Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/146265

<h2>SubmittedText<h2><p>La nuova campagna "Stop AIDS" punta sull'originalità e sulle nuove tendenze sociali per fare presa sul pubblico. Il videoclip, che è già in circolazione, e la prevista campagna di affissione, i cui soggetti saranno scelti mediante un casting, sollevano non pochi interrogativi sulla misurabilità dell'efficacia delle campagne, sull'impiego dei mezzi e sull'importanza generale attribuita alla prevenzione dell'AIDS rispetto ad altri settori della prevenzione rilevanti sotto il profilo sociale e sanitario.</p><p>Nel 2013 il numero di nuovi contagi da HIV notificati all'Ufficio federale della sanità pubblica è diminuito dell'8 per cento, a conferma della lieve tendenza al calo in atto dal 2009. Da un sondaggio rappresentativo dell'Istituto di ricerche di mercato e demoscopiche GfK emerge che l'89 per cento della popolazione non si sente o si sente poco minacciato da questo virus. Nella classifica dei dieci principali fattori di rischio, malattia o infortunio figura al primo posto la depressione con 10,3 punti, contro gli 0,7 punti dei rapporti sessuali non protetti (messaggio del 30 settembre 2009 concernente la legge federale sulla prevenzione e la promozione della salute). Di queste cifre va tenuto conto.</p><p>In base alla statistica sanitaria 2009 sulla ripartizione percentuale degli anni di vita persi per mortalità precoce (ossia prima del 70° anno di età), la principale causa di decesso sono i tumori con una quota del 37 per cento. I suicidi rappresentano il 12 per cento e le malattie infettive soltanto il 2 per cento dei casi di mortalità precoce.</p><p>Malgrado questo il budget di cui dispone l'UFSP per la prevenzione dell'AIDS è rimasto invariato da parecchi anni (2 milioni di franchi all'anno per le campagne).</p><p>Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. In base a quali criteri sono scelti i progetti e le strategie di prevenzione e ripartiti i mezzi finanziari?</p><p>2. In base a quali criteri è misurata la loro efficacia, in particolare l'efficacia delle campagne riferita ai target principali?</p><p>3. A quanto sembra la popolazione non è molto preoccupata per il rischio di un contagio da HIV, lo è invece per il burn-out e la depressione che sono una delle cause se non addirittura la causa principale della maggior parte dei suicidi. Come reagisce il Consiglio federale di fronte alla profonda preoccupazione per l'aumento delle malattie psichiche? Come adegua le proprie misure di prevenzione a eventuali nuovi pericoli?</p><p>4. Nel capitolo sulla situazione attuale del messaggio concernente la legge federale sulla prevenzione e la promozione della salute, il Consiglio federale scrive che "la legislazione in materia di prevenzione, promozione della salute e diagnosi precoce non è unitaria, è poco chiara e presenta importanti lacune". Come le colmerà dopo la bocciatura della legge?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'attribuzione dei mezzi per il finanziamento di singoli programmi e singole strategie è decisa dal Consiglio federale. Ai progetti all'interno dei programmi è assegnato un ordine di priorità sulla base degli obiettivi strategici. Nell'ambito della lotta alle malattie non trasmissibili, nel 2012 i programmi di prevenzione riguardanti alcol, tabacco, alimentazione e attività fisica, nonché il pacchetto di misure della Confederazione volte a ridurre i problemi legati alle droghe sono stati prorogati di quattro anni (<a href="http://www.bag.admin.ch/themen/drogen/index.html?lang=it">http://www.bag.admin.ch/themen/drogen/index.html?lang=it</a>). Per quanto attiene alle malattie trasmissibili, il popolo ha approvato la revisione della legge sulle epidemie (10.107 - oggetto del Consiglio federale). In questo caso le priorità sono attribuite sulla base di criteri quali l'entità dei danni, il potenziale epidemico e la possibilità di prevenzione. La lotta all'HIV e ad altre infezioni sessualmente trasmissibili si fonda sul programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili 2011-2017, approvato dal Consiglio federale nell'autunno 2010. Con circa 20 000 persone contagiate, l'infezione da HIV continua ad avere un elevato potenziale epidemico in Svizzera: allentando le misure di protezione, il numero dei contagi tornerebbe ad aumentare. Grazie a una terapia che va seguita per tutta la vita, l'infezione da HIV non uccide più nell'arco di pochi anni, ma il trattamento è impegnativo per le persone colpite, ha effetti collaterali ed è costoso. I preservativi forniscono una protezione molto efficace e affidabile, sono economici e facili da utilizzare. Per tale ragione occorre continuare a sensibilizzare la popolazione sessualmente attiva e a motivarla a proteggersi dall'HIV e da altre malattie sessualmente trasmissibili.