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Congresso 2009
Risoluzione: previdenza di vecchiaia degna di questo nome
11. ma revisione dell’AVS
Vogliamo una previdenza di vecchiaia degna di questo nome, priva di discriminazioni e non un’opera assistenziale.
I risultati presentati dal Parlamento per l’11° revisione AVS sono inaccettabili in quanto prendono a schiaffi la volontà popolare espressa quattro anni fa di opporsi a peggioramenti che colpivano in particolare le donne.
Considerato come le donne siano penalizzate da numerosi punti di vista (con salari inferiori a lavoro uguale, discriminazioni del lavoro a tempo parziale, precarizzazione delle condizioni di lavoro, riduzioni di reddito a seguito di interruzioni dell’attività lavorativa per incarichi assistenziali non retribuiti, soppressione della rendita per coniugi nell’AI) rivendichiamo unitamente all’USS:
- Un aumento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni unicamente se accompagnato dalla possibilità di un pensionamento flessibile a 62 anni per i redditi inferiori, così che ne possano approfittare anche le donne;
- Che la flessibilizzazione non sia limitata a 10 anni;
- La garanzia dell’adeguamento regolare delle rendite al rincaro;
- Che il calcolo delle rendite debba essere rivisto in favore dei redditi inferiori.
Il primo pilastro deve essere consolidato tramite un aumento delle rendite AVS, promuovendo finalmente il dibattito sulla parità e la politica sociale.