Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/159797

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché il Consiglio federale non approva il bilancio di massa per i carburanti e i combustibili rinnovabili, come invece fa per l'elettricità?</p><p>2. L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) quando pensa di abolire questa restrizione commerciale?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Per i seguenti motivi non è possibile paragonare il commercio di energia elettrica con quello di carburanti e combustibili biogeni:</p><p>- Attualmente in Svizzera l'energia elettrica non soggiace né a un'imposta speciale di consumo né a una tassa sull'energia, bensì unicamente all'imposta sul valore aggiunto e a una tassa sul suo trasporto (supplemento dei costi di trasporto delle reti ad alta tensione o supplemento di rete). Nel caso di un'eventuale introduzione di una tassa sull'energia elettrica occorrerebbe in particolare stabilire se e in quale forma l'energia elettrica ricavata da vettori energetici rinnovabili (energia elettrica ecologica) potrebbe usufruire di un'agevolazione fiscale.</p><p>- Non è possibile distinguere l'energia elettrica ecologica dalle altre forme di energia elettrica. Per contro, è possibile operare una distinzione tra i diversi carburanti biogeni nonché, in particolare, tra carburanti biogeni e carburanti fossili.</p><p>- I carburanti biogeni che soddisfano le esigenze minime dal punto di vista ecologico e sociale (p. es. bioetanolo) sono esentati dall'imposta sugli oli minerali, mentre quelli che non soddisfano tali esigenze (p. es. etanolo) nonché i carburanti fossili (p. es. benzina) soggiacciono all'imposta. Per il trattamento doganale e fiscale (imposta sugli oli minerali) ci si basa sulla natura, sulla quantità e sullo stato del prodotto nel momento dell'immissione in libera pratica o dell'immissione in consumo (art. 19 della legge sulle dogane, RS 631.0, e art. 43 dell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali, RS 641.611).</p><p>Il seguente esempio illustra il bilancio di massa: al confine svizzero viene dichiarato all'importazione un treno proveniente dalla Germania che trasporta un miscuglio composto dal 95 per cento di benzina e dal 5 per cento di bioetanolo. In realtà il miscuglio contiene il 99 per cento di benzina e l'1 per cento di bioetanolo. La documentazione di importazione comprende anche un certificato estero secondo cui il miscuglio contiene il 5 per cento di bioetanolo. Sulla base di tale certificato, il 5 per cento del miscuglio importato viene imposto senza imposta sugli oli minerali, mentre il 95 per cento con imposta sugli oli minerali.</p><p>Come emerge dall'esempio, il bilancio di massa si basa su valori contabili comprovati da un certificato. La composizione fisica effettiva del miscuglio è irrilevante per il trattamento doganale e fiscale. Pertanto l'imposizione non avviene più sulla base della natura, della quantità e dello stato del prodotto, il che è in contraddizione con l'attuale sistema doganale della Svizzera.</p><p>Il controllo se l'esenzione dall'imposta è stata richiesta a giusto titolo può essere effettuato, eventualmente, solo con un enorme dispendio da parte di tutti gli interessati (economia e amministrazioni) svizzeri ed esteri. In particolare bisognerebbe rispondere alle seguenti domande: il bioetanolo importato con un certificato è stato "effettivamente fabbricato" all'estero? È stato venduto una volta sola in tutto il mondo? Soddisfa le esigenze minime dal punto di vista ecologico e sociale necessarie per richiedere l'esenzione dall'imposta in Svizzera?</p><p>Inoltre, secondo il Protocollo di Kyoto il bioetanolo importato non migliorerebbe il bilancio di CO2 della Svizzera, bensì quello del Paese di provenienza.</p><p>Anche se non accetta i combustibili e i carburanti biogeni importati con un certificato, la Svizzera non intralcia il traffico internazionale delle merci. È infatti possibile importare, ad esempio, sia etanolo sia bioetanolo. Per poter beneficiare dell'esenzione dall'imposta, quest'ultimo deve tuttavia soddisfare determinati criteri relativi a natura e stato.</p><p>Neanche l'Unione europea prevede il bilancio di massa negli scambi internazionali. Essa lo accetta solo all'interno del suo territorio doganale. Ciò significa che le regole in vigore ai confini svizzeri non differiscono da quelle applicabili alle frontiere esterne dell'Unione europea.</p><p>2. L'adozione del bilancio di massa metterebbe in questione e comprometterebbe l'intero sistema dei dazi e delle preferenze. Per questo motivo il Consiglio federale non intende permettere l'applicazione di questo metodo per i combustibili e/o i carburanti biogeni.</p>  Risposta del Consiglio federale.