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Espropriata la quota di controllo di una società, YPF, che rappresenta un quarto dell'utile operativo del gruppo Repsol
A 17 anni dalla dismissione della compagnia petrolifera Ypf, la più grande del Paese, il governo argentino oggi è tornato ad assumerne il controllo con il commissariamento immediato ed annunciato l'esproprio del 51% delle azioni in portafoglio alla spagnola Repsol che controlla la compagnia con il 57,3%. E l'annuncio arriva, con un sorprendente intervento a reti unificate, direttamente dalla presidente Cristina Fernandez de Kirchner, che, per il commissariamento, ha addirittura fatto ricorso ad un decreto.
Per l'esproprio ha invece inviato un progetto di legge al Parlamento - dove non avrà problemi per farlo approvare - in cui si dichiara di "interesse pubblico nazionale e prioritario", l'estrazione, la produzione e la commercializzazione degli idrocarburi. E si precisa che dell'intera quota delle azioni espropriate a Repsol, il 51% saranno custodite dall'Esecutivo ed il 49% dai governatorati del Paese.
Dura e pronta la reazione della Spagna, con il primo ministro Mariano Rajoy che ha convocato con urgenza un vertice con il ministro degli esteri e quello dell'industria: "ci sarà una risposta in difesa degli interessi spagnoli", ha spiegato una fonte governativa.