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È stata trovata l’area che rende unico il cervello umano. La prima analisi comparativa tra il cervello umano e quello dei primati mette in luce tutti gli elementi che fanno la differenza e che una sola regione, quella associata al movimento, è un’esclusiva degli esseri umani, mentre 16 regioni conservano evidente l’impronta dei nostri parenti sulla scala evolutiva. È la conclusione a cui è giunto uno studio internazionale coordinato dall’università americana di Yale, pubblicato sulla rivista Science. Molte regioni del cervello umano sono modellate da geni comuni a quelli dei primati, eppure una regione contiene tratti distintamente umani che contribuiscono alle nostre capacità cognitive e che sono la conseguenza dell’evoluzione. L’analisi dei tessuti di cervello umano, di scimpanzé e di scimmie ha dimostrato che il cervello umano non è solo una versione più grande del cervello dei primati ancestrali, ma che "ci sono anche piccole differenze tra le specie nel modo in cui le singole cellule funzionano e creano connessioni", ha spiegato Andre M. M. Sousa, principale co-autore dello studio. I ricercatori hanno trovato sorprendenti somiglianze tra le specie in 16 regioni del cervello, tra cui la corteccia prefrontale, una delle zone del cervello dove si concentrano le attività più complesse e che distingue maggiormente gli umani dalle altre scimmie. Mentre l’area del cervello più esclusiva nell’uomo è lo striato, una regione associata al movimento. Altre differenze sono state poi trovate all’interno di altre regioni del cervello, come il cervelletto. Qui i ricercatori hanno scoperto che il gene ZP2 è attivo solo nel cervelletto umano, una sorpresa, per i ricercatori, perché lo stesso gene è collegato alla selezione degli spermatozoi da parte di ovuli.