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PECHINO - La Cina si sta preparando a imporre una nuova legge sulla sicurezza nazionale su Hong Kong, gettando le basi per nuove tensioni con gli attivisti pro democrazia dell'ex colonia, dopo le dure proteste del 2019.
L'obiettivo è di «istituire un quadro giuridico e un meccanismo di applicazione migliorati per la protezione della sicurezza nazionale a Hong Kong», ha spiegato in una conferenza stampa in tardissima serata Zhang Yesui, portavoce del Congresso nazionale del popolo, che domani aprirà la sua sessione plenaria e i cui delegati dovranno tra l'altro deliberare sulla legge.
Pechino ha chiarito più volte di volere una nuova legislazione sulla sicurezza da applicare a Hong Kong dopo le turbolenze dello scorso anno, tra proteste sfociate in autentici scontri violenti, sulla base della considerazione che la situazione dell'ex colonia rappresenti un buco nella sicurezza nazionale cinese.
La proposta, in altri termini, rafforzerebbe i «meccanismi di applicazione» nell'hub finanziario, ha osservato Zhang. E farebbe leva sull'articolo 23 della mini-costituzione di Hong Kong, la Basic Law, secondo cui la città deve emanare leggi sulla sicurezza nazionale per proibire «tradimento, secessione, sedizione (e) sovversione» contro il Governo cinese.
La clausola non è mai stata applicata a causa dei profondi timori sulla riduzione dei diritti e dello stato speciale di Hong Kong, come in merito alla libertà di espressione.
Un tentativo di emanare l'articolo 23 nel 2003 fu bruscamente accantonato dopo che mezzo milione di persone scesero per le strade a protestare.