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Birmingham, 4 febbraio 1902
...Ieri sera concerto a Birmingham, oggi Sheffield, domani Manchester. Ieri Ysaye è stato così villano con me, che ne ho avuto proprio abbastanza. È stato per una prova di un pezzo di Saint-Saëns (che non conoscevo affatto, che non avevo mai visto né sentito e che dovevo suonare la sera stessa). Y[saye] mi ha fatto aspettare tre ore da Bechstein e ai tre messaggi che gli ho mandato ha fatto sempre rispondere che dormiva o riposava. Intanto si era fatto l'una (il treno partiva alle due), non avevo mangiato nulla. Sono andato da lui e gli ho detto che in quelle condizioni non potevo suonare il pezzo. Egli, per tutta risposta, mi fece una scenata tale, che infine Newman, che era presente, gli dovette dire che era un villano, che aveva torto e che si chetasse. Tutto ciò mi ha terribilmente scosso (nello stato di nervi in cui già mi trovavo) e la sera ero a terra. Abbiamo provato (cioè letto a prima vista) la sonata un'ora prima del concerto in un negozio. Ero mezzo morto, abbiamo suonato da cani, e non c'era da aspettarsi altro.
Inoltre ieri e oggi ha fatto un tempo!
O Inghilterra !
O Tunisi!
Questa notte però ho dormito dieci ore.
Nemmeno per questa sera (programma nuovo) abbiamo provato. Io però non domando nulla a Y[saye].
Vedi come si diventa meschini con la gente meschina. È una disperazione.
La prossima lettera sarà migliore. Oggi mi sento proprio bene, nonostante la provincia, la pioggia e le pessime esecuzioni...
[Manchester], giovedì [6 febbraio 1902]
Purtroppo la situazione qui diventa sempre più grave. Suono ogni giorno peggio e mi sento più stanco e più triste. Queste imprese non sono fatte per me. Piuttosto dar lezioni. Penso tanto spesso e con tanto affetto a te, a voi. Vorrei tanto essere a casa. - Se la va avanti così, sarò "inservibile" per Vienna. Faccio oggi i programmi per Vienna e te li mando lo da approvare, 2o da scrivere per esteso, 30 da spedire a Gutmann [Albert, editore e agente a Vienna]...
[Londra], 10 febbraio 1902
Grazie di cuore per la tua cara, cara lettera che ho ricevuto appena la mattina dopo, presto, a Newcastle. Mi ha molto tranquillizzato e rasserenato.
Non prendertela a male se ho disdetto il concerto di Aberdeen (martedì). Ne avevo proprio bisogno e avevo un tale invincibile desiderio di un po' di riposo! Così ho tre!! giorni liberi che mi godo qui a Londra. Oggi ho lavorato di nuovo come si deve!... Ancora tre o quattro volte, then 't is over [Poi è finita].
Non appena mi sento libero, mi vengono le idee e questa è la vera e sola gioia della vita.
Ho pensato di fare dell "Aladino" di Oehlenschläger non un'opera ma un lavoro che assommi in sé lo spettacolo, la musica, la danza e la magia - se possibile tutto condensato in una sola serata. È la mia vecchia idea del lavoro teatrale con musica solo dove è necessaria - altrimenti essa non deve intralciare la parola viva.
In quanto spettacolo e in quanto lavoro di profondo significato simbolico potrebbe venirne qualche cosa di simile al Flauto magico ma più perspicuo e più vivo.
Inoltre mi sono proposto sei lavori per questestate, il "Concerto per pianoforte" sarà il lavoro principale. Che bellezza!
Un altro lavoro sarà la pubblicazione della Geharnischte Suite...
Vienna, 4 aprile 1902
Ti ringrazio tanto del telegramma che mi dà l'annuncio del tuo salvo arrivo e mi porta i tuoi cari auguri. In complesso però un triste compleanno - anche se i Gomperz si sono adoperati a migliorarlo, a mezzogiorno, con un menu che comprendeva i miei piatti preferiti, con regali e parole cordiali.
La tua fotografia e quella di Benni [il figlio Benvenuto] stavano, inghirlandate, davanti al mio posto. Questo mi ha fatto molto piacere ... Mi sento molto fresco, sveglio e pieno di idee. Purtroppo, a dir il vero, siamo ormai alla fine, perchè penso di partire questa sera (giovedì) per Trieste. E se rimandassi il viaggio ancora di un giorno?
...Ho scritto a Delius, e anche a lungo.
Ieri sera ho sentito la "Francesca" di D'Annunzio
(Non volevo perderla, per completare le mie impressioni sull'Italia d'oggi). È un lavoro piatto, mi sembra. Mi pare che non ci sia nemmeno una parola degna di essere ricordata. Molte parole, qualche volta belle, altisonanti, ma nemmeno un pensiero. Le persone hanno un po' l'aria di marionette o di manichini, l'azione è imbastita faticosamente intorno al piccolo nocciolo del libro - Galeotto. Immagini ricche di atmosfera e di colore, ma non sono sue, sono prese da Burne-Jones
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e simili, e spesso confonde il pittoresco col letterario. Gli applausi furono solo per la Duse - che, seduta o in piedi, assumeva dei begli atteggiamenti, ma che si fa un po' manierata ...
Trieste, 6 aprile 1902
Questa notte (venerdì-sabato) a Trieste, ho fatto il sogno seguente:
Vedevo un nuovo genere, umano o animale - non mi è possibile determinarlo; erano esseri piccolini, non più grandi di uno scoiattolo. Avevano dei corpi di lucertole, con delle code lunghe il doppio, simili a quelle delle volpi. Non ho più un ricordo distinto della testa, so solo che aveva una espressione intelligente, umana.
Si era in una grande sala. Abbastanza grande perchè queste creature vi si potessero muovere e andare in carrozza, come all'aperto. Le carrozze erano molto eleganti, di quelle dette berline di gala e andavano in fila, ordinatamente, come per un corso o per una processione. Si trattava di una grande festa. Quelle creature dimostravano nel cerimoniale, nel modo di comportarsi, una grande e vecchia civiltà.
Parlai con alcuni di loro e domandai come mai li vedevo allora per la prima volta e non ne avevo mai sentito parlare.
Mi risposero che solo colui che era arrivato alla purezza di cuore poteva vederli. Così il Medioevo credente e ingenuo li aveva conosciuti bene ed era stato in contatto con loro. (A questo punto mi ricordai quanto si era parlato nel Medioevo di coboldi, di spiriti elementari, ecc.). Il raffinato secolo XVIII li aveva negati e in conseguenza non li aveva neanche più visti.
Ma (dissi), perchè S. Francesco d'Assisi, che sicuramente era un puro di cuore, non ne aveva voluto sapere?
Mi si rispose: S. Francesco era sicuramente un puro di cuore e li ha visti, ma ha ritenuto che la visione fosse una tentazione diabolica e ne ha negato la realtà. -
Questo è stato il sogno. - ...
[Londra], 4 maggio 1902
Questa sera, domenica, volevo partire per Parigi, anche perchè domani pomeriggio Ysaye e Pugno [Raoul]
Pugno (seduto) e Ysaye
suonano la mia Sonata [Seconda sonata per pianoforte e violino op. 36a], ma mi sono accorto - troppo tardi - che non ho abbastanza denaro liquido - e oggi non è possibile racimolarne. Ysaye dice che Pugno ha una paura cane e che, nel caso io arrivassi, dovrei telegrafare in tempo. Se mi presento senza annunciarmi, rischio che Pugno - me fera la blague, et viendra me chercher dans le public pour me faire jouer moi-même ma "Sonate"...
Ho passato una serata con Saint-Saëns, che, nonostante i suoi 70 anni è allegro, loquace e vivo come un ragazzo.
Questa volta ci siamo trovati spiritualmente più vicini. Ha diretto il suo "Prélude des Barbares", che quasi quasi mi è piaciuto ancora di più.
Elgar [Edward]
mi ha promesso la prima esecuzione del Preludio e Finale del suo Gerontius per i miei concerti di Berlino. [Le serate orchestrali (di lavori nuovi o raramente eseguiti) che Busoni organizzò a Berlino sdal 1902 al 1909 con l'Orchestra Filarmonica.]...
Ho visto ancora di sfuggita Nikisch all'albergo. Aveva avuto, la sera prima, un successo straordinario. Anch'io ho suonato bene (senza prove) e ho avuto cinque chiamate. Questo è stato il più grande successo che ho potuto ottenere finora con il "Concerto in mi bemolle maggiore" di Beethoven.
Weingartner è stato gentilissimo - è stato anche molto festeggiato; in generale l'atteggiamento del pubblico durante il Festival è stato calorosissimo. Tra parentesi, il concerto in cui ho suonato io, è stato, di tutti e sei, quello che ha avuto il maggior pubblico.
La mia "Sonata" è stata data ora anche ad Amsterdam (Wijsman [Johann, pianista] e Spoor [violinista olandese]) ... Queste frequenti esecuzioni della mia "Sonata" per violino in così breve tempo, mi hanno molto incoraggiato. Conto seriamente di dedicarmi, a partire dall'autunno prossimo, alla composizione con altrettanta intensità, con quanta finora mi sono dedicato al pianoforte.
Quest'estate promette di essere molto fruttuosa; ho la febbre del lavoro. Per il momento qui non c'è ancora nulla di stabilito, ma è quasi certo che dovrò tornare alla fine di maggio o al principio di giugno
[A STOCCOLMA]
Berlino, 11 luglio 1902
... Ho lavorato intensamente, e trovo in ciò piena soddisfazione. Solo i pasti sono proprio tristi... Nikisch rimane con i "Filarmonici" (non ne dubitavo) e io dovrei suonare nel primo concerto. Forse Saint-Saëns...
... Delius ha scritto una cartolina - la sua partitura viene stampata. Fernow ha una strana paura che i miei concerti possano danneggiare i "Filarmonici" ! Ho dovuto fargli un lungo discorso per levargli dal capo l'idea insensata di una concorrenza. Chiudo per il momento, perchè sono immerso fino al collo nella "Tarantella", a cui devo dare oggi la prima sbozzatura.
Vi sono immerso fino al collo, nuoto in un mare di terzine, suono il tamburello, salto su un piede solo - (ma non perchè non abbia abbastanza spazio nella stanza) - questa "Tarantella"che segue l "Adagio" dà la stessa impressione che si prova quando si esce dal Foro e ci si trova in una strada popolare di Roma. O di una festa popolare che prende l'avvio dal Pantheon. Anche la bella canzone: "e sì, e sì, e sì che la porteremo, la piuma sul cappello, davanti al colonnello, giuriam la fedeltà" ci sta benissimo.
Dunque ogni bene a voi e a me. (Lello [il figlio Raffaello] sta bene ed è delizioso)...
[A STOCCOLMA]
[Berlino], 17 [luglio 1902]
... Il finale del mio "Concerto" mi è riuscito ora proprio come lo volevo - ho quasi finito il tempo lento. Anche i due "allegri" sono abbozzati. Se va avanti così --
Ora abbiamo una pioggia spaventosa... I pezzi che ha portato Remy [Marcel, critico musicale belga] sono come il tempo d'oggi. Egli - Remy - ha il difetto di tutti i francesi, di essere nazionalista; critica volentieri quanto è tedesco e loda volentieri quanto è francese, sebbene si sforzi di essere giusto; cosa però che non gli riesce completamente, causa la sua superficialità e impulsività latina. Perchè giudica sempre troppo in fretta ed è spiritoso a scapito della verità...
[A STOCCOLMA]
[Berlino, 21 e 22 luglio 1902]
... La vita qui ha il suo ritmo regolare... Lello mi sveglia tutte le mattine - è una cosa molto simpatica e bella, mi ricorda un po' Lesko [il cane di Busoni morto nel 1895, vedi prima lettera di quell'anno].
BUSONI E LESKO NEL 1888
Sono stato tre sere di seguito in compagnia di Anzoletti [Emilio, ingegnere] - gli voglio molto, molto bene...
Questo disegno è rozzo e fatto male, ma non è da ridere. Ho per esso una certa debolezza. Dovrebbe compendiare l'idea del mio "Concerto per pianoforte" in una figura architettonico-paesaggistico-simbolica. [1] I tre edifici sono il primo, il terzo e il quinto tempo, tra questi i due "vivaci": scherzo e tarantella; il primo come un gioco della natura raffigurato in un fiore e in un uccello fantastici - il secondo rappresentato dal Vesuvio e dai cipressi. - Sull'Entrata sorge il sole; sulla porta dell'ultimo edificio è applicato un sigillo; la creatura alata alla fine simboleggia il misticismo della natura del coro di Oehlenschläger...
(Martedì). Ho riaperto la lettera per comunicarti il mio cordoglio per la caduta del Campanile di S. Marco. Quando finiscono tali giganti, in ognuno di noi finisce, con loro, qualche cosa...
[1] Il disegno di Busoni è stato sfruttato più tardi da Heinrich Vogeler per il frontespizio del "Concerto".
[A STOCCOLMA]
[Berlino], 22 luglio 1902
...Nella "Tarantella" c'è una notte d'amore con una serenata - e anche uneruzione del Vesuvio molto avanti...
[A STOCCOLMA]
Berlino, 28 luglio 1902
...La "Tarantella ", su cui tutti e due fondiamo le nostre speranze, le realizzerà: sta diventando una cosa notevole.
Ho suonato ad Anzoletti alcuni brani del "Concerto"; era visibilmente commosso e non poteva quasi parlare. È stata per me una gioia grande, pura e meritata...
[A STOCCOLMA]
[Berlino], 1 agosto!! 1902
...La "Tarantella" deve diventare Napoli stessa; solo un po' più pulita, ma non così pulita come gli altri tempi. Per il momento contiene ancora troppo, e deve venir ancora limata. Nelle linee principali è finita...
[Wiesbaden], 21 [ottobre] 1902
L'arrivo a Magonza, la mattina presto con un tempo insolitamente bello, è stato come una liberazione; - i colori del paesaggio, il Reno, le larghe prospettive, che si dimenticano a Berlino, hanno avuto su di me un effetto benefico.
Il Duomo è stato per me una grande sorpresa, nessuno me ne aveva mai parlato, eppure è uno dei migliori edifici romanici della Germania!
Te ne mando subito una fotografia, perchè tu veda - che, se anche non ho scritto, ho pensato a te. Ero troppo stanco per scrivere, il viaggio di notte - anche se ho dormito tutto il tempo - mi aveva affaticato. Oltre a ciò a Magonza ho provato, lavorato e suonato talmente, che ho dovuto decidere di non far nulla oggi; cosa che spero non troverai sbagliata. Il successo è stato grande, ho suonato molto bene.
Delle casupole si appoggiano tutt'intorno al Duomo, così che se ne vede solo quello che si vede nella fotografia... La città ha anche altre belle cose antiche - è magnificamente situata nella campagna e c'è dell'ottimo vino.
Wiesbaden,
col suo miscuglio di piccola città e di luogo di cura mi sembra oggi molto noiosa. L'Imperatore è stato qui fino a ieri, e oggi si vedono sui marciapiedi solo archi di trionfo mezzo disfatti, e mucchi di bandiere e di ghirlande d'abete fuori uso.
L'occasione era: un monumento allImperatore Federico, che è così pietoso, brutto e convenzionale che bisognerebbe fare una stupenda festa se venisse di nuovo tolto di mezzo...
[Teplitz, 9 febbraio 1903]
Teplitz - pioggia - stanchezza ---
Domattina alle cinque devo partire per Londra -
Un buon Bösendorfer e il vecchio Bartusch (accordatore di Vienna) costituiscono una piccola consolazione. -
Ti mando affettuosi saluti. Scrivi, ti prego, a Londra...
(Londra) domenica [22 febbraio 1903]
Ora aspetto ancora con piacere il mio ultimo recital qui.
"6 Studi" di Chopin
César Franck,
"6 Studi" di Liszt.
...Si sta assistendo qui a un grande mutamento nei riguardi di Liszt (dovuto al mio lavoro). Un giornale ha scritto che si desidererebbe da me un recital dedicato interamente a Liszt (straordinario per l'Inghilterra!), un altro ha scritto che è un peccato che io suoni solo "6 Studi" di Liszt, invece di tutti e 12, "the whole set, which had recently in Berlin a sensational success" [L'intera serie, che ha avuto recentemente a Berlino un successo sensazionale]...
[Londra], martedì [24 febbraio 1903]
...Sono così felice di andare al Sud!!!
Anche se mi sento molto, molto stanco (ritorno in questo momento da Harley), pure è molto bello lasciare un'isola, che è un "isola" sotto ogni aspetto...
Ho fatto qui una conoscenza molto simpatica e che mi fa bene sperare, si tratta di un giovane musicista, Percy Grainger, australiano; un ragazzo caro, pulito, pieno di talento e che pensa; si è attaccato a me sin dal primo momento. Mi ha suonato una bella "Toccata" di Debussy...
[Lyon], 12 marzo 1903
Il mio treno parte appena questa sera e debbo andare fino a Fiume senza fermarmi, se voglio sperare di arrivare in tempo! Capisco e amo Carlo XII per il fatto che non è mai uscito dalla Turchia, probabilmente per la stessa idiosincrasia per i viaggi che ho io. La "Tarantella" lho tutta in testa finita e molto bene. - Lyon mi è piaciuta molto, il tempo era incomparabile; il concerto --- così così, un po' ridicolo, su un orribile Erard [pianoforte] posto su un palcoscenico da filodrammatici. Sembra che la gente sia rimasta "sbalordita"; non si sognavano nemmeno che esistesse un simile modo di suonare. Ma in generale il modo di fare è qui piacevole e serio. La città è molto vivace, bellissima dal punto di vista del paesaggio e l'architettura ne è, in parte, ottima; del resto ha mezzo milione di abitanti (âmes). Ti ringrazio per la cara compagnia che mi hai fatto in Isvizzera. Vi sono stato molto felice. Arrivederci... Bacia i bambini...
Venezia, 14 marzo 1903
Ieri ho attraversato tutta l'Italia da ovest ad est, nel suo tratto più largo. Mi ha fatto una strana impressione svegliarmi e vedere improvvisamente solo Italiani e sentir parlare l'italiano...Venezia è, o mi sembra triste. - Dacchè sei partita, il sole mi è stato fedele; ma il sole in Italia ha per me sempre qualche cosa di tragico - splende su tante rovine!
