusa ogni forma di censura, nella classica accezione del termine, ovvero l'intervento preventivo e sovrano di un organo statale (Hans W. Kopp: Information in der Demokratie, Zurigo 1976, p. 120 ss.). I termini «trasmissioni» e «reclamo» evidenziano poi che l'ordinaria procedura di ricorso conformemente alla PA rimane praticabile contro le decisioni dei realizzatori. Casi del tipo «Vigilance» (DTF 97 I 731) non rientrano dunque nelle competenze dell'autorità di ricorso, ma, come in passato, in quelle dell'autorità di vigilanza.
Articolo 2 Compiti dell'autorità di vigilanza Premesso è il fatto che i realizzatori diffondono i loro programmi sulla base di una concessione del Consiglio federale (art. 14 cpv. 1 dell'ordinanza 1 della LTT; RS 784.101) o del DFTCE (art. 3 cpv. 1 dell'ordinanza sulla 94
radiodiffusione per cavo; RS 784.401). Quest'ultima prescrive le modalità per l'adempimento di tale compito. Rilasciando la concessione l'Amministrazione assume l'obbligo di vegliare all'osservanza delle prescrizioni legali (DTF 93 I 231).
Rimane pertanto in vigore l'esercizio di un controllo ex-officio da parte dell' autorità di vigilanza. Se però tale vigilanza restasse inalterata, due organi tra loro indipendenti e posti al medesimo livello procedurale sarebbero chiamati a giudicare le medesime fattispeci alla luce delle medesime prescrizioni. Ciò potrebbe anche comportare che le due autorità nell'esame della stessa trasmissione giungano a conclusioni diverse. Un ulteriore pericolo insorgerebbe se l'autorità di vigilanza si occupasse di un'emissione dopo il suo esame da parte dell'istanza di ricorso. Una simile procedura sarebbe problematica dal profilo della certezza del diritto e sfocerebbe in un parallelismo perlomeno sconveniente.
Si impone pertanto un chiaro disciplinamento, rispetto all'autorità di ricorso, del modo in cui l'amministrazione deve sorvegliare i programmi. L'articolo 2 capoverso 2 provvede appunto a tale incombenza: all'autorità di vigilanza non è bensì concessa alcuna facoltà decisionale nell'ambito della sua vigilanza sui programmi (art. 1), ma è conferito il diritto di contestare le trasmissioni presso l'autorità di ricorso. Alla competenza di quest'ultima è inoltre sottratta quella di giudicare trasmissioni dal profilo della sicurezza dello Stato analogamente a quanto definito dall'articolo 100 lettera a OG, nel rapporto Tribunale federale - Amministrazione federale. Questa articolazione è dovuta al fatto che tali fattispeci comportano elementi non solo giuridici ma pure di rilevanza politica.
Per quanto concerne l'esercizio della vigilanza sui programmi da parte dell' Amministrazione rimandiamo all'articolo 22 e al relativo commento al numero 23.
Articolo 3 Membri, autorità di nomina, periodo amministrativo Con i suoi nove membri l'autorità di ricorso avrà un effettivo numericamente limitato. A ciò ha indotto la constatazione che gruppi poco numerosi operano in modo più efficiente e speditivo, attributi essenziali nell'ambito dell'evasione di ricorsi.
La mozione Guntern auspica l'istituzione di un'autorità di ricorso da parte del Consiglio federale. Il capoverso 2
tiene conto di tale postulato. Ne risulta che, nell'articolo 8 capoverso 2, il Consiglio federale è designato autorità di vigilanza.
Articolo 4 Eleggibilità La mozione Guntern auspica un'autorità indipendente sia dall'Amministrazione che dagli istituti d'emissione. Quest'ultimo requisito non è espressamente chiesto nella mozione, che indubbiamente però lo ispira, e trova realizzazione tra l'altro nel capoverso 2.
Abbiamo dato la preferenza al concetto di «lingua nazionale» piuttosto che 95
a quello di «lingua ufficiale» in quanto la radiotelevisione diffonde pure emissioni in lingua romancia. È inoltre lecito sperare in un aumento di tali produzioni dacché potrebbe essere autorizzata la diffusione per cavo di programmi locali o regionali.
Dal punto di vista dell'indipendenza dallo Stato porrebbe interrogativi pure un gruppo composto prevalentemente da parlamentari, in quanto la radiotelevisione si occupa ampiamente dell'attività delle Camere federali.
Per tale ragione è stato limitato a tre il numero massimo di parlamentari in seno all'autorità di ricorso.
