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Incarto n. 16.98.00112 Lugano 10 marzo 1999 /kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 21 settembre 1998 presentato da ___________ (patr. dall’avv. ___________) contro la sentenza 1° settembre 1998 del Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 28 novembre 1997 da ___________ (patr. dall’avv. ___________) con la quale l’istante ha chiesto la condanna dei convenuti al pagamento di fr. 4’769.05 oltre accessori, nonché il rigetto dell’opposizione da loro interposta al PE no. dell’UEF domande parzialmente accolte dal primo giudice, letti ed esaminati gli atti considerato in fatto e in diritto: 1. I coniugi ___________, proprietari di un fondo nel Comune di __________, si erano rivolti all’arch. ___________ incaricandolo di allestire uno studio circa la fattibilità della costruzione su questo fondo di una casa di abitazione per un costo complessivo di fr. 500’000.-. A tal fine l’arch. ___________, agendo quale loro rappresentante, ha contattato diversi specialisti tra i quali lo ___________, perchè allestisse i piani da allegare alla domanda di costruzione nonché i preventivi di spesa per la realizzazione dell’impianto di riscaldamento. Poiché il costo complessivo della costruzione superava l’importo preventivato, i coniugi ___________ hanno interrotto le trattative con l’arch. ___________ rinunciando alla costruzione, per la quale avevano peraltro già ottenuto la necessaria licenza edilizia (doc. E). Con istanza 28 novembre 1997 lo ___________, dopo aver allestito la documentazione necessaria alla realizzazione dell’impianto di riscaldamento e di quello sanitario con i relativi preventivi di spesa, ha convenuto in giudizio ___________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 4’769.05. L’importo fatto valere dall’istante è composto di: fr. 3’841.95 a saldo del suo onorario per le prestazioni effettuate a favore dei convenuti, fr. 525.- per spese sostenute e fr. 1’050.- a titolo di risarcimento danni per rottura ingiustificata del contratto. Con la risposta, i convenuti hanno contestato di aver mai conferito alcun incarico alla ditta istante con la quale non avrebbero mai avuto contatti, curati invece dall’arch. ___________. Con le conclusioni hanno poi ammesso il loro ruolo di committenti, ma hanno eccepito che oggetto del contratto sono state unicamente le opere di riscaldamento e non anche gli impianti sanitari. Tenuto conto dell’acconto di fr. 1’000.- già versato, hanno riconosciuto la pretesa avversaria limitatamente a un ulteriore importo di fr. 1’648.-, pari cioè al valore del lavoro svolto limitatamente all’allestimento di un preventivo circa i presumibili costi delle opere di riscaldamento. Contestano pure il credito di fr. 1’050.– per rottura del contratto, la stessa essendo da addebitare semmai al progettista. 2. Con il querelato giudizio il primo giudice, accertata la conclusione tra l’istante e i convenuti -chiamati in causa quali debitori solidali- di un contratto di appalto avente per oggetto la progettazione dell’impianto di riscaldamento e sanitario oltre all’allestimento dei relativi preventivi di spesa per la casa che i convenuti intendevano costruire, ha accolto l’istanza limitatamente a fr. 4’414.50. Il segretario assessore, posto che i convenuti non hanno contestato l’effettiva esecuzione da parte dell’istante delle prestazioni oggetto della fatturazione controversa, ha unicamente ridotto a fr. 192.10 la pretesa per spese esposta dall’istante. 3. Con il presente tempestivo gravame ___________ sono insorti contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Essi rimproverano al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le prove in merito all’estensione dell’incarico conferito all’istante, incarico che contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice l’istante non ha provato, così come gli imponeva l’art. 8 CC. Con osservazioni 12 ottobre 1998 la controparte postula la reiezione del ricorso. 4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo ( DTF 122 III 316 consid. 4a). 5. Oggetto del ricorso è l’estensione del mandato conferito all’istante, ossia se questo contemplava anche la progettazione delle opere sanitarie o solo quelle relative all’impianto di riscaldamento. L’art. 8 CC impone a chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto l’obbligo di provarla. In conseguenza di questa norma fondamentale, la mancanza della prova delle circostanze di fatto costitutive del diritto obbliga il giudice a decidere in sfavore di chi pretende l’esistenza del diritto ( Kummer, Berner Kommentar, n. 20 ad art. 8 CC). In quest’ottica, spettava quindi all’istante provare di aver ottenuto dai convenuti -per il tramite del loro rappresentante arch. ___________- l’incarico di allestire i piani relativi agli impianti sanitari. Contrariamente a quanto preteso dai ricorrenti, la conclusione del primo giudice che ha ritenuto provata questa circostanza, non è arbitraria poiché trova almeno parziale riscontro nelle risultanze istruttorie, non foss’altro che in base al rapporto di rappresentanza –ammesso dai convenuti– instauratasi per il tramite dell’arch. ___________. Ma, prima ancora di verificare gli elementi a sostegno della tesi della ditta istante, va osservato che l’art. 78 CPC impone alle parti di esporre tutti i fatti, le domande, le eccezioni e le motivazioni di diritto negli allegati preliminari, e ciò per garantire alle parti il contraddittorio sull’oggetto della contestazione. Il fatto di sollevare un’eccezione, per la prima volta, con le conclusioni rappresenta così una novità inammissibile ( Cocchi/Trezzini, CPC, art. 78, n. 1, 2 e altri). Del pari è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti prove ed eccezioni in sede di appello, rispettivamente di ricorso per cassazione ( Cocchi/Trezzini, op.cit., art. 331, n. 2). In concreto, l’estensione del mandato alle sole opere da riscaldamento è argomento assente dalla risposta di causa, mentre è stato presentato –subordinatamente– in sede di conclusioni 30 giugno 1998. Esce pertanto dalla contestazione, finendo per rappresentare una novità anche in questa sede. Se su questo tema v’è un accenno nello scritto 20 ottobre 1997 del patrocinatore dei convenuti (doc. 2), il verbale di risposta nulla dice, salvo rinviare a questo documento per quanto riguarda “le osservazioni tecniche” ivi contenute. Per questo motivo di fondo il ricorso non può essere accolto. Le spese seguono la soccombenza. Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 21 settembre 1998 di ___________ è respinto. 2. Le spese del presente giudizio, consistenti in: a) tassa di giustizia fr. 200.– b) spese fr. 50.– fr. 250.– già anticipate dai ricorrenti, rimangono a loro carico con l’obbligo solidale di versare alla controparte fr. 400.– a titolo di ripetibili di questa sede. 3. Intimazione: ____________ Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città. Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria

