Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01085.jsonl.gz/1042

Evangeli
in costruzione
Ecco una introduzione generale ai quattro vangeli (evangelo è il termine in uso in italiano di qualche tempo fa, che rendeva più evidente la sua derivazione greca)
- Introduzione sul genere vangelo
- Giovanni
- Meditazioni correlate
- Note
Introduzione sul genere vangelo
Iniziamo leggendo l’inizio del vangelo di Luca.
Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi, come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola,
è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, illustre Teofilo, perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate. (Luca 1:1-4)
Da questo inizio dell’evangelo di Luca apprendiamo che:
- prima di lui già c’erano delle persone che avevano posto per iscritto le vicende di Gesù
- che ciò che era stato posto per iscritto veniva da testimoni oculari
- che il suo scritto è storicamente accurato, informandosene dall’origine e scritto per ordine
- e l’intento è quello di dare certezza ai cristiani di ciò che hanno appreso da altri credenti (In questo ultimo punto l’evangelo si pone come genere letterario1 particolare, da cui possiamo anche ricavare informazione storiche, ma che non vuole essere una biografia).
La situazione storica in effetti che si configura al passaggio della prima generazione cristiana alle seguenti è quella di una scomparsa dei primi testimoni e dunque dalla necessità di porre per scritto la loro testimonianza, anche perché ben presto sorgono tutta una serie di interpretazioni e di assimilazioni in altri ambiti del messaggio cristiano.
I quattro evangeli all’incirca alla fine del primo secolo erano già disponibili.
Breve digressione sugli apocrifi.
Gli apocrifi sono sostanzialmente di tre specie. Ci sono testi giudicati interessanti anche nel tempo antico, ma non inseriti nel canone, altri chiaramente fantasiosi, altri che presentano una elaborazione gnostica. In breve però l’analisi di questi testi anche con le conoscenze attuali dimostra che il criterio della chiesa antica fosse corretto. C’è da aggiungere che riguardo ai quattro vangeli questi appaiono sempre insieme fin dai primi manoscritti da noi posseduti e furono sempre considerati insieme come degni di lettura (da parte alcune significative eccezioni: Marcione e Taziano con la sua concordanza di evangeli.)
Storicità e incongruenze
In special modo Luca appare molto accurato.
Testimoni non sempre concordi. Questo costituisce una vanto anziché un problema per i cristiani. C’è una pluralità, come c’è sempre una pluralità nei testimonianze.
Il pluralismo della chiesa è dunque presente fin dall’inizio anche nella chiesa che chiamiamo ortodossa in riferimento ad altre che sono definite eterodosse o eretiche.
Una ricerca che non ha portato a risultati degni di nota è quella di vedere un processo aggiuntivo di dichiarazioni sul figlio di Dio o di post-datazione in base agli elementi gnostici2, che però si è dimostrato pensiero molto antico.
Lo storico del tempo non faceva spesso differenza fra i fatti e la sua interpretazione. D’altronde ciò è in buona parte vero ancor oggi. Non solo se io racconto certi fatti e non altri ne sto dando una interpretazione, ma ponendoci dinnanzi a racconti, specie di miracoli, dicendo che non sono reali ne ho dato già una interpretazione.
A noi è data dunque una pluralità di testimoni e noi abbiamo fede nel senso che ci fidiamo dell’interpretazione di quei testimoni. Ma non abbiamo certezza, se non certezza di fede. L’interpretazione letteralista è il tentativo di sostituire alla verità di fede una verità oggettiva. Il tentativo di molti commentatori atei è trasportare nel mito ciò che è testimonianza storica, testimonianza certo, ma storica.
Giovanni
L’evangelo di Giovanni ha delle caratteristiche uniche rispetto agli altri tre vangeli.
Le differenze che si possono vedere sono relative all’ordine dei dati storici, Gesù viaggia per almeno tre anni e va a Gerusalemme più di una volta e i miracoli presentati non sono gli stessi che i sinottici oppure sono presentati differentemente, inoltre Gesù è presentato inequivocabilmente come il Figlio di Dio è glorioso, e i suoi discorsi sono poi differenti.
Come si spiega questo enigmatico evangelo? Se agli inizi del novecento si pensava che fosse scritto in un tempo molto posteriore, contro l’affermazione che si trova nel testo che chi l’ha scritto è stato uno dei testimoni oculari, oggi dopo il ritrovamento di un frammento di Giovanni in un papiro datato nel 125 d.C., si hanno altre idee.
Per me l’apostolo Giovanni lo ha scritto non subito, ma in vecchiaia. Si vede infatti che conosce e presuppone la conoscenza dei sinottici, che in qualche modo corregge.
Inoltre lo scopo dichiarato è di mostrare che Gesù è il Figlio di Dio. Dunque si prendono quei miracoli e quei discorsi che servono a questo. E degli avvenimenti se ne fa una descrizione dopo la riflessione e la scoperta degli elementi simbolici, che fanno emergere il Figlio di Dio che si manifesta nel mondo.
E i discorsi di Gesù divengono nella riflessione meravigliata e sempre più approfondita dell’apostolo discorsi suoi su Gesù, senza quasi soluzione di continuità.
L’aspetto storico quindi non è preminente, preminente è vedere nella storia che si è vissuta quegli elementi veramente importanti, che svelano la verità della storia, tralasciando elementi secondari, che a distanza di anni ormai non interessano più, perché interessa mostrare chi fosse il Cristo.
Meditazioni correlate
Note
-
Capire quale sia il genere letterario di ciò che si sta leggendo è fondamentale per la sua comprensione. Spesso per i cosiddetti letteralisti il genere letterario è solamente: racconto storico e vero. ↩
-
Molti elementi vengono addirittura da Platone 428-328 a. C. È stato trovato anche uno gnosticismo pre-cristiano. Inoltre Filone d’Alessandria (20 a.C.-45 d.C) che introduce il platonismo nella lettura della Bibbia, presenta il Creatore della Genesi come il demiurgo, e ha una lettura allegorica come faranno gli gnostici. ↩