Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/116396

<h2>SubmittedText<h2><p>Per la disattivazione e lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse nonché per lo smaltimento delle scorie che ne deriveranno ci si devono attendere dei costi molto elevati. Dal 1984 esiste un fondo di disattivazione che viene alimentato dai proprietari delle centrali attraverso contributi annuali. Secondo nuovi calcoli, i costi di disattivazione delle cinque centrali nucleari svizzere e del deposito intermedio centralizzato di Würenlingen ammontano a 2,2 miliardi di franchi.</p><p>Le prime esperienze maturate all'estero mostrano, tuttavia, che la disattivazione delle centrali nucleari e lo smaltimento delle scorie che ne deriveranno comportano costi nettamente superiori rispetto a quelli ipotizzati originariamente. Ad esempio, in Germania i costi previsti per lo smantellamento delle centrali nucleari della vecchia RDT sono stati superati già di diversi miliardi.</p><p>Nella "NZZ am Sonntag" del 15 maggio 2011 si leggeva che, secondo Swissnuclear, la sezione di Swisselectric specializzata in energia nucleare, le nuove conoscenze provenienti da progetti comparabili e i nuovi obblighi giuridici possono modificare i costi anche nel nostro Paese. Tale affermazione è degna di nota dato che Swissnuclear ha preso parte ai precedenti studi sui costi di smantellamento (KS06) e sta partecipando anche al loro attuale aggiornamento. </p><p>Il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande concernenti il fondo di disattivazione delle centrali nucleari: </p><p>1. Come verrà garantito che l'aggiornamento dei costi, attualmente in corso, tenga realmente conto delle nuove conoscenze provenienti da progetti comparabili e dei nuovi obblighi giuridici? </p><p>2. Come verrà garantita l'indipendenza degli studi dei costi (KS06)? Allo studio partecipano pur sempre sia l'industria elettrica (direttamente, con Swissnuclear) sia i gestori delle centrali nucleari (come committenti). Entrambi i partner saranno chiaramente interessati a mantenere i loro obblighi di contribuzione al fondo di disattivazione al livello più basso possibile.</p><p>3. Dato che si prevedono dei costi molto più elevati per lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse, non sarebbe ragionevole affidare un secondo studio a un organo indipendente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I diritti e gli obblighi concernenti lo smaltimento delle scorie provenienti dagli impianti nucleari sono disciplinati nella legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), in particolare agli articoli 31 e 77-82, e nell'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS; RS 732.17).</p><p>Il presunto ammontare dei costi di disattivazione e di smaltimento è calcolato ogni cinque anni, per ogni impianto nucleare, sulla base delle indicazioni del proprietario, la prima volta al momento dell'entrata in servizio (art. 4 cpv. 1 OFDS). Inoltre, i costi sono calcolati nuovamente quando un impianto nucleare è messo fuori servizio definitivamente o circostanze impreviste fanno prevedere un sostanziale cambiamento dei costi (art. 4 cpv. 2 OFDS). I costi sono calcolati in base al programma di smaltimento delle scorie e alle più recenti conoscenze scientifiche nonché in base ai prezzi in vigore al momento del calcolo (art. 4 cpv. 3 OFDS).</p><p>Per quanto attiene alle singole domande, il Consiglio federale risponde come segue:</p><p>1./2. Per il calcolo dei costi si tiene conto delle esperienze maturate a livello internazionale e si utilizzano i cosiddetti costi "best estimate". Si tratta di costi basati su un modello dettagliato, ben definito dal punto di vista temporale, chiaro, aggiornato e fondato su criteri tecnico-scientifici. Nel 2006 i costi di disattivazione e di smaltimento sono stati aggiornati per ogni centrale nucleare. L'aggiornamento dei costi di disattivazione è stato affidato a un'impresa tedesca con grande esperienza per quanto riguarda la disattivazione degli impianti nucleari. I costi di smaltimento, invece, sono stati calcolati dalla Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra). Tutti gli studi dei costi sono stati esaminati dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Per l'esame dei modelli concettuali e dei costi complessivi dei due depositi in strati geologici profondi si è ricorso a una consulenza esterna.</p><p>Per quanto concerne la copertura insufficiente dei costi, si rimanda alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza Noser 11.3481 "Centrali nucleari di Mühleberg e Leibstadt. Copertura insufficiente dei costi del fondo di disattivazione e del fondo di smaltimento" del 1° giugno 2011.</p><p>3. I costi di disattivazione e di smaltimento sono attualmente oggetto di un nuovo calcolo che dovrà tenere conto delle conoscenze più recenti. I nuovi studi saranno riesaminati dall'IFSN, che potrà anche avvalersi di ulteriori esperti. A esame concluso, il Consiglio federale potrà verificare se è necessario un terzo parere sui calcoli dei costi.</p>  Risposta del Consiglio federale.