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Dei conti da profondo rosso. Il bilancio della Confederazione chiude l’esercizio 2020 con un disavanzo record pari a 15,8 miliardi di franchi. Il deficit, rivelato oggi dal Consiglio federale, è naturalmente riconducibile alla pandemia da coronavirus: da un lato il crollo congiunturale ha comportato un calo delle entrate, dall’altro la Confederazione ha sostenuto elevate spese straordinarie per attenuare gli effetti economici negativi. Il Consiglio federale, dopo essere stato informato sul risultato d’esercizio provvisorio, ha stabilito il quadro politico-finanziario per il prossimo processo di preventivazione e prevede una lenta ripresa negli anni 2023–2025.
L’Esecutivo ha poi adottato il messaggio speciale concernente la prima aggiunta al preventivo 2021, con il quale sottopone al Parlamento otto crediti aggiuntivi per un importo di 14,3 miliardi di franchi destinati a finanziare ulteriori misure nella lotta alla pandemia di Covid-19. La maggior parte dei crediti viene chiesta come fabbisogno finanziario eccezionale (13,2 miliardi).
Il Consiglio federale ha infine deciso di ampliare il sostegno alle grandi imprese e alle persone disoccupate. Il Governo ha sottoposto al Parlamento un aumento a 10 miliardi di franchi i fondi a favore del programma per i casi di rigore. E ha proposto una modifica della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione: la Confederazione dovrà assumersi i costi delle indennità per lavoro ridotto anche nel 2021; e per il periodo da marzo a maggio 2021 si dovrà aumentare il numero di indennità giornaliere per gli assicurati che ne avranno diritto.