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L'attività della Banque Privée Espirito Santo SA (BPES), con sede a Pully nel canton Vaud, è giunta al capolinea: constatatone il sovraindebitamento, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha infatti avviato oggi una procedura di fallimento a carico dell'istituto che si trova, dallo scorso luglio, in liquidazione volontaria. In una nota, la FINMA precisa che perlomeno "i depositi privilegiati dei clienti bancari potranno essere interamente e rapidamente restituiti attingendo alle risorse disponibili".
L'istituto - appartenente al gruppo portoghese Espirito Santo - era oggetto di una "vigilanza serrata" da parte dell'Autorità elvetica. Trovandosi in uno stato di "liquidazione volontaria", la banca avrebbe dovuto procedere a una rivalutazione più rigorosa dei propri attivi e costituire riserve che le consentissero di svolgere la propria attività fino alla restituzione della licenza bancaria.
Constatato che i fondi propri disponibili presso la banca svizzera non sono più sufficienti e che "non è stata effettuata alcuna ricapitalizzazione da parte degli attuali azionisti", in quanto "anche le società madri appartenenti al gruppo Espirito Santo sono insolventi", la FINMA ha deciso di procedere al fallimento, nominando un liquidatore.
Il conglomerato portoghese Espirito Santo si trova da alcuni mesi afflitto da consistenti problemi finanziari, con diverse società holding del gruppo poste sotto amministrazione controllata. La Banque Privée Espirito Santo non era coinvolta in maniera significativa, ma "la perdita di fiducia derivante dal fallimento del gruppo" le ha provocato considerevoli problemi, precisa la FINMA. Inoltre essa non è stata coinvolta nel risanamento della casa madre ordinato dalle autorità lusitane.
Dietro suggerimento della FINMA, in luglio l'istituto privato ha deciso di adottare provvedimenti per contrastare la situazione di crisi. In particolare ha ceduto importanti segmenti della sua clientela patrimoniale alla CBH Compagnie Bancaire Helvétique, decurtando il bilancio e rafforzando lievemente la base di capitale. "In questo modo - sottolinea la FINMA - si è ridotto anche il numero dei depositanti interessati dal fallimento".
Obiettivo primario dell'Autorità di vigilanza elvetica è la tutela dei clienti: "il pagamento dei depositi privilegiati (fino a 100'000 franchi) sarà pertanto una delle prime misure che il liquidatore provvederà ad adottare".
SDA-ATS