Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/160727

<h2>SubmittedText<h2><text><p>L'Ufficio è incaricato di modificare l'articolo 130 della legge sul Parlamento (LParl) affinché le schede bianche non vengano più considerate come nulle.  </p></text><h2>FederalCouncilResponseText<h2><text><p>L'articolo 130 LParl è la prima disposizione del titolo sesto "Elezioni, conferma di elezioni e accertamento dell'incapacità" e del rispettivo capitolo 1 "Disposizioni generali relative alle elezioni". Esso contiene i "principi". Il capoverso 3 prevede che "per la determinazione della maggioranza assoluta non [vengano] considerate le schede bianche e nulle". Questa disposizione esiste materialmente dal 1848 e nella sua forma attuale dal 1859.</p><p>L'autrice della mozione invita l'Ufficio a modificare l'articolo 130 capoverso 3 affinché le schede bianche non vengano più considerate schede nulle, in modo da rientrare nel calcolo della maggioranza assoluta, aumentandone la proporzione. L'autrice della mozione parte dal presupposto che la volontà dell'elettore dovrebbe prevalere su considerazioni di natura puramente utilitaristica: una scheda bianca non dovrebbe "in alcun caso essere considerata una scheda nulla", bensì un gesto di "disapprovazione" rispetto ai candidati proposti. Occorre tenere conto di questo aspetto, anche se la conseguenza potrebbe essere di dover organizzare uno scrutinio supplementare il quale - così auspica l'autrice della mozione - potrà far emergere candidature ritenute adeguate.</p><p>Portando la data del 17 dicembre 2015 e menzionando espressamente l'elezione del Consiglio federale, la mozione dev'essere inserita nel contesto della sessione in cui è stata depositata. Il 9 dicembre 2015, l'Assemblea federale plenaria era chiamata a rinnovare la sua fiducia a sei consiglieri federali e a eleggere il successore della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, che non si ricandidava. La maggior parte dei gruppi politici riconosceva all'UDC il diritto di rivendicare tale seggio, sebbene alcune voci fossero critiche sulla rosa dei candidati del gruppo UDC. In particolare si lamentava l'ostacolo supplementare rappresentato dalla clausola d'esclusione statutaria, secondo cui qualsiasi candidato non ufficiale che accetti di essere eletto viene escluso dal partito.</p><p>L'autrice della mozione cita il diritto del cantone di Vaud: l'articolo 76 della Costituzione cantonale del 14 aprile 2003 ("Esercizio dei diritti politici"; RS 131.231) recita: "1. La legge disciplina l'esercizio dei diritti politici. 2. Essa prevede che i voti in bianco, conteggiati separatamente nelle elezioni e votazioni, siano presi in considerazione per il calcolo della maggioranza assoluta nelle elezioni secondo il sistema maggioritario." Questo disciplinamento è attuato dall'articolo 41a della legge vodese del 16 maggio 1989 sull'esercizio dei diritti politici (loi sur l'exercice des droits politiques, LEDP, RSV 160.01; "Etablissement des résultats"): "1. Les bulletins nuls n'entrent pas en compte pour l'établissement des résultats. 2. En cas d'élection selon le système proportionnel ou majoritaire à un tour, les bulletins blancs n'entrent pas en compte pour l'établissement des résultats. 3. En cas d'élection selon le système majoritaire à deux tours, les bulletins blancs sont considérés comme valables pour le calcul de la majorité absolue (la maggioranza assoluta è richiesta soltanto al primo turno; cfr. art. 68 cpv. 1 LEDP sull'elezione dei membri dell'esecutivo cantonale)."