Articolo 6 Segreteria Onde svolgere le mansioni affidate l'autorità di ricorso deve disporre di una sufficiente infrastruttura amministrativa. Ciò è apparso con evidenza nell'ambito dell'attività dell'attuale commissione consultiva, che proprio nell'insufficienza dell'effettivo della propria segreteria ravvisa una delle sue principali difficoltà. Così sintetizza il problema Oskar Rech, presidente della commissione, nel suo rapporto: «II fatto poi che sono trascorsi lunghi intervalli finché il Dipartimento abbia proceduto ad avallare i preavvisi formulati dalla commissione, e le decisioni siano pervenute ai ricorrenti e al.pubblico, è dovuto all'effettivo minimo della segreteria presso il DFTCE. Qualora si giungesse all'istituzione di una autorità di ricorso indipendente non solo di fatto ma anche di diritto -- di cui peraltro non si tratta in questa sede -- il Parlamento dovrà dotarla di una sufficiente infrastruttura amministrativa. Saranno altrimenti inevitabili anche in futuro spiacevoli ritardi (Rapporto presidenziale, p. 2, in Rapporto annuo, op. cit.)».
Alla segreteria non spetteranno solo compiti puramente amministrativi. Il fatto stesso che per i membri l'appartenenza all'istanza costituisca solo un' attività accessoria implica la necessità di poter contare sull'efficace opera di collaboratori qualificati (istruzione, delucidazione di quesiti di natura giuridica o pubblicistica, redazione delle decisioni).
Le dimensioni della segreteria dovrebbero però rimanere ridotte. All'inizio sono previsti un segretario qualificato e una dattilografa. In caso di necessità la segreteria potrebbe essere potenziata di un'unità.
Il fabbisogno in personale è valutato sulla base dell'esperienza compiuta dalla commissione consultiva. Attualmente
vi opera un giurista a metà tempo, sulla base di un contratto di praticante o di esperto. Inoltre il capo del servizio radiotelevisivo della segreteria generale (SG) DFTCE, che riveste la funzione di segretario della commissione, dedica a tale mansione il 20 per cento del suo tempo.
A ciò si aggiungono i lavori di dattilografia, mentre una funzionaria del SG DFTCE si occupa dei processi verbali. In casi estremi è accaduto che a causa dell'effettivo ridotto del personale sia trascorso più di un anno tra l'inoltro della denunzia e la notifica del rapporto al denunziante. Al termine della redazione del presente messaggio erano pendenti esattamente 70 istan96
ze. Ciò è la migliore dimostrazione dell'insufficienza dell'effettivo del personale. È inoltre presumibile che il numero delle contestazioni aumenti dopo l'istituzione di un'autorità indipendente di ricorso, come già verificatosi dopo la creazione della commissione consultiva.
Articolo 7 Indipendenza L'articolo 7 costituisce con gli articoli 4 capoverso 2, e 3 il vero e proprio provvedimento destinato ad assicurare l'indipendenza. Nelle sue decisioni l'autorità di ricorso sottosta solo alla legge. Analogamente al Tribunale federale, sottoposto alla vigilanza dell'Assemblea federale (art. 21 cpv. 1 OG) l'autorità di ricorso sottosta però alla vigilanza amministrativa del Consiglio federale (art. 8 cpv. 2).
Articolo 8 Aggregazione amministrativa L'aggregazione amministrativa al DFTCE concerne in particolare il personale e le finanze della nuova autorità, attribuiti per ragioni di opportunità al SG. Tale soluzione ha carattere transitorio ed è limitata alla durata di validità del presente decreto.
Articolo 9 Indennità Le indennità dei membri sono regolate dall'ordinanza sulle indennità ai membri delle commissioni, ai periti e agli incaricati (RS 172.32).
Articolo 10 Spese La Confederazione assume le spese (par. 31) occasionate dall'autorità di ricorso. I crediti necessari sono registrati nel preventivo della Confederazione.
Articolo 14 Legittimazione attiva II reclamo deve di regola conservare il carattere di «actio popularis». Nell'interesse degli utenti e della procedura è però preferibile che sia comunque sottoposto ad alcuni requisiti formali (cfr. par. 122). Tra questi possiamo annoverare la legittimazione.
Il carattere di «actio popularis» impedisce però di sottoporre la legittimazione a presupposti eccessivi. Sarebbe ad esempio impensabile, definire la legittimazione analogamente a quanto fissato nella procedura amministrativa ordinaria (art. 48 PA).
Proponiamo qui una soluzione simile a quella adottata dall'Austria nel 1974. La legge del 10 luglio 1974 sui compiti e l'organizzazione della radiodiffusione austriaca (RFG; Bundesgesetzblatt 397/1974) prevede agli articoli 25 e seguenti una commissione che garantisca l'applicazione del RFG.
