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I beni Mobutu restano bloccati fino alla conclusione di un procedimento su denuncia
Berna, 30.04.2009 - Il Consiglio federale è stato informato il 27 aprile 2009 del deposito di una denuncia presso il Tribunale penale federale. Il procedimento è stato aperto da un privato cittadino in reazione alla decisione del Ministero pubblico della Confederazione di non dare seguito alla denuncia penale presentata nel gennaio 2009 in relazione agli averi patrimoniali Mobutu. Per consentire all’autorità adita di pronunciarsi, il Consiglio federale ha deciso di prorogare fino al 31 ottobre 2009 il congelamento dei beni che avrebbe dovuto terminare il 30 aprile 2009.
Il 25 febbraio 2009 il Consiglio federale aveva deciso di estendere fino al 30 aprile 2009 il blocco degli averi Mobutu per permettere al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) di esaminare in piena conoscenza di causa l’incarto e la denuncia penale della Repubblica democratica del Congo. Il 21 aprile 2009 il MPC ha deciso, in ragione dei termini di prescrizione, di non aprire un’inchiesta in Svizzera.
Agendo in qualità di privato cittadino, Mark Pieth, professore di diritto penale all’Università di Basilea, ha depositato il 27 aprile 2009 una denuncia presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (TPF), autorità di vigilanza sull’istruzione preparatoria degli affari penali di competenza del MPC.
Il Consiglio federale, consultato mediante circolare, ha ritenuto opportuno prorogare il congelamento dei beni fino al 31 ottobre 2009 per consentire al TPF di decidere sulla denuncia del professor Pieth. Senza una tale proroga e in caso di esito positivo di questo procedimento, dal 1° maggio 2009 i conti bloccati rischierebbero di essere vuotati dagli eredi Mobutu. In tal modo il Consiglio federale evita di rendere inefficace questa denuncia.
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