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BERNA - La nuova legislazione per regolamentare banche e altri fornitori di servizi finanziari accumula ritardi: a causa dell'elevato numero di divergenze, l'oggetto sarà trattato dal Consiglio degli Stati soltanto nella sessione primaverile 2018. Lo indicano oggi i Servizi del Parlamento in una nota.
La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha proseguito l'esame delle numerose divergenze nella legge sui servizi finanziari e nella legge sugli istituti finanziari. Si tratta di una revisione che mira a proteggere maggiormente i clienti privati di banche e di gestori patrimoniali dagli investimenti a rischio, nonché ad aumentare la sorveglianza degli intermediari finanziari.
Sull'onda della crisi finanziaria del 2008 e in risposta ad una nuova direttiva europea, il Consiglio federale aveva fissato nuovi obblighi per gli operatori. Il Consiglio degli Stati, lo scorso dicembre, aveva edulcorato i due progetti di legge e nella recente sessione autunnale anche il Consiglio nazionale ha votato un ulteriore allentamento delle proposte fatte dal governo.
Tra le due camere vi sono tuttavia un gran numero di divergenze. La Commissione indica oggi di voler «perlopiù seguire le decisioni del Consiglio nazionale». Un'eccezione è quella all'obbligo di pubblicare un prospetto se l'offerta pubblica non supera un valore complessivo di 8 milioni di franchi - e non solo un valore complessivo di 2,5 milioni di franchi - su un periodo di 12 mesi.
La CET propone anche di alleggerire la responsabilità in caso di indicazioni inesatte o fuorvianti: a suo modo di vedere la responsabilità deve venire meno se si è agito con la necessaria diligenza; non si fa quindi più riferimento alla colpa.
I contenziosi tra fornitori di servizi finanziari e clienti devono, se possibile, essere regolati per mezzo di un organo di mediazione e questa procedura deve continuare ad essere gratuita per il cliente. Il Nazionale dal canto suo chiedeva che fosse «a prezzo conveniente» per il cliente.
Per quanto riguarda la multa da infliggere a banchieri e gestori patrimoniali che non hanno informato in maniera comprensibile e chiara i rispettivi clienti privati sui rischi di determinati investimenti, la Commissione insiste sui 100'000 franchi proposti dagli Stati, mentre il Nazionale ha deciso di abbassarla a 50'000.
La Commissione propone infine di mantenere la decisione del Consiglio degli Stati anche riguardo al capitale minimo e alle garanzie: i gestori patrimoniali non devono essere obbligati a stipulare un'assicurazione di responsabilità civile professionale. La legge deve dare loro la possibilità di scegliere tra questa opzione e quella di «disporre di garanzie appropriate».