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<h2>SubmittedText<h2><p>Lo zucchero svizzero è sulla bocca di tutti. Il grado di autoapprovvigionamento della filiera svizzera dello zucchero ammonta a circa il 100 per cento, la quota di mercato della Schweizer Zucker AG (SZU) è altrettanto elevata. Fino al 2007 l'attuale Schweizer Zucker AG ha prodotto zucchero nelle fabbriche di Aarberg e Frauenfeld nell'ambito di mandati di prestazione della Confederazione. Dal 2008/09 la Schweizer Zucker AG non ha più ricevuto aiuti dalla Confederazione ma, a quanto risulta dai conti annuali, possedeva in quel periodo riserve per 100 milioni di franchi circa. Se si combinano le considerevoli riserve risalenti a un periodo in cui erano versati contributi federali con la quota di mercato e il grado di approvvigionamento elevati, la teoria di un monopolio dello zucchero promosso dallo Stato non è del tutto inverosimile.</p><p>Domande:</p><p>1. Come valuta il Consiglio federale la situazione concorrenziale nella produzione dello zucchero?</p><p>2. Come ritiene sia possibile che un'azienda con un mandato di prestazione possa accantonare in tempi relativamente brevi riserve per 100 milioni di franchi: lavoro efficiente o industria protetta?</p><p>3. Oltre alle riserve accumulate grazie ai mandati di prestazione, vi erano o vi sono ulteriori afflussi finanziari a livello federale a favore del settore zuccheriero (p.es. coltivatori, associazioni di coltivatori, organizzazioni di categoria del settore zuccheriero, SZU, ecc. / p.es. sotto forma di contributi per singole colture, per il marketing, per la distribuzione, ecc.)? Se sì, quali e qual è stato il loro ammontare negli ultimi dieci anni?</p><p>4. Come valuta il Consiglio federale un'eventuale estensione del raggio d'azione della SZU (p. es. importazioni, ulteriore trasformazione)? A causa della posizione di monopolio promossa a livello statale non sorgono notevoli distorsioni della concorrenza in questi settori?</p><p>5. Se le aziende si vedranno costrette dalla norma Swissness a coprire il proprio fabbisogno presso la SZU, la posizione di monopolio non sarà ulteriormente consolidata? Il Consiglio federale come intende intervenire riguardo a quest'ulteriore distorsione della concorrenza?</p><p>6. In considerazione di obiettivi superiori o contrapposti (lo zucchero non può essere considerato salutare e la produzione di barbabietole non è nota per essere ecologica), che ne pensa il Consiglio federale del monopolio dello zucchero promosso dallo Stato?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In Svizzera l'estrazione dello zucchero dalle barbabietole da zucchero è assicurata esclusivamente da Schweizer Zucker AG nei suoi stabilimenti di Aarberg e Frauenfeld. Negli anni 2014-2016 in Svizzera sono state prodotte mediamente 250 000 e importate 115 000 tonnellate di zucchero (saccarosio). Queste cifre non includono le importazioni di altri tipi di zucchero come glucosio o fruttosio. Con la decisione di abolire il limite massimo e minimo di produzione di zucchero nonché di versare per l'ultima volta nel 2008 i contributi di trasformazione a favore del raccolto di barbabietole da zucchero, la Confederazione ha accordato alla filiera dello zucchero maggiore libertà imprenditoriale concentrandosi sul sostegno della produzione di barbabietole da zucchero.</p><p>Nel Protocollo n. 2 (RS 0.632.401.2) tra l'UE e la Svizzera si è convenuto di rinunciare a misure di compensazione dei prezzi per lo zucchero contenuto in prodotti agricoli trasformati. Pertanto i tributi doganali per lo zucchero non trasformato dal 2006 sono fissati in modo che il prezzo dello zucchero importato corrisponda al prezzo di mercato nell'UE. La filiera agroalimentare indigena può quindi acquistare zucchero a prezzi competitivi.</p><p>Tra il 2006 e il 2009 l'UE ha riformato il mercato dello zucchero e compensato parzialmente il conseguente calo del prezzo. Anche la Confederazione ha compensato parzialmente la flessione del prezzo introducendo il contributo di superficie per le barbabietole da zucchero destinate alla produzione di zucchero, versato per la prima volta nel 2008.</p><p>1. Alla fine di settembre 2017 l'UE ha abolito le quote dello zucchero. Sebbene goda di un'elevata protezione rispetto allo zucchero estero, è molto probabile che il prezzo dello zucchero si avvicinerà ulteriormente a quello praticato sul mercato mondiale. Sulla base del summenzionato protocollo, il prezzo dello zucchero nell'UE si ripercuote su quello in Svizzera dove, tenuto conto dell'evoluzione del cambio, è diminuito, passando da circa 100 franchi il quintale nel 2006 a circa 57 franchi il quintale (stato agosto 2017). Diversamente da dieci anni fa, attualmente in Svizzera la produzione di zucchero avviene in un contesto caratterizzato da prezzi bassi e dalla forte concorrenza esercitata dagli offerenti esteri.