Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/129774

<h2>SubmittedText<h2><p>Gli assicuratori contro gli infortuni allestiscono elenchi degli atti temerari che danno luogo a consistenti riduzioni delle prestazioni assicurative. Tuttavia è molto grave che la popolazione non conosca i contenuti e le conseguenze di tali elenchi, che incidono sulla vita degli interessati e possono ridurli in povertà. Una nuova decisione del Tribunale federale, riportata dalla "NZZ" del 5 dicembre 2012 ("Fataler Sprung ins trübe Wasser"), sanziona addirittura un'attività che non è espressamente annoverata in un tale elenco. </p><p>Non sono chiari i criteri sulla base dei quali siano stati allestiti gli elenchi né come si garantisca che questi ultimi siano comunicati e applicati in modo corretto e uniforme. </p><p>Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Corrisponde al vero che nell'ambito delle assicurazioni sociali sono gli assicuratori e/o una commissione ad hoc a decidere le modalità con cui ridurre in modo massiccio o rifiutare prestazioni di base previste dalla legge? Secondo il Consiglio federale, la base legale di cui all'articolo 39 LAINF, rispettivamente all'articolo 50 OAINF, è sufficiente affinché terzi possano adottare decisioni di tale portata?</p><p>2. Secondo quali criteri vengono allestiti e costantemente aggiornati gli elenchi degli atti temerari? Il Consiglio federale conosce questi criteri?</p><p>3. È garantito che gli assicuratori contro gli infortuni applichino tali elenchi in modo corretto e uniforme? Come viene eseguita la vigilanza? Vi sono sufficienti possibilità di ricorso?</p><p>4. Il Consiglio federale è a conoscenza dell'entità delle riduzioni di prestazioni? Quali sono gli atti temerari per cui vengono rifiutate delle prestazioni e quante sono quelle negate? Qual è stata l'evoluzione delle riduzioni delle prestazioni (costi di cura, indennità giornaliere, prestazioni d'invalidità) negli ultimi dieci anni? Quali conseguenze hanno le decisioni degli assicuratori contro gli infortuni sulle prestazioni d'invalidità?</p><p>5. Prima che si verifichi un eventuale sinistro, gli assicurati vengono informati per tempo e adeguatamente sulle conseguenze finanziarie degli atti temerari? Non sarebbe forse opportuno che un servizio neutrale informasse periodicamente e adeguatamente gli assicurati (soprattutto i nuovi affiliati) sui rischi finanziari di tali atti? Una maggiore informazione e trasparenza contribuirebbero a migliorare la prevenzione degli infortuni?</p><p>6. È ipotizzabile, sulla base dei principi di correttezza, certezza del diritto e legalità, disciplinare in modo uniforme e trasparente in un'ordinanza i criteri, le modalità di allestimento, l'utilizzazione degli elenchi degli atti temerari e l'adeguata informazione degli assicurati in merito agli elenchi in generale e agli atti in particolare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1./2./6. Fondandosi sull'articolo 39 della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20), il Consiglio federale ha stabilito nell'articolo 50 capoverso 2 dell'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS 832.202) che vi è atto temerario se l'assicurato si espone a un pericolo particolarmente grave senza prendere o poter prendere le precauzioni per limitare il rischio a proporzioni ragionevoli. Nel caso di infortuni non professionali dovuti ad un atto temerario, le prestazioni in contanti sono ridotte della metà e sono rifiutate nei casi particolarmente gravi (art. 50 cpv. 1 OAINF). Queste riduzioni sono volte a proteggere la totalità degli assicurati da un eccessivo onere dei premi derivante da rischi eccezionali o particolarmente elevati in attività non aziendali.</p><p>Dottrina e giurisprudenza distinguono tra atti temerari assoluti e relativi. Si parla di atto temerario assoluto quando un'azione pericolosa non merita di essere protetta o quando per la vita e l'integrità della persona l'azione comporta un pericolo talmente elevato da non poter essere limitato a proporzioni ragionevoli nemmeno in circostanze favorevoli. Si definisce atto temerario assoluto per esempio la partecipazione a una corsa automobilistica o di motocross o il base-jumping, ma anche il fatto di schiacciare un bicchiere con la mano. Si parla di atto temerario relativo quando la persona assicurata, pur avendone la possibilità, non ha ridotto in maniera accettabile un'attività degna di protezione in sé, ma oggettivamente rischiosa e pericolosa. Alcuni esempi di atti temerari relativi sono il canyoning e gli sport invernali fuoripista praticati senza tenere in alcun conto le abituali regole.