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Credit Suisse reagisce con tranquillità al declassamento da Aa1 a A1 comunicato nelle ultime ore dall'agenzia di rating Moody's: il provvedimento era atteso da diverso tempo, ha indicato all'ats il portavoce Marc Dosch, precisando che il downgrade non avrà alcun effetto concreto sulla liquidità e sulla pianificazione finanziaria.
Dosch ha ribadito che il declassamento non ha costituito una sorpresa per la banca: "Credit Suisse è riuscito a mantenere a lungo un'ottima valutazione, ora c'è stato un aggiustamento", ha affermato. L'ultima volta che Moody's aveva modificato al ribasso il rating della grande banca è stato infatti nel 2007: per questo motivo il CS è l'unico istituto ad essere sceso di tre gradini.
Dosch ha precisato che - tenuto conto delle annotazioni fornite da Moody's, secondo cui la situazione del CS è solida e stabile - si tratta di uno sviluppo positivo. Nella classifica di Moody's la grande banca elvetica figura ora al terzo posto, dietro alla London HSBC e alla JPMorgan Chase. L'altra banca svizzera, UBS, è al decimo posto.