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BERNA - Le casse federali si arricchiscono di 220 milioni di franchi. Questa somma proviene dal prestito accordato dalla Confederazione a Swissair nel 2001. Il Controllo federale delle finanze (CDF) contestava da anni l'impiego di una parte di questo importo.
Complessivamente la Confederazione aveva prestato 1,15 miliardi di franchi alla compagnia aerea elvetica al momento del suo fallimento nell'ottobre del 2001. L'obiettivo era di permetterle di restare in vita il tempo di ritrovare un nuovo acquirente.
Dalle verifiche di bilancio effettuate successivamente dal CDF era però emerso che soltanto una parte del prestito era stata utilizzata dal liquidatore di Swissair. Dopo quasi quindici anni, quest'ultimo ha finalmente ammesso tali critiche e ha rimborsato 220 milioni di franchi, si rallegra il Controllo federale delle finanze nel suo rapporto annuale pubblicato oggi.
Nel 2015, il CDF ha peraltro divulgato 46 verifiche e valutazioni, contro 22 l'anno precedente. Ha pure consentito di accedere ad altri 30 rapporti richiesti dai media in virtù della legge sulla trasparenza. Attualmente il CDF pubblica quasi la metà dei suoi lavori.
Durante le verifiche realizzate lo scorso anno, il Controllo federale delle finanze ha individuato a cinque riprese "carenze significative". In questi casi, l'organo di controllo della Confederazione ha informato immediatamente il Consiglio federale.
Nel dettaglio, il Politecnico federale di Losanna è stato "pizzicato" due volte per sorpassi di budget in progetti immobiliari. Rimproveri sono stati mossi anche all'Amministrazione federale delle dogane e all'Ufficio federale delle strade per pratiche scorrette in materia di acquisti pubblici o di progetti informatici, nonché alla Fondazione per gli immobili delle organizzazioni internazionali di Ginevra.