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Fra i moscati da dessert di Constantia (nei pressi di Città del Capo) del XVIII secolo e gli anni ‘90, che videro l’inizio delle esportazioni, troviamo anni bui, caratterizzati dalla distillazione della grappa, dall’Apartheid e dal boicottaggio dell’economia. La coltivazione dell’uva venne introdotta nel 1652 da un olandese che aveva il compito di rifornire i bastimenti della Dutch East India Company attraccati a Città del Capo di vitamina C contro lo scorbuto. Dopo aver avviato la coltivazione di frutta e verdura, sette anni dopo iniziò a produrre vino. Nel XVIII secolo i vini passiti di Constantia ristoravano le corti principesche dell’Europa, ma presto nuove esigenze richiesero nuove condizioni di coltivazione.
I terreni adatti furono rinvenuti a est di Città del Capo, nella Walker Bay. Mentre sulle coste il whale watching è l’attrazione principale, nell’entroterra, nella Heaven e Earth Valley, prosperano i vini che tanto deliziano i turisti. Il Pinotage, un vitigno sudafricano, è affiancato dai più noti rossi Pinot Noir, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Syrah e Grenache, mentre fra i bianchi spiccano Sauvignon Blanc, Sémillon, Chardonnay e Viognier.
Superficie coltivata a vigneti: 1’300’000 Ettari
Quantità prodotta: 9’500’000 Ettolitri