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La SSR SRG gioca la carta della trasparenze e fa sapere che nel 2015 ha versato in totale 550 milioni di franchi in salari ai suoi 6000 collaboratori, con una remunerazione annuale media di 107'354 franchi.
Il salario lordo più basso è stato di 52'400 franchi, quello più alto di 557'434 franchi (il direttore generale); il rapporto tra questi due estremi è di 1 a 10,6, mentre l'iniziativa popolare respinta dal popolo prevedeva uno scarto massimo di 1 a 12, tiene a precisare in un comunicato la SSR.
"A prima vista le cifre possono sembrare apparentemente alte", si legge nel rapporto dal titolo "Fatti e cifre su collaboratori e salari", ma le aziende attive nel mondo dei media devono sopportare oneri relativamente alti. Numerosi impieghi in seno all'azienda richiedono un alto livello di qualifica: il 42% dei collaboratori possiedono il diploma di una scuola superiore o di una Scuola universitaria professionale. Tra i giornalisti si raggiunge il 65%.
Il rapporto - precisa la SSR - rappresenta "un ulteriore passo verso una maggiore trasparenza", dopo che la sua unità aziendale SRF è stata la prima a pubblicare a ottobre 2015 i costi delle sue trasmissioni televisive. Anche le unità aziendali RSI, RTR e RTS divulgheranno i costi delle trasmissioni con la pubblicazione del rapporto di gestione SSR, che uscirà il prossimo 2 maggio.
Sull'insieme della massa salariale di 550,359 milioni di franchi (545,873 mio nel 2014), l'82,5% (453,947 mio) sono stati attribuiti ai collaboratori inseriti in un contratto collettivo di lavoro (CCL), inclusi gli apprendisti. La remunerazione dei quadri (502 persone) è stata pari a 85,128 mio, il 15,5% della massa salariale totale.
Nel corso degli ultimi dieci anni il salario dei quadri e dei dipendenti sotto CCL è aumentato in media dell'1,3%. Da rilevare che per il 2016 non sono previsti aumenti salariali. Lo scorso ottobre la SSR aveva inoltre annunciato una soppressione di 250 posti di lavoro nell'ambito di un programma di economie.
Altri dati che emergono dal rapporto: le donne rappresentano il 43% della forza lavoro presso la SSR (44% per quanto concerne le mansioni in ambito giornalistico); esiste quindi un discreto equilibrio tra i generi. Il lavoro a tempo parziale è molto diffuso: ne usufruisce infatti oltre la metà dei collaboratori in CCL.
La SSR investe ogni anno più di 8 milioni di franchi, ovvero l’1,5% della massa salariale totale, per la formazione continua interna ed esterna dei propri collaboratori. Malgrado la crescente pressione in termini di rendimento, la soddisfazione dei collaboratori nei confronti del lavoro e il loro senso di appartenenza all'impresa sono rimasti a livelli alti, conclude la SSR.
SDA-ATS