Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01132.jsonl.gz/1067

Faculté des Lettres – Section de français
La Section de français a la joie de vous annoncer que le très prestigieux prix Giovanni Nencioni de l’Accademia della Crusca a été attribué cette année à Mme Carlotta Contrini pour la thèse qu’elle a soutenue à Lausanne le 31 mai 2023 : Donner une voix, laisser entendre. L’indirect libre chez Zola et Verga (dir. Gilles Philippe et Joël Zufferey).
L’Accademia della Crusca est la plus ancienne société linguistique du monde ; son siège est à Florence. L’emblème de l’académie est le blutoir (qui sert à séparer la farine du son) et sa devise un vers de Pétrarque : « Il più bel fior ne coglie » (« Il en cueille la plus belle fleur »).
Nous vous invitons à lire ci-dessous le communiqué de presse de l’académie.
COMUNICATO STAMPA
Premio Giovanni Nencioni - XII edizione
Gli accademici Claudio Marazzini, Carla Marello e Claudio Giovanardi, commissari del Premio per l’edizione 2023, dopo ampia discussione, hanno deciso unanimemente di assegnare il Premio Giovanni Nencioni 2023 alla tesi di Carlotta Contrini con la seguente motivazione: «La tesi di dottorato di Carlotta Contrini intitolata Donner une voix, laisser entendre : l’indirect libre chez Zola et Verga è stata discussa in seno alla Facoltà di Lettere dell’Université de Lausanne. L’autrice prende in esame un istituto fondamentale dello stile narrativo moderno, ovvero il discorso indiretto libero (DIL) in un’ottica comparatistica francese-italiano. A tal fine la Contrini esamina due romanzi cardine del secondo Ottocento: l’Assommoir di Zola (1877) e i Malavoglia di Verga (1881). Nel primo capitolo si ripercorre la storia del DIL e si sottolinea che sia in Francia sia in Italia le opere di Zola e di Verga rappresentano il momento di massima espansione del fenomeno, ovvero il culmine espressivo di una scelta narrativa di grande novità. Il secondo capitolo è di natura più strettamente linguistica e indaga una serie di sequenze narrative tratte dai due romanzi analizzati. Dal punto di vista metodologico l’autrice si fonda soprattutto su un recente lavoro di Jacqueline Authier-Revuz che colloca il DIL nell’àmbito della teoria dell’enunciazione. In tale capitolo si mettono in evidenza anche le diverse modalità utilizzate dai due scrittori nell’uso del DIL: emergono prospettive divergenti in particolare per quanto riguarda la rappresentazione della coralità. Nel terzo e ultimo capitolo appare di particolare interesse l’analisi comparata (sempre fondata su un ampio numero di sequenze testuali) condotta dalla candidata sulle modalità con cui i due autori inseriscono il DIL nell’interazione tra diegesi e discorso riportato. Di là dalle divergenze tra i due scrittori, appare convincente la conclusione di Carlotta Contrini sui due aspetti, entrambi richiamati nel titolo della tesi, che accomunano le opere di Zola e di Verga: da una parte la necessità di dar voce alla massa corale degli umili; dall’altra quella di lasciar intendere, di alludere, senza voler precostituire parole e pensieri dei personaggi. La commissione ha particolarmente apprezzato la solida base metodologica della candidata, l’aggiornamento bibliografico, lo scrupolo e l’acribia dell’indagine da cui deriva un contributo significativo suscettibile di proficui sviluppi scientifici.»