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I lubrificanti, i lubrorefrigeranti e l'olio per motori possono danneggiare la pelle. I controlli nelle aziende hanno dimostrato che non si presta particolare attenzione alla protezione della pelle quando si manipolano sostanze pericolose.
Ecco un esempio pratico. La Suva effettua un controllo in azienda presso un finitore di elementi in acciaio. Per la lavorazione parziale si utilizzano frese CNC e smerigliatrici. Durante la lavorazione, i lubrorefrigeranti vengono aspirati; i collaboratori toccano tuttavia a mani nude le parti realizzate, venendo così a contatto con i lubrificanti, che, come è risaputo, danneggiano la pelle. «Constatiamo spesso che i lavoratori non si proteggono dai danni provocati dai lubrificanti o lo fanno in maniera inadeguata», afferma Simone Dell’Era, igienista del lavoro della Suva. - Lui e i suoi colleghi si sono accorti che la crema protettiva per la pelle non è così facilmente reperibile nell'azienda. Sebbene i guanti di protezione siano disponibili, non vengono utilizzati o sono sporchi, rendendo vano il loro scopo d'impiego. I dipendenti si puliscono le mani perlopiù sugli indumenti di lavoro; gli stracci per la pulizia sporchi sono sparpagliati per l'azienda. I piani di lavoro e le parti umide vengono puliti con una pistola ad aria compressa: così facendo le sostanze nocive si diffondono nell'ambiente circostante.
I collaboratori che si occupano della lavorazione parziale vengono quindi ogni giorno a contatto con i lubrorefrigeranti, con la conseguente possibilità di sviluppare una malattia cutanea, come un eczema irritativo o un'allergia. I dipendenti affetti da un'allergia cutanea sottovalutano per molti anni il problema e non vanno dal medico. Se si interviene troppo tardi o in modo sbagliato, spesso la Suva è costretta a emettere una «decisione di inidoneità», corrispondente a un divieto di lavorare, ragion per cui è necessario cambiare lavoro.
Nel corso dei suoi controlli Simone Dell’Era richiama sempre l'attenzione sulle conseguenze delle malattie cutanee per le aziende: le assenze dei collaboratori comportano infatti importanti ripercussioni finanziarie. Un maggior numero di malattie professionali può portare, quindi, a un aumento dei premi.
Non bisogna dimenticare che il datore di lavoro ha l’obbligo di individuare i pericoli presenti sul posto di lavoro e di adottare misure di protezione adeguate. I collaboratori devono ricevere chiare istruzioni sui dispositivi di protezione e sul loro corretto utilizzo. «Ciò riguarda anche l'uso dei lubrificanti», afferma Dell’Era e aggiunge: «È semplice proteggersi da queste sostanze pericolose: chi per lavoro viene a contatto con i lubrificanti deve utilizzare una crema protettiva e, a seconda della sostanza, indossare i guanti. L'igiene dell'ambiente lavorativo è di estrema importanza. Chi tiene conto di questi aspetti è in grado di avere sotto controllo i principali pericoli.»
Ulteriori informazioni sui rischi legati ai lubrificanti sono disponibili qui