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(20.11.2013) Mentre su scala mondiale il ciclo congiunturale sembra più avanzato negli Stati Uniti, non si prevede una ripresa per l'Europa. La crisi del debito ne è la causa principale, secondo l'UBS Outlook Suisse 2013.
La banca rileva nel suo rapporto che i paesi della zona euro sono ancora in gran parte molto lontani da un rasserenamento della loro politica monetaria, al contrario degli Stati Uniti. La zona euro ha vissuto dalla fine del 2011 una recessione che persiste da sei semestri. Ciononostante, la situazione economica sembra comunque migliorare leggermente.
Al secondo trimestre di quest'anno, la performance economica globale di questa regione ha infatti registrato una crescita dello 0,3%. Tuttavia, su scala annuale, gli economisti di UBS prevedono ancora una leggera recessione (-0,4%). Nel 2014, la crescita (1,1%) dovrebbe restare al di sotto della tendenza a lungo termine.
Per quanto concerne il tasso di disoccupazione, la media ammonta al 12% (per 19 milioni di persone) e non si dovrebbero avere diminuzioni significative. Questo a causa del dinamismo economico troppo modesto.
Gli economisti di UBS rilevano per la Svizzera una progressione ottimistica malgrado il difficile contesto. Il PIL corretto dell'inflazione è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% rispetto allo scorso anno.
Dall'inizio del 2012, la crescita economica elvetica può essere dovuta, secondo la banca, alla crescita del consumo e dell'attività domestica. Infatti, il consumo delle famiglie ha avuto un incremento del 3% al secondo trimestre, rispetto all'anno precedente.
Questo boom del consumo è particolarmente gradito, secondo la banca, in quanto permette di sostenere l'economia in un momento in cui le esportazioni tendono a stagnare.
Ultima modifica 15.09.2015