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Il vulcano Shinmoedake aumenta l'attività al punto da far decidere le prime evacuazioni, pari ad almeno 1.100 persone, a causa dei "rischi concreti" collegati a lava, lapilli e soprattutto cenere.
La città di Takaharu, nella prefettura di Miyazaki (isola meridionale di Kyushu) e a 10 chilometri dal cratere, ha disposto poche ore fa "la messa in sicurezza" di circa 500 famiglie dopo che il locale osservatorio ha rilevato "l' attività più intensa" del vulcano, alto 1.421 metri, che fa parte della catena montuosa Kirishima, al confine tra le prefetture di Kagoshima e Miyazaki.
Sulla base di quanto riferito dai media nipponici, sono oltre 600 le persone già trasportate in quattro differenti rifugi. L'osservatorio di Kagoshima, invece, ha fatto sapere che non ci sono ancora le condizioni per ordinare l'evacuazione anche se l'esame delle immagini satellitari hanno mostrato l'ampliamento del fronte della lava, il cui diametro è passato dai 100 metri di giovedì ai 500 metri di sabato.
Nel frattempo, l'Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ha portato il raggio di sicurezza dal lancio di lapilli da 2 a 3 chilometri, diventato sempre più insistente. L'eruzione del Shinmoedake, partita in sordina il 26 gennaio, è la più forte degli ultimi 52 anni, con la fuoriuscita del magma per la prima volta in 189 anni.