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In contemporanea al WEF si terrà a Porto Alegre in Brasile, il Forum sociale mondiale con lo scopo di cercare modelli di globalizzazione alternativi.
Mentre in Svizzera al centro dell'attenzione dei politici e dei media è il ritorno a Davos del Forum economico mondiale (World Economic Forum - WEF), a Porto Alegre, in Brasile, sta per iniziare la seconda edizione del Forum sociale mondiale (FSM).
Il Forum di Porto Alegre si terrà contemporaneamente all'edizione 2002 del WEF che, come noto, quest'anno si è trasferito a New York. In programma dal 31 gennaio al 5 febbraio il FSM ospiterà - secondo le stime degli organizzatori - oltre 60mila persone.
Piattaforma per modelli alternativi di globalizzazione
Il Forum di Porto Alegre vuole essere una piattaforma globale che permetta di cercare modi alternativi di affrontare la globalizzazione secondo lo slogan "un altro mondo è possibile".
"Siccome il processo di globalizzazione è per ora dominato da interessi delle multinazionali e dei paesi più ricchi del pianeta, che trovano sempre tempo e spazio per incontrarsi, è necessario far sentire una voce critica a livello mondiale", afferma una responsabile del FSM.
In altre parole, pare di capire, siccome a livello planetario non vi è un parlamento con una maggioranza e un'opposizione, il FSM intende essere una specie di forum d'opposizione mondiale che in un clima di confronto e dialogo affronta i problemi del pianeta quali la povertà, le guerre, il divario Nord-Sud.
La pace al centro delle riflessioni
Numerosi i temi che saranno trattati al FSM. La griglia delle conferenze è suddivisa in quattro rami principali: (1) produzione delle ricchezze, (2) accesso alle ricchezze, (3) affermazione della società civile e degli spazi pubblici, e (4) etica e il potere politico.
"Tenendo conto degli attentati dell'11 settembre e della guerra in Afghanistan il tema della pace sarà al centro delle nostre riflessioni", afferma Eric Toussaint, uno degli organizzatori del Forum e responsabile del Comitato per l'abolizione del debito del Terzo mondo.
Presenti José Saramago e Noam Chomsky
Sono attese numerose personalità di spicco fra cui il portoghese José Saramago, premio Nobel per la letteratura, e Noam Chomsky, noto linguista e intellettuale americano conosciuto per le sue posizioni critiche nei confronti della politica estera USA.
Fra le personalità politiche menzioniamo l'ex ministro degli interni francese e candidato alle elezioni presidenziali Jean-Pierre Chevenement o ancora l'ex vice-presidente del Governo italiano e l'attuale sindaco di Roma Walter Veltroni.
La delegazione svizzera
L'ONG svizzera E-Changer ha messo in piedi una delegazione, composta da un gruppo di parlamentari federali, da alcuni rappresentanti della società civile e da una dozzina di giornalisti invitati dal sindacato Comedia.
Fra i parlamentari vi saranno il capogruppo socialista Franco Cavalli (TI) e il co-presidente dei Verdi svizzeri Patrice Mugny (GE); con i consiglieri nazionali Pierre-Yves Maillard (PS/VD) e Rudolf Strahm (PS/BE) i socialisti svizzeri saranno rappresentanti dai principali esponenti della loro ala di sinistra e di quella più liberale.
All'ultimo momento il vicepresidente del PDC svizzero François Lachat (JU) ha deciso di non partecipare al viaggio per motivi personali. Fanno parte della delegazione anche Peter Niggli, segretario nazionale della Comunità di lavoro, e Eric Decarro, presidente del Sindacato dei servizi pubblici.
Prima di recarsi a Porto Alegre la delegazione svizzera farà un soggiorno di quattro giorni a Sao Paulo dove visterà vari progetti di aiuto allo sviluppo e in particolare il Movimento dei contadini senza terra.
Il Consiglio federale preferisce il WEF
E la Svizzera "ufficiale"? Mentre ben tre consiglieri federali - il presidente Kaspar Villiger, Pascal Couchepin e Joseph Deiss - saranno presenti al WEF di New York nessun rappresentante ufficiale del Governo svizzero è atteso a Porto Alegre.
La partecipazione ufficiale svizzera si limita invece a un diplomatico del Dipartimento federale degli affari esteri e alla signora Dora Rapold della Direzione dello sviluppo e della cooperazione.
"La Svizzera sta perdendo un'ottima occasione per far vedere ai paesi del sud che prende sul serio i loro problemi", osserva il consigliere nazionale bernese Rudolf Strahm, parlando a São Paulo con l'inviato di swissinfo.
È un attegiamento tipico, aggiunge Strahm, quello di inviare rappresentanti dell'aiuto allo sviluppo e del dipartimento degli esetri e non del dipartimento dell'economia e della finanze. Eppure dovrebbero essere proprio questi dipartimenti ad aprire gli occhi sulle necessità del sud, quando si occupano di negoziati nell'ambito dell'OMC e del Fondo monetario.
Anche il consigliere nazionale vodese Pierre Tillmanns è rammaricato che la Svizzera invii a New York tre consiglieri federali e solo dei funzionari a Porto Alegre. "La Svizzera ufficiale si interessa ancora proppo poco agli altri paesi." Eppure proprio a Porto Alegre ci sarebbe ancora molto da imparare.
swissinfo