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Forti dell'esperienza in patria, l'Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse difenderanno al 12esimo Congresso dei sindacati europei il lancio di un'iniziativa contro il dumping salariale. Le confederazioni sindacali si riuniscono da oggi ad Atene.
Da un anno e mezzo le organizzazioni svizzere dei lavoratori stanno preparando un'iniziativa dei cittadini europei "per un'Europa senza dumping salariale e sociale". Il progetto, che potrebbe essere lanciato nella primavera del 2012, invita le autorità europee a prendere disposizioni affinché la regola di un salario uguale per un lavoro di valore uguale sia applicata in tutta l'Unione europea, ha indicato l'USS in una nota odierna.
"Lottare contro il dumping salariale nell'Unione europea è anche nell'interesse dei lavoratori elvetici", spiega dal canto suo Travail.Suisse. La situazione nella Confederazione è influenzata da quella europea. Occorre garantire una migliore protezione del lavoro in Svizzera nell'ambito della libera circolazione delle persone, rammenta l'organizzazione.
L'iniziativa dei cittadini europei è stata istituita dal Trattato di Lisbona. Il nuovo strumento, che sarà utilizzabile dall'aprile 2012, è una forma di partecipazione diretta alla politica dell'UE. Tramite l'iniziativa è possibile invitare la Commissione europea a formulare proposte nell'ambito delle sue competenze. Sono necessarie le firme di almeno un milione di cittadini provenienti da almeno un terzo degli Stati membri.
Non essendo cittadini dell'UE, gli Svizzeri non potranno sottoscrivere la proposta. I sindacati elvetici intendono tuttavia raccogliere firme presso lavoratori provenienti da paesi come la Germania, il Portogallo, la Francia o l'Italia.
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