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Autore: Avv. Enrico Germano
Le donne in età lavorativa in Svizzera prediligono il lavoro a tempo parziale. I dati statistici indicano che “nel 2020, il 79% delle donne occupate tra i 15 e i 64 anni d’età, con figli sotto i 15 anni, lavorava a tempo parziale. La maggior parte con un grado di occupazione tra il 20% e il 69%”1. A titolo comparativo, l’Ufficio federale di statistica precisa che solo il 13% degli uomini lavorano a tempo parziale.
Al contrario, solo una donna su cinque tra i 15 e i 64 anni con figli minori lavora a tempo pieno, che di solito corrisponde ad un tasso di occupazione del 90/100%2.
In Svizzera, di solito dopo la nascita di un figlio, il padre continua a lavorare a tempo pieno, mentre la donna interrompe o riduce notevolmente la propria attività professionale, come indicato da Pro Familia Svizzera3. Si pone pertanto un problema ricorrente tra le donne durante l’accudimento dei figli minori che è quello di come poter continuare a lavorare anche solo parzialmente o come potersi preparare al meglio per il rientro nell’attività lavorativa a tempo parziale o a tempo pieno4.
Il rientro delle donne nel mercato del lavoro pone problemi profondi, con ripercussioni sensibili non solo di natura finanziaria e che implicano importanti conseguenze, che Pro Familia Svizzera ha elencato principalmente nel suo factsheet in:
i. difficoltà di rientrare nel mondo del lavoro in caso di divorzio o quando i figli sono cresciuti;
ii. pensione notevolmente inferiore a quella di un uomo, soprattutto nel 2° pilastro;
iii. difficoltà a poter ricoprire posizioni di responsabilità dopo il rientro al lavoro dopo un periodo di pausa soprattutto per l’accudimento dei figli;
iv. dipendenza finanziaria dall’uomo5.
L’Ufficio federale di statistica ha elaborato un’interessante tabella sulle donne in posizione dirigenziale, nella quale emerge che la quota delle donne quali dipendenti membri di direzione o con funzione direttiva è passata dal 29,4 % nel 1996 al 37% nel 20216.
Sempre secondo l’Ufficio federale di statistica, il genere continua a giocare un ruolo importante nella scelta della professione e del settore di studio, seppur negli ultimi 20 anni tale differenza si è attenuata. Gli uomini continuano a scegliere più frequentemente professioni e formazioni tecniche quali ingegneria, attività manifatturiere ed edilizia, mentre le donne prediligono formazioni e professioni nell’ambito sanitario e dell’assistenza sociale7.