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Sei giudici hanno votato perché l'Agenzia per la protezione ambientale non possa stabilire limiti per l'inquinamento
WASHINGTON - Prima abroga un diritto, poi fa l'occhiolino all'inquinamento. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha fortemente ridotto il raggio di azione dell'Agenzia per la protezione ambientale (Epa). Con una votazione 6-3, i giudici hanno sancito che non potrà più fissare limiti generali alle emissioni delle centrali elettriche.
Le nove toghe hanno comunicato questo pomeriggio la loro decisione sul caso West Virginia versus Epa. Nel 2015 l'Agenzia per l’ambiente aveva istituito una direttiva sulle centrali a carbone in cui forniva le linee da seguire per ridurre la produzione e investire in energie rinnovabili. La direttiva era stata subito impugnata in tribunale e oggi l'Agenzia ha perso. Questo perché, stando al presidente della Corte Suprema John Roberts, per istituire una normativa che si applica a livello nazionale, l'Epa avrebbe dovuto avere l'autorizzazione del Congresso, «ma non è plausibile che abbia ricevuto l'ok per fare tutto da sola».
In sostanza, non spetta all'Epa decidere come salvare l'ambiente. Viene poi aggiunto che quanto l'Epa ha cercato di stabilire nella sua direttiva ha scavalcato la legge federale sulla qualità dell'aria Clean Air Act. Come viene però sottolineato dal Washington Post, questa legge è però stata istituita ben prima che la crisi ambientale venisse riconosciuta come tale.
Tre giudici si sono opposti alla decisione, tra questi si colloca Elena Kagan che in una nota ha scritto: «Oggi, la Corte priva l’Agenzia per la protezione ambientale (EPA) del potere che il Congresso le ha concesso per rispondere alla sfida ambientale più urgente del nostro tempo. La Corte nomina se stessa, e non il Congresso e nemmeno un team di esperti, massima autorità per quanto concerne le decisioni riguardanti la politica climatica».
Gli Stati Uniti sono al secondo posto, dietro la Cina, per produzione di gas serra e le centrali elettriche sono la seconda fonte di maggior inquinamento del Paese. Nell'agenda Biden per il 2035 è inserito l'obiettivo di dimezzare le emissioni di carbone nelle centrali elettriche. La decisione della Corte Suprema è come un bastone in una ruota.
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