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<h2>SubmittedText<h2><p>Negli scorsi decenni la dipendenza della Svizzera da trattati e autorità internazionali è progressivamente e sistematicamente cresciuta. Negli ultimi anni i meccanismi di cooperazione a vari livelli, in origine limitati e flessibili, si sono animati di vita propria, infittendosi e rendendosi autonomi in maniera tale che oggi la conseguente perdita di sovranità è percepibile in ogni ambito. Per il Consiglio federale, i trattati e gli obblighi internazionali o bilaterali costituiscono spesso un argomento per limitare la possibilità del nostro Paese di agire sovranamente. Basterà citare a tale proposito la politica d'immigrazione e le iniziative popolari (presunta non conformità al diritto internazionale del divieto di edificare minareti e di altre iniziative popolari approvate o pendenti).</p><p>Intendiamo porre le seguenti domande:</p><p>1. Con quali misure il Consiglio federale intende restituire al Paese maggiore autonomia e libertà di agire?</p><p>2. Cosa intende fare il Consiglio federale per impedire che la volontà popolare espressa a grande maggioranza non sia annullata da un tribunale nazionale o internazionale e che i giudizi stranieri intacchino la democrazia diretta?</p><p>3. In un'intervista del 6 dicembre 2009 rilasciata al giornale "Sonntag", il consigliere federale Leuenberger ha affermato: "Dovremmo intervenire più spesso, più tempestivamente e coscienziosamente in presenza di iniziative che ledono il diritto superiore ... la prossima volta dovremmo essere più coerenti e dichiarare nulle tali iniziative. L'iniziativa sull'internamento a vita e quella contro l'edificazione di minareti ce lo insegnano" (trad.). Come vanno intese queste affermazioni del consigliere federale Leuenberger? Forse il Consiglio federale ha già preso una decisione in proposito? Esistono progetti concreti del Consiglio federale volti a porre ulteriori limiti al diritto costituzionale, oltre a quelli del diritto internazionale cogente? In caso affermativo, quali? Oppure il consigliere federale Leuenberger ha semplicemente violato il principio della collegialità?</p><p>4. Quali misure sono ritenute necessarie dal Consiglio federale per impedire futuri conflitti tra diritto internazionale e diritto nazionale, nel pieno rispetto dei diritti popolari?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>In seguito alla globalizzazione sempre più settori sottostanno a regole internazionali. Le relazioni tra gli Stati poggiano su trattati internazionali. Parallelamente all'intensificazione di tali relazioni aumentano anche i trattati internazionali che fondano diritti e doveri per la Svizzera. Quest'ultima assume consapevolmente e volontariamente i suoi obblighi internazionali, valutandone accuratamente vantaggi e svantaggi. L'approvazione da parte del Parlamento e il referendum in materia di trattati internazionali garantiscono inoltre la legittimazione democratica degli obblighi internazionali. In quanto Paese di piccole dimensioni che dipende dalle esportazioni e dalle importazioni, la Svizzera deve poter contare su solide relazioni giuridiche con gli altri Stati. Il Consiglio federale lo osservava già in un messaggio del 1919 sulle convenzioni internazionali d'arbitrato affermando che: "La più grande forza dello Stato piccolo consiste nel suo giusto diritto." Tale affermazione è tuttora valida.</p><p>Viste queste considerazioni, il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste dagli autori dell'interpellanza:</p><p>1. Gli accordi internazionali sono uno strumento importante della politica svizzera. In quanto accordi bi- o multilaterali non statuiscono soltanto diritti, bensì anche obblighi; da una parte estendono, dall'altra limitano l'autonomia giuridica. Nel complesso essi permettono comunque alla Svizzera di estendere notevolmente il proprio margine di manovra. Senza OMC, AELS e numerosi accordi bilaterali con i partner commerciali nei settori del libero scambio, della protezione degli investimenti e della doppia imposizione, l'economia svizzera sarebbe notevolmente svantaggiata. Gli accordi internazionali sono necessari anche per permettere ai nostri cittadini di soggiornare in modo sicuro all'estero svolgendovi eventualmente un'attività lucrativa. In tale ambito si possono menzionare gli accordi sui trasporti terrestri e sul traffico aereo