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Londra/Amsterdam – La revisione di decine di eventi rari di trombosi cerebrale dopo la vaccinazione con il vaccino di AstraZeneca da parte di esperti dell'Ue e della Gran Bretagna hanno prodotto risultati sorprendenti. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha stabilito che si tratta di effetti collaterali del vaccino, ma non ha modificato alcunché nella sua raccomandazione per il vaccino. Dal canto suo, le autorità scientifiche britanniche non hanno voluto esprimersi su ciò che ha causato le trombosi. Hanno però adeguato la loro raccomandazione per le persone sotto i 30 anni di età, a cui ora deve essere somministrato un vaccino diverso. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), come l'Ema, si è detta a favore della continuazione dell'uso del vaccino.
«Non ci sono rischi generalizzati nella somministrazione del vaccino di AstraZeneca, quindi non abbiamo ritenuto necessario raccomandare misure specifiche per ridurre il rischio». Così i responsabili dell'Ema in una conferenza stampa ad Amsterdam. «Gli eventi rari» di trombosi cerebrale «sono effetti collaterali molto rari». Inoltre, «non è stato mostrato un nesso con l’età» tra questi e il vaccino. «I benefici del composto nel combattere il Covid-19 sono da valutare significativamente più elevati dei rischi», ha detto il capo dell'Ema Emer Cooke.
In Germania la raccomandazione non dovrebbe avere alcun impatto immediato sulla decisione della Commissione permanente per le vaccinazioni, che ha raccomandato il vaccino AstraZeneca per le persone oltre i 60 anni. Il Belgio inizialmente vaccinerà solo le persone sopra i 55 anni con il farmaco, ha deciso il ministro della salute del paese. In Gran Bretagna, 79 casi di eventi rari di trombosi si sono verificati finora dopo le vaccinazioni con il farmaco AstraZeneca, hanno fatto sapere le autorità. I morti sono stati 19, in particolare tra i giovani. Un collegamento diretto con il vaccino non è tuttavia ancora stato provato.
In Svizzera il vaccino di AstraZeneca è tuttora in fase di omologazione. La Confederazione ne ha già ordinate oltre 5 milioni di dosi. Nel consueto incontro settimanale con i media, Patrick Mathys dell’Ufficio federale della sanità pubblica ha detto di non sapere quando Swissmedic darà il via libera. Il suo auspicio è che il nullaosta arrivi al più presto, perché quanti più vaccini vengono autorizzati meglio è. Mathys ha poi ribadito che il passaporto vaccinale dovrebbe essere disponibile entro l’estate. Fra due settimane dovrebbe essere nota la soluzione tecnica prescelta, ha precisato.