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Il disegno di legge sul servizio informazioni (LSI) trasmesso al Parlamento contiene elementi problematici sotto il profilo della protezione dei dati: l'utilizzazione di aeromobili o satelliti senza autorizzazione specifica, l'intrusione in sistemi e in reti di ordinatori e l'esclusione dal campo d'applicazione della legge sulla trasparenza dei documenti ufficiali concernenti l'acquisizione di informazioni secondo la LSI.
Abbiamo rilevato a più riprese che il disegno di legge sul servizio informazioni non è totalmente soddisfacente sotto il profilo della protezione dei dati (cfr. 20° rapporto d'attività 2012/2013, n. 1.4.6, in tedesco). Menzioniamo qui di seguito i tre aspetti più problematici.
- Il progetto prevede la possibilità di utilizzare aeromobili o satelliti per compiere osservazioni in luoghi pubblici o liberamente accessibili. Questo implica automaticamente l'osservazione e la registrazione di immagini e suoni concernenti fatti che rientrano nella sfera privata. Per questa ragione e visti i recenti eventi a livello internazionale per quanto riguarda la sorveglianza, occorre chiedersi se un tale impiego non debba essere aggiunto all'elenco delle misure di acquisizione soggette ad autorizzazione; tra l'altro anche perché risulta difficile delimitare chiaramente l'impiego di tali mezzi.
- Oltre alle misure di acquisizione di informazioni, il disegno di legge prevede la possibilità di intrusione in sistemi e in reti di ordinatori per disturbare, impedire o rallentare l'accesso a informazioni. A nostro avviso questi mezzi non sono proporzionati. Simili misure pregiudicano gravemente i diritti fondamentali e oltrepassano di gran lunga quelle a disposizione delle autorità del perseguimento penale.
- Il disegno prevede l'esclusione dal campo d'applicazione della legge sulla trasparenza dei documenti ufficiali concernenti l'acquisizione di informazioni secondo la LSI. Non siamo d'accordo con questa disposizione (per maggiori dettagli cfr. n. 2.5.1 del presente rapporto d'attività).
Difenderemo le nostre posizioni nel quadro dei lavori delle commissioni parlamentari.