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BERNA - Le persone che hanno subito un grave danno alla salute per motivi professionali del passato, in primo luogo i lavoratori esposti all'amianto, disporranno dal primo gennaio 2020 di un termine di prescrizione assoluto di 20 anni per chiedere un risarcimento alla giustizia. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale fissando per quella data l'entrata in vigore della riveduta legge.
Portando il termine dagli attuali dieci anni a 20 anni si vuole migliorare la situazione giuridica delle future vittime per la parte del danno differito, non coperta dall'assicurazione. La revisione prevede pure l'estensione da uno a tre anni del termine di prescrizione relativo nei casi di reato e di arricchimento.
Il diritto in materia di prescrizione ha occupato la politica svizzera per diversi anni. Oltre alle discussioni in parlamento, durante quattro anni, una tavola rotonda sull'amianto, guidata dall'ex consigliere federale Moritz Leuenberger (PS), ha permesso la creazione di un fondo per indennizzare le vittime.
La revisione legislativa che entrerà in vigore nel 2020 tiene inoltre conto di una recente sentenza della Corte europea dei diritti umani che ha dato torto alla Svizzera e ragione a una vittima dell'asbesto, cui è stato precluso l'accesso ai tribunali a causa dei termini di prescrizione in Svizzera giudicati troppo corti.
La decisione di porre in vigore il nuovo diritto solo nel 2020, spiega il governo, si giustifica con l'entità delle modifiche del diritto decise - sono una trentina le leggi federali toccate - e del loro impatto sulle legislazioni cantonali. I Cantoni e gli altri attori coinvolti avranno così il tempo necessario per procedere agli adeguamenti necessari.