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BERNA - I prodotti tipici, o del "terroir", vanno protetti al meglio dalle imitazioni. È il senso delle due mozioni approvate oggi dal Consiglio degli Stati nonostante l'opposizione del Consigliere federale Johann Schneider-Ammann. Il Nazionale aveva già approvato i due atti parlamentari.
La prima mozione, presentata nel 2012, chiedeva un divieto per le società svizzere che vendono articoli protetti dal "marchio" DOP - denominazione di origine protetta - o IGP - indicazione geografica protetta - di produrre all'estero.
L'atto parlamentare prendeva lo spunto dalla decisione di Emmi di fabbricare del formaggio Gruyère - protetto da una DOP dal 2001 - negli Stati Uniti. "Benché il maggiore produttore elvetico del settore dei latticini abbia poi rimesso nel cassetto simili piani, la questione della protezione delle nostre DOP o IGP rimane d'attualità", ha sostenuto a nome della commissione preparatoria Christian Levrat (PS/FR), invitando i colleghi ad approvare la mozione.
Il "senatore" friburghese ha rammentato i negoziati in corso tra gli Stati Uniti e l'Unione europea per un accordo transatlantico di libero scambio, intesa che potrebbe causare pregiudizio alla Svizzera, specie per i prodotti agricoli. Stando a Levrat, l'agricoltura elvetica punta parecchio sui prodotti tipici ad alto valore aggiunto, destinati a un mercato di nicchia, e quindi bisognosi di una protezione accresciuta.
Il Consiglio federale dovrebbe quindi attivarsi affinché le denominazioni protette vengano riconosciute a livello internazionale. Le intese raggiunte in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) proteggono solo marginalmente questi prodotti, giacché ogni Stato è poi libero di fare quello che vuole al suo interno. La seconda mozione domanda invece al Governo di intavolare trattative con gli Stati Uniti per la protezione delle DOP.
Il ministro dell'economia ha ricordato, come d'altronde sottolineato da vari oratori, che il Consiglio federale s'impegna in tutti gli ambiti per la protezione all'estero dell'agricoltura elvetica, sia a livello bilaterale che multilaterale. A tale riguardo, ha dichiarato, è stato possibile concludere intese con l'Ue e la Russia per quanto riguarda i prodotti agricoli. Ad ogni modo, ha precisato, non possiamo vietare che prodotti DOP o IGP vengano preparati fuori dai confini nazionali poiché, "secondo il principio di territorialità, il diritto svizzero non è applicabile all'estero".
Quanto agli Stati Uniti, il consigliere federale bernese del PLR ha rammentato che questo Paese è stato finora inflessibile nel non voler riconoscere le denominazioni geografiche protette, ossia il principio di territorialità. "Ciò spiega anche come mai i negoziati tra Washington e Bruxelles avanzino a singhiozzo e che probabilmente non si concluderanno durante la presidenza Obama", ha sostenuto.
A suo parere, è illusorio pensare che gli Stati Uniti possano intavolare negoziati con la Svizzera su un dossier così delicato mentre sono in pieno svolgimento trattative con l'Unione europea. "Non si tratta di una capitolazione a priori, ma di una valutazione realistica", ha detto il ministro PLR.
Finora è stato possibile accordarsi con Washington circa la protezione dei marchi, ovvero a livello di proprietà intellettuale, come nel caso dell'uso della croce svizzera.
Schneider-Ammann ha quindi ribadito che, nonostante questi ostacoli, la Confederazione continuerà a sostenere come fatto finora quei rami economici confrontati all'estero con abusi, seguendo la via bilaterale e multilaterale.
La maggioranza del plenum, seppur riconoscendo l'impegno della Confederazione in quest'ambito, ha approvato ugualmente le due mozioni. Insomma, il Governo è invitato a fare ancora di più di quanto non faccia ora.
Ats