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Meno di uno svizzero su quattro fa attenzione alle differenze di genere quando parla o scrive, i risultati del sondaggio Tamedia
BERNA - Recentemente si discute sempre di più di uguaglianza di genere, di “cancellazione della cultura” e di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere. Secondo la popolazione svizzera, però, si tratta di problemi che non sono per niente rilevanti, almeno per il momento.
È quanto emerge dai risultati di un sondaggio, realizzato da Tamedia e 20 Minuten, sul tema dell'uso della lingua e su varie questioni relative alle relazioni di genere. Come nelle precedenti rilevazioni, i problemi più importanti restano i costi della sanità, le pensioni e il cambiamento climatico.
Meno di un quinto della popolazione svizzera (le donne più degli uomini) indica l'uguaglianza di genere come uno dei problemi più impellenti del momento. Anche la “cancellazione della cultura” (Wokeness) non viene definita un problema. Quasi due terzi della popolazione non ritiene importante il dibattito sull'equità a livello linguistico tra i sessi.
Si continua a parlare al maschile
Di conseguenza, solo una minoranza (poco meno di un quarto degli interpellati) presta attenzione all'uso di un linguaggio equo dal punto di vista del genere quando parla o scrive. La percentuale sale di poco (al 30%) quando si tratta del mondo del lavoro, ma diminuisce quando si tratta della vita privata di tutti i giorni.
La maggioranza degli uomini (54%) usa “sempre” o “spesso” il maschile generico, rispetto al 45% delle donne.
Alla domanda su come viene affrontato il problema, oltre all'uso del maschile generico, viene preferito l'uso di entrambi i generi (ad esempio ascoltatrici e ascoltatori, lettrici e lettori...), ben prima di altre varianti come l'asterisco (ad esempio car* per dire sia care che cari, o tutt*).
Va considerato a scuola?
In generale, la stragrande maggioranza delle persone interpellate è dell'opinione che l'uso di un linguaggio neutro dal punto di vista del genere non dovrebbe avere alcuna influenza sui risultati ottenuti nelle scuole o nelle istituzioni educative.
I partecipanti al sondaggio hanno anche indicato la frequenza con cui usano termini che in genere vengono definiti problematici (ad esempio zingaro, o moretto), e anche in questo caso c'è una chiara differenza di genere: gli uomini usano questi termini più spesso e li classificano come meno problematici rispetto alle donne. C'è anche una differenza rispetto al luogo dove si vive: l'uso di questi termini è classificato come non problematico più spesso in campagna rispetto alla città.
Il sondaggio
Sono 30’754 le persone da tutta la Svizzera che dal 28 al 29 marzo 2023 hanno partecipato online al rilevamento di 20 Minuti e Tamedia su lingua, genere e cultura del dibattito in Svizzera. Il sondaggio è stato condotto in collaborazione con LeeWas. LeeWas modella i dati del sondaggio in base a variabili demografiche, geografiche e politiche. L'intervallo di errore è di 1,0 punti percentuali.