Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/211088

<h2>SubmittedText<h2><p>Le imprese che producono e vendono prodotti orticoli rischiano di perdere tutto. Oggi sono seriamente minacciate dalla crisi del coronavirus e la loro sopravvivenza è in gioco. Queste imprese, che producono piante ornamentali, fiori recisi, piante perenni, piantine di ortaggi, erbe aromatiche e molte altre piante, generano più del 50 per cento del loro fatturato in primavera. Per questo motivo è stato necessario investire nell'acquisto di materiale per la coltivazione e in settimane o addirittura in anni di lavoro per i vivai.</p><p>Queste imprese devono affrontare anche un'altra difficoltà. Entro poche settimane le serre dovranno essere svuotate e preparate per le prossime colture, senza avere alcuna garanzia che la prossima produzione sarà possibile. Devono quindi compostare la produzione dei prodotti deperibili. JardinSuisse ha tuttavia chiesto alla SECO l'autorizzazione di vendere questi prodotti deperibili, finora senza successo. </p><p>Le misure di aiuto decise dal Consiglio federale non sono quindi sufficienti per salvare le imprese di produzione orticola. In particolare, non possono ricorrere al lavoro ridotto a causa delle attività stagionali. Senza aiuti straordinari, il 75 per cento delle imprese di produzione potrebbe scomparire dal mercato nei prossimi mesi, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro. Eppure queste imprese sono di vitale importanza per l'approvvigionamento dei consumatori e si inseriscono in una prospettiva di sviluppo sostenibile, grazie alle brevi distanze di trasporto. Una situazione straordinaria richiede misure straordinarie. </p><p>In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: </p><p>1. Il Consiglio federale intende concedere un'indennità immediata a fondo perso alle imprese che producono prodotti orticoli e piantine di ortaggi?</p><p>2. In caso affermativo, in quale forma ed entro quale termine?</p><p>3. È previsto un riscadenziamento del rimborso dei crediti per facilitare la ripresa delle attività del settore orticolo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito alla pandemia di COVID-19 il Consiglio federale ha approvato fino a metà maggio 2020 ampie misure a sostegno dell'economia per evitare casi di rigore e mitigare le conseguenze economiche. Con queste misure si intende in particolare assicurare la continuazione del pagamento del salario e il versamento dell'indennità di perdita di guadagno, permettere a PMI, startup, organizzazioni sportive e culturali e compagnie aeree di superare i problemi di liquidità e evitare licenziamenti collettivi, in particolare per la durata delle misure di confinamento. La maggior parte degli aiuti immediati, in particolare i crediti transitori, le indennità di perdita di guadagno e le indennità per lavoro ridotto, sono a disposizione delle imprese e dei lavoratori indipendenti di tutti i settori economici della Svizzera in ugual misura. Essi creano la base per una ripresa economica possibilmente rapida grazie al graduale allentamento delle misure a tutela della salute.</p><p>1./2. Il Consiglio federale comprende la difficile situazione delle imprese orticole. Tuttavia, i vivai hanno potuto riaprire i loro punti vendita già dal 27 aprile 2020, durante la prima tappa dell'allentamento graduale. Rispetto ad altri, questo settore è stato quindi meno interessato dalle misure di confinamento. Le imprese hanno dunque potuto recuperare almeno una parte del loro fatturato primaverile. Inoltre, durante la chiusura dei punti vendita molte piccole aziende hanno sfruttato la possibilità di vendere, tramite le ordinazioni online e i servizi di consegna, i propri prodotti a clienti esistenti e nuovi.</p><p>Il Consiglio federale non prevede quindi ulteriori aiuti specifici per questo settore. Sarebbe inoltre difficile spiegare, alla luce del principio dell'uguaglianza giuridica, perché la Confederazione concede aiuti aggiuntivi e specifici a vivai e imprese orticole, che hanno potuto riaprire i loro punti vendita per primi, mentre, ad esempio, ai negozi al dettaglio, che non hanno potuto vendere le collezioni primaverili, non spetterebbe nulla.</p><p>3. I crediti COVID-19 sono rimborsabili entro 5 anni. Il progetto di legge che sostituirà l'ordinanza sulle fideiussioni solidali prevede che, con il consenso dell'organizzazione che concede fideiussioni, la durata di ammortamento può essere prolungata fino a 5 anni (finora 2 anni) in caso di gravi difficoltà. Questo significa che per ammortizzare il proprio credito COVID-19 un'impresa deve utilizzare annualmente solo l'1-2 per cento della sua cifra d'affari; siffatto credito non può superare un decimo della cifra d'affari annua. Inoltre, i crediti COVID-19 garantiti di importo inferiore a 500 000 franchi non sono considerati capitale di terzi dell'impresa per tutta la durata del credito. L'ammortamento dovrebbe quindi essere sostenibile per un'impresa economicamente sana.</p>  Risposta del Consiglio federale.