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WASHINGTON- Lo stato Usa della Georgia ha dato il via libera definitivo a una maxi stretta sull'aborto, varando una legge che di fatto - accusano i critici - lo mette fuori legge, vietandolo fin dal momento in cui si rileva il primo battito cardiaco del feto. Dopo il voto dell'assemblea parlamentare, l'ultimo atto è ora la firma del governatore repubblicano Brian Kemp che sostiene il provvedimento.
L'ultima chance per contrastare la legge, che le associazioni per i diritti civili e molte associazioni mediche definiscono incostituzionale, è ora il ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti, dove però i movimento pro-life spera di rimettere in discussione la storica sentenza Roe v. Wade che nel 1973 legalizzò l'aborto.
L'obiettivo è quindi quello di riaprire anche a livello federale il dibattito sulla interruzione di gravidanza. Attualmente le donne in Georgia, uno degli stati Usa più conservatori, possono abortire entro le prime 20 settimane della gravidanza, mentre un battito cardiaco può essere rilevato in un feto anche di sei settimane, prima ancora che molte donne scoprano di essere incinte.