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Il 5 novembre scorso le due dighe Fundao e Santarem hanno ceduto facendo fuoriuscire 62 milioni di metri cubi di fanghi e residui tossici che hanno devastato il bacino del fiume Rio Doce nella regione brasiliana di Minas Gerais. La colata, che ha continuato a scivolare imperterrita, ha raggiunto ora l’Atlantico, inquinando le spiagge di Espirito Santo.
Il giornale O globo ieri ha pubblicato un lungo reportage su quanto avvenuto nemmeno un mese fa, titolando: La Chernobyl del Brasile. Il disastro ambientale, considerato il più grave della storia del paese, ha provocato undici morti, una serie di dispersi, un migliaio di sfollati e la distruzione della biodiversità di un’estesa area naturale. La presidente Dilma Rousseff lo ha paragonato alla catastrofe petrolifera del 2010 della piattaforma Deepwater Horizon.
I responsabili di quanto avvenuto, la grande società mineraria Samarco, non sono ancora riusciti a dare una spiegazione di quanto avvenuto. In un primo tempo avevano affermato che i fanghi, i quali avevano reso il paesaggio uniforme e melmoso, non erano velenosi. Dopo analisi di laboratorio però, sono risultati contaminati da piombo, mercurio e arsenico. L'azienda dovrà ora pagare una multa di 66 milioni di franchi, niente dicono gli esperti rispetto al suo fatturato e rispetto ai danni irreparabili causati.
AlesS