Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/175890

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di:</p><p>1. modificare l'articolo 7 capoverso 4 dell'ordinanza sulle bandite federali (OBAF) in modo tale che gli itinerari consentiti per gli sport invernali vengano definiti sulla base non soltanto delle carte nazionali dell'Ufficio federale di topografia Swisstopo, ma anche delle guide del CAS (situazione dello 1° gennaio 2012). Nelle zone al di sopra del limite della vegetazione arborea occorre fissare limitazioni differenziate per l'inverno;</p><p>2. garantire che anche in futuro nel periodo estivo non vengano emanate limitazioni a discapito del turismo a contatto con la natura.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Le bandite federali di caccia sono state delimitate nel XIX secolo per creare zone di rifugio per gli effettivi di ungulati all'epoca fortemente decimati. Con l'entrata in vigore dell'ordinanza sulle bandite federali (OBAF; RS 922.31) è stato ampliato lo scopo delle zone protette: non sono solo bandite alla caccia, ma servono anche alla protezione e alla conservazione di specie rare e minacciate di mammiferi e uccelli nonché dei loro habitat.</p><p>Pertanto, uno degli obiettivi centrali dell'OBAF è rafforzare la protezione degli animali selvatici da disturbi provocati dallo sfruttamento del turismo del tempo libero. Per questo motivo l'articolo 5 capoverso 1 lettera g OBAF vieta l'attività sciatoria fuori delle strade, delle piste e degli itinerari segnalati. All'epoca si è concordato con i Cantoni e il CAS che gli itinerari tradizionali, a quel tempo iscritti nelle carte nazionali per attività sulla neve dell'Ufficio federale di topografia, valevano quali itinerari segnalati ai sensi dell'OBAF. In quel momento i percorsi descritti dalle guide del CAS e quelli tradizionali erano gli stessi.</p><p>Nel corso degli anni Novanta le attività alpine classiche si sono evolute in misura tale da diventare sport di massa. Le guide del CAS proponevano sempre nuovi percorsi e varianti che non venivano sottoposti alle autorità cantonali preposte al controllo della caccia per valutarne la compatibilità con la presenza di animali selvatici. Di conseguenza essi non sono mai stati autorizzati dai Cantoni. Nelle guide del CAS, inoltre, i percorsi venivano descritti meramente mediante punti di riferimento sul territorio e non rappresentati cartograficamente. Per le autorità cantonali competenti era quindi praticamente impossibile ottenere una visione d'insieme dei percorsi pubblicati.</p><p>A causa di questa situazione, nel 2012 il Consiglio federale ha modificato l'OBAF disciplinando i percorsi utilizzabili all'articolo 7 capoverso 4 in modo analogo alle zone di tranquillità per la fauna selvatica ai sensi dell'articolo 4ter dell'ordinanza sulla caccia (RS 922.01). La rete di sentieri autorizzati è stata fissata nei geodati di base delle bandite di caccia svizzere.</p><p>Gli uffici cantonali specializzati esaminano le domande di autorizzazione dei nuovi percorsi nel quadro del loro mandato di esecuzione valutandone la compatibilità con la presenza di fauna selvatica. I nuovi percorsi autorizzati dai Cantoni vengono iscritti nei geodati di base delle bandite di caccia svizzere. L'Ufficio federale di topografia (Swisstopo) provvede quindi alla loro rappresentazione sulle carte per gli sport invernali.</p><p>L'autorizzazione cantonale garantisce un equilibrio fra gli interessi delle diverse parti. Nonostante nelle 42 zone bandite alla caccia svizzere la fauna abbia la priorità, oggi vi si trovano 1300 chilometri di percorsi autorizzati e valutati compatibili.</p><p>L'inserimento automatico dell'inventario di un'associazione privata come il CAS nell'inventario federale sarebbe contrario al sistema e comporterebbe lo scavalcamento dell'autorità cantonale competente, in quanto si baserebbe sulle decisioni di un'associazione privata.</p><p>L'elaborazione di obiettivi e provvedimenti di protezione specifici e quindi anche la verifica delle restrizioni sono di competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale ritiene importante che l'elaborazione avvenga nell'ambito di processi participativi e che, oltre agli uffici competenti, vengano coinvolte anche le fasce della popolazione direttamente interessate, nonché i rappresentanti dei gruppi d'interesse. In sede di definizione degli obiettivi e dei provvedimenti è possibile trovare soluzioni differenziate anche per gli sport invernali. Quando progetti infrastrutturali, attività turistiche estive o eventi entrano in conflitto con l'obiettivo di protezione degli animali selvatici, le autorità competenti devono procedere a una ponderazione degli interessi. Nella prospettiva odierna non è considerato necessario modificare la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni o adeguare le disposizioni d'esecuzione dell'OBAF.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.