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BERNA - Un caso di doping scuote Swiss Olympic a poche ore dall'inizio della cerimonia di inaugurazione dei giochi di Tokyo 2020. L'ostacolista elvetico Kariem Hussein è risultato positivo a una sostanza proibita - niketamide (coramina) e al metabolita N-ethylnicotinamide - ed è stato quindi sospeso preventivamente per nove mesi dalla Camera disciplinare di Swiss Olympic. Lo rende noto il comitato in una nota.
La sospensione, decisa nell'ambito di una procedura semplificata su richiesta di Antidoping Suisse, decorre dal 16 luglio scorso. Il comitato di Swiss Olympic si è detto «scosso dall'accaduto, in un momento in cui lo sport internazionale dovrebbe invece celebrare i Giochi Olimpici di Tokyo».
La decisione, viene sottolineato, non è ancora definitiva da un punto di vista legale dato che, potenzialmente, può ancora essere impugnata dall'atleta. Tuttavia, l'atleta «ha già accettato la sua sospensione e si è assunto la responsabilità della sua colpa» e questo, scrive il comitato, «merita il rispetto di Swiss Olympic». L'infrazione però rimane e la sospensione «deve essere un avvertimento per tutti gli sportivi e le sportive: la prudenza non è mai troppa quando si tratta di integratori alimentari».
«Il mio sogno per i Giochi Olimpici è finito»
Kariem Hussein, già campione d'Europa nel 2014 nei 400 metri a ostacoli, non si unirà alla spedizione olimpica elvetica nel Sol Levante. «Questo è il post più difficile della mia vita», ha scritto l'atleta in un lungo post pubblicato sui suoi canali social. «Il mio sogno per i Giochi Olimpici di Tokyo è finito. Da venerdì scorso già sapevo: il risultato di un controllo anti-doping ai Campionati svizzeri ha mostrato la presenza di una sostanza illecita. È tollerata per gli allenamenti, ma non per le competizioni. E così, prendendo della Gly-coramina dopo l'ultima gara, ho commesso un grave errore che ora mi costa nove mesi di sospensione».
La tristezza di Hussein è divisa a metà tra il sogno che si spezza e la delusione verso i suoi fan. «Non ho mai avuto l'intenzione di usare sostanze illecite. Ero convinto che non stessi facendo nulla di sbagliato. Ma è una mia responsabilità e ne devo sopportare le conseguenze. In particolare per tutti quelli che hanno creduto in me e mi hanno sostenuto in tutti questi anni. Mi dispiace tanto. Ma chi mi conosce sa che non mollerò e andrò avanti».