Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01228.jsonl.gz/946

Da tre mesi circa è in vigore la legge che dovrebbe applicare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa, accolta dalla popolazione svizzera il 9 febbraio 2014. Ma invece di diminuire, il tasso di immigrazione netto, ossia la differenza tra le persone arrivate in Svizzera e quelle che nello stesso periodo hanno lasciato il paese, è tornato ad aumentare nei tre mesi successivi all'entrata in vigore della legge, anche denonimata "preferenza indigena light". Come riferisce il Blick citando dati della Segreteria di Stato per la Migrazione, il numero di persone arrivate in Svizzera nei primi tre mesi dall'entrata in vigore della legge, ossia il primo luglio, sono state 5'005 quando nei tre mesi dell'anno precedente erano ancora 4'714. E questo nonostante nei tre anni precedenti il tasso di immigrazione sia continuamente sceso.
Come sottolinea il Blick questo andamento va contro le previsioni del Consigliere nazionale Kurt Flüri (PLR/SO), uno dei principali ideatori della "preferenza indigena light", il quale prevedeva che dall'entrata in vigore dalla legge da lui ideata il numero di immigrati annuo sarebbe sceso dalle 6'000 unità alle 11'000. Non sarà passato un anno e quindi non si può (ancora) definire errata la previsione di Flüri, ma il solo fatto che dall'entrata in vigore della legge l'immigrazione sia tornata a salire può già far venire qualche dubbio sulla sua effettiva efficacia.