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Si profila una vittoria senza precedenti alle elezioni indiane per la National Democratic Alliance (NDA), la coalizione del premier nazionalista indù Narendra Modi, che incasserebbe una valanga di voti: molti di più di quanto previsto da tutti i sondaggi all’uscita dei seggi.
La NDA, secondo le proiezioni diffuse giovedì dalla Commissione elettorale, otterrebbe circa 345 seggi in Parlamento su 542; l’Alleanza Progressista Unita che si raggruppa attorno al Partito del congresso si fermerebbe a una novantina in tutto. Il suo leader Rahul Gandhi, 48enne nipote di Indira e figlio di Rajiv, ha ammesso la sconfitta. Anche quella personale, nel "feudo di famiglia" a Amethi.
Elezioni durate oltre un mese
Il voto si è svolto sull'arco di sei settimane e sono ora in corso i conteggi dei voti espressi. Tutto avviene nelle “strong rooms”, le camere di massima sicurezza, dove le scatole sigillate che contengono le apposite macchine elettroniche EVM sono state fatte confluire e tenute sotto controllo 24 ore su 24 da agenti e sorvegliate da telecamere a circuito chiuso. I seggi allestiti in tutto il paese per le sette giornate di voto sono stati un milione e 300'000: con un'altra delle sue strabilianti, e rare, prove di efficienza, l'India conta i voti di altrettante macchine EVM in poco più di otto, massimo dieci ore.