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Il concetto di «sostenibilità» è stato inventato dal tedesco Hans Carl von Carlowitz, che lo menzionò la prima volta nella sua opera «Sylvicultura oeconomica» pubblicata nel 1713, in cui raccomandava di tagliare solo il legname che potesse ricrescere al fine di salvaguardare il patrimonio boschivo. La sostenibilità è lo stato a cui si aspira, lo «sviluppo sostenibile» il percorso per raggiungere questo obiettivo.
Nella Costituzione federale del 1999 lo sviluppo sostenibile è menzionato a più riprese: l’articolo 2 definisce gli scopi primari della Confederazione svizzera, tra cui la promozione dello sviluppo sostenibile; l’articolo 73 incarica invece la Confederazione e i Cantoni di operare a favore di «un rapporto durevolmente equilibrato tra la natura, la sua capacità di rinnovamento e la sua utilizzazione da parte dell’uomo».
L’Agenda 2030 dell’ONU, quadro di riferimento globale per la sostenibilità
Secondo la definizione dell’ONU, lo sviluppo è sostenibile se garantisce il soddisfacimento dei bisogni della generazione attuale senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Lo sviluppo sostenibile comprende tre dimensioni: «capacità economica», «solidarietà sociale» e «responsabilità ecologica». Per garantire che la sostenibilità possa essere raggiunta entro il 2030, dal 2016 è in vigore il quadro di riferimento globale per la sostenibilità Agenda 2030 che prevede 17 «Sustainable Development Goals (SDGs)». Anche la Svizzera ha adottato l’«Agenda 2030» e i suoi obiettivi che, pur essendo validi per tutti i Paesi, devono essere adeguati in base alle caratteristiche specifiche e alle priorità nazionali. In Svizzera gli sforzi si concentrano sulla promozione della produzione e del consumo responsabili (SDG 12), la riduzione delle disuguaglianze (SDG 10), la protezione del clima (SDG 13) e la tutela della biodiversità (SDG 15).
Implementazione in Svizzera
Dal 1997 il Consiglio federale definisce gli obiettivi di sostenibilità della Svizzera nella Strategia per uno sviluppo sostenibile, che rappresenta lo strumento principale per attuare l’Agenda 2030. Una delle linee guida fondamentali della strategia, la cui implementazione è coordinata e gestita dal Consiglio direttivo Agenda 2030, impone di tener conto in maniera equilibrata delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: «Nel definire la politica federale occorre tenere conto in eguale misura delle tre dimensioni, tra di loro complementari, della capacità economica, della solidarietà sociale e della responsabilità ecologica». Le politiche settoriali della Confederazione poggiano su questi principi e forniscono un quadro di riferimento per lo sviluppo della Svizzera nelle tre dimensioni della sostenibilità. Qui di seguito sono presentate brevemente in base alla dimensione prioritaria:
La politica regionale persegue obiettivi simili alla promozione dell’economia, in quanto mira a rafforzare la competitività delle regioni e ad aumentare il loro valore aggiunto, contribuendo così alla creazione e al mantenimento di posti di lavoro. Si mira a garantire una retribuzione adeguata dei lavoratori e a promuovere il loro sviluppo personale e condizioni di lavoro dignitose e paritarie. Gli obiettivi impliciti sono l’occupazione decentrata del territorio nazionale e la riduzione delle disparità regionali, il cui conseguimento può essere agevolato dall’adozione di un modello di tassazione equo. I limiti di sopportabilità ecologica sono rispettati.
Esempi di politiche o strategie settoriali della Confederazione:
- La politica economica monitora e commenta lo sviluppo economico a livello nazionale e internazionale, identifica i bisogni di politica economica e analizza la normativa federale applicabile in questo ambito.
- Il portale Economia verde della Confederazione illustra i diversi modelli operativi, le attività e le iniziative per ridurre la pressione della Svizzera sull’ambiente mantenendo o aumentando la sua competitività. Oltre a presentare le idee e le strategie che le aziende applicano già, spesso su base volontaria, per un uso più efficiente delle risorse e che consentono loro di ottenere utili o di accedere a nuovi mercati, il portale menziona anche i timori e le apprensioni degli ambienti economici. L’economia verde poggia sulla chiusura dei cicli.
- La Strategia energetica 2050 mira a ridurre il consumo di energia, incrementare l’efficienza energetica e promuovere le energie rinnovabili, in modo da ridurre la dipendenza della Svizzera dalle importazioni di combustibili fossili e potenziare la produzione nazionale di energia da fonti rinnovabili. Questo permette di creare posti di lavoro e genera investimenti in Svizzera. Non verranno costruite nuove centrali nucleari. Per lo sviluppo regionale sono interessanti anche il Programma Edifici o le gare pubbliche nel settore dell’efficienza energetica (ProKilowatt), nell’ambito dei quali vengono sostenute anche misure di efficienza nella produzione e distribuzione di elettricità (compresa la promozione della produzione di elettricità da calore disperso). Con la nuova legge sull’energia, i costi di demolizione sostenuti per costruire un nuovo edificio sono detraibili. Questo permetterà di promuovere le ristrutturazioni globali volte ad aumentare l’efficienza energetica. Inoltre, agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili è ora attribuito un interesse nazionale. Questo significa che quando le autorità o i tribunali sono chiamati a statuire nell’ambito della ponderazione di interessi, la protezione della natura e del paesaggio e la produzione di elettricità da fonti rinnovabili sono considerate entrambe interessi nazionali e, pertanto, sono equiparate.
