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Respingere l'estensione dell'accordo di libera circolazione delle persone a Romania e Bulgaria significa favorire l'economia svizzera. Ne è convinto un comitato guidato dall'ex consigliere federale Christoph Blocher che invita a votare "no" il prossimo 8 febbraio.
A una settimana dal lancio della campagna UDC contro la libera circolazione delle persone, lunedì è sceso in campo anche un sotto comitato democentrista composto da imprenditori e rappresentanti delle arti e mestieri.
Questo accordo è un «prodotto dell'alta congiuntura», ha dichiarato Christoph Blocher davanti alla stampa. «La sua estensione a Romania e Bulgaria provocherebbe un aumento della disoccupazione e un'impennata dei costi a carico dell'Assicurazione invalidità e delle istituzioni sociali».
L'ex consigliere federale UDC ha inoltre criticato la scelta del Parlamento di riunire in un solo pacchetto la riconduzione e l'estensione della libera circolazione. Chiudere le frontiere ai cittadini di Romania e Bulgaria non metterà in pericolo gli accordi bilaterali, ha assicurato l'ex ministro di giustizia e polizia. «La clausola ghigliottina è una storiella, una minaccia senza senso», ha aggiunto.
Sul tema della libera circolazione i democentristi sono tuttavia spaccati: il consigliere nazionale turgoviese, nonché imprenditore, Peter Spuhler ha infatti fondato un comitato di parlamentari UDC che invitano a votare sì, soprattutto per ragioni economiche. Dello stesso avviso anche gli altri quatto partiti di Governo, il Partito socialista, il Partito popolare democratico, il Partito liberale radicale e il Partito borghese democratico.