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Bambini e giovani sono già sufficientemente protetti e sostenuti in Svizzera.
È quanto crede la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati che raccomanda al plenum - 6 voti a 5 - di respingere un'iniziativa parlamentare del Nazionale che chiede una base costituzionale apposita per i più piccoli.
La commissione sostiene che Confederazione e Cantoni già oggi s'impegnano, mediante programmi ad hoc, a proteggere bambini e giovani, indica una nota odierna dei servizi parlamentari.
Oltre al programma "Gioventù e media" e "Gioventù e violenza", è prevista anche l'istituzione di una piattaforma informativa elettronica sulle strategie e misure della Confederazione e dei Cantoni in materia di politica dell'infanzia e della gioventù.
Seppur favorevole a una politica attiva in favore dell'infanzia e della gioventù da parte di Cantoni e Confederazione, il 4 maggio scorso il Nazionale si però detto contrario a dotare di ulteriori competenze l'amministrazione federale in quest'ambito.
Con un voto risicato (88 a 87 e 3 astensioni), la Camera del popolo aveva così edulcorato un progetto di modifica costituzionale (art. 67) volto a realizzare un'iniziativa parlamentare di Viola Amherd (PPD/VS).
Quest'ultima avrebbe voluto permettere alla Confederazione di fissare linee guida applicabili a cantoni e comuni nell'incoraggiamento e nella protezione dell'infanzia. L'amministrazione federale avrebbe potuto anche promulgare principi validi per la partecipazione alla vita politica e sociale dei ragazzi.
Prima del voto finale, tuttavia, una maggioranza risicata (PLR, UDC, Verdi liberali) era riuscita a stralciare dalla legge proprio questo aspetto centrale del progetto, fortemente voluto da una maggioranza della commissione sostenuta in aula dal campo rosso-verde, dal PPD e dal PBD.
Considerata la forte resistenza al Nazionale, il Consiglio degli Stati non dovrebbe entrare nel merito dell'iniziativa.
SDA-ATS