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L'Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare (NISA) ha più che raddoppiato le sue stime sulla quantità di materiali radioattivi dispersi nell'aria durante i primi giorni della crisi alla centrale di Fukushima, pari al totale 770.000 terabecquerels contro i precedenti 370.000.
La NISA, inoltre, ha anche rilasciato una propria valutazione sulle condizioni dei reattori dall'1 al 3, ipotizzando danni ai nuclei e indicando la possibilità che il processo di fusione parziale dei reattori n.1 e 2 si sia sviluppato più velocemente di quanto annunciato dalla TEPCO, il gestore dell'impianto.
Il rapporto della NISA sarà incluso, secondo le aspettative, nella corposa relazione del Giappone da sottoporre alla riunione ministeriale di Vienna del 24 giugno organizzata dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) dell'ONU sulla sicurezza nucleare.
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