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Da un nuovo studio di SwissLife emerge che già oggi fino a un terzo della popolazione svizzera lavora oltre l'età di pensionamento ordinaria. Anche la volontà di lavorare più a lungo è ampiamente diffusa tra le persone di età compresa tra i 55 e i 70 anni.
- La popolazione svizzera invecchia sempre di più. Ora più di un quarto della vita viene trascorso in pensione e tre quarti delle persone di età compresa tra i 60 e i 70 anni si dichiarano in buona salute.
- Il 49% delle persone tra i 55 e i 70 anni intervistate nell'ambito dello studio non esclude la possibilità di continuare a lavorare anche dopo l'età di pensionamento oppure lo fa già.
- Tuttavia, le condizioni per farlo devono essere giuste, perché se non vi fossero vincoli la maggior parte delle persone vorrebbe andare in pensione prima della normale età pensionabile o almeno ridurre il proprio grado di occupazione.
- Una buona salute, un buon clima di lavoro e l'apprezzamento del datore di lavoro sono presupposti importanti per la disponibilità a continuare a lavorare anche dopo i 64/65 anni.
- Già oggi circa un terzo degli uomini e un quarto delle donne continuano a lavorare oltre l'età di pensionamento. Nel 2019 il totale era di circa 190000 persone, per un incremento di circa il 75% rispetto all'inizio del millennio.
- La maggior parte delle persone a partire dai 64/65 anni continua a svolgere la sua attività per passione, quindi in ampia misura in piena libertà di scelta. Solo in un caso su quattro sono determinanti le ragioni finanziarie.
- I lavoratori autonomi, gli agricoltori, i liberi professionisti e i gerenti sono i più propensi a lavorare oltre l'età di pensionamento ordinaria.
- In oltre 400 dei 660 tipi di professioni registrati figurano persone esercitanti un'attività lucrativa di età superiore ai 64/65 anni.
La tendenza a lungo termine dell'aspettativa di vita è chiaramente verso l'alto. «Chi oggi va in pensione all'età di pensionamento ordinaria può presumere di poter trascorrere oltre un quarto della propria vita in pensione. Questo sviluppo, per quanto positivo, comporta grandi sfide per il finanziamento a lungo termine dei sistemi pensionistici», afferma Markus Leibundgut, CEO di SwissLife Svizzera. In questo contesto, una vita lavorativa più lunga potrebbe migliorare notevolmente la situazione. Alla luce di questo scenario, nel suo ultimo studio dal titolo “Vivere più a lungo, lavorare più a lungo?” SwissLife ha analizzato vari aspetti relativi al momento del pensionamento in Svizzera. Gli aspetti che hanno suscitato maggiore interesse sono stati la disponibilità della popolazione svizzera a lavorare oltre l'età di pensionamento ordinaria e chi già oggi lavora pur avendo più di 64/65 anni.
Una donna su quattro e un uomo su tre lavorano oltre l'età di pensionamento ordinaria.
Lo studio mostra che il pensionamento ha due dimensioni che non sempre coincidono: l'uscita dal mercato del lavoro e il versamento delle prestazioni di vecchiaia. Spesso le prime prestazioni di vecchiaia vengono percepite prima dell'uscita definitiva dalla vita lavorativa. Di rado quest'ultima avviene all'età di pensionamento legale di 64 anni (donne) e 65 anni (uomini). Da un lato, circa metà della popolazione non lavora più già nell'anno precedente il raggiungimento dell'età di pensionamento ordinaria. Dall'altro, un uomo su tre all'età di 65 anni e una donna su quattro all'età di 64 anni sono ancora attivi, anche se perlopiù a tempo parziale. «Spesso il pensionamento è scaglionato in diversi modi», afferma Andreas Christen, autore dello studio. «Quasi tutte le persone esercitanti un'attività lucrativa percepiscono una prestazione di vecchiaia a partire dall'età di pensionamento ordinaria. E si stima che tra un terzo e la metà delle persone riduca il grado di occupazione prima di cessare del tutto il lavoro».
La maggior parte continua a lavorare per passione.
