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BELLINZONA - «Il rischio di un cancro al polmone per alcuni dipendenti delle Officine di Bellinzona è molto elevato». Lo scrive la Suva, che assieme alle FFS sta collaborando per monitorare lo stato di salute di chi è stato esposto all'amianto. Per questo alcuni di loro, come riferisce oggi la Rsi, sono stati invitati a sottoporsi ad una TAC.
Il materiale rotabile costruito prima del 1990 poteva infatti contenere il minerale. Proprio per questo nel 2012 furono fermati i lavori di risanamento di 150 carrozze viaggiatori. Allora si parlò di una quindicina di operai esposti, ma la lista fornita dalle FFS alla Suva riguarda una quarantina di collaboratori. Fra di loro c'è anche Gianni Frizzo, storico rappresentante dell'Associazione "Giù le mani dalle Officine", che tuttavia da quest'anno è stato escluso dall'esame.
Per il momento secondo la Suva non ci sarebbe comunque stato alcun decesso causato dal cancro polmonare associato all'amianto. Una tesi questa messa in dubbio dallo stesso Frizzo.