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BERNA - Le condizioni materiali di detenzione nelle prigioni svizzere sono complessivamente positive. Tuttavia, indica il secondo rapporto della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) pubblicato oggi, la situazione carceraria per gli stranieri in attesa di espulsione (coatta o meno) è troppo rigida.
Circa le condizioni nei penitenziari ticinesi La Farera e La Stampa, la commissione auspica un ampliamento dell'offerta occupazionale, giudicata insufficiente, e la riduzione del periodo di segregazione in cella.
Nella maggior parte dei 15 istituti visitati dalla CNPT nel 2011, gli stranieri detenuti in seguito a un provvedimento amministrativo (da 6 mesi a 12 mesi al massimo) sono trattati come normali carcerati autori di reato; tale situazione, ricorda una nota odierna della CNPT, non è conforme «alla giurisprudenza del Tribunale federale».
Per la commissione, il regime detentivo di queste persone dovrebbe essere «significativamente più libero di quello previsto per gli autori di reati». In particolare, questi detenuti dovrebbero godere di «un più ampio accesso ad attività occupazionali e sportive».
In generale, le condizioni delle prigioni elvetiche sono soddisfacenti. Tuttavia sono state riscontrate varie lacune. In particolare, l'informazione dei detenuti quando entrano in carcere è spesso insufficiente.