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Un F/A-18 degli Stati Uniti (foto d'archivio).
Keystone/AP NAVY NEWS PHOTO PENTAGON/VERNON PUGH(sda-ats)
I raid americani contro le postazioni dell'Isis in Libia sono illegali perché serve una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite: lo ha detto all'agenzia Interfax l'ambasciatore russo in Libia, Ivan Molotkov.
"Dal punto di vista della legittimità probabilmente" gli americani "non avevano questo diritto", ha dichiarato il diplomatico.
Quando il giornalista dell'Interfax ha chiesto all'ambasciatore se per i raid è necessaria una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, questi ha risposto: "Parto dal presupposto che sì, senz'altro".
"La Russia - si legge poi in una nota del ministero degli Esteri di Mosca - si è sempre detta a favore di azioni risolute per eliminare l'Isis e altri gruppi terroristici, a prescindere da dove si trovino, nel pieno rispetto delle norme del diritto internazionale".
Mosca sottolinea quindi che "allo stesso tempo è di cruciale importanza promuovere uno stretto coordinamento degli sforzi di tutti gli Stati che stanno combattendo contro il terrorismo".
Intanto il Palazzo di Vetro a New York sostiene che l'intervento statunitense in Libia è in linea con la risoluzione dell'Onu. Viene anche sottolineato che come i raid "sono stati richiesti dal governo di unità nazionale". Commentando quanto detto l'ambasciatore russo in Libia, il portavoce Farhan Haq ha risposto all'agenzia di informazione italiana ANSA richiamando i passaggi della risoluzione in cui si esortano gli Stati membri "a sostenere il governo di Accordo Nazionale, su sua richiesta, nella lotta contro l'Isis".
L'Onu sta "seguendo da vicino gli sviluppi della situazione in Libia", ha precisato il portavoce del Palazzo di Vetro. Quindi, ha richiamato i passaggi della risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2259, nei quali si esortano gli Stati membri "a sostenere il governo di Accordo Nazionale, su sua richiesta, nella lotta contro l'Isis". Inoltre, "si invitano gli Stati membri ad agire costruttivamente con il governo di Accordo Nazionale e a cessare di sostenere istituzioni parallele".
SDA-ATS