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La dolorosa sconfitta contro la Svezia negli ottavi di finale del Mondiale in Russia rimarrà l’ultima partita di Valon Behrami con la maglia della Svizzera. Come ha dichiarato alla Rsi il 33enne ticinese (tra l’altro capitano nella sfida con gli scandinavi), il ct della nazionale Vladimir Petkovic lo ha chiamato nel pomeriggio per comunicargli la sua esclusione dalla selezione elvetica.
«Pensavo fosse una chiamata di cortesia, invece a sorpresa era per mettermi alla porta – ha dichiarato il centrocampista dell’Udinese, 83 presenze e due gol nei 13 anni in cui ha vestito rossocrociato, durante i quali ha preso parte a 4 Coppe del mondo (unico calciatore della storia del calcio svizzero a farlo) –. Al Mondiale ci sono state tantissime dinamiche che non mi sono piaciute, che andavano contro quello che ho sempre cercato di fare per questa nazionale, ossia renderla unita, mentre in Russia è arrivato un messaggio di divisione (il riferimento è al gesto dell’aquila albanese mimato da Xhaka, Shaqiri e Lichtsteiner contro la Serbia e a quanto accaduto in seguito, ndr)».
Secondo Behrami, che proprio dopo la recente Coppa del mondo aveva confermato l'intenzione di non interrompere la sua carriera internazionale, la scelta di Petkovic (che in un evidente piano di ringiovanimento avrebbe deciso di escludere anche Johan Djourou, Gelson Fernades, e Stephan Lichtsteiner), sarebbe politica. «L'allenatore potrà dire quello che vuole, ma è evidentemente una scelta politica, presa da qualcuno che del calcio non conosce nulla».