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In un intervento apparso sul Washington Post, il presidente Usa Barack Obama ha annunciato una serie di azioni esecutive che vietano nelle prigioni federali di punire con il regime di isolamento i giovani detenuti che hanno commesso reati minori.
Le nuove norme mirano anche ad espandere il trattamento per i prigionieri mentalmente malati. Secondo Obama, la prassi dell'isolamento è usata eccessivamente e comporta devastanti conseguenze psicologiche che minano anche il reintegro nella società.
La riforma, che dovrebbe interessare circa 10 mila di carcerati, arriva sei mesi dopo che Obama, come parte di una più ampia riforma della giustizia penale, aveva ordinato al ministro della giustizia di studiare come è usato l'isolamento dal sistema penitenziario.
"Come possiamo sottoporre i prigionieri ad un isolamento non necessario, conoscendo i suoi effetti, e poi aspettarci che tornino nelle nostre comunità come persone integre?", scrive Obama. "Questo non ci rende più sicuri. È "un affronto alla nostra comune umanità", aggiunge.
L'iniziativa viene vista come un altro tentativo del primo presidente afro-americano di affrontare delicate questioni legate alla razza e alla giustizia criminale prima di concludere il suo secondo mandato. Spero, ha spiegato, che tali riforme a livello federale servano come modello agli Stati per ripensare le loro norme in materia. Un crescente numero di studi dimostra una connessione tra prigionieri che hanno vissuto l'esperienza dell'isolamento e tassi più alti di recidività.
SDA-ATS