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Giornata da dimenticare per gli snowboarder elvetici che nel gigante parallelo, disciplina da sempre ricca di soddisfazioni per i colori rossocrociati, non sono nemmeno andati vicini alla zona medaglie, venendo tutti eliminati prima dei quarti di finale. È solo la seconda volta, dopo Vancouver 2010, che la Svizzera non conquista allori olimpici in questa disciplina.
Il campione olimpico in carica, Nevin Galmarini, è addirittura uscito nelle qualificazioni, chiuse al 21esimo posto a quasi un secondo dalla top-16. «Sono molto deluso, potrei rompere la mia tavola dalla rabbia o piangere», la reazione a caldo del 35enne grigionese, per il quale quella di Pechino potrebbe essere stata la sua ultima prova olimpica. Come lui, non hanno superato lo scoglio delle qualificazioni Gian Casanova, Jessica Keiser (entrambi 28esimi) e soprattutto la glaronese Ladina Jenny, particolarmente in luce durante l’inverno ma solo 17esima a 14 piccoli centesimi dal 16esimo rango che valeva un posto negli ottavi di finale.
Sono quindi stati solo tre i rossocrociati a raggiungere la fase a eliminazione diretta, ma come detto per tutti l’avventura si è chiusa a quello stadio della competizione: in campo femminile Patrizia Kummer (oro a Sochi 2014) e Julie Zogg si sono inchinate rispettivamente all’austriaca Dujmovits e alla tedesca Langenhorst. Tra gli uomini Dario Caviezel è invece stato battuto di 0’’16 dall’austriaco Prommegger.
Ad aggiudicarsi l’oro sono stati la grande favorita nonché campionessa in carica Ester Ledecka (davanti all’austriaca Ulbling e alla slovacca Kotnik) e un altro austriaco, Benjamin Karl, che ha preceduto lo slovacco Mastnak e il russo Wild.