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BERNA - La ministra della difesa Viola Amherd, prima donna ad occupar questa carica, è "aperta" all'idea di una candidatura femminile alla testa dell'esercito svizzero. «Se nomino una donna, non sarà a causa del suo sesso, ma perché è la migliore».
In un'intervista al domenicale "Le Matin Dimanche" Amherd rileva che c'è una «chiara mancanza di donne tra i quadri dell'esercito». La sfida è quindi quella di «suscitare vocazioni». Quanto all'estensione della leva obbligatoria alle donne, «dobbiamo essere aperti a questo problema», osserva la consigliera federale.
«Non voglio escludere nessuna opzione», perché «dobbiamo trovare soluzioni per far fronte alla carenza di effettivi nell'esercito». Ma «prima di rendere l'esercito obbligatorio per le donne, bisognerà fare grandi passi avanti nella parità salariale», afferma Viola Amherd a meno di un mese dallo sciopero delle donne del 14 giugno.
Lei stessa non parteciperà alla protesta, visto che quel giorno è in programma una riunione del governo. «Se quel giorno mancano tre donne, è come lasciare che siano quattro uomini a decidere tutto... È troppo pericoloso».
Philippe Rebord, 61 anni, attuale capo dell'esercito, ha di recente annunciato le dimissioni per la fine dell'anno a causa di problemi di salute. Per trovare un successore il Consiglio federale ha istituito una commissione di selezione.