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Lungo l’Interstate numero 4 batte il cuore repubblicano della Florida. L’autostrada che da Tampa conduce verso l’area metropolitana di Orlando è da sempre lo spartiacque dei destini elettorali di questo stato in bilico, decisive per la vittoria finale, con i suoi 29 grandi elettori. La distesa a sud dell’Interstate è tra le più ricche dello stato. La Contea di Brevard nel 2016 premiò Donald Trump con oltre 19 punti di distacco da Hillary Clinton. Mai nessun candidato, dal 1988, aveva ottenuto un simile successo. Non a caso è qui, a Cape Canaveral, che il presidente è venuto a fine maggio a due riprese per suggellare un’attenzione alle missioni spaziali che si era sbiadita sotto le Amministrazioni Obama e Bush.
Dici “Florida” e pensi al pareggio Bush-Gore del 2000, ma anche alla risicatissima vittoria di Obama su Romney nel 2012 o allo sprint del candidato repubblicano sulla sfidante democratica, separati dal solo 1,2 per cento dei voti. Negli ultimi 50 anni la Florida è risultata per sette volte uno stato repubblicano e 4 democratico. Da tempo immemore il “Sunshine State” è dove i candidati spendono più denaro in pubblicità televisiva. 74 milioni di dollari sono stati investiti dalla campagna di Joe Biden, 53 da quella dell’inquilino della Casa Bianca che considera la Florida la sua seconda casa. I quattordici milioni di dollari in più spesi dal democratico sembrerebbero riflettersi negli ultimi sondaggi che a sorpresa danno Biden in lieve vantaggio. Per le ambizioni presidenziali questo è un campo di battaglia decisivo e se Biden ha guardato a sud, ai Latinos di Miami, Trump ha investito in modo particolare nell’area urbana di Tampa dove intende tornare regolarmente in quest’ultimo scampolo di campagna.
Il Telegiornale RSI è stato nel “Red State”, quest’area a sud di Tampa e a nord di Miami che è una delle mete privilegiate dai cosiddetti “snowbirds” da tutti gli Stati Uniti, coloro che raggiunta l’età della pensione decidono di spostarsi in uno stato più temperato. Un’area benestante e storicamente repubblicana dove tra i cittadini convivono due priorità: l’esigenza di una strategia chiara per affrontare la pandemia e il bisogno di sicurezza che agita molte periferie dopo le rivolte e le violenze scoppiate in seguito alle manifestazioni di Black Lives Matter dopo la morte di George Floyd. Un’occasione per tastare il polso del voto bianco anziano e di quello che pare essere divenuta uno dei classici di queste elezioni 2020: la “donna dei sobborghi”.
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