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Grosser Rat
Cussegl grond
Gran Consiglio
A giugno il Parlamento federale ha deciso nuove regole per gli appalti. Questa decisione è risultata quale conseguenza del fatto che un paio d'anni fa l'opinione pubblica è venuta a conoscenza dell'intenzione della Confederazione di posare nuove finestre nel "Bundeshaus Ost" per un importo di 1,5 milioni di franchi. Finestre provenienti, nota bene, dalla Repubblica Ceca poiché gli offerenti svizzeri non sono stati in grado di tenere il passo dei prezzi bassi. Se quindi una ditta estera si candida per commesse federali, si tiene conto del livello dei prezzi. Se il livello dei prezzi è del 20% inferiore a quello in Svizzera, anche l'offerta deve essere del 20% inferiore. Di fatto ciò equivale a una preferenza indigena oppure, in altre parole, a una parziale compensazione dei disequilibri. Con riguardo alla Confederazione si tratta pur sempre di un volume di 8 miliardi di franchi. Il volume degli appalti di Cantoni e comuni è però molto più elevato, circa 32 miliardi di franchi.
Purtroppo il Governo non condivide l'opinione della Confederazione e ha dubbi di carattere giuridico. Noi della frazione UDC non comprendiamo il punto di vista del Governo. Al contrario, in questo caso il Governo ha perso totalmente la sensibilità nei confronti dell'artigianato. Noi della frazione UDC siamo dell'opinione che ciò costituirebbe una buona possibilità per tutelare il nostro artigianato. Infatti sono proprio le regioni periferiche, o meglio le regioni di confine, a soffrire maggiormente a causa della pressione esercitata dalle ditte estere. Ne beneficerebbero anche i lavoratori, poiché ciò contrasterà la pressione sui salari. Eventuali costi supplementari per comuni e Cantone verrebbero recuperati attraverso le imposte, dato che la catena di valore aggiunto rimane in Svizzera e non viene esportata all'estero. Ciò andrebbe anche a beneficio del clima, poiché le distanze di trasporto sarebbero considerevolmente inferiori. In aggiunta in tal modo verrebbe rafforzato l'obiettivo di armonizzazione tra Confederazione e Cantone.
La frazione dell'UDC Grigioni presenta perciò l'incarico per l'elaborazione dei punti seguenti:
Coira, 12 febbraio 2020
Gort, Brandenburger, Della Cà, Dürler, Favre Accola, Hug, Koch, Salis, Jegen
In occasione di un'assemblea plenaria straordinaria tenutasi il15 novembre 2019, i Cantoni hanno licenziato all'unanimità il Concordato intercantonale sugli appalti pubblici riveduto (CIAP riveduto) a destinazione delle procedure di adesione cantonali. In questo modo i Cantoni intendono attuare a livello cantonale la revisione dell'accordo OMC sugli appalti pubblici (GPA), il quale garantisce alle imprese Svizzere un accesso più ampio ai mercati per circa 80–100 miliardi di dollari all'anno. Il CIAP riveduto comporta inoltre una modernizzazione e una flessibilizzazione delle procedure d'appalto e un'uniformazione nettamente maggiore rispetto a oggi delle prescrizioni contenute nel diritto cantonale in materia di appalti, il quale troverà applicazione nei Cantoni, nelle città e nei comuni. Al contempo il CIAP riveduto conduce a un'armonizzazione il più possibile ampia con la legge federale sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1) sottoposta a revisione a livello federale.
