Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/64057

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel sito Internet del Sorvegliante dei prezzi si trovano, oltre ai rapporti annuali di questo ufficio, anche vari comunicati concernenti gli interventi effettuati da tale servizio di sorveglianza nel settore dell'elettricità, dell'approvvigionamento in acqua potabile, delle tasse di depurazione e in numerosi altri ambiti. Non vi si trovano invece comunicazioni riguardo alla sorveglianza dei prezzi nel settore delle derrate alimentari.</p><p>Se si dà un'occhiata all'evoluzione dei prezzi al consumo delle derrate alimentari, si constata che essi sono aumentati dell'11 per cento tra il 1993 e il 2004. Si potrebbe pensare che si tratta, a tale proposito, di un semplice adeguamento dei prezzi in seguito all'andamento del tasso d'inflazione registrato durante questo periodo. Se però si confronta l'evoluzione dei prezzi al consumo con quella dei prezzi alla produzione, che sono diminuiti del 23 per cento nel corso dello stesso periodo, si può constatare che i margini commerciali degli intermediari nel settore delle derrate alimentari sono aumentati del 34 per cento durante il medesimo lasso di tempo.</p><p>Fatte queste premesse, rivolgo al Consiglio federale le domande seguenti:</p><p>1. Il Consiglio federale ritiene che l'obiettivo della nuova politica agricola, vale a dire che i consumatori beneficino della riduzione dei prezzi pagati ai produttori per avvicinarsi ai prezzi europei, sia stato raggiunto?</p><p>2. Il Consiglio federale ha incaricato il Sorvegliante dei prezzi di vigilare sull'evoluzione dei prezzi al consumo delle derrate alimentari prendendo quale criterio di riferimento la riduzione dei prezzi pagati ai produttori?</p><p>3. Il Consiglio federale considera giustificato un aumento del 34 per cento dei margini commerciali in questo settore, verificatosi nel corso di dieci anni?</p><p>4. In caso contrario, perché il Consiglio federale non ha incaricato il Sorvegliante dei prezzi di occuparsi di tale questione?</p><p>5. Nell'ipotesi in cui il Consiglio federale avesse preteso un intervento del Sorvegliante dei prezzi in questo ambito, come si spiega l'inefficacia di un simile provvedimento?</p><p>6. Il Consiglio federale non ritiene che il contratto concluso con il popolo, vale a dire il sostegno finanziario all'agricoltura alimentato dal gettito fiscale contro la riduzione dei prezzi al consumo, sia stato violato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con la riforma della politica agricola, lo Stato si è ritirato dalla regolamentazione diretta dei prezzi sui mercati delle derrate alimentari. Tutte le garanzie di prezzo nonché i prezzi e i margini amministrati ad esse correlati sono stati soppressi con la Politica agricola 2002. Di conseguenza la politica agricola non può e non deve più influire direttamente sull'andamento dei mercati. Interventi da parte dello Stato sono possibili, laddove i presupposti legali speciali sono soddisfatti, nei seguenti settori:</p><p>- Vigilanza sui prezzi (art. 27 LAgr): rilevamento, dalla produzione al consumo, dei prezzi delle merci che sono influenzati da provvedimenti di politica agricola della Confederazione (l'Ufficio federale dell'agricoltura è competente).</p><p>- Sorveglianza generale dei prezzi (Sorvegliante dei prezzi)</p><p>- Applicazione della legge sui cartelli da parte della Commissione della concorrenza (Comco)</p><p>1. Come il Consiglio federale ha già precisato nel documento per la consultazione relativa alla politica agricola 2011, p. 12, dal confronto dell'evoluzione dei prezzi in Svizzera e nell'UE a partire dal 1990/92 risulta che la riduzione dei prezzi alla produzione in Svizzera (-24 per cento) è stata maggiore che nell'UE (-20 per cento). Di conseguenza, in questo periodo, lo scarto relativo si è ridotto dal 49 al 46 per cento. Per quanto riguarda i prezzi al consumo, lo scarto nei confronti dell'UE è aumentato. Mentre nel 1990/92 la differenza di prezzo di un paniere standard della casalinga ammontava ancora al 31 per cento, essa ha raggiunto di media il 38 per cento nel 2001/03. Le tappe della riforma della politica agricola hanno contribuito in modo essenziale al fatto che la differenza di prezzo con l'UE non sia ancora aumentata ulteriormente. I prodotti agricoli svizzeri in quanto materia prima per la produzione di derrate alimentari sono rimasti concorrenziali e le quote di mercato hanno potuto essere mantenute. In tal modo è stato possibile raggiungere almeno questo obiettivo. Occorre osservare che il valore della produzione agricola svizzera rappresenta soltanto il 20 per cento circa delle spese alimentari. Di conseguenza la riduzione dei prezzi pagati ai produttori può ripercuotersi soltanto in questa proporzione sui consumatori. In tal modo la ripercussione totale di una riduzione del 25 per cento dei prezzi