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È morto Rolf Bloch, ex presidente della Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI) e figura di spicco alla fine degli anni 90 nel dibattito sui cosiddetti fondi ebraici.
Il decesso, all'età di 84 anni, è stato comunicato oggi dal settimanale ebraico elvetico Tachles.
Giurista di formazione con laurea ottenuta a Berna, nel 1970 Bloch aveva assunto dal padre le redini dell'impresa famigliare Camille Bloch, attiva nel cioccolato.
Dal 1988 al 1992 è stato membro della direzione della FSCI, assumendo poi dal 1992 al 2000 la presidenza dell'organizzazione. Durante il periodo dell'acceso dibattito sul ruolo della Svizzera durante la Seconda guerra mondiale Bloch ha svolto un ruolo di mediatore tra gli interessi svizzeri e quelli ebraici.
Ha in particolare più volte difeso la Confederazione e la comunità ebraica elvetica dagli attacchi provenienti dall'estero. Di lui Tachles ricorda il motto "giustizia per gli ebrei e correttezza nei confronti della Svizzera", una linea di condotta che ha difeso anche in un'audizione davanti a una commissione della Camera dei rappresentanti americana.
Bloch è stato anche presidente del Fondo speciale per le vittime dell'Olocausto e in tale veste si è impegnato a far sì che i versamenti fossero effettuati non solo per gli ebrei, bensì anche per gli zingari e altre vittime dei nazisti. Alla domanda se le altre comunità non fossero in concorrenza finanziaria con quella ebraica, rispose: "non sono state in concorrenza nelle camere a gas, non lo sono nemmeno ora", riferisce Tachles.
SDA-ATS