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Per Peter Brabeck si è trattato dell'ultima assemblea generale in veste di presidente
Keystone/LAURENT GILLIERON(sda-ats)
Nestlé, la multinazionale che lo scorso anno ha festeggiato 150 anni di esistenza e di storia e che oggi a Losanna ha tenuto la sua assemblea generale, punta su investimento e ricerca, per fronteggiare un momento economico e politico definito difficile.
I conti 2016 si sono conclusi con un utile netto di 8,53 miliardi di franchi.
Il gigante alimentare con sede a Vevey intende in particolare concentrarsi sulla salute e la nutrizione personalizzate. Mentre numerose aziende sono impegnate a ridurre i loro costi in questo periodo di incertezze, Nestlé fa il contrario - è stato detto a Losanna -: intende consacrare più risorse al benessere.
Il nuovo direttore del gruppo Mark Schneider, in carica da gennaio, mira a proseguire la strategia del suo predecessore Paul Bulcke, ma è una continuità che non si farà senza cambiamenti: "Dobbiamo - ha detto - in questo momento aumentare la velocità e semplificare i nostri metodi di lavoro".
Oltre che all'alimentazione e alle bevande, la multinazionale è impegnata a mettere in atto due nuove piattaforme commerciali dedicate alla salute, ossia "Nestlé health science" e "Nestlé skin health", con cui intende orientarsi verso prodotti personalizzati.
A livello mondiale una persona su tre soffre di malnutrizione e in certe popolazioni tale malnutrizione si manifesta con la carenza di calorie, mentre per altre si traduce in un eccessivo consumo di cibo che, colpa anche della sedentarietà, sfocia nell'obesità. In alcuni Paesi questo fenomeno è diventato un problema pressante di salute pubblica e prima causa di mortalità.
"Per la prima volta nella storia umana - ha spiegato Peter Brabeck, presidente del consiglio di amministrazione alla sua ultima assemblea generale - è chiaro che la produzione alimentare, oltre ad una sufficiente quantità, dove soprattutto offrire una migliore qualità, ed è in questo contesto che si iscrive il futuro della nostra società".
Come detto Nestlé ha compiuto lo scorso anno un secolo e mezzo di vita. Era il 1866 quando un neonato dell'allora piccolo paesino di Vevey rischiava la vita perché non poteva essere allattato al seno. Un giovane farmacista di nome Henri Nestlé propose di nutrirlo con un preparato da lui inventato, la "farine lactée", antenata del latte in polvere.
Il bimbo sopravvisse e questo successo contribuì a dare il via all'avventura industriale della Nestlé, che oggi conta ogni giorno un miliardo di porzioni consumate dei suoi prodotti. Oggi il gruppo opera in 197 nazioni e ha 340mila dipendenti.
Per i 150 anni Nestlé ha anche inaugurato a Vevey "Nest", uno spazio che si vuole una piattaforma di "dialogo tra le diverse epoche". Non si tratta né di un museo, né di uno show, ma di "una fabbrica di ricordi, di emozioni e di conoscenze aperte al futuro", secondo la direttrice Catherine Saurais.
"Nest", con costi di 50 milioni di franchi, sorge a pochi passi dalla stazione di Vevey, proprio dove Henri Nestlé aveva insediato la sua fabbrica per la produzione della "farina lattea".
SDA-ATS