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L'esame parlamentare della modifica della Legge sui trapianti è terminato, l'oggetto è pertanto pronto per le votazioni finali. Oggi il Consiglio nazionale ha infatti tacitamente eliminato l'ultima divergenza, minore, che l'opponeva agli Stati.
Essa concerneva la sanzione per chi viola la legge per negligenza. La Camera del popolo si è allineata a quella dei cantoni rinunciando alla possibilità di infliggere una pena detentiva.
Tutti gli altri punti della nuova legge erano già stati approvati nelle sedute precedenti. Il prelievo di organi destinati al trapianto continuerà dunque ad essere possibile soltanto in caso di consenso esplicito del donatore o dei suoi famigliari.
Sarà possibile chiedere ai famigliari il consenso a un prelievo d'organi solo al momento in cui viene presa la decisione di interrompere i trattamenti che tengono in vita il paziente. Lo stesso vale per i provvedimenti medici preparatori, se il donatore è incapace di intendere e di volere.
Saranno autorizzate unicamente le misure preliminari indispensabili alla riuscita del trapianto e che comportano rischi minimi per il paziente. Il Consiglio federale dovrà stabilire una lista di atti medici che non corrispondono a questi criteri dopo aver consultato le cerchie interessate. Anche in questo caso non sarà possibile adottare misure preliminari se non sono presenti famigliari o se non è possibile contattarli.
Per quanto riguarda le questioni finanziarie, in futuro il donatore vivente non dovrà farsi carico degli oneri della donazione. Le cure successive all'operazione possono infatti generare spese molto tempo dopo il prelievo, la cui assunzione comporta quasi inevitabilmente problemi e disagi supplementari.
SDA-ATS