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In una democrazia diretta caratterizzata da una pluralità linguistica e culturale, il servizio universale nel settore dei media audiovisivi riveste un ruolo centrale. Un finanziamento solidale mediante i proventi del canone combinato con un mandato di prestazioni assicura che tutte le regioni linguistiche e tutte le fasce d'età possano beneficiare di offerte di buona qualità.
Il canone di ricezione consente di finanziare, oltre alle radio e televisioni locali private, soprattutto i programmi della SSR. Quale contropartita la SSR è tenuta per legge ad adempiere un mandato sociale e di servizio pubblico specifico: i suoi programmi devono raggiungere l'intera popolazione in tutte le regioni linguistiche e contribuire all'istruzione, alla libera formazione delle opinioni, allo sviluppo culturale e all'intrattenimento.
Fruizione dei media e cambiamenti
La digitalizzazione ha modificato la fruizione dei media, e il numero delle offerte e dunque la pluralità mediatica in Svizzera sono aumentate. La maggior parte della popolazione utilizza più spesso Internet invece dei media classici come la radio e la televisione.
Importanza del servizio pubblico per la politica nazionale
In un mondo dei media digitale e frammentato, l'importanza di un buon servizio pubblico in quanto punto di orientamento per la democrazia è più importante che mai. Le offerte radiotelevisive private senza mandato di prestazione e che non beneficiano dei proventi del canone sono però principalmente orientate all'intrattenimento: contrariamente a quelle del servizio pubblico, queste ultime dedicano meno spazio ai retroscena politici e alle trasmissioni culturali e a carattere formativo. Il servizio pubblico invece adempie una funzione integrativa: le comunità linguistiche, le religioni, le generazioni, le persone con un retroterra migratorio o altri gruppi sociali dovrebbero pertanto essere coinvolti nei programmi.
Sfide per il futuro
Con il suo rapporto di giugno 2016 il Consiglio federale ha verificato la definizione e le prestazioni del servizio pubblico della SSR. In tale documento stabilisce che anche in futuro il mandato di prestazioni con il modello attuale, ossia quello di un grande fornitore per tutte le regioni linguistiche e delle radio e televisioni locali nelle regioni, resta il più efficace per affrontare queste sfide. Al contempo occorre tenere conto della digitalizzazione e delle mutevoli esigenze del pubblico. Ciò dovrebbe avvenire fra le altre cose grazie alle misure seguenti:
Iniziativa popolare federale «Abolizione del canone Billag»
Il Consiglio federale respinge l'iniziativa popolare «Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo». Per la Svizzera, Paese a democrazia diretta, plurilingue e multiculturale, la pluralità dell'offerta mediatica è essenziale. La SSR e le radio locali e TV regionali con un mandato di servizio pubblico provvedono a garantire a tutte le regioni del Paese un'offerta equivalente. L'iniziativa minaccia la sopravvivenza di queste emittenti.
L'accettazione dell'iniziativa colpirebbe in particolar modo le regioni linguistiche più piccole. Infatti, è soltanto grazie alla perequazione finanziaria interna alla SSR che oggi è possibile produrre programmi radiotelevisivi equivalenti in tutte le lingue ufficiali.
Poiché la difficile situazione sul mercato pubblicitario non permetterebbe di compensare l'assenza degli introiti provenienti dal canone, le emittenti sarebbero costrette a risparmiare massicciamente sulle proprie offerte.
Con il passaggio a un finanziamento puramente commerciale l'iniziativa accetta l'eventualità che si produca solo quanto assicura guadagni. Molte trasmissioni scomparirebbero, in particolare quelle che trattano temi politici e sociali importanti. Ciò nuocerebbe alla pluralità dei media e al processo di formazione delle opinioni.
Oggigiorno sono tenute a pagare il canone di ricezione le economie domestiche e le aziende che possono ricevere programmi radiotelevisivi. Smartphone e tablet consentono la ricezione anche senza un tradizionale apparecchio radio o TV. Per questo dal 2019 il canone di ricezione sarà sostituito da un canone generale applicato su scala più ampia. L'onere a carico delle economie domestiche scenderà pertanto da 451 a 365 franchi all'anno. Le imprese verseranno un canone calcolato in funzione della cifra d'affari. Quelle con una cifra d'affari inferiore a 500 000 franchi, ovvero circa i 3/4 del loro numero totale, non pagheranno nulla.
La votazione sull'iniziativa «No Billag» si terrà il 4 marzo 2018.
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