Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/186173

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di rivedere la strategia dei negoziati bilaterali con l'Italia sulla fiscalità dei frontalieri e sull'accesso al mercato dei servizi finanziari. Si chiede che l'accordo sulla fiscalità dei frontalieri non venga per il momento firmato e che si firmi solo quando l'Italia avrà concesso agli operatori svizzeri la possibilità di prestare servizi in campo finanziario.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 23 febbraio 2015 la Svizzera e l'Italia hanno firmato una Roadmap concernente la prosecuzione del dialogo sulle questioni finanziarie e fiscali. Essa contiene un impegno politico in merito a diversi punti importanti delle relazioni bilaterali. In particolare sono state stabilite, tra le altre cose, regole da codificare in un nuovo accordo sull'imposizione dei lavoratori frontalieri, da negoziare in tempi rapidi, ed è stata riaffermata la volontà di avviare colloqui volti a migliorare l'accesso al mercato per i fornitori di servizi finanziari.</p><p>Nel corso del 2015 il nuovo accordo sull'imposizione dei lavoratori frontalieri ("nuovo accordo") è stato negoziato e parafato, tuttavia non è stato ancora possibile sottoscriverlo. Nell'indagine conoscitiva tenutasi successivamente alla parafatura, la firma è stata sostenuta sia dal Cantone Ticino sia dai Cantoni Grigioni e Vallese, nonché dai rappresentanti dell'economia. In particolare, sono previsti i miglioramenti seguenti: si tratta di un accordo basato sul principio di reciprocità, contenente una definizione di aree di frontiera e di lavoratore frontaliero. Esso prevede un aumento della quota del gettito fiscale dello Stato in cui è esercitata l'attività lucrativa e permette allo Stato di residenza di tassare il lavoratore frontaliero residente. Inoltre, l'accordo introduce uno scambio elettronico di informazioni sul reddito proveniente dall'attività lucrativa dei frontalieri e prevede una clausola di riesame ogni cinque anni. I vantaggi vanno dunque al di là dei semplici calcoli finanziari o degli effetti antidumping presentati nella mozione. Il nuovo accordo permette, in ultima analisi, di regolare una situazione descritta a più riprese come insoddisfacente dai rappresentanti ufficiali del Cantone Ticino.</p><p>Per quanto concerne l'accesso al mercato, l'Italia ha scelto nel 2017 di introdurre nella sua legislazione nazionale, nel quadro dell'applicazione della MiFID II, l'obbligo per le imprese di Stati terzi di istituire una succursale sul territorio per fornire prestazioni di gestione patrimoniale a clienti privati.</p><p>Si tratta, perciò, di due temi diversi. Per quanto riguarda l'imposizione di lavoratori frontalieri, è già stato possibile trovare una soluzione che soddisfa entrambe le parti, i Cantoni interessati e i settori economici. Il Consiglio federale ritiene dunque che sia nell'interesse della Svizzera firmare il nuovo accordo frontalieri il più presto possibile. D'altra parte, per quanto concerne l'accesso al mercato per i fornitori di servizi finanziari, la Svizzera continuerà a cercare soluzioni bilaterali ottimali a favore della propria piazza finanziaria, sia con l'Italia che con altri Stati dell'UE.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.