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Istituita la Commissione indipendente per la prevenzione della tortura; Il Consiglio federale attua in Svizzera il Protocollo facoltativo alla Convenzione dell’ONU contro la tortura
Berna, 21.10.2009 - A partire dall’anno prossimo, una commissione indipendente contribuirà, effettuando visite e controlli in prigioni e istituti penitenziari, a prevenire la tortura e altri maltrattamenti. Mercoledì il Consiglio federale ha nominato i membri della Commissione interdisciplinare, attuando così in Svizzera il Protocollo facoltativo alla Convenzione dell’ONU contro la tortura. Quest’ultimo entrerà in vigore per la Svizzera il 24 ottobre 2009, un mese dopo il deposito dello strumento di ratifica.
Con la ratifica del Protocollo facoltativo alla Convenzione dell'ONU contro la tortura, la Svizzera sostiene gli sforzi internazionali nella lotta alla tortura. Il Protocollo facoltativo si prefigge di rafforzare la protezione dalla tortura in particolare prevedendo visite e controlli in prigioni e istituti penitenziari. Gli Stati contraenti si impegnano a garantire al Sottocomitato dell'ONU l'accesso illimitato a tutti i luoghi in cui si trovano persone private della libertà e a tutte le informazioni rilevanti. Il Protocollo facoltativo prevede inoltre l'istituzione di commissioni nazionali dotate degli stessi poteri del Sottocomitato ONU.
Per attuare in Svizzera il Protocollo facoltativo, il Consiglio federale ha istituito una Commissione nazionale per la prevenzione della tortura, fissando al 1° gennaio 2010 l'entrata in vigore delle basi legali necessarie. Ha eletto per un periodo di quattro anni i dodici membri della Commissione - specialisti in materia di medicina, diritto, perseguimento penale nonché esecuzione delle pene e delle misure -, nominando presidente Jean-Pierre Restellini, il rappresentante svizzero in seno al Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa.
La Commissione indipendente ha in particolare il diritto illimitato di visitare tutti gli istituti penitenziari e le prigioni in cui si trovano persone private della libertà. Fornisce raccomandazioni alle autorità competenti e sottopone proposte e osservazioni su atti legislativi vigenti o previsti. Sotto il profilo amministrativo, la Commissione è subordinata al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).
La Commissione è composta dai membri seguenti:
- Jean-Pierre Restellini, dr. med., presidente
- Alberto Achermann, dr. iur., avvocato
- Elisabeth Baumgartner, avvocato
- Léon Borer, dr. iur., ex comandante della polizia cantonale argoviese
- Claudine Haenni Dale, consulente per la politica dei diritti umani
- Stéphanie Heiz-Ledesma, psicologa
- Thomas Maier, dr. med., psichiatra
- Marco Mona, dr. iur., dr. h.c. rer. publ.
- Alex Pedrazzini, dr. iur., ex consigliere di Stato ticinese
- Franziska Plüss, giudice d'appello
- André Vallotton, ex capo della Sezione Esecuzione pene e misure del Cantone di Vaud
- Esther Alder, assistente sociale
Indirizzo cui rivolgere domande
Ufficio federale di giustizia, T +41 58 462 48 48, <email-pii>
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Ultima modifica 24.04.2023