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BERNA - L'aumento dei prezzi delle materie prime a livello globale ha ripercussioni in Svizzera, in particolare per gli allevatori di maiali e polli, nonché per i produttori di uova. Le associazioni di categoria stimano il rincaro a oltre 100 milioni di franchi.
Tra dicembre e marzo, il prezzo di un pannello di soia senza Ogm è salito da 45 a 75-80 franchi per 100 chilogrammi, ha detto oggi all'ats il direttore dell'Associazione svizzera dei produttori di alimenti foraggeri (VSF) Rudolf Marti. Oltre alla soia, sono fortemente aumentati anche i prezzi della colza e del glutine di mais.
La Svizzera importa circa 320.000 tonnellate di questi prodotti ogni anno. L'aumento - di circa 300 franchi per tonnellata - ha quindi un costo complessivo pari a 100 milioni di franchi, afferma Marti, confermando quanto pubblicato da diversi organi di stampa.
Gli allevatori di maiali sono i più colpiti, con un costo aggiuntivo stimato a 60-70 milioni di franchi. Per questi contadini «la situazione è molto difficile» dato che si trovano in un mercato caratterizzato dalla sovrapproduzione e dai prezzi bassi. Per loro sarà quindi difficile ripercuotere le spese supplementari sull'acquirente.