In occasione del dibattito parlamentare relativo alla nuova LAPub svolto durante la sessione di giugno 2019, scostandosi dai disegni di legge elaborati in comune da Confederazione e Cantoni, nell'elenco di cui all'art. 29 cpv. 1 LAPub è stato inserito il criterio di aggiudicazione "le differenze del livello di prezzi negli Stati in cui la prestazione è fornita". È tuttavia previsto che si tenga conto di questo criterio soltanto nel rispetto degli "impegni internazionali della Svizzera". All'interno dell'ambito di applicazione dei trattati internazionali non vi è a priori alcun margine per tenere conto delle differenze del livello di prezzi nel luogo in cui viene fornita la prestazione all'estero. Nel settore al di sotto della soglia (il settore escluso dall'ambito di applicazione dei trattati internazionali) l'accordo bilaterale in materia di appalti stipulato tra la Svizzera e l'Unione europea (UE) rappresenta inoltre un'ulteriore limitazione. Secondo tale accordo, nel mercato interno UE, al quale la Svizzera ha libero accesso proprio grazie a questo accordo, i principi del trattamento nazionale e della non discriminazione valgono anche in caso di appalti che si situano al di sotto della soglia. Questo obbligo (vincolante) di diritto internazionale risulterebbe violato da un criterio di aggiudicazione che classificasse le prestazioni da Stati UE sulla base delle differenze del livello di prezzi o del potere d'acquisto. Gli esperti di diritto ai quali si sono rivolti i Cantoni non sono a conoscenza di Stati GPA o UE che nei propri ordinamenti in materia di appalti abbiano inserito approcci paragonabili a svantaggio degli offerenti stranieri.
A seguito del campo d'applicazione molto limitato, delle difficoltà pratiche di attuazione e del grande onere burocratico, in occasione della loro assemblea plenaria straordinaria i Cantoni hanno respinto con 19 voti contro 7 e 0 astenuti l'inserimento di un tale criterio nel CIAP riveduto. Nel quadro del dibattito è stata richiamata l'attenzione sul fatto che il nuovo diritto previsto dal concordato si concentra maggiormente sulla qualità, sulla sostenibilità e sull'innovazione, offrendo quindi agli organi competenti in materia di appalti strumenti più adeguati per tenere conto delle esigenze degli offerenti svizzeri orientati al mercato nazionale. I Cantoni intendono effettuare i propri acquisti a condizioni di mercato e gestire in modo attento le entrate fiscali messe a disposizione, sfruttando i nuovi margini di manovra con i nuovi obiettivi all'interno di procedure chiare che generino uno scarso onere amministrativo. Ciò permette di far valere al meglio i punti di forza dell'artigianato locale nell'aggiudicazione di commesse pubbliche. Attualmente i Cantoni stanno elaborando gli ausili per l'applicazione (guida comune agli appalti, schede informative). All'interno di queste istruzioni operative gli organi competenti in materia di appalti vengono sensibilizzati riguardo ai nuovi obiettivi e strumenti offerti dal CIAP riveduto a favore dell'economia locale.
In merito al punto 1: nel suo messaggio relativo all'adesione al CIAP riveduto, il Governo spiegherà al Gran Consiglio quali sono i vantaggi che il nuovo diritto in materia di appalti offre agli attori svizzeri presenti sul mercato e quali margini di manovra a favore dell'artigianato locale risultano per l'ente pubblico grazie al nuovo concordato.
In merito al punto 2: secondo gli esperti di diritto ai quali i Cantoni si sono rivolti, ai Cantoni è vietato stabilire nel diritto d'esecuzione nuovi criteri di aggiudicazione (generali-astratti) quali una clausola del livello dei prezzi o altre pratiche discriminatorie. Al fine di chiarire tali questioni giuridiche e in merito a eventuali adeguamenti al CIAP riveduto che dovessero rendersi necessari a seguito dello sviluppo economico determinato dal COVID-19, il Governo presenterà una nuova ed esplicita domanda all'Organo intercantonale per gli appalti pubblici (OiAp).
In base a quanto esposto il Governo chiede al Gran Consiglio di accogliere il presente incarico per quanto riguarda il punto 1 e di modificarlo come segue per quanto riguarda il punto 2: rivolgendosi all'OiAp il Governo chiarisce l'ammissibilità di una clausola del livello dei prezzi o di disposizioni analoghe nel diritto d'esecuzione dei Cantoni e la necessità di adeguare il CIAP riveduto a seguito delle conseguenze del COVID-19.
29 aprile 2020