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La decisione della Commissione europea di non accettare il ricorso del Consiglio federale contro le misure unilaterali tedesche conclude un iter iniziato tre anni orsono.
La Germania decise allora di rompere l'accordo amministrativo con Berna.
All'inizio del 2000 Berlino denunciò l'accordo che aveva fino ad allora regolato i voli di avvicinamento all'aeroporto di Kloten annunciando nel contempo l'intenzione di emanare un'ordinanza per limitare considerevolmente i voli di avvicinamento sulla Germania meridionale.
Berlino chiedeva in particolare la riduzione del numero massimo di movimenti (non più di 80 000) sul territorio tedesco, il ricorso agli avvicinamenti da nord solo in caso di necessità tecnica e l'equa ripartizione di questi avvicinamenti tra due piste, la 14 e la 16.
Le autorità tedesche chiedevano inoltre un divieto di volo notturno sul loro territorio tra le 21.00 e le 7.00 e durante i fine settimana.
Poiché questa regolamentazione non era sostenibile né per l'aeroporto di Zurigo né per la compagnia aerea elvetica, il Consiglio federale decise di cercare un compromesso.
L'esito delle trattative fu un accordo bilaterale che attenuava considerevolmente le limitazioni dell'ordinanza. Tuttavia l'accordo è stato respinto nella primavera scorsa dal Parlamento elvetico.
Due settimane dopo, il 4 aprile, la Germania ha emanato un'ordinanza ancora più rigida che ha costretto l'Ufficio federale dell'aviazione civile a rilasciare allo scalo di Kloten l'autorizzazione per gli atterraggi da sud.
Berna ha nel frattempo intavolato nuovi negoziati con Berlino, ottenendo per ora solo l'introduzione per gradi delle misure di limitazione.
Il 10 giugno il Consiglio federale ha presentato ricorso - ora respinto - presso la Commissione europea contro l'ordinanza tedesca.
swissinfo e agenzie