Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/142851

<h2>InitialSituation<h2><p><b>L'iniziativa lanciata dalle riviste per i consumatori chiede che le aziende parastatali quali la Posta, Swisscom e le FFS non mirino a realizzare profitti il più possibile elevati, bensì che si impegnino a fornire, in primo luogo, un servizio di buona qualità a prezzi sostenibili. Il Consiglio federale ha raccomandato di respingere l'iniziativa: per quanto le sue richieste difendano gli interessi dei clienti, la sua realizzazione potrebbe indebolire il servizio pubblico e addirittura causare aumenti delle imposte. </b></p><p><b>Nessun membro dell'Assemblea federale si è espresso a favore dell'iniziativa che, in occasione dei voti finali, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno raccomandato di respingere rispettivamente con 196 e 43 voti.</b></p><p>L'iniziativa "A favore del servizio pubblico" chiede che, in materia di prestazioni di base, la Confederazione non miri a conseguire profitti, non sovvenzioni trasversalmente altri settori dell'Amministrazione e non persegua interessi fiscali. Secondo l'iniziativa, questi principi devono essere applicati per analogia alle imprese che assolvono compiti legali inerenti a prestazioni di base della Confederazione oppure che sono direttamente o indirettamente controllate dalla Confederazione mediante una partecipazione maggioritaria. In particolare, si fa riferimento alla Posta, a Swisscom e alle FFS. Inoltre, l'iniziativa chiede che i salari e gli onorari dei collaboratori di tali imprese non siano superiori a quelli dei collaboratori dell'Amministrazione federale. </p><p>La motivazione all'origine delle richieste dei promotori dell'iniziativa è che le aziende parastatali realizzano utili sempre maggiori a spese della popolazione, riducendo al tempo stesso le prestazioni. Secondo i promotori, l'iniziativa assicura l'offerta di un servizio pubblico di buona qualità a prezzi sostenibili. Alla Confederazione dovrebbe essere fatto divieto di prelevare una quota degli utili della Posta e di Swisscom, perché ciò equivale a un'imposizione fiscale indiretta. Inoltre si chiede che i manager di queste aziende in futuro non guadagnino più dei Consiglieri federali. </p><p>Secondo l'interpretazione che il Consiglio federale dà al testo dell'iniziativa, le aziende parastatali potrebbero continuare a perseguire profitti, a condizione che essi vengano utilizzati per costituire delle riserve o per compensare perdite e assicurare così la sopravvivenza delle imprese stesse. Secondo il Consiglio federale, tuttavia, questa norma potrebbe avere conseguenze sulla capacità economica e sulla competitività delle imprese.</p><p>Il Consiglio federale non ritiene che il versamento di dividendi alla Confederazione da parte di Swisscom e della Posta possa essere considerato un'imposta occulta, come sostenuto dai promotori dell'iniziativa, ma che costituisca un rendimento adeguato per il capitale investito dalla Confederazione nelle imprese. La Confederazione, in quanto proprietaria delle aziende parastatali, deve poter decidere in merito all'utilizzazione degli utili da esse conseguiti. Se, come richiesto dall'iniziativa, la distribuzione di dividendi dovesse essere ridotta, la Confederazione dovrebbe compensare le entrate mancanti aumentando le imposte o riducendo le prestazioni anche del servizio pubblico.</p><p>La richiesta dell'iniziativa, secondo cui i salari e gli onorari dei collaboratori delle aziende parastatali non devono essere superiori a quelli dei collaboratori dell'Amministrazione federale non riguarderebbe solo i manager, ma tutti i dipendenti. Le imprese dovrebbero adattare la loro struttura salariale a quella dell'Amministrazione federale. Ciò sarebbe realizzabile solo difficilmente e, in parte, si potrebbe ripercuotere negativamente sulle condizioni di assunzione dei collaboratori. Infine, le parti sociali disporrebbero di un margine d'azione minore per soluzioni specifiche all'azienda nel quadro dei negoziati per il contratto collettivo di lavoro.</p><p>Il Consiglio federale condivide la richiesta dei promotori dell'iniziativa che la popolazione svizzera disponga di un servizio pubblico di buona qualità a prezzi sostenibili. Esso ritiene che il servizio pubblico continui ad essere fornito in modo capillare, affidabile ed efficiente. Le prestazioni di base sono assicurate su tutto il territorio del Paese. Le aziende parastatali sono oggi ben posizionate, forniscono servizi di alta qualità e sono importanti datori di lavoro. L'iniziativa comporterebbe una significativa limitazione dell'attuale libertà imprenditoriale delle imprese parastatali, che era stata loro accordata nel quadro delle riforme delle PTT e delle ferrovie attuate nel 1998 e nel 1999. La capacità economica, la competitività e la capacità d'innovazione di queste imprese sarebbero messe a repentaglio. (Estratti del comunicato stampa del Consiglio federale del 14 maggio 2014)</p><h2>Proceedings<h2><p>Nessun membro del <b>Consiglio degli Stati</b> si è espresso a favore dell'iniziativa. Il portavoce della Commissione, René Imoberdorf (CE, VS), ha affermato che l'iniziativa minerebbe la solidità del servizio pubblico: per la Confederazione e per i Cantoni verrebbero a mancare entrate rispettivamente pari a 940 milioni e 280 milioni di franchi. Solo con un aumento delle imposte sarebbe possibile compensare tali perdite, altrimenti occorrerebbe considerare una riduzione delle prestazioni. </p><p>Prima del dibattito sull'iniziativa popolare, il Consiglio degli Stati si era espresso a favore di una nuova disposizione costituzionale sul servizio universale (affare <a href="http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20130036">13.036</a>) che avrebbe potuto essere considerata un controprogetto indiretto. Tuttavia, il Consiglio nazionale l'ha respinta non entrando in materia per ben due volte.</p><p>Anche in seno al <b>Consiglio nazionale</b> non vi sono stati voti favorevoli all'iniziativa popolare. Accogliere l'iniziativa significherebbe fare un passo indietro e allontanarsi dal mercato, ha spiegato il portavoce della Commissione, Kurt Fluri (RL, SO): la conseguenza sarebbe, a conti fatti, un peggioramento del servizio pubblico, dunque il contrario di quanto riportato nel titolo dell'iniziativa. Secondo Fluri il testo dell'iniziativa è impreciso. Non è chiaro infatti cosa si intenda per "sovvenzionare trasversalmente altri settori dell'Amministrazione" o "non mirare a conseguire profitti in materia di prestazioni di base".</p><p>Molti oratori hanno espresso la loro simpatia per il titolo dell'iniziativa "A favore del servizio pubblico". Tuttavia, come afferma Matthias Aebischer (S, BE), quest'ultimo è fuorviante e raramente un'iniziativa popolare ha presentato un titolo così sfrontatamente ingannevole rispetto a quanto chiede in sostanza. Solo la critica degli elevati salari dei top manager delle imprese parastatali giustificherebbe un titolo simile, sostengono i portavoce della sinistra. I rappresentanti dei partiti borghesi invece la pensano diversamente. Secondo Verena Herzog (V, TG) le imprese sul mercato devono poter pagare salari competitivi e impiegare gli utili al fine di poter offrire prestazioni efficienti e conformi alle esigenze del mercato.</p><p><b>In occasione dei voti finali il decreto federale con la raccomandazione di respingere l'iniziativa è stato accolto con 43 voti contro 0 in Consiglio degli Stati e con 196 voti contro 0 in Consiglio nazionale. </b></p>