Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/170828

<h2>SubmittedText<h2><p>Di recente il grande pubblico ha appreso con stupore che molte auto diesel nuove di diversi produttori sono dotate di dispositivi per la disattivazione sistematica degli impianti di depurazione dei gas di scarico. I valori soglia prescritti sono rispettati soltanto nella modalità di prova. Situazione del resto analoga a quella delle valvole di scarico delle motociclette, che durante la marcia producono molto più rumore che in fase d'esame. Le emissioni di ossido di azoto rilasciate dalle nuove auto diesel durante l'utilizzo su strada superano ampiamente i limiti ammessi. Per la Svizzera è inoltre problematico il fatto che molti impianti antinquinamento si disattivano al di sopra di una determinata altitudine (850 m s.l.m.) o al di sotto di una certa temperatura, in alcuni casi già sotto i 19°C, contribuendo così in maniera significativa a mantenere "costantemente troppo elevato" il livello di inquinamento da ossido di azoto nelle città e nelle località lungo le strade (cfr. pubblicazione NABEL del 2015 sull'inquinamento atmosferico, p. 33 della versione tedesca). Secondo l'articolo 4 del regolamento (CE) n. 715/2007 recepito dalla Svizzera, le emissioni allo scarico devono essere "effettivamente limitate per tutta la normale durata di vita dei veicoli in condizioni normali di utilizzazione". L'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea (nell'ambito dei Bilaterali I) sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (all. 1, cap. 12, sez. V, n. 4, par. 1) stabilisce inoltre quanto segue: "Se constata che nuovi veicoli ... anche se conformi alle prescrizioni pertinenti o debitamente provvisti di marchio ... nuocciono gravemente all'ambiente o alla salute pubblica, uno Stato membro o la Svizzera può rifiutare per un periodo massimo di sei mesi di immatricolare detti veicoli o di autorizzare la vendita o la messa in circolazione sul proprio territorio di detti veicoli ..."</p><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. È disposto a verificare se, secondo il suddetto accordo, il superamento dei valori limite dell'ossido di azoto rilasciato dalle nuove automobili diesel mette seriamente in pericolo l'ambiente o la salute pubblica?</p><p>2. È disposto ad avvalersi delle possibilità di intervento previste dall'accordo qualora un nuovo modello di autovettura rappresenti una seria minaccia per l'ambiente o la salute pubblica?</p><p>3. Quali sforzi ha finora intrapreso per verificare il rispetto delle condizioni dell'accordo summenzionate?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./3. I rilevamenti effettuati su incarico della Confederazione indicano come le emissioni di ossidi di azoto, pur continuando a rappresentare un problema da non trascurare, siano complessivamente in calo. La diminuzione risulta comunque meno importante di quanto ci si aspetterebbe considerato il continuo inasprimento della normativa sui gas di scarico.</p><p>Sinora in Svizzera non è stato appurato se il superamento dei valori limite di ossido di azoto da parte di nuove automobili diesel metta seriamente in pericolo l'ambiente o la salute pubblica ai sensi dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (RS 0.946.526.81).</p><p>Dato che la normativa sui gas di scarico vale per tutta l'UE e si applica anche in Svizzera, è tuttavia importante, alla luce dei recenti avvenimenti, che il legislatore europeo intervenga. Un primo passo è stato compiuto con il regolamento (UE) 2016/646 sulle disposizioni riguardanti le "real driving emissions", che contiene anche un inasprimento dei protocolli di collaudo, in particolare in relazione alla possibilità di disattivare gli impianti di depurazione dei gas di scarico a partire da una determinata altitudine o da una certa temperatura. Le disposizioni dell'UE sono direttamente applicabili in Svizzera tanto ai veicoli con omologazione generale CE quanto a quelli con omologazione svizzera, in quanto l'ordinanza del 19 giugno 1995 concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (RS 741.41) rimanda ai regolamenti UE. Le nuove norme entreranno quindi in vigore in Svizzera in contemporanea con l'Unione europea: il 1° settembre 2017 per i nuovi tipi di auto e il 1° settembre 2019 per tutte le nuove autovetture.</p><p>Per verificare l'efficacia delle normative inasprite, è in corso uno studio internazionale condotto con il supporto dell'Ufficio federale dell'ambiente, inteso ad analizzare la possibilità di individuare tempestivamente i modelli con emissioni sospette tramite Remote Sensing Detector (RSD). Il sistema consente di telemisurare a bordo strada le sostanze nocive emesse dai gas di scarico di veicoli in transito. Se si rivelerà idoneo a effettuare rilevamenti sul campo, l'Ufficio federale delle strade esaminerà nel dettaglio, insieme alle parti interessate, la possibilità di utilizzarlo sul territorio svizzero.</p><p>2. Il Consiglio federale si riserva il diritto di avvalersi delle possibilità di intervento contemplate dal punto 1 dell'accordo in parola qualora un nuovo modello rappresenti una seria minaccia per l'ambiente o la salute pubblica. Quanto all'adozione di misure previste dalla clausola di salvaguardia inserita nell'accordo, il collegio deciderà nel momento in cui sussisteranno i presupposti necessari.</p>  Risposta del Consiglio federale.