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La rivoluzione ha riunito tutti gli strati della società ucraina, che si sono schierati insieme contro un sistema socioeconomico ispirato all’ex Unione Sovietica e nel quale non si riconoscevano più. Sin dalla sua indipendenza, acquisita nel 1991, l’Ucraina non ha mai smesso di lottare per scardinare il dominio oligarchico, la corruzione e l’instabilità finanziaria, che avevano fatto sprofondare la popolazione nella povertà. La rivolta di Maidan, che ha avuto luogo tra il 2013 e il 2014, si è man mano estesa a tutte le regioni del Paese, dando l’impulso per un vasto processo di riforme strutturali volte a migliorare al contempo le istituzioni statali e il benessere della società.
Da allora, nel Paese si lavora per avviare transizioni a livello politico, economico e sociale che sono appoggiate da una moltitudine di attori nazionali, internazionali e multilaterali. Tuttavia, le riforme promesse sono state spesso messe a dura prova: un conflitto armato, la pandemia di COVID-19 e la transizione energetica e ambientale sono sfide supplementari a cui hanno dovuto far fronte le autorità ucraine. Vista l’ampiezza dei cantieri in corso e considerato l’enorme numero di attori coinvolti, è diventata sempre più evidente a tutti la necessità di un maggiore coordinamento (cfr. articolo seguente).