Fiume, 15 marzo 1903
... L'Italia mi è passata davanti agli occhi come un cinematografo, ma in compenso il viaggio da Venezia a Fiume
è durato 11 ore! un tratto che un direttissimo tedesco fa in tre-quattro ore. Sono arrivato all'una di notte stanco morto, ho trovato una mediocre stanza d'albergo che sapeva di rinchiuso. La mia unica gioia è di nuovo il vecchio Bartusch, che io chiamo Bart-busch [Barba-cespuglio]. E domani mattina alle cinque e mezzo devo partire di nuovo per Trieste, dove, la sera, ho un programma pesante. Non è piacevole.
Fiume è esattamente una Trieste in piccolo; Fiume sta a Trieste come una scatola di costruzioni da un marco sta ad una scatola di costruzioni da due marchi e cinquanta. Non avevo ancora mai visto una somiglianza così somigliante. Porto col molo, Corso e dietro il Municipio la città vecchia e povera che si arrampica sulla collina, con alcuni resti romani. La stessa scatola di costruzioni, solo una scatola più piccola con meno pezzi.
Oggi, domenica, banda militare sulla piazza principale. Molte scappellate da parte dei signori e cenni del capo artificialmente distinti da parte delle signore. "Sartorelle" [In italiano nel testo] carine, eleganti e senza cappello. Ma la confusione delle lingue supera quella di Trieste. Se ne parlano qui quattro e nessuna bene. Italiano, tedesco, ungherese, slavo. Piccoli piroscafi portano nelle località vicine. Sono pronti per la partenza. Sulle passerelle provvisorie passano eleganti signore di provincia con un sorriso preoccupato, contadine cariche di fagotti e famiglie borghesi "in gita". Il sole splende rigido e severo, quasi minaccioso. - Abbazia, la Nizza artificiale, è molto vicina, un quarto d'ora. Si pensa che della gente di là verrà al concerto. Questo è almeno un pubblico cosmopolita.
Ho avuto un simpatico compagno di viaggio tra Venezia e Fiume, un vecchio pittore ungherese; compagno di studi di Böcklin, Lenbach [Franz]
RITRATTO DI PEGGY GUGGENHAIN (1903)
Un vero vecchio ungherese cavalleresco, a metà aristocratico a metà artista, provvisto di un ottimo senso critico per la sua arte...
[Monaco, 31 marzo 1903]
Il concerto è andato molto bene ieri. Weingartner è stato molto piacevole...
Piove orribilmente. Fa freddo. - Alle otto parte il mio treno per Strasburgo. - Forse finirai col deciderti a venirci!
Domani compio 37 anni! Di questi ne ho vissuti già 14 con te...
[Strasburgo, 2 aprile 1903]
Il modo come hai pensato a me, per il mio compleanno, è stato davvero infinitamente premuroso e caro.
Ti ringrazio tanto e vorrei che tu sapessi come ti ho ringraziato nel pensiero ogni momento da ieri...
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino, 12 luglio 1903]
...Mi manchi qui e mi sono subito dato al lavoro. Dalla stazione sono tornato direttamente a casa e mi sono installato senz'altro comodamente e "misticamente" nella stanza piccola, dove il grande schizzo del "Concerto" procede ogni giorno. Ogni giorno ci apporto un perfezionamento, tanto che spero di dare un'opera perfetta, per quanto sta nelle possibilità umane...
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino, 15 luglio 1903]
...In seguito a una decisione che mi è costata molto, partirò domani per l'Inghilterra. Da tre giorni sento l'angoscia del viaggio e ogni attività di pensiero si è fermata. Il "Concerto" è ora rifinito fino nei minimi particolari a mia completa soddisfazione. C'era rimasta ancora qualche cosina da fare...
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino], 16 luglio 1903
Devi perdonarmi quel che ho fatto oggi - ho disdetto i due concerti di Londra del 17 e del 21. Suona breve e asciutto a dirlo ora, ma arrivarci mi è costato molte difficili giornate.
Non avevo mai osservato in me un tale nervosismo, come questa volta. Soprattutto mi preoccupava l'interrompere la copiatura del "Concerto". Avevo la sensazione che, se l'avessi interrotta, non l'avrei mai più potuta finire; (e nessuno potrebbe decifrare l'abbozzo a matita). Poi, che avrei dimenticato tutti i particolari importanti non annotati, per colpa di questa diversione...
Infine ho calcolato che rischio davvero di non portare a compimento il "Concerto" se riprendo il lavoro dello schizzo appena alla fine di luglio.
Ho già perso quattro giorni per l'agitazione (e del resto anche perchè avevo ripreso a studiare il pianoforte)...
Quando il "Concerto" mi starà davanti chiaro e finito, mi permetterò un piccolo viaggio...
Ti prego, cara Gerda, scrivimi se sei d'accordo e non sei arrabbiata. Mi sento, a parte questo, così libero e felice - aspetto ancora le tue parole, per essere del tutto contento.
Forse non ti dispiacerebbe mandarmi un piccolo telegramma? Verrebbe accolto con degli evviva...
[AD ALT-AUSSEE]
Berlino, dove siamo, 19 luglio 1903
Ti sono tanto grato per il tuo caro e buon telegramma! Ti scrivo solo per dirtelo dal profondo del cuore!
Dal momento che ho deciso di non partire ho lavorato magnificamente, in tre giorni ho scritto per esteso tutto il primo tempo!
Mi propongo di riparare alla mia piccola leggerezza col lavoro... Suono anche ogni giorno il pianoforte. Domani comincio a preparare i miei concerti orchestrali.
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino, 23 luglio 1903]
Il lavoro procede con estrema regolarità, à la Zola. Ne godo straordinariamente. Le tue lettere, quando arrivano la mattina, illuminano tutta la mia giornata. Sono tranquillamente sereno e, dopo molto tempo, un poco contento nel mio intimo.
Dovrò partire per l'Inghilterra il 25 agosto...
Sono stati introdotti a Berlino i hansoms, un po' più larghi e bassi di quelli di Londra, - fanno ottima figura...
Il grande Whistler [McNeill] è morto... [pittore statunitense (1834-1903). Visse sempre in Europa. La sua ricerca pittorica, influenzata dai valori cromatici e dalla concisa raffinatezza formale delle stampe giapponesi, si orientò verso preziosi accordi coloristici di bianchi, grigi, neri. Razzo cadente (1877), Il vecchio ponte di Battersea.]
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino, 25 luglio 1903]
Sono di buon umore ma un po' stanco, ho finito or ora di scrivere il Secondo tempo. Due tempi (più di 50 pagine) in dieci giorni, non c'è male.
Suono tutti i giorni il pianoforte. Ho incominciato anche il lavoro per i programmi delle serate orchestrali. Le lettere dei compositori cominciano ad arrivare, anzi ad affluire...
Scusami se sono breve (non indifferente), ma la mia testa è come una botte, con dentro Diogene, senza la lanterna...
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino], 29 luglio 1903
Sono sprofondato nel lavoro, la elaborazione dell'Adagio procede senza intoppi - ma la "Tarantella" mi darà ancora qualche osso duro da rodere...
Quel che mi dici di Lello mi riempie di paterno orgoglio; ma che cosa fa l'erede principale? ...
Ti accludo ancora una fotografia di Rampolla, il Bismarck papale; un viso cattivo, grande, indimenticabile...
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino, 3 agosto 1903]
...Più di tutto penso ancora sempre al "Concerto", che, nella stesura definitiva, diventa sempre più perfetto e solido.
Sulla "Tarantella" ho compiuto due piccole operazioni, che la rendono ancora più fiorente...
Il grande schizzo procede, a dir il vero, un po' più a rilento di prima, ma ne potrò ricavare la partitura correntemente.
Il tempo è qui freddo e piovoso, come di novembre. Ho nostalgia del sole, come di qualche cosa di irraggiungibile...
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino], 6 agosto 1903
...Oggi spero di finire il Terzo tempo - che ha per me una grande importanza. Ma ho voluto avvantaggiarmi e ho roso i temuti ossi duri della "Tarantella". (Da me, con i miei denti; niente si è rotto, all'infuori dei detti ossi).
Così sembra che tutto riesca e tu ne sarai contenta...
[A STOCCOLMA]
Berlino, 11 settembre 1903
Non avendo ricevuto un tuo telegramma né mercoledì sera né mercoledì notte, stavo proprio in pensiero. La mattina dopo ho guardato attentamente il giornale, se ci fosse notizia di maltempo o di ritardi o altri in convenienti in Svezia; poichè non ho visto niente, mi sono tranquillizzato e infine, il pomeriggio, è arrivato il telegramma...
Lavoro con diligenza. Ho incominciato la strumentazione che, anche per se stessa, deve essere degna dell'opera. Suono diligentemente il pianoforte e scrivo lettere.
Ti auguro di cuore di trovarti bene e che il tuo soggiorno faccia contenti te e i tuoi.
Oggi penso continuamente a voi e spero che abbiate una bella giornata.
Purtroppo non ho potuto mettere insieme altro che un telegramma per Pappus [Il suocero di Busoni, Carl Sjöstrand festeggiava il suo 75º compleanno]; egli sentirà quant'è cordiale...
[A STOCCOLMA]
[Berlino], 12 settembre 1903
Che gioia mi ha portato la tua cara lettera oggi; mi sono sentito felice con voi e nel mio cuore ho preso piena parte al vostro rivedervi.
E il tuo bel sogno! È quasi il Saint-Antoine di Flaubert. Conserverò questa lettera, non è comune e non è affatto "pietosa" come tu credi.
Sì, credo al "Concerto" che acquista appena in partitura, quasi a mia propria sorpresa! la sua forma compiuta. Suonerà...
[Strasburgo], giovedì [21 ottobre 1903]
Come ci sfugge la vita! Le giornate sono come anguille; si afferrano per la testa, ed ecco che già la coda ci è scivolata di mano, proprio quando si credeva di tenerle ferme...
Ho finito col suonare il "Concerto" di Saint-Saëns; - poichè Saint-Saëns sarà qui tra pochi giorni, non volevo che gli arrivasse alle orecchie qualche sciocchezza...
Il successo di questo pezzo è stato qui più grande che altrove - il fatto è che si è disposti a fare la migliore accoglienza a tutto quel che è francese...
Chester, ore sei e mezzo di sera, 9 novembre 1903
Sono arrivato or ora nella vecchia Chester, città del formaggio, la Parma inglese. Ho ancora una mezz'ora di tempo prima di indossare con tutta calma la camicia inamidata e la marsina e ne approfitto (il tè è ordinato) per farti sapere qualche cosa di me.
La traversata è stata ottima, senza il menomo sintomo di mal di mare, tutto funzionava bene e ho dormito passabilmente su una specie di letto da ergastolo (a giudicare dalla durezza) - un letto per peccatori e contro i peccati...
Ho trovato Draber al Café Royal. Vuol scrivere in tutti i modi a Mahler,
col quale afferma di intrattenere una amichevole corrispondenza, in merito alla sua "5a Sinfonia" per le mie serate orchestrali. Sarebbe molto bello.
Mahler potrebbe dirigere allora anche i due lavori per pianoforte [e orchestra] di Liszt...
(Londra), 13 novembre 1903
...Mahler ha accettato subito di venire senza onorario, ma è difficile mettersi d'accordo sul programma. La "5a Sinfonia" non è ancora finita e la "Terza", che vorrebbe fare, esige un coro di donne e di ragazzi, un contralto solista e i passeggeri dell'Arca di Noè. Ma poichè non ho a mia disposizione né coccodrilli contralti, tenori e bassi, né serpenti cromatici, né uccelli del Paradiso a pedale ----!
Mi ha indispettito apprendere che avrei potuto suonare qui il 17 nel Concerto [Hans] Richter, invece di dover veleggiare verso l'Irlanda...
A dir il vero, la critica di Berlino si mette molto dalla mia parte questa volta. Le novità di valore non vengono mai riconosciute subito, ma certo, questa volta, il mio principio è stato riconosciuto. - ...
(Londra), 19 novembre 1903
È stato un vero e proprio "tour de force" , di cui risento ancora gli effetti nelle membra e nel sistema nervoso. Dopo due viaggi di notte, andata e ritorno dall'Irlanda, Schulz(-Curtius) [impresario di Londra] mi riceve la mattina del mio arrivo con la domanda se voglio suonare la sera stessa nel concerto di Richter al posto di Hess [Willy, violinista], che si è ammalato. Era stabilita una serata brahmsiana e non c'era altra scelta che quella del "Concerto in re minore". Così mi misi subito al pianoforte per tre ore per rimettermi il pezzo nella memoria e nelle dita. Il pomeriggio prova con l'orchestra di Manchester. La sera andò poi magnificamente con grande successo. Questo sforzo è stato uno dei più faticosi che abbia fatto, sia fisicamente che spiritualmente ed è stato molto apprezzato anche da Richter.
Nonostante fossi quasi sfinito, il giorno dopo dovetti andare a Cambridge, dove avevo un recital. Anche là ho suonato ancora molto bene e con freschezza, ma oggi sono al limite.
Ho chiesto a Marga [Weigert, sua allieva] di venire con me a Cambridge (un'ora di viaggio) e dopo il concerto Mr. Dent, quell'inglese che parla così bene l'italiano, ci invitò a una piccola cena nel suo appartamentino da scapolo, di molto buon gusto (nell'edificio dell'Università)... Cara Gerda, spero che tu possa comprendere il mio sforzo. Io, per parte mia, sono contento di esser stato in grado di far tanto. Mr. Dent era commovente nel suo fervore gioioso di ospite e nel suo ingenuo e piacevole impaccio...
Sabato pomeriggio ho un recital a Londra (Chopin). Martedì Liverpool, giovedì comincia la Scozia con Dundy. Ho scritto esaurientemente a Mahler e spero di ricevere domani la risposta.
A parte il concerto Richter non ho avuto ancora, a dir vero, alcuna soddisfazione artistica in questo paese; Chester, Crystal-Palace, Dublino sono stati quasi scoraggianti. Il distinto pubblico universitario di Cambridge, con gli studenti pieni di facile entusiasmo sul podio, mi ha alquanto animato - come ti ho detto - ed ha avuto un grande influsso sul mio modo di suonare e mi ha fatto dimenticare la stanchezza per un'ora e mezzo...
8 dicembre 1903, Parigi
...La traversata di giorno è stata così tremenda, che ancor oggi mi sento proprio male. Arrivato a Dover, vidi uno spettacolo terrificante. Il mare era tutto sporco e orrendamente tempestoso, raccapricciante. Si aveva l'impressione di avventurarsi dritti dritti nella gola di un mostro crudele.
Presi ancora rapidamente in considerazione la possibilità di rimandare il viaggio, perchè pareva proprio di andar incontro alla morte, o almeno a un destino paurosamente precario.
Ma l'Inghilterra è, purtroppo, un'isola e una volta o l'altra dovevo prendere quella via, per lasciare il paese; dunque decisione: ero su quella nave terribile e la passerella fu ritirata dietro a me. Impiegammo due ore e mezzo e, dal principio alla fine e, ancora dopo per altre tre ore, sono stato paurosamente male, ho sofferto orribilmente. In Corsica [Busoni aveva avuto sempre il desiderio di visitare la Corsica] non ci vado di sicuro, non posso rischiare un'altra volta una cosa simile!
La sera sono andato sul Boulevard, per prendere un po' d'aria e ho incontrato subito, alla prima cantonata, i due Delius [Frederick e signora Jelka]. Ti salutano tanto... Scusami, credo di non aver la testa chiara e scrivo confusamente. Come potrò suonare oggi, lo sa Iddio...
9 dicembre 1903, Parigi
Come ti ho già telegrafato, ieri sera ho avuto un grande, inaspettato successo. "Depuis Rubinstein on n'a pas entendu un pianiste pareil", questo era il detto generale. - Ne sono stato e ne sono molto felice.
Fino alle tre del pomeriggio avevo ancora mal di mare ed ero sul punto di disdire il concerto, poi chiamai a raccolta tutta la mia energia e studiai tre ore.
La sera ero fresco e suonai bene; il pianoforte era miserando, mi-se-ran-do e mi ci volle una grande arte per farlo suonare un po' nel mio stile...
[In viaggio tra New York e Boston]
3 marzo 1904
Ti scrivo mentre sono ancora in viaggio per Boston, perchè tu possa riallacciare il filo non appena arrivi, filo che sembra spezzato per dieci giorni interi (e forse di più!).
Il congedo da te mi è stato più penoso di quanto non mostrassi e non dimenticherò mai lo stato d'animo in cui caddi quando mi trovai a sguazzare tra gli orrori di Hoboken per arrivare all'eterno Ferry. È stato come la ricaduta di una malattia, che si credeva superata; perchè sul "Moltke" mi sentivo già quasi di nuovo "in Europa" e il mio umore cominciava a fare le vecchie brave capriole.
Mi tormentava anche il fatto che non eri ancora partita - e che non sapevo nulla di preciso sulla tua partenza.
Ho pregato Clark [Oliver, cantante] di scrivermi subito l'ora di partenza del piroscafo.
Abbiamo avuto appena il tempo necessario per fare i bagagli e un po' di colazione; in tutte e due queste occupazioni Mr. Clark mi "aiutò" con tanto piacere quanta taciturnità. Solo una volta proruppe in un breve ma rapito inno su di te: "se si sposerà, dovrà essere con una donna come te" (ma non ce ne sono due).
...In treno caddi immediatamente in un sonno profondo che durò tre ore. Poi ordinai il tè, ora fumo e scrivo e aspetto di arrivare a Boston tra un'ora.
Ti devo chiedere scusa se ti procuro con questa mia alcuni momenti di tristezza: ma non ne potevo fare a meno e ho represso ancora, con difficoltà, la metà della mia amarezza.
Tu sei stata sempre così buona e ti ringrazio...
[Boston], 4 marzo 1904
...Ieri ho fatto per tutta la giornata la vita americana ideale e ho aspettato fino a sera tarda "ferriers", "cars", "trains" ecc. Da ultimo ero proprio esausto.
La signora Gardner [Isabella]
è venuta a prendermi alla prova della mattina e mi ha portato a casa sua, casa indescrivibilmente bella, di valore e di buon gusto. C'è una sala da concerto ideale. Tutte le cose belle che vi ho viste mi hanno rialzato il morale; gotico veneziano, Tiziano, Velasquez, un meraviglioso busto in bronzo di Benvenuto [Cellini] mi hanno parlato una lingua mai sentita qui. Il sole entra in tutte le stanze della casa; il grande cortile è riscaldato e si ha così una lontana sensazione di Italia; anzi è l'Italia stessa.
Il programma che ti mando contiene tutta la mia storia a Boston. Anche la storia della "Danza macabra" [di Liszt] (che, concepita nel 1839, fu eseguita appena nel 1864. Vedi: le cose buone maturano lentamente)...
