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Opinioni divergenti sulla recente revisione dell'ordinanza sulla caccia, posta in consultazione fino a venerdì scorso, il cui obiettivo è di meglio proteggere le greggi dai predatori. I cantoni si sono detti favorevoli, mentre l'Unione svizzera dei contadini è contraria.
In questo ambito l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) investe 850'000 franchi all'anno in progetti di consulenza ai cantoni, mentre le sovvenzioni destinate all'acquisto di cani da pastore per la custodia delle greggi ammontano a 400'000 franchi.
Con la riveduta ordinanza il numero dei cani sussidiati dovrebbe salire entro il 2016 dagli attuali 170 a 320 e l'importo federale complessivo per la protezione delle greggi da 1,25 a 2,15 milioni.
Tutti i cantoni si sono detti favorevoli, così come Pro Natura: il ritorno del lupo e della lince non può infatti essere evitato e gli allevatori devono adottare adeguate misure di protezione.
L'Unione svizzera dei contadini (USC), pur approvando il sostegno finanziario dell'UFAM, giudica la revisione insufficiente e quindi la respinge. Secondo l'USC, vanno rimborsati non soli i danni provocati da lupi, orsi e linci, ma anche quelli causati da altri animali selvatici, come castori e cormorani. Se la società vuole proteggere determinate specie, vietandone la caccia, deve anche sopportarne i costi, afferma l'USC.
SDA-ATS