- Tutti gli scenari della Confederazione dimostrano che la crescita demografica ed economica prevista entro il 2040 comporterà anche un drastico aumento del traffico. Per affrontare le nuove sfide sono indispensabili la collaborazione tra i diversi Uffici e la capacità di anticipare i cambiamenti. A tal fine il DATEC ha elaborato un piano strategico sul futuro della mobilità che funge da quadro di riferimento.
- La Strategia Svizzera digitale definisce nove campi d'azione, ciascuno con obiettivi concreti. I campi d’azione coprono un’ampia gamma di temi in cui la digitalizzazione svolge un ruolo importante per la Svizzera.
- La Politica agricola 2022 della Confederazione mira ad aumentare il valore aggiunto della filiera agroalimentare sul mercato, a migliorare l’efficienza aziendale, a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento e a ridurre ulteriormente l’inquinamento ambientale e il consumo di risorse non rinnovabili.
- La Strategia del turismo della Confederazione vuole radicare la sostenibilità nel turismo svizzero intensificando il dialogo, il coordinamento e il trasferimento di conoscenze e migliorando la misurabilità. Nel periodo 2020-2021 verrà stilato un bilancio del rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile nella politica del turismo della Confederazione.
- L’uso sostenibile delle risorse idriche è disciplinato e garantito da varie leggi e ordinanze che riguardano l’economia idrica.
- Con la Politica forestale 2020 la Confederazione crea le condizioni quadro necessarie affinché il bosco possa svolgere le sue numerose funzioni a favore della società, dell’economia, dell’ecologia e del clima e pone le basi per una gestione del bosco sostenibile, efficiente e innovativa.
Un’economia forte richiede partenariati e istituzioni sociali solidi e sistemi educativi e sanitari efficienti. Questo presuppone anche un alto livello di coesione sociale tra individui, generazioni, comuni o regioni oppure la realizzazione delle pari opportunità. La NPR contribuisce all’occupazione decentrata del territorio e alla conservazione del patrimonio culturale regionale.
- Nell’ambito delle rispettive competenze, la Confederazione e i Cantoni provvedono congiuntamente a un’elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero.
- Attraverso la strategia di politica sanitaria 2020-2030 il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente il sistema svizzero, affinché tutti possano continuare a beneficiare di un sistema sanitario di qualità e finanziariamente sostenibile. Sanità2030 fornisce il quadro d’azione politico al quale tutti gli attori del sistema sanitario possono orientarsi.
- La politica di sicurezza e la politica estera mirano a salvaguardare la sicurezza del Paese e ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli.
- Rafforzare la coesione del Paese mantenendo intatta la varietà culturale e avvicinare la popolazione alla cultura sono due degli obiettivi principali della politica culturale del Consiglio federale.
- Con la Strategia sulla cultura della costruzione la Confederazione si impegna a promuovere secondo principi sostenibili una cultura della costruzione di qualità.
Per preservare i servizi ecosistemici, che sono la base per lo sviluppo della società e dell’economia, sono necessarie misure per proteggere il suolo, le risorse idriche, il clima, la biodiversità e il paesaggio.
- il Progetto territoriale Svizzera presenta una strategia comune per uno sviluppo territoriale sostenibile, nell’ambito della quale assumono un ruolo prioritario la pianificazione e l’azione su base partecipativa all’interno di aree di intervento.
- L’obiettivo climatico 2050 deciso dal Consiglio federale il 28 agosto 2019 prevede che entro il 2050 la Svizzera dovrà azzerare le sue emissioni di gas serra.
- La Strategia del Consiglio federale di adattamento ai cambiamenti climatici dovrebbe permettere di trarre vantaggio dalle possibilità derivanti dai cambiamenti climatici, minimizzare i rischi legati a tali cambiamenti, proteggere la popolazione, i beni materiali e le risorse vitali naturali e migliorare la capacità di adattamento (resilienza) della società, dell’economia e dell’ambiente.
- La nuova Strategia Suolo Svizzera adottata in maggio 2020 mira ad azzerare il consumo netto di suolo entro il 2050. Si potrà continuare a costruire, ma le funzioni del suolo che andranno perse dovranno essere compensate in un altro luogo da interventi di valorizzazione.
- La Strategia Biodiversità Svizzera con il suo piano d’azione permetterà in primo luogo di creare una biodiversità ricca e in grado di reagire ai cambiamenti e di preservare a lungo termine la biodiversità e i servizi ecosistemici che fornisce.
- La Concezione «Paesaggio svizzero» (CPS), aggiornata il 27 maggio 2020, è uno strumento di pianificazione della Confederazione che crea il quadro di riferimento per uno sviluppo coerente e qualitativo del paesaggio, inteso come spazio abitativo, lavorativo, ricreativo, di movimento, culturale ed economico nonché come base territoriale per la biodiversità. Secondo la visione della CPS, la bellezza e la varietà dei paesaggi svizzeri, con le loro peculiarità naturali e culturali a livello regionale, offrono alle generazioni presenti e future un’elevata qualità di vita e dei luoghi.
Informazioni e approfondimenti
- Portale della Confederazione dedicato allo sviluppo sostenibile
- «Sustainable Development Goals (SDGs)»: i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU
- Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile in Svizzera
- Sostegno federale allo sviluppo sostenibile
- Valutazione di 23 indicatori chiave per il monitoraggio degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030
- L’impronta ecologica della Svizzera