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Il beluga smarritosi da alcuni giorni nelle acque della Senna è stato recuperato con una rete nel corso della notte su mercoledì e deposto su una chiatta, prima parte di una complessa operazione che dovrebbe permettere di riportarlo in mare, non prima di esami medici che ne attestino le condizioni di salute. Si vuole evitare che faccia la tragica fine di un'orca persasi nella stessa zona alcuni mesi fa. Stando a un primo esame, hanno spiegato le autorità in conferenza stampa, è un maschio, ha alcune piaghe e ha perso molto peso, ma fin qui è sopravvissuto.
Il recupero è avvenuto nei pressi di una chiusa a Saint-Pierre-la-Garenne, a metà strada fra Rouen e Parigi e a un centinaio di chilometri di fiume dalle acque oceaniche. Una gru ha sollevato e poi adagiato il cetaceo di quasi 800 chili, atteso da una dozzina di veterinari in tute bianche. Per portare a termine l'intervento durato diverse ore è stato richiesto il lavoro di una sessantina di persone fra pompieri, sommozzatori, zoologi e gendarmi.
Il beluga è un animale che vive in acque fredde e la sua presenza nella Senna è un fatto eccezionale. Dovrà essere trasportato in un camion frigorifero diretto alla costa, hanno spiegato i soccorritori. Un bacino di acqua marina in una chiusa del porto di Ouistreham è stato messo a disposizione per accoglierlo per tre giorni, prima che venga liberato in mare aperto.