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Numerosi dipendenti delle Ferrovie Federali Svizzere (FSS) boicottano il nuovo sistema salariale entrato in vigore nel luglio scorso. Sono circa 5700 quelli che non hanno firmato il nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL); e in 3000 hanno chiesto che sia resa un'ordinanza in merito, al fine di poterla contestare di fronte alla giustizia. Lo ha detto all'ats il portavoce delle FFS, confermando un'informazione pubblicata dalla Handelszeitung.
Il sistema salariale entrato in vigore recentemente e stato negoziato l'anno scorso nell'ambito del nuovo CCL e riguarda 26'000 dipendenti di FFS ed FFS Cargo. Le associazioni del personale hanno accettato che venisse generalizzato il salario al merito. Le FFS hanno assicurato che l'introduzione del nuovo CCL non comporterà nessuna diminuzione di paga.
Il vecchio sistema retributivo compensa maggiormente una lunga collaborazione con il datore di lavoro più che le prestazioni individuali, mentre quello nuovo non prevede una progressione automatica del salario con l'anzianità di servizio; la paga dipende anche dalle esigenze del posto, dalle prestazioni individuali e dalle condizioni di mercato.
La maggior parte delle critiche non riguardano il salario, ma la descrizione del posto di lavoro, ha precisato all'ats Hanspeter Hofer del sindacato transfair. Secondo numerosi dipendenti, le descrizioni non corrispondono ai compiti realmente eseguiti. I dipendenti si aspettano che un descrizione corretta della mansioni permetta loro di accedere ad una categoria salariale superiore, ha spiegato Hofer. A suo dire il malcontento è diffuso in tutte le regioni svizzere ed in tutte le unità delle FFS.
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