Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01280.jsonl.gz/386

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Le borse di studio vanno armonizzate a livello nazionale. Lo ha deciso la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) che ha approvato all'unanimità il progetto di revisione totale della legge sui sussidi all'istruzione, controprogetto indiretto all'iniziativa popolare sulle borse di studio lanciata dagli universitari svizzeri. La normativa - che verrà esaminata dal plenum in giugno - era già stata approvata dal Nazionale lo scorso mese di marzo.
Diversamente dalla Camera del popolo, tuttavia, la CSEC-S vuole (con 9 voti a 4) che i sussidi versati dalla Confederazione vengano ripartiti in base alla popolazione residente, come avviene attualmente, e non seguendo il criterio degli aiuti effettivi concessi dai cantoni.
Stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, il sistema attuale "rispetta i principi della Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC)".
Approvando la revisione totale della legge sui sussidi all'istruzione, la CSEC-S ha poi invitato il plenum a respingere (con 9 voti a 4) l'iniziativa popolare degli universitari. Una minoranza chiederà invece di approvare questo testo.
La CSEC-S ha poi respinto per 8 voti a 1 la mozione, presentata dalla sua omologa del Consiglio nazionale, per tasse d'iscrizione eque con cui si chiede agli studenti stranieri che frequentano i politecnici federali di sborsare tasse più elevate - giacché i genitori non pagano le imposte nella Confederazione - rispetto ai coetanei svizzeri. La mozione era stata approvata lo scorso marzo dal consiglio nazionale con 99 voti contro 78.
SDA-ATS