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Perù, le proteste bloccano una decina di svizzeri
I turisti elvetici non riescono a lasciare la zona di Machu Picchu, a causa dei disordini generati dall’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo
Le veementi proteste in Perù contro la destituzione e l'arresto dell'ormai ex presidente Pedro Castillo hanno bloccato centinaia di turisti nella zona di Machu Picchu a causa della paralisi dei trasporti (il treno è l'unico mezzo per raggiungere e lasciare la famosa cittadella inca). Fra questi ci sono anche una decina di Svizzeri, secondo l’ambasciata a Lima. Lo conferma oggi, venerdì, alla RSI il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), specificando di essersi messo in contatto con loro e allo stesso tempo con le autorità locali.
Secondo il comune di Machu Picchu, da martedì sono rimasti bloccati circa 800 turisti di diverse nazionalità. Il sindaco della località ha chiesto al Governo aiuti umanitari e chiede l'invio di elicotteri per sgomberare i turisti.
Proteste dopo la destituzione e l'arresto
Pedro Castillo – autore di un tentato golpe - rimarrà detenuto per 18 mesi, secondo quanto deciso dal Tribunale per le indagini preliminari, che ha accolto la richiesta della Procura generale peruviana. Dopo il suo arresto si è assistito a proteste in gran parte del Paese. Proteste che, finora, hanno causato almeno 20 morti e una cinquantina di feriti. Questo nonostante da giorni fa sia stato imposto lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale e ieri il coprifuoco in 15 province.