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<h2>SubmittedText<h2><p>I corsi d'acqua svizzeri sono fortemente inquinati da pesticidi. Ciò non rappresenta un problema unicamente dal punto di vista ecologico ma ha conseguenze anche per la nostra acqua potabile. Lo studio dell'Istituto federale per l'approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (IFDPA), pubblicato in aprile, ha nuovamente confermato il forte inquinamento dei corsi d'acqua. I piccoli corsi d'acqua presentano troppo elevate concentrazioni di vari erbicidi, fungicidi e insetticidi. I valori limite ecotossicologici attuali e anche futuri non sono rispettati in nessuno dei corsi d'acqua analizzati. È evidente che è necessario intervenire urgentemente. Ciò è stato chiaramente confermato anche durante la procedura di consultazione del piano d'azione per la riduzione del rischio dei prodotti fitosanitari. Per ridurre i rischi, è necessario intervenire soprattutto a livello della politica agricola. Anche il Consiglio federale lo ha già constatato. Di fronte a questi superamenti sistematici dei valori limite invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale strutturerà la futura politica agricola in modo tale che la produzione agricola sia meno dipendente dall'impiego di pesticidi e diminuisca così la rilevante esposizione a sostanze tossiche dei nostri corsi d'acqua? In caso affermativo, entro quando?</p><p>2. L'attuale ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF) prevede che si omologhino l'uso di prodotti fitosanitari soltanto a condizione che non abbiano effetti collaterali inaccettabili sulle piante e sugli animali. L'IFDPA ha tuttavia misurato addirittura concentrazioni tossiche acute. Evidentemente questo criterio dell'OPF non è applicato. Come ed entro quando occorre cambiare questa situazione? L'attuale prassi di omologazione riguarda anche altri ecosistemi?</p><p>3. Al momento dell'omologazione dei prodotti fitosanitari si sottovalutano sistematicamente i rischi? In caso contrario, come si giunge alle concentrazioni tossiche acute riscontrate nei corsi d'acqua?</p><p>4. In futuro che cosa occorre modificare nella procedura di omologazione affinché non si riscontrino più questi carichi inquinanti riguardanti quasi tutto il territorio?</p><p>5. Come si giustifica che l'Ufficio responsabile dell'ambiente (UFAM) non sia coinvolto negli aspetti relativi all'omologazione dei prodotti fitosanitari che gli competono?</p><p>6. In che modo il Consiglio federale assicura che siano a disposizione i mezzi necessari per l'attuazione del piano di azione?</p><p>7. Il Consiglio federale intende garantire tali mezzi secondo il principio di causalità (p. es. tassa a destinazione vincolata oppure tassa di incentivazione)?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale è consapevole della necessità di adottare ulteriori misure nel settore della protezione delle acque in relazione all'utilizzo di prodotti fitosanitari. Questo ambito è una delle priorità del Piano d'azione sui prodotti fitosanitari (PF) che il Consiglio federale varerà nell'autunno 2017. L'aspetto centrale è la riduzione dell'emissione di sostanze chimiche nei compartimenti non bersaglio. L'attuazione del piano d'azione PF è basata sul rischio ed è finalizzata in primis alla riduzione di sostanze che sono misurate in concentrazioni dannose dal profilo tossicologico.</p><p>1. Come indicato dal Consiglio federale nel rapporto in adempimento al postulato Bertschy 13.4284, è necessario preservare la sopportabilità degli ecosistemi e, quindi, anche salvaguardare a lungo termine i servizi ecosistemici. Le conoscenze emerse da questo rapporto saranno considerate nel tracciare la politica agricola a partire dal 2022 e la politica ambientale, concertandole opportunamente con gli interessi socio-economici dell'agricoltura e con le questioni inerenti alla sicurezza alimentare e alla politica economica. Il Piano d'azione per la riduzione del rischio e l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari (piano d'azione PF) tiene conto delle conoscenze emerse dal rapporto e si pone un secondo obiettivo oltre all'utilizzo sostenibile dei PF, ovvero dimezzare i rischi che essi pongono attualmente. Attuandolo verrà potenziata la difesa integrata delle piante. Le conoscenze acquisite nel corso dell'attuazione saranno costantemente integrate nei vari strumenti della politica agricola e ambientale (cfr. risposta alla domanda 2). Il varo del piano d'azione PF da parte del Consiglio federale avverrà presumibilmente nell'autunno 2017.