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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Comunicato stampa del Consiglio federale del 18.11.2020</b></p><p><b>Coronavirus: adottato il messaggio sul secondo servizio d'appoggio dell'esercito </b></p><p><b>Su richiesta di diversi Cantoni, il 4 novembre 2020 il Consiglio federale ha deciso di impiegare nuovamente l'esercito in servizio d'appoggio a favore del sistema sanitario civile. Nella sua seduta di oggi, 18 novembre 2020, ha adottato il relativo messaggio all'attenzione del Parlamento, il quale si pronuncerà al riguardo durante la sessione invernale.</b></p><p>Di fronte all'impennata dei contagi da COVID-19 e del numero di pazienti ricoverati nelle unità di cure intense (UCI), alla fine di ottobre 2020 diversi Cantoni hanno chiesto l'appoggio dell'esercito. Considerata la situazione sanitaria e la sua prevedibile evoluzione, il 4 novembre 2020 il Consiglio federale ha dunque incaricato il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di impiegare, al più tardi fino al 31 marzo 2021, un effettivo massimo di 2500 militari in servizio d'appoggio a favore delle strutture ospedaliere.</p><p>Trattandosi di un impiego di durata superiore a tre settimane e di un contingente di oltre 2000 militari, esso deve essere approvato dall'Assemblea federale. Il Consiglio federale ha pertanto adottato un corrispondente messaggio e un disegno di decreto federale da sottoporre al Parlamento, il quale si pronuncerà al riguardo durante la sessione invernale.</p><p></p><p>Impiego dell'esercito nelle strutture ospedaliere</p><p>I compiti dell'esercito consistono nel sostenere le strutture ospedaliere civili nel settore delle cure di base e delle terapie, nell'aiutare gli ospedali cantonali ad accrescere le capacità delle loro unità di cure intense e nel trasportare pazienti contagiosi. I soldati sanitari e d'ospedale, che dispongono di una formazione militare riconosciuta dalla Croce Rossa, potranno quindi sgravare il personale infermieristico da alcuni compiti per consentire loro di concentrarsi sui casi gravi. </p><p></p><p>Importanza del rispetto del principio di sussidiarietà</p><p>Il principio di sussidiarietà, sancito dalla legge militare (LM), stabilisce che l'esercito può intervenire in servizio d'appoggio soltanto su richiesta delle autorità civili cantonali o federali e se i mezzi civili non sono più sufficienti.</p><p>Per garantire il rispetto di questo principio, il Consiglio federale ha deciso che per poter richiedere l'intervento dell'esercito le autorità richiedenti devono confermare di aver già esaurito tutte le risorse disponibili. Il principio di sussidiarietà rimane applicabile durante tutto il periodo dell'impiego e costituisce il fondamento degli accordi sulle prestazioni conclusi tra la struttura richiedente e il comandante dei militari impiegati. Qualora non corrispondesse più ai termini previsti da questi accordi, l'appoggio militare potrà essere ridotto o sospeso completamente.</p><p></p><p>Finanziamento a carico del preventivo dell'esercito</p><p>Nel suo messaggio il Consiglio federale illustra le modalità di finanziamento dei costi supplementari generati da questo nuovo impiego. Allo stato attuale è impossibile quantificare i costi totali, poiché essi dipenderanno dal numero di militari mobilitati e dalla durata del loro impiego. I maggiori costi, generati soprattutto dai giorni di servizio supplementari, dovrebbero essere coperti dal budget ordinario del DDPS già approvato dal Parlamento. Se necessario il DDPS solleciterà lo stanziamento di un credito aggiuntivo.</p><h2>Proceedings<h2><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.12.2020</b></p><p><b>Seconda ondata pandemica, esercito in appoggio ospedali </b></p><p><b>La seconda ondata pandemica ha messo a dura prova il sistema sanitario di diversi cantoni, che a fine ottobre hanno chiesto il sostegno dell'esercito. Oggi il Consiglio degli Stati ha approvato all'unanimità la proposta governativa di impiegare fino a 2500 militari in servizio d'appoggio a favore delle strutture ospedaliere fino al 31 marzo 2021.</b></p><p>Trattandosi di una durata superiore a tre settimane e di un contingente di oltre 2000 militari, esso deve essere approvato dall'Assemblea federale. Il principio di sussidiarietà, sancito dalla legge militare (LM), stabilisce che l'esercito può intervenire in appoggio soltanto su richiesta delle autorità civili cantonali o federali e se i mezzi civili non sono più sufficienti, ha ricordato, a nome della commissione, Thomas Minder (indipendente/SH).