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L'imprenditore a capo di un gruppo minerario attivo in gran parte in Svizzera è accusato di aver versato tangenti per ottenere licenze minerarie in Guinea
È iniziato oggi a Ginevra il processo al miliardario israeliano Beny Steinmetz, a capo di un impero minerario, per corruzione di pubblici ufficiali stranieri e falsità di documenti. È accusato di aver versato tangenti per il rilascio di licenze minerarie nella Repubblica di Guinea tra il 2005 e il 2010.
L'indagine è stata avviata nel 2013 e il procedimento si svolge in Svizzera poiché una parte consistente dell'attività del gruppo di Beny Steinmetz era condotta da Ginevra. Il 64enne si dichiarata innocente e il suo avvocato Marc Bonnant chiederà l'assoluzione.
In particolare, la procura ginevrina accusa Steinmetz di un "patto di corruzione" risalente al 2005 e stipulato con l'allora presidente della Repubblica di Guinea Lansana Conté e con la quarta moglie Mamadie Touré. Secondo lo scritto dell'accusa la moglie aveva una grande influenza sul marito, deceduto nel 2008.
Fra il 2006 e il 2012 il miliardario israeliano avrebbe versato a Touré, che oggi vive negli Stati Uniti, dieci milioni di dollari di "bustarelle", anche attraverso conti bancari svizzeri. In cambio, l'azienda Beny Steinmetz Group Resources (BSGR) ha ottenuto concessioni minerarie.
A processo ci sono anche altri due imputati che avrebbero partecipato a vario titolo al sistema di corruzione. Il procedimento durerà fino al 15 gennaio.