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Lo stupro di guerra è oggi riconosciuto dalle convenzioni di Ginevra come crimine contro l'umanità e crimine di guerra ed é affiancato al crimine di genocidio quando commesso con l'intento di distruggere un gruppo specifico di individui.
Tra i numeri diffusi dalle Nazioni Unite in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ci sono proprio quelli relativi agli stupri di guerra: in Ruanda nel 1994 furono stuprate tra le 100.000 e le 250.000 donne; più di 60.000 le donne stuprate durante la Guerra civile in Sierra Leone (1991-2002), più di 40.000 in Liberia (1989-2003), fino a 60.000 nella ex Yugoslavia (1992-1995), e almeno 200.000 nella Repubblica Democratica del Congo durante gli ultimi 12 anni di guerra. È questa la Storia che riguarda un genere e una popolazione e che è fatta di tante storie come quelle che racconta Solange Lusiku Nsimire. ll suo giornale, di cui è capo redattore ed editore indipendente, si chiama «Le Souvrain» e vorrebbe ridare al popolo congolese la sovranità sulle informazioni e sulla storia del paese: per le denunce e le inchieste fatte su corruzione, crimini contro l’umanità, e soprattutto violenza sessuale, Solange Lusiku Nsimire ha subito ripetute minacce di morte. Ma non ha mai messo a tacere la sua voce e ha continuato a stampare le sue pagine fuori confine anche a rischio della vita. Il suo lavoro le è valso a ottobre il Courage in Journalism Award dell’IWMF (International Women’s Media Foundation) e il 6 settembre scorso è stata invece a Riccione per i 20 anni del Premio Ilaria Alpi dove ha ricevuto il Premio Unicredit per il valore e il coraggio nel giornalismo.
Un lavoro e una vita da premiare quella di Solange Lusiku Nsimire: ma a che serve un premio a una donna e una giornalista scomoda?
- Donne in guerra