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“Restituiteci i nostri terreni. Da 25 anni viviamo tutt’ora in condizioni critiche. Non vogliamo né un porto né un aeroporto ma soltanto i nostri possedimenti dove poter vivere in pace e in serenità” affermano gli sfollati del nord.
La popolazione Tamil, ormai privata dai loro terreni, espresse la richiesta al commissario delle Nazioni Unite, Said Al-Hussein, il quale si presentò alla struttura d’ accoglienza di Sabapathippillai. Il 07.02.16 il commissario dei diritti umani andò personalmente a verificare le condizioni della popolazione visitando ogni casa e discutendo singolarmente con le persone.
25 anni fa queste popolazioni vivevano in condizioni sia fisiche che economiche molto migliori rispetto ai giorni d’oggi, i quali hanno perso lavoro, case, terreni e libertà di espressione. La popolazione tamil residente al nord vive in questa situazione decadente ma lo stato ambisce alla costruzione di un nuovo porto e aeroporto. A insistere sul riscatto dei loro terreni sono soprattutto le signore anziane che con occhi pieni di lacrime riportarono tutte le vicende al commissario delle nazioni unite.
Zaid Al-Hussein percepisce le numerose sofferenze celate dietro queste persone. Perciò dichiarò di portare lui stesso questa problematica ai commissionari superiori. Diede fiducia agli sfollati dicendo che riuscirà a trovare una soluzione a questa triste realtà e che soprattutto riuscirà a riscattare tutti i loro terreni restituendoli ai proprietari.
Il commissario dei diritti umani Hussein organizzò un incontro con il primo ministro del nord S.V. Vigneswaran e con il ministro del nord, nella quale poterono discutere di una possibile conclusione positiva per gli sfollati del nord ovvero restituire i loro terreni al posto di investirli in un nuovo porto o aeroporto.