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Il regista Claude Lanzmann è morto oggi, giovedì 5 luglio, a Parigi, ha annunciato il quotidiano Le Monde.
Nato nel 1925 a Bois-Colombes (Hauts-de-Seine), Lanzmann si era unito alla Resistenza a 18 anni, durante la Seconda guerra mondiale. Professore di filosofia, giornalista, era passato alla regia cinematografica nel 1973, con il suo primo film, Pourquoi Israël, rivolto ai suoi antichi compagni di lotta anticolonialista, che si rifiutavano di comprendere come si potesse, pur volendo l’indipendenza dell’Algeria, sostenere la sopravvivenza di Israele.
Lanzmann iniziò a lavorare al suo film più noto, Shoah, nel corso dell’estate del 1974: la realizzazione della pellicola lo occupò a tempo pieno per 12 anni. Dalla sua uscita nelle sale, nel 1985, il documentario è stato considerato un vero e proprio monumento cinematografico e un’opera con cui i cineasti e gli storici dell’Olocausto hanno sempre dovuto confrontarsi. Lanzmann tornerà sullo stesso tema nel 2013, con L’ultimo degli ingiusti, film dedicato a Benjamin Murmelstein, l’ultimo presidente del consiglio ebraico di Terezín, accusato di aver collaborato con i nazisti.
Il suo ultimo film, The Four Sisters, composto da quattro interviste realizzate durante la preparazione di Shoah, è uscito nelle sale francesi il giorno precedente alla sua morte, il 4 luglio.
Lanzmann era stato decorato con la Medaglia alla Resistenza con onorificenza ed era Cavaliere della Legion d’Onore e Cavalier e dell’Ordine Nazionale del Merito. Il 14 febbraio 2013, il Festival del Cinema di Berlino gli aveva conferito l’Orso d’Oro d’onore alla carriera.