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Si è riunito per la prima volta oggi a Berna il gruppo di lavoro sulle abitazioni secondarie, istituito dalla consigliera federale Doris Leuthard dopo l'approvazione popolare dell'iniziativa che ne chiede una limitazione. Le parti rappresentate hanno espresso le loro esigenze e discusso le priorità, indica una nota diramata dopo l'incontro.
Il mandato del gruppo - illustrato ai componenti dalla stessa Leuthard - prevede innanzitutto di chiarire le "questioni più impellenti" e, in seguito, di preparare i relativi adeguamenti sul piano legislativo.
Il sì del popolo svizzero, l'11 marzo scorso, all'iniziativa "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!" lanciata dall'ecologista Franz Weber, rende necessari numerosi adeguamenti legali al nuovo articolo costituzionale approvato. Al riguardo, rileva nel comunicato l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), vi sono questioni giuridiche a cui il testo dell'iniziativa non dà una risposta precisa e univoca e sulle quali il gruppo di lavoro deve fare chiarezza.
Esso deve innanzitutto definire il concetto stesso di abitazione secondaria, per poi stabilire come vanno interpretate le disposizioni transitorie e come procedere per la loro applicazione. L'obiettivo è "risolvere, se possibile a livello di ordinanza, le questioni più impellenti entro la fine dell'estate". Come seconda priorità, il gruppo di lavoro ha il mandato di preparare i necessari adeguamenti a livello di legge. Verso metà aprile sentirà altre cerchie interessate "per farsi un'idea delle diverse esigenze in gioco". I membri si riuniranno nuovamente verso la fine del mese.
Il gruppo di lavoro è diretto dall'ARE. Esso comprende in particolare rappresentanti del comitato d'iniziativa, della Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA), della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP), della Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA), della Conferenza svizzera dei pianificatori cantonali (COPC), dell'Associazione dei comuni svizzeri (ACS) e del Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB). Ne fanno parte anche esperti di turismo dell'Università di San Gallo e rappresentanti dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), dell'Ufficio federale di statistica (UST), dell'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO).
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