Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/180736

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi quarant'anni il rendimento degli animali da reddito è aumentato in maniera esponenziale. Secondo le esperienze pratiche e diversi studi, ottenere rendimenti così elevati può nuocere alla salute e al comportamento degli animali nonché causare "malattie professionali" agli animali dalle prestazioni elevate rilevanti nell'ottica della loro protezione. Le statistiche nel periodo summenzionato evidenziano anche una notevole diminuzione della durata di utilizzazione delle vacche da latte e delle scrofe madri. La LPAn e la LAgr contengono strumenti per contrastare le conseguenze negative dell'allevamento ad alto rendimento. È compito della Confederazione intervenire in quanto essa sovvenziona le attività delle federazioni d'allevamento private.</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Condivide l'opinione secondo cui dignità e benessere degli animali devono essere prioritari nel loro allevamento? Come assicura che, malgrado il progressivo allevamento ad alto rendimento, i metodi di allevamento e di riproduzione non causino agli animali genitori e ai loro discendenti dolori, sofferenze, lesioni o turbe comportamentali dovuti o connessi all'obiettivo zootecnico (art. 10 cpv. 1 LPAn).</p><p>2. Nelle vacche da latte ad alto rendimento che producono 10 000 e più litri si constata, perlomeno nei primi mesi di lattazione, un assorbimento nettamente insufficiente di sostanze nutritive. Esistono studi attuali i quali dimostrano che successivamente queste vacche ricuperano in maniera ottimale le riserve fisiche consumate? In considerazione della forte diminuzione della durata di utilizzazione e degli elevati tassi di morbilità proprio all'inizio della lattazione (chetosi, mastite, zoppie, ecc.) in una parte degli animali, si può parlare di un abuso della capacità di adattamento e come vi ovvia il Consiglio federale?</p><p>3. Nell'allevamento di suini si è tentato per anni, adattando gli obiettivi, di contrastare il rapporto negativo tra la grandezza della figliata, la mortalità e la salute dei lattonzoli. Questi sforzi dal profilo della protezione degli animali sono sufficienti, se sì perché? Il numero di suinetti per scrofa è aumentato nel frattempo? Corrisponde al vero che aziende con 30 suinetti svezzati per scrofa all'anno non sono una rarità?</p><p>4. Occorre che la detenzione di ibridi da ingrasso a crescita rapida adempia i requisiti del programma per il benessere degli animali (SSRA) ai sensi dell'OPD per quanto concerne l'utilizzo dell'area con clima esterno. </p><p>Sulla base di quali criteri il Consiglio federale verifica l'idoneità ai SSRA degli ibridi da ingrasso a crescita rapida impiegati e come assicura l'idoneità ai SSRA delle nuove linee o dei nuovi tipi di ibrido da ingrasso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La dignità e il benessere degli animali dovrebbero essere sempre un elemento centrale dell'allevamento anche di quello ad alto rendimento di animali da reddito agricoli. I requisiti in materia di protezione degli animali e dal profilo delle prestazioni non sono concetti antitetici, benessere ed elevata prestazione non si escludono a vicenda. Solo da animali sani e ben curati ci si possono attendere a lungo termine elevate prestazioni. Gli allevatori e i detentori di questi animali lo sanno e quindi, nella maggior parte dei casi e nel loro interesse, applicano tale principio e si assumono le loro responsabilità per garantire l'adempimento dei requisiti della legislazione sulla protezione degli animali. Per conferire enfasi a queste pretese a livello legislativo, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria nell'ordinanza dell'USAV sulla protezione degli animali nell'allevamento (RS 455.102.4) ha stabilito le condizioni quadro che vanno rispettate da tutti gli allevatori. In un altro frangente, la continua evoluzione nella filiera agroalimentare nonché nei suoi settori a monte e a valle ha spinto la Confederazione a verificare gli orientamenti strategici dell'impegno statale nell'allevamento. Nel 2017 il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca DEFR, in stretta collaborazione con esperti del settore (incl. rappresentanti della protezione degli animali), ha elaborato una "Strategia sull'allevamento 2030" sulla base di diverse esigenze in materia di allevamento. In questa strategia si attribuisce un elevato valore alla salute degli animali in senso più ampio nell'ambito dell'allevamento di animali da reddito, anche per quanto concerne il sostegno finanziario a misure zootecniche da parte della Confederazione. La strategia sarà pubblicata nel primo semestre 2018.