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Il procedimento avviato dall'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA, concernente le perdite subite da UBS nelle sue attività di negoziazione a Londra, ha rilevato significative carenze nella gestione del rischio e nei sistemi di controllo della banca. Secondo il parere della FINMA, in assenza di tali lacune sarebbe stato possibile individuare tempestivamente le transazioni fraudolente del trader responsabile. Appena sono state scoperte le attività di negoziazione non autorizzate, la FINMA ha disposto misure preventive tese a limitare i rischi operativi di UBS e, a conclusione del procedimento, nomina un terzo indipendente che controlli l’applicazione delle misure correttive.
Nel settembre 2011 la FINMA ha disposto, congiuntamente alla Financial Services Authority (FSA), sua omologa nel Regno Unito, un’esaustiva indagine indipendente sugli eventi relativi alle perdite di UBS (Comunicato stampa). Lo scopo era chiarire le circostanze delle attività di trading non autorizzate, che hanno provocato ingenti perdite nella filiale londinese di UBS, ed esaminare i meccanismi di controllo all'interno della banca d'investimento di UBS. Nel dicembre 2011 la FINMA ha aperto un procedimento formale ai sensi del diritto in materia di vigilanza (Comunicato stampa).
In data odierna la FINMA pubblica i risultati del procedimento, ora concluso, in un rapporto finale e rende note quali misure adotta e quali ha adottato in una prima fase, subito dopo che sono emerse le perdite sul trading. Gli incisivi provvedimenti immediati comprendono restrizioni sul capitale e il divieto di compiere acquisizioni per la banca d’investimento. Inoltre ogni nuova iniziativa commerciale di una certa rilevanza, intrapresa nella banca d'investimento, deve essere preventivamente approvata dalla FINMA. Per controllare i progressi compiuti nell'attuazione del pacchetto di misure, la FINMA ricorre a un incaricato indipendente dell'inchiesta e incarica una società di audit di verificare se le misure adottate da UBS sono efficaci. La FINMA esamina inoltre se debba essere aumentata la dotazione di capitale per i rischi operativi di UBS.
I retroscena delle perdite di negoziazione
A metà settembre 2011 la FINMA ha scoperto attività di negoziazione non autorizzate da parte del trader X, che lavorava all'Exchange Traded Fund Desk della banca d'investimento di Londra. All'ETF Desk venivano scambiati diversi strumenti finanziari, proposti per necessità di investimento dei clienti di UBS. Tale Desk ha operato anche negoziazioni per proprio conto. Il trader X, che rivestiva il ruolo di direttore all'interno della banca, aveva effettuato operazioni di negoziazione per conto della banca al di là dei limiti stabiliti e occultato i conseguenti rischi di perdita. Ricorrendo a una serie di meccanismi vietati è riuscito, per un certo periodo, a celare la reale entità e il rischio delle posizioni di trading assunte. Tra queste si annoverano fra l'altro operazioni su futures allo scoperto svolte nel portafoglio di negoziazione della banca, scarico tardivo di operazioni oppure operazioni fittizie con data di regolamento differita. UBS ha subito perdite dell'ordine di USD 2.3 miliardi. Il trader X aveva inoltre creato un meccanismo, denominato «umbrella», teso a neutralizzare eventuali profitti e perdite. Con sentenza del 20 novembre 2012, al termine del processo penale condotto a Londra, il trader X è stato dichiarato colpevole di frode, mentre è stato assolto per quanto riguarda il capo d'imputazione della contabilità inesatta.
Responsabilità poco chiare nella sorveglianza
La responsabilità della sorveglianza e del controllo dell'ETF Desk spettavano da un lato ai diretti superiori nel front office e, dall'altro, alle tre istanze di controllo: il settore «Operations era fra l'altro responsabile dell'esattezza a livello di registrazione e regolamento delle operazioni dell'ETF Desk. In quanto parte della divisione finanziaria, il settore «Controllo dei prodotti» era competente della corretta iscrizione e della verifica della plausibilità dei profitti e delle perdite. Infine, il settore «Controllo dei rischi» aveva il compito di monitorare e valutare i rischi derivanti dalle operazioni di negoziazione.
