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LOSANNA - Un cane lucernese sequestrato dalle autorità non può essere venduto fino alla conclusione del procedimento in materia di protezione degli animali. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF). Il Tribunale cantonale aveva considerato giustificata la vendita a causa dei costi previsti per il mantenimento dell'animale.
Nella sua disposizione la corte lucernese partiva dal presupposto che la proprietaria del cane, a causa della sua situazione finanziaria, non sarà in grado di rimborsare tali spese. Pertanto per la collettività sussiste il rischio di dover coprire i costi per l'alloggiamento del quadrupede.
Quest'ultimo era stato sequestrato, assieme a un altro cane e a un coniglio, dopo un controllo del servizio veterinario cantonale. Nel frattempo uno dei cani è morto, mentre il coniglio era stato subito soppresso, si legge nella sentenza del TF pubblicata oggi.
Alla donna era stato vietato a tempo indeterminato di tenere animali, decisione contro la quale ha inoltrato ricorso presso il Tribunale cantonale. L'ufficio di veterinaria aveva quindi richiesto la sospensione del procedimento e una decisione in merito al diritto di sopprimere o vendere i cani. La corte ha disposto la vendita.
Una decisione ora revocata dai giudici losannesi, secondo i quali l'intromissione nel diritto di proprietà della donna è sproporzionato. L'interesse pubblico alla vendita dell'animale - affermano - non prevale e un eventuale mancato rimborso dei costi è sopportabile.
Nella sua sentenza il TF sottolinea inoltre che la proprietaria ha citato diverse persone disposte a prendersi a carico il cane durante il procedimento: questa possibilità non è stata esaminata approfonditamente dalla corte lucernese.