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Una teenager in Nebraska ha usato la pillola abortiva per interrompere la sua gravidanza. E ora sua madre è accusata penalmente sulla base dei messaggi su Facebook inviati dalla mamma a sua figlia ottenuti dalle autorità tramite un mandato.
Secondo quanto riferito dalla polizia, la ragazza ha fatto uso della pillola abortiva all’inizio del terzo trimestre, molto in ritardo rispetto alla maggioranza degli aborti negli Stati Uniti che avvengono nelle prime 13 settimane. La madre e la figlia hanno seppellito il feto da sole.
Il caso alimenta il dibattito sulle accuse mosse sull’aborto dopo la sentenza della Corte Suprema e in un contesto normativo in evoluzione. Ma anche sulla disponibilità delle pillole abortive da ottenere via posta e sulla loro sicurezza. Nei confronti della mamma della teenager sono state avanzate due accuse in base alla legge vigente in Nebraska: l’aver praticato l’aborto senza licenza medica e l’aver cercato di far abortire un feto dopo 20 settimane, il limite massimo previsto nello Stato per le interruzioni di gravidanza. Contro la donna ma anche contro sua figlia sono state poi avanzate la accuse di cattiva gestione di resti umani, falsa dichiarazione e occultamento di cadavere.