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Solo così, secondo l'UPI, sarà possibile contenere sotto le cento unità le vittime della strada.
Questo ambizioso obiettivo è stato fissato dall'USTRA e dovrebbe essere raggiunto entro il 2030. La media attuale è di 219 morti all'anno.
BERNA - In Svizzera i limiti di velocità di 30 km/h dovrebbero diventare la nuova norma. È quanto sostiene l'Ufficio prevenzione infortuni (UPI), secondo il quale questa misura è indispensabile per riuscire a centrare l'obiettivo della Confederazione che mira a registrare meno di 100 morti sulle strade elvetiche entro il 2030.
«Si dovranno creare più limiti di velocità di 30 km/h negli abitati ma anche lungo le arterie principali sulle quali andrà però mantenuto il diritto di precedenza», indica in una nota odierna l'UPI, secondo il quale la politica dovrà dare la massima priorità alla sicurezza stradale riducendo ad esempio gli ostacoli giuridici.
Questo è il migliore esempio per evidenziare la necessità di adottare decisioni coraggiose, a prima vista scomode, ma tutto sommato ragionevoli se si considera che permetteranno di ridurre ulteriormente i morti sulle strade senza compromettere la fluidità del traffico, scrive l'UPI. Una delle ragioni addotte da quest'ultimo è che il traffico sta diventando più denso e diversificato a causa del boom delle e-bike e dei micro-veicoli elettrici. Allo stesso tempo, l'età media della popolazione sta aumentando.
L'Ufficio federale delle strade (USTRA) si è posto l'obiettivo di ridurre i morti a meno di 100 e i feriti gravi a meno di 2500 all'anno sulle strade svizzere entro il 2030, ricorda l'UPI, precisando che la media attuale è di 219 morti e 3749 feriti gravi all'anno. L'UPI sostiene l'obiettivo, pur classificandolo come «ambizioso».