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La Lega dei Ticinesi, con un comunicato stampa, esprime la propria delusione per il voto odierno del Consiglio nazionale, che a strettissima maggioranza (98 voti a 96, con due astensioni) ha deciso di approvare un cambiamento nella legge per la riesportazione, rendendola possibile se il Consiglio di sicurezza dell'ONU dichiara in una risoluzione una violazione del divieto dell'uso della forza ai sensi del diritto internazionale.
Per il movimento di Via Monte Boglia, con questa decisione il Consiglio nazionale “cede ancora una volta a pressioni estere, di esprimere quello che di fatto è un segnale politico a favore della riesportazione di materiale bellico, pur respingendo la variante più estrema e gravida di conseguenze”.
Se questo cambiamento fosse avvallato dal Consiglio degli Stati, per la Lega “la partitocrazia assesta una nuova spallata alla neutralità svizzera, che dall’inizio della guerra in Ucraina è stata progressivamente e sistematicamente svuotata di significato, con la tattica del salame (una fetta alla volta)”.
La conseguenza è che “si danneggia il ruolo internazionale della Svizzera e anche la causa della pace, privando il mondo di un terreno neutrale di negoziazione”.
La Lega dei Ticinesi – conclude il comunicato - ribadisce con forza la necessità di un ritorno alla neutralità integrale, ed invita a sottoscrivere la relativa iniziativa popolare federale.