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A 100 giorni dall'entrata in carica, la presidente della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione Silvia Steiner rilascia una lunga intervista alla rivista «Bildung Schweiz».
Da circa tre mesi, la consigliera di Stato del canton Zurigo ha preso le redini della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE), succedendo a Christoph Eymann. A colloquio con la rivista degli insegnanti «Bildung Schweiz» ricorda che la strategia linguistica adottata dalla CDPE è stata sostenuta a più riprese dal popolo, chiamato alle urne in vari cantoni. Per questo motivo, Silvia Steiner sostiene che non è necessario un intervento da parte del Consiglio federale per regolare la questione dell'insegnamento di una o due lingue straniere nella scuola elementare.
«Gli insegnanti hanno una grande responsabilità», continua Steiner. «Il successo dell'apprendimento di una lingua straniera, come di tutte le materie, dipende dalla qualità dell'insegnamento». E ai critici, che vorrebbero posticipare lo studio di una seconda lingua straniera alle scuole di livello secondario I ribatte che anche la matematica non viene insegnata a partire dai 12 anni.
Nell'intervista ad ampio respiro ci si sofferma anche sui recenti risultati dello studio PISA, risultati difficilmente paragonabili agli studi precedenti. Steiner si esprime anche sulla politica di risparmio che dal 2013 ha visto ridurre le uscite per l'educazione pubblica di circa un miliardo nella sola Svizzera tedesca. O sulla scolarizzazione dei giovani migranti, tema a cui l'ultimo numero della rivista «Bildung Schweiz» dedica ampio spazio.
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