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BERNA - Il Consiglio federale ha chiesto oggi al Parlamento di bocciare l'iniziativa popolare "Sgravare i salari, tassare equamente il capitale" - conosciuta anche come "iniziativa 99%" - della Gioventù socialista (GISO) e di non affiancargli alcun controprogetto. Come già annunciato lo scorso giugno, l'esecutivo non vede alcuna necessità di intervenire.
La proposta di modifica costituzionale mira ad aumentare le imposte per i più ricchi in modo da sgravare i piccoli e medi redditi, ovvero il 99% della popolazione. Per assicurare una migliore distribuzione della ricchezza, l'iniziativa prevede una imposizione del 150%, invece del normale 100%, per la parte di reddito da capitale - dividendi, guadagni da interessi o affitti dedotti i costi di manutenzione e gestione - superiore a una soglia definita per legge e non precisata nel testo.
I particolari andrebbero disciplinati dalla legge. Per garantire che i piccoli risparmiatori non vengano danneggiati dall'iniziativa si vuole introdurre un importo esente di 100 mila franchi. Esonerati dalla maggiore tassazione sarebbero anche le pensioni assicurate dal primo e dal secondo pilastro.
Per il governo, l'iniziativa non è però necessaria: attualmente in Svizzera il volume della ridistribuzione è infatti già significativo. Vi contribuiscono in particolare i trasferimenti sociali, come l'AVS o la riduzione dei premi di cassa malati, nonché la progressività delle imposte sul reddito e sulla sostanza. Nel confronto internazionale, inoltre, in Svizzera i redditi ante imposte e le uscite statali a titolo di riversamento sono già distribuiti molto equamente.
Per il governo, l'iniziativa prevede inoltre uno strumento poco adatto a ridurre le disparità di reddito. Considerata la forte reattività del reddito da capitale di fronte a misure fiscali, una sua maggiore imposizione non si tradurrebbe infatti in maggiori entrate come sperato dagli iniziativisti.
Questa soluzione diminuirebbe inoltre l'attrattiva della piazza finanziaria svizzera influenzando negativamente sulla costituzione di patrimonio e di conseguenza riducendo a medio termine il capitale disponibile. L'iniziativa comporterebbe anche un aumento delle uscite a titolo di riversamento, il cui ammontare non sarebbe però determinato in funzione del fabbisogno ma in base alle entrate fiscali sul reddito da capitale, notoriamente soggette a forti oscillazioni.
Per tutti questi motivi - peraltro, come detto, già illustrati in giugno - l'esecutivo è contrario all'iniziativa popolare dei giovani socialisti.