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Rispetto al 2020, c’è stato un calo del 10,8% nel primo semestre. Nemmeno la terza ondata di coronavirus ha fatto variare in maniera rilevante i risultati
Se nel 2020 la mortalità in Svizzera è aumentata del 9% rispetto al 2019, a causa del coronavirus, nella prima metà di quest’anno la tendenza è inversa, con un calo rispetto all’anno prima della pandemia.
È quanto emerge da uno studio del Centro universitario di medicina generale e sanità pubblica di Losanna (Unisanté). La ricerca si basa su dati provvisori dell’Ufficio federale di statistica (Ust), si legge in un comunicato odierno.
Rispetto al 2020 la mortalità nel primo semestre è calata del 10,8%. In controtendenza risultano solamente le prime quattro/sei settimane. Il 2021 è tra l’altro il secondo anno consecutivo in cui la normale influenza non sembra aver lasciato tracce nel contesto di questa statistica.
Nemmeno la terza ondata di coronavirus ha fatto variare in maniera rilevante i risultati. La conclusione è che il dato della mortalità per il primo semestre 2021 è il più basso mai registrato da quando vengono tenute le statistiche.
Se gli uomini hanno recuperato i dieci mesi di speranza di vita persi nel 2020, arrivando a circa 82 anni, le donne hanno addirittura migliorato la situazione rispetto al 2019; l’anno scorso avevano perso sei mesi, nel primo semestre ne hanno guadagnati il doppio. La loro speranza di vita è di 86 anni.