</p><p>2. Le vacche hanno una grande capacità di adattamento dal profilo fisiologico e sono in grado di compensare bene il calo temporaneo delle riserve fisiche. Nella lattazione standard le vacche, dopo una fase iniziale di poche settimane, forniscono la massima produzione di latte giornaliera. Dopo tre o quattro mesi questa diminuisce costantemente. Nella fase di massima produzione di latte, nelle vacche altamente produttive, che in una lattazione forniscono più di 10 000 litri di latte, può verificarsi un insufficiente approvvigionamento di sostanze nutritive che grava sul metabolismo. Ne consegue un calo delle riserve fisiche che si ricostituiscono nella successiva fase della lattazione, con una produzione giornaliera minore, e prima del successivo parto, nell'ultimo terzo del periodo di gestazione. Il corretto apporto di foraggi concentrati e sostanze minerali a elevato contenuto calorico può controbilanciare e, a lungo termine, compensare la situazione di sottoapprovvigionamento. Pertanto un'elevata produzione di latte per il singolo animale non comporta necessariamente uno stress permanente dettato da limitazioni del benessere o della salute. Tuttavia è fondamentale che il detentore di vacche altamente produttive disponga di conoscenze sufficienti su un foraggiamento adeguato al fabbisogno e gli animali siano accuditi correttamente. Un presupposto indispensabile a tal fine è una buona formazione per cui il Consiglio federale, nell'articolo 31 dell'ordinanza sulla protezione degli animali (RS 455.1), ha prescritto che per la detenzione di più di 10 unità di bestiame grosso è necessario comprovare di aver superato un tirocinio agricolo.</p><p>Coloro che governano meno animali della specie bovina devono fornire un attestato di competenza i cui requisiti sono indicati nell'ordinanza del DFI concernente le formazioni per la detenzione e il trattamento degli animali (RS 455.109.1). Benché per le vacche da latte la diminuzione della durata media dell'utilizzazione sia iniziata diversi decenni fa, non è possibile semplicemente concludere che si ammalino più velocemente rispetto al passato. A causa dell'elevata pressione sui prezzi nell'agricoltura, le giovani vacche che non adempiono le aspettative dal profilo della prestazione vengono macellate e sostituite da giovani leve più precocemente rispetto al passato anche se non sono malate o soffrono di problemi di salute che negli scorsi anni sarebbero stati sottoposti a terapia e risolti. Ci sono tuttavia anche molti esempi di vacche altamente produttive che hanno raggiunto un'età avanzata.</p><p>3. Il Suisag (Centro di servizi per la produzione suina) già nel 2004 ha adeguato l'obiettivo zootecnico per contrastare la correlazione negativa tra la dimensione della figliata e la salute dei suinetti. Da allora le scrofe da allevamento, i cui suinetti presentano un peso alla nascita equilibrato e una bassa mortalità, sono valutate positivamente. In tal modo si può conseguire un elevato numero di suinetti svezzati sani. Al contrario si attribuisce meno peso dal profilo zootecnico al numero di suinetti nati vivi. Questa correzione dell'obiettivo zootecnico va valutata molto positivamente nell'ottica della protezione degli animali. Tuttavia, le tendenze genetiche si diffondono soltanto lentamente nell'intera popolazione e occorrono diverse generazioni per poter misurare gli effetti negli armenti di produzione. Nel 2016 in Svizzera una figliata media presentava 13 suinetti (Edelschwein e razza nazionale) e negli allevamenti gestiti da professionisti una scrofa poteva dare fino a due figliate e mezzo l'anno. In allevamenti ben gestiti possono quindi essere ottenuti anche 30 suinetti l'anno per scrofa.</p><p>4. Le disposizioni SSRA dell'ordinanza sui pagamenti diretti (RS 910.13) comprendono i requisiti per la detenzione delle singole categorie di animali. Non sono previsti esami di idoneità per determinate razze di animali. Gli addetti ai controlli devono verificare soltanto se l'agricoltore sottoposto al controllo adempie i rispettivi requisiti in materia di detenzione. L'ingrasso di polli in Svizzera è prerogativa di pochi attori del mercato. Questi effettuano controlli nei pollai (a volte senza preavviso) indipendentemente dai pagamenti diretti poiché, oltre alle condizioni di detenzione, attribuiscono grande importanza all'igiene e all'immagine del label, ovvero assumono le proprie responsabilità sul piano imprenditoriale, aspetto, questo, molto importante secondo il Consiglio federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.