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CHIASSO - Colpo di scena relativo al delitto di Via Valdani, dove il 27 novembre 2015 venne ucciso Angelo Falconi. Richiesta per appurare la presenza di ferite da taglio sul corpo della vittima, la "superperizia" consegnata alle parti dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier ha infatti nuovamente mischiato le carte in tavola.
Il medico legale - come anticipato dalla RSI - ritiene infatti che nel delitto - oltre alla spranga - sia stato usato un coltello, il quale - stando all'accusa - era nelle mani di Mirko Ignorato. La posizione del giovane - a più di tre anni dai fatti - torna dunque a complicarsi.
Una clamorosa rivelazione se si considera che la precedente perizia - allestita da un professore dell'Ospedale di Ginevra - aveva stabilito che tutte le lesioni riscontrate sul corpo di Falconi erano compatibili con le sprangate. Ma questa tesi, ora, è stata parzialmente smentita dall'esperto romano Enrico Bottone che ha stabilito che almeno due lesioni non possono essere state provocate dalla spranga.