[Boston], 5 marzo 1904
Ieri è stata una giornata strapiena - la mattina: prova, poi: Mrs. Gardner, poi colazione al Botolph-Club, - prova pubblica, scritto alcune lettere e ricevuto delle visite, finalmente la sera dai Gericke [Wilhelm, direttore d'orechestra], fino a mezzanotte...
Mrs. Gardner aveva dovuto pagare 500.000 dollari di dogana a condizione che regalasse la sua casa alla città!
Dopo aver definito questa transazione, si trovò che non aveva il diritto di abitare nella casa regalata!
La signora è ora quasi povera. Quel che ha raccolto nella sua casa rappresenta una somma enorme (tra i molti libri rarissimi, che vi spariscono addirittura!, solo una antica edizione di Dante costa 2500$). Ha uno dei più bei Tiziani che io abbia visto: "Il ratto di Europa".
Tutte le colonne, gli archi, le porte, le finestre sono autentiche; romane, romaniche e veneziane. -
Cara Gerda, ti scrivo oggi per la terza volta; tanta è l'abitudine e il bisogno che sento di farti partecipe di tutto ciò che vedo e che vivo...
(Oggi si parte per Chicago - oh!)
[In viaggio tra New York e Chicago]
6 marzo [1904]
Il concerto di ieri è stato molto bello, grande successo, due corone di alloro, ho fatto del mio meglio.
Ma non capiscono niente - se togli Löffler [Charles Martin, compositore di Boston],
Stasny [Carl, pianista], Grünberg [Eugen, violinista di Boston] e Gericke, per gli altri è fatica perduta.
Hale [Philipp, critico musicale di Boston], per esempio, parla solo di technical wonders [meraviglie tecniche] mentre sono riuscito a costruire un edificio con le pietre sparse della "Danza macabra".
L'Andante del "Concerto" [Busoni lo chiama "Wüstensatz", il "tempo del deserto". A proposito del carattere esotico del "5o Concerto" di Saint-Saëns, ricorderemo che, nell'Andante, sono sfruttati temi nubiani, sentiti dall'autore durante un viaggio sul Nilo] di Saint-Saëns era puro suono e poesia (ieri tutto mi è riuscito particolarmente bene) ed egli parla ancora di tecnica e di nient'altro! -
Gli artisti esistono in definitiva solo per gli artisti - pubblico, critica, scuola e maestri è tutta cianfrusaglia stupida e nociva...
Löffler mi ha regalato il bel libro di Whistler ["The gentle art of making enemies". (L'arte gentile di crearsi dei nemici)] (una rarità).
La signora Gardner è venuta a tutte e due le prove e al concerto; credo di avere in lei una buona amica. Così la serata ha assunto un tono festosamente solenne. Tutti hanno rimpianto la tua assenza...
Sembra che il concerto di Strauss [Richard] a N. Y. sia stato una cosa triste. La sala era quasi vuota e il "Don Chisciotte "è andato così male, che ha dovuto interromperlo a metà e ricominciare da capo...
[Detroit], 8 marzo 1904
...Se qui esiste una libreria, si è ben nascosta, per pudore. -
Dunque ieri ho viaggiato 28 ore (con il caro ritardo, questa volta di sole due ore) da Boston a Chicago, sono arrivato alle 2 del pomeriggio, ho suonato alle 8 di sera (senza prova, è andata bene) e a mezzanotte sono partito per Detroit... A Chicago avrò un riposo solo relativo; devo suonare, studiare, finire il "Mephisto-Walzer" e gli inviti mi piovono addosso con tanta indiscrezione..
In viaggio Whistler [McNeill] mi ha fatto un'ottima compagnia. Quanti torti gli sono stati fatti e con quanta rozzezza! - E come erano giusti i suoi sentimenti d'artista!
Penso ogni istante come può essere la vita a bordo del piroscafo - spero non troppo cattiva - e a me non la va molto meglio...
8 marzo
...Casco - nel vero senso della parola - dalla stanchezza, e tra poco mi devo vestire per il concerto. -
Ti ho scritto ogni giorno, a cominciare da quello della tua partenza; anche oggi è già partita una lettera. Ti mando un saluto affettuoso col pensiero.
Probabilmente anche tu pensi a me. Vedi, non è stato Marconi a inventare il telegrafo senza fili.
[12] marzo - Chicago, 1904
Ora - sabato 12 - devi quasi "avvistare la terra" !
Io mi auguro giorno per giorno, ora per ora, che questo viaggio ti sia il più leggero possibile. - Chissà se domani riceverò già un telegramma? - Ieri sera, quando ho chiuso il mio volume di Molière, prima di andare a letto, ho pensato: Veramente dovrei essere grato a Molière che mi ha aiutato a passare un'ora. Ma non appena l'ebbi pensato, mi vergognai e mi arrabbiai.
Come? Considero la mia vita di così poco valore, da voler far passare un'ora quanto più rapidamente possibile e senza accorgermene? Non è forse questa la posizione più pazzescamente opposta a quel che desidero?
Un'ora! ogni suo minuto può contenere una gioia a sé - e le ore del mio trentottesimo anno sono contate - alla lettera; so che non torneranno mai e tuttavia ringrazio questo vecchio commediante francese di avermene rubata una!
Ma il mio sogno, questa notte! Ero in una vecchia città (N.B. che ho già visto in sogno due o tre volte, ma che non conosco nella realtà) e dovevo scendere dalla cima di una torre gotica per una scala a chiocciola esterna. Penetrai all'interno attraverso una finestra e mi trovai per l'appunto in una cappella dove si stava celebrando il servizio divino (credo "di rito cattolico"). ora - un segno del sacerdote - e tre uomini, tre demoni, portano dentro fulmineamente, attraverso l'aria, un pianoforte - e questo è "le piano du diable ". (So di averlo pensato in francese). E ora devo suonare, per accompagnare la cerimonia sacra, proprio la musica più empia che mi posso ricordare. So d'aver suonato, tra l'altro, la Canzone di Kaspar del "Freischütz" e la "Serenata di Mefistofele" di Berlioz. Se i passaggi erano difficili, il pianoforte suonava da sé! Fulmineamente è di nuovo portato via - grido: Un momento! Devo suonare ancora qualche cosa di religioso - ma è troppo tardi.
Certo è colpa del "Mephisto-Walzer", a cui sto lavorando di lena e che sta diventando un lavoro magistrale.
Al concerto sinfonico di Boston mi sono capitate tra le mani due partiture: l "Elias" di Mendelssohn e "L'Enfance du Christ" di Berlioz. Quest'ultima, meno famosa, ha dei momenti di fronte ai quali io (vecchio routinier) son restato a bocca aperta e quasi non mi riusciva più di chiuderla.
E ieri sono stato a visitare la classe di Mr. S. Il bello spettacolo (non invecchia e non ringiovanisce) del Conservatorio di Helsingsfors si "svolse" di nuovo davanti ai miei occhi. Suonavano un giovanotto e due oche - il Maestro teneva dei discorsetti imbarazzati, mezzo-umoristici e, finalmente, si mise a sedere lui stesso al pianoforte. Povero diavolo, non sapeva far nulla. Ma le oche starnazzarono rapite; il Maestro fece alcune osservazioni auto-ironiche; nuovo rapimento, oh! oh! - con me però si lamentò di essere fuori esercizio, al che gli risposi: che proprio non me ne ero accorto. - Ieri l'altro sera dal Console Conte Rosvadovski. Persone eccellenti, tutti e due della più nobile semplicità - cucina italiana meravigliosa. Con Ganz [Rudolf, pianista]: ho suonato "Les Préludes" e "Mazeppa" a due pianoforti...
Ho già fissato una cabina sul "Blücher". Che gioia, che grande gioia rivederci...
[Chicago, 13 marzo 1904]
È l'una dopo mezzogiorno, domenica 13, prima del concerto (II recital). - Ieri sera ho letto lo spagnolo con grande diligenza: faccio notevoli progressi, leggo quasi correntemente...
Oggi sono agitato nell'attesa del telegramma. Sono undici giorni dacchè sei partita! Qui tira un vento infernale e fa di nuovo freddo. -
Ho fatto più della metà del "Mephisto-Walzer ". -
Penso anche di nuovo intensamente al "Concerto" e mi sento, in genere molto fresco, spiritualmente. Questi tre giorni di riposo hanno avuto un effetto magico.
(Commento: mi accorgo di aver usato una dietro l'altra le parole "infernale", "Mephisto", "magico". Cosa vuol dire vivere nel paese del romanticismo! - )
La mia finestra dà sul lago e da ieri il tempo è chiaro. Questa monotona crosta grigia di acqua e ghiaccio ricorda i paesi nordici. Sono in tutto due o tre linee orizzontali, alle quali solo il riflesso del sole conferisce qualche attrattiva.
O paese della prigionia di ogni cosa viva! di tutto quanto è poetico, storico, artistico e umano!
O paese in cui il mezzo diventa scopo. La ferrovia che dovrebbe trasportare gli uomini verso destinazioni di bellezza; l'oro che li dovrebbe arricchire per poter gioire; l'industria che dovrebbe procurar loro comodità e ornamento alla vita: tutti questi sono divenuti i dominatori di chi li ha creati. Si estende la rete ferroviaria, si guadagna oro, si produce, tutto come scopo a se stesso, perchè un altro non arrivi a farlo prima! Triste, triste. E brutto!
[In margine alle due proposizioni precedenti] (Qui il lettore deve mutare il tono della voce e passare dall'accento della relazione oggettiva a quello del pathos elegiaco. Carattere dell'oratore di comizio).
Noti, cara Gerda, questo miscuglio di malinconia e di ironia, di serietà e di gioia di vivere che mi "tiene" ? - "Che sia la primavera? " (Nel tono di Kainz, quando recitava: "Non ha detto, l'amore?" -
"Johannes"di Sudermann, 2o atto, ultima scena.) - ora mi devo vestire...
Chissà se dopo il concerto troverò il telegramma? Ma certo è ancora troppo presto.
(4 ore più tardi)
Il concerto ha avuto luogo - teatro esaurito, si son dovute mandar indietro 300 persone. Tutte e due le volte ho dato qui il meglio del mio meglio...
Cara Gerda - Cari ragazzi. -
[Chicago], 15 marzo [1904]
... Ieri sera sono stato alla Valchiria...
Ma che delusione ho avuto a risentire quest'opera dopo tanti anni. Come mi è sembrata povera e vuota (ci sono solo quattro motivi in tutto il lavoro e tre finali efficaci) e ovvia. È possibile che io esageri, mosso dall'impressione scoraggiante, ma mi sembra che invecchi a passi sinistramente rapidi.
Se penso al "Don Giovanni" che conta 115 anni, non v'è proporzione. La rappresentazione era debole, nonostante vi partecipassero nomi come Burgstaller, van Rooy e Ternina. Ma avviene tanto di rado che un artista sia, all'ora data, all'altezza di se stesso; e questa volta erano tutti stanchi e raffreddati. Risultato: abbattimento da "teatro", come sempre. Mottl, che dirigeva e teneva insieme tutto (l'ho molto ammirato questa volta), mi aveva sconsigliato seriamente dall'andarci. Aveva ragione...
(Cincinnati), 17 marzo [1904]
Eccomi a Cincinnati! [In italiano nel testo] Dopodomani penultimo concerto. -
A Chicago ho avuto grandi soddisfazioni - mi si è fatta piena giustizia. I due Rosvadovski sono charmant; - lui non è né profondo, né spiritoso; ma un vero gentiluomo per bontà, nobiltà e semplicità...
(Cincinnati), 18 marzo [1904]
...Che metropoli è Cincinnati in confronto ad Indianapolis!
Ma ora vedo tutto tanto diversamente da dieci anni fa. Come si impara lentamente a "vedere". Quanto pochi lo imparano del tutto. -
Mi si è detto ad Indianapolis che colà spesso i negri si uniscono con le indiane e il risultato ne sarebbe un tipo degno di Satana in persona. -
Mi sono strapazzato l'ultimo giorno a Chicago suonando per Ganz e Schiller la "Norma", la "Sonnambula", le "Variazioni"di Rubinstein e due volte il "Mephisto-Walzer"; e ciò lo stesso giorno in cui avevo lavorato sei ore alla trascrizione.
Be', mi sta bene.
Pensa che non ho più che cinque giorni qui!!!
Un felice arrivederci presto...
Tschi-pu-li-ki (vuol dire in giapponese: il tuo che ti vuol molto bene)
Ferromann.
(Rochester), 21 marzo 1904
Sebbene questo d'oggi debba essere l'ultimo concerto, mi sento proprio "bestialmente male". Che si deve fare in un barbaro buco di questo genere? nemmeno pensare. La cosa più divertente sono ancora gli alberghi. Un "Auditorio" del genere è provvisto di ogni comodità; teatro, concerto, ristorante con donne eleganti, bar, giornali, sigari...
Mi sembra che la principale differenza tra inglesi e americani sia che: i primi stanno sempre zitti, i secondi chiacchierano continuamente. Lo si può osservare meglio che altrove, in treno.
Oggi ho avuto di nuovo tra le mani un Magazine, con ritratti di inglesi illustri degli anni 1840-50. Che altre facce son queste!...
Un certo Huneker [James Gibbons, musicologo di New York], nella stessa rivista, dice molto bene - [in un articolo] su Richard Strauss - che Wagner è una conclusione, mentre Liszt ha "tenuta alta la fiaccola" del progresso. Molto bene, che l'importanza di Wagner sta nella sua musica e non nelle sue riforme.
E molto bene dice Whistler,
che il compito dell'artista, è la scelta; che la Natura contiene tutto, e solo con la scelta l'artista ne può ricavare un quadro, come la tastiera contiene tutte le note, e solo la combinazione di queste fa la musica.
Oggi scrivo la parola Finis sotto l'America. Con gioia quanto più profonda metterò questa parola sotto il mio "Concerto"! - Aladino, Ahasvero e la seconda parte del "Clavicembalo ben temperato" sono i miei progetti.
È inutile che ti dica con quanta gioia mi preparo a tornar a casa. Sarà triste non aver più tue notizie, mentre tu ne riceverai fino al mio arrivo. - ...
QUADERNO
IN PARTE DIURNO E IN PARTE NOTTURNO
Note prese a bordo del "Blücher" durante la traversata
da New York a Cuxhaven: 24 marzo - 3 aprile 19O4.
FERRUCCIO BUSONI
Domenica, 27 marzo 1904
Mentre il tempo è stato più o meno cattivo durante tutto il mio soggiorno in America, mi sono svegliato la mattina della partenza con il più splendente bel tempo. Tutto era sole, splendore, l'aria tiepida eppure frizzante, la città sembrava rinnovata. Questo fatto e il pensiero della partenza mi misero in quello stato d'animo tanto raro e quasi irreale, per cui ogni inezia diventa piacevole o interessante. Si vedono tante cose come se si vedessero per la prima volta in vita nostra e questo presta un ingannevole senso di gioventù. La mia vettura passò attraverso un quartiere distinto e silenzioso di Hoboken, che mi piacque tanto, che, per un istante, sentii quasi il desiderio di restarvi. A bordo vita movimentata, scene di congedo, malinconiche e allegre - ma tutte soffuse di questo sole che rallegra ogni cosa; tanto che tutta la scena ne assumeva un carattere quasi festivo.
Quando il piroscafo si mosse, l'orchestrina si mise a suonare una vecchia e sentimentale canzone tedesca e sotto a noi centinaia di persone, pigiate insieme, tutte nell'atto di agitare il fazzoletto, sembrarono allontanarsi indietreggiando; e passammo tranquillamente davanti ai più alti edifici di New York, davanti alla Statua della Libertà, davanti a imponenti piroscafi - e tutto era sempre immerso in questo alone di luce solare - allora piansi sopraffatto da una gioia malinconica; mi sentii per così dire sollevato, pur restando pienamente cosciente di tutte le debolezze umane, dei legami meschini e della pavidità della maggior parte di noi di fronte a una decisione di qualche rilievo, di fronte a una lontananza più grande; commosso anche dal sentimento di volger le spalle, con troppo poca solennità, senza darvi la giusta importanza, a un periodo della mia vita, a un grande paese, a un mondo a sé; agitato dalla previsione di avere ora quasi a portata di mano la tanto sospirata possibilità di ritrovare tutto quanto mi è caro; dalla responsabilità di nuovi doveri che mi attendono, parte addossatimi da me stesso, parte dalle circostanze; agitato dal compimento di un anno di vita che scade tra pochi giorni e da una involontaria tendenza a far il bilancio tra il fatto e il da fare.
Ciò è per me fonte di eterna irrequietezza, che quanto ho da fare mi occupa più vivamente di quanto è stato già fatto, anche se questo dovesse essere stato, tra i due, il più difficile.
Eppure questa volta sono contento di quanto ho sbrigato, e quest'anno ho portato a termine almeno due terzi di quel che mi ero proposto di fare (una rara percentuale); - tuttavia il terzo che mi resta mi dà maggior preoccupazione che non mi diano tranquillità i due terzi compiuti...
Due giorni di viaggio sono stati belli; soleggiati e tranquilli. Venerdì pomeriggio ho potuto godere per una mezz'ora di una pace assoluta, mi son messo a sedere al sole e ho assaporato questo insolito momento. Ma poi subito di nuovo impazienza - questa passività insopportabile - si contano i quarti d'ora. E oggi, domenica, improvvisamente nebbia. La sirena urla e conta i quarti d'ora con noi. A bordo tutto è diminuito di proporzioni. - Se potessi occuparmi di qualche cosa con interesse!
Una grande gioia. Ho letto Stevenson. È un grande, narratore, pensatore, realista, fantasioso, poeta, filosofo, semplice e complicato; ma comunque sia, comincia sempre con un colpo maestro che sfrutta a fondo. È nuovo, originale, eppure siffatto, che avrebbe potuto comparire trecento anni prima o trecento anni dopo. È profondo senza essere difficile; è un moralista, ma soprattutto uno scrittore. Perchè i due punti essenziali sono questi: l'artista deve essere innanzi tutto un professionista completo: poi però un uomo il cui sguardo si spinge lontano, oltre le circostanze contingenti di tempo e di spazio. - Così sono quelli che restano...
Ho con me a bordo la partitura della "Sinfonia domestica" di R. Strauss. Strauss è senz'altro un musicista di talento e ha grandi doti. Plurivocalità e movimento sono elementi necessari per lui. In questo pezzo la chiarezza dell'illustrazione musicale fallisce (l'ho solo letto) - soltanto gli urli dei bambini sono inconfondibili (se si conosce il titolo in precedenza).
