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Tra le tante buone ragioni per sottoporre i bambini al vaccino contro il morbillo ve n’è una finora sottovalutata: la protezione del sistema immunitario. L’infezione da morbillo, infatti, distrugge buona parte delle difese, causando un fenomeno che viene chiamato amnesia immunologica, un’immunosoppressione il cui effetto è una sorta di azzeramento della memoria immunitaria che aumenta singificativamente il rischio che i bambini rispondano meno bene ad altre infezioni.
Fino ad oggi si riteneva che l’amnesia immunologica durasse al massimo 3 mesi, ma ora uno studio pubblicato su Science da pediatri e immunologi dell’Università di Princeton (USA) e di Rotterdam (Olanda) dimostra che l’immunosoppressione può continuare anche fino ai 3 anni. Per giungere a queste conclusioni gli autori hanno analizzato migliaia di dati clinici provenienti da Gran Bretagna, Stati Uniti, Danimarca e Galles, dimostrando la relazione tra il mancato ricorso al vaccino e l’aumento, nei 2,5-3 anni successivi, di infezioni e mortalità.
Nel mondo – ha ricordato in un commento allo studio Mitch Leslie, corrispondente della rivista - il morbillo uccide ancora oggi 140.000 persone ogni anno. Gli Stati Uniti avevano dichiarato la malattia eradicata nel 2000, ma la recente epidemia innescata da alcuni bambini in visita a Dysneyland ha dimostrato che il pericolo è ancora presente ovunque e che la vaccinazione di massa è un beneficio per tutta la comunità, a cominciare da quella infantile.
A.B.
Data ultimo aggiornamento 28 maggio 2015