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Le donne, e in generale i Romandi rispetto agli Svizzero tedeschi, si oppongono ad un aumento dell'età di pensionamento, come previsto dal progetto del Consiglio federale AVS 21.
È quanto risulta a grandi linee da un sondaggio online eseguito nel giugno scorso dalla società di consulenza Deloitte su un campione di 1000 persone di età compresa tra i 50 e i 70 anni (la Svizzera italiana non è rappresentata).
La fascia d'età intervistata rappresenta il 36% della popolazione con diritto di voto e con un tasso di partecipazione alle consultazioni superiore alla media, precisa Deloitte in una nota odierna.
Cinque varianti di un aumento dell'età pensionabile sono state presentate al campione: pensionamento a 65 anni per le donne (un anno in più rispetto ad oggi come prevede il progetto del governo), 66 per gli uomini (da 65 anni come adesso), 66 per entrambi, progressivo a 67 e adeguato alla speranza di vita.
Nessuna delle cinque varianti ha raccolto una maggioranza in questo gruppo di elettori. Solo il 47% degli intervistati è favorevole all'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni. A questo proposito, il tasso di approvazione è solo del 32% per le donne, mentre sale al 60% per gli uomini.
"Le donne sono il gruppo che si oppone maggiormente a tutte le varianti dell'aumento dell'età pensionabile, specialmente quelle che le riguardano direttamente. Ciò potrebbe essere spiegato col fatto che, accanto al lavoro, continuano a occuparsi più degli uomini dei compiti domestici e familiari e che alcune di loro si sentono svantaggiate nel mondo del lavoro", ha spiegato Reto Savoia, direttore di Deloitte Svizzera.
Le varianti "66 anni per gli uomini" e "66 anni per entrambi" ottengono solo il 32% di adesioni: 30% delle donne e 35% degli uomini per il primo, 25% e 40% rispettivamente per il secondo.
La variante "pensionamento graduale a 67 anni" è quella che piace di meno: 22% a favore (14% di donne e 30% di uomini). Anche l'età pensionabile collegata alla speranza di vita raccoglie poche adesioni: solo il 28% degli intervistati è favorevole (23% tra le donne e 34% tra gli uomini).
Il sondaggio rivela inoltre un fenomeno ormai noto, ossia un fossato tra la Svizzera romanda e quella tedesca, il cosiddetto "Röstigraben". Solo il 24% degli intervistati nella Svizzera romanda concorda sul fatto che l'età pensionabile per le donne dovrebbe essere portata a 65 anni. Nella Svizzera tedesca, invece, il tasso di approvazione si situa al 55%.
Il progetto del Consiglio federale denominato AVS 21 e presentato il 28 agosto scorso prevede un aumento dell'età di pensionamento delle donne a 65 anni, la possibilità di anticipare o ritardare la riscossione della rendita di vecchiaia e un incremento di 0,7 punti percentuali dell'IVA. Stando al governo, una riforma dell'AVS è "urgente e necessaria" per garantire la stabilità del sistema pensionistico fino al 2030. In soldoni è necessario trovare 26 miliardi per garantire il livello delle rendite e l'equilibrio finanziario.
Il progetto che uscirà dal Parlamento potrà essere oggetto anche di un referendum facoltativo. In base ai piani del Consiglio federale la riforma dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2022, ma tutto dipenderà dalla durata delle deliberazioni parlamentari e dalla data della votazione popolare.
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