Il lavoro, che è lungo, consta di piccoli episodi. Gli episodi di piccoli motivi. Ritornano molte cose di lavori precedenti. Sembra un quadro di famiglia molto spiacevole, irritato, agitato, senza pace. La partitura ha l'aspetto delle strade di New York. L'oboe d'amore, il vecchio strumento, l'oboe grave, fa effetto solo per il suo nome, ma non è che si senta il nome quando viene suonato. Una famiglia completa di clarinetti, trattata spesso nello stile della musica da camera, deve dare un bel colorito. (Dunque una famiglia nella famiglia).
Una fuga magistrale.
Uno scherzo - una ninna nanna, fatti tutti e due secondo la ricetta tradizionale, senza sorprese.
Alcuni crescendi ben noti, sempre ancora resti del "Tristano".
Si interrompe e ricomincia di continuo. Trivialità nelle parti liriche e popolari (queste ultime sempre in ritmo di polca come, prima, nel "Till Eulenspiegel", nel "Don Chisciotte", in "Feuersnot"). Una facilità ammirevole nel complicare e dilatare le minuzie. Strauss deve scrivere le due voci principali, poi la voce principale mediana, e poi deve ficcar dentro ancora tutto quanto trova posto tra queste. Si può continuare quanto si vuole, ma egli non smette al momento debito. Non conosce la maestria dell'incompleto.
In complesso un lavoro che incute grande rispetto, che offre molto divertimento e parecchie citazioni (specialmente dal punto di vista tecnico). - Fin qui la prima impressione.
Lunedì, 28
Ho letto Stevenson con ammirazione sempre crescente. Non si ripete. Un bazar di idee e di scene! Nessuno possiede come lui la chiave del problema novellistico.
Ho letto una novella spagnola, una francese, una irlandese; una psicologica, una filosofica. Dappertutto colore e carattere accompagnati da una avvincente plasticità. Spirito, pathos, serietà, poesia della natura, osservazione dell'animo umano. E - sopra a tutto questo - il materiale novellistico, lo scrittore. -
A bordo c'è un bel pianoforte a coda Steinway. Non mi azzardo ad aprirlo. Non posso mai superare questa pruderie di fronte alla semipubblicità. (Avrei una gran voglia di suonare - se potessi esser solo!)
oltre a tutto la compagnia di bordo è poco simpatica e non c'è intesa. Ci si guarda l'un l'altro con rigidezza, quasi con ostilità.
Il solo con cui ho parlato è lo scultore americano Niehaus (un bambino di 58 anni, ma onesto e artista).
La nebbia è scomparsa presto. Il bel tempo si mantiene.
TENTATIVO DI ANALISI CRITICA
Nella sua novella "Strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde" Stevenson s'è proposto di dar corpo (la parola è da intendersi nel suo significato realistico) a un concetto morale astratto; inizia il suo lavoro con una di quelle trovate magistrali della novellistica che assoggettano immediatamente all'autore l'anima del lettore. Questi poi, portato in un intrico di situazioni e di misteri sempre più complicato, non riesce più a tornare in sé: si riprende solo con la soluzione che squarcia il nodo del mistero. E poiché è messa in scena, come persona vivente, un'idea che non ammette un travestimento corporeo, la soluzione deve assumere una forma così violenta e grottesca, che avrebbe portato al fallimento un autore di minor autorità e abilità di Stevenson.
L'idea che dà a Stevenson il motivo per il suo lavoro e che non viene mai espressa, è la seguente.
Ogni uomo consta dei due elementi del bene e del male. Ma se qualcuno volesse tentare e potesse arrivare a scindere la sua individualità nei suoi due elementi, ciò non gli riuscirebbe completamente. L'uomo infatti può abbandonarsi interamente ai suoi cattivi istinti, ma non può liberare del tutto le sue buone tendenze dalle cattive. Ora, se ammettiamo due esistenze distinte e diverse dello stesso uomo, l'incarnazione della sua parte migliore conserverà le cattive tendenze abituali e il desiderio di lasciarvisi andare di quando in quando. L'estratto del male darà un individuo che dapprincipio dovrà essere più piccolo, più debole e più giovane dell'individuo intero originale. Più piccolo e più debole perchè il male è solo una parte del tutto, e più giovane perchè questa parte ha avuto minore attività, è stata adoperata meno dell'uomo completo. Ma mentre l'uomo completo ha la tendenza a esercitare il suo lato diabolico, la sua parte cattiva non prova nessuno stimolo a fare il bene, perchè non lo conosce - e sotto questo aspetto, è più compiuta.
Il desiderio di dar libero corso alla sua passione e la gioia che l'uomo originario prova nello sfogo di questa diviene però più forte e più frequente a ogni nuova prova; e il secondo uomo piccolo, debole e giovane comincia a crescere, a diventare più forte e più anziano e a poco per volta arriva a dominare il primo; contro la intenzione e a disperazione di questi, finchè non lo fa soccombere. -
Non voglio dire di quale forma Stevenson rivesta questa idea profonda, per non distruggere l'effetto di sorpresa con cui l'autore agisce sul lettore alla conclusione.
Il tedesco E.T.A. Hoffmann aveva sicuro qualche cosa di simile in mente quando creò la figura dell'orefice Cardillac in "Das Fräulein von Scuderi"; ma il problema non gli era apparso così chiaro e non lo portò alle ultime conseguenze.
Qui si trovano unite la fantasia di Hoffmann e la rigida psicologia di Poe; la condotta dell'azione è avvincente al massimo e sfiora il sensazionale. In complesso è uno dei tipi più straordinari di novella che si possano incontrare.
Martedì, 29
Oggi mi sono alzato appena a mezzogiorno. Da ieri pomeriggio il piroscafo "rolla" sempre di più. Quando incominciò, mi sentii male per cinque minuti, ma non di più. Sembra che io abbia imparato anche questo - cosa che mi può ancora far comodo. È stato finalmente organizzato un "tavolo di poker" ! Poichè giocando non mi agito, viene a essere un buon passatempo.
Mercoledì, 30
E ora siamo capitati in una cosiddetta zona di "mar morto" e la nave balla o "rolla" terribilmente. Non ho proprio mal di mare ma sono "hard at the limit" [Quasi all'orlo] - il mio stomaco è diventato "schizzinoso" in grado inquietante. Le notti sono tormentose, mi alzo ogni mattina come se mi levassi da una malattia. E si continua a dire: un viaggio per mare è un riposo.
Risulta ora che i passeggeri più o meno mi conoscono tutti.
E naturalmente si fa più o meno chiaramente pressione su di me per un "piccolo pezzo".
Avrò mai pace?
Sono contento come non lo sono mai stato, di aver finito il mio "Concerto"; sono contento all'idea delle prove - delle esecuzioni - all'idea dei miei concerti con orchestra, la mia ben meritata distrazione!
Quante cose belle ho ancora nella vita!
Questo viaggio per mare è per il momento l'ultima cosa che posso ancora sopportare; sotto questo rapporto la mia energia è esaurita, la mia pazienza non resiste più.
Sento che i miei nervi hanno una esistenza a sé e che, come fossero bambini, diventano più forti di me e presto potrebbero essere in grado di tiranneggiarmi. Ma né bambini né nervi dovranno farlo mai. -
Come è ancor giovane la nostra musíca (europea): poche centinaia d'anni, e la nostra cultura conta parecchi millenni. Ci deve essere una ragione per cui la musica si sviluppa così tardi in quanto arte. Forse perchè non trova i suoi modelli pronti e finiti nella natura, e così non può sorgere il primo impulso - quello dell'imitazione.
Non dobbiamo dunque meravigliarci se gli Americani non possiedono ancora alcuna arte propria nella musica. - Il senso molto sveglio della realtà fa degli americani degli ottimi pittori. Per conto mio la musica è la forma d'arte più vicina all'astratto, in questo gli Americani sono ancora bambini e dilettanti. La musica è l'arte più prossima alla natura, non alle sue forme, bensì alla sua essenza.
31 marzo
Oggi penso già: "domani", ossia l'arrivo in Inghilterra. Come è lento un piroscafo così grande! Arriva a Cuxhaven appena tre giorni dopo. - Sono stato a lungo indeciso se prendere la via di terra da Cherbourg a B[erlino]; ma tutto sommato è più pratico continuare per mare, - se non ci si mette di mezzo la nebbia. - Sono ogni giorno più stanco, fisicamente e di testa, è venuta la reazione.
1 aprile
Un bellissimo pesce d'aprile che ho inscenato io. Ieri sera al Captain's dinner fu deciso e annunciato ufficialmente che oggi, alle 11, avrei dato una matinée. Tutta la gente che si alza di solito a quell'ora, era in piedi già alle 9, solo io sono rimasto a letto. Ho fatto dire che non stavo bene. - Purtroppo non sto bene, realmente. La cucina del piroscafo mi ha nociuto estremamente. Inoltre raffreddore, sfinimento, nervi. - Come avrei potuto suonare? Dal 21 non ho toccato il pianoforte. E ora ho compiuto 38 anni. E a 40 si è al sommo della "montagna". Che cosa è peggio? Il faticoso salire, o essere arrivati? Punto di domanda. Però non sono scontento. Possa continuare cosi, e non peggio! -
Eppure è la terra che dà bellezza al mare: solo con la costa esso acquista disegno e colore e - per il confronto - anche vastità. Si è potuto osservarlo avvicinandoci a Plymouth; uno spettacolo straordinariamente ricco. -
(Plymouth)
La lettera di Gerda mi ha trasformato del tutto - è stato caro da parte sua e meraviglioso - come sempre. E l'Europa è bella e, in fin dei conti, io le appartengo - ma le meschinità sono straordinariamente noiose, specialmente quando si viene da un altro continente. - I giornali inglesi portano i programmi musicali della settimana. A Londra danno il "Messajah" e la "Pathétique " ... Sarebbe lo stesso leggere il giornale dell'anno scorso. E a Berlino c'è la "Pathétique" e il circulus vitiosus * - * * e la via lattea di questo cielo. Uomini - dappertutto - . E a New York c'è stato di nuovo un grande incendio.
2 aprile 1904
Siamo arrivati a Cherbourg così tardi (il perchè è inspiegabile) che abbiamo potuto scaricare i passeggeri diretti a Parigi solo la mattina dopo a dir il vero già alle cinque. Alle sei siamo salpati per Cuxhaven, così che - se altro non succede - vi dovremmo arrivare domani, tre, a mezzogiorno. Il tempo è stupendo, chiaro, tranquillo e fresco. -
Ieri sera ho sfogliato di nuovo la partitura di Strauss: non guadagna a una conoscenza approfondita. La sua orchestra - nonostante il non comune virtuosismo non "suona" perchè il suo modo di comporre è in contrasto con la sua orchestrazione. È troppo ramificato. Credo che anche in questo lavoro alcune proporzioni siano sbagliate. "In Wagner tutto suona - e io spesso non ci riesco" ha detto Strauss stesso. Ciò deriva dal fatto che Wagner faceva convergere tutto sull'idea principale. In Strauss c'è, a guardar bene, un miscuglio di dodici idee secondarie: l'idea principale sta piuttosto nel carattere generale che in un motivo singolo, ma si perde spesso nella sovrabbondanza degli elementi.
Pure, devo sentire questo lavoro. La musica è fatta per essere sentita. -
La metà dei passeggeri è già scesa. Ci si sente solitarii. Il fatto è che ci si abitua a tutto, e certe facce erano parte intrinseca di questo viaggio, e ora mancano. -
Ieri sera e questa mattina stavo poco bene - il ben noto stato di esaurimento era incombente. Ora, dopo la prima colazione, mi sento meglio. -
Spero di sfuggire alla crisi, questa volta...
Questa è certo l'ultima sera a bordo e chiudo questo ragoût che non si può intitolare "diario . Al più: "Quaderno crepuscolare". Perchè i pensieri vi si trovano in uno stato crepuscolare; sono mezzo addormentati. Ma ci sono crepuscoli serali e crepuscoli mattutini. Spero che questo sia un crepuscolo mattutino e che una bella giornata nuova e serena lo segua.
La sera del 2 aprile 1904, a bordo del "Blücher".
FERRUCCIO BUSONI
(Londra), 20 novembre 1904
...Tutto quel che avevo potuto immaginare di una domenica mattina londinese è stato sorpassato oggi. Qualche cosa di tanto vuoto e malinconico, solitario, morto e paralizzante non è pensabile in misura così completa, quale raggiunge nella realtà...
"Florian Geyer" l è stato un buon compagno di viaggio. Da principio sono rimasto sorpreso della lingua, antica, ricca e forte (per la prima volta ho incontrato molte espressioni per me incomprensibili) - ma a lungo andare stanca per il continuo linguaggio volutamente robusto, ricalcato su quello di Lutero, tanto più che tutti i personaggi adoperano le stesse espressioni senza tenere conto della differenza dei caratteri. Inoltre tutto il lavoro non è che uno scambio di opinioni su eventi passati o a venire - cittadini, contadini, guerrieri, cavalieri parlano per lo più con grande eccitazione di avvenimenti cui non si assiste mai direttamente. Infine in tutto il lavoro i soli a parlare sono gli uomini, e che uomini! Di taglio medievale, violenti, devoti e superstiziosi come lo erano ancora ai tempi della Riforma; ritrattati magnificamente e vivi, ma per me estranei e ripulsivi. È una cronaca drammatizzata della Guerra dei contadini, come quella del Rinascimento di Gobineau; non potrei dire con sicurezza se la differenza nel godimento dipenda dal soggetto o dal trattamento artistico...
Questo viaggio verso le nebbie irlandesi ha qualche cosa di tanto triste! Inoltre sono tutto pesto dal viaggio. Proverò a lavorare un poco...
[Londra, 22 novembre 1904]
"È suta oggi la tertia nocte, che non aggio possuto distendere le membra mie su di un onesto giacilio" - potrebbe annunziare un personaggio del "Florian Geyer". (Un libro che si innalza molto verso la fine)...
L'arrivo in Irlanda è stato molto bello; mi ha quasi riconciliato con le insensate fatiche del viaggio...
(Londra), 23 novembre 1904
To Mrs. Busoni a Berlino, amata consorte, due volte madre e signora pianista di Corte.
Mitt. F.B., viaggiatore in articoli sonori estremamente fragili. Del resto solido.
...In questo istante mi accingo a partire per Manchester - "non un giorno senza viaggio" questa volta e naturalmente non sono dell'umore migliore. Un'ora fa Schulz-Curtius e la signora Matesdorf hanno "preso il lunch" con me da Monico - è stato molto simpatico ma non tanto "giovanile".
La mia preferenza per la compagnia dei giovani dipende probabilmente dal fatto che, come persona e come artista, guardo piuttosto innanzi che dietro a me.
E possa rimanere così fino alla fine - perchè è rattristante quando la è finita, come diceva tuo padre, mentre si rizzava sulle mani e puntava i piedi contro la parete...
(Manchester), 24 novembre 1904
Qui regnano le tenebre e il gelo, come in un girone dell'Inferno dantesco ideato con raffinatezza, dove stanno, digrignando i denti e privati della vista, i virtuosi viaggianti, avidi di gloria e di danaro, che hanno sprecato per questi scopi la miglior parte della loro vita.. .
A Richter (alla prova) è piaciuto in modo particolare il "Concerto" di Henselt; tanto diversi sono gli uomini e i musicisti!...
(Crefeld), 28 dicembre 1904
Questo viaggio insignificante ha avuto una certa disdetta - in primo luogo mi sono addormentato e ho proseguito oltre Crefeld; mi sono svegliato in una piccola stazione vicina al confine olandese e ho dovuto aspettare quasi un'ora un treno per tornare indietro.
Strano fu che non mi venne controllato il biglietto, montai sfacciatamente in una prima classe del treno che tornava a Crefeld (senza biglietto! e così viaggiai due ore gratis (ma anche inutilmente).
In secondo luogo non avevo preso nota di nessun albergo di qui, son capitato dapprima in un locale pietoso e me ne sono dovuto cercare uno migliore.
In terzo luogo, e questo è molto più grave, avevo completamente dimenticato che devo suonare qui la "Fantasia op. 80" di Beethoven - non ero preparato e non avevo nemmeno preso con me la parte del pianoforte. E, come se tutto ciò non bastasse - fa un tempo piovoso e freddo che rende ancora più brutta questa città! È costruita in forma di quadrato, è cioè circondata da un viale che va da Nord a Sud, da Est a Ovest, tanto che ho il sospetto che si chiamasse in origine Carré-feld.
E devo star qui due giorni! Basta! [In italiano nel testo]...
[Londra], domenica [12 marzo 1905]
Sono rimasto molto, molto deluso quando oggi - invece di te - è arrivato il tuo telegramma... L'unica consolazione è che sei sfuggita a una orribile traversata...
Ho discusso con Caufall il progetto di un nuovo pianoforte. Si tratta di introdurre nel pianoforte cosiddetto "moderno" due manuali (tastiere), i registri del "clavicembalo" e l' "unione tastiere" (raddoppio dell'ottava). Se questo riuscisse, comincerebbe un'epoca nuova per il pianoforte. Lo stato attuale è senza speranze e i progressi della pianola e di invenzioni simili non sono da sottovalutare del tutto...
[A GODINNE IN BELGIO]
[Berlino], giovedì [12 luglio 1905]
...Ieri (mercoledì) è venuto Mengelberg mentre mi stavo mettendo a tavola e ha mangiato con me. Il cibo era buono, la seduta piacevole...
...Il "Chianti Busoni" [Delle vigne di uno zio] è stato assaggiato - era eccellente. -
È arrivato oggi un nuovo invito (il terzo) per l'America...
Il primo atto di "T[urandot]" è finito e il primo pezzo della Suite che ne ricaverò è delineato in tutti i particolari...
[A GODINNE]
[Berlino, 14 luglio 1905]
...Di "Turandot" sono finite oggi 50 pagine di partitura. (Ancora non proprio la metà). La buona disposizione e la facilità continuano. -
[A GODINNE]
[Berlino], sabato 15 [luglio 1905]
...Sto molto in casa, quasi più del solito, sono sempre occupato a qualche cosa, e sono sempre rientrato prima di mezzanotte, dormo come un bambino, mi faccio svegliare alle nove e mi metto al lavoro regolarmente alle 10; - sto adornando la "deliziosa tiranna cinese" che presto si sarà spogliata della sua crudeltà per indossare il velo nuziale. A dir il vero, le stoffe, i colori e i gioielli sono ancora da scegliere e da combinare, perchè sia veramente splendida e attraente. -
...Stupendo quanto Schopenhauer dice della musica: "L'ineffabile interiorità della musica, grazie alla quale ci passa davanti come un Paradiso tanto familiare eppure eternamente lontano, tanto comprensibile eppure tanto inspiegabile, si basa sul fatto che essa riproduce tutti i moti del nostro animo, ma prescinde da ogni realtà e si tiene lontana dal tormento di questa". Questo eterno pessimista ha dunque ragione ancora una volta: se parla, sa sempre quel che dice e come lo si deve dire.
