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Dopo ogni evento significativo che si verifica in una centrale nucleare all’estero, si pone la questione della trasferibilità alla situazione svizzera e dei necessari insegnamenti che se ne devono trarre. Nell’analisi degli eventi esteri e nella deduzione di provvedimenti per la Svizzera, in base alla situazione giuridica in essere è fondamentale una procedura differenziata in funzione della situazione di pericolosità.
La Divisione principale della sicurezza degli impianti nucleari (DSN) poté escludere, in base alle caratteristiche completamente diverse del reattore di Chernobyl, che potesse accadere la stessa cosa in Svizzera.
Il passaggio della nube radioattiva proveniente da Chernobyl provocò, nel complesso, un’esposizione aggiuntiva ridotta della popolazione svizzera alle radiazioni. Le deposizioni al suolo di quella nube vengono misurate ancora oggi. Nei cinghiali, nei funghi e nei nuclei dei sedimenti la radioattività è tuttora ben misurabile. In Svizzera le autorità misurarono le intensità delle dosi all’aperto, […]
Dopo che sui media svizzeri furono apparse le prime notizie relative all’incidente, gli esperti delle autorità furono sottoposti a notevoli pressioni per via delle considerevoli attività di pubbliche relazioni.
L’esplosione del reattore a Chernobyl e il successivo incendio della grafite rilasciarono grandi quantità di materiale radioattivo. Le sostanze radioattive vorticarono nell`atmosfera a più di 1200 metri di altezza. Di conseguenza, tra il 26 aprile e metà maggio 1986 furono rilevati depositi radioattivi nella maggior parte dei paesi europei.
Dopo le esplosioni nel blocco 4 della centrale nucleare di Chernobyl, gli addetti al pronto intervento concentrarono i propri sforzi sulla gestione degli incendi che si erano verificati all`interno dell’impianto. In quel momento era necessario, innanzitutto, evitare che le fiamme si propagassero agli impianti adiacenti. Nel corso di queste operazioni, il personale addetto subì l`esposizione […]
Nove mesi dopo l’avaria alla centrale nucleare di Fukushima il Giappone sta lavorando per contenere l’esposizione alle radiazioni nella regione dell’incidente. Il nuovo rapporto dell’IFSN sugli effetti radiologici dell’incidente dell’11 marzo 2011 mostra quali siano le sfide che il Paese si trova ad affrontare. I necessari insegnamenti relativi alla radioprotezione in Svizzera, l’IFSN li aveva tratti già alla fine di ottobre.
L’analisi dell’incidente di Fukushima conferma che gli impianti nucleari svizzeri sono sicuri. Tuttavia l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare IFSN ha individuato tutta una serie di risultanze (Lessons Learned) dell’incidente di Fukushima, che ora dovranno essere utilizzate per ottimizzare ulteriormente la sicurezza delle centrali nucleari svizzere. Entro il 2015, dovranno essere attuate tutte le misure ritenute necessarie sulla base delle suddette risultanze.