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Le transazioni finanziarie necessarie per il lavoro delle organizzazioni umanitarie attive in Myanmar devono essere agevolate. Lo ha stabilito il Consiglio federale il 19 maggio e a tale scopo sarà modificata l’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti del Myanmar. La modifica entra in vigore il 15 giugno 2021.
Per agevolare gli aiuti umanitari in Myanmar il Consiglio federale ha adeguato in maniera mirata le misure coercitive contro il Paese asiatico (RS 9<ip-pii>). D’ora in poi sarà possibile presentare alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) un’autorizzazione speciale per mettere averi o risorse economiche a disposizione di persone fisiche, imprese e organizzazioni soggette a sanzioni, purché queste transazioni finanziarie servano a fornire aiuti umanitari. Per farlo occorrerà dimostrare che non vi sono alternative equivalenti alla collaborazione con le persone fisiche, le imprese e le organizzazioni sanzionate.
In reazione alla presa del potere da parte dell’esercito avvenuta il 1° febbraio, il 31 marzo 2021 il Consiglio federale aveva inflitto sanzioni finanziarie e restrizioni di viaggio a undici alti rappresentanti del governo militare, tra cui Min Aung Hlaing, comandante in capo delle forze armate del Myanmar (Tatmadaw), e Myint Swe, presidente ad interim del Paese. Il 30 aprile 2021 sono state inflitte sanzioni ad altri dieci alti rappresentanti del governo militare e a due conglomerati economici controllati dall’esercito. La modifica della lista delle sanzioni è stata effettuata in conformità con le decisioni dell’Unione europea.
La Svizzera condanna la presa del potere da parte dell’esercito e ribadisce la sua grande preoccupazione per la situazione in Myanmar. Inoltre, condanna con forza l’uso della violenza, compresa la violenza letale, da parte delle forze armate contro la popolazione, in particolare contro i manifestanti pacifici e i bambini, nonché gli attacchi al personale medico, l’incarcerazione dei leader politici, dei membri della società civile e dei manifestanti, la negazione dei diritti fondamentali e le numerose violazioni della libertà e dei diritti umani da parte delle autorità militari birmane.
Come molti altri partner della cooperazione allo sviluppo, anche la Svizzera ha sospeso la collaborazione con gli enti statali, concentrandosi sugli aiuti d’emergenza forniti da attori non statali, tra cui il sostegno e la protezione delle persone vulnerabili. La Svizzera intende portare avanti il proprio impegno in Myanmar tramite attività che vadano a beneficio diretto della popolazione e che promuovano la pace, il dialogo tra le parti, il rispetto dei diritti umani e la tutela della popolazione civile. Nell’ambito del suo programma di cooperazione il nostro Paese farà di tutto per mantenere l’accesso alle persone vulnerabili, in linea con i principi umanitari di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza.