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Il jazz nella Svizzera italiana
La microstoria del jazz nella Svizzera italiana si apre con un evento che risale al 1928, allorché il Teatro Apollo ospitò l'americano Sam Wooding e la sua Kiddies Orchestra durante uno spettacolo organizzato in onore della sessione luganese dei rappresentanti della Società delle Nazioni. Una vera e propria jazzband giunse dalla patria del jazz in un periodo nel quale da noi dovettero apparire le prime batterie e manifestarsi i primi fermenti di musica afro-americana improvvisata durante i balli nei saloni degli alberghi, nei Kursaal e nelle osterie, quando i ritmi di fox-trot, one-step o rumba stavano aggiungendosi a quelli ormai consolidati quali il valzer, la polca e la mazurca.
IncontriJazz, dedicata la sua attività degli anni 2004-2008 alla Svizzera italiana, ha avviato nel 2009 la sua presenza sul sito della Fonoteca con una ricerca sulla nascita dell'Orchestra Radiosa nel 1940 basata sull'intervista ad Angelo Parini, allora giovanissimo trombettista della formazione di settant'anni fa. Ne è risultata una sorta di pagina sperimentale sull'orchestra di musica da ballo e d'intrattenimento di Radio Monte Ceneri, puntata corredata di fotografie dell'epoca e d' un particolareggiato apparato cronologico-storico.
Nel 1955 il "Corriere del Ticino" annunciava, col titolo "Jazz-Partout a Lugano":
"Per la prima volta il Ticino ospiterà un grande concerto di jazz, organizzato da Radio Losanna in collaborazione con la Radio della Svizzera italiana. Lo spettacolo, denominato "Jazz-Partout", avrà luogo martedì sera, 20 settembre p.v., al Teatro Kursaal di Lugano."
Vedetta principale della serata il sassofonista di colore Don Byas; presenti anche la Milan College Jazz-band, il sassofonista Aldo Calanca col batterista Raymond Thévenoz nonché Flavio Ambrosetti col suo quintetto e Pic Fontana col suo complesso locale.
All'indomani del concerto, Gianni Trog firmava per il quotidiano luganese una cronaca della storica serata scritta e pubblicata a ritmo da primato nella quale si leggono soddisfatto stupore per il "primo rendez-vous di musica jazz" nel nostro Cantone e parole di apprezzamento per tutti ma con un supplemento d'orgoglio per i solisti di casa, per Flavio Ambrosetti, ormai già noto col suo sax contralto ben oltre i nostri confini, e per i dilettanti del gruppo del chitarrista Giorgio Pic Fontana.
Da quel settembre 1955 la nostra regione è entrata a modo suo nel ciclo evolutivo della musica jazz contraddistinto da correnti, da stili, da impennate ed accelerazioni e accoglie da allora, salvo poche eccezioni, i grandi maestri e le maggiori orchestre grazie alle iniziative della RSI, e poi della TSI, e d'imprenditori pubblici e privati.