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LUGANO - In futuro, i dati raccolti dai grandi impianti di ricerca dell’Istituto Paul Scherrer (PSI) di Villigen saranno salvati e archiviati presso il Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS) di Lugano, grazie a una collaborazione fra i due istituti.
Il PSI e i suoi ricercatori utilizzano da circa 15 anni il supercomputer del CSCS, che ora ospiterà anche la grande mole di dati generati dai grandi impianti di ricerca del nuovo laser a raggi X SwissFEL e da Swiss Light Source (SLS). Complessivamente vengono trattati ogni anno fino a 20 petabyte di dati. Per intenderci: se si volesse salvare un petabyte di dati su DVD, ne servirebbero 200’000.
Attualmente il CSCS mette a disposizione degli utenti una Tape Library per l’archiviazione dei dati con una capacità di memoria pari a 120 petabyte. Entro il 2022, il PSI trasferirà circa 85 petabyte di dati al CSCS, in cui verranno archiviati. Nello specifico, circa 35 petabyte risultano dagli esperimenti del SwissFEL e 40 petabyte da SLS. Nel corso dei prossimi cinque anni, se necessario, la capacità di memoria sarà aumentata fino a 2000 petabyte, in modo da poter soddisfare il crescente fabbisogno in Svizzera di memorizzazione e archiviazione dei dati.