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Gli Stati europei devono introdurre leggi in grado di proteggere i transessuali dalla discriminazione e dall'odio di cui attualmente sono vittime, introducendo l'identità di genere come fattore nelle leggi anti discriminazione e l'odio transfobico come aggravante per i reati commessi contro i transessuali.
A chiederlo con forza è il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, nel suo ultimo intervento dedicato alle misure che devono essere attuate per garantire a tutti i cittadini dei 47 stati membri dell'organizzazione paneuropea gli stessi diritti.
Secondo Hammarberg sinora i governi hanno fatto troppo poco per salvaguardare i transessuali che sono ancora oggi vittime di gravi discriminazioni in tutti gli ambiti della loro vita quotidiana, sul lavoro, nell'accesso ai servizi sanitari, nelle attività ricreative, e nelle scuole dove il bullismo nei loro confronti è un fatto comune. Hammarberg sottolinea inoltre che uno studio condotto da Transgender Europe ha evidenziato che dal 2008 sono stati denunciati 41 omicidi di transessuali in dieci paesi del Consiglio d'Europa.
Tuttavia nonostante questa stato di fatto, afferma il commissario, solo due paesi, Svezia e Scozia, hanno introdotto l'odio transfobico come aggravante nel loro codice penale e solo 9 paesi del Consiglio d'Europa, Albania, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Montenegro, Serbia, Svezia e Regno Unito, hanno incluso esplicitamente l'identità di genere nella loro legislazione contro la discriminazione.
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