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Il ministero pubblico di Zurigo ha archiviato la denuncia penale per diffamazione e calunnia inoltrata alla fine del 2018 dal consigliere di Stato vodese Pascal Broulis (PLR) contro un giornalista di Tamedia.
Per la procura, nell'articolo incriminato non vi è alcuna violazione dell'onore ai sensi del codice panale.
Questa non è che una vicenda all'interno di un rapporto conflittuale tra il politico e la stampa, che ha rivelato condotte fiscali presuntamente inappropriate del "ministro" cantonale delle finanze e un viaggio in Russia in compagnia di Frederik Paulsen, presidente del gruppo farmaceutico Ferring con sede a St-Prex (VD), nonché del console generale onorario della Russia a Losanna.
"Il mio cliente ha deciso di non ricorrere contro la decisione (che risale allo scorso 3 aprile), ma ne ritiene criticabili le ragioni", ha indicato a Keystone-ATS Alexandre Curchod, legale di Broulis, confermando un'informazione odierna dei quotidiani Tages-Anzeiger (detenuto da Tamedia) e Le Temps (Ringier).
Stando ai due media, il ministero pubblico zurighese ha sottolineato che in ambito politico "la libertà di espressione è essenziale e implica che gli attori politici debbano talora far fronte a forti critiche pubbliche". La procura osserva inoltre che l'articolo non si occupa in modo specifico del consigliere di Stato, ma del suo partito.
L'articolo in questione è apparso il 29 settembre 2018 su Das Magazin, la rivista associata di sabato a quattro importanti quotidiani di Tamedia, tra cui il Tages-Anzeiger. Il giornalista Philipp Loser, sotto il titolo "Il PLR, un partito d'élite senza élite", vi critica varie personalità liberali radicali. Alcune righe riguardano Broulis, di cui scrive che ha "fatto notizia per una spudorata ottimizzazione fiscale".
Questa accusa di ottimizzazione fiscale, per il fatto di risiedere in alternanza nel capoluogo Losanna e a Sainte-Croix, nel giura vodese, era stata accantonata dal governo cantonale nel maggio 2018 dopo settimane di indagini.
Una seconda procedura avviata da Broulis nel marzo del 2019, ma a livello civile nel canton Vaud, è ancora in corso. È stata intentata contro il corrispondente del Tages-Anzeiger in Romandia, che ha scritto vari articoli sulla situazione fiscale del consigliere di Stato.
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