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La Svizzera ha funto da forza trainante nell'adozione del Protocollo facoltativo alla Convenzione dell'ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. Tale impegno è conforme alla tradizione politica elvetica: il nostro Paese si è infatti sempre preoccupato della tutela dei diritti umani e della prevenzione della tortura.
Accesso illimitato a persone e informazioni
Il Protocollo facoltativo rafforzerà la prevenzione della tortura, prevedendo in particolare sopralluoghi e controlli effettuati da organi nazionali e internazionali in penitenziari e istituti. Gli Stati Parte si impegnano a garantire al Sottocomitato dell'ONU per la prevenzione della tortura accesso illimitato a ogni luogo di detenzione e a ogni informazione importante. Dopo la sua visita, il Sottocomitato comunica allo Stato Parte le sue raccomandazioni e le sue osservazioni confidenziali.
Il Protocollo facoltativo prevede inoltre la creazione di cosiddetti meccanismi nazionali di prevenzione, dotati delle stesse facoltà del Sottocomitato. Tali meccanismi verificano regolarmente come vengono trattate le persone private della libertà e allestiscono un rapporto annuale. Possono sottoporre raccomandazioni alle autorità, nonché presentare proposte e osservazioni in merito alla legislazione vigente o a progetti di legge in materia.
Cantoni favorevoli a un organo nazionale di sorveglianza
L'attuazione nazionale del Protocollo facoltativo concerne in primo luogo i Cantoni. L'anno scorso, in occasione di una consultazione, 24 Cantoni si sono detti di principio favorevoli a una ratifica del Protocollo facoltativo, mentre 20 Cantoni hanno accolto favorevolmente l'idea dell'istituzione di un organo nazionale di sorveglianza. Occorre ancora chiarire la struttura di questo organo (a livello di Confederazione o di concordato) e la questione relativa a un'eventuale partecipazione finanziaria della Confederazione. L'Ufficio federale di giustizia istituirà un gruppo di lavoro interdipartimentale che, con il coinvolgimento dei Cantoni, preparerà l'attuazione nazionale del Protocollo facoltativo.
Completamento degli strumenti a disposizione
La Svizzera ha già ratificato due convenzioni internazionali il cui obiettivo è la prevenzione della tortura:
- la Convenzione dell'ONU contro la tortura obbliga gli Stati Parte a presentare regolarmente un rapporto in cui rendono conto dei provvedimenti presi per la realizzazione delle libertà individuali, dei progressi compiuti e delle difficoltà incontrate. La Svizzera riconosce inoltre la competenza del Comitato dell'ONU contro la tortura di ricevere ed esaminare ricorsi individuali.
- La Convenzione del Consiglio d'Europa contro la tortura prevede sopralluoghi regolari negli Stati Parte, effettuati dal Comitato per la prevenzione della tortura. Come la maggior parte degli altri Stati Parte, la Svizzera rende pubbliche le conclusioni e le raccomandazioni del Comitato, accompagnate da un parere del Consiglio federale.
Il Protocollo facoltativo completa questo insieme di strumenti volti alla prevenzione della tortura. Per evitare doppioni, il Sottocomitato dell'ONU è tenuto a collaborare con altre organizzazioni internazionali e regionali.
Ultima modifica 07.06.2004