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I Cantoni vogliono rendere più severe dal 2016 le linee direttive per l'assistenza sociale emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS).
Intendono in particolare tagliare il versamento forfettario per il fabbisogno di base di famiglie numerose e giovani adulti e rendere più incisive le sanzioni.
La Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) ha definito nella sua assemblea annuale tenutasi ieri e oggi a Thun (BE) "gli elementi chiave per la revisione imminente delle norme COSAS" dopo aver consultato responsabili di Comuni e Cantoni nonché la direzione della Conferenza stessa, indica una nota diramata oggi.
Queste le misure previste: taglio del forfait di base per grandi famiglie a partire da sei persone e per i giovani adulti fino a 25 anni; possibilità di accrescere l'ammontare delle sanzioni fino al 30% dell'aiuto concesso; revisione del sistema di incentivazione; precisazione delle condizioni per beneficiare del supplemento minimo di integrazione (SI). La franchigia sul reddito sarà invece mantenuta nella forma e ammontare attuali.
La COSAS è un'associazione professionale di diritto privato che conta 900 membri (Cantoni, Comuni, servizi sociali e associazioni private), i cui scopi principali - si legge sul suo sito web - "sono il sostegno e l'integrazione delle persone in difficoltà". Le sue direttive che fissano gli standard per i beneficiari dell'assistenza sono generalmente seguite in tutta la Svizzera.
Negli ultimi anni ha però dovuto far fronte ad aspre critiche, espresse in particolare da politici di destra, che hanno trovato un'ampia eco mediatica.
A dare avvio al movimento contestatario è stata una sentenza del Tribunale federale del novembre 2012, con la quale i supremi giudici di Losanna hanno "bacchettato" il Comune argoviese di Berikon, reo di aver soppresso in modo a loro avviso illegittimo l'assistenza a un giovane perché questi aveva rifiutato qualsiasi forma di collaborazione con le autorità comunali.
SDA-ATS