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Lo scorso giugno, gli elettori si sono espressi chiaramente a favore di un obiettivo di zero emissioni entro il 2050. Questa decisione implica una riduzione significativa del consumo di combustibili fossili. Tuttavia, la strategia energetica 2050, che mette in pratica questo obiettivo, si basa su presupposti che oggi con ogni evidenza non sono rispettati. Il fabbisogno di elettricità è in forte aumento, soprattutto per accelerare l'elettrificazione dei trasporti e il riscaldamento degli edifici. Allo stesso tempo, l'importazione di elettricità sta diventando più difficile, dato che anche i paesi vicini si ritrovano a corto di elettricità in inverno.
Entro il 2050, la Svizzera sarà confrontata con un fabbisogno scoperto di circa 50 terawattora di elettricità, con il rischio di una carenza di energia elettrica, soprattutto in inverno. Le energie rinnovabili non saranno infatti sufficienti a coprire questo fabbisogno, soprattutto perché lo sviluppo di impianti idroelettrici e solari nelle Alpi o di nuove turbine eoliche è bloccato dalle associazioni ambientaliste e dai Verdi. Le centrali elettriche a gas, come previsto dalla strategia energetica 2050, annienteranno gli obiettivi climatici e aumenteranno la dipendenza da Stati autocratici, a meno che non siano alimentate da gas rinnovabili.
Il PLR non se ne sta con le mani in mano di fronte a questi preoccupanti sviluppi e chiede al Consiglio federale di intervenire. Il gruppo parlamentare liberale radicale alle Camere federali ha presentato oggi una mozione che chiede una revisione della strategia energetica 2050. Per garantire alla Svizzera l'approvvigionamento elettrico a breve, medio e lungo termine, è necessario adeguare le disposizioni legali e normative. Il Consiglio federale deve quindi agire immediatamente per affrontare questi problemi e lavorare ad un accordo sull'elettricità con l'UE.
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