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Il Governo, visti i rischi per gli approvvigionamenti energetici sullo sfondo del conflitto in Ucraina, ha approvato l'istituzione di uno Stato maggiore di crisi, che sarà diretto a livello strategico dal ministro dell'economia Guy Parmelin ed entrerà in funzione se la Svizzera dovesse trovarsi confrontata a carenze di gas o di elettricità.
Nella seduta di oggi, venerdì, il Consiglio federale ha poi deciso di integrare nell'attuale organizzazione di crisi un Single point of contact (SPOC): si tratta di una struttura chiamata a raccogliere, dal prossimo 10 ottobre, tutte le istanze dei cantoni e dei settori dell'economia direttamente interessati dalle misure volte a superare penurie energetiche.
Quanto allo Stato maggiore, esso interverrà solo nell'eventualità di effettive penurie: ciò, come precisa una nota diffusa nel pomeriggio, concerne la fase in cui si dovranno attuare provvedimenti di gestione con interventi diretti sul mercato: misure di risparmio, contingentamenti, gestione centralizzata dell'offerta. Sarà quindi attivato non appena il mercato non sarà più in grado di funzionare in maniera autonoma e si renderanno necessari divieti e limitazioni per gestire una situazione di grave penuria.