Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/124906

<h2>SubmittedText<h2><p>Molti cittadini svizzeri residenti all'estero lamentano notevoli perdite nella previdenza per la vecchiaia perché non possono più versare contributi all'AVS facoltativa o ne sono esclusi a causa delle rigide regole del sistema. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Quante persone erano affiliate all'AVS/AI facoltativa prima dell'entrata in vigore, il 1° aprile 2001, delle disposizioni particolari per gli Stati UE/AELS? Quante lo sono attualmente?</p><p>2. Qual è il rapporto numerico tra i beneficiari di una rendita AVS trasferitisi all'estero solo dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento e quelli che hanno pagato i contributi all'AVS facoltativa quali cittadini svizzeri residenti all'estero?</p><p>3. A quanto ammontava il deficit dell'AVS/AI facoltativa il 31 marzo 2001? A quanto ammonta adesso?</p><p>4. Come si spiega questo deficit cronico? Intende adottare provvedimenti per ridurlo?</p><p>5. Come pensa di risolvere il problema dei cittadini svizzeri senza attività lucrativa residenti in un Paese dell'UE, che non fruiscono del sistema di sicurezza sociale di quel Paese e di conseguenza presentano lacune contributive nell'AVS?</p><p>6. Sa che si sono verificati casi in cui la mancata registrazione dei contributi versati ha causato l'esclusione degli interessati dall'AVS facoltativa?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1° aprile 2001 la possibilità di assicurarsi all'AVS/AI facoltativa è stata limitata a persone residenti al di fuori dell'UE; dal 1° giugno 2006 sono escluse anche le persone residenti al di fuori dell'AELS. Senza queste limitazioni il disavanzo dell'AVS avrebbe raggiunto dimensioni insostenibili, e per l'assicurazione e per la Svizzera.</p><p>Recentemente, il Controllo federale delle finanze (CDF) ha svolto uno studio sulle ripercussioni finanziarie della revisione del 2001, pubblicandone i risultati in un rapporto apparso nel novembre 2011. Dal rapporto si evince che grazie alla revisione il numero di assicurati e il disavanzo a lungo termine sono in netta diminuzione.</p><p>Risposte alle singole domande:</p><p>1. Il numero delle persone assicurate a titolo facoltativo il 31 marzo 2001 non è stato rilevato. Poco tempo prima, il 31 dicembre 2000, era pari a 57 024. Il 29 febbraio 2012, invece, era di appena 18 843.</p><p>2. Sulla base dei dati disponibili è possibile stimare a circa 23 300 il numero di cittadini svizzeri trasferitisi all'estero solo dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento. Circa 1600 hanno invece maturato la loro rendita in parte mediante i contributi versati all'AVS/AI facoltativa.</p><p>3. Nel citato rapporto del CDF si è stimato in 92 milioni di franchi l'anno per la sola AVS il disavanzo a lungo termine prevedibile prima della revisione (in base ai dati del 1997, cfr. messaggio del 28 aprile 1999 concernente la revisione dell'assicurazione facoltativa). Sulla base dei dati del 2009, invece, la stessa stima è di soli 37 milioni di franchi l'anno, una cifra nettamente più bassa, anche se ancora consistente.</p><p>4. I problemi finanziari dell'assicurazione sono imputabili al suo carattere facoltativo e alle limitate possibilità di controllo. La situazione odierna è frutto di un compromesso politico: il Parlamento ha respinto l'abolizione dell'assicurazione inizialmente proposta dal Consiglio federale nell'ambito dei provvedimenti di risanamento delle finanze federali (1993) ma ha adottato misure drastiche per il suo risanamento (ad esempio il raddoppio del contributo minimo, la possibilità di affiliazione solo per chi era già assicurato in Svizzera, la limitazione ai Paesi al di fuori dell'UE e, poco dopo, dell'AELS). Queste misure, come si legge nel rapporto del CDF, si sono rivelate efficaci, poiché hanno comportato la riduzione di oltre la metà del disavanzo annuo a lungo termine.</p><p>5. Chi lascia la Svizzera per vivere in un Paese dell'UE senza esercitare un'attività lucrativa, rinuncia volontariamente alle condizioni quadro del domicilio svizzero a favore dei vantaggi e degli svantaggi offerti dal Paese UE prescelto. Le persone residenti nell'UE, ad esempio, beneficiano tra l'altro di un minore costo della vita. La Svizzera non vede alcun motivo per sospendere parte della revisione e introdurre una nuova assicurazione, soltanto perché le persone senza attività lucrativa non sono coperte dalle assicurazioni sociali del nuovo Stato di residenza. Non sarebbe corretto fare beneficiare della solidarietà degli affiliati all'assicurazione obbligatoria e dei sussidi pubblici persone che non pagano le tasse in Svizzera.</p><p>6. In quanto sensibile ingerenza nei diritti dell'assicurato, l'esclusione dall'assicurazione facoltativa deve essere disposta tramite decisione formale. Contro le esclusioni senza giusta causa sono disponibili tutti i rimedi giuridici ordinari fino al ricorso dinanzi al Tribunale federale. È molto improbabile che nella realtà si verifichino casi come quello sopra descritto. In ogni caso, il Consiglio federale non ne ha conoscenza.</p>  Risposta del Consiglio federale.