Essa svolge un ruolo analogo a quello dell'autorità di cui nel presente messaggio. La commissione è competente, tra l'altro, in materia di contestazioni di programmi, e la sua esperienza è giudicata nel complesso positivamente (Karl Korinek: Landesbericht Österreich, Rundfunkorganisation 97
und Kommunikationsfreiheit, op. cit., pag. 210). Giusta l'articolo 27 capoversi 1 e 2 RFG una persona è legittimata a ricorrere se sostiene di essere direttamente danneggiata dalla violazione di una norma, oppure se è titolare di un'autorizzazione di radiodiffusione (equivalente alla nostra autorizzazione di ricezione) e appoggiata da almeno 500 altri detentori (firme) di tali concessioni.
L'articolo 14 prevede l'esistenza di firme quale premessa per la legittimazione anche di singoli cittadini. Sembrandoci però eccessivo il numero di 500 e non essendo tutti gli utenti titolari di una concessione di ricezione, l'articolo 14 menziona solo 20 firme e rinuncia al requisito relativo alla concessione. Allo scopo di evitare che i detentori dell'autorità parentale si servano delle firme dei loro figli, l'articolo 14 esige un'età minima di 18 anni.
Inoltre può interporre reclamo senza l'appoggio di firme di terzi chiunque provi di avere un legame particolarmente stretto con l'oggetto della trasmissione. Ciò vale pure per associazioni e autorità: le associazioni che, giusta gli statuti, si occupano di questioni inerenti ai mezzi di comunicazione di massa fruiscono infatti di tale legittimazione. Si presume infatti che queste associazioni dispongano di conoscenze particolari nel settore dei mass media e non rappresentino solo l'opinione di singoli utenti ma di estese cerehie di pubblico. Analoga è la soluzione proposta dalla legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (cfr. l'art. 12 cpv. 1, RS 451).
Articolo 15 Reclamo In questo articolo sono ancorati i requisiti formali indispensabili, fissati però ad un livello tale da essere accessibili a qualsiasi cittadino senza particolari difficoltà.
Il termine di tre mesi fissato per i reclami contro più emissioni è in relazione con l'articolo 20, che prevede un obbligo di conservazione di quattro mesi.
Articolo 16 Ricevibilità L'articolo 16 costituisce la continuazione naturale delle precedenti disposizioni. Al ricorrente è richiesta una prestazione preliminare, ma in compenso gli è assicurata la procedura completa, a differenza dell'articolo 71 PA.
Il capoverso 2 presuppone abbia statuito in prima istanza l'istituto d'emissione locale o regionale.
Non necessita invece di particolare designazione l'organo competente all'interno degli istituti,
e ci si riferirà pertanto alla regolamentazione interna di ognuno di essi. La presente norma vuole evitare che l'autorità di ricorso risulti sovraccarica in futuro, qualora aumenti il numero dei programmi locali o regionali.
Articolo 17 Estensione dell'esame Con l'articolo 1 la presente disposizione ribadisce come solo le trasmissioni
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siano oggetto dell'esame, e non il comportamento degli istituti di emissione dal profilo finanziario o dell'esercizio. Inoltre il controllo si limiterà alla conformità delle trasmissioni con le disposizioni sui programmi (ad es. l'art.
13 cpv. 1 della concessione SSR), e non con quelle relative all'esercizio e alle finanze (cfr. art. 22 cpv. 3 della concessione SSR: uso parsimonioso e razionale degli introiti). L'art. 17 delimita poi il settore operativo dell'autorità di ricorso da quello di altri organi decisionali. In caso di violazione di norme estranee alla radiodiffusione come tale (ad es. diritto penale), sono competenti i tribunali ordinari e le autorità amministrative.
Il termine di prescrizioni «giuridicamente vincolanti» vuole sottolineare come l'esame non si estende all'osservanza o meno di prescrizioni interne sulla strutturazione dei programmi (ad es. Direttive del 13 settembre 1968 della SSR concernenti le emissioni informative della radiotelevisione, modificate il 1° maggio 1979).
Articolo 18 Conciliazione La conciliazione corrisponde in particolare alla funzione dell'autorità di ricorso intesa a migliorare il contatto tra gli istituti di emissione e gli utenti. Essa si fonda sul principio del dialogo capace di generare comprensione e di eliminare gli equivoci. Essa può inoltre alleggerire il compito dell'autorità qualora l'istituto di emissione si dichiari spontaneamente pronto a soddisfare le richieste del reclamante (ad es. rettifica).
L'articolo 18 è concepito quale norma potestativa. Il presidente decide dunque secondo il suo libero apprezzamento se procedere, d'intesa con gli interesati, ad un esperimento di conciliazione. L'accordo delle parti è necessario onde giungere rapidamente a delle decisioni.
Articolo 20 Obbligo di registrazione, di conservazione e d'informazione.
