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GINEVRA - Mesi e mesi d’inchiesta hanno permesso di smantellare un importante traffico di hashish e di procedere ad arresti a cascata. Tutto era cominciato nell’ottobre del 2015, quando una sparatoria fra pusher era scoppiata in un immobile di Eaux-Vives, quartiere di Ginevra. Tenuta segreta, la vicenda aveva permesso alla polizia di seguire una pista che portava dritta dritta nell’ambiente dello spaccio di hashish nella città di Calvino, ed in seguito pure al di là della frontiera franco-svizzera.
Il 14 marzo scorso, un’operazione congiunta fra gli agenti svizzeri e quelli francesi aveva poi permesso di intercettare ad un casello autostradale transalpino un veicolo che trainava un rimorchio contenente 475 chili di “fumo”, come riporta oggi “La Tribune de Genève”. Valore della droga, destinata principalmente al mercato svizzero: fra i 4 e i 5 milioni di franchi.
A seguito del sequestro eccezionale, le due polizie avevano provveduto ad interrogare una dozzina di persone. Fra di loro, un franco-tunisino di 33 anni, fermato a Ginevra e sospettato di essere il “boss” nel traffico locale di hashish. Il sospetto non ha mai negato il suo coinvolgimento nel traffico, ma contesta di esserne il capo.
La vicenda ha inoltre fatto emergere una rete di riciclaggio di denaro presente in Francia, a Strasburgo.