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Nella votazione sul complesso la Commissione propone con 14 voti contro 8 e 2 astensioni di accogliere la riforma della LPP (20.089). L’elemento centrale della riforma della previdenza professionale è la riduzione dell’aliquota minima di conversione dal 6,8 al 6,0 per cento. La maggioranza della Commissione (14 voti conto 11) vuole compensare in modo mirato le risultanti diminuzioni delle rendite. La rendita prevista secondo il regolamento della cassa pensioni sarà confrontata con l’importo minimo legale maggiorato del supplemento di rendita. Il calcolo del supplemento di rendita finale terrà conto delle prestazioni sovraobbligatorie della cassa pensioni. Il supplemento ammonta al massimo a 2400 franchi l’anno per le prime cinque classi d’età, al massimo a 1800 franchi per le cinque successive classi d’età e al massimo a 1200 franchi per le ultime cinque classi d’età. Questo modello di compensazione ingloba il 35–40 per cento circa dei pensionati. Diversamente da quanto previsto in precedenza (cfr. comunicato stampa del 20 agosto 2021) la maggioranza della Commissione propone che il supplemento di rendita venga finanziato solidalmente da tutti gli assicurati soltanto nella misura in cui gli eventuali accantonamenti costituiti dalle singole casse pensioni non siano sufficienti. A tale scopo il fondo di garanzia deve riscuotere dalle casse pensioni importi pari allo 0,15 per cento dei salari assicurati secondo la LPP.
Due forti minoranze della Commissione propongono altri modelli di compensazione. Una sostiene il modello del Consiglio federale, che prevede un supplemento di rendita per tutti i nuovi pensionati. L’altra minoranza prevede un supplemento di rendita, che sarebbe versato per le prime 20 classi d’età e che diminuirebbe di classe d’età in classe d’età, soltanto per gli assicurati con un avere di vecchiaia fino a poco più di mezzo milione di franchi. Questo modello ingloberebbe attorno al 70 per cento dei pensionati.
La Commissione è ritornata sulla questione di come debbano essere assicurati i lavoratori a tempo parziale al servizio di vari datori di lavoro. Propone ora che tutti coloro che hanno un salario annuo complessivo superiore a 12 548 franchi debbano affiliarsi a una cassa pensione (13 voti conto 11 e 1 astensione; art. 46 cpv. 1). Ha inoltre presentato le mozioni «LPP. Estendere l’obbligo d’assicurazione agli impieghi a tempo parziale multipli» (21.4338) e «Facilitare l’acquisto di un’abitazione grazie al 2° pilastro» (21.4339).
Partecipazione degli assicurati alle eccedenze in caso di riserve troppo elevate delle casse malati
Se una cassa malati ha accumulato più del 150 per cento delle riserve richieste, l’anno successivo deve ridistribuire ai suoi assicurati l’importo in eccesso sotto forma di acconto sui premi. Con 14 voti contro 8 e 3 astensioni la Commissione ha deciso di dare seguito all’Iv. Pa. Nantermod. LVAMal. Partecipazione alle eccedenze (20.463). Prima di decidere è stata informata sull’evoluzione delle riserve, che il 1° gennaio 2021 ammontavano a circa 12,4 miliardi di franchi. Spetta ora alla Commissione omologa del Consiglio degli Stati esprimersi sull’iniziativa.
La Commissione ha quindi proposto di non dare seguito a due iniziative cantonali materialmente identiche depositate ciascuna dai Cantoni Ticino, Ginevra, Giura, Friburgo e Neuchâtel (cfr. 20.300 e 20.302); esse sono divenute superflue tenuto conto dell’Iv. Pa. 20.463 e di una mozione già accolta dal Parlamento.
COVID-19: i test per chi ha ricevuto una sola dose di vaccino devono rimanere gratuiti anche dopo la fine di novembre
La Commissione è stata consultata sulla prevista modifica dell’ordinanza sui certificati COVID-19 e ha colto l’occasione per discutere della situazione attuale con il consigliere federale Alain Berset e con esperti dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dell’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT). La Commissione accoglie favorevolmente la modifica prevista dal Consiglio federale e la concomitante creazione di un certificato COVID-19 valido soltanto in Svizzera. Con 15 voti contro 6 raccomanda al Consiglio federale di assumere anche dopo il 30 novembre 2021 i costi dei test per le persone vaccinate una sola volta. Con 9 voti contro 8 e 3 astensioni la Commissione chiede al Consiglio federale anche prospettive e scenari vincolanti per l’uscita da questa situazione. Ritiene che se gli sviluppi continuano ad essere stabili si possa mirare a una riduzione graduale delle misure restrittive.
