Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01198.jsonl.gz/286

La svolta in uno studio recente supera l'empasse teorico ma per la pratica... potrebbe volerci ancora un po'
NEW YORK - Dite la verità, quante volte avete sognato nella vita di essere come Martin McFly o il dottor Emmett Brown, in arte Doc, protagonisti della trilogia “Ritorno al Futuro”? Un sogno quello di viaggiare nel tempo che potrebbe davvero diventare realtà.
Attraverso il “wormhole”
Almeno così avrebbe teorizzato il professor Barak Shoshany docente di fisica alla Brock University di St. Catharines e di scienza computazionale alla McMaster di Hamilton, entrambe in Ontario, Canada. In uno studio pubblicato sulla rivista The Conversation, l’accademico, ha ipotizzato che il viaggio nel tempo potrebbe essere possibile ma solo su linee temporali parallele e sfruttando i così detti wormholes, buchi spazio temporali. Lo scienziato riassume in diversi paragrafi tutti quelli che sono gli argomenti principali per i quali diversi illustri scienziati contemporanei ritengono che il viaggio nel tempo verso il passato sia impossibile. Shoshany ricorda la congettura sulla protezione cronologica di Stephen Hawking (le leggi della fisica impediscono la creazione di curve temporali chiuse e quindi il viaggio nel tempo nel passato) oppure la congettura di autocoerenza di Igor Dmitriyevich Novikov (puoi viaggiare nel passato ma non puoi cambiarlo).
Il paradosso del nonno
Insomma dei principi che sono poi di fatti alla base di alcuni film cult del genere, due su tutti, come appunto “Ritorno al Futuro” ma anche “Terminator”. Tornare indietro nel tempo, interferire con il passato, significherebbe cambiare quello che sarebbe stato il corso della storia. È “l'antinomia del nonno”: se tu
torni indietro nel tempo e uccidi tuo nonno, lui non potrà generare tuo padre e quindi non potrai nascere tu stesso; pertanto il viaggio nel tempo non può esserci stato.
Shoshany va oltre questi “limiti” alla possibilità di viaggiare nel tempo. I paradossi causati dal viaggio nel tempo nel passato sarebbero superati appunto delle linee temporali parallele che si creerebbero per ogni viaggio nel tempo, di fatto un vero e proprio universo parallelo, con una sua storia diversa da quella in cui si è partiti. Attualmente, Shoshany e i suoi studenti stanno lavorando «per trovare una teoria concreta del viaggio nel tempo con linee temporali parallele che sia pienamente compatibile con la relatività generale».
Tra teoria e pratica
Una teoria del genere, qualora fosse realmente formulata, non implicherebbe che il viaggio nel tempo nel passato sia
possibile ma solo che non può essere escluso dai paradossi di coerenza. Inoltre secondo Shoshany, la costruzione di una macchina del tempo richiederebbe della materia esotica, dotata di energia negativa: «tutta la materia che vediamo ha energia positiva, la materia con energia negativa non è qualcosa che si
può semplicemente trovare in giro».
Quando il cinema viaggia nel tempo
Viaggiare nel tempo è un po’ come viaggiare nella fantasia. Sono quindi innumerevoli i film che hanno trattato in un modo o nell’altro il tema. Il più famoso è indubbiamente “Ritorno al Futuro”, la trilogia cult di Robert Zemeckis con Doc e Marty (Christopher Lloyd e Michael J. Fox) a spasso nel tempo sulla
DeLorean. Anche un’altra saga mitica come quella di “Terminator” in cui i protagonisti, dal cyborg Arnold Schwarzenegger a John e Sarah Connor, viaggiano nel tempo per cercare di salvare la terra dalla distruzione. Al di là dei tanti film di fantascienza, ci sono anche pellicole in chiave più leggere. Come “Non ci resta che piangere”, commedia esilarante con Massimo Troisi e Roberto Benigni che si ritrovano misteriosamente «nel 1492, quasi 1500». Dall’altra parte dell’oceano Ricomincio da capo, diretta da Harold Ramis, fa da apripista al sottogenere del loop temporale. Infatti per Phil, interpretato da un iconico Bill Murray, gli eventi della giornata precedente si ripetono di continuo.