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BERNA - Le relazioni di interesse dei candidati a posti di grado elevato nell'amministrazione federale dovrebbero essere meglio conosciuti. La Commissione della gestione (CdG) del Consiglio nazionale chiede al governo di fare trasparenza in materia.
Nel novembre del 2013, la CdG aveva bacchettato il governo in merito ai processi di selezione di alti funzionari sulla scia delle dimissioni nel 2008 dell'allora capo dell'esercito Roland Nef, obbligato ad andarsene dopo che i media avevano rivelato l'esistenza di una denuncia penale contro l'alto graduato, sporta dall'ex compagna e poi ritirata a favore di un accordo extragiudiziale. Per la Commissione, a cinque anni dai fatti, la pratica continuava a essere lacunosa, con procedure di selezione mal strutturate, mancanza di controlli di sicurezza, e carenza cronica di informazioni sui candidati.
Ora dopo altri cinque anni abbondanti, la CdG ha fatto il punto della situazione. Le procedure sono ora ampiamente adeguate. I controlli di sicurezza sono effettuati sistematicamente prima della nomina. È possibile rinunciare a un concorso pubblico solo in situazioni particolari e, in ogni caso, non per i direttori di uffici federali e i segretari di Stato.
Alcune cose vanno però corrette: vi è in particolare una ricorrente mancanza di informazioni nelle proposte di nomina sottoposte al Consiglio federale. I vincoli di interesse dei candidati sono indicati solo nella metà dei casi analizzati dal Controllo parlamentare dell'amministrazione (CPA), l'organo che su incarico delle CdG conduce ricerche per verificare la legalità, l'idoneità e l'efficacia delle attività delle autorità federali.
In due casi riguardanti il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e quello della difesa (DDPS) non è stata fornita informazione alcuna su questo aspetto. In altri due, riguardanti il Dipartimento delle finanze (DFF) e quello delle infrastrutture (DATEC), il percorso professionale ha rivelato una relazione di interesse che poi non è stata considerata.
La CdG del Nazionale ritiene che questa situazione sia problematica. Le relazioni di interesse dei candidati dovrebbero essere sistematicamente comunicate al Consiglio federale affinché possa prendere la sua decisione di nomina in piena conoscenza di causa. I vincoli d'interesse costituiscono una componente importante del profilo di un candidato, soprattutto per le posizioni politicamente esposte.
La Commissione ha constatato altre pecche. Ad esempio, la direttiva che richiede un confronto sommario dei candidati in forma anonima non viene attuata. Solo una delle quattordici proposte fatte al Consiglio federale e analizzate dal CPA conteneva tale sintesi. Oppure, l'uso delle valutazioni delle competenze, normalmente effettuate da uno specialista esterno, non è sistematico come desiderato.