Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/117561

<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua scheda informativa "Prospettive energetiche 2050" pubblicata il 10 giugno 2011, l'Ufficio federale dell'energia ha quantificato in soli 0,7 terawattora il calo di produzione dovuto alle disposizioni sui deflussi residuali. Nelle stime precedenti il Consiglio federale presumeva invece perdite superiori del doppio.</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>- come si spiega questa differenza fra le due ipotesi relative al calo di produzione? - nello scenario presentato nella scheda informativa, quali corsi d'acqua resterebbero prosciugati o quali disposizioni concernenti i deflussi residuali non verrebbero attuate completamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 25 maggio 2011, il Consiglio federale ha deciso di disattivare e di non sostituire le attuali centrali nucleari al termine del loro ciclo di vita, stabilito in funzione di criteri di sicurezza tecnici. Per garantire anche in futuro la sicurezza di approvvigionamento, il Consiglio federale, nell'ambito della Strategia energetica 2050, punta su maggiori risparmi energetici (efficienza energetica), sul potenziamento dell'energia idroelettrica e delle nuove energie rinnovabili, nonché, se necessario, sulla produzione di elettricità a partire da vettori fossili (impianti di cogenerazione ad alta efficienza, centrali a ciclo combinato gas-vapore) e sulle importazioni. Inoltre, si dovranno potenziare rapidamente le reti elettriche e rafforzare il settore della ricerca.</p><p>L'energia idroelettrica rappresenta, allo stato attuale, circa il 56 per cento della produzione nazionale di energia elettrica. Con il nuovo orientamento della politica energetica questa quota dovrà essere incrementata. In relazione al riesame della strategia energetica del Consiglio federale a seguito della catastrofe registrata nei reattori nucleari giapponesi, tenendo in considerazione le mutate condizioni quadro si sono elaborate nuove stime per il potenziale della forza idrica. La base per la stima del potenziale è costituita dai documenti elaborati e utilizzati nell'ambito della formulazione delle prospettive energetiche 2035.</p><p>1. In considerazione delle nuove condizioni quadro, focalizzate tra l'altro anche su un maggiore sfruttamento della forza idrica indigena, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) è partito dal presupposto che le disposizioni sui deflussi residuali sanciti dalla legge sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20), in caso di nuove concessioni, siano attuate in maniera contenuta, nel senso che si applichino maggiormente, ad esempio, le deroghe di cui all'articolo 32 LPAc. Sono state quindi ipotizzate perdite di produzione pari alla metà circa di quelle stimate originariamente. Le perdite di produzione non si concretizzeranno completamente entro il 2050, poiché non tutte le concessioni saranno rinnovate entro questa data (decorrenza nella maggior parte dei casi di 80 anni). Entro il 2050 vi è quindi da attendersi un calo pari a 0,9 terawattora (invece di 1,8 terawattora). La revisione della legge sulla protezione delle acque (come controprogetto indiretto all'iniziativa sulla pesca) prevede tra l'altro un'estensione delle deroghe circa le quantità minime di deflussi residuali, ciò che consente una maggiore produzione pari a circa 0,2 terawattora (entro il 2050). A seguito dell'applicazione moderata delle disposizioni legali, l'UFE ha perciò quantificato entro il 2050 un calo di produzione di 0,7 terawattora. Nei prossimi mesi, i cantoni, i servizi e le associazioni interessati valuteranno se questa stima corrisponde alla realtà.</p><p>2. Nella prima parte delle prospettive si trattava di illustrare come l'attuale quota di energia elettrica prodotta in Svizzera dal nucleare possa essere sostituita nei prossimi decenni. Per perseguire questo obiettivo devono essere sfruttati tutti i potenziali relativi all'efficienza energetica, all'eolico e al solare, nonché alla forza idrica. Il rilevamento dei dati e delle stime rappresenta un documento di discussione che verrà sottoposto nei prossimi mesi ai cantoni e ai servizi interessati al fine di valutarne la plausibilità. Al riguardo, saranno pure integrati e valutati nuovi progetti. Fino ad oggi, la realizzazione di progetti e le ripercussioni concrete dell'attuazione della strategia non sono al centro delle attenzioni. Nel quadro del nuovo piano d'azione che richiede l'abbandono del nucleare, devono essere risolti in maniera costruttiva i conflitti d'interesse tra protezione del clima, delle acque e del paesaggio e la pianificazione del territorio.</p>  Risposta del Consiglio federale.