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L'iniziativa "Contro la speculazione sulle derrate alimentari" lanciata da Gioventù socialista (GS) persegue nobili obiettivi, come la lotta alla povertà e la fame nel mondo, ma con mezzi sbagliati. Ne è convinto il Consiglio degli Stati.
La Camera dei cantoni ha respinto stamane per 32 voti a 10 a 1 astenuto questa proposta di modifica costituzionale, giudicata inoltre poco efficace e dannosa per l'economia elvetica. Il dossier va al Nazionale.
Con questa decisione, il plenum ha fatto proprie le raccomandazioni della sua commissione preparatoria e del Consiglio federale. Il voto odierno della Camera dei cantoni fa da contraltare alla decisione del Nazionale di limitare la speculazione sulle derrate alimentari mediante derivati. Il progetto della Gioventù socialista va tuttavia più lontano, poiché propone un divieto totale di operazioni finanziarie di questo tipo, sia dirette che indirette.
L'iniziativa, depositata nel marzo 2014 con 115'942 firme valide col sostegno del PS, Verdi e varie organizzazioni di cooperazione internazionale, è una risposta alle forti oscillazioni dei prezzi di molti beni agricoli che si sono verificate negli ultimi anni, causando problemi alimentari in diversi Paesi in via di sviluppo.
Secondo i promotori del testo, queste fluttuazioni sarebbero causate soprattutto dalle operazioni speculative eseguite sui mercati finanziari connessi ai mercati agricoli fisici (i cosiddetti mercati a termine delle merci).
Gli autori dell'iniziativa intendono migliorare la sicurezza alimentare e ridurre la povertà e la fame proibendo ogni investimento, diretto o indiretto, in strumenti finanziari legati a materie prime agricole e derrate alimentari. Il divieto concerne gli attori finanziari - come banche e gestori di capitali - con sede in Svizzera.
A nome della commissione, Pirmin Bischof (PPD/SO) ha criticato un'iniziativa che, benché lodevole, avrebbe effetti assai limitati, dal momento che la maggior parte delle operazioni speculative sulle derrate alimentari vengono svolte all'estero (Asia e Stati Uniti, n.d.r).
Martin Schmid (PLR/GR) ha sostenuto che un "sì" all'iniziativa avrebbe effetti negativi inoltre sulla piazza economica elvetica. Molte società attive in Svizzera nel commercio di materie prime, petrolio e terre rare in primis, potrebbero decidere di spostare la propria sede all'estero. Le piazze pronte ad accoglierle non mancano, ha fatto notare il Grigionese che ha citato Singapore tra le più agguerrite piazze economiche concorrenti attive nel settore.
Per Peter Föhn (UDC/SZ), l'iniziativa avrebbe un impatto nullo sulle transazioni inerenti le derrate alimentari. A suo avviso, i promotori di questa modifica costituzionale esagerano il ruolo della piazza finanziaria elvetica in questo campo. La Svizzera da sola non può modificare la situazione in maniera significativa. L'iniziativa, secondo il democentrista, "limita inoltre in maniera inaccettabile la libertà economica".
Per Christian Levrat (PS/FR) e Luc Recordon (Verdi/VD), la speculazione sulle derrate alimentari, pur non essendo l'unico fattore in gioco, ha e ha svolto un ruolo nelle crisi alimentari che hanno colpito alcuni Paesi africani negli ultimi anni.
Citando alcuni studi effettuati da organismi internazionali, in taluni frangenti la speculazione ha influenzato in maniera decisiva l'aumento del prezzo di certi generi alimentari, come il mais (dal 60 al 70%). Per Levrat, le crisi alimentari rappresentano uno scandalo, specie se si considera che il mondo produce cibo per sfamare 12 miliardi di persone. Eliminando la speculazione, si eliminerebbe almeno un fattore scatenante della fame, accanto alle guerre, ai periodi di siccità e ai cambiamenti climatici.
Per il Consigliere federale Johann Schneider-Ammann, gli obiettivi perseguiti dall'iniziativa, ossia la riduzione delle povertà e della fame, rispecchiano anche l'impegno della politica estera elvetica in questo campo. Sulla base di alcune ricerche, la speculazione a breve termine non avrebbe conseguenze sul prezzo delle materie prime a lunga scadenza.
Al fine di mitigare gli effetti della speculazione su questi prodotti sarebbe meglio rivolgersi agli organismi internazionali (come la FAO) o far capo all'aiuto allo sviluppo mediante i quali cercare soluzioni concrete in grado di ridurre effettivamente la povertà.
SDA-ATS