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"Entro cinque giorni" inizierà un nuovo processo contro la leader dell'opposizione ucraina, Iulia Timoshenko, già dietro le sbarre dal 5 agosto scorso per un controverso contratto per la fornitura di gas russo siglato quando era premier. Lo fa sapere il vice procuratore generale d'Ucraina, Ievhen Blazhivski, citato dall'agenzia Interfax.
Il nuovo processo vedrà l'eroina della Rivoluzione Arancione accusata di malversazione ed evasione fiscale per un totale di oltre 18 milioni di dollari. I reati sarebbero stati commessi nell'ambito dell'attività della Sistemi energetici uniti d'Ucraina, società di cui l'eroina l'ex lady di ferro è stata presidente dal 1995 al 1997.
L'ex premier è stata condannata a sette anni di reclusione per abuso di potere perché nel 2009 avrebbe ordinato alla società energetica statale Naftogaz di siglare un accordo con Mosca, giudicato "svantaggioso" per l'Ucraina, per le forniture di metano senza il parere del governo da lei guidato. Quello stesso accordo tre anni fa mise fine a una guerra del gas con la Russia che durava da due settimane e che aveva lasciato al freddo mezza Europa. La Timoshenko è stata inoltre condannata a rimborsare alla Naftogaz il presunto danno causato dagli accordi con Mosca, circa 137 milioni di euro.