La presente disposizione costituisce la condizione indispensabile per l'attività dell'autorità di ricorso. Ci rendiamo conto che l'obbligo di registrazione e di conservazione è connesso con un notevole onere finanziario e di personale per l'istituto emittente. Il periodo di conservazione non può pertanto protrarsi troppo a lungo, ma anche essere fissato in modo da permettere la contestazione di più emissioni; deve pure consentire l'esame alla luce del principio dell'equilibrio che, secondo la prassi
costante della commissione consultiva, «non si riferisce di regola ad una sola emissione, ma ad un insieme di più produzioni comparabili e ripartite su un periodo adeguato al tema «trattato» (Rapporto del 23 maggio 1980 della commissione di ricorso in materia radiotelevisiva concernente l'emissione «Staatschutz» diffusa dalla Radio DRS il 30 settembre 1979 nell'ambito del notiziario regionale, pag. 3 ss, in «Rapporto annuo», op. cit.).
L'obbligo di informazione è limitato in riferimento all'articolo 16 PA, che al capoverso 3 consente ai redattori, ai collaboratori e ai responsabili di programmi radiofonici e televisivi e ai loro ausiliari di rifiutare la testimonianza sul contenuto e la fonte delle loro informazioni.
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Articolo 21 Decisione Giusta l'articolo 17 l'autorità di ricorso esamina se una o più delle trasmissioni contestate abbiano violato prescrizioni giuridicamente vincolanti in materia di strutturazione dei programmi. L'articolo 21 costituisce la logica continuazione di tale norma.
Articolo 22 Misure Con l'articolo 21, il presente articolo regola un interrogativo controverso, ossia se l'autorità di ricorso debba limitarsi ad accertare i fatti oppure possa ordinare misure.
I fautori della prima possibilità ritengono che la facoltà di ordinare misure possa comportare una confusione delle competenze e delle responsabilità dell'autorità di vigilanza con quelle dell'istituto di emissione. Essi temono inoltre che il diritto di ordinare misure possa rivelarsi un ostacolo alla libertà di creazione. I fautori della seconda possibilità ritengono invece che proprio la facoltà di ordinare misure caratterizzi un'autorità efficiente.
L'articolo 22 propone dunque la soluzione intermedia: in una prima fase l'autorità dì ricorso accerta se disposizioni sui programmi siano state violate.
In caso affermativo l'istituto di emissione prende, entro congruo termine, i provvedimenti appropriati per porvi rimedio o per evitare il ripetersi di analoghe violazioni. Nell'ambito di una seconda fase l'autorità di ricorso ha il diritto di proporre all'autorità di vigilanza misure adeguate. Il diritto di ordinare e applicare misure rimane quindi di competenza dell'autorità di vigilanza. È però presupposto l'accertamento da parte dell'autorità di ricorso.
II termine «misure» indica la molteplicità dei provvedimenti che l'istituto di emissione è abilitato a prendere, quali ad esempio l'ammonimento e la controesposizione dei fatti.
Articolo 24 Spese procedurali Abbiamo adottato qui la normativa applicabile alla denunzia giusta l'articolo 10 dell'ordinanza sulle tasse e spese nella procedura amministrativa (RS 172.041.0). Per le «parti» il procedimento è pertanto gratuito. Solo in casi eccezionali possono essere addossate spese al ricorrente.
Articolo 25 Impugnazione Le decisioni dell'autorità di ricorso possono concernere l'accertamento giusta l'articolo 5 capoverso 1 lettera b PA. Possono dunque costituire l'oggetto di un ricorso di diritto amministrativo ai sensi dell'articolo 97 segg.
OG. La prassi dovrà indicare il momento
a contare dal quale sono adempiuti i presupposti della decisione.
Non necessita particolare menzione il fatto che questa via di ricorso è aperta pure contro misure prese dall'autorità di vigilanza. Essa è d'altronde garantita dagli articoli 97 e 98 lettera b OG.
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A rticolo 26 Modificazione del diritto in vigore Come già ricordato il reclamo di cui al presente decreto costituisce una specie di denunzia sottoposta a requisiti formali. Infatti il testo in questione non si limita a istituire un'autorità di ricorso, ma regola specificatamente la procedura di denuncia, in sé non soggetta ad una forma particolare. Onde chiarire questo punto ed evitare che la nostra proposta sia considerata una normalizzazione della procedura di ricorso amministrativa cui la PA risulterebbe applicabile a titolo sussidiario, ci sembra necessario completare quest'ultima nel senso dell'articolo 26.
Va inoltre considerato che all'atto dell'entrata in vigore del presente decreto dovrà essere modificato l'articolo 28 della concessione SSR.
Tale articolo dichiara il DFTCE competente in materia di contestazioni di programmi, permettendogli nel contempo di istituire allo scopo una commissione consultiva. L'articolo 30 capoverso 2 della concessione SSR riconosce già attualmente all'autorità concedente il diritto di modificare singole disposizioni, indipendentemente dalla durata della concessione, qualora siano modificati i rapporti giuridici.
