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Il Presidente federale Ueli Maurer è stato invitato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington per un breve vertice che si è tenuto giovedì all’interno dello Studio ovale della Casa Bianca.
Un evento storico: mai prima d’ora una delegazione svizzera era stata invitata alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti, sebbene nel 1992 il presidente federale René Felber incontrò George HW Bush nella funzione di presidente del comitato dei ministri del Consiglio d’Europa.
Trump, esprimendo la sua gratitudine per il ruolo della Svizzera nel facilitare la mediazione internazionale e le relazioni diplomatiche, ha voluto discutere durante il colloquio durato 45 minuti, delle crisi in Medio Oriente e in Venezuela. Il tentativo americano è quello di chiedere alla Svizzera, in un momento di crescente tensione, di stabilire un canale di comunicazione con gli iraniani per evitare uno scontro militare.
Gli iraniani tuttavia sembrano non avere intenzione di parlare con Trump dopo che il leader supremo Ali Khamenei ha definito “veleno” gli eventuali negoziati con gli Stati Uniti.
L’Iran e gli Stati Uniti non hanno relazioni diplomatiche ufficiali. Anche se esistono altri meccanismi di comunicazione, la Svizzera, con la sua immagine di importante paese neutrale e il fatto di rappresentare gli interessi americani a Teheran dal 1980, può aiutare a disinnescare questa sitazione. L’attuale stato della cose è ritenuto più ampio e complesso anche rispetto a quella del 1979, quando il alvoro di mediazione dei diplomatici svizzeri ha portato alla liberazione di 52 cittadini e diplomatici americani dopo 444 giorni di detenzione.
In sostanza Trump avrebbe chiesto a Maurer di condividere un numero telefonico dell’ambasciata svizzera dove poter comunicare con l’Iran. Ma la Svizzera ritiene improbabile la condivisione del canale diplomatico se non chiesto espressamente dagli iraniani, specialmente in un momento in cui gli americani stanno intensificando le manovre militari in Medio Oriente.
Alcuni membri del Congresso americano, leader europei, e alcuni membri della stessa amministrazione Trump, sono riluttanti ad etichettare l’Iran come aggressore, perché sono stati gli Stati Uniti ad abbandonare l’accordo sul nucleare iraniano continuando ad imporre rigide sanzioni.
Maurer ha comunque espresso ottimismo e ha detto di aver avuto una buona discussione con Trump, descrivendolo come “diretto” e “non complicato”. Dopo l’incontro, Maurer ha voluto inoltre dichiarare ai media che, anche se a livello preliminare, è stato discusso anche un accordo di libero scambio tra la Svizzera e gli Stati Uniti.