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SURFSIDE - È salito a cinque persone il bilancio delle vittime che hanno trovato la morte dopo il crollo di una palazzina a Surfside, in Florida, giovedì scorso.
«Le nostre squadre di soccorso hanno trovato un altro corpo tra le macerie», ha detto ieri Daniella Levine Cava, sindaca della contea di Miami-Dade, parlando in conferenza stampa. La quinta vittima non ha ancora un nome e in questi casi il processo di identificazione è complesso e si deve basare necessariamente sulle analisi del dna. Motivo per cui, ha spiegato, «abbiamo già raccolto campioni del dna dei familiari».
Nel frattempo le operazioni di ricerca proseguono senza sosta. Ci sono ancora 156 persone che mancano all'appello dopo il crollo. «La nostra priorità rimane trovare e mettere in salvo quante più vite possiamo». Rimane invece un contorno oscuro attorno a quale sia stata la principale causa del tragico crollo di giovedì notte.
Nelle ore successive al crollo era stato più volte ripetuto che la palazzina non fosse in cattive condizioni strutturali e fosse stata più volte ispezionata in tempi recenti. Ora però emerge, come riporta il New York Times, che nel 2018 un ingegnere suggerì di intervenire per risolvere alcuni «gravi danni strutturali» legati all'impermeabilizzazione del bordo della piscina e del vialetto d'ingresso.
Nel dettaglio, nel rapporto si legge che «l'impermeabilizzazione difettosa sta provocando gravi danni strutturali alle lastre portanti di cemento sottostanti a queste aree» e che un mancato intervento «nell'immediato futuro» si sarebbe tradotto in «un'esponenziale» deterioramento di quelle stesse strutture. Nel documento erano inoltre riportata la presenza di alcune crepe e spaccature su alcune colonne, travi e pareti. Ma senza menzionare che la struttura potesse correre il rischio di crollare.
È salito a cinque persone il bilancio delle vittime che hanno trovato la morte dopo il crollo di una palazzina a Surfside, in Florida, giovedì scorso.