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<h2>SubmittedText<h2><p>In vista di ridurre le emissioni di CO2 ricorrendo in particolare alla miscela di bioetanolo e biodiesel nei carburanti, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:</p><p>1. Qual è l'attuale quota di mercato dei produttori indigeni (tra cui Alcosuisse e altri) raggiunta con la vendita di biocarburanti? Quali sono i problemi riscontrati?</p><p>2. La miscela del 10 per cento di biocarburanti consentirebbe un risparmio di CO2 interessante per il settore della mobilità, in particolare per quanto riguarda il bioetanolo?</p><p>3. I veicoli sul mercato elvetico sono in grado di funzionare senza problemi con il 10 per cento di biocarburanti?</p><p>4. Quali sarebbero le conseguenze per la rete di distribuzione della benzina E10-B10? Sarebbe necessario adeguare alcune norme tecniche?</p><p>5. Quale potrebbe essere l'origine dei biocarburanti, delle potenzialità indigene, necessari a coprire la domanda garantendo una produzione sostenibile e con minore impatto sulla produzione alimentare?</p><h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>1. Attualmente in Svizzera sono messi in circolazione circa 4 milioni di litri di bioetanolo. Ciò corrisponde appena all'1 per mille dello smercio complessivo di benzina. Finora, il bioetanolo offerto proveniva totalmente dall'unico produttore nazionale, la ditta Borregaard Svizzera SA. La produzione di etanolo da rifiuti del legno era sensata sotto il profilo ecologico, ragion per cui il bioetanolo era, ai sensi dell'articolo 17 capoverso 2 della legge federale sull'imposizione degli oli minerali, esente dall'imposta sugli oli minerali.</p><p>Per quanto riguarda il biodiesel, in Svizzera vengono oggigiorno smerciati annualmente circa 13 milioni di litri, ossia il 5 per mille dello smercio complessivo di olio diesel. Il 99 per cento è prodotto in Svizzera da oli di colza e oli vegetali usati. Nell'ambito di impianti pilota questo biodiesel è esentato dall'imposta sugli oli minerali. L'esenzione d'imposta in impianti pilota o di dimostrazione è limitata al 31 dicembre 2011, dopo di che bisognerà dimostrare il rispetto dei requisiti minimi dal punto di vista ecologico e sociale. Per poter approfittare di un'agevolazione fiscale le nuove aziende di produzione di biocarburanti devono già oggi fornire tali prove.</p><p>Anche dopo l'entrata in vigore della riveduta legislazione sugli oli minerali in Svizzera mancano ancora direttive per l'utilizzo di biocarburanti. L'elaborazione delle prescrizioni d'applicazione per comprovare l'ecobilancio globale positivo si è rivelata difficile. L'entrata in vigore della relativa ordinanza del DATEC sull'ecobilancio dei carburanti è attesa solo nel corso della primavera 2009.</p><p>2. Nel suo messaggio concernente la modifica della legge federale sull'imposizione degli oli minerali, il Consiglio federale ha stimato il potenziale di riduzione lordo del CO2 a 0,47 milioni per il bioetanolo e a 0,16 milioni tonnellate annue di CO2 per il biodiesel, ciò che corrisponde a circa l'1 per cento delle emissioni complessive di CO2 della Svizzera.</p><p>Con un utilizzo generalizzato di benzina col 10 per cento di bioetanolo (E10), rispettivamente del diesel col 10 per cento di biodiesel (B10) questo potenziale di riduzione potrebbe quasi essere raddoppiato. Con l'utilizzo di E10, rispettivamente B10 è possibile attendersi un contributo importante alla riduzione delle immissioni di CO2 nell'ambito del traffico stradale.</p><p>3. Nell'UE, ma anche negli USA o in Australia, l'E10 e il B10 sono già utilizzati come carburante nei veicoli a benzina o a olio diesel. Nel mese di dicembre del 2008 l'UE ha approvato la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, con la quale viene stabilito che il 10 per cento dei carburanti utilizzati nell'UE devono provenire da fonti rinnovabili. In tal modo l'utilizzo di E10 dovrebbe aumentare. Siccome gran parte del parco veicoli della Svizzera proviene dall'UE, anche per i veicoli svizzeri potrebbero essere utilizzati carburanti E10 o B10.