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<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di studiare come adeguare alla mutata realtà sociale i contributi di risparmio calcolati in funzione dell'età e del sesso previsti dalla LPP fino all'età di pensionamento legale. Dovrà inoltre illustrare le modalità di transizione dall'attuale al nuovo sistema. Qui di seguito propongo due possibili varianti per il calcolo dei contributi: </p><p>Variante 1:</p><p>nessuna quota di risparmio fino a 21 anni, solo assicurazione contro i rischi.</p><p>Aliquota contributiva unica del 12 per cento dai 21 ai 64/65 anni.</p><p>Variante 2:</p><p>fino a 21 anni nessuna quota di risparmio, solo assicurazione contro i rischi</p><p>22-40 anni quota di risparmio del 9 per cento</p><p>41-50 anni quota di risparmio del 12 per cento</p><p>51-64/65 anni quota di risparmio del 15 per cento</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ha avuto più volte occasione di trattare questo argomento. Nel settembre 2006 ha adottato un rapporto in adempimento dei postulati Polla 02.3208, "LPP. Promovimento dell'impiego di persone di età superiore ai 55 anni", e gruppo PDC 05.3651, "Modifica del calcolo degli accrediti di vecchiaia LPP in modo da non sfavorire i salariati più anziani", (<a href="http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&amp;msg-id=7320">http://www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&amp;msg-id=7320</a>) dal quale è emerso che una modifica della graduazione degli accrediti di vecchiaia LPP non permetterebbe di migliorare in modo sostanziale le prospettive d'impiego dei lavoratori meno giovani. In caso di modifica, l'abbassamento degli accrediti degli assicurati di età superiore ai 45 anni causerebbe una forte riduzione della loro rendita. Di conseguenza, bisognerebbe continuare ad applicare loro l'ordinamento attuale, il che richiederebbe un periodo di transizione di 20 anni. Questo genererebbe costi poiché, simultaneamente, il nuovo ordinamento si applicherebbe agli assicurati più giovani. I costi supplementari effettivi potrebbero arrivare fino a un miliardo di franchi l'anno per 20 anni.</p><p>Quando ha trattato le iniziative parlamentari Beck 07.425, "Previdenza professionale. Accrediti di vecchiaia lineari sulla durata dell'attività professionale", e Robbiani 07.489, "Per non penalizzare i lavoratori anziani nel secondo pilastro", il Consiglio nazionale si è associato al parere del Consiglio federale e ha seguito le conclusioni del rapporto. Nel settembre del 2009 ha deciso di non dare seguito alle iniziative, adducendo ulteriori argomenti. Innanzitutto, dato che presentano un tasso di persone in cerca di impiego più basso e devono far fronte a minori oneri familiari rispetto agli assicurati più giovani, non è insensato che i lavoratori meno giovani debbano versare contributi più alti. Non sarebbe nemmeno opportuno aumentare gli accrediti degli assicurati più giovani, poiché questi hanno maggiori difficoltà ad affermarsi nella vita professionale o a rimanere nel mercato del lavoro. Va poi fatto notare che le semplificazioni proposte verrebbero ampiamente vanificate dalle complicazioni amministrative che l'attuazione di una tale modifica non mancherebbe di provocare, in quanto andrebbe applicata una doppia gestione per un periodo relativamente lungo. Il Consiglio federale ricorda inoltre che numerosi istituti di previdenza potrebbero vedersi costretti a rivedere globalmente il loro sistema di finanziamento, il che sarebbe percepito come un'ingerenza nella loro libertà di organizzazione. Vi è pertanto il rischio di creare il malcontento tra gli attori del secondo pilastro.</p><p>Per quanto concerne gli sviluppi più recenti, vanno segnalati il ritiro del postulato Recordon 11.3313, "Aliquota di contribuzione della previdenza professionale per fascia di età", il 15 giugno 2011, e la bocciatura della mozione Grin 11.3281, "Soppressione della disparità di trattamento nel secondo pilastro", da parte del Consiglio degli Stati, il 27 febbraio 2012.</p><p>Visto quanto precede, occorre sottolineare che a causa della complessità del meccanismo degli accrediti di vecchiaia LPP e dei contributi versati dai datori di lavoro e dagli assicurati, l'intervento su un elemento ha immancabilmente delle ripercussioni anche importanti sugli altri. Il cambiamento di sistema richiesto avrebbe pertanto effetti collaterali meno auspicabili. Nel quadro della prossima riforma della previdenza per la vecchiaia, il Consiglio federale intende proporre misure per promuovere e incrementare la partecipazione delle persone in età avanzata al mercato del lavoro. Nell'occasione potrà riesaminare anche la graduazione degli accrediti di vecchiaia. In questo senso propone di accogliere il postulato.</p>  Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.