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La Cina chiama in aiuto (anche) il Ticino
SwissTXT / pab
11.2.2020 - 21:22
La Cina chiama, il Ticino... non può rispondere. La scorsa settimana il Governo cinese, per tramite della Camera di commercio Svizzera-Cina, ha formalmente chiesto la possibilità di ottenere l'invio del materiale sanitario di cui il paese asiatico ha urgentemente bisogno a causa del coronavirus.
Richiesta che tuttavia non può, per il momento, avere un seguito. E non può averlo perché sul territorio cantonale non ci sono aziende produttrici degli articoli di cui la Cina, in piena emergenza per l'epidemia,ha specialmente bisogno.
Vale a dire: mascherine filtranti (le cosiddette KN95) e chirurgiche; gli occhiali protettivi e le tute per il personale sanitario.
Si tenta di rispondere alle richieste di Pechino
Alex Chung, responsabile ticinese della camera di commercio Svizzera-Cina, si sta muovendo per tentare di rispondere alle richieste di Pechino. Ma le aziende che fanno parte di Farma Industria Ticino, ad esempio, producono medicamenti e non articoli sanitari.
Si stanno anche sondando quelle ditte che esportano il materiale di cui la Cina ha urgenza.
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