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Il giornalista freelance americano James Foley, che lavora per l'agenzia France presse e per il sito GlobalPost, è stato rapito in Siria il 22 novembre scorso, nei pressi della città di Taftanaz, nella provincia nordoccidentale di Idlib, da un gruppo di uomini armati. Lo hanno rivelato oggi le due testate, spiegando che fino ad ora la famiglia non aveva voluto diffondere la notizia.
La famiglia Foley, spiega ancora l'agenzia France presse, aveva inizialmente scelto di mantenere il silenzio, sperando che la discrezione aiutasse gli sforzi per raggiungere la liberazione del reporter. Ma dopo numerose settimane di attesa, ha deciso di cambiare strategia: nei giorni scorsi ha creato un sito (www.freejamesfoley.com), una pagina Facebook e un account Twitter dedicate al rapimento, e oggi ha dato l'annuncio ufficiale della storia attraverso le due testate per cui il giornalista lavorava.
"Vogliamo che James torni a casa sano e salvo, o almeno chiediamo di parlare con lui per sapere che sta bene - ha dichiarato John Foley, il padre - È un giornalista obiettivo, e chiediamo che sia rilasciato incolume. Alle persone che lo tengono prigioniero chiedo: per favore contattateci, così potremo lavorare alla sua liberazione". Fino al giorno prima del suo rapimento, Foley aveva inviato reportage e video dal nordovest della Siria, teatro negli ultimi mesi di violenti scontri tra ribelli e regime di Damasco.
Reporter di guerra esperto, Foley aveva già coperto per il GlobalPost i conflitti in Afghanistan e Libia.
SDA-ATS