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<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi tempi si è spesso affermato che, sotto molti aspetti, gli Accordi bilaterali non rivestono una grande importanza per la Svizzera.</p><p>1. In che modo il Consiglio federale pensa di reagire a tali affermazioni e come e quando pensa di esprimersi sull'importanza economica dei Bilaterali?</p><p>2. La Confederazione ha intenzione di effettuare una valutazione sull'importanza economica del primo pacchetto di accordi (Bilaterali I)?</p><p>- Sì: qual è l'importanza economica dei Bilaterali I?</p><p>- No: perché? Quando pensa di effettuare questa valutazione?</p><p>3. Qual è l'importanza dei Bilaterali I come fondamento politico dei Bilaterali II?</p><p>4. La Confederazione ha intenzione di effettuare una valutazione sull'importanza economica dei Bilaterali II?</p><p>- Sì: qual è l'importanza economica dei Bilaterali II?</p><p>- No: perché? Quando pensa di effettuare questa valutazione?</p><p>5. La Confederazione ha intenzione di effettuare una valutazione approfondita sulle ripercussioni economiche del nuovo articolo costituzionale 121a?</p><p>- Sì: quali sono le ripercussioni economiche del nuovo articolo costituzionale?</p><p>- No: perché? Quando pensa di effettuare questa valutazione?</p><p>6. La Confederazione ha intenzione di effettuare una valutazione sull'importanza dei Bilaterali per il settore svizzero della formazione e della ricerca?</p><p>- Sì: qual è la loro importanza per la ricerca e la formazione in Svizzera?</p><p>- No: perché? Quando pensa di effettuare questa valutazione?</p><p>7. Oltre all'iniziativa sul personale qualificato, il Consiglio federale sta valutando altre opzioni volte ad attenuare le ripercussioni economiche del nuovo articolo costituzionale per le imprese in Svizzera?</p><p>- Sì: quali sono le altre misure previste?</p><p>- No: perché? Quando pensa di valutare simili opzioni?</p><p>8. La Confederazione ha intenzione di effettuare una valutazione dei dati sull'insediamento di nuove imprese in Svizzera e sul trasferimento di imprese all'estero, compresi i posti di lavoro interessati?</p><p>- Sì: quali sviluppi si sono osservati negli ultimi anni?</p><p>- Se i dati mostrano un calo dell'insediamento di nuove imprese e dei posti di lavoro: cosa intende fare il Consiglio federale per rimediare a questa situazione?</p><p>- No: perché? Quando pensa di effettuare questa valutazione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Esiste una serie di studi sull'importanza economica dei Bilaterali I tra la Svizzera e l'UE. Nel complesso, secondo questi studi le ripercussioni sulla crescita economica in Svizzera sono state decisamente positive. In particolare, l'accesso agevolato al mercato interno dell'UE reso possibile dagli accordi è stato fondamentale per il settore delle esportazioni e per suoi fornitori, mentre gli accordi settoriali nel campo delle esportazioni hanno fatto crescere la domanda di prodotti svizzeri. Allo stesso tempo, grazie all'Accordo sulla libera circolazione delle persone, è stato anche possibile soddisfare la domanda di manodopera sul nostro mercato del lavoro. I Bilaterali I, che facevano parte delle misure adottate per contrastare il calo della crescita negli anni 90, quando il PIL pro capite della Svizzera cresceva molto meno rispetto alla maggior parte degli altri Paesi OCSE, hanno contribuito notevolmente alla prosperità economica del nostro Paese negli ultimi anni.</p><p>Il 15 settembre 2014 il Consiglio nazionale ha accolto il postulato Aeschi 13.3151, che chiede al Consiglio federale di redigere un rapporto dettagliato sulla situazione delle relazioni tra la Svizzera e l'UE. Rispondendo al postulato, il Consiglio federale annovererà anche i pro e i contro a livello economico degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE.</p><p>3. Già durante i negoziati sugli Accordi bilaterali I sono state poste le basi per gli Accordi bilaterali II. Negli atti finali, le parti contraenti avevano espresso l'intenzione di estendere i negoziati ad altri ambiti. Il valore degli accordi bilaterali, su cui si basano le strette relazioni del nostro Paese con l'UE a livello politico, economico e culturale, va considerato principalmente nella loro totalità. Gli Accordi bilaterali II non sono giuridicamente vincolati né tra di loro né con gli Accordi bilaterali I, ad eccezione degli accordi di associazione a Schengen e Dublino, i quali sono reciprocamente vincolati e contengono riferimenti di carattere tecnico all'Accordo sulla libera circolazione delle persone. Inoltre, in diverse occasioni la Commissione europea ha istituito un riferimento politico tra gli Accordi di Schengen/Dublino ma anche tra l'Accordo MEDIA, quello su Orizzonte 2020 e quello sulla libera circolazione delle persone.