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Sono passati vent'anni da quando il pallone aerostatico Breitling Orbiter 3 fece il giro del mondo senza scali, pilotato dallo svizzero Bertrand Piccard e dal suo compagno d'avventura britannico Brian Jones.
Compiere un giro intorno al globo ininterrotto in mongolfiera era considerato una delle ultime, grandi sfide del XX secolo. Altri, ricchi avventurieri come Richard Branson e Steve Fossett avevano fallito, e non furono gli unici: dieci team ci provarono in tutto 21 volte.
A Bertrand Piccard bastarono due tentativi, nel 1997 e 1998, prima di riuscire nell'impresa insieme a Brian Jones.
I due aeronauti atterrarono infine nel deserto dell'Egitto il 21 marzo del 1999, dopo aver viaggiato per 45'755 chilometri in 19 giorni, 21 ore e 55 minuti. Fu il volo più lungo della storia dell'aviazione, per durata e distanza coperta.
Una mongolfiera 'hi-tech'
Il Breitling Orbiter 3, alto 55 metri, era alimentato da gas propano, contenuto in cilindri di titanio montati sui fianchi della navicella.
Il team installò, prima del decollo, quattro contenitori aggiuntivi di combustibile che si rivelarono essenziali per completare il viaggio. La navicella è ora esposta al National Air and Space Museum dell'aeroporto di Washington-Dulles.
Bertrand Piccard, figlio dell'esploratore subacqueo Jacques Piccard e nipote del pilota di mongolfiere Auguste Piccard, intraprese poi insieme al co-pilota André Borschberg il primo giro del mondo su un aereo a energia solare con Solar Impulse, completato nel 2016. È un convinto sostenitore delle tecnologie pulite.
Traduzione dall'inglese di Rino Scarcelli