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La Svizzera non deve solo versare il secondo miliardo di coesione, ma bisognerà mettersi d'accordo su un meccanismo di contribuzione elvetico al bilancio dell'UE per il futuro.
Lo ha detto martedì sera a Bruxelles il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic, che ha preso ufficialmente la gestione delle relazioni con Berna. Finora era stato incaricato del dossier l'austriaco Johannes Hahn.
Sefcovic ha detto che l'UE "vuole il miglior rapporto possibile con la Svizzera", ma che "questioni fondamentali" devono essere chiarite, come appunto i pagamenti di coesione in sospeso. È la prima volta che questa richiesta viene espressa in modo così esplicito.
Per il vicepresidente della Commissione UE è anche necessario parlare dei contributi futuri. Anche altri stati come la Norvegia danno contributi regolari, ha ricordato.
Lo slovacco ha inoltre chiesto di "giocare ad armi pari" per quanto riguarda gli aiuti di Stato, uno dei punti controversi tra la Svizzera e l'UE nel fallimento dell'accordo quadro istituzionale. Sefcovic ha anche criticato la mancanza di un meccanismo di risoluzione delle controversie.
Dopo il fallimento dell'accordo quadro con Bruxelles, il Consiglio federale spera di mostrare buona volontà per trovare una soluzione al quadro di relazione con l'UE liberando il miliardo di coesione. La decisione è attualmente in discussione in Parlamento.