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Ignazio Cassis non sarà per forza il nuovo ministro degli esteri. Vista la sua esperienza accumulata nel settore della sanità - come medico cantonale, presidente di Curafutura e presidente della Commissione della sicurezza sociale e della sanità - il ticinese potrebbe ambire al Dipartimento federale dell'interno (DFI), detenuto oggi dal socialista Alain Berset. Ma potrebbe anche ereditare il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) o quello della difesa (DDPS).
La tradizione vuole che il Consiglio federale si riunisca con il nuovo eletto il venerdì che segue l'elezione, ovvero dopodomani. In quell'occasione i ministri già in carica esprimono il loro auspicio per ordine di anzianità di appartenenza in governo. Di conseguenza, il neo consigliere federale si pronuncerà per ultimo. In caso di disaccordo su un determinato dipartimento, il governo procederà a una votazione.
La popolare-democratica Doris Leuthard, la prima a poter esprimere la sua preferenza, non dovrebbe abbandonare le redini del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), tanto più che l'argoviese ha annunciato che non si presenterà per una nuova legislatura. Anche Ueli Maurer non dovrebbe abbandonare la guida del Dipartimento delle finanze (DFF), che ha ripreso solo il 1° gennaio 2016. Dal canto suo, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha più volte dichiarato di sentirsi bene nel suo dipartimento. Non ha però ancora fatto sapere se si presenterà nel 2019 per una nuova legislatura. Restano il DFGP, il DFI - ossia i due dipartimenti diretti dai ministri socialisti, i quali potrebbero essere maggiormente tentati da un cambio di dipartimento - e il DDPS, il cui responsabile Guy Parmelin vorrebbe forse optare per un dipartimento più ambito. Simonetta Sommaruga potrebbe essere tentata di abbandonare il DFGP. Non era stata lei a volerlo quando è stata eletta. La socialista potrebbe quindi lasciare al PLR la responsabilità dell'asilo e degli stranieri. Sommaruga potrebbe però anche attendere la partenza di Leuthard per riprendere il DATEC. Anche Alain Berset potrebbe essere tentato di accasarsi agli esteri. L'attuale ministro degli interni si appresta infatti a portare termine il suo maggiore cantiere, quello della previdenza vecchiaia, in votazione il 24 settembre, e un suo successo potrebbe dargli la sensazione di aver compiuto il proprio dovere, passando ad altro. A maggior ragione in caso di insuccesso. Poliglotta - parla francese, tedesco, inglese, spagnolo e portoghese - il friburghese in gioventù aveva frequentato un corso per diplomatici, prima di darsi alla politica.
Ma il DFAE potrebbe anche interessare a Guy Parmelin. L'UDC potrebbe così maggiormente influenzare il dossier europeo. Il tal caso il vodese dovrebbe lasciare il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) meno di due anni dopo l'elezione. Non sarebbe comunque la prima volta che un consigliere federale "si fa le ossa" al DDPS prima di passare a un dipartimento più ambito.
Cassis guadagnerà 445mila franchi all'anno
Il nuovo consigliere federale Ignazio Cassis - così come i suoi colleghi - avrà un salario annuo lordo di 445'000 franchi. Allo stipendio si aggiunge poi un rimborso spese forfettario di 30'000 franchi all'anno. La Confederazione rimborsa inoltre le spese di telecomunicazione (rete fissa, cellulare, PC). La tassa per la radio e la televisione (canone radio-tv) è invece a carico dei consiglieri federali.
Ciascun membro del Consiglio federale, come pure il cancelliere della Confederazione, hanno diritto a due veicoli: uno di rappresentanza e uno di servizio. Tutti ricevono inoltre un abbonamento generale di 1a classe delle FFS e un abbonamento generale per gli impianti a fune svizzeri.
Da parte sua, il consigliere federale uscente Didier Burkhalter riceverà una rendita pari a metà salario, ossia circa 220'000 franchi. Questa regola vale per tutti i ministri che siedono almeno due anni in governo.
(Red/Ats)