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Il consigliere federale Alain Berset invita gli svizzeri a non sottovalutare il rischio che la lotta contro il coronavirus possa subire una battuta d'arresto. Per questo bisogna rimanere disciplinati, soprattutto durante le vacanze di Pasqua.
"Altrimenti le infezioni aumenteranno di nuovo. Non ci sono scorciatoie. Dobbiamo andare fino in fondo", ha detto Berset in un'intervista con le testate del gruppo CH-Media.
Berset ha anche affrontato la controversa questione delle mascherine, affermando che nella fase attuale le persone sane non hanno bisogno di farne uso. Le conoscenze scientifiche sul virus fanno però continui progressi. "Non escludo che in caso di allentamento delle misure si possa consigliare in determinate situazioni l'uso delle mascherine", ha continuato Berset.
In prospettiva futura sarà importante verificare il livello di immunità della popolazione attraverso i test sierologici. Attualmente - ha ricordato Berset - in Svizzera si contano oltre 24'000 persone che sono risultate positive al virus
Il numero è in realtà significativamente più alto e sarebbe compreso, secondo uno studio internazionale, fra 200'000 e 250'000. "Quello che possiamo fare ora è rallentare la diffusione del virus e in seguito evitare che singole malattie portino a ulteriori infezioni", ha dichiarato il "ministro" della sanità.
Finché non ci sarà un vaccino, la malattia non scomparirà. In base alle attuali conoscenze, il virus continuerà a diffondersi fino a quando circa due terzi della popolazione ne sarà immune. Per la Svizzera ciò corrisponde a circa 6 milioni di persone: una cifra da cui si è ancora molto lontani.
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