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Secondo Kubi la Svizzera ha un serio problema in attacco
«Se segni una rete ogni tre partite non sei un vero attaccante»
Allarme attaccanti! Dalle colonne del Blick Kubilay Türkyilmaz lancia le sue analisi sulla presente situazione della Nazionale guidata da Vladimir Petkovic.
Kubi l'Islanda se la ricorda da giocatore.
«Era il mese di agosto del 1995 e faceva un freddo cane. Era la nostra prima partita sull'isola atlantica. Ci giocammo la qualificazione per gli Europei del 1996 e vincemmo 2-0. Segnò Adrian Knup e il sottoscritto».
L'ex attaccante della Nazionale racconta di come quella formazione era assai diversa da quella odierna, perlomeno in fase offensiva.
«Oltre a me e Adrian (Knup n.d.r.) l'allora tecnico Roy Hodgson aveva a dispozione anche Stéphane Chapuisat, Nestor Subiat e Marco Grassi. Insomma, tanta roba», continua Türkyilmaz.
Secondo l'ex attaccante di Bellinzona, Grasshopper, Bologna e Galatasaray, oggi Pektovic si affida a Haris Seferovic, che deve sgomitare per due.
«Ma se segni una rete ogni tre incontri giocati allora non sei un vero attaccante. - Scrive perentorio - Abbiamo gente di qualità, ma ci vuole più coraggio nel cercare l'uno contro uno».
Il 51enne Türkyilmaz cerca di capire il perchè di tanta pochezza in attacco.
«Non si lavora abbastanza con gli attaccanti. Se in Svizzera si giocasse con due attaccanti di ruolo la situazione sarebbe meno triste. Purtroppo, alle nostre latitudini, la maggior parte delle squadre gioca con un solo attaccante o addirittura senza nessun 'vero' attaccante»
Il paragone con il Belgio serve per avvalorare la sua tesi.
«I belgi dimostrano cosa sono dei buoni attaccanti che osano. Romelu Lukaku può ferire quando vuole, e lo ha dimostrato».
Dopo il 6-0 di San Gallo si potrebbe pensare che a Reykjavik la partita sarà relativamente facile per la Svizzera.
«Sarebbe un grosso errore - chiosa Kubilay - in quanto a San Gallo gli islandesi avevan giocato con delle pesanti assenze».
L'ex granata però è convinto che "la Svizzera è forte, specialmente quando trova larghi spazi, mentre i 'figli di Thor' giocheranno in maniera molto compatta, concedendo dunque poco in questo senso.
«Inoltre - conclude - la forza dei nostri avversari sta nella vigoria fisica. Dunque riscaldatevi bene ragazzi».
Temperatura a Reykjavik il 15 ottobre alle undici di mattina: 4 gradi Celsius.Tornare alla home page