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BERNA - La Svizzera potrebbe chiedere a Berlino una copia del CD con i dati rubati a una banca elvetica, relativi a clienti stranieri presunti evasori fiscali. La presidente della Confederazione Doris Leuthard ha ammesso che la Svizzera potrebbe avanzare questa richiesta.
Berna ha già ottenuto una copia simile dalla Francia in seguito alla vicenda dei dati trafugati dalla succursale ginevrina della banca britannica HSBC. Una copia del CD permetterebbe di conoscere a chi si riferisce un'eventuale domanda d'assistenza proveniente dalla Germania. In tal caso vi sarebbe la possibilità di respingerla se si basa effettivamente su dati rubati.
È quanto è emerso, senza altri particolari, dall'incontro tra una delegazione governativa e i vertici dei partiti di governo alla Casa von Wattenwyl. Il governo tedesco - ha confermato Doris Leuthard - ha appena deciso di acquistare il CD. La presidente della Confederazione ha tuttavia precisato che sarà aperta una procedura contro la persona che ha trafugato i dati bancari non appena la sua identità sarà nota.
Doris Leuthard ha soprattutto tenuto a chiarire la situazione venutasi a creare dopo le dichiarazioni della sua collega di governo Micheline Calmy-Rey. Secondo la ministra argoviese, non vi sono divisioni in seno al Consiglio federale e non vi è rottura della collegialità.
Doris Leuthard si è dichiarata sorpresa dalle interpretazioni fatte dai media. Il Consiglio federale - ha ribadito - è unanime sulla strategia che intende adottare per risolvere la vertenza che oppone la Svizzera alla Germania sulla fiscalità e il segreto bancario. La presidente della Confederazione ha inoltre citato un'infelice traduzione in tedesco delle affermazioni in lingua francese di Calmy-Rey.
La ministra dell'economia ha evitato le domande concernenti l'atteggiamento che la Svizzera adotterebbe nel caso in cui le si proponessero dati rubati sui contribuenti elvetici.
Circa la strategia generale intesa a stabilizzare la piazza finanziaria svizzera e le relazioni con l'Unione europea (UE), tutto è ancora aperto. Che si tratti della fiscalità del risparmio o di un accordo sui servizi, il Consiglio federale non ha ancora preso decisioni.
Ats
Foto Keystone Peter Klaunzer