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Il secondo tentativo è stato quello buono per la riforma della fiscalità delle imprese. Dopo il primo "no" del 2017, il nuovo progetto per adeguarsi alle pressioni internazionali è stato accolto domenica con il 66,4% dei voti e da tutti i cantoni. La Confederazione rinuncia agli statuti speciali prevedendo però nuove possibilità di sgravio. Parte della sinistra ha digerito la manovra grazie all'iniezione di due miliardi nelle casse AVS. Il popolo ha anche accolto (67% di "sì") la trasposizione nel diritto elvetico delle nuove norme europee sulle armi. In caso di "no", i favorevoli paventavano l'esclusione da Schengen. L'unico "no" è giunto dal Ticino.