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LUCERNA - I bambini in affidamento dovranno avere più voce in capitolo quando vengono collocati fuori dalla loro famiglia. È una delle principali raccomandazioni emanate congiuntamente dalla Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) e dalla Conferenza per la protezione dei minori e degli adulti (COPMA).
In Svizzera sono circa 18mila i bambini che vivono con genitori affidatari: un terzo di questi collocamenti non sono consensuali, sono infatti ordinati dalle autorità. La loro condizione è stata esaminata sull'arco di due anni dalla CDOS e dalla COPMA, che ora hanno emanato una serie di 42 raccomandazioni.
I cantoni vengono ad esempio esortati a garantire che il benessere di bambini e adolescenti in affidamento venga considerato come punto principale prima, durante e dopo il collocamento. Ciò comporta tra l'altro una corretta informazione dei piccoli e l'ascolto della loro opinione. Bambini e adolescenti devono inoltre «avere sistematicamente una persona di fiducia al loro fianco».
Le due conferenze hanno così reagito alle critiche mosse alle pratiche del passato in questo settore e ai richiami presentati dal Comitato ONU sui diritti dell'infanzia in Svizzera. In una nota congiunta, si precisa che si è voluto trarre lezione dal passato: una prassi come quella precedente al 1981, quando i collocamenti forzati erano una realtà nella Confederazione, non è più concepibile oggi.
L'attuazione delle raccomandazioni potrebbe comportare adeguamenti giuridici e organizzativi nei cantoni. Spetta ora ai singoli cantoni decidere come e con che agenda temporale applicarle.