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Il Consiglio federale ha approvato oggi il controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Sì alla medicina di famiglia". Diversamente da questo testo, indica una nota odierna del Dipartimento federale dell'interno (DFI), nella proposta governativa "la medicina di famiglia non è considerata a sé stante, ma come parte integrante di un'assistenza medica di base interdisciplinare".
In procedura di consultazione, il controprogetto diretto dell'Esecutivo aveva suscitato una forte opposizione sia tra i partiti che tra i rappresentanti dei medici. In particolare era stato criticato il fatto di non proporre soluzioni alla carenza di dottori. Munita di oltre 200'000 firme raccolte in sole 24 settimane, l'iniziativa chiede di rendere nuovamente attrattiva la professione di medico generico e garantire così il ricambio generazionale.
Il testo del governo si allontana su diversi punti da quanto auspica l'iniziativa: per la Confederazione non è il caso di legiferare a livello Costituzionale sul pilotaggio e coordinamento delle cure e dell'offerta di formazione. Questa competenza, per quanto sussidiaria, era stata vivamente criticata dai cantoni, gelosi delle proprie prerogative.
Altro punto centrale dell'iniziativa: la valorizzazione dei medici di famiglia mediante incentivi remunerativi. Tale aspetto è stato stralciato dal testo governativo.
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