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Un ordigno esplosivo artigianale è stato trovato nel pomeriggio nel parlamento macedone, teatro giovedì scorso di violenti scontri dopo l'irruzione nell'edificio di manifestanti conservatori, contrari a una maggiore apertura alla minoranza albanese.
I media locali riferiscono che la polizia indaga sull'episodio inquietante, che fa ulteriormente aumentare la tensione a Skopje. Il ministero dell'interno ha reso noto che altre cinque persone sono state incriminate per gli incidenti di giovedì in parlamento, portando a 20 il totale.
Intanto nella capitale si è tenuta oggi una nuova manifestazione di sostenitori del fronte conservatore - la 65/ma da quando sono cominciate le proteste. Al presidente macedone Gjorgje Ivanov è stato chiesto di restare fedele al giuramento fatto con la sua entrata in carica, e di preservate la sovranità della Macedonia, non cedendo ai tentativi di allargare l'autonomia e lo spazio di azione della minoranza albanese.
Gli europarlamentari Eduard Kukan, Knut Flekenstein e Ivo Vaigl - che negli ultimi tempi hanno fatto da mediatori nella crisi macedone - hanno lanciato un appello al presidente Ivanov a rispettare la volontà della maggioranza parlamentare (assicurata dal leader dell'opposizione socialdemocratica Zoran Zaev con una coalizione con i partiti della minoranza albanese, ndr), affermando di attendersi un nuovo governo a Skopje entro le prossime due settimane.
SDA-ATS