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Il licenziamento di uno dei segretari di Unia Vaud sta causando problemi all'interno del sindacato. Insieme ad altri segretari, l'uomo ha contestato la sua classificazione salariale e minacciato di sospendere alcune attività. Secondo Unia non c'era altra soluzione che l'allontanamento.
Laurent Tettamanti, responsabile degli elettricisti vodesi, è stato licenziato lunedì. Assieme a cinque suoi colleghi, si era lamentato di essere pagato in base a una classe salariale troppo bassa rispetto ai compiti che svolgeva, in particolare all'interno delle commissioni paritetiche.
I sei hanno protestato e minacciato di sospendere il lavoro nelle paritetiche. La situazione si è aggravata a tal punto che Laurent Tettamanti, probabilmente il più determinato, è stato licenziato. "Mi hanno sbattuto fuori come un poco di buono. Ho avuto dieci minuti per raccogliere le mie cose in una scatola", ha detto all'agenzia Keystone-ATS giovedì, confermando gli articoli pubblicati da Le Courrier e 24 Heures.
Il responsabile vodese di Unia, Yves Defferrard, ha spiegato che il nuovo sistema salariale a livello nazionale è stato introdotto nel 2016. I dipendenti hanno avuto la possibilità di presentare ricorso contro la propria classificazione. Nessuno l'ha fatto a Unia Vaud.
Per quanto riguarda il dipendente interessato, Defferrard riconosce la qualità del suo lavoro, ma afferma che "in passato ci sono stati diversi segnali allarmanti. Questo ultimo evento ha dimostrato che non c'erano alternative al licenziamento", ha aggiunto. Secondo Laurent Tettamanti invece quello ricevuto l'anno scorso "era un avvertimento politico". "Non ero in linea con i burocrati sindacali, che trascorrono più tempo al centro padronale che con i lavoratori", ha detto.
Il Comité d'action des électriciens vaudois (CAEV) ha espresso il suo sostegno al segretario congedato in un comunicato stampa nel quale denuncia "un management mafioso inaccettabile". A suo avviso, Tettamanti chiedeva solo "la rigorosa applicazione del regolamento e della tabella degli stipendi". Il CAEV ha criticato anche la gestione della comunicazione da parte di Unia, che dallo scorso anno chiede la rimozione del sito web CAEV e della pagina Facebook.