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Il Consiglio di Stato vodese trae le conseguenze della morte di Marie nel maggio 2013 a Payerne (VD): un progetto di revisione legislativa annunciato oggi prevede il principio dello scambio di informazioni fra le autorità mediche e penitenziarie. Dick Marty, dal canto suo, è stato incaricato di esaminare la questione della supervisione delle autorità giudiziarie.
Il governo vodese ha adottato un progetto di revisione della legge sull'esecuzione delle condanne penali che prevede, fra le principali innovazioni, la soppressione dell'effetto sospensivo delle decisioni contestate presso l'autorità di ricorso. L'esame di tali ricorsi - indica il Consiglio di Stato in un comunicato odierno - sarà affidato al Tribunale cantonale, che in simili casi si riunirà in collegio.
Nel caso di Marie, la giudice di applicazione delle pene disponeva della competenza di decidere da sola dell'effetto sospensivo: ciò aveva consentito a Claude D., il pregiudicato che aveva aggredito la giovane donna, di tornare agli arresti domiciliari nel gennaio 2013, in seguito ad un ricorso da lui presentato.
Altra innovazione: il governo propone di inserire nella legge in questione il principio dello scambio di informazioni fra le entità mediche e penitenziarie.
Qualsiasi evento importante verificatosi durante l'esecuzione della pena o della misura e che potrebbe recar pregiudizio alla sicurezza pubblica - indica il governo vodese - dovrà essere comunicato alle autorità competenti, conformemente alle raccomandazioni emesse dalla Conferenza latina dei capi dei dipartimenti di giustizia e polizia il 31 ottobre 2013.
In seguito al conflitto sorto - sempre nel contesto dell'uccisione di Marie - fra il Gran consiglio e il Tribunale cantonale in merito alla supervisione delle autorità giudiziarie, il governo vodese ha incaricato l'ex procuratore generale ticinese Dick Marty di approfondire la questione.
SDA-ATS