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BERNA - Niente più resti di cucina nei trogoli dei maiali da luglio 2011: questa restrizione è una delle principali novità dell'ordinanza, completamente riveduta, sull'eliminazione dei sottoprodotti animali che l'Ufficio federale di veterinaria (UFV) ha posto oggi in consultazione fino al 22 novembre.
Si dovrà dunque trovare un altro uso per le circa 200'000 tonnellate di resti prodotti ogni anno in Svizzera nei ristoranti e nelle cucine industriali. Già oggi, circa 100'000 tonnellate sono impiegate negli impianti di produzione di biogas e di compostaggio.
Berna non ha tuttavia altra scelta se vuole continuare ad esportare carne di maiale senza restrizioni in Europa. L'UE vieta infatti dal 2006 di servire resti di cucina e di ristorazione ai suini. Due anni fa, la Confederazione aveva tentato di aggirare il divieto proponendo regole più severe, ma è scontrata con l'opposizione europea. "Al fine di preservare gli accordi bilaterali e quindi l'accesso al mercato in ambito veterinario", la Svizzera ha dunque dovuto "uniformarsi al divieto", scrive l'UFV in una nota. È certo riuscita a "negoziare un lungo periodo transitorio", ma questo scadrà a metà 2011.
Per il resto, la maggior parte delle direttive dell'ordinanza rimane immutata. La revisione totale - precisa l'UFV - ha soprattutto per obiettivo una rielaborazione completa della struttura del testo, per farlo corrispondere al diritto europeo.
SDA-ATS