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Sull'accesso alle medicine salvavita per i paesi in via di sviluppo i membri dell'organizzazione mondiale del commercio (OMC) raggiungono un accordo di principio.Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2001 - 11:07
In Svizzera questo tipo di accordo toccherebbe da vicino diverse compagnie farmaceutiche. In una lunga sessione protrattasi fino a notte fonda, i ministri che si sono incontrati a Doha, in Qatar hanno raggiunto un compromesso che dovrebbe poi essere votato martedì dall'assemblea dell'organizzazione mondiale del commercio (OMC).
I ministri del commercio hanno dichiarato che l'accordo preliminare permetterebbe di salvaguardare la salute pubblica, e l'accesso ai medicinali salvavita da parte dei paesi poveri colpiti da epidemie come quella dell'Aids.
Uno dei punti più discussi e di maggiore interesse sia per la Svizzera che per gli Stati Uniti è la questione della proprietà intellettuale - in particolare la protezione dei diritti delle compagnie farmaceutiche sui medicinali da loro sviluppati.
Svizzera, Stati Uniti e Canada hanno cercato in particolare di salvaguardare i brevetti dei gruppi farmaceutici per evitare la riduzione di mezzi finanziari messi a disposizione per la ricerca.
Il compromesso
I membri dell'OMC hanno cercato di raggiungere un compromesso che protegga appunto i brevetti e nel contempo permetta ai paesi più bisognosi di avere accesso a medicinali salvavita a costi ridotti. L'accordo sulla formulazione di concetti come "crisi della salute pubblica" sembra prendere più tempo del previsto: "Molti ministri hanno già prolungato le prenotazioni negli alberghi fino a giovedì" ha detto il negoziatore svizzero Luzius Wasescha.
Stallo nelle trattative sui tessili
Pascal Couchepin, presidente del gruppo di lavoro per l'attuazione degli accordi dell'Uruguay round, ha indicato lunedì che le parti non sono ancora giunte a un compromesso per quanto riguarda i tessili. «Sembra invece che le posizioni dei membri più influenti si stiano inasprendo», ha detto il consigliere federale.
Secondo il capo del Dipartimento federale dell'economia (DFE), i tessili e le confezioni rappresentano uno dei problemi più difficili da risolvere. «Proseguirò le consultazioni nelle prossime ore e nei prossimi giorni», ha indicato il capo della delegazione svizzera.
Gli Stati Uniti e il Canada affermano di non poter accettare le proposte dei paesi in via di sviluppo, che implicherebbero modifiche delle rispettive legislazioni internazionali. L'India e il Pakistan respingono qualsiasi indebolimento delle loro richieste.
Il Pakistan ha persino minacciato di non voler dare il proprio consenso alla dichiarazione finale di Doha se le clausole sui tessili dovessero essere indebolite.
swissinfo e agenzie
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