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Non ci sarà nessuna norma specifica sulle procedure da adottare nel caso in cui le Camere federali non dovessero adottare il preventivo della Confederazione in tempo utile.
La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) ha rinunciato a elaborare un progetto.
Durante la scorsa sessione invernale, il Consiglio nazionale aveva bocciato in prima lettura il preventivo della Confederazione nel voto d'insieme. Dopo questa votazione, poi ribaltata durante l'esame delle divergenze, nessuno a Palazzo federale - tra politici, giornalisti e addetti ai lavori - sapeva quale procedura si sarebbe dovuto seguire.
La legislazione federale, contrariamente a quanto avviene nella maggioranza dei Cantoni, non dice infatti nulla sulle procedure da seguire qualora il primo gennaio non fosse disponibile un budget approvato dal parlamento. Per questo motivo la CdF-N aveva proposto una disposizione di legge per disciplinare i casi simili.
Oggi la Commissione ha però comunicato di aver rinunciato al progetto. Per la CdF-N non bisogna "accrescere l'incentivo a rinviare il preventivo al Consiglio federale". Viene inoltre riconosciuta "l'importanza della formula attuale che spinge a trovare il consenso con l'ausilio della conferenza di conciliazione concludendo le deliberazioni riguardanti il preventivo nella sessione invernale".
Finora è già capitato sette volte che il budget non venisse allestito entro i termini previsti. I motivi non sono tuttavia mai stati di ordine politico. Ciò rende ancora più intricata la situazione che si sarebbe venuta a creare.
SDA-ATS