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BERNA - "La Svizzera non ha ricevuto nessuna domanda di nuovi contributi al fondo di coesione dell'Unione Europea". Ad affermarlo è la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, smentendo le voci apparse in estate sulla stampa che sostenevano che l'UE avrebbe a breve chiesto un contributo di 1,6 miliardi.
La ministra degli esteri ha anche ricordato che il cosiddetto "miliardo di coesione" versato nel 2006 non è mai stato oggetto di negoziati con Bruxelles. Si è trattato di un contributo di solidarietà offerto spontaneamente dalla Svizzera. Calmy-Rey parte quindi dal principio che la Confederazione non sarà sollecitata per nuovi versamenti.
In luglio, l'ambasciatore polacco a Berna Jaroslav Starzyk aveva però affermato che i versamenti ai nuovi membri dell'UE per la promozione dello sviluppo economico sono tuttora giustificati. A suo avviso vi sono dunque buone ragioni perché anche la Svizzera dia un nuovo contributo.
In occasione di una visita del capo della Direzione per la cooperazione e lo sviluppo (DSC) Martin Dahinden a Bruxelles in febbraio, fonti vicine alla Commissione Europea avevano affermato che si potrebbe discutere di un nuovo contributo all'allargamento da parte della Svizzera. Ufficialmente non è però ancora giunta alcuna richiesta, aveva allora indicato Dahinden.
Alla fine del 2006 il popolo svizzero aveva approvato la legge federale sulla cooperazione con gli stati dell'Europa dell'Est. Con il "miliardo di coesione" Berna sostiene per il periodo 2007-2012 lo sviluppo dei nuovi membri dell'UE.
SDA-ATS