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Dopo il consiglio di Stato argoviese, anche quello del canton Zugo ha deciso di non entrare nel merito di un ricorso del Partito pirata.
La formazione politica si è nel frattempo rivolta al Tribunale federale (TF) per contestare quella che considera una pubblicità unilaterale dei partiti inserita nella guida della Cancelleria federale che accompagna il materiale di voto.
Nella sua risposta all'esposto del movimento politico, il governo di Zugo dice di non ritenersi competente per il contenuto dell'opuscolo federale. Oltre che ad Argovia e a Zugo, il Partito pirata ha presentato ricorsi analoghi anche a Berna e a Zurigo, da dove non è arrivata ancora alcuna decisione.
Dopo la risposta negativa arrivata dal canton Argovia, lo stesso movimento politico ha annunciato ieri l'inoltro di un ricorso al TF attraverso il quale chiede che l'elezione del Nazionale di domenica prossima sia annullata e che venga fissata una nuova data.
Al centro della critica vi sono gli autoritratti dei partiti che figurano nell'opuscolo che ciascun cittadino ha ricevuto con le schede del suo cantone. In esso sono rappresentate le formazioni attualmente in parlamento, ossia UDC, PS, PLR, PPD, Verdi, PVL, PBD, PEV, Lega dei ticinesi, PCS Obvaldo e MCG.
Il Partito pirata ritiene che in una campagna elettorale tutti i partiti devono essere trattati su un piano di assoluta parità. Con la pubblicazione degli autoritratti la Cancelleria federale "si è direttamente intromessa nella campagna elettorale", si legge nel ricorso inoltrato a Losanna.
SDA-ATS