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Le consultazioni proseguono, con il presidente americano che vede Janet Yellen giovedi': Yellen e' uno dei cinque candidati che si contendono la guida della banca centrale americana, insieme a Kevin Warsh, Jerome Powell, Gary Cohn e John Taylor.
La decisione è destinata ad avere un impatto su Wall Street, che continua la sua corsa al rialzo. Una corsa che - avverte il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin - potrebbe fermarsi e invertire rotta con perdite ''significative'' se il taglio delle tasse non sarà approvato.
La riforma delle aliquote è uno dei punti cardine della politica dell'amministrazione Trump a sostegno dell'economia e della classe media.
La ripresa - come il presidente non manca di ricordare quasi quotidianamente su Twitter - prosegue. ''Cresceremo quest'anno poco meno del 2,5%'', ovvero ''abbastanza da risolvere altre debolezze sul mercato del lavoro'' afferma il presidente della Fed di Dallas, Robert Kaplan.
D'accordo anche il presidente della Fed di New York e quello di San Francisco, rispettivamente William Dudley e John Williams, che intravedono un terzo aumento dei tassi nel 2017, probabilmente a dicembre. La ripresa ''avanza'' a una velocita' fra il modesto e il moderato, afferma la Fed nel Beige Book, che farà da base alle decisioni di politica monetaria della prossima riunione del 31 ottobre-1 novembre.
Ma i prezzi restano al palo: le pressioni sull'inflazione sono deboli e gli aumenti registrati nell'industria manifatturiera non si sono riversati sui prezzi al dettaglio.
Ma l'attenzione più che sulla politica monetaria è sulla successione a Yellen, il cui primo mandato scade il 3 febbraio. Yellen è in corsa per un secondo termine: sulla carta - secondo gli osservatori - potrebbe spuntarla, ma a giocare contro le sue chance quasi azzerandole c'è il fatto che sia stata nominata da Barack Obama. E Trump finora non ha mostrato alcun interesse a proseguire sulla strada tracciata dal suo predecessore. Se le chance di Warsh si sono ridotte nelle ultime ore con l'ascesa di Taylor nelle preferenze del presidente, restano stabili quelle di Cohn, il preferito di Wall Street.