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BERNA - L'iniziativa "Per la sovranità alimentare. L'agricoltura riguarda noi tutti" va bocciata, senza alcun controprogetto. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale nell'ultimo giorno della sessione invernale.
Il risultato non è una sorpresa, la settimana scorsa, quando erano iniziati i dibattiti, si era già capito che l'iniziativa non aveva alcuna possibilità di essere approvata. Del resto, come ricordato oggi dal relatore commissionale Olivier Feller (PLR/VD), non v'era alcuna proposta di minoranza che ne chiedeva l'adozione.
L'unico voto che si è tenuto oggi è quello sul controprogetto, che è stato bocciato con 126 voti contro 49 e 6 astensioni. La raccomandazione di voto è invece stata adottata in modo tacito.
Nella giornata odierna non ci sono stati nemmeno dibattiti, questi si sono tenuti martedì e giovedì della settimana scorsa. Durante le discussioni, molti parlamentari hanno sostenuto che l'iniziativa andava bocciata in quanto le disposizioni già presenti attualmente nella Costituzione sono sufficienti, in particolare l'articolo sulla sicurezza alimentare approvato dalle urne il 24 settembre.
Diversi parlamentari avevano anche approfittato dell'occasione per criticare - anche duramente - la Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+) del consiglio federale. Il governo ha completamente ignorato il nuovo l'articolo sulla sicurezza alimentare, aveva affermato il consigliere nazionale e presidente dell'Unione svizzera dei contadini (USC) Jacques Bourgeois (PLR/FR). «Non siamo contro gli accordi di libero scambio, ma chiediamo che l'agricoltura che, contrariamente al resto dell'economia, è un importatore netto, sia presa in considerazione», aveva sostenuto il friburghese.
Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann aveva respinto con veemenza le obiezioni sollevate: «il governo non accetta le accuse secondo le quali sarebbe pronto a lasciar morire l'agricoltura svizzera». «L'esecutivo - aveva aggiunto - deve tenere conto dell'economia nel suo insieme», e non di interessi particolari.
Alla fine, come detto, tutti si sono però trovati d'accordo nel bocciare l'iniziativa sulla sovranità alimentare. Questa chiede di inserire un nuovo articolo nella Costituzione allo scopo di promuovere l'agricoltura dei piccoli contadini responsabili in primo luogo dell'approvvigionamento locale della popolazione e di perseguire questo obiettivo mediante interventi statali sul mercato di ampia portata.
Essa domanda, inoltre, che le derrate alimentari e i prodotti agricoli importati debbano, per principio, rispettare le norme sociali ed ecologiche della Svizzera. L'impiego di organismi geneticamente modificati (ogm) sarebbe vietato.
L'iniziativa prevede anche che siano adottate misure per «preservare le superfici coltivabili», garantire «la trasparenza del mercato», favorire «la fissazione di prezzi equi» e rafforzare «gli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori».
Il testo chiede anche che Berna favorisca «l'aumento della popolazione attiva nell'agricoltura e la varietà delle strutture» e che presti «particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei salariati agricoli».
Quando al controprogetto, elaborato dalla minoranza della commissione preparatoria, prevedeva di inserire nella Costituzione disposizioni sullo scambio e la commercializzazione di sementi, sugli scambi commerciali diretti tra contadini e consumatori, sulle condizioni di lavoro dei contadini e sul divieto degli OGM.
La palla passa ora al Consiglio degli Stati.