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Il Consiglio federale non ha un atteggiamento abbastanza neutrale in merito alla votazione contro le retribuzioni abusive. È quanto ritiene il consigliere agli Stati indipendente Thomas Minder (SH), fautore dell'iniziativa in questo senso, che annuncia di voler inoltrare contro il governo un ricorso sul diritto di voto.
Minder contesta all'esecutivo di non rispettare l'articolo 10a, capoverso 4 della legge federale sui diritti politici, ha indicato all'ats, confermando un'informazione pubblicata oggi dalla "NZZ am Sonntag". La legge stipula che il Consiglio federale "non sostiene una raccomandazione di voto che diverga dalla posizione dell'Assemblea federale".
L'opuscolo informativo in vista delle votazioni del 3 marzo prossimo, pubblicato dalla Cancelleria federale, indica che il parlamento non fornisce alcuna indicazione di voto su questa iniziativa. Nello stesso fascicolo c'è però scritto a più riprese che il Consiglio federale si oppone all'iniziativa, rileva Minder.
Il consigliere agli Stati intende inoltrare il proprio ricorso sul diritto di voto a un esecutivo cantonale. Valuterà inoltre la possibilità di depositarlo in tre cantoni, rappresentanti tre regioni linguistiche svizzere.
L'iniziativa mira a rafforzare il potere degli azionisti in materia di rimunerazioni dei manager. Un controprogetto indiretto è stato opposto al testo. Anch'esso prevede fra le altre cose che gli azionisti approvino ogni anno l'ammontare totale dei salari dei quadri aziendali, ma in maniera meno rigida.
SDA-ATS