Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01154.jsonl.gz/678

Il Consiglio nazionale ha adottato oggi di stretta misura - 82 voti contro 75 e 4 astenuti - il controprogetto indiretto all'iniziativa Minder contro le retribuzioni abusive. Lo schieramento borghese ha tuttavia accolto questa soluzione dopo aver eliminato dal testo l'introduzione di un'imposta sui bonus a partire da 3 milioni di franchi. La Camera, con 82 voti contro 76, ha anche prorogato di un anno il termine d'esame dell'iniziativa popolare in questione.
Senza questa tassazione non siamo di fronte a una vera alternativa all'iniziativa, ha criticato Pirmin Bischof (PPD/SO). A suo avviso, questa imposta deve essere applicata solo alle aziende quotate in borsa: il 99% delle imprese non versa infatti remunerazioni abusive e non deve quindi essere penalizzato inutilmente.
Il Nazionale non ha però tenuto conto di questo punto di vista. Non ha nemmeno voluto spingersi più in là di quanto proposto dagli Stati e dalla sinistra: proibire il versamento di retribuzioni molto elevate quando l'azienda registra perdite e non vi è alcun dividendo per agli azionisti. A porre il veto su questo aspetto sono stati l'UDC e il PLR, impostisi con 89 voti contro 60 e 17 astenuti.
Il Nazionale ha già detto in marzo che non intendeva tassare i bonus, ha spiegato Gabi Huber (PLR/UR). Secondo lei, un'imposta di questo tipo equivarrebbe a un'ingerenza massiccia nell'autonomia delle aziende: ciò porterebbe a un aumento della fiscalità delle imprese e causerebbe danni alla piazza finanziaria elvetica.