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Le FFS sono il maggior consumatore di corrente elettrica della Svizzera e il loro appetito energetico non accenna a diminuire. A breve termine una rinuncia al nucleare è impensabile se non riducendo l'offerta, dice Jon Bisaz, responsabile del settore energia presso l'ex regia federale.
All'anno treni e infrastrutture delle FFS consumano circa 2400 gigawattore (GWh) di corrente, pari all'80% della produzione della centrale nucleare di Mühleberg (BE) o al consumo di 600'000 economie domestiche. Circa 600 GWh, un quarto dei consumi totali delle FFS, provengono da centrali nucleari in Svizzera e all'estero, ha spiegato Bisaz all'ATS.
A breve termine non vi saranno cambiamenti, malgrado il fatto che le FFS da tempo, ben prima della catastrofe di Fukushima, si occupino della questione. "Nell'ambito della strategia di approvvigionamento energetico stiamo studiando tutti gli scenari possibili", afferma Bisaz.
La direzione, lo scorso anno, ha deciso di limitare quanto più possibile la dipendenza dal nucleare. Tuttavia non è ancora chiaro quali saranno le energie rinnovabili che in futuro potranno almeno in parte sostituire l'atomo. Una cosa per Bisaz è certa: "se varie centrali nucleari dovessero essere disattivate contemporaneamente, le fonti di energia rinnovabile a disposizione non basterebbero a soddisfare i bisogni".
SDA-ATS