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Ueli Maurer frena l’entusiasmo dei politici desiderosi di distribuire nuovamente le munizioni nelle case dei militari. “Non siamo più ai tempi della guerra fredda. Non c’è ragione di farlo”, ha affermato il ministro della difesa.
Maurer ha rilasciato le dichiarazioni nelle edizioni odierne dei quotidiani “24 Heures” e “La Tribune de Genève”. Dopo che il popolo ha respinto l’iniziativa sulle armi, i vincitori non hanno tardato a lanciare una controffensiva.
“Dovremmo prima o poi discutere nuovamente della possibilità per i militari di portare a casa le munizioni”, ha detto lunedì il presidente UDC Toni Brunner. Maurer ha però evidenziato che “la distribuzione di munizioni non è all’ordine del giorno”.
Invitato ad esprimersi sull’obiettivo del 40% di voti alle prossime elezioni, evocato da Christoph Mörgeli (UDC/ZH), Il consigliere federale ha dichiarato che “un partito al 40% sarebbe pericoloso per la Svizzera: gli altri sarebbe marginalizzati”. Per l’ex presidente democentrista “non è augurabile per la nostra cultura politica, basata su equilibrio e consenso”.
L’obiettivo ufficiale dell’UDC, il 30% di voti, è invece più realistico secondo Maurer. Un risultato che potrebbe portare il partito a ritrovare il secondo seggio in Consiglio federale.