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dal portale www.blognews24ore.com
Al momento non sembra che a breve termine il prezzo del petrolio aumenterà. La nuova soglia critica è fissata a 30 dollari al barile e diversi analisti prevedono un calo a 20 dollari, se non addirittura 10 dollari al barile.
“Il West Texas Intermediate, la vetrina per il prezzo del petrolio americano, è stato per diverso tempo sotto i 30 dollari al barile. Il petrolio potrebbe diventare meno caro dell’acqua minerale – scrive il giornale britannico The Telegraph.
Il crollo del prezzo è legato alla decisione dell’OPEP di mantenere il livello di produzione, malgrado un calo della domanda. Inoltre, gli investitori temono che il mini-crash degli scorsi giorni dei mercati cinesi sia il riflesso di una debolezza economica della Cina, che potrebbe causare un calo della domanda di petrolio. Vi è anche il timore del ritorno dell’Iran sul mercato, dato che le sanzioni economiche imposte al paese potrebbero essere tolte entro la fine di gennaio.
L’amministrazione americana Energy Information Administration informa che negli Stati Uniti si accumulano le riserve di petrolio e che quasi ovunque nel mondo raggiungono livelli record. L’amministrazione parla di un aumento delle riserve di 700’000 barili, prima che il mercato ritorni ai livelli normali. Questi elementi implicano che la forte pressione sui mercati internazionali del petrolio potrebbe proseguire per i prossimi 12 mesi, una pessima notizia per la maggior parte delle aziende del settore.
(Fonte : Express.be)