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BERNA - Durante il primo trimestre 2022 sono stati registrati 11'119 permessi di acquisto e alienazioni di armi in Svizzera, a fronte degli 8615 permessi dell'anno prima. Lo indica il Consiglio federale, precisando però che tale incremento non è necessariamente legato alla guerra in Ucraina.
Nella sua interrogazione, la consigliera nazionale Priska Seiler Graf (PS/ZH) fa riferimento a notizie pubblicate dai media secondo le quali, dall'inizio della guerra in Ucraina, la richiesta di permessi d'acquisto di armi avrebbe registrato un sensibile incremento, soprattutto da parte di persone che in passato non avevano mai posseduto un'arma. In alcuni Cantoni la quota di domande respinte ammonta ad appena il 5%-10%, aggiunge la deputata.
Nella sua risposta, il governo afferma che non esistono statistiche nazionali su questo aspetto data l'assenza di un registro federale delle armi, ma che sulla base dei dati forniti da 19 uffici cantonali delle armi all'Ufficio federale di polizia (fedpol), durante il primo trimestre di quest'anno sono stati registrati complessivamente 11'119 permessi di acquisto e alienazioni di armi. Nel primo trimestre del 2021 tale numero ammontava a 8615 negli stessi Cantoni.
Cinque Cantoni (Appenzello Interno, Friburgo, Lucerna, Sciaffusa e Soletta), precisa il governo, hanno inoltre osservato un aumento compreso tra il 15% e il 60% del numero di persone che hanno acquistato per la prima volta un'arma. Ma secondo il Consiglio federale, «i dati disponibili non permettono al momento né di comprovare né di escludere un nesso diretto con lo scoppio della guerra in Ucraina».
Stando all'esecutivo, in Svizzera la maggior parte delle domande riguarda scopi quali lo sport, la caccia o il collezionismo. Altre motivazioni come la difesa personale sono piuttosto rare. In assenza di motivi d'impedimento legali, il diritto al rilascio di un permesso di acquisto è garantito.