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<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2013, nel proprio parere in risposta al postulato, respinto, di Maja Ingold 12.4018, "No all'impiego di soldi pubblici per l'accaparramento di terre", il Consiglio federale aveva affermato di non condividere "l'asserzione secondo cui gli investimenti e i flussi di denaro delle banche di sviluppo non sono trasparenti e conducono all'aumento della fame e della povertà".</p><p>Uno studio del Fondo nazionale realizzato dall'Università di Berna attesta invece l'avanzata della povertà tra le popolazioni interessate. Lo studio si è concentrato soprattutto sulle catastrofiche condizioni venutesi a creare dopo i fallimentari investimenti della società ginevrina Addax Bioenergy in Sierra Leone, finanziati in buona parte con fondi pubblici. Un nuovo studio realizzato da Brot für die Welt e Pane per tutti attesta quanto sia stata nebulosa l'informazione delle banche di sviluppo su questa vicenda e fino a che punto abbiano mancato alle loro responsabilità ("The Weakest should not bear the Risk"). La stampa ha parlato di fiasco del progetto modello in Sierra Leone, di fine catastrofica di un progetto modello e simili.</p><p>Addax ha incassato fondi pubblici per migliaia di milioni (per il tramite della Banca africana di sviluppo e del Private Infrastructure Development Group [PIDG] e del suo subfondo, interamente finanziati con fondi pubblici). Sebbene la società Addax Bioenergy abbia restituito il denaro, le organizzazioni che hanno finanziato il progetto e quindi anche la Svizzera ne portano comunque la responsabilità nei confronti della popolazione interessata.</p><p>Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quali misure adotta il Consiglio federale per assicurarsi che la Svizzera si assuma la propria parte di responsabilità nei progetti da essa cofinanziati se questi falliscono, e in quale modo favorisce l'accesso alla riparazione nei progetti che hanno conseguenze tanto devastanti per la popolazione locale come quello di Addax in Sierra Leone?</p><p>2. Quali misure adotta per garantire che i fondi svizzeri per lo sviluppo non vadano a progetti che danno luogo a un accaparramento delle terre?</p><p>3. Quali misure adotta per garantire che gli accordi internazionali e le direttive sottoscritti dalla Svizzera, tra cui in particolare le FAO Voluntary Guidelines on the Responsible Governance of Tenure, vengano effettivamente attuate e rispettate?</p><p>4. Quali misure adotta per garantire che per i partenariati pubblico-privati per lo sviluppo cofinanziati dalla Svizzera vengano richiesti e rispettati criteri di qualità uguali a quelli previsti per i progetti delle opere di aiuto allo sviluppo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La Svizzera non ha mai partecipato direttamente al progetto Addax in Sierra Leone, ma vi era indirettamente legata tramite alcune istituzioni finanziarie. Considerato che oggi non vengono più effettuati investimenti dalla Banca africana di sviluppo (AfDB) o da altri partner della Svizzera, il margine d'influenza è limitato. In linea di principio non è prevista una riparazione formale (ad es. diritto a un risarcimento dei danni) in caso di fallimento di un progetto commerciale; una tale riparazione dipende in particolare dalla legislazione locale e dalle risorse investite nel progetto. Il Consiglio federale si adopererà presso gli istituti internazionali di finanziamento dello sviluppo affinché i nuovi proprietari rispettino gli eventuali obblighi giuridici vigenti. Questi istituti si impegneranno inoltre, nei loro lavori, a fornire un sostegno ottimale alla popolazione in Sierra Leone.</p><p>2. Come indicato nella risposta all'interpellanza Graf 11.3385, il Consiglio federale ritiene che gli investimenti privati effettuati nell'agricoltura possano avere effetti positivi che consentiranno un aumento della produttività e del reddito di cui vi è urgente bisogno. In tale contesto si devono rispettare gli standard sociali ed ecologici. In molti casi, tuttavia, gli importanti investimenti fondiari realizzati nei Paesi in via di sviluppo hanno pregiudicato la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare della popolazione locale perché limitano l'accesso alla terra e all'acqua e minacciano ecosistemi già di per sé fragili. Per questa analisi il Consiglio federale si basa, tra l'altro, su strumenti di sorveglianza cofinanziati dalla Svizzera, come l'iniziativa "Land Matrix", a cui l'Università di Berna collabora strettamente.