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Noi, ricercatori presso le scuole universitarie svizzere, esprimiamo la nostra preoccupazione per le trasformazioni della ricerca: concorrenza sfrenata, peggioramento delle condizioni di lavoro, ostacoli alla carriera, corsa alle pubblicazioni, svalutazione dell’insegnamento, discriminazione femminile…
Per far fronte a questi problemi, chiediamo a tutti i livelli decisionali di mettere in atto senza indugi le 10 misure seguenti:
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• Tutti i ricercatori devono essere remunerati commisuratamente alle loro responsabilità e ai loro titoli.
• Le spese per i corsi, le percentuali minime e altre situazioni professionali precarie devono essere abolite.
• Il tempo dedicato alla ricerca personale (come nel caso della tesi) deve essere riconosciuto e remunerato.
• Il lavoro del dottorando deve essere riconosciuto come una professione che dà diritto a una remunerazione e a un certificato di lavoro.
• Borse di studio e assegni di ricerca devono essere trasformati in salari, adeguando i livelli attuali per tener conto dei contributi sociali.
• La percentuale dei contratti rinnovabili o a tempo indeterminato, laddove esistano, deve essere notevolmente aumentata, sin dai primi anni di post-dottorato.
•Dobbiamo batterci contro la diffusione dei progetti di ricerca a tempo determinato e con finanziamenti esterni.
• L'autorità preposta alle assunzioni e la direzione scientifica dovrebbero essere due entità diverse (ad esempio, un istituto e un professore).
• All'inizio del rapporto di lavoro, un disciplinare dettagliato dovrebbe specificare i ruoli e le responsabilità del ricercatore e del responsabile della direzione scientifica.
• In caso di conflitto, in merito tanto alla gestione scientifica quanto al rapporto di lavoro, un rappresentante dell'organismo in questione (assistenti, dottorandi, ecc.) deve sempre partecipare alle riunioni.
• Il cambiamento di direzione della tesi in caso di conflitto deve essere garantito e istituzionalizzato, per consentire a un dottorando di ultimare la propria tesi di laurea.
• Il sistema del comitato di dottorato, all'interno del quale la supervisione della tesi diventa una responsabilità collettiva, deve essere promosso.
• La valutazione dei candidati per un posto o una pubblicazione deve concentrarsi sull'esame di un numero limitato di testi selezionati dagli stessi candidati.
• Il calcolo dei fattori d'impatto e la classificazione delle riviste scientifiche devono essere energicamente combattuti.
• La varietà di modi di trasmettere i risultati di una ricerca va riconosciuta e favorita, a seconda della disciplina e della natura della ricerca (libri, articoli scientifici, pubblicazioni in formato digitale, opere di divulgazione, ecc.).
• I lavori di ricerca in corso o futuri devono essere sempre tenuti in considerazione.
• L'imposizione ai ricercatori di un percorso "standardizzato" deve essere contrastata.
• La rapidità di un percorso (durata della tesi, numero di anni trascorsi prima di ottenere un lavoro stabile, ecc.) non garantisce in assoluto la qualità della ricerca condotta.
• I congedi maternità o la riduzione dell'orario di lavoro non devono essere di detrimento alla carriera
• È necessario attuare una politica ambiziosa di promozione della donna.
• Occorre promuovere la parità tra uomini e donne in tutti i processi decisionali.
• Una vasta offerta di servizi pubblici per la prima infanzia deve essere attuata in particolare mediante la creazione di un numero sufficiente di posti negli asili nido.
• Tutte le madri, indipendentemente dal loro status, e in particolare per i contratti a tempo determinato e di lavoro a tempo determinato, devono poter beneficiare del congedo minimo di maternità obbligatoria.
• Tutti i membri della comunità universitaria (ricercatori, docenti, personale amministrativo e tecnico, studenti) devono essere coinvolti, direttamente e indirettamente, nelle decisioni che li riguardano.
• La partecipazione deve essere efficace anche a livello di unità di ricerca.
• In tutti i settori, il confronto con le consuetudini delle altre scuole universitarie dovrebbe aiutare a identificare le migliori pratiche esistenti e applicarle ovunque.
• Questo confronto dovrebbe riguardare, fra l'altro, i salari, gli orari di lavoro, la protezione dei salariati, la durata dei contratti, la democrazia interna e il coinvolgimento dei soggetti interessati nei processi decisionali.
• I contratti degli assistenti dovrebbero riservare almeno il 60% del tempo del lavoro alla preparazione della tesi.
• I contratti dei dottorandi finanziati dal FNS, della durata di quattro anni, devono riservare il 100% del tempo al lavoro di preparazione della tesi.
• La durata dei contratti a tempo parziale deve essere estesa in modo da riflettere la percentuale d'impegno.
• Ogni maternità giustifica la proroga di un anno di tutti i contratti a tempo determinato.
• Il lavoro del personale amministrativo e tecnico deve essere riconosciuto e valorizzato in ogni ricerca.
• La valutazione del lavoro deve essere eseguita anche a livello collettivo.
• Dobbiamo far sì che i risultati della ricerca restino un bene collettivo, pubblico e, per quanto possibile, libero.
975 firme raccolte !
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|Cometta Mosè||Dottorando Doc.Ch||FGSE||Université de Lausanne|
|Contarini Filippo||Wiss. Assistent||Rechtswissenschaft||Universität Luzern|
|Fresta Luca||Dottorando||Matematica||Universität Zürich|
|Vadilonga Valeria||psychologie Psychoterapie||Université de Lausanne|
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