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Il sistema di voto elettronico elaborato dalla Posta non soddisfa le esigenze imposte dalla Confederazione. Lo ha fatto sapere, in una presa di posizione, la Cancelleria federale dopo che venerdì scorso il "gigante giallo" ha ritirato il proprio progetto, promettendone uno nuovo per il 2020.
Prima della scadenza delle elezioni del prossimo ottobre, la Cancelleria federale ha fatto verificare il sistema da esperti indipendenti, si legge in una nota. "Sulla base dei risultati di questa indagine è giunta alla conclusione che allo stato attuale non soddisfa i requisiti del diritto federale e che non c'è abbastanza tempo per renderlo conforme".
Il sistema di voto elettronico della Posta, già adottato da Basilea Città, Friburgo, Neuchâtel e Turgovia, era già stato sospeso in primavera perché risultato insoddisfacente in termini di sicurezza. Tra il 25 febbraio e il 24 marzo, la piattaforma internet era stata volutamente sottoposta agli attacchi degli hacker, che vi avevano individuato falle rilevanti. Il 26 giugno il Consiglio federale aveva peraltro deciso di rinunciare all'e-voting come modalità di voto ordinaria.
I quattro cantoni interessati non potranno quindi offrire ai propri cittadini all'estero la possibilità di votare il 20 ottobre fuori dal territorio nazionale tramite computer. Friburgo e Neuchâtel hanno già contattato La Posta per richiedere risarcimenti. Turgovia intende agire nello stesso modo e Basilea Città analizzerà i contratti con il "gigante giallo" prima di prendere una decisione.