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GermaniaMerkel ricorda l'incontro con Putin: «Per lui conta solo il potere»
SDA
25.11.2022 - 20:54
L'ultimo incontro con Vladimir Putin non fu neppure a quattr'occhi: lo zar si presentò insolitamente con Sergej Lavrov, il suo ministro degli Esteri, per congedare Angela Merkel. E l'ex cancelliera, un anno dopo l'uscita di scena, rivela che alla fine non aveva più la forza di imporsi. «Politicamente sei finita», fu la sensazione chiara durante quel colloquio, tenuto qualche mese prima che il presidente russo sferrasse l'attacco all'Ucraina.
25.11.2022 - 20:54
SDA
Merkel ha rilasciato una lunga intervista a der Spiegel nella quale ha parlato di tutto, perfino di serie televisive, e di una sorta di devozione per la regina Elisabetta. Sì, la donna un tempo più potente del mondo, ha visto «The crown».
E del resto il tempo adesso ce l'ha: «da moderatrice del pianeta si è trasformata in diplomatica da salotto», scrive il magazine che l'ha accompagnata in questa prima fase da cancelliera fuori servizio titolando il suo affresco 'La regina in esilio'.
Il colloquio col magazine è l'occasione per giustificare ancora una volta la politica sulla Russia, tanto criticata in Germania. «Auspicavo che ci fosse un tempo di pace dopo la fine del mio mandato, perché io mi sono occupata molto dell'Ucraina», ha ammesso Merkel, «ma quello che è successo non è stato sorprendente. L'accordo di Minsk era affossato».
Gli incontri con Biden e Putin
«Nell'estate 2021, dopo l'incontro tra Joe Biden e Vladimir Putin, volevo fondare un gruppo europeo autonomo per il dialogo con Putin, al Consiglio europeo. Ma da alcuni arrivarono dei contrasti, e io non avevo più la forza di impormi. Perché tutti sapevano: lei in autunno se ne va. Ho chiesto ad altri in Consiglio: perché non ti fai vivo? Uno ti rispondeva 'questa cosa è troppo grande per me', l'altro che dovessero 'farlo i grandi'. Se io mi fossi ripresentata a settembre avrei continuato a insistere», ha raccontato ancora Merkel.
E anche nella sua ultima visita a Mosca, continua la ricostruzione, «la sensazione era molto chiara: 'dal punto di vista del potere politico, tu sei finita'. Per Putin conta solo il potere», l'aggiunta dell'ex cancelliera, spesso tirata in ballo anche in Italia come possibile mediatrice nella gestione del conflitto deflagrato il 24 febbraio. «Aveva portato con sé Lavrov, altre volte avevamo parlato da soli».
Nessun quinto mandato, si è pentita?
Alla domanda se si sia pentita di non essersi presentata per un quinto mandato, la replica della donna che ha guidato la Repubblica federale per 16 anni è netta: «No».
«Doveva succedere qualcosa di nuovo. In politica interna la cosa era più che matura. E in politica estera in così tante cose tentate e ritentate non siamo andati avanti di un millimetro. Non solo sull'Ucraina, ma sulla Transnistria, sulla Moldavia, la Georgia, l'Abkazia, la Siria e Libia. Era il tempo per una nuova impostazione», la conclusione.