Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/65302

<h2>SubmittedText<h2><p>La chiusura degli archivi e l'estensione del termine di protezione hanno fortemente ostacolato le ricerche nell'ambito del PNR 42+ (rapporti Svizzera/Sudafrica). Non è quindi stato possibile chiarire pienamente e senza ostacoli i fatti, come lasciato intendere dal governo. Il rapporto finale del PNR 42+ è giunto alla conclusione che esiste un ulteriore bisogno di agire, anche riguardo all'accesso ai dati della ricerca. Nella sua risposta del 2002 all'interrogazione Hollenstein 01.1143, il governo scriveva quanto segue: "Il Consiglio federale ritiene che le ricerche, per essere approfondite e attendibili, debbano basarsi su un numero più vasto possibile di fonti."</p><p>Il Consiglio federale è invitato a levare immediatamente il blocco sugli archivi e revocare l'estensione del termine di protezione nonché a garantire il promesso e incondizionato accesso agli archivi.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La consultazione degli atti è regolata dalla legge federale sull'archiviazione (LAr). Questa prevede un termine di protezione degli atti nell'archivio federale: per trenta anni è possibile accedere agli atti solo se il servizio mittente (in caso di dati personali ai sensi dell'art. 11 cpv. 3 LAr il dipartimento mittente) accorda il diritto di consultazione. Una parte degli atti concernenti i rapporti tra Svizzera e Sudafrica durante il regime dell'apartheid rientrano in questo termine di protezione. Per facilitare i lavori nell'ambito del PNR 42+, i servizi mittenti sono stati obbligati con decreto del Consiglio federale del 3 maggio del 2000 a collaborare in modo costruttivo con il gruppo di esperti del PNR 42+ e con l'Archivio federale svizzero nella concessione di permessi di consultazione ai ricercatori. Il decreto del Consiglio federale ha stabilito inoltre che, nel caso di questo progetto di ricerca, per accedere ai dati conformemente alla LAr deve essere seguita una prassi di consultazione liberale. A tale riguardo, il 27 febbraio 2002 il Consiglio federale ha risposto a una interrogazione ordinaria Hollenstein.</p><p>A seguito dell'azione di gruppo contro il Citigroup americano nonché contro UBS e Credit Suisse intentata il 19 giugno 2002 dall'avvocato statunitense Ed Fagan a New York, è stato necessario riesaminare la prassi di consultazione. Più tardi si sono succeduti altri avvocati e le azioni si sono estese a circa 40 imprese di diversi settori e Paesi, tra le quali anche altre imprese svizzere. Il libero accesso agli atti dell'archivio federale avrebbe peggiorato unilateralmente l'interrogatorio delle imprese svizzere accusate nei confronti di altri convenuti esteri. A causa della più facile accessibilità ai dati in Svizzera vi era inoltre il rischio che le imprese svizzere rimanessero isolate dal contesto e danneggiate a dismisura.</p><p>Di conseguenza, il 16 aprile 2003 il Consiglio federale ha limitato provvisoriamente la consultazione degli atti. In pratica ciò significa che solo le richieste di consultazione che rientrano nel normale termine di protezione vengono respinte se, in primo luogo, si tratta di dossier di singoli casi concernenti operazioni in capitale o altre operazioni d'esportazione; se, in secondo luogo, si tratta di dossier generali nei quali vengono nominate in particolare imprese in relazione a operazioni in capitale e ad altre operazioni d'esportazione, qualora le operazioni in capitale e le operazioni d'esportazione siano il tema principale del dossier e le informazioni ivi contenute non siano ancora state rese pubbliche. Anche per questi dossier il termine di protezione è stato esteso al 1° gennaio 1960.</p><p>Il blocco dei dati non ha mai avuto lo scopo di ostacolare le ricerche dei rapporti tra Svizzera e Sudafrica, se si trattava del PNR 42+ o di altri progetti di ricerca. Il blocco degli atti concerneva e concerne le azioni di gruppo in atto negli Stati Uniti. Il Consiglio federale respinge quindi l'abolizione immediata del blocco degli atti richiesta dall'autore della mozione.</p><p>Il 29 novembre 2004 il giudice unico competente John Sprizzo di New York ha deciso di respingere in prima istanza l'autorizzazione delle azioni di responsabilità delle vittime dell'apartheid contro le imprese multinazionali. Siccome questa decisione di prima istanza è stata impugnata dai convenuti presso l'istanza successiva, è ancora incerto se le azioni di gruppo verranno definitivamente respinte o meno. In caso di reiezione definitiva delle azioni non sarà più necessario mantenere il blocco degli atti deciso dal Consiglio federale nell'aprile 2003. Questa abolizione significherebbe il ritorno alla prassi liberale di consultazione conformemente alla LAr.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.