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Hanno giurato oggi davanti al Governatore Generale Sir Peter Cosgrove i dieci neoministri nominati dal nuovo capo del governo Malcolm Turnbull, eletto la scorsa settimana dal gruppo parlamentare del partito al posto dell'impopolare Tony Abbott, al timone da due anni.
L'esecutivo annunciato ieri, allargato da 19 a 21, vede salire da due a cinque il numero di donne, fra cui la prima donna nel Paese che abbia mai guidato il ministero della Difesa, Marise Payne.
La compagine include volti nuovi e più giovani, mentre escono di scena diversi esponenti della 'vecchia guardia' legati ad Abbott, fra i quali il ministro del Tesoro Joe Hockey che lascia la politica, diretto secondo ogni previsione al posto di ambasciatore a Washington. Lo sostituisce nel delicato portafoglio economico l'energetico Scott Morrison, già ministro dell'Immigrazione e poi dei Servizi Sociali. Escluso dalla formazione lo stesso Abbott, relegato nei banchi posteriori della Camera.
Durante la cerimonia Turnbull ha ripreso il tema annunciato con la sua 'sfida' ad Abbott, sottolineando la necessità di rinnovamento e di una squadra che guardi al futuro. "Oggi inauguriamo un governo per il 21mo secolo", ha detto. "Un governo la cui composizione e i cui obiettivi riflettono la nostra determinazione ad assicurare che l'Australia colga le opportunità di questi tempi, che sono i più eccitanti nella nostra storia e che richiedono rinnovamento", ha aggiunto.
SDA-ATS