Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/71631

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 16 giugno 2006 il Consiglio federale ha presentato un rapporto al comitato della libertà sindacale dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) riguardante il ricorso presentato dall'Unione sindacale svizzera (caso no 2265, legislazione svizzera non conforme alle norme internazionali del lavoro in materia di licenziamento antisindacale). Questo rapporto, che contesta il deferimento del comitato della libertà sindacale, mette in discussione la legittimità dello stesso comitato, istanza tripartita (datori di lavoro, governi, sindacati) internazionale la cui imparzialità è stata avvalorata all'unanimità - ad esclusione dell'Africa del sud del periodo dell'apartheid e della Spagna di Franco - sin dalla sua creazione, nel 1951.</p><p>Di conseguenza, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale ha preso visione di tale rapporto presentato a suo nome ed è consapevole che questo mette in discussione la legittimità del comitato della libertà sindacale dell'OIL?</p><p>2. La contestazione del deferimento del comitato della libertà sindacale è un segno che il Consiglio federale vuole ormai prendere le distanze dall'OIL e contestare la validità delle raccomandazioni delle sue diverse istanze riguardo all'applicazione delle convenzioni ratificate dalla Svizzera? Il Consiglio federale prevede di contestare, in seguito, una o più di queste convenzioni?</p><p>3. Il Consiglio federale non ritiene che il suo rapporto costituisca un precedente per gli Stati non democratici che disporranno così, sotto l'egida di uno Stato democratico ben reputato quale la Svizzera, di una pronta argomentazione per contestare in futuro la legittimità del comitato della libertà sindacale? Il Consiglio federale si assume la responsabilità che la sua posizione possa, in futuro, rallentare il progresso dei diritti sindacali nel mondo?</p><p>4. Il Consiglio federale ritiene che la posizione espressa nel suo rapporto del 16 giugno 2006 curi gli interessi dei salariati svizzeri? Tenendo conto che la Svizzera è uno dei membri fondatori dell'OIL, ne ospita la sede dal 1920 e per decenni ha rappresentato un Paese pioniere in materia di diritto del lavoro, il Consiglio federale non ritiene che il suo atteggiamento nei confronti del comitato della libertà sindacale potrebbe deteriorare i rapporti tra la Svizzera e l'OIL e quindi mettere in discussione, a lungo termine, l'insediamento della sede OIL sul suo territorio?</p><p>5. Infine, se la posizione espressa in questo rapporto è in contraddizione con la politica condotta in ambito di promozione dei diritti umani, tra cui la libertà sindacale, il Consiglio federale non ritiene opportuno unire la Divisione affari internazionali del lavoro (attualmente alla SECO) al Dipartimento federale degli affari esteri per armonizzare queste due politiche?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dalla presentazione dell'interpellanza, si sono verificati diversi sviluppi riguardo al ricorso dell'Unione sindacale svizzera (USS). Il 15 novembre 2006 il consiglio di amministrazione dell'OIL ha adottato una raccomandazione ad interim con la quale esorta la Svizzera all'attuazione di provvedimenti che assicurino che la protezione dei rappresentanti sindacali dai licenziamenti abusivi sia conforme alla legge sulla parità dei sessi e che garantiscano la riassunzione dei lavoratori colpiti. L'OIL incoraggia la Svizzera a proseguire la discussione tra il governo, i datori di lavoro e i lavoratori per valutare la situazione da questo punto di vista, soprattutto in alcuni cantoni. L'OIL esorta inoltre la Svizzera a fornire informazioni riguardo alle ulteriori accuse dell'USS e offre l'appoggio tecnico dell'Ufficio internazionale del lavoro. La federazione dei sindacati indipendenti, inoltre, in una lettera del 9 novembre 2006 riguardo al rapporto presentato dal Consiglio federale il 16 giugno 2006 al comitato della libertà sindacale, ha invitato il Consiglio federale a rivedere la sua posizione; nel complesso la lettera propone le stesse argomentazioni della presente interpellanza.</p><p>La commissione tripartita per le questioni dell'OIL, una commissione extraparlamentare composta da rappresentanti dei partner sociali e dell'amministrazione federale, si occuperà di questi nuovi sviluppi, soprattutto per valutare le possibilità d'intervento al riguardo e informerà, in seguito, il Consiglio federale delle conclusioni.</p><p>Al momento, il Consiglio federale risponde come segue alle domande dell'autore dell'interpellanza:</p><p>1. Il Consiglio federale, il 16 giugno 2006, ha adottato il rapporto presentato al comitato della libertà sindacale; ha poi incaricato la SECO di fornirlo all'OIL e di assicurarne il prosieguo.</p><p>2./3. La Svizzera non prevede di prendere le distanze dall'OIL e il Consiglio federale non intende contestare le convenzioni pertinenti.</p><p>Il rapporto del 16 giugno 2006 constata una lacuna nel riconoscimento delle competenze del comitato della libertà sindacale nel diritto interno. Tale lacuna riguarda però la situazione specifica della Svizzera, Paese in cui la creazione del comitato della libertà sindacale nel 1951 non è stata sottoposta al Parlamento per conoscenza o approvazione, visto che a quella data al Parlamento venivano trasmesse soltanto convenzioni e raccomandazioni. La commissione tripartita per le questioni inerenti all'OIL esaminerà i punti sollevati dall'interpellanza nell'ambito di future discussioni e presenterà al Consiglio federale un rapporto verso la metà del 2007. </p><p>Il rapporto non contesta quindi la legittimità del comitato della libertà sindacale né crea un precedente che potrebbe indurre il rallentamento del progresso dei diritti sindacali in altri Stati.</p><p>4. Il Consiglio federale ha risposto già due volte all'OIL - il 31 marzo 2004 e il 16 giugno 2006 - riguardo al ricorso dell'USS per la violazione della convenzione n° 98 sul diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva ratificata dalla Svizzera nel 1999. L'USS vuole consolidare la protezione contro i licenziamenti abusivi per motivi antisindacali. Il Consiglio federale, partendo da questo presupposto, ha chiesto all'OIL di archiviare il ricorso soprattutto per garantire la flessibilità del nostro mercato del lavoro. La raccomandazione ad interim adottata dall'OIL il 15 novembre 2006 aggiunge nuovi elementi, la cui portata verrà valutata dal Consiglio federale non appena la commissione tripartita avrà concluso i suoi lavori. Il rapporto in oggetto non mette in discussione le relazioni tra la Svizzera e l'OIL. Il Consiglio federale riafferma il valore dell'impegno della Svizzera in seno all'OIL e quanto gli sia gradito il fatto che questa organizzazione abbia sede a Ginevra.</p><p>5. Il punto di vista espresso dal Consiglio federale, nel suo rapporto del 16 giugno 2006, si basa su un approccio coerente tra gli interessi della politica interna e di quella estera. Difesa degli interessi della piazza economica svizzera e politica di promozione dei diritti dell'uomo sono complementari nell'assicurare la nostra competitività sui mercati. La questione del ricongiungimento delle attività internazionali della direzione del lavoro della SECO è stata discussa e chiarita al momento dell'istituzione, da parte del Consiglio federale, dell'attuale struttura della SECO: essa è incaricata innanzitutto di tenere i contatti economici e quelli con i partner sociali.</p>  Risposta del Consiglio federale.