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In Svizzera finora sono state rilevate 5549 infezioni dovute a forme mutate del coronavirus (238 in più di ieri), 2100 circa delle quali attribuibili al ceppo inopportunamente designato come variante inglese.
Finora sono stati scoperti precisamente 2111 casi di contagio dovuti a questo lignaggio, descritto la prima volta in Inghilterra, che porta, tra gli altri, il nome scientifico B.1.1.7, ha indicato oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) a Keystone-ATS.
Quelli causati dall'altrettanto inopportunamente chiamata variante sudafricana - perché osservata la prima volta nel Paese dell'Africa australe, che gli specialisti designano spesso come B.1.351 - sono 90, e quelli dovuti al lignaggio B.1.1.248, detto variante brasiliana, sono tre. Insomma, delle 5549 mutazioni rispetto al virus "convenzionale", 3345 non possono essere assegnate ad alcuno dei tre ceppi.
Ieri l'UFSP aveva segnalato 5311 infezioni da virus mutati, l'altro ieri 4785, martedì 4411, lunedì 4138, domenica 4089 e sabato 3916.
Tutte queste cifre vanno considerate con cautela solo come informazioni descrittive, sottolinea l'UFSP. La diffusione dei lignaggi mutati è certamente sottovalutata nei cantoni in cui il sequenziamento genico per la loro identificazione non è stato usato o praticato solo su un campione ridotto di persone infette.
B.1.1.7, B.1.351 e B.1.1.248 presentano mutazioni che possono portare a una maggiore trasmissibilità e a un peggioramento della situazione epidemiologica.
I virus - come gli esseri viventi - presentano costantemente mutazioni, ossia modifiche casuali nel loro materiale genetico. Alcune di esse conferiscono all'agente patogeno vantaggi - per esempio rendendone più facile la trasmissione - mentre altre sono innocue per l'uomo.