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L'incidente dello Ju-52 precipitato il 4 agosto del 2018 nei pressi di Flims, nei Grigioni, è dovuto a un pilotaggio molto rischioso, secondo il rapporto finale pubblicato oggi, giovedì, dal Servizio di inchiesta svizzero sulla sicurezza: il pilota aveva portato l'aereo a bassa quota, senza un percorso di volo alternativo e a una velocità pericolosamente bassa nella stretta valle a sud-ovest del Piz Segnas.
Il velivolo si era imbattuto in una turbolenza - un fenomeno di cui tra le montagne bisogna sempre tenere conto - e il pilota aveva perso il controllo senza avere lo spazio necessario per poter riportare l'aereo sulla buona rotta.
Gli investigatori evidenziano anche dei difetti di materiale (l'aereo non era tecnicamente in ordine, anche se questo non ha influito sull'accaduto) ed emettono 15 raccomandazioni. Vengono portate a galla lacune sia da parte della società che gestiva il servizio di voli turistici - che non ha tenuto conto dei significativi rischi che voli di questo genere comportano e da tempo non soddisfaceva i requisiti per garantire operazioni condotte in sicurezza - così come nei processi in seno all'autorità di sorveglianza, l'Ufficio federale dell'aviazione civile.
Lo Junkers - un apparecchio d'epoca noto con il nome di "Tante Ju" - era decollato da Locarno-Magadino diretto a Dübendorf. Nello schianto morirono i tre membri dell'equipaggio e 17 passeggeri.
La Ju-Air, la società proprietaria del velivolo precipitato e di altri due simili dismessi dall'esercito negli anni '80, ha reagito confermando i suoi piani per la ripresa dei voli nel 2023. I risultati dell'inchiesta, afferma, rafforzeranno la sicurezza. Per quanto riguarda le carenze nella manutenzione, si è già rimediato affidandola a un partner specializzato nel 2019.
- Notiziario 09.00 del 28.01.2021 Junkers precipitato