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Tassa sul traffico pesante, accordi bilaterali, iniziativa «Sì all'Europa» ed estremismo di destra. Questi i temi dell'incontro alla casa von Wattenwyl tra i vertici dei quattro partiti di governo e una delegazione del Consiglio federale.Questo contenuto è stato pubblicato il 01 settembre 2000 - 17:30
La Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) sarà applicata dal 2001, anche se gli accordi bilaterali con l'Unione europea (UE) - e con essi quello sui trasporti terresti - potranno entrare in vigore soltanto nella prima metà dell'anno prossimo.
Lo ha ribadito venerdì il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger. L'applicazione della TTPCP - ha spiegato il portavoce governativo Achille Casanova - dipende infatti dal diritto svizzero ed è conforme agli impegni internazionali di transito in vigore.
In un comunicato, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha intanto precisato che l'applicazione dovrebbe essere fattibile dal punto di vista tecnico. Attualmente vengono fabbricati 500 apparecchi di rilevazione al giorno ed entro la fine d'ottobre sarà disponibile la quantità di apparecchi necessaria per l'equipaggiamento dei veicoli pesanti svizzeri.
Gli apparecchi funzionano, rispondono alle esigenze imposte e dovrebbero poter essere montati entro i termini previsti. Il DFF precisa che i 3/4 dei proprietari di autocarri hanno già ordinato l'apparecchio. Inoltre, negli uffici doganali sono già stati registrati oltre 2000 veicoli pesanti stranieri.
I vertici dei partiti di governo e il Consiglio federale hanno poi parlato del ritardo nell'entrata in vigore degli accordi bilaterali, degli accordi complementari con Bruxelles e dell'iniziativa «Sì all'Europa». Ricordando che gli accordi bilaterali entreranno in vigore solo nella prima metà dell'anno prossimo, Joseph Deiss ha detto che i ritardi non sono dovuti a fattori politici, ma a lentezze istituzionali.
Cinque paesi, tra cui Francia, Belgio e Gran Bretagna, sono in ritardo nella ratifica. Il governo ha proseguito con Bruxelles anche i negoziati sugli accordi complementari, con riferimento alla sicurezza interna, le frodi doganali e la fiscalità sul risparmio. Deiss ha auspicato che i negoziati possano sfociare in una soluzione globale.
I partiti governativi hanno pure esaminato l'iniziativa «Sì all'Europa» e il suo controverso controprogetto. Il Partito socialista - ha detto il capogruppo Franco Cavalli - spera che nella prossima sessione la situazione possa evolvere, nel senso di una raccomandazione del parlamento al Consiglio federale.
Altro tema affrontato: l'estremismo di destra, nei confronti del quale - ha sottolineato Cavalli - vale la «tolleranza zero». Su questa posizione i partiti governativi sono unanimi. Sono però divisi - ha precisato il consigliere nazionale - sulle radici del fenomeno.
Secondo Casanova, il consigliere federale Leuenberger ha ricordato ai vertici dei partiti la posizione del governo, secondo cui occorre opporsi con fermezza al ritorno dell'estremismo di destra. Anche i partiti politici sono chiamati in causa. Prima di prendere provvedimenti e di demonizzare il fenomeno - ha aggiunto il portavoce governativo - si devono tuttavia chiarire le cause.
swissinfo e agenzie
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