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Il direttore del Dipartimento di giustizia del Canton Friburgo, Claude Grandjean, denuncia l'assurdità della politica svizzera in materia di rinvio di kosovari. Secondo il consigliere di Stato bisognerebbe perlomeno sospendere i rinvii nei mesi invernali.Questo contenuto è stato pubblicato il 04 dicembre 2000 - 17:53
Di ritorno da un viaggio di tre giorni nella provincia indipendentista ha dichiarato alla stampa: «è troppo facile mettersi la coscienza in pace dicendo che queste persone hanno tutte un tetto e che tutti i bambini possono andare a scuola».
Il consigliere di Stato, accompagnato da una piccola delegazione del suo Cantone, voleva toccare con mano la situazione di persone rinviate da Berna. Grandjean auspica un incontro con la consigliera federale Ruth Metzler per chiederle un allentamento della politica di rinvio.
Il capo friburghese della giustizia insorge contro la politica di «segregazione» della Confederazione che permette di rinviare persone non qualificate e accoglie senza problemi specialisti che possono esibire diplomi.
Maggiore attenzione, ha aggiunto, dovrebbe peraltro essere riservata ai problemi di inquinamento. Swisscoy importa tutti i generi alimentari di prima necessità: uno studio tedesco ha dimostrato che le derrate fresche prodotte in loco contengono troppi metalli pesanti secondo i nostri standard.
In occasione dell'ora delle domande in Consiglio nazionale, la consigliera federale Ruth Metzler ha affermato che durante l'inverno la Svizzera ridurrà il numero di rimpatri ma non vi rinuncerà. In dicembre e gennaio sono previsti 250 rinvii. Invece devono ancora essere definite, in accordo con i Cantoni e l'amministrazione dell'Onu in Kosovo, le cifre per i mesi di febbraio e marzo, ha precisato la Metzler.
L'amministratore Onu del Kosovo, Bernard Kouchner, aveva scritto il 10 novembre al Consiglio federale e ad altri governi interessati per chiedere la sospensione dei rinvii. L'Ufficio federale dei rifugiati ritiene che i rifugi comunitari, finanziati per un terzo da Berna, garantiscano un tetto adeguato per i rimpatriati.
Fino alla fine di novembre 40 000 rifugiati erano tornati nella tormentata provincia e altri 2 000 sarebbero ancora in Svizzera malgrado sia stato loro imposto di partire.
swissinfo e agenzie
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