Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/158835

<h2>SubmittedText<h2><p>Alcuni Stati membri UE davanti all'emergenza migranti prendono o prospettano provvedimenti contrari agli accordi di Schengen.</p><p>La Baviera ha sospeso detti accordi per alcuni giorni in occasione del G7 ottenendo risultati mirabolanti per quel che riguarda l'individuazione di persone ricercate.</p><p>L'attuale emergenza migranti è caratterizzata da una generalizzata mancanza di volontà di far rispettare la legalità. Il diritto d'asilo serve infatti ai perseguitati politici e non ai rifugiati economici, che costituiscono la stragrande maggioranza dei clandestini che sbarcano in Italia.</p><p>La vicina Penisola inoltre non rispetta gli accordi di Dublino, come ha in più occasioni rilevato la Consiliera federale Sommaruga e come emerge dalle stesse dichiarazioni italiane (decine di migliaia di clandestini "spariscono nel nulla").</p><p>Pure evidente il disinteresse generale dell'UE per la sicurezza dei confini esterni dell'Unione, mentre gli Stati membri affossano qualsiasi proposta di ridistribuzione interna dei migranti, preferendo rimpallarsi i clandestini l'uno con l'altro.</p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. È sua intenzione sospendere l'applicazione degli accordi di Schengen, in considerazione della situazione venutasi a creare al riguardo dei migranti e della manifesta incapacità dell'UE di fare la propria parte?</p><p>2. È consapevole che il Ticino rischia, data la sua posizione geografica, di trovarsi in una situazione estremamente difficile?</p><p>3. Il Consiglio federale è sempre dell'idea che la Svizzera debba accogliere "più migranti" quando i paesi UE che ci circondano si muovono semmai nella direzione opposta?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale segue con attenzione l'attuale situazione migratoria e partecipa attivamente alle relative discussioni sul piano europeo. La sospensione dell'Accordo di associazione a Schengen da parte della Svizzera non costituirebbe una via percorribile né contribuirebbe a ridurre la pressione migratoria. Non è realistico pensare che possano essere eseguiti di nuovo controlli generalizzati delle persone alle frontiere in caso di sospensione dell'Accordo di associazione a Schengen. Una sorveglianza "ermetica" delle frontiere nazionali non esisteva nemmeno prima dell'adesione della Svizzera alla cooperazione Schengen (ogni giorno, appena il 3 per cento circa delle 700 000 persone che in media varcavano il confine veniva sottoposto a controlli approfonditi). Il Consiglio federale ritiene necessario un approccio europeo, ragione per cui approva in linea di massima l'indirizzo dell'agenda europea sulla migrazione adottata dalla Commissione europea il 13 maggio 2015 nonché le conclusioni del Consiglio europeo del 25/26 giugno 2015.</p><p>2. Il Consiglio federale è consapevole che il cantone Ticino è particolarmente sotto pressione a causa della sua vicinanza geografica con l'Italia. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è in stretto contatto con le autorità ticinesi e il corpo delle guardie di confine (Cgcf) al fine di valutare la situazione in loco. Il Cgcf distacca inoltre da tempo verso la frontiera meridionale personale di rinforzo da altre regioni. Peraltro, la SEM ripartisce senza formalità i richiedenti l'asilo giunti a Chiasso tra tutti i centri di registrazione e di procedura (CRP) al fine di equilibrare il tasso di occupazione dei cinque centri federali, evitando così di gravare eccessivamente il cantone Ticino.</p><p>3. Attualmente nel mondo sono in fuga tante persone quante non lo erano dalla fine della seconda guerra mondiale. Anche l'Europa registra tanti richiedenti l'asilo quanti non se ne vedevano dai conflitti nei Balcani alla fine del secolo scorso. Il numero di domande d'asilo aumenta anche in Svizzera, seppure in misura minore rispetto alla media europea. La quota svizzera delle domande d'asilo presentate in Europa è la più bassa degli ultimi 15 anni. Da tempo la Svizzera caldeggia una discussione aperta tra gli Stati UE e i Paesi associati a Dublino su una ripartizione equa dei richiedenti l'asilo. Nel contempo ha tuttavia sempre sottolineato che tutti gli Stati Dublino e Schengen devono ottemperare ai loro obblighi conformemente all'acquis di Schengen/Dublino, che includono in particolare anche la registrazione degli immigrati nella banca dati EURODAC da parte del primo Stato d'accoglienza.</p>  Risposta del Consiglio federale.