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Vogt David
Nato il 30 agosto 1948 nel Principato del Liechtenstein, David Vogt Jr. è stato il primo liechtensteiniano ad ottenere una licenza di pilota d’elicottero. La sua grande determinazione gli permise di vincere la diffidenza dei sui concittadini e realizzare il suo sogno di creare una base per elicotteri a Balzers. Nel 1983 fondò la società di elitrasporto Rhein-Helikopter AG. Stroncato da un male incurabile è deceduto il 17 luglio 2022 all’età di 73 anni. Di seguito ecco in sintesi la sua storia e quella dell'eliporto al quale ha dedicato gran parte della sua vita.
David Vogt, secondo di sei figli di David Sr. e Idele Vogt-Wolfinger, dopo le scuole dell’obbligo seguì un apprendistato quale muratore e più tardi divenne capomastro. Suo padre era titolare di un’impresa edile, ma a lui quel lavoro non piaceva particolarmente. Ad affascinarlo erano invece gli elicotteri che di tanto in tanto venivano impiegati per rifornire di materiale edile i cantieri di montagna. Già da ragazzo il mondo dell’aviazione aveva catturato il suo interesse e così si era avvicinato all’aeromodellismo.
Nel 1978 decise di dare una svolta alla sua vita e lanciarsi in un nuovo settore, quello del trasporto aereo. Il 3 aprile 1978 effettuò il primo volo di formazione presso la Heliswiss a Belp/BE ma è presso la Fuchs Helikopter di Schindellegi/SZ che seguì la maggior parte della formazione. Il 3 ottobre 1978 l’UFAC gli rilasciò la licenza di pilota professionale d’elicottero nr. 260.
A partire dal quel momento, ai comandi degli elicotteri della serie Hughes 500D della Fuchs Helikopter iniziò a compiere i primi trasporti commerciali.
L’eliporto di Balzers
Nel 1978 David Vogt ebbe l’idea di utilizzare una superficie 2'275 mq di proprietà del comune di Balzers lungo l’argine insommergibile del fiume situato nella località detta Schefflände, per creare una piazza d’atterraggio per elicotteri nel Liechtenstein. Chiese perciò all’Autorità comunale un permesso in tal senso che gli fu accordato il 17 agosto 1978 a titolo provvisorio per una durata iniziale di un anno.
Saputo del progetto la Società del Liechtenstein per la protezione dell’ambiente il 5 ottobre scrisse una lettera di reclamazione al governo del Principato sollevando una serie di obiezioni principalmente di carattere ambientale.
I movimenti sul terreno si svolgevano, possiamo immaginarlo, in modo irregolare. Soprattutto d’inverno l’attività aerea era alquanto ridotta, più intensa invece durante il resto dell’anno, soprattutto in primavera e durante l’estate.
Il 24 aprile 1979 David Vogt presentò al Municipio di Balzers il progetto per la creazione di un piccolo eliporto.
A tal riguardo il 9 aprile 1979 da parte dell’UFAC erano state fatte delle misurazioni ufficiali del rumore prodotto da un elicottero Hughes 500D.
Nuovamente allarmata per le intenzioni di David Vogt la Società del Liechtenstein per la protezione dell’ambiente e il Club Alpino del Liechtenstein scrissero alle Autorità per cercare di soffocare sul nascere l’iniziativa imprenditoriale. A loro dire gli elicotteri, oltre a generare rumore, avrebbero inquinato la qualità dell’aria. Un’altra argomentazione riguardava il fatto che nella zona c’erano già vari problemi irrisolti come quelli legati alle esercitazioni di tiro delle forze armate elvetiche presso la piazza d’armi di St. Luziensteig o ancora, in tema aviatorio, il disturbo creato dall’attività degli aeroplani sul piccolo aeroporto di Bad Ragaz dove si effettuavano durante la bella stagione voli per il traino degli alianti il sabato e la domenica, e anche l’aeromodellismo.
