Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/175315

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a illustrare in un rapporto (eventualmente in un rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza):</p><p>1. quale valore di riferimento (Stati benchmark) utilizza per quanto riguarda le spese di difesa e lo sviluppo delle forze armate (incluso motivazione);</p><p>2. l'influsso che l'obiettivo della NATO del 2 per cento del PIL per le spese per la difesa ha sugli Stati benchmark;</p><p>3. quali sono le ripercussioni per la nostra difesa nel caso di spese per la difesa relativamente in calo, relativamente costanti e relativamente in aumento rispetto al prodotto interno lordo (PIL);</p><p>4. come, nel caso di spese per la difesa relativamente in crescita (valore obiettivo del 2 per cento del PIL), sia possibile risparmiare mediante la riduzione dei compiti per non nuocere al freno delle spese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale riconosce che, rispetto ad altri Paesi, la Svizzera impiega solo una percentuale relativamente esigua del proprio prodotto interno lordo (PIL) per la difesa nazionale (circa 0,7 per cento). Per un paragone con altri Stati non si possono considerare solo le spese militari (attualmente pari a circa 4,5 miliardi di franchi), ma bisogna anche includere le spese per le componenti non militari della difesa nazionale (circa 250 milioni di franchi) nonché le indennità di perdita di guadagno corrisposte ai militari. Attualmente l'ammontare complessivo di tali spese per la difesa nazionale rappresenta circa lo 0,8 per cento del PIL. Aumentando il budget dell'esercito a 5 miliardi di franchi l'anno, probabilmente entro il 2020, tale quota aumenterà a circa 0,9 per cento.</p><p>La Svizzera non stabilisce le proprie spese per la difesa nazionale in funzione di quelle di altri Stati o organizzazioni internazionali come la NATO o l'UE. Il nostro Paese mira piuttosto a identificare le minacce e i pericoli che lo riguardano, a rinnovare l'equipaggiamento secondo i propri bisogni e a utilizzare le risorse finanziare previste dal budget federale tenendo debitamente in considerazione il freno alle spese.</p><p>La decisione di incrementare i mezzi a disposizione dell'esercito è stata presa già qualche anno fa dal Parlamento e dal Consiglio federale. Quest'ultimo riconosce che con il rinnovo della difesa aerea nel suo complesso, (incluso l'acquisto di un nuovo aereo da combattimento), ma anche di altri sistemi importanti che raggiungeranno il limite della durata di utilizzazione negli anni 2020, l'esercito dovrà affrontare sfide finanziarie importanti.</p><p>Il Consiglio federale non intende incrementare le spese per la difesa nazionale al 2 per cento del PIL. Tale quota - al momento in cifre assolute non meno di 13 miliardi di franchi - non è attualmente compatibile con la sua politica finanziaria e non è tantomeno giustificabile dal punto di vista della sicurezza.</p><p>Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio federale ritiene che l'allestimento del rapporto suggerito dal presente postulato non porterebbe alcun vantaggio.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.