Document ID: /curiavista/filtered/00000_business.jsonl.gz/201103

<h2>SubmittedText<h2><p>Il Consiglio federale è incaricato di adeguare l'articolo 2 della legislazione postale e l'articolo 29 dell'ordinanza sulle poste affinché i formati per lettere impiegati nella legge e nell'ordinanza siano uniformati agli usi dell'UPU (Unione postale universale).</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>Il Consiglio federale ritiene che l'armonizzazione delle disposizioni svizzere con quelle dell'Unione postale universale (UPU) a livello di peso e di formato per le lettere, come richiesto dall'autore della mozione, non sia una misura appropriata per migliorare la situazione dei commercianti svizzeri nei confronti di quelli esteri, e ciò per le ragioni esposte qui di seguito:</p><p>Come illustrato nella risposta all'interpellanza Grüter 19.3146, la Posta Svizzera sarebbe obbligata a offrire un prodotto postale conforme alla definizione dell'UPU soltanto se la portata del servizio universale definita dalla legislazione sulle poste venisse ampliata di conseguenza. Questo, considerato il fatto che le infrastrutture logistiche della Posta sono state ideate in funzione dei formati di prodotto attuali, renderebbe necessario un potenziamento importante. Tali piccole merci spedite come lettere non potrebbero essere trattate con gli impianti di smistamento oggi presenti nei centri di raccolta delle lettere. L'allestimento e l'esercizio di impianti paralleli di trattamento dei pacchi sarebbe assai costosa e inefficiente. Inoltre, per il recapito sull'ultimo miglio nel canale della corrispondenza si renderebbero necessari, a seconda del volume e delle quantità, adeguamenti a livello organizzativo, di personale e di infrastruttura.</p><p>Poiché i presupposti per il trattamento sarebbero di fatto gli stessi che per i pacchi, il disbrigo di tali invii implicherebbe almeno costi tanto elevati quanto quelli per il trattamento dei pacchi. Da ultimo, siccome i prezzi per gli invii nel servizio universale della Posta devono essere stabiliti per legge in base a principi economici, non ci si potrebbe aspettare un effetto di riduzione sui prezzi per i commercianti.</p><p>Le diverse condizioni quadro per i venditori attivi nel commercio a distanza transfrontaliero sono da ricondurre soprattutto a circostanze esterne al servizio universale postale o alla legislazione postale (soprattutto livello più elevato dei prezzi in Svizzera, forza del franco svizzero, assortimento di prodotti; cfr. in merito il postulato Moser 17.4228, "Armi pari per tutti i venditori on line": <a href="https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft ?AffairId=20174228">https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft ?AffairId=20174228</a>.). Le differenze principali risiedono innanzitutto nelle diverse strutture di prezzo e nei prezzi dei prodotti dei commercianti svizzeri rispetto ai venditori attivi in particolare nei Paesi asiatici. Questi ultimi tra cui la Cina sono in grado di produrre beni a prezzi molto bassi e inoltre possono inviare i loro prodotti beneficiando di costi di spedizione inferiori tramite il sistema postale internazionale. Nell'invio postale internazionale tramite il canale dell'UPU la durata degli invii è sensibilmente maggiore rispetto a quanto avviene a livello nazionale. In questo segmento caratterizzato dai prezzi bassi i clienti accettano generalmente tempi di trasporto più lunghi. Nell'invio di pacchi a livello nazionale, invece, sia i mittenti sia i commercianti on line beneficiano di prestazioni aggiuntive (ad es. gestione attiva dei pacchi) e possono contare su tempi più brevi.</p><p>Nel commercio on line si osserva sempre più spesso che i venditori internazionali non effettuano più la spedizione dei loro beni tramite il canale dell'UPU, ma portano loro stessi i beni in Svizzera e li affidano alla Posta per la distribuzione all'interno del Paese. In tale ambito, poter contare su tempistiche più brevi dovrebbe avere un ruolo notevole. Poiché la Posta, per ragioni di diritto della concorrenza e postale, deve garantire le stesse condizioni a tutti i clienti, le strutture dei costi di spedizione di un numero crescente di fornitori esteri si allineano sempre di più a quelle dei commercianti svizzeri on line. Al contempo, anche le tariffe internazionali all'interno dell'UPU si uniformano gradualmente.</p>  Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.