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L'elezione dei giudici federali non deve essere decisa da appartenenze ai partiti e va slegata dal Parlamento. È quanto chiede l'Iniziativa sulla giustizia, in votazione il 28 novembre, i cui sostenitori hanno presentato le loro ragioni oggi, giovedì.
L'iniziativa popolare "Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio" chiede che l'elezione i giudici del Tribunale federale sia affidata alla sorte e che il mandato cessi cinque anni dopo l'età ordinaria di pensionamento. Solo in caso di gravi violazioni o malattia spetterebbe all'Assemblea federale intervenire.
Per i fautori, i partiti politici nel sistema attuale ignorano la separazione dei poteri. Decidono chi prende posto nel più alto grado di giustizia e i giudici sono membri di partito, con dei veri e propri mandati. In questo modo "i meglio qualificati, senza partito, non hanno possibilità" di diventare giudici del Tribunale federale. La vera competenza in materia "è secondaria".
Con la nuova procedura non vi è rischio che i giudici non rispecchino più lo scacchiere politico o la rappresentanza dei sessi, secondo i sostenitori che hanno commissionato uno studio al Politecnico di Zurigo.
Consiglio federale e Parlamento respingono l'iniziativa, sostenendo che l’attuale sistema funziona bene.