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Sono ancora in 50 i minatori intrappolati sotto terra a circa 200 metri di profondità, a più di 24 ore dall'incidente in una miniera di carbone dell'Henan, nella Cina centrale.
Nell'esplosione sono rimaste uccise 4 persone, delle 75 che al momento dell'incidente si trovavano nel pozzo. Gli altri minatori sono stati tratti in salvo dai soccorsi nelle ore successive. E si continua a lavorare per recuperare i 50 superstiti.
Secondo i mezzi d'informazione cinesi, si è trattato di un raro fenomeno: un'esplosione di rocce causata dall'improvviso rilascio di una forte pressione, verificatasi dopo un terremoto di magnitudo 2.9 nella città di Sanmexia.
Un portavoce del gruppo Yima Coal, che gestisce la miniera, ha affermato stamani che si stava lavorando "intensamente" per raggiungere i superstiti.
Si tratta dell'ennesimo incidente in una miniera cinese: solo cinque giorni fa, 29 minatori sono morti dopo un'esplosione di grisù in un'altra miniera di carbone a Hengyang, nella regione meridionale dell'Hunan.
Le miniere della Cina hanno infatti bassi standard di sicurezza e sono considerate le più pericolose del mondo. Ogni anno migliaia di minatori perdono la vita a causa di frane, esplosioni e inondazioni. Le statistiche ufficiali parlano di 2'433 morti nel 2010, vale a dire una media di 6 decessi al giorno. Per i gruppi in difesa dei diritti dei lavoratori, il bilancio sarebbe molto più grave dal momento che numerosi incidenti non vengono segnalati.
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