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PARIGI/BERNA - Il regista franco-polacco Roman Polanski, arrestato sabato sera a Zurigo, rifiuta la domanda d'estradizione di cui è oggetto da parte degli Stati Uniti. I suoi avvocati inoltreranno ricorso al Tribunale penale federale (TPF). Lo annuncia il suo legale francese Hervé Temime in un comunicato.
"I difensori sosterranno l'illegalità della domanda d'estradizione", precisa la nota. "Tenuto conto delle stravaganti circostanze del suo arresto, il suo legale svizzero (lo zurighese Lorenz Erni) solleciterà immediatamente la sua liberazione, eventualmente condizionale", precisa Temime.
La liberazione condizionale è una possibilità "che non può essere esclusa", ma è concessa "molto, molto raramente", ha indicato all'ATS Guido Balmer, portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
Una liberazione su cauzione vincolata a una residenza coatta nello chalet che il regista possiede a Gstaad (BE) è immaginabile, ha aggiunto Balmer.
Polanski, in detenzione preventiva su mandato di cattura statunitense, dispone di dieci giorni - dal momento del fermo - per presentare ricorso contro il mandato d'arresto in vista dell'estradizione, ha precisato il portavoce. Dal canto loro gli Stati Uniti hanno 60 giorni per inoltrare la domanda definitiva di estradizione alle autorità elvetiche.
ATS