Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01253.jsonl.gz/251

Messico, altri 15'000 militari a frontiera
Dopo l'accordo raggiunto con gli Stati Uniti per cercare di contenere il flusso di migranti dal Centro America verso il territorio statunitense, il Messico ha dispiegato finora nel complesso 21'500 militari alle frontiere meridionale e settentrionale.
Nel corso di una conferenza stampa a Cancun, nella penisola di Yucatan, in presenza del presidente Andrés Manuel López Obrador, il ministro della Difesa Luis Cresencio Sandoval ha precisato che «oltre ai 6'500 uomini inviati a tutela della frontiera meridionale» con il Guatemala e fino alla regione dell'Istmo, «altri 15'000 uomini sono stati mobilitati per coprire la frontiera settentrionale» da Tijuana a Matamoros».
Il ministro ha sottolineato che, anche se la migrazione senza documenti non è un reato penale ma una «infrazione amministrativa», nell'ambito di un articolo transitorio che permette all'esercito di coadiuvare la polizia nei compiti di pubblica sicurezza, unità militari collaborano con la Guardia nazionale e con l'Istituto nazionale della migrazione (Inm) nel contenimento dei migranti che vengono posti a disposizione delle autorità.
Un nostro intervento, ha aggiunto Sandoval, «è stato gioco forza perché solo con gli uomini disponibili della Guardia nazionale e dell'Inm non sarebbe stato possibile affrontare l'enorme flusso di migranti».
Infine il ministro ha chiarito che sebbene il grosso dei migranti centroamericani cercano di attraversare la frontiera dello Stato di Chiapas, «abbiamo coperto tutta la zona del confine, per chiudere il passaggio anche attraverso lo Stato di Quintana Roo».Tornare alla home page