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Data la possibilità che le opinioni percettive siano fluttuanti, è estremamente interessante che i linguisti abbiano di recente attirato l’attenzione sull’esistenza di linguaggi umani in cui le regole grammaticali richiedono che frasi su ciò che si crede si riferiscano esplicitamente a come tale convinzione sia sta acquistata. Nel linguaggio sudamericano tariana, ad esempio, una frase come “so che sta piovendo” deve essere integrata con un suffisso che indichi coma fa il soggetto a saperlo: “So che sta piovendo visivamente” (ossia lo vedo), in contrapposizione a “so che sta piovendo uditivamente” (lo sento). La richiesta che sia identificata la sorgente dell’informazione è chiamata evidenzialità.
Nicholas Humphrey, Rosso, Torino, Codice, 2007, p. 20
Perr il linguaggio tariana Humphrey cita A. Y. Aikhenvald e R.M.W. Dixon (a cura di), Studies in Evidentiality, Amsterdam, John Benjamins, 2003
Io adesso farò qualcosa di molto sconveniente, una di quelle cose che tanto piacciono ai filosofi e che tanto fanno imbestialire psicologi e linguisti: farò una affermazione fuori luogo e non supportata dai fatti.
Io affermo che i tariana non possiedono il concetto di verità.
Immagino che i tariana conoscano le bugie e gli errori, e quindi che non abbiano problemi ad accettare l’idea che l’affermazione “sta piovendo (lo sento)” possa non corrispondere alla realtà. Sospetto tuttavia che un maestro zen in vacanza in Sudamerica avrebbe seri problemi a chiedere se un albero che cade in mezzo a una foresta, senza che nessuno sia lì ad ascoltare, faccia rumore.
In poche parole, quello che manca ai tariana è il concetto di stato di cose come qualcosa di indipendente dalla possibilità di verificare questo stato di cose.
La filosofia sarebbe potuta nascere presso i tariana? Ho i miei dubbi. E ho anche molti dubbi sul fatto che vi possa nascere qualcosa di simile alla scienza moderna, nonostante l’attenzione dei tariana verso la verifica sperimentale.
Per non far arrabbiare troppo psicologi e linguisti e concludere con un po’ di fatti, segnalo la trascrizione di Telling the Truth in Tariana, dalla quale si capisce che i tariana sono semplicemente persone molto precise.
photo credit: ScriS – www.scris.it
17 commenti su “Linguaggio senza verità (ma con tanta evidenzialità)”
Non ho letto l’ultimo link che citi, quindi mi baso solo su questo tuo post. Ma qui si dice che quella lingua prevede di specificare l’evidenzialità solo per frasi che esprimono conoscenza.
– Ciao, come stai? Che tempo fa lì?
– Bene, grazie, e tu? Qui piove che Dio la manda!
E’ ben diverso da:
– Ciao, allora io vado!
– Prendi con te l’ombrello, ho visto (con gli occhi) che sta piovendo che Dio la manda!
– Sì, sì, lo so (con le orecchie), è tutto il giorno che sento (con le orecchie) il ticchettio sulle finestre…
Non trovi?
hronir, ma come fanno a sapere che la manda Dio?!?
Non era quello il punto… 🙂
@hronir: Non sono sicuro di aver ben compreso l’osservazione. Se ti riferisci alla differenza tra “piove” e “so che piove”, beh, le due affermazioni sono perlopiù equivalenti (ha senso dire “piove ma io non lo so?”).
Ad ogni modo, riporto la parte più interessante della trascrizione:
E poi prosegue con altri suffissi.
Sembra quindi che tutte le affermazioni (non solo quelle che esprimono conoscenza) abbiano quel suffisso.
@Weissbach: Ecco la domanda che non osavo fare: come tradurre in Tariana “Padre nostro che sei nei cieli”? “Padre nostro che uno mi ha detto essere nei cieli”?
Pioveva, ma io non lo sapevo e mi beccai un bel raffreddore!
@hronir: Al passato non vale 😉
E, in ogni caso, meglio sempre portarsi dietro un ombrello!
OT
Ti segnalo questo . Penso sia importante. Ciao.
