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Il gruppo parlamentare dell’UDC riconosce e accetta i risultati delle votazioni di domenica. Nella sua riunione di oggi, l’UDC ha deciso di entrare nel merito del dibattito sulla revisione della legge Covid-19. Tuttavia, le modifiche alla legge non devono rappresentare un lasciapassare gratuito per ulteriori inasprimenti arbitrari delle misure. Quasi il 40 per cento, cioè oltre 1,3 milioni di svizzeri, respinge la politica pandemica del Consiglio federale.
Il Gruppo UDC esige quindi:
Nessun cambio di nome per le persone espulse dal Paese
Il gruppo parlamentare dell’UDC sostiene la mozione Minder 21.4183 «Nessun cambiamento di nome per le persone espulse», che incarica il Consiglio federale a sottoporre al Parlamento una corrispondente modifica di legge. Oggi, una persona può ottenere un cambiamento di nome semplicemente indicando “ragioni importanti”. Questa possibilità viene sempre più utilizzata dai condannati e persino dalle persone che sono state espulse dal paese al fine di riacquistare una sorta di “nuova veste”. Recentemente, un criminale condannato per coinvolgimento nelle attività dell’organizzazione terroristica IS ed espulso dal paese è stato concesso un cambio di nome (nome e cognome) da parte delle Autorità.
Garantire la pensione a tutti
Coloro che hanno lavorato per tutta la vita e pagato i loro contributi dovrebbero poter essere sicuri di ricevere una pensione. A tal fine, è strettamente necessaria la riforma dell’Assicurazione vecchiaia e superstiti. Il gruppo parlamentare UDC sostiene il compromesso moderato raggiunto dai partiti borghesi sotto la guida del consigliere agli Stati UDC Alex Kuprecht (SZ) e del consigliere nazionale UDC Thomas de Courten (BL). Ciò prevede l’innalzamento dell’età AVS per le donne a 65 anni. Le fasce d’età più colpite dovrebbero beneficiare di misure compensative. Dal punto di vista dell’UDC, tuttavia, si deve evitare che i fondi che confluiscono nell’AVS attraverso l’adeguamento dell’età pensionabile vengano immediatamente spesi. Questo è il motivo per cui l’UDC sostiene il compromesso del Consiglio degli Stati nella risoluzione delle divergenze in relazione alle misure di compensazione. Le prime nove fasce d’età (invece delle 6 proposte) delle donne interessate dovrebbero ora beneficiare delle misure di compensazione. L’UDC intende inoltre impiegare i profitti della Banca nazionale (BNS) derivanti dai tassi d’interesse negativi a favore del fondo AVS.
La riforma della LPP dovrebbe anche avvantaggiare i redditi bassi
In merito alla previdenza professionale (LPP), il gruppo parlamentare dell’UDC è favorevole al concetto alternativo sviluppato dalla commissione competente, che mantiene i principi del collaudato concetto dei 3 pilastri. A causa dei tassi di interesse persistentemente bassi e della conseguente mancanza di opportunità di investimento per i fondi previdenziali, è necessaria una riforma per garantire le pensioni. In particolare, il tasso di conversione deve essere ridotto. Anche in questo caso le generazioni colpite dalla riduzione delle pensioni devono essere risarcite. Secondo l’UDC, tuttavia, questo non dovrebbe essere fatto con l’annaffiatoio, ma solo con le fasce d’età effettivamente colpite. L’UDC rifiuta di finanziare compensazioni attraverso contributi di solidarietà o detrazioni salariali più elevate, come richiesto dal Consiglio federale e dalla sinistra. Queste sovvenzioni pensionistiche devono essere finanziate esclusivamente attraverso le riserve dei fondi pensione. Inoltre, l’UDC respinge l’abbassamento della soglia d’entrata e chiede una moderata riduzione della deduzione di coordinamento, in base alla quale i lavoratori part-time e le persone a basso reddito possano beneficiare della riforma.
Elezione del Presidente della Confederazione 2022
Inoltre, l’UDC sostiene l’elezione del consigliere federale Ignazio Cassis a Presidente della Confederazione e quella del Consigliere federale Alain Berset a Vicepresidente per l’anno 2022.