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La radio del gruppo non funzionava più, ma non si sono preoccupati più di tanto
BUENOS AIRES - Numerosi contadini di 'estancias' (fattorie) della Patagonia argentina hanno scoperto solo ora l'emergenza che affligge da settimane quasi l'intera popolazione del pianeta: la pandemia da coronavirus.
Un po' come Hiroo Onoda, il soldato giapponese rimasto 30 anni in una foresta senza sapere che la Seconda guerra mondiale era finita. O magari come la protagonista di "Good bye Lenin!", svegliatasi da un lungo coma in un mondo trasformato dalla caduta del Muro di Berlino.
René Caro, capo della Divisione delle Operazioni rurali della polizia della provincia di Santa Cruz, ha confermato al giornale La Opinión Austral l'incredibile storia, precisando che «un gruppo era all'oscuro di tutto perché si erano scaricate le batterie dello loro radio, per cui hanno appreso la notizia quando siamo arrivati per consegnare delle provviste».
Altri, ha continuato, «hanno capito che qualcosa di strano doveva essere successo, visto che, arrivati nella città di El Calafate per comprare generi alimentari, hanno trovato tutti chiusi i negozi». Certo, ha spiegato, «quando abbiamo raggiunto con le provviste la fattoria 'La Josefina', a 130 chilometri dalla località di Tres Lagos, i residenti sono rimasti sorpresi, ma non si sono preoccupati più di tanto. Hanno solo spiegato che la loro radio non funzionava perché non avevano potuto sostituire le batterie».
Con una densità di 1,5 abitanti per chilometro quadrato, la Patagonia argentina ha ampie aree disabitate o poco popolate, dove spesso non giunge il segnale per le tv o i cellulari, e dove è la radio l'unico collegamento con il mondo. Solo nella provincia di Santa Cruz ci sono 137 fattorie lontane da qualsiasi centro abitato nelle zone di El Chaltén, Tres Lagos e Lago Argentino.