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SAN DIEGO - Lungo più di 600 metri, era dotato di ventilazione, illuminazione e persino di un sistema di trasporto su rotaie e permetteva di contrabbandare enormi quantità di droga dal Messico agli Stati Uniti. È il tunnel che le autorità americane hanno scoperto sotto il confine tra Tijuana e San Diego.
La galleria collegava un magazzino che si trova nella città messicana di confine con un altro deposito nella zona industriale di Otay Mesa, alla periferia di San Diego in California, proprio dove pochi mesi fa il presidente americano Donald Trump ha mostrato alla stampa un nuovo tratto del suo “Muro”. Lo scavo correva a una profondità media di 9,5 metri ed era largo solo una novantina di centimetri. Dotato di muri rinforzati, aerazione, luci e un sistema di binari per il trasporto degli stupefacenti, doveva esistere da diversi mesi visto il suo avanzato stato di costruzione.
Al suo interno, il 19 marzo scorso, gli agenti federali della San Diego Tunnel Task Force hanno rinvenuto circa 2 tonnellate di droga: 590 chilogrammi di cocaina, 39 kg di metanfetamine, quasi 8 kg di eroina, 1,4 tonnellate di marijuana e quasi un chilo di fentanyl, un oppioide sintetico. Il valore di mercato degli stupefacenti si eleva a 29,6 milioni di dollari (circa 28,6 milioni di franchi). Era la prima volta, sottolineano le autorità in un comunicato pubblicato martedì, che a San Diego venivano ritrovati cinque tipi di droghe diverse nella stessa galleria.
Proprio a Otay Mesa, su quello stesso tratto di confine, nel settembre dello scorso anno Donald Trump aveva mostrato alla stampa l’avanzamento dei lavori per la costruzione della sua nuova barriera alla frontiera con il Messico. Pensata, come le recinzioni precedentemente esistenti, per ostacolare l’immigrazione irregolare, scende solo per alcuni metri sotto terra: di sicuro non abbastanza per ostacolare questo tipo di tunnel che corrono più in profondità.
A tale scopo, le autorità statunitensi svolgono invece regolari indagini in collaborazione con la polizia messicana. Una di queste ha portato nel gennaio scorso alla scoperta della galleria illegale più lunga mai rinvenuta nell’area (1’313 metri). Era scavata a una profondità di 21 metri. «Se i cartelli continuano a spendere milioni di dollari per costruire tunnel, noi continueremo a trovarli e riempirli», ha commentato il procuratore Robert Brewer in occasione di quest'ultimo sequestro. L’inchiesta era partita da informazioni su un’organizzazione transnazionale sospettata di contrabbandare droga destinata al mercato statunitense.
Lungo più di 600 metri, era dotato di ventilazione, illuminazione e persino di un sistema di trasporto su rotaie e permetteva di contrabbandare enormi quantità di droga dal Messico agli Stati Uniti. È il tunnel che le autorità americane hanno scoperto sotto il confine tra Tijuana e San Diego.