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La Football Association inglese sta indagando su un cartellino giallo ricevuto da un giocatore dell'Arsenal un mese fa. Ci sono di mezzo le scommesse. Non si sa chi sia il giocatore in questione, ma secondo alcuni si tratterebbe dello svizzero dei Gunners.
In campo ieri sera con i suoi compagni dell'Arsenal in occasione della sfida contro il Liverpool valida la Carabao Cup (persa dall'Arsenal per 2-0) Granit Xhaka non c'era. Il centrocampista svizzero dell'Arsenal era infatti stato espulso nella gara di andata dopo aver abbattuto Diogo Jota, che stava cercando di controllare una palla lunga giocata in avanti da Andy Robertson. L'arbitro Michael Oliver non ha avuto dubbi e ha estratto il cartellino rosso all'indirizzo del numero 34.
Cartellini rossi, Gunners da record
Di questi tempi un cartellino rosso non è merce rara dalle parti dell'Anfield. Infatti, i Gunners hanno ricevuto più cartellini rossi di qualsiasi altra squadra della Premier League (13) dalla nomina di Mikel Arteta nel dicembre 2019.
Un cartellino rosso non è una novità nemmeno per Granit Xhaka, che in carriera è stato spedito fuori dal campo già 12 volte. Dal 2016, cioè dal suo arrivo in Premier League, il 29enne ha dovuto farsi la doccia anzitempo già cinque volte.
Commentando il suo ultimo cartellino rosso il centrocampista della nazionale svizzera ha detto a beIN SPORTS : «Naturalmente nessuno vuole ricevere un cartellino rosso, essere sospeso o aiutare la squadra solo da fuori. Ma non posso cambiare le cose. Questo è successo e sto cercando di aiutare la squadra il più possibile fuori dal campo».
Xhaka ha cercato di scusarsi dicendo che lui è il genere di giocatore che si trova spesso in situazioni complicate, «dove mi piace rischiare».
«A volte sbaglio - ha continuato l'elvetico -, ma quando va bene nessuno ne parla. Quando va male, come contro il Liverpool, la gente comincia a parlare. Cosa posso fare ora?»
In stagione si tratta della seconda espulsione per il 29enne, la prima avvenuta nel corso della pesante sconfitta per 5-0 in trasferta contro il Manchester City: Xhaka era stato allontanato dal campo dopo 35 minuti di gioco.
Ma dai cartellini rossi si passa ad uno giallo, cioè quello finito sotto la lente della giustizia sportiva.
Cartellini gialli, Xhaka sotto inchiesta?
Come riportato da «The Athletic» infatti, i bookmakers britannici hanno segnalato alla Football Association (FA) inglese un modello di scommesse sospettosamente alto durante una partita dell'Arsenal. Un cospicuo aumento di scommesse, a quasi dieci minuti dal termine della sfida, si sarebbe formato intorno a un cartellino giallo, con decine di migliaia di sterline in gioco.
Ora la FA ha avviato un'indagine. «La FA è a conoscenza del fatto in questione e lo sta esaminando», si legge nella nota.
Non vi sono però informazioni né riguardanti la sfida in questione, né tantomeno il giocatore interessato. Quello che si sa però è che riguarda l'Arsenal. Sono partite così le speculazioni da parte dei tifosi. E quando c'è di mezzo un cartellino giallo - o rosso -, si sa che Granit Xhaka non è lontano.
Potrebbe trattarsi certo di qualsiasi altro giocatore dell'Arsenal, ma poiché Xhaka è tra i giocatori dell'Arsenal ad aver ricevuto più ammonizioni, non c'è da meravigliarsi che lo svizzero sia stato il primo a finire sotto i riflettori.
Qualcuno si è così dato la briga di scovare questo tweet del 18 dicembre. La scena del filmato riguarda la facile vittoria dell'Arsenal sul Leeds. Il commento: « ... 4-1 con ancora 8 minuti da giocare, i compagni gli danno diverse opzioni e lui non passa la palla». Il giocatore in questione è Granit Xhaka, che per aver rallentato il gioco si è visto esibire dall'arbitro di giornata il cartellino giallo.
Molte sono le supposizioni e le domande aperte senza risposte.
Un calciatore che guadagna 6 milioni a stagione avrebbe bisogno di entrate supplementari e rischiose? L'episodio in questione è quello mostrato sopra? L'indagato è Granit Xhaka?
Per poter dichiarare pubblicamente che un individuo è colpevole bisogna presentare la necessaria la prova, oltre ogni ragionevole dubbio, prima di dichiarare che egli sia il responsabile del reato.
Precedente
Nell'aprile del 2018, al calciatore professionista Bradley Woodl era stato vietato di giocare partite ufficiali per sei anni dopo che un'inchiesta appurò che si era fatto intenzionalmente ammonire due volte mentre giocava per il Lincoln City durante una sfida dei quarti di finale della FA Cup del 2017. I messaggi intercettati avevano rivelato che in precedenza era stato concordato un piano tra il giocatore e sette amici che stavano per vincere 10'000 sterline.