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La sorveglianza dell'assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) potrebbe essere migliorata se sottoposta ad un unico organismo di controllo. È la conclusione espressa dal Controllo federale delle finanze (CDF) in un rapporto pubblicato oggi.
Benché la CDF non abbia rilevato malfunzionamenti in seno all'AVS, alcune inchieste eseguite dal Controllo delle finanze hanno messo in luce lacune nella Centrale di compensazione AVS/AI/APG, in particolare per quanto attiene all'acquisto di materiale informatico e sicurezza dei dati.
Come sottolinea la CDF, sebbene siano state adottate contromisure, la sorveglianza dell'AVS andrebbe ripensata. Ad occuparsene dovrebbe essere il Dipartimento federale dell'interno (DFI) e, in particolare, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ad esso subordinato.
Ora invece, per ragioni storiche, la sorveglianza sul funzionamento della principale assicurazione - 40 miliardi annui di uscite versati ad oltre due milioni di persone - è esercitata dalla Centrale di compensazione, dipendente dal Dipartimento federale delle finanze (DFF), e dall'UFAS.
La Centrale di compensazione vigila sulla gestione e l'UFAS circa l'applicazione corretta delle disposizioni inerenti l'AVS. Il CDF stima che non sussista alcun vantaggio in questa dicotomia e propone quindi di trasferire simili mansioni all'UFAS.
In una presa di posizione, il DFI e il DFF hanno espresso scetticismo in merito alle raccomandazioni del CDF giacché finora tale dualismo nella sorveglianza non ha dato adito a problemi. Tuttavia, questa proposta verrà discussa nel quadro del progetto di modernizzazione dell'AVS lanciato dall'UFAS nel 2014, indipendentemente dalla Riforma 2020 della previdenza avviato dal consigliere federale Alain Berset.
SDA-ATS