Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01251.jsonl.gz/674

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato per l’economia (SECO) hanno approvato 210 progetti, i cui primi risultati, già visibili, dimostrano quanto possano essere concreti e articolati gli effetti del contributo svizzero.
Il 1° luglio 2013 la Croazia è diventata il 28° Stato membro dell’Unione europea (UE). Al fine di ridurre le disparità economiche e sociali in seno all’UE, la Svizzera prevede di concedere un importo pari a 45 milioni di franchi destinati a finanziare vari progetti di cooperazione bilaterale in Croazia. Il Parlamento dovrà ancora approvare il credito quadro di finanziamento. Questo progetto consentirebbe alla Svizzera di consolidare ulteriormente le proprie relazioni economiche e politiche con la Croazia.
La politica di coesione dell'Unione europea viene attuatacon vari fondi di coesione, finanziati da tutti gli Stati membri attraverso il bilancio UE. I tre fondi principali sono il Fondo di coesione, il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo.
L'uso dei termini «Fondo di coesione» e «contributi al Fondo di coesione» in luogo di «contributo all'allargamento» può creare confusione. L'aiuto svizzero non ha niente a che vedere con il Fondo di coesione dell'UE e la Svizzera non contribuisce a tale Fondo. Con il contributo all'allargamento la Svizzera finanzia invece nei 12 nuovi membri dell'UE progetti di qualità volti ad attenuare le disparità economiche e sociali. In tal modo sostiene l'UE nel suo obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale (coesione = unione interna), ma lo fa alle sue condizioni. I progetti vengono concordati bilateralmente con i singoli Paesi partner e la Svizzera decide in autonomia in merito ai finanziamenti. Inoltre, la Svizzera segue da vicino i progetti, avvalendosi tra l'altro di propri uffici sul posto. Di norma i Paesi partner finanziano almeno il 15 per cento dei costi del progetto. I versamenti svizzeri corrispondenti al massimo all'85 per cento del totale avvengono in modo scaglionato sulla base delle domande di rimborso del Paese partner che deve esibire una documentazione certificata su spese sostenute e stato di avanzamento del progetto.
Il contributo svizzero in breve
Dal 2008 la Svizzera partecipa a diversi progetti volti a ridurre le disparità economiche e sociali nell’UE allargata con un contributo di 1,257 miliardi di franchi. Nonostante la rapida crescita subito dopo l’adesione all’UE, il livello di prosperità nei nuovi Stati UE è relativamente basso e il divario con l’UE-15 è comparabilmente profondo. L’impegno della Svizzera nei confronti dell’UE allargata è espressione di solidarietà. Nel contempo la Svizzera pone le basi per relazioni economiche e politiche stabili con i nuovi Stati dell’UE.
Informazioni concernenti la contribuzione all’allargamento
Una breve presentazione (2' 51'', inglese)
Nel novembre 2006 il popolo svizzero ha approvato la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est, dichiarandosi favorevole a partecipare finanziariamente alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell’UE. Nel giugno 2007 il Parlamento ha approvato un credito quadro di un miliardo di franchi a favore dei dieci Paesi entrati a far parte dell’UE nel 2004. Nel dicembre 2009 ha stanziato un secondo credito quadro di 257 milioni di franchi a favore di Bulgaria e Romania, entrate a far parte dell’UE nel 2007. La ripartizione del contributo all’allargamento tra i dodici Stati beneficiari avviene secondo una chiave di ripartizione che tiene conto della popolazione e del reddito pro capite. In Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria oltre il 40% del budget complessivo va alle regioni strutturalmente deboli.
Ripartizione geografica del contributo all’allargamento © DSC/SECO
Selezione dei progetti e conferimento dei mandati
In base alle priorità concordate, l’identificazione e l’elaborazione dei progetti competono principalmente al Paese partner. I progetti da sostenere vengono selezionati congiuntamente, mentre le decisioni di finanziamento sono prese dalla Svizzera. Il conferimento dei mandati per la fornitura di beni e servizi è un processo indipendente, successivo alle procedure di autorizzazione delle proposte di progetto.
Descrizione dettagliata della procedura di selezione dei progetti e di conferimento dei mandati
Progetti
Proposte di progetto
Concorsi attuali
Interessi svizzeri e partenariati
Il contributo all’allargamento è il contributo svizzero per un’Europa sicura, stabile, prospera e democratica. Il sostegno solidale va a beneficio dei Paesi partner, ma anche la Svizzera ne trae vantaggio sotto diversi aspetti.
Interessi svizzeri
Partner in Svizzera
Concorsi attuali
Corretto impiego dei fondi
Per garantire il corretto impiego dei fondi, la Svizzera ha adottato diverse misure, tra cui il supporto alla procedura di selezione dei progetti nel Paese partner, la verifica dei bandi di concorso e la vigilanza sull’attuazione dei progetti. In caso di sospette irregolarità, la Svizzera può sospendere i versamenti.
Corretto impiego dei fondi
Base giuridica
La base legale del contributo svizzero è la legge federale del 24 marzo 2006 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est e la CSI, approvata dal popolo svizzero il 26 novembre 2006. La Svizzera ha siglato un accordo quadro bilaterale con ogni Paese partner. La Svizzera decide autonomamente quali progetti sostenere e li concorda direttamente con i Paesi partner.
Base giuridica
Legge sulla cooperazione con l’Europa dell’Est
Allargamento verso est: situazione economica e sociale dei Paesi partner
Nonostante i nuovi Paesi membri dell’UE abbiano saputo gestire con successo la transizione da un’economia pianificata a un’economia di mercato, permane un notevole divario con i Paesi dell’UE-15 sotto diversi aspetti. Il potere d’acquisto medio dei dodici nuovi Stati membri dell’UE equivale a circa il 50% del potere d’acquisto svizzero.
Allargamento dell'UE nel 2004 e nel 2007
Finanziamento
Il finanziamento del contributo all’allargamento è compensato nel bilancio. Conformemente alla volontà espressa dal Parlamento, l’aiuto allo sviluppo rimarrà inalterato.
Finanziamento