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<h2>SubmittedText<h2><p>La Banca nazionale svizzera (BNS) si rifiuta fermamente di eliminare i rischi climatici dal suo portafoglio d'investimenti. Uno dei motivi addotti è che non vuole alterare la propria strategia d'investimento, neutra rispetto al mercato.</p><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. In una conferenza di Andréa M. Maechler e Thomas Moser tenutasi nel novembre del 2019, la BNS ha precisato che i rischi climatici rientrano nei rischi finanziari cui è esposto il suo bilancio e che il fatto di tenerne conto è parte integrante della gestione del suo portafoglio d'investimenti. Come agisce la BNS in questo ambito? Utilizza gli scenari elaborati dalla rete "Central Banks and Supervisors Network for Greening the Financial System" (NGFS), di cui è membro? Si affida alle analisi di offerenti specializzati in rischi climatici? In caso contrario, prevede di impiegare tali scenari e analisi?</p><p>2. Stando alle affermazioni della BNS, la gestione del suo portafoglio azionario è esclusivamente passiva. Ciò le consente di agire nel modo più neutro possibile sui mercati azionari in cui investe, evitando la sovraponderazione o la sottoponderazione in specifici comparti o aziende. Recentemente, un gruppo di esperti del "Council on Economic Policies" ha redatto un contributo secondo cui il portafoglio azionario della BNS in dollari statunitensi, esposto in maniera dettagliata, presenta titoli di società acapitalizzazione medio-grande in soprannumero. È vero che il portafoglio azionario della BNS in dollari statunitensi è investito in misura sproporzionata, rispetto all'intero mercato statunitense, in titoli di società a capitalizzazione medio-grande? Se ciò corrisponde al vero, come si concilia questa tipologia di allocazione degli investimenti con la pretesa della BNS di investire in modo neutrale rispetto al mercato? Oltre alle dimensioni delle società, vi sono altri criteri secondo i quali la BNS si discosta da un approccio neutrale nei suoi investimenti azionari?</p><p>3. Conformemente alle sue direttive sulla politica d'investimento, la BNS si astiene dall'investire in azioni di aziende che rientrano in determinati criteri di esclusione. La banca centrale è disposta - analogamente, ad esempio, al Fondo sovrano della Norvegia - a pubblicare l'elenco delle aziende escluse? Se non fosse disposta a farlo: per quale motivo?</p><p>4. Uno dei criteri di esclusione riguarda aziende che causano sistematicamente gravi danni ambientali. Quali sono, concretamente, gli indicatori e i criteri che decretano l'esclusione di un'azienda da parte della BNS e dei fornitori di prestazioni esterni che essa coinvolge in questo processo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La BNS gestisce il proprio portafoglio obbligazionario - che rappresenta l'80 per cento delle sue riserve valutarie ed è costituito principalmente da obbligazioni di Stato - soprattutto in conformità alle esigenze della politica monetaria. Fondamentale importanza riveste la liquidità delle obbligazioni. A ciò si aggiungono considerazioni legate ai rischi, in particolare per quanto concerne i rischi di credito di ogni genere derivanti dalla solvibilità degli emittenti. La solvibilità può essere influenzata da vari fattori, tra cui gli aspetti climatici. A causa delle esigenze di liquidità e delle considerazioni legate ai rischi, nel caso del portafoglio obbligazionario la BNS mette in conto divergenze rispetto alle ponderazioni di mercato. Per contro, nella gestione del portafoglio azionario la BNS persegue un approccio passivo, considerando i mercati azionari in tutta la loro ampiezza. Dal punto di vista della politica di investimento, un approccio passivo con un'ampia copertura del mercato risulta efficiente nel caso delle azioni e riduce grandi rischi di ogni genere.</p><p>Il Network of Central Banks and Supervisors for Greening the Financial System (NGFS) comprende diversi gruppi di lavoro. Uno di questi si concentra sulle questioni relative agli effetti dei rischi climatici sull'intera economia e sul sistema finanziario, mentre un secondo sugli aspetti legati alla vigilanza microprudenziale riguardante i rischi climatici di singoli istituti finanziari. In tale contesto, la BNS sta attualmente analizzando, insieme alla FINMA, i rischi climatici per il settore bancario svizzero. Gli scenari del NGFS, ma anche quelli di altre banche centrali e di offerenti privati, forniscono indicazioni preziose per questi lavori. Un altro gruppo di lavoro del NGFS si occupa delle possibilità e dei limiti di cui dispongono le banche centrali con la loro attività d'investimento. Per il momento, l'investimento di riserve valutarie necessarie per la politica monetaria non è al centro delle discussioni.</p><p>2. Nell'ambito degli investimenti azionari, la BNS non definisce un indice azionario specifico, bensì un parametro di riferimento (benchmark) strategico composto da una combinazione di indici azionari in diversi mercati e valute. A seconda dell'indice di riferimento utilizzato ne risulta una leggera sovraponderazione o sottoponderazione. Inoltre, in casi molto specifici e motivati, la BNS si discosta deliberatamente dall'approccio neutrale nella gestione delle azioni. Vista la sua speciale funzione nei confronti del settore bancario, rinuncia a investire in azioni di banche di rilevanza sistemica. Infine, non acquista titoli di aziende che violano in modo grave diritti umani fondamentali, che causano sistematicamente gravi danni ambientali o che sono coinvolte nella produzione di armi proscritte internazionalmente.</p><p>3. La BNS non rende noti, titolo per titolo, quali investimenti detiene e per quali motivi non possiede determinati titoli. In tal modo intende evitare, per quanto possibile, una politicizzazione dell'attività d'investimento.</p><p>4. Nel dicembre 2020 la BNS ha ampliato il suo criterio di esclusione relativo ai danni ambientali includendovi anche gli aspetti climatici. Da allora, essa esclude dal proprio portafoglio tutte le aziende che estraggono principalmente carbone e motiva tale decisione con il fatto che negli ultimi anni in Svizzera si è formato un ampio consenso a favore del progressivo abbandono del carbone. Per individuare le aziende da escludere, la BNS esamina l'intero universo investibile mediante un processo a due fasi. La prima fase prevede la cernita e l'elaborazione di informazioni accessibili al pubblico, con l'obiettivo di identificare le aziende le cui attività rientrano con molta probabilità fra i criteri d'esclusione definiti. Nella seconda fase, per ogni impresa individuata viene elaborata una valutazione esaustiva al fine di determinare se debba essere esclusa o meno. Per le sue decisioni di esclusione, la BNS si fonda sulle raccomandazioni di fornitori esterni specializzati e verifica le proprie decisioni regolarmente. Gli altri criteri di esclusione concreti non sono attualmente pubblicati dalla BNS.</p>  Risposta del Consiglio federale.