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Proveniente da Cuba, dove ha portato a termine una visita storica, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è giunto nella notte a Buenos Aires da dove giovedì si trasferirà per qualche ora a Bariloche, in Patagonia, per poi rientrare a Washington.
La visita avviene tra strettissime misure di sicurezza, soprattutto nella zona di Palermo, dove si trova il 'Palazzo Bosch', sede dell'ambasciata statunitense.
Il primo appuntamento ufficiale è in programma in mattinata alla Casa Rosada, dove Obama sarà ricevuto da Mauricio Macri: i due presidenti avranno un primo colloquio, che poi si allargherà a un gruppo di ministri per la firma di una serie di accordi. La visita di Obama segna l'avvio di una nuova tappa nei rapporti tra i due paesi dopo dodici anni di potere del 'kirchnerismò che ha avuto, anche se a corrente alternata, rapporti difficili con Washington.
Il viaggio coincide d'altra parte con le commemorazioni in programma domani per il 40/o anniversario del golpe militare del 24 marzo del 1976 guidato dal generale Jorge Rafael Videla.
Proprio in occasione della visita, fonti statunitensi hanno reso noto la decisione da parte di Washington di declassificare documenti finora segreti relativi proprio al periodo della dittatura argentina (1976-83). Nonostante tale annuncio, organismi dei diritti umani hanno criticato la visita di Obama in coincidenza con la data, sottolineando il ruolo avuto negli anni '70 da Washington nel sostegno ai militari e nel ruolo dei 'golpes' che si sono verificati in America Latina in quegli anni.
Tra i punti al centro dei colloqui tra Obama e Macri una serie di investimenti previsti da parte di gruppi Usa e che saranno annunciati durante un incontro presso la Camera di commercio statunitense, oltre alla lotta al narcotraffico e il riciclaggio, e tematiche commerciali.
Il presidente americano, Barack Obama, viaggia insieme alla first lady Michelle e alle figlie Malia e Sasha.