Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/167273

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di chiarire se esistono le basi legali per imporre l'obbligo della stretta di mano in Svizzera. In caso contrario, tali basi legali vanno istituite ancora prima che il Tribunale federale eventualmente giudichi il caso "Therwil".</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale reputa importante il tema della mozione, ossia la buona integrazione degli allievi di cultura straniera in seno alle scuole svizzere, e di conseguenza la parità tra uomo e donna. Attualmente nel diritto federale non esiste una base legale che vieti esplicitamente agli allievi di scuola primaria e secondaria di rifiutarsi di stringere la mano ai loro insegnanti. Una tale misura rientra infatti nella regolamentazione in materia di istruzione pubblica, che secondo l'articolo 62 della Costituzione federale rientra nella competenza dei cantoni. La competenza legislativa sussidiaria della Confederazione in materia di armonizzazione scolastica prevista dall'articolo 62 capoverso 4 della Costituzione non le permette di introdurre la misura auspicata dalla mozione. La Confederazione non ha quindi la competenza di fissare una base legale che obblighi gli allievi di scuola primaria e secondaria a stringere la mano ai loro insegnanti. Per renderlo possibile, occorrerebbe modificare la Costituzione federale e creare una competenza speciale della Confederazione che le permetterebbe di introdurre questa misura a livello di legge. Il Consiglio federale non ritiene opportuno modificare la ripartizione delle competenze tra la Confederazione e i cantoni in un settore in cui questi ultimi sono molto legati alla loro autonomia. Spetta ai cantoni adeguare la loro legislazione o le loro prassi in materia scolastica alla problematica esposta nella mozione. Essi sono infatti meglio in grado di valutare quali misure sono adeguate e necessarie al buon svolgimento della vita scolastica e all'integrazione degli allievi che praticano una religione diversa da quella praticata dalla maggioranza della popolazione.</p><p>A tale proposito, al Consiglio federale preme sottolineare che la grande maggioranza delle legislazioni cantonali in materia scolastica prevedono che gli allievi debbano adottare un comportamento rispettoso nei confronti degli insegnanti e dunque astenersi da qualsiasi atteggiamento che potrebbe perturbare il buon svolgimento della vita scolastica. In seguito al caso "Therwil" citato dall'autrice della mozione, il Dipartimento dell'istruzione, della cultura e dello sport del cantone di Basilea Campagna si è precisamente fondato su una disposizione di questo tipo per obbligare gli allievi in questione a stringere la mano ai loro insegnanti. Le autorità scolastiche competenti hanno inoltre la possibilità di invocare il principio della parità tra uomo e donna. Se giustificato dalle circostanze, possono pure fondarsi sul principio di buona integrazione degli stranieri ai sensi dell'articolo 53 capoversi 1 e 4 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (RS 142.20).</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.