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Adele, la cantante inglese che ha battuto ogni record di vendite e di diffusione dei suoi album, ha riferito lunedì di non aver dato il suo permesso a Donald Trump di usare le sue canzoni agli eventi politici di quest'ultimo. Parlando con il quotidiano "The Independent", un portavoce dell'artista ha detto che “Adele non ha dato il consenso per l'uso dei suoi brani in campagne politiche”.
Trump, candidato repubblicano alle elezioni presidenziali in America, ha più volte fatto trasmettere “Rolling in the Deep” (canzone di Adele di cinque anni fa) durante i suoi appuntamenti, scatenando le ire dei fan della cantante inglese.
Tra l'altro Adele, da quando nel 2011 disse di essere “una ragazza del Labour”, evita di entrare nel dibattito politico e di esprimere le sue preferenze. Anche Michael Stipe, ex leader dei R.E.M., s'è opposto a Trump per l'utilizzo di “It's the End of the World as We Know It and I feel fine”, popolare canzone della band americana. Nel 1984, Bruce Springsteen si oppose all'utilizzo della sua “Born in the USA” da parte di Ronald Reagan.
ATS/EnCa