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L'inviato speciale dell'OSCE in Ucraina, lo svizzero Tim Guldimann, dopo una visita di tre giorni nel paese afferma di avere l'impressione di una certa stabilità. Parlando a Kiev si è schierato a favore di una "maggiore decentralizzazione", come chiedono i paesi occidentali e lo stesso governo ucraino, ma contro la quale si schiera la Russia.
I preparativi per le elezioni presidenziali anticipate che si devono tenere in Ucraina il prossimo 25 maggio rappresentano un segnale positivo di come sta evolvendo la situazione nella regione, ha detto Guldimann.
Il governo provvisorio ucraino ha adottato all'inizio di aprile il principio di una "decentralizzazione del potere e di una importante estensione dei poteri delle collettività locali". Una simile riforma deve in particolare permettere di conciliare gli interessi delle collettività nazionali e locali, si afferma nel testo governativo.
La Russia invece in più occasioni ha difeso lo scenario di una Ucraina federale, che darebbe ulteriore potere alle regioni. Tale misura proteggerebbe i diritti delle popolazioni che vivono in Ucraina e principalmente di quella russa, nelle regioni russofone dell'Est, aveva affermato recentemente il ministro russo degli affari esteri Serghiei Lavrov.
Nominato dal presidente della Confederazione Didier Burkhalter, Tim Guldimann si è recato lunedì per la quarta volta in Ucraina in quanto inviato speciale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che quest'anno è presieduta dalla Svizzera.
SDA-ATS