Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01258.jsonl.gz/852

Gli insegnanti francesi hanno incrociato le braccia giovedì; protestano contro i provvedimenti presi per le scuole dal Governo, che cerca di contrastare la nuova ondata pandemica innescata dalla variante Omicron (in Francia, il numero medio di contagi giornalieri calcolati sugli ultimi 7 giorni è di 287'603 casi, rispetto ai 198'200 di una settimana fa).
Le cifre sulla partecipazione allo sciopero divergono: a mezzogiorno il Ministero dell'educazione parlava di un'adesione del 38,5% (nelle scuole per alunni dai 6 agli 11 anni), mentre il principale sindacato della scuola primaria, SNUIPP, parlava di un'adesione del 75% e della chiusura di una scuola primaria su due. Nelle secondarie, secondo il Ministero, sono mobilitati il 23,7% degli insegnanti (il 62% secondo lo SNES-FSU, il principale sindacato della scuola secondaria).
I sindacati denunciano "un pasticcio indescrivibile" quello in atto nelle scuole a causa della quinta ondata dell'epidemia e dei protocolli sanitari che implica. Il Governo, dal canto suo, sostiene che la Francia sia uno dei Paesi che ha chiuso meno scuole durante la pandemia, nonostante le difficoltà.
Dal ritorno in classe dopo le vacanze di Natale, le scuole convivono con un nuovo protocollo sanitario che richiede una moltiplicazione dei test. Si tratta di un processo complicato, poiché i casi si moltiplicano e portano alla chiusura di migliaia di classi tra le 527'000 presenti in Francia.