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Theresa May ha incassato un'altra sconfitta, giovedì nella Camera dei comuni, sconfitta che ne indebolisce ulteriormente la posizione nell'ambito delle trattative che sta conducendo per rendere il più indolore possibile il divorzio del suo paese dall'Unione Europea.
A sei settimane dalla data prevista per il distacco, i deputati britannici hanno respinto con 303 voti contro 258 la mozione con cui il Governo spiegava come avrebbe voluto rinegoziare i termini dell'accordo, già seccamente bocciato in gennaio. Con questo esito, pur non vincolante, la premier perde il chiaro mandato che le era stato affidato dal Parlamento per raggiungere l'obbiettivo.
Nel testo cestinato, l'Esecutivo affermava di voler perseguire due traguardi: ottenere accomodamenti alternativi alla "rete di sicurezza" pensata per mantenere aperta la frontiera irlandese ed evitare una rottura traumatica, senza intesa, scenario temuto dagli ambienti economici e da una parte dei parlamentari.
AFP/dg