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BERNA - Dopo la Commissione delle finanze del Nazionale (CdF-N), anche quella degli Stati (CdF-S) sostiene il credito di 215 milioni per il danno che Berna subirà in seguito al ricorso alle fideiussioni per tredici navi (nove cargo e quattro cisterna) della flotta mercantile elvetica, che saranno vendute. La decisione è stata presa all'unanimità.
La cessione delle navi, pur implicando importanti perdite per la Confederazione quale garante, si è profilata sempre più come unica via percorribile, scriveva ieri il governo in una nota. Questa settimana sono stati firmati contratti di vendita vincolanti per dodici navi, che diventeranno effettivi nei prossimi mesi.
Inoltre, una nave venduta dall'armatore SCL a un investitore nel 2011 non è più redditizia. Anche in questo caso si sta delineando una soluzione che comporterà perdite per la Confederazione.
Le tredici navi in questione erano coperte da fideiussioni della Confederazione per un totale di 254 milioni di franchi. A questa somma vanno aggiunti i finanziamenti versati negli scorsi mesi da una banca e altri crediti, tra cui gravami marittimi, per consentire una vendita senza oneri delle navi.
Dall'importo vanno invece detratti i ricavi della vendita e gli ammortamenti già effettuati. La perdita complessiva per la Confederazione è così stimata a 190 milioni di franchi. A questi è stato aggiunto un margine di sicurezza di 25 milioni per giungere così ai 215 milioni di franchi chiesti ieri dal governo al parlamento.
Ieri la CdF-N ha approvato il credito con tredici voti favorevoli e undici astensioni. Come detto, oggi la CdF-S lo ha sostenuto all'unanimità.
In una nota, quest'ultima ha criticato la cattiva gestione dei rischi in questo dossier. Tuttavia, visto che le fideiussioni erano state approvate dal parlamento, la Confederazione non ha altra scelta che onorare gli impegni presi, afferma la CdF-S.
La flotta marittima elvetica, instaurata nel 1959, è composta oggi di 50 navi che, in caso di crisi, vengono messe al servizio dell'approvvigionamento economico del Paese. Il credito quadro, che dal 2002 ammontava a 600 milioni, è stato aumentato a 1,1 miliardi di franchi nel 2008. Tramite questo credito la Confederazione ha concesso fideiussioni per un importo che ammonta attualmente a circa 770 milioni di franchi.
Nel dicembre 2016 il Consiglio federale ha deciso di non proporre al parlamento il rinnovo del credito quadro per le fideiussioni, che giungerà a scadenza a fine giugno. Le fideiussioni in corso permangono, le ultime delle quali scadranno nel 2031.
Il parlamento si occuperà del credito durante la sessione estiva.