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La svolta arriva con l'avanzata di Adidas, la cui quota di mercato e' raddoppiata negli Stati Uniti nell'ultimo anno arrivando al 10%, pur restando ben lontana da 45% di Nike. E l'ascesa di Adidas non sembra destinata a fermarsi, mettendo sotto pressione anche altri popolari marchi quali Under Armour.
Da qui la decisione di Nike di sbarcare su Amazon solo con alcuni prodotti: l'obiettivo e' quello di guadagnare clienti senza compromettere la tutelare il proprio marchio, che si apre ma non del tutto al grandissimo pubblico. Nike intende continuare a spingere sulle vendite dirette.
Una strategia che non ha finora deluso, come dimostrano i conti della società. Nike ha chiuso il quarto trimestre dell'esercizio fiscale con un utile netto in aumento a 1,01 miliardi di dollari dagli 846 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.
L'utile per azione si e' attestato a 60 centesimi, sopra i 50 centesimi attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 5% a 8,68 miliardi di dollari, spinti dalla Cina e dai mercati emergenti mentre gli Stati Uniti hanno deluso.
Le vendite del solo marchio Nike sono salite del 7% a 8,1 miliardi di dollari, grazie al +11% in Cina. I ricavi di Converse, l'altro popolare marchio che fa capo al gruppo, sono aumentati del 10% a 554 milioni di dollari. Aumenti sostenuti sono stati registrati anche per il marchio Jordan. I dati sorprendono positivamente Wall Street che premia il titolo in Borsa, dove arriva a guadagnare fino al 4,6%.