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GAMBAROGNO - La querelle tra il Municipio di Gambarogno e Cleto Ferrari non accenna a scemare. Sulla questione del referendum contro il credito per la costruzione del Porto al Sass di Sciatt, «al palo» - secondo il Municipio - a causa del ricorso inoltrato dallo stesso promotore, Ferrari replica senza usare mezzi termini: «Il ricorso è stato inoltrato per evitare che i cittadini di Gambarogno andassero a votare sotto pressioni infondate». «Per troppo tempo - aggiunge - abbiamo tollerato un agire sconsiderato del Municipio nei confronti dei referendisti».
Nello specifico il ricorso chiede «di fare chiarezza» in merito ad affermazioni divulgate dal Municipio ritenute «false» da Ferrari.
Queste le affermazioni:
1 "Se il referendum dovesse avere successo, il Porto sarà comunque costruito; si cercheranno soluzioni per contenere i costifacendo capo a ditte estere, a tutto discapito delle ditte
ticinesi. "
2 "Lungo la litoranea non esiste alcun altro posto migliore per costruire un Porto di queste dimensioni; infatti, ad eccezione del tratto tra Magadino e Vira che però non entra in considerazione a causa delle edificazioni già presenti, tutta la riviera del Gambarogno, a parità di distanza dalla riva, presenta pendenze e profondità uguali a quelle del luogo prescelto in zona Sass di Sciatt."
«Questo comportamento del Municipio - conclude il municipale - va sanzionato già solo per mancanza di rispetto nei confronti dei diritti popolari e anche per aver usato mezzi pubblici per divulgare false informazioni a mo di quasi minacce e ricatti».