3
Ripercussioni finanziarie e conseguenze sull'effettivo del personale
31
Conseguenze finanziarie per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni
Le spese vengono di regola assunte dalla Confederazione. Non si verificheranno ripercussioni finanziarie per i Cantoni e i Comuni.
311
Spese uniche Fr.
Mobili per ufficio Macchinari per ufficio, apparecchi
11 500 4 500 16000
312
Spese periodiche annue Fr.
Locazione degli uffici Stampati, carta, materiale di cancelleria Retribuzioni per i tre impiegati (salari, prestazioni sociali) . .
Indennità (presidente, membri, esperti) Spese amministrative Rimborso di spese, diarie
15 000 5 000 210000 85 000 4 000 1 000 320 000
Foglio federale 1981, Voi. III
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Conseguenze sull'effettivo del personale
La segreteria dell'autorità di ricorso (cfr. n. 23, e i commenti all'art. 6) avrà un effettivo ridotto, destinato a non superare le tre unità.
La situazione in cui versa il DFTCE, ed in particolare il SG, dal profilo del personale non permette di prelevare i tre posti dal contingente attribuitogli e ormai esaurito a causa del costante aumento del volume di lavoro nei settori energia, trasporti e radiotelevisione. Neppure profittando delle vacanze di natura strutturale del DFTCE risulterebbe un posto di lavoro per il settore in questione.
Chiediamo pertanto con l'articolo 27 l'attribuzione di 3 unità all'autorità indipendente di ricorso.
4
Linee direttive della politica di governo
L'articolo costituzionale sulla radiotelevisione, che al capoverso 4 prevede l'istituzione di un'autorità indipendente di ricorso, costituisce uno dei punti centrali delle linee direttive della politica di governo per la legislatura 19791983. Con decreto del 12 dicembre 1980, le Camere federali hanno incaricato il Consiglio federale di istituire, immediatamente e senza tener conto dello scadenzario del testo costituzionale, un'autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva.
5
Costituzionalità
La costituzionalità è data ove si presupponga che la Confederazione detiene la competenza in materia di programmi radiotelevisivi. Il Tribunale è del parere che la Confederazione abbia il diritto di disciplinare non solo il settore tecnico ma anche quello dei programmi (cfr. DTF 97 I 731, 98 la 73 e in particolare 104 I 239). In una recente decisione del 17 ottobre 1980 il Tribunale federale ha confermato tale prassi (cfr. al proposito anche il messaggio del 1° giugno 1981 concernente l'articolo costituzionale sulla radiotelevisione, FF 1981II 849).
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Decreto federale sull'autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva
Disegno
del
L'Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l'articolo 36 della Costituzione federale; visto il messaggio del Consiglio federale dell'8 luglio 1981 1), decreta: Sezione 1: Competenza Art. l Compiti dell'autorità di ricorso L'autorità di ricorso decide in luogo del Dipartimento federale dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie (detto qui di seguito «Dipartimento») sui reclami inerenti a trasmissioni radiotelevisive diffuse da istituti d'emissione svizzeri.
Art. 2 Compiti dell'autorità di vigilanza 1 II Dipartimento continua ad esaminare d'ufficio se le trasmissioni compromettano la sicurezza interna od esterna della Confederazione o dei Cantoni, il loro ordinamento costituzionale o le relazioni internazionali della Svizzera e prende le necessarie misure.
2 Peraltro, può contestare le trasmissioni presso l'autorità di ricorso.
Sezione 2: Organizzazione Art. 3 Membri, autorità di nomina, periodo amimnistrativo 1 L'autorità di ricorso consta di un presidente, di un vicepresidente e di 7 membri, tutti in funzione accessoria.
2 II Consiglio federale nomina i membri per un quadriennio.
Art. 4 Eleggibilità 1 Può essere eletto membro dell'autorità di ricorso ogni cittadino svizzero avente diritto di voto.
" FF 1981 III 85 103
Radiotelevisione 2
Non sono tuttavia eleggibili i membri del Consiglio federale, i funzionari da lui nominati, i membri degli organi degli istituti d'emissione e le persone vincolate da un rapporto d'impiego a un istituto d'emissione. All'atto della nomina, si baderà affinchè siano rappresentate tutte le lingue nazionali.
3 Non possono inoltre far parte dell'autorità di ricorso più di tre membri dell'Assemblea federale.
Art. 5 Presidenza II presidente dirige gli affari e le deliberazioni dell'autorità di ricorso.
Art. 6 Segreteria 1 L'autorità di ricorso dispone di una segreteria. Ne stabilisce i compiti in un regolamento.
2 II presidente assume il personale della segreteria. Prima di assumere il segretario, consulta gli altri membri.
3 Statuto, diritti e doveri del personale della segreteria sono retti dalla legislazione sul personale della Confederazione.
