Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01294.jsonl.gz/125

BERNA - Continua a restare valida la decisione del Consiglio federale di mettere in quarantena i turisti in arrivo dalla Gran Bretagna o dal Sudafrica, a causa dell'individuazione di un nuovo ceppo del coronavirus.
La decisione non ha mancato di suscitare del risentimento tra i viaggiatori che si sono visti rovinate le vacanze. «Paghi prezzi notevolmente più alti solo perché è Natale. E poi all'improvviso ti viene chiesto di metterti in quarantena per dieci giorni e di posticipare i tuoi voli», si lamenta Marc Gilly sul Telegraph. «Capisco che la situazione sia cambiata, ma le autorità svizzere dovrebbero offrirci un risarcimento».
«Giudicati dall'hotel» - Un altro turista denuncia il cambiamento di atteggiamento nei suoi confronti, dall'oggi al domani. Inizialmente gli era stato permesso di sfruttare tutti i servizi del suo hotel come la sauna e l'hammam, e anche di utilizzare gli impianti di risalita. Poi più nulla, nonostante si fosse sottoposto a un test Covid prima della sua partenza e fosse risultato negativo. «Ci siamo sentiti giudicati dall'hotel», afferma Geoff Heath-Taylor. «Abbiamo lasciato la struttura a Santo Stefano, il giorno in cui è terminata la nostra quarantena. E anche quel giorno, lo staff mi ha urlato tornare nella mia stanza», si rammarica.
Fuga in piena quarantena - Un terzo turista intervistato dal quotidiano desidera restare anonimo. Ma assicura che per il momento non viaggerà più in Svizzera. Teme in particolare di dover pagare una multa perché ha accorciato la quarantena, senza autorizzazione, per tornare a casa con i suoi figli il 24 dicembre. Si considera un cittadino rispettoso della legge, ma sostiene che sarebbe stato impossibile e insopportabile per lui passare tutto quel tempo in una stanza con tre bambini.