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Il corpo senza vita di una donna sangallese di 61 anni è stato rinvenuto il 16 giugno nelle acque antistanti l'isola di Koh Maphrao, nei pressi di Phuket, in Thailandia. Le cause del decesso restano un mistero.
La sorella della vittima, che pure vive a Koh Maphrao, ha affermato all'edizione odierna de "Le Matin" di aver potuto consultare ieri il rapporto dell'autopsia. In esso figura che la 61enne stava nuotando da sola quando ha avuto una crisi cardiaca e poi è stata urtata violentemente da un'imbarcazione. La collisione spiegherebbe le contusioni trovate sul corpo della donna.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato oggi all'ATS di essere al corrente della vicenda. L'ambasciata svizzera a Bangkok è in contatto con le autorità competenti locali per i chiarimenti necessari. Le circostanze del decesso sono oggetto di un'inchiesta da parte delle autorità del paese asiatico.
Il quotidiano thailandese "Phuket Gazette", il quale ha rivelato la morte della donna il 17 giugno, ha indicato che la vittima aveva il collo spezzato e ematomi sul corpo e alla bocca. Secondo la polizia locale, interrogata dal giornale, il cadavere galleggiava nei pressi di Koh Mali, un isoletta vicino a Koh Maphrao.
Le circostanze della morte non sono per ora state stabilite con precisione. La sangallese viveva a Koh Maphrao da sedici mesi, hanno riferito i media thailandesi basandosi su dichiarazioni dei proprietari del "Maphrao Camp Belvedere", dove la donna abitava. Secondo la "Phuket Gazette", un dipendente della residenza si è detto stupito che la 61enne, che solitamente partiva la mattina presto per andare a nuotare con il suo cane, il giorno della sua morte non era uscita prima di mezzogiorno.
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