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In occasione della presentazione del bilancio del suo primo anno d'attività, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha insistito martedì sulla necessità di intervenire per limitare i rischi relativi agli istituti "troppo grandi per fallire".
Il direttore della FINMA Patrick Raaflaub ha sottolineato che si impongono "delle misure drastiche" per queste banche, che costituiscono un rischio sistematico per tutta l'economia.
L'attuale base legale è insufficiente e va modificata in tempi rapidi, ha aggiunto, invitando i politici ad affrontare il problema.
D'intesa con la Banca nazionale (BNS), la FINMA propone svariati adeguamenti, che ritiene indispensabili. Da un lato l'importanza di una banca nel sistema finanziario non va unicamente definita riguardo alle sue dimensioni. Occorre tener conto anche del ruolo svolto all'interno di tale sistema, del suo carattere di non essere sostituibile e del grado di interdipendenza nazionale e internazionale. Il rischio sistemico non è quindi limitato a UBS e Credit Suisse, ha aggiunto Raaflaub, senza peraltro fornire precisazioni.
La FINMA intende anche rafforzare le esigenze in materia di liquidità e di fondi propri per gli istituti potenzialmente a rischio.
Il vicedirettore dell'autorità di vigilanza Urs Zulauf ha dal canto suo messo in guardia contro un fallimento dell'accordo tra Svizzera e Stati Uniti in merito ai problemi dell'UBS col fisco americano.
"Se non si trova alcun punto d'intesa, il rischio è che nuovi procedimenti siano avviati non solo contro l'UBS, bensì anche contro altri istituti finanziari svizzeri", ha avvertito.
L'accordo firmato nell'agosto 2009 tra Berna e Washington, che prevede la trasmissione agli USA di 4450 nomi di clienti dell'UBS che hanno evaso il fisco americano, è stato dichiarato illegale in gennaio dal Tribunale amministrativo federale. Il governo intende ora intende ora sottoporlo al parlamento.
swissinfo.ch e agenzie