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La US Securities and Exchange Commission (SEC) ha chiesto di invalidare i documenti relativi al 2018 in cui Hinman sostiene cose determinanti per l’esito della controversia legale tra l’ente regolatore americano e la Ripple Labs scatenando le critiche di simpatizzanti e investitori.
La Securities and Exchange Commission, una settimana fa, ha presentato l’istanza per bloccare il documento di giudizio sommario di cui sopra.
Nella richiesta si fa menzione in particolare a informazioni e documenti che si ricollegano al discorso del 2018 dell’ex dirigente dell’ente regolatore americano.
William Hinman nel 2018 ricopriva il ruolo di direttore della divisione finanziaria e a giugno dello stesso anno, durante un suo discorso aveva affermato che il token di Ethereum (ETH) non era da considerare come una security.
Quel discorso, secondo i legali della casa dello Spin, è la prova fondamentale per far pendere la bilancia della giustizia in favore di Ripple Labs nei confronti della SEC.
Nella presa di posizione del regolatore, la Securities and Exchange Commission ritiene addirittura che la mozione presentata debba prevalere sul diritto (quindi che la SEC sia sopra la legge) ad avere accesso a dei documenti se essa ritiene non abbiano rilevanza per la determina del caso al cospetto della Corte degli Stati Uniti d’America.
Oltre alla non presentabilità del discorso sopra menzionato di Hinman, la SEC ha anche fatto richiesta circa la cancellazione di ogni citazione di tale documento perfino nei documenti degli imputati come se la deposizione non fosse mai avvenuta.
La Securities and Exchange Commission (SEC) prova ad avere la meglio su Ripple
La mossa del regolatore ha attirato le più feroci critiche non solo da parte dei sostenitori di Ripple Labs e degli addetti al mondo crittografico, ma da parte di ogni cittadino americano che abbia seguito il caso in quanto ritenuta oltraggiosa e pericolosa per il diritto.
James K. Filan, un utente di Twitter, sul social del canarino ha suscitato il dubbio che Gary Gensler, Presidente della Securities and Exchange Commission, abbia un’agenda che tiene segreta e al riguardo ha scritto:
“La SEC ha depositato la sua mozione per sigillare alcuni documenti depositati in relazione alle mozioni per il giudizio sommario”.
La SEC nella richiesta ha pensato bene di tutelare anche le informazioni dei propri testimoni ed esperti che sono intervenuti nel caso contro XRP oltre a celare le dichiarazioni di chi abbia investito nel Token nativo di Ripple Labs.
Da parte sua, Ripple Labs preme per una pronuncia del giudice ed il 2 del mese in corso ha presentato le proprie istanze finali contro la SEC con la speranza che presto si veda la luce in fondo al tunnel.
La società aveva impiegato un anno e mezzo per poter avere accesso alle dichiarazioni di Hinman e all’approvazione di queste nel processo ed ora sembra che tutto sia stato rimesso in discussione grazie allo strapotere del regolatore statunitense.
Il giudice aveva concesso a Ripple che i documenti fossero resi pubblici con queste parole:
“Dopo un’indagine ragionevole, le informazioni note e attualmente disponibili non sono sufficienti per consentire alla Commissione di ammettere o negare questa richiesta”.
La motivazione cardine per la quale la Securities and Exchange Commission americana (SEC) non vuole che il documento venga utilizzato ai fini processuali è il fatto di non avere la certezza che nel video sia proprio Hinman a parlare.
William Hinman, ex direttore della Division of Corporation Finance della SEC, è persona nota nel mondo della finanza ed è assurdo secondo i legali di Ripple sospettare che il video sia stato manomesso in quanto ci sono migliaia di persone che possono testimoniare poiché presenti alla conferenza.
La causa continua
Secondo una mozione di mercoledì per costringere le richieste di ammissione (RFA) presentate dal team legale di Ripple Labs, Debevoise & Plimpton, mercoledì ha presentato una mozione al fine di costringere ad ammettere il documento e anche tutti gli altri presentati ma bloccati, in quell’occasione.
“La SEC ha mancato di rispondere in conformità con le norme applicabili in merito a 53 RFA su argomenti importanti in cui non vi è una vera controversia .”
Ripple in pratica ha chiesto alla Corte di accettare le prove fornite ed il video dell’ ex presidente della commissione finanza della SEC poiché le motivazioni addotte dal regolatore sono inaccettabili.
Hinman è facilmente riconoscibile sia da un punto di vista visivo che dal punto di vista audio da chiunque visioni il materiale e la posizione della SEC che non conferma la validità del documento è del tutto irrilevante.
“La SEC non confermerà né negherà che si tratti di Bill Hinman. Spero che tutto questo sia solo un brutto brutto sogno. Questa è davvero la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti d’America? È per questo che la SEC ha bisogno di un budget di 2,5 miliardi di dollari?”.
Ha commentato un utente su Twitter.
A sostegno dell’autenticità del video non ci sono soltanto le testimonianze di migliaia di presenti ma anche quella del professore di diritto a Georgetown, Chris Brummer, che aveva caricato il video all’epoca dei fatti.
L’account è stato confermato essere autentico dai legali e risale al 2016,inoltre le informazioni presenti sono le medesime usate dal professore anche negli altri social in cui è presente.
L’identità del video è facilmente dimostrabile e smonta i dubbi della SEC che tuttavia rimane dubbiosa.
“Soggetto a tutte le obiezioni di cui sopra, e dopo un’indagine ragionevole, le informazioni note e attualmente disponibili non sono sufficienti per consentire alla Commissione di ammettere o respingere questa richiesta.”
In primavera, Empower Oversight era andato in aiuto del regolatore, dichiarando di essere in possesso di documenti in cui Hinman risultava avere un conflitto di interesse finanziario diretto con lo studio legale Simpson Thacher & Bartlett il quale fa parte a sua volta dell’Enterprise Ethereum Alliance (EEA).
Secondo il fondatore di Crypto Law John Deaton, fondatore del punto vendita di notizie legali Crypto Law:
“Se Hinman non ha sottoposto il discorso allo screening dei conflitti, è un gioco da ragazzi”.