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Ancora prima dell'inizio della raccolta firme si riscontrano tensioni fra gli oppositori dell'aereo da combattimento Gripen. La sinistra chiede al Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) di restare nell'ombra, tuttavia non può rinunciare all'apporto di questo movimento, che potrebbe portare quasi la metà delle firme necessarie.
Dopo che i Gripen hanno superato l'ultimo scoglio parlamentare, un'alleanza di PS, Verdi e altre organizzazioni di sinistra ha deciso di lanciare il referendum l'8 ottobre. La notizia è stata anticipata oggi dal GSsE tramite il proprio sito internet, senza che gli alleati ne fossero a conoscenza.
La consigliera nazionale bernese Evi Allemann (PS) si è detta sorpresa: "eravamo d'accordo che avremmo pubblicato la notizia tutti insieme l'8 ottobre", ha dichiarato, aggiungendo di non essere a conoscenza del comunicato.
La Allemann ha detto chiaramente che i socialisti vogliono avere un ruolo di primo piano nella vicenda. "Il PS vuole prendersi la responsabilità della campagna e impegnarsi a fondo", ha affermato all'ats.
Si tratta di condurre la campagna nel modo più credibile possibile. "Anche il GSsE ne farà parte, ma non con un ruolo da protagonista". Questa cosa è stata capita dal movimento, ha aggiunto. "Non si parla di abolire l'esercito, mettere in primo piano il GSsE darebbe un segnale sbagliato", ha spiegato la socialista.
Secondo il segretariato del movimento anti-esercito, Nikolai Prawdzic, la presunta spaccatura è semplicemente "fracasso mediatico". Ogni organizzazione darà il proprio contributo: il GSsE affronta questo tema da dieci danni e "siamo ancora in grado di mobilitare le persone", ha dichiarato. Gli accordi all'interno dell'alleanza di sinistra, prevedono che il movimento raccolga 20'000 firme sulle 50'000 necessarie.