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Introduzione: descritta per la prima volta nel 1926, la rottura parziale o completa del legamento crociato anteriore del ginocchio rappresenta la più frequente causa di zoppia posteriore in numerose razze di cani. Si tratta di una condizione che si sviluppa più comunemente su base non traumatica e che determina instabilità articolare, danno meniscale e sviluppo precoce di artrosi.
Cenni di anatomia: l’articolazione del ginocchio è composta da 3 capi articolari, il plateau tibiale, i condili femorali e dalla rotula. Tra la superficie articolare della tibia e del femore vi sono due menischi, strutture cartilaginee con la funzione di ammortizzatori articolari. La stabilità dell’articolazione è dovuta a legamenti interni (legamento crociato anteriore e posteriore) ed esterni (legamento collaterale laterale e mediale), alla capsula articolare e al legamento femoro-tibio-rotuleo dentro al quale alloggia la rotula.
Eziopatologia: la rottura parziale o completa del legamento crociato anteriore può avvenire per cause traumatiche, tensione eccessiva del legamento o per degenerazione progressiva. In seguito a sollecitazioni anomale come alterazioni nella postura dell’arto ed al sovrappeso, perpetuate nel tempo, il legamento degenera e s’indebolisce. Nelle lesioni non traumatiche la rottura del legamento inizia come uno stiramento che progredisce in rottura parziale e, spesso, in rottura completa; il danno avviene progressivamente durante la normale attività fisica, in genere durante un movimento di avanzamento e torsione dell’arto posteriore in assenza di traumi evidenti.
Il problema sembra essere legato anche ad una predisposizione individuale. Ci sono razze più predisposte di altre come Rottweiler, Pastore Tedesco, Labrador, Mastino Napoletano, Terranova, San Bernardo, American Staffordshire Terrier, Akita. Le femmine sono più predisposte dei maschi e cani castrati sono più predisposti di cani interi. Statisticamente il 37% – 48% dei cani con rottura del crociato rompe il legamento crociato controlaterale entro 6 – 12 mesi.
Diagnosi: alla visita clinica zoppia e gonfiore del ginocchio. Viene testata l’instabilità del ginocchio con test specifici (cassetto, compressione tibiale). La radiografia conferma il sospetto clinico.
Terapia: la terapia è chirurgica. Si distinguono tecniche extracapsulari e techniche intracapsulari, che senza ricostruire il legamento crociato provvedono a mimare la sua funzione. Indipendentemente dalla tecnica l’intervento prevede l’ispezione articolare e oltre la stabilizzazione del ginocchio anche il trattamento delle eventuali lesioni meniscali. In letteratura sono descritte numerose tecniche chirurgiche, nella nostra struttura applichiamo una tecnica di tipo extracapsulare (de Angelis o retrofabellare) in gatti o cani sotto ai 10 kg. In cani di grossa taglia applichiamo una tecnica intracapsulare (TTA- Tibial Tuberosity Advancement).
Prognosi: dipende dalla tempestività dell’intervento e dal grado di artrosi presente al momento dell’intervento. In assenza di artrosi con intervento entro 15 gg dalla rottura del legamento la prognosi è ottima. Un paziente con un ginocchio gravemente artrosico e intervento dopo vari mesi dal trauma la prognosi puo’ essere discreta o scarsa con zoppia residua.
Dr.ssa med. vet. Schmidt Karin, rECVS; Dr. med. vet. Bernasconi Curzio, DECVS FVH, specialista in chirurgia