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ZURIGO - Swiss e altre aziende del settore aeronautico, come il controllore aereo Skyguide o l'operatore di terra Swissport, riceveranno 2 miliardi di franchi dalla Confederazione. Swiss da sola otterrà 1,5 miliardi, secondo i giornali del gruppo Tamedia.
Il denaro arriverà sotto forma di prestiti dalle banche garantiti dalla Confederazione. Il rimborso dipende dagli utili futuri della compagnia. Il governo federale può concedere questo sostegno sulla base dell'ordinanza sul traffico aereo.
Per le altre imprese del settore sono previsti prestiti e garanzie per un importo di 0,5 miliardi di franchi. In questo caso, la Confederazione intenderebbe rinunciare ad applicare la legislazione d'emergenza e preferirebbe passare dal Parlamento per creare le basi giuridiche necessarie ai prestiti. Le Camere si pronunceranno durante la sessione estiva.
Le trattative non sono ancora del tutto concluse. In particolare si discute ancora su eventuali garanzie in merito alla flotta. La compagnia aerea dispone attualmente di 91 aerei, la maggior parte dei quali sono a terra a causa della pandemia.
Occorre inoltre garantire che il sostegno federale non finisca alla società madre Lufthansa. Sono i posti di lavoro in Svizzera che devono essere garantiti. Nei prossimi tre anni, Swiss dovrà tornare a operare nella sua dimensione pre-crisi. Come buona parte delle compagnie aeree, il vettore elvetico è al momento messo a dura prova dall'emergenza coronavirus, che ha imposto limitazioni ai viaggi un po' in tutto il mondo.
Finora non sono pervenute reazioni da parte della compagnia aerea e delle altre imprese. Il portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF) Peter Minder non intende esprimersi in merito per il momento. «Non facciamo commenti sulle speculazioni dei media. Faremo riferimento alla comunicazione ufficiale del Consiglio federale a tempo debito».