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L'operazione si effettua in anestesia generale e dura all'incirca 5 minuti, rivelandosi, così, meno traumatica e più veloce del raschiamento tradizionale.
Metodo operatorio: i tessuti rimasti nell’utero possono essere asportati, a seconda dei termini, per aspirazione e/o raschiamento. A volte è necessario dilatare (aprire) il collo dell’utero (cervice). Per le donne alla prima gravidanza, questa dilatazione può essere facilitata ammorbidendo precedentemente la cervice con appositi farmaci. Siccome questo intervento è doloroso, è necessaria un’anestesia totale o parziale (peridurale). In casi molto rari, l’intervento può essere praticato con un’anestesia locale del collo dell’utero.
L'operazione si svolge in due o tre tappe: Il collo dell'utero viene dilatato (aperto) per permettere in un secondo tempo il passaggio dei ferri chirurgici. Dopo di che si procede all'isterosuzione introducendo nell'utero una cannula collegata ad una pompa aspiratrice che porta all'esterno sia l'embrione che l'endometrio. Questa procedura non è sempre un passaggio obbligato.
In seguito con uno strumento a forma di cucchiaio, detto 'corrette', il ginecologo raschia le pareti uterine eliminando i frammenti di endometrio e li porta verso l'esterno con un altro strumento con bordi smussati, sempre a forma di cucchiaio. Dunque i frammenti più grossi e friabili vengono aspirati all'esterno tramite isterosuzione, mentre le parti più aderenti alle pareti uterine vengono asportate con il raschiamento tradizionale.