Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01199.jsonl.gz/657

I finanziatori delle campagne di votazione possono dormire sonni tranquilli: nessuno chiederà loro di dichiararsi pubblicamente. Lo ha deciso la maggioranza del Consiglio Nazionale che oggi ha respinto per 97 voti a 72 una mozione che auspicava maggiore trasparenza in questo settore.
La mozione elaborata dalla Commissione delle istituzioni politiche degli Stati voleva che i comitati d'iniziativa e altre organizzazioni comunicassero alla Cancelleria federale le donazioni superiori a 10 mila franchi.
Una minoranza - soprattutto a sinistra - ha difeso questa proposta appellandosi alla trasparenza e al diritto del pubblico di conoscere i finanziatori, e quindi anche gli interessi in gioco. Non si tratta in ogni caso di impedire le donazioni in vista di una votazione, né di limitarne l'ammontare, hanno precisato i favorevoli.
Una maggioranza borghese ha spazzato via la mozione, adducendo a motivo l'onere amministrativo causato alla Cancelleria federale, tenuto conto del numero elevato di votazioni annuali in Svizzera e della miriade di comitati. Vi è poi anche il problema temporale: "A partire da quando vanno comunicate queste donazioni?" si sono chiesti alcuni oratori.
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>