Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01049.jsonl.gz/739

Daniil Medvedev si è appena seduto sul trono del tennis mondiale. Oggi, lunedì 28 febbraio, il 26enne moscovita ha preso il posto di Novak Djokovic come numero 1. Diamo uno sguardo all'incredibile percorso del russo verso i vertici del tennis mondiale.
All'età di 26 anni, Daniil Medvedev ha raggiunto un grande obiettivo. È il terzo russo dopo Yevgeny Kafelnikov e Marat Safin a salire sul trono del tennis mondiale, spodestando Novak Djokovic dopo più di due anni di dominio. Sulla strada verso la cima, però, non tutto è filato liscio per il tennista di Mosca.
L'odio per Federer
Negli anni da Juniores, Daniil Medvedev non era tra i migliori della sua età, anche se per un breve periodo di tempo era riuscito a raggiungere la 13esima posizione mondiale e a mettere in bacheca otto trofei. Ai tornei del Grande Slam, non era mai riuscito a superare il terzo turno, pochi credevano che lo smilzo Daniil potesse "fare carriera".
Fa riflettere ciò che Medvedev ha rivelato su sé stesso da adolescente: «Odiavo Roger Federer. Non potevo vederlo vincere ancora e ancora... Tifavo per i suoi avversari in ogni torneo, in ogni partita. Era questo il mio atteggiamento».
Gli scandali
Appena 20enne, e numero 260 del mondo, Medvedev aveva causato uno scandalo al torneo Challenger di Savannah nell'aprile del 2016. Dopo che l'arbitro principale aveva annullato una decisione del giudice di linea a suo svantaggio, il russo aveva commentato ad alta voce: «So che siete amici. Ne sono sicuro», ai riguardi dell'avversario Young e allo stesso arbitro, entrambi di colore. Il risultato? Medvedev squalificato, a causa di un grave comportamento antisportivo. Qualche settimana dopo il russo faceva il suo debutto nel circuito ATP al torneo di Nizza, venendo sconfitto in tre set da Guido Pella.
Poco più di un anno dopo, Medvedev vinceva la sua prima partita ad uno Slam, a Wimbledon, eliminando clamorosamente al primo turno Stan Wawrinka in quattro set. Ruben Bemelmans, al secondo turno, ha invece messo fine al torneo del moscovita, il quale perdendo i nervi a fine partita, aveva gettato delle monete davanti alla sedia dell'arbitro principale, come per suggerire che fosse stato pagato dall'avversario. In quel frangente l'allora 21enne aveva dovuto pagare una multa di 14'500 dollari.
La svolta con il matrimonio
In seguito Medvedev ha conquistato il suo primo titolo ATP all'inizio del 2018 a Sydney, grazie alla vittoria finale sull'eroe locale De Minaur. A marzo, si era aggiudicato un match bollente giocato contro Tsitsipas.
Dopo il suo trionfo al torneo di Winston-Salem in agosto, Medvedev si era aggiudicato anche l'appuntamento di Tokyo in ottobre. Qualche mese più tardi ammise che la ricetta vincente era il suo matrimonio, festeggiato nel settembre 2018. «Prima che mi fidanzassi, ero al 65esimo posto in classifica. Poi ho vinto due grandi tornei in dieci mesi e sono entrato nella top 10», i ringraziamenti di Medvedev vanno alla moglie Daria.
L'ascesa
Agli US Open del 2019, la sua vittoria al terzo turno contro Feliciano Lopez è all'altezza della sua fama di «bad boy». Prima strappa l'asciugamano dalle mani di un raccattapalle, poi mostra il dito medio agli spettatori. Il pubblico reagisce fischiandolo. «Quando andrete a dormire questa stasera, sappiate che ho vinto questa partita grazie a voi. Siete voi che mi avete dato la forza per riuscirci. Grazie mille», è l'ironica replica di Medvedev nell'intervista post partita andata in scena sul campo del Louis Armstrong Stadium. Il russo finirà il torneo più di una settimana dopo, inchinandosi solamente a Rafael Nadal al termine di una finale andata al quinto set.
Dopo un breve periodo di crisi, Medvedev ritorna di prepotenza fra i migliori del circuito a fine 2020, quando a Londra, mettendo sotto Zverev, Djokovic, Schwartzman, Nadal e Thiem, si aggiudica le ATP Finals. All'inizio della stagione successiva sfiora ancora una volta il primo titolo del Grande Slam, questa volta deve alzare bandiera bianca in finale contro Novak Djokovic. Qualche settimana dopo il russo sale al secondo posto nel ranking ATP.
Il primo sigillo e il trono
All'ultimo appuntamento stagionale del Grande Slam, è invece giunta finalmente l'ora di Medvedev. Il moscovita marcia in finale, perdendo nel corso del torneo solamente un set. Anche il grande Novak Djokovic - motivatissimo per far segnare uno storico Grande Slam dopo aver vinto in Australia, Parigi e Wimbledon - soccombe sotto i colpi di uno scatenato Daniil.
Nel 2022 inizia da dove aveva concluso, raggiunge la finale degli Australian Open, dove deve arrendersi al cospetto di Nadal, dopo aver accarezzato la vittoria andando in vantaggio per 2 set a 0. Tuttavia è solo questione di qualche settimana e, nonostante l'amarezza del secondo titolo del Grande Slam sfumatogli fra le mani, l'eccentrico principe diventa Zar. Per la prima volta dopo 6'598 giorni un giocatore diverso da Federer, Nadal, Djokovic e Murray - i così detti «Big Four» - si è seduto sul trono del tennis mondiale.