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TOKYO - Con una decisione unanime il cda di Nissan decide il licenziamento del presidente Carlos Ghosn, dopo quasi 20 anni al vertice del secondo gruppo mondiale dell'auto, composto dalla francese Renault e l'altra casa nipponica Mitsubishi Motors.
Il tycoon 64enne, descritto con un carattere egocentrico e dalla personalità accentratrice, era stato arrestato lo scorso lunedì a Tokyo, con l'accusa di violazione della legge finanziaria in tema di compensi.
Le autorità giapponesi sospettano che abbia dichiarato appena la metà dei 5 miliardi di yen, l'equivalente di 44 milioni di franchi, guadagnati negli ultimi cinque anni, oltre ad aver compiuto una serie di operazioni illecite con i proventi dell'azienda.
Assieme a Ghosn è stato fatto fuori anche il suo 'confidente', il direttore operativo Greg Kelly, delegato a insabbiare i misfatti dell'ex tycoon. Una riunione straordinaria degli azionisti, si renderebbe necessaria a questo punto per estromettere i due sospettati anche dalla composizione del cda, vista la necessità del voto allargato degli shareholders.
Nel frattempo i due ex dirigenti saranno detenuti in un centro penitenziario a nord della capitale almeno fino al termine della prossima settimana, malgrado non sia stata formalizzata alcuna incriminazione nei loro confronti, né si conoscano i resoconti delle interrogazioni. Discrepanze legali che, secondo gli analisti, sono alla base dello scetticismo della Renault, il principale partner dell'alleanza. All'indomani dell'arresto, infatti, lo scorso martedì il cda della casa transalpina aveva deciso di mantenere Ghosn nel suo attuale doppio incarico di presidente e amministratore delegato, ribadendo di non essere in grado di verificare le accuse dell'indagine attualmente in corso a Tokyo.
L'ambasciatore francese a Tokyo si è intanto recato a fare visita a Ghosn al centro detentivo, con una mossa che ha spiazzato le autorità investigative nipponiche. L'uscita di scena del top manager di origine libanese, secondo gli analisti, servirà a riequilibrare il rapporto di valore tra le due case auto - che fino ad ora penalizzava la Nissan. Renault possiede il 43,4% della partner giapponese - che a sua volta controlla il 15% del capitale di Renault, senza però avere diritti di voto nel board degli azionisti.
All'atto delle firma dell'alleanza, nel 1999, l'azienda nipponica era sull'orlo della bancarotta. Oggi - dopo il duro piano di risanamento guidato da Ghosn, la Nissan supera ampiamente Renault per volumi di vendita e utili, con una capitalizzazione di mercato quasi doppia rispetto ai francesi. Nell'ultima riunione del cda di settembre, Ghosn aveva chiesto di accelerare le trattative per una completa integrazione. Senza la sua guida autoritaria, e l'assenza di un abile successore designato, la direzione del gruppo appare improvvisamente meno lineare.