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Per gli americani, la Svizzera è un partner forte nella lotta al terrorismo. Per rafforzare la collaborazione è stata decisa la creazione di una task force comune.
Lo ha annunciato venerdì a Washington la consigliera federale Ruth Metzler al termine della sua visita di due giorni negli Stati Uniti. Metzler ha fatto tappa a New York e a Washington, dove ha incontrato il ministro della giustizia John Ashcroft.
Clima disteso
"Il colloquio si è svolto in un clima molto, molto disteso" ha precisato soddisfatta la responsabile della giustizia elvetica, che era accompagnata dal direttore dell'Ufficio federale di giustizia, Heinrich Koller, e dal procuratore pubblico della Confederazione, Valentin Roschacher.
Nel corso del colloquio, la rappresentante elvetica ha spiegato all'interlocutore americano che cosa si sta facendo in Svizzera per combattere il terrorismo e per evitare che qualcuno abusi della piazza finanziaria elvetica. "Abbiamo fatto capire chiaramente - ha precisato la consigliera - che in Svizzera non c'è posto per terroristi".
Parlando delle procedure in corso, il procuratore pubblico della Confederazione ha rilevato che la collaborazione tra i due paesi è buona, ma ha ammesso che si potrebbe fare ancora di più. Finora la Svizzera ha bloccato 42 conti per un importo totale di 24 milioni di franchi. Inoltre gli Stati Uniti hanno posto sulle loro liste nere i nomi di alcuni svizzeri e Al Taqwa, una ditta che aveva la sua sede in Ticino.
Per poter dar seguito alle richieste americane, le autorità svizzere hanno bisogno di informazioni specifiche e non solo di sospetti. La signora Metzler e il procuratore pubblico hanno colto l'occasione di questo viaggio per spiegare agli interlocutori americani la particolare procedura elvetica.
Una task force per facilitare lo scambio di informazioni
Se l'iter per l'assistenza giudiziaria è lungo lo si deve al fatto che da noi vige un sistema federale. Le decisioni non vengono prese da Berna, ma da tribunali locali che hanno bisogno di specifiche informazioni. Aschroft conosce bene questa problematica, perché anche gli Stati Uniti devono fare i conti con sistemi analoghi.
Dai colloqui che ho avuto - ha precisato Roschacher - è emersa chiaramente la volontà di cooperare e di comunicare. In particolare è stata decisa la creazione di una task force della quale faranno parte rappresentanti elvetici e statunitensi. Il suo compito sarà soprattutto quello di facilitare lo scambio d'informazioni, per accellerare le procedure. Nelle prossime settimane saranno regolati i dettagli di questa collaborazione e una nuova delegazione elvetica ritornerà a Washingto alla fine del mese.
Tracciando un bilancio del suo viaggio, la signora Metzler ha affermato di essere "molto contenta di aver stabilito un filo diretto con il ministro della giustizia americano". "Per me era importante conoscere personalmente il responsabile della giustizia americana. Questo può rivelarsi un fatto importante qualora venissero a crearsi problemi concreti".
Prima di venire a Washington la signora Metzler era stata a New York a visitare la zona dove prima sorgevano le torri gemelle. "E stata una visita impressionante" ha rilevato la ministra che ha avuto l'opportunità di informarsi sui problemi legati a questo tipo di disastri, ma anche di parlare con la gente che quotidianamente continua a lavorare sul luogo del sinistro.
Prima di rientrare a Berna, la singnora Metzler ha fatto tappa ad Alexandria, una città della Virginia alle porte di Washington, dove ha visitato un'istituzione privata che si occupa della ricerca di bambini scomparsi.
Anna Luisa Ferro Mäder, Washington