Art. 7 Indipendenza Nella loro attività, l'autorità di ricorso e la sua segreteria non sono vincolate ad alcuna istruzione del Parlamento, del Consiglio federale, dell'amministrazione e degli istituti d'emissione.
Art. 8 Aggregazione amministrativa 1 L'autorità di ricorso è aggregata amministrativamente al Dipartimento.
2 Per quanto concerne la gestione, sottosta alla vigilanza del Consiglio federale, cui presenta annualmente un rapporto d'attività.
Art. 9 Indennità Per la loro attività, i membri dell'autorità di ricorso ricevono le stesse indennità dei membri delle commissioni.
Art. 10 Spese La Confederazione assume le spese inerenti al personale e quelle amministrative.
Art. 11 Sede La sede dell'autorità di ricorso è Berna.
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Radiotelevisione Art. 12 Votazioni 1 L'autorità di ricorso è in numero qualora siano presenti almeno sei membri.
Le decisioni sono prese a maggioranza dei voti.
2 II presidente partecipa alla votazione e, in caso di parità di voti, decide.
Art.
13 Segreto d'ufficio I membri dell'autorità di ricorso e il personale della segreteria sono tenuti al segreto d'ufficio.
Sezione 3: Procedura Art. 14 Legittimazione attiva 1 Può interporre reclamo : a. qualsiasi cittadino svizzero, o straniero titolare di un permesso di domicilio o di dimora, che abbia compiuto i 18 anni d'età, sempreché il reclamo sia appoggiato da altri venti cittadini svizzeri o stranieri che soddisfacciano ai medesimi requisiti; b. qualsiasi cittadino svizzero, o straniero titolare di un permesso di domicilio o di dimora, che abbia compiuto i 18 anni d'età e provi di avere un legame particolarmente stretto con l'oggetto della trasmissione o delle trasmissioni contestate; e. qualsiasi associazione che, giusta gli statuti, si occupi di questioni inerenti ai mezzi di comunicazione di massa ; d. qualsiasi autorità e qualsiasi associazione che provi di avere un legame particolarmente stretto con l'oggetto della trasmissione o delle trasmissioni contestate.
2 1 ricorrenti giusta il capoverso 1 lettere a e b devono designare un rappresentante.
Art. 15 Reclamo 1 II reclamo dev'essere interposto per scritto all'autorità di ricorso entro 30 giorni dalla diffusione. Se il reclamo concerne più trasmissioni, il termine decorre dalla diffusione dell'ultima. La prima di queste trasmissioni non deve risalire a più di tre mesi dall'ultima.
2
II reclamo deve designare esattamente la trasmissione e indicare, con breve motivazione, quali prescrizioni giuridicamente vincolanti in materia di strutturazione dei programmi siano state violate.
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Radiotelevisione Art. 16 Ricevibilità 1 Se il ricorrente è legittimato ad interporre il reclamo e questo è conforme alle condizioni di cui all'articolo 15, l'autorità di ricorso entra nel merito.
2 Se il reclamo concerne una o più trasmissioni di un istituto d'emissione locale 0 regionale, l'autorità di ricorso entra nel merito soltanto se l'organo competente dell'istituto d'emissione ha già statuito sul reclamo medesimo.
Art. 17 Estensione dell'esame L'autorità di ricorso esamina se una o più delle trasmissioni contestate abbiano violato prescrizioni giuridicamente vincolanti in materia di strutturazione dei programmi.
Art. 18 Conciliazione D'intesa con gli interessati, il presidente può tentare di liquidare il reclamo in via conciliativa.
Art. 19 Parere dell'istituto d'emissione Se il reclamo non è manifestamente infondato o se la controversia non può essere composta in via conciliativa, il presidente invita l'istituto d'emissione a presentare le proprie osservazioni. A tal fine, gli assegna congruo termine.
Art. 20 Obbligo di registrazione, di conservazione e d'informazione 1 Gli istituti d'emissione devono registrare tutte le trasmissioni e conservare per almeno quattro mesi le registrazioni e tutti i materiali e documenti connessivi. Se è pendente un reclamo contro una o più trasmissioni, le registrazioni, i materiali e i documenti devono essere conservati sino alla chiusura del procedimento.
2 Gli istituti d'emissione devono dare all'autorità di ricorso tutte le informazioni necessarie per l'esercizio della sua attività e consentirle di prendere visione delle registrazioni, dei materiali e dei documenti. Inoltre, devono metterle a disposizione un'incisione sonora della trasmissione o delle trasmissioni contestate.
3 L'articolo 16 della legge federale sulla procedura amministrativa 1) è applicabile.
Art. 21 Decisione L'autorità di ricorso accerta nella sua decisione se la trasmissione o le trasmissioni contestate abbiano violato prescrizioni giuridicamente vincolanti in materia di strutturazione dei programmi.
