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BERNA - La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S) non ha nulla da ridire sul credito di 6 miliardi di franchi al massimo destinato all'acquisto dei nuovi caccia da combattimento.
Questa somma dovrà essere attinta dal budget del Dipartimento federale della difesa senza intaccare i fondi destinati agli altri dipartimenti, si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari.
Gli aspetti finanziari del progetto sono inclusi nel decreto di pianificazione preparato dal Consiglio federale per l'acquisto dei nuovi jet, decreto tra l'altro attaccabile mediante referendum.
Sugli aspetti finanziari la CdF-S redigerà un rapporto destinato alla sua commissione della politica di sicurezza incaricata dell'esame preliminare del progetto governativo.
In caso di referendum, il popolo non deciderà sul tipo di velivolo, bensì solo sul principio di acquisto. Il governo si pronuncerà sul tipo di aviogetto dopo un'eventuale consultazione che potrebbe tenersi nell'autunno 2020.
Sin dall'inizio del progetto per il Consiglio federale era chiara la necessità che fosse il popolo a pronunciarsi sugli aerei da combattimento, anche se di principio le acquisizioni militari non sono sottoposte a referendum. Una mozione in tal senso è stata adottata dal Parlamento nel dicembre 2018. Secondo l'Esecutivo, una votazione popolare è un'aspettativa dell'opinione pubblica di cui occorre tener conto.
Gli ultimi due progetti relativi all'acquisto di aerei da combattimento erano già stati sottoposti al voto popolare: l'acquisizione degli F/A-18 era stata resa possibile nel 1993 in seguito a un'iniziativa popolare; l'acquisto dei Gripen era invece stato respinto nel 2014 dopo un referendum contro il fondo che avrebbe dovuto essere istituito a tale scopo.