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Crypto news importanti da parte di Ripple (XRP), la quale, secondo Bloomberg, prevede di realizzare l’80% delle nuove assunzioni al di fuori degli Stati Uniti.
Nello specifico, Brad Garlinghouse ha dichiarato che l’azienda valuterà le opportunità di assunzione nei paesi con normative chiare.
News da parte di Ripple (XRP): nuove assunzioni in paesi con maggiore chiarezza normativa per le crypto
Di recente, Ripple ha pianificato di effettuare l’80% delle sue nuove assunzioni al di fuori degli Stati Uniti, focalizzandosi su paesi con un quadro normativo chiaro, come ha dichiarato il CEO Brad Garlinghouse in un’intervista a Bloomberg mercoledì.
Garlinghouse ha evidenziato mercati come Singapore, Hong Kong, il Regno Unito e Dubai, dove i governi collaborano con l’industria e forniscono regole chiare, spiegando che questa è la ragione principale per cui Ripple sta aumentando il suo personale al di fuori degli Stati Uniti.
Inoltre, come sappiamo, Ripple e la Securities Exchange Commission degli Stati Uniti sono stati protagonisti di una disputa legale.
La SEC, tempo fa, ha accusato Ripple di violazioni delle leggi sui titoli.
Tuttavia, nel corso di questo processo, Ripple ha ottenuto una vittoria parziale quando, a luglio, un giudice statunitense ha stabilito che la vendita dei token XRP di Ripple su piattaforme di scambio e tramite algoritmi non costituiva contratti di investimento.
Nonostante ciò, la SEC ha cercato di appellarsi contro questa decisione. Il CEO Brad Garlinghouse ha commentato che questa confusione sembra essere un modo per la SEC di consolidare il proprio potere, poiché continuano ad avanzare azioni legali.
Oltre a portare Ripple in tribunale, la Securities Exchange Commission (SEC) ha anche intrapreso azioni legali quest’anno contro importanti piattaforme di exchange di criptovalute, tra cui Coinbase e Binance.
Azione legale della SEC: impatto sui token e sul mercato crypto
Le recenti azioni legali della SEC contro i principali exchange di criptovalute potrebbero spingere 19 token citati nei documenti giudiziari a riconsiderare la loro operatività in giurisdizioni legalmente più favorevoli, secondo diversi analisti.
Tuttavia, l’impatto definitivo rimane incerto. Nel frattempo, le criptovalute native di alcuni noti protocolli hanno subito perdite significative.
Sean Farrell, capo della ricerca sugli asset digitali presso la società di dati FundStrat, ha dichiarato in merito quanto segue:
“Non sono sicuro che le cause legali siano una sorpresa per chiunque segua l’attuale programma della SEC. Vogliono soffocare le rampe di accesso con oneri legali costosi in modo tale che tutti si trasferisce all’estero.”
Come sappiamo, nei mesi precedenti la SEC ha accusato sia Binance che Coinbase di offrire titoli non registrati al pubblico, tra altre accuse.
Queste cause mettono in luce le questioni in sospeso riguardo alla natura delle criptovalute, se siano considerate titoli, beni o altro.
Ricordiamo che i titoli rappresentano investimenti negoziabili utilizzati per la raccolta di capitali.
Inizialmente, la SEC aveva avvisato Coinbase delle sue intenzioni di intentare un’azione legale all’inizio di quest’anno, inviando un Wells Notice, al quale Coinbase ha risposto a aprile.
Un Wells Notice è una notifica che segnala l’intenzione dell’agenzia di intraprendere un’azione legale contro un’azienda. Nel frattempo, la SEC ha condotto un’attenta sorveglianza su Binance negli ultimi anni.