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La Commissione federale contro il razzismo (CFR) osserva "da svariati mesi a questa parte" il "deteriorarsi del clima attorno a determinati gruppi di popolazione svizzeri e stranieri". In una nota pubblicata oggi essa auspica che la Giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, il 21 marzo, "sia l'occasione per riflettere sugli strumenti idonei a contrastare la tendenza a individuare capri espiatori e a fomentare sentimenti di ostilità".
Se un fatto di cronaca concerne un membro di una determinata comunità - rileva la CFR - la presentazione dei fatti, l'esposizione mediatica e i commenti della stampa, dei mezzi d'informazione elettronici e del mondo politico "inducono a stigmatizzare l'intero gruppo chiamato in causa, definito dall'origine dei suoi membri o addirittura dal colore della loro pelle".
La Svizzera - prosegue la commissione - è un Paese in cui la diversità dovrebbe essere considerata una ricchezza da preservare, nel rispetto dei diritti e degli obblighi di ognuno. "Troppo spesso questa diversità è purtroppo vista come un inconveniente o addirittura un pericolo per la coesione della nostra società".
Una delle cause di questa ostilità, secondo la CFR, "è senza dubbio la tendenza viepiù marcata a identificare il capro espiatorio" in un gruppo di persone accomunate dalla provenienza geografica, dall'appartenenza etnica, dal colore della pelle, dalla religione o da uno stile di vita improntato al nomadismo. È sufficiente che un membro commetta un reato perché l'intero gruppo sia stigmatizzato.
SDA-ATS