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Wilson Greatbatch, l'uomo che ha inventato il pacemaker cardiaco impiantabile, è morto ieri a Buffalo, nello stato di New York, a 92 anni. A darne notizia è stata la Bbc. Le cause della morte non sono state rese note, ma il genero Larry Maciariello ha detto ai giornalisti che la sua salute era "precaria".
Il primo pacemaker fu impiantato sugli uomini nel 1960 e il primo intervento eseguito con successo fu fatto nell'ospedale dei veterani di Buffalo su un paziente di 77 anni. L'uomo visse 18 mesi con il dispositivo. Ora ne vengono impiantati ogni anno a centinaia di migliaia di persone. Nel 2010 Greatbatch ha celebrato il 50/o anniversario della sua invenzione, ma già nel 1983 il suo apparecchio è stato definito come uno dei 10 grandi contributi dell'ingegneria alla società moderna dalla Società nazionale degli ingegneri professionali. Ma quella delle invenzioni era una vera e propria passione per Greatbatch, che nel 1998 fu ammesso nella Hall of fame degli inventori nazionali ad Akron, in Ohio.
Negli ultimi anni della sua vita Greatbatch aveva lavorato a possibili cure per l'aids e spaziato in altri campi, sfidando le generazioni future di inventori a sviluppare la fusione nucleare usando un tipo di elio trovato sulla luna. Si era interessato anche ai combustibili fossili, prevedendo il loro esaurimento entro il 2050. Dopo aver studiato ingegneria elettrica alla Cornell University e quella di Buffalo, Greatbatch ha insegnato ingegneria tra il 1952 e 1957. Ha anche prestato servizio nella Marina. È stato sposato per oltre 60 anni con sua moglie Eleanor, da cui ha avuto 5 figli.
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