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Berna e Washington sono d'accordo di evitare un'escalation nella vicenda UBS. Lo ha assicurato la ministra elvetica degli affari esteri Micheline Calmy-Rey, dopo un colloquio con Hillary Clinton.
"È nell'interesse comune della Svizzera e degli Stati Uniti", ha spiegato la responsabile della diplomazia elvetica, venerdì al termine di un colloquio di mezzora con l'omologa americana a Ginevra. Micheline Calmy-Rey ha ricordato che "l'UBS impiega 30mila persone negli Stati Uniti, la maggior parte delle quali a New York. Le difficoltà dell'UBS potrebbero rendere fragile il sistema finanziario internazionale".
"Siamo disposti a esaminare l'estensione dell'assistenza fiscale. La Svizzera formulerà presto proposte più precise", ha proseguito la ministra. Micheline Calmy-Rey ha quindi spiegato che "la vicenda dell'UBS potrebbe avere un impatto negativo. Siamo d'accordo di rafforzare la cooperazione, per preservare le buone relazioni bilaterali e trovare soluzioni politiche".
Le tensioni legate al segreto bancario svizzero e all'evasione fiscale di clienti dell'UBS negli Stati Uniti non è stato l'unico argomento affrontato dalle due donne di Stato. "In un clima eccellente, amichevole e fruttuoso", le due ministre hanno parlato anche di Iran, Georgia e Guantanamo, ha detto la Calmy-Rey.
I colloqui hanno avuto luogo all'Hotel Intercontinental, poco dopo l'arrivo della segretaria di Stato USA a Ginevra. Hillary Clinton è giunta nella città lemanica per un incontro con il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov, che si è svolto immediatamente dopo l'appuntamento con Micheline Calmy-Rey.