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La lotta al tifo violento in Svizzera è complessa e dispendiosa. A differenza di altri paesi europei, la collaborazione tra autorità, forze dell'ordine e associazioni sportive è ancora lacunosa.
Sono imprevedibili, pericolosi e agiscono spesso sotto l'influsso dell'alcol. È in questi termini che Pius Segmüller, responsabile della sicurezza presso la Federazione calcistica internazionale (FIFA), descrive gli hooligan in Svizzera.
Un fenomeno, quello dei teppisti da stadio, che non accenna a placarsi, anzi. «Dall'Euro 2008 la violenza è aumentata in modo preoccupante», ha constatato Segmüller nel corso di una tavola rotonda sul tema "Sport e violenza" svoltasi recentemente a Engelberg, nella Svizzera centrale.
I bollettini delle polizie cantonali lo confermano: non c'è praticamente alcun weekend sportivo (calcio o hockey su ghiaccio) senza tafferugli o scontri con le forze dell'ordine.
Nella lista nera dell'Associazione svizzera di football, che elenca le persone a cui è vietato l'accesso allo stadio, si trovano 565 nomi, secondo quanto riportato dal domenicale SonntagsZeitung. La maggior parte sono giovani tra i 18 e i 25 anni, sebbene non manchino i minorenni.
25 milioni e ore supplementari
Su richiesta della consigliera di Stato sangallese Karin Keller-Sutter, l'Ufficio federale di polizia ha comunicato che mediamente ci vogliono 900 poliziotti alla settimana per garantire la sicurezza durante gli incontri di calcio e hockey in Svizzera.
Partendo dall'idea che un poliziotto costa circa 1000 franchi al giorno, la fattura per l'intera stagione sportiva si aggira attorno ai 25 milioni di franchi. A pagare sono i contribuenti e, a dipendenza del cantone, gli stessi club (il governo neocastellano ha per esempio chiesto ai club di assumersi almeno il 60% dei costi della sicurezza per le partite a rischio).
Quasi tutti i fine settimana, rileva Keller-Sutter, i corpi di polizia assicurano interventi speciali paragonabili a quelli richiesti per eventi eccezionali quali il G8 a Evian o il Forum economico di Davos.
Un'incombenza extra che va a interferire con il lavoro abituale dei poliziotti. Le ore supplementari svolte nei weekend sono infatti compensate durante la settimana, ciò che riduce il tempo dedicato agli interventi di routine.
Imparare dagli altri
Per la Conferenza delle direttrici e direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), la lotta all'hooliganismo richiede una maggiore collaborazione tra autorità e ambienti sportivi.
«Abbiamo notato che all'estero si collabora più strettamente e in modo più strutturato, seguendo una strategia ben definita», dice a swissinfo.ch il segretario generale della CDDGP, Roger Schneeberger.
Assieme ad altri membri della conferenza, Schneeberger si è recato quest'estate in Olanda, Belgio, Inghilterra e Germania per discutere della tematica con i responsabili locali. «Lavorano con gli stessi strumenti della Svizzera, ma la lotta alla violenza è molto più decisa e le sanzioni più severe».
«Ad averci particolarmente colpito - prosegue - è stato il sistema del "biglietto combinato": soltanto i tifosi della squadra ospite che utilizzano i trasporti appositamente organizzati ricevono un biglietto. Vengono poi scortati dalla polizia fin nel loro settore, senza mai entrare in contatto con la tifoseria di casa».
Schedatura preventiva
Oltre alla molteplicità degli attori in gioco (polizia, autorità, federazione, club, agenzie di sicurezza, proprietari degli stadi), in Svizzera l'applicazione di misure anti hooligan a livello nazionale è resa ancor più complicata dal sistema federalistico.
Imporre una politica nazionale ai cantoni «è impossibile», ha rammentato Karin Keller-Sutter, ricordando la sovranità cantonale in materia di sicurezza.
Ogni cantone ha così elaborato una propria strategia. A Zurigo, i cittadini hanno ad esempio approvato la creazione di una banca dati che consente di schedare preventivamente i più esagitati: sulla lista finiranno le persone con tendenze violente, ancor prima di aver commesso atti penalmente perseguibili.
San Gallo, che ha testato (peraltro senza successo) il sistema del giudice in tribuna, è dal canto suo stato il primo cantone ad elaborare un catalogo dei reati e delle sanzioni destinato agli hooligan. Le sanzioni dipendono dal luogo del misfatto (fuori o dentro lo stadio) e dal ruolo avuto dalla persona (istigatore o semplice gregario).
Nel settore ospiti dello stadio di calcio del Neuchâtel Xamax è invece proibito consumare alcolici; a Berna, Zurigo, Basilea e San Gallo sono previsti impianti di videosorveglianza, mentre a Ginevra si punta soprattutto sui poliziotti in civile.
Troppi incidenti
Un'armonizzazione delle procedure è comunque in vista. Nel 2010 entrerà in vigore un concordato intercantonale contro la violenza durante le manifestazioni sportive
Il documento - a cui ha aderito la maggior parte dei governi cantonali - conterrà le misure adottate temporaneamente nel 2006 a livello federale (vedi dettagli a fianco).
«Fino a 2-3 anni fa era molto difficile negoziare con le parti interessate, associazioni e club. Ora tutti sono consapevoli che abbiamo troppi incidenti, ogni weekend, ed è quindi giunto il momento di agire».
Luigi Jorio, swissinfo.ch
Da Berna ai cantoni
Nel 2006 la Svizzera ha modificato la Legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) in vista del Campionato europeo di calcio del 2008 e del Mondiale di hockey del 2009.
L'obiettivo era di creare nella legislazione federale le basi necessarie per combattere la violenza in occasione di manifestazioni sportive.
Il pacchetto di misure contiene cinque strumenti: la registrazione dei tifosi violenti in un sistema nazionale d'informazione (Hoogan); il divieto limitato di lasciare la Svizzera; il divieto di accedere ad un'area specifica; l'obbligo di presentarsi alla polizia; il fermo preventivo.
Nel settembre 2008 il Parlamento ha deciso di non prolungare queste misure provvisorie. Dal 1. gennaio 2010, le disposizioni contro l'hooliganismo contenute nella LMSI saranno così trasferite nel diritto cantonale. In Svizzera, sono in effetti i cantoni ad essere competenti in materia di sicurezza.
L'esempio tedesco
Le autorità svizzere guardano con interesse il caso di Friburgo, in Brisgovia (Germania).
A seguire le partite casalinghe della squadra locale (SC Freiburg) vi sono mediamente 50-60 poliziotti.
Lo spiegamento limitato delle forze dell'ordine (la media nella Bundesliga è di un migliaio di agenti a partita) è frutto principalmente della politica repressiva nei confronti degli hooligan e della stretta collaborazione tra club e polizia.
Le offese ai giocatori o ai tifosi avversari non sono tollerate. Le infrazioni al regolamento dello stadio sono punite con multe che vanno fino a 5000 euro. Ai colpevoli viene proibito l'accesso a tutti gli stadi tedeschi.
Nei paraggi dello stadio e nel settore riservato alla tifoseria ospite vige inoltre il divieto assoluto di consumare alcolici. I tifosi ubriachi sono immediatamente sottoposti a fermo preventivo, indipendentemente dal loro comportamento.
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