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Locarno Festival. Concorso internazionale 2019. Il regista Damien Manivel porta a Locarno il lungometraggio Les enfants d’Isadore, dopo che nel 2014 il suo Un jeune poète vinse una menzione speciale nei Cineasti del presente.
È un film strutturato in tre sequenze identificate nei tre corpi in scena: quello di Agathe Bonitzer, Manon Carpentier e di Elsa Wolliaston. Tre corpi uniti da un solo gesto, quello che un secolo fa Isadora Duncan concepì per l’assolo Mother, ispirato alla morte dei suoi due figli.
Se da un lato Les enfants d’Isadora mostra il potere consolatorio della danza, arte praticata dallo stesso regista, dall’altro crea una continuità tra presente e passato. Infatti si evince un’attenzione quasi filologica: si mostrano le partiture originali della coreografia in labanotation - annotazione inventata nel 1928 dal coreografo Rudolf Laban, ospite all’inizio del secolo scorso al Monte Verità- e si usa la musica originale di Alexandr Skrjabin.
Breve e punteggiato da alcuni momenti intensi.