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LUGANO – La conferenza stampa dello scorso 10 dicembre a Locarno tenuta dall’imprenditore algerino Rachid Nekkaz, contro la legge ticinese “anti-burqa” ha spinto il consigliere nazionale Lorenzo Quadri ad interpellare il Consiglio federale. Il leghista ricorda che il divieto di dissimulare il volto è stato votato dal popolo ticinese nel 2013, ricevendo la garanzia federale nel 2015, e che il Gran Consiglio ha recentemente approvato la legge d’applicazione.
«Il signor Nekkaz ha dichiarato che pagherà lui le multe comminate alle donne che contravverranno al divieto di dissimulazione del viso non togliendosi il burqa», scrive Quadri. «Si tratta quindi di una chiara incitazione a violare una norma costituzionale e legale la cui conformità ai diritti fondamentali è stata certificata dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo».
Essendo il signor Nekkaz un cittadino straniero non residente in Svizzera, «ma che arriva nel nostro paese per incitare a violare la legge», Quadri chiede al Consiglio federale se è sua intenzione dichiararlo, «in considerazione del suo comportamento, persona non grata in Svizzera».
Per il momento, va precisato, la Magistratura ticinese non sembrerebbe aver aperto alcuna inchiesta nei confronti dell’imprenditore algerino. La richiesta di Quadri è pertanto destinata con ogni probabilità a cadere nel vuoto, considerato oltretutto che di norma il concetto di “persona non grata” è utilizzato per il personale diplomatico, e non per i civili.