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<h2>SubmittedText<h2><p>1. Quanti soldati, civilisti e membri della protezione civile hanno prestato servizio nel pubblico interesse in relazione all'emergenza COVID-19? Per quanti giorni?</p><p>2. Al punto 3.2.6, il Piano svizzero per pandemia influenzale 2018 pubblicato dall'UFSP sottolinea che il servizio civile "dispone di migliaia di persone soggette al servizio civile formate nell'assistenza alle persone e con esperienza nel ramo. In caso di pandemia l'Organo d'esecuzione del servizio civile (ZIVI) riesce a mobilitare le persone soggette al servizio civile entro 4-6 settimane per impieghi di più mesi". Il Consiglio federale ha verificato la possibilità di mobilitare il servizio civile? Prende in considerazione questa ipotesi per un'eventuale seconda ondata di contagi? Fa ricorso alle sue competenze previste dall'articolo 14 della legge sul servizio civile (LSC; RS 824.0)? </p><p>3. Quanti civilisti si sono dichiarati disposti a svolgere impieghi legati all'emergenza COVID-19? A partire da quando i civilisti hanno svolto i primi impieghi? Da allora, quanti civilisti sono stati impiegati? Perché non sono di più? Quali sono le esperienze fatte dagli istituti d'impiego con i civilisti impiegati nella situazione di emergenza e altri impieghi durante la crisi legata al coronavirus?</p><p>4. Com'è la procedura di autorizzazione? A chi vanno le domande, a chi vengono inoltrate e secondo quali criteri? </p><p>5. Sono state respinte delle domande anche quando "[non è stato] possibile reclutare, almeno temporaneamente, personale sul mercato del lavoro civile (p. es. volontari...)", condizione specificata dall'autorità del servizio civile il 14 marzo 2020? La condizione riguardante l'impossibilità di reclutare volontari ha una base legale?</p><p>6. Secondo l'ordinanza sullo Stato maggiore federale Protezione della popolazione (OSMFP; RS 520.17), in caso di evento lo SMFP coordina l'impiego delle risorse. Lo SMFP ha verificato se i Cantoni si forniscono mutua assistenza, affinché possa avvenire uno scambio tra i Cantoni con fabbisogno di personale in ambito ospedaliero e quelli che hanno messo in lavoro ridotto del personale sanitario? </p><p>7. Lo SMFP ha ricevuto ed esaminato tutte le domande di impiego di civilisti per l'aiuto in situazioni d'emergenza? Ha respinto delle domande? Secondo quali criteri la Gestione delle risorse della Confederazione (ResMaB) seleziona tra servizio civile, protezione civile ed esercito in presenza di una richiesta di personale da parte delle autorità civili? </p><p>8. In che modo lo SMFP verifica, prima di una convocazione delle truppe, il fabbisogno, l'incidenza sul mercato del lavoro e la sussidiarietà di un impiego dell'esercito? Come esamina questi aspetti nel caso di una richiesta di personale riguardante i membri della protezione civile o i civilisti?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Durante la pandemia da coronavirus sono stati impiegati tra i 4000 e i 5000 militari che hanno prestato servizio d'appoggio. Nel quadro della sostituzione di una truppa, è stato possibile portare il numero per breve tempo a 6000. Tra il 16 marzo e il 30 giugno 2020 l'esercito ha prestato all'incirca 320 000 giorni di servizio. Dal 21 marzo al 30 giugno 2020 all'incirca 24 000 membri della protezione civile (dai 4000 ai 5000 alla settimana) hanno prestato all'incirca 300 000 giorni di servizio. Nel servizio civile erano impiegati già prima della pandemia ogni settimana 4000 civilisti nei settori sociosanitario (p. es. case per anziani) e scolastico (ca. 420 000 giorni di servizio da metà marzo a fine giugno). In relazione alla situazione COVID-19, l'Ufficio federale del servizio civile (CIVI), sulla base dell'articolo 4 capoverso 1 lettera h e dell'articolo 7a della legge sul servizio civile (LSC; RS 824.0, Impieghi in relazione a catastrofi e a situazioni d'emergenza), ha mobilitato tra la fine di marzo e la fine di luglio 2020 oltre 500 civilisti in più per circa 21 000 giorni di servizio.</p><p>2. Il CIVI ha informato nella situazione straordinaria 2020 i Cantoni, la Conferenza dei Governi cantonali (CdC), la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) e i medici cantonali della possibilità di impiegare il servizio civile. Alle richieste pervenute in tal senso (v. punto 3.) è stato possibile rispondere con civilisti che avevano ancora giorni da prestare. In nessun momento vi è stata la necessità di ordinare di prestare "servizio civile straordinario" secondo l'articolo 14 LSC. Anche nel caso di un nuovo aumento dei contagi e del numero di malati il servizio civile fornirà le prestazioni previste per legge in base all'effettivo fabbisogno e insieme agli altri attori di tutti i livelli federali.