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Uno studio svolto da ambientalisti e pubblicato lunedì conclude che, in caso di catastrofe nucleare, i piani d'emergenza della Confederazione sarebbero insufficienti per proteggere la popolazione. Gli autori intendono rimettere in agenda l'uscita dal nucleare tramite una petizione.
I risultati dell'Istituto Biosphère si basano su simulazioni d'incidenti nelle quattro centrali svizzere, dati meteorologici reali e nuove conoscenze mediche, oltre che sull'analisi della diffusione della nube radioattiva. Un guasto rilevante in uno tra i reattori di Beznau, Gösgen, Mühleberg, Leibstadt o Bugey (in Francia), causerebbe a lungo termine oltre 100'000 vittime di radiazioni nei dintorni, interessandone complessivamente otre 20 milioni in Europa.
La radioattività emessa in caso di sinistro grave sarebbe 30 volte superiore al valore previsto nei piani dell'Ufficio federale della protezione della popolazione. "La Svizzera non è sufficientemente preparata per un vero incidente nucleare", concludono i rappresentanti della Fondazione svizzera dell'energia e dell'associazione "Sortir du nucléaire".