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Due soldati ribelli sono stati uccisi stamani nella capitale dello Yemen Sanaa nel corso di scontri con tribù vicine al presidente Ali Abdallah Saleh.
Intanto l'ufficio dell'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani ha oggi espresso allarme per le informazioni su un ricorso eccessivo alla forza in Yemen ed in particolare a Taiz, ieri, con l'uso di mitragliatrici contro i manifestanti, ha detto a Ginevra il portavoce Rupert Colville.
L'Onu valuta ora ad oltre cento il numero di persone uccise dall'inizio delle proteste, circa 55 giorni orsono. "E potrebbe trattarsi di una stima prudente", ha aggiunto il portavoce. L'ufficio dell'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani ha ribadito l'appello alle autorità a cessare l'uso della forza contro i manifestanti e al dialogo.
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