Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01194.jsonl.gz/984

Secondo i calcoli del Governo, circa 3’300 aziende agricole dovrebbero ridurre il numero di capi di bestiame o aumentare le dimensioni delle loro strutture se l’iniziativa sull’allevamento intensivo dovesse essere accettata. Nel caso del pollame, in particolare, lo spazio disponibile dovrebbe cambiare drasticamente.
Oggi, ad esempio, gli allevamenti di polli da carne possono tenere un massimo di 27’000 animali; se l’iniziativa venisse accettata, questo limite massimo verrebbe ridotto a 2’000 animali per struttura. Per le galline ovaiole, ci sarebbero solo 4’000 invece di 18’000 volatili per azienda.
Secondo uno studio dell’Università di Scienze applicate della Svizzera nordoccidentale, citato dagli oppositori dell’iniziativa, il grado di autosufficienza per la carne di pollo scenderebbe dal 58 al 5%, per le uova dal 56 al 20% e per la carne di maiale dal 92 al 50%. Inoltre, verrebbero a mancare circa 4’000 posti di lavoro.
Con un tasso di occupazione che oggi va dai 12’000 ai 27’000 animali per stalla, secondo i promotori non si può più parlare di animali che vivono dignitosamente. I bisogni fondamentali degli animali verrebbero ampiamente ignorati.