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BRUXELLES - La tassa europea sulle istituzioni finanziarie si può fare: ma il prelievo dovrà essere graduale, partendo dalle banche e da un'aliquota modesta che potrà aumentare progressivamente negli anni. Condizioni necessarie per evitare i rischi di una nuova stretta creditizia.
Sono queste le raccomandazioni degli esperti del Gruppo di lavoro di alto livello del Comitato economico e finanziario del Consiglio Ue, messe a punto a pochi giorni dalla proposta che giovedì sarà presentata dalla Commissione Ue.
Quest'ultima sembra determinata ad andare avanti sulla strada di una tassazione su scala europea delle attività finanziarie, nonostante le divisioni esistenti tra gli Stati membri. Ma lo stesso presidente dell'esecutivo europeo, José Manuel Barroso, giorni fa è stato più che mai esplicito: è ora che la banche restituiscano quanto ricevuto durante la crisi finanziaria e tornino a fare il loro mestiere al servizio di cittadini ed imprese.
Nel documento degli esperti del Consiglio Ue - di cui l'ANSA è in possesso - si mette innanzitutto in guardia dal concepire un prelievo "troppo elevato", che "potrebbe avere un impatto negativo sulla redditività delle istituzioni finanziarie e sulla loro capacità di costituire o ripristinare le proprie riserve di capitale.
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