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Severa riprensione per Novartis e Bridgestone
Il Public Eye on Davos ha conferito il "premio" delle società più irresponsabili in Svizzera e nel pianeta alla multinazionale basilese e al fabbricante di pneumatici giapponese.
È stata assegnata pure una distinzione positiva, andata al grande distributore svizzero Coop per il suo contributo in favore dell'agricoltura biologica. Per la prima volta questa distinzione è vinta da un'impresa.
I "Public Eye Awards" (Premi dello sguardo pubblico) sono stati assegnati mercoledì a Davos nel corso del contro-forum organizzato dalle organizzazioni non governative (Ong) Dichiarazione di Berna e Pro Natura.
Bacchettati Novartis e Bridgestone/Firestone
Complessivamente sei società erano state selezionate nella categoria delle imprese irresponsabili, tre per il "premio" svizzero (Novartis, Xstrata e Ruag) e tre per quello internazionale (Bridgestone/Firestone, Ikea e Trafigura).
Il gigante farmaceutico basilese si è aggiudicato la menzione di impresa più irresponsabile della Svizzera per aver bloccato la produzione di medicinali generici in India e altri paesi in via di sviluppo.
A livello planetario l'omologo "riconoscimento" è andato alla società Bridgestone/Firestone. Il fabbricante giapponese di pneumatici deve il biasimo ai problemi ambientali e sanitari per i dipendenti in Liberia. Il gruppo è in particolare accusato di far lavorare bambini nelle piantagioni di alberi per l'estrazione del caucciù.
Coop agli onori
Tre altre società (Coop, Eosta e Marks & Spencer), avevano invece ottenuto la "nomination" per il "Positive Award", il premio positivo. Fra loro l'ha spuntata il dettagliante elvetico, che si è aggiudicato il riconoscimento per il suo contributo all'ambiente, in particolare con l'offerta di prodotti bio.
Per la prima volta, con il premio positivo andato a Coop, il riconoscimento è stato assegnato ad un'impresa.
Nel 2006 erano stati onorati il sindacato messicano SNRTE e le Ong tedesche Germanwatch e FIAN per la loro lotta contro la chiusura in Messico di uno stabilimento della multinazionale Continental.
Messa in guardia
In occasione dell'apertura dello "Sguardo pubblico", il vicepresidente degli Amici della Terra, Tony Juniper, ha messo in guardia la platea contro i nuovi tentativi di deregolamentazione dell'economia che, a suo avviso, saranno evocati nelle discussioni al Forum economico mondiale (WEF). Ha anche deplorato la riunione ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio per rilanciare il ciclo di Doha.
Jörg Sambeth, ex responsabile degli impianti della Icmesa di Severo (Italia) al momento della catastrofe ambientale del 1976, ha sottolineato che i dirigenti delle imprese sono "responsabili" della mancanza di fiducia nei loro confronti. Questa diffusa disapprovazione è dovuta alla loro arroganza ed ignoranza, ha detto.
Il direttore di Greenpeace International, Gerd Leipold, ha dal canto suo voluto giustificare la sua partecipazione al WEF. A suo avviso, non è opportuno lasciare ai soli responsabili d'impresa e ai politici la facoltà di fissare l'agenda.
Bisogna invece ricordare ai partecipanti del WEF la loro influenza sulla vita di miliardi di persone e la responsabilità che ne deriva, ha affermato. Leipold intende pure sostenere chi tra questi è favorevole al cambiamento e denunciare gli altri.
swissinfo e agenzie
In breve
Il Public Eye on Davos è un'assemblea alternativa al WEF e molto critica nei confronti della globalizzazione.
Ha luogo ogni anno in concomitanza con il Forum economico mondiale.
Questa manifestazione è un progetto comune di Organizzazioni non governative come la "Dichiarazione di Berna" e Pro Natura.
Il Public Eye si considera strettamente collegato con il Forum sociale mondiale che, quest'anno, si svolge dal 20 al 25 gennaio a Nairobi, in Kenia.
Al centro del mirino
Le candidate principali agli Awards del Public Eye sono sempre state le multinazionali. Negli ultimi anni era stata criticato anche il gigante dell'alimentazione Nestlé.
Nel 2005 la multinazionale di Vevey aveva ricevuto il "premio" a causa di un conflitto sul mondo del lavoro in Colombia e di un'aggressiva campagna pubblicitaria concernente l'alimentazione per bambini.
Nel 2006 il "riconoscimento" è andato pure alla Walt Disney, il cui gruppo è stato accusato di prestare poca attenzione al rispetto dei diritti umani nelle fabbriche dei suoi fornitori nel sud della Cina.
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