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L'aiuto diretto al giornalismo deve essere limitato nel tempo e mirato, ha dichiarato il nuovo vice presidente della Commissione federale dei media (COFEM) François Besençon in un'intervista di oggi a Le Temps.
In particolare, ha sottolineato, "i media devono dar prova e spiegare che l'informazione ha un costo".
"Oggi i giovani e i meno giovani investono somme stravaganti per l'accesso alle piattaforme e attraverso i loro abbonamenti, ma non sono pronti a pagare il contenuto. È un paradosso che occorre tentare di correggere", sottolinea Besençon.
La COFEM ha raccomandato lunedì in un rapporto di estendere la regolamentazione del settore audiovisivo ai servizi streaming. Ritiene anche che il giornalismo quale "strumento importante per la democrazia" debba essere sostenuto indipendentemente dal canale di distribuzione.
Se questo aiuto debba permettere ai media di "continuare a svolgere la loro missione di servizio pubblico", puntualizza Besençon, esso deve anche favorire "la trasformazione dei loro modelli di affari". Il vice presidente della COFEM sottolinea così l'importanza per i media di passare al digitale. Perché non è la carta a dover essere salvata, è lo scritto!".
Besençon è peraltro vice presidente di Comunicazione Svizzera, l'associazione elvetica del settore pubblicitario.
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