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Mentre la Grecia ora targata Syriza, 'il più vecchio malato d'Europa', rimane immersa in incertezze e instabilità, per il Portogallo questa settimana segna "un anno senza troika", rileva la stampa di Lisbona.
Un risultato conseguito, ha sottolineato il premier conservatore Pedro Passos Coelho, che ha guidato la politica di lacrime e sangue di uscita dalla crisi del paese negli ultimi 4 anni, "con uno sforzo colossale". Lisbona ora ha lasciato le secche della recessione ed è entrata in un ciclo di crescita, anche se a un ritmo ancora lento e con livelli di disoccupazione che rimangono alti.
Da maggio 2014 sono finiti i controlli degli ispettori di Ue-Bce-Fmi. "Non abbiamo chiesto più tempo o più soldi. Abbiamo conseguito una uscita pulita dalla crisi e nessuno ci ha imposto un programma di tutela", ha detto il vicepremier Paulo Portas. Il governo portoghese per ora non ha allentato la linea dell'austerità e del contenimento della spesa pubblica, che considera chiave per il rilancio della economia del paese.