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Quattordici mesi prima dell'inizio delle Olimpiadi di Pechino, la sezione elvetica di Amnesty International lancia una campagna in cui chiede il rispetto dei diritti umani in Cina.
L'iniziativa è corredata da una petizione dal motto "Diritti umani sul podio". L'organizzazione si prefigge di raccogliere 20'000 firme ma non chiede il boicotto dei Giochi.
Con la sua campagna, l'organizzazione Amnesty International (AI) avanza quattro richieste: l'abolizione della pena di morte e dei campi di rieducazione, nonché la fine della censura dei siti internet e delle rappresaglie contro gli attivisti dei diritti umani.
"Per convincere i membri del Comitato Olimpico Internazionale, il comitato cinese aveva puntato sul fatto che l'evento sportivo avrebbe contribuito a migliorare il rispetto dei diritti umani nel paese del Regno di mezzo", spiega Christine Heller, coordinatrice della campagna di AI durante una conferenza stampa a Locarno. Finora tuttavia tali promesse non sono state mantenute.
Secondo l'organizzazione, impegnata nella difesa dei diritti umani, centinaia di migliaia di persone sono imprigionate nei cosiddetti "campi di rieducazione". In vista delle Olimpiadi, Pechino sta da mesi "ripulendo" le proprie strade dagli ospiti indesiderati: i senza tetto e i mendicanti sono messi in prigione e, senza nemmeno avere diritto ad un processo equo, passano talvolta da due a tre anni rinchiusi in campi di rieducazione.
Internet sotto controllo
"Quattro anni fa pensavo ancora che l'avvento di internet avrebbe permesso di avviare un processo di democratizzazione della Cina", ha spiegato a Locarno il 52enne professore di filosofia Cai Chongguo. Per le sue critiche al regime del Regno di mezzo, Chongguo ha dovuto rifugiarsi a Parigi dopo il massacro sulla piazza Tienammen del 1989.
Oggi invece egli è convinto che internet sia divenuto uno strumento di controllo della popolazione. Oltre 30'000 poliziotti sorvegliano la rete 24 ore su 24 per scovare messaggi critici nei confronti del governo. Centinaia di pagine e siti internet sono così stati bloccati.
La situazione non è migliore nemmeno per quanto riguarda la libertà di stampa. Se i giornalisti stranieri hanno un margine di manovra e di espressione leggermente migliore rispetto al passato, quelli cinesi ricevono precise direttive sui temi da trattare e sul modo di presentarli.
Le Olimpiadi: un'opportunità per cambiare
Amnesty International condanna inoltre aspramente l'applicazione della pena di morte. Nel 2006 AI ha registrato 1010 esecuzioni. Un numero che tuttavia è probabilmente assai inferiore alla realtà.
Malgrado il bilancio negativo per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, AI non chiede il boicotto dei Giochi olimpici: "Siamo convinti che questo evento sportivo potrà rivelarsi una grande opportunità per mettere sotto la luce dei riflettori la situazione dei diritti umani in Cina", sostiene il segretario generale della sezione elvetica di Amnesty International.
Un'opinione condivisa anche da Cai Chongguo: "Un boicotto si giustificherebbe solo se dovesse verificarsi un caso grave di violazione di questi diritti. Ad esempio un nuovo massacro", dice a swissinfo.
La petizione di Amnesty International si rivolge direttamente al primo ministro cinese. La raccolta di firme, iniziata sabato durante l'assemblea generale dei delegati tenutasi a Locarno, dovrebbe terminare nel mese di febbraio del prossimo anno, sei mesi prima l'inizio delle Olimpiadi. I promotori prevedono di raccogliere circa 20'000 sottoscrizioni, che saranno poi consegnate all'ambasciata cinese a Berna.
swissinfo, Gerhard Lob, Locarno
traduzione, Anna Passera
Fatti e cifre
I Giochi olimpici di Pechino si terranno dall'8 al 24 agosto del 2008. Si tratta delle prime Olimpiadi organizzate dalla Repubblica popolare cinese.
Ai Giochi saranno organizzate 302 competizioni in 28 diverse discipline sportive.
L'apertura ufficiale dell'evento si terrà l'08.08.2008 alle 8.08 di sera.
Lo stadio olimpico di Pechino è stato progettato dagli architetti elvetici Herzog & De Meuron.
All'edificazione dei siti olimpici lavorano circa 30'000 persone.
In breve
Il 13 luglio del 2001 il Comitato Olimpico Internazionale ha assegnato a Pechino l'organizzazione dei Giochi olimpici del 2008.
Se da un lato la popolazione della capitale si è riversata festante sulle strade, dall'altro la notizia è stata criticata dalle organizzazioni per i diritti umani, nonché da numerosi dissidenti e rifugiati politici.
Si è allora parlato di un "errore storico" e di "ricompensa accordata a un regime corrotto". Non sono mancati nemmeno i paragoni con le Olimpiadi del 1936, attribuite a Berlino e utilizzate dal regime nazista per propagandare le proprie idee.
Sul fronte dei soddisfatti invece i Giochi sono visti come un'opportunità unica di avviare un processo di democratizzazione della Cina.
Dal canto suo il CIO ha evitato di incentrare la discussione sul rispetto dei diritti umani.