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Ma chiedono delle condizioni di lavoro migliori. Lo dice uno studio
BERNA - Il novanta per cento del personale infermieristico vuole rimanere nella professione. La maggioranza si aspetta tuttavia dei miglioramenti nei turni e nei salari. Lo dice uno studio a lungo termine dell'Alta scuola di scienze applicate di Zurigo (ZHAW).
L'inchiesta tiene conto di 600 persone diplomate in ambito sanitario che da sei anni partecipano al relativo sondaggio. In questo periodo, il 5% dei partecipanti è passato a un'altra professione; un altro 5% ha smesso di lavorare, per lo più per motivi familiari.
Fra i rimanenti, nove su dieci potrebbero immaginare di rimanere nella professione per altri dieci anni. «Ma la maggior parte di loro presuppone migliori condizioni», afferma René Schaffert, responsabile dello studio presso il dipartimento sanità della ZHAW.
Lo studio ha evidenziato in particolare una grande discrepanza tra aspettative e realtà. In termini di aspettative, la maggioranza degli intervistati mette in cima alla lista delle priorità il tempo per la vita privata e la compatibilità tra lavoro e famiglia. Nella realtà, questi due fattori sono tuttavia scesi all'undicesimo e al decimo posto.
Salari equi - Il salario figura al sesto posto in fatto di aspettative, mentre nella realtà questo fattore arriva al dodicesimo e ultimo posto. "Un buon salario non è la priorità per il personale sanitario. Ma queste persone sentono di essere sottopagate per quello che fanno", dice il responsabile dello studio.
Solo il desiderio di fare qualcosa di significativo - fattore che figura al terzo posto tra le aspettative - risulta soddisfatto in base alla valutazione degli intervistati. Al contrario, il desiderio di lavorare in modo indipendente ha guadagnato importanza nella vita lavorativa di tutti i giorni.
Cosa ci vorrebbe? - Ma quali sono le condizioni per rimanere a lungo termine nella professione? Quasi il 90% degli intervistati cita in proposito uno stipendio migliore. Il 57% si aspetta un maggiore sostegno da parte dei propri dirigenti. "Questo indica un bisogno pronunciato di un maggiore apprezzamento da parte delle aziende e della società", afferma Schaffert.
Quasi i tre quarti degli intervistati auspicano inoltre una migliore conciliabilità tra lavoro e vita privata. Un altro 62% vorrebbe meno pressione sul lavoro.
Nell'ultimo sondaggio (realizzato nel 2018/19), il 55% de personale sanitario ha dichiarato di sentirsi spesso stanco e teso durante il lavoro a causa dello stress professionale. Per questo motivo il 54% si sente notevolmente limitato nelle attività della vita privata.