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Stando alle ultime news, infatti, il Procuratore Generale dello Stato, Letitia James, ha dichiarato che iFinex Inc., con sede a Hong Kong, che gestisce Bitfinex e possiede Tether, ha commistionato fondi aziendali e dei clienti per coprire dei fondi mancanti.
Tether's entire deposit with Deltec was *fixed,* meaning either a CD or non-negotiable term deposit.
More importantly, neither is considered "cash or cash equivalents" under GAAP.
Tether does the opposite of what they say, then amends their website well after the fact. pic.twitter.com/QmBLhMclgp
— Reggie Fowler'ed (@ExkrementKoin) April 15, 2019
L’ufficio del procuratore generale ha dichiarato di aver ottenuto un ordine del tribunale che ordina a iFinex di smettere di trasferire denaro dalle riserve di Tether ai conti bancari di Bitfinex, bloccando qualsiasi dividendo o altre distribuzioni ai dirigenti e consegnare documenti e informazioni.
Tether, come stablecoin peggata al dollaro americano, dovrebbe in teoria essere supportata da un equivalente in valuta fiat conservata nei conti bancari dell’azienda, tuttavia Bitfinex non ha mai rilasciato un audit pubblico che dimostri di avere le riserve per sostenere le monete in circolazione.
Il procuratore generale ha dichiarato che i problemi di Bitfinex sono iniziati nel 2018, quando ha consegnato oltre $ 850 milioni al Crypto Capital Corp. per gestire le richieste di prelievo da parte dei clienti. Nel corso dei mesi successivi, la Crypto Capital di Panama non è riuscita a elaborare gli ordini.
Nel novembre dello stesso anno, secondo le persone vicine alle indagini del procuratore generale, Bitfinex avrebbe stabilito di aver perso definitivamente l’accesso a $ 850 milioni. Per nascondere i fondi mancanti sarebbero quindi stati immessi sul mercato un numero di Tether non corrispondente alle riserve dichiarate.