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Propongo qui un piccolo esperimento mentale il cui scopo è saggiare i limiti di alcuni principi morali per metterli in discussione, non per criticarli o rifiutarli.
Il principio morale in discussione è quello dell’autodeterminazione, e pertanto quanto segue andrebbe commentato unicamente da chi riconosce la validità e l’importanza di questo principio in situazioni come quelle descritte; i sostenitori della sacralità della vita sono quindi pregati di non lasciare commenti dal momento che, nella loro visione del mondo, l’esperimento mentale in quanto tale non avrebbe senso.
John Stuart, nel pieno possesso delle proprie facoltà e perfettamente in grado di intendere e di volere, manifesta la propria volontà di non venire mantenuto artificialmente in vita in caso di gravi danni cerebrali, volontà vincolante in base alla legge vigente in questo esperimento mentale.
In seguito a un grave incidente, John Stuart si ritrova nella triste situazione di: a) dover ricorrere a un respiratore artificiale; b) avere enormi problemi cognitivi.
John Stuart non è in grado di intendere e di volere: riesce a malapena a formulare pochi e semplici pensieri di senso compiuto. Una cosa è comunque sicura: John Stuart non vuole smettere di vivere. Pur nelle limitazioni del respiratore artificiale e nella pochezza della sua vita mentale, John Stuart è felice.
Quale manifestazione di volontà è giusto che prevalga, qui: quella di John Stuart prima dell’incidente, che vorrebbe essere sedato e distaccato dal respiratore, oppure quella di John Stuart dopo l’incidente, che vuole invece continuare a vivere?
Si tenga presente che in seguito all’incidente John Stuart è stato dichiarato incapace di intendere e di volere, con tutte le conseguenze legali che ciò comporta, mentre prima dell’incidente John Stuart era perfettamente capace di intendere e di volere.
Un breve commento personale: il problema riguarda l’identità personale di John Stuart prima (John Stuart1) e dopo (John Stuart2) l’incidente.
Se John Stuart1 e John Stuart2 sono due persone diverse, mi sembra ovvio che debba prevalere la volontà della persona attualmente presente, quindi di John Stuart2.
Se viceversa John Stuart1 e John Stuart2 sono la stessa persona, allora si tratta di stabilire se la volontà manifestata dopo l’incidente possa sostituire la volontà manifestata prima dell’incidente e qui non riesco a dare una risposta definitiva.