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Sabato 25 aprile 2015 alle ore 6:11 (UTC) il Nepal è stato colpito da un terremoto di magnitudo 7.8. Il sisma si è verificato a circa 80 chilometri a nordovest della capitale di Kathmandu a una profondità di 15 chilometri, un fenomeno quest’ultimo che rientra tra i dieci terremoti più violenti dell’Himalaya mai registrati strumentale. In Nepal, l’ultimo terremoto di simile intensità risale a 80 anni fa, nel 1934, e ha registrato una magnitudo di 8.2. L’ultimo sisma di notevole entità in questa zona ha colpito il Kashmir e il Pakistan nel 2005 con una magnitudo di 7.6.
La regione dell’Himalaya è una delle zone sismiche più attive al mondo e al suo interno si verificano spesso terremoti di maggiore entità. La causa di tutto ciò è la collisione della placca indiana con quella eurasiatica, anche se l’India si sposta relativamente di quasi 5 cm all’anno verso l’Eurasia. Il confine delle placche che si muove in direzione est-ovest forma diverse faglie principali e secondarie parallele tra loro, lungo una di queste è scaturito il terremoto di sabato. In base ai dati conosciuti finora la superficie di frattura si estende dall’epicentro in direzione est-sudest lungo un tratto di circa 150 km e in direzione nord-sud per circa 50 km. Kathmandu, la capitale del Nepal, si trova direttamente su questa superficie di frattura. A confronto, le scosse registrate a ovest dell’epicentro in direzione di Pokhara sono state di minor entità.
In Europa, più precisamente lungo l’arco alpino, dove si scontrano la placca eurasiatica e quella africana, il tasso di collisione varia da 1 a 4 mm all’anno. Storicamente i sismi conosciuti di maggiore entità nelle Alpi sono all’incirca 20 volte più deboli (magnitudo 7) rispetto al terremoto in Nepal (magnitudo 7.8).
Nel frattempo si sono verificate numerose scosse di assestamento, alcune delle quali erano molto intense. Finora la scossa di assestamento più forte era paragonabile al terremoto di Basilea del 1356, il maggior evento sismico nonché quello più conosciuto della storia svizzera. Nelle prossime settimane ci si attendono altre forti scosse di assestamento, che potrebbero causare nuovi danni o anche valanghe e frane. Le scosse di assestamento continueranno per mesi e non si può escludere completamente che si verifichi un altro terremoto di notevole intensità. Tuttora non si conosce l’esatta entità dei danni, ma si parla già di diverse migliaia di vittime.
Ai seguenti link trovate maggiori informazioni sul terremoto:
Servizio del telegiornale del 26.04.2015 (in tedesco)
Deutsches GeoForschungsZentrum GFZ (in tedesco)
IRIS (in inglese)
USGS (in inglese)
EMSC (in inglese)