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<h2>SubmittedText<h2><p>Alla luce del rapporto OCSE "New Investment Approaches for Addressing Social and Economic Challenges", il Consiglio federale è incaricato di valutare misure idonee al fine di incentivare anche in Svizzera la creazione di un mercato degli "investimenti sociali" e, se del caso, promuoverlo mediante condizioni quadro favorevoli.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale segue con grande interesse i lavori dell'OCSE sul tema degli investimenti sociali.</p><p>Con la nozione di "investimenti sociali" l'OCSE intende non soltanto gli investimenti nelle infrastrutture sociali ma, ad esempio, anche quelli nei settori dello sfruttamento di energie alternative, della formazione o della costruzione di abitazioni a carattere sociale. Il rapporto dell'OCSE indica che in materia di investimenti sociali vi sono ancora numerose questioni da chiarire, a cominciare dalla definizione degli obiettivi sociali, attraverso la quantificazione del "giusto" rendimento per gli investitori fino all'effettiva verifica del raggiungimento degli obiettivi.</p><p>Lo strumento degli investimenti sociali o "impact investing" ha finora svolto un ruolo soprattutto nel finanziamento dello sviluppo per i Paesi emergenti e in via di sviluppo. Questi finanziamenti comprendono un numero crescente di attività d'investimento che perseguono obiettivi di sviluppo e sociali su una base finanziariamente sostenibile. In questo specifico ambito la Svizzera dispone di attori competenti attivi a livello internazionale, ad esempio nel settore micro-finanziario.</p><p>Questi e altri attori sono ora riuniti nella piattaforma Swiss Sustainable Finance (SSF), la cui creazione è stata sostenuta anche dalla Confederazione a titolo sussidiario. Uno degli obiettivi della SSF è rafforzare e sviluppare ulteriormente la piazza finanziaria svizzera nel settore degli investimenti sostenibili, incluso l'impact investing. Nel quadro della collaborazione e dello sviluppo economici, questa piattaforma dovrà servire anche a mobilitare investimenti privati sostenibili provenienti dalla Svizzera a favore di Paesi emergenti e in via di sviluppo. Questo tema sarà tra l'altro affrontato in occasione della terza Conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo che si terrà il prossimo mese di luglio ad Addis Abeba.</p><p>L'OCSE ritiene che l'importanza degli investimenti sociali possa crescere anche nei Paesi sviluppati, soprattutto in seguito a una maggiore esternalizzazione delle prestazioni sociali o alla diffusione di un sistema di indennità versate in funzione dei risultati, ad esempio sotto forma di premi ad agenzie di collocamento private che riescono a integrare con successo le persone in cerca d'impiego nel mercato del lavoro.</p><p>In generale, in Svizzera, la collaborazione tra istituzioni sociali e fornitori di servizi privati nel quadro del diritto vigente è ben consolidata. Nell'ambito della reintegrazione professionale, ad esempio, esistono numerose convenzioni di prestazioni tra servizi cantonali dell'AD o dell'AI e fornitori di servizi privati. I fornitori di servizi sono spesso organizzazioni non profit, ma in alcuni settori assumono una funzione importante anche gli attori che hanno uno scopo lucrativo (ad es. collocatori privati, asili nido privati, organizzatori di corsi di formazione continua). In tale contesto svolgono un ruolo sempre più importante anche le cosiddette imprese sociali, che rappresentano una combinazione esemplare di iniziative private e interessi pubblici in materia di reintegrazione professionale. I fattori di successo che contraddistinguono simili imprese sono attualmente analizzati nell'ambito del programma nazionale di prevenzione e lotta alla povertà.</p><p>Una particolarità della Svizzera consiste inoltre nel fatto che, nel settore sociale, l'esecuzione avviene soprattutto a livello cantonale o persino comunale. In base alla legge federale sulle istituzioni che promuovono l'integrazione degli invalidi, ad esempio, il finanziamento e la sorveglianza delle istituzioni sono di competenza cantonale. Il federalismo fa sì che i vari enti territoriali si trovino in concorrenza nel settore delle prestazioni sociali, incentivandoli così a innovarsi. Nell'assicurazione contro la disoccupazione questa concorrenza è ulteriormente accentuata da indicatori di valutazione dell'efficacia. Contrariamente alla misurazione mirata dell'efficacia utilizzata per questioni specifiche, l'introduzione di indicatori uniformi per misurare gli effetti sulla società degli investimenti a impatto sociale presenterebbe dei limiti metodologici vista la molteplicità di questi effetti.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che al momento non sia opportuno elaborare una strategia o istituire una task force per la Svizzera. L'interazione tra gli attori privati, sociali e pubblici è consolidata e le prestazioni sociali fornite sono di ottimo livello anche nel confronto internazionale. Inoltre, l'obiettivo di sviluppare il mercato degli investimenti sociali dovrà essere perseguito su iniziativa degli operatori del mercato secondo un adeguato approccio bottom up (dal basso verso l'alto).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.