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Quattro persone su cinque in Svizzera considerano le "fake news" una minaccia per la democrazia e la coesione sociale.
Una maggioranza ritiene tuttavia che questo pericolo potrebbe essere ridotto da una migliore formazione scolastica, indica un sondaggio pubblicato oggi dall'istituto specializzato zurighese Sotomo.
Per la grande maggioranza degli svizzeri, il colpevole di questa evoluzione è presto trovato: Internet. Il 74% degli interpellati ritiene che la proporzione di "notizie false" - in francese è stata ora coniata la parola "infox", costituita unendo "information" e "intoxication") - sia aumentata anche nei media tradizionali da quando si è imposta Internet come mezzo d'informazione.
I quattro quinti della popolazione sono inoltre convinti che l'importanza delle falsità sia aumentata anche nei dibattiti politici. Una tendenza favorita dalla diffusione delle "fake news" nei media e reti sociali. Una persona su due ritiene che i politici oggi mentano in modo più raffinato. Un terzo degli interpellati giudica d'altro canto che i media tradizionali siano troppo deboli per contrastare le notizie false.
Il sondaggio evidenza una frattura tra destra e sinistra quando si tratta di dire chi sia all'origine della diffusione delle "fake news". Certo, i due terzi degli interpellati pensano che questi tentativi di intossicazione mediatica vengano tanto da destra quanto da sinistra. I simpatizzanti di PS e Verdi sono tuttavia più inclini a dar la colpa unilateralmente alla destra di quanto non lo siano quelli dell'UDC a biasimare la sinistra. Anche gli elettori di centro (PPD e Verdi liberali) tendono a considerare il ventaglio politico di destra maggiormente responsabile delle notizie false.
Più in generale, una maggioranza degli svizzeri giudica che la diffusione di false notizie sia diventata una minaccia per la democrazia e la coesione sociale. Per i due terzi degli interpellati la Svizzera, nonostante la sua democrazia diretta, è vulnerabile quanto qualsiasi altro paese. E l'83% dei cittadini pensa che questa evoluzione negativa dell'informazione incida sulla formazione della loro opinione politica.
Quali fonti maggiormente degne di fiducia gli svizzeri citano i media di servizio pubblico (44%) nonché le informazioni e statistiche ufficiali (41%). Uno su tre si fida del proprio ambiente di conoscenze. I media privati sono giudicati degni di fiducia da soltanto un interpellato su nove.
Secondo la popolazione, sono innanzitutto i media di servizio pubblico che dovrebbero frenare la diffusione di false notizie. Il 54% considera questi media "istituzioni di verità". Il 44% ritiene addirittura che sia compito dello Stato. Solo una persona su tre ritiene invece che i media privati abbiano una responsabilità in questo senso.
Quale rimedi alle "fake news", i due terzi dei sondati puntano in primo luogo sulla formazione scolastica. A loro avviso, la scuola dovrebbe prestare maggiore attenzione alla valutazione delle fonti. Il 41% degli interrogati sono inoltre favorevoli a un maggiore controllo degli utenti di media e reti sociali da parte dei fornitori. Ma solo un quarto circa caldeggia restrizioni più severe o addirittura divieti.
Il sondaggio è stato condotto online dal 18 al 30 luglio scorsi dall'istituto zurighese Sotomo, che ha interpellato 8640 persone per conto del centro di esposizioni Stapferhaus di Lenzburg (AG), che ha in programma una mostra sull'argomento intitolata FAKE dal 28 ottobre (https://www.stapferhaus.ch/).