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Pro Natura, la prima organizzazione svizzera per la tutela del paesaggio, ha festeggiato a metà gennaio il suo centenario. Sogno nel cassetto: una Svizzera con più alberi e meno cemento.
La storia di Pro Natura ha inizio con un progetto davvero ambizioso: creare il primo Parco nazionale della Svizzera e dell'Europa centrale.
Per proteggere il paesaggio dal turismo di massa e dalla crescente industrializzazione, nel 1909 fu fondata la Lega svizzera per la protezione della natura (LSPN), che nel 1997 divenne Pro Natura. L'obiettivo era di finanziare la creazione di una riserva naturale nella Bassa Engadina. Ogni membro era così chiamato a devolvere un franco a questo scopo.
Nel 1914 il Parlamento federale fece suo questo progetto e venne così inaugurato il primo parco nazionale, l'unico nel suo genere tuttora presente presente in Svizzera.
A braccetto con l'orso bruno
La storia di Pro Natura è però indissociabile anche da quella dell'orso bruno, raffigurato proprio sul primo stemma ufficiale dell'organizzazione. Questo plantigrado, spiega il segretario generale Otto Sieber non è soltanto il «simbolo di una natura incontaminata e selvaggia», ma soprattutto di una «nuova sfida» che – come testimonia il destino stesso dell'orso – è piena di difficoltà.
L'ultimo orso "svizzero" era stato ucciso nel 1904 da un gruppo di cacciatori nella Bassa Engadina. Per oltre 100 anni l'animale era stato considerato estinto, finche JJ2 – ribattezzato Lumpaz (ossia monello in romancio) - si era trasferito per alcuni mesi proprio nel Parco nazionale svizzero.
Suo figlio JJ3 era poi tornato qualche anno dopo a scorazzare tra i boschi grigionesi, creando non pochi problemi alla popolazione, e nell'estate del 2008 era stato abbattuto per ordine delle autorità cantonali e federali.
Una decisione che aveva suscitato numerose proteste, soprattutto in Svizzera e in Italia, e che ha spinto Pro Natura a eleggere l'orso bruno animale del 2009. Un'occasione per sensibilizzare la popolazione sulla possibilità di una convivenza pacifica tra la popolazione e questo animale.
Una serie di conquiste
Le associazioni ambientaliste si trovano confrontate a tutta una serie di problemi: da un lato la scarsa tolleranza della popolazione nei confronti di orsi, linci e lupi e l'ampliamento della lista di animali e piante in via di estinzione; e dall'altro il surriscaldamento climatico e la crescente urbanizzazione. In Svizzera, ogni secondo un metro quadrato di territorio scompare sotto il cemento.
Di fronte a questa realtà, la lotta per la protezione della natura ha ancora un senso? «A volte può essere frustrante proseguire questa battaglia», ammette Sieber, «ma invece di lamentarsi bisogna imparare a gioire dei risultati raggiunti negli ultimi 100 anni».
La lista di successi è infatti lunga, dall'articolo sulla protezione della natura e del paesaggio, alla legge federale sulla protezione delle acque fino ai contributi ecologici all'agricoltura. Un campo, quest'ultimo, nel quale la Svizzera ha svolto un ruolo pioniere, ricorda Sieber, con un modello di incentivi ripreso anche dall'Unione Europea.
Assieme ad altre organizzazioni ambientaliste, l'anno scorso Pro Natura ha inoltre depositato l'iniziativa popolare per il paesaggio, che chiede di bloccare per 20 anni l'introduzione di nuove zone edificabili nei piani regolatori.
Un ostacolo chiamato federalismo
La Svizzera è un piccolo paese sempre più urbanizzato, dove le singole città e i villaggi si fondono in un'unica rete urbana. I conflitti di interesse per lo sfruttamento futuro del territorio sono dunque inevitabili.
Le associazioni ambientaliste sono però confrontate a un'altra particolarità tutta rossocrociata: il federalismo, spiega infatti Sieber, può rappresentare un ostacolo significativo nella lotta per la protezione della natura e del paesaggio.
Mentre in altri paesi vengono creati parchi nazionali o regionali con una certa «facilità e rapidità», in Svizzera è sempre necessario il nullaosta della popolazione locale. È anche per questo che le discussioni sull'istituzione di un secondo parco nazionale si protraggono ormai da dieci anni.
Responsabilità e amore per la natura
L'impegno di Pro Natura potrebbe comunque dare i suoi frutti già nell'anno del giubileo: di recente è infatti stata inoltrata la domanda di riconoscimento per il Parco nazionale del Locarnese, nel canton Ticino.
L'attività di Pro Natura per la tutela della flora e della fauna indigena si realizza principalmente attraverso l'acquisto o l'affitto di zone a rischio. Attualmente possiede e gestisce oltre 600 riserve naturali in tutto il paese per una superficie complessiva superiore ai 1'000 km2. Negli ultimi anni, inoltre, l'associazione ha fatto della formazione, della sensibilizzazione e dell'impegno politico altri punti di forza.
I finanziamenti a Pro Natura sono garantiti dalla vendita di cioccolato, da donazioni e lasciti. Senza contare il contributo degli oltre 100'000 membri, 30'000 sostenitori e centinaia di volontari attivi nelle diverse sezioni cantonali, senza i quali i progressi ottenuti non sarebbero stati possibili.
Per molti versi, comunque, l'impegno di queste persone non è che all'inizio, ricorda Otto Sieber. «Tra 100 anni ci sarà ancora bisogno di una voce forte e chiara a favore della natura, che non porti avanti interessi economici o individuali ma che rispecchi la responsabilità e l'amore per la natura».
swissinfo, Corinne Buchser
(Traduzione e adattamento di Stefania Summermatter)
100 anni di Pro Natura
Pro Natura è stata fondata nel 1909 con il nome di Lega svizzera per la protezione della natura (LSPN).
Il suo impegno è diretto in particolare alla tutela della flora e della fauna indigene.
Tra le sue opere pionieristiche spicca la creazione del parco nazionale svizzero nel 1914.
Attualmente partecipa alla protezione di oltre 600 aree protette e gestisce una dozzina di centri-natura in Svizzera.
Conta 100 mila membri e opera con una propria sezione in tutti i cantoni.
In occasione del giubileo, la posta svizzera ha emesso un francobollo con raffigurato un orso bruno, primo simbolo ufficiale dell'organizzazione.
Un libro sarà inoltre pubblicato nel mese di aprile 2009, dal titolo "La voce della natura" (unicamente in tedesco e in francese).