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Il generale Colin Powell, ex segretario di Stato americano, è deceduto all’età di 84 anni. A causarne la morte sono state complicazioni sorte dopo aver contratto il Covid-19, si legge oggi, lunedì, sulla sua pagina Facebook. Powell è stato segretario di stato dal 2001 al 2005, sotto l’amministrazione di George W. Bush.
Powell è stato il primo afroamericano a ricoprire il ruolo di capo di stato maggiore delle forze armate statunitensi e quello di capo della diplomazia statunitense. "Abbiamo perso uno straordinario marito, padre, nonno e un grande americano", scrivono i familiari su Facebook, sottolineando come fosse pienamente vaccinato.
Sulla sua carriera resta l'ombra del discorso fatto nel 2003 davanti alle Nazioni Unite, nel quale aveva assicurato che esistevano prove inconfutabili di un programma di armi di distruzioni di massa iracheno, per giustificare l'intervento militare nel Paese.
Membro dell'ala moderata dei repubblicani, aveva avuto il coraggio di distanziarsi dal partito, per esempio sostenendo nel 2008 la candidatura di Barack Obama alla presidenza. Anche nelle tre elezioni presidenziali successive si era schierato con il candidato democratico.
Figlio di giamaicani installatisi a New York - "La mia è la storia di un ragazzo nero, figlio di immigrati con mezzi limitati e cresciuto nel South Bronx", aveva scritto nell'autobiografia "My American Journey" - Powell era entrato nell'esercito nel 1962 ed era stato mandato come consigliere militare in Vietnam, prima di una serie di promozioni che lo portarono al ruolo di assistente del segretario alla difesa Caspar Weinberger, che sarebbe diventato il "sponsor" ufficioso.