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Juvénal Munubo Mubi ha richiamato l’attenzione sul destino delle bambine all’interno dei gruppi armati. Vittime di schiavitù sessuale, vengono sfruttate anche per preparare i pasti ai comandanti.
Mentre i ragazzi talvolta riescono a fuggire e a rifugiarsi in un centro di transito, le bambine hanno meno occasioni perché «sono prigioniere dei gruppi armati». Circa il dieci per cento dei bambini soldato è di sesso femminile, e solo il 2 per cento di loro riesce a fuggire.
I bambini soldato nella RDC: una tematica nota all’opinione pubblica dal 1996
Il parlamentare congolese ha spiegato che il fenomeno dei bambini soldato nella RDC è emerso pubblicamente nel 1996, ossia nel periodo in cui Laurent Kabila, a capo della «Alliance des Forces Démocratiques pour la Libération du Congo», combatteva contro il regime di Mobutu Sese Seko. «I bambini soldato hanno iniziato allora a diventare visibili», ha affermato Juvénal Munubo Mubi. Bambini sono stati reclutati anche durante la seconda guerra del Congo nel 1998.
«Children not soldiers»
Ratna Jhaveri, esperta dell’UNICEF in materia di protezione dei bambini, ha illustrato come funziona la collaborazione tra l’UNICEF e altri partner delle Nazioni Unite, Governi, organizzazioni non governative e la società civile, che mira a proteggere i bambini coinvolti nei conflitti armati. Il lavoro si basa sul meccanismo di monitoraggio e di reporting dell’ONU (Monitoring and Reporting Mechanism on Children and Armed Conflict, MRM), introdotto nel 2005 con la risoluzione ONU 1612.
Risoluzione ONU 1612 (en)
In base ai risultati ottenuti, il Segretario generale delle Nazioni Unite redige annualmente un rapporto sulla situazione dei bambini nei conflitti armati in cui sono elencati i gruppi che reclutano bambini e ragazzi di età inferiore a 18 anni. Per non essere più incluse in questo elenco, le parti devono concordare un piano d’azione comune con l’ONU.
Rapporto annuale del Segretario generale delle Nazioni Unite sui bambini in conflitti armati (en)
Ratna Jhaveri ha sottolineato l’importanza di simili rapporti per individuare gli Stati che reclutano bambini soldato e raccogliere le relative prove. Al tempo stesso ha osservato che l’accesso agli attuali focolai di crisi, nel Sudan del Sud, Afghanistan, Siria o Nigeria, è molto problematico.
L’esperta dell’UNICEF ha presentato infine la campagna «Children not soldiers», lanciata nel marzo 2014 con l’obiettivo di porre fine entro il 2016 al reclutamento di bambini soldato di età inferiore a 18 anni.
Children not soldiers (en)