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A pochi giorni dal suo 84° compleanno, lo avrebbe festeggiato il prossimo 25 ottobre, il poeta e scrittore di Giubiasco Gian Paolo Lavelli si è spento a causa di un repentino peggioramento del suo stato di salute. In trent’anni ha scritto 17 opere. Si è dedicato soprattutto alla poesia dialettale e ha lavorato in diversi organi di stampa ticinesi. La sua prima opera risale al 1990 e s’intitolava Lucciole (“Lüsiröö”), mentre tra le ultime opere si ricordano Luci e ombre (“Lüs e umbri”), «una raccolta d’ispirazioni che riflettono lo spirito, i caratteri, le tendenze, i gusti dei nostri tempi e si conformano in un’innovativa stagione poetica vernacolare sviluppata nella postpandemica attuale, tra il 2020 e il 2021» e Haiku, il gusto del vuoto (“Al güst dal vöid”), dove traduceva alcune sue poesie dialettali composte in stile pseudo Haiku, rifacendosi all’antica poesia giapponese e attualizzandone i contenuti. Entrambi i libri sono stati pubblicati da Fontana Edizioni.