Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/84055

<h2>SubmittedText<h2><p>Negli ultimi tempi si sono inaspriti gli attacchi all'autonomia fiscale svizzera da parte dell'UE e di alcuni suoi Paesi membri in particolare (pensiamo alla Germania). Nel contempo, l'UE non manca di avanzare richieste sul fronte di nuovi accordi bilaterali (ad es. estensione della libera circolazione ai cittadini bulgari e rumeni, aumento dei contributi di coesione, accordi sul mercato dell'energia elettrica). Essa rivendica una negoziazione parallela tra questi dossier e quello della fiscalità. Il Consiglio federale si è al contrario ripetutamente rifiutato di stabilire un nesso diretto tra libera circolazione delle persone da un lato e riconoscimento dell'autonomia fiscale del nostro Paese dall'altro.</p><p>Alla luce di questi sviluppi, chiediamo al Consiglio federale di rispondere quanto prima alle seguenti domande:</p><p>1. A che stadio si trovano i dialoghi (o i negoziati) con l'UE in merito alla vertenza fiscale?</p><p>2. Il Consiglio federale intende cedere alla pressione europea e avviare trattative sulle questioni fiscali?</p><p>3. Quale strategia persegue l'esecutivo per rafforzare l'autonomia fiscale della Svizzera?</p><p>4. Quali misure interne ed esterne ritiene necessario adottare per rafforzare l'autonomia fiscale del nostro Paese?</p><p>5. Perché si rifiuta di subordinare il riconoscimento delle richieste europee (quali ad es. l'estensione della libera circolazione e l'aumento dei contributi di coesione) al riconoscimento da parte dell'UE della sovranità e dell'autonomia fiscali del nostro Paese?</p><p>6. In un'intervista rilasciata alla stampa scritta dall'ambasciatore dell'UE, emerge che questa intenderebbe avviare parallelamente negoziati in diversi settori, quali il mercato dell'energia elettrica, il libero scambio di prodotti agricoli, la sicurezza delle derrate alimentari e la lotta alle pandemie. Per quale ragione il Consiglio federale non è disposto a porre sul tavolo delle trattative il riconoscimento dell'autonomia fiscale svizzera quale condizione imprescindibile?</p><p>7. Secondo il Consiglio federale, per quale motivo l'UE accetta sul suo territorio zone e Paesi a bassa imposizione fiscale (Andorra, Isole Vergini britanniche, Isole Cayman, Isole del Canale, Gibilterra, Irlanda, Isola di Man, Lussemburgo, Malta, Monaco, Monserrat, Antille olandesi, Cipro e così via) e pretende nel contempo che la Svizzera corregga il suo sistema tributario verso l'alto?</p><p>8. Il Consiglio federale è disposto a non fare alcuna concessione per quanto riguarda la sovranità fiscale, fintantoché l'UE riconosce l'autonomia ai paradisi fiscali che si trovano sul suo territorio?</p><p>9. In caso di risposta negativa: per quale motivo?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Nel quadro del dialogo convenuto con l'UE si sono svolti finora due incontri a livello di esperti. Entrambi i round di dialoghi hanno contribuito a una migliore comprensione delle posizioni reciproche, senza peraltro portare un avvicinamento. Un ulteriore incontro è previsto per l'8 aprile 2008.</p><p>2. Fin dall'inizio il Consiglio federale ha respinto in quanto infondata l'accusa della commissione, secondo cui la Svizzera avrebbe violato l'accordo di libero scambio. Esso non è pertanto disposto ad avviare trattative con l'UE. La Svizzera rimane comunque aperta al dialogo con l'UE, affinché entrambe le parti spieghino vicendevolmente le diverse posizioni in maniera più dettagliata.</p><p>3./4. La Svizzera è uno Stato sovrano. L'autonomia fiscale dei cantoni è garantita dalla Costituzione federale. Non è necessario adottare alcuna strategia speciale per rafforzare l'autonomia fiscale, poiché il Consiglio federale, come esposto ai numeri 1 e 2, non intende avviare trattative con l'UE concernenti la sovranità fiscale svizzera.</p><p>5. La sovranità fiscale svizzera non deve essere riconosciuta in modo vincolante dall'UE in quanto per uno Stato sovrano rappresenta un'ovvietà. La sovranità fiscale non è negoziabile e non può pertanto essere messa in relazione con negoziati su altri oggetti.</p><p>6. Il Consiglio federale ritiene che il tema della fiscalità non sia un dossier negoziabile. Esso non si scosterà da questa posizione. D'altra parte non esistono indizi secondo cui la rinuncia a negoziare nuovi temi con l'UE indurrebbe quest'ultima a modificare il proprio atteggiamento nella questione fiscale. Inoltre anche la Svizzera è interessata ai citati settori. Nel quadro della trattative concernenti i nuovi settori tematici, il nostro Paese non assume alcun impegno che potrebbe indebolire la piazza economica Svizzera.</p><p>7. Contrariamente a quanto espongono gli autori dell'interpellanza, la Commissione dell'UE non esige dalla Svizzera alcun aumento delle aliquote di imposta applicate alle imprese. La concorrenza fiscale in ambito di aliquote di imposta è legittima nell'UE. Questa circostanza si riscontra anche nella tendenza, evidente nell'UE fin dagli anni Novanta, alla diminuzione delle aliquote di imposta sull'utile delle imprese. La critica della Commissione dell'UE nel contesto dei regimi fiscali cantonali è rivolta contro la diversità di trattamento fiscale dei redditi in provenienza dall'estero rispetto ai redditi svizzeri.</p><p>8./9. Fin dall'inizio il Consiglio federale ha inequivocabilmente ribadito che in Svizzera le riforme fiscali continueranno a essere effettuate in maniera autonoma, al fine di garantire la capacità concorrenziale del nostro Paese o di migliorarla nel limite del possibile.</p>  Risposta del Consiglio federale.