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Comunicato stampa della Coalizione per multinazionali responsabili, 3 dicembre 2021
Nuove deroghe per le multinazionali: il Consiglio federale ignora il voto popolare
Il Consiglio federale ha adottato oggi definitivamente l'ordinanza di applicazione del controprogetto all'iniziativa per multinazionali responsabili. Nonostante le forti critiche formulate nell’ambito della consultazione, le modifiche apportate al testo sono solo di facciata.
Anche dopo la procedura di consultazione, l'ordinanza di applicazione adottata dal Consiglio federale contiene così tante deroghe che quasi tutte le multinazionali potranno alla fine sottrarsi alle disposizioni previste dalla legge. Per esempio, sarà sufficiente a una multinazionale dichiarare di rispettare certe disposizioni internazionali per essere esentata. Le multinazionali saranno anche liberate dal loro obbligo di diligenza se l'assemblaggio finale del loro prodotto avviene in un Paese dove il rischio di lavoro minorile è basso. Quindi, se un'azienda svizzera vende una scarpa che è “fabbricata in Germania" (solo l'assemblaggio finale avviene in Germania), potrà ignorare la legge, anche se le componenti della scarpa potrebbero essere state prodotte in un Paese terzo sfruttando il lavoro minorile.
«Questo regolamento non ridurrà il lavoro minorile. Sono proprio le aziende che chiudono un occhio sul rischio di lavoro minorile che utilizzeranno una delle tante esenzioni possibili. Inoltre la Svizzera dimostra un ritardo sempre più chiaro rispetto agli sviluppi internazionali. Proprio ieri, il ministro olandese competente ha annunciato una legge forte, che riguarderà tutti i diritti umani», dice Dietrich Pestalozzi, imprenditore e membro di comitato della Coalizione per multinazionali responsabili.
Più di 40 ONG, 20'600 privati, diversi cantoni, partiti politici e associazioni economiche hanno criticato l'ordinanza durante la procedura di consultazione, chiedendo al Consiglio federale di colmare le lacune. «Il fatto che il Consiglio federale ignori non solo la maggioranza popolare ottenuta dalla nostra iniziativa, ma anche la maggior parte delle risposte alla consultazione, è assolutamente inaccettabile e contrario alla tradizione democratica svizzera», afferma Dominique de Buman, membro di comitato della Coalizione per multinazionali responsabili.
Il canton Berna scrive per esempio: «Il Parlamento ha essenzialmente delegato al Consiglio federale la definizione concreta della portata del controprogetto. Quest’ultimo ha definito il campo di applicazione in modo tale da esonerare un numero molto grande di aziende dai loro obblighi di diligenza e trasparenza. Il Consiglio di Stato bernese ne prende atto con rammarico, considerando, da un lato, che l'effetto del controprogetto indiretto risulti così indebolito, e, dall'altro, che questo non risponda sufficientemente a una richiesta fatta da una piccola maggioranza della popolazione (51%).»
Il controprogetto entrerà in vigore il 1° gennaio 2022, ma le aziende non dovranno sottomettere un rapporto prima dell'esercizio 2023. Considerati gli attuali sviluppi in seno all’UE, è probabile che per allora la Svizzera si ritrovi a essere l'unico Paese in Europa senza una legge efficace sulla responsabilità delle multinazionali. La Coalizione per multinazionali responsabili rafforzerà quindi nei prossimi mesi il suo impegno a favore di regole vincolanti.
Critica dettagliata dell'ordinanza da parte della Coalizione per multinazionali responsabili: « Un projet d’ordonnance minimaliste et en retard sur son temps »