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NEW YORK - I giovani, sia i cosiddetti 'millennials', i nati tra il 1983 e il 1994, che la 'generazione Z' (tra il '95 al 2002) sono sempre più pessimisti sul futuro. Lo ha rilevato l'annuale ricerca di Deloitte, secondo cui l'economia, la società e la politica sono i settori con le prospettive più negative.
Il sondaggio ha riguardato oltre 16mila giovani di entrambe le fasce di età di 42 paesi. Solo il 26% del campione si aspetta un miglioramento dell'economia nel futuro, mentre due anni fa erano il 45%. Poco più di uno su cinque crede che la situazione politica e sociale sarà migliore nei prossimi anni, contro il 33% del 2017.
Da quest'anno il rapporto contiene anche un indice composito, che tiene conto dell'ottimismo in tutti i settori presi in esame, che ha dato un valore medio di 39 su 100 per i millennials e di 40 per i più giovani. «I millennials sono anche meno propensi delle generazioni precedenti a mettere tra le priorità comprare una casa o sposarsi - scrivono gli esperti -, mentre viaggiare e vedere il mondo è al top nella lista delle aspirazioni».
Le prime tre preoccupazioni nei due gruppi sono i cambiamenti climatici (indicati dal 29% degli intervistati), le disparità salariali e la disoccupazione. Pur essendo cresciuti con Internet, i sentimenti dei giovani sul digitale sono 'misti'. Il 71% ha un'attitudine positiva sul proprio uso dei dispositivi smart e dei social media, ma più di metà è convinto che i social facciano più danni che cose positive, mentre il 64% afferma che sarebbe fisicamente più sano se riducesse il tempo passato sul web.