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Re Felipe di Spagna scende in campo per cercare di contribuire al superamento della paralisi politica provocata dalle legislative del 20 dicembre, che hanno eletto un parlamento frammentato senza maggioranze chiare.
Felipe VI, salito sul trono nel 2014 dopo l'abdicazione del padre, Juan Carlos I, terrà la settimana prossima consultazioni con i leader di tutti i partiti rappresentati in parlamento, iniziando lunedì con i più piccoli. Giovedì e venerdì vedrà i leader dei quattro 'grandi', Albert Rivera di Ciuadanos (40 seggi su 350), Pablo Iglesias di Podemos (69), Pedro Sanchez del Psoe (90) e il premier uscente Mariano Rajoy, presidente del Pp (122).
Al termine dei questo primo giro di consultazioni, il re dovrebbe indicare un primo candidato all'investitura a premier, con ogni probabilità Rajoy, capo del partito con il maggior numero di deputati. Il premier uscente ha proposto un governo con Ciudadanos e Psoe. Ma finora i socialisti hanno escluso una 'Grande Coalizione' alla tedesca, proponendo invece una ipotesi di patto con Podemos.
La sessione di investitura davanti al Congresso dovrebbe svolgersi a fine gennaio, inizio febbraio. Se come è possibile, Rajoy non riuscirà a ottenere la fiducia del parlamento, Felipe avvierà un secondo giro di consultazioni, che potrebbe portare alla designazione di Sanchez. Se anche il secondo candidato non otterrà una maggioranza al Congresso, il paese tornerà alle urne.
A Bruxelles intanto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker oggi ha auspicato che la Spagna possa formare "il più presto possibile" un "governo stabile".
SDA-ATS