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Dal 1° gennaio 2013, il diritto contabile è cambiato. La differenziazione si fa ormai a seconda della grandezza dell’impresa piuttosto che secondo la sua forma giuridica.
Il nuovo diritto contabile, entrato in vigore all'inizio del 2013, stabilisce una distinzione tra le imprese in funzione della loro importanza economica. Le implicazioni variano a seconda che si tratti di una micro impresa, di un'impresa di media grandezza o di una grande impresa. Le spiegazioni di René Buchmann, Presidente della Commissione per la presentazione dei conti alla Camera Fiduciaria e di Benjamin Chapuis, professore presso l'Alta scuola dei gestione ARC di Neuchâtel.
Qual è lo scopo di questo cambiamento legislativo in fatto di diritto contabile?
Benjamin Chapuis: Si tratta di modernizzare il diritto contabile che risale al 1936 stabilendo una base coerente per tutte le forme giuridiche d'impresa.
René Buchmann: L'idea principale consiste nel restare neutri rispetto alla forma giuridica dell'impresa. In particolare per le questioni fiscali.
In cosa consiste concretamente questo cambiamento e cosa implica per le PMI?
Chapuis: Le esigenze non dipendono più dalle forme giuridiche delle imprese ma dalla loro importanza economica. Le imprese individuali e le società di persone la cui cifra d'affari non supera CHF 500'000 possono tenere una contabilità semplificata. Solo in questo caso devono tenere una contabilità relativa alle entrate, le uscite e lo stato patrimoniale. Non vi sono molti cambiamenti per loro.
Buchmann: Le grandi imprese, ovvero quelle il cui bilancio totale supera CHF 20 milioni, la cifra d'affari CHF 40 milioni o il numero di 250 impiegati, dovranno soddisfare esigenze supplementari per quanto riguarda la contabilità.
Quando entrerà in vigore questa nuova legislazione?
Chapuis: Questo nuovo diritto, fissato agli articoli compresi tra 957 e 963 del Codice delle obbligazioni, è entrato in vigore il 1° gennaio 2013. Ciononostante, le imprese beneficiano di un termine transitorio che va dai due ai tre anni per conformarsi. Per le PMI implicate, queste direttive dovranno essere messe in atto al più tardi entro l'esercizio 2015.
Buchmann: Le grandi società che dovranno presentare una contabilità consolidata dispongono di un anno supplementare. Per le PMI è un buon momento per fare una diagnosi. Possono rivolgersi al loro fiduciario o al loro revisore per sapere di quale categoria fanno parte e quali adattamenti devono mettere in atto.
Cosa è rimasto invariato in fatto di contabilità per le PMI?
Buchamnn: In linea di massima non dovrebbero esservi ripercussioni negative sulla base imponibile aggregata. Questo significa che per gli aspetti fiscali continueranno a far fede i conti statutari.
Chapuis: Si può menzionare, in proposito, che le riserve latenti potranno continuare ad essere costituite. Il principio di prudenza è quindi sempre rispettato e questo implica che si potrà continuare a pianificare in maniera ottimale la propria fiscalità. SI tratta di un aspetto positivo per le imprese svizzere, dato che le riserve permettono anche di conservare delle liquidità e di cavarsela meglio in caso alti e bassi o di crisi. Riassumendo, si offre il diritto di presentare l'impresa in maniera più sfavorevole rispetto alla realtà.
Buchmann: Vi sono evidentemente dei limiti fiscali da rispettare. Inoltre, l'annesso deve contenere l'ammontare globale proveniente dalla dissoluzione delle riserve di sostituzione e delle riserve occulte supplementari dissolte. Questo nella misura in cui questo ammontare superi l'ammontare globale delle riserve simili create nuovamente e se la presentazione del risultato economico ne esce sensibilmente migliorata.
Per quanto tempo vanno conservati i giustificativi?
Chapuis: La durata dell'archiviazione è di dieci anni. I giustificativi comprendono il libro contabile, ovvero la contabilità vera e propria, ma pure le varie fatture, il rapporto di gestione ed il rapporto di revisione. La corrispondenza commerciale non dovrà più essere legalmente conservata durante questo periodo, pur se si raccomanda vivamente di farlo.
Quali sono le principali nuove esigenze per quanto concerne la struttura del bilancio?
Buchmann: Questo aspetto è menzionato nell'articolo 959 del Codice delle obbligazioni. Esso stabilisce cosa è necessario mettere nel bilancio, nel conto dei risultati ed anche nell'annesso, in particolare in materia di gestione dei rischi nel momento in cui è stato apportato uno sgravio importante.
Chapuis: La valutazione relativa ai rischi non è più richiesta nell'annesso, ma si raccomanda di inserirla comunque.
Per concludere, quali consigli dareste in proposito ai responsabili di PMI per le settimane o i mesi futuri?
Buchmann: Non vi è motivo per farsi prendere dal panico. È necessario cominciare ad analizzare gli impatti per la contabilità generale a seconda della fascia alla quale si appartiene. Bisogna verificare in particolare con il proprio fiduciario o il proprio revisore quali cambiamenti avverranno, ad esempio se una consolidazione sarà necessaria o meno.