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Materiale & quantità
Siero, 4ml
Informazioni cliniche
Il lavoro di Stuart J Pocock et al., BMJ 323, 2001; 75-81 costituisce la base per la determinazione della probabilità di un rischio individuale per le malattie cardiovascolari nel corso dei cinque anni successivi. La valutazione della banca dati individual data analysis of antihypertensive intervention trials (INDANA), tratta originariamente da 15 fattori di rischio, ha fornito il seguente risultato: fattori statisticamente non significativi: BMI pressione sanguigna diastolica, frequenza cardiaca,concentrazione di acido urico. Per i restanti fattori si può compilare un elenco ponderato dei rischi: età, fumatore, pressione sanguigna sistolica, colesterolo, creatinina, altezza, diabeto mellito, ipertrofia del ventricolo sinistro secondo ECG, dopo l’infarto del miocardio, dopo l’insulto cerebrovascolare. Il calcolo dell’indice si basa sulla valutazione dei dati di quasi 50.000 uomini e donne negli Stati Uniti e in Europa. I singoli fattori sono inclusi in conformità alla loro valenza: età, sesso e fumatore sono valutati i fattori più importanti. A differenza di altri calcoli del rischio cardiovascolare, sono utilizzati la concentrazione di creatina e l’altezza. Dai calcoli si ottengono risultati specifici dell’età e del sesso.
Nota aggiuntiva: per una valutazione e un commento conclusivo ci atteniamo ai dati clinici completi.
A causa della loro forte aterogenicità, le sdLDL sono un fattore di rischio significativo e indipendente per lo sviluppo e la progressione dell'aterosclerosi. La progressione della malattia coronarica è correlata in modo significativo ai livelli di sdLDL. Rispetto alle LDL, le particelle sdLDL sono un indicatore molto più efficace nella previsione di eventi cardiovascolari. Le sdLDL possono essere significativamente elevate nonostante le LDL siano normali. Indipendentemente dai valori LDL e da altri parametri usati nella diagnostica cardiovascolare, la predominanza delle particelle sdLDL (aliquota >50% delle LDL) è associata a un rischio di infarto miocardico da 3 a 7 volte maggiore.