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La Swiss Retail Federation chiede un ulteriore allentamento delle misure, visto il calo dei contagi
E c'è preoccupazione per l'impiego dell'app SwissCovid, che rischierebbe di causare assenze di dipendenti che hanno avuto contatti con persone infette
BERNA - Le misure di protezione nel commercio al dettaglio devono essere allentate per evitare seri danni al settore. La Swiss Retail Federation - l'associazione dei dettaglianti - chiede quindi all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di adeguare i provvedimenti visto il costante calo dei contagi.
In particolare i commercianti vogliono abrogare la distanza minima di due metri fra le persone, ispirandosi a quanto avviene in Germania (un metro e mezzo) e in Austria (un metro). L'UFSP ha già previsto di eliminare la norma riguardante la superficie minima (una persona ogni 10 metri quadrati) nel piano di protezione in vigore dal 6 giugno, pure criticata dal settore.
Un freno alla ripresa - Secondo un sondaggio interno all'associazione, la frequenza dei clienti si è normalizzata solo lentamente e le attuali regole di distanziamento sono un freno alla ripresa. Un'indagine nel ramo dell'abbigliamento ha evidenziato che la clientela è rimasta stabile rispetto all'anno precedente solo in un quarto delle aziende, mentre nelle altre è diminuita in alcuni casi fino al 50%. L'intero segmento era ancora ad alto rischio, sottolinea la Swiss Retail Federation in un comunicato.
Settore a rischio con SwissCovid - I dettaglianti temono inoltre che l'applicazione SwissCovid «provochi ulteriori danni alle aziende già gravemente colpite dalle misure di lotta contro la pandemia del coronavirus». Questo strumento di tracciamento potrebbe decretare l'isolamento per un gran numero persone come misura precauzionale. Anche i dipendenti che lasciano il posto di lavoro senza essere stati effettivamente contagiati sono invitati a mettersi volontariamente in quarantena se l'applicazione rileva contatti con persone infette.
«L'improvvisa partenza o l'assenza prolungata dal luogo di lavoro di dipendenti non solo impone ulteriori vincoli organizzativi ai negozi, ma può, nel peggiore dei casi, paralizzarne alcuni e quindi compromettere la sicurezza dell'approvvigionamento», scrive la Swiss Retail Federation. L'associazione, come altre organizzazioni padronali, esige quindi che vengano adottate misure adeguate per ridurre il numero di «falsi allarmi».
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