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Il Land tedesco del Baden-Württemberg e la regione austriaca del Voralberg hanno chiesto garanzie in vista della riattivazione della centrale nucleare di Leibstadt (AG).
Hanno in effetti domandato che prima vengano perfettamente chiarite le cause dei problemi al sistema di raffreddamento.
Il ministro dell'ambiente del Baden-Württemberg Franz Untersteller si è rivolto con un comunicato all'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), giudicando poco prudente la ripresa dell'esercizio dell'impianto senza aver prima chiarito nei dettagli le ragioni all'origine dello spegnimento.
La stessa tesi e gli stessi dubbi in proposito sono stati espressi anche dall'Associazione trinazionale di protezione nucleare (ATPN).
Con una nota divulgata dopo la propria seduta odierna, il governo del Voralberg si è a sua volta opposto al riavvio del reattore, richiedendo inoltre di essere informato in futuro sui problemi legati alle centrali atomiche elvetiche. L'IFSN aveva in dicembre reso noto alcuni retroscena relativi alla questione, che però sono stati giudicati da più parti non abbastanza esaustivi.
L'impianto di Leibstadt, disattivato dallo scorso agosto, dovrebbe essere riattivato verso la metà di febbraio: l'IFSN ha già annunciato di aver autorizzato il riavvio e che i preparativi a questo proposito sono in corso.
In seguito a una revisione erano stati rinvenuti segni di ossidazione su 47 dei complessivi 648 elementi combustibili. La loro sostituzione si era resa dunque necessaria, prolungando oltre il previsto la durata dello stop.
Quella argoviese non è la sola centrale costretta a una pausa forzata. Il reattore 1 di Beznau, nel comune di Kleindöttingen (AG), è infatti pure inattivo dal marzo 2015, a causa di irregolarità nella struttura primaria di contenimento.
SDA-ATS