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Silvio Scaglia si è dimesso dal consiglio d'amministrazione di Fastweb. La ditta italiana, acquistata nel 2007 dall'elvetica Swisscom, è al centro di un'indagine per frode sull'Iva e riciclaggio.
Scaglia, attraverso i suoi avvocati, ha rassegnato le sue irrevocabili dimissioni da consigliere di amministrazione di Fastweb, al presidente della società, Carsten Schloter, Ceo di Swisscom.
«Un gesto che, anche alla luce dell'ipotesi di commissariamento di Fastweb, dimostra - a detta dei legali - la volontà del fondatore di evitare che la sua vicenda giudiziaria possa recare danno, direttamente o indirettamente alla società».
Silvio Scaglia, nella sua lettera di dimissioni, augura al Cda, alla società e a tutti i dipendenti di Fastweb «un sereno e positivo sviluppo delle attività». Scaglia aveva un incarico di mera rappresentanza, non esecutivo dal giugno del 2007.
Fastweb e la filiale di Telecom Italia Sparkle sono sospettate di aver accumulato, tra il 2003 e il 2006, circa 2 miliardi di euro mediante acquisti e vendite fasulle di servizi di telecomunicazione internazionali. Il fisco avrebbe subito un danno di 365 milioni di euro (circa 524 milioni di franchi).
Sono un'ottantina le persone indagate dalla giustizia italiana. Nell'ambito dell'inchiesta sono state emesse delle ordinanze di custodia cautelare a 56 persone, tra cui Scaglia.
swissinfo.ch e agenzie