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420 A. Staaisrechtliche Entscheidungen. I. Abschnitt.Bundesverfassung.
d ' der "ra li' e An pruch nicht verjährt sei, eine Rechtsverweigerîîg.
Sile sîùiîzî sich snämlich auf den Wortlaut des Steuergesetzes (g 41),
wonach der sehlbare Steuerpslichtige dasVorenthaltene samt Berzugsziusen
vollständig und den sunssachen Betrag desVorenthaltenen als Strafe
nachzubezahlen hat, welche Bestimmung, wie der Regierungsrat berichtet,
in 54jähriger konstante-r Praxis dahin verstanden worden isi, dass die
Nachsteuer ohne zeitliche Beschränkung für so viele Jahre geschuldet wird,
als eine Definitdation nachweisbar ist. Es bedarf keiner Begründung,
dass diese Auslegung-nicht willkürlich ist, zumal auch die Rekurrenten
keine entgegenstehende Bestimmung des kantonalen Rechts, deinI solche
öffentlich-rechtliche Forderungen auch in Bezug aus die Yersahrung
unterstehen (Art. 146 Abs. 3 O.-Ji.) haben nennen formen.
5. Gänzlich unverständlich ist endlich der letzte Beschwerdegrund:
Die Aufstellung des Finanzdepartements über das fAnnIachsen des
Vermögens seit dem Jahre 1883 sei willkürlich Da die ZurcheuVow
mundschaftsbehörden die Einsicht in die Privatmoentur verweigern und da
selbstverständlich der non den Rekurrenten vorgelegteAAuM zug aus den
Geschäftsbüchern nicht als massgebend-sur den vFtand des Vermögens,
das ja nur zu einem kleinen Teil im Geschaste zu stecken brauchte,
sein konnte, blieb dem Finanzdepartement nichts anderes Übrig, als
eine Wahrscheinlichkeitsrechnung zu"machen, deren Berichtigung jedoch
in Aussicht gestellt-ist, salls die Privatinoentur noch nachträglich
eingereicht wird. Die Rekurrenten (begin. die Vormundschastsbehörde)
haben es also in der Hand, falls sie sich durch die erwähnte Aufstellung
beschwert Tnhlen, deren Yerichtigung durchzusetzenz dagegen steht es
Ihnen nicht zu, sich wegen Rechtsveriveigerung zu beschweren, so lange
sie die Herausgabe der Privatinventur verweigern; --
erkannt:
Der Rekurs wird abgewiesenI. Bechtsverweigerung und Gleichheit vor dem
Gesetze. N° 89. 421
89. Sentenza del 23 dicembre 1903 nella trama Luba-n cont-ro Teplitz.
Applicazione arbitraria di disposizioni di procedura cantonale
? -Sequestro per mancanza di dimora in Isvizzera. Art. ZTL, N° &. L. E. F.
1. II Tribunale di appello del cantone Ticino statuendo, con sentenza
11 luglio 1903, sulla domanda di Jacques Leben in annullazione di un
decreto di sequestro, emanato in sue odio ad istanza di certo S. Teplitz,
di Basilea, per un credito di 612 fr. 60, riteneva esistente il titolo
di sequestro invocato (mancanza di dimora in Isvizzera) e respingeva il
ricorso Laban in appoggio delle considerazioni seguenti:
Laban ha la suestabile dimora a Mentone dove abita tutto l'anno. A
Lugano paga l'imposta perchè vi tiene negozio ed in relazione a ciò
devesi considerare anche il permesso di domicilio. In ogni cantone della
Svizzera. la : maison Labem può avere il permesso di domicilio, tenere
una filiale e pagare le imposte; ma ciò non ostante riesce materialmente
impossibile al Signor Leben di abitare e di avere contemporaneamente la
sue dimora in tutti i cantOni. Manca la dimora, la presenza personale
del debitore a Lugano. Egli dimora, secondo la dichiarazione della Mairie
di Mentone, starrte Vannes a Mentone. .
Questa dichiarazione si legge a tergo di una lettera 25 marzo 1903,
scritta dal rappresentante Teplitz alla Mairie di Mentone per chiedere
schiarimenti sulla dimora del Signor Laban, porta il bello della Mairie
ed ha. tutti i caratteri dell'autenticità. Il dubbio lanciato dalla
parte ricorrente in punto all'attendibilîtà di questo documento non
può aver valore. In ogni caso, trattandosi di atto emanato da ufficio
pubblico, Spetta & chi oppone la falsità a provarla. Ma questa prova
non fu neppure tentata.
