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BERNA - Per permettere alla Svizzera di partecipare a pieno titolo a Orizzonte Europa e Erasmus+, i due programmi di ricerca dell'Ue, la Commissione della politica estera del Nazionale (CPE-N) propone di raddoppiare il contributo di coesione (a 2 miliardi circa in totale) destinato ai Paesi dell'est europeo.
La notizia era stata anticipata ieri ai media dal consigliere nazionale Eric Nussbaumer (PS/BL). In concreto, precisa una nota odierna dei servizi del parlamento, la CPE-N ha approvato per 15 voti a 9 e una astensione una mozione in tal senso, inoltrata dallo stesso Nussbaumer, che verrà trattata durante l'incipiente sessione invernale delle Camere federali nell'ambito della discussione sul preventivo 2022 della Confederazione.
Il credito quadro di poco più un miliardo di franchi previsto quale contributo di coesione andrebbe rimpolpato con ulteriori 953 milioni circa. Il versamento di tale contributo è condizionato dalla firma, entro il 30 di giugno 2022, tra Berna e Bruxelles dell'accordo di associazione della Confederazione a Orizzonte Europa e Erasmus+.
La CPE-N è convinta che è nell'interesse della Svizzera dare un segnale concreto nell'ambito del dialogo politico avviato con l'Ue dopo l'abbandono da parte della Confederazione della tavola negoziale in vista della conclusione di un accordo istituzionale. Un aumento del contributo di coesione dovrebbe consentire al Consiglio federale di migliorare le relazioni con Bruxelles, dando una base per il futuro accordo di associazione.
Una minoranza è invece dell'opinione che tale procedura indebolisca la posizione della Svizzera. Oltre a ciò, pesano preoccupazioni di carattere finanziario.