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La Basileia di Pompeo Trogo: raccontare le Monarchie Ellenistiche all’Occidente
Dopo la grande conquista di Alessandro Magno, il Mediterraneo orientale fu governato per tre secoli da dinastie greco-macedoni, che, incontrandosi con le culture e le istituzioni locali, generarono quel fenomeno storico a noi noto come l’Ellenismo o gli Ellenismi. Le Basileai, i nuovi regni, articolandosi in un’ampia varietà etnica, sociale e culturale, dovettero sviluppare strutture politiche diverse dalle precedenti, che richiesero un mutato vocabolario adatto al nuovo dialogo sull’esercizio del potere.
La maggior parte delle informazioni storiografiche a nostra disposizione sui regni ellenistici e la loro struttura risalgono a fonti letterarie di età romana tardo repubblicana e imperiale, che spesso riflettono una prospettiva filoromana e celebrano la vittoriosa conquista latina del Mediterraneo orientale. In tale panorama storiografico l’eccezione è rappresentata da Pompeo Trogo, storico latino di età augustea a noi noto attraverso l’Epitome del suo lavoro fatta da Giuniano Giustino. Trogo/Giustino è spesso autonomo nella descrizione degli eventi e trasmette una narrazione originale e attenta alla prospettiva dei regni ellenistici.
Concentrandosi sui discorsi trogiani diretti e indiretti di sovrani e protagonisti delle Basileiai post alessandrine trasmessi dall’Epitome di Giustino, come quello di Filippo V nel libro XXIX e quello di Mitridate nel libro XXXVIII, questo contributo indaga la terminologia utilizzata in ambito storiografico per descrivere l’esercizio del potere ellenistico in contrapposizione all’incipiente imperialismo romano. Sottolineando gli aspetti di alterità dell’esercizio del potere nelle monarchie ellenistiche rispetto alla realtà romana e greca occidentale, ci si prefigge di acquisire una più profonda conoscenza delle specificità del pensiero politico della Basileia ellenistica.