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BASILEA - L'epidemia del coronavirus? Potrebbe essere partita già all'inizio di novembre, e non nella seconda metà del mese. E quindi molti casi non sarebbero apparsi nelle statistiche ufficiali. L'ipotesi è avanzata da ricercatori del Politecnico federale di Zurigo (ETH), che hanno applicato un modello statistico sulla diffusione di virus, da loro già elaborato anni fa, alle oltre cento sequenze genetiche di campioni di coronavirus disponibili in biblioteche di dati internazionali.
È quindi probabile che lo scorso 23 gennaio - quando la metropoli cinese di Wuhan era stata messa in quarantena - fossero già migliaia le persone infette. Allora i casi confermati di malattia erano 581. Ma secondo l'analisi statistica si presume che dovevano già essere contagiati tra i 4'000 e i 19'000 individui. Questo significa che nel caso più estremo soltanto una persona su 33 infetta è apparsa nelle statistiche ufficiali, nel migliore dei casi una su sette.
«I nostri dati escludono con un'altissima probabilità che il virus circoli nell'uomo da molto tempo prima dell'inizio di novembre», afferma Tanja Stadler, professoressa di biologia computazionale presso il Dipartimento di biosistemi dell'ETH, che ha sede a Basilea, ed esperta di epidemiologia molecolare, citata sul sito dell'ETH. Rimane valida l'ipotesi che il contagio sia avvenuto tramite il mercato degli animali.
Per l'Oms il livello della minaccia mondiale è «molto alto»
La minaccia per l'epidemia di coronavirus nel mondo è stata elevata a livello «molto alto». Lo ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in un briefing a Ginevra sull'epidemia.
Per il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), «il continuo aumento dei casi di Covid19 e del numero dei paesi colpiti negli ultimi giorni sono motivi di preoccupazione».
«I nostri epidemiologi stanno monitorando questi sviluppi di continuo e noi ora abbiamo elevato il livello di rischio di diffusione globale a livello molto alto» ha affermato il capo dell'Oms.