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<h2>SubmittedText<h2><p>Il cosiddetto "darknet" è al centro della discussione, almeno da quando l'autore dell'attentato in un centro commerciale di Monaco, in preda a un raptus violento, vi ha acquistato un'arma da fuoco. Si tratta di un settore sommerso di Internet, in cui si può navigare, chattare, scaricare, inviare mail nonché vendere e acquistare merci nel completo anonimato. Diversamente dalla normale rete, il darknet non si basa su un server centrale a cui accedere per consultare una pagina. Nel darknet, le pagine sono situate sui singoli PC degli utenti e vi sono quasi solo indirizzi criptati come "http://jjmrt55koer6ri.onion". I link sono ottenuti tramite elenchi di link o altri utenti. Nel darknet viene offerto praticamente di tutto: copie piratate di film e serie, licenze di programmi illegali, dati d'accesso rubati, nonché appunto armi e droghe. Gli utenti rimangono anonimi.</p><p>Pongo le domande seguenti:</p><p>1. L'unità di sicurezza informatica della Confederazione svolge la propria attività di indagine anche nell'ambito del "darknet"?</p><p>2. Ha già conseguito qualche successo indagando nel "darknet"?</p><p>3. Quanto pericoloso il Consiglio federale ritiene il "darknet" in generale?</p><p>4. È disposto a aumentare eventualmente il personale dell'unità di sicurezza informatica della Confederazione dotandola di specialisti che svolgano indagini sotto copertura nel "darknet"?</p><p>5. È possibile risparmiare posti, eventualmente già creati, in altri settori?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La sicurezza informatica, detta anche cibersicurezza, designa la capacità di proteggersi dagli attacchi informatici sia la totalità delle misure necessarie per raggiungere e mantenere tale condizione. Per cibercriminalità s'intendono i reati ai danni di Internet, dei sistemi informatici e dei loro dati nonché i reati commessi servendosi sostanzialmente di tali tecnologie informatiche. L'Ufficio federale di polizia (Fedpol) combatte attivamente la cibercriminalità, sottoposta alla giurisdizione federale, e sostiene i Cantoni nella lotta ai reati di loro competenza.</p><p>1. Per "darknet" s'intende la parte sommersa e crittografata di Internet che esiste parallelamente a molti altri servizi nelle reti. Le indagini svolte nel "darknet" costituiscono misure di polizia giudiziaria volte a individuare, impedire o chiarire reati. Da diversi anni il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet, diretto da Fedpol, è attivo anche nel "darknet" e concentra le proprie indagini in particolare su piazze libere utilizzate per trafficare merce illegale (p. es. stupefacenti, documenti falsificati, falle di sicurezza nei sistemi informatici oppure merce di contrabbando) o acquistare in forma anonima armi, munizioni, esplosivi, sostanze chimiche o medicinali. Negli ultimi anni Fedpol ha acquisito conoscenze specialistiche sulla struttura del "darknet", sulle tecniche di anonimizzazione e di crittografia utilizzate, sui meccanismi di pagamento e sul comportamento degli utenti. Queste conoscenze e capacità sono scambiate e ampliate a livello nazionale e internazionale. Anche i Cantoni hanno già maturato esperienze importanti svolgendo indagini nel "darknet".</p><p>2. Collaborando a stretto contatto con i corpi cantonali di polizia e le organizzazioni partner estere, Fedpol ha già potuto conseguire successi importanti. Nel 2014 Fedpol ha partecipato all'operazione internazionale Onymous, coordinata da Europol, che ha condotto alla chiusura di 33 mercati illegali e all'arresto di 17 persone.</p><p>3. Né il software utilizzato per accedere al "darknet" né il "darknet" in quanto tale sono illegali. E non lo sono nemmeno i mezzi di pagamento anonimi utilizzati in rete (ad es. le criptovalute come il bitcoin). L'uso di questa infrastruttura protetta offre tuttavia molte possibilità per compiere attività criminali. Il "darknet" con i suoi mercati illegali permette di scambiare merci di ogni genere in uno spazio non sorvegliato rendendo ardui la prevenzione e il chiarimento di reati. La vera minaccia da contrastare in modo coordinato non è rappresentata quindi dal "darknet" stesso bensì dalle possibilità da esso create.</p><p>4./5. Attualmente la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera sta elaborando un dispositivo nazionale sulla cibercriminalità e l'informatica forense, con la partecipazione anche di Fedpol. Il dispositivo nazionale mira a rilevare la necessità, da parte della Confederazione e dei Cantoni, di specialisti informatici di polizia per contrastare la cibercriminalità e le esigenze di questi ultimi in materia di formazione. Al momento non è ancora possibile specificare se e in quale misura sarà necessario aumentare le risorse di personale a livello federale e cantonale.</p>  Risposta del Consiglio federale.