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Il futuro della legge federale sulla lotta contro le malattie trasmissibili dell'essere umano (Legge sulle epidemie) è affidato alle urne. Il referendum è infatti formalmente riuscito: delle 78'068 firme depositate, 77'360 sono valide. Lo ha reso noto stamani la Cancelleria federale.
I fautori del referendum, guidati dal naturopata Daniel Trappitsch, sono sostenuti dagli ambienti della destra conservatrice, tra i quali figurano i giovani UDC e l'UDF. Nella legge vedono una minaccia: la vaccinazione potrebbe diventare obbligatoria. Eppure, cantoni e Confederazione già possono decretare una misura del genere, sebbene Berna non lo abbia mai fatto.
Con la revisione, la Confederazione potrà imporre misure in situazioni straordinarie. La ripartizione dei compiti tra Confederazione, cantoni e terzi è stata riveduta. La Confederazione assumerà un ruolo guida, definendo linee direttive e obiettivi strategici per prevenire le epidemie. Gli autori del referendum temono una "centralizzazione abusiva".
Essi temono anche che i bambini siano confrontati troppo presto con l'educazione sessuale. La legge consentirà alle scuole, con il pretesto di prevenire malattie sessualmente trasmissibili, di dispensare corsi sul tema a bambini di tutte le età, denunciano ancora gli oppositori della revisione.
Trappitsch aveva già lanciato il referendum contro la legge sulle epizoozie, accolta però dal 68,3% dei votanti, pur con una partecipazione ridotta del 27%.
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