Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/232301

<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a presentare soluzioni che permettano di semplificare il controllo eseguito dal Controllo svizzero del commercio dei vini nelle cantine di dimensioni molto piccole che si limitano a vinificare le uve di produzione propria e il cui reddito vitivinicolo ha una valenza secondaria oppure di esonerarle da tale controllo. Si potrà anche valutare l'opzione di delegare questo controllo ai Cantoni.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Onde attuare le raccomandazioni del rapporto dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) del 23 marzo 2016 sul sistema di controllo dei vini, il 18 ottobre 2017 il Consiglio federale ha deciso di affidare l'esecuzione dei controlli nel settore del commercio dei vini al Controllo svizzero del commercio dei vini (CSCV), che è una fondazione di diritto privato, nonché di abrogare le disposizioni in base alle quali i Cantoni potevano eseguire tali controlli, eliminando di fatto le carenze di una struttura di controllo troppo complessa che ne riducevano l'efficacia sul piano globale. Se questi controlli venissero nuovamente delegati in parte ai Cantoni si rischierebbe di dover far fronte alle stesse carenze menzionate nel rapporto di cui sopra.</p><p>Con la modifica dell'ordinanza sul vino (RS 916.140) entrata in vigore il 1° gennaio 2018, le condizioni e gli oneri relativi al controllo del commercio dei vini che si sono rivelati efficaci sono stati mantenuti, mentre non si è ritenuto necessario che le cantine dedite alla commercializzazione di vini ottenuti esclusivamente da uve di produzione propria potessero venir esentate dal controllo o beneficiassero di agevolazioni sul piano normativo.</p><p>I produttori di uva che stipulano un contratto di vinificazione con le cantine, spesso per una piccola parte del loro raccolto, sono invece tuttora esentati dal controllo purché adempiano determinate condizioni, in particolare quella secondo cui le bottiglie che riprendono, contenenti il loro vino, devono essere munite di un'etichetta recante la ragione sociale di un'azienda assoggettata all'organo di controllo. Conformemente all'ordinanza sul vino, il CSCV fissa la frequenza dei suoi controlli in funzione dei rischi. Di regola, le piccole cantine sono classificate in una categoria a basso rischio e pertanto sono soggette a controlli meno frequenti. Il CSCV tiene altresì conto delle loro specificità nell'esecuzione dei controlli, per esempio programmandoli al di fuori dei periodi di picchi di lavoro come la vendemmia. Il rapporto annuale del CSCV del 2020 menziona 1223 aziende che producono vino utilizzando esclusivamente tutta o una parte delle uve di produzione propria. Indica altresì che il CSCV dà ai viticoltori-vinificatori la possibilità di beneficiare di un'agevolazione amministrativa sotto forma di una contabilità mensile delle vendite in bottiglia a privati.</p><p>Chiunque immetta derrate alimentari sul mercato, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda, deve soddisfare i requisiti della legislazione alimentare e agricola in materia di tracciabilità, produzione e commercializzazione. Questo principio si applica per tutti i vini destinati alla commercializzazione. I controlli di questi requisiti consentono di lottare contro le frodi che danneggiano gli altri produttori e contro l'inganno dei consumatori. In concreto, le operazioni effettuate in cantina devono essere menzionate nella contabilità di cantina per documentare la tracciabilità delle origini e le variazioni di volume. La rinuncia all'obbligo di tenere la contabilità di cantina per le piccole cantine e ai controlli del CSCV comporterebbe una disparità di trattamento nel commercio dei vini e un aumento delle violazioni dei requisiti stabiliti dalla normativa. Questo intaccherebbe la fiducia dei consumatori nei vini svizzeri. Nel suo rapporto annuale del 2020, il CSCV menziona una durata media del controllo di poco più di tre ore, che può variare a seconda delle competenze e dell'esperienza di chi è assoggettato al controllo. L'UFAG è in trattativa con il CSCV e con l'Interprofessione della vite e del vino svizzera per valutare se l'esecuzione dei controlli possa tenere ancora più conto della realtà delle piccole cantine.</p><p>Per mantenere controlli seri che contribuiscano pienamente alla credibilità della professione e alla fiducia dei consumatori, non vi è motivo di escludere le piccole cantine dal controllo del commercio dei vini.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.