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SAN FRANCISCO - S'erano tanto amati. O forse no, ma Donald Trump e Twitter sono stati per anni, "de facto", una "coppia social" inossidabile e molto affiatata, se si considera il tempo che quotidianamente l'ex presidente americano trascorreva formulando cinguettii, spesso corrosivi. Dal 9 gennaio scorso però - sull'onda dell'assalto al Campidoglio e quando la porta della Casa Bianca era già spalancata per i saluti - la storia si è ribaltata. E il colosso di San Francisco ha ora l'indice costantemente sul pulsante "mute" quando si tratta di zittire, anche per vie indirette, la voce di Trump.
L'ultima pagina della vicenda, riportata in queste ore dalla NBC, riguarda il blocco di un account, sospeso da Twitter per aver diffuso sul social network alcuni post provenienti dal nuovo "megafono" che l'ex presidente degli Stati Uniti ha lanciato negli scorsi giorni. L'utente - tale @DJTDesk, che ha affermato di twittare per conto di Trump - è stato quindi sospeso, come confermato da un portavoce del social, per aver infranto la cosiddetta "ban evasion policy". L'ex presidente infatti, lo ricordiamo, è stato esiliato per sempre da Twitter.
Facciamo un po' di chiarezza: condividere sul social che cinguetta i contenuti che Trump pubblica "dalla sua scrivania" non è vietato. Tuttavia, come previsto dalla policy, la piattaforma si riserva di mettere in atto misure rigorose nei confronti degli utenti che «agiscono con l'intenzione, anche solo apparente, di sostituirsi o promuovere contenuti collegati a un account sospeso».
«Nessun collegamento con noi»
Nel caso di @DJTDesk, l'account si presentava nel suo profilo come uno spazio in cui trovare «post copiati da "Save America" per conto del 45esimo presidente degli Stati Uniti, creati originariamente» sul nuovo sito di Trump, "From the Desk of Donald J. Trump". Tuttavia, un portavoce dell'ex inquilino della Casa Bianca ha confermato che l'account in questione non è stato creato da persone affiliate a Trump né tantomeno autorizzato dall'ex presidente.