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Prevedere anziché provvedere
Nei Paesi Bassi, diversi studi di architettura si sono specializzati nella costruzione con materiali riutilizzabili. La sede principale della Triodos Bank, progettatta da RAU Architects, può essere smontata secondo il principio Cradle to Cradle e ogni singolo elemento è classificato.
L’idea dell’architettura circolare non è nuova, specialmente nei Paesi Bassi, dove modelli secolari come i mulini a vento si possono trovare praticamente in ogni polder olandese. A partire dal xvii secolo, queste costruzioni in legno sono state utilizzate per drenare laghi e paludi. Venivano forniti come scatole di montaggio e assemblati in loco. Una volta raggiunto il loro scopo, venivano smontati e riassemblati altrove. Si trattava quindi di un bene materiale molto mobile. La nuova sede principale della Triodos Bank, progettata dallo studio di architettura RAU di Amsterdam, è concepita in modo simile. L’edificio in legno, acciaio e vetro assemblato a secco – da esattamente 165'312 viti – è completamente smontabile. Tutti i singoli elementi utilizzati sono registrati nella banca dati Madaster e potranno essere riutilizzati.
Opportunità e opposizioni
Che sia stata proprio la Triodos Bank ad avere commissionato un tale edificio non sorprende, è infatti la banca olandese più sostenibile. Con filiali in Belgio, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Francia, utilizza i depositi dei suoi clienti esclusivamente per finanziare progetti ecologici, sociali o culturali. La sua storia inizia nel 1980, in occasione di un evento nella Villa De Reehorst, una residenza di campagna nei pressi della cittadina di Zeist. Nel 2015, la vecchia villa ha subìto un incendio, ma la tenuta esiste ancora e fa parte della «struttura ecologica principale» di una rete di zone protette. Quando poi nel 2015 la fondazione proprietaria della tenuta necessitò urgentemente di denaro, si rivolse alla Triodos Bank chiedendole se sarebbe stata disponibile a costruire lì la sua nuova sede. All’epoca, Triodos stava cercando una nuova sede.
Avrebbe preferito trasferirsi in un edificio esistente, ma nessuno soddisfaceva le sue esigenze. L’accessibilità era un fattore determinante, perché i dipendenti di una banca sostenibile devono raggiungere il loro posto di lavoro con i mezzi pubblici. La banca si convinse grazie alla prossimità con la stazione ferroviaria Driebergen-Zeist. Seguì un lungo processo di progettazione non privo di intoppi, un’organizzazione ambientalista intentò infatti una causa contro la costruzione nella zona protetta. Alla fine la banca si offrì allora di ampliare la tenuta di 2 ettari. Ora è amministratrice della tenuta e si impegna per valorizzare il sito prima un po’ trascurato.
La posizione della nuova costruzione è determinata dall’asse visivo storico e dalla posizione della stazione ferroviaria. A nord della tenuta, su uno zoccolo si trovano tre torri rotonde di due, tre e cinque piani. Le torri scorrono l’una nell’altra come gocce d’acqua, hanno tetti erbosi e sono avvolte in una facciata in vetro composta da 1280 pannelli, incastonati in profili di alluminio estruso che strutturano orizzontalmente l’edificio.
Valori giornalieri e BIM
L’entrata principale è rivolta verso la stazione antistante. Chi arriva in bicicletta può parcheggiarla in un garage sotterraneo. Chi arriva in auto deve invece percorrere a piedi una tratta di cinque minuti. Il parcheggio ha un valore aggiunto ecologico con 120 stazioni di ricarica bidirezionali e un tetto di 3000 m2 dotato di collettori solari che utilizzano scambiatori di calore geotermici per produrre elettricità per l’edificio.
Entrando nell’edificio, ci si trova in un luminosissimo foyer accessibile al pubblico, con un ristorante con vista sul bosco. Al centro è visibile la struttura portante principale costituita da mensole aggettanti in legno massiccio multistrato. La struttura nervata si trasforma, sotto il plafone in un controsoffitto lamellare – al di sotto del quale sembra di trovarsi al riparo di un fungo sovradimensionato. Alla base e attorno alla struttura sono ospitate le scale, i vani ascensore, i servizi igienici e gli angoli cottura. Anche nei piani degli uffici, dove si trovano postazioni flessibili per 600 dipendenti, ovunque dominano il legno e il vetro. La ricerca di cartongesso o di carta da parati sarà vana: non è stato usato quasi alcun materiale di rivestimento.
