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I giganteschi dinosauri marini abitavano più di 200 milioni di anni fa in quelle che oggi sono le Alpi grigionesi. I reperti fossili potrebbero anche essere i resti dei più grandi ittiosauri mai vissuti.
Lo hanno scoperto ricercatori dell’Università di Bonn, guidati da Martin Sander. I loro risultati sono pubblicati dalla rivista scientifica "Journal of Vertebrate Paleontology".
Secondo l’articolo i paleontologi si sono imbattuti, tra le altre cose, in un enorme dente di ittiosauro, il diametro della cui radice misura sei centimetri. Secondo il team, di cui fa parte anche Heinz Furrer, l’ex curatore del Museo di Paleontologia dell’Università di Zurigo, si tratta del dente più grosso di un ittiosauro mai scoperto.
Le dimensioni del corpo dell’ittiosauro non possono essere dedotte dalla dimensione del dente. Di conseguenza, quest’ultimo non deve necessariamente provenire da un ittiosauro particolarmente grande, ma potrebbe anche essere appartenuto a un ittiosauro con denti enormi.
Indipendentemente da questo, si tratta della seconda volta in cui un dente sia stato attribuito a un ittiosauro così grande. Mentre la maggior parte degli ittiosauri più piccoli aveva una dentatura, le specie più grandi ne erano per lo più prive e si nutrivano ingoiando interamente le loro prede. I ricercatori ipotizzano che quelli muniti di denti mangiavano probabilmente ittiosauri più piccoli e grandi pesci.
Il dente, così come le costole e le vertebre di tre esemplari di dinosauro marino sono il risultato degli scavi eseguiti sotto la guida del paleontologo Furrer tra il 1976 e il 1990 nelle Alpi grigionesi – sul Chrachenhorn, sul Corn da Tinizong e sul Schesaplana, nella zona della Val Surses (Gr). Le aree di ritrovamento appartengono alla cosiddetta Formazione di Kössen. Si tratta di un’unità stratigrafica delle Alpi orientali che si estende dalla Svizzera orientale all’Austria orientale. I sedimenti sono stati depositati nel tardo Triassico (da 252 a 200 milioni di anni fa), quando il mare della Tetide copriva gran parte della Svizzera.
Le rocce mostrano che la Formazione di Kössen era una zona costiera poco profonda e troppo ristretta per i giganteschi rettili marini che pesavano fino a ottanta tonnellate e adatti per una vita in mare aperto. I ricercatori ipotizzano quindi che questi animali, grandi nuotatori, si siano a volte smarriti nel bacino costiero dell’Oceano Tetide nord-occidentale, oppure che le loro carcasse vi siano andate alla deriva.
Secondo i ricercatori, i resti scheletrici non hanno solo portato alla luce denti dalle dimensioni record, ma anche la più grande vertebra dorsale di un ittiosauro europeo. Questo esemplare può quindi rivaleggiare con il più grande rettile fossile marino conosciuto finora: l’ittiosauro Shastasaurus sikkanniensis di 21 metri della British Columbia in Canada.
Dai resti ritrovati si stima che il terzo esemplare di ittiosauro possa aver avuto una lunghezza di circa 15 metri. Attualmente non è possibile stabilire se questi due esemplari abbiano avuto anche dei denti. Potrebbe trattarsi tuttavia anche di giganti marini privi di dentatura.
Gli ittiosauri apparvero per la prima volta circa 250 milioni di anni fa, quando si estinse circa il 95% delle specie marine. Sono contemporanei ai dinosauri e davano alla luce la loro prole viva, come oggigiorno fanno i delfini o le balene.
Poiché discendevano da animali terrestri, non avevano le branchie come i pesci e dovevano risalire continuamente in superficie per respirare. La maggior parte degli ittiosauri si estinse circa 200 milioni di anni fa dopo che alcuni di essi si svilupparono in modo gigantesco.