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Il sindacato Unia ha denunciato un clamoroso caso di dumping salariale di cui sono vittime operai polacchi che partecipano alla costruzione della torre Roche a Basilea, il più alto edificio della Svizzera. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, sono stati corrisposti salari di 12 franchi all'ora e sono stati sottratti globalmente un milione di franchi agli operai, un record assoluto degli abusi in questo settore. I lavori sul cantiere sono stati sospesi stamani.
Le violazioni delle norme salariali riguarderebbero una trentina di lavoratori che dall'agosto del 2013 sono impiegati nella copertura della facciate delle torre per conto di un subappaltatore polacco. L'impresa tedesca che ha concluso il contratto è leader mondiale del settore, precisa Unia.
In base alle norme svizzere gli operai avrebbero dovuto essere pagati 26 franchi all'ora, invece hanno ricevuto meno della metà e avevano un orario lavorativo di 55-60 ore settimanali. L'impresa ha così "risparmiato" un milione di franchi a scapito dei dipendenti.
Sempre secondo Unia, gli operai in questione hanno interrotto il lavoro oggi. Riprenderanno solo quando avranno ricevuto garanzie in merito ai salari, ha precisato un sindacalista all'ats.
Secondo una portavoce del gruppo farmaceutico Roche i lavori invece sono proseguiti, anche se alcuni operai non si sono presentati. Roche è stata avvisata per iscritto dei problemi di dumping salariale rilevati sul cantiere, dove lavorano attualmente 500 operai. Il gruppo considera molto seriamente la vicenda, ma attualmente sta svolgendo accertamenti, aggiunte la portavoce.
Secondo Unia il gigante farmaceutico sta semplicemente cercando di guadagnare tempo. Invece di agire e garantire i salari dovuti ai lavoratori, Roche si nasconde dietro lunghe procedure, afferma il sindacato.