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Il gruppo parlamentare UDC ha esaminato il progetto della CIP-CN per l’applicazione dell’articolo costituzionale sull’immigrazione. Esso ha deciso di sostenere la domanda di rinvio alla commissione, perché le misure proposte non adempiono il mandato costituzionale dato dal popolo. Questo progetto non cambia nulla per ciò che riguarda le conseguenze negative nettamente percettibili di un’immigrazione smisurata, ossia l’immigrazione nelle istituzioni sociali, l’aumento della disoccupazione e la forte criminalità. Il gruppo UDC ha pure discusso il progetto di riforma Previdenza vecchiaia 2020.
Il 9 febbraio 2014, il popolo svizzero ha approvato l’articolo costituzionale 121a che regola l’immigrazione. Il progetto d’applicazione della CIP-CN non adempie alcuna delle disposizioni contenute nell’articolo. Il gruppo UDC ha perciò deciso di proporre il rinvio in commissione, conformemente alla proposta individuale del consigliere nazionale Adrian Amstutz, presidente del gruppo:
Enunciato della proposta di rinvio:
Il progetto 16.027 deve essere rinviato alla CIP-CN con l’incarico di concepirlo in maniera conforme alla Costituzione, secondo il mandato dato da popolo e cantoni.
Motivazione
Il progetto d’applicazione dell’articolo 121a e delle norme transitorie elaborato dalla CIP-CN è in contraddizione evidente con la Costituzione federale. Il mandato costituzionale dato dal popolo e dai cantoni è redatto come segue:
Art. 121a cst.
1 La Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri.
non è rispettato!
2 Il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi annuali
non è rispettato!
e contingenti annuali.
non è rispettato!
I tetti massimi valgono per tutti i permessi rilasciati in virtù del diritto degli stranieri, settore dell’asilo incluso.
non è rispettato!
Il diritto al soggiorno duraturo, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere limitato.
non è rispettato!
3 I tetti massimi annuali e i contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri;
non è rispettato!
essi devono comprendere anche i frontalieri.
non è rispettato!
Criteri determinanti per il rilascio del permesso di dimora sono in particolare la domanda di un datore di lavoro,
non è rispettato!
la capacità d’integrazione e una base esistenziale sufficiente e autonoma.
non è rispettato!
4 Non possono essere conclusi trattati internazionali che contraddicono al presente articolo.
non è rispettato! (vedi protocollo concernente la Croazia)
1Art. 197 cst.
9. Disposizione transitoria dell’art. 121a (Regolazione dell’immigrazione)
1 I trattati internazionali che contraddicono all’articolo 121a devono essere rinegoziati e adeguati entro tre anni dall’accettazione di detto articolo da parte del Popolo e dei Cantoni.
non è rispettato!
Conclusione del gruppo UDC: la proposta della CIP-CN è respinta all’unanimità, perché non applica alcun punto di questo mandato costituzionale. Quindi, l’immigrazione incontrollata, che non è sopportabile per la Svizzera né culturalmente né economicamente, proseguirà.
Esaminando il capitolo della legge dedicato all’integrazione, il gruppo UDC s’è pronunciato ancora una volta a favore del principio seguente: l’integrazione non è un compito dello Stato, bensì è in primo luogo un dovere degli immigranti. Il gruppo UDC respinge quindi all’unanimità questa parte della revisione della Legge sugli stranieri.
Per il salvataggio dell’AVS – senza riduzione delle rendite
La riforma Previdenza vecchiaia 2020 sarà esaminata dal Consiglio nazionale durante la terza settimana della sessione. Già oggi, l’AVS spende più di quanto incassi. Nel 2015, questa istituzione ha speso 41,7 miliardi e incassato 41,2 miliardi di franchi. Circa sette miliardi di franchi verranno a mancare da qui al 2030, a causa degli anni di forte natalità (baby boom) e della maggiore speranza di vita di donne e uomini. Oggi in Svizzera si contano circa 1,5 milioni di persone anziane oltre i 65 anni. Fra trent’anni, circa 3 milioni di persone percepiranno una rendita.
Per il gruppo UDC, in primo piano c’è dunque l’adeguamento dell’età di pensionamento delle donne a quella degli uomini, ossia 65 anni. Esso respinge qualsiasi aumento delle rendite AVS secondo il principio dell’innaffiatoio. I parlamentari UDC sostengono la proposta di far passare il contributo federale all’AVS dall’attuale 19,55% al 20%. Essi salutano inoltre con piacere un meccanismo d’intervento nell’AVS secondo il principio del freno all’indebitamento. Secondo calcoli effettuati oggi, questo meccanismo entrerebbe in atto al più presto nel 2030. Il gruppo è pure d’accordo su un abbassamento del tasso di conversione minimo dal 6,8 al 6% nel secondo pilastro. Per contro, s’oppone chiaramente a un finanziamento supplementare tramite un innalzamento del tasso d’IVA dello 0,6 o dello 0,4% in caso d’intervento del freno all’indebitamento. I deputati UDC decideranno alla fine dei dibattiti parlamentari se sostenere o respingere questa riforma Previdenza vecchiaia 2020.
Berna, 13 settembre 2016