alla produzione causerebbe una diminuzione massima del 5 per cento dei prezzi al consumo. In questo senso è senz'altro possibile che, a causa di elementi che stimolano i costi nella trasformazione e nel commercio, lo scarto di prezzo aumenti. Inoltre è indubbio che, di regola, i benefici che risultano dalla trasformazione delle derrate alimentari sono nettamente inferiori rispetto a numerosi altri rami economici. Finora neanche la Comco ha constatato che la concorrenza non ha ripercussioni sui settori a valle dell'agricoltura. Tutto ciò consente di supporre che il margine lordo superiore non è il risultato di un abuso di prezzi a livello della trasformazione e del commercio, ma riflette piuttosto l'esistenza di elementi che stimolano i costi nei settori a valle dell'agricoltura.</p><p>2./4./5. Per i motivi giuridici seguenti, il Consiglio federale non ha conferito al Sorvegliante dei prezzi alcun mandato di vigilanza sui prezzi delle derrate alimentari. La legge federale sulla sorveglianza dei prezzi (LSPr, RS 942.20) si applica ai prezzi delle imprese che dominano il mercato e dei cartelli ai sensi della legge sui cartelli. Se i prezzi sono il risultato di una concorrenza efficace, un abuso di prezzo è escluso. Siccome la Commissione della concorrenza non ha finora constatato alcuna posizione dominante sul mercato e nemmeno accordi sui prezzi nel commercio al dettaglio, il Sorvegliante dei prezzi non dispone, in questo settore, di competenze legali per intervenire in merito. Per questo motivo la Sorveglianza dei prezzi non effettua in proprio alcuna osservazione del mercato o vigilanza sui prezzi. (La Sorveglianza dei prezzi ha tuttavia analizzato dettagliatamente i prezzi nelle fasi di produzione a monte dell'agricoltura. I risultati di tale analisi della Sorveglianza dei prezzi sono stati presentati nel rapporto intitolato: "Hohe Produktionsmittel-Preise in der schweizerischen Landwirtschaft - Erkenntnisse, Analysen und Vorschläge der Preisüberwachung zur Kostensenkung bei landwirtschaftlichen Produktionsmitteln im Hinblick auf die "Agrarpolitik 2011' und auf Missbrauchsprüfungen" del 27 settembre 2005. Questo rapporto può anche essere consultato nel sito Internet della Sorveglianza dei prezzi.)</p><p>L'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) effettua invece, in base alla legge sull'agricoltura, una vigilanza dei prezzi. L'UFAG rileva periodicamente il livello dei prezzi dei prodotti agricoli e dei prodotti derivanti dalla loro trasformazione ai diversi livelli della trasformazione e del commercio. L'opinione pubblica viene informata a scadenze regolari, in appositi rapporti di mercato, in merito all'evoluzione dei prezzi alla produzione e dei prezzi al minuto come pure in merito all'andamento dei margini lordi nel commercio. Il Consiglio federale ritiene quindi che la trasparenza venga così garantita in modo sufficiente e che non sia necessario conferire al Sorvegliante dei prezzi un mandato speciale di vigilanza sui prezzi.</p><p>3. I motivi possibili dell'aumento dei margini di mercato sono svariati. A questa evoluzione hanno contribuito, tra l'altro, l'eliminazione degli scarti della macellazione, l'introduzione della TTPCP, la garanzia della rintracciabilità e altre operazioni di mercato nel settore alimentare. Inoltre le importazioni di derrate alimentari sono diventate più care. Un sistema di definizione, rispettivamente di controllo dei margini da parte dello Stato, come esisteva in parte prima della riforma, non deve essere reintrodotto. Con la Politica agricola 2011 occorre rafforzare la concorrenza nei vari rami economici, sia a monte che a valle. Una nuova riduzione del sostegno al mercato, una diminuzione della protezione doganale per i cereali e i foraggi, una ripartizione più conforme alla concorrenza dei diritti d'importazione e l'apertura reciproca, già decisa, del mercato del formaggio nei confronti dell'UE costringerà l'intero settore delle derrate alimentari a sfruttare il potenziale esistente di riduzione dei costi.</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene che non sia stata violata alcuna promessa. La riduzione dei ricavi generata da prezzi alla produzione in ribasso è stata in gran parte compensata da pagamenti diretti più elevati, affinché l'agricoltura possa mantenere le prestazioni in favore dell'economia generale previste dalla Costituzione. I prezzi alla produzione più bassi hanno contribuito a limitare l'aumento dei prezzi al consumo.</p><p>Per rafforzare la capacità concorrenziale dell'economia in generale e per combattere il livello elevato dei prezzi in Svizzera, il Consiglio federale ha proposto, all'inizio del 2004, 17 misure concrete di politica economica per l'attuale legislazione. Nel settore delle derrate alimentari, a tale proposito, occorre realizzare prioritariamente la Politica agricola 2011.</p>  Risposta del Consiglio federale.