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La 11a Conferenza ministeriale dell’OMC avrà luogo il prossimo dicembre a Buenos Aires. Ancora una volta, l’accento sarà posto su delle concessioni nel settore agricolo, mentre non ci si attendono dei vantaggi per il resto dell’economia. La delegazione svizzera a questo incontro ha ricevuto carta bianca dal Consiglio federale. L’UDC è preoccupata che gli interessi dell’agricoltura svizzera e della sicurezza alimentare nazionale non siano presi sufficientemente in considerazione. Essa chiede al Consiglio federale di adeguare in tal senso il suo mandato negoziale.
La Commissione di politica estera del Consiglio nazionale (CPE-CN) ha discusso il mandato negoziale del Consiglio federale in vista dell’11a Conferenza ministeriale dell’OMC che si svolgerà in dicembre 2017 a Buenos Aires. La politica agricola occuperà una posizione centrale in questi colloqui. Concretamente, si tratta di limitare massicciamente le possibilità di sovvenzionare l’agricoltura. Sarebbe quasi impossibile per la Svizzera assicurare alle contadine e ai contadini un reddito sufficiente, e conservare così un’agricoltura produttiva. Nel suo mandato negoziale, il Consiglio federale dà alla sua delegazione delle competenze quasi illimitate. Così, questa delegazione potrebbe approvare un programma di lavoro fino alla prossima riforma interna. Ciò implicherebbe una riduzione massiccia delle misure della cosiddetta “amber box”, come pure una diminuzione della protezione alle frontiere. La concezione di questo programma di lavoro e i suoi termini sarebbero lasciati al libero negoziato della delegazione svizzera. Bisogna tuttavia attendersi che il Consiglio federale subisca forti pressioni politiche interne, dopo la firma del protocollo in vista della ratifica dell’accordo.
L’UDC e i suoi rappresentanti nella CPE-CN hanno ottenuto che il mandato negoziale concernente l’agricoltura sia ancora una volta esaminato in occasione della prossima seduta. Essi chiedono al Consiglio federale di comunicare in modo trasparente e di fissare chiaramente le “linee rosse” da non superare da parte della delegazione svizzera alla conferenza ministeriale. Bisogna in particolare tenere conto dell’articolo costituzionale sulla sicurezza alimentare che popolo e cantoni hanno appena approvato. L’UDC respinge qualsiasi impegno internazionale che metta a rischio la produzione agricola nazionale, indebolisca la posizione dei contadini e impedisca una produzione agricola adattata alle caratteristiche del paese. L’UDC esige invece dal Consiglio federale un impegno chiaro e netto a favore di un’agricoltura produttiva nazionale. Se non restano altre soluzioni, il Consiglio federale deve ritirarsi da questi negoziati.