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Internet è diventato per gli Svizzeri la più importante fonte di informazione. Lo rivela uno studio dell'Università di Zurigo, dal quale emerge peraltro che soltanto il 7% della popolazione non ha accesso alla rete.
Dal sondaggio - il terzo dopo quelli realizzati nel 2011 e nel 2013 - emerge che l'88% degli Svizzeri ha ormai un accesso diretto ad Internet. Un altro 5% ricorre all'aiuto di famigliari o amici per utilizzare la rete.
Il rimanente 7% - soprattutto persone con un basso livello di formazione, con un basso salario o senza lavoro - è invece tagliato fuori. La crescita del tasso di connessione registrata in Ticino ha praticamente fatto scomparire le differenze regionali che si riscontravano negli anni passati, scrivono gli autori dello studio in una nota.
Nel sondaggio di quest'anno Internet è per la prima volta stato indicato quale fonte di informazione più importante, davanti ai giornali, alla radio e alla tv. Quasi due Svizzeri su tre considerano i contenuti di Internet attendibili, in particolare quelli dei siti della SSR, dei giornali o delle autorità.
Il 67% ritiene che le offerte del servizio pubblico siano molto importanti ai tempi di Internet. Il 43% degli intervistati dice di cercare su Internet informazioni sulla politica. Quando si tratta di discutere su temi politici il 67% lo fa però fuori dalla rete e soltanto il 7% online.
Lo studio evidenzia un crescente scetticismo riguardo alla libertà di esprimere le proprie idee politiche: il 63% degli intervistati (+15 punti rispetto al 2013) non si sente sicuro a dire tutto ciò che pensa della politica attraverso Internet.
Cresce anche la preoccupazione per la tutela della sfera privata. La metà circa della popolazione teme che le aziende possano violare la loro privacy con i dati reperibili su Internet.
Lo studio si inserisce nel progetto "World Internet Project" (WIP) che interessa in tutto 30 Paesi. In Svizzera la ricerca è coordinata dall'Istituto di pubblicistica e di ricerca sui media (IPMZ) dell'Università di Zurigo. Il sondaggio rappresentativo è stato realizzato nei mesi di maggio e giugno di quest'anno dall'istituto LINK che ha intervistato 1121 persone d'età compresa fra i 14 e gli 84 anni.
SDA-ATS