Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01245.jsonl.gz/3

Un'analisi di Pierluigi Peruzzi sul sarcofago di Re Pacal
Capitolo 1
Il famosissimo disegno del dott. Alberto Lhuiller reso noto da Erich von Däniken
L'eccellente disegno del dott. Lhuiller è la base di tutto. Infatti era proprio lui (più tardi Erich von Däniken), che ha riportato alla luce la verità. Con il mio contributo non voglio affatto sminuire il suo disegno. Ma il dott. Lhuiller viveva in altri tempi, e non poteva riconoscere le cose come le conosciamo noi oggi.
La mia piccola contestazione si rivolge soltanto verso la parte del naso dell'astronauta.
Sulla lastra del sarcofago si vede chiaramente una protezione del naso come l'hanno i nostri piloti di caccia. Lhuiller presumeva forse che lo scultore non avesse fatto qualcosa di giusto ed ha ritoccato la parte del naso. Ma proprio questo naso non è visibile sulla lastra di pietra ed è coperto dalla protezione per l'ossigeno.
Foto della parte del naso / Disegno della parte del naso
Capitolo 2
Il pilotaggio con i piedi
Una vera e propria pazzia. Su questa figura si vede chiaramente come l'astronauta pilota con i piedi scalzi. Questo astronauta pilota un veicolo spaziale senza alcun mezzo elettronico o elettrotecnico.
Per spiegare meglio dovreste confrontare il tutto con l'alettone di coda di un aereo. Questo "deviatore" dei gas di propulsione ha la stessa funzione.
Molto bello è l'appoggia piedi dell'astronauta. Questo dispone persino di un dispositivo di regolazione.
Capitolo 3
La tuta dell'astronautaSul disegno del dott. Lhuiller, l'astronauta sembra seminudo. Però, in verità, - sulla lastra del sarcofago - lo vedo ben protetto dal freddo. Ma le mani ed i piedi sono scalzi, per poter pilotare più sensibilmente con i mezzi di guida. Ciò sottolinea la mia teoria sulla "tecnica primitiva".
Ed ora coloriamo il tutto
Capitolo 4
Breve riassunto generico
Con differenti colori sul disegno si può spiegare meglio. La guida con i piedi dev'essere appoggiata per bene. Grazie alla lunga leva (asse di pilotaggio con i piedi), l'alettone di deviazione dei gas di spinta si può regolare in modo esatto con la forza di un "piede di porco".
Il semplice "seggiolino" è certamente un po' contraproducente, ma in questo caso non dovrebbe essere impossibile.
Da non dimenticare, che i nostri "razzi" chimici, con tanto di equipaggio umano, hanno dei valori di accelerazione di ca. 60 m/s2. Questa piccola capsula spaziale però, ha presumibilmente un'accelerazione massima di ca. 15-20 m/s2. Questo renderebbe possibile questo seggiolino apparentemente impossibile.
Maniglia con manopola (mano sinistra)
Se si guida pazzamente con i piedi e si siede su un seggiolino molto semplice, allora bisogna aggrapparsi da qualche parte. Eventualmente, la manopola integrata nella maniglia per la mano sinistra, serve per regolare la propulsione.
Bottone di regolazione (mano destra)
Ciò che sembra un piccolo bottone di regolazione tra il pollice e l'indice, non lo è affatto. Il pilota sta usando qui il palmo della mano destra per spingere un'asse di comando. Che cosa sia effettivamente, non si saprà mai. Pollice ed indice sono chiusi per aver più forza nel palmo della mano destra.
Regolazione del seggiolino
Molto probabilmente sotto a sinistra del seggiolino. Come in un veicolo a motore! Da ridere.
Guida con i piedi (con ambedue i piedi scalzi!)
Ma bisogna veramente essere pazzi per pilotare un'astronave in tal modo. Ma qui si vede CHIARAMENTE e senza ambiguità che i fatti sono questi. Lunga asse di leva per i piedi, corta asse per l'alettone direzionale.
Molto bello però è l'appoggio ergonomico per il piede sinistro. Dispone persino di una vite di regolazione.
