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<h2>SubmittedText<h2><p><span style="color:#454545;">Con la seguente mozione si chiede al CF di differire l’entrata in vigore in Svizzera della tassazione minima OCSE&nbsp; fino a quando tutti gli altri Paesi firmatari non l’avranno applicata.</span></p><p>&nbsp;</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><div><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; color:#454545">Il 22</span><span style="font-family:Arial; color:#454545">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; color:#454545">dicembre 2023 l’Esecutivo ha approvato l’ordinanza sull’imposizione minima (RS </span><span style="font-family:Arial; font-style:italic; color:#454545">642.161</span><span style="font-family:Arial; color:#454545">) e con essa ha introdotto l’imposta integrativa svizzera (QDMTT) a partire dal 1°</span><span style="font-family:Arial; color:#454545">&#xa0;</span><span style="font-family:Arial; color:#454545">gennaio 2024. Quest’ultima permette di evitare il deflusso della base imponibile dalla Svizzera verso altri Paesi, ciò che corrisponde a uno degli obiettivi centrali del legislatore. Questa procedura si basa sulla strategia del Consiglio federale e del Parlamento, comunicata prima della votazione popolare, secondo cui la Svizzera deve riscuotere l’imposta integrativa poiché altrimenti sussiste il rischio che altri Paesi possano accedere alla base imponibile in Svizzera. Questa condizione è stata soddisfatta dopo che la maggior parte degli Stati dell’UE, in particolare, ma anche altri Paesi industrializzati, come il Regno Unito e la Corea del Sud, attuano nello stesso momento l’imposizione minima. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; color:#454545; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; color:#454545">Gli Stati Uniti rimangono un caso particolare, in quanto applicano un sistema proprio e diverso con una visione globale delle società all’estero per garantire l’imposta minima e, fino a nuovo avviso, non sono intenzionati ad adeguare il proprio quadro normativo a quello dell’OCSE e del G20. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; color:#454545; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; color:#454545">L’introduzione dell’imposta integrativa internazionale secondo l’Income Inclusion Rule (IIR), a differenza della QDMTT, non è attualmente adeguata per impedire un deflusso della base imponibile verso l’estero. Infatti fino a quando altri Stati non applicheranno l’imposta integrativa successiva all’IIR, ovvero la cosiddetta UTPR, l’imposta integrativa internazionale secondo l’IIR comporterà di norma un aumento dell’onere fiscale, senza che il rischio di un tale aumento si delinei all’estero. L’obiettivo del legislatore non era il prelievo di imposte da parte dell’estero. </span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; color:#454545; -aw-import:ignore">&#xa0;</span></p><p style="margin-top:0pt; margin-bottom:0pt; line-height:150%; widows:0; orphans:0; font-size:11pt"><span style="font-family:Arial; color:#454545">Il Consiglio federale deciderà nel 2024 come procedere in merito all’imposta integrativa internazionale (IIR e eventualmente UTPR). A tal fine, l’Esecutivo seguirà gli ulteriori sviluppi internazionali.</span></p></div><br><br>Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.