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BERNA - Il previsto trasferimento degli studi radiofonici della SSR da Berna a Zurigo, che ha incontrato forte resistenza, è revocato. L'azienda ha infatti varato una nuova strategia audio che consentirebbe la sopravvivenza dell'unità bernese. Malgrado ciò i piani di risparmio per la redazione radio di Berna verranno mantenuti.
Secondo la nuova strategia, ancora in progettazione, i programmi radiofonici "Echo der Zeit" , "Tagesgespräch" e anche "Rendezvous" potrebbero continuare ad essere prodotti a Berna, ha comunicato oggi la SSR. La redazione in capo verrebbe invece suddivisa tra Zurigo e Berna.
La nuova strategia si basa tuttavia sul principio che "Radio SRF 4 News", vera e propria newsroom di SRF, si sposti da Berna a Zurigo, afferma la SSR. SRF 4 News potrebbe diventare un canale dedicato ai notiziari che a tratti trasmetterà in diretta e allo stesso tempo proporrà contenuti digitali on-demand.
È inoltre previsto che le notizie per la trasmissione mattutina di SRF 1 vengano prodotte a Zurigo. Infine verrà esaminata una ripartizione "ragionevole" dei compiti della redazione Notizie/Teletext tra Berna e Zurigo.
La sede bernese di SRF dovrà comunque risparmiare 3 milioni di franchi, come inizialmente previsto. La redazione in capo è responsabile dell'elaborazione di un catalogo di misure che sostituiscano il trasferimento.
La direttrice di SRF Nathalie Wappler ha annunciato il lancio della strategia nel bilancio dei suoi 100 primi giorni alla guida dell'azienda, in accordo con il consiglio d'amministrazione e la direzione generale della SSR. Il progetto sarà presentato in dettaglio a fine settembre e sostituisce quello denominato "Info 21", che prevedeva il trasferimento della redazione radiofonica da Berna a Zurigo.
La decisione di spostare gli studi radiofonici era stata annunciata nell'aprile 2018, poco dopo il "no" della popolazione all'iniziativa No Billag, e aveva immediatamente suscitato critiche e proteste anche nella politica nazionale. All'epoca l'azienda prevedeva un programma di risparmio di circa 100 milioni di franchi e la soppressione di posti di lavoro. A suo dire, la causa era il tetto massimo fissato dal Consiglio federale per i proventi del canone e il calo degli introiti pubblicitari.
La rinuncia al trasferimento arriva una settimana dopo che il Consiglio nazionale ha dato seguito a cinque iniziative parlamentari volte ad ancorare la ripartizione dei siti di produzione della SSR a Ginevra, Losanna, Berna e Zurigo.