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Theresa May ha silurato in Gran Bretagna il ministro della difesa Gavin Williamson. La ragione: è accusato di essere all'origine delle notizie apparse sulla stampa in merito alla decisione di Londra di consentire la partecipazione del colosso cinese Huawei al sistema di telecomunicazione 5G.
Williamson, che parla di "caccia alle streghe", è stato riconosciuto colpevole dell'indiscrezione sulla base di un'inchiesta interna, nella quale si cita una sua telefonata durata 11 minuti con un giornalista del Telegraph. Sul quotidiano è stato infatti pubblicato un articolo su cui si riportano le discussioni avvenute al National security council. La premier, in seguito ai risultati dell'inchiesta, ha fatto sapere d'aver "perso fiducia" in Williamson.
Ministro della difesa dal 2017, il 42enne aveva ricoperto in precedenza il ruolo di capogruppo Tory alla Camera dei Comuni. Considerato una figura emergente, era stato indicato da alcuni giornali anche come un potenziale candidato alla leadership futura del partito conservatore al posto della stessa May.
Si tratta del secondo ministro della Difesa sostituto nel Governo May a causa di un scandalo dopo Michael Fallon, caduto in precedenza sull'onda di sospetti di molestie sessuali. È inoltre l'ennesimo cambio di poltrona di un gabinetto che ha visto saltare una ventina di esponenti in due anni scarsi.
Nominata a tambur battente a sostituire Williamson una donna, Penny Mordaunt. La 46enne, fino ad oggi ministra per la Cooperazione Internazionale, ha anche lei, come il collega appena defenestrato, la fama di "falco", ed è considerata fra i più decisi sostenitori della Brexit all'interno dell'attuale Governo Tory.