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Un infermiere straniero impegnato nella Sierra Leone per un'organizzazione internazionale, e che potrebbe essere stato contagiato dal virus ebola, è stato trasportato oggi a Ginevra da una compagnia aerea privata e subito trasferito all'ospedale universitario. Lo rende noto l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) che precisa: secondo i primi accertamenti "il rischio che abbia contratto il virus è minimo; la popolazione svizzera non corre alcun pericolo".
L'uomo resterà ricoverato in osservazione e sarà regolarmente sottoposto ad esami per le prossime tre settimane (periodo d'incubazione massimo del virus). Se in questo arco di tempo non svilupperà alcun sintomo, si potrà escludere il contagio, scrive l'UFSP.
L'infermiere lavorava in un ospedale della Sierra Leone ed era stato morso la sera del 20 settembre da un bimbo affetto da Ebola. Poiché aveva seguito tutte le prescrizioni di sicurezza ed indossava una tuta protettiva, il morso non ha provocato alcuna ferita visibile.
Il trasporto in Svizzera, che ha avuto luogo su richiesta di un'organizzazione internazionale con sede a Ginevra, è quindi "soltanto una misura precauzionale", afferma ancora il UFSP, aggiungendo: voli sanitari e rimpatri dai territori colpiti dall'epidemia di Ebola in Svizzera sono dunque per principio possibili. Ogni richiesta in tal senso sarà ancora esaminata e valutata con la dovuta attenzione.
Oggi l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha reso noto l'ultimo bilancio dell'epidemia, che ha fatto 2.793 morti nei paesi dell'Africa occidentale colpiti, su un totale di 5.762 casi di contagio. Il precedente bilancio, fermo al 14 settembre, indicava 2.630 morti su 5.357 casi. La Liberia è il Paese più colpito, con 1.578 morti su 3.022 casi.