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Curiosa scoperta dei ricercatori dell'Università di Basilea. Un parente del giglio e alcune varietà della famiglia delle genziane rubano zuccheri alle piante circostanti.
Per farlo usano i funghi del sottosuolo come intermediari.
Anche in un ambiente idilliaco come un giardino fiorito la vita è dura e competitiva.
Per sopravvivere i vegetali hanno bisogno delle sostanze nutritive contenute nel suolo e di zuccheri derivati dalla fotosintesi. E mettono in atto le strategie più raffinate per ottenerli.
Non tutti gli organismi sono in grado di estrarre sali minerali dal terreno e di produrre zuccheri. I funghi, per esempio, sono specializzati nello sfruttamento del suolo, ma non sono attrezzati per la fotosintesi clorofilliana.
Al contrario, la maggior parte delle piante verdi sintetizza zuccheri con l'aiuto del sole, ma non riesce ad assorbire minerali dal terreno.
Un'alleanza antica
Per questa ragione, da centinaia di milioni di anni diverse specie di piante verdi hanno stabilito un'alleanza con microscopici funghi del sottosuolo, che ospitano tra le loro radici.
I funghi estraggono minerali dalla terra e li forniscono alle radici, che in cambio trasferiscono ai funghi gli zuccheri ottenuti dalla pianta con la fotosintesi.
I furbi
Tra tanti organismi che hanno scelto la via della cooperazione, alcuni invece "fanno i furbi" e approfittano delle risorse altrui.
Sono piante verdi che hanno perso la capacità di produrre zuccheri con la fotosintesi. Esse rubano quindi quelli sintetizzati dalla vegetazione circostante, usando come intermediari i microscopici funghi del terreno che vivono in simbiosi con altre radici.
Dalla Patagonia alla Guyana Francese
La scoperta, descritta sulle pagine della rivista Nature, viene da un gruppo di ricerca internazionale di cui fanno parte tre botanici dell'Università di Basilea: Dirk Redecker, Isabelle Hijri e Andres Wiemken.
Nella gelida foresta della Patagonia, gli scienziati hanno individuato una lontana parente del giglio, la Arachnitis uniflora.
Nella foresta tropicale della Guyana Francese, hanno raccolto invece alcune varietà di Voyriella, appartenenti alla famiglia delle genziane.
Analizzando le loro radici, i biologi hanno verificato la presenza di cellule di fungo.
"Le varietà esaminate", ipotizzano i ricercatori guidati dall'americano Martin Bidartondo, "ottengono gli zuccheri dalle piante verdi che crescono nelle vicinanze, rubandoli attraverso i funghi."
Maria Cristina Valsecchi