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BERNA - Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) guidato da Ueli Maurer ha proposto a inizio febbraio un'uscita dal semiconfinamento per certi versi più cauta di quella ideata da Alain Berset. Lo riporta un articolo odierno del Tages-Anzeiger, secondo cui in particolare il ministro UDC voleva un'apertura totale dei ristoranti solo dal 19 aprile. Stando al DFF però, la ricostruzione della testata zurighese si basa su un documento datato, poi sostituito a seguito degli sviluppi positivi della situazione epidemiologica.
La strategia relativa alla lotta al coronavirus del ministro della sanità Berset è finita costantemente nel mirino delle critiche dell'UDC, che accusa il friburghese di voler prolungare eccessivamente le chiusure. Al contrario, il primo partito svizzero dipinge Maurer, uno dei suoi due rappresentanti nell'esecutivo, come il consigliere federale più propenso alla ripresa delle attività.
Sull'edizione odierna del Tages-Anzeiger, che cita fonti «molto affidabili» vicine al Consiglio federale, viene però offerta una versione alternativa dei fatti. Essa stride parecchio con la presunta distribuzione dei ruoli in seno al governo che l'UDC descrive da settimane. In particolare, l'articolo fa luce sulle posizioni di Maurer, definendole molto più prudenti di quanto si possa credere.
Addirittura, dal piano redatto a inizio febbraio dal DFF riguardo all'uscita dal semiconfinamento su cui si basa il giornale svizzerotedesco, sembra emergere che Maurer volesse procedere ad alcune riaperture più tardi di Berset. Ad esempio, auspicava il ritorno negli zoo, nei musei e nelle strutture per il tempo libero non prima del 15 marzo, due settimane dopo di quanto voleva il collega, la cui linea è infine passata.
Piano Maurer: ristoranti dal 19 aprile - L'abbandono del lockdown è stato trattato per la prima volta nella seduta del 17 febbraio, alla quale Berset si è presentato con una serie di proposte. Tuttavia, Maurer ha giocato d'anticipo, inviando agli altri dipartimenti la sua strategia già il 5 febbraio, riporta il quotidiano zurighese. I due erano d'accordo sul concedere la riapertura dei negozi dal 1. marzo, cosa che puntualmente si è concretizzata.
Il piano di Maurer assume contorni potenzialmente esplosivi da un punto di vista politico per quel che concerne i ristoranti. Se è vero che da un lato il titolare del DFF premeva per una riapertura delle aree esterne anticipata rispetto a Berset - 15 marzo contro 1. aprile, alla fine si è scelta la via di mezzo del 22 marzo - dall'altro invocava prudenza per i locali interni, chiedendo di permetterne l'accesso solo dal 19 aprile.
Su altri aspetti invece, il ministro delle finanze predicava meno severità di Berset. Per esempio, avrebbe voluto permettere di nuovo la frequentazione dei centri fitness e gli eventi privati con dieci persone già da metà marzo.
Atteggiamento sorprendente - Nel complesso, il Tages-Anzeiger definisce «moderato» il piano di fine lockdown firmato da Maurer, il che, fa notare il quotidiano, è «sorprendente» dato che in pubblico il consigliere federale è sempre stato scettico nei confronti delle misure anti-Covid. Ciò dimostra, afferma un alto funzionario di un altro dipartimento, come Maurer stia agendo in modo costruttivo dietro le quinte per gestire la crisi.
Nell'articolo si evidenzia poi come il piano Maurer del 5 febbraio contrasti nettamente con le richieste tuttora avanzate dall'UDC in Parlamento. Inoltre, lo stesso ministro manderebbe segnali contraddittori, visto che il 24 febbraio ha improvvisamente chiesto di imprimere un ritmo più aggressivo alla ripresa delle attività, rivendicando la riapertura completa dei ristoranti già il 22 marzo.
DFF replica: documento superato - Proprio sulla questione delle tempistica il DFF ha voluto fare chiarezza, rispondendo al pezzo del Tages-Anzeiger tramite una presa di posizione. Il 5 febbraio, si legge nella nota, è effettivamente stato elaborato un documento su un primo possibile scenario di riapertura, basato sulla situazione dell'epidemia in quel momento. Tuttavia, dopo gli sviluppi positivi delle tre settimane seguenti, Maurer ha redatto un rapporto in vista della seduta governativa di fine febbraio. In esso ha chiesto la completa apertura delle terrazze dei ristoranti il 1. marzo e dei locali interni il 22 marzo.
In poche parole, il documento su cui il quotidiano zurighese costruisce una discrepanza tra Maurer e l'UDC è stato superato dagli sviluppi positivi dei giorni successivi, indica il DFF, sottolineando tra l'altro la violazione del segreto d'ufficio. Per il Tages-Anzeiger però il calo dei contagi non è una motivazione credibile per spiegare il comportamento all'apparenza ambiguo del ministro. Secondo i soliti ben informati infatti, in realtà le critiche di Maurer alle restrizioni sarebbero solo di facciata, pensate cioè unicamente allo scopo di fare contento il proprio partito.