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BERNA - Il settore della navigazione d'alto mare ha fatto perdere centinaia di milioni di franchi alla Confederazione. Il Consiglio federale ha così chiesto al Parlamento un credito aggiuntivo al preventivo 2017 di 215 milioni di franchi per il danno che Berna subirà in seguito al ricorso alle fideiussioni per 13 navi (9 cargo e 4 cisterna), che saranno vendute. La commissione preparatoria del Nazionale ha intanto già espresso parere favorevole.
Il settore della navigazione mercantile d'alto mare sta attraversando una grave crisi a livello mondiale. Le difficoltà concernono 12 navi dei gruppi SCL e SCT. Nonostante le misure di risanamento prescritte dalla Confederazione, la società armatrice non è riuscita, entro l'autunno 2016, né a concretizzare una soluzione economicamente sostenibile con il coinvolgimento di investitori, né a trovare acquirenti, indica l'esecutivo in una nota.
La cessione delle navi, pur implicando importanti perdite per la Confederazione quale garante, si è profilata sempre più come unica via percorribile. Questa settimana sono stati firmati contratti di vendita vincolanti per 12 navi di SCL e SCT, che diventeranno effettivi nei prossimi mesi. Il Consiglio federale non ha comunicato ulteriori dettagli, in particolare sull'identità gli acquirenti.
Inoltre, una nave venduta dalla SCL a un investitore nel 2011 non è più redditizia. Anche in questo caso si sta delineando una soluzione che comporterà perdite per la Confederazione.
Le 13 navi in questione erano coperte da fideiussioni della Confederazione per un totale di 254 milioni di franchi. A questa somma vanno aggiunti i finanziamenti versati negli scorsi mesi da una banca e altri crediti, tra cui gravami marittimi, per consentire una vendita senza oneri delle navi.
Dall'importo vanno invece detratti i ricavi della vendita e gli ammortamenti già effettuati. La perdita complessiva per la Confederazione è così stimata a 190 milioni di franchi. A questi è stato aggiunto un margine di sicurezza di 25 milioni per giungere così ai 215 milioni di franchi chiesti al Parlamento.
E proprio oggi la Commissione delle finanze del Nazionale (CdF-N) ha raccomandato al plenum di approvare questo supplemento al preventivo. La decisione è stata presa con 13 voti favorevoli e 11 astensioni.
In una nota, i Servizi del Parlamento affermano che durante le discussioni i commissari si sono a lungo soffermati sul motivo per il quale il problema non è stato individuato prima e sono giunti alla conclusione che la gestione del rischio della Confederazione va migliorata. Questa problematica, e le misure su come evitarla, sarà trattato in una ulteriore seduta della CdF-N.
La flotta marittima elvetica, instaurata nel 1959, è composta oggi di 50 navi che, in caso di crisi, vengono messe al servizio dell'approvvigionamento economico del Paese. Il credito quadro, che dal 2002 ammontava a 600 milioni, è stato aumentato a 1,1 miliardi di franchi nel 2008. Tramite questo credito la Confederazione ha concesso fideiussioni per un importo che ammonta attualmente a circa 770 milioni di franchi.
Nel dicembre 2016 il Consiglio federale ha deciso di non proporre al Parlamento il rinnovo del credito quadro per le fideiussioni, che giungerà a scadenza a fine giugno. Le fideiussioni in corso permangono, le ultime delle quali scadranno nel 2031.