Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/232191

<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo le risposte alle interpellanze 21.3343 Seiler Graf e 21.3745 Fivaz, con riferimento al Censimento dell'esercito 2020 ci sono questioni rimaste in sospeso.</p><p>1. Nella sua risposta all'interpellanza 21.3745, il Consiglio federale dichiara che il numero delle partenze anticipate è elevato. Come giunge a questa conclusione, nonostante le ammissioni al servizio civile e le partenze per motivi medici siano diminuite sensibilmente? Quale è stata l'evoluzione delle partenze negli ultimi 10 anni, ripartite per singola causa?</p><p>2. Il Consiglio federale ha intenzione di superare l'effettivo massimo ammesso sul piano giuridico per almeno 10 anni. Il citato articolo 6 dell'organizzazione dell'esercito (OEs) prevede un periodo transitorio massimo di cinque anni. Il Consiglio federale come motiva questa circostanza?</p><p>3. L'effettivo reale supera l'effettivo regolamentare di circa il 40 per cento, poiché, secondo le esperienze maturate, non tutti gli incorporati danno (o possono dare) seguito a ogni chiamata in servizio. Quante persone danno effettivamente seguito alla loro chiamata in servizio? Quale è stata l'evoluzione di questo valore sull'arco degli ultimi 10 anni?</p><p>4. In che modo l'esercito gestisce le persone che a seguito della maggiore flessibilità del reclutamento non hanno iniziato la scuola reclute fino al 25° anno di età?</p><p>5. Come si delinea lo sviluppo demografico delle persone soggette all'obbligo di leva per i prossimi 15 anni?</p><p>6. Per quanto riguarda la quota delle donne nell'esercito entro il 2030, l'obiettivo dichiarato è il 10 per cento. Ora il Consiglio federale dichiara che lo scopo primario non è aumentare l'entità dell'apporto di personale. Per l'esercito un valore del 10 per cento non rappresenta un'entità rilevante sotto il profilo quantitativo? O l'obiettivo è stato abbandonato? Se sì, perché?</p><p>7. Secondo quanto riportato, la cifra di 2100 partenze annue dopo la scuola reclute corrisponde a una soglia a partire dalla quale le partenze nelle formazioni dell'esercito sono superiori ai nuovi arrivi.</p><p>a. Come viene raggiunto questo valore?</p><p>b. Secondo quanto riportato nel Censimento dell'esercito 2020, questo valore è già stato superato durante la concezione dell'USEs con le partenze attribuibili alle voci "Varie" e NI. Perché viene utilizzato un valore di pianificazione che non era realistico già prima che venisse introdotto l'USEs? Ciò significa quindi che un calo dei militari è stato inserito intenzionalmente nella pianificazione?</p><p>8. Negli ultimi 10 anni quanti sono i militi della protezione civile a essere stati licenziati con procedura ordinaria senza aver prestato tutti i giorni di servizio (in termini percentuali e assoluti)? In media quanti sono i giorni di servizio che non sono stati prestati?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dal 2011 solo le partenze per motivi medici sono diminuite sensibilmente (-47,5%). Con riferimento al servizio civile è stato registrato un incremento dalle 4 600 ammissioni nel 2011 a oltre 6 000 ammissioni negli anni 2016-2019. Per via della situazione legata al COVID-19, nel 2020 il numero degli ammessi è stato sensibilmente inferiore (5 254). Ora pare che vi sia una stabilizzazione a livelli elevati con poco più di 6 000 ammissioni all'anno.</p><p>2. Secondo l'articolo 13, para. 1, lett. a LM (RS 510.10), per i membri della truppa e i sottufficiali il servizio militare obbligatorio dura sino alla fine del dodicesimo anno dalla conclusione della scuola reclute. Nell'art. 19 cpv. 1 OOPSM (RS 512.21) il Consiglio federale ha stabilito un limite massimo di dieci anni per l'obbligo di prestare servizio per i militari e i sottufficiali che hanno concluso la scuola reclute dal 2018 in poi. Coloro che hanno concluso la scuola reclute prima del 2018 restano incorporati per dodici anni. Fra sei anni, ossia a partire dal 2028, verranno licenziate due classi di età. In tal modo l'effettivo sarà in linea con gli obiettivi perseguiti. Ridurre la durata del servizio militare obbligatorio in maniera improvvisa avrebbe significato far crollare gli effettivi in misura tale da rendere impossibile il raggiungimento degli effettivi perseguiti. È questo il motivo per cui il Consiglio federale ha preferito questo adeguamento progressivo.