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Condizioni di lavoro difficili e la paura di perdere il proprio impiego non giovano alla salute. Un'inchiesta realizzata nel 2007 dall'Ufficio federale di statistica (UST), pubblicata venerdì, evidenzia inoltre un malessere accresciuto tra i disoccupati.
Quasi quattro salariati su dieci sono confrontati ad almeno tre rischi fisici, come movimenti ripetitivi o posizioni di lavoro dolorose. Il 35% è esposto ad altrettanti rischi psicosociali, come la mancanza di tempo per concludere il lavoro o il fatto di non poter mettere in pratica le proprie idee.
Secondo l'UST, la proporzione delle persone che accumulano questi due tipi di rischi ammonta al 17%. Sovente, sottolinea l'inchiesta, queste persone sono in cattiva salute in una proporzione doppia rispetto alle altre.
Il 10% dei salariati esposti ad almeno tre rischi fisici ritengono infatti che le loro condizioni di salute non siano buone, contro il 4% per coloro che invece non lo sono. Per i rischi psicosociali, la proporzione è del 10% contro il 5%.
La disoccupazione o la paura di ritrovarsi senza lavoro incide pure negativamente: il 13% dei salariati che temono di perdere il loro impiego e il 32% delle persone senza lavoro ritengono le loro condizioni di salute non buone (sconforto psicologico).
Queste percentuali sono, rispettivamente, due e cinque volte superiori rispetto ai salariati senza timori per la loro professione.
L'indagine dell'UST, che conferma i risultati già osservati altrove in Europa, è svolta ogni cinque anni.
swissinfo.ch e agenzie