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A chiederla è il PS, che vuole scandagliare le strutture patrimoniali di chi è vicino al Cremlino.
Secondo i socialisti questa è l'unica strada per evitare ulteriori finanziamenti alla guerra da parte della Svizzera
BERNA - Una task force dovrebbe indagare sulle strutture patrimoniali degli oligarchi russi sanzionati e di altri vicini al Cremlino. Lo chiede il PS, secondo cui solo così può essere evitato un ulteriore finanziamento della guerra in Ucraina dalla Svizzera.
Nonostante le sanzioni internazionali la guerra continua, scrivono i copresidenti del PS Mattea Meyer e Cédric Wermuth in una lettera aperta al Consiglio federale pubblicata ieri.
La Svizzera ha una responsabilità particolare, quale piattaforma centrale per il commercio di materie prime russe, come gestore patrimoniale, come centro d'affari e come luogo di residenza di molti oligarchi russi.
Il PS propone quindi di formare una task force composta di rappresentanti del Dipartimento federale delle finanze, dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, del Ministero pubblico della Confederazione, dell'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro ed eventualmente del settore finanziario.
Una tale task force dovrebbe indagare sistematicamente sulle strutture patrimoniali degli oligarchi e determinare l'effettiva situazione finanziaria e gli aventi economicamente diritto. «In questo modo, la rete di uomini di paglia può essere scoperta - solo così la prosecuzione del finanziamento della guerra dalla Svizzera può essere almeno parzialmente impedito».
Autorizzazioni di soggiorno - Nella sua lettera, il PS chiede anche che i permessi di soggiorno concessi ai russi benestanti siano riesaminati immediatamente. Si riferisce in particolare ai permessi speciali concessi per notevoli interessi fiscali a persone facoltose che non esercitano un'attività lucrativa in Svizzera.
Naturalmente, i russi dovrebbero essere trattati come gli altri stranieri secondo le leggi attuali, scrivono Meyer e Wermuth. «Tuttavia, non è accettabile che eventuali profittatori dei presunti crimini di guerra in Ucraina possano comprare il loro soggiorno in Svizzera con denaro sporco di sangue».
Non può essere che ogni volta che scoppia una guerra da qualche parte, viene fuori che il finanziamento passa attraverso la Svizzera, ha detto Wermuth alla radio svizzerotedesca SRF "Samstagsrundschau", dove ha annunciato la lettera. «È compito della Svizzera chiudere il rubinetto del finanziamento della guerra».
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