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I passeggeri e i membri dell'equipaggio del Boeing 737 della compagnia ucraina Ukraine Airlines precipitato al momento del decollo dall'aeroporto internazionale di Teheran sono tutti morti. L'apparecchio era diretto a Kiev. Lo riferiscono fonti locali iraniane e lo ha confermato anche il Ministero degli esteri ucraino all'agenzia Reuters.
Secondo un portavoce dell'aviazione civile iraniana a bordo del velivolo si trovavano 167 passeggeri e 9 membri dell'equipaggio, per la maggior parte "non ucraini". Solo 11, personale di bordo compreso, avevano la cittadinanza del paese europeo. Fra gli altri, 82 iraniani e 63 canadesi.
Il crash sarebbe dovuto ad un problema tecnico all'apparecchio pochissimi attimi dopo il decollo. L'ambasciata ucraina in Iran riferisce di un problema ai motori - uno di essi avrebbe preso fuoco, precisano fonti iraniane - ed esclude categoricamente che si possa essere trattato di un atto terroristico. Non ci sarebbe quindi nessun legame nemmeno con le tensioni fra Teheran e gli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con un post su Facebook, invita ad "astenersi dal fare congetture e avanzare teorie non corroborate" dai fatti. Dirà di più l'esame delle scatole nere, che sono state ritrovate.
L'apparecchio, ha reso noto la compagnia, aveva superato un controllo tecnico due giorni fa, era uno dei migliori della flotta ed era pilotato da un comandante esperto.