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In meno di una settimana 1600 proprietari di veicoli lesi nell'ambito del Dieselgate hanno deciso di chiedere indennizzi.
Fra questi vi sono anche un centinaio di piccole e medie imprese, ha indicato all'ats Alex von Hettlingen, portavoce della SKS. Per dare all'azione un peso sufficiente, l'associazione spera di ottenere il sostegno di 2'000 persone entro metà novembre.
"Siamo sorpresi del successo e siamo convinti di riuscire a raggiungere per tempo la soglia dei 2'000 interessati", ha aggiunto il portavoce. Molti proprietari di veicoli VW, Skoda e Audi sono sollevati per il fatto che sia stata la SKS ad assumersi il rischio di un processo. Le richieste di indennizzo devono essere presentate entro la fine dell'anno poiché a partire da gennaio 2018 esiste il rischio di prescrizione.
Lo scaldalo ha toccato circa 180'000 veicoli in Svizzera. Le auto interessate hanno perso valore e quindi i clienti lesi hanno pagato in media il 15% di troppo, vale a dire da 3000 a 7000 franchi di troppo, secondo l'associazione.
La SKS ha sporto denuncia giovedì scorso a Zurigo contro il gruppo Volkswagen e l'importatore AMAG. Lunedì la Federazione romanda dei consumatori (FRC) ha invece annunciato l'intenzione di partecipare a un'azione legale collettiva in Germania seguendo l'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC). I clienti lesi possono iscriversi sulla piattaforma myRight tramite il sito internet frc.ch per partecipare alla "class action" che riunisce vittime di diversi Paesi europei, di cui oltre 40'000 solo in Germania. L'obiettivo è far condannare VW a versare un indennizzo ai clienti lesi, come ha dovuto fare negli Stati Uniti.