Scrivo tutto senza regola, come quando sei a casa e ti mostro ora una cosa ora un'altra, come capita. Il tempo è molto bello ora verso sera - ma il cortile davanti alla casa [Augsburgerstrasse 55, villino] silenziosa è triste. Ho una sensazione di speranze e ricordi che si incrociano, tanto che non so se sono un vecchio o un ragazzo. Forse sento oggi per la prima volta la mia vera età. Perchè: A quarant'anni la montagna è scalata,
ti fermi e guardi indietro...
[A GODlNNE]
[Berlino], sabato [22 luglio 1905]
...Ho lavorato tanto rapidamente che ieri mi sono sentito esausto e mi sono trovato davanti al primo dei famosi "muri". Non è tanto alto che non lo possa superare arrampicandomi con una certa abilità.
"I can climb". [Sono capace di arrampicarmi] Ma quando si è troppo stanchi, l'arrampicarsi diventa più difficile. Oggi l'ho quasi superato...
La cosa migliore sarebbe che Ysaye venisse per l'inaugurazione [Dei concerti orchestrali organizzati da Busoni a Berlino] e penso anche che sarebbe la cosa più comoda per lui... Dovrebbe anche dirigere. Farei un programma dedicato ai francesi per la parte orchestrale e ai classici per la parte in cui intervengono i solisti. Kreisler voleva proporre il "Doppio Concerto" di Bach e il "Concerto per violino e viola" di Mozart. Inoltre Ysaye dovrebbe dirigere, per finire, la "2a Sinfonia" di d'Indy. Tra i due pezzi con solisti, verrebbe César Franck strumentato da Pierné e al principio una Ouverture, classica o francese o belga...
[A GODINNE]
[Berlino], lunedì [24 luglio 1905]
...Turandot entrerà in scena domani - sonorità crudeli e orgogliose annunciano già oggi il suo avvicinarsi. Ma non bisogna dimenticare che è anche bella ! - ...
[A GODINNE]
[Berlino], martedì [25 luglio 1905]
...Sono ancora e sempre chiuso in casa, ho lavorato magnificamente - essa è apparsa!... Il fatto è che la marcia dell'eroina mi è cresciuta molto tra le mani - ti ricordi che hai fatto un'ottima osservazione a Madrid (female), che ho subito schizzato? (fact!). Quella appunto è stata il nocciolo...
[A GODINNE]
[Berlino], mercoledì 26 (?) [luglio 1905]
..."Turandot" è arrivata alla 72ma pagina. Questo pomeriggio l'ho lasciata riposare. Mi sono preso a cuore i tuoi ammonimenti. Ma la cosa procede quasi da sé.
C'è materiale per due suites orchestrali. La marcia di Turandot, alla quale sto lavorando è una specie di ritratto del personaggio e l'ho pensata, dentro di me, divisa in quattro quadri di carattere: "la crudeltà -la passionalità - la bellezza velata - la bellezza svelata"
[A GODINNE]
[Berlino, 30 luglio 1905]
..."I Filarmonici" mi hanno fatto sapere che per il primo concerto 1 si possono fare solo due prove e "sperano che sarò d'accordo".
Ho risposto con una lettera che meriterebbe di venir stampata!
lo che li ho impegnati tempestivamente e che ogni impegno posteriore, che possa costituire impedimento, deve passare in seconda linea.
2o che se non osservano le condizioni e con ciò compromettono la serata, devono pagare la penale convenuta, così come lo dovrei fare io, in caso analogo. Ma che con questo compromettono tutto il ciclo di concerti e quindi dovrebbero pagare una penale tripla.
3o che dovrebbero vergognarsi di aver tanto poco amor proprio e di voler rinunciare a questo modo a un programma importante, difficile e nuovo.
4o che io esigo la terza prova e oltre a ciò esigo che nessuno manchi e nessuno si faccia sostituire da altri.
5o che le prove devono venir fissate nel modo più propizio possibile per l'esecuzione, ecc.
(Mi fu risposto il giorno stesso che i miei desideri sarebbero stati esauditi).
I miei genitori, invece di dolersi delle mie difficoltà, mi fanno pervenire oggi dei rimproveri. - Pazienza! ...
Il lavoro procede, presto cambia di nuovo la scena. Esso (il lavoro) è più grande e più importante di quanto non pensassi; gli abbozzi mi erano venuti con una rapidità eccezionale e contengono molto di più di quanto non sospettassi dapprincipio. - Il lavoro mi "cresce" tra le mani...
1 Si tratta dei "Concerti orchestrali di musiche nuove e raramente eseguite" diretti da Busoni.
[A GODINNE]
Berlino, 31 luglio 1905
...Oggi ho portato a conclusione la Marcia di Turandot (84 pagine)... Il pezzo è piuttosto imponente e di grande efficacia.
Dunque sono contento di cominciare domani un altro pezzo con una nuova sonorità e di un carattere diverso...
[A PARIGI]
1905. Mercoledì 2 agosto [Berlino]
Penso che sei ora nella misteriosa, incomparabile, inesauribile città di Luigi XI e di Luigi XIV e del memorabile 1793. Nessun'altra città ha tanti punti di contatto con le vicende umane come questo crudele e affascinante "monstrum"...
Intanto devo sciogliere tre indovinelli; e licenziare i personaggi del II atto. Da ieri ho ripreso diligentemente il pianoforte e ho messo allo studio anche qualche cosa di nuovo...
[A GODINNE]
[Berlino, 6 agosto 1905]
...Sono così preso dal mio lavoro, che non posso pensare ad altro - mentre ho delle visite e persino mentre sto suonando per loro, mi ritrovo, senza rendermene conto, nel mio studiolo - interrompo spesso i pasti. Sono ora circa l00 pagine, e con ciò finisce il 2o atto. -
Il "Pezzo da concerto" di Egon è molto buono; un po' troppo pensato e calcolato, ma è un buon passo avanti. Vi abbiamo apportato alcuni tagli e alcuni cambiamenti che lo migliorano ancora. Come è lunga la strada per arrivare alla maestrìa, anche per chi è molto dotato - anzi per questi spesso più lunga ancora, poichè si pone problemi maggiori! L'incredibile chiarezza e pulizia di questo mio ultimo lavoro - è infatti più leggero del precedente - mi rende molto contento...
(Lipsia), 4 settembre 1905
Il tempo è così incerto che non si riesce a godere la vita. In cambio c'è la "Fiera"... Ho ricapitolato tra me e me l'origine del mio gruppetto di lavori e i diversi stadi per cui sono dovuto passare. Nel farlo mi sono ricordato che l'epoca del "Secondo Quartetto" [Incominciato all'età di vent'anni] è stata terribile. Il primo tempo è rimasto incompiuto per più di un anno e non avevo né il coraggio, né l'ispirazione per continuare... Il compito era troppo grande per me; solo l'anno dopo m'ero maturato un po' e lo potei portare a termine, con un grande sforzo di volontà. E l'epoca così malsicura del "Poema sinfonico"! - No, la mia esistenza di compositore comincia in realtà appena con la [seconda] "Sonata per violino". - Mi riposo qui un poco; mi sento piacevolmente annoiato...
[Londra], 26 novembre 1905
...Sono rimasto alzato ancora fino a tarda ora con Egon in albergo...
Gli ho letto il mio "scenario" - ne è rimasto molto persuaso, ha detto che è nuovo, strano, eppure così "come se non potesse essere altrimenti ". - Infatti ha una forma insolitamente precisa e chiara ed Egon mi ha fatto osservare il fascino che gli deriva dal fatto che "niente vi viene espresso fino in fondo"
Birmingham, [29 novembre 1905]
...Continua il tempo piovoso - non è allegro. Caufall è commovente nei miei riguardi. Oggi si è presentato tutto impacciato alle due e mezzo nella mia stanza con una lista cibaria. "Penso" - ha detto - "non sempre suonare il pianoforte - anche mangiare un poco"
Ho dovuto leggere ancora una volta la novella di Gobineau e sono rimasto colpito di come mi è riuscito bene il primo abbozzo scenico. Si tratta ora di non appiattirlo nella stesura...
Una buona parte del dialogo può venir semplicemente tradotta dall'originale, anche là è sempre breve e drammatico e di espressione essenziale.
Quando il libretto ["Il potente stregone", libretto d'opera, tratto da Gobineau] è finito, mi ripartisco mentalmente il tutto in "pezzi musicali", è così semplice!...
[A STOCCOLMA]
[Berlino], 17 febbraio 1906
Voglio ringraziarti ancora tanto per la tua grande fermezza di giovedì. [Alla notizia della malattia mortale del suocero Carl Sjöstrand] Molta gente ha scritto e mandato fiori. Scrivo dal Consolato russo, aspettando il visto sul passaporto...
Ieri ero assolutamente esausto, come forse non lo ero mai stato. E dovevo ancora provare, studiare e suonare. Il concerto, senza di te, è parso freddo e vuoto persino agli estranei... Sono molto giù. Questo viaggio, in queste condizioni, diventa ancora più gravoso...
[A STOCCOLMA]
(Karlsruhe), 19 febbraio 1906
Ti scrivo a caso, per dirti quanto mi sento vicino a te. Queste giornate mi hanno profondamente scosso, sia nel fisico che nel morale. Mi hanno portato di nuovo un pezzo avanti - chissà se più in alto? Si vedrà quando le nuvole si saranno ritirate di nuovo.
Il libretto [Della "Sposa sorteggiata"] ha avuto la sua stesura completa... Mi sono occupato anche della musica, pur in mezzo a tante angoscie.
Ieri mi è stato ancora più penoso del solito lasciar la casa; ho sentito con oppressione la tua mancanza - come tutti gli altri. - ...
(Basilea), 25 febbraio 1906
...Mi ha tanto commosso la descrizione della bellezza di Pappus nella morte; e ogni volta che rileggevo la descrizione. E ho dovuto leggerla tre volte. Come mi rallegra, e come mi sento sollevato dal fatto che almeno l'impressione non sia stata tale da lasciarti un ricordo penoso...
[Trieste, 2 marzo1906]
Ieri (il 1º) ho suonato a Graz - e la sera stessa ho preso il treno per Trieste. Prima ho cenato con la coppia Kienzl. L'arrivo qui, oggi, ha avuto un fascino speciale - il mare sorprende sempre alla svolta di Nabresina,[ora Bivio-Aurisina] sebbene si sappia quello che ci aspetta. La giornata è splendente, l'aria chiara e tiepida, Trieste sembra una serena sacerdotessa del mare. Nelle usanze, nel modo di fare e nell'aspetto della gente, mi ha colpito una somiglianza con Madrid. Le donne hanno spesso la stessa espressione; il livello culturale è circa lo stesso. Sono sceso all'albergo e mi ci son volute tre ore per decidermi a recarmi in Via dei Fabbri. [Dimora dei genitori di Busoni] A casa non si sta allegri ed è molto stancante. La mamma, a dir il vero, è ancora molto viva e papà non sta così male come sembrava dalla fotografia; ma mi è difficile sopportare il peso di quest'atmosfera.
È stato indicibilmente bello vederti a Vienna. Tu eri anche in uno stato d'animo così mite e carezzevole...
[Trieste], 4 marzo 1906
...Le mie finestre guardano sul porto. La bellezza della mattinata è incomparabile. Sembra che il sole penetri dappertutto; l'unica ombra che vedo è quella della mia casa, che si protende sul suolo, davanti a me.
Il mare è liscio senza interruzione di linee, come una distesa di seta celeste che solo al margine estremo ha un orlo di un azzurro cupo. A destra le colline del Carso grigio-rossiccie, disseminate di dadini bianchi svaporano sul declivio verso Miramare. Tutto quel che è bianco ha un gran risalto, come se avesse degli spigoli affilati. Il moto, nel quadro fermo, è dato dalle barche a vela e dai vaporetti con i loro fumaioli rossi blu e neri. - Dovrebbe essere stupendo vedere dall'acqua la città bianca, falcata, che sale verso la collina, e lassù a San Giusto deve regnare una pace di sole e di antiche mura di carattere quasi sacro ed eroico. - ogni volta che rivedo tutto ciò, devo pensare alla Trieste dell'epoca Napoleonica. Allora la città era ricca; e dei rispettabili commercianti, dignitosi e sereni, incravattati fino al mento, erano intermediari del commercio tra il variopinto oriente e la grigia, rigida Amburgo. Una leggera corrente dell'aria di quei tempi ha raggiunto ancora la mia infanzia; e Trieste teneva una via di mezzo tra la sregolatezza e l'astuzia degli orientali e la rigida correttezza dei patrizi amburghesi.
Fu allora che sorse la città "nuova", la città stile impero, fuori della cerchia della città vecchia, tutta chiusa sulla collina, ancor oggi molto notevole. E con l'abolizione del porto franco, che toccò dolorosamente anche mio nonno, l'importanza di Trieste scese fino ad arrivare alla odierna assenza di carattere. - Ma, come si vedono sempre uguali le persone amate e che si conoscono da sempre, così io vedo ancora la Trieste della mia infanzia - proprio così come da trent'anni non vedo mutamento in mia madre, sebbene in realtà le cose debbano stare altrimenti. Così scorgo anche il mio volto d'oggi nel ritratto di bambino che ti mando, e che mi sembra avere un'espressione non comune. A giudicare dal luogo dove è stata presa la fotografia, devo aver avuto 13 anni. -
Non c'è nulla di peggio che il guardarsi indietro e che i posti, le persone, i fatti che ci portano a farlo. Io lo faccio di rado e non mi piace mai di farlo, ma qui vi si è proprio portati. Perciò mi trovo a disagio e mi sento come se fossi stato sospinto, di notte, lontano dalla linea ferroviaria principale, in una stazione secondaria, dove non passano treni.
È un'interruzione del mio io reale che, fuori, nel mondo, è celebre, attivo, volto al futuro, mentre qui un bambino invecchiato vien riportato indietro di 25 anni nell'ambiente rimasto immobile della sua infanzia!
Fuori! E vivere ancora una volta! Questo è il grido che sorge in me, e intanto penso alla conclusione idillica dell'adagio e alla susseguente tarantella del "Concerto".
Ma dopo la fine della tarantella? - L'aria di qui ricorda già quasi quella di Roma e ipnotizza e attira con morbide braccia verso il Sud e verso la tranquilla gioia di vivere italiana. - Sarà questa la conclusione?
Non ci pensiamo ancora...
(Londra), 14 giugno 1906
Il libretto è finito, a parte l'ultima scena con i tre scrigni - vi ho lavorato con impegno, in parte in treno, in parte qui, ieri. Vi saranno certo ancora molte modificazioni, ma intanto mi si presentano vari spunti musicali (ancora allo stato di visione), così per esempio, ho abbozzato con buona riuscita l'introduzione al III atto. Ma finchè non sono alla mia scrivania e non vedo le note, non mi riesce di dar vera forma a nulla. Ho grandi speranze per questo lavoro - che mi darà solo una continua gioia creativa e nessuna preoccupazione.
Dio sia lodato, il concerto Patti è passato. Ma perchè Lo lodo, se ha avuto luogo per volontà Sua?
Io ero l'unica persona normale sul podio! Gli altri erano:
Patti anni 63
Santley anni 72
Una violinista anni 11
Ben Davies peso kg. 100
E quell'Albert-Hall. Può andare per corride! Ma per suonarvi il pianoforte? E il programma - e la musica!...
[Londra], 17 giugno 1906
...Ieri ho ascoltato un pezzo del concerto di M. Hamburg e poi sono andato ancora un momento a sentire Pachmann. Stava per l'appunto finendo l' "Invito alla danza". Mentre il pubblico applaudiva fece cenno con le mani che voleva dir qualche cosa. Mr. Godovski - disse - has made an arrangement of this piece - very difficult! - he can't play it himself - he - he. I - he - he don't play it yet - before - the public - must be careful - careful - careful - he, he, he - [Mr. Godovski - ha fatto una trascrizione di questo pezzo - molto difficile! - egli stesso non la sa suonare - egli - egli. Io - egli - egli - non la suona ancora - davanti al pubblico - deve stare attento - attento - attento - egli, egli, egli - ] (e se ne andò ridendo e facendo spallucce).
"La sposa sorteggiata" avanza da sola e mi trascina con sé. Il preludio al I atto è quasi fatto, anzi quasi tutta la prima scena. Anche la versificazione dell'ultima scena è sulla buona strada - . Mi sento molto contento quando vi lavoro - ma, a dir il vero, solo quando vi lavoro; del resto non sono di gran buon umore, ma grazie a Dio sto bene di salute...
[AL CASTELLO HABROVAN IN MORAVIA] [Proprietà della famosa cantante Caroline Gomperz Bettelheim]
[Berlino], 14 luglio 1906
Ho ricevuto la tua bella lettera poco dopo aver spedito la mia; e ne sono rimasto molto contento!
Dal momento che costì siete occupate a rievocare particolari della mia infanzia, ricorda alla Signora Carolina che mi ha fatto dono allora dello "Hoffmann" della sua biblioteca e dille che quei volumi mi hanno accompagnato durante gli anni dell'infanzia, della giovinezza e dell'età adulta, in modo vario, ma sempre stimolante.
Leggo nella biografia di Hoffmann qualche cosa che ti devo trascrivere. Vi si dice:
Nella primavera dell'anno 1820 Hoffmann ebbe una grande gioia. Un viaggiatore gli portò una cordiale lettera di Beethoven. Beethoven scriveva:
"Approfitto dell' occasione che mi si presenta di avvicinare, per tramite del sig. N., una persona così intelligente come Lei. Ella ha scritto anche sulla mia modesta persona -- quindi devo arguire che Ella si interessa un po a me. Mi permetta di dirLe che ciò mi fa molto bene, provenendo da un uomo come Lei, dotato di cosi eccellenti qualità. Le auguro ogni bene ".
C'è anche una lettera di Oehlenschläger a Hoffmann, firmata: "Adam Oehlenschläger, Serapionsbruder". Tutto ciò mi ha fatto piacere e "La Sposa sorteggiata" fa progressi.
