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In Romania a scrutinio praticamente ultimato, con lo spoglio del 99% delle schede valide, si conferma il successo nelle presidenziali del conservatore Klaus Iohannis, l'esponente della minoranza tedesca di Transilvania al quale è andato il 54,5% dei consensi, rispetto al 45,5% ottenuto dal premier socialdemocratico Victor Ponta.
Una vittoria a sorpresa se si pensa che Ponta, dato da tutti alla vigilia come favorito, aveva vinto il primo turno del 2 novembre con dieci punti di vantaggio su Iohannis (40% rispetto al 30%), ed era accreditato dai sondaggi di un 54% di intenzioni di voto prima del ballottaggio di ieri, con almeno otto punti più di Iohannis.
Il premier Ponta tuttavia ha confermato di non volersi dimettere, prospettando in tal modo un'altra stagione di "coabitazione" e di probabile instabilità politica, come avvenuto negli ultimi due anni fra lui e il presidente uscente, il conservatore Traian Basescu. L'affluenza al ballottaggio di ieri è risultata di circa il 64%, più alta di undici punti rispetto al primo turno.
Nella notte almeno ventimila persone hanno festeggiato a Bucarest la vittoria di Klaus Iohannis, che si è unito ai manifestanti in tripudio sulla piazza dell'Università. E le tante manifestazioni di protesta per i nuovi disguidi organizzativi che hanno impedito a migliaia di romeni all'estero di votare a causa della scarsità di seggi nelle ambasciate si sono trasformate in festeggiamenti per il successo del candidato conservatore, per tradizione il favorito della diaspora romena.