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Ucraina
In sette mesi di guerra distrutti 270 siti religiosi
Dal 24 febbraio almeno 270 siti religiosi in 14 regioni dell'Ucraina sono stati completamente o in parte distrutti dall'attacco della Federazione Russa: chiese, moschee, sinagoghe, edifici scolastici e amministrativi delle comunità religiose ucraine.
Lo riferisce l'agenzia Risu (Religious Information Service of Ukraine) sulla base di un monitoraggio condotto dal Servizio statale dell'Ucraina per gli affari etnici e la libertà di coscienza (Dess) in collaborazione con il Laboratorio per gli Studi accademici di Religione.
«Il notevole aumento del numero di strutture danneggiate dalla pubblicazione del precedente comunicato è dovuto al fatto che il Dess ha ricevuto informazioni dettagliate sulle strutture distrutte e danneggiate dal Centro Religioso dei Testimoni di Geova in Ucraina – spiega Risu -. Il Dess chiede alle comunità religiose di inviare loro informazioni sugli edifici distrutti o danneggiati a seguito dell'aggressione militare russa».
Nel dettaglio, cinque dei 270 siti danneggiati dall'attacco russo sono musulmani, cinque ebrei, gli altri 260 cristiani. Trenta dei siti colpiti appartengono a varie comunità protestanti, 21 alla Chiesa ortodossa ucraina, quattro alla Chiesa cattolica romana, tre alla Chiesa greco-cattolica e 66 ai Testimoni di Geova. Il 52% (136 siti) di tutti i 260 siti cristiani che sono stati completamente o parzialmente distrutti dall'attacco russo appartengono alla Chiesa ortodossa ucraina.
Il maggior numero di siti religiosi danneggiati si trova nelle regioni di Donetsk (67) e Luhansk (58), seguite dalle regioni di Kiev (43) e Kharkiv (35).
SDA