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L'eventuale ingresso di Finlandia e Svezia nell'Alleanza atlantica non rappresenterebbe un rischio per questi stessi Paesi. “Bisogna essere concreti su queste cose. Il Paese esposto è l’Ucraina, già pensare che sia esposta la Moldova è un’esagerazione. Le truppe russe non arriveranno là. Non hanno la capacità di farlo”. Ne è convinto Alessandro Politi, direttore della NATO Defense college Foundation, un think thank creato a Roma nel 2011.
L'avvicinamento di questi Paesi alla NATO avrebbe come unica conseguenza “un maggior attrito politico con Mosca, ma non c'è il rischio di una seconda guerra d’inverno", afferma Politi. "Questa urgenza è assolutamente solo politica, da un punto di vista strategico militare è molto relativa. A meno che i russi non decidano delle azioni completamente eclatanti (si può anche perseverare negli errori), non c’è nessuna minaccia imminente per la Svezia e per la Finlandia, anche se prendono queste posizioni assolutamente legittime”, ribadisce.
Per l’adesione serve il sì di tutti i membri: qualcuno potrebbe opporsi?
“È molto difficile dirlo: questi negoziati generalmente vengono fatti a porte chiuse. Il problema è che se qualcuno spinge verso una rapida adesione, anzitutto crea un precedente, perché non c’è una minaccia diretta versi questi Paesi, e perché bisogna chiedersi qual è il loro contributo alla sicurezza dell’Alleanza. Con questi Paesi, la frontiera nord viene considerevolmente allungata, e questo è un dato oggettivo".