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Negli ultimi anni il problema dei siti contaminati ha assunto un'importanza sempre maggiore in Svizzera. L'ordinanza sui siti contaminati (OSiti), in vigore dal 1° ottobre 1998, crea la necessaria base giuridica per l'eliminazione di queste scomode eredità del passato. In particolare, l'ordinanza stabilisce i criteri per un'esecuzione uniforme della gestione dei siti contaminati in tutto il Paese.
L'evoluzione demografica ed economica in Svizzera, nel corso dell'ultimo secolo ha lasciato tracce nel suolo e nel sottosuolo: complessivamente, si stima dovranno essere censiti ca. 38'000 siti inquinati da rifiuti (discariche, aree industriali o artigianali, siti di un incidente), di cui presumibilmente ca. 4'000 dovranno essere risanati e vanno quindi considerati siti contaminati. Generalmente le conseguenze più importanti per l'ambiente riguardano l'inquinamento delle acque di falda, considerate un prezioso bene da proteggere.
I costi d'indagine e di risanamento per la gestione di questi "peccati del passato" sono stimati in circa 5 miliardi di franchi.
L'approfondimento delle conoscenze sulla pericolosità per l'ambiente dei diversi tipi di rifiuti, ha portato all'emanazione di normative più severe per la sistemazione e l'esercizio delle discariche, nonché per il commercio e l'utilizzazione delle sostanze pericolose per l'ambiente. Determinate sostanze sono pure state vietate.
L'inasprimento di queste norme sta ora producendo i suoi effetti di modo che in futuro non dovrebbero più risultare nuovi siti contaminati. Le misure di tipo preventivo sono però in vigore solo da pochi anni, e non hanno ancora permesso di eliminare i siti contaminati prodotti negli scorsi decenni.
Il fatto che in Svizzera la problematica dei siti contaminati sia rimasta per lungo tempo meno attuale che in altri paesi industrializzati d'Europa e che, non si siano verificati scandali rilevanti, è spiegabile tra l'altro dalle seguenti peculiarità del nostro Paese:
- assenza di un'industria mineraria;
- scarsa presenza di industria pesante;
- scarsi complessi industriali estesi;
- nessun sito contaminato di guerra;
- incenerimento dei rifiuti domestici anziché il loro deposito in discarica.
Il fatto che i siti contaminati costituiscano nondimeno un grave problema per la Svizzera e che sussistano numerosi conflitti con utilizzazioni sensibili è spiegabile sostanzialmente dalle caratteristiche dell'Altipiano:
- elevata densità d'insediamento;
- mancanza di terreno edificabile libero;
- elevata concentrazione di siti industriali e discariche;
- intenso sfruttamento agricolo del suolo;
- intenso sfruttamento delle acque sotterranee;
- vicinanza dei siti inquinati alle falde freatiche sensibili;
- pochi grandi casi di risanamento e molti piccoli.
La gestione dei siti contaminati, iniziata in molti Cantoni verso la fine degli anni '80, si è concentrata inizialmente sull'indagine dei siti di deposito. In seguito a diversi progetti di costruzione si è però constatato che anche i siti industriali e artigianali possono essere all'origine di gravi inquinamenti ambientali. In pratica, non c'è Cantone che sia rimasto indenne da inquinamenti ambientali causati da siti contaminati.
L'ordinanza sui siti contaminati, in vigore dal 1°ottobre 1998, costituisce la necessaria base legale per una gestione dei siti contaminati uniforme in tutti i Cantoni ed economicamente sostenibile. Per l'elaborazione di queste norme, la Svizzera ha potuto avvalersi delle esperienze di lunga data di altri paesi quali la Germania, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti. La procedura di gestione dei siti contaminati prevista dall'ordinanza s'inserisce pertanto armonicamente e senza discrepanze sostanziali nelle corrispondenti norme internazionali. Le condizioni quadro uniformi danno alle autorità e a chi compete il risanamento le necessarie basi decisionali, consentono un'esecuzione rapida, assicurano la necessaria base giuridica ed evitano indesiderate disparità regionali.
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Ultima modifica 07.07.2021