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La conferma dell'Aiea dopo una perlustrazione: «Ci è stato detto che è una decisione militare e in un'area controllata dai militari»
ZAPORIZHZHIA - Gli esperti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) hanno osservato mine direzionali antiuomo alla periferia del sito della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia. Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Mariano Grossi.
In un comunicato viene spiegato che durante una perlustrazione del 23 luglio il team dell'Aiea ha visto alcune mine situate in una zona cuscinetto tra le barriere perimetrali interne ed esterne del sito. Gli esperti hanno riferito che si trovavano di fronte al sito, in un'area riservata a cui il personale operativo dell'impianto non può accedere.
«Come ho riferito in precedenza, l'Aiea era a conoscenza del precedente posizionamento di mine al di fuori del perimetro del sito e anche in particolari punti all'interno. Il nostro team ha fatto presente questa specifica scoperta e gli è stato detto che si tratta di una decisione militare e in un'area controllata dai militari», ha affermato Grossi.
«Ma avere tali esplosivi sul sito è incoerente con gli standard di sicurezza dell'Aiea e le linee guida sulla sicurezza nucleare e crea ulteriore pressione psicologica sul personale dell'impianto, anche se la valutazione iniziale dell'Aiea basata sulle proprie osservazioni e sui chiarimenti dell'impianto è che qualsiasi detonazione di queste mine non dovrebbe influire sui sistemi di sicurezza e protezione nucleare del sito», ha aggiunto il direttore generale dell'Aiea.
Intanto, le forze russe di occupazione presso la centrale nucleare hanno fatto entrare il reattore 4 in uno stato di 'spegnimento a caldo' (hot shutdown), in violazione dei protocolli di sicurezza, ha annunciato l'agenzia nucleare ucraina Energoatom tramite Telegram.
"Tali azioni sono una grave violazione dei requisiti della licenza per gestire questo impianto nucleare", ha affermato Energoatom. "Attualmente l'unità 4 dovrebbe funzionare esclusivamente nello stato di stato di 'spegnimento a freddo'".
Petro Kotin, il presidente di Energoatom, ha definito "criminale" la decisione di trasferire il reattore in uno stato di 'spegnimento a caldo'. "È una violazione deliberata e intenzionale del diritto ucraino e internazionale", ha detto.