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Pierre Rochard, ingegnere informatico e consigliere su BTC, ha stigmatizzato una recente lettera inviata da Coinbase ai suoi clienti come una sorta di tentativo di sostegno di pump di Ethereum da parte del gigante di San Francisco.
L’ingegnere ha anche condiviso uno screenshot nel quale viene mostrata l’email inviata da Coinbase, mettendo in luce che non vi era nessuna nota di disclaimer o altra indicazione che indicasse il contenuto come promozionale.
Rochard afferma:
“Questa lettera di promozione di ETH da Coinbase contiene solo osservazioni positive, nessun avviso, cautela o liberatoria. I soli link sono al prezzo. Questo non è un modo responsabile per aiutare gli speculatori retail. Il settore delle cripto richiede un grosso repulisti”.
Analizzando il contenuto, Rochard pone in luce come Coinbase non abbia nessun interesse nel rendere edotti i suoi clienti sull’idea di DApp, il vero passo avanti di Ethereum, ma come l’exchange sembri interessato essenzialmente a vendere ETH ai clienti, facendo anche riferimento al fatto che Brian Armstrong, CEO di Coinbase, possegga più ETH che BTC e che questi non siano posseduti dalla società, ma a livello personale.
In questo modo Rochard insinua il dubbio che, in una fase di mercato discendente, il CEO sia preoccupato di tutelare il suo personale interesse e non quello dei clienti o la serietà della società.
Pierre Rochard termina la sua requisitoria ribadendo come le caratteristiche di scalabilità e di diffusione del software sulla blockchain enunciate da Coinbase siano non così accentuate come si vorrebbe e che esistono, per chi lo desidera, soluzioni alternative come quelle multicloud.