[AL CASTELLO HABROVAN]
[Berlino], 16 luglio [1906]
...L'opera procede - la parte puramente lirica mi riesce meno. Invece la maledizione di Manasse e il racconto di Thusman mi suonano già nelle orecchie. In ogni battuta c'è una trovata e deve continuare così fino alla fine...
[AL CASTELLO HABROVAN]
[Berlino], 17 luglio 1906
...Il "Lied" è venuto bene. Costituisce il "centro" della scena allo "Zelten". -
Ieri sono stato un momento da Bartolini. I giovani (C. e L.) sono andati via improvvisamente senza pagare e l'hanno lasciato in un grosso impiccio.
È stato stupendo. "Vede - mi ha detto - io sono buono e, se è necessario, mi lascio toglier la camicia di dosso. Tra uomini ci si può intendere. Avrebbero dovuto parlarmi chiaramente. Sono buono (ma a questo punto cominciò già ad assumere un'aria un po' sinistra) e la mia sola religione è: Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te. E agisco di conseguenza. Ma quando mi si fa un torto (e qui il buon uomo si eresse fino ad assumere un aspetto terrificante) veda: ho attraversato una volta l'oceano - ho piantato a mezzo tutti i miei affari nell'America del Sud - sono andato fino in Italia, per far a pezzi un uomo". - "Ma che cosa gli avete fatto?" domandai impressionato. "Stia tranquillo, quell' uomo non fa più male a nessuno". - Il tutto nello stile del più puro Rinascimento.
Il mio itinerario è - una notte di viaggio fino a Monaco, poi Innsbruck - se là non mi trovo bene, Bolzano e Trento.
Sono così impaziente. Prendo con me solo: il libretto e carta da musica, nemmeno un libro e neanche la tastiera muta! [1] ...
Il mio umore - a prescindere da una certa impazienza in vista del viaggio - magnifico! Questo è dovuto alle tue buone notizie e al ricordo delle ultime settimane a casa...
[1] Busoni non ha mai posseduto una tastiera muta.
[AL CASTELLO HABROVAN]
[Monaco, 19 luglio 1906]
Ho preso con me la tua prima lettera, così cara, in cui mi incoraggiavi a questo viaggio. Proseguo domani per Innsbruck...
Il tempo è magnifico, ma torrido. Mi dovresti vedere vestito di nanchino! Ho fatto ancora molto. La scena allo "Zelten" è finita. Il "terzetto" se n'è andato tranquillamente al suono della marcia di Rossini...
[AL CASTELLO HABROVAN]
(Monaco), 20 luglio 1906
...Monaco non mi ha fatto una impressione simpatica. Oltre tutto c'è in questi giorni una" Riunione di tiratori" e signori con tanto di barba, in giacche di loden, muniti di sacco da montagna e distintivi del tiro a segno, vanno in giro orgogliosi e contenti della loro virilità...
Già alle 11 di mattina le birrerie sono piene di allegre comitive che fanno merenda e le panchine dei giardini sono occupate tutta la giornata. - Qui tutto è tanto a buon mercato che non si osa dare più di 10 centesimi di mancia, per non destare sospetti. - Le kellerine sono una istituzione animata di grande simpatia umana, anzi maschile. La cordiale consultazione in merito alla lista cibaria offre una piacevole introduzione al pasto. - Non sono andato a vedere quadri, perchè il mio cervello si tormenta anche troppo sull'opera. - Credo che questa sera partirò direttamente per Trento; ne ho abbastanza di vestiti verdi e barbe di camoscio e ginocchia nude.
Il ricordo che ho di Trento mi fa pensare che mi dovrebbe piacere. Vi sono stato a 13 anni, quando lasciammo Vienna e ci mettemmo a pellegrinare da un luogo all'altro come dei venditori ambulanti. - Ho un vivacissimo ricordo di un conte-abate con una faccia straordinariamente intelligente e aristocratica. Mi ricordo anche che era inverno e che nelle case si gelava. Nella sala marmorea di un Palazzo Salvotti, che il barone proprietario ci aveva messa amichevolmente a disposizione, suonai con dita irrigidite dal freddo. La gente stava seduta nelle file di seggiole col cappotto e il bavero rialzato. - Credo anche di aver sentito là, per la prima volta, l'istinto mascolino, in quanto una cameriera dell'albergo dai capelli rossissimi e gli occhi nerissimi si lasciò baciare una volta da me, al che mia madre disse "non è bello", 1 e furono appunto queste parole a darmi consapevolezza.
Bolzano è molto vicina a Trento e sceglierò tra le due. Si mangia molto bene nel Tirolo italiano, il clima vi è divino, il vino è sincero.
Sono felice che tu ti sia trovata così bene a Habrovan. Da quella famiglia mi è venuto sempre solo del bene e avrà sino alla fine la mia riconoscenza e il mio affetto...
1 In italiano nel testo.
[A VIENNA]
[Trento], domenica, 21 luglio 1906
30 gradi all'ombra. Ho fatto proprio ora - tra le 14 e le 15 (anzi "dalle due alle tre") - una visita a un convento di cappuccini. Dovevo vederlo e avevo anche bisogno di creare lo stato d'animo per la mia scena in cui la chiesa appare in sogno ad Albertina. - La strada per salirvi: solo muri e sole. Il "Superiore" 1 mi accolse dapprima con una certa riservatezza e alquanta diffidenza. - Si sentivano, all'interno, i frati cantare le loro litanie. - Questo andava molto bene per me. Un chiostro fresco mi accolse col suo refrigerio - un pozzo nel mezzo. Il Superiore si sentì un po' più sicuro quando mi presentai come artista amico dei religiosi 1 e (Dio mi perdoni la bugia) come scolaro del famoso Liszt - su questo punto il Superiore era assolutamente all'oscuro, tanto che mi affrettai ad aggiungere che Liszt era stato lui stesso un religioso e amico di Pio Nono. 2 Al nome di Pio Nono si ritrovò su un terreno solido e mi diede il benvenuto. Mi accompagnò in chiesa, dove fece una riverenza prescritta davanti all'Altar Maggiore (io mi segnai, il gesto mi è ancora familiare!) e poi attraverso gli ambienti molto modesti del convento. Non ebbe il coraggio di uscire nel giardino, con quel caldo, e mi raccontò di serpi che rendono necessario andarvi armati di bastone. La biblioteca - disse - era preziosa, una volta, ma era stata saccheggiata dal governo di Napoleone (toujours lui!). Non avevano un organo. Mi invitò cordialmente a tornare e mi congedò con un umile: Vogliate bene ai cappuccini! 2 Quando gli chiesi se era lì da lungo, abbassò il capo e sembrò che ripassasse rapidamente una quantità di ricordi: 35 anni! credeva, e in queste parole, profferite senza disperazione e senza contentezza, si sentiva tutta la rassegnazione inculcatagli. -
Ora mi sono sistemato, ho levato i manoscritti dalla valigia e ho un piccolo pianoforte in camera. Purtroppo la mia vena che scorreva così abbondantemente, si è seccata all'improvviso con la partenza. Ancora un'ora prima della partenza dovetti tirar fuori della carta da musica per annotare una buona idea. Da allora è finita!
Ieri ho fatto un rapido salto a Bolzano per decidere del mio soggiorno. Non c'è confronto!
Bolzano: la città borghese del Rinascimento tedesco (nello stile di Schwind, ma non così elevato) e Trento: la città principesca del Rinascimento italiano, come Ferrara, Parma e altre. -
Due città di tipo così evidentemente diverso a un'ora sola di distanza l'una dall'altra, non si trovano certo altrove. - ...
1 In italiano nel testo.
2 Sic.
[AD ALT-AUSSEE]
Trento, 25 luglio 1906
...Più solitari di quel che sono io, non si può essere nemmeno sul Monte Bianco. Non conosco nessuno, non parlo con nessuno, se non col portiere e con i camerieri.
Sarà un bene per i nervi; ma ha un effetto negativo sulla mia fantasia. Il paesaggio è vasto e ieri l'altro sono salito su una collina per abbracciare tutto il panorama. L'aspetto di Trento a volo d'uccello ricorda quello di Bologna: serio, tetro, fortificato, mura grige e tetti di embrici grigi, ma il paesaggio è qui molto più grandioso e veramente eroico. Aggiungi le formazioni di nuvole, quali si trovano nei paesi di montagna, con frequente carattere temporalesco e singole zone illuminate dal sole con effetto sorprendente, mentre altre si trovano nell'ombra più fredda; in fondo la valle si apre in una prospettiva nostalgica. Tutto ciò visto la mattina, o anche meglio al tramonto, fa una profonda impressione e credo, quando sarà ben assimilata dall'anima, sarà (più tardi) feconda per la creazione. - ... Aspetto la prossima distribuzione postale prima di chiudere questa lettera.
Frattanto ho scritto almeno in bella copia il libretto e - per distrarmi - vi ho aggiunto un bel disegno sul frontispizio. -...
[AD ALT-AUSSEE]
[Trento, 26 luglio 1906]
...Sono diventato qui talmente ottuso, che non richiamo più l'attenzione; passo già per trentino e verrò nominato presto cittadino onorario per pronunziato carattere nazionale.
Ah, perchè le ragazze camminano sempre di profilo?
Non puoi credere che aspetto triste ha qui la gente. Vivono in una città senza speranza e ogni giornata nuova - con il suo vuoto e la sua mancanza di interesse - è da temere; col tempo ci si abitua a non aspettare più sorprese! - Il male è che hanno coscienza del loro stato e ho notato la stessa rassegnazione e negatività del priore dei cappuccini, nella loro espressione, nei loro gesti, nelle loro frasi.
"Cosa la vole! Qua a Trento!" 1
Nelle ragazze mi pare di aver notato che la necessità di sfogare i moti dell'animo si esprime in litigiosità, e cioè basta il minimo pretesto per far esplodere l'atmosfera già surriscaldata. Una figliola di mezza età, con genitori, che aveva trovata occupata la sua panchina abituale sulla passeggiata, ha fatto una scenata di mezz'ora ai suoi vecchi per questo motivo e ha sciupato a sé e a loro la bella serata.
La rabbia non era dovuta alla panchina! ma alla mancanza di avvenimenti, alla prigionia, all'assenza di speranze che si vanno accumulando - quotidianamente!!! - da trent'anni. Dio sia lodato che si è presentata la panchina per trovare uno sfogo una volta tanto. -
In confronto a Trento, Empoli, per esempio, si potrebbe chiamare "americana". -...
Sto leggendo ora alcune lettere intime di Giusti, piene di spirito e di grazia...
1 In italiano nel testo.
[AD ALT-AUSSEE]
[Trento], sabato (28?) [luglio 1906]
...Per avere qualche ora di compagnia ho comperato il "Ballo in maschera "di Verdi...
È un lavoro forte, brutale, ma di una grande potenza e plasticità. Alcuni momenti di quest'opera sono da contare tra i migliori di Verdi, mi sembra; - non la conoscevo, ma vi ho ritrovato molte cose che mi tornano familiari dalla mia infanzia. - Ma il libretto! E i versi! È la storia di Gustavo III spostata a Boston per considerazioni politiche.
Odo l'orma dei passi spietati
- esiste qualche cosa di simile? - ...
Tagliapietra è un ragazzo fine, intelligente, idealista e mi adora (È stato il solo ad accompagnarmi alla stazione). È psicologicamente interessante che mio padre, per gelosia, gli abbia parlato male di me, per spaventarlo! Con l'esordio: "Ma Lei non conosce mio figlio" l ha aperto l'elenco dei miei difetti. Pensa, mio padre, che non sopporterebbe che altri trovasse in me la minima debolezza, dice male di me lui stesso per evitare che altri non mi si accosti!
Scusami, questa lettera è piuttosto confusa, ma l'ho scritta in tre riprese...
1 In italiano nel testo.
[AD ALT-AUSSEE]
[Trento], 30 luglio [1906]
...In quel piccolo libro di Giusti c'era anche una poesia o un discorso in occasione della proclamazione di Napoleone a Re d'ltalia. - Ho mandato il libro a mio papà, perchè parla tanto di luoghi e tempi che gli sono ben noti dalla sua giovinezza. Ne è stato molto contento.
Ho letto molto sul povero von Saar ("Freie Presse", "Münchener Neue Nachrichten"); mi ha fatto grande impressione. C'era un tempo in cui gli volevo molto bene...
Da qui si può raggiungere Madonna di Campiglio solo con carrozza e cavalli e un viaggio di 10 ore. Ieri ho tentato di risalire il Sahara verticale con la speranza di trovare un'oasi; e ho viaggiato con una ferrovia secondaria per un'ora e mezzo fino a Lévico, una stazione balneare sui monti, dove ci sono dei bagni "ferruginosi" e molti stranieri, così mi è stato detto. È stato un fiasco, perchè il viaggio è stato torrido, lassù non ho visto anima viva fino alle 8 di sera; un albergo noioso e caro che mi ha disgustato.
Sono entrato in una locanda più piccola; su un vecchio pianoforte giacevano "per lappunto" Fremiti di primavera di Sinding e la Bohème di Puccini. Alla parete pendeva una oleografia di una ragazza di Sichel. Per la strada un contadinotto strabico fischiettava il valzer del "Faust". - Qui si può dunque vedere quel che nell'arte d'oggi è realmente popolare e diffuso! - E si parla di opere d'arte "vive"! Quale contadinotto fischia il Don Giovanni, e se ne trova forse lo spartito in qualche locanda di montagna?...
[AD ALT-AUSSEE]
[Trento], 3 agosto 1906
...Sono sempre tutto, tutto solo, a prescindere dalle lettere e dai miei cari conoscenti Thusman, Leonhard, il Consigliere e persino l'odioso Manasse - gente interessante - e poi ancora Verdi e Berlioz, uomini di primo ordine del resto! e infine me stesso, anche sopportabile. -
Certo l'unica soluzione per il compositore d'opera è di scrivere il suo testo da sé... È stupendo come si può tagliare, aggiungere, spostare, secondo le esigenze musicali, mentre si compone.
Il testo di un poeta è per il compositore quel che per l'architetto è il terreno prescelto, le condizioni, lo scopo e i mezzi finanziari prestabiliti per la costruzione di un edificio. In questi ultimi tre giorni ho scritto la proposta di Manasse e la susseguente riconciliazione dei due vecchi amici. Quest'ultima l'ho sviluppata in una "stretta di carattere gioioso" sul motivo di "Così tutto resta come prima". Sarà molto comico vedere i due che si abbracciano, dopo essersi accordati...
[AD ALT-AUSSEE]
[Berlino, 9 agosto 1906]
...Ho finito di leggere con grande piacere il "Don Juan Tenorio" di Tirso de Molina; è un'opera potente pur restando fresca e leggera, grande nel suo perfetto candore. Mai più gli artisti creatori potranno realizzare cose del genere. Son passati i tempi della disinvoltura. Dobbiamo tener conto di un pubblico troppo vasto e che conosce troppe cose diverse.
Diventa sempre più difficile scrivere solo per il proprio piacere e per quello dei nostri amici più intimi, come poteva farlo Tirso per la sua piccola cerchia e per la Corte a cui era certo legato di amicizia; come Goethe per Weimar (e il candore di quest'ultimo è andato scomparendo col crescere della sua fama mondiale). Se teniamo presenti il senso di responsabilità e la competizione con una massa di capolavori e di esigenze tecniche sempre crescente, il sorgere di un genio grande e candido allo stesso tempo è da mettere oggi cento volte più in alto che non tre o quattrocento anni fa, perchè è cento volte più difficile che possa sorgere oggi. Ad ogni modo il "Don Juan" di Molina è un raro esemplare di questo genere scomparso (anche Holberg ne è uno) e non solo avrei una gran voglia di raccomandare questo lavoro a Reinhardt, ma anche, il che è un po' ardito, di scriverne la necessaria musica di scena. Consisterebbe in alcune serenate per voce e in qualche coro invisibile, che accompagna la apparizione della statua. - L'ospite di pietra viene infatti all'invito di Don Juan; ma non finisce qui, egli ricambia l'invito a Don Juan "nella cappella". Don Juan accetta. Gli viene offerto un banchetto, come lo si riceve gratis nel "Cabaret de la mort". Una sinistra musica conviviale lo accompagna.
Un coro di spiriti canta:
"Ricordino quelli che reputano i castighi di Dio troppo remoti, che non c'è termine che non arrivi né delitto che non si paghi".
Leporello: "Questa canzone l'ho capita, parla con noi". 1
Una situazione teatrale di primissimo ordine!
Le scritture non mancheranno quest'anno, perciò questo mese mi astengo dal lavorare troppo seriamente; se ne annunciano sempre di più. -
Mi rallegro infinitamente per il tuo ritorno...
Il vecchio che tu descrivi è proprio del genere Hoffmann; il modo di fare agrodolce, l'affabilità dietro cui si nasconde qualche cosa di intelligente e di imperscrutabile, qualche cosa di ben diverso da quel che appare nei contatti quotidiani: questo è il Consigliere aulico Krespel, è il Compare Drosselmeier e simili uomini "fatali", come Hoffmann stesso li fa chiamare da un "Serapionsbruder".
Amsterdam, 4 ottobre 1906
...Oggi sono talmente esausto che con un gesto napoleonico ho disdetto! un concerto ad "Enschede" - una borgata industriale. La seconda serata avrà luogo appena sabato, così oggi, giovedì, posso fare la vita che mi piace. E oggi mi piace lavorare alla riduzione di "Aladino", di cui ho steso ieri ben due scene. Mi tocca riscriverlo parola per parola - il che rende il compito molto più gravoso - perchè c'è molto che va cambiato, concentrato e anche espresso meglio...
Amsterdam, 7 ottobre 1906
Ieri ho "assolto" la seconda serata e ho finito il I atto di "Aladino". La serata è stata una di quelle rarissime serate felici, in cui ogni battuta riesce secondo il desiderio, nuove idee vengono mentre si suona e si dimostrano subito giuste alla realizzazione e lo strumento ubbidisce. Mi posso sbagliare, ma tutta l'esecuzione mi è sembrata perfetta di tecnica dal principio alla fine, disinvolta e insieme libera e piena di temperamento. Il vecchio Daniel de Lange, parlando dell'introduzione alla fuga (della l06) 1
ha pianto e mi ha baciato con trasporto. J. ha detto invece che si trattava di questione di gusto e che la "sua" interpretazione era diversa.
Ho risposto alquanto vivacemente che trattandosi di una interpretazione artistica matura, non era il caso di parlare di "questione di gusto", ma c'era solo da ascoltare.
