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"Estendo un saluto particolare - ha detto il pontefice - ai bambini e agli insegnanti della scuola: attraverso il vostro impegno nell'educazione esprimete speranza nel futuro. A tutti i giovani qui presenti dico: rinnovate i vostri sforzi per prepararvi al tempo in cui sarete responsabili degli affari del popolo Palestinese negli anni a venire. I genitori hanno qui un ruolo molto importante".
Il papa ha poi ricordato le famiglie "divise" dall'occupazione e dagli arresti o dalle "restrizioni alla libertà di movimento". "Incombente su di noi, mentre siamo riuniti qui - ha detto - è la dura consapevolezza del punto morto a cui sembrano giunti i contatti tra israeliani e palestinesi, il muro". "In un mondo in cui le frontiere vengono sempre più aperte (...) è tragico vedere che vengono tuttora eretti dei muri". E "da entrambe le parti del muro" è necessario "grande coraggio (...) se si vuole contrastare il bisogno di vendetta", "finiscano - ha detto - le ostililità che hanno causato l'erezione di questo muro".
Benedetto XVI ha anche apprezzato l'opera dell'Agenzia dell'Onu per i rifugiati e ha detto che ogni giorno prega "per tutti i profughi del mondo". "So - ha aggiunto papa Ratzinger - che molte vostre famiglie sono divise, a causa di imprigionamento di membri della famiglia o di restrizioni alla libertà di movimento, e che molti tra voi hanno sperimentato perdite nel corso delle ostilità: il mio cuore si unisce a quello di coloro che, per tale ragione, soffrono. Siate certi che tutti i profughi palestinesi nel mondo, specie quelli che hanno perso casa e persone care durante il recente conflitto di Gaza, sono costantemente ricordati nelle mie preghiere".