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Un altro caso di spionaggio riguardante Credit Suisse emergerebbe negli Usa, denunciato da un’ex dirigente.
Spunterebbe un altro caso di "spionaggio" all'interno di Credit Suisse. Anche questo sarebbe stato operato ai danni di un'ex dipendente della banca svizzera.
Dopo il clamore suscitato dal caso dell'ex dirigente passato ad Ubs Iqbal Khan e le recenti rivelazioni della SonntagsZeitung, secondo cui il direttore operativo di Credit Suisse Pierre-Olivier Bouée avrebbe ordinato al capo della sicurezza Remo Boccali (entrambi hanno lasciato la banca con effetto immediato dopo l'inchiesta commissionata dal Consiglio d'amministrazione della banca allo studio legale Homburger) di sorvegliare anche gli attivisti ambientalisti di Greenpeace, oggi un altro caso di sorveglianza che vede coinvolta la banca emergerebbe.
Secondo quanto riportato dalla Reuters, che cita una persona informata sui fatti, gli avvocati di Credit Suisse avrebbero incontrato un'ex dirigente statunitense della banca. La donna, già responsabile del servizio giuridico di Credit Suisse negli Usa, è stata incontrata dagli avvocati dello studio legale zurighese Homburger, lo stesso che ha condotto l'indagine sul "caso Khan" per conto del cda di Credit Suisse. La donna aveva lasciato la banca nel 2017 dopo delle divergenze con la stessa su un caso cantabile. Credit Suisse si è limitata a dichiarare che la donna ha avviato diverse cause contro la società.
La Reuters ha anche ottenuto la conferma dell'incontro da parte di uno dei legali della donna, secondo il quale la nuova indagine "non sembra essere volta a stabilire la verità".