</p><p>Sulla base della definizione di cui all'articolo 50 capoverso 2 OAINF, spetta in linea di principio all'assicuratore decidere se qualificare un incidente come atto temerario. Per poter garantire una prassi quanto più possibile unitaria, nonostante la pluralità degli assicuratori, nella sua raccomandazione n. 5/83 la "commissione ad hoc danni LAINF" riporta un elenco degli sport e delle attività che costituiscono atti temerari relativi o assoluti. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale questa raccomandazione non costituisce un'istruzione destinata agli organi di esecuzione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e non è vincolante; serve tuttavia nella pratica a garantire il pari trattamento, motivo per cui assume particolare rilevanza. Come dimostrano i fatti, in ultima istanza è solitamente la giurisprudenza a decidere se di atto temerario si tratta e, se sì, di che tipo.</p><p>La definizione di atto temerario prescelta lascia spazio alle situazioni di pericolo più disparate ed eccezionali e permette di considerare le circostanze particolari dei singoli casi concreti e di tenere conto degli sviluppi imprevedibili, per esempio delle attività svolte nel tempo libero con nuovi sport a rischio. Per questo motivo il Consiglio federale non ritiene opportuno fornire una nuova definizione di atto temerario o una lista esaustiva.</p><p>3. La decisione di riduzione o di rifiuto delle prestazioni a causa di un atto temerario deve essere inderogabilmente notificata all'assicurato per scritto e con l'indicazione delle possibilità di ricorso. Considerate queste premesse, l'assicurato può adire le vie legali ordinarie fino al Tribunale federale. Il collegio governativo ritiene pertanto che la protezione giuridica e l'equa applicazione del diritto siano sufficientemente garantite.</p><p>4. In caso di infortuni non professionali, riconducibili a un atto temerario, vengono ridotte solamente le prestazioni in denaro (indennità giornaliera, rendita, indennità per menomazione dell'integrità o assegno per grandi invalidi). Non è prevista invece alcuna riduzione delle prestazioni di cura e dei rimborsi delle spese. Il numero di riduzioni in caso di infortuni nel tempo libero legati a pericoli eccezionali e ad atti temerari, nel periodo 2004-2009 ammontava in media a 450 casi, l'entità delle prestazioni ridotte si aggirava tra i 2,3 e i 3,1 milioni di franchi. In quasi tutti i casi vi è stata una riduzione del 50 per cento. Il numero di casi è troppo ridotto per stilare una statistica significativa sulle oscillazioni annue. Sulla base dei dati disponibili si può prevedere che circa un terzo dei casi è legato a incidenti di motocross. Particolarmente interessati sono inoltre gli incidenti di corse motociclistiche, gare di pugilato e altri sport a rischio.</p><p>Solitamente la riduzione o il rifiuto delle prestazioni in denaro nell'assicurazione contro gli infortuni non si ripercuotono sulle prestazioni dell'assicurazione invalidità perché non sussistono i requisiti per la decurtazione previsti dall'articolo 21 capoverso 1 della legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (intenzione, crimine, delitto).</p><p>5. Sui siti Internet di diversi assicuratori contro gli infortuni e dell'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (UPI) si fa riferimento al pericolo di riduzione delle prestazioni in caso di atti temerari. Una pubblicazione più ampia di elenchi non esaustivi, nonché una sensibilizzazione mirata in merito alla riduzione o al rifiuto delle prestazioni nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni potrebbero rendere decisamente più efficace la prevenzione degli infortuni. Per questo motivo suscita consensi il potenziamento dell'informazione da parte dei diversi attori della prevenzione degli incidenti. Risulta tuttavia difficile stimare in che misura gli amanti di sport a rischio si astengano dal praticarli proprio in considerazione delle ripercussioni finanziarie in caso di danno. Il Consiglio federale non ritiene necessario creare appositamente un ufficio d'informazione neutrale.</p>  Risposta del Consiglio federale.