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L'abolizione della penalizzazione fiscale del matrimonio nell'imposta federale diretta non è per oggi. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha deciso - con 113 voti contro 80 e 1 astenuto - di rinviare il progetto al Consiglio federale.
La maggioranza chiede al Governo di proporre modelli fiscali alternativi.
I dibattiti si annunciavano tesi sin dall'inizio: da una parte i gruppi PPD e UDC che volevano abolire la penalizzazione fiscale delle coppie sposate limitando il più possibile le perdite fiscali per le casse dello Stato. Dall'altro, PLR, PVL e sinistra che volevano altri modelli, come quello in vigore nel canton Vaud o quello con un'imposizione individuale, e peroravano il rinvio del dossier.
Il nuovo Consiglio nazionale, dove democentristi e popolari-democratici insieme non hanno la maggioranza, ha preferito seguire la proposta della sua commissione preparatoria e di rispedire al mittente il progetto di riforma elaborato dal Consiglio federale dopo l'annullamento del voto sull'iniziativa del PPD riguardante l'imposizione fiscale dei coniugi a causa di un "errore grossolano" nel numero di coppie interessate dalla modifica costituzionale.
Secondo il ministro delle finanze Ueli Maurer, che in aula si è opposto invano al rinvio, occorrere ora attendere se il PPD ritira o meno la sua iniziativa popolare "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi fiscali per le coppie sposate". Se i popolari-democratici non ritirano il testo, la votazione dovrà essere ripetuta nel settembre 2020, ha precisato Maurer. Contattati dall'agenzia Keystone-ATS, i vertici del PPD hanno dichiarato di non aver ancora preso una decisione. Vogliono analizzare ulteriormente la situazione.
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