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"È veramente ora che un tribunale e il tribunale internazionale in particolare, la Corte permanente (Cpi)", si occupi della Siria, ha detto del Ponte presentando l'ultimo rapporto della Commissione sulla grave situazione in Siria. La decisione spetta però al Consiglio di sicurezza, politicamente diviso.
"Nelle nostre indagini risaliamo la catena di comando" per stabilire le responsabilità, anche di alti politici e militari sospettati di crimini", ha aggiunto Del Ponte. Un elenco segreto di nomi di possibili sospetti è stato elaborato dalla Commissione, ma solo un'inchiesta formale permetterà di elaborare atti d'accusa e portare ad un processo, ha poi aggiunto l'ex procuratrice del Tribunale sull'ex Jugoslavia.
Del Ponte ed il presidente della Commissione di inchiesta, il brasiliano Paulo Pinheiro, hanno precisato di indagare sulle violazioni ed i crimini commessi da entrambi le parti. Le indagini sono tuttavia ostacolate dall'assenza di accesso in Siria, hanno precisato.
L'accesso al Paese, non concesso da Damasco malgrado ripetute richieste, è particolarmente importante per riunire informazioni sui "crimini commessi dall'opposizione. Dall'estero abbiamo più possibilità di indagare sui crimini commessi sotto la responsabilità del governo, ma abbiamo alcune difficoltà per quanto riguarda quelli commessi dai ribelli", ha detto del Ponte.