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L'obbligo di rispettare l'unità della materia per gli atti legislativi sottoposti a referendum rischierebbe di rendere più difficile il raggiungimento di compromessi politici.
Con questa motivazione, la commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale raccomanda al plenum di bocciare - con 13 voti a 10 e 2 astensioni - un'iniziativa parlamentare in tal senso del "senatore" sciaffusano Thomas Minder (indipendente).
Il testo è nato dopo l'abbinamento del progetto di riforma fiscale al finanziamento dell'AVS. Secondo il promotore, accostamenti di questo tipo continuano ad aumentare, mettendo in difficoltà gli aventi diritto di voto, obbligati a decidere senza possibilità di scelta tra le singole parti. Secondo Minder, il principio dell'unità della materia è rispettato se le singole parti di un atto normativo sono intrinsecamente connesse.
Per la commissione, nella prassi sarebbe pressoché impossibile determinare in modo netto se le parti di un atto normativo sono o no "intrinsecamente connesse", si legge in una nota odierna dei servizi del Parlamento. Nell'ambito della sua attività legislativa, l'Assemblea federale deve potersi assumere la responsabilità di collegare o meno tra loro temi diversi, e il margine di manovra del Parlamento nella ricerca di soluzioni largamente condivise non andrebbe pertanto limitato.