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Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un rapporto su come il divieto della doppia imposizione intercantonale statuito all'articolo 127 capoverso 3 della Costituzione federale possa essere attuato in modo più agevole per i cittadini.
Motivazione
Dal 1874 sussiste il mandato di vietare la doppia imposizione intercantonale tramite una legge federale (art. 127 cpv. 3 Cost.). Dal momento che tale legge non è ancora stata emanata, per evitare la doppia imposizione intercantonale vengono applicate le regole fissate dalla giurisprudenza del Tribunale federale.
Queste regole consolidatosi nel tempo, costituiscono oggi un sistema molto complesso, la cui applicazione è divenuta pressoché impossibile. Ciò rappresenta una grande incertezza giuridica nonché una soluzione non agevole per i cittadini. Le imposizioni oggi attuabili in vari cantoni comportano costi molto elevati. Spesso è necessario effettuare revisioni in ambito della ripartizione fiscale intercantonale e correzioni delle tassazioni in tutti i cantoni e comuni interessati. Rassegnandosi, numerosi contribuenti rinunciano alla protezione giuridica e dichiarano volontariamente una somma troppo elevata. Pur rispettando le regole fissate dal Tribunale federale per evitare la doppia imposizione intercantonale, non è possibile escludere sempre sistematicamente un onere supplementare, il che costituisce una violazione del mandato costituzionale. Si impone quindi una semplificazione a livello formale e materiale.
Parere del Consiglio federale del 07.09.2011
Nell'articolo 46 capoverso 2, il predecessore dell'attuale articolo 127 capoverso 3 della Costituzione, la Costituzione federale del 1874 conferiva al legislatore federale il mandato di emanare disposizioni contro la doppia imposizione. Nonostante i numerosi tentativi, la relativa legge non è tuttavia mai stata approvata. Nell'arco di un secolo, nella sua prassi il Tribunale federale ha quindi sviluppato norme sui conflitti di leggi che in linea di massima hanno dato buoni risultati, tanto che oggi non si ritiene più necessaria una legge specifica (cfr. messaggio del 20 novembre 1996 concernente la revisione della Costituzione federale, FF 1997 I 326; http://www.parlament.ch/i/suche/pagine/legislaturrueckblick.aspx?rb_id=19960091, in tedesco e francese). Per i cantoni le regole stabilite dal Tribunale federale per impedire la doppia imposizione sono vincolanti al pari delle leggi federali.
Il mandato esplicito al legislatore federale contenuto nell'articolo 46 capoverso 2 della vecchia Costituzione di stabilire disposizioni contro la doppia imposizione è stato modificato in seguito al suo aggiornamento, in occasione del quale si è stabilito che la Confederazione avrebbe adottato i provvedimenti necessari. Dai documenti risalenti alla sua elaborazione si può in particolare evincere che il concetto di "Confederazione" in questo disposto include sia il Tribunale federale sia il legislatore federale (cfr. messaggio del 20 novembre 1996 concernente la revisione della Costituzione federale, FF 1997 I 326).
A causa della complessità e della diversità dei problemi da risolvere, questa legge federale, non più menzionata nell'articolo 127 capoverso 3 della Costituzione, non è ancora stata approvata nonostante diversi tentativi. Alcuni principi della vigente prassi in materia di doppia imposizione sono stati adottati nella legge federale del 14 dicembre 1990 sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID), altri sono stati modificati in modo puntuale. Tuttavia, il compito di evitare la doppia imposizione rimane di natura principalmente pratica, dipendente dalle dinamiche della vita economica. In quest'ottica, finora la prassi giudiziaria ha pertanto dato buoni risultati e ha quindi attuato il mandato costituzionale.
L'elevato onere connesso alla tassazione in caso di ripartizione intercantonale dell'imposta, eventualmente con correzioni necessarie in tutti i cantoni e i comuni interessati, è un problema dovuto alla natura del sistema, che non dipende dal fatto che le tassazioni vengano effettuate in base a una legge o al diritto giudiziale.
Occorre tuttavia considerare che l'ordinanza del 9 marzo 2001 sull'applicazione della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette nei rapporti intercantonali (RS 642.141) ha apportato notevoli semplificazioni per il cittadino. Di conseguenza, il contribuente assoggettato all'imposta in parecchi cantoni può adempiere il suo obbligo di allestire la dichiarazione fiscale semplicemente mediante la presentazione di una copia della dichiarazione d'imposta del cantone di domicilio o di sede. Questi casi riguardano prevalentemente persone fisiche domiciliate in un cantone che possiedono un'abitazione secondaria in un altro cantone. In simili casi di ripartizione intercantonale dell'imposta, l'ordinanza sull'armonizzazione fiscale delle imposte dirette nei rapporti intercantonali ha notevolmente sgravato il cittadino da oneri amministrativi supplementari. Per situazioni più complesse, ad esempio nel caso di imprese assoggettate in più cantoni, esistono appositi moduli che semplificano di molto la dichiarazione degli elementi imponibili. I cantoni interessati alla ripartizione intercantonale dell'imposta sono coinvolti in tutta la procedura di tassazione nel senso che l'autorità fiscale del cantone di domicilio o di sede comunica alle autorità fiscali degli altri cantoni la sua tassazione, comprese la ripartizione intercantonale ed eventuali modifiche della dichiarazione d'imposta. In questi casi il cittadino non dovrebbe sopportare più oneri rispetto a chi è assoggettato in un solo cantone. Ricapitolando si può pertanto affermare che l'introduzione dell'ordinanza sull'applicazione della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette nei rapporti intercantonali ha sollevato il cittadino dai suoi oneri amministrativi supplementari.
Il legislatore potrebbe proporre un'ulteriore semplificazione rinunciando completamente alle ripartizioni e assegnando l'imposizione di tutti gli elementi al cantone di domicilio, rispettivamente al cantone ove è situata la sede del contribuente. Una soluzione così radicale avrebbe tuttavia ripercussioni negative sul federalismo.
Infine, l'emanazione di una nuova legge non permetterebbe di evitare gli eventuali oneri supplementari nell'ambito di ripartizioni intercantonali dell'imposta che possono insorgere soprattutto in caso di omissioni nell'ambito del diritto procedurale.
Il Consiglio federale non ritiene pertanto giustificato scostarsi dall'attuale prassi fondata sulla giurisprudenza (p. es. con l'emanazione di una legge). Tuttavia, dato che il governo è dell'opinione che questa sarebbe l'unica alternativa possibile per attuare il mandato costituzionale che chiede di vietare la doppia imposizione intercantonale, l'elaborazione di un simile rapporto si rende superflua.
Proposta del Consiglio federale del 07.09.2011
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.