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Royals Harry perde il ricorso, niente scorta della polizia nel Regno Unito
Si è conclusa ancora prima di cominciare l'ultima azione legale lanciata all'Alta corte di Londra dal principe «ribelle» Harry, impegnato tramite i suoi avvocati su vari fronti nei tribunali britannici.
Hai fretta? blue News riassume per te:
- Martedì il giudice ha respinto il ricorso presentato da Harry contro il ministero dell'Interno (Home Office) britannico, che gli aveva negato il diritto di pagarsi di tasca propria una scorta di polizia durante le sue visite nel Regno Unito con la famiglia.
- Il principe «ribelle», infatti, non ha più la scorta garantita di regola a spese dei contribuenti ai soli membri «attivi» della famiglia reale.
- Harry però continua a ottenere successi nei tribunali del Regno Unito contro la stampa scandalistica.
Martedì infatti il giudice, dopo aver ascoltato preliminarmente le parti in una precedente udienza e senza entrare nel merito del contenzioso, ha respinto il ricorso presentato dal secondogenito di re Carlo III contro il ministero dell'Interno (Home Office) che gli aveva negato il diritto di pagarsi di tasca propria una scorta di polizia – durante le sue visite nel Regno Unito con la famiglia – dopo aver perso quella garantita di regola a spese dei contribuenti ai soli membri «attivi» della famiglia reale.
Status al quale il duca di Sussex e la moglie Meghan avevano dovuto rinunciare dopo lo strappo dai Windsor del 2020 e il trasferimento negli USA.
Non potrà pagare privatamente la forza pubblica
Il pronunciamento della corte ha sposato la motivazione avanzata a suo tempo dall'Home Office, e in particolare del comitato governativo per la protezione dei reali e dei personaggi pubblici (noto come Ravec), che aveva rigettato la richiesta del principe, contestando come irrituale la pretesa di pagare privatamente la forza pubblica.
Al massimo la polizia potrà dare episodicamente tutela ai Sussex a propria discrezione. Invece gli avvocati del duca avevano tentato di contestare la decisione del Ravec in base a una legge del 1996 che consente al «capo della polizia» di fornire servizi speciali «a pagamento», ad esempio in occasione di grandi eventi pubblici, sportivi o di intrattenimento.
Ma, come ha sottolineato il giudice Chamberlain, i servizi richiesti dal principe «comportano l'impiego di agenti specializzati altamente qualificati, di cui esiste un numero limitato», pronti anche a rischiare per proteggere le persone sotto scorta.
Secondo ricorso naufragato
Il ricorso di Harry naufragato è il secondo contro l'Home Office dopo l'azione legale lanciata per contestare la decisione di non assicurare a lui e alla sua famiglia «lo stesso livello» di protezione personale in seguito alla perdita dello status di reali senior.
Quest'ultimo caso invece, in cui si chiede una revisione formale della decisione, ha ricevuto lo scorso luglio il via libera da parte dell'Alta corte e sarà sottoposto a giudizio.
Pochi giorni dopo il presunto incidente con i paparazzi
La battuta d'arresto legale del principe arriva a pochi giorni dalla denuncia del rischio di un presunto incidente «quasi catastrofico» a New York causato, secondo un portavoce dei Sussex, dall'inseguimento della coppia da parte dei paparazzi.
In un episodio tale da ricordare il precedente tragico di Parigi che segnò l'epilogo della vita della principessa Diana, madre di Harry (e dell'erede al trono William). Quanto accaduto ai Sussex è stato tuttavia ridimensionato da alcuni fonti americane.
Harry impegnato in varie cause
Harry si consola comunque continuando a ottenere successi nei tribunali del Regno Unito contro la stampa scandalistica. L'ultima vittoria nella sua «crociata» è arrivata dopo che il gruppo editoriale del tabloid Mirror si è scusato «senza riserve» con il principe – lasciando quindi intravedere futuri risarcimenti – all'inizio di un processo sulle presunte intercettazioni illegali ai danni del reale.
Per rivendicazioni sostanzialmente simili il duca è impegnato in altre due cause, una contro l'Associated Newspapers Limited (Anl), gruppo editoriale che pubblica il Daily Mail e il Mail on Sunday, e l'altra contro l'impero di Rupert Murdoch, per quanto riguarda il tabloid Sun e News of the World, a suo tempo chiuso in seguito a un clamoroso scandalo di violazione di massa della privacy.
SDA