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Il gruppo UDC s’è riunito ieri per esaminare i temi della sessione parlamentare in corso. Esso ha deciso di chiedere un dibattito urgente sul settore dell’asilo e ha adottato un’interpellanza urgente in questo senso a titolo “Bisogna finalmente affrontare il caos nell’asilo!” (francese). I parlamentari UDC esigono in particolare che gli Stati firmatari dell’accordo di Dublino adempiano i loro obblighi. Inoltre, il gruppo UDC chiede che la revisione della legge sui cartelli sia abbandonata, perché è totalmente inadeguata. Esso rifiuterà ancora una volta in Consiglio nazionale d’entrare in materia su questo oggetto. L’iniziativa chiedente che l’IVA sia sostituita da un’imposta sull’energia è stata respinta all’unanimità.
Con la sua interpellanza urgente sulla situazione nel settore dell’asilo il gruppo UDC invita il Consiglio federale a intervenire affinché l’accordo di Dublino sia finalmente rispettato da tutti gli Stati firmatari e che i richiedenti l’asilo siano ripartiti più equamente fra questi Stati. Inoltre, il Consiglio federale deve spiegare perché la volontà del popolo espressa in occasione dell’ultima revisione della legge sull’asilo non viene rispettata nel senso che durante i primi sette mesi di quest’anno, i richiedenti l’asilo eritrei hanno beneficiato di un tasso di riconoscimento eccessivamente elevato, ossia il 58,5%, mentre che gli obiettori di coscienza provenienti da questo paese sono esplicitamente esclusi dallo status di rifugiato. Queste questioni e altre dovranno essere chiarite nell’ambito di un dibattito urgente ancora durante questa sessione.
Nella procedura d’eliminazione delle divergenze fra le due Camere concernente la revisione della legge sui cartelli, il gruppo UDC mantiene la sua proposta di non-entrata in materia. La legge in vigore dà alla Commissione della concorrenza dei mezzi efficaci per agire contro le violazioni del diritto. Le promesse magniloquenti del consigliere federale Schneider-Ammann, che pretende di porre fine al livello dei prezzi eccessivamente elevati in Svizzera, non potranno certamente essere mantenute con questa riforma, il cui principale effetto è quello di provocare un’incertezza del diritto. Diverse proposte di “compromesso” si sono altrettanto rivelate inadeguate, per cui bisogna porre fine a questo esercizio.
L’iniziativa popolare “Imposta sull’energia invece dell’IVA” esige l’imposizione degli agenti energetici non rinnovabili come il petrolio, il gas naturale, il carbone e l’uranio per ottenere le stesse entrate fiscali incassate con l’IVA attuale. Quest’ultima sarebbe invece soppressa. Questo progetto è totalmente irrealistico agli occhi dell’UDC e provocherebbe innanzitutto nuove distorsioni e ingiustizie fiscali, come pure degli aumenti d’imposta.
Berna, 10 settembre 2014
UDC Svizzera