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La pressione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo il colloquio telefonico con Vladimir Putin.
ANKARA - La soluzione del trasporto di cereali ucraini nel Mar Nero «dipende dai Paesi occidentali che devono mantenere le promesse». Lo ha affermato questa sera il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
«Credo si possa trovare una soluzione», ha aggiunto, riferendosi al suo recente colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, che ha rifiutato di prorogare l'accordo, di cui la Turchia e l'Onu erano i garanti, scaduto il 17 luglio.
«La scorsa settimana, durante la nostra conversazione telefonica con Putin, siamo venuti a conoscenza delle esigenze della Russia», ha detto Erdogan senza aggiungere ulteriori dettagli, prima della conferenza degli ambasciatori ad Ankara.
«La soluzione a questo problema dipende dal fatto che i Paesi occidentali onorino le loro promesse. I passi che avrebbero trasformato l'atmosfera positiva creata dalla Black Sea Initiative in un cessate il fuoco e poi in un duraturo accordo di pace, non sono stati compiuti», ha accusato.
La Russia ha chiesto in particolare la rimozione degli ostacoli, legati alle sanzioni occidentali, all'esportazione dei propri prodotti agricoli, in particolare i fertilizzanti. «La nostra posizione qui è chiara», ha insistito Erdogan, che la scorsa settimana ha invitato Putin a «evitare l'escalation»: «Se la guerra si estenderà al Mar Nero, sarà un disastro per la nostra regione».
Il mese scorso, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Erdogan ha annunciato che Putin avrebbe visitato la Turchia ad agosto. Ma Mosca si è infastidita quando Zelensky è tornato da Istanbul con cinque alti comandanti del reggimento ucraino Azov, che avrebbero dovuto rimanere in Turchia fino alla fine del conflitto in base a un accordo di scambio di prigionieri con Mosca.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto all'epoca che si trattava di «una diretta violazione» dell'accordo con la Turchia. La Turchia, membro della Nato, è riuscita a mantenere legami amichevoli sia con la Russia che con l'Ucraina durante la guerra. Ankara ha evitato le sanzioni occidentali imposte alla Russia, ma ha fornito armi all'Ucraina.