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L'UDC ha lanciato oggi un nuova iniziativa per l'applicazione di quella per il rinvio di criminali stranieri, che, sottolinea in un comunicato odierno, si fa attendere da troppo tempo.
Il partito accusa il Consiglio federale di "calpestare la volontà popolare", ricordando che l'iniziativa "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" è stata accettata in votazione popolare il 28 novembre 2010 dal 52,9% dei votanti. "Le autorità federali rimandano la trasposizione di queste disposizioni costituzionali in maniera inaccettabile, con argomentazioni deboli; arrampicandosi sui vetri", si legge nella nota odierna.
La Cancelleria federale ha constatato che la seconda iniziativa (intitolata "Iniziativa per l'attuazione") soddisfa formalmente le esigenze legali. Ora l'Unione Democratica di Centro ha tempo fino al 24 gennaio del 2014 per raccogliere le 100 mila firme necessarie e depositarle con il testo dettagliato ed estremamente lungo dell'iniziativa, che vuole l'applicazione fedele della prima. Il parlamento si esprimerà sulla validità del testo solo quando l'iniziativa sarà riuscita. Le Camere avevano rifiutato di invalidare la prima iniziativa.
Dalla fine giugno del 2011 sono in discussione quattro varianti di applicazione, di cui una soltanto sostenuta dai promotori dell'iniziativa. Nell'ottobre scorso, il governo aveva già condotto una prima discussione. Verso la fine di maggio, il Consiglio federale ha poi esaminato due varianti per l'applicazione dell'iniziativa: la prima prevede l'espulsione automatica degli stranieri delinquenti nel rispetto del principio di proporzionalità; l'altra stila una lunga lista di infrazioni che condurrebbero all'espulsione.
Quest'ultima crea però problemi con il diritto delle genti (diritto internazionale cogente), e il governo ha deciso di rinviare il dossier per studiare una nuova variante compatibile col diritto internazionale. Il Dipartimento di giustizia e polizia dovrà presentare questa estate un modello di applicazione che rispetti sia il principio della proporzionalità, sia obblighi internazionali della Svizzera. Il prossimo anno dovrebbe essere pronto il messaggio alle Camere.
SDA-ATS