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Quale effetto ha il carattere di una persona sulle sue decisioni politiche? Un interrogativo a cui ha risposto uno studio di Markus Freitag ricercatore e professore all'Università di Berna. Una sua recente ricerca rivela che gli elettori dell'Udc e del Plr sono piuttosto coscienziosi ed estroversi; quelli del Ps e dei Verdi aperti e amichevoli; mentre le personalità più nevrotiche tendono ad essere di centro sinistra. Se ne sono occupati ieri il 'Tages-Anzeiger' e 'Le Temps'.
Fino a oggi l'attitudine politica degli elettori era soprattutto valutata con i criteri classici quali il sesso, l'età o il grado di formazione. L'analisi di Freitag introduce invece un nuovo parametro: la personalità. Secondo il ricercatore, anche analizzando il carattere si può capire quali sono i nostri interessi, come ci informiamo e per quale partito votiamo. Già oggi, spesso, la psicologia della personalità viene descritta dal modello 'Big Five', ovvero cinque dimensioni del carattere che raggruppano tutti gli individui. «Se conosco le caratteristiche 'Big Five' di una persona, posso anche determinarne la sua preferenza politica», ha affermato Freitag ieri sul 'Tages-Anzeiger'.
Secondo il ricercatore il 50% degli elettori svizzeri si definisce 'coscienzioso'. Queste persone preferiscono il controllo e lo status quo; hanno dei valori materialisti e non usano i social network; non apprezzano la diversità culturale e difendono l'economia di mercato; si oppongono all'alzamento della spesa per le assicurazioni sociali e all'adesione all'Ue, identificandosi soprattutto con l'Udc e il Plr. Gli 'aperti' sarebbero un quarto della popolazione svizzera e sono curiosi, apprezzano le nuove esperienze, i cambiamenti e criticano spesso le norme esistenti. Per informarsi usano i social e le testate di qualità. Sono postmaterialisti e interessati alla politica. Si tratta soprattutto di elettori del Ps o dei Verdi.
Gli 'estroversi', circa il 15-20% degli svizzeri, sono socievoli, comunicativi, calorosi, energici e hanno un carattere dominante. Si informano su giornali locali o di ‘boulevard’ e su internet, dove sono anche molto attivi. Si tratta di persone piuttosto di destra e molto informate politicamente. Anch’essi si identificano più spesso con le idee dell’Udc o del Plr, difendendo l’economia di mercato ed essendo contrari all’adesione all’Ue.
Gli ‘amichevoli’ sono persone simpatiche, altruiste, franche e un po’ naïf. Cercano il compromesso e sono per il gioco di squadra. Non amano le brutte notizie e non leggono giornali di qualità. Non si oppongono all’adesione all’Ue e sono favorevoli ad un forte impegno sociale e ambientale. Il 40% degli svizzeri si classifica in questo modo ed è più
probabile che votino Ps, Verdi o Ppd.
Per finire i ‘nevrotici’ sono individui stressati, inquieti, scontenti dell’attuale forma di democrazia. Sostengono coloro che sono pronti al compromesso, si oppongono a un’immigrazione senza limiti, accettando però l’adesione all’Ue. Sono il 4% della popolazione e piuttosto di sinistra.
Lo studio, che ha analizzato circa 14mila interviste effettuate tra il 2012 e il 2016, potrebbe aprire le porte al cosiddetto ‘targeted advertising’ anche in politica. Già oggi infatti internet sa quali sono i nostri interessi e le pubblicità che vediamo in rete rispecchiano questi ultimi. Grazie a queste tracce che noi seminiamo online un bravo analista potrebbe capire quale personalità abbiamo e quindi quale orientamento politico seguiamo. Secondo il professore – intervistato lo scorso mese sulla ‘Berner Zeitung’ – il ‘targeting’ politico potrebbe già giocare un ruolo nelle elezioni del 2019.