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Due anni di condanna con la condizionale: è la pena inflitta da un tribunale di Minsk a Irina Khalip, giornalista della testata di opposizione Novaia Gazeta e moglie di Andrei Sannikov, l'ex viceministro degli esteri e principale sfidante del presidente bielorusso Aleksandr Lukasehnko condannato sabato a cinque anni di reclusione con l'accusa di aver organizzato le proteste di piazza dello scorso dicembre contro la rielezione dello stesso Lukashenko. Lo riferiscono alcuni media russi.
La Khalip è stata ritenuta colpevole di aver partecipato alle proteste, come altri oppositori. Grazie alla condizionale, la giornalista è stata rimessa in libertà (prima era agli arresti domiciliari), accolta da famigliari e amici con mazzi di fiori.
"Sono ancora un ostaggio", ha commentato, sostenendo che "nel giro di due anni affronterò un altro processo che deciderà se sono una brava cittadina: può definirsi una buona cittadina una giornalista di opposizione?". La Khalip si è detta inoltre convinta che suo marito non sconterà tutta la pena e che verrà "scambiato con cibo e prestiti", le due emergenze della grave crisi socio-economica in cui è precipitato il Paese.
Contro la condanna di suo marito hanno protestato la Casa Bianca e molte cancellerie europee. Contro Lukashenko e il suo regime, il mondo occidentale ha varato una serie di sanzioni dopo la dura repressione delle proteste di piazza seguite alla sua rielezione plebiscitaria, bocciata dagli osservatori europei.
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