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L'agitazione e lo stress sul posto di lavoro sono notevolmente aumentati negli ultimi 20 anni e i limiti di resistenza degli impiegati sono raggiunti o superati. Occorre quindi migliorare l'equilibrio tra lavoro e riposo, in particolare grazie a tempo libero supplementare, affermano i promotori dell'iniziativa popolare "6 settimane di vacanza per tutti" sulla quale si voterà il prossimo 11 marzo. Nient'affatto, replicano i contrari: il testo indebolisce la competitività, minaccia gli impieghi e avrà conseguenze negative sul salario.
Oggi a Berna due comitati - uno a favore e l'altro contrario all'iniziativa - hanno presentato i loro argomenti. Per i promotori del testo posto in votazione aggiungere due settimane di vacanza alle quattro minime attuali è sopportabile per l'economia. Il presidente dell'Unione sindacale svizzera Paul Rechsteiner (PS/SG) ha dichiarato in una conferenza stampa che buone condizioni di lavoro non sono solo il risultato ma anche la condizione di una produttività elevata. "Dopo un lungo periodo nel quale non si è fatto niente per ridurre la durata del lavoro, è importante che oggi si facciano progressi", ha sostenuto.
In 25 anni la produttività del lavoro è "esplosa" del 21,5% mentre i salari sono cresciuti solo del 4,3%, ha ricordato la consigliera nazionale Josiane Aubert (PS/VD). "È giunto ora il momento che anche i lavoratori possano beneficiare dell'aumento della produttività da loro generato".
I contrari all'iniziativa, in un'altra conferenza stampa, hanno duramente criticato il testo. Secondo il loro comitato interpartitico, composto di esponenti di UDC, PLR, PPD, PBD e PVL, l'iniziativa provocherebbe un aumento del costo del lavoro di 6 miliardi di franchi all'anno. A causa del franco forte e della crisi europea, le PMI svizzere hanno già sufficienti difficoltà, ha affermato il consigliere nazionale Philipp Müller (PLR/AG). "È irresponsabile indebolirle ancora", ha aggiunto. Anche la competitività della Svizzera sul piano internazionale sarà compromessa: le imprese estere avranno infatti meno interesse a stabilirsi in Svizzera, ha sostenuto la consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH).
L'iniziativa popolare denominata "6 settimane di vacanza per tutti" è stata lanciata nel 2007 dal sindacato Travail.Suisse. Il testo chiede che dall'anno successivo all'approvazione della proposta da parte del popolo, tutti i lavoratori usufruiscano di almeno cinque settimane di vacanza retribuite. Successivamente dovrebbe essere aggiunto annualmente un giorno di vacanza per giungere a un totale di sei settimane dopo cinque anni.
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