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BERNA - La proposta della consigliera federale Viola Amherd di destinare sei miliardi all'acquisto di nuovi aerei da combattimento non suscita l'unanimità. L'UDC e gli ufficiali chiedono un miliardo supplementare, per il PS invece l'investimento è esagerato e leverebbe fondi ad altri settori fondamentali della sicurezza.
La difesa aerea, secondo i socialisti, sarebbe più efficace con aerei da combattimento semplici e leggeri che con "jet hightech". Questi ultimi hanno lo svantaggio di essere estremamente costosi, rumorosi e inquinanti. Gli aerei leggeri, oltre ad essere più facilmente operativi, comportano anche costi di manutenzione inferiori. Il PS insiste inoltre sulla necessità di conoscere il tipo di aereo che verrà acquistato prima della votazione.
L'UDC è convinta che gli svizzeri accetteranno i nuovi aerei, ha detto il consigliere nazionale e capogruppo democentrista Thomas Aeschi. Il limite di spesa di sei miliardi però è troppo basso: il partito chiede almeno un miliardo in più per poter garantire l'acquisto di minimo 40 apparecchi.
Dello stesso parere anche la Società svizzera degli ufficiali (SSO): la somma massima prevista dal Consiglio federale non permetterebbe - a suo avviso - di acquistare un numero sufficiente di velivoli, in base alle raccomandazioni espresse dall'ex astronauta Claude Nicollier, che ha redatto un rapporto in merito su richiesta del governo.
Anche secondo il PLR il progetto ha buone possibilità di essere accolto in parlamento e in votazione. Il limite di sei miliardi di franchi svizzeri per l'acquisto di aerei da combattimento e due miliardi per un nuovo sistema di difesa terra-aria è solo un ordine di grandezza. La spesa finale dipenderà anche dal numero di jet acquistati. I 40 aerei menzionati nel rapporto di Nicollier sono una stima realistica, secondo il PLR. Per quanto riguarda gli affari compensatori fissati al 60% del valore dei contratti, i liberali radicali ritengono che questa proposta sia una buona base di discussione.
Per il PPD, la decisione della consigliera federale Viola Amherd «apre finalmente la strada a un progetto di rinnovamento delle Forze aeree svizzere». In particolare, il partito sostiene la decisione del Consiglio federale di ridurre le esigenze in materia di affari compensatori che evita inutili aumenti dei costi.
Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) considera decisamente eccessiva la somma di sei miliardi di franchi per comperare aerei che avranno anche costi di manutenzione elevati. Per l'associazione l'acquisto di nuovi jet ora non è necessario. Gli elettori, esattamente cinque anni fa, hanno rifiutato l'acquisto di 22 Gripen per 3,1 miliardi di franchi svizzeri, ha ricordato il GSsE. L'associazione accoglie invece positivamente la decisione di separare l'acquisto di aerei da combattimento da quello del sistema di difesa aerea anche perché - ha sottolineato - sottoporre un unico pacchetto al popolo non sarebbe democratico.