Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01060.jsonl.gz/954

Le autorità iraniane hanno ridotto l'accesso a Internet in vista di nuove proteste attese per oggi, dopo quelle di novembre, per l'aumento dei prezzi della benzina, represse con un bilancio di centinaia di morti.
Una fonte informata al ministero delle Telecomunicazioni ha detto all'agenzia Ilna che le restrizioni all'accesso a Internet nelle case e per gli smartphone sono state ordinate da "autorità della sicurezza".
Le famiglie degli uccisi nelle manifestazioni di novembre e diversi attivisti hanno lanciato appelli negli ultimi giorni attraverso i social media per nuovi raduni da tenere oggi in onore dei morti del mese scorso, nel 40/o giorno dopo lo scoppio degli incidenti. Secondo la tradizione sciita, infatti, i morti vengono commemorati dopo 40 giorni dal decesso.
La rivoluzione del 1979 cominciò un anno prima con manifestazioni che si ripeterono appunto ogni 40 giorni per commemorare le vittime della repressione di ogni protesta precedente.
Un ingente schieramento di forze di sicurezza viene segnalato intanto a Teheran e in altre città del Paese per prevenire eventuali raduni dell'opposizione.
Secondo Amnesty International, solo le vittime accertate e identificate degli incidenti di novembre sono almeno 304, ma il numero potrebbe essere notevolmente superiore. Nei giorni scorsi un'inchiesta della Reuters, che si basava su interviste a responsabili anonimi del ministero dell'Interno, aveva fissato il numero degli uccisi a circa 1.500.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>