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"Non abbiate paura": nel giorno in cui a Bruxelles sono riuniti i ministri dell'Interno dell'Unione europea, da Parigi arriva l'accorato avvertimento sulla crisi dei migranti in Europa targato Ocse, che stima per il 2015 oltre un milione di richieste d'asilo.
"I dirigenti europei non possono permettersi di avere paura", avverte il segretario generale dell'organizzazione, Angel Gurria, presentando a Parigi l'ultimo outlook sulle prospettive migratorie internazionali. "La crisi dei rifugiati non è una di quelle crisi su cui si può fare finta di niente", ha aggiunto il messicano, secondo cui, se "ben gestito", il fenomeno dell'immigrazione può addirittura rivelarsi un'opportunità, un volano per la "crescita" e l'"innovazione".
Secondo l'organismo internazionale "l'Europa raggiungerà nel 2015 un livello senza precedenti di richiedenti asilo e rifugiati", salendo fino a oltre "un milione di procedure d'asilo".
"L'attuale crisi umanitaria - si avverte - è senza precedenti. I costi umani sono spaventosi e inaccettabili". "Una stima di 350mila-450mila persone otterrà certamente lo status di rifugiato o simile. Si tratta di una cifra superiore a qualsiasi altra crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale", continua l'Ocse, insistendo sulla necessità di una "politica globale" con strumenti di lungo termine.
Colpisce la schiettezza di Gurria: "Il ripristino dei controlli alle frontiere, la costruzione di barricate, forse faranno guadagnare tempo ai Paesi già saturi ma nessuno può seriamente pensare di ostacolare questi migranti pronti a tutto per andare avanti. Per questo, qualunque sia la sensibilità o l'ambivalenza dell'opinione pubblica, i responsabili europei dovranno rispondere all'unisono alla crisi, in modo coordinato e coraggioso".
E ancora: "Se oggi l'Europa investe nell'accettazione o l'integrazione dei richiedenti asilo, potrà trarne da domani considerevoli benefici". "I nostri studi all'Ocse dimostrano che l'immigrazione, se ben gestita, può stimolare la crescita e l'innovazione". "In questo momento di crisi - conclude Gurria nel suo accorato appello ai 28 membri dell'Ue - dovremmo tutti ricordarci delle parole dello scrittore messicano Carlos Fuentes: "Riconosciti in chi non è come te".
Per l'Ocse i Paesi in "prima linea" continuano ad essere Grecia, Italia ed Ungheria. Nonostante l'emergere di nuovi itinerari nel Mediterraneo orientale, la "strada centrale", quella "che arriva in Italia" continua ad essere "fortemente usata" dai migranti, si legge nel rapporto. "Secondo le ultime stime disponibili - prosegue l'organismo - da gennaio oltre 330.000 persone sono continuate ad affluire via mare in Europa, tra cui circa 210.000 sbarchi in Grecia e 120.000 in Italia".
Germania, Svezia e Austria sono le principali destinazioni. La prima in termini assoluti, le seconde due in rispetto alla popolazione. Da Parigi è infine arrivato un particolare avvertimento per i profughi minorenni. Basti pensare che nel 2014 sono "stati 24.000, circa il 4% dell'insieme dei richiedenti asilo nell'Unione europea". Un problema delicatissimo che rappresenta un'ulteriore sfida per i Paesi d'accoglienza.