Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/144740

<h2>SubmittedText<h2><p>La carenza di personale qualificato viene ingiustamente ed esclusivamente messa in relazione con la votazione del 9 febbraio 2014, sorvolando sulle carenze strutturali e di politica interna che riguardano invece la formazione di questi specialisti, soprattutto nel settore sanitario. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Cosa prevedono le condizioni di ammissione agli studi di medicina per gli studenti stranieri, in particolare per coloro che passano da un'università straniera a un'università svizzera?</p><p>2. Quanti sono ogni anno gli studenti di medicina stranieri che iniziano e terminano l'intero ciclo di studi in Svizzera e quanti invece quelli che si trasferiscono nel nostro Paese durante gli studi (classifica per anno di nascita, nazionalità e anno di studio?)</p><p>3. Vengono applicati criteri diversi da quelli in vigore per candidati e studenti svizzeri?</p><p>4. Negli ultimi 15 anni qual è stato l'andamento nel settore delle cure sanitarie (ostetriche comprese) della proporzione tra personale specializzato con un titolo SSS, SUP o universitario (titoli di master, compresi ad esempio Advanced Practice Nurse) e il personale con un titolo paragonabile non più rilasciato (DL, assistente sanitario, ecc.)? Qual è stato l'andamento del numero di queste persone?</p><p>5. Come si è sviluppata, nello stesso arco di tempo, la retribuzione di questi lavoratori?</p><p>6. A quanto ammontano i costi di queste diverse offerte formative, come sono cambiati negli ultimi 15 anni e da chi vengono coperti?</p><p>7. Qual è il valore aggiunto di questa "accademizzazione" dei titoli e della formazione? Quali sono invece le conseguenze negative, specialmente in termini di assunzioni?</p><p>8. Prima di questa "accademizzazione", chi faceva il lavoro che oggi viene svolto da una persona specializzata con un titolo di formazione superiore? E chi svolge il lavoro che questa persona non fa più?</p><p>9. Qual è stato negli ultimi 15 anni l'andamento del tasso di interruzione degli studi e della formazione nel settore sanitario (classifica per anno di nascita, nazionalità e anno di studio?)</p><p>10. Qual è stata negli ultimi 15 anni la percentuale di persone che hanno cambiato professione e che hanno abbandonato la professione entro tre anni dalla fine degli studi o della formazione?</p><p>11. Qual è stato negli ultimi 15 anni l'andamento del numero di lavoratori a tempo parziale nel settore sanitario (classifica per anno di nascita, nazionalità e anno di studio)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Con il masterplan formazioni professionali sanitarie e l'iniziativa sul personale qualificato la Confederazione, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro hanno adottato misure per incentivare la formazione dei professionisti nel nostro Paese e sfruttare il potenziale di risorse locali.</p><p>1.-3. Poiché i posti di studio nelle facoltà di medicina delle università svizzere sono limitati, per l'ammissione agli studi sono equiparati ai candidati locali solo gli stranieri che hanno un forte legame con la Svizzera. In base alla raccomandazione della Conferenza universitaria svizzera (CUS) del 12 ottobre 2006 si tratta di stranieri con permesso di domicilio o residenza in Svizzera che hanno anche un forte legame con il nostro Paese (p. es. i titolari di un diploma di maturità svizzero). Nel 2012 solo 21 studenti di nazionalità straniera con un titolo di livello secondario conseguito all'estero (i cosiddetti studenti in possesso di un titolo estero) hanno conseguito un master in medicina (il 2,7 per cento del totale). Di questi 12 provenivano dall'UE, 2 da altri Paesi europei e 7 da Paesi extraeuropei. I dati a disposizione non consentono di stabilire quando hanno iniziato gli studi di medicina in Svizzera.</p><p>4. Poiché gli attuali titoli di studio nel settore delle cure infermieristiche e quelli di 15 anni fa non sono comparabili fare un confronto sarebbe fuorviante. Pertanto, abbiamo preso in esame il periodo che va dal 2006 al 2011: nel 2006 i titoli di studio rilasciati in tutti i livelli formativi erano 4810 mentre nel 2011 erano pari a 6188. Sul totale dei titoli rilasciati, quelli del livello secondario II sono aumentati passando dal 45 al 66 per cento mentre nel livello terziario la percentuale è scesa dal 55 al 34 per cento.</p><p>Questa ripartizione sottolinea l'importanza dei titoli di livello secondario II nel settore delle cure infermieristiche, ma anche l'importante funzione complementare dei diplomi di livello terziario. Per quanto riguarda l'ostetricia, nel 2006 le persone che hanno concluso una formazione di livello SSS sono state 107. In seguito all'inserimento del settore di studio "sanità" nella legge sulle scuole universitarie professionali tutte le SUP svizzere offrono questa formazione. Nel 2012 le persone che hanno conseguito un diploma bachelor in ostetricia sono state 146.</p><p>5. La retribuzione mensile lorda nel settore pubblico e in quello privato (Confederazione) per le "attività mediche, infermieristiche e sociali" è passata da circa 5000 franchi nel 1998 a circa 6000 franchi nel 2010. Si tratta di un aumento del 20 per cento, in linea con l'evoluzione nominale dei salari in Svizzera.