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L'ospedalizzazione in Svizzera di persone residenti nell'UE rischia di costar caro ai cantoni.
KEYSTONE/PETER KLAUNZER(sda-ats)
L'ospedalizzazione in Svizzera di persone residenti nell'UE, ma assicurate presso una cassa malattia elvetica, rischia di costar caro ai cantoni.
Dopo il Nazionale, anche gli Stati vogliono infatti far passare questi ultimi alla cassa. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
La decisione odierna è stata presa nell'ambito di una revisione della Legge sull'assicurazione malattie (LAMal) che lascia la possibilità all'assicurato, in caso di cure ospedaliere, di scegliere liberamente un istituto che figura sulla lista degli ospedali.
Questa scelta sarà pure offerta a circa 30'000 frontalieri e 7'000 pensionati sottoposti all'assicurazione di base e residenti in uno Stato dell'Unione europea o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS).
Attualmente l'assicuratore deve passare integralmente alla cassa, nonostante si prenda a carico soltanto il 45% dei costi per gli assicurati domiciliati in Svizzera (il restante 55% è pagato dai cantoni). Il Consiglio federale aveva rinunciato ad applicare la stessa suddivisione dei costi tra casse e cantoni per quanto riguarda gli assicurati stranieri.
11,5 milioni
Con la variante governativa, le casse malattia si sarebbero assunte i costi che corrispondono alla tariffa applicata nel luogo di lavoro del paziente frontaliero.
In nome della coerenza del diritto, il Parlamento ha voluto decidere diversamente: saranno i cantoni ad assumersi il 55% dei costi. Questa soluzione dovrebbe costare 11,5 milioni di franchi alle autorità cantonali. Secondo i due consigli, l'opposizione dei cantoni è ingiustificata dato che essi incassano parallelamente le imposte degli assicurati.
La revisione della legge permetterà inoltre di estendere a tutte le regioni del Paese un progetto transfrontaliero condotto nella Svizzera tedesca.
Tra i due cantoni di Basilea e il distretto di Lörrach (D) nonché tra il canton San Gallo e il Liechtenstein esistono dal 2006 progetti pilota di collaborazione transfrontaliera che prevedono l'assunzione dei costi da parte degli assicuratori per cure dei residenti fornite all'estero nelle zone di confine. Complessivamente ha interessato qualche centinaio di persone.
Il progetto è stato valutato positivamente dagli attori coinvolti. Nessuna collaborazione transfrontaliera potrà comunque essere attuata contro il volere del cantone di confine interessato e gli assicurati non potranno essere obbligati a farsi curare all'estero.
Infine, la revisione della LAMal prevede che l'assicurazione di base si assuma le cure ambulatoriali prodigate da qualsiasi medico in Svizzera. Questa modifica risponde a una richiesta del Parlamento. Lo scopo è di assicurare ai pazienti la libera scelta del fornitore di prestazioni in ambito ambulatoriale, senza causare inutili ed elevati costi amministrativi.
Attualmente le casse malattia si prendono a carico i costi che corrispondono alla tariffa applicata nel luogo di domicilio o di lavoro del paziente.
SDA-ATS