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All'età di 80 anni si è spento ieri il rabbino Moshe Levinger, il 'primo colono' israeliano in Cisgiordania.
Nella Pasqua del 1968 - pochi mesi dopo la guerra dei sei giorni e con la occupazione militare dei Territori - il religioso si stabilì con alcuni seguaci in un albergo di Hebron e si rifiutò di abbandonare la città.
Iniziò così un braccio di ferro col governo laburista israeliano il quale infine accettò di creare un primo nucleo di insediamento ebraico nelle vicinanze di Hebron, a Kiryat Arba.
In seguito il rabbino Levinger sarebbe stato uno dei fondatori del Gush Emunim, un movimento ideologico votato alla colonizzazione ebraica dei Territori. Le sue parole d'ordine trovano oggi eco nel partito Focolare ebraico, che occupa posizioni di rilievo nel nuovo governo di Benyamin Netanyahu.
I funerali del rabbino Levinger avranno luogo oggi fra due poli della sua biografia politica: ossia fra la Tomba dei Patriarchi di Hebron (un luogo di culto conteso fra musulmani ed ebrei) e la colonia di Kiryat Arba, che oggi conta ottomila abitanti ed è amministrata dal figlio, Malachi Levinger.