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I medici che hanno soccorso i feriti causati dallo scoppio del misterioso missile nel poligono di tiro di Severodvinsk, in Russia, non sono stati avvisati dalle autorità che avevano a che fare con pazienti esposti alle radiazioni. Lo rivela il Moscow Times che, stando alle sue fonti, rivela pure che dalle analisi è emerso che in uno dei dottori è stato trovato il Cesio-137 - un isotopo radioattivo che è un sottoprodotto della fissione nucleare dell'uranio-235 - nel tessuto muscolare.
Il quotidiano in lingua inglese ha parlato con cinque membri dello staff dell'ospedale, i quali hanno raccontato che i feriti - contaminati da sostanze radioattive - sono arrivati "nudi e avvolti in sacchetti di plastica traslucidi". Lo stato dei pazienti ha subito destato sospetti ma l'unica informazione data in quel momento ai medici era che c'era stata un'esplosione in un sito militare. "Nessuno - né i direttori dell'ospedale, né i funzionari del Ministero della sanità, né i funzionari regionali o il governatore - hanno informato il personale che i pazienti erano radioattivi", ha detto uno dei chirurghi della clinica al Moscow Times. "I dipendenti dell'ospedale avevano i loro sospetti, ma nessuno ha detto loro di proteggersi".
I dottori hanno affermato che tutto il personale che ha lavorato direttamente con i pazienti è stato invitato dagli agenti del Servizio di sicurezza federale (FSB) il 9 agosto a firmare accordi di non divulgazione che impediscono loro di parlare dell'accaduto.