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La China National Offshore Corporation (CNOOC), la principale azienda estrattiva cinese, ha fatto sapere che le perdite di petrolio della piattaforma Penglai 19-3, nella baia di Bohai (di cui la CNOOC è proprietaria di maggioranza) sono state fermate grazie alla riduzione della pressione e ad altre misure adottate. Lo riferisce la stampa cinese.
La ConocoPhillips China, che possiede il 49% della piattaforma, ha dal canto suo fatto sapere "che sono state adottate anche misure supplementari per monitorare il fondo marino". "Dopo l'adozione di alcune misure efficaci - ha detto Chen Bi, vice-presidente esecutivo di CNOOC - crediamo di aver soddisfatto i requisiti stabiliti dalla amministrazione oceanica di stato (State Oceanic Administration - SOA) per esaminare la situazione, bloccare le perdite di petrolio e ripulire il fango oleoso".
Dallo scorso 14 ottobre oltre 100 sub sono stati inviati sul fondale marino per ripulire 22,062 metri cubici di acqua oleosa, inclusi 416 metri cubici di fango. I sub hanno usato sacchi di tela per bloccare le piccole quantità di petrolio e fango rimaste irraggiungibili. Oltre 5.500 chilometri quadrati di acqua sono stati inquinati da giugno ad oggi nella baia di Bohai, nella Cina settentrionale, dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Penglai 19-3.
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