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Problemi logistici o eventi gravi come una pandemia o una guerra pregiudicano l’approvvigionamento della Svizzera in beni o servizi vitali. Qui di seguito è riportata un’analisi dell’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) riguardo alla situazione attuale in Svizzera nei settori alimentazione, energia, agenti terapeutici, TIC, logistica e industria.
Valutazione della situazione dall'Approvvigionamento economico del Paese AEP
FAQ sull’approvvigionamento economico del Paese
In generale
La guerra in Ucraina pregiudica l’approvvigionamento della Svizzera in beni e servizi vitali?
L’approvvigionamento della Svizzera in beni e servizi vitali è attualmente garantito. La dipendenza diretta del nostro Paese dall’Ucraina è bassa. Il conflitto può tuttavia portare indirettamente a insufficienze e penurie in molti settori, in particolare in seguito a reazioni a catena. La dinamicità della situazione non ci permette di stabilire in maniera esaustiva quali settori o prodotti potrebbero essere colpiti. Pertanto, la situazione viene monitorata da vicino in collaborazione con i rami interessati.
La dipendenza è già chiara nel settore dell’energia. La Svizzera, che non dispone di impianti di stoccaggio del gas, si procura il gas naturale all’estero. Quasi la metà proviene dalla Russia e una parte è convogliato dai gasdotti che attraversano il territorio ucraino.
L’AEP - unitamente all’UFAE quale suo organo di stato maggiore - è responsabile dell’approvvigionamento di beni e servizi d’importanza vitale in situazioni di grave penuria alle quali l’economia non è grado di far fronte. Ciò vale in particolare nei settori energia, alimentazione, agenti terapeutici, TIC, industria e logistica. L’AEP ha a tal fine adottato vari provvedimenti.
Qui di seguito sono pubblicate le risposte alle domande più frequenti, che vengono costantemente adeguate agli sviluppi attuali.
Quali sono le cause dell'imminente scarsità di pellet?
Se avete un riscaldamento a pellet vi suggeriamo di fare scorte al più presto, già a partire dai prossimi mesi. Questa raccomandazione dell'AEP e le importazioni aggiuntive dovrebbero scongiurare una penuria di pellet nella prossima stagione invernale 2022/23.
I sistemi ecologici di riscaldamento a pellet stanno vivendo un boom, in Svizzera e in Europa. Secondo l'Associazione svizzera dei sistemi di combustione a legna (Holzfeuerungen Schweiz), nel 2021 hanno registrato una crescita del 45 %. Il consumo di pellet è aumentato di pari passo, e con esso i prezzi.
Questo andamento si conferma anche nel 2022. Stando alle stime, il consumo di pellet in Svizzera è stato di circa 420 000 tonnellate nell'inverno 2021/22 (+22 % rispetto all'anno precedente). Per l'inverno 2022/23 il consumo dovrebbe sfiorare le 500 000 tonnellate in Svizzera, a causa del rapido aumento di nuovi impianti di riscaldamento a pellet.
Perché abbiamo bisogno di importare di più e qual è l'impatto della guerra in Ucraina?
Naturalmente anche le capacità produttive stanno progressivamente aumentando in Svizzera e in Europa. Come in passato, la produzione nazionale copre circa l'80 % del fabbisogno, a seconda delle materie prime disponibili (segatura, trucioli di legno, ecc.), delle capacità di trasformazione e di stoccaggio. Il restante 20 % continua ad essere importato.
Per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e prevenire il più possibile una situazione di penuria, anche quest'anno sarà necessario affidarsi alle importazioni. I sistemi di riscaldamento a pellet stanno diventando sempre più popolari nei Paesi limitrofi, dove la Svizzera si riforniva finora, e siccome le consegne dai Paesi dell'est si sono interrotte a causa della guerra in Ucraina, il settore sta cercando nuovi fornitori, più lontani. Cosa tutt'altro che facile nelle circostanze attuali.
Perché affrettarsi a fare scorte di pellet?
Per poter costituire riserve abbondanti, l'industria del pellet esorta i suoi clienti ad effettuare ora le ordinazioni per il prossimo inverno, liberando così il massimo spazio di stoccaggio possibile per la produzione e le nuove consegne. Bisogna evitare che quest'estate vi siano scorte eccessive, altrimenti gli operatori nazionali sarebbero obbligati a interrompere la produzione. Tutti i clienti sono pertanto invitati a fare scorte ora.
Non si può tuttavia escludere una strozzatura nell'approvvigionamento, soprattutto se l'inverno sarà lungo e freddo. Il settore si sta attivando per importare i quantitativi necessari e immagazzinarli nel nostro Paese in ulteriori luoghi di stoccaggio, adeguati e asciutti, in modo da poter coprire il fabbisogno di pellet per l'inverno 2022/23.
Un graduale embargo del petrolio russo da parte dell'UE avrà un impatto sulla Svizzera e sul suo approvvigionamento?
