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Jean-Philippe Gaudin lascia la direzione del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Lo ha comunicato oggi, mercoledì, il Consiglio federale precisando che la separazione, che sarà effettiva il 31 agosto, avviene "di comune accordo".
Gaudin lascia il SIC "per cogliere una nuova sfida nel settore privato". Le sue funzione saranno assunte ad interim dal direttore supplente Jürg Bühler. Il posto di direttore del SIC sarà messo a concorso "a tempo debito", precisa ancora l'Esecutivo.
Alla testa del SIC dal 1° luglio 2018, Gaudin è entrato nel Corpo degli istruttori il 1° gennaio 1987. In seguito ha assunto vari comandi, sia in Svizzera, sia in Bosnia con l'OSCE, prima di essere designato capo del Servizio informazioni militare e successivamente addetto alla difesa a Parigi con il grado di divisionario.
Jean-Philippe Gaudin è stato criticato in un rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG) sulla gestione del caso Crypto. Informato della vicenda, che riguardava i suoi predecessori, ha reso partecipe tardivamente il Consiglio federale di quanto sapeva.
Il caso Crypto
Il caso è scoppiato a inizio anno quando una indagine giornalistica della televisione svizzero tedesca SRF, della tv germanica ZDF e del quotidiano americano Washington Post ha svelato che la società Crypto sarebbe stata acquistata nel 1970 da CIA e servizi segreti tedeschi (BND) attraverso una fondazione in Liechtenstein. In seguito a tali rivelazioni, la DelCG aveva deciso di avviare una indagine.
CIA e BND avrebbero per decenni intercettato migliaia di documenti da più di 100 Paesi utilizzando macchine crittografiche della società Crypto. A quanto risulta diversi Governi si sono affidati alla società di Zugo per criptare le loro comunicazioni, ignorando che la società era di proprietà della CIA e del BND e che questi ne manipolavano la tecnologia per decodificarne le informazioni.
In tal modo gli 007 hanno potuto avere accesso ai messaggi cifrati che, tramite gli apparecchi prodotti dall'azienda, venivano scambiati fra le autorità di vari Paesi. Si parla di centinaia di migliaia di comunicazioni fra organi governativi, ambasciate e unità militari. La collaborazione con i servizi segreti, per l'azienda leader del settore, sarebbe stata anche anteriore agli anni '70. Sempre secondo le ricerche, il BND ha lasciato l'operazione nel 1993, ma gli Stati Uniti hanno proseguito almeno sino al 2018.