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Il gruppo farmaceutico Basilea ha nettamente ampliato le perdite lo scorso anno a 41,5 milioni di franchi, a fronte di un passivo di 33 milioni accumulato l'anno precedente. In crescita anche la perdita operativa EBIT, attestatasi a 41,8 milioni di franchi (33,3 milioni nel 2013). Dal canto suo, il volume d'affari è salito da un anno all'altro di 1,2 milioni a 42,6 milioni di franchi.
Nel periodo in rassegna i costi per la ricerca e lo sviluppo hanno raggiunto i 54,4 milioni di franchi, dopo i 53,3 milioni del 2013. Le spese generali e amministrative sono salite del 41,3% a 30,1 milioni. Le liquidità e gli altri mezzi finanziari ammontavano a fine anno a 226,1 milioni, contro i 273,9 milioni di dodici mesi prima
I risultati annunciati oggi soddisfano solo in parte le attese degli analisti. Il consensus dell'agenzia finanziaria awp pronosticava ricavi operativi per 42,9 milioni, mentre EBIT e perdita netta erano calcolate rispettivamente in -51,3 e -51,2 milioni.
Il direttore generale Ronald Scott ritiene che l'azienda abbia raggiunto gli obiettivi fissati per il 2014, in particolare nel processo di omologazione dell'antimicotico isavuconazole negli Stati Uniti e nell'Unione europea.
Nell'esercizio in corso il gruppo basilese intende concentrarsi sul lancio dell'antibiotico ceftobiprole in Germania, Italia e Regno Unito. La perdita operativa per il 2015 è calcolata in 4 milioni di franchi.
SDA-ATS