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Si va verso i 78 dollari, la soglia degli 80 dollari non è un miraggio
NEW YORK - Il disaccordo tra i paesi Opec sull'aumento della produzione di greggio ha galvanizzato il barile spingendolo verso i 78 dollari. Già ieri il greggio del mare del Nord aveva superato i 77 dollari ai massimi dal 2018.
Il fallimento dell'Opec+ nell'arrivare a un accordo sul fronte produttivo accrescerà il già elevato deficit nel mercato del petrolio, rendendo così altamente probabile un rally dei prezzi nel corso dell'estate: la stima per un Brent a 80 dollari diventa così piuttosto conservativa, riferiscono fonti finanziarie.
Già prima che il mercato venisse a conoscenza del fallimento delle trattative vi era una marcata tensione sul lato dell'offerta, meglio nota agli addetti ai lavori come "backwardation", ossia un regime in cui le consegne a breve termine costano di più di quelle a lungo termine. «Ci sono tutti i segnali per assistere a un rally nel corso dell'estate», scrivono gli analisti di TD Securities.
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