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La Svizzera studierà la possibilità di uscire in anticipo dalla produzione di energia d'origine nucleare. Questa opzione fa parte dei tre nuovi scenari che il Consiglio federale ha deciso stamani di approfondire. Entro giugno, il governo attende i primi risultati per poter preparare la discussione parlamentare.
In seguito all'incidente nucleare di Fukushima, in Giappone, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'energia (DATEC) di Doris Leuthard di elaborare nuovi scenari energetici, che dovranno essere accompagnati da piani d'azione e da provvedimenti.
Una prima variante prevede il mantenimento dell'attuale struttura per la produzione di energia elettrica, di cui il 40% è di origine nucleare, con un'eventuale sostituzione anticipata delle tre centrali atomiche più vetuste, nell'intento di garantire la massima sicurezza.
Il secondo scenario prevede di non sostituire le centrali nucleari attuali al termine della loro ciclo produttivo. Infine, la terza variante mira a un abbandono anticipato dell'energia atomica, con la disattivazione anticipata dei cinque reattori nucleari elvetici, ossia prima della fine del loro normale ciclo produttivo.
Il Consiglio federale desidera conoscere le potenzialità esistenti, le misure d'incoraggiamento supplementari, nonché il tempo necessario. Inoltre, vuole analizzare in modo più approfondito in particolare i provvedimenti da adottare nei settori dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili, della ricerca, come pure degli impianti pilota e di dimostrazione.
Nel contempo, occorrerà esaminare le relative questioni economiche, di politica interna ed estera nell'ottica del futuro approvvigionamento energetico del paese. Il Consiglio federale ha discusso su questa problematica alla luce di un documento di lavoro presentato dalla ministra dell'energia Doris Leuthard.
Priorità economiche
Interrogato dai giornalisti, Johann Schneider-Ammann non ha voluto pronunciarsi sui dettagli delle tre opzioni da approfondire. Ha comunque sottolineato, in qualità di ministro dell'economia, le sue priorità energetiche: sicurezza dell'approvvigionamento, costi attrattivi e contenuta dipendenza energetica dall'estero.
Tre giorni dopo il catastrofico terremoto che ha colpito il Giappone, Doris Leuthard aveva reagito, congelando le tre procedure concernenti le domande di autorizzazione in vista della sostituzione delle centrali nucleari elvetiche.
Questa decisione resterà in vigore fino a quando non saranno state analizzate le cause, al di là del violento terremoto e dello tsunami, che hanno provocato l'avaria nei reattori delle centrali nucleari di Fukushima. Dovranno pure essere verificate e, se fosse il caso, adeguate, le norme di sicurezza delle centrali atomiche svizzere.
SDA-ATS