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Un centinaio di coccodrilli - fuggiti dagli allevamenti sommersi dalle inondazioni record che da dieci giorni flagellano la Thailandia - si aggirano indisturbati per le vie di Ayutthaya, l'ex capitale imperiale thailandese a nord di Bangkok.
Sulla testa di ciascun esemplare - catturato vivo - pende una taglia di 1.000 baths (25 euro) offerta dalle autorità. "I coccodrilli devono essere catturati per la sicurezza degli abitanti", ha spiegato il ministro della Sanità, Vitthaya Buranasiri.
Ma non sono solo i coccodrilli a creare problemi nelle zone inondate. Il dipartimento della Pesca thailandese ha attivato una linea d'emergenza per segnalare la presenza di animali pericolosi in libertà e, in molti, ogni giorno, hanno telefonato per avvisare della presenza nelle strade di tigri e serpenti.
Sale intanto a quasi 300 morti il bilancio delle vittime di queste inondazioni- tra le più gravi degli ultimi decenni - che stanno interessando un terzo del territorio nazionale con 61 su 76 province del Paese colpite. Gli abitanti di Bangkok (12 milioni) si stanno intanto preparando al peggio: il primo ministro Yingluck Shinawatra ha invitato i residenti nelle aree a nord e ad est della capitale a lasciare le loro abitazioni.
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