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BASILEA - Hanno in media 47 anni, un terzo di loro possiede la maturità e/o una laurea, appartengono in gran parte alla classe media e molti sono lavoratori indipendenti: è questo il profilo dei manifestanti contro le misure di contenimento della pandemia tracciato da ricercatori dell'Università di Basilea.
Gli scettici mettono in discussione per esempio l'uso delle mascherine e le distanze di sicurezza ed appartengono ad un movimento piuttosto eterogeneo, non propriamente di destra, ma aperto alle posizioni politiche della destra e alienato dal sistema politico.
Dallo studio, realizzato dal professor Oliver Nachtwey sulla base di oltre 1150 questionari, emerge inoltre una tendenza all'antisemitismo e alle teorie complottiste, ma non una particolare propensione alla xenofobia o all'islamofobia.
Più della metà predilige l'educazione antiautoritaria e molti apprezzano l'antroposofia. La medicina alternativa, il pensiero spirituale e la vicinanza alla natura sono altri aspetti centrali del loro pensiero. Stando agli autori, il movimento possiede un grande potenziale di radicalizzazione.
A sorprendere i ricercatori è in primo luogo la percentuale di laureati (34%), un dato superiore alla media svizzera e doppio rispetto a quello riscontrato fra gruppi analoghi di scettici in Germania (18,5%). Secondariamente balza all'occhio l'alta percentuale di lavoratori indipendenti (25%), nettamente superiore alla quota di questa categoria di persone all'interno della popolazione nel suo complesso.
Tutti nutrono una forte sfiducia nei confronti del governo, dell'Unione europea, dell'ONU, dei partiti politici, del parlamento e dei media. D'altra parte, hanno un alto livello di fiducia nella magistratura, nella polizia, nelle organizzazioni ambientaliste, nelle iniziative dei cittadini e nelle aziende.