</p><p>4. Mentre l'obiettivo primario dei Bilaterali I era garantire l'accesso al mercato, i Bilaterali II puntano a estendere la collaborazione con l'UE ad ambiti politici importanti come Schengen/Dublino, tassazione dei redditi da risparmio, lotta alle frodi fiscali, statistica e ambiente. Benché la firma di questi accordi non avesse obiettivi strettamente economici, vi sono state comunque ripercussioni sull'economia svizzera. Oltre ai numerosi studi sull'importanza economica degli Accordi bilaterali I, esistono diversi studi anche su altri accordi bilaterali conclusi tra la Svizzera e l'UE. Inoltre, il Consiglio federale si è già espresso nel messaggio concernente gli Accordi bilaterali II in merito alla loro importanza e in particolare sugli effetti economici indiretti e sulla necessità di creare condizioni quadro sicure per gli scambi con l'UE. Queste considerazioni sono ancora valide.</p><p>5. Attualmente non è possibile stimare a lungo termine le ripercussioni economiche del nuovo articolo costituzionale sull'immigrazione a causa dell'incertezza circa la sua attuazione concreta. Tuttavia, l'importanza dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone viene esaminata dettagliatamente altrove, ad esempio nel rapporto del 4 luglio 2012 sulla libera circolazione delle persone e l'immigrazione in Svizzera e nei rapporti annuali dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE (SECO, UFM, UST e UFAS). Dai sondaggi presso le imprese emerge che, a causa dell'incertezza legata al nuovo articolo costituzionale, una parte di esse pianifica gli investimenti con maggiore prudenza.</p><p>6. Negli ultimi anni il settore della formazione e della ricerca si è fortemente internazionalizzato. Senza una solida rete di contatti internazionali la Svizzera non riuscirà a mantenere la propria posizione di spicco in questo settore. I programmi quadro di ricerca dell'UE sono considerati dai ricercatori i programmi su vasta scala più prestigiosi a livello mondiale. L'Accordo sulla ricerca del 1999 sottoscritto nell'ambito dei Bilaterali II ha posto le basi per la partecipazione della Svizzera a questi programmi quadro. La SEFRI ha dimostrato con diversi studi l'importanza di questa collaborazione e i grandi vantaggi che ne derivano per le scuole universitarie e la piazza economica svizzera (<a href="http://www.sefri.admin.ch">www.sefri.admin.ch</a> &gt; Documentazione &gt; Pubblicazioni). Per quanto riguarda i programmi di formazione dell'UE, non è ancora possibile valutare con precisione la loro importanza per il nostro Paese vista la breve durata della partecipazione svizzera (2011-2013).</p><p>7. Nel piano di attuazione dell'articolo 121a della Costituzione del 20 giugno 2014 (regolazione dell'immigrazione) il Consiglio federale ribadisce la volontà di gestire e limitare l'immigrazione in modo da tutelare gli interessi economici generali, ma anche di mantenere e sviluppare ulteriormente la via bilaterale nei rapporti con l'UE per garantire alle imprese la certezza del diritto. Inoltre, il nuovo sistema di ammissione deve comportare oneri amministrativi contenuti. Il Consiglio federale ha anche ribadito l'intenzione di sfruttare meglio il potenziale di manodopera indigena. Oltre all'iniziativa sul personale qualificato del DEFR, il DFGP sta esaminando misure per favorire l'integrazione a livello economico e formativo dei richiedenti asilo.</p><p>8: Gli insediamenti di nuove imprese resi possibili soprattutto grazie al contributo della promozione della piazza economica da parte degli enti pubblici (Confederazione, cantoni e regioni) vengono censiti dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica (CDEP). Nel 2013 questa attività di promozione ha permesso l'insediamento in Svizzera di 298 nuove imprese straniere e la creazione di 983 posti di lavoro. I dati relativi ai nuovi insediamenti svincolati dalla promozione pubblica della piazza economica e ai trasferimenti di aziende all'estero vengono rilevati, per quanto possibile, dai cantoni in cui hanno sede le imprese. Solitamente i motivi alla base dell'insediamento o del trasferimento di un'azienda sono molteplici. Tuttavia, aspetti quali la certezza del diritto e della pianificazione, nonché la stabilità delle relazioni politiche con i principali partner economici sono senz'altro fondamentali. Anche per questo il Consiglio federale ha intenzione di mantenere la via bilaterale.</p>  Risposta del Consiglio federale.