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Staccando pure la corrente. La strana storia di Bagram, un tempo punto strategico, e oggi quasi una città fantasma
KABUL - Non è solo una base aerea, quella di Bagram, è un piccolo pezzo di America nel mezzo delle montagne dell'Afghanistan.
Ci sono le piste per gli aerei e le caserme, sì, ma anche un mini-supermercato un Burger King e un fast-food della celebre catena Popeye's. Fino a qualche tempo fa, scrive la CNN, c'era anche un negozio che vendeva Harley Davidson.
Oggi, 20 anni dopo l'insediamento, in quel complesso militare a nord di Kabul non c'è più nemmeno l'ombra di un soldato americano. Nelle carceri però, riporta la BBC, ci sono circa 5'000 prigionieri talebani.
Attualmente - spiegano gli ufficiali dell'esercito afghano ai reporter della CNN - le forze armate afghane stanno gradualmente assumendo il controllo dell'avamposto, occupando aree a cui fino a ora non avevano mai avuto acceso: «Stiamo tentando di capire bene cosa fare», spiegano i militari, «una gran parte di tutto questo noi non l'avevamo mai visto».
Questo perché i marines se ne sono andati, dalla sera alla mattina e staccando la corrente, lo scorso venerdì e molti loro commilitoni afghani lo hanno scoperto solo il giorno stesso: «È come se un vecchio amico se ne fosse andato all'improvviso, senza nemmeno salutare». Oltre alle strutture, a Bagram, di americano restano circa 700 veicoli, diversi dei quali civili. E in alcuni di questi si possono trovare resti di confezioni di snack, come gli Oreo e i Cheetos e lattine di bevande gassate.
Al momento circa 3'000 soldati dell'esercito di Kabul sono al lavoro nella struttura, tentando di capire come - e con cosa - la base possa contribuire al conflitto, ben lungi dall'essere estinto, con i talebani. Si parla di milioni e milioni di oggetti, dalle razioni fino agli utensili più disparati (le foto che potete vedere qui sopra una piccola idea, la danno). Anche il suo valore strategico al momento è poco chiaro: la base è comunque troppo grande per ospitare gli aerei dell'aviazione afghana.
Il ritiro delle truppe americane, arrivato con largo anticipo rispetto alla data prevista dell'11 settembre 2021, segue il piano di ripiego già ufficializzato da Joe Biden all'inizio di quest'anno.
La preoccupazione è che la minaccia talebana possa guadagnare ulteriormente terreno, in un momento di particolare bellicosità e fortuna militare. A oggi si stima che circa 150 distretti (la maggioranza delle quali al Nord e molte arresesi spontaneamente) siano sotto il loro controllo. È circa un quarto di tutto il Paese.
Da decenni un punto strategico
Situata a poco meno di 1'500 metri d'altitudine, nei pressi dell'omonima città, la base di Bagram è stata costruita dalle forze americane nel 1950 diventando poi ufficialmente aerea nel 1976. Ceduta al governo afghano è poi passata sotto controllo sovietico, di nuovo afghano e poi - dopo ripetuti scontri e riconquiste durante tutti gli anni '90 - definitivamente telebano. Con l'invasione americana nel 2001, il complesso torna in mano americana e inizia il processo di graduale espansione. Il ritorno sotto controllo statunitense è avvenuto in seguito all'invasione americana dell'Afghanistan dopo l'11 settembre. Da quel momento in poi è iniziato il processo di espansione della struttura.