Ad eccezione del seminterrato in calcestruzzo, dei profili in alluminio e della trave ad anello in acciaio che sostiene le facciate in vetro, l’edificio è costruito in legno assemblato a secco con giunti a pettine tripli e viti lunghe 25-50 cm. Si sono utilizzati 2632 m3 di legno, proveniente soprattutto dalla Germania. Tali dati si conoscono con precisione perché tutti i materiali sono documentati e registrati su Madaster (vedi riquadro). Il passaporto dei materiali mostra il valore delle singole parti dopo lo smontaggio; e lo fa ogni giorno, perché il potenziale economico dell’edificio viene calcolato quotidianamente in base ai dati storici e attuali della borsa.
Una sostenibilità tangibile
La piattaforma Madaster è anche il risultato di un’iniziativa dello studio RAU Architects ed è nata sapendo che la demolizione di un edificio per uffici costa circa 200'000 euro e che alla fine rimangono solo macerie, che in Olanda vengono impiegati come materiale di riempimento sotto le autostrade. L’industria edile è responsabile del 40% del consumo di materiali nei Paesi Bassi. Lo studio RAU Architects non vuole più considerare gli edifici come prodotti di consumo, ma come banche di materiali viventi. Con il passaporto, le aspirazioni di sostenibilità diventano tangibili e quantificabili.
Madaster
Madaster è una piattaforma online di utilità pubblica che inventaria e struttura i dati degli edifici relativi alle risorse, registrandoli in passaporti dei materiali. Grazie al nuovo standard, il settore edilizio può realizzare il passaggio a modelli aziendali circolari. I membri possono impiegare i dati per riutilizzare i materiali e investire in progetti che promuovono la chiusura di cicli di materiali riciclabili ed evitano lo spreco di risorse.
Naturalmente, questo ha anche un effetto sulla progettazione, perché la circolarità deve essere considerata fin dall’inizio. Thomas Rau spiega che è preferibile «Prevedere anziché provvedere». Una volta risolta la teoria, il processo è veloce perché completamente standardizzato: dapprima la gettata di calcestruzzo nella cantina seminterrata e poi il nucleo su cui poggiano le solette dei piani. Le pareti sono costituite da pannelli in legno lamellare incollati a strati incrociati (CLT) spessi 200 mm, mentre i pannelli del pavimento sono in abete rosso laminato spesso 120-150 mm. Gli elementi in CLT sono stati consegnati a coppie, posizionati con un autogru al loro posto e infine avvitati. Nel giro di 2 settimane, il nucleo dell’edificio con scale, vani ascensore e servizi era pronto.
Ora la «cattedrale di legno», come viene chiamato l’edificio della banca, si trova ai margini del bosco, in attesa del suo futuro. Resta da vedere se un giorno il suo potenziale di riuso verrà sfruttato. Fino ad allora, Triodos Bank ha una sede rappresentativa che può essere letteralmente vista come un impegno a forma di goccia per l’economia circolare.
Partecipanti al progetto
Committenza: Triodos Bank, De Reehorst
Architettura: RAU Architects, Amsterdam
Ingegneria civile e costruzione in legno: Aronson, Rotterdam e Luning, Arnhem
Gestione dei costi: BBN Adviseurs, Amsterdam
Arredamento: Ex Interiors, Nieuwegein
Facts & Figures
Superficie utile: 12'994 m2
Volume: 49'203 m3
Anno di costruzione: 2019
Costi edificio: non comunicato
Su commissione dell'Ufficio federale dell'ambiente, i seguenti numeri speciali sull'economia circolare sono stati pubblicati da espazium – Edizioni per la cultura della costruzione:
Nr. 1/2021: «Architettura circolare: Edifici, concetti e strategie per il futuro»
Gli articoli del ciclo «Economia circolare» sono raccolti in questo e-dossier.