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Nel 2000 la Comunità degli Stati ha convenuto otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) da raggiungere entro il 2015, ponendosi tra l'altro l'obiettivo di dimezzare la povertà e la fame rispetto al 1990, di garantire l'istruzione primaria generale per tutti, di ottenere la parità di genere e di diminuire la mortalità materna e infantile. La Svizzera ha orientato fortemente sugli OSM la sua attività riguardante lo sviluppo, conferendo la massima priorità alla riduzione della povertà.
Questo primo e imprescindibile obiettivo è stato raggiunto: dal 1990 il numero delle persone che vivono con meno di 1,25 dollari americani al giorno, facendo quindi parte delle persone estremamente povere, è diminuito da 1,94 a 1,29 miliardi. Nel marzo 2012 la Banca Mondiale ha comunicato che l'obiettivo prefissato era già stato raggiunto nel 2010.
Povertà: un fattore comunque «intollerabile»
Particolarmente incoraggianti sono le cifre sulla Cina e sull'India, dove soprattutto la crescita economica ha aiutato molte persone a lasciarsi alle spalle la povertà. Ma anche nell'Africa subsahariana, dove la povertà è particolarmente diffusa, la situazione è migliorata: per la prima volta anche in questa regione la quota delle persone estremamente povere è scesa al di sotto del 50 per cento.
Malgrado questi sviluppi positivi, la Banca Mondiale reputa che vi sia ancora molto da fare nell'ambito della lotta contro la povertà. Anche se la povertà estrema continua a diminuire, nel 2015 un miliardo di persone sarà ancora colpito da questo fenomeno. Dati definiti «intollerabili» dalla Banca Mondiale.
Inoltre, un numero considerevole di persone che ha superato la soglia di 1,25 dollari americani deve comunque vivere con meno di 2 dollari americani al giorno. Negli ultimi 30 anni questo numero è diminuito solo lievemente (da 2,59 mia. a 2,47 mia.).
Quasi il 90 per cento dispone di acqua potabile
Secondo il rapporto mondiale sull'acqua delle Nazioni Unite, il numero di persone che dispongono di acqua potabile è aumentato all'89 per cento a livello mondiale dal 1990, raggiungendo così anche l'OSM 7, ossia il dimezzamento del numero di persone senza accesso all'acqua potabile. L'accesso alle infrastrutture sanitarie, che l'ONU voleva migliorare insieme all'approvvigionamento idrico, ha fatto registrare un successo inferiore.
«È ancora presto per cantare vittoria»
Fonte di preoccupazione sono tuttavia le grandi differenze a livello mondiale. L'India e la Cina sono leader nell'ambito dell'approvvigionamento idrico, mentre nell'Africa subsahariana il 40 per cento della popolazione non ha ancora accesso all'acqua potabile.
Il direttore dell'UNICEF Anthony Lake spiega che, malgrado i successi, entro il 2015 resta ancora molto da fare: «Il mondo non può ancora cantare vittoria, fintanto che l'11 per cento dell'umanità, 783 milioni di persone, non avrà accesso all'acqua potabile.»