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LOSANNA - Per stabilire se uno straniero conserva il diritto di soggiornare in Svizzera dopo essersi separato da una persona di nazionalità elvetica o con un permesso di dimora contano unicamente gli anni di matrimonio trascorsi nella Confederazione: lo sentenzia il Tribunale federale (TF) in una decisione di principio pubblicata oggi.
Per essere autorizzato a rimanere nel nostro paese dopo una separazione - rammenta la Corte suprema - lo straniero deve aver contabilizzato almeno tre anni di vita matrimoniale ed essere ben integrato. I tre anni in causa devono tuttavia essere stati trascorsi in Svizzera e non in altri Stati.
Nella sua decisione, il Tribunale federale respinge il ricorso di un kosovaro che nel gennaio 2005 aveva sposato una connazionale titolare di un permesso di dimora. Tre mesi dopo l'aveva raggiunta nella Confederazione.
La coppia si è separata nel febbraio 2008. Il kosovaro si è visto rapidamente rifiutare la proroga del permesso di soggiorno, col motivo che il periodo trascorso dagli sposi in Svizzera è inferiore ai tre anni.
La Corte suprema conferma la decisione delle autorità cantonali: nel calcolo dei tre anni rientra unicamente il periodo di vita matrimoniale trascorso nella Confederazione e non altri che sarebbero stati vissuti all'estero. In quest'ultimo caso - rileva - sarebbe difficile determinare se la coppia ha effettivamente vissuto insieme e i rischi di abuso sarebbero eccessivi.
La regola dei tre anni trascorsi in Svizzera corrisponde d'altronde alle direttive dell'Ufficio federale delle migrazioni, sottolineano i giudici di Mon Repos nella loro decisione.
SDA-ATS