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Svizzera e Cina hanno formato oggi a Pechino l’accordo bilaterale di libero scambio (ALS), che dovrebbe entrare in vigore nel 2014. Il testo, sottoscritto dal consigliere federale Schneider-Ammann e il ministro cinese del commercio Gao Hucheng, dovrà ancora essere ratificato dai due stati.
L'accordo di libero scambio con la Cina si applicherà a numerosi settori: prodotti industriali, alcuni prodotti agricoli, regole d'origine, procedure doganali, agevolazioni commerciali, barriere non tariffarie al commercio, provvedimenti a protezione della politica commerciale e servizi. L'intesa ingloba anche la protezione della proprietà intellettuale, la promozione degli investimenti, la concorrenza, la trasparenza negli appalti pubblici, la questione ambientale e quella del lavoro aventi ricadute sul commercio, la collaborazione in ambito economico e tecnico e infine disposizioni di carattere istituzionale .
Svizzera e Cina hanno inoltre concluso cinque accordi di cooperazione specifici per alcuni settori relativi agli ostacoli tecnici al commercio e ai provvedimenti in ambito sanitario e fitosanitario.
"Questo ampio accordo di libero scambio permetterà da un lato di migliorare l'accesso di beni e servizi svizzeri a un grande mercato in forte crescita come quello cinese e di facilitare gli scambi reciproci, e dall'altro di rafforzare la certezza del diritto per gli scambi economici e la collaborazione bilaterale dei due Paesi e di contribuire al sviluppo sostenibile", afferma il Dipartimento federale dell'economia in un comunicato.
La Cina rappresenta, dopo gli USA, la seconda più grande economia al mondo ed è uno dei partner economici più importanti per la Svizzera. È inoltre il più grande acquirente di prodotti industriali svizzeri in Asia e il terzo al mondo dopo UE e Stati Uniti. Nel 2012 la Svizzera vi ha infatti esportato merci per 7,8 miliardi di franchi (3,7 % del totale delle esportazioni) mentre le importazioni hanno raggiunto i 10,3 miliardi di franchi (5,5 % del totale delle importazioni).
SDA-ATS