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«La probabile, triste realtà, in Portogallo e nel mondo» potrebbe essere nettamente diversa
LISBONA - I casi di pedofilia nella Chiesa cattolica continuano ad agitare l'opinione pubblica portoghese. Ieri, la Commissione indipendente per lo studio degli abusi sessuali sui minori nella Chiesa cattolica in Portogallo, per bocca del suo coordinatore, lo psichiatra infantile Pedro Strecht, ha comunicato che sono stati segnalati all'autorità giudiziaria circa 400 casi testimoniati finora, di cui diciassette riguardanti sacerdoti ancora in attività.
«Non è un numero particolarmente elevato», ha commentato il presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, scatenando non poche polemiche che lo hanno costretto a correggere il tiro: «Il numero non è elevato rispetto alla probabile e triste realtà, sia in Portogallo che nel resto del mondo», ha scritto in una nota posteriore.
Negli ultimi mesi diversi sospetti di abuso sessuale o di insabbiamento hanno colpito le alte gerarchie della Chiesa portoghese e Rebelo de Sousa, cattolico praticante, secondo alcuni non ha brillato per imparzialità. A luglio ha difeso i cardinali Manuel Clemente e José Policarpo, citati per presunto insabbiamento in un'inchiesta del giornale digitale Observador.
Più recentemente la presidenza della Repubblica ha ricevuto una denuncia, sempre di insabbiamento, contro monsignor José Ornelas, vescovo di Fatima e presidente della Conferenza episcopale portoghese. Il fatto è stato subito riportato alle autorità competenti, ma il presidente è stato criticato per essersi prodigato di informare anche il vescovo.
Marcelo Rebelo de Sousa si è comunque detto fiducioso che tutti questi scandali non avranno alcun impatto sulla riuscita della Giornata mondiale della gioventù, che si svolgerà a Lisbona la prima settimana di agosto del 2023 e dovrebbe contare sulla presenza di papa Francesco.