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MINSK - «Eravamo in aeroporto in bielorussia quando le guardie doganali ci hanno fermato», ha recentemente raccontato il bassista dei Red Hot Chili Peppers con un post sul suo profilo Instagram, «ci hanno chiesto di autografare un mucchio di foto e cd dei Metallica».
Un comico errore che però non ha mancato di generare qualche tensione: «Abbiamo tentato di spiegargli che non eravamo loro, ma hanno insistito che firmassimo lo stesso. Alla fine abbiamo ceduto, in fin dei conti loro avevano il potere».
Errore perdonabile? Forse: «Beh una volta devo dire che con i Metallica una canzone l'ho suonata, loro mi piacciono molto, anche se decisamente non sono Robert Trujillo (l'attuale bassista della band, ndr.)», ha concluso il 53enne californiano. Sui social il post ha generato quasi 80mila "like".
We were called into customs officials office at an airport in Belarus and they asked us to sign a bunch of Metallica cd's and photos. We tried to explain to them that we weren't Metallica but they insisted that we sign anyway. They had the power. Well I did play fight fire with with with Metallica once. I love Metallica anyways but I'm no Robert Trujillo.