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<h2>InitialSituation<h2><p><b>Gli aerei da combattimento attualmente in servizio raggiungeranno il limite della loro durata d'utilizzazione verso il 2030. Affinché l'esercito possa continuare a proteggere lo spazio aereo, il Consiglio federale ha presentato un messaggio concernente una decisione programmatica soggetta a referendum relativa all'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Essa domanda al Parlamento di validare il principio d'acquisto e di accordare un volume finanziario massimo di sei miliardi di franchi, senza specificare né il modello né il numero di apparecchi che saranno acquistati. Dopo lunghe discussioni, in particolare in relazione agli affari compensatori, le due Camere hanno trovato un compromesso e adottato il decreto. La decisione del Parlamento è stata oggetto di un referendum e la questione sarà dunque sottoposta al voto popolare il 27 settembre 2020.</b></p><p></p><p>La decisione programmatica del Consiglio federale per l'acquisto di nuovi aerei da combattimento per la difesa dello spazio aereo svizzero prevede lo stanziamento di un finanziamento massimo di sei miliardi di franchi. Il budget sarebbe prelevato dai mezzi finanziari accordati al Dipartimento federale della difesa (DDPS). Il decreto non determina né il modello né il numero di aerei e riguarda dunque unicamente il principio dell'acquisto. La scelta degli aerei da combattimento sarebbe fatta in seguito dal Consiglio federale.</p><p>Il fatto di aver presentato il progetto di acquisto sotto forma di decisione programmatica è legato alla volontà di permettere un referendum su una questione di grande rilevanza. Gli acquisti d'armamenti sono di regola decisi in via definitiva dall'Assemblea federale, senza possibilità di referendum. È il caso per esempio dell'acquisto di un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata, progetto sviluppato in parallelo ai nuovi aerei da combattimento quale complemento della difesa contro attacchi aerei.</p><p>(Fonti: Curia Vista, notizie ATS)</p><h2>Proceedings<h2><p>Il <b>Consiglio degli Stati </b>ha esaminato il progetto del Consiglio federale durante la sessione d'autunno 2019. Una minoranza della sua Commissione della politica di sicurezza (CPS-S) domandava di rinviare il dossier al Consiglio federale. La Consigliera agli Stati Géraldine Savary (S, VD), a nome di questa minoranza, ha affermato che "il popolo merita di meglio che questo testo", sottolineando in particolare che il decreto federale dovrebbe coprire allo stesso tempo l'acquisto degli aerei da combattimento e il nuovo sistema di difesa suolo-aria, permettendo quindi al popolo di potersi esprimere sul concetto globale di protezione dello spazio aereo. Il senatore Josef Dittli (RL, UR), relatore della CPS-S, si è espresso contro la proposta di rinvio, affermando che l'oggetto è stato preparato alla perfezione e che è stato valutato da diversi esperti.</p><p>Durante la deliberazione di dettaglio, il dibattito al Consiglio degli Stati si è concentrato principalmente sulla questione degli affari compensatori legati all'acquisto degli aerei da combattimento. Se il progetto del Consiglio federale prevedeva che l'impresa incaricata compensasse il 60% del valore contrattuale assegnando mandati in Svizzera, la maggioranza della CPS-S ha dal canto suo proposto di aumentare questo valore al 100%. Una minoranza Isidor Baumann (C, UR) chiedeva di fissare gli affari compensatori ad almeno 60% del valore contrattuale. Gli affari compensatori dovranno essere ripartiti nelle differenti regioni: 65% nella Svizzera tedesca, 30% in Romandia e 5% nella Svizzera italiana. </p><p>I fautori di un aumento degli offset a 100% del valore del contratto hanno sostenuto che questa proposta permetterebbe all'insieme dell'industria e dell'economia svizzera di beneficiare dell'acquisto dei velivoli, mentre con affari compensatori fissati al 60% solamente le aziende attive nell'ambito della sicurezza potrebbero ricevere dei mandati. Sul fronte opposto si ritiene invece che il tasso più elevato d'affari compensatori comporterebbe unicamente l'aumento del prezzo degli aerei; inoltre, si tratterebbe di un volume di offset difficilmente assorbibile dall'industria elvetica. </p><p>Nonostante il sostegno del Consiglio federale alla minoranza Baumann, con 27 voti contro 17 il Consiglio degli Stati ha seguito la maggioranza della sua commissione e ha modificato il progetto del Consiglio federale.</p><p>Alla votazione sul complesso, la Camera alta ha adottato il progetto con 32 voti contro 6 e 6 astensioni.