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SION - La Stazione ornitologica svizzera e Fauna VS chiedono al Vallese di limitare la caccia ai fagiani di monte e alla pernice bianca, i cui esemplari sono in forte diminuzione nel cantone. La questione sarà esaminata dal Gran consiglio la prossima settimana.
In un comunicato diramato oggi, la Società vallesana di biologia della fauna (Fauna VS) smentisce le informazioni fornite dal Cantone in risposta ad un postulato che chiedeva di imporre restrizioni alla caccia nei confronti dei due uccelli.
«Pretendere che gli effettivi di queste due specie sono stabili in Vallese è perfettamente falso e in contraddizione con i risultati della ricerca scientifica», afferma Fauna VS.
Uno studio condotto dalla Stazione ornitologica svizzera e l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (SLF), pubblicato nel 2016, constata che la diminuzione del numero di pernici bianche ha raggiunto il 50% in 18 anni in determinate regioni vallesane, «il più forte calo registrato dalla ricerca».
Quest'evoluzione negativa è confermata dai primi risultati dell'Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013-2016, i cui dati saranno pubblicati nel 2018, riferisce la Stazione ornitologica.
I fagiani di montagna, dal canto loro, «hanno pagato e pagano tuttora un pesante tributo allo sviluppo degli sport invernali. Ogni fattore supplementare di mortalità è da vietare», ritiene Fauna Vallese. Entrambe le organizzazioni chiedono una restrizione della caccia, «co-responsabile» del declino delle due specie di uccelli.
Secondo Fauna VS, la «drammatica» diminuzione della pernice bianca in Vallese «è probabilmente una conseguenza del riscaldamento climatico», ma la pressione della caccia non è mai stata adattata, con l'obiettivo di frenare drasticamente il declino.
Un cacciatore può attualmente uccidere fino a otto pernici bianche all'anno (al massimo due al giorno) e sei fagiani di montagna. «Nel 2015, soltanto sette cacciatori hanno abbattuto il numero massimo autorizzato di fagiani di montagna», precisa il Consiglio di Stato nella risposta fornita al postulato.
Il cantone assicura di «osservare attentamente l'impatto della caccia» e si dichiara «disposto a reagire non appena sarà costatata una diminuzione significativa degli effettivi». Secondo Fauna VS e la Stazione ornitologica, i dati a disposizione dimostrano che è già il caso.