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Aung San Suu Kyi è arrivata in Thailandia. La leader dell'opposizione birmana è atterrata con leggero ritardo alle 21.50 ora locale all'aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok con un volo della Thai Airways da Rangoon, iniziando così il suo primo viaggio all'estero dal 1988. La "Signora" birmana resterà in Thailandia fino a domenica.
Suu Kyi, 66 anni, apparsa felice e distesa dopo essere scesa dall'aereo, resterà in Thailandia fino a domenica, in una visita che prevede la sua partecipazione a un vertice del World Economic Forum (Wef), incontri con il primo ministro thailandese Yingluck Shinawatra e il leader dell'opposizione, e due giorni dedicati alla folta comunità di rifugiati e lavoratori birmani nel paese. La "Signora" minimizza l'importanza dell'evento: alla partenza da Rangoon ha dichiarato che "non sente niente di speciale" perché il viaggio "è parte del mio lavoro".
Per Suu Kyi, agli arresti domiciliari fino al novembre 2010 e per 15 degli ultimi 24 anni, si tratta di un viaggio impensabile fino a un anno fa e allo stesso tempo evidenzia quanto a lungo la Birmania sia stata bloccata in un muro contro muro tra il regime e il premio Nobel per la Pace. L'ultima volta che la 66enne fu all'estero, nel 1988, Ronald Reagan era il presidente degli Stati Uniti, e non era ancora caduto il Muro di Berlino. Negli anni Novanta, lei rifiutò la possibilità di espatriare per assistere il marito in punto di morte, temendo che i generali non l'avrebbero fatta rientrare.
In giugno, un giro di quasi tre settimane la porterà in Svizzera, in Norvegia (dove ritirerà il premio Nobel per la Pace assegnatole nel 1991), in Irlanda e in Gran Bretagna, per lei una specie di seconda patria dato che lì ha studiato e tuttora vivono i due figli; dopo tanto tempo, il 19 giugno festeggerà con loro il suo 67esimo compleanno.
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