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La vicenda del ritrovamento del ritratto di Isabella d'Este in un caveau a Lugano sta assumendo contorni sempre più ampi e opachi. Innanzitutto, nessuno si azzarda più a dichiarare che la tela, sequestrata nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Pesaro, sia effettivamente opera di Leonardo Da Vinci.
Carlo Pedretti, a lungo direttore del Centro di Studi leonardeschi dell'Università della California, ha negato l'attribuzione, citata dalle autorità italiane al momento della confisca. L'esperto ha detto di aver semplicemente riconosciuto la tela come antica e probabilmente di quell’epoca, nonché un lavoro importante per lo studio dell'artista.
La proprietaria del dipinto, Emidia Cecchini, 70enne di Pesaro, è indagata con altre 6 persone per associazione a delinquere finalizzata all’esportazione illegale di opere d’arte. Sostiene che il quadro sia in Svizzera almeno dal 1920 e il suo legale chiederà ora alla procura ticinese di trattenere la tela, che altrimenti passerebbe allo Stato italiano. “Sono io la danneggiata”, dice la Cecchini.
Gli inquirenti d’Ancona, nell’ambito della stessa inchiesta, sono alla ricerca di altre opere d’arte fra cui un Tiziano, un Manet e un Modigliani.
AP/CSI/ZZ
CSI 18.00 del 12.02.15: Il servizio di Amanda Pfändler