Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/149275

<h2>SubmittedText<h2><p>L'articolo 70 capoverso 3 della Costituzione federale stabilisce che la Confederazione e i cantoni promuovono la comprensione e gli scambi tra le comunità linguistiche. Attualmente si constatano tensioni legate all'insegnamento delle lingue nazionali in certi cantoni e ciò è preoccupante per la coesione nazionale.</p><p>L'esercito svizzero, plurilingue, costituisce un'occasione unica per offrire alle persone che svolgono la loro scuola reclute o i corsi di ripetizione la possibilità di perfezionare le loro conoscenze delle altre lingue nazionali.</p><p>Si potrebbe promuovere una migliore conoscenza delle nostre lingue nazionali creando unità plurilingue o offrendo corsi di lingue nell'ambito delle scuole reclute e dei corsi di ripetizione. In effetti, attualmente è raro che le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare chiedano di svolgere il servizio d'istruzione in un'unità formata da militari che parlano un'altra lingua nazionale. Questa mescolanza costituirebbe un vantaggio per il perfezionamento di un'altra delle nostre lingue e consentirebbe di avvicinarsi ad altre culture. Un'altra soluzione sarebbe di offrire corsi di lingue alle reclute e ai soldati durante la scuola reclute e i corsi di ripetizione, senza tuttavia compromettere il programma d'istruzione.</p><p>È vero che le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare rappresentano una minoranza della popolazione. Nondimeno, la realizzazione di un tale programma da parte dell'esercito costituirebbe un contributo apprezzato alla coesione nazionale, di cui il nostro Paese ha tanto bisogno.</p><p>Il Consiglio federale è disposto a esaminare l'opportunità di rafforzare la coesione nazionale favorendo il perfezionamento delle conoscenze delle lingue nazionali nell'ambito della scuola reclute e dei corsi di ripetizione?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che l'esercito è sempre stato, e continuerà a essere, un elemento portante della coesione nazionale. L'esercito non permette unicamente lo scambio linguistico, ma anche l'interazione tra cerchie della popolazione di tutte le regioni del nostro Paese, indipendentemente dall'origine linguistica o sociale.</p><p>Già oggi l'esercito compie sforzi notevoli per rafforzare il plurilinguismo. In linea di principio alle reclute e ai giovani quadri viene offerta la possibilità di assolvere la scuola reclute (SR), rispettivamente il servizio per il conseguimento del grado, in un altra regione linguistica. Indipendentemente dalla lingua nazionale, i militari possono assumere tutte le funzioni, eccettuato il caso dei militari italofoni nelle truppe blindate.</p><p>La proposta di introdurre corsi di lingue durante la SR avrebbe come conseguenza non solo un impiego di risorse considerevole (tempo, docenti di lingue, materiale didattico, ecc.), ma anche la riduzione della durata dell'istruzione militare rilevante ai fini dell'impiego. Da un lato si indebolirebbe la capacità dell'esercito di adempiere i suoi compiti in modo efficace, dall'altro l'esercito non sarebbe più in grado di rispettare in modo sufficiente l'obbligo di diligenza nei confronti dei militari, ovvero istruirli e prepararli al meglio per l'impiego. Inoltre, la riduzione della durata delle SR nel quadro dell'ulteriore sviluppo dell'esercito aggraverebbe ulteriormente tale problema.</p><p>Una volta terminata la SR, circa la metà dei militari viene incorporata in formazioni dell'esercito nelle quali vengono parlate due o tre lingue nazionali. Un ulteriore ampliamento qualitativo e quantitativo del plurilinguismo nelle formazioni dell'esercito svizzero andrebbe a scapito della sua efficienza. Attualmente il plurilinguismo è principalmente una caratteristica degli Stati Maggiori superiori, dei distaccamenti d'esercizio e delle formazioni specializzate. Le formazioni che vengono impiegate in primo luogo come truppe di combattimento sono monolingui. Il plurilinguismo durante un impiego comporta determinati rischi per quanto riguarda la sicurezza, la capacità di condotta e quindi anche l'adempimento del compito.</p><p>Inoltre, l'esercito assolve un'importante funzione d'integrazione aiutando i cittadini svizzeri con passato migratorio a integrarsi meglio nella società. Gli studi dell'Accademia militare del Politecnico federale di Zurigo indicano ad esempio che, rispetto a prima del servizio militare, dopo aver assolto la scuola reclute i militari con passato migratorio mostrano maggior interesse per la società svizzera e un rafforzato senso di appartenenza alla nazionalità.</p><p>Il Consiglio federale ritiene pertanto che non siano opportune ulteriori misure a favore della promozione del plurilinguismo nell'esercito.</p>  Risposta del Consiglio federale.