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Dal punto di vista tematico, il Forum di Salvador de Bahia dovrebbe portare sulle questioni di accesso alla terra e di organizzazione della resistenza. In un comunicato pubblicato all’inizio di giugno da un centinaio di ONG brasiliane si evocano già possibili slogan della riunione, come “Resistenza vuole dire trasformazione”. Il comitato del collettivo riunisce rappresentanti dei movimenti sociali dello Stato federale di Bahia, quelli delle ONG brasiliane attive a livello federale, ma anche attivisti del consiglio internazionale del FSM. Il loro obiettivo è che in marzo 2018 anche numerose delegazioni internazionali si rechino a Salvador de Bahia.
La visione di un membro fondatore
Francisco « Chico » Whitaker, un noto co-fondatore del Forum sociale mondiale, scrive, in un testo che deve ancora essere discusso dal consiglio internazionale del FSM : « La convocazione di un forum tematico a Salvador de Bahia è la prova della volontà di mobilitazione a livello planetario per oltrepassare il capitalismo. » Per lui le sfide dei movimenti sociali in Brasile sono le stesse che quelle dei partiti e movimenti di sinistra in tutto il mondo. Il progetto di Donald Trump negli Stati Uniti “è solo un esempio particolarmente clamoroso di quello che succede in molti altri luoghi: un rafforzamento del fascismo e dell’odio dello straniero.” Un incontro internazionale di tutti coloro che vi si oppongono è molto importante per scambiare esperienze sulla resistenza e creare nuove alleanze, scrive ancora Whitaker.
Chiarificare i concetti e le strategie
Whitaker, laureato del Premio Nobel alternativo nel 2006, dà la priorità a due aspetti nella fase attuale di convocazione dell’incontro di Salvador de Bahia: a) la forma concreta di questo forum e b) il modo in cui si inserirà nel futuro del Forum sociale mondiale vero e proprio – delle questioni, queste, trattate dal consiglio internazionale.
La proposta “Bahia 2018” si iscrive nell’idea che il futuro del movimento appartiene ai fora tematici. Come per i fora locali, regionali e nazionali, bisogna “creare spazi aperti” per lavorare su temi “secondo l’approccio della democrazia di base e dell’autogestione.” Whitaker è ottimista “che concentrandosi su lotte concrete sarà più facile elaborare proposte concrete e azioni chiare.” Niente si oppone al fatto che un forum come quello di marzo 2018 abbia il termine “mondiale” nel titolo, visto che oggi già tutti i fora sociali hanno un orientamento globale – come per esempio il Forum sociale mondiale anti-nucleare previsto a Parigi nel novembre 2017. La moltiplicazione di fora tematici globali è un buon modo per sostenere l’allargamento e il networking planetario di modo da opporsi efficacemente al mostro capitalista, afferma Whitaker.
Whitaker risponde anche implicitamente alla critica che i fora sociali mondiali – l’ultimo si è svolto nel 2016 per la prima volta nell’emisfero Nord, a Montreal – sono morti, che si assomigliano tutti e che soffrono di una burocratizzazione dei processi.
Ridefinire i compiti
I fora tematici potrebbero essere l’uscita dalla crisi in cui si trova il comitato internazionale del FSM da qualche tempo, pensa Whitaker. Il comitato internazionale era stato creato nel 2001, dopo la prima edizione del Forum sociale mondiale di Porto Alegre – che all’epoca era stato lanciato quasi come una contro-manifestazione al Forum economico mondiale di Davos. All’ultima riunione del consiglio internazionale in gennaio 2017 a Porto Alegre hanno partecipato solo 30 dei 170 delegati. Whitaker aveva già constatato al FSM di Tunisi, nel 2015, che il consiglio internazionale era diventato uno spazio immobile, difficile da gestire e quasi incapace di agire.
Quale cofondatore del movimento, il militante anti-nucleare brasiliano Whitaker propone che in futuro il consiglio si riunisca una volta all’anno per una settimana per discuter dell’evoluzione globale e delle strategie di lotta contro il neoliberalismo. Deve essere evidente per tutti coloro che ci lavorano nelle loro regioni “che un altro mondo è possibile”. Se sulla base di dinamiche realmente esistenti ciò avrà senso, allora varrà la pena di organizzare di nuovo un vero e proprio Forum sociale mondiale, aperto a tutti i temi.
Chico Whitaker non studia solo nuove forme e compiti del Forum sociale mondiale. Considera che anche la simbologia è importante: “Perchè non organizzare questa settimana di un nuovo consiglio internazionale in gennaio 2018, parallelamente al Forum economico mondiale di Davos, di nuovo a Porto Alegre?”