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La provincia cinese del Sichuan ha deciso di procedere fino a sabato a un rigido razionamento delle forniture di energia agli impianti industriali per contrastare l’ondata di caldo all’origine del balzo di domanda di elettricità.
Le temperature nella provincia, che conta circa 85 milioni di abitanti, sono oscillate sopra i 40-42 gradi Celsius dalla scorsa settimana, secondo i dati dell’Amministrazione meteorologica, aumentando l’uso di aria condizionata, nell’ambito di un fenomeno eccezionale che ha portato la Cina a registrare l’estate più calda almeno degli ultimi 60 anni.
Lo Sichuan copre l’80% dei suoi consumi con l’energia idroelettrica, in affanno a causa del prosciugamento dei bacini. In più, la provincia produce metà del litio della nazione usato per le batterie dei veicoli elettrici. Il Governo locale ha deciso di dare la priorità all’alimentazione elettrica residenziale, ordinando agli utenti industriali di 19 delle 21 città della provincia di sospendere la produzione fino a sabato, secondo un avviso diramato domenica e diffuso dai media locali.
Diverse società, tra cui il produttore di alluminio Henan Zhongfu Industrial e di fertilizzanti Sichuan Meifeng Chemical Industry, hanno dichiarato la sospensione della produzione. Mentre anche l’impianto di Foxconn, che assembla i prodotti della Apple, è in difficoltà.