</p><p>A far discutere è stata la possibilità, richiesta da una maggioranza della commissione, di impiegare l'esercito anche a sostegno delle case di cura e per anziani e non solo degli ospedali. Mathias Zopfi (Verdi/GL) ha ricordato come i militari siano addestrati per operare anche in questo senso.</p><p>Minder e diversi altri "senatori" si sono però opposti, sostenendo che molte di queste istituzioni hanno ignorato i concetti di protezione. Operando in queste strutture, il personale dell'esercito correrebbe a loro avviso rischi maggiori di contrarre il virus rispetto a un impiego in ospedale. La proposta della commissione è stata respinta di misura - 22 a 21 - con il voto preponderante del presidente della Camera, Alex Kuprecht (UDC/SZ). "Iniziamo bene", ha commentato sorridendo.</p><p>Il compito dell'esercito sarà quello di aiutare le strutture ospedaliere civili nelle cure di base, di sostenerli nell'ampliamento della capacità delle loro unità di terapia intensiva e di trasportare i pazienti infetti. Ciò consentirà al personale infermieristico civile di concentrarsi maggiormente sul trattamento dei pazienti gravemente malati.</p><p>La consigliera federale Viola Amherd ha affermato che attualmente ci sono circa 220 membri dell'esercito impegnati in queste operazioni. A metà novembre l'esercito è intervenuto nei cantoni di Friburgo, Ginevra, Vallese, Berna, Vaud, Ticino e Basilea Città. In merito ai costi, la ministra ha detto di ritenere che possano essere assorbiti nel budget previsto e il suo dipartimento non chiederà un credito supplementare.</p><p><b></b></p><p>Notizia ATS</p><p><b>Dibattito al Consiglio nazionale, 02.12.2020</b></p><p><b>CN: pandemia, sì a impiego esercito negli ospedali </b></p><p><b>Dopo il Consiglio degli Stati, oggi anche il Nazionale ha approvato - con 147 voti e 31 astensioni - la proposta del Governo di impiegare fino a 2500 militari in servizio d'appoggio a favore delle strutture ospedaliere fino al 31 marzo 2021. Diversi cantoni, messi a dura prova dalla seconda ondata pandemica, ne hanno fatto richiesta a fine ottobre.</b></p><p>Trattandosi di una durata superiore a tre settimane e di un contingente di oltre 2000 militari, esso deve essere approvato dall'Assemblea federale. Il principio di sussidiarietà, sancito dalla legge militare (LM), stabilisce che l'esercito può intervenire in appoggio soltanto su richiesta delle autorità civili cantonali o federali e se i mezzi civili non sono più sufficienti, ha ricordato la consigliera federale Viola Amherd.</p><p>Quest'ultima poi ha sottolineato che sono molti gli insegnamenti tratti dalla prima ondata e sono dieci i cantoni che hanno fatto richiesta. I militi attualmente impiegati sono 650, nei cantoni di Friburgo, Ginevra, Vallese, Berna, Vaud, Ticino e Basilea Città, ha aggiunto. Sembra che i costi possano essere contabilizzati nel bilancio del Dipartimento della difesa e della protezione della popolazione (DDPS), ha precisato.</p><p>Come alla Camera dei cantoni, anche al Nazionale ha fatto discutere una proposta della sinistra di estendere l'aiuto alle case di cura e per anziani, come richiesto anche da diverse organizzazioni del settore. Léonore Porchet (Verdi/VD) ha affermato che la situazione del personale nelle case di riposo è estremamente tesa e già sono impiegati volontari, di membri della protezione civile e del servizio civile.</p><p>"L'esercito è l'ultima risorsa", non deve essere sovraccaricato per compiti che possono svolgere altre organizzazioni, ha replicato Thomas Hurter (UDC/SH), come altri oratori borghesi. Amherd ha da parte sua rilevato che i civilisti sono meglio formati per questo contesto. Inoltre sono state inasprite le regole per la sussidiarietà, in modo da non chiamare inutilmente militari, che devono lasciare il proprio lavoro, con tutte le difficoltà del caso per i datori di lavoro. La proposta è stata bocciata con 112 voti a a 53 e 4 astensioni.</p><p>Niente da fare anche per un'altra minoranza, dei Verdi, secondo cui il servizio prestato dai militari avrebbe dovuto essere considerato quale servizio di formazione obbligatorio. Fabien Fivaz (Verdi/NE) ha sostenuto che questo sarebbe un giusto riconoscimento del grande impegno da loro profuso.</p><p>L'esercito sarà chiamato ad aiutare le strutture ospedaliere civili nelle cure di base, di sostenerle nell'ampliamento della capacità delle loro unità di terapia intensiva e di trasportare i pazienti infetti. Ciò consentirà al personale infermieristico civile di concentrarsi maggiormente sul trattamento dei pazienti gravemente malati.</p>