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Avvocato Noseda, perché non va bene ritirare i giudici svizzeri da Strasburgo?
Il Consiglio Federale aveva già respinto una proposta di Ueli Maurer di ritirare i giudici svizzeri dalla Corte di Strasburgo sui Diritti Umani. Ora l'iniziativa torna alla carica con lo stesso obiettivo. Cittadine e cittadini perderanno un diritto di ricorso. Inoltre, vengono messi in pericolo migliaia di Accordi internazionali già votati dal Parlamento svizzero, per difendere gli interessi di tutta la cittadinanza elvetica, nei trasporti, per la salute pubblica, per la sicurezza e tanti altri settori della nostra vita quotidiana. Infatti, l'iniziativa pretende che gli Accordi internazionali non vengano più rispettati se appena potessero eventualmente apparire in contrasto con il diritto interno. E chi lo deciderà? Non si sa! Si rinnega quindi il lavoro di decenni del Parlamento svizzero, che ha ratificato migliaia di accordi, alcuni confermati anche in votazione popolare, proprio per superare eventuali divergenze con norme interne.
Quali sono i rischi per le lavoratrici e i lavoratori svizzeri?
La Corte di Strasburgo ha spesso protetto anche loro. Ad esempio ha protetto Renate Moor, il cui marito morì nel 2013 per un cancro ai polmoni causato dall’esposizione all’amianto. La signora si era vista negare il diritto di avere un processo. È stato solo grazie alla Corte di Strasburgo che Renate ha potuto ricevere il risarcimento finanziario che si meritava. Questo caso ha garantito a tutte le persone nella stessa situazione di ottenere un risarcimento, anche se la causa della malattia fosse dovuta a eventi lontani nel tempo. Il ritiro della Svizzera dalla Convenzione di Strasburgo (nulla a che fare con l'Unione Europea!) indebolirebbe anche la protezione delle minoranze: per esempio i Ticinesi, minoranza linguistica e culturale, non potrebbero più far valere i loro diritti davanti alla Corte di Strasburgo, autorità giuridica superioree indipendente, contro una decisione discriminatoria approvata da un’autorità nazionale.
Anche i comuni cittadini rischiano di perdere tanti diritti?
Da decenni i cittadini svizzeri fanno ricorsi alla Corte di Strasburgo per la protezione della Convenzione Europea dei Diritti Umani (CEDU). Perché cambiare questo sistema che ha sempre funzionato? Perché la cittadinanza svizzera dovrebbe perdere questo diritto di ricorso? Di fronte a una sentenza sbagliata, non si potrà poi più "andare a Strasburgo". Il rispetto delle procedure giudiziarie, sia penali che civili e amministrative, la libertà di espressione, la libertà di culto, il diritto alla vita, la parità di trattamento, il diritto alla sua sfera personale segreta e tanti altri diritti rimarrebbero indeboliti. E chi pagherà saranno le persone più vulnerabili: malati, persone disabili, pensionati, disoccupati che più spesso devono ricorrere per fare valere i propri diritti.
Ci sono altri rischi per tutti noi?
Bisogna votare NO contro l'iniziativa per non indebolire anche le Convenzioni sulla sicurezza, contro il terrorismo e per l'estradizione dei delinquenti. L’iniziativa impedirebbe inoltre la collaborazione internazionale fra Ministeri Pubblici e Polizia svizzera con i loro corrispondenti stranieri. Se tutto questo dovesse accadere, più nessun Paese vorrà stringere accordi con la Svizzera e diventeremo il rifugio di tutti i delinquenti. Infatti, questi Accordi prevedono autorità sopranazionali per decidere le divergenze sull'esecuzione delle Convenzioni. Esempio recente: la guerra di Trump contro i dazi doganali ha colpito anche le imprese svizzere. La Svizzera si è allora rivolta a un giudice superiore, straniero, ossia alla giurisdizione prevista dall'Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC). La Svizzera non potrà più difendersi davanti alle corti internazionali, soltanto perché l'iniziativa disprezza tutto l'edificio delle giurisdizioni internazionali.
Le persone preoccupate per la neutralità svizzera possono dormire sonni tranquilli?
La Svizzera è un paese sovrano e deve rimanerlo. Come tale, il Parlamento svizzero – i nostri rappresentanti eletti dal popolo – da sempre decide di ratificare o meno un Accordo internazionale. Non c'è nessun motivo per cambiare questo sistema che ha sempre funzionato per decenni. Votare NO significa mantenere tutti i vantaggi che la nostra diplomazia è riuscita ad ottenere nel corso di decenni. Votare NO non avvicina di un millimetro la Svizzera all'Unione Europea. I sostenitori dell'iniziativa continuano a confondere fra l'Unione Europea da una parte e il Consiglio d'Europa e le altre organizzazioni internazionali dall'altra parte. Cittadine e cittadini non devono cadere in questa trappola. Questa votazione non ha nessuna relazione con i rapporti fra la Svizzera e l'Unione Europea. Gli Accordi bilaterali e l'Accordo-quadro non saranno minimamente influenzati dalla votazione popolare su questa iniziativa sfasciatutto. I giudici svizzeri devono poter continuare a rimanere nella Corte di Strasburgo.
L’iniziativa ha anche costi economici e politici?
Certamente. Si deve votare NO all'iniziativa anche per evitare spese di centinaia di milioni di franchi a carico di contribuenti svizzeri. Infatti servirebbero lunghe trattative per rinegoziare anche soltanto una minima parte degli Accordi internazionali, già ratificati dal Parlamento svizzero nei decenni passati. I Paesi più piccoli possono difendersi dalle prepotenze dei paesi più grandi solamente mediante l'adesione alle Convenzioni e ai Trattati internazionali. Solamente in questo modo i Paesi più grandi sono obbligati a rispettare anche i diritti dei paesi più piccoli. Bisogna votare NO per evitare che dittature come quella russa e quella turca possano parimenti abbandonare la Corte di Strasburgo con il pretesto che anche il popolo svizzero lo ha fatto. Infine nessun Paese e nessuna Organizzazione internazionale vorrebbero più stringere accordi con la Svizzera, dal momento che l'iniziativa impone comunque di non più rispettare gli Accordi internazionali.