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Accusata da anni di rallentare le prestazioni degli iPhone, Apple si trova, dalla fine del 2017, coinvolta in una serie di battaglie legali con l'accusa di aver volutamente rallentato le prestazioni degli iPhone più datati per invogliare gli utenti all'acquisto di un modello più recente. La società con sede a Cupertino ha sempre respinto queste accuse ma ciò non ha fermato le molteplici azioni legali lanciate in diversi Paesi, di cui un trentina solo negli Stati Uniti.
Alla fine, come riporta l'agenzia Reuters, Apple ha accettato di pagare un importo che va dai 360 milioni ai 500 milioni di dollari (circa 480 milioni di franchi) per cercare di porre termine a queste battaglie legali. L'azienda di Cupertino pagherà quindi circa 25 dollari per ogni modello di iPhone 6, 7 e SE.
A poter beneficiare di questo risarcimento saranno gli li utenti statunitensi che potranno dimostrare di aver acquistato uno dei modelli interessati. L'importo finale del risarcimento dipenderà quindi dal numero di richieste ricevute a partire, come detto, da un minimo di 360 milioni di dollari.
Non è la prima volta che la Apple è dovuta passare alla cassa per aver rallentato vecchi modelli dei suoi prodotti (un fenomeno chiamato obsolescenza programmata). Lo scorso mese la Francia aveva imposto ad Apple una multa di 25 milioni euro per questo motivo, mentre l'Italia nel 2018 aveva richiesto all'azienda un pagamento di circa 10 milioni di euro.