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NEW YORK - Nel mondo immaginario del presidente statunitense Donald Trump c'è anche un Renoir: "Vero" avrebbe detto l'allora tycoon di Fifth Avenue al suo biografo Tim O'Brien a proposito del quadro "Due sorelle su una terrazza" appeso all'epoca sul suo jet privato e successivamente alla Trump Tower. "Falso", ha replicato l'Art Institute of Chicago dove da 80 anni si trova l'originale capolavoro del maestro impressionista.
«Abbiamo il quadro autentico dal 1933 e siamo orgogliosi di condividerlo con il nostro milione e mezzo di visitatori l'anno», ha detto la portavoce del museo, Amanda Hicks, dopo che O'Brien ha riferito in una recente intervista a Vanity Fair le affermazioni di Trump sul dipinto.
Il Renoir è arrivato nelle sale del museo di Chicago grazie alla donazione di un collezionista che all'epoca lo acquistò per centomila dollari (circa 97'700 franchi al cambio attuale) da un gallerista che a sua volta lo avrebbe comprato direttamente dal pittore nel 1881.
Trump avrebbe conclamato l'autenticità del "suo" Renoir durante un volo del 2005 mentre con O'Brien stava lavorando al libro "TrumpNation: The Art of Being The Donald": "Sai è un vero Renoir", avrebbe detto il tycoon. Al che O'Brien: «Donald non è vero. Sono di Chicago e so che il quadro sta in un museo».
Più di recente, le "Due sorelle" avrebbero fatto da sfondo a una intervista di Trump a Sixty Minutes poco dopo l'elezione presidenziale.