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Bisogna tener conto di 500-800 carovane straniere in Svizzera tra marzo e settembre. Questo numero sale a 1200-1500 tra luglio e agosto. I nomadi dispongono attualmente di quattro aree di transito a Domat/Ems (GR), Kaiseraugst (AG), Rennaz (VD) e Martigny (VS), per un totale di 110 posti per carovane: "una situazione insostenibile", secondo la SPM.
Numerosi cantoni fanno fatica a rispettare il numero di aree legali per i nomadi, "una situazione deplorata sia dagli interessati che dalla polizia", secondo il rapporto "Rom nomadi in Svizzera", che ha interpellato anche cinque agenti di polizia sull'argomento.
Secondo i cinque poliziotti, bisognerebbe formare meglio il corpo di polizia sulla storia, la cultura e il modo di vivere dei rom nomadi. Questo poiché oggigiorno sono loro ad occuparsi per la maggior parte del tempo dei controlli e della messa in atto di infrastrutture necessarie ai nomadi. A loro avviso, inoltre, la presenza di rom non fa aumentare la criminalità.
Per questo rapporto sono stati interpellati 29 rom nomadi di differenti fasce d'età "che dispongono di un lavoro e si trovano sulla strada tra i sei e i nove mesi all'anno attraverso l'Europa". A loro avviso, la Svizzera dovrebbe disporre di almeno 200-300 aree di accoglienza, evitando in questo modo l'occupazione abusiva in campi agricoli. Secondo loro, ogni città dovrebbe averne almeno una e le più importanti da due a cinque.
I rom nomadi vorrebbero inoltre essere autorizzati a soggiornare almeno due o tre mesi. Chiedono pure che "le aree di accoglienza non pratichino più discriminazione tra nomadi di nazionalità svizzera e straniera". Nel rapporto si afferma che esistono in totale una trentina di aree d'accoglienza in Svizzera, ma molte sono riservate alle minoranze di nomadi svizzeri, come a Winterthur (ZH) o Liestal (BL).
I rom interpellati giudicano pure i prezzi svizzeri di soggiorno, che oscillano tra gli 8 e i 13 franchi al giorno e per carovana, eccessivi rispetto a quelli richiesti in Francia, da 1 a 6 euro, Paese giudicato "esemplare" in questo ambito.
La SPM e la VSRS vogliono quindi creare nuove aree di accoglienza e integrare nelle decisioni i rom interessati. Chiedono inoltre di equipaggiare questi luoghi per un soggiorno di numerosi mesi e di dare la gestione delle aree a privati piuttosto che alla polizia. Sollecitano infine delle mediazioni assicurate ai membri delle comunità di sinti e rom.