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<h2>FederalCouncilResponseText<h2><p>I mezzi liberati per il credito quadro destinato al sostegno del disarmo chimico universale sono impiegati efficacemente e conformemente alle direttive del messaggio del 20 settembre 2002 concernente il sostegno al disarmo chimico mondiale (FF 2003 2372).</p><p>Per quanto concerne le opzioni del progetto, Il Consiglio federale aveva precisato nel suo messaggio di voler avvantaggiare i contributi alla costruzione di impianti di distruzione e alla loro infrastruttura. Le misure di accompagnamento dovevano consistere nella promozione di progetti volti a una migliore informazione della popolazione locale. Così facendo, il Consiglio federale sottolineava il fatto che per i suoi progetti la Svizzera doveva trovare un'intesa con gli altri Paesi sostenitori e tentare di assumere una funzione di coordinamento. Per quanto concerne l'aspetto geografico, il messaggio prevede che la maggior parte dei mezzi sarà impiegata in Russia; nondimeno, in casi adeguati, occorre ipotizzare il sostegno alla distruzione di armi chimiche in altri Paesi. La Svizzera ha sin d'ora fornito un sostegno modesto all'Albania, assumendo i costi di verifica dell'organizzazione per il divieto delle armi chimiche e facendo effettuare talune analisi da pare del laboratorio di Spiez.</p><p>Per la realizzazione dei progetti nella Federazione russa, il DFAE ha firmato il 28 gennaio 2004 un accordo quadro con le autorità russe. La Francia, che non ha ancora negoziato alcun accordo di questo tipo, ha espresso il proprio interesse all'inserimento provvisorio del suo programma d'aiuto di vaste proporzioni in Russia nell'accordo quadro firmato dalla Svizzera e dalla Russia. In questo senso la Svizzera può fornire i suoi buoni uffici.</p><p>Un sistema di controllo sanitario sul sito di distruzione di Schutschje costituisce il primo progetto svizzero in Russia. Per proteggere la popolazione si prevede di elaborare prossimamente - in collaborazione con numerosi altri Paesi sostenitori e le autorità russe - un concetto relativo al controllo sanitario, igienico e ambientale in tutti gli impianti.</p><p>Un ulteriore progetto della Svizzera è volto al finanziamento congiunto con i Paesi Bassi di elementi precisi dell'equipaggiamento necessario all'approvvigionamento in elettricità a Kambarka. Progetti similari di approvvigionamento in elettricità sono attualmente in fase di esame su tre altri siti di distruzione. Nel caso della maggior parte degli equipaggiamenti da finanziare si prevede il lancio di un bando di concorso di cui potrebbero per esempio beneficiare le imprese svizzere. Nonostante il volume relativamente modesto dei mezzi messi a disposizione, per il tramite di questi progetti la Svizzera può fornire un contributo diretto a un settore particolarmente importante dell'infrastruttura, assolutamente indispensabile alla distruzione delle armi chimiche.</p><p>Come auspicato dall'interpellante, la Svizzera promuove misure che hanno lo scopo di indurre la popolazione locale a una migliore accettazione dei processi di distruzione. A tale scopo ha sostenuto l'organizzazione non governativa Green Cross versandole sino a fine 2003 un importo globale di 3,2 milioni di franchi; nel 2004 tale contributo sarà aumentato del 40% rispetto all'anno precedente e corrisponderà a 250 000 franchi. Tre dei dieci uffici di Green Cross in Russia sono finanziati dalla Svizzera (altri Paesi sostenitori si sono impegnati a favore dei sette uffici restanti). Il Consiglio federale sostiene gli obiettivi di Green Cross, anche nei confronti di Stati stranieri, e intende proseguire la propria collaborazione con questa organizzazione, pur considerando inadeguato un nuovo aumento del suo contributo.</p><p>Nel quadro del partenariato mondiale del G8 contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e delle materie connesse, la Svizzera si è impegnata con coerenza a favore di un migliorato coordinamento tra sostenitori. Essa ha in particolare proposto lo sviluppo - in collaborazione con il Politecnico di Zurigo - di uno "strumento di gestione dell'informazione". Tale strumento avrebbe consentito ai Paesi sostenitori di accedere ai dati dei diversi progetti dettagliati di ogni processo di distruzione. Sfortunatamente il progetto è fallito di fronte alla resistenza della Federazione russa e alla mancanza di interesse da parte di altri Paesi sostenitori. Sempre in un intento di coordinamento la Svizzera ha proposto alla Commissione Blix - che si consacra al problema generale delle armi di distruzione di massa - di mettere l'infrastruttura svizzera a disposizione di un vertice sulle ami chimiche di esperti di detta commissione.</p><p>La direzione di progetto incaricata dell'attuazione del credito quadro è integrata nel Centro di politica di sicurezza internazionale (CPSI) del DFAE. Essa consulta e informa regolarmente i membri del comitato di pilotaggio, composto da rappresentanti di tutti i servizi competenti. È in atto peraltro una collaborazione particolarmente intensa tra il laboratorio di Spiez e la DSC. Per il Consiglio federale nulla giustifica un cambiamento della ripartizione attuale dei compiti, che ha dato ottime prove.</p>  Risposta del Consiglio federale.