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Incarto n. 11.1999.00138 Lugano 19 novembre 1999 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani segretario: Ambrosini, vicecancelliere sedente per statuire nella causa __. __._____ (azione di divisione) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza del 15 settembre 1999 da __________, __________ e __________ __________, __________ (patrocinati dall'avv. __________ __________, __________) contro __________ __________, __________; esaminati gli atti, posti i seguenti: punti di questione: 1. Se deve essere accolta l’appellazione del 6 novembre 1999 presentata da __________ __________ contro la sentenza emessa il 27 ottobre 1999 dal Pretore del Distretto di Bellinzona; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto in fatto: che __________ 1997 è morta a __________ __________ __________ nata __________ (1920), lasciando quali eredi i figli __________ (1946) e __________ __________ (1950); che l'____________________ 1998 __________ __________ è a sua volta deceduto, lasciando quali eredi la moglie __________ nata __________ (1946) con i figli __________ (1971) e __________ (1974); che il 15 settembre 1999 __________, __________ e __________ __________ hanno chiesto al Pretore del Distretto di Bellinzona la divisione dell'eredità; che all'udienza del 27 ottobre 1999 gli istanti hanno confermato la domanda, mentre __________ __________ non si è presentato; che con sentenza del 27 ottobre 1999 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha ordinato la divisione dell’eredità e ha nominato l’avv. __________ __________ in qualità di notaio divisore; che contro la citata sentenza __________ __________ ha introdotto il 6 novembre 1999 uno scritto nel quale chiede, in sostanza, di invalidare la decisione impugnata; che lo scritto non è stato notificato alle controparti; considerando in diritto: che l'atto del ricorrente può essere trattato solo alla stregua di un appello, unico rimedio ordinario esperibile contro la sentenza impugnata (art. 307 segg. CPC); che un appello deve contenere, oltre alle richieste di giudizio, i motivi di fatto e di diritto su cui si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC), pena la nullità dell'atto (art. 309 cpv. 5 CPC); che per l'art. 604 cpv. 1 CC la divisione dell'eredità può essere chiesta in ogni tempo da ciascun coerede, in quanto non sia tenuto per contratto o per legge a rimanere in comunione; che la comunione ereditaria costituisce infatti uno stadio intermedio e transitorio ( Piotet, in: Traité de droit privé suisse, Droit successoral, vol. IV, 1975, pag. 760); che, chiamato a pronunciarsi su un'istanza di divisione, il giudice deve limitarsi a constatare che il richiedente abbia qualità di erede, che l'azione sia diretta contro tutti i coeredi e che la divisione non sia convenzionalmente o legalmente esclusa conformemente all'art. 604 cpv. 1 CC (DTF 109 II 409 consid. 2; Rep. 1984 pag. 279 e 1971 pag. 253); che in concreto l'appellante si esaurisce in generiche argomentazioni sui rapporti personali con le controparti, senza confrontarsi con la decisione impugnata né indicare i motivi per cui la divisione sarebbe esclusa o potrebbe essere sospesa a norma dell'art. 604 cpv. 2 CC, segnatamente ove l'immediata esecuzione possa recare pregiudizio considerevole al valore dell'eredità; che nelle condizioni descritte l'appello sfugge a un esame di merito (art. 309 cpv. 5 CPC); che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC); che in concreto si può nondimeno soprassedere – eccezionalmente – dal prelevare spese, l'appellante risultando sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore; che non si giustifica nemmeno assegnare ripetibili alle controparti, cui l'appello non è nemmeno stato notificato; in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L’appello è irricevibile. 2. Non si riscuotono tasse, spese, né ripetibili. 3. Intimazione: – __________ __________, __________. – avv. __________ __________, __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona. Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello La presidente Il segretario

Incarto n. 11.1999.00138 Incarto n. 11.1999.00138

Incarto n. 11.1999.00138 Lugano 19 novembre 1999 /rgc Lugano

Lugano 19 novembre 1999 /rgc

19 novembre 1999 /rgc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d'appello La prima Camera civile del Tribunale d'appello

