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BRUXELLES - Anche l'Unione Europea dovrebbe avere un suo esercito «da utilizzare in caso di crisi» e «facendo tesoro di quanto successo in Afghanistan dopo il precipitoso ritiro degli Stati Uniti».
Ne è convinta la presidentessa della Commissione Europea, Ursula von del Leyen che ne ha fatto riferimento durante il suo discorso sullo stato dell'Unione: «Nelle ultime settimane si è parlato molto di spedire contingenti militari ma senza mai capire bene che tipo di dispiegamento e in che modo farlo. Penso che da questi interrogativi possa derivare la soluzione».
Von Der Leyen ha quindi identificato il problema all'origine di un esercito europeo che starebbe in una generale carenza di volontà politica: «Quello che ci ha frenato fino a oggi non sono stati i mezzi o la capacità, quanto una comune volontà politica», ha continuato l'ex-ministra alla Difesa tedesco.
A frenare il tutto, oltre allo scarsissimo impegno in tal senso da parte dei vari Paesi dimostratisi sempre parecchio reticenti, anche la preoccupazione di ostacolare e/o sminuire la Nato.
Al momento l'Unione Europea disporebbe di due battaglioni di 1'500 militi, composti a rotazione da militi provenienti dagli stati membri. Il corpo, fondato nel 2007, non è però mai stato schierato ed è costantemente sotto organico.
«Siamo leader nel mondo per i vaccinati»
Ha parlato, ovviamente, anche di coronavirus e campagna vaccinale Von Der Leyen annotando come «siamo leader mondiali per quanto riguarda la copertura vaccinale, con il 70% della popolazione vaccinata. E siamo anche stati gli unici a condividere metà della nostra produzione - ovvero 700 milioni di dosi - con il resto del mondo».