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L'Unione svizzera degli imprenditori (USI) esige che i frontalieri e i lavoratori con permessi di soggiorno di meno di un anno vengano esclusi dai contingenti previsti dall'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa.
Lo ha ribadito oggi in occasione della Giornata degli imprenditori 2015 che si è svolta a Berna.
L'economia sostiene inequivocabilmente gli accordi bilaterali con l'Ue che "assicurano la prosperità della Svizzera" molto meglio di un accordo di libero scambio, ha detto Valentin Vogt, presidente dell'USI.
La giornata, intitolata "La Svizzera nel cuore dell'Europa", è stata l'occasione per ribadire la posizione degli imprenditori in merito all'applicazione dell'iniziativa votata il 9 febbraio 2014. L'USI chiede che i contingenti siano applicati solo quando l'immigrazione netta supera una soglia limite. Frontalieri e lavoratori con permessi di soggiorno inferiori a 12 mesi non dovrebbero essere limitati.
La preferenza nazionale dovrà essere applicata in maniera "pragmatica", spiega l'USI: bisognerà tenerne conto già al momento della fissazione delle soglie massime di immigrazione e dei contingenti. In questo modo "gli obblighi imposti alle imprese e alle autorità risulterebbero notevolmente ridotti, come pure i rischi di conflitto con l'accordo di libera circolazione". Gli imprenditori esigono inoltre di partecipare in qualità di membri alla Commissione dell'immigrazione per far valere i bisogni delle imprese.