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BERNA - Le coppie sposate non dovrebbero più essere svantaggiate dal punto di vista fiscale rispetto ai concubini. Ma non occorre discriminare a loro volta gli omosessuali ed escludere definitivamente l'imposizione individuale. Per questo il Consiglio degli Stati, dopo il Nazionale nel dicembre scorso, ha deciso oggi per 24 voti a 19 di opporre un controprogetto all'iniziativa popolare del PPD "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate".
La Camera dei cantoni, dopo 4 ore di dibattito, ha così seguito le proposte della sua commissione, raccomandando la bocciatura dell'iniziativa e l'adozione del controprogetto diretto a livello costituzionale.
Sia fautori che oppositori dell'iniziativa hanno sostenuto la necessità di eliminare le discriminazioni a livello fiscale rispetto ai concubini per quelle 80 mila coppie tutt'ora rimanenti.
Tuttavia, sin dal suo lancio, l'iniziativa del PPD ha suscitato non pochi grattacapi per quanto riguarda la sua formulazione: il testo del PPD definisce infatti il matrimonio quale unione tra un uomo e una donna, unione che costituisce a livello fiscale una comunione economica.
Per la sinistra e parte del centro, si tratta di una definizione che non tiene conto di unioni alternative, come il partenariato registrato, e chiude la porta all'imposizione individuale.
Di parere opposto i fautori dell'iniziativa, secondo i quali è ora di porre fine a una differenza di trattamento fiscale che dura da 31 anni, ossia da quando il Tribunale federale ha constatato mediante una sentenza l'esistenza di una discriminazione a livello impositivo. Inoltre, la definizione di matrimonio proposta rispecchia la giurisprudenza del Tribunale federale, i commenti alla Costituzione federale, il Codice civile e la Convenzione europea dei diritti umani.
Il controprogetto diretto dichiara semplicemente che il matrimonio non deve essere penalizzato rispetto agli altri stili di vita, in particolare a livello di imposte e assicurazioni sociali.