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Dopo l'accordo sul nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni internazionali la Svizzera può continuare a svolgere un ruolo particolare in Iran. È quanto si attendono tutti in Iran, secondo il Segretario di Stato Yves Rossier.
Rossier era in visita in Iran da lunedì a ieri. Tutti gli interlocutori, anche gli esponenti vicini alla Guida Suprema Ali Khamenei, hanno espresso il desiderio di un'apertura nei confronti dell'Occidente, ha detto oggi Rossier all'ats.
L'Iran ha vissuto a lungo sotto sanzioni economiche. Oggi c'è "bisogno di recuperare, di stabilire nuovamente rapporti economici e politici con l'Occidente", ha spiegato. Grazie alla sua politica e al fatto che per oltre trent'anni ha rappresentato gli interessi degli Usa, la Svizzera gode già della fiducia dell'Iran.
La visita di Rossier aveva anche lo scopo di chiarire come la Svizzera possa continuare a contribuire all'avvicinamento dell'Iran all'Occidente, come ha fatto finora, ha detto Rossier.
Questi non ha invece discusso con gli interlocutori di temi economici. Le imprese e le camere di commercio "sanno esattamente come gestire i loro interessi", ha detto.
Rossier ha incontrato il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif e due dei suoi viceministri. Secondo informazioni del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è intrattenuto con il consigliere della Guida Suprema per gli affari esteri Ali Akbar Velayati e con il segretario dell'ufficio dei diritti umani Mohammad Javad Larijani.
Secondo Rossier, l'Iran apprezza l'esperienza e l'assistenza svizzera nei diversi dossier. Il rapporto di fiducia esistente permette alla Confederazione di affrontare qualsiasi tipo di tema, come la lotta contro le catastrofi naturali dove esistono "enormi problemi", o la questione dei diritti umani.
Berna spera di ristabilire il dialogo sui diritti umani con Teheran sospeso da diversi anni. Rossier ha ricevuto "segnali molto chiari" da parte dell'Iran. Sono stati discussi importanti temi come la libertà di espressione, le condizioni di detenzione e la pena di morte .
Secondo il diplomatico svizzero un progetto di legge deve essere presentata al parlamento iraniano per ridurre e persino sopprimere l'applicazione della pena di morte per reati legati alla droga. Se sarà realizzato il numero di condanne si ridurrebbero dell'80-85%
Amnesty International (AI) ha denunciato ieri un forte aumento delle esecuzioni in Iran. Dall'inizio dell'anno secondo AI sono state eseguite circa 700 condanne alla pena capitale.
SDA-ATS