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Questo esempio pratica mostra come degli episodi incresciosi abbiamo portato alla soppressione di un evento molto amato dai giovani e quali misure sono state adottate per evitare questo genere di situazioni.
Da oltre 20 anni, l’ufficio dello sport di una città di medie dimensioni organizza un torneo scolastico di pallacanestro, calcio e hockey su ghiaccio. Le classi di scuola primaria si affrontano nella categoria B e quelle di secondaria nella categoria A.
Da qualche anno si verificano regolarmente degli episodi incresciosi che disturbano il clima sereno di questa manifestazione sportiva, mettendone in pericolo lo svolgimento. Dei ragazzi, quasi tutti appartenenti alla categoria A, imbrogliano al momento delle iscrizioni, rubano e commettono atti vandalici. Inoltre proferiscono delle minacce, compiono gesti violenti e durante e dopo gli incontri provocano dei tafferugli.
In seguito agli eccessi verificatisi nuovamente nel 2006, gli organizzatori hanno deciso di adottare delle misure. D’ora in poi, la categoria A «ragazzi» sarà soppressa.
Domande
- Quali misure vanno adottate per evitare gli incidenti evocati sopra?
- Esistono dei provvedimenti per garantire ad un torneo di svolgersi normalmente?
- Come reagire di fronte ad incidenti gravi durante il torneo? Quali sono i mezzi a disposizione degli organizzatori (interventi e sanzioni)?
- Esistono delle soluzioni alternative per evitare di eliminare definitivamente la categoria A?
Misure anteriori
- Prima della data d’inizio del torneo, alle squadre erano forniti per iscritto le regole e i principi su cui si fonda il fairplay.
- Durante il torneo, le partite erano dirette da arbitri qualificati (o da insegnanti con buone conoscenze delle regole). La direzione centrale del torneo assumeva pure il ruolo di organo di conciliazione in caso di conflitto.
- Le violazioni delle regole erano trattate nel modo seguente: ammonizione (cartellino giallo), penalità in caso di falli più gravi, espulsione (cartellino rosso) in caso di falli brutali. Espulsione eventuale dei recidivi dagli altri incontri del torneo. Questi incidenti erano in seguito segnalati alla direzione della scuola e al docente di classe.
- Purtroppo le squadre non erano assistite da un docente responsabile. Il compito era spesso assunto da genitori o da compagni, ciò che a volte poteva creare situazioni spiacevoli.
Misure alternative
- D’ora innanzi è opportuno rimpolpare le fila della direzione del torneo con altri insegnanti, capaci di assumersi delle responsabilità.
- Ogni squadra firma una convenzione in cui s’impegna a contribuire al perfetto svolgimento del torneo. Essa deve pure essere assistita da un insegnante, che assuma anche il ruolo di portavoce.
- Per partecipare al torneo, le squadre delle categorie A e B devono ognuna disporre di «un passaporto di giocatori» (grande formato), che faciliti l’identificazione dei partecipanti. Questo documento d’identità gigante, in cui appaiono le fotografie di tutti i componenti della squadra, può essere realizzato prima del torneo durante una lezione scolastica normale. Il giorno X servirà da strumento di registrazione e segnalerà la presenza del gruppo.
- Si consiglia di studiare la possibilità di proporre incontri misti (ad es. 4 ragazzi e 2 ragazze), nonostante i giocatori più competitivi esprimeranno il loro disaccordo.
- Sarebbe opportuno esortare i giocatori a stringersi la mano, ad esempio iniziando ogni partita con un rituale, che spinga i partecipanti a salutarsi correttamente, e terminandola con una stretta di mano. Anche le parti coinvolte in uno scontro o in un fallo grave si riconciliano con una stretta di mano. Nel caso contrario, ai giocatori interessati viene assegnato un minuto di penalità.