Pubic louse crabs i.e. piattole?
A proposito del mio commento precedente.
Un tale si presenta dalla moglie con un formichiere gigante al guinzaglio. “Cara, credo d’aver finalmente trovato la soluzione per le tue piattole”.
@lector: il significato dei tuoi ultimi commenti mi sfugge… 😉
provo a darti una spiegazione pragmatica (che è tra la filosofia e la psicologia :))
Adesso non ho letto il resto dell’articolo, però bisogna vedere in che contesto dicono queste frasi.
Se le usano indiscriminatamente sarebbe un po’ un problema dal punto di vista teorico ma se al contrario usano suffisso vedere quando hanno la possibilità di vedere, e sentire solo quando non hanno la possibilità di vedere ma solo di sentire si potrebbe dare questa spiegazione.
I termini in tutte le lingue possono essere ordinati secondo una scala ad esempio
“Tutti, alcuni, nessuno” etc
Oppure
“Bollente, caldo, freddo”
utilizzare un termine inferiore nella scala significa che non è vero il precedente.
Quando dici “Alcuni sono andati a ballare” implicitamente affermi “non tutti sono andati a ballare”
ipotizzando una scala del tipo
“Vedere, sentire”
Nel dire sta piovendo con un suffisso “ho sentito” può essere equiparato alla frase
“ho sentito che sta piovendo”
Affermare sentire implicita “non vedere.”
Quando un tariana usa sentire, afferma semplicemente che non sta vedendo.
Poi esistono le implicature proposizionali
Per le quali se uso in una frase con implicita un termine che afferma con sicurezza un altra vuol dire che non sono sicuro di quell’affermazione.
Affermare “Sto vedendo che piove”
impliciterebbe che piove (a meno che non stia mentendo) usando sentire, essendo il termine più debole che non lo implicita signififica che non sono sicuro dell’affermazione che dico e cioè che stia piovendo.
Lo conoscerai di sicuro, è il mitico Grice 😉
Ad esempio
In una scala del tipo
“So, credo” usare il termine credo invece di so in una frase con una implicita, implica che non sono sicuro della frase implicitata
So che marco è al mercato
Credo che marco sia al mercato.
@Riccardo: Se ho capito bene questa analisi pragmatica, dici che c’è una scala di “sicurezza” tra i vari vedere, sentire, mi hanno riferito eccetera. In poche parole: se un tariana ha visto, sentito e gli hanno riferito una cosa, quale suffisso userà? (ammesso che se ne utilizzi sempre uno, e non si dia una precedenza temporale).
penso che l’ultizzo di questi suffissi serva ad esprimere quanto un tariana è sicuro di quello che dice.
utilizza il suffisso vedere solo quando può effettivamente farlo in questo modo ti prendi la massima responsabilità sulla implicita (che piove), infatti se non piove ti prenderanno per pazzo
usa il suffisso “sentito” solo quando non può vedere, utilizzando sentito invece che visto, ti prendi meno responsabilità sull’implicita (che piove) e quindi se non piove potrai dirti mi sono confuso con il vento.
Utilizza il suffisso “mi hanno detto” solo quando non può ne vedere ne sentire. è il grado massimo di disimpegno, se non piove, non è colpa tua, ma di chi ti ha dato l’informazione sbagliata.
E’ una cosa comune in tutte le lingue, pensa alla differeneza che c’è nella scala.
So, credo, spero,
So afferma la sicurezza di X
credo afferma che potrebbe essere e non essere X
spero afferma la stessa cosa, ma in più (per l’implicatura scalare, quella che falsifica i termini precedenti) che non credi più X, cioè affermi X ma implicitamente affermi che pensi che X sia falso.
@Riccardo: Uhm… Quindi, un tariana, per rimarcare la propria sicurezza, direbbe “ho visto il cane abbaiare”?
no, per non lasciare dubbi all’interlocutore che un abbia effettivamente abbaiato 😀
ops dicevo, non per affermare con sicurezza ma per non lasciare dubbi all’interlocutore che un cane abbia effettivamente abbaiato 😀
@Riccardo: A questo punto, proporrei una colletta per andare a verificare di persona… Chi si offre?