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Gli avvisi di pericolo non devono più solo riguardare piene, tempeste e valanghe ma anche le frane. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale stanziando a tale scopo 17,3 milioni di franchi, che saranno impiegati per completare in tal senso l’allerta contro i pericoli naturali.
La raccomandazione di estendere anche ai "movimenti di masse" il sistema d’allerta è contenuto in un rapporto della Commissione direttiva "Intervento pericoli naturali" (LAINAT) fatto suo dal governo. In una nota questi ricorda che le previsioni e gli allarmi in caso di eventi quali piene, tempeste o valanghe è stato avviato nel 2010.
Nel rapporto della LAINAT si evidenzia inoltre come grazie alle misure adottate e all’impegno degli uffici competenti "la Svizzera dispone oggi di una catena di allerta e di allarme ben funzionante". Per mantenere il livello attuale occorrono tuttavia nuovi investimenti.
Il sistema di allerta meteorologico verrà così migliorato al fine di poter emanare allerte locali più precise che terranno conto anche dei possibili effetti. A seguito dei cambiamenti climatici, nei prossimi anni gli eventi a rischio dovrebbero essere più frequenti, intensi e di maggiore entità.
Le forti piogge aumenteranno per esempio il pericolo di movimenti di masse quali frane e colate detritiche. Tali eventi possono causare vittime e provocare danni materiali. Da qui la necessità di adottare misure preventive per la protezione della popolazione anche in questo settore, misure che sono state rese possibili grazie ai progressi della ricerca.