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Una commissione indipendente del Governo USA muove pesanti accuse nei confronti della Svizzera. Per la cosiddetta commissione Helsinki, composta da membri del Senato e della Camera dei rappresentanti, nella Confederazione sono nascosti gli averi di Putin e del suo entourage.
- RG 12.30 del 06.05.2022 La corrispondenza di Andrea Vosti
La commissione si è riunita giovedì per discutere della questione alla luce della guerra in Ucraina. Si parla, tra le altre cose, di strette relazioni tra Svizzera e Russia, con casi di corruzione, e del fatto che Washington debba forse ripensare i rapporti strategici con Berna. Tutte accuse che il Consiglio federale respinge con forza.
“Il Governo svizzero respinge con la massima fermezza le affermazioni della commissione e lo abbiamo fatto sapere al Governo statunitense. Il presidente della Confederazione Cassis ha parlato al telefono con il segretario di Stato Blinken, esprimendo sorpresa e disappunto. La Svizzera sta applicando tutte le sanzioni decise dal Consiglio federale e dall’Unione Europea nei confronti della Russia, e nel confronto internazionale non abbiamo nulla da rimproverarci”, ha dichiarato il portavoce del Consiglio federale André Simonazzi.
"Il presidente Cassis ha detto: "In vista dell'adozione da parte della Svizzera del regime di sanzioni dell'UE contro la Russia, siamo molto sorpresi in questa occasione. Respingiamo le insinuazioni politicamente inaccettabili e ci aspettiamo che le autorità statunitensi le correggano immediatamente", si legge, inoltre, in un comunicato stampa diffuso nella serata di giovedì da Simonazzi.