Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01267.jsonl.gz/714

La crisi del coronavirus ha avuto un forte impatto sul settore del lavoro interinale: nel 2020 il numero di ore prestate è sceso nel 14%, stando a un indice pubblicato oggi dall'associazione di categoria Swissstaffing.
Nei primi tre mesi la flessione era stata del 6%, poi è seguito un crollo del 23% nel secondo trimestre a causa del primo lockdown, mentre nella terza e nella quarta parte dell'anno la contrazione è scesa a rispettivamente -17% e -10%.
La tendenza al recupero può essere ricondotta ai picchi di ordini nel settore della logistica e al clima di grande incertezza nelle aziende, che preferiscono affidarsi a personale flessibile anziché fisso, commenta Swissstaffing in un comunicato. Il numero delle ore prestate dai lavoratori temporanei è tuttavia precipitato al livello più basso dall'inizio delle misurazioni nel 2012.
"La crisi legata al coronavirus pone le persone in cerca di impiego e i prestatori di personale sul mercato del lavoro di fronte alla sfida più ardua dopo la crisi finanziaria nel 2008", osserva Marius Osterfeld, economista presso Swissstaffing, citato nella nota. "I nostri membri riferiscono che persino le figure professionali più ricercate - nei settori dell'industria, dei servizi e, paradossalmente, anche nella sanità - sono difficili da collocare. Laddove ciò è possibile, si tratta perlopiù di posti vacanti a breve termine che possono essere occupati in modo flessibile".
Un sondaggio condotto dall'istituto Gfs tra i Ceo delle aziende che aderiscono a Swissstaffing rivela il settore guarda con cautela al futuro. Il 24% degli interpellati prevede un peggioramento della situazione del mercato del lavoro, il 41% ritiene che la situazione rimarrà difficile e il 33% prevede un miglioramento.