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BELLINZONA - «Il Salmo Svizzero non si tocca». La Società svizzera di pubblica utilità ha recentemente diffuso un testo in un italiano «stentato» mediante il quale si augura che un “nuovo inno svizzero” sia diffuso nei comuni, nelle scuole, nelle associazioni sportive e nei gruppi musicali. Richiesta che non è affatto piaciuta al PPD, che tramite un'interrogazione con primo firmatario Maurizio Agustoni, si oppone fortemente al nuovo inno.
«La Società svizzera di pubblica utilità - precisa il gruppo PPD - non dispone di alcuna legittimazione a modificare il salmo svizzero, né nelle parole, né nella musica; il testo in questione potrebbe quindi essere archiviato come un qualsiasi auspicio di un’associazione.
«Considerato tuttavia che le attività compiute dalla Società svizzera di pubblica utilità in relazione al salmo svizzero, anche grazie alla copertura mediatica accordata dell’ente radiotelevisivo statale, potrebbe avere una pur minima parvenza di legittimità appare lecito qualche chiarimento».
Il PPD chiede in particolare che «il Consiglio di Stato precisi, a scanso di equivoci, che l’inno proposto dalla Società svizzera di pubblica utilità non sarà in alcun modo impiegato nell’ambito di manifestazioni ufficiali, nonché che nella scuola pubblica continuerà ad essere insegnato il Salmo Svizzero ufficiale».
Gli interroganti domandano pertanto al Governo se esso «sia al corrente del testo diffuso, se intenda raccomandarne l'impiego in manifestazioni ufficiali e se questo possa sostituire il Salmo Svizzero nelle scuole».