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Il presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS) mette in guardia da interventi politici troppo rigidi per quanto riguarda indennizzi e bonus dei manager delle banche.Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2008 - 18:56
La definizione di un tetto massimo per i bonus sarebbe «irragionevole», afferma Roth in un'intervista pubblicata sabato dal quotidiano Neue Zürcher Zeitung. «Il rischio è che persone di talento che non ricevono indennizzi conformi al mercato vadano a lavorare per banche estere o istituti non regolamentati.»
Il presidente della direzione della BNS sottolinea che in questo frangente la Svizzera non deve agire da sola. La piazza finanziaria elvetica può funzionare correttamente soltanto se «le nostre banche possono operare con le stesse condizioni delle concorrenti estere».
«Le esagerazioni vanno corrette, ma in accordo con gli altri paesi», prosegue Roth. È compito della Commissione federale delle banche (CFB) badare che gli indennizzi dell'UBS non siano eccessivi. I critici del pacchetto di misure deciso dal governo per sostenere la grande banca sostengono che le condizioni poste in materia di politica salariale siano troppo vaghe.
Il fatto che l'economia vada sempre peggio, e ciò sempre più in fretta, nonostante tutte le misure di sostegno, preoccupa Roth: «La situazione è peggiorata in modo percettibile perché la crisi finanziaria colpisce ugualmente e in maniera chiara l'economia reale». Non ha però voluto rispondere alla domanda se la Svizzera scivolerà in una recessione.
«Facciamo tutto il possibile per cautelare l'economia dall'aumento degli interessi», ha indicato ancora Roth.
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