</p><p>3. L'OEs (RS 513.1) prevede un effettivo regolamentare di 100 000 e un effettivo reale di 140 000 militari. Un effettivo reale di 140 000 militari è necessario per garantire un effettivo reale di 100 000 militari in caso di mobilitazione. Negli impieghi sussidiari a beneficio delle autorità civili per combattere la pandemia, fino al 90 per cento dei militari di milizia convocati ha risposto alla chiamata in servizio, il che è stato sufficiente per coprire l'effettivo regolamentare delle formazioni. La situazione è diversa per quanto riguarda i corsi di ripetizione ordinari, in cui la quota di entrata in servizio si attesta in media al 66,5 per cento. Dalla riforma "Ulteriore sviluppo dell'esercito" (USEs), i militari hanno la possibilità di distribuire i loro sei corsi di ripetizione sull'arco di dieci anni. Tale circostanza è la spiegazione principale per la media raggiunta. Senza l'effettivo reale di 140 000 militari quest'ultima sarebbe inferiore, fatto che pregiudicherebbe la qualità dell'istruzione e anche il livello di preparazione.</p><p>4. In conformità alla legislazione in vigore (art. 49, para. 1, LM), le persone soggette all'obbligo di leva che non hanno concluso la scuola reclute alla fine dell'anno in cui compiono 25 anni di età sono esentate dall'obbligo di portare a termine il servizio militare e sono soggette alla tassa d'esenzione dall'obbligo militare.</p><p>5. Secondo le previsioni dell'Ufficio federale di statistica, il numero delle persone potenzialmente soggette all'obbligo militare (uomini svizzeri di 19 anni) tra il 2022 e il 2027 passerà da 33 000 a circa 35 000. A partire dal 2030 il numero delle persone soggette all'obbligo militare aumenterà ancora fino a raggiungere circa 38 000 unità.</p><p>6. L'obiettivo di raggiungere una quota più elevata di donne continua a essere di attualità e rappresenta un obiettivo dichiarato dell'esercito. Aumentare la quota di donne non serve in primo luogo a migliorare l'entità dell'apporto di personale dell'esercito, bensì soprattutto ad aumentarne la qualità. Come noto, il lavoro in squadre miste è più efficace. Ma anche un aumento del 10 per cento della quota di donne non sarà sufficiente per colmare le lacune in termini di personale di cui l'esercito soffrirà alla fine degli anni 2020.</p><p>7a. Da diversi anni le partenze dalle formazioni dell'esercito sono già superiori alla soglia stabilita. Il valore di riferimento di 2100 partenze corrisponde all'1,5 per cento dell'effettivo reale dell'esercito fissato a 140 000 militari. Si tratta di un valore di riferimento indicativo che serve per la pianificazione a lungo termine al fine di garantire e di stabilizzare gli effettivi dell'esercito e che viene utilizzato nel quadro dell'USEs.</p><p>7b. Il valore di riferimento viene calcolato su 140 000 militari. Il numero assoluto delle partenze dall'esercito secondo la riforma Esercito XXI è paragonabile solo in misura limitata con quello dell'esercito secondo l'USES, dato che le partenze sono anche legate alle dimensioni dell'esercito e l'esercito secondo la riforma Esercito XXI all'epoca contava più di 180 000 militari. Nel corso degli ultimi dieci anni, grazie alle misure adottate l'esercito è riuscito a ridurre di oltre la metà le partenze dovute a motivi medici. Per di più, nel corso degli ultimi anni ha adottato diverse misure per ridurre le partenze.</p><p>8. Il numero dei giorni di servizio da prestare nella protezione civile non è prestabilito. Pertanto un milite della protezione civile non è tenuto a prestare un determinato numero di giorni di servizio durante il periodo in cui è soggetto all'obbligo di prestare servizio.</p>  Risposta del Consiglio federale.