Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/146815

<h2>SubmittedText<h2><p>La forte valenza politica dei temi di sua competenza impone all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) di informare costantemente il pubblico sulle proprie attività, in particolare in relazione all'AI. Così il 29 aprile ha pubblicato un comunicato stampa in cui riassumeva gli avvenimenti e le cifre che hanno caratterizzato l'assicurazione invalidità nel 2013. Un paragrafo era dedicato alla "lotta efficace agli abusi assicurativi nell'AI". Stando al comunicato, l'anno scorso l'UFAS ha potuto provare 570 casi di "conseguimento indebito di prestazioni".</p><p>Ora, l'UFAS fa benissimo a informare sui successi degli uffici AI nella lotta agli abusi assicurativi. Così facendo rafforza la fiducia della popolazione nelle procedure dell'assicurazione invalidità e frena la tendenza a guardare con sospetto ogni beneficiario di prestazioni AI.</p><p>I fatti però vanno comunicati in un linguaggio comprensibile e giuridicamente corretto. Nel comunicato stampa del 29 aprile non è stato così. Vi si parla infatti di "abusi assicurativi" e "conseguimento indebito di prestazioni", espressioni che per i non addetti ai lavori non significano altro che "truffa".</p><p>Che per abuso assicurativo non si intenda una truffa ai sensi del diritto penale si capisce soltanto dopo un'attenta ricerca sul sito dell'UFAS, che documenta come soltanto in pochissimi casi gli accertamenti dell'AI sfocino in un'accusa di comportamento abusivo o addirittura in un procedimento penale. L'anno scorso sono state sporte 30 denunce, ma gli uffici AI non sanno quante persone siano effettivamente state condannate.</p><p>Il sito dell'UFAS ci dice anche che, in non pochi casi, i sospettati percepiscono prestazioni non necessariamente dovute, ma che queste situazioni sono spesso conseguenza della scarsa accuratezza degli accertamenti e delle decisioni degli uffici AI.</p><p>Con la sua comunicazione, l'UFAS contribuisce dunque a cementare la diffidenza e i pregiudizi della popolazione nei confronti dei beneficiari di prestazioni AI.</p><p>Alla luce di quanto sopra, chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Condivide questa valutazione?</p><p>2. Non ritiene che questo tipo di comunicazione rischi di vanificare l'impegno dell'AI nel settore dell'integrazione?</p><p>3. Come intende rendere più obiettiva la comunicazione dell'UFAS?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Dall'introduzione della lotta agli abusi assicurativi nel quadro della 5a revisione della LAI, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha regolarmente informato l'opinione pubblica sull'andamento e sui risultati di questa attività. Così facendo, le ha mostrato che l'AI sta affrontando la lotta agli abusi assicurativi in modo professionale e che gli uffici AI sono in grado di scoprire la riscossione abusiva di prestazioni.</p><p>In base alle esperienze precedenti, quest'anno l'UFAS ha parlato in modo assolutamente consapevole e coerente di "lotta agli abusi assicurativi", evitando di menzionare nel suo comunicato stampa il concetto di "truffa" del diritto penale, al fine di non criminalizzare ingiustificatamente nessuno. Si è voluto così evitare di dare l'impressione che ogni caso di riscossione indebita di prestazioni scoperto dagli specialisti in materia di lotta agli abusi assicurativi sia considerato automaticamente un caso di truffa con rilevanza penale.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che l'UFAS abbia contribuito a rendere più obiettivi l'informazione e il dibattito in un settore così delicato. Se infatti le cifre pubblicate provano che vengono effettivamente commessi abusi assicurativi ai danni dell'AI, questo avviene tuttavia in misura molto minore rispetto a quanto ipotizzato finora. Al contempo, emerge che gli uffici AI - con i loro specialisti - sono in grado di far luce su tali abusi. Si dimostra quindi indirettamente che nella stragrande maggioranza dei casi gli assicurati riscuotono correttamente e onestamente le prestazioni dell'AI, mettendoli così al riparo da un atteggiamento di diffidenza e di sospetto generalizzato.</p><p>2. Durante la fase dell'integrazione, gli uffici AI puntano sull'integrazione professionale più rapida possibile degli assicurati mediante provvedimenti adeguati alle loro esigenze. La lotta agli abusi assicurativi si concentra invece sulla procedura di concessione delle rendite e non interessa dunque l'impegno dell'AI nel settore dell'integrazione. Va però rilevato che la lotta agli abusi assicurativi sta già cominciando ad avere un effetto preventivo non trascurabile e dovrebbe contribuire così, non da ultimo, a favorire - e non a compromettere - la propensione degli assicurati all'integrazione.</p><p>3. Il Consiglio federale è del parere che l'UFAS informi in modo corretto e trasparente l'opinione pubblica sulla lotta agli abusi assicurativi e debba quindi continuare in questa direzione. In futuro andrebbero tuttavia evitate formulazioni potenzialmente ambigue quali quella tedesca "bewusstes Erschleichen einer Leistung" ("ottenimento deliberato di prestazioni indebite"). In italiano questo problema non si pone, dato che l'espressione è generalmente tradotta con "conseguimento indebito di prestazioni".</p>  Risposta del Consiglio federale.