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LONDRA - «I giorni in cui i consumatori britannici potevano comprare in quantità illimitata sono finiti», questo l'avviso dalla Food and drink Federation. Avvertimento che non preoccupa il numero 10 di Downing Street, residenza del primo ministro britannico. Infatti, il portavoce di Boris Johnson ha affermato che «la carenza di cibo nei supermercati finirà entro Natale».
Nel corso di un evento organizzato dall'Institute for Government, Ian Wright, amministratore delegato della Food and drink Federation, ha spiegato che «il risultato della carenza di manodopera è che il sistema just-in-time che ha sostenuto supermercati, minimarket e ristoranti non sta più funzionando». Wright parla delle conseguenze della Brexit, che sono andate peggiorando con la pandemia. Just-in-time è il servizio che ha reso possibile l'arrivo delle derrate alimentari in ogni momento. «Andrà peggio e non migliorerà. Mancano camionisti e questo è in parte dovuto al fatto che adesso lavorano per i rivenditori online e consegnano per Amazon e Tesco». Ha infine aggiunto che «siamo in una carenza permanente».
Un'altra opinione arriva invece dall'amministrazione Johnson. Il portavoce del primo ministro, interrogato dall'Indipendent, non reputa vere tali informazioni. «Abbiamo catene di approvvigionamento alimentare altamente resilienti che hanno affrontato bene molte sfide e crediamo che rimarrà così». Ha insistito infatti sul fatto che gli inglesi godranno di un normale Natale, già perché entro quel tempo, dice, la carenza alimentare non sarà più un problema.
Il governo ha respinto varie richieste di allentare le regole sull'immigrazione, un allentamento che permetterebbe di attirare più conducenti di mezzi pesanti. Il motivo: «Le aziende devono smettere di fare affidamento sui lavoratori europei».