</p><p>2. Le campagne di sensibilizzazione e d'informazione della popolazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sono basate su un programma nazionale o adempiono un mandato legale. Non rappresentano mai l'unico mezzo per perseguire lo scopo, ma sono uno degli strumenti che contribuiscono a raggiungere gli obiettivi prioritari di prevenzione. Dal momento che oltre alle campagne sono adottate anche misure specifiche per i vari gruppi target e misure individuali, l'efficacia della sola campagna è difficilmente misurabile.</p><p>Nel caso della prevenzione dell'HIV e di altre infezioni sessualmente trasmissibili, l'efficacia dell'intero pacchetto di misure è rilevata tramite l'indagine sulla salute in Svizzera (ISS) e altri studi comportamentali in gruppi target, mentre l'efficacia delle campagne è verificata con test precedenti la campagna e test successivi ad essa, nonché mediante valutazioni.</p><p>3. Nell'ambito delle malattie trasmissibili, la Confederazione dispone di una base legale chiara (legge sulle epidemie, RS 818.101) e delle relative risorse per l'esecuzione. Il fatto che ad oggi la pericolosità della malattie trasmissibili sia molto ridotta è da ricondurre anche ai grandi successi ottenuti negli ultimi decenni con le misure di prevenzione. Tali misure vanno mantenute, anche nel campo dell'HIV/AIDS: l'informazione di tutta la popolazione ha permesso sinora di evitare nella maggior parte dei casi la diffusione dell'HIV al di fuori dei gruppi particolarmente a rischio. Solo se le persone sessualmente attive continueranno a proteggersi in modo adeguato, il successo delle misure di prevenzione potrà essere mantenuto sul lungo periodo.</p><p>Per quanto concerne le malattie psichiche, non vi è una base legale a livello federale. L'elaborazione e il finanziamento delle misure sono primariamente di competenza dei cantoni. Il Dialogo sulla politica nazionale della sanità, piattaforma permanente di Confederazione e cantoni, ha tuttavia avviato nel novembre 2013 un progetto di dialogo sulla salute mentale, che persegue l'obiettivo di ottimizzare e ampliare a lungo termine le strutture e le forme di collaborazione, nonché il coordinamento delle attività dei principali attori in questo ambito. A tale proposito l'UFSP, la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) e Promozione Salute Svizzera stanno allestendo congiuntamente un rapporto nel quale propongono misure mirate a breve, medio e lungo termine. Il rapporto è redatto in adempimento del postulato della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati CSSS-S 13.3370, "Provvedimenti previsti nel settore della salute mentale in Svizzera" e la sua pubblicazione è prevista nell'estate 2015. Con gli stessi partner (CDS e Promozione Salute Svizzera, l'UFSP sta inoltre preparando l'attuazione della mozione Ingold 11.3973, "Prevenzione del suicidio. Sfruttare maggiormente il margine di manovra a disposizione". Entrambi i progetti approfondiscono anche il tema della sensibilizzazione.</p><p>4. Il disegno di legge sulla prevenzione è stato tolto dal ruolo il 27 settembre 2012 dopo che il Consiglio degli Stati ha respinto la proposta della conferenza di conciliazione. Con questa decisione il Parlamento si è espresso contro una nuova forma dell'attività di prevenzione. Si tratterà dunque di continuare a portare avanti l'attuale collaborazione tra Confederazione e cantoni, ma anche con altri attori interessati.</p><p>Nel gennaio 2013, il Consiglio federale ha adottato la Strategia globale sanità 2020 (<a href="http://www.bag.admin.ch/gesundheit2020/index.html?lang=it">http://www.bag.admin.ch/gesundheit2020/index.html?lang=it</a>), nella quale sono definite le priorità della prevenzione delle malattie non trasmissibili, nonché delle dipendenze e delle malattie psichiche. Le relative strategie sono in corso di elaborazione, di concerto con i cantoni e con altri attori interessati, e nei prossimi anni dovrebbero sostituire i programmi attuali.</p>  Risposta del Consiglio federale.