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LONDRA - Saranno quattro gli emendamenti promossi da deputati dell'opposizione o da Tory dissidenti dalla linea del governo ammessi oggi al voto dallo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, prima della mozione governativa favorevole alla richiesta di un rinvio breve della Brexit e a un terzo tentativo di ratifica dell'accordo proposto da Theresa May.
Il primo, presentato da un fronte trasversale pro Remain, chiede che il rinvio sia collegato invece alla convocazione di un secondo referendum sulla Brexit. Il secondo, firmato fra gli altri dai laburisti eurofili Hilary Benn e Yvette Cooper, mira di fatto a togliere il controllo del negoziato con l'Ue al governo e a consentire che sia il Parlamento a proporre ipotesi di accordo diverse da quella della premier.
Il terzo, sostenuto dal leader del Labour, Jeremy Corbyn, suggerisce uno scenario analogo, ma in forma più sfumata. L'ultimo infine contesta all'esecutivo il diritto di sottoporre di nuovo il piano May a un voto di ratifica. Bercow è stato criticato per non aver ammesso invece un emendamento che esclude un referendum bis.
Rinvio breve o la palla va al Parlamento - Il Parlamento britannico affronta oggi «una scelta cruciale» sulla mozione presentata dal governo per il via libera alla richiesta all'Ue di un rinvio "breve" della Brexit e a un nuovo voto di ratifica sull'accordo raggiunto con Bruxelles da Theresa May.
Lo ha detto ai Comuni il vicepremier di fatto, David Lidington, precisando che, in caso di "no" alla mozione, il governo «faciliterà» nelle prossime settimane la ricerca di «maggioranze diverse» in Parlamento su ipotesi di accordo alternative a quella della premier.