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La raccolta delle firme per l'iniziativa costituzionale contro le esportazioni di armi verso paesi in guerra civile può iniziare. La Cancelleria federale ha esaminato il testo e l'ha pubblicato oggi sul Foglio federale. Il periodo per raccogliere le sottoscrizioni necessarie andrà fino all'11 giugno 2020.
Il testo ha quale obiettivo di limitare le vendite di materiale da guerra. Il lancio dell'iniziativa risponde all'annuncio del Consiglio federale di autorizzare le esportazioni di armi a determinate condizioni anche a paesi in guerra civile. Il riferimento, fra gli altri, ai bombardamenti sauditi in Yemen è superfluo...
Fatto sta, il governo auspicava di rafforzare così l'industria svizzera dell'armamento. A causa di una forte opposizione il Consiglio federale ha tuttavia abbandonato questo progetto alla fine di ottobre. L'iniziativa sarà però comunque lanciata. Infatti, la modifica della Costituzione non vuole solo impedire un nuovo allentamento, ma vuole anche tornare a una decisione precedente del Consiglio federale.
Quest'ultimo aveva inasprito le norme nel 2008, in particolare a causa di una iniziativa popolare del Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) che mirava a vietare le esportazioni di armi. Durante la campagna, il governo aveva assicurato di voler attenersi a una pratica restrittiva.
Su mandato del Parlamento il Consiglio federale aveva tuttavia ammorbidito le norme nel 2014. Precedentemente le armi e le munizioni non potevano essere fornite a paesi che violavano sistematicamente e in modo grave i diritti umani. Da allora le vendite all'estero sono vietate solo nel caso in cui vi sia il rischio che il materiale venga utilizzato per gravi violazioni dei diritti umani. "L'iniziativa di rettifica" mira a correggere questa decisione.