Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/213732

<h2>SubmittedText<h2><p>Diversi media europei riportano che a partire dal 2013 molti seguaci europei e statunitensi dell'antifascismo di estrema sinistra si sono recati in Siria per ricevere un addestramento militare e combattere a fianco delle milizie curde. In Siria si sono arruolati nella "Brigata Internazionale di Liberazione", che continua a fare propaganda sui social media e pubblica rapporti dal fronte. Molti di loro sono già rientrati nei rispettivi Paesi o vi faranno ritorno prossimamente.</p><p>A questo proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Al Consiglio federale risulta che seguaci svizzeri dell'antifascismo si siano recati in Siria per ricevere un addestramento militare e partecipare a conflitti armati? Se sì, a quanto è stimato il loro numero?</p><p>2. Che tipo di pericolo costituiscono gli estremisti di sinistra rientrati dalla Siria per la sicurezza interna del nostro Paese?</p><p>3. Quali misure predispongono le autorità di sicurezza per contrastare un'ulteriore radicalizzazione degli ambienti di estrema sinistra in seguito al rientro di attivisti militanti e con addestramento militare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La "Antifaschistische Aktion" (Antifa) non è un gruppo in senso stretto, ma un movimento eterogeneo o una rete internazionale aperta. Vi aderiscono persone e gruppi molto diversi tra loro. Alcuni esponenti del movimento organizzano proprie manifestazioni o partecipano a manifestazioni. L'antifascismo è anche un tema degli ambienti di estrema sinistra in generale. Alcuni estremisti di sinistra violenti o inclini alla violenza di diversi gruppi partecipano alle attività dell'Antifa.</p><p>1. I territori amministrati autonomamente dai curdi in Siria costituiscono per alcuni estremisti di sinistra inclini alla violenza la realizzazione dei propri ideali politici. Alcuni estremisti provenienti da tutta Europa e dalla Svizzera si sono quindi recati in questi territori o si trovano ancora sul posto. In questi luoghi si occupano di gestire, tra l'altro, gli aiuti umanitari, distribuendo beni di prima necessità come farmaci o materiale per bendaggi o aiutando a costruire scuole, ospedali e simili. Altri hanno partecipato o stanno ancora partecipando, in un modo o nell'altro, ai combattimenti. Alcuni estremisti di sinistra inclini alla violenza riportano costantemente le loro esperienze sulle piattaforme dei relativi movimenti e sui social media, nella speranza di trovare dei punti di riferimento per una propria "prassi rivoluzionaria" e cambiare le condizioni nei propri Paesi di origine. Il SIC è a conoscenza del fatto che una dozzina di estremisti di sinistra svizzeri inclini alla violenza si sono recati in Siria, alcuni anche più di una volta.</p><p>2. Gli estremisti di sinistra inclini alla violenza rientrati dalla Siria potrebbero aver acquisito nuove capacità nell'utilizzo di armi ed esplosivi o è possibile che la loro propensione alla violenza sia aumentata. Sarebbe possibile per loro impiegare tali capacità nella lotta contro il "sistema" in Europa. Al momento non ci sono tuttavia indizi di possibili attacchi diretti alle persone. Gli attacchi continueranno presumibilmente a prevedere danneggiamenti a obiettivi simbolici, durante i quali sono sempre possibili danni collaterali a persone.</p><p>3. Il Consiglio federale è consapevole della minaccia che gli estremisti di sinistra inclini alla violenza costituiscono per la Svizzera e per la sua popolazione. Le autorità competenti della Confederazione e dei Cantoni possono impiegare strumenti dei servizi informazioni, quali ad esempio osservazioni in luoghi pubblici e colloqui. Secondo la legge sulle attività informative (LAIn; RS 121) non è tuttavia consentito l'utilizzo di misure di acquisizione soggette ad autorizzazione quali i controlli telefonici e gli apparecchi di localizzazione. Possono inoltre essere possibili indagini di polizia e procedimenti penali, se sussistono indizi concreti per la commissione di reati. In aggiunta le autorità competenti possono ricorrere a misure previste nel Piano d'azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l'estremismo violento (PAN), approvato dalla Confederazione e dai Cantoni nel dicembre del 2017. Il PAN contiene 26 misure per prevenire la radicalizzazione e la reintegrazione. Si riferisce a tutte le forme di radicalizzazione e di estremismo violento.</p>  Risposta del Consiglio federale.