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La Svizzera ha ricordato agli Stati Uniti che vuole continuare le discussioni preliminari in merito a un accordo bilaterale di libero scambio. Lo ha affermato stasera a Ginevra il presidente della Confederazione Guy Parmelin al termine dell'incontro avuto con il presidente americano Joe Biden, antipasto di quello di domani fra il successore di Donald Trump e Vladimir Putin.
Stando a Parmelin, l'intesa permetterebbe a Berna e Washington di ampliare ulteriormente le loro "fruttuose relazioni economiche". I colloqui esplorativi sono in corso dal 2018 e la Svizzera vorrebbe sapere se l'amministrazione Biden ha l'intenzione di proseguire i lavori in questo senso. Se ne saprà di più nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Per il consigliere federale, i due Paesi vogliono inoltre concludere un memorandum d'intesa nel campo della formazione entro la fine dell'anno. Biden ha mostrato grande interesse per l'espansione della cooperazione a livello universitario.
Nel faccia a faccia con Parmelin, durato circa trenta minuti, Biden ha anche pubblicizzato i due jet da combattimento di produzione a stelle e strisce in corsa per diventare i nuovi caccia della Confederazione. Si tratta dell'F-35 Lightning fabbricato dalla Lockheed Martin e dell'F/A-18 Super Hornet della Boeing. Parmelin ha tuttavia precisato ai media che il Consiglio federale, la cui decisione sul tema cadrà in tempi brevi, non ha fatto promesse. All'inquilino della Casa Bianca è stato garantito che la Svizzera seguirà una procedura chiara prima di compiere la propria scelta.
Biden ha poi ringraziato la Svizzera per il suo ruolo di rappresentante degli interessi americani in Iran, Paese con cui Washington non ha rapporti diplomatici da tempo. Secondo il ministro degli esteri Ignazio Cassis, a sua volta presente al meeting, il canale umanitario lanciato da Berna per facilitare, malgrado le sanzioni, la fornitura di medicamenti nella Repubblica islamica "non è utilizzato abbastanza". Biden avrebbe promesso un maggiore sostegno a questo dispositivo.
Stando al ticinese, durante la discussione è stato pure abbordato l'argomento dell'accordo nucleare con Teheran. "Gli Usa vogliono fare progressi", ha assicurato Cassis. Tuttavia, le aspettative non devono essere troppo alte: la situazione resta difficile e in Iran si stanno per tenere le elezioni presidenziali.
Sebbene nel recente passato non sia mancata qualche scaramuccia verbale – Biden aveva parlato della Svizzera come di un paradiso fiscale – la chiacchierata con il presidente Usa è stata definita da Parmelin "dai toni cordiali". Al residente di Pennsylvania Avenue è stato persino fatto un regalo: un non meglio precisato oggetto di alta tecnologia che funziona a energia solare.
Parmelin ha anche commentato l'atteso vertice di domani fra Biden e il presidente Putin, in calendario sempre a Ginevra, etichettandolo importante "non solo per la Svizzera ma per il mondo intero". Il ministro vodese si è augurato che il dialogo fra le due potenze rivali storiche sia "costruttivo".