Il 27 settembre 1979 il Consiglio comunale di Balzers accolse una nuova richiesta di David Vogt di stipulare un nuovo contratto per una durata di 10 anni che prevedeva tra le altre cose anche il diritto di costruzione. La delibera del Consiglio comunale fu pubblicata all'albo comunale il 5 ottobre 1979.
Contro questa decisione il 16 ottobre 1979 fu presentato un reclamo firmato da 9 cittadini per violazione dei diritti costituzionalmente garantiti. Il 18 ottobre 1979 fu presentato un secondo reclamo con argomentazioni più o meno analoghe. Nella riunione del 30 ottobre 1979 il Governo decise di chiedere al Tribunale dello Stato del Liechtenstein di emettere un parere consultivo sulle varie questioni sollevate nelle denunce.
Con lettera del 26 novembre 1979 il Presidente del Principato del Liechtenstein informò la Corte di Stato che si sarebbe pronunciata sulla questione nella riunione dell'11 dicembre 1979.
Passò però ancora diverso tempo prima che David Vogt potesse conoscere l’esito della sua richiesta. Intanto il 29 settembre 1981 il quotidiano Lichtensteiner Volksblatt riportò la notizia che sul tetto dell’ospedale di Vaduz era stata preparata una piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri di soccorso.
Si vota per l’eliporto
L’idea di creare un piccolo eliporto con hangar, officina e uffici fu vigorosamente osteggiata anche da una parte della popolazione di Balzers e Trübbach. Coloro che abitavano poco distante dal sedime scelto temevano soprattutto per il disturbo fonico generato dai movimenti degli elicotteri.
La discussione attorno alla creazione dell’eliporto divise anche le forze politiche. Uno degli argomenti sollevati dagli opponenti era per esempio il timore che la base sarebbe stata utilizzata dai ricchi per i loro spostamenti privati.
Da parte delle cerchie economiche vi era invece un solido appoggio e una visione imprenditoriale. Una base per elicotteri avrebbe permesso di creare nuovi posti di lavoro e contribuire allo sviluppo dell’economia locale.
L’iter per l’ottenimento della licenza di costruzione fu lungo e articolato e costrinse David Vogt ad armarsi di molta pazienza. Ci vollero infatti due anni e mezzo e una votazione comunale prima di vedere la luce verde. Nel marzo 1982 i 634 cittadini di Balzers con diritto di voto furono invitati ad esprimersi sul progetto dell’eliporto: dei 509 votanti 287 espressero il loro parere favorevole (57%). Terminata questa prima fase decisiva fu finalmente sottoscritto un contratto della durata di 30 anni per l’utilizzazione del sedime.
Le polemiche per diverso tempo continuarono e furono al centro di animate discussioni. Non di rado furono pubblicate le “lettere dei lettori” su vari quotidiani a suo sostegno o meno dell'eliporto.
Arriva il primo elicottero
Ottenuto finalmente il permesso di costruzione dall’Autorità comunale, David Vogt il 19 maggio 1983 insieme a Kurt J. Jäger (un meccanico d’aviazione con la qualifica di pilota d’aerei che ricoprì inizialmente il ruolo di direttore delle operazioni di volo e capo-tecnico dal quale poi successivamente David Vogt si separò) decise di fondare la Rhein-Helikopter AG (Rhein è il nome tedesco del Reno, il famoso fiume che nasce in Svizzera e lambisce tutto il confine occidentale del Principato del Liechtenstein. Sfogliando la corrispondenza dell’epoca è emerso che inizialmente la società avrebbe dovuto chiamarsi Heli-Alpina AG.
Con un investimento di circa 500'000 CHF fu acquistato un SE 3160 Alouette 3 d'occasione, un apparecchio polivalente che era stato precedentemente impiegato a partire dal 1963 dall’esercito danese. L’elicottero fu iscritto nel registro svizzero degli aeromobili il 12 luglio 1983 e ricevette l’immatricolazione HB-XNZ.
