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Il vincitore degli ultimi Australian Open ha dovuto rinunciare ai primi appuntamenti stagionali organizzati negli Stati Uniti, i tornei di Indian Wells e Miami, ma spera di poter tornare in campo agli US Open.
«Nessun rimpianto», Novak Djokovic non rinnega la sua decisione di non farsi vaccinare contro il coronavirus. Nemmeno dopo che il no delle autorità statunitensi all'ingresso nel Paese per disputare il torneo di Indian Wells gli è costato il primo posto della classifica mondiale.
«Nel corso della vita ho imparato che i rimpianti ti trattengono e ti fanno vivere nel passato, ciò è esattamente quello che non voglio fare», ha commentato il serbo ai microfoni dell'emittente americana «CNN».
«Certo, non voglio nemmeno vivere troppo nel futuro - ha proseguito Nole - semplicemente, voglio rimanere il più possibile nel presente, ma anche pensare a come creare un futuro migliore».
Quanto al nuovo numero 1, il probabile futuro del tennis, il 35enne ha spezzato una lancia in favore all'astro nascente spagnolo. «Mi congratulo con Alcaraz. Merita assolutamente di tornare al primo posto».
Tornando sulla questione vaccino, Djokovic ha ripetuto di non essere pronto a compiere alcun compromesso. «Le decisioni sul mio corpo sono più importanti di qualsiasi titolo», ha ribadito il serbo, il quale spera che negli Stati Uniti le regolamentazioni cambino in tempo per permettergli di disputare gli US Open, in programma dal 28 agosto a New York.
«Per me il torneo newyorkese è l'appuntamento più importante sul suolo americano. Non so se mi sarà permesso parteciparvi. Tutto dipende ovviamente dalle decisioni delle autorità governative. Aspetto di capire...», ha infine concluso il vincitore di 22 titoli dello Slam.