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Un momento importante quello avvenuto giovedì 17 giugno, quando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden firma il disegno di legge che stabilisce Juneteenth – ovvero il 19 giugno, la data che commemora la fine della schiavitù negli Stati Uniti – come festa federale. Biden lo ha descritto come «uno dei più grandi onori»mdella sua presidenza.
Una presa di posizione importante quella dimostrata dall’Amministrazione che non ha intenzione di ignorare il proprio “passato oscuro”, ma piuttosto di prenderne atto per cambiare le cose, sono questi gli obiettivi prefissati e percepiti dalle parole del Presidente USA e del vicepresidente Kamala Harris durante la cerimonia dedicata alla firma avvenuta proprio alla Casa Bianca.
Juneteenth National Independence Day diventerà il dodicesimo giorno festivo legale e il primo creato da quando Martin Luther King Jr. Day è stato firmato in legge nel 1983 dall’allora presidente Ronald Reagan. Juneteenth celebra l’emancipazione degli ultimi schiavi afroamericani. In quel giorno del 1865, i soldati dell’Unione guidati dal generale Gordon Granger arrivarono nella città costiera di Galveston, in Texas, per consegnare l’ordine generale n. 3, ponendo ufficialmente fine alla schiavitù nello Stato. L’atto finale di liberazione arrivò mesi dopo, la resa dell’esercito confederato pose fine alla guerra civile, ovvero più di due anni dopo che il presidente Abraham Lincoln aveva emesso il Proclama di Emancipazione.
Questa nuova festa federale è ufficialmente nominata Juneteenth National Independence Day.