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La sentenza del Tribunale federale (TF) che giudica illegale il solo ricorso all'analisi dei prezzi dei medicamenti all'estero per fissare quelli praticati in Svizzera interviene a pochi mesi da un mutamento normativo.
La modifica dovrebbe essere più fedele alle esigenze della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), soddisfacendo le critiche del TF. Interpharma saluta il nuovo contesto, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è prudente.
I giudici di Losanna bocciano la pratica che l'UFSP ha fondato su un'ordinanza valida fino allo scorso 31 maggio. Dal primo giugno è invece in vigore un nuovo testo che, pur mantenendo il criterio del raffronto dei prezzi con l'estero, dà maggiore peso agli aspetti di efficacia e adeguatezza, pure esplicitamente menzionati nella LAMal.
Presentando il nuovo testo la scorsa primavera, il consigliere federale Alain Berset, responsabile della sanità, ha sottolineato la volontà del governo di proseguire con la pratica della comparazione dei costi. A suo dire questo metodo, negli anni 2012-2014 per i preparati originali ha permesso di ottenere risparmi annuali, a tutto vantaggio degli assicurati, per oltre 600 milioni di franchi.
L'inizio della prossima tornata di raffronti internazionali - ogni tre anni, un terzo dei farmaci analizzati per volta - è prevista per quest'anno e avverrà sulla base del nuovo diritto. Berset non ha saputo avanzare cifre concrete sui risparmi.
Contrariamente alla vecchia ordinanza che si basa solo sul confronto dei prezzi, quella in vigore da oltre sei mesi prevede che il valore terapeutico di un preparato, in sostanza la sua efficacia e adeguatezza, partecipi nella misura di un terzo alla fissazione della tariffa (gli altri due terzi dipenderanno dal costo dei farmaci in nove Paesi dell'Ue).
Il cambiamento, che ottiene maggiore legittimità con la sentenza del TF pubblicata oggi, è una richiesta di lunga data dell'Associazione delle imprese farmaceutiche svizzere che praticano ricerca (Interpharma). L'organizzazione esprime comunque qualche dubbio sulla giustezza della soglia del 33% per il criterio terapeutico. Se tale proporzione esprima la volontà del Tribunale federale o se più appropriato sia un rapporto 50%-50% per i criteri terapeutico e di economicità lo dirà il futuro, ha indicato all'ats Interpharma.
L'Associazione spinge in ogni caso per una rapida e costruttiva soluzione della questione perché è nell'interesse di tutte le parti ottenere sicurezza giuridica sul sistema di fissazione dei prezzi.
L'UFSP, autore del ricorso bocciato dal TF, intende analizzare la sentenza con precisione. Sottolinea però che la decisione dei giudici di Losanna critica il diritto in vigore fino al 31 maggio 2015. Ora si tratta di vedere se la nuova ordinanza interpreti correttamente la lettura della LAMal fatta dal Tribunale federale, ha indicato all'ats l'Ufficio.
SDA-ATS