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Il rapporto delle Commissioni della gestione (Cdg) del Parlamento sulla sospensione del progetto "Difesa terra-aria 2020" (DTA, più noto con la sigla tedesca BODLUV) ha suscitato alcune perplessità.
I rappresentanti dell'organo di vigilanza parlamentare hanno subìto non poche critiche da parte dei media quanto alla composizione e ai criteri di scelta del gruppo di lavoro.
Quest'ultimo, responsabile della valutazione e della stesura del rapporto, era composto dai consiglieri agli Stati Claude Janiak (PS/BL), Alex Kuprecht (UDC/SZ) e Damian Müller (PLR/LU), nonché dai consiglieri nazionali Thomas de Courten (UDC/BL), Ida Glanzmann (PPD/LU) e Doris Fiala (PLR/ZH).
Al momento della sua istituzione non è stato possibile tener conto di tutti i criteri partitici e linguistici, ha riconosciuto il presidente della Cdg, il "senatore" Hans Stöckli (PS/BE). Nessun parlamentare latino (né romando né ticinese) vi era rappresentato.
Sulla stampa è stata invece criticata la prossimità dell'organo di sorveglianza con gli ambienti militari. Ma, stando a Doris Fiala, "non vi sono stati conflitti di interesse durante l'inchiesta".
Voci critiche
Le conclusioni del rapporto sono state particolarmente prese di mira. Una forte minoranza della Commissione della gestione del Nazionale (9 voti contrari a fronte di 11 favorevoli) ha infatti respinto il documento nel suo insieme. Stando ad Hans Stöckli, tali parlamentari ritengono che la sospensione del progetto "fosse opportuna" viste in particolare le indiscrezioni e la polemica suscitate dall'altro dossier concernente i veicoli militari Duro.
Secondo la minoranza, si voleva evitare un nuovo "affare Gripen". Inoltre, a suo avviso, l'entourage del ministro della difesa Guy Parmelin avrebbe dovuto informarlo in maniera più attiva.
Dal canto suo, Doris Fiala ha puntato il dito contro "la politica di parte" sostenuta da alcuni membri in un dossier che ha sollevato "molte emozioni". A suo avviso, sarebbe stato meglio attenersi ai fatti.
Taluni, secondo Claude Janiak, non hanno capito la differenza tra una commissione della gestione e un'altra commissione: "la questione non era di sapere se si dovesse o no criticare il consigliere Parmelin". "Avrei agito allo stesso modo anche se si trattava di un ministro PLR", ha rilevato Doris Fiala.
SDA-ATS