Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/217004

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) può fornire informazioni sull'evoluzione generale della situazione debitoria nel nostro Paese, sulle eventuali lacune finanziarie e sulle loro dimensioni? </p><p>2. Quali conseguenze per le finanze dello Stato occorre attendersi nei prossimi anni dalla crisi di COVID-19 e dalla conseguente recessione che si sta delineando? </p><p>3. Vi sono previsioni su come muteranno, nei prossimi anni, la quota d'incidenza della spesa pubblica e l'onere per le finanze dello Stato? </p><p>4. Cosa comporta la mutata situazione nel contesto di impegni finanziari preesistenti come quelli nell'ambito della previdenza per la vecchiaia? Quali sono le prospettive per la Svizzera e cosa occorre intraprendere affinché la situazione non sfugga di mano? </p><p>5. In che modo la crisi attuale influisce sulla previdenza per la vecchiaia? Quali conseguenze prevede il DFF, in particolare per l'AVS? </p><p>6. Quali misure occorre adottare affinché l'AVS sia garantita a lungo termine?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Ad 1 e 2: Sono disponibili le prime stime provvisorie concernenti le ripercussioni della pandemia sulle finanze pubbliche; il 9 marzo 2021 dovrebbero essere disponibili le stime aggiornate. A causa delle perdite fiscali e delle uscite per far fronte alla pandemia, negli anni 2020-2022 sono previsti deficit a tutti i livelli statali. Soprattutto per il 2020 e il 2021 sono attesi disavanzi record. I deficit più consistenti riguardano la Confederazione, ma anche i Cantoni e i Comuni presentano saldi negativi.</p><p>Nonostante i deficit vengano finanziati in parte tramite le riserve di liquidità, ci si attende comunque un aumento del debito nel settore delle amministrazioni pubbliche dal 26 per cento del 2019 al 30 per cento circa del prodotto interno lordo (PIL) nel 2021 (debito secondo i criteri di Maastricht). Secondo le proiezioni dell'OCSE, nella zona euro il tasso d'indebitamento passerà dall'86 per cento (2019) al 102 per cento del PIL (cfr. Economic Outlook n. 108, dicembre 2020). Nel confronto internazionale le finanze pubbliche svizzere rimangono dunque solide e la Svizzera dovrebbero superare meglio la crisi rispetto alla maggior parte degli altri Paesi industriali.</p><p>Ad 3: Nel 2020 e nel 2021 la quota d'incidenza della spesa pubblica della Svizzera tocca valori record passando dal 32 per cento del 2019 al 37 per cento circa del PIL. Ciò è da ricondurre, da un lato, alle elevate uscite dello Stato per far fronte alla pandemia e, dall'altro, alla bassa prestazione economica. Negli anni successivi la quota dovrebbe diminuire gradualmente. Nel 2020 e nel 2021 il Consiglio federale e il Parlamento hanno approvato una serie di misure a livello nazionale per attenuare le ripercussioni sanitarie ed economiche della pandemia di COVID-19. In entrambi gli anni vi sono pertanto consistenti uscite straordinarie. A medio termine l'evoluzione del bilancio della Confederazione dipenderà soprattutto dalla ripresa economica e quindi dall'evoluzione delle entrate fiscali.</p><p>Ad 4-6: A causa della crisi pandemica le prospettive finanziarie delle assicurazioni sociali sono attualmente incerte. Ciononostante, gli economisti della Confederazione ipotizzano che la crisi economica innescata dalla pandemia in fluirà solo in misura lieve sulla crescita a lungo termine della produttività del lavoro e della popolazione. Per l'AVS una stima più bassa della crescita salariale ha un effetto attenuante sia sul fronte delle entrate (contributi salariali inferiori) che sul fronte delle uscite (adeguamenti delle rendite o adeguamenti meno numerosi o di minore entità). L'entrata in vigore della RFFA (riforma fiscale e finanziamento dell'AVS) nel 2020 ha ripercussioni molto positive sull'AVS: nonostante la crisi pandemica, per l'esercizio 2020 l'AVS presenta comunque un'eccedenza di ripartizione. Al momento le prospettive finanziarie a lungo termine delle assicurazioni sociali non intravedono ulteriori squilibri significativi dovuti alla pandemia e alle sue conseguenze.</p><p>A metà febbraio 2021 l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha pubblicato le prospettive finanziarie delle singole assicurazioni sociali per i prossimi 10 anni (AVS: <a href="https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/ahv/finanzen-ahv.html">https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/ahv/finanzen-ahv.html</a>). L'UFAS si basa sugli indicatori economici del gruppo di esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali e dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF). Secondo il regime in vigore, in questo scenario entro il 2030 il deficit di ripartizione dell'AVS sarà di circa 3 miliardi di franchi superiore rispetto a una previsione senza crisi pandemica. Di conseguenza, nel 2030 il Fondo di compensazione dell'AVS ammonterà a circa 35 miliardi (inclusi gli interessi), ovvero circa 2 miliardi in meno rispetto a quanto previsto senza tenere conto delle conseguenze della pandemia di COVID-19. Il Consiglio federale ha proposto di accogliere il postulato 20.3556 "Ripercussioni della COVID-19 sulle assicurazioni sociali". Se il postulato sarà accolto l'Esecutivo mostrerà le ripercussioni della pandemia sulle assicurazioni sociali.</p><p>Tenuto conto del crollo economico causato dal coronavirus, è importante che il progetto di riforma "AVS 21" proposto dal Consiglio federale (FF 2019 5179) venga attuato rapidamente. In tal modo l'equilibrio finanziario dell'AVS dovrebbe essere garantito fino al 2030. Consapevole del fatto che l'equilibrio deve essere garantito anche dopo il 2030, il Consiglio federale si impegna a fare tutto il necessario per garantire il finanziamento a lungo termine.</p>  Risposta del Consiglio federale.