Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01187.jsonl.gz/1244

|Il nome e la fama di Ferruccio Busoni quale pianista, sono tali, ormai, che le maggiori città di tutta Europa se lo contendeno. I suoi concerti si fanno sempre più numerosi e di conseguenza la sua esistenza sempre più faticosa. Il tener concerti in provincia, in qualunque nazione, è per Busoni, un supplizio, ma i problemi finanziari glielo impongono. Egli è un anti-provinciale per istinto, tanto che spesso, dovendo compiere un giro in una determinata provincia, egli fissa la sua dimora in un grande albergo del capoluogo, e preferisce viaggiare qualche ora di notte, finito il concerto nella piccola città, pur di trovarsi poco dopo in un grande centro. Delle città provinciali non sopporta la mentalità, la scarsa cultura, gli alberghi primitivi, la mancanza di vita per le vie. Tutto questo lo avvilisce, gli dà una tristezza addirittura fisica.

A Londra ha formato un trio con Ysaye e Becker, e anche con questo complesso compie vari giri.
A Berlino è conosciuto ed amato, oltre che come virtuoso, anche come pensatore e compositore, ma ha anche molti oppositori e una critica generalmente ostile ad ogni suo tentativo di cosa insolita. Le stesse sue interpretazioni pianistiche trovano numerosi censori; i suoi lavori sono per lo più giudicati severamente dalla stampa e disapprovati dalla maggioranza del pubblico per il loro linguaggio nuovo e inconsueto. Però, a Berlino può contare su un gruppo di ammiratori e di amici, fedeli e devoti, che lo comprendono e lo sostengono con entusiasmo. È in questo periodo che Busoni, aiutato dai suoi amici, fonda una società di concerti nei quali vengono interpretate soltanto musiche nuove o poco note e poco eseguite. Egli dirige anche l'orchestra, vi partecipa come esecutore, ma sopratutto ne è l'anima; a lui facenno capo i giovani compositori più promettenti di tutta l'Europa. Egli ne accoglie i lavori e li esegue, sostenendoli poi dinanzi alla critica e al pubblico, con l'autorità che ormai gli conferisce una fama internazionale. Poiché la musica moderna trova pochissimo spazio nei programmi di concerti sinfonici, Busoni tenta di colmare tale lacuna presentando compositori di ogni nazione.
La primavera del 1902 la trascorre in giro per il mondo. Da Londra a Torino, da Firenze a Trieste. In maggio di nuovo a Londra e a Parigi. Infine Busoni può ritirarsi finalmente a Berlino per dar vita ai tanti progetti che si sono venuti accumulando nel suo cervello durante gli interminabili viaggi. Gerda è in villeggiatura. A Berlino sono rimasti pochi amici, fra i quali, fedelissimi, Emilio Anzoletti e qualche ex-allievo di Weimar, di Vienna, di Basilea. Si ricrea così intorno al Maestro il cenacolo spirituale. Su queste riunioni ecco quanto scrive Bruno Goetz, assiduo frequentatore del circolo busoniano:
«Per quanti questo cenacolo è un rifugio! Per quanti esso rappresentò un'isola santa in mezzo alla marea in tempesta di quei tempi! Quanti argomenti decisivi, profondi, consolanti vi si sono trattati, e anche quante risa e quali scherzi! In quella piccola sala tutti si sentivano lontani dal mondo e ne uscivano come rinnovati. Chi entrava in questo circolo si sentiva liberare dalle strettoie della vita ed è incitato a fare, a creare. è come vivere in un vortice di fiamma che tutte le energie sfruttava al massimo.... Tutti si sentivano dominati e sorretti da quel viso di scultura in legno da chiesa gotica».
Nelle prime ore del pomeriggio, dopo aver dedicato l'intera mattinata al lavoro, Busoni apre la casa agli amici, che vi si trattengono generalmente fino alle cinque; poi si rimette al lavoro, che non abbandona più fino all'ora di cena. Questo viene consumato in uno dei tanti ristoranti italiani e di preferenza in quello di Bertolini, un fiorentino, pazzo per la musica, dove si riuniscono pittori, artisti, giornalisti, poeti. In questi mesi tutta la sua mente è rivolta esclusivamente al lavoro. Nasce in questo periodo il Concerto per pianoforte e orchestra. La composizione, di vastissime proporzioni, è ancora, al sopraggiungere dell'autunno, allo stato di abbozzo.
Busoni inizia la serie di tali concerti berlinesi progettati nel 1901 nel novembre 1902 e la protrae fino al 1909, con programmi che contengono, fra l'altro il "Preludio e l'addio degli Angeli" dal "Sogno di Geronzio" di Elgar; il "Paris" di Delius; il "Rondò infinito" di Sinding; "En Saga", "Pohjolas Tochter" e la 2ª Sinfonia di Sibelius; l "Etrange" e la "Suite in re" di D'Indy; "L'après-midi d'un Faune" e "Nuages et Fêtes" di Debussy; "Les Djinns" e "Le chasseur maudit" di Franck; le "Syrische Tänze" di Schenker, strumentata da Schönberg; la "Sinfonietta" di Novácek; lo "Scherzo" di Pfitzner; il Concerto per pianoforte e orchestra di Singer; il "Frühling" di Behm; la Sinfonia in do magg. di Delune; la Suite "Pelléas et Mélisande" di Fauré; il "Saul und David" di Wagenaar; il "Phantasiestück per violino e orchestra" di Kaun; il "Baccanale" dalla sinfonia di Ertel; lo Scherzo dalla "Suite" di Béla Bartòk, oltre alle opere più importanti dello stesso Busoni, quali: il Concerto per pianoforte, la "Geharnischte Suite", la "Turandot-Suite", la "Lustspiel-Ouvertüre", il Concerto per violino, ecc.
Busoni incontra parecchie opposizioni ma in esse trova soltanto stimolo a proseguire con sempre maggior accanimento, tanto più che si sente seguito, poiché il pubblico aumenta di concerto in concerto. Attraverso i concerti di musica moderna il maestro si mette in contatto coi più interessanti musicisti del suo tempo e si procura l'ammirazione di numerosa schiera di giovani.