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Cosa sono queste "Note in Libertà"
Le "Note in Libertà" nacquero come brevi interventi radiofonici per la Rete Due della Radio della Svizzera Italiana. Dapprima furono mandate in onda una dopo l'altra, a raffica, per numerose mattine di seguito. Successivamente sono state ospitate nella trasmissione "Il Bis di Paganini" condotta da Roberto Corrent e Giuseppe Clericetti. Bisogna dire però che l'idea di realizzarle fu di Carlo Piccardi, allora Capo della Rete Due e fu pure lui che battezzò questi miei interventi col nome di "Note in libertà". Il riferimento, evidentemente, era alle "parole in libertà" della poesia futurista. I futuristi dettero enorme importanza alle "parole in libertà", magari anche a spese anche della sintassi, affinché il discorso potesse essere libero da ogni costrizione esterna, a meglio rendere il sentire immediato e istintivo dell'autore. La "libertà", nel caso di queste mie "Note" (che invece spero risultino rispettose della grammatica), è quella di saltare, per così dire, di palo in frasca da un argomento all'altro. Eppure, quando la lingua batte dove il dente duole, alcuni temi che mi stanno a cuore riemergono spesso, anche se in forma di volta in volta diversa; un po' (lasciate che mi dia delle arie) come nelle "Mille e una Notte" o altre opere delle culture del Medio Oriente, in cui le idee e gli argomenti sono organizzati non in forma lineare (dalle premesse alle conclusioni), come si preferisce fare in Occidente, ma in forma ciclica, ripetitiva. Ad ogni ritorno però, di una certa idea viene presentato qualche aspetto collaterale nuovo che in precedenza non era stato visitato.
A poco a poco, il numero di queste Note è andato aumentando ed è stato così possibile organizzarle per aree tematiche e renderle disponibili in blocco nel sito Web della Radio e Televisione della Svizzera Italiana. In effetti la Rete Due, che finora non sembra essersi stancata di ospitarle, continua a farmene produrre e ad alimentare quindi questa zona del suo sito Web.
Vorrei avvertire che il tono di molte di queste Note è spesso scherzoso. Questo non vuol dire però che non tocchino argomenti che io ritengo di una certa importanza. Spesso si tratta, specie in tema di estetica, di posizioni che al momento sono piuttosto di minoranza. Proprio per questa ragione il loro autore ci terrebbe a diffonderle e a fare sapere al grande pubblico che i capisaldi della filosofia romantica dell'arte, che successivamente sono divenuti parte dell'estetica corrente del Novecento, ormai schricchiolano e fanno acqua da tutte le parti (l'idea di genio, di opera immortale, di giudizio della posterità, che esista una musica "leggera" e una musica "pesante", e che la seconda si debba ascoltare in reverente silenzio come se fosse un rito religioso, che l'artista debba esser sostenuto economicamente dalla società pur rimanendo libero di fare sempre ciò che gli pare, ecc., ecc.). Questa forma patologica di romanticismo, cominciano a pensarlo in molti, che sia stata con noi troppo a lungo e che sarebbe proprio ora di dirgli addio.
Ma sono tanti i temi che compaiono, si intrecciano e si sviluppano in queste "Note" e non vorrei quindi farne il riassunto. Questo sito Web ne consente l'accesso attraverso punti di ingresso differenti. Io spero che chi capiti in questo spazio, si diverta un poco ad esplorarne qualcuna.
Marcello Sorce Keller