La sospensione mobile di questa struttura
Ora, se osserviamo le lunghe leve, allora queste devono essere "appoggiate" a metà del loro percorso. Altrimenti questa struttura pazzesca si sgretola. Questa sospensione però, deve agire su 2 livelli, dato che i gas di spinta si devono poter "pilotare" su 2 livelli. Altrimenti si vola solo a sinistra o a destra.
Se si osserva bene questa struttura, allora si ha il senso di stare davanti ad un oggetto fatto nel garage. Sicuramente niente di eccezionale. L'unica cosa di eccezionale è il propulsore stesso. Veramente unico. Ora ve lo spiego.
Capitolo 5
Il propulsore di Palenque
Personalmente ritengo che il propulsore sulla lastra del sarcofago di Palenque sia un propulsore chimico a reazione non troppo calda (in confronto ai nostri propulsori a gas estremamente caldi). Il piano dello scultore non lascia alcun dubbio.
I serbatoi per combustibile liquido
Iniziamo da tutta un'altra parte. Ossia dai serbatoi superleggeri per i liquidi di combustione, da confrontare con dei serbatoi molto pesanti per gas. Come si può vedere da una figura ripresa nel mio giardino il serbatoio per il gas è molto pesante, perché ha spesse pareti d'acciaio. Questo peso ci si deve portare appresso se si vuole viaggiare con un propulsore a gas. Vorrei dire, che se il peso del gas ammonta a 10 kg, allora pure il serbatoio vuoto ammonta anche a ca. 10 kg (a seconda della pressione del gas naturalmente). Per un serbatoio di combustibile liquido invece, per 10 kg di liquido serve solo un serbatoio che pesa a vuoto ca. 0.5 kg!
Inoltre, un propulsore alimentato da gas, sviluppa molto calore. Questo dev'essere poi smaltito tramite un sistema di raffreddamento molto pesante. Ma anche questo peso non ce lo vogliamo portare dietro.
Il propulsore
Ed ora spostiamoci sul vero e proprio propulsore. Dapprima una vecchissima foto, dei tempi dove non si era ancora falsificato niente ........ mkh
Qui si intravedono chiaramente le 2 "taniche di riserva" che servono come serbatoi per i liquidi di combustione. La genialità di questo propulsore si basa sul principio dei gas di spinta che fuoriescono parallelamente. I nostri propulsori odierni hanno un grado di efficacia di ca. il 30 %, ma questo propulsore mostra un grado di efficacia di oltre il 90 %, dato che i gas di spinta fuoriescono parallelamente.
I propulsori odierni:
Se si confronta la foto della lastra di Palenque con gli schemi dei propulsori odierni, allora si vede subito che non hanno quasi niente in comune.
Il propulsore di Palenque NON È un propulsore tipo "von Braun". Pertanto ci dobbiamo distanziare del tutto dalla tecnica odierna.
Come si vede da questa bozza, i gas di spinta del propulsore di Palenque fuoriescono parallelamente. Con ciò la forza vettoriale di spinta decorre - in confronto ai nostri propulsori tipo von Braun - quasi al 100 percento nella direzione giusta.
Ciò significa inevitabilmente che abbiamo bisogno di molto, ma molto meno propulsione e cosi possiamo risparmiare pure nel peso dei combustibili.
Questo propulsore viene alimentato chimicamente come i nostri, ma è stato concepito sotto premesse completamente differenti.
I vantaggi di questo propulsore sono chiari:
|azione:||vantaggio:|
|spinta di propulsione leggera||con la sua bassa spinta il propulsore non necessita di pesanti sospensioni|
|spinta di propulsione di lunga durata||deve necessariamente essere, a causa della bassa accelerazione|
|bassa pressione nella camera di combustione||permette la costruzione di una leggera camera di combustione|
|media temperatura accettabile nella camera di propulsione||minor isolamento termico da doversi portare dietro|
|astronavetta molto leggera, equipaggiata spartanicamente||deve necessariamente essere, a causa della leggera propulsione|
Il tutto naturalmente in confronto ai nostri propulsori odierni di tipo von Braun.
