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BERNA - Le autorità svizzere non hanno ancora preso alcuna decisione in merito all'estradizione negli Stati Uniti di Roman Polanski. Lo faranno solo dopo che la giustizia americana si sarà definitivamente pronunciata sulla richiesta del regista franco-polacco di essere giudicato in contumacia.
"Fino a quando è chiaro che il regista combatte questa decisione (di non poter essere giudicato in contumacia), la Svizzera non prenderà si pronuncerà sull'estradizione. Non avrebbe senso agire diversamente", ha detto oggi all'ATS Rudolf Wyss dell'Ufficio federale di giustizia (UFG).
In prima istanza, un tribunale di Los Angeles ha respinto in gennaio la richiesta di processo in contumacia formulata dagli avvocati del regista 76enne, che la giustizia Usa vuole processare per relazioni sessuali avute con una tredicenne nel 1977. Poco dopo la decisione del tribunale californiano, gli avvocati di Polanski avevano annunciato che avrebbero fatto appello. Il ricorso può essere inoltrato fino al 24 marzo.
Una volta scaduto tale termine la situazione sarà analizzata, ha aggiunto Wyss. Un giudizio in contumacia renderebbe inutile la procedura d'estradizione.
Polanski, dal 4 dicembre agli arresti domiciliari nel suo chalet di Gstaad (BE), era stato arrestato lo scorso 26 settembre all'aeroporto di Zurigo, in esecuzione di un mandato di cattura americano per "relazioni sessuali illegali".
SDA-ATS