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L'UE tenta di convincere Svizzera e Liechtenstein ad allinearsi al codice europeo di buona condotta contro la concorrenza fiscale dannosa: il testo, giuridicamente non vincolante, intende frenare gli incentivi fiscali che provocano la delocalizzazione delle imprese.
Riuniti a Lussemburgo, i ministri europei delle finanze hanno chiesto alla Commissione europea di attivarsi in tal senso: un primo rapporto sui risultati di questi approcci dovrà essere presentato entro la fine dell'anno, indica un comunicato dell'Unione europea.
Nel mirino di Bruxelles – stando a quanto riferito da una fonte diplomatica europea all'agenzia di stampa Afp – vi sarebbero in particolare i regimi fiscali di alcuni cantoni svizzeri, che offrono condizioni fiscali favorevoli alla aziende comunitarie intenzionate ad installarsi nella Confederazione.
Il documento in questione non ha il valore di una direttiva e non è quindi vincolante, ma ha una valenza politica: serve a identificare e in parte a reprimere quelle misure di concorrenza fiscale che puntano ad attirare aziende estere in un paese con facilitazioni non concesse alle società già presenti sul territorio.
Contattato dall'Agenzia telegrafica svizzera, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha dichiarato di aver preso atto dell'intenzione europea di avviare un dialogo con la Confederazione in merito all'applicazione del codice. Per il governo svizzero la priorità resta comunque il mantenimento della competitività della piazza economica. Il DFF ha inoltre fatto notare che le discussioni relative ai problemi posti dalla fiscalità dei cantoni sono attualmente bloccate a livello di esperti europei.
swissinfo.ch e agenzie