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Ventitré dipendenti sono responsabili per la perdita di circa 5 miliardi di franchi subita da Credit Suisse a causa della sua esposizione verso il fondo americano Archegos, che ha avuto pesanti ripercussioni sull’utile della banca nel secondo trimestre 2021 (-78% rispetto allo stesso periodo del 2020). Lo ha stabilito una indagine esterna.
Nove persone sono state licenziate, altre hanno subito sanzioni per complessivi circa 63 milioni di franchi, essenzialmente cancellazione di bonus e restituzione di compensi ricevuti. Le persone coinvolte hanno ignorato i segnali di allarme a proposito dello stato di salute del fondo speculativo di proprietà dell’imprenditore Bill Hwang, che operava sul mercato azionario USA e che è fallito il 26 marzo 2021 con perdite complessive per oltre 10 miliardi di dollari. Da parte dei dipendenti di CS non c’è stato dolo o malafede, ma una sottovalutazione dei pericoli legata ad un inefficace sistema di gestione del rischio. Oltre a Credit Suisse, anche la banca giapponese Nomura ha subito gravi perdite.
Intervistato da Radio SRF, il presidente della direzione di Credit Suisse Thomas Gottstein ha ammesso gli errori interni, su più livelli, anche per la analoga vicenda legata al collasso di Greensill Capital, ma ha anche fatto notare che senza questi casi l’utile netto della banca sarebbe già tornato in attivo, ed ha promesso che l’istituto saprà trarre gli insegnamenti necessari dalle due vicende.