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FRIBURGO - Colpo di scena stamani a Friburgo al processo civile intentato all'oligarca russo Roman Abramovich e al suo socio Ievgheni Shvidler: i legali dei due si sono rivolti al Tribunale cantonale ed hanno chiesto - invano - il rinvio del procedimento.
La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha intentato nel 2000 un'azione civile nei confronti di Gazprom e degli oligarchi Abramovich e Ievgheni Shvidler, allora direttori di Runicom, società iscritta nel registro di commercio a Friburgo che commercializzava petrolio per la società Sibneft. La BERS ha reclamato il rimborso di un debito di circa 47 milioni di franchi.
Venuto "per riguardo" nei confronti del Tribunale della Sarine, Schvidler ha fatto sapere che ritiene di non poter essere interrogato. Abramovich, che si è già espresso venerdì scorso, non si è invece presentato all'udienza odierna.
Agli inizi di maggio, gli avvocati della difesa avevano contestato l'ammissibilità della domanda della BERS, alla quale rimproverano di non spiegare in modo esauriente com'è stato calcolato il danno. Il presidente della Corte aveva respinto la richiesta e ordinato il proseguimento del procedimento.
Contro quest'ultima decisione, i legali degli oligarchi si sono ora appellati al Tribunale cantonale. Ritenendo che la loro opposizione abbia un effetto sospensivo, hanno chiesto al Tribunale della Sarine di sospendere il processo in attesa della decisione del Tribunale cantonale.
Dopo aver esaminato la richiesta e consultato i legali della BERS, il presidente Stéphane Raemy ha ordinato il proseguimento del processo.