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Secondo alcuni studi che prendono in esame i lavoratori europei, viene evidenziato che circa il 50% delle giornate feriali vengono impiegate per lavorare. Ampliando il calcolo si può affermare che un cittadino medio passa il 15% della propria vita sul posto di lavoro che, con un’aspettativa di vita di 83 anni, equivale a 12 anni di lavoro continuativo e senza sosta. Questo è lo stesso tempo che si impiega per percorrere 7.35 volte il giro del mondo a piedi!
È chiaro, dunque, che il lavoro è una parte importante nella vita di tutti. Aumentare la qualità di vita lavorativa è divenuta oggi un’esigenza sia per le persone che per le aziende e i benefici sono tangibili e misurabili in termini di soddisfazione, motivazione e produttività.
Lo psicologo sociale australiano e insegnante di Harvard, Dr. Elton Mayo, dimostrò che se il lavoratore è soddisfatto, l’azienda raggiunge maggiori risultati. Il Dr. Elton Mayo, prendendo in esame la Western Electric di Chicago, apportò alcuni cambiamenti alle condizioni di lavoro, all’ambiente e alle relazioni, osservando i risultati che questi cambiamenti nella cultura aziendale sono stati in grado di generare. Concretamente, divise in due gruppi i lavoratori, a uno dei quali intervenne migliorando le condizioni ambientali, come ad esempio l’illuminazione elettrica; intervenne sui rapporti sociali con i superiori, più aperti al dialogo e disponibili; modificò gli orari di lavoro bilanciando i turni e intervenne sulla formazione e le gratifiche salariali quale incentivo e riconoscenza dell’operato dei dipendenti. Da questi interventi, ne risultò un netto cambiamento nell’umore delle persone e nella loro produttività: maggiore soddisfazione, motivazione e l’unione del team in una squadra di lavoro più forte e produttiva che si auto-incoraggiava al miglioramento costante del lavoro.
In una seconda fase il Dr. Mayo eseguì il processo inverso, cominciò ad eliminare gradualmente i benefit acquisiti da questo gruppo di lavoratori e i comportamenti da lui osservati andarono contro ogni sua aspettativa: la produzione rimase comunque ai valori massimi, il team creatosi in precedenza mantenne i rapporti sociali positivi, l’auto-motivazione e il buon rapporto creatosi tra il personale e i responsabili agevolò il mantenimento della produzione.
Lo psicologo Elton Mayo spiegò questo fenomeno sociale nei seguenti punti:
Lavoro di squadra
Intervenendo in modo efficace sui problemi e collaborando in squadra si crea un senso di unità e gli impiegati si sentono supportati e motivati a contemplare prospettive diverse. Questo crea un senso di appartenenza e un ambiente di lavoro migliore, dove tutti si sentono parte di un progetto comune e di conseguenza adottando un atteggiamento propositivo. Il sistema di appartenenza stimola la motivazione e rafforza il senso di sicurezza, ancor più dell’aumento della remunerazione. Di fatto il senso di appartenenza crea delle regole non scritte che bilanciano il rendimento dei singoli, in cui nessuno abbassa la media produttiva poiché ingaggiato nella riuscita collettiva.
Sviluppo delle competenze
Lo sviluppo delle competenze trasversali e delle competenze tecniche accresce la consapevolezza del ruolo e migliora la produttività. La formazione professionale è molto importante in quanto crea fidelizzazione e i dipendenti si sentono riconosciuti e parte di un progetto, se questo è oltretutto rafforzato dall’attenzione dei superiori verso le necessità e le idee dei dipendenti, si traduce in una maggiore produttività.
Benessere lavorativo
Il benessere lavorativo è l’insieme di tutte quelle attività che vengono attuate dall’azienda per generare maggiore motivazione e senso di appartenenza attraverso la condivisione di una visione comune, dei valori aziendali e il coinvolgimento dei dipendenti, che si riflette sulla loro soddisfazione e in una maggiore produttività. I risultati sono quindi proporzionali al benessere del team. Quando i dipendenti stanno bene e raggiungono un equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, il rendimento aumenta.
Gli elementi che incidono su un aumento della produttività sono quindi:
– Le buone relazioni interne all’azienda
– Lo sviluppo delle competenze delle risorse
– Migliori condizioni di lavoro (ambientali, incentivi, gratificazioni, coinvolgimento, orari di lavoro,…)
– Lo sviluppo dell’innovazione e il miglioramento dei processi.
L’attuazione di interventi che puntano al welfare aziendale,generano quindi risultati non solo in termini di profitto economico ma anche di benessere fisico e psicologico e di implicazione personale per la riuscita collettiva del sistema aziendale.
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