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Sanzione pesantissima della Federatletica mondiale sul conto della sprinter nigeriana: cinque anni per doping, altri cinque per l’assenza di cooperazione
Ci va giù pesante la Federatletica internazionale, la cui Commissione disciplinare oggi ha deciso di infliggere addirittura dieci anni di squalifica alla sprinter nigeriana Blessing Okagbare. «Cinque anni per aver fatto uso di sostanze proibite, più altri cinque per il suo rifiuto di collaborare con l’indagine avviata dall’Athletics Integrity Union sul suo conto».
La conclusione a cui sono arrivati gli inquirenti al termine dell’indagine sull’atleta africana è stata che l’uso da parte dell’atleta di molteplici sostanze proibite «nell’ambito di un regime antidoping organizzato in vista dei Giochi di Tokyo era un comportamento eclatante» tale da costituire un aggravante. Da qui la decisione di punire Blessing Okagbare con una sanzione superiore a quella standard di quattro anni.
La Commissione disciplinare ha anche riconosciuto all’Athletics Integrity Union (cellula nata proprio su volere della stessa Iaaf nel 2017, con l’obiettivo di combattere la piaga del doping nell’atletica) il diritto di svolgere indagini di qualsiasi tipo, compreso l’utilizzo diagnostico di dispositivi elettronici, imponendo delle sanzioni nel caso in cui un atleta si rifiutasse di cooperare, «vanificando la capacità dell’Aiu di adempiere al proprio mandato di protezione dell’integrità dell’atletica leggera». Nel caso specifico, «il rifiuto dell’atleta di collaborare aveva negato all’Athletics Integrity Union la possibilità di scoprire prove di possibili ulteriori violazioni delle regole da parte sua, ma pure da parte di altri». Da qui la decisione d’imporre alla velocista una sanzione aggiuntiva di cinque anni. Ciò che con buona probabilità segnerà la fine della carriera dell’ormai trentatreenne sprinter nigeriana.