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La Guardia Costiera americana ha risposto alle 3.30 locali di lunedì mattina ad una chiamata di emergenza proveniente da un’imbarcazione di 23 metri con 39 persone a bordo avvolta dalle fiamme attraccata a pochi metri dall’isola di Santa Cruz, a circa 145 chilometri a ovest di Los Angeles. L’audio della frenetica e straziante chiamata riportava le urla di persone a bordo che non riuscivano a respirare.
25 persone sono state recuperate senza vita dai sommozzatori, altre 9 risultano disperse dopo il tragico incendio scoppiato sull’imbarcazione. Cinque dei sei membri dell’equipaggio sono riusciti a salvarsi perché dormivano sul ponte superiore della nave e sono stati in grado di tuffarsi al momento dell’incendio raggiungendo un’altra nave. Gli altri passeggeri dormivano in sottocoperta.
Le autorità della contea di Santa Barbara hanno fatto sapere che i primi corpi recuperati avevano segni coerenti con l’annegamento e che sarà necessario eseguire il test del DNA per identificarli. Probabilmente provenivano tutti dalla California meridionale. “Il fuoco è stato così intenso che anche dopo che è stato spento, non è stato possibile salire sull’imbarcazione per cercare sopravvissuti. Non c’era assolutamente nulla che potessimo fare”, ha detto ai giornalisti Aaron Bemis, tenente della Guardia Costiera.
La barca, denominata Conception, era attrezzata per le immersioni subacquee ed era gestita dalla Truth Aquatics, una società che dal 1974 organizza servizi di noleggio per le escursioni in barca per le immersioni al largo della costa Californiana. Salpata venerdì sera dal porto di Santa Barbara, avrebbe dovuto rientrare lunedì, ultimo giorno, nel pomeriggio tardi.
Lo sceriffo della contea ha affermato che i serbatoi di ossigeno potrebbero essere esplosi durante l’incendio, ma non è ancora chiaro cosa abbia scatenato l’incendio. Nulla nella trasmissione del “mayday” dalla nave ha indicato che ci sia stata un’esplosione iniziale. La barca in fiamme viene descritta con nessuna botola di fuga per le persone addormentate in sottocoperta.
Il proprietario di un’azienda di produzione di macchine fotografiche subacquee, Dave Reid, ha dichiarato che lui e sua moglie hanno viaggiato su quella nave diverse volte, confermando la professionalità e la meticolosità della società Truth Aquatics nel seguire le istruzioni di sicurezza all’inizio di ogni viaggio. L’imbarcazione era considerata sicura e dotata di estintori e giubbotti di salvataggio per 110 passeggeri. La zona notte per i passeggeri si trovava in sottocoperta, comoda ma stretta, con letti a castello uno accanto all’altro in singole stanze. Una sola uscita con una stretta scala per salire sul ponte superiore.
Gli investigatori non hanno ancora determinato le cause che hanno portato all’incendio. Il relitto della barca bruciata si trova ora sul fondo ad una quindicina di metri di profondità e le operazioni di ricerca sono ancora in corso.