In mancanza di un servizio tecnico proprio la sua manutenzione fu inizialmente affidata ai meccanici della Heliswiss a Belp/BE.
Pilotato inizialmente da David Vogt il “November-Zulu” iniziò subito a rendere preziosi servizi nella regione. Tra i suoi impieghi più frequenti figuravano il rifornimento dei cantieri di montagna, degli alpeggi e delle capanne alpine, le operazioni di esbosco, i trasporti di materiale di ogni genere e la lotta agli incendi di bosco.
Nei mesi invernali tra il 1983-1984 fu organizzata una moderna officina per permettere ai meccanici Bernhard “Benno” Tschachtli e Köbi Kellenberger di compiere i lavori di manutenzione e revisione degli elicotteri.
Nel marzo 1984 la neo-fondata società acquistò in Germania il suo secondo Alouette 3, che dopo essere stato importato fu sottoposto ad una revisione totale che comportò circa 2'000 ore di lavoro. Il 7 maggio 1985 l’SA 316B Alouette 3 ricevette l’immatricolazione civile elvetica HB-XOT.
Il 18 maggio 1985, in concomitanza con la sua entrata in servizio, fu benedetto con una cerimonia dal cappellano di Triesenberg.
Le famose pale L.O.M.
Nella primavera del 1984 la Rhein-Helikopter AG assunse la rappresentanza per la distribuzione in Europa, Africa e Medio Oriente delle pale L.O.M. prodotte negli Stati Uniti dalla L.O.M. Corporation di Traverse City (Michigan). Queste pale (spesso indicate in termini generali come “pale americane”) erano individualmente sostituibili (dopo la sostituzione del set originale completo) ed avevano una durata d’impiego di 6'000 ore, il doppio di quelle originali.
Stando al fabbricante le capacità di trasporto e le prestazioni degli apparecchi della serie SE 3160/316/315/319 provviste di pale L.O.M. erano uguali se non addirittura migliori di quelle originali.
Nel 1985 il “November-Zulu” fu anch’esso sottoposto ad una revisione completa e trasformato a sua volta in SA 316B.
Nell’agosto di quell’anno fu acquistata una speciale benna per le operazioni di spegnimento di incendi che era stata sviluppata dalla Heliswiss grazie alla quale potevano essere trasportati 600 litri d’acqua. Il 30 agosto 1985 il nuovo contenitore (destinato ad essere quasi subito soppiantato dalle nuove bamby bucket) fu pubblicamente presentato agli organi di stampa.
L’HB-XOT al pari dell’HB-XNZ in caso di necessità poteva essere impiegato anche come eliambulanza per il trasporto di persone ferite o malate. Per questo ruolo poteva essere provvisto di un verricello.
Quello stesso anno per soddisfare la crescente richiesta di trasporti la Rhein-Helikopter AG decise di acquistare l’SA 315B Lama HB-XPJ che entrò in servizio nell’ottobre 1985 dopo essere stato sottoposto ad una revisione completa. David ottenne la qualifica per il pilotaggio di questo modello il 14 ottobre 1985.
Anche se l’impiego degli elicotteri in quegli anni era in forte crescita il progressivo ingrandimento della flotta della Rhein-Helikopter AG fu mal digerito dalle ditte concorrenti.
Nella regione operavano infatti già da diversi anni gli elicotteri della Heli-Linth che erano basati a Mollis/GL, quelli della Air Grischa che aveva una sua base a Untervaz/GR e quelli della Heliswiss con sede a Domat-Ems/GR. L’interessato non nascose mai il fatto che per conquistarsi “un posto al sole” fu costretto a darsi parecchio da fare, detto in altri modi dovette “sgomitare”.
