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La seconda parte di A Sua immagine e somiglianza di Christoph Schönborn è dedicata all’uomo e alla sua dignità. Continua a leggere La dignità dell’uomo
Il cardinale di Vienna Christoph Schönborn, durante una conferenza (segnalata e analizzata in dettaglio da Marco Ferrari), ha proposto una interessante confutazione del materialismo:
Soltanto gli esseri umani esercitano responsabilità e sono chiamati a render conto del loro operato (al più tardi nel giudizio universale). La quotidianità è una confutazione costante del materialismo. In economia ad esempio sono chiamato a rispondere del mio operato. Le api e le formiche fanno delle cose inverosimili, ma il loro comportamento è guidato dall’istinto, per cui non sono responsabili dei loro errori. Soltanto gli esseri liberi sono responsabili dei loro errori. Benché la vita quotidiana confuti continuamente la visione materialistica, anche persone molto intelligenti incappano in quest’errore.
Così come viene descritta da Schönborn, la vita quotidiana, più che il materialismo, confuta il determinismo, che può certamente essere determinismo materialista, ma anche divino: se Dio è onnisciente e onnipotente, che ne è della libertà e della responsabilità degli uomini?
La vita quotidiana confuta, oltre al materialismo, anche l’esistenza di Dio? Continua a leggere Provaci ancora, Christoph
L’immagine è uno dei temi centrali della fede cristiana. La relazione tra uomo e Dio è, per certi versi, una relazione iconica: l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio e, tempo dopo, Dio si è fatto uomo.
Christoph Schönborn, che come arcivescovo di Vienna qualcosa di cristianesimo la sa, in A sua immagine e somiglianza (Torino, Lindau, 2008) sintetizza efficacemente tutto questo affermando che, per la Chiesa (d’Oriente, ma si intuisce che lo stesso vale anche per quella d’Occidente), l’icona è «una sintesi della confessione di fede» (p. 10).
Curiosamente, Schönborn introduce questo argomento in maniera poco spirituale e molto materiale: Cristo tornerà con le stesse sembianze di quando se ne è, letteralmente, volato in cielo ed è quindi necessario, per riconoscerlo, tenere a mente la sua immagine (pp. 9 e 101). L’icona come foto segnaletica. Continua a leggere A sua immagine e somiglianza
Le edizioni Lindau di Torino hanno da poco pubblicato due libri che non sembrano niente male:
Dalla presentazione del primo libro:
La tradizione orientale dell’icona, in particolare della raffigurazione pittorica di Cristo e della sua spiritualità, è tutt’oggi un punto di incontro e un elemento di unione per molti cristiani. Essa è presente sia nella Chiesa d’Oriente sia in quella d’Occidente, il suo simbolismo e il suo linguaggio toccano in maniera indelebile il cuore dei fedeli, al punto di farne l’espressione privilegiata della fede.
E del secondo:
La Lettera ai Romani è lo scritto che, dopo i Vangeli, ha esercitato una più profonda influenza sulla cultura religiosa occidentale. Al suo centro vi è il grande tema della libertà del cristiano, presentata come il presupposto di una nuova idea di religione. In questo volume Schmithals evidenzia la portata innovatrice dell’epistola analizzando la funzione che essa doveva assolvere nella Chiesa antica, soprattutto per quanto riguardava la questione fondamentale dei rapporti tra cristianesimo e giudaismo.
Mi vendo per poco…