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Ancora tre mesi fa il nuovo uomo forte del complesso industriale di Winterthur, Leonardo Vannotti, presentava la Sulzer Medica, specializzata in protesi per applicazioni in diversi campi della medicina, come il "gioiello della corona" da sottrarre al destino del resto del complesso Sulzer, che probabilmente verrà venduto.Questo contenuto è stato pubblicato il 09 luglio 2001 - 15:48
L'operazione di scorporo era stata decisa il 19 aprile dall'assemblea degli azionisti Sulzer, anche perché Sulzer Medica era l'unica azienda del gruppo quotata autonomamente in borsa (dal 1997 allo Stock Exchange di New York).
Ma la separazione avviene oggi in un momento infelice per l'impresa e non è detto che possa salvarla da un futuro a tinte fosche. Nel frattempo, infatti, sono aumentate le richieste di risarcimento per le numerose protesi, prodotte e vendute con successo da Sulzer Medica, che si sono rivelate difettose.
Il 21 maggio, la direzione annunciava che il numero di pazienti costretti a subire una seconda operazione per sostituire le protesi difettose era salito da 800 a 1'700. E il titolo in borsa subiva un tracollo, trascinando verso il basso anche le azioni del gruppo Sulzer.
Ma all'assemblea generale di lunedì la direzione aggiornava le cifre: 1'100 sono le richieste di risarcimento, di cui 60 collettive, avviate contro Sulzer Medica a causa di protesi dell'anca difettose; nel caso delle placche di fissazione della tibia (nelle protesi per il ginocchio) 140 pazienti hanno dovuto farsi rioperare; ma il totale delle persone sottoposte a nuova operazione è salito a 2'200, anche se - ha precisato la direzione di Sulzer Medica - "il numero di nuovi casi annunciati settimanalmente è diminuito da fine febbraio".
^Non è ancora possibile sapere a quanto ammonterà la somma complessiva che Sulzer Medica dovrà pagare. Lo stesso presidente del consiglio d'amministrazione, Max Link, ha riconosciuto che le conseguenze di questa "débâcle" si ripercuoteranno per anni sui conti dell'azienda, con "un notevole influsso negativo sul risultato operativo, la situazione finanziaria e la liquidità".
D'altra parte, l'azienda ha comunicato che dispone di una copertura assicurativa di soli 400 milioni di franchi, chiaramente insufficienti a rispondere alla situazione. A questo punto, nessuno può escludere il rischio di fallimento.
Le prognosi degli analisti di borsa, pubblicate nei giorni scorsi, parlano in maggioranza di un calo ulteriore del corso delle azioni Sulzer Medica. Da martedì si vedrà come reagiranno in effetti gli investitori, con quasi il 100 per cento dei titoli di Sulzer Medica liberamente commerciabili (finora tre quarti abbondanti erano controllati dal gruppo Sulzer).
Ma nel frattempo l'impresa cerca di reagire. In agosto entrerà in funzione un nuovo direttore generale (Stephan Rietiker) e in settembre verranno pubblicati i risultati intermedi, affinché gli investitori possano orientarsi.
Inoltre, l'anno prossimo l'azienda cambierà nome. Nel frattempo ha modificato il proprio statuto (in funzione dello "spin-off" dalla Sulzer) ed ha rinnovato il consiglio d'amministrazione: fuori gli uomini Sulzer Pierre Borgeaud, Reto Domeniconi e Peter Spälti; dentro Steffen Gay (professore di reumatologia sperimentale a Zurigo) e l'imprenditore britannico Jim Leng. Confermati Larry Mathis e il presidente Max Link.
Silvano De Pietro
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