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La Svizzera vieti l'esportazione di armi13 ottobre 09
Lo afferma l'Aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera (Aces)
(ve/rna) L’Aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera (ACES) sostiene l’iniziativa, in votazione il prossimo 29 novembre, che intende vietare l’esportazione di armi da guerra dalla Svizzera. Per Aces è chiaro che esportando materiale da guerra la Svizzera distrugge indirettamente ciò che viene costruito mediante gli sforzi profusi nel’ambito dell’aiuto allo sviluppo.
Materiale da guerra svizzero, afferma Aces in una presa di posizione apparsa oggi, giunge in Paesi dove l’ente umanitario delle chiese evangeliche svizzere è attivo: Bangladesh, India, Libano o Pakistan. L’esportazione d’armi, prosegue Aces, ha diverse conseguenze nefaste sullo sviluppo: enormi risorse vengono destinate all’acquisto di armi e dunque sottratte ai settori dello sviluppo. Il risultato è che non rimane abbastanza denaro per la sanità, l’educazione, la protezione dell’ambiente, l’ambito sociale in genere. Inoltre, i regimi totalitari usano spesso le armi contro i propri cittadini.
L’iniziativa in votazione il prossimo 29 novembre chiede il divieto dell’esportazione di materiale da guerra dalla Svizzera. Eccezioni dovrebbero essere possibili solo per macchine che trovano impiego nello sminamento e nella protezione della popolazione civile.
Nella foto: Pilatus PC9 costruito in Svizzera
Presa di posizione di Aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera (Aces )
Decreto federale sull’iniziativa popolare “Per il divieto di esportare materiale bellico”
Presa di posizione della Commissione nazionale Giustizia e Pace
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