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Prezzo d'entrata: CHF 5 -
La mostra è aperta il sabato e la domenica.
Il patrimonio boschivo è sempre stato un elemento fondamentale dell'economia rurale del Cantone Ticino, nutrendo, proteggendo e riscaldando i nostri padri.
Il legname - in passato molto sfruttato sia quale elemento da opera sia quale fonte di riscaldamento - si presentava infatti come una delle materie prime più utilizzate, non solo per il sostentamento indigeno ma anche per l'esportazione.
Ma in seguito a uno sfruttamento che superava ampiamente l'accrescimento naturale, soprattutto nell'Ottocento, a cui si sommarono le disastrose alluvioni del 1839 e del 1868, la Confederazione emanò severe norme di protezione, basate sul principio che la superficie boschiva non potesse essere ulteriormente ridotta, ma si dovesse invece fare il possibile per aumentarla.
A poco a poco si rivelò possibile invertire la tendenza e, dalla metà del Novecento la trasformazione dell'economia subì una rapida accelerazione. Si passò insomma da una fase di sovra-utilizzazione a una di sotto-utilizzazione che favorì uno sviluppo inusitato della vegetazione arborea.
La mostra vuole illustrare come il bosco, elemento naturale e di svago, veniva gestito, descrivendone in particolare i prodotti ed i mestieri praticati e valorizzandone l'essenzialità per la vita del nostro pianeta