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NEW YORK - Gli studenti della Columbia si sentono traditi dalla prestigiosa università newyorkese e per questo hanno deciso di avviare uno sciopero che potrebbe durare a lungo.
In una lettera aperta alla direzione, hanno chiesto prima di tutto che, in questo lungo periodo di restrizioni a causa del Covid-19, la retta scolastica sia meno onerosa e che i diritti degli studenti vengano messi in primo piano nelle scelte manageriali della Ivy League. «Durante la pandemia, molti non sono riusciti a trovare lavoro per mantenersi. Inoltre» ci spiega Willem Morris, originario del Montana, studente di storia alla Columbia, oggi tra i promotori dello sciopero «è molto più difficile studiare e apprendere attraverso le lezioni online, è impossibile assicurare la stessa qualità».
Quello che Young Democratic Socialists of America (YDSA), l'organizzazione che ha dato vita all'iniziativa, trova attualmente insopportabile è dover spendere circa 60mila dollari (all'anno) per seguire i professori su Zoom o altre piattaforme. A causa delle restrizioni, viene a mancare uno dei motivi più importanti per cui la Columbia è così ambita dai ragazzi di tutto il mondo e cioè: «l’impossibilità di poter creare connessioni con insegnanti e altri studenti, ma anche la possibilità di fare stage» per accrescere l'esperienza e il curriculum, ci dice ancora Willem.
Lo sciopero, iniziato in sordina ormai da qualche mese, ha portato almeno 1000 studenti a decidere di non pagare la retta questo semestre. Ma non ci sono solo motivazioni economiche alla base di questo malcontento nei confronti dell'Università americana che si trova a Manhattan, sulla 116esima strada. I ragazzi l’accusano di non ascoltare la loro voce e di non prendere in considerazione le volontà del corpo studentesco. «Ad esempio, la Columbia ha avviato un processo di espansione di oltre sei miliardi di dollari nel quartiere storico di Harlem, causando la perdita della casa per molti residenti che non potevano più permettersi quelle cifre» racconta Matthew Gamero, una delle principali voci di questo sciopero, al secondo anno di Scienze Politiche. «È inaccettabile, soprattutto ora che trovare abitazioni a prezzi abbordabili è così raro. Noi chiediamo che la nostra Università smetta di operare come fosse un'agenzia immobiliare e si impegni ad agire tenendo conto dei valori dei suoi studenti e di tutti i lavoratori in generale».
Gli studenti della Columbia si sentono traditi dalla prestigiosa università newyorkese e per questo hanno deciso di avviare uno sciopero che potrebbe durare a lungo.