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L'Onu e l'Oms stimano che se non si interverrà con decisione entro il prossimo decennio saranno 500 milioni i morti sulle strade.
"E' necessario accelerare l'adozione di misure per salvare vite umane", ha detto in apertura della conferenza mondiale sulla sicurezza stradale, in corso a Stoccolma, il capo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus.
"Non ci sono più scuse all'immobilità in questo campo - ha aggiunto - ogni Paese deve pianificare rapidamente una mobilità durevole". "Secondo l'andamento attuale nei soli due giorni della conferenza - ha sottolineato - saranno 7'400 i morti sulle strade e migliaia i feriti gravi nel mondo". "Dobbiamo lavorare insieme, governi, agenzie internazionali, società civile e settore privato per ridurre drasticamente questi numeri", ha aggiunto il responsabile Oms.
Gli oltre 1.'700 rappresentanti di 140 Paesi che partecipano alla conferenza hanno evidenziato, con preoccupazione, il fatto che ogni anno sono 1,35 milioni le persone che muoiono in incidenti stradali e che oltre il 90% degli incidenti si verifica nei paesi a basso e medio reddito. Ad oggi gli incidenti sulle strade sono la principale causa di morte per i bambini e i giovani adulti di età compresa tra i 5 e i 29 anni. Non ultimo, è pesante l'impatto degli incidenti sulla crescita economica nazionale nel lungo periodo.
Dalla conferenza di Stoccolma emerge dunque l'invito agli Stati membri a lavorare per aumentare la sicurezza stradale e ridurre il numero di morti del 50% tra il 2020 e il 2030 per tutti i gruppi di utenti della strada, in particolare per i più vulnerabili, come pedoni, ciclisti, motociclisti e utenti dei trasporti pubblici.
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