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L'obiettivo è far fronte al calo delle vendite seguito allo scandalo che ha coinvolto l'ex presidente Carlos Ghosn
TOKYO - Per far fronte alle difficoltà finanziarie e il repentino calo delle vendite, in relazione allo scandalo che ha coinvolto l'ex presidente Carlos Ghosn, il costruttore automobilistico giapponese Nissan ha deciso il taglio di 12'500 posti di lavoro entro il 2023 e la riduzione della capacità produttiva globale del 10%.
L'annuncio arriva in coincidenza della pubblicazione dei risultati societari, che nei tre mesi da aprile a giugno vedono una flessione dell'utile operativo del 98,5% a 1,61 miliardi di yen (15 milioni di franchi). Per l'intero anno fiscale 2019 l'azienda con sede a Yokohama ha mantenuto le previsioni invariate di un utile netto a 170 miliardi di yen.
L'ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, è stato arrestato lo scorso novembre e successivamente rilasciato su cauzione, e dovrà rispondere di illeciti finanziari e abuso di fiducia aggravata. Nel frattempo la casa auto nipponica sta tentando di ridefinire l'alleanza con la partner francese Renault, nel tentativo di riequilibrare le partecipazioni azionarie e la gerarchia di controllo del gruppo, giudicate inadeguate.
Lo dice la Casa Bianca. Putin: «Le regioni annesse sono per sempre nostre». Kiev chiede di entrare nella Nato
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Dopo quattordici anni di Governo, il consigliere federale lascerà la carica a fine anno. «È il momento giusto».
«Ho preso questa decisione nell'estate di un anno fa», ha precisato durante la conferenza stampa indetta per annunciare l'addio.
Secondo migliaia d'intercettazioni svelate dal New York Times il morale delle truppe di Mosca è sotto i tacchi.
C'è chi accusa Putin di essere «uno stupido», c'è chi ammette le stragi rivelando di aver visto «un mare di cadaveri in abiti civili». Infine c'è anche chi demolisce la retorica dell'Ucraina nazista: «È gente come noi. Non abbiamo visto un solo fascista».
Da inizio agosto i tassi d'interesse delle ipoteche decennali sono aumentati di un punto percentuale.
Un esperto di Comparis: «Le conseguenze sui mercati dell’aumento dei tassi d’interesse della BNS di 0,75 punti percentuali sono state più forti del previsto».