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Scandalo Archegos
Credit Suisse taglia i bonus e i top manager abbandonano la nave
Sulla scia delle perdite miliardarie subite in relazione ad Archegos Credit Suisse taglia i bonus dei quadri elevati e molti top manager abbandonano la nave.
«Effettivamente in determinati settori abbiamo visto una fluttuazione maggiore che negli anni passati, specialmente a livello dei cosiddetti managing director», afferma il Ceo Thomas Gottstein una intervista alla televisione SRF, di cui il rispettivo sito internet pubblica stralci.
Con la voragine da 5 miliardi creatasi nei conti per colpa del dissesto di Archegos ci si aspetta che i dipendenti siano solidali con gli azionisti: questo ha portato la banca a non versare più quest'anno bonus così alti come altri istituti. «Dobbiamo prendere in conto certe partenze», ha detto il presidente della direzione entrato in carica nel febbraio 2020 quale successore di Tidjane Thiam.
In alcuni casi, tuttavia, sono stati pagati «retention bonus», cioè gratifiche di mantenimento, soldi che motivano le persone a rimanere in azienda, ammette Gottstein. Attualmente la società si trova a operare in un mercato in cui la concorrenza è molto aggressiva ed è per questo che a suo avviso tali misure devono essere accettate.
Secondo il 57enne non sono però stati gli incentivi sbagliati che hanno portato alle perdite miliardarie di Archegos. «Il nostro sistema di incentivi è uguale a quello dei nostri concorrenti», ha affermato il manager che l'anno scorso ha incassato a titolo personale compensi per 8,5 milioni di franchi.
La vicenda Archegos non costituisce quindi un problema specifico di Credit Suisse: al contrario, si è trattato di un «errore umano avvenuto in un team relativamente limitato».
hm, ats