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Coronavirus: due varianti per ridurre il debito
Berna, 30.06.2021 - Nelle sedute del 23 e del 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha deciso di contabilizzare le future distribuzioni supplementari della Banca nazionale svizzera come entrate straordinarie. Sulla base di questa decisione preliminare, intende porre in consultazione due varianti per ridurre il debito straordinario causato dalla pandemia da coronavirus: la prima include una riduzione a medio termine tramite le eccedenze di finanziamento, la seconda prevede di pareggiare parte del debito correlato alla COVID-19 con la riduzione del debito effettuata negli anni precedenti e di ripianare la restante parte. Allo stato attuale entrambe le varianti possono essere attuate senza programmi di risparmio.
Le misure decise dal Consiglio federale e dal Parlamento per attenuare le conseguenze della pandemia da coronavirus comporteranno probabilmente uscite straordinarie pari a circa 30 miliardi di franchi. Secondo la norma complementare al freno all’indebitamento, questo ulteriore indebitamento della Confederazione deve essere compensato. L’Esecutivo prevede di avviare la procedura di consultazione a fine agosto, una volta redatti i pertinenti progetti di legge. All’inizio del 2022, quando le conseguenze finanziarie effettive sul bilancio federale saranno più chiare, deciderà quale variante proporre al Parlamento.
Nel quadro di una decisione preliminare, il Governo ha deciso di contabilizzare le future distribuzioni supplementari della Banca nazionale svizzera (BNS) come entrate straordinarie. In questo modo, saranno accreditate al conto di ammortamento e contribuiranno a ridurre il debito. Secondo la convenzione vigente tra il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e la BNS, le possibili distribuzioni supplementari ammontano a un massimo di 1,3 miliardi di franchi all’anno. La contabilizzazione delle distribuzioni supplementari della BNS come entrate straordinarie sarà effettuata dall’esercizio 2021, non richiederà alcuna modifica di legge e non sarà quindi inclusa nel progetto sottoposto a consultazione.
Nell’avamprogetto il Consiglio federale presenta le due varianti seguenti:
- variante 1: riduzione del debito entro il 2035: il termine di ammortamento di sei anni deve essere raddoppiato e il debito dovrà essere ripianato nelle prossime tre legislature, ossia tra il 2023 e il 2035. Se il disavanzo ammonterà a 30 miliardi, il debito dovrà essere ridotto di 2,3 miliardi di franchi all’anno. Oltre alle entrate straordinarie derivanti dalle distribuzioni supplementari della BNS, nel bilancio ordinario sarà pertanto necessaria un’eccedenza di finanziamento di circa un miliardo, che potrà essere conseguita grazie alle parti di crediti a preventivo inutilizzate (residui di credito). Ogni anno nel consuntivo le uscite risultano infatti mediamente inferiori di circa un miliardo rispetto ai valori di preventivo;
- variante 2: parziale compensazione con la riduzione del debito degli anni precedenti: questa opzione prevede che parte del disavanzo sia compensata con eccedenze di finanziamento passate. Negli scorsi anni è stato possibile ridurre il debito nel bilancio ordinario. Di conseguenza, l’obiettivo del freno all’indebitamento – secondo cui le uscite e le entrate devono essere equilibrate a lungo termine – è stato superato. La metà del debito correlato al coronavirus dovrà essere compensata con la riduzione del debito effettuata in passato. Il restante disavanzo sul conto di ammortamento dovrà essere nuovamente ridotto tramite i residui di credito che risulteranno ogni anno e le distribuzioni supplementari della BNS. In tal modo il termine di ammortamento sarà nettamente più breve.
La situazione attuale del bilancio federale secondo il preventivo 2022 e il piano finanziario 2023‒2025 permette di attuare entrambe le varianti senza un programma di risparmio.
Il freno all’indebitamento
Il freno all’indebitamento è un meccanismo consolidato per il controllo delle uscite complessive della Confederazione sancito nella Costituzione. Serve a evitare l’insorgenza di deficit cronici e, di conseguenza, un aumento del debito. Nel processo di preventivazione il freno all’indebitamento limita le uscite al livello delle entrate strutturali, ossia alle entrate corrette in funzione della congiuntura. Le uscite possono essere aumentate solo se il loro finanziamento è assicurato da entrate più elevate o da rinunce sul fronte delle uscite. Le riduzioni d’imposta devono essere accompagnate da una corrispondente diminuzione delle uscite. Il freno all’indebitamento è strutturato in modo flessibile per far fronte a situazioni straordinarie permettendo di effettuare uscite supplementari. Esso gode di un ampio consenso sia tra la popolazione sia in Parlamento. Negli anni precedenti alla pandemia da coronavirus, questo strumento ha permesso di ridurre considerevolmente il debito.
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Ultima modifica 13.08.2021