Document ID: /fineweb-2-swissfilter-quality_10-filterrobots/filtered/01140.jsonl.gz/718

Il Partito liberale radicale si rivolge alla giustizia e chiede al cosiddetto Comitato di Egerkingen, già all'origine dell'iniziativa anti-minareti, di rimuovere manifesti elettorali in cui il PLR viene accusato di "proteggere gli islamisti radicali in Svizzera".
Il partito si è rivolto al tribunale distrettuale di Andelfingen (ZH), dove ha sede il Comitato di Egerkingen che fa capo al consigliere nazionale UDC Walter Wobmann, reclamando una misura "superprovvisionale" affinché i manifesti, pubblicati anche sui social media, vengano rimossi nel giro di 24 ore. La notizia, pubblicata da Blick.ch, è stata confermata dal segretario generale del PLR Samuel Lanz.
Nei manifesti, comparsi in diverse città, vengono raffigurati i volti della presidente del PLR Petra Gössi, del capogruppo Beat Walti e dei consiglieri nazionali Christian Wasserfallen e Christa Markwalder, che si sono sentiti offesi nella loro personalità. "Non lascio che si insinui che proteggo gli islamisti", ha detto la Gössi al Blick. Se la misura cautelare dovesse essere accolta, il Comitato di Egerkingen, qualora non dovesse ottemperare, rischierebbe una multa di 10 mila franchi.
Gössi, Walti, Markwalder e Wasserfallen, assieme ad altri 88 consiglieri nazionali nello scorso settembre hanno respinto una mozione del gruppo UDC che chiedeva misure incisive per meglio sorvegliare le attività delle moschee e degli imam. La popolazione, ha detto Walter Wobmann al Blick reagendo alla notizia della denuncia, ha il diritto di sapere come votano i deputati eletti in parlamento, "in particolare su misure volte a frenare l'islamismo radicale in Svizzera".
Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: <email-pii>