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I risultati di una recente inchiesta sul consumo di alcol e droghe tra gli scolari in Svizzera sono nel loro insieme incoraggianti: i giovani bevono e fumano meno rispetto a qualche anno fa. Preoccupa però l'aumento dell'uso di sostanze psicoattive come la cocaina.
Le campagne di prevenzione hanno portato i loro frutti. Tra il 2003 e il 2007, la percentuale di quindicenni che ha consumato cinque o più bicchieri di bevande alcoliche almeno tre volte al mese è scesa dal 20 al 14% (dall'11 all'8% per le ragazze). In calo pure il numero di fumatori e degli amanti della canapa.
È quanto emerge da uno studio condotto dell'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) nel quadro di un'inchiesta sul consumo di sostanze effettuata in diverse scuole dell'Europa (studio ESPAD, vedi a fianco).
L'evoluzione positiva non deve tuttavia ingannare: nel confronto internazionale la Svizzera rimane uno dei paesi dal consumo più elevato. «Le bevande alcoliche sono praticamente sempre accessibili e la birra, ad esempio, costa troppo poco», ha commentato Michel Graf, direttore dell'ISPA, durante la presentazione dello studio a Berna.
Divieti solo sulla carta
Nonostante in Svizzera la vendita di vino e birra sia vietata ai minori di 16 anni (18 anni per gli alcol ad elevata gradazione), un tredicenne su dieci ammette di aver bevuto dell'alcol più di 40 volte. La proporzione sale al 28% per i quindicenni e al 16% per le quindicenni. Dato ancor più inquietante: sette minori su dieci si sono procurati le bevande al ristorante o in discoteca e oltre la metà si è potuta rifornire nei negozi o nelle stazioni di benzina.
«A livello sociale bisognerebbe applicare in modo ancor più coerente le misure a protezione dei giovani, ossia le disposizioni sulla vendita di alcolici», sostiene Graf.
Secondo un'indagine separata condotta dall'ISPA e da alcune università del Nord America, i giovani bevono soprattutto per divertirsi con gli amici e per sfuggire ai problemi quotidiani. «A differenza dei coetanei nordamericani - sottolinea il responsabile dello studio Emmanuel Kuntsche - i giovani svizzeri sentono meno la pressione del gruppo e l'ansia di ottenere buoni risultati a scuola».
La voglia di divertirsi e di estraniarsi con l'alcol ha però ripercussioni pesanti: il rischio di incidenti, di atti di violenza o di intossicazioni aumenta in modo esponenziale. Le ubriacature possono facilmente sfociare in «scontri fisici, incidenti, problemi con la polizia, ricoveri al pronto soccorso o rapporti sessuali non protetti», osserva Gerhard Gmel, coordinatore dello studio ESPAD.
Canapa e tabacco perdono terreno
Durante il periodo preso in esame è pure stata registrata una diminuzione del numero di giovani fumatori. Se nel 2003 il 34% dei quindicenni ha risposto di aver fumato nel corso del mese precedente al sondaggio, la quota è scesa al 30% nel 2007.
Una tendenza al ribasso favorita dall'aumento del prezzo del pacchetto di sigarette (passato progressivamente dai 4,10 franchi del 1997 ai 6,20 di oggi) e dall'introduzione del divieto di fumo nei locali pubblici in diversi cantoni, tra cui il Ticino e Ginevra.
Per prevenire l'avvicinamento alla sigaretta da parte dei più giovani (il 38% dei tredicenni ha già provato a fumare), l'ISPA chiede un divieto della vendita di tabacco ai minori di 18 anni su scala nazionale.
A perdere terreno è stata anche la canapa: nel mese precedente al sondaggio è stata fumata da un quindicenne su cinque, quando la proporzione era quasi di uno a quattro nel 2003. Tra le ragazze la quota è scesa dal 17 al 12%.
Una regressione che Michel Graf spiega con la crescente consapevolezza dei rischi per la salute diffusasi tra i giovani. «Grazie alla discussione sulla canapa in corso a livello politico - aggiunge - è ormai chiaro per tutti che il suo consumo è sanzionabile».
Nel mese di marzo, il parlamento ha respinto l'iniziativa popolare che chiede la depenalizzazione del consumo, del possesso e dell'acquisto di canapa da parte degli adulti. I cittadini si esprimeranno in votazione popolare il 30 novembre 2008.
Grossi rischi
«Il punto che ci ha sorpreso maggiormente dello studio - dice a swissinfo il direttore dell'ISPA - è l'aumento del consumo di droghe psicoattive».
Sebbene l'uso di cocaina, crack, eroina e LSD riguardi una percentuale limitata di giovani - tra l'1 e il 3% - la diffusione delle sostanze psicoattive inquieta le autorità sanitarie. In quattro anni il numero di giovani che ha già consumato cocaina o eroina almeno una volta nella vita è raddoppiato; circa l'8% dei quindicenni ha poi affermato di aver già assunto un sonnifero o un tranquillante (6% nel 2003)
«Dobbiamo seguire questi giovani con estrema attenzione: se non si fa nulla si rischia di assistere ad un ulteriore aumento nei prossimi anni», avverte Graf.
«In futuro sarà indispensabile rafforzare la cosiddetta "prevenzione secondaria", moltiplicando gli incontri, i momenti di dialogo sia in famiglia che nella scuola».
swissinfo, Luigi Jorio
Lo studio ESPAD
Il progetto "European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs" (ESPAD) è un'inchiesta che si svolge ogni quattro anni nelle scuole di tutt'Europa. È coordinato dal Consiglio svedese per l'informazione su alcol e droghe ed è sostenuto dal Consiglio europeo.
Nel 2007 la Svizzera vi ha partecipato per la seconda volta, assieme ad oltre 40 paesi.
L'indagine si è svolta in tutti i cantoni (eccetto Glarona e Appenzello interno) sulla base di questionari; ha coinvolto 7'634 alunni di età compresa tra i 13 e i 16 anni.
I numeri dell'alcol
Si stima che siano oltre 300'000 le persone in Svizzera con problemi di dipendenza alcolica. Un quindicenne su sette ammette di consumare cinque bicchieri di bevande alcoliche almeno tre volte al mese.
Il consumo di alcol puro per abitante è stato di 8,6 litri nel 2006. Ciò corrisponde a 570 birre o a 105 bottiglie di vino.
Negli ultimi cinque anni il consumo di alcol è aumentato tra le donne; tendenza opposta per gli uomini. La bevanda alcolica preferita è il vino, seguito da birra, liquori e sidro.
Contrariamente ad un'opinione ampiamente diffusa, non è nella Svizzera tedesca che si consuma più birra, bensì in Ticino e in Romandia. Nelle regioni italofone e francofone si beve inoltre più vino.
Ogni anno 2'100 persone in Svizzera perdono la vita a causa di malattie o incidenti legati all'alcol.
Le imposte prelevate dalla Confederazione sulla vendita di bibite alcoliche (circa 380 milioni all'anno) coprono soltanto una minima parte del costo sociale del consumo di alcol per l'economia svizzera, stimato attorno ai 6,7 miliardi di franchi annui.