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Il pacemaker del futuro potrebbe utilizzare una tecnologia vecchia di due secoli, quella alla base degli orologi automatici. L'idea è venuta a due ricercatori dell'Università di Berna, che hanno presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia in corso a Barcellona un primo prototipo già testato sui maiali.
Proprio come negli orologi inventati in Svizzera nel 1777, che si ricaricano attraverso il movimento del polso, il pacemaker, che è direttamente collegato al muscolo cardiaco, usa il battito del cuore per generare la corrente elettrica necessaria al proprio funzionamento.
Nel test sui maiali il dispositivo, ottenuto da un orologio automatico commerciale, è riuscito a garantire una frequenza di 130 battiti al minuto. Test sull'uomo non sono ancora in programma, hanno spiegato gli esperti, ma lo studio presentato a Barcellona dimostra la fattibilità del progetto, per cui ora si stanno cercando partner commerciali.
"Le batterie sono un fattore limitante nei dispositivi medici attuali - ha spiegato Adrian Zurbuchen, uno degli sviluppatori -. Una volta che raggiungono un livello basso di energia i medici sono costretti a rimpiazzare tutto il pacemaker con un intervento chirurgico. Questo aumenta costi e complicazioni per i pazienti".