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Un reporter ammette intrusioni del direttore su Harry
Si aggravano i sospetti sul «Daily Mirror» nell'ambito del processo in corso a Londra sulle accuse di spionaggio e intercettazioni illegali innescate dall'azione legale intentata dal principe Harry, secondogenito di re Carlo III, e da altri vip contro il tabloid in relazione a storie e rivelazioni pubblicate fra il 1995 e il 2011.
Conclusa ieri la due giorni di deposizione sotto giuramento dello stesso principe in veste di teste d'accusa, oggi a salire sul banco dei testimoni è stata fra gli altri l'ex royal correspondent del giornale Jane Kerr, la quale ha ammesso elementi dubbi nella gestione di quelle storie da parte del «Mirror» e in particolare sul comportamento di Piers Morgan, all'epoca direttore della testata e oggi popolare anchorman televisivo noto per la furente inimicizia e le polemiche alimentate di continuo nei confronti sia di Harry sia della sua attuale consorte Meghan Markle.
Kerr, pressata dall'avvocato David Sherborne, legale del duca di Sussex, ha raccontato come Morgan in quegli anni fosse solito imporre aggiunte di proprio pugno ad alcuni pezzi da lei scritti su Harry. Senza dirle nulla sulla fonte dei dettagli scabrosi aggiuntivi in suo possesso.
La giornalista ha precisato - a domanda - di non essere in grado di confermare o di smentire che tali informazioni potessero provenire da intercettazioni illegali, come Harry denuncia (anche sulla base di precedenti provati in tribunale a carico di vari tabloid britannici) e come viceversa la società editrice del «Mirror» e lo stesso Morgan in questo caso negano recisamente.
Mentre si è trincerata dietro vari «non so» e «non ricordo», di fronte alle pressanti domande dell'avvocato, limitandosi a «non escludere» che alcune delle rivelazioni più inspiegabili su bravate giovanili ed episodi di vita privata riguardanti Harry potessero essere frutto di informazioni ricevute dal suo ex direttore o da lei stessa da anonime «fonti del palazzo» reale.
Un'ipotesi su cui Sherborne - principe del foro all'Alta Corte di Londra - si è mostrato peraltro apertamente scettico. In particolare quando Kerr l'ha evocata, tra non poche esitazioni, per spiegare la pubblicazione di un presunto virgolettato riferito dal giornale all'allora principe Carlo (e a un suo colloquio privato con il figlio minore): virgolettato nel quale l'attuale re manifestava «sollievo» per il fatto che un Harry non ancora ventenne avesse consumato solo cannabis in alcune «feste con droga» organizzate a quel tempo da compagni di corso e poi svelate dai tabloid.