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BERNA - No a una maggiore trasparenza fiscale in Svizzera, sull'esempio di quanto già avviene con l'estero mediante lo scambio automatico di dati bancari. È quanto pensa la Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati (CET-S) che, per 9 voti a 4, raccomanda di respingere un'iniziativa del canton Berna.
Stando all'iniziativa, se venisse introdotto lo scambio di informazioni all'interno della Confederazione, anche i beni patrimoniali finora non dichiarati potrebbero essere sottoposti a tassazione.
A detta del Canton Berna, infatti, le amministrazioni delle contribuzioni cantonali hanno constatato un considerevole incremento di autodenunce esenti da pena in vista dell'introduzione dello scambio automatico di informazioni: solo nel 2010 erano stati annunciati quasi 10 miliardi di franchi di patrimoni in nero.
Rispondendo nel maggio scorso a un'interpellanza del consigliere nazionale Bruno Storni (PS/TI), il Consiglio federale scriveva che l'amnistia fiscale entrata in vigore nel 2010 ha fatto emergere a fine 2018 un totale di 43,7 miliardi. All'inizio il numero delle autodenunce era piuttosto basso, secondo il governo, ma col passare degli anni è nettamente aumentato quando è risultato chiaro che sarebbe stato implementato uno scambio automatico di informazioni a livello internazionale.
Per l'iniziativa, se venisse introdotto un corrispondente scambio di informazioni all'interno della Svizzera, anche i beni patrimoniali finora non dichiarati potrebbero essere sottoposti a tassazione. Per Berna, una divulgazione di tutti i patrimoni in nero risiede nell'interesse dei cittadini onesti e consente di sgravare le finanze della Confederazione e dei Cantoni.
Stando agli estensori dell'iniziativa, il segreto bancario non verrebbe soppresso, perché i dati bancari sarebbero trasmessi solo agli uffici cantonali delle contribuzioni cantonali, le quali sottostanno da parte loro al segreto fiscale.
Nelle sue considerazioni sull'iniziativa, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, la maggioranza della CET-S crede che, prima di adottare una tale misura, sia opportuno attendere la discussione in merito al progetto di riforma dell’imposta preventiva che il Consiglio federale sta elaborando.