Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/189751

<h2>SubmittedText<h2><p>In quanto liquido indispensabile al nostro corpo, il sangue è una risorsa essenziale per gli ospedali, dove oggi scarseggia più che mai rasentando a volte la penuria. Tuttavia, la cosa più grave è che le fonti si stanno esaurendo a causa della diminuzione dell'entusiasmo dei nostri concittadini a donare il sangue. Dobbiamo preoccuparci di questo fenomeno e porvi rimedio.</p><p>Parallelamente alle campagne di sensibilizzazione già avviate, si potrebbe per esempio indennizzare ogni donatore di sangue per un gesto che è un vero e proprio atto civico e un servizio alla comunità.</p><p>Pongo pertanto al Consiglio federale le seguenti domande:</p><p>1. È disposto a esaminare la fattibilità di un'indennità di questo tipo, corrisposta per esempio direttamente dall'azienda che raccoglie le donazioni o tramite l'assicurazione per la perdita di guadagno (IPG) o ancora mediante una riduzione del premio dell'assicurazione di base del donatore?</p><p>2. È disposto a proporre disposizioni legislative adeguate in merito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per quanto riguarda l'approvvigionamento di prodotti sanguigni, il rapporto annuale di Trasfusione CRS Svizzera mostra che nel 2017 non ci sono stati problemi negli ospedali. Anche durante l'estate, il periodo più critico, l'approvvigionamento ha sempre potuto essere garantito. È vero che il rapporto menziona anche una diminuzione dei donatori, ma il calo è correlato a un minore fabbisogno. In effetti, la strategia di gestione del sangue dei pazienti (Patient Blood Management), attuata ormai da qualche anno negli ospedali e finalizzata a ridurre il consumo di prodotti sanguigni, ha dato i suoi frutti. Attualmente si può affermare che non vi è una penuria di sangue che richieda misure supplementari.</p><p>È inoltre importante tenere in considerazione la sicurezza del ricevente e del donatore. Studi internazionali hanno dimostrato che la gratuità della donazione costituisce un fattore essenziale per la sicurezza. Prima del prelievo, il donatore deve rispondere a un questionario, sulla base del quale può essere valutato il rischio di contaminazione del sangue e quindi effettuata la donazione. Se il donatore fornisce informazioni false, le conseguenze per il ricevente possono essere gravi. In effetti, i test di laboratorio effettuati sistematicamente sul sangue dei donatori non possono garantirne la qualità assoluta, poiché alcune infezioni non sono ancora rilevabili al momento dei test. Per esempio, i virus dell'epatite B e dell'HIV sono rilevabili solo 15 giorni dopo il contagio. È quindi imperativo che i donatori non percepiscano remunerazioni. Chi non ricava alcun profitto dalla donazione non ha necessità di nascondere alcunché al momento di rispondere al questionario.</p><p>Infine, la remunerazione delle donazioni di sangue è problematica anche dal punto di vista etico, in quanto attirerebbe soprattutto persone in stato di necessità.</p><p>In base a quanto suesposto, il Consiglio federale non vede ragione di esaminare in maniera più approfondita le misure proposte nell'interpellanza né di proporre un'eventuale modifica delle pertinenti leggi.</p>  Risposta del Consiglio federale.