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Sbatte nuovamente contro il Tribunale federale (nella sentenza pubblicata oggi sul suo sito internet) l’avvocata luganese Xenia Peran. I giudici di Losanna hanno ritenuto inammissibili sia la sua istanza di ricusazione della Corte presieduta dal giudice Merkli sia quella del riesame volta all’accertamento della nullità della sentenza del Tf del 4 agosto. Le tesi dell'avvocata non fanno fatto breccia. Nemmeno la sua richiesta di sospendere il procedimento penale cantonale nel quale il dibattimento era stato fissato per il 9 agosto. Il Tribunale federale l'ha considerata priva di oggetto. Infatti, proseguono i giudici di Mon Répos, con lo scritto del 12 agosto il presidente della Corte delle assise criminali Marco Villa ha comunicato al Tribunale federale, con copia alle parti, che il pubblico dibattimento in quella causa, "andato contumaciale il 9 agosto" perché lei non si era presentata in aula penale adducendo motivi di salute, è stato nuovamente fissato per i giorni dal 3 al 5 ottobre e il 10 e l'11 ottobre. I giudici di Losanna, lo ricordiamo, avevano respinto la sua precedente richiesta di ricusa del presidente della Corte delle Assise criminali Marco Villa e dei giudici a latere. E Villa aveva pertanto sospeso il processo che doveva tenersi a Palazzo di giustizia lo scorso 9 agosto a carico di Peran. Nel suo ricorso, l’avvocata sostiene che la magistratura federale “essendo nominata e lottizzata dai partiti politici, è giocoforza da questi controllata, ovvero dalle lobbies retrostanti, segnatamente quelle bancarie”. In altre parole, non sarebbe indipendente nelle sue decisioni. Presieduta dal giudice Fonjallaz, la corte del Tribunale federale ha però dichiarato inammissibili entrambe le istanze.