Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/138508

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Da quando ci sono i lupi nel Vallese, in particolare nel Goms? </p><p>2. Quante pecore sono state sbranate dal lupo nel Vallese, in particolare nel Goms, questa estate? Per quante di esse erano state adottate misure di protezione adeguate delle greggi? </p><p>3. Dal 2012 è in corso una verifica degli alpeggi nel Vallese. Quali sono i risultati emersi finora in materia di protezione? Attraverso quali misure è possibile proteggere gli alpeggi vallesani dove si sono verificati gli attacchi dei lupi, in particolare nel Goms? </p><p>4. Secondo la Strategia lupo Svizzera l'abbattimento di un lupo può essere autorizzato solo se a difesa delle pecore sbranate erano già state messe in campo misure di protezione e se tali misure sono possibili sul piano tecnico, praticabili e finanziabili. Nel caso in esame sono stati rispettati tali criteri? </p><p>5. Oltre che nelle zone di estivazione, si sono registrati danni a greggi di pecore anche all'interno della superficie agricola utile: non sarebbe stato possibile proteggere le pecore anche qui? </p><p>6. In che modo il Consiglio federale intende garantire la parità di trattamento per tutti i cantoni e assicurare che questi ultimi adottino ogni misura ragionevolmente esigibile per la protezione delle greggi?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Il primo lupo entrò nel Vallese nel 1995, attraverso la Val Ferret. Nel Goms l'arrivo del primo esemplare risale al 1998.</p><p>2. Sino a fine agosto 2013 nel Goms sono state sbranate almeno 64 pecore, e unicamente in due casi ciò è avvenuto nonostante la messa in campo di sufficienti misure di protezione delle greggi. La Confederazione potrà stabilire il numero totale delle pecore uccise nell'estate 2013 solo a fine anno, quando il cantone presenterà il conto dei danni subiti.</p><p>3. Dopo annose discussioni, alla fine del 2011 l'UFAM e il cantone del Vallese hanno convenuto la necessità di una verifica di tutti gli alpeggi per ovini attualmente sfruttati, riguardo ai seguenti aspetti: superfici pascolabili (conformemente all'ordinanza sui contributi d'estivazione, OCEst; RS 910.133), strutture per la gestione e possibilità di introdurre misure per la protezione delle greggi. Cantone e Confederazione partecipano, ciascuno per metà, al finanziamento di questo progetto di pianificazione degli alpeggi per ovini. Durante l'estate 2012 e 2013 sono stati visitati tutti gli alpeggi. Il rapporto finale non è ancora concluso. Pertanto, al momento è possibile tracciare solo un cauto bilancio intermedio dei risultati. Dallo studio emerge che in alcuni alpeggi le pecore pascolano in superfici che, per i motivi ecologici di cui all'articolo 3 OCEst, non potrebbero essere riservate al pascolo; una parte degli alpeggi può essere protetta fin da subito dagli attacchi dei lupi attraverso sistemi di rotazione dei pascoli, sorveglianza permanente o cani per la protezione delle greggi; la maggior parte invece, in particolare gli alpeggi con pascoli permanenti, necessitano di modifiche strutturali, ad esempio il raggruppamento degli alpeggi o il passaggio a una forma di gestione basata sulla rotazione dei pascoli. La Politica agricola 2014-2017 e la recente revisione dell'ordinanza sulla caccia (OCP; RS 922.01) riserveranno pertanto particolare attenzione alla questione della protezione delle greggi nei pascoli da rotazione.</p><p>4. La Strategia lupo Svizzera prevede la possibilità per i cantoni, d'intesa con la Commissione intercantonale per la gestione dei grandi predatori (IKK), di adeguare alla situazione locale e regionale, seppure in casi eccezionali e motivati ed entro certi limiti, i criteri per l'abbattimento dei lupi. Per entrambi gli anni presi in esame dal progetto (2012 e 2013) il cantone del Vallese e l'UFAM hanno convenuto che nel caso degli alpeggi dove tuttora non sono state realizzate le modifiche strutturali necessarie a proteggerli sarà comunque consentito basare sul numero di pecore uccise la decisione di un eventuale abbattimento di un lupo che ha causato danni; in tal caso, tuttavia, l'abbattimento dell'animale potrà avvenire unicamente entro la superficie degli alpeggi "impossibili da proteggere". La IKK ha proceduto su questa base alle proprie valutazioni per entrambi gli anni.</p><p>5. Sulle superfici agricole utili l'elettrificazione delle recinzioni già esistenti offre, nella maggior parte dei casi, una protezione adeguata per le pecore. Una brochure informativa di Agridea, pubblicata nel 2006 e rivista nel 2013, presenta le migliori tecniche per rafforzare la protezione di un recinto.</p><p>6. All'articolo 10bis dell'OCP la Confederazione incarica l'UFAM di elaborare strategie che fissino i principi per la tutela dei grandi predatori, il monitoraggio dei loro effettivi, la prevenzione e l'accertamento dei danni, la promozione e il risarcimento di misure di prevenzione, l'abbattimento di singoli esemplari che hanno causato danni, ecc. Sono state elaborate le strategie per il lupo, la lince e l'orso, che hanno valenza di aiuti all'esecuzione della Confederazione. Da una parte esse garantiscono in buona misura l'uguaglianza del diritto, dall'altra permettono soluzioni flessibili e ad hoc per i singoli casi. Applicando questi aiuti all'esecuzione le autorità esecutive cantonali sono certe di operare nel rispetto della legge; a priori non sono escluse altre soluzioni, tuttavia la prassi giudiziaria vuole che ne venga comunque dimostrata la conformità alla legge. Attraverso la revisione dell'ordinanza sulla caccia, decisa il 6 novembre 2013, il Consiglio federale intende regolare esplicitamente la tutela delle greggi a partire dal 2014. L'UFAM sarà il garante del rispetto delle nuove regole.</p>  Risposta del Consiglio federale.