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Circa l'11% delle strade nazionali - pari a 190 chilometri - non sarà conforme alle normative sul rumore entro la data del marzo 2015 prevista dal Consiglio federale. Il rischio è una pioggia di procedure che potenzialmente potrebbe portare le autorità a dover risarcire fino a 19 miliardi di franchi.
L'Ufficio federale delle strade (USTRA) promette un rapporto volto a diminuire l'inquinamento acustico nei tratti in questione. In alcune aree non saranno però possibili interventi, avverte il portavoce Thomas Rohrbach, confermando informazioni dei quotidiani "Bund" e "Tages-Anzeiger".
A suo dire, circa 56'000 persone sono colpite dalla problematica del rumore stradale. Secondo la legislazione attuale, i proprietari dei terreni interessati potranno sporgere denuncia.
Le strade sarebbero già dovute essere a norma nel 2012. In seguito a problemi di finanziamento dei lavori, il Consiglio federale ha deciso - nel 2004 - di prolungare il termine fino a marzo 2015 per la rete nazionale e fino al 2018 per le altre strade. Numerosi comuni e cantoni non saranno però in grado di rispettare la scadenza, evidenziano i due quotidiani svizzerotedeschi.
Una questione miliardaria
Fino a questo momento sono stati spesi in totale 2,5 miliardi di franchi. L'USTRA stima che saranno necessari ulteriori 1,5 miliardi entro il 2030. I risarcimenti potrebbero ammontare a 19 miliardi, cifra che sarebbe soprattutto a carico di cantoni e comuni, proprietari delle strade.
Per evitare una pioggia di procedure, la Confederazione mira ad un cambiamento di sistema. Le persone coinvolte potrebbero ad esempio ricevere un risarcimento annuale, perdendo il diritto di reclamo. Un simile modello costerebbe a Berna circa 370 milioni all'anno.
SDA-ATS