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Nuovi dissidi tra piloti Crossair e Swissair. Il sindacato dei piloti Crossair critica il piano strategico presentato dai colleghi di Swissair, definendolo una «provocatoria manovra di disturbo».
C'è maretta tra i piloti Swissair e Crossair, chiamati a lavorare congiuntamente nella nuova compagnia aerea nazionale. Motivo del dissidio è la presentazione da parte di Aeropers, il sindacato dei piloti Swissair, di un documento intitolato «Vision» che i colleghi di Crossair giudicano un'intollerabile ingerenza nella definizione dei futuri orientamenti strategici e organizzativi.
Questo modo di procedere, si legge in un comunicato pubblicato domenica dal sindacato dei piloti Crossair CCP, «ricorda la vecchia cultura Swissair», che ha portato al tracollo dell'ex compagnia nazionale.
Aeropers, nelle sue «visioni» pubblicate giovedì scorso, elencava una serie rivendicazioni: la nuova compagnia dovrà posizionarsi nel segmento di punta e perseguire una politica dei prezzi corrispondente alle qualità offerte; la priorità numero uno dovrà essere la sicurezza (con evidente riferimento ai recenti incidenti che hanno coinvolto velivoli Crossair); il marchio Crossair dovrà essere abbandonato. Nel testo, parlando della futura compagnia, Aeropers le attribuisce il nome di «Swissairlines».
«Swissairlines» al sindacato CCP non piace: «a soli tre mesi dalla fine della fase transitoria - al termine della quale le due compagnie saranno riunite in una sola entità - i piloti Swissair ritengono che il tempo stringa per comunicare un progetto in grado di rassicurare i clienti e mobilitare il personale». Ma questo modo di procedere, per i piloti Crossair, è inaccettabile e contrario all'etica.
I colleghi di Swissair, critica il sindacato CCP, non cercano di intavolare un dialogo costruttivo, ma lanciano provocazioni come se fossero i soli detentori della verità. Facendo riferimento «alle recenti vicende Crossair», Aeropers «abusa» inoltre «in modo vergognoso di un tragico incidente al solo scopo di privilegiare i suoi interessi personali».
Il divario tra le due compagnie appare quindi evidente, ma già nei prossimi giorni si cercherà di riavvicinare le posizioni: proprio domani il management di Crossair incontrerà rappresentanti di entrambi i sindacati. «La riunione - ha spiegato il portavoce di Crossair Andreas Schwander - servirà a delimitare il terreno in vista dell'avvio di negoziati sui futuri rapporti contrattuali con i piloti provenienti da Swissair». Non è però per niente certo che il sindacato Aeropers sarà considerato alla stessa stregua di CCP come partner diretto nelle trattative con le direzione.
Quello che è sicuro, ha aggiunto Schwander, è che non ci saranno due contratti collettivi di lavoro, uno per i piloti Swissair e uno per i piloti Crossair. In discussione vi saranno unicamente emendamenti all'attuale contratto collettivo di Crossair, valido fino al 2005, su soggetti quali i voli a lunga distanza e la diversificazione dei modelli di avanzamento. «In questo contesto non vi è motivo di fissare salari differenziati». La nuova Crossair non sarà una compagnia a due velocità.
Anche Schwander ha criticato il modo di agire di Aeropers, affermando che «la politica aziendale è di competenza della direzione, e non dei sindacati dei piloti». Nella moritura Swissair, «i piloti avevano un grande peso e questo dato di fatto non ha giovato alla società». «Sarebbe malsano se tale influenza dovesse rimanere tanto marcata anche in futuro».
swissinfo e agenzie