Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/123486

<h2>SubmittedText<h2><p>Dopo il deposito dei postulati Fournier e Zuppiger, la Confederazione si è a sua volta dichiarata pronta a misurare i costi regolamentari di tutti i progetti. Sia le Camere, sia il Consiglio federale hanno voluto in tal modo manifestare in modo chiaro la loro volontà di conoscere le conseguenze (soprattutto finanziarie) di leggi e ordinanze nuove. Anche se la SECO non ha ancora concluso l'elaborazione del relativo manuale, il metodo è sufficientemente noto da consentire l'avvio della misurazione dei costi regolamentari di progetti particolarmente importanti. Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere in maniera dettagliata alle domande seguenti:</p><p>1. Quali sono i costi regolamentari causati dall'ordinanza concernente la nuova legge sul CO2? A quanto ammontano (in franchi svizzeri)?</p><p>2. In che modo il Consiglio federale può garantire la misurazione dei costi regolamentari causati dall'ordinanza sul CO2?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. I postulati Zuppiger 10.3592 e Fournier 10.3429 chiedono al Consiglio federale un rapporto sui costi regolamentari per le imprese, in particolare per le PMI. La nuova legge sul CO2, che viene concretizzata nella relativa ordinanza, entrerà in vigore il 1° gennaio 2013. Rispetto all'attuale legislazione sul CO2, a partire dal 2013 vi sarà tendenzialmente una semplificazione delle misure e degli strumenti e l'onere per le imprese tenderà piuttosto a diminuire. Quantificare con un onere proporzionato i costi reali precisi non è possibile. Si possono tuttavia fare le seguenti constatazioni qualitative:</p><p>- Gli importatori di carburanti fossili: al fine di limitare i costi dell'obbligo di compensazione, il legislatore ha fissato un supplemento di prezzo massimo sui carburanti fossili di 5 centesimi al litro. I costi per l'adempimento dell'obbligo di compensazione (costi per lo sviluppo del progetto e costi d'esercizio, eccettuate le eventuali sanzioni) possono essere scaricati sui consumatori e nel periodo 2013-2020 non possono superare mediamente l'importo massimo stabilito per legge.</p><p>- Importatori di autovetture: i grandi importatori riceveranno a fine anno la fattura finale conteggiata sulla base dell'omologazione del tipo di vetture importate dedotti gli acconti corrisposti. Quale alternativa si possono notificare su base volontaria le emissioni precise di CO2. L'onere può essere definito modesto, tanto più che, a tal fine, vengono messe a disposizione delle soluzioni standard. I piccoli importatori devono accollarsi un esiguo onere supplementare, in quanto non possono più chiedere direttamente l'immatricolazione dei veicoli attraverso il cantone, ma devono inoltrare all'Ufficio federale delle strade i dati dei veicoli importati prima dell'immatricolazione e versare in anticipo un'eventuale sanzione.</p><p>- Grandi imprese soggette all'obbligo di partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni e pertanto esentate dalla tassa CO2 sui carburanti: devono sostenere un onere iniziale per la fornitura dei dati, il quale serve per calcolare l'attribuzione gratuita dei diritti d'emissione e per elaborare una strategia di monitoraggio. In tale ambito sono sostenute da esperti. Per i prossimi anni, l'onere amministrativo sarà causato soprattutto dal monitoraggio delle emissioni di gas serra e dalla redazione di un rapporto di monitoraggio. I costi variano da un'impresa all'altra. Imprese particolarmente efficienti dal punto di vista energetico possono vendere i diritti di emissione in eccedenti, imprese meno efficienti devono per contro acquistare diritti di emissione oppure, se ammessi, certificati di riduzione delle emissioni per il raggiungimento dell'obiettivo.</p><p>- Tassa sul CO2 sui carburanti e possibilità di esenzione: l'aliquota massima della tassa fissata nella legge ammonta a 120 franchi per tonnellata di CO2. Le imprese che vantano notevoli emissioni di CO2 e che competono a livello internazionale possono chiedere l'esenzione dalla tassa se stipulano con la Confederazione un impegno di riduzione. Per le imprese che rinunciano all'esenzione, l'aumento dei costi può essere definito moderato. Poiché i proventi della tassa sul CO2 vengono distribuiti in gran parte all'economia e alla popolazione, i beneficiari netti (ad es. imprese di servizi con basso consumo energetico) della tassa sul CO2 possono addirittura trarre beneficio da un eventuale aumento della tassa (la ridistribuzione è più elevata della tassa sul CO2 da versare). Un incremento della tassa sul CO2 può costituire per le imprese un incentivo maggiore per farsi esentare dalla tassa mediante la stipula di un impegno di riduzione.</p><p>L'elaborazione di un impegno di riduzione comporta costi finanziari e di personale unici, cui si aggiungono i costi d'investimento per l'attuazione delle misure e i costi per il monitoraggio annuo. Le imprese vengono sostenute da agenzie come ad esempio l'Agenzia dell'energia per l'economia (AenEc). L'adesione all'AenEc comporta costi annui pari a 6000 franchi, per le PMI il contributo è inferiore. Per l'elaborazione dell'obiettivo stabilito e per il monitoraggio, sono a disposizione strumenti ausiliari standard, i quali permettono di ridurre al minimo le spese d'esecuzione.</p><p>Poiché sono da attuare soltanto misure economiche che possono essere compensate nel giro di pochi anni, un'impresa con bassi consumi energetici beneficia ovviamente dell'attuazione di queste misure. Per l'esecuzione dell'esenzione dalla tassa è prevista a partire dal 2013 una serie di semplificazioni delle norme che comporteranno una riduzione degli oneri per autorità e imprese. Inoltre, sempre a partire dal 2013, beneficeranno della ridistribuzione dei proventi della tassa sul CO2 anche le imprese esentate. Alle piccole imprese con un volume di emissioni annuo inferiore a 1500 tonnellate di CO2 viene offerto un modello di esenzione alquanto semplificato con provvedimenti standard. Il raggiungimento dell'obiettivo viene valutato non in base alle emissioni effettive, ma in base alla prova che il provvedimento è stato effettuato. Un monitoraggio dettagliato diventa pertanto superfluo.</p><p>2. Una misurazione dei costi regolamentari effettivi previsti dalla legislazione sul CO2 riveduta comporterebbe oneri molto elevati per le autorità e per le imprese. I singoli provvedimenti hanno un impatto diverso sulle imprese interessate, per cui la misurazione andrebbe effettuata per ogni singola impresa. Applicare questa procedura a tutti i provvedimenti della legislazione sul CO2 sarebbe una misura sproporzionata rispetto all'obiettivo della regolamentazione, ovvero non solo di conoscere i costi ma anche di ridurli, senza sminuire i benefici della stessa. Gli oneri salariali molto diversificati a seconda del settore, rendono inoltre difficile confrontare ogni onere aziendale. Spesso non è quindi possibile associare l'onere di un'impresa a una determinata regolamentazione. Da un lato, il monitoraggio in funzione dell'esenzione della tassa sul CO2 consente ad alcune imprese di provare anche di aver adempiuto alle disposizioni cantonali oppure di ottenere tariffe ridotte da determinate imprese di approvvigionamento energetico. Dall'altro, motivi d'interesse potrebbero indurre molte imprese a ridurre le emissioni di loro iniziativa anche rinunciando ad applicare la regolamentazione (ad es. per ridurre i propri costi o per motivi d'immagine).</p>  Risposta del Consiglio federale.