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Con una cerimonia di chiusura all'insegna del carnevale, Torino ha chiuso i XXesimi Giochi olimpici invernali e ceduto il testimone a Vancouver.
Guidati dalla campionessa olimpica di skeleton Maya Pedersen, i 130 atleti svizzeri lasciano i Giochi con un bottino straordinario di 14 medaglie, di cui 5 d'oro.
L'onore di portare il vessillo elvetico durante la cerimonia finale è toccato all'atleta che, durante questi Giochi piemontesi, ha conquistato il primo oro per la Svizzera.
Maya Pedersen è così stata la prima della delegazione elvetica a presentarsi all'interno del vecchio "Stadio Comunale".
"Il ruolo di portabandiera ha un significato enorme per me, è un grande onore", ha sottolineato. "Si tratta di una possibilità che si presenta una volta nella vita".
L'entrata simultanea degli atleti di tutte le delegazioni ha costituito uno dei momenti forti di una cerimonia di chiusura dallo spirito carnevalesco, svoltasi sotto gli occhi del presidente del governo italiano Silvio Berlusconi e di numerose personalità.
Un altro momento significativo è stato il passaggio del vessillo olimpico alla città canadese di Vancouver, che nel 2010 organizzerà i prossimi Giochi invernali.
Paraplegico in seguito ad un incidente di sci, il sindaco di Vancouver Sam Sullivan ha potuto agitare lo stendardo con i cinque anelli grazie ad un innovativo sistema installato sulla sua sedia a rotelle.
Tra quattro anni, gli atleti svizzeri in Canada avranno l'arduo compito di tener testa ai formidabili risultati ottenuti quest'anno in Piemonte.
Ottimo bilancio
Gli sportivi svizzeri che hanno gareggiato a Torino hanno in effetti collezionato un totale di 14 medaglie e di 24 diplomi olimpici (attribuito a chi conquista una tra le prime 8 posizioni).
Negli ultimi decenni, gli svizzeri avevano ottenuto più medaglie soltanto nel 1988 a Calgary, quando ne avevano conquistate 15.
Ad Albertville (3 medaglie), Lillehammer (9), Nagano (7) e Salt Lake City (11), gli sportivi elvetici non avevano altrettanto brillato.
"Il bilancio di Torino è molto positivo. È una soddisfazione enorme perché più del 70% dei nostri atleti ha ottenuto una medaglia o un diploma", spiega Werner Augsburger a swissinfo.
Prima dei Giochi, il direttore tecnico di Swiss Olympic e capo missione della delegazione rossocrociata in Piemonte, aveva fissato l'obiettivo complessivo di 8 medaglie.
"Ci eravamo prefissi un obiettivo realista anche se eravamo coscienti che il potenziale degli atleti era un po' superiore", aggiunge Augsburger. "Non credevamo tuttavia possibile arrivare a 14 medaglie, ma di certo non ci lamentiamo...".
"Per ogni delegazione, la prima medaglia è molto importante", conclude. "Il fatto che sia arrivata molto presto grazie al bronzo di Bruno Kernen in discesa libera ha permesso a tutti di liberarsi completamente".
Campioni del futuro
Quest'anno, a parte nello sci alpino, gli svizzeri si sono illustrati nello snowboard, nel curling, nel bob, nello skeleton, nello sci acrobatico e nel pattinaggio artistico.
Nello sci alpino, gli eroi di Torino si chiamano Ambrosi Hoffmann (bronzo in Super-G), Bruno Kernen (bronzo in discesa) e Martina Schild (argento in discesa).
Maya Pedersen (oro) e Gregor Stähli (bronzo) hanno brillato nello skeleton mentre Martin Annen ha conquistato due bronzi, nel bob a 2 e nel bob a 4.
Il campione del mondo di pattinaggio artistico Stéphane Lambiel ha conquistato l'argento nella sua disciplina, mentre nel salto acrobatico Evelyne Leu ha intascato l'oro.
Nel curling, la squadra di Mirjam Ott si è inclinata soltanto in finale contro le favorite svedesi, conquistando l'argento.
Completano il quadro, nello snowboard, i fratelli Philipp e Simon Schoch (oro e argento in slalom gigante), Daniela Meuli (oro in gigante) e Tanja Frieden (oro in boardercross).
Per l'appuntamento del 2010 a Vancouver, alcuni di questi campioni avranno abbandonato l'attività agonistica. Restano dunque quattro anni a disposizione per scoprire e coltivare i campioni del futuro.
swissinfo, Mathias Froidevaux
(traduzione: swissinfo, Marzio Pescia)
In breve
I 20esimi Giochi olimpici invernali si sono svolti a Torino dal 10 al 26 febbraio.
La Svizzera ha conquistato 14 medaglie (5 ori, 4 argenti e 5 bronzi) e 24 diplomi olimpici. Il risultato ha quasi eguagliato quello ottenuto nel 1988 a Calgary (15 medaglie).
Nella classifica per nazioni, la Svizzera ha ritrovato una posizione tra le top 10, traguardo che non raggiungeva dai Giochi norvegesi di Lillehammer nel 1994.
Durante la cerimonia di apertura dei Giochi piemontesi, il portabandiera svizzero è stato il doppio campione olimpico di snowboard Philippe Schoch.
In occasione della cerimonia di chiusura, l'onore è toccato alla campionessa di skeleton Maya Pedersen.