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GINEVRA - Una donna boliviana sans-papiers di 46 anni, condannata per soggiorno illegale, ha presentato una richiesta di grazia presso il Gran Consiglio del canton Ginevra. La donna era stata scoperta dalle autorità dopo che aveva presentato denuncia per un'aggressione subita in un bar.
La notizia, diffusa dal quotidiano "La Tribune de Genève" è stata confermata all'ats dal legale della boliviana, Yann Lam. Secondo l'avvocato, l'unico torto della donna è quello di non avere un permesso di soggiorno in Svizzera. La 46enne, che si mantiene facendo le pulizie, non ha commesso nessun'altra infrazione e non ha alcun precedente penale.
In linea di principio la giustizia ginevrina tende a chiudere un occhio in caso di sans-papiers vittime di reati penali, precisa Lam, secondo cui quello della sua assistita è un caso anomalo. È inspiegabile che il Ministero pubblico abbia in questo caso riservato alla donna un trattamento diverso.
Se il Gran Consiglio accorderà la grazia alla donna, quest'ultima si vedrà cancellare la condanna per soggiorno illegale in Svizzera. «Vogliamo evitare che si crei una giustizia di seconda classe per le persone che non osano denunciare reati commessi ai loro danni perché senza documenti validi per la Svizzera», sottolinea Lam.