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Lo ha deciso il Consiglio federale. Entreranno in vigore oggi alle 18
La Svizzera adotta ulteriori provvedimenti nei confronti della Russia riprendendo le ultime sanzioni emanate dall’Unione europea. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale. Entreranno in vigore oggi alle 18.00.
Le misure comprendono una base giuridica per introdurre limiti massimi di prezzo al petrolio greggio e ai prodotti petroliferi russi (oil price cap) e limitazioni riguardanti altri prodotti siderurgici, beni per l’aviazione e l’industria spaziale e beni economicamente importanti per la Russia, precisa una nota del Governo.
I provvedimenti includono anche il divieto di fornire altri servizi (consulenza informatica, ingegneria, architettura, consulenza giuridica) al governo russo e a imprese russe, nonché di far parte dei consigli di amministrazione di alcune società statali russe. In questo modo la Svizzera assicura l’accesso alla giustizia svizzera e garantisce pienamente lo Stato di diritto, sottolinea l’Esecutivo, aggiungendo che questa era la condizione da lui stesso posta per l’adozione dei nuovi divieti.
Oltre ad adottare le misure elencate sopra, che fanno parte dell’ottavo pacchetto di sanzioni dell’UE, il Consiglio federale ha emanato un embargo sulle armi nei confronti della Russia, peraltro esteso anche all’Ucraina per motivazioni inerenti alla neutralità svizzera.
Finora questo embargo nei confronti della Russia era stato attuato in gran parte in base alla legislazione vigente sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego, ricorda l’Esecutivo, precisando che con l’adozione dell’embargo sulle armi, ora esso figura esplicitamente nell’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina.
Infine il Consiglio federale - che già in agosto aveva sottolineato l’intenzione della Svizzera di contribuire alla lotta contro le crisi alimentari ed energetiche globali - ha deciso oggi di consentire, attraverso la modifica della relativa ordinanza, l’acquisto di alcuni concimi a condizione che i beni siano destinati a un Paese terzo. La decisione si basa sulla particolare importanza della Svizzera nel commercio globale di fertilizzanti.