Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/24263

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>L'interrogazione ordinaria fa riferimento al primo rapporto sulla Svizzera della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI): "En outre, il est important que les hommes politiques résistent à la tentation d'avoir recorus à des discours politiques qui tendent à faire des immigrés, réfugiés et demanderus d'asile des boucs émissaires des problèmes sociaux et économiques." (paragrafo 14). Un secondo rapporto dell'ECRI sulla Svizzera è previsto per la primavera del 2000.</p><p></p><p>In considerazione dell'importanza numerica e del significato economico e culturale della popolazione straniera per la Svizzera, nonché dell'attenzione prestata al tema dall'opinione pubblica è di fondamentale importanza che tutte le problematiche in questione possano essere discusse in modo aperto e senza riserve. Questioni come integrazione, istruzione, opportunità professionali, costi, assistenza pubblica, salute, concessione del diritto d'asilo e respingimenti, lotta alla criminalità, ecc. vanno discusse senza ingiurie e generalizzazioni sulla base dell'appartenenza etnica o nazionale, della religione o del colore della pelle, tenendo sempre presente gli apprezzamenti alla popolazione straniera per il lavoro svolto a favore dell'intera società svizzera.</p><p></p><p>Il principio della libertà d'opinione va certo rispettato, ma è valido nella misura in cui le esternazioni non ledano la dignità altrui. Il Consiglio federale è convinto che in questo ambito i politici svolgano un'importante funzione esemplare. A più riprese e in modo esplicito il Consiglio federale ha condannato ogni forma di razzismo e di antisemitismo.</p><p></p><p>Il Consiglio federale si impegna perché nell'amministrazione federale si attui una politica d'informazione coerente e aperta, che affronti le questioni riguardanti gli stranieri e i rifugiati con chiarezza e sensibilità.</p>  Risposta del Consiglio federale.