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Incarto n. 52.95.00517 DP 249/95 cm Lugano 22 settembre 1995 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Valerio Valsangiacomo, quest'ultimo in sostituzione del Giudice Stefano Bernasconi, impedito segretario: Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso 21 settembre 1995 di __________ rappr. da: avv. __________ contro la risoluzione 6 settembre 1995, no. 4978, del Consiglio di Stato che lo diffida a demolire il rustico costruito abusivamente sulla part. no. __________ RF di __________; richiamato l'art. 48 PAmm ritenuto, in fatto che il 22 novembre 1990 il Dipartimento delle pubbliche costruzioni ha ordinato a __________ di demolire un edificio in stile rustico, costruito senza permesso al posto di una vecchia stalla/fienile situata fuori della zona edificabile di __________; che l'ordine è stato confermato dal Consiglio di Stato (ris. gov. n. 8121/91 del 2.10.1991), dal Tribunale cantonale amministrativo (STA 457/91 del 29.11.1991) e dal TF (DTF 8/1992 del 7.8.1992); che il 13 aprile 1993 il Dipartimento del territorio ha diffidato l'insorgente a dar seguito all'ordine di demolizione impartitogli; che il 27 giugno 1995 il Consiglio Federale, analogamente sollecitato dal municipio di __________ a porre rimedio all'inazione dell'autorità cantonale, ha ingiunto al Consiglio di Stato di dar seguito all'ordine in questione; che il 6 settembre 1995 il Consiglio di Stato ha diffidato __________ "ad effettuare la demolizione completa dell'edificio entro il 29 settembre 1995", avvertendolo che il caso di inosservanza avrebbe proceduto "all'intervento demolitorio senza ulteriore avviso"; che contro questa diffida __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento con argomenti che non occorre qui riassumere; considerato, in diritto che giusta l'art. 48 PAmm l'autorità di ricorso può respingere in limine, con breve motivazione, i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati; che per principio le diffide non costituiscono decisioni impugnabili, ovvero provvedimenti mediante i quali l'autorità amministrativa costituisce, modifica od annulla diritti od obblighi o si pronuncia in modo vincolante sulla loro esistenza od inesistenza (Rhinow Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed. N 35 B II c; Scolari, Commentario della LE, ad art. 57 N 28); che l'inappellabilità della diffida a dar seguito ad un'ingiunzione, pena l'esecuzione d'ufficio, è addirittura espressamente sancita dall'art. 35 cpv. 4 PAmm; che, così stando le cose, è di meridiana evidenza che la determinazione con cui il Consiglio di Stato diffida l'insorgente a dar finalmente seguito all'ordine impartitogli non costituisce un provvedimento impugnabile; che il ricorso va quindi respinto siccome manifestamente irricevibile; che la tassa di giustizia segue la soccombenza; visti gli art. 3, 18, 28, 35, 48, 60, 61 PAmm, dichiara e pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile. 2. La tassa di giustizia di fr. 500.-- (cinquecento) è a carico del ricorrente. 3. Intimazione a: __________ Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Incarto n. 52.95.00517 DP 249/95 cm Incarto n. 52.95.00517

Incarto n. DP 249/95

cm

Lugano 22 settembre 1995 Lugano

Lugano 22 settembre 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo Il Tribunale cantonale amministrativo

Il Tribunale cantonale amministrativo composto dei giudici: composto dei giudici:

composto dei giudici: Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Valerio Valsangiacomo, quest'ultimo in sostituzione del Giudice Stefano Bernasconi, impedito Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Valerio Valsangiacomo, quest'ultimo in sostituzione del Giudice Stefano Bernasconi, impedito

Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna, Valerio Valsangiacomo, quest'ultimo in sostituzione del Giudice Stefano Bernasconi, impedito segretario: segretario:

segretario: Leopoldo Crivelli Leopoldo Crivelli

Leopoldo Crivelli statuendo sul ricorso 21 settembre 1995 di

statuendo sul ricorso 21 settembre 1995 di __________ rappr. da: avv. __________ __________

__________ rappr. da: avv. __________

rappr. da: avv. __________ contro contro

contro la risoluzione 6 settembre 1995, no. 4978, del Consiglio di Stato che lo diffida a demolire il rustico costruito abusivamente sulla part. no. __________ RF di __________; la risoluzione 6 settembre 1995, no. 4978, del Consiglio di Stato che lo diffida a demolire il rustico costruito abusivamente sulla part. no. __________ RF di __________;

la risoluzione 6 settembre 1995, no. 4978, del Consiglio di Stato che lo diffida a demolire il rustico costruito abusivamente sulla part. no. __________ RF di __________; richiamato l'art. 48 PAmm

richiamato l'art. 48 PAmm ritenuto, in fatto

che il 22 novembre 1990 il Dipartimento delle pubbliche costruzioni ha ordinato a __________ di demolire un edificio in stile rustico, costruito senza permesso al posto di una vecchia stalla/fienile situata fuori della zona edificabile di __________;

che l'ordine è stato confermato dal Consiglio di Stato (ris. gov. n. 8121/91 del 2.10.1991), dal Tribunale cantonale amministrativo (STA 457/91 del 29.11.1991) e dal TF (DTF 8/1992 del 7.8.1992);

che il 13 aprile 1993 il Dipartimento del territorio ha diffidato l'insorgente a dar seguito all'ordine di demolizione impartitogli;

che il 27 giugno 1995 il Consiglio Federale, analogamente sollecitato dal municipio di __________ a porre rimedio all'inazione dell'autorità cantonale, ha ingiunto al Consiglio di Stato di dar seguito all'ordine in questione;

che il 6 settembre 1995 il Consiglio di Stato ha diffidato __________ "ad effettuare la demolizione completa dell'edificio entro il 29 settembre 1995", avvertendolo che il caso di inosservanza avrebbe proceduto "all'intervento demolitorio senza ulteriore avviso";

che contro questa diffida __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento con argomenti che non occorre qui riassumere;

considerato, in diritto

che giusta l'art. 48 PAmm l'autorità di ricorso può respingere in limine, con breve motivazione, i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati;

che per principio le diffide non costituiscono decisioni impugnabili, ovvero provvedimenti mediante i quali l'autorità amministrativa costituisce, modifica od annulla diritti od obblighi o si pronuncia in modo vincolante sulla loro esistenza od inesistenza (Rhinow Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed. N 35 B II c; Scolari, Commentario della LE, ad art. 57 N 28);

che l'inappellabilità della diffida a dar seguito ad un'ingiunzione, pena l'esecuzione d'ufficio, è addirittura espressamente sancita dall'art. 35 cpv. 4 PAmm;

che, così stando le cose, è di meridiana evidenza che la determinazione con cui il Consiglio di Stato diffida l'insorgente a dar finalmente seguito all'ordine impartitogli non costituisce un provvedimento impugnabile;

che il ricorso va quindi respinto siccome manifestamente irricevibile;

che la tassa di giustizia segue la soccombenza;

visti gli art. 3, 18, 28, 35, 48, 60, 61 PAmm,

visti gli art. 3, 18, 28, 35, 48, 60, 61 PAmm, dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso è irricevibile.

2. La tassa di giustizia di fr. 500.-- (cinquecento) è a carico del ricorrente.

3. Intimazione a: 3. Intimazione a:

__________ __________

__________ Per il Tribunale cantonale amministrativo

Per il Tribunale cantonale amministrativo Il presidente Il segretario

Il presidente Il segretario