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Da strumenti di morte a opere d'arte: «Così celebro l'amore per la vita del mio popolo»
ALEPPO - La "missione" di Akram Abo Alfoz è di lanciare messaggi di pace, dipingendo l'arte su strumenti di morte. Granate e razzi, queste le "tele" su cui l'artista siriano di 43 anni disegna con colori cupi e tristi, per rappresentare lo stato d'animo con cui ogni giorno il suo popolo affronta la vita, dall'inizio del conflitto nel lontano settembre 2011.
Nel marzo dello stesso anno infatti, in Siria hanno preso il via proteste a favore della democrazia e per chiedere la fine del regime di Assad. Le autorità, per reprimere le manifestazioni, hanno fatto uso della violenza della polizia e dei militari. Da lì gli scontri armati divennero sempre più frequenti, dando così il via a una vera e propria guerra.
Il laboratorio di Akram è dentro casa sua, qui lascia che la sua emotività abbia libero sfogo. «Ho raccolto queste armi che cadevano sui civili e le ho pulite, decorate e colorate. Volevo presentarle al mondo per dire che anche se questi oggetti avrebbero potuto uccidere delle persone, i siriani risorgeranno e utilizzeranno queste armi decorate come espressione del loro amore per la vita».
Una delle più grandi difficoltà che l'artista trova nel diffondere il suo messaggio, sta proprio nel fatto che non possa trasportare le sue opere al di fuori dei confini del Paese, impedendogli così la partecipazione a mostre, se non con delle semplici foto.