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Dal 2023, sedici musei beneficeranno dell'aiuto dello Stato. Sulla base di criteri precisi, l'Ufficio federale della cultura (UFC) ha stabilito una lista di istituzioni da sostenere. Esso prevede un contributo di 6,3 milioni di franchi all'anno per il periodo 2023-2026, ossia circa 400'000 franchi in più rispetto al periodo 2018-2022.
Questa lista è stata stilata in seguito ad un bando pubblico in ottobre 2020, al quale hanno partecipato trenta musei. Per esaminare le candidature, l'UFC ha incaricato sei esperti esterni, ha indicato in un comunicato odierno.
Questi si sono basati sull'irraggiamento e la qualità del lavoro del museo, sulla gestione di una collezione di importanza significativa per il patrimonio culturale svizzero e sull'offerta di attività di mediazione rivolta a un pubblico ampio e diversificato.
Rispetto al primo bando di concorso relativo a questi contributi nel 2017, quattro istituzioni supplementari riceveranno gli aiuti dell'UFC: il JURASSICA Museum di Porrentruy (JU), il Museo internazionale dell'orologeria di La Chaux-de-Fonds (NE), il Museo del design di Zurigo e il Centro Paul Klee di Berna.
Il Museo alpino di Berna, invece, non sarà più sovvenzionato come museo. Verrà sostenuto in qualità di "rete" per un ruolo tematico chiave, dal 2019, con 780'000 franchi all'anno, ha detto Benno Widmer, responsabile della sezione Musei e collezioni dell'UFC.
Tra i musei sostenuti dall'UFC c'è anche il Museo d'arte della Svizzera italiana (MASI) di Lugano, che per il periodo 2023-26 riceverà contributi per 440'000 franchi all'anno.
L'UFC precisa che questi sostegni finanziari sono sussidiari e corrispondono al 5-7% dei costi totali dell'istituzione e ammontano a minimo 150'000 franchi all'anno.