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La Svizzera dovrebbe essere in grado di importare fino a 850 megawatt (MW) di elettricità supplementare. Venerdì il Consiglio federale ha infatti aumentato le capacità di trasmissione delle linee tra Bickigen (BE) e Chippis (VS) e tra Bassecourt (JU) e Mühleberg (BE).
Il Consiglio federale vuole così rafforzare l'approvvigionamento energetico della Svizzera per il prossimo inverno. La misura permette un aumento temporaneo della tensione da 220 kilovolt a 380 kV. La decisione eviterà pure congestioni della rete svizzera. Le ordinanze sono in vigore fino alla fine di aprile 2023.
L'elettricità generata dalle centrali del Vallese potrà ad esempio essere trasmessa senza problemi ad altre regioni e la centrale di pompaggio di Nant-de-Drance potrà essere utilizzata in modo ottimale.
La linea del Gemmi tra il Canton Berna e il Vallese e la linea tra il Giura e Berna sono state progettate e sono adatte a una tale tensione, ma questa capacità non è stata finora sfruttata appieno.
Riserve maggiori d’acqua in alcune dighe
Alcune centrali idroelettriche disporranno inoltre di una maggiora quantità d'acqua per la loro produzione durante i prossimi sette mesi e potranno abbassare temporaneamente i deflussi residuali a questo scopo. Lo ha deciso sempre oggi il Consiglio federale.
Questo nuovo provvedimento mira a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica ed entrerà in vigore il primo ottobre 2022 sino al 30 aprile 2023. La misura consente di aumentare la produzione di elettricità di 150 GWh al massimo, indica la nota governativa. Una cifra che corrisponde all'incirca alla produzione annuale di energia elettrica di una centrale ad acqua fluente sull'Aare o al 30% della riserva decisa dal Governo per il prossimo inverno nei bacini di accumulazione svizzeri.
Saranno soggette alla regolamentazione le centrali idroelettriche che hanno ottenuto una nuova concessione d'uso dopo il 1992 e che, per motivi di natura ecologica, rilasciano deflussi residuali maggiori rispetto alle quantità minime necessarie previste dalla legge, ossia approssimativamente 45 delle circa 1’500 centrali presenti in Svizzera, precisa ancora il comunicato.