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Il Mar di Tasmania è considerato uno dei stretti di mare più duri al mondo, dove sono avvenuti diversi incidenti in mare. Diversi di questi sono però il risultato di inesperienza e poca preparazione. Per attraversarlo è necessaria una buona pianificazione, nonché una buona preparazione della barca.
Il Mar di Tasmania, anche chiamato “The Ditch”
Il Mar di Tasmania, anche chiamato “The Ditch”, è un mare marginale del Pacifico meridionale, situato tra l’Australia e la Nuova Zelanda. È largo all’incirca 2’000 km e si estende per 2’800 km, dalla Tasmania a poco sopra Brisbane, dove inizia il Mare dei Coralli.
Il mare prende il nome dall’esploratore olandese Abel Tasmania, il quale è stato il primo europeo registrato ad incontrare la Nuova Zelanda e la Tasmania. In seguito l’esploratore britannico James Cook navigò anche lui sul Mar di Tasmania nel 1770, come parte del suo primo viaggio di esplorazione.
Sebbene abbia la reputazione di essere uno dei tratti di acqua più duri del mondo, in alcuni periodi dell’anno la traversata di questo stretto può essere piacevole e abbastanza tranquilla. Ciò non toglie che é necessaria una corretta pianificazione e preparazione del viaggio.
Meteo
Le condizioni meteorologiche nel Mare di Tasmania possono essere molto variabili in qualsiasi momento dell’anno. In generale, i venti occidentali (W) prevalgono nella metà a sud del Mar di Tasmania, in particolar modo nell’inverno australe, mentre i venti da Est o Sud Est prevalgono nella metà nord del Mar di Tasmania, specialmente durante l’estate australe.
È comunque da tenere presente che il Mar di Tasmania non si trova né nelle latitudini tropicali né interamente nelle latitudini dei “40 ruggenti” dove si trovano i venti occidentali, ma bensì nella Latitudine dei Cavalli, dove i venti possono soffiare a qualsiasi forza, da qualsiasi direzione e in qualsiasi momento dell’anno.
Un’altra particolarità è il sistema di alte e basse pressioni presente in quest’area: esso si sposta da Ovest a Est, alternando una bassa pressione con un alta, ininterrottamente. Tuttavia tra estate e inverno c’è una differenza: in estate questo sistema si sposta verso il polo sud e tra una bassa e alta pressione possono passare anche 6-8 giorni, mentre in inverno si sposta verso l’equatore con una frequenza di ca. 2-3 giorni.
Il periodo migliore per traversare il Mar di Tasmania dall’Australia alla Nuova Zelanda è dunque l’estate australe, in particolar modo nei mesi di febbraio-marzo.
Al contrario, dalla Nuova Zelanda al New South Wales il periodo ideale è aprile-maggio, mentre per il Queensland il periodo migliore è maggio-giugno.
Pianificazione
Tra la Nuova Zelanda e l’Australia ci sono più o meno 1200 NM. Ad una media di circa 7 nodi, dovremmo riuscire a percorrerli in 7-10 giorni. L’animazione sottostante mostra la meteo di 5 giorni ad inizio maggio: come si può vedere non è un buon periodo per far rotta a Sidney.
Partiremo da Whangarei, faremo tappa a Opua (Port of Entry) per fare l’uscita dalla Nuova Zelanda e poi ci dirigeremo verso l’isola di Norfolk. Non ci fermeremo su quest’isola, ma a quella latitudine inizieremo a dirigerci verso Bundaberg, situato nel Queensland (appena sopra Brisbane). In pratica sul confine con il mare dei Coralli.
Dovremo cosi trovare gli alisei da SE-E e restare fuori dal centro di questo sistema di alte e basse pressioni.
A causa delle frequenti e talvolta imprevedibili variazioni del vento e del tempo, durante la navigazione nel Mar di Tasmania è importante poter consultare giornalmente le previsioni. A bordo avremo il satellitare per scaricare i file GRIB.
Un’altro punto importante da tenere presente ė che sarà necessario dirigersi verso il punto di atterraggio stabilito e non arrivare più a sud perché poi ci si troverebbe a dover navigare contro la corrente proveniente da nord e che segue la costa australiana.
La nostra traversata
Abbiamo percorso poco più di 1500 miglia nautiche di cui 1000 a motore in quanto non c’era vento e il mare era praticamente quasi sempre piatto.
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