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Calcio, baseball e pallacanestro sono fra le discipline più presenti nella lista delle leghe sportive professioniste di maggior successo. Una sola di queste grandi leghe è una lega di cricket: la Indian Premiere League (IPL). Il campionato annuale vede otto squadre disputarsi il titolo giocando a una versione accorciata del gioco, il cosiddetto cricket Twenty20.
Il campionato è l’evento legato al cricket di maggior successo al mondo, con milioni di spettatori, che seguono le partite negli stadi o sullo schermo. Nel 2010 la Indian Premier League è stata la prima manifestazione sportiva trasmessa in live su Youtube. Nel frattempo, anche Netflix si è interessata a questo fenomeno e ha prodotto la serie Cricket Fever. Otto episodi offrono un ritratto della squadra dei Mumbai Indians.
Dopo undici anni dal lancio dell’evento, la IPL ha raggiunto un valore di 6,3 miliardi di dollari. Nel 2017 si era ancora a 5,3 miliardi, nel 2016 a 4. È evidente che uno sport così popolare fa gola anche alle emittenti televisive. Ambedue le parti ne traggono vantaggio, poiché la vendita dei diritti di trasmissione finanzia la competizione, mentre i canali che trasmettono le partite possono contare su un pubblico numerosissimo, il che consente di vendere gli spazi pubblicitari a caro prezzo.
È il canale STAR India a essersi accaparrato i diritti di trasmissione mondiale per il periodo tra il 2018 e il 2022, per ben 2,5 miliardi di dollari. Facebook ha dal canto suo offerto 610 milioni di dollari per proporre le partite in streaming durante cinque anni. Prima, i diritti erano stati in mano al Gruppo World Sports, che aveva pagato 1 miliardo di dollari per dieci anni.
Al contempo aumentano pure i contratti con gli sponsor. Nel 2017 la IPL ha incassato 1 miliardo di dollari in questo modo. Nel 2018 si prevede una cifra ancora più alta, poiché il produttore cinese di smartphone Vivo si è già assicurato per 340 milioni una presenza nel nome del campionato, che si chiamerà Vivo IPL fino nel 2022.
Secondo le stime tra il 70 e l’80 per cento del giro d’affari mondiale legato al cricket è dovuto all’India, paese che insieme all’Australia e all’Inghilterra, forma il gruppo dei cosiddetti «Big Three». I mondiali di Twenty20 nel 2020 si terranno in Australia.
L’importanza dell’India si rispecchia anche nei trattamenti che le riserva la federazione mondiale. Per il periodo tra il 2016 e il 2023, per esempio, all’ente nazionale indiano del cricket si sono assegnati 405 milioni di dollari, mentre l’Inghilterra ne riceve solo 139 milioni. La chiave di ripartizione è fonte costante di discordia. In un commento apparso nel «South China Morning Post», un giornalista ha addirittura suggerito che l’India venga espulsa dalla federazione.