Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01122.jsonl.gz/1060

I discendenti, tramite avvocato, insorgono a difesa del testamento e scrivono alla Viglianza sulle fondazioni e supervisione a San Gallo
Nuovo colpo di scena nella vicenda della vendita del Museo Epper di Ascona al vicino albergo Eden Roc (del gruppo Tschuggen hotel). La cessione di stabile e giardino è avvenuta nei mesi scorsi, per una somma vicina ai 3,7 milioni di franchi. Ma i discendenti degli Epper - come avevano preannunciato - hanno deciso di contestare la manovra tramite avvocato.
La proprietà, per testamento, nel 1978 era stata lasciata alla Fondazione Epper, con un preciso scopo. E meglio, citando lo stesso testamento: "custodire, curare e rendere accessibile al pubblico, senza fine utilitario, l'opera artistica di Ignaz e Misha Epper nella casa Epper". La Fondazione, rimasta a corto di soldi, a fine 2019 ha cambiato lo scopo, sostituendo la dicitura "nella casa Epper" con "nella sede". Così facendo ha sciolto il legame con le mura che per decenni hanno ospitato la coppia di artisti (e poi per 40 anni il museo). Casa e terreno sono stati venduti, con l'intenzione di spostare le opere degli Epper nell'edificio della Fondazione Rolf Gérard, situato nel nucleo storico del Borgo.
Oggi l'avvocato dei discendenti ha inviato una raccomandata alla Vigilanza sulle fondazioni e supervisione a San Gallo, contestando sia la modifica dello scopo sia la vendita e affermando: "Sono state manifestamente e crassamente tradite le volontà di Ignaz e Misha Epper". Nella missiva, riferendosi alle scelte dei vertici della Fondazione, si parla di "intendimenti opachi", di cambiamenti "ingiustificabili e sproporzionati", poiché vi erano altre soluzioni praticabili. Senza dimenticare che "il fatto di vedere le stesse persone nelle due Fondazioni (Epper e Gérard) non contribuisce certamente a migliorare la credibilità dell'operazione, né a tranquillizzare gli eredi Epper a proposito della destinazione e della gestione futura dei fondi ottenuti dalla vendita".
Le richieste: la sospensione, pendente a procedura, della vendita dell'intero fondo su cui si trova Casa Epper (via Albarelle, Ascona); nel merito, l'annullamento della vendita del fondo e la sua reintestazione alla Fondazione Epper e la reintroduzione integrale dello scopo originario della Fondazione nei documenti della società.
Da aggiungere, infine, che nei giorni scorsi i difensori del museo hanno scritto al Consiglio di Stato ticinese chiedendo che Casa Epper venga tutelata quale bene culturale cantonale, con vincoli sulla costruzione.