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"Andremo a Zurigo per fare un risultato importante", Pier Tami aveva lanciato così la trasferta al Letzigrund nella conferenza stampa della vigilia. Ed invece il Lugano ne è uscito con le ossa completamente rotte. I bianconeri, ancora con Janko in panchina, hanno pagato a caro prezzo un approccio totalmente approssimativo alla sfida, venendo superati per 3-0 ed incassando così la terza sconfitta consecutiva.
I tigurini, caricati dalla vittoria nel derby di Coppa Svizzera di dieci giorni fa e riposati dopo il rinvio della sfida di campionato con il Basilea, sono partiti subito a mille, colpendo tre volte nel giro di 19'. Dapprima Rohner ha avuto vita facile in seguito ad una cavalcata palla al piede, poi Nef ha raddoppiato con un'incornata su calcio d'angolo ed infine il ticinese Marchesano ha messo per la prima volta la sua firma in Super League con un diagonale. Pur senza figuracce, Kiassumbua non è parso perfetto in tutte e tre le circostanze.
Dal canto suo il Lugano, fatta eccezione per un paio di conclusioni imprecise di Crnigoj e alcuni spunti di Bottani, ha costruito davvero troppo poco. Non sono inoltre serviti i cambi di Tami, che ha inserito Janko e Piccinocchi al 45' e Junior al 71'. In virtù della vittoria del San Gallo sul Losanna ora il terzo posto dista otto punti.
- Il servizio sul Lugano di Omar Gargantini (Rete Uno Sport 11.03.2018, 10h00)