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Nonostante l'inflazione, non verranno annunciati grandi aumenti di stipendi, secondo l'Unione degli imprenditori
BERNA - Il presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori Valentin Vogt non si aspetta che vengano annunciati aumenti salariali generalizzati in Svizzera quest'autunno, nonostante l'alta inflazione e le richieste dei sindacati. «Sarà un autunno salariale come tutti gli altri», ha detto.
«In Svizzera non esiste una compensazione automatica dell'inflazione per i salari, né verso l'alto né verso il basso», dichiara Vogt in un'intervista pubblicata oggi dai giornali dell'editore CH Media. Inoltre fa notare che secondo le stime degli esperti, a causa del rallentamento congiunturale, l'inflazione non supererà il 2% entro la fine dell'anno.
Sottolinea che i salari sono in gran parte negoziati nelle imprese. «Pertanto le aziende che hanno un margine di manovra finanziario aumenteranno i salari, altre non saranno in grado di farlo. Dopo due anni di pandemia di Covid-19, le riserve di alcune società sono prosciugate e devono essere ricostituite.
Nelle ultime settimane, i sindacati hanno chiesto aumenti salariali di diversi punti percentuali per compensare la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione. All'inizio di giugno, il "ministro" dell'economia Guy Parmelin ha sottolineato che le parti sociali hanno un ruolo da svolgere di fronte all'aumento dei prezzi dell'energia dovuto alla guerra in Ucraina, in particolare negoziando gli stipendi.
Il presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori è pessimista sulla situazione economica. Si aspetta un «chiaro rallentamento» entro la fine dell'anno. Il morale delle imprese è crollato e alcune frenano: «Le aziende a volte rifiutano commesse se queste implicano il reclutamento di personale».
L'incidente è avvenuto poco prima della 1.30 in piazza Riscossa a Lugano.
L'automobile dell'anziano si è scontrata frontalmente contro la porta di un'autorimessa e poi contro un muro. Per il 72enne, forse vittima di un malore, non c'è stato nulla da fare.
Le insolite temperature delle acque favoriscono lo sviluppo dei Medicane, delle tempeste tropicali simili a uragani.
In autunno questi fenomeni sprigionano tempeste molto violente. Nel 2020 in Grecia, il Medicane Ianos aveva causato ingenti danni e provocato la morte di quattro persone.
Il presidente della Commissione dell'energia elettrica lancia l'allarme e accusa il Governo: «Non ci hanno ascoltati».
Se si concretizzasse lo scenario peggiore, Berna potrebbe prendere misure drastiche che vanno dalla riduzione dell'illuminazione stradale, allo spegnimento dei neon delle vetrine, fino al divieto di acquistare stufe elettriche.
Dal lago Verbano ai fiumi Maggia, Tresa e Breggia la situazione è inquietante. Pesci sotto stress.
Le riflessioni di Tiziano Putelli, capo dell'Ufficio cantonale della caccia e della pesca e di Nicola Patocchi, e responsabile scientifico della Fondazione Bolle di Magadino.
Si moltiplicano le ipotesi sull’identità dello scheletro ritrovato settimana scorsa tra le montagne vallesane.
C’è chi ritiene possa essere di un miliardario tedesco scomparso nei pressi di Zermatt nel 2018. Oppure di una turista giapponese dispersa dal 2000.
Dall'inizio dell'anno in Europa sono andati a fuoco 600mila ettari. Un record pluriennale
Nella notte un altro incendio a Elfingen, in Argovia, ha messo in difficoltà i pompieri per la mancanza di acqua. E nel canton Zurigo si contano i danni (milioni) dopo il rogo in una falegnameria
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».
Gli organizzatori tracciano un bilancio molto positivo dell'evento che ha accolto 30'000 giovani nella valle di Goms.
Sul posto rimarranno ancora 800 volontari per sistemare la zona: «L'obiettivo è che il 15 agosto il campo sia vuoto e il terreno possa essere restituito ai proprietari».
Il nuovo delegato per la sicurezza lancia l'allarme: «La Svizzera è di fronte a numerose sfide».
Martin von Muralt fa riferimento in particolare a pericoli informatici, carenza d'energia, pandemie e interruzioni delle catene di approvvigionamento, oltre che al cambiamento climatico. «È essenziale che i nostri valori democratici sopravvivano».