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La Fed ha analizzato le possibile conseguenze per il settore bancario del prolungarsi della crisi coronavirus.
Non sono più i tempi della crisi finanziaria del 2008, in cui il sistema bancario Usa si è trovato pericolosamente vicino al collasso, ma anche con la crisi del coronavirus la tenuta della banche pone qualche problema. La Fed ha recentemente pubblicato i risultati degli stress test effettuati sui 34 principali gruppi bancari statunitensi. La Fed è pure intervenuta ponendo un tetto massimo per i dividendi, che non potranno superare la media dei profitti degli ultimi quattro trimestri e fissato un divieto di buyback azionari fra luglio e settembre.
Per quanto riguarda i test “pandemici”, la Fed stima che nello scenario peggiore il danno a bilancio causato da prestiti deteriorati potrebbe raggiungere i 700 miliardi di dollari. A rischio sono i prestiti come quelli per le auto, debiti aziendali e al consumo. Gli scenari analizzati dalla Fed sono tre: uno di una rapida ripresa (scenario a “V”), considerato poco probabile, e due scenari più pessimistici di ripresa a “U” o a “W” (una doppia recessione). Il tasso di disoccupazione in questo caso potrebbe raggiungere picchi del 19,5% e le perdite per le banche raggiungere i 700 miliardi, con fino a un quarto degli istituti che si avvicinano a soglie minime di capitale.