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Un turco espulso per 10 anni dalla Svizzera a causa di diverse condanne penali ha ottenuto ragione per la seconda volta dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, e 5000 euro (6150 franchi) di risarcimento per torto morale.
Secondo il tribunale europeo la Svizzera ha violato il suo "diritto al rispetto della sfera privata e famigliare".
Il turco, oggi 31enne, era stato condannato a 13 mesi e mezzo di carcere per una impressionante serie di reati compiuti quando aveva tra i 14 e i 20 anni. Nel 2003 il Servizio degli stranieri neocastellano ha ordinato la sua espulsione amministrativa a tempo indeterminato, una decisione confermata nel 2004 dal Tribunale federale appellandosi all'interesse pubblico.
La Corte di Strasburgo ha dato ragione al giovane delinquente nel 2008. Interpellato con una richiesta di revisione, il Tribunale federale ha ridotto nel luglio 2009 a 10 anni la durata dell'espulsione, con effetto retroattivo al 2003.
Dando seguito a un nuovo ricorso, la corte europea bacchetta nuovamente la giustizia elvetica in una sentenza pubblicata oggi. A suo avviso, la Svizzera "non sembra aver rispettato un giusto equilibrio" tra gli interessi privati del turco e della sua famiglia e quelli pubblici: l'ordine e la sicurezza pubblici, come il rischio di recidiva.
Secondo la corte di Strasburgo 10 anni sono pur sempre "una durata considerevole nella vita di una persona", che "non può passare per necessaria in una società democratica". A suo avviso, il Tribunale federale "avrebbe dovuto annullare puramente e semplicemente" l'espulsione con effetto immediato.
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