</p><p></p><p>Il <b>Consiglio nazionale</b> ha trattato il progetto il 9 dicembre 2019. La maggioranza della sua Commissione della politica di sicurezza (CPS-N) ha proposto l'entrata in materia, mentre una minoranza Balthasar Glättli (G, ZH) si è espressa per una non entrata in materia. Una seconda minoranza Priska Seiler Graf (S, ZH) ha domandato dal canto suo il rinvio al Consiglio federale, con il mandato di ristrutturare il progetto fissando un limite di quattro miliardi di franchi per l'intero programma di difesa, ossia aerei e sistema terra-aria. Di fronte a queste due minoranze, la CPS-N si è pronunciata per l'entrata in materia e contro la proposta di rinvio, invocando l'importanza del rinnovo della flotta degli aerei da combattimento per il mantenimento della sicurezza della Svizzera e per assicurare il servizio di polizia aerea.</p><p>La proposta di non entrata in materia della minoranza Glättli è stata rifiutata con 149 voti contro 35 e 6 astensioni, mentre la proposta di rinvio al Consiglio federale è stata bocciata con 122 voti contro 68 e 2 astensioni.</p><p>A seguito della bocciatura della proposta di rinvio, il gruppo socialista ha lanciato, invano, diverse proposte con l'obiettivo di promuovere l'acquisto di modelli d'aereo da combattimento leggeri e contenere la spesa al di sotto dei quattro miliardi di franchi.</p><p>Per ciò che concerne gli affari compensatori, numerose proposte sono state messe sul tavolo. La maggioranza della CPS-N si è espressa a favore del progetto del Consiglio federale (60% del valore contrattuale). Una minoranza Beat Flach (GL, AG) voleva invece ridurre gli offset al 50%, una minoranza Glättli (G, ZH) al 20%, mentre una minoranza Pierre-Alain Fridez (S, JU) ha affermato di voler rinunciare completamente agli affari compensatori.</p><p></p><p>La proposta della maggioranza ha raccolto i favori della Camera del popolo: le imprese straniere che otterranno i mandati nel quadro dell'acquisto dei nuovi velivoli dovranno perciò compensare il 60% del valore contrattuale nell'economia svizzera.</p><p>Il progetto è ritornato davanti al Consiglio degli Stati il 12 dicembre 2019 per la <b>procedura d'appianamento delle divergenze</b>. La maggioranza della CPS-S proponeva questa volta l'80% d'affari compensatori, compiendo dunque un passo in direzione del Nazionale. Il relatore della commissione Josef Dittli (RL, UR) ha sottolineato la volontà di voler trovare un compromesso con la Camera del popolo. Una minoranza Beat Rieder (M-CEB, VS) ha invece sostenuto l'adesione al progetto del Consiglio nazionale, considerando che un 60% d'affari compensatori offrirebbe maggiori opportunità di successo in caso di un'eventuale votazione popolare.</p><p>Con 26 voti contro 14 e 4 astensioni, i senatori hanno seguito la maggioranza della CPS-S e hanno mantenuto la divergenza con il Nazionale, proponendo al contempo una proposta di compromesso.</p><p>Il 16 dicembre 2019, tre alternative sono state presentate al plenum del Consiglio nazionale. La prima, quella della maggioranza della CPS-N, consisteva nel mantenere la divergenza e restare al 60% d'affari compensatori. Una minoranza Jean-Luc Addor (V, VS) proponeva l'adesione al compromesso degli Stati (80%), affermando che il 20% supplementare avrebbe procurato dei benefici a Ticino e Romandia. La minoranza Glättli (G, ZH) ha invece cercato di rilanciare l'idea di abbandonare completamente gli affari compensatori. La proposta della maggioranza si è imposta sulle due alternative presentate dalle minoranze.</p><p>Nei giorni seguenti, il Consiglio degli Stati ha ribadito, con 23 voti contro 16, la sua volontà d'avere 80% d'affari compensatori, mentre il Consiglio nazionale ha deciso, con 143 voti contro 40 e 9 astensioni, di mantenere la sua preferenza per un 60% d'offset.</p><p>Considerando che dopo tre deliberazioni in entrambe le Camere sussisteva ancora un punto di divergenza, una <b>conferenza di conciliazione</b> è stata costituita con lo scopo di trovare un'intesa, senza la quale l'intero progetto rischiava di essere affossato. Con 22 voti contro 4, la conferenza di conciliazione ha proposto di fissare gli affari compensatori a 60% del valore contrattuale, da compensare direttamente (20%) e indirettamente (40%) nel settore della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza.</p><p>Il Consiglio nazionale ha adottato la proposta della conferenza di conciliazione con 122 voti contro 66 e 4 astensioni, il Consiglio degli Stati con 41 voti contro 3 astensioni.</p><p></p><p><b>Alla votazione finale, il Consiglio nazionale ha adottato il progetto con 123 voti contro 68 e 5 astensioni e il Consiglio degli Stati con 33 voti contro 10 e 1 astensione.</b></p><p>(Fonti: Bollettino ufficiale, notizie ATS)</p><p></p><p><b>Il 27 settembre 2020 il decreto federale è stata accolto in votazione popolare dal 50,1 % dei votanti.</b></p>