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BERNA - Essere in grado di svolgere un servizio di polizia aerea 24 ore su 24 e di intervenire in qualche minuto nell'intero spazio aereo svizzero. Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha stilato oggi questi e altri requisiti che intende porre per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria.
Non sono stati forniti dettagli sul numero di velivoli, ma è stato specificato che la flotta deve essere in grado di garantire in condizioni normali, oltre alla polizia aerea quotidiana, anche le attività di istruzione e di allenamento.
In caso di accresciuta tensione, deve poter mantenere permanentemente in volo almeno quattro velivoli per almeno quattro settimane, ha indicato DDPS in conferenza stampa a Berna. In caso di attacco armato, assieme alla difesa aerea deve essere possibile l'impiego di jet da combattimento per la ricognizione e per combattere obiettivi al suolo.
I dispositivi terra-aria saranno combinati alla flotta aerea: più saranno potenti, più basso sarà il numero di jet necessari e viceversa. Stando a un rapporto stilato da un gruppo di esperti nel maggio del 2017, con una trentina di velivoli la capacità di mantenerne in volo in permanenza quattro è di due settimane. Con quaranta aerei si arriva a un mese.
Fra i fornitori, gli occhi sono puntati sul Gripen E svedese (Saab), sul Rafale francese (Dassault) e l'europeo Eurofighter (Airbus). A questi si aggiungono due jet statunitensi: il successore dell'FA-18, il Super Hornet di Boeing, e il F-35A di Lockheed-Martin.
Sistema terra-aria - Il sistema terra-aria dovrebbe dal canto suo coprire una superficie pari ad almeno 15'000 km quadrati. Dovrà essere a lunga gittata, ossia raggiungere una quota d'impiego di oltre 12'000 m (verticalmente) e una distanza d'impiego di oltre 50 km (orizzontalmente). La capacità di difesa dai missili balistici non è un requisito, precisa il DDPS.
Per quanto riguarda le dimensioni, deve essere possibile un impiego permanente se l'approvvigionamento di materiale attraverso la frontiera è garantito, e una capacità di resistenza di almeno sei mesi in caso contrario.
I candidati sono tre: il SAMP/T francese (eurosam), l'israeliano David’s Sling (Rafael) e lo statunitense Patriot (Raytheon). Non c'è nessun requisito secondo il quale aerei e sistema terra-aria debbano essere acquistati nel medesimo Paese o in Paesi diversi.
Parte dei test in Svizzera - Una parte dei test dei nuovi dispositivi di difesa sarà effettuata in Svizzera. Nella misura del possibile, a pilotare gli aerei saranno svizzeri. Una volta che tutti i nuovi velivoli saranno consegnati, gli F/A-18 saranno progressivamente posti fuori servizio. Con i Tiger ciò avverrà prima ancora.
Il DDPS ha precisato che le compensazioni legate all'acquisto verranno realizzate nella misura del 60% presso l'industria legata alla sicurezza e del 40% presso il resto dell'industria. A livello regionale, la ripartizione sarà del 65 % alla Svizzera tedesca, del 30 % alla Romandia e del 5 % alla Svizzera italiana.
Per la valutazione saranno esaminati sia i costi di acquisizione che di utilizzo sull'arco di 30 anni. Non verranno invece considerati quelli di eventuali programmi di ammodernamento o mantenimento del valore a causa dell'impossibilità di effettuare previsioni affidabili.
Massimo 8 miliardi - Lo scorso 9 marzo il Consiglio federale ha stabilito che il popolo deve poter dire la sua sull'acquisto di questi nuovi mezzi di difesa. Il progetto che li concerne, integrato nel Programma Air2030, sarà pertanto sottoposto al Parlamento sotto forma di una «decisione programmatica».
In base alla legge, queste ultime sono decisioni preliminari che indicano come perseguire determinati obiettivi. Se risultano di «ampia portata», come quella in questione, sono soggette a referendum. Un'eventuale votazione dovrebbe tenersi al più tardi a fine 2020, prima della scelta del tipo di velivolo e del fornitore.
All'inizio di novembre 2017 il governo aveva deciso di spendere al massimo di 8 miliardi di franchi per gli aerei e il sistema di difesa terra-aria. In precedenza, nel mese di maggio, un gruppo di esperti aveva presentato diverse varianti che andavano dai 5 ai 18 miliardi di franchi.