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L'Italia ha chiesto alla Commissione Ue di avviare una nuova procedura di infrazione contro la Svizzera in merito alla decisione del Ticino di obbligare i frontalieri a presentare un estratto del casellario giudiziale.
"Ne siamo a conoscenza", ha detto all'ats Folco Galli, portavoce dell'Ufficio federale di giustizia, confermando una notizia pubblicata oggi da "La Regione".
"La Confederazione ha già fatto sapere al Ticino che le misure introdotte a inizio anno nei confronti dei frontalieri non sono conformi agli accordi bilaterali con l'UE", ha dichiarato da parte sua Martin Reichlin, della Segreteria di Stato della migrazione.
L'apertura della nuova procedura italiana è stata annunciata ieri a Milano, nel corso di una riunione della Commissione speciale per i rapporti tra la Lombardia e la Confederazione elvetica, scrive "La Regione".
L'Italia aveva già annunciato nelle scorse settimane la richiesta fatta alla Commissione UE di avviare una procedura d'infrazione riguardante la decisione del parlamento ticinese di innalzare il moltiplicatore d'imposta applicato ai frontalieri dal 78% - media ticinese calcolata sul 2013 - al 100%. Il nuovo coefficiente d'imposta, in vigore da gennaio, dovrebbe garantire all'erario maggiori entrate per circa 20 milioni di franchi.
Un settimana fa si è inoltre appreso che l'Ufficio federale della migrazione ha spedito una missiva al consigliere di Stato Norman Gobbi, capo del Dipartimento ticinese delle istituzioni, in cui si chiede al ministro leghista di revocare l'obbligo per frontalieri e persone a beneficio del permesso B di presentare un estratto del casellario giudiziale e dei carichi pendenti.