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LOSANNA - Il Tribunale federale (TF) ha confermato la decisione cantonale solettese di ritirare la patente di guida a una donna a titolo precauzionale, sebbene questa disponga di una autorizzazione speciale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) al consumo di olio di cannabis su prescrizione del suo medico.
La donna era stata fermata nel settembre 2018 durante un controllo stradale. I poliziotti avevano avvertito un odore di marijuana nell'abitacolo dell'auto e constatato che la conducente dava segni di aver consumato stupefacenti. Fra le sue cose avevano inoltre trovato uno spinello. Il test di conferma si è rivelato positivo, cosicché la patente di guida le è stata ritirata con effetto immediato.
Le successive analisi effettuate in ospedale hanno rivelato un tasso di tetraidrocannabinolo (THC) di almeno 7,7 microgrammi per litro di sangue, ben superiore al valore limite consentito di 1,5 microgrammi per litro. Di conseguenza, il Servizio della circolazione del canton Soletta le ha ritirato la patente a titolo precauzionale e ha ordinato una perizia medica.
La donna si è opposta invano fino al Tribunale federale, argomentando che il suo comportamento sulla strada è sempre stato irreprensibile e che ha bisogno del veicolo. Ha inoltre sostenuto che lo spinello trovato apparteneva al figlio, fatto da questi confermato per iscritto, e che dispone di una autorizzazione ufficiale a consumare olio di cannabis per lenire i suoi dolori cronici.
Il suo medico ha confermato che la dose prescritta di gocce d'olio non intralcia la sua attitudine alla guida. In queste condizioni, secondo la donna, il ritiro della patente è stato sproporzionato e ingiustificato.
In una sentenza pubblicata oggi, la suprema corte di Losanna respinge il suo ricorso confermando i giudizi delle istanze precedenti. Considerato il tasso di THC misurato nel sangue della ricorrente, non è escluso che la sua attitudine alla guida fosse effettivamente ridotta, rileva il TF.
La ricorrente sosteneva pure che i segni di fatica e gli occhi arrossati constatati dai poliziotti al momento del controllo erano una conseguenza della sua malattia. Ma i giudici federali rilevano che questi sintomi erano scomparsi un ora e mezzo dopo in occasione degli esami all'ospedale.