Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01160.jsonl.gz/645

BELLINZONA - «Tale sentenza non intacca minimamente la questione principale, ossia il divieto del velo integrale. Né tantomeno rimette in ballo l’articolo costituzionale che stabilisce il principio del divieto di dissimulare il volto negli spazi pubblici». Così Giorgio Ghiringhelli dopo la decisione del Tribunale Federale di accogliere parzialmente il ricorso del giurista Filippo Contarini e dello studente in diritto Martino Colombo ritenendo che nella legge antiburqa debbano essere previste eccezioni supplementari.
«Il testo dell’iniziativa costituzionale - ricorda il "Guastafeste" - delegava esplicitamente al Gran Consiglio la competenza di fissare delle eccezioni nella legge di applicazione. E difatti il Parlamento, senza consultare gli iniziativisti, aveva approvato una legge (elaborata dalla deputata PLR Natalia Ferrara) che prevedeva tutta una serie di eccezioni».
Per Ghiringhelli non si tratterebbe quindi di una bocciatura, quanto piuttosto della richiesta di completare la legge. «Il comitato dell’iniziativa non ha nulla da rimproverarsi - aggiunge -, e anzi penso di interpretare il pensiero di tutti gli altri membri del comitato dicendo che per quanto ci riguarda siamo favorevoli a questo ampliamento delle eccezioni».
Infine Ghiringhelli si esprime sull’iniziativa federale sulla quale il popolo sarà a chiamato a votare fra un anno. «A differenza del testo costituzionale ticinese, quello federale contempla già le possibili eccezioni (una scelta voluta per motivi strategici, per evitare che il Parlamento nazionale “aggirasse” il divieto “antiburqa” introducendo ad esempio delle eccezioni per le turiste in burqa) . E fra queste eccezioni non figurano esplicitamente quelle ora ingiunte al Ticino dal Tribunale federale».