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"Buongiorno, ho un gatto cenerino di circa 12 anni - Luky - e da alcuni giorni ha la terza palpebra di entrambi gli occhi molto in evidenza. Inoltre soffre di fatulenza. Si tratta di una costipazione o di un problema intestinale? Non è mai successo finora. Devo intervenire sul cibo (gli diamo croccantini e bustine di carne per gatti) oppure in altro modo? Grazie per un consiglio".
Raffaella C., Cavigliano
Gentile Raffaella, spesso il prolasso della palpebra bilaterale é associato alla presenza di vermi intestinali che oltre a provocare disturbi digestivi (tipo diarrea, flatulenza o altro), indeboliscono il gatto e riducono lo strato di grasso che si trova dietro gli occhi ed é per questo che l'occhio rientrando parzialmente nell'orbita permette alla terza palpebra di salire. La prima cosa da fare é quindi effettuare una terapia contro i vermi intestinali (esistono vari prodotti sotto forma di pastiglie o liquidi da applicare sulla pelle), ripetendo la terapia dopo 2-3 settimane. Di regola il problema si risolve dopo 3-4 settimane (ci vuole quindi pazienza). A volte dei problemi intestinali cronici possono ugualmente provocare il prolasso della terza palpebra per cui é anche sensato valutare se é il caso di intervenire per migliorare la digestione del gatto.
OVT
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6 aprile - "Gentili veterinari, vi scrivo di nuovo riguardo a Cipsy, il mio gatto di 13 anni. È vivace, giocherellone e mangia regolarmente, non dà segni di malessere insomma. Sono però circa 5-6 giorni che ogni mattina vomita più o meno alla stessa ora ed è solo saliva! Può essere normale o devo preoccuparmi? Cerco di spazzolarlo abbastanza spesso perchè anche se ha il pelo corto è folto, ma nel rigurgito non ci sono mucchietti di pelo. Grazie in anticipo per l'aiuto. Saluti".
Anna B., Agno
Gentile Anna, la saliva - di regola - proviene dalle vie respiratorie o dalla gola e si produce in caso di infiammazioni come laringite, tracheite, bronchite. Nel vomito invece si trova di regola cibo, succhi gastrici, pelo, erba eccetera.
La causa più frequente di questa sintomatologia sono infezioni virali delle vie aeree superiori che spesso nel gatto necessitano di medicamenti per guarire. Vista l'età del gatto é sicuramente consigliabile una visita veterinaria se il problema non si risolve entro pochi giorni e soprattutto se il gatto inizia ad avere febbre e smette di mangiare.
OVT
16 marzo - "Buongiorno, vi leggo sempre con estremo interesse e vi ringrazio del tempo che mettete a nostra disposizione. La mia gatta Burby, di 8 anni, ha preso da qualche mese a leccarsi continuamente la base della coda, fino a procurarsi depilazione e arrossamenti. In origine, ho pensato ad un insetto o ad una lite con un altro gatto, ma poi ho approfondito e "googlando" ho scoperto che potrebbe trattarsi di un problema alle ghiandole anali o ai reni. A livello comportamentale non ho notato alcun cambiamento. Vorrei, per favore, sapere di cosa potrebbe trattarsi ed eventualmente quali cure somministrare. Vi ringrazio per la vostra risposta. Cordialmente".
M.F., Rancate
Il leccarsi é indice, normalmente, di un problema di pelle e quindi penserei come prima cosa a una causa tipo allergia ambientale o alimentare o effettivamente a qualche cosa che ha irritato la pelle in quel punto. Una visita del veterinario potrebbe essere utile per controllare se ci sono delle cause evidenti (tra le quali un infiammazione delle ghiandole perianali). La visita sarà anche utile per instaurare una terapia mirata a togliere il prurito e fare guarire la pelle di Burby.
Se il problema si ripresenta vanno a questo punto valutate tutte le cause allergiche possibili e in particolare allergie alimentari, ambientali e di contatto. Nel gatto esiste inoltre la cosiddetta dermatite da leccaggio dovuta a stress, nervosismo o ansia. Il gatto si lecca in maniera insistente alcune parti del corpo e spesso la pancia, i fianchi e la coda togliendosi con il tempo tutto il pelo e irritandosi la pelle. In questo caso oltre alla terapia per guarire la pelle infiammata é importante capire le cause dello stress e eventualmente somministrare medicamenti per ridurre l'ansia e il nervosismo del gatto.
OVT
3 marzo - "Buon giorno. A Martita, la giovane gattina di una mia amica, è stata diagnosticata la sindrome eosinofilica. Attualmente prende del ribes nigrum più un alimento specifico della Forza10. Tanto alla sua famiglia quanto a me piacerebbe sapere di più riguardo a questa patologia e anche gli accorgimenti che permettono di dare qualità alla sua vita. Grazie per i vostri preziosi consigli".
Margherita D.A., Cadenazzo
Gentile Margherita, la sindrome eosinofilica è un'infiammazione di pelle e mucose in cui la presenza di cellule chiamate eosinofili é predominante. Si tratta di una malattia tipica del gatto e a dipendenza di dove si manifesta l'infiammazione ci possono essere dei sintomi più o meno gravi e fastidiosi. Si va infatti da lesioni di pelle che causano poco prurito e che guariscono spontaneamente a lesioni molto pruriginose soprattutto su collo e schiena che portano il gatto a grattarsi furiosamente, causandosi delle lesioni cutanee anche molto gravi. Vi é poi una forma che colpisce le mucose delle bocca a livello di labbra causando ulcere e granulomi e una forma che colpisce le gengive creando a volte serissime difficoltà al gatto e grossi dolori nel masticare e deglutire.
Non essendoci al momento una terapia che guarisce la causa (che non é ancora conosciuta) ci si deve limitare a controllare i sintomi e la terapia varia molto a dipendenza della localizzazione e della gravità dei sintomi. La terapia descritta nella sua domanda é di tipo naturale e se ha effetti benefici sul gatto sarebbe perfetto. A volte é necessario ricorrere a terapie anche molto intense a base di antibiotici, cortisonici, immunosoppressori, stimolazioni del sistema immunitario eccetera per guarire i sintomi più gravi e tenere sotto controllo le recidive della malattia.
OVT
3 gennaio - "Buongiorno! Il mio gatto ha una forma di raffreddore, starnutisce, soprattutto il mattino, espellendo dal naso abbondante muco giallognolo abbastanza constistente. Gli ho già somministrato a due riprese degli antibiotici dati dal veterinario, ma senza esito. Cosa posso fare? Grazie, cordiali saluti".
Aldo F., Carona
Il raffreddore felino facilmente causa complicazioni come sinusiti o infiltrazioni della parete nasale fino ad arrivare all'osso. Inizialmente si tratta quasi sempre di infezioni virali che poi si complicano con infezioni batteriche o micotiche secondarie. I batteri spesso sono resistenti a diversi antibiotici e quindi é importante scegliere un antibiotico efficace (la cosa migliore é prelevare del muco e effettuare una batteriologia con le resistenze agli antibiotici) e soprattutto dare una dose corretta (meglio se elevata) e curare molto a lungo per guarire completamente il gatto e evitare ricadute.