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L'ultimo di questi sfortunati militari è infatti deceduto nel 2014. Complessivamente l'AM dal 1940 ha versato loro 46,1 milioni di franchi.
Nel secondo anno del conflitto, in due episodi distinti, quasi 100 soldati rimasero intossicati: in estate l'olio di raffreddamento venne scambiato con olio commestibile e utilizzato per preparare fette di pane al formaggio fuso (le celebri Käseschnitten della cucina in grigioverde), mentre in autunno, presso un'altra compagnia, lo tesso tipo di olio finì nella salsa dell'insalata.
I militari subirono un'intossicazione alimentare che causò danni permanenti al sistema nervoso, ricorda la Suva, l'ex Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni, nella "Statistica dell'assicurazione militare 2015" pubblicata oggi.
Lo scambio ebbe luogo in quanto l'olio di raffreddamento, in mancanza di un contenitore originale, venne versato in una tanica per olio commestibile. Durante il trasporto andò persa l'etichetta e l'olio per le mitragliatrici venne portato nel deposito delle derrate alimentari. I cuochi non si accorsero dello scambio poiché i due prodotti non presentavano differenze sul piano visivo e gustativo.
Dal punto di vista giuridico non vennero individuati colpevoli e l'episodio fu classificato come infortunio. Solo il medico di battaglione venne condannato a 45 giorni di detenzione per violazione degli obblighi di servizio. La sera successiva al pasto fatale non aveva infatti visitato i militari che soffrivano di nausea, nemmeno dopo ripetuta richiesta, ritenendo che il malessere fosse la solita conseguenza di una serata di compagnia.
La popolazione dimostrò grande solidarietà nei confronti dei militari intossicati quando nel 1947, in occasione della prima iniziativa della Catena della solidarietà svolta dallo studio radio di Basilea, donò oltre 170'000 franchi.