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Il Consiglio nazionale ha adottato giovedì il controprogetto indiretto, proposta dalla sua commissione, da opporre all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili". Se pure gli Stati optassero per questa scelta, i promotori potrebbero ritirare il loro testo, come d'altronde hanno già anticipato, anche se dopo la revisione del Parlamento dovesse risultare molto annacquato.
Alla base della proposta sta la protezione dell'essere umano e dell'ambiente imponendo alle multinazionali svizzere e alle loro controllate regole etiche più severe. Sarebbero ad esempio tenute a verificare regolarmente le conseguenze delle loro attività all'estero. Quelle che dovessero sgarrare, verrebbero sanzionate in funzione di quanto prevede il diritto elvetico.
La variante privilegiata dalla Camera del popolo, ovviamente meno esigente su diversi punti, prevede, ad esempio, incombenze attenuate o del tutto inesistenti a seconda dei casi.
ATS/dg
- RG 18.30 del 14.06.18: la corrispondenza di Gian Paolo Driussi
Pareri a confronto
La puntata di Modem Multinazionali responsabili, verso il compromesso? Il copresidente del comitato Dick Marty ha confermato il ritiro dell'iniziativa in caso di adozione del controprogetto alle Camere per giungere a una rapida applicazione delle regole. Altrimenti si dovrà passare dalle urne. Un'eventualità che non causa timori ai promotori della raccolta di firme, certi di aver argomenti sufficientemente forti (lotta al lavoro minorile, difesa della salute e tutela ambientale) da opporre alla forza economica di chi contrasta l'introduzione di regole di diligenza supplementari per le aziende elvetiche.