Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01214.jsonl.gz/979

Non è ancora nota la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da 9 ex procuratori pubblici (Paolo Bernasconi, John Noseda, Bruno Balestra, Mario Branda, Luca Maghetti, Luigi Mattei, Marco Mona, Pietro Simona, Emanuele Stauffer, ndr) contro la votazione federale sulla nuova Legge sulle misure di polizia per la lotta contro il terrorismo. Nel frattempo i ricorrenti, patrocinati da Paolo Bernasconi, si sono rivolti al Tribunale di Losanna. Una scelta più diretta per arrivare a una decisione in tempo utile. Il motivo del ricorso: chiare e manifeste irregolarità riguardanti la procedura di votazione e l’informazione alla popolazione. Ricorsi simili sono stati presentati anche in altri cantoni. Alla base del ricorso, la convinzione che l’opuscolo informativo fornito dalle autorità, contenga false informazioni in merito all’oggetto in votazione, ciò che lederebbe il diritto costituzionale a tutela della libera formazione dell’opinione pubblica (art. 34 della Costituzione federale).
Prima di loro, l’ex giudice federale Niccolò Raselli si è rivolto alla massima istanza giudiziaria svizzera e al Consiglio di Stato del suo cantone. Le motivazioni sono sostanzialmente le stesse: le autorità avrebbero trasmesso informazioni false sull’oggetto in votazione. Niccolò Raselli, che è stato presidente del Tribunale d’appello e del Tribunale amministrativo del Canton Obvaldo, e giudice federale dal 1995 al 2012, ha così ribaltato i termini della questione, dando al Tribunale federale il tempo utile per decidere. Secondo la legge federale sui diritti politici, tali ricorsi devono essere presentati al governo cantonale che di regola risponde entro dieci giorni non entrando in materia trattandosi di una materia federale.