Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/37232

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La Svizzera conduce una politica attiva nell'ambito della lotta contro i cambiamenti climatici. La base legale di questa politica è la legge sul CO2. Essa ha lo scopo di ridurre entro il 2010 le emissioni di CO2 del 10% rispetto al 1990. La legge sull'energia, il programma d'azione nazionale SvizzeraEnergia e altri provvedimenti settoriali contribuiscono altresì a ridurre le emissioni di CO2 in Svizzera. </p><p></p><p>A livello internazionale, la Svizzera ha ratificato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Convenzione sul clima) e ha firmato il Protocollo di Kyoto. Sin dalle prime trattative internazionali, che hanno portato all'adozione della Convenzione sul clima e del Protocollo di Kyoto, il Consiglio federale ha incaricato la delegazione svizzera di impegnarsi al fine di elaborare un regime internazionale solido volto a ridurre le emissioni e a proteggere il clima. La Svizzera ha insistito affinché siano soprattutto i principali responsabili delle emissioni di gas a effetto serra a compiere i maggiori sforzi di riduzione.</p><p></p><p>Per la Svizzera, la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal Protocollo di Kyoto è controproducente nell'ambito del processo internazionale volto a combattere i cambiamenti climatici. Il Consiglio federale si adopererà anche in futuro affinché gli USA, la cui quota di emissioni inquinanti è assai elevata rispetto al numero di abitanti, continuino a partecipare alle negoziazioni.</p><p></p><p>Il Consiglio federale risponde alle varie domande dell'interpellanza presentata dal gruppo ecologista del Consiglio nazionale nel seguente modo:</p><p></p><p>1. A nome del Consiglio federale, il 6 aprile 2001 il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha scritto una lettera al presidente degli Stati Uniti d'America in cui sottolineava l'importanza di una partecipazione statunitense alle trattative internazionali e la necessità di ratificare il Protocollo di Kyoto. Pertanto, il Consiglio federale ritiene che non sia necessario intervenire nuovamente presso il governo americano.</p><p></p><p>2. Secondo il Consiglio federale è necessario continuare a esigere che gli Stati Uniti si impegnino a rispettare il Protocollo di Kyoto e si assumano la loro responsabilità nel ridurre le emissioni dei gas a effetto serra. La delegazione svizzera ai negoziati della Convenzione sul clima ha ricevuto istruzioni in questo senso.</p><p></p><p>3. Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione alla seconda parte della sesta Conferenza delle Parti (COP 6 bis) alla Convenzione sul clima. La delegazione americana ha partecipato ai negoziati nell'ambito della Convenzione, ma non a quelli relativi al Protocollo di Kyoto, tranne quando vi erano in gioco interessi ritenuti strategici per il proprio Paese. Tuttavia, gli interessi statunitensi nell'ambito del Protocollo di Kyoto sono stati rappresentati da alcuni Paesi del cosiddetto Gruppo Ombrello quali l'Australia, il Giappone e il Canada. La Svizzera ha chiesto agli Stati Uniti di unirsi alla comunità internazionale nel quadro del Protocollo di Kyoto.</p><p></p><p>4. A Bonn, gli Stati Uniti hanno confermato il loro impegno nei confronti della Convenzione sul clima. Essi riconoscono altresì che le emissioni antropiche contribuiscono al cambiamento climatico e hanno chiaramente manifestato la loro intenzione di lottare contro il pericolo rappresentato dai cambiamenti climatici. Hanno adottato, assieme agli altri Paesi, le decisioni prese durante la COP 6 bis a Bonn.   </p><p></p><p>5. Il Consiglio federale ritiene che la comunità internazionale debba continuare a insistere con gli Stati Uniti affinché essi riconsiderino la loro decisioni e ratifichino il Protocollo di Kyoto, e questo non solo nell'ambito della Convenzione sul clima, ma anche in tutti gli altri forum internazionali per i Paesi industrializzati come l'OCSE e gli altri forum sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.