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Il tetto della nostra casa comune
A chi spetta riparare il tetto?
Ragioniamo meglio attraverso le metafore e quella qui sopra mi sembra efficace.
Immaginiamo la terra (più tecnicamente, la biosfera) nella quale viviamo come la nostra casa, l'abitazione della specie homo sapiens sapiens.
E immaginiamo rappresentare la popolazione umana come fatta da cinque fratelli: uno occidentale, due asiatici e due africani.
In termini di consumo di materie prime ed energia (e di impatto climatico) il fratello occidentale occupa quattro piani della casa, e gli altri il rimanente (dimentichiamoci per ora che in questa casa facciamo abitare gli animali dei quali ci nutriamo, discorso fondamentale ma che rende troppo complessa la metafora).
Il fratello ocidentale occupa i quattro piani belli dal piano terra al terzo, e il quarto piano sotto il tetto, nel quale si trovano gli altri quattro fratelli, comincia a fare acqua (o a diventare invivibile per il caldo, più precisamente).
Ma il fratello occidentale, per un po' di tempo ancora più protetto, dice agli altri di starsene lassù, e che la riparazione del tetto non è affar suo, che prenderà più tempo, che deve essere votata in un progetto di legge che non sia troppo impegnativo perchè sennò la si rifiuta e nessuno si mette al lavoro, che i quattor fratelli sono troppi...
Il resto possiamo continuarlo come vogliamo, aprendo i capitoli che riguardano:
- l’alimentazione e gli animali da reddito
- il fatto che il cambiamento climatico sia arrivato già anni fa in Nord-Africa
- l’aiuto che il fratello occidentale ha dato e sta dando ai quattro fratelli del quarto piano
- che il fratello che occupa quattro piani dice che i quattro fratelli che abitano sotto il tetto sono troppo numerosi
- come accogliamo i rifugiati climatici
- etc…