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<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi anni la ricerca sul cervello ha fatto passi da gigante. Grazie alla diagnostica per immagini è possibile esaminare le strutture e le funzioni del nostro cervello e osservarne l'attività. Oggi i fenomeni psichici possono essere attribuiti a determinate aree cerebrali, il che permetterà, in futuro, di diagnosticare con più precisione i disturbi psichici e di fare nuove scoperte in merito al loro trattamento.</p><p>La possibilità data dalla scienza di "vedere" come funziona il cervello cela tuttavia anche il pericolo di arrivare alla violazione della dignità umana. Le apparecchiature diventerebbero in tal caso una sorta di "macchina della verità" che andrebbe a ledere la dignità dei pazienti. Poiché il non rispetto della sfera privata costituisce anche una violazione dei diritti della persona, devono imperativamente essere prese misure per evitare tale fenomeno e garantire la protezione della sfera privata. </p><p>Mi permetto quindi di formulare le seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale è consapevole della possibile violazione della sfera privata da parte della diagnostica per immagini?</p><p>2. Quali misure prevede di adottare per monitorare gli sviluppi della ricerca sul cervello e impedire la violazione dei diritti della persona?</p><p>3. Alla luce dei nuovi sviluppi scientifici in materia, ritiene necessario migliorare, adeguare o integrare la protezione della persona nella Costituzione federale o tramite provvedimenti legislativi?</p><p>4. Il Consiglio federale è a conoscenza di provvedimenti costituzionali o legislativi in tal senso presi da altri Paesi? Se sì, come reputa tali provvedimenti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel contesto specifico della ricerca sull'essere umano il Consiglio federale ha regolamentato il trattamento dei dati personali sulla salute nella legge sulla ricerca umana (LRUm). Tra questi figurano segnatamente i dati ottenuti mediante la diagnostica per immagini, che già nel 2006 sono stati oggetto di uno studio del Centro per la valutazione delle scelte tecnologiche delle accademie svizzere delle scienze (TA-Swiss). La constatazione che la diagnostica per immagini può registrare e influenzare le caratteristiche psichiche delle persone è stata una delle basi per l'elaborazione della LRUm, entrata in vigore nel 2006. Al di fuori del contesto della ricerca, non vi è attualmente alcun segnale in Svizzera che lasci presumere la presenza di una minaccia concreta da parte della diagnostica per immagini. Per il momento resta eventualmente da stabilire se la trasposizione dei risultati della ricerca nella pratica renderà necessaria una nuova valutazione.</p><p>2. Il quadro giuridico della LRUm è determinante per la ricerca sul cervello e la diagnostica di immagini ad essa correlata. Pertanto, non soltanto l'utilizzo dei dati non anonimizzati, bensì anche il relativo rilevamento deve avvenire previa autorizzazione della Commissione cantonale d'etica. Inoltre, l'interessato deve essere informato sul rilevamento dei dati e sul loro riutilizzo a scopo di ricerca e deve dare il proprio consenso. La Commissione nazionale d'etica segue l'evoluzione delle scienze e della loro applicazione e funge da consulente etico nelle relative questioni sociali, giuridiche e di scienze naturali. Secondo lo studio di TA-Swiss del 2006 la diagnostica per immagini rappresenta uno sviluppo importante che merita un'attenzione particolare. A tal proposito, il Consiglio federale condivide ancora oggi l'opinione dell'autore dell'interpellanza. A livello mondiale, lo sviluppo della ricerca sul cervello viene sì sostenuto dalla comunità scientifica, ma al contempo anche sorvegliato ed esaminato in modo critico. Sviluppi d'avanguardia come ad esempio il miglioramento della gestione dello stress del personale militare o l'acceleramento dei processi di apprendimento sono già stati illustrati in modo approfondito dalla Royal Society (accademia nazionale delle scienze naturali del Regno Unito). Attualmente, si è concordi nel ritenere minimo il pericolo per la tutela della persona.</p><p>3. Il Consiglio federale è dell'avviso che non occorra intervenire a livello legislativo. Alla luce della LRUm, degli obblighi di diligenza dei medici e delle regole riconosciute della scienza medica, le condizioni per la tutela della persona attualmente sono da considerare sufficienti. La LRUm è stata espressamente elaborata anche tenendo conto di questa problematica e garantisce la tutela della dignità, della personalità e della salute dell'essere umano nella ricerca. La legge precede anche disposizioni di diritto penale che garantiscono l'applicazione delle regolamentazioni concernenti la ricerca sull'essere umano (e quindi anche la tutela della personalità delle persone interessate). Inoltre, l'UFSP valuta l'efficacia della LRUm e tiene sotto controllo il contesto in continua evoluzione. Al di fuori del settore della ricerca, le violazioni della personalità sono perlopiù ipotizzabili nell'ambito della diagnostica clinica e sono soggette alla relativa legislazione, segnatamente alle disposizioni in materia di protezione della personalità conformemente all'articolo 28 e seguenti CC.</p><p>4. Nel contesto internazionale, in particolar modo nei Paesi anglosassoni, gli sviluppi costituzionali e legislativi relativi alla ricerca sul cervello riguardano soprattutto il campo del diritto penale. Si tratta in particolare di stabilire in che modo è da considerare la forza probatoria morale e giuridica della diagnostica per immagini. Queste e molte altre questioni verranno seguite con grande interesse dal Consiglio federale, dalle cerchie professionali direttamente interessate nonché dall'opinione pubblica.</p>  Risposta del Consiglio federale.