Altri oggetti
La modifica della procedura in caso di mancato pagamento dei premi, elaborata in adempimento dell’iniziativa del Cantone di Turgovia (16.312), è pronta per essere discussa in Consiglio nazionale. Nella votazione sul complesso la Commissione ha adottato il progetto corrispondente con 20 voti favorevoli e 4 astensioni (cfr. anche comunicato stampa del 20 agosto 2021). Contrariamente alla decisione del Consiglio degli Stati, la Commissione chiede, con 17 voti favorevoli e 7 astensioni, che gli assicurati inadempienti non siano assegnati a un modello assicurativo alternativo, come ad esempio il modello del medico di famiglia. Infine, con 11 voti contro 10 e 3 astensioni, chiede che il progetto sia completato in modo che le spese correnti relative ai premi possano essere pagate tramite l’Ufficio di esecuzione nei casi in cui lo stipendio di un assicurato viene pignorato.
La Commissione è entrata in materia sul disegno relativo alla modernizzazione della vigilanza nel 1° pilastro e alla sua ottimizzazione nel 2° pilastro della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (19.080). Come il Consiglio degli Stati, la Commissione sostiene il rafforzamento dell’orientamento della vigilanza ai rischi, il miglioramento della governance e una concezione più adeguata della gestione dei sistemi d’informazione. Dopo aver iniziato la deliberazione di dettaglio la Commissione ha sentito il Controllo federale delle finanze. In questo contesto ha deciso con 18 voti favorevoli e 5 astensioni di presentare una mozione di commissione (21.4340), con cui mira a incaricare il Consiglio federale di esaminare se abbia senso raggruppare l’Ufficio centrale di compensazione e Compenswiss e far confluire questa nuova struttura in un istituto di assicurazioni sociali della Confederazione. La Commissione continuerà la deliberazione di dettaglio nella prossima seduta.
Durante l’appianamento delle divergenze in merito al progetto AVS 21 (19.050), la Commissione ha ribadito con 14 voti contro 10 che i proventi da tassi d’interesse negativi della Banca nazionale svizzera devono confluire nell’AVS. All’unanimità la Commissione ha continuato a sostenere che la compensazione per le donne della generazione di transizione non dovrebbe ridurre l’importo delle prestazioni complementari. La Commissione vuole decidere nella sua prossima seduta l’entità esatta della compensazione sulla base di ulteriori calcoli. Ai fini di un compromesso per quanto riguarda il termine d’attesa per l’assegno per i grandi invalidi, con 12 voti contro 10 e 1 astensione propone di ridurre il termine da un anno a sei mesi.
La Commissione ha avviato le deliberazioni sull’iniziativa popolare «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)» e sul controprogetto indiretto del Consiglio federale (21.063). Ha sentito rappresentanti del comitato d’iniziativa, dei Cantoni, degli assicuratori e degli assicurati e ha incaricato l’Amministrazione di procedere a diversi chiarimenti. Proseguirà le deliberazioni all’inizio del 2022.
La Commissione propone inoltre alla sua Camera di non dare seguito all’Iv. Pa. Nantermod. Rendere le franchigie elevate accessibili a tutti (18.486).
Per motivi legati alla sicurezza dei pazienti, con 13 voti contro 10 e 2 astensioni la Commissione respinge la mozione «Dispositivi medici. Più certezza in termini di pianificazione» (21.3176) depositata nel Consiglio degli Stati. Una minoranza propone di accogliere la mozione.
In una lettera la Commissione chiede al Consiglio federale di attuare la mozione «Prestazioni complementari per le forme di alloggio con assistenza» (18.3716) non soltanto in riferimento a case di riposo e di cura, ma anche indipendentemente dalla forma di alloggio.
Presieduta dalla consigliera nazionale Ruth Humbel (Alleanza del Centro, AG), la Commissione si è riunita a Berna il 27, 28 e 29 ottobre 2021. A parte della seduta era presente il consigliere federale Alain Berset.