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BERNA - Il municipio della città di Berna si oppone al piano cantonale di sostegno finanziario all'aeroporto di Belp. La città non ne vuole sapere neppure di ridurre i tassi d'interesse pagati dalla Flughafen Bern AG per i diritti di superficie del terreno su cui sorge lo scalo.
La commissione responsabile della politica del suolo e delle abitazioni ha respinto già a febbraio una richiesta di riduzione degli interessi e del canone di locazione per gli anni 2018-2020, precisa oggi l'esecutivo bernese in una nota.
Nella sua risposta alla procedura di consultazione avviata dalle autorità cantonali, il municipio si dice contrario anche alla creazione di una base giuridica per la partecipazione del Cantone di Berna al capitale azionario del gestore dell'aeroporto. Questa «manutenzione puramente strutturale» non ha senso.
L'esecutivo propone invece di procedere a uno studio su una possibile «trasformazione ecologica» dell'aeroporto di Belp. L'obiettivo è quello di esaminare come il sito possa essere trasformato in un «centro di competenza svizzero per un'aviazione rispettosa del clima». Qualsiasi sostegno da parte del settore pubblico dovrebbe essere legato a questo obiettivo.
I problemi dello scalo di Belp ricordano quelli dell'aeroporto di Lugano e anche a Berna il cantone sta valutando se sia opportuno intervenire con un massiccio aiuto.
Lo scorso maggio il Consiglio di Stato bernese ha messo in consultazione una legge per aumentare in modo notevole la partecipazione dello stato nella Flughafen Bern AG, la società di gestione dell'aerodromo duramente colpito dal fallimento, nel 2018, della compagnia regionale SkyWork Airlines.
Oggi il cantone è azionista per il 2%: la quota potrebbe salire a circa il 30%, con un'iniezione supplementare di 5,7 milioni di franchi su un totale di fondi di circa 20 milioni. L'ente pubblico parteciperebbe inoltre ogni anno ai costi di sicurezza con un contributo di 1-2 milioni di franchi.
Diversi partiti hanno già preso posizione sulla proposta: l'UDC la approva, perché a suo avviso un'offerta aerea è necessaria a una capitale, tanto quanto quella automobilistica e quella ferroviaria. Il PS è diviso, preso fra i due fuochi degli interrogativi ambientali e della salvaguardia dei posti di lavoro.
La reazione più virulenta è però stata quella dei Verdi, che per bocca del loro copresidente cantonale Jan Remund non hanno esitato a parlare di una «follia», nell'ambito dell'attuale dibattito sulla protezione del clima. Secondo gli ecologisti Berna ha già tre aeroporti: quelli di Zurigo, Basilea e Ginevra, tutti raggiungibili «in un'ora o poco più».