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L'ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri - fra gli arrestati nel quadro del cosiddetto Qatargate - è pronto a collaborare con la giustizia. Ha firmato con la procura belga un accordo che prevede una pena ridotta a cinque anni di reclusione di cui quattro sospesi.
L'intesa, che è solo la seconda applicazione nel Paese di una legge sui pentiti, implica la confisca dei beni acquisiti illegalmente, stimati attualmente in un milione di euro. Prevede anche che in cambio della riduzione di pena l'ex esponente socialdemocratico (in carica dal 2004 al 2019 e poi dirigente dell'ONG Fight Impunity) renda "dichiarazioni sostanziali, rivelatrici, veritiere e complete in merito al coinvolgimento di terzi e, se del caso, al proprio coinvolgimento in relazione a reati".
Il 67enne Panzeri si impegna quindi a informare i magistrati sul modus operandi, gli accordi finanziari e i loro beneficiari. Il caso concerne l'influenza sull'Europarlamento che Qatar e Marocco avevano esercitato pagandola con moneta sonante.
Lo stesso giorno di Panzeri erano finiti in manette anche la socialista greca Eva Kailli, il compagno di lei Francesco Giorgi (un assistente parlamentare italiano) e Niccolò Figa-Talamanca, a sua volta responsabile di un'ONG.