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<h2>SubmittedText<h2><p>In Svizzera l'influsso della democrazia diretta sulla gestione delle finanze ha dato buoni risultati. Le tasse e le spese sono più basse laddove la popolazione può partecipare direttamente al processo decisionale. Pertanto l'UDC è convinta che gli elettori svizzeri debbano avere necessariamente la possibilità di esprimersi su progetti di politica finanziaria di grande portata. A tal fine il 6 giugno 2017 l'UDC ha presentato l'iniziativa parlamentare 17.446 "Introduzione del referendum finanziario", che chiede di completare la Costituzione federale in modo da sottoporre a referendum facoltativo i decreti federali concernenti i crediti d'impegno e i limiti di spesa che comportano nuove spese uniche o nuove spese ricorrenti superiori a un importo da stabilire. L'iniziativa deve ancora essere trattata ed è stata assegnata per esame preliminare alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N). Nel frattempo il Consiglio federale ha stanziato circa 1,3 miliardi di franchi per il cosiddetto "miliardo di coesione". Sfortunatamente in un simile caso la Costituzione federale non prevede la possibilità di indire un referendum facoltativo. Anche in considerazione di questa circostanza, l'UDC ritiene urgente introdurre un referendum finanziario. </p><p>In relazione all'introduzione immediata di un referendum finanziario si pongono le seguenti domande, che dovrebbero essere trattate nell'ambito di un dibattito urgente:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che l'introduzione di un referendum finanziario generale a livello federale sia uno strumento adeguato per ampliare le competenze del popolo nelle questioni di politica finanziaria?</p><p>2. L'esecutivo è disposto a proporre di accogliere l'iniziativa parlamentare 17.446 tenendo conto della necessità di rafforzare i diritti popolari?</p><p>3. Condivide l'opinione secondo cui un referendum finanziario generale è uno strumento utile per garantire l'equilibrio dei conti pubblici e mantenere il debito della Confederazione a un livello basso?</p><p>4. Condivide infine l'opinione secondo cui un referendum finanziario generale ha un effetto di contenimento delle singole richieste di denaro ed è quindi un mezzo efficace per ridurre la crescita delle uscite federali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'introduzione di un referendum finanziario a livello federale rafforzerebbe il diritto popolare di esprimersi su questioni di politica finanziaria. Una partecipazione democratica diretta più ampia avrebbe però conseguenze negative sulla gestione delle spese. È probabile, ad esempio, che si verifichino ritardi nell'approvazione dei decreti in materia di spese. Sia il Parlamento che il Consiglio federale perderebbero dunque la propria flessibilità politico-finanziaria.</p><p>2. Le Camere federali hanno trattato più volte la questione riguardante il rafforzamento dei diritti popolari a livello federale per mezzo di un referendum finanziario. Un'iniziativa parlamentare di simile tenore (03.401), depositata dal gruppo dell'Unione democratica di centro, è stata tolta dal ruolo nel 2008, dopo che l'introduzione di un referendum finanziario era stata respinta a maggioranza nell'ambito della consultazione.</p><p>Nell'ottica della politica finanziaria è importante che l'adempimento dei compiti della Confederazione, disciplinato per legge, non venga compromesso dall'introduzione di un referendum finanziario. Per questo motivo il Consiglio federale respinge l'applicazione del referendum finanziario ai decreti federali concernenti i limiti di spesa. Contrariamente ai crediti d'impegno, che riguardano perlopiù spese uniche o spese legate a un progetto e che quindi possono essere bloccati abbastanza facilmente in caso di rifiuto, i limiti di spesa vengono inoltre utilizzati anche per gestire spese ricorrenti. Queste comprendono sia i sussidi (ad es. i pagamenti diretti all'agricoltura) sia le spese a carattere gestionale (ad es. nei settori dell'esercito o dell'educazione e ricerca). In quest'ultimo caso un referendum potrebbe impedire o ritardare l'adempimento dei compiti legittimati per legge. Tuttavia, se il referendum fosse introdotto soltanto per i crediti d'impegno, i suoi effetti sarebbero troppo limitati e riguarderebbero solo alcuni settori di compiti.</p><p>3./4.</p><p>Le uscite e i debiti pubblici possono essere limitati efficacemente con altri provvedimenti istituzionali. Negli ultimi 15 anni, soprattutto il freno all'indebitamento si è rivelato uno strumento molto valido per garantire una politica finanziaria sostenibile. Diversi studi empirici hanno confermato che il referendum finanziario a livello cantonale e comunale può rappresentare un mezzo efficace per contenere l'aumento delle uscite statali, anche se le esperienze raccolte non sono direttamente trasferibili a livello federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.