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Ogni anno 51 persone perdono la vita sulle strade svizzere a causa della disattenzione degli autisti
L'Ufficio Prevenzione Infortuni chiede ora un aumento dei controlli di polizia
BERNA - Al volante, gli autisti fanno spesso ciò che non dovrebbero: c'è chi si trucca, chi si cambia, chi scrive messaggini o chatta, e chi fa telefonate. E a causa di queste distrazioni capitano frequentemente degli incidenti, che possono avere anche risvolti fatali.
Ogni anno, gli utenti della strada distratti causano infatti circa 836 incidenti gravi sulle strade svizzere. Sempre all'anno, 51 persone perdono la vita a causa di questi incidenti. In un nuovo studio, l'Ufficio federale svizzero per la prevenzione degli infortuni (UFT) ha affermato che la disattenzione è coinvolta in un quarto di tutti gli incidenti mortali.
Per questi motivi, l'Ufficio Prevenzione Infortuni (UPF) ha richiesto un «drastico aumento della densità dei controlli» di polizia, oltre a una maggiore "pubblicità" sui controlli, per far aumentare anche l'aspettativa di possibili blocchi. L'effetto deterrente che un eventuale ritiro della patente in occasione di un controllo di polizia ha è infatti considerato una «misura molto importante di prevenzione».
Le distrazioni più comuni - I ricercatori hanno anche spiegato quali attività riducono più spesso la concentrazione, aumentando il rischio di incidenti: «Usare il cellulare, guardare persone, oggetti o pubblicità all'esterno del veicolo e afferrare o spostare oggetti nel veicolo». Ma si parla anche di conversazioni con gli altri passeggeri, «l'ascolto concentrato di musica o di audiolibri, l'igiene personale, il sognare ad occhi aperti, e anche telefonare con il vivavoce».
Ma è soprattutto l'uso del cellulare a essere una fonte importante di distrazione, perché utilizza diverse risorse allo stesso tempo, scrivono gli esperti dell'UPF. Quando scrive un messaggio, ad esempio, il conducente deve tenere gli occhi lontani dalla strada e sul suo cellulare, tenere il telefono in mano e digitare mentre si concentra sulla scrittura del messaggio.
«Bisogna fare qualcosa» - A causa di guidatori distratti, ci sono ancora troppi incidenti e vittime, ha detto Ruedi Blumer, consigliere cantonale a San Gallo (PS) e Presidente dell'Associazione Traffico e Ambiente. «Quando vedo le persone al cellulare mentre guidano ho una pessima sensazione, sono d'accordo sul fatto che bisogna fare qualcosa».
I controlli della polizia, ha proseguito, «sono un mezzo efficace per togliere queste persone dalla strada: chi viene beccato deve convivere con le conseguenze: una multa, una licenza sospesa o l'obbligo di partecipare a un corso di formazione». Secondo Blumer, «queste misure servirebbero alla sicurezza di tutti».
Problemi di proporzione - Per Thomas Hurter, Consigliere nazionale dell'UDC e presidente dell'Automobile Club Svizzero (ACS), invece, i controlli di polizia supplementari sono «non proporzionati». «Questo è un modo ingiustificato di mettere tutti gli utenti della strada sotto l'ombra di un sospetto generale. Nel caso della sicurezza stradale c'è una triade di regole con controlli occasionali, responsabilità personale e prevenzione con campagne mirate. Questi strumenti devono essere in equilibrio tra loro».
Ogni incidente e ogni morte è di troppo, ha concluso Hurter, «ma la sicurezza sulle strade svizzere è aumentata costantemente negli ultimi anni». «E non perché le forze dell'ordine abbiano effettuato più controlli, ma attraverso la prevenzione, l'appello alla responsabilità personale dei conducenti e lo sviluppo della tecnologia, con i suoi numerosi sistemi di assistenza».
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