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L’esercito svizzero saprà cosa fare dei fondi supplementari che una parte delle Camere federali gli vuole accordare, secondo il consigliere agli Stati Werner Salzmann (UDC/BE). Dopo anni di ristrettezze, le forze armate hanno perso le capacità, ha evidenziato.
"La capacità di combattimento delle truppe al suolo è lacunosa per quel che riguarda gli equipaggiamenti pesanti, come l’artiglieria, ma anche nell’equipaggiamento personale e nella difesa terra-aria", ha detto Salzmann, che presiede la Commissione della politica di sicurezza degli Stati, in un’intervista diffusa oggi dalla Neue Zürcher Zeitung.
Il "senatore" stima anche che la Svizzera ha bisogno di più carri armati. Quanto alla flotta aera, bisogna domandarsi se ci si può permettere semplicemente di attendere gli F-35 Lightning II, che si vogliono acquistare, o se gli attuali F/A-18 debbano essere rinnovati fino alla consegna dei nuovi velivoli.
Più in generale, l’esercito svizzero dovrebbe disporre di maggiori effettivi, in modo che la Confederazione possa difendersi, senza un avvicinamento alla NATO, che Salzmann respinge. Per aumentare il budget militare di 300 milioni di franchi all’anno, il democentrista propone di tagliare fondi in alti settori, come lo Stato sociale, le università e l’aiuto allo sviluppo. "È il turno dell’esercito", ha detto.