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Kim Jong-un resta "leader supremo" della Corea del Nord con la rielezione alla presidenza della commissione sugli Affari statali, il più alto organo decisionale del paese. L'Assemblea suprema del popolo, tenuta ieri, ha assegnato nuovi incarichi di vertice nominando Choe Ryong-hae alla presidenza del Presidium al posto di Kim Yong-nam, figura carismatica di 91 anni che ha ricoperto la carica come Capo dello Stato de facto per più di 20 anni. Il premier Pak Pong-ju è stato sostituito da Kim Jae-ryong, funzionario del Partito dei Lavoratori.
"L'elezione del 'leader supremo' a presidente della commissione sugli Affari statali è un grande evento politico dal significato storico cruciale", ha riportato l'agenzia nordcoreana Kcna. Kim era stato nominato la prima volta a giugno 2016 a capo dell'organo decisionale più alto della Corea del Nord dopo la sua creazione con l'apposito emendamento alla costituzione. La sessione parlamentare, la prima della 14/ma Assemblea suprema del popolo rinnovata dal voto del 10 marzo, ha permesso di completare altre caselle chiave: ad esempio, Kim Yong-chol, il capo negoziatore sul nucleare, e altri funzionari coinvolti nel summit di Hanoi tra Kim e il presidente Usa Donald Trump, tra cui il ministro degli Esteri Ri Yong-ho e la vice Choe Son-hui, sono stati eletti nella commissione sugli Affari statali. Kim, tuttavia, è il primo "leader supremo" a non sedere in parlamento dall'inaugurazione del 1948 e l'assenza del suo nome dall'elenco dei 687 eletti aveva alimentato le voci sulla salita a una nuova posizione per rafforzare il potere. Il parlamento ha discusso il budget nazionale e altre misure legate all'economia.