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L'attuale doppia imposizione dei consorzi d'imprese non è conforme alla volontà del legislatore e occorrerebbe quindi correggere il più rapidamente possibile questa situazione.
Il Consiglio nazionale ha dato seguito oggi tacitamente a due iniziative parlamentari in tal senso, dal contenuto identico, di Christian Wasserfallen (PLR/BE) e Jürg Grossen (PVL/BE).
I due testi chiedono di modificare la legge sulla radiotelevisione (LRTV) nel modo seguente: "sono esentate dal pagamento del canone le imprese che sono fondate da altre imprese per una durata limitata allo scopo di costituire un consorzio o che hanno un legame duraturo fra loro".
Wasserfallen e Grossen hanno motivato le loro iniziative adducendo che, soltanto poche settimane dopo l'entrata in vigore della modifica della LRTV (gennaio 2019), si è constatato che la semplificazione sta comportando conseguenze indesiderate per i consorzi d'imprese. Il canone è riscosso due volte: una prima volta dalle aziende che partecipano al consorzio e una seconda dal consorzio stesso.
Anche il consigliere nazionale Marco Romano (PPD/TI), a nome della commissione preparatoria, ha invitato il plenum a correggere il più rapidamente possibile l'attuale doppia imposizione dei consorzi. Questa situazione non è infatti conforme alla volontà del legislatore, ha aggiunto. E la Camera del popolo l'ha seguito. Nessuno si è pronunciato in aula contro tale proposta.
Il tema non è nuovo: la commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati ha a sua volta trattato l'argomento in relazione a un'iniziativa dello stesso tenore, e intende affrontarlo in seno all'annunciata revisione della LRTV. Attualmente le aziende che registrano un giro d'affari superiore a 500 mila franchi annui devono pagare il canone radiotelevisivo. La fattura varia tra i 365 e i 35'590 franchi a seconda del fatturato.