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Ryan Regez e Alex Fiva hanno sbaragliato la concorrenza e sono saliti sui primi due gradini del podio.
I due atleti di skicross hanno colto la 13esima e la 14esima medaglia olimpica rossocrociata.
PECHINO - Ryan Regez e Alex Fiva hanno regalato una favolosa doppietta alla Svizzera - nello skicross maschile (sci freestyle) - ai Giochi Olimpici in corso di svolgimento a Pechino.
Il nuovo campione a cinque cerchi - anche attuale leader della Coppa del Mondo - ha così preceduto al traguardo il suo connazionale 36enne, mettendosi al collo la medaglia più preziosa. Sul gradino più basso del podio è invece salito l'atleta russo Sergey Ridzik, mentre non c'è stata gloria per lo svedese Erik Mobaerg, piazzatosi in quarta posizione.
In virtù di queste due prestazioni, la delegazione elvetica ha di conseguenza riscattato in parte la delusione provata ieri per il mancato assegnamento del bronzo a Fanny Smith in campo femminile, da parte della giuria. I rossocrociati possono così vantarsi di aver collocato nel loro medagliere il 13esimo e il 14esimo riconoscimento di questa edizione delle Olimpiadi invernali: sette ori, due argenti e cinque bronzi.
Per la cronaca gli altri due atleti svizzeri in gara Joos Berry e Romain Détraz sono invece dal canto loro stati eliminati, rispettivamente nei quarti e negli ottavi di finale.
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«Non ha riconosciuto la loro dignità umana. Gli piaceva giocare al dottore e non ha ancora capito quanto li ha fatti soffrire», così la procuratrice pubblica Pamela Pedretti.
L'olandese, dopo il pasticcio nelle qualifiche di Singapore, è pessimista: «Gara compromessa. Non siamo a Spa o Monza».
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Flavio Briatore si è espresso in merito ad alcuni disagi avvenuti nel GP di Singapore: «Bisogna assolutamente cambiare».
L'ex team manager di F1: «Quanto visto non fa bene né allo sport né allo spettacolo».
I biancoblù tornano al successo: Rapperswil sconfitto 4-3 alla Gottardo Arena.
Passati per la prima volta in vantaggio al 50' con una magia di Pestoni, i leventinesi - riacciuffati al 58’ da Jensen - si sono infine imposti al supplementare, dove Hedlund è andato "all in" richiamando Nyffeler.
La delegazione rossocrociata ha conquistato un totale di 14 medaglie a Pechino, ben dieci nello sci alpino.
Beat Feuz, Lara Gut Behrami, Corinne Suter, Marco Odermatt e Michelle Gisin sono saliti sul gradino più alto del podio.
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Sancito anche il passaggio di testimone tra l'Asia e l'Europa: ora tocca a Milano-Cortina 2026.