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Controversie legali, «avversione al rischio dei clienti» e guerra sono pesati sulle casse della banca svizzera
ZURIGO - Perdita di 273 milioni di franchi per Credit Suisse (CS) nei primi tre mesi del 2022: a pesare sono soprattutto le controversie legali, indica oggi il numero due bancario elvetico. Nello stesso periodo dello scorso anno la perdita si era attestata a 252 milioni.
Già la scorsa settimana l'istituto aveva messo le mani avanti, annunciando cifre rosse per il primo trimestre del 2022. Gli analisti si attendevano una perdita di circa 250 milioni di franchi.
Nel primo trimestre del 2022, la grande banca ha accantonato un totale di 703 milioni di franchi a causa di controversie legali. L'impatto della guerra in Ucraina è invece stimato a circa 206 milioni di franchi e quello della partecipazione nella piattaforma di fondi Allfunds, di cui Credit Suisse detiene l'8,6%, a 350 milioni di franchi. Queste perdite sono compensate dal rilascio di accantonamenti relativi al caso Archegos - per un totale di 170 milioni - e da guadagni immobiliari per 160 milioni di franchi.
«Il primo trimestre del 2022 è stato caratterizzato da condizioni di mercato volatili e dall'avversione al rischio dei clienti», spiega Credit Suisse in un comunicato, aggiungendo che queste condizioni - combinate con una maggiore cautela e una ridotta propensione al rischio già nel corso del 2021 - hanno influenzato negativamente i ricavi netti.
«In questo ambiente difficile, abbiamo registrato una perdita ante imposte per il trimestre», indica l'istituto, precisando che essa si attesta a 428 milioni. Le entrate della banca sono crollate del 42% a 4,41 miliardi e le spese operative sono aumentate del 26% a 4,95 miliardi, appesantite dai costi delle controversie. E i problemi si notano anche nell'afflusso di nuovi fondi. Nel primo trimestre, la banca ha attratto nuovi capitali netti per 7,9 miliardi di franchi. Nello stesso periodo dell'anno precedente, l'afflusso è stato di 28,4 miliardi.
Pulizie di primavera nella direzione
Pulizie di primavera presso Credit Suisse: tre membri della direzione lasceranno il numero due bancario elvetico dopo un nuovo trimestre segnato da conti in rosso.
A salutare la direzione generale sono il capo giurista della banca Romeo Cerutti, il CEO della regione Asia-Pacifico (APAC) Helman Sitohang e il responsabile delle finanze (CFO) David Mathers, indica Credit Suisse in una odierna. I tre nomi erano già emersi domenica, quando la NZZ am Sonntag aveva ventilato diversi cambiamenti importanti nella direzione.
Il primo - in carica da un decennio - sarà sostituito a partire dal primo luglio da Markus Diethelm, che ha già ricoperto la stessa funzione presso UBS dal 2014 al 2021.
Sitohang ha invece presentato le dimissioni dal suo ruolo a partire dal primo di giugno, ma rimarrà come consigliere senior e si concentrerà sui clienti principali e sullo sviluppo strategico nella regione APAC. Al suo posto è stato nominato Edwin Low, che lavora presso Credit Suisse dal 1996 e negli ultimi tempi ha ricoperto il ruolo di co-Head Investment Banking della regione APAC, con sede a Singapore, agendo anche come CEO per il sud-est asiatico.
Mathers, dal canto suo, lascerà la carica di CFO che occupava dal 2010 e di CEO - dal 2016 - di Credit Suisse International (CSI). «Ha espresso il suo desiderio di una sfida fuori da Credit Suisse», spiega l'istituto nel comunicato. Tuttavia, manterrà le sue funzioni fino a quando non saranno trovati dei successori adeguati per entrambe le funzioni.
Inoltre, Francesca McDonagh succederà a Francesco De Ferrari, CEO della divisione Wealth Management, a capo della regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) a partire dal primo ottobre. Il manager occupava il doppio ruolo ad interim dallo scorso gennaio.