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Libia
Chiusi i quattro principali giacimenti petroliferi in Libia
Alcuni uomini armati affiliati alle Guardie delle strutture petrolifere (PFG) in Libia hanno annunciato la chiusura di quattro impianti petroliferi, ha affermato la compagnia petrolifera nazionale (NOC).
La chiusura dei terminal di al-Charara, al-Feel, al-Wafa e al-Hamada comporta perdite di «oltre 300.000 barili al giorno», ovvero un terzo della produzione nazionale giornaliera, afferma NOC in un comunicato stampa.
«Mantenere i nostri impegni nei confronti delle raffinerie è ormai impossibile e siamo obbligati a dichiarare lo stato di forza maggiore», che consente l'esonero dalla responsabilità della società in caso di mancato rispetto dei contratti di consegna, ha detto il responsabile dell'azienda statale, Mustafa Sanalla. Con il blocco, le guardie vogliono protestare contro «il ritardo nel pagamento dei loro stipendi», ha detto uno dei responsabili.
Le guardie hanno anche bloccato il gasdotto che collega al-Charara al terminal di Zawiya e quello che rifornisce il complesso del gas di Mellitah da al-Wafa. Il giacimento di Al-Charara, importante sito a 900 km a sud di Tripoli, è gestito da una joint venture tra NOC, la spagnola Repsol, la francese TOTAL, l'austriaca OMV e la norvegese Statoil.
La General Electricity Company ha affermato che il blocco «causerà un deficit di circa 2500 megawatt» e «allungherà le ore di blackout».
SDA