La Svizzera non acquista greggio direttamente dalla Russia, ma se vi fosse una carenza di petrolio russo e di prodotti petroliferi in Europa, anche la Svizzera ne risentirà. Il nostro Paese importa dall'UE quasi tre quarti di ciò che viene venduto sul mercato interno (fonti energetiche a base di petrolio come il gasolio e la benzina). La maggior parte dei Paesi dell'UE importa a sua volta petrolio greggio e prodotti petroliferi dalla Russia, soprattutto la Germania (30%, dati di novembre 2021, fonte: Carbura/IEA), seguita da Paesi Bassi (23%), Belgio (23%), Francia e Italia (13% ciascuno). La Germania è il fornitore più importante per la Svizzera (44,2%, fonte: Carbura/IEA 2020), seguita da Paesi Bassi (8,5%), Francia (7,3%) e Italia (5,7%).
È difficile valutare se e come un embargo inciderà sull'approvvigionamento della Svizzera a lungo termine. Ciò dipende da vari fattori, ad es. il momento della sua entrata in vigore, le capacità di trasporto, l'aumento dell'estrazione di greggio da parte di altri Paesi. In ogni caso, il mercato dovrebbe riorganizzarsi e offrire dei succedanei. Da qualche tempo sono in corso i preparativi per uno scenario di questo tipo. Se un embargo dell'UE provocasse una grave carenza, la Svizzera utilizzerebbe le sue scorte obbligatorie di olio minerale a titolo transitorio e per sostenere l'offerta. Per maggiori informazioni sull'assortimento e sulla copertura del fabbisogno: Scorte Energia.
In caso di carenza prolungata, l'Approvvigionamento economico del Paese (AEP) può attivare ulteriori regolamentazioni, dalle misure di accompagnamento al contingentamento del cherosene per l'aviazione, fino al razionamento di benzina e diesel (ultima ratio). Per maggiori informazioni: Petrolio.
Come può l’AEP intervenire in caso di forniture di gas troppo scarse o non più garantite?
La Svizzera non ha riserve di gas. Dispone tuttavia di una scorta obbligatoria di olio da riscaldamento extra leggero, in sostituzione del gas naturale (Scorta Energia (admin.ch)). In caso di grave penuria, l’ordinanza prevede che questa scorta sia disponibile per gli impianti bicombustibili. La scorta obbligatoria fissata corrisponde a un consumo di 4,5 mesi. Il numero di impianti bicombustibili è tuttavia in costante calo.
La commutazione degli impianti bicombustibili all’alimentazione con olio da riscaldamento è uno dei provvedimenti a disposizione dell’AEP. Un'altra misura consiste nell'incoraggiare il risparmio energetico. I nuclei famigliari che usano il gas per riscaldare le loro case e l'acqua o per cucinare possono ottenere buoni risultati e risparmiare denaro adottando pochi accorgimenti. Per esempio, riducendo la temperatura ambiente di un grado si riduce il consumo di gas di circa il 6%. Troverete ulteriori suggerimenti qui: Appello per ridurre i consumi (admin.ch). Ovviamente, queste incitazioni al risparmio si rivolgono anche alle aziende che dispongono di un impianto bicombustibile. Se queste misure non fossero sufficienti, si potrebbe anche imporre un contingente alle aziende che operano esclusivamente con il gas.
In generale in Svizzera l’approvvigionamento compete all’economia. Quest’ultima si è già attivata: i gestori di impianti bicombustibili controllano la loro continuità operativa (Business Continuity Management, BCM) e il livello delle loro scorte di olio da riscaldamento. Questo permette alle aziende dotate di tali impianti di passare, in caso di emergenza, dal gas naturale all’olio da riscaldamento. Una simile commutazione quale misura di gestione è disposta mediante ordinanza.
La Svizzera e l'Europa possono abbandonare completamente il gas russo?
La Svizzera copre il suo fabbisogno di gas sul mercato europeo, che ha i mezzi necessari a breve termine per ovviare a una possibile mancanza di forniture russe. Può procurarsi forniture di gas da varie fonti, comprese le forniture di gas naturale liquefatto (GNL).
A più lungo termine, i mercati europei dovrebbero riorganizzarsi per compensare la mancanza di forniture di gas russo.
Qual è la percentuale di gas sul consumo totale di energia in Svizzera e la sua stagionalità?
Il gas naturale copre circa il 15% del nostro consumo energetico. I prodotti petroliferi rappresentano quasi il 50% e l'elettricità circa il 25%. La Svizzera è quindi uno dei Paesi europei con una percentuale molto bassa di gas. La ripartizione tra la stagione fredda e calda è molto irregolare: al termine del periodo di riscaldamento, il consumo di gas è circa sette volte inferiore a quello invernale.
Cosa sta facendo la Svizzera a lungo termine per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas?