Nessuna delle parti in lite fece richiamo al trattato francosvizzero
del 1869. Tuttavia il Tribunale se ne è occupato
422 A.. Staatsreehtliche Entscheidungen. i. Abschnitt. Bundesverfassung.
d'ufficio e ritiene che nel concreto caso quel trattato non
sie. applicabile e che perciò, anche in confronto di esso, il sequestro
debba essere mantenuto.
2. È contro questo giudizio che Jacques Laban ric01re attualmente al
Tribunale federale, per titolo di diniego di giustizia.
Egli espone, in linea di fatto, che il ricorrente Laban ha domicilio a
Lugano dove tiene un grande magazzeno di sartoria, dove paga le imposte
comunali e cantonali e dove dimora tutto l'anno; che a Mentone, dove
ha altra sartoria, si reca solo nella stagione d'inverno, all'epoca dei
forestieri; che tutto ciò è notorio a Lugano ed è provato dai documenti
prodotti, dichiarazione dell'ufficio municipale di polizia, dichiarazione
dell'ufficio delle contribuzioni ed in iSpecie del permesso di domicilio,
dove è detto, in fine, che l'attuale dim01a di Labanè a Lugano. In
diritto, il ricorrente vede il preteso diniego di giustizia nel fatto di
avere il giudice di appello, contrariamente ai disposti degli articoli
156 e 160 della procedura civile ticinese, riconosciuto il carattere di
atto autentico e pubblico alla dichiarazione della Mairie di Mentone,
nel mentre la stessa, oltre all'essere evidentemente inveritiera e
contraria agli atti di causa e quindi senza vaiore probatorio, non
consta essere stata emanata nè in forma legale, nè da un autorità o
funzionario pubblico, nè entro i limiti delle costui competenze, come
vuole l'art. 156 della procedura civile ticinese, nè trattandosi di
atto esarato all'estero, trovasi tanto meno corretta da legalizzazione
del Consolato svizzero (alt. 160); poi per avere il giudice di appello
interpretato in senso manifestamente false il disposto dell'art. 271,
N° 4 della legge esecuzioni e fallimenti, distinguendo fra domicilio
e dimora, nel mentre, secondo l'art. 3 della legge federale 25 giugno
1901 sui rapporti di diritto civile, la nozione di domicilio comprende
anche quella della dimora, per cui, ammesso e riconosciuto che Laban
ha domicilio anche solo accessorio a Lugano, come non Si può far meno
di ammettere di fronte alle risultanze degli atti e dopo quanto ebbe a
riconoscere il Tribunale di appello stesso inI. Rechtsverweigerung und
Gleichheit vor dem Gesetze. N° 89. 423
altra sentenza 30 marzo 1903, non vi ha dubbio che il disposto
dell'art. 271, N° 4, della legge esecuzione e fallimenti non era in
concreto applicabile
In appoggio Specialmente di queste considerazioni il ricorrente domanda
l'annullazione della sentenza 11 luglio 1903 del Tribunale di appello.
3. Tanto Teplitz, quanto il Tribunale di appello, conchiudono nelle
loro n'sposte al rigetto del ricorso, osservando in linea generale:
il Tepic'iz, che le critiche mosse contro la sentenza 11 luglio 1903
non contengono nessuna prova di un diniego di giustizia e non fanno in
realta che esporre una opinione diversa sull'interpretazione da darei ai
relativi disposti della legge federale e cantonale, ciò che non basta per
giustificare un ricorso per diniego di giustizia; il Tribunale di appello,
mantenendo in sostanza le tesi sviluppate nella sentenza querelata,
in ispecie per ciò che concerne la distinzione tra dimora e domicilio,
e negando in via di fatto che Luba-n abbia qualsiasi dimora materiale
a Lugano, cosa assolutamente contraria agli atti.
In di)-ritto:
1. Gli articoli 156 e 160 della proc. civ. tic., che il ricorrente
pretende essere stati applicati in modo manifestamente arbitrario dalla
Corte di appello del Ticino, dispongono: L'art. 156 : Gli atti esarati
in forma legale da un'autorità o da un funzionario pubblico, nei limiti
delle loro attribuzioni, fanno piena prova delle constatazioni e dei fatti
seguiti alla presenza dell'autorità. o del funzionario da cui emanano.
