Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201248

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre all'Assemblea federale una modifica della legislazione al fine di compensare la progressione reale a livello federale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Nel suo rapporto in adempimento del postulato 14.4136, il Consiglio federale ha esaminato gli effetti distributivi, congiunturali e di incentivazione (dell'eliminazione) della progressione reale. Dal rapporto si evince che, oltre agli argomenti menzionati nella mozione a favore dell'eliminazione istituzionalizzata della progressione reale, sussistono anche motivi per non attuarla.</p><p>L'eliminazione automatica della progressione a freddo, il freno all'indebitamento, così come le aliquote massime dell'imposta federale diretta stabilite nella Costituzione federale costituiscono già strumenti che contribuiscono a limitare le attività statali.</p><p>Una compensazione automatica della progressione reale non cambierebbe inoltre il sistema fiscale vigente e le uscite attuali. Ciò è dovuto al fatto che la compensazione della progressione reale limita il margine di manovra di politica finanziaria necessario per effettuare modifiche al sistema fiscale e ai compiti dello Stato. Nell'attuazione delle riforme fiscali, ad esempio, occorrerebbe prestare maggiore attenzione rispetto a oggi per assicurarsi che queste non abbiano incidenza sul gettito. Ciò, a sua volta, aumenta il numero dei perdenti di una riforma e quindi la probabilità che quest'ultima fallisca nel processo politico.</p><p>Ne consegue che l'eliminazione automatica della progressione reale limiterebbe il margine di manovra necessario per adattarsi al contesto sociale in continua evoluzione.</p><p>Nell'ambito dell'imposizione internazionale delle imprese, vengono attualmente discusse misure che in futuro potrebbero portare a una maggiore ridistribuzione del substrato dell'imposta sull'utile a favore di Stati in cui si consuma molto e/o a una limitazione della concorrenza fiscale mediante un'imposizione minima. Quale Paese interessante sotto il profilo fiscale e orientato all'esportazione, la Svizzera sarebbe potenzialmente danneggiata in modo grave da questi sviluppi. Dato questo contesto, al momento il Consiglio federale non ritiene opportuno procedere a riforme fiscali che non sortiscono effetti rilevanti a favore della piazza economica e che diminuiscono in modo durevole la base delle entrate. </p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.