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<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo la Danimarca, anche la Gran Bretagna annuncia di voler alloggiare i richiedenti l'asilo non su suolo nazionale, bensì in Africa. </p><p>Il governo Johnson ha infatti annunciato la firma di accordi con il Ruanda per la realizzazione di centri d'accoglienza in quel paese, dove collocare i migranti che attraverseranno clandestinamente la Manica. In questi futuri centri, i richiedenti trascorrerebbero non solo il tempo necessario allo svolgimento delle procedure, ma vi rimarrebbero anche in caso di accoglimento della domanda d'asilo.</p><p>Come già evidenziato nella mozione 21.3785, riferita alla proposta danese (analoga a quella inglese) annunciata lo scorso anno, questo modello comporta una serie di vantaggi:</p><p>- L'effetto dissuasivo, </p><p>- L'evidente risparmio, poiché in Africa si possono realizzare strutture conformi agli standard internazionali, ma anche di standard superiore, a costi nettamente inferiori di quelli europei.</p><p>- La riduzione di flussi migratori ingiustificati di persone che non hanno diritto all'asilo. </p><p>- Il recupero dell'essenza del diritto d'asilo, il cui scopo è la protezione e non l'immigrazione.</p><p>Questi punti sono di evidente interesse anche per la Svizzera. A maggior ragione ora: il flusso epocale di profughi ucraini impone la fissazione di priorità. Le possibilità d'accoglienza del nostro paese non sono certo infinite.</p><p>Nella sua presa di posizione sulla citata mozione 21.3785, il Consiglio federale ha bollato come inattuabile il piano annunciato dal governo danese. Adesso però nella stessa direzione si muove anche il Regno Unito. Segno che forse queste proposte non sono così fuori dal mondo.</p><p>Chiedo al Consiglio federale (CF):</p><p>- Il CF è a conoscenza del piano britannico di alloggiare i richiedenti l'asilo in Ruanda?</p><p>- Si tratta, a mente del CF, di propositi irrealizzabili?</p><p>- Se già due paesi europei annunciano di volersi muovere nella direzione della realizzazione di centri asilanti al di fuori dell'Europa, non ritiene il CF che questi progetti vadano seguiti con attenzione? Oppure c'è una contrarietà di principio a questo modello, indipendentemente dalla sua fattibilità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il Consiglio federale ha preso atto del partenariato, firmato il 14 aprile 2022, tra il Regno Unito e il Ruanda in materia d'asilo e osserva attentamente l'evolversi della situazione.</p><p>2 e 3. Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese in merito alla creazione di centri per richiedenti l'asilo al di fuori dell'Europa, in particolare nel suo rapporto sulla ridefinizione di Schengen-Dublino, il coordinamento europeo e la ripartizione degli oneri, pubblicato a maggio 2017 in adempimento del postulato15.3242 Pfister, nonché nelle sue risposte agli interventi parlamentari seguenti: interpellanza 21.3387 Hess "La visione danese "zero richiedenti l'asilo". Un'opzione anche per la Svizzera?", mozione 21.3785 Quadri "Svizzera sulla falsa riga della Danimarca, creare centri asilanti in paesi extraeuropei", mozione 21.3992 del Gruppo dell'Unione democratica di centro "Richiedenti l'asilo. Garanzia della protezione in uno Stato terzo sicuro".</p><p>Dopo la firma del partenariato tra il Regno Unito e il Ruanda, il Consiglio federale non dispone di nuovi elementi sufficientemente probanti per rivedere le conclusioni riportate nelle risposte agli interventi summenzionati. Resta pertanto del parere che la delocalizzazione delle procedure d'asilo sia attualmente irrealistica in quanto solleverebbe questioni giuridiche complesse e comporterebbe sfide politiche e operative troppo importanti. Inoltre, la strategia danese di delocalizzazione non è ancora attuata e nulla indica che lo sarà in un futuro prossimo. Per di più, il primo volo previsto il 14 giugno 2022 dal Regno Unito verso il Ruanda è stato annullato sulla base di singole decisioni dei tribunali britannici e di una decisione del medesimo giorno della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha accordato una misura cautelare urgente concernente l'imminente respingimento di un richiedente l'asilo verso il Ruanda. In questo contesto, la Corte ha segnatamente tenuto conto delle preoccupazioni sollevate dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati secondo cui i richiedenti l'asilo trasferiti verso il Ruanda non avrebbero accesso a una procedura equa ed effettiva sulla determinazione dello status di rifugiato.</p><p>Il diritto di presentare una domanda d'asilo e il rispetto del principio di non respingimento sono elementi centrali della politica svizzera in materia d'asilo e sono garantiti sia dal diritto nazionale sia da quello internazionale. Il Consiglio federale non cerca di delocalizzare le procedure d'asilo al di fuori dell'Europa. Gli obiettivi della politica d'asilo svizzera si concentrano piuttosto su procedure celeri ed eque, su un'integrazione rapida delle persone da proteggere e su un ritorno in patria quanto prima delle persone che non necessitano della protezione della Svizzera. Le domande d'asilo manifestamente infondate sono trattate in tempi brevi e ai richiedenti l'asilo respinti è sistematicamente notificata una decisione di allontanamento. Negli ultimi anni il legislatore e le autorità svizzere competenti in materia d'asilo hanno adottato varie misure volte ad accelerare le procedure e incoraggiare i ritorni, e il numero delle domande d'asilo manifestamente infondate è diminuito sensibilmente. Attualmente soltanto il 2 per cento di tutte le domande d'asilo in Europa è presentato in Svizzera.</p>  Risposta del Consiglio federale.