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La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) propone di respingere l’iniziativa popolare «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» considerandola inadeguata, difficile da attuare e dalle conseguenze negative per la previdenza statale e professionale. Inoltre la piazza industriale e finanziaria Svizzera ne uscirebbe indebolita. La CPS-N respinge anche un controprogetto indiretto. In precedenza aveva svolto alcune audizioni.
Con 17 voti contro 8 la Commissione propone di raccomandare di respingere l’iniziativa popolare 19.038. Con 15 voti contro 10 ha respinto anche la proposta di elaborare un controprogetto indiretto mediante un’iniziativa di commissione.
La maggioranza della Commissione sottolinea che la Svizzera ha già introdotto un divieto di finanziamento concernente armi atomiche, biologiche e chimiche nonché munizioni a grappolo e mine antiuomo, che ha dimostrato la sua validità. La stessa maggioranza ritiene inoltre che l’obiettivo dell’iniziativa di vietare il finanziamento di produttori di materiale bellico a livello internazionale sia impossibile da raggiungere. L’accettazione dell’iniziativa non avrebbe alcun influsso sulla domanda globale e sulla produzione di materiale bellico. Essa considera inoltre che le definizioni e i criteri dell’iniziativa siano poco chiari e in parte inattuabili o attuabili soltanto con un onere sproporzionato e un elevato rischio. L’iniziativa avrebbe poi conseguenze negative non soltanto per la Banca Nazionale Svizzera e la previdenza statale e professionale, ma anche per la piazza finanziaria e industriale Svizzera. Le PMI svizzere e l’industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica avrebbero in particolare difficoltà ad accedere ai crediti qualora facessero parte della catena di fornitura per aziende d’armamento in Svizzera e all’estero.
Una minoranza chiede alla propria Camera di raccomandare l’accettazione dell’iniziativa, poiché considera lacunoso l’attuale divieto di finanziamento e fa appello alla responsabilità etica. Un’altra minoranza vorrebbe rafforzare il divieto del finanziamento indiretto di armi proibite mediante un controprogetto indiretto e introdurre le prescrizioni necessarie per accrescere la trasparenza a beneficio di investitori responsabili.
Prima di decidere la CPS-N ha sentito una rappresentanza della Banca Nazionale, dell’Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza, di SWISSMEM nonché dell’Associazione svizzera per investimenti responsabili. Nella seduta del 13/14 gennaio 2020 ha infine sentito anche una rappresentanza del Comitato d’iniziativa.
L’oggetto sarà trattato in Consiglio nazionale nella sessione primaverile.
PROROGA DELLA PARTECIPAZIONE DELLA SVIZZERA ALLA FORZA MULTINAZIONALE PER IL MANTENIMENTO DELLA PACE IN KOSOVO (KFOR)
Con 16 voti contro 8 la CPS-N propone di prorogare l‘impiego della Swisscoy in Kosovo fino a fine 2023 e di approvare un aumento degli effettivi. Con la stessa ripartizione dei voti è stata respinta una proposta di non entrata in materia. Con 21 voti contro 3 la Commissione ha inoltre respinto una proposta di rinviare il progetto al Consiglio federale, al fine di ritirare tutta la Swisscoy entro fine 2020, trasferendo le corrispondenti risorse alla promozione civile della pace per destinarle a progetti di aiuto allo sviluppo in Kosovo. Nella deliberazione di dettaglio la CPS-N ha rifiutato, con 14 voti contro 10, di limitare gli effettivi massimi del contingente a 165 militi (invece di 195). Sempre con 14 voti contro 10 ha inoltre respinto una proposta per impedire che il Consiglio federale possa aumentare a breve termine il contingente di 50 militi per la manutenzione e di 20 militi per la sicurezza in caso di aggravamento della minaccia. Tutte le proposte respinte sono sostenute da minoranze.
La maggioranza della Commissione ritiene che la situazione politica e di sicurezza in Kosovo continui a richiedere la presenza della KFOR e che l’impiego della Swisscoy sia ragionevole, necessario e non ponga problemi dal profilo del diritto della neutralità. Alla luce delle tensioni persistenti nella regione essa ritiene inoltre giustificato accordare al Consiglio federale la competenza di aumentare il contingente. Il nostro Paese ha un certo interesse nel contribuire alla stabilità del Kosovo considerata la forte presenza in Svizzera di persone di origine kosovara. La maggioranza sottolinea che per consentire alla cooperazione civile allo sviluppo di operare è necessario promuovere la pace con risorse militari.
Una minoranza è convinta che sia fondamentalmente sbagliato mantenere un impiego militare all’estero in quanto Paese neutrale, che l’impiego della Swisscoy non debba diventare un compito permanente e che dopo vent’anni esso dovrebbe concludersi. Un’altra minoranza ritiene che l’impiego di risorse militari non sia adeguato e chiede un rafforzamento della cooperazione civile allo sviluppo. Altre due minoranze chiedono un trasferimento delle risorse finanziarie in seno al contingente, anziché un loro aumento, e sono favorevoli a un maggior coinvolgimento delle imprese locali in particolare per i lavori di riparazione e di manutenzione.
Il Consiglio nazionale tratterà questo oggetto (19.082) nella sessione primaverile.
PRESTAZIONI DI SICUREZZA FORNITE ALL’ESTERO
Con 15 voti contro 10 la CPS-N propone di accogliere le mozioni 19.4376 e 19.3991, che chiedono di modificare la legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all’estero (LPSP). Con la stessa ripartizione dei voti è stata respinta una proposta di rinviare la decisione a una delle sue prossime sedute, quando sarà disponibile il rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 19.4297 «Certezza del diritto per le esportazioni». La maggioranza della Commissione osserva che lo scopo primario della LPSP era di controllare meglio le cosiddette imprese mercenarie con sede in Svizzera. Tuttavia, l’attuazione della legge ha dato luogo recentemente a sviluppi indesiderati e sproporzionati, che ne richiedono la revisione. Secondo il parere della minoranza non è opportuno procedere a una modifica, poiché il tenore della LPSP è chiaro e si fonda su importanti valori di politica estera.
Presieduta dalla consigliera nazionale Ida Glanzmann-Hunkeler (PPD, LU) la Commissione si è riunita il 10 e 11 febbraio 2020 a Berna. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS, il consigliere federale Ignazio Cassis, capo del DFAE e il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DEFR.