Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01275.jsonl.gz/960

Che la Svizzera lo approvi o meno, il Patto sulla migrazione dell'ONU sarà decisivo per i dibattiti internazionali sul tema nei prossimi anni.
È quanto sostiene, in un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung (NZZ), il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Peter Maurer.
Maurer si attende che, alla Conferenza di Marrakech in programma il 10 e l'11 dicembre, il documento sia accettato da 160-180 Stati. A suo dire, tenendo conto di questo contesto, sarebbe "strano" se la Confederazione non facesse lo stesso, anche perchè Berna ha avuto un ruolo importante nelle trattative, offrendo la propria mediazione.
Anche il CICR è stato coinvolto nel processo. Maurer ritiene che il patto sia "un buon compromesso, nonostante le sue lacune". Un altro punto a favore è che le negoziazioni sono durate quasi tre anni e si sono svolte in modo "del tutto trasparente": chiunque avesse avuto delle riserve sulle discussioni avrebbe potuto sollevarle "senza problemi".
Il patto delle Nazioni Unite sulla migrazione ha scatenato un polverone politico in Svizzera. Durante la sua ultima seduta, il Consiglio federale ha deciso che per il momento non lo firmerà. Il governo intende infatti aspettare il dibattito parlamentare sul dossier, che si terrà nella sessione delle Camere attualmente in corso di svolgimento.
L'oggetto sarà discusso domani al Consiglio degli Stati e la settimana prossima al Nazionale.