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La Svizzera e la Cina
Conclusione
Le relazioni con la Cina devono essere coerenti con la politica relativa ad altri paesi e costanti nel tempo. Sarebbe fatale trattare la Cina in modo diverso dagli altri Stati – la Svizzera comprometterebbe la credibilità della sua politica estera. Quest’ultima è uno dei beni più preziosi di un piccolo Stato neutrale, che per affermarsi deve contare su argomenti invece che sul potere di mercato o sulla potenza militare.
Per quanto concerne le questioni economiche ed umanitarie, la Svizzera deve far valere il suo punto di vista in seno alla comunità internazionale degli Stati. Essa ha un’opportunità di esercitare un’influenza che non dev’essere sottovalutata: in quanto paese che ospita numerose organizzazioni internazionali, essa è idealmente posizionata quale piattaforma di riforma e di sviluppo. Nel contempo, in quanto paese neutro, può svolgere un ruolo di mediatore. In questo contesto, può affrontare apertamente problemi come la situazione dei diritti umani e facilitare cooperazioni su vasta scala, ad esempio in materia di ambiente. La Ginevra internazionale deve dunque essere rafforzata.
Inoltre, la Svizzera può anche esprimere le sue preoccupazioni – umanitarie ed economiche – nell’ambito del dialogo bilaterale con la Cina. Contrariamente alle sanzioni unilaterali o ai boicotti, il dialogo ha un effetto e corrisponde alla cultura svizzera della mediazione e dell'avvicinamento.
Le sanzioni e i boicotti non sono efficaci. La Svizzera non ha un potenziale di minaccia credibile. Inoltre, le misure repressioni metterebbero in pericolo la sua credibilità in quanto mediatore onesto e farebbero scattare le misure di ritorsione.
Per le imprese occidentali ritirarsi da un paese come la Cina sarebbe controproducente. Con simili misure, è sempre la popolazione locale a farne le spese. Le imprese svizzere godono di un’eccellente reputazione in Cina in quanto datori di lavoro e possono, nella misura delle loro possibilità, contribuire a migliorare la situazione offrendo condizioni di lavoro eque e dando l’esempio. Delle raccomandazioni mondialmente riconosciute (principi di John Ruggie, principi direttivi dell’OCSE all’attenzione delle imprese multinazionali) fungono da guida per le imprese svizzere.
La ricetta del cambiamento attraverso il commercio ha mostrato la sua efficacia in passato e può ancora funzionare oggi. Il modo migliore per migliorare la situazione sociale in Cina è di rafforzare le organizzazioni internazionali e di provocare i cambiamenti auspicati dal dialogo e dall’innovazione. La Svizzera è ben disposta a mantenere il suo ruolo di partner e mediatore credibile e affidabile a lungo termine, anche nei confronti della Cina.