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Alla luce delle decisioni prese dal Parlamento nella sessione primaverile, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) ritiene che sia necessario prendere tempo per consultare degli esperti e chiarire le questioni in sospeso, in modo che le future decisioni possano essere prese su basi solide. La Commissione prevede quindi di organizzare delle audizioni per esaminare gli aspetti inerenti al diritto internazionale pubblico insiti nelle iniziative e mozioni parlamentari pendenti, in particolare per quanto riguarda la procedura «Uniting for peace» e la possibilità di una sua applicazione giuridicamente vincolante nell'ordinamento svizzero. Questa procedura riguarda le risoluzioni adottate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che condannano la violazione del divieto dell'uso della forza nei casi in cui il Consiglio di sicurezza è paralizzato dall'uso del veto. Verrà inoltre esaminata la compatibilità delle proposte pendenti con il diritto e la politica in materia di neutralità.
La CPS-S aveva in precedenza respinto, con 6 voti contro 5 e 1 astensione, una mozione d’ordine volta a sospendere i dibattiti su un’eventuale revisione della legge federale sul materiale bellico e rinviare le deliberazioni alla prossima legislatura.
La Commissione appoggia l'introduzione dell'obbligo di segnalare ciberattacchi a infrastrutture critiche
La Commissione propone all'unanimità di approvare il disegno concernente la modifica della legge sulla sicurezza delle informazioni (LSIn, 22.073). La legge ha lo scopo di definire l'obbligo di segnalare ciberattacchi a infrastrutture critiche e di disciplinare i compiti del Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) istituito nel 2019. In particolare il NCSC deve fungere da servizio centrale per la segnalazione di ciberincidenti. La Commissione approva tutti i punti decisi dal Consiglio nazionale il 16 marzo. Con 5 voti contro 5 e 1 astensione e il voto decisivo del presidente viene respinta una proposta che chiedeva lo stralcio di una decisione del Consiglio nazionale sull'obbligo di segnalare vulnerabilità non di dominio pubblico se concernenti mezzi informatici critici sotto il profilo dell’esercizio e di ritornare alla versione del Consiglio federale. La maggioranza della Commissione ritiene che la segnalazione di vulnerabilità nei sistemi critici rappresenti un'importante misura preventiva la cui efficacia supera chiaramente i costi. La minoranza considera l'obbligo di segnalare una misura poco mirata poiché non vi è sufficiente chiarezza sul numero di imprese interessate nonché sul tipo di vulnerabilità da segnalare.
La Commissione propone inoltre all'unanimità di non dare seguito alla petizione depositata dalla Sessione dei giovani 2022 (23.2001 Ciberattacchi? Non con noi!). La CPS-S ritiene che la LSIn, la legge federale sulla protezione dei dati nonché la Strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i ciber-rischi soddisfino ampiamente la richiesta della Sessione dei giovani.
Prima discussione sulle finanze dell’esercito
La Commissione ha anche tenuto una prima discussione sulle finanze dell’esercito. Diversi membri della Commissione hanno espresso preoccupazione per le decisioni del Consiglio federale del 25 gennaio 2023, in base alle quali la soglia dell'1 per cento del PIL per le spese militari sarà raggiunta solo nel 2035 anziché nel 2030, come auspicato dal Parlamento. La Commissione esaminerà in dettaglio l'impatto di queste decisioni sulla capacità di difesa della Svizzera nell’ambito delle discussioni sul messaggio sull’esercito 2023 che si terranno a luglio.
La Commissione si è infine informata in merito alla situazione attuale in Ucraina.
Presieduta dal consigliere agli Stati Werner Salzmann (UDC, BE), la Commissione si è riunita il 20 e 21 marzo 2023 a Berna. A parte della seduta era presente la consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS.