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Tutto falso secondo il biografo Clinton Heylin, che ha scritto nove libri sull’iconico performer. In quell’anno Dylan si è diviso tra l'Inghilterra e Los Angeles per la maggior parte del tempo.
Impossibile quindi che all’epoca il cantante abbia molestato sessualmente la ragazzina, ora 68enne e identificata come «J.C.» negli atti legali, per un periodo di sei settimane nel suo appartamento al Chelsea Hotel di New York.
L'ultimo libro di Heylin sul leggendario musicista intitolato «The Double Life Of Bob Dylan: A Restless, Hungry Feeling (1941-1966)», dettaglia proprio il frangente in cui sarebbe presumibilmente avvenuto l’abuso.
«La cronologia della donna non corrisponde ai movimenti di Dylan»
L'autore ha assicurato all'Huffington Post che la cronologia della donna semplicemente non corrisponde ai movimenti di Dylan, perché all'epoca era seguito 24 ore su 24 da una troupe cinematografica per quello che sarebbe diventato il famoso documentario del 1967 sulla star, Don't Look Back.
Sebbene Dylan abbia trascorso del tempo nello stato di New York, non si è mai trattenuto più di un giorno o due, e principalmente ha soggiornato nella città settentrionale di Woodstock, e non a New York.
«E se era a New York, rimaneva invariabilmente nell'appartamento del suo manager a Gramercy, non al Chelsea», ha aggiunto Heylin.
«Non è possibile. Dylan era in tournée in Inghilterra in quel periodo, ed è stato a Los Angeles per due di quelle settimane, più un giorno o due a Woodstock. Il tour è durato 10 giorni, ma Bob è volato a Londra il 26 aprile ed è tornato a New York il 3 giugno».
All'epoca inoltre la futura moglie di Dylan, Sara Lownds, era incinta del loro primo figlio, Jesse.
Heylin si è offerto di testimoniare in tribunale, qualora ce ne fosse bisogno.
Nel frattempo, un portavoce di Dylan ha dichiarato alla BBC che «l’affermazione della donna è falsa e sarà difesa con vigore».