e l'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE, come pure la garanzia dei diritti umani fondamentali da parte dei Patti ONU e della CEDU. Inoltre, molti dei problemi urgenti che caratterizzano la nostra epoca non possono essere affrontati in maniera adeguata da un singolo Stato. Le regole per la protezione del clima e la salvaguardia delle risorse naturali sono più efficienti se valgono su scala universale. L'adesione della Svizzera al Protocollo di Kyoto e la sua partecipazione all'Agenzia europea dell'ambiente rafforza anche la capacità d'agire della Svizzera in quest'ambito. La lotta contro il terrorismo e i crimini gravi può essere condotta efficacemente soltanto mediante la cooperazione internazionale, ad esempio nell'ambito della Convenzione internazionale per la repressione del finanziamento del terrorismo. L'ONU offre un contributo decisivo per la stabilità internazionale e la soluzione di problemi globali. Un'organizzazione internazionale efficace fondata su una base legale è perciò anche nell'interesse della Svizzera. Riassumendo, il Consiglio federale ritiene che gli obblighi internazionali finora assunti dalla Svizzera estendano il suo margine di manovra e siano nell'interesse dei suoi cittadini. Intende garantire che ciò rimarrà così anche in futuro.</p><p>2. Se violano il diritto federale, le decisioni popolari cantonali possono essere abrogate dal Tribunale federale. Ciò è opportuno e necessario per preservare l'unità del nostro Paese. Per quanto riguarda le iniziative popolari federali, la Svizzera riconosce in linea di principio il primato del diritto internazionale. Sono tuttavia possibili delle eccezioni. Una siffatta eccezione è costituita dal primato del diritto costituzionale posteriore. Le autorità competenti devono perciò mettere in atto un'iniziativa popolare contraria al diritto internazionale. I tribunali internazionali sono competenti soltanto nel caso in cui lo preveda un trattato internazionale ratificato dalla Svizzera secondo la procedura prevista dalla Costituzione nel rispetto dei diritti popolari. Tuttavia nemmeno tali tribunali possono annullare le decisioni popolari federali, perché le loro sentenze hanno effetto diretto solo a livello di diritto internazionale. Un esempio è la CEDU. In caso di ricorso, la Corte europea dei diritti dell'uomo potrebbe constatare che una disposizione costituzionale riconducibile a un'iniziativa popolare è contraria alla CEDU. Essa non avrebbe tuttavia la competenza di abrogare detta disposizione costituzionale. In un caso del genere spetta alla Svizzera adottare le misure necessarie per adempiere agli obblighi di diritto internazionale assunti. Considerata questa situazione non vi è alcuna necessità di intervenire in questo ambito.</p><p>3. Il Consiglio federale si esprimerà ampiamente in merito alla relazione tra iniziative popolari e diritto internazionale nel suo rapporto sulla relazione tra diritto internazionale e diritto nazionale, redatto in adempimento di due postulati presentati rispettivamente dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (07.3764) e dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (08.3765). Il rapporto illustra diverse possibilità che consentirebbero di evitare conflitti tra iniziative popolari e obblighi di diritto internazionale della Svizzera. Le affermazioni fatte dai membri del governo in merito a possibili opzioni d'intervento per il futuro non costituiscono una violazione del principio di collegialità. Esprimono invece la preoccupazione, condivisa da tutto il collegio governativo, che l'impossibilità totale o parziale di attuare le iniziative popolari accolte in votazione, che sia per motivi giuridici o di fatto, può in ultima analisi nuocere alla democrazia diretta, come è emerso in particolare nel caso dell'iniziativa sull'internamento a vita.</p><p>4. Il Consiglio federale ha già adottato misure per impedire conflitti tra il diritto internazionale e il diritto nazionale. In ogni messaggio su una nuova legge federale o su un'iniziativa popolare il collegio governativo verifica la conformità al diritto internazionale. D'altro canto, prima di firmare un accordo internazionale, il Consiglio federale verifica che esso sia conforme al diritto nazionale. Nel summenzionato rapporto il Consiglio federale spiegherà se ritiene opportune ulteriori misure.</p>  Risposta del Consiglio federale.