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Agopuntura: contro i dolori del ciclo
(Cover) - IT Fitness & Wellbeing - Da secoli la pratica dell’agopuntura è nota per le sue proprietà terapeutiche e curative in relazione ad una vasta gamma di problemi fisici e dolorose condizioni muscolari. Ma secondo una recente ricerca condotta presso la National Institute of Complementary Medicine (NICM) in Australia, il trattamento può giovare enormemente anche alle donne che mensilmente patiscono i dolori del ciclo mestruale, e migliorare la qualità della loro vita a lungo termine.
Il team, con a capo il dottor Mike Armour, ha preso come campione 74 donne di un’età compresa tra i 18 e i 45 anni, sottoposte ad individuali sedute di agopuntura manuale ad alte e basse frequenze e elettroagopuntura, la quale funziona con degli elettrostimolatori che erogano delle piccole correnti elettriche.
Tutte le partecipanti hanno ricevuto 12 sedute nell’arco di tre cicli mestruali: un appuntamento settimanale nel gruppo delle basse frequenze, o tre volte alla settimana in quello delle frequenze alte. Tutte le donne sono state sottoposte ad un trattamento di agopuntura entro 48 ore dall’arrivo del ciclo.
Alla fine dello studio, circa il 50% delle donne ha riportato un significativo calo della gravità dei sintomi. Alcune di esse sono state meglio per un periodo di tempo lunghissimo anche dopo l’esperimento, fino ai 12 mesi successivi.
«Questo cicli di agopuntura hanno dimostrato di poter ridurre l’intensità dei dolori mestruali e migliorare la qualità della vita delle donne che ne soffrono», ha dichiarato il dottor Armour.
«Tuttavia, le prove sono limitate al modo in cui un cambiamento nel “dosaggio” dell’agopuntura può influenzare il risultato: il nostro studio indica che la stimolazione manuale con gli aghi, piuttosto che quella con le cariche elettriche – più comunemente usata negli studi cinesi per alleviare i dolori – può contribuire a ridurre il bisogno di prendere farmaci antidolorifici. Questo, di conseguenza, rappresenta un miglioramento anche per quanto riguarda sintomi secondari come nausea e mal di testa».
La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica PLOS ONE.
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