L’eroe di Balzers
Nel pomeriggio del 5 dicembre 1985 nella zona soprastante il paese di Balzers divampò un incendio. All’origine ci fu una grave imprudenza dell’esercito svizzero, che nonostante il tempo particolarmente asciutto e ventoso decise comunque di effettuare un’esercitazione di tiro sulla piazza d’armi di St. Luzisteig. Quest’ultimo è un valico che collega Balzers (Principato del Liechtenstein) a Maienfeld, il noto comune del Canton Grigioni in Svizzera reso celebre in tutto il mondo per essere il paese di Heidi. Qui è stato ambientato il romanzo della scrittrice svizzera Johanna Spyri, che ha ispirato la famosissima versione del cartone animato giapponese, oltre che una incredibile quantità di versioni cinematografiche che in oltre 140 anni hanno celebrato questa splendida località alpina.
Il passo è dedicato a san Lucio di Coira (Luzius von Chur). La leggenda lo vuole come uno dei primi missionari nella regione della Rezia al tempo dei romani.
David Vogt quel pomeriggio era impegnato nel trasporto di materiale nella parte sud della valle del Reno. Verso le 16:00 fu allarmato via radio dalla centrale operativa dello scoppio dell’incendio e rientrando verso la base si rese subito conto della gravità della situazione. Ai comandi dell’SA 315B Lama HB-XPJ che era entrato da poco tempo in servizio si mise subito al lavoro per cercare di soffocare, per quanto possibile, le fiamme.
Alimentato da un fortissimo favonio l’incendio si propagò velocemente. Nella tarda serata accorsero dalle basi vicine alcuni elicotteri della Heliswiss e della Air Grischa. Visto il forte vento e l’oscurità i piloti decisero però di fermarsi a causa dei rischi (all’epoca, prima di un tragico incidente che nel 1990 costò la vita ad un pilota, gli elicotteri in Svizzera potevano, in circostanze particolari, essere impiegati per la lotta agli incendi di bosco anche di notte).
Durante la notte un uomo su tutti si distinse per la sua abnegazione, il suo coraggio e fors’anche un briciolo di incoscienza: quell’uomo era David Vogt che compì moltissimi lanci per cercare di soffocare sul nascere nuovi incendi e in qualche modo di salvare il salvabile.
Grande conoscitore della zona e della sua morfologia, sfidando le raffiche di favonio, che a tratti superarono i 100 km/h l’intrepido pilota (più tardi indicato dagli abitanti e dai giornalisti con l’appellativo “der Held von Balzers” ossia l’eroe di Balzers) andò avanti senza sosta finché fu anch’egli costretto a sospendere per qualche ora le operazioni ormai stremato dalla stanchezza. Come egli stesso raccontò, a tratti la forza del vento era tale che l’elicottero veniva violentemente sballottato e non riusciva a salire lungo il versante della montagna.
Durante la notte il rogo avanzò fino a lambire il margine del paese. I soccorritori con straordinario coraggio e spirito di sacrificio riuscirono però finalmente ad arginare il rogo che nel frattempo aveva consumato un’area pari a 160 campi di calcio.
I quotidiani dell’epoca riportano che per domare le fiamme intervennero complessivamente 1’200 persone!
Il giorno seguente, diminuita l’intensità del vento, arrivarono finalmente a dar man forte anche i piloti militari e quelli civili.
Qualche giorno dopo David Vogt fu informato dall’UFAC del fatto che durante le operazioni di spegnimento, avendo superato il massimo di 7 ore giornaliere ammesse di volo (queste erano allora le norme vigenti), la sua licenza sarebbe stata temporaneamente revocata. Chi lo ha conosciuto può facilmente immaginare quale sia stata la sua reazione! Fortunatamente i funzionari di Berna, compresa la gravità della situazione e fatte le dovute considerazioni, ritornarono sui loro passi e decisero di annullare il provvedimento.
