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WASHINGTON - La Casa Bianca ha difeso oggi il suo impegno alla trasparenza dopo le critiche per la sua decisione di tenere segreti i registri dei visitatori e le rinnovate richieste per la diffusione della dichiarazione dei redditi del presidente.
I critici sostengono che Donald Trump, usando il pretesto della sicurezza nazionale e della privacy, impedisca all'opinione pubblica di conoscere informazioni elementari sulle sue frequentazioni e sui possibili condizionamenti che può subire.
Anche l'ex presidente Barack Obama inizialmente si oppose ai tentativi del Congresso e dei gruppi conservatori e liberali di ottenere i dati dei visitatori ma dopo l'avvio di una causa decise volontariamente di svelare i registri nel dicembre del 2009, rendendoli noti ogni tre-quattro mesi, per un totale di 6 milioni di visitatori in otto anni. Obama continuò questa prassi anche dopo che una sentenza del 2013 aveva riconosciuto il diritto del presidente a 'trattenere' i registri.
Oggi il portavoce di Trump ha minimizzato l'apertura di Obama definendola una "falsa" trasparenza perché usava motivi di sicurezza nazionale per tenere nascoste alcune visite: "non è vera trasparenza quando cancelli i nomi delle persone che non vuoi si venga a sapere che sono state qui", ha detto. Il portavoce ha inoltre difeso l'approccio di Trump alla trasparenza sottolineando che il presidente spesso apre parte dei suoi incontri ai giornalisti, risponde ai reporter su base regolare, anche nelle conferenze stampa con leader stranieri (ma con il presidente cinese non c'è stata alcuna conferenza stampa, né congiunta né separata). Quanto alla dichiarazione dei redditi, ha ripetuto che il presidente non può renderla nota perché sotto accertamento. Ma gli esperti fiscali ritengono che ciò non costituisca un problema.