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Il dodicesimo apostolo
L’apostolo Mattia – citato nel libro degli Atti degli Apostoli 1, 21-26 –, fu uno dei settanta discepoli di Gesù e rimase con lui dal battesimo al fiume Giordano ad opera del Battista fino all’ascensione.
Non va confuso con l’apostolo Matteo (esattore delle tasse prima di seguire Gesù), anche se il nome ha lo stesso significato: dono di Dio. Mattia fu scelto come dodicesimo apostolo per essere sostituito a Giuda Iscariota, il traditore, e preferito a Giuseppe, detto Barsabba.
Dopo che Gesù ascese al cielo, gli apostoli si divisero il mondo da evangelizzare, seguendo il comandamento di Cristo di portare la lieta notizia a tutta l’umanità.
S. Mattia operò nel territorio che oggi corrisponde all’Etiopia e consacrò l’intera sua vita allap redicazione della dottrina della salvezza eterna. Nelle sue prediche, dava risalto alla necessità di mortificare la carne, per non diventare schiavo dei desideri della sensualità.
La tradizione ci ha tramandato che Mattia fu ucciso a Gerusalemme (o a Sebastopoli) per opera dei giudei e decapitato con un’alabarda, suo attributo iconografico. Le sue reliquie riposano in un’arca marmorea nel transetto dalla basilica di Santa Giustina a Padova.