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SION - Il Consiglio di Stato vallesano sarà costretto a varare un decreto per permettere l'elezione del Gran consiglio nella primavera del 2017. L'anno scorso, il sovrano ha bocciato a due riprese in votazione il nuovo sistema di elezione proposto in seguito alla decisione resa nel 2014 dal Tribunale federale, secondo cui il modello attuale non permette alle forze politiche in presenza di essere correttamente rappresentate.
La suddivisione dei distretti e semidistretti in circoli elettorali non soddisfa le condizioni poste dalla Costituzione federale per motivi di dimensione, aveva precisato la Corte suprema. In determinati circoli, per ottenere una poltrona è necessario riunire tra il 14% e il 33% dei voti, mentre il quorum naturale di principio preso in considerazione dal TF non deve superare il 10%.
Al problema hanno tentato di rimediare l'anno scorso una revisione costituzionale, nonché un'iniziativa. Respinte rispettivamente in giugno e in novembre, entrambe proponevano circoli elettorali più grandi, conservando al contempo i distretti quali sottocircondari.
Nel suo decreto, che sarà sottoposto ancora questa primavera al Gran consiglio, il governo propone un sistema bi-proporzionale, l'unico che a suo avviso permetterebbe di rispettare simultaneamente la Costituzione vallesana (che impone il distretto quale circolo elettorale) e la giurisprudenza del TF.
Il decreto in questione sarebbe applicato unicamente al rinnovo del Gran consiglio del 2017. Un nuovo sistema di elezione dovrà essere iscritto nella Costituzione cantonale per la scadenza del 2021.