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Presentazione dell'Ente
Il patriziato di Sonvico si estende su una superficie di ca 700 ha.
È ubicato ai piedi dei Denti della Vecchia. Confina a sud con Villa Luganese a nord con Cimadera a ovest con vari comuni della Capriasca.
STORIA
Nel 1146 “ SOMVICHO” il nome deriva in pratica dai termini “Sommo“ e “Vico“. Durante il medioevo Sonvico costituiva dapprima una “corte, poi una “ signoria“ e quindi una “Castellana“ che comprendeva diversi villaggi vicini.
Il patriziato di Sonvico come oggi lo conosciamo è in realtà un’istituzione di origine antica, erede morale e materiale della medievale “Vicinanza”, ossia della struttura di tipo comunitario che reggeva quella comunità che dal XIV secolo è menzionata anche col nome di "Castellanza" e che si occupava soprattutto dell’amministrazione e della difesa dei diritti collettivi e dei beni comuni.
ORIGINI
I beni fondiari della comunità e i diritti collettivi che vi erano connessi, in epoca medievale e moderna erano amministrati dall’Assemblea della Vicinanza (a cui partecipavano i capifuoco di tutte le famiglie originarie del paese). Ai Vicini di Sonvico spettava il diritto al “godimento” di tali beni. I pascoli, in particolare, venivano goduti pro indiviso, ossia erano “proprietà privata” dell’intera comunità. Altri beni comuni, quali in particolar modo la legna, venivano poi suddivisi in “sorti”, o “parti”; altri ancora (come la Stampa) erano dati in affitto dalla comunità ai privati, che ripartiva i lotti e deliberava gli appalti.
L’Assemblea delegava poi a due Consoli l’applicazione delle sue delibere e l’amministrazione della giustizia. Oltre ai consoli, alcuni Consiglieri si occupavano di "fare, consigliare e amministrare ogni e qualunque interesse dei detti comuni, di regolare le taglie ed agravii da imporsi" (Statuti 1473). Venivano infine nominati degli ufficiali minori, quali il Camparo (con mansioni di polizia agreste) e l’Esattore (incaricato della riscossione delle taglie).
Beneficiaria nel XV secolo di diverse franchigie e concessioni ducali, in epoca sforzesca la comunità – che già il 13 gennaio 1415 aveva ricevuto da Filippo Maria Visconti il suo stemma e i sigilli – raccoglie le sue leggi e i suoi costumi consolidati nel Libbro degli Statuti della Magnifica Comunità di Sonvico (1473).
LA NASCITA DEL MODERNO PATRIZIATO
Sul finire del XVIII secolo, prima dei mutamenti politico-istituzionali che lentamente porteranno a una radicale modifica delle strutture comunitarie tradizionali, la Vicinanza di Sonvico è ancora retta dagli antichi organi d’origine medievale.
Nel 1798 però le armate francesi, che penetrano all’interno del territorio svizzero, portano nel paese nuove istituzioni politiche di stampo repubblicano e rivoluzionario. Benché sul piano legislativo il nuovo sistema non sia responsabile di cambiamenti di grande peso nelle istituzioni locali, gli avvenimenti contribuiscono a promuovere il passaggio da una società basata sui legami di parentela e sul diritto consuetudinario a un’istituzione di tipo moderno, compresa all’interno dell’istituzione superiore dello Stato. A Sonvico però per lungo tempo il sistema rimarrà perlopiù inalterato, tanto che qualche anno dopo il Consiglio esecutivo dovrà ancora intimare al Comune di Sonvico di nominare una Municipalità secondo le norme stabilite.
Come molte altre comunità locali, fortemente gelose dei propri diritti comuni e legate a una concezione difensiva dei beni territoriali, Sonvico nutre in quell’epoca una forte diffidenza nei confronti delle nuove istituzioni, che minacciano di stravolgere le autonomie locali tradizionali.
Finalmente, poco dopo l’emanazione della Costituzione della Mediazione (1803), che stabiliva un equilibrio e un compromesso tra le rivendicazioni tradizionaliste e il rinnovamento rivoluzionario, la comunità di Sonvico, conformemente alla legge, nomina in sostituzione dei consoli un sindaco e due aggiunti, e istituisce un Consiglio municipale.
Nonostante le resistenze, ha inizio da questo momento una lenta trasformazione istituzionale. A partire dagli anni Trenta del XIX secolo, lentamente matura uno sdoppiamento del sistema legislativo: da una parte andrà sviluppandosi un’assemblea a cui partecipano tutti i cittadini attivi (Assemblea comunale) incaricata degli affari politici, dall’altra un’assemblea dei cittadini patrizi (Assemblea patriziale) incaricata degli affari patriziali. Una sempre maggiore distinzione e diversificazione dei compiti tra Assemblea comunale e Assemblea patriziale porta poi nel 1846 all’elezione di una Commisione Patriziale. La Commissione sarà da quel momento incaricata della gestione dei beni patriziali, dei crediti, delle tenute, dei boschi e di tutto quello che appartiene al Patriziato.
IL PATRIZIATO NEL XX E XXI SECOLO
Agli inizi del XX secolo il Patriziato di Sonvico contribuisce con 52'000 franchi in azioni alla costruzione della ferrovia a scartamento ridotto della Lugano-Cadro-Dino (LCD), inaugurata nel 1911 e rimasta in funzione sino alla fine degli anni Settanta.
Nel corso dei due decenni successivi, poi, il Patriziato è impegnato soprattutto nella costruzione della nuova Strada Circolare che da Pé d'Arla deve unire Sonvico alla Val Colla passando da Treció, e che già era stata discussa nel 1898.