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Per far cessare lo sciopero alle Officine di Bellinzona, le Ferrovie federali svizzere (FFS) sono disposte a sospendere i piani di ristrutturazione.
Al fine di concertare una soluzione di compromesso è stata proposta una tavola rotonda con la partecipazione di tutte le parti coinvolte. L'annuncio è stato dato mercoledì in una conferenza stampa a Berna dal direttore delle FFS Andreas Meyer, al termine di un incontro con una delegazione delle autorità ticinesi e grigionesi e col ministro svizzero dei trasporti Moritz Leuenberger.
Per Meyer il dialogo deve essere avviato rapidamente. Poi la vertenza dovrebbe essere risolta nel giro di due mesi. Egli ha fatto notare che l'azienda ha impegni con i propri clienti e che se non c'è uno sblocco della situazione bisognerà trovare alternative.
"L'agitazione in corso a Bellinzona rischia di fare solo dei perdenti, i lavoratori e le stesse FFS Cargo", ha dichiarato dal canto suo Leuenberger, rilevando l'importanza di evitare un ulteriore inasprimento del conflitto.
I rappresentanti del governo ticinese si sono detti d'accordo con l'offerta, ma hanno ribadito la richiesta che FFS Cargo rinunci alle misure di risanamento. Queste comportano il taglio di 126 posti di lavoro a Bellinzona.
Il sindacato Unia giudica positivamente il segnale di distensione lanciato dalle FFS. Ma prima di adottare qualsiasi decisione occorrerà analizzare dettagliatamente l'offerta. Il personale deciderà giovedì se revocare lo sciopero, avviato venerdì scorso.
swissinfo e agenzie