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Roche ha registrato nel 2002 una perdita secca di 4,026 miliardi di franchi, contro un utile netto di 3,7 miliardi annunciato per il 2001.
I risultati motivati dalla vendita della divisione vitamine, la conclusione della vicenda delle vitamine negli Stati Uniti e le rettifiche di valore al portafoglio delle azioni.
Il colosso farmaceutico basilese, non nuovo alla pubblicazione di dati di non facile interpretazione, sottolinea che, nonostante i cattivi risultati, Il giro d'affari è progredito del 2 per cento a 29,575 miliardi di franchi.
Espresso in monete locali, il fatturato registra un incremento più marcato dell'8 per cento.
Nel commentare i risultati annuali, il presidente e CEO Franz Humer ha detto che sono stati influenzati da due ordini di avvenimenti.
"Mentre le nostre divisioni centrali, farmaceutica e diagnostica, hanno avuto buone performance, facendo registrare risultati superiori alla media di crescita del mercato e rafforzando ulteriormente i profitti, le energiche azioni intraprese per trovare una soluzione a problemi irrisolti del passato hanno determinato una perdita per il gruppo".
Pillola amara
I risultati negativi di Roche non colgono nessuno di sorpresa: ora si pensa che metteranno ancora più pressione sul valore delle azioni Roche, che hanno già perso circa il 14% quest'anno.
Una serie di dispute sulle licenze e di processi legali hanno pesato sul valore dell'azione. La compagnia ha dovuto accantonare 1,77 miliardi di franchi per redimere la disputa sul cartello delle vitamine, mentre una licenza contestata negli Stati Uniti è costata 778 milioni.
Perdite nascoste
Il gruppo farmaceutico basilese ha un portafoglio enorme di investimenti finanziari, e i timori che la compagnia possa poggiare su perdite non ancora realizzate per più di 4 miliardi hanno spinto l'azione verso il basso.
In risposta la compagnia ha annunciato che aumenterà la trasparenza e ridurrà i rischi negli investimenti.
Il lancio di nuovi prodotti dovrebbe, così si spera, spingere un aumento delle vendite. In particolare il Pegasys, approvato l'anno scorso, per la cura dell'epatite, e il nuovo trattamento contro l'aids Fuzeon, che viene messo in vendita al prezzo record di 27.870 franchi (18,980 euro) per un ciclo annuale di iniezioni.
Fusione con Novartis?
In un'intervista sul settimanale economico "HandelsZeitung", Daniel Vasella, presidente e CEO della ditta concorrente Novartis, ha affermato che una fusione con Roche sarebbe nell'interesse di entrambi i gruppi.
"Avremmo una posizione di leader globale dei farmaci e per quanto concerne l'innovazione, i nostri rispettivi campi sono complementari."
swissinfo e agenzie