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"Anche da una prospettiva di sinistra non si giustifica una immigrazione senza freni. Vogliamo una immigrazione che serva al paese". Ad affermarlo è il presidente del Partito socialista svizzero Christian Levrat. Egli nega tuttavia che il PS si sia spostato improvvisamente a destra sulla questione.
"Siamo sicuramente ancora per l'apertura", dice il consigliere nazionale friburghese in interviste pubblicate oggi dai quotidiani "Aargauer Zeitung" e "Die Südostschweiz". "Non diciamo che ci sono troppi stranieri", puntualizza: "La libera circolazione delle persone è stata positiva. Il problema è che la gente non la vede in questo modo, perché si trova a risentire soprattutto degli effetti negativi: pressione sui salari, esclusione dal mercato del lavoro e abitativo."
Secondo Levrat, "dobbiamo meglio ripartire i guadagni" che reca al paese l'immigrazione. Ci vogliono misure che portino a "far profittare tutti della crescita economica, non solo i manager, gli azionisti e gli speculatori".
Il presidente socialista respinge l'affermazione secondo cui il partito porrebbe soltanto ora in primo piano il problema dell'immigrazione, mettendosi a rimorchio della destra: "da dieci anni mettiamo in guardia dalle conseguenze indesiderate della libera circolazione", "abbiamo fatto approvare misure di accompagnamento", ma "i controlli hanno mostrato grossi abusi".
"Esigo che questi abusi siano combattuti", con l'introduzione generalizzata di salari minimi, come pure rafforzando i controlli e rendendo più severe le sanzioni. "E non da oggi", afferma Levrat.
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