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BERNA - La proposta di riconoscere l'islam come religione ufficiale in Svizzera è ben lungi da suscitare consensi. Stando ad un sondaggio pubblicato oggi da Matin Dimanche e SonntagsZeitung , solo il 39% delle persone intervistate approverebbe la misura.
Il 61% invece non ritiene sensato mettere l'islam allo stesso livello del cristianesimo o dell'ebraismo. Percentuali quasi identiche si riscontrano per quanto riguarda la risposta alla domanda "l'islam ha il suo posto nell'identità svizzera?" (38% sì o piuttosto sì, 62% no o piuttosto no).
Sono risultati molto simili a quelli della votazione contro i minareti, ma il politologo George Lutz, dell'università di Losanna, mette in guardia contro le accuse di islamofobia: "forse una minoranza lo è. Per gli altri sono presenti tutte le sfumature fra le persone che hanno paure e quelle che diffidano", ha dichiarato ai domenicali.
L'80% degli svizzeri inoltre ritiene che i valori cristiani facciano parte dell'identità elvetica. La percentuale di sì a questa domanda è particolarmente alta fra gli elettori PPD (90%), UDC (89%) e PLR (85%), ma anche a sinistra la maggioranza è netta: 68% fra i simpatizzanti socialisti e 67% fra quelli verdi. "La domanda era generale e gli intervistati hanno risposto in funzione dei valori culturali. Se la domanda fosse stata più specifica sui valori religiosi, le percentuali sarebbe state molto più basse", ha sottolineato Fabio Wasserfallen, uno dei politologi che ha ponderato i risultati del sondaggio.
Il dibattito sul riconoscimento dell'islam come religione ufficiale era stato lanciato in agosto dal presidente socialista Christian Levrat. Una simile opzione, aveva detto, eviterebbe che gli imam vengano formati e finanziati dall'estero, in particolare da gruppi fondamentalisti. Il presidente del PPD Gerhard Pfister si è dichiarato a più riprese contrario a questa eventualità. Intervistato dai due domenicali, Pfister ha detto che è troppo presto per parlare di riconoscimento dell'islam, ma ha promesso che il suo partito presenterà proposte per migliorare l'integrazione degli stranieri.
Il sondaggio via Internet si basa su 15'617 risposte ponderate secondo variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine di errore è di +/-1,2 punti percentuali.