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Kosovo: urne aperte per elezioni legislative
PRISTINA - In Kosovo si sono aperte stamane alle 7 le urne per le elezioni legislative anticipate, le prime dopo la proclamazione di indipendenza del 17 febbraio 2008.
Sul voto, che costituisce un test di maturità politica per un paese caratterizzato da una diffusa povertà e da corruzione e criminalità dilaganti, pesa il boicottaggio annunciato dalla popolazione serba del nord, che non riconosce in nessun modo l'autorità di Pristina e che per questo considera tali elezioni illegali. Più disponibili a recarsi alle urne si sono mostrati i serbi delle enclavi a sud del fiume Ibar, convinti che una partecipazione al voto sia importante per far sentire la propria voce e partecipare ai processi decisionali e di governo.
Contrari al voto, seppur indirettamente, si sono detti il governo di Belgrado e la Chiesa ortodossa serba, per i quali "non vi sono le condizioni" per andare alle urne.
Le urne si chiuderanno alle 19, e si prevede che subito dopo cominceranno ad affluire i primi dati. Gli elettori sono 1.630.636, dei quali oltre 73 mila votano per la prima volta. Per i 120 seggi del parlamento di Pristina sono in lizza oltre 1.260 candidati in rappresentanza di 29 partiti e movimenti. A monitorare gli oltre 2.300 seggi vi sono migliaia di osservatori locali e internazionali.
I partiti che i sondaggi hanno dato in netto vantaggio sono il Partito democratico del Kosovo (Pdk) del premier Hashim Thaci, la Lega democratica del Kosovo (Ldk) del sindaco di Pristina Isa Mustafa,il movimento nazionalista Vetevendosjei (Autodeterminazione) del giovane Albin Kurti.
A garantire la sicurezza e il regolare svolgimento del voto anticipato - generato da una crisi politica nei frapporti tra i due alleati di governo Pdk e Ldk - sono stati mobilitati non meno di 6 mila poliziotti.