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Migliaia di studenti libanesi hanno partecipato oggi a Beirut a manifestazioni anti-governative nel quadro della mobilitazione popolare in corso da metà ottobre in diverse città del paese.
Le scuole hanno riaperto tra lunedì e martedì dopo due settimane di chiusura. Ma numerosi studenti della capitale, degli istituti pubblici e privati, sono scesi in strada formando cortei minori nei vari quartieri confluendo poi verso la centrale Piazza dei Martiri.
La stessa mobilitazione studentesca si era svolta ieri a Tripoli, città del nord del Libano, dove si sono mobilitati in massa migliaia di studenti universitari.
I manifestanti libanesi hanno peraltro cambiato nelle ultime 24 ore la tattica di disobbedienza civile: da ieri hanno abbandonato la tecnica di interruzione delle strade del paese, anche sotto la pressione delle autorità e delle forze di sicurezza, e si concentrano sul blocco degli accessi a sedi istituzionali a Beirut e nelle città del paese, "con l'obiettivo di paralizzare la capacità dello Stato di funzionare a livello locale e, gradualmente, a livello centrale".
A Beirut, Tripoli e Sidone sono stati organizzati sit-in di fronte alle sedi della Banca centrale, della società telefonica, della società elettrica, degli uffici del catasto, degli atenei pubblici, delle sedi comunali e delle sedi di alcuni ministeri. Questo ha impedito in alcuni casi ai dipendenti e funzionari di recarsi al lavoro, causando l'interruzione di servizi e funzioni di alcune sedi di enti statali.
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