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Alla Conferenza sul clima tenutasi a Cancún nel 2010, i Paesi industrializzati si sono impegnati a mettere a disposizione a partire dal 2020 complessivi 100 miliardi di dollari l’anno per misure di protezione del clima in Paesi in via di sviluppo, mobilitando risorse pubbliche, private e provenienti da fonti di finanziamento alternative. Questo accordo è stato confermato nel dicembre 2015 alla conferenza internazionale di Parigi sul clima. Tuttavia, finora non è ancora stato stabilito in che misura ogni Paese industrializzato debba contribuire all’obiettivo comune di finanziamento. I Paesi industrializzati sono quindi chiamati a definire loro stessi la propria quota equa di finanziamento internazionale per il clima.
In adempimento del postulato della Commissione degli affari esteri del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha elaborato un rapporto che presenta sia il possibile contributo della Svizzera al finanziamento internazionale per il clima a partire dal 2020 sia le relative fonti di finanziamento. Il Governo parte dal presupposto che il contributo equo all’obiettivo comune di finanziamento di 100 miliardi di dollari l’anno a partire dal 2020 debba essere nell’ordine dei 450-600 milioni di dollari l’anno. Questa stima si basa sul rendimento economico della Svizzera come pure sulle emissioni di gas serra che essa causa direttamente (principio di causalità). A seconda della ponderazione di questi due criteri, risulta un importo più o meno elevato all’interno della suddetta fascia. Nel 2014 la Svizzera ha destinato complessivamente circa 400 milioni di dollari al finanziamento internazionale a favore del clima (cfr. riquadro).
Il contributo futuro della Svizzera sarà composto da fondi pubblici e privati. Secondo il Consiglio federale, i fondi pubblici proverranno in gran parte, come finora, dai crediti quadro per la cooperazione internazionale e, a titolo complementare, dal credito quadro ambiente globale. Inoltre, il Consiglio federale intende fornire una parte rilevante del contributo del nostro Paese mobilizzando fondi privati. A tal fine, esaminerà quali strumenti e modelli di partenariato possono essere impiegati nell’ambito della collaborazione internazionale per mobilitare investimenti del settore privato rispettosi del clima in Paesi in via di sviluppo. Infine, nel quadro dei suoi rapporti di cooperazione bilaterale, il Consiglio federale presterà maggiore attenzione affinché siano finanziati programmi e progetti che contribuiscono a uno sviluppo povero di emissioni di carbonio.
Stato del finanziamento internazionale della Svizzera per il clima
Nel 2014 la Svizzera ha destinato complessivamente 299 milioni di dollari di fondi pubblici a misure per la protezione del clima in Paesi in via di sviluppo. I fondi provenivano in gran parte dal budget della cooperazione internazionale (DSC, SECO) e, a titolo complementare, dal credito quadro ambiente globale (UFAM); secondo il Comitato di aiuto allo sviluppo dell’OCSE sono considerati aiuti pubblici allo sviluppo. Oltre al finanziamento da fonti pubbliche, lo stesso anno la Svizzera ha mobilitato circa 96 milioni di dollari di investimenti privati a favore del clima in Paesi in via di sviluppo e ciò in gran parte attraverso il suo impegno nelle banche multilaterali per lo sviluppo.
Se si sommano i fondi pubblici e quelli privati mobilitati, nel 2014 la Svizzera ha fornito un contributo finanziario a favore del clima pari a circa 400 milioni di dollari. Quale Stato parte della Convenzione dell’ONU sul clima, la Svizzera è tenuta a presentare a intervalli regolari un rapporto sugli aiuti finanziari forniti ai Paesi in via di sviluppo per la lotta contro i cambiamenti climatici e le relative conseguenze. La prossima rendicontazione internazionale della Svizzera è prevista per fine 2017 e riguarderà il biennio 2015-2016.
Informazioni supplementari:
Indirizzo per domande:
Stefan Schwager, capo Finanziamento ambientale internazionale, UFAM, tel. +41 79 828 46 05
Anton Hilber, capo Programma Globale Cambiamento climatico e ambiente, DSC, tel. 058 462 03 14
Daniel Birchmeier, capo Cooperazione multilaterale, SECO, tel. 058 464 08 19