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Il rischio di sviluppare una delle diverse malattie infiammatorie croniche intestinali ad oggi note dipende dall’interazione tra i geni di un individuo e la sua flora batterica intestinale. L’associazione è emersa con chiarezza in uno studio pubblicato su Genome Medicine da un gruppo internazionale di ricercatori secondo cui il corredo genetico di un individuo condiziona il tipo di batteri presenti nella sua flora batterica intestinale. Ciò, a sua volta, influenzerebbe il rischio di sviluppare una malattia cronica intestinale.
Geni e batteri intestinali sono stati associati a diverse malattie croniche. Una delle correlazioni più forti fra quelle osservate è proprio quella con le malattie infiammatorie intestinali, ma né geni né batteri possono essere considerati gli unici responsabili dell’insorgenza di una di queste patologie. In questo studio i ricercatori hanno preso in esame sia il patrimonio genetico dei 474 pazienti coinvolti, sia i loro batteri intestinali. Ne è emerso che la presenza di alcune particolari varianti genetiche è associata a squilibri nella flora batterica, che si arricchisce di specie meno utili per la salute dell’organismo e, in generale, appare costituita da un numero minore di specie batteriche.
Oltre a contribuire a chiarire sempre più l’origine delle malattie infiammatorie croniche intestinali, questa scoperta apre la strada a nuove possibili strategie terapeutiche. In futuro potrebbe ad esempio essere possibile mettere a punto trattamenti mirati contro alcuni geni o contro alcuni batteri particolarmente pericolosi.
A.B.
Data ultimo aggiornamento: 02 luglio 2015