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Anche se i commentatori locali quasi non ne parlano, il dato probabilmente più saliente del primo turno delle elezioni presidenziali francesi è rappresentato dall’enorme avanzata del candidato della sinistra radicale Mélenchon, che ha praticamente raddoppiato i suoi voti di 5 anni fa e per il quale questa volta ha votato grossomodo un quinto dei francesi.
Se non si fossero disperse le schede dei due candidati minori Poutou (trozkista) e Arthaud (marxista-leninista) che hanno raccolto assieme più del 2% dei voti, tra due settimane a contendersi la vittoria per la presidenza, al posto della xenofoba Marine Le Pen ci sarebbe stato Mélenchon con il social-liberale Macron.
Il risultato francese conferma quanto si era verificato un mese fa in Olanda, dove anche lì c’era stato il tracollo della vecchia socialdemocrazia e l’affermazione a sinistra del partito socialista (su posizioni molto simili a quelle di Mélenchon) e dei verdi alternativi, che assieme avevano totalizzato quasi un terzo dell’elettorato. Sia in Olanda che ora in Francia un altro dato è molto chiaro: i partiti della sinistra radicale sono quelli maggiormente votati dai giovani tra i 18 e 25 anni.
Il Forum Alternativo, che si sente molto vicino alle posizioni politiche espresse da questi movimenti della sinistra radicale europea, saluta con estremo piacere questa evoluzione, che conferma l’analisi strategica che sta alla base del suo posizionamento politico.