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BERNA - Il presidente del Partito borghese democratico (PBD) Hans Grunder non pensa per il momento ad una fusione con il Partito popolare democratico (PPD). La questione potrebbe però ripresentarsi dopo le elezioni federali del 2011.
"Lascio tutto aperto per il dopo elezioni", ha affermato il consigliere nazionale bernese in un'intervista pubblicata oggi da "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". Dopo, il partito analizzerà la situazione e vedremo "come sono le proporzioni e quali forme di collaborazioni sono eventualmente possibili", ha aggiunto.
Oltre al PPD ci sono anche altri partiti come i Verdi liberali o il Partito liberale radicale (PLR), rileva Grunder, per il quale quest'ultimo è un "partner affidabile".
Una fusione tra il PPD e il PBD era stata ventilata da alcuni esponenti del partito di Christophe Darbellay. Adesso Grunder "lo esclude". Anche la ripartizione dei dipartimenti in seno al Consiglio federale non è un passo in questa direzione.
Per quanto riguarda una eventuale rielezione di Eveline Widmer-Schlumpf in Consiglio federale, il PBD dovrà porsi la domanda se candidarla qualora il partito dovesse "segnare il passo o perdere", ha affermato Grunder. Il PBD punta però a un raddoppio dei seggi al Nazionale da 5 a 10 e in quel caso la domanda non si porrebbe, ha concluso.
SDA-ATS