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I poteri pubblici svolgono un ruolo esemplare nella promozione della parità salariale. Firmando la Carta le autorità affermano la propria intenzione di attuare la parità salariale nel loro ambito di competenza, come datori di lavoro, committenti pubblici o enti che erogano sussidi. Da novembre 2019, le aziende parastatali di tutti i livelli federali hanno anche loro la possibilità di firmare la Carta. Con questo impegno comune s’intende lanciare un segnale alle datrici e ai datori di lavoro pubblici e privati.
Nel settembre 2016, il consigliere federale Alain Berset ha varato la Carta per la parità salariale insieme a governi cantonali e comunali. Unitamente allo strumento standard di analisi della Confederazione Logib, la Carta è stata insignita nel 2018 dello «United Nations Public Service Award».
Finora, la carta è stata firmata da 17 Cantoni, da 140 Comuni e dalla Confederazione.
In seguito a questo successo, il settore pubblico ha rafforzato il suo impegno. Dal 4. Incontro nazionale sulla promozione della parità salariale nel settore pubblico il 28 novembre 2019, le aziende parastatali di tutti i livelli federali e imprese che svolgono compiti pubblici possono anche loro aderire alla Carta per la parità salariale.
Finora, la Carta è stata firmata da 95 aziende.
Dal lancio della Carta, i cantoni, le città, i comuni e le aziende parastatali firmatarie hanno intensificato il loro impegno. La pubblicazione "Il settore pubblico verso la parità salariale" mostra con vari esempi di tutta la Svizzera quale misure sono state prese dalle amministrazioni e dalle aziende per promuovere la parità salariale e rispettare il principio di "salario uguale per un lavoro di uguale valore". L’opuscolo è disponibile per il download.
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