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Soppressione di impieghi presso Rieter, fabbricante zurighese di macchine e componenti per l'industria tessile: confrontato con una difficile situazione economica il gruppo taglia 180 posti a livello mondiale.
A Winterthur (ZH), dove si trova la storica sede della società, saranno soppressi 87 posti, su un totale di 980 nell'intera Svizzera, ha indicato oggi l'azienda. Riduzioni dell'organico - che vanno ad aggiungersi a un taglio del 5% già operato nel 2019 - sono previste anche in Germania, Olanda e Repubblica Ceca.
L'impresa spiega le misure con la necessità di far fronte al calo degli investimenti operato dalla clientela: l'anno scorso il fatturato si è contratto del 29% a 760 milioni. Le nuove commesse sono aumentate, ma solo grazie a un singolo grande ordinativo: la tendenza generale è al ribasso, secondo la dirigenza. L'azienda soffre per il conflitto commerciale fra Stati Uniti e Cina, per i problemi di sovracapacità del mercato e per l'incertezza economica in paesi chiave: ad esempio in Turchia il giro d'affari è crollato del 57%.
I dati sulla redditività saranno pubblicati il 10 marzo. In base a informazioni provvisorie il gruppo dovrebbe avere realizzato un utile netto di circa 50 milioni di franchi, una cifra però influenzata dal provento della vendita di aree industriali non più necessarie a Ingolstadt, in Germania, che ha apportato 60 milioni. Senza questo effetto Rieter si troverebbe nelle cifre rosse.
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