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Le parti sociali si sono accordate su un nuovo Contratto collettivo di lavoro per i negozi delle stazioni di servizio. La convenzione stabilisce i salari minimi, regola gli orari di lavoro e assicura prestazioni quali il salario in caso di malattia o di maternità.
Le trattative avviate nel maggio 2014 si sono svolte in un clima di dialogo costruttivo tra le parti, informano in un comunicato congiunto l'Associazione gestori di negozi delle stazioni di servizio (AGSS), i sindacati Unia e Syna nonché la Società svizzera degli impiegati di commercio.
Il nuovo CCL si prefigge di proteggere a livello nazionale le condizioni di lavoro nei punti vendita. Attualmente solo i cantoni di Friburgo, San Gallo e Lucerna hanno contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale.
Nelle prossime settimane le delegazioni negoziali sottoporranno l'intesa per la ratifica ai loro organi competenti. Le parti contraenti intendono inoltre richiedere alle autorità federali il conferimento del carattere di obbligatorietà generale. L'entrata in vigore del nuovo CCL è prevista per il primo gennaio 2017.
A inizio 2015 la Svizzera contava quasi 1300 negozi annessi alle stazioni di servizio. Secondo recenti stime vi lavorano tra le 11'000 e le 12'000 persone, impiegate soprattutto a tempo parziale.
SDA-ATS