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BERNA - Per un solo voto di scarto, il Consiglio degli Stati ha bocciato oggi l'idea di estendere gli assegni familiari a tutti i lavoratori indipendenti, così come richiesto da un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Hugo Fasel (PCS/FR), già adottata dal Nazionale. Il progetto Fasel costerebbe, secondo stime, 167 milioni di franchi all'anno.
Al momento, non tutti i cantoni prevedono il versamento di assegni per figli agli indipendenti. Il tema ha suscitato un dibattito emotivo in aula, tanto che per dirimere la questione è risultato decisivo il voto della presidente degli Stati Erika Forster-Vannini (PLR/SG), col quale ha decretato la non entrata nel merito.
L'iniziativa Fasel dovrà essere riesaminata dal Nazionale. Qualora gli Stati dovessero confermare la posizione odierna, il dossier verrebbe archiviato. Tuttavia, il voto risicato odierno lascia aperto uno spiraglio di speranza. Va ricordato, tuttavia, che già nel 2006, durante la discussione sull'armonizzazione a livello nazionale degli assegni per figli, gli Stati si erano detti contrari alla soluzione "un figlio, un assegno".
A nome della commissione Bruno Frick (PPD/SZ) ha sostenuto che è poco rispettoso della democrazia modificare in un punto così importante la legge sull'armonizzazione degli assegni familiari entrata in vigore solo all'inizio del 2009, tanto più che i cantoni, su questo aspetto, sono liberi di regolare il problema. Tredici di essi riconoscono infatti agli indipendenti il diritto agli assegni per figli.
SDA-ATS