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L'oligarca russo Vitaly Malkin cita a giudizio la banca svizzera per perdite dell'ammontare di svariati milioni.
Le ragioni dell'azione legale sarebbero legate al comportamento discutibile di un ex consulente finanziario dell'istituto bancario.
GINEVRA - I fatti risalgono a diversi anni fa. Malkin - ex senatore russo domiciliato a Monaco, amico e già socio in affari del miliardario ed ex primo ministro georgiano Bidzina Ivanishvili - ha incaricato lo studio legale statunitense Quinn Emanuel di citare in giudizio il Credit Suisse nella vicenda legata all'ex consulente della grande banca Patrice Lescaudron.
Quest'ultimo, che lavorava a Ginevra, era stato licenziato nel 2015. Processato dalla giustizia ginevrina, era stato condannato nel 2018 a cinque anni di carcere per la sottrazione di circa un centinaio di milioni di franchi. Si è suicidato nel 2020.
La vicenda giudiziaria girava tutta attorno al ex primo ministro georgiano: quest'ultimo aveva fatto fortuna durante la disgregazione dell'Unione sovietica e si era visto svuotare le tasche dal consulente, un 54enne francese che si occupava di gestione patrimoniale presso il Credit Suisse. L'uomo, arrestato nel gennaio 2016, aveva usato i soldi per profitto personale e per rimpinguare i conti di altri clienti, in modo da coprire le perdite da essi subite durante la crisi del 2008 o a causa di sue decisioni errate.
L'ex dipendente della banca elvetica aveva inoltre effettuato transazioni e investimenti con i fondi di Ivanishvili senza il suo consenso. All'insaputa di tutti, aveva così potuto incassare delle commissioni per queste operazioni, alcune delle quali si erano chiuse con perdite importanti.
Questa nuova gabola per Credit Suisse arriva proprio quando Ivanishvili ha da poco vinto una causa alle Bermuda in cui era coinvolto anche Lescaudron. Un giudice della Corte Suprema delle Bermuda ha stabilito in marzo che Ivanishvili ha perso 553 milioni di dollari in investimenti effettuati attraverso una filiale del Credit Suisse alle Bermuda a causa della cattiva gestione del consulente finanziario. Contro questa sentenza la banca ha annunciato l'intenzione di ricorrere in appello.
Sul piano giudiziario, il caso di Patrice Lescaudron non è ancora chiuso. L'agenzia di stampa AWP ha rivelato questa settimana che in seguito alla morte dell'ex consulente, la procura ginevrina ha aperto un procedimento separato contro la banca. Quest'ultima, nelle sue dichiarazioni odierne all'AFP, ha indicato di ritenere che l'ex dipendente abbia agito da solo.
«Tutte le indagini condotte in questo caso dal 2015 dalla banca, dalla Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) e dalle autorità penali hanno dimostrato che l'ex consulente alla clientela non è stato assistito da altri dipendenti nelle sue attività criminali», precisa il Credit Suisse.