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LAS VEGAS - Sembra fantascienza, e sono molto simili a quelli di una nota, e alquanto terrificante, puntata della serie Black Mirror, ma questa volta sono reali, e pure funzionali.
Si tratta dei cani robot "Robot Dogs", sviluppati dalla Ghost Robotics e testati settimana scorsa dall'aeronautica militare statunitense per effettuare la messa in sicurezza del perimetro di una base militare: quella di Nellis, vicino a Las Vegas.
Più nel dettaglio, come viene spiegato in un comunicato ufficiale dell'aeronautica, i robot sono stati mandati all'esterno di un velivolo atterrato in "terra ostile" per cercare e scoprire eventuali minacce, prima che gli esseri umani ne vengano esposti.
«Abbiamo impiegato i cani robot», ha detto il Sgt. Lee Boston, a capo della squadra per l'esercitazione, «che fanno parte di una nuova tecnologia che stiamo testando». Durante l'operazione «i cani ci hanno permesso di avere una visuale dell'area, mentre i nostri uomini sono potuti rimanere vicini all'aereo» per le operazioni di riparazione e rifornimento.
L'esercizio di prova ha avuto successo, e i robot quadrupedi, che fanno parte di un sistema avanzato di gestione degli scontri (ABMS, Advanced Battle Management System), hanno soddisfatto l'Air Force.
Il modello specifico dei robot sviluppati dalla Ghost Robotics è noto come Vision 60, o chiamato dall'azienda Q-UGV (Quadrupedale Unmanned Ground Vehicle). Il "cane" è stato sviluppato principalmente per ispezioni a distanza, missioni di intelligence (distribuire e mettere in sicurezza dati sensibili), ricognizioni e ordini di sorveglianza.
L'ABMS è un sistema digitale (che usa anche reti 5G e sistemi d'intelligenza artificiale) progettato per raccogliere, elaborare e condividere dati strategici tra le forze statunitensi, e alleate, praticamente in tempo reale. Quest'anno il sistema è stato utilizzato con dati e comunicazioni fornite anche dai satelliti Starlink, della SpaceX di Elon Musk.
L'aeronautica statunitense considera il nuovo sistema una priorità, e ha dedicato 3,3 miliardi di dollari in cinque anni per svilupparlo e distribuirlo. È possibile che vedremo quindi, in un futuro non troppo lontano, robot sempre più ottimizzati per accompagnare il personale umano in diversi tipi di operazioni.
Sembra fantascienza, e sono molto simili a quelli di una nota, e alquanto terrificante, puntata della serie Black Mirror, ma questa volta sono reali, e pure funzionali.