Per quel che riguarda il lavoro di "Aladino", ne sono contento. Mi è riuscito di conferire una grande unità al primo atto. Corre diritto e non si perde "per vie traverse" - l'attenzione è tenuta desta dalla semplicità della linea che sale. Il libro di Oehlenschläger - si nota esaminandolo con tanta attenzione - pecca di una loquacità femminile e - cosa che avevo notata anche prima - la lingua tedesca non vi è padroneggiata e finisce anche col cadere nel quadretto di genere. I particolari borghesi prendono troppo spazio, quasi come nella antica arte olandese. La madre è decisamente una vecchia danese. Nella elaborazione non devo lasciar passare nemmeno una parola senza attento esame - ho potuto conservare tali e quali solo poche righe dell'originale. Nonostante ciò il taglio del libro è grande e geniale e merita il gran lavoro che mi dà...
1 "Sonata op. l06 di Beethoven.
Londra, 2 dicembre 1906
...Tra la costa adriatica e la Manica, che differenza! Non ho mai osservato una diversità così enorme. Nebbia, tempesta, freddo - tutti i demoni invernali insieme - e solo ieri l'altro quel tramonto a Trieste! Questo viaggio in Irlanda mi fa un tale orrore- ma Schulz-Curtius è irremovibile...
(Manchester), 4 dicembre 1906
...La tournée organizzata da Harrison ha, questa volta, un carattere umiliante - quella con Ysaye era una bellezza in confronto. Qui a Manchester va un po' meglio, vi sono conosciuto e amato e vi sono accolto bene.
Quel che è meraviglioso è che porto sempre con me le mie proprie idee e che quest'anno - e probabilmente d'ora in poi sarà sempre così - in ogni momento di concentrazione posso produrre qualche cosa. - Lo spirito è sempre attivo - ma il corpo esige un po' di riposo - perchè quello degli ultimi giorni è stato un galoppo!
Ho un tal desiderio delle tue lettere, cara, cara Gerda; forse mai prima d'ora mi sono sentito così bene con te e così vicino a te come ora. E questo non cambierà mai più; mi sento ora così sicuro in tutto.
Fino al compimento dello "Stregone" guardo diritto davanti a me anche nel lavoro creativo; poi il famoso "terzo" periodo incomincerà anche per me e spero di mettere in musica parte di quanto ho "scritto" negli ultimi tempi.
Cosa può aver detto Bösendorfer?
Mi sento molto propenso all'idea viennese; 1 potrebbe difatti darmi per tre anni una specie di libertà. Certo è che nei prossimi dieci anni potrei essere ricco! Ma andrà anche così. Che bellezza che tu mi sei vicina!...
1 L'invito a coprire la cattedra di perfezionamento di pianoforte al Conservatorio di Vienna.
Domenica, 9 dicembre 1906, Edimburgo
È stata oggi la prima volta - da tempo immemorabile - che ho potuto studiare seriamente il pianoforte, e, dopo un così lungo intervallo, soprattutto i "24 Preludi" di Chopin mi apparvero di grande interesse. Ieri il concerto ha avuto luogo alle tre e così, per la prima volta da gran tempo ho avuto anche una serata libera; anzi è stata la prima volta che sono sceso in istrada. A Manchester, Liverpool, Sheffield, Newcastle, Birmingham, non ho messo il naso fuori dall'albergo. E per finire è arrivata qui la tua seconda lettera, così ho visto un po' di cielo azzurro in tutte le direzioni...
Sono qui meravigliosamente solo. Sarasate è in un altro albergo, alcuni della "party" sono partiti per una gita domenicale. La città è sempre singolare. Il cielo tempestoso con squarci di sereno e sempre in movimento dietro gli immobili profili dei vecchi quartieri della collina. Reparti di soldati scozzesi in giacca rossa, sottana a quadri e scialli, uosa bianche, che lasciano scoperte le ginocchia pelose, passano con andatura intraprendente. Il castello guarda ai suoi piedi costruzioni di sei secoli diversi. La domenica è qui più sacra che mai. È come l'altro capo delle impressioni triestine...
Edimburgo, [10] dicembre 1906
...Sarasate è un uomo senza cervello e anche senza temperamento. Ma ha fatto, attraverso gli altri, un'infinità di esperienze ed è stato in grande intimità con i maggiori artisti. Ciò gli conferisce una certa vernice storica.
Mi raccontò di una sera che stava con Rubinstein all'albergo, a Lipsia, a giocare a "whist ", mentre c'era un concerto al Gewandhaus. C'era la prima esecuzione di una nuova Sinfonia - non si ricorda di chi - che Rubinstein non voleva sentire. Verso le dieci arrivò all'albergo della gente che proveniva dal concerto. "Be', com'era la Sinfonia?" assalì Rubinstein il primo ad entrare. - "Oh, molto musicale". "C'est jugé" sbottò Rubinstein e diede un pugno sulla tavola "Quand les allemands disent "musicale", cest sûr que cest embêtant. -
...Ho studiato tanto che me ne risento nella schiena. Questi "24 Préludes" non sono facili, ma sono contento di questo nuovo numero buono...
[Aberdeen], 11 dicembre [1906]
I "24"di Chopin mi hanno dato molto da fare. Non sembrano difficili quando si sentono, ma in realtà non sono più facili delle Variazioni su Paganini. E tanto diversi nella tecnica. Bisogna sapersi trasformare continuamente! Ma è un magnifico arricchimento. Sono tanto contento di essere a Berlino il 21...
Ancora tre serate della tournée Harrison!
E poi addio per sempre a quel signore!...
Glasgow, 12 dicembre 1906
Sempre tra un viaggio e un concerto. Ti mando la critica di Aberdeen perchè è la migliore di quelle che sono state scritte su di me in inglese. È straordinario, quassù, in questa piccola città scozzese sono stato capito quasi completamente già la prima volta...
I "Préludes" di Chopin mi sono costati giuste 12 ore di studio in 4 giorni.
Glasgow mi rammenta sempre Chicago - tanto che oggi volevo cercare un tabaccaio che - me ne ricordai improvvisamente - è in America.
Sarasate ha detto di C. Franck - "C'était un mauvais accompagnateur - il accompagnait très mal - On en a fait un Dieu. - "...
(Bradford), 13 dicembre 1906
Che belle lettere tu scrivi; come mi hanno fatto bene tutte!...
Ho avuto oggi con Sarasate un notevole scambio d'idee sulla musica, che mi ha fatto vedere chiaramente che il mio Saggio arriva ancora troppo presto per la maggior parte.
Certo ha 62 anni e non è mai stato un rivoluzionario, ma avrebbe potuto assorbire un po' di più delle cose buone da cui è stato circondato tutta la vita.
Ricorda un po' Brodski per la sua olimpica ostinatezza e un po' mio padre per il suo modo di rifiutare le cose senza nemmeno giudicarle: questo è il tratto latino...
A Dio piacendo questa sera alle l0 la tournée è finita, e la compagnia!
Torno nelle mie acque.
Se si fa qualche cosa contro la propria persuasione, riesce solo a metà o non riesce affatto...
Friburgo (i. B.), 15 marzo 1907
...Ho passato di nuovo una settimana quasi insopportabile e considero di aver buttato via questi giorni (8-15 marzo). Marsiglia è una città che è una via di mezzo deteriore tra Madrid, Napoli e Trieste. Il porto è simile a quello di Trieste, che ha la stessa posizione rispetto alla città, e in comune hanno il vento: il mistral è circa la stessa cosa della bora. Questo vento terribile fa una visita di tre o quattro giorni ogni due mesi, e io ho avuto la ventura di trovarmici. Dal punto di vista architettonico la città è sconsolante, da quello del paesaggio si dice che col bel tempo offra molto, il che io non ho visto, perchè tutto il tempo sono stato occupato solo a tener fermo il cappello e a pulirmi gli occhi...
In fatto di musica c'è l'ignoranza di Napoli condita di formule parigine. Simpatica atmosfera. Il treno che mi riportava a Ginevra è arrivato a Lione proprio nel momento in cui avrebbe dovuto arrivare a Ginevra, cioè con tre ore e mezzo di ritardo. Spazientito sono sceso a Lione. Nulla era rimasto della prima impressione colorita che avevo avuto di questa città; c'era il gelo! Vento, e - par conséquence strade vuote. Il giorno dopo mi sono fermato a Ginevra, dopo aver impiegato sei ore e mezzo per arrivarvi da Lione. Ci vollero altre otto ore e mezzo per compiere la strada da Ginevra a Friburgo. Dunque tre lunghi viaggi, e, in mezzo due deserti. - Mai più andrò a dar concerti in posti musicalmente esotici! È stato oggi quasi un sollievo trovare in questa modesta cittadina un'orchestra ben ordinata e uno spirito comprensivo - anche se di ordinaria amministrazione - verso quanto io faccio...
[Monaco, 17 marzo 1907]
Ieri, 16, ho avuto di nuovo una giornata faticosissima, a Friburgo. La Mignon mi ha invitato a suonare ancora una volta. Ho dovuto prima studiare energicamente e poi! Basta, sono rimasto nella fabbrica dalle dodici alle otto e mezzo e ho suonato "Norma", "Don Juan", "Polonaise ", "Rovine d'Atene" e altre cose minori in una seduta. Prima e dopo sono stato ospitato cordialmente e squisitamente. Infine ho preso il treno della notte per Monaco...
[A DROTTNINGHOLM PRESSO STOCCOLMA]
[Berlino], domenica [7 luglio 1907]
...Un giovane studente mi ha rivolto la parola per la strada, con voce tremante dallemozione, per parteciparmi la grande impressione avuta dalla lettura del mio libriccino. Mi ha fatto grande piacere vedere questa ricettività piena di abbandono e scevra di critica nella gioventù migliore...
[A DROTTNINGHOLM]
[Berlino, 13 luglio 1907]
...Sono immerso nel lavoro di rifinitura di questa parte della "Sposa sorteggiata". Il compito era più grande di quanto non pensassi e, data la mia incoercibile persuasione che ogni battuta debba dir qualche cosa, non era possibile fare più presto...
[A DROTTNINGHOLM]
Domenica [14 luglio 1907]
...Il riposo non mi dà alcun piacere, finchè non avrò messo al pulito alcuni brani dei miei lavori. Alla fine di luglio o agli inizi di agosto devo andare a Weimar, per la edizione di Liszt. Questo viene molto a sproposito insieme a Norderney...
Grazie a Dio tutto va bene, regolarmente, senza delusioni e senza speranze. Di più non si può desiderare in questa vita
La mia testa è piena di idee. Ma c'è sempre posto per il pensiero di Gerda. E sono anche contento della fine delle vostre vacanze - vi riceverò in trionfo. - In questi giorni ho letto Béranger e ho studiato la seconda parte dei "Troiani" [di Berlioz]. Tutti e due eccellenti...
[A DROTTNINGHOLM]
[Berlino], mercoledì, 17 luglio 1907
In questo momento, le cinque e mezzo, ho finito il mio atto sino all'ultima nota - sono molto contento, mi è riuscito proprio secondo i miei desideri!
Nonostante la pioggia, volo fuori. Domani farò un prospetto di tutto quel che ho da fare e deciderò poi il mio piano di lavoro... ora devo riposare! Penso che quest'atto sia ancora migliore! ...
[A DROTTNINGHOLM]
[Berlino], Domenica 21 luglio 1907
Fa così freddo ed è così grigio oggi, che si potrebbe dedurne tranquillamente di essere al principio di novembre. Ma siamo al 21 di luglio: purtroppo una domenica. - Da tre giorni la mia testa non ha "rumoreggiato", ma ha fatto vacanza, come me l'aspettavo. Oggi sono arrivati: un divertito consenso da parte di Egon di venire a Norderney e il piano dei miei impegni da parte dell'Agenzia Wolff. Il piano sembra ben congegnato con i gruppi maggiori, Inghilterra - Svizzera - Olanda (in aprile è in progetto l'Italia e poi Parigi) - tra l'uno e l'altro sei volte a Berlino... Per quel che riguarda i miei progetti, penso di impiegare la prossima settimana qui per due cose. 1o Devo rinfrescarmi nella mia veste di pianista per Norderney - 2o Voglio mettere al pulito e per esteso il II atto della "Sposa sorteggiata".
Poi vengono i viaggi a Weimar e a Norderney...
Inoltre ho preso ieri la decisione di concentrare d'ora in poi e fino alla sua fine, tutta la mia attenzione solo sulla Sposa sorteggiata, che diventa molto importante. -
Non ho ancora fatto l'elenco degli altri lavori che mi aspettano, perchè questi ultimi tre giorni ho fatto proprio festa. (Dormo come un bambino!) - Ma sicuramente al principio di settembre devo essere a Vienna (abitazione ed esami) e il 22 devo andare in Inghilterra. - Dio sia lodato che il ritmo della vita è così rapido, questo mi sprona più che il riposo. - Grazie a Dio sono sano e contento, ma senza protervia. Che si annunci finalmente lo stato d'animo della maturità? Un resto di fanciullezza c'è sempre in me, e non si lascia "soffocare dalla dignità"!...
[A DROTTNINGHOLM]
[Berlino], 23 luglio 1907
...Un processo che si è concluso questa notte mi ha talmente interessato che, ieri sera, mi son provato a darne una presentazione diversa, sia come esercizio, sia per spirito di opposizione; ci ho pensato veramente e ho messo per iscritto i miei pensieri...
Perchè non si ha una testa alla Edgar Poe! Questa idea mi ha quasi perseguitato in questi giorni - anche se come musicista sono migliore di lui e se sono artista quanto lui. Naturalmente ci vuole anche l'esercizio.
Poe, nel suo "The mistery of Marie Roget " ha ricostruito un delitto del genere passo per passo, e la sua deduzione è stata confermata completamente molti anni più tardi. - Quel tale Hau si è comportato ammirevolmente in tribunale, freddo e logico; è stato molto più forte dei suoi giudici.
Si dovrà fare un processo supplementare. -
Mi metto ora ai miei lavori - il secondo atto (1a parte) è riuscito...
[A DROTTNINGHOLM]
[Berlino, 26 luglio 1907]
...Il viaggio a Weimar è ancora incerto. Come vorrei avere tutti per me questi quattro miseri giorni! Conto ora su ogni singola giornata e vedo con meraviglia e con terrore come la sera getta, per così dire, la sua ombra dinanzi a sè e inghiotte il giorno. La vita non è sufficiente e turbina via come un paesaggio visto dal finestrino del treno. Gli oggetti davanti ai quali si è appena passati si vedono, un istante dopo, lasciati indietro lontano e con altrettanta rapidità abbiamo già superato la distanza opposta.
Qualche volta ho la tentazione di lasciar perdere tutto (le occupazioni) per non sentire più questo eterno "ricominciar da capo". Ma il vuoto è ancora peggiore. Piuttosto una via lunga e faticosa che nessuna via, come nei deserti di sabbia o di ghiaccio...
Posso darti notizie di piccole gioie, per esempio, la legatura dei libri è riuscita; la lettura di una novella molto originale di Clemens Brentano ("Die mehreren Wehmüller oder die ungarischen Nationalgesichter ") 1 i saluti che Herkomer, di passaggio, ha lasciato per me al suo amico Widemann (il vecchio scultore che sta da Bartolini)...
Bartolini ha raccontato ancora un'altra avventura straordinaria, di come promise a una donna ebrea nell'America del Sud di riaccompagnarla in patria e di come intraprese realmente il viaggio dal Brasile fino nel cuore della Russia, in un rigidissimo inverno, con passaporti falsi, come riuscì nel suo intento e come poi, sulla via del ritorno, si arenò a Berlino. - Sarebbe stato un uomo adatto per Napoleone...
1 "I numerosi Wehmüller, ossia i volti nazionali ungheresi".
[ A DROTTNINGHOLM]
[Berlino 28 luglio 1907]
Devo fare uno sforzo su me stesso per studiare il pianoforte, eppure non si può farne a meno! È come una bestia, a cui ricrescono le teste, per quante se ne taglino. Il comporre è invece come una strada ora bella ora difficile, di cui si percorrono tratti sempre più lunghi, vi si raggiunge e sorpassa un numero sempre maggiore di tappe, ma la sua mèta resta sconosciuta e irraggiungibile. - Mi fa piacere che tu trovi delle bellezze in Hebbel. Ha bisogno di pensare e di cercare - ma mi sembra uno degli ottimi!...
[ A DROTTNINGHOLM]
[Berlino], 30 luglio 1907
I giorni in cui non ricevo lettere da te, rileggo l'ultima - e quest'ultima, per la quale ti ho già ringraziato, la si può ben rileggere anche varie volte!
Pensa, oggi ho ricevuto una specie di "Storia di Berlino", in cui si trovano davvero una figura della "Esecuzione del famigerato Leuppoldt ebreo addetto alla Corte e alla Zecca", riprodotta da una stampa antica e persino un ritratto di un "Leonhardt Thurneisser", orefice di Thurn, all'età di 45 anni (una bella faccia). Anche il ritratto dell'ebreo è inserito nella incorniciatura dell'esecuzione capitale; rappresenta una testa di grande intelligenza, dai lineamenti pronunziati e di un carattere quasi arabo.
Lo hanno torturato terribilmente, e purtroppo non v'è dubbio che, dopo le molte atrocità cui è stato sottoposto, sia sicuramente morto e per sempre. - Amo molto queste due figure, da un punto di vista artistico e - mentre lavoro - vi aggiungo continuamente qualche piccolo tratto. - Ho ora la quasi sicurezza che "La Sposa sorteggiata" funzionerà. Per esempio, sono estremamente impaziente di mostrarti "l'inverosimile racconto del Cancelliere segreto Thusman" completato. E, completato questo, è anche tracciata l'introduzione del II atto, che s'inizia senz'altro ff con il valzer "allegro vertiginoso". 1 In complesso sono già assai avanti con questo pezzo. È vero che il libretto porta già la data giugno 1906...
1 In italiano nel testo.
[ A DROTTNINGHOLM]
(Norderney), 1 agosto 1907
...È una sensazione strana dover suonare di nuovo in pubblico, dopo un intervallo di tre mesi. Sento sempre più fortemente che v'è qualche cosa di "umiliante".
Ho con me un libro che promette molto: "Murder considered as one of the fine arts" 1 e altri scritti di De Quincey. Deve appartenere all'incirca alla famiglia Poe Baudelaire. De Quincey è quello stesso che ha descritto il fumatore d'oppio.
Spero di ricevere qui una lettera da te. La tua ultima, quella "d'oro" l'ho presa con me nel portafoglio...
1 "L'assassinio considerato come una delle belle arti".
