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SAN GALLO - Il processo celebrato oggi a San Gallo, decisamente insolito, sta avendo una larga eco sui media d'oltre Gottardo. Un caso di abuso sessuale nei confronti di un bambino. A rendere l'episodio insolito e decisamente disgustante è il fatto che a commettere l'abuso sessuale sia stata una donna. E non una donna qualsiasi, bensì la mamma del bimbo.
Nell'atto di accusa si riferisce che la donna avrebbe costretto il figlio ad assistere mentre lei si masturbava. In diverse occasioni il bambino ha dovuto stimolare con un vibratore le zone intime della mamma. Come se non bastasse, la madre ha pure scattato foto di queste scene e le ha inviate per email ad altre persone. I fatti sarebbero avvenuti nel giugno del 2012.
Le descrizioni contenute nell'atto d'accusa sono decisamente raccapriccianti: si parla di rapporti orali con il pene del bimbo - anche questi immortalati in fotografie - di un diario con tanto di descrizione dei fatti e pure di email inviate ad una amica della donna in cui condivideva con lei fantasie e non escludeva nemmeno la possibilità di coinvolgerla nei suoi giochetti.
Ma perchè una mamma arriva a comportarsi in questo modo? La risposta potrebbe arrivare da una email che la donna aveva inviato a una amica: «Ho decisamente fallito nella mia lotta con la sessualità e con la parte pervertita che c'è in me. Quando ho visto mio figlio che mi guardava mentre mi masturbavo, ho avuto dei dubbi se questo fosse giusto per lui. Poi però ho capito che lui doveva crescere in maniera libera, molto più di libera di quanto non sia sta la mia vita con i miei genitori, in modo tale che almeno lui non abbia pressioni in fatto di sessualità, cresca libero e privo di pregiudizi». Parole sulle quali gli psicologi dovranno ora chinarsi attentamente.
Intanto la giustizia fa il suo lavoro e per i fatti commessi la donna è stata condannata oggi a una condanna di 22mesi, ma non dovrà scontare nessun carcere. Sarà sottoposta a un trattamento psichiatrico e dovrà risarcire il figlio con 10.000 franchi, nonché finanziare le intere spese processuali. A questi accordi sono giunti - tramite rito abbreviato - il Pubblico ministero, il legale della donna e l'avvocato del bimbo.