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TIRANA - Il vicepremier albanese e ministro dell'Economia Ilir Meta ha rassegnato oggi le sue irrevocabili dimissioni dal governo del premier Sali Berisha, a tre giorni dalla bufera scatenatasi dopo la diffusione di un video che lo mostrava, nel marzo del 2010, mentre faceva pressioni per nomine di persone a lui legate e per concessioni di licenze ed appalti, in cambio di tangenti.
"Sulla vicenda è stata già avviata un'inchiesta e di fronte alla giustizia io vorrei essere un semplice cittadino come tutti gli altri", ha spiegato Meta, che insiste a negare il contenuto del video registrato dall'allora ministro dell'Economia Dritan Prifti, un suo ex stretto collaboratore, silurato su sua richiesta dal governo lo scorso settembre.
La mossa di Meta, ex socialista, dal 2004 a guida del partito Movimento socialista per l'integrazione (Lsi) ed unitosi a Berisha dopo le elezioni del giugno 2009, ha colto di sorpresa un po' tutti, visto che fino a ieri sera il vicepremier affermava tranquillo di "non avere nessuna ragione per cui andarsene".
Per poche ore, dopo l'annuncio delle dimissioni, sono state molte le ipotesi circolate sulle ricadute politiche. Ma a placarle ci ha pensato il premier Sali Berisha, garantendo con toni calmi che "il governo andrà avanti".
Di fatto il premier non ha avuto altra scelta che quella di sostenere Meta, concordando un'unica linea di difesa, quella di puntare sulla "manipolazione del filmato" e di attaccare l'opposizione socialista ed il suo leader Edi Rama quale "ideatore del trucco".
Tra pochi mesi il paese andrà alle urne per le amministrative. Una gara dalla forte valenza politica, specie a Tirana, da 12 anni controllata dai socialisti e guidata dall'attuale sindaco Edi Rama.
Il partito di Meta è il principale alleato di Berisha. Con i suoi quattro deputati, la Lsi garantisce la maggioranza alla coalizione al potere che conta 75 deputati su 140. Per Berisha, la coalizione con la Lsi "è stata quella che più di qualsiasi altra ha registrato successi per il paese". Ed infatti nel pomeriggio non sono tardati i nuovi nomi proposti da Meta: il vicepresidente del parlamento Nasip Naco, ex magistrato, andrà all'Economia, mentre all'attuale ministro degli esteri Edmond Haxhinasto è stata affidato anche l'incarico di vicepremier.
Il video e le successive dimissioni di Meta sono state colte come una occasione d'oro per l'opposizione di sinistra, che dopo aver perso la lunga battaglia per la trasparenza delle elezioni politiche del giugno 2009, che considera "truccate", ha annunciato oggi la ripresa delle manifestazioni di piazza.
"Ormai al paese serve una nuova soluzione politica. Il governo se ne deve andare, per aprire la strada a nuove elezioni anticipate", ha dichiarato questa sera Rama, invitando gli albanesi ad unirsi "il prossimo 21 gennaio per opporsi ad un governo che sta derubando l'Albania".
Un appello che preannuncia una nuova stagione di tensione politica.
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