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Il colosso del cemento e di altri materiali da costruzione LafargeHolcim si aspetta una rapida ripresa dopo la battuta d'arresto causata dal coronavirus.
"Il picco della crisi è alle nostre spalle", afferma il Ceo del gruppo franco-elvetico Jan Jenisch in margine alla presentazione dei risultati semestrali.
Stando ai dati diffusi oggi I primi sei mesi si sono chiusi con un fatturato di 10,7 miliardi di franchi, il 18% in meno dello stesso periodo del 2019; su base comparabile l'arretramento è dell'11%. Il risultato rettificato a livello Ebit è sceso del 28% a 1,2 miliardi. L'utile consolidato è passato da 1,0 a miliardi a 347 milioni. Le cifre sono lievemente superiori alle attese degli analisi.
Le misure adottate per combattere la pandemia hanno portato a un confinamento in molti paesi e regioni, in certi casi con un forte impatto sul ramo delle costruzione, ricorda l'impresa. Nel secondo trimestre il calo dei ricavi (a perimetro consolidato) è stato assai più marcato di quanto registrato nei primi tre mesi: rispettivamente -17% e -3%.
"Considerata la piena ripresa in giugno, la buona situazione degli ordinativi e i piani di stimolo economico annunciati dai governi ci aspettiamo una seconda metà dell'anno solida", osserva Jenisch, citato in un comunicato. La società non avanza però previsioni concrete.
LafargeHolcim è nata nel 2015 dalla fusione fra la svizzera Holcim (in precedenza Holderbank, dall'omonimo comune del canton Argovia, fondata nel 1912) e la francese Lafarge, società le cui origini possono essere fatte risalire al 1833 e che ha avuto un ruolo anche nella costruzione del canale di Suez. Oggi è una realtà presente in 70 paesi con oltre 70'000 dipendenti.