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L’ONU e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) fu fondata nel 1945 subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. I diritti e i doveri degli Stati membri sono disciplinati nello Statuto delle Nazioni Unite, l’accordo istitutivo dell’organizzazione.
Adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU) è la base del diritto internazionale in materia di diritti umani. Nel 1966 entrarono in vigore il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (Patto ONU I) e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (Patto ONU II). La DUDU, il Patto ONU I e il Patto ONU II costituiscono la Carta internazionale dei diritti umani.
Le convenzioni internazionali dell’ONU sui diritti umani, attualmente nove, si ispirano alla DUDU. Tutti gli Stati membri ne hanno ratificata almeno una.
Il Consiglio d’Europa e la Convenzione europea dei diritti umani
Del Consiglio d’Europa fanno parte 47 Stati, tra cui i 28 membri dell’UE e la Svizzera. Tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno sottoscritto la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU).
L’attuazione della CEDU è controllata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Chiunque venga limitato nell’esercizio dei diritti fondamentali protetti dalla CEDU e abbia esaurito le vie legali nazionali può ricorrervi.
Nell’aprile del 2006, il Consiglio d’Europa ha adottato un piano d’azione per le persone con disabilità. Il piano si articola in 15 linee d’azione che toccano diversi temi, come la partecipazione alla vita politica e pubblica, l’istruzione, i trasporti, l’assistenza sanitaria e l’occupazione.
Per dare seguito al Piano d’azione 2006-2015, il Consiglio d’Europa ha adottato la strategia per le persone con disabilità 2017-2023 «Diritti umani: una realtà per tutti». Gli obiettivi sovraordinati sono l’uguaglianza, il rispetto della dignità e le pari opportunità delle persone disabili nella sfera di competenza del Consiglio d’Europa. Cinque le aree tematiche prioritarie: uguaglianza e non discriminazione, sensibilizzazione, accessibilità, uguale riconoscimento di fronte alla legge e protezione dallo sfruttamento, dalla violenza e dagli abusi. Cinque anche i temi trasversali: partecipazione, cooperazione e coordinamento, progettazione universale e accomodamento ragionevole, parità di genere, discriminazione multipla ed educazione e formazione. Per maggiori dettagli consultare il sito: