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È senz'altro un pilastro della cultura gastronomica coreana: come in altri paesi asiatici e orientali, anche in Corea il pasto è costituito da numerose pietanze differenti, tra le quali non manca mai il kimchi, un piatto a base di verdura (di solito cavolo) fermentata nel latte e aromatizzata con peperoncino, zenzero, porro, aglio, rafano e salsa di pesce. A seconda della regione variano gli ingredienti e la preparazione, e ogni famiglia custodisce la propria ricetta, spesso per generazioni. Il kimchi ha la fama di favorire il benessere a lungo termine: gli acidi lattici e acetici che si creano durante la fermentazione stimolano l'appetito e la digestione, proprio come fanno i crauti, esercitano un'azione antibatterica e incrementano anche l’apporto vitaminico, in particolare le vitamine B1, B2 e B12. Ma nel paese d'origine il kimchi ha anche un valore culturale: da sempre le donne del villaggio o della comunità si riuniscono in tardo autunno per prepararlo insieme e in questo modo le anziane introducono le più giovani ai segreti delle ricette di famiglia. Nel 2013 l’UNESCO ha accolto il kimchi e il kimjang, la tecnica tradizionale per la sua preparazione, nell’elenco del Patrimonio culturale immateriale.