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Il prezzo del petrolio crolla - arrivando addirittura a quotazioni negative per quello americano - ma il consumatore elvetico non può approfittarne: il costo del carburante nelle stazioni di servizio rimane in questi giorni praticamente invariato.
"Il prezzo della benzina in Svizzera è determinato solo in misura molto marginare dal costo del greggio", spiega l'associazione degli importatori Avenergy Suisse in dichiarazioni riportate dall'agenzia Awp. Le fluttuazioni alla pompa di benzina sono minime, anche in caso di crisi internazionale nelle regioni di estrazione o di restrizioni imposte dai paesi produttori.
L'organismo ricorda che le tasse fisse rappresentano circa 73 centesimi al litro. A questi vanno poi aggiunti i costi di distribuzione, approvvigionamento e trasporto. Ciò fa sì che il costo della benzina e del diesel rimanga tradizionalmente stabile.
Inoltre le stazioni di servizio, confrontate con un calo della domanda del 50-80% per via delle restrizioni ai movimenti, hanno bisogno di molto più tempo per vendere una produzione acquistata a prezzi ben più elevati. Da fine gennaio, cioè da prima della crisi del coronavirus, il prezzo del carburante è comunque sceso di 15-20 centesimi al litro a seconda delle regioni.
Negli Stati Uniti i produttori, non disponendo di sufficienti quantità di stoccaggio, si sono visti costretti a pagare gli acquirenti affinché rilevassero il petrolio. Avenergy ricorda però che la Svizzera acquista relativamente poco oro nero a stelle e strisce: le fonti di approvvigionamento sono soprattutto Nigeria (34%), Kazakistan (29%) e Libia (22%). Seguono Usa (11%) e Algeria (3,3%).
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