Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/17313

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'interpellante secondo cui il principio dello sviluppo sostenibile debba nel limite del possibile ispirare le organizzazioni internazionali e il Fondo monetario internazionale (FMI). Il Consiglio federale non vede tuttavia ragioni per modificare lo Statuto del FMI in questo senso.</p><p></p><p>In effetti, il mandato del Fondo, nella sua forma attuale, come dimostra l'esperienza degli ultimi dieci anni, è sufficientemente ampio da prendere in considerazione gli aspetti dello sviluppo sostenibile. Ultimamente il FMI ha rivolto maggior attenzione agli effetti a medio termine dei suoi programmi di aggiustamento e ha ammesso l'importanza di uno sviluppo economico sostenibile. Ha così riconosciuto il ruolo a termine degli aspetti socio-economici come l'educazione, la salute, il buon governo e l'ambiente. In questo ultimo ambito ha riconosciuto che i problemi ambientali non hanno unicamente cause, ma pure conseguenze economiche che possono essere importanti. Uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali può provocare difficoltà nella bilancia dei pagamenti e ridurre le prospettive di crescita economica; questi effetti sono giustamente combattuti dal Fondo. Nell'esame di questi aspetti il FMI collabora strettamente con la Banca mondiale, la principale istituzione per l'attuazione dello sviluppo sostenibile.</p><p></p><p>D'altronde, una revisione dello Statuto richiede una procedura molto complessa, che non è mai stata usata per l'articolo che definisce gli scopi del Fondo (articolo I); a tal riguardo occorre una decisione del Consiglio dei governatori e l'accordo, dopo le opportune ratifiche nazionali, dei tre quinti degli Stati membri rappresentanti l'85 per cento del numero totale dei voti attribuiti.</p><p></p><p>Nella sua politica nei confronti del FMI la Svizzera ha finora approfittato di ogni occasione per insistere sulla necessità di tenere in considerazione la portata ambientale in tutte le azioni del Fondo, seguendo i principi e gli scopi della nostra collaborazione con i Paesi in sviluppo. Per il tramite del suo amministratore ha partecipato attivamente alle discussioni del Consiglio d'amministrazione del Fondo e ha sistematicamente trattato i problemi ambientali nelle sue prese di posizione. A titolo d'esempio si è pronunciata a più riprese contro i sussidi accordati alle energie non rinnovabili. Il nostro Paese ha parimenti colto l'occasione delle assemblee annuali delle istituzioni di Bretton Woods per fare passare messaggi a favore dello sviluppo sostenibile. Così - nell'ambito dell'ultima assemblea annuale tenutasi a Hong Kong a fine settembre 1997 - nella sua dichiarazione il capo del DFF ha esortato il FMI a tenere in maggior considerazione gli aspetti ambientali nella sorveglianza che esercita sui suoi membri. Infine, nel corso dell'ultima consultazione annuale in merito all'articolo IV sulla sua politica economica, la Svizzera ha invitato i rappresentanti del Fondo ad interessarsi agli sviluppi ambientali nel nostro Paese.</p><p></p><p>Ricollegandosi all'interpellante, il Consiglio federale ritiene che il margine di manovra di cui gode attualmente il FMI autorizzerebbe quest'ultimo a tener maggiormente conto degli aspetti ambientali nelle sue raccomandazioni. I rappresentanti svizzeri continueranno dunque a cogliere le occasioni che gli si presenteranno per dare suggerimenti in questo senso. Incoraggeranno il Fondo a prendere sistematicamente in considerazione i problemi ambientali nelle sue discussioni con i Paesi membri (com'è il caso nei programmi attuati con i Paesi che beneficiano dello sportello potenziato di aggiustamento strutturale) e solleciteranno l'approfondimento delle conoscenze degli economisti del FMI sulle questioni ambientali nonché l'introduzione degli aspetti ambientali nelle condizioni dei programmi del Fondo quando questi aspetti hanno un impatto macroeconomico.</p>  Risposta del Consiglio federale.