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In occasione della recente riunione dell'intergruppo parlamentare Croce Rossa, gli specialisti della Croce Rosa Svizzera hanno espresso preoccupazione per la situazione precaria dei sans-papiers. In effetti, nonostante il test e la vaccinazione anti-COVID-19 oggi siano gratuiti, molti di loro potrebbero rinunciare a ricorrervi per paura di essere denunciati. Altri non sono assicurati contro le malattie o non conoscono abbastanza la lingua o il sistema svizzero per informarsi correttamente sulla propria situazione. (...)
Per l'ennesima volta, presso l'Agenzia ONU per i profughi palestinesi (UNRWA), che la Svizzera sostiene con 20 milioni di franchi all'anno, è stato trovato materiale didattico antisemita e che istiga all'odio, e questo benché l'UNRWA abbia assicurato più volte in passato di aver provveduto a risolvere il problema. In una risposta a un intervento presentato nell'aprile del 2016 il Consiglio federale aveva precisato: "La Svizzera non sostiene in nessun caso organizzazioni che incitano all'odio, alla violenza, al razzismo o all'antisemitismo". Eppure l'UNRWA è un'organizzazione che fomenta violenza, odio, razzismo e antisemitismo. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti : (...)
In virtù della Costituzione federale e della Convenzione sui diritti del fanciullo, tutti i minori hanno diritto a un'istruzione scolastica di base completa e gratuita. Un nuovo rapporto della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura constata che nei diversi centri federali d'asilo (CFA) la durata dell'insegnamento varia da tre a cinque giorni alla settimana. L'età per l'obbligo scolastico si orienta alla rispettiva legislazione cantonale. Secondo quanto indicato dalla SEM, in due CFA i minorenni frequentano la scuola fino al raggiungimento della maggiore età. (...)
In vari settori non ci sono abbastanza apprendisti e giovani professionisti per soddisfare la domanda delle aziende. Da un nuovo studio (SFM 2019) emerge che molti giovani immigrati tardivamente hanno le capacità per seguire una formazione professionale, ma hanno bisogno di due o più anni per potersi preparare adeguatamente. (...)
Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento una base legale che vieti alle impiegate dell'Amministrazione federale e delle imprese con partecipazione o controllo maggioritario da parte della Confederazione di indossare il hijab, il velo islamico o qualsiasi indumento che copra il viso o la testa se svolgono un'attività a contatto con il pubblico.
Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali - in particolare nella Legge federale sull'asilo (LAsi) e nelle relative ordinanze - per permettere l'esercizio di un'attività lucrativa ai richiedenti la cui domanda di asilo è stata negata. Questo per mantenere la loro autonomia finanziaria in attesa che la decisione di allontanamento venga, nella misura in cui questa sia possibile, eseguita. Infatti, in taluni casi la SEM ritiene esigibile l'allontanamento che di fatto è inattuabile in assenza di richiesta volontaria della persona che deve tornare in Patria o perché il rimpatrio forzato non viene ammesso. In questi casi il richiedente l'asilo rimane sul nostro territorio senza poter lavorare, risp. frequentare corsi di formazione, in condizioni di emarginazione sociale e professionale e - non da ultimo - a carico dell'aiuto sociale.