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Un giudice della Corte suprema dello Stato di New York ha respinto le accuse di frode contro Paul Manafort, ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, invocando il principio che non si può essere perseguiti due volte per la stessa vicenda.
Manafort sta scontando una condanna a sette anni e mezzo per vari reati federali, dall'evasione fiscale alla frode bancaria, contestati in un processo nato da una costola del Russiagate.
Il procuratore (democratico) di New York Cyrus Vance, che ha preannunciato appello, lo aveva incriminato in marzo con 16 capi di imputazione, compresa una frode per un mutuo immobiliare: un tentativo, secondo i media americani, di garantire che Manafort continui a pagare per le sue responsabilità nel caso di una grazia presidenziale.
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