Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/266820

<h2>SubmittedText<h2><p>In vari Cantoni è di recente emerso un grave problema di abusi nel permesso S ad opera di individui che non hanno nulla a che vedere con l’Ucraina.&nbsp;</p><p><span style="background-color:white;color:black;">Nei Grigioni più della metà delle persone che hanno ottenuto il permesso S dallo scorso mese di luglio “non parla né ucraino né russo”. La situazione è analoga nei Cantoni di San Gallo e Turgovia. Anche lì gli ucraini sono ormai in minoranza.&nbsp;</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">I nuovi beneficiari del permesso S sono in maggioranza Rom, pare ungheresi. Possiedono un passaporto ucraino in quanto l’hanno comprato.&nbsp;</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">Con ogni probabilità situazioni del genere si verificano anche in Ticino.&nbsp;</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">Gli abusi nei premessi S non sono certo una novità: già all’inizio della guerra in Ucraina persone che vivevano da anni in paesi UE hanno ottenuto lo statuto di protezione, come pure migranti economici.</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">I nuovi abusi sono ancora più gravi in quanto i rom con statuto S, oltre a percepire indebitamente gli aiuti garantiti dallo statuto in questione, sarebbero anche dediti ad attività illegali, incluso l’accattonaggio ed il furto negli appartamenti.</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">Questa situazione non può essere tollerata e nuoce grandemente all’accettazione dei profughi ucraini, peraltro già messa a dura prova dalla lunga durata del conflitto e dagli ingiustificati privilegi garantiti dallo statuto S, che non si conciliano con una permanenza di lunga durata sul nostro territorio.</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">A quanto pare, la causa dei nuovi abusi sarebbe la centralizzazione e riduzione del dispositivo di gestione dello statuto S</span> ad opera della Confederazione<span style="background-color:white;color:black;">, che porta ad una minore qualità ed incisività dei controlli.</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">Considerando i costi miliardari a carico del contribuente generati dagli statuti S, che il CF ha oltretutto deciso di prolungare fino a marzo 2025, la situazione creatasi non è sostenibile.</span></p><p><span style="background-color:white;color:black;">Chiedo al CF:</span></p><ul><li><span style="background-color:white;color:black;">Il CF ha idea di quanti siano in Svizzera gli statuti S ottenuti da persone di etnia Rom che nulla hanno a che vedere con l’Ucraina?</span></li><li><span style="background-color:white;color:black;">Il CF ha stimato i costi che questi abusi potrebbero comportare per le casse pubbliche?</span></li><li><span style="background-color:white;color:black;">Corrisponde al vero che la centralizzazione delle procedure ha portato ad una riduzione della qualità dei controlli sul rilascio degli statuti S?</span></li><li><span style="background-color:white;color:black;">Come intende il CF muoversi affinché gli statuti S ottenuti in modo illecito vengano immediatamente revocati?</span></li><li><span style="background-color:white;color:black;">Non ritiene il CF che la presenza di un numero elevato di abusi nello statuto S nuoccia grandemente all’accettazione dei profughi ucraini in Svizzera?&nbsp;</span></li></ul>