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Le strisce bianche e nere delle zebre hanno da sempre appassionato gli scienziati. Molte le teorie sulla loro ragion d’essere; dal mimetismo alla riconoscibilità sociale, passando per la più accreditata in tempi recenti: confondere gli insetti ematofagi (succhia-sangue), le cui punture – nelle aride regioni africane in cui vivono questi animali – possono addirittura uccidere.
In una fattoria inglese una squadra di ricercatori delle università di Bristol e di Davis, in California, ha studiato il comportamento delle mosche cavalline e dei tafani nei confronti di nove cavalli, tre zebre e un cavallo vestito da zebra.
Gli insetti hanno "puntato" in egual misura tutti i mammiferi, ma, mentre sui cavalli atterravano comodamente, sulle zebre facevano fatica; rallentavano, sbattevano, le mancavano. Stessa cosa sul cavallo vestito da zebra. Conclusione: al di là di dimensioni e odori, il manto a strisce confonde la vista a bassa risoluzione degli insetti. Insomma, la prossima estate meno Anti-Brumm e più maglie di CR7.