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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le riflessioni riguardanti la difesa nell'area operativa antistante si riferiscono al caso di un attacco militare, attualmente non prevedibile, ma che non può essere escluso a medio e lungo termine.</p><p>Nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2000, il Consiglio federale riconosce che la minaccia militare convenzionale nei confronti della Svizzera è notevolmente diminuita negli anni novanta. Esso auspica che la situazione continui a evolvere in questo senso e si adopera per contribuirvi. In seguito a sviluppi al di fuori della sua sfera d'influenza, non può tuttavia escludere un nuovo peggioramento della situazione nel corso dei prossimi 10 a 20 anni e l'apparizione di una nuova minaccia militare convenzionale concreta. Nessuno è in grado di fare previsioni attendibili su un periodo di tempo così lungo. L'assunzione della responsabilità per la sicurezza militare del Paese obbliga a considerare anche questo caso in occasione della definizione della struttura di Esercito XXI e a prendere i pertinenti provvedimenti, allo scopo di poter poi difendere autonomamente e in maniera efficace la Svizzera e i suoi interessi.</p><p>Una difesa autonoma della Svizzera da una grave minaccia militare diventa sempre più difficile. In previsione dei possibili sviluppi dei prossimi decenni, occorre perciò mantenere aperta, quale ultima ratio, l'opzione di una difesa comune con altri Stati. Ciò è illustrato anche nel Rapporto sulla politica di sicurezza 2000:</p><p>"Se la Svizzera è minacciata militarmente, l'esercito difende la popolazione, il territorio e lo spazio aereo e procura al Governo federale la massima libertà d'azione. Se necessario, sarà autorizzato dalle autorità federali ad assicurare la difesa anche nell'ambito di un'alleanza con altri Stati." (6.2.1.)</p><p>"L'esercito respinge gli attacchi militari con i propri mezzi o nel quadro di una coalizione autorizzata dalle autorità federali." (6.2.3.)</p><p>Il Consiglio federale è consapevole del fatto che una simile difesa comune non sarebbe conciliabile con la neutralità qualora la Svizzera fosse obbligata ad entrare in guerra prima di un attacco sul proprio territorio nazionale. Il Consiglio federale si attiene alla neutralità del nostro Paese. Contemporaneamente, è consapevole del fatto che, nel caso di un attacco militare contro la Svizzera, gli obblighi della neutralità verrebbero meno.</p><p>In tale contesto, il nostro Paese sarebbe libero di assicurare la sua autodeterminazione con tutti i mezzi a disposizione, se necessario anche nel quadro di una coalizione con altri Stati interessati. Secondo la politica di sicurezza 2000, la quale ha come scopo la prevenzione e la difesa dalla minaccia e dall'utilizzazione della violenza di portata strategica contro la Svizzera, il Consiglio federale è addirittura tenuto ad agire in tal senso.</p><p>Se, in un tale caso ipotetico, la Svizzera vuole assumere una difesa comune con partner stranieri, l'esercito svizzero non può limitarsi a condurre la difesa nel proprio Paese. Ciò non sarebbe efficace, perché non impiegheremmo le nostre forze laddove svilupperebbero il massimo effetto, ma soprattutto non sarebbe conciliabile con la solidarietà necessaria per una difesa comune, perché sul posto non forniremmo alcun contributo a tale difesa comune.</p><p>Di conseguenza, non si tratta di una pianificazione concreta di una difesa comune con altri Stati nell'area operativa antistante, ma di ampliare la capacità di cooperazione, al fine di essere preparati anche al peggiore dei casi. Si ammette che esso è improbabile, ma a lungo termine non può essere escluso con assoluta certezza. Ignorarlo significherebbe trascurare la responsabilità per la sicurezza della Svizzera.</p><p>Sulla base di quanto precede, il Consiglio federale risponde alle domande come segue:</p><p>1. Non è possibile quantificare con precisione l'estensione dell'area operativa antistante. Essa dipenderebbe dalle operazioni dell'avversario, dalla sua disponibilità di mezzi di fuoco a lunga gittata, dall'idoneità del terreno alla difesa e dalle disposizioni dei nostri potenziali alleati.</p><p>2. Le riflessioni concernenti un'eventuale difesa al di fuori del territorio svizzero sono illustrate sopra. Poiché si riferiscono ad una situazione poco probabile e non prevedibile per i prossimi anni, tali consultazioni o addirittura negoziati con Paesi limitrofi sarebbero attualmente inopportuni e inoltre pericolosi dal punto di vista della politica di neutralità.</p><p>3. Esercito 95 ha il compito di difendere la Svizzera a partire dal confine. In vista degli sviluppi della tecnologia militare, per Esercito XXI dobbiamo tuttavia lasciar aperta, a lungo termine, l'opzione di una difesa comune con altri Stati nell'area operativa antistante.</p><p>4. Attualmente non occorre rispondere a questa domanda, perché non si tratta di una pianificazione concreta.</p><p>5. La risposta a queste domande è attualmente in fase di elaborazione. I risultati saranno presentati al Parlamento e al pubblico con il Concetto direttivo Esercito XXI.</p>  Risposta del Consiglio federale.