</p><p>4. Già oggi i carburanti sono offerti con il 5 per cento di bioetanolo (E5), rispettivamente il 5 per cento di biodiesel (B5). In caso di aumento della quota parte bio non sono previsti grandi adeguamenti nella distribuzione.</p><p>Le norme europee EN 228 per la benzina e EN 590 per l'olio diesel prevedono una miscela massima del 5 per cento di etanolo, rispettivamente biodiesel. In Svizzera l'allegato 5 dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico rispecchia queste norme. Di conseguenza la miscela del 10 per cento di bioetanolo alla benzina, rispettivamente il 10 per cento di biodiesel all'olio diesel non è permessa. Sarebbe quindi opportuno modificare l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico.</p><p>Al momento, presso il Comitato europeo di normazione (CEN) si sta discutendo una modifica di queste norme EN. Secondo l'andamento dei dibattiti si può affermare che il contenuto di biocarburanti nelle norme potrebbe essere adeguato in tal senso.</p><p>5. Nel suo messaggio concernente la modifica della legge federale sull'imposizione degli oli minerali, il Consiglio federale ha stimato l'utilizzo a lungo termine dei biocarburanti a 200 milioni di litri per il bioetanolo e a 70 milioni di litri per il biodiesel. Come dimostra la risposta alla domanda 1, oggigiorno sono tuttavia utilizzate piccole quantità di biocarburanti. La capacità produttiva nazionale è al momento scarsa. Con la chiusura della Borregaard Svizzera SA nel mese di novembre 2008, attualmente in Svizzera non c'è più nessun produttore di bioetanolo. Per il biodiesel esistono alcuni piccoli impianti, che pur sfruttando integralmente le capacità produttive, ricoprirebbero solo una piccola parte del fabbisogno. Per il maggiore utilizzo di biocarburanti e l'aumento della quota parte bio nei carburanti fossili, la Svizzera dipende pertanto dalle importazioni. Attualmente è difficile stabilire la futura provenienza dei biocarburanti importati in Svizzera.</p><p>In alcuni Paesi l'utilizzo di biocarburanti viene promosso e in parte ne vengono pure sovvenzionati gli impianti di produzione. I grandi produttori si trovano per esempio in UE, negli USA o in Paesi del Sudamerica che sono competitivi anche senza aiuti statali.</p><p>La Svizzera è stato il primo Paese al mondo a introdurre criteri ecologici e sociali per la promozione di biocarburanti. Con questi criteri, ai quali è legata l'esenzione d'imposta dei biocarburanti, si vuole garantire che in Svizzera vengano incentivati solo biocarburanti che dal punto di vista ecologico e sociale non sono problematici.</p><p>In tal modo la Svizzera assume un ruolo di precursore. Essa si impegna nell'ambito di conferenze e organi internazionali (ad es. nell'ambito del "Global Bioenergy Partnership", del Comitato europeo di normazione o nella "Roundtable on Sustainable Biofuels", ovvero la tavola rotonda sui biocarburanti sostenibili) a creare criteri, indicatori e standard di sostenibilità e marche vincolanti a livello internazionale. La credibilità della posizione svizzera viene suffragata con l'effettiva importazione di biocarburanti.</p><p>A causa della regolamentazione restrittiva in Svizzera un inasprimento della legislazione è ritenuto inopportuno anche in vista di un'estensione dell'utilizzo di biocarburanti. Il Consiglio federale si impegna invece affinché le regole svizzere vengano diffuse in forum internazionali. Nella sua risposta parere al postulato Stalder 08.3270, "Crisi alimentare, penuria di materie prime e risorse", afferma di essere disposto a stilare un rapporto in merito all'incentivazione dei biocarburanti. Il rapporto sul postulato Stadler sarà verosimilmente approvato nell'estate del 2009.</p>  Risposta del Consiglio federale.