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Ha destato un notevole interesse oggi la presentazione, in un grande albergo di Ginevra, di una versione anteriore - e controversa - della celebre Gioconda di Leonardo da Vinci. Il dipinto è rimasto per una quarantina d'anni in una cassaforte in Svizzera.
Vi è raffigurata una Monna Lisa più giovane di quella conservata al Louvre. Secondo la Mona Lisa Foundation, con sede a Zurigo, la donna rappresentata da Leonardo è la stessa, ma con 10 anni in meno rispetto alla Gioconda di Parigi. La postura, la posizione delle mani giunte, il volto e l'abbigliamento delle gentildonne sono simili, mentre il paesaggio sullo sfondo è diverso e presenta delle colonne.
L'autenticità dell'opera - afferma la Fondazione - è dimostrata da "prove storiche, comparative e scientifiche", secondo cui vi sono sempre stati due ritratti della Monna Lisa di Leonardo: la Gioconda e una versione anteriore, realizzata fra il 1503 e il 1505. Le prove sono raccolte in un libro di 320 pagine.
Il quadro appartiene attualmente ad un consorzio internazionale, i cui membri vogliono conservare l'anonimato. Il consorzio ha acquistato il dipinto nel 2003 agli eredi di Elisabeth Meyer, la compagna del collezionista d'arte americano Henry Pulitzer, lontano cugino di Joseph Pulitzer, creatore dell'omonimo premio. Henry Pulitzer, a sua volta, ha acquistato l'opera nel 1962 e l'ha depositata presso una banca in Svizzera.
Il quadro, tuttavia, fu trovato un secolo fa in una casa nel Somerset dal collezionista inglese Hugh Blaker, che lo trasferì a Isleworth. Il dipinto è anche soprannominato la Monna Lisa di Isleworth.
SDA-ATS