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David Cameron sceglie il palcoscenico del Vertice di Riga per il partenariato orientale per lanciare la sua "campagna" per riformare la Ue in vista del referendum promesso ai britannici.
O anche per conquistare "nuovi privilegi", come gli contesta ad esempio la presidente lituana Dalia Grybauskauite.
Il premier britannico, alla prima uscita europea dopo la rielezione trionfale, arriva solo nella notte nella capitale della Lettonia che detiene la presidenza di turno della Ue. Non spreca parole sul delicato rapporto della Ue con Ucraina, Georgia, Moldova, Azerbaigian, Armenia e Bielorussia. Ma parte subito all'attacco.
Vuole la riforma e sventola la 'Brexit', riconfermando che il referendum sull'appartenenza del Regno Unito all'Ue si terra "entro la fine del 2017". Fino a quel momento, spiega Cameron, "ci saranno alti e bassi", ci saranno "momenti in cui i tedeschi diranno no, i francesi si, gli italiani chissà" ma - assicura - che "una cosa sarà costante: la mia determinazione ad ottenere una riforma in modo che il popolo britannico possa scegliere nel modo giusto nel referendum".
Poi l'inquilino di 10 Downing Street concede che "è interesse del Regno Unito che la riforma abbia successo, ma è anche un'opportunità per la Ue quella di far partire la discussione".
Prima di lasciare Riga Cameron ha anche un incontro bilaterale con Jean Claude Juncker, il presidente della Commissione europea. Ma intanto arrivano le prime risposte su un tema che inevitabilmente condizionerà la politica europea nei prossimi due anni. Il presidente francese François Hollande osserva che "il referendum non preoccupa l'Europa" ma riconosce che "se un voto ci sarà, l'Europa dovrà rispondere". In ogni caso. "Prima Cameron deve presentare delle proposte" da avanzare nei bilaterali con i governi della Ue. Ed è lo stesso inquilino dell'Eliseo ad annunciare i primi due incontri: con la Francia il 28 maggio, con la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino il 29.
La 'Brexit' in realtà spaventa l'industria finanziaria che fa ricca Londra ed il Regno Unito, con la Deutsche Bank che ad esempio ha già minacciato di essere pronta ad abbandonare la City. Ma Cameron sventola di essere "la seconda economia" europea e "la prima potenza militare" dell'Ue. E sa che i prossimi due anni saranno difficili in ogni caso. "È interesse del Regno Unito mantenere una posizione influente tra i 28" suggerisce il ministro degli esteri irlandese Charles Flanagan. Ed è lo stesso Cameron a riconoscere che oggi a Riga "non posso dire di essere stato accolto da un muro di amore".
SDA-ATS