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L’interpretazione dell’Alluce grosso e duro in Riflessologia del Piede ZU
Quante volte ci è capitato di dire “mi sento la testa piena” , “la testa che mi scoppia” oppure “ho un cerchio alla testa”?
Frasi di questo genere fanno pensare a un qualcosa che sta per esplodere.
In una diagnosi riflessologica, quando si incontra una persona con un alluce grosso e duro che al tatto da un senso di pienezza, questo ci indica che la persona vive una sintomatologia riferibile a una pressione endocranica aumentata.
In una pressione endocranica aumentata possono verificarsi le seguenti manifestazioni: la rottura di piccoli vasi come l’epistassi o le emorragie oculari, o il cedimento di una piccola vena o un’arteriola all’interno del cranio, situazione quest’ultima molto grave rispetto alle prime due elencate.
La determinazione di una emorragia di una vena o un’arteriola ci fa pensare che essa rappresenta l’anello debole della catena e che ha ceduto proprio nel massimo della sua tensione.
Il nostro organismo subisce delle sollecitazioni, in particolari momenti di tensione, stress, o stress emotivo, in cui non riesce a dare sempre una risposta adeguata, e l’attuale vita quotidiana è così frenetica che non ci accorgiamo dei segnali che il nostro corpo invia costantemente.
Da un punto di vista riflessologico l’alluce destro corrisponde alla parte destra della testa mentre l’alluce sinistro alla parte sinistra per cui se è l’alluce destro ad apparire più grosso rispetto a quello sinistro significa che a soffrire sarà l’emisfero cerebrale omolaterale.
L’emisfero cerebrale destro ha il controllo della muscolatura volontaria motoria superficiale sinistra ed elabora le funzioni come l’istinto, l’emotività, l’affettività, funzioni corrispondenti al femminile della persona, il sogno, e la creatività, proprio quest’ultima viene utilizzata in predominanza nei primi anni di vita.
L’emisfero cerebrale sinistro invece controlla la muscolatura volontaria motoria superficiale destra, ad esso è deputato il controllo delle funzioni come l’attività razionale, logica, di tipo maschile, funzioni che si iniziano a usare in modo più evidenziato con il passaggio dalle scuole materne ai primi anni delle elementari, quando le funzioni associative, matematiche, di sillabe diventano più frequenti e costanti.
La simbologia del linguaggio radicata in ognuno di noi come archetipo diventa fondamentale nelle manifestazioni di mal di testa e ci dà grandi possibilità di interpretazione che diventa un supporto utile inoltre a un confronto che potremmo osservare attraverso i piedi.
In situazioni come queste massaggiando le aree riflesse sottostanti le dita, aree che corrispondo alla parte bassa del collo, le spalle e la parte alta del torace
“svuotare i pieni riempire i vuoti”
creeremo così una pressione toracica negativa che richiamerà sangue alla testa.
Il punto focale da massaggiare, di solito dolente in queste circostanze, è l’area riflessa del trapezio nella metafisi della prima falange del secondo dito visione plantare.
Direzionare il massaggio dal primo dito verso il quinto.
Gli organi bersagli diventano le aree riflesse del fegato e della milza da massaggiare in dispersione, i reni in tonificazione, Vescicola Biliare e Vescica in dispersione.
L’alluce rappresenta la testa e le dita le sue funzioni.