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La violenza domestica esiste in tutti i paesi, attraversa tutte le culture, le classi, le etnie, i livelli di istruzione, di reddito e tutte le fasce di età. Anche in Svizzera essa il profilo e le dimensioni di un problema diffuso, tanto che i numerosi cambiamenti a livello giuridico e le recenti previsioni normative paiono confermare la gravità del fenomeno e la necessità sempre più urgente di proteggere le vittime di tali reati. Va tuttavia osservato che la particolare natura degli stessi, il contesto in cui si producono, l'ambito privato ed il persistere di atteggiamenti culturali orientati alla tolleranza o alla giustificazione, fanno si che si conosca solo la parte emergente del fenomeno, le cui vere dimensioni sfuggono alla rilevazione statistica. Di qui la difficoltà di effettuare osservazioni fondate su dati certi ed esaustivi del problema della violenza domestica. Il termine “domestica” si riferisce al fatto che l’autore della violenza è il partner intimo della vittima o un altro membro del suo gruppo familiare, indipendentemente da dove si manifesta la violenza e dalla forma che essa assume.
Le vittime principali risultano essere le donne: l'indagine realizzata a livello federale nel 2003 su un campione rappresentativo di 1975 donne dai 18 ai 70 anni, rileva infatti che il 39,4% delle donne, ossia 2 su 5, ha subito violenze fisiche o sessuali almeno una volta nel corso dell'età adulta. Un'ulteriore indagine sui reati di omicidio compiuti tra il 2000 ed il 2004, ha inoltre evidenziato il fatto che le donne sono molto più spesso vittime di omicidio (40%) piuttosto che autrici o indiziate (12%). Di queste l'85% conosceva il proprio aggressore.
Per il 74% delle vittime di sesso femminile il rapporto con la persona sospettata era di tipo domestico e nel 57% dei casi l'aggressore era l'ex o l'attuale partner.
Per le vittime di sesso maschile, la violenza avveniva più di frequente all'interno di un'altra relazione (35%) o era perpetrata da una persona sconosciuta (31%).
Si calcola che ogni anno vengano uccise mediamente 25 donne al di sopra dei 14 anni in seguito a violenza domestica, ovvero 2 donne al mese. Tra gli uomini la media annuale è di 10 vittime.
Anche quando la violenza domestica non raggiunge tali estremi, produce conseguenze gravi tanto sulle vittime dirette che su altri eventuali membri della famiglia per cui queste vengono esposte a problemi di di salute, non solo d'ordine fisico, ma anche psicologico, nonché a difficoltà di ordine finanziario e sociale.
I dati forniti dalla casa rifugio di Lugano confermano tali tendenze. Di tutte le persone che si sono rivolte ai consultori per le vittime di violenza nel 2007, il 73% erano donne; nell'85% dei casi l'autore della violenza era di sesso maschile e nel 53% tra la vittima ed il suo aggressore intercorreva una relazione di tipo familiare. Le prestazioni più frequenti, fornite dai consultori alle donne vittime di violenza, vanno dalla protezione in alloggi protetti, a misure di aiuto sociale, psicologico, materiale e finanziario.