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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Domanda 1</p><p>Secondo gli obiettivi strategici stabiliti dal Consiglio federale, il piano di ristrutturazione della Swisscom approvato deve essere realizzato senza procedere a licenziamenti del personale permanente.</p><p>Tale piano prevedeva la riduzione di 4'000 posti di lavoro netto, ovvero la soppressione di 6'000 posti e l'assunzione di 2'000 nuovi collaboratori. L'anno scorso sia la popolazione che il personale dell'impresa sono stati informati in modo chiaro al riguardo. </p><p>La liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, decisa dal Parlamento e dal Consiglio federale, intendeva rafforzare la piazza economica svizzera con un dinamico settore in espansione. Si trattava inoltre di garantire a lungo termine il maggior numero possibile di impieghi in un settore con un elevato valore aggiunto. Era tuttavia chiaro che l'entrata sul mercato di nuovi fornitori avrebbe provocato un trasferimento dei posti di lavoro. Attualmente, il Consiglio federale nota con soddisfazione che con la liberalizzazione il numero di persone occupate nel settore è aumentato del 2,5 %, raggiungendo così 36'000 posti di lavoro. I concorrenti della Swisscom prevedono di creare 2'500 nuovi posti di lavoro già solo nel settore della telefonia mobile. </p><p>Il Consiglio federale è tuttavia consapevole che la Swisscom opera in un contesto molto dinamico. In un mercato completamente liberalizzato, l'impresa è esposta alla costante pressione della concorrenza. Con l'avvento di nuovi fornitori, ad esempio nel settore delle comunicazioni mobili, tale pressione aumenterà ulteriormente. La concorrenza cresce tuttavia anche negli altri campi d'attività. Inoltre, il continuo progresso tecnologico richiede sempre nuovi profili professionali. Di conseguenza, le imprese si vedono costrette ad effettuare risparmi maggiori e ad essere più esigenti con il personale. La direzione della Swisscom spiega che in questo contesto particolare, segnato da molti cambiamenti, essa ha dovuto ricorrere ad aiuti esterni più di quanto avesse previsto durante l'anno precedente. Visto l'imperativo di ridurre di 4'000 unità netto l'effettivo, ogni nuova assunzione deve essere compensata con la riduzione di un ulteriore posto di lavoro. Per questo motivo, la direzione dell'impresa si è vista costretta ad elaborare un nuovo piano di ristrutturazione. Il Consiglio federale prende atto della situazione mutata e non ritiene che i nuovi piani siano in contrapposizione con gli obiettivi strategici. </p><p>Inoltre, esso constata con soddisfazione che i relativi colloqui tra le parti sociali sono a buon punto. Oltre alle riqualificazioni professionali, ai prepensionamenti, alla garanzia del pagamento del salario fino alla fine del 2000 e alla creazione di centri di informazione e di collocamento (CIC), le parti sociali hanno adottato ulteriori provvedimenti, come ad esempio l'istituzione di un organo, diretto da una personalità esterna, volto a promuovere idee nuove e creative per salvaguardare i posti di lavoro e incaricato di curare la borsa dell'impiego, per sfruttare al massimo le possibilità di occupazione interne. Il Consiglio federale sostiene appieno tutte le iniziative che incidono in modo positivo sulla situazione occupazionale. Esso esige, inoltre, che proseguano i colloqui tra le parti sociali e che i problemi vengano risolti di comune accordo, optando sempre per soluzioni sostenibili a livello sociale. </p><p></p><p>Domande 2/3</p><p>Queste domande concernono il settore imprenditoriale della Swisscom, di competenza esclusiva dell'impresa. Swisscom prende posizione come segue:</p><p>"Swisscom non ha mai emanato direttive per impedire ai superiori gerarchici dell'impresa di affidare nuovi compiti al personale che supera 50 anni di età, e non intende farlo in futuro.</p><p>Gli orari lavorativi saranno oggetto delle trattative nell'ambito del contratto collettivo di lavoro (CCL) tra la Swisscom e le relative parti sociali. "</p><p></p><p>Domanda 4</p><p>Sia la legge sulle poste che gli obiettivi strategici del Consiglio federale fissati per la Posta garantiscono il servizio universale su tutto il territorio svizzero.</p><p>La Posta adempie tale mandato tra l'altro grazie ai centri di produzione decentralizzati, ad una fitta rete di linee autopostali e a 3'600 uffici postali (stato attuale), che costituiscono, in un certo senso, la spina dorsale della Posta. Per sfruttare meglio le capacità di tale infrastruttura, l'azienda lancerà sul mercato nuovi prodotti e prestazioni. Ciononostante è necessaria una revisione della distribuzione degli uffici postali, in virtù delle disposizioni legali (servizio pubblico) e in funzione delle esigenze dei clienti. Attualmente, quattro gruppi di lavoro stanno elaborando concrete proposte di miglioramento. Eventuali misure che incideranno sulla struttura della futura rete di uffici postali saranno discusse caso per caso con le autorità locali, tenendo conto anche delle esigenze dei vari gruppi di utenti.</p><p>Domanda 5</p><p>Ogni anno i consigli d'amministrazione delle due imprese devono comunicare al Consiglio federale in quale misura sono stati raggiunti gli obiettivi strategici. Essi devono motivare ogni singolo risultato, anche eventuali insuccessi, e indicare le misure supplementari necessarie. Tali rapporti devono rispettare una determinata struttura e, se del caso, comprendere anche degli indicatori. Quest'ultimi non determineranno soltanto il grado di raggiungimento degli obiettivi strategici, ma dovranno costituire anche una specie di "preallarme" in caso di sviluppi che potrebbero rivelarsi problematici. </p><p>Dopo la valutazione di tali rapporti da parte del DFF e del DATEC si procede a un colloquio tra i Dipartimenti e i consigli d'amministrazione delle due imprese. Ciò permette di eliminare le divergenze e di discutere eventuali misure supplementari. </p><p>In base ai risultati di questi colloqui e in seguito all'analisi dei rapporti di gestione e dei conti annuali, il Consiglio federale decide in merito all'approvazione del rapporto di gestione della Posta, ovvero dà le relative istruzioni al rappresentante federale in seno all'assemblea generale della Swisscom, organo responsabile dell'approvazione del rapporto di gestione. </p><p>Oltre a questa procedura di controllo, si tengono colloqui periodici tra i due Dipartimenti e gli organi direttivi della Posta, il rappresentante della Confederazione in seno al consiglio d'amministrazione della Swisscom, e, se necessario, il presidente del consiglio d'amministrazione della Swisscom. Questi colloqui rappresentano un forum per lo scambio reciproco d'informazioni e servono, in particolare, a riconoscere in tempo nuove evoluzioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.