Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01064.jsonl.gz/706

Il centenario del suo insediamento quale entità indipendente in Svizzera viene festeggiato dall'Esercito della Salvezza con esibizioni di fanfare, fra le quali a Berna la celebre «Hendon-Band» di Londra.Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2001 - 09:19
Senza i volontari non esisterebbe
Movimento religioso protestante fondato a Londra nel 1865, l'Esercito della Salvezza sbarca a Ginevra nel 1882 dopo il successo e la rapida diffusione dell'organizzazione in Francia. Dipendente inizialmente da Parigi, l'Esercito della Salvezza svizzero diventa autonomo nel 1901, dopo aver eletto il suo quartiere generale a Berna.
L'Esercito della Salvezza sviluppa la sua attività nei campi più disparati: cure alle persone anziane, centri di terapia e di reinserimento sociale per tossicomani, alcolizzati o altre persone in difficoltà, assistenza ai bambini gravemente handicappati o disadattati ed alle loro famiglie, grazie all'impegno di «soldati- volontari», che in Svizzera sono circa 4.500
Fedeli alla tradizione
Dal nome "Esercito", alle uniformi, che vediamo spesso sotto Natale durante i cori e concerti di raccolta di fondi la gente può trarre un'idea di "marzialità" che sembra anacronistica e in contraddizione con lo spirito di un'organizzazione assistenziale. Swissinfo ha perciò chiesto alla portavoce svizzera se non sono in programma delle innovazioni in questo senso.
"L'uniforme è una forma d'identificazione che può suscitare nella gente sia simpatia che antipatia, ma per strada siamo così identificabili," spiega Hedi Zogg.Qualche concessione alla modernità è stata comunque fatta negli ultimi anni, con la creazione, per i volontari, di T-shirt e altri capi d'abbigliamento più "casual" che portano l'emblema dell'Esercito della Salvezza.
In quanto alla sigla "Esercito" la portavoce spiega che non è affatto semplice cambiare il nome di un'istituzione: "Si corre il rischio di creare un danno, perché poi il pubblico non sa più con chi ha a che fare."
Un letto per tutti
Franz Dillier è il responsabile "Dell'Ostello del Passante" a Berna, sovvenzionato dalla città: 43 letti messi a disposizione per chi si trova improvvisamente in difficoltà:"Chiunque sia in una situazione d'emergenza trova da noi una sistemazione."
Possono essere persone che vivono per strada per problemi di droga o alcool, persone che lasciano la famiglia o un centro d'asilanti per dei gravi motivi d'incompatibilità. Ma c'è anche chi è appena uscito di prigione e non ha ancora trovato né casa né lavoro. Tra gli ospiti dell'ostello, anche chi ha problemi psichici e ha ad esempio paura a dormire da solo nel proprio appartamento. Circa 10 ospiti ci vivono da più di un anno: uno da ben 16 anni! Ma si tratta di un caso eccezionale:di norma il soggiorno è di pochi giorni.
Visitano l'ostello "anche molti turisti che sono stati derubati, o che hanno perso soldi e bagaglio e vengono a Berna per ottenere documenti provvisori dalla propria ambasciata" aggiunge Franz Dillier."
I centri sociali dell'Esercito della Salvezza riconosciuti ufficialmente dai poteri pubblici in Svizzera sono 59.
Raffaella Rossello
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>