«Spesso il momento del pensionamento viene stabilito in piena libertà di scelta e in base alle preferenze individuali», afferma Andreas Christen. Solo una minoranza del 7% delle persone di età compresa tra i 64/65 e i 75 anni dichiara di essere andata in pensionamento anticipato non di propria volontà. Nella stessa fascia di età, il 25% dichiara invece di aver optato per il pensionamento anticipato di propria volontà. Specialmente coloro i quali posticipano il pensionamento definitivo sembrano avere un alto grado di libertà di scelta: due terzi delle persone che lavorano in età di pensionamento lo fanno perché amano il loro lavoro. Solo un quarto continua a lavorare per motivi finanziari. Inoltre, il 63% dei pensionati intervistati da SwissLife in retrospettiva sceglierebbe nuovamente lo stesso momento per il pensionamento.
Metà delle persone non esclude di lavorare più a lungo a determinate condizioni
Se le persone esercitanti un'attività lucrativa di età superiore ai 55 anni potessero scegliere senza vincoli finanziari o di altro tipo, solo una minoranza lavorerebbe fino all'età di pensionamento ordinaria o oltre con lo stesso grado di occupazione. «Tuttavia, il 49%, ossia quasi la metà, degli intervistati tra i 55 e i 70 anni e i pensionati sarebbe (stato) generalmente disposto a continuare a lavorare a determinate condizioni dopo i 64/65 anni o lo ha già fatto», spiega l'autore dello studio Christen. Solo il 29% ha escluso totalmente la possibilità di lavorare più a lungo. Le condizioni citate più di frequente per continuare a lavorare oltre l'età pensionabile sono, oltre a una buona salute (67%), un elevato grado di considerazione nell'ambiente di lavoro e un buon clima di lavoro (61%). Il 43% degli intervistati ha citato condizioni finanziarie come una rendita più elevata, un salario più elevato o imposte più basse.
I pensionati che svolgono oltre 400 tipi di professioni esercitano un'attività lucrativa anche in età di pensionamento
In termini assoluti, nel 2019 in Svizzera circa 190000 persone esercitavano un'attività lucrativa a partire dall'età di pensionamento ordinaria, il che corrisponde a un aumento di circa tre quarti rispetto all'inizio del nuovo millennio. Vi sono notevoli differenze tra i gruppi di popolazione e, in particolare, tra le professioni: si stima che in media in più di un caso su due i lavoratori autonomi, gli agricoltori, i liberi professionisti come architetti e medici e i gerenti siano i più propensi a lavorare oltre l'età di pensionamento ordinaria. Questa scelta è più rara tra gli impiegati generici, gli artigiani, i venditori al dettaglio e il personale infermieristico e di assistenza nel settore sanitario. Ma anche in queste professioni diverse migliaia di persone in età di pensionamento continuano a lavorare: in oltre 400 dei circa 660 tipi di professioni registrati figurano persone in età pensionabile. Andreas Christen spiega: «Anche se le persone che esercitano una professione accademica non escludono di continuare a lavorare dopo i 64/65 anni e lo fanno più spesso degli artigiani, sarebbe troppo facile parlare di un “divario tra artigiani e accademici”. Le nostre valutazioni suggeriscono che anche nelle professioni artigianali molte persone restano al lavoro più a lungo per passione e che negli ultimi due decenni il loro numero è notevolmente aumentato, anche se a un ritmo inferiore».
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L'intera documentazione e ulteriori informazioni si trovano sul sitowww.swisslife.ch/vivere-piu-a-lungo
Sulla metodologia
Lo studio si basa innanzitutto su una valutazione sistematica della Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) e sul sondaggio sintetico Sicurezza sociale e mercato del lavoro (SISOMEL) dell'Ufficio federale di statistica da parte degli autori di SwissLife. In secondo luogo, su incarico di SwissLife, l'istituto di ricerca di mercato ValueQuest GmbH ha svolto nella seconda metà di ottobre2020 un sondaggio rappresentativo nell'ambito di un panel online (meinungsplatz.ch). Vi hanno partecipato 1472 persone di età compresa fra i 55 e i 70 anni che attualmente esercitano un'attività lucrativa o che esercitavano un'attività lucrativa prima del pensionamento. Anche i calcoli impiegati nello studio basati sui dati del sondaggio sono stati eseguiti dagli autori di SwissLife.
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