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L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) ha fatto oggi il punto della situazione venutasi a creare in seguito al potente terremoto che ha gravemente danneggiato alcune centrali nucleari in Giappone. "La situazione è molto grave", ha detto il direttore dell'IFSN Hans Wanner in una conferenza stampa a Brugg (AG).
"La situazione è notevolmente peggiorata rispetto a ieri", ha affermato Wanner. La radioattività rilasciata in Giappone non costituisce comunque una minaccia per la popolazione svizzera. Anche il Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) che si trova a circa 80 chilometri dalla centrale di Fukushima può essere solo leggermente colpito.
Le autorità svizzere sorvegliano in permanenza il tasso di radioattività nell'aria: oltre 100 stazioni di misura sono infatti state disposte su tutto il territorio elvetico. Le misure vengono trasmesse ogni 10 minuti alla Centrale nazionale d'allarme (CENAL). Se viene superata la soglia di 1 microsievert/ora scatta immediatamente l'allarme.
In tempo normale i valori misurati in Svizzera sono compresi tra 0,08 e 0,26 microsievert/ora. Le differenze sono dovute alla configurazione geologica del suolo.
Secondo le tabelle internazionali, i primi effetti sulla salute si hanno con un'ora di esposizione tra 0,1 e 0,5 sievert (100'000/500'000 microsievert), che causa una diminuzione temporanea dei globuli bianchi. Da 1 a 2 sievert si ha un avvelenamento radioattivo lieve, con nausea, vomito e depressione del sistema immunitario. L'avvelenamento radioattivo grave si ha invece con un'esposizione di 3 sievert, che comporta la morte del 50% dei pazienti entro 30 giorni. Sopra i 6 sievert invece la mortalità è del 100% in assenza di terapie drastiche come il trapianto di midollo osseo.