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Giustizia
Assassinò la moglie, negata la libertà condizionale dopo 40 anni
Nessuna libertà condizionale per un 78enne che nel 1982 aveva assassinato la moglie a Mont-sur-Lausanne (VD). Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), confermando un parere sfavorevole espresso dalla giustizia vodese lo scorso mese di luglio.
Il tribunale cantonale si era espresso negativamente dopo aver constatato che per due volte l'uomo, quando gli erano stati concessi periodi di libertà condizionale (1997-2001 e 2011-2013), aveva violato le condizioni impostegli.
I giudici vodesi si erano inoltre basati su perizie psico-forensi che hanno evidenziato nel 78enne un disturbo della personalità di tipo narcisistico e dissociale. Stando agli esperti, l'uomo presenta ancora alcuni tratti caratteriali che hanno contribuito a fargli commettere un assassinio. In assenza di presa di coscienza, non si può escludere che commetta altri reati.
In una sentenza pubblicata oggi, il TF ritiene che la giustizia vodese abbia valutato correttamente la situazione e le relazioni degli esperti. Concorda con l'opinione che i risultati di un trattamento iniziato di recente possono essere valutati solo dopo un'osservazione prolungata.
L'uomo era stato condannato all'ergastolo nel maggio 1984 dalla Corte di Cassazione penale del Canton Vaud per aver strangolato la moglie 36enne nel luglio del 1982 nella loro casa di Mont-sur-Lausanne. Il processo aveva messo in luce il calvario vissuto dalla vittima, violentata, picchiata, insultata e umiliata per anni da un marito tirannico e maschilista.
(sentenza 6B_1037/2022 del 14 dicembre 2022).
mh, ats