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Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. Si è espresso in questi termini oggi a Milano il consigliere federale Didier Burkhalter, stilando un bilancio positivo della partecipazione elvetica all'Esposizione universale, ad un giorno dalla sua chiusura.
La Svizzera è stato il primo paese a confermare la propria presenza alla manifestazione e ora - ha rilevato il ministro degli esteri - 2,1 milioni di persone hanno visitato il padiglione svizzero.
"Volevamo mostrare che le relazioni fra Svizzera e Italia sono solide", ha sottolineato Burkhalter dopo aver visitato gli spazi allestiti dalla Confederazione nel capoluogo lombardo. Per discutere dei problemi sorti fra i due Paesi sono necessarie piattaforme come quella di Expo, ha aggiunto.
Il padiglione svizzero mostra in maniera eccezionale quanto ognuno di noi sia responsabile del proprio consumo, ha fatto notare il capo della diplomazia elvetica, aggiungendo come l'acqua, contenuta in una delle torri dell'edificio, rappresenti un soggetto di fondamentale importanza per la Confederazione.
Molte guerre nel mondo scoppiano a causa della sua carenza, ha dichiarato, prevedendo che queste crisi potranno essere risolte solo se saranno trovate soluzioni per la gestione dell'acqua a livello internazionale nei prossimi 10-15 anni. Questo è uno dei messaggi che deve sopravvivere alla chiusura dell'Expo, ha concluso.
Sono cinque i consiglieri federali che hanno visitato la manifestazione. Oltre a Burkhalter, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, Johann Schneider-Ammann, due volte, Alain Berset e Doris Leuthard. Ognuno di loro ha colto l'occasione per portare a Milano tematiche e dossier di propria competenza.
SDA-ATS