Il 4 marzo 2022 il Consiglio federale ha deciso alcune misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas nell’inverno 2022/23 e ha incaricato il DATEC e il DEFR, insieme alla COMCO, di assicurare che il settore del gas possa procurarsi il più rapidamente possibile gas, capacità di stoccaggio del gas, GNL e capacità nei terminali GNL. Le misure intendono garantire l’approvvigionamento per il prossimo inverno. Trova di più qui: Gas naturale (admin.ch)
L’approvvigionamento elettrico è attualmente garantito?
Dal punto di vista attuale la sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera è garantita nonostante l’elevato livello dei prezzi, anche se rimane un certo rischio residuo. L’AEP, insieme alle altre autorità competenti in materia (ElCom, UFE e Swissgrid), monitora e analizza costantemente la situazione. Per una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, nel febbraio 2022 il Consiglio federale aveva già deciso di creare una riserva idroelettrica.
L’approvvigionamento di derrate alimentari potrebbe essere intaccato?
L’approvvigionamento di derrate alimentari d’importanza vitale è per ora garantito, anche grazie al significativo contributo della produzione interna, tuttavia le importazioni restano necessarie. In caso di penuria, in Svizzera sono disponibili scorte obbligatorie di generi alimentari di base (cfr. Rapporto sulla costituzione di scorte obbligatorie)
La guerra in Ucraina può avere conseguenze sul mercato dei concimi?
La situazione sul mercato dei concimi è tesa già da tempo, per molteplici ragioni. Per ovviare a questo problema il DEFR ha deciso di liberare una parte delle scorte obbligatorie di concimi. Finora si è ricorso solo in misura modesta a questa possibilità. I fertilizzanti azotati sono attualmente disponibili sul mercato. La futura disponibilità di concimi è influenzata anche dall’evoluzione del mercato del gas. Negli ultimi mesi la produzione di ammoniaca, un componente principale dei concimi azotati, è diminuita nel mondo intero a causa dei prezzi elevati del gas naturale. Considerato l’incerto sviluppo, la liberazione delle scorte obbligatorie di concimi rimane in vigore.
I cittadini dovrebbero avere una scorta di beni d’importanza vitale?
È sempre sensato e raccomandabile costituire scorte d’emergenza. Eventi naturali, interruzioni delle catene di fornitura, penurie di energia elettrica, attacchi informatici e guerre – la lista dei possibili eventi che possono ripercuotersi sull’approvvigionamento è lunga. L’insorgere della crisi legata al COVID-19 all’inizio del 2020 ha dimostrato che anche solo il comportamento della popolazione può portare a penurie in caso di repentino aumento della domanda. Inoltre, già durante la pandemia vi sono stati ritardi significativi nella circolazione internazionale delle merci. Non è ancora possibile stabilire se e come l’approvvigionamento di derrate alimentari d’importanza vitale cambierà con la guerra in Ucraina.
La difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni agenti terapeutici va avanti da un po’ di tempo. Come si presenta ora la situazione in generale?
Il Centro di notifica degli agenti terapeutici dell’UFAE (Centro di notifica degli agenti terapeutici (admin.ch)) registra rapidamente le interruzioni nelle forniture di medicinali e comunica le misure per garantire l’assistenza ai pazienti (Penurie attuali (admin.ch)).
L’approvvigionamento di alcuni farmaci continua a risentire delle carenze di personale legate al COVID-19, della mancanza di capacità di trasporto e della scarsità di materie prime. A ciò si aggiungono l’aumento del fabbisogno nell’Ucraina devastata dalla guerra e il flusso dei rifugiati. La situazione continuerà a essere osservata e analizzata dall’AEP in modo che, se necessario, si possa intervenire rapidamente con apposite misure.
Come si presenta l'attuale situazione a livello di oppioidi orali?
L’UFAE ha per esempio liberato le scorte obbligatorie di oppioidi orali a causa della loro difficile reperibilità. L’ordinanza in questione è entrata in vigore il 15 marzo. Da qualche tempo ormai l’offerta di questi forti antidolorifici è insufficiente in Svizzera. Si è quindi deciso di liberare le scorte obbligatorie per sostenere il mercato su più larga scala e migliorare l’assistenza ai pazienti.
La Svizzera ha previsto una scorta di pastiglie di iodio per un’eventuale contaminazione radioattiva
L’approvvigionamento di pastiglie di iodio in Svizzera è garantito. Chiunque viva nel raggio di 50 chilometri da una centrale nucleare ha ricevuto la quantità necessaria (sei pastiglie di iodio per persona) nel 2014. La prossima distribuzione è prevista per il 2024. I Cantoni conservano in depositi pastiglie di iodio da distribuire, in caso di incidente, alle persone che vivono al di fuori di tale raggio. Le pastiglie sono disponibili anche nelle farmacie, rifornite dalla Farmacia dell’esercito, che ne detiene uno stock.
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Ultima modifica 20.05.2022