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Col SMG Stefan Holenstein, presidente SSU. ASMZ-edizione 07-2021
Il Consiglio federale deciderà sul tipo di nuovo jet da combattimento il 30 giugno o al più tardi il 6 luglio, ultima riunione prima delle vacanze estive. Un’alleanza del PS, dei Verdi e del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSoA) vuole bloccare l’acquisto di jet da combattimento americano con un’iniziativa popolare, se necessario. Ma questo gesto minaccioso non causa nessuna preoccupazione alla Società Svizzera degli Ufficiali (SSU).
Il 27 settembre 2020, il popolo svizzero ha approvato di stretta misura l’acquisto di nuovi jet da combattimento per un valore di 6 miliardi di franchi con il 50,1% di voti favorevoli. Dopo questa decisione positiva di principio, le analisi sono state fatte da tempo e le lezioni apprese. Il processo di valutazione è stato gestito in modo pacato, altamente professionale ed anche ampiamente riconosciuto a livello internazionale sotto l’egida di un team di esperti collaudato. Ora è il turno del Consiglio federale. Deciderà sulla base del rapporto di valutazione quale tipo sia il miglior jet da combattimento per la Svizzera. In corsa ci sono due jet europei, l’Eurofighter (Germania, Inghilterra, Italia, Spagna) e il Rafale francese, così come due americani, l’F-35 Lockheed Martin e l’F/A-18 Super Hornet di Boeing. Per la SSU è chiaro che tutti e quattro i jet soddisfano i requisiti minimi, e per questo possiamo aderire ad ogni decisione del Consiglio federale.
Alleanza con sedicenti esperti
Alla fine di maggio, l’alleanza di sinistra ha sottoposto all’esame preliminare della Cancelleria federale un inqualificabile testo d’iniziativa che – horribile dictu – vuole sancire esplicitamente nella costituzione il divieto di acquisto dei due tipi di jet da combattimento americani. Nel processo, gli “esperti” dell’Alleanza, che sono ben noti sin dalla campagna dell’anno scorso, ripetono come un mantra i loro argomenti completamente implausibili e le loro false affermazioni che i modelli americani siano troppo costosi, troppo problematici in termini di protezione dei dati e generalmente sovradimensionati. Particolarmente mendace: ciò che è necessario ora sono maggiori investimenti nella sanità, nella protezione del clima e contro la disoccupazione. Questa non è la base per un dialogo serio sulla politica di sicurezza.
Il Consiglio federale merita il nostro sostegno
La direttrice del DDPS, la consigliera federale Viola Amherd, ha sottolineato in un colloquio con la SSU in maggio che avrebbe spiegato in modo trasparente e comprensibile su quale tipo di aereo il Consiglio federale avrebbe deciso. Darà anche la massima priorità alla comunicazione ed alla cultura della discussione, sottolineando che Air2030 sia l’affare più importante per lei. Questo è convincente. Le condizioni per una difesa di successo contro le manovre di disturbo e una buona conclusione dell’acquisto di jet da combattimento sono favorevoli anche perché il Dipartimento, le Forze aeree ed Armasuisse hanno finora operato senza incidenti e perché tutti gli attori coinvolti – forze armate, economia, industria, politica e milizia – si muovono nella stessa direzione. Il Consiglio federale deve ora essere fermo – può essere sicuro del solido sostegno della SSU e dei suoi partner.
Decisione di tipo con una componente strategica
La scelta è tra sistemi europei e americani, non solo per i jet da combattimento ma anche per il BODLUV. Secondo la consigliera federale Amherd, il miglior rapporto costi-benefici è la base della decisione. La componente politica entra in gioco quando i singoli sistemi sono simili l’uno all’altro; le considerazioni sulla politica di sicurezza sono le uniche che entrano in considerazione. Questo è corretto. Infatti, nel contesto delle tensioni tra le finanze piuttosto strette a causa della crisi Corona e la situazione di sicurezza internazionale sempre più difficile, la prossima decisione del Consiglio federale sul tipo d’aereo è decisiva per la futura sicurezza, la politica di neutralità e la prosperità della Svizzera. Nonostante tutte le tensioni – la SSU è serena a proposito di questa prossima fase grazie a buone basi.
Maggiore coinvolgimento del parlamento nell’orientamento delle forze armate a lungo termine
Nella sua riunione del 4 giugno, il Consiglio federale ha deciso di coinvolgere maggiormente il Parlamento nell’orientamento a lungo termine delle forze armate. Questo rafforzerà il ruolo e la responsabilità del parlamento nel senso di un dialogo sulle capacità strategiche con un orizzonte temporale di 12 anni. Per esempio, gli investimenti, le spese operative ed i crediti d’impegno per quattro anni saranno presentati al Parlamento in modo trasparente. LA SSU è a favore di un tale miglioramento dei processi di approvvigionamento della difesa, sulla base della raccomandazione di Deloitte AG, e spera che questo permetterà cicli di approvvigionamento più veloci a causa del rapido sviluppo tecnologico.
Su proposta della SSU, un gruppo di lavoro parlamentare e apartitico su “Politica di sicurezza e forze armate” è stato istituito sotto la guida del Consigliere agli Stati Thierry Burkart, con l’obbiettivo di promuovere il dialogo sulla politica di sicurezza sotto la cupola del Parlamento federale.