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Addio al recapito giornaliero di lettere e quotidiani stampati, la Posta in futuro potrebbe concentrarsi soprattutto sulla consegna rapida di pacchi. È quanto prevede la Commissione di esperti sul servizio postale universale.
"Entro il 2030 l'offerta attuale non risponderà più alle esigenze della popolazione e delle imprese", precisano gli esperti della commissione, presentando il rapporto finale sul servizio universale del futuro. Dal documento emerge che la consegna giornaliera dei pacchi rimane importante, mentre lettere e giornali "tollerano un allentamento" e (le prime in particolare) potrebbero arrivare solo uno giorno sì e un giorno no.
Secondo i commissari presieduti dall'ex consigliera nazionale e agli Stati Christine Egerszegi, la crescente digitalizzazione in Svizzera ha portato a un netto calo dell'invio di lettere (praticamente dimezzato dal 2002 al 2020). D'altro canto, la spartizione di pacchi - complice il boom dell'e-commerce - diventa sempre più importante: l'aumento tra il 2002 e il 2020 è stato del 65% e si prevede un ulteriore incremento del 25% entro il 2030.
La Posta non è d'accordo
La Posta si oppone all'esclusione delle lettere con affrancatura A dal servizio universale a partire dal 2030, come proposto in un rapporto pubblicato oggi da esperti di una commissione ad hoc. Rinunciare alla posta A "significherebbe non tenere conto delle esigenze della clientela", si legge in un comunicato del gigante giallo.