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BERNA - È difficile, se non proprio impossibile, per le 377'000 persone con un handicap visivo in Svizzera valutare e rispettare la distanza sanitaria di 1,5 metri. Spetta a chi vede mantenere questo distanziamento.
Dal momento che attualmente la direttiva è d'indossare una mascherina quando la distanza non può essere rispettata, le persone cieche o ipovedenti la portano sempre, indicano oggi in una nota congiunta l'Unione centrale svizzera per il bene dei ciechi, la Federazione svizzera dei ciechi e ipovedenti, Centrevue e l'Unione svizzera dei ciechi.
A volte le persone con il bastone bianco hanno bisogno di aiuto per fare la spesa o cambiare marciapiede alla stazione per esempio. In queste situazioni la distanza di 1,5 metri non può essere rispettata, ribadiscono le organizzazioni di ciechi e ipovedenti.
Esse insistono anche sul mantenimento dei contatti sociali per «prevenire l'isolamento e la depressione» durante la seconda ondata. Ciò concerne non soltanto i servizi di accompagnamento ma anche le visite di volontari o le piccole uscite, «a condizione di rispettare le misure di protezione».