Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01042.jsonl.gz/918

BERNA - La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) ha mancato al dovere di assistenza nei confronti di una ex impiegata, che chiede di essere risarcita perché è diventata invalida a causa del lavoro. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF), che ha chiesto al Dipartimento federale delle finanze (DFF) di chiarire la questione delle eventuali responsabilità.
Il caso riguarda una dipendente della SEM che durante il colloquio di valutazione annuale del 2009 aveva fatto notare di non essere più in grado di far fronte a lungo termine all'elevato carico di lavoro e che, di conseguenza, era sotto cure mediche. Nei due colloqui seguenti la donna ha indicato che il suo problema di salute era persistente.
Nel 2011 l'impiegata ha informato il suo responsabile diretto che non poteva più svolgere il suo lavoro senza prendere antidepressivi. Il suo capo ogni volta ha ammesso che il carico di lavoro era davvero troppo pesante e che il personale era insufficiente. Ma - sottolinea la sentenza pubblicata oggi - nonostante queste ammissioni non sono state prese misure concrete e adatte per alleggerire il lavoro della donna.
Quest'ultima alla fine si è ammalata, è diventata inabile al lavoro e ora riceve una rendita di invalidità. Ha quindi chiesto alla Confederazione un indennizzo di 360'000 franchi per la perdita di guadagno fino all'età della pensione nonché una riparazione morale di 20'000 franchi per i disturbi psichici che ha subito. Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha respinto la richiesta, ritenendo che la Segreteria di Stato della Migrazione avesse adempiuto al dovere di assistenza.
Il TAF è chiaramente di opinione opposta e nota che per la salute della donna ci sono stati sufficienti segnali di pericolo legati al lavoro. In base al dovere di assistenza, la SEM era dunque tenuta a richiedere informazioni più precise, a effettuare un chiarimento di medicina del lavoro e, in base ad essi, a prendere i rimedi del caso necessari.
La mancanza di persone - sottolinea l'alta corte con sede San Gallo - non può giustificare un carico di lavoro eccessivo su un lungo periodo per i dipendenti. Occorre invece fare attenzione che le risorse umane disponibili siano sufficienti per un espletamento appropriato dei compiti.
Su ordine del TAF il caso è ora rinviato al DFF, per la seconda volta. Il dipartimento di Ueli Maurer deve esaminare se la violazione dell'obbligo di assistenza da parte della SEM ha causato la malattia della sua dipendente - e in ultima analisi la perdita di guadagno - o se ci sono altre ragioni in causa. Il TAF ricorda poi che la ex dipendente della SEM deve collaborare a questi chiarimenti.