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SOLETTA - Riunito oggi in assemblea generale a Soletta, il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) ha deciso di lanciare un'iniziativa popolare per la revoca del servizio militare obbligatorio. La raccolta delle firme dovrebbe cominciare all'inizio dell'estate.
L'obbligo di servire è la pietra miliare di una concezione dell'esercito ormai sorpassata, sottolinea in una nota il GSsE. È "assurdo" dal punto di vista della politica di sicurezza, poiché le minacce attuali richiedono risposte "non militari", prosegue l'associazione.
L'abrogazione della leva porterà a una massiccia riduzione delle truppe e consentirà di liberare importanti risorse che potranno essere utilizzate per rispondere alle vere minacce della nostra epoca, scrive il GSsE.
Concretamente l'iniziativa "Sì alla revoca del servizio militare obbligatorio!", approvata oggi dall'assemblea, intende inserire nella Costituzione federale il principio secondo cui nessuno può essere costretto a prestare servizio militare. Il servizio civile deve invece essere aperto a tutte e a tutti.
Il nuovo testo del Gruppo per una Svizzera senza esercito potrebbe avere una larga eco nella popolazione. Secondo un sondaggio pubblicato giovedì dal settimanale "L'Hebdo", gli Svizzeri non sono più convinti del sistema militare attuale: soltanto il 43,5% è favorevole all'obbligo di servire.
Durante la sua riunione, il GSsE ha inoltre deciso di proseguire il suo impegno contro l'acquisto di nuovi aerei da combattimento. Il ritiro della sua iniziativa contro i nuovi velivoli non è infatti all'ordine del giorno.
SDA-ATS