Paradossalmente quell’avvenimento, che innescò tra l’altro una piccola crisi nelle relazioni diplomatiche tra la Svizzera e il Principato del Liechtenstein (i danni causati dall’incendio alla fine del 1985 erano stimati a 5.8 milioni di franchi), ebbe un inatteso risvolto positivo per la Rhein-Helikopter AG. Molti cittadini cambiarono idea e finirono per ammettere la grande utilità dell’elicottero e della necessità di disporre di un eliporto nei pressi del villaggio.
Per David Vogt fu una bella rivincita che gli diede una nuova carica per portare avanti con maggiore serenità nuovi progetti.
In quegli anni il progressivo incremento della richiesta di trasporti aerei ebbe quale diretta conseguenza l’ampliamento della flotta. Nel 1987 l’eliporto fu ingrandito la prima volta anche per far spazio al nuovo Bell 205 Super HB-XRZ di proprietà della Kiwag Luftransporte AG, una società da poco fondata che contava tra i suoi azionisti lo stesso Vogt. Per sua stessa ammissione il Bell 205 Super fu il suo elicottero preferito. Fu soprattutto utilizzato per le operazioni di esbosco e per il trasporto di carichi fino a circa 1'750 kg.
Il 30 giugno 1987 fu senz’altro una data stampata nella memoria di David Vogt. Quel giorno un cliente gli chiese di rifornire la sua capanna sul Mittagspitz. Pilota e cliente convennero che per il viaggio di ritorno sarebbe stato appeso al cavo di 25 metri sospeso sotto all’elicottero una rete contenente degli imballaggi un po’ voluminosi. Il primo volo si svolse normalmente ma poi mentre stava scendendo a valle ai comandi dell’SA 315B Lama HB-XPJ improvvisamente David sentì un rumore forte seguito dalla perdita totale del controllo del rotore di coda. L’elicottero iniziò a girare attorno al proprio asse verticale verso sinistra. Compresa subito la situazione reagì prontamente sganciando il carico. Dopo aver perso 900 metri di quota in spirale a 100 metri dal suolo spense la turbina e riuscì a compiere un normale atterraggio in autorotazione. Dopo essere sceso dalla cabina l’equipaggio si rese conto che il rotore di coda era stato strappato dai suoi ancoraggi.
L’incidente fu causato dal fatto che durante il volo di discesa un foglio di plastica contenuto nella rete si gonfiò di colpo come un paracadute. In questa fase il cavo di trasporto al quale la rete era agganciata danneggiò gravemente il rotore di coda che poi si separò dai supporti. Sangue freddo e abilità permisero al pilota, che all’epoca aveva alle sue spalle 2'200 ore di volo di cui 800 sull’SA 315B Lama, di uscire incolume dalla disavventura.
Nel corso della sua carriera ebbe altri due incidenti risoltisi fortunatamente con soli danni materiali.
Creazione della Rotex Helicopter AG
L’HB-XRZ il 23 settembre 1993 andò distrutto a Stübleren-Flums/SG in un incidente che costò purtroppo la vita al pilota Luzius “Luzi” Stammbach.
Le esperienze accumulate con il Bell 205 Super nelle operazioni di logging convinsero David Vogt a dotarsi di un apparecchio con una capacità di sollevamento ancora maggiore più adatto al lavoro di esbosco.
Il 1° aprile 1997 partecipò alla fondazione della nuova società Rotex Helicopter AG con sede a Balzers/FL, che acquistò il nuovo elicottero Kaman K-1200 K-Max HB-XQA.
A questo riguardo nel gennaio 1997 si recò presso il costruttore americano per seguire il corso di pilotaggio ed ottenere così il relativo type-rating. David Vogt a quel momento contava un’esperienza di volo di circa 6’500 ore.
Per contenere tutti gli elicotteri della flotta e disporre degli spazi necessari, nel 1999 gli hangar furono ingranditi una seconda volta.
L’attività si sviluppò cosicché nel 2007 la Rotex Helicopter AG si dotò di un secondo K-Max (HB-ZIH).
