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Dal 2019, il canone radio-tv per ogni economia domestica scenderà dagli attuali 451 a 365 franchi all'anno, ossia un franco al giorno. Il primo anno la società Serafe, che ha preso il posto di Billag, invierà una fattura parziale e poi una annuale.
In principio tutti dovranno pagare per i programmi della SSR. Come spiegato stamane in conferenza stampa dai responsabili di Serafe e dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).
Famiglie divise in 12 gruppi
Per comodità, le economie domestiche sono state suddivise in 12 gruppi, quanti sono i mesi dell'anno. Se vi trovate nel gruppo di gennaio, riceverete una fattura di 365 franchi. Se vi trovate nel secondo gruppo, ossia febbraio, riceverete una fattura parziale per il mese di gennaio e in febbraio la fattura annuale, e così via.
Se, ad esempio, la famiglia X è stata assegnata a maggio, in gennaio riceverà una fattura parziale per quattro mesi (gennaio-aprile) e in maggio la prima fattura annuale per 365 franchi. Nel maggio 2020, riceverà una fattura annuale di 365 franchi.
Sono esenti dal canone le persone che godono di prestazioni complementari dell'AVS o dell'AI. Queste ultime dovranno inviare copia del documento in cui si conferma il beneficio delle prestazioni a Serafe. In questo caso, tutti i membri della famiglia saranno esentati. L'esenzione è valida anche retroattivamente al primo gennaio 2019.
Anche i non vedenti o i sordi possono essere esonerati: in questi casi bisognerà presentare un certificato medico a Serafe.
Infine, l'esenzione può essere fatta valere anche da quelle economie domestiche in cui nessuno dei membri dispone della possibilità di ricevere programmi radio-tivù.
SSR: 1,2 miliardi
Grazie al nuovo sistema, la Società svizzera di radiotelevisione nel 2019 otterrà 1,2 miliardi. L'importo versato alle emittenti private regionali dovrebbe passare dagli attuali 67,5 milioni a 81 milioni, ossia il 6% del provento totale del canone, il massimo previsto dalla Legge federale sulla radiotelevisione.
Due milioni di franchi all'anno sono inoltre previsti come misura di sostegno a Keystone-ATS, l'agenzia di stampa nazionale.