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La Commissione è stata informata dal consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento degli affari esteri, sul bilancio degli sviluppi delle relazioni tra la Svizzera e l’UE, sugli obiettivi fissati dal Consiglio federale al fine di migliorare e chiarire queste relazioni e sui limiti che il Collegio governativo non intende oltrepassare. La CPE-S approva le precisazioni apportate al mandato, che dimostrano la volontà del Consiglio federale sia di comunicare in maniera trasparente sulle relazioni tra la Svizzera e l’UE sia di proseguire il loro sviluppo. Sono state inoltre discusse le questioni riguardanti la composizione delle controversie e la ricerca di una soluzione arbitrale, come anche la necessità di mantenere le misure di accompagnamento relative all’Accordo sulla libera circolazione delle persone.
In un secondo tempo la Commissione è stata consultata in merito alla decisione del Consiglio federale del 25 aprile 2018 (comunicato stampa) riguardante le prossime tappe nelle relazioni con il Regno Unito dopo la Brexit. La Commissione ha preso atto delle riflessioni del Governo a questo proposito e continuerà il dibattito nella seduta del 16 e del 17 agosto 2018.
Rapporto sulla politica estera 2017 (18.009 ns)
La Commissione ha preso atto del grado di realizzazione delle priorità definite per il 2017 e dei principali sviluppi osservati durante l’anno in rassegna, quali i rivolgimenti geopolitici o l’emergenza di un mondo multipolare caratterizzato da numerose crisi. Tra gli argomenti trattati vi sono il processo di adesione della Svizzera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’attuale peso economico e politico degli Stati Uniti – in particolare in relazione al loro ritiro da diverse organizzazioni multilaterali – nonché la crescente influenza della Cina sulla scena internazionale e le relative conseguenze. La Commissione si è anche occupata dei servizi consolari della Svizzera, della problematica della cibersicurezza e dei mezzi che il Paese vi ha investito nonché dei nessi tra la politica di migrazione e la cooperazione allo sviluppo.
Mozione del Consiglio nazionale (CPE-N). Postfinance anche per gli Svizzeri all’estero (17.3626)
Con 7 voti contro 4 e 2 astensioni, la CPE-S ha deciso di adottare la mozione che incarica il Consiglio federale di modificare l’ordinanza sulla Posta in modo che gli Svizzeri all’estero possano accedere ai servizi di PostFinance a condizioni analoghe a quelle dei concittadini in patria.
La maggioranza ritiene che PostFinance abbia una responsabilità particolare nei confronti degli Svizzeri all’estero, in particolare nei riguardi di coloro che sono più inclini a viaggiare. Ricorda che la Posta, azionista di PostFinance, appartiene alla Confederazione. Inoltre afferma che la mozione sia formulata in modo sufficientemente generico per permettere al Consiglio federale di agire in maniera adeguata. La minoranza sottolinea invece che l’adozione della mozione creerebbe una disparità di trattamento nei confronti delle banche private e che un trasferimento all’estero comporta logicamente un trasferimento delle attività bancarie.