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COIRA - Contagi su. Ospedali pieni. E si teme per chi il Covid non ce l'ha ma vede posticipate operazioni e terapie importanti. Come i malati di tumore. Secondo la Lega contro il cancro, che fa riferimento a uno studio britannico sulla prima ondata pandemica, posticipare di quattro settimane un intervento chirurgico contro un tumore può aumentare il rischio di morte del paziente dal 6 all’8%.
Roger von Moos, primario di oncologia all’Ospedale cantonale dei Grigioni, giudica queste cifre come plausibili. «Si tratta di un valore elevato», spiega al TagesAnzeiger, «paragonabile alla chemioterapia aggiuntiva dopo un’operazione, che aumenta le possibilità di sopravvivenza tra il 6 e l’8%».
In caso di rinvio delle operazioni, continua Moos, è inoltre possibile che la chemioterapia venga eseguita prima dell’operazione invece che dopo, per evitare che il tumore si ingrandisca. Ma questa procedura viene scelta solo se le prospettive di sopravvivenza del paziente sono buone.
Il rafforzarsi della pandemia rende poi le persone meno inclini a recarsi in ospedale per dei controlli, anche se osservano dei sintomi. Questo complica le cose, conclude Moos, e fa sì che, una volta scoperto il tumore, si debba far fronte a una malattia di stadio più avanzato. Questo fenomeno ha fatto danni soprattutto durante la prima ondata: secondo l'Ufficio federale di statistica, il numero di ricoveri per cancro è infatti diminuito del 16% nella primavera del 2020. E, alla fine dello scorso anno, questo valore era ancora inferiore del 4% rispetto agli anni precedenti.