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Territorio, 12.05.15
Il filosofo e giornalista Bernard-Henri Lévy a Lugano
Recentemente ha tenuto un discorso sul tema dell'antisemitismo all'Assemblea delle Nazioni Unite dove ha delineato le tre forme nelle quali si presenta ai nostri giorni, come ha ricordato Maurizio Balestra, consigliere dell'Associazione Svizzera-Israele, Sezione Ticino: la negazione del diritto degli ebrei al ritorno nella loro terra storica; la negazione o quantomeno la minimizzazione della Shoah; l'accusa di usare la Shoah per non vedere le sofferenze degli altri popoli, in particolare i palestinesi.
Bernard-Henri Lévy è uno degli intellettuali francesi più noti: filosofo, scrittore, giornalista, protagonista nella lotta per i diritti umani e nella denuncia di oppressioni e violenze. Vicino in gioventù all'ideologia marxista, se ne distanzia a metà degli anni settanta, in seguito alle vicende drammatiche di repressione come quella della Primavera di Praga. Con André Glucksmann e un gruppo di intellettuali fonda il movimento dei Nouveaux philosophes, apertamente in contrasto con i totalitarsimi e la rivoluzione ideologica. L'incontro con il filosofo ebreo Emmanuel Lévinas lo porta a scoprire le ricchezze del pensiero ebraico e ad approfondire la conoscenza della tradizione filosofica occidentale. Lévy inizia la sua attività giornalistica come inviato di guerra. Può certamente essere definito un uomo d'azione che ha viaggiato nelle zone più turbolente del mondo. Numerose le sue pubblicazioni: è autore di oltre 30 opere tra filosofia, narrativa e biografie. Per il governo francese ha intrapreso varie missioni diplomatiche e il presidente Jacques Chirac nel 2002 lo ha nominato capo della missione di indagine sui fatti avvenuti in Afghanistan subito dopo l'avvento della guerra contro i talebani. Per un periodo è anche stato consigliere del presidente Nicolas Sarkozy. Fra i suoi servizi restano memorabili le telecronache da Israele durante la guerra del Libano del 2006, riportate sul New Times Magazine. Il suo resoconto di prima mano sulla caduta di Moammar Gheddafi in Libia è apparso sotto forma di diario dell'autore La guerre sans l'aimer (2012) e il documentario The Oath of Tobruk è stato presentato in prima visione al Festival di Cannes nello stesso anno.
A Lugano sarà ospite dell'Associazione Svizzera-Israele, Sezione Ticino che il 31 maggio 2015 al Palazzo dei Congressi di Lugano organizza l'Israel Day che verrà aperto dal presidente del Consiglio di Stato, l'on. Norman Gobbi e dal sindaco della Città di Lugano, l'on. Marco Borradori. Bernard-Henri Lévy introdurrà il dibattito dal tema Nuovi equilibri internazionali - Le sfide di Israele. Modera l'incontro Marcello Foa.
La compositrice Anna Jencek e il cantautore Marco Ferradini presenteranno intermezzi musicali.
L'Associazione Svizzera-Israele è un sodalizio d'amicizia tra Svizzera e Israele fondato nel 1957. Gli scopi dell'associazione consistono nel favorire gli scambi d'amicizia e di studio e le relazioni di collaborazione economica e culturale con Israele; diffondere la conoscenza dello Stato d'Israele in quanto stato moderno e democratico, all'avanguardia nella ricerca, tecnologia, medicina, scienze e agricultura; farne conoscere storia, cultura e tradizioni; combattere l'antisemitismo e i suoi pregiudizi. In Ticino conta più di 700 membri di cui la maggior parte non sono di origine ebraica. Il presidente in carica per la sezione Ticino, il Dr. Adrian Weiss, ha ricordato come l'ASI, fin dall'origine, si presenta come associazione apolitica e laica.
Immagine © Jacques Baudrier