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Gli oltre 730 mila espatriati devono poter far capo a un'unica legge che permetta loro di avere una visione globale dei rispettivi diritti e doveri. Ne è convinta la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N), che con 15 voti contro 5 ha approvato la legge sugli Svizzeri all'estero frutto di un'iniziativa parlamentare del "senatore" Filippo Lombardi (PPD/TI), che ha già ottenuto l'avallo del Consiglio degli Stati. Contrariamente a quest'ultimo, tuttavia, la CIP-N predilige l'opzione della registrazione volontaria degli espatriati presso le ambasciate.
Con l'entrata in vigore di questa nuova legge, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dovrebbe diventare l'interlocutore centrale degli svizzeri all'estero. La nuova normativa disciplina il sostegno che viene loro concesso, i diritti politici, l'aiuto sociale che può essere accordato. Essa dovrebbe riunire tutta una serie di disposizioni legali ora "sparpagliate in diverse leggi e ordinanze e di conseguenza poco intelligibili", precisa la Commissione in una nota odierna.
Con 19 voti contro 4 e un'astensione, la CIP-N ritiene tuttavia che non debba più essere obbligatorio registrarsi presso una rappresentanza elvetica all'estero: ciò "rientra nella sfera di responsabilità del singolo". Il Consiglio degli Stati aveva per contro respinto, con 22 voti contro 14, questa registrazione facoltativa.
La CIP-N ha accolto, con 17 voti contro 2 e 2 astensioni, di inserire contemporaneamente nel catalogo elettorale gli espatriati che si registrano volontariamente: essi ricevono quindi automaticamente le documentazioni di voto.
Più controversa è risultata la proposta di integrare nel progetto di legge anche il settore della formazione svizzera all'estero: essa è stata accolta con 8 voti contro 8 e 7 astensioni, e con il voto decisivo della presidente Cesla Amarelle (PS/VD) . Il Consiglio degli Stati aveva deciso con 19 voti contro 15 di escludere questo settore dalla legge per ragioni formali.
Sempre in divergenza con la Camera dei cantoni, infine, la Commissione propone con 16 voti contro 0 e 5 astensioni che nella legge venga sancita la possibilità per l'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE) di nominare un omonimo Consiglio, eletto democraticamente e con il compito di rappresentare gli espatriati.
SDA-ATS