Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/257725

<h2>SubmittedText<h2><p>Per agevolare la messa in detenzione amministrativa dei richiedenti l’asilo respinti che abusano del nostro sistema d’asilo, il Consiglio federale è incaricato di esaminare l’opportunità di reintrodurre la possibilità per i centri federali d’asilo (CFA) di ordinare direttamente una detenzione amministrativa.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>La carcerazione amministrativa secondo gli articoli&nbsp;75 e seguenti della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS&nbsp;142.20) serve a garantire l’esecuzione di un allontanamento o di un’espulsione e non ad assicurare la sicurezza della popolazione; non costituisce dunque una misura di protezione dalla violenza o dalla criminalità. Per conseguire questi obiettivi possono essere adottate altre misure disciplinari, penali e di polizia. Su richiesta del Comune di ubicazione di un centro o della polizia locale, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) può impiegare personale addetto alla sicurezza, ad esempio nel centro della località o in una stazione. Mediante pattugliamenti, il personale di sicurezza contribuisce ad accrescere il senso di sicurezza e a sostenere la popolazione e la polizia in caso di reati quali furti o di situazioni conflittuali.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Per quanto riguarda la questione della sicurezza nei centri della Confederazione, il Consiglio federale fa notare che è attualmente oggetto di una revisione della legge sull’asilo (LAsi). Questa revisione si fonda sul rapporto del 30&nbsp;settembre 2021 stilato dall’ex giudice federale Niklaus Oberholzer in seguito alle accuse mosse nell’ambito della sicurezza nei centri federali d’asilo.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>La competenza della SEM di disporre in determinati casi la carcerazione amministrativa a partire dai centri della Confederazione è stata abrogata dalla revisione della LAsi nel quadro del riassetto settore dell’asilo. Questa modifica è entrata in vigore nel 2019. Da allora la SEM non dispone più di una base legale per ordinare una carcerazione amministrativa. Il Consiglio federale non intende ritornare al diritto vigente prima di marzo 2019 per i motivi menzionati qui di seguito.</p><p>&nbsp;</p><p>Nel quadro del riassetto del settore dell’asilo, la SEM aveva esaminato in dettaglio insieme ai Cantoni, alle città e ai Comuni le competenze e le procedure nell’ambito dell’esecuzione degli allontanamenti. Tutte le parti coinvolte sono giunte alla conclusione che spetta al Cantone di ubicazione ordinare la carcerazione amministrativa a partire da un centro della Confederazione, in particolare perché la Confederazione non dispone delle necessarie competenze e risorse di polizia. A parere del Consiglio federale, ripartire di nuovo le competenze tra Confederazione e Cantoni implicherebbe un maggiore onere coordinativo, in quanto spetta ai Cantoni eseguire gli allontanamenti. Un tale passo sarebbe in contraddizione con la volontà dell’autore del postulato di sgravare i Cantoni. Attribuire al Cantone di ubicazione la competenza di ordinare la carcerazione amministrativa permette di coinvolgerlo sin dall’inizio; la SEM può mettergli a disposizione le informazioni necessarie.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Inoltre, un ripristino della competenza della SEM implicherebbe che una medesima questione giuridica potrebbe essere sottoposta a diverse vie ricorsuali e comporterebbe incertezza giuridica. L’esame di una carcerazione ordinata dalla SEM spetterebbe infatti di nuovo al Tribunale amministrativo federale, mentre per la grande maggioranza delle altre carcerazioni questo compito incomberebbe ai tribunali cantonali (giudici dei provvedimenti coercitivi) e, in ultima istanza, al Tribunale federale.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>La disposizione della carcerazione amministrativa da parte dei Cantoni di ubicazione dei centri della Confederazione è risultata efficace anche nella prassi. La SEM è in stretto contatto con le competenti autorità cantonali.&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>Per i motivi menzionati, il Consiglio federale non ritiene necessario vagliare la reintroduzione della possibilità per i CFA di ordinare direttamente la carcerazione amministrativa.</p>