Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/47733

<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel corso della sua seduta del 30 agosto 2000, il Consiglio federale riconobbe l'importanza di disporre d'informazioni statistiche atte a misurare qualitativamente e quantitativamente l'immigrazione provocata dall'introduzione degli Accordi bilaterali con la Comunità europea. A tal fine furono liberate delle risorse e l'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione (IMES) fu incaricato di adeguare i programmi statistici. Obiettivo precipuo era quello di produrre informazioni sufficientemente circostanziate onde consentire un'analisi precisa degli effetti della libera circolazione delle persone. I lavori furono portati a termine e gli obiettivi prefissi, raggiunti. Le divergenze tra le cifre pubblicate dall'IMES e quelle dell'Ufficio federale di statistica (UST) non hanno nulla a che vedere con i predetti adeguamenti. Esse sono dovute essenzialmente ai tre elementi seguenti : i metodi utilizzati per l'elaborazione delle statistiche (1), la definizione della popolazione straniera (2) e la data dell'allestimento delle statistiche (3).</p><p>1. Metodi utilizzati per l'elaborazione delle statistiche</p><p>L'IMES dispone di un registro elettronico degli stranieri (Registro centrale degli stranieri, RCS), i cui compiti sono definiti all'articolo 2 dell'ordinanza del 23 novembre 1994 sul Registro centrale degli stranieri (ordinanza RCS ; RS 142.215). Il predetto articolo precisa, al capoverso 1, lettera d, che il RCS permette di allestire le statistiche degli stranieri. La statistica degli stranieri dell'IMES è pertanto elaborata in base a un registro (RCS). L'UST procede invece a una statistica di sintesi, conformemente al suo mandato (legge sulla statistica federale, RS 431.01, art. 10, cpv. 1 e 2). La base di questa statistica è la medesima, inizialmente, sulla quale si fonda anche quella dell'IMES, ovvero i dati registrati nel RCS. In seguito, l'UST paragona e completa i dati del RCS ricorrendo ad altre fonti; tra di esse figurano le statistiche relative alle nascite e ai decessi basate sullo stato civile. Infine, per ottenere statistiche coerenti e calcolare bilanci corretti, l'UST effettua dei controlli di plausibilità e procede a correzioni che spiegano le differenze osservate nelle cifre relative alle immigrazioni e alle emigrazioni.</p><p>2. Definizione della popolazione straniera</p><p>La popolazione residente permanente straniera è definita contemporaneamente da raccomandazioni internazionali e dalla legislazione svizzera. Le raccomandazioni internazionali sono emanate essenzialmente dall'ONU. Esse precisano che, oltre ai gruppi di stranieri registrati nel RCS, anche i funzionari internazionali entrano nel computo della popolazione residente permanente straniera. Tale definizione è ripresa dall'articolo 5 dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli stranieri (OLS ; RS 823.21). L'UST aggiunge pertanto anche i funzionari internazionali (compreso il personale delle rappresentanze diplomatiche straniere senza immunità diplomatica e i rispettivi familiari) residenti in Svizzera (2002 : 25 000) al numero di stranieri computato nel RCS. Questi cittadini stranieri non sono registrati nel RCS. L'UST pubblica del resto risultati sulla popolazione straniera totale, compresi i titolari di un permesso di breve durata, le persone ammesse provvisoriamente, i richiedenti l'asilo e, fino a poco tempo fa, gli stagionali.</p><p>3. Data dell'allestimento delle statistiche</p><p>Obiettivo dell'IMES è sempre stato - e resterà - quello di pubblicare le statistiche il più rapidamente possibile. Tale obiettivo è stato incoraggiato dalle aspettative del mondo politico, amministrativo e mediatico. La procedura di allestimento delle statistiche è pertanto avviata ogni anno ai primi di gennaio. Questo trattamento precoce dei dati consente ai destinatari dell'informazione statistica di beneficiare delle prime cifre sulla popolazione straniera dell'anno precedente già a fine gennaio. La procedura ha tuttavia un effetto negativo. I cambiamenti (legati allo stato civile, a nuovi arrivi o partenze dalla Svizzera) intervenuti nelle ultime settimane dell'anno osservato non sono sempre presi in considerazione e sfuggono pertanto alla statistica degli stranieri dell'IMES. L'UST, invece, paragona le informazioni del RCS con le proprie fonti, completa i dati (1) e pubblica le cifre definitive nel corso dell'estate, ovvero tra sei e otto mesi dopo la fine dell'anno osservato. Il computo di questi movimenti provoca un aumento della popolazione residente permanente straniera pari a ca. 10 000 persone all'anno.</p><p>Conclusione</p><p>L'IMES e l'UST hanno deciso - in base agli elementi sopra descritti - di coordinare le loro statistiche sugli stranieri. Sono stati adottati i provvedimenti seguenti: elaborazione di definizioni e glossari comuni, delimitazione delle popolazioni prese in considerazione da ciascun ufficio. La prossima tappa - e la più importante - sarà realizzata per la prima volta nel primo trimestre del 2004 e sarà poi rinnovata di anno in anno. Essa consiste in una comunicazione congiunta alla stampa. In occasione di tale presentazione, le statistiche della popolazione residente permanente straniera saranno stabilite in base ai dati del RCS. L'UST completerà tale informazione aggiungendo i funzionari internazionali (2). Tale modo di procedere consentirà d'informare al più presto il mondo politico, amministrativo e dei media sull'evoluzione della popolazione straniera in Svizzera (1). Sarà inoltre precisato che le cifre definitive sulla popolazione residente permanente straniera saranno pubblicate dall'UST entro sei mesi a decorrere dalla presentazione congiunta (3). L'insieme di queste misure porta a un'armonizzazione della statistica sugli stranieri nel senso auspicato dall'autore dell'interrogazione.</p>  Risposta del Consiglio federale.