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Il governo Tory ha depositato oggi in Parlamento l'annunciato progetto di legge che si propone di tutelare il mercato interno britannico nel dopo Brexit anche a costo di rivedere alcuni punti dell'accordo di recesso già raggiunto con Bruxelles.
Il testo, che lo stesso ministro Brandon Lewis ha ammesso ieri rappresentare una violazione del diritto internazionale - seppure "limitata" e ancorata a presunti precedenti - è stato difeso dal premier Boris Johnson nel Question Time del mercoledì.
Il progetto di legge, denominato Internal Market Bill e destinato a passare ora al vaglio della Camera dei Comuni e dei Lord prima dell'approvazione, è uno strumento per assicurare "la protezione dei posti di lavoro, della crescita economica e della fluidità del mercato interno" britannico, incluso sul passaggio di merci fra Ulster e resto del Regno, ha rivendicato Johnson, glissando sulla questione del rispetto del trattato già firmato con l'Ue sul divorzio.
Uno strumento che nell'interpretazione di Downing Street mira a chiarire alcune "ambiguità" del protocollo relativo al confine irlandese laddove i negoziati fra Londra e Bruxelles sulle relazioni post Brexit - attualmente in stallo - si concludano entro fine anno con un no deal di fatto in materia di commerci.
Johnson ha inoltre sostenuto che questa legge non minaccia quanto previsto dallo storico accordo di pace del Venerdì Santo 1998 sul mantenimento d'una frontiera senza barriere fra Dublino e Belfast, piuttosto "il contrario".
Mentre ha ripetuto che il suo governo condurrà in porto la Brexit "nel rispetto della volontà popolare" mettendo fine alla transizione a fine 2020 malgrado i tentativi attribuiti al leader dell'opposizione laburista Keir Starmer di "trattenere il Regno Unito nell'Ue".
Contro di lui si è tuttavia scagliato il capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell'Snp, Ian Blackford, che ha evocato ricorsi giudiziari contro una legge "che viola sia il diritto internazionale sia le leggi nazionali" e rappresenta anche "un attacco alla devolution" della Scozia.
Mentre montano in queste ore le critiche di politici (inclusi alcuni deputati Tory), diplomatici e giuristi secondo i quali l'Internal Market Bill è un gioco d'azzardo che rischia d'equiparare il Regno agli "Stati canaglia" accusati di tradire i trattati internazionali.
Da parte sua la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha scritto su Twitter di essere "molto preoccupata dagli annunci del governo britannico sulle sue intenzioni di violare l'Accordo di recesso" per la Brexit. "Questo violerebbe il diritto internazionale e minerebbe la fiducia. Pacta sunt servanda (i patti devono essere rispettati ndr.)" e sono "il fondamento di prospere relazioni future".
Sulla stessa rete sociale il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha affermato che "l'accordo di recesso è stato raggiunto e ratificato da entrambe le parti, e deve essere applicato in pieno. La violazione del diritto internazionale non è accettabile e non crea la fiducia necessaria per costruire la nostra relazione futura" dopo la Brexit.