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TRIPOLI/BERNA - A quasi 200 cittadini libici, tra cui lo stesso Muammar Gheddafi e famiglia, la Svizzera ha vietato l'accesso in seguito alla vicenda di Hannibal, figlio del colonnello arrestato a Ginevra nel luglio 2008.
Lo riporta oggi l'edizione online del giornale libico "Oea", molto vicino a Seif Al-Islam, uno dei figli del colonnello. Berna non ha voluto rilasciare alcun commento.
"Le autorità e l'entità svizzera hanno vietato a 188 personalità libiche di entrare nel territorio di questa entità", scrive il giornale, che cita un alto responsabile libico. La lista elvetica di coloro cui è stato negato l'ingresso comprende il colonnello Gheddafi e famiglia, esponenti del Congresso generale del popolo (parlamento), del governo, del mondo economico, dirigenti militari e dei servizi di sicurezza.
"Questa decisione porterebbe in primo luogo pregiudizio agli interessi della Svizzera - secondo il responsabile libico -; se non sarà annullata, (Tripoli) risponderà con misure di dissuasione basate sul principio di reciprocità".
Raggiunto dall'ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri si è rifiutato a ogni commento.
La Confederazione, lo scorso giugno, ha reso più severe le condizioni per la concessione dei visti di Schengen ai cittadini libici, di fronte al rifiuto di Tripoli di cooperare sulla sorte dei due confederati trattenuti in Libia. I visti vengono concessi solo "a titolo eccezionale e in casi particolari".
SDA-ATS