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I fuchi sono allevati dalle api operaie principalmente per fecondare le giovani regine. L’accoppiamento avviene in volo e nelle vicinanze dell’apiario. Qui i fuchi si aggregano in gruppo durante le prime ore del pomeriggio in attesa di una regina da fecondare. I fuchi vivono in media 50 giorni e non hanno vita facile all’interno dell’alveare. Le famiglie di regola cominciano ad allevare i maschi nel periodo degli accoppiamenti (aprile – agosto) . Nei periodi senza accoppiamenti o quando il nettare comincia a scarseggiare, le operaie impediscono ai fuchi di nutrirsi, li trascinano fuori dall’alveare e/o gli impediscono l’entrata finché muoiono. I fuchi stanno pagando un prezzo molto alto, a causa delle esigenze dell’apicoltura moderna, con una diminuzione della loro quantità e qualità rispetto al passato. I fattori che limitano l’allevamento dei fuchi sono in primo luogo i fogli cerei prestampati con le dimensioni delle celle da operaie, messi a disposizione dall’apicoltore, che limitano la presenza di celle maschili ai soli bordi del favo. Un altro fattore è la varroa che predilige la covata maschile per la riproduzione , ne consegue una notevole riduzione d’individui sani in grado di raggiungere la maturità sessuale. Un ulteriore causa del problema dell’allevamento dei fuchi sono le tecniche apistiche applicate nella lotta integrata alla varroa. Con una certa regolarità l’apicoltore ritaglia la covata dei fuchi prima che sfarfalli eliminando, oltre alla varroa presente nelle celle opercolate, la quasi totalità della covata maschile. Per gli alveari presenti nella stazione di fecondazione, i fuchi occupano un posto fondamentale e la conduzione apistica è adattata per garantire la qualità e la quantità di fuchi necessarie durante tutto il periodo degli accoppiamenti. La covata maschile non viene ritagliata e eliminata per ridurre l’infestazione della varroa. Qualora ci fosse un’ interruzione del raccolto per via di avverse condizioni meteorologiche, le famiglie vengono nutrite per evitare l’eliminazione dei fuchi.