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Dal «Nebelspalter» del 22.05.2022, un articolo di Carl Baudenbacher
Con le loro «misure» per affrontare la crisi del Covid 19, dal 2020 governi e parlamenti hanno interferito nei diritti fondamentali di cittadini e imprese. Ciò ha comportato uno spostamento della struttura di potere tra politica e magistratura.
Il baluardo contro le restrizioni ingiustificate dei diritti fondamentali è la Corte costituzionale federale tedesca dagli anni Cinquanta. Lo strumento più importante per la protezione dei singoli individui è stato il principio di proporzionalità, che ha prevalso in tutto il mondo di lingua tedesca ed è stato attuato anche dalla Corte di giustizia europea e dalla Corte AELS nei sistemi giuridici a due livelli dell’UE e dello SEE. I professori israeliani Moshe Cohen-Eliya e Iddo Porat vedono il principio di proporzionalità come una conseguenza delle atrocità della Seconda guerra mondiale.
Per essere giustificata, un’interferenza in un diritto fondamentale deve: (a) perseguire uno scopo legittimo, (b) essere idonea a raggiungere lo scopo, (c) essere necessaria, ossia non devono esistere mezzi più blandi, e (d) essere appropriata.
Manca l’obiettivo legittimo
Le misure COVID mancano già di un obiettivo legittimo. Probabilmente tale obiettivo non è mai stato definito deliberatamente. Fare pressione per la vaccinazione, come hanno fatto i governi, non era legittimo. L’asserita necessità di evitare il sovraffollamento dei reparti di terapia intensiva non poteva giustificare restrizioni ai diritti fondamentali, non fosse che perché le attrezzature erano controllate dallo Stato. Mentre i tribunali di grado inferiore in Germania hanno opposto resistenza, la Corte costituzionale federale ha dato praticamente carta bianca al governo nazionale anche per i regolamenti più insensati. Non è stata osservata nemmeno la regola secondo cui l’apparenza di parzialità è sufficiente per escludere i giudici dalla partecipazione a una decisione.
«Il Consiglio federale ha sempre evitato di rispondere alla domanda sulla costituzionalità del certificato.»
La Corte Costituzionale austriaca ha sostituito il requisito della proporzionalità con i termini «praticabilità» e «giustificabilità». A Vienna, quindi, la regola del 2G è stata applicata fino a poco tempo fa. Le persone vaccinate e guarite erano ammesse nei ristoranti senza essere sottoposte a test, mentre le persone non vaccinate negative al test dovevano rimanere fuori. In Germania, il declino della Corte costituzionale federale è strettamente legato alla nomina a presidente del merkeliano Stephan Harbarth, la cui indipendenza è contestata e le cui qualifiche professionali sono oggetto di procedimenti giudiziari. In Svizzera non esiste una giurisdizione costituzionale a livello federale. Il Consiglio federale ha sempre evitato di rispondere alla domanda sulla costituzionalità del certificato.
Multe non verificate
Secondo la legge dell’«horror vacui», le amministrazioni colmano il vuoto lasciato dal fallimento dei tribunali. C’è così il rischio che le tendenze evidenziate si riversino in altri settori del diritto. Un esempio attuale nel diritto commerciale è la lotta contro i giganti digitali della Silicon Valley. Per evitare qualsiasi malinteso: il potere di queste aziende è un problema. Ciononostante, è sorprendente come i politici e i burocrati nazionali e sovrannazionali si stiano gasando e si rallegrino all’idea che sia possibile imporre multe incontrollate per decine di miliardi di euro ad aziende come Apple, Google, Amazon o Facebook.
Gli Europei, in linea con la struttura delle loro leggi sulla concorrenza, si concentrano sui divieti, mentre dagli ambienti dell’amministrazione Biden arrivano richieste di smantellamento delle grandi imprese. Alla conferenza antitrust di Berlino, tenutasi all’inizio di maggio, funzionari europei e statunitensi hanno lamentato il presunto «eccesso di zelo» dei giudici nel controllare le loro decisioni, affermando che «i giudici non sono purtroppo addomesticabili».
È stato sorprendentemente ricordato il «presidente mondiale dei medici» Montgomery, il quale ha denigrato i giudici tedeschi (di grado inferiore) che hanno annullato le misure COVID tacciandoli di piccoli «giudicastri». Sembra che dopo il COVID ci sia una minaccia di depenalizzazione della politica, che andrebbe a scapito dei cittadini e delle imprese.
*Nel Baudenbachers’ Briefing, il Prof. Dr. Dr. h.c. Carl Baudenbacher e la dott.ssa Laura Melusine Baudenbacher osservano mensilmente gli ultimi sviluppi giuridici e il loro significato per i contemporanei liberali. Lavorano in uno studio legale di Zurigo.