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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale potenzia il ruolo di fedpol in caso di criminalità grave: fedpol deve garantire il coordinamento delle attività di polizia nonché la cooperazione tra le autorità cantonali, federali e internazionali incaricate della sicurezza.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>criminalità. I più recenti attacchi terroristici in Europa hanno mostrato che la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità di sicurezza sono determinanti per una lotta efficace contro il terrorismo. Nelle indagini, sia nazionali sia transfrontaliere, è essenziale che le autorità di sicurezza coinvolte coordino le proprie attività e che lo scambio di dati sia efficiente ed efficace. In Svizzera, sono in primis i Cantoni a esercitare la sovranità in materia di polizia. Essi sono incaricati di garantire la sicurezza e l'ordine pubblici sul loro territorio. Per contro, alla Confederazione non è conferito alcun mandato generale di prevenzione delle minacce. Porre il coordinamento delle attività di polizia e la cooperazione tra le autorità cantonali di polizia sotto la direzione generale dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), come chiesto dall'autrice della mozione, costituirebbe dunque un'ingerenza incostituzionale nella competenza originaria dei Cantoni e nella struttura federalistica dell'organizzazione della polizia in Svizzera. Il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha incaricato fedpol di verificare regolarmente la conformità alle esigenze della prassi dell'arsenale giuridico contro il terrorismo e la criminalità organizzata, affinché la Confederazione possa adeguare le misure disponibili in funzione dell'evolversi delle minacce. Parimenti, la Confederazione sta approntando, in collaborazione con i Cantoni, una piattaforma nazionale di ricerca per migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità di sicurezza. L'attuazione di questo progetto è anche una richiesta avanzata nella mozione 18.3592 Eichenberger-Walther (Scambio di dati di polizia su scala nazionale). Il 25 settembre 2020 il Parlamento ha inoltre adottato due progetti fondamentali per la lotta al terrorismo. Da un lato, ha approvato la Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo e il relativo Protocollo addizionale potenziando il dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Ha in particolare introdotto una nuova norma penale specifica contro il reclutamento, l'addestramento e i viaggi finalizzati a un reato terroristico (art. 260sexies del Codice penale svizzero, CP; RS 311.0) e inasprito le pene previste per il sostegno e la partecipazione a un'organizzazione terroristica o criminale (art. 260ter CP). Dall'altro lato, con l'adozione della legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT), il Parlamento ha inoltre deciso di potenziare le misure di polizia volte a gestire i potenziali terroristi. Contro queste persone si potranno adottare misure quali l'obbligo di presentarsi, il divieto di lasciare il Paese o di avere contatti oppure, come ultima ratio, la residenza coatta (arresti domiciliari). Contro questo disegno è stato lanciato il referendum. Il 25 settembre 2020 il Parlamento ha inoltre adottato la nuova legge federale sui precursori di sostanze esplodenti (Legge sui precursori, LPre), che limita l'accesso dei privati a determinate sostanze chimiche che possono servire a fabbricare esplosivi. La legge sui precursori intende impedire ai terroristi e ad altri criminali di fabbricare da sé sostanze esplodenti ("home-made explosives"). L'importanza della cooperazione internazionale risulta evidente anche dal fatto che il 18 dicembre 2020 il Parlamento ha adottato il recepimento e la trasposizione nel diritto svizzero delle nuove basi legali europee sul sistema d'informazione Schengen (SIS), che amplieranno le attuali possibilità di utilizzo del SIS. fedpol svolge una funzione di coordinamento nel quadro dell'attuazione. Il 13 gennaio 2021 il Consiglio federale ha avviato la consultazione sulle relative ordinanze. Infine, il Parlamento sta attualmente discutendo sul recepimento e sulla trasposizione di due regolamenti UE sull'interoperabilità. Anche in questo caso è prevista una funzione di coordinamento da parte di fedpol. Grazie a queste disposizioni, le autorità di controllo delle frontiere, migratorie e di perseguimento penale possono ottenere, con un'unica ricerca, informazioni complete in tutti i sistemi d'informazione rilevanti. La nuova possibilità di confrontare i dati biometrici in diversi sistemi d'informazione permette inoltre di agevolare l'identificazione delle persone. Tramite l'interoperabilità non sono rilevati nuovi dati, bensì sono semplicemente aggiunte nuove funzioni agli attuali e ai futuri sistemi d'informazione nel settore della migrazione (VIS, EES, ETIAS) e della polizia (SIS). Le informazioni esistenti sono così disponibili in maniera più efficiente e più rapida. Tutto ciò contribuirà ad accrescere la sicurezza nello spazio Schengen e a migliorare la gestione della migrazione. Per i motivi summenzionati, l'obiettivo perseguito dall'autrice della mozione risulta, in questa sua ampia portata, anticostituzionale e superfluo alla luce della legislazione già adottata o prevista.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.