Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/204969

<h2>SubmittedText<h2><p>Il 12 dicembre 2019 l'Ufficio federale dell'agricoltura ha comunicato che dal 1° gen-naio 2020 il clorotalonil sarà vietato, informando allo stesso tempo che dal 2010 so-no stati riesaminati oltre 100 principi attivi. Purtroppo dal comunicato non emergono i risultati e le conseguenze del riesame dei 100 prodotti fitosanitari.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.</p><p>1. Quanti degli oltre 100 principi attivi riesaminati sono stati vietati o ritirati?</p><p>2. Quali beni da tutelare (uomo, ambiente, acqua potabile, ecc.) erano minacciati da quanti principi attivi, in misura tale che hanno dovuto essere adottate delle misure?</p><p>3. Nel caso di quanti e di quali principi attivi sono state decise misure più severe?</p><p>4. Quali sono stati i motivi all'origine del divieto, del ritiro e delle condizioni più seve-re di determinati principi attivi?</p><p>5. Dal 2010 quanti principi attivi di prodotti fitosanitari non sono più sul mercato per-ché i produttori non hanno richiesto una nuova autorizzazione?</p><p>6. Quanti principi attivi devono ancora essere esaminati, affinché il primo riesame sia completo?</p><p>7. Entro quando sarà concluso il primo riesame completo dei principi attivi e come sarà stabilito il relativo elenco delle priorità?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. L'ordinanza sui prodotti fitosanitari prevede due procedure distinte. La prima permette di ritirare dal mercato i principi attivi che lo sono stati nell'UE; dal 2005 a oggi ne sono stati ritirati 160. La seconda è finalizzata al riesame dei vecchi prodotti fitosanitari onde appurare che soddisfino le esigenze attuali ai fini dell'omologazione. 861 prodotti fitosanitari contenenti 98 principi attivi sono stati sottoposti a riesame; 42 prodotti e 309 indicazioni sono stati ritirati a seguito di questa procedura.</p><p>2. I punti critici riesaminati si basano sull'esito della rivalutazione dei principi attivi svolta dall'UE, dunque variano da una sostanza all'altra. Riguardano i residui nelle derrate alimentari, la protezione delle acque sotterranee, degli organismi acquatici e degli organismi terresti non bersaglio (insetti, volatili, mammiferi...) nonché la protezione degli utilizzatori.</p><p>3. Sono state adeguate le condizioni d'uso di 93 principi attivi sui 98 sottoposti a riesame. L'elenco dettagliato dei principi attivi riesaminati è pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG).</p><p>4. Le esigenze per l'autorizzazione dei prodotti fitosanitari sono diventate più rigorose negli ultimi anni. Non tutti i prodotti che potevano essere autorizzati 20 anni fa lo sono necessariamente ancora. La procedura di riesame permette di appurare se i vecchi prodotti adempiono le esigenze attuali. Laddove necessario, vengono fissate limitazioni d'uso e se ciò non è sufficiente, si procede alla revoca, parziale o totale, delle indicazioni d'uso autorizzate. I motivi legati a queste limitazioni variano da un prodotto all'altro. I risultati dettagliati delle misure adottate per i diversi prodotti sono pubblicati sul sito Internet dell'UFAG.</p><p>5. Nella procedura di ritiro dei principi attivi che lo sono stati nell'UE è prevista la possibilità per l'industria di depositare una domanda di rivalutazione corredata di un fascicolo che consenta di valutare i rischi. Se non vengono presentate domande o il fascicolo depositato è incompleto, i principi attivi sono ritirati dal mercato. Nel caso dei 70 principi attivi ritirati dal 2010 a oggi non è stata presentata alcuna domanda di rivalutazione.</p><p>6. Dei 277 principi attivi chimici già sul mercato quando è stata introdotta la procedura di riesame, nel 2010, 186 non sono stati ancora riesaminati.</p><p>7. Non è stato fissato alcun termine per procedere al riesame dei principi attivi. Per questioni di efficienza, il riesame si basa sui risultati della rivalutazione dell'UE che viene svolta al più tardi ogni 15 anni. In Svizzera le priorità sono fissate dai servizi coinvolti nella procedura di omologazione (Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, Direzione del lavoro della Segreteria di Stato dell'economia, Ufficio federale dell'ambiente, UFAG e Agroscope), tenendo conto dei rischi specifici delle varie sostanze e delle risorse disponibili.</p>  Risposta del Consiglio federale.