Altri chiari svantaggi del propulsore odierno tipo von Braun sono:
La forte pressione nella camera di combustione è un ostacolo alla nuova alimentazione di carburante. Ciò necessita forti pompe a turbina molto pesanti da portarsi dietro. In parte la forte pressione viene tramutata in calore invece che in spinta. Ciò necessita un pesante congegno di raffreddamento da portarsi dietro. La forte pressione nella camera di combustione necessita pesantissime pareti della camera di combustione stessa, in grado di resistere a questa pressione. Anche questo peso bisogna portarselo appresso.
Con ciò è necessario "moltiplicare" la spinta del propulsore. Tutt'altro invece per il propulsore di Palenque.
Capitolo 6
Dettagli del propulsore di Palenque
Dapprima uno schema basilare da parte mia
Di seguito lo schema di come vedo questo propulsore:
Il combustibile liquido scorre dal serbatoio A attraverso la condotta L1 direttamente nella pompa a pistone. Il liquido viene messo sotto pressione nella pompa a pistone. 60-120 bar dovrebbero essere sufficienti. Dopodiche il combustibile scorre sotto pressione attraverso L2 nelle camere di vaporizzazione. Queste si trovano nel coperchio della camera di combustione ed il combustibile vaporizza mediante il calore emanato del propulsore stesso. Contemporaneamente la vaporizzazione raffredda il coperchio della camera di combustione! Durante la vaporizzazione dovrebbe svilupparsi nelle camere di vaporizzazione una pressione di gas di 8 - 10 kg/cm2. Questa non basta per "tornare indietro", ma basta però per spingere il combustibile vaporizzato nella camera di combustione. Nella camera di combustione stessa dovrebbe svilupparsi una pressione media e costante "verso l'alto" di 4 - 6 kg/cm2. Questo non è facile, perché sotto è tutto aperto! Dato che i gas di spinta attraversano i cilindri di raddrizzamento e non possono divulgarsi da tutte le parti, dovrebbe essere possibile sviluppare una pressione abbastanza forte sul coperchio della camera di combustione.
Facciamo un piccolo calcolo:
L'apertura di uscita del propulsore dovrebbe essere rotonda e di un diametro di 40 cm. Da questo ne risultano 1250 cm2 di superficie di sbocco. Se si sviluppa una pressione costante di 4 kg/cm2 nella camera di combustione ne risulterebbe una pressione totale di circa 5000 kg! (naturalmente solo in caso di un grado di efficienza poco realizzabile del 100%).
Formula intera: 20cm x 20cm x Pi x 4kg/cm2 = 5'000 kg circa
Però, già con 3000 kg di spinta l'astronavetta dovrebbe mettersi ottimamente in marcia!
Capitolo 7
Fine e conclusioni
Se si guarda bene questo disegno, allora il tutto sembra come se si stia davanti ad un "astrogommone".
A questo punto vorrei terminare la mia teoria sul "Pazzo di Palenque". Un bel salutone a tutti.
Storia alternativa ed archeologia proibita
Quando è stata creata questa lapide, l'oggetto volante forse non esisteva più già da decenni e forse secoli. Dato che i colori sulle fotografie svaniscono molto in fretta, non ci dovrebbero essere rimaste neanche più buone immagini. Però è possibile che ci siano stati ancora dei disegni tecnici in giro. Questi disegni certamente saranno stati delle buone copie di altri disegni tecnici. Purtroppo il molteplice assassino, Vescovo Diego de Landa, ha bruciato tutto quello che ha trovato e così tutte le prove sono state eliminate. Fortunatamente questa lapide non l'ha trovata.
Tra l'altro: da interpretare qui non c'è proprio niente. È un oggetto volante, e persino l'ultimo scemo di questo pianeta lo vede. Si deve proprio cercare d'interpretare qualcosa d'altro, se non si vuole vedere a nessuno costo un oggetto volante con tanto di pilota umano.
"Via dagli occhi e dalla mente". È così che si desidera. "Via dal tavolino". In questo caso è meglio lasciar interpretare coloro che non vogliono vedere affatto un oggetto volante, perché hanno paura che le loro vecchie ed incallite visioni arrugginite possano cambiare.