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Il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) sta redigendo dall’inizio della guerra in Ucraina un rapporto sulla neutralità su mandato del presidente della Confederazione Ignazio Cassis. Il documento, attualmente in consultazione presso gli uffici federali, dovrebbe essere adottato dal Governo entro la fine dell’estate.
È quanto ha confermato oggi a Keystone-Ats lo stesso Dfae, dopo che la ‘SonntagsZeitung’, che ne ha ottenuto una copia, ha riferito del rapporto sulla sua edizione odierna.
La relazione punta a creare le basi per un dibattito politico strutturato sulla neutralità. Dovrà inoltre indicare i fattori di cui il Consiglio federale terrà conto nelle sue decisioni che possono mettere in discussione tale concetto.
Nei punti trattati, il Dfae affronta la questione dell’adesione della Svizzera alla Nato. Se da un lato ciò non è possibile a causa dell’obbligo di assistenza che i Paesi membri devono rispettare, gli autori del rapporto auspicano che vengano esaminate forme di collaborazione più strette con l’alleanza e la loro compatibilità con la neutralità.
Un altro punto centrale del documento riguarda la fornitura di armi e nello specifico regole meno ferree per la loro distribuzione a Stati democratici che hanno subito un’aggressione. Secondo il Dfae, se la Svizzera vuole in futuro consegnarle ad alcuni Paesi dovrà comunque verificare il margine di discrezione di cui dispone nei confronti della neutralità, senza infrangere la legge né perdere la credibilità necessaria per essere vista come una nazione neutrale.
Il Dfae indossa i panni del capofila nell’elaborazione del rapporto, operando a stretto contatto con gli altri dipartimenti. Un apposito gruppo di lavoro è stato costituito all’interno dell’amministrazione.