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Era molto atteso Marco Odermatt, dopo la grandissima affermazione di giovedì, sinonimo di sesta vittoria in carriera in occasione del primo superG della stagione sulle nevi statunitense di Beaver Creek. Stavolta, però, il talento nidvaldese fallisce l’impresa di vincere un secondo superG di Coppa del mondo nello spazio di ventiquattr’ore. Pur se il giovane leader di Coppa del mondo va davvero vicino a un nuovo exploit, dopo essersi lanciato sulla Birds of Pray con il pettorale numero 7, immediatamente alle spalle di un norvegese Aleksander Kilde autore di una gara fluida e praticamente perfetta: sembrava aver fatto la differenza nella parte centrale del tracciato, invece alla fine Odermatt è costretto a chiudere alle spalle dello scandinavo, che lo supera di soli tre centesimi. Con loro sul podio – in una gara interrotta una decina di minuti dopo la discesa del tredicesimo concorrente, il norvegese Kjetil Jansrud, la cui brutta caduta apparentemente è senza serie conseguenze – finisce anche il beniamino di casa Travis Ganong (+0’’37).
Per quanto riguarda gli altri elvetici, il migliore è il grigionese Gino Caviezel, che è pure il primo elvetico a lanciarsi dal cancelletto di partenza, nono a 1‘46’’ dal vincitore. Quattordicesimo invece Beat Feuz, staccato di 1’71’’.