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MADRID - Pedro Sanchez intende chiedere al Parlamento spagnolo di rinnovare lo stato di emergenza, che al momento è in vigore fino al 23 maggio, per il coronavirus per ancora «un mese».
Lo ha dichiarato in una conferenza stampa oggi a Madrid il premier, assicurando che questa sarà «l'estensione finale» dello stato di emergenza in vigore già da due mesi che dà al governo i poteri di limitare i movimenti dei cittadini. «Se il governo valuterà che lo stato di emergenza potrà essere revocato prima, allora lo faremo», ha assicurato ancora.
L'annuncio di Sanchez arriva mentre da alcuni settori si alzano critiche contro il premier soprattutto a Madrid dove, come a Barcellona, è ancora in vigore la "fase zero" che prevede severe restrizioni dei movimenti dei residenti. «Siamo ostaggi che sono stati imbavagliati», ha detto oggi la presidente della regione di Madrid, l'esponente del Partito Popolare Isabel Diaz Ayuso, accusando il premier socialista di limitare in modo illegale le libertà e «portare la regione della capitale alla rovina».
Secondo il piano del governo le misure di lockdown saranno revocate nella fase quattro, fino alla fine di giugno non sarà permesso spostarsi dalla propria provincia e non è ancora stata fissata una data per la riapertura dei confini ai turisti. Nonostante il divieto di assembramento, vi sono state diverse proteste contro Sanchez.
La Spagna ha registrato 230mila casi di Covid-19 e 27'500 morti. Ma i numeri stanno migliorando da diverse settimane: «Stiamo facendo progressi, ma il pericolo è ancora presente».