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Linda Fahrni e Maja Siegenthaler hanno ottenuto un magnifico ma frustrante quarto posto alle Olimpiadi di Tokyo. Le bernesi hanno vinto la regata finale della classe 470, la cosiddetta ‘Medal Race’, guadagnando in un sol colpo due posizioni in classifica. Tuttavia, ciò non è bastato per riuscire ad arrivare sul podio, dove il gradino più alto è stato occupato dalle britanniche Eilidh McIntyre e Hannah Mills, con quest'ultima che era già stata incoronata a Rio nel 2016.
Seste prima della giornata finale, le due elvetiche hanno ottenuto un risultato al di là delle loro aspettative iniziali, per una vela rossocrociata che non otteneva un risultato così buono dai Giochi del 2004, ad Atene. «Abbiamo fatto tutto il possibile. È stato un mercoledì fantastico: vincere l'ultima regata (‘la Medal Race’, appunto, dove i punti in palio sono raddoppiati) è meraviglioso, e il fatto che alla fine siamo arrivate quarte non influisce su ciò che abbiamo provato» dice la ventottenne di Berna. Che ormai da tredici anni divide lo scafo con la coetanea Maja Siegenthaler, con cui ha collezionato un titolo mondiale juniores e un bronzo ai Campionati europei della classe 470, a Vilamoura, in Portogallo, a inizio maggio.
Il futuro di Fahrni e Siegenthaler, tuttavia, appare incerto: alla prossima edizione dei Giochi estive nel 2024, a Parigi (le regate, però, si terranno a Marsiglia) quel 470 disegnato nel lontano 1963 dall'architetto navale francese André Cornu, divenuto classe olimpica al femminile nel 1988, uscirà di scena dal programma a cinque cerchi: le due navigatrici bernesi in sostanza dovranno decidere se rinunciare al sogno olimpico oppure provare a cimentarsi con una nuova imbarcazione, il 470 misto.