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SAN SALVADOR - Il presidente del Salvador, Mauricio Funes, ha oggi chiesto perdono a nome del paese centroamericano per l'omicidio, 30 anni fa, dell'arcivescovo Arnulfo Romero, assassinato mentre celebrava messa a San Salvador il 24 marzo del 1980.
"Chiedo perdono a nome dello Stato, e lo faccio in primo luogo alla famiglia di monsignor Romero, quindi alla Chiesa cattolica salvadoregna ed universale", ha sottolineato il capo dello Stato in una cerimonia all'aeroporto internazionale di San Salvador, dove durante le celebrazioni è stato scoperto un 'mural' centrato sulla vita dell'arcivescovo assassinato.
Riferendosi agli 'squadroni della morte' che operavano nel paese in quegli anni, e responsabili dell'omicidio, Funes ha sottolineato che "sfortunatamente questi gruppi si muovevano sotto copertura, con la collaborazione e la co-partecipazione di agenti dello Stato".
"Oggi è un giorno di speranza per il nostro popolo, e una giornata storica per recuperare la nostra memoria collettiva", ha tra l'altro sottolineato, rilevando l'importanza della richiesta del perdono da parte dello Stato "nei confronti di un popolo stanco della violenza e che vuole la riconciliazione".
Funes ha inoltre rilevato che "i membri del gruppo responsabile dell'omicidio di monsignor Romero sono stati identificati da organismi internazionali di investigazione, sia dell'Onu sia del Sistema interamericano per i diritti umani: il nostro governo, ha precisato, ha accolto tali rapporti".
SDA-ATS