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La Chiesa apre alla restituzione del corpo imbalsamato di Schepenese, figlia di un sacerdote
SAN GALLO - Una mummia esposta da oltre 200 anni nella biblioteca dell'abbazia di San Gallo potrebbe finalmente tornare in Egitto. Dopo l'impegno in questo senso del regista e autore di teatro svizzero Milo Rau, la Chiesa cattolica cantonale ha fatto sapere che esaminerà tale eventualità e che contatterà le autorità del Cairo.
La mummia di Schepenese, la figlia di un sacerdote, risale all'incirca a 2600 anni fa. Il corpo imbalsamato è attualmente esposto all'interno di una bara di vetro. Si trova in Svizzera dal 1820, anno in cui il presidente del governo sangallese, Karl Müller von Friedberg, la ricevette in regalo.
La mummia è di recente balzata agli onori della cronaca. Il mese scorso, Milo Rau ha infatti comunicato la volontà di investire la somma - 30'000 franchi - insignitagli in occasione del Gran Premio culturale di San Gallo in favore del suo rimpatrio nella terra dei faraoni.
Secondo il drammaturgo, l'esposizione nella città elvetica di questo patrimonio "rubato" agli egiziani è "indegna", dichiarazioni che avevano suscitato un certo scalpore.
Nel frattempo, il consiglio amministrativo della Chiesa cattolica sangallese, in quanto proprietario di tutte le collezioni della biblioteca, ha analizzato la situazione, facendosi consigliare da esperti culturali e giuridici, si legge in una nota odierna. L'organo ora «studierà da vicino la possibilità di restituire Schepenese all'Egitto».
Per il consiglio è importante che un tale atto avvenga in maniera degna. Il caso deve venire trattato con serietà, ha detto, citato nel comunicato, il suo presidente Raphael Kühne.