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Marcello Lippi intervistato da Il Corriere della Sera parla di calcio e di politica.
Marcello Lippi, vincitore alla guida della nazionale italiana dei mondiali di calcio nel 2006, attualmente alla guida della nazionale cinese, dove è approdato dopo l'esperienza presso il club Guangzhou Evergrande, parla in un'intervista pubblicata sul sito de Il Corriere della Sera dei ricordi di Germania 2006, delle coppe vinte con la Juventus e di Calciopoli. Sul tema dello scandalo che coinvolse il calcio italiano nel 2006, nello stesso anno in cui la nazionale vinse i mondiali, Lippi dichiara che "forse non è stato considerato che certe abitudini non appartenevano soltanto a qualcuno, ma a tutto il sistema. E qualcuno forse ha pagato più del dovuto, qualcun altro molto meno...".
Ma Lippi nella sua intervista ha anche modo di paralere di politica. In merito alla migrazione il ct dichiara che "la speculazione di questa tragedia, per loro e per noi, è sotto gli occhi di tutti". Interrogato sulla sua iscrizione all’anagrafe antifascista di Sant’Anna di Stazzema, teatro di un eccidio nazista in cui morirono 530 persone, Lippi risponde: "Sono nato lì vicino, mio padre era socialista, sono cresciuto nel mito della Resistenza: siamo allo scatafascio da un punto di vista morale e si sente dire di strani ritorni, ho ritenuto serenamente di aderire".