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A causa del conflitto nella Striscia di Gaza, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) rinuncerà verosimilmente a una visita presso l'esercito israeliano prevista per l'autunno prossimo. È quanto ha dichiarato il presidente della CPS-N Thomas Hurter (UDC/SH) al quotidiano romando "Le Temps". A suo avviso, gli sviluppi drammatici della situazione nel Medio Oriente non dovrebbero però avere ripercussioni sull'acquisto di droni all'industria dello Stato ebraico.
Far visita a Tsahal dopo i bombardamenti e gli scontri che hanno già provocato oltre 570 vittime palestinesi potrebbe suscitare polemiche in Svizzera. "La decisione non è ancora stata presa. Ne discuteremo durante la prossima seduta della commissione. Ma a titolo personale sono del parere che bisogna rinunciarvi, visto quanto sta succedendo attualmente", ha dichiarato Hurter.
L'invito a recarsi in Israele era stato trasmesso due anni or sono all'allora presidente della CPS-N, Chantal Galladé (PS/ZH). Per motivi di agenda, molto carica lo scorso anno a causa del progetto di acquisto degli aerei da combattimento svedesi Gripen e l'anno prossimo per via delle elezioni federali, l'autunno 2014 sembrava il periodo ideale per accettare l'invito israeliano. Tuttavia non era ancora stata fissata alcuna data precisa, scrive "Le Temps".
La visita dei parlamentari svizzeri doveva in particolare consentire di informarsi sul progetto di acquisizione di droni di riconoscimento Hermès 900 HFE dell'impresa israeliana Elbit Systems per un importo di 250 milioni di franchi. Questo acquisto dovrebbe figurare nel programma di armamento 2015, aveva indicato il Dipartimento federale della difesa (DDPS).
Ciò che è certo è che le prossime sedute della Commissione della politica di sicurezza potrebbero essere tese: "Le conseguenze umanitarie e politiche del conflitto peseranno sulle nostre discussioni. Ciò complicherà la nostra decisione", ha aggiunto Hurter.
Diversi deputati di sinistra hanno infatti già espresso il loro malcontento nel collaborare con Tsahal. Tuttavia il consigliere nazionale democentrista non crede che ciò possa rimettere in discussione il progetto di acquisizione dei ricognitori telecomandati. "Il nostro esercito ha bisogno di questo sistema di droni. Si tratta di mezzi di sorveglianza non armati, di cui Israele è il migliore produttore al mondo", ha spiegato Hurter al quotidiano romando.