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Disavanzi in crescita per la città di Zurigo fino al 2017. Il preventivo per il 2014 presentato oggi chiude con un disavanzo di 214 milioni di franchi. Di questo passo le riserve sono destinate ad esaurirsi già nel 2016 e il municipio intende approfondire un progetto di "esame delle prestazioni" già annunciato un anno fa.
La situazione "non è catastrofica", ma occorrono misure per riequilibrare il bilancio entro il 2017, ha detto oggi davanti alla stampa il municipale Daniel Leupi (Verdi), che lo scorso maggio ha assunto la direzione del dicastero delle finanze, "ereditandola" dal dimissionario Martin Vollenwyder (PLR).
Il deficit di 214 milioni - a fronte di spese complessive che raggiungono 8,43 miliardi di franchi - comporterà un calo del capitale proprio a 470 milioni di franchi. Fino al 2007 la più grande città svizzera era riuscita ad accumulare 960 milioni di franchi di riserve per far fronte ai periodi di vacche magre.
Leupi ha annunciato che il piano per l'esame delle prestazioni, già deciso nell'autunno 2012, sarà rafforzato. In una grande amministrazione c'è sempre la possibilità di fare economie, ha detto il municipale ecologista. Il piano di ottimizzazione delle spese prevede in particolare l'esame delle prestazione in settori come le costruzioni, il sostegno alla cultura, i tributi e i servizi di consulenza.
Il piano finanziario per il prossimo quadriennio prevede che i disavanzi aumenteranno a 300 milioni di franchi nel 2015, a 422 milioni nel 2016 e a 441 milioni nel 2017. La leggera crescita del gettito fiscale registrato negli ultimi anni non basterà a riequilibrare i bilanci.
Per l'anno prossimo la città prevede che il gettito fiscale raggiungerà 2,515 miliardi di franchi, circa 30 milioni in più rispetto al preventivo 2013. Le imposte versate dalle persone fisiche dovrebbero raggiungere 1,47 miliardi di franchi.
Quelle versate dalle società dovrebbero ammontare a 676 milioni di franchi, ossia 16 milioni in più rispetto al preventivo 2013. Dall'inizio della crisi finanziaria le due grandi banche che hanno sede a Zurigo non versano più imposte. Leupi ha annunciato che uno dei due grandi istituti di credito inizierà l'anno prossimo a pagare imposte sugli utili. Per motivi legati al segreto fiscale, il municipale ecologista non ha voluto rivelare il nome della banca.
Molte più chiaro era stato una anno fa il suo precedessore: il Credit Suisse dovrebbe iniziare a versare imposte "in dosi omeopatiche" nel 2014, mentre "UBS non potrà pagarle prima del 2017", aveva dichiarato il liberale-radicale Martin Vollenwyder.
SDA-ATS