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Ultimo giorno in India per il consigliere federale Joseph Deiss, che pone termine alla visita nell'Asia meridionale per promuovere il rispetto dei diritti umani.
Il capo della diplomazia elvetica ha espresso martedì, durante un incontro con il premier indiano Atal Behari Vajpayee, la propria preoccupazione per i disordini quotidiani nello Stato del Gujarat. Nell'ultimo giorno del viaggio ufficiale nell'Asia meridionale, il ministro degli esteri elvetico ha in seguito visitato un istituto di ricerca ambientale finanziato in parte dalla Svizzera.
Diritto e pace
Se lo Stato di diritto fosse più rispettato, si potrebbe porre fine alle violenze nello Stato del Gujarat, ha affermato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nel corso del colloquio con Vajpayee. Bisognerebbe però infondere nuova fiducia nello Stato e nelle leggi, ha aggiunto, presentando la Svizzera quale modello di coesistenza pacifica tra culture diverse.
Già lunedì, in un colloquio con il ministro indiano degli esteri Jaswant Singh e con quello dell'interno Lal Krishna Advani, Deiss aveva espresso la propria preoccupazione per i disordini che oppongono indù e musulmani e aveva lanciato un appello in favore della protezione delle minoranze.
Il ministro degli esteri elvetico ha anche invitato il premier Vajpayee a trovare una soluzione pacifica per il conflitto del Kashmir, dopo aver invitato negli scorsi giorni anche le autorità pachistane a fare lo stesso. Vajpayee ha dal canto suo parlato dell'adesione della Svizzera all'ONU ed ha commentato favorevolmente gli sforzi di Berna nell'ambito finanziario.
Le quattro tappe della missione
Il ministro desgli estewri svizzero ha visitato anche il Tata Energy Research Institute (TERI), specializzato nella ricerca nel settore della produzione durevole dell'energia. L'istituto è uno dei partner strategici della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Quest'ultima collabora da anni con numerosi altri enti: in seguito ai test atomici condotti dall'India nel 1998, la Svizzera ha concentrato i propri sforzi nella cooperazione con organizzazioni non governative. Negli ultimi anni il contributo elvetico è stato di circa 30 milioni di franchi annui.
Deiss è giunto domenica in India, ultima tappa del viaggio in Asia: in precedenza il capo del DFAE si è recato in Afghanistan, Pakistan e Bhutan. Ogni tappa - ha indicato oggi il consigliere federale alla stampa elvetica - ha ampiamente contribuito a focalizzare il significato geo strategico della regione.
Il viaggio nei quattro Paesi è stato utile anche per fare il punto sulla collaborazione elvetica allo sviluppo: Bhutan, Pakistan ed India figurano infatti tra le nazioni sostenute dalla DSC, mentre l'Afghanistan riceve ingenti aiuti umanitari. L'impegno elvetico in tali Paesi si è rivelato efficace, ha affermato Deiss.
Nel corso del viaggio, il consigliere federale ha anche più volte posto l'accento sulla necessità di rispettare i diritti umani, sottolineando nel contempo gli sforzi elvetici in questo settore. Il rientro in Svizzera è previsto mercoledì