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Aumento delle vendite e affari nettamente sopra le attese per Emmi: il colosso lattiero-caseario lucernese ha realizzato nel primo semestre un fatturato di 1,8 miliardi di franchi, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
A livello organico, cioè al netto degli effetti dei cambi e delle acquisizioni, la progressione è del 2%, ha indicato oggi la società. A trainare i proventi è stato soprattutto il mercato elvetico, mentre negli Usa si è assistito a un sensibile calo. Il risultato operativo Ebit si è attestato a 112 milioni (+6%), l'utile netto a 81 milioni (-7%).
L'impatto della pandemia di coronavirus è stato comunque inferiore al previsto: i dati sono chiaramente superiori a quanto si aspettassero gli analisti. Non stupisce quindi la soddisfazione espressa dal presidente della direzione Urs Riedener. "Il nostro modello di affari, con un portafoglio diversificato di prodotti e mercati, marchi forti e un'organizzazione agile ha dato prova di sé anche in condizioni difficili", afferma, citato in un comunicato. Nonostante le condizioni estremamente difficili l'azienda è stata in grado di fornire i suoi prodotti in ogni momento.
Fondata nel 1907 attraverso l'unione di 62 cooperative della regione lucernese, Emmi negli ultimi 20 anni si è internazionalizzata: è presente in 14 paesi, oltre che in Svizzera, e circa due terzi degli oltre 8000 dipendenti lavorano all'estero. Dal dicembre 2004 l'impresa è quotata alla borsa di Zurigo.