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I negoziati sul contratto nazionale mantello (CNM) nel settore della costruzione, che scade alla fine dell'anno, sono falliti. I sindacati accusano il padronato di essersi tirato indietro sul compromesso da esso stesso elaborato e annunciano misure di lotta.
I sindacati hanno sempre dettato su quali punti si negozia, ha affermato oggi all'ats il presidente della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) Werner Messmer. Un bilancio intermedio ha mostrato che il padronato andava incontro alle organizzazioni dei lavoratori su sette o otto punti, mentre viceversa solo su uno.
"Questo non è un pacchetto. I sindacati non capiscono che i negoziati sono sempre un dare e un ricevere", ha detto Messmer. Egli accusa le associazioni dei lavoratori di accettare la possibilità di un vuoto contrattuale. "Ciò non è sicuramente nell'interesse dei loro membri."
D'altro avviso i sindacati: nella situazione congiunturale attuale una mole crescente di lavoro viene svolta da sempre meno persone. "In questo modo gli operai si logorano", ha dichiarato Nico Lutz dell'Unia all'ats. "Per questi problemi dobbiamo trovare delle soluzioni. E agli impresari costruttori abbiamo sempre detto che non ci sarà un nuovo contratto a tariffa zero." Per questo i sindacati si sono pure rifiutati di prolungare il CNM che scade il 31 dicembre.
Essi chiedono una migliore protezione dal licenziamento e il versamento del salario in caso di malattia, infortunio e cattivo tempo. Inoltre esigono misure contro il dumping salariale e il lavoro nero. Sempre secondo gli auspici delle organizzazioni dei lavoratori, nel 2012 gli stipendi dovrebbero salire in maniera generale di 100 franchi al mese, cui si aggiunge la compensazione del rincaro.
I datori di lavoro hanno proposto per ultimo un aumento salariale dell'1% e una compensazione del rincaro dello 0,5%. I sindacati accusano la SSIC di aver mancato alla parola data perché durante l'incontro di ieri hanno ritirato un'offerta migliore. Messmer si difende: si può negoziare su tutto, ma ad essere valutato alla fine è l'intero pacchetto. "Solo perché parliamo di qualcosa non vuol dire che l'abbiamo già approvato", ha detto.
Dopo nove mesi di trattative i partner sociali si ritrovano quindi al punto di partenza. Le parti intendono stilare un bilancio nelle prossime settimane; cosa succederà poi non è chiaro. Certo è che perlomeno nei primi mesi dell'anno prossimo non sarà in vigore alcun CNM nel settore edilizio.
I sindacati si sentono "costretti a prepararsi a misure di lotta", affermano l'Unia e il Syna in una nota congiunta. Anche nel 2008, quando si era avuto l'ultimo vuoto contrattuale, si erano verificati scioperi e blocchi.
Le organizzazioni dei lavoratori hanno già fatto sentire la loro voce a fine settembre, mobilitando circa 12'000 operai per una manifestazione a Berna. Già allora nei discorsi la parola "sciopero" era stata pronunciata a più riprese.
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