</p><p>2. Il servizio d'omologazione prevede l'emanazione, a partire dal 1° gennaio 2018, di una serie di prescrizioni sull'utilizzo dei PF volte a ridurre il rischio di dilavamento nei corsi d'acqua. La consultazione della guida per l'applicazione delle prescrizioni sull'omologazione si è appena conclusa. Al momento si sta vagliando se sia il caso di includere nel piano d'azione PF anche la valutazione di misure volte a ridurre i rischi legati all'immissione attraverso i drenaggi. Con il piano d'azione PF verrà inoltre valutato se debbano essere adeguate le prescrizioni d'uso a tutela degli altri ecosistemi e degli organismi non bersaglio.</p><p>3. Per l'omologazione dei PF viene determinata la concentrazione attesa nell'ambiente attraverso un modello e parametri predefiniti. Questi sono adeguati alle nuove conoscenze. I rischi non sono sistematicamente sottovalutati. Qualora la concentrazione nell'ambiente misurata in base al modello dovesse essere troppo elevata rispetto alla concentrazione limite accettabile (valore RAC, concentrazione massima per cui non sono attesi effetti collaterali inaccettabili), la legislazione prevede che il prodotto fitosanitario non sia autorizzato o quantomeno sia assoggetto a particolari prescrizioni d'uso che riducano la concentrazione attesa nelle acque al di sotto del valore RAC. È emerso che allo stato attuale in alcuni casi le prescrizioni d'uso non sono sufficienti, soprattutto in relazione al dilavamento. Nelle misurazioni effettate nel 2015 dall'IFDPA, tale valore è stato superato una volta da 6 sostanze autorizzate su 178 e stando a diverse analisi da 10 altre sostanze (6 per cento). Le prescrizioni d'uso concernenti il dilavamento saranno quindi riviste (cfr. risposta alla domanda 2). Con l'omologazione, però, possono essere creati soltanto i presupposti affinché siano ammesse solo le applicazioni conformi alla buona pratica agricola e prive di effetti secondari inaccettabili sugli organismi acquatici. Le fonti di inquinamento e le vie attraverso cui i pesticidi giungono nelle acque sono molteplici e possono variare a seconda delle condizioni locali. Di conseguenza è necessario ricorrere a misure efficaci su più livelli. L'omologazione è pertanto un fattore importante ma di per sé non determinante.</p><p>4. L'adeguamento della procedura di omologazione in base alle nuove conoscenze (cfr. risposte alle domande 2 e 3) ridurrà ulteriormente l'inquinamento dei corsi d'acqua. Per riportarlo a un livello analogo a quello richiesto ai sensi dell'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc, RS 814.201) sono necessarie misure supplementari. Nell'OPAc saranno introdotti valori ecotossicologici a loro volta inseriti anche nel piano d'azione PF.</p><p>5. Onde garantire la sicurezza di uomo e ambiente senza tralasciare la protezione adeguata delle colture, è essenziale applicare correttamente le prescrizioni dell'ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF; RS 916.161). L'Ufficio federale dell'ambiente è responsabile della classificazione dei rischi ambientali dei PF e dà la sua approvazione all'omologazione di nuovi principi attivi. Il comitato di direzione del servizio d'omologazione (art. 71 OPF) esamina periodicamente l'attuale ripartizione dei compiti e le procedure. Eventuali modifiche sono attuate al termine di questo esame.</p><p>6. La questione delle risorse necessarie per l'attuazione del piano d'azione PF sarà trattata dal Consiglio federale al momento del suo varo.</p><p>7. I pro e i contro di una tassa d'incentivazione sui prodotti fitosanitari sono attualmente al vaglio in seno all'amministrazione federale.</p>  Risposta del Consiglio federale.