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Dal primo gennaio 2015, non vi sarà più alcuna convenzione sulle successioni con la Francia. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha respinto - con 27 voti contro 1 e 9 astenuti - il nuovo accordo firmato nel luglio 2013 con Parigi. Nel frattempo Parigi ha già disdetto il testo in vigore dal 1953.
I "senatori" hanno inoltre rinunciato a chiedere al governo di avviare nuovi negoziati col paese confinante. "Questa opzione non ha più alcun senso, poiché non è più possibile ratificare l'accordo o migliorarlo", ha rilevato Christian Levrat (PS/FR) a nome della commissione. Il consigliere agli Stati friburghese ha poi dichiarato che, a titolo personale, deplora questo vuoto giuridico.
Dal gennaio 2015, circa 180 mila svizzeri domiciliati in Francia saranno interamente soggetti alla legislazione francese e rischieranno quindi la doppia imposizione. Si tratta di una soluzione che non soddisfa il Consiglio federale, ma con cui bisognerà convivere, ha sottolineato dal canto suo la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf.
SDA-ATS