Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/170053

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande in merito al rapporto "Valutazione dell'efficienza del sistema svizzero della ricerca e dell'innovazione", elaborato in adempimento del postulato "Valutare meglio l'efficienza del sistema svizzero della ricerca e dell'innovazione":</p><p>1. In base alle conclusioni del rapporto, la buona posizione della Svizzera nel confronto internazionale è dovuta soprattutto a condizioni quadro favorevoli per la ricerca e l'innovazione. In che modo il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente a livello fiscale e normativo le condizioni quadro nel campo della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione?</p><p>2. Per esempio, come si può ottimizzare l'accesso al capitale di rischio, una delle condizioni centrali per l'innovazione?</p><p>3. Come intende garantire il Consiglio federale il potenziamento della rete europea e mondiale dei ricercatori e delle istituzioni, indipendentemente dall'UE?</p><p>4. Come giudica i segnali in base ai quali il governo e le imprese high tech continueranno a considerare Londra un polo centrale per lo sviluppo e l'innovazione mondiali, a prescindere dai programmi di ricerca dell'UE?</p><p>5. Come intende agire per affrontare la spiacevole diminuzione del numero di PMI caratterizzate da prodotti e processi innovativi, citata nel rapporto, senza dover creare nuove strutture e nuovi sistemi di sussidi?</p><p>6. Come si può dare maggiore spazio anche alle piccole imprese che vogliono innovare?</p><p>7. In che modo il Consiglio federale pensa di sfruttare il potenziale, citato nel rapporto, per una maggiore cooperazione tra il settore della ricerca e quello dell'imprenditoria?</p><p>8. Nel messaggio concernente il nuovo parco svizzero dell'innovazione (pag. 2464), il Consiglio federale ha constatato quanto segue: "Inoltre, le imprese segnalano carenze nella collaborazione con le scuole universitarie ... le barriere culturali tra le istituzioni accademiche e l'economia privata talvolta ostacolano la capacità e l'attività d'innovazione". Da un confronto con i cluster più avanzati del mondo emerge che i principali motori dello sviluppo e dell'innovazione sono la rete tra centri di ricerca e aziende e la comprensione imprenditoriale che ne deriva. Cosa si può fare, allora, per risvegliare lo spirito imprenditoriale dei centri di ricerca?</p><p>9. Quali sono le possibilità che il Consiglio federale prende in considerazione per potenziare il coordinamento, citato nel rapporto, all'interno di uno spazio universitario fortemente caratterizzato dal federalismo, relativamente ai settori maggiormente onerosi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel rapporto in risposta al postulato Steiert 13.3303, il Consiglio federale fornisce una panoramica dettagliata sull'efficienza attuale del sistema svizzero della ricerca e dell'innovazione. Di seguito le risposte alle domande poste dall'autrice dell'interpellanza.</p><p>1. Il Consiglio federale considera eccellenti le condizioni quadro normative per la ricerca e lo sviluppo applicate in Svizzera. In particolare la libertà della ricerca garantita dalla Costituzione e la politica di promozione della Confederazione condotta con un approccio bottom-up garantiscono un alto grado di autonomia alle scuole universitarie. Nell'ambito della Riforma dell'imposizione delle imprese III, le Camere federali hanno approvato diverse misure a sostegno delle innovazioni. La riforma prevede maggiori deduzioni fiscali a favore delle attività di ricerca e sviluppo allo scopo di incentivarle ulteriormente nel nostro Paese. Inoltre il "patent box" porterà sgravi fiscali sugli utili da brevetti e diritti analoghi riconducibili a scoperte innovative.</p><p>2. La Svizzera dispone di un mercato del capitale di rischio aperto e, nel confronto internazionale, dinamico, grazie in particolare agli importanti investimenti provenienti dall'estero. A livello europeo, il nostro Paese è al secondo posto per quanto riguarda la percentuale di investimenti in capitale di rischio rispetto al PIL; in confronto a Paesi che guidano la classifica come Israele e Stati Uniti la percentuale è però decisamente più bassa. Il Consiglio federale continuerà a concentrarsi sulla riduzione di eventuali ostacoli regolatori. Già nella primavera 2017, nel rapporto in risposta al postulato Derder 13.4237, il Consiglio federale si occuperà di approfondire la rapida crescita delle giovani imprese e di esaminare le misure per migliorare le condizioni quadro. Parallelamente analizzerà gli investimenti delle casse pensioni, anche nell'ambito del capitale di rischio, in risposta alla mozione Graber Konrad 13.4184.