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BERNA - Lo scorso aprile un 55enne bernese, che nel 1987 aveva fatto scoppiare una bomba davanti alla casa della sua ex compagna e per questo fu condannato a dieci mesi di prigione con la condizionale nel 1994, è stato promosso al grado di colonnello dell'esercito svizzero. Secondo il Dipartimento federale della difesa (DDPS), l'uomo ha pagato il suo debito nei confronti della società.
L'intricata storia dell'ufficiale di carriera è stata resa nota oggi dal "Blick". Il giornale svizzerotedesco ha ricordato che nell'ottobre di 23 anni fa, con il suo atto criminale, l'uomo - uno specialista di esplosivi - ha voluto vendicarsi della sua ex amica. Per questo aveva rubato un ordigno da un deposito di munizioni di Thun (BE) e l'aveva fatto saltare davanti a un appartamento di Berna, dove viveva la donna. Ne risultarono - per fortuna - soltanto danni materiali per un ammontare di 5'600 franchi. In seguito, la polizia fermò l'uomo definendolo un "bombarolo". Nell'estate del 1994, egli dovette presentarsi in tribunale e fu condannato a dieci mesi di carcere sospesi con la condizionale.
Dopo la condanna, l'uomo lasciò provvisoriamente l'esercito, ma otto anni or sono ritornò in grigioverde con l'intento di far carriera militare. Apparentemente con successo, visto che il primo aprile scorso è assurto al grado di colonnello.
Come mai un uomo a cui è stata inflitta una pena per un atto grave può diventare un alto graduato? Secondo il portavoce dell'esercito Christian Burri, in linea di massima l'obbligo di prestare servizio militare vale anche per coloro che sono stati condannati a una pena da scontare. "Nel caso di una condotta ineccepibile, quattro anni dopo l'espiazione della pena, le autorità militari possono - su richiesta - riabilitare una persona e reintegrarla nell'esercito", precisa Burri all'ATS, sottolineando che "lo Stato di diritto non agisce arbitrariamente, ma secondo criteri oggettivi". "Il militare è un po' lo specchio della società", rileva il portavoce.
SDA-ATS