Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/198779

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Perché i collegamenti ferroviari notturni non sono stati inclusi negli obiettivi strategici del Consiglio federale per le FFS (periodo 2019-2022)?</p><p>2. Esistono informazioni attuali sulla domanda e la redditività dei collegamenti ferroviari notturni per la Svizzera?</p><p>3. Il Consiglio federale non vede nessuna possibilità di indire delle gare per singole linee (ad es. Zurigo-Barcellona) al fine di consentire un maggior numero di collegamenti ferroviari notturni per la Svizzera?</p><p>4. Quali misure adotta il Consiglio federale per far sì che le tariffe aeree comprendano anche i costi ecologici e che, di conseguenza, alternative come i collegamenti ferroviari notturni diventino più competitive?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le differenti evoluzioni dell'offerta nei vari Paesi europei evidenziano che i collegamenti notturni si sono affermati soprattutto nel traffico interno di Stati privi o quasi di tratte ad alta velocità, quali ad esempio Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Austria e Russia. In Paesi come Germania, Francia, Spagna e Italia, invece, si è assistito allo sviluppo di vaste reti di linee ad alta velocità, che hanno permesso di offrire collegamenti sempre più veloci e compiere viaggi sempre più lunghi durante il giorno, rendendo quindi il traffico notturno sempre più antieconomico. Considerata la forma oblunga dell'Austria, il cui territorio si sviluppa da est a ovest, le ÖBB - a differenza delle FFS - hanno sempre avuto un'importante quota di linee notturne che, grazie al rilevamento mirato di collegamenti esistenti e di materiale rotabile già impiegato, hanno potuto ampliare in modo tale da coprire i costi. Data questa particolarità, il modello delle ÖBB non è attuabile in Svizzera.</p><p>1. Il 14 dicembre 2018 il Consiglio federale ha stabilito gli obiettivi strategici per le FFS per gli anni 2019-2022, rinunciando a prescrivere l'offerta di collegamenti notturni. Nel traffico viaggiatori internazionale si attende tuttavia che le FFS rafforzino la propria posizione, sfruttando in particolare lo strumento delle cooperazioni, e garantiscano, di conseguenza, l'accesso alla rete europea ad alta velocità e l'offerta di buoni collegamenti con i principali centri economici. L'attuazione di questi obiettivi, fissati solo qualche mese fa, rientra tra le responsabilità delle FFS. In qualità di rappresentante dell'ente proprietario, la Capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) è tuttavia disposta a trattare la tematica dei collegamenti notturni nel quadro di un colloquio al vertice.</p><p>2. Il Consiglio federale non è a conoscenza di dati attuali sulla potenziale domanda e redditività di collegamenti notturni con partenza dalla Svizzera.</p><p>3. Diverse linee notturne sono state soppresse, poiché non redditizie, in particolare quando il materiale rotabile, impiegabile soltanto durante la notte e quindi costoso, era giunto al termine della vita utile. Come per il traffico a lunga distanza nazionale, il Consiglio federale ritiene che anche quello internazionale debba essere gestito in modo finanziariamente autonomo. Secondo il diritto vigente il traffico viaggiatori internazionale è possibile soltanto nell'ambito di cooperazioni. Come già detto al numero 1, nell'ambito degli obiettivi strategici il Consiglio federale si aspetta che le FFS sfruttino lo strumento della cooperazione per rafforzare la loro posizione su questo mercato e garantire buoni collegamenti con i principali centri economici.</p><p>4. La Confederazione attua diverse misure per internalizzare i costi esterni del traffico aereo, come ad esempio la riscossione di tasse d'atterraggio in funzione dell'impatto acustico dei differenti tipi di aeromobili. Le tasse d'atterraggio degli aeroporti comprendono inoltre una quota determinata dalle emissioni di sostanze nocive dei vari tipi di velivoli. Per quanto riguarda l'impatto climatico, la Svizzera punta all'integrazione del traffico aereo nel sistema di scambio di quote di emissioni. Nella sessione primaverile 2019 il Parlamento ha approvato il collegamento del sistema svizzero con quello dell'UE e quindi l'integrazione del traffico aereo in tale sistema. Con questa decisione, che il Consiglio federale prevede di porre in vigore nel 2020, il traffico aereo continentale sarà sottoposto allo scambio delle quote. La Svizzera si è inoltre impegnata a partecipare al Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation, secondo cui dal 2021 le emissioni di CO2 dei voli internazionali che superano i livelli del 2020 devono essere compensate con certificati esteri. I costi supplementari causati dall'applicazione di questi due sistemi si ripercuoteranno con ogni probabilità sui prezzi dei biglietti e quindi sul portafoglio dei passeggeri.</p>  Risposta del Consiglio federale.