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Ex presidente sospettato Trump avrebbe mostrato i documenti top secret ai suoi visitatori
Secondo i media statunitensi, Donald Trump avrebbe conservato apertamente le carte segrete trovate a casa sua. Ha anche fatto rimuovere delle scatole di documenti con delle tempistiche sospette.
Hai fretta? blue News riassume per te:
- L'indagine nei confronti di Donald Trump, accusato di aver preso e conservato impropriamente documenti segreti, sta procedendo.
- L'ex presidente è indagato anche per ostruzione della giustizia. Ci sarebbero nuove scoperte incriminanti soprattutto a questo proposito.
- Secondo un articolo del «Washington Post», Trump avrebbe collocato i documenti nel suo ufficio in modo visibile, mostrandoli anche ad altre persone.
- Inoltre, proprio un giorno prima di consegnare le prime carte alle autorità statunitensi ha fatto rimuovere delle scatole con documenti sconosciuti. Potrebbero trattarsi di ulteriori documenti segreti.
- Trump aveva fatto provare al suo staff la rimozione dei documenti già prima di aver ricevuto il mandato di comparizione.
Donald Trump è sotto inchiesta per i documenti governativi segreti trovati nella sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida, e le prove contro di lui sembrano rafforzarsi.
Nel giugno 2022, gli avvocati del tycoon avevano consegnato alle autorità alcuni documenti segreti. Dato che c'erano dubbi sul fatto che si trattasse effettivamente di tutte le carte, ad agosto l'FBI si è introdotta nella tenuta di Trump e ha trovato numerose altri documenti, alcuni classificati al massimo livello.
Il repubblicano è quindi accusato di aver preso e conservato impropriamente documenti classificati, di aver occultato illegalmente documenti governativi e di aver ostacolato la giustizia.
Documenti segreti visibilmente collocati in ufficio
Il «Washington Post» riporta ora alcuni sviluppi, che probabilmente incrimineranno ulteriormente l'ex presidente. Il giornale cita fonti anonime vicine all'inchiesta.
L'accusa avrebbe raccolto prove sul fatto che Trump ha temporaneamente conservato alcuni dei documenti segreti in un luogo del suo ufficio dove erano chiaramente visibili ai visitatori. Li avrebbe persino mostrati ad alcuni di loro.
Inoltre, appena un giorno prima che l'FBI e i procuratori si recassero a Mar-a-Lago a giugno per ricevere i primi documenti, Trump avrebbe dato ai suoi dipendenti un ordine sospetto: dovevano spostare delle scatole contenenti diverse carte in un altro luogo.
Tempistiche sospette
Secondo l'avvocato di uno dei due dipendenti a cui Trump aveva affidato il compito, il suo cliente non sapeva che tipo di scatole fossero. Aveva semplicemente aiutato a caricarle in un SUV. Non aveva motivo di credere che queste avessero un contenuto particolare.
Molto probabilmente nemmeno gli investigatori sanno cosa ci fosse nelle scatole. Ma la tempistica sospetta dell'azione li porta a credere che l'ex presidente volesse nascondere qualcosa alle autorità.
Inoltre, è emerso che Trump avrebbe fatto fare al suo staff una prova generale, in cui si sono esercitati a rimuovere i documenti. Questa sarebbe avvenuta prima che il tycoon fosse informato dei sospetti contro di lui con un mandato di comparizione nel maggio 2022.
Accusa di nuova ostruzione alla giustizia
Se questi sospetti si rivelassero fondati, incriminerebbero pesantemente Trump in relazione all'accusa di ostruzione alla giustizia. Non sarebbe neanche la prima volta che un investigatore speciale conclude che è colpevole di questo reato.
Nel 2019, il procuratore speciale Robert Mueller ha deciso che il presidente all'epoca ancora in carica aveva ostacolato le indagini sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. Tuttavia, il sospetto che lo stesso Trump avesse collaborato con il Cremlino non ha potuto essere confermato.
Controversia sulla corretta pubblicazione dei documenti
Recentemente, i media avevano parlato dello stato delle indagini. Il canale di notizie «CNN» ha riferito, citando anche fonti anonime, che gli Archivi Nazionali volevano consegnare i documenti al procuratore speciale Smith.
Questo dimostrerebbe che Trump e i suoi consiglieri, durante il suo mandato, erano già a conoscenza della corretta procedura di rilascio dei documenti governativi.
Poche settimane fa, in un'intervista con la conduttrice della «CNN» Kaitlan Collins, Trump ha nuovamente affermato di aver agito correttamente in base al Presidential Records Act: i documenti sono stati automaticamente rilasciati quando li ha portati con sé. Secondo questa legge però la gestione di tali carte è di competenza dell'Archivio Nazionale.
Anche Biden ha conservato documenti segreti senza autorizzazione
Trump non è l'unico politico statunitense di primo piano ad aver tenuto con sé documenti governativi segreti. Carte del genere sono state trovate anche in possesso del suo vicepresidente, Mike Pence, e dell'attuale presidente, Joe Biden.
A marzo, i funzionari dell'Archivio Nazionale hanno testimoniato davanti a una commissione della Camera che ogni amministrazione statunitense, a partire dal mandato di Ronald Reagan, ha gestito in modo scorretto i documenti classificati. Reagan è stato in carica dal 1981 al 1989.
D'altra parte, i casi di Trump, Pence e Biden hanno rappresentato la prima volta in cui dei documenti così importanti sono mancati in modo così evidente da richiedere l'intervento del Dipartimento di Giustizia.