</p><p>2. Nel primo rapporto d'esercizio pubblicato dopo la fusione degli zuccherifici di Aarberg e Frauenfeld avvenuta nel 1997 figuravano accantonamenti per un importo pari a 61 milioni di franchi, saliti nel 2016 a 111 milioni di franchi. Importanti azionisti di Schweizer Zucker AG sono i coltivatori di barbabietole da zucchero e diversi Cantoni. L'assemblea degli azionisti in passato ha respinto a più riprese le richieste di maggiori dividendi. A causa della difficile situazione di mercato negli scorsi due anni sono stati effettuati prelievi dagli accantonamenti e si è rinunciato al versamento dei dividendi.</p><p>In una prima fase la Confederazione ha ridotto l'indennizzo a Schweizer Zucker AG. Successivamente, nel quadro della Politica agricola 2014-2017, il contributo di superficie versato ai coltivatori di barbabietole è stato corretto al ribasso per poi essere nuovamente innalzato in seguito al crollo del prezzo dello zucchero negli anni 2015 e 2016.</p><p>3. Il mandato di trasformazione è stato revocato nel 2009 e non ci sono ulteriori flussi di pagamenti a Schweizer Zucker AG. La produzione di barbabietole da zucchero per l'estrazione di zucchero è sostenuta mediante il contributo di superficie che dal 1° gennaio 2016 ammonta a 1800 franchi l'ettaro per una spesa annua di circa 35 milioni di franchi.</p><p>4. Disponendo di impianti di trasformazione efficienti, gli zuccherifici operano con costi fissi alti. Onde ridurre i costi medi per unità prodotta si mira pertanto a uno sfruttamento per quanto possibile elevato delle capacità degli impianti. Schweizer Zucker AG decide in maniera autonoma se è opportuno dal profilo economico-aziendale compensare le perdite di produzione dovute alle condizioni meteorologiche o un'offerta insufficiente, ad esempio di barbabietole da zucchero biologiche, importando barbabietole da zucchero. La Confederazione si limita a fissare le condizioni quadro e non interferisce nel portafoglio delle attività aziendali.</p><p>5. "Swissness" è una caratterizzazione facoltativa. Nessuna impresa è costretta a coprire il proprio fabbisogno di zucchero rivolgendosi esclusivamente alla SZU, poiché "Swissness" non esige che tutto lo zucchero utilizzato per la produzione di derrate alimentari provenga dalla Svizzera. Se il criterio dell'80 per cento del peso è adempiuto anche senza lo zucchero, è addirittura possibile utilizzare la caratterizzazione "Swissness" benché la derrata alimentare non contenga affatto zucchero svizzero. Soltanto se è necessaria una determinata quota di zucchero svizzero per adempiere le disposizioni "Swissness" il fabbricante è confrontato con una decisione di natura imprenditoriale; può utilizzare zucchero estero, ma in tal caso deve rinunciare alla croce svizzera, poiché altrimenti ingannerebbe i consumatori, oppure acquistare zucchero svizzero e beneficiare del "premio Swissness". Tuttavia, le disposizioni "Swissness" non influenzano la struttura dell'offerta di zucchero in Svizzera.</p><p>6. Il Consiglio federale propugna una politica economica liberale basata sulla responsabilità individuale. In materia di promozione della salute svolge campagne di sensibilizzazione e attua strategie in collaborazione con i suoi partner. Nell'ambito della Strategia nazionale sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili e della Strategia nutrizionale svizzera, ad esempio, attua l'iniziativa actionsanté che motiva le aziende ad attivarsi, su base volontaria, in modo da agevolare scelte salutari nei settori alimentazione e attività fisica. Ciò a prescindere dalla provenienza dello zucchero.</p><p>Iniziative private mirano, in parte con il sostegno della Confederazione, a una produzione di barbabietole da zucchero svizzere più ecologica. A questo proposito, ad esempio, il Consiglio federale nel quadro del pacchetto d'ordinanze sulla politica agricola 2017, ha decretato l'introduzione, nel 2018, di un contributo per l'efficienza delle risorse che consentirà di ridurre l'impiego di pesticidi nella coltivazione di barbabietole da zucchero.</p><p>Da quanto suesposto emerge che la Confederazione non promuove alcun monopolio dello zucchero. L'attuale sostegno a favore della produzione di barbabietole da zucchero è vincolato all'impiego della materia prima ma non agli addetti alla trasformazione. La pressione economica esercitata dal mercato ha favorito, negli anni Novanta, la fusione dei due zuccherifici consolidando la produzione indigena di zucchero.</p>  Risposta del Consiglio federale.