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La 75enne che, giovedì scorso, ha aggredito con un coltello e ucciso un bambino di 7 anni a Basilea era una donna che “viveva da sola e in modo modesto”. Queste le parole del suo ex padrone di casa al Blick. L'uomo, scioccato da quanto accaduto, racconta come una o due volte l'anno la 75enne ricevesse la visita della Polizia o di qualcuno dell'ufficio del procuratore. Stando alle sue conoscenze non ha mai avuto problemi con la giustizia, né è mai stata seguita da uno psichiatra.
Come reso noto, invece, da '20 minuti', la donna avrebbe contattato via Sms diverse persone, istituzioni e media dopo il suo terribile gesto. I contenuti dei messaggi restano, per il momento, sconosciuti. La 75enne adesso è stata sottoposta a cure psichiatriche.
Nel frattempo a Basilea, come in Kosovo, Paese d'origine del piccolo, sabato si sono svolte delle commemorazioni funebri. Centinaia le persone, famiglie con bambini, uomini, donne, giovani e alunni delle scuole, che si sono ritrovate nel Schützenmattpark. Erano presenti anche la presidente del governo Elisabeth Ackermann e il consigliere del governo Conradin Cramer.
Frank Lorenz della chiesa aperta Elisabethen, riferisce la Blaser Zeitung, ha preso la parola e dichiarato: "Qui sperimentiamo un flash mob di umanità, un'umanità che caratterizza questa città. Non saremo paralizzati dalla tristezza. Il dolore non ha mai l'ultima parola, la vita ha l'ultima parola".