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BERNA - Si apre uno spiraglio per i pensionati svizzeri, o cittadini vicini alla pensione, che vivono in Nuova Zelanda. Stando al consigliere agli Stati Filippo Lombardi (PPD/TI), di ritorno da un lungo viaggio in Asia e Oceania assieme a una Delegazione parlamentare, è in discussione nel Parlamento di Wellington un disegno di legge per modificare le vigenti regole sulle rendite pensionistiche che penalizzano non solo i nostri concittadini, ma anche tanti altri stranieri.
Attualmente, ha spiegato all'ats il "senatore" ticinese, i pensionati svizzeri si vedono decurtare l'AVS se ricevono una rendita di vecchiaia neozelandese. Quest'ultima viene versata dallo Stato se si sono pagate tasse nel Paese per almeno dieci anni.
La Nuova Zelanda equipara le proprie rendite a quelle elvetiche, ha spiegato Lombardi, il quale giudica però ingiusto tale sistema dal momento che i contributi in Svizzera vengono pagati dal lavoratore e dal datore di lavoro col minimo contributo dello Stato. In Nuova Zelanda non c'è l'AVS, ha aggiunto Lombardi. Lo Stato versa le rendite se si sono pagate imposte.
L'idea da parte elvetica sarebbe di equiparare l'AVS al II pilastro, che in Nuova Zelanda non viene toccato perché considerato risparmio privato. In merito alle rendite della previdenza professionale, Lombardi ha spiegato che si è giunti a ciò solo perché un cittadino svizzero ivi residente si è rivolto alla Corte suprema, ottenendo ragione.
Per quanto riguarda un futuro accordo di sicurezza sociale tra i due Paesi, Lombardi ha spiegato che la modifica della legge interna neozelandese rappresenta una precondizione.
Il consigliere agli Stati ticinese ha detto che nel corso dei colloqui - tra l'altro cordiali - avuti a Wellington, ha tratto l'impressione che anche i politici in loco vedano di buon occhio un cambiamento del loro sistema, che farà perdere sì alle casse dello Stato qualche milione, ma renderà più attrattivo il Paese per gli stranieri, specie di un certo livello.
Quanto allo scambio di informazioni che diventerà effettivo tra la Nuova Zelanda e la Svizzera nel 2019, Lombardi ha dichiarato che il tema interessa anche i cittadini svizzeri stabilitisi in questo Paese. Sta a loro tuttavia annunciarsi alle autorità locali se percepiscono pensioni o altre rendite in Svizzere per non incorrere in problemi con le autorità locali. «Noi non possiamo di certo coprire illegalità», ha sottolineato.