Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/190196

<h2>SubmittedText<h2><p>In riferimento all'articolo 121a capoverso 4 della Costituzione, il Consiglio federale è invitato a rinunciare definitivamente a firmare il Patto ONU per la migrazione e a porre fine al ruolo guida della Svizzera nel proseguimento del processo.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Patto ONU per la migrazione non è un trattato internazionale. È uno strumento di "soft law" e come tale formula aspettative politiche sul comportamento degli Stati che aderiscono al Patto. Approvandolo, gli Stati ribadiscono la loro volontà politica di affrontare insieme le sfide globali della migrazione conformemente ai principi e agli obiettivi del Patto. Il Patto ribadisce inoltre esplicitamente "il diritto sovrano degli Stati di definire autonomamente la loro politica nazionale di migrazione" e il fatto che il Patto va attuato nel rispetto della politica e delle priorità nazionali. Dal Patto non emanano dunque obblighi giuridici contrari alla gestione indipendente dell'immigrazione. Durante i negoziati la Svizzera si è inoltre opposta a che il Patto ONU per la migrazione sia reso giuridicamente vincolante. Il Consiglio federale ha già ribadito più volte questa posizione anche dopo le trattative. Non ritiene che sia necessario intervenire sul piano della politica interna e non intende attuare tutte le misure previste dal Patto. Nel caso di un'approvazione formale di quest'ultimo da parte della Svizzera, il Governo dovrebbe definire la portata politica del Patto per il nostro Paese in una relativa dichiarazione.</p><p>Quale strumento di "soft law", il Patto ONU per la migrazione crea un quadro di riferimento che promuove e facilita la cooperazione tra Stati nel settore della migrazione. La garanzia di una gestione indipendente dell'immigrazione in Svizzera è influenzata anche dalla nostra cooperazione con altri Stati. La possibilità di cooperare in settori quali l'immigrazione irregolare, il rimpatrio, la lotta contro le cause, la protezione in loco, i diritti umani, la governance o il controllo delle frontiere ha un impatto positivo sulla gestione dell'immigrazione. Nessuno Stato da solo può gestire i flussi migratori; oltre a chiare misure nazionali, serve anche un quadro di cooperazione multilaterale. Il Consiglio federale giunge pertanto alla conclusione che il Patto per la migrazione è compatibile con l'articolo 121a capoverso 4 della Costituzione federale.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.