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domenica 26 settembre 2021.

Riconoscimento giuridico della lingua dei segni: il Consiglio federale espone le opzioni
Nella sua seduta del 24 settembre 2021, il Consiglio federale ha adottato un rapporto in cui espone le possibili forme di riconoscimento giuridico della lingua dei segni e illustra come possa essere ulteriormente migliorato l’accesso delle persone sorde alla formazione, al mercato del lavoro e all’assistenza sanitaria.
La lingua dei segni è una lingua a sé ed è equivalente alla lingua parlata. In Svizzera per circa 10 000 sordi la prima lingua è una delle tre lingue dei segni nazionali: la lingua dei segni svizzero-tedesca, la lingua dei segni francese o la lingua dei segni italiana. Come in altri Paesi, anche in Svizzera la lingua dei segni è stata repressa a lungo e per decenni i bambini e gli adolescenti sordi sono stati costretti a imparare la lingua parlata. Da 40 anni i sordi si impegnano attivamente per il riconoscimento e la promozione della loro lingua.
Confederazione e Cantoni promuovono la lingua dei segni
La maggioranza dei Paesi europei ha riconosciuto giuridicamente una o più lingue dei segni. Non è tuttavia sempre chiaro quali effetti concreti se ne possano attendere. La Svizzera è fra gli Stati che non hanno ancora riconosciuto esplicitamente la lingua dei segni, con le eccezioni delle costituzioni cantonali di Zurigo e Ginevra. Confederazione e Cantoni riconoscono tuttavia l’importanza della lingua dei segni per la vita quotidiana delle persone sorde e prevedono numerose misure per promuoverne l’uso e migliorare così la partecipazione sociale, culturale ed economica degli audiolesi.
Grazie alla legislazione sulle pari opportunità delle persone con disabilità, per esempio, le autorità federali sono obbligate a tener conto delle esigenze delle persone audiolese o sorde rendendo accessibili le informazioni importanti anche in lingua dei segni e coprendo i costi delle prestazioni d’interpretariato necessarie nei rapporti con queste persone. È inoltre agevolato l’accesso alle trasmissioni televisive e ai film. Dell’assistenza di base fa parte anche la messa a disposizione di servizi di intermediazione tramite SMS o video.
L’assicurazione invalidità, da parte sua, promuove l’integrazione professionale delle persone sorde o audiolese in particolare finanziando prestazioni d’interpretariato in lingua dei segni. Inoltre, la Confederazione promuove l’assunzione di persone con disabilità nell’Amministrazione federale. E la legge sui disabili obbliga i Cantoni a provvedere a che i bambini e gli adolescenti audiolesi possano apprendere una tecnica di comunicazione adeguata. La lingua dei segni è una di queste.
Possibili forme di riconoscimento
Nel suo rapporto in adempimento di quattro postulati (Rytz Regula 19.3668, Lohr 19.3670, Romano 19.3672 e Reynard 19.3684), il Consiglio federale illustra al Parlamento diverse possibilità per tenere maggiormente conto dell’esigenza delle persone sorde di veder riconosciute e protette la loro lingua e la loro cultura. Allo scopo ha fatto studiare a fondo diverse varianti di riconoscimento giuridico: il riconoscimento delle lingue dei segni svizzere nel quadro delle convenzioni del Consiglio d’Europa, nell’ambito della libertà di lingua, quali lingue nazionali, quali lingue (semi)ufficiali della Confederazione o quali lingue da promuovere.
Per il Consiglio federale, il riconoscimento giuridico delle lingue dei segni svizzere non è una condizione necessaria per migliorare la partecipazione sociale degli audiolesi e dei sordi. Gli attuali approcci possono essere ulteriormente sviluppati nel senso di un riconoscimento di fatto della lingua e della cultura dei sordi. I regolamenti e le misure vigenti, in particolare la politica in favore delle persone disabili del Consiglio federale, costituiscono un quadro adatto allo scopo. Il Consiglio federale ha perciò incaricato il Dipartimento federale dell’interno di intensificare il dialogo con le organizzazioni dei sordi e i servizi federali e cantonali interessati e di esaminare le possibilità di miglioramento proposte nel rapporto.