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Una maggioranza di centrosinistra ha rifiutato il 18 giugno scorso di dare all’esercito i mezzi per adempiere il suo mandato costituzionale, ossia garantire la sicurezza della popolazione. Si continua così con la politica d’insicurezza degli ultimi vent’anni: si dà un mandato all’esercito, ma si rifiuta di dargli in maniera definitiva i mezzi per svolgerlo. L’UDC non parteciperà a tale politica e invita il parlamento a tornare alla ragione.
Toccata dai conflitti aperti a breve distanza dal paese (Ucraina, Siria, ecc.) e dalla minaccia terroristica, l’attuale situazione in termini di sicurezza internazionale esige un esercito forte e affidabile. L’UDC s’è perciò impegnata con determinazione a favore di un esercito con un effettivo di 140’000 persone, con a disposizione mezzi finanziari per almeno 5,4 miliardi di franchi l’anno e dotato di una struttura direttiva efficace. Ma il Consiglio nazionale non ha voluto garantire nemmeno un finanziamento di 5 miliardi di franchi e quindi un effettivo di 100’000 persone. È impossibile, in queste condizioni, garantire la sicurezza della popolazione. Questo atteggiamento è irresponsabile.
L’UDC invita il Consiglio degli Stati prima, poi il Consiglio nazionale, a correggere il progetto in questo senso e a garantire finanziariamente il mandato che danno all’esercito. Qualsiasi altra politica è ingannevole e costituisce un gioco pericoloso con la sicurezza della popolazione.
UDC Svizzera
Berna, 19 giugno 2015