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Boris Johnson non vede motivi per dimettersi neppure in caso di verdetto a lui sfavorevole da parte della Corte Suprema, oggi, sulla contestata sospensione del Parlamento fino al 14 ottobre, nel pieno della crisi sulla Brexit.
"Vediamo cosa i giudici decideranno, ma, come ho già detto, credo che le ragioni" addotte dal governo per sospendere i lavori della Camere per un periodo prolungato restino "davvero molto buone", ha risposto il premier Tory interpellato al riguardo nelle scorse ore dai giornalisti britannici a New York, a margine dell'assemblea dell'Onu.
Johnson non ha inoltre escluso la possibilità di riproporre la proprogation con un nuovo atto, in forma giuridica diversa, a seconda delle motivazioni della Corte. E ha insistito che il Parlamento avrà "un sacco di tempo per valutare il deal" sulla Brexit che egli "spera di poter raggiungere" entro il Consiglio Europeo del 17-18 ottobre anche tornando a riunirsi il 14.
Il verdetto della Corte Suprema, atteso dalla Bbc come "storico", è previsto entro la mattinata odierna.
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