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È pronta per il lancio l'iniziativa bis dell'UDC per il rimpatrio dei criminali stranieri. Intesa come mezzo di pressione sul governo, essa esige l'attuazione immediata, con pochi correttivi, delle misure richieste nel primo testo, approvato da popolo e cantoni il 28 novembre 2010 e diventato dunque articolo costituzionale.
"A quasi un anno e mezzo dal sì popolare aspettiamo ancora il disegno di legge d'applicazione, è intollerabile" hanno affermato oggi a Berna i massimi esponenti dell'Unione democratica di centro. Il Consiglio federale "deve smetterla di "tirarla per le lunghe" rifiutando di rispettare la volontà popolare: la procedura di consultazione sull'applicazione dev'essere aperta immediatamente e il testo proposto deve rispecchiare quello dell'iniziativa, hanno affermato il presidente Toni Brunner, il leader carismatico Christoph Blocher e il capogruppo parlamentare Adrian Amstutz.
Il testo approvato nel novembre 2010 dal 52,9% dei votanti e da 17,5 cantoni (tutti gli svizzerotedeschi più Ticino e Vallese) chiedeva di espellere gli stranieri colpevoli di omicidio, rapina, traffico di esseri umani, stupri e altri reati violenti. Dovrebbero andarsene anche coloro che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni dell'assistenza sociale o di assicurazioni sociali.
Di fronte all'inazione di Berna, l'assemblea dei delegati UDC ha deciso lo scorso primo ottobre a Gossau di lanciare una nuova "iniziativa di attuazione". Il testo è ora pronto per la raccolta delle firme dopo che la Cancelleria federale ha concluso l'esame preliminare, è stato indicato oggi. Esso prevede una lista di reati di minore gravità che comporterebbero un'espulsione automatica solo se l'autore è recidivo. In caso di approvazione popolare le misure richieste dovranno essere immediatamente applicate.