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GINEVRA - Solo con «misure rapide e incisive, i Paesi possono interrompere la trasmissione e salvare le vite». Lo ha sottolineato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un briefing sul coronavirus. «Questo virus - ha ribadito - non è la Sars, non è la Mers e non è un'influenza: la sua natura ci dà un'opportunità di rompere la catena della trasmissione e contenere la sua diffusione».
Ghebreyesus ha riferito anche che «nelle ultime 24 ore la Cina ha riportato 120 nuovi casi di coronavirus, soprattutto nella provincia dell'Hubei. Nel resto del mondo i casi sono stati 2'075, registrati in 35 Paesi e di questi il 90% è concentrato in tre Stati». Ghebreyesus non ha citato i nomi dei tre Paesi, limitandosi a precisare che l'Oms ha inviato un team in Iran per distribuire materiali e supportare il governo nella risposta all'epidemia.
Gli sforzi, quindi, devono concentrarsi sul contenimento, per isolare i focolai che stanno spuntando a macchia di leopardo. E questa è una delle ragioni per cui ancora non è stata dichiarata la pandemia. Anche se in Germania l'espressione è stata evocata in Parlamento dal ministro della Salute Jens Spahn. E, superati i 250 casi, il governo ha vietato l'export di materiale sanitario di protezione.