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C’è una leggera scossa di terremoto. Un sasso si stacca dalla montagna, rotola lungo un pendio finché urta contro il vetro di una finestra, rompendolo.
Quale è la causa della rottura del vetro? 1
Il terremoto? Il sasso? La forza di gravità? La fragilità del vetro? La posizione della finestra?
Tutti quanti sono “eventi” necessari perché il vetro si rompa, e trovo difficile isolarne uno in particolare e dire: ecco, questa è la causa.
Proviamo a variare un po’ il contesto.
La casa si trova in una zona sismicamente tranquilla: a memoria d’uomo non ci sono mai stati terremoti, neppure leggeri.
In questo caso mi sentirei di affermare che a rompere il vetro è stato il terremoto.
Supponiamo adesso che la casa si trovi in una zona relativamente sismica: le scosse di questa intensità sono abbastanza frequenti. Scosse che però non hanno mai provocato sgretolamenti nella solida roccia.
La causa della rottura del vetro, in questo caso, sarebbe il sasso.
Immaginiamo adesso che i vetri della casa siano blindati: i sassi che regolarmente colpiscono le finestre solitamente non le danneggiano. Ma quella finestra, evidentemente, era difettosa.
In questo caso direi che è la fragilità del vetro ad aver causato la rottura della finestra.
Non riesco a costruire scenari nei quali poter affermare che è la forza di gravità a rompere il vetro. Forse, se la casa e la montagna fossero su una base spaziale che improvvisamente si ritrova catturata da una qualche stella… meglio lasciare perdere.
A causare la rottura del vetro è l’elemento meno probabile, il più insolito. Ma non è solo questione di probabilità: la causa è l’evento che non è normale, nel senso che non rientra nella norma. Tutte considerazioni soggettive e normative: normale non è sinonimo di usuale .
Secondo Ernst Mach 2 la fisica può e deve fare a meno dei problematici concetti di causa e di effetto.
Una legge fisica come l’equazione si stato dei gas perfetti non afferma che un aumento di temperatura è causa di un aumento di pressione – questa è una lettura parziale e soggettiva. Per Mach l’equazione va letta nel senso di una correlazione: la temperatura e la pressione sono grandezze correlate, senza cause o effetti.
Il concetto di causa è quindi, almeno in parte, normativo, sociale, variabile.
Questo non significa che la scienza sia incerta, relativa, un prodotto culturale come gli altri: la scienza, come ha mostrato Mach, può tranquillamente fare a meno delle cause e degli effetti.
Il problema non è degli scienziati quando fanno ricerca, ma degli uomini quando discutono su cosa fare e, per dare un’aria di oggettività al loro punto di vista – punto di vista che incorpora tutta una serie di valori, credenze e presupposti – parlano di causa e di effetto, quasi che la loro proposta fosse irrefutabile come l’equazione di stato dei gas perfetti.
- L’esempio è del fisico Giuliano Toraldo di Francia, ma non sono in grado di citare il riferimento esatto.
- Ancora una volta non sono in grado di fornire riferimenti precisi.