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BERNA/BELLINZONA - Siamo consapevoli della situazione particolare del Ticino, ma non possiamo accettare la vostra richiesta di abolire le notifiche online. È questa in sostanza la risposta del Consiglio Federale, per mano della ministra Simonetta Sommaruga, al Consiglio di Stato. Le parole di Sommaruga sono contenute in una lettera del 26 maggio inviata al Governo in risposta a uno scritto che i nostri ministri avevano inviato alla Confederazione dopo la decisione del Gran Consiglio di abolire la facoltà di notifica online per padroncini e lavoratori distaccati.
Il Governo ticinese, dando seguito alla volontà parlamentare, chiedeva a Berna di impedire ai padroncini di potersi notificare per i lavori in Ticino sul sito della Confederazione. Ma da Berna, come detto, è giunto un altro no.
"Consapevole della situazione specifica del Ticino e della sua particolare esposizione in termini di mercato del lavoro - si legge nel testo - il Consiglio Federale prende seriamente i timori della popolazione, dei rappresentanti politici e delle autorità di esecuzione. Nell'ambito della libera circolazione delle persone, la Svizzera si è tuttavia impegnata a liberalizzare le prestazioni di servizi transfrontalieri di durata inferiore o uguale di 90 giorni all'anno. A meno di seri motivi di interesse generale non è pertanto possibile limitare il diritto di fornire prestazioni".
Simonetta Sommaruga fa notare che: "Un'applicazione differenziata in funzione dei Cantoni equivarrebbe a una disparità di trattamento per quanto riguarda la procedura da applicare (online o allo sportello). La procedura di notifica elettronica è lo strumento più consono al conseguimento dell'obbiettivo perseguito, che consiste nel controllo sull'osservanza delle condizioni di lavoro e di retribuzione in Svizzera".
Secondo il Consiglio Federale l'abolizione della procedura delle notifiche online in Ticino "rischierebbe di minare la lotta al dumping salariale e sociale, giacché non sarebbe possibile garantire sistematicamente il recapito tempestivo dei dati rilevati ai competenti organi di controllo". Insomma, secondo Berna, si otterrebbe l'esatto contrario di quanto ci si propone con la richiesta dell'abolizione della notifica online. "Vi è poi un certo rischio di veder aumentare i casi di lavoro nero, proprio a causa delle modalità onerose della procedura di notifica allo sportello", chiosa la Consigliera Federale.
Nella lettera si precisa comunque che il futuro statuto dei padroncini, e con esso anche la modalità di notifica online, verrà valutato nell'ambito dell'applicazione dell'iniziativa popolare "Contro l'immigrazione di massa". Insomma, Berna lascia intendere che, proprio come richiesto dal Ticino benché non previsto dal testo dell'iniziativa, anche i padroncini potrebbero in qualche modo rientrare nelle misure restrittive accettate dal popolo il 9 febbraio.
AELLE/emmebi