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L’Agenzia svedese MSB, responsabile per le questioni riguardanti la protezione civile e la sicurezza pubblica, è stata incaricata dal governo svedese di produrre un opuscolo che sarà inviato a tutte le famiglie del paese il prossimo mese di giugno, contenente suggerimenti su come ci si deve preparare in caso di guerra.
Il governo ritiene che sia scarsa la conoscenza di come affrontare la crisi in caso di conflitto armato o catastrofe nucleare.
All’inizio degli anni ‘40, durante la seconda guerra mondiale, la dispensa “If the war comes” fu pubblicata per la prima volta. Presentava suggerimenti pratici su come comportarsi in caso di arruolamento da parte della Svezia. Le ultime edizioni sono state stampate negli anni ’80.
Il vero motivo di questa decisione sono le preoccupazioni del governo socialdemocratico (centrosinistra) a seguito dell’escalation di provocazioni militari russe ai confini della Svezia, le interferenze di Mosca nelle elezioni USA e l’accordo di collaborazione con la NATO. La Svezia infatti non aderisce ancora pienamente al trattato.
L’Agenzia statale ritiene che tutta la società deve essere preparata alla guerra, non solo i militari.
A seguito della fine della guerra fredda, il governo svedese aveva iniziato un processo di demilitarizzazione con tagli consistenti alle spese militari e con il progressivo smantellamento dei presidi dell’esercito sul territorio.
E adesso, cosa impensabile fino a cinque anni fa, un opuscolo aggiornato rispetto alla versione distribuita negli anni della guerra fredda, si concentrerà sulle operazioni di coordinamento di massa in caso di guerra.
Si stanno perfino ripristinando i bunker antiatomici per tenersi pronti in caso di un potenziale attacco nucleare. La crescita della tensione nei Paesi Baltici e l’annessione russa della Crimea avvenuta nel 2014, hanno generato forti timori.
La MSB ha pianificato di verificare le condizioni di 350 bunker antiatomici civili che si trovano sull’isola di Gotland, nel Mar Baltico. Erano stati progettati per proteggere la popolazione dall’onda d’urto e dalle radiazioni di una esplosione nucleare e per proteggersi anche da armi chimiche e batteriologiche. Mats Berglund, capo della agenzia MSB, ha dichiarato durante un’intervista che esiste una seria e reale minaccia per la sicurezza nazionale.
Nel 2017 la Svezia ha tenuto la più grande esercitazione militare in 23 anni.
I politici svedesi, discutendo a lungo di un possibile ingresso alla NATO, hanno firmato negli ultimi mesi un accordo di cooperazione per consentire alle truppe NATO di operare più facilmente nel territorio in caso di un conflitto rimanendo contrari però ad ulteriori passi verso il trattato.
Anche se fosse, cosa del tutto improbabile, ai missili russi servirebbero pochissimi minuti di volo per un attacco alla Svezia. La popolazione non sarebbe in grado di ripararsi in tempo utile.