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L’Unione Europea (UE) ha imposto proprio ieri, 22 gennaio, a MasterCard una multa di EUR 570 milioni (USD 648 milioni) per avere commissioni troppo alte. L’azienda, infatti, avrebbe ostacolato l’accesso degli operatori commerciali ai servizi di pagamento con carta con fee troppo alte.
Questa pratica, che viola le norme antitrust dell’UE, ha consentito a MasterCard di “aumentare artificialmente i costi dei pagamenti con carta, danneggiando consumatori e dettaglianti”, come ha dichiarato il Commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager.
MasterCard, il secondo più grande sistema di pagamento delle carte nel panorama economico europeo, consente alle banche di offrire servizi correlati con circuiti contrassegnati da marchi comuni: Maestro ne è un esempio. Pertanto, MasterCard funge da piattaforma attraverso cui le banche garantiscono che i pagamenti siano effettuati e che sia avvenuto il trasferimento di fondi alle banche dei rivenditori.
Quando un consumatore utilizza una carta di debito o di credito in un negozio fisico o su Internet, la banca del rivenditore, chiamata “banca acquirente”, paga una commissione di cambio alla banca del titolare della carta, chiamata “banca emittente”. La banca acquirente passa quindi questa fee al commerciante al dettaglio che lo include, come qualsiasi altro costo, nei prezzi finali per tutti i consumatori.
La Commissione ha fatto notare che MasterCard obbligava le banche acquirenti ad applicare le fee del Paese del commerciante. Prima del dicembre 2015, quando il regolamento sui tassi di cambio ha introdotto alcuni limiti, questi tassi variavano considerevolmente da un Paese all’altro, anche all’interno della stessa UE.
Di conseguenza, i venditori in Paesi con tassi di cambio elevati non avrebbero potuto beneficiare delle aliquote più basse offerte da una banca acquirente situata in un altro Stato membro.
La Commissione Europea ha aperto quindi un’indagine antitrust su MasterCard nell’aprile 2013 per valutare se tali norme violassero le norme dell’UE e, nel 2015, ha inviato alla società una dichiarazione di accuse formali.
L’inchiesta ha dimostrato che, a causa delle regole MasterCard, i commercianti erano stati costretti ad incorrere in costi maggiori derivanti dalla fruizione dei servizi bancari necessari per ricevere pagamenti effettuati con una carta di credito.
Questo ha portato a prezzi più elevati per dettaglianti e clienti, limitata concorrenza transfrontaliera e segmentazione artificiale imposta al mercato unico.
La Commissione ha concluso che MasterCard ha violato le norme dell’UE, anche se l’infrazione si è conclusa poiché la società ha modificato le sue norme in vista dell’entrata in vigore del regolamento sui tassi di cambio. Si è comunque deciso di procedere con una multa per il comportamento di MasterCard che, avendo cooperato con Bruxelles nel riconoscere i fatti e l’infrazione, si è vista riconoscere una riduzione del 10% sulla sanzione.
La soluzione alle fee con le crypto
I rivenditori e tutte le altre aziende che hanno sofferto delle conseguenze negative delle pratiche fraudolente messe in atto da MasterCard, avrebbero potuto utilizzare le criptovalute, beneficiando del vantaggio da “first mover”, cosa che avrebbe permesso loro di aumentare l’accettazione stessa delle criptovalute.
Le tariffe di transazione sulla rete Bitcoin siano meno costose delle commissioni sulle carte di credito che spesso si aggirano intorno al 3%. Inoltre, con le transazioni in bitcoin, si può liberamente scegliere se optare per una commissione più alta o più bassa, a seconda della velocità con cui si ha bisogno che la transazione venga elaborata.
I costi di commissione risultano essere drasticamente minori perché l’unica volta che si paga la tariffa di transazione sulla blockchain è quando il canale viene creato o chiuso.
Nemmeno a dirsi, molte delle molte lacune di sicurezza nelle transazioni con carte di credito potrebbero essere cancellate grazie all’uso della blockchain: le carte con chip non hanno superato le vulnerabilità delle carte di credito come invece hanno saputo fare i token crittografici, che risultano essere praticamente impossibili da falsificare.
Infine, se è vero che utilizzando le criptovalute le commissioni di transazione diventano significativamente più basse e la liquidazione dei trasferimenti è istantanea, rimane come unico problema per il commerciante quello di detenere una valuta aggiuntiva e di doversi assumere i rischi della volatilità.