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L'ambasciata svizzera a Washington e il programma di promozione ThinkSwiss hanno organizzato una serie di eventi per presentare il modello svizzero di voto via internet.
Questa campagna, condotta per sedurre esperti e decisori americani, avviene in un momento in cui l'e-voting negli USA è in calo di popolarità, in quanto giudicato vulnerabile e poco sicuro.
«Gli americani sono scettici sul voto elettronico, molto più che in Svizzera. Una sfiducia dovuta ai problemi apparsi negli Stati Uniti», indica a swissinfo l'ambasciatore elvetico Urs Ziswiler, riferendosi ai disguidi emersi nel corso dell'elezione presidenziale del 2000.
Questa constatazione non ha impedito ad una delegazione elvetica, guidata dalla cancelliera della Confederazione Annemarie Huber-Hotz, di vantare, lunedì a Washington, le qualità dell'e-voting.
«È stata un'occasione per condividere la nostra esperienza con i nostri interlocutori statunitensi», sottolinea Huber-Hotz. Si è inoltre trattato di un'opportunità per parlare di affari: i sistemi di voto via internet appartengono infatti ai tre cantoni elvetici pilota.
E-voting, la strada del futuro
«Il canton Ginevra è stato contattato da numerosi paesi europei ed asiatici interessati ad acquistare il sistema. Uno degli obiettivi della nostra visita a Washington era di stabilire contatti con potenziali partner», spiega il cancelliere cantonale ginevrino Robert Hensler.
I responsabili elvetici non lesinano gli elogi sulle virtù del voto in linea: «È la strada del futuro e per Ginevra il bilancio è ampiamente positivo», rileva Hensler.
Annemarie Huber-Hotz sottolinea invece i «vantaggi» di questo metodo. Secondo lei, la partecipazione alle urne è facilitata dal fatto che gli elettori non sono più costretti a spostarsi. Le possibilità di voto si ritrovano inoltre ampliate, visto che gli elettori possono scegliere tra l'e-voting, il voto per corrispondenza e il voto direttamente all'ufficio elettorale.
Qualche inconveniente
«Il voto via internet potrebbe pure aumentare il tasso di partecipazione, o perlomeno mantenerlo attorno al livello attuale del 45%», aggiunge Huber-Hotz.
Interrogata sugli eventuali inconvenienti del voto elettronico - ed in particolare del voto via internet - la cancelliera menziona diversi difetti, alcuni non del tutto trascurabili.
«Il grande interrogativo è capire il suo impatto sulla democrazia diretta», ammette. «Alcuni credono che il voto elettronico crei una democrazia virtuale in cui i cittadini sono isolati e fanno la loro scelta da casa».
La questione della sicurezza
«L'altro punto di domanda importante concerne la sicurezza. Certe persone credono poi che il voto elettronico possa ampliare il fossato numerico, siccome non tutti hanno accesso ad internet», osserva Annemarie Huber-Hotz.
Dal canto suo, Robert Hensler riconosce che «il costo dello sviluppo della tecnologia è elevato, ciò che può rappresentare un inconveniente».
Nonostante gli svantaggi reali e potenziali, i responsabili svizzeri vedono nel voto online quello che l'ambasciatore Urs Ziswiler chiama «un nuovo strumento della democrazia».
«C'è un po' d'ipocrisia nel volere che il voto via internet sia perfetto. Difatti, nemmeno il voto tramite bollettino cartaceo, in un ufficio elettorale o per corrispondenza, è esemplare», conclude Ziswiler.
swissinfo, Marie-Christine Bonzom, Washington
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio)
In breve
Il canton Ginevra, dove solamente il 5% degli elettori si reca agli uffici elettorali, ha deciso di sviluppare un sistema di voto via internet nel 2000.
Dei 230mila elettori del cantone, 90mila hanno attualmente accesso al voto online. Le autorità prevedono di mettere presto l'e-voting a disposizione di tutto l'elettorato iscritto.
Sebbene gli elettori in Svizzera possano esprimersi via internet solamente dal 2004, le operazioni di conteggio dei voti si svolgono in modo elettronico da oltre 30 anni.
Campagna mirata
La delegazione svizzera era formata da rappresentanti dei cantoni di Ginevra e Neuchâtel, i quali, assieme a Zurigo, hanno condotto tra il 2004 e il 2006 una serie di prove sul voto via internet. I test si sono svolti nel quadro di un programma pilota lanciato dal Parlamento sei anni fa e prolungato in marzo.
La delegazione ha incontrato la direzione della commissione della Camera statunitense incaricata delle questioni elettorali e alcuni responsabili della Commissione federale di assistenza alle elezioni.
È stato inoltre organizzato un colloquio. Tra la cinquantina di partecipanti c'erano anche alcuni ricercatori che lavorano su un progetto pilota del Massachusetts Institute of Technology e del'Istituto Politecnico della California. Era presente al colloquio anche Linda Lamone, direttrice del servizio elettorale del Maryland, uno degli Stati americani più avanzati in materia di voto elettronico.