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Il ministro degli esteri ha illustrato le priorità della politica estera svizzera all'Assemblea generale dell'ONU.
Secondo Joseph Deiss, un intervento armato contro l'Iraq può essere legittimato solo dall'organizzazione internazionale.
"Aderendo alle Nazioni unite, la Svizzera ha rivolto al mondo un messaggio di solidarietà e di pace" con queste parole Joseph Deiss ha aperto il suo discorso dinnanzi all'Assemblea generale dell'ONU. Il ministro degli affari esteri elvetico si è detto felice e fiero per questo passo intrapreso dalla Confederazione.
"Approvando l'adesione all'ONU, il popolo svizzero ha espresso la volontà di rafforzare il suo impegno internazionale e di assumere la sue responsabilità di fronte alle sfide alle quali è confrontata l'umanità", ha proseguito il consigliere federale nel suo intervento di portata storica per la Svizzera. Il suo è stato infatti il primo discorso ufficiale di un rappresentante del governo elvetico al Palazzo di vetro, da quando la Svizzera è diventata membro a pieno titolo delle Nazioni unite.
A questo proposito, Deiss ha tenuto a ringraziare nuovamente i membri dell'ONU per la calorosa accoglienza riservata alla Confederazione lo scorso 10 settembre, giornata ufficiale dell'adesione di Berna all'organizzazione internazionale.
Un'ONU forte
Il ministro degli esteri ha poi dichiarato che il mondo ha bisogno di un'ONU forte per far fronte ai gravi problemi di dimensioni planetarie: l'enorme miseria che regna in alcune regioni del globo, le guerre che insanguinano i continenti, il terrorismo e la criminalità, le malattie e la distruzione dell'ambiente.
Come le Nazioni unite, la Confederazione s'impegna da molto tempo in favore della pace e della sicurezza, pur rimanendo un paese neutrale. Questo impegno si esprime, tra l'altro, nella lotta contro l'impiego di bambini soldati, contro le mine e la proliferazione delle armi di piccolo calibro, ha precisato Joseph Deiss.
Il capo della diplomazia svizzera ha evocato anche la minaccia di un intervento armato contro l'Iraq. "Vi è senza dubbio la necessità di agire per far applicare le risoluzioni dell'ONU" ha affermato Deiss, riferendosi alle risoluzioni sul disarmo iracheno. "Solo l'ONU può però conferire legittimità ad un'azione militare contro Bagdad".
Diritti umani
La difesa dei diritti umani e la lotta contro la tortura sono state inoltre citate tra le priorità del governo svizzero. Secondo il ministro degli esteri, la pace e lo sviluppo possono essere assicurati solo in un quadro di libertà e rispetto dei diritti umani.
In tale ambito, Deiss ha ribadito il sostegno elvetico alla Corte penale internazionale (CPI): "Un tribunale essenziale per combattere le violazioni più gravi dei diritti fondamentali". Un chiaro segnale ai paesi, come gli Stati uniti, che respingono l'entrata in funzione della CPI.
Il consigliere federale ha inoltre ricordato che la Confederazione è depositaria delle Convenzioni di Ginevra e dei protocolli sul diritto umanitario internazionale. Una responsabilità che Berna si assume lottando per il rispetto del diritto umanitario, come ad esempio nel conflitto mediorientale.
Povertà e sviluppo durevole
Riferendosi agli attentati dell'11 settembre 2001, Deiss ha affermato la necessità di sradicare quelle che ha definito le cause dirette e indirette del terrorismo: la povertà e l'ingiustizia. "Lo sviluppo durevole e la lotta contro la miseria rappresentano le grandi sfide dell'umanità" ha dichiarato il ministro svizzero.
Per concludere, Deiss ha evocato il ruolo internazionale di Ginevra, quale sede di numerosi organismi delle Nazioni unite. "La Svizzera s'impegnerà" - ha assicurato il consigliere federale - per offrire condizioni ottimali di lavoro e di soggiorno a questi organismi".
swissinfo
Fatti e cifre
3 marzo 2002: il popolo svizzero approva la proposta di adesione all'ONU
10 settembre 2002: la Svizzera diventa il 190esimo membro delle Nazioni unite