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PARIGI - Si apre domani al tribunale di Pontoise, nei pressi di Parigi, il processo sull'incidente aereo del Concorde che, nel luglio del 2000, causò la morte di 113 persone segnando la fine del supersonico velivolo franco-britannico. L'udienza dovrebbe durare quattro mesi.
A distanza di dieci anni le circostanze del dramma restano ancora indeterminate. Il 25 luglio 2000 il Concorde di Air France, in partenza per New York, si era schiantato poco dopo il decollo dall'aeroporto parigino di Roissy-Charles de Gaulle, precipitando su un albergo, a Gonesse. Nello schianto erano morti 109 passeggeri, molti dei quali tedeschi, e 4 persone a terra.
Secondo le indagini ufficiali del Bea (l'Ufficio di indagini e analisi per gli incidenti aerei), il disastro fu provocato da una barra metallica in titanio persa da un DC-10 della Continental Airlines, decollato pochi minuti prima. La lamella forò una gomma del carrello principale del Concorde provocando l'incidente.
Sul banco degli imputati siederanno domani la Continental Airlines, accusata di omicidio colposo, due suoi dipendenti, due responsabili del programma Concorde e un ex responsabile della Direzione generale dell'aviazione civile (Dgac), garante della sicurezza del trasporto aereo in Francia.
Le indagini del Bea hanno scagionato la compagnia francese da ogni responsabilità. La versione ufficiale viene però contestata dalla Continental che, con il supporto di diverse testimonianze, sostiene che il Concorde prese fuoco "circa 800 metri prima" di incontrare la striscia metallica.
Il Concorde cessò il servizio il 24 ottobre 2003 ed effettuò l'ultimo volo il 26 novembre dello stesso anno.
SDA-ATS