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Max Ernst, Paul Klee, Ernst Barlach, Emil Nolde, Otto Dix, ma anche Vassily Kandinsky e Marc Chagall fra gli altri, messi all'indice dai nazisti come artisti artisti "modernisti", in quanto seguaci delle avanguardie dei primi decenni del Novecento, perché ebrei o non tedeschi o perché tedeschi che con la loro arte "degenere" non soddisfacevano i canoni estetici del Reich hitleriano.
Sono passati 75 anni dall'apertura, il 19 luglio del 1937, di una delle pagine nere della storia tedesca, la mostra sulla "arte degenerata", organizzata a Monaco dal ministro della Propaganda del Terzo Reich, Joseph Goebbels.
L'esposizione, nata per mettere alla gogna alcuni tra i più importanti artisti tedeschi, è considerata il punto di partenza delle persecuzioni naziste alla libertà d'espressione nel mondo dell'arte. Furono oltre 650 le opere espressioniste, surrealiste, cubiste, dadaiste, fauviste, della nuova oggettività o anche della Bauhaus a essere confiscate in 32 musei per finire raccolte nella "mostra" allestita alla rinfusa negli Hofgarten-Arkaden della capitale bavarese e poi portata in varie altre città del Reich.
In contemporanea con le mostre ebbe anche inizio la "pulizia" delle collezioni tedesche, con la confisca, la distruzione e la vendita all'estero di migliaia di opere di oltre 1400 artisti, già colpiti dal divieto di lavorare o di insegnare.
"Tele torturate. Anime in decomposizione. Fantasie malate. Incapaci patologici": con questi epiteti gli organizzatori della mostra descrivevano gli artisti sul volantino che pubblicizzava l'evento. Per suggestionare il pubblico alcune delle tele vennero esposte a fianco di disegni realizzati da malati di mente o a foto di storpi.
Proprio nelle immediate vicinanze dell'esposizione sull'arte "degenerata", nello stesso anno, il regime nazista inaugurò la Casa dell'Arte, che nei progetti di Adolf Hitler sarebbe dovuta diventare il tempio dell'arte del Reich millenario. Ironia della storia, la mostra sull'arte degenerata fu visitata da oltre due milioni di persone, contro i 650'000 tedeschi che scelsero la prima "Grande mostra dell'arte tedesca" allestita nella vicina Casa dell'Arte. L'esposizione fu poi allestita in altre 12 città e venne vistata complessivamente da oltre tre milioni di visitatori.
C'è un aneddoto, racconta Okwui Enwezor dell'attuale Casa dell'arte di Monaco, che palesa l'inconsistenza delle teorie naziste: "Abbiamo con grande sorpresa potuto constatare che le sculture di Rudolf Belling erano esposte sia nella Grande mostra dell'arte tedesca che in quella sull'arte "degenerata". I nazisti non riuscivano neanche a riconoscere gli artisti che diffamavano".
SDA-ATS