[ A DROTTNINGHOLM]
(Norderney), 2 agosto 1907
È la mattina dopo il concerto. È andato bene. (Beethoven, "Concerto in do minore", Liszt, "Héroïde élégiaque"e "Marcia di Rakoczy", nuova.)...
Al mio arrivo l'atmosfera era quella dell'inizio del "Vascello fantasma". Qui - pensai tra me - qui non c'è bisogno di suonare l'ouverture. La natura la suona da sé. Così pensai e andai alla prova al Kurhaus e - le prime note che sentii erano quelle dell'ouverture del "Vascello fantasma"; l'orchestra la suonava davvero: "Un buon ritratto, un'opera d'arte ripresa proprio dalla vita" 1. - Peccato, devo partire domani al più tardi per arrivare a Weimar... La principessa Bülow - che del resto si ricordava ancora di avermi visto da Wertheimstein (ha dovuto ammettere, volente o nolente, che erano passati 24 anni!) - ha qui ospite in casa sua, tutte le estati, Sapelnikov... Sono stati tutti e due di una squisita affabilità verso di me, come lo sanno essere gli Italiani del Mezzogiorno e i Russi, con le esagerazioni imbarazzanti caratteristiche della diplomazia corrente...
Tra tutti questi piccoli avvenimenti è continuata, come un pizzo che collega tra loro tante toppe, la lettura dell'originalissimo e spiritosissimo De Quincey...
Quest'estate ho accertato uno dei maggiori progressi della mia evoluzione. Come sai, nel mio gusto musicale ho superato prima di tutto Schumann e Mendelssohn, ho misconosciuto Liszt, poi l'ho adorato, poi l'ho ammirato più pacatamente; sono stato ostile a Wagner, l'ho guardato poi con stupefazione e infine mi sono scostato da lui, da buon latino; mi sono lasciato sopraffare da Berlioz e - cosa tra le più difficili - ho imparato a distinguere il buon Beethoven da quello cattivo; da ultimo ho scoperto per conto mio i francesi moderni e poi li ho lasciati perdere quando sono diventati popolari troppo in fretta per il mio gusto; e infine mi sono avvicinato spiritualmente ai vecchi maestri del teatro italiano. Queste sono metamorfosi che comprendono un periodo di vent'anni. Per tutti questi vent'anni è restata immutabile nella mia considerazione, come un faro in mezzo al mare tempestoso, la partitura del Figaro. Ma quando, or è una settimana, me la sono riletta, vi ho intraviste per la prima volta delle debolezze umane; e la mia anima si librò nella gioia di apprendere che non le sono più tanto inferiore come prima; seppure d'altro canto, questa scoperta non significa solo una vera perdita, ma indica anche la labilità di ogni agire umano (e quanto più del mio proprio!). - ...
1 Citazione dalla "Sposa sorteggiata* di Busoni.
[A DROTTNINGHOLM]
(Weimar), 5 agosto 1907
...Sono arrivato qui la mattina del 4 e ho avuto cinque ore buone di lavoro con Obrist e von Hase...
Abbiamo ripassato ieri tutti i fascicoli di Liszt uno per uno. Tutti e due sono rimasti sorpresi della mia competenza in materia. - oltre a ciò schizzi, manoscritti e frammenti di ogni genere, tra i quali alcuni molto interessanti.
C'è una grande "Fantaisie symphonique" per pianoforte e orchestra tutta su motivi di Berlioz; inedita. Ne conoscevo l'esistenza, l'avevo cercata e poi vi avevo rinunciato.
Il nuovo teatro è quasi finito all'esterno. Davanti al Russischer Hof 1 c'è il buon vecchio Granduca - a cavallo! - e in divisa militare, di bel bronzo nuovo: alquanto paradossale!
La Casa dei Templari è muta. 2 -
Del resto l'edizione dell'opera completa di Liszt sembra "abbastanza" decisa; la cosa zoppica ancora qua e là. Hase è stato molto confidenziale con me e sta più dalla parte mia che da quella della Commissione.
Presto ti scriverò più a lungo.
Anche la tua ultima lettera, indirizzata qui, mi ha portato serenità e mi ha promesso felicità. Ti sono veramente grato e sono tranquillo e contento. - Io credo di non essere ancora mai stato in vita mia così in armonia con me stesso, così lucido e cosciente. Tutto considerato è quasi di più di quanto si abbia il diritto di pretendere (in confronto ad altre persone)! Eppure, Dio sia lodato, è così...
1 Albergo e ristorante di Weimar.
2 Busoni aveva tenuto colà un corso di pianoforte nei mesi di agosto e settembre l900 e 1901, per desiderio del Granduca Carlo Alessandro (morto nel 1901).
[A DROTTNINGHOLM]
[Weimar, 6 agosto 1907]
Mentre a Berlino so come occupare ogni ora, qui esiste solo "guardare l'orologio". Inoltre si mangia male, si beve men che mediocremente e, di conseguenza, il sonno non è riposante...
E poi non ho preso alcun lavoro con me (a dir il vero apposta), ma il risultato non è buono. Il mio riposo sta nel lavoro e nell'essere a casa, e devo (sia detto senza alcuna veemenza) cedere a questa necessità interiore.
Bisogna pensare che in settembre ricominciano le "peregrinazioni" e dureranno almeno fino alla fine di aprile. Sono otto mesi. "Una mattina senza lavoro è un inferno" scrive Wagner; quanto più una settimana o parecchie. Non ci si può impedire di pensare, e farlo solo in astratto ci rende più inquieti. Il poter scrivere mette fine a tutte le preoccupazioni...
Egon è rimasto molto colpito dalla "Sposa sorteggiata" e, a volte, emozionato. Ne sono stato proprio felice. In generale, non devi pensare che io non sia contento; ripeto che non mi sono mai trovato in vita mia in uno stato di così piena soddisfazione. Ne trabocco quasi...
Quando Egon passò il confine tedesco, aveva nella valigia le "Sonate" di Beethoven, che vi furono pescate alla visita doganale. "Cos'è questo?" domanda il doganiere. "È musica. Le "Sonate" di Beethoven". - Ah, queste sono le "Sonate" di Beethoven", dice a questo punto il doganiere e le sfoglia. "Per l'interpretazione" dice ancora restituendo il volume "sono la cosa più difficile che ci sia". "E" (aggiunge, ritenendo che Egon sia un inglese) "uno straniero non può farcela; per queste ci vuole proprio un tedesco".
Non sembra un pezzo per il "Simplicissimus" ?! -
Con piacere sempre crescente ho finito di leggere "L'arte dell'assassinio" di De Quincey. Consta di tre saggi abbastanza lunghi, scritti in un lasso di tempo di 27 anni (!). Nell'ultimo si trovano le descrizioni di due delitti, che sono tra le più drammatiche e le più intelligenti che io abbia mai letto.
Parte dal presupposto che di fronte a un assassinio già perpetrato, e quando sono passate le prime impressioni di stupore, orrore e pietà, il pubblico si comporta en amateur e che intervengono l'ammirazione e la critica. - Questo è giusto...
"È stupefacente" scrive all'incirca "la potenza di un uomo, quando passa sopra agli scrupoli e alla paura e tiene una nazione in pugno". Anche questo è giusto... Il terzo saggio è serio e inquisitoriale, ma i due primi di uno spirito diabolico. - ...
N.B. Sono molto contento dell'edizione di Liszt, che verrà un piccolo capolavoro. Hanno accettato che io esprima le mie idee nelle note introduttive e nelle postille.
Bath, 26 settembre 1907
...A Cardiff era riunita tutta l'Inghilterra musicale. Di quelli che conosci, per esempio, Cowen, Hervey, il dott. Elgar. - Il bastone risecchito che Euterpe libra sopra la Britannia comincia a produrre qualche gemmolina...
Il vecchio Bösendorfer, che è di nuovo un po' più giovane, costruisce per me un pianoforte a coda con 8 ottave e uno speciale dispositivo di smorzatori. È proprio un vecchio signore degno di ammirazione.
La mia aula a Vienna guarda sulla Chiesa di S. Carlo che è stata sempre il mio più bel ricordo di Vienna...
Si presenteranno ancora altri scolari; chissà se saranno buoni... ?
Mi rammarico di non aver alcun lavoro con me, da un altro lato è bene (forse). Il ritmo di questa vita provinciale non è molto edificante. Oltre a ciò perdo molti giorni...
Ho preso nota che questo inverno ci devono essere nove esecuzioni di lavori miei. Ne sono contento. Ma soprattutto sono contento di tornare a casa! Cara Gerda, domani è l'anniversario del nostro matrimonio! Ti ringrazio per tutto il bene e il bello che mi hai dato e ringraziamo il destino che ci ha portati insieme fino a questo punto. Mi dispiace profondamente che non potremo trascorrere insieme questa giornata, ma ne seguiranno ancora molte e felici...
(Bowdon), 30 settembre 1907
...Sono stato accolto qui molto cordialmente e mi sento tra amici comprensivi e veri, 1 ma ho sempre nostalgia di casa...
E poi è stato proprio stupido da parte mia non aver preso nulla da fare; sarei contento di riguardare il mio lavoro, sia pure senza aggiungerci nulla.
In labore requies - riposare nel lavoro - pare sia stato il motto di Liszt; ma questo si può applicare solo a un lavoro che interessa...
1 Egon Petri e sua moglie.
3 ottobre 1907, Barrow-in-Furness
Questa volta ho attraversato una zona più accogliente dell'Inghilterra. Bath mi ha lasciato una bella impressione - l'indomani del concerto la città mi ha offerto una piacevole mattinata con lo sfondo lontano di belle colline che si elevano tutto in giro, con le sue vecchie stradine tortuose, i suoi edifici di stile impero di buon gusto; dappertutto piccole sorprese, vecchie librerie e un grandioso albergo di carattere non inglese.
In quanto a paesaggio il punto dove si trovava il mio albergo a Bristol era meraviglioso. Un ponte sospeso attraversa (a Clifton) un profondo abisso di aspetto epico - il ponte è molto alto e di là lo sguardo può spaziare sulla valle del fiume, lontano nelle due opposte direzioni. - Anche qui a Barrow siamo quasi in campagna; l'ultima ora di strada lungo la costa, molto romantica...
Passando col treno, ho osservato un cane da pastore che guidava un gregge. Il gregge era diviso in due parti, aveva brucato a sazietà e doveva venir spinto a casa. Il cane aveva molto da fare, perchè non appena aveva spinto il primo gruppo nella direzione desiderata, doveva pensare allaltro e ricominciare dall'ultima fila. Si disimpegnava con molta abilità e buon umore, e ho dovuto pensare ai vigili urbani berlinesi che, in confronto, ci fanno una figura pietosa...
[Vienna, 16 ottobre 1907]
...Il livello [della mia classe] è all'incirca all'altezza ("altezza", questa è buona!) della mia classe di anni or sono a Mosca. Non c'è quasi nessuno con cui io possa conversare su una pittura, un libro, un problema umano.
Se voglio servirmi di qualche paragone tolto dalla psicologia, dall'estetica, dalla natura, non trovo alcuna comprensione. Solo diteggiatura, pedale, piano e forte, ritmo - questo è quanto posso insegnare qui. Quella piccola e brutta ragazza russa che stava a Berlino negli ultimi tempi, e che piangeva, è addirittura una persona colta in confronto agli altri
Vienna, 17 ottobre 1907
...La mia "cameretta" nell'edificio scolastico è diventata molto confortevole - ho in vista un'abitazione nello Schottenhof ...
Lo "Schottenhof" è quel grande e complesso edificio in nessuno stile che guarda sulla "Freiung" ed è appiccicato alla "Schottenkirche "... In questa casa ho suonato davanti a Liszt quando ero bambino; vi abitava presso un cugino...
[Vienna], 19 ottobre 1907
Oggi è forse la più bella giornata dell'anno e, a Dio piacendo, sono libero; me la voglio assaporare. Ma prima ti scrivo un saluto e ti comunico qualche pensiero: poi vado a piedi al Conservatorio e sbrigo alcune piccole faccende e (se nulla mi trattiene) dopo girerò a piedi con la scusa di cercar casa e pranzerò infine con questo!! tempo nel Parco. Ricevo ogni giorno con la prima colazione la "Neue Freie Presse"...
Ho scoperto che la causa della rovina dei viennesi (nei loro rapporti con l'arte) sta nei Feuilletons. Questa lettura sistematica e quotidiana, che dura da mezzo secolo, di conversazioni sull'arte spiritose, superficiali, brevi e tutte tendenti solo a trovare una formula che abbia corso, ha distrutto nei viennesi la facoltà di vedere, ascoltare, confrontare e pensare da sè e ogni profondità.
Questi piccoli viennesi hanno qualche cosa del parigino nel loro desiderio di divertirsi e nella loro aria di superiorità e proprio per questa caccia alla sensazione spesso si lasciano abbindolare, esattamente come i parigini!
Anche le donne ricordano le parigine, molto più che non le londinesi o le berlinesi: ci sono tra loro tanti "animali di lusso"; sai che cosa voglio dire. Anche il tipo della "belle-femme" si trova qui spesso. Donne come quelle della famiglia Gomperz, sono, a dir il vero, una eccezione!...
La distinzione di antico stampo, che proviene ancora dai salotti del 1830 è qui molto caratteristica. In nessun altro luogo si vedono tanti "equipaggi" riuniti in così piccolo spazio; le vetture di piazza si atteggiano a carrozza padronale e si mettono in moto con cerimonia solenne: si ha sempre l'impressione di partire per una serata di gala a Corte.
Questo borioso scalpitio di cavalli lo si sente solo a Vienna ed è significativo che ogni casa, ogni cortile, ogni marciapiede è disposto in modo da permettere l'entrata delle carrozze...
La tua lettera di ieri mi ha fatto tanto bene - e in questo momento ne arriva un'altra. Che fortuna che non ero ancora uscito. È purtroppo solo molto breve (e sembrava così grossa!)...
[Vienna], 21 ottobre 1907
...L'aria del Conservatorio penetra attraverso le fessure della porta nella mia classe: così ho scritto giorni fa a Mamà. - Mi ha risposto del resto con sorprendente ragionevolezza, chiaramente e caramente.
Non ho ancora fatto visita a nessuno.
Ho avuto una bella serata, sabato: l'apertura di un nuovo cabaret, messo a punto dai migliori pittori, architetti e decoratori di qui. Ero seduto al tavolo di alcuni di questi giovani artisti, che sono molto intelligenti e terribilmente infervorati. Fra loro vi è anche Klimt...
Pensavo di scrivere degli aforismi sull'arte di suonare il pianoforte...
Ho già trovato il primo: Innanzi tutto deve esistere la tecnica. Affinchè serva a nascondere le difficoltà. - Bisogna nascondere le difficoltà perchè il filo musicale, di cui l'esecutore tiene un capo e il pubblico l'altro, rimanga teso. La cadenza inserita nel pezzo suoni come una parentesi - dopo la quale si riprende la stessa inflessione che si è abbandonata...
[Vienna], 22 [ottobre 1907]
...Ieri sera, dopo la lezione, ho invitato a cena i tre studenti maschi, anche perchè si instauri un minimo di contatto. È stata una serata simpatica...
Non vedo nessuno, nemmeno al Conservatorio. La gente si sentirà certo offesa, ma bisogna che vi faccia l'abitudine.
Ieri la classe è stata già un po' migliore (la sesta lezione): cominciano a sentire il livello.
Le peggiori di tutte sono queste piccole viennesi (le conosco dalla mia infanzia, sono ancora sempre le stesse...) che suonano tutto, senza distinzione e, dato che il pezzo procede passabilmente, all'incirca come ce l'hanno nell'orecchio, credono di saperlo. E inoltre il loro modo di suonare è tanto dilettantesco e del tutto mancante di sistema.
Si dice ehe Beethoven è di esecuzione difficile e che Liszt richiede soltanto virtuosismo. Ma io credo proprio l'opposto. Perchè si può sempre riconoscere un pezzo di Beethoven; invece dovresti sentire che cosa vien fuori da un "Sonetto" e persino da uno "Studio" di Liszt. Non si capisce assolutamente cosa succede quando qui suonano questo tipo di musica. -...
[Vienna, 24 novembre 1907]
Ho finito proprio ora di scrivere "Il gineceo di Turandot", ora manca solo ancora la "Apparizione"...
Il giorno otto Sauret suona qui (il mio Concerto). Devo restare apposta? Tra Wiesbaden e Vienna ho letto in treno "The Devils Disciple". 1
L'impressione è stata molto contrastante - ma avvincente. Il primo atto è del puro "Dickens". La conversazione dall'alto della forca con un generale è molto paradossale. Ha molto del romanzo. Ma in tempi così movimentati -- !...
1 "Il discepolo del diavolo" di G. B. Shaw.
[Vienna], 1 dicembre 1907
Ti scrivo in fretta due righe, per dirti che ho finito or ora (domenica alle sette e mezzo) i Cinque pezzi per pianoforte. 1 Devo solo metterli in bella copia. L'ultimo ("Apparizione") è certo il più notevole. -
[Vienna], 3 dicembre 1907
...Per quel che riguarda il modo di suonare Liszt di Galston, mi rallegro dei suoi successi. Quando si è penetrato lo stile di Liszt, i suoi pezzi suonano sempre meglio di quelli di tutti gli altri...
Non si dica male di Berlino. Chi e che cosa non ha difetti? Bisogna giudicare le cose e le persone dalle loro buone qualità...
I viennesi non possono fare a meno di confrontare tutto col passato...
La cosiddetta "Wiener Werkstätte" costituisce un circolo progressista.
Del resto ho fatto la conoscenza di Klimt, uomo estremamente semplice, quasi contadinesco, di aspetto molto intelligente...
Vienna, lunedì 16 dicembre 1907
Oggi finisco il primo "Sonetto" 2. Per diversi motivi mi sono deciso di fare solo questo.
Primo: gli altri due sono tanto simili - la stessa tonalità, lo stesso accompagnamento di arpeggi - che considero esaurito il mio compito col primo. È anche il più sviluppato e il più vario.
Secondo: non ne posso più! Devo riposare, altrimenti i prossimi tre mesi mi ammazzeranno...
Credo che suonerà bene e avrà un buon effetto. Spero che sarai persuasa e d'accordo...
[Vienna], 17 dicembre 1907
È bene che io chiuda per il momento il mio lavoro col "Sonetto" di cui ti ho mandato proprio oggi il manoscritto finito. - Sono stanco fin nelle ossa. - Ma anche molto contento del risultato di questo benedetto anno 1907...
1 Le "Elegie".
2 Liszt, Sonetto del Petrarca "Pace non trovo", strumentato da Busoni.