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Le grandi banche dovranno rispondere a esigenze più severe per evitare un fallimento che potrebbe trascinare nel vortice l'economia svizzera. Il Consiglio nazionale ha tacitamente ceduto su questo aspetto al Consiglio degli Stati, nell'ambito dell'esame delle divergenze della revisione della legge sulle banche ("too big to fail").
L'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) potrà concedere maggiori esoneri fiscali alle banche che si spingono oltre le nuove esigenze in materia di fondi propri. Tuttavia, uno sgravio non sarà garantito.
Per rafforzare la dotazione in fondi propri, il Consiglio federale non potrà nemmeno prevedere altri strumenti oltre a quelli citati nella legge. Il Nazionale ha stralciato questa clausola, respinta dalla Camera dei cantoni.
La Camera del popolo non ha invece voluto rinunciare alla proposta di esonerare durante 5 anni dall'imposta preventiva gli interessi dei prestiti a conversione obbligatoria (CoCo Bond). "È assurdo: questi prestiti saranno tassati, ma non i loro interessi", ha esclamato Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) a nome della minoranza (sinistra e PBD). "È un invito all'evasione fiscale", ha aggiunto.
Questa clausola favorisce lo sviluppo di queste carte-valori ed è un investimento nel futuro della piazza finanziaria, ha replicato Christophe Darbellay (PPD/VS) a nome della commissione. La maggioranza lo ha seguito con 108 voti contro 62.
Il dossier ritorna agli Stati.
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