Ai superiori gerarchici non era chiaro quali fossero i loro compiti e le loro responsabilità nella sorveglianza dell'ETF Desk. L'aggravante è che, nel quadro di una riorganizzazione, dall'aprile 2011 il diretto superiore era stato dislocato a New York. Il passaggio delle competenze in materia di sorveglianza non era stato disciplinato in modo esplicito. Gli avvertimenti non sono giunti al nuovo superiore a New York, bensì all'ex superiore gerarchico a Londra, che li ha ricevuti e ne ha preso atto, pur non essendo più competente in materia.
Tra giugno e luglio 2011 era risultato chiaro almeno in quattro occasioni che il trader X aveva superato i limiti autorizzati. In occasione di uno di questi episodi aveva dichiarato al suo superiore a New York di aver realizzato un profitto di sei milioni di dollari, contraendo posizioni superiori a USD 200 milioni, cifra di gran lunga superiore al limite di rischio che gli era consentito. In un primo momento il superiore gerarchico si era congratulato con X per il profitto realizzato, poi, in ritardo, gli ha fatto presente che il superamento del limite necessitava di un'autorizzazione. Un altro caso nell'agosto 2011 aveva messo in luce le lacune nella sorveglianza, quando operazioni ETF fittizie con chiusura differita avevano prodotto irregolarità dell'ordine di più di mezzo miliardo di dollari. Questo avvertimento è stato vistato e così accettato senza ulteriori ricerche.
Istanze di controllo troppo deboli
Anche le tre istanze di controllo hanno dato troppo poco seguito ai molti avvertimenti generati dalle transazioni operate dall'ETF Desk. Pertanto, i profitti visibilmente elevati, realizzati nel primo trimestre del 2011 sulle operazioni svolte nel portafoglio di negoziazione della banca dall'ETF Desk, non sono stati analizzati criticamente.
Nella trading room londinese era noto che l'ETF Desk provocava molti errori a livello di riconciliazione, spesso dovuti a chiusure registrate in modo differito oppure errato, che non erano discusse con il settore "Controllo dei prodotti" o con i superiori. Gli errori di riconciliazione compiuti dal giugno 2011 hanno raggiunto livelli significativi: gli importi controversi hanno talvolta superato il miliardo di dollari.
Il settore «Operations» si poneva come fornitore di servizi nei confronti del trader X e non ha praticamente analizzato il suo operato. Perfino quando gli errori a livello di riconciliazione perduravano per più settimane, con spiegazioni inattendibili e incongruenze sempre più gravi, i superiori e le persone preposte al controllo si accontentavano con grande facilità delle spiegazioni fornite dal trader X. Per finire, nella riunione del 24 agosto 2011 i dirigenti sono giunti alla conclusione che non ci fossero consistenti importi in pericolo.
Sempre nell'agosto 2011 il trader X aveva convinto il settore «Controllo dei prodotti» del fatto che i sistemi di negoziazione mostravano erroneamente perdite dell'ordine di un miliardo di dollari. Fu così accettata senza obiezioni la sua dichiarazione secondo cui avrebbe presto corretto questo «errore di registrazione». In realtà, il trader X intendeva eliminare dalla contabilità, almeno temporaneamente, la perdita della banca. Inoltre non è stato redatto alcun significativo rapporto di controllo per mesi, senza che qualcuno se ne accorgesse.
Le conclusioni più rilevanti tratte dalla FINMA
Sulla base dei fatti summenzionati, la FINMA giunge alle seguenti conclusioni:
- I diretti superiori hanno sorvegliato in modo lacunoso l’ETF Desk in loco. Il rapporto tra il trader X e il diretto superiore nonché le istanze interne di controllo era eccessivamente basato sulla fiducia e troppo poco sul controllo.
