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Le norme prescrivono che al termine delle prime due letture si dica Parola di Dio, facendo un breve stacco, cambiando leggermente tono e mettendo in evidenza le parole di Dio per suscitare la risposta dell'Assemblea: questo per il semplice motivo che non siamo noi che diamo autorevolezza alla parola di Dio: Essa è di per se stessa autorevole in quanto proveniente da Dio e non da un pinco-pallino qualsiasi! È, pertanto, da ritenersi scorretto e da evitare categoricamente l'espressione "È Parola di Dio" o anche "Questa è la Parola di Dio".
Il servizio va svolto in un clima di devoto rispetto, contrassegnato dal contegno semplice e grave, dalla dignità e disinvoltura nell’atteggiamento, nello sguardo e nel comportamento, ma senza leggerezza, faciloneria o “svolazzamenti” fuori posto.
Il volto stesso di chi legge la Parola di Dio deve riflettere l’interiorità e far emergere che il lettore si immedesima in quello che sta leggendo o pregando o cantando: poiché legge una parola di salvezza, non potrà che avere il volto gioioso degli uomini liberati e fatti salvi, senza angosce né tristezze.
Alcuni consigli pratici:
- Il lettore prepari la proclamazione della parola di Dio almeno leggendo la lettura prima della Messa;
- Controllare che tutto sia a posto prima dell'inizio della celebrazione (ad. esempio che il lezionario adatto - feriale o festivo - sia al suo posto, che vi sia il segno alle letture previste per la liturgia, che il microfono funzioni, ecc.);
- Non è opportuno che il lettore lasci il suo posto prima che sia terminata l’azione liturgica precedente cioè mentre il celebrante sta ancora concludendo la preghiera della “Colletta”; è bene che i lettori, tutti assieme se più di uno, si rechino verso l’ambone solo dopo l'Amen finale. I lettori, infatti, non sono estranei ma parte integrante della liturgia;
- Quando si va a proclamare le letture e, successivamente, quando si ritorna al posto, i lettori, in modo coordinato, faranno un inchino (non la genuflessione) verso l’altare, segno della presenza di Cristo; questo deve essere l'unico inchino;
- Prima di proclamare la Parola di Dio può essere d’aiuto fare silenziosamente una preghiera semplice, ad es.: «Signore, entra nel mio cuore e sulle mie labbra perché io possa annunciare degnamente la tua Parola a beneficio del Tuo Popolo santo»;
- Le letture ed il salmo devono essere lette dal lezionario posto sull'ambone (che è luogo deputato ad essere la mensa della parola di Dio) per rispetto alla Parola stessa, all’azione liturgica e all’assemblea; l'uso di foglietti va categoricamente evitato (ad eccezione della preghiera universale);
- Prima di iniziare la proclamazione:
- Regolare la posizione del microfono perché questo sia in corrispondenza (e prossimità) della bocca, evitando di stare chinati sul libro ed assicurando che la propria voce sia amplificata;
- Attendere che l'assemblea sia seduta in atteggiamento di ascolto;
- Non si devono leggere le note scritte in rosso o in grassetto (ad ed.: Prima Lettura, Salmo Responsoriale, ecc.): queste sono solo indicazioni per il lettore e non parole contenute nella Bibbia e non danno nessuna informazione utile all’assemblea perché è già chiaro a tutti in quale momento della celebrazione ci si trova;
- Dopo aver proclamato il "titolo" del brano (ad es.: Dagli Atti degli Apostoli), si farà una breve pausa;
- Al termine della lettura, bisogna far risaltare la frase Parola di Dio, facendola precedere da una breve pausa;
- Terminata la lettura, prima di allontanarsi, si deve attendere la risposta dell'assemblea (Rendiamo grazie a Dio) e non scappare subito via, come alla fine di un compito sgradevole o imbarazzante;
- Finita la Prima lettura, si aspetta qualche istante per staccarla dal Salmo Responsoriale. Poi si inizia, senza dire nè Salmo Responsoriale nè Ripetiamo assieme, ma leggendo direttamente il ritornello che si intercala alle strofe del salmo;
- il ritornello spetta all'Assemblea e non al lettore che, pertanto non lo ripeterà al termine delle strofe; se, tuttavia, durante la proclamazione del salmo ci si accorge che l’assemblea non ricorda bene il ritornello, il lettore lo ripeterà a mezza voce per guidare l'Assemblea senza sovrastarla;
- se il ritornello viene cantato, al termine della Prima lettura, prima di inziare a leggere la prima strofa il lettore attenderà che il coro abbia intonato il ritornello e l'assemblea lo abbia cantato; il lettore non canterà il ritornello;
- Finita la Seconda lettura, il lettore attenderà che il coro e l'assemblea abbiano cantato l’alleluia e poi leggerà il versetto; successivamente, tutti i lettori ritorneranno al loro posto; nel caso che il coro canti l'alleluia per intero, invece, i lettori torneranno al posto al termine della Seconda lettura.
Per sapere come agire e non trovarsi in balia di sguardi incerti ed imbarazzati, è bene che il lettore si informi prima della messa sulle modalità con cui si reciterà il Salmo responsoriale e con cui si svolgerà l’acclamazione al vangelo.