" RS 172.021 106
Radiotelevisione Art. 22 Misure 1 Se accerta che il diritto è stato violato, l'autorità di ricorso ne informa l'istituto d'emissione. Questi prende, entro congruo termine, i provvedimenti appropriati per porvi rimedio o per evitare il ripetersi di analoghe violazioni. Ne riferisce in seguito all'autorità di ricorso.
2 Se l'istituto d'emissione non prende i debiti provvedimenti o questi sono insufficienti, l'autorità di ricorso può proporre al Dipartimento di ordinare misure appropriate.
Art. 23 Pubblicità 1 Le deliberazioni dell'autorità di ricorso non sono pubbliche.
2 Le sue decisioni sono pubblicate nella Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione.
Art. 24 Spese procedurali In caso di reiezione di reclamo temerario, estremamente complesso o particolarmente delicato, le spese procedurali possono essere addossate al ricorrente. Esse sono determinate secondo le disposizioni applicabili nel procedimento amministrativo.
Art. 25 Impugnazione Le decisioni dell'autorità di ricorso possono essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale.
Sezione 4: Disposizioni finali Art. 26 Modificazione del diritto in vigore La legge federale sulla procedura amministrativa 1) è modificata come segue : Art. 3 kit. ebis (nuova) Non sono regolate dalla presente legge: ews. la procedura di reclamo contro le trasmissioni radiotelevisive dinanzi all'autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva ; Art. 27 Deroga al blocco del personale Negli anni 1982 a 1987, l'effettivo del personale dell'amministrazione generale della Confederazione è aumentato di tre unità, assegnate al Dipartimento.
" RS 172.021
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Radiotelevisione Art. 28 Referendum II presente decreto, di obbligatorietà generale, sottosta al referendum facoltativo.
Art. 29 Entrata in vigore e durata di validità 1 II Consiglio federale determina l'entrata in vigore.
2 II presente decreto ha effetto sino all'entrata in vigore della legge sulla radiotelevisione, ma il più tardi sino al 31 dicembre 1987.
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Decreto del Consiglio federale che conferisce obbligatorietà generale alla convenzione concernente la previdenza professionale per le professioni del lattoniere e dell'installatore sanitario dell'11 agosto 1981
// Consiglio federale svizzero, visto l'articolo 7 capoverso 1 della legge federale del 28 settembre 1956 1} concernente il conferimento dell'obbligatorietà generale al contratto collettivo di lavoro, decreta:
Art. l Alle allegate disposizioni della convenzione, conchiusa il 9 maggio 1980 (in seguito CCL), concernente la previdenza professionale per le professioni del lattoniere e dell'installatore sanitario viene conferita obbligatorietà generale.
Art. 2 11 presente decreto è applicabile su tutto il territorio della Confederazione Svizzera, ad eccezione dei Cantoni di Vaud e di Ginevra.
2 Le disposizioni dichiarate d'obbligatorietà generale sono applicabili nei rapporti di lavoro tra aziende e subappaltatori indipendenti della professione del lattoniere e dell'installatore sanitario ed i loro lavoratori, qualunque sia il modo della loro rimunerazione. Sono eccettuati: a. i lavoratori che non sono occupati prevalentemente in lavori manuali; b. i lavoratori che effettuano lavori di carattere tecnico; e. i lavoratori che effettuano lavori di carattere commerciale; d. il congiunto e i figli del titolare d'azienda; e. gli apparendisti ai sensi della legislazione federale sulla formazione professionale.
1
Art. 3 I conti della contribuzione alle spese di controllo e di esecuzione (art. 12 CCL) sono sottoposti annualmente all'Ufficio federale dell'industria, delle arti e mestieri e del lavoro. I conti devono essere completati con il rapporto di un'istituzione di revisione riconosciuta. L'ufficio summenzionato può inoltre domandare di consultare altri documenti e chiedere informazioni suppletive.
" RS 221.215.311 1981 -- 596
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Previdenza professionale del lattoniere e dell'installatore sanitario
Art. 4 II presente decreto entra in vigore il 1° ottobre 1981 ed è valido sino al 31 dicembre 1983.
11 agosto 1981
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In nome del Consiglio federale svizzero: II presidente della Confederazione, Furgler 11 cancelliere della Confederazione, Buser
Allegato
Convenzione concernente la previdenza professionale per le professioni del lattoniere e dell'installatore sanitario conchiusa il 9 maggio 1980 tra l'Associazione padronale svizzera lattonieri ed installatori sanitari, da una parte e la Federazione svizzera lavoratori metallurgici ed orologiai, dall'altra Disposizioni dichiarate d'obbligatorietà generale Art. 7
Commissioni peritetiche
7.1 Commissione paritetica nazionale Una commissione paritetica nazionale dei lattonieri ed installatori sanitari è istituita per vigilare sul rispetto delle disposizioni del presente CCL . . .
