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Il mantenimento della compagnia aerea nazionale fa i titoli di apertura dei quotidiani svizzeri all'indomani della decisione del Consiglio federale.Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2001 - 11:25
I miliardi iniettati dalla Confederazione, dai Cantoni e dall'economia per il lancio della nuova Crossair non hanno sollevato grandi entusiasmi tra i commentatori dei quotidiani della Svizzera tedesca e francese. In molti osservano infatti che saranno necessari altri sostegni da parte delle casse della Confederazione.
Tra i quotidiani svizzero tedeschi, lo zurighese Tages Anzeiger parla di "decisione giusta" che consente di limitare le pesanti conseguenze economiche di una situazione con migliaia di dipendenti Swissair disoccupati. Il Tages Anzeiger giudica inoltre "un successo per il Paese" il modo di procedere congiunto di politica ed economia. Una partecipazione che potrebbe diventare un modus operandi per il futuro.
Il basilese Basler Zeitung esprime tutti i suoi dubbi sul futuro della nuova compagnia aerea nazionale, sostenendo che la nuova Crossair non è al riparo da un naufragio tra un anno o due. Nel commento, Stefan Schuppli spera che la nuova compagnia aerea non venga soffocata da questo regalo, sottolineando il rischio di una crescita incontrollata.
Critico il quotidiano economico-finanziario della piazza zurighese Neue Zürcher Zeitung che sottolinea "i rischi di questo volo alla cieca". Basta guardare agli Stati Uniti per redersi conto che "anche grossi nomi come Pan Am, TWA o Eastern sono caduti da un giorno all'altro dal cielo, senza che per questo gli interessi americani o l'offerta di collegamenti aerei ne abbiano sofferto". Per la testata non si può escludere che fra qualche anno anche la nuova compagnia aerea si troverà di nuovo davanti ad una liquidazione.
Giudizi quasi unanimi per il bernese Der Bund ed il popolare Blick, che sottolineano lo storico accordo tra politica ed economia che permette alla Svizzera di mantenere una propria compagnia aerea nazionale. Per il Blick il grande merito dell'operazione va al ministro delle finanze Kaspar Villiger il quale, come in un romanzo poliziesco durato settimane, ha lavorato giorno e notte alla ricerca di soluzioni. "Senza mai gettare la spugna -aggiunge il Blick- Villiger ha tracciato il suo capolavoro".
Unanimi giudizi e perplessità anche sui quotidiani della Svizzera romanda, molti dei quali sottolineano le incertezze dell'operazione a breve e medio termine. Le Temps, per la penna del suo direttore Eric Hoesli, definisce l'intervento della Confederazione dettato da uno "stato di necessità" e, come altri colleghi, giudica minime "le chances e considerabili i rischi" dell'operazione nuova Crossair.
Swissair rinasce dalle proprie ceneri, come l'araba fenice, per il losannese 24 heures, il quale fa pronostici pessimisti per la nuova compagnia aerea svizzera che "dopo la ristrutturazione che si impone per l'aviazione civile europea non farà parte delle compagnie sopravvissute".
La Tribune del Genève, dal canto suo, si pone degli interrogativi sulla legittimità della massiccia iniezione di denaro pubblico nella nuova compagnia aerea.
Infine, uno sguardo ai tre quotidiani della Svizzera Italiana. Critiche e dubbi sul Corriere del Ticino vengono espressi da Alfonso Tuor, il quale sottolinea quanto sia "salata la fattura per i colpevoli ritardi" che si sono accumulati. Una catastrofe economica "solo" contenuta perché "la ricostruzione non evita la perdita di oltre 4 mila posti di lavoro in Svizzera, senza offrire alcuna soluzione per il futuro delle società legate al gruppo Swissair".
Se anche per la Regione Ticino "pare evitato l'air crasch" il "prezzo della bandiera -scrive Aldo Bertagni- è decisamente salato". Più ottimista il Giornale del Popolo, secondo il quale "il compromesso tra economia privata e politica ridimensiona ma comunque salva la nuova compagnia aerea svizzera", il cui "decollo resta a destinazione incerta".
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