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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'attuale Lista rossa degli uccelli nidificanti minacciati in Svizzera è stata stilata nel 2001 applicando per la prima volta criteri internazionalmente riconosciuti. Delle 195 specie di uccelli che nidificano regolarmente in Svizzera ve ne sono state riportate 77. Poiché le liste vengono aggiornate ogni 10 anni, un primo bilancio sarà possibile solo nel 2011. Secondo gli obiettivi della Concezione "Paesaggio svizzero", entro quella data il numero delle specie di uccelli elencate nella lista dovrebbe essere ridotto a 69 al massimo.</p><p>a) Al fine di raggiungere questo obiettivo, l'UFAFP ha avviato nel 2003, in collaborazione con la Stazione ornitologica svizzera di Sempach e l'Associazione svizzera per la protezione degli uccelli (ASPU, Birdlife Svizzera), il programma "Artenförderung Vögel Schweiz" per la promozione delle specie avifaunistiche in Svizzera. Nel quadro del programma vengono promosse 50 specie indigene la cui protezione è considerata prioritaria. Tra esse figurano sia specie elencate nella Lista rossa sia specie più frequenti per le quali la Svizzera riveste un ruolo di particolare responsabilità. Per ogni singola specie viene elaborato un piano d'azione nazionale in cui, da un lato, si definiscono le misure concrete per la salvaguardia della specie stessa e dei suoi spazi vitali e, dall'altro, si forniscono informazioni sull'organizzazione ed il finanziamento.</p><p>b) Il controllo dei risultati è parte integrante dei piani d'azione da elaborare, nei quali vengono fissate anche la periodicità e l'ampiezza dei rilevamenti necessari per determinare la popolazione di una specie.</p><p>c) Poiché il succitato programma per la promozione delle specie avifaunistiche in Svizzera è stato avviato da poco, non è ancora possibile fare previsioni sui suoi effetti a lungo termine. Alcuni indizi lasciano tuttavia supporre una lenta ripresa delle popolazioni di singole specie, soprattutto nelle regioni in cui la percentuale di superfici di compensazione di particolare valore ecologico è superiore alla media.</p><p>d) ed e)</p><p>Non è ancora possibile valutare se queste misure sono sufficienti a garantire in maniera durevole la diversità delle specie. Viste le limitate possibilità finanziarie, per poter raggiungere gli obiettivi fissati la Confederazione deve comunque ricorrere all'aiuto di organizzazioni ambientaliste private. Si tratta di una collaborazione specialistica che va mantenuta anche in futuro e, se possibile, ampliata.</p><p>2. Oggi, in Svizzera, la gestione di praticamente tutta la superficie agricola utile si fonda sulla prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER). Le aziende che forniscono tale prova sono tra l'altro obbligate a destinare il 7 per cento della loro superficie agricola utile a superfici di compensazione ecologica. Nel 2003 sono stati impiegati a tale scopo complessivamente 116'500 ettari, di cui 57'100 ettari ubicati nelle regioni di pianura.</p><p>a) Studi scientifici condotti dalla Stazione federale di ricerche in agroecologia e agricoltura (FAL) di Reckenholz e dalla Stazione ornitologica svizzera di Sempach 1) hanno dimostrato l'utilità delle superfici di compensazione ecologica ai fini della salvaguardia e della promozione di specie animali e vegetali. I risultati della valutazione relativa alla biodiversità, attualmente in corso, sono attesi per il 2005.</p><p>b) È incontestabile che in passato si siano riscontrate delle lacune per quanto riguarda la qualità delle superfici di compensazione ecologica. Per questo il Consiglio federale ha emanato nel 2001 l'ordinanza sulla qualità ecologica (OQE), che costituisce un'importante base per la promozione della qualità e dell'interconnessione di dette superfici. Grazie all'OQE si è in poco tempo creata una dinamica incoraggiante. Nel 2003, ad esempio, sono stati versati contributi per migliorare la qualità e/o l'interconnessione delle superfici di particolare valore ecologico su un'area complessiva di 26'900 ettari. Si stanno inoltre preparando numerosi nuovi progetti di interconnessione. Sulla base dei risultati dei progetti pilota si può sin da ora prevedere a medio termine un effetto positivo sulle popolazioni di uccelli.</p><p>c) Secondo l'obiettivo fissato nel messaggio concernente la politica agricola 2007, entro il 2005 dovranno essere adibiti a superfici di compensazione ecologica 65'000 ettari di terreno nelle regioni di pianura. Stando alle attuali stime, tuttavia, entro quella data potranno essere destinati a tal fine soltanto 60'000 ettari. Per promuovere una gestione ecologica si stanno pertanto attualmente valutando due misure supplementari: l'introduzione di un nuovo tipo di compensazione e la definizione di criteri qualitativi per i pascoli sfruttati in modo estensivo.</p><p>3. a) In base all'articolo 11 della legge federale del 20 giugno 1986 sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici ed all'articolo 26 della legge federale del 1º luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesaggio, nel 1991 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza sulle riserve d'importanza internazionale e nazionale d'uccelli acquatici e migratori (ORUAM; RS 922.32), che comprende un inventario delle zone umide più importanti in Svizzera. In seguito all'inserimento di numerose zone nuove nel giugno del 2001, tale inventario federale conta ora 11 riserve d'importanza internazionale e 19 d'importanza nazionale. Tutte le zone umide d'importanza internazionale presenti in Svizzera sono pertanto protette in base alla legislazione federale. Inoltre, la Stazione ornitologica svizzera di Sempach gestisce un inventario scientifico contenente 36 zone umide d'importanza nazionale. Poiché tuttavia la loro protezione è di competenza dei Cantoni, il Consiglio federale può delimitare tali zone soltanto con il consenso delle amministrazioni cantonali. Tutti gli oggetti che i Cantoni hanno chiesto di inserire nell'inventario federale sono comunque nel frattempo protetti dalla Confederazione.</p><p>I due strumenti suddetti permettono di garantire in Svizzera la protezione delle specie migratorie e stanziali di uccelli acquatici e palustri e di ridurre a livelli sopportabili i disturbi causati all'avifauna. Insieme forniscono inoltre un contributo alla salvaguardia della diversità delle specie. L'attività venatoria resta comunque ammessa nelle zone non protette.</p><p>b) Nelle riserve di uccelli acquatici d'importanza internazionale la Stazione ornitologica svizzera effettua conteggi annuali delle popolazioni, che poi provvede a valutare. Il bilancio relativo agli anni dal 1991 al 2000 rivela che, in inverno, dal 23 al 30 per cento in media degli uccelli acquatici del nostro Paese staziona nelle riserve d'importanza internazionale e l'8 per cento in quelle d'importanza nazionale. Nel complesso, quindi, circa un terzo di tutti gli uccelli acquatici che vivono in Svizzera si concentra nelle zone umide d'importanza internazionale e nazionale.</p><p></p><p>1) Agrarforschung, volume 9, aprile 2002, Ufficio federale dell'agricoltura</p><p>Verflogene Vielfalt im Kulturland - Zustand der Lebensräume unserer Vögel, 2003, Stazione ornitologica svizzera di Sempach (disponibile anche in francese)</p>  Risposta del Consiglio federale.