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BRASILIA - L'Istituto brasiliano per l'ambiente (Ibama) ha lanciato un concorso per ingaggiare un'azienda privata che si occupi del monitoraggio della deforestazione in Amazzonia, dopo le polemiche sui dati diffusi dall'Istituto nazionale delle ricerche spaziali (Inpe), che hanno portato all'allontanamento del suo direttore, Ricardo Galvão.
Secondo i termini dell'offerta, le aziende interessate hanno otto giorni per formalizzare una proposta di «servizi di monitoraggio continuo, con uso di immagini quotidiane attraverso rilevamento satellitare» che permetta di «generare allerte quotidiane», che devono successivamente essere indagate dagli ispettori dell'Ibama.
I media brasiliani segnalano che i requisiti tecnici richiesti per il servizio («immagini con una risoluzione spaziale uguale o minore ai 3,0 metri» con «una risoluzione radiometrica uguale o minore ai 12 bit») coincidono esattamente con la qualità delle immagini offerte dalla Planet, una compagnia statunitense i cui dati sono stati usati dal ministro per l'Ambiente, Ricardo Salles, per criticare le cifre sulla deforestazione che sono state presentate dall'Inpe, in base ad immagini del cosiddetto sistema Deter, che hanno una risoluzione spaziale di circa 64 metri.
Bolsonaro insiste con le insinuazioni sulle ong - Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha intanto ammesso oggi che i proprietari agricoli potrebbero essere responsabili dell'ondata di incendi forestali nel Paese - con un aumento dell'82% da gennaio al 18 agosto scorso, rispetto allo stesso periodo del 2018 - ma è tornato a dire che «i sospetti principali» gravano sulle ong ambientaliste, anche se non esistono prove che dimostrino la loro colpevolezza.
Interrogato dai cronisti sulle sue insinuazioni riguardo alle ong - definite «irresponsabili» e «assurde» da dirigenti ambientalisti - e la possibilità che siano i proprietari rurali che appiccano i roghi, Bolsonaro ha detto che «certo, possono essere stati i 'fazendeiros', tutti sono sospettati», ma ha aggiunto subito che «i sospetti principali puntano verso le ong».
«Certo che non ho le prove di questo, Dio mio!», ha aggiunto con tono irritato, spiegando che «non è che uno lo lascia per iscritto: 'adesso vado ad appiccare un incendio lì'. Quello che si mette a bruciare, se non lo prendi in flagranza di reato e poi cerchi chi lo ha mandato a fare questo, non sai chi è».
Bolsonaro si è lamentato del modo in cui i media hanno diffuso le sue dichiarazioni, sostenendo che lui non è affatto a favore degli incendi forestali. Polemizzando con i cronisti, ha chiesto loro: «Volete che dica che sono stati gli indigeni, così domani scrivete che ho dato la colpa a loro? Volete che dia la colpa ai marziani?». Poi ha insistito con la sua tesi polemica: «Secondo me, il più forte indizio che punta verso quella gente è che le ong hanno perso il seno dal quale si allattavano, è molto semplice».
Il fumo degli incendi visibile dallo spazio - Il fumo prodotto dagli incendi che stanno devastando l'Amazzonia in questi giorni può essere visto persino dallo spazio: a catturarne le immagini (v. gallery), il 20 e 21 agosto, sono stati il satellite Sentinel 3, del programma europeo Copernicus dell'Agenzia spaziale europea (Esa), e quello della Nasa, Suomi National Polar-orbiting Partnership.
La foto di Suomi Npp mostra il fumo e gli incendi che si estendono per diversi stati brasiliani, tra cui quelli di Amazonas, Mato Grosso, e Rondonia.
«Non è inusuale vedere incendi in Brasile in questo momento dell'anno - scrive la Nasa sul suo sito - per via delle alte temperature e della poca umidità. Il tempo ci dirà se quest'anno si è segnato un nuovo record o si è entro i normali limiti».
BRASILIA - L'Istituto brasiliano per l'ambiente (Ibama) ha lanciato un concorso per ingaggiare un'azienda privata che si occupi del monitoraggio della deforestazione in Amazzonia, dopo le polemiche sui dati diffusi dall'Istituto nazionale delle ricerche spaziali (Inpe), che hanno portato all'allontanamento del suo direttore, Ricardo Galvão.