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<h2>SubmittedText<h2><p>L’attrattiva che la Svizzera perderà con l’attuazione della riforma fiscale dell’OCSE dovrà essere compensata in altro modo. L’attenzione va rivolta alla promozione dell’innovazione. Puntare su tecnologie dirompenti al crocevia tra ricerca accademica e applicazione commerciale può essere un valido approccio, conforme ai principi della politica industriale e in grado di creare un effettivo valore aggiunto per i settori dediti all’innovazione.</p><p>È proprio a questo crocevia che si trova attualmente una delle tecnologie più promettenti del momento: la tecnologia quantistica e, più precisamente, la computazione quantistica. Mentre il calcolo ad alte prestazioni convenzionale raggiungerà ben presto i suoi limiti di capacità nel gestire le enormi quantità di dati necessari per risolvere i problemi legati al cambiamento climatico o alla gestione delle catene di approvvigionamento o, ancora, allo sviluppo di farmaci, il calcolo quantistico sta spianando la strada a tutta una serie di nuove applicazioni.</p><p>Rispetto alle spese dei Paesi limitrofi, le spese finora sostenute dal nostro settore pubblico – anche nell’ambito dei poli di ricerca nazionali – sono piuttosto modeste (tra i 10 e i 100 milioni di franchi). Eppure il nostro Paese, con la sua forza innovativa esemplare, sembrerebbe predestinato a svolgere un ruolo di primo piano nel campo della tecnologia quantistica. Lo dimostrano i programmi di ricerca dell’Università di Basilea e l’iniziativa QuantumBasel, finanziata privatamente, ovvero il primo hub svizzero di computer quantistici utilizzabile a fini commerciali. In questo settore anche i due politecnici federali stanno svolgendo ricerca di base di alta qualità.</p><p>A questo proposito pongo le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale sa che la tecnologia quantistica, e in particolare l’informatica quantistica, sarà una tecnologia chiave del 21° secolo?</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che la Svizzera sta rischiando di perdere terreno in questo settore a causa delle ingenti sovvenzioni statali di numerosi altri Paesi industrializzati?</p><p>3. Cosa significa per la tecnologia quantistica la mancata associazione del nostro Paese al programma di ricerca Orizzonte?</p><p>4. Cosa fa la Confederazione per promuovere la computazione quantistica?</p><p>5. Il Consiglio federale prende in considerazione e sostiene le competenze in materia di tecnologie quantistiche già sviluppate dalle università nazionali e cantonali e dall’industria privata?</p><p>6. È ipotizzabile per il Consiglio federale utilizzare a questo scopo i fondi provenienti dalle entrate supplementari previste dalla riforma fiscale dell’OCSE?</p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le tecnologie quantistiche, che comprendono l’informatica, la comunicazione, il <i>sensing</i> e la simulazione, sono nel mirino del Consiglio federale. Secondo lo studio bibliometrico «Quantum Publications» della SEFRI (2016–2020) e il «libro bianco sulle tecnologie quantistiche» pubblicato nel 2020 dal Consiglio svizzero della scienza (CSS), la Svizzera è molto ben posizionata in questo campo.</p><p>Domande 1, 2 e 4</p><p>Le tecnologie quantistiche sono nel mirino del Consiglio federale, che è consapevole della concorrenza internazionale. L'approccio bottom-up si è rivelato valido in passato, come dimostra il buon posizionamento della Svizzera. Nel 2022 il Consiglio federale ha lanciato la <i>Swiss Quantum Initiative</i> (SQI), che si prefigge di rafforzare ulteriormente la posizione del nostro Paese in questo campo attraverso una commissione di esperti provenienti dal mondo della ricerca e dagli ambienti economici. Si tratta di un’iniziativa a lungo termine che consentirà anche di migliorare il coordinamento grazie alla &nbsp;sfruttamento delle sinergie esistenti.</p><p>Domanda 3</p><p>Per compensare gli svantaggi che la mancata associazione a Orizzonte Europa comporta per la ricerca e l’innovazione in Svizzera, il Consiglio federale ha varato una serie di provvedimenti transitori. Attraverso la SEFRI, il DEFR finanzia progetti che sono stati valutati positivamente nell’ambito del pacchetto Orizzonte, ma che non sono finanziati direttamente dalla Commissione europea (CE), nonché progetti in campi «strategici» i cui bandi di Orizzonte, in particolare la <i>Quantum Flagship</i>, non sono aperti ai ricercatori in Svizzera. Vengono inoltre finanziati strumenti di finanziamento individuali e progetti di collaborazione in settori inaccessibili, come quello delle tecnologie quantistiche.&nbsp;</p><p>Domanda 5</p><p>Il sostegno finanziario agli istituti esistenti assume forme diverse. La Confederazione sostiene direttamente il settore dei PF attraverso il preventivo globale dei PF, le università e le scuole universitarie cantonali con dei contributi di base conformemente alla legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU). Poi, a seconda delle loro priorità, le università e le scuole universitarie decidono in merito alle attività di promozione nel settore quantistico. Il PFZ e il PFL hanno istituito il <i>Quantum Center</i> e il <i>Center for Quantum Science and Engineering</i> per coordinare al loro interno le varie attività scientifiche svolte in questo campo. L’Istituto Paul Scherrer (PSI) gestisce insieme al Politecnico di Zurigo il Quantum Computing Hub. La ricerca in ambito quantistico è sostenuta anche mediante i bandi del FNS e da cluster di ricerca nazionali come SPIN e QSIT, che svolgono un ruolo importante. I progetti d’innovazione possono richiedere un sostegno nell'ambito dei bandi Innosuisse.</p><p>Domanda 6</p><p>Il 18 giugno il popolo svizzero si è pronunciato sull’attuazione dell’imposta minima OCSE. A seguito dell’imposta integrativa, la Confederazione dovrà sostenere spese supplementari nell’ambito della perequazione fiscale pari a circa un terzo del gettito dell’imposta integrativa. I rimanenti fondi saranno destinati a misure che migliorano l’attrattiva della Svizzera come piazza economica nel suo complesso. In ultima analisi sarà il Parlamento, detentore della sovranità in materia di preventivo, a decidere come utilizzarli.</p>