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GINEVRA - Un uomo d'affari di 71 anni è stato condannato oggi dal Tribunale criminale di Ginevra a 13 anni di prigione per l'omicidio di sua moglie.
I giudici hanno stimato che ci fossero sufficienti prove del fatto che abbia soffocato la consorte con un cuscino.
L'imputato sostiene invece che la moglie, morta nel 2016 a 66 anni, sia deceduta per cause naturali. Gli avvocati dell'uomo hanno annunciato che si batteranno fino alla fine per provare l'innocenza del loro cliente.
I giudici sono giunti alla conclusione che troppi elementi confermano la tesi dell'omicidio per soffocamento. In particolare, sono state rilevate lesioni sul visto e nella bocca della defunta, certamente provocate da sfregamento e compressione con un oggetto morbido.
Un altro elemento di cui è stato tenuto conto, sono le ecchimosi sulle braccia e le mani della vittima. Secondo il tribunale, sono state causate dall'aggressione di terzi. Infine, una piuma di 4,5 centimetri è stata trovata nei bronchi della donna, aspirata nel tentativo disperato di respirare.
I cari dell'imputato si sono presentati numerosi al processo. Persino i figli della defunta hanno dimostrato il loro sostegno all'uomo, bollando come impossibile il fatto che abbia compiuto un tale gesto.