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E' salito a 1,8 milioni il numero di persone rimaste senza elettricità nella Florida sud-occidentale dopo l'arrivo dell'uragano Ian, uno dei più violenti abbattutosi finora sugli Stati Uniti, con venti che hanno soffiato a 240 km orari. Alla luce delle devastazioni che ha provocato, i governatori degli Stati di Virginia, Georgia e South Carolina hanno proclamato lo stato di emergenza.
Le tv americane trasmettono immagini apocalittiche: case distrutte o danneggiate, alberi sradicati, auto sommerse dalle alluvioni, con il livello del mare aumentato sino a quattro metri. Alcune zone sono ancora troppo pericolose per organizzare interventi di soccorso. Ian ha toccato terra a Cabo Costa, vicino a Fort Myers.
Intanto però, con il passare delle ore l'uragano perdendo forza ed è sceso nella notte – il primo mattino in Svizzera – alla categoria 2 su 5, con venti che soffiano a quasi 170 chilometri km orari. Tra l'altro Ian potrebbe aver già causato altre vittime, dopo i due morti a Cuba. Infatti, 23 migranti sono scomparsi al largo della Florida dopo che un battello proveniente dall’isola è affondato; lo ha reso noto la polizia di frontiera americana.