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“È inaccettabile che il direttore dell’ufficio federale incaricato della questione dell’integrazione si permetta di screditare tutta la comunità nigeriana, basandosi unicamente sulla sua nazionalità”, ha sottolineato Daniel Bolomey, Segretario Generale della Sezione svizzera, in occasione dell’assemblea generale di Friborgo. “Non possiamo negare il coinvolgimento di alcune persone di origine nigeriana nel traffico di stupefacenti, ma è ingiusto e pericoloso stigmatizzare in questo modo l’intera comunità. Negli scorsi giorni abbiamo inviato una lettera al direttore dell’UFM per esprimere la nostra indignazione rispetto alle sue generalizzazioni offensive, e per ricordargli le gravi violazioni dei diritti umani che avvengono in questo momento in Nigeria.” Nella lettera indirizzata al direttore dell’UFM, Amnesty International cita ad esempio i casi di giornalisti e militanti per i diritti dell’uomo che subiscono pestaggi e sono ingiustamente incarcerati, le centinaia di abitanti di villaggi cristiani massacrati e i due milioni di persone sfrattate dalle proprie case nel corso degli ultimi dieci anni. La situazione catastrofica dei diritti umani è uno dei motivi che spingono migliaia di nigeriani all’esilio.
I 200 soci presenti hanno adottato una risoluzione che esorta l’Ufficio federale della migrazione a mettere in atto misure immediate al fine di evitare nuovi decessi nel corso delle procedure di rinvio forzato, introducendo la presenza di osservatori indipendenti e elaborando nuove direttive in collaborazione con esperti del settore sanitario. Chiedono inoltre che l’UFM non reintroduca la pratica dei voli speciali per i rinvii forzati prima di aver preso conoscenza delle conclusioni dell’indagine sulla morte del nigeriano Joseph Ndukaku Chiakwa, avvenuta il 18 marzo 2010 a Kloten.
Quest’anno il tema della discriminazione è stato al centro dei lavori dell’assemblea generale che si è svolta a Friborgo. I soci della Sezione svizzera hanno discusso le diverse forme di discriminazione e i mezzi per lottare efficacemente contro ognuna di esse, in Svizzera e in Europa.
Cartolina di solidarietà per Max Göldi
I presenti hanno firmato una cartolina di solidarietà formato gigante che sarà inviata a Max Göldi. I soci hanno ribadito il loro appello per la liberazione immediata e il rientro in Svizzera di Max Göldi, che Amnesty International considera un prigioniero d’opinione.
Assistenza medica per Hu Jia, detenuto in Cina
L’assemblea generale ha inoltre adottato una risoluzione indirizzata all’ambasciata cinese nella quale si esige che Hu Jia, noto difensore dei diritti umani cinese detenuto dal 2008, possa immediatamente beneficiare di assistenza medica, poiché la sua vita è in pericolo.