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Lo riporta l'agenzia Bloomberg. Le critiche dell'ex consigliere federale Christoph Blocher su una possibile fusione: «Sarebbe terribile».
ZURIGO - Corsa contro il tempo per Credit Suisse, UBS e le autorità svizzere per raggiungere un accordo sulle nozze fra i due colossi bancari cui starebbero lavorando anche le autorità statunitensi, secondo quanto ha riportato l'agenzia Bloomberg. La stessa agenzia rileva da alcune fonti che un'intesa sarebbe nell'interesse delle autorità di Washington, considerato che le due banche hanno attività negli Stati Uniti e sono considerate importanti a livello di sistema.
Sui tempi di chiusura dell'accordo, vi era stata anche nel pomeriggio l'indiscrezione del Financial Times secondo cui la partita si sarebbe dovuta concludere già nella serata di oggi. E citava alcune fonti, secondo le quali la Banca nazionale svizzera (BNS) e la Finma, l'autorità di regolamentazione dei mercati, avrebbero detto alle controparti internazionali che un accordo con UBS è l'unica opzione per fermare il calo della fiducia in Credit Suisse.
Secondo il quotidiano britannico, Credit Suisse sarebbe infatti stato privato di circa 10 miliardi di franchi al giorno nel corso dell'ultima settimana.
La proposta di Ethos - Il direttore di Ethos, Vincent Kaufmann, si è espresso a favore dello scorporare le attività elvetiche di Credit Suisse nel caso in cui la banca venisse acquisita da UBS. La nuova banca dovrebbe poi essere quotata in borsa in modo indipendente, ha dichiarato oggi.
Una fusione con UBS rappresenterebbe un rischio sistemico molto elevato per la Svizzera e «creerebbe anche un pericoloso monopolio per i cittadini svizzeri», ha dichiarato il capo della fondazione che consiglia le casse pensioni ed è particolarmente attiva sul fronte della finanza sostenibile all'emittente statunitense CNBC. Gli azionisti rappresentati da Ethos detengono complessivamente più del tre per cento delle azioni del Credit Suisse. Non è la prima volta che Ethos si pronuncia a favore a questo riguardo, una proposta in tal senso era già stata fatta a ottobre dello scorso anno.
Lo spacchettamento - Come noto CS è organizzata in quattro divisioni: Swiss Bank, Wealth Management, Investment Bank e Asset Management. Quando si trovava sotto la guida di Tidjane Thiam, presidente della direzione fra il marzo 2015 e il febbraio 2020, l'istituto aveva preso in considerazione una quotazione dell'unità elvetica per raccogliere fondi volti a finanziare una ristrutturazione. Aveva però alla fine optato per un aumento di capitale che aveva raccolto quattro miliardi di franchi.
Da allora la banca è stata scossa da ripetute disavventure: in particolare il fallimento nel marzo 2021 della società finanziaria britannica Greensill Capital, in cui erano stati impegnati 10 miliardi di dollari attraverso quattro fondi, e l'implosione - nello stesso mese del medesimo anno - di Archegos Capital Management, il family office (cioè una società che gestisce uno o più patrimoni familiari) di un finanziere newyorkese di origine coreana, che è costata circa 5 miliardi di dollari a CS.
Deutsche Bank monitora la situazione - Deutsche Bank sta monitorando la situazione di Credit Suisse per verificare se ci saranno aperture per l'acquisto di alcuni asset della banca elvetica. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali al momento comunque non ci sarebbe alcuna proposta concreta.
Il dibattito interno a Deutsche Bank riguarderebbe quali asset di Credit Suisse potrebbero essere attraenti e a quale valutazione.
Anche le autorità americane al lavoro - Le autorità americane starebbero lavorando con le controparti svizzere su un possibile accordo fra Credit Suisse e Ubs. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali un'intesa sarebbe nell'interesse delle autorità di Washington, considerato che le due banche hanno attività negli Stati Uniti e sono considerate importanti a livello di sistema.
Le critiche severe dell'ex consigliere federale Christoph Blocher su un ipotetico accordo - Per Christoph Blocher, ex consigliere federale, una possibile fusione tra Credit Suisse e UBS sarebbe qualcosa di "terribile" per la piazza economica Svizzera. «A lungo termine, sarebbe un problema anche per i clienti delle banche», afferma l'82enne in un'intervista al "SonntagsBlick", pubblicata già oggi sul sito del settimanale.
«Ci sono attività che le aziende svizzere attive a livello internazionale possono svolgere solo con una grande banca, ad esempio in Svizzera con UBS o Credit Suisse», rileva il miliardario ex manager di EMS-Chemie. «Se non c'è più concorrenza, le aziende sono alla mercé di un'unica banca».
Blocher non respinge categoricamente un'acquisizione di Credit Suisse, in difficoltà, da parte di una banca straniera. «Non sarebbe di per sé un male», sostiene, ricordando che l'istituto finanziario è già in maggioranza in mani straniere.
«È più importante che i potenziali acquirenti siano seriamente interessati a stabilizzare la banca svizzera a lungo termine e a riconquistare la fiducia dei clienti», prosegue Blocher, per il quale l'attuale management non ha idee convincenti su come raggiungere questo obiettivo. La maggior parte degli errori di Credit Suisse sono stati commessi negli ultimi dieci anni, secondo l'ex consigliere federale.
Blocher critica anche il fatto che ci siano ancora banche di importanza sistemica «troppo grandi per fallire». «Ciò non dovrebbe esistere in un'economia di libero mercato. Nonostante tutti gli sforzi, non è stato possibile dividere le grandi banche in modo tale che le singole parti potessero fallire».
ormai è fallita......il gigante che nascerà avrà vita breve.....sarà una catastrofe meglio puntare sulle piccole banche......
Gli americani staranno già pensando quale multa inventarsi ....
impressionante come non si possa mettere parassiti
con americani nello stesso commento
Blocher chi?
Se non sai chi è Blocher, è solo perchè non vivi in Svizzera da abbastanza tempo per saperlo! Informati quindi, che se la Svizzera non fa parte dell'UE è solo grazie a lui e a chi la pensa come lui.
Bene la fusione con Ubs.
Bene un corno si crea un monopolio molto pericoloso e di perdono un mucchio di posti di lavoro…troppi doppioni…Blocher ha pienamente ragione!!
piccola spesa in casa??