Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/114716

<h2>SubmittedText<h2><p>1. Che importanza nazionale e internazionale attribuisce il Consiglio federale alla futura Casa delle religioni? </p><p>2. In termini politici, come giudica l'effetto integrativo e culturale della futura Casa delle religioni sulla popolazione svizzera e straniera residente e sulla coesistenza pacifica di persone appartenenti a culture e religioni differenti in Svizzera e all'estero? </p><p>3. Il Consiglio federale è a conoscenza di iniziative analoghe in Svizzera?</p><p>4. Considerate l'importanza nazionale e internazionale e le basi giuridiche nell'ambito della promozione della cultura e dell'integrazione, il Consiglio federale reputa che s'imponga un ampio sostegno a questo progetto (anche a prescindere da sussidi federali)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale non è a conoscenza, né in Svizzera né nei Paesi limitrofi, di iniziative analoghe alla Casa delle religioni che riuniscono sotto un unico tetto luoghi di culto distinti per varie religioni. Vede perciò con favore lo sviluppo ambizioso della Casa delle religioni a Berna, nel quartiere di Ausserholligen. Se questo progetto, radicato nella regione di Berna, potesse essere realizzato, andrebbe a completare opportunamente altre iniziative che promuovono il dialogo interreligioso in Svizzera. </p><p>La pratica di varie religioni sotto un tetto comune all'insegna del dialogo può servire a concretizzare i principi della libertà di culto e della tolleranza religiosa. Sul piano della politica dell'integrazione possono essere trasmessi impulsi preziosi che contribuiscono alla comprensione interreligiosa. Al di là della questione della coesistenza pacifica di persone appartenenti a religioni diverse, un tale dialogo non può che promuovere la comprensione interculturale e un approccio costruttivo nei confronti dell'"altro" nella nostra società. Ciò nonostante, pur individuando nel presente progetto un importante elemento integrativo, il Consiglio federale non lo ritiene una questione di politica culturale. La pratica di una religione non è oggetto della promozione della cultura operata dalla Confederazione. Ai fini di una promozione della coesistenza pacifica e come dimostrato dall'ultima conferenza annuale della Divisione politica IV, Sicurezza umana, del DFAE "Quando religioni e visioni del mondo s'incontrano", è importante disporre di uno spazio di dialogo neutro dal punto di vista confessionale e religioso, che permetta a persone e gruppi con concezioni del mondo differenti di svolgere attività comuni a livello politico e civile.</p><p>Per quanto riguarda la promozione dell'integrazione, la Confederazione non dispone di basi giuridiche per finanziare progetti di costruzione. Inoltre, conformemente all'articolo 72 della Costituzione federale, il disciplinamento dei rapporti tra Chiesa e Stato rientra nella competenza dei cantoni. Il Consiglio federale non vede alcuna ragione per intervenire nella sovranità dei cantoni in questo ambito.</p>  Risposta del Consiglio federale.