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I controlli ai confini interni dell'UE devono poter essere prolungati inizialmente per altri sei mesi. Questa è la raccomandazione al Consiglio formulata oggi (mercoledì) dalla Commissione europea, che constata lacune nella protezione alle frontiere esterne dell'Unione, di fronte all'affluso di migranti.
Attualmente sono cinque gli Stati che applicano una sorveglianza: Austria, Danimarca, Germania, Norvegia e Svezia, oltre alla Francia, che la motiva però con gli attentati di novembre a Parigi. La deroga alla libera circolazione prevista dall'accordo di Schengen, del quale fanno parte 22 paesi dell'UE più Svizzera, Liechtenstein, Islanda e Norvegia, può essere concessa per un massimo di quattro periodi di sei mesi.
La commissione è tornata anche a discutere anche della ridistribuzione dei migranti, quando i paesi che per primi si trovano ad accoglierli si ritrovano nell'impossibilità di far fronte a tutti gli arrivi. Chi non accetterà la ripartizione, questa la proposta, verrà sanzionato di 250'000 euro per ogni persona rifiutata. Immediata la reazione ungherese: Budapest giudica inaccettabile la misura.
pon/ATS
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