Document ID: /entscheidsuche_html/filtered/documents_0206.jsonl.gz/594

Incarto n. 50.2003.12/KRM DAP 2618/2001 Bellinzona 4 luglio 2003 Decisione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Il Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar sedente con Carmela Fiorini in qualità di segretaria per giudicare nella procedura penale avviata con istanza 9 maggio 2003 da __________ mediante la quale è chiesta la revoca dell'espulsione pronunciata con decreto d'accusa n. 2618/2001 del 26 novembre 2001, cresciuto in giudicato; preso atto che con osservazioni 12 giugno 2003 il Procuratore pubblico __________ ha formulato preavviso negativo alla richiesta; letti ed esaminati gli atti; considerato in fatto e in diritto che con decreto di accusa 26 novembre 2001 del Procuratore pubblico __________, __________ è stato dichiarato colpevole di violazione della Legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri ed è stato condannato ad una pena di 9 (nove) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni ed alla pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 3 (tre) anni, da espiare; che con l'istanza che qui ci occupa è chiesta la revoca dell'espulsione; che l'istante afferma di aver contratto matrimonio a Ginevra con una connazionale il 18 novembre 2002 e che essendo sua intenzione chiedere un'autorizzazione di soggiorno è necessario revocare l'espulsione; che dagli atti risulta che nel novembre 2001 il condannato, anziché lasciare il nostro paese, si è trasferito tranquillamente nel Canton Ginevra, dove risiede da allora; che il mancato ossequio della sentenza denota una particolare refrattarietà al rispetto della legge e dell'ordine pubblico; che siffatto comportamento non merita protezione; che nulla modifica il fatto che egli si sia sposato con una connazionale che beneficerebbe, a suo dire, del permesso C, poiché il matrimonio è avvenuto, come ha rilevato il Procuratore pubblico, dopo la decisione e mentre soggiornava illegalmente in Svizzera (a questo proposito si osserva che contro la decisione penale di espulsione cresciuta in giudicato non è dato ricorso come invece sembrerebbe affermare il condannato nell'istanza); che pertanto, la questione della formalizzazione del ricongiungimento famigliare appare del tutto secondaria rispetto alla legittima tutela dell'ordine pubblico; che l'istanza deve così essere respinta; visti gli art. 55 CP; 347 cpv. 1 lett. e, e cpv. 3 CPP pronuncia 1. L'istanza è respinta. 2. La tassa di giustizia di fr. 100.-- e le spese di fr. 50.-- sono poste a carico del richiedente. 3. Intimazione: - __________ - Procuratore pubblico __________ Il presidente: La segretaria: Avvertenza: contro il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione e revisione penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice della Pretura penale, in triplice esemplare, entro venti giorni dalla notificazione della sentenza, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese.

Incarto n. 50.2003.12/KRM DAP 2618/2001 Incarto n. 50.2003.12/KRM

Incarto n. DAP 2618/2001

DAP 2618/2001 Bellinzona 4 luglio 2003 Bellinzona

Bellinzona 4 luglio 2003

Decisione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino Decisione

Decisione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

Il Presidente della Pretura penale Il Presidente della Pretura penale

Il Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar Marco Kraushaar

sedente con Carmela Fiorini in qualità di segretaria per giudicare nella procedura penale avviata con istanza 9 maggio 2003 da

__________ __________

mediante la quale è chiesta la revoca dell'espulsione pronunciata con decreto d'accusa n. 2618/2001 del 26 novembre 2001, cresciuto in giudicato;

preso atto che con osservazioni 12 giugno 2003 il Procuratore pubblico __________ ha formulato preavviso negativo alla richiesta;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto e in diritto

che con decreto di accusa 26 novembre 2001 del Procuratore pubblico __________, __________ è stato dichiarato colpevole di violazione della Legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri ed è stato condannato ad una pena di 9 (nove) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni ed alla pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 3 (tre) anni, da espiare;

che con l'istanza che qui ci occupa è chiesta la revoca dell'espulsione;

che l'istante afferma di aver contratto matrimonio a Ginevra con una connazionale il 18 novembre 2002 e che essendo sua intenzione chiedere un'autorizzazione di soggiorno è necessario revocare l'espulsione;

che dagli atti risulta che nel novembre 2001 il condannato, anziché lasciare il nostro paese, si è trasferito tranquillamente nel Canton Ginevra, dove risiede da allora;

che il mancato ossequio della sentenza denota una particolare refrattarietà al rispetto della legge e dell'ordine pubblico;

che siffatto comportamento non merita protezione;

che nulla modifica il fatto che egli si sia sposato con una connazionale che beneficerebbe, a suo dire, del permesso C, poiché il matrimonio è avvenuto, come ha rilevato il Procuratore pubblico, dopo la decisione e mentre soggiornava illegalmente in Svizzera (a questo proposito si osserva che contro la decisione penale di espulsione cresciuta in giudicato non è dato ricorso come invece sembrerebbe affermare il condannato nell'istanza);

che pertanto, la questione della formalizzazione del ricongiungimento famigliare appare del tutto secondaria rispetto alla legittima tutela dell'ordine pubblico;

che l'istanza deve così essere respinta;

visti gli art. 55 CP; 347 cpv. 1 lett. e, e cpv. 3 CPP

pronuncia

1. L'istanza è respinta.

2. La tassa di giustizia di fr. 100.-- e le spese di fr. 50.-- sono poste a carico del richiedente.

3. Intimazione:

- __________

- Procuratore pubblico __________

Il presidente: La segretaria:

Avvertenza: contro il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione e revisione penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice della Pretura penale, in triplice esemplare, entro venti giorni dalla notificazione della sentenza, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese.