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PYONGYANG - La Corea del Nord non ha mai smesso di lavorare alla costruzione di un'arma atomica balistica, questo malgrado le sanzioni internazionali e le promesse (mai mantenute). E non è finita qui: per finanziare le sue operazioni ha convogliato centinaia di milioni di dollari ottenuti in maniera illecita attraverso truffe web e hackeraggio.
È quanto sostiene un rapporto redatto dalle Nazioni Unite e citato da Reuters: «Nel 2020 Pyongyang ha continuato a sviluppare materiale fissile, mantenuto in funzione le sue centrali nucleare e ha continuato a migliorare le sue infrastrutture missilistiche», riporta lo studio, «inoltre ha continuato attivamente la ricerca di tecnologia bellica all'estero».
Una notizia che arriva proprio quando l'amministrazione Biden è chiamata a piegarsi sulla questione. Donald Trump, lo ricordiamo, aveva incontrato tre volte Kim Jong Un e - malgrado le promesse, la fanfara mediatica e le foto di strette di mano - non era mai riuscito a convincere il dittatore ad mollare l'osso... nucleare.
Il Dipartimento di Stato americano ha confermato l'intenzione di rivedere l'approccio nei confronti della Corea del Nord, valutando con i partner strategici «nuove strategie di pressione, presenti e future», ha confermato un portavoce della Casa Bianca.
Malgrado gli sforzi profusi, però, non è davvero chiaro se la Repubblica Popolare di Corea sia davvero in grado di lanciare missili nucleari a lunga gittata in grado di uscire e rientrare nell'atmosfera terrestre senza surriscaldarsi eccessivamente.
Nel 2020 Pyongyang non ha effettuato nessun test nucleare, nel 2021 potrebbe però essere diverso con l'annuncio da parte del regime della produzione di una nuova linea di missili balistici, testate esplosive così come lo sviluppo di un sistema nucleare tattico.
Per finanziare tutto ciò, una delle risorse della Repubblica Popolare sono i suoi hacker che, dal 2019 al 2020 sarebbero risusciti a impossessarsi di più di 310 milioni di dollari.