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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-4./. Le dichiarazioni oggetto della presente interpellanza rilasciate da Hans Fuchs 9. il 26 novembre 1998 sono effettivamente molto gravi. Nel frattempo, il</p><p>direttore della centrale di Gösgen si è scusato pubblicamente con tutti coloro a cui erano dirette le sue accuse. Non spetta tuttavia al Consiglio </p><p>federale valutare se vi è stata violazione della Convenzione europea dei diritti </p><p>dell'uomo o se si è in presenza di un atto perseguibile penalmente. Questo </p><p>giudizio è infatti di competenza di un tribunale.</p><p></p><p>5./6./ Nel 1997 la quota di energia nucleare rispetto al consumo totale di </p><p>8. energia primaria a livello internazionale era pari al 7,3% (6,1% nel 1987), mentre tale percentuale sale al 17% circa per quanto concerne la produzione di elettricità. L'impiego dell'energia nucleare da una parte permetterà di ridurre le emissioni di CO2, dall'altra però comporterà effetti e rischi per l'ambiente. Mentre in Asia il settore nucleare è in espansione, in Europa e nel Nordamerica prevale una stagnazione che nell'immediato futuro non contribuirà alla riduzione delle emissioni di CO2. L'energia idraulica, che non comporta questo tipo di emissioni, rappresenta solo il 2,7% del totale, mentre le energie fossili forniscono ben il 90% dell'approvvigionamento in energia primaria. Il rendimento globale dell'energia, ossia il rapporto tra l'energia utile come il calore, la luce e il lavoro meccanico e l'energia primaria, come ad esempio il calore prodotto da un reattore nucleare e l'energia idraulica, è esiguo.Tuttavia i dati disponibili sono in parte basati su stime e ipotesi. Un aumento del grado di rendimento dovuto alla conversione dell'energia primaria è ostacolato da limiti naturali. Un potenziale di miglioramento è invece offerto dall'utilizzazione dell'energia finale. Per questo motivo ai fini della protezione del clima giocano un ruolo importante l'impiego razionale dell'energia in tutti i settori di consumo e quello delle fonti rinnovabili. Anche il contributo dell'energia idraulica deve rimanere costante. Tutti questi principi sono stati confermati nel biennio 1997/98, nell'ambito del dialogo sulla politica energetica. </p><p>Sono in corso trattative tra i capi del DATEC e del DFEP e gli esercenti delle centrali nucleari, gli oppositori di questa forma di energia e i Cantoni di ubicazione degli impianti. Si tratta di definire le scadenze per lo spegnimento delle centrali e le possibili soluzioni per lo smaltimento delle scorie. L'opzione nucleare dovrebbe tuttavia rimanere ancora possibile per qualche tempo. Se dopo lo spegnimento delle centrali il fabbisogno restante di elettricità dovesse essere coperto dalla produzione di energia termoelettrica dai combustibili fossili, la riduzione di emissioni di CO2 in Svizzera dopo il 2010 non sarebbe impossibile ma molto più difficile.</p><p>7. L'esempio citato si riferisce alla località turistica di Fiesch. La quota di energie rinnovabili è passata dal 24% al 43% ( e non all'82%). La presenza in questa località di impianti come piscina, centro sportivo, ecc. si prestava in modo particolare all'applicazione di misure di risanamento. Per ragioni di costo, un esperimento di questo tipo non può essere esteso a tutti gli edifici esistenti in Svizzera.Tuttavia i risparmi che si possono conseguire grazie al risanamento energetico di edifici sono nella maggior parte dei casi notevoli e il loro effetto può essere maggiore se essi sono accompagnati da un impiego razionale dell'energia e di fonti energetiche rinnovabili. </p><p>10. Rimandiamo al punto 2 della risposta del Consiglio federale del 13 gennaio 1999 alla mozione Loretan del 9 ottobre 1998 (98.3511) riguardante lo spegnimento delle centrali nucleari e i costi di smaltimento delle relative scorie.</p>  Risposta del Consiglio federale.