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<h2>SubmittedText<h2><p>La crisi della COVID-19 ha palesato ciò che sapevamo da tempo a proposito del settore sanitario: la pressione al risparmio, la logica del rendimento e il principio della concorrenza tra gli ospedali, ormai dilaganti, hanno conseguenze negative per i pazienti e il personale. Se le misure di prevenzione necessarie non sono state prese, o lo sono state soltanto in misura insufficiente, è probabilmente anche per motivi di costo. Durante la crisi della COVID-19, situazioni già denunciate in passato, come la penuria di personale qualificato, gli organici ridotti allo stretto necessario, le scorte minime di materiale di protezione e di dispositivi tecnici, si sono talmente aggravate da mettere inutilmente in pericolo la salute del personale e dei pazienti.</p><p>Durante la crisi tutti noi ci siamo resi conto dell'importanza, per la società e l'economia, di un settore sanitario funzionante, un'importanza che non può essere misurata in franchi e centesimi e calcolata mediante modelli di simulazione. Una buona assistenza sanitaria non può neanche essere pianificata e ottimizzata come la fabbricazione di un bene di consumo. Deve quindi essere considerata un servizio pubblico, che ha il suo prezzo. In caso di necessità improvvisa, non è infatti possibile ovviare dall'oggi al domani a una preparazione lacunosa e alla mancanza di scorte. L'insufficiente disponibilità di personale e materiale medico finisce con il costare caro.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come intende porre un freno alla strategia fallimentare improntata alla pressione al risparmio e alla logica del rendimento affinché nella sanità sia nuovamente promossa l'idea di servizio pubblico e dato più peso alle misure di prevenzione?</p><p>2. Concorda con il sottoscritto che, per essere pronti ad affrontare altre crisi in futuro, dovremo disporre di più personale e materiale medico?</p><p>3. Elaborerà un piano di misure affinché la sanità torni a occuparsi di ciò per cui è stata concepita, ossia della salute di tutti noi e in particolare dei pazienti?</p><p>4. Quali piani sono messi in atto per far rispettare e controllare le raccomandazioni e le prescrizioni (p. es. quelle del piano pandemico) in materia di disponibilità di personale e di costituzione di riserve di materiale?</p><p>5. Condivide il parere che le condizioni di lavoro del personale giochino un ruolo chiave nel raggiungimento di questi obiettivi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. / 3. Uno dei compiti centrali dello Stato è preservare e promuovere la salute dei suoi cittadini. Con la sua strategia di politica sanitaria Sanità2030 del dicembre 2019, il Consiglio federale persegue - come già con la strategia Sanità2020 - la visione seguente: "In Svizzera le persone vivono in un contesto che promuove la salute indipendentemente dal loro stato di salute e dalle loro condizioni socioeconomiche e beneficiano di un sistema sanitario moderno, di elevata qualità e finanziariamente sostenibile". La sua strategia è quindi orientata alle necessità delle persone e alla loro esigenza di una vita sana e di cure di qualità.</p><p>Ma per far sì che in Svizzera l'assistenza sanitaria possa rimanere finanziariamente sostenibile per tutti, Sanità2030 si prefigge anche di contenere i costi. Pertanto, già nel marzo del 2018 il Consiglio federale ha adottato un programma di contenimento che contempla misure volte a frenare l'evoluzione dei costi mediante un aumento durevole dell'efficienza, senza limitare le prestazioni mediche necessarie. La consultazione sul secondo pacchetto di misure è stata avviata il 19 agosto 2020. Le misure sono concepite in modo che possano tener conto anche di situazioni eccezionali come l'attuale crisi COVID-19.</p><p>2. Orientare durevolmente la capacità di disporre di personale e materiale medico a una crisi condurrebbe a un eccesso di capacità sproporzionato e a un enorme aumento dei costi nel settore sanitario. Da tempo il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà, indipendenti dalla crisi COVID-19, relative alla situazione del personale qualificato cui deve fare fronte il settore sanitario svizzero. Nel 2012 ha reagito alla prospettata penuria di medici avviando il piano direttore "Medicina di famiglia e medicina di base". Il programma speciale finalizzato ad aumentare il numero di diplomati in medicina umana e il relativo finanziamento iniziale da parte della Confederazione, concesso negli anni 2017-2020 mediante l'aumento di 100 milioni di franchi del credito per i sussidi vincolati a progetti secondo la legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU; RS 414.20), dovrebbero permettere di raggiungere l'obiettivo raccomandato dal Consiglio federale di 1300 diplomi in medicina umana supplementari all'anno. Nel quadro del Masterplan "Formazioni professioni sanitarie" e dell'iniziativa per lottare contro la penuria di personale qualificato è stato possibile aumentare dal 2012 gli effettivi del settore infermieristico del 17 per cento. Il Consiglio federale sostiene le misure supplementari per promuovere la formazione previste dall'iniziativa parlamentare CSSS-N 19.401 "Per un rafforzamento delle cure. Migliorare la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure", che porterebbero a un rafforzamento duraturo delle professioni infermieristiche.</p><p>4. Il Piano svizzero per pandemia influenzale serve a Confederazione e Cantoni come documento strategico generale. Tutte le misure per preparare e affrontare la pandemia in esso riassunte devono pertanto essere adeguate alle necessità attuali della pandemia di COVID-19. Ciononostante i preparativi per la pandemia in Svizzera erano ampiamente conformi alle prescrizioni contenute nel piano. Le raccomandazioni per le quantità minime di scorte nei Cantoni, nelle aziende e nella popolazione, la cui attuazione rientra nella responsabilità individuale, sono state verosimilmente seguite soltanto in parte. In seguito alla pandemia di COVID-19, il Piano svizzero per pandemia influenzale sarà rielaborato in collaborazione con i partner, con i quali sarà affrontata anche la questione delle scorte di materiale. Spetta ai Cantoni emanare prescrizioni sugli effettivi di personale.</p><p>5. Come dimostra il progetto di ricerca del settore pubblico "Misure per il mantenimento del personale nelle cure di lunga durata" condotto dall'UFSP dal 2017 al 2019, l'attrattività e la durata dell'esercizio della professione e quindi la disponibilità di sufficiente personale qualificato nell'assistenza sanitaria dipendono in ampia misura anche da fattori che influenzano l'ambiente di lavoro, tra i quali rientra la qualità delle condizioni di lavoro. Il fatto che in Svizzera, negli ultimi anni, si è in parte assistito a un incremento notevole di neodiplomati in medicina e in cure infermieristiche che assicurano il ricambio generazionale in queste professioni suggerisce che le condizioni di lavoro nel settore sanitario svizzero non sono cattive. Tuttavia le quote tuttora elevate di persone che abbandonano la professione stanno a indicare che in alcuni settori, in particolare nelle cure di lunga durata, c'è un potenziale di miglioramento. Il Consiglio federale ritiene tuttavia che le convenzioni che disciplinano le condizioni di lavoro sono di competenza delle parti contrattuali e dei partner sociali. In questo contesto il Parlamento si è finora sempre rifiutato di intervenire sia in queste competenze sia nell'autonomia settoriale. Inoltre, aspetti centrali della pianificazione del lavoro e degli orari di lavoro possono essere risolti soltanto sul piano aziendale.</p>  Risposta del Consiglio federale.