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Inizia questa settimana presso il centro di ricerca statunitense National Institutes of Health il primo test sperimentale del vaccino per il virus Ebola sull'uomo. Secondo quanto riporta la Cnn, citando il dottor Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, dopo un esame della Us Food and Drug Administration i ricercatori hanno avuto luce verde ad effettuare i test su un gruppo di volontari.
Il vaccino sperimentale, sviluppato dalla società farmaceutica GlaxoSmithKline e da NIAID, verrà prima somministrato a tre persone sane per verificare eventuali effetti negativi. Quindi, se verrà ritenuto sicuro, sarà somministrato ad un altro piccolo gruppo di volontari, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, i quali verranno monitorati attentamente per controllare anche eventuali effetti collaterali.
Il vaccino è stato testato in precedenza sugli scimpanzé, e ha dato buoni risultati. Secondo Fauci, gli esami non possono attualmente essere condotti nei quattro paesi colpiti dalla recente epidemia - Guinea, Sierra Leone, Liberia e Nigeria - perché le infrastrutture di assistenza sanitaria esistenti non sono in grado di supportarli.
Msf, mondo sta perdendo battaglia contro virus
Il mondo "sta perdendo la battaglia contro la progressione dell'epidemia di Ebola che colpisce l'Africa occidentale", ha intanto dichiarato il presidente di Medici senza frontiere (Msf), Jeanne Liu.
"In sei mesi della peggiore epidemia d'Ebola della storia, il mondo sta perdendo la battaglia per contenerla. I governanti non arrivano a bloccare questa minaccia transnazionale", ha affermato Liu in un discorso pronunciato alle Nazioni Unite a New York, secondo un comunicato di Msf International.
L'annuncio fatto lo scorso 8 agosto dall'Oms che l'epidemia costituiva una 'emergenza di salute pubblica mondiale' - ha avvertito Liu - non è stato seguito da un'azione decisiva, e gli Stati si sono in generale accontentati di fare una colazione mondiale dell'inazione".
Liu si è quindi appellato alla comunità internazionale perché finanzi un maggior numero di ospedali di campagna, invii personale medico qualificato e dispieghi dei laboratori mobili in Guinea, Sierra Leone, Liberia. In una nota emessa simultaneamente, Msf sottolinea inoltre l'acuirsi della crisi in modo particolare nella capitale della Liberia, Monrovia, dove "800 letti supplementari sarebbero necessari".
Il virus ha fatto ad oggi 1.552 morti su 3.069 casi confermati: 694 in Liberia, 430 in Guinea, 422 in Sierra Leone e 6 in Nigeria, secondo l'ultimo bilancio dell'Organizzazione mondiale della sanità dello scorso 26 agosto. Un primo caso è stato è stato inoltre confermato in Senegal la scorsa settimana. Al ritmo attuale di contagio, saranno necessari da 6 a 9 mesi ed almeno 490 milioni di dollari (373 milioni di euro) per riuscire a contenere l'epidemia, che secondo l'Oms rischia di colpire 20.000 persone.