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«Dopo la conferenza a Lugano, attenzione al rischio corruzione in Ucraina»
Dopo la Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina, che si terrà la prossima settimana a Lugano, bisognerà fare attenzione al forte rischio rappresentato dalla corruzione. A lanciare l'allarme è Transparency International, secondo cui le istituzioni del Paese, nonostante i notevoli progressi compiuti dal 2014, sono ancora troppo deboli.
Gruppi criminali organizzati e i funzionari corrotti vedrebbero un'opportunità irresistibile se improvvisamente venissero messe in circolazione nel Paese grandi quantità di denaro che in realtà provengono dall'estero come aiuti alla ricostruzione, scrive oggi l'organizzazione non governativa (ONG) con sede a Berlino in una nota.
Insieme al Basel Institute on Governance, Transparency International stima che attualmente - dopo quattro mesi di guerra - siano necessari almeno mille miliardi di dollari per riparare i danni causati dalla guerra e per la ricostruzione in Ucraina.
L'ONG consiglia all'Ucraina di procedere quanto prima a nominare funzionari con posizioni di responsabilità nelle agenzie anticorruzione, la maggior parte delle quali sono attualmente vacanti. Sollecita inoltre una maggiore trasparenza nel reperimento dei beni nascosti all'estero e consiglia una maggiore efficienza nel recupero dei beni sottratti per mezzo della corruzione, in modo che questi fondi possano essere utilizzati per la ricostruzione.
Transparency International sollecita inoltre un'efficace riforma del sistema giudiziario in Ucraina: esso è attualmente è bloccato fino alla Corte Costituzionale.
Nulla minaccerebbe il «Cremlino cleptocratico» di Mosca più di «un'Ucraina integra risorta dalle sue ceneri», conclude l'organizzazione.