Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01079.jsonl.gz/619

Un "telefono rosso" tra Usa e Cina per evitare guerre o incidenti militari. Come quello esistente tra la Casa Bianca e il Cremlino sin dai tempi della Guerra fredda per sventare un conflitto nucleare. È l'ipotesi che sta studiando l'amministrazione Biden, anche se non ha ancora formalizzato una proposta a Pechino, secondo quanto rivela la Cnn.
L'idea è quella di creare un rapido strumento di comunicazione diretta che consentirebbe al commander in chief, o ai dirigenti del suo team per la sicurezza nazionale, di fare telefonate e mandare messaggi criptati al presidente Xi o al suo entourage, informandolo su improvvisi movimenti militari o lanciando moniti sui cyber attacchi.
Una hotline che appare sempre più urgente e opportuna alla luce della crescente aggressività del Dragone nella regione, in particolare nel Mare cinese meridionale. Il timore è quello di una 'miscalculation', un errore di valutazione che potrebbe innescare reazioni pericolose. L'idea di un telefono rosso risale almeno ai tempi di Barack Obama ma non è mai stata codificata sino all'ultimo anno dell'amministrazione Trump. Il governo Biden sta continuando a perseguirla, anche se restano vari dettagli da definire. L'efficacia della nuova hotline dipenderebbe dall'impegno di Pechino a usarla e dalla sua localizzazione in un posto dove Xi possa avere un accesso facile e regolare. Ma la Cina non ha maturato il livello di fiducia sviluppato tra Washington e Mosca in decenni di guerra fredda e tende a essere sospettosa, oltre che poco trasparente, come si è visto nella gestione della pandemia.
Anche il Dragone tuttavia è consapevole dell'aumentato rischio di conflitto e lo stesso Kurt Campbell, coordinatore della Casa Bianca per l'Indo-Pacifico, pur ritenendo che "Usa e Cina possano coesistere in pace", ha avvisato che "la sfida sarà enorme per questa e la prossima generazione". Una sfida che coinvolge tutto l'Occidente e che sarà al centro anche dell'incontro giovedì alla Casa Bianca tra Angela Merkel e Biden, quarto presidente americano che la cancelliera tedesca vede nei suoi oltre 16 anni alla guida di Berlino.
Inaugurato nel 1963 sulla scia della grande paura seguita ai malintesi della crisi dei missili a Cuba, il telefono rosso tra Usa e Urss ha inquietato a lungo l'immaginario collettivo, affiancando Peter Sellers come protagonista del Dottor Stranamore, facendo da comparsa in Sette Giorni a Maggio di John Frankenheimer e riapparendo, a Guerra Fredda finita, al fianco di Harrison Ford in Air Force One. Nikita Krusciov, che ne fu padrino assieme a John F. Kennedy, apparentemente non lo usò mai.
Nel 1967 Leonid Brezhnev se ne avvalse per la prima volta durante la guerra dei Sei giorni tra arabi e Israele per prevenire incidenti tra le rispettive flotte. Lo usò Jimmy Carter nel 1979 per protestare con il Cremlino contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan. E pure Obama nel 2016 contro le interferenze russe nelle presidenziali, ma senza risultati. Inizialmente era solo un allacciamento via cavo che collegava due telescriventi, rimpiazzate nel 1988 (ai tempi di Reagan e Gorbaciov) dai fax ad alta velocità e nel 2008 con una linea dati per computer.
Il primo telefono arrivò nel 1971 ma negli anni successivi furono create due linee alternative di comunicazione satellitari, permettendo anche lo scambio di documenti.