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Il Consiglio nazionale ha iniziato stamane l'esame particolareggiato del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare dei Verdi "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)".
Tra i punti già decisi: non si dovrà tenere conto delle risorse consumate fuori dalla Svizzera. I dibattiti sono stati sospesi verso le 13.00, riprenderanno lunedì pomeriggio.
Il controprogetto - elaborato sotto forma di revisione della Legge sulla protezione dell'ambiente - è molto più blando rispetto a quello presentato in febbraio dal governo. Come già successo agli Stati, i rappresentati dei partiti borghesi hanno fatto passare una visione più vicina ai bisogni dell'economia.
La revisione legislativa si concentra così sulla gestione "efficiente" delle risorse e tiene conto del rapporto costi-benefici. Il Parlamento ha così deciso che il controprogetto dovrà concentrarsi sulla riduzione del carico inquinante che risulta dal consumo di risorse in Svizzera e non anche su quello causato all'estero come avrebbe voluto l'esecutivo.
Rispetto a quanto auspicato dal governo, non ci sarà inoltre alcuna possibilità per l'esecutivo di introdurre l'obbligo di raccolta degli imballaggi qualora lo ritenesse necessario. I consiglieri nazionali hanno infatti approvato una proposta che prevede unicamente la possibilità, per il Consiglio federale, "di fissare, in accordo con le associazioni economiche, obiettivi in materia di raccolta di imballaggi". Questi devono inoltre "tenere conto dell'efficienza e dell'impatto economico". Per la maggioranza, non è necessario introdurre un obbligo, dal momento che già adesso la Svizzera è campione in materia di riciclaggio.
L'iniziativa popolare dei Verdi "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse" intende favorire, mediante un nuovo articolo costituzionale, un'economia improntata alla sostenibilità e all'uso efficiente delle risorse. Vuole inoltre promuovere cicli dei materiali chiusi e garantire che le attività economiche non pregiudichino il potenziale di risorse naturali.
Il testo costituzionale chiede in particolare di portare entro il 2050 l'impronta ecologica (indicatore che valuta il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità del pianeta di rigenerarle) della Svizzera a un livello tale che, rapportata alla popolazione mondiale, non superi l'equivalente di un pianeta Terra.
Il Consiglio degli Stati ha già respinto l'iniziativa, con 28 voti a 11 e 4 astensioni, ritenendo ch'essa ponga obiettivi irrealistici che non potranno essere raggiunti. Il Nazionale non si è invece ancor espresso. Lo farà al termine del dibattito sul controprogetto, verosimilmente lunedì pomeriggio.
SDA-ATS