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In media ogni persona dona 579 franchi all'anno, secondo un sondaggio condotto dall'istituto Demoscope per conto del Centro di certificazione per le organizzazioni di utilità pubblica che raccolgono donazioni (ZEWO).
Dall'inchiesta, effettuata online in maggio presso oltre mille abitanti della Svizzera tedesca e romanda di età compresa tra i 15 e i 75 anni, emerge che nei dodici mesi precedenti il 72% degli interrogati ha donato soldi a un'organizzazione. Il 9% può immaginarsi di farlo nell'anno che segue e solo il 15% ha dichiarato di non devolvere denaro a questo scopo. La metà dei donatori ha elargito più di 200 franchi all'anno.
Secondo il ZEWO l'elevata disposizione a effettuare donazioni e il volume di queste ultime, stimato a 1,7 miliardi di franchi all'anno, dimostra che "le opere di beneficenza in Svizzera godono di grande fiducia". Quasi il 90% della popolazione svizzera è dell'avviso che sia necessaria l'esistenza di opere di beneficenza.
Sempre secondo il sondaggio pubblicato oggi i donatori ripongono maggiore stima nelle organizzazioni non governative che nelle autorità e amministrazioni, nell'aiuto umanitario e nella cooperazione allo sviluppo, nei media, nelle Chiese, nelle reti sociali e nei partiti politici. Solo l'istruzione e la ricerca, i medici e gli ospedali, i centri culturali nonché le associazioni sportive e del tempo libero godono di maggiore fiducia.
Tre quarti degli interpellati sono del parere che le opere di beneficenza richiamino l'attenzione su temi importanti e che con il loro lavoro riescano a fare molto. La stessa quota riconosce la professionalità delle organizzazioni; al contempo crede che dovrebbero operare in maniera molto più efficiente. Resiste anche l'opinione che i responsabili percepiscano remunerazioni troppo elevate.
La realtà è però diversa, secondo il ZEWO: i membri dei consigli di fondazione e del comitato molte volte non ricevono alcun indennizzo o solo un importo modesto. Anche i salari dei direttori sono adeguati se si tiene conto della loro responsabilità e della grandezza dell'organizzazione.
Il Centro di certificazione giunge alla conclusione che le opere di beneficenza, "a causa dell'opinione pubblica, sono costantemente sotto pressione perché operino in maniera efficiente dal punto di vista dei costi". La popolazione crede che oltre un terzo dei fondi raccolti vengano utilizzati per coprire gli oneri amministrativi, ma in realtà tali spese ammontano solo a circa un quinto del budget.
SDA-ATS