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Douglas Ryder, responsabile di Qhubeka, ha annunciato oggi “di non essere in grado di sottoporre all’Uci la domanda per l’ottenimento della licenza ProTour 2022”. Una dichiarazione che lascia planare il dubbio in merito alla presenza il prossimo anno della squadra sudafricana nell’élite del ciclismo internazionale.
“Siamo impegnati in discussioni con potenziali partner”, ha aggiunto Ryder, lasciando così aperta la porta a una soluzione dell’ultimo minuto. Il suo annuncio, tuttavia, ha le sembianze di una sorta di bilancio testamentario... “Dalla sua creazione, la nostra squadra ha dato speranza e opportunità a più di 50 corridori africani che hanno gareggiato per noi a livello di Continental, Pro Continental e World Tour”.
La compagine africana, creata nel 2008 e presente nella massima categoria dal 2016, quest’anno ha avuto in organico 27 ciclisti, tra i quali gli svizzeri Killian Frankiny e Mauro Schmid. Alcuni di loro hanno già trovato una soluzione per il futuro: Fabio Aru, ad esempio, ha annunciato il ritiro, l’austriaco Michael Gogl ha firmato con la Alpecin, mentre il belga Dimitri Clayes si è accasato con la Intermarché.
Nelle sue sei partecipazioni al Tour de France, la Qhubeka ha ottenuto sette successi, quattro dei quali grazie al velocista britannico Mark Cavendish.