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Buona notizia per i fruitori dei programmi radio-tivù della SSR. Da inizio maggio, il canone passerà dagli attuali 462 franchi a 451 franchi. Lo ha comunicato oggi l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).
Tale adeguamento si spiega con una sentenza del Tribunale federale che giudica non corretto imporre l'Iva - 2,5%, aliquota minima - alla tassa di ricezione prelevata dalla Billag.
L'UFCOM e l'Amministrazione federale delle contribuzioni hanno deciso di adeguare il tariffario da subito. Nella sua sentenza, i giudici di Losanna hanno giudicato che il canone di ricezione non costituisca il corrispettivo di una prestazione fornita dalla Confederazione (ossia non è una tassa di regalia), bensì una tassa riscossa dall'autorità governativa: viene quindi a mancare la caratteristica per essere soggetto all'Iva.
La decisione odierna cade a un mese a mezzo dalla votazione del 14 di giugno sulla revisione della Legge radiotelevisiva, contro la quale è stato lanciato il referendum. La revisione prevede anche un cambiamento radicale in merito al prelievo del canone: quest'ultimo dovrebbe essere pagato da tutte le famiglie, imprese comprese. Oggi pagano solo i soggetti che si sono annunciati alla società di riscossione Billag.
La modifica voluta dal parlamento e dal Consiglio federale tiene conto dell'evoluzione tecnologica e, in particolare, del fatto che oggigiorno i programmi della SSR possono essere seguiti su computer, tablet e smartphone. Ciò complica non poco le procedure di riscossione.
Stando alla nota dell'UFCOM, tuttavia, la decisione odierna non "tocca in alcun modo la votazione popolare (...) sul referendum...". La revisione implica infatti "un'ulteriore riduzione dell'importo del canone radiotelevisivo per le economie domestiche a circa 400 franchi e l'esonero delle imprese con fatturato inferiore a 500'000 franchi". La revisione prevede anche una modifica della legge sull'Iva, "secondo cui l'Iva sarà applicata al canone radiotelevisivo".
I promotori del referendum non credono a una diminuzione del canone e rimproverano ai sostenitori della revisione di aver trasformato una tassa in un'imposta che graverà su tutti indistintamente, famiglie e imprese.
SDA-ATS