La prima Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani

Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani segretario: segretario:

segretario: Ambrosini, vicecancelliere Ambrosini, vicecancelliere

Ambrosini, vicecancelliere sedente per statuire nella causa __. __._____ (azione di divisione) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza del 15 settembre 1999 da

sedente per statuire nella causa __. __._____ (azione di divisione) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza del 15 settembre 1999 da __________, __________ e __________ __________, __________ (patrocinati dall'avv. __________ __________, __________) __________, __________ e __________ __________, __________

__________, __________ e __________ __________, __________, __________ (patrocinati dall'avv. __________ __________, __________)

(patrocinati dall'avv. __________ __________, __________) contro contro

contro __________ __________, __________; __________ __________, __________;

__________ __________,, __________; esaminati gli atti,

esaminati gli atti, posti i seguenti:

posti i seguenti: punti di questione: 1. Se deve essere accolta l’appellazione del 6 novembre 1999 presentata da __________ __________ contro la sentenza emessa il 27 ottobre 1999 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

punti di questione: 1. Se deve essere accolta l’appellazione del 6 novembre 1999 presentata da __________ __________ contro la sentenza emessa il 27 ottobre 1999 dal Pretore del Distretto di Bellinzona; 2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto

Ritenuto in fatto: che __________ 1997 è morta a __________ __________ __________ nata __________ (1920), lasciando quali eredi i figli __________ (1946) e __________ __________ (1950);

in fatto: che __________ 1997 è morta a __________ __________ __________ nata __________ (1920), lasciando quali eredi i figli __________ (1946) e __________ __________ (1950); che l'____________________ 1998 __________ __________ è a sua volta deceduto, lasciando quali eredi la moglie __________ nata __________ (1946) con i figli __________ (1971) e __________ (1974);

che l'____________________ 1998 __________ __________ è a sua volta deceduto, lasciando quali eredi la moglie __________ nata __________ (1946) con i figli __________ (1971) e __________ (1974); che il 15 settembre 1999 __________, __________ e __________ __________ hanno chiesto al Pretore del Distretto di Bellinzona la divisione dell'eredità;

che il 15 settembre 1999 __________, __________ e __________ __________ hanno chiesto al Pretore del Distretto di Bellinzona la divisione dell'eredità; che all'udienza del 27 ottobre 1999 gli istanti hanno confermato la domanda, mentre __________ __________ non si è presentato;

che all'udienza del 27 ottobre 1999 gli istanti hanno confermato la domanda, mentre __________ __________ non si è presentato; che con sentenza del 27 ottobre 1999 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha ordinato la divisione dell’eredità e ha nominato l’avv. __________ __________ in qualità di notaio divisore;

che con sentenza del 27 ottobre 1999 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha ordinato la divisione dell’eredità e ha nominato l’avv. __________ __________ in qualità di notaio divisore; che contro la citata sentenza __________ __________ ha introdotto il 6 novembre 1999 uno scritto nel quale chiede, in sostanza, di invalidare la decisione impugnata;

che contro la citata sentenza __________ __________ ha introdotto il 6 novembre 1999 uno scritto nel quale chiede, in sostanza, di invalidare la decisione impugnata; che lo scritto non è stato notificato alle controparti;

che lo scritto non è stato notificato alle controparti; considerando

considerando in diritto: che l'atto del ricorrente può essere trattato solo alla stregua di un appello, unico rimedio ordinario esperibile contro la sentenza impugnata (art. 307 segg. CPC);

in diritto: che l'atto del ricorrente può essere trattato solo alla stregua di un appello, unico rimedio ordinario esperibile contro la sentenza impugnata (art. 307 segg. CPC); che un appello deve contenere, oltre alle richieste di giudizio, i motivi di fatto e di diritto su cui si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC), pena la nullità dell'atto (art. 309 cpv. 5 CPC);

