Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/124921

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sulle modalità di creazione di un sistema di preallarme in grado di riconoscere le crisi economiche che si profilano all'orizzonte, che integri l'attività del gruppo di esperti sulle previsioni congiunturali. Tale sistema dovrebbe funzionare in base a tre principi: innanzitutto dovrebbe includere ulteriori indicatori nell'analisi periodica, in secondo luogo dovrebbe definire valori soglia in grado di fornire indicazioni concrete su eventuali problemi futuri e, infine, prevedere scenari di gestione della crisi potenzialmente applicabili in caso di raggiungimento dei valori soglia, secondo una pianificazione previsionale flessibile.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In via di principio, il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui il riconoscimento precoce dei focolai di crisi rappresenti un importante obiettivo di politica economica. Questo aspetto, tuttavia, viene già oggi tenuto in debita considerazione nell'ambito delle analisi economiche della Confederazione. Nell'ambio dell'FMI e dell'OCSE la Svizzera partecipa a vari organismi preposti al riconoscimento precoce delle crisi.</p><p>Nell'ambito delle sue analisi quadriennali, il gruppo d'esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali si basa su una valutazione complessiva della situazione congiunturale in Svizzera e all'estero nonché sui possibili rischi. In questa valutazione confluiscono numerosi indicatori, tra cui quelli menzionati nella motivazione del postulato (dati e previsioni economiche per i principali mercati di sbocco, evoluzione dei tassi d'interesse e di cambio, tendenze settoriali). Il rapporto "Konjunkturtendenzen", pubblicato ogni quattro anni dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), illustra in modo esaustivo analisi e previsioni. Oltre a questi rapporti congiunturali di cadenza regolare sono elaborate se necessario valutazioni interne a breve termine della situazione e dei rischi.</p><p>Il monitoraggio dei mercati finanziari e l'individuazione precoce dei segnali d'allarme rientra nella sfera di competenza della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali. Ne fanno parte un monitoraggio istituzionalizzato di piazze finanziarie emergenti e in concorrenza tra di loro nonché l'analisi sistematica dei relativi indicatori e delle tendenze di mercato rilevanti ai fini di un'individuazione precoce dei rischi per la piazza finanziaria svizzera. Oltre ai sui rapporti trimestrali in materia di politica monetaria, la Banca nazionale svizzera (BNS) pubblica una volta all'anno un rapporto sulla stabilità finanziaria volto a individuare precocemente eventuali rischi in questo ambito.</p><p>Come hanno dimostrano in modo inequivocabile le più recenti crisi finanziarie internazionali (crisi subprime negli USA e crisi debitoria in Europa), rischi e sviluppi negativi nel sistema finanziario rappresentano indubbiamente una seria minaccia per l'economia nel suo complesso. Con la messa in vigore del pacchetto di misure relativo alla problematica "too big to fail" la Svizzera ha mosso un importante passo verso una maggiore stabilità dei mercati finanziari. Inoltre, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha istituito in aprile 2011 il gruppo di lavoro "Stabilità finanziaria" con il compito di esercitare la vigilanza macroprudenziale, ossia la sorveglianza del sistema finanziario nel suo complesso. Per rispondere adeguatamente ai rischi di sistema che insorgono ciclicamente, il gruppo di lavoro propone tra l'altro, nel suo rapporto pubblicato a marzo 2012, di integrare lo strumentario macroprudenziale con una riserva di capitale anticiclica. È previsto che la BNS analizzi regolarmente gli indicatori rilevanti, ossia i principali segnali di un aumento dei rischi di sistema, richiedendo se necessario l'attivazione di questa riserva di capitale.</p><p>La richiesta formulata nel postulato di definire una serie di valori soglia e di avviare, al loro raggiungimento, dei piani di crisi va respinta con decisione. Una tale prassi sarebbe troppo meccanica. Per decidere se oltre agli effetti degli stabilizzatori automatici siano indicate misure anticrisi separate è necessaria un'analisi approfondita della situazione. Negli ultimi anni questo approccio flessibile si è dimostrato valido sia nell'ambito delle tre fasi delle misure di stabilizzazione sia dopo la crisi finanziaria 2008/09 e sia nel contesto dell'apprezzamento del franco.</p><p>Il Consiglio federale ritiene perciò che nell'ambito della prevenzione delle crisi economiche siano già stati profusi tutti gli sforzi necessari. Va tuttavia ricordato, a questo proposito, che anche il sistema più sofisticato non offre la garanzie assoluta di un'individuazione precoce delle crisi. Se è vero che i potenziali fattori di rischio (tra cui l'eccessivo indebitamento privato e pubblico) possono essere identificati con relativa facilità (e persino contrastati sul piano nazionale a titolo precauzionale), non è possibile prevedere in modo preciso quando e in che misura sfoceranno in una crisi economica. Nonostante le loro considerevoli capacità d'analisi, né l'OCSE né il FMI sono riusciti a prevedere neppure minimamente la portata della crisi subprime negli USA o della crisi debitoria in Europa. Quest'insicurezza si spiega con il fatto che una crisi è il prodotto di numerosi fattori che si accumulano in maniera oltremodo difficile da prevedere. Anche in futuro occorrerà adottare un approccio contestuale, che non può essere sostituito da provvedimenti meccanici e onerosi, come richiesto nel postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.