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Una spesa massima di 6 miliardi di franchi e compensazioni in Svizzera rivedute al ribasso, pari al 60% del contratto per le aziende estere che ricevono commesse. Sono alcuni dei punti contenuti nel messaggio sugli aerei da combattimento trasmesso oggi dal Consiglio federale al Parlamento. Per permettere alla popolazione di votare, ma unicamente sul principio dell'acquisto e non sul modello di velivolo, il progetto è stato redatto sotto forma di decisione programmatica.
Il messaggio precisa che l'introduzione dei velivoli dovrà essere conclusa entro la fine del 2030, che l'acquisto sarà proposto all'Assemblea federale nel quadro di un programma d'armamento e che avverrà in modo coordinato, e non congiunto, con l'acquisto parallelo di un sistema per la difesa terra-aria a lunga gittata, precisa una nota del Governo.
Sin dall'inizio per il Consiglio federale era chiara la necessità che fosse il popolo a pronunciarsi sugli aerei da combattimento, anche se di principio le acquisizioni militari non sono sottoposte a referendum. Una mozione in tal senso era stata adottata dal Parlamento nel dicembre 2018.
Gli aerei candidati sono quattro: l'Eurofighter della Airbus (Germania), l'F/A-18 Super Hornet della Boeing (Stati Uniti), il Rafale della Dassault (Francia) e l'F-35A della Lockheed Martin (Stati Uniti). Il Gripen di Saab (Svezia) è fuori dalla corsa da due settimane.