Document ID: /curiavista/filtered/00000.jsonl.gz/229020

<h2>SubmittedText<h2><p>Vari Paesi nel mondo si trovano confrontati con deficit importanti a seguito della pandemia da coronavirus.</p><p>Quando i governi hanno le casse vuote, procedono ad aggravi fiscali.</p><p>I ministri delle Finanze del G7 hanno dunque stabilito, di recente, il principio di un'aliquota globale minima ("global minimum tax") del 15 % sui profitti esteri delle società multinazionali. </p><p>Il G7 evidentemente intende imporre a livello globale (lo dice già il nome) l'introduzione della citata aliquota minima. Il tema concerne anche la Svizzera. Ancora una volta, paesi stranieri pretendono di dettare a noi quante tasse dobbiamo prelevare: questo per evitare fenomeni, a loro sgraditi, di concorrenza fiscale.</p><p>Una simile ingerenza nella nostra sovranità fiscale non deve essere tollerata.</p><p>Così come non si vuole, a giusto titolo, permettere all'UE di imporci le sue leggi ed i suoi giudici stranieri tramite l'accordo quadro istituzionale, allo stesso modo non si può accettare supinamente che il G7 prescriva alla Svizzera le aliquote fiscali che deve applicare.</p><p>La sovranità fiscale è in effetti un elemento costitutivo della sovranità tout-court. </p><p>Chiedo al Consiglio federale:</p><p>- E' intenzione del Consiglio federale difendere la sovranità fiscale della Svizzera?</p><p>- Quali conseguenze potrebbe avere, a mente del Consiglio federale, un'applicazione in Svizzera della "global minimum tax" del 15 % decisa dal G7 per quanto attiene alla probabile partenza di importanti contribuenti giuridici ed alla conseguente perdita di gettito? </p><p>- La stima di 3-4 miliardi di minor gettito annuale è attendibile?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il 1° luglio 2021 l'Inclusive Framework on BEPS dell'OCSE, di cui fanno attualmente parte 139 Paesi, ha pubblicato i principi della futura imposizione delle grandi imprese attive a livello internazionale. La Svizzera aderisce a tali principi ai fini del proseguimento dei lavori, facendo valere le proprie riserve e condizioni. I principi pubblicati prevedono un limitato trasferimento dei diritti di imposizione nei Paesi di commercializzazione e l'applicazione di un'aliquota d'imposta globale minima di almeno il 15 per cento.</p><p>La priorità per la Svizzera è costituita dall'insieme delle condizioni quadro competitive intese a promuovere una crescita durevole della propria piazza economica. Nel quadro dei negoziati multilaterali si adopera a favore di uno standard ampiamente condiviso e applicato uniformemente a livello mondiale, che garantisce alle imprese certezza nella pianificazione ed evita il rischio di un groviglio di soluzioni nazionali. L'attuazione deve rispettare le procedure legislative dei singoli Paesi.</p><p>Un accordo multilaterale è atteso entro fine anno. Al raggiungimento di tale accordo, nel contesto dei lavori dell'OCSE e del G20, il Consiglio federale effettuerà una valutazione delle sue ripercussioni per la Svizzera e deciderà in merito all'attuazione a livello nazionale. A tale scopo si orienterà agli obiettivi strategici volti a promuovere l'attrattiva della piazza economica svizzera, l'accettazione internazionale e la resa fiscale. Una stima delle ripercussioni finanziarie per la Svizzera non è possibile allo stato attuale.</p><p>Il Consiglio federale parte dal presupposto di poter decidere nel primo trimestre del 2022 in merito a un piano di riforma coordinato. Un'organizzazione di progetto interdipartimentale, in collaborazione con i Cantoni, i Comuni e gli ambienti economici e scientifici, sta attualmente elaborando le basi necessarie a tale decisione.</p>  Risposta del Consiglio federale.