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THUN - A far partire il dibattito, a inizio giugno, era stato un aspirante cliente. Non poteva credere ai suoi occhi quando, tentando di prenotare un appuntamento all'"African Lodge" di un quattro stelle nell'Oberland bernese, si è accorto che la spa a tema africano della struttura proponeva una vasca a forma di pentolone dei cannibali.
«Non è razzista?», si era chiesto il lettore di 20 Minuten, sposato con una kenyota con la quale ha due figli con cui «naturalmente» discute spesso di discriminazione. A disturbarlo, nell'area benessere del Deltapark Vitalresort di Thun, non era tanto l'ambientazione africana («È bello che il continente sia associato ogni tanto al lusso e al rilassamento anziché alla povertà e alla corruzione»), ma proprio la curiosa vasca idromassaggio appesa con tanto di manico sopra a un focolare: a suo avviso, un fastidioso «cliché» colonialista dell'Africa cannibale.
A seguito del suo sfogo, che ha avuto eco anche nella vicina Germania, lui e il direttore della struttura, Mirco Plozza, si sono recentemente incontrati. Dal loro scambio, avvenuto proprio nella spa incriminata, è emersa la comune convinzione che il nome della struttura non debba essere cambiato. Qualcosa si può invece fare per la vasca idromassaggio.
«Cambiare il nome sarebbe un cattivo segnale proprio perché, in Germania, alcuni partiti di estrema destra sono venuti a conoscenza della tematica e la usano per fare propaganda», spiega Plozza. Modificare l'allestimento dell'African Lodge, invece, «non sarebbe troppo complicato»: «Potremmo per esempio togliere il focolare e il manico. Si fa relativamente in fretta», assicura il direttore. «Per me è importante fare qualcosa se le persone si sentono infastidite da qualcosa - sottolinea -. Non vogliamo offendere i nostri clienti o sorprenderli negativamente».
Nei cinque anni di esercizio dell'African Lodge, tuttavia, nessuno aveva mai espresso lamentele per il pentolone/vasca idromassaggio: «È la più amata delle nostre tre spa private», assicurava Plozza quando è scoppiata la polemica. «Finora non abbiamo ricevuto riscontri negativi, neanche da persone con pelli di altri colori che sono state ospiti da noi», sottolineava.
Meno positivi si erano dimostrati Barbara Miller e Simone Rees, che si occupano di studi postcoloniali e storia della decolonizzazione all'Università di Friurgo. «La simbologia del pentolone utilizzata dall'hotel rientra in una visione del mondo colonialrazzista», affermavano.
Per niente scioccato si diceva invece il direttore di Diaspora TV, Mark Bamidele-Emmanuel, emittente online che tratta i temi dell'integrazione. «Nella maggior parte dei villaggi africani cuciniamo con tre pietre e legna», ricordava il nigeriano, sorvolando sul possibile riferimento al cannibalismo determinato dalla grandezza del pentolone. «Penso che nessun africano lo trovi scandaloso - aggiungeva -. Inoltre, l'Occidente dovrebbe smetterla, ogni tanto, di parlare per conto degli africani».
Al cliente che ha fatto partire la polemica, comunque, l'idea discussa con il Deltapark Vitalresort di cancellare ogni possibile riferimento al cannibalismo, piace. «È la soluzione più elegante», fa notare. «In questo modo sparirebbe l'immagine del pentolone e rimarrebbe il lusso» associato alla sua amata Africa.