Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/147245

<h2>SubmittedText<h2><p>Lo scorso ottobre ha destato scalpore una sentenza del Tribunale penale federale contro cinque ex manager e azionisti della società mineraria ceca MUS, in precedenza statale. Gli interessati erano accusati di aver acquistato la società in maniera fraudolenta, arrecando danno allo Stato ceco. L'accusa sembra non essere mai stata promossa, nonostante le autorità inquirenti ceche abbiano in passato avviato le indagini a tre riprese. </p><p>Nonostante le continue pressioni del Ministero pubblico della Confederazione durante le indagini ultraquinquennali, il governo ceco non sembra essere stato in grado di indicare alcun danno per la Repubblica ceca, e lo Stato ceco non partecipa al processo quale parte lesa.</p><p>Appare discutibile che la Svizzera si erga a giudice straniero di altri Stati. È inaccettabile che i tribunali svizzeri giudichino i processi di privatizzazione in altri Paesi. </p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: </p><p>1. Corrisponde al vero che nella fattispecie due Stati, la Repubblica ceca (nessuna accusa) e la Svizzera (accusa e condanna) hanno giudicato in maniera diametralmente opposta il medesimo caso?</p><p>2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la giustizia svizzera non è competente a giudicare, fondandosi su leggi svizzere, le circostanze particolari di processi di privatizzazione in altri Paesi?</p><p>3. È a conoscenza di casi in cui cittadini stranieri sono giudicati o condannati in Svizzera per fatti non avvenuti in Svizzera e considerati legali nel loro Paese d'origine?</p><p>4. È a conoscenza di abusi di competenza da parte svizzera in cui si indaga all'estero anche se i fatti precisi non possono essere accertati dalla Svizzera?</p><p>5. Condivide il timore che tali casi costituiscano precedenti negativi che potrebbero comportare eventuali danni d'immagine per la Svizzera?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il 10 ottobre 2013 il Tribunale penale federale di Bellinzona ha ritenuto quattro Cechi, uno Svizzero e un Belga colpevoli di riciclaggio qualificato di denaro e frode, condannandoli a pene detentive e pene pecuniarie, queste ultime con la condizionale (SK.2011.24; <a href="http://bstger.weblaw.ch/pdf/20131010_SK_2011_24.pdf">http://bstger.weblaw.ch/pdf/20131010_SK_2011_24.pdf</a>). L'accusa era di essersi appropriati indebitamente di considerevoli valori patrimoniali del consorzio ceco Mostecka Uhelna Spolecnost (MUS), attivo nell'estrazione del carbone. Il Tribunale ha disposto anche la confisca giudiziaria di importi considerevoli. La sentenza non è ancora passata in giudicato e restano da chiarire i diritti dello Stato ceco in quanto parte al procedimento. Il Consiglio federale è al corrente che nella medesima causa sono pendenti procedimenti penali nella Repubblica ceca. In ossequio al principio della separazione dei poteri, si astiene dal commentare i fatti o la procedura. Rinuncia anche a fornire informazioni sulla partecipazione delle autorità ceche e di altre autorità estere alla procedura di assistenza giudiziaria nonché sui procedimenti penali pendenti nella Repubblica ceca.</p><p>2. La competenza giurisdizionale dei tribunali svizzeri è disciplinata nella Parte generale del Codice penale (CP; RS 311.0, cfr. in particolare gli art. 3 segg.). I giudici sono competenti non soltanto per i reati commessi sul nostro territorio. A certe condizioni, possono perseguire anche reati commessi all'estero, ad esempio determinate categorie di reati (reati su minorenni, reati contro lo Stato, reati perseguiti in conformità di un obbligo internazionale, crimini particolarmente gravi) o se l'autore o la vittima sono svizzeri. Questa estensione della competenza giurisdizionale non è in contraddizione con il principio della sovranità statale. Al contrario, il diritto internazionale la considera necessaria per evitare che reati gravi restino impuniti. Nel caso in questione, tuttavia, il Tribunale penale federale fonda la sua competenza giurisdizionale sul fatto che, come constatato dai giudici, sia le frodi sia il riciclaggio di denaro e l'amministrazione infedele avevano un legame con la Svizzera (atti commessi in Svizzera, valori patrimoniali di origine delittuosa depositati su conti bancari svizzeri) e che il luogo del reato secondo l'articolo 8 CP si trovava in Svizzera. Di conseguenza andavano giudicati i reati commessi sul territorio svizzero e non la privatizzazione della società, avvenuta all'estero.</p><p>3. Di norma la competenza del giudice svizzero a giudicare reati commessi all'estero si fonda sul principio della doppia punibilità; l'atto commesso deve pertanto essere punibile anche all'estero. In determinate circostanze, è tuttavia possibile derogare a tale principio nei casi particolarmente gravi. Chi ad esempio commette all'estero un grave crimine contro un minorenne o un crimine di guerra e viene arrestato in Svizzera sottostà alla giurisdizione penale svizzera indipendentemente dal regime penale in vigore nel luogo del reato.</p><p>4. Il Consiglio federale non è a conoscenza di casi in cui la Svizzera avrebbe oltrepassato le sue competenze e che avrebbero dato luogo a un'indagine all'estero, anche se le circostanze non potevano essere chiarite dalla Svizzera. Se un fatto commesso all'estero non può essere giudicato a causa di difficoltà probatorie, di norma si giunge all'archiviazione del procedimento o all'assoluzione.</p><p>5. No. I procedimenti penali servono a garantire l'applicazione del diritto e l'esecuzione del mandato penale dello Stato. La giustizia non deve lasciarsi guidare o influenzare da considerazioni di ordine politico o dalla volontà di preservare la reputazione del Paese. Il Consiglio federale constata tuttavia che il procedimento penale svolto in Svizzera è stato commentato positivamente nei media cechi.</p>  Risposta del Consiglio federale.