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Le ambasciate, i consolati e le scuole francesi all'estero saranno chiuse in una ventina di paesi musulmani venerdì, giorno della grande preghiera, per misura di "precauzione" dopo la pubblicazione di caricature di Maometto in Francia. Lo ha reso noto il ministero degli esteri, precisando che "non ci sono minacce" appurate contro nessun obiettivo.
In precedenza il ministro Laurent Fabius aveva dichiarato ai microfoni di France Info che la Francia ha preso "precauzioni particolari di sicurezza" per proteggere le sue ambasciate.
La Francia ha d'altro canto vietato la manifestazione di protesta in programma sabato prossimo a Parigi contro il film anti-Islam americano: lo ha annunciato il premier Jean-Marc Ayrault: "Non c'è ragione di lasciar entrare nel nostro Paese conflitti che nulla hanno a che vedere con la Francia", ha detto alla radio RTL.
Ayrault, sempre ai microfoni di RTL, ha ricordato che in Francia c'è la possibilità di un ricorso alla magistratura per chi si sente offeso dalle caricature o da presunte offese a Maometto o all'islam.
Dal canto suo, il ministro dell'Interno Manuel Valls ha convocato a mezzogiorno i principali rappresentanti della comunità musulmana in Francia, dopo la pubblicazione di vignette di Maometto sul settimanale Charlie Hebdo. Lo ha riferito il presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Mohammed Moussaoui.
All'incontro sono stati invitati, oltre al citato Moussaoui, il rettore della Grande moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, e rappresentanti dell'Unione delle organizzazioni islamiche in Francia, gruppo ritenuto vicino ai Fratelli musulmani.
SDA-ATS