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Il Governo statunitense ha avviato una "straordinaria campagna di sensibilizzazione" nei confronti dei paesi alleati per persuadere le compagnie di telecomunicazioni a non usare le apparecchiature prodotte da Huawei. Lo scrive il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza della situazione.
Diversi funzionari americani, secondo il quotidiano internazionale pubblicato a New York, avrebbero informato in merito a rischi sulla cybersicurezza, le loro controparti governative e i dirigenti delle telecomunicazioni in paesi come Germania, Italia e Giappone, dove i prodotti Huawei sono ampiamente affermati.
Dal canto suo Huawei si è detta sorpresa dai comportamenti descritti nell'articolo. "Se il comportamento di un Governo si estende oltre la sua giurisdizione, tale attività non dovrebbe essere incoraggiata", ha dichiarato un portavoce di Huawei. "Prodotti e soluzioni Huawei sono ampiamente usati in oltre 170 paesi in tutto il mondo, servono 46 dei primi 50 operatori mondiali, aziende e centinaia di milioni di consumatori. Ci scelgono perché si fidano pienamente".
Lo scorso 14 novembre il quotidiano The Australian, aveva rivelato che la Casa Bianca si prepara ad annunciare restrizioni formali nei prossimi mesi, che rispecchieranno misure adottate dall'Australia e avranno l'effetto di bandire tutte le compagnie di telecomunicazioni cinesi da ogni coinvolgimento nella rete mobile 5G.
Un mese fa il governo di Canberra aveva di fatto messo al bando compagnie cinesi come i colossi delle telecomunicazioni Huawei e ZTE, considerati vicini al Governo di Pechino, dalla rete mobile 5G, dopo che le agenzie di intelligence avevano concluso che non potrebbero garantire la sicurezza della rete. La tecnologia 5G promette tra l'altro di connettere miliardi di apparecchi e di rendere possibili maxi download in pochi secondi.
Pechino ha negato, anche in quell'occasione, di usare le sue compagnie di telecomunicazione come un braccio dei suoi servizi di intelligence.
ANSA/M. Ang.
- RG delle 12.30 del 23 novembre 2018; il servizio di Marzio Minoli