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GINEVRA - È ora che la giustizia e di preferenza la Corte penale internazionale (Cpi) si occupi della Siria. Lo ha detto oggi a Ginevra l'ex procuratrice del Tribunale penale internazionale (Tpi) per l'ex Jugoslavia Carla del Ponte, membro della Commissione dell'ONU di inchiesta sulle violazioni dei diritti umani in Siria.
Del Ponte ha parlato durante la presentazione di un rapporto stilato dalla stessa Commissione. Rapporto che annuncia il trasferimento di un elenco aggiornato e confidenziale di "individui e unità che si crede abbiamo commesso crimini contro l'umanità, violazioni del diritto umanitario internazionale e chiare violazioni dei diritti umani perpetrate in Siria all'Alto commissario Onu dei diritti umani" per il prossimo mese di marzo, alla fine dell'attuale mandato dell'organismo di cui l'ex magistrata ticinese fa parte.
"Quando possibile, individui in posizione di leadership che potrebbero essere responsabili sono stati identificati insieme a coloro che hanno fisicamente commesso tali atti", si legge nel rapporto. Crimini di guerra sono attribuiti sia alle forze governative sia a gruppi armati non governativi.
"Le violazioni ed abusi commesse dai gruppi armati non governativi non raggiungono l'intensità e la portata di quelli commessi dalle forze del governo e le milizie affiliate", si precisa tuttavia nel rapporto. Garantire che tutte le parti rispondano per i crimini commessi è "imperativo", conclude la Commissione.
Ats Ans