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Durante la sua visita in Svizzera, il presidente della repubblica federale tedesca Joachim Gauck ha osservato che: “La democrazia diretta può racchiudere dei pericoli, quando i cittadini sono chiamati a decidere su temi di grande complessità”.
Tali affermazioni non solo irritano, ma dimostrano anche quale valore possano avere le cittadine e i cittadini in uno Stato. Forse che la Germania, con la sua democrazia rappresentativa va meglio? Se un uomo di Stato nutre dubita che il popolo sia in grado di trattare dei temi complessi, ci si chiede allora chi decide le guerre, chi agisce contro la libertà della gente, chi introduce delle tasse eccessive. I popoli?
Immaginiamoci come sarebbe l’UE se, per esempio, se alla domanda “molto complessa” dell’introduzione dell’Euro avessero risposto i popoli europei. La competitività dell’UE sarebbe peggiore o migliore? La drammatica disoccupazione giovanile sarebbe più alta o più bassa? E l’indebitamento degli Stati?
I potenti dell’UE hanno semplicemente paura della partecipazione dei popoli. In effetti, un chiaro segnale che l’UE ha i piedi d’argilla e gode di scarso appoggio. Chi conduce una politica contraria alla gente, deve escludere quest’ultima.
La democrazia diretta ha contribuito in modo essenziale al successo della Svizzera. Un’adesione all’UE limiterebbe la partecipazione delle cittadine e dei cittadini ai temi di scarsa importanza. Per l’ASNI è chiaro: la democrazia diretta della Svizzera non è negoziabile.
Il presidente della repubblica federale tedesca Gauck, nelle sue allocuzioni, ha messo naturalmente in primo piano la votazione contro l’immigrazione di massa. Elevare la libera circolazione delle persone nell’UE a fondamento di un’Europa libera, non è credibile alla luce della realtà UE. Quando i paesi economicamente deboli perdono le persone ben formate e i giovani che si dirigono verso i paesi forti, viene a mancare la solidarietà europea.