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«che, con le sue attività di studioso, d’insegnante di storia delle dottrine politiche, di storia dei movimenti e dei partiti politici, di storia delle idee d’Europa, di organizzatore di manifestazioni ad alto livello scientifico, ha approfondito le relazioni culturali tra l’Italia e la Svizzera italiana, tra gli studiosi, i docenti e gli studenti dei due Paesi, sottolineando in modo particolare i legami e il vicendevole scambio di apporti tra il Ticino del Novecento e dell’Ottocento, le sue tipografie, la sua classe politica, il suo federalismo nell’ambito della Confederazione elvetica, da un lato, gli Esuli stranieri – in specie italiani – i movimenti per l’indipendenza, la conquista e la riconquista della libertà d’ltalia, dall’altro».
Lugano, ottobre 2001