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L'elezione di Micheline Calmy-Rey ha offerto un saggio di quella che sarà la campagna per il rinnovo delle due Camere del parlamento nell'ottobre 2003.
Si preannuncia la battaglia politica più rovente degli ultimi 50 anni: è in pericolo la "formula magica".
Dal 1959, i membri del governo elvetico vengono automaticamente scelti in base ad una chiave di ripartizione fissa: un consigliere federale per l'Unione democratica di centro (UDC) e due per il Partito liberale radicale (PLR), il Partito popolare democratico (PPD) e il Partito socialista (PSS).
Una formula forse non proprio magica, ma sicuramente unica a livello mondiale. Questa "alchimia" sarebbe all'origine di una vita politica stabile da diversi decenni e della capacità di trasformare ogni vertenza in consenso.
L'incantesimo ha cominciato però, da qualche tempo, a perdere i suoi effetti. Una delle componenti della formula magica, l'UDC, sta acquistando un potere che le altre forze non sembrano più in grado di contenere ...
L'alleato minore ha scoperto una pozione magica
Nel 1959, l'UDC era l'alleato minore della coalizione di governo. Con l'11% dei voti non raggiungeva nemmeno la metà dei consensi raccolti dagli altri partiti: 26 % per i socialisti e 23 % sia per i radicali che per i popolari democratici.
Un quadro rimasto immutato fino all'inizio degli anni '90. Poi, trainata da Christoph Blocher, l'UDC ha virato chiaramente verso destra, dando avvio ad una spettacolare rimonta. Nelle elezioni federali del 1999 si è issata addirittura al primo posto con il 22,5% dei suffragi.
I socialisti sono riusciti ad ottenere la stessa percentuale. La progressione dell'UDC ha invece indebolito soprattutto i due partiti di centro: il PLR è sceso al 19,9% e il PPD al 15,9%.
Lo spettro della formula matematica
L'UDC chiede quindi che la formula magica venga tramutata in una formula matematica. Rivendica almeno due seggi di governo e, se possibile, l'estromissione dei socialisti, che si trovano politicamente al polo opposto.
Attaccando il partito di sinistra, l'UDC sembra però voler colpire soprattutto i rivali diretti: radicali e popolari democratici, accusati di cedere al volere dei socialisti, di non saper scegliere tra destra e sinistra. Dopo aver dominato per un secolo e mezzo la politica svizzera, i due schieramenti di centro sono da anni alla ricerca di un nuovo profilo per frenare la continua emorragia di voti.
La tattica dell'UDC è stata riproposta anche nell'elezione per la successione di Ruth Dreifuss, lo scorso 4 dicembre. Per mettere con le spalle al muro il PLR e il PPD, l'UDC ha presentato un proprio candidato per il seggio che spetta, per tradizione, ai socialisti.
Il Palazzo dell'equilibrio vacilla
La riunione del parlamento, culminata con la scelta di Micheline Calmy-Rey, ha offerto una prima occasione per incrociare le armi, in vista delle elezioni federali dell'ottobre 2003. I toni duri utilizzati da una parte e dall'altra lasciano prevedere una campagna arroventata nei prossimi mesi.
"Il governo svizzero è come il Palazzo dell'equilibrio. L'UDC vuole distruggere questo equilibrio" ha affermato il capo del gruppo parlamentare radicale, Fulvio Pelli, richiamando alla mente uno dei simboli più forti di Expo.02. Se l'UDC dovesse sbaragliare i suoi avversari in autunno, per mantenersi in equilibrio il Palazzo dovrà probabilmente inventare una nuova formula, magica o matematica.
Armando Mombelli, swissinfo
Fatti e cifre
Dal 1959, le poltrone del governo svizzero vengono assegnate in base alla cosiddetta "formula magica".
Questa chiave di ripartizione attribuisce un seggio all'UDC, due a PLR, PPD e PSS.
Nelle elezioni federali del 1999, l'UDC e il PS hanno raccolto il 22,5% dei suffragi. Il PLR è sceso al 19,9% e il PPD al 15,9%.