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Ha già scatenato una valanga di reazioni nella comunità scientifica lo studio che, dalla rivista Annals of Internal Medicine, ha messo in dubbio i vantaggi per la salute da un minore consumo di carni rosse.
Gli esperti della Dalhousie University e della McMaster University in Canada hanno calcolato che i benefici sono limitati, ma diversi altri esperti hanno contestato duramente le conclusioni, arrivando a chiedere il ritiro dell'articolo.
Lo studio sotto accusa si basava sulla revisione di 61 ricerche precedenti, su un totale di 4 milioni di partecipanti, e 73 articoli scientifici sul legame tra carni rosse e mortalità, applicando un metodo di analisi che stabilisce la qualità delle evidenze. "In ogni studio - avevano rilevato i ricercatori - il legame tra mangiare le carni rosse e la malattia era debole, e la qualità delle evidenze era bassa o molto bassa".
Contro questa conclusione si sono schierate diverse associazioni negli Usa, riporta il New York Times, a partire dalla American Heart Association, la American Cancer Society e la Harvard School of Public Health, ed è stata attivata persino una petizione per far ritirare lo studio.
La critica principale è che il metodo di analisi utilizzato è più adatto a test clinici sui farmaci, che prevedono l'uso di un gruppo di controllo, piuttosto che a quelli sulla nutrizione, che sono prevalentemente di tipo osservazionale. "Gli studi sulla carne rossa e il pericolo per la salute possono essere stati problematici - scrivono una serie di esperti di Harvard in un commento allo studio -, ma il fatto che le conclusioni siano le stesse negli anni dà loro credibilità".
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