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BERNA - Una graduale ma completa eliminazione dei combustibili fossili come fonte di approvvigionamento di calore è possibile e conveniente entro il 2050. È quanto rivela un nuovo studio, secondo cui la rivoluzione termica potrà avere successo una volta fissate le necessarie condizioni quadro.
La ricerca, definita su «larga scala», è stata effettuata dall'alleanza economica Wärme Initiative Schweiz (WIS), che ne riferisce in un comunicato odierno. L'associazione riunisce varie organizzazioni e imprese attive nel settore delle energie rinnovabili.
Secondo lo studio, la conversione totale a una fornitura di calore rinnovabile e neutra in termini di CO2 nei prossimi trent'anni è fattibile seguendo due scenari. Nel primo, gli strumenti e le misure si concentrano su requisiti di legge e regolamenti. Nel secondo, ci si focalizza su incentivi economici e finanziari, come un rapido aumento della tassa sul CO2.
Per entrambi gli scenari serve un mix energetico e tecnologico. Il passaggio dal fossile al rinnovabile potrebbe essere attuato in modo economicamente vantaggioso in gran parte dei settori. Nelle abitazioni, la quota maggiore della fornitura proverrebbe da pompe di calore elettriche efficienti. In generale, bisognerebbe inoltre per esempio espandere i sistemi fotovoltaici, importare energia eolica e ottimizzare le capacità di stoccaggio.
Nella fase di transizione dal 2020 al 2050, la decarbonizzazione comporterebbe costi diretti e indiretti di 1,5 miliardi di franchi all'anno. Si tratta però di un investimento sensato, fa notare la WIS, soprattutto se paragonato ai 13 miliardi che la Confederazione paga ogni anno per importare combustibili fossili. Per di più, a livello di posti di lavoro, verrebbero creati 4000 equivalenti a tempo pieno.