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Il 23 marzo 2021, il Consiglio federale ha illustrato le sue raccomandazioni in merito alle iniziative popolari «Acqua potabile pulita e cibo sano» e «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici». Entrambe le iniziative indebolirebbero la sicurezza alimentare e la produzione di derrate alimentari in Svizzera, metterebbero in pericolo posti di lavoro e comporterebbero un trasferimento dell’inquinamento ambientale all’estero. Pertanto il Consiglio federale respinge entrambi i progetti. Accoglie tuttavia le richieste dei promotori delle iniziative nell’ottica di migliorare la protezione dell’uomo e dell’ambiente dagli effetti negativi di pesticidi e concimi.
Il 13 giugno 2021 l’elettorato svizzero si esprimerà in merito a due iniziative popolari. L’iniziativa sull’acqua potabile chiede che gli agricoltori ricevano pagamenti diretti dalla Confederazione soltanto se le aziende agricole soddisfano le seguenti condizioni: non fanno uso di pesticidi, nutrono i propri animali con foraggio prodotto da loro stesse e non fanno un uso profilattico o regolare di antibiotici.
L’iniziativa sui pesticidi mira a vietare completamente l’uso di pesticidi sintetici in Svizzera. Ne sarebbero molto colpite, oltre all’agricoltura, la produzione e la trasformazione di derrate alimentari. Sarebbe consentito importare solamente le derrate alimentari prodotte senza l’impiego di pesticidi sintetici. L’iniziativa inciderebbe anche sulla cura del suolo e del paesaggio. I due comitati d’iniziativa sostengono che in questo modo intendono proteggere meglio l’uomo e l’ambiente da possibili effetti negativi provocati dai pesticidi.
Indebolimento della produzione di derrate alimentari e minaccia per i posti di lavoro
Il Consiglio federale respinge entrambe le iniziative. Le ripercussioni principali dell’iniziativa sull’acqua potabile ricadrebbero sull’agricoltura, sulla produzione di derrate alimentari in Svizzera e sui posti di lavoro ad esse correlati. Senza una protezione mirata delle piante da parassiti e malattie, la produzione di derrate alimentari all’interno del Paese (p.es. frutta, verdure o patate) subirebbe un netto calo. Gli agricoltori non potrebbero più produrre in misura equivalente e il grado di autoapprovvigionamento diminuirebbe. Da ciò ne conseguirebbe una maggiore necessità di importare derrate alimentari dall’estero per coprire il fabbisogno della popolazione svizzera. L’iniziativa sui pesticidi prevede inoltre restrizioni all’importazione. Sarebbe possibile importare solamente le derrate alimentari prodotte senza l’impiego di pesticidi sintetici. Ciò limiterebbe molto la scelta. I pesticidi sono altresì importanti nella produzione di derrate alimentari, dove vengono utilizzati, tra le altre cose, per rispettare le norme igieniche (p.es. nello stoccaggio di derrate alimentari). Un divieto per i pesticidi sintetici indebolirebbe anche l’industria alimentare dedita all’esportazione, poiché le materie prime svizzere, come ad esempio lo zucchero o gli oli vegetali, diventerebbero più costosi. I produttori di derrate alimentari si troverebbero in tal modo svantaggiati rispetto ai loro concorrenti esteri.
Il Consiglio federale e il Parlamento si sono già attivati
La Confederazione ha già accolto la richiesta dei promotori dell’iniziativa di proteggere l’uomo e l’ambiente da possibili effetti negativi, adottando varie misure mirate volte a ridurre l’impiego di pesticidi nel settore agricolo. Le vendite di prodotti fitosanitari sono infatti in calo da diversi anni. Il Consiglio federale ritiene particolarmente importanti gli ulteriori inasprimenti decisi dal Parlamento nella sessione primaverile 2021. Entrambe le Camere intendono proteggere meglio dai pesticidi i ruscelli, i fiumi, i laghi e l’acqua potabile. Le condizioni per l’autorizzazione e l’applicazione di pesticidi verranno notevolmente inasprite e la qualità delle acque sotterranee sarà ancor meglio protetta. Anche le eccedenze di azoto e fosforo nell’agricoltura dovranno essere adeguatamente ridotte affinché il carico ambientale diminuisca. Il Consiglio federale intende attuare queste ulteriori misure in collaborazione con il Parlamento.