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ZURIGO - Oltre che sugli oggetti federali, in nove cantoni d'oltre Gottardo si è votato anche su una serie di temi locali. Fra i risultati di maggiore spicco di cui segue una sintesi figurano la soppressione nel canton Zurigo dell'assistenza sociale ai rifugiati ammessi provvisoriamente, il mantenimento di francese e inglese alle elementari a Lucerna, una riduzione delle firme per iniziative e referendum a Ginevra e una riforma del sistema elettorale a Neuchâtel.
A ZURIGO il 67,2% dei votanti ha abolito l'aiuto sociale concesso ai rifugiati ammessi provvisoriamente, titolari di un permesso F. Contro il taglio, deciso lo scorso aprile dal parlamento cantonale a maggioranza borghese, diversi enti assistenziali e 26 comuni, tra cui Zurigo e Winterthur, avevano lanciato un referendum. I beneficiari dell'aiuto, introdotto nel 2012 nel cantone, sono attualmente circa 5600 eritrei, afghani e iracheni, che non hanno ottenuto asilo in Svizzera ma che possono restare a causa della difficile situazione attuale nei rispettivi Paesi.
In futuro beneficeranno soltanto di un aiuto d'urgenza: in tutto 360 franchi al mese, contro i circa 990 franchi attuali per una persona singola. Il Cantone, che finora rimborsava ai Comuni i soldi dell'assistenza, potrà inoltre risparmiare 10 milioni di franchi l'anno.
In seguito al voto zurighese, Basilea Città rimane l'unico Cantone che accordi ai rifugiati con permesso F un aiuto sociale in base alle norme della Conferenza svizzera delle istituzione dell'azione sociale (COSAS).
Nel canton LUCERNA resteranno due - francese e inglese - le lingue "straniere" insegnate agli scolari delle elementari. L'iniziativa popolare che chiedeva di posticipare l'apprendimento di una di esse inserendola nel ciclo secondario è infatti stata respinta con il 57,6% dei voti. Un testo simile era già stato bocciato a Zurigo lo scorso maggio e a Nidvaldo nel 2015 e iniziative analoghe sono state presentate anche nei Grigioni e a Basilea Campagna. Il governo cantonale aveva fatto sapere che se fosse passato il "sì" ad avere la peggio sarebbe stato l'inglese, che attualmente entra nel programma a partire dalla terza classe, mentre il francese si insegna dalla quinta in poi.
Tema didattico anche nel canton SCIAFFUSA, dove il 78,1% dei votanti ha approvato un'iniziativa contro la riduzione delle lezioni nella scuola dell'obbligo. L'iniziativa, lanciata da diverse organizzazioni, chiede di mantenere tutte le attuali 259 ore di lezione settimanali obbligatorie (ripartite sulle nove classi) ed era stata lanciata dopo che tre anni fa il governo aveva annunciato l'intenzione di tagliare 14 ore obbligatorie, per risparmiare dal 2018 circa 2,7 milioni di franchi.
Nel canton GINEVRA quasi il 63% dei votanti ha approvato una riduzione del numero delle firme richieste per la riuscita di iniziative e referendum, corrispondente attualmente al 4% degli aventi diritto per le iniziative costituzionali e al 3% per le iniziative legislative e i referendum ordinari. Le quote scenderanno ora rispettivamente al 3 e al 2%. La riduzione, chiesta dai partiti di sinistra, dall'MCG e dall'UDC, interesserà anche i comuni, con quote diverse a seconda del numero di elettori iscritti in catalogo.
A NEUCHÂTEL è stata accettata con quasi il 58% dei voti una riforma del sistema elettorale che prevede in particolare la creazione di un'unica circoscrizione elettorale, al posto dell'attuale suddivisione in sei distretti. Il numero dei deputati scenderà da 115 a 110, con un minimo di rappresentanti garantito per quattro "regioni elettorali". La soglia di sbarramento per ottenere seggi in parlamento sarà inoltre abbassata dal 10% al 3%, mentre la congiunzione delle liste sarà d'ora in poi vietata.
Nel canton URI c'è stato un vero e proprio plebiscito (85,5% di sì) a favore di un credito di 115 milioni di franchi per il prefinanziamento di nuovo ospedale cantonale. I lavori partiranno nella primavera del 2019 e dovrebbero concludersi secondo i piani nel 2022. L'attuale edificio ospedaliero, costruito nel 1963, sarà sostituito da un nuovo stabile di quattro piani. Verrà inoltre ristrutturata l'ala aggiunta nel 1997.
Gli SVITTESI hanno approvato la disdetta per la fine del 2021 dell'accordo di cofinanziamento delle grandi istituzioni culturali di Zurigo e Lucerna. In seguito il Cantone continuerà a fornire il proprio sostegno - attualmente di 1,8 milioni di franchi all'anno - ma lo farà attingendo al suo fondo delle lotterie invece che al proprio bilancio, finanziato dai contribuenti. La proposta di disdetta, formulata dalle autorità affinché si possa passare al nuovo sistema, è stata approvata da quasi il 56% dei votanti.
I SOLETTESI hanno approvato con il 71% dei voti un contributo di 2 milioni di franchi che consentirà al loro cantone di aderire al concordato intercantonale per il finanziamento della formazione continua dei medici degli ospedali, seguendo l'esempio di altri 12 cantoni. Affinché l'accordo possa entrare in vigore devono aderirvi almeno 18 cantoni.
Ben cinque i temi in votazione a BASILEA CAMPAGNA, per un totale di sei quesiti. In particolare è stato approvato, dal 55% dei votanti, un progetto lanciato dall'esecutivo e volto a migliorare la gestione delle finanze. Esso prevede l'introduzione di un nuovo meccanismo di freno all'indebitamento su vari livelli e un piano finanziario pluriennale. Il nuovo progetto contiene anche un controprogetto a un'iniziativa dell'UDC, respinta dal 53,3% dei votanti. Questa chiedeva che ogni modifica del moltiplicatore cantonale venisse sottoposta automaticamente a referendum. I votanti hanno privilegiato la proposta delle autorità: un referendum facoltativo solo nel caso di un ritocco del coefficiente d'imposta.