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L'equilibrio climatico del pianeta dipende da sei punti critici e in almeno uno di questi, la calotta dell'Antartico occidentale, il processo di "destabilizzazione" potrebbe essere già cominciato: è la conclusione di un nuovo studio dell'Istituto tedesco di Potsdam per la ricerca sull'impatto climatico (Pik), secondo il quale le aree più "vulnerabili" al riscaldamento globale sono i ghiacciai artici e alpini.
Anders Levermann, un ricercatore del Pik e autore principale dello studio, sembra particolarmente preoccupato per il futuro della calotta di ghiaccio nel Mare di Amundsen, in Antartide. Lo scienziato non esclude, infatti, che la "destabilizzazione" di questa zona sia già in corso.
Il lavoro fornisce una nuova valutazione dello stato attuale delle sei "regioni potenzialmente instabili nel sistema climatico" mondiale, che nello studio vengono denominate 'tipping elements', cioè punti critici, capaci appunto di destabilizzare l'equilibrio climatico mondiale. Oltre alla calotta dell'Antartico occidentale e ai ghiacciai artici e alpini, ci sono la calotta glaciale della Groenlandia, la circolazione atlantica termoalina e l'ozono stratosferico dell'emisfero Nord.
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