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Invecchiamento e dipendenze: Attualità
Pandemia: Protezione della vita e qualità di vita per le persone residenti in istituti di lungodegenza
Gli esperti di etica medica in Svizzera chiedono ai direttori di istituti e organizzazioni nonché alle autorità sanitarie di attuare i seguenti dieci postulati, a titolo di «lessons to be learned», anche nell’ottica di una possibile nuova ondata pandemica.
- I diritti di libertà costituzionalmente riconosciuti dei residenti negli istituti di lungodegenza devono essere garantiti integralmente, nel rispetto degli standard di protezione raccomandati per la popolazione e con la presentazione di adeguati piani di protezione.
- Ai familiari stretti e alle persone di riferimento nonché ai rappresentanti legali e ai curatori va garantita la possibilità di recare visita senza restrizioni alle persone incapaci di discernimento, nel rispetto degli standard di protezione generalmente vigenti.
- Devono essere stanziati dei fondi per condurre un’indagine scientifica indipendente sui fattori all’origine dell’elevata mortalità per Covid-19 negli istituti per anziani e di cura in Svizzera durante la prima ondata della pandemia.
- Occorre varare misure per promuovere la fiducia nelle autorità e negli istituti in situazioni di pandemia. Fra queste rientra il dialogo continuativo con residenti, familiari e rappresentanti legali.
- Nella pianificazione e nell’attuazione delle misure è necessario affrontare i problemi strutturali che possono concorrere a un aggravamento dei fenomeni sopra citati negli istituti di lungodegenza.
- Le istruzioni cantonali e in particolare le raccomandazioni delle autorità sanitarie a cui gli istituti sono chiamati ad attenersi devono essere trasparenti e rese disponibili tramite pubblicazione. I criteri per l’ospedalizzazione dei residenti con sospetta infezione da Covid-19 devono essere noti, tenere conto della volontà delle persone interessate e rispettare gli standard nazionali vigenti in materia di triage, ma non devono prevedere ulteriori ostacoli per la popolazione dei residenti in strutture di lungodegenza.
- Le strutture che coltivano in modo attivo a livello interno ed esterno la cultura dell’errore e contribuiscono a diffonderla (ad es. CIRS interno ed esterno e processi di whistleblowing) vanno rafforzate.
- I residenti, parenti stretti, rappresentanti legali dei pazienti e curatori devono essere informati in modo trasparente e proattivo sui casi di infezione in corso, sulle misure preventive e sul livello di erogazione delle cure.
- Nell’eventualità che si verifichi una nuova ondata pandemica, gli istituti, le organizzazioni e le autorità sanitarie devono presentare soluzioni atte a garantire ai residenti nelle strutture di lungodegenza, pur nel rispetto delle condizioni di isolamento, i diritti della personalità.
- Occorre promuovere un’attività di ricerca che indaghi con opportuni metodi scientifici il vissuto delle persone interessate, dei familiari, del personale infermieristico e di assistenza nonché dei dirigenti degli istituti affinché la loro voce possa trovare migliore risonanza nel dibattito politico sulle modalità per affrontare la pandemia e venga adeguatamente rappresentata qualora si ripresentino situazioni analoghe.