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L’Ucraina conferma la sua preferenza europea e si distanzia sempre più dall’orbita della Russia.
Cinque mesi dopo la vittoria presidenziale, Petro Porochenko si è dotato della forza parlamentare legale che sin qui gli mancava.
Secondo il sondaggio «Rada 2014», la formazione del capo dello Stato ucraino giunge in testa con il 23% dei voti, seguita dal partito del primo ministro Arseni Iatseniouk.
Le due formazioni nazionaliste, il Partito radicale del populista Oleg Liashko e il partito Svoboda raccolgono il 13% dei voti. In totale, il blocco pro europeo raccoglie quasi il 70% dei voti.
«Oltre tre quarti degli elettori hanno sostenuto in maniera chiara e irreversibile l’orientamento dell’Ucraina verso l’Europa – ha dichiarato Petro Porochenko.
Tutti i candidati pro occidentali sono chiamati a formare una coalizione parlamentare. Il blocco presidenziale ha già redatto un progetto che fissa, entro il 2020, la candidatura all’Unione europea.
Sono anche previste la riforma del sistema giudiziario e un programma di lotta alla corruzione.
Andando a votare domenica, dopo una visita in tenuta militare al fronte della regione del Donbass, Petro Porochenko ha espresso l’augurio di un’Ucraina unita e indivisibile. Una formula che al momento è di difficile realizzazione. Basti pensare che nelle zone controllate dai separatisti pro russi, dove vivono circa 3 milioni di persone, non si è votato.