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Una politica coerente per tutta la popolazione e non una strategia specifica per il ceto medio
Berna, 11.03.2016 - Negli ultimi anni, considerando tutta la Svizzera, il ceto medio ha potuto aumentare il suo potere d’acquisto. Nel rapporto pubblicato in data odierna il Consiglio federale giunge dunque alla conclusione che una strategia specifica per il ceto medio non sia indicata. Con questo rapporto il Consiglio federale adempie il postulato della consigliera nazionale Lucrezia Meier-Schatz (11.3810). Il postulato incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto su una strategia coerente per il ceto medio coordinata con i Cantoni.
La situazione economica del ceto medio nel suo insieme può essere giudicata come buona. Questa conclusione coincide con le considerazioni espresse in due rapporti già pubblicati concernenti la situazione economica della popolazione svizzera e le economie domestiche del ceto medio (Verteilung des Wohlstands in der Schweiz, nuovo rapporto del 2014 sul benessere, e Erodiert die Mittelschicht?, studio pubblicato nel 2015). L’odierno rapporto mostra che, tenuto conto della grandezza dell’economia domestica e dell’evoluzione dei prezzi, negli ultimi 15 anni le classi di reddito medio hanno potuto aumentare mediamente il loro reddito disponibile del 14–17 per cento. Non è possibile dunque concludere che il ceto medio sia sempre più sotto pressione a causa del crescente onere fiscale.
Ceto medio eterogeneo
Il ceto medio è caratterizzato inoltre da innumerevoli diversi modi di vita non riassumibili in una strategia unica. Ai fini di una politica coerente, l’obiettivo del Consiglio federale consiste dunque piuttosto nel considerare nelle sue decisioni l’insieme della popolazione e con essa le situazioni di vita concrete nei settori della formazione, del lavoro, della salute e del reddito disponibile.
Formazione: fattore centrale per il benessere
Secondo il Consiglio federale, affinché il ceto medio possa continuare a partecipare il più largamente possibile allo sviluppo economico della Svizzera, è importante che esso possa accedere anche in futuro a una formazione al contempo di qualità e finanziabile, ovvero a una formazione continua all’altezza delle crescenti esigenze a livello di formazione. Le misure volte a conciliare famiglia e vita professionale possono inoltre ridurre il rischio di povertà e rafforzare il reddito delle economie domestiche.
Indirizzo cui rivolgere domande
Mario Morger, economista, Amministrazione federale delle contribuzioni AFC
tel. +41 58 462 73 89, <email-pii>
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Ultima modifica 05.01.2016