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Archiviata l'integrazione della luganese BSI, la banca zurighese EFG International punta ad espandersi, reclutando centinaia di nuovi consulenti.
"Dal 2019 al 2022 si parlerà di crescita", ha affermato il CEO Giorgio Pradelli nella conferenza stampa di bilancio tenutasi a Zurigo. Una delle priorità sarà l'assunzione di ulteriori consulenti: fino al 2022 l'istituto intende reclutarne 70-100 all'anno. Questo consentirebbe a EFG di tornare ai ritmi del 2014 e 2015. Alla fine del 2018, EFG impiegava 590 consulenti clienti e un totale di 3153 dipendenti.
Secondo Pradelli è il momento giusto per assumere. Molte grandi banche in tutto il mondo hanno una strategia di private banking poco chiara o si stanno ritirando dall'attività. "C'è un po' di frustrazione", ha sostenuto. Questo porta i dipendenti a cercare un nuovo posto di lavoro.
Grazie all'acquisizione di BSI, nel 2016 EFG ha potuto ampliare notevolmente i propri patrimoni gestiti. Tuttavia la riduzione dei doppioni ha comportato anche costi elevati. Inoltre EFG ha ceduto clienti che non soddisfacevano i requisiti di rischio della banca. Ciò ha portato a deflussi e ha vincolato molte capacità di consulenza, cosa che ha impedito di attrarre nuovi clienti.
EFG non vuole solo crescere con nuovi consulenti, vuole anche che costoro raccolgano più soldi. Attualmente ciascuno gestisce in media 229 milioni di franchi. "Dovremmo andare nella direzione di 250 o 300 milioni", ha detto Pradelli. A suo avviso questa è una tendenza in atto nel settore nel suo complesso. Inoltre, EFG intende aprire uffici a Milano e in Portogallo entro la metà dell'anno ed espandere le proprie attività in Medio Oriente nel corso del 2019, aprendo una succursale negli Emirati Arabi Uniti.