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L’iniziativa popolare compie 125 anni; questo importante strumento della democrazia diretta, assieme al referendum, permette ai cittadini svizzeri di avere direttamente voce in capitolo nella gestione dello Stato.
Dopo diverse esperienze disomogenee che erano state introdotte a livello dei singoli cantoni per permettere che il popolo potesse modificare singoli articoli delle costituzioni cantonali, nel 1884, infine, Il Consiglio Federale decise di entrare in materia sul tema di una revisione della Costituzione federale che includesse l’introduzione di quello che oggi è un pilastro del sistema politico elvetico: l’iniziativa popolare.
Il 5 luglio 1891, dunque, il popolo accettò la riforma della Costituzione, accogliendone il nuovo articolo 118, che introduceva il diritto d’iniziativa a livello federale. L’articolo sull’iniziativa popolare fu approvato da oltre il 60% dei votanti e da 18 Cantoni, ottenendo dunque la doppia maggioranza. Dopo 43 anni di democrazia parlamentare, nasceva la democrazia diretta elvetica così come oggi la conosciamo. A detta di storici e politologi, questo assetto garantisce una migliore distribuzione del potere, in quanto il Parlamento ha perso il monopolio delle decisioni politiche e, a partire dal 1891, gli aventi diritto al voto hanno ottenuto il diritto di esprimersi su una moltitudine di temi.
L’iniziativa popolare, così come il referendum, permettono anche alle minoranze politiche di essere prese in considerazione nel dibattito pubblico. Infatti, se è vero che sulle 206 iniziative popolari che sono state presentate in votazione nel corso degli anni, solo 22, poco più di un decimo di esse, sono state accettate, è tuttavia anche vero che anche le proposte respinte hanno comunque stimolato la riflessione delle autorità, spingendole a presentare controproposte dirette o indirette.
Questo strumento si è evoluto nel tempo, per adeguarsi alla realtà e alle necessità del paese. Nel 1977, ad esempio, in considerazione dell’avvenuta evoluzione demografica e dell’estensione del diritto di voto alle donne nel 1971, il numero di firme da raccogliere per la riuscita di un’iniziativa fu aumentato da 50’000 alle attuali 100’000.
Il dibattito sull’efficacia dell’iniziativa è tuttora aperto, Senza dubbio, tuttavia, le iniziative popolari svolgono un ruolo importante nel suggerire temi alla politica, come pure nell’influenzarne il ritmo, talvolta accelerandolo e talvolta imponendo delle frenate.