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Il progetto prevede che in futuro ogni contribuente, anche se sposato, compili individualmente la propria dichiarazione fiscale
In futuro ogni contribuente, anche se sposato, dovrà compilare la propria dichiarazione fiscale. Lo ha confermato oggi il Consiglio federale, al termine della procedura di consultazione, fissando i parametri della riforma che introduce l'imposizione individuale.
Nel prossimi mesi il Governo preparerà il messaggio a destinazione del Parlamento, che dovrebbe essere pronto entro il prossimo mese di marzo, si legge in una nota odierna. Tale disegno fungerà da controprogetto indiretto all'"Iniziativa per imposte eque", che l'esecutivo raccomanda di respingere.
La riforma ha come obiettivo di eliminare la cosiddetta "penalizzazione del matrimonio", dichiarata incostituzionale dal Tribunale federale nel lontano 1984.
Per porvi rimedio l'esecutivo propone il passaggio all'imposizione individuale a tutti e tre i livelli statali (federale, cantonale e comunale). Di conseguenza, se il progetto andrà a buon fine, i coniugi saranno tassati separatamente come le coppie non sposate. Dovranno quindi compilare due dichiarazioni d'imposta distinte.
Sulla base dei pareri emersi durante la consultazione, l'esecutivo ha apportato alcune modifiche al progetto: le deduzioni per figli nell'imposta federale diretta (IFD) passeranno da 6’600 a 12'000 franchi, e non 9’000 come proposto inizialmente.
Il Governo ha invece deciso di rinunciare alla deduzione per le economie domestiche composte da una sola persona adulta. Lo stesso dicasi, visti i pareri contrari, per le coppie di coniugi con reddito unico.
La riforma comporterà anche adeguamenti alla tariffa fiscale: le aliquote d'imposta per i redditi medio-bassi saranno ridotte e quelle per i redditi molto elevati leggermente aumentate. Gli adeguamenti consentono un effetto di sgravio più omogeneo sulle classi di reddito.
Secondo le stime attuali, la classe di reddito più bassa continuerà a non pagare l'IFD. Con il passaggio all'imposizione individuale, le coppie sposate con una ripartizione dei redditi piuttosto uniforme potranno aspettarsi uno sgravio fiscale. Ciò riguarda anche numerosi coniugi pensionati. Grazie alla riduzione della tariffa fiscale anche le persone sole senza figli beneficiano di uno sgravio.
Il discorso cambia per i coniugi con un reddito unico o un secondo reddito basso. Per loro l'IFD è destinata ad aumentare. A essere interessati sono in particolare le famiglie monoreddito con bambini, poiché la metà della deduzione per figli concessa al genitore che non lavora risulterà inefficace. Nel caso delle famiglie monoparentali, l'imposta federale diretta dovrebbe, secondo le previsioni, aumentare solo per i redditi più elevati.
Nel complesso, precisa il Governo, il numero di persone che a seguito della riforma beneficeranno di una riduzione dell'onere fiscale è nettamente superiore a quello di coloro che dovranno pagare di più.
A livello di casse pubbliche, il passaggio al nuovo sistema comporterà minori entrate dall'IFD pari a circa a 1 miliardo di franchi, 800 milioni dei quali a carico della Confederazione e 200 milioni dei Cantoni.
Per arrivare a una tale diminuzione del gettito ci vorranno tuttavia diversi anni: a causa della complessità del cambiamento di sistema, ci vorrà tempo prima che tutti i Cantoni abbiano adattato la loro legislazione.
Il tema non è nuovo nella Confederazione: già in passato le richieste di frenare le disparità in materia fiscale hanno acceso il dibattito pubblico. Nel 2016, il popolo ha respinto di misura (con il 50,8% di "no") l'iniziativa popolare dell'allora PPD (ora Alleanza del Centro) "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate". Tuttavia, a causa di un errore del Governo nella pubblicazione delle cifre, il Tribunale federale ha deciso di annullare il voto.
Più tardi, il comitato d'iniziativa aveva però deciso di ritirare l'iniziativa e il presidente del partito, Gerhard Pfister, aveva annunciato il lancio di una nuova iniziativa più inclusiva: il nuovo testo, a differenza di quello presentato anni fa, non contiene la definizione - molto contestata all'epoca - che il matrimonio rappresentava l'unione tra un uomo e una donna. La raccolta delle firme è in corso.
Sullo stesso tema si è mosso anche un comitato interpartitico - composto tra gli altri dall'ex consigliera federale Ruth Metzler (Alleanza del Centro), dalla consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR/VD), dal consigliere agli Stati Daniel Jositsch (PS/ZH), dal presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori Valentin Vogt e da Adrian Wütrich, presidente dell'organizzazione sindacale Travail.Suisse - che ha lanciato l'iniziativa popolare "Per un'imposizione individuale a prescindere dallo stato civile (Iniziativa per imposte eque)", all'origine del controprogetto discusso oggi dal Consiglio federale.
La proposta di modifica costituzionale chiede esplicitamente il passaggio alla tassazione individuale, coppie sposate incluse. Attualmente nella Confederazione la tassazione individuale viene applicata alle persone sole e alle coppie non sposate.
Quelle sposate e quelle dello stesso sesso che vivono in un'unione registrata sono invece tassate congiuntamente. I loro redditi, deplorano gli iniziativisti, vengono dunque sommati e pagano un importo più elevato.