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A pochi giorni dall'anniversario della sanguinosa rivolta del 10 marzo 2008 in Tibet, il presidente cinese Hu Jintao ha sottolineato che la "stabilita" nel territorio è necessaria per proseguire nel processo di sviluppo economico.
Parlando ai deputati della Regione Autonoma del Tibet all'Assemblea Nazionale del Popolo, il Parlamento cinese riunito in questi giorni a Pechino, Hu ha sostenuto che "sforzi meticolosi devono essere dedicati al programma di riforme, sviluppo e stabilità del Tibet.
Secondo l'agenzia Nuova Cina, che ha riportato le parole del presidente, nella stessa riunione il capo del Partito Comunista Cinese nel Tibet, Zhang Qinli, ha sottolineato che "il separatismo" costituisce ancora "una seria sfida" nel territorio. I
l governo cinese ha annunciato la costruzione di una rete di strade e di ferrovie che romperà il tradizionale isolamento di vasti tratti della regione entro i prossimi cinque anni. Secondo i gruppi tibetani in esilio nella rivolta del 2008 hanno perso la vita 227 tibetani, per lo più per gli spari indiscriminati da parte dell'esercito, più di 6.800 sono stati arrestati e 510 condannati. A sette di questi ultimi è stata comminata la pena di morte e due condanne sono state già eseguite. I condannati sono tutti giovani di meno di 30 anni.
SDA-ATS