Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/213667

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge federale sulla parità dei sessi (LPar) prevedendo l'obbligo, per tutti i Cantoni, di disporre di un ufficio cantonale o intercantonale per la parità dei sessi, con in particolare i compiti seguenti: </p><p>1. promuovere la parità nella vita professionale e nella formazione;</p><p>2. offrire consulenza specializzata ai servizi pubblici e ai Cantoni;</p><p>3. sostenere finanziariamente le associazioni specializzate che promuovono la parità e lottano contro la violenza nei confronti delle donne, in particolare le case per le donne che fuggono da violenze domestiche (Frauenhäuser);</p><p>4. attuare i progetti dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo.</p><p>A 23 anni dall'adozione della legge sulla parità dei sessi, una parte considerevole delle donne svizzere continua a ricevere uno stipendio inferiore al dovuto. La maternità resta un handicap che comporta la perdita del lavoro per una donna su cinque. Fatto ancora più drammatico, nel corso della sua vita una donna svizzera su cinque è vittima di violenza nella coppia. </p><p>In tutti i Cantoni romandi esistono da anni uffici preposti alla parità fra donna e uomo che si occupano di questi problemi. I Cantoni li hanno incaricati di attuare il principio della parità dei sessi nella vita professionale e nella formazione; il loro mandato a volte include la lotta contro la violenza domestica. Il governo, il parlamento e l'amministrazione cantonali possono ricorrere alla consulenza specializzata dell'ufficio nell'implementazione di politiche pubbliche in materia di parità. Numerosi uffici sostengono anche le associazioni che promuovono la parità. Il loro compito è fondamentale per cambiare le mentalità.</p><p>In Svizzera, la promozione della parità è alquanto frammentata nella prassi e varia considerevolmente da un Cantone all'altro. Soltanto 12 Cantoni dispongono di uffici o servizi specializzati integrati nella loro amministrazione, principalmente nella Svizzera romanda e in Ticino. Cinque Cantoni svizzero-tedeschi fanno capo a centri di competenza o a commissioni consultive. Cinque Cantoni, tra i più piccoli della Svizzera, non dispongono di alcuna struttura a promozione della parità. È necessario colmare questa lacuna. </p><p>È giusto che i principi della parità dei sessi siano applicati in maniera armonizzata in tutto il Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla promozione della parità dei sessi a tutti i livelli statali. Sul piano federale, l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) promuove la parità dei sessi in tutti gli ambiti della vita e si adopera per eliminare qualsiasi forma di discriminazione diretta o indiretta (art. 16 della legge federale sulla parità dei sessi, LPar; RS 151.1). Nel 1997 la Svizzera ha inoltre ratificato la Convenzione sull'eliminazione di ogni discriminazione nei confronti della donna (CEDAW; RS 0.108), che obbliga la Confederazione, ma anche i Cantoni e i Comuni, ad adottare provvedimenti volti a garantire la parità dei sessi. Il Tribunale federale (TF) ha confermato questo obbligo il 21 novembre 2011 nella sua DTF 137 I 305 concernente il mancato rinnovo della Commissione per la parità tra donna e uomo del Canton Zugo. Questa decisione insiste sull'obbligo di agire a tutti i livelli statali a favore di una parità reale. La decisione del TF 1C_504/2016 del 19 ottobre 2017 ha ribadito che i Cantoni sono tenuti a creare servizi in grado di svolgere i compiti risultanti dalla CEDAW.</p><p>Nella sua risposta al postulato Feri 18.3120 "Parità dei sessi. Attuazione del mandato costituzionale", il Consiglio federale ha annunciato che la Svizzera avrebbe redatto un rapporto sull'attuazione della raccomandazione formulata dal comitato ONU competente per la CEDAW, che chiedeva di potenziare i servizi preposti alla parità in seno alla Confederazione e ai Cantoni. Un rapporto pubblicato nel dicembre 2018 indica che la maggior parte dei Cantoni e alcune città dispongono di un'istituzione competente in materia di parità sotto forma di uffici o commissioni consultive. Soltanto quattro Cantoni non prevedono un'istituzione di questo tipo: Zugo, Nidvaldo, Obvaldo e Argovia. La Conferenza svizzera dei delegati alla parità fra donne e uomini riunisce 15 membri cantonali e cinque membri comunali.</p><p>Sebbene la Confederazione sia responsabile, sul piano internazionale, dell'applicazione della CEDAW da parte dei Cantoni, sul piano nazionale spetta a questi ultimi garantire il rispetto degli impegni internazionali assunti dalla Svizzera nei settori di loro competenza. La Confederazione non è abilitata a legiferare in tutti gli ambiti della discriminazione, ma soltanto nei casi in cui è prevista una competenza materiale. È il caso ad esempio dell'ambito della protezione dei lavoratori, in cui nel 1995 ha potuto adottare la legge federale sulla parità dei sessi. Laddove è competente per legiferare, deve inoltre rispettare l'autonomia organizzativa cantonale (art. 47 cpv. 2 della Costituzione federale, Cost.; RS 101).</p><p>Dato che, come confermato dal TF, la CEDAW obbliga già i Cantoni a prevedere un'autorità dotata di conoscenze specialistiche nel settore della parità dei sessi, nel quadro delle sue competenze e in considerazione dell'autonomia organizzativa dei Cantoni il Consiglio federale non ravvisa la necessità di legiferare in materia.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.