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Invece di riadagiarsi nell’acqua, Sweeney uscì e si asciugò rapidamente. Mentre finiva di farlo, guardava il piccolo rigurgito dell’acqua mentre la vasca si svuotava. E gli venne la domanda: ho commesso un assassinio? Non è forse una vasca d’acqua, quando è piena, un’entità? Un ente che ha, se non la vita, per lo meno un’esistenza propria. Ma allora la vita nel corpo umano è come l’acqua in una vasca: non può darsi che attraverso la canalizzazione delle arterie e delle vene essa scorra verso una specie di lago Michigan e poi forse in un oceano, quando viene tolto il tappo della chiusura della vasca? Eppure anche così è un assassinio, perché se l’acqua continuerà a esistere quella data vasca non esisterà mai più, non vivrà mai più.
Cancelò l’evidenza del delitto sciacquando la casca e tornò in camera sua.
Fredric Brown; La statua che urla; Interno Giallo Editore, Milano, 1991