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Khalil e Ibrahim, il primo turco il secondo siriano. Hanno entrambi un negozio sulla strada principale di Akcakale, nel sud della Turchia, sul confine con la Siria. Khalil fa il pane, Ibrahim ha un ristorante dove lavorano diversi ragazzi siriani. Le loro vetrine distano pochi metri. Negli ultimi anni hanno condiviso diversi clienti.
Ibrahim è di Raqqa, che fu la capitale dello Stato Islamico, e tornerebbe in Siria solo se ci fosse la possibilità di educare e crescere i suoi figli in sicurezza. Per ora comunque non ci pensa, nonostante il piano del governo di Ankara di trasferire dall'altra parte della frontiera una buona parte rifugiati siriani.
Molti profughi preferirebbero rimanere in Turchia, ma per loro c’è un altro problema, molto evidente qui ad Akcakale, dove il numero dei siriani ha ormai superato quello della popolazione locale: “All'inizio li abbiamo accolti, erano i nostri ospiti - spiega Khalil - ma adesso sono troppi, devono tornare a casa loro".
Emanuele Valenti