Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/145460

<h2>SubmittedText<h2><p>L'estrazione e il trasporto di materie prime non rinnovabili provocano un impatto ambientale particolarmente pesante nei Paesi in cui hanno luogo. Sulle imprese aventi sede in Svizzera e operanti in questo settore ricade quindi una notevole responsabilità ecologica. Finora erano disponibili solo standard e linee guida non vincolanti destinati a promuovere la salvaguardia dell'ambiente nell'estrazione delle materie prime. Oggi, tuttavia, è necessario inasprire gli standard di trasparenza e responsabilità a livello nazionale e internazionale, oltre che per gli aspetti umani, anche per quanto riguarda l'impatto ambientale dell'estrazione delle materie prime. </p><p>Secondo la misura 18 del piano di azione per un'economia verde, la Svizzera intende rafforzare la responsabilità ecologica del settore delle materie prime e impegnarsi "attivamente a favore di direttive internazionali per l'estrazione ecocompatibile di materie prime e un dialogo internazionale". Inoltre, in virtù della misura 18 del piano d'azione si dovrebbe valutare la possibilità di avviare negoziati e definire direttive internazionali, idealmente sotto forma di un trattato internazionale sulle materie prime, entro la fine del 2013. Anche la raccomandazione 11 della relazione preliminare sulle materie prime esige tale impegno. </p><p>In quanto sede di primaria importanza di società operanti nel settore delle materie prime, la Svizzera è interessata a standard internazionali vincolanti. </p><p>In questo contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Sono terminate le valutazioni previste dalla misura 18 del piano d'azione per un'economia verde?</p><p>2. A quale risultato si è giunti in questa valutazione? La Svizzera collaborerà a un accordo internazionale sulle materie prime? </p><p>3. Se la valutazione non è ancora stata conclusa, quali sono le considerazioni del Consiglio federale riguardo al contenuto di un dialogo internazionale e a un trattato internazionale sulle materie prime? </p><p>4. Nell'Artide non è possibile uno sfruttamento "ecologico" delle materie prime, poiché anche il minimo intervento rappresenta un'enorme minaccia per il sensibile ecosistema e il rischio di incidenti e di conseguenti danni irreversibili non è per ora né calcolabile né tecnicamente eliminabile. Che cosa propone la Svizzera per garantire all'Artide (il territorio al di là dell'isoterma di 10°C a luglio) uno status di protezione speciale nell'ambito di un tale trattato? </p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Il piano d'azione per un'economia verde approvato dal Consiglio federale nel marzo 2013 comprende 27 misure destinate a favorire la transizione verso un comportamento rispettoso delle risorse dal punto di vista dell'economia e del consumo. I lavori relativi a settori specifici svolti a livello internazionale e finalizzati a rafforzare la responsabilità ambientale del settore delle materie prime in tutto il mondo (misura 18), non sono ancora ultimati. La misura 19 (rafforzamento dell'impegno internazionale della Svizzera) mira inoltre ad avviare vari processi sul piano internazionale. In questo contesto la Svizzera si sforza anche di rafforzare la responsabilità sociale ed ecologica delle imprese nel quadro dei principi guida delle Nazioni Unite relativi all'economia e ai diritti dell'uomo, delle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali nonché dell'iniziativa sulla trasparenza nel settore delle materie prime.</p><p>Il rapporto di base sulle materie prime pubblicato dal Consiglio federale contiene inoltre raccomandazioni concernenti le pratiche delle imprese che insieme ad altri lavori della Confederazione costituiscono la base per la misura 18 del piano d'azione per un'economia verde.</p><p>La raccomandazione 11 del rapporto di base sulle materie prime non prevede la negoziazione di un accordo internazionale in questo ambito. Mira piuttosto all'elaborazione di proposte nell'ambito della Corporate Social Responsibility per il commercio di materie prime e alla valutazione del loro deposito presso gli organi internazionali adeguati. Questi standard promuovono la responsabilità non solo sociale ma anche ecologica delle imprese.</p><p>4. A livello internazionale esiste già un importante quadro giuridico che comprende la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e altri strumenti di diritto internazionale, come le convenzioni Espoo (RS0.814.06) e OSPAR, (RS 0.814.293), che mirano a garantire la protezione e un uso sostenibile delle risorse della regione artica sotto la sovranità degli Stati rivieraschi.</p><p>Nell'Artide gli interventi sulla natura e sull'ecosistema devono essere sottoposti a norme particolarmente rigorose in materia di prevenzione e di protezione. Il Consiglio federale vigilerà affinché nel quadro di organizzazioni e di forum internazionali vengano adottate ulteriori misure che tengano conto della situazione geografica particolare e della sensibilità ecologica di quest'area. Sono tuttavia innanzitutto gli Stati rivieraschi interessati, sotto la cui sovranità si trova la maggior parte della regione artica, a dover adottare le misure necessarie per assicurare la protezione di questo ambiente fragile in caso di estrazione di materie prime sulla terraferma nonché sul fondo o nel sottosuolo marino.</p>  Risposta del Consiglio federale.