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Giovanna d'Arco, santa bruciata sul rogo a 19 anni, condannata da "uomini di chiesa e teologi incapaci di vedere la bellezza della sua anima", è stata citata da Papa Benedetto XVI nell'udienza generale di oggi, come "esempio per quei laici impegnati nella vita politica, soprattutto nelle situazioni più difficili".
In tal senso il Papa ha invitato a leggere l'impegno di Giovanna "per la liberazione del suo popolo, inteso come opera di giustizia umana che compie nella carità". Per Giovanna d'Arco, come sarà "un secolo più tardi per un altro grande santo, Tommaso Moro", ha argomentato papa Ratzinger durante l'udienza generale nell'aula Paolo VI davanti a circa 4.000 persone, "la fede è la luce che illumina ogni scelta" e in "Gesù si contempla tutta la realtà della Chiesa, sia trionfante nel cielo che militante sulla terra".
"Molto forte e decisa, a soli 17 anni - ha rimarcato Benedetto XVI - Giovanna riuscì a convincere uomini insicuri e scoraggiati, a incontrare non senza difficoltà il delfino di Francia futuro Carlo VII e a superare l'esame dei teologi dell'università,, lei che non sapeva nè leggere nè scrivere. L'impegno della santa francese per la "liberazione del suo popolo", osserva il Papa, fu da lei deciso a tredici anni dopo la chiamata "attraverso la voce dell'arcangelo Michele, che la chiamava in prima persona a questo scopo".
SDA-ATS