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Palazzo Gamboni è una bella dimora signorile inserita nella parte vecchia del villaggio, a poca distanza da quattro altri importanti palazzi costruiti nel settecento, fra cui spicca lo splendido Castello della Barca. Il palazzo fu edificato, attorno al 1730, da tale Remigio Gambonino, originario di Spruga, frazione di Comologno, titolare di commerci in Francia, dove era emigrato come molti altri Onsernonesi e dove aveva fatto allestire il progetto della casa dove intendeva ritornare a concludere la sua esistenza. Remigio Gambonino era imparentato con i membri della famiglia Remonda che pure si erano arricchiti in Francia e che avevano fatto costruire gli altri importanti palazzi di Comologno, palazzi che, soprattutto nel settecento, con le loro forme imponenti creavano un evidente contrasto con la modesta edilizia rurale locale. All'inizio del XX secolo, il proprietario di allora, Pietro Giacomo Gamboni, anch'egli come molti altri suoi compaesani emigrato a Ginevra, allestì interessanti progetti di trasformazione del palazzo che tuttavia non riuscì poi a realizzare: tra questi la costruzione di una torre simile a quella del Castello della Barca. L'importanza odierna del Palazzo non sta solo nella sua storia, che è simile a quella di parecchie altre dimore borghesi ticinesi, ma anche e soprattutto nel fatto che vi è conservata una parte cospicua della mobilia, degli arredi e dei suppellettili originali, integrati con altri ottocenteschi e di inizio del XX secolo.
Alcuni abitanti di Comologno, su incarico del comune nell'anno 2001, hanno restaurato con cura la casa patrizia trasformando l'ala vecchia del Palazzo Gamboni in un albergo che da l'idea di un museo con possibilità di alloggio.