Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/139344

<h2>SubmittedText<h2><p>Richiamati i compiti di sorveglianza di cui all'articolo 360b capoversi 3 a 5 del Codice delle obbligazioni e all'articolo 7 capoverso 1 lettera b della legge sui lavoratori distaccati (LDist), il Consiglio federale è invitato a proporre al Parlamento una modifica dell'articolo 7a LDist, al fine di compensare in maniera più equa i costi di controllo del mercato del lavoro.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Le misure collaterali sono fondamentali e bisogna garantire che la loro esecuzione sia efficace e conforme alla legge. Di conseguenza, secondo l'articolo 7 della legge sui lavoratori distaccati (LDist), i cantoni devono disporre di un numero di ispettori sufficiente.</p><p>Gli oneri salariali generati da questi ispettori e finanziati per metà della Confederazione comprendono tutte le attività di verifica e di osservazione del mercato del lavoro. Ciò riguarda non solo le attività di controllo in quanto tali, ma anche i costi dei lavori amministrativi e il follow up dei controlli.</p><p>2. L'esecuzione della LDist, in particolare il controllo del rispetto dei salari minimi previsti dai contratti normali di lavoro e l'osservazione del mercato del lavoro, è di competenza dei cantoni che in tal modo devono finanziarne l'attuazione. Sebbene la Confederazione si assuma la metà delle spese salariali degli ispettori cantonali (cfr. risposta 1), ciò non toglie nulla alla competenza e alla responsabilità dei cantoni. Non è opportuno, pertanto, aumentare la quota versata dalla Confederazione.</p><p>Inoltre il processo di pianificazione degli obiettivi dei controlli tiene conto delle specificità di ciascun cantone. Il numero di ispettori necessari è definito su questa base, tenendo conto anche di altre peculiarità e, in una certa misura, della strategia di controllo del cantone.</p><p>Queste esigenze vengono concretizzate negli accordi di prestazioni che il DEFR stipula con i cantoni. Il DEFR e i cantoni concordano il numero di ispettori secondo le particolarità di una regione e gli obiettivi di controllo da raggiungere. Siccome gli accordi vengono rinnovati ogni due anni, l'accordo può essere adeguato quando un cantone - specialmente se frontaliero - fa registrare un aumento delle proprie esigenze. La cosa si è già verificata per il cantone Ticino, per esempio.</p><p>Inoltre, nel quadro delle nuove disposizioni introdotte per combattere il fenomeno della pseudo-indipendenza, i costi supplementari occasionati sono stati integrati nell'indennità versata ai cantoni.</p><p>Concludendo, grazie alla flessibilità delle basi legali attuali è possibile indennizzare i compiti di esecuzione dei cantoni e di aumentarne il finanziamento quando ve ne è la necessità.</p><p>Il 9 febbraio 2014 popolo e cantoni hanno accettato l'iniziativa "No all'immigrazione di massa". Il Consiglio federale esaminerà entro il prossimo mese di giugno 2014 le possibili modalità di mantenere le misure collaterali in un sistema di contingentamento.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.