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La Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH) è molto preoccupata per l'apprezzamento del franco. Il governo e la Banca nazionale svizzera (BNS) non dovrebbero permettere che il franco si rafforzi ulteriormente, ha dichiarato oggi a Delémont (JU) il presidente della FH Jean Daniel Pasche in occasione dell'assemblea generale.
Pasche auspica che le autorità e la BNS sorveglino l'evoluzione e siano pronte a intervenire. "La forza del franco è una preoccupazione per tutto il settore", ha precisato Pasche all'ats: penalizza anche la vendita di orologi in Svizzera, ha aggiunto.
L'apprezzamento del franco su euro e dollaro intacca i margini delle imprese che non sempre possono ripercuotere tali differenze di cambio sul consumatore.
Le manifatture orologiere non possono aumentare i prezzi dei prodotti senza correre il rischio di perdere la loro attrattiva. Per Pasche gli effetti del franco variano a seconda dei marchi e la sede geografica delle imprese. Il lusso ha un margine di manovra maggiore rispetto al segmento medio.
Presentando il rapporto 2010, Pasche si è detto contento di constatare che le esportazioni - nell'anno in rassegna - sono progredite del 22,1% rispetto al 2009 per attestarsi a 16,2 miliardi di franchi. Ciò rende il 2010 il secondo miglior anno del settore, ha precisato.
"Quello che ci fa particolarmente piacere è il fatto di constatare che la crescita si sia ripartita su tutti i segmenti di prezzi", ha aggiunto il presidente della FH.
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