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MOSCA - La Russia guarda ad est e rafforza la sua cooperazione energetica con la Cina con il nuovo oleodotto che, attraversando la Siberia, unisce le due potenze i cui scambi petroliferi, fino ad oggi, avevano viaggiato solo su strada.
Con il nuovo pipeline, che segna l'espansione verso est della rete russa di oleodotti, Mosca prevede di esportare 15 milioni di tonnellate di greggio l'anno nei prossimi due decenni con un flusso di 300 mila barili al giorno. Il progetto, dal costo di circa 16 miliardi di dollari rappresenta - riporta l'Itar Tass - "una nuova fase della cooperazione russo-cinese", ha sottolineato Yao Wei, dirigente della Petro China, spingendo il 'bottone' che ha dato di fatto il via all'operatività dell'oleodotto nel corso della cerimonia inaugurale a Mohe, città cinese ai confini con la Russia.
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