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Il rischio di danni dovuti a radiazioni ionizzanti deve essere il più basso possibile. A questo scopo le norme sulla radioprotezione prevedono tre principi generali: giustificazione, ottimizzazione e limitazione della dose.
Il rischio di danni dovuti a radiazioni ionizzanti deve essere il più basso possibile. A questo scopo le norme sulla radioprotezione prevedono tre principi generali: giustificazione, ottimizzazione e limitazione della dose.
Questi principi si fondano sulle raccomandazioni della Commissione internazionale di radioprotezione (ICRP).
Principio di giustificazione
Ai sensi della legge federale sulla radioprotezione del 22 marzo 1991, che sancisce anche il mandato dell’UFSP in questo ambito, «un’attività nella quale l’uomo o l’ambiente sono esposti a radiazioni ionizzanti può essere svolta soltanto se commisurata ai vantaggi e ai pericoli connessi». Questa base legale è finalizzata a proteggere le persone e l’ambiente dai rischi legati alle radiazioni ionizzanti.
È applicabile a tutte le attività, le installazioni, gli eventi e le situazioni che possono implicare un pericolo da radiazioni ionizzanti e provocare un aumento della radioattività dell’ambiente.
Principio di ottimizzazione
L’UFSP si impegna affinché la radiazione a cui è esposta la popolazione svizzera, se giustificata, sia mantenuta ad un livello il più basso possibile. In questo modo applica il principio ALARA («As Low As Reasonably Achievable», il livello più basso ragionevolmente raggiungibile) riconosciuto a livello internazionale. In base al principio di ottimizzazione, se un’attività implica l’esposizione giustificata a radiazioni, è assolutamente prioritario evitare ogni esposizione e contaminazione inutile.
Limitazione della dose
Le dosi di radiazione cui sono esposte le persone nell’ambito di un’attività giustificata non devono superare determinati limiti, gli stessi sono diversi per la popolazione comune (1mSV all’anno) e per le persone esposte a radiazioni per motivi professionali (20mSV all’anno).
Esposizioni dei pazienti a scopo medicale
Non vigono limiti di dose per le esposizioni a scopi medicali; di norma l’utilità individuale prevale infatti sul rischio dell’esposizione alle radiazioni. In questo caso gli aspetti di giustificazione e di ottimizzazione della dose ricevuta rivestono pertanto un’importanza ancora maggiore.
Già nel 1996 la Commissione internazionale di radioprotezione (ICRP) aveva proposto l’adozione dei «valori diagnostici di riferimento» (VDR) come importante strumento di ottimizzazione delle dosi cui sono esposti i pazienti.
Ultima modifica 28.08.2018