Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/167868

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel marzo 2016 lo Swiss Forum for Migration and Population Studies (SFM) ha pubblicato lo studio "Sfruttamento lavorativo collegato alla tratta di esseri umani", redatto su incarico di Fedpol. Lo studio esamina le condizioni di sfruttamento professionale collegate alla tratta di esseri umani al di fuori del contesto del lavoro sessuale.</p><p>Lo studio non ha effettuato una valutazione quantitativa a causa dell'insufficiente disponibilità di dati. Gli specialisti intervistati dagli autori rilevano una consistente zona grigia che conferma l'esistenza di tale sfruttamento in Svizzera nei seguenti settori:</p><p>- edilizia,</p><p>- gastronomia,</p><p>- economia domestica,</p><p>- agricoltura,</p><p>- attività illegali (p. es. accattonaggio).</p><p>Lo studio analizza i profili di autori e vittime e illustra le condizioni quadro che consentono lo sfruttamento lavorativo nonché le modalità e i luoghi del reclutamento ad esso finalizzato. Descrive i mezzi di pressione che mantengono le vittime in condizioni di sfruttamento. Lo studio giunge alla conclusione che la violenza fisica è rara, mentre molto più di frequente si ricorre alla violenza psichica, a forme di dipendenza e alle minacce.</p><p>Secondo lo studio, lo sfruttamento lavorativo è sovente collegato al lavoro nero e al dumping salariale. La complicità di numerosi attori consente di norma di evitare che lo sfruttamento venga scoperto e perseguito penalmente.</p><p>Gli autori giungono alla conclusione che non manca soltanto la sensibilizzazione ma anche la definizione dei concetti quali "sfruttamento lavorativo". Lacunosa è pure la collaborazione tra le autorità del mercato del lavoro, i sindacati, le autorità sociali, i servizi di aiuto alle vittime e le autorità inquirenti.</p><p>Fedpol aveva preannunciato l'intenzione di analizzare i risultati dello studio e di elaborare un piano nazionale d'azione (PNA).</p><p>Invito il Consiglio nazionale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sono pianificate altre valutazioni quantitative dei dati? Il PNA rileverà sistematicamente tutti i dati che potrebbero indicare uno sfruttamento lavorativo, come il lavoro nero e il dumping salariale?</p><p>2. Il PNA prevede di potenziare la cooperazione e disciplinare le competenze tra le autorità del mercato del lavoro e le autorità inquirenti, come raccomandato nello studio?</p><p>3. Il PNA sarà elaborato da Fedpol unicamente? Oppure è prevista la creazione di un gruppo di lavoro comprendente diverse organizzazioni toccate dallo sfruttamento lavorativo?</p><p>4. Nell'ambito del PNA è previsto uno scambio internazionale delle esperienze fatte con le diverse misure?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Lo studio del SFM "Sfruttamento lavorativo collegato alla tratta di esseri umani" fa seguito allo studio "Les caractéristiques et l'ampleur de la zone d'ombre de la traite d'êtres humains en Suisse", elaborato dal SFM nel 2013 al fine di chiarire se la portata reale della tratta di esseri umani, ovvero la parte sommersa del fenomeno, potesse essere rilevata e stimata in Svizzera secondo un approccio metodologico. Lo studio aveva evidenziato i limiti riscontrati nell'ambito del rilevamento e proponeva di elaborare uno studio sulla portata qualitativa dello sfruttamento lavorativo. Tale proposta è stata ora realizzata nel quadro del primo studio del SFM citato sopra. Il piano nazionale d'azione (PNA) contro la tratta di esseri umani 2017-2020 è attualmente in fase di elaborazione e dovrebbe essere disponibile entro la fine del 2016. Illustrerà la strategia globale della Svizzera in tale contesto e indicherà e descriverà le misure che saranno concepite, durante il periodo in questione, dai servizi federali e cantonali competenti in materia.</p><p>1. Non è escluso che occorreranno ulteriori studi. Le analisi elaborate precedentemente hanno tuttavia evidenziato i limiti di un rilevamento quantitativo. Se l'obiettivo di un tale rilevamento è individuare condizioni lavorative di sfruttamento, allora sarebbe più opportuno approfittare direttamente della raccolta di dati eseguita durante dei controlli e di mettere a disposizione gli indizi di sfruttamento già in tale stadio.</p><p>2. Le autorità del mercato del lavoro e le ispezioni di lavoro beneficiano di una visione immediata dei singoli rapporti di lavoro e sono pertanto più idonee a individuare casi di sfruttamento. La loro integrazione nella collaborazione tra tutti gli attori che combattono la tratta di esseri umani (autorità di perseguimento penale e di migrazione, consultori per vittime ecc.) va pertanto analizzata e definita, tenendo debitamente conto anche dei compiti e delle competenze legali. Il PNA adempierà questa esigenza.</p><p>3. Il PNA è coordinato e redatto dall'Ufficio centrale del Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti (SCOTT) collocato in seno a Fedpol. Alla sua elaborazione partecipano gli esperti del gruppo di lavoro Tratta di esseri umani di SCOTT, composto da rappresentanti dei servizi federali e cantonali nonché delle organizzazioni che si adoperano nella lotta alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento lavorativo.</p><p>4. Lo scambio di esperienze a livello internazionale ha luogo continuamente. Il 6 aprile 2016, ad esempio, si è svolta a Berna una tavola rotonda internazionale sul tema dello sfruttamento lavorativo di migranti e della tratta di esseri umani, organizzata dalla Divisione Sicurezza umana del DFAE e dall'OIM Berna in collaborazione con SCOTT, la SECO e l'Unione sindacale svizzera (USS). In tale occasione gli esperti esteri e i rappresentanti di organizzazioni internazionali invitati hanno condiviso le loro esperienze e i loro punti di vista con gli esperti svizzeri. Gli incontri e i convegni internazionali costituiscono un'occasione per ulteriori scambi.</p>  Risposta del Consiglio federale.