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Il Consiglio federale non ritiene necessario definire che cosa s'intenda esattamente con l'espressione "pubblicità aggressiva". Ha pertanto dichiarato "sufficienti" le convenzioni finora sottoscritte dalle associazioni di categoria competenti.
Dal primo gennaio 2016 è vietato pubblicizzare in modo aggressivo il credito al consumo o piccolo credito. Chi infrange intenzionalmente questo divieto è punito con una multa fino a 100'000 franchi.
Il legislatore ha lasciato principalmente agli attori del ramo il compito di dare una definizione di pubblicità aggressiva. Tuttavia, se l'autoregolamentazione fallisce o si rivela insufficiente, compete al Consiglio federale stabilire che cosa s'intenda esattamente con "pubblicità aggressiva".
Le associazioni di categoria hanno firmato due convenzioni che contengono esempi concreti di pubblicità da considerarsi "aggressiva", e dunque da vietare ai sensi della Legge federale sul credito al consumo.
"È soprattutto inopportuno dare l'impressione che i crediti siano idonei a estinguere rapidamente i debiti. Inoltre, è vietato pubblicizzare crediti nei pressi delle case da gioco. È inammissibile anche la pubblicità mirata a bambini e giovani", si legge in una nota governativa odierna.
Oltre a ciò, gli attori del ramo hanno stabilito che anche nella pubblicità "il creditore deve attirare l'attenzione sui rischi inerenti all'assunzione di crediti e che una violazione della convenzione può essere punita con pene convenzionali sino a 100'000 franchi (in totale la multa e la pena convenzionale non devono superare questo importo)", spiega ancora il governo.
Per il Consiglio federale, queste convenzioni sono "sufficientemente chiare" e per i creditori è "palese" il tipo di pubblicità non ammesso. Pertanto il governo non ritiene attualmente necessaria una definizione legale del concetto di "pubblicità aggressiva" nelle operazioni di credito. Il governo potrebbe intervenire in un secondo tempo qualora le associazioni di categoria non riuscissero a mettersi d'accordo.
SDA-ATS