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BERNA - Prima che scoppiasse la crisi diplomatica tra Berna e Tripoli, un uomo d'affari con la doppia nazionalità svizzera e algerina fu arrestato dalle autorità libiche e trascorse diversi mesi in carcere: la notizia, rivelata oggi dal domenicale "Sonntag", è stata confermata sia dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), sia dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Manfred Nowak.
Il caso è stato affrontato in gennaio in un rapporto destinato al Consiglio ONU per i diritti umani, ha indicato Nowak all'ATS. Stando al domenicale "Sonntag", Aissa Hamoudi, questo il nome dell'uomo d'affari arrestato, fu rinchiuso in un carcere libico dal novembre del 2007 alla fine di febbraio del 2008.
L'arresto di Hamoudi, quindi, non ha nulla a che vedere con i casi di Rachid Hamdani, nel frattempo liberato, e Max Göldi, tuttora in carcere. Essi sono infatti stati trattenuti in Libia dopo il fermo, nel luglio 2008 a Ginevra, del figlio del colonello Muammar Gheddafi.
Secondo l'organizzazione a difesa dei diritti umani Alkarama, Hamoudi figurava in un gruppo di 53 detenuti arrestati nel quadro della lotta contro il terrorismo nei paesi nordafricani. Le sue condizioni di detenzione furono pessime, stando al rapporto delle Nazioni Unite. Il DFAE, dal canto suo, ha dichiarato di essersi impegnato per un procedimento equo, ma non ha voluto fornire ulteriori indicazioni, invocando la sfera privata del diretto interessato.
SDA-ATS