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Panasonic ha annunciato giovedì di aver sospeso le spedizioni di alcuni componenti a Huawei. La decisione del colosso giapponese dell'elettronica con sede a Osaka, che produce un'ampia gamma di dispositivi per smartphone, vetture e apparecchiature per l'automazione industriale, è legata alle restrizioni adottate dagli Stati Uniti nei confronti del gigante cinese delle telecomunicazioni, accusato da Washington di "attività contrarie alla sicurezza nazionale".
La settimana scorsa il presidente americano Donald Trump aveva bandito le esportazioni di prodotti statunitensi verso alcune imprese giudicate a rischio per la sicurezza nazionale.
Panasonic non ha grandi siti di produzione di componenti negli Usa, ma ha affermato che il bando si applica alle merci che hanno almeno il 25% di tecnologie o materiali originati negli Stati Uniti.
"Nuovo sistema operativo forse entro autunno"
Il sistema operativo "made in Huawei", dopo lo stop di Google su Android, sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020. È quanto ha detto Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni che circolano da ieri sui media cinesi. La mossa, scrive il Global Times, "riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative" alle forniture di componenti hi-tech dopo l'ultima stretta alla vendita decisa dagli USA.
AFP/ATS/Trem/ludoC