</p><p>6. Per quanto riguarda la formazione professionale (liv. sec. II e FPS) la Confederazione non dispone di dati sui costi delle singole offerte formative per le professioni sanitarie. Dal 2008 i fondi federali per l'adempimento dei compiti previsti dall'articolo 53 della legge sulla formazione professionale vengono versati ai cantoni sotto forma di contributi forfettari orientati alle prestazioni. In questo modo i cantoni possono gestire i fondi autonomamente poiché i sussidi federali non sono vincolati a offerte o investimenti particolari. Nel 2012 i costi della formazione di base di livello SUP (diplomi bachelor e master) nel campo delle cure infermieristiche ammontavano a 63 milioni di franchi, mentre quelli per la formazione in ostetricia a 15 milioni di franchi. Nel 2006, primo anno delle rilevazioni, gli stessi costi ammontavano rispettivamente a 34 e 3 milioni di franchi. La differenza si deve all'aumento del numero di studenti e all'attivazione dei corsi master orientati alla ricerca in cure infermieristiche (circa il significato e l'importanza delle formazioni SUP cfr. risposta alle domande 7 e 8). Dal 2006 al 2012 i costi annui per studente sono diminuiti passando da 29 998 franchi a 24 787 franchi (cure infermieristiche) e da 32 192 franchi a 30 915 franchi (ostetricia). Nel 2012 nell'intero settore sanitario i costi sono stati sostenuti per il 27 per cento dalla Confederazione, per il 60 per cento dai cantoni per il 13 per cento dai privati.</p><p>7./8. Nel 2011 le formazioni del livello secondario II e quelle di livello superiore nel campo delle cure infermieristiche fornivano complessivamente l'88 per cento dei titoli. Nel settore sanitario vengono create nuove formazioni solo in presenza di un effettivo bisogno e se è possibile distinguerle chiaramente da quelle esistenti. Il sistema svizzero copre tutti i livelli formativi ed è concepito per soddisfare al meglio le esigenze settoriali, soprattutto nel campo delle professioni sanitarie. Inoltre, il giusto mix di gradi e competenze garantisce una collaborazione efficace tra specialisti con qualifiche differenti, mentre la presenza di livelli formativi diversi e permeabili favorisce la formazione continua. La varietà dei titoli rilasciati nel settore sanitario (dall'attestato al diploma SUP) garantisce la possibilità di reclutare abbastanza personale per queste professioni. Fattori come l'andamento demografico, l'aumento delle malattie legate all'invecchiamento della popolazione e l'importanza sempre maggiore dell'assistenza a domicilio, uniti alla carenza di medici di base, fanno crescere la domanda di infermieri con un titolo di livello terziario.</p><p>9. Il tasso di interruzione degli studi di medicina non è noto. Tuttavia, negli ultimi anni è stata rilevata la percentuale di studenti che riescono a ottenere il diploma: nelle università a numero chiuso (Basilea, Berna, Friburgo, Zurigo) oscilla tra l'80 e il 90 per cento, mentre in quelle senza numero chiuso (Ginevra, Losanna, Neuchâtel) si aggira intorno al 50 per cento. Non è possibile ripartire questi dati in base alla nazionalità degli studenti. Tra gli studenti SUP con titolo di ammissione svizzero che hanno iniziato gli studi in cure infermieristiche nel 2006 il tasso di interruzione è del 9 per cento, mentre fra gli studenti con un titolo di ammissione conseguito all'estero è del 21 per cento. Questo 21 per cento tuttavia include anche gli studenti che terminano i propri studi all'estero. Pertanto, il tasso di interruzione degli studi è nettamente inferiore alla media rispettivamente del 17 per cento per i titoli di ammissione svizzeri e del 36 per cento per i titoli di ammissione esteri (ambito SUP). L'UST non dispone di alcun dato per quanto riguarda il tasso di interruzione degli studi nella formazione professionale.</p><p>10. Fra il personale sanitario con un titolo di livello terziario (università e SUP) i cambi di professione sono piuttosto rari: nel 2011 dopo ben cinque anni dalla fine degli studi il 95 per cento dei medici era ancora attivo, così come il 96 per cento dei titolari di un bachelor SUP in ambito sanitario. Negli ultimi anni questi valori sono rimasti pressoché invariati. A livello di formazione professionale, un anno dopo la fine del tirocinio l'80 per cento degli operatori sociosanitari lavorava ancora nel settore. Per ottenere dati più precisi sulla carriera degli specialisti della sanità verrà effettuato un monitoraggio delle professioni sanitarie non accademiche nell'ambito del masterplan formazioni professionali sanitarie. </p><p>11. In base ai dati del 2013 negli ultimi 15 anni in tutti i livelli del settore sanitario si è registrato un aumento del numero di lavoratori a tempo parziale. Si tratta di una tendenza in linea con l'evoluzione della popolazione attiva. Il grado d'occupazione dipende dall'età, dalla formazione e dalla nazionalità: è più elevato fra i giovani rispetto agli anziani, fra i titolari di un diploma di livello terziario rispetto a quelli del livello secondario II e fra gli stranieri rispetto agli svizzeri.</p>  Risposta del Consiglio federale.