Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/129974

<h2>SubmittedText<h2><p>Chiedo al Consiglio federale di sottoporre al Parlamento un rapporto su un'eventuale revisione della parte del Codice delle obbligazioni riguardante i contratti collettivi di lavoro. Ad esempio, all'interno di tali contratti si potrebbero stabilire salari minimi obbligatori per regione o per settore. Su questa base le parti sociali potrebbero determinare, a parità di ore di lavoro, il salario d'ingresso obbligatorio per i collaboratori senza formazione e per i titolari di una formazione professionale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Per quanto attiene alle disposizioni oggetto di negoziazione nel quadro di un contratto collettivo di lavoro (CCL), per le parti sociali i margini di trattativa sono determinati dal Codice delle obbligazioni (CO). Se concernono la stipulazione, l'oggetto e la scadenza di un contratto, oppure altre clausole inerenti ai rapporti tra datori di lavoro e lavoratori, le parti di un CCL possono negoziare disposizioni relative a diritti ed obblighi rispettando i minimi legali e il contratto in questione.</p><p>Le parti sociali sono competenti in materia di stipulazione e di definizione dei contenuti dei CCL; esse possono prevedere, oltre a salari minimi, anche diverse categorie salariali basandosi, ad esempio, su criteri come la formazione e l'esperienza.</p><p>L'attuale sistema consente ampi margini di manovra alle parti sociali - che sono maggiormente in grado di determinare i bisogni di un settore - affinché sia possibile tenere in giusto conto le peculiarità di un settore o di una professione.</p><p>Le parti di un CCL possono chiedere all'autorità preposta che a quest'ultimo venga conferita obbligatorietà generale oppure - nel caso in cui si constatino abusi ripetuti in relazione all'offerta salariale usuale - la commissione tripartita interessata può chiedere all'autorità competente di attribuire, mediante procedura facilitata, obbligatorietà generale ad alcune disposizioni del CCL. Tutti i CCL a cui è stata conferita obbligatorietà generale contemplano disposizioni relative a salari minimi; queste ultime valgono nell'area e per i datori di lavoro - tra cui datori di lavoro esteri che distaccano lavoratori in Svizzera - compresi nel campo d'applicazione dei CCL.</p><p>Inoltre, qualora in un ramo o in una professione vengano ripetutamente e abusivamente offerti salari inferiori a quelli usuali e non sussista un CCL con disposizioni sui salari minimi a cui possa essere conferita obbligatorietà generale, la commissione tripartita interessata può chiedere all'autorità competente di stabilire un contratto normale di lavoro che preveda salari minimi obbligatori.</p><p>Il Consiglio federale ritiene che una revisione del CO volta ad obbligare le parti sociali a negoziare salari minimi e (oppure soltanto) salari d'ingresso nel quadro di un CCL sarebbe in contrasto con i principi vigenti con l'attuale sistema, secondo cui per le parti sociali la negoziazione salariale è facoltativa. Si tratterebbe di una limitazione all'esercizio della loro libertà contrattuale che, in alcuni casi, potrebbe anche impedire la negoziazione di un CCL. La facoltà per le parti sociali di stabilire liberamente e secondo necessità salari minimi nel loro settore è un vantaggio importante di cui beneficia il sistema svizzero. Quest'ultimo è improntato a criteri di pragmatismo e si è dimostrato valido: non vi è pertanto alcuna necessità di modificarlo. Se i CCL non prevedono salari minimi, o se non è stata loro conferita obbligatorietà generale, gli strumenti messi a disposizione dalle misure collaterali sono sufficienti per lottare contro eventuali abusi.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.