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Modalità di valutazione: esame orale
Contenuto del corso:
La concezione di Dio come essere, ritenuta per secoli tipica di Tommaso d’Aquino, affonda le sue radici nelle cosiddette “dottrine non scritte” di Platone, almeno secondo la testimonianza di Aristotele, si sviluppa poi nella tradizione neoplatonica con Porfirio, il De divinis nominibus, il Liber de causis, Agostino e Avicenna fino, appunto, a Tommaso d’Aquino e oltre. L’entrata della Metafisica di Aristotele nell’Occidente latino rende note, tuttavia, le critiche di Aristotele alla nozione di un primo principio che sia l’uno stesso e l’essere stesso. Qual è precisamente il contenuto della tesi secondo cui Dio è l’essere stesso? Vi sono state varianti di questa tesi? Quali furono le critiche aristoteliche a questa teoria? Come sono state recepite nel Medioevo? Come conciliare il Dio di Platone (nelle sue diverse varianti) e il Dio di Aristotele, che certo non è l’essere? Come conciliare il Dio come essere della teologia scolastica e il Dio come persona, tipico della tradizione biblica? Dio come essere è in alternativa al Dio come avvenimento o evento, tanto caro alla teologia contemporanea (Hans Urs von Balthasar, Klaus Hemmerle, Gisbert Greshake, Eberhard Jüngel, Piero Coda)?