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BERNA - Il vicario giudiziale Nicolas Betticher, responsabile del Tribunale interdiocesano svizzero, esorta papa Francesco e i vescovi a creare tribunali indipendenti all'interno della Chiesa per giudicare - in parallelo alla giustizia civile - i casi di abusi sessuali. È il solo modo di rendersi credibili, afferma in una intervista pubblicata oggi dai giornali Tamedia svizzerotedeschi.
«Il vescovo è il datore di lavoro che assume il prete, il giudice supremo che giudica il colpevole e il padre spirituale che protegge le vittime», rileva Betticher. A suo avviso, questo modello con tre poteri riuniti in una sola persona è «malsano e non credibile», non è equo verso le vittime ed è un onere eccessivo per gli stessi vescovi.
In base alle direttive della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), i casi di abusi in seno alla Chiesa cattolica dovono essere obbligatoriamente segnalati alla giustizia penale dai vescovi e dai superiori maggiori di ordini religiosi. Parallelamente viene aperto un procedimento di diritto canonico e il caso deve anche essere segnalato alla Congregazione per la dottrina della fede in Vaticano, responsabile per tutti gli abusi nel mondo, spiega Betticher. Ma «come può un solo ufficio romano agire per l'intero pianeta? Non è fattibile», risponde il vicario giudiziale.
Egli suggerisce che sia istituita, per ogni conferenza episcopale nazionale, quindi in ogni paese, un tribunale di prima istanza che si occupi dei casi di abusi. Questo tribunale dovrebbe includere non soltanto specialisti di diritto ecclesiale, ma anche giuristi, psichiatri e medici indipendenti, uomini e donne, ed essere autorizzato dal papa a decidere e giudicare.
Nicolas Betticher non ha ancora presentato la sua proposta ai vescovi svizzeri: intende prima sottoporre la questione alla conferenza dei giuristi ecclesiastici in programma a settembre. «Sarebbe qualcosa di completamente nuovo, certo. Finora solo il vescovo può amministrare la giustizia», dice Betticher. Il papa - aggiunge - potrebbe istituire immediatamente simili tribunali, che sgraverebbero i vescovi, per i quali è spesso difficile giudicare e denunciare preti che conoscono bene, che hanno consacrato e cui hanno affidato parrocchie: «Il mio vescovo di un tempo a Friburgo, Bernard Genoud, si è ammalato».
Secondo Betticher, non è pensabile far giudicare i casi di abusi dal Tribunale interdiocesano, perché si tratta di una corte che si occupa di cause matrimoniali. Il nuovo tribunale proposto dovrebbe decidere quali sanzioni ecclesiastiche adottare contro i preti colpevoli di abuso: sospensione, licenziamento, terapia. «Il resto lo fa lo Stato, che sa farlo meglio di noi», afferma.
Nicolas Bettler, 59 anni, friburghese, quale vicario giudiziale è responsabile del Tribunale interdiocesano svizzero a Friburgo, che è il tribunale d'appello competente in materia di cause matrimoniali soppesate nei vari tribunali diocesani di prima istanza. È inoltre parroco a Berna. Dottore in teologia e diritto canonico, è stato, tra l'altro, portavoce della Conferenza dei vescovi svizzeri, deputato PPD nel Gran Consiglio friburghese, addetto stampa per sei mesi nel 2001 dell'allora consigliera federale PPD Ruth Metzler e cancelliere della Diocesi di Friburgo, Ginevra e Losanna.