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<h2>SubmittedText<h2><p>Nella sua risposta alla mozione 04.3325, il Consiglio federale afferma che la differenziazione delle tariffe nel settore dell'assicurazione di responsabilità civile per i veicoli a motore (RC) determinate in funzione della nazionalità non rappresentano una pratica discriminatoria, in quanto sono "materialmente giustificate" se "il calcolo di tali tariffe è effettuato in modo oggettivo ... sulla base delle statistiche". L'autorità di vigilanza in questo ambito è l'Ufficio federale delle assicurazioni private (UFAP). Il Consiglio federale precisa altresì che seguirà gli sviluppi nel settore in questione e, all'occorrenza, predisporrà i provvedimenti necessari.</p><p>A metà dicembre del 2008, l'Ufficio federale di statistica (UST) ha divulgato statistiche concernenti le infrazioni stradali in funzione della nazionalità dei conducenti. Da queste statistiche emerge che le infrazioni sono commesse perlopiù da conducenti di nazionalità straniera. Tuttavia, la differenza rispetto ai cittadini svizzeri non è proporzionale alla distinzione tariffaria applicata da alcuni assicuratori privati. A titolo di esempio, i cittadini dell'ex Yugoslavia sono responsabili del 9 per cento degli eccessi di velocità, mentre i conducenti di nazionalità italiana del 12 per cento. Tuttavia i cittadini dell'ex Yugoslavia pagano premi assicurativi superiori del 44 per cento rispetto a quelli dei cittadini svizzeri, mentre per i cittadini italiani questa percentuale è del 18 per cento. La differenza è accentuata dal fatto che in Svizzera la popolazione della ex Yugoslavia è più numerosa di quella italiana.</p><p>Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale:</p><p>1. Le conclusioni dell'UST hanno indotto l'UFAP a effettuare un controllo presso gli assicuratori privati in merito alle differenze tariffarie dei premi RC in funzione della nazionalità?</p><p>2. Se ciò non è ancora stato fatto, il Consiglio federale intende svolgere questa analisi alla luce delle nuove statistiche?</p><p>3. Se le proporzioni tra le differenze dei premi in funzione della nazionalità non possono essere giustificate sul piano statistico, il Consiglio federale pensa di intervenire presso gli assicuratori privati in questione per correggere la situazione?</p><p>4. L'UST prevede di approfondire il suo studio per determinare se la nazionalità costituisce un criterio esplicativo del comportamento al volante oppure se tale comportamento è riconducibile ad altri criteri statistici, come il sesso, l'età, la posizione socio-economica ecc.?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1.-3. Al 1° gennaio 1996 sono stati aboliti sia la tariffa unica dell'assicurazione di responsabilità civile per i veicoli a motore sia il controllo preventivo dei prodotti. Adottando questa misura il Parlamento ha voluto aprire la via alla concorrenza e permettere ai consumatori di beneficiare di premi commisurati ai rischi. Da allora spetta alle imprese di assicurazione stabilire le tariffe in base ai rischi; per questa ragione sono stati immessi nel mercato modelli tariffari individuali. Questi modelli considerano numerosi criteri, fra cui la nazionalità.</p><p>Definire i gruppi di rischio non è compito delle autorità di vigilanza bensì delle imprese di assicurazione. Queste ultime costituiscono le categorie di rischio in base alla propria valutazione dei rischi e alle proprie statistiche.</p><p>Le statistiche dell'Ufficio federale di statistica (UST) citate dall'autore dell'interrogazione non sono un motivo sufficiente per effettuare una verifica più approfondita. Si tratta, infatti, della rilevazione delle infrazioni stradali commesse in un anno, effettuata in occasione di controlli del traffico. I modelli tariffari delle imprese di assicurazione si rifanno invece a periodi di cinque o più anni. Inoltre, l'oggetto delle rilevazioni statistiche dell'UST è il numero delle infrazioni stradali. Determinanti ai fini dei modelli tariffari sono invece il numero di eventi assicurati e i danni potenziali valutati in franchi svizzeri. Non tutte le infrazioni determinano un evento assicurato e non tutti gli eventi assicurati derivano da un'infrazione.</p><p>La libertà di definire i prodotti e le tariffe di cui godono le imprese di assicurazione è limitata dai comportamenti abusivi. Conformemente all'articolo 46 capoverso 1 lettere f e g della legge sulla sorveglianza degli assicuratori, l'autorità di vigilanza deve proteggere gli assicurati contro gli abusi e intervenire in caso di irregolarità che mettono in pericolo gli interessi degli assicurati. L'abuso si verifica in caso di notevole disparità di trattamento giuridica o attuariamente non giustificabile (art. 117 cpv. 2 dell'ordinanza sulla sorveglianza). Spetta all'autorità di vigilanza verificare, sulla base delle circostanze concrete della fattispecie, se un'impresa sottoposta a sorveglianza denota comportamenti abusivi e se devono essere presi i relativi provvedimenti.</p><p>4. Analizzando le statistiche dell'UST sulle infrazioni stradali emerge una chiara correlazione fra il numero delle infrazioni e la nazionalità dei conducenti colpevoli. I modelli tariffari per il calcolo dei premi dell'assicurazione di responsabilità civile per i veicoli a motore si fondano tuttavia su molti altri criteri, come il numero di sinistri nel corso degli anni, l'età e il sesso del proprietario del veicolo, l'esperienza di guida e numerose caratteristiche del veicolo assicurato (ad es. modello, prezzo di listino, potenza e luogo di immatricolazione). Sulla base di questi criteri si possono conseguire risultati differenziati, non paragonabili a quelli delle statistiche dell'UST.</p><p>Indubbiamente l'UST continuerà ad occuparsi della relazione fra nazionalità e infrazioni stradali e approfondirà la questione considerando gli indicatori relativi a tali infrazioni.</p>  Risposta del Consiglio federale.