Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/155583

<h2>SubmittedText<h2><p>Nel 2012 la CPE-N si è dichiarata favorevole all'inserimento, come parte integrante, di un capitolo sulla sostenibilità negli accordi di libero scambio, auspicando che la Malaysia ratifichi il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, nonché le otto convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Nel 2014 la Malaysia ha respinto tutte le raccomandazioni formulate dalla Svizzera nel quadro dell'esame periodico universale (Universal Periodic Review), tra cui quella relativa alla ratifica degli accordi summenzionati. Purtroppo stando agli avvenimenti più recenti - in particolare la condanna per sodomia del capo dell'opposizione malaysiana Anwar Ibrahim - la situazione relativa ai diritti umani in Malaysia sembra peggiorare invece di migliorare.</p><p>1. In quale misura il Consiglio federale è riuscito a includere nei negoziati sul libero scambio con la Malaysia il capitolo sulla sostenibilità - secondo quanto auspicato dalla CPE-N - e la ratifica delle principali convenzioni dell'ONU e di quelle sui diritti umani, nonché delle convenzioni fondamentali dell'OIL?</p><p>2. Il Consiglio federale come intende seguire le indicazioni della CPE-N?</p><p>3. Come ritiene di trattare nei negoziati sul libero scambio la questione della condanna del capo dell'opposizione e, in generale, dello Stato di diritto?</p><p>4. Il Consiglio federale ha previsto un esame della situazione relativa ai diritti umani per scongiurare eventuali conseguenze negative di un ALS?</p><p>5. È previsto un monitoraggio dei casi di violazione dei diritti umani, dei danni ambientali e del livello di corruzione?</p><p>6. L'accordo di libero scambio comprenderà una clausola di sospensione o di rescissione applicabile in caso di peggioramento della situazione, ad esempio sotto forma di clausola di recesso?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2. Le discussioni sull'integrazione di un capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibili (disposizioni su standard ambientali e del lavoro) costituiscono parte integrante degli attuali negoziati per la conclusione di un accordo di partenariato economico tra l'AELS e la Malaysia. La Svizzera punta inoltre a integrarvi una serie di rinvii ai più importanti strumenti internazionali in materia di diritti umani nonché ai principi e ai diritti fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Il nostro Paese intende inoltre tematizzare con la Malaysia le prospettive di ratifica di due patti dell'ONU: quello sui diritti civili e politici e quello sui diritti economici, sociali e culturali. Dopo tre tornate negoziali sono già stati conseguiti buoni risultati in questi campi.</p><p>3. I negoziati di libero scambio non sono la piattaforma ideale per tematizzare la condanna di Anwar Ibrahim. La Svizzera vi ha già reagito attraverso i consueti canali. L'ambasciata elvetica a Kuala Lumpur, in particolare, ha ribadito alle autorità malaysiane quanto siano importanti per il nostro Paese i principi dello Stato di diritto e il diritto a un processo equo. La Svizzera solleverà la questione durante il prossimo dialogo politico con la Malaysia, previsto ancora quest'anno nel nostro Paese, e nell'ambito del Consiglio dei diritti dell'uomo non appena possibile.</p><p>4. Il Consiglio federale si è pronunciato più volte sulla necessità di ricorrere a studi d'impatto nell'ambito dei negoziati di libero scambio. Per quanto concerne gli studi sui diritti umani, la complessità delle problematiche prese in esame, le difficoltà nell'individuare e risalire le catene di causalità e l'assenza di dati statistici adeguati fanno sì che le ipotesi di lavoro e le conclusioni che ne risultano sono spesso lacunose e/o fuorvianti. Il Consiglio federale continua a seguire da vicino gli sviluppi pratici di questi studi a livello internazionale, soprattutto sotto il profilo metodologico. Secondo il Consiglio federale, inoltre, proseguire il dialogo e la cooperazione è un approccio adeguato ed efficace per rispondere alle sfide che i partner della Svizzera devono talvolta affrontare durante il loro processo di sviluppo economico.</p><p>5. L'attuazione delle disposizioni contenute negli accordi di libero scambio, comprese quelle sulla sostenibilità, è monitorata dai comitati misti istituiti attraverso ogni singolo accordo. Questi comitati si riuniscono a intervalli regolari per facilitare l'attuazione degli ALS e risolvere eventuali problemi. In vista di queste riunioni la SECO si procura informazioni dai servizi competenti dell'amministrazione federale (ambasciate comprese), dagli ambienti economici, dalle associazioni di categoria e da ogni altra organizzazione interessata.</p><p>6. Tutti gli ALS della Svizzera o dell'AELS contengono clausole di recesso. Ogni parte è quindi libera di recedere da un accordo di libero scambio qualora lo ritenga opportuno. Il Consiglio federale tiene comunque a sottolineare che un recesso unilaterale da parte della Svizzera non migliorerebbe la situazione sociale, ambientale e dei diritti umani in certi Paesi partner. È più ragionevole, invece, proseguire sulla via del dialogo e della cooperazione costruttiva, cercando di convincere i propri interlocutori piuttosto che isolarli e stigmatizzarli.</p>  Risposta del Consiglio federale.