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DELÉMONT - Dopo Neuchâtel anche il canton Giura potrebbe dotarsi di una legge sul salario minimo: il Gran consiglio ha accolto oggi in prima lettura - con 43 sì, zero no e 16 astenuti - una normativa che fissa a 19,25 il compenso orario più basso.
La legge deve ottenere ancora il via libera in seconda lettura e passerà anche davanti al popolo: i deputati hanno chiesto che il testo sia sottomesso a referendum obbligatorio. Verdi e sinistra alternativa proponevano una soglia di 20 franchi, ma con 33 voti contro 25 è passata la versione portata avanti dal governo.
Stando all'esecutivo i 19,25 franchi corrispondono all'ammontare mensile che copre i bisogni vitali in base alla legislazione federale sulle prestazioni complementari ad AVS e AI, per una persona adulta che vive da sola.
Gli imprenditori avranno tempo due anni a partire dell'entrata in vigore delle disposizioni per conformarsi al testo. La legge non si applica al datore di lavoro, ai suoi famigliari e alle persone in formazione. Il parlamento non ha però voluto stilare una lista esaustiva delle eccezioni.
Nel 2013 il popolo aveva accolto l'iniziativa popolare "Un Giura con salari dignitosi". Ma il parlamento si era rifiutato due volte di entrare in materia sul tema, nel 2015 e nel 2016. Sul caso era poi intervenuta la Corte costituzionale cantonale, chiamata in causa da un ricorso del partito socialista, che aveva costretto il legislatore ad affrontare la questione.
L'esame del progetto arriva dopo la recente decisione del Tribunale federale che ha ammesso la legittimità del salario minimo di 20 franchi introdotto nel canton Neuchâtel. Secondo i giudici una retribuzione di questo tipo è conforme al principio costituzionale della libertà economica.
Gli sviluppi nei due cantoni romandi possono interessare di sponda anche il Ticino, dove il popolo nel giugno 2015 ha adottato un'iniziativa popolare dei Verdi sullo stesso tema che è tuttora inapplicata.