Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/38721

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nelle sue linee direttive delle finanze federali, il Governo persegue obiettivi analoghi. Infatti, con una minore crescita delle uscite, dopo aver escluso gli oneri supplementari provocati dallo sviluppo demografico, la quota delle uscite della Confederazione (uscite totali in % del PIL) deve essere stabilizzata a corto termine e abbassata a lungo termine per mantenere e accrescere l'attrattiva della piazza finanziaria svizzera. Conformemente al piano finanziario in vigore la crescita annua delle uscite ammonta mediamente al 4,1 per cento (P01-PF05). Escludendo gli effetti demografici essa si riduce al 2,6 per cento. L'esigenza di una stabilizzazione a corto termine e di un abbassamento a lungo termine della quota delle uscite della Confederazione viene soddisfatta con la suddetta restrizione.</p><p></p><p>Se la mozione venisse accolta, per una crescita media limitata al 3,3 per cento, dopo deduzione del punto di percento demografico IVA a favore dell'AVS/AI per le rimanenti uscite risulta una crescita di soli 1,8 punti percentuali, ciò che corrisponde esattamente al rincaro annuo previsto per tale periodo. In altre parole, per le rimanenti uscite non sarebbero più disponibili, in termini reali, ulteriori mezzi. A medio termine - come richiesto nell'intervento - sarebbero necessari, rispetto al piano finanziario del Consiglio federale per gli anni 2004 e 2005, risparmi dell'ordine di circa 1,5 miliardi l'anno. Alla luce delle esperienze fin qui fatte, per ragioni di Realpolitik la mozione è praticamente irrealizzabile. In primo luogo, in considerazione della portata della necessità di riduzioni i potenziamenti d'efficienza e gli esercizi di risparmio mediante singoli interventi e puntuali modifiche di legge sono ampiamente insufficienti, per cui si imporrebbe un nuovo programma di stabilizzazione. Secondariamente, ritenuto che tali riduzioni riguarderebbero i campi d'attività più importanti come la previdenza sociale, i trasporti, la difesa nazionale e l'agricoltura, verrebbe intaccato in misura sostanziale l'adempimento dei compiti da parte dello Stato in questi settori.</p><p></p><p>Sono quindi necessari programmi a lungo termine per il proseguimento di una politica finanziaria sostenibile, come previsto dal freno all'indebitamento deciso da Consiglio federale e Parlamento. In vista degli imminenti cambiamenti, che compromettono le misure di risanamento adottate, lo strumento del freno all'indebitamento è più urgente che mai, in quanto le spese vengono commisurate alle entrate, al fine di mantenere la quota delle uscite della Confederazione a un livello basso. Nei prossimi anni sarà sempre necessaria una disciplina in materia di spese e prudenza nell'assunzione di nuovi compiti o nella concessione di ulteriori sgravi fiscali. Se il Parlamento osservasse il piano finanziario 2003-2005 verrebbe già fatto un importante passo in avanti. Pertanto, al momento non vi è nessun bisogno d'intervento, ragion per cui il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.