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La Corte suprema russa ha ordinato la chiusura di Memorial, la più antica organizzazione per la difesa dei diritti umani russa fondata durante la perestrojka da Andrei Sacharov, che si occupa di commemorare le vittime del regime sovietico. È accusata di agire come “agente straniero” che riceve finanziamenti dall’estero.
La giudice Alla Nazarova ha deciso la chiusura di Memorial International, sia la struttura centrale sia le sue sedi regionali, per non aver contrassegnato tutte le sue pubblicazioni con l’etichetta di “agente estero” come richiesto dalla legge.
La dibattuta legislazione russa sull’“agente estero” definisce le organizzazioni che ricevono fondi internazionali come azioni contrarie agli interessi della Russia.
Andrei Sacharov (Keystone)
Durante l’udienza il pubblico ministero ha anche sostenuto che Memorial “crea una falsa immagine dell’Urss come Stato terrorista e denigra la memoria della Seconda guerra mondiale”.
La decisione del tribunale è il colpo più duro subito dall’organizzazione fondata nel 1989 da dissidenti sovietici tra cui il premio Nobel per la pace Andrei Sacharov. L’avvocata Maria Eismont ha affermato che la chiusura è un “segnale molto negativo”, ma ha aggiunto che Memorial farà ricorso e proseguirà con il suo lavoro. “Questa non è la fine”, ha detto ai giornalisti.
L’Onu, l’Unione europea e gran parte della comunità internazionale si sono espressi contro lo smantellamento dell’organizzazione non governativa.
Appena ieri il responsabile di Memorial, Yury Dmitriev, uno dei maggiori storici dei Gulag, ha visto aumentare da 13 a 15 anni la sua condanna in un controverso processo per presunti abusi sulla figlia adottiva.