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Le acque delle più gravi inondazioni verificatisi in quasi due decenni nell'area che comprende vaste regioni indiane (il Bihar, l'Assam e Meghalaya) e il Bangladesh hanno cominciato a ritirarsi domenica dopo aver provocato ingentissimi danni. Un bilancio ancora molto provvisorio parla di una sessantina di decessi. I soccorritori hanno lottato per giorni per aiutare milioni di persone rimaste bloccate dalle piogge torrenziali e dalle seguenti inondazioni provocate dallo straripamento del fiume Brahmaputra e dei numerosi corsi d'acqua che sfociano nel Golfo del Bengala.
In Bangladesh, le acque alluvionali provenienti dal nord-est dell'India hanno rotto un importante argine del fiume Borak, condiviso dai due Paesi, inondando almeno 100 villaggi. Arifuzzman Bhuiyan, capo del Centro statale di previsione e allarme per le inondazioni del Bangladesh, ha dichiarato all'AFP che le inondazioni hanno colpito circa il 70% del distretto di Sylhet, la città più grande della regione, e circa il 60% del distretto di Sunamganj.
Il capo del distretto di Sylhet, Mozibur Rahman, ha dichiarato che la diga, situata a Zakiganj, al confine con l'India, potrà essere riparata solo quando il livello dell'acqua scenderà ulteriormente.