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Manca ormai poco più di un mese alle prime votazioni popolari dopo l'emergenza coronavirus. L'appuntamento alle urne del 27 settembre, dopo l'annullamento sull'onda del lockdown delle votazioni previste in maggio, sarà all'insegna di ben cinque oggetti sottoposti al popolo. Nelle scorse settimane la SSR ha dato ai lettori dei suoi portali d'informazione la possibilità di esprimersi sui vari temi. Fra oggi e domani, presenteremo un quadro completo degli orientamenti emersi da questo primo sondaggio, che è stato effettuato fra il 3 e il 17 agosto con il 9 agosto come data mediana. E cominciamo oggi con le prime tendenze su due temi particolarmente in evidenza.
Testa a testa sull'iniziativa nella Svizzera italiana
Soffermiamoci, per iniziare, sull'iniziativa popolare "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)". Una consistente maggioranza, in base agli esiti del rilevamento, si mostra critica nei confronti del testo che punta ad abrogare l'accordo con l'UE sulla libera circolazione. Infatti fra interpellati nettamente contrari e tendenzialmente contrari, lo schieramento del "no" raggruppa per ora il 61% dei partecipanti al sondaggio. Favorevole alla modifica costituzionale è invece il 35%.
Mentre nella Svizzera tedesca gli esiti del sondaggio riflettono ampiamente il dato nazionale, è in Romandia che si riscontra la quota più consistente di contrari (71%) a livello regionale. Per quanto invece riguarda la Svizzera italiana, il discorso si fa più articolato. Attualmente si constata praticamente un testa a testa, con i contrari all'iniziativa leggermente in vantaggio (49%) rispetto ai favorevoli (47%). Ma facciamo ora un raffronto attraverso un precedente dato.
L'iniziativa popolare, come si ricorderà, avrebbe dovuto essere sottoposta agli elettori lo scorso 17 maggio. Nell'ottica di quella votazione, poi annullata da Consiglio federale alla luce dell'emergenza coronavirus, la SSR aveva già lanciato un primo sondaggio (con il 27 marzo come data mediana di riferimento), i cui esiti possono ora essere presentati per fornire un elemento di comparazione. Da quel primo rilevamento era emersa nella Svizzera italiana una quota di contrari corrispondente al 57% degli interpellati. Ora invece questo schieramento ha perso terreno nella misura di 8 punti percentuali, mentre il fronte dei favorevoli risulta in crescita di una decina di punti. Sempre fra marzo e agosto l'evoluzione delle tendenze sul piano regionale mostra invece una sostanziale stabilità degli orientamenti nella Svizzera tedesca, a fronte di una netta crescita dei pareri contrari in Romandia.
Tornando al dato nazionale, e più precisamente al livello di formazione delle opinioni, emerge che il 70% dei partecipanti ritiene di aver già maturato un'intenzione di voto certa, a favore o contro l'iniziativa. A livello politico, inoltre, si constata aderenza fra gli orientamenti espressi dagli interpellati e le parole d'ordine formulate sul tema dai partiti per i quali simpatizzano (l'UDC sostiene l'iniziativa, alla quale sono invece contrarie tutte le altre maggiori forze politiche).
Prevalenza di consensi sui caccia militari
Veniamo così ad un altro dei 5 oggetti, anch'esso particolarmente dibattuto, sul quale gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi fra poco più di un mese: l'acquisto dei nuovi aerei da combattimento. Da questo primo rilevamento di opinioni sul tema emerge una maggioranza del 58% a sostegno del decreto federale. Il campo dei pareri di segno contrario riunisce per ora il 39%, mentre è solo il 3% a non esprimersi o a manifestare indecisione. Sei partecipanti su dieci, intanto, affermano di avere già intenzioni di voto certe: un dato che suffraga l'idea di un livello di formazione delle opinioni da mediamente a fortemente avanzato.
Fin qui il dato nazionale, mentre sul piano delle regioni linguistiche si constatano alcune differenze. Il decreto approvato dal Parlamento incassa consensi segnatamente nella Svizzera tedesca (60% di opinioni favorevoli), mentre in quella francofona divide quasi diametralmente il campo delle opinioni: 48% di segno favorevole e 47% di segno contrario. Nella Svizzera italiana, invece, i risultati appaiono piuttosto in sintonia con il dato nazionale, con il 57% degli interpellati a favore e il 38% contrario.
Gli esiti del sondaggio, sul piano delle affiliazioni politiche, evidenziano su questo tema una netta polarizzazione fra destra e sinistra. Il decreto fa un pieno di consensi fra i simpatizzanti dell'UDC, del PLR e del PPD, con quote di favorevoli che vanno dal 70% al 79%. Agli antipodi sono invece le tendenze dominanti fra i sostenitori del PS e dei Verdi, con il 71-72% di contrari.
Il sondaggio, realizzato su mandato della SSR dall'istituto di ricerca gfs.bern, è stato elaborato sulla scorta delle risposte fornite online attraverso i portali della SSR, o tramite interviste telefoniche, da più di 29'000 aventi diritto di voto. Il margine d'errore statistico, per eccesso o per difetto, è di 2,9 punti percentuali. Domani vi presenteremo gli esiti del rilevamento sugli altri tre oggetti al centro delle prossime votazioni popolari: la revisione di legge sulla caccia, la modifica della legge sull'imposta federale diretta in funzione delle deduzioni fiscali per la cura dei figli e la revisione della normativa sulle indennità di perdita di guadagno in relazione al congedo di paternità.
Alex Ricordi