</p><p>3. Dato che il servizio civile non è concepito come organizzazione di primo intervento, nel caso di catastrofi e di situazioni di emergenza fornisce un contributo sussidiario e complementare e contribuisce alla fornitura di prestazioni insieme agli altri attori. Sulla base delle circa 100 richieste pervenute tra metà marzo e giugno tramite il sistema di gestione delle risorse della Confederazione (ResMaB), v. punto 7.) il CIVI ha interpellato in maniera mirata civilisti potenzialmente adeguati all'impiego. Centinaia di civilisti si sono messi a disposizione spontaneamente per impieghi in certi casi da prestare a breve. Così, dal 23 marzo è stato possibile alimentare gli impieghi supplementari (v. sopra 1.) legati alla situazione di emergenza. Il CIVI raccoglie ed esamina i riscontri degli istituti d'impiego riguardanti gli impieghi del servizio civile.</p><p>5. Quando si è iniziato a intravvedere l'evoluzione del lavoro ridotto e della disoccupazione, il CIVI, come Ufficio del DEFR, ha dichiarato il 14 aprile: "Il CIVI approva le richieste per l'impiego di civilisti per far fronte alla pandemia da COVID-19 e per la successiva fase di rigenerazione solo se non è possibile reclutare, almeno temporaneamente, personale sul mercato del lavoro civile (p. es. volontari o personale civile qualificato proposto dagli URC e proveniente dai settori medico, delle cure e dell'assistenza nonché delle pulizie e delle disinfezioni che, a causa delle circostanze, lavora a tempo ridotto oppure ha perso il posto di lavoro, o ancora personale medico e curante qualificato, formato da volontari, che non lavora più o che lavora in altri ambiti)." Il requisito riguardante l'incidenza sul mercato del lavoro è definito nell'articolo 6 LSC (v. punto 8). Il servizio civile interviene nei settori in cui le risorse per adempiere importanti compiti della comunità mancano o sono insufficienti (art. 2 LSC). Pertanto, anche il lavoro dei volontari svolto a titolo onorifico e senza scopo di lucro non deve essere indebolito da impieghi del servizio civile che comportano l'indennità per perdita di guadagno e il rimborso spese. In merito al rifiuto delle domande, v. punto 7.</p><p>6. La collaborazione e il reciproco aiuto tra i Cantoni sono organizzati direttamente dai Cantoni. Secondo l'ordinanza sullo Stato maggiore federale Protezione della popolazione (OSMFP, RS 520.17; art. 4 cpv. 2 lett. e), quest'ultimo coordina l'impiego delle risorse nazionali e internazionali per quanto riguarda la domanda e l'offerta.</p><p>4. e 7. Gli Stati maggiori cantonali prendono una decisione preliminare in merito alle decisioni da inoltrare alla Confederazione. Come parte dello Stato maggiore federale Protezione della popolazione (SMFP), ResMaB ha ricevuto tutte le domande per gli impieghi di civilisti. Insieme ai rappresentanti nel nucleo di Stato maggiore ResMaB (UFPP, SSC, farmacia dell'esercito, UFSP, CIVI, UFAE, esercito/Comando Operazioni, fedpol, Stato maggiore di condotta della polizia, AFD, DSC, Croce Rossa Svizzera) le ha esaminate e ha deciso in merito. Cinque richieste di impiego di civilisti sono state respinte. Si trattava di richieste di aziende con scopo di lucro oppure non era possibile garantire un impiego a tempo pieno al civilista. La selezione è effettuata in base alla provenienza della domanda, alla verifica o meno da parte del servizio cantonale competente (p. es. il farmacista cantonale) e al destinatario. L'assegnazione delle risorse (protezione civile, servizio civile o esercito) si basa su un'analisi della richiesta da parte di chi fornisce la prestazione e sulla disponibilità e sulle competenze delle organizzazioni.</p><p>8. Secondo l'OSMFP (art. 4 cpv. 2 lett. e) non è compito dello SMFP valutare la necessità delle richieste di risorse. Sono i richiedenti, quindi i Cantoni o i servizi federali, a dover tener conto della sussidiarietà. Ciò significa che i Cantoni possono presentare richiesta solo quando i loro mezzi non sono più sufficienti. In questo caso la CDS ha confermato prima dell'impiego e anche nel corso dello stesso che erano dati i presupposti per un impiego sussidiario dell'esercito. Lo SMFP è responsabile dell'esame tempestivo delle domande pervenute. La competenza di impiegare le risorse della protezione civile è dei Cantoni. Nel dialogo con i richiedenti, il CIVI si assicura che essi abbiano osservato i loro obblighi di verifica per quanto riguarda l'incidenza sul mercato del lavoro e la neutralità della concorrenza prima di disporre impieghi di civilisti (art. 6 LSC: Incidenza sul mercato del lavoro).</p>  Risposta del Consiglio federale.