Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/231700

<h2>SubmittedText<h2><p>La Segreteria di Stato dell'economia ha elaborato un "bilancio generazionale" per gli anni 1995-2001 sull'evoluzione della sostenibilità della politica fiscale e sociale svizzera.</p><p>La questione della giustizia intergenerazionale va ben oltre la politica fiscale e sociale. Nel marzo 2021, per esempio, la Corte costituzionale tedesca ha parzialmente accolto un ricorso contro la legge sulla protezione del clima sulla base di argomenti generazionali. Nella sua sentenza, la corte stabilisce che la legge rinvia in modo irreversibile oneri elevati di riduzione delle emissioni a periodi successivi al 2030 e che quindi viola le libertà civili delle generazioni future, risultando sproporzionata. Secondo la corte, ne consegue che a una generazione non si deve permettere di consumare grandi porzioni del bilancio di CO2 a fronte di un onere di riduzione relativamente moderato, se ciò comporta un onere di riduzione radicale per le generazioni successive ed espone le loro vite a perdite globali delle libertà fondamentali.</p><p>La Corte costituzionale tedesca ha inoltre ribadito che la protezione della vita e dell'integrità fisica garantita dalla Costituzione comprende anche la protezione contro i danni dovuti all'inquinamento ambientale. Questo sta assumendo a livello mondiale proporzioni che superano chiaramente la capacità rigenerativa della Terra. Anche la Svizzera consuma quasi il triplo delle prestazioni e delle risorse ambientali disponibili a livello globale. Stiamo quindi vivendo a spese delle generazioni future.</p><p>Si pongono le seguenti domande:</p><p>- Dove esattamente la giustizia intergenerazionale ha un ruolo strategico nell'attuale politica climatica e ambientale del Consiglio federale?</p><p>- Oltre al bilancio generazionale relativo alla politica fiscale e sociale, l'Amministrazione federale delle finanze può calcolare anche un bilancio generazionale per la sostenibilità della politica climatica e ambientale svizzera?</p><p>- La protezione della vita e dell'integrità fisica garantita dalla Costituzione in Svizzera comprende, come in Germania, anche i danni causati dall'inquinamento ambientale? In caso affermativo, come si può far valere individualmente questa protezione? </p><p>- A livello internazionale non esiste ancora un diritto umano in sé a un ambiente pulito. In questo contesto, il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l'ambiente, come pure altre commissioni delle Nazioni Unite, diversi Stati e ONG chiedono il riconoscimento di un diritto all'ambiente come diritto umano. In che misura il Consiglio federale appoggia questa richiesta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1) Conformemente alle disposizioni della Costituzione federale (Cost.; RS 101), il Consiglio federale si impegna per la conservazione duratura delle basi naturali della vita. Nel fare ciò, segue l'ideale di uno spazio vitale intatto in cui il potenziale di rinnovamento delle risorse naturali è interamente disponibile per le generazioni presenti e future. Nella sua politica ambientale, il Consiglio federale si basa in particolare sul principio di precauzione, che richiede la limitazione precoce degli effetti nocivi o molesti.</p><p>Finora la Confederazione e i Cantoni hanno compiuto grandi progressi, in particolare nei settori della protezione contro le immissioni, della protezione delle acque come pure dei rifiuti e dei siti contaminati, e puntano a ulteriori miglioramenti. Nell'ambito della politica climatica, il Consiglio federale ha deciso nell'agosto 2019 di ridurre le emissioni di gas serra a un saldo netto pari a zero entro il 2050. In tal modo, la Svizzera contribuisce a mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia critica di 2 o 1,5 gradi rispetto all'era preindustriale. Inoltre, il 17 settembre 2021 ha deciso di porre in consultazione entro la fine dell'anno un nuovo progetto di legge, dopo che la revisione totale della legge sul CO2 era stata respinta in votazione popolare. Con questo progetto, il Consiglio federale proporrà ulteriori misure di protezione del clima.</p><p>2) Attualmente non è possibile effettuare calcoli sull'impatto intergenerazionale della politica climatica e ambientale. Quest'anno l'Amministrazione federale delle finanze (AFF) pubblicherà una versione aggiornata delle sue "Prospettive a lungo termine delle finanze pubbliche in Svizzera" nella quale, per la prima volta, sarà dedicato un intero capitolo alla sfida climatica. Poiché al momento il numero di studi al riguardo è esiguo e non sono praticamente disponibili dati sull'impatto economico del cambiamento climatico in Svizzera, detto capitolo sarà puramente qualitativo.</p><p>3) Dal diritto alla vita e alla libertà personale, che include segnatamente il diritto all'integrità fisica e mentale, deriva tra l'altro l'obbligo dello Stato di proteggere gli individui da influssi ambientali dannosi attraverso l'adozione di misure ragionevoli e appropriate. Questo obbligo non deriva soltanto dall'articolo 10 Cost., ma anche dagli articoli 2 e 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.</p><p>Nel quadro della legislazione, la funzione di tutela dei diritti fondamentali è considerata in primo luogo come un interesse pubblico legalmente sancito. La legislazione ambientale mira quindi a un elevato livello di protezione in tutti i settori ambientali e disciplina in particolare anche la valutazione degli impatti ambientali. La funzione di tutela dei diritti fondamentali deve essere presa in considerazione in modo adeguato anche nell'applicazione del diritto. Infine, in relazione a un impatto ambientale causato dalla collettività, un individuo può invocare l'obbligo di protezione da parte dello Stato e censurare le omissioni delle autorità, se i suoi diritti (fondamentali) sono sufficientemente pregiudicati a causa di detti impatti.</p><p>4) La Svizzera, in collaborazione con Stati partner, ha presentato al Consiglio dei diritti umani una risoluzione per il riconoscimento del diritto a un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile. Detta risoluzione include anche un'esortazione agli Stati a prendere le misure necessarie per implementare questo diritto come pure un invito all'Assemblea generale delle Nazioni Unite ad affrontare la questione. La risoluzione non è legalmente vincolante ed è stata adottata dal Consiglio dei diritti umani l'8 ottobre 2021 senza voti contrari.</p>  Risposta del Consiglio federale.