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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Introduzione </p><p>È corretto affermare che l'Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti (International Narcotics Control Board, INCB) nella sua relazione annuale 2001 ha criticato alcuni Paesi europei (Lussemburgo, Portogallo), tra cui anche la Svizzera per la sua prevista revisione della legge sugli stupefacenti. Delle convenzioni sulla droga elaborate nel quadro onusiano, la Svizzera ha ratificato la Convenzione unica del 1961, il suo protocollo aggiuntivo e la Convenzione sugli psicotropi del 1971. Non ha invece ancora ratificato la Convenzione del 1988 sul traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope anche se ha già praticamente realizzato tutti i suoi obiettivi. </p><p></p><p>In qualità di organo di controllo della convenzione summenzionata, l'INCB si esprime di volta in volta nella sua relazione annuale sulle legislazioni dei singoli Stati nell'ambito delle droghe, indipendentemente dall'appartenenza o meno all'ONU. La decisione di Popolo e Cantoni svizzeri di aderire all'ONU non ha alcuna conseguenza su questa situazione.</p><p></p><p>Valutazione della posizione dell'INCB</p><p>Per l'interpretazione delle convenzioni del diritto internazionale pubblico sono competenti innanzitutto le parti contraenti. Per quanto concerne le convenzioni menzionate, l'INCB ha il compito di sorvegliare la loro messa in atto nei Paesi contraenti e di rendere conto alla Commissione degli stupefacenti (CND). Le relazioni dell'INCB hanno indubbiamente un valore politico di grande rilievo, ma non sono giuridicamente vincolanti. </p><p></p><p>Un esempio è dato dalla presa di posizione dell'INCB del maggio 1999 relativa ai locali di iniezione per tossicodipendenti, che non esitò a considerarli contrari alla convenzione. Numerosi Stati giunsero tuttavia alla conclusione che tali locali sono conformi alla convenzione e che spetta agli stessi Stati contraenti decidere se tollerare o meno queste strutture. La posizione dell'INCB non ebbe quindi alcuna conseguenza giuridica per i Paesi interessati (Germania, Svizzera, Spagna, Australia, Paesi Bassi).</p><p></p><p>Nel caso concreto le tre convenzioni in questione disciplinano espressamente il meccanismo per l'eliminazione delle divergenze: gli Stati interessati innanzitutto devono intraprendere il possibile per appianare in modo pacifico i contrasti esistenti. Qualora la via scelta non approdi ai risultati sperati, è data la possibilità di adire la Corte internazionale dell'Aia (a condizione che non sia stata formulata alcuna riserva a tal proposito). Per quanto concerne le tre convenzioni citate, non si è ancora fatto ricorso a questa via procedurale. </p><p></p><p>Conformità della revisione della LStup con la convenzione </p><p>La questione della conformità della revisione della legge con i trattati internazionali nell'ambito della droga - in particolare per quanto riguarda le disposizioni sulla canapa - è un aspetto di primaria importanza per il Consiglio federale. Si tratta della Convenzione unica del 1961, della Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971 e della Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope del 1988, non ancora ratificata dalla Svizzera. Il Consiglio federale, sulla base di quattro perizie indipendenti, è giunto alla convinzione che le disposizioni penali sono conformi alla Convenzione, sia per quanto attiene alla decriminalizzazione del consumo della canapa e degli atti preparatori ad esso legati, sia per quanto concerne la limitazione dell'obbligo di perseguire penalmente la coltivazione, il commercio e la produzione di canapa e dei suoi prodotti. </p><p></p><p>Gli Stati, nel quadro delle disposizioni della Convenzione, sono liberi di fissare le loro priorità per quanto riguarda il perseguimento penale, sempreché siano rispettati i principali obiettivi delle convenzioni, ossia la lotta al crimine organizzato e al traffico transnazionale di droga.</p><p></p><p>Abbandono dei "programmi di dispensazione di droga"</p><p>Le considerazioni fin qui fatte valgono anche per il trattamento a base di eroina. Terapie analoghe sono praticate infatti anche nei Paesi Bassi, in Germania e nel Regno Unito. Va detto in proposito che l'INCB ha regolarmente dato il suo consenso per l'importazione dell'eroina necessaria alla realizzazione di questo programma. </p><p></p><p>Vendita di stupefacenti via Internet</p><p>Nella relazione annuale dell'INCB si constata un aumento delle vendite illegali di stupefacenti via Internet. Si precisa anche che il maggior numero di pagine web che offrono tali servizi si trovano nei Paesi Bassi e in Svizzera.</p><p></p><p>Secondo l'Ufficio federale di polizia, non ci sono indizi che permettono di affermare che le pagine Internet che promuovono la vendita delle cosiddette droghe dure provengono dalla Svizzera. A partire dal mese di gennaio 2003, detto Ufficio ha istituito un nuovo servizio incaricato della lotta alle attività illegali su Internet. Di queste fa parte anche l'offerta e la vendita illegale di stupefacenti, inclusa la canapa e i suoi prodotti.</p><p></p><p>Valutazione conclusiva</p><p>In base a tutte queste considerazioni, il Consiglio federale giunge alla conclusione che la proposta di revisione della legge sugli stupefacenti è compatibile con le convenzioni summenzionate, anche se questa posizione non è condivisa completamente dall'INCB. In materia di politica della droga, la Svizzera ha un approccio pragmatico. Vi è da attendersi che questa sua posizione susciti non solo reazioni positive, ma anche critiche soprattutto da parte di quei Paesi che sono fautori esclusivamente di una politica repressiva in materia di droga. Tuttavia si può prevedere che nei prossimi anni saranno molti i Paesi che dovranno affrontare intensamente il dibattito sulla canapa. L'aspetto che fa maggiormente riflettere e discutere è quello dalla nocività della canapa da cui dipende anche la classificazione di questa sostanza. Si costata inoltre la difficoltà di numerosi Stati ad applicare in modo coerente la legislazione sulla canapa. La Svizzera, con il suo approccio pragmatico e con le esperienze raccolte nel campo della canapa, potrebbe contribuire a rendere obiettivo il dibattito in corso in altri Paesi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.