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Il Tribunale federale ha annullato l’espulsione di un cittadino olandese residente in Ticino. La Sezione della popolazione aveva deciso di revocargli il permesso di dimora dopo due condanne per guida in stato di ebrietà (la prima volta aveva un tasso alcolemico tra 1,79 e 2.39 per mille, la seconda tra 2.10 e 2.67 per mille) e dopo aver scoperto che, nonostante si fosse dichiarato incensurato, il 45enne aveva alle spalle due condanne per droga in Olanda, rispettivamente a 20 mesi e 12 mesi di reclusione.
Su ricorso, sia il Consiglio di Stato sia il Tribunale amministrativo cantonale avevano confermato l’espulsione, sostenendo che l’uomo rappresentava “una minaccia effettiva e attuale per l’ordine pubblico svizzero”. I giudici del Tribunale federale invece, pur riconoscendo che l’uomo aveva mentito al momento della richiesta del permesso, hanno scritto nella loro sentenza pubblicata oggi che “le condanne subite dall’insorgente in Svizzera non permettono di concludere che l’interessato costituisce una concreta minaccia per l’ordine pubblico svizzero”. Inoltre, hanno aggiunto, le informazioni sulle sue precedenti condanne in Olanda non sono sufficienti per capire la gravità dei reati commessi.
Il Tribunale federale ha quindi accolto il ricorso dell’uomo, che era patrocinato dall’avvocato Stefano Zanetti, e hanno rinviato la causa al Tribunale cantonale amministrativo affinché esprima un nuovo giudizio.