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Narghilè
La pipa d’acqua in voga anche alle nostre latitudini ha origini lontane. Gli odori fruttati, le forme sinuose del vaso e la densa coltre di fumo ci fanno viaggiare fino ai tempi antichi nell’estremo Oriente.
Il nome ci racconta parte della sua storia: in Libano e in Medio Oriente si chiama Narghile, parola di origine persiana nârgil che significa "cocco”, derivante dal sanscrito nārikera che fa pensare che anticamente provenissero dall’India e fossero ricavate da gusci di noce di cocco e tubi di bambù. La parola "Shisha" usata in Egitto viene dalla parola persiana shishe, "vetro", cioè il vaso in cui è contenuta l’acqua. Il termine inglese è hookah, retaggio del dominio britannico e ripreso dal termine utilizzato in India e Pakistan: huqqa.
I principali paesi che affermano di essere i genitori del Narghilè sono l'India, Iran, Turchia, Egitto e Siria. Ma probabilmente il narghilè, nelle sue molteplici forme, ha fatto la sua comparsa in più di un paese, e attraverso percorsi antichi ha iniziato a prendere forma in quello che ora conosciamo. In tutti i paesi dell’Oriente, dall’Afghanistan al Marocco, fumare il Narghilè è un rito comune a molte persone e simboleggia unione, amicizia e fratellanza.
Nel mondo occidentale il Narghilè ha fatto una delle sue prime apparizioni nel cartone animato della Disney "Alice nel paese delle meraviglie" scritto da Lewis Carroll, dove il Bruco fumava appunto un Narghilè seduto su un fungo.