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Colpo di scena nella vicenda della bambina indiana di 10 anni vittima di violenze sessuali che il 17 agosto scorso ha messo al mondo una neonata a Chandigarh, in Punjab, dopo il divieto della Corte Suprema di realizzare un aborto richiesto dai genitori. Contro ogni aspettativa infatti, riferisce l’agenzia di stampa Ians, è emerso che il Dna della neonata non è compatibile con quello dello zio, che fino ad ora era considerato il responsabile dello stupro, e che si trova attualmente in carcere.
La notizia ha colto di sorpresa tutti, visto che era stata la stessa vittima ad indicare in un cugino della madre di 45 anni l’autore di ripetute violenze sessuali. Il rapporto della polizia scientifica è stato esaminato dal giudice del tribunale competente, che non ha potuto fare altro che disporre una immediata riapertura delle indagini. I particolari riguardanti il Dna sono stati confermati dall’avvocato difensore, il quale ha indicato che la famiglia non ha alcun sospetto su chi possa essere un possibile altro autore delle violenze. Appena possibile, si è infine appreso, la madre in erba sarà nuovamente interrogata da una donna ufficiale della polizia indiana.