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Micheline Calmy-Rey eletta presidente con brutto risultato
BERNA - Micheline Calmy-Rey succederà l'anno prossimo a Doris Leuthard alla presidenza della Confederazione. La socialista ginevrina di 65 anni è stata eletta stamani dall'Assemblea federale con il peggior risultato mai realizzato. Anche l'elezione di Eveline Widmer-Schlumpf alla vicepresidenza del governo è stata mediocre.
Micheline Calmy-Rey ha raccolto soltanto 106 voti su 189 schede valide. Per la responsabile della diplomazia svizzera, questo risultato è un vero e proprio ammonimento. Nessun esponente del governo ha mai raccolto così pochi voti. Il primato era finora del radicale Edmund Schulthess, eletto nel 1920 con 136 voti. Allora, però, l'Assemblea federale annoverava 233 membri, contro i 246 attuali.
L'esponente socialista, che accede alla presidenza della Confederazione per la seconda volta, è "abituata" a risultati modesti: anche nel 2007, in occasione della prima elezione alla presidenza non aveva brillato, raccogliendo solo 147 voti voti su 192 schede valide. Lo scorso settembre, al momento dell'elezione per due mesi alla vicepresidenza del Consiglio federale (al posto del dimissionario Moritz Leuenberger), aveva raccolto appena 126 voti su 193 schede valide.
La tirata d'orecchie alla ministra degli esteri si spiega con la sua tendenza ad agire da sola, in particolare in occasione della vicenda libica, ciò che ha irritato più di un parlamentare. Il rapporto della commissione della gestione degli Stati su questo dossier, pubblicato venerdì scorso, non ha risparmiato la consigliera federale.
L'avvertimento di numerosi deputati a Calmy-Rey si è tradotto in voti di protesta e in preferenze espresse nei confronti di altri consiglieri federali. Così, 27 di loro hanno inserito nell'urna scheda bianca, mentre 33 voti sono confluiti sul ministro dell'interno Didier Burkhalter (PLR), 20 sul ministro della difesa Ueli Maurer (UDC), altri 20 sulla ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf (PBD) e 10 sulla neoeletta ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga (PS).
Va notato che è la quarta volta che la presidenza della Confederazione è in mano femminili. Oltre ai due passaggi di Micheline Calmy-Rey, la carica è stata assunta da Ruth Dreifuss (PS) nel 1999 e da Doris Leuthard (PPD) nel 2010. È anche la prima volta che una donna succede a una donna ed è la quinta che un rappresentante di Ginevra occupa questa carica.
Con un'elezione un po' migliore (146 voti su 222 schede valide), Eveline Widmer-Schlumpf è invece stata eletta vicepresidente del Consiglio federale per il 2011. Un risultato modest, ma che non può essere considerato alla stregua dell'avvertimento lanciato a Calmy-Rey.
La ministra grigionese ha subito le conseguenze dell'UDC che aveva lasciato libertà di voto. I voti dei democentristi sono così confluiti massicciamente sul "loro" consigliere federale Ueli Maurer, che ha ricevuto 46 suffragi. Il ministro dell'interno Didier Burkhalter (PLR) ne ha ottenuti 17 e la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga (PS) 10. Per l'UDC, la ministra grigionese "non è eleggibile", dal momento che aveva permesso nel 2007 il siluramento dal governo di Christoph Blocher.
Se l'esponente del Partito Borghese Democratico (PBD) riuscirà nel 2012 ad assumere la presidenza della Confederazione è ancora scritto nelle stelle. Infatti la sua poltrona di consigliera federale potrebbe vacillare dopo le elezioni federali dell'autunno 2011. In caso di nuova vittoria elettorale o di riconferma delle posizioni attuali, l'UDC tornerà alla carica per rivendicare il secondo seggio in Consiglio federale. Il piccolo PBD, frutto di una scissione in seno all'UDC, potrà difficilmente giustificare un posto nel governo federale.