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CHEYENNE - La vicenda della morte di Gabby Petito e del fidanzato Brian Laundrie sembra essere giunta a conclusione, almeno per quanto riguarda le cause della morte. L'autopsia effettuata sul corpo del ragazzo ha rivelato che Brian si è suicidato con un colpo di pistola alla testa, ha comunicato l'avvocato della famiglia Laundrie. Le affermazioni sono state confermato anche dall'ufficio del medico legale della Florida. Il rapporto ufficiale tuttavia non verrà reso pubblico fino alla conclusione delle indagini.
Anche la famiglia di Gabby è stata informata, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Inizialmente una prima autopsia non aveva evidenziato particolari indizi sulla causa della morte. Solo l'intervento di un antropologo forense e di un odontoiatra forense ha permesso di stabilire la causa della morte di Laundrie.
Il caso - La coppia di giovani fidanzati durante l'estate aveva intrapreso un viaggio a bordo di un furgone, documentando le loro avventure sui social media. La famiglia di Gabby aveva lanciato l'allarme quando non era riuscita a mettersi in contatto con la figlia per diversi giorni. Il 19 settembre la ragazza è stata ritrovata priva di vita nei pressi del Parco nazionale del Grand Teton, nel Wyoming. L'autopsia è giunta alla conclusione che Gabby era stata strangolata alla fine di agosto. Brian nel frattempo era tornato qualche giorno a casa dalla sua famiglia, per poi scomparire nuovamente a metà settembre. Le autorità lo cercavano in quanto «persona interessata nell'omicidio di Gabby Petito», ma non è mai stato formalmente accusato. La sua ricerca era durata una decina di giorni, finché le autorità non hanno ritrovato il 20 ottobre il suo corpo e vari oggetti all'interno di una riserva naturale in Florida, tra cui uno zaino e un quaderno.
Ed è proprio su questo quadernetto, ritrovato inzuppato, che le autorità si stanno concentrando attualmente.