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L'Ucraina apre a tutti i suoi cittadini gli archivi segreti degli organi repressivi del regime totalitario comunista, dalla rivoluzione di ottobre del 1917 alla proclamazione dell'indipendenza nel 1991.
Lo ha deciso la Rada, il parlamento ucraino, che oggi ha approvato una proposta di legge governativa con 260 voti a favore su 320 deputati presenti.
L'obiettivo, si legge nel provvedimento, è quello di "garantire il diritto di ogni cittadino di avere libero accesso alle informazioni degli archivi", riguardanti l'attività degli organi polizieschi (dalla Ceka al Kgb) e giudiziari. Lo Stato si impegna inoltre alla digitalizzazione dei documenti e a semplificare i sistemi di ricerca.