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Energia: Il Consiglio federale pone in vigore l'ordinanza sulla riserva invernale
Berna, 25.01.2023 - Nella sua seduta del 25 gennaio 2023 il Consiglio federale ha deciso di porre in vigore, con effetto dal 15 febbraio 2023, l'ordinanza sulla costituzione di una riserva di energia elettrica per l'inverno (ordinanza sulla riserva invernale). Essa disciplina l'impiego di una riserva di energia idroelettrica, di centrali elettriche di riserva e di gruppi elettrogeni di emergenza nonché impianti di cogenerazione aggregati per rafforzare l'approvvigionamento elettrico invernale in Svizzera. In fase di esame è anche l'istituzione di una riserva di consumo per ridurre in modo mirato la domanda, che dovrebbe essere eventualmente integrata nell'ordinanza questo stesso anno.
Il 7 settembre 2022 il Consiglio federale ha adottato l'ordinanza per la costituzione di una riserva di energia idroelettrica, entrata in vigore il 1° ottobre 2022. Quest'ordinanza verrà ora integrata e trasformata in un'ordinanza sulla riserva invernale in modo che, oltre alla riserva di energia idroelettrica, comprenda anche centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione aggregati.
L'ordinanza risale al 16 febbraio 2022, data in cui il Consiglio federale aveva deciso di elaborare le disposizioni necessarie alla costruzione e all'esercizio di centrali elettriche destinate a far fronte ai picchi di carico. Il fondamento è costituito dal «Konzept Spitzenlast-Gaskraftwerk» (Concezione centrale elettrica a gas di picco, testo disponibile solo in tedesco), emanato dalla ElCom, che prevede a partire dal 2025 una potenza di riserva pari a 1000 Megawatt (MW). Affinché le disposizioni esplichino un effetto già nel corso di quest'inverno, vengono ora integrate nell'ordinanza sulla riserva invernale. Di durata limitata alla fine del 2026, l'ordinanza dovrà successivamente essere sostituita da una normativa in forma di legge.
Disposizioni essenziali dell'ordinanza sulla riserva invernale
- Costituzione di una «riserva complementare» composta da centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione aggregati, con una potenza complessiva massima di 1000 MW.
- La «riserva complementare» apporta energia supplementare al sistema elettrico e arricchisce la riserva di energia idroelettrica, in cui già viene stoccata energia.
- Queste centrali producono elettricità esclusivamente per la riserva e non per il mercato. Tuttavia, la fornitura di prestazioni di servizio relative al sistema sarà possibile solo in misura limitata.
- Per le nuove centrali elettriche di riserva sono previsti bandi pubblici, da svolgere a partire dalla primavera del 2023 con l'obiettivo di trovare i siti e i gestori più adatti e di approvvigionarsi della necessaria potenza elettrica al rapporto qualità-prezzo più conveniente.
- I gruppi elettrogeni e gli impianti di cogenerazione sono raggruppati per principio attraverso i responsabili del «pooling» (aggregatori).
- Qualora la riserva non possa essere costituita nell'entità necessaria, i proprietari di centrali elettriche di riserva idonee, o altre imprese, possono essere obbligati a partecipare alla riserva.
- I gestori delle centrali di riserva ottengono un compenso per i costi fissi e, in caso di prelievo effettivo, un'indennità che comprenda anche i costi generati dall'esercizio delle centrali.
- Il finanziamento avviene tramite il corrispettivo per l'utilizzazione della rete di trasporto. Sono quindi le consumatrici e i consumatori di elettricità a sostenere i costi della riserva.
- Nell'ordinanza sono fissate le condizioni per l'impiego e il prelievo della riserva nonché la sequenza e l'entità dell'energia prelevata da entrambe le parti della riserva (riserva di energia idroelettrica, centrale elettrica di riserva, gruppi elettrogeni e impianti di cogenerazione). I dettagli sono disciplinati dalla ElCom. In questo contesto la natura della situazione di penuria energetica e la disponibilità di diverse riserve energetiche giocano un ruolo fondamentale.
- Entro la primavera, il DATEC elaborerà un piano in collaborazione con il DEFR per la costituzione di una riserva di consumo che sarà implementata già nell'inverno 2023/24 e nell'ambito del quale i grandi consumatori si impegneranno a risparmiare energia in modo mirato in cambio di un'indennità. A seconda dell'esito dei lavori concettuali, la suddetta riserva sarà integrata nell'ordinanza.
- Una modifica dell'ordinanza sul CO2 garantisce che le centrali elettriche di riserva a partire da una determinata dimensione debbano essere coinvolte nel sistema di scambio di quote di emissione (SSQE). Anche gli impianti di cogenerazione e i gruppi elettrogeni devono essere gestiti in modo da non gravare sul bilancio globale di CO2.
- Affinché gli impianti entrino in funzione per tempo, si rendono necessari allentamenti temporanei delle prescrizioni sulla protezione fonica e della protezione dell'aria nonché delle prescrizioni relative segnatamente alla costruzione e all'accesso. Il Consiglio federale ha già deciso le necessarie modifiche legislative nell'ambito di altre ordinanze.
La consultazione relativa all'ordinanza concernente la riserva invernale si è svolta dal 19 ottobre al 18 novembre 2022. Sono pervenuti più di 80 pareri. La maggior parte dei partecipanti accoglie con favore un'ordinanza sulla riserva invernale che offre la garanzia di un approvvigionamento energetico supplementare per l'inverno oltre ad una riserva di energia idroelettrica. Nel frattempo, diversi partecipanti promuovono misure anche sul lato della domanda (riserva di consumo).
Ordinanza sulla riserva invernale
Mediante la costituzione di una riserva di elettricità, l'ordinanza previene situazioni di penuria straordinarie nell'approvvigionamento che possono verificarsi principalmente nel periodo dal tardo inverno alla primavera. Da un lato l'ordinanza regola la costituzione annua di una riserva di energia idroelettrica tramite bandi pubblici indetti dalla Società nazionale di rete Swissgrid. Il dimensionamento è fissato dalla ElCom. Dall'altro l'ordinanza disciplina la messa a disposizione di centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione con una potenza complessiva fino a 1000 MW che, anche nel caso di nuovi impianti, avviene mediante bandi pubblici svolti dall'UFE in una prima fase transitoria e, successivamente, da Swissgrid. L'ordinanza fissa inoltre le condizioni per l'impiego, il prelievo e l'interazione delle due riserve, qualora un prelievo si renda effettivamente necessario. I dettagli del prelievo sono fissati dalla ElCom.
I costi per le centrali elettriche di riserva esistenti (Birr, Cornaux), le centrali idroelettriche di riserva, i gruppi elettrogeni di emergenza e gli impianti di cogenerazione aggregati relativi al periodo che va dal 2023 al 2026 sono stimati complessivamente a circa 2 miliardi di franchi. Da ciò consegue un aumento del corrispettivo per l'utilizzazione delle rete a carico delle consumatrici e dei consumatori di elettricità nel periodo dal 2024 al 2026 (le tariffe per il 2023 sono già state fissate), pari a una media di circa 1,2 centesimi per chilowattora (0,5 ct./kWh per le centrali elettriche di riserva e 0,7 ct./kWh per l'energia idroelettrica di riserva).
Indirizzo cui rivolgere domande
Marianne Zünd, capo Media e politica, Ufficio federale dell'energia (UFE),
tel. +41 58 462 56 75, <email-pii>
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