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L'Aula del Senato italiano ha autorizzato giovedì pomeriggio il processo all'ex ministro degli interni e vicepremier, Matteo Salvini, per la vicenda Open Arms. I favorevoli all'autorizzazione sono stati 149, i contrari 141. Il leader della Lega dovrà rispondere di sequestro di persona per aver impedito lo sbarco di 164 migranti dalla nave umanitaria, in Sicilia, nell'agosto 2019.
Quello della Open Arms è il terzo caso (che riguarda una nave di salvataggio) nel quale Salvini è accusato di sequestro di persona (gli altri due casi riguardano le navi Diciotti e Gregoretti).
Durante i suoi 14 mesi come ministro dell'Interno, Salvini ha ripetutamente negato l'accesso ai porti italiani alle navi che trasportavano i migranti salvati dai naufragi. La sua iniziativa ha lasciato i migranti bloccati in mare per lunghe settimane prima che i Paesi europei potessero identificare un porto o un tribunale disposto a intervenire.
Nel caso in questione, Salvini ha rifiutato l'accesso alla nave di soccorso Open Arms, che è rimasta in mare per tre settimane fino a quando non è stata finalmente autorizzata ad entrare in un porto dell'isola italiana di Lampedusa.
"Contro di me festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l'Italia", ha dichiarato dal canto suo il leader Salvini, dopo il voto di Palazzo Madama.
Il via libera del Senato al processo a Salvini è un'"occasione importante per ristabilire la verità dei fatti e per riaffermare, una volta per tutte, l'inviolabilità delle leggi internazionali e nazionali che regolano la nostra convivenza civile e che hanno permesso alle democrazie europee di non ripetere gli errori tragici del passato". È il commento della Ong spagnola Open Arms dopo la decisione del Senato.
La vicenda Open Arms
Era il 20 agosto 2019 quando la Procura di Agrigento dispose il sequestro preventivo della Open Arms - nave da ricerca e soccorso della omonima Ong spagnola - e l'immediato sbarco dei migranti a bordo.
All'inizio di ottobre, i pm di Agrigento si recarono al Ministero dell'interno (ai tempi presieduto da Salvini), a Roma, per individuare chi non aveva dato il via libera agli approdi nei casi della Sea Watch 3 e della Open Arms.
A meta' novembre, per sequestro di persona e omissione d'atti d'ufficio in concorso - reati commessi a Roma dal 14 al 20 agosto - l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini venne iscritto, dalla Procura di Agrigento, nel registro degli indagati.
L'inchiesta sui test sierologici e il nome di Salvini
Salvini, in questi giorni, è al centro delle polemiche anche perché il suo nome è spuntato nelle carte dell'indagine sui test sierologici della Diasorin e l'ospedale San Matteo di Pavia. "Una vergogna, giustizia alla Palamara. Quando la Lega tornerà al Governo, la riforma della giustizia è la prima cosa che farà", ha replicato il leader del Carroccio.
Intanto, in Lombardia, proseguono le indagini dei magistrati contro un altro importante esponente della Lega, il presidente della Lombardia Attilio Fontana, accusato di frode per lo scandalo dei camici ospedalieri. Fontana respinge le accuse.