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Tangier Island, lembo di terra nella Chesapeake Bay in Virginia, ha 460 abitanti che potrebbero diventare i primi rifugiati climatici degli Stati Uniti. L'isola ha già perso due terzi della sua superficie dalla metà dell'800 e potrebbe essere completamente sommersa entro il 2050.
Eppure la sua popolazione ha votato in maggioranza per Donald Trump. "La sua isola lì da centinaia di anni, sono convinto che lo sarà ancora per altre centinaia", ha assicurato l'inquilino della Casa Bianca al sindaco James Eskridge, suo fervente sostenitore, che come lui non crede che il riscaldamento del globo sia da imputare all'uomo. "Anche noi vogliamo il nostro muro", afferma. I residenti sperano infatti che il presidente favorisca la costruzione di un argine che li protegga dalle maree, dall'erosione e dagli uragani.
I dettagli di questa storia li trovate qui sotto nel servizio del Telegiornale, che in vista della conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite che si terrà a Katowice dal 3 al 14 dicembre, dedica una miniserie sui cambiamenti climatici. La prima puntata era dedicata agli "ice stupa", opere di ghiaccio nate da un'idea in India per motivi ambientali e ora copiate anche nei Grigioni. Nelle prossime puntate le alternative al carbone in India, la deforestazione in Brasile e il boom delle tecnologie verdi in Ticino.