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Paese che vai, oracolo mondiale che trovi: ormai ognuno ha l'animale portafortuna, che pronostica i risultati della Coppa del Mondo di calcio, almeno quelli della "sua" nazionale. Già proliferavano quattro anni fa, oggi non si contano più, anche se la fama che fu del polpo Paul sembra promessa a Cabeçao, tartaruga di un acquario di Praia do Forte. A meno che il rettile non si sia tirato la più classica delle zappate sui piedi, annunciando la sconfitta del Brasile nell'incontro con il Messico.
La settimana scorsa aveva mangiato il pesciolino sotto la bandiera con la scritta "ordine e progresso", e la nazionale di Scolari l'aveva spuntata sulla Croazia. Ora il paese ospitante tutto intero si augura che stavolta Cabeçao si sbagli.
Sperare è lecito, visto che se Paul era quasi infallibile, lo stesso non si può dire dei suoi imitatori: ha fallito un altro polpo, Hacchan, che a Tokyo aveva dato il Giappone vincitore sulla Costa d'Avorio, e hanno sbagliato in Germania il pinguino Ronald di Lübbenau e l'armadillo Flitz di Chemnitz, tutti e due (a torto) pessimisti per la prova dei tedeschi contro il Portogallo. Il trionfo della Mannschaft era stato predetto invece da Regina, un polpo di Berlino, e Taka, lui pure un armadillo come Flitz e come Fuleco, la mascotte del mondiale.
Restando in Germania, si è chiamato subito fuori dai giochi l'orango Walter di uno zoo di Dortmund: il suo pronostico della finale di Coppa di Germania era sbagliato e la cosa deve averlo tanto turbato che prima dei Mondiali ha aggredito un suo simile, staccandogli un braccio a morsi.
pon