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Ora sono sette gli svizzeri nell’Hall of Fame, il tempio delle leggende dell’hockey mondiale. Il primo fu Richard "Bibi" Torriani, insignito di tale onore nell’ormai lontano 1997, poi nel 1998 toccò a Cesar Lüthi e Ferdinand "Pic" e Hans Cattini, e nel 2007 a Jakob "Köbi" Kölliker. Adesso, invece, è il turno di Mark Streit e Mathias Seger, eletti ufficialmente oggi nel Gotha dell’hockey internazionale, in quello che sarebbe stato il giorno conclusivo dei Mondiali di Zurigo e Losanna cancellati dalla pandemia.
Se, pensando a Streit, ex capitano della Nazionale ritiratosi due anni fa e primo svizzero a ritagliarsi definitivamente un posto in Nhl, la nomina non ha suscitato clamore, diverso è il discorso nel caso dell'ex difensore dello Zurigo. 'Ma il primo a essere sorpreso ero io', racconta Mathias Seger, che dopo 19 stagioni vissute con la maglia degli Zsc Lions, di cui 12 da capitano, dopo aver abbandonato la carriera nel 2018 per il ora fa... la casalinga, occupandosi delle sue due figlie a tempo pieno. 'Quando René Fasel mi hanno telefonato per annunciarmi che sarei entrato nella Hall of fame, con tutti quei nomi (da Wayne Gretzky a Teemu Selänne, da Mario Lemieux a Peter Forsberg, ndr) davvero non ci credevo. Sono particolarmente felice di esserci riuscito in compagnia di un amico come Streit. Per me si tratta di un onore inimmaginabile». Frutto senz'altro, più che per merito dello storico argento ai Mondiali di Stoccolma del 2013, degli addirittura sedici campionati del mondo disputati in carriera: da questo punto di vista, come Seger non c'è proprio nessuno.