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Lo scorso mese di agosto l’ex capo dell’MI5 ( l’intelligence inglese) Lord Evans intervistato dalla BBC, ha affermato che il paese “deve essere pronto a trent’anni di attentati di matrice islamista” Se andiamo a guardare i numeri si direbbe che Lord Evans abbia molti motivi per essere ascoltato visto che in Inghilterra gli arresti per terrorismo sono aumentati in maniera vertiginosa. Dall’inizio dell’anno al Giugno 2017 (ultima rilevazione) sono state incarcerate 379 persone implicate in attività terroristiche, un record. Nonostante questo non si ferma l’attività delle organizzazioni islamiche nel ” Londonistan” e nel resto del paese dove nascono come funghi moschee, scuole coraniche e centri culturali finanziati dai paesi del Golfo Persico. Un esempio ? La città di Birmingham nelle Midlands occidentali, un tempo “il vecchio cuore dell’Inghilterra”, oggi seconda città più popolosa del Regno Unito e l’ottava d’Europa, è la città più pericolosa della Gran Bretagna. Con una popolazione musulmana in forte crescita, cinque delle sue circoscrizioni elettorali presentano il più elevato livello di radicalizzazione e terrorismo della Gran Bretagna. Nel quartiere di Small Heath, dove quasi il 95% della popolazione è musulmana, le bambine indossano rigorosamente il velo, la maggior parte degli uomini porta la barba come il profeta, veste con i pantaloni all’afgana e le donne portano lo “jilbab” o il “niqab” per coprirsi rigorosamente. Benvenuti in Inghilterra dove il nome più’ diffuso oggi è Muhammad nelle sue varie declinazioni vedi Mohammed, Mahmud ed altre.