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BERNA - «Il fil rouge che percorre i nostri 700 anni e più di esistenza è la lotta per la libertà e l'indipendenza». È quanto ha dichiarato il presidente della Confederazione Ueli Maurer nel corso della classica allocuzione radiotelevisiva del Primo agosto.
Il consigliere federale ha definito il modello del successo elvetico come «un'eredità che abbiamo ricevuto dai nostri antenati per un periodo limitato» e che noi trasmetteremo ai nostri figli.
Il ministro zurighese ha pure sottolineato di essere «infinitamente grato» alle generazioni precedenti per quello che sono riuscite a fare.
«La nostra è una storia contrassegnata da povertà e rinunce, da duro lavoro e da una volontà inflessibile. È una storia che da noi esige rispetto e considerazione», ha proseguito Maurer.
A suo avviso, «le critiche che provengono dall'esterno, ma anche la stabilità incerta e la mancanza di coraggio sul piano interno sono pericoli reali». Il presidente della Confederazione non ha esplicitamente menzionato l'UE e l'accordo quadro istituzionale nella sua allocuzione.
Questo pomeriggio Maurer pronuncerà un altro discorso alla Fête des vignerons di Vevey (VD).