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L'iniziativa popolare "Contro la cementificazione del nostro paesaggio (Iniziativa paesaggio)" crea incertezza giuridica e deve essere respinta. Lo raccomanda il Consiglio federale, che sostiene invece il controprogetto indiretto elaborato da una commissione della Camera dei cantoni. Oggi ha trasmesso al Parlamento un messaggio in questo senso.
Depositata lo scorso anno con 104'487 firme valide, l'iniziativa intende porre un chiaro freno alla cementificazione delle superfici naturali e dei terreni coltivati all'esterno delle zone edificabili, conferendo ai Cantoni la responsabilità diretta della protezione della natura e del paesaggio.
Secondo il testo, lanciato da Pro Natura, BirdLife Svizzera, Patrimonio svizzero e dalla Fondazione svizzera per la protezione e la pianificazione del paesaggio, il numero di edifici e la loro superficie nelle zone non edificabili dovrebbe rimanere invariato.
Il Consiglio federale accoglie favorevolmente l'orientamento dell'iniziativa, e in particolare il rafforzamento del principio di separazione proposto, così come l'auspicata limitazione del numero di edifici e della loro superficie per frenare la continua perdita di terreno coltivo, precisa in una nota. Ritiene tuttavia che il testo lasci aperte importanti questioni relative all'attuazione, e in particolare come l'auspicato obiettivo debba essere concretamente raggiunto.
Questi punti fondamentali dovrebbero perciò essere chiariti a livello legislativo, senza che dal testo dell'iniziativa si possano desumere direttive chiare al riguardo, prosegue l'Esecutivo, aggiungendo che non è neppure sufficientemente chiaro se le diverse disposizioni giuridiche in vigore, in particolare quelle che concernono le prescrizioni vigenti in materia di agricoltura non dipendente dal suolo, siano compatibili con l'articolo costituzionale proposto. Insomma, per il Consiglio federale in caso di "sì" all'iniziativa, il quadro giuridico in materia di costruzioni al di fuori delle zone edificabili rimarrebbe incerto per un lungo periodo di transizione.
La decisione di non appoggiare l'iniziativa era già stata presa il 18 dicembre 2020, ricorda il Governo, che ha pure rinunciato a proporre un suo controprogetto e preferisce appoggiare quello messo a punto dalla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S), che è in consultazione fino al 13 dicembre.
Il controprogetto mira a stabilizzare il numero di costruzioni al di fuori delle zone edificabili dando ai Cantoni un maggior margine di manovra, tenendo conto delle rispettive particolarità. Alcuni elementi della revisione della legge sulla pianificazione del territorio (LPT) integrano e concretizzano le richieste di fondo dell'iniziativa sul paesaggio.
Per stabilizzare il numero di edifici e impianti si prevedono, principalmente, contributi che coprano i costi per la demolizione delle strutture ubicate fuori delle zone edificabili. I contributi sarebbero finanziati dai Cantoni con la partecipazione della Confederazione.