Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01257.jsonl.gz/561

I paesi membri dell'Organizzazione mondiale della sanità, tra cui la Svizzera, intendono sviluppare una strategia globale per migliorare la situazione sanitaria nelle regioni più povere del pianeta.
Secondo la delegazione svizzera, occorre in particolare rafforzare la lotta contro malattie trascurate, che colpiscono quasi soltanto i paesi in via di sviluppo, e favorire l'accesso della popolazione ai medicinali.
I partecipanti alla conferenza del Gruppo di lavoro intergovernativo sulla salute pubblica, l'innovazione e la proprietà intellettuale hanno manifestato una chiara volontà di giungere all'adozione di un piano di azione da parte dell'Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2008.
È quanto ha dichiarato Gaudenz Silberschmidt, capo della divisione affari internazionali dell'Ufficio federale della sanità pubblica, al termine della conferenza di Ginevra, che ha riunito le delegazioni di oltre 100 paesi, rappresentanti della società civile ed esperti medico-sanitari.
Lo scopo della conferenza era di accrescere le possibilità di ricerca e produzione di medicinali adatti ai bisogni dei paesi in via di sviluppo, confrontati a malattie spesso trascurate dalle industrie farmaceutiche.
Nonostante i progressi raggiunti in materia di prevenzione, diagnosi e terapia, ancora oggi le popolazioni più povere del pianeta non hanno spesso accesso, già solo per questioni finanziarie, a molte innovazioni della scienza e della medicina. La loro speranza di vita rimane nettamente al di sotto di quella degli abitanti dei paesi industrializzati.
Coordinare gli sforzi
Per alleviare i problemi sanitari nelle regioni meno favorite del mondo, nel maggio di quest'anno gli Stati membri avevano chiesto all'Organizzazione mondiale della sanità di creare un gruppo di lavoro incaricato di proporre delle soluzioni per promuovere la ricerca, favorire lo sviluppo dei medicinali, agevolare il trasferimento delle tecnologie e garantire sistemi di finanziamento durevoli.
Tra le proposte ventilate dai partecipanti alla conferenza di Ginevra vi è l'istituzione di un forum destinato a favorire lo scambio di informazioni tra i rappresentanti dei governi, dell'industria farmaceutica, delle organizzazioni non governative e delle fondazioni umanitarie.
"Molte azioni sono condotte in modo non coordinato. È quindi estremamente difficile avere una visione d'insieme sulle questioni che non vengono affrontate dal settore privato o dai fondi di ricerca governativi", spiega Gaudenz Silberschmidt.
Secondo la delegazione svizzera, può essere già considerato un successo il fatto che tutte le parti in causa, dall'industria ai governi, abbiano accettato di chinarsi sui problemi sanitari dei paesi in via di sviluppo.
Nuovi partner
Questo nuovo impegno è sostenuto anche da numerosi nuovi partner pubblici o privati, come la Fondazione Bill e Melinda Gates.
Tra le nuove iniziative sorte in questi ultimi anni, Silberschmidt evidenzia inoltre l'apertura da parte della Novartis di un Istituto di ricerche sulle malattie tropicali a Singapore e il progetto di trasferimento tecnologico lanciato dalla Roche per aiutare le aziende farmaceutiche africane a produrre medicinali generici contro l'Aids.
"Nel 1999 soltanto una piccola parte dei medicinali giungevano sul mercato. Oggi i prodotti in fase di elaborazione e di sviluppo sono molto più numerosi. La strada da percorrere rimane ancora lunga. Ma vogliamo andare fino in fondo".
swissinfo
In breve
Secondo un rapporto dell'OMS, gli abitanti dei paesi in via di sviluppo non hanno ancora oggi accesso a molte innovazioni della scienza e della medicina. Questa realtà contribuisce a ridurre la speranza di vita e a peggiorare la situazione economica delle popolazioni più povere.
Per tentare di risolvere questi problemi, l'Organizzazione mondiale della sanità ha creato, su richiesta degli Stati membri, un Gruppo di lavoro intergovernativo sulla sanità pubblica, l'innovazione e la proprietà intellettuale.
Questo Gruppo di lavoro si è riunito a Ginevra in questi giorni e si incontrerà nuovamente l'anno prossimo allo scopo di elaborare un piano di azione da sottomettere all'approvazione dell'Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2008.