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Il Comune di Maroggia è situato sul lago di Lugano, tra la sponda destra e quella sinistra della foce del fiume Mara.
Le terre di Maroggia e dintorni furono date in donazione dal re Longobardo Liutprando verso l'anno 724 alla cattedrale San Carpoforo di Como e più tardi passarono attraverso Carlo Magno al Duomo di Sant'Ambrogio di Milano. Forse di quest'epoca è il castello, di cui si dice sorgesse in quel di Maroggia, a protezione dell'abitato e dell'importante via d'acqua. Il castello pare venisse denominato Maros, probabilmente da Mara, il torrente che più tardi unitamente alla Roggia doveva completare l'attuale nome di battesimo del nostro Comune. Infatti circa la denominazione, svariate sono le interpretazioni, inizialmente Maros, poi Marozia, Marogia e infine Maroggia.
Il primo censimento attendibile della popolazione data 1636 e il Comune contava 114 abitanti.
Le principali famiglie erano i Rodari, i Fossati e i Contestabile.
L'abitato era a quel tempo raggruppato in un nucleo alle spalle della chiesa ed era racchiuso entro porticati a protezione e difesa contro i predoni, in modo particolare dai lupi che facevano parte della fauna della nostra zona. La popolazione, prima di dedicarsi alla professione molinara, e per i più dotati all'arte statuaria e architettonica, traeva il proprio sostentamento dalla pesca e dalla preparazione del carbone.
I monumenti esistenti sul territorio comunale sono: la Chiesa Parrocchiale di San Pietro, l'Oratorio della Madonna della Cintura, il soffitto del salone dell'ex Collegio Don Bosco, il bassorilievo di pietra nella Casa Caccia e il bassorilievo murato nella facciata della Casa Frigerio.
Il Comune ha dedicato alcune vie ad artisti del luogo quali: i fratelli Tommaso e Giacomo Rodari (scultori), Baldassarre Longhena (architetto) e Francesco Somaini (scultore).