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KIEV - L'ex deputato russo Denis Voronenkov si è trasferito in Ucraina, paese ai ferri corti con Mosca, e lo scorso dicembre è diventato cittadino ucraino. Adesso critica l'annessione russa della Crimea e paragona la Russia di Putin alla Germania nazista.
«Tutto il paese è impazzito in una follia pseudo-patriottica», dice. A riportare la notizia è Meduza, giornale online con sede a Riga, che cita un'intervista dell'ex deputato a censor.net.ua, una testata online bloccata in Russia.
Voronenkov ha ufficialmente votato a favore dell'annessione della Crimea: nel 2014 solo il deputato dell'opposizione Ilià Ponomariov, votò contro. Lui però adesso sostiene che siano stati altri deputati del suo partito a votare al suo posto nonostante lui non avesse rilasciato nessuna delega.
Stupisce che Voronenkov si sia trasferito proprio in Ucraina: la repubblica ex sovietica ha vietato i simboli comunisti paragonandoli a quelli nazisti, e Voronenkov sedeva alla Duma proprio come parlamentare del partito comunista russo, pieno di nostalgici dell'Urss.
Sembra però che l'ex deputato sia coinvolto - come "testimone" dice lui - in un caso di appropriazione indebita. Intanto afferma di aver testimoniato presso la procura ucraina, non si capisce a che titolo, contro l'ex presidente ucraino Viktor Ianukovich, rifugiatosi in Russia dopo aver perso il potere in seguito alla rivolta di Maidan.