Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01143.jsonl.gz/1315

BUENOS AIRES - L'Argentina ha chiuso il 2019 con un'inflazione del 53,8%, la più alta degli ultimi 28 anni, e si è posizionata al terzo posto nella classifica dei dati più alti al mondo, guidata dal Venezuela, seguito dallo Zimbabwe. Lo ha rivelato l'ultimo rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi), secondo il quale l'indice dei prezzi al consumo (Ipc) durante il governo dell'ex presidente Mauricio Macri (2015-2019) ha raggiunto il 275%.
Questi valori rendono l'Argentina il terzo paese del pianeta con la più alta inflazione, superando il Sudan, in una performance in contrasto con il resto del Sudamerica, dove l'aumento dei prezzi è stato a una cifra durante l'anno.
Secondo l'ultimo rapporto del Fmi con proiezioni sull'inflazione per l'anno, nelle prime 20 posizioni la maggior parte dei paesi proviene dall'Asia e dall'Africa, colpiti da conflitti bellici, carestie, crisi climatiche o carenza di risorse naturali.
Tuttavia, l'elenco è guidato da un paese sudamericano, il Venezuela, dove il governo di Nicolás Maduro non ha potuto contenere l'inflazione che avrebbe raggiunto il 200.000%, sempre secondo la stessa fonte. I dati dell'organismo multilaterale sono ben al di sopra del 7.374,40% annunciato dall'Assemblea nazionale dell'opposizione, ma anche in quel caso il dato è più che sufficiente per dare il primato al Venezuela.
L'aumento dei prezzi in Argentina durante il 2019 è stato il più alto dal 1991, quando l'aumento dell'Ipc ha raggiunto l'84% dopo l'iperinflazione registrata durante l'ultimo anno dell'amministrazione dell'ex presidente Raúl Alfonsín (1983-1989) e il primo degli anni '90, già sotto il governo di Carlos Menem (1989-1999).
Questa inflazione senza precedenti negli ultimi 28 anni, secondo gli esperti economici, sarebbe dovuta a uno squilibrio macroeconomico registrato nella gestione di Mauricio Macri.