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Gli organizzatori del Forum economico mondiale (WEF) di Davos hanno confermato martedì pomeriggio che la prossima edizione si terrà a New York.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 novembre 2001 - 19:30
La notizia del trasferimento, da Davos A New York, dell'edizione 2002 del WEF è stata confermata ed ufficializzata a Ginevra dagli stessi organizzatori della manifestazione. Nel 2003 essa dovrebbe però ritornare in Svizzera.
In un comunicato indirizzato al municipio di Davos gli organizzatori indicano che la decisione di spostare il WEF a New York è stata presa lunedì mattina in un incontro a Berna tra il ministro dell'economia Pascal Couchepin, quello degli esteri Joseph Deiss, la consigliera federale Ruth Metzler, il consigliere di Stato grigione Klaus Huber, il landamano di Davos Erwin Roffler ed il presidente del WEF Klaus Schwab.
Le rivelazioni della stampa
Gli organizzatori del WEF hanno così confermato le rivelazioni fatte martedì dai quotidiani svizzero tedeschi Blick e Tages Anzeiger e di quello romando Le Temps, i primi a rivelare, sulla base di informazioni fornite da fonti dell'amministrazione federale stessa, che l'edizione 2001 del Forum economico mondiale sarebbe stata trasferita a New York. Il trasferimento corrisponderebbe ad un desiderio del fondatore del WEF Klaus Schwab, che ne avrebbe discusso anche con il segretario generale dell'ONU Kofi Annan.
La conferma ufficiale del trasferimento da Davos a New York sarebbe dovuta venire mercoledì dal Consiglio federale nella settimanale riunione del mercoledì. Prima ancora dell'ufficializzazione da parte del governo e della conferma da parte degli organizzatori stessi, si registrano comunque già le prime reazioni politiche.
Reazioni politiche immediate
Tra i primi a reagire i quattro partiti governativi. Radicali-democratici, democristiani e democratici di centro deplorano il trasferimento oltre Oceano dell'importante appuntamento politico e mediatico. Il Partito socialista, attraverso il proprio portavoce, considera invece lo spostamento a New York un atto di solidarietà.
La decisione è un segnale sbagliato verso l'estero, ha detto la portavoce del Partito liberale-radicale democratico svizzero (PLR) Barbara Perriard. L'impressione data è che la Svizzera non sia in grado di garantire la sicurezza in occasione di manifestazioni importanti. Lasciando partire il WEF la Confederazione perde l'occasione di porre il nostro Paese al centro dell'attenzione mondiale. Il PLR farà tutto il necessario per riportare il Forum economico in Svizzera nel 2003, ha concluso la Perriard.
Sulla stessa linea anche il Partito popolare democratico (PPD). «Abbiamo ceduto alle pressioni di una minoranza violenta», ha commentato la portavoce Béatrice Wertli nel riferirsi ai manifestanti che, lo scorso anno, si lasciarono andare ad atti di violenza, in particolare nel centro di Zurigo. Anche il PPD intende prodigarsi affinché il clima politico in Svizzera ritorni ad essere favorevole all'organizzazione di conferenze internazionali e non solo del WEF. «Ne va dell'ospitalità elvetica», ha concluso la
Wertli.
Anche l'Unione democratica di centro (UDC) è dispiaciuta per il trasferimento a New York. «La Svizzera, in qualità di ospite della manifestazione, poteva dimostrare di essere il luogo adatto per l'organizzazione del Forum mondiale «, ha detto il segretario generale Gregor Rutz. Secondo il rappresentante dell'Unione democratica di centro, i 10 milioni di franchi preventivati per garantire la sicurezza dell'incontro sarebbero stati soldi spesi bene. «Forse meglio dei 3 o 4 miliardi versati a Swissair», ha sottolineato Rutz.
Segno di solidarietà
Il Partito socialista (PSS) è l'unico partito di governo a discostarsi dalle generali manifestazioni di «cordoglio» per la perdita, almeno temporanea, del Forum. Il suo portavoce Jean-Philippe Jeannerat considera lo spostamento del WEF oltre Oceano un «atto di solidarietà» di Davos, vista anche la drammatica situazione internazionale.
La Svizzera avrà l'occasione in questo «anno sabbatico» di trovare soluzioni costruttive per le future manifestazioni del WEF a Davos, aggiunge il Partito socialista, che intende impegnarsi affinché il Forum mondiale ritorni in patria. Si dovrà comunque affrontare il discorso della futura ubicazione della manifestazione, ha concluso Jeannerat.
Scena muta del Grigioni
Il governo del Canton Grigioni si è invece attenuto all'invito del Consiglio federale di non rilasciare dichiarazioni fino a mercoledì, giorno fissato dal governo dell'annunciata conferenza stampa sull'argomento. Klaus Huber, responsabile cantonale grigionese dell'economia pubblica, ha scelto la strategia di non confermare e non smentire le notizie trapelate.
Il governo grigionese ha solo fatto sapere che avrebbe preferito che il risultato dell'incontro di lunedì mattina a Berna tra i consiglieri federali Pascal Couchepin, Joseph Deiss, Ruth Metzler, il consigliere di Stato grigionese Klaus Huber, il landamano di Davos Erwin Roffler ed il presidente del WEF Klaus Schwab fosse stato reso pubblico immediatamente. L'embargo decretato dal Consiglio federale «non è la soluzione migliore», ha aggiunto Eveline Widmer, presidente del Consiglio di Stato del Canton Grigioni. Fedeltà totale a Berna quindi da parte di Coira: «Potete anche metterci a testa in giù e scrollarci, non ne uscirà niente», ha detto ai giornalisti, al termine della conferenza stampa tenuta martedì a Coira, la presidente del Consiglio di Stato grigionese.
L'embargo sulla notizia
Per la notizia ufficiale del trasferimento a New York della prossima edizione del WEF bisogna dunque aspettare mercoledì, data ufficiale dell'embargo voluto dal Consiglio federale, che non ha deciso di cambiare strategia dopo le rivelazioni della stampa e nemmeno dopo la conferma da parte degli organizzatori del Forum mondiale di Davos. Fallito un tentativo per correggere il tiro, effettuato a Palazzo federale dal cancelliere cantonale grigionese Claudio Riesen. Il portavoce del Consiglio federale, Achille Casanova, ha ripetuto che nulla di ufficiale dovrà trapelare prima di mercoledì. «Una situazione difficile per noi», ha commentato Eveline Widmer.
Secondo indiscrezioni, del prestigioso quotidiano americano "New York Times", la conferma ufficiale del trasferimento del WEF è stata rinviata a mercoledì, per permettere a Schwab, , di tenere una conferenza stampa proprio a New York con il sindaco Rudolph Giuliani e con il governatore Georges Pataki, nella quale verrà annunciata la novità.
Operatori economici scontenti
Il Forum economico mondiale si svolge a Davos dal 1971. Negli scorsi anni la sicurezza della manifestazione è divenuta una questione sempre più problematica. Nell'edizione del 2001 le manifestazioni erano state vietate a Davos, ma vi erano stati pesanti scontri a Zurigo.
Nella regione turistica di Davos intanto inizia a serpeggiare il malcontento tra numerosi albergatori. Si temono perdite finanziarie, per migliaia se non milioni di franchi, per il trasferimento del WEF Oltreoceano.
swissinfo e agenzie
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