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Il film viene proiettato oggi per la prima volta nel Concorso internazionale. Ali Ahmadzadeh in passato ha già avuto problemi con la censura del suo Paese
Il regista Ali Ahmadzadeh e il cast del suo film ‘Mantagheye bohrani’ (Critical Zone) non hanno potuto lasciare l'Iran, perché fermati e bloccati nel Paese. La notizia è stata data questa mattina durante la conferenza stampa, dove erano attesi per la presentazione del lungometraggio in gara nel Concorso internazionale. All'incontro ha preso parte solo il produttore Sina Ataeian Dena.
‘Mantagheye bohrani’ (verrà proiettato oggi alle 14 al Palexpo) è stato girato con attori non professionisti, ma "con persone vere – ha scritto nella sinossi il regista –. Spesso abbiamo dovuto nascondere la macchina da presa, o inventarci complicate soluzioni per aggirare divieti. Girare questo film è stato una ribellione. Farlo vedere è per noi una vittoria ancora più grande". In auto, Ahmadzadeh ha girato "i bassifondi di Teheran per portare conforto alle anime tormentate della notte".
Nato a Teheran nel 1986, il regista iraniano ha abbandonato gli studi di architettura per diplomarsi alla Neinava Music University della capitale iraniana. Per motivi politici i suoi film, che trattano della gioventù ribelle e dello scontro con la teocrazia, sono caduti sotto la scure della censura del Paese, dove ufficialmente Ahmadzadeh non può esercitare il lavoro di regista.
Finora, ha realizzato ‘Madar-e ghalb atomi’ (2015) e due anni prima ‘Mehmouniye Kami’ (2013).