Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/176505

<h2>SubmittedText<h2><p>I Cantoni devono pagare gli assegni per i figli e di formazione per le persone prive di attività lucrativa. Anche i rifugiati (riconosciuti o ammessi provvisoriamente) che non lavorano hanno diritto a questi assegni. Se è concesso loro lo statuto di soggiorno summenzionato, possono esigere il versamento retroattivo di questi assegni fino a cinque anni.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. Negli ultimi anni quanti sono stati i casi di concessione retroattiva di assegni per i figli e di formazione?</p><p>2. Qual è l'evoluzione di questi assegni retroattivi e quali sono le previsioni del Consiglio federale?</p><p>3. A quanto ammonta l'importo complessivo degli assegni retroattivi versati dai Cantoni negli anni scorsi?</p><p>4. Esiste una convenzione di diritto internazionale che obblighi la Svizzera a pagare questi assegni anche retroattivamente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Una persona priva di attività lucrativa ha diritto agli assegni familiari, a condizione che nessun'altra persona professionalmente attiva possa farlo valere per lo stesso figlio, che il suo reddito imponibile annuo non superi i 42 300 franchi e che essa non riceva prestazioni complementari all'AVS/AI. Gli assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa sono finanziati dal loro Cantone di domicilio.</p><p>Le persone richiedenti l'asilo, ammesse provvisoriamente, bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora o colpite da una decisione d'allontanamento con diritto al soccorso d'emergenza secondo l'articolo 82 della legge sull'asilo (RS 142.31) non hanno diritto agli assegni familiari se non esercitano un'attività lucrativa e non sono dunque assoggettate all'AVS. Solo nel momento in cui sono riconosciute come rifugiati o viene rilasciato loro un permesso di soggiorno, possono richiedere, quali persone prive di attività lucrativa, gli assegni familiari per i figli che vivono con loro in Svizzera. Il diritto agli assegni familiari non è invece riconosciuto per i figli che vivono nel loro Paese d'origine.</p><p>1.-3. Il Consiglio federale non dispone di alcun dato in merito alla concessione retroattiva di assegni familiari, all'evoluzione di tali versamenti e al loro importo complessivo. Le casse di compensazione per assegni familiari non rilevano statisticamente né i versamenti retroattivi degli assegni familiari né i motivi di tali versamenti. Nella prassi il versamento retroattivo di queste prestazioni avviene spesso per i motivi più disparati (p. es. l'inizio della formazione viene comunicata troppo tardi o vi è una controversia tra i genitori in merito al diritto alle prestazioni).</p><p>4. Il diritto agli assegni familiari (anche retroattivo) è retto dal diritto nazionale. Non vi è alcuna convenzione di diritto internazionale che obblighi la Svizzera a pagare (retroattivamente) questi assegni. Vi sono tuttavia accordi internazionali di sicurezza sociale che obbligano la Svizzera a versare assegni familiari per i figli all'estero, che non si applicano però né ai rifugiati riconosciuti né alle persone ammesse provvisoriamente. Accordi internazionali di questo tipo sono stati siglati tra la Svizzera e gli Stati dell'UE e dell'AELS nonché alcuni Stati dell'ex Jugoslavia (Serbia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina).</p>  Risposta del Consiglio federale.