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Il Partito evangelico (PEV) ha tempo fino al 10 dicembre per raccogliere le 50 mila firme necessarie al referendum contro le modifiche alla legge sulla medicina della procreazione (LPAM).
Tali modifiche autorizzano l'analisi genetica di embrioni in vitro per scongiurare la trasmissione di malattie genetiche gravi o anomalie, come la trisomia 21.
Lo indica il Foglio federale pubblicato oggi in concomitanza con la revisione normativa frutto dei cambiamenti all'articolo costituzionale sulla medicina riproduttiva accolti dal popolo lo scorso giugno.
Il 14 giugno, il 61,9% degli elettori e gran parte dei cantoni ha approvato la modifica costituzionale che consente di svolgere la cosiddetta diagnosi preimpianto (DPI). In Svizzera la DPI, l'esame genetico di un embrione concepito mediante fecondazione artificiale prima che sia impiantato nell'utero della donna, è attualmente vietato. Test sugli embrioni per evidenziare malattie ereditarie possono essere effettuati solo durante la gravidanza nell'ambito di esami prenatali.
La modifica dell'articolo 119 della Costituzione federale intende rendere possibile la DPI nel caso di coppie portatrici di gravi malattie ereditarie e di coppie che non possono avere figli in modo naturale. Contemporaneamente alla modifica costituzionale, il parlamento ha approvato anche la LPAM, andando tuttavia più lontano di quanto volesse il Consiglio federale. Oltre alle malattie ereditarie gravi, vi ha incluso anche le anomalie genetiche, come la Trisomia 21. Durante i dibattiti in aula, il Consigliere federale Alain Berset ha più volte paventato il rischio di una deriva eugenetica.
Già prima che si votasse sull'articolo costituzionale, il PEV aveva minacciato il ricorso al referendum sulla legge qualora il popolo avesse approvato la modifica costituzionale. In una prima reazione a caldo dopo il sì alle urne, la presidente del PEV Marianne Streiff aveva sostenuto "molti che hanno votato sì oggi, diranno no alla legge".
Le grandi organizzazioni degli handicappati hanno da parte loro già indicato che sosterranno il referendum. Pro Infirmis, che ha sostenuto l'articolo costituzionale, ha dichiarato che appoggerà il PEV con l'obiettivo di suscitare un ampio dibattito sulla legge.
SDA-ATS