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<h2>SubmittedText<h2><p>Dal 1990 il debito della Confederazione è passato da 38 a 127 miliardi di franchi. Durante lo stesso periodo, i debiti degli enti pubblici in Svizzera sono aumentati da 98 a 253 miliardi. Alla luce di questa drammatica evoluzione, presto il nostro Paese non soddisferà più i criteri di Maastricht.</p><p>Inquietato dall'aumento del debito della Confederazione, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Secondo il Consiglio federale qual è la quota massima ammessa del servizio del debito rispetto alle uscite annue dello Stato?</p><p>2. In che modo intende abbattere i debiti della Svizzera?</p><p>3. In quanto tempo e in quali fasi intende estinguere il suddetto debito?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dal 1990 il debito lordo degli enti pubblici è aumentato drasticamente. Da 98 miliardi di franchi nel 1990 è salito a 253 miliardi nel 2004. Il fatto che il debito lordo sia quasi triplicato ha causato un aumento del tasso d'indebitamento al 56 per cento del PIL. Se paragonata ad altri Paesi, la Svizzera occupa una buona posizione, ma con l'aumento superiore alla media registrato a partire dal 1990 si avvicina al valore limite dei criteri di Maastricht (60 per cento). Non si può ignorare che in futuro le nostre assicurazioni sociali saranno minacciate da massicci disavanzi e che i tassi d'interesse particolarmente favorevoli degli ultimi anni potranno tornare ad aumentare rapidamente. Pertanto i Programmi di sgravio in corso e le riforme previste sono misure necessarie e adeguate per contenere l'indebitamento. In adempimento a tre postulati il Consiglio federale pubblicherà entro la fine del 2005 un rapporto nel quale illustrerà in modo dettagliato l'attuale e futura evoluzione dei debiti degli enti pubblici.</p><p>L'obiettivo primario del Consiglio federale è frenare la notevole crescita del debito della Confederazione. I deficit del conto finanziario non sono sufficienti a spiegare l'aumento del debito verificatosi negli ultimi anni. I finanziamenti della Confederazione per il risanamento e il rifinanziamento di aziende federali come pure il finanziamento della Cassa pensioni della Confederazione e delle aziende federali hanno influito in modo altrettanto importante sull'evoluzione del debito. L'aumento del debito è innanzi tutto da ricondurre a vecchie pendenze non esposte in modo trasparente nel bilancio bensì fuori conto come impegni eventuali.</p><p>Con lo strumento del freno all'indebitamento il debito nominale è stabilizzato nella misura in cui è influenzato dal saldo del conto finanziario. Inoltre, con una crescita economica progressiva si consegue a medio termine una graduale riduzione del tasso d'indebitamento. Sotto il profilo dell'economica globale, l'indebitamento diventa meno importante perché aumenta la forza produttiva del Paese in grado di sopportare tale onere.</p><p>1. Chiedendo qual è la quota massima ammessa del servizio del debito rispetto alle uscite annue dello Stato, l'autore dell'interpellanza s'informa implicitamente sui limiti dell'indebitamento dello Stato. Nelle teorie economiche non esiste una risposta precisa a questa domanda. Una politica finanziaria è di principio definita durevole se il tasso d'indebitamento corrisponde a una quota percentuale stabile del PIL; tuttavia non vi sono indizi concreti in merito al livello di tale quota. Si raggiunge un tasso d'indebitamento stabile a lungo termine, quando il saldo primario (saldo del conto finanziario senza i pagamenti degli interessi) ammonta a zero e il tasso di crescita del prodotto interno lordo è pari al tasso d'interesse. In altre parole, il tasso d'indebitamento rimane costante se i debiti non aumentano più rapidamente del prodotto interno lordo. Di fronte all'invecchiamento della popolazione e agli oneri che ne derivano, il Consiglio federale ritiene che la stabilizzazione del debito lordo perseguita con il freno all'indebitamento e la progressiva riduzione del tasso d'indebitamento siano degli obiettivi ambiziosi ma realizzabili.</p><p>Un indebitamento per progetti di investimenti è di per sé sostenibile se questi ultimi favoriscono la crescita economica e quindi maggiori entrate fiscali. A prescindere dal concetto di investimento alla base del conto finanziario, utilizzato in senso stretto perché riferito all'edilizia e quindi molto diverso dal concetto di investimento in economia politica, il criterio di valutazione conosciuto come regola d'oro del finanziamento, secondo cui gli investimenti produttivi possono essere finanziati con fondi di terzi, è assolutamente fondato.</p><p>2./3. Il freno all'indebitamento richiede un abbattimento del debito in relazione al PIL, tuttavia non un abbattimento in termini assoluti, ossia nominali, per il quale sarebbero necessarie eccedenze strutturali durature. Le esperienze derivate dai dibattiti sul Programma di sgravio 2004 come pure le prospettive di bilancio degli anni 2006 a 2009 indicano che eccedenze strutturali durature sono politicamente difficili da realizzare. Dal punto di vista scientifico, inoltre, esse non sono un obiettivo di politica finanziaria che deve essere assolutamente perseguito.</p><p>Fatte queste premesse, bisogna richiamare l'attenzione sulle restanti possibilità di riduzione nominale del debito. Per abbattere il debito bisogna pertanto utilizzare introiti straordinari provenienti da investimenti e redditi straordinari provenienti da regalie e concessioni. Tali picchi di entrate non devono provocare un aumento duraturo delle uscite, perché ciò comporterebbe inevitabilmente nuovi deficit strutturali.</p>  Risposta del Consiglio federale.