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BERNA - Attualmente le indennità di perdita di guadagno di numerosi artisti vengono rifiutate. Visto il moltiplicarsi degli annullamenti nel settore culturale a causa della pandemia, la Taskforce Culture ha inviato una lettera all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) perché riveda la sua pratica con le casse di compensazione.
La pratica attuale concernente l'indennità di perdita di guadagno è una misura di risparmio, ha indicato la Taskforce Cultura in una nota odierna. Questo nonostante il Parlamento abbia confermato a più riprese di voler compensare le perdite di guadagno causate dalle misure sanitarie qualora gli indipendenti subissero una riduzione del 30% della cifra d'affari abituale, prosegue.
Gli artisti sono di nuovo colpiti duramente dalla recrudescenza della pandemia e dalla cancellazione di feste di Natale private e aziendali, eventi amatoriali e tour internazionali.
Secondo la Taskforce Cultura le casse di compensazione cantonali invocano la ragione seguente: attualmente non vi è nessuna misura decretata dalla Confederazione e dai cantoni nell'ambito culturale che darebbe diritto a un'indennità. Ma visto l'aumento del numero di casi e per evitare un sovraccarico degli ospedali, il Consiglio federale ha deciso nuove misure che hanno già portato all'annullamento di numerosi eventi.
La Taskforce Cultura sottolinea inoltre che la tempistica di un tale inasprimento della concessione di queste indennità non è comprensibile, soprattutto perché gli attori culturali e gli organizzatori hanno ampiamente esaurito le loro riserve finanziarie.
Infine, una tale pratica non deriva dalla legge Covid-19, dall'ordinanza o dalle circolari attuali dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. Il fatto che il fatturato dei settori colpiti - che comprendono non solo la cultura ma anche, per esempio, il settore degli eventi e la ristorazione - non sia ancora tornato alla normalità è una diretta conseguenza delle misure adottate negli ultimi mesi per contenere la pandemia.
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