Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/124351

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di stilare un rapporto che esamini le possibilità di introdurre controlli d'identità elettronici alla frontiera svizzera.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con l'associazione della Svizzera a Schengen, i confini svizzeri sono diventati frontiere interne dello spazio Schengen, valicabili senza controlli. Secondo il diritto Schengen, in linea di principio i controlli alle frontiere interne non sono più autorizzati. Per compensare l'abolizione dei controlli alle frontiere interne, sono stati intensificati i controlli delle persone alle frontiere esterne della Svizzera (aeroporti con voli da e per Paesi terzi) conformemente alle rigide disposizioni previste dal codice frontiere Schengen.</p><p>Per ottimizzare ulteriormente i controlli alle frontiere sono adottate varie misure: sul piano europeo si stanno perfezionando i controlli di entrata e uscita con il progetto "Smart Borders". Tale progetto comprende un sistema elettronico di ingresso e uscita (Entry/Exit System) e un programma per i viaggiatori registrati (Registered Traveller Programme). Tali sistemi sarebbero applicati alle frontiere esterne di Schengen e non, come chiesto dall'autore del postulato, a quelle interne.</p><p>È vero che in seguito al generale aumento della mobilità anche la criminalità nell'Europa centrale è diventata più mobile e internazionale. In base ai dati attualmente disponibili non è tuttavia possibile stabilire una correlazione diretta tra l'immigrazione e/o l'associazione a Schengen e una modifica del tasso di criminalità in Svizzera.</p><p>Già prima dell'introduzione di Schengen i controlli alla frontiera non erano sistematici: da un lato per motivi di risorse, ma anche per non limitare eccessivamente la fluidità del traffico transfrontaliero. Inoltre, non sarebbe comunque mai stato possibile controllare senza lacune le frontiere verdi. Da questo punto di vista la Svizzera non è e non è mai stata una zona isolata all'interno dell'Europa.</p><p>La proposta avanzata dall'autore del postulato tesa a introdurre controlli d'identità elettronici alle frontiere interne svizzere non sarebbe compatibile con l'accordo di associazione a Schengen. Per essere efficaci, tali controlli andrebbero effettuati in maniera sistematica, il che comporterebbe tuttavia grossi problemi di fattibilità (attuazione tecnica, grossi ostacoli al traffico).</p><p>Vari provvedimenti, tra cui il potenziamento della collaborazione di polizia transfrontaliera, ad esempio grazie al sistema d'informazione Schengen, o il perfezionamento dell'assistenza giudiziaria, migliorano la cooperazione internazionale nella lotta contro la criminalità transfrontaliera. Oggi la migrazione illegale e la criminalità transfrontaliera sono viepiù combattute attraverso misure coordinate all'interno di Schengen.</p><p>Anche sul piano nazionale la Svizzera punta a potenziare il coordinamento delle misure. Il Consiglio federale ha istituito un gruppo strategico interdipartimentale interno che coinvolge anche i cantoni, incaricandolo di elaborare la strategia svizzera per la gestione integrata delle frontiere.</p><p>Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale considera già in atto gli sforzi necessari a ottimizzare i controlli alla frontiera ritenendo inutile stilare un rapporto sulla possibilità di introdurre controlli d'identità elettronici.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.