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La crisi finanziaria ha sconvolto il programma dell'assemblea del Partito liberale radicale, sabato a Berna. Fulvio Pelli, rieletto alla presidenza, ha chiesto a tutti i partiti di difendere il segreto bancario.
La bufera abbattutasi su UBS e la piazza finanziaria svizzera è entrata dalla porta principale dell'assemblea del Partito liberale radicale (PLR) svizzero, che ha siglato la fusione fra Partito radicale e Partito liberale.
Il presidente Fulvio Pelli, consigliere nazionale ticinese, ha dichiarato che in questo momento di tempesta, i liberali radicali mantengono saldamente il timone, senza cedere alle sirene del populismo. "Un buon marinaio – ha detto Pelli dopo la sua rielezione alla presidenza del partito – lo si riconosce da come naviga nel mare burrascoso".
"Ognuno – ha detto Pelli - vuole presentare la propria strategia. Manifestare ad alta voce la propria indignazione, può anche accrescere la popolarità. Ma non è con la popolarità che si può attraversare la tempesta. Occorre essere credibili". E ha poi chiesto a tutti i partiti di difendere il segreto bancario.
Pelli ha comunque affermato che occorre esigere dai manager un cambiamento culturale, maggiore impegno nel lavoro e molta più modestia. I liberali si distanziano però dalle proposte che consentano alla politica di determinare il tetto massimo dei salari. Nella vicenda UBS, il presidente Pelli ha pure difeso l'operato dell'Autorità federale di vigilanza in materia finanziaria (FINMA) e del Consiglio federale. La Svizzera ha insomma dovuto scegliere tra garantire la sopravvivenza di UBS e i miliardi dei contribuenti, oppure difendere coloro che frodano il fisco.