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Il 60% dei diplomati delle università e delle scuole universitarie professionali ha votato per il sostegno ai media
Anche per l'accettazione dell'iniziativa popolare "Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco" il livello di istruzione ha giocato un ruolo nella scelta
BERNA - Nelle zone rurali non c'è stata oggi una chiara maggioranza per un divieto della pubblicità del tabacco. È uno dei dati che emergono da un sondaggio del giornale 20 Minuten e dell'editore Tamedia pubblicato questa sera.
Come altre inchieste analoghe svolte in passato, l'indagine mostra che il livello di istruzione, il reddito e il luogo di residenza hanno avuto un'influenza sul comportamento di voto nei quattro oggetti sottoposti al giudizio popolare.
Per l'accettazione dell'iniziativa popolare "Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco" il luogo di residenza ha giocato un ruolo: tra gli abitanti delle città, il 60-62% era a favore di un divieto, in campagna solo il 50%.
Anche il livello di istruzione ha determinato il comportamento di voto: le persone con una formazione da scuola dell'obbligo (57%) e con un apprendistato professionale o un diploma commerciale (49%) sono state meno favorevoli al divieto, mentre i laureati hanno votato massicciamente per l'iniziativa (71%).
In merito alla Legge federale su un pacchetto di misure a favore dei media, il livello di istruzione è stato il fattore più evidente nel determinare il comportamento di voto. Ad esempio, il 60% dei diplomati delle università e delle scuole universitarie professionali ha votato per il sostegno ai media. Chi ha come bagaglio la formazione obbligatoria ha sostenuto la legge nella misura del 37%.
I centri urbani sono risultati più favorevoli alla promozione dei media (dal 47% al 54%, a seconda che si tratti di un agglomerato o di una città) delle campagne (39%). Anche l'età ha giocato un ruolo: il sostegno più forte per la promozione dei media è venuto dalla popolazione di oltre 65 anni (50%).
I risultati si basano su 11'411 risposte ponderate secondo variabili demografiche, geografiche e politiche dei partecipanti all'inchiesta (8857 della Svizzera tedesca, 2268 della Romandia e 286 del Ticino). Il sondaggio è stato svolto tra il 10 febbraio e oggi. Il margine di errore è di 1,8 punti percentuali.