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Il 29 novembre del 2001 si spegneva a Los Angeles George Harrison, il “Beatle tranquillo”, dopo una lunga malattia. A poco più di vent’anni di distanza un libro di quasi settecento pagine raccoglie tutte le sue interviste, gli incontri e gli articoli scritti nell’arco di quattro decenni (1962-2001). Ne viene fuori qualcosa di più di una biografia: il ritratto di un protagonista del nostro tempo che non si è mai identificato con lo show business ma ha scelto un approccio critico e ironico, sorretto da una fede incrollabile nei valori della spiritualità che aveva assimilato negli anni di formazione proprio mentre contribuiva ad allargare verso Oriente lo strumentario e gli orizzonti stessi della musica pop.