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La versione fornita stamani agli inquirenti ginevrini dal barista coinvolto la notte di San Silvestro in un "alterco" con il consigliere di Stato Mark Muller contrasta con quella fornita ufficialmente sabato dal "ministro" PLR. Lo hanno indicato oggi alla stampa gli avvocati del dipendente della discoteca.
Secondo il responsabile del bar del "Moulin à Danses", il consigliere di Stato non ha svolto il ruolo di "giustiziere" che afferma di aver rivestito per difendere l'amica. Al contrario: sarebbe stato lui ad aggredire "vigliaccamente" il barista alle spalle, circondandogli il collo con il braccio e spingendolo contro una transenna. Il "ministro" gli avrebbe anche detto "hai aggredito la mia amica, ora ti uccido", prima di colpirlo alla schiena.
Sabato scorso, Muller aveva ammesso che vi era stato contatto fisico col dipendente del locale, un "alterco virile" dovuto agli insulti e all'aggressione subiti dalla sua compagna. Il capo del dipartimento delle costruzioni si è pure scusato, riconoscendo di aver avuto un comportamento "non all'altezza" della sua carica.
Secondo gli avvocati del barista, soltanto i testimoni della scena potranno determinare quale delle due versioni è la giusta. Spetterà quindi al procuratore generale Daniel Zappelli decidere se avviare un'indagine penale.
I vertici del PLR ginevrino, dal canto loro, hanno deplorato ieri la "mancanza di dignità" del magistrato, ma non hanno preso decisioni riguardo alla ricandidatura di Muller nel 2013. Un'assemblea dei delegati del PLR è prevista per domani.
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