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La Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) riconosce che il Consiglio federale ha in parte già dato attuazione alle varie raccomandazioni contenute nel proprio rapporto d’ispezione «Detenzione amministrativa dei richiedenti l’asilo», mentre alcune altre proposte sono in fase di attuazione. La CdG-N precisa nel rapporto sintetico pubblicato oggi che ritiene ancora necessario intervenire in merito all’espressione «partenze incontrollate», all’armonizzazione delle modalità di decisione della detenzione amministrativa, ai posti di carcerazione e alla gestione dei dati.
Nella seduta del 2 luglio 2019 la CdG-N ha discusso il parere del Consiglio federale del 28 settembre 2018 in merito al proprio rapporto d’ispezione concernente la «detenzione amministrativa dei richiedenti l’asilo», elaborato in base a una valutazione del Controllo parlamentare delle finanze (CPA). La CdG-N valuta in particolare positivamente la decisione del Consiglio federale di dare mandato ai Cantoni affinché si possa evitare che i ragazzi sotto i 15 anni vengano collocati in detenzione amministrativa, cercando invece soluzioni alternative nell’ambito della gestione dei nuclei familiari. Condivide inoltre la valutazione del Consiglio federale secondo il quale per i minorenni con più di 15 anni lo strumento della detenzione amministrativa dovrebbe essere impiegato unicamente quale ultima ratio. Secondo la CdG-N la Svizzera rispetta quanto prescrive la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo in merito ai minorenni con più di 15 anni, poiché le carcerazioni sono solo poche e di breve durata, proprio come richiesto dalla CdG-N nell’ambito della sua quarta raccomandazione. Il rispetto di queste prescrizioni sarà oggetto di un nuovo esame nel corso della seconda verifica.
La CdG-N ribadisce invece la sua raccomandazione secondo cui l’utilizzazione dell’espressione «partenza incontrollata» per i casi in cui le persone sono passate alla clandestinità è fuorviante e inappropriata, poiché in questa categoria rientrano anche i clandestini che vivono in Svizzera. Invita quindi nuovamente il Consiglio federale a procedere a un riesame critico di questa espressione. Per quanto concerne le decisioni e le modalità di applicazione della detenzione amministrativa, la CdG-N giudica positivamente la posizione di massima del Consiglio federale, secondo cui anche per la Confederazione sarebbe utile lo sviluppo di una prassi unitaria. Le misure adottate finora non consentono però di conseguire una migliore armonizzazione. Per questo motivo il Consiglio federale dovrebbe esaminare se in questo settore potrebbe essere opportuno trasferire determinate competenze alla Confederazione.
Nel suo parere il Consiglio federale precisa che nell’ambito del processo di finanziamento dei posti di carcerazione si adopera per fare in modo che i Cantoni dispongano di posti adeguati soprattutto per i minorenni d’età superiore ai 15 anni. La CdG-N ne prende atto. Dalle informazioni di cui dispone emerge però che vari Cantoni non dispongono di posti di carcerazione adeguati per questa categoria di minorenni. Per questo motivo la CdG-N chiede al Consiglio federale di esprimersi nuovamente in merito, indicando anche se sia necessario adottare determinate misure.
Per quanto concerne la gestione dei dati e il monitoraggio (raccomandazioni 6 e 7), il Consiglio federale precisa che attualmente si sta operando su vari fronti per cercare di migliorare la situazione. Questi aspetti saranno nuovamente esaminati dalla CdG-N nell’ambito della seconda verifica.
ACCERTAMENTI RELATIVI ALL’AUDIZIONE DELL’EX CONSIGLIERE NAZIONALE GROSS DA PARTE DEL MPC
La CdG-N ha inoltre deciso di esaminare le circostanze relative all’audizione dell’ex consigliere nazionale e parlamentare europeo Andreas Gross da parte del Ministero pubblico della Confederazione. Gli accertamenti sono effettuati dalla competente Sottocommissione Tribunali/MPC.
Presieduta della consigliera nazionale Doris Fiala (PLR, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 2 luglio 2019.