Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/144468

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di bloccare i versamenti di qualsiasi contributo di coesione all'UE fintanto che questa non avrà modificato il proprio approccio nei confronti del nostro Paese.</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Dall'inizio degli anni 1990 la Svizzera sostiene, nell'ambito della cooperazione con l'Europa dell'Est, gli ex Paesi comunisti della regione allo scopo di promuovere la pace, la democrazia e l'economia di mercato, preservando gli interessi economici svizzeri. Dal 2007 la Svizzera persegue questi sforzi nei nuovi Stati membri dell'UE mediante il contributo autonomo all'allargamento per attenuare le disparità economiche e sociali nell'UE allargata. I crediti quadro destinati al contributo, che ammontano complessivamente a un miliardo di franchi per i dieci Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 e a 257 milioni di franchi per la Romania e la Bulgaria, sono stati approvati dal Parlamento rispettivamente nel 2007 e 2009. I due crediti quadro si basano sulla legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est.</p><p>Il Consiglio federale è dell'avviso che sospendere l'attuazione del contributo all'allargamento sia inopportuno.</p><p>Tale contributo permette alla Svizzera di operare a favore della sicurezza, della stabilità, della prosperità e della democrazia in Europa nonché di rafforzare le sue relazioni bilaterali con i nuovi Stati membri dell'UE, tutelando anche gli interessi svizzeri. L'attuazione concreta del contributo è prevista da accordi quadro bilaterali che la Svizzera ha concluso direttamente con i nuovi Stati membri. Fatta salva una dichiarazione comune d'intesa (memorandum d'intesa del 27 febbraio 2006 tra il Consiglio federale svizzero e il presidente del Consiglio dell'Unione europea e addendum al memorandum per la Romania e la Bulgaria del 25 giugno 2008) che disciplina i grandi campi tematici del finanziamento e la chiave di ripartizione del contributo svizzero tra gli Stati membri, l'UE non è coinvolta nell'attuazione del contributo. I fondi del contributo ai dieci Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 risultavano interamente stanziati alla fine del primo semestre 2012 e il 93 per cento (datato ad aprile 2014: il 62 per cento dei fondi sono stati stanziati in via definitiva e il 31 per cento in via provvisoria) dei fondi destinati a Romania e Bulgaria sono già stati vincolati per l'elaborazione di programmi specifici. La sospensione del contributo andrebbe pertanto a scapito di progetti già approvati dalla Svizzera e in parte anche realizzati. Sarebbero soprattutto i Paesi partner e i responsabili locali dei progetti a subirne le conseguenze. Il provvedimento richiesto dall'autore della mozione non è pertanto adeguato per incidere sul corso delle discussioni e dei negoziati attualmente in corso con l'UE, che dovrebbero proseguire a seguito dell'approvazione, da parte di quest'ultima, del mandato negoziale il 6 maggio 2014.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.