Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/115346

<h2>SubmittedText<h2><p>In relazione al credito recentemente concesso dal Parlamento al Fondo monetario internazionale (FMI), è stato reso noto che già il 10 gennaio 2011 era stato pubblicato un rapporto di 50 pagine dell'Independant Evaluation Office (IEO), organo di indagine indipendente del FMI, sugli errori commessi dal FMI durante la crisi economica e finanziaria negli anni a cavallo tra il 2004 e il 2007. Oltretutto, nel rapporto si emette un giudizio scoraggiante. Si dice ad esempio che il FMI sia incapace di individuare i rischi del sistema finanziario e di lanciare gli opportuni avvertimenti. Il FMI sarebbe afflitto da evidenti debolezze analitiche e dominato da una mentalità di classe. Secondo i riscontri, il FMI sarebbe affetto da pregiudizi di pensiero e avrebbe accolto preconcetti e metodi acritici ignorando informazioni in contrasto con essi. Sarebbe afflitto da una mentalità settoriale e adulatoria e lo staff sarebbe refrattario ai buoni consigli.</p><p>Il rapporto rispettivamente il suo contenuto sarebbero stati sicuramente interessanti ai fini della decisione in Parlamento. Incomprensibilmente, nessuno sulla stampa ha pensato a farne menzione, mentre sono state pubblicate interviste superficiali con il presidente della Banca nazionale, il quale ha oltretutto recentemente potenziato il proprio servizio di pubbliche relazioni.</p><p>Con riferimento a tale contesto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Il Consiglio federale stesso, o un dipartimento, era al corrente dell'evocato rapporto di revisione prima del voto sul FMI?</p><p>2. Se sì, perché il Consiglio federale non ne ha informato né il Parlamento né le competenti commissioni?</p><p>3. Se no, perché la Banca nazionale, che doveva necessariamente essere al corrente del rapporto in virtù della propria funzione, ha mancato di informare il Consiglio federale al riguardo?</p><p>4. Quali possibilità intravede il Consiglio federale per rafforzare la vigilanza sulla Banca nazionale, attualmente quasi inesistente?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Secondo il Consiglio federale il rapporto dell'Ufficio indipendente di valutazione del FMI (Independent Evaluation Office, IEO) sulla sorveglianza in materia di politica economica del fondo tra il 2004 e il 2007 è da accogliere positivamente. Il rapporto è stato trasmesso il 10 gennaio 2011 ai 24 uffici dei direttori esecutivi del FMI ed è stato discusso in dettaglio il 27 gennaio 2011 in seno al consiglio esecutivo. Il 9 febbraio 2011 è stato pubblicato come consuetudine dallo stesso IEO, in forma invariata (fatta eccezione per chiarificazioni fattuali). </p><p>Il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e la Banca nazionale svizzera (BNS) hanno redatto una posizione comune sul rapporto dell'IEO. Il 21 gennaio 2011 il DFF ha spedito tale posizione sotto forma di istruzione al direttore esecutivo svizzero del FMI.</p><p>1. Nel 2001 la Svizzera ha partecipato in modo determinante alla creazione di un organo di valutazione indipendente (IEO) presso il FMI e si è adoperata affinché esso potesse redigere i propri rapporti nel modo più indipendente possibile. Dalla sua creazione l'IEO ha fornito importanti contributi. </p><p>Il rapporto dell'IEO sulla sorveglianza in materia di politica economica del FMI tra il 2004 e il 2007 identifica importanti carenze nell'attività di sorveglianza e nei metodi di lavoro del fondo nel periodo che ha preceduto la crisi finanziaria ed economica globale. L'analisi dell'IEO ha suscitato vasta eco sulla stampa nazionale e internazionale, sebbene la maggior parte delle conclusioni dell'organo non siano nuove. A seguito della crisi finanziaria ed economica sono state avviate modifiche capitali nello strumentario e nei processi lavorativi del FMI, creando ad esempio un sistema di preallarme o rafforzando la sorveglianza delle economie di importanza sistemica.</p><p>2./3. La nuova strategia elaborata dal FMI sulla base degli insegnamenti della crisi era parte determinante dei messaggi e dei dibattiti parlamentari concernenti i progetti relativi al nostro ruolo di membro del FMI adottati nella sessione primaverile 2011. </p><p>Gli elementi centrali della posizione della Svizzera sul rapporto dell'IEO, redatta congiuntamente da DFF e BNS, sono stati riportati all'inizio del mese di aprile del 2011 nella newsletter del FMI. Questa newsletter è pubblicata regolarmente e viene spedita a entrambe le Commissioni della politica estera e alla commissione consultiva per la cooperazione internazionale allo sviluppo; essa può inoltre essere consultata nel sito Internet del DFF. Oltre alle già menzionate considerazioni di principio riguardo al rapporto dell'IEO, la Svizzera ha in particolare giudicato utile incoraggiare una maggiore pluralità di opinioni affinché gli economisti del FMI escano dalla loro "torre d'avorio". Se il fondo è in grado di ottenere che i suoi Stati membri tengano maggiormente conto delle raccomandazioni di politica economica, non vi è alcun motivo di modificare fondamentalmente gli strumenti dello stesso. Infine, oltre alle misure adottate all'interno del FMI, sta anche alle autorità dei Paesi membri condurre un dialogo costruttivo con il fondo e attuare con coerenza politiche economiche durature.</p><p>4. Il DFF e la BNS sono congiuntamente responsabili delle relazioni che la Svizzera intrattiene con il FMI in qualità di suo membro; il DFF coordina gli affari di natura generale, in particolare la sorveglianza in materia di politica economica. Il Consiglio federale considera adeguata la vigilanza sulla BNS. Il consiglio di banca sorveglia e controlla la gestione degli affari della Banca nazionale, segnatamente nell'ottica dell'osservanza della legge, dei regolamenti e delle istruzioni. Nello svolgimento dei suoi compiti di politica monetaria ai sensi dell'articolo 5 capoversi 1 e 2 LBN, la Banca nazionale e i membri dei suoi organi non possono chiedere né accettare istruzioni dal Consiglio federale, dall'Assemblea federale o da altri servizi. In contropartita essa ha l'obbligo di rendiconto e informazione nei confronti di Consiglio federale, Parlamento e pubblico (art. 7 LBN).</p>  Risposta del Consiglio federale.