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Una donna-kamikaze si è fatta esplodere oggi in una stazione ferroviaria a Volgograd, nella Russia meridionale, provocando la morte di 18 persone e il ferimento di almeno altre 40. Lo riferiscono media russi.
L'esplosione è avvenuta alle 12.45 ora locale (le 9:45 in Svizzera) secondo quanto ha comunicato all'Itar-tass una portavoce del ministero regionale dell'interno, secondo la quale l'attentato è stato compiuto nella zona dei metal detector posta all'entrata della principale stazione ferroviaria della città.
Due mesi fa un'altra kamikaze originaria del Daghestan aveva ucciso sei persone facendosi saltare in aria in un autobus pieno di studenti a Volgograd. La città, di circa un milione di abitanti, che si trova nelle vicinanze del Caucaso russo, una zona politicamente instabile, e a 690 chilometri da Sochi, dove sono in programma le olimpiadi invernali del prossimo anno.
Dopo l'attentato di oggi, il presidente russo Vladimir Putin ha quindi ordinato alle agenzie di sicurezza russe di prendere tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza. Lo riferisce l'agenzia Ria citando un portavoce di Putin. Le misure di sicurezza, inoltre, saranno rafforzate in stazioni e aeroporti, ha aggiunto un portavoce della polizia, Vladimir Kolesnikov.
Due giorni fa un'autobomba era esplosa nella città meridionale russa di Pyatigorsk, vicino al Caucaso, uccidendo tre persone.
Identificata kamikaze
Sarebbe stata identificata come Oksana Aslanova, la kamikaze che si è fatta esplodere oggi alla stazione di Volgograd. Lo riferiscono i media russi.
La donna era ricercata dal giugno del 2012. Sarebbe stata sposata due volte a due militanti, poi uccisi, secondo Lifenews.ru, ed era amica di Naida Asiyalova che si fece esplodere lo scorso ottobre sempre a Volgograd, uccidendo sei persone.
La notizia è stata confermata da una fonte ufficiale della Repubblica del Daghestan all'agenzia Ria Novosti.
La donna non avrebbe agito da sola. Secondo il sito di informazione russo Lifenews, che cita fonti di polizia, era accompagnata da un uomo di nome Pavlov, che portava uno zaino sulle spalle, e da un'altra donna chiamata Mikulin.
Entrambi i complici della terrorista sarebbero morti nell'attentato, prosegue il sito sottolineando che si tratta di notizia ancora da verificare.
SDA-ATS