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A causa della situazione epidemiologica e delle ulteriori restrizioni imposte alle attività economiche, il Consiglio federale ha deciso di allentare le condizioni che un'impresa deve soddisfare per percepire gli aiuti destinati ai casi di rigore. Ora, le aziende che a partire dal 1 novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su ordine delle autorità, sono da considerarsi casi di rigore senza dover dare prova di un calo del giro d'affari.
Inoltre, si può tenere conto anche della flessione del fatturato registrata nel 2021, indica una nota governativa odierna.
Il limite massimo per i contributi a fondo perso viene aumentato al 20% del giro d'affari o a 750 000 franchi per impresa. La modifica dell'ordinanza consente di sostenere i casi di rigore su larga scala. Già nel mese di gennaio più della metà dei Cantoni fornisce questo tipo di sostegno e in febbraio quasi tutti i Cantoni dovrebbero essere in grado di fare altrettanto, precisa il governo.
Dall'inizio della pandemia di coronavirus il Consiglio federale ha deciso una serie di provvedimenti per attenuare le conseguenze economiche. L'indennità per lavoro ridotto e l'indennità di perdita di guadagno coprono, a seconda del settore, tra la metà e i due terzi delle perdite della giro d'affari, detratte le prestazioni preliminari.
Nella sessione invernale, entrambi i provvedimenti sono stati rafforzati in modo sostanziale. Con il programma di crediti COVID-19, in primavera la Confederazione ha concesso alle imprese mutui garantiti da fideiussioni per un valore complessivo di 17 miliardi di franchi.
Nei Cantoni sono stati avviati programmi che mettono a disposizione dei casi di rigore complessivamente circa 2,5 miliardi di franchi, a cui la Confederazione partecipa per due terzi (1,9 mia). Già nel mese in corso più della metà dei Cantoni versa i primi aiuti per i casi di rigore. In febbraio, tutti i Cantoni, con poche eccezioni, saranno in grado di concedere contributi tramite un programma per i casi di rigore. I programmi cantonali sono pertanto adatti a fornire un rapido aiuto alle imprese particolarmente colpite dalla pandemia di COVID-19, precisa il Governo.
I Cantoni possono ora versare a tutte le imprese contributi fino al 20% del fatturato annuale (finora 10 %) e fino a 750 000 franchi (finora: 500 000 frs.). Questo aumento è inteso a considerare meglio le imprese con una quota elevata di costi fissi. In tal modo è pure possibile coprire un'eventuale proroga delle chiusure oltre la fine di febbraio 2021.
I Cantoni possono addirittura aumentare il limite massimo assoluto degli aiuti fino a 1,5 milione di franchi, a condizione che i proprietari apportino almeno in ugual misura capitale proprio supplementare o i finanziatori rinuncino ai loro crediti, sottolinea ancora la nota governativa