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La sessione autunnale delle camere federali si è svolta nel segno della politica d'asilo e degli stranieri. Ma non tutti sono soddisfatti dei risultati.
Mentre i partiti borghesi si dicono contenti della revisione della legge sull'asilo, la sinistra intende ricorrere all'arma del referendum.
Destra soddisfatta, sinistra un po' meno. A grandi linee è questo il bilancio della sessione autunnale del parlamento. Rappresentanti di spicco dei quattro partiti di governo ne hanno discusso con swissinfo.
"Siamo relativamente soddisfatti", dice Felix Gutzwiller, presidente del gruppo parlamentare del Partito liberale radicale (PLR), secondo il quale il tono alla sessione è stato dato soprattutto dal sì popolare all'estensione della libera circolazione delle persone.
Doris Leuthard, presidente del Partito popolare democratico (PPD), è invece "molto soddisfatta". Il suo partito ha chiuso la sessione in "maniera piuttosto compatta".
"L'appuntamento autunnale è stato positivo anche per il nostro partito", rileva Caspar Baader, presidente della frazione dell'Unione democratica di centro (UDC). "Con le revisioni delle leggi sull'asilo e sugli stranieri siamo riusciti a concretizzare un vecchio desiderio dell'UDC".
La questione ha invece rovinato il menù al Partito socialista (PS). "Un bilancio poco soddisfacente", commenta il presidente del PS Hans-Jürg Fehr. Con la revisione della legge sull'asilo, "la maggioranza borghese ha completamente distrutto la tradizione umanitaria svizzera".
Giro di vite sull'asilo
Nell'ambito della legge sull'asilo, la maggioranza del parlamento ha largamente seguito il corso indicato dal ministro della giustizia Christoph Blocher. Gli aiuti sociali sono stati ulteriormente ristretti e l'ammissione umanitaria è stata cancellata.
Il Consiglio nazionale ha ribaltato una decisione del Consiglio degli Stati unicamente per quel che riguarda le restrizioni dell'aiuto d'urgenza.
"Ritengo fosse importante opporsi alla disposizione voluta dagli Stati", dice la Leuthard, secondo la quale la nuova versione della legge è più umanitaria. "Ci tenevamo", aggiunge.
Ma pure il PPD era chiaramente per un "giro di vite sull'asilo. Non in ambito di accesso al diritto, ma per combattere i molti abusi".
Anche Gutzwiller è convinto che il parlamento abbia trovato una soluzione solida. "Grazie all'ottimo lavoro nelle commissioni, le opinioni del PLR si sono imposte".
Secondo Gutzwiller, il corso del PLR ha sostanzialmente guidato le discussioni, pure contro i desideri del capo del Dipartimento. "Blocher voleva ad esempio abolire l'aiuto d'urgenza. Ma sarebbe stato contrario alla costituzione".
Referendum annunciato
"Non possiamo accettare questo risultato e perciò lanceremo un referendum e porteremo la questione davanti al popolo", annuncia invece il presidente del PS.
Secondo Hans-Jürg Fehr, la tradizione umanitaria della Svizzera "è stata gettata nella spazzatura della storia".
"Spero che riusciremo a creare un'ampia coalizione di resistenza. Sono fiducioso", aggiunge.
La minaccia di un referendum sembra non turbare troppo i sonni dei partiti borghesi.
Secondo la Leuthard, dopo che alcuni punti critici sono stati rivisti ed adattati, la nuova legge sull'asilo gode di un ampio sostegno. "Stando a quello che sento dalla popolazione e dai giovani, era davvero necessario".
Felix Gutzwiller dice invece che la legge "rispetta chiaramente i diritti dell'uomo, è corretta e conforme alla costituzione. Sono perciò convinto che potremo resistere al referendum".
Pure Caspar Baader ritiene che la maggioranza della popolazione sosterrà la revisione della legge sull'asilo.
"Sono piuttosto rilassato di fronte all'ipotesi di un referendum. Al contrario, ciò potrebbe permettere al nostro partito di profilarsi ulteriormente in vista delle prossime elezioni", conclude.
swissinfo, Christian Raaflaub
(traduzione: swissinfo, Marzio Pescia)
In breve
La sessione autunnale si è svolta sull'arco di tre settimane: dal 19 settembre al 7 ottobre.
I temi principali accanto alla legge sull'asilo e sugli stranieri, sono stati l'apertura del mercato dell'elettricità, il programma d'armamento dell'esercito, la legge sulle telecomunicazioni e quella radio-TV.