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Le autorità di Wuhan hanno deciso di annullare lunedì l'allentamento parziale delle regole sulla quarantena annunciato in mattinata perché "diffuso senza il consenso" della leadership locale. Lo comunica la municipalità in una nota.
Precedentemente era stato diramato un annuncio che parlava di un allentamento delle misure draconiane varate un mese fa, permettendo ad alcune persone non residenti di lasciare Wuhan, sia pure a certe rigide condizioni (se prive di sintomi sospetti legati al coronavirus, se non hanno mai avuto contatti con pazienti).
Si ferma il Parlamento
La Cina, nel frattempo, ha deciso lunedì di vietare "completamente" e immediatamente il commercio e il consumo di animali selvatici, pratica sospettata di diffondere il nuovo coronavirus. La commissione permanente del Parlamento cinese ha approvato la proposta di "abolire la cattiva abitudine di consumare troppi animali selvatici e proteggere efficacemente la salute e la vita delle persone", ha riferito la televisione di Stato.Rinviata "sine die" anche la sessione annuale del Parlamento, un raro sconvolgimento nelle macchine ben oliate del regime. La sessione plenaria del Congresso nazionale del popolo (Pnp) avrebbe dovuto aprire, come ogni anno, il 5 marzo, per una di quelle grandi kermesse che avrebbero dovuto mostrare l'unità del Paese.
Wuhan, capoluogo dell'Hubei con 11 milioni di abitanti, dal 23 gennaio ha sospeso i servizi di bus, metro, traghetti, aerei e treni in uscita dal 23 gennaio.
Nel frattempo si registra un balzo dei casi in Corea del Sud che ne conta altri 161 (e raggiunge quota 763); i morti salgono a 7. Il paese è secondo nella classifica dei casi di contagio registrati ufficialmente, dopo la Cina (dove gli infettati sono 77'150 e hanno perso la vita in 2'592). Mentre crea preoccupazione il crescere dei casi in Italia (circa 150 contagiati e 4 morti) ed Iran, dove i morti sono 12. Il Kuwait ha segnalato lunedì i primi tre casi di contagio di coronavirus. Un caso è stato annunciato anche in Bahrain e uno in Afghanistan. In Medio Oriente si sono registrati finora casi anche in Emirati Arabi Uniti, Egitto, Libano e Israele.
Ma 14 giorni di quarantena bastano?
Stando al Governo dell'Hubei il periodo di incubazione del coronavirus potrebbe superare nettamente le due settimane di cui si è parlato fino ad oggi. L'affermazione si rifà al caso di un 70enne recatosi in visita dalla sorella, poi risultata positiva al virus, che ha sviluppato i sintomi dell'infezione e ne è risultato contagiato, solo 27 giorni dopo la sua visita nell'est della provincia cinese. Il caso per ora è unico, ma se si riproponesse metterebbe in dubbio l'efficacia delle misure di quarantena adottate fino ad oggi e che, come noto, si basano sulla convinzione che due settimane bastino ad escludere il contagio.