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Da più parti si chiedono criteri epidemiologici fissati a livello nazionale. UDC contraria.
BERNA - Cresce la pressione sul Consiglio federale affinché vengano emanate direttive per lo svolgimento di grandi eventi. «Ci aspettiamo che la Confederazione stabilisca criteri epidemiologici chiari nella sua ordinanza sull'autorizzazione dei grandi eventi», afferma Lukas Engelberger, presidente della Conferenza svizzera dei direttori cantonale della sanità (CDS) sanitari in un'intervista alla SonntagsZeitung.
La CDS suggerisce di utilizzare l'evoluzione del numero di casi e le capacità per il tracciamento dei contatti per fissare le direttive. Si tratterebbe di requisiti minimi e «i cantoni dovrebbero avere la libertà di non concedere o revocare autorizzazioni in circostanze particolari, anche se questi criteri sono soddisfatti», ha aggiunto Engelberger.
Anche l'unità scientifica della Confederazione e diversi parlamentari chiedono l'elaborazione di linee guida. Queste renderebbero più difficile l'approvazione di grandi eventi, in particolare nei cantoni di Ginevra, Vaud e Zurigo. Ruth Humbel, consigliera nazionale PPD e presidente della Commissione della sicurezza sociale e della sanità, chiede direttive a livello nazionale che consentano una valutazione differenziata nei cantoni. Humbel cita l'esempio di Ginevra, che la settimana scorsa ha registrato oltre 200 nuove infezioni: «Trovo azzardato che nelle condizioni attuali si svolgano eventi importanti», ha detto.
Il "ministro" della Sanità, Alain Berset, presenterà una proposta ai cantoni la prossima settimana poi il Consiglio federale deciderà il margine di manovra, scrive il domenicale. Cantoni e partiti però sono divisi sul tema. Martin Pfister, direttore della sanità di Zugo, ritiene sbagliato «fissare rigidi limiti epidemiologici». A suo avviso i cantoni dovrebbero disporre di un margine di manovra. L'UDC scarta in blocco l'idea di nuove direttive. «Non c'è bisogno di norme federali per l'approvazione di grandi eventi», ha affermato il consigliere nazionale Thomas de Courten. Secondo il consigliere agli Stati PLR Damian Müller invece sarebbe meglio optare per una via di mezzo, vale a dire criteri epidemiologici chiari, ma con la possibilità di adattare i concetti di protezione. «Se ci sono delle epidemie, non bisogna cancellare tutto», ha detto.
Il padre avrebbe sparato al figlio domenica mattina ad Agno. Ma perché il fatto è avvenuto così lontano da casa?
Intanto nel Comune di Valmara c'è stupore. Il segretario comunale: «Non ci era stati segnalati disagi in merito a queste due persone». Eppure c'è chi parla di liti frequenti.
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
L'automobile dell'anziano si è scontrata frontalmente contro la porta di un'autorimessa e poi contro un muro. Per il 72enne, forse vittima di un malore, non c'è stato nulla da fare.
Si moltiplicano le ipotesi sull’identità dello scheletro ritrovato settimana scorsa tra le montagne vallesane.
C’è chi ritiene possa essere di un miliardario tedesco scomparso nei pressi di Zermatt nel 2018. Oppure di una turista giapponese dispersa dal 2000.
Dal lago Verbano ai fiumi Maggia, Tresa e Breggia la situazione è inquietante. Pesci sotto stress.
Le riflessioni di Tiziano Putelli, capo dell'Ufficio cantonale della caccia e della pesca e di Nicola Patocchi, e responsabile scientifico della Fondazione Bolle di Magadino.
Il presidente della Commissione dell'energia elettrica lancia l'allarme e accusa il Governo: «Non ci hanno ascoltati».
Se si concretizzasse lo scenario peggiore, Berna potrebbe prendere misure drastiche che vanno dalla riduzione dell'illuminazione stradale, allo spegnimento dei neon delle vetrine, fino al divieto di acquistare stufe elettriche.
Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».
Gli organizzatori tracciano un bilancio molto positivo dell'evento che ha accolto 30'000 giovani nella valle di Goms.
Sul posto rimarranno ancora 800 volontari per sistemare la zona: «L'obiettivo è che il 15 agosto il campo sia vuoto e il terreno possa essere restituito ai proprietari».
Nuovi disagi in Spagna dovuti al rifiuto della compagnia aerea di negoziare un accordo con il personale di cabina.
I sindacati chiedono l'applicazione dei diritti fondamentali del lavoro, oltre che un aumento salariale per contrastare l'inflazione.
Il nuovo delegato per la sicurezza lancia l'allarme: «La Svizzera è di fronte a numerose sfide».
Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».
Le insolite temperature delle acque favoriscono lo sviluppo dei Medicane, delle tempeste tropicali simili a uragani.
In autunno questi fenomeni sprigionano tempeste molto violente. Nel 2020 in Grecia, il Medicane Ianos aveva causato ingenti danni e provocato la morte di quattro persone.
La carenza di personale formato adeguatamente ha spinto molti cantoni ad assumere persone non qualificate.
L'organizzazione ombrello per gli insegnanti in Svizzera chiede alla Confederazione e ai cantoni di intervenire per correggere questa tendenza pericolosa.
Il 52% dei cittadini svizzeri ritiene che i politici non facciano sufficientemente gli interessi del popolo
Inoltre, quasi l'80% delle persone interpellate vorrebbe vedere una maggiore disponibilità al compromesso. La Presidente del Consiglio nazionale Irène Kälin: «Se il popolo è insoddisfatto della situazione, può cambiarla recandosi alle urne».
Gli svizzeri hanno iniziato ad acquistare stufette per riscaldarsi nei mesi invernali (in caso di crisi energetica)
Però, «l'uso di migliaia di dispositivi di questo tipo può portare a una grande instabilità della rete elettrica», ha affermato il direttore delle aziende elettriche svizzere. Non è da escludere che saranno quindi vietate.