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Nell’ottobre 1857, in Inghilterra nasceva lo Sheffield Football Club, la prima squadra professionistica inglese. Sempre nello stesso mese, , a Città del Messico, il governo messicano, guidato dal generale Juan Alvarèz, eroe della rivoluzione messicana, approvava la prima vera costituzione della Repubblica Federale del Messico. Cos’hanno in comune questi due avvenimenti? così diversi e completamente slegati uno dall’altro? Assolutamente niente. Se non il Cinco de Mayo.
Ma facciamo un piccolo salto in avanti.
Nel 1862 il presidente messicano Benito Juarez, a causa delle gravi condizioni in cui vessava il Paese, decise di bloccare i pagamenti dei debiti esteri che il Messico aveva in particolare con Spagna, Inghilterra e Francia. Le tre potenze europee si coalizzarono per un intervento militare che ponesse fine al governo di Juarez. Dopo pochi mesi, Spagna e Inghilterra, spaventate dalla Francia di Napoleone III, decisero di ritirarsi dal Messico.
Le forze francesi continuarono la loro marcia verso la capitale, ma il 5 maggio 1962 furono bloccate alle porte della città di Puebla da quel poco che rimaneva dell’esercito messicano e dalla popolazione locale. Il 9 maggio 1962 Benito Juarez decretò Cinco de Mayo, festa nazionale, con la finalità di celebrare l’unione e la forza del popolo messicano che aveva sconfitto un esercito, che all’epoca era considerato quasi invincibile. Nonostante la vittoria messicana, la guerra non volse a favore del Tricolor. Ma ciononostante la battaglia di Puebla continuò ad essere considerata una vittoria fondamentale per la crescita del sentimento d’appartenenza messicano.
Alla fine dell’occupazione francese, il Messico si trovò completamente isolato in fatto di politica estera. Con il regime autocratico e positivista di Porfirio Diaz, il Messico riallacciò i rapporti con l’Inghilterra, che da quel lontano 1857 aveva creato una propria Federazione calcistica e iniziato ad esportare il gioco del calcio in ogni dove. Con l’emigrazione degli abitanti della Cornovaglia di fine ‘800, il calcio arrivò finalmente anche in Messico. I primi a praticarlo furono i minatori inglesi che contribuirono a introdurre il calcio all’interno delle comunità messicane. Porfirio Dìaz decise di investire pesantemente nell’industrializzazione del proprio Paese, favorendo l’arrivo di ingegneri e operai specializzati dall’Inghilterra e indirettamente, favorendo la diffusione del gioco del calcio sul territorio messicano.
In seguito alla costruzione del canale idrico di San Cristobal Ecatepec, l’1 novembre 1901, i lavoratori del cantiere organizzarono la prima partita ufficiale della storia del Messico. Le due squadre che diedero vita all’incontro furono due selezioni amatoriali: i Pearson’s Wanderers, rivettatori del canale, contro i San Cristóbal Swifts, impiegati dell’emporio. Il match finì 1 a 0 per i Wanderers, ma dopo neanche due mesi, il 23 dicembre, venne rigiocata la partita. Il risultato però non mutò: I rivettatori si imposero nuovamente per una rete a zero.
I primi club professionistici
Nel 1906, su iniziativa del belga Edgar Eveaert, nacque l’ Union Football Club Guadalajara. Solamente due anni dopo la società decise di cambiare il nome in Club Deportivo, scelta quasi obbligata per attrarre un numero maggiore di tifosi locali. Dal 1908 il Chivas (così viene chiamato dai tifosi), prese la decisione di tesserare e far giocare solamente calciatori provenienti dal Messico. E’ proprio per questo motivo che il Chivas divenne la squadra più tifata sull’intero territorio messicano, in quanto espressione della passione e del talento della classe media. La città di Guadalajara, nel 1916, vide la nascita di una seconda squadra, l’Atlas, che insieme a Chivas diede vita al derby più antico del Messico: El Clásico Tapatío, che prese il nome dall’abitante di Guadalajara, el Tapatío.
L’Atlas Fútbol Club condivideva con il Chivas la stessa discendenza europea. La squadra difatti nasce nel 1916, da un gruppo di ex studenti dell’Ampleforth College, università inglese dello Yorkshire. Col passare del tempo, l’Atlas iniziò ad essere seguito dai ragazzi figli della nascente alta borghesia tapatía. La bacheca del Chivas conta 12 campionati, mentre quella dell’Atlas solamente 1. Ciononostante, il tifo per l’Atlas è così forte a Guadalajara, che i suoi tifosi vengono chiamati “los leales”. Il Chivas dal canto suo, conta il più alto numero di supporter di tutto il Messico.
Nel nord del Paese, all’interno dell’altopiano della Sierra Madre Oriental, sorge la città di Monterrey, fiore all’occhiello dell’economia messicana. Le due squadre della città, Club de Futbol Monterrey e Tigres UANL danno vita al Clásico Regiomontano. Una partita tra due blocchi contrapposti, la classe intellettuale e universitaria che affondava le sue radici nell’Universidad Autonoma de Nuevo Leon. Mentre i Rayados del Monterrey, supportati dalla fascia proletaria della città. Il Clasico Regiomontano è sicuramente il più coinvolgente e spettacolare dell’intera Liga MX. Attualmente i due club, sfruttando la crescente ricchezza della città, hanno allestito le due squadre più costose dell’intero campionato, superando ampiamente i club più blasonati come Club America e Chivas.
Quest’ultimi , nonostante provengano da due città completamente differenti, danno alla luce el partido più importante del Messico: El Clasico de Clasicos. El Club America a differenza dei rivali è considerata la squadra dell’elite messicana, le campagne acquisti sono essenzialmente basate su giocatori stranieri, con un passato in Europa o nei campionati Sudamericani. Questa partita rappresenta alla perfezione la turbolente storia messicana: cittadino contro provinciale, ricco contro povero, messicano contro straniero. Chivas e America sono gli unici due club a non essere mai retrocessi in seconda divisione. Il Club America ha una certa fama di club più odiato del Paese, ma i suoi tifosi sembrano quasi orgogliosi di questo sentimento da parte degli altri appassionati. Tant’è che il motto non ufficiale del America è “ODIAME MAS”