</p><p>L'elezione dei membri del Consiglio federale è disciplinata diversamente:</p><p>"I membri del Consiglio federale sono eletti dall'Assemblea federale dopo ogni rinnovo integrale del Consiglio nazionale" (art. 175 cpv. 2 Cost.). A tal proposito la legge sul Parlamento precisa che l'elezione si svolge "nella sessione successiva al rinnovo integrale del Consiglio nazionale" (art. 132 cpv. 1 LParl). Questa restrizione temporale è intesa a contenere la procedura elettorale entro termini ragionevoli; non è dunque possibile moltiplicare gli scrutini a piacimento. "I primi due turni di scrutinio sono liberi. In quelli successivi non sono più ammessi nuovi candidati." (art. 132 cpv. 3 LParl). Da un lato, è eliminato chi ottiene meno di 10 voti dal secondo turno in poi (candidature senza possibilità di successo); dall'altro, chi ottiene il minor numero di voti dal terzo turno in poi (concentrazione progressiva della procedura sui candidati con maggiori possibilità di successo; art. 132 cpv. 4 LParl).</p><p>Questo disciplinamento è evidentemente utilitaristico: è finalizzato a raggiungere un risultato - l'elezione del Consiglio federale completo - entro un termine ragionevole e senza turni di scrutinio "inutili". Contrariamente a quanto sembra ammettere l'autrice della mozione, il sistema attuale lascia aperte allo stesso tempo altre opzioni: per esempio, nei primi due turni anche persone che non rientrano nella rosa dei candidati ufficiali di un gruppo hanno possibilità di presentarsi. Il Parlamento ha peraltro dato la sua preferenza a più riprese a un candidato che non era stato proposto ufficialmente da un gruppo; l'ultima volta nel dicembre 2007.</p><p>Non vi sono d'altronde elementi che lasciano supporre che la mancata considerazione delle schede bianche sia anticostituzionale. La giurisprudenza del Tribunale federale in materia di diritto cantonale considera che diversi sistemi si prestano, alla pari, a fornire un risultato corrispondente alla volontà effettiva dell'elettorato (DTF 108 Ia 243).</p><p>L'elezione dei giudici federali, menzionata dall'autrice della mozione nella motivazione della sua richiesta, è un caso particolare che si differenzia dall'elezione dei membri del Consiglio federale. Il rinnovo integrale dei tribunali della Confederazione avviene mediante la rielezione dei magistrati che si ripresentano (art. 135 cpv. 2 LParl). Funge da scheda una lista nominativa prestampata dei magistrati che si ripresentano, elencati secondo l'ordine di anzianità di servizio (art. 136 cpv. 1 LParl). Gli elettori possono cancellare i nomi di singoli candidati, ma non aggiungerne di nuovi (art. 136 cpv. 2 in initio LParl). L'elezione avviene in un solo turno. I candidati che non ottengono la maggioranza assoluta possono essere inseriti nell'elezione complementare (art. 136 cpv. 3 LParl); tale elezione si svolge anche in caso di seggi vacanti (art. 135 cpv. 2 LParl).</p><p>Questo disciplinamento favorisce chiaramente i giudici uscenti, e quindi la stabilità dei tribunali. Qualora l'Assemblea federale intenda sostituire un giudice uscente, dovrà procedere per tappe. È in questo contesto che dev'essere inteso l'articolo 136 capoverso 2 LParl, il quale prevede che - contrariamente al principio sancito dall'articolo 130 capoverso 3 LParl - le schede su cui tutti i nomi sono stati cancellati rimangano valide e contino per la determinazione della maggioranza assoluta: poiché i deputati possono unicamente cancellare nomi sulla lista ma non aggiungerne di nuovi, devono poter esprimere la propria volontà anche consegnando una scheda su cui tutti i nomi sono cancellati, senza che quest'ultima perda la sua validità.</p><p>L'Ufficio ritiene che l'attuale disciplinamento dell'elezione dei membri del Consiglio federale sia coerente, sufficientemente aperto ed equilibrato; motivo per cui non giudica necessaria una modifica legislativa. Sottolinea che talvolta il voto di protesta può spiegarsi in circostanze particolari, ma che dovrebbe rapidamente lasciare il posto a proposte costruttive - specie in un sistema politico basato sulla ricerca di un ampio consenso.</p><p>Qualora il Parlamento, contrariamente al parere dell'Ufficio, ritenesse auspicabile una modifica legislativa, sarà opportuno seguire la via dell'iniziativa parlamentare, la quale consentirebbe di estendere la discussione, non limitandosi alla questione della considerazione delle schede bianche.</p></text>