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Dopo Fantasia, presentato alla scorsa edizione del FIT Festival, la danzatrice e performer anglo-americana (svizzera d’adozione) Ruth Childs torna con il suo nuovo lavoro, Blast!, che si concentra sui corpi doloranti, sofferenti, esplosivi e violenti.
“Blast! - scrive Ruth Childs - si basa sulle mie osservazioni su come gli esseri umani si esprimono. Se il mio precedente lavoro, Fantasia, evocava sensazioni e movimenti legati alla mia memoria intima, questo nuovo solo è uno studio, un panorama o una riappropriazione dei corpi, si concentra sui corpi doloranti, sofferenti, strani, esplosivi e violenti. Da tempo, ormai, sento il bisogno di rispondere alla violenza incarnandola e trasformandola nel mio lavoro. Non necessariamente la mia stessa violenza, ma la violenza che ci circonda, attraversa la storia dell'umanità, ci perseguita con immagini e storie, la violenza della nostra immaginazione o dei nostri incubi. Parallelamente a uno studio sull’espressività, due concetti intuitivi sono al centro di questo nuovo progetto: uno è musicale e l'altro è spaziale. Questi concetti hanno un aspetto meditativo o calmante, e fungono da giustapposizione all’intensità del movimento, o forse anche da antidoto. Insieme, entrambi potrebbero contenere l’energia o rilasciarla”.