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ZURIGO - Il nuovo presidente del consiglio di amministrazione (Cda) di Credit Suisse sarà un esperto banchiere internazionale di nazionalità portoghese, noto anche per aver avuto un burnout che lo ha portato a rivalutare la salute mentale dei dipendenti: il nome - che nessuno si aspettava - è António Horta-Osório.
Il Cda proporrà agli azionisti l'elezione di Horta-Osório nella prossima assemblea generale annuale, in programma il 30 aprile 2021, ha indicato oggi l'istituto. Il 56enne portoghese - attualmente numero uno di Lloyds Banking Group, la maggiore banca retail e commerciale del Regno Unito - sostituirà Urs Rohner, che oggi ha compiuto 61 anni e che lascerà la carica dopo 12 anni, durata massima del mandato nell'organo di sorveglianza.
Nel posto finora occupato dallo spesso criticato Rohner, che banchiere non era (bensì giurista), subentrerà quindi una personalità ultra-qualificata in ambito bancario. Horta-Osório ha infatti cominciato la carriera nel 1987 presso Citigroup in Portogallo, dal 1991 al 1993 ha operato presso Goldman Sachs a New York e Londra, nel 1993 è passato a Santander, in cui ha ricoperto diverse funzioni manageriali, sviluppando ed espandendo l'attività in vari paesi chiave, dal Brasile all'Inghilterra, passando da Spagna e Portogallo. Da marzo 2011 ricopre il ruolo attuale presso Lloyds: ha riportato la società in carreggiata, dopo il salvataggio statale del 2008. Dal 2009 al 2011 è stato anche membro della Court of Directors della Banca d'Inghilterra, organo strategico dell'istituto centrale di Londra.
«Darà un importante contributo» - «Mi fa molto piacere che il Cda proponga come mio successore un riconosciuto e apprezzato professionista del mondo bancario internazionale», afferma il presidente Rohner, citato in un comunicato odierno. «Con il suo impressionante curriculum - prosegue - darà un contributo importante al successo futuro della nostra banca».
Quello di presidente di Credit Suisse è uno dei posti più importanti (e meglio pagati) nell'economia elvetica: non stupisce quindi che negli ultimi mesi l'interesse dei media sia stato forte. Il nome alla fine scelto non era però stato avanzato da nessuno. Il fatto che il prescelto potesse essere straniero non veniva invece escluso, considerato che ai suoi vertici l'istituto ha già un cittadino elvetico, il Ceo Thomas Gottstein.
La nomina a sorpresa viene peraltro vista tutt'altro che negativamente. «Delle sue qualità non dubitiamo», afferma un analista della Zürcher Kantonalbank, la banca cantonale di Zurigo. Conosce il settore come le sue tasche e non è un avvocato, cosa che il mercato apprezzerà, aggiunge l'esperto. Horta-Osório gode di buona fama, gli fa eco un commentatore di Vontobel; e, cosa interessante, è una specialista del ramo retail e commerciale come lo è il nuovo Ceo di UBS Ralph Hamers (subentrato a Sergio Ermotti).
Ha parole positive persino Inside Paradeplatz, il portale di notizie finanziarie sempre molto informato e spesso poco tenero nei confronti dei manager. «Il neo-designato è preceduto da una buona reputazione, sia negli affari che come essere umano», scrive l'articolista. Il blog fa anche riferimento all'esaurimento nervoso subito da Horta-Osório nel 2011, poco dopo aver preso le redini di Lloyds.
Il "malato più pagato della city" - Il dirigente aveva dovuto staccare, era rimasto lontano dall'ufficio per otto settimane e i tabloid inglesi avevano parlato del malato più pagato della city. Tornato all'inizio del 2012, aveva detto di non voler essere preso in considerazione per l'assegnazione dei bonus dell'anno prima (che sarebbe potuto arrivare a 2 milioni di sterline). Ma il burnout ha lasciato soprattutto il segno sulla sua visione da top manager: da quel momento in poi ha sostenuto iniziative per proteggere i dipendenti dal sovraccarico psicologico e dalla pressione eccessiva.
«Sempre al massimo è impossibile» - «Non si può essere al massimo delle prestazioni per sempre», ha affermato ancora quest'anno in un'intervista alla BBC. La sua esperienza personale lo ha portato a rivalutare l'importanza del benessere mentale, in una banca che ha in organico 65'000 persone. «Ho avuto un'esperienza personale che mi ha aiutato ad essere più sensibile, ma non credo che questo sia un must. Non è necessario che tu ci sia passato», ha spiegato. «Io ho imparato nel modo più duro. Almeno una persona su tre nella vita ha un problema di salute mentale: quindi il tema è in realtà molto più comune di quanto si possa credere».
L'orientamento espresso da Horta-Osório potrebbe suonare come musica nelle orecchie dei dipendenti di Credit Suisse, che analogamente ai colleghi di altri istituti hanno dovuto far fronte negli ultimi lustri a momenti non sempre facili sulla scia delle molte ristrutturazioni. Ma le sfide che aspettano il nuovo dirigente sono anche di natura economico-finanziaria, alcune delle quali emergenti dalle nebbie del passato: è notizia di oggi che Credit Suisse rischia di dover pagare 680 milioni di dollari per una vertenza legale legata ai subprime negli Stati Uniti. Servono nuovi accantonamenti, cosa che potrebbe trascinare la banca in rosso nel quarto trimestre.
L'ultima parola va comunque lasciata all'interessato. «Sono molto lieto di essere proposto come presidente del Cda di Credit Suisse», afferma Horta-Osório, citato nel comunicato della banca. «Quello attuale è un momento che offre grandi opportunità al gruppo, ai collaboratori, ai clienti e agli azionisti». A partire dal prossimo aprile si saprà quale impronta saprà dare alla banca fondata nel 1856 a Zurigo quale Schweizeriche Kreditanstalt (Credito Svizzero, CS) dal celebre imprenditore Alfred Escher.