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L’ex presidente della Fifa Joseph Blatter e Michel Platini hanno respinto in blocco tutte le accuse mosse contro di loro davanti al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona. L’ex stella del calcio francese ha dichiarato di non essere mai stato interessato al denaro.
Michel Platini, già presidente dell’Unione delle federazioni calcistiche europee (Uefa), ha raccontato come è iniziata la sua collaborazione con l’allora presidente della Fifa: "Mi chiese quanto volevo" per diventare suo consigliere "e io risposi ‘un milione’". Secondo lui, non era specificato se si trattasse di pesetas, lire o altra valuta. Solo in seguito si è capito che si trattava di franchi svizzeri. Sulla base di questo accordo orale, Platini ha iniziato a lavorare per la Fifa nel 1998.
In precedenza, anche Sepp Blatter aveva riferito di un ‘gentlemen’s agreement’ concluso verbalmente con il tre volte vincitore del Pallone d’Oro. Michel "Platini mi ha detto: ‘Valgo un milione all’anno’ e io ho detto di sì", ha spiegato.
Un anno dopo, è emerso che era necessario un contratto ufficiale. Blatter, in un incontro privato, ha riferito all’ex calciatore di non poter pagare uno stipendio di un milione di franchi perché la federazione calcistica internazionale si trovava in una brutta situazione finanziaria. "Nel 2002 eravamo praticamente in bancarotta", ha spiegato. È stato concordato che avrebbe ricevuto 300’000 franchi, come segretario generale della Fifa, e il resto sarebbe stato versato in seguito.
Platini, dal canto suo, ha ripetuto più volte di non essere interessato al denaro. "Ho iniziato a guadagnarmi bene da vivere a 17 anni", ha detto. Ma per lui contava la parola di Sepp Blatter. Il motivo per cui ha reclamato lo stipendio concordato solo nel 2011 è che la Fifa aveva liquidato altre richieste di risarcimento per altri dipendenti.
Il francese ha ammesso di essersi sbagliato su una cosa: ha chiesto 500’000 franchi annuali alla Fifa – invece di 700’000 – perché non ha controllato quanto aveva già ricevuto in precedenza. "Ho commesso un errore", ha ammesso mentre in aula scoppiava una risata. "Me ne sono reso conto quando il procuratore mi ha mostrato il contratto del 1999 durante l’interrogatorio".
Blatter ha negato di aver versato illegalmente due milioni di franchi, più gli oneri sociali, a Michel Platini nel 2011. Era lo "stipendio dovuto", ha dichiarato. "Non capisco perché ci troviamo in un’udienza penale, per una procedura amministrativa interna di un’associazione come la Fifa", ha aggiunto.
Il vallesano non ha saputo spiegare perché le richieste di Platini di arretrati per servizi resi tra il 1998 e il 2002 siano arrivate solo nel 2011. Ha però negato che la fattura del francese trovata nel suo ufficio fosse un "pegno" per impedirgli di diventare presidente della Fifa.
Blatter non ha risposto neppure a una domanda dell’avvocato della Fifa, che voleva sapere perché il pagamento dei due milioni di franchi non fosse menzionato nei documenti e nei verbali, anche se secondo Blatter era stato approvato da tutti gli organi della federazione. L’attuale presidente della Fifa "Gianni Infantino non mi risponde dal 2016, quindi non rispondo nemmeno alle domande della Fifa", ha detto.
Platini si è scagliato contro il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) e la Fifa: "Quello che la Fifa ha fatto a me e al suo ex presidente è uno scandalo. L’obiettivo, come tutti sanno, era che non diventassi presidente della Fifa". Come personalità di fama mondiale, è pesante essere accusati in questo modo: "Ma la verità verrà fuori. La giustizia trionferà", ha detto il francese.
Anche Sepp Blatter ha criticato il processo mediatico contro di lui dopo l’azione promossa dall’Mpc nel 2015, quando non aveva fatto altro che compiere il suo dovere. "Sono già stato punito, e per sette anni", si è lamentato.
La sua famiglia ha sofferto. Anche sua nipote è stata vittima di mobbing, ha detto, aggiungendo di essere felice che il caso sia ora davanti a un tribunale.
Alla domanda sulla sua situazione personale, Blatter ha detto di avere un appartamento a Visp (Vs), ma che la sua vita sociale si svolge a Zurigo. Vive grazie all’Avs e ai suoi risparmi, che non ha quantificato. Il suo fabbisogno finanziario ammonta a 25’000 franchi al mese.