Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01132.jsonl.gz/1187

LOSANNA - I comuni possono contestare un riconoscimento di paternità sospettato di essere abusivo: il Tribunale federale (TF) lo ha deciso oggi nel caso di un bimbo nato diversi mesi dopo il divorzio da un'unione considerata come un "matrimonio bianco" dal comune in cui è domiciliato il padre.
In simili circostanze, sia il comune di attinenza del padre - nel caso in esame Winterthur (ZH) - che il comune di residenza possono contestare il riconoscimento di paternità, hanno sentenziato i giudici, secondo cui non è necessario per questo confrontare gli interessi del bambino con quelli della collettività pubblica.
Il caso sul quale la Corte suprema si è pronunciata in seduta pubblica oggi riguarda un bambino riconosciuto dall'ex marito della madre, una kosovara. Grazie alla cittadinanza elvetica del figlio, la madre ha conservato il diritto di rimanere in Svizzera dopo il divorzio.
A causa dell'opposizione del padre, che ha rifiutato di sottoporsi ad un test del DNA, non è stato finora possibile contestare il riconoscimento di paternità, che le autorità sospettano di essere abusivo: la Corte suprema zurighese ha infatti escluso la possibilità di costringere il padre ad effettuare il test.
In seguito alla decisione dei giudici federali, il Tribunale distrettuale di Winterthur dovrà ora tentare di stabilire la filiazione genetica del bambino ordinando, se necessario, al padre di sottoporsi ad un test della saliva.