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Berna – La Svizzera in futuro deve essere una piazza finanziaria riconosciuta per gli investimenti sostenibili a livello sociale e ambientale. È quanto auspica il Consiglio federale, che oggi ha deciso alcune misure per migliorare la trasparenza in questo ambito.
L’esecutivo “raccomanda agli attori sui mercati finanziari di creare trasparenza nei prodotti finanziari e nei portafogli clienti con l’ausilio di indicatori comparabili ed eloquenti della compatibilità climatica”, indica un comunicato governativo odierno, in cui si precisa che aderendo all’Accordo di Parigi, la Svizzera si è assunta un impegno climatico per il mercato finanziario.
Oltre a ciò, il Consiglio federale esorta il settore finanziario ad aderire alle alleanze internazionali per emissioni nette pari a zero – ovvero che le emissioni globali di gas a effetto serra non devono superare quelle che i serbatoi naturali e tecnici sono in grado di assorbire – auspicando la conclusione di accordi di settore.
Nel mirino dell’esecutivo c’è anche il cosiddetto “greenwashing", termine che definisce una sorta di marketing che strizza l’occhio, ma solo all’apparenza, alle tematiche verdi. Entro il 2022, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) è incaricato di elaborare proposte per adeguare il diritto sui mercati finanziari, in particolare sotto l’aspetto della trasparenza per ovviare al problema di questo “greenwashing”.
Entro la fine del prossimo anno, il DFF – in collaborazione con il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) – dovrà inoltre presentare un rapporto che indichi in quale misura il settore finanziario abbia attuato le raccomandazioni menzionate e formuli anche possibili proposte di misure.