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Caso Parmalat: nuovo rinvio a giudizio in Svizzera
Berna, 20.10.2011 - Le indagini condotte in Svizzera in margine al dissesto del gruppo alimentare italiano Parmalat producono un nuovo risultato parziale: il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) mette in stato d’accusa un cittadino italiano per aggravato riciclaggio di denaro e falsità in documenti. L’imputato sarà giudicato dal Tribunale penale federale di Bellinzona.
I fatti ritenuti dall'accusa risalgono al periodo compreso tra l'ottobre 1996 e il marzo 2006. Gli atti di riciclaggio contestati dall'accusa costituiscono il seguito di distrazioni di denaro commesse tra il 1994 e il 1996 dall'imputato, cittadino italiano, o terzi ai danni delle società turistiche del gruppo Tanzi e della Parmalat S.p.A. All'epoca dei fatti, l'imputato o i suoi complici ricoprivano delle cariche all'interno delle società turistiche del gruppo Tanzi, implicato nel dissesto finanziario del gruppo alimentare Parmalat.
In base all'atto di accusa, l'imputato ha trasferito i fondi distratti su vari conti presso istituti bancari ticinesi, attraverso dei fiduciari. I conti sono stati intestati a terze persone fisiche e giuridiche, tra cui alcune società off-shore e una fondazione di famiglia del Principato del Liechtenstein, al fine di mascherare l'origine illecita dei valori patrimoniali in questione. Nell'ambito di queste operazioni sono stati anche falsificati dei documenti. L'imputato si è inoltre avvalso di alcuni corrieri di valuta per rimpatriare parte del denaro e trasportarla al suo domicilio in Italia.
Giunto alla conclusione che gli atti descritti sono penalmente rilevanti e devono quindi essere giudicati dai tribunali, il MPC promuove l'accusa per riciclaggio di denaro aggravato (art. 305bis del codice penale svizzero; CP) e falsità in documenti (art. 251 CP).
Il procedimento avviato nell'aprile del 2006 è stato portato a compimento anche grazie alla stretta collaborazione delle autorità giudiziarie italiane, in particolare della Procura di Parma incaricata del «processo Parmatour» oggi in corso dinanzi al Tribunale di Parma. Gli averi in euro posti sotto sequestro in Svizzera nell'ambito delle indagini ammontano a un controvalore di 10 milioni di franchi svizzeri circa. La Parmalat S.p.A. e la Hit International S.p.A. si sono costituite accusatori privati nel procedimento condotto in Svizzera.
Rispetto all'imputato vige la presunzione d'innocenza fino al giudizio del tribunale. Con il deposito dell'atto d'accusa la competenza per l'informazione dei media passa al Tribunale penale federale di Bellinzona.
Il MPC conduce altre indagini su fatti legati al dissesto del gruppo Parmalat. In merito ai risultati o alla conclusione di tali indagini, il MPC fornirà informazioni a tempo debito.
Indirizzo cui rivolgere domande
Jeannette Balmer, portavoce MPC, +41 31 324 32 40, <email-pii>
Pubblicato da
Ministero pubblico della Confederazione
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Ultima modifica 05.01.2016