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Il voto non dovrebbe riservare sorprese: secondo un sondaggio, l'iniziativa sul rumore dei caccia militari sarebbe respinta, mentre la riforma II dell'imposizione delle imprese sarebbe accettata.
La riforma fiscale potrebbe però ancora incontrare ostacoli nelle aule dei tribunali. Il Tribunale federale dovrà infatti esprimersi su un ricorso contro analoghe misure adottate a livello cantonale.
La campagna in vista delle votazioni federali del 24 febbraio non ha certo fatto faville. Durante l'ultimo mese l'agenda politica è stata dominata da altri temi. E questo nonostante la riforma II dell'imposizione sulle imprese sia combattuta dagli avversari persino in tribunale. A loro avviso, il progetto viola la costituzione federale.
La rinuncia alla doppia imposizione di azionisti che possiedono oltre il 10% di un'azienda violerebbe il principio dell'imposizione basata sulla capacità economica e quello dell'uguaglianza giuridica nei confronti di persone il cui reddito è tassato al 100%.
Il Partito socialista (PS) ha perciò lanciato un referendum contro la riforma e ha inoltrato ricorso contro decisioni analoghe nei cantoni di Zurigo e Basilea Campagna.
Il ricorso al Tribunale federale è possibile solo nel caso di leggi cantonali. Una decisione della corte suprema sulle riforme fiscali cantonali avrebbe però senza dubbio degli effetti anche sulla legge federale. Il tribunale dovrebbe pronunciarsi nei prossimi 6-12 mesi.
Un sì probabile
Al momento i fautori della riforma sottolineano soprattutto i vantaggi per le piccole e medie imprese (PMI). Nelle intenzioni del Consiglio federale e della maggioranza del parlamento, la riforma dovrebbe favorire gli investimenti, riducendo nel contempo gli ostacoli burocratici.
L'elemento centrale e più controverso della riforma è però la riduzione della doppia imposizione dei profitti delle imprese. Attualmente il fisco interviene due volte, la prima volta sugli utili, la seconda sui dividendi versati agli azionisti.
Secondo il sondaggio realizzato dall'istituto gfs.bern per conto della SRG SSR idée suisse, la maggioranza dei cittadini sembra propendere per il sì: all'inizio di febbraio il 46% degli interrogati intendeva approvare la riforma, il 31% si esprimeva per il no. La percentuale di indecisi raggiungeva però ancora il 23%.
Un no quasi certo
Più netta la differenza fra i due campi nel caso del voto sull'iniziativa «contro il rumore dei velivoli da combattimento nelle regioni turistiche»: il 55% delle persone interpellate per il sondaggio (vale a dire la maggioranza assoluta) non intende sostenere la proposta dell'ambientalista Franz Weber. Solo il 34% vuole votare sì, mentre l'11% è ancora indeciso.
L'iniziativa vuole vietare esercitazioni militari con velivoli da combattimento nelle regioni turistiche in tempo di pace. Per i fautori dell'iniziativa, si tratta di proteggere le risorse turistiche del paese. La definizione di «regione turistica» è stata una delle questioni più discusse della campagna di voto.
Le aree di esercitazione dei piloti militari si trovano tutte nelle Alpi. Gli aerei militari volano sopra regioni turistiche rinomate come l'Oberland bernese, il Vallese, i Grigioni o il Canton Giura.
Nessuno mette in dubbio il fatto che il rumore degli aerei nelle vicinanze degli aeroporti di Meiringen, Sion e Payerne sia una fonte di grande inquinamento fonico. L'esercito e gli avversari dell'iniziativa temono però che un sì metta in ginocchio l'aviazione militare elvetica e crei quindi problemi alla sicurezza del paese.
swissinfo, Christian Raaflaub
(traduzione dal tedesco: Andrea Tognina)
Iniziativa sul rumore degli aerei
Verdi e Partito socialista (PS) raccomandano di votare sì all'iniziativa popolare «contro il rumore dei velivoli militari nelle regioni turistiche».
Sono contrari all'iniziativa il governo e la maggioranza del parlamento. Fra i partiti che avversano la proposta vi sono l'Unione democratica di centro (UDC), il Partito liberale radicale (PLR) e il Partito popolare democratico (PPD).
Poiché si tratta di un'iniziativa popolare, per essere approvata dovrebbe ottenere la maggioranza del popolo e dei cantoni.
Riforma II dell'imposizione delle imprese
Governo e maggioranza del parlamento sono favorevoli alla riforma, che è sostenuta da UDC, PLR e PPD.
I Verdi e il PS sono invece contrari.
Poiché si tratta di un referendum contro la proposta di revisione di una legge federale, il risultato sarà deciso dalla sola maggioranza popolare.