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I 7 miliardi di franchi che spettano alla Confederazione, in seguito alla vendita dell'oro della Banca nazionale, finiranno nel fondo di compensazione dell'AVS.
Giovedì, la Camera alta si è allineata sulla decisione adottata la settimana scorsa dal Consiglio nazionale.
Il Parlamento intende attribuire al Fondo di compensazione dell'Assicurazione statale per la vecchiaia e i superstiti (AVS) i 7 miliardi di franchi che risultano dalle vendite delle riserve di oro considerate in esubero della Banca nazionale svizzera (BNS).
Come deciso nel gennaio scorso dal Consiglio federale, dopo anni di proposte e battaglie, la Confederazione può infatti disporre liberamente di un terzo dei proventi delle vendite di una parte delle riserve auree nazionali, che hanno fruttato 21 miliardi di franchi.
Ai Cantoni sono già stati distribuiti in questi ultimi mesi gli altri due terzi, pari a 14 miliardi.
Non ancora conclusa l'interminabile discussione sulla ripartizione tra Confederazione e Cantoni, era subito sorto un nuovo dibattito tra i partiti politici sull'impiego dei 7 miliardi destinati alle casse federali.
Attribuzione ancora incerta
Giovedì, seguendo la decisione adottata la settimana scorsa dal Consiglio nazionale, anche la Camera alta ha deciso di utilizzare l'oro in esubero per sostenere finanziariamente le casse dell'AVS, che saranno confrontate nei prossimi anni al crescente invecchiamento della popolazione.
I 7 miliardi dovrebbero in particolare venir impiegati per garantire il futuro dell'Assicurazione per l'invalidità, che naviga già attualmente in cattive acque.
I membri del Parlamento hanno tuttavia preferito per il momento rinunciare al dibattito sull'attribuzione definitiva di questo importo.
Il futuro dei 7 miliardi rimane infatti vincolato al destino dell'iniziativa del COSA (Comitato per la sicurezza dell'AVS), che chiede di assegnare in futuro alle Assicurazioni statali anche gli utili conseguiti ogni anno dalla Banca nazionale.
Lanciata dal Partito socialista, questa iniziativa dovrebbe venir sottoposta al verdetto del popolo il prossimo 21 maggio.
Parlamento contrario all'iniziativa
In base alla decisione adottata dalle Camere, solo se l'iniziativa sarà ritirata o se sarà bocciata in votazione federale, i 7 miliardi di franchi verranno assegnati definitivamente all'AVS e all'AI.
Nel caso in cui il testo proposto dai socialisti venisse approvato dal popolo, il Parlamento si riserva il diritto di ridiscutere sull'attribuzione definitiva dei proventi risultanti dalle vendite di una parte delle riserve auree.
Le Camere chiederanno quindi alla popolazione di respingere l'iniziativa del COSA. Sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati hanno inoltre rinunciato ad opporle un controprogetto diretto, come previsto inizialmente.
Una settimana fa, il Nazionale aveva anche respinto l'idea, difesa all'inizio sia dalla sinistra che dall'UDC, di ripartire gli utili della BNS in parti uguali tra Cantoni e AVS.
La legislazione in vigore prevede la ripartizione degli utili della BNS per un terzo alla Confederazione e due terzi ai Cantoni, la chiave di ripartizione impiegata anche per la distribuzione dei proventi derivanti dalla vendita in eccesso di oro della BNS.
swissinfo e agenzie
In breve
Nel 2000 il governo svizzero aveva annunciato la vendita di una parte delle riserve di oro della Banca nazionale, considerate non più necessarie per sostenere la politica monetaria svizzera.
Nel gennaio 2005, il Consiglio federale ha fissato la ripartizione dei proventi risultanti dalla vendita delle 1300 tonnellate di oro: un terzo alla Confederazione (7 miliardi di franchi) e due terzi ai Cantoni (14 miliardi di franchi).
Nel corso della sua sessione invernale, il Parlamento ha deciso di assegnare i 7 miliardi spettanti alla Confederazione al fondo di compensazione dell'AVS.