Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01255.jsonl.gz/1053

NEW YORK - Il "New York Times" svela in una nuova puntata della sua inchiesta sulle dichiarazioni fiscali di Donald Trump che dal 2010 questi ottenne la cancellazione di oltre 270 milioni di debiti dopo non essere riuscito a ripagare la somma ottenuta per un costruire un grattacielo a Chicago e aver denunciato le banche che gli avevamo prestato i soldi, tra cui Deutsche Bank.
Debiti condonati su cui Trump non pagò le tasse, in parte per il perdurare delle perdite finanziarie di altre sue attività.
Secondo il giornale, Trump ottenne oltre 700 milioni di dollari, di cui 640 dalla Deutsche Bank. Ma dopo alcuni ritardi nella costruzione, l'allora tycoon si trovò di fronte alle scadenze dei prestiti con il grattacielo non ancora ultimato.
Deutsche Bank inizialmente garantì una proroga dei termini ma poi rifiutò la richiesta di un'ulteriore estensione. Trump allora fece causa alla banca (accusandola di "pratiche di prestiti predatorie"), nonché alla Fortress Investment Group, che aveva concesso 130 milioni di dollari per il progetto, e ad altri istituti finanziari che avevano acquistato parte dei prestiti.
Deutsche Bank rispose con un'altra azione legale chiedendo il pagamento. Nel 2010 Deutsche Bank, Fortress e Trump raggiunsero un accordo privato senza rivelarne i termini.
Dall'analisi del Nyt il magnate ottenne la cancellazione di circa 270 milioni di debiti, sui quali sembra non abbia pagato quasi nessuna tassa.
Il presidente ha difeso il suo operato, vantandosene su Twitter: «Feci un grande accordo conveniente con numerosi prestatori per una torre grande e meravigliosa. Questo non mi rende una persona intelligente piuttosto che una persona cattiva?».