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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Fondo sociale per la difesa e la protezione della popolazione ha principalmente lo scopo di aiutare le persone cadute nell'indigenza adempiendo l'obbligo di prestare servizio nell'esercito o nella protezione civile. Esso non fornisce tuttavia le sue prestazioni direttamente alle persone che necessitano di aiuto, ma tramite contributi a destinazione vincolata che versa a istituzioni e organizzazioni con finalità simili, in particolare al Servizio sociale dell'esercito. Questo fondo sociale è costituito essenzialmente dai proventi correnti di diverse fondazioni (Fondo del Barone di Grenus, Winkelriedstiftung, Fondo delle sorelle Pitschi, ecc.). Il versamento alle persone soggette al servizio civile di contributi provenienti dal Fondo sociale per la difesa e la protezione della popolazione contravverrebbe alle disposizioni relative al campo di applicazione degli statuti di queste fondazioni, che non prevedono aiuti di questo genere. Se la cerchia dei destinatari del Fondo sociale per la difesa e la protezione della popolazione venisse estesa alle persone soggette al servizio civile, occorrerebbe creare per il servizio civile un fondo i cui proventi dovrebbero alimentare tale fondo sociale.</p><p>Il servizio civile non dispone di un proprio servizio sociale. Si è rinunciato a istituirne uno, in quanto la situazione di una persona soggetta al servizio civile differisce in alcuni punti da quella di un militare. Le persone che svolgono un servizio civile sono generalmente impiegate nella loro regione di residenza e abitano al proprio domicilio. Se esse utilizzano la loro abitazione durante il periodo d'impiego, il rispettivo istituto d'impiego versa loro, in determinate circostanze, un'indennità a tale scopo. Se vengono a trovarsi in gravi difficoltà economiche, esse possono ricorrere a una rete di aiuto sociale della loro regione e beneficiare delle strutture locali esistenti. Il genere d'attività che esse esercitano non impedisce loro a priori di occuparsi dei propri affari personali durante il tempo libero dal servizio. La legge sul servizio civile rinvia pertanto le persone bisognose soggette al servizio civile alle autorità locali preposte all'assistenza sociale.</p><p>Le prestazioni del Servizio sociale dell'esercito vengono accordate secondo direttive un po' più generose rispetto a quelle della Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale, che non sono vincolanti per i Comuni. Le persone che prestano servizio militare o servizio di protezione civile e che cadono nell'indigenza sono trattate meglio rispetto ai beneficiari dell'aiuto sociale, che dipendono dai Comuni. Infatti, esse non sono soggette ad alcun obbligo di rimborso nei confronti del Servizio sociale dell'esercito.</p><p>Le autorità preposte al servizio civile possono, meglio delle autorità militari, prendere in considerazione i problemi sociali delle persone soggette al servizio civile. Ad eccezione dei quattro mesi del primo impiego delle persone che non hanno svolto la scuola reclute, i periodi e la durata degli impieghi del servizio civile possono essere adattati alla situazione individuale delle persone tenute a prestare servizio civile. Gli impieghi di quattro mesi riguardano normalmente giovani celibi, che abitano prevalentemente ancora presso i loro genitori. In occasione delle giornate d'informazione, le persone soggette al servizio civile vengono informate in modo dettagliato in merito alle indennità che l'istituto d'impiego deve versare loro, alle conseguenze finanziarie dovute ad un'assenza prolungata dal posto di lavoro in seguito ad un impiego nel servizio civile e alla necessità di stilare un budget personale rigoroso. L'esperienza maturata sin dall'inizio dell'esecuzione del servizio civile, nell'ottobre del 1996, mostra che questo modo di procedere ha permesso di evitare un numero non indifferente di casi sociali. Nel corso degli ultimi quattro anni e mezzo, le autorità preposte al servizio civile hanno dovuto far fronte a una trentina di domande di aiuto finanziario da parte di persone che svolgevano un servizio civile. Esse conoscono due persone che, in seguito, hanno effettivamente ricevuto prestazioni dalle autorità locali di assistenza.</p><p>Le prestazioni nell'ambito del sistema delle indennità per perdita di guadagno sono state aumentate il 1° luglio 1999. Inoltre, l'esperienza accumulata finora in materia d'esecuzione non permette di concludere che il sistema attualmente in vigore sia insufficiente. La necessità di trovare un'altra soluzione, in particolare di istituire un fondo sociale per il servizio civile, non è affatto dimostrata. Non si tratta pertanto di contestare la validità del principio della parità di trattamento su cui si basano le considerazioni dell'autrice della mozione. Tale principio afferma che ciò che è uguale viene trattato in modo uguale in ragione della sua uguaglianza. Nella questione sollevata le disuguaglianze sono tuttavia preponderanti.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.