</p><p>A livello globale la Svizzera si impegna attivamente per la creazione e l'applicazione di normative che promuovono una governance fondiaria equa e che fissano criteri per investimenti responsabili nell'agricoltura. Di queste fanno parte le Voluntary Guidelines on the Responsible Governance of Tenure of Land, Fisheries and Forests in the Context of National Food Security (VGGT), emanate dalla Commissione sulla sicurezza alimentare mondiale e menzionate dall'autrice dell'interpellanza, ma anche i Principles of Responsible Agriculture Investments (RAI), la OECD-FAO Guidance for Responsible Agricultural Supply Chains e i Guiding Principles on Large Scale Land Based Investments in Africa stabiliti dall'Unione africana.</p><p>La Svizzera incoraggia tutti gli attori coinvolti a partecipare all'elaborazione di questi principi e promuove l'autonomia delle comunità rurali. La partecipazione attiva del settore privato è fondamentale. Nelle procedure di approvazione dei progetti, i servizi federali responsabili includono sempre un'analisi dei rischi.</p><p>Nel quadro della sua funzione di sorveglianza presso gli istituti internazionali di finanziamento dello sviluppo, il Consiglio federale esige il rispetto delle normative e degli standard sia nell'esame dei progetti che nella loro realizzazione. Sostiene inoltre i meccanismi di ricorso e di composizione delle controversie che consentono alla popolazione locale di esigere direttamente il rispetto delle normative stabilite (Independent Review Mechanism presso l'AfDB; Compliance Advisory Ombudsman presso la Società finanziaria internazionale del gruppo della Banca mondiale, IFC). Per loro natura, tuttavia, i progetti realizzati in contesti fragili e nei Paesi più poveri presentano rischi economici e operativi, e non sempre giungono pienamente a buon fine.</p><p>3. La Svizzera si associa agli sforzi internazionali per l'attuazione delle VGGT, in particolare attraverso il suo impegno presso il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e il Programma multilaterale della FAO.</p><p>Alcuni Stati, fra cui anche la Sierra Leone, vengono sostenuti in modo mirato nello sviluppo del loro quadro legislativo in riferimento alle VGGT. La Svizzera si appresta a rinnovare il suo sostegno a questo programma per il periodo 2016-2020 con un contributo di 4,7 milioni di franchi. Allo stesso tempo, la Svizzera sostiene reti internazionali che coinvolgono organizzazioni della società civile i cui obiettivi principali sono di garantire un'ampia partecipazione e di far rispettare i diritti fondiari delle popolazioni. In quest'ottica si iscrive anche il sostegno alle due organizzazioni International Land Coalition (ILC) e Food First Information and Action Network (FIAN). Tramite programmi bilaterali la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene inoltre quasi una dozzina di iniziative per il miglioramento della governance fondiaria. Fra le più recenti, per le quali le VGGT costituiscono espressamente un quadro orientativo, si annoverano due progetti di governance fondiaria nel Myanmar e nella regione del Mekong.</p><p>4. Un partenariato pubblico-privato (PPP) si fonda su interessi comuni e su obblighi reciproci oltre che sul rispetto di determinati principi condivisi. I PPP sono interessanti soprattutto per promuovere iniziative con un impatto duraturo e su vasta scala nonché per influenzare le pratiche degli attori privati cercando di massimizzare gli effetti positivi sul piano sociale, economico e ambientale e di ridurre al minimo le esternalità negative. Prima di prendere qualsiasi decisione, si svolge una procedura obbligatoria di dovuta diligenza (due diligence process). Fra i criteri di esclusione considerati vi sono la violazione o la complicità nella violazione dei diritti umani, inclusi i diritti delle popolazioni indigene.</p>  Risposta del Consiglio federale.