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Storicamente questo è stato il primo metodo di elitrasporto utilizzato. L’elicottero era equipaggiato con una rete di nylon tesa orizzontalmente su ciascun lato della cabina, oppure con leggeri contenitori metallici fissati alle traverse del carrello d’atterraggio. Per motivi di sicurezza quanto trasportato veniva coperto da un’altra rete.
Questa tecnica è oggi ancora ampiamente utilizzata soprattutto dalle ditte che trasportano gli sciatori. I costruttori offrono infatti differenti tipi di contenitori nei quali vengono riposti sci e bastoni.
La foto 1 mostra il pilota della Heliswiss Walter Demuth ai comandi del Bell 47G2 HB-XAW nell'estate 1960 mentre trasporta alcune taniche di benzina.
La foto 2 mostra l'Agusta-Bell 47G2 HB-XAO impegnato nel trasporto di due fusti di olio. I primi elicotteri impiegati in Svizzera per il trasporto di materiale disponevano di una potenza limitata ed avevano modeste capacità di carico. Per questo motivo i piloti chiedevano ai meccanici di smontare dall’apparecchio quei componenti che non erano indispensabili al volo, come per esempio la batteria, la radio, l’alternatore, uno dei due serbatoi dorsali (nel caso del Bell 47), le porte, e persino i cuscini dei sedili dei passeggeri. In questo modo era possibile alleggerire l’elicottero di ca. 30-40 kg aumentando nel contempo il carico utile. Non dobbiamo infatti dimenticare che questi elicotteri, nonostante le loro limitate prestazioni, venivano utilizzati per trasporti a quote di oltre 2'500-3'000 metri.
La foto 3 è stata scattata il 9 ottobre 1955 quando il Bell 47G HB-XAE venne danneggiato durante una serie di trasporti nella Linthtal/GL. In quell’occasione un tubo metallico scivolò fuori dalla rete ed urtò il rotore di coda tranciando una delle due pale. Pure danneggiati furono l’arco di protezione del rotore di coda, il traliccio e la trasmissione. Nonostante le forti vibrazioni il pilota Leonard Kunz effettuò un perfetto atterraggio d'emergenza in autorotazione. Nella foto scattata dallo stesso pilota si possono osservare i danni subiti dall’apparecchio.
HAB 12/2009