Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/76735

<h2>SubmittedText<h2><p>Sono rare le votazioni federali dalle quali non scaturiscono sensibilità diverse tra la Svizzera tedesca e la Svizzera romanda, anche se poi queste non sempre si traducono nei risultati finali. I dibattiti politici organizzati in Svizzera romanda vedono a confronto perlopiù solo politici romandi, i quali raramente partecipano a dibattiti nella Svizzera tedesca o italiana. Ancor più rari sono i telespettatori francofoni che seguono la trasmissione "Arena", e possiamo supporre che siano poco numerosi anche gli svizzero-tedeschi e i ticinesi che guardano "Infrarouge", per citare solo due trasmissioni politiche sui canali pubblici.</p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a fare in modo che le reti pubbliche propongano trasmissioni politiche bilingui, con oratori delle varie regioni linguistiche, messe a disposizione di tutto il pubblico svizzero. Dovrebbe essere organizzato un simile dibattito perlomeno per ogni oggetto di votazione federale.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Promuovere lo scambio e la coesione tra le varie regioni del Paese, le comunità linguistiche e le culture è un compito di fondamentale importanza che viene pertanto esplicitamente menzionato nella concessione SSR. Questo testo stabilisce che la SSR deve adempiere il suo mandato mediante la diffusione di programmi di pari valore in tutte le lingue ufficiali.</p><p>Viste le esperienze fatte finora con le trasmissioni plurilingui la prudenza è d'obbligo. La concessione del 18 novembre 1992 aveva autorizzato la SSR ad allestire un quarto programma televisivo plurilingue (S Plus). Questo progetto era stato interrotto perché gli indici d'ascolto non erano sufficienti e perché il pubblico considerava insolito questo concetto. Inoltre, dal 1993 al 2001 la SSR ha offerto (sul canale svizzero tedesco SF DRS) varie trasmissioni, anche politiche, con una traduzione simultanea in francese. Un progetto con cui si voleva promuovere la comprensione reciproca tra le regioni. All'inizio del 2002 si è tuttavia dovuto rinunciare alla traduzione simultanea soprattutto per motivi finanziari ma anche per un mancato utilizzo. Come sottolinea la SSR, le trasmissioni politiche plurilingui presuppongono che i partecipanti e il pubblico conoscano più lingue. Per questi motivi ha preferito offrire trasmissioni politiche in una sola lingua, alle quali venivano invitati politici di altre regioni, in grado di esprimersi nella lingua della trasmissione.</p><p>Alla luce di quanto precede, la SSR ha scelto un'altra soluzione per adempiere il mandato d'integrazione. Ora i temi che riguardano tutta la Svizzera vengono trattati nelle trasmissioni politiche redazionali di ogni regione linguistica. Sarebbe inoltre illusorio voler offrire una singola trasmissione politica per tutte le regioni linguistiche della Svizzera, in quanto il modo di scegliere, trattare e presentare un tema politico e di produrre una trasmissione in merito varia da cultura a cultura come pure le aspettative del pubblico televisivo. La SSR deve considerare questi aspetti nelle sue trasmissioni redazionali e adattare la sua offerta in base alla regione linguistica.</p><p>Tenendo conto delle esperienze fatte finora e rispettando l'autonomia dei programmi garantita dall'articolo 93 capoverso 3, il Consiglio federale ritiene che ora non vi sia motivo di rimettere in discussione la soluzione scelta dalla SSR per sostenere il mandato d'integrazione o di emanare direttive su come allestire le singole trasmissioni.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.