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È stata confermata nell’ultimo grado di giudizio la pena di dieci anni inflitta in Italia a un imprenditore italo-svizzero. L’uomo, un 47.enne, aveva fatto arrivare, tramite una società di Lugano, 14 tonnellate di captagon (un’anfetamina) al porto di Salerno.
L’impianto accusatorio ha retto
Stando a quanto riferisce il sito online del Corriere del Ticino, l’uomo aveva sostenuto di non essere a conoscenza della natura illecita del carico, ma anche di credere che la sostanza non fosse destinata allo spaccio, bensì “a forze armate operanti in zone di guerra”. Anche per la Corte di cassazione, tuttavia, l’impianto accusatorio ha tenuto.