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Il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha concretizzato il proprio concetto sul futuro dell'esercito. Esso prevede che venga dato maggiore peso all'assistenza alle autorità civili. È quanto emerge da un rapporto inedito pubblicato dalla NZZ, il cui contenuto è stato confermato oggi dal DDPS.
Il progetto, che si trova attualmente in consultazione in seno all'amministrazione, rappresenta un netto taglio con il passato. Le classiche competenze in materia di difesa dovrebbero infatti perdere importanza.
In un futuro prossimo l'assistenza alle autorità civili dovrebbe passare al centro dei compiti dell'esercito, si legge nel documento. Per questa ragione devono essere trovate risposte convincenti per quanto riguarda le nuove possibili minacce a cui la Svizzera sarà confrontata.
Il nuovo concetto si basa su costi che si aggirano attorno a 4,7 miliardi di franchi all'anno. In base al documento, una fetta consistente dell'infrastruttura sarà interessata da grosse misure di risparmio. Fino a 12 piazze d'armi, un centro di reclutamento, gran parte delle strutture sotterranee e dei depositi di munizioni, così come gli ospedali militari, saranno chiusi.
Anche il sistema d'arma subirà tagli. Il sistema di difesa contraerea Taflir sarà liquidato, così come i cacciacarri. Incerto è pure il futuro dell'artiglieria pesante e dei carri armati, ai quali si tenderanno a preferire mezzi di difesa più leggeri, flessibili e mobili.