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A quattro mesi dall'entrata in vigore dall'accordo che disciplina il trattamento delle domande d'asilo, l'Ufficio federale delle migrazioni (UFM) ha stilato martedì un bilancio positivo.Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2009 - 08:24
"La cooperazione con gli Stati Dublino funziona bene. La Svizzera ha potuto sinora trasferire più persone verso altri Stati Dublino di quante ne abbia dovute prendere in carico in virtù dell'accordo", ha indicato martedì l'UFM.
Dall'entrata in vigore dell'accordo il 12 dicembre del 2008, la Confederazione ha chiesto agli altri Stati firmatari del trattato di prendere a carico 997 persone. In 564 casi la risposta è stata positiva, per 355 si attende ancora risposta, mentre 78 domande sono state respinte.
A sua volta la Svizzera ha ricevuto 52 domande di presa a carico, approvandone 39 e respingendone 10.
Il bilancio stilato dall'UFM non è per contro condiviso dalle organizzazioni non governative che si occupano dei richiedenti l'asilo. Secondo Amnesty International e l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati, che citano come esempio il caso dell'iracheno Fahad Kammas, espulso verso la Svezia qualche giorno fa, le decisioni di rinvio vengono spesso comunicate troppo tardi e non consentono di inoltrare un ricorso con possibilità di successo.
Inoltre i paesi che hanno sottoscritto l'accordo di Dublino basano le proprie decisioni su criteri differenti, mettendo a repentaglio la sicurezza dei richiedenti l'asilo. Per questo motivo le due organizzazioni esortano le autorità elvetiche a seguire le procedure anche all'estero ed eventualmente ad intervenire.
L'accordo di Dublino regola e coordina a livello europeo il trattamento delle richieste d'asilo. All'interno dello "spazio di Dublino", una persona può presentare una sola domanda d'asilo.
swissinfo e agenzie
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