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L'entità dei cambiamenti climatici derivanti dalle attività umane è andato oltre un punto di "non ritorno" e il riscaldamento globale potrebbe peggiorare la povertà nel mondo "in modo significativo". È l'allarme lanciato dalla Banca mondiale il quale sottolinea che la siccità che distrugge raccolti minaccia la sicurezza mondiale di milioni di persone, soprattutto in Africa. "Senza un'azione forte e rapida, il riscaldamento potrebbe peggiorare la povertà nel mondo", si legge nel rapporto pubblicato oggi
"Il rapporto conferma quello che gli scienziati sostengono da tempo: le emissioni del passato hanno creato un corso inevitabile di riscaldamento per i prossimo due decenni che interesserà soprattutto le popolazioni più povere e più vulnerabili al mondo", ha detto il presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim.
Il rapporto sottolinea che, mentre il pianeta si riscalda ulteriormente, ondate di caldo e altri fenomeni meteorologici che solitamente si verificavano ogni cento anni, diventeranno 'il nuovo standard globale", creando un mondo di continui rischi e instabilità. Se le temperature rimangono al livello attuale, i mari si alzeranno di 2,3 metri nei prossimi 2mila anni. Le temperature media sono aumentate di circa lo 0,8 gradi dalla rivoluzione industriale, sottolinea il rapporto.
"Il drammatico cambiamento climatico e le condizioni meteo estreme stanno già affliggendo milioni di persone nel mondo, danneggiando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza", sostiene il presidente il quale cita l'esempio del recente G20 in Australia, durante il quale si è registrato uno dei giorni più caldi di novembre, e le nevicate eccezionali a Buffalo, nello Stato di New York. Eppure - rileva il rapporto - i peggiori impatti del riscaldamento globale potrebbero essere evitati riducendo le emissioni di gas a effetto serra. I rappresentanti di quasi 200 nazioni si riuniranno in Perù dal primo al 12 dicembre per lavorare su accordo per rallentare il cambiamento climatico in vista della riunione a Parigi nel 2015.