Oggigiorno essa possiede tre Kaman K-1200 K-Max (HB-ZGK, HB-ZPO HB-ZTW) ed è il più importante operatore europeo a servirsi di questo elicottero.
Nel 2003, all’età di 55 anni, David Vogt decise di ridurre la sua attività di volo per occuparsi maggiormente del management delle sue aziende. Purtroppo nel 2008 perse la moglie Edith Schädler con la quale si era sposato giovanissimo nel 1970. Edith aveva lavorato al suo fianco in ditta per una decina di anni dandogli un importante appoggio. Dalla loro unione nacquero le figlie Nadia, Carmen e Sabrina. Quel tragico avvenimento gettò David in un profondo baratro emotivo. Anche il suo eliporto ormai non sembrava più interessarlo. Ci vollero alcuni anni prima che si riprendesse dalla cara perdita.
La fusione con Swiss Helicopter
Nel corso del 2011, dopo una profonda riflessione, prese un’importante decisione, ossia quella di fusionare la Rhein-Helikopter AG nel gruppo Swiss Helicopter. A quel momento al suo attivo aveva accumulato circa 8'000 ore di volo.
Dal 1° luglio 2012 entrò a far parte del consiglio d’amministrazione della nuova società che oltre alla sua includeva Eliticino, Air Grischa, Bohag, Heli Gotthard ed Heliswiss.
Dopo questo riorientamento la Swiss Helicopter è diventata la più grande società commerciale di elitrasporto elvetica. Essa ha la propria sede principale a Coira/GR e dispone complessivamente di una flotta di una quarantina di elicotteri dislocati in 15 basi in tutta la Svizzera. Una di queste basi è proprio quella di Balzers.
Con un ennesimo slancio imprenditoriale David Vogt nel 2017 ampliò nuovamente l’eliporto (hangar 3). L'infrastruttura esistente è stata modernizzata, mentre l'area rimanente del lotto Schefflände di proprietà del Comune di Balzers, di circa 8’000 mq, è stata nel frattempo acquisita.
Oggigiorno l’eliporto offre decine di impieghi di lavoro qualificati e costituisce un indotto importante per l’economia della regione. Qui sono basate le società Rotex Helikopter AG, Valair AG, Swiss Helicopter AG, Swiss Helicopter Maintenance AG, AP Luftrettung, Helipool Gmbh, Heliswiss International AG.
La base è utilizzata principalmente per i voli di soccorso (questo era un altro dei sogni di David Vogt), di trasporto e di addestramento, e in secondo luogo per i voli sportivi e di piacere.
La struttura comprende 730 mq di spazio per le attività di manutenzione e 1’200 mq di hangar.
Per oltre quarant’anni David Vogt si è dedicato con grande passione al settore dell’ala rotante. Sempre attento ad ogni novità ha seguito con vivo interesse l’evoluzione in questo settore.
Simpatico, con piglio scherzoso ma sempre gentile e cortese lo incontravo volentieri ogni volta che mi recavo all’eliporto. Lui con l’immancabile sigaretta mi accoglieva sempre con il sorriso, e lo voglio ricordare così “der Held von Balzers”.
Il 17 luglio 2022 David Vogt è deceduto stroncato da un male incurabile lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e in coloro che lo conoscevano.
Nella sua licenza di volo erano iscritti i seguenti elicotteri: Hughes 300/500, Alouette 3, Bell 206 Jet Ranger, SA 315B Lama, Bell 205 Super, Exec 90, EC 120B Colibri, Kaman K-1200 K-Max e AS 350B2 e B3 Ecureuil.
L’eliporto oggi appartiene alla EDAVO Stiftung, la fondazione di famiglia voluta dallo stesso David Vogt. Presso la base lavorano la figlia Sabrina e suo marito Renzo (che tutti però conoscono con il nome di Aldo) nonché René Stierli, amico e socio in affari di David, ai quali vanno i miei ringraziamenti per la loro cortese collaborazione.
HAB 03/2023