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RIYAD - Appuntamento il 18 aprile: l'Arabia Saudita ha scelto un mercoledì per sbarazzarsi del divieto che, da 35 anni, impedisce alla gente di recarsi al cinema. Semplicemente perché non ci sono sale, bandite da una legge datata inizio anni Ottanta e finalmente superata nel dicembre 2017.
Adesso ne arriveranno quaranta, in quindici città nei prossimi cinque anni. Si comincia a Riyad, dove tutto è pronto per l'inaugurazione del cinema-teatro realizzato dalla Amc Entertainment Holdings, a seguito di un accordo con il fondo sovrano Pif per la gestione delle strutture. Che, entro il 2030, potrebbero arrivare addirittura a 100, di sicuro più di 50 in 25 località.
Per il debutto nella nuova era è stato scelto il distretto finanziario King Abdullah della capitale e locali inizialmente destinati a fare da sala da concerto sinfonica. «Non credo che inauguri una nuova era per la libertà di espressione - ha dichiarato però ad Al Jazeera Joseph Fahim, critico e programmatore cinematografico egiziano - Ci sono regole concrete che nessun cineasta saudita può trascendere, vale a dire tutto ciò che riguarda la famiglia reale».
Intanto, il popolo "ripiega" su Netflix e altri servizi di streaming, cui oggi hanno accesso già milioni di cittadini, mentre per i bambini sono già stati proiettati lungometraggi animati in teatri di fortuna, tra gennaio e marzo.