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I cambiamenti nel sistema di governo cinese che il presidente e segretario del Partito Comunista Xi Jinping sta introducendo incontrano "un livello di resistenza superiore a quello che si poteva immaginare".
È quanto si sostiene in un articolo apparso su numerosi media, come il sito web della tv di Stato e il quotidiano Guangming Daily.
Xi Jinping ha concentrato il potere nelle sue mani dopo decenni di "dirigenza collettiva" e ha lanciato una campagna contro la corruzione che ha fatto decine di vittime illustri, tra cui l'ex-capo dei servizi di sicurezza Zhou Yongkang.
In un commento Xu Yaotong, professore di Scienze politiche nella Chinese Academy of Governance, afferma che la resistenza ai cambiamenti viene da tre gruppi: i leader in pensione che vogliono mantenere viva la loro influenza, i dirigenti di partito il cui potere è stato ridimensionato e i funzionari statali che non apprezzano le nuove regole di austerità.
L'eccessiva influenza dei leader in pensione è stata denunciata la scorsa settimana anche dal Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito Comunista, in un editoriale. L'articolo è stato interpretato come un "avvertimento" all'ex-presidente Jiang Zemin e ai suoi fedelissimi, che hanno mantenuto una forte presenza negli organismi dirigenti.
SDA-ATS