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Improvvisa come un fulmine a ciel sereno e sconvolgente come un terremoto: è la cosiddetta crisi epilettica che, senza alcun segnale anticipatore, si manifesta con le convulsioni, frutto di un momentaneo cambiamento della funzionalità dei neuroni. L'epilessia, infatti, è una patologia neurologica a carico del sistema nervoso e viene assodata nel caso in cui le crisi convulsive si ripetano nel tempo. Quindi, un episodio non decreta la sussistenza della malattia: basti pensare che le convulsioni si possono verificare a qualsiasi età, hanno un'incidenza minima ed, in più della metà dei casi, si verificano durante l'infanzia. La frequenza maggiore in età pediatrica si spiega proprio con l'immaturità del sistema nervoso centrale, che è ancora alle prese con la ricerca di «equilibrio tra stimoli e risposte nervose».
Lesioni cerebrali, congenite oppure causate da traumi o infezioni, possono essere causa dell'epilessia che, in questo caso, sarà definita sintomatica. Ma l'origine può essere anche genetica, quindi con trasmissione di fattori ereditari o con associazione a sindromi caratterizzate da irregolarità genetiche. Cosa fare durane un attacco epilettico? Posizionare il piccolo su un fianco, slacciare i vestiti e togliere gli occhiali se ci sono, ed impedire che la testa sbatta durante le convulsioni. L'idea che durante la crisi la lingua possa essere ingoiata non corrisponde a verità, quindi non serve provare ad aprire la bocca del bambino, né servono rianimazioni cardiorespiratorie! Passata la crisi verificare lo stato di coscienza del piccolo paziente facendogli alcune domande e, poi, riferire al medico eventuali particolari notati durante l'episodio, come deviazione degli occhi o convulsioni predominanti su un lato del corpo.
Le crisi epilettiche sono certificabili con l'elettroencefalogramma che individua quale area del cervello sia coinvolta. TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) e risonanza magnetica, invece, aiutano a determinare la causa del problema se legato a lesioni cerebrali. Curare l'epilessia prevede l'impiego di farmaci necessariamente prescritti da uno specialista, dopo accurato esame della situazione. La prescrizione farmacologica deve essere seguita scrupolosamente per evitare le crisi. L'assenza continua nel tempo di episodi convulsivi, dopo qualche anno, può consentire una progressiva riduzione dei farmaci sino alla loro sospensione, in caso di risposta positiva costante. Quando i farmaci non risultano efficaci per il contenimento della patologia, si ricorre ad interventi chirurgici o stimolazioni vagali, sempre dopo specifica valutazione medica. È importante sottolineare che l'epilessia non rappresenta assolutamente un handicap e che con essa si può convivere serenamente.
In Svizzera, stando ai dati di epi-suisse, l'1% della popolazione soffre di epilessia (di questi, 20'000 sono bambini piccoli).
TMT (ti.mamme team)