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Negli ultimi decenni si sono registrati grandi progressi nel settore ambientale: i valori limite di immissione dei principali inquinanti atmosferici vengono ampiamente rispettati e la qualità delle acque superficiali e di quelle sotterranee è generalmente buona. Nel complesso l'inquinamento ambientale provocato da metalli pesanti, diossina, bifenili policlorurati (PCB) e inquinanti organici persistenti (POP) è diminuito e il risanamento dei siti contaminati prosegue. Tuttavia, come ribadito nel rapporto, i maggiori successi - come il calo delle emissioni di diossido di zolfo (SO2) o la riduzione del tenore di fosforo nelle acque superficiali - sono stati raggiunti negli anni precedenti il 2000. Da quell'anno in poi, la situazione in alcuni settori non è sostanzialmente migliorata: i valori limite di immissione di polveri fini (PM10), ozono (O3) e diossido di azoto (NO2), infatti, vengono ripetutamente superati, talvolta anche in maniera netta, e nelle acque si riscontra ancora la presenza di microinquinanti come residui di prodotti fitosanitari, farmaci o prodotti per la pulizia.
Il cambiamento climatico e la biodiversità restano sfide aperte
Gli obiettivi stabiliti non sono ancora stati raggiunti in ambiti chiave quali il cambiamento climatico o la tutela della biodiversità. L'impegno assunto dalla Svizzera con la firma del Protocollo di Kyoto, ovvero la riduzione delle emissioni di gas serra di almeno l'8 per cento nella media degli anni compresi tra il 2008 e il 2012 rispetto ai valori del 1990, non si è ancora concretizzato. La principale causa delle emissioni di gas serra è la combustione di fonti energetiche fossili. Tra il 1990 e il 2009 il consumo di combustibili a base di petriolo è calato del 23 per cento, quello di carburanti è invece aumentato del 16 per cento e quello di gas metano del 68 per cento.
Per quanto riguarda la tutela della biodiversità, non si è ancora arrestata la perdita di specie animali e vegetali e il loro spazio vitale continua a diminuire. Le cause principali sono l'incremento delle superfici d'insediamento, la crescente impermeabilizzazione del suolo e la frammentazione del paesaggio, come pure l'agricoltura intensiva. Va comunque segnalato che negli ultimi anni sono stati creati almeno tre parchi naturali regionali e un parco naturale periurbano.
Effetti all'estero
Dati recenti mostrano che la pressione sull'ambiente in alcuni settori è progredita meno rapidamente rispetto ad alcuni anni fa, in particolare per quanto riguarda la dispersione insediativa. Ma anche l'aumento del consumo di energia e l'incremento della quantità di rifiuti urbani inceneriti sono entrati in una fase di rallentamento (il discorso non vale per il totale dei rifiuti urbani). Tuttavia, gli effetti della produzione e del consumo hanno spesso ripercussioni anche all'estero, legate per esempio all'estrazione di materie prime, alla fabbricazione di prodotti e al trasporto. Considerando l'incremento delle importazioni, questo inquinamento «indiretto» o «nascosto» assume un'importanza crescente: negli ultimi anni, infatti, circa il 70 per cento del fabbisogno svizzero di materiali è stato coperto dall'estero e la tendenza non sembra arrestarsi.
Il rapporto «Ambiente Svizzera 2011», come già le precedenti edizioni del 2007 e del 2009, è stato realizzato congiuntamente dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e dall'Ufficio federale di statistica (UST). Il rapporto fornisce una panoramica sistematica sullo stato e sull'evoluzione dell'ambiente in Svizzera, sottolineando in particolare gli effetti del nostro stile di vita sull'ambiente. Il rapporto stila inoltre un bilancio delle misure adottate per migliorare la qualità dell'ambiente, identifica gli attuali campi d'azione e confronta i progressi registrati in Svizzera con quelli di altri Paesi europei.