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LA REPUBBLICA / Lo aveva previsto nel suo saggio cult del 2003, ora lo scrittore americano spiega perché il pianeta risponde agli errori dell’uomo con il coronavirus
“È spaventoso ma affascinante, questo mondo momentaneamente senza di noi”. Alan Weisman, giornalista e scrittore americano, all’ipotesi di una Terra improvvisamente libera dagli esseri umani dedicò nel 2003 un libro diventato un best seller internazionale: Il mondo senza di noi, appunto. Ora, anche lui in lockdown, guarda dagli schermi di tv e computer, città e strade deserte, piante a animali che si riappropriano di spazi una volta occupati da loro.
Durante le mie ricerche per scrivere Il mondo senza di noi e il successivo Conto alla rovescia, chiedevo agli epidemiologi: è possibile il verificarsi di una pandemia? Loro rispondevano: non è possibile, è inevitabile.