</p><p>3. In Svizzera i ricercatori e gli istituti per cui lavorano decidono autonomamente sulle loro cooperazioni internazionali e le relative priorità; la Confederazione partecipa a titolo sussidiario. In generale i principali partner internazionali della Svizzera in materia di ricerca sono gli Stati Uniti, il Giappone e i Paesi europei. In linea con la strategia internazionale nell'ambito della formazione, della ricerca e dell'innovazione, da molti anni il Consiglio federale si impegna in modo deciso affinché gli attori ERI svizzeri abbiano un accesso completo ai principali programmi multilaterali di ricerca e innovazione e alle organizzazioni di ricerca internazionali importanti per la Svizzera. Sul piano bilaterale, il Consiglio federale prevede inoltre di ampliare le relazioni internazionali con gli Stati BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) e la Corea del Sud. Anche con questi Paesi sono stati stipulati accordi di cooperazione nella ricerca. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione presta particolare attenzione a Paesi con un potenziale molto promettente per un'eventuale futura cooperazione nei campi della ricerca e dell'innovazione, come per esempio l'Indonesia e l'Argentina. Con questo obiettivo, la rete esterna (Swissnex, consiglieri scientifici presso le ambasciate svizzere) si impegna in modo proattivo per stringere contatti internazionali e avviare attività comuni.</p><p>4. Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi nell'ambito della votazione popolare sull'uscita del Regno Unito dall'UE, anche se al momento non si possono prevedere le conseguenze che ciò comporterà per le attività di ricerca inglesi. In particolare rimane da capire quale sarà d'ora in poi lo status del Regno Unito all'interno dei programmi quadro di ricerca (PQR) dell'UE. A livello generale, l'esclusione da tali programmi sul lungo periodo risulta problematica per tutti i poli di sviluppo e innovazione perché viene ostacolata l'integrazione nelle reti internazionali, che è essenziale per la ricerca. In particolare viene a mancare uno scambio scientifico competitivo e la collaborazione tra i ricercatori, elemento fondamentale per la ricerca di punta e l'eccellenza. L'esperienza svizzera come Stato terzo nell'attuale PQR Orizzonte 2020 ha mostrato che i consorzi di progetto internazionali tendono a privilegiare i partner dei Paesi membri dell'UE o degli Stati associati rispetto a quelli degli Stati terzi. Inoltre i partecipanti provenienti dagli Stati terzi non sono ammessi ad alcuni bandi di concorso dei PQR e vengono quindi esclusi dalla concorrenza internazionale per quei determinati settori, con ulteriori conseguenze sull'attrattiva della piazza della ricerca e dell'innovazione.</p><p>5. Nel confronto europeo, le spese per la ricerca e lo sviluppo dell'economia privata svizzera sono superiori alla media. Le motivazioni che portano alla diminuzione del numero di PMI caratterizzate da prodotti e processi innovativi non sono ancora state chiarite. Si può supporre che per le PMI i costi dell'innovazione in Svizzera siano generalmente molto elevati; la situazione è inoltre aggravata dalla pressione sui prezzi e sui margini di guadagno e dal franco forte. Tuttavia, dato che le condizioni quadro generali per le PMI non sono peggiorate drasticamente e non sono stati riscontrati nuovi ostacoli all'innovazione, il Consiglio federale non ritiene necessari ulteriori interventi. Al contrario si impegna costantemente per continuare ad ampliare l'efficienza e la produttività del sistema svizzero di promozione dell'innovazione (cfr. risposta del Consiglio federale all'interpellanza Vonlanthen 16.3737). La trasformazione della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI, la futura Innosuisse) in ente di diritto pubblico contribuisce notevolmente a migliorare la visibilità della promozione dell'innovazione realizzata dalla Confederazione. Il maggiore coordinamento con le attività regionali di promozione dell'innovazione messe in atto dai Cantoni faciliterà alle PMI l'accesso alle offerte di promozione disponibili (cfr. parere del Consiglio federale sul postulato Derder 15.4251).