Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01278.jsonl.gz/61

«Consolidator Grants»
L'ERC premia 27 ricercatori svizzeri, ma senza un finanziamento
Il Consiglio europeo della ricerca (ERC) ha reso noto oggi i vincitori dei suoi «Consolidator Grants». Tra di essi figurano 27 ricercatori della Svizzera, ma la quasi totalità di loro non riceverà la tanto ambita borsa di studio di 2 milioni di franchi.
Da quando il Consiglio federale ha interrotto i negoziati sull'accordo quadro istituzionale, nel maggio 2021, la Svizzera è infatti considerata solo un paese terzo non associato. Di conseguenza, gli istituti di ricerca elvetici non sono più ritenuti ammissibili ai finanziamenti del programma di ricerca europeo «Orizzonte Europa». Quest'ultimo, con un budget totale di oltre 95 miliardi di euro dal 2021 al 2027, è il più grande programma di finanziamento della ricerca e dell'innovazione al mondo.
Il Consiglio federale interverrà con una soluzione provvisoria. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) compenserà i fondi mancanti dell'ERC (European Research Council) e si farà carico dei circa due milioni di euro per progetto in cinque anni.
Da parte sua, l'ERC ha detto che questa volta le proposte della Svizzera sono state ancora prese in considerazione perché il termine per la presentazione delle domande per i Consolidator Grants era scaduto prima della rottura dei negoziati tra Berna e Bruxelles. Tuttavia, il denaro è disponibile solo per i ricercatori che si trasferiscono in un istituto ospite di un paese ammissibile.
Molti soldi e posti di lavoro
Questa tornata di Consolidator Grants mette a disposizione un totale di 632 milioni di euro per 313 ricercatori di 42 paesi diversi. Il denaro è destinato ad aiutare gli scienziati a condurre ricerche pionieristiche e a costruire o ampliare le loro équipe. Secondo l'ECR in tal modo saranno reati circa 1900 posti di lavoro. Le domande sono state presentate da 2652 candidati; il tasso di successo è stato del 12%. Un terzo delle borse di studio sono andate a donne.
I ricercatori che lavorano in Germania (61 borse), Regno Unito (41) e Francia (29) hanno ottenuto il maggior numero di finanziamenti. La Svizzera (27) era al quinto posto dietro i Paesi Bassi.
I centri svizzeri a bocca asciutta
Ma in ambito «elvetico» solo due ricercatori del Centro europeo di ricerca nucleare (CERN) di Ginevra hanno ricevuto finanziamenti per i loro progetti. Il CERN ha spiegato all'agenzia di stampa Keystone-ATS che esso è ritenuto un'istituzione ammissibile, e quindi i ricercatori non devono trasferirsi in un altro paese.
L'ERC ha comunque inserito nella lista dei vincitori dei Consolidation Grants sei scienziati del Politecnico federale di Losanna (EPFL), quattro del Politecnico di Zurigo (ETH), tre ricercatori ciascuno delle Università di Ginevra, Basilea e Zurigo, due ciascuno delle Università di Berna e Losanna e uno dell'Istituto Paul Scherrer (PSI). È inoltre stato considerato un progetto di uno scienziato che lavorava all'Helmholtz Zentrum di Monaco di Baviera e che ora sta conducendo ricerche all'Università di Basilea.
L'innovazione minaccia di scomparire
Michael Schaepman, rettore dell'Università di Zurigo, considera la situazione problematica: «Orizzonte Europa è la più grande rete di ricerca al mondo. Se non possiamo partecipare alla maggiore competizione per l'eccellenza scientifica, perderemo innovazione a lungo termine», scrive in un comunicato dell'università. Ecco perché è imperativo che la Svizzera torni ad essere un membro pienamente associato del programma europeo.
All'inizio del mese scorso le istituzioni accademiche elvetiche e britanniche hanno lanciato un appello – e una campagna di adesione – per far sì Confederazione e Regno Unito possano partecipare a pieno titolo a Orizzonte Europa. Le discrepanze politiche dovrebbero essere messe da parte a favore della cooperazione scientifica; la ricerca internazionale non conosce frontiere politiche, è stato il messaggio.
stsc, ats