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Dopo la ridefinizione della formula di governo di mercoledì, la prima seduta del Consiglio federale ha portato alla distribuzione dei portafogli.
I ministri uscenti mantengono i loro dossier, i nuovi ottengono due dossier strategici: la giustizia e le finanze.
Mercoledì scorso, l’Assemblea federale aveva ridefinito l’ordine all’interno del governo di concordanza elvetico, distruggendo la cosiddetta «formula magica» valida dal 1959.
Con l’elezione del tribuno ed esponente di spicco dell’Unione democratica di centro, Christoph Blocher, e di Rudolf Merz, rappresentante dell’ala liberista del Partito liberale radicale, il governo elvetico si è spostato a destra. Per definire il nuovo equilibrio all’interno dell’esecutivo collegiale, si attendeva la distribuzione dei portafogli.
Domenica sera, durante la prima seduta della nuova squadra di governo, c’è stata dunque l'assegnazione dei compiti. Le speculazioni degli ultimi giorni sono state confermate dai fatti: gli uscenti mantengono i loro dossier, i due nuovi consiglieri federali ottengono rispettivamente la giustizia e le finanze.
Banco di prova
Hans-Rudolf Merz sarà dal primo gennaio il nuovo ministro delle finanze, raccogliendo l’eredità dell’uscente Kaspar Villiger, mentre Christoph Blocher sarà alla testa del Dipartimento di giustizia e polizia, rimasto orfano della sua direttrice, Ruth Metzler, bocciata dalla maggioranza dell’Assemblea federale mercoledì scorso.
Per ambedue si tratta di dossier importanti che mettono alla prova le loro capacità. L'economista Merz dovrà da subito confrontarsi con le finanze federali in rosso. Sotto il peso di 120 miliardi di debito consolidato, il neo-ministro dovrà da subito cimentarsi con la manovra di risparmio appena decisa dal Parlamento.
I tagli per tre miliardi di franchi al bilancio corrente devono trovare applicazione nella realtà. Contemporaneamente Merz dovrà difendere il pacchetto di sgravi fiscali che passerà in votazione prossimamente. I cantoni, che si sono visti tagliare le entrate da Berna, hanno infatti indetto un referendum popolare contro le misure previste.
Blocher alla difesa dello Stato
Da Parte sua Christoph Blocher raccoglie l’eredità di Ruth Metzler al Dipartimento federale di giustizia e polizia. Fra i dossier affidatigli si trovano dunque l’asilo politico e le naturalizzazioni, temi con cui il suo partito, l’Unione democratica di centro, è cresciuta negli anni Novanta con una critica spietata ad ogni segno di apertura.
Già in febbraio il consigliere federale dovrà poi scendere il pubblico e difendere la posizione della maggioranza del governo su un’iniziativa popolare, dimostrando la sua capacità di sostenere le istituzioni che spesso ha criticato.
Suo è inoltre il dossier sulla riforma del governo, un processo che si è arenato più volte negli ultimi trent'anni. Blocher ha sempre difeso l'elezione diretta del governo, ma ora dovrà cambaire fronte, difendendo il progetto presentato dalla maggioranza del governo.
Procedimento segreto
Alla conferenza stampa di domenica sera, il Presidente della Confederazione, Pascal Couchepin, non ha voluto precisare i dettagli sulla discussione avvenuta a porte chiuse.
Secondo la legge, i consiglieri hanno il diritto di scegliere il loro dipartimento secondo il principio di anzianità. Vale dunque la data d’elezione. In caso di conflitto per l’assegnazione, vale il voto della maggioranza del collegio di sette persone. Ma le discussioni sono state evidentemente limitate, visto che in poco più di 15 minuti la seduta è stata levata e i risultati comunicati alla stampa.
I cinque uscenti hanno voluto evidentemente mantenere il loro dossier, così i due nuovi hanno dovuto scegliere fra i due dipartimenti ancora disponibili. Visto che sia Merz che Blocher ambivano alla conduzione della cassa federale, si presume una votazione del collegio per sciogliere il nodo.
Per ambedue, comunque, i nuovi compiti saranno il banco di prova per la loro politica che vuole uno stato agile e soprattutto meno assetato di entrate fiscali. Certo fin d'ora è la differenza di stile e il diverso orientamento in questioni sociali e di apertura verso il mondo.
Già dai primi mesi si saprà se sapranno conferire al team dei sette saggi una nuova impronta di destra come predicato negli ultimi anni.
swissinfo
Fatti e cifre
Giustizia e polizia: Christoph Blocher (UDC)
Finanze: Hans-Rudolf Merz (PLR)
Economia: Joseph Deiss (PPD)
Affari esteri: Micheline Calmy-Rey (PS)
Interno: Pascal Couchepin (PLR)
Difesa: Samuel Schmid (UDC)
Ambiente, trasporti, energia e comunicazioni: Moritz Leuenberger (PS)
In breve
«Il Consiglio federale ha deciso - ha detto Blocher - farò di tutto per risolvere i problemi che toccano il dipartimento di giustizia e polizia, e non sono pochi».
Blocher ha ammesso che rischia di trovarsi a disagio quando dovrà difendere le posizioni governative su temi quali la naturalizzazioni degli stranieri.
Da parte sua Hans-Rudolf Merz dovrà confrontarsi con il secondo programma di risanamento delle finanze, le votazioni su perequazione finanziaria e pacchetto fiscale.