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Lo scorso anno sono stati prodotti 3,15 milioni di tonnellate di rifiuti combustibili. Nonostante una stabilizzazione della quantità prodotta, le capacità esistenti non bastano a smaltire le eccedenze. Dovranno dunque essere costruiti nuovi impianti d'incenerimento, tra cui uno anche in Ticino.Questo contenuto è stato pubblicato il 06 aprile 2001 - 13:57
Dopo il rapido aumento registrato nel 1998 e 1999, la quantità di rifiuti si è stabilizzata nel 2000. Il nuovo aumento temuto a causa della ripresa congiunturale non c'è stato, secondo quanto annunciato dall'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP).
In linea di principio, dal 1° gennaio 2000 il deposito dei rifiuti nelle discariche è vietato. Sebbene abbiano funzionato a pieno regime, gli impianti d'incenerimento svizzeri non sono riusciti a eliminare l'intera massa di rifiuti, per cui ne rimangono ancora circa 380'000 tonnellate. Nonostante il potenziamento di certi impianti, lo stesso fenomeno dovrebbe ripetersi quest'anno: 300'000 tonnellate di rifiuti non potranno essere smaltiti dagli inceneritori. È dunque necessario realizzare nuovi impianti, mentre altri, come quello vallesano di Monthey, saranno potenziati.
Una nuova azienda, con una capacità d'incenerimento di 90'000 tonnellate annue, sarà operativa a Posieux (FR). A partire dal 2002 eliminerà i rifiuti domestici prodotti nel canton Friburgo e in una parte del cantone di Vaud. Tuttavia, la situazione migliorerà solo a partire dal 2005, quando entrerà in funzione l'inceneritore previsto nell'Oberland bernese.
Per il momento - ricorda l'UFAFP in un comunicato - non si sa ancora se il Ticino avrà un inceneritore proprio. Fino allo scorso autunno a Giubiasco si prevedeva di realizzare un impianto Thermoselect. Tuttavia, dopo le difficoltà dell'impianto pilota realizzato in Germania, il Consiglio di Stato ticinese ha denunciato l'accordo concluso con il consorzio Thermoselect. Ora il Ticino si trova nella condizione di dover esportare una parte dei propri rifiuti verso la Svizzera orientale, segnatamente nell'impianto d'incenerimento di Winterthur. Questa soluzione - ricorda l'UFAFP - sarà mantenuta fino a quando in quella regione ci saranno capacità disponibili.
Soltanto a causa delle attuali insufficienti capacità d'incenerimento svizzere - come ha spiegato all'ats Marc Chardonnens, capo della sezione Impianti rifiuti urbani dell'UFAFP - al Ticino è stato concesso nel 2000 e nel 2001 di mettere in discarica una parte dei suoi rifiuti: circa 75 delle 125 mila tonnellate prodotte. Ma la discarica del Locarnese è quasi piena, mentre sussistono ancora capacità in quella della Valle della Motta.
L'UFAFP sottolinea che se la quantità di rifiuti urbani prodotta in Svizzera dovesse aumentare anche di poco, il Ticino non potrà sottrarsi alla costruzione di un impianto d'incenerimento. Per l'immediato futuro, l'UFAFP s'attende una stabilizzazione della produzione di rifiuti o, al massimo, un leggero aumento. Viste le enormi quantità da eliminare, intende promuovere parallelamente l'utilizzazione sostenibile delle materie prime.
swissinfo e agenzie
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