Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/145010

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2007, in occasione della votazione sull'iniziativa popolare "per una cassa malati unica e sociale", alcune casse malati avevano utilizzato abusivamente i premi assicurativi per finanziare le loro campagne contro l'iniziativa. Le casse malati che offrono l'assicurazione di base avevano inoltre manifestamente violato il principio dell'equità dell'informazione. La stessa situazione sembra ripresentarsi ora: nell'ultimo numero della rivista per i suoi clienti, la cassa malati Helsana ha infatti pubblicato soltanto un'opinione contraria all'iniziativa popolare federale "per una cassa malati pubblica", tralasciando di riportare anche gli argomenti di chi invece la sostiene. Come affermato dal Consiglio federale nel suo parere in risposta alla mozione 13.4300, gli assicuratori malattie sono soggetti agli stessi principi che vincolano le autorità statali riguardo all'informazione che precede una votazione, segnatamente all'obbligo di informare in modo equo la popolazione.</p><p>Chiedo pertanto al Collegio governativo di rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Come intende far applicare il principio dell'equità dell'informazione nelle riviste pubblicate dagli assicuratori malattie? È ipotizzabile, per esempio, introdurre un diritto sistematico di risposta? Come intende ristabilire lo squilibrio già venutosi a creare?</p><p>2. Come si può garantire che le casse malati non utilizzino i premi dell'assicurazione di base per finanziare le riviste destinate ai loro clienti?</p><p>3. Quali provvedimenti adotta, in generale, per evitare che i premi dell'assicurazione di base siano impiegati nella campagna di votazione sull'iniziativa popolare federale "per una cassa malati pubblica"?</p><p>4. Il servizio di confronto Internet Comparis, cofinanziato dalle casse malati, prevede d'investire ingenti mezzi nella campagna contro l'iniziativa succitata. Come giudica il Consiglio federale questo fatto? Come garantisce che per questi investimenti non siano utilizzati premi dell'assicurazione di base? Sa come sono organizzate, nel dettaglio, le relazioni d'affari fra gli assicuratori malattie e Comparis? Può escludere che mezzi finanziari provenienti dai premi dell'assicurazione di base finiscano a questa azienda privata?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Poiché la legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) disciplina dettagliatamente i diritti e i doveri degli assicurati, le condizioni per l'accesso alle prestazioni e il finanziamento dell'assicurazione sociale malattie, l'esercizio di quest'assicurazione è un compito pubblico. Nell'assumere questo compito loro delegato, gli assicuratori agiscono in linea di principio come autorità statali, per cui sono soggetti anch'essi ai principi relativi all'informazione delle autorità prima delle votazioni popolari. La propaganda politica da parte degli assicuratori malattie deve perciò considerarsi inammissibile. In determinate circostanze, tuttavia, un loro maggiore impegno nelle campagne è lecito, nella misura in cui le loro dichiarazioni non ledano i principi dell'oggettività, della trasparenza e della proporzionalità. </p><p>Come già evidenziato dal Consiglio federale nel suo parere in risposta alla mozione Steiert 13.4300, "Stop alla disinformazione politica praticata dagli assicuratori malattie!", l'assicurato ha il diritto di ricevere dalle autorità informazioni oggettive e trasparenti. Con una circolare del 2008 l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva già invitato gli assicuratori malattie a dare prova di riserbo in quest'ambito, richiamandoli ai principi fondamentali vigenti per l'informazione agli assicurati prima di una votazione popolare. Inoltre nella sua risposta alla domanda Poggia 13.5295, "La campagna contro l'iniziativa popolare 'per una cassa malati pubblica' è finanziata con i premi degli assicurati?", il Consiglio federale ha stabilito che secondo l'articolo 13 capoverso 2 lettera a LAMal il finanziamento di una campagna politica con fondi dell'assicurazione sociale malattie è illecito. Questa posizione è stata nuovamente ribadita dal capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) il 9 dicembre 2013 dinanzi al Consiglio degli Stati. </p><p>1. Le informazioni nelle riviste per i clienti degli assicuratori malattie devono corrispondere ai principi di oggettività, imparzialità e trasparenza. Tuttavia il Consiglio federale non ha alcuna facoltà d'imporre un'informazione equa o un diritto di risposta nelle riviste degli assicuratori malattie, dato che questo diritto presuppone una violazione diretta della personalità per la quale è necessario intentare una causa civile (art. 28g segg. CC). Nel quadro di regolari colloqui, l'UFSP richiama gli assicuratori ai principi relativi all'informazione delle autorità prima delle votazioni popolari. Inoltre, in singoli casi è già intervenuto chiedendo loro di informare in maniera oggettiva e imparziale. Il diritto dell'UFSP d'impartire istruzioni è però limitato alla propria sfera di competenza, in questo caso alla LAMal. I diritti politici non sono disciplinati nella LAMal, bensì nella legge federale sui diritti politici (LDP; RS 161.1).</p><p>2./3. Il finanziamento di una campagna politica con fondi dell'assicurazione sociale malattie è illecito. Gli stessi assicuratori e anche Santésuisse hanno dichiarato pubblicamente che non utilizzeranno fondi dell'assicurazione sociale malattie per la propaganda politica e che si sottoporranno a controlli in merito da parte dell'organo di revisione esterno. Nel quadro delle disposizioni di legge, l'UFSP controlla che i fondi dell'assicurazione sociale malattie siano impiegati in conformità alla legge. Secondo le basi giuridiche attuali, i costi amministrativi devono essere contenuti entro i limiti propri a una gestione economica. </p><p>La prevista legge federale sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (LVAMal), attualmente in discussione al Parlamento, attribuisce al Consiglio federale la competenza di disciplinare l'indennizzo dell'attività degli intermediari e i costi della pubblicità.</p><p>4. Comparis non è soggetto alla vigilanza dell'UFSP, che invece sorveglia l'impiego dei fondi da parte degli assicuratori. Come esposto in precedenza, i costi amministrativi degli assicuratori devono essere contenuti entro i limiti propri a una gestione economica (art. 22 cap. 1 LAMal). Nel quadro di appositi audit, l'UFSP effettua controlli a campione sui contratti che regolano l'indennizzo per i servizi forniti da Comparis.</p>  Risposta del Consiglio federale.