- Gli strumenti di sorveglianza del front office, di cui disponevano i diretti superiori dell'ETF Desk, hanno evidenziato notevoli lacune e non sono stati impiegati correttamente.
- Le istanze di controllo non comprendevano abbastanza le attività di negoziazione, quindi non sono riuscite a contrapporsi in modo critico all'ETF Desk.
- Le diverse istanze di controllo di UBS non hanno riunito le informazioni raccolte per ottenere una visione d’insieme.
- La stima dei rischi operativi si basava in gran parte su un autoesame dei trader e dei sorveglianti interni condotto solo a ritmo annuale. Il miglioramento di questo processo era in corso dal gennaio 2011, tuttavia è stato terminato troppo tardi.
- I metodi di rendicontazione e le competenze erano definiti in modo poco chiaro e hanno creato confusione.
- Il trasferimento della sorveglianza diretta dell'ETF Desk da Londra a New York non è stato adeguatamente applicato, con il risultato che dall’aprile 2011 il Desk di Londra non sottostava ad una vigilanza consona.
- UBS ha lanciato un segnale errato concedendo significativi aumenti di stipendio e bonus a un trader che aveva palesemente e ripetutamente violato le regole di compliance, addirittura inserendolo in un programma per nuove leve dirigenti.
Le misure immediate della FINMA
Immediatamente dopo la scoperta delle perdite sul trading, la FINMA ha imposto diverse misure preventive nei confronti di UBS fino a nuovo avviso:
- Ogni nuova iniziativa commerciale, che UBS intraprenderà nella banca d'investimento e che probabilmente aumenterà la complessità operativa, deve essere preventivamente approvata dalla FINMA.
- Gli attivi ponderati per il rischio della banca d'investimento di UBS sottostanno a un limite superiore che si riduce progressivamente dal 2012 al 2015.
- Anche gli attivi ponderati per il rischio della filiale londinese sottostanno a un limite superiore che si riduce nel corso degli anni.
- La banca d'investimento UBS non può operare nuove acquisizioni.
I correttivi adottati da UBS
Dalla perdita sul trading, UBS ha introdotto numerose misure organizzative tese a potenziare la gestione del rischio e le capacità di controllo: ha tratto conseguenze a livello di personale, adeguato i processi centrali nel front e nel back office e imputato le mancanze riscontrate nella gestione delle operazioni. Queste e altre misure sono in fase di applicazione.
Le ulteriori misure della FINMA
Il 13 dicembre 2011, la FINMA ha formulato le proprie aspettative concernenti i sistemi di controllo che evitino le attività di negoziazione non autorizzate in una comunicazione rivolta agli operatori del mercato (Comunicato stampa). Nella sua attività di vigilanza, la FINMA esamina in che misura i più importanti istituti sottoposti a vigilanza soddisfano le sue aspettative.
La FINMA segue da vicino l'attuazione del pacchetto all'interno di UBS e dispone le seguenti misure supplementari:
- La FINMA fa ricorso a un incaricato indipendente dell’inchiesta tenuto a controllare i progressi e l'avvenuta attuazione del pacchetto di misure.
- A conclusione del progetto, una società di audit incaricata dalla FINMA deve controllare se le misure attuate da UBS sono efficaci.
- La FINMA esamina inoltre se debba essere aumentata la dotazione di capitale per i rischi operativi di UBS.
Con decisione del 21 novembre 2012 e il rapporto pubblicato in data odierna, la FINMA conclude il procedimento formale di enforcement, che aveva avviato il 16 dicembre 2011 nei confronti di UBS. Di concerto con la FINMA, anche la Financial Services Authority (FSA), sua omologa nel Regno Unito, conclude il procedimento di enforcement infliggendo all’UBS una multa di GBP 29,7 milioni.
Contatto
Tobias Lux, portavoce, tel. +41 31 327 91 71, <email-pii>