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Presunto errore medico, servono approfondimenti
Ci si attendeva una sentenza, ma si dovrà aspettare. La Corte delle Assise correzionali presieduta dal giudice Siro Quadri non ha infatti ritenuto di avere abbastanza elementi per giudicare sul caso della radiologa al tempo dei fatti attiva in una struttura privata del Luganese, accusata di lesioni colpose gravi per non aver - per negligenza - diagnosticato per tempo un tumore nel seno di una sua paziente. Tumore che, è la tesi del procuratore pubblico Zaccaria Akbas, compariva in un'ecografia. La professionista, 52 anni, respinge ogni addebito. Ci sarà, dunque, un nuovo processo.
Il motivo per cui l'incarto è stato giudicato non maturo risiede nella strategia processuale scelta dalla 52.enne, che durante l'inchiesta si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Lo ha fatto però in aula, presentando un fatto nuovo: ha infatti affermato di non aver potuto vedere, se non un anno dopo, un esame più approfondito. «Se avessi avuto la percezione di un esame che necessitava di approfondimenti - aveva detto in aula - l’avrei fatto. Peccato che l’esame in questione, il tecnico, l’aveva eseguito a mia insaputa. Sono venuta a conoscenza di questo fatto solo un anno dopo, nel 2020». I fatti risalgono invece al 2019.
Un'affermazione che la Corte intende verificare, per capire ad esempio perché la dottoressa non abbia chiesto questo esame, o perché non l'abbia potuto vedere per un lungo tempo. Per capire, cioè, esattamente cosa sia successo in merito a questa fattispecie. Il complemento istruttorio sarà effettuato dalla Corte stessa e, una volta terminato, sarà convocato un nuovo dibattimento.