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La frana della Calanca allungherà la lista dei danni da maltempo in Svizzera. Un lungo elenco che l’Ufficio federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) ha raccolto per gli ultimi 50 anni. Da allora sono 27'000 gli eventi registrati con perdite complessive per 15 miliardi di franchi. Una grossa fetta va ricondotta alle inondazioni, che hanno toccato quasi ogni comune del paese, si legge oggi - giovedì - in un comunicato.
All'inizio di questa decennale raccolta di dati, l'intenzione era di dimostrare la necessità di misure di protezioni in torrenti e in pendii. Per questo motivo, l'allora Istituto federale di ricerca forestale, oggi WSL iniziò a registrare tutti i danni provocati in Svizzera da inondazioni, colate detritiche e scivolamenti di terreno.
Dopo le gravi tempeste del 1977/78 e del 1987, sono state elaborate nuove leggi federali sull'ingegneria idraulica e sulle foreste che obbligarono i cantoni a creare carte e catasti dei pericoli. La banca dati dei danni da maltempo è stata quindi portata avanti per conto dell'Ufficio federale dell'ambiente UFAM e, a partire dal 2002, sono stati inseriti nel catalogo anche gli eventi di cadute massi.
Dal 1972, oltre 27’000 voci della banca dati descrivono costi di danni per ben 15 miliardi di franchi svizzeri. Quasi il 90% della cifra può essere ricondotta alle alluvioni. Tuttavia pochi eventi importanti sono i responsabili della maggior parte dei danni. L'alluvione più dannosa degli ultimi 50 anni si è verificata il 21 e 22 agosto 2005. Ha causato danni per circa tre miliardi di franchi svizzeri e ha colpito quasi un comune su tre della Svizzera. Il secondo peggior maltempo con costi di ben 1,1 miliardi di franchi svizzeri, ha colpito principalmente la regione alpina nell’estate del 1987 e in particolare i cantoni Uri, Ticino e Grigioni.