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Il Consiglio federale svizzero ha adottato due nuove ordinanze relative al settore cinematografico, che entreranno in vigore il 1° gennaio 2024. La prima riguarda la revisione dell’ordinanza sulla cinematografia (OCin), mentre la seconda introduce una quota per i film europei e sugli investimenti nel cinema svizzero (OQIC). Queste misure definiscono i dettagli della quota per i film europei e dell’obbligo di investimento nella creazione cinematografica svizzera per i servizi online e televisivi previsti dalla legge sul cinema (LCin).
La revisione della LCin, approvata dal popolo nel maggio 2022, prevede che almeno il 30% dei cataloghi degli offerenti di film in linea debba essere costituito da film europei. Inoltre, gli offerenti di film in linea e i servizi televisivi dovranno investire nella creazione cinematografica svizzera indipendente il 4% dei loro proventi lordi realizzati nel Paese. Si stima che dal 2024 verrà generato un volume di 18 milioni di franchi all’anno destinati alla creazione cinematografica svizzera e alla Svizzera come sede di produzione.
Questa nuova misura rappresenta una grande opportunità per la creazione cinematografica svizzera, in quanto le imprese coinvolte investiranno principalmente in serie e formati audiovisivi non sostenuti dalla Confederazione. Ciò creerà una nuova fonte di guadagno che garantirà la competitività della Svizzera a livello europeo e che dovrebbe consentire di realizzare ambiziose coproduzioni internazionali.
Gli obblighi si applicano alle imprese svizzere ed estere che si rivolgono al pubblico svizzero e quindi ora anche agli offerenti di film in linea e alle finestre pubblicitarie estere. Le imprese coinvolte sottostanno all’obbligo di notifica e di registrazione presso l’Ufficio federale della cultura.
La OQIC precisa la LCin e definisce la procedura e le regole per la computabilità degli investimenti nella creazione cinematografica svizzera. Il Consiglio federale ha previsto esenzioni per le piccole e medie imprese e per le imprese per cui il rispetto degli obblighi è sproporzionato o inesigibile. Sono esentate quelle che realizzano una cifra d’affari inferiore a 2,5 milioni di franchi all’anno e che per ciascun anno civile mostrano o diffondono al massimo 12 lungometraggi computabili.
Si tratta di una misura molto importante per il settore cinematografico svizzero, che negli ultimi anni ha subito una forte concorrenza da parte dei servizi di streaming online. L’obiettivo del Consiglio federale è quello di incentivare la creazione cinematografica locale, garantendo al contempo la competitività del settore a livello internazionale.