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Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 CEDU); rifiuto del permesso di dimora.
I ricorrenti sono una coppia di cittadini della Bosnia e Erzegovina. Dopo aver vissuto in Svizzera per oltre vent'anni, il marito aveva annunciato la sua partenza definitiva all'ufficio cantonale della migrazione, mentre la moglie era rimasta in Svizzera. Quattro mesi dopo la partenza il marito era tornato in Svizzera e la moglie aveva presentato una domanda di ricongiungimento familiare, che era stata rigettata a causa, tra l'altro, di debiti e della continua dipendenza dall'aiuto sociale. La Corte ha riconosciuto che il benessere economico di un Paese può essere fatto valere come motivo legittimo per rigettare un permesso di dimora. Tuttavia ha ritenuto che, soprattutto considerando la lunga permanenza dei ricorrenti in Svizzera e la loro incontestabile integrazione sociale in tale Paese, la misura oggetto della controversia non era giustificata da un'esigenza sociale imperativa, né era commisurata agli obiettivi legittimi addotti. Violazione dell'art. 8 CEDU (unanimità).