Incarto n. 16.98.00112 Incarto n. 16.98.00112

Incarto n. Lugano 10 marzo 1999 /kc Lugano

Lugano 10 marzo 1999 /kc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: composta dei giudici:

composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: segretaria:

segretaria: Petralli Zeni, vicecancelliera Petralli Zeni, vicecancelliera

Petralli Zeni, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 21 settembre 1998 presentato da

___________ (patr. dall’avv. ___________) ___________

(patr. dall’avv. ___________)

contro contro

la sentenza 1° settembre 1998 del Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 28 novembre 1997 da

___________ (patr. dall’avv. ___________) ___________

(patr. dall’avv. ___________)

con la quale l’istante ha chiesto la condanna dei convenuti al pagamento di fr. 4’769.05 oltre accessori, nonché il rigetto dell’opposizione da loro interposta al PE no. dell’UEF domande parzialmente accolte dal primo giudice,

letti ed esaminati gli atti

considerato

in fatto e in diritto:

1. I coniugi ___________, proprietari di un fondo nel Comune di __________, si erano rivolti all’arch. ___________ incaricandolo di allestire uno studio circa la fattibilità della costruzione su questo fondo di una casa di abitazione per un costo complessivo di fr. 500’000.-. A tal fine l’arch. ___________, agendo quale loro rappresentante, ha contattato diversi specialisti tra i quali lo ___________, perchè allestisse i piani da allegare alla domanda di costruzione nonché i preventivi di spesa per la realizzazione dell’impianto di riscaldamento.

Poiché il costo complessivo della costruzione superava l’importo preventivato, i coniugi ___________ hanno interrotto le trattative con l’arch. ___________ rinunciando alla costruzione, per la quale avevano peraltro già ottenuto la necessaria licenza edilizia (doc. E).

Con istanza 28 novembre 1997 lo ___________, dopo aver allestito la documentazione necessaria alla realizzazione dell’impianto di riscaldamento e di quello sanitario con i relativi preventivi di spesa, ha convenuto in giudizio ___________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 4’769.05. L’importo fatto valere dall’istante è composto di: fr. 3’841.95 a saldo del suo onorario per le prestazioni effettuate a favore dei convenuti, fr. 525.- per spese sostenute e fr. 1’050.- a titolo di risarcimento danni per rottura ingiustificata del contratto.

