Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/161187

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di promuovere attivamente l'associazione e la partecipazione di imprese svizzere a progetti di ricerca pubblici, così da approfittare del lavoro già svolto dagli imprenditori innovativi e per evitare di porsi in concorrenza con iniziative private mediante il finanziamento pubblico di settori in cui sono già in corso attività di ricerca.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La politica svizzera in materia di ricerca e innovazione è già oggi basata sul principio della complementarità degli investimenti pubblici e privati. L'impegno degli operatori economici è considerevole: il settore privato si assume circa due terzi dei costi. Senza una buona interazione tra finanziamento pubblico e finanziamento privato della ricerca, molti progetti di ricerca e innovazione non potrebbero essere realizzati.</p><p>Già con l'attuazione delle priorità del messaggio ERI 2013-2016 - e in vista di un loro ulteriore sviluppo nel quadriennio ERI successivo - il potenziamento delle forme di partenariato tra pubblico e privato è diventato un elemento centrale della politica ERI del Consiglio federale: quest'ultima non si concretizza soltanto nella partecipazione dei ricercatori delle scuole universitarie e del settore privato a programmi o a organizzazioni internazionali, bensì anche nella loro presenza in seno a infrastrutture di ricerca a livello nazionale. Ciò ha permesso, ad esempio, di rafforzare considerevolmente l'interconnessione sistematica tra ricerca universitaria e settore privato presso i centri di competenza per la tecnologia ai sensi dell'articolo 15 della legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI, RS 420.1). Inoltre mediante i poli di ricerca nazionale, lanciati dalla Confederazione per favorire la ricerca di base di alta qualità, il Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS) sostiene reti di ricerca, operanti a lungo termine, con il coinvolgimento di operatori economici privati. Le forme di cooperazione che si instaurano in quest'ambito tra scuole universitarie ed economia privata testimoniano il livello di disponibilità che già esiste da parte delle istituzioni nei confronti delle iniziative private. Anche tramite le attività di promozione svolte dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) vengono cofinanziati progetti di ricerca e sviluppo realizzati dalle impresa in collaborazione con i centri di ricerca. In questi casi di solito le imprese partecipano assumendosi almeno la metà dei costi di progetto.</p><p>Nel settore della salute - menzionato esplicitamente dall'autore della mozione - la Confederazione finanzia la ricerca a titolo sussidiario rispetto al settore privato. Oltre alla Swiss Clinical Trial Organisation (SCTO) essa sostiene, ad esempio, il gruppo svizzero di ricerca clinica sul cancro (SAKK), alle cui attività contribuisce in misura importante anche il settore privato. Inoltre il Consiglio federale sta pianificando un'iniziativa di promozione della medicina personalizzata: in effetti, se grazie al livello della sua ricerca la Svizzera si posiziona molto bene a livello internazionale, sussiste invece una forte necessità di intervento e di coordinamento in relazione all'organizzazione, alla standardizzazione e alla preparazione dei dati relativi ai pazienti e dei dati biologici di base. Questi dati costituiscono la base fondamentale e il presupposto di progetti di ricerca innovativi da svolgere presso centri clinici, ad esempio nei settori dello sviluppo di nuovi farmaci, dell'ottimizzazione delle terapie o del trattamento di malattie rare. La Confederazione lascia però alle scuole universitarie interessate, alle organizzazioni promotrici e ai partner di ricerca privati il compito di definire i contenuti di questi progetti.</p><p>Tutte le informazioni concernenti i progetti di ricerca finanziati dalla Confederazione e i risultati di questi ultimi sono accessibili al pubblico. In relazione ai progetti di ricerca l'economia privata svolge già oggi un ruolo importante sotto il profilo di contenuti e finanziamenti; il sistema di partenariato funziona bene. Il Consiglio federale non ritiene che siano necessari ulteriori misure: in particolare respinge la proposta relativa ad una quota di partecipazione obbligatoria avanzata dall'autore della mozione.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.