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Nato a Coblenza nel 1917 dimostra fin da ragazzo il suo grande fiuto per gli affari. Oltre a rivendere un calendario con consigli salutari, arrotonda la sua paghetta proponendo anche dei sacchetti di erbe medicinali e di tè. Inoltre, sulla piazza della sua città natale il giovane Karl Schweri richiama l’attenzione dei passanti con un campanaccio e urlando ai quattro venti il suo slogan pubblicitario per invitare la gente ad acquistare i prodotti della macelleria di famiglia.
Gli albori
All’indomani della Seconda guerra mondiale si lancia nella vendita di penne biro e di una fibra sintetica, simile al Nylon, fabbricata in Germania. «È grazie alla commercializzazione di questi due prodotti che guadagna la sua prima fortuna», spiega Karl Lüond, autore della biografia di Karl Schweri, intitolata «Der Unerbittliche» e pubblicata di recente dalla NZZ. Nel 1951 acquista la Import- und Grosshandels AG, di cui fa parte anche la Denner & Co. Dopo il crollo del cartello dei prezzi sui prodotti di marca, nel 1967 apre a Zurigo-Altstetten il primo discount della Denner. Nel 1970 inaugura a Spreitenbach il primo centro commerciale e parco divertimenti in Svizzera. Nel 1972, la Denner apre i primi negozi in Ticino, a Viganello e Lugano, in seguito quelli di Bellinzona, Mendrisio, Biasca e Losone.
Il Winkelried dei consumatori
Karl Schweri si batte in favore di prezzi giusti, ricorrendo ai tribunali, ma anche agli strumenti della democrazia. Dal 1968 al 2000 lancia sei iniziative – tutte respinte – e quattro referendum, che invece superano lo scoglio delle urne. All’inizio si batte contro i cartelli del tabacco e della birra, in seguito per incoraggiare la creazione di alloggi, per accelerare la democrazia diretta o per ridurre i prezzi sanitari. Nel 1972 nomina Helga Hnidek nella direzione della Denner AG. Oltre che per gli affari, Karl Schweri ha anche un grande fiuto per ciò che sa smuovere la gente. Risale infatti al 1971 il diritto di voto alle donne e lui, come primo imprenditore in Svizzera, nomina una donna nella direzione del suo impero. È uno scoop pubblicitario enorme.