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BERNA - Affrontando il controprogetto diretto elaborato dal parlamento all'iniziativa dell'UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati", il Consiglio degli Stati ha approvato con 26 voti contro 17 il nuovo articolo costituzionale sull'integrazione. Il dossier torna al Nazionale per alcune divergenze formali.
L'articolo sull'integrazione ha fornito ad alcuni esponenti dell'UDC l'occasione per difendere ancora l'iniziativa del loro partito. Per Hannes Germann (UDC/SH) e Maxilimian Reimann (UDC/AG), il nuovo articolo costituzionale mischia repressione degli atti violenti commessi da stranieri con l'integrazione, due ambiti a loro dire indipendenti l'uno dall'altro. L'articolo costituzionale non rispetterebbe quindi l'unità di materia pretesa dalla stessa Carta fondamentale ed andrebbe stralciato.
Sempre da parte dell'UDC, ma anche di altri esponenti borghesi, si è rimproverato alla commissione preparatoria di non aver condotto una procedura di consultazione degna di questo nome per tener conto dell'opinione dei cantoni, tanto da suscitare da parte di alcuni di essi malumori.
La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha replicato che l'articolo costituzionale non fa che descrivere una situazione che esiste già a livello di politica d'integrazione e che quest'ultima prevede la cooperazione tra Confederazione, cantoni e comuni. "Non vi sono novità materiali", ha dichiarato la ministra di giustizia e polizia, precisando che l'unità di materia è rispettata.
SDA-ATS