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WASHINGTON - Un Grand Jury federale ha incriminato quattro ex agenti di polizia di Minneapolis in relazione alla morte di George Floyd, sostenendo che gli ufficiali hanno violati i suoi diritti costituzionali. Questo quanto emerge da documenti giudiziari depositati presso la corte federale del Minnesota, citati dalla Cnn.
Secondo l'atto di accusa Derek Chauvin - che è stato condannato il mese scorso con l'accusa di omicidio - ha privato Floyd del diritto di non essere soggetto «ad atti di fermo irragionevoli», accusa che include il diritto «di non essere soggetto a un uso della forza irragionevole da parte di un agente di polizia».
Altri due agenti sono stati anche accusati di mancato intervento in occasione del ricorso alla forza non motivato di Chauvin, secondo l'atto d'accusa. Insieme a Chauvin e a un quarto ufficiale devono inoltre affrontare l'accusa di non aver prestato soccorso a Floyd.
Secondo l'accusa, «gli imputati videro George Floyd sdraiato a terra in uno stato di evidente necessità di cure mediche, e volontariamente non hanno aiutato Floyd, agendo così con deliberata indifferenza di fronte al rischio sostanziale di danni». Floyd morì ammanettato dopo essere rimasto steso a terra con il ginocchio del poliziotto premuto sul collo per diversi minuti.