Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/72086

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a proporre una revisione di legge che offra, sulla falsariga delle misure legali volte a impedire i matrimoni di compiacenza, maggiori possibilità di procedere contro i matrimoni forzati. In particolare, gli ufficiali dello stato civile devono avere la possibilità di non avviare subito una richiesta o un'iscrizione di matrimonio, se sussiste il dubbio manifesto o fondato che almeno un coniuge non voglia contrarre liberamente matrimonio.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Pur costituendo entrambi comportamenti indesiderabili, i matrimoni di compiacenza e i matrimoni forzati sono due fenomeni ben distinti. Nel caso di un'unione di compiacenza i fidanzati esprimono l'intenzione comune di contrarre matrimonio. Tuttavia, i fidanzati - o in ogni caso uno dei due - non intendono creare una comunità coniugale ai sensi della legge (art. 159 CC; RS 210), bensì sono mossi da altri motivi (segnatamente l'ottenimento di un titolo di soggiorno). Per contro, nel caso del matrimonio forzato, la volontà espressa dai fidanzati non coincide con la motivazione interna di almeno una delle parti. Nel matrimonio di compiacenza i due "sì" sono dunque espressi liberamente, mentre nell'ipotesi di un matrimonio forzato almeno uno dei fidanzati è costretto a pronunciare il "sì". </p><p>Se appare manifestamente che un "sì" non è espresso liberamente, ossia senza alcuna pressione esercitata su uno dei fidanzati, l'ufficiale dello stato civile svizzero deve già oggigiorno rifiutare la celebrazione conformemente al principio della libertà del matrimonio. Tuttavia, una buona parte dei matrimoni che secondo il nostro sistema di valori vanno considerati matrimoni forzati non sono contratti presso gli uffici dello stato civile svizzeri, bensì all'estero. Contrariamente a quanto indicato nella motivazione della mozione, il Consiglio comunale della città di Berna rileva, nel suo parese del 20 settembre 2006 su una mozione del suo Parlamento, che nel corso degli ultimi cinque anni si conterebbero circa 450 casi. Se tali matrimoni sono contratti all'estero, l'ufficiale dello stato civile svizzero non ha tuttavia la possibilità di opporvisi. Per contro, conformemente alla legge sul diritto internazionale privato (LDIP; RS 291), le autorità svizzere chiamate a riconoscere tali unioni (in particolare le autorità cantonali di vigilanza sullo stato civile se il matrimonio deve essere iscritto nel registro dello stato civile e la polizia degli stranieri, che decide in caso di domanda di ricongiungimento familiare) possono rifiutarsi di riconoscere un tale matrimonio in quanto manifestamente incompatibile con l'ordine pubblico svizzero (art. 27 e 45 cpv. 2 LDIP). </p><p>Il 23 settembre 2005 il Consiglio federale si è dichiarato disposto ad accogliere il postulato 05.3477 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale. Tale postulato incarica il Consiglio federale di esaminare in che modo sanzionare sul piano del diritto penale e civile i matrimoni forzati e i matrimoni combinati contratti da persone domiciliate in Svizzera, nonché di redigere un rapporto in merito. Il postulato offre l'opportunità di esaminare la problematica su ampia scala e in modo approfondito. Attualmente è allo studio la necessità di legiferare o di prendere altri provvedimenti in materia e il relativo rapporto è in fase di elaborazione. Tale rapporto sarà verosimilmente disponibile alla fine del 2007. Il Consiglio federale non è disposto ad accogliere una mozione sul medesimo tema prima che siano noti i risultati di tale esame. Se la presente mozione dovesse tuttavia essere accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale chiederebbe alla seconda Camera di trasformare la mozione in un mandato d'esame.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.