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Che si tratti di un imprenditore che riesce ad avere successo sul mercato dopo numerosi tentativi andati a vuoto, uno scienziato che genera il composto innovativo per un farmaco salvavita dopo anni di falliti studi farmacologici o un giocatore di basket che supera un grave infortunio e fa progredire la propria squadra in un grande torneo, la resilienza viene spesso identificata come uno dei fattori che aiutano le persone ad “andare avanti”. È la caratteristica di chi riesce ad affrontare e superare situazioni difficili e sfidanti.
Nei contesti lavorativi, raramente il successo dipende dal singola: è la squadra a fare la differenza. Il modo in cui i team perseverano nelle situazioni difficili conta tanto quanto la resilienza del singolo individuo.
Come si costruisce la resilienza a livello di team?
Secondo recenti studi, i team resilienti – diversi dalle singole persone resilienti – hanno quattro caratteristiche in comune.
Credono di poter completare efficacemente i compiti insieme
Al di là della fiducia del singolo individuo nella propria capacità di avere successo, i membri di un team resiliente credono collettivamente di poter completare efficacemente determinate attività.
Condividono un modello mentale comune del concetto di lavoro di squadra
Tutti i membri del team devono trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda in merito ai loro ruoli, alle responsabilità e ai modi in cui interagiscono tra loro durante le avversità. Questo è il loro modello mentale di lavoro di squadra e li aiuta a coordinarsi in modo efficace, prevedere il comportamento reciproco e prendere decisioni al volo. Questi modelli mentali devono essere accurati e condivisi per essere efficaci.
Avere l’uno o l’altro non è sufficiente, poiché i membri del team potrebbero concordare quali azioni intraprendere ma finire per intraprendere un insieme sbagliato di attività; oppure potrebbero sapere la cosa giusta da fare ma lasciare che i loro disaccordi causino un ritardo nella risposta. Nessuno dei due scenari è auspicabile per le squadre che affrontano le avversità. Quando i membri del team condividono una comprensione accurata di ciò che deve essere fatto e di come i loro ruoli – e i ruoli degli altri – si debbano adattare al quadro generale, sono preparati per rispondere alle avversità in modo efficace e senza esitazione.
Sono in grado di improvvisare
I team devono essere in grado di improvvisare e sviluppare nuove idee o modi di gestire le avversità. L’improvvisazione riguarda davvero il processo deliberato di adattamento alle mutevoli circostanze in tempo reale. Per farlo in modo efficace, i team devono essere in grado di accedere alle conoscenze esistenti dalle esperienze passate e riconfigurarle in modo creativo per sviluppare idee nuove e innovative di fronte ad un imprevisto. I team resilienti hanno familiarità reciproca con le conoscenze e le abilità di ciascun membro della squadra al fine di attingere alla giusta esperienza al momento giusto.
Si fidano l’uno dell’altro e si sentono al sicuro
Infine, la resilienza di un team è effettiva quando i membri condividono la convinzione che è sicuro correre rischi interpersonali all’interno della squadra, come offrire idee insolite o creative senza il timore di essere criticati dagli altri membri.
Questo viene spesso definito “sicurezza psicologica di gruppo”. Gli studi hanno dimostrato che i membri del team discutono spesso solo di idee già comunemente conosciute, piuttosto che di idee uniche, perché temono di essere derisi dagli altri membri del team. Nei team resilienti, i membri si rispettano reciprocamente e si fidano del fatto che non saranno ridicolizzati. Questa sensazione di sicurezza consente ai membri di esprimere apertamente e onestamente le loro idee e opinioni, il che porta a una maggiore diversità di prospettive in un momento in cui tale diversità è fortemente necessaria.