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Diritti umani
Il Consiglio Europa chiude il caso Italia sulla detenzione di migranti
Il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha chiuso il caso Italia dopo aver esaminato quanto fatto dalla Penisola per rimediare alle violazioni riscontrate dalla Corte europea dei diritti umani sulla detenzione arbitraria di alcuni migranti avvenuta nel 2011.
L'Italia ha dimostrato di aver introdotto nella legislazione una possibilità per i migranti di rivolgersi alla giustizia per far esaminare la legalità, la durata e le condizioni della loro detenzione amministrativa nei centri di accoglienza, ha stabilito il comitato dei ministri del Consiglio d'Europa.
Nel chiudere il fascicolo il comitato dei ministri osserva che «dopo gli interventi legislativi adottati dalle autorità italiane, l'attuale quadro giuridico che disciplina la detenzione amministrativa dei migranti nei centri di accoglienza fornisce una base giuridica chiara e accessibile». Inoltre «impone alle autorità di fornire informazioni alle persone sui loro diritti e sui motivi della loro detenzione, e prevede un controllo giudiziario automatico della legittimità di qualsiasi decisione di detenzione».
Strasburgo evidenzia poi che le informazioni fornite dal governo italiano mostrano che i migranti hanno a disposizione vie legali per far esaminare le loro condizioni di vita nei centri e ottenere un risarcimento «se raggiungano la soglia di gravità richiesta per essere qualificate come trattamenti inumani o degradanti».
Il comitato dei ministri si augura che ora le autorità italiane «prendano tutte le misure necessarie per garantire che il nuovo quadro giuridico sia applicato rigorosamente e coerentemente nel pieno rispetto dei requisiti della Convenzione europea dei diritti umani», anche per rispondere alle «preoccupazioni sollevate dalla società civile» sul rispetto dei diritti dei migranti nel contesto della loro detenzione amministrativa.
SDA