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Gli alunni ginevrini dagli 8 ai 12 anni non saranno più gli unici in Svizzera - e con i francesi in Europa - ad essere dispensati dalla scuola il mercoledì mattina: il 65% dei votanti ha approvato oggi l'introduzione dell'orario di cinque giorni. Pure approvata, nella misura del 53,9%, la nuova legge sulle manifestazioni.
Per le autorità le quattro ore supplementari sono indispensabili per rafforzare l'insegnamento del francese, del tedesco e per agevolare l'introduzione dell'inglese dai dieci anni dal 2013. Per appoggiare la riforma - ostacolata da buona parte dei maestri - è prevista la creazione di 120 posti aggiuntivi per docenti. Gli alunni più piccoli (dai quattro agli otto anni di età) non saranno invece toccati dalla riforma.
La nuova legge sulle manifestazioni "a potenziale violento", dal canto suo, prevede di costringere tutti gli organizzatori di un raduno a chiedere un'autorizzazione preliminare. Una multa fino a 100'000 franchi sanziona i casi di omissione o di mancato rispetto delle ingiunzioni di polizia.
Varate a seguito dei disordini scoppiati nel 2009 in occasione di manifestazioni anti-WTO (Organizzazione mondiale del commercio), le nuove disposizioni sono considerate "liberticide" dalla sinistra, dai sindacati e dalle 36 organizzazioni, autori del referendum che ha portato alla votazione odierna. Il comitato contro la nuova legge ha ora l'intenzione di contestarne l'applicazione presso il Tribunale federale.
Venerdì, l'esperto delle Nazioni Unite Maina Kiai aveva definito "problematici" determinati aspetti della nuova normativa, che sarebbero contrari alla libertà di riunione e di espressione e in contraddizione con le iniziative intraprese dalla Svizzera sul piano internazionale. La partecipazione al voto è stata del 53,8%.