Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01100.jsonl.gz/1060

Contenuto esterno
Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.
Sistemi vulnerabili
KEYSTONE/EPA/RITCHIE B. TONGO(sda-ats)
"La Svizzera ha venti anni di ritardo" nella riflessione sugli attacchi informatici. È il giudizio di Edouard Bugnion, il vicepresidente per i sistemi informativi del Politecnico di Losanna.
L'esperto critica la decisione del Consiglio federale di rifiutare un ufficio federale per la cybersicurezza. "Questa decisione non è visionaria", rileva il ricercatore in una intervista accordata al domenicale Matin Dimanche. Denota un atteggiamento prima di tutto reattivo da parte della Svizzera verso le minacce di attacchi informatici.
"La Confederazione non dispone della competenza tecnologica che permette di anticipare nuove vulnerabilità", sottolinea Edouard Bugnion, secondo il quale per difendersi e garantire la propria indipendenza bisogna capire i fondamenti scientifici del problema.
"Non viene condotta nessuna riflessione per anticipare questi problemi, malgrado il paese disponga di una riserva di persone competenti", si rammarica l'esperto. Ritiene quindi urgente che la Svizzera partecipi alla ricerca e all'innovazione in questo campo e ricorda che la Germania ha recentemente annunciato la creazione di un centro di cybersicurezza a Saarbrücken con 500 ricercatori.
SDA-ATS