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Le aziende produttrici di energia non sono tenute a mettere l’infrastruttura liberamente a disposizione dei Comuni concedenti: lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Federale (TAF) in una vertenza che vedeva quali ricorrenti i Comuni Zernez, Scuol e Valsot.
La sentenza è stata resa pubblica dalla controparte, le Officine elettriche dell’Engadina (OEE), che chiedevano il pagamento delle spese di trasporto della corrente da parte dei Comuni nel caso in cui questi si approvvigionano da terzi.
L’OEE si era dapprima rivolta alla competente Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) che nel settembre 2018, dopo un’ampia verifica era giunta alla conclusione che l’OEE poteva, nel caso in cui i Comuni concedenti (che mettono a disposizione le acque) acquistavano l’energia da terzi, riscuotere il pagamento dei diritti di utilizzo della rete.
I Comuni concedenti, messi dinnanzi alla possibilità di corrispondere spese di trasporto dell’elettricità per diversi milioni di franchi, si erano allora avvalsi della possibilità di rivolgersi al TAF, che ha però ora respinto il loro ricorso.
Negli ultimi sei anni i Comuni concedenti hanno coperto la maggior parte del loro fabbisogno energetico aprendosi al libero mercato. A partire dal 2020 hanno in ogni caso già deciso di rifornirsi interamente dall’OEE.
La sentenza dello scorso 4 dicembre può essere impugnata dalle parti entro 30 giorni ricorrendo al Tribunale federale.
Ats