Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01147.jsonl.gz/1452

Con questo strumento entra nel dibattito curricolare in Svizzera italiana un attore diverso: la Conferenza intercantonale dei Direttori della pubblica educazione (CDPE). Non è un caso che l’Atlante, pensato per l’insegnamento nelle tre regioni linguistiche, e quindi come strumento “nazionale”, veda la luce durante il periodo della prima Guerra mondiale.
L’esistenza di questo strumento non significa però che l’insegnamento delle materie “sensibili” dal punto di vista politico (la storia, la geografica, l’educazione civica) sia diventata in qualche modo di competenza della CDPE o addirittura della Confederazione. (Un’iniziativa parlamentare di quegli anni chiedeva alla Confederazione passi in tal senso ma non ebbe seguito.) Infatti il Canton Ticino aveva sviluppato altri manuali per l’insegnamento della geografia, tra cui possiamo citare due abbastanza vicini cronologicamente all’Atlante della CDPE: il manuale del ginevrino William Rosier, adattato all’uso in italiano da Francesco Gianini (nel 1911); e il “Testo-atlante” di Antonio Galli (1927) dedicato alla geografia svizzera.