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Un apprendista di un'impresa di pittura e il suo capo si trovano sul tetto di un condominio per svolgere alcuni interventi di manutenzione. Per imbiancare il rivestimento esterno dei lucernari, decidono di costruirsi da soli una scala utilizzando dei listoni per tetti. La scala improvvisata viene quindi appoggiata alle tegole e agganciata ai paraneve.Arrivati all’ultimo lucernario succede l’irreparabile: di colpo la scala scivola via e il responsabile della ditta precipita nel vuoto da un’altezza di 10 m. Nell’urto con il terreno riporta lesioni fatali.
L’indagine svolta dopo l’infortunio ha accertato che la scala era stata fissata ai paraneve: questo sistema di ancoraggio, non consentito, ha ceduto sotto il peso della scala e della persona.L'infortunio non è però dovuto unicamente all'utilizzo di un sistema di fissaggio non consentito. La caduta è stata fatale perché il pittore non ha usato alcun dispositivo anticaduta: non aveva l’imbracatura di sicurezza, sul tetto non c'era la parete di ritenuta, né il ponteggio.
Questo infortunio si sarebbe potuto evitare rispettando le seguenti regole vitali per i pittori e gessatori.
In caso di mancato rispetto di una regola vitale bisogna dire STOP, sospendere i lavori, eliminare il pericolo e solo dopo riprendere il lavori.
Scala improvvisata con dei listoni per tetti che si è rotta dopo l'impatto con il terreno.