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Il mandato negoziale dell’UE pubblicato oggi, concernente un accordo-quadro istituzionale con la Svizzera, conferma che Bruxelles vuole imporre alla Svizzera un trattato di tipo coloniale che porrebbe fine alla sovranità del nostro paese. La Svizzera riprenderebbe automaticamente il diritto UE attuale e futuro; essa accetterebbe che la Corte di giustizia dell’UE decida in ultima istanza su eventuali litigi e che la Commissione UE sorvegli l’applicazione del diritto in Svizzera. Per coronare il tutto, la Svizzera diventerebbe una contribuente duratura dell’UE. Il mandato negoziale dell’UE è un affronto e non costituisce in alcun caso una base valida per dei negoziati equi. Il Consiglio federale deve immediatamente porre fine ai negoziati su un’integrazione istituzionale della Svizzera nell’UE.
È scioccante agli occhi dell’UDC che il Consiglio federale abbia accettato di negoziare un trattato di tipo coloniale, pur conoscendo senza dubbio le idee dell’UE che comprometterebbero la sovranità della Svizzera. Firmando questo accordo, la Svizzera accetterebbe che le si imponga un diritto e dei giudici stranieri e che una potenza straniera prenda il controllo del paese. Evidentemente, il Consiglio federale cerca di spingere la Svizzera nell’UE, come l’UDC teme da molto tempo. Secondo le informazioni apparse oggi su questo mandato negoziale, molti “elementi” di un’integrazione istituzionale della Svizzera nell’UE sono già stati negoziati e conclusi da Berna e Bruxelles. In altre parole, il Dipartimento federale degli affari esteri del consigliere federale Didier Burkhalter, sta conducendo dei negoziati il cui obiettivo è l’abbandono della sovranità da parte della Svizzera. L’UDC invita il PLR a fermare il suo rappresentante in governo. Se non lo fa, anche questo partito partecipa all’affossamento della sovranità nazionale della Svizzera.
La Svizzera non ha bisogno né di nuovi accordi con l’UE, né di un accordo-quadro. Essa non fa parte del mercato interno dell’UE, come a torto Bruxelles e il Consiglio federale tentano regolarmente di far credere. Nei settori nei quali sono in gioco degli interessi reciproci, esistono degli accordi bilaterali e se ne potranno concludere di nuovi, se necessario. Ma nulla giustifica per contro dei negoziati su un’integrazione istituzionale della Svizzera nell’UE. Bisogna porre fine a queste pratiche indegne di un paese indipendente.
UDC Svizzera