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Le esportazioni di petrolio dell'Iraq a marzo hanno raggiunto il livello più alto dal 1989 e dovrebbero continuare a crescere nei prossimi mesi. Lo ha indicato il ministero del Petrolio in un comunicato.
"Le esportazioni di marzo - ha detto il portavoce del ministero, Assem Jihad - sono cresciute a 71,827 milioni di barili, a un livello medio di 2,317 milioni al giorno". Si tratta, ha proseguito, di una quota mai raggiunta "dal 1989". "I ricavi - ha aggiunto - sono aumentati a 8,475 miliardi di dollari, al prezzo medio di 118 dollari al barile".
L'aumento delle esportazioni, secondo il ministero, si spiega con la messa in funzione del nuovo terminale galleggiante, che è partito a febbraio con una media di 850mila barili al giorno. Il terminale di Bassora ha totalizzato esportazioni per 59,427 milioni di barili, mentre quelli di Kirkuk 12,42 milioni di barili. "Spero che le esportazioni aumenteranno in aprile e nei mesi seguenti, grazie alla crescita della produzione e della capacità di export", ha detto Jihad.
La vendita di petrolio rappresenta circa il 90% delle entrate e i due terzi del Pil del Paese, che si affida molto a questa manna per finanziare la ricostruzione dopo decenni di guerra e di sanzioni. L'Iraq produce attualmente circa 3 milioni di barili di petrolio al giorno, il livello più alto dal 1979.