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Lo scorso anno, la Svizzera ha impiegato quasi 2,5 miliardi di franchi per l'aiuto allo sviluppo, una cifra pari allo 0,47% del reddito nazionale lordo. Nel 2008 la percentuale era stata dello 0,44%.
Rispetto al 2008, l'incremento è stato di 265 milioni di franchi. L'aumento – si legge nel comunicato diramato mercoledì dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) – è riconducibile in particolare alle misure intraprese per la cancellazione dei debiti del Togo e della Repubblica del Congo e al forte aumento delle spese per i richiedenti l'asilo provenienti dai paesi in via di sviluppo.
Questi ultimi costi – pari al 15% della somma complessiva, ossia circa 375 milioni di franchi nel 2009 – possono infatti essere computati all'aiuto pubblico allo sviluppo in virtù delle direttive dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, osserva il DFAE.
La Svizzera si colloca circa al centro nella classifica dei paesi donatori. Le cifre di paragone internazionali relative al 2009 saranno pubblicate dopo l'incontro del Comitato di sviluppo dell'OCSE, previsto a metà aprile.
Due settimane fa, la Camera bassa del parlamento svizzero, contrariamente a quella alta, aveva respinto la proposta di aumentare la somma destinata all'aiuto allo sviluppo, portandola allo 0,5% del reddito nazionale lordo entro il 2015.
swissinfo.ch e agenzie