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NEW YORK - Il ministro della Giustizia americano, William Barr, chiede a Facebook di sospendere i piani per il criptaggio dei suoi tre servizi di messaggistica fino a quando le autorità non saranno in grado di determinare se la mossa riduca o meno la sicurezza pubblica.
La richiesta di Barr è stata avanzata in una lettera a Facebook datata 4 ottobre e anticipata dai media americani. Nella missiva si spiega come il «rafforzamento della sicurezza nel mondo virtuale non dovrebbe renderci più vulnerabili nel mondo reale».
Facebook prevede di integrare e criptare i suoi servizi di messaggistica Messenger, Instagram e WhatsApp. Un'indagine recente del New York Times ha messo in evidenza come la tecnologia del criptaggio aiuta i predatori a condividere pedopornografia online in modalità decisamente più difficili da rintracciare per le autorità.
Barr mette in evidenza come la sua richiesta a Facebook è appoggiata dalla Gran Bretagna e dall'Australia. «Le aziende non dovrebbero deliberatamente mettere a punto sistemi che precludono ogni forma di accesso al contenuto, anche nel caso di indagini sui reati più seri» scrive Barr.
Facebook replica secca: «Crediamo nel diritto delle gente di poter avere conversazioni private online, in qualunque parte del mondo» afferma la società, sottolineando di essere contraria ai tentativi dei governi di creare 'porte secondarie' che metterebbero a rischio la privacy e la sicurezza.