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Un primo tenente dell'esercito svizzero è comparso oggi davanti al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Era accusato di tentata infrazione alla legge sul materiale bellico per aver ordinato in Russia senza autorizzazione una spoletta per la detonazione di una mina anticarro, che lui sostiene tuttavia trattarsi di una semplice imitazione. La sentenza sarà comunicata prossimamente.
Della vicenda si è occupato il TPF poiché l'ufficiale professionista ha contestato un decreto d'accusa emesso in luglio dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC): la Procura federale gli aveva inflitto una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 200 franchi, per un totale di 6000 franchi, oltre a ordinare la confisca e alla distruzione del materiale incriminato.
L'ispettorato delle dogane di Zurigo aveva sequestrato l'oggetto, ordinato su eBay, nel settembre 2017, dopo il controllo di un pacchetto proveniente dalla Russia. All'inizio di ottobre successivo il primo tenente ha presentato una richiesta di autorizzazione dell'importazione all'Ufficio centrale delle armi di Fedpol, l'Ufficio federale di polizia, specificando che la spoletta doveva servire come materiale di dimostrazione a fini di formazione professionale.
Fedpol ha indicato all'uomo di rivolgersi alla Segreteria di Stato dell'economia (Seco), servizio competente per tale autorizzazione. L'ufficiale non lo ha però fatto, secondo quanto si legge sul decreto d'accusa.
In aula l'imputato ha ribadito la sua tesi secondo cui l'oggetto ordinato non era in alcun modo funzionante, trattandosi di una imitazione di una spoletta MVN 72 per mina anticarro, destinata all'istruzione della sua truppa. È importante che i suoi uomini siano in grado di distinguere un simile oggetto, ha affermato.
Stando al "Blick" l'uomo, residente a Thun nell'Oberland bernese, sarebbe responsabile d'impiego di una speciale unità dell'esercito incaricato dello sminamento e dell'eliminazione delle munizioni non esplose, denominato Comando KAMIR (DEMUNEX in francese; la pagina web dell'unità non dà una denominazione italiana).
L'imputato ha citato nel suo ricorso il parere di un esperto di Armasuisse, l'Ufficio federale dell'armamento, secondo il quale l'oggetto era in realtà un involucro vuoto, equivalente dunque a un'imitazione. Poiché non si tratta di materiale bellico la legge in materia non è applicabile, ha argomentato l'ufficiale insieme al suo avvocato, che ha chiesto l'assoluzione.
Dal canto suo la Seco rileva che l'oggetto in questione è parte di una mina un tempo funzionante e che all'esame è risultato contenere tracce di esplosivo. Cosa che l'ufficiale non ha contestato.
Il giudice unico gli ha chiesto come mai abbia ordinato la spoletta da privato. L'imputato ha risposto che seguire la via d'acquisto militare ufficiale sarebbe stato possibile ma avrebbe richiesto molto più tempo.
Il difensore ha rilevato che se il TPF dovesse confermare la pena per l'ufficiale sarebbe un problema. Viene infatti regolarmente sottoposto a un controllo della sicurezza e con una iscrizione nel casellario giudiziale non supererebbe l'esame. La sentenza potrà essere ancora contestata davanti al Tribunale federale.