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È stata raggiunta una tregua nel braccio di ferro in corso negli Stati Uniti tra i principali operatori telefonici e le compagnie aeree sull'entrata in funzione da oggi, mercoledì, della nuova rete 5G. At&T e poco dopo Verizon hanno annunciato martedì che ritarderanno l'avvio intorno ad alcuni aeroporti per evitare il potenziale "caos" paventato dal settore dei trasporti e dalle compagnie costruttrici Boeing ed Airbus, che laddove i ripetitori sono troppo vicini alle piste temevano interferenze con le strumentazioni, ed in particolare con i radioaltimetri durante gli atterraggi con scarsa visibilità.
I due colossi telefonici non hanno risparmiato però critiche alle autorità per il tempo impiegato a reagire all'avvio del 5G, previsto almeno da due anni. E hanno accusato la FAA di non essere stata in grado di fare "quello che altri 40 Paesi hanno già fatto", ossia installare in tutta sicurezza la tecnologia 5G senza perturbare i servizi aerei.
Senza la misura temporanea, migliaia di voli sarebbero stati a rischio di cancellazione, ma i disagi sono comunque serviti. Nell'attuale situazione di incertezza, diverse compagnie aeree straniere, come Japan Airlines, China Airlines e Cathay Pacific, hanno comunque deciso di sospendere per il momento una parte dei loro collegamenti o di cambiare modello di aereo. Questo in attesa che la FAA pubblichi nuove direttive precise. Le interferenze sarebbero possibili - in particolare - con i radioaltimetri dei Boeing 777. Emirates ha quindi per esempio soppresso i voli per Boston, Chicago, Dallas, Houston, Miami, San Francisco e Seattle, confermando invece quelli per Los Angeles, New York e Washington.