Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/161087

<h2>SubmittedText<h2><p>Più di 50 milioni di persone sono in movimento alla ricerca di migliori condizioni di vita. In Europa ne giunge solo una piccola parte, ma il loro numero resta enorme e le conseguenze di tutti i tipi comporteranno un prezzo molto alto.</p><p>Vengono spesi miliardi di euro e franchi per un settore dell'asilo portato all'assurdo, originariamente concepito per singole persone perseguitate, non per intere parti di popolazioni di interi continenti. Occorre discutere e attuare immediatamente soluzioni vere a questa nuova sfida. Con i miliardi di franchi del budget dell'asilo potremmo conseguire, nelle regioni di origine dei flussi migratori, risultati molto più importanti per un numero di gran lunga maggiore di rifugiati. Nei Paesi ospitanti e tra i rifugiati stessi si potrebbero reclutare medici, dentisti, insegnanti, muratori, artigiani, ecc. Con l'importo necessario in Svizzera per un unico trattamento dentistico si potrebbe ad esempio pagare, nelle regioni di provenienza, lo stipendio di dentisti indigeni per svariati mesi. Invece di imparare da noi lo svizzero tedesco, nel loro Paese d'origine i rifugiati senza formazione potrebbero apprendere un mestiere utile, fornire un contributo e costruirsi un'esistenza. </p><p>I Paesi ospitanti e i rifugiati approfitterebbero in misura assai maggiore dei nostri ampi mezzi. Il progetto dovrebbe comprendere anche i tre miliardi di franchi di aiuto allo sviluppo distribuiti ogni anno dalla Svizzera. </p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È disposto a cercare il colloquio con i responsabili dell'ONU, come pure con altri Paesi e organizzazioni al fine di concepire ex novo congiuntamente il settore dell'asilo e dei rifugiati?</p><p>2. È disposto ad elaborare un corrispondente piano e a discuterlo con il Parlamento?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice dell'interpellanza, secondo cui le persone in fuga vanno possibilmente aiutate sul posto. Al fine di proteggere i migranti, la Svizzera si impegna già oggi in via prioritaria in loco e sostiene i Paesi di prima accoglienza e di transito nella gestione dell'accoglienza e dell'alloggiamento dei rifugiati e degli sfollati. In questo contesto, la Svizzera si impegna ad esempio nel Vicino e Medio Oriente nonché nel Corno d'Africa nel quadro dei suoi programmi volti a potenziare la protezione dei rifugiati nelle regioni di provenienza (Protection in the region). In tal modo può elaborare soluzioni durature e prevenire il pericoloso flusso migratorio secondario. Nelle zone di transito mediterranee, in particolare in Nordafrica, la Svizzera si adopera per l'assistenza e una migliore protezione sul posto, promuove una gestione statale durevole dei flussi migratori e sostiene il ritorno volontario nei Paesi di provenienza. Il Consiglio federale ha ribadito questa intenzione il 18 settembre 2015, quando ha fissato nuove priorità e, mediante un credito aggiuntivo, ha aumentato di 70 milioni di franchi l'aiuto in loco. Tale credito è destinato anche a sostenere gli sforzi svizzeri volti a trovare una soluzione politica al conflitto in Siria.</p><p>Nonostante le summenzionate importanti misure nelle regioni di provenienza, è presumibile che persone perseguitate o la cui vita o integrità fisica è minacciata continueranno a chiedere protezione in Svizzera. La concessione dell'aiuto in loco non significa che tali persone non possano più essere riconosciute come rifugiati nel nostro Paese. Tale aiuto non può sostituire la protezione conformemente alla Costituzione federale, alla legge sull'asilo e alla Convenzione sui rifugiati. Il Consiglio federale è dell'opinione che l'aiuto sul posto e la protezione in Svizzera debbano costituire due risorse complementari della politica d'asilo.</p><p>Per i motivi sopra esposti, il Consiglio federale non ritiene necessario una riorganizzazione del settore dell'asilo quale quello tracciato dall'autrice dell'interpellanza.</p>  Risposta del Consiglio federale.