Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/61730

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di pubblicare il rapporto Cornu (inchiesta amministrativa per chiarire la natura di eventuali relazioni tra l'organizzazione P-26 e analoghe organizzazioni estere).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcun motivo di rendere pubblico il rapporto Cornu (Rapporto del giudice istruttore Pierre Cornu) del 5 agosto 1991, classificato "segreto".</p><p>Alla pubblicazione del rapporto da parte del Consiglio federale si oppongono soprattutto i seguenti aspetti giuridici:</p><p>- Gli atti concernenti la P-26 (segnatura del fondo: E 5563) dello Stato maggiore dell'Aggruppamento dello Stato maggiore generale per il periodo 1969 a 1995 sono soggetti alla proroga del termine di protezione. </p><p>- Molte informazioni riguardano direttamente la protezione delle fonti. In base all'articolo 99 capoverso 4 della legge militare, la tutela delle fonti dev'essere in ogni caso garantita.</p><p>- Conformemente all'articolo 7 capoverso 2 della legge federale sull'Assemblea federale (LParl), il singolo parlamentare non ha diritto a informazioni che concernono il settore della protezione dello Stato e dei servizi di informazione strategica. D'altro canto, ai sensi dell'articolo 154 LParl alle delegazioni di commissioni di vigilanza non possono essere sottaciute informazioni, nemmeno quelle che devono essere tenute segrete nell'interesse della protezione dello Stato o dei servizi di informazione strategico-militari. I membri della Delegazione delle Commissioni della gestione hanno fatto e fanno ripetutamente uso di questo diritto globale d'informazione, anche per quanto concerne il rapporto Cornu.</p><p>- Conformemente all'articolo 169 LParl, per quanto concerne gli atti di una commissione parlamentare d'inchiesta (CPI), il presidente e il vicepresidente della CPI o della Delegazione delle Commissioni della gestione decidono sulle domande di consultazione durante il termine di protezione secondo gli articoli 9 a 12 della legge sull'archiviazione.</p><p>Indipendentemente dal fatto che sia globale o soltanto selettiva, la pubblicazione di atti prima della scadenza del termine di protezione di trent'anni previsto dall'articolo 9 della legge federale sull'archiviazione è giustificata solo in casi assolutamente eccezionali. Nel caso del rapporto Cornu non sussiste una ragione eccezionale per la pubblicazione anticipata ai sensi di questa norma d'eccezione.</p><p>Occorre pure constatare che un numero elevato di persone, per la maggior parte tuttora in vita, hanno fornito, a titolo confidenziale, informazioni al giudice istruttore Cornu. Per questa ragione tali persone continuano ad avere diritto alla protezione della personalità e alla protezione delle loro dichiarazioni (cosiddetto "interesse privato preponderante degno di protezione").</p><p>Inoltre, una pubblicazione prematura inciderebbe sulle relazioni della Svizzera con numerosi Stati amici. Con la pubblicazione del rapporto, il nostro Paese svelerebbe dettagli geografici e organizzativi rilevanti di Stati amici, i quali desiderano espressamente mantenere il segreto in proposito (cosiddetto "interesse pubblico preponderante degno di protezione").</p><p>Infine, occorre considerare che il rapporto Cornu è stato allestito su domanda dell'allora CPI DMF allo scopo di accertare le relazioni con l'estero dell'organizzazione P-26. Di conseguenza, alla luce di questo fatto e tenuto conto dell'articolo 169 LParl, fino a oggi le domande di consultazione del rapporto Cornu sono state trattate dalla Delegazione delle Commissioni della gestione e non dall'Esecutivo. Al Consiglio federale non è noto che una simile domanda di consultazione sia mai stata accolta dalla Delegazione delle Commissioni della gestione oltre il quadro dei diritti globali d'informazione dei membri della stessa.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.