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ZURIGO/GINEVRA - Le imprese elvetiche fanno meno fatica a reclutare il personale specializzato di cui hanno bisogno. È quanto risulta da uno studio di Manpower, in cui si specifica che solo il 20% delle società interpellate - la quota più bassa dal lancio del primo studio studio undici anni fa - denuncia ancora difficoltà in tal senso. Un anno fa tale percentuale era ancora del 41%.
La diminuzione constatata da un anno all'altro si spiega col fatto che nel frattempo le imprese hanno saputo adottare le misure adeguate per occupare i posti vacanti, anche offrendo ai propri collaboratori la possibilità di riqualificarsi, indica una nota odierna di Manpower che ha interpellato 750 ditte elvetiche nel corso del terzo trimestre 2016.
Il 67% dei datori di lavoro ha deciso di offrire ai propri impiegati la possibilità di seguire una formazione supplementare, ha indicato il direttore ad interim di Manpower Svizzera, Herbert Beuchat, citato nel comunicato. Nel 2015 solo il 32% aveva preso in considerazione una simile possibilità.
Per Beuchat questa scelta ha implicazioni positive per tutti. Consente agli impiegati di adeguarsi più facilmente ai cambiamenti e ai datori di lavoro di "fidelizzare" i propri collaboratori. Nel 2016 solo il 16% delle aziende consultate non aveva alcuna strategia per sormontare la difficoltà di ingaggiare personale qualificato, contro il 43% dell'anno precedente.
Al pari dell'anno scorso, i datori di lavoro si sono lamentati in primo luogo dell'assenza di competenze tecniche o specializzate dei propri collaboratori, in particolare per quanto riguarda l'informatica o le lingue. Nel 2015 un manager su due faceva stato di tali difficoltà, mentre un anno più tardi tale percentuale è scesa al 28%.
Per il settimo anno consecutivo, i datori di lavoro denunciano in particolare la mancanza di operai qualificati. Seguono i quadri e i direttori d'azienda.
La penuria di operai qualificati non è un fenomeno confinato alla sola Svizzera, ma comune anche ad altri Paesi, precisa nella sua nota Manpower che ha svolto lo studio in 43 Stati contattando 42'341 dirigenti. Il Giappone è il Paese che in generale fa più fatica a reclutare talenti, soprattutto a causa dell'invecchiamento della popolazione. L'86% dei datori di lavoro ha segnalato difficoltà in tal senso.
I Cinesi, invece, sono quelli che hanno meno difficoltà (10%). In Europa, il 49% dei datori di lavoro tedeschi fa fatica ad ingaggiare personale specializzato, mentre austriaci (34%), italiani (31%) e francesi (23%) se la cavano meglio. Nel 2016, a livello mondiale il 40% delle società non ha potuto reclutare il personale di cui aveva bisogno.