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In un clima di forte tensione sociale e di evidente crisi sanitaria, l'America latina si accinge in queste ore a superare la soglia di un milione di morti per Covid-19, senza che all'orizzonte si intravveda chiaramente una rapida fine dell'emergenza. Di fronte ai chiari miglioramenti della situazione che stanno avvenendo in America settentrionale ed in Europa, gli esperti segnalano che ora l'America latina è diventata l'epicentro della pandemia. Il quadro è reso preoccupante anche dai 31,5 milioni di contagiati registrati dalla fine di febbraio 2020 dei quali, secondo statistiche ufficiali, 3,5 milioni stanno ancora oggi lottando contro il virus.
Di questa situazione il Brasile è l'indiscutibile protagonista, per aver ritardato l'adozione di sufficienti misure di contrasto del coronavirus, con conseguenti 15,78 milioni casi di contagio e 444'094 morti. Ma anche gli altri due colossi latinoamericani, Argentina (3,4 milioni di contagi e 72'699 morti) e Messico (2,2 milioni casi e 51'076 vittime), si trovano di fronte ad un quadro complesso per l'indisponibilità di di vaccini, un fatto denunciato con forza oggi nel Vertice sulla Salute, promosso dalla presidenza italiana del G20, dal presidente messicano Andrés Manuel López Obrador. Se poi alle cifre allarmanti di queste tre nazioni si aggiungono anche quelle di Colombia e Perù, si arriva alla conclusione che il 90% delle morti riguarda solo questi cinque Paesi del subcontinente, i quali rappresentano il 70% dell'intera popolazione.