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A otto giorni dall'apertura dei Giochi olimpici invernali di Pyeongchang, il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna ha annullato le sanzioni contro 28 dei 43 sportivi russi sospesi per aver approfittato del sistema di doping di stato in occasione delle Olimpiadi del 2014 a Sochi. Una decisione che permetterà a taluni di loro, a condizioni ben precise, di prendere parte ai Giochi in Corea del Sud . Secondo il Tas le prove fornite erano insufficienti per stabilire l'utilizzo di doping da parte dei 28 sportivi, annullando di fatto la sospensione a vita imposta dal Comitato olimpico internazionale e ristabilendo i risultati da loro ottenuti a Sochi. In 11 casi il Tas ha ha tolto la squalifica, ma ha mantenuto la proibizione di prendere parte ai Giochi. Tra i 28 sportivi graziati figurano anche il fondista Alexander Legkov (34 anni), campione olimpico della 50 km a Sochi 2014 e argento nella staffetta 4x10 km, l'altro fondista Maxim Vylegzhanin e il campione olimpico di skeleton Alexander Tretiakov. Secondo un portavoce del Tas, ascoltato dall'agenzia stampa Afp, in teoria i 28 sportivi possono pretendere di partecipare ai Giochi di Pyeongchang, ma la loro presenza dovrà essere approvata da una commisione del Cio. Tra i 1° novembre e il 22 dicembre la commisione disciplinare, sulla base di un rapporto dell'Agenzia mondiale antidoping (Ama) che metteva in luce un sistema di doping istituzionalizzato in Russia, aveva sospeso a vita 43 sportivi e ritirato 13 delle 33 medaglie conquistate dalla Russia a Sochi. Nella motivazione della loro decisione, i giudici di Losanna insistono comunque sul fatto che «la decisione non significa che i 28 atleti sono dichiarati innocenti», ma soltanto che le prove presentate non sono sufficienti.
Da parte sua, il Cio non nasconde la delusione «si rammarica che il Tas non abbia preso in considerzione l'esistenza comprovata di una manipolazione del sistema antidoping russo. Questa decisione potrebbe avere serie ripercussioni sulla futura lotta contro il doping». Il comitato olimpico si riserva di studiare i prossimi passi da intraprendere, tra i quali vi è la possibilità di un ricorso al Tribunale federale svizzero.
«La sentenza del Tas non può non rallegrarci e conferma la nostra posizioneper la quale la schiacciante maggioranza dei nostri atleti è pulita». Così il presidente russo Vladimir Putin ha commentato la decisione. «Tuttavia dobbiamo vedere con rispetto anche la parte con la quale abbiamo dibattuto, perciò penso che da parte nostra non ci debba essere nessuna euforia, dobbiamo assumere un atteggiamento calmo».