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Il presidente ucraino ha parlato al Congresso e ha ribadito le sue richieste: “Chiudete il cielo sopra l’Ucraina o dateci gli aerei”
"Chiudete il cielo sopra l’Ucraina o dateci gli aerei". In un appassionato discorso al Congresso americano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricordato agli Stati Uniti e al presidente Joe Biden ciò di cui Kiev ha veramente bisogno per vincere la guerra contro la Russia.
Lo ha fatto nel primo discorso virtuale di un leader nella storia di Capitol Hill, evocando a deputati e popolo americano i momenti peggiori della loro storia recente: Pearl Harbour e l’11 settembre. Due ore dopo Biden, al quale Zelensky si è rivolto direttamente in inglese alla fine del suo intervento, ha risposto con l’annuncio di uno stanziamento "senza precedenti" per Kiev ma senza concedere per ora ne’ caccia ne’ l’imposizione di una no fly-zone.
"Ricordatevi Pearl Harbour, ricordatevi l‘11 settembre. Siete stati attaccati dal cielo. Il nostro Paese vive l‘11 settembre da tre settimane", ha detto il leader ucraino a Capitol Hill parlando al cuore degli americani in quello che alcuni analisti hanno definito una ’lezione di comunicazione’. "Abbiamo bisogno di voi ora, serve una no fly zone sopra l’Ucraina o ci servono aerei, lo sapete che esistono, ci sono", è stato l’accorato appello di Zelensky che, dopo aver citato Churchill e Shakespeare nel suo discorso al parlamento britannico, ai deputati americani si è rivolto prendendo in prestito le parole di Martin Luther King. "Voi dite ’I have a dream’, a voi posso dire ‘I have a need’, quello di proteggere i nostri cieli", ha incalzato chiedendo agli Stati Uniti di "fare di più". Infine, dopo aver mostrato un drammatico video di pochi minuti sugli orrori compiuti da Mosca in Ucraina, ha parlato direttamente al presidente americano come aveva fatto l’altro giorno con il premier canadese Justin Trudeau. "Biden, essere leader del mondo vuol dire essere leader di pace", è stato il messaggio forte di Zelensky.
Un appello "appassionato e convincente", lo definirà più tardi Biden che ha rivelato di aver seguito il discorso del presidente ucraino nella sua residenza privata. Evidentemente non abbastanza convincente da smuovere l’amministrazione Usa sull’invio di caccia della Nato o sull’imposizione di una fly-zone. Invece, Washington ha annunciato lo stanziamento di altri 800 milioni di dollari in aiuti militari che, assieme ai 200 milioni messi a disposizione la settimana scorsa, fanno un totale di 1 miliardo di dollari per il sostegno alla sicurezza di Kiev, una cifra "senza precedenti", l’ha definita il presidente. Biden non è entrato troppo nel dettaglio su quali sono gli armamenti che gli Usa aiuteranno Kiev ad ottenere. Ha citato i droni, ma non si tratterebbe di quelli armati chiesti da Zelensky, e di armi anti-carro e antiaeree a lungo raggio, queste ultime, espressamente richieste dalle forze armate di Kiev. Alla fine, come previsto, nessun annuncio a sorpresa da parte della Casa Bianca. Tuttavia il presidente americano ha voluto assicurare, quasi anticipando le obiezioni di chi in patria e fuori sostiene che questo tipo di aiuti militari non siano abbastanza per aiutare Kiev a difendersi, che gli Usa "continueranno a fornire armi all’Ucraina", che "ce ne sono altre in arrivo", perchè quella contro la Russia sarà una battaglia "lunga e difficile".