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"Second Place", il più recente romanzo di Rachel Cusk è una storia elettrizzante che studia le geometrie delle relazioni umane e indaga le questioni che animano le nostre vite. Mette a confronto la vita di una donna e di un uomo di mezza età, il destino di lei e i privilegi di lui, artista acclamato. Si ispira al memoir del 1932 di Mabel Dodge Luhan, filantropa dell’arte, memoir in cui l’autrice, attraverso una serie di lettere, racconta la sua tumultuosa amicizia e profonda venerazione per D.H. Lawrence ospite per un periodo con la moglie Frieda nella sua tenuta di Tao in Nuovo Messico. Le deluse aspettative di Mabel Dodge Luhan nei confronti di D.H. Lawrence in "Lorenzo in Taos" sono le stesse che M nutre per L in Second Place. Se da un lato il romanzo di Rachel Cusk ci rammenta la capacità dell’arte di elevarci, dall’altra sottolinea la sua forza distruttiva. Così come il raggiungimento di una certa età vissuta come un giro di boa ci porta a guardarci indietro e a sognare altre vite possibili. Di questo e molto altro parliamo con la scrittrice canadese, inglese d’adozione, classe 1967 di recente ospite degli Eventi Letterari Monte Verità.