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Contrariamente al sì a denti stretti dei compatrioti in Svizzera, gli elettori elvetici dell'estero hanno sostenuto con decisione l'introduzione del passaporto biometrico.Questo contenuto è stato pubblicato il 18 maggio 2009 - 12:19
Dalle prime cifre disponibili sul voto della Quinta Svizzera, emerge che gli espatriati hanno contribuito a far pendere l'ago della bilancia per il sì in quello che è stato lo scrutinio federale con il risultato più serrato del dopoguerra. L'introduzione del nuovo documento con la relativa banca dati centralizzata è stata accettata ieri con soli cinquemila suffragi di scarto, su un totale di 1,9 milioni di votanti.
In tre dei 16 cantoni in cui la proposta è stata bocciata, i votanti residenti all'estero hanno espresso un netto sì. Nel canton Vaud, dove dalle urne è uscito un no con il 54,3% dei voti, gli espatriati hanno invece approvato l'oggetto con il 72,5%. A Ginevra, che lo ha bocciato con il 52,9% dei voti, gli espatriati lo hanno accolto con il 55,6%. A Basilea Città, che ha detto no con il 50,9%, il sì degli espatriati ha prevalso nella misura del 67,0%.
D'altra parte, nel canton Lucerna, che ha accettato il progetto con il 57,6% dei voti, l'appoggio dei lucernesi all'estero è stato ancora più massiccio: ha raggiunto il70,8%.
I dati completi sul voto della diaspora saranno resi noti nei prossimi giorni. Ma le prime cifre disponibili sembrano confermare che la Quinta Svizzera non ha avuto dubbi sull'approvazione del nuovo passaporto biometrico.
Come si ricorderà, il suo "parlamento" lo aveva già avallato lo scorso marzo con 43 voti contro 16 e 3 astensioni.
swissinfo.ch
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