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KABUL - «I preparativi per l'annuncio del governo islamico sono stati ultimati e il governo sarà annunciato presto, se Dio vuole». Dalle parole di Ahmadullah Muttaqi, a capo del settore multimediale della Commissione culturale del nuovo Emirato Islamico dell'Afghanistan, dovrebbe ormai essere questione di poche ore. Al massimo di qualche giorno. Dopodiché, i talebani presenteranno al mondo «l'unico» governo degli «ultimi 40 anni» che «comanderà sull'intero Afghanistan».
La comunicazione, ancora una volta, è stata veicolata attraverso un tweet. E Twitter, al pari di altri canali social, sembra essere stato promosso quasi a pietra angolare della comunicazione talebana. Un paradosso, se si pensa che durante i loro primi cinque anni di regime - dal 1996 al 2001 - Internet fu messo al bando. Ma i tempi cambiano e i talebani con essi. E così oggi anche loro hanno deviato la propaganda su canali capaci di sfruttare i passi avanti tecnologici che il Paese ha compiuto in questi ultimi venti anni.
Oggi i talebani possono fare affidamento su un rodato apparato multimediale, con un responsabile come Muttaqi che veicola le proprie comunicazioni ufficiali a suon di tweet sia in lingua araba che in inglese. La conquista di Kabul dello scorso mese ha reso il quadro palese agli occhi di tutto il mondo, ma le radici di questa svolta "digitale" affondano molto più indietro. Già nel 2005 l'Emirato aveva lanciato il suo primo sito web, pubblicando contenuti in cinque lingue (inglese incluso). Quindi l'escalation degli ultimi anni attraverso i social come Facebook, Twitter, YouTube e le app di messaggistica istantanea come WhatsApp.
Il portavoce ufficiale delle milizie talebane, Mujahid Zabihullah - l'uomo il cui volto è stato trasmesso in mondovisione dopo la presa di Kabul -, ha coltivato un vasto seguito sul social che cinguetta. Diventata la voce ufficiale delle milizie nel 2008, oggi il suo profilo (attivato nel 2017 dopo il cartellino rosso di Twitter) conta quasi 390'000 follower e può vantare alle spalle un'efficiente macchina di propaganda che scrive, pubblica, annuncia e ri-twitta.