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Due tibetani si sono immolati ieri nella prefettura di Ngaba (Aba per i cinesi), nella provincia del Sichuan, per protestare contro l'occupazione del Tibet. Lo riferiscono fonti di associazioni che si battono per i diritti civili.
Un monaco e un laico insieme si sono dati fuoco. Secondo le prime informazioni, uno sarebbe morto mentre l'altro è ricoverato in ospedale.
Il laico, secondo testimoni, avrebbe gridato slogan per il ritorno del Dalai Lama, poco prima che arrivassero gli agenti per spegnere le fiamme e portarlo in un ospedale sconosciuto. Secondo altre informazioni, entrambi si sono dati fuoco mentre, stringendosi per mano come per pregare, si sono messi di fronte al monastero di Kirti, al centro di numerose proteste e fulcro delle rimostranze anticinesi. Non è chiaro quale dei due sia morto e quale invece sia ricoverato.
Si tratta del tredicesimo e quattordicesimo caso di immolazione di tibetani da marzo dell'anno scorso, il primo di quest'anno. Nei giorni scorsi è circolato un opuscolo nella regione che annunciava che molti tibetani sono pronti ad immolarsi per la causa comune tibetana.
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