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Una trentina di persone che praticano le arti marziali hanno deciso di pattugliare le strade di Ginevra durante i fine settimana, per renderle più sicure. Non intendono sostituirsi alla polizia, tengono a precisare, ma dialogare per disinnescare i conflitti.
"Non siamo una milizia. Non facciamo il lavoro della polizia e non abbiamo la competenza legale per farlo", ha indicato all'ats il promotore del progetto, Marco Garcia Gonneau, confermando una notizia pubblicata oggi da "Le Matin" e "La Tribune de Genève". Il quarantenne dirige la scuola di arti marziali Black Belt Spirit Academy, nel comune di Grand-Saconnex (GE).
La "Black Belt Patrol" ha compiuto una prima uscita nella notte fra venerdì e sabato, senza problemi. La prossima è in programma giovedì, per la notte di Capodanno, ha precisato Garcia Gonneau. I "pattugliatori del rispetto", come amano definirsi, non sono mai armati e non intendono intervenire fisicamente in eventuali conflitti.
La polizia ginevrina "condanna qualsiasi iniziativa spontanea che esuli dal quadro legale", ha affermato il suo portavoce, Jean-Claude Cantiello. I cittadini sono invitati a denunciare le aggressioni, gli atti incivili e di vandalismo, ma devono in seguito lasciare che siano gli agenti ad intervenire. "Seguiamo la questione da molto vicino e finora questi individui non si sono fatti giustizia da sé. Per ora non c'è niente di illegale", ha concluso Cantiello.
SDA-ATS