L'art. 160. c I documenti che per la loro forma e per il loro contenuto
abbiano l'apparenza di un atto autentico sono presunti tali.
Se l'autenticità pare dubbia al tribunale, esso può anche d'ufficio
chiederne informazioni all' autorità da cui ema nano.
@. Per l'autenticazione degli atti fatti ail'estero, basta la
dichiarazione di un consolato svizzero.
Nè questi articoli, nè quelli intermedi (157-159), nè tanto
NOT-V
v
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meno l'art. 34, invocato esso pure dal ricorrente e che tratta
dell'applicabilità in genere del diritto estero, escludono in modo
esplicito e tassatiero che possa essere considerato come atto autentico
anche un atto esarato all'estero, con bollo e firma dell'autorità che
l'ha emanato, quand'anche non porti la vidimazione del Consolato svizzero
o di un'altra Autorità. equipollente.
Le questioni sollevate dal ricorrente relativamente alla portata di
questi articoli e relativamente alle pretese difettosità di forma che
si riscontrano nel certificato della Mairie di Mentone, sono semplici
questioni di procedura cantonale, delle quali il Tribunale federale non
è competente ad occuparsi.
Non può dirsi neppure che il giudice cantonale abbia deciso in modo
manifestamente contrario alle altre risultanze degli atti, ammettendo
sulla fede di questo certificato che J. Laban abbia la sua dimora o
sede materiale a Mentone, il ricorrente avendo provato bensi a Lugano
l'esistenza di un domicilio commerciale tributario, ma non l'esistenza
di una dimora personale effettiva.
2. Anche la. tesi accettata dal giudice di appello, che non basti
l'esistenza di un semplice domicilio formale per escludere l'applicabilità
dell'art. 271, N° 4 della legge esecuzioni e fallimenti, ma che è
necessaria' una dimora reale, effettiva, non può considerarsi come
involvente un diniego di giustizia.
La tesi suddetta ha per sè il tenore letterale del N° 4 dell' art. 271,
ed oltre a ciò la giurisprudenza vigente in materia, almeno con certe
restrizioni. (Ved. Jäger, Commentario, pag. 483.)
Se poi essa corrisponda anche ad un'interpretazione razionale
dell'art. 271, non è questione che può essere trattata in un ricorso
per diniego di giustizia.
3. Cosi pure non è il caso di esaminare se la decisione del Tribunale di
appello si giustificbi difronte ai disposti del trattato franco-svizzero
15 giugno 1869, tale questione non essendo stata neppure sollevata nel
ricorso. -Ill. Gerichtsstand des Wohnortes. N° 90. 425
Per questi motivi, Il Tribunale federale pronuncia :
Il ricorso Laban contro la decisione 11 luglio 1903 del Tribunale di
appello del cantone Ticino è respinto.
Vergl. auch Nr. 99 und 100.
II. Doppelbesteuerung. Double impositîon.
Vergl. Nr. 103.
III. Gerichtsstand des Wohnortes. For du domicile. '
Qi). Urteil vom 4. November 1903 in Sachen Jffrig gegen Witwe Jffrig '-
Xlage gegen, einen Ehemann auf Anerkennung einer Forderung und euentuelèe
Herausgabe eines dafür gemachten Depositums. Streitiglm't über oder
gege-n eine Erbschaft, oder persönliche Forderung? Rechtsbestdndigkeit
des 5 48 der luz. C.-P.-0. gegenüber Art. 5 9 B.-V.'
A. Die Rekursbeklagte hat mittels Klage beim Bezirksgekicht Luzern
folgendes Rechtsbegehren gestellt: Die Erbsmasse desGeorg Jssrig
fel. schulde cm Klägerin 2770 Fr. 75 Cis. nebst"Blus zu 5 '),-'O seit
7. September 1893 und sei Klägerin berechtigt, das Depofitum von 3366
Fr. 94 Età. nebst dabei weiter erlaufenem Zins zur Hand zu beziehen und
an ihre Forderung zu verrechnen.
Die Klägerin bezeichnet ihre Klage im wesentlichen als Detail;