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Durante l'assemblea dei delegati Plr, svoltasi on line, la presidente Petra Gössi ha auspicato una chiara strategia di uscita dalle misure restrittive imposte per far fronte all'epidemia di Covid-19. Il piano del partito, che si estende su 100 giorni, "mostra la strada da seguire", ha affermato. Le priorità attuali sono proteggere, indennizzare e vaccinare, ha detto la consigliera nazionale svittese. Per la protezione individuale contro il coronavirus servono incentivi; le "insensate" regole di quarantena devono scomparire e gli indennizzi nei cantoni vanno "accelerati e migliorati". Gössi ha anche criticato il piano vaccinale, a suo avviso partito malamente. Le libertà sono fortemente limitate e questo fa particolarmente male ai liberali radicali, ha sottolineato ancora la presidente, auspicando un rapido ritorno alla normalità.
"Anche il Consiglio federale si sta stufando della pandemia di Covid-19. Ma la crisi non è ancora finita", ha ammonito dal canto suo il consigliere federale Ignazio Cassis. Con le varianti del coronavirus in circolazione, il numero di casi potrebbe aumentare ancora, ha avvertito. Un nuovo confinamento sarebbe il peggiore scenario immaginabile e va "assolutamente evitato". Società, federalismo ed economia devono tornare a vivere normalmente.
Dopo i discorsi i delegati, con 146 voti contro 31, hanno raccomandato al popolo di accogliere la Legge COVID-19, combattuta da un referendum e sottoposta al voto il prossimo 13 giugno. La norma è voluta per dare una base legale alle misure adottate dal governo nell'ambito della pandemia da coronavirus. Gli argomenti del comitato referendario contro la Legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all'epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19) sono "privi di logica", hanno affermato vari delegati.