che un appello deve contenere, oltre alle richieste di giudizio, i motivi di fatto e di diritto su cui si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC), pena la nullità dell'atto (art. 309 cpv. 5 CPC); che per l'art. 604 cpv. 1 CC la divisione dell'eredità può essere chiesta in ogni tempo da ciascun coerede, in quanto non sia tenuto per contratto o per legge a rimanere in comunione;

che per l'art. 604 cpv. 1 CC la divisione dell'eredità può essere chiesta in ogni tempo da ciascun coerede, in quanto non sia tenuto per contratto o per legge a rimanere in comunione; che la comunione ereditaria costituisce infatti uno stadio intermedio e transitorio ( Piotet, in: Traité de droit privé suisse, Droit successoral, vol. IV, 1975, pag. 760);

che la comunione ereditaria costituisce infatti uno stadio intermedio e transitorio ( Piotet, in: Traité de droit privé suisse, Droit successoral, vol. IV, 1975, pag. 760); Piotet che, chiamato a pronunciarsi su un'istanza di divisione, il giudice deve limitarsi a constatare che il richiedente abbia qualità di erede, che l'azione sia diretta contro tutti i coeredi e che la divisione non sia convenzionalmente o legalmente esclusa conformemente all'art. 604 cpv. 1 CC (DTF 109 II 409 consid. 2; Rep. 1984 pag. 279 e 1971 pag. 253);

che, chiamato a pronunciarsi su un'istanza di divisione, il giudice deve limitarsi a constatare che il richiedente abbia qualità di erede, che l'azione sia diretta contro tutti i coeredi e che la divisione non sia convenzionalmente o legalmente esclusa conformemente all'art. 604 cpv. 1 CC (DTF 109 II 409 consid. 2; Rep. 1984 pag. 279 e 1971 pag. 253); che in concreto l'appellante si esaurisce in generiche argomentazioni sui rapporti personali con le controparti, senza confrontarsi con la decisione impugnata né indicare i motivi per cui la divisione sarebbe esclusa o potrebbe essere sospesa a norma dell'art. 604 cpv. 2 CC, segnatamente ove l'immediata esecuzione possa recare pregiudizio considerevole al valore dell'eredità;

che in concreto l'appellante si esaurisce in generiche argomentazioni sui rapporti personali con le controparti, senza confrontarsi con la decisione impugnata né indicare i motivi per cui la divisione sarebbe esclusa o potrebbe essere sospesa a norma dell'art. 604 cpv. 2 CC, segnatamente ove l'immediata esecuzione possa recare pregiudizio considerevole al valore dell'eredità; che nelle condizioni descritte l'appello sfugge a un esame di merito (art. 309 cpv. 5 CPC);

che nelle condizioni descritte l'appello sfugge a un esame di merito (art. 309 cpv. 5 CPC); che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);

che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC); che in concreto si può nondimeno soprassedere – eccezionalmente – dal prelevare spese, l'appellante risultando sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore;

che in concreto si può nondimeno soprassedere – eccezionalmente – dal prelevare spese, l'appellante risultando sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore; che non si giustifica nemmeno assegnare ripetibili alle controparti, cui l'appello non è nemmeno stato notificato;

che non si giustifica nemmeno assegnare ripetibili alle controparti, cui l'appello non è nemmeno stato notificato; in applicazione dell'art. 313 bis CPC,

in applicazione dell'art. 313 bis CPC, pronuncia: 1. L’appello è irricevibile. pronuncia: 1. L’appello è irricevibile. 2. Non si riscuotono tasse, spese, né ripetibili.

2. Non si riscuotono tasse, spese, né ripetibili. 3. Intimazione:

3. Intimazione: – __________ __________, __________.

– __________ __________, __________. – avv. __________ __________, __________.

– avv. __________ __________, __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona. Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello La presidente Il segretario

La presidente Il segretario