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L'industria svizzera delle macchine festeggia un secolo di vita. Malgrado un contesto difficile, il settore pone le sue speranze su produttività e competitività.Questo contenuto è stato pubblicato il 24 giugno 2005 - 16:40
Sono numerose le ristrutturazioni che hanno toccato questo comparto economico dal 1905. Ormai gli effettivi calano ogni anno del 2-3%.
l'Associazione padronale svizzera dell'industria metalmeccanica (ASM) nacque per iniziativa di 79 aziende che intendevano contrastare la crescente pressione operaia all'inizio del secolo scorso.
Dal 1999 l'ASM, insieme alla Società svizzera dei costruttori di macchine (VSM), hanno dato vita a Swissmem, che oggi conta un migliaio di imprese, per un totale di circa 300'000 occupati.
Ancora uno dei pilastri dell'economia
Malgrado qualche momento difficile passato in questi cento anni, l'industria meccanica rappresenta ancora oggi uno dei pilastri dell'economia elvetica, ha dichiarato il presidente di Swissmem, Johann Schneider-Ammann.
La taglia media delle imprese è diminuita negli ultimi 30 anni da 490 a 190 dipendenti. Mutamento strutturale non significa però declino, ha commentato Johann Schneider-Ammann, che è anche consigliere nazionale radicale bernese.
Secondo Schneider-Amman l'industria MEM deve sapersi adattare e innovare; gli investitori devono essere pronti ai rischi e gli imprenditori tener conto dei collaboratori nelle loro decisioni.
Il partenariato sociale è un elemento di vantaggio, ha aggiunto Schneider-Amman: l'ASM è stata artefice dell'accordo sulla pace del lavoro, firmato nel 1937, che è ancora oggi alla base del contratto collettivo di lavoro, concernente 600 imprese.
Partenariato sociale
Quella convenzione sulla pace del lavoro ha aperto la via ad accordi di partenariato sociale raggiunti in altri settori economici - ha rammentato il consigliere federale Joseph Deiss, ospite delle celebrazioni per il centenario -, ed è uno dei principali vantaggi che la Svizzera può offrire, in quanto piazza economica, agli altri Paesi.
In agosto saranno avviate le trattative per le 14ma revisione del contratto collettivo. Vista l'evoluzione dei mercati mondiali e la presenza di una concorrenza sempre più agguerrita, l'ASM si impegnerà per elaborare una convenzione che accordi alle aziende orari di lavoro flessibili, evitando così oneri supplementari.
La paura degli operai di veder trasferire posti in Cina o in Paesi dell'Est è reale, ha proseguito il ministro dell'economia Deiss. Ma è proprio grazie al partenariato sociale, ben funzionante specialmente nell'industria meccanica, che la Svizzera è stata risparmiata dalle polemiche, ha commentato.
Deiss ha poi difeso l'estensione della libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE, su cui il popolo sarà chiamato ad esprimersi in autunno.
«Ne va del futuro dell'industria elvetica», ha affermato. L'industria meccanica genera il 42% delle esportazioni svizzere e rappresenta oggi il 30% del prodotto interno lordo.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Alla fine dell'anno scorso le industrie riunite nell'associazione mantello Swissmem occupavano 300'392 persone in Svizzera.
Nel 2004 hanno generato il 42% delle esportazioni, ossia 59 miliardi di franchi.
65,1% di queste esportazioni vanno verso l'Unione europea e i paesi all’Associazione europea di libero scambio (AELS).
L'industria meccanica impiega tre volte più personale del settore finanziario.
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