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Il vaccino di Moderna offre la miglior protezione
La maggior parte delle persone in Svizzera è stata vaccinata con il preparato di Moderna, il che potrebbe rivelarsi positivo, come dimostrano i dati della Confederazione sui progressi della vaccinazione.
In Svizzera, due terzi delle persone vaccinate lo sono con il vaccino mRNA di Moderna, e circa un altro terzo con quello, sempre mRNA, della Pfizer. Le cifre pubblicate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) mostrano che il prodotto Moderna offre una migliore protezione contro le infezioni contratte dopo l'immunizzazione.
Giova ricordare che con i due vaccini mRNA, secondo i dati dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, la protezione vaccinale è superiore al 90% due settimane dopo la seconda vaccinazione. Con il vaccino monodose Janssen, quattro settimane dopo l'inoculazione del preparato negli adulti, l'efficacia ha raggiunto il 66,9%.
Qualche numero a confronto
Secondo il giornale «Tages-Anzeiger», con Moderna ci sono 39,4 infezioni per ogni 100.000 persone che sono state completamente vaccinate. Con il preparato della Pfizer/Biontech, invece, secondo il rapporto, la cifra delle persone completamente immunizzate che si infettano sono 98,6 per 100.000 persone, cioè più del doppio.
Per quanto riguarda le infezioni post vaccino che hanno portato all'ospedalizzazione o addirittura alla morte, i risultati sono simili, scrive il TAGHI. Su ogni 100.000 persone completamente vaccinate con Moderna, 4,7 hanno dovuto essere ricoverate a causa della malattia causata dal Covid, mentre la cifra per Pfizer/Biontech è circa di tre volte più alta, a 12,3.
L'incidenza dei decessi tra i vaccinati con Moderna è di 0,6 per 100.000 persone, mentre per Pfizer/Biontech è di 3,8. Ma il foglio zurighese sottolinea che nonostante i vantaggi del vaccino Moderna, pure il preparato della Pfizer/Biontech fornisce un'ottima protezione contro le forme gravi della malattia provocate dal Sars-CoV-2.
Più infezioni post-vaccino con Janssen
Janssen, il vaccino della Johnson & Johnson (J&J), usato in Svizzera da questa settimana, non è ancora incluso nei dati dell'UFSP. Di recente, però, le autorità statunitensi e germaniche hanno riferito di infezioni post-vaccinazione con questo preparato. Ricordiamo, come detto poche righe sopra, che Janssen, è un poco meno efficace dei vaccini mRNA.
Nel suo ultimo rapporto settimanale, l'Istituto tedesco Robert Koch (RKI) ha contato 9.858 infezioni in persone vaccinate con Janssen (da febbraio). Con circa 3,24 milioni di vaccinati con il preparato della J&J in Germania, si sono riscontrati 304 vaccini contagiati per 100.000 persone, cioè più che con gli altri due sieri immunizzanti usati in Svizzera.
Bisogna però tener presente che non tutte le persone vaccinate hanno preso il Covid dopo le due settimane dopo le quali si può presumere una protezione completa grazie alla vaccinazione. È per questo che l'RKI è prudente e parla quindi di «probabili infezioni post-vaccino».
Si può «ottimizzare» J&J con un mRNA
A causa di queste cifre però, la Commissione permanente sulla vaccinazione in Germania raccomanda di «ottimizzare» la protezione vaccinale con una seconda dose di un vaccino mRNA. Siccome Janssen è un vaccino vettoriale e non mRNA, una dose sola è sufficiente, ricorda il produttore.
Secondo i dati dell'UFSP, 119 persone sono morte di o con il Covid dalla fine di gennaio, anche se erano completamente vaccinate. Su 1.681 morti, corrisponde a una quota di circa il 7%. La maggior parte delle persone decedute aveva più di 80 anni.