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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto oggi un dibattito aperto sul miglioramento dei suoi metodi di lavoro. Si tratta di un argomento importante per la Svizzera: "Rafforzare l'efficienza" è una delle quattro priorità tematiche che il Consiglio federale ha stabilito per l'appartenenza al Consiglio. Durante il dibattito, la Svizzera ha partecipato a dichiarazioni congiunte a nome dei dieci membri eletti del Consiglio (E10) e a nome del Gruppo ACT, che sostiene un Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite trasparente, efficace, efficiente e inclusivo.
I voti degli E10 sono decisivi anche per una risoluzione in seno al Consiglio. Una risoluzione richiede nove voti a favore. Nella loro dichiarazione congiunta, gli E10 hanno sottolineato la necessità di buoni metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza, per consentirgli di rispondere in modo efficiente e trasparente alle sfide attuali in un ambiente geopolitico sempre più complesso. Per raggiungere questo obiettivo, gli E10 hanno sottolineato, tra le altre cose, la disponibilità al compromesso, l'uso responsabile del veto e l'inclusione sistematica della società civile nelle discussioni. La dichiarazione congiunta è stata preceduta da un incontro degli attuali e futuri membri del Consiglio in Svizzera, dove hanno approfondito la loro collaborazione per promuovere l'efficacia del Consiglio.
La Svizzera coordina l’interregionale Gruppo ACT a New York, che quest'anno celebra il suo 10° anniversario. La Dichiarazione al Consiglio di ACT sottolinea la necessità che il Consiglio di sicurezza agisca con fiducia e sicurezza nei confronti di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e dei miliardi di persone colpite per conto delle quali opera. «Niente potrebbe essere un segnale migliore da parte del Consiglio che l'attuazione coscienziosa dei suoi stessi impegni». In questo contesto, l'ACT ha sottolineato una maggiore condivisione del carico di lavoro tra tutti i membri del Consiglio, ad esempio attraverso la co-leadership sui dossier tematici e geografici, nonché gli scambi con i Paesi colpiti da conflitti.