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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Fra la metà del 2001 e la fine del 2003, il dollaro si è deprezzato rispetto al franco di circa il 25%.</p><p>Dal 2001 al 2002, anche l'euro - ovvero la moneta dei nostri principali partner commerciali - ha perso poco meno del 3% del suo valore nominale rispetto al franco. Fra il 2002 e il 2003, invece, l'euro si è apprezzato di oltre il 3% rispetto al franco.</p><p>Se si considera l'indice del tasso di cambio (calcolato dalla Banca nazionale svizzera - BNS) rispetto alle valute dei nostri 24 principali partner commerciali, il franco può vantare tra il 2002 e il 2003 solo un lieve apprezzamento nominale (+ 1,3%). Durante lo stesso periodo, l'indice reale, che può servire da indicatore della competitività dei prezzi, rivela che la debolezza del dollaro è stata compensata dalla forza dell'euro.</p><p>Il Consiglio federale risponde nel modo seguente alle domande poste:</p><p>1. In Svizzera, le importazioni di beni dagli Stati Uniti rappresentano circa il 4% (in termini di valore sul totale delle importazioni). Pari al 4% circa del totale sono anche le nostre importazioni da paesi la cui moneta è più o meno legata al dollaro (paesi del Sud-Est asiatico e la Cina). Occorre ovviamente tener presente che vi sono dei beni (ad es. le materie prime) che sul piano mondiale sono quotati quasi esclusivamente in dollari, anche se non necessariamente provengono dall'area del dollaro. Ciò rafforza leggermente l'importanza degli effetti delle fluttuazioni del dollaro sui prezzi.</p><p>Le modifiche del corso del dollaro dovrebbero riguardare anzitutto i settori che utilizzano nella produzione beni quotati in dollari e i settori nei quali i prezzi dei prodotti esportati sono soggetti a una domanda elastica (molto sensibile alle variazioni dei prezzi) poco differenziata per regioni. Soprattutto per quanto riguarda quest'ultimo punto, le statistiche ufficiali non forniscono informazioni sufficienti per consentire una valutazione dettagliata degli effetti sui vari settori.</p><p>2. Il Consiglio federale non formula giudizi sulle conseguenze delle fluttuazioni di cambio sul livello dei prezzi. Egli rammenta che la BNS conduce la politica monetaria nell'interesse generale del paese e che il suo scopo è di garantire la stabilità del livello generale dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione della congiuntura.</p><p>Per definire la propria politica monetaria, la BNS si basa su una previsione d'inflazione influenzata anche dall'evoluzione dei tassi di cambio. Un apprezzamento del franco frena tendenzialmente la congiuntura e l'inflazione. In una fase di debolezza congiunturale, come quella dell'ultimo biennio, un apprezzamento del franco può aumentare il pericolo di recessione e di deflazione e compromettere l'obiettivo di stabilità dei prezzi. Per contrastare questo pericolo, la BNS ha fortemente allentato la sua politica fra il marzo 2001 e il marzo 2003.</p><p>Il forte deprezzamento del dollaro rispetto al franco da un anno a questa parte è stato compensato dall'apprezzamento dell'euro rispetto alla moneta elvetica. Se in futuro, a seguito di un eventuale forte apprezzamento del franco rispetto all'euro, si delineasse il pericolo di un deterioramento delle condizioni monetarie, la BNS si opporrebbe con determinazione ad una tale evoluzione.</p><p>3. Nel 2000 e nel primo semestre del 2001, l'indice dei prezzi all'importazione (calcolato dall'Ufficio federale di statistica) ha raggiunto un livello relativamente elevato, in particolare a causa del notevole aumento del costo delle materie prime. Nella seconda metà del 2001, l'indice è tornato al suo livello precedente. L'Ufficio federale di statistica ritiene che durante questa fase il corso più debole del dollaro abbia certamente contribuito all'abbassamento dell'indice, mentre nel 2000 si era verificato un effetto in senso inverso.</p><p>In seguito, la tendenza alla base dell'evoluzione dell'indice dei prezzi delle importazioni è rimasta stabile nel 2002 ed è lievemente diminuita nel 2003. Durante questo periodo, la debolezza del dollaro non ha avuto effetti diretti molto significativi sull'indice globale del prezzo delle importazioni. L'indice globale è stato indubbiamente influenzato dal fatto che gran parte delle importazioni proviene dall'Europa e dall'apprezzamento dell'euro sul franco nell'anno appena trascorso. Tutto sommato, la svalutazione del dollaro ha verosimilmente lasciato tracce più profonde per certe categorie di prodotti importati che vengono considerati nel calcolo dell'indice globale. La tabella seguente mette in rilievo la notevole diminuzione del prezzo di certi beni importati intervenuta dalla metà del 2001.</p><p>Descrizione dei prodotti; Regressione dal giugno 01 al dicembre 03</p><p>Equipaggiamenti elettrici ed elettronici, apparecchi di emissione e di trasmissione, ecc... (sottosezione DL secondo la NOGA 9)); -14 %</p><p>- di cui computer e altri equipaggiamenti informatici (gruppo 30.02 secondo la NOGA); -29 %</p><p>Metalli non ferrosi (gruppo 27.4 secondo la NOGA); -17 %</p><p>Prodotti petroliferi (sottosezione DF secondo la NOGA); -10 %</p><p>Pasta per carta, carta e cartone (gruppo 21 secondo la NOGA); -20 %</p><p>1) NOGA : Nomenclatura generale delle attività economiche</p><p>La debolezza del dollaro certamente è un fattore esplicativo. Il corso del dollaro si ripercuote direttamente sul prezzo di certi prodotti importati, ma anche, indirettamente, con una pressione al ribasso delle prestazioni preliminari importate dai paesi europei.</p><p>I prezzi all'importazione sono influenzati, oltre che dal tasso di cambio, da molti altri fattori. L'importante riduzione, ad esempio, del prezzo degli ordinatori, illustrata nella tabella soprariportata, è stata influenzata anche dalla riduzione dei prezzi espressi in dollari nel settore dell'informatica. Vi sono tuttavia anche delle merci il cui prezzo in dollari è aumentato dal 2001 (ad es. il petrolio).</p><p>4. In effetti, le fluttuazioni del dollaro non si ripercuotono simultaneamente e integralmente sui prezzi delle importazioni. Gli esportatori stranieri non adeguano sistematicamente i loro prezzi a ogni fluttuazione di cambio e possono anche decidere di far variare i loro margini.</p><p>Il Consiglio federale provvede a garantire le condizioni-quadro più favorevoli possibili ma, per principio, non interferisce sui meccanismi di mercato e sui prezzi risultanti dalle situazioni particolari di offerta e domanda nei vari mercati interessati.</p><p>5. Il Consiglio federale non intende adottare provvedimenti supplementari. Sottolinea tuttavia che esistono già delle misure legislative per tenere sotto controllo le condizioni di concorrenza nonché una sorveglianza dei prezzi che può intervenire in caso di abuso. Secondo le disposizioni previste da tali leggi, le autorità competenti sorvegliano i mercati cui sono preposte. Inoltre, i consumatori possono rivolgersi direttamente a tali autorità.</p><p>Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.</p>  Risposta del Consiglio federale.