Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/106541

<h2>SubmittedText<h2><p>Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:</p><p>1. È consapevole che le finanze federali e i trasporti pubblici beneficiano degli elevati introiti stradali, nonostante ci sia un grande bisogno d'intervento anche nell'ambito dell'infrastruttura viaria?</p><p>2. Come giudica la proposta di poter percorrere la terza e quarta corsia di un'autostrada solo con un contrassegno speciale, più caro, che consentirebbe al titolare il libero accesso alla "corsia rapida"?</p><p>3. Condivide l'opinione secondo cui in tal modo risulterebbero per le strade, come nel caso delle ferrovie grazie alla prima classe, entrate supplementari a beneficio dell'infrastruttura stradale?</p><p>4. È disposto ad esaminare la proposta, tenendo conto del fatto che queste entrate supplementari saranno reinvestite per la realizzazione di nuove terze e quarte corsie di strade nazionali?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. La riscossione e l'utilizzo delle entrate derivanti dall'imposta sugli oli minerali, dal supplemento fiscale sugli oli minerali, dalla tassa per l'utilizzazione delle strade nazionali e dalla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) sono sanciti nella Costituzione federale (Cost.; RS 101; cfr. in part. art. 86 Cost. e in rel. al fondo per i grandi progetti ferroviari art. 196 cf. 3 Cost.). Il che vuol dire che questo sistema è stato approvato sia dal popolo, sia dai cantoni. Nel complesso, nel fondo FTP confluiscono annualmente circa 1,2 miliardi di franchi dall'esazione di tasse sul traffico pesante e sugli oli minerali.</p><p>2.-4. Considerati i problemi di traffico sempre maggiori, in particolare nelle città e negli agglomerati, nonché il problema del finanziamento che si delinea nell'ambito delle infrastrutture per il traffico (ferrovia e strada), è sostanzialmente indicato analizzare e discutere in modo approfondito possibili soluzioni di ogni tipo. Nel quadro di questa discussione, in futuro verranno probabilmente esaminati strumenti finanziari efficienti, improntati al principio di causalità, che contribuiscono a regolare il traffico (ad es. mobility pricing). In tale contesto dovrebbe essere analizzato anche il modello proposto dall'autore dell'interpellanza, ossia le cosiddette corsie rapide, come una delle possibili forme di road pricing.</p><p>Tuttavia, nell'ottica attuale le corsie rapide sono causa di numerosi svantaggi e ostacoli.</p><p>Prima di tutto sono in contraddizione con l'esenzione dagli emolumenti delle strade pubbliche sancita nella Costituzione.</p><p>Inoltre, nel quadro di uno studio condotto nel 2006, tra le possibili forme di road pricing, sono state esaminate anche le corsie rapide o il value pricing (cfr. il progetto di ricerca 2001/523 dell'Associazione svizzera degli ingegneri ed esperti del traffico: Road Pricing Modelle auf Autobahnen und in Stadtregionen, Zurigo/Basilea, 19 gennaio 2006). Secondo questo studio, con il value pricing si può ottenere l'effetto voluto solo se l'autorizzazione a percorrere le corsie rapide non è acquisita come abbonamento (ad es. tramite un contrassegno annuale), ma se per ogni singolo tragitto si deve versare una tassa commisurata alla densità del traffico. Sotto il profilo tecnico, la messa a punto di un tale sistema, ma anche la sua amministrazione ed esecuzione richiederebbero oneri notevoli, che andrebbero a ripercuotersi negativamente sui profitti previsti; in Svizzera, infatti, il value pricing potrebbe essere applicato soltanto su tratti relativamente corti. In considerazione dei vantaggi relativamente modesti, gli investimenti in ambito tecnico, di costruzione e di manutenzione per la gestione di corsie rapide risultano pertanto sproporzionati.</p><p>Infine, le corsie rapide risulterebbero utili soprattutto nei periodi di sovraccarico di traffico, vale a dire nelle ore di punta. La politica dei trasporti svizzera mira tuttavia a sfruttare le capacità esistenti per quanto possibile in modo ottimale e non a tener conto esclusivamente delle punte di traffico. Secondo il Consiglio federale, anche in futuro l'obiettivo non può dunque essere quello di mettere a disposizione capacità che vengono utilizzate solo nelle ore di punta.</p>  Risposta del Consiglio federale.