Con la risposta, i convenuti hanno contestato di aver mai conferito alcun incarico alla ditta istante con la quale non avrebbero mai avuto contatti, curati invece dall’arch. ___________. Con le conclusioni hanno poi ammesso il loro ruolo di committenti, ma hanno eccepito che oggetto del contratto sono state unicamente le opere di riscaldamento e non anche gli impianti sanitari. Tenuto conto dell’acconto di fr. 1’000.- già versato, hanno riconosciuto la pretesa avversaria limitatamente a un ulteriore importo di fr. 1’648.-, pari cioè al valore del lavoro svolto limitatamente all’allestimento di un preventivo circa i presumibili costi delle opere di riscaldamento. Contestano pure il credito di fr. 1’050.– per rottura del contratto, la stessa essendo da addebitare semmai al progettista.

2. Con il querelato giudizio il primo giudice, accertata la conclusione tra l’istante e i convenuti -chiamati in causa quali debitori solidali- di un contratto di appalto avente per oggetto la progettazione dell’impianto di riscaldamento e sanitario oltre all’allestimento dei relativi preventivi di spesa per la casa che i convenuti intendevano costruire, ha accolto l’istanza limitatamente a fr. 4’414.50. Il segretario assessore, posto che i convenuti non hanno contestato l’effettiva esecuzione da parte dell’istante delle prestazioni oggetto della fatturazione controversa, ha unicamente ridotto a fr. 192.10 la pretesa per spese esposta dall’istante.

3. Con il presente tempestivo gravame ___________ sono insorti contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Essi rimproverano al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le prove in merito all’estensione dell’incarico conferito all’istante, incarico che contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice l’istante non ha provato, così come gli imponeva l’art. 8 CC.

Con osservazioni 12 ottobre 1998 la controparte postula la reiezione del ricorso.

4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo ( DTF 122 III 316 consid. 4a).

5. Oggetto del ricorso è l’estensione del mandato conferito all’istante, ossia se questo contemplava anche la progettazione delle opere sanitarie o solo quelle relative all’impianto di riscaldamento.

L’art. 8 CC impone a chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto l’obbligo di provarla.

In conseguenza di questa norma fondamentale, la mancanza della prova delle circostanze di fatto costitutive del diritto obbliga il giudice a decidere in sfavore di chi pretende l’esistenza del diritto ( Kummer, Berner Kommentar, n. 20 ad art. 8 CC).

In quest’ottica, spettava quindi all’istante provare di aver ottenuto dai convenuti -per il tramite del loro rappresentante arch. ___________- l’incarico di allestire i piani relativi agli impianti sanitari.

Contrariamente a quanto preteso dai ricorrenti, la conclusione del primo giudice che ha ritenuto provata questa circostanza, non è arbitraria poiché trova almeno parziale riscontro nelle risultanze istruttorie, non foss’altro che in base al rapporto di rappresentanza –ammesso dai convenuti– instauratasi per il tramite dell’arch. ___________.

Ma, prima ancora di verificare gli elementi a sostegno della tesi della ditta istante, va osservato che l’art. 78 CPC impone alle parti di esporre tutti i fatti, le domande, le eccezioni e le motivazioni di diritto negli allegati preliminari, e ciò per garantire alle parti il contraddittorio sull’oggetto della contestazione. Il fatto di sollevare un’eccezione, per la prima volta, con le conclusioni rappresenta così una novità inammissibile ( Cocchi/Trezzini, CPC, art. 78, n. 1, 2 e altri). Del pari è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti prove ed eccezioni in sede di appello, rispettivamente di ricorso per cassazione ( Cocchi/Trezzini, op.cit., art. 331, n. 2).

In concreto, l’estensione del mandato alle sole opere da riscaldamento è argomento assente dalla risposta di causa, mentre è stato presentato –subordinatamente– in sede di conclusioni 30 giugno 1998. Esce pertanto dalla contestazione, finendo per rappresentare una novità anche in questa sede. Se su questo tema v’è un accenno nello scritto 20 ottobre 1997 del patrocinatore dei convenuti (doc. 2), il verbale di risposta nulla dice, salvo rinviare a questo documento per quanto riguarda “le osservazioni tecniche” ivi contenute.

Per questo motivo di fondo il ricorso non può essere accolto. Le spese seguono la soccombenza.

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 21 settembre 1998 di ___________ è respinto.

2. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 200.–

b) spese fr. 50.–

fr. 250.–

già anticipate dai ricorrenti, rimangono a loro carico con l’obbligo solidale di versare alla controparte fr. 400.– a titolo di ripetibili di questa sede.

3. Intimazione:

____________

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città.

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria