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Fauci: "Cina dia i dati di 9 pazienti"
L'epidemiologo USA in cerca delle prove che il virus sia uscito da un laboratorio - Il parere di Marco Gerdol, genetista
Gli Stati Uniti non allentano la pressione sulla Cina a caccia delle origini della pandemia e l'ipotesi di una fuga del virus dal laboratorio di infettivologia di Wuhan resta sul tavolo. Tanto che il virologo Anthony Fauci avrebbe chiesto alle autorità di Pechino alcune cartelle cliniche, quelle dei tre ricercatori e delle altre sei persone che si sospetta possano aver contatto il Covid 19 già nel novembre del 2019, un mese prima dei primi contagi ufficiali.
A riportarlo è il Financial Times, anche se da Washington per ora non arriva alcuna conferma. Il sospetto è che durante gli studi e le analisi di laboratorio si possa essere verificata una fuga verso l'esterno del virus. Un incidente più che un'azione deliberata, ha ripetuto Fauci negli ultimi giorni, ma un incidente sempre negato dalle autorità cinesi, che bollano la tesi come "una teoria del complotto".
La tesi di Pechino resta dunque quella del contagio avvenuta direttamente con la trasmissione del virus dagli animali e non necessariamente in Cina, dove il Covid 19 potrebbe essere arrivato dall'esterno, magari attraverso del cibo congelato importato. Ma per Fauci in quelle cartelle cliniche delle nove persone ammalatesi nel 2019, di cui tre decedute, potrebbero esserci "indizi fondamentali" per risalire all'origine della pandemia. Ecco perché il suo appello alle autorità e ai colleghi cinesi è quello di collaborare il più possibile nella ricerca della verità.
Il parere di Marco Gerdol, genetista ed esperto di biologia molecolare
Ma oggi la scienza cosa sa sull'origine di questo virus? La RSI lo ha chiesto a Marco Gerdol, genetista ed esperto di biologia molecolare. "Dal punto di vista scientifico non è cambiato molto rispetto a quello che sapevamo all'inizio", spiega Gerdol. Secondo lo studioso il genoma del Covid non ha nessuna caratteristica strana e non ha subito manipolazioni. Questo dovrebbe escludere l'ipotesi dell'origine o di un errore in laboratorio.
Il presidente statunitense Joe Biden, però, nel frattempo, ha dato tempo 90 giorni all’intelligence USA per fornire un rapporto sull’origine del Covid.
A fare riaffiorare l'ipotesi-laboratorio c’è anche una lettera pubblicata qualche settimana fa sulla nota rivista Science. Alcuni esperti chiedono che si indaghi maggiormente. "Un elemento che potrebbe togliere ogni dubbio sarebbe trovare il vaccino naturale da cui il virus è nato - conclude Marco Gerdol - bisogna continuare la ricerca ma la biodiversità virale è enorme e ci sono migliaia di coronavirus che circolano nei pipistrelli in Asia".