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Gli inizi della stagione invernale 2016/17 lo hanno dimostrato un’altra volta: senza innevamento artificiale, al giorno d’oggi in molte località non sarebbe più possibile praticare nessuno sport invernale. Soprattutto all’inizio della stagione sciistica viene quindi consumata molta acqua per produrre la neve tecnica. Per l’innevamento artificiale, l’acqua viene polverizzata ad alta pressione in modo da formare minuscole gocce d’acqua. Lungo il loro percorso verso il suolo, le goccioline d’acqua si raffreddano, si congelano e si trasformano in piccoli granelli di ghiaccio.
Dettagli del progetto
Durata del progetto
2015 - 2018
Direzione del progetto
Dr. Thomas Grünewald
Tuttavia, non tutta l’acqua che viene sparata dal cannone riesce ad atterrare sotto forma di neve tecnica nella zona prevista: una parte di essa viene spazzata via dal vento, un’altra parte evapora o sublima. Ma a quanto ammonta effettivamente la perdita di acqua? A Davos l’SLF ha svolto i primi test di innevamento artificiale per dare una risposta a questa domanda. I ricercatori hanno confrontato il volume d’acqua convogliato verso la lancia sparaneve con la quantità di neve accumulatasi al suolo dopo una notte di innevamento artificiale. Il volume di neve necessario per stabilire la massa è stato determinato tramite rilievi ultra-precisi mediante scanner laser effettuati prima e dopo il test. Con l’aiuto di misurazioni della densità, dal volume di neve è stato quindi calcolata la corrispondente quantità di acqua immagazzinata nella neve. Una stazione meteo installata vicino alla lancia sparaneve ha inoltre fornito tutti i principali parametri meteorologici come temperatura, umidità dell’aria e velocità del vento.
Dai primi risultati è emerso che durante l’innevamento artificiale la perdita di acqua oscilla tra il 15 e il 40%: valori che si avvicinano a quelli di un altro studio svolto in Francia. In una fase successiva i ricercatori provvederanno a confrontare le perdite di acqua anche con altre condizioni meteo e diverse impostazioni delle lance sparaneve, nonché a sviluppare ulteriormente le serie di test. Essi prevedono che con l’aiuto dei dati raccolti sarà possibile validare e migliorare i loro modelli numerici sull’innevamento artificiale, ottenere una risposta su un impiego più efficiente possibile degli impianti d’innevamento artificiale e contribuire a un perfezionamento della tecnologia ad essi legata.