2 La Commissione paritetica nazionale assume i seguenti compiti: a. È responsabile della buona applicazione del presente CCL . . .
b. Essa svolge ricerche per sapere se, conformemente al campo di applicazione, un'azienda è assoggettata al CCL.
e. Essa prende tutte le misure necessarie per far applicare il CCL.
d. Essa è incaricata d'incassare i contributi destinati a coprire le spese di esecuzione del contratto.
e. Essa pronuncia le sanzioni contrattuali.
1
Art. 12
Contribuzione alle spese di controllo e di esecuzione
12.1 Scopo della contribuzione La contribuzione alle spese di controllo e di esecuzione è percepita per coprire le spese di esecuzione del CCL . . .
2 Un'eventuale beneficio sul conto della cpntribuzione alle spese di esecuzione può essere utilizzato, anche dopo la scadenza della dichiarazione di forza obbligatoria del CCL, unicamente per le istituzioni di perfezionamento professionale delle Parti contraenti nonché per scopi di carattere sociale riguardanti le persone sottoposte al presente CCL.
1
12.2 Importo della contribuzione La contribuzione alle spese di controllo e di esecuzione deve essere pagata annualmente. Questa è percepita dal datore di lavoro e ammonta a 31 franchi.
1
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Previdenza professionale del lattoniere e dell'installatore sanitario 12.3
Percezione della contribuzione alle spese di controllo e di esecuzione 1 La Commissione paritetica nazionale fattura l'importo della contribuzione al datore di lavoro, conformemente all'articolo 12.2.
2 L'importo dovuto è da versare alla Commissione paritetica nazionale entro la fine del mese di aprile.
12.4 Gestione della contribuzione La contribuzione alle spese di controllo e di esecuzione è gestita dalla Commissione paritetica nazionale. Quale organo di controllo funziona un'istituzione di revisione designata dalla Commissione paritetica nazionale.
Art. 23
Previdenza professionale a favore del personale
23.1 Obbligo assicurativo e prestazioni II datore di lavoro è tenuto ad affiliare alla previdenza per il personale tutti i lavoratori assoggettati al presente CCL e precisamente: - all'assicurazione principale: i lavoratori che hanno compiuto l'età di 24 anni, per i rischi di vecchiaia (con prestazioni all'età di 65 anni per gli uomini rispettivamente di 62 anni per le donne), di decesso e d'invalidità; - all'assicurazione preliminare: i lavoratori che pur avendo compiuto l'età di 17 anni non hanno ancora superato l'età di 24 anni, per i rischi di decesso e invalidità.
2 II datore di lavoro deve introdurre la previdenza aziendale a favore del personale . . .
3 II datore di lavoro sceglie il titolare dell'assicurazione d'intesa con i suoi dipendenti.
1
23.2 Ammontare delle prestazioni e tasso di contribuzione ... In caso d'invalidità o di morte, i lavoratori affiliati all'assicurazione preliminare hanno gli stessi diritti di un lavoratore che ha appena compiuto l'età di 24 anni.
3 I contributi vengono calcolati in percentuale del salario soggetto ai contributi AVS. Per il calcolo si tiene conto del limite massimo di salario per la rendita AVS . . .
4 I contributi sono per metà a carico del datore di lavoro e per metà a carico del lavoratore.
5 II tasso di contribuzione per l'assicurazione principale ammonta al minimo al 4 per cento (2% + 2%).
6 II tasso di contribuzione per l'assicurazione preliminare ammonta al minimo al 2 per cento (1% + 1%), tuttavia devono essere garantite in ogni caso le prestazioni previste all'articolo 23.2 capoverso 2.
2
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Previdenza professionale del lattoniere e dell'installatore sanitario Art. 25 Sanzioni contrattuali 1 Se il datore di lavoro viola il presente contratto, omettendo di versare al lavoratore le prestazioni finanziarie convenute o fissate dal contratto, la Commissione paritetica nazionale può infliggere una sanzione contrattuale fino a concorrenza dell'importo delle prestazioni dovute. Rimangono riservati i diritti del lavoratore.
2 Per le altre infrazioni al presente CCL, la sanzione contrattuale sarà di 500 franchi al massimo.
3 Nei casi non gravi, la Commissione paritetica nazionale può, invece di una sanzione contrattuale, pronunciare un rimprovero nei riguardi del colpevole . . .
4 II prodotto delle sanzioni contrattuali è utilizzato per l'esecuzione e l'applicazione del CCL.
113
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Messaggio sull'istituzione di un'autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva dell'8 luglio 1981
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Foglio federale
Jahr
1981
Année Anno Band
3
Volume Volume Heft
37
Cahier Numero Geschäftsnummer
81.043
Numéro d'affaire Numero dell'oggetto Datum
22.09.1981
Date Data Seite
85-113
Page Pagina Ref. No
10 113 589
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