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- 01.09.2010
- Inondazioni Pakistan
La dichiarazione del Primo ministro pakistano Yusuf Raza Gilani secondo cui il denaro dell’aiuto dovrebbe essere versato al governo pakistano piuttosto che alle organizzazioni umanitarie private non trova nessun riscontro presso la Catena della Solidarietà.
Come è stato ampiamente spiegato durante la giornata di raccolta di fondi, l’aiuto sarà prestato alle vittime delle inondazioni esclusivamente attraverso organizzazioni umanitarie svizzere sperimentate, in collaborazione con i loro partner locali, che da tempo sono attivi in questo paese. Queste organizzazioni sottopongono alla Catena della Solidarietà progetti chiaramente definiti, che sono valutati e controllati da una commissione di esperti. Attualmente, otto organizzazioni partner della Fondazione della Catena sono attive nelle zone colpite. Ad esempio, Caritas Svizzera e l’Aiuto delle Chiese protestanti lavorano su terreno con l’ADF (Anatolian Development Foundation). Si tratta di una collaborazione che ha già dato buoni frutti in altri paesi musulmani come la Turchia, l’Iran e l’Iraq e che dura ormai da oltre vent’anni. L’aiuto prestato dal nostro paese è coordinato, sia in Svizzera sia in Pakistan, tenendo conto anche delle azioni condotte dalla Divisione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC) della Confederazione.