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Tre anni al ladro di penne di rapaci
KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS(sda-ats)
Tre anni di prigione di cui uno da scontare: è la pena inflitta dal tribunale di Basilea Città a uno svizzero 45enne, che per anni ha rubato penne di rapaci impagliati in musei naturalistici svizzeri ed europei, provocando danni valutati in 6 milioni di franchi.
Il suo obiettivo era di entrare in possesso di penne di ogni specie di rapace e nella sua abitazione ne sono state sequestrate oltre 10'000. Il ladro, di formazione ingegnere civile, è incensurato e durante il processo tenutosi ieri ha espresso il proprio pentimento. I furti si sono protratti sull'arco di diversi anni e hanno riguardato i musei di storia naturale di Basilea, Berna, Neuchâtel, Vienna, Berlino, Monaco e Stoccarda.
L'uomo si spacciava per un esperto: spiegava ai responsabili dei musei che stava lavorando alla pubblicazione di uno studio specializzato e riusciva così ad aver accesso alle collezioni non aperte al pubblico. Grazie alle sue conoscenze ha persino segnalato ai curatori errori nelle schede informative riguardanti alcuni uccelli.
Le ruberie sono venute a galla su segnalazione del museo di Berlino, che ha lanciato l'allarme nel 2012. La corte ha riconosciuto l'imputato colpevole di furto per mestiere e di ripetuto danneggiamento. In totale ha rubato 458 oggetti per un valore stimato a 427'000 franchi. La procura aveva chiesto quattro anni mentre il difensore una condanna con la condizionale di un massimo di due anni.
Sul banco degli imputati anche un uomo di 44 anni, che ha ammesso di aver rubato penne di uccelli nel museo di storia naturale di Basilea dal 1996 in poi: i fatti sono parzialmente caduti in prescrizione e nei suoi riguardi il processo si è limitato quindi ai furti avvenuti dopo il 2005. Il tribunale di Basilea lo ha riconosciuto colpevole di ripetuta ricettazione ma lo ha prosciolto dai capi d'accusa di furto e danneggiamento e gli ha inflitto 15 mesi con la condizionale. Il procuratore aveva chiesto 20 mesi con la condizionale mentre la difesa voleva l'assoluzione.
SDA-ATS