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L'ospedale pediatrico di Zurigo torna a praticare circoncisioni per motivi religiosi. A tre settimane dalla decisione di rinunciare a tale pratica - accolta con stupore dalle comunità israelite e islamiche - viene quindi revocata la moratoria introdotta in seguito a una sentenza della Corte d'appello di Colonia (D) che ha considerato tale pratica un reato. Lo ha indicato oggi il Kinderspital in una nota odierna.
Ogni singolo caso verrà ora tuttavia valutato con attenzione e sarà necessario il consenso di entrambi i genitori. Secondo l'ospedale zurighese, la circoncisione rituale (non necessaria per motivi medici) su bambini tanto piccoli da non essere in grado di dare il loro consenso "rientra anche in Svizzera nella definizione di lesione semplice", tuttavia si tratta di una pratica accettata a livello di società, cultura e politica.
Di conseguenza spetta al legislatore - il Parlamento federale - "rendere reato la circoncisione rituale". "Attualmente - scrive il Kinderspital - un medico non si aspetta di essere denunciato per avere praticato l'asportazione del prepuzio per motivi religiosi e non medici".
La direzione dell'ospedale zurighese ha deciso, dopo aver consultato esperti di etica interni ed esterni, che d'ora in poi tale pratica sarà autorizzata ma bisognerà valutare esattamente ogni caso singolarmente. Al centro della questione vi è in ultima analisi il benessere del bambino.
La direzione del Kinderspital aveva deciso lo scorso 19 luglio di sospendere provvisoriamente le circoncisioni per motivi religiosi dopo la pubblicazione della sentenza della Corte d'appello di Colonia, secondo la quale tale pratica costituisce un delitto perseguibile penalmente.
Al Kinderspital di Zurigo la maggior parte delle circoncisioni viene effettuata per motivi medici: solo uno o due interventi al mese avvengono per motivi culturali.