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La corte federale di Rio de Janeiro ha ingiunto ieri a Transocean, gruppo americano con sede a Zugo specializzato nelle trivellazioni petrolifere in alto mare, di cessare le attività in Brasile entro 30 giorni. L'impresa, quotata alla Borsa svizzera, ha fatto sapere in una nota che intende difendersi "vigorosamente", presentando appello alla Corte superiore di giustizia.
Transocean ha dieci piattaforme di trivellazione sotto contratto in Brasile, di cui nove attualmente attive. L'attività nel paese sudamericano ha rappresentato nel primo semestre 2012 circa l'11% del suo volume d'affari, che è stato per il periodo in rassegna e per l'insieme del gruppo di 4,9 miliardi di dollari (4,6 miliardi di franchi al corso attuale).
Nel novembre 2011 Transocean e la società petrolifera americana Chevron avevano impiegato parecchi giorni per bloccare una perdita da una piattaforma offshore sfruttata dalla Chevron al largo delle coste brasiliane. In mare era finito l'equivalente di circa 3000 barili di petrolio. Chevron aveva già deciso lo scorso marzo, in occasione di un'altra fuga meno grave alla stessa piattaforma, di interrompere l'estrazione.
La società petrolifera, secondo quanto ha reso noto la scorsa notte l'Agenzia brasiliana del petrolio (ANP), ha già pagato venerdì scorso una multa di 35,1 reais, circa 16,2 milioni di franchi o 17,3 milioni di dollari, senza presentare appello.
SDA-ATS