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Fuori CS, dentro K+N? Con l'addio a Credit Suisse, lo SMI odorerà ancora meno di finanza
Con l'acquisizione di Credit Suisse (CS) da parte di UBS, l'indice SMI della borsa svizzera perderà presto uno dei suoi membri originari e con esso un altro titolo bancario. Nella corsa a subentrare a CS fra i 20 valori del listino di riferimento Kühne+Nagel appare in vantaggio.
Dalla creazione dello Swiss Market Index (SMI), nel 1988, Credit Suisse era rappresentato nell'indice, all'epoca ancora con il nome di Credito Svizzero (Schweizerische Kreditanstalt, SKA). In quegli anni l'SMI era fortemente influenzato dai titoli finanziari: comprendeva anche la Società di banche svizzera (SBS) e l'Unione di banche svizzere (UBS), che si sono fuse nel 1997, come pure la Banca popolare svizzera (BPS), rilevata da CS Holding (oggi Credit Suisse).
Il comparto della finanza era rappresentato anche dagli assicuratori Zurich, Swiss Re e Winterthur.
A causa dei matrimoni aziendali, ma anche in seguito alla crisi finanziaria, le banche hanno perso gran parte della loro importanza per lo SMI. Come è noto i corsi raggiunti dalle azioni degli istituti prima dello shock del 2008 non sono di gran lunga mai stati recuperati.
Al termine dell'operazione di salvataggio (operazione commerciale, secondo il modo di esprimersi del Consiglio federale) di Credit Suisse annunciata domenica, l'SMI comprenderà una sola banca. Non è però ancora noto quando esattamente le azioni CS saranno tolte dal mercato. Si sa per contro che UBS vuole procedere celermente e sta attualmente aspettando le approvazioni normative dall'estero.
In base alla data del ritiro di CS gli indici saranno adeguati, stando a quanto comunicato da SIX – il gruppo finanziario che gestisce la borsa elvetica – interpellato dall'agenzia Awp. Di solito SIX effettua una cosiddetta revisione ordinaria degli indici a metà anno e comunica i risultati in luglio; gli adeguamenti entrano in vigore a settembre. Un aggiustamento straordinario dell'indice avverrà solo se il delisting – questo il termine inglese – di CS interverrebbe prima.
SMI composto dalle 20 azioni più grandi e più liquide
Lo SMI è composto dalle 20 azioni più grandi e più liquide. I titoli inclusi sono calcolati in base alla capitalizzazione media di mercato e al volume di scambi annuali, con il periodo determinante che va dal primo luglio al 30 giugno. Quest'ultimo criterio non va sottovalutato: decisivo è il cosiddetto flottante, cioè la quota del capitale sociale di un'impresa effettivamente disponibile per la circolazione sul mercato azionario.
Molti titoli in borsa hanno un elevato flottante, tuttavia vi sono anche valori in cui la famiglia fondatrice o i discendenti detengono ancora una quota elevata. Nel caso del colosso della logistica Kühne+Nagel, ad esempio, la pur importante capitalizzazione non è stata finora sufficiente per entrare nell'SMI perché l'imprenditore tedesco Klaus-Michael Kühne possiede più della metà delle azioni. Ora potrebbe pero essere arrivato il momento giusto affinché l'azione dell'azienda salga nell'olimpo borsistico.
Un altro candidato è Société Générale de Surveillance (SGS), gruppo ginevrino attivo a livello mondiale nel settore della certificazione e dell'ispezione, che già in passato ha fatto parte dell'SMI. Si fa inoltre anche il nome di Straumann, impresa basilese specializzata nella produzione di impianti dentali.
Più di un'azienda potrebbe venire promossa
È inoltre ipotizzabile che quest'anno più di un'azienda venga promossa nella serie A borsistica elvetica: questo perché sta vacillando il posto di Logitech, produttore di periferiche di computer, che ha visto la capitalizzazione calare dopo i rialzi seguiti al boom delle vendite durante la pandemia.
Tuttavia non basta scendere al di sotto dei top 20 per uscire dall'SMI: per evitare variazioni troppo frequenti dell'indice, SIX stabilisce un intervallo di tolleranza. Solo quando un titolo SMI è sceso al 23esimo rango tra i valori di maggior capitalizzazione e liquidità viene escluso; al contrario, un titolo SMI può salire solo se avanza al 18esimo posto.
Far parte dell'SMI non è solo una questione di prestigio, ha anche un impatto finanziario: quando un'azione viene inserita in un indice i fondi che replicano questi listini devono comprarla, facendone tendenzialmente salire il valore. Inoltre i grandi investitori istituzionali si orientamento fortemente all'SMI.
hm, ats