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Elaborazione degli elenchi di cosmetici non testati sugli animali
L’elaborazione di un elenco di prodotti non testati sugli animali è sempre problematica nella misura in cui non è possibile assicurarsi contrattualmente che un’azienda referenziata effettivamente non svolge alcun test sull’animale.
Per la maggior parte dei fabbricanti di cosmetici, tutti i mezzi sono buoni per ottenere i favori del consumatore. Praticare la ritenzione di informazione, mentire sull’origine delle sostanze utilizzate… in questo campo, non sembrano esservi limiti per accrescere le quote di mercato. Ed il fatto che una parte (piccola) della popolazione sia sensibile agli animali e favorisca l’acquisto di cosmetici non testati sugli animali, non costituisce un problema : questi cosmetici si trasformano immediatamente in prodotti « non testati sugli animali ».
Se una marca sostiene unicamente di « non testare i suoi prodotti finiti sugli animali », è praticamente certo che invece testa i componenti sugli animali.
Se sostiene di non testare nemmeno le sostanze che compongono i suoi prodotti, generalmente è perchè affida questi test ad altri laboratori quando non possiede una filiera incaricata di farlo.
In altri casi, un laboratorio che effettivamente non pratica alcun test, nè li dà in subappalto, generalmente acquista tutte le nuove sostanze, che sono state testate, non appena sono immesse sul mercato.
Dichiarazioni dei fabbricanti di prodotti cosmetici: Quale controllo?
Nel 2005, avevamo aggiornato il nostro elenco di cosmetici non testati sugli animali. Avevamo inviato un centinaio di lettere ai fabbricanti, allegando un questionario da compilare e da rinviarci.
Alcuni responsabili del servizio clienti di diverse marche ci hanno inviato la presa di posizione « ufficiale » della loro direzione – naturalmente contraria ai test sugli animali, sostenendo però di « non essere autorizzati » a rispondere a questionari come il nostro. Altre marche, come Clarins, ci hanno rinviato il questionario infarcito di false informazioni, ma in cui si dichiarava di non svolgere alcun test sugli animali! In definitiva, soltanto una ventina di marche erano referenziate nel nostro nuovo elenco.
In un documento firmato, i fabbricanti attestavano di non effettuare test sugli animali nè per i cosmetici commercializzati con il nome della marca nè per gli ingredienti che li compongono. Nella composizione dei prodotti fabbricati dalla marca non doveva apparire nessuna sostanza testata sugli animali da meno di cinque anni. La questione non era di ritenere accettabile l’utilizzazione di sostanze sugli animali da oltre cinque anni, bensì di controllare a monte le dichiarazioni dei fabbricanti.
L’Unione europea aveva progressivamente reso pubblico l’accesso a diverse banche dati a partire dal 2000. Eseguendo una ricerca su una sostanza, e se la sua registrazione non risaliva troppo addietro, era possibile conoscerne la data di registrazione e sapere se erano stati effettuati test sugli animali.
Purtroppo, l’accesso a diverse banche dati è stato successivamente limitato, impedendo pertanto un controllo ottimale dei cosmetici. Nell’autunno 2010, abbiamo intrapreso diverse azioni presso alcuni chimici cantonali e laboratori europei, specializzati nell’esame dei componenti di prodotti cosmetici. Quale non fu la nostra sorpresa nello scoprire che era impossibile effettuare l’analisi delle sostanze che entrano nella composizione dei prodotti cosmetici. Ciò stava a dimostrare in primo luogo che la composizione di un cosmetico non può essere veramente controllata e che le nostre autorità sanitarie possono basarsi esclusivamente sulla dichiarazione dei fabbricanti. Il che non è molto rassicurante per il consumatore! Ma soprattutto, è emerso che in queste condizioni non siamo più in grado di assicurarci che una marca iscritta nel nostro elenco di cosmetici sia assolutamente esente da test sugli animali.
Standard internazionale HCS (Human Cosmetics Standard)
Per questo motivo, abbiamo deciso, tramite l’affiliazione all’ECEAE, di promuovere il marchio HCS e di divulgare un nuovo elenco sul quale referenziare tutte le marche conformi ai requisiti del marchio. Le marche con marchio HCS sono regolarmente aggiornate in quanto alcune lo perdono mentre altre lo conquistano. Per questo motivo, si raccomanda di utilizzare o comunicare esclusivamente l’elenco aggiornato che può essere scaricato in qualsiasi momento sulla nostra pagina « cosmetici ».
Il nostro elenco include anche alcune marche certificate bio da organismi riconosciuti quali Cosmébio, Ecocert, BDIH, Demeter e Natrue, o esenti da sostanze chimiche. Infatti sono proprio le nuove sostanze chimiche che necessitano ancora test sugli animali. Le sostanze naturali sono già state validate da tempo per un’utilizzazione in cosmetologia. Lo stesso vale per le sostanze chimiche autorizzate nella fabbricazione di prodotti certificati bio che sono state per lo più validate negli anni 1970 – 1980.
I cosmetici assolutamente non testati sugli animali non esistono
Di fatto, praticamente tutte le sostanze contenute nei prodotti cosmetici, siano essi certificati bio, con o senza marchio, un giorno o l’altro sono state testate sugli animali.
Testare una nuova sostanza, che sia naturale o chimica, è sempre stato un obbligo legale per ottenere un’autorizzazione di immissione sul mercato. Nel caso dei cosmetici naturali, gli ingredienti di questi prodotti sono già stati testati decenni orsono.
Dunque è impossibile utilizzare un prodotto cosmetico la cui fabbricazione non abbia necessitato l’utilizzazione di animali. E’ però possibile agire contro l’utilizzazione odierna o futura di animali per cosmetici, rifiutando di acquistare i prodotti che necessitano nuove sperimentazioni animali. Esistono circa 9’000 sostanze validate per utilizzazione in cosmetologia. E’ già molto più del necessario per elaborare nuove e svariatissime gamme di prodotti. Sviluppare nuove sostanze è perfettamente inutile e condannabile quando ciò necessita che si torturino animali.
Elenco dei prodotti non testati sugli animali in Svizzera e Direttiva europea sui cosmetici
Tra le disposizioni della Direttiva europea sui cosmetici, figura ben inteso il divieto di effettuare sperimentazioni animali in seno all’Unione europea. Ma quello che è ancora più importante è il divieto di importare in seno all’UE sostanze testate sugli animali all’estero. Grazie a questa Direttiva, dovrebbe essere possibile, in futuro, commercializzare esclusivamente cosmetici non testati sugli animali.
Purtroppo questo non succederà nel breve termine. In primo luogo, la Direttiva continua ad autorizzare certi test sugli animali. La scadenza fissata al 2013 per la cessazione degli ultimi tre test tuttora autorizzati dovrebbe prossimamente essere rinviata al 2023. Inoltre, ci vorranno diversi anni prima che gli effetti della Direttiva comincino a farsi sentire in termini di importazione delle sostanze. Per finire, se il mercato svizzero dipende in gran parte da fornitori europei, non garantirà affatto l’origine dei prodotti in vendita.
In conclusione, non è domani che potremo sbarazzarci definitivamente dei prodotti cosmetici testati sugli animali.