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CHIASSO - Le guardie di confine non devono essere facilmente identificabili. L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) ha accolto la richiesta di rinunciare all'obbligo d'indossare la targhetta nominativa.
Della questione si era già parlato per quanto riguarda il personale ferroviario a contatto con la clientela. E in difesa della privacy delle guardie di confine, lo scorso dicembre il sindacato Transfair aveva mandato a Berna una petizione firmata da circa 750 collaboratori dell'AFD.
«Transfair ha riconosciuto i rischi di questa possibilità d'identificazione e si è battuta presso l'AFD per ottenere il giusto diritto alla privacy» si legge in una nota.
L'obbligo d'indossare la targhetta nominale resterà ora in vigore fino all'introduzione delle nuove uniformi. Però sarà consentito indossare un numero d'identificazione. La decisione spetta al singolo collaboratore. «L'AFD non accetterà interferenze e imposizioni da parete di superiori o colleghi».