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SANTIAGO DEL CILE - La prima donna pilota di guerra del Cile, Margot Duhalde, è morta oggi all'età di 97 anni. Considerata come una dei precursori dell'aviazione femminile, oltre ad essere stata controllore del traffico aereo e dei radar nel Paese, è stata pilota commerciale e rappresentante di un costruttore di aeromobili francese.
Da bambina, Duhalde sognava di fare la pilota. «Salivo sul tetto perché pensavo di vedere gli aerei più da vicino», ha raccontato in un'intervista. Dopo aver contratto la scarlattina, una malattia grave in quegli anni, ed esserne uscita, riuscì a convincere i suoi genitori ad aiutarla nel suo sogno.
Il 23 febbraio 1938 volò per la prima volta. «Mi è costato molta fatica perché nessuno voleva insegnarmi, nessuno mi prendeva sul serio perché ero molto giovane ed ero una contadina. Avevo solo 16 anni». Quello stesso anno prese il brevetto di pilota civile, ma in Cile non gli fu data l'opportunità di volare. Così, nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, decise di unirsi alla Royal Air Force della Gran Bretagna, e con altre 165 donne pilote ha formato il gruppo ausiliario di trasporto aereo nella lotta contro la Germania nazista.
«Il lavoro è stato molto difficile, abbiamo dovuto volare in condizioni terribili, con un minimo di visibilità», ha raccontato. «Era una cosa pericolosa, e non avevamo comunicazioni con la terra, perché altrimenti i tedeschi avrebbero ascoltato», ha aggiunto.
Per Margot Duhalde «gli uomini erano convinti che fossero gli unici che potessero fare le cose. È così che si pensava, non è neanche colpa loro. Noi donne abbiamo sempre contato di meno e ora, di recente, ci si sta rendendo conto che siamo uguali o addirittura migliori».