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Sanzioni nei confronti dell’Eritrea
Berna, 03.02.2010 - Il 3 febbraio 2010 il Consiglio federale ha emanato un’ordinanza nella quale stabilisce l’adozione di provvedimenti coercitivi nei confronti dell'Eritrea. La Svizzera applica così le sanzioni adottate dal Consiglio di sicurezza dell'ONU. L'ordinanza in questione entra in vigore il 4 febbraio 2010.
L'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti dell'Eritrea vieta la fornitura, la vendita, l'esportazione e il transito di materiale d'armamento di ogni tipo verso l'Eritrea. Sono vietati anche la fornitura di servizi (ad esempio i servizi di mediazione e la formazione tecnica), nonché la concessione di mezzi finanziari in relazione a tali beni o ad attività militari in Eritrea. I divieti riguardano anche l'importazione dall'Eritrea di materiale d'armamento e i servizi ad essa connessi.
Con il sostegno ai gruppi armati di ribelli somali l'Eritrea mette a rischio i tentativi di ottenere la pace e la stabilità della regione. L'Eritrea si rifiuta inoltre di rispettare la risoluzione 1862 (2009) riguardante le controversie di confine tra Eritrea e Gibuti. Per questi motivi il Consiglio di sicurezza ha adottato le sanzioni nei confronti dell'Eritrea contenute nella risoluzione 1907 del 23 dicembre 2009. Oltre all'embargo globale sul materiale d'armamento la risoluzione prevede anche restrizioni finanziarie e di viaggio. Il Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU non ha però ancora reso noti i nomi delle persone interessate da queste restrizioni.
Negli ultimi dieci anni, in conformità alla legge sul materiale bellico e a quella sul controllo dei beni a duplice impiego, è stata concessa unicamente l'esportazione di dispositivi per la distruzione delle mine, del valore di circa 60 000 franchi, destinate alla UN Emergency Mine Action Assistance in Eritrea.
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Ultima modifica 05.01.2016