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Un giudice americano ha stabilito che le banche elvetiche dovranno risarcire con 26 milioni di franchi i parenti di due vittime del regime nazista.
Il pagamento rientra nel quadro dell'accordo concluso nel 1998 dalle vittime dell'Olocausto e da UBS e Credit Suisse, accusate di non aver restituito i fondi ebraici depositati.
La querelante, l'89enne Maria Altmann, ha agito in nome degli eredi di due vittime della Shoah (il massacro degli ebrei), entrambi importanti azioniste di una raffineria di zucchero austriaca.
I due industriali, Ferdinand Bloch-Bauer e Otto Pick, avevano trasferito le loro azioni in una banca di Zurigo per proteggerle dal regime nazista. Azioni che erano poi state vendute illegalmente in Germania.
«Nonostante si siano presentate agli ebrei d'Europa come un luogo sicuro per i loro averi, le banche svizzere hanno tuttavia, a più riprese, trasferito questi beni ai nazisti», ha ricordato il giudice statunitense Edward Korman.
UBS o Credit Suisse?
Il tribunale di New York ha sottolineato che il risarcimento stabilito di 26 milioni di franchi può essere considerato «unico» per il suo ammontare. Il caso illustra inoltre bene «il tradimento dei clienti ebrei da parte delle banche elvetiche».
Il pagamento rientra nel quadro di un accordo globale concluso nel 1998 tra l'Unione di Banche Svizzere (UBS) e il Credit Suisse (CS) – entrambe accusate di non aver restituito i capitali depositati su diversi conti nel periodo del Nazismo (1933-1945) - con le organizzazioni ebraiche.
Man bassa dei beni ebraici
Il giudice ha inoltre rilevato che la prova dei diritti della famiglia querelante sui conti in questione non è stata stabilita grazie agli archivi della banca – che i banchieri elvetici «hanno ammesso di aver distrutto» – ma tramite i documenti forniti dalla famiglia stessa.
Korman ha aggiunto che il caso illustra la strategia dei nazisti di far man bassa dei beni degli ebrei, «procedendo con furti veri e propri e con vendite forzate»
Lunghe liste di titolari
UBS e CS avevano sbloccato 1,25 miliardi di dollari in favore delle vittime e dei loro parenti.
Incaricato delle distribuzione del montante è appunto il giudice Edward Korman, al quale spetta il compito di deciderne la ripartizione finale.
Sempre nel quadro dell'accordo del 1998, UBS e CS hanno pubblicato i nomi di migliaia di titolari di conti dell'epoca per permettere agli eventuali aventi diritto di procedere a verifiche. Finora sono stati effettuati versamenti per un totale di 306 milioni di franchi.
La ripartizione dei risarcimenti
Il piano di ripartizione del miliardo e 250 milioni è stato adottato nel novembre 2000.
8 milioni sono stati versati ai rifugiati respinti dalla Confederazione e ai 215 prigionieri costretti a lavori forzati in imprese legate alla Svizzera.
Il giudice Korman aveva inoltre deciso di creare un fondo di 205 milioni destinato ai sopravvissuti che dovessero ritrovarsi nel bisogno. Il rimanente – 800 milioni circa, di cui 154,4 già distribuiti – è invece destinato a risarcire i titolari dei conti in giacenza o i loro eredi.
swissinfo e agenzie
Fatti e cifre
Il risarcimento di 26 milioni di franchi rappresenta la somma più elevata versata dalla banche elvetiche in favore delle vittime dell'Olocausto.
1,25 miliardi di franchi il montante totale sbloccato da UBS e Credit Suisse nel 1998.
306 milioni di franchi sono già stati versati.