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Purché il volto sia facilmente riconoscibile, il Consiglio federale non ritiene necessario il divieto di portare un copricapo sulle fotografie per il passaporto o la carta di identità. Così ha risposto il governo a una mozione del consigliere nazionale Oskar Freysinger (UDC), firmata anche da alcuni colleghi di UDC, PPD e PLR.
Il democentrista vallesano si è detto scioccato da un documento dell'Ufficio federale di polizia (fedpol), secondo cui i copricapi o i nastri sono vietati per le donne di aspetto occidentale, mentre un foulard che ricopre completamente la testa è ammesso per una donna con sembianze orientali "per comprovati motivi religiosi". A suo avviso, l'Amministrazione federale non dovrebbe accettare in alcun caso (salvo motivi medici gravi) fotografie per passaporti e carte d'identità nelle quali il volto sia parzialmente coperto o velato.
Oltre a colleghi UDC, anche i parlamentari del PPD Yannick Buttet (VS) e Jean-Paul Gschwind (JU), nonché la liberale radicale Sylvie Perrinjaquet (NE) sostengono la mozione. Dal canto suo, il Consiglio federale propone di respingerla, visto che essa limiterebbe il diritto fondamentale della libertà religiosa. "Tale limitazione è possibile soltanto se proporzionata e se sussiste una base legale sufficiente e un interesse pubblico", afferma il governo nella sua risposta pubblicata oggi.
Secondo l'esecutivo, anche con il porto di un velo per motivi religiosi, è possibile riconoscere senza rischio di confusione il volto di una persona. Le disposizioni svizzere sono peraltro conformi alle norme internazionali. I Paesi vicini le applicano allo stesso modo, precisa il Consiglio federale.
SDA-ATS