</p><p>6. Tutte le imprese orientate alla ricerca possono beneficiare della promozione di progetti da parte della CTI e trarre vantaggio dalla collaborazione con i relativi partner di ricerca. Di fatto nel 2015 le PMI hanno rappresentato più del 75 per cento dei partner di ricerca. La CTI fornisce un supporto mirato alle imprese più piccole: gli assegni per l'innovazione permettono di finanziare in anticipo studi preliminari volti a individuare il potenziale di sfruttamento dei progetti di innovazione, aiutando così le piccole imprese ad accedere alla promozione necessaria. Occorre citare anche le attività di sostegno e consulenza individuali e gratuite con mentori dell'innovazione a disposizione delle PMI per questioni relative alla promozione dell'innovazione e al lancio di progetti concreti. Inoltre, la Confederazione sostiene i Cantoni con la nuova politica regionale allo scopo di consolidare le loro offerte di promozione dell'innovazione all'interno di sistemi regionali di innovazione. Le attività di collegamento in rete e di consulenza sono aperte anche alle PMI non orientate alla ricerca.</p><p>7. Il Consiglio federale ha dichiarato che la maggiore collaborazione tra il mondo scientifico e quello economico rappresenta un obiettivo strategico importante. Molti progetti del Consiglio federale realizzati nel periodo ERI 2013-2016 o previsti per quello 2017-2020 contribuiscono a definire le finalità di questo "partenariato pubblico-privato": per esempio, con l'istituzione del parco svizzero dell'innovazione i ricercatori saranno maggiormente collegati con le imprese, allo scopo di favorire l'aumento degli investimenti privati in ricerca e sviluppo. Il collegamento sistematico tra ricerca universitaria e industria ha luogo anche nei centri di competenza tecnologica, sostenuti dalla Confederazione conformemente all'articolo 15 capoverso 5 lettera c della legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione; i relativi crediti per il periodo ERI 2017-2020 sono stati recentemente aumentati dalle Camere federali. La trasformazione della CTI in Innosuisse (cfr. punto 5) permetterà di orientare maggiormente la promozione dell'innovazione della Confederazione sulle necessità dell'economia privata. Il programma di promozione "Bridge", realizzato dal Fondo nazionale svizzero e dalla CTI, rappresenta un'ulteriore offerta di promozione che mira a gettare un ponte tra la ricerca di base e l'innovazione basata sulla scienza, accelerando il trasferimento dei risultati delle ricerche al settore economico. Parallelamente la Confederazione sostiene da molti anni la collaborazione tra PMI e mondo scientifico nell'ambito dell'innovazione attraverso programmi di promozione di diversi uffici federali (soprattutto relativi a impianti pilota e di dimostrazione), che permettono la realizzazione in ambito industriale e offrono vantaggi alle PMI.</p><p>8. Nella maggior parte delle università la promozione dello spirito e del talento imprenditoriale di studenti e collaboratori è già parte integrante dei curricula, sia nella formazione di base sia nella formazione continua. Inoltre in molte università vengono finanziati progetti imprenditoriali degli studenti e sono messi a loro disposizione l'accesso a reti professionali e offerte di coaching. La collaborazione con il mondo economico e la promozione del talento imprenditoriale dei membri degli istituti di ricerca fanno parte da tempo dei mandati di prestazione (in futuro degli obiettivi strategici) del Consiglio federale per il settore dei politecnici federali. Il fatto che le università abbiano acquisito maggiore consapevolezza sulle possibilità di sfruttare a livello economico i risultati delle loro ricerche è dimostrato dall'elevato numero di scoperte, licenze, brevetti, contratti di trasferimento di tecnologia e fondazioni di aziende rispetto agli altri Paesi. Queste ultime fungono da modello per le future generazioni di studenti. Oggi gli incubatori aziendali delle università e gli istituti di ricerca dei politecnici federali, i parchi tecnologici diffusi sul territorio svizzero e le diverse offerte della CTI offrono agli interessati programmi di training professionale e l'accesso alle relative reti. Anche altre attività come quelle dei responsabili del parco di innovazione svizzero aiuteranno a rafforzare la consapevolezza dei rapporti e delle competenze fondamentali nel settore dell'imprenditoria.</p><p>9. La legge sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (RS 414.20) attribuisce alla Conferenza universitaria svizzera, su richiesta della Conferenza svizzera dei rettori, la competenza di determinare gli ambiti più onerosi e di decidere come ripartire i compiti. Uno strumento utile a questo scopo è la Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca, che fa un inventario delle infrastrutture di ricerca di importanza nazionale e fornisce una panoramica dei nuovi progetti pianificati che hanno una grande rilevanza scientifica e sono considerati prioritari dai loro promotori.</p>  Risposta del Consiglio federale.