Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/228280

<h2>SubmittedText<h2><p>Amnesty International ha denunciato situazioni di violenza e maltrattamenti talvolta assimilabili alla tortura nei centri d'asilo dei Cantoni di Basilea, Friburgo, Neuchâtel e Vaud. </p><p>In questi Cantoni, per garantire la sicurezza la SEM ha stipulato contratti con società private. Visibilmente, queste società fanno svolgere il lavoro a personale insufficientemente formato e qualificato. Sopraffatto da situazioni che non è in grado di gestire, questo personale ricorre talvolta a metodi inumani. La situazione è inaccettabile, soprattutto nel nostro Paese che si presenta come il campione dei diritti umani.</p><p>Questi compiti di sicurezza devono essere assunti dallo Stato. Spetta al servizio pubblico garantire la sicurezza nei centri d'asilo con personale specificamente formato. Il mantenimento della sicurezza è una vera professione, che non può essere appresa "sul campo".</p><p>- Come risponde il Consiglio federale al rapporto di Amnesty International sulla situazione talvolta catastrofica che regna nei suddetti centri?</p><p>- Entro quando intende rimediare alla situazione?</p><p>- Quali mezzi supplementari intende mettere a disposizione per garantire realmente la sicurezza delle persone che vivono in questi centri di accoglienza?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale come pure la SEM non tollerano nessun atto di violenza nei centri federali d'asilo (CFA) e prendono sul serio le accuse di eccessivo uso della forza. La sicurezza degli ospiti dei CFA e delle persone che vi lavorano riveste fondamentale importanza. Al fine di far luce su queste accuse, già a inizio maggio il Direttore della SEM ha commissionato un'inchiesta esterna, affidata all'ex giudice federale Niklaus Oberholzer. Parallelamente è pure in corso un audit interno volto a esaminare le procedure applicate nei CFA nel settore della sicurezza e le loro modalità di attuazione. Oltre alle strutture interne, saranno in particolare esaminate le modalità di reclutamento degli agenti di sicurezza come pure la loro formazione di base e la loro formazione continua in relazione al loro impiego nei CFA, come previsto all'articolo 5 dell'ordinanza sull'impiego di imprese di sicurezza (OIIS; RS 124).</p><p>- Il Consiglio federale ha preso atto del rapporto di Amnesty International, e le accuse ivi contenute sono analizzate nel quadro dell'inchiesta e dell'audit interno. Il Consiglio federale respinge tuttavia categoricamente l'accusa secondo cui violazioni dei diritti umani sarebbero sistematicamente commesse e richiedenti l'asilo sarebbero "torturati". La gestione dei CFA è regolarmente oggetto di un controllo interno della qualità e sottostà alla vigilanza indipendente della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT). Nel suo rapporto 2019-20, quest'ultima ha confermato che i richiedenti l'asilo sono in generale alloggiati in condizioni conformi ai diritti fondamentali e umani.</p><p>- Nessun ritardo è ammissibile sul piano del rispetto dei diritti umani. A prescindere dalle suddette inchieste, la SEM verifica con grande diligenza se il comportamento degli agenti di sicurezza è conforme alle sue direttive e se l'applicazione di misure coercitive sproporzionate è analizzata e sanzionata senza indugio. I risultati dell'inchiesta esterna e dell'audit interno sono attesi per l'autunno e la SEM adotterà immediatamente le misure necessarie per rimediare a eventuali malfunzionamenti.</p><p>- La SEM ha già elaborato un piano di prevenzione della violenza, attuato in tutti i CFA da giugno 2021. Da vari mesi, personale supplementare incaricato dell'assistenza opera nei CFA per individuare tempestivamente eventuali situazioni conflittuali e adottare le misure preventive necessarie. Sempre a tal fine, la SEM impiega assistenti spirituali di diverse confessioni e offre consultazioni regolari su problemi di dipendenza da sostanze. Infine, in collaborazione con esperti esterni sta valutando la possibilità di istituire un ufficio esterno di ricorso per i richiedenti. Questi ultimi sono beninteso già oggi liberi di sporgere in qualsiasi momento denuncia penale. Non appena saranno noti i risultati dell'inchiesta esterna e dell'audit interno, la SEM esaminerà eventuali misure supplementari.</p>  Risposta del Consiglio federale.