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9. giu, 2022
OGGI PARLIAMO DELLA SPEZIA PIU FAMOSA AL MONDO..... SAPETE QUAL'E' ???
Il pepe nero è la spezia più famosa del mondo, tanto da essere soprannominata il re delle spezie.
l pepe si ricava dai frutti di una pianta chiamata Piper nigrum, la quale ha origini indiane e appartiene alla famiglia delle Piperaceae.
Dalla lavorazione dei frutti non si ottiene solo il pepe nero, ma anche quello verde e quello bianco.
Parlando invece del pepe rosa, proviene da un’altra pianta, ossia la Schinus molle, caratterizzata da un gusto decisamente più delicato e impiegata più che altro per scopi decorativi.
La lavorazione del pepe avviene tramite immersione in acqua bollente dei frutti acerbi del Piper nigrum, che successivamente vengono lasciati essiccare al sole per una decina di giorni. Quest’ultimo passaggio conferisce loro il tanto conosciuto aspetto rugoso.
l pepe è stato usato come spezia in India sin dalla preistoria. È stato coltivato per la prima volta, molto probabilmente, lungo le coste del Malabar in India, attualmente corrispondente allo stato del Kerala.
Il pepe era una merce pregiata e spesso era chiamato l'oro nero ed usato come moneta di scambio.
La storia del pepe nero è spesso intrecciata e confusa con il pepe lungo. Gli antichi romani conoscevano entrambi i frutti che spesso confondevano ed equiparavano gli uni agli altri. Alla scoperta del continente americano, e quindi del "pepe del Cile", il pepe lungo cominciò a declinare fino all'estinzione. Il pepe del Cile, che per forma e gusto è simile al pepe lungo, era più facile da coltivare e situato in una zona che rendeva più agevole il trasporto. Fino a ben oltre il Medioevo tutto il pepe nero che si trovava in Europa, Medio Oriente e Nord Africa proveniva dalla regione indiana del Malabar. Dal XVI secolo il pepe veniva importato anche da Indonesia, Madagascar, Malaysia e da altri stati del Sud Est Asiatico. Questi ultimi stati commerciavano prevalentemente con la Cina o lo usavano per il consumo interno.
Il pepe nero, assieme ad altre spezie prodotte in India e nei paesi del Sud Est Asiatico, ha cambiato la storia del mondo. Fu dovuta alla preziosità delle spezie la ricerca pervicace, da parte degli stati europei, della rotta per le Indie e la conseguente colonizzazione di quei paesi, così come era avvenuto prima con il continente americano.
Pepe nero, pepe bianco e pepe verde.. quale scegliere ???
in realtà derivano tutti dalla stessa pianta: il piper nigrum.
Pepe nero
Il pepe nero è il tipo di pepe più diffuso viene prodotto dal frutto acerbo della pianta di pepe. I frutti vengono sbollentati brevemente in acqua calda sia per lavarli che per prepararli all'essiccamento. La rottura della polpa, durante l'essiccamento, velocizza l'annerimento del grano di pepe. I grani vengono essiccati al sole, o con appositi essiccatoi, per diversi giorni durante i quali i frutti si disidratano e anneriscono. Il pepe nero è spesso denominato secondo il luogo di produzione: India, Malabar, Malaysia, Indonesia ed altri paesi. Quando il pepe nero viene polverizzato assume una colorazione grigiastra dovuta al nero della polpa essiccata e al bianco del seme.
Pepe bianco
Il pepe bianco è dato dal solo seme del frutto. Si ottiene tenendo a bagno per circa una settimana il frutto del pepe, in questo modo la polpa si decompone e può facilmente essere eliminata. Rimosso il mesocarpo, il seme viene essiccato. Processi alternativi sono usati per rimuovere la polpa dal frutto compresa la rimozione della buccia essiccata dal pepe nero. Il pepe bianco viene utilizzato soprattutto nella preparazione delle salse colorate, dove il nero della polpa rimarrebbe visibile.
Pepe verde
Così come il nero, viene prodotto dal frutto acerbo. Nel procedimento di essiccazione viene trattato con diossido di zolfo in modo da mantenere il colore verde del frutto. Il pepe verde in salamoia è un pepe acerbo conservato in salamoia o sotto aceto. Nella cucina del sud est asiatico e in modo particolare nella cucina tailandese, viene comunemente usato il pepe acerbo in grani appena raccolto dalla pianta.
La miscela battezzata "pepe tricolore" (con i colori della bandiera italiana) in vendita al mercato di Ortigia (Siracusa).
- Piper longum: è costituito da spighette molto simili per sapore al pepe nero, ma di forma conica allungata, con numerose drupe, piccole, che non si separano. Si macina la spiga intera. Questo pepe è stato molto utilizzato nell'antichità e nel medioevo.
- Piper cubeba: chiamato comunemente pepe grigio produce grani di pepe tondi provvisti di una piccola coda.
- Piper borbonense
- Pepe rosa o falso pepe peruviano: è la bacca di colore rosa, dal gusto simile a quello del pepe, di un albero del genere Schinus.
- Creola: miscela di pepe bianco, pepe nero, pepe verde, pepe rosa e pimento.
- Pepe garofanato: è il pimento, spezia erroneamente associata al pepe per via del suo nome (che in spagnolo significa appunto pepe).
- Pepe di Sichuan: bacche di una pianta asiatica del genere Zanthoxylum.
A cosa serve il pepe nero?
Il pepe nero, oltre a condire egregiamente ogni genere di alimento, è un valido alleato per favorire il metabolismo e la digestione.
Può inoltre essere utilizzato per effettuare massaggi rilassanti e muscolari, per stimolare la termogenesi, per depurare l’organismo, per contrastare la depressione oppure per rimuovere il gonfiore dalle parti del corpo contuse.
Si sconsiglia il consumo alle persone affette da ulcera, emorroidi e gastrite, in quanto irrita le mucose.
Il pepe nero, che spesso prende il nome dal luogo di produzione (come India, Malesia o Indonesia) si produce utilizzando il frutto acerbo della pianta, dopo averlo bollito in acqua calda. I grani vengono poi essiccati al sole e, così facendo, anneriscono. Il pepe nero in grani della regione di Penja in Camerun è considerato il migliore, ed è ricercato dagli chef di tutto il mondo. Anche il pepe nero di Lampong è molto pregiato.
Il pepe verde si ottiene dal frutto acerbo ma durante l’essiccazione questo viene trattato in modo che mantenga il suo colore. Solitamente si conserva in salamoia ed è un must della cucina asiatica.
Dal seme del frutto invece deriva il cosiddetto pepe bianco, che si ricava tenendo immerso in acqua per una settimana circa il frutto, in modo che la polpa si decomponga. Al termine del processo il seme viene essiccato. Quello più diffuso è il pepe bianco di Muntok.
Esiste poi un altro tipo di pepe, una rarità presente solo in India: il pepe rosso, che si ottiene dai frutti maturi fatti essiccare.
Ci sono spezie che con il pepe hanno in comune solo il nome, ma non derivano dalla stessa pianta. Il Pepe di Sichuan ad esempio deriva da un arbusto asiatico, e viene chiamato ‘pepe’ perché la bacca da cui si ottiene la spezia è anch’essa di colore nero.
Pur avendo il gusto simile al pepe nero, il ‘pepe’ rosa in realtà si ricava da una bacca di colore rosa mentre il pimento, re della cucina caraibica, è una spezia originaria della Giamaica, conosciuta anche con il nome di pepe garofanato. C’è poi il pepe di Cayenna, che in verità è un peperoncino molto piccante usato soprattutto nella cucina messicana e orientale.
Il pepe nero in grani della regione di Penja in Camerun è considerato il migliore, ed è ricercato dagli chef di tutto il mondo. Anche il pepe nero di Lampong è molto pregiato. Il pepe verde si ottiene dal frutto acerbo ma durante l'essiccazione questo viene trattato in modo che mantenga il suo colore.
Il pepe nero si ottiene dall’ebollizione dei frutti acerbi della pianta del pepe e dalla loro successiva essiccazione al sole. E’ in questo modo che i grani diventano neri.
La sua rarità la si deve al terreno su cui cresce, vulcanico, con un microclima unico al mondo.
Per il suo aroma particolare e legnoso..
VARIETA' E TIPOLOGIE:
- pepe di Lampong;
- pepe di Timut;
- pepe verde;
- pepe bianco di Muntok;
- pepe di Cubeba;
- pepe affumicato al legno di melo;
- pepe nero di Sarawak;
- pepe verde vanigliato;
- pimento;
- pepe rosa;
- pepe di Szechuan;
- pepe lungo del Bengala;
- pepe bianco bembo;
- pepe di Selim;
- pepe nero di Malabar.
adatto per la preparazione di ricette vegane e chetogeniche.
Pepe lavorato e distribuito dall’azienda spagnola VidiFood.
Prodotto adatto alla preparazione di un’infinita varietà di ricette, anche a basso contenuto calorico. Questo pepe non contiene conservanti artificiali, additivi e OGM.
Conservare in un luogo asciutto, fresco e lontano da fonti di calore e luce diretta. Una volta aperta la confezione, consumare il contenuto entro quindici giorni.
- Spezia a basso contenuto calorico;
- grani di grandi dimensione.
Pepe nero in grani di Kampot certificato IGP (Indicazione Geografica Protetta). Questo pepe viene inoltre coltivato secondo i dettami dell’agricoltura biologica.
Prodotto di origini cambogiane decisamente raro e raffinato. All’olfatto sprigiona un aroma corposo e con note simili al bergamotto, mentre al palato presenta delle sfumature di anice.
Inoltre, visto il suo gusto piccante alquanto potente, si consiglia di utilizzare una minima quantità.
Per quanto riguarda invece i metodi di produzione, questa spezia viene raccolta intorno a febbraio, lasciata essiccare al sole e selezionata manualmente. Dà infine il meglio di sè se abbinato alle carni rosse.
- Pepe molto profumato e aromatico;
- la zip in plastica permette di preservare al meglio tutte le caratteristiche organolettiche del prodotto;
- il quantitativo di pepe presente all’interno del sacchetto assicura una lunga scorta.
Pepe nero Tellicherry, spezia di provenienza indiana priva di OGM.
Descrizione prodotto
Pepe nero in grani caratterizzato da un aroma e un profumo sostenuto. Rappresenta inoltre un’ottima fonte di fosforo, ferro, calcio, potassio, Vitamina C e del gruppo B.
Questa spezia è adatta non solo per condire tantissimi cibi, ma anche per preparare infusi terapeutici e cocktail alcolici/analcolici.
Il termine di conservazione minimo corrisponde a 36 mesi, a patto che la confezione venga collocata in un luogo fresco, asciutto e ben lontano da fonti di calore.
Al fine di ricavare al meglio tutti gli aromi, si consiglia di macinarlo con l’aiuto di un mortaio.
Principali vantaggi
- Prodotto dalla piccantezza decisa;
- prezzo conveniente;
- profumo inebriante.