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Se ne avessimo ancora bisogno, altri studi scientifici, pubblicati nelle scorse settimane, mettono in evidenza l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute della popolazione.
Il primo studio, triennale e intereuropeo, battezzato “Aphekom” e pubblicato mercoledì scorso (cf. Le Monde del 3 marzo), mette in evidenza le conseguenze dell’inquinamento atmosferico sull’aspettativa di vita e sullo sviluppo di malattie croniche. Risultato: sui 12 paesi dell’UE osservati, il superamento dei limiti di inquinamento per le polveri fini raccomandate dall’OMS (10 µg/m³ in media annua) riduce l’aspettativa di vita a 30 anni: di 2 anni per gli abitanti di Bucarest, dove la qualità dell’aria è peggiore (media annua 38.2 µg/m³), di sei mesi per i Parigini e (valore minimo) di 2 mesi e mezzo per gli abitanti di Londra. Benché la Svizzera e il Ticino non siano presi in considerazione dallo studio, ricordiamo che la media annua registrata a Chiasso sull’ultimo triennio è stata di 33.4 µg/m³… (Ustat).
I risultati dettagliano poi gli effetti dell’inquinamento atmosferico da polveri fini sulla salute delle popolazioni esaminate. Per gli abitanti di città esposte a un traffico superiore ai 10’000 passaggi giornalieri, l’inquinamento sarebbe responsabile del 15% dei casi di asma infantile, del 23% delle bronchiti e del 25% delle malattie cardiovascolari.
Un secondo studio, pubblicato a fine febbraio sulla rivista di medicina The Lancet, paragona invece l’incidenza di diversi fattori, tra cui l’inquinamento atmosferico, sul rischio di attacchi cardiaco. Per il numero e la frequenza di persone esposte, l’inquinamento risulta la prima causa di attacchi cardiaci, benché a livello individuale l’incidenza sul rischio sia superiore per l’uso di droghe o l’abuso di caffeina.
Sarà forse stato superfluo esporre questi risultati recenti; resto certo che la maggioranza della popolazione ticinese avesse già coscienza del collegamento tra l’inquinamento atmosferico da polveri fini e le condizioni di salute, per averne fatto malauguratamente l’esperienza. Tuttavia mi sembra utile insistere su un fatto che molti altri rappresentanti politici negano o piuttosto sembrano dimenticare, soprattutto quando propongono soluzioni scriteriate in materia di traffico (ampliamenti o raddoppi autostradali o costruzione di nuovi centri commerciali per esempio…).
L’unica vera soluzione, e una soluzione è quanto mai urgente (ne va letteralmente della nostra vita!) è ripensare radicalmente la viabilità nel nostro Cantone. A un problema collettivo, quello dei trasporti e dell’inquinamento, va data una risposta collettiva; è necessario che i bisogni della popolazione siano discussi, fissati e soddisfatti collettivamente. Per l’MPS, una cantonalizzazione delle aziende di trasporto comunali e regionali e la creazione di un ente cantonale dei trasporti andrebbe in questo senso. Ente la cui gestione sia poi affidata non solo ai rappresentanti politici di ogni livello, ma anche a dei rappresentanti degli utenti del servizio pubblico.
Una seconda misura irrinunciabile è la gratuità dei trasporti pubblici, anche attraverso un accordo tariffale con le FFS. Preservare la qualità dell’aria non deve restare un lusso per chi